→ Informazione sul prodotto e sull’applicazione Scegliere il gas giusto. Gas per la saldatura, il taglio e la protezione. 2 Indice Indice. 4 Proprietà dei componenti dei gas di protezione 6 Gas di protezione per la saldatura MAG 9 Tipo di arco 11 Gas di protezione per la saldatura MAG ad alte prestazioni 14 Gas di protezione per la saldatura MAG di acciai inox 16 Gas di protezione per la saldatura MIG 19 Gas di protezione per la brasatura MSG 20 Gas di protezione per la saldatura TIG/WIG 24 Impedire l’ossidazione tramite gas di protezione della radice 26 Gas di protezione per la saldatura laser 28 Gas per il taglio al laser 30 Gas di protezione per la saldatura al plasma 31 Gas per la saldatura al plasma 32 Gas di protezione per la saldatura prigionieri ad arco lungo 33 Gas per la tecnica autogena 37 I giusti gas di protezione per ogni tecnica di saldatura 38 Composizione dei gas di protezione PanGas 39Bibliografia Gas di protezione per la saldatura di PanGas 3 Gas di protezione per la saldatura di PanGas. Per saldature di altissima qualità a costi contenuti. I gas di protezione PanGas per le tecniche di saldatura MIG-MAG e TIG/WIG sono disponibili in due categorie chiamate Competence-Line e Performance-Line. Di seguito presentiamo in breve le principali caratteristiche di queste linee di prodotti. Competence-Line Questa categoria comprende tutti i gas di protezione utilizzati prevalentemente per applicazioni manuali delle tecniche MIG-MAG e TIG/WIG e che permettono la creazione di saldature di altissima qualità in combinazione con moderne saldatrici e i metalli di apporto idonei. Questi gas di protezione sono ormai diffusi sul mercato da parecchio tempo e sono particolarmente apprezzati. Essi consentono lavorazioni affidabili e ripetibili e vengono raccomandati da molti costruttori di apparecchiature. I gas di protezione della Competence-Line sono a base di gas nobile argon con altri componenti in grado di garantire saldature pulite con una buona penetrazione. Si tratta di additivi quali ossigeno, anidride carbonica o azoto. Performance-Line Come in tutti gli altri settori, anche nella tecnica di saldatura contano sempre più le considerazioni di ordine economico. Seguendo questo trend, lo sviluppo ha puntato sui gas di protezione in grado di migliorare sostanzialmente il bilancio termico nell’arco e garantire quindi velocità di saldatura più elevate e una maggiore penetrazione: in questo senso l’aggiunta di elio e di idrogeno si è rivelata particolarmente efficace grazie alla loro eccellente conducibilità termica. I gas di protezione per la saldatura che produciamo e forniamo con il nome di PerformanceLine sono perciò stati concepiti in prevalenza per la saldatura MIG-MAG e TIG/WIG con velocità di saldatura più elevate e a ciclo in parte manuale, ma prevalentemente semiautomatico o completamente automatizzato. Dove conta la qualità e il rendimento, questi gas di protezione sono esattamente quelli giusti. Queste miscele di gas di protezione rappresentano peraltro la risposta ai metalli di apporto sempre più specializzati che non sempre permettono una salatura ottimale con i gas di protezione standard. Ovviamente siamo anche in grado di sviluppare miscele speciali personalizzabili in funzione delle esigenze specifiche di ogni cliente. Rivolgetevi agli specialisti PanGas che sono sempre in grado di fornirvi una consulenza e un sostegno competenti. I nostri corsi di saldatura a Ecublens, Winterthur e Dagmersellen che possono essere personalizzati in funzione delle vostre esigenze specifiche, vi forniscono un know-how tecnico aggiornato nel campo delle saldature. 4 Proprietà dei componenti dei gas di protezione Proprietà dei componenti dei gas di protezione. I gas di protezione per la saldatura sono composti da pochi componenti efficaci. Il know-how relativo al funzionamento e alla corretta miscelazione sono il segreto alla base delle saldature di altissima qualità. CORGON® CRONIGON® COXOGEN® CRONIWIG® Formiergas VARIGON® HYDRARGON® H₂ O₂ MISON® He CO₂ NO Ar N₂ Proprietà dei componenti dei gas di protezione Proprietà chimiche Formazione di scorie con diverse percentuali di CO₂ argon + 5 % CO₂ CORGON® 18 Miscela CORGON® per componenti fondamentali per la sicurezza nella produzione automobilistica Uso mirato dei gas di protezione Proprietà fisiche dei gas Le proprietà fisiche dei gas si riflettono sul trasferimento del metallo, sulla profondità e sulla forma della penetrazione, sulla velocità di saldatura e sulle proprietà di accensione. I gas con una bassa energia di ionizzazione, quali l’argon, facilitano l’accensione e la stabilizzazione dell’arco rispetto ai gas con un’energia di ionizzazione maggiore, quali l’elio. Nella saldatura laser, invece, l’elio è più adatto per il controllo del plasma e quindi per il controllo della profondità di saldatura. L’energia dissociativa dei componenti di peso atomico superiore aumenta l’apporto di calore nel metallo base, grazie all’energia liberata in fase di ricombinazione. La conducibilità termica La conducibilità termica influisce sulla forma del cordone, sulla temperatura e sul degassaggio del bagno di saldatura, nonché sulla bagnabilità e sulla velocità di saldatura. L’aggiunta di elio nella saldatura MIG e TIG/ WIG di materiali a base di alluminio permette di aumentare sensibilmente la velocità di saldatura e la penetrazione. Nella saldatura TIG/WIG di acciai inox, lo stesso effetto viene ottenuto con l’aggiunta di idrogeno. Proprietà chimiche Le proprietà chimiche influiscono sul comportamento metallurgico e sulla superficie del cordone. L’ossigeno, ad esempio, provoca la combustione, e cioè la perdita di elementi della lega, e genera bagni di fusione molto liquidi, mentre un eccesso di anidride carbonica comporta un arricchimento di carbonio nelle leghe. L’argon e l’elio sono neutri dal punto di vista metallurgico, mentre l’idrogeno ha un effetto riducente. H₂ 0,16 Conducibilità termica (W/cm °C) L’uso dei gas di protezione permette di gestire il processo di saldatura in vari modi e di ottimizzarlo in base alla specifica applicazione. Per questa ragione i gas di protezione devono essere impiegati in maniera mirata in base alle loro proprietà. A questo scopo è necessario che il tipo di gas o di miscela venga scelto in base agli effetti desiderati. Le possibilità di ottimizzazione comprendono quasi tutti i fattori determinanti ai fini del processo di saldatura: H₂ 0,12 CO₂ 0,08 He O₂ 0,04 0 0 2 000 4 000 Ar 6 000 8 000 10 000 Temperatura (°C) Grafico 1: Conducibilità termica dei gas tecnici alle alte temperature Tabella 1: Proprietà fisiche di diversi gas Gas Energia dissociativa in eV/molecola Energia di ionizzazione in eV/molecola H₂ 4,5 13,6 O₂ 5,1 13,6 CO₂ 4,3 14,4 N₂ 9,8 14,5 He 24,6 Ar 15,8 Kr 14,0 5 6 Gas di protezione per la saldatura MAG Gas di protezione per la saldatura MAG. Molte costruzioni e macchine sono realizzate con acciai da costruzione. La loro resistenza dipende dalla qualità delle saldature che spesso vengono realizzate con la tecnica MAG. In questo caso il giusto gas di saldatura risulta decisivo. Il principio della saldatura MAG Per la saldatura MAG degli acciai da costruzione un filo d’acciaio viene condotto attraverso la pistola saldatrice e fuso nell’arco elettrico. Il filo funge al contempo da elettrodo conduttore e da metallo di apporto per la saldatura. L’arco elettrico e il bagno di fusione vengono protetti dal gas di protezione. Accanto ai gas inerti – di norma argon – esso contiene anche componenti attivi, soprattutto anidride carbonica e ossigeno in quantità tali da coprire le esigenze della saldatura specifica. Per la saldatura MAG di acciai da costruzione non legati Per la saldatura MAG di acciai da costruzione non legati i seguenti gas di protezione di PanGas vengono impiegati con notevole successo: Competence-Line Performance-Line COXOGEN® 5/5 CRONIGON® He20 CORGON® 15/5 COXOGEN® 10 COXOGEN® 15 CORGON® 18 MISON® 8 MISON® 18 MISON® 25 questi gas di protezione sono adatti anche per tubazioni in acciaio, acciai da costruzione a grana fine, acciai da cementazione e bonifica a basso tenore di lega di tutti i tipi. I gas di protezione MISON® contengono anche piccole quantità di monossido di azoto. Metalli di apporto I metalli di apporto in forma di filo massiccio sono descritti nella norma EN ISO 14341, mentre i fili di riempimento sono descritti nella EN ISO 17632. Per gli acciai da costruzione a grana fine con resistenze superiori le Istruzioni DVS 0916 offrono raccomandazioni utili relativamente ai metalli di apporto. Gas di protezione per la saldatura MAG 7 Tabella 2: Proprietà delle tipologie di gas di protezione Proprietà Ar/CO₂ Ar/O₂ CO₂ Penetrazione nella posizione normale buona buona buona Idoneità per le posizioni di costrizione (s, f) più sicura con l’aumentare del tenore di CO₂ può diventare critico a causa dell’avanzamento del bagno di saldatura molto liquido (rischio di difetti di giunzione) molto sicura Sollecitazione termica della torcia diminuisce con l’aumentare del tenore di CO₂ elevata, la potenza può essere ridotta a causa del surriscaldamento della torcia bassa a causa della buona conducibilità termica Grado di ossidazione aumenta con l’aumentare del tenore di CO₂ alto per esempio con