PROGRAMMA
AMMINISTRATIVO
DELLA COALIZIONE
DI CENTROSINISTRA
PD, Sabino FORTUNATO per ANDRIA,
Progetto Andria, Emiliano Sindaco di Puglia,
IDV, Andria Cambia Verso.
Sostengono la candidatura altresì
Scelta Civica, Realtà Italia e Centro Democratico
Candidato Sindaco
Sabino FORTUNATO
1. Programmare insieme la Città.
Cari concittadini,
il centrosinistra andriese, dopo aver svolto elezioni primarie nelle quali ho conseguito il
suffragio di circa il 70% dei votanti, mi offre l’opportunità di candidarmi a Sindaco della
Città di Andria.
L’incarico mi onora e, al tempo stesso, mi attribuisce una responsabilità importante,
consapevole della complessità che comporta l’amministrazione di una città di centomila
abitanti, con i tanti nodi da sciogliere e le tante situazioni di bisogno da affrontare.
L’entusiasmo e la determinazione non mi mancano, specie quando si tratta di mettere la mia
persona a servizio della Città che mi ha formato e alla quale sono profondamente legato.
La mia vita professionale ed accademica non ha mai tagliato le mie radici ed anzi costituisce
un elemento di arricchimento a servizio della Città. Se i cittadini mi eleggeranno alla
carica di Sindaco, sarò a completa disposizione della Città, perché ho scelto con piena
consapevolezza quanto la legge mi impone: entrare in aspettativa obbligatoria dal mio
ruolo di professore ordinario presso l’Università e restare a pieno servizio della
comunità andriese.
Con la collaborazione indispensabile e preziosa di Voi concittadini e di quanti con me si
candidano al governo della nostra comunità, condividendo le mie idealità e il sogno di
un’Andria migliore, sono pronto nell’opera di recupero di una convivenza civile che si è
appannata negli ultimi tempi.
Auspico un rapporto corretto tra cittadini ed istituzioni, un risveglio della partecipazione
della comunità civile a dialogare, stimolare, incoraggiare, illuminare i responsabili della
pubblica amministrazione, perché prevalga la ricerca del bene comune, con una particolare
attenzione agli ultimi, a quelli che non hanno voce e forza.
Andria merita altro: più competenza, più passione, più onestà.
Con il Vostro aiuto possiamo fermare il declino, perché con il centrosinistra il futuro è già
in cantiere.
È per questa ragione che il programma della coalizione di centrosinistra, qui di seguito
riassunto, è partito dal Vostro ascolto, attraverso gli incontri che si sono sviluppati nel
progetto “Raccontami la Tua idea di Città” e che proseguono e proseguiranno anche in
futuro, affinché il programma non costituisca un “libro dei sogni” ma una espressione
partecipata e aperta alle esigenze della comunità.
Alla redazione del programma hanno partecipato attivamente gli esponenti delle forze
politiche e delle liste che mi sostengono: Partito Democratico, Progetto Andria, Italia dei
Valori, Emiliano Sindaco di Puglia, Andria Cambia Verso e Sabino Fortunato per Andria.
Sostengono la mia candidatura anche le segreterie di Scelta Civica, Realtà Italia e Centro
Democratico.
A tutti va il mio più affettuoso e sincero ringraziamento.
il futuro è già in cantiere.
FORTUNATO
Sindaco di Andria
2. Una visione complessiva e strategica della Città.
Andria merita altro.
La nostra Città è inserita in un contesto territoriale che può e deve fare “sistema”: i tre
grandi Centri che hanno dato vita alla Provincia della BAT hanno pregi differenziati ma
anche comuni e possono costituire il motore propulsore per il rilancio dell’economia e delle
tradizioni ma anche delle innovazioni culturali delle nostre comunità.
La valorizzazione delle peculiarità ambientali, insediative e infrastrutturali del territorio
andriese deve tener conto degli obiettivi, delle strategie e degli assetti individuati nel Piano
Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP), recentemente adottato nel 2014 dopo
una lunga gestazione, e di cui andranno attentamente valutate le implicazioni sulla nostra
programmazione.
Ma è certo che il ruolo centrale continuerà ad essere svolto dalla vocazione agroalimentare
di eccellenza della nostra economia e dalla ricchezza paesaggistica e turistico-culturale
del Parco dell’Alta Murgia, con il suo Castel del Monte, e del Centro storico cittadino, con i
suoi palazzi le sue chiese medievali e i suoi vicoli.
A ciò deve accompagnarsi una coerente e adeguata rete commerciale e di insediamenti
produttivi; la cura costante del verde e dell’arredo cittadini con un piano straordinario di
“ordinaria manutenzione”; un governo del territorio che sappia davvero ricucire centro e
periferie, con particolare attenzione alla definitiva eliminazione della marginalità cui per oltre
un trentennio è stato destinato il quartiere di San Valentino.
Il momento è propizio per ripensare la Città in maniera diversa, tracciare la strada che
indichi un cambiamento di rotta nel segno della trasparenza dell’azione amministrativa, del
risanamento finanziario, della riattivazione degli istituti di partecipazione, che avvicinino
gli andriesi al palazzo in una relazione reciproca.
Le nostre priorità per i prossimi cinque anni devono muoversi verso alcuni obiettivi
fondamentali:
A. Una rinnovata mobilità urbana, a partire dalla soluzione del nodo ferroviario della
Bari Nord che spezza in due la Città e dal ripensamento del Piano del Traffico e del
Piano parcheggi;
B. una Città più salubre e più vivibile, che sappia investire sull’innovazione,
ridisegnando i luoghi mercantili e artigianali, recuperando i tessuti produttivi
delle aree PIP e dell’Area Industriale, favorendo il dialogo tra ricerca e industria
per orientare le economie della Città verso forme più pulite, ecologiche e ad alto
contenuto tecnologico;
C. una Città dall’approdo turistico che sappia essere polo di attrazione dei visitatori
in un flusso integrato fra Castel del Monte e Centro storico e l’intera area del Nordbarese;
D. una Città della cultura, che voglia promuovere nuovi centri di aggregazione
culturale, musei tecnologicamente avanzati e sedi universitarie distaccate per la
crescita civile delle nostre intelligenze giovanili;
E. una Città a misura d’uomo, sia in termini di partecipazione ai processi amministrativi
sia in termini di potenziati servizi sociali ed economici.
il futuro è già in cantiere.
FORTUNATO
Sindaco di Andria
Per raggiungere tali obiettivi è necessario:
• Procedere al risanamento morale, finanziario e operativo del Comune, individuando
le responsabilità di chi ha causato la crisi, razionalizzando la spesa e progettando
l’afflusso di risorse esterne per servizi, investimenti e promozione;
• Ripartire dal lavoro e dallo sviluppo economico tramite innovazione, risorse e
progetti europei, offrendo risposte certe agli operatori economici e individuando
gli investimenti da accelerare, affiancando il sistema delle imprese con centri di
competenza e innovazione, reti di attività per l’export e un nuovo posizionamento sui
mercati;
• Sconfiggere le povertà, offrendo servizi moderni e tecnologicamente avanzati alle
persone e a sostegno delle fasce deboli, utilizzando - come in altre regioni - il fondo
sociale europeo per redditi di cittadinanza e di sostegno alla fuoriuscita dalle povertà;
• Promuovere il territorio per attrarre investimenti, con particolare attenzione alla cura
dell’ambiente, alla qualità urbana, allo sviluppo di percorsi turistico-culturali strategici,
di una rete ricettiva integrata Murgia-mare grazie anche alla cooperazione fra le città
e gli operatori economico-culturali del territorio, di cui Andria è capoluogo;
• Promuovere finanza e azioni pubbliche di sostegno per le azioni innovative di
giovani e imprese;
• Vivere cultura e ambiente come risorse reali e non come regalie elettorali,
ricostruendo la rete dei festival, realizzando teatro e spazio espositivo promozionale,
una fondazione per i beni e le attività culturali;
• Rinnovare il tessuto urbano, promuovendo riuso e recupero del costruito,
programmi di housing sociale per l’accesso alla casa di larghe fasce di popolazione,
credito urbanistico e programmi esecutivi con i privati per ricucire le periferie;
• Dare certezza dei diritti ai cittadini, estendendo la regola del silenzio- assenso per
le istanze dei cittadini, la responsabilità diretta per i risultati di chiunque svolga una
funzione pubblica, riformando l’apparato amministrativo del Comune;
• Fare sistema come una grande unica città fra i tre capoluoghi, per attrarre risorse,
negoziare programmi di investimento, contare di più nelle decisioni pubbliche ed
economiche;
• Offrire sicurezza e legalità come motore della Città, del suo sviluppo economico e
della sua coesione sociale.
il futuro è già in cantiere.
FORTUNATO
Sindaco di Andria
3. Lavoro e attività produttive.
Centralità dell’agroalimentare.
Il lavoro è una delle prime emergenze. La disoccupazione è una ferita aperta non solo nei
giovani, ma anche in famiglie consolidate, in persone più adulte.
Andria ha perso in questi anni ogni motore interno per generare lavoro e crescita, non ha
prodotto né progetti né iniziative per trovare risorse esterne e investimenti.
Dalla crisi della edilizia alla solitudine delle imprese, alla scomparsa di fondi europei e progetti
di sviluppo: questa è la pesantissima eredità sociale ed economica dell’amministrazione
uscente.
Lavoro, reddito, economia sono le prime azioni per ridurre le sofferenze sociali e riaprire
prospettive per i giovani.
Bisogna avviare azioni urgenti che abbiano un effetto immediato sulle opportunità di lavoro:
1. immediata assegnazione di lotti pubblici per realizzare attività economiche e civili, a
partire dai PIP. Impiegare i ricavi in un programma straordinario di manutenzioni e
opere pubbliche di quartiere;
2. monitoraggio (in cooperazione con imprese, banche, associazioni economiche,
investitori privati, regione) di tutte le iniziative o intenzioni private di investimento;
accordi di procedura per la loro immediata cantierizzazione; tavolo permanente per
la attuazione di pacchetti integrati di agevolazione (PIA e contratti di programma)
con la Regione e le imprese che presentano i progetti;
3. programma accelerato per la ricognizione e il rilascio delle concessioni edilizie
o dei programmi costruttivi finanziabili e cantierizzabili; sblocco dei comparti di
lottizzazione e dei lotti interclusi nei quali i proponenti intendono avviare immediati
investimenti;
4. programma locale per utilizzare il Fondo sociale europeo, risorse in progetti per la
lotta alle povertà e l’avvio di redditi di cittadinanza legati ad attività lavorative;
5. tavolo permanente per i tirocini formativi con imprese, enti formativi e scuole;
6. sostegno finanziario ed operativo alla autoimprenditorialità: occorre sostenere,
mediante servizi consulenziali, le idee innovative per promuovere start up finanziate
da programmi tipo Smart e Start, Youth Guarantee e altri sostegni comunitari. È
possibile realizzare nel PIP un incubatore pubblico per nuove imprese con le risorse
ricavate dalla vendita delle aree: settori e-market, incoming turistico, agroalimentare
e nuovi materiali e servizi per l’abbigliamento;
7. promozione di un portale per l’e-commerce delle eccellenze agroalimentari,
realizzazione di un brand con disciplinare unico, e una community on line di
acquirenti legati al territorio; costituzione di una rete di imprese per l’accesso al
portale e iniziative di promozione in ristoranti e luoghi di consumo esteri;
8. avvio di programmi pilota di Housing sociale e di efficientamento energetico per
immobili civili, gestiti dalla iniziativa pubblica, che comportano una impennata della
occupazione per le piccole imprese edilizie e i lavoratori nelle attività di recupero,
efficientamento e piccola costruzione diffusa;
il futuro è già in cantiere.
FORTUNATO
Sindaco di Andria
9. ricognizione e avvio di programmi e attività di carattere territoriale con i fondi
Comunitari 2014-2020, utilizzando gli strumenti Sviluppo Urbano Sostenibile e
Smart Cities nel nuovo QCS;
10. Promozione di un fondo di garanzia per la costituzione e funzionamento di iniziative
diffuse, quali orto a km 0, coltivazione terreni con cooperative giovanili, fattorie
didattiche, ricettività turistica diffusa.
Le attività produttive rappresentano il volano dello sviluppo territoriale in tutte le sue
declinazioni e nei suoi riflessi sociali.
3.1. In particolare l’agricoltura e l’agroalimentare rappresentano un settore essenziale
per l’economia cittadina, radicato nel tempo anche sotto il profilo culturale e sociale. I
volumi produttivi che investono tale settore di primaria importanza, con le loro contrazioni
o espansioni cicliche, determinano, più di altre circostanze, effetti negativi o positivi con
evidenti riflessi in altri settori, altrettanto rilevanti, come l’edilizia ed il commercio.
