PIANO DELLA RICERCA 2012 DIPARTIMENTO DICATECh LA RICERCA ........................................................................................................................................ 3 Premessa ............................................................................................................................................ 3 Le strutture di ricerca: i laboratori ..................................................................................................... 3 Laboratori didattici........................................................................................................................... 19 Argomenti di ricerca......................................................................................................................... 21 Progetti di ricerca ............................................................................................................................. 45 Progetti conclusi nel triennio ........................................................................................................... 46 Progetti in corso ............................................................................................................................... 54 Progetti in fase di valutazione.......................................................................................................... 58 Convenzioni concluse nell’ultimo triennio....................................................................................... 65 Convenzioni in corso ........................................................................................................................ 71 Convenzioni da avviare .................................................................................................................... 73 Il personale docente ........................................................................................................................ 78 Altro personale di ricerca ................................................................................................................. 78 INDICATORI PER LA VALUTAZIONE ................................................................................................. 81 LA RICERCA Premessa Il DICATECh è nato , sulla scia della riforma universitaria, dalla fusione di diverse anime dell'Ingegneria Civile, Ambientale, dei Trasporti, Edile e di Chimica. Per quanto si siano già avviati diversi progetti di ricerca interdisciplinari, il nuovo Dipartimento è alla ricerca di un disegno unitario in grado di coagulare i numerosi gruppi di ricerca attivi e di indirizzare il lavoro dei ricercatori verso il raggiungimento di obiettivi condivisi. A tal fine, pur con i condizionamenti ancora esistenti relativi all'organico tecnico ed alla riorganizzazione degli spazi, il Dipartimento intende abbandonare il tradizionale schema organizzativo delle sezioni tematiche, per definire un nuovo modello trasversale ai diversi SSD presenti, in grado di sviluppare sinergie fra i diversi campi del sapere e di promuovere una ricerca moderna ed interdisciplinare. In particolare, ricalcando un assetto già collaudato nel DIAC (che costituisce il nucleo intorno al quale si è sviluppata la nuova organizzazione Dipartimentale), il Dipartimento si organizzerà in grandi Laboratori, dotati di notevole autonomia gestionale, in grado di catalizzare i progetti di ricerca interdisciplinari. Ciascun Laboratorio sarà affidato ad un coordinatore scientifico e sarà costituito da ricercatori che vorranno condividere il campo di ricerca portante del laboratorio. Per il raggiungimento dell'obiettivo prefissato, assume grande importanza la ricognizione dei laboratori operanti all'interno del Dipartimento (non ancora pienamente definita, vista la complessa riorganizzazione in atto nell'intero Politecnico) e delle loro potenzialità. A partire da tale ricognizione sarà possibile promuovere aggregazioni fra i diversi laboratori, al fine di pervenire ad un assetto snello ed efficace e di disporre di laboratori (anche organizzati a rete) sperimentali capaci di attrarre risorse esterne, attenti alle esigenze del territorio e, soprattutto, ben inseriti nel contesto internazionale. Durante i primi anni di vita, il Dipartimento sarà impegnato a definire il numero e le tematiche di ricerca dei diversi Laboratori, promuovendoli in ambito internazionale. A tal fine è importante che ciascun laboratorio possa proporsi come riferimento scientifico nel contesto universitario o per la qualità e l'importanza delle attrezzature sperimentali già disponibili, o per la qualità della ricerca prodotta e l'inserimento dei gruppi di ricerca nell'ambito della comunità Accademica. Un altro obiettivo essenziale nella riorganizzazione del Dipartimento è legato all’esistenza di numerose biblioteche, spesso prive di personale addetto. Si auspica che in un immediato futuro le biblioteche, alcune delle quali di notevole pregio, possano unificarsi, eventualmente dotandosi di un assetto a rete, recuperando la massima efficienza e prolungando l’orario di consultazione dei testi, a beneficio dei numerosi studenti che frequentano il Dipartimento. A tal fine sarà necessario innanzitutto definire in modo compiuto il numero delle biblioteche afferenti al Dipartimento (allo stato non è chiara la destinazione delle biblioteche dell’ex DAU e dell’ex DIASS), quindi effettuare una ricognizione sugli spazi disponibili e del personale bibliotecario del Dipartimento. Il raggiungimento di tale obiettivo sarà comunque legato all’assetto dell’intero sistema di biblioteche del Politecnico. Infine, Il Dipartimento dovrà curare un sistema di comunicazione dei risultati della ricerca, al fine di favorire i processi di internazionalizzazione già in atto. Il primo passo del percorso già tracciato consisterà nel predisporre un sito web bilingue che accorpi tutti quelli attualmente disponibili. Il sito sarà progettato a breve, in modo da garantire un utile servizio anche alla didattica e da garantire la massima trasparenza alle attività amministrative del Dipartimento. Nel seguito si rappresenta una fotografia delle attività di ricerca del Dipartiemnto, illustrando anche i primi risultati del processo di integrazione avviato. Le strutture di ricerca: i laboratori Il Dipartimento dispone di numerosi laboratori, alcuni di grandi dimensioni, altri invece “immateriali” e dotati essenzialmente di attrezzature informatiche e di know how nei diversi capi d’azione. Alcuni dei laboratori sono caratterizzati da attrezzature fisse di particolare pregio (alcune delle quali con carattere di unicità nel panorama accademico nazionale ed europeo) e, già all’attualità, esercitano una buona capacità attrattiva, sia per quanto attiene i servizi al territorio ed alle imprese, sia per la ricerca svolta in collaborazione con altre sedi Universitarie. Grazie all’impegno dei ricercatori che vi operano, il laboratori del DICATECh sono in continua evoluzione ed ammodernamento; alcuni di essi sono nati nell’ultimo decennio, altri invece posseggono una lunga storia, ma tutti continuano a dotarsi delle più moderne attrezzature di ricerca e di strumenti di misura all’avanguardia, tanto da essere scelti da molte aziende di settore per i testare e promuovere i nuovi strumenti prodotti. Nel seguito si tenterà di fornire una fotografia quanto più nitida possibile dei principali laboratori esistenti, tentando di accorparli per grandi tematiche di ricerca e per l’analogia delle attrezzature esistenti. In sostanza, si ritiene di poter individuare 4 grandi aree di laboratori: Chimica e di tecnologia dei materiali Meccanica delle terre e dei materiali per l’ingegneria civile ed edile Modellistica fisica (soprattutto nel campo dell’Idraulica e dell’Ingegneria costiera) Pianificazione e topografia Completano il quadro numerosi laboratori informatici, dei quali alcuni orientati allo studio di problematiche specifiche ed altri (non citati nel presente piano) asserviti ai laboratori di area e dotati di software specifici, ed importanti attrezzature hardware. Qui di seguito si darà un quadro sintetico dei principali laboratori ed attrezzature sperimentali disponibili. AREA CHIMICA E TECNOLOGIA DEL MATERIALI LABORATORIO DI CHIMICA (SEDE DI BARI) Il Laboratorio di Chimica, attualmente, è organizzato in più plessi e sconta la mancanza di personale tecnico. Esso comunque si distingue per la di alcune delle attrezzature in dotazione di acquisizione recente e di notevole costo, nonché per la concezione moderna dei locali adibiti a laboratorio (realizzati ed attrezzati negli ultimi anni) che costituiscono polo di attrazione per ricercatori e laureandi dell'Università degli studi di Bari e per dottorandi provenienti da altre Università italiane ed europee. Nome Laboratorio di CHIMICA e laboratorio NMR Superficie 420 m 2 N. addetti Attrezzature rilevanti uno spettrometro di massa ad alta risoluzione (HRMS) con interfacce ESI e APCI in grado di analizzare i campioni per infusione diretta o mediante connessione all’HPLC o al GC due HPLC con rivelatori DAD e UV-Vis tre GC attrezzati anche per l’analisi di composti chirali e di gas uno spettrometro FT-IR munito di sistema ATR uno spettrometro UV-Vis-NIR uno spettrofluorimetro uno spettrometro di Assorbimento Atomico con fornetto di grafite un GC-MS un analizzatore elementare CHNS un titolatore automatico un mineralizzatore a microonde un liofilizzatore con sistema per la determinazione del punto eutettico un potenziostato per misure di voltammetria ciclica un analizzatore termo-gravimetrico uno spettrometro NMR Bruker Avance 400 dotato di sonde a doppia e a tripla risonanza per il rilevamento sia diretto che inverso. I nuclei osservabili sono tutti quelli la cui frequenza di Larmor è compresa tra quella del 109Ag e quella del 1H. Lo strumento è stato già configurato per condurre, oltre ai classici esperimenti bidimensionali 1H-X, anche tutti i corrispondenti esperimenti 19FX. LABORATORIO CHIMICO AMBIENTALE (SEDE DI TARANTO) Attrezzato con moderne apparecchiature per le analisi chimiche, fisiche, termiche e micro-biologiche di reperti solidi, liquidi e gassosi, del valore complessivo di oltre 1 M€. Oltre alle attrezzature descritte in tabella, il laboratorio dispone anche di tun generatore di ultrasuoni, 2 centrifughe, digestore a microonde, camere microbiologiche, autoclave, agitatori meccanici (jar test) e magnetici, sistema di estrazione in fase solida, evaporatore rotante, bilance di precisione, pH-metri portatili, stufe e muffole, vetreria ecc. Nome LCA Superficie ------------- N. addetti - Attrezzature rilevanti n.2 Spettrometri AA a fiamma e fornetto grafite (Varian-800) Spettrofotometro UV-Visibile a doppio raggio (Perkin Elmer Lamda 25) Spettrofotometro portatile (Hach) Gascromatografo + spettrometro di massa (GC/MS) + detector a cattura di elettroni (GC/ECD) (Varian CP 3800) Cromatografo liquido ad alta pressione HPLC con rivelatori UV-VIS e fluorescenza (Agilent serie 1100) Gascromatografo portatile Micro-GC (Varian TCD) Termogravimetria STA 409 (Netzsch) Cromatografo ionico (Metrohm IC 761) Bioreattore completamente automatizzato Esedra (Solaris Biotech.) Sistema di produzione acqua ultrapura PIATTAFORMA TECNOLOGICA PILOTA (SEDE DI TARANTO) Consiste in un grande Laboratorio parzialmente scoperto per lo studio di reflui e rifiuti, realizzato nel 2009 su una superficie di 500 m2 presso il depuratore municipale di Taranto Bellavista con un finanziamento di 1,6 M€ su fondi FESR nell’ambito del Progetto Strategico PS_091. La PTP comprende apparecchiature a scala reale (10 m3/h) delle principali tecnologie del settore. Nome Superficie N. addetti Attrezzature rilevanti chiariflocculatore-sedimentatore lamellari a pacchi filtro dual media (sabbia/antracite) Laboratorio per 500 m2 lo studio di reflui (scoperto) e rifiuti reattore di disinfezione a chicane - unità di ultrafiltrazione (UF) unità di filtrazione a carbone attivo (GAC) unità di disinfezione con UV unità di disinfezione con ozono unità di disinfezione con biossido di cloro LABORATORIO DI INGEGNERIA SANITARIA (SEDE DI TARANTO) Il laboratorio ha anche valenza didattica. Nome Laboratorio di Ingegneria Sanitaria Ambientale Superficie 40 m2 N. addetti - Attrezzature rilevanti Apparecchio per la rilevazione fotometrica del COD utilizzato anche per scopi didattici . Computer dedicato ad acquisizione dati Interfaccia per applicazione software Sistema SBR per il trattamento reflui Insufflatore aria per ossidazione LABORATORIO DI SCIENZA E TECNOLOGIA DEI MATERIALI (SEDE DI BARI) E’ allocato presso il palazzo di Chimica del Politecnico ed ha quale responsabile scientifico il Prof. Giancarlo Boghetich. Il Laboratorio è dotato di apparecchiature e strumentazioni standard e innovative che consentono di effettuare analisi e prove sui materiali ed è strutturato nei seguenti reparti reparti: REPARTO CHIMICO nel quale è possibile effettuare tutte le analisi chimiche tradizionali per via umida e per via strumentale. REPARTO DI MICROSCOPIA OTTICA, dotato di microscopi ottici a trasmissione, in luce polarizzata, a riflessione. Nello stesso laboratorio è funzionante un micro durometro per misura di durezze Vickers. REPARTO DI MICROSCOPIA ELETTRONICA A SCANSIONE E MICROANALISI A RAGGI X, per osservazioni su materiali solidi, con la possibilità di effettuare analisi semiquantitative su tutta la zona osservata o su parte di essa. REPARTO DI DIFFRAZIONE RX E DI ANALISI TERMICA DIFFERENZIALE. La diffrazione X è indispensabile per lo studio dei solidi, in quanto consente di individuarne la struttura cristallina e risalire alla natura chimica del materiale; l’analisi termica differenziale studia il comportamento dei solidi alle diverse temperature, considerando gli effetti (endo o eso) termici derivanti dalle modificazioni di fase o strutturali. REPARTO DI PREPARAZIONE CONGLOMERATI CEMENTIZI, dotato di completa strumentazione per la preparazione e la caratterizzazione reologica e meccanica di malte. Nome Reparto Superficie N. addetti CHIMICA 200m2 1 ANALISI TERMICA DIFFRATTOMETRIA Attrezzature rilevanti Spettrometro IR Spettrometro UV-Vis Spettrometro di Assorbimento Atomico Diffrattometro RX per polveri 60m2 0 Termo-analizzatore Microscopio elettronico a scansione (SEM) MICROSCOPIA ELETTRONICA 15m2 2 Microanalizzatore (EDAX) Metallizzatore Microscopi a trasmissione MICROSCOPIA OTTICA 6m2 2 Microscopio a riflessione Microdurometro Impastatrice Pressa per prove di resistenza meccanica TECNOLOGICO 60 m2 1 ALTE TEMPERATURE 40m2 0 Assestatore Mulino a palle, mascelle Apparecchio per prova d’urto Apparecchio per flow-test Serie completa setacci per polveri ed aggregati Tre forni per T 1500°C Forno Tamman per T 3000°C Taglierina metalli duri PREPARAZIONE PROVINI METALLOGRAFICI Inglobatrice 20 m2 0 Levigatrice Lucidatrice Smerigliatrice LABORATORIO TECNOLOGICO AMBIENTALE (SEDE DI TARANTO) Nome Superficie N. addetti Attrezzature rilevanti LTA ------------- - Impianto-pilota per separazione triboelettrostatica di miscele fini (coal fly ash, cement kiln dust ecc.). Basato sulla triboelectrochemistry con cui, nel trasporto pneumatico della miscela in apposita condotta metallica, le collisioni delle particelle tra di loro e con le pareti producono il differente caricamento elettrostatico delle frazioni solide, separate facilmente attraverso un idoneo campo elettrico Impianto pilota per attivazione meccanochimica di solidi (fanghi e terre contaminate) con caratteristiche di unicità in Italia. Esso è basato sulla tribomechanochemistry con cui, grazie all’eccitazione indotta a livello nanomolecolare dall’ultra-macinazione di particelle fini, reazioni chimiche molto difficili possono avvenire a T ambiente con cinetiche rapide (≈1h) e rese elevate (≈90%), a costi sostenibili, come verificato,ad es., nell’idrurazione riduttiva di clorobenzeni tossici (PCB,IPA,BaP ecc.) N.B.: Nel 2011 è stato approvato il potenziamento delle strutture scientifiche della sede di con 1,4M€ nell’ambito del PON Ricerca e Competitività 2007-13, Asse I, Obiettivo “Potenziamento delle strutture e delle dotazioni scientifiche e tecnologiche”, con Decr. Dirett. n.968/RIC 11 Nov.2011 del MIUR, DG Sviluppo e Ricerca, è stato finanziato il Progetto “Potenziamento delle strutture e delle dotazioni scientifiche e tecnologiche del Polo Scientifico Tecnologico Magna Grecia”, presentato congiuntamente da Università e Politecnico di Bari, finanziato con 9,5 M€ complessivi, di cui 3,19 M€ al Politecnico. 1,4M€ del finanziamento Poliba sono destinati al potenziamento delle strutture tecnico-scientifiche ING IND/22 a Taranto mediante l’acquisizione delle apparecchiature e impianti elencati, secondo la proposta progettuale già approvata. AREA MECCANICA DELLE TERRE E DEI MATERIALI per l’ingegneria civile ed edile IL LABORATORIO GEOTECNICO “GREGORIO MELIDORO” Il Laboratorio ha più di trent’anni e dalla sua istituzione è stato sede di continua evoluzione ed aggiornamento delle strumentazioni e tecniche sperimentali, alla luce della ricerca di avanguardia nel campo geotecnico. In onore e testimonianza dell’impegno didattico e scientifico svolto presso la I Facoltà di Ingegneria dal Prof. Ing. Gregorio Melidoro, ordinario di Geotecnica, scomparso nel mentre si dedicava alla sua attività di docente e ricercatore, tale laboratorio è attualmente intitolato al rimpianto collega. Il laboratorio ha attualmente in dotazione apparecchiature per il controllo di percorsi di carico (stress path) e deformazione assialsimmetrici, con monitoraggio dello stato tensionale e deformativo (misure locali di deformazione) di provini di terreno di diversa grandezza, ciò al fine dello svolgimento dell’indagine sull’elemento di volume rappresentativo del terreno. Questa sperimentazione può essere svolta dalle basse alle altissime pressioni (10 MPa), cosicché si possano indagare anche terreni fortemente consistenti, sino a debolmente cementati, o altrimenti indagare l’evoluzione del comportamento del materiale in vari stadi evolutivi della sua struttura (effetti della destrutturazione). Le apparecchiature stress path sono altresì dotate di strumentazione per la misura delle rigidezze al taglio del terreno in campo elastico, associato alle piccolissime deformazioni, anche nell’ipotesi di anisotropia elastica (bender elements). Con tali apparecchiature è anche possibile l’indagine del comportamento del terreno sia in compressione che in estensione (rotazione delle tensioni principali, assiali e radiali, di 90°). Per l’indagine della compressibilità mono-dimesionale del terreno sino alle altissime pressioni (18 MPa) il laboratorio ha in dotazione numerosi edometri opportunamente implementati per l’applicazione di alte pressioni. Il laboratorio ha in dotazione una apparecchiatura di taglio semplice e due di taglio diretto per l’indagine del comportamento di resistenza del terreno in percorsi di carico che simulano l’applicazione di una sollecitazione dl taglio semplice e la conseguente rotazione delle tensioni principali.. Per la misura della resistenza residua, il laboratorio ha in dotazione due apparecchiature di taglio anulare. Infine, accanto alle apparecchiature standards per la definizione dei parametri di permeabilità e di consolidazione dei terreni, è stata sviluppata di recente una apposita strumentazione per l’indagine delle proprietà di ritenzione del terreno in condizione di parziale saturazione alla scala dell’elemento di volume, necessaria alla validazione di modelli fisici di comportamento di filtrazione al finito (cella per cicli di essiccamemento-riumidificazione con misura della suzione). Nelle tabelle seguenti vengono proposte, in modo sommario, le caratteristiche principali del laboratorio e le tipologie di prove da esso erogabili. Il numero di addetti in tabella si riferisce al numero di unità di personale tecnico attualmente dedicato al funzionamento del laboratorio, ancorché impegnato in altre attività del Dipartimento. Nome Laboratorio di Geotecnica “Gregorio Melidoro” Superficie 150 m N. addetti 2 4 Attrezzature rilevanti Nr 3 Sistema stress-path ad alte e medie pressioni Nr 3 Sistema convenzionale per l'esecuzione a deformazione controllata di prove compressive per carico. 14 Sistema per l'esecuzione di prove edometriche ad incremento di carico controllato, 12 Celle edometriche 3 Sistema per l'esecuzione di prove di taglio 9 Tensiometri Centraline di acquisizione fisse e portatili 1 Prototipo per modellazione fisica LABORATORIO DI INGEGNERIA GEOAMBIENTALE E IDROGEOLOGIA E’ allocato presso la sede di Ingegneria Geotecnica e Geoambientale Geologia e Geologia Applicata del DICATECh. Esso è strutturato nei reparti: Idrogeologico, Geoingegneristico e Petrografico. Nel Reparto di Idrogeologia si eseguono: controlli idrogeologici di base, chimici sulle acque e radio isotopici. Nel Reparto di Geoingegneria si utilizzano approcci probabilistici allo studio del rischio ambientale e si effettuano elaborazioni modellistiche atte allo studio delle modalità di flusso e trasporto negli acquiferi fratturati e carsici. Il Reparto di Petrografia si occupa della normativa e delle specifiche tecniche collegate al rispetto delle norme europee e del marchio CE per i prodotti da costruzione in pietra naturale. Ciascuno di tali reparti è attrezzato con specifiche strumentazioni di ultima generazione e di moderni software applicativi ed apparecchiature per le attività sia nell’ambito del laboratorio stesso che di campo. Il Reparto di Petrografia si occupa in particolare della definizione delle caratteristiche fisiche e geomeccaniche degli ammassi rocciosi. La definizione dei caratteri delle rocce è sempre stata accompagnata da una descrizione petrografia e paleontologica effettuata anche in sezione sottile con l’ausilio di microscopi ottici. Studi e ricerche finalizzate alla documentazione delle caratteristiche petrografiche, fisiche e meccaniche delle pietre naturali coinvolte nell’industria estrattiva pugliese e riconducibili alle Pietre ornamentali saranno e sono l’oggetto di particolare interesse. Inoltre, tale interesse è condiviso e fortemente richiesto dall’industria estrattiva pugliese in quanto esiste una normativa europea che dal 2004 obbliga il marchio CE sui prodotti in pietra naturale. L’insieme di tutti i dati acquisiti in passato e quelli acquisibili in futuro sono destinati a realizzare un archivio specifico dei principali materiali lapidei estratti dalle cave pugliesi. Si avrà la possibilità di presentare e documentare le caratteristiche fisiche, petrografiche e meccaniche delle pietre ornamentali estratte in Puglia attraverso la organizzazione di un archivio specifico che si avvarrà della documentazione e del materiale offerto da alcune ditte già interpellate e specializzate del settore. Inoltre è attualmente in atto una ricerca finalizzata alla individuazione della conducibilità termica dei litotipi principali della Puglia. Tali studi sono finalizzati alla identificazione della resa termica delle rocce ai fini dell’applicazione della geotermia a bassa entalpia. Nome Superficie N. addetti Attrezzature rilevanti 2 WorkStation grafiche CAD/GIS, di 1 Plotter Formato A0 a getto di inchiostro, 1 stampante Formato A3 a colori LaserJet. 1 sonda multiparametrica per misure in sito idrogeologia e geoingegneria 60 m2 1 Petrografia 30 m2 1 Computer portatile con software per archiviazione dati Permeametro GUELPH Banco permeametri a quattro posti Freatimetri a diverse profondità 2 WorkStation grafiche CAD/GIS, di 1 Plotter Formato A0 a getto di inchiostro, 1 stampante Formato A3 a colori LaserJet. 