l’8 % O₂ alto Tendenza alla porosità diminuisce con l’aumentare del tenore di CO₂ più sensibile sicuro Copribilità della luce migliora con l’aumentare del tenore di CO₂ buona peggiore rispetto alle miscele di gas Diffusione di spruzzi aumenta con l’aumentare del tenore di CO₂ pochi spruzzi massima diffusione di spruzzi, aumenta con l’aumentare della potenza Apporto di calore aumenta con l’aumentare del tenore di CO₂ velocità di raffreddamento più bassa, rischio di criccature da indurimento minore più bassa alto velocità di raffreddamento elevata rischio di criccature da indurimento maggiore velocità di raffreddamento bassa rischio di criccature da indurimento basso KLB ÜLB SLB ILB HL-KLB RLB KLB LLB Tipo di arco ¹ KLB ÜLB SLB Percentuale max. ILB/CO₂ 20 – 25 % HL-KLB Le proprietà qui illustrate dei diversi gas di protezione per la saldatura ne determinano l’impiego pratico. L’universalità delle miscele ArCO₂ ossia delle miscele di ArCO₂-ossigeno ha dato luogo al loro dominio a livello pratico. L’aggiunta di elio ne aumenta il campo di applicazione. ¹ vedi pag. 10 8 Gas di protezione per la saldatura MAG Impiego di CORGON® 15/5 nella saldatura MAG robotizzata Saldatura MAG-HL manuale nell’industria meccanica pesante con miscele di CORGON® He Le proprietà dei gas di protezione Le proprietà dei gas di protezione per la saldatura MAG dipendono dalla loro composizione. La loro composizione influisce inoltre sulle caratteristiche meccanico-tecnologiche del deposito e sulla geometria del cordone. Le caratteristiche meccanico-tecnologiche dipendono in forte misura dal tenore di azoto e di ossigeno del deposito, in quanto questi gas reagiscono con determinati elementi chimici di questo materiale, formando nitruri ed ossidi. Se questi rimangono nella matrice metallica, in quanto inclusioni non metalliche possono compromettere la tenacità del materiale. Il tenore d’ossigeno del deposito dipende in gran parte dal gas di protezione. Agli albori della tecnologia, la CO₂ pura veniva spesso utilizzata come gas di protezione. Ma essa induce un livello di ossigeno nel deposito che va da 600 a 800 ppm. Le quantità di ossigeno che si liberano nel filo sono assolutamente ininfluenti. Con queste concentrazioni d’ossigeno, il deposito presenta numerose inclusioni ossidiche e depositi di ferrite ad aghi grossolani. La resilienza del deposito per la tenacità del materiale è piuttosto modesta. Con miscele di gas ricche di argon, invece, il livello d’ossigeno nel deposito di saldatura è relativamente basso e compreso tra 350 e 450 ppm. In questo caso le inclusioni ossidiche nel deposito sono scarse e nella struttura metallica si forma della ferrite ad aghi fini. La resilienza raggiunge valori superiori. In combinazione con un tenore molto basso di azoto, che dovrebbe in primo luogo provenire dal filo di saldatura, si ottiene un’ottima resilienza anche con temperature di prova basse. Impiego di CORGON® 18 nella saldatura robotizzata di montanti di carrelli elevatori Tipi di arco 9 Tensione di saldatura (V) 60 50 Arco rotante 40 Arco pulsato Arco spray 30 Arco di transizione 20 Arco corto 10 0 0 100 200 300 400 500 600 Intensità di corrente (A) Grafico 2: Intervalli dell’arco MSG (schematico) Tipi di arco. La tecnologia della saldatura di metalli con gas di protezione ed elettrodo a filo di fusione permette – attraverso la scelta del gas di protezione e dei parametri di saldatura – diverse tipologie di arco che si distinguono nettamente nel tipo di trasferimento del materiale. Fattori decisivi per la corretta scelta del tipo di arco sono soprattutto il gas di protezione utilizzato, lo spessore della lamiera e la posizione di saldatura. 10 Tipi di arco 1a fila sinistra: arco corto centro: arco di transizione (ÜLB) o arco lungo (LLB) destra: arco spray (SLB) 2a fila centro: arco rotante ad alte prestazioni (HL) destra: arco pulsato (ILB) Tipi di arco – Effetto e applicazioni L’arco corto (KLB) L’arco corto (KLB) viene usato per lamiere sottili, posizioni di costrizione e saldature delle radici con basse potenze. Il trasferimento del metallo avviene con scarsa formazione di spruzzi in corto circuito. L’arco di transizione (ÜLB) L’arco di transizione (ÜLB) viene preferito per potenze medie nella saldatura MAG di lamiere di spessore intermedio sotto miscela di gas a base di argon. Il trasferimento del materiale è a gocce grosse, parzialmente in cortocircuito – ma con una formazione di spruzzi minore rispetto all’arco lungo LLB sotto anidride carbonica. L’arco lungo (LLB) L’arco lungo (LLB) è adatto per la saldatura MAG con potenze superiori di spessori maggiori sotto anidride carbonica. Il trasferimento del metallo è a gocce grosse e con formazione di spruzzi. L’arco spray (SLB) L’arco spray (SLB) garantisce una capacità di fusione e una velocità di saldatura elevate per lamiere di grande spessore sotto miscele di gas a base di argon. Il trasferimento del materiale è a gocce fini senza cortocircuiti ed è particolarmente povero di spruzzi. Con la CO₂ come gas di saldatura, l’arco spray non è possibile. Le tipologie di arco ad alto rendimento (HL) Le tipologie di arco ad alto rendimento (HL) vengono usate per capacità di fusione e velocità di saldatura elevate sotto speciali miscele di gas a base di argon con percentuali di elio. A seconda della composizione del gas di protezione, le tipologie di arco e i trasferimenti di metallo si presentano diversi: si possono distinguere l’arco corto ad alto rendimento (HL-KLB), l’arco spray ad alto rendimento (HL-SLB) e l’arco rotante (RLB). L’arco pulsato (ILB) L’arco pulsato (ILB) è utilizzabile in generale per tutte le potenze nella saldatura MIG e MAG sotto miscele di gas ricche di argon: esso viene preferibilmente usato per potenze medie al posto dell’arco di transizione. Il trasferimento del metallo avviene senza cortocircuiti con formazione di gocce definite per ogni impulso. L’arco pulsato presenta la minore formazione di spruzzi a confronto con tutti gli altri tipi di archi. L’uso dell’arco pulsato sotto CO₂ non è possibile in quanto l’anidride carbonica provoca un attacco puntuale dell’arco e la riduzione delle gocce (effetto pinch) viene soppressa. La goccia di deposito viene sollevata da una componente di forza rivolta verso l’alto e il trasferimento del metallo diventa a gocce grandi, un effetto non auspicato. Gas di protezione per la saldatura MAG ad alte prestazioni Gas di protezione per la saldatura MAG ad alte prestazioni. Elevata produttività e primissima qualità delle saldature: nella saldaturaMAG ad alte prestazioni, entrambe sono possibili grazie ai gas di protezione adattati al processo. 11 12 Gas di protezione per la saldatura MAG ad alto rendimento Penetrazione in funzione dell’avanzamento del filo La saldatura dei montanti dei carrelli elevatori con gas di protezione contenente elio è molto economica e consente di ottenere un’elevata qualità della saldatura Da alcuni anni la saldatura MAG ad alto rendimento viene usata con successo nell’industria meccanica pesante, nella costruzione di ponti e di automobili ed aumenta la capacità di fusione rispetto all’arco spray convenzionale. Accanto agli speciali gas di protezione sono necessari generatori di corrente di elevata potenza e un avanzamento del filo estremamente preciso. I seguenti gas di protezione sono stati sviluppati appositamente per la saldatura MAG ad alto rendimento; una tecnica MAG con avanzamento del filo e capacità di fusione superiori. Competence-Line Performance-Line CORGON® S5 CORGON® He30 CORGON® S5 CORGON® S5 in quanto gas di protezione ricco di ossigeno stabilizza l’arco rotante ad alto rendimento (provoca una larga penetrazione ai fianchi) in un ampia gamma di potenze. CORGON® He30 CORGON® He30 in quanto gas di protezione a tre componenti viene usato in prevalenza quando si lavora con l’arco spray o pulsato nel campo HL. Questo gas di protezione è utilizzabile anche per la tecnica MAG tandem. Tabella 3: Parametri di saldatura in base a due esempi Esempio 1 Esempio 2 10 mm Spessore lamiera 15 mm 1,2 mm Diametro del filo 1,2 mm 5,5 mm Quota a 7 mm PA (w) Posizione di saldatura PA (w) 15 m/min Avanzamento filo 25 m/min 8,0 kg/h Capacità di fusione 13,3 kg/h 365 A Corrente di saldatura 446 A 37,5 V Tensione di saldatura 44,5 V 0,45 m/min Velocità di saldatura 0,50 m/min Gas di protezione per la saldatura MAG di acciai inox Gas di protezione per la saldatura MAG di acciai inox. La lavorazione di acciai inox resistenti alla corrosione rappresenta una particolare sfida: con i gas di protezione giusti per la saldatura questo compito viene risolto in modo ottimale sia dal punto di vista tecnico che dei costi. 