Le vicende agronomiche, le alternanze produttive, gli sbalzi di mercato sono oggetto di
attenzione e di discussione, proprio per le conseguenze che ne derivano in ambiti sociali
e culturali non immediatamente riconducibili al mondo della produzione. L’amministrazione
comunale, pure al di là delle sue competenze istituzionali, deve farsi carico del ruolo
strategico che il settore primario riveste per l’economia e per le tradizioni culturali del nostro
territorio, con una capacità creativa sempre attualizzata ai rinnovati contesti.
La prima diagnosi delle condizioni dell’agricoltura locale vede nell’eccessiva frammentazione
del tessuto imprenditoriale la causa delle proprie incapacità di incidere sul mercato. Risultano
tutt’ora insufficienti, ed in alcuni casi assenti, i tentativi e gli sforzi di aggregazione nelle forme
tradizionali, quali cooperative e consorzi, e nell’impiego dei nuovi strumenti aggregativi
di impresa, come le “Reti”. In un panorama mondiale dove poche centinaia di operatori
concentrano la domanda, stride, per contrasto, la minima consistenza media (ridotta a pochi
ettari) della superficie agraria dell’offerta pugliese. È peraltro evidente l’esistenza di una
profonda cesura fra produzione primaria (olivicola, viticola, ortofrutticola e cerealicola) e la
trasformazione e commercializzazione del prodotto finito, caratterizzata da sistemi di filiera
che tardano ad accorciarsi, nonostante la sempre maggiore consapevolezza da parte degli
agricoltori della necessità di porre in essere strategie alternative basate sull’accorpamento,
la cooperazione e la filiera corta.
L’amministrazione comunale deve intervenire per persuadere gli operatori dell’importanza di
cambiare registro proprio in queste direzioni, incentivando politiche aziendali e di categoria
virtuose.
A metà degli anni ’90 il Comune di Andria svolse un’attività pionieristica in questo senso, con
la prima partecipazione collettiva degli operatori olivicoli a manifestazioni fieristiche e con
l’adesione, pubblicizzata in vari modi, alla neonata Associazione Nazionale delle Città
dell’Olio. Fra i produttori locali, già colpiti dalle prime crisi di mercato che si abbattevano
sulle loro attività, si gettò il primo seme di appartenenza ad un destino comune e condiviso.
Oggi appare necessario ripartire da quelle best practice e dare nuova linfa a quelle iniziative,
adeguate alle esigenze odierne, far nuovamente germogliare e maturare quel seme. Il senso
di comune appartenenza deve indurre a rinunzie di sovranità aziendale a favore di una
politica di accorpamento e di cooperazione.
L’Amministrazione userà pertanto la leva fiscale e parafiscale a propria disposizione per
incentivare l’accorpamento e l’aggregazione d’impresa delle aziende e contestualmente
disincentivarne la frammentazione, dando pieno supporto strategico/organizzativo nella
promozione dei prodotti.
il futuro è già in cantiere.
FORTUNATO
Sindaco di Andria
Verranno agevolati impianti di trasformazione e di stoccaggio dei prodotti agricoli e di
deposito e smaltimento dei reflui, sfruttando le strutture già in essere e non impiegate
per il territorio, per la cui costruzione in zona agricola si potrà anche operare in deroga
agli strumenti urbanistici, a condizione che vi sia l’asservimento di un’adeguata estensione
agraria e con la previsione della produzione di energia fotovoltaica che garantisca
perlomeno l’autosufficienza dello stabilimento.
Il Comune di Andria si farà promotore di iniziative mirate al coordinamento dei vari
protagonisti che oggi sono attivi nell’organizzazione di fiere e manifestazioni di promozione
dei vari comparti produttivi, in considerazione della loro proliferazione, moltiplicatasi nel
tempo specie negli ultimi anni, che oggi, ancora di più, disorienta gli stessi operatori, che
vanno invece pienamente coinvolti nelle decisioni partecipate e coordinate con gli altri enti.
Le iniziative di promozione dovranno essere peraltro calendarizzate con ampio anticipo
rispetto alla loro effettuazione, in modo da ottimizzarne la conoscenza e amplificarne la
efficacia anche sotto il profilo di attrattiva turistica.
In tale ottica dovrà essere bandita ogni residua improvvisazione. Le risorse devono essere
ottimizzate ed indirizzate all’incoming sul nostro territorio organizzando educational tour e
work shop che consentano di conoscere, insieme con i nostri prodotti, persone, luoghi e
modalità di lavorazione.
3.2. Il concorso QOCO, nato nel 1999 per la promozione e valorizzazione dell’uso
dell’extravergine in cucina e nella ristorazione, affermatosi ad ogni livello nazionale ed
internazionale, nel tempo è divenuta manifestazione di punta non solo per la valorizzazione
delle nostre valenze agroalimentari, ma anche turistico-ricettive, accrescendo la
consapevolezza del valore delle produzioni locali e la qualità della ristorazione.
Purtroppo gli ultimi anni hanno sterilizzato la portata di detta egregia manifestazione,
riducendola a mera scadenza comunale ad appannaggio di pochi, priva di qualsivoglia
entusiasmo o spinta propulsiva. L’impegno è quello di potenziare nuovamente la portata
della manifestazione QOCO, facendola diventare il principale biglietto da visita delle nostre
eccellenze agroalimentari. L’evento, proprio per la sua valenza di attrattore turistico, dovrà
essere esteso ad iniziative che si sviluppino nei centri vicini, accomunati dalla bontà della
produzione tipica agroalimentare e dalla presenza di validi e noti ristoranti e strutture
agrituristiche. È peraltro essenziale che tutta la comunità andriese avverta l’evento come
cuore dell’opera di valorizzazione dell’ olio extravergine, di vino, mozzarelle, burrate e
confetti, veri e propri prodotti nobili che qualificano la Città.
Non di minore importanza è il premio BIOL, nato ad Andria nel 1996 ed affermatosi ad ogni
livello, divenuto nomade per la carenza di visione dell’amministrazione comunale. Esso
dovrà diventare stabile riferimento del territorio andriese, quale concorso principale per le
produzioni biologiche.
il futuro è già in cantiere.
FORTUNATO
Sindaco di Andria
3.3. Nell’ambito delle iniziative promozionali delle produzioni di eccellenza del territorio e
delle attività agricole più in generale, l’Amministrazione potrà:
- sostenere l’istituzione di un portale di e-commerce;
- promuovere una rete di imprese per catena di vendita con Brand del territorio (marchi
di qualità, etc.);
- favorire investimenti per il miglioramento e la differenziazione della produzione di olio
e di alimenti salutistici;
- favorire investimenti per recuperare energia e ricavare integratori alimentari biologici
da sanse e sottoprodotti;
- istituire un centro di competenza per i servizi e la formazione dell’impresa
agroalimentare, con base nel Centro Ricerche Bonomo;
- avviare a soluzione lo spostamento e riallocazione del Mercato ortofrutticolo,
affiancandovi Uffici di coordinamento dei servizi all’impresa agricola;
- incentivare la formazione di nuove imprese agricole giovanili, anche in forma
cooperativa, nella consapevolezza di una profonda trasformazione specialistica
dell’agricoltura moderna e cogliendo le opportunità del riutilizzo sociale dei terreni
incolti e/o confiscati. A tale scopo va stimolata la valorizzazione del nostro Istituto
Agrario e dell’Azienda Paparicotta.
3.4. Tutta l’attività di valorizzazione che enti ed amministrazione svolgono a favore e sostegno
della produzione agricola rischia però di essere vanificata dalle condizioni di insicurezza in
cui vive il mondo rurale, che di recente ha visto un aggravamento.
Le campagne e le masserie dell’agro diventano sempre più campo di esecuzione di attività
criminose e di depredazione del patrimonio storico. A fronte del deprezzamento del valore
dei prodotti, i nostri agricoltori sono tenuti a pagare elevati oneri per la guardiania e la
vigilanza di fondi ed edifici per garantirsi un minimo di sicurezza.
Orbene, appare evidente che oggi essi assumono a loro carico anche l’onere di vigilare su
un territorio che appartiene a tutti, fatto di strade comunali e provinciali percorse da chiunque
e ricco di emergenze paesaggistiche e storico–monumentali meritevoli di tutela pubblica. In
primo luogo l’amministrazione può farsi promotore della costituzione un consorzio strade
vicinali per la cura delle vie di percorrenza del vasto agro andriese.
L’amministrazione comunale ha poi il dovere di intervenire con un piano straordinario di
intervento integrato, anche sotto il profilo della incentivazione della copertura wifi, onde
consentire agli operatori della vigilanza di approntare sistemi di vigilanza più efficaci e
fornire maggiore sicurezza. Contestualmente il Comune si farà carico di parte degli oneri
di vigilanza che sono imputabili alla tutela collettiva che compete all’ente pubblico, in modo
che, in tale ottica di intervento straordinario, gli agricoltori conduttori di fondi rustici e di
edifici rurali siano sgravati parzialmente degli attuali costi di sorveglianza. L’operazione,
la cui sostenibilità finanziaria dovrà essere verificata nel corso degli esercizi finanziari per
definire il tipo di intervento, garantirebbe un ammodernamento tecnologico dei sistemi di
controllo e un tangibile sollievo economico per tutti gli agricoltori in un momento di grave
depressione dei mercati.
il futuro è già in cantiere.
FORTUNATO
Sindaco di Andria
La complessità dei problemi afferenti l’agricoltura, legati anche al presidio del territorio
rurale, alle tematiche relative alla tutela dell’ambiente ed alla possibile ed incentivabile
autosufficienza aziendale da fonti rinnovabili di energia, alla rilevazione delle cause di
inquinamento atmosferico e delle produzioni, alla necessità dell’ammodernamento aziendale
e di accesso ai contributi regionali e comunitari, impone la costituzione di un ufficio dedicato
a servizio degli agricoltori. Esso assumerà la funzione di task force di supporto agroambientale, sviluppando altresì proposte di miglioramento per tutto il “sistema agricoltura”.
In questo contesto la promozione di una concezione latamente “agroturistica” delle
attività imprenditoriali agricole diventa l’orizzonte cui mirare proprio per la forte sinergia
fra giacimenti agroalimentari e risorse paesaggistiche e turistiche. Per l’approfondimento si
rinvia al paragrafo sul turismo.
il futuro è già in cantiere.
FORTUNATO
Sindaco di Andria
4. Commercio, artigianato e industria.
4.1. Per poter sviluppare le ulteriori attività produttive (commerciali, artigianali, industriali
e terziarie) è necessario creare il presupposto di un territorio attrattivo per il mondo
imprenditoriale.
È indubbio che la competitività di un territorio dipende sempre più dalla presenza di imprese
tanto tradizionali quanto innovative, nonché dal capitale umano.
Andria può contare su numerosi fattori, che possono renderla particolarmente attrattiva
per l’insediamento di nuove aziende:
- innanzitutto il grande capitale umano di elevata professionalità e formazione tecnicoscientifica;
- la posizione geografica strategica fra la costa marina e le colline murgiane;
- il collegamento alla rete autostradale primaria (A14, ss16 bis e provinciali per CanosaCorato e per Trani….) oltre che a quella ferroviaria ed all’aeroporto.
L’amministrazione comunale deve adottare tutte le azioni possibili per facilitare l’attività di
impresa e per favorire l’insediamento nel proprio territorio di imprese caratterizzate da
forte innovazione (settori high­tech e industria creativa).
In questa prospettiva vanno ultimate le procedure per l’assegnazione degli spazi nei PIP e
nell’Area industriale, favorendo altresì la formazione di reti di imprese.
4.2. Il commercio è un settore dinamico che promuove relazioni e, dunque, le azioni di
sostegno ad esso terranno conto sia degli aspetti economici che di quelli legati a socialità,
vivibilità e maggiore sicurezza del territorio. A questo fine vanno promossi eventi come la
“Settimana del commercio andriese”, per attirare l’attenzione delle Comunità circostanti, o
come la riqualificazione della tradizionale “Fiera d’Aprile”.
L’attuazione della ricollocazione degli stand del mercato settimanale al di fuori della Villa
Comunale, sta comportando disagi agli operatori che obbliga ad una razionalizzazione
degli spazi assegnati. Occorre procedere celermente all’attuazione dell’area mercatale
compiutamente attrezzata.
Va programmato un nuovo piano commerciale per modernizzare la rete, regolare gli
insediamenti di medie superfici (tutt’ora caotici) e promuovere l’aggregazione di operatori.
Ulteriori problematiche relative al commercio ed alle altre attività produttive sono strettamente
legate alle vicende relative alla sicurezza, alla qualificazione urbanistica, alla rivitalizzazione
del centro storico, alla mobilità e ai parcheggi, cui si rimanda specificamente.
il futuro è già in cantiere.