1 microscopio ottico zeiss 1 Sonda Termica standard di misura delle norme ASTM 5334-00 LABORATORIO DI STRADE Il laboratorio opera per la ricerca ed il conto terzi. Ha una enorme potenzialità sul territorio essendo l’unico laboratorio di ricerca in questo campo nella Regione e l’unico laboratorio universitario che compia conto terzi sui materiali stradali. Per tale ragioni sin dalla sua creazione è un riferimento sul territorio soprattutto per le amministrazioni pubbliche. Nome Laboratorio di Prove materiali stradali Superficie N. addetti Attrezzature rilevanti Apparecchio Los Angeles Apparecchio Proctor 260 m 2 1 Apparecchio Marshall Apparecchiatura per la misura di resistenza degli acciai Duttilometro Apparecchio per prove di carico su piastra Apparecchio per prove di trazione indiretta LABORATORIO PER LA MODELLAZIONE, LA DIAGNOSTICA ED IL RECUPERO STRUTTURALE Il Laboratorio MoDiR (Modellazione, Diagnostica e Recupero) è nato nel 2002 nell’ambito della Facoltà di Architettura del Politecnico di Bari, con l’obiettivo di creare una struttura specialistica di supporto alla ricerca e sperimentazione nel campo della sicurezza sismica del patrimonio edilizio urbano e delle relative attività di recupero e consolidamento strutturale (diagnostica, monitoraggio, sperimentazione, analisi, modellazione e progettazione). Il laboratorio comprende attrezzature di tipo mobile, per la diagnostica strutturale non distruttiva sul campo ed il monitoraggio dei quadri fessurativi, e dotazioni hardware e software per l’analisi e la modellazione strutturale avanzata, tra cui di rilievo è il software 3DEC, che consente l’analisi avanzata non lineare e dinamica di sistemi discreti (per l’elevato costo e la specifica competenza richiesti per il suo utilizzo, sono pochissimi i centri in Italia che ne dispongono). Le attrezzature sono tutte in ottime condizioni e i software aggiornati alle ultime versioni, e sono state regolarmente utilizzate per lo sviluppo di progetti di ricerca, convenzioni, e tesi di laurea e dottorato. Per quanto riguarda gli addetti, considerando la carenza di personale tecnico, non è presente una unità dedicata. La gestione del laboratorio è attualmente svolta dalla Prof. Giuseppina Uva, in quanto tecnico certificato CICPND di livello 3 per l’esecuzione di prove e monitoraggio sulle strutture di calcestruzzo, calcestruzzo armato e precompresso, muratura e strutture metalliche per i test ultrasonori, le prove di carico e i test con martinetti piatti e per l’esecuzione di monitoraggio su strutture in calcestruzzo, calcestruzzo armato e precompresso, muratura e strutture metalliche. L’inserimento del Laboratorio e dei ricercatori ad esso afferenti nel dipartimento DIAC, grazie anche alla interazione con gli altri laboratori facente parti della rete, consentirà di ampliare e potenziare le attività nel campo della valutazione della sicurezza sismica delle costruzioni esistenti, che rappresenta un settore strategico per quanto riguarda le sia le prospettive di sviluppo scientifico che di impatto territoriale, in un contesto non solo locale, che vive in maniera sempre più urgente e improcrastinabile la questione della sicurezza strutturale. Nome Superficie N. addetti Attrezzature rilevanti Server Lenovo Thinkstation D10 SBC27IX Sonic system per le indagini sulle murature Laboratorio “MoDiR” 2 ---------- m - Endoscopio rigido modulare Sclerometro completo di incudine di taratura Centralina LPA acquisizione dati per il monitoraggio dei quadri fessurativi completa di sensori e cavi Unità di rilevazione ad ultrasuoni “Sirio” Pacometro per il rilievo delle barre di armatura Strumentazione per la mappatura del potenziale di corrosione CANIN Software di analisi strutturale: software 3DEC per l’analisi agli elementi distinti; Software Sap 2000 Non linear; LABORATORIO DI TECNOLOGIE EDILIZIE Il laboratorio svolge attività sul campo e di laboratorio finalizzata alla verifica delle prestazioni dei componenti edilizi e allo studio delle patologie edilizie (umidità nelle murature, stati fessurativi, indagini non distruttive sulle strutture in cemento armato, prove microsismiche, endoscopia edile, indagini sul microclima interno, termografia attiva e passiva). In particolare, il laboratorio svolge attività diagnostica nel recupero edilizio finalizzata alla qualificazione dei materiali degli elementi di fabbrica e del comportamento strutturale e ambientale degli edifici, alla progettazione degli interventi di recupero e restauro, nonché alla verifica e controllo degli interventi restaurativi. Gruppo di lavoro: Prof. Fabio Fatiguso (Ricercatore Confermato ICAR/10); Prof. Guido Raffaele Dell’Osso (Ricercatore Confermato ICAR/11); Prof. Francesco Iannone (Ricercatore Confermato ICAR/10); ing. Mariella De Fino (assegnista di ricerca); ing. Albina Scioti (Contrattista di Ricerca); Ing. Umberto Berardi (Dottorando). Laboratorio Nome Superficie Laboratorio di Tecnologie Edilizie 40 m (*) N. addetti 2 1 Attrezzature rilevanti Termocamera Avio TVS-700 completa di riscaldatori IR, accessori e software di gestione (termografia passiva e attiva) Sistema Radar IDS monocanale + antenna unipolare 600MHz + antenna uniopolare 2GHz e completo di accessori e software di acquisizione ed elaborazione radargrammi (ispezioni geo-radar ) Sistema modulare di acquisizione dati DAQ-mx National Instruments completo di sonde, accessori e software di gestione Labview (rilievo e monitoraggio deformazione e/o accelerazione) Unità CMS per indagini microsismiche completa di unità PDA, sonde, accessori e software di gestione (indagini soniche e ultrasoniche) Pacometro + kit semicella (localizzazione e rilievo di barre di armatura; misura del potenziale di corrosione) Sclerometro meccanico (misura dell’indice di rimbalzo; stima della resistenza di CLS in opera) N.2 endoscopi completi di unità di video-registrazione portatile e sistema di digitalizzazione video con software di acquisizione (video-endoscopia; ispezione di cavità e/o condotte) Multi-acquisitore di parametri microclimatici BABUC/A e relative sonde (misura e monitoraggio di parametri microclimatici) Termoigrometro digitale Delta-Ohm (misura temperatura e umidità relativa dell’aria) (*) sede provvisoria per lavori di riqualificazione 3° piano corpo a Z AREA MODELLISTICA FISICA IL LABORATORIO DI IDRAULICA E COSTRUZIONI IDRAULICHE E’ allocato presso la palazzina di Ingegneria delle Acque ed ha quale responsabile scientifico il Prof. Ing. Alberto Ferruccio Piccinni Il laboratorio occupa una superficie di circa 2000 m2; alla cui struttura centrale sono annessi reparti di supporto: officina meccanica, falegnameria, laboratorio elettrico - elettronico, sezioni di acquisizione, calcolo ed elaborazione dati, e restituzione ed elaborazione delle immagini. Il circuito di alimentazione del laboratorio è costituito da due serbatoi interrati, intercomunicanti, da una stazione di sollevamento suddivisa su due linee che alimentano un serbatoio pensile a due livelli da cui partono altrettante reti ad anello disposte lungo il perimetro del laboratorio con derivazioni centrali. La rete di canali di raccolta, che affianca la rete di distribuzione, ha termine nei serbatoi interrati. Il laboratorio ha dunque due circuiti di alimentazione distinti con origine dalle vasche del serbatoio, nelle quali un sistema di stramazzi assicura il livello costante: il circuito di bassa pressione, con portata massima di circa 350 l/s e carico in testa di circa 8 m, ed il circuito di alta pressione, con portata massima di circa 150 l/s e carico in testa di 20 m. Al circuito di bassa pressione è stato recentemente allacciato un circuito di rilancio che consente di operare con una prevalenza massima di 90 m ed una portata massima di 90 l/s. Il laboratorio, infine, è dotato di vasche di taratura per misure volumetriche di grosse portate. Tra le attrezzature di particolare interesse meritano di essere citate: il canale a pendenza variabile largo 0,8 m e lungo 30 m con inclinazione variabile tra 0° e 12° che consente lo studio delle correnti rapide; il circuito di prova di attrezzature per lo studio della cavitazione ed il controllo dei fenomeni di moto vario, della lunghezza di 350 m del DN 50 con una potenzialità di 10 l/s e 500 kPa di prevalenza; il circuito di prova valvole con una potenzialità di 90 l/s e 900 kPa di prevalenza che alimenta due linee parallele del DN 100 e DN 200 per lo studio dei fenomeni di cavitazione in organi di controllo e regolazione; l’anemometro laser in grado di misurare due componenti della velocità in modalità backscatter ed una lama laser della potenza di 5 watt. Il laboratorio è stato recentemente bonificato dall’amianto ed allo stato attuale è in fase di riavvio. Nome Superficie N. addetti Attrezzature rilevanti Circuiti di alimentazione ad alta e bassa pressione Canaletta a pendenza fissa Laboratorio Grandi Modelli 2000 m 2 6 Canale a pendenza variabile Canale per moto ondoso Dissipatore a gradini Circuiti in pressione per moto vario Principali strumenti di rilievo: PIV, LDA, ADV, misuratore di concentrazione IL LABORATORIO DI INGEGNERIA DELLE COSTE (SEDE DI VALENZANO) E’ sito in territorio di Valenzano lungo la strada provinciale Valenzano- Adelfia ed ha quale responsabile scientifico il Prof. Ing. Antonio Felice Petrillo. Il Laboratorio di Ricerca e Sperimentazione per la Difesa delle Coste (LIC) è stato realizzato per iniziativa di docenti e ricercatori dell'Ingegneria delle Acque del Politecnico di Bari ed è stato avviato alle attività nel febbraio 2001. Il Laboratorio, unico in Italia e uno dei pochi in Europa, occupa una superficie coperta di circa 12500 mq. Presso il Laboratorio si svolge attività di ricerca di base, didattica e studi a supporto di Enti territoriali e Società private. L’attività caratterizzante è la realizzazione di Modelli Fisici tridimensionali (3D) e bidimensionali (2D) di fenomeni legati al moto ondoso e alla dinamica costiera. Il Laboratorio è dotato di officine di supporto, palazzina uffici e un laboratorio informatico. Il Laboratorio è dotato di strumentazioni all'avanguardia per il rilievo e l'acquisizione delle principali grandezze fisiche della modellistica costiera (quali rilevatori del moto ondoso, della profondità dei fondali, della velocità, della pressione, del trasporto solido ecc.), nonché un correntometro che consente di rilevare il profilo di velocità dal fondo alla superficie libera del mare in sezioni in cui la profondità è inferiore a 50 m. Il LIC è stato realizzato con fondi del Programma Operativo Plurifondo Puglia; inizialmente, con il D.R. 29/10/90 n. 6155, fu inserito nel Cofinanziamento con fondi strutturali CEE-REG. CEE n. 20522/68 e 4253/88 Sottoprogramma 6 Misura 6.3., e successivamente, per il completamento, nel POP Puglia 1994-99. La realizzazione del LIC fu avviata per incentivare le ricerche sulla difesa e gestione delle coste, tematica di notevole interesse nazionale, per le aree del Mediterraneo e per la Regione Puglia, nella quale vi sono circa 900 km di costa. Tale spirito veniva espresso nella Convenzione stipulata tra la Regione Puglia e il Politecnico di Bari all'atto del finanziamento, approvata dalla Giunta Regionale con delibera n. 5528 del 23/12/1993. In essa, tra l'altro, si conveniva che: "Per l'attuazione di programmi di ricerca comune, secondo le esigenze del Laboratorio, la Regione potrà staccare presso lo stesso personale proprio(art. 13);… La Regione Puglia s'impegna ad utilizzare il Laboratorio per le proprie attività che rientrano nelle finalità specifiche del Laboratorio: tali collaborazioni saranno regolate da apposite convenzioni che si stipuleranno di volta in volta a tariffe agevolate (art. 14); …La Regione Puglia potrà finanziare borse di studio da concordarsi sulla base di ricerche comuni (art. 15)." Nome Superficie LIC Laboratorio di ricerca e sperimentazione per la difesa delle coste 12000 m 2 N. addetti 6 Attrezzature rilevanti Canale per modelli bidimensionali (2D) 2,4x50 m Vasca 90x50 m per modelli costieri (3D) Battionde per modelli costieri (fronte d’onda di 28,80 m) Vasca 30x50 per modelli off-shore Battionde per modelli bidimensionali (fronte d’onda 2,40 m) Canale per lo studio della diffusione di getti di densità in corpi idrici (lungo 14 m, largo 4 m e profondo 0,40 m), con apparecchiatura di misure, controllo e generazione dei getti caldi. Principali strumentazioni di misura: n. 2 Profilatori di fondo; n. 1 Sistema GPS Leica; n. 1 Stazione totale Salmoiraghi; n. 2 ADV; n. 4 Micromulinelli; n. 22 Sonde resistite; n. 1 Correntometro di campo AREA PIANIFICAZIONE DEL TERRITORIO E TOPOGRAFIA LABORATORIO DI ANALISI, LETTURA E RILEVAMENTO DELL’ARCHITETTURA E DEL TERRITORIO L’attività’ principale del Laboratorio è la rappresentazione e gestione dei risultati ottenuti dai rilievi architettonici, al fine di produrre una documentazione sistematica del patrimonio architettonico urbano, rurale e dell’ambiente naturale e antropizzato, attraverso lo studio e l’analisi delle peculiari caratteristiche architettonico-ambientali presenti sul territorio. I rilievi vengono eseguiti utilizzando e integrando gli strumenti tradizionali e di rilevamento architettonico con quelli altamente sofisticati (come ad esempio la stazione totale Nikon 820), e la restituzione dei dati attraverso software dedicati. Si organizzano seminari, conferenze e convegni a carattere scientifico e didattico, ricercando collegamenti con analoghe strutture presenti in Italia e all’estero, provvedendo alla pubblicazione e alla diffusione dei risultati conseguiti nelle ricerche, promuovendo relazioni esterne con Enti e Istituzioni pubbliche e private interessate allo sviluppo delle applicazioni dei propri temi di ricerca. Nome Superficie N. addetti Attrezzature rilevanti n.6 postazioni workstation HP n. 1 stazione totale Nikon 820 Laboratorio di analisi, lettura e rilevamento dell’architettura e del territorio 160 m 2 1 n.6 distanziometri laser n.1 plotter formato A0 n. 1 scanners formato A0 n.1 stampanti laser HP formato A4 Numerosi software applicativi specifici per la restituzione del rilievo architettonico ed urbano e il raddrizzamento di immagini digitali LABORATORIO DI MODELLAZIONE ARCHITETTONICA E URBANA L’attività’ principale del Laboratorio è la sperimentazione di modelli di strutturazione della realtà in campi diversi della conoscenza e l’applicazione di principi semplificativi, quale strumento efficace per meglio conoscere la spazio edificato, che possano aiutarci ad individuare e descrivere le proprietà e le leggi ordinatrici che sono alla base dei meccanismi che regolano la vita degli edifici e l’espansione delle città, cioè aiutarci a costruire un modello di comprensione dei fenomeni osservati, utilizzabile ed identificabile per ogni finalità individuale allo scopo di raccogliere dati, elaborarli e fornire elementi nuovi per superare i molti problemi posti oggi dalla conservazione delle architetture e dalla rigenerazione dei centri urbani ed del loro sviluppo sostenibile. Insomma, concepire modelli che possano velocizzare la fase di approfondimento conoscitivo, la simulazione di eventuali trasformazioni progettuali e migliorare la trasmissione delle informazioni. Si organizzano tirocini formativi, seminari, conferenze e convegni a carattere scientifico e didattico, ricercando collegamenti con analoghe strutture presenti in Italia e all’estero, provvedendo alla pubblicazione e alla diffusione dei risultati conseguiti nelle ricerche, promuovendo relazioni esterne con Enti e Istituzioni pubbliche e private interessate allo sviluppo delle applicazioni dei propri temi di ricerca. Nome Laboratorio di Modellazione architettonica e Urbana Superficie 170 m 2 N. addetti 1 Attrezzature rilevanti n.6 postazioni workstation HP n.1 plotter formato A0 e n.1 A1 n.2 stampanti laser HP formato A4 e A3 n. 1 scanners piano formato A3 varia strumentazione fotografica Numerosi software applicativi specifici per il modellazione solida e la fotomodellazione LABORATORIO DI PIANIFICAZIONE AMBIENTALE E DEL TERRITORIO Il Laboratorio di Pianificazione Urbana e Territoriale è una struttura di forte riferimento per attività inerenti alle discipline urbanistiche di studio e ricerca universitarie, nonché per le consulenze rivolte ad enti esterni. Si occupa di analisi, monitoraggio, previsione e valutazione di assetti e trasformazioni territoriali e urbane e di pianificazione assistita. Tutte attività fortemente orientate alla sostenibilità dello sviluppo e della tutela del territorio. Le competenze acquisite negli ultimi anni, anche nell’utilizzo di tecniche e tecnologie evolute, hanno permesso di supportare diversi progetti di ricerca nazionali e europei (quali PRIN, Progetti Strategici e Progetti Esplorativi con Regione Puglia), nonché numerose convenzioni con enti pubblici e privati (Comuni, Regione Puglia, Enti Parco, ecc). Gli ottimi risultati ottenuti con questi ultimi, in particolare, e il costante aumento di convenzioni già in atto, lasciano presupporre, per il futuro, nuove opportunità di crescita per il laboratorio e nuove opportunità di approfondimento dei temi di studio in sperimentazioni applicate a casi di studio. Completano il laboratorio altre realtà, senza specifiche attrezzature, ma di interesse scientifico fra le quali si segnalano il laboratorio di intelligenza artificiale applicata e quello di scienze regionali Il primo è stato istituito nel 2007, caratterizzato da valenze essenzialmente scientifiche, IAIA ha per fine lo studio e l’elaborazione di sistemi e agenti intelligenti anche di natura distribuita per fenomeni a base ambientale e spaziale, con metodi tratti dalla ingegneria e dalla pianificazione. Collegato a centri di ricerca locali e internazionali, IAIA opera con metodi sia teorici che sperimentali. Il secondo è stato istituito nel 2007, interuniversitario e interdipartimentale in quanto gestito paritariamente con il Dipartimento di Scienze Economiche, Matematiche, e Statistiche della Università di Foggia, caratterizzato da valenze essenzialmente scientifiche, SRE ha per fine l’elaborazione di analisi e modelli sia teorici che empirici relativamente a fenomeni spaziali a base regionale, socio-territoriale, e socio-ambientale, con metodi tratti dall’economia,dall’ingegneria, e dalla pianificazione. In via di collegamento a databases e a centri di ricerca locali e internazionali, SRE opera con metodi sia teorici che sperimentali. Nome Laboratorio di Pianificazione ambientale e del territorio Superficie 30 m 2 N. addetti 1 Attrezzature rilevanti 8 WorkStation grafiche CAD/GIS, di 2 Plotter Formato A0 a getto di inchiostro, 1 scanner Formato A0 a colori, 1 stampante Formato A3 a colori LaserJet. LABORATORIO DI TRANSPORTATION & MOBILITY PLANNING (SEDE DI TARANTO) Il Laboratorio TRAMP è nato essenzialmente con fondi provenienti dalla Convenzione con la Provincia di Taranto. Attualmente richiederebbe l’aggiornamento delle stazioni di calcolo pesante, schermi a parete e nuovi sistemi di acquisizione dei dati di traffico. Esso ingloba anche il laboratorio di pianificazione e gestione del traffico e dei trasporti. Nome Superficie TRAMP e Laboratorio di Pianificazione e Gestione del Traffico e dei Trasporti 25 m 2 N. addetti - Attrezzature rilevanti Nr. 4 Stazioni mobili per conteggio e classificazione del traffico basate su videosensori Traficam Collect-R ® della Traficon® Scheda di analisi ed elaborazione dati di traffico da immagini video mod. VIP/D della Traficon®, completa di software VIPlink e Videocamere (analogiche e digitali) Sistema software per palmari VS-GPS localizzazione e acquisizione dati cinematici veicoli stradali Software di Microsimulazione Aimsun 7.0 pro per ricerca Software di Microsimulazione Aimsun 5.0 lic. commerciale Nr. 4 Stazioni di Lavoro e Nr. 1 Plotter Software per la pianificazione dei trasporti LABORATORIO DI PROGETTAZIONE DI INFRASTRUTTURE DI VIABILITÀ Il laboratorio ha valenza sia didattica che di ricerca. In questo secondo campo il laboratorio è attivo nel campo delle ricerche sulla velocità e sul comportamento degli automobilisti. Laboratorio Nome Superficie N. addetti Attrezzature rilevanti Georadar Laboratorio di Progettazione di infrastrutture di viabilità GPS 35 m 2 2 Holter metabolici elettronici GPS veicolare di precisione GPS veicolari con SIM cadr LABORATORIO DI GEOMATICA Le principali attività del Laboratorio di Geomatica si concentrano nei seguenti settori: Area dei Sistemi Informativi Geografici (GIS); Area del Telerilevamento; Area della Geodesia/Topografia. Il Laboratorio dispone delle risorse necessarie per operazioni di rilevamento tradizionale, GPS e per l’analisi ei dati. Sono disponibili inoltre i principali pacchetti software per la realizzazione di Sistemi Informativi Territoriali, per l’analisi di dati satellitari e per l’analisis delle informazioni spaziali. Viene anche gestito l’archivio cartografico digitale che raccoglie documenti cartografici e fotogrammetrici (cartacei e digitali) disponibili per le attività di ricerca condotte dai vari gruppi del Dipartimento di afferenza. Nome Superficie Laboratorio di Geomatica 50 m N. addetti 2 Attrezzature rilevanti Coppia di ricevitori GNSS geodetici L1/L2 Leica System 1200 n.4 postazioni workstation HP n.1 plotter HP DesignJet formato A0 n. 1 scanners b/n formato A0 n.1 stampante laser HP formato A3 Software per l’analisi di dati satellitari – GIS – GPS e per la statistica spaziale e geostatistica - LABORATORIO DI TOPOGRAFIA E CARTOGRAFIA Nome Superficie Laboratorio di Topografia e 50 m 2 N. addetti - Attrezzature rilevanti Nr. 5 ricevitori GPS doppia/mono frequenza, statico, cinematico, RTK Cartografia Nr 5 teodoliti Nr. 3 sistemi di centramento per pilastrini Nr. 3 sistemi di centramento per poligonali Sistemi SOFTWARE ed HARDWARE per trattamento dati Completano il quadro dei laboratori del Dipartimento 2 laboratori non ascrivibili alle suddette aree tematiche ed in particolare: Osservatorio immobiliare L’osservatorio sul mercato immobiliare è un centro di elaborazione dati ed aggiornamento sul modello dei center for real estate anglosassoni. Le finalità di un simile osservatorio sono costituite dalla elaborazione matematico statistica per conto terzi di dati ed informazioni immobiliari. In questo ambito sono stati sviluppate collaborazioni con il SUNIA per l’elaborazione di informazioni immobiliari sul mercato locativo residenziale. Son stati organizzati diversi workshop e seminari aventi ad oggetto gli standard di valutazione immobiliare: dal Manuale Operativo delle Stime Immobiliari della Agenzia del Territorio fino alle Linee Guida ABI sulla valutazione immobiliare. La ricerca è focalizzata sui metodi matematico statistici della Mass Appraisal e sulla implementazione di metodologie per la valutazione immobiliare e del premio per il rischio. Il laboratorio è dislocato su un’unica sede. Le potenzialità del laboratorio sono significative: Esse vanno dalla attività di formazione continua nell’ambito della valutazione immobiliare ed automatizzata fino alla determinazione di pareri per conto dell’Amministrazione Pubblica e per la committenza internazionale (il responsabile scientifico è attualmente tecnica expert della RvA per il primo ed unico schema di certificazione della professione di valutatore immobiliare) Laboratorio multimediale Istituito nel 1996, caratterizzato da valenze sia scientifiche che didattiche, il Laboratorio è una struttura la cui finalità è principalmente quella di sperimentare livelli avanzati di mediazione tra la ricerca tradizionale e le forme istituzionali di divulgazione attraverso l'ampliamento degli strumenti e dei metodi di indagine. Il Laboratorio dispone di fotocamere analogiche e digitali, telecamere digitali a nastro, alcuni videoregistratori analogici e uno digitale, una postazione di editing video per codifica e decodifica di materiale audio video, radiomicrofono e amplificatore audio, videoproiettore, uno scanner piano A3 e due per trasparenti fino al formato A4, oltre ai necessari accessori. Laboratori didattici Oltre ai laboratori di ricerca, molti dei quali con specifiche valenze didattiche, il Dipartimento dispone di laboratori dedicati agli studenti ed in particolare: Laboratorio C.A.D. dotato di stazioni di lavoro per la elaborazione di modelli