13 14 Gas di protezione per la saldatura MAG di acciai inox Saldatura MAG di un componente placcato sotto CRONIGON® A seconda dei componenti della lega e del trattamento termico, gli acciai resistenti alla corrosione hanno strutture diverse che influiscono sulle caratteristiche meccaniche, sulla resistenza alla corrosione e sulla saldabilità. I diversi tipi di acciai vengono classificati in base alla loro struttura. Gli acciai austenitici presentano eccellenti resistenze alla corrosione e una buona deformabilità a freddo. Gli acciai ferritici sono idonei per l’uso in atmosfere contenenti zolfo e sono considerati resistenti alle alte temperature. Gli acciai martensitici sono caratterizzati in particolare dalla loro elevata durezza. Gli acciai duplex hanno una struttura a due fasi – austenitica e ferritica – e abbinano buone qualità anticorrosive a caratteristiche meccanico-tecnologiche molto interessanti. La saldatura MAG di tutti gli acciai ad alto tenore di lega e di materiali a base Ni richiede metalli di apporto specifici e speciali gas di protezione in funzione dei materiali del caso. Questi gas di protezione sono adatti per: Gas di protezione La rappresentazione del consumo o dell’aumento di carbonio indica chiaramente che con il gas di protezione CRONIGON® e CRONIGON®-elio non è possibile alcuna sensibilizzazione del materiale. Benché nel COXOGEN® 5/5 il tenore di carbonio misurato nel deposito sia inferiore al limite ELC, questo gas di protezione non dovrebbe essere usato per componenti esposti al rischio di corrosione. I gas di protezione per la saldatura MAG di acciai ad alto tenore di lega sono: Competence-Line Performance-Line CRONIGON® CRONIGON® He20 CRONIGON® He33 CRONIGON® He30S →acciai inox secondo la EN 10088 →acciai laminati e fucinati resistenti alle alte temperature secondo la SEW 4670 →acciai legati speciali →nichel e materiali a base nichel I metalli di apporto per saldare acciai inox e acciai resistenti alle alte temperature sono trattati nella EN ISO 14343. Per la saldatura MAG sono utilizzabili l’arco corto, l’arco di transizione e spray ma anche l’arco pulsato. Per mantenere la resistenza alla corrosione, il fattore più importante è il tenore di carbonio. Per gli acciai a basso tenore di carbonio, le qualità ELC, il rispettivo valore nel deposito non deve essere superiore a 0,03 % quando si rendono necessari trattamenti di ricottura. Gas di protezione per la saldatura MAG di acciai inox 15 0,07 Tenore di C in (%) 0,06 0,05 0,04 0,03 Limite ELC 0,02 0,016 0,01 Ar + 2,5 % CO₂ Ar + 5 % CO₂ + 5 % O₂ Ar + 18 % CO₂ CO2 Gas di protezione per la saldatura Grafico 3: Aumento del carbonio nell’acciaio in funzione del gas di protezione, tasso di carbonio dell’elettrodo a filo: 0,016 % Importanti indicazioni per l’uso Gli acciai CrNi austenitici e gli acciai Cr ferritici presentano un’ottima saldabilità con l’arco spray. Rispetto ai materiali non legati, l’arco spray inizia già con velocità del filo più basse del 20 % circa. Nella saldatura di materiali ad alto tenore di lega, la tecnologia pulsata offre il vantaggio di un trasferimento di materiale stabile e senza spruzzi per tutto l’intervallo di fusione. Essa permette l’impiego di fili più spessi ad avanzamento stabile, con migliore conduzione della corrente. La tecnologia ad impulsi è inoltre particolarmente idonea per i cordoni discendenti. I materiali a base nichel e la maggior parte delle leghe d’acciaio speciali dovrebbe essere saldati in prevalenza con la tecnologia pulsata. L’uso di miscele di gas contenenti elio è particolarmente vantaggioso per gli acciai al molibdeno relativamente viscosi perché le proprietà reologiche sono migliori. Il gas di protezione CRONIGON® He30S è stato sviluppato in prevalenza per la saldatura MAG di leghe a base di nichel. Il basso tenore di CO₂ di soli 550 vpm (0,055 %) garantisce un comportamento molto stabile dell’arco con la contemporanea conservazione della resistenza alla corrosione del metallo. L’aggiunta di elio o idrogeno garantisce eccellenti proprietà reologiche e l’idoneità per le posizioni di costrizione. Le temperature delle passate intermedie dipendono dal tipo di materiale, ad esempio: Le ricerche nel centro tecnologico della PanGas hanno messo in evidenza alcuni altri aspetti di particolare interesse: →I metalli base e di apporto influiscono in maniera diversa sulla geometria del cordone, sui rivestimenti superficiali, sulla bagnabilità e sulla stabilità dell’arco. →La posizione della torcia deve essere in tiro a circa 10 °C. →Il deposito deve essere apportato con cordone stretto (assenza di oscillazione della sorgente). L’arco deve essere condotto nella parte anteriore in corrispondenza della banda di fusione. Il più piccolo avanzamento della banda di fusione provoca l’immediata emissione di spruzzi – soprattutto se si tratta di metalli a base di nichel. Tabella 4: Schema delle applicazioni Gas di protezione Proprietà Materiali CRONIGON® scarsa ossidazione acciai ferritici al Cr, acciai austenitici al CrNi, acciai duplex e super-duplex CRONIGON® He33 CRONIGON® He20 buona bagnabilità, velocità di saldatura superiore, minima formazione di spruzzi acciai austenitici al CrNi resistenti alla corrosione, acciai austenitici al CrNi resistenti alle alte temperature, acciai legati speciali quali ad esempio acciai duplex CRONIGON® He30S buona bagnabilità e buona saldabilità degli strati, bassa ossidazione Nichel e leghe a base di nichel → acciai austenitici CrNi 150 – 200 °C → materiali a base di nichel 50 – 100 °C 16 Gas di protezione per la saldatura MIG Gas di protezione per la saldatura MIG. I metalli non ferrosi, in particolare l’alluminio, vengono assemblati in maniera sicura ed economica con la tecnica MIG: gli speciali gas di protezione sono una premessa indispensabile per ottenere buoni risultati di saldatura. Gas di protezione per la saldatura MIG L’elio modifica il contorno del cordone, la penetrazione e la tensione di saldatura Argon: 20 l/min, 280 A/25 V La saldatura MIG differisce da quella MAG solamente per la tipologia di gas di protezione utilizzata: si utilizzano le sole miscele di gas di protezione inerti in quanto i metalli da saldare non tollerano percentuali di gas attivo. Ma per la stabilizzazione dell’arco MIG sono tollerabili bassissime microdosature di ossigeno o monossido di azoto che in molti casi non esercitano alcun’azione dannosa sul materiale. Gas di protezione per la saldatura MIG di metalli non ferrosi I gas di protezione per la saldatura MIG di metalli non ferrosi quali alluminio o rame sono gas inerti quali: Competence-Line Performance-Line Argon 4.6/Argon 4.8 VARIGON® He10 MISON® Ar MISON® He20 VARIGON® He30S: 20 l/min, 282 A/27 V VARIGON® He30S VARIGON® He50 VARIGON® He60 VARIGON® He70 La saldatura MIG può essere effettuata con arco corto, arco spray e arco pulsato. In particolare per gli additivi più morbidi dell’alluminio, l’arco pulsato offre vantaggi decisivi grazie all’impiego di elettrodi a filo di diametro maggiore con un’elevata stabilità di avanzamento. VARIGON® He50: 28 l/min, 285 A/30 V VARIGON® He70: 38 l/min, 285 A/34 V 17 18 Gas di protezione per la saldatura MIG Saldatura MIG dell’alluminio MISON® He20: saldature MIG su carrozzeria di automobile Gli apporti di saldatura per i metalli non ferrosi sono definiti dalle seguenti norme: → materiali a base di alluminio nella EN ISO 18273 → rame e leghe di rame nella EN ISO 24373 → nichel e leghe di nichel nella EN ISO 18274 L’arco relativamente più caldo delle miscele di gas di protezione MISON® He e VARIGON® He si è rivelato particolarmente idoneo per i materiali a base di alluminio e di rame con una buona conducibilità termica. Il magnesio e le sue leghe vanno saldate preferibilmente con gas di protezione privi di elio. Nella saldatura con gas di protezione dell’alluminio, una certa percentuale di gas inerti garantisce una migliore stabilità dell’arco. Il dosaggio viene effettuato con 275 vpm di monossido di azoto nel MISON® Ar e MISON® He20 oppure con 300 vpm di ossigeno nel VARIGON® He30S. Come risultato si avrà una sensibile riduzione della formazione di spruzzi e un cordone di saldatura MIG decisamente più bello, grazie alle scaglie più fini. Tabella 5: Fattori di correzione e quantità minime di gas di protezione Gas di protezione Fattore di correzione – quantità di gas letta moltiplicata per quantità minima di gas di protezione VARIGON® He30S 1,14 18 l/min VARIGON® He50 1,35 28 l/min VARIGON® He70 1,75 35 l/min 100 % He 3,16 40 l/min MISON® He20: cordone di saldatura MIG su elemento di alluminio Note per l’uso dell’elio A parità di lunghezza dell’arco con l’aumentare della percentuale di elio è necessario aumentare la tensione dell’arco. L’elio nel gas di protezione darà inoltre luogo ad un cordone più largo e quindi più piatto. La penetrazione non è più a forma di dito come nel caso dell’argon, ma diventa più rotonda e profonda. Le condizioni di penetrazione più favorevoli facilitano la saldatura passante nella zona della radice e permettono velocità di saldatura maggiori. L’elio è molto più leggero dell’aria. Questo fatto va considerato sia nella misurazione della portata (fattore di correzione) che nella determinazione della quantità minima di gas di protezione. L’elio migliora le condizioni di degassaggio del bagno di fusione e riduce la porosità. Complessivamente la produzione del componente risulta meno costosa, pur essendo maggiori i costi del gas di protezione contenente elio. Gas di protezione per la brasatura MSG 19 Gas di protezione per la brasatura MSG. La brasatura MSG con i corretti gas di protezione può rappresentare un’alternativa interessante alla saldatura MSG. La brasatura e la saldatura MSG sono tecniche piuttosto recenti che vengono utilizzate in prevalenza per la giunzione di lamiere sottili rivestite. A questo scopo si lavora