FORTUNATO
Sindaco di Andria
5. Turismo.
5.1. Turismo rurale
Per l’Unione Europea il turismo rurale è nozione molto ampia, comprendente qualsiasi
attività turistica svolta in ambiente rurale, compreso il turismo nelle aziende agricole o
agriturismo. Secondo questa interpretazione, i termini turismo rurale ed agriturismo possono
essere considerati sinonimi in quanto indicano forme di vacanza svolte in località rurali,
per le quali è pressoché impossibile pervenire ad una definizione univoca o operare una
differenziazione in funzione delle strutture utilizzate e delle attività svolte.
Il nostro Comune si è distinto da tempo per l’attenzione dedicata al settore del turismo
rurale che ha trovato piena attuazione nei vari impianti agroturistici, con la costituzione di
Gal (Gruppi di Azione Locale) e di percorsi di promozione turistico rurale, quali la Strada
dell’Olio e quella del Vino, nella consapevolezza che la sopravvivenza dei territori agresti
può essere garantita anche dalla permanenza in loco di una “agricoltura” vitale e orgogliosa
delle proprie capacità, su cui fondare una attrattiva per turisti ed escursionisti. È ovviamente
impegno programmatico quello di andare oltre proseguendo e migliorando, per quanto di
propria competenza, le iniziative indirizzate a tale forma di turismo, che può contribuire a
garantire il presidio del territorio ed una efficace tutela paesaggistico-ambientale.
5.2. Bed & Breakfast
Di grande rilievo è stato il crescente sviluppo delle attività private di Bed & Breakfast, in
particolar modo di quelle insediate nelle zone rurali, di Castel del Monte e nel centro storico
cittadino.
A tale riguardo non si può sottacere come tali meritevoli attività hanno per un verso sopperito
ad una grave mancanza dell’amministrazione a fornire un’organica visione di indirizzo del
sistema ricettivo comunale, ma hanno anche contribuito ad una rivitalizzazione del Centro
Storico con il recupero di immobili ormai abbandonati da anni, mettendo così a frutto gli
investimenti che nel passato sono stati fatti con grandi sforzi economici e progettuali e quale
risultato di un disegno strategico.
L’obbiettivo della futura Amministrazione sarà quello di sostenere e promuovere,
organicamente, le dette iniziative con particolare riferimento alla loro promozione al di fuori
del territorio.
il futuro è già in cantiere.
FORTUNATO
Sindaco di Andria
5.3. Albergo Diffuso
In questo quadro si innesta anche l’albergo diffuso, nuovo strumento turistico che necessita
di una dettagliata disciplina comunale.
L’albergo diffuso, tuttavia non può essere assimilato alle altre tipologie sin qui individuate, il
bed & breakfast e l’agriturismo, rispondendo questo ad esigenze e caratteristiche differenti,
con un rapporto più marcato con il Centro Storico che necessita di un impulso teso ad
una sua rivitalizzazione, ma anche un forte legame con la comunità la quale dovrà essere
coinvolta per partecipare attivamente al progetto. Ciò in considerazione del fatto che le
stanze di tale albergo diffuso sono dislocate in diverse unità abitative, che devono far capo
ad un unico centro di ricevimento. Il risultato è quello di offrire al turista tutti i servizi e
le comodità di un albergo, ma con stanze che verrebbero ricavate da edifici già esistenti,
ristrutturati nel rispetto della loro storia.
Obiettivo del progetto per un Albergo Diffuso è quello della riqualificazione del patrimonio
storico ed architettonico, in cui i turisti possono scoprire e vivere personalmente questi
spazi storici e suggestivi della Città, con lo sviluppo del turismo e delle attività correlate
e con la comunità parte attiva del progetto. La prima fase del progetto dovrebbe prevede
l’individuazione degli insediamenti adatti dal punto di vista architettonico e strutturale, e il
Comune si farebbe promotore e coordinatore dell’iniziativa. Sarà necessario uno studio di
fattibilità svolto da tecnici del Comune, che definirà contenuti e linee guida del progetto e
ricercherà finanziamenti europei e regionali per l’attivazione dell’albergo diffuso e coordinerà
interventi che riguardano gli spazi pubblici. Il coinvolgimento dei privati sarà essenziale per
la riuscita del progetto, questi dovranno seguire gli obiettivi e le modalità di gestione e
d’intervento dettati dal Comune.
5.4. Progetto MOVIDA
La “movida” nel Centro Storico è indubbiamente una delle nuove risorse economiche per
le attività produttive del Comune di Andria che si percepisce dal continuo avvio di nuove
attività nel Centro Storico su impulso dei privati.
Ma perchè questo settore possa, di fatto, produrre i migliori risultati ed essere efficace per
il tessuto economico e sociale della Città non si può consentire una crescita disgregata e
incontrollata, e ciò nonostante gli evidenti risultati economici degli operatori.
Al Comune l’onere di cercare soluzioni condivise per coniugare i diritti al riposo dei cittadini
e la vita di numerosi locali di intrattenimento serale e notturno nel centro storico.
Sarà presentato un “Progetto Movida”. La qualità della vita passa attraverso molti fattori: la
tutela dei diritti dei cittadini e dei commercianti, la mobilità, le iniziative culturali, il sostegno
alle scuole, l’assistenza alle fasce deboli, l’aggregazione di anziani e giovani, e quant’altro
incida direttamente o indirettamente sulla tranquillità e il benessere dei cittadini. Rientra in
questo ambito la necessità di garantire il diritto al riposo dei cittadini e il diritto al divertimento
a fronte della sempre più diffusa attrattività del nostro territorio per locali di intrattenimento
serale e notturno.
Lo sviluppo delle dette attività deve rafforzare la presenza abitativa nel centro storico e non
determinare il ritorno a un processo di abbandono.
Purtroppo si registrano forti segnali di conflitto tra i residenti e gli ospiti del centro storico
frutto di una carenza di regolamentazione, o di disapplicazione delle regole, oltre che di una
mancanza di partecipazione e condivisione delle stesse.
il futuro è già in cantiere.
FORTUNATO
Sindaco di Andria
Per questo si intende partire dalla costruzione di relazioni basate sulla convivenza urbana e
sulla responsabilità sociale condivisa tra cittadini, esercenti ed istituzioni. Il progetto prevede
il coinvolgimento di associazioni, comitati cittadini spontanei, studenti, commercianti e
rappresentanti istituzionali e sarà articolato in fasi diverse partendo dall’ascoltare le diverse
voci dell’area dell’attuale movida urbana in modo da cercare soluzioni comuni e condivise
con il contributo di questi in termini di idee e progetti e, quindi, elaborare e promuovere
congiuntamente una serie di eventi ed un calendario culturale-musicale itinerante che possa
coinvolgere tutti i locali ed i luoghi di aggregazione.
Siamo convinti che un punto di incontro tra i residenti ed i gestori dei locali possa essere
trovato, e che una ‘movida’ notturna sia possibile nel rispetto delle esigenze di ambedue le
parti.
L’impegno del Comune, sin da subito, sarà basato su:
I.un maggiore rispetto delle normative per garantire sicurezza, ordine pubblico e diritto
al riposo;
II. un maggiore controllo degli organi di vigilanza;
III. la riduzione dell’orario di chiusura dei locali;
IV. la predisposizione di adeguati servizi igienici nel centro storico;
V. una pulizia più frequente e tempestiva delle vie.
il futuro è già in cantiere.
FORTUNATO
Sindaco di Andria
6. Sicurezza.
La sicurezza del cittadino è una esigenza fortemente avvertita tanto nel centro quanto
e ancor più nelle periferie. L’emergenza è diversamente declinata a seconda delle zone
della città, dai furti in appartamento a quelli d’auto, che invero la interessano tutta, sino allo
spaccio di droga e alle risse, specie nella zona della “movida”, e agli scippi.
Urge estendere il controllo del territorio attraverso la riattivazione degli uffici periferici di
Polizia Urbana, ora chiusi (Viale Virgilio, San Valentino, Porta la Barra), ed istituirne altri nei
quartieri più a rischio (Centro storico, Camaggio, Monticelli).
Per compensare la carenza di organico, sovente adoperata dalle amministrazioni
per giustificare l’assenza di controllo, si deve potenziare il sistema elettronico di
videosorveglianza e allarme da posizionare strategicamente sul territorio, ma soprattutto
occorre farlo funzionare.
Nelle periferie, in particolare, l’opera di riqualificazione urbana può contribuire decisamente
al miglioramento delle condizioni di sicurezza.
il futuro è già in cantiere.
FORTUNATO
Sindaco di Andria
7. Governo del Territorio.
Andria deve recuperare una visione strategica del territorio in linea con quanto delineato nella
pianificazione VISION 2020 per dare dignità alla sua storia, risposta alle sue aspettative,
concretezza alle sue progettazioni.
In una parola bisogna dare coerenza e credibilità alle azioni che si intendono programmare sia
all’interno delle vocazioni naturali della sua identità (in particolare il settore agroalimentare),
a cui bisogna dare impulso vitale, sia per individuare e potenziare nuovi orizzonti di sviluppo
(ad esempio il settore dell’eco-turismo)a cui bisogna rivolgere un’attenzione “moderna”,
immaginando, in entrambi i casi esemplificati, di dismettere l’idea di uno sviluppo autarchico
e di proporsi di intercettare le possibili e vitali sinergie con le realtà limitrofe e non.
7.1. SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE
Andria può e deve raccogliere le migliori esperienze programmatiche per rendere le città più
pulite, attente alla salute dei propri abitanti, rispettose dell’ambiente con uno spirito ed una
coscienza civica sull’utilizzo dell’energia pulita con servizi pubblici di qualità ambientale, la
promozione delle attività produttive eco-sostenibili, la valorizzazione del tessuto urbano, la
tutela del patrimonio naturale.
Prioritario è un Piano straordinario del Verde che candidi Andria tra le città europee a
eccellenza ambientale, promuovendo la cultura dell’ecologia, integrando l’urbanizzazione
del territorio con politiche per la mobilità ed una adeguata gestione dei rifiuti.
Saranno in tal senso fondamentali le strategie per un nuovo stile di vita che generi minor
inquinamento ambientale.
In questa logica, le finalità che l’Amministrazione ritiene imprescindibili possono così di
seguito sintetizzarsi:
a. Attenzione alla Qualità dell’Aria
Perseguire tutte le attività volte al controllo dell’inquinamento connesso con il traffico
veicolare.
b. Controllo dell’Inquinamento Elettromagnetico e Acustico
Completare la procedura di approvazione del piano di zonizzazione acustica del territorio
(competenza Provinciale), previa redazione della VAS, e procedere alla redazione del P.I.C.
(Piano di Installazione Comunale) al fine di minimizzare i campi elettromagnetici presenti
nell’abitato.
c. Corsi d’Acqua e Canali
Porre attenzione alle attività di controllo dell’impianto di depurazione (AQP) e promuovere
interventi a salvaguardia del territorio in relazione al rischio idrogeologico, con particolare
riferimento alle inondazioni proveniente dal versante murgiano anche per il tramite del
monitoraggio e manutenzione del canale Ciappetta-Camaggio.
il futuro è già in cantiere.
FORTUNATO
Sindaco di Andria
d. Il verde urbano
In omaggio ad uno degli obiettivi prioritari contenuti in VISION 2020, relativamente al valore
strategico dell’educazione ambientale, si ritiene che la ricerca di tutti gli strumenti necessari
alla ulteriore individuazione di aree verdi all’interno del perimetro urbano e la valorizzazione
di quelle esistenti siano il presupposto fondamentale per porre l’attenzione dei cittadini
sull’importanza di una fruizione più armonica della città, coniugandolo, poi, opportunamente,
con le molteplici presenze storico-monumentali.
Una collaborazione più puntuale fra pubblico e privato, l’attenzione a fatti simbolici (la
piantumazione di un albero per ogni bambino nato o adottato in città), l’idea strategica che il
verde può essere il collante più armonico tra “centro” e “periferia” (idea che deve permeare
i principi ispiratori del piano urbanistico generale) possono innescare un circolo virtuoso di
attenzione partecipata allo sviluppo eco-sostenibile della Città.
e. Mobilità urbana e qualità delle aree urbane
Andria, come molte altre città, ha vissuto negli ultimi anni uno sviluppo non controllato del
traffico veicolare inevitabilmente innescato dallo sviluppo dall’aumento della popolazione.