bidimensionali e tridimensionali di spazi e architetture, si occupa di ausili per la rappresentazione e simulazione della progettazione urbanistica e architettonica per fini di miglioramento delle qualità progettuali e prestazionali delle architetture. Gli ambiti di applicazione: Architettura e Progettazione Architettonica - Cantieri e Costruzioni Edili - Composizione Architettonica - Pianificazione Urbana e Territoriale - Recupero, Restauro e Conservazione degli Edifici - Tecnica e Progettazione Urbanistica - Tecnologie Edili. Nome Superficie N. addetti Installazioni fisse e/o apparecchiature N° 7 postazioni workstation HP N° 2 plotter a colori formato A0 Laboratorio CAD 40 m 2 1 N° 2 stampante laser colori A3 N° 1 stampante laser b/n A3 N° 1 scanner colori A3 LABORATORIO DI IDRAULICA Il laboratorio ha sede in locali dedicati attrezzati con i necessari collegamenti idraulici ed elettrici che consentono la piena efficienza dei banchi idraulici su cui vengono installati i circuiti da provare. I banchi sono provvisti di un sistema di alimentazione idraulica a circuito chiuso. Essi sono stati progettati e realizzati in house ed hanno costituito, negli anni, un prototipo utilizzato in altre sedi universitarie italiane. Nonostante la carenza di personale, nel laboratorio vengono effettuate esercitazioni di gruppo tese a comprendere il funzionamento dei principali fenomeni idraulici e degli strumenti di misura più usuali nel campo delle costruzioni idrauliche. Il laboratorio, in diverse circostanze, è stato sede di prove concorsuali pratiche per l’assunzione di ricercatori e tecnici di Enti regionali. Superficie N. addetti Installazioni fisse e/o apparecchiature Banchi idraulici per prova e taratura strumenti Laboratorio circuiti Idraulici 2 55 m Circuiti perdite di carico (2) Apparato di Reynolds (2) Unità idrologica (2) Si deve inoltre segnalare che molti dei Dipartimenti confluiti nel DICATECh disponevano di spazi riservati agli studenti attrezzati con attrezzature informatiche hardware (computer, plotter, stampanti, ecc.) e software. E’ auspicabile che nel breve periodo si possa effettuare un censimento di tutte le attrezzature disponibili per organizzarle in spazi adeguati e per fornire un servizio efficiente agli studenti. Argomenti di ricerca SSD CHIM 07 Sviluppo di Sintesi e Tecnologie Chimiche Ecocompatibili; Sintesi e caratterizzazione di molecole per l’optoelettronica e per la sensoristica; Catalisi; Sviluppo di metodi analitici per la valorizzazione e l’ottimizzazione dei processi produttivi in campo agroalimentare; Sintesi nuovi polimeri a base fluorenica blu emettitori in OLED; Sintesi derivati del quatertiofene e dell’antracene come strati attivi in OFET e CHEM-FET; Individuazione di metodologie di sintesi innovativa per building blocks fenantrenici per materiali elettroluminescenti; Nuove metodologie organometalliche per la sintesi di poli (arilene-vinileni) come materiali attivi in dispositivi elettroluminescenti; Sintesi di materiali organici ed organometallici evaporabili; sintesi di materiali organici da impiegare in fotovoltaica organica; Preparazione di materiali organici per transistor emettitori di luce (LET); Applicazioni di complessi metallici come strati attivi in sensori ottici e gravimetrici; Uso di zeoliti modificate per l’abbattimento di metalli pesanti e di cromo esavalente in particolare sia in acque di falda che in fanghi di depurazione; Attività di ferro nanoparticellare adsorbito su polimeri organici nella in situ remediation in suoli e acquiferi contaminati da metalli pesanti; Analisi di metalli pesanti in tracce su campioni reali di acque di prima pioggia. Reattività di complessi di platino contenenti fosfine secondarie; Attivazione del legame P-H con metalli del gruppo del Platino; Sintesi, caratterizzazione e reattività di nuovi cluster metallici; Applicazioni di complessi metallici come strati attivi in “molecular hydrogen storage devices”; Studio di meccanismi di reazione in catalisi organometallica; Studi NMR in chimica inorganica; Studi di chimica teorica del plasma e modellistica molecolare. SSD GEO 02 e SSD GEO 05 Geologia Ambientale; Idrogeologia; Caratterizzazione degli ammassi rocciosi; Approcci geostatistici e probabilistici applicati ai problemi territoriali ed ambientali; Studio e risanamento dei terreni e falde contaminate; Stabilizzazione fisico chimica dei fanghi degli impianti di depurazione delle acque reflue; Analisi ambientali per il recupero di aree estrattive; Geotermia a bassa entalpia; Giacimentologia e certificazione di qualità delle pietre naturali ed ornamentali SSD ICAR 01 Studio sulle onde anomale (Tsunami) generate da frane in corpi idrici; Modellazione matematica del moto ondoso con tecniche di Computational Fluid Dynamics (CFX) e Smoothed Particle Hydrodinamics (SPH); Modellazione matematica del trasporto solido con tecniche di Computational Fluid Dynamics (CFX); Comportamento idrodinamico e morfodinamico di spiagge protette; Modellistica fisica 2D e 3D di processi costieri e nuovi sistemi per la generazione del moto ondoso; Monitoraggio della fascia costiera con metodologie tradizionali e con l’impiego di tecniche satellitari; Pianificazione della fascia costiera; Caratteristiche idrodinamiche di correnti in canali con presenza di vegetazione Diffusione di inquinanti in corpi idrici; La qualità ambientale in ambito portuale, scambio idrico con le acque esterne e circolazione interna. SSD ICAR 02 Analisi di frequenza delle piene; struttura stocastica spazio-temporale della precipitazione; previsione nei bacini non strumentati; risposta idrologica dei bacini idrografici; Il comportamento di opere ed apparecchiature idrauliche a presidio di strutture idrauliche complesse; Cambiamento climatico, gestione delle risorse idriche e regimi di scarsità; comportamento idraulico dei dissipatori a gradini; comportamento idraulico di correnti veloci in condizioni areate; studio del sistema di alimentazione con perfluoroesano del rilevatore ALICE; attività di protezione civile e previsione in tempo reale; efficienza idraulica delle reti irrigue collettive ed aziendali; revisione VaPi Puglia; rischio idraulico nelle lame e nei bacini endoreici. SSD ICAR 03 Fitodepurazione applicata a reflui civili ed industriali per la rimozione di contaminanti emergenti; Modellazione reflui in fognatura; Gestione e trattamento dei rifiuti solidi municipali; Valutazione dei carichi organici originati dagli agglomerati urbani; Analisi di rischio igienico sanitario e bonifica di siti contaminati SSD ICAR 04 Sicurezza stradale e comportamento dell’utente; Sostenibilità delle infrastrutture di trasporto; Opere in sotterraneo e modellazione computazionale dell’evacuazione; Caratteristiche intrinseche delle pavimentazioni per il miglioramento della sicurezza e della qualità ambientale. SSD ICAR 05 Assegnazione dinamica del traffico ad una rete, con l’applicazione innovativa della Swarm Intelligence, in particolare della Bee Colony Optimization, per la risoluzione dell’esplosione combinatoria dei percorsi possibili; Modellazione matematica dei comportamenti di scelta dell’utente attraverso sistemi di rappresentazione dell’incertezza dell’utente, quale la Logica Fuzzy e Teoria della Possibilità (Scelta del modo di trasporto, del parcheggio, del percorso); Simulazione dinamica dell’evacuazione dei pedoni in caso di emergenza; Metodi di progettazione di reti di trasporto mediante fuzzy programming a vincoli e variabili incerte. Tale approccio consente di definire soluzioni ottimali quando si opera in ambiente caratterizzato da forte incertezza (ad. Es. il budget disponibile, obiettivi flessibili, incertezza del comportamento). In particolare, la metodologia consente di considerare valori flessibili dei dati di input oppure vincoli imprecisi, che possono rappresentare sia l’incertezza legata al comportamento dell’utente e sia quella legata all’analista potendo esprimere anche variabili non quantificabili mediante giudizi o grandezze di tipo qualitativo; Modelli matematici per la stima della domanda di trasporto delle merci; Tecnologie di cloud computing a supporto della smart mobility; Tecnologie per il progetto e gestione intelligente dei sistemi di bike-sharing; Metodi per la pianificazione ottimale della manutenzione ferroviaria; Modelli di analisi quantitativa dell’interazione tra trasporti e territorio; Indicatori per l’analisi della logistica urbana (city logistics) Stima dinamica delle matrici origine-destinazione mediante tecniche ibride di swarm intelligence e stimatori bayesiani. SSD ICAR 06 Rilevamento e trattamento di dati acquisiti mediante GPS ad alta precisione (posizionamento GNSS) per scopi geodetici, topografici, geotecnici e stradali. Tecniche di analisi spaziali (multivariata e multicriteri) e loro integrazione in ambiente GIS, applicate come supporto alla comprensione di una vasta classe di fenomenologie quali i dissesti del territorio e le situazioni di emergenza in grado di produrre un certo livello di rischio per gli ambienti coinvolti. Pre/post trattamento e strutturazione di oggetti cartografici complessi 3D, rilevati con tecnologie laser a scansione aerea (LIDAR) e terrestre, per la generazione di modelli altimetrici. Analisi delle caratteristiche metriche e metodologie di estrazione di primitive geometriche 2D/3D da dati satellitari/aerei VHR ad elevata risoluzione spaziale per l’aggiornamento della Cartografia Numerica; Metodologie di integrazione, gestione e valutazione della qualità di dati eterogenei nei sistemi RS/GIS; Metodologie di classificazione e di analisi multitemporale (Change detection) di dati satellitari acquisiti mediante sensori ottici a media ed alta risoluzione (spaziale, radiometrica e spettrale), per la realizzazione di carte tematiche (coperture dei suoli, vegetazione e mappe termiche, ecc.) finalizzate al controllo e al monitoraggio ambientale. Telerilevamento ottico, multispettrale e radar per il monitoraggio del territorio in relazione alle situazioni di emergenza ed studio sull’utilità delle immagini satellitari ad alta risoluzione per l’aggiornamento della cartografia, per il monitoraggio del territorio e l’uso del suolo. Analisi delle metodologie di verifica dell'accuratezza raggiungibile nelle procedure di aggiornamento cartografico, utilizzando gli algoritmi maggiormente diffusi, nel trattamento delle immagini telerilevate pancromatiche e multispettrali. Trattamento dati GPS in diverse applicazioni della geodesia. SSD ICAR 07 Osservazione sperimentale del comportamento meccanico dei terreni e modellazione costitutiva degli stessi; Analisi numerica in campo statico e dinamico di problemi geotecnici al finito quali fondazioni, scavi, rilevati, pendii naturali, opere in sotterraneo e gallerie; SSD ICAR 09 ………………………………… SSD ICAR 10 Materiali tradizionali, innovativi e di riciclo per l’edilizia Tecniche e tecnologie innovative sostenibili per l’edilizia Recupero edilizio e rigenerazione del patrimonio edilizio esistente Diagnostica, monitoraggio e qualificazione per la guida e il controllo degli interventi edilizi Riqualificazione ed efficientamento energetico dell’edilizia esistente Indicatori e sistemi di valutazione della sostenibilità edilizia SSD ICAR 11 Building automation e domotica per il risparmio energetico e la sostenibilità ambientale Valutazioni di sostenibilità con metodi di Life Cycle Assessment Tecnologie edilizie e impiantistiche per la sostenibilità ambientale, per la reversibilità e per l’edilizia low cost Controllo e gestione del processo edilizio SSD ICAR 17 La rappresentazione dell'architettura e dell'ambiente, quale metodo conoscitivo; La modellazione informatica: teorie e metodi; Il rilievo metrico come strumento di analisi e conoscenza della realtà architettonica, ambientale e urbana; Il disegno come linguaggio grafico, infografico e multimediale, applicato al processo progettuale. SSD ICAR 18 Architettura e arte contemporanea in Italia SSD ICAR 20 Innovazioni concettuali, metodologiche e tecnologiche per la pianificazione dei sistemi urbani e territoriali esaminati nel loro contesto ambientale, nell’ambito dei quadri organizzativi/cognitivi e decisionali che li determinano e li governano. In questo ampio panorama di ricerca del settore il gruppo concretizza la sua attività su tre ambiti fondamentali: uno più orientato a esplorare il legame tra “Teoria e pratica nella pianificazione”, uno più rivolto alle potenzialità tecnologiche e agli aspetti cognitivi dei processi di piano (“Tecnologia e Cognizione nei processi di piano”) e uno più mirato a studiare e supportare le dinamiche e i meccanismi decisionali che si esplicano nella pianificazione. SSD ICAR 22 L’approccio alla ricerca è orientato alla implementazione ed al miglioramento delle procedure di mass appraisal ovvero di valutazione automatizzata dei beni immobili . La ricerca rappresenta una continuazione ideale di quanto fatto in precedenza. Le ricadute sul territorio possono andare dalla strutturazione di modelli di mass appraisal per enti locali fino alla realizzazione di modelli di mass appraisal per istituzioni bancarie. SSD INGIND 22 Destino di inquinanti nel suolo e sottosuolo. La chimica e la termodinamica dei fenomeni interattivi alle interfacce liquido-solido; Riutilizzo in ambito ingegneristico di rifiuti di lavorazioni industriali e non; Applicazioni di tali rifiuti in edilizia ed in campo ambientale; Utilizzo di ossidi semiconduttori per la foto-degradazione di microinquinanti organici bio-persistenti presenti nelle acque di scarico. SSD IUS 14 …………………………………………………… Oltre ai temi di ricerca specifici di ciascun SSD, il Dipartimento ha avviato la formulazione di alcuni progetti portanti che stimolino la ricerca multidisciplinare e che forniscano l’indirizzo per la ricerca del Dipartimento. I suddetti progetti, che hanno anche ispirato i contenuti del Dottorato di Ricerca del Dipartimento, sono in fase di rapida evoluzione, vista la recente mutazione del Dipartimento sia per numero di docenti che vi hanno afferito che per il gran numero di SSD che lo compongono. La definizione dei progetti interdisciplinari, consentirà una migliore integrazione fra i diversi gruppi di ricerca e costituirà l’offerta scientifica del Dipartimento, anche per quanto attiene la formulazione di proposte di Convenzione e di progetti di Ricerca finanziati nell’ambito di programmi nazionali ed internazionali. Ovviamente, rispetto ai progetti di seguito elencati, i Ricercatori proponenti si impegnano a conseguire i risultati attesi sia sul piano scientifico che su quello dell’acquisizione delle risorse. Chimica inorganica e catalisi Anche se considerata, in modo miope, ricerca non finalizzata a medio termine rappresenta l’autentica palestra per formare ricercatori e/o sostenere ricercatori nella capacità di generare le auspicate ricadute economiche in importanti settori produttivi. La caratterizzazione completa di un complesso di metallo di transizione avviene mediante l’utilizzo di strumentazione in dotazione al nostro laboratorio, in particolare l’analisi mediante spettroscopia di Risonanza Magnetica Nucleare (NMR) fornisce fondamentali informazioni sulle dinamiche molecolari in soluzione; l’esistenza ad esempio di equilibri dissociativi con la genesi di frammenti metallici coordinativamente insaturi, quest’ultimi potenziali “sintoni” in molteplici campi applicativi. La testimonianza della fecondità della ricerca del gruppo di Inorganica e Catalisi è suffragata dalle collaborazioni con prestigiosi gruppi nazionali ed internazionali e l’esperienza scientifica maturata è documentata dalle pubblicazioni su riviste ad elevato IF. Il gruppo si propone di investire il know-how nella sintesi e caratterizzazione di nuovi complessi nonchè alla realizzazione di nuovi sistemi catalitici ecosostenibili. I metodi convenzionali di sintesi di composti chimici e farmaceutici, infatti, hanno solitamente un elevato impatto ambientale a causa dell’utilizzo di trasformazioni non catalitiche, di sequenze sintetiche a multistadio , e di solventi tossici e pericolosi (più frequentemente solventi clorurarti ed idrocarburi), rilasciati poi nell'atmosfera. Rendere quindi le trasformazioni organiche più ecosostenibili va quindi considerato altrettanto importante quanto i classici sistemi di misurazione dell'efficienza delle reazioni (resa, selettività, ecc.). L'uso di catalizzatori eterogenei rappresenta un approccio importante per affrontare questi problemi e per raggiungere obiettivi economici ed ambientali, principalmente connessi alla minimizzazione dei rifiuti, al riciclo del catalizzatore ed anche al drammatico abbassamento della contaminazione dei prodotti di reazione ad opera del catalizzatore stesso (aspetto importante, se i prodotti sono destinati al consumo umano, quali: medicinali, additivi per alimenti, ecc.). Simili considerazioni si applicano anche ai solventi utilizzati per le procedure sintetiche, la natura dei quali ha di solito un elevato impatto sull'esito ecologico dell'intero processo. L’ottimizzazione delle condizioni di reazione, in particolare per quanto riguarda la combinazione di catalizzatori e solventi, rappresenta un obiettivo primario per gli studiosi che si occupano di processi chimici ecosostenibili. Nei laboratori di Chimica del DICATECh vi è una tradizione decennale nella sintesi e caratterizzazione di nuovi sistemi catalitici riciclabili, impiegati in solventi non convenzionali quali liquidi ionici e acqua. Lo studio della relativa attività è estesa alle reazioni principalmente utilizzate nelle sintesi organiche, quali: idrogenazioni, ossidazioni e reazioni di formazione del legame C-C. Gruppo di lavoro: M.M. Dell’Anna, V. Gallo, M. Latronico, P. Mastrorilli. Sviluppo di Sintesi e Tecnologie Chimiche Ecocompatibili Il tema si articola sull’impiego di una cosiddetta “Chimica sostenibile”, il cui sviluppo è cominciato agli inizi degli anni novanta, a causa della sempre maggiore attenzione alle conseguenze ambientali dei prodotti chimici e dei processi con cui vengono realizzati. La definizione data dal suo fondatore, lo scienziato statunitense P. T. Anastas, è la seguente: “La Chimica sostenibile è l’utilizzo di un insieme di prodotti atti a ridurre, o eliminare, l’uso e la generazione di sostanze pericolose nella produzione ed applicazione dei prodotti chimici” e si fonda sui seguenti principi, che tengono in considerazione l’aspetto ambientale, economico e della sicurezza: • Prevenzione. E’ meglio prevenire gli scarti, piuttosto che bonificarli o trattarli una volta creati; • Economia atomica. I metodi di sintesi devono essere progettati in modo da massimizzare l’incorporazione di tutti i materiali usati nella produzione del prodotto finale, • Sintesi chimica meno pericolosa. I metodi di sintesi devono essere progettati per usare o generare sostanze che siano poco tossiche o atossiche verso le persone e l’ambiente; • Progettazione di composti chimici salubri. Si devono progettare prodotti chimici per assolvere la funzione attesa, minimizzandone al contempo la tossicità; • Uso di solventi e ausiliari più salubri. L’uso di sostanze ausiliarie, quali solventi o agenti di separazione, deve essere evitato per quanto possibile, e se impiegati, tali sostanze devono essere ecocompatibili; • Progettazione per l’efficienza energetica. Tutti i processi chimici atti a ridurre i requisiti energetici sono ecosostenibili; • Catalisi. Progettazione di sistemi catalitici, possibilmente riciclabili, atti a limitare il consumo energetico ed il consumo di materie prime. Le reazioni catalitiche sono sempre più ecocompatibili di quelle stechiometriche. Sviluppo di metodi analitici per la valorizzazione e l’ottimizzazione dei processi produttivi in campo agroalimentare La sostenibilità ambientale in campo agroalimentare ha assunto negli ultimi anni un carattere di fondamentale importanza sia nell’ambito dell’ottimizzazione dei processi produttivi, sia nell’ambito della valorizzazione di ogni specifico prodotto. L’attenzione delle istituzioni, delle imprese e dei consumatori si sta rivolgendo sempre più intensamente ai prodotti ottenuti mediante processi sostenibili. Il processo produttivo, inteso come l’insieme di fattori agronomici, tecnologici e ambientali, influenza fortemente la natura e la quantità delle sostanze (metaboliti) che costituiscono un alimento. La composizione metabolica dell’alimento, pertanto, diventa un prezioso indicatore per definire il processo produttivo e un importante strumento per modificare il processo produttivo al fine di aumentare la sua sostenibilità consentendo di ottenere il prodotto con le caratteristiche desiderate. La composizione metabolica di un prodotto agroalimentare può essere valutata con l’analisi metabonomica, analisi che consente di comprendere se e come i fattori agronomici, tecnologici e ambientali citati in precedenza abbiano indotto dei cambiamenti all’interno dell’alimento esaminato. Il controllo del profilo metabolico dei prodotti agroalimentari prevede indagini di laboratorio basate su tecniche analitiche che, sebbene garantiscano risultati con elevata sensibilità e precisione, richiedono numerosi esperimenti nonché tempi lunghi per il pretrattamento dei campioni. Tali tecniche analitiche si basano sulla ricerca di specifiche sostanze all’interno di un prodotto. Di conseguenza, l’applicazione efficace di questi metodi prevede che si conosca preventivamente la natura delle sostanze eventualmente presenti nel prodotto da analizzare. Nell’ultimo ventennio sono state sviluppate innovative tecniche di analisi che consentono di effettuare agevolmente la determinazione del profilo metabolico degli alimenti e tra queste la spettroscopia di Risonanza Magnetica Nucleare (NMR) e la spettrometria di massa (MS) consentono di rivelare simultaneamente tutti i metaboliti presenti all’interno del campione entro i limiti di rivelabilità specifici di ogni spettrometro. L’innovazione e il vantaggio dell’uso di queste tecniche consistono principalmente nel “cambio di prospettiva” sull'impostazione delle analisi chimiche. Le indagini effettuate, infatti, non sono più rivolte alla rilevazione di un certo numero di componenti separatamente, bensì alla caratterizzazione del prodotto esaminato nel suo insieme di componenti. Gruppo di lavoro: I. Cafagna, A. Rizzuti, V. Gallo, M. Latronico, P. Mastrorilli. Materiali e plasmi Nel corso di questi ultimi anni, numerosi gruppi di ricerca hanno puntato all’impiego di semiconduttori organici di natura polimerica od oligomerica per la creazione di dispositivi in grado di utilizzare l’energia solare, sfruttando l’alta processabilità, la versatilità e soprattutto il basso costo di produzione di uesti dispositivi rispetto alla ben nota tecnologia del silicio. I semiconduttori organici infatti, oltre ad presentare un più basso costo di sintesi rispetto ai materiali inorganici per celle solari, hanno anche il vantaggio di poter essere facilmente depositatati sia mediante tecniche di evaporazione/sublimazione che mediante tecniche di stampaggio. Il problema maggiore risiede tuttavia nel gran numero di condizioni che devono essere rispettate, quali ad esempio una ottimale morfologia del film, un energy gap sufficientemente basso, degli opportuni valori energetici HOMO e LUMO dei sistemi donatore e accettore (vide infra), una elevata tensione a circuito aperto , al fine di raggiungere efficienze di conversione sufficientemente elevate da rendere questa nuova tecnologia competitiva. Sono state studiate, ad oggi, svariate architetture di celle solari, tra le quali le DSSC (dye-sensitized solar cells) spiccano per efficienza e sono ad oggi certamente le più prossime ad un’ampia commercializzazione, che attende però la ottimizzazione di questi dispositivi in termini di stabilità. Oltre a queste sono state ampiamente studiate di recente celle solari nella cui architettura lo strato foto-attivo è