in prevalenza con l’arco pulsato o con l’arco corto. È necessario mantenere basso l’apporto di calore per ridurre al minimo il consumo di rivestimento e le deformazioni/distorsioni. Per questa ragione è necessario disporre di generatori di tensione con potenze basse e di gas di protezione con una bassa conducibilità termica. Metallo base e di apporto La brasatura MSG viene usata soprattutto per le lamiere zincate per via elettrolitica su uno o due lati. Spesso viene utilizzata una lamiera sottile di acciaio non legato, ad esempio STE 180 BH ZE con un limite di snervamento di 180 – 240 N/mm². I rivestimenti di zinco più frequenti sono dell’ordine di 0,0025 – 0,0100 mm, con uno spessore della lamiera di 0,5 – 3,0 mm. Lo zinco ha un punto di fusione di 419 °C ed evapora a 908 °C, e cioè a temperature sensibilmente inferiori alla temperatura di fusione dell’acciaio. Il processo di brasatura è quindi preferibile per evitare il danneggiamento dello strato di zinco, purché il cordone di brasatura assicuri le caratteristiche meccaniche richieste. Sulle lamiere zincate si usano frequentemente fili di bronzo come materiale di apporto, ad esempio SG-CuSi 3 secondo la DIN 1733. Vantaggi del CRONIGON® rispetto all’argon: →migliore bagnabilità →riduzione della presenza di pori →migliore distacco delle gocce e quindi meno spruzzi →maggiore velocità di brasatura Si raccomandano i seguenti gas di protezione: Competence-Line Argon 4.6/Argon 4.8 CRONIGON® Anche nella carpenteria metallica sono noti alcuni esempi di successo di brasature MSG di acciai da costruzione con resistenze superiori, ad esempio il S 355 JR G3. Poiché l’industria automobilistica del futuro prevede un uso più diffuso di materiali zincati, anche la brasatura MSG è destinata ad assumere un’importanza sempre maggiore. Con altri metalli per brasatura, quali ad esempio B. SG-Cu Al 8, raccomandiamo sempre miscele di gas adattate. 20 Gas di protezione per la saldatura TIG/WIG Gas di protezione per la saldatura TIG/WIG. Anche nella «suprema arte della saldatura» – la saldatura TIG/WIG – il gas di protezione giusto permette spesso un sensibile aumento del rendimento. Tabella 6: Gas di protezione e materiali Gas di protezione Materiale Note Argo tutti i metalli saldabili → applicazione più frequente → necessario per materiali sensibili ai gas e per la protezione della radice MISON® Ar VARIGON® He30S alluminio e leghe di Al → maggiore stabilità dell’arco e sicurezza di accensione nella saldatura a corrente alternata VARIGON® He10 MISON® He20 VARIGON® He30S VARIGON® He50 VARIGON® He70 Elio alluminio e leghe di Al rame e leghe di Cu → grazie alla maggiore temperatura dell’arco maggiore penetrazione, maggiore velocità di saldatura HYDRARGON® 2 HYDRARGON® 5 HYDRARGON® 7 HYDRARGON® 10 acciai austenitici al cromo-nichel → grazie alla maggiore temperatura dell’arco migliore penetrazione, velocità di saldatura più elevata nichel e leghe base Ni → per evitare la formazione di pori → difficoltà di accensione con He → accensione sotto argon Gas di protezione per la saldatura TIG/WIG 21 Flangia con saldatura TIG/WIG La tecnica TIG/WIG estremamente versatile con un elettrodo di tungste no non fondente produce saldature di altissima qualità senza spruzzi e scorie. La principale applicazione riguarda materiali di circa 0,3 – 4,0 mm di spessore; la saldatura può essere eseguita in tutte le posizioni. I gas di protezione per la saldatura sono scelti in funzione della peculiarità della tecnica di saldatura. Contrariamente alla tecnica di saldatura dei metalli con gas di protezione MIG-MAG, nella saldatura TIG/WIG l’arco brucia fra un elettrodo di tungsteno non fondente e il metallo base. Per proteggere l’elettrodo di tungsteno e il bagno di fusione sono necessari gas inerti quali argon o elio, ossia miscele di gas con componenti non ossidanti. La saldatura TIG/WIG è utilizzabile per tutti i metalli saldabili per fusione. La scelta del tipo di corrente, della polarità e del gas di protezione dipende dal metallo base. Gas di protezione per la saldatura TIG/WIG di alluminio, rame, acciai legati e non legati Competence-Line Performance-Line Argon 4.6/Argon 4.8 Elio 4.6 MISON® Ar VARIGON® He10 MISON® He20 VARIGON® He30S VARIGON® He50 VARIGON® He60 VARIGON® He70 Con l’aumentare delle percentuali di elio, le miscele di argon ed elio influiscono positivamente sullo sviluppo di calore nell’arco. Ciò consente di compensare il rapido deflusso del calore dei metalli con una buona conducibilità termica quali l’alluminio e il rame. Una maggiore percentuale di elio permette velocità di saldatura maggiori. I gas contenenti idrogeno non devono in alcun caso essere utilizzati per la saldatura di materiali a base di alluminio (maggiore porosità) e di acciai sensibili all’idrogeno. Gas di protezione per la saldatura TIG/WIG di leghe d’acciaio e leghe base nichel Competence-Line Performance-Line Argon 4.6 HYDRARGON® 2 CRONIWIG® N3 HYDRARGON® 5 HYDRARGON® 7 MISON® H2 CRONIWIG® N3He VARIGON® He10 Anche l’idrogeno permette di migliorare il bilancio energetico dell’arco TIG/WIG. Ma i gas di saldatura a base di idrogeno devono esser usati solo per acciai inox ad alto tenore di lega ossia per nichel e leghe base nichel. Aggiungendo fino al 10 % di idrogeno all’argon si migliora la penetrazione e la velocità di saldatura. Gas di protezione per la soppressione della ferrite In alcune applicazioni speciali, il tenore di ferrite negli acciai austenitici può essere problematico in quanto la ferrite nel reticolo dà luogo ad una corrosione selettiva. Ciò riguarda in particolare le applicazioni nell’industria farmaceutica, chimica e alimentare, ma anche le esigenze della camera bianca nella produzione di chip. Acciai tipici per cui le norme stabiliscono il tenore massimo consentito di ferrite sono: → X2CrNiMo17-13-2 (1.4404), oppure → X2CrNiMo18-14-3 (1.4435) Per abbassare o limitare il tenore di ferrite, nella saldatura senza metallo di apporto si sono rivelate ideali le miscele di gas con azoto. In questo caso viene sfruttata la capacità di stabilizzazione degli austeniti dell’azoto in soluzione nell’acciaio. 22 Gas di protezione per la saldatura TIG/WIG L’elio cambia la caratteristica dell’arco Arco TIG/WIG sotto argon Arco TIG/WIG con elio Poiché l’arco dissocia l’azoto nel gas di protezione, una soluzione efficace nella fusione dell’acciaio è possibile fino a quando l’acciaio non contiene degli agenti liberi, quali il titanio, in grado di formare nitruri. I gas di protezione con effetto stabilizzante sugli austeniti sono: Competence-Line Performance-Line CRONIWIG® N3 CRONIWIG® N3He VARIGON® NH VARIGON® N3H1 Questi gas di protezione vengono spesso usati per ottenere un rapporto equilibrato di ferriti e austeniti negli acciai duplex e super duplex. I gas di protezione contenenti idrogeno non devono essere usati per la saldatura di acciai duplex, onde evitare il rischio di criccature indotte dall’idrogeno. In generale negli acciai duplex la percentuale di ferrite viene aumentata con le seguenti misure: →rapido raffreddamento →bassa energia del percorso →grandi spessori delle pareti →saldatura senza materiale di apporto Arco TIG/WIG con HYDRAGON® I seguenti parametri invece comportano un aumento della percentuale di austeniti: →lento raffreddamento →elevata energia del percorso →saldatura con materiale di apporto →gas di saldatura e di protezione della radice contenenti azoto Per la saldatura a più passate si consigliano i seguenti valori di energia del percorso: → acciai duplex 0,5 – 2,5 kJ/mm → acciai superduplex 0,2 – 1,5 kJ/mm Materiali speciali Per la saldatura di materiali sensibili ai gas, quali titanio, tantalio o zirconio è raccomandabile l’uso di gas di protezione con purezze maggiori. In questo caso viene perciò usata la qualità 4.8 corrispondente ad una purezza del 99,998 %. Per altri metalli, di norma è sufficiente la purezza 4.6. Gas di protezione per la saldatura TIG/WIG Materiali Tipo di corrente e polarità Acciai non legati = (-) corrente continua, polarità negativa Acciai legati = (-) corrente continua, polarità negativa Rame e leghe di Cu = (-) corrente continua, polarità negativa Nichel e leghe di Ni = (-) corrente continua, polarità negativa Titanio e leghe di Ti = (-) corrente continua, polarità negativa Zirconio, tantalio, tungsteno = (-) corrente continua, polarità negativa Alluminio e leghe di Al ~ corrente alternata = (-) corrente continua, polarità negativa, elio Magnesio e leghe di Mg ~ corrente alternata Tabella 7: Materiali e tipo di corrente/polarità Effetto dei gas di protezione sulla velocità di saldatura Argon Velocità di saldatura 10 l/min 10 cm/min VARIGON® He50 15 l/min 20 cm/min Una percentuale maggiore di elio dà luogo a velocità di saldatura maggiori. In questo caso, saldatura della lega AIZn 4,5 Mg 1 con 3 mm di spessore Archi senza e con aggiunta di H₂ Argon Velocità di saldatura 7 cm/min HYDRAGON® 7 11 cm/min Saldatura d’angolo sul materiale 1.4301. Con una percentuale maggiore di idrogeno la penetrazione e la velocità di saldatura migliorano sensibilmente. 