L’Amministrazione comunale intende mettere in atto tutti gli strumenti necessari a rendere
meno “inevitabile” questo fenomeno, ed in particolare promuovere:
• la redazione del nuovo piano del traffico (PUT) che progetti una razionalizzazione del
traffico veicolare;
• la cultura del trasporto pubblico attraverso l’uso di mezzi eco-compatibili;
• il contrasto all’utilizzo dei mezzi inquinanti;
• l’applicazione di politiche di moderazione del traffico e di miglioramento della fruizione
delle aree pedonali e ciclabili;
• la realizzazione della chiusura dell’anello della tangenziale che avrebbe ricadute
straordinarie ed evidenti nella qualità di vita della città.
f. Diritti degli animali
L’Amministrazione intende individuare all’interno dello sviluppo “verde” della città di cui si
è detto in precedenza gli spazi destinati agli animali domestici e migliorare ulteriormente
la tutela per quelli ospitati nei rifugi con la creazione di un sito internet che ne consenta un
monitoraggio continuo e puntuale (progetto canile sanitario).
g. Parco Nazionale dell’Alta Murgia
L’Amministrazione intende assumere un adeguato ruolo all’interno dell’Ente Parco al fine di
partecipare in maniera determinante alle strategie di gestione e promozione del territorio,
perseguendo l’ulteriore obiettivo che il Parco sia percepito sempre più come una opportunità
di sviluppo e non come un fardello di divieti.
h. Gurgo e Bosco di Finizio
Attenzione particolare andrà posta alla gestione della dolina carsica (Gurgo) e del bosco di
“Finizio” al fine di farli rientrare al centro degli interessi naturalistici degli andriesi e dei flussi
turistici che interessano il territorio.
il futuro è già in cantiere.
FORTUNATO
Sindaco di Andria
7.2. POLITICHE URBANE
La gestione della “città esistente” rappresenta uno degli obiettivi fondamentali e strategici
che si intende affrontare e risolvere, attraverso misure di controllo e di miglioramento di
quanto già realizzato.
Uno dei punti centrali di quanto detto è rappresentato da un razionale progetto generale di
riqualificazione energetica di tutti gli immobili pubblici, che contempli un ricorso massiccio
a sistemi innovativi per la produzione di energia, che razionalizzi i consumi di energia per il
tramite di efficaci sistemi di controllo, che sostituisca gli attuali involucri obsoleti con materiali
assolutamente più performanti dal punto di vista energetico.
Ancora,bisogna prevedere l’eliminazione dei fitti passivi con l’accorpamento delle sedi
decentrate degli uffici comunali e migliorare, contestualmente, l’offerta dei servizi per il
tramite dell’individuazione di immobili idonei di proprietà comunale e, in assenza, promuovere
progetti di finanza che risolvano nel breve-medio periodo il problema senza aggravio per le
casse comunali.
Infine, bisogna porre adeguata attenzione all’avviamento di un piano straordinario delle
manutenzioni, previa istituzione dell’elenco delle imprese che ne fanno richiesta, nel rispetto
del Codice degli appalti pubblici, con cui porre rimedio ad una serie di “criticità manutentive
accertate”.
7.3. POLITICHE PER IL TERRITORIO
La necessità di dover procedere alla redazione del P.U.G. (Piano Urbanistico Generale)
va intesa come una grande opportunità di passare ad una riconfigurazione dello sviluppo
urbanistico che si fondi su una lettura più moderna e attenta delle necessità di salvaguardia e
di “utilizzazione” del territorio: si deve cioè ricostituire una partecipata e condivisa convinzione
sull’insieme dei valori fondanti l’interazione con il territorio, attraverso la salvaguardia della
sua integrità fisica, della sua identità storico-culturale, delle sue peculiarità ambientali.
A tal riguardo, occorrerà innanzi tutto verificare la coerenza del DPP esistente con il
sopraggiunto PPTR e con l’adottato PTCP.
La pianificazione comunale, oltre che di una coerenza esterna con la pianificazione regionale
e provinciale, necessita anche di una puntuale e rigorosa coerenza interna dei seguenti
piani e programmi rispetto agli obiettivi che il PUG deve perseguire:
- Piano per gli insediamenti produttivi in itinere;
- Piani e Programmi complessi quali: Programmi Integrati di Riqualificazione delle
Periferie (PIRP), Contratti di Quartiere, PRU;
- Piani o progetti relativi alle grandi infrastrutture di tipo lineare o puntuale quali, ad
esempio, l’interramento della linea ferroviaria e la variante alla ex S.S. 98.
L’insediamento urbano deve misurarsi con la crescente attenzione ad un uso adeguato
del territorio al fine di preservarne l’integrità ambientale e paesaggistica attraverso una
attenzione particolare alla riqualificazione e al riuso dell’esistente.
A tal riguardo occorrerà dare impulso definitivo alla edificabilità delle zone B3r/PR recuperando
i principi ispiratori presenti nel DPP 2004, atteso che il successivo DPP 2012 non traccia
soluzioni credibili alla effettiva risoluzione del problema.
Per quanto concerne le zone F ricomprese all’interno dell’impianto consolidato (ex PdF), si
deve confermare l’interesse pubblico alla permanenza della destinazione a servizi, attesa la
carenza in tali zone di aree deputate: tali aree dovranno prioritariamente essere destinate a
verde pubblico attrezzato, ad impianti sportivi e altre attrezzature di quartiere.
il futuro è già in cantiere.
FORTUNATO
Sindaco di Andria
Per quanto concerne le aree F esterne al vecchio PdF, bisogna attualizzare l’analitico studio
già effettuato nel DPP 2004 al fine di “riconoscere” le effettive esigenze della collettività per
il mantenimento del vincolo ovvero per la sua soppressione. Si chiarisce ulteriormente che
lo studio approfondito circa la necessità di distinguere tra zone ove mantenere il vincolo
e zone da liberare discende dall’onere economico consequenziale: va infatti sottolineato
che la riconferma del vincolo (laddove preordinato all’esproprio) comporta un immediato
riconoscimento di indennizzo.
Relativamente al Centro Storico è doveroso procedere alla redazione di uno strumento
attuativo che possa dare concretamente impulso ad interventi finalizzati al recupero e riuso
delle unità edilizie esistenti: un piano particolareggiato di iniziativa pubblica appare ormai
improcrastinabile.
Ovviamente non ci si può sottrarre all’individuazione di idonee aree a parcheggio riservate
agli utenti del Centro Storico, che siano contestualmente vicine e il più possibile non
interferenti con esso.
Parimenti si dovrà procedere ad iniziative puntuali che consentano una più ampia fruibilità
degli elementi fondamentali del nostro patrimonio storico: in via esemplificativa si indica
la riqualificazione dei fabbricati costituenti il mercato ittico prospiciente la piazza della
Cattedrale(in conformità peraltro a quanto già previsto nello strumento regolatore), facendo
ricorso ad eventuali “concorsi per idee”.
Dall’esame dello stato e della natura delle opere pubbliche del passato quinquennio, si
evidenzia una mancanza assoluta di programmazione, di coerenza e di visione organica.
Dovrà essere perseguita una politica per il territorio che ambisca in modo sistematico al
miglioramento della qualità urbana, realizzando un Progetto che interessi tutta la Città,
dal centro alla periferia e viceversa, con azioni integrate di recupero dei valori ambientali,
storici e culturali espressi dal territorio, di riqualificazione delle sue aree più compromesse,
attraverso il completamento delle Grandi Opere:
- Sistema di smaltimento delle acque meteoriche a servizio del PUE di via Trani, al fine
di evitare il reiterarsi di pericolose situazioni di allagamento in conseguenza di eventi
meteorici anche modesti;
- Completamento delle urbanizzazioni secondarie (Monticelli, PIP, ipermercato): in
particolare si consideri che l’annullamento del pdz 167 ha lasciato tale quartiere privo
di urbanizzazioni secondarie;
- Completamento della tangenziale con la chiusura dell’anello: trattasi del tratto
occidentale della tangenziale che metterebbe in comunicazione diretta via Barletta e
l’autostrada con la statale 170 per Castel del Monte, la cui progettazione preliminare
è stata già predisposta da circa 20 anni e che occorre candidare ad adeguati
finanziamenti europei. Si comprende l’importanza fondamentale dell’intervento che
avrebbe ricadute enormemente positive sulla circolazione veicolare all’interno del
centro urbano: si decongestionerebbero in maniera importante viale Goito, viale
Puglia, p.za Caduti sul Lavoro ecc., con benefici evidenti tanto nella circolazione che
nella qualità dell’aria. Inoltre, l’intervento agevolerebbe i contatti con tutti i paesi limitrofi
diventando “facilitatore” di rapporti commerciali e turistici: in particolare si pensi alla
immediatezza della connessione con la zona commerciale di via Barletta e dei vicini
Insediamenti produttivi, con le funzioni di previsione del PRG (zona industriale di via
Barletta, zona agro-alimentare e fieristica di via Canosa) con funzioni istituzionali (ex
mattatoio da riqualificarsi, Istituto Tecnico agrario, sede della Provincia) e ovviamente
con Castel del monte e il Parco Nazionale dell’Alta Murgia e con le zone a vocazione
turistica;
il futuro è già in cantiere.
FORTUNATO
Sindaco di Andria
- Riqualificazione del mattatoio comunale (mai entrato in funzione), per esempio
destinandolo a futura sede del mercato ortofrutticolo, scelta che comporterebbe un
notevole alleggerimento del traffico di via Barletta e consentirebbe nel contempo una
agevole fruizione da parte di tutti gli operatori interessati (anche dei paesi vicini),
data la vicinanza ai grandi assi di viabilità. Riutilizzo per attività direzionali dell’attuale
mercato ortofrutticolo;
- Insistere per una riallocazione del nostro Ospedale ridandogli la dignità di qualificazione
come polo della emergenza-urgenza e nel contempo superare le criticità della sua
attuale collocazione.
Il raggiungimento di tali obiettivi presuppone che si attivino le seguenti strategie operative:
- aggiornare l’impostazione del Piano Triennale delle Opere Pubbliche secondo criteri
di effettiva sostenibilità e priorità degli interventi sulla base di progettazioni definitive;
- approntare un adeguato parco progetti da poter sostenere con le revisioni di
finanziamento da parte dell’UE nella programmazione in corso;
- in coerenza con il Piano Paesaggistico Territoriale Regionale, prevedere azioni
di recupero del rapporto città e campagna, mettendo a sistema le aree agricole e
produttive del territorio per la valorizzazione dei prodotti del settore agro-alimentare
locale, creando continuità tra lo spazio urbano e quello della campagna attraverso la
individuazione sulle zone di confine di aree a verde pubblico/privato e attrezzature,
ancora promuovendo forme di tutela e messa in valore del paesaggio, favorendo lo
sviluppo turistico-ricettivo in relazione alla risorsa ambiente e patrimonio - ambito
murgiano e ambito rurale - con la promozione del territorio anche attraverso lo
sviluppo di attività artigianali e dei settori produttivi connessi con le attività agricole;
- in coerenza con il Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti Urbani, concorrere alla
creazione di un sistema che garantisca l’autosufficienza impiantistica dell’ARO,
attraverso l’individuazione di aree idonee ad ospitarlo;
- favorire le architetture di nuova costruzione ed intervenire su quelle del tramandato
patrimonio edilizio, concepito secondo i principi della rigenerazione urbana e della
sostenibilità dei materiali, della sostenibilità energetica, della raccolta delle acque,
dei sistemi passivi di raffrescamento, a sostegno del miglioramento dell’efficienza
energetica delle abitazioni, con riferimento alla specificità della legge regionale n. 13
del 10 giugno 2008;
- orientare le azioni verso interventi che incidano contemporaneamente sul degrado
edilizio, sul disagio sociale e sulle tendenze degenerative di trasformazione urbana;
- recuperare e valorizzare, anche attraverso il riuso e la rigenerazione puntuale, gli
edifici di maggior pregio storico-architettonico con la conseguente creazione di un
sistema di percorsi di fruizione turistico- culturali, inteso come sistema unitario al
fine di accrescere la qualità e l’identità urbana; programmare la rigenerazione delle
periferie e del tessuto urbano consolidato anche al fine di rimettere in moto il tessuto
economico dell’edilizia; per le iniziative di lottizzazioni o aree ad incastro pronte per
l’investimento, realizzare comparti attuativi immediati con lo sblocco delle procedure.
Favorire Credito urbanistico e trasferimenti volumetrici, governati dal pubblico per le
aree congestionate e nodi di traffico;
- programmare l’abitare sociale con fondi Cassa Depositi e Prestiti, costituendo un
fondo immobiliare locale, per nuove unità abitative per giovani coppie, recuperi
abitativi e sociali nel Centro storico, alloggi di comunità, servizi e direzionale, così
riattivando Rimette in moto la piccola industria e il sistema cooperativo in città in
forma moderna e finanziariamente efficiente;
il futuro è già in cantiere.
FORTUNATO
Sindaco di Andria
- identificare percorsi urbani (per esempio da S. M Vetere a Corso Cavour e altri percorsi
radiali) per ridisegnare l’arredo urbano, il traffico, le percorrenze, la sicurezza stradale.
Accordi con operatori commerciali, a cominciare dal centro storico, per regolare le
attività e le opere di arredo. Risolvere alcuni nodi di traffico come Via Ospedaletto e
altri, anche ricorrendo alla delocalizzazione di manufatti esistenti;
- contribuire alla soluzione definitiva per l’interramento della ferrovia Bari Nord,
mediante il cofinanziamento con priorità assoluta sui fondi 2014-2020, recuperando
ad uso e valore pubblico le aree risultanti.