costituito da un opportuna miscela (blend) di un semiconduttore di tipo p ed uno di tipo n (tipicamente un derivato commerciale del fullerene) interposto tra due elettrodi metallici (le cosiddette celle solari ad eterogiunzione di bulk). Nella morfologia ottimale del blend, le molecole di tipo p- e di tipo n- formano una struttura altamente interpenetrata favorendo il processo di fotogenerazione della carica e di raccolta dei portatori di carica agli elettrodi, generando l’effetto fotoelettrico. I ricercatori del Dipartimento hanno sviluppato un know-how in sintesi organica ed organometallica, che è stato concentrato sulla sintesi di materiali policoniugati per l’elettronica organica. Questi studi hanno già portato ad importanti approfondimenti sulle tecniche di caratterizzazione, in soluzione ed allo stato solido, di materiali per applicazioni in transistor ad effetto di campo (OFET) e diodi emettitori di luce (OLED). Tali conoscenze sono state di recente concentrate sulla sintesi di materiali foto attivi per DSSC e celle solari ad etero giunzione di bulk che verranno proseguite nel corso del 2012. Aspetti fondamentali nella scienza dei plasmi, da un punto di vista teorico-descrittivo, sono rappresentati da calcolo teorico ab initio di sezioni d’urto per processi elementari di collisione e Modelli cinetici e fluidodinamici dei processi chimico-fisici nei plasmi. La prima tematica riguarda i processi di collisione tra particelle (atomi, molecole, elettroni ecc.) che avvengono a livello microscopico in un plasma. Tali processi sono caratterizzati da una sezione d’urto, funzione dell’energia di collisione, che può essere ottenuta mediante calcoli teorici basati su formulazioni quanto-meccaniche ab initio della collisione o, nei casi favorevoli, su descrizioni classiche o semiclassiche. La conoscenza delle sezioni d’urto permette di risalire alle costanti cinetiche di velocità dei processi considerati e agli integrali di collisione. Le costanti cinetiche rappresentano i dati di input per la costruzione dei modelli teorici che descrivono l’evoluzione chimica di un plasma, mentre dagli integrali di collisione si può risalire alle proprietà termodinamiche e di trasporto del sistema. Applicazione a casi concreti sono rappresentate dallo studio di plasmi costituiti da componenti atmosferici (ossigeno, azoto), importanti nella simulazione dell’impatto di navicelle spaziali con l’atmosfera terrestre nella fase di rientro sulla Terra, o di immersione nelle atmosfere di altri pianeti come Marte e Giove, costituite principalmente da CO, CO2 e H2. Un’altra importante applicazione riguarda lo studio dei plasmi ad idrogeno nella fusione nucleare controllata. In questo contesto il plasma ad idrogeno, a temperature relativamente basse, è utilizzato per la produzione di ioni fasci altamente energetici in grado di innescare, per collisione, i processi di fusione nucleare (negative ion sources). Nella fase seguente la combustione nucleare, la necessità di eliminare l’elio formato nelle reazioni di fusione, e di ridurre il carico termico, il plasma è deviato dal core del reattore, con temperature dell’ordine dei 108 K, in una zona più fredda, dove condensano molecole di H2. La simulazione teorica sia dei plasmi nelle sorgenti di ioni negativi, sia dei divertors, è un importante strumento di simulazione e progettazione dei reattori a fusione di ultima generazione (International Thermonuclear Energy Reactor – ITER). Gruppo di lavoro: R. Celiberto, G. P. Suranna, G. Romanazzi. Materiali e tecnologie innovative per l’ambiente e l’edilizia In questo ambito le attività di ricerca sono rivolte: a) alla rimozione di inquinanti biopersistenti presenti nelle acque di scarico civili e industriali; b) al riutilizzo di materie prime seconde rivenienti da scarti dalla industria edilizia. Il primo argomento di ricerca riguarda la applicazione della degradazione fotocatalitica di microinquinanti organici biopersistenti, presenti nelle acque reflue civili e industriali, quale tecnologia innovativa di rimozione. E’ noto che tali inquinanti non vengono efficacemente rimossi in seguito ad applicazione dei processi convenzionali di trattamento delle acque reflue, basate essenzialmente sulla applicazione di biotecnologie. Pertanto, i microinquinati organici biopersistenti vengono sistematicamente dispersi nei comparti ambientali acqua-suolo in seguito allo smaltimento delle acque trattate. Oggi la loro presenza è segnalata persino nelle acque potabili. Dal punto di vista operativo vengono utilizzati impianti pilota in scala semi-industriale che sfruttano l’azione catalitica di ossidi semiconduttori (ad es., TiO2, ZnO) in presenza di radiazione visibile e/o UV per la degradazione delle tracce residuali di questi composti che, altrimenti, passano indenni i processi biologici convenzionali di depurazione delle acque reflue. Il secondo argomento di ricerca riguarda le operazioni di recupero e riciclo di materiali di scarto per applicazioni in campo ambientale. La possibilità di recuperare e riciclare come materie prime-seconde talune tipologie di rifiuti è vantaggiosa sia ai fini della riduzione ponderale e volumetrica dei rifiuti da conferire in discarica, sia perché contribuiscono in maniera sensibile alla migliore gestione tecnica ed economica del ciclo integrato dei rifiuti. L’attività di ricerca si basa principalmente sul riutilizzo degli scarti della lavorazione ed estrazione dell’industria lapidea (marmettole e cocciami); sull’impiego di materiali vetrosi cellulari porosi, ottenuti a seguito di particolari trattamenti termo-chimici a partire da vetro di scarto dalle operazioni di raccolta differenziata dei rifiuti urbani e/o industriali; nonché sull’utilizzo di materiali silicei ed argillosi espansi di derivazione naturale. Le applicazioni spaziano dalla neutralizzazione e depurazione dei reflui acidi di origine industriale, allo smaltimento in condizioni di sicurezza ambientale dei metalli pesanti presenti nelle acque di scarico, all’impiego nei processi di filtrazione come alternativa alla sabbia silicea convenzionale. Tali materiali, inoltre, possono essere oggetto di studi per la realizzazione di manufatti eco-compatibili nel settore edilizio. La ricerca in questo ambito e che coinvolge i settori ICAR/10 ed ING/IND22 mira principalmente alla definizione di nuovi prodotti per l’edilizia sostenibile, al fine di contribuire da un lato al miglioramento prestazionale richiesto dagli standard odierni, e dall’altro ad allineare la produzione secondo i requisiti di sostenibilità sia in termini di prodotto, sia in termini di sistema edilizio.Le principali linee di ricerca sono riferite: i) implementazione dell’innovazione nella produzione di materiali e prodotti, in termini sia di materie prime sia di cicli produttivi; ii) aumento del contenuto tecnologico di prodotti e componenti finalizzato al risparmio energetico e alla riduzione del carico ambientale; iii) studio di materiali ad alte prestazioni (termiche, acustiche, strutturali, ecc.); iv) sperimentazione delle prestazioni di materiali, prodotti, componenti, in particolare con riferimento alle applicazioni nell’edilizia esistente; v) studio delle potenzialità dei materiali specializzati basati su nano, micro e bio-tecnologie per il campo edile; vi) utilizzo dei materiali ed elementi da costruzione e di scarti di lavorazione e rifiuti da C&D, per la produzione di “materie prime-seconde”. Impiego di cemento al biossido di titanio Il cemento al biossido di titanio può essere utilizzato in diversi settori industriali e per il disinquinamento ambientale, quali: 1. agroalimentare; 2. disinquinamento di acque inquinate; 3. disinquinamento ambienti aerei. Tali ricerche 1) sono volte all’approfondimento della valutazione delle capacità di materiali abbastanza innovativi di essere impiegati in ambito di conservazione di prodotti agroalimentare in genere ed in particolare di quei prodotti più delicati e soggetti a più rapido deterioramento. All’uopo si sfrutta la probabile azione catalitica del cemento al biossido di titanio, attivata da una radiazione UV, effettuando la sperimentazione in camere appositamente realizzate. Le ricerche relative ai punti 2) 3) riguardano il disinquinamento ambientale, in particolare delle acque reflue e dell’aria. Anche in questo caso si ricorre all’azione catalitica del cemento al biossido di titanio in ambiente UV. Si valuteranno le eventuali riduzioni delle concentrazioni di inquinanti nei due ambienti. Sarà valutata anche l’eventuale convenienza economica di tali trattamenti rispetto a quelli più tradizionali. Diffusione e trasporto di inquinanti nei corpi idrici superficiali Negli ultimi anni la dinamica delle correnti di circolazione nei corpi idrici è stata oggetto di crescente interesse da parte dei ricercatori, a causa soprattutto di problematiche ambientali, dal forte impatto sociale. In particolare si è riconosciuto ai meccanismi di circolazione il potere di regolare un consistente numero di processi fisico-chimici e biologici. Una preparazione specifica sulle tematiche potrà consentire la comprensione di una serie di aspetti correlati sia all’idrodinamica che ai processi chimico-fisici di inquinamento di corpi idrici ovvero i processi di diffusione e trasporto di inquinanti sia in sospensione sia in soluzione. Tutto ciò anche alla luce di recenti normative nazionali, quale il D.L. 152/99 che vieta l’immissione diretta di scarichi in falda, che impongono ai gestori l'uso di nuovi strumenti per la pianificazione degli scarichi di reflui urbani o industriali in corpi idrici superficiali, quali le mappe di qualità dei corpi idrici. Su queste tematiche si stanno conducendo studi presso il LIC grazie anche alla realizzazione dell’impianto sperimentale per lo studio della diffusione di getti di densità in corpi idrici e all’acquisizione di strumentazioni innovative di laboratorio e di campo. Caratteristiche idrodinamiche di correnti in canali con presenza di vegetazione Per diverse applicazioni ingegneristiche ed ambientali negli ultimi anni sono stati condotti studi sulle correnti a pelo libero con presenza di vegetazione al fondo. Molte di queste ricerche hanno analizzato correnti in moto uniforme e/o permanente (Nepf e Vivoni, 1999; Armanini e Righetti, 2002; Carollo e al., 2002; Jarvela, 2002; Ben Meftah e al., 2006, 2007, 2008; Malcangio e al., 2008). Poche sono invece le ricerche teoriche e sperimentali fatte su correnti in moto vario in canali con fondo ricoperto da vegetazione. Gli studi di letteratura sono recenti e utilizzano soprattutto approcci numerici, quali ad esempio quelli di Helmiö (2002) e Cao e al. (2006). In quest’ultimo, in particolare, è evidenziato la consistente laminazione che subisce un’onda di piena in un canale con vegetazione al fondo. Un altro aspetto applicativo importante è la conoscenza della massima altezza e portata della piena in una sezione e della scabrezza equivalente del canale. Un metodo molto semplice per monitorare queste grandezze è il rilievo in continuo dei tiranti idrici in due sezioni del canale. Dai rilievi si possono ricavare l’altezza massima e il tempo di ritardo dell’onda e da quest’ultimo, nota la distanza delle sezioni di rilievo, è possibile determinare la celerità massima dell’onda di piena. Mettendo a sistema le equazioni della legge di resistenza al moto e quella della celerità cinematica massima, calcolata con la relazione di Henderson (1966), si può ricavare la portata massima e il coefficiente di scabrezza del canale. Negli studi che si conducono si intende analizzare la scabrezza determinata da vegetazione posta al fondo del canale e la sua influenza sulla propagazione di un’onda di piena e validare un metodo per il monitoraggio del fenomeno. Dinamica dei litorali ed opere di protezione Lungo le coste italiane si stanno manifestando in modo palese fenomeni locali e diffusi di erosione delle coste. Questo fenomeno si manifesta "visibilmente" con un arretramento della linea di riva che, talvolta, può mettere in pericolo anche la stabilità di insediamenti abitativi o di infrastrutture realizzate lungo fascia costiera e "in modo non visibile" con un aumento della profondità dei fondali della spiaggia sommersa a causa dell'allontanamento della sabbia verso il mare aperto. Questo fenomeno, invero, non si riscontra solo nella nostra penisola, ma in diverse parti del mondo, e in modo particolare lungo le coste nel cui entroterra l'azione antropica è stata più forte. Fenomeni stagionali, e in alcuni casi anche annuali, di variazioni della linea di riva sono normali, tenendo presente la variabilità dello stato ondoso che è la principale causa della dinamica costiera a breve termine. Diverso è il caso in cui costantemente negli anni si riscontra l'arretramento della linea di riva, in questo caso è certamente intervenuto qualche elemento esterno che ha alterato l'equilibrio della dinamica dei sedimenti. E' ormai dimostrato scientificamente che in questi casi sono le azioni antropiche le principali cause. In particolare si pensi alla realizzazione di nuove opere a mare, che possono interferire in modo consistente con la dinamica dei sedimenti, alla urbanizzazione e infrastrutturazione della fascia costiera, alla regimazione dei corsi d'acqua, alla realizzazione di invasi, alle sistemazioni idrauliche forestali etc.. Tutti questi interventi nel tempo fanno risentire il loro impatto che consiste principalmente nel diminuire, se non annullare, il trasporto di materiali terrigeni verso il mare facendo venir meno l'equilibrio medio tra l'azione erosiva delle onde e l'apporto da terra. Un riscontro visibile di ciò, come si è detto, è l'arretramento della linea di riva. Vi sono interventi locali, dico tradizionali, per attutire tali effetti, quali barriere emerse, pennelli ecc.; queste opere, in molti casi efficaci, hanno bisogno di un attento studio che tenga conto della dinamica dei sedimenti non solo locale, ma dell'intero paraggio, al fine di non effettuare degli interventi che determinino ulteriori squilibri sia alla dinamica dei sedimenti che alla qualità delle acque costiere. Sono oggi in fase di studio, in diversi laboratori di ricerca, i cosiddetti interventi morbidi che, con diverse metodologie, tendono a creare le condizioni idrodinamiche affinché anche in condizioni di stati ondosi erosivi la sabbia sia trattenuta nella zona di riva. Questi sistemi hanno il pregio di non creare grandi alterazioni ambientali determinando un impatto minimo. Essi sono tuttora in studio, ed è auspicabile che siano realizzati interventi pilota creando un collegamento più stretto tra il mondo della ricerca e quello dell’impresa. Vista l'importanza socioeconomica della fascia costiera è evidente la necessità di effettuare interventi locali, anche di tipo innovativo, accompagnandoli però con adeguati monitoraggi. Resta però il problema più generale della difesa dell'intera fascia costiera che, come si è innanzi accennato, è connessa direttamente alla gestione del territorio. Occorrono quindi anche, e soprattutto, interventi "a terra": pianificando una corretta regimazione fluviale, un corretto uso del suolo, una protezione della fascia costiera da interventi intensi di urbanizzazione e infrastrutturazione. Recenti studi hanno evidenziato la grande carenza del monitoraggio della fascia costiera italiana, e pugliese in particolare. Tale carenza pregiudica la qualità dei risultati ottenibili mediante l’applicazione di modelli di morfodinamica costiera ed impedisce di adottare con tempestività i necessari interventi di salvaguardia delle aree. Nell’ambito del dottorato si intendono inserire le tematiche innanzi evidenziate indirizzate allo studio della dinamica dei litorali, delle opere di protezione (tradizionali e innovative), delle tecniche di monitoraggio e della definizione di mappe di vulnerabilità costiera. Studio sulle onde anomale (Tsunami) generate da frane in corpi idrici Le onde anomale generate da frane in corpi idrici hanno capacità distruttive che si esplicano su aree più ridotte rispetto alle devastanti onde prodotte dai terremoti (Titov et al., 2005). È dunque necessario, nello studio di tale specifica categoria di onde, concentrare l’attenzione sulle aree molto vicine alla sorgente tsunamigenica. Nell’analisi delle onde generate da frane è in genere molto difficile, e spesso non appropriato, scomporre lo studio nelle classiche fasi di generazione, propagazione e interazione con la costa. Si osserva che il verificarsi di frane in corrispondenza della costa genera due sistemi di onde. Una parte dell’energia ceduta al fluido viene irradiata verso il largo, mentre un secondo sistema di onde rimane intrappolato nei pressi della costa propagandosi parallela ad essa ed inducendo il runup (per una descrizione dettagliata si veda, ad esempio, Di Risio et al., 2006). In passato diverse ricerche sono state orientate alla comprensione dei fenomeni fisici coinvolti e alla determinazione di formule previsionali basate su evidenze sperimentali. Tra i lavori più meritevoli si ricordano quelli di Wiegel (1955), Heinrich (1992), Watts (1997, 1998, 2000), Grilli e Watts (2005), Fritz et al. (2003a, 2003b). Tali ricerche sono tuttavia limitate a campi di moto bidimensionali e quasi tutte sono relative a frane che scivolano lungo un pendio, in configurazione dunque di fondale variabile. Panizzo et al. (2005) hanno presentato uno dei primi studi sperimentali in configurazione tridimensionale, concentrando l’attenzione sul processo di generazione delle onde e semplificando il problema impiegando una vasca con fondale costante. Enet et al. (2003), Enet e Grilli (2005, 2007) e Liu et al. (2005) hanno per primi riprodotto in laboratorio onde anomale generate da frane tridimensionali su piani inclinati. I dispositivi utilizzati erano costituiti da canali di moto ondoso, con direzione trasversale alla costa molto maggiore rispetto a quella longitudinale. Nello specifico, nelle prove di Liu et al. (2005) la larghezza del canale è pari a quattro volte la larghezza della frana, per quelli di Enet e Grilli (2007) tale rapporto è tra cinque e sei. Si tratta dunque di esperimenti nei quali lo studio della propagazione delle onde lungo la costa è fortemente condizionato dalla riflessione delle onde dovuta alla presenza delle pareti laterali. Sebbene tale configurazione delle prove abbia consentito un attento studio della propagazione delle onde verso il largo, si richiama l’attenzione sul fatto che i maggiori danni, o quantomeno la maggiore potenzialità distruttiva dei maremoti qui considerati è proprio nelle aree costiere prossime alla frana, e dunque lungo lo stesso tratto di costa lungo il quale scivola la frana.Per indagare in maniera adeguata la propagazione delle onde lungo la costa Di Risio et al. (2006, 2008; si veda anche Bellotti et al., 2006; De Girolamo et al., 2006) hanno condotto prove di laboratorio utilizzando una vasca di dimensioni pari a circa 10 m × 5 m costruendo una spiaggia parallela alla dimensione maggiore e riproducendo maremoti generati da una frana che scivola lungo il pendio. La lunghezza del tratto di costa è pari a venticinque volte la larghezza della frana. I risultati delle prove indicano che le analisi possono essere condotte senza effetto delle onde riflesse dalle pareti laterali solo per la prima onda del gruppo, e solo per un tratto di costa entro i quattro, cinque metri dal punto di caduta della frana (circa dieci/dodici volte la larghezza della frana). Nonostante la grande utilità degli esperimenti, che tra l’altro hanno consentito un’attenta caratterizzazione del flusso nel campo vicino mediante tecniche di analisi di immagini digitali, è emersa l’esigenza di condurre simili esperimenti in vasche di estensione maggiore, in modo da poter estendere l’analisi a tutte le onde che nel loro insieme costituiscono il maremoto. L’importanza delle onde che seguono la prima risiede nel fatto che grandezze di fondamentale importanza, tra le quali la massima risalita lungo il pendio, sono, a parte nella zona immediatamente vicina alla frana, governati dalle caratteristiche della seconda e terza onda a causa della dispersione del gruppo di onde generato dalla frana. Dal 2004 ( anche grazie al Progetto Prin 2004 “Studio sperimentale di onde generate da frane che si propagano intorno ad un’isola”, coordinatore locale prof. ing. A. F. Petrillo, e al Progetto Prin 2007 “Sperimentazione fisica tridimensionale sulle onde generate da frane che scivolano sul fianco di un’isola conica”, ccordinatore locale prof. ing. L. Damiani) presso il LIC si stanno conducendo indagini sperimentali orientate allo studio di onde di anomale generate da una frana che scivola lungo le pendici di un’isola tronco-conica. Le dimensioni geometriche dell’isola e della frana rendono l’esperimento potenzialmente utile per lo studio in scala ridotta del maremoto che ha interessato l’isola di Stromboli il 30 dicembre 2002 (Tinti et al., 2005a,b), quando due grandi frane hanno generato un maremoto che ha devastato parte del centro abitato dell’isola. La ricerca è unica nel suo genere, in quanto le sole prove sperimentali che hanno come oggetto onde anomale che attaccano un’isola sono quelle di Briggs et al. (1995) che, tuttavia, riguardano lo studio di onde provenienti dal largo e generate da maremoto, e non generate da frane lungo la costa della stessa isola, caso invece qui considerato. L’argomento di ricerca è interessante sia teoricamente che per le ricadute sul territorio, vedasi la redazione delle Mappe di Rischio da Onde Anomale. Infine, si segnala l’intererdisciplinarietà della tematica che vede aspetti dell’Idraulica, della Geotecnica, della Geologia e della Pianificazione. Analisi di frequenza delle piene e risposta idrologica dei bacini idrografici L’attività di ricerca nell’ambito dell’analisi di frequenza delle piene ha trovato ampio spazio nei numerosi progetti di ricerca sviluppati negli ultimi dieci anni dal Dipartimento di Ingegneria delle Acque del Politecnico di Bari nell’ambito del G.N.D.C.I., in progetti cofinanziati dal MIUR e nell’attività di supporto agli enti istituzionali di governo del territorio. Alcuni elementi di ricerca si collocano nella identificazione degli elementi critici insiti nei metodi di analisi regionale più diffusi nella letteratura internazionale di riferimento. Si pensi, ad esempio, alle procedure di individuazione delle aree omogenee per le quali si dispone soltanto di affidabili strumenti di verifica mentre la scelta delle zone omogenee avviene sulla base di ipotesi di lavoro governate da considerazioni qualitative sulle caratteristiche climatiche dei territori e quindi con criteri ancora arbitrari e soggettivi. Anche nella valutazione della piena indice, le diverse peculiarità che si possono incontrare in natura rendono difficile l’individuazione di un criterio universalmente valido almeno alla luce delle attuali conoscenze sui processi che controllano la generazione dei deflussi di piena. Tale ricerca conduce allo sfruttamento nell’analisi regionale di informazioni climatiche e geologiche che possono essere utilizzate in relazione alla valutazione dei momenti di primo e secondo ordine della distribuzione di frequenza delle piene con particolare riferimento ai cosiddetti metodi “geomorfoclimatici” proposti nella recente letteratura italiana ed in relazione ai metodi di analisi regionale più noti della letteratura internazionale. In questo ambito ulteriori progressi della conoscenza sono attesi anche nei modelli per la derivazione della distribuzione delle piene sulla base della distribuzione delle piogge e di un modello stocastico di trasformazione afflussi-deflussi. L’aspetto innovativo consiste nella introduzione, nella formulazione probabilistica, di una variabile casuale coincidente con la frazione di area del bacino in cui si verifica la generazione del ruscellamento che contribuisce al picco