23 24 Impedire l’ossidazione tramite gas di protezione della radice 1,4 1,3 più pesante dell’aria miscele di Ar 1,2 1,1 1,0 aria più leggere dell’aria 0,9 0,8 Miscele di N₂ 0,7 0,6 4 8 12 1620 24 % vol. H₂ Grafico 4: Densità relativa dei gas per la protezione della radice % vol. H₂ Impedire l’ossidazione tramite gas di protezione della radice. Il lato inferiore del cordone di saldatura è determinante per la qualità di una saldatura, soprattutto per la sua resistenza alla corrosione. La protezione della radice con i gas giusti è un modo importante e al contempo elegante per evitare difetti e per ridurre i costi di ripristino successivi. In molti casi è necessaria la protezione della radice della saldatura per garantire una resistenza ottimale alla corrosione del componente. Per evitare l’ossidazione e i colori di rinvenimento è necessario mantenere lontano l’ossigeno contenuto in aria. Varianti della tecnica Le tecniche utilizzabili per il «forming» di tubi e corpi vuoti sono due: Per esempio una corretta applicazione va considerata la densità relativa del gas, per esempio durante il lavaggio dei contenitori dal basso (gas pesanti), ossia dall’alto (gas più leggeri). Per maggiori informazioni consultare il numero speciale PanGas «Forming gas e protezione della radice durante la saldatura con gas di protezione» e la brochure «Suggerimenti pratici PanGas: protezione della radice della saldatura con miscele gassose azotoidriche». PanGas fornisce il «Sistema V & K per la protezione della radice di tubi» a partire da tubi di diametro 50 mm. →spostamento dell’aria tramite gas inerti quali argon o gas quasi inerti quali l’azoto. →spostamento dell’aria e sfruttamento dell’effetto riducente dell’idrogeno. Istruzioni applicative Per questa ragione i gas per la protezione della radice sono quasi sempre composti da: →Gruppo R (miscele di Ar/H₂) →Gruppo I (Ar + miscele di Ar/He) e →Gruppo N (N₂ + miscele di N₂/H₂) →azoto con percentuali di idrogeno →argon con percentuali di idrogeno L’argon invece viene usato solo in casi eccezionali, ad esempio per gli acciai sensibili all’idrogeno. In molti casi le miscele di azoto e idrogeno vengono in generali chiamate «forming gas» o miscele azotoidriche. La norma di riferimento dei gas è la ISO 14175. Si distinguono diversi gruppi: Per evitare i colori di rinvenimento, il gas di protezione della radice deve essere apportato fino al raffreddamento dei componenti e al raggiungimento di circa 220 °C. Impedire l’ossidazione tramite gas di protezione della radice Tipica colorazione gialla: acciaio al CrNi stabilizzato al titanio lavorato con azoto Nessuna colorazione: acciaio al CrNi stabilizzato al titanio lavorato con HYDRARGON® 7 Per impedire l’ossidazione durante la saldatura delle tubazioni vanno rispettati determinati tempi di prelavaggio che dipendono dalla rispettiva portata di lavaggio e dalla geometria del componente. Prima della saldatura delle tubazioni è necessario un prelavaggio per eliminare l’aria. Il valore indicativo del volume di gas di protezione necessario corrisponde a 2,5 – 3 volte il volume geometrico delle tubazioni, calcolato dal punto di alimentazione fino alla saldatura. A seconda del diametro della tubazione, si raccomanda una portata di circa 5 – 12 l/min. Negli acciai inox stabilizzati al titanio i gas contenenti N₂ causano un ingiallimento della radice della saldatura. Per i metalli base contenenti azoto, per esempio acciai super duplex, possono essere preferibili i gas di protezione della radice con circa 3 % vol. di N₂, per esempio per il controllo del tenore di ferrite. Tabella 8: Protezione della radice per diversi materiali Gas di protezione Materiale Argon tutti i materiali Miscele di Ar/H₂ acciai austenitici, Ni e metalli base Ni Miscele di N₂/H₂ Acciai ad eccezione degli acciai da costruzione a grana fine, acciai austenitici (non stabilizzati al Ti) N₂ Miscele di Ar/N₂ Acciai austenitici al cromo-nichel, acciai duplex e superduplex Saldatura sotto gas di protezione della radice Avvisi di sicurezza In combinazione con l’aria, i gas per la protezione della radice (forming gas) e miscele di HYDRARGON®) possono formare miscele capaci di accendersi a partire da un tasso di H₂ di circa il 4 %. Soprattutto per componenti di grandi dimensioni è consigliabile innanzitutto «lavare» l’aria tramite azoto e solo dopo usare il gas di protezione della radice contenente idrogeno. Durante la protezione della radice con miscele gassose azotoidriche va evitato ogni apporto non controllato di aria. In conformità con le Istruzioni DVS 0937, i gas di protezione della radice contenenti idrogeno, a partire da un tasso di H₂ del 10 % devono essere bruciati con la torcia in corrispondenza dell’uscita gas sul versante del pezzo. Al termine dei lavori il gas per la protezione della radice deve essere evacuato all’aperto in maniera controllata, soprattutto in caso di utilizzo di grandi quantità di gas. Un altro rischio della copertura con gas inerte è quello dello spostamento dell’aria. Proprio quando il volume da lavare è molto grande, occorre accertarsi assolutamente che non ci siano impoverimenti localizzati di ossigeno in corrispondenza dell’uscita del gas. Anche in fase di accesso ai contenitori in cui sia stata prevista la copertura con gas inerte va usata la massima precauzione. L’asfissia da mancanza di ossigeno subentra senza alcun avvertimento percepibile per il corpo umano. 25 26 Gas di protezione per la saldatura laser Gas di protezione per la saldatura laser. La saldatura laser è un processo altamente produttivo e al contempo affascinante. Benché la tecnica stessa consenta di ottenere rendimenti elevati, le corrette miscele di gas permettono di sfruttarne appieno il potenziale. Rispetto alle tecniche di saldatura convenzionali, la saldatura laser offre una conduzione concentrata del calore, una bassissima distorsione e velocità di saldatura molto più elevate. Una gran parte delle saldature laser non richiede metalli di apporto, a meno che questo non sia assolutamente necessario per ragioni di copribilità della luce o a causa della metallurgia. La saldatura laser è adatta per acciai, metalli leggeri e materiali sintetici termoplastici. In linea di principio la saldatura laser viene effettuata con due diversi tipi di laser: il laser CO₂ e quello Nd:YAG. Entrambe le varianti richiedono l’uso di gas di protezione per ottenere saldature di qualità elevata. Saldatura con il laser CO₂ Il laser CO₂ è molto diffuso per le saldature nell’industria automobilistica e delle subforniture automobilistiche. Per ottenere cordoni di saldatura qualitativamente eccellenti, la scelta del gas di protezione giusto è di fondamentale importanza. La sua interazione con il raggio laser determina l’apporto energetico nel pezzo da saldare. Superando una determinata intensità del raggio laser in corrispondenza della superficie del pezzo, si forma un plasma termicamente indotto che, insieme ad altri fattori, determina la profondità di penetrazione. Grazie alla sua elevata energia di ionizzazione, in questo caso l’elio si è rivelato particolarmente adatto. Ma vengono usati anche i seguenti gas: argon, azoto e diverse miscele di gas quali il VARIGON® He50. Le speciali miscele di gas a tre componenti sono distribuite con il marchio LASGON®; la loro composizione viene adattata all’esigenza specifica. Saldatura con il laser Nd:YAG Le principali applicazioni del laser Nd:YAG comprendono la meccanica di precisione e l’industria elettrica. Queste tecnica è sempre più diffusa anche nel settore automobilistico. Solitamente le potenze del laser arrivano a 2 kW. La lunghezza d’onda del laser Nd:YAG non interagisce o interagisce solo scarsamente con i gas di protezione; la loro scelta dipende quindi solamente dal materiale utilizzato. Per questa ragione il gas maggiormente usato è l’argon; ma vengono impiegati anche elio, azoto o miscele di gas. 3URIRQGLWjGLVDOGDWXUDPP Gas di protezione per la saldatura laser 27 +H 1 $U PPV Grafico 5: Effetto del tipo di gas di protezione sulla profondità di penetrazione e sulla velocità di saldatura Sviluppo del plasma e penetrazione nel laser CO₂ con diversi gas di protezione Argon Elio Alloggiamento di un pacemaker saldato con un laser Nd:YAG 28 Gas per il taglio al laser Luce laser – uno strumento versatile Gas per il taglio al laser. Il raggio laser permette di realizzare tagli di altissima precisione e altissimo rendimento. Lo svolgimento ottimale del processo dipende dalla purezza dei gas utilizzati. Fra le lavorazioni del materiale con il laser, il taglio al raggio laser è la tecnica più diffusa. L’affermarsi di questa tecnica è in gran parte dipesa dall’alta flessibilità, dalla varietà di lavorazioni e dall’ottima qualità di taglio. Questa tecnica permette di tagliare quasi tutti i materiali; l’idoneità per il taglio laser dipende dall’assorbimento della superficie, dalla temperatura di accensione, di fusione e di evaporazione del materiale e dalla sua conducibilità termica. Per il taglio al raggio laser vengono usati i laser al CO₂ con potenze fino a 5 kW e laser Nd:YAG con potenze fino a 2 kW. La tecnica del taglio al raggio laser è disponibile con tre varianti: →Taglio alla fiamma con il raggio laser →Taglio per fusione al raggio laser →Taglio a sublimazione con il raggio laser Taglio alla fiamma con il raggio laser Il raggio laser porta il materiale alla temperatura di accensione. L’ossigeno insufflato nella fuga