- Attivare lo Strumento comunitario Sviluppo Urbano Sostenibile e Autorità di gestione,
per risorse, programmi e alleanze nei capiluogo e nelle medie città: si tratta di fondi
comunitari 2014-2020 a disposizione dei territori e delle città che si uniscono e
redigono programmi per Investimenti Territoriali Integrati e Smart Cities;
- implementare un dossier di progetti operativi e infrastrutturali, con il contributo di idee
di giovani professionisti, selezionate con evidenza pubblica, da incaricare in caso
di realizzazione. Il parco progetti rappresenta, sulla base delle direttive strategiche
pubbliche, la base per il marketing territoriale e la ricerca-costruzione di fondi e
finanziamenti allo sviluppo urbano;
- chiudere gli eterni cantieri di Palazzo ducale, dell’ex mattatoio e altri;
- procedere al riassetto del sistema delle infrastrutture per il miglioramento della
mobilità urbana ed il decongestionamento del traffico;
- potenziare i collegamenti tra il centro urbano e le periferie attraverso la realizzazione
di parcheggi in aree strategiche che favoriscano lo scambio con mezzi di trasporto
alternativi (navette eco-compatibili e bike- sharing).
il futuro è già in cantiere.
FORTUNATO
Sindaco di Andria
8. Ambiente e rifiuti.
8.1. La raccolta differenziata è prassi radicata nel territorio cittadino andriese; tuttavia occorre
rimediare alle criticità dell’appalto alla Sangalli s.r.l., costoso e inadeguato per molti aspetti.
Resistono frange di popolazione restie a differenziare, che sversa i rifiuti per le strade e in
campagna.
Il meccanismo sanzionatorio previsto nel contratto non è mai stato attivato, e, nell’ipotesi di
errore del conferimento, non è possibile risalire ai nuclei familiari attraverso l’uso del codice
a barre che dovrebbe essere indicato sul carrellato e sui sacchetti.
Più grave è la premialità prevista nel contratto di appalto a beneficio della Sangalli s.r.l. per
ogni punto percentuale di R.D. realizzata oltre il 65%, pari allo 0,3% del canone annuale.
Si ignora ancora oggi la destinazione finale dei rifiuti differenziati, una volta raccolti dalla
impresa appaltatrice, tanto più che il contratto di appalto prevede l’acquisizione da parte
della Sangalli s.r.l. della proprietà di carta e cartoni, plastica e lattine, e il conseguente utile
che ne deriva dalla vendita. L’ulteriore obiettivo della R.D. deve essere il passaggio definitivo
dal regime di tassa a quello di tariffa, attraverso la misurazione dei rifiuti.
Urge potenziare il servizio di spazzamento della città, inadeguato in centro come in
periferia. Andria è sporca. Si lamenta in particolare l’inadeguatezza e la saltuarietà degli
interventi di spazzamento di strade e marciapiedi.
Circa il lavaggio e l’igienizzazione dei contenitori stradali per il vetro, dei contenitori dedicati
alla raccolta porta a porta presso le utenze pubbliche, dei contenitori domestici e carrellati
condominiali, si rileva l’omessa o, quantomeno, parziale attivazione della suddetta prestazione.
Si registra la mancata rimozione giornaliera degli escrementi dei cani presenti sui marciapiedi
delle vie urbane, con il conseguente lavaggio dei residui; si aggiunge il numero risicato dei
distributori di sacchetti e raccoglitori specifici.
A fronte delle suddette inadempienze, non risulta essere stata comminata alcuna sanzione.
Non risulta che si sia provveduto alla pulizia ed alla cancellazione delle scritte murarie.
Sono inesistenti i sistemi di video/sorveglianza, a carico dell’impresa, nelle aree di frequente
smaltimento abusivo dei rifiuti.
Dev’essere rinegoziato il contratto con la Sangalli, anche in relazione alle note vicende
penali, tutt’ora in fase di accertamento giudiziale, che hanno investito un esponente
dell’amministrazione uscente e i dirigenti dell’impresa appaltatrice.
Vanno riviste le tariffe a carico dei cittadini, onde ridurre i costi quantomeno per i nuclei
familiari e per le nuove imprese.
8.2. L’alto indice di tumori che colpisce adulti e bambini andriesi impone il controllo
dell’inquinamento urbano e suburbano, sia dell’aria a causa dalle onde elettromagnetiche
sia dell’acqua nelle falde freatiche, a tutela della salute pubblica. Nello stesso senso è la
necessità di attuare il Piano di Zonizzazione Acustica nell’ambiente urbano e suburbano.
8.3. Il Piano del Traffico Urbano deve essere rivisitato, potenziando il trasporto pubblico
dalle periferie al centro, nella direzione di incentivare una nuova politica sulla mobilità urbana
ecosostenibile ampliando le aree pedonali.
Il sistema del bike sharing deve essere ripristinato, diffondendolo sull’intero territorio
urbano, con nuove garanzie sia per il cittadino fruitore che per l’ente erogatore del servizio.
il futuro è già in cantiere.
FORTUNATO
Sindaco di Andria
9. Politiche giovanili.
I giovani andriesi devono essere supportati nella scelta del percorso istruzione/formazione
professionale, non solo a partire dalle proprie inclinazioni e dagli interessi personali, ma
anche in rapporto alle concrete possibilità di impiego nell’ambito territoriale. Una buona e
attenta prassi amministrativa può ridurre sia il fenomeno della dispersione scolastica sia
l’emorragia di risorse umane per la Città.
9.1. Formazione professionale e occupazione
L’amministrazione comunale, nell’ambito delle proprie competenze, deve interfacciarsi e
stabilire rapporti continuativi, da un lato con gli enti di formazione professionale, dall’altro
con il Centro Territoriale per l’Impiego, al fine di colmare il gap tra la formazione e la domanda
di lavoro.
L’amministrazione comunale stipulerà convenzioni con le Università per promuovere
attività di stage che facilitino l’incontro degli studenti con le realtà produttive e con i soggetti
del terzo settore.
9.2. Start up e Sportello impresa giovani
Il Comune di Andria si doterà di uno sportello al quale i giovani tra i 18 e i 35 anni, interessati
a intraprendere un’attività di lavoro autonomo, possano rivolgersi per la realizzazione di idee
e progetti, da tradurre in iniziative e azioni concrete. A tal fine lo Sportello impresa Giovani,
in sinergia con le agenzie presenti sul territorio, quali URP e Informagiovani, offre i seguenti
servizi:
- Informazione (fornisce una prima informazione orientativa sul percorso da seguire
per mettersi in proprio mediante colloqui con operatori specializzati; facilita i giovani
nel reperimento di canali utili per poter avviare un’attività di lavoro autonomo/impresa).
- Orientamento (accoglie e orienta i giovani che desiderano mettersi in proprio ma
non hanno le conoscenze e/o gli strumenti per farlo; individua risorse, strumenti,
servizi e competenze già presenti sul territorio che accompagnano i giovani all’avvio
di imprese).
- Sensibilizzazione (promuove l’imprenditoria giovanile e genera interesse verso
l’attività autonoma come alternativa al lavoro dipendente; realizza sul territorio
luoghi di aggregazione giovanile, seminari e attività ludico-formative sul tema
dell’Imprenditoria).
il futuro è già in cantiere.
FORTUNATO
Sindaco di Andria
9.3. Promozione dei giovani artisti
La comunità andriese vanta autentici talenti nei più svariati settori dello sport, della cultura
e delle arti.
La rivalutazione degli istituti di partecipazione, quali il Forum dei Giovani e le Consulte,
passa attraverso il loro coinvolgimento nelle scelte politiche che li riguardano e che
rispondono ai loro bisogni.
Ci si riferisce alla promozione e al sostegno dello sport sia come fonte di benessere,
sia come attività agonistica, alla produzione culturale, musicale ed artistica e alla
partecipazione a progetti di cittadinanza, volti ad es. al recupero e alla manutenzione di
beni comuni.
In tale ottica la creatività può essere finalizzata ad interventi di estetica urbana: ad es. giovani
writer vengono supportati nell’individuazione degli spazi, nell’ideazione dell’intervento e
nella realizzazione dei murales per trasformare in orginali “tele urbane” alcune superfici
murarie della città.
9.4. Gestione delle strutture pubbliche
Le strutture pubbliche, sia quelle poco utilizzate sia quelle inutilizzate, necessitano di
riorganizzazione e di trasparenza nella gestione.
In particolare, la biblioteca comunale deve essere fruibile per un numero maggiore di ore
e di giorni nella settimana; la sua conduzione deve essere affidata a personale idoneo alla
consultazione del materiale e competente nel soddisfare le esigenze dell’utenza. Sfruttando
i canali dei POR o dei bandi regionali, con il supporto del competente assessorato, si
producono opportunità occupazionali per giovani laureati in beni culturali ed ambientali.
Inoltre, per i giovani laureandi la biblioteca comunale deve rappresentare un valido strumento
di tirocinio per il conseguimento della laurea specifica ed il conseguente inserimento nel
mondo del lavoro.
L’altra struttura da restituire alla collettività in genere e ai giovani soprattutto, è il Centro
Risorse, la cui gestione è stata spesso condizionata da difficoltà burocratiche.
La trasparenza nella diffusione e pubblicizzazione dei dati afferenti alle strutture culturali
pubbliche è decisamente auspicabile.
Le numerosissime associazioni di volontariato, attive sul territorio, possono rappresentare
un valido ed efficace supporto nella conduzione delle suddette strutture e nell’erogazione dei
servizi, considerato che spesso esse colmano, senza scopo di lucro, le carenze registrate
nel pubblico. Nel rispetto del principio di sussidiarietà, ad esse va garantito un significativo
supporto pubblico (assegnazione di sedi, sostenimento di costi), previa individuazione a
monte di standard qualitativi e a valle di una rendicontazione da sottoporre alla verifica
soprattutto di utenti e famiglie. L’opera di coordinamento e l’attuazione anche di progetti
condivisi può essere agevolata dalla istituzione di una “Consulta per il Volontariato”.
il futuro è già in cantiere.
FORTUNATO
Sindaco di Andria
Per quanto riguarda le strutture completamente inutilizzate, abbandonate ed inesorabilmente
condannate alla distruzione, sono da evidenziare tutte le case dei custodi che sorgono
all’interno di parecchie scuole: per le primarie don Bosco Santo, per le secondarie di 1° grado
Dante Alighieri, per le secondarie di 2º grado gli IISS Colasanto e Lotti. Si tratta di alcuni
esempi. Necessita la catalogazione di tali strutture, affinché possano essere trasformate in
altrettanti presidi educativi e culturali nei quartieri periferici, affidandone la conduzione alle
Associazioni che operano in questi ambiti.
Le istituzioni scolastiche presenti sul territorio cittadino sono collocabili tra le strutture
pubbliche, suscettibili di utilizzo da parte della cittadinanza e dei giovani. In particolare,
ci si riferisce alle palestre, che potrebbero essere fruite dalle associazioni sportive, e agli
auditoria per lo svolgimento di pubbliche iniziative, incontri, convegni ecc.
9.5. Scuole aperte
Un esempio significativo di cooperazione tra pubblico e privato, con l’intermediazione
dell’assessorato competente, è costituito dall’idea delle “scuole aperte”, che diventano centri
polivalenti di aggregazione e fruizione di servizi, soprattutto nelle zone periferiche.
Soggetti privati possono intercettare ed erogare una serie di attività per rispondere ai bisogni
dei loro concittadini. I soggetti privati che erogano i servizi “di quartiere” all’interno delle
scuole sono giovani start-up senza scopo di lucro, organizzati in cooperative sociali di tipo A
e B, associazioni di promozione sociale, onlus e associazioni sportive dilettantistiche.
Possono essere svolte attività quali formazione, doposcuola, attività contro la dispersione
scolastica, laboratori didattici, attività e servizi di contrasto al disagio giovanile, in particolare
per i bambini e gli adolescenti con disturbi e patologie, servizi sociali, consultori, counseling,
mediazione familiare e culturale, servizi per famiglie, coniugi e singoli cittadini in difficoltà,
attività e servizi per la terza età, in particolare per gli anziani soli e isolati, ginnastica, anche
posturale, attività fisica, motoria e riabilitativa, sport aerobici, attività aggregative e ludiche
per il tempo libero, orientamento e servizi al cittadino, progetti per la cittadinanza attiva,
informazione, incontri pubblici, convegni, seminari, workshop.
I compensi delle prestazioni erogate possono derivare da strumenti quali i “voucher formativi”,
già adottati dalla Regione Puglia, nei casi in cui i cittadini e le famiglie destinatarie dei servizi
abbiano i requisiti di legge, quali il basso livello reddituale familiare.
I voucher, erogati dalla Regione anche attraverso fondi europei, vengono già monitorati dai
Comuni, attraverso operazioni di rendicontazione.