di piena. Tale impostazione teorica consente di evidenziare la potenzialità della informazione climatica e geologica dei bacini nella stima dei parametri delle distribuzioni derivate. Questa attività di ricerca, infine, è orientata verso la definizione di descrittori sintetici di bacino adatti ad interpretare e classificare le caratteristiche principali della distribuzione di probabilità delle piene ove le caratteristiche climatiche e fisiografiche di bacino, sono analizzate come possibili descrittori di bacino allo scopo di prevedere i momenti statistici della distribuzione di probabilità delle piene. Il comportamento di opere ed apparecchiature idrauliche a presidio di strutture idrauliche complesse Nelle grandi opere di ingegneria idraulica, sovente si fa ricorso a dissipatori d’energia in luoghi ove un eccesso della stessa potrebbe causare danni nelle strutture a valle, compromettendone la stabilità. Gli scarichi di superficie realizzati attraverso gradonate, uniscono la semplicità geometrica degli scivoli ai vantaggi di tipo idraulico che caratterizzano i dissipatori di energia più diffusi. I risultati sperimentali, consentono una migliore valutazione del comportamento dissipativo di tali strutture e la definizione di alcune relazioni analitiche atte alla determinazione dei parametri caratteristici per tale regime di moto. Interessante è anche l’indagine sul comportamento dei dissipatori a gradini costituiti da gabbioni, verificando l’influenza della pressione interstiziale sui regimi di moto e sul comportamento dissipativo. Lungi dall’essere stata completamente sviscerata, la ricerca sugli stepped spillways potrebbe condurre a notevoli approfondimenti, in particolare per quanto attiene l’utilizzo di strumentazioni idonee per stabilire le caratteristiche turbolente del moto. Inoltre, le sempre più spinte applicazioni ambientali di sistemazioni a gradini degli argini e delle sponde di torrenti, nonché traverse e briglie, rendono utilissimo in particolare l’approfondimento della fluidodinamica riferita al moto su gabbioni e materassi Reno. In tale ambito ruolo importante è relativo al comportamento dei salti in cui la corretta stima della distanza del punto di impatto del getto dalla sezione in cui ha origine il salto è cruciale, non potendosi, in molti casi in cui si verifichi la depressione della vena, far ricorso all’equazione di Newton sulla caduta di un grave. E’ dunque opportuno approfondire alcune considerazioni in merito all’influenza esercitata sul valore della lunghezza d’impatto del getto dalla depressione che può eventualmente crearsi al di sotto di esso, avvalendosi di dati sperimentali raccolti su strutture sperimentali sprovviste ovvero dotate di aeratori. La definizione della concentrazione d’aria in ogni sezione degli scaricatori di superficie serve a definire e aspetti vantaggiosi della stessa quale la riduzione del rischio di cavitazione, e fenomeni potenzialmente pericolosi quali la riduzione del fattore d’attrito. La disponibilità di uno strumento per la misura ottica della concentrazione d’aria potrebbe permettere l’approfondimento dei precedenti studi condotti con sonde a resistività, permettendone la validazione ovvero il miglioramento. La velocità di risalita delle bolle, in particolare, fornirebbe un notevole contributo alla conoscenza sull’argomento. Lo studio delle caratteristiche cavitative di canali scaricatori a gradini, nonchè del danno da cavitazione, rappresentano un filone d’indagine attualmente in corso e assolutamente nuovo nel panorama scientifico. In particolare, si ritiene fondamentale stabilire il contributo della cavitazione di scia nello strato limite di separazione tra la zona dei macrovortici intrappolati nei gradini e il flusso principale assolutamente turbolente. Il legame tra l’indice di cavitazione ed il fattore di attrito rappresenta l’oggetto di indagine da approfondire con particolare attenzione L’ampliamento della concezione di acquedotto inteso non più solo come opera locale, ma tale da soddisfare richieste intersettoriali di territori più ampi, rende necessario disporre di sistemi di regolazione sempre più efficienti. A tali organi, tuttavia, e alla loro scelta e posizionamento, spesso, si presta scarsa attenzione permettendo così che essi, in talune condizioni di funzionamento, possano essere soggetti a fenomeni di cavitazione tali da arrecare anche intensi danni in un tempo relativamente breve. Una vasta ricerca sperimentale sui fenomeni di cavitazione connessi a diverse apparecchiature idrauliche, vuole contribuire a fare chiarezza sulle metodologie idonee alla valutazione degli effetti della cavitazione indotti da una valvola di regolazione o da una piastra forata per la dissipazione del carico. Risorse idriche e impatto sulle strutture idrauliche complesse. Lo studio degli impatti sulle disponibilità idrologiche, in parte condizionate dal cambiamento climatico, non può prescindere dalla funzionalità e dall’affidabilità di medio e lungo periodo offerto dalle strutture idrauliche complesse. Una nuova codifica sulla progettazione e gestione di queste opere appare ineludibile anche per aggiornare il tema alla complessità definita dal carattere bifasico dei fluidi che le interessano. L’auto areazione della corrente è fenomeno che incide significativamente sul suo carattere cinematico, in quanto porta ad una sostanziale modifica dei processi idrodinamici connessi in virtù dell' interazione fra stato liquido e gassoso (USBR, 1977) e fra i diversi effetti connessi a tale evenienza, oltre al rigonfiamento della miscela fluida a causa dell'aria intrappolata, riduce il danno da cavitazione e determina un miglioramento qualitativo del fluido, con riduzione dell’attrito al fondo e, di conseguenza, la diminuzione dell’efficienza dissipativa del sistema. Il fenomeno ha, però, elevata complessità di interpretazione fenomenologia, aggravata dal fatto che lo stato delle conoscenze scientifiche è fondato su esperienze di laboratorio, che una successiva analisi si è dimostrato essere viziate da effetti scala, la cui origine è da imputare ad alcune proprietà della miscela. Ad oggi sono disponibili diversi modelli di interpretazione e di analisi del processo alcuni molto noti. Più di recente, Wilhelms and Gulliver (2005) hanno proposto una diversa interpretazione del fenomeno suddividendo l'aria complessivamente trasportata in entrained e entrapped air, laddove la prima è quella emulsionata nella corrente sotto forma di bolle d'aria e la seconda quella intrappolata si trova immediatamente al di sotto della superficie libera fra le increspature. In tema si intende verificare l'attendibilità delle simulazioni attraverso modelli numerici basandosi sui dati raccolti durante una campagna sperimentale da realizzare su modelli geometrici differenti. Destino e trasporto di inquinanti nel suolo e sottosuolo I fenomeni di trasferimento di masse nei mezzi porosi naturali (suolo e sottosuolo) trovano applicazione pratica in un ampio spettro in diversi settori tecnologici della ingegneria civile, la ingegneria idraulica ed ambientale, con specifico riferimento all’inquinamento delle acque sotterranee in seguito a dispersione di eluati da discariche di rifiuti solidi e/o di altre attività socioeconomiche civili e industriali che si svolgono sulla superficie del suolo. I mezzi porosi naturali ed i fenomeni di trasporto che si svolgono in essi risultano altamente complessi abbracciando svariati settori scientifici multidisciplinari. Su questa base, la soluzione dei problemi di pratica utilità richiede la stretta collaborazione di esperti in diverse discipline scientifiche e tecnologiche. Negli ultimi anni nuove teorie e metodi sperimentali sono stati sviluppati e verificati in molte applicazioni ambientali, tuttavia la comprensione dei fenomeni che regolano la migrazione ed il destino di molte classi di composti chimici nel suolo e nel sottosuolo non sono ancora descritti nel loro complesso. Fra gli altri fenomeni sottesi nella interpretazione del destino e trasporto degli inquinanti si ricordano l’adsorbimento su fasi solide di composti organici ed inorganici, la fisico-chimica della migrazione dei composti organici nel suolo e sottosuolo, i fenomeni di degradazione biochimica, i fenomeni di scambio ionico e la loro propagazione non lineare nelle diverse formazioni geologiche. Fitodepurazione di reflui in trincee drenanti piantumate con macrofite emergenti Il monitoraggio pluriennale della qualità delle acque in uscita dall’impianto sperimentale di fitodepurazione ha evidenziato l’efficacia in termini di riduzione dei principali parametri di riferimento tabellari previsti dal D.L.vo 152/06 per lo scarico sul suolo. Altrettanto importante è risultata la capacità evapotraspirativa delle macrofite, phragmites australis, nella fattispecie, particolarmente nel periodo estivo. Pertanto l’adozione di selezionate macrofite può significativamente agevolare il sistema di smaltimento delle acque reflue nelle trincee drenanti esistenti a valle di numerosi impianti di depurazione municipali nel territorio pugliese. La fitodepurazione applicata avrebbe anche la funzione di affinare ulteriormente lo scarico per consentire il rispetto tabellare dello scarico. Con tali premesse, in collaborazione con l’AQP è possibile operare a valle di depuratori esistenti, ed è possibile acquisire dati operativi raccolti sull’impianto realizzato presso il Comune di Sternatia (LE), dove è stato già realizzato e completato un progetto sperimentale nel quale è stata valutata comparativamente l’efficacia di trattamento/smaltimento di diverse macrofite. Le risultanze ottenute sono particolarmente utili per implementare la sperimentazione in oggetto. Obiettivo del progetto specifico del progetto è la valutazione tecnico economica della capacità evapotraspirativa e di trattamento di specie selezionate di macrofite per la fitodepurazione in diverse condizioni di alimentazione idrauliche e di clogging in trincee drenanti alimentate con reflui secondari effluenti da depuratori municipali gestiti da AQP. Materiali e Metodi: si prevede la piantumazione di trincee drenanti esistenti con selezionate specie con adeguata apparecchiatura per valutare il clogging (intasamento dei pori interstiziali), la qualità dei reflui e la portata defluente. Disegni e schemi operativi sono già approntati per la realizzazione degli impianti sperimentali. Monitoraggio dei reflui fognari e modellazione La rete gestita del Comune di Bari, non permette di aver contezza su una più ampia scala (Agglomerato) di quali possano essere le effettive dinamiche a monte di quanto rilevato dalle centraline installate in assenza di un effettivo Modello di propagazione degli inquinanti. Acquisita quindi la bontà delle informazioni rese dal sistema attualmente implementato da AQP, si rende necessario procedere alla costruzione di una modellistica che sia di riferimento per utilizzazioni a diversa scala e sui diversi territori della Regione Puglia. E’ quindi da prevedersi la definizione di un modello di supporto alle decisioni che dovrà, attraverso lo studio della diffusione degli inquinanti, individuare con buona approssimazione la possibile zona di immissione in rete degli stessi inquinanti. Sarà così possibile effettuare controlli più mirati incrementando l’efficacia dell’azione di prevenzione e contenimento del fenomeno “scarichi anomali” In ogni caso, affinché il modello possa essere efficacemente esteso nell’uso ad altri Agglomerati pugliesi è necessario che lo stesso sia tarato su ulteriori aree (da Definire) mediante la installazione di apposite centraline analoghe a quelle già utilizzate da AQP. Sicurezza stradale e comportamento dell’utente L’evoluzione della ricerca nell’ambito della sicurezza stradale ha portato un mutamento dell’approccio al problema, orientando gli studi verso l’inserimento sempre più rilevante dell’utente come parte integrante del sistema. Le moderne tecniche di progettazione stradale, infatti, prevedono la verifica di congruenza tra aspettative/comportamento dell’utente e dinamica del tracciato. E’ questo il concetto della cosiddetta “design consistency”, che rappresenta la qualità e la congruenza dell’insieme di assunzioni progettuali fatte dal punto di vista delle conseguenze che queste hanno sulle scelte di chi è alla guida. I modelli predittivi che descrivono il comportamento dell’utente, al variare di alcuni parametri tipologici geometrici e ambientali della strada, sono oggi dunque oggetto di molti studi. Gli sforzi di ricerca in tal senso, seppur numerosi, a tutt’oggi non sono riusciti a spiegare totalmente la relazione che tra velocità operative e geometria del tracciato. Ciò probabilmente a causa del mancato inserimento nei modelli di parametri rappresentativi dell’andamento altimetrico, della configurazione della sezione trasversale e di altre grandezze considerate meno influenti rispetto alla planimetria. Tenere conto di tali parametri risulta infatti molto complesso e necessita di ricerche articolate e di ampio respiro che sino ad oggi non è stato possibile compiere. In quest’ottica, presso il Politecnico di Bari è da tempo operativa una unità di ricerca che studia i modelli comportamentali in funzione di tutti quei parametri per i quali, pur essendo riconosciuta la significatività, non sono ancora stati compiuti studi approfonditi. Si tratta di parametri che influenzano le velocità operative quali la larghezza della carreggiata e le condizioni al contorno, l’andamento altimetrico della strada, ma non solo, anche la percezione individuale e collettiva del “rischio” e la attribuzione di una soglia di accettazione da parte dell’utente (Risk Acceptance). Con gli studi in parola si migliorerà la conoscenza della “interazione strada e comportamento del conducente” consentendo la costruzione di modelli predittivi più raffinati che siano in grado di elevare la sicurezza intrinseca delle infrastrutture e, più in generale, la affidabilità delle reti. Si tratta evidentemente di un lavoro in proseguimento di quello già avviato in precedenza. Ricercatori applicati: Pasquale Colonna, Vittorio Ranieri, Nicola Berloco Sostenibilità delle infrastrutture di trasporto All’interno delle trasformazioni energetiche globali, il sistema dei trasporti gioca certamente un ruolo fondamentale. Per questo, le scelte di sostenibilità passano anche attraverso l’ottimizzazione dell’uso delle risorse in questo settore. Per quanto riguarda le infrastrutture, tali risorse sono concretamente fondi pubblici (potenzialmente diversamente allocati), materiali, suolo e ambiente, mentre per quanto riguarda l’uso delle stesse prevalgono le componenti petrolio e tempo: restano da definire i criteri a disposizione del tecnico per una loro gestione equilibrata, in funzione del bisogno di mobilità. L’ambito d’azione prevalente appare quello della gestione della domanda: comprendere la natura del bisogno di mobilità per indirizzarla verso modalità a minor impatto in funzione dello spostamento richiesto. Le tecniche e le metodologie oggi in corso di elaborazione sono numerose, ma resta un orizzonte ancora ampio e aperto alla sperimentazione: non esiste uno strumento univoco per ottimizzare le varie tecniche di Mobility Management in ambito urbano, i sistemi di valutazione di tali metodologie (oltre l’ABC) non appaiono ancora esaustivi, in ambito extraurbano l’obiettivo è ancora ben lontano dall’essere raggiunto. In questo panorama si inseriscono gli studi effettuati dal Settore Scientifico Disciplinare: studi sull’analisi del bisogno di mobilità (e di velocità), analisi della domanda di mobilità ciclabile e pedonale, valutazioni sull’applicazione a Bari di Tecniche di Gestione della Domanda, ottimizzazione dei sistemi Bike Sharing. Altra macroarea d’azione, affatto secondaria, è poi la scelta dei materiali da costruzione, in particolare il riuso dei materiali di scarto ai fini della minimizzazione degli impatti (uso di sostanze vergini e smaltimento) anche in questa fase: a questo scopo si è da poco conclusa una attività di ricerca sul riuso delle ceneri provenienti da centrali a carbone per le pavimentazioni stradali, in collaborazione con ENEL SpA. Si tratta evidentemente di un lavoro in proseguimento di quello già avviato in precedenza. Ricercatori applicati: Pasquale Colonna, Nicola Berloco,, Vittorio Ranieri Opere in sotterraneo e modellazione computazionale dell’evacuazione L’attuale quadro normativo italiano introduce la possibilità di effettuare l’analisi del rischio di una galleria attraverso moderne tecniche di simulazione degli scenari di evacuazione. Essa fornisce alcune indicazioni di carattere generale su come affrontare la problematica con tali strumenti, ma risulta necessaria un’analisi più dettagliata degli strumenti di simulazione ad oggi disponibili nella letteratura scientifica e sul mercato commerciale. Durante il processo di evacuazione in opere in sotterraneo entrano in gioco una serie di fattori strettamente relazionati con il comportamento umano che, presentando numerose difficoltà ad essere schematizzato, necessita di studi ad hoc. Il fine della ricerca è pertanto quello di esaminare le tool computazionali con lo specifico obiettivo di effettuare analisi di rischio in opere in sotterraneo (gallerie, stazioni metropolitane, parcheggi sotterranei, ecc.). Al fine di testare il loro utilizzo e verificare la possibile calibrazione dei loro input, si sono effettuate una serie di sperimentazioni sia in ambito virtuale, utilizzando software di simulazioni di incendio e di evacuazione, sia su scala reale. La ricerca ha permesso di ottenere informazioni sugli input da inserire all’interno dei modelli di simulazione attraverso il confronto di simulazioni effettuate a priori e a posteriori. Oltre ad ottimizzare gli strumenti informatici presenti sul mercato, la ricerca si propone di suggerire i metodi/approcci più adatti a simulare il processo di evacuazione in gallerie stradali, partendo da semplici calcoli analitici, fino a teorizzare un approccio multi-modello in cui le diverse caratteristiche dei modelli di simulazione vengono utilizzate congiuntamente per simulare scenari più complessi e realistici. Il tutto utile ad ottimizzare le infrastrutture e le relative componenti impiantistiche ed allo stesso tempo, la gestione delle stesse in fase di esercizio e/o di emergenza. Ancora una volta si tratta di un lavoro in proseguimento di quello già avviato in precedenza. Ricercatori applicati: Pasquale Colonna, Enrico Ronchi, Nicola Berloco Caratteristiche intrinseche delle pavimentazioni per il miglioramento della sicurezza e della qualità ambientale Da qualche anno sono in atto presso il Politecnico di Bari una ricerca per definire metodi per la progettazione funzionale delle pavimentazioni ed in particolare delle pavimentazioni drenanti (PD): in questo settore si seguono due filoni applicativi: - definizione di un algoritmo che consenta, fissata la intensità di pioggia, il dimensionamento dello spessore della PD per impedire la formazione di ristagni d’acqua; - realizzazione di miscele drenanti che consentano di utilizzare le PD come un vero e proprio impianto di trattamento (grigliatura e dissabbiatura) delle acque scolanti dal piano stradale, evitando così la realizzazione di impianti specifici. Gli studi sono svolti in collaborazione con il prof. J. J. Sansalone.della University of Florida at Gainsville (USA). I vantaggi che potranno derivare sono evidenti: da un lato si migliora la sicurezza della circolazione grazie alla eliminazione dei ristagni d’acqua dai piani stradali; dall’altro si realizzeranno strade con impianti di trattamento integrati nella piattaforma, con enormi vantaggi ambientali ed economici per la collettività. Il primo step della ricerca ha prodotto un metodo di progetto basato sull’uso di alcuni abachi che, a seconda delle condizioni al contorno, forniscono lo spessore della PD necessario ad impedire il ruscellamento delle acque meteoriche e, eventualmente, il calcolo del passo dei dreni necessari per aiutare il sistema a funzionare. Il prossimo step del programma di ricerca è quello di implementare l’uso delle PD per il trattamento delle acque di pioggia. Per far ciò è necessario completare sul campo la verifica della validità degli risultati sin qui conseguiti. Sono già stati effettuati diversi test in siti sperimentali negli USA ed in Italia, lungo la SS16 nei pressi di Foggia (in collaborazione con ANAS SpA). Un altro sito sperimentale sta per essere realizzato a Bari. Gruppo di ricerca: Pasquale Colonna, Vittorio Ranieri Nodi di trasporto intermodali ed ecosistema Nel trasporto marittimo possono distinguersi componenti fisiche -le vie d’acque, le navi ed i porti (nodi complessi)- ed organizzative: la gestione del nodo terminale e quella della movimentazione affidata alle compagnie marittime che, con gli operatori dei terminali, definiscono e dominano il mercato globale del trasporto marittimo. Il sistema è privato, oligopolista multinazionale, ed è difficile adottare Politiche che garantiscano l’interesse collettivo. Con tale consapevolezza, la ricerca è focalizzata allo studio dei nodi portuali a servizio del territorio pugliese con riferimento alle sue esigenze strutturali, impiantistiche e logistiche ed agli impatti sull’ambiente terrestre e marino conseguente la domanda attuale e prevista. Nella I fase sarà svolta un’analisi sulla domanda attuale nel bacino Mediterraneo. Saranno analizzate le potenzialità dei mercati individuando ed interpretando gli attuali trend che consentono la costruzione di scenari futuri. I dati attuali mostrano un incremento della mobilità di passeggeri via mare, specie verso le regioni del Sud Est Europeo, mentre si assiste ad un calo generalizzato del traffico container nel Mediterraneo, non attribuibile esclusivamente alla crisi economica in atto. Nella II saranno individuati i punti di debolezza del sistema di trasporto marittimo pugliese più funzionali a tali mercati. La III fase individuerà i traffici marittimi a minor impatto ambientale. Quest’ultima affermazione non trova riscontro nei risultati fin qui conseguiti perché la ricerca si è finora concentrata sulle esigenze commerciali piuttosto che su quelle ambientali. Per ovviare a questa carenza, saranno analizzate le criticità ambientali dei trasporti marittimi, a partire dalla rete dei porti i quali, se opportunamente infrastrutturali e gestiti, possono garantire una migliore qualità del mare lungo le rotte di connessione e del territorio costiero nel quale sono inseriti, spesso costituito da aree densamente urbanizzate. Metodi di rilevamento terrestri e satellitari per il monitoraggio delle deformazioni (strutture, terreno, pendii, ecc.) e analisi dei dati spaziali I metodi di controllo e monitoraggio dei movimenti e delle deformazioni di edifici, strutture, terreno e versanti hanno subito un notevole impulso con l’introduzione delle tecniche di rilevamento terrestre robotizzate sia grazie al potenziamento del sistema di posizionamento satellitare (GNSS, Global Navigation Satellite System) di cui il GPS fa parte. A queste recenti, ma già consolidate, tecniche di rilevamento se ne aggiungono altre in ulteriore fase di sviluppo quali i laser e gli interferometri terrestri che, grazie anche alla riduzione dei costi ed alla loro maggiore trasportabilità, si prestano ai rilevamenti “in sito” ed alla rappresentazione e analisi di movimenti di oggetti e strutture su scala spaziale variabile. Le prospettive di ricerca in tale settore riguardano la messa a punto di metodologie di monitoraggio e controllo in grado di soddisfare i requisiti di produttività e accuratezza e supportare la definizione di modelli di comportamento dell’oggetto o del fenomeno studiato da parte dei ricercatori competenti nelle specifiche discipline. In questo ambito disciplinare, le competenze del gruppo di ricercatori afferenti al settore