di taglio brucia il materiale ed espelle la scoria generata. Il processo di combustione produce dell’ulteriore energia che contribuisce ad accelerare il processo di taglio. A parità di qualità di taglio è riscontrabile una stretta relazione fra la purezza dell’ossigeno e la massima velocità di taglio possibile. Con ossigeno di purezza 3.5 (99,95 %), le velocità di taglio possono aumentare fino al 15 % rispetto all’ossigeno di purezza tecnica 2.5 (99,5 %). Taglio per fusione al raggio laser Durante il taglio per fusione, il raggio laser fonde il materiale in corrispondenza del punto focale. Il bagno di fusione viene espulso dalla fuga di taglio con un gas inerte. Il taglio per fusione al laser ad alta pressione si sta sempre più affermando per il taglio senza ossidi di acciai inox. Questa tecnica viene usata con successo anche per il taglio di acciai da costruzione e di alluminio. Il gas di taglio usato è in genere l’azoto con un’elevata purezza 4.5 (99.995 %). La pressione del gas di taglio in corrispondenza dell’ugello può essere di 20 bar e superiore. Taglio a sublimazione con il raggio laser Nel taglio a sublimazione, il raggio laser provoca l’evaporazione del materiale in corrispondenza del punto focale. Un gas inerte quale azoto o argon espelle i prodotti di reazione dalla fuga di taglio. Questa tecnica di taglio viene usata per materiali che non hanno una fase liquida e non producono un bagno di fusione. In particolare viene usata per carta, legno, alcune plastiche, tessuti e ceramica. Gas per il taglio al laser Gas operativi L’uso del laser CO₂ richiede l’impiego dei cosiddetti gas operativi (i gas operativi non sono invece necessari per il laser Nd:YAG). I gas operativi laser sono CO₂, N₂ ed He. Alcuni laser CO₂ richiedono ulteriori componenti quali CO o H₂. Con il marchio LASERMIX®, PanGas fornisce un assortimento di diverse miscele di gas per diversi tipi di laser. Le miscele LASERMIX® sono utilizzate per impianti laser privi di miscelatore per i gas operativi. Per i laser con miscelatore integrato, PanGas fornisce i seguenti gas operativi ad altissima purezza: →Elio 4.6 →Azoto 5.0 →Anidride carbonica 4.5 29 30 Gas di protezione per la saldatura al plasma Gas di protezione per la saldatura al plasma. Il processo di saldatura al plasma si è affermato in particolare per i materiali di pregio e, accanto al gas centrale, richiede anche un gas esterno. Analogamente alla saldatura TIG/WIG, anche nella saldatura al plasma l’arco si forma fra un elettrodo di tungsteno che non fonde e il metallo base. Contrariamente alla saldatura TIG/WIG, in questo caso l’arco viene circoscritto dalla struttura del cannello tramite un ugello di rame raffreddato ad acqua, producendo a confronto una densità di potenza più elevata. Rispetto all’arco TIG/WIG che raggiunge temperature di 4 000 – 10 000 °K, nel processo al plasma, la temperatura dell’arco raggiunge 10 000 – 24 000 °K. Questo fa sì che nella saldatura al plasma si possano raggiungere velocità di saldatura superiori. La saldatura di giunzione al plasma viene utilizzata con tre varianti tecniche: →Saldatura al microplasma per lamiere sottili e sottilissime – da 0,01 mm con intensità di corrente a partire da circa 0,1 A →Saldatura al plasma per spessori di lamiere da 1 a 3 mm →Saldatura al plasma con foro di colata fino a circa 8 mm in un unico strato. Con spessori maggiori, per esempio saldatura del cordone ad Y con traversa 8 mm, le passate di riempimento vanno saldate con tecnica MSG UP Per la saldatura al plasma sono sempre necessari due tipi di gas: →Gas centrali: in prevalenza argon, in parte con l’aggiunta di idrogeno o di elio. →Gas di protezione esterna che possono contenere anche altri componenti di miscela oltre all’argon, per esempio idrogeno per acciai inox ad alto tenore di lega, metalli a base di nichel o elio per la saldatura dell’alluminio o di leghe di alluminio, titanio e leghe a base di rame. Altre tecniche al plasma sono la saldatura «plasma polvere» per il rivestimento con leghe a punto di fusione elevato per la saldatura di giunzione, la saldatura plasma di riporto a filo caldo e la saldatura al plasma MIG come tecnica di giunzione ad alto rendimento. Gas per il taglio al plasma 31 Gas per il taglio al plasma. La tecnica al plasma permette di tagliare anche materiali non idonei per il taglio alla fiamma e richiede una combinazione mirata di gas plasmageno e gas secondario. Il taglio al plasma è stato sviluppato per sezionare termicamente materiali metallici non idonei per il taglio alla fiamma. A differenza del taglio alla fiamma autogeno, questa tecnica permette di sezionare tutti i materiali conduttori elettrici. Con questa tecnica il fascio del plasma deve portare a temperatura di fusione tutto lo spessore del pezzo. La tecnica del taglio al plasma permette di sezionare i seguenti metalli: →acciai non legati →acciai ad alto tenore di lega →nichel, rame, ottone, bronzo, alluminio con relative leghe Contrariamente al taglio alla fiamma autogeno, il taglio al plasma è in primo luogo un processo di fusione. L’arco elettrico e il gas plasmageno sono circoscritti da un ugello di rame raffreddato ad acqua. In questo modo il gas viene riscaldato fino alla dissociazione e parziale ionizzazione, in modo da generare un fascio di plasma caldo che raggiunge temperature fino a 30 000 °K. Il metallo base viene immediatamente fuso nella fuga di taglio ed espulso dal gas plasmageno dalla fuga che si sta generando. Gli impianti che operano con il gas secondario per il raffreddamento, raggiungono un ottimo rendimento di taglio. Il gas secondario forma una guaina che circonda l’arco plasma, lo circoscrive ulteriormente e migliora la qualità e la velocità di taglio. Tabella 9: Gas per il taglio al plasma Una nuova variante del taglio plasma con gas secondario è il taglio al plasma con fascio sottile. Con l’ossigeno si ottengono qualità di taglio paragonabili a quelle dei tagli laser. A seconda dello spessore e del tipo di materiale da tagliare, si utilizzano gas molto diversi. Per ragioni di protezione dell’ambiente, i vapori e le polveri generati durante il processo devono essere evacuati. Nel taglio sott’acqua l’evacuazione dei fumi è necessaria solo in parte (ossidi di azoto). Anche in questo caso si lavora con un gas di taglio, per esempio ossigeno o azoto. Le combina-zioni indicate per i gas plasmageni e secondari rappresentano valori indicativi. A seconda del tipo di impianto da taglio si possono rendere necessarie combinazioni diverse per ottenere un’ottima qualità di taglio. L’azoto e i gas di taglio contenenti azoto (l’aria contiene l’80 % di azoto) generano un forte assorbimento di azoto in corrispondenza dei bordi di taglio. Il contenuto di azoto dei bordi di taglio può raggiungere anche 15 volte il valore del metallo base. Con la successiva sal-datura dei bordi di taglio, questi vengono quindi diffusi e mescolati nel deposito e possono generare dei pori. In questa zona si avrà perciò una forte riduzione della resilienza. La tabella riporta i gas plasmageni e di taglio consigliati per i gruppi di materiali acciai non legati e ad alto tenore di lega e per l’alluminio. P = Gas plasmageno S = Gas secondario Materiali 80 Ar/20 H₂ Formiergas 25/10 Aria 80 N₂/20 O₂ Azoto N₂ Ossigeno O₂ Anidride carbonica CO₂ Acciai al C — — S S P S Acciai al NiCr P S — S — — Alluminio — — P+S P+S — — 32 Gas di protezione per la saldatura prigionieri ad arco lungo Gas di protezione per la saldatura prigionieri ad arco lungo. La saldatura prigionieri ad arco lungo rappresenta una tecnica speciale che permette di ottenere un sensibile miglioramento della qualità grazie all’uso dei gas di protezione. Le ricerche recenti hanno mostrato che la qualità della saldatura prigionieri ad arco lungo per le tecniche BH 10 e BH 100 migliora decisamente con l’uso di gas di protezione idonei. Sono ormai sperimentate e ampiamente collaudate le combinazioni di gas di protezione/materiali sotto riportate. Con il venire meno degli anelli di ceramica, i gas di protezione vengono usati con particolare successo nella saldatura completamente automatizzata, anche quando si impiegano robot industriali. Tabella 10: Combinazioni di gas di protezione e materiali Materiale base Materiale dei prigionieri Gas di protezione Acciaio da costruzione Acciaio da costruzione CORGON® 18 Acciaio ad alto tenore di lega Acciaio ad alto tenore di lega CORGON® 18/ CRONIGON® AIMg 3 AI99,5 o AIMg 3 VARIGON® He30S Gas per la tecnica autogena Gas per la tecnica autogena. Nella tecnica autogena, l’acetilene con le sue eccellenti caratteristiche si afferma come gas combustibile universale per riscaldare, brasare e saldare in combinazione con aria o ossigeno. 