9.6. DIGI:TO
Il Comune di Andria deve diventare una città digitale pensata, costruita e gestita da
giovani, per scambiarsi informazioni su quanto accade in città, commentare i fatti del giorno,
pubblicare annunci, segnalare iniziative. La rete wi-fi va estesa anche nei quartieri periferici
della Città.
Occorre mettere in rete gli strumenti istituzionali (URP; Informagiovani; Officina San
Domenico; Auditorium P. Chicco; Centro Risorse; ecc.) con i centri di aggregazione sociale
(Parrocchie; Oratori; ecc.) per una programmazione coordinata e per una progettualità che
veda anche la candidatura a finanziamenti pubblici.
il futuro è già in cantiere.
FORTUNATO
Sindaco di Andria
10. P
olitiche sociali.
Andria UNA COMUNITÀ SOLIDALE
che non lascia indietro nessuno.
Per ANDRIA vogliamo un futuro di città solidale capace di pensare ai suoi cittadini, soprattutto
ai più fragili. La nostra Costituzione e la legge n. 328/2000 pongono al centro dei compiti della
politica la cura della persona, sia come individuo sia come componente delle formazioni
sociali, in primo luogo la famiglia. Le grandi trasformazioni sociali cui stiamo assistendo
(globalizzazione e grandi flussi migratori, emancipazione femminile e invecchiamento della
popolazione, eterogeneità culturale, nuovi modelli familiari - da quelli etero a quelli omo sino
a quelli mononucleari -) creano nuovi bisogni, nuove povertà, nuovi rischi ai quali occorre
dare una risposta consapevole, aperta e solidale.
10.1. Prima di descrivere gli interventi necessari per realizzare una comunità solidale, è
importante evidenziare le criticità emerse nelle prassi finora attuate e l’approccio politico
con cui programmarli.
Le criticità sono determinate da più fattori:
• l’indebolimento della rete di protezione primaria, il crescente rischio di isolamento e
di esclusione sociale per le precarie condizioni economiche, dilatano sempre di più la
domanda a fronte di risorse limitate;
• la molteplicità degli organismi pubblici e privati, coinvolti nell’elaborazione della
domanda e nella ricerca delle risposte, rendono complesso il processo di individuazione
delle priorità: la politica deve promuovere, organizzare e sostenere la rete sociale;
• la difficoltà di un monitoraggio attento e costante degli esiti degli interventi, ne
compromette l’efficacia e l’appropriatezza;
• la mancanza di una visione politica a lungo termine, indispensabile in questi settori in cui
l’ottica deve essere quella della “prevenzione”, richiede investimenti con risultati non
visibili a breve termine (spesso i 5 anni di gestione amministrativa sono insufficienti!).
Dovrebbe farsi strada il principio “c’è chi semina e chi raccoglie”. Il riscontro di un
intervento su un minore in difficoltà o su un portatore di disabilità psico-fisica, dopo
anni può essere rappresentato da un rallentamento o un non peggioramento della
disabilità: risultati, quindi, non vistosi;
• la scelta di investimenti in azioni più visibili e a breve termine, possono essere
comprensibili ma non giustificabili, in quanto allontanano la politica dal suo obiettivo
fondamentale che è il bene comune e non il bene di parte, di quella parte che al
momento è al governo della città e che deve consolidare i consensi.
L’approccio politico, nelle forme e nei contenuti, può fare la differenza in quanto le politiche
sociali non sono solo servizi da erogare. I portatori di bisogni sono anche portatori di saperi,
che permettono di leggere e gestire problemi cruciali e di individuare le possibili direzioni da
intraprendere.
il futuro è già in cantiere.
FORTUNATO
Sindaco di Andria
Quali le modalità:
• promuovere e sostenere uno stile partecipativo di tutte le espressioni della comunità
(associazioni, cooperative, parrocchie, enti, ecc.) alla elaborazione e attuazione del
piano di zona al fine di monitorare i processi per rendere efficaci gli interventi;
• dare visibilità, attraverso opportuni canali di comunicazione, della pluralità di interventi
a servizio della Città, perché cresca nei cittadini il senso di appartenenza ad una
comunità che si prende cura dei più fragili, evitando però la dipendenza assistenziale;
• attivare processi di conoscenza della complessità degli interventi, non solo per
gli addetti ai lavori o solo in circostanze burocratiche (elaborazione dei piani di
zona, anniversari, convegni, ecc.), ma periodica e fruibile dalla gran parte della
cittadinanza, stimolando un atteggiamento di fiducia, di speranza, di partecipazione
attiva e di consapevolezza dell’impegno dell’amministrazione. Molti giovani, donne,
disabili, conoscendo le risorse territoriali (associazioni di volontariato, cooperative,
oratori, ecc.), potrebbero mettere a disposizione il loro tempo, le loro competenze, la
loro creatività;
• privilegiare dal punto di vista organizzativo modelli non burocratici (attenzione
quasi esclusiva alle procedure, filtri di accesso, monetizzazione degli interventi, ecc.)
ma modelli di aiuto (counseling sociale, gruppi di auto-mutuo-aiuto, ecc.), attraverso
il potenziamento di personale che “presidia” il territorio in una visione di prevenzione
(assistenti sociali 1/5000 ab. come previsto dalla Regione, con dislocazione
“circoscrizionale” del servizio perché il comune sia “fisicamente” più vicino ai cittadini),
piuttosto che di controllo;
• individuare e mettere a disposizione strutture che promuovono l’aggregazione
(beni confiscati alla mafia, attivando la cultura del “baratto multi-reciproco”, di forme
di “condominio sociale”, ecc.), le opportunità occupazionali specie per soggetti
svantaggiati (borse-lavoro, tirocini di orientamento, affidamento alle cooperative
sociali di alcuni servizi dell’ente locale, manutenzione del verde, pulizia dei locali,
lavanderie pubbliche, ecc.), cantieri di cittadinanza, ecc.
10.2. Per questo al centro di tutte le politiche sociali va messa la persona e la famiglia, nucleo
fondante della società, luogo della cura e del prendersi cura vicendevole. Programmare azioni
mirate di sostegno alla famiglia e a tutte le problematiche ad essa legate vuol dire intervenire
direttamente su tutta la società in ogni sua espressione. Un nuovo patto intergenerazionale
può essere in grado di rigenerare il tessuto sociale, oggi frammentato e disgregato.
A tal fine la valorizzazione ed il riconoscimento del ruolo cosiddetto del terzo settore con le
associazioni di volontariato ben presenti sul nostro territorio ( e vedi sopra quanto proposto
per esse al paragrafo 9.4) può rappresentare il motore delle azioni che si intendono
realizzare, generatore di quel capitale sociale umano del quale la nostra società liquida ha
molta necessità.
Non si può omettere di segnalare la discrasia tra il programma presentato dal centrodestra
alle elezioni del 2010 e la relazione di fine mandato presentata in data 31 gennaio 2015.
A fronte di una previsione di istituzione di una apposita “AGENZIA PER LA FAMIGLIA”
e, addirittura, del conferimento di una delega assessorile ad hoc, nella relazione di fine
mandato non v’è traccia alcuna di provvedimenti adottati, a meno che non si voglia far
passare per progetti realizzati gli inconsistenti interventi operati in favore di minori a rischio,
prima infanzia, anziani e disabili.
il futuro è già in cantiere.
FORTUNATO
Sindaco di Andria
Di contro, avendo come sponda il principio “bandiera” di cui all’art. 3 della Costituzione (“Tutti
i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di
sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È
compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando
di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona
umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica,economica e
sociale del Paese.”), le politiche sociali proposte dalla coalizione di centrosinistra saranno
tese a promuovere, progettare e realizzare interventi concreti in favore delle famiglie,
dell’infanzia, dell’adolescenza e dei diversamente abili.
Per quanto riguarda le famiglie, la futura amministrazione comunale si impegnerà ad arginare
e contrastare il fenomeno delle vecchie e nuove povertà in cui versano le famiglie più deboli
della popolazione, mediante l’adozione del modello di “presa in carico” integrale, fondato
sulla pluralità di interventi direttamente centrati sui bisogni effettivi del nucleo familiare e
sulla continuità degli interventi stessi.
Saranno necessari, pertanto, piccole e grandi azioni capaci di aiutare dal basso, di tenere
unite le famiglie, di rafforzare le reti di protezione e di sostegno delle stesse, di dare una
mano nel senso letterale del termine alle famiglie, quando il loro stato di bisogno diventa
di ostacolo alla sopravvivenza ed alla dignità, di ridare una speranza che possa rendere
possibile, non solo il rimettersi in cammino, ma anche l’idea stessa del futuro.
A sostegno di dette politiche per la famiglia, sarà necessaria l’istituzione di un “Centro
risorse per la famiglia” e di un “Osservatorio” sulle stesse, con il compito di monitorare gli
effettivi bisogni per non cadere in un mero intervento assistenziale, deviante e diseducativo.
10.3. Per quanto concerne la “prima infanzia” si può affermare, senza ombra di dubbio, che
la città di Andria non ha mai preso sul serio una politica di sostegno concreto. Basti dire che
l’unico asilo nido comunale accoglie complessivamente appena cinquanta unità, a fronte di
richieste largamente superiori, tenuto conto del rilevante numero di abitanti.
L’amministrazione di centrosinistra, pertanto, si impegnerà a potenziare le sezioni di asilo
nido, sfruttando gli immobili di proprietà comunale, attualmente non utilizzati. Ciò consentirà
di soddisfare i bisogni delle giovani coppie lavoratrici e favorirà l’occupazione.
10.4. Linee di intervento per i soggetti diversamente abili
Noi non dobbiamo semplicemente sopportare le differenze fra gli individui, ma anzi accoglierle
come le benvenute, considerandole un arricchimento della nostra esistenza.
Questa è l’essenza della vera integrazione intesa nel suo significato più ampio, senza la
quale non si può porre il problema di una vera moralità. In virtù di ciò, l’integrazione dei
soggetti con disabilità deve essere considerata un processo irreversibile, non può adagiarsi
su pratiche disimpegnate che ne svuotino il senso sociale, culturale e pedagogico.
Il diritto soggettivo al pieno sviluppo del potenziale umano della persona con disabilità non
può essere limitato da ostacoli o impedimenti che non possano non essere rimossi per
iniziativa di più soggetti istituzionali.
Lo strumento operativo più adeguato a tal fine sembra essere quello rappresentato dai
il futuro è già in cantiere.
FORTUNATO
Sindaco di Andria
“Tavoli Istituzionali” costituiti in ambito territoriale. Sarà delineato, in tal modo, un sistema
di co-decisioni e cooperazioni inter-istituzionali che dovrà realizzare un policentrismo
decisionale declinato, di volta in volta, secondo l’aspetto della decisione da assumere
in cooperazione o collaborazione, accordi o intese, coordinamenti. L’ambito territoriale
diventerà così il luogo privilegiato per realizzare il sistema integrato di interventi e servizi, lo
snodo di tutte le azioni nella logica della costruzione di un “progetto di vita” che consenta ai
soggetti disabili di avere un futuro. E, infatti, proprio nella definizione del progetto di vita che
dovrà realizzarsi l’effettiva integrazione delle risorse, delle competenze e delle esperienze
funzionali all’inclusione scolastica e sociale.
I prioritari ambiti di intervento saranno riconducibili a:
1°. formazione (poli specializzati nelle diverse tematiche connesse a specifiche
disabilità)/banche dati/anagrafe professionale/consulenze esperte;
2°. Distribuzione/allocazione/dotazione risorse professionali (insegnanti specializzati,
assistenti ad personam, operatori, educatori)
3°. Distribuzione/ottimizzazione delle risorse economiche e strumentali (fondi finalizzati
all’integrazione scolastica, sussidi e attrezzature tecnologiche, interventi a sostegno
delle famiglie del soggetto disabile)
4°. Adozione di iniziative per l’accompagnamento della vita adulta mediante esperienze
di alternanza scuola-lavoro, collaborazione con le aziende del territorio, nella
consapevolezza che tutto ciò che ha valore nella società umana dipende dalle
opportunità di progredire che vengono accordate ad ogni individuo.
10.5. Integrazione sociale di minori e giovani a rischio.
Il progetto di integrazione sociale prevede la realizzazione di attività a favore dei minori e dei
giovani a rischio che privi degli abituali punti di riferimento, si sentono disorientati, appaiono
fragili e sempre più bisognosi di modelli positivi in cui identificarsi.
I destinatari dell’intervento saranno quindi i minori e i giovani con situazioni familiari
problematiche, con difficoltà scolastiche, di integrazione socio-culturale, di socializzazione,
disturbi del comportamento. Nella realizzazione degli interventi si è pensato di promuovere
il mentoring extra-scolastico attraverso figure di tutoraggio per minori in difficoltà con il
coinvolgimento delle famiglie, dei servizi sociali, degli enti territoriali, delle altre agenzie
educative che si occupano dei problemi dei giovani.