ICAR06 sono relative al rilevamento GPS per scopi geodetici, topografici, geotecnici e nel rilevamento stradale. A questo si aggiunge la rappresentazione dei dati acquisiti e la loro analisi in ambiente GIS (Geographical Information System). In quest’ultima tematica si inseriscono le conoscenze acquisite nelle tecniche di analisi multivariata e multicriteri e nella loro integrazione in ambiente GIS. Queste metodologie sono state applicate come supporto alla comprensione di una vasta classe di fenomenologie quali i dissesti del territorio e le situazioni di emergenza in grado di produrre un certo livello di rischio per gli ambienti coinvolti. Trattamento di dati satellitari multitemporali e Lidar da aereo per lo studio delle dinamiche ambientali Negli ultimi anni il tema del monitoraggio ambientale ha assunto una particolare rilevanza, anche in relazione alla minor stabilità e prevedibilità a medio termine degli eventi climatici. Tale problematica implica un'attenzione ed un'abitudine costante al monitoraggio e al controllo delle attività umane sul territorio. Per garantire elevati standard, le tecnologie di rilevamento devono essere le più accurate possibili e aggiornabili nel tempo. In risposta a tali esigenze, le attuali tecnologie aeree e satellitari, con l'acquisizione periodica di dati per la generazione tempestiva di prodotti cartografici, aggiornati e coerenti al contesto territoriale d'indagine, offrono la possibilità di colmare il distacco temporale fra la necessità di informazioni immediate e la disponibilità di informazioni ufficiali di riferimento. Tra le tecniche evolute di elaborazione delle immagini satellitari quelle di Change detection servono per facilitare l’individuazione delle trasformazioni territoriali nel tempo, contribuendo a ridurre l'intervento dell'operatore tramite l'automatizzazione dei processi e migliorandone progressivamente anche l'accuratezza qualitativa e quantitativa dei risultati. Inoltre, nel campo della modellazione spaziale, esistono altre tipologie di dati che richiedono trattamenti specifici prima di essere usate in ambito ambientale, con l’esigenza di una forte integrazione tra le varie tecniche di rilievo. In particolare, i dati Lidar da aereo, utilizzati nella generazione di modelli altimetrici (DTM, Digital Terrein Model) necessitano di complesse operazioni di pre/post trattamento, quali calibrazione, filtraggio e classificazione dei punti (riduzione dei dati ed eliminazione dei punti rilevati su elementi non appartenenti al terreno, trasformazione delle coordinate nel sistema di riferimento prescelto, interpolazione sulla griglia del DTM). I temi evidenziati, saranno approfonditi con tecniche innovative di estrazione. Geologia Ambientale Gli interessi scientifici di questo settore si articolano in ambiti culturali della Geologia Ambientale e fondamentalmente sui seguenti temi principali: Metodi di studio dell’inquinamento dei suoli e delle falde, tecniche di risanamento ambientale e sistemi di gestione ambientale; Utilizzo di tecniche geostatistiche per le analisi dei dati ambientali; Studi sul rischio e sulla pericolosità applicati prevalentemente alla gestione del territorio con particolare riguardo alle aree industriali. La circostanza che le variabili ambientali che spiegano fenomeni di contaminazione non siano deterministiche, ma caratterizzate da variabilità ed incertezza, porta a dover considerare nelle elaborazioni non un solo valore di natura deterministica, bensì un intervallo di possibili valori, per ciascuno dei quali sia possibile specificare la probabilità che il valore considerato sia quello vero. Le tecniche geostatistiche vengono utilizzate in questo ambito per la soluzione di problematiche complesse quali: la definizione di strategie di campionamento dei siti contaminati; la scelta di un monitoraggio efficiente; la ricerca di sorgenti di contaminazione non facilmente determinabili; la trattabilità di contaminazioni con tecniche di Attenuazione Naturale ed in tutti quei problemi in cui è stato utile associare una varianza di stima ad ogni valore calcolato. In particolare, nella determinazione del rischio associato a un determinato evento mediante l’utilizzo di tecniche geostatistiche, è stato possibile valutare il rischio legato a una scelta decisionale basata su una determinata stima. Per quanto attiene la bonifica delle falde contaminate, particolare importanza rivestono le modalità di flusso e trasporto negli acquiferi fratturati e carsici, laddove le condizioni di eterogeneità e l’anisotropia delle strutture idrogeologiche condizionano fortemente la propagazione dei contaminanti. La simulazione delle condizioni il più possibile prossime alle reali consente di definire con maggiore efficacia le tecniche di bonifica. Idrogeologia La finalità principale delle ricerche nel campo dell’idrogeologia è quella di impostare e sviluppare nuovi approcci metodologici multi-parametrici per la costruzione di modelli concettuali di sistemi idrogeologici da adottare affidabilmente per le finalità della modellazione matematico/numerica. Negli studi condotti, una particolare attenzione viene rivolta all’utilizzo di diverse metodologie di analisi, deterministiche, geostatistiche e stocastiche per la definizione del modello idrodinamico nel caso di acquiferi fratturati. Ciò è particolarmente importante sia per la gestione della risorsa idrica che per quanto attiene la bonifica delle falde contaminate negli acquiferi fratturati per le difficoltà connesse con la simulazione delle condizioni di eterogeneità e l’anisotropia delle strutture idrogeologiche che condizionano sia le modalità di flusso e la propagazione dei contaminanti. Le attività di ricerca perseguite possono essere classificate nelle seguenti linee: Studio del flusso negli acquiferi anisotropi Modellazione del trasporto dei contaminanti in falda, con particolare riferimento agli acquiferi fratturati Uso integrato di traccianti ambientali tradizionali e isotopici (rapporti D/H, 18O/16O, 14C, 13C, 87Sr/86Sr, radon) nella ricostruzione dei modelli concettuali della circolazione delle acque dolci sotterranee e delle acque salate sotterranee in acquiferi costieri, nonché dei processi di salinizzazione di acque dolci di falda per rapporti con acque di recente intrusione e/o con acque salate sotterranee di antica ingressione. Metodologie di studio degli equilibri acqua dolce-acqua salata finalizzate alla gestione degli acquiferi costieri porosi, fratturati, e carsici Metodologie per il riconoscimento delle aree di alimentazione, definizione della vulnerabilità delle acque sotterranee e delle aree di salvaguardia Ricostruzioni idrostratigrafiche finalizzate al reperimento di nuove risorse idriche Qualità delle acque sotterranee in rapporto all’inquinamento antropico Metodologie geostatistiche per la ricostruzione del campo termico in acquiferi fortemente anisotropi Origine e diagenesi delle acque interstiziali in ammassi rocciosi sciolti e lapidei Studi multi-parametrici sulle caratteristiche idrogeologiche di ammassi solfatici per la ricostruzione del modello concettuale del comportamento idraulico e meccanico degli ammassi stessi ai fini della modellazione (flusso-trasporto e reazione) Distribuzione e caratteristiche delle forme carsiche superficiali e sotterranee e aspetti geomorfologici di acquiferi carbonatici costieri in relazione alle paleo-variazioni del livello mare Caratterizzazione degli ammassi rocciosi Notevole esperienza è stata acquisita per quanto riguarda la caratterizzazione fisico-meccanica dei terreni e delle rocce utilizzando tecniche statistiche. In particolare, l’analisi di dati di sufficiente numerosità ha consentito di caratterizzare la variabilità di numerose formazioni tipiche dell’Italia meridionale e non solo. In tal senso, l’utilizzo di dati scaturenti da prove in sito (SPT, CPT, DH, etc) risulta di grande ausilio, pur non tralasciando l’utilizzo di dati di laboratorio. Notevoli e interessanti risultati si sono ottenuti quando è stato possibile operare su formazioni per le quali erano presenti dati provenienti sia dal sito, sia dal laboratorio. In tal caso si sono ottenute interessanti correlazioni, corroborate dal confronto con analoghe correlazioni presenti in letteratura. I risultati di maggior valore, riconosciuti a livello internazionale, sono quelli riguardanti studi statistici sulla variabilità delle caratteristiche fisico-meccaniche dei terreni e delle rocce. I metodi di caratterizzazione degli ammassi rocciosi sono sempre più utilizzati al fine di poter operare con sicurezza su porzioni considerevoli di roccia interessate da discontinuità, vuoti o, comunque, difetti. Tali metodi sono stati sviluppati ed utilizzati per lo più nei paesi nordici ed in Sudafrica, interessando quindi ammassi rocciosi non sempre assimilabili a quelli presenti nel nostro Paese. In particolare gli ammassi carbonatici devono essere analizzati ponendo in essere alcuni accorgimenti necessari a caratterizzare opportunamente le loro peculiarità (cavità, riempimenti di terra rossa, etc). In tal senso sono state proposte, in specifiche pubblicazioni, alcune variazioni ai metodi classici, specialmente valide in applicazioni riguardanti le fondazioni superficiali e profonde. Approcci geostatistici e probabilistici applicati ai problemi territoriali ed ambientali La valutazione del rischio di un qualsiasi evento prevede la preliminare valutazione della pericolosità connessa. Facendo riferimento ai fenomeni naturali o antropici la valutazione della pericolosità può essere svolta con criteri pseudoquantitativi o qualitativi oppure con metodi essenzialmente quantitativi. Il campo di variabilità delle situazioni che si possono incontrare risulta frequentemente molto ampio, rendendo estremamente significativo il problema della complessità analitica . Nel settore ambientale, in particolare, l'intervallo di variabilità delle concentrazioni delle sostanze da analizzare comporta problemi di scelta dei dati rappresentativi delle situazioni in atto. Per questi motivi, infatti, si studia l’applicabilità di tecniche statistiche in senso stretto e si cerca di implementare logiche diverse al trattamento dei dati ambientali. Ciò al fine di cogliere le variabilità e le incertezze presenti nella valutazione dei parametri più importanti ai fini dell’implementazione di una modellistica ambientale atta a ricostruire i meccanismi di trasporto e di diffusione degli inquinanti, per rappresentare i vari fenomeni di inquinamento al fine di individuare sia i parametri chimico-fisici realmente influenti , sia campi di comportamento in grado di meglio orientare le ricerche future. Senza ulteriormente entrare nel merito di problemi specifici che possono riguardare diversi aspetti della gestione del territorio e cioè frane, subsidenza, erosione, inquinamento e così via si possono distinguere due filoni di approfondimento: 1 - Il primo riguarda le tecniche statistiche e geostatistiche di trattamento dati al fine di determinarne le distribuzioni campionarie, inferire quelle della popolazione, ricercare eventuali correlazioni fra diverse proprietà, valutare per dati referenziati nello spazio quelle statistiche in grado di effettuare il kriging dei dati al fine di ottenere informazione di definita affidabilità in zone nelle quali non sono disponibili misurazioni. 2 - Il secondo riguarda l'applicazione di quei metodi che vanno sotto il nome di Reliability Methods (PEM, FORM, SORM, Montecarlo) che sono in grado di fornire su base numerica i valori dell'Indice di Affidabilità che, a sua volta, è collegato alla probabilità che un dato evento accada. Va altresì evidenziato lo sviluppo che tecniche cosiddette "fuzzy" (o “flou") hanno avuto negli ultimi anni consentendo di operare proprio negli ambiti nei quali precisi i dati numerici non sono disponibili ma risulta necessario operare delle scelte opportune. Studio e risanamento dei siti contaminati La caratterizzazione dei suoli contaminati con particolare riferimento al mezzo non saturo, comporta la definizione qualitativa e quantitativa del fenomeno di inquinamento in atto, in termini di tipologia, estensione e concentrazione dei contaminanti presenti. Ai fini della scelta della tecnica di trattamento più efficace, in relazione a specifiche contaminazioni, a livello internazionale oltre che nazionale, è sentita la necessità di approfondimenti scientifici dei fenomeni di interazione tra terreno, contaminante e fase liquida. Sostanzialmente, le tecniche di trattamento dei terreni contaminati, sono distinguibili in biologiche, chimico-fisiche, e termiche. La biodegradazione avviene naturalmente in un terreno inquinato da inquinanti organici (biorisanamento intrinseco). Ottimizzando le condizioni per la biodegradazione dei contaminanti nel suolo, si realizzano le tecniche di engineered bioremediation, la cui progettazione degli interventi, richiede la valutazione sia dei quantitativi ottimali di accettore ee di nutrienti da somministrare, sia delle modalità di somministrazione. In funzione della natura dei meccanismi di processo, i trattamenti chimico-fisici sono differenziabili in: processi di natura fisica (ventilazione del terreno, flottazione), processi di natura chimica (estrazione con solventi, dealogenazione, ossidazione, riduzione), processi di natura elettrochimica (decontaminazione elettrocinetica, per elettrodialisi), processi di natura chimico- fisica (lavaggio, inertizzazione, fotolisi). I trattamenti termici consentono di risanare terreni contaminati da inquinanti organici e, in talune tipologie di processo, anche di rimuovere o immobilizzare efficacemente quelli inorganici. A seconda dello schema di processo e delle modalità operative, sono distinguibili in trattamenti di desorbimento termico e di termodistruzione. Gli interventi tecnici applicabili al risanamento dei terreni contaminati se finalizzati all’obiettivo di contenimento e controllo dei rischi a breve/medio termine, richiedono l’esecuzione di interventi di isolamento della porzione contaminata di terreno. Stabilizzazione fisico chimica dei fanghi degli impianti di depurazione delle acque reflue Consiste nella sperimentazione di un processo che consente di ridurre lo smaltimento dei fanghi alla sola frazione inerte e di convertire la frazione organica in energia.. Il processo che viene sperimentato consente una riduzione superiore all’80% della quantità dei fanghi provenienti dagli impianti di depurazione con stabilizzazione fisico-chimica degli stessi e produzione di metano. Il processo consiste sostanzialmente nella lisi cellulare del fango mediante attacco chimico ed in una successiva digestione anaerobica finalizzata alla produzione di biogas che viene purificato sino al “fuel grade”. Il programma di ricerca comprende lo studio, a scala di laboratorio e pilota, del fenomeno di lisi cellulare dei fanghi in varie condizioni di attacco chimico catalizzato da alcali e della successiva digestione anaerobica. Le matrici utilizzate sono reali e provenienti da impianti esistenti in Puglia dove verrà realizzata la sperimentazione in campo attraverso l’impianto pilota che viene realizzato dal Politecnico. Tale impianto pilota è dotato delle unità operative necessarie alla realizzazione del processo di lisi cellulare, di digestione anaerobica del fango idrolizzato e di produzione di biofuel ed è allestito con le attrezzature indispensabili per il monitoraggio e controllo in continuo delle condizioni operative del processo e delle sue rese. Contemporaneamente è stato implementato un modello di simulazione in grado di indirizzare le scelte operative in fase di gestione. L’impianto è stato già realizzato ed è in via di perfezionamento. Analisi ambientali per il recupero di aree estrattive (GEO/05 e GEO/02) Il tema di ricerca si articola attraverso un approccio multidisciplinare e prevede diverse fasi per il recupero di aree estrattive dismesse: definire i criteri di priorità di intervento, le modalità di recupero ambientale e paesaggistico e proporre modelli di gestione pubblico-privato e strumenti normativi applicabili per il recupero delle cave dismesse presenti sul territorio regionale. Tali fasi sono finalizzate a: • identificazione di variabili (e definizione di relativi indicatori) per la caratterizzazione dei paesaggi degradati a causa di attività estrattive dismesse; • individuazione di criteri di selezione che, utilizzando le variabili di cui al punto precedente, consentano di valutare le priorità di intervento e le possibili soluzioni di recupero di paesaggi degradati; • definizione di un approccio per stimare la sostenibilità economica di un’assegnata tipologia di recupero; • progettazione di possibili modelli di gestione misti pubblico-privato per sostenere tipologie di recupero che non siano caratterizzate da adeguata autonoma sostenibilità economica; • elaborazione e proposta di provvedimenti normativi / linee guida / regolamenti per attuare i modelli di gestione mista pubblico-privato; • selezione di paesaggi degradati nel territorio regionale pugliese e applicazione degli strumenti definiti nella fasi precedenti. Geotermia a bassa entalpia (Geo/05 e Geo/02) Lo sfruttamento del terreno come sorgente termica è comprovato essere ambientalmente sostenibile. L'energia geotermica a "bassa entalpia" viene prodotta captando il calore sotto terra, che deriva dalla radioattività naturale delle rocce della crosta terrestre, e portandolo in superficie. Le problematiche che vengono spesso sollevate in relazione agli impianti geotermici sono essenzialmente riconducibili ad alcuni aspetti che riguardano le falde acquifere. Per esempio bisogna valutare la possibile messa in comunicazione di falde di livello qualitativo diverso durante la fase di perforazione e installazione; valutare l’anomalia termica indotta sulla falda acquifera durante l’esercizio dell’impianto; e, infine, la possibile rottura della sonda e conseguente fuoriuscita del fluido termovettore. La struttura geologica della regione pugliese non presenta alcun tipo di difficoltà allo sviluppo della geotermia anzi se si pensa che in virtù della presenza di acque sotterranee il sistema potrebbe rendere di più probabilmente varrebbe la pena investire per incentivare lo sviluppo anche sostenibile di questo sistema energetico. Alcuni studi geologici specifici sul flusso di calore terrestre dimostrano che in Puglia tra i 130 e i 300 metri di profondità, la temperatura oscilla, mediamente, tra i 14° e i 20°. A questi valori medi si affiancano anomalie di temperatura delle acque sotterranee, che raggiungono e superano temperature di 25°, in aree come la scarpata di faglia che separa il Gargano dal Tavoliere, da Lesina a Manfredonia, nell’area pedemurgiana bradanica e in quella adriatica del Salento. Gli impianti con pompa di calore e sonde geotermiche verticali a circuito chiuso rappresentano una delle tecnologie più efficienti in assoluto per la produzione di energia termica e frigorifera. Nonostante l’importante potenziale, la diffusione e lo sviluppo del mercato trovano notevoli difficoltà e barriere. Ad ostacolare la diffusione degli impianti con pompa di calore e scambio termico con il terreno è la mancanza di studi e dati sito specifici di carattere scientifico: non esistono dati sulla conducibilità termica dei terreni e sulla valutazione dello scambio termico sul breve, medio e lungo periodo riferite alle situazioni geologiche pugliesi. Tali aspetti sono fondamentali per la progettazione di impianti a terreno e per assicurare un corretto dimensionamento delle sonde geotermiche. La ricerca pertanto trova applicazione attraverso la conoscenza delle condizioni geologiche, idrogeologiche e delle caratteristiche geotermiche specifiche dei terreni pugliesi e attraverso la realizzazione di campi di studio e monitoraggio per la geotermia a bassa entalpia. Lo studio delle potenzialità della geotermia a bassa entalpia vedrà l’analisi e l’interpretazione di dati ottenuti con campi di studio e monitoraggio che saranno ubicati in situazioni geologiche scelte in relazione alla maggiore diffusione dei litotipi e alla distribuzione delle condizioni geologicostratigrafiche più tipiche. Giacimentologia e certificazione di qualità delle pietre naturali e ornamentali (Geo/05 e Geo/02) Il tema di ricerca riguarda l’identificazione dei criteri tecnico-scientifici necessari al rilascio della certificazione di qualità per i materiali di pregio estratti dalle cave pugliesi. La ricerca ha come obiettivo generale quello di redigere dei Disciplinari Tecnici da fornire ai portatori di interessi perché essi possano inoltrare la richiesta di un marchio di qualità sul prodotto di cava grezzo. Metodi e tecniche della ricerca sono finalizzati all’identificazione dei criteri geografici, geologici, strutturali, sedimentologici, meccanici, petrografici e mineralogici per la certificazione dei prodotti di cava grezzi. Si tratterà di implementare i criteri individuati sotto forma di requisiti tecnici e informazioni georeferenziate da inserire in schede tecniche che dovranno essere compilate dai portatori di interessi al fine di inoltrare la richiesta del marchio di qualità. La finalità della ricerca è quella di produrre quaderni tecnici che contengano, per ogni pietra pregiata pugliese, la descrizione della successione stratigrafica in cui si presenta, le sue proprietà fisico-meccaniche sintetizzate dagli indici delle classificazioni geomeccaniche più diffuse e note, e materiale fotografico che illustri le proprietà fisiche che più frequentemente si riscontrano nelle pietre cavate dai giacimenti regionali. La ricerca si svilupperà in diverse fasi che potranno prevedere di investigare e sintetizzare alcune caratteristiche fisicomeccaniche relative a tutti i giacimenti individuati dal nuovo PRAE, e cioè: storia della formazione geologica del giacimento; evoluzione geologico-strutturale del giacimento; individuazione del tetto medio del giacimento; individuazione del letto medio del giacimento; descrizione della successione stratigrafica in cui mediamente si trova il giacimento; condizioni medie dell’ammasso roccioso del giacimento e classificazione dello stesso mediante le più diffuse classificazioni – Bieniawski, Barton, GSI. Alla luce degli studi precedenti, s’integreranno le proprietà già elencate dalla Regione Puglia necessarie per identificare in modo univoco la provenienza dal territorio regionale dei materiali di pregio. Si potranno allestire dei prototipi di schede tecniche da far compilare per la presentazione della domanda di marchio di qualità. Caratterizzazione su base sperimentale e teorica del comportamento idromeccanico dei terreni La tematica di ricerca mira all’approfondimento della conoscenza del comportamento idromeccanico dei terreni alla scala dell’elemento di volume, sia in termini sperimentali che teorici. La sperimentazione di laboratorio riguarderà il comportamento meccanico dei materiali osservato su provini, secondo un approccio alla meccanica del continuo. Si prevede che il dottorando contribuisca in maniera originale allo sviluppo del laboratorio geotecnico, anche progettando apparecchiature sperimentali nell’ambito dello specifico programma di ricerca. Premessa generale della ricerca sarà la conoscenza delle caratteristiche fisiche di base dei materiali. Il loro comportamento meccanico andrà infatti relazionato alle caratteristiche di composizione e microstruttura e contestualizzato nella storia geologica del sito. Tema di particolare interesse per l’ingegneria geotecnica è lo studio dell’influenza di alterazioni strutturali di origine climatica (weathering) o meccanica (fessurazione, disomogeneità) sulle proprietà idromeccaniche dei terreni. I terreni sede di tali alterazioni infatti sono molto spesso sede di gravi problemi in sito quali frane, danni a strutture, instabilità di cavi di gallerie. L’attività sperimentale sarà da intendersi intimamente