33 34 Gas per la tecnica autogena Le tecniche di produzione autogene sono tutte quelle in cui il calore di una fiamma gas combustibile/ossigeno o gas combustibile/aria agisce sui pezzi. Le tecniche autogene più frequenti e diffuse sono la saldatura a gas, la brasatura alla fiamma, la metallizzazione alla fiamma, il taglio alla fiamma, scriccatura, la foratura alla fiamma, il decapaggio alla fiamma, il riscaldo alla fiamma, l’indurimento alla fiamma e il raddrizzamento alla fiamma. Il gas ottimale per tutte queste tecniche è il migliore dei gas combustibili, l’acetilene. Perché l’acetilene è tanto vantaggioso? L’alto rendimento dell’acetilene è facile da spiegare: l’energia che si libera durante la combustione, l’alta temperatura di fiamma e la velocità di accensione della fiamma ossiacetilenica sono frutto della struttura molecolare favorevole dell’acetilene. La molecola di acetilene è composta da due atomi di carbonio legati con un legame triplo e due atomi di idrogeno disposti simmetricamente. Contrariamente agli altri idrocarburi, già nella decomposizione della molecola di acetilene si libera l’entalpia di formazione. Ogni chilogrammo di acetilene libera ben 8714 kJoule. A quest’energia si aggiunge la potenza della fiamma primaria dal primo stadio di combustione con l’ossigeno. Poiché nella tecnica autogena conta solo la fiamma primaria, le caratteristiche favorevoli di combustione dell’acetilene rappresentano un grosso vantaggio. Quando conta il preriscaldo e l’aumento di temperatura rapido del pezzo, la temperatura della fiamma ha il ruolo più importante. Maggiore è la temperatura della fiamma, più rapido è il trasferimento del calore dalla fiamma al pezzo. Con i suoi 3160 °C , la fiamma ossiacetilenica produce la temperatura di fiamma più elevata fra tutti gli idrocarburi. Ma l’acetilene è anche il gas di combustione con la velocità di accensione più elevata. La velocità di accensione non è altro che la velocità di propagazione della combustione. In pratica questo significa che la trasmissione del calore e il rendimento termico migliorano con l’aumentare della velocità d’impatto dei prodotti di combustione sul pezzo. Con la taratura neutra della fiamma, solamente l’acetilene ha la temperatura di fiamma elevata e il rendimento della fiamma necessario per fondere e saldare l’acciaio. In questo senso la fiamma ossiacetilenica è neutra con un rapporto di miscelazione ossiacetilenico pari ad 1:1. La morbida fiamma acetilene/aria è più delicata rispetto alla fiamma ossiacetilenica. Questo è importante quando la fiamma con ossigeno puro è troppo calda per il materiale o per il saldame. Anche in questo caso l’acetilene è molto migliore di altre miscele di gas combustibile/ aria, tant’è che la temperatura di fiamma raggiunge ben 2325 °C. Sistema bombole integrato LISYtec® Gas per la tecnica autogena Saldatura a gas Taglio alla fiamma Raddrizzamento alla fiamma Combustione dell’acetilene Brasatura alla fiamma Per avviare la combustione le molecole di idrocarburi vengono scisse nei loro elementi. Nel primo stadio della combustione (fiamma primaria di color bianco) il carbonio ossida con l’ossigeno disponibile, con conseguente liberazione di calore, formando monossido di carbonio e idrogeno puro. Come la saldatura a gas, anche la brasatura alla fiamma appartiene alle tecniche di giunzione termica. La brasatura però permette anche la giunzione di materiali essenzialmente di tipo differente, il che crea spesso delle difficoltà nella saldatura. Anche nei pezzi sottili e sensibili al calore, la brasatura ha dato ampia prova di sé per la produzione di giunzioni metalliche soggette a carichi elevati, sicure e a tenuta. Per la brasatura viene impiegata sia la fiamma ossiacetilenica che quella acetilene/aria. C₂H₂ + O₂ → 2 CO + 2 H. Nel secondo stadio della combustione, il monossido di carbonio CO si ossida e diventa anidride carbonica CO₂ e l’idrogeno diventa vapore acqueo. Con la fiamma neutra, l’ossigeno necessario per il secondo stadio della combustione proviene dall’aria dell’ambiente. 2 CO + O₂ → 2 CO₂ + calore 2 H + O → H₂O + calore Con l’acetilene, la quantità di vapore acqueo risultante dall’equazione della combustione è la più bassa ed è pari al 3,6 %. Dopo la combustione di propano e metano, invece, la percentuale di vapore acqueo ammonta al 31 % e rispettivamente al 40 %. Questo va considerato ad esempio durante il preriscaldo di materiali con reazioni sensibili all’idrogeno, quali acciai da costruzione a grana fine e ad alta resistenza o alluminio. Saldatura a gas Nella lavorazione autogena dei metalli la saldatura a gas continua ad occupare una posizione di rilievo. Il grande vantaggio della fiamma ossiacetilenica è dovuto al suo effetto riducente e alla facilità di taratura e di regolazione. Le saldature autogene con acetilene sono caratterizzate da una buona copribilità della luce. L’impiego senza problemi è particolarmente prezioso per la saldatura nelle posizioni di costrizione. Nella costruzione di tubazioni la fiamma ossiacetilenica offre delle applicazioni ormai ampiamente collaudate. La combustione dell’acetilene con l’ossigeno è caratterizzata da un cono di fiamma nettamente delimitato. 35 Metallizzazione alla fiamma La metallizzazione viene utilizzata per il rivestimento superficiale di materiali metallici e non metallici. Il filo o la polvere di metallo viene fuso con la fiamma ossiacetilenicae spruzzato con aria compressa o con un altro gas sulla superficie pretrattata del pezzo. L’alta temperatura della fiamma ossiacetilenica permette la metallizzazione anche di materiali ad elevata temperatura di fusione, come ad esempio il molibdeno. Taglio alla fiamma Il taglio alla fiamma manuale o meccanico è una delle principali applicazioni della potente fiamma ossiacetilenica. Il taglio alla fiamma è una tecnica ad alto contenuto di manodopera; l’80 – 90 % dei costi complessivi è rappresentato dai costi di manodopera e di macchina. Per questa ragione l’alto rendimento di fiamma dell’acetilene risulta particolarmente utile in questo caso: rapido preriscaldo per il taglio o la foratura, velocità di taglio ottimale anche con le lamiere arrugginite, ossidate e coperte di primer. 36 Gas per la tecnica autogena Decapaggio alla fiamma Riscaldo alla fiamma Brasatura alla fiamma Scriccatura Decapaggio alla fiamma La scriccatura viene utilizzata per l’eliminazione di difetti dei cordoni di saldatura o anche per la preparazione delle posizioni opposte. La fiamma ossiacetilenica abbinata ad un’efficace conduzione del cannello consente di ottenere una fuga perfetta. Il decapaggio alla fiamma ossiacetilenica viene usato in tutti i casi in cui contano superfici pulite delle lamiere per l’ulteriore lavorazione. Il decapaggio alla fiamma permette la rimozione relativamente facile e a costi contenuti di ruggine, pelli di laminazione e strati di ossidi. Le superfici decapate alla fiamma assicurano una perfetta adesione delle vernici e dei rivestimenti superficiali. Il decapaggio alla fiamma viene usato anche per il trattamento termico di superfici di calcestruzzo o pietra naturale. Foratura alla fiamma Anche la foratura alla fiamma, eseguita con la lancia a ossigeno o con la lancia a polvere, merita una citazione a parte. La lancia a ossigeno consente il sezionamento praticamente di tutti i materiali e cioè dei materiali ferrosi e non, del calcestruzzo e di altri materiali a base minerale. Il principio di questa tecnica è basato sulla combustione del ferro nel getto di ossigeno e sull’uso del calore che viene generato per la fusione del rispettivo materiale. Riscaldo alla fiamma Il riscaldo alla fiamma indica il riscaldamento locale per la formatura a caldo, per esempio piegatura di tubi, la creazione di raccordi di distribuzione, la bordatura di fondi dei serbatoi o per il preriscaldo e il soaking nella saldatura e nel taglio alla fiamma. L’uso di speciali bruciatori ossiacetilenici ad alto rendimento è particolarmente consigliabile quando si tratta di trasferire al pezzo grandi quantità di calore in maniera concentrata. Per il preriscaldo delicato possono essere usati anche bruciatori speciali con fiamma acetilene/aria compressa. Tempra alla fiamma La tempra alla fiamma di pezzi in acciaio temprabile ne previene l’usura. La tecnica prevede la produzione di strati temprati tramite riscaldamento localizzato e il raffreddamento a shock delle superfici. Anche in questo caso l’alto rendimento della fiamma ossiacetilenica permette un riscaldamento talmente rapido degli strati marginali dei pezzi da produrre un accumulo termico localizzato ad una profondità stabilita, senza che il calore penetri negli strati più profondi. L’immediato raffreddamento shock in acqua permette di evacuare il calore apportato. La modificazione della struttura e l’autotensione della pressione generano una struttura temprata martensitica. La forma e le caratteristiche meccaniche del pezzo rimangono inalterate. Raddrizzamento alla fiamma Il raddrizzamento alla fiamma valorizza in maniera ottimale le proprietà particolari dell’acetilene. Le proprietà specifiche della fiamma ossiacetilenica assicurano l’assestamento rapido e preciso dei punti di raddrizzamento alla fiamma. La fiamma ossiacetilenica variabile e gli inserti del cannello facili da sostituire permettono una taratura precisa dell’erogazione di calore, in modo da garantire un trattamento ottimale ed economico del pezzo. I giusti gas di protezione per ogni tecnica di saldatura 37 I giusti gas di protezione per ogni tecnica di saldatura Processo Gas inerti MAG Metal-arc Active Gas (saldatura ad arco con metallo sotto gas attivo) MSG-HL Saldatura ad arco con metallo sotto protezione di gas, ad alte prestazioni MIG Metal-arc Inert Gas (saldatura ad arco con metallo sotto gas inerte) Brasatura MSG WIG/TIG Tungsten-Inert Gas (saldatura ad arco con elettrodo di tungsteno) COXOGEN® 5/5 CORGON® 15/5 COXOGEN® 10 COXOGEN® 15 CORGON® 18 Anidride carbonica CRONIGON® He20 MISON® 18 MISON® 8 MISON® 25 Tubi d'acciaio, acciai da costruzione, acciai per caldaie, acciai per cantieristica, acciai da costruzione a grana fine, acciai di cementazione e di bonifica CRONIGON® He30S Acciai al CrNi, acciai al Cr e altri acciai legati, leghe a base di Ni, acciai duplex e acciai duplex speciali CORGON® He30 CORGON® S5 MISON® 8 Tubi d'acciaio, acciai da costruzione, acciai per caldaie, acciai per cantieristica, acciai da costruzione a grana fine Argon 4.6/Argon 4.8 MISON® Ar VARIGON® He10 MISON® He20 VARIGON® He30S VARIGON® He50 VARIGON® He60 VARIGON® He70 Alluminio, rame, nichel e altre leghe Argon 4.6/Argon 4.8 MISON® Ar CRONIGON® Acciai da costruzione zincati, non legati Argon 4.6/Argon 4.8 MISON® Ar VARIGON® He10 MISON® He20 VARIGON® He30S VARIGON® He50 VARIGON® He60 VARIGON® He70 Elio 4.6 Tutti i metalli saldabili come acciai non legati e legati, alluminio, rame HYDRARGON® 5 CRONIWIG® N3 Acciai al CrNi, nichel e leghe di Ni CRONIGON® CRONIGON® He20 CRONIGON® He33 HYDRARGON® 2 HYDRARGON® 7 CRONIWIG® N3He MISON® H2 WP Saldatura al plasma con elettrodo di tungsteno Protezione della radice Protezione della radice della saldatura con miscele gassose Materiali Argon 4.8/Argon 5.0 Materiali sensibili ai gas come Ti, Ta, Zr Gas centrale/ Gas plasmageno: Argon 4.8 Gas esterno: Argon 4.6, MISON® Ar HYDRARGON® 2 HYDRARGON® 5 HYDRARGON® 7 Tutti i metalli saldabili, v. saldatura WIG/TIG Gas di protezione 5 Gas di protezione 8 Gas di protezione 10 Gas di protezione 25 Elio 4.6 VARIGON® He60 MISON® Ar HYDRARGON® 2 HYDRARGON® 5 HYDRARGON® 7 Per tutti i materiali, per impedire l'ossidazione in corrispondenza della radice. Bruciare la torcia con un tasso di H₂ superiore al 10 %. Argon 4.8 Per i materiali sensibili ai gas come titanio, tantalio, zirconio Laser Argon 4.6, Argon 4.8 Elio Gas speciali Gas funzionali per esempio per laser CO₂: LASPUR® Tutti i metalli saldabili Saldatura ad arco di perni CORGON® 18 MISON® 18 Acciai da costruzione CRONIGON® HYDRARGON® 2 CRONIGON® He33 Acciai ad alto tenore di lega Saldatura e taglio VARIGON® He30S Alluminio e leghe di alluminio 38 Composizione dei gas di protezione PanGas Composizione dei gas di protezione PanGas Gas di protezione ISO 14175 Ar Vol.-% CO2 Vol.-% O2 Vol.-% Argon 4.6 Argon 4.8 I1 I1 100 100 COXOGEN® 10 M 20 Resto 10 15 5 5 5 He Vol.-% N2 Vol.-% H2 Vol.-% NO Vol.-% Competence-Line: CORGON® S5 COXOGEN® 15 M 22 M 20 Resto Resto CORGON® 15/5 M 25 Resto COXOGEN® 5/5 M 23 Resto CORGON® 18 M 21 CRONIGON® M 12 Anidride carbonica C1 CRONIWIG® N3 N2 Resto Resto Resto MISON® Ar Z Resto MISON® 18 MISON® 25 Z Z Resto Resto MISON® 8 Z 15 18 2,5 5 3 100 Resto 8 0,03 0,03 18 25 0,03 0,03 Performance-Line: CORGON® He30 CRONIGON® He20 M 20 M 12 Resto Resto 10 2,5 30 20 CRONIGON® He33 M 11 Resto 3 33 CRONIGON® He30S CRONIWIG® N3He Z N2 Elio 4.6 I2 HYDRARGON® 5 R1 HYDRARGON® 2 HYDRARGON® 7 Resto Resto R1 Resto R1 Resto 0,05 30 20 100 Resto 20 VARIGON® He10 I3 Resto 10 VARIGON® He30S VARIGON® He50 VARIGON® He60 VARIGON® He70 Formiergas 5 Formiergas 8 Formiergas 10 Formiergas 25 Azoto VARIGON® NH VARIGON® H5C VARIGON® N3H1 Z I3 I3 I3 Resto Resto 0,03 Resto Resto 7 2 70 Resto Resto N5 Resto N5 Resto Resto Resto 0,03 60 Resto Resto 0,03 50 N5 M 11 N4 2 30 N5 N1 N4 1 5 Z Z 3 Resto MISON® He20 MISON® H2 2 100 2 0,5 3 5 8 10 25 1 5 0,7 Competence-Line: Performance-Line: sono basati su argon con aggiunta di ossigeno, anidride carbonica o azoto. automatizzate di elevata qualità con velocità di saldatura elevate. Questi gas di Per saldature manuali di qualità con buona penetrazione. Questi gas di protezione Per saldature manuali e prevalentemente semiautomatiche o completamente protezione presentano percentuali di elio e di idrogeno. Bibliografia 39 Bibliografia Istruzione DVS 0937, Protezione della radice nella saldatura con gas di protezione, Edizioni DVS, Düsseldorf 1990 ISO 14175, Gas di protezione per la saldatura e il taglio ad arco elettrico, Edizione maggio 1995 Trube, S., Auswahl von Schutzgasen zum Schweissen von Stahlwerkstoffen, Numero speciale 04/99, Höllriegelskreuth 1999 Trube, S., Ammann, T., Schutzgase zum Schweissen und Formieren von Chrom-Nickel-Stählen, Annuario Tecnica di saldatura 2001, pag. 77 – 84, Edizioni DVS, Düsseldorf 2000 Trube, S., Schutzgasschweissen von A – Z, Schutzgase für Aluminium bis Zirkon, Rapporto non pubblicato della Linde AG, Höllriegelskreuth 1998 Gümpel, P. et al., Rostfreie Stähle, Grundwissen, Konstruktions- und Verarbeitungshinweise, Edizioni Expert, Renningen-Malmsheim 1996 Brune, E., Spichale, B., Schweissschutzgase, Technica 10/99, pag. 50 – 54, Rupperswil 1999 Brune, E., Tecnica di saldatura e di taglio, Manuale pratico PanGas Lucerna, Lucerna 2000 Brune, E., Besonderheiten beim Titan-Schweissen, Technica 25 – 26/2000, S. 50 – 55, Rupperswil 2000 Schumacher, K. et al., Rationelles Vorwärmen, PanGas Numero speciale 52/96, Lucerna 1996 Böhme, D., Plasmaverbindungsschweissen, Rapporti DVS Volume 128, Düsseldorf 1989 Numero speciale Linde, Laser in der Materialbearbeitung, Grundlagen der Lasertechnik, Monaco di Baviera 1995 Niederberger, K., Herrmann, J., Gase – unverzichtbarer Bestandteil der Lasermaterialbearbeitung, Numero speciale Linde 13/92, Monaco di Baviera 1992 Stenke, V., Schutzgasauswahl – vom CO₂ zum T.I.M.E.-Gas, in: Filler Materials and other Consumables for Welding, ISBN 953-96454-1-7, 10. – 13.10.1996, Porec, pag. 101 – 116 Pomaska, H.-U., MAG-Schweissen, ISBN 3-7863-0779-2, 1a edizione settembre 1989, Linde AG, Höllriegelskreuth Trube, S., MAG-Hochleistungsschweissen mit dem LINFAST-Konzept, IIW-DOC XII-1499-97 e Numero speciale 36/97, Linde AG, Höllriegelskreuth Hornig, J., Schweissen verzinkter Bleche, in: Annuario Tecnica di saldatura 1996, pag. 27 – 39, Düsseldorf 1996 Baum, L., Fischer, H., Der Schutzgasschweisser, Teil 1, WIG-Schweissen/ Plasmaschweissen, Edizioni DVS, Düsseldorf 1997 SN EN 10 088-1, Acciai inox, parte 1: Indice degli acciai inox, Edizione 1995 DIN EN 10 088-2, Acciai inox, parte 2: Capitolato tecnico di fornitura per semilavorati, verghe, filo laminato e profilati per uso generale, Edizione 1995 DIN EN 10 088-3, Acciai inox, parte 3: Capitolato tecnico di fornitura per semilavorati, verghe, filo laminato e profilati per uso generale, Edizione 1995 Trumpf Firmenschrift, Laserzelle zum Schweissen, Trumpf Systemtechnik, Ditzingen 1998 Trumpf Firmenschrift, Flexible Blech- und Materialbearbeitung, Trumpf Systemtechnik, Ditzingen 1996 Mair, H., Abgrenzung der thermischen Schneidverfahren: Laserstrahlschneiden, Plasmaschneiden und autogenes Brennschneiden…, Linde Numero speciale 29/95, Monaco di Baviera 1995 Mair, H., Thermische Schneidverfahren: Autogenes Brennschneiden, Plasma-Schmelzschneiden, Laserstrahlschneiden – ein technologischer und wirtschaftlicher Vergleich, Linde Numero speciale 128, Monaco di Baviera 1993 Bernhard, P., Arbeitsschutz beim Umgang mit Brenngasen und mit Sauerstoff, Beratungsstelle für Autogentechnik, Hürth 1975 … suggerimenti pratici →Saldatura MAG di acciai da costruzione →Saldatura MAG nelle riparazioni automobilistiche →Saldatura MSG di materiali a base di alluminio →Protezione della radice con miscele gassose azotoidriche →Gas per la saldatura e la protezione della radice con miscele gassose azotoidriche →Taglio alla fiamma →Decapaggio alla fiamma →Raddrizzamento alla fiamma Un ringraziamento alle seguenti aziende per la predisposizione di materiale fotografico: Fronius, Rümlang ZH, Trumpf, Baar ZG, Linde, Monaco di Baviera D, SLV Monaco di Baviera, Fontargen, Eisenberg D, INOXSchweisstechnik, Zugo ZG Sigla editoriale Editore: PanGas, Divisione Tecnica di saldatura e di taglio Redazione ed elaborazione tecnica: Thomas Ammann, Dipl.-Ing. (TU) Dagmersellen, 2012 Vantaggio a livello mondiale grazie all’innovazione. PanGas, affiliata del Linde Group, leader mondiale nel settore, gioca un ruolo di precursore sul mercato grazie ai suoi prodotti e sistemi di distribuzione del gas orientati al futuro. In quanto leader tecnologico abbiamo il compito di porre continuamente nuovi standard. Spinti dallo spirito imprenditoriale operiamo costantemente per lo sviluppo di nuovi prodotti di alta qualità e di procedimenti innovativi. PanGas offre di più: valore aggiunto, vantaggi competitivi percepibili e maggiori guadagni. Ogni progetto viene tagliato su misura in funzione delle esigenze specifiche del cliente. Ciò vale per tutti i settori e per ogni dimensione d’impresa. Chi oggi vuole competere con la concorrenza del domani ha bisogno di un partner al suo fianco che ogni giorno sia in grado di utilizzare strumenti quali la massima qualità, le ottimizzazioni dei processi e gli aumenti della produttività per trovare soluzioni ottimali per il cliente. Per noi, essere partner significa non solo «noi per voi «, ma soprattutto « noi con voi ». Perché la collaborazione reca in sé la forza del successo economico. PanGas AG Sede principale, Industriepark 10, CH-6252 Dagmersellen Telefono 0844 800 300, Fax 0844 800 301, www.pangas.ch 099,7305,02.2012-11.V1.1000.UD PanGas – ideas become solutions.