Si conviene sulla necessità di fare una mappatura iniziale approfondita delle situazioni già
conosciute e delle situazioni presenti nei vari istituti scolastici, dove già si attuano interventi
di recupero in base all’articolo 9 del contratto Collettivo Nazionale del Comparto Scuola
(misure incentivanti per progetti relativi alle aree a rischio o forte processo immigratorio e
contro l’emarginazione scolastica).
Le azioni di intervento saranno quelle specificate qui di seguito:
a. Supporto scolastico;
b. Formazione lavorativa o alternanza scuola lavoro
c. Orientamento lavorativo;
d. Integrazione sociale;
e. Assistenza alle famiglie problematiche dei soggetti coinvolti;
il futuro è già in cantiere.
FORTUNATO
Sindaco di Andria
Tutti gli operatori avranno cura di stabilire fin dall’inizio un rapporto di fiducia con i genitori
e con la scuola.
Queste saranno le premesse fondamentali degli interventi senza le quali sarà difficile
immaginare una azione efficace e produttiva.
Azioni operative
Obiettivo 1: Istituzione di un “Osservatorio e Centro risorse per la famiglia”
L’Osservatorio e Centro risorse per la Famiglia deve perseguire le seguenti progettualità:
• monitorare gli effettivi bisogni per non cadere in un mero intervento assistenziale,
deviante e diseducativo
• attivazione d’ interventi concreti e adeguati di misure per la conciliazione fra lavoro e
famiglia;
• aumento delle risorse da destinare ad asili nido e materne comunali, favorendone
la presenza diffusa sul territorio cittadino (aumento del numero di posti pubblici o
convenzionati, estensione del periodo e orari di apertura);
• attenzione particolare alla qualità dei servizi offerti dalle mense scolastiche:
promuovendo l’uso di alimenti biologici, dei prodotti tipici e di quelli tradizionali,
privilegiando la preparazione dei cibi in loco ed evitarne il trasporto a distanza;
• ampliare l’offerta di attività extrascolastiche pomeridiane, in particolare, il
potenziamento didattico per la scuola primaria, che non può essere sostenuto dalle
famiglie;
• promuovere attività ricreative nel periodo estivo, con l’utilizzo delle strutture scolastiche,
in collaborazione con il privato-sociale e volontariato
Obiettivo 2: Auto e Mutuo aiuto tra famiglie
Si favorirà la realizzazione di una rete integrata di sostegno alla famiglia ove i nodi sono le
famiglie stesse ed altre realtà esistenti sul territorio (associazioni di volontariato, sportive,
culturali, parrocchie, scuole). Il concetto di famiglia deve includere le famiglie mono-nucleari,
autoctone e non, monogenitoriali e le convivenze etero e omosessuali.
- Mediazione familiare: la ricostruzione del tessuto sociale passa anche attraverso la
ricomposizione e la presa in carico di situazioni di conflittualità familiare. Per questo si
promuoverà l’apertura di uno sportello sulla mediazione familiare, che possa essere di
supporto e di aiuto per i nuclei familiari in difficoltà.
- Progetto “Codice Rosa”: il tema del contrasto alla violenza contro le donne deve
vedere l’implementazione ed il coordinamento della rete territoriale degli interventi e la
collaborazione con le associazioni del settore, impegnate a favore delle donne e dei minori
vittime di violenza e gestori dei Centri antiviolenza e delle strutture di accoglienza, nonché
nella promozione di attività di comunicazione, campagne di educazione dei più giovani nelle
scuole, sensibilizzazione della cittadinanza, anche nell’ambito delle specifiche iniziative
promosse a livello nazionale e regionale.
il futuro è già in cantiere.
FORTUNATO
Sindaco di Andria
Obiettivo 3: Le “Nuove Povertà”
In riferimento alla attuale grave situazione economica e sociale, e nell’ottica di fronteggiare
le sempre maggiori nuove povertà si darà avvio alla sperimentazione di forme di sostegno
non a carattere assistenziale, ma di accompagnamento attraverso:
• la previsione di un “fondo di emergenza” con il quale dare un sostegno a tutti coloro
che perdono il lavoro (lavoratori licenziati, in cassa integrazione o in mobilità, compresi i
lavoratori precari e gli autonomi), collegando l’accesso al fondo all’impegno a svolgere
lavori di pubblica utilità o alla partecipazione a corsi di formazione professionale;
• bando “Borse lavoro e tirocini formativi” destinato a incentivare l’assunzione di
giovani in aziende artigianali, commerciali e professionali. L’esperienza formativa
consentirà ai giovani di acquisire competenze tali da proseguire nella stessa
occupazione ovvero avviare una piccola azienda in proprio.
• Istituzione di un fondo di garanzia rotativo e microcredito: il meccanismo deve
prevedere l’istituzione da parte del Comune di un fondo di garanzia rotativo da
dividere in frazioni dell’importo massimo di 5.000 euro, da restituire a un tasso
fisso in 36 mesi. La Banca di microcredito convenzionata con il Comune valuterà
la sostenibilità dei progetti e attiverà i finanziamenti. Tale operazione si prefigge di
favorire l’accesso al microcredito alle fasce più deboli della popolazione giovanile
nell’ottica di contribuire alla creazione di occupazione.
• Potenziamento del servizio di Soccorso Sociale attraverso il convenzionamento
tra il settore Servizi Sociali del Comune di Andria con le associazioni del volontariato;
• Immigrazione: Sviluppare in collaborazione con le autorità competenti idonee forme
di accoglienza con attenzione alla comprensione interculturale in presenza delle
profonde trasformazioni sociali che stiamo vivendo, pur nella verifica dei presupposti
normativi ma sempre nell’ottica del rispetto della persona umana. Appare utile
l’istituzione di una Consulta dell’immigrazione e sulla intercultura, strumento di
reciproca comprensione e proposta di azioni concrete per la migliore integrazione.
Obiettivo 4: Tutela per i minori
Si propongono interventi con l’obiettivo di aiutare singoli genitori e famiglie a superare fasi
critiche della propria vita:
• per contrasti familiari;
• per problemi educativo-relazionali con i figli;
• per difficoltà di natura economica.
A tal fine saranno attivati:
• interventi di sostegno economico;
• interventi di sostegno domiciliare di tipo assistenziale ed educativo;
• interventi socio-educativi territoriali rivolti a preadolescenti ed adolescenti in
situazione di devianza;
• interventi istruttori e/o in esecuzione di disposizione delle Autorità Giudiziarie;
• interventi volti ad affiancare le famiglie negli impegni e responsabilità di cura dei figli;
• interventi semiresidenziali e residenziali: comunità educativa, casa-famiglia, affidi
familiari, interventi a carattere di emergenza assistenziale per minori e donne con figli.
il futuro è già in cantiere.
FORTUNATO
Sindaco di Andria
Obiettivo 5: Tutela delle persone anziane
Nell’ambito delle politiche sociali, il Comune di Andria intende assicurare, altresì, importanti
servizi agli anziani del territorio, mirando in primis a garantire:
• l’assistenza domiciliare con personale qualificato per mantenere le persone nel
loro ambiente familiare;
• avvio di percorsi di collaborazione con le R.S.A. e le case di riposo presenti
nel territorio, stipulando accordi specifici per riservare dei posti a disposizione del
Comune, per anziani indigenti e non autosufficienti;
Obiettivo 6: Tutela per le persone diversamente abili
Anche per i diversamente abili le politiche che si dovranno attivare saranno molteplici:
• eliminazione delle barriere architettoniche da inserire nel programma delle opere
pubbliche;
• sportello informativo per i disabili, inteso anche come servizio on line tramite il
portale webcomunale;
• potenziamento del servizio di assistenza scolastica specialistica, del servizio
di trasporto e del servizio di assistenza domiciliare con personale qualificato;
• variazione delle le fasce di reddito ai fini della compartecipazione per l’accesso
ai servizi di assistenza domiciliare disabili e anziani, con l’elevazione della soglia
minima e massima dell’ISEE;
• Creazione di centri di residenza diurni per diversamente abili con funzioni socioeducative anche attraverso la costruzione o recupero di immobili comunali;
• istituzione della Giornata dei diversamente abili, con cadenza annuale, nel mese
di dicembre, nell’ambito del Consiglio Comunale.
Obiettivo 7: Risorse per il Welfare locale
Le risorse per lo sviluppo ulteriore del Welfare locale, in tempi di accresciuti bisogni e di nuovi
rischi e nuove povertà, vanno accresciute secondo principi di priorità nella spesa pubblica.
Accanto alle risorse regionali e a quelle comunali è possibile pensare anche al Fondo
Sociale Europeo e alle opportunità offerte dal Jobs Act con il programma “garanzia giovani”
che può essere utilizzato anche per orientare le risorse verso nuovi bacini occupazionali,
l’autoimprenditorialità giovanile e le cooperative di comunità.
il futuro è già in cantiere.
FORTUNATO
Sindaco di Andria
11. Cultura, istruzione e scuola.
S’impone, per l’assessorato preposto alla cultura e all’istruzione, la necessità di individuare,
sul piano educativo-pedagogico, per ogni annualità, un’idea-cardine, un nucleo tematico
intorno a cui far ruotare tutti gli interventi e le iniziative promossi dallo stesso settore.
L’individuazione del filo rosso deve essere la risultante dei contributi sinergici delle scuole
di ogni ordine e grado, della CISA e delle varie agenzie educative, portatrici dei bisogni dei
bambini e dei ragazzi andriesi. Gli input educativi si rivolgono non solo agli alunni e agli
studenti, ma anche ai loro docenti e ai genitori.
Particolare attenzione va riservata ai diversamente abili, le cui famiglie molto spesso
affrontano in solitudine i disagi legati alla diversità.
Orientamento
L’orientarsi è una dimensione fondamentale del comportamento umano durante tutto l’arco
dell’esperienza formativa e professionale di una persona. In particolare, a conclusione della
scuola secondaria di primo grado, ogni studente si trova nella necessità di orientarsi di
fronte ad una scelta molto importante.
Una decisione imposta, una soluzione adottata superficialmente o poco affine alla personalità
dello studente possono essere le cause del fallimento scolastico, che si trasforma in
disagio e infine in abbandono dell’iter istruzione/formazione, nervo scoperto in un paese
come il nostro. Per ovviare agli inconvenienti prospettati si impongono l’aiuto e i consigli
degli esperti, in aggiunta e a supporto della scuola, istituzionalmente preposta al compito
dell’orientamento.
Scambi internazionali
La consapevolezza, da parte delle giovani generazioni, di appartenenza alla dimensione
europea deve essere l’obiettivo di qualsiasi azione educativa. Gli scambi internazionali
operano in questa direzione.
L’assessorato competente deve preoccuparsi di offrire ai ragazzi l’opportunità di partecipare,
ad un costo contenuto, a soggiorni di 8-15 giorni in compagnia di coetanei europei, con
la guida di animatori. Gli scambi internazionali aprono una finestra sul mondo, stimolano
una visione “al di là del proprio naso”, oltre i pregiudizi e i luoghi comuni, favoriscono il
riconoscimento pari dignità alle culture, pur nella loro diversità, ampliando gli orizzonti di
ogni giovane. Gli scambi, insomma, consentono di percepire l’Europa come parte integrante
del proprio ambiente storico, politico, culturale e sociale, ma soprattutto permettono di
incontrare nuovi amici.
il futuro è già in cantiere.
FORTUNATO
Sindaco di Andria
12. Partecipazione e trasparenza.
12.1. Partecipazione
L’assenza delle istituzioni e/o il disinteresse dei cittadini per la cosa pubblica generano il
degrado, al quale può porsi rimedio anche attraverso gli istituti di partecipazione, previsti
dallo statuto comunale di Andria e mai completamente attivati.
Comitati civici, di quartiere, consulte, referendum servono al cittadino a vivere il territorio
consapevolmente e a farsi portavoce delle istanze della propria comunità. La loro presenza
diventa fondamentale specie in periferia, dove vive la maggior parte della popolazione
andriese, e dove sovente l’unico luogo di aggregazione, di ascolto e catalizzatore resta la
parrocchia, alla quale tocca sopperire alle carenze amministrative.
Un’amministrazione attenta, al servizio del cittadino deve incoraggiare gli istituti di
partecipazione, serbatoio di idee e cantieri di percorsi condivisi.
I cittadini sono alleati dell’amministrazione e vigili controllori, non mero strumento elettorale.
1. Uso dei beni e aree pubbliche: l’amministrazione può coinvolgere i cittadini di un quartiere
nella scelta della destinazione d’uso di un’area pubblica, affinché la città sia realmente
vissuta dai suoi abitanti e ne siano rispettate le esigenze.
2. Controllo e valutazione: si può pensare all’applicazione in ambito cittadino di una misura
regionale, che ha preso le mosse da una legge europea. La Mi.mo (misura per la mobilità)
prevede la raccolta dei dati relativi al funzionamento dei mezzi di trasporto e collegamento
urbani, attraverso interviste e questionari agli utenti, ai conducenti dei mezzi pubblici e
all’ente erogatore del servizio. La raccolta dei dati (affidata ad ente esterno previa regolare
gara di appalto) è volta a monitorare e valutare l’efficienza e l’efficacia del servizio, al fine
di adeguarlo costantemente alle esigenze dei cittadini e di innalzare il livello dei servizi.
Il controllo e la valutazione dei servizi, come della regolarità di ogni gara di appalto,
devono diventare metodo amministrativo. È imprescindibile la certificazione di qualità dei
servizi comunali.
3. Denuncia dei disservizi e del degrado urbano: ai cittadini deve essere data la possibilità
di denunciare i disservizi nelle forme suddette attraverso piattaforme Internet da crearsi
appositamente o su quelle esistenti attraverso la creazione di un account, collegati al
sito del Comune di Andria, o mediante sportelli al cittadino. È onere dell’assessorato
competente farsi carico delle segnalazioni pervenute, evitando di incorrere nella
responsabilità politica.
4. Consultazione degli atti: un’amministrazione è trasparente quando pubblica gli atti e le
delibere, rendendoli facilmente accessibili. Il bilancio deve essere letto pubblicamente
come per legge.
5. E-democracy: di questi tempi si fa un gran parlare delle app della PA. Gli smartphone
sono ormai ben diffusi, c’è una massa critica imponente anche in Italia, seppur non
sempre competente, che incomincia a giustificare investimenti delle amministrazioni
locali per applicazioni finalizzate al mantenimento del decoro urbano e che eroghino
servizi dedicati a cittadini e visitatori del territorio.
6. Consulta dell’immigrazione e sull’intercultura: alle consulte previste dallo Statuto comunale,
si deve aggiungere quella dell’immigrato e sull’intercultura, al fine di favorirne la completa
integrazione attraverso l’ascolto e la mediazione.
il futuro è già in cantiere.
FORTUNATO
Sindaco di Andria
12.2. Legalità e trasparenza
La trasparenza dell’azione amministrativa è possibile attraverso semplici mosse. Il Palazzo
può avvicinarsi agli andriesi quando pubblica, rendendoli facilmente reperibili, gli atti comunali,
delibere e ordinanze; nella stessa direzione è la trasmissione in televisione delle sedute del
consiglio comunale, ripristinando una buona prassi poi abolita con l’ultima amministrazione.
Per una partecipazione più fattiva degli andriesi alla politica municipale è auspicabile
l’introduzione del bilancio partecipato, che vede i cittadini attivi nella redazione del bilancio,
secondo una buona prassi già in uso nei comuni più democraticamente emancipati.
il futuro è già in cantiere.
FORTUNATO
Sindaco di Andria
13. Il miglioramento dell’apparato amministrativo.
13.1. Il presupposto fondamentale perché il Comune possa rendere i servizi necessari e utili
all’intera cittadinanza è costituito dal buon funzionamento della macchina amministrativa.
L’efficienza degli uffici comunali deputati a rispondere per primi alle necessità di ogni
cittadino, imprenditore, professionista, disoccupato, è fattibile attraverso la rotazione dei
dirigenti, anche al fine di scardinare centri di potere consolidati negli anni e comportamenti
clientelari.
Bisogna cominciare dal censimento delle piante organiche e dalla redistribuzione dei dirigenti
e degli impiegati nei vari uffici. Tanto consente di accertare l’eventuale sovradimensionamento
o sottodimensionamento delle piante organiche, in relazione al volume di lavoro, e
conseguentemente provvedere alla loro revisione.
Gli uffici che operano in materie affini, possono essere unificati, attraverso la soppressione
di quelli superflui e, conseguentemente, le unità dei dipendenti in esubero impiegate negli
uffici sottodimensionati. Tanto consentirebbe ad es. al corpo dei Vigili Urbani di essere
completamente dispiegato sul territorio per sovrintendere alla sicurezza della Città, specie
nelle zone periferiche.
Con riferimento agli appalti, ove mancante, urge l’approvazione di un regolamento che
preveda l’esclusione del ricorso alla possibilità di praticare il “massimo ribasso”, e il ripristino
della “gara” che preveda la partecipazione alla stessa di almeno due imprese.
Occorre snellire le procedure, generalizzando il silenzio assenso sulle istanze dei cittadini,
e nel contempo incentivare il lavoro amministrativo con retribuzioni di risultato.
Occorre un’indagine conoscitiva sulle società partecipate esistenti per procedere all’eventuale
riordino.
Le consulenze esterne devono essere limitate al massimo, a vantaggio di un maggiore e
adeguato utilizzo delle competenze e professionalità dei dirigenti.
13.2. Ma soprattutto l’amministrazione non può disinteressarsi di tutto ciò che si scarica
comunque sul territorio comunale, nonostante le problematiche possano appartenere alla
competenza di altri Enti (Asl, AQP, Enel, Regione, Provincia, etc.). Gli uffici devono poter
essere attrezzati per interloquire costantemente con questi Enti e svolgere un compito attivo
e continuo di interfaccia fra cittadini e tali Enti.
il futuro è già in cantiere.
FORTUNATO
Sindaco di Andria
14. Le risorse finanziarie.
La pressione fiscale del comune di Andria è passata da 25.469.000 del 2010 a 46.402.000
del 2014. SI tratta di entrate effettive e non previsioni. Un aumento spaventoso del 78 per
cento-Senza nessun miglioramento della città e della sua economia.
Il bilancio del Comune di Andria contiene voci cosiddette attive che non possono essere
incassate, altre che non lo saranno, e altre che restano lì per anni come i milioni dovuti da
Italgas. Intanto Italgas ha avuto la proroga per la gestione della rete che invece appartiene agli
andriesi. Il tutto porta a un buco finanziario enorme, di decine di milioni di euro. Nonostante
15 milioni di euro di prestito per le esigenze di cassa, il comune di Andria è tra i 5 peggiori
pagatori italiani.
Aspettare oltre 300 giorni in media per pagare imprese cooperative e fornitori, significa
mettere in ginocchio migliaia di persone e far piovere sul Comune ulteriori sanzioni. Andria
non merita questa vergogna e questa zavorra, già denunciata dalla delibera della Corte
dei Conti regionale, che pur parzialmente riformata denuncia tutta la situazione di grave
illiquidità delle nostre casse comunali.
Al di là dell’aumento di tributi e di trucchi contabili non si è mosso niente, mostrando la paralisi
e la incapacità anche tecnica dell’amministrazione di centrodestra. Le pezze a colore sono
finite e ora emerge tutta la drammaticità della situazione comunale. Andria non si ferma, ma
di questo passo precipita.
Il nostro dovere è prima di tutto denunciare lo stato delle cose, e quindi costruire una
alternativa credibile, forte anzitutto di moralità nuova e informazione ai cittadini, dopo di
coraggio delle scelte e di proposte reali, attuabili, presenti per risanare il bilancio e con
questa leva rilanciare lo sviluppo di Andria.
Le azioni e le scelte che faremo sono le seguenti:
1. operazione di verità sul bilancio e sul buco finanziario e azione di responsabilità
verso chi lo ha causato o consentito. Non bisogna portare Andria alla insolvenza,
poiché sarebbe un dramma per tutti. I creditori devono conoscere la situazione, i
tempi e il piano per il risanamento;
2. avviare le azioni per il recupero di tutti i crediti recuperabili: da Italgas ai residui
per i progetti europei del passato, recupero dei crediti per tributi e sanzioni mai
recuperati, finanziamento delle opere e azioni pubbliche con l’utilizzo dei residui
inutilizzati dei vecchi mutui (devoluzione);
3. innovare e rafforzare l’Ufficio Tributi, invece che affidarsi a Equitalia. Aggiornare
il database dei contribuenti per una maggiore equità distributiva e introdurre la
mediazione tributaria per i tributi comunali in modo da accelerare i contenziosi,
recuperare risorse, e dare giustizia ai cittadini;
4. rinegoziare l’appalto sui rifiuti con recupero di ingenti risorse al bilancio comunale.
Realizzare un impianto di compostaggio nel nostro bacino per recuperare risorse dai
rifiuti organici. Ridurre la pressione fiscale spropositata per queste voci, a cominciare
dai tributi sul lavoro e sulle famiglie in difficoltà;
il futuro è già in cantiere.
FORTUNATO
Sindaco di Andria
5. rivedere le procedure e le responsabilità di spesa, con un ricorso diffuso alla
Consip per risparmiare su lavori e forniture; confrontare in bench marking i costi per
manutenzioni e gestioni di Andria con quelli dei comuni più efficienti e definire costi
standard per chiunque gestisce servizi pubblici;
6. revisionare l’appalto del cimitero per recuperare risorse pubbliche;
7. perseguire l’efficientamento dei consumi e delle utenze, energia, telefono ecc.;
sviluppare un programma di efficientamento energetico del tessuto urbano a
iniziativa pubblica, finanziato da fondi europei e fondi BEI, per recuperare risorse al
Comune;
8. sostituire il finanziamento di azioni comunali con fondi pubblici e comunitari attivabili
a progetto: per la cultura, le politiche sociali, le opere pubbliche, la promozione
turistica, le infrastrutture;
9. riattivare i programmi pubblici come il PIP, colpevolmente bloccato, e ricavare risorse
dalla vendita delle aree per le imprese e per le urbanizzazioni e i servizi; attuare
un programma di housing sociale con fondi a carico dello Stato e benefici, anche
finanziari, per il Comune.
10. Promuovere nel territorio la produzione pubblica di utilities industriali come
gas, gestione ciclo rifiuti, energia, manutenzioni e lavori, internet reti ottiche e
comunicazioni, in modo che gli utili delle attività industriali finanzino il bilancio
comunale e non privati. Promuovere a livello di territorio le azioni del programma
europeo 2014-2020: Smart Cities, Sviluppo Urbano Sostenibile che portano risorse
e opportunità per i comuni medi e capoluoghi di provincia.
il futuro è già in cantiere.
FORTUNATO
Sindaco di Andria
15. In nove punti essenziali
il nostro progetto di Città rinnovata.
1. Perseguire il risanamento morale finanziario e operativo del Comune; razionalizzare
la spesa e progettare l’afflusso di risorse esterne per servizi investimenti e
promozione.
2. Ripartire dal lavoro e sviluppo tramite innovazione, risorse e progetti europei; dare
risposte certe agli operatori economici, individuare gli investimenti da accelerare.
Affiancare il sistema delle imprese con centri di competenza e innovazione, e reti di
attività per l’export e un nuovo posizionamento sui mercati.
3. Lotta alle povertà, servizi moderni per le persone, diffusione di tecnologia a sostegno
delle fasce deboli. Utilizzare, come in altre regioni, il fondo sociale europeo per
redditi di cittadinanza e sostegno alla fuoriuscita dalle povertà.
4. Promuovere il territorio per attrarre investimenti. Ambiente, qualità urbana, cura del
territorio e ruralità, percorsi turistico-culturali strategici, rete ricettiva Murgia-mare,
fattori di azione e cooperazione tra le città e gli operatori economico-culturali del
territorio di cui Andria è capoluogo. Finanza e azioni pubbliche di sostegno per le
azioni innovative di giovani e imprese: promuovere start up innovative di giovani
nelle aree comunali, assicurare sostegno e competenze ai programmi di imprese
giovanili;
5. Cultura e ambiente come risorse vive, non regalie elettorali. Ricostruzione della
rete dei festival, realizzazione teatro e spazio espositivo promozionale. Promuovere
nel territorio la fondazione per i beni e le attività culturali. Attrezzare strutture per la
produzione culturale delle risorse cittadine.
6. Rinnovamento urbano, riuso e recupero del costruito, programma di housing sociale
per accesso alla casa di larghe fasce di popolazione, credito urbanistico e programmi
esecutivi con i privati per ricucire le periferie.
7. Certezza dei diritti cittadini, silenzio assenso per le istanze dei cittadini, responsabilità
diretta per i risultati di chiunque abbia una funzione pubblica, riforma della macchina
del Comune.
8. Andria e territorio rialzano la testa: una grande unica città fra i tre capoluoghi per
attrarre risorse, negoziare programmi di investimento, contare di più nelle decisioni
pubbliche ed economiche .
9. Sicurezza e legalità come motore della città, sviluppo economico e coesione sociale.
il futuro è già in cantiere.
FORTUNATO
Sindaco di Andria
Andria merita altro:
più competenza, più passione, più onesta.
Con il Tuo aiuto possiamo fermare il declino.
Non aspettarTi altra risposta, se non la Tua.
Il futuro è già in cantiere.
Sabino FORTUNATO
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programma amministrativo della coalizione di