correlata a quella teorica che mirerà a definire modelli matematici appropriati alla previsione qualitativa e quantitativa del comportamento meccanico dei terreni. In particolare, al dottorando sarà richiesto di sviluppare modelli costitutivi di nuova generazione basati ad esempio sulla teoria dell’elasto-plasticità con incrudimento, come modelli a più superfici, con incrudimento cinematico o razionale, e di adottare o sviluppare le relative strategie numeriche di integrazione. Lo sviluppo di modelli costitutivi sempre più complessi è essenziale per cogliere con maggiore accuratezza tutti i fattori che possono influire sul comportamento dei terreni e, quindi, sugli effetti dell’interazione degli stessi con le opere di ingegneria. Analisi di probelmi geotecnici al finito Numerosi sono gli ambiti relativi al macro-tema di ricerca in oggetto: essi includono, tra gli altri, l’analisi di scavi e pendii naturali, l’interazione terreno-struttura nel contesto dello studio di fondazioni, opere di sostegno e strutture interrate quali gallerie o tubazioni, l’analisi a scale differenti dell’interazione tra strutture geotecniche naturali (ad esempio pendii) o di origine antropica (opere di ingegneria) e opere già presenti nel territorio (es.: interi centri abitati, singole strutture). Dal punto di vista metodologico, al dottorando è richiesto di fare propri gli approcci convenzionalmente adottati nella pratica tecnica per l’analisi dei suddetti problemi, per poi contribuire allo sviluppo di nuove strategie di analisi, basate su ipotesi avanzate sia dal punto di vista dell’inquadramento del problema che degli strumenti di analisi di dettaglio dello stesso. Esempi di processi oggetto di ricerca sono le deformazioni di pendio e le frane, la loro correlazione con processi climatici, fenomeni sismici e anche con l’espansione edilizia dei centri abitati. In questo ambito le indagini in sito, l’osservazione e lo studio dei processi, il loro inquadramento in termini deterministici causali con leggi derivate da teorie generali, e la loro modellizzazione numerica, risultano necessarie per un razionale contributo alla gestione del territorio e costituiscono gli elementi del possibile percorso di ricerca del dottorando. Altro esempio è fornito dallo studio dell’interazione statica o dinamica tra terreno ed elementi strutturali costituenti elementi di fondazione, opere di sostegno o gallerie. In questo ambito, gli approcci tradizionali tipicamente adottati sono caratterizzati da ipotesi estremamente semplificative in merito al comportamento meccanico del terreno e della struttura, dando luogo a soluzioni adeguate solo in prima approssimazione ed in casi estremamente semplici. I temi di ricerca proposti al dottorando in tale ambito sono orientati alla formulazione e/o implementazione di modelli costitutivi avanzati basati sulla teoria della elasto-plasticità multi-superficie con incrudimento misto isotropocinematico in codici di calcolo geotecnico FEM, allo sviluppo di strategie algoritmiche implicite o esplicite in tale contesto, all’uso di tali codici per la previsione del comportamento di opere reali. La formazione del dottorando è caratterizzata da approfondimenti relativi ai seguenti argomenti: geologia, geomorfologia, idrogeologia, meccanica dei mezzi continui monofase e multifase, teoria della elasticità, teoria della plasticità, meccanica delle terre secondo l’approccio allo stato critico, dinamica delle terre, modellazione costitutiva avanzata delle terre, metodi numerici per la soluzione di equazioni differenziali, il metodo degli elementi finiti in campo lineare e non lineare. Analisi di vulnerabilità sismica a grande scala di viadotti in semplice appoggio e continui con modelli capacitivi a pochi parametri. Il tema di ricerca si inserisce nell’ambito delle analisi di vulnerabilità sismica di viadotti in c.a. ad impalcati semplicemente appoggiati con differenti tipologie di pile: monofusto a sezione circolare piena e cava; rettangolare piena e cava; a telaio. Per i viadotti i cui impalcati non presentano continuità con la sottostruttura – tipologia peraltro molto frequente nel patrimonio infrastrutturale esistente in Italia – la vulnerabilità dell’intera opera d’arte coincide con quella della sua pila critica. Ciò consente di impostare in maniera abbastanza agevole un semplice modello meccanico a pochi parametri significativi per la valutazione di un indice di vulnerabilità sismica in termini di Periodo di ritorno capacitivo (tempo di ritorno che definisce l’intensità sismica compatibile con la capacità disponibile per lo SL di verifica), che consente la definizione di liste di priorità. La procedura può fornire inoltre, a mezzo di abachi sintetici, indicazioni quantitative su tempi, modalità e costi relativi agli interventi di adeguamento. L’obiettivo è quello di predisporre una procedura che per effettuare uno screening preliminare - rapido ma su base meccanica - di una ampio numero dei ponti e viadotti esistenti sul territorio (per i quali sono sempre più urgentemente richieste le valutazioni di vulnerabilità sismica), e per quantificare, anche sommariamente le tipologie ottimali di intervento e i relativi costi. L’analisi, da effettuare a scala provinciale o regionale, si potrà basare sui dati sintetici generalmente presenti negli archivi degli enti gestori, o facilmente rilevabili in occasione delle operazioni periodiche di manutenzione. Gruppo di ricerca: M. Mezzina, D. Raffaele, G. Uva, A. Vitone, A. Tosto, R. Greco Valutazione degli effetti dell’interazione suolo-struttura nell’analisi dinamica non lineare di torri in muratura. Il tema di ricerca affronta l'influenza della interazione suolo-struttura sulla risposta dinamica delle torri in muratura, per le quali, già in campo statico, le tensioni nelle sezioni di base e sul terreno risultano molto elevate. Il problema, è di particolare rilevanza e attualità nell’ambito degli studi di dinamica non lineare delle strutture, ma non ancora sufficientemente esplorato. Quando analisi dinamiche non lineari vengono eseguite: le deformazioni rilevanti e gli spostamenti che vengono attivati suggeriscono che un volume significativo di terreno è impegnata nella risposta dinamica complessiva, sia come massa di partecipanti e come un vettore potenziale di dissipazione di energia. Al fine di indagare questo aspetto, e valutare la sensibilità della risposta dinamica del suolo-struttura del sistema al variare delle caratteristiche del suolo, analisi comparative devono essere eseguiti per alcuni casi di studio rappresentativi. Due diversi modelli numerici sono considerati: la prima descrive la torre con una porzione limitata del terreno circostante, mentre il secondo comprende un volume di terreno abbastanza grande in modo da tenere conto dell'interazione dinamica con la struttura. Analisi di vulnerabilità e rischio sismico dei sistemi urbani gestite con sistemi GIS. L’obiettivo di questo tema di ricerca è la definizione degli elementi di vulnerabilità e criticità dei “sistemi” urbani sulla base degli aspetti morfo-tipologici e dei caratteri del sistema insediativo e del tessuto urbano, dell’assetto urbano, del sistema dei percorsi urbani e delle reti di comunicazione esterne, delle lifelines ed elementi strategici. Questa analisi consentirà di definire una stima approssimata del rischio sismico in grado di individuare i centri che si trovano in una condizione di rischio più elevato. Il punto di partenza è l’individuazione e perimetrazione, all’interno del centro urbano, di aree urbane omogenee attraverso il riconoscimento di caratteristiche chiaramente leggibili nel tessuto edilizio e nella struttura. Devono poi essere definiti, per ciascuna area, i parametri di vulnerabilità ed esposizione, nonché la pericolosità sismica, che concorrono alla definizione del rischio sismico: - vulnerabilità dell’“assetto urbano”, che tiene conto della caratterizzazione geomorfologica, dello sviluppo viario, della modalità di aggregazione degli edifici, dello stato di manutenzione - vulnerabilità dell’area urbana, basata sulla caratterizzazione qualitativa ricavata da dati poveri (Istat) e dell’analisi del tessuto urbano - popolazione esposta - valore “intangibile” (presenza di edifici monumentali, “contenitori” di beni artistici, …) - criticità in fase di emergenza (dislocazione di elementi strategici ai fini della funzionalità amministrativa, economica e sociale e della protezione civile) - criticità in fase di emergenza (dislocazione di reti stradali e ponti) La correlazione di tali elementi è finalizzata alla elaborazione di mappe di rischio, all’interno di uno strumento GIS, graficizzando e georeferenziando i seguenti elementi: sezioni censuarie e edificato; aree omogenee; linee stradali primarie, dislocazione degli elementi strategici; dislocazione dei beni monumentali. Applicazione e validazione di linee guida per la valutazione della sicurezza di edifici strategici esistenti in c.a. e muratura con particolare riferimento ai metodi di analisi non lineare. Il Territorio Italiano è caratterizzato da una pericolosità sismica medio-alta, se rapportata agli altri paesi del Bacino Mediterraneo. D’altro canto la vulnerabilità del costruito esistente è molto elevata rispetto a livelli riscontrati negli altri paesi. Il patrimonio edilizio nazionale è, infatti, caratterizzato da notevole fragilità dovuta soprattutto all’età ed alle caratteristiche tipologiche e strutturali. La qualità delle costruzioni, specie quelle realizzate negli ultimi cinquant’anni, è spesso di basso livello rispetto ad altre aree. A ciò bisogna aggiungere la quasi totale mancanza di norme specifiche per le zone sismiche fino alla metà degli anni ’70 con l’introduzione dell’analisi statica equivalente e dell’analisi dinamica come metodi da utilizzare in ambito progettuale. Tuttavia, soltanto agli inizi degli anni ’80, a seguito della vasta classificazione sismica conseguente al sisma Irpino del mese di Novembre, le suddette analisi hanno trovato diffusa applicazione. L’Italia ha visto un consistente rinnovamento procedurale che ha portato al D.M. del 14/01/2008. Pertanto, lo studio del comportamento sotto sisma delle strutture esistenti, la conseguente valutazione della vulnerabilità e la progettazione di opportuni interventi di adeguamento sismico rappresentano uno dei temi di ricerca più attuali nell’ingegneria strutturale. In questo ambito, particolare interesse scientifico riveste la problematica della modellazione non lineare sia in ambito statico che dinamico, con opportuni confronti dei due metodi di analisi. Inoltre, considerando le tipologie caratteristiche del territorio italiano, ed in particolare pugliese, occorre considerare con particolare attenzione il tema degli edifici “misti” in c.a. e muratura. Recupero edilizio e rigenerazione del patrimonio edilizio esistente Le ricerche in tale ambito si fondano sull’analisi di approcci, metodologie, tecniche e tecnologie per l’intervento sul costruito esistente, sia moderno che storico e tradizionale, anche con riferimento ad aspetti di sostenibilità ed ecocompatibilità. Esse sono relative a: i) conoscenza tecnico-costruttiva del patrimonio edilizio esistente e analisi del rapporto tra tecniche costruttive e qualità del costruito per la definizione del quadro degli interventi possibili per una corretta e sicura conservazione; ii) analisi del processo evolutivo storico delle tecniche costruttive tradizionali e moderne per la individuazione di deficit prestazionali e la definizione del ciclo di vita utile; iii) metodi per l’individuazione delle nuove destinazioni, analisi delle compatibilità e ricadute sul contesto; definizione di nuovi modelli d’uso, mediante strategie di flessibilità, adattabilità e reversibilità nel tempo; iv) definizione di metodi di intervento, in relazione alle caratteristiche del patrimonio esistente, mediante strategie di reversibilità e riconoscibilità; v) metodologie e tecniche per il risanamento di patologie e degrado e per la manutenzione, conservazione e riqualificazione degli edifici vi) tecniche, tecnologie e soluzioni per il miglioramento prestazionale di componenti e sub-sistemi e per il recupero edilizio; vii) materiali, tecniche e tecnologie per il consolidamento e per l’adeguamento sismico dell’edilizia, fondati sul rispetto e la conservazione dei caratteri materico-tecnico-costruttivi originari e/o sull’impiego di materiali e tecnologie moderne e contemporanee. Gruppo di ricerca: Giambattista De Tommasi (ICAR/10), Fabio Fatiguso (ICAR/10), Guido R. Dell’Osso (ICAR/11), nonché da ing. Mariella De Fino (assegnista), ing. Albina Scioti (borsista), ing. Umberto Berardi (dottore di ricerca), ing. Mariella D’Incognito, ing. Marianna Urso (dottore di ricerca), ing. Domenico Colapietro (dottorando di ricerca). Modellazione non lineare statica/dinamica di edifici esistenti intelaiati. Messa a punto di criteri e strategie di modellazione; influenza delle tamponature; applicazione/validazione su casi di studio reali. La ricerca costituisce in parte la prosecuzione di un tema già avviato dal gruppo di ricerca negli ultimi due anni, in quanto si inserisce nell’ambito delle tematiche di valutazione e mitigazione della vulnerabilità sismica dell’edilizia esistente a scala territoriale e dell’edificio, all’interno di diverse convenzioni, tra cui quella con l’AdB della Regione Puglia. Si prevede di attivare una tesi di dottorato su tale tematica, con possibile collaborazione di ricerca internazionale con l’Università di Lubjana (Prof. M. Dolsek). La ricerca prevede diverse fasi operative. La prima è basata sull’elaborazione di benchmark di riferimento. La premessa all’utilizzo dei benchmark è data dalla circostanza che le analisi non-lineari di strutture intelaiate richiedono l’utilizzo di un modello numerico che rappresenti il miglior compromesso possibile tra accuratezza delle previsioni e gli oneri computazionali. L’aspetto primario che si deve valutare per garantire una scelta corretta dello strumento analitico è quella della metodologia di modellazione delle plasticità. L’elaborazione dei benchmark consiste nell’applicazione iniziale (Step 1) di analisi non lineari a “plasticità concentrata” ed a “plasticità diffusa” su modelli numerici 2D. Lo studio dei risultati derivanti dalle analisi non si limita ad una semplice individuazione delle difformità ma si pone l’obiettivo di approfondire l’influenza di alcuni parametri di modellazione sulla risposta non lineare. Una volta compresa la natura e l’influenza dei suddetti parametri sulla risposta non lineare, sarà possibile individuare le procedure di modellazione ottimali rispetto alle esigenze di accuratezza ed efficienza. Questo consentirà ad esempio l’utilizzo di modellazioni a plasticità concentrate, in alternativa a quella a plasticità diffusa, o anche all’impiego di modelli “misti” in cui le inelasticità sono valutate a seconda delle classi di elementi a fibre o a plasticità concentrata. Le analisi statiche e dinamiche non lineari sul modello 2D sono di tipo comparativo tra i due diversi tipi di modellazione, valutando l’influenza sulla risposta non lineare di alcuni parametri (Influenza delle rotazioni y e u sulla valutazione della domanda e della capacità sismica; influenza della luce di taglio nel calcolo delle rotazioni plastiche di elementi orizzontali; adozione di diverse leggi per le cerniere plastiche; presenza della tamponatura). In tale contesto verranno messe a confronto, per ciascun approccio numerico, le risposte ottenute con e senza tamponature valutando le differenze comportamentali indotte dall’utilizzo di diversi metodi di modellazione delle tamponature. La simulazione del pannello di tamponatura mediante l’inserimento di più bielle permetterà di valutare l’interazione locale della tamponatura con gli elementi primari di contorno. Si prevede di mettere a punto un modello multi-biella specifico, calibrato sulla base di una ampia modellazione numerica di diverse configurazione di maglie di telaio tamponate, variando i rapporti dimensionali e considerando la presenza di aperture variamente disposte. Diagnostica, monitoraggio e qualificazione per la guida e il controllo degli interventi edilizi Le ricerche affrontano il tema della individuazione e sperimentazione di materiali e strumenti tecnico-tecnologici innovativi, capaci di affrontare le problematiche della diagnostica e della qualificazione degli edifici esistenti in maniera più appropriata e congruente rispetto ad approcci, elementi e tecnologie tradizionali. La fase della “conoscenza” - storica, materica, tecnico-costruttiva, delle modificazioni e trasformazioni strutturali e funzionali, dello stato di conservazione – del costruito costituisce l’indispensabile stadio preliminare alla valutazione delle sue capacità prestazionali residue e alla corretta elaborazione di un progetto di recupero e/o manutenzione, ma anche del controllo e/o verifica del raggiungimento delle qualità prestazionali desiderate, in corso d’opera, e del monitoraggio dell’obsolescenza per la vita utile di esercizio dell’edificio. Gli obiettivi delle ricerche riguardano due ambiti distinti: da un lato, la individuazione, anche mediante verifiche sperimentali, di metodologie di applicazione di singole operazioni di diagnostica e di procedure specifiche per la guida e il controllo delle stesse metodiche, per una validazione scientifica e confrontabilità dei risultati, e per la loro corretta correlazione e interpretazione. Dall’altro, la riformulazione della struttura del processo conoscitivo dei manufatti edilizi, capace di descrivere tutte le fasi conoscitive e di integrare i contributi acquisibili dall’evoluzione dello stato dell’arte della diagnostica e delle normative tecniche. Gestione della produzione edilizia e valutazione di processi e prodotti I contenuti scientifici attengono alla concezione integrata dei processi produttivi interessanti la realizzazione, la gestione ed il controllo delle opere edili. Essi investono l’analisi di tali processi con riferimento ai modi per raggiungere una compatibilità tra finalità progettuali, prescrizioni normative, requisiti di qualità, esigenze organizzative, condizionamenti socio-economici ed ambientali e per conseguire una vita utile programmata ed un invecchiamento controllato delle opere. La produzione che è oggetto di studio concerne quindi materiali, componenti, sistemi, costruzioni coi relativi problemi di progettazione, organizzazione e sicurezza. I campi paradigmatici di competenza sono: controllo della qualità edilizia, ergotecnica edile, organizzazione del cantiere, processi e metodi della manutenzione edilizia, processi e metodi della produzione edilizia, tecnologia degli elementi costruttivi, tecnologie della produzione edilizia, efficientamento energetico degli edifici. Per gli aspetti di valutazione tecnico-tecnologica, gli ambiti specifici di studio sono riferiti alle metodologie applicabili alla progettazione e alla valutazione della durabilità di edifici e componenti edilizi (anche mediante analisi LCA) nella condizione contestuale di destinazione e utilizzo. Per gli aspetti di valutazione economico-immobiliare, le tematiche sono riferite al miglioramento delle metodologie di Mass Appraisal, alla valutazione professionale degli investimenti immobiliari, alla integrazione fra analisi del ciclo di mercato e valutazione immobiliare, nonché alla valutazioni economiche dei progetti di nuova costruzione e recupero edilizio e urbano fra interesse pubblico e privato La ricerca, centrata su temi da lungo tempo oggetto di studio del gruppo di lavoro, affronta tematiche di assoluta attualità e con evidenti ricadute ed applicazioni sperimentali sul territorio, come testimoniato dalle collaborazioni già instaurate con Enti territoriali e non, imprese ed operatori del settore, nonché con centri di ricerca italiani ed internazionali. Obiettivi tangibili della ricerca saranno, come già in essere, la pubblicazione dei risultati in riviste internazionali e nazionali, in monografie e atti di convegni, nonché la partecipazione a bandi FP7, PON, PRIN e simili. Ulteriori obiettivi saranno la istituzione di ulteriori collaborazioni internazionali e nazionali, anche mediante la stipula di convenzioni con Enti pubblici e privati. Gruppo di ricerca: Marcello di Marzo (ICAR/11), Emilia Conte (ICAR/10), Guido R. Dell’Osso (ICAR/11), Francesco Iannone (ICAR/10), Maurizio D’Amato (ICAR/22), nonché da ing. Alessandra Pierucci (dottore di ricerca). Innovazioni delle politiche per la qualità urbana e territoriale. Negli anni recenti la trasformazione sostenibile di città e territori è stata affidata a una pluralità di politiche e programmi che hanno mirato a intervenire in tempi brevi e in modo integrato sul disagio sociale, sui fattori della crisi ambientale e del degrado urbano e territoriale. Al di là dei risultati ottenuti in termini di diffusione di una cultura della riqualificazione urbana e territoriale, si avverte però il bisogno di innovare i modelli esistenti e ampiamente sperimentati al fine di rendere più equa ed efficace l’azione di tali politiche rispetto agli obiettivi di rigenerazione sociale e ambientale e valorizzazione dei beni culturali e ambientali. In particolare il concetto di qualità urbana e territoriale, se inteso come esito dell’interazione tra azioni intenzionali e non intenzionali volte alla riqualificazione e valorizzazione attiva dello spazio urbano e del paesaggio, può aprire la progettazione delle politiche urbane e territoriali a nuove e inaspettate opportunità di innovazione. Queste sono riferibili all’organizzazione e gestione di processi decisionali più aperti a dinamiche sociali complesse e alla sperimentazione di azioni e idee di rigenerazione sociale e ambientale inconsuete, ma in grado di valorizzare processi di riflessione e apprendimento nell’azione. In particolare il bisogno di qualità può promuovere una cultura della valutazione quale momento indissociabile dalla progettazione delle politiche e quale stimolo all’apprendimento dall’esperienza, ossia alla riflessione sui limiti e potenzialità degli interventi realizzati. I temi di ricerca sono: • analisi delle relazioni tra l’efficacia delle forme dell’azione pubblica e di quella locale • processi decisionali e questioni di democrazia locale e giustizia ambientale • organizzazione dei processi decisionali e possibilità di apprendimento edegli assetti organizzatavi • integrazione dei processi di valutazione nell’ambito dei processi di progettazione delle politiche • modalità innovative di gestione dei conflitti. Costruzione e gestione della conoscenza per la pianificazione ambientale. Da diversi anni il dibattito sull’innovazione della pianificazione urbana e territoriale è imperniato sulla possibilità di rifondare le teorie e le pratiche di analisi e interpretazione dei processi di urbanizzazione a partire dalla complessità della questione ambientale e in funzione della mutevolezza e pluralità degli ambienti decisionali in cui essa opera. La gran parte delle innovazioni avviate negli anni recenti ha puntato prevalentemente sulla sperimentazione di procedure di costruzione e gestione della conoscenza basate su processi di tipo collaborativo finalizzati all’integrazione di differenti saperi. Tuttavia a valle di tali sperimentazioni si ravvisa il perdurare di una molteplicità di nodi ancora irrisolti. Questi si riscontrano nella prevalente tendenza a ridurre la complessità ambientale a questioni di integrazione della componente ambientale nei processi di sviluppo e sono attribuibili al preponderante ricorso ad approcci analitici e interpretativi basati su concettualizzazioni modimensionali del rapporto tra sviluppo degli insediamenti umani e gli ecosistemi. Al fine di superare tali limitazioni nell’ambito di questo dottorato si approfondiranno alcuni temi chiave volti a mettere a punto modelli e metodi di costruzione e gestione della conoscenza ancorati ad una concettualizzazione di città e territori come sistemi socio-ecologici complessi. In particolare i temi trattati riguarderanno: • lo sviluppo di modelli e metodi di analisi spaziale di tipo multi-temporale e multi-scalare finalizzati a individuare fattori di criticità e resilienza che caratterizzano le trasformazioni dei sistemi socio-ecologici, urbani e territoriali; • la definizione di regole e criteri di composizione dei diversi sistemi di conoscenze coinvolti nel processo di pianificazione; • l’analisi e la sperimentazione di forme innovative di gestione dell’interazione fra differenti sistemi di conoscenza finalizzate a definire nuovi criteri di e trasformabilità sostenibile di città e territori. Lettura e rappresentazione dell’architettura e dell’ambiente. I contenuti scientifico-disciplinari della ricerca riguardano la rappresentazione grafica dell'architettura e dell'ambiente, nella sua accezione di mezzo conoscitivo delle leggi che governano la struttura formale, di strumento per l'analisi dei valori esistenti alle diverse dimensioni scalari. Si fa riferimento ai fondamenti geometrico descrittivi del disegno e della modellazione informatica, alle loro teorie e metodi; al rilievo quale processo scientifico di avvicinamento e conoscenza dei manufatti architettonici e dei luoghi urbani, strumento di analisi della realtà con le sue metodologie dirette e strumentali, attraverso procedure e tecniche digitali di restituzione metrica e morfologica. Queste metodologie, applicate alla pratica soluzione di problemi nello specifico campo dell’architettura e dell’urbanistica, si concretizzano in indagini scientifiche volte alla raccolta di un gran numero di dati sulla reale consistenza, qualità, stato di conservazione ed uso del patrimonio edilizio, tali da consentire agli enti locali di prospettare idonei rimedi al degrado delle proprie città e dei territori di propria competenza. Queste operazioni di lettura dell’assetto urbano e dell’aspetto delle nostre città sono indirizzate verso il disvelamento dei caratteri individuali per analizzarli e quindi ricercare eventuali soluzioni. Nella complessità dei presenti quesiti, in cui le operazioni semplici si riducono continuamente, la rappresentazione grafica costituisce una lettura orientata che può offrire un efficace punto di partenza per qualsiasi operazione sull’esistente, il più adeguato supporto culturale per arrivare a predisporre le strategie più opportune per circoscrivere e correggere i guasti provocati dal degrado che è parte integrante di questa complessità e che, in quanto tale, va attentamente esaminata. Gestione ed analisi integrata dell’ambiente (GAIA) Modellazione concettuale a fini gestionali dell’interazione tra sistemi ambientali e territoriali Una visione integrata dell’interazione tra sistemi ambientali e territoriali coinvolge direttamente l’innovazione di metodi e tecniche di monitoraggio, analisi e modellazione dei sistemi socio-ambientali. A questi si richiedono nuove potenzialità legate alla possibilità di interpretare fattori e dinamiche, oltre a soglie e criticità utili a comprendere e incidere in modo innovativo sul carattere incerto e conflittuale delle trasformazioni territoriali determinate ad es. dalle reciproche interazioni tra cambiamenti climatici, squilibri ambientali, dissesti territoriali, disastri naturali e processi antropici. Tra i molteplici temi che rientrano nell’ambito di questa complessa prospettiva, vi sono: le relazioni fra trasformazioni dell’uso del suolo e modificazione delle dinamiche ambientali e sociali nei territori densamente antropizzati, le dinamiche antropiche nello sfruttamento e inquinamento delle acque sotterranee e problematiche conseguenti nella protezione del loro stato quantitativo e qualitativo, la gestione della conoscenza, dei processi di apprendimento e di costituzione di reti sociali che enfatizzino la capacità adattiva delle comunità locali. Ciò comporta lo sviluppo di metodi e tecniche appropriate di modellazione concettuale e analisi di sistemi socioambientali a differenti scale spaziali e temporali, il monitoraggio ambientale diretto, prossimo e remoto in grado di fornire feedback anche a breve termine, la valutazione analitica degli elementi per la costruzione di scenari della vulnerabilità, nonché l’analisi e valutazione dei processi di governance per la generazione di strategie nei processi di gestione delle risorse ambientali a scala urbana e territoriale. In particolare, l’elaborazione di visioni dinamiche comporta l’adozione di un preciso approccio di studio dell’ambiente e del territorio: la visione dinamica, infatti, implica che tutti i sistemi naturali e antropizzati siano definibili nella loro compiutezza considerando anche il fattore tempo, vale a dire considerando l’evoluzione dei sistemi. In tale ottica, la definizione delle scale temporali d’osservazione dei fenomeni naturali e antropici (atte a cogliere le modalità d’evoluzione dei sistemi) diventa centrale nella formulazione di modelli concettuali esaustivi utili ai fini gestionali. Questo nuovo approccio tende nel lungo periodo alla definizione della resilienza dei sistemi socio-ambientali. Il concetto di resilienza (la capacità dei sistemi di assorbire alterazioni riorganizzandosi in modo da ricostituire la propria struttura e le proprie funzioni una volta superate le condizioni avverse) è ritenuto oggi una metafora centrale per definire strategie di gestione che siano non solo in grado di attenuare e/o contrastare i processi alla base dei mutamenti dell’ambiente, ma anche di minimizzare la vulnerabilità e accrescere le capacità adattive e di apprendimento dei sistemi socio-ambientali in modo che questi possano rispondere in maniera efficace alle trasformazioni dei loro ambienti di vita. Gruppo di ricerca: CHIM/07, GEO/05, ICAR/02, ICAR/06, ICAR/20 Progetti di ricerca Progetti conclusi nel triennio Progetto COST Action CM0802: European Phosphorus Sciences Network (PhoSciNet) Coordinatore generale: Prof.ssa E. Hey-Hawkins (University of Leipzig, DE), coordinatore locale del Politecnico di Bari: prof. P. Mastrorilli. Anno 20082012. Progetto “Valorizzazione dell’uva da tavola pugliese mediante studi di Risonanza Magnetica Nucleare”. Coordinatore: Prof. Piero Mastrorilli. Progetto cofinanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Puglia. Anno 2009-2010 PRIN 2007 (2007H9S8SW_003): ASPETTI MICROSCOPICI DELLA REATTIVITA' CHIMICA, Coordinatore locale Mario Capitelli (Università di Bari). Anno 2007-2009. Sviluppo di un rivelatore a film di diamante per radiazione ultravioletta (Progetto strategico della Regione Puglia, Codice CIP: PS_136); 2006-2011. Validation of Aerothermochemistry in Hypersonic Flows (ESA project AO 1-5210-07). 2008-2011 Progetto PRIN 2009 - prot. 20092MES7A_006 – PROGETTO COFINANZIATO MIUR. Indagine sulla presenza di composti farmaceutici nei reflui urbani grezzi e dopo i diversi stadi di trattamento in impianti di dimensioni medio grandi. Definizioni di linee guida in vista del riuso. Unità di Ricerca di Bari: Responsabile Prof. Ezio Ranieri. Sono stati approfonditi i requisiti di qualità per le acque reflue recuperate in relazione alle diverse destinazioni d'uso, così come previsto dal regolamento regionale per il riutilizzo, e le Bat di riferimento per la progettazione dei trattamenti terziari necessari a conseguire tali performance. Le indicazioni desunte potranno costituire il riferimento tecnico per i progettisti e per gli amministratori preposti a valutare (in modo uniforme sull'intero territorio regionale, le proposte progettuali, nonché per gli enti di controllo al fine di espletare controlli efficaci. A tal fine saranno considerati anche i contaminanti emergenti non previsti dal 185/2003 ed i farmaceutici in particolare al fine di determinare un livello minimo di trattamento degli impianti di depurazione / affinamento prima dello scarico o del riutilizzo. Progetto Esplorativo COWMAN: Constructed Wetland for Metals and Organics Removal Evaluation of Full Scale Applicability in Apulia. Responsabile scientifico, Prof. Ezio Ranieri Il progetto è stato realizzato con finanziamenti della Regione Puglia , in collaborazione con il Politecnico di Bari, il Comune di Sternatia, l’impresa Morello srl. Scopo della sperimentazione era di verificare in varie condizioni operative l’efficienza depurativa del sistema di fitodepurazione con idrofite delle specie Phragmites Australis e Typha Latifolia nei confronti di particolari inqionanti presenti nelle acque reflue di tipo civile ed industriale con particolare riferimento ai metalli ed ai BTEX, Benzene, Toluene, Xylene ed Ethylbenzene. La Sperimentazione è stata condotta su tre campi sperimentali di cui due piantumati con idrofite di tipo emergente ed uno non piantumato a flusso sub-superficiale orizzontale realizzati presso l’abitato di Sternatia (Lecce). Importo complessivo del Progetto: 179.000 euro; cofinanziamento del Politecnico: 18.000 euro. PRIN 2007 Cittadinanza europea e diritti politici: problemi e prospettive UR di Bari: Prof.ssa Falcone Altre Istituzioni coinvolte: Roma 3, Messina Coordinatore nazionale: Prof. E. Triggiani Progetto Endothermic technology for energy efficiency in the EU (ENDO), 5th Framework Program, EC contract NNE52001-565, Responsabile scientifico: Prof. L. Liberti Anno:2006 Importo del progetto: k€ ≈250 Progetto Sea-land system: Concerted actions for the coastal zone management (SELSY), EC contract LIFE/ENV/IT/90, Responsabile scientifico: Prof. L. Liberti Anno:2006 Importo del progetto: k€ ≈55 Progetto Advanced disinfection and health-care aspects of wastewater reclamation and reuse in agriculture in Mediterranean regions (HEALTH), EC contract AVICT/10 Responsabile scientifico: Prof. L. Liberti Importo del progetto: k€ ≈650 Progetto Esplorativo n.017 KILN - Valorizzazione di residui del processo di cottura del clinker per la produzione di cementi di miscela, Det. Dir. Sett. Progr. Politiche Com. Regione Puglia 23/01/06 n.13 Responsabile scientifico: Prof. L. Liberti Anno: 2007-2008 Importo del progetto: k€ ≈250 Progetto esplorativo n.018 BIOGAS - Ottimizzazione del processo di digestione anaerobica di biomasse con recupero energetico di biogas, Determ. Dir. Sett. Programmazione Regione Puglia 23/01/06 n.13 Responsabile scientifico: Prof. L. Liberti Anno: 2007-2008 Importo del progetto: k€ ≈250 Progetto Esplorativo n.019 BIOMEC – Trattamento biomeccanico di sedimenti marini contaminati, det. dir. Sett. Progr. Pol. Com. Reg. Puglia 13/06 Responsabile scientifico: Prof. L. Liberti Anno: 2007-2008 Importo del progetto: k€ ≈250 Progetto Esplorativo n.020 DSFZ – Disinfezione di reflui urbani con trattamenti a basso impatto ambientale, det. dir. Sett. Progr. Pol. Com. Reg. Puglia 13/06, Responsabile scientifico: Prof. L. Liberti Anno: 2007-2008 Importo del progetto: k€ ≈250 Progetto Esplorativo n.021 CFD – Simulazione CFD e ottimizzazione multi-obiettivo come strumenti di supporto alla progettazione avanzata di impianti di trattamento delle acque, det. dir. Sett. Progr. Pol. Com. Regione Puglia n. 13/06 Responsabile scientifico: Prof. L. Liberti Anno: 2007-2008 Importo del progetto: k€ ≈250 Progetto esplorativo n.023 ASH - Riduzione di microinquinanti in ceneri da inceneritore rifiuti mediante tecniche avanzate di separazione fisica, det. dir. Sett. Progr. Pol. Com. Regione Puglia n. 13/06 Responsabile scientifico: Prof. L. Liberti Anno: 2007-2008 Importo del progetto: k€ ≈250 Progetto Esplorativo n. 024 RAEE - Riciclaggio di plastiche da rifiuti di apparecchiature elettriche-elettroniche (raee) con separazione tribo-elettrostatica, det. dir. Sett. Progr. Pol. Com. Regione Puglia n. 13/06 (2007-2008) (k€ ≈250) Progetto Esplorativo n.025 DESAL – Impianto di dissalazione autonomo e auto-controllato alimentato mediante energie rinnovabili,, det. dir. Sett. Progr. Pol. Com. Regione Puglia n. 13/06 Responsabile scientifico: Prof. L. Liberti Anno: 2007-2008 Importo del progetto: k€ ≈250 Progetto Strategico PS 091 Sistemi integrati per il riuso produttivo di Acque reflue in Puglia (SIRPAR) Ruolo del Politecnico: LP di un’ATS Responsabile scientifico: Prof. L Liberti Coordinatore UR POLIBA: Prof. M. Notarnicola Importo del Progetto: € 1.600.000,00 Sixth Framework Programme Sub-Priority (1.1.6.3) (Global Change and Ecosystems) Titolo e codice del progetto: A Knowledge network for solving real-life water problems in developing countries: Bridging contrasts. (ANTINOMOS) Altre Istituzioni coinvolte: Centre for Environmental Management and Decision Support Vienna, Lettinga Associates Foundation Wageningen, Cranfield University, Swedish Institute for Infectious Disease Control, Ecole National du Génie Rural Montpellier, University of KwaZulu-Natal, Instituto Mexicano de Tecnologia del Agua, Latin American Faculty of Social Sciences, Centre for Science and Environment New Delhi, Indian Institute of Management Ahmedabad, UNESCO-Institute for Water Education Ruolo del Dipartimento: DAU Partner capofila Data di inizio progetto e data di fine progetto Importo del progetto: € 184.660,00 Titolo del programma: Sixth Framework Programme Priority (10) (Specific measures in support of International Cooperation (INCO) Titolo e codice del progetto: Innovate Decision Making for Sustainable Management of Water in Developing Countries. (DIM-SUM) Altre Istituzioni coinvolte capofila Boku University Vienna, partecipanti oltre al DAU: Oxford University, Chalmers University of Technology, University of Newcastle upon Tyne, Lettinga Associates Foundation (LeAF) Wageningen, Pune Institute of Engineering and Technology, Upper Bhima Water Partnership, Development through Organization and Planning Pune, University of Technology Malaysia, Surabaja Institute of Technology, Bapedal East Java, Society of Public Health Engineers Nepal Ruolo del Dipartimento: DAU Partner Importo del progetto: € 142.380,82 Titolo del programma: Sixth Framework Programme Priority (10) (Specific measures in support of International Cooperation (INCO) Titolo e codice del progetto: Managing water scarcity: Intelligent tools and cooperative strategies”. (MAI-TAI) Altre Istituzioni coinvolte: capofila Boku University Vienna, altri partecipanti oltre al DAU: Lettinga Associates Foundation Wageningen, Stockholm International Water Institute, Centre for Environmental Management and Decision Support Vienna, State Environmental Protection Administration of China, Development Research Centre of the Ministry of Water Resources of China, Tsinghua University, Tianjin Environmental Protection Technology Development Centre, Development through Organization and Planning Pune, Centre for Science and Environment New Delhi, Indian Institute of Management Ahmedabad Ruolo del Dipartimento: DAU Partner Importo del progetto (se coordinatore nazionale/europeo indicare anche l’importo complessivo del progetto) € 72.000,00 Titolo del programma: Programma Operativo Regione Puglia 2007 – 2013 “Aiuti agli investimenti in ricerca per le PMI” Titolo e codice del progetto: SISEDARE “Sistema Integrato per la Sostenibilità degli Edifici: Automazione e Risparmio Energetico” Breve descrizione del progetto: Il progetto ha permesso di attuare la prototipazione di tecnologie innovative, low cost e low power (in grado di comunicare via radio) atte a migliorare le prestazioni energetiche degli edifici, anche nel caso di recupero del patrimonio esistente, per il quale è tipicamente più complesso attuare interventi di efficientamento energetico Altre Istituzioni coinvolte Ruolo del Dipartimento (Coordinatore, Unità di ricerca locale, ecc.) Resp. Prof. Ing. Arch. R.G. Dell’Osso Importo del progetto: € 60.000,00 Quota di cofinanziamento del Politecnico (evidenziando la quota garantita in termini di costi figurativi) Somme destinate al personale Titolo del programma: Accordo di Programma Quadro “Ricerca Scientifica” Titolo e codice del progetto: Progetto Esplorativo PE 077: Parchi Aperti: Contenuti aperti per l’e-governance dei Parchi Naturali. Altre Istituzioni coinvolte Ruolo del Dipartimento: DAU Coord. Gen.+UR1+UR2 Importo del progetto: € 75.690,86 Titolo del programma: Accordo di Programma Quadro “Ricerca Scientifica” Titolo e codice del progetto: Progetto Esplorativo PE 106: Ottimizzazione multi-obiettivo dei processi InformationIntensive Altre Istituzioni coinvolte Ruolo del Dipartimento: DAU UR Data di inizio progetto e data di fine progetto Importo del progetto: € 52.511,34 Quota di cofinanziamento del Politecnico (evidenziando la quota garantita in termini di costi figurativi) Somme destinate al personale Titolo del programma: Accordo di Programma Quadro “Ricerca Scientifica” Titolo e codice del progetto: Progetto Strategico PS 119: Valutazione del rischio da frana per la pianificazione di centri urbani minori in zone di catena: il caso della Daunia. Altre Istituzioni coinvolte Ruolo del Dipartimento: DAU UR Importo del progetto: € 97.680,00 Progetto Strategico dal titolo "Valutazione del rischio da frana per la pianificazione di centri urbani minori in zone di catena, coordinato dal Prof.ssa Federica Cotecchia (Finanziamento Regione € 640.000,00, Costo progetto totale €940.000 incluso cofinanziamento). Responsabile Scientifico dell’Unità di Ricerca del Politecnico di Bari: Prof.ssa Federica Cotecchia (Finanziamento Regione all’unità: € 122.400,00, Finanziamento totale incluso cofinanziamento €162.400,00). Programma: PRIN 2007 Titolo del progetto nazionale: Analisi e zonazione della suscettibilità e pericolosità da frane innescate da eventi estremi Titolo della ricerca locale: Analisi e zonazione di processi di riattivazione di frana in terreni fortemente tettonizzati dell’Appennino meridionale Ruolo del Dipartimento: Partner Altre Istituzioni coinvolte: Responsabile Scientifico: prof L. Cascini; Responsabile UR locale: prof.ssa F. Cotecchia Anno 2008 – 2010 Importo del progetto: € 26.701,00 Programma: PRIN 2007 Titolo della ricerca: Comportamento sismico di pendii, scavi e gallerie Ruolo del Dipartimento: Partner Altre Istituzioni coinvolte: Responsabile UR locale: Prof. Angelo Amorosi Anno 2008 – 2010 Importo del progetto: € 20.000,00. Programma: INTERREG/CARDS 2004-06 Titolo del progetto: COoperating for mobility Demand management Enhancement - CODE" Breve descrizione del progetto: Le attività previste dall’intero progetto si incentravano sui seguenti obiettivi: rendere partecipi i cittadini della preoccupazione per le conseguenze negative di una mobilità disordinata” e fornendo loro gli strumenti per decidere i propri spostamenti in maniera informata e critica; diffondere la cultura della sostenibilità e la conoscenza dello stato dell’arte – scientifico, giuridico e tecnico – del mobility management d’area e aziendale, in ambito universitario e tra coloro che hanno responsabilità, pubbliche o private, nell’organizzazione e nel funzionamento dei sistemi di trasporto; cercare di accrescere la conoscenza sul ruolo della collaborazione istituzionale, nazionale ed internazionale, nel raggiungimento degli obiettivi di mobility management, anche come strumento per promuovere il dialogo e la cooperazione tra istituzioni albanesi ed italiane; realizzare, come progetto pilota, lo studio della mobilità su trasporto pubblico extraurbano e la definizione di standard tecnici per la realizzazione delle relative infrastrutture, finalizzate alla localizzazione e alla redazione dei “terms of reference” per un bus terminal a Tirana (TBT – Tirana Bus Terminal). Sarà valutata la possibilità di realizzare un piano di mobilità aziendale nell’ambito del Politecnico di Tirana. L’Unità rappresentata dal Politecnico di Bari ha raggiunto i seguenti obiettivi specifici: formare dipendenti di aziende private e di aziende di trasporti sulle tecniche di Mobility Management d’azienda con l’obiettivo di redigere o perfezionare i piani mobilità aziendale; formare dipendenti di aziende e di enti di servizi pubblici sulle tecniche di Mobility Management di area con l’obiettivo di redigere o perfezionare i piani di mobilità di area, di quartieri e di zone turistiche; Studio del “Travel Time” ciclabile della città di Bari; Analisi di Mobility Management di un plesso della Regione Puglia (in via Caduti delle Guerre); Studio di fattibilità di un Bus Terminal a Tirana. Altre Istituzioni coinvolte: University of Tirana; Albanian Institute of Transport Studies; Uni.Versus CSEI – Consorzio Universitario per la Formazione e l’Innovazione di Bari; District Council di Tirana; Ufficio provinciale della Motorizzazione Civile di Bari. Ruolo del Dipartimento: Coordinatore Coordinatore Scientifico: Prof. Pasquale Colonna Data di inizio progetto e data di fine progetto Inizio: Ottobre 2007 Fine: Maggio 2009 Importo del progetto: 61.260,00 € Somme destinate al personale: 13.000,00 € Programma: PON 2000-2006 Titolo del progetto: Progetto IMCA (Integrated Monitoring of Coastal Areas). n. 5531. Ruolo del Dipartimento: Partner Responsabile Scientifico: prof. ing. Antonio felice Petrillo Anno 2004 – 2008. Importo del progetto: € 661.902,00. Programma: PRIN 2005 Titolo del progetto (ur poliba): Modello fisico per la misura di portate al colmo attraverso l’analisi di processi di moto vario Ruolo del Dipartimento: Partner Altre Istituzioni coinvolte: Università di Palermo (lead partner), Bologna Responsabile Scientifico: prof ing. T. Tucciarelli; Responsabile UR locale: prof. ing. Antonio felice Petrillo Anno 2006 – 2008. Importo del progetto: € 38.580,00. Programma: PRIN 2005 Titolo del progetto (ur poliba): Analisi e previsione di quantità idrologiche caratteristiche in bacini semi-aridi mediterranei Ruolo del Dipartimento: Partner Altre Istituzioni coinvolte: Università della Basilicata (lead partner) Responsabile Scientifico: prof ing. P. Claps; Responsabile UR locale: prof. ing. V. Iacobellis Anno 2006 – 2008. Importo del progetto: € 48.500. Programma: PRIN 2005 Titolo del progetto (ur poliba): Analisi e previsione di quantità idrologiche caratteristiche in bacini semi-aridi mediterranei Ruolo del Dipartimento: Partner Altre Istituzioni coinvolte: Università della Basilicata (lead partner) Responsabile Scientifico: prof ing. P. Claps; Responsabile UR locale: prof. ing. V. Iacobellis Anno 2006 – 2008. Importo del progetto: € 48.500,00. Programma: PRIN 2005 Titolo del progetto (ur poliba): Uso conflittuale delle risorse idriche: modelli di sostenibilità Ruolo del Dipartimento: Partner Altre Istituzioni coinvolte: Università della Palermo (lead partner) Responsabile Scientifico: prof ing. M.R. Mazzola; Responsabile UR locale: prof. ing. A. Giuliani Anno 2006 – 2008. Importo del progetto: € 26.974,00. Programma: PIC Interreg III Grecia-Italia 2000-2006, asse prioritario III Titolo del progetto (ur poliba): Mitigation Actions in river and stream basins for Coast and Groundwater Protection from pollution Loads and for the Attenuation of Natural risks Ruolo del Dipartimento: Altre Istituzioni coinvolte: Responsabile Scientifico: Anno 2006 – 2008. Importo del progetto: € 100.000,00. Ente finanziatore: Fondazione Cassa di Risparmio Puglia Titolo del progetto: Recupero delle Acque Piovane per uso domestico nell'area mediterranea Responsabile scientifico Prof. A.F. Piccinni Anni 2007-2008 Importo del progetto: € 140.000,00. Programma: INTERREG III Italia-Albania Titolo del Progetto: GE.CO. Altre istituzioni coinvolte: Politecnico di Tirana Ruolo del Dipartimento: Lead Partner Responsabile scientifico: Prof. Ing. L. Damiani Anni 2007-2008 Importo del progetto: € 334.700,00 - Fondi gestiti dall’agenzia di sviluppo del Politecnico Programma: PRIN 2006 Titolo del progetto (ur poliba): Sperimentazione fisica tridimensionale sulle onde generate da frane che scivolano sul fianco di un’isola conica Ruolo del Dipartimento: Partner Altre Istituzioni coinvolte: Università delL’Aquila (lead partner), Roma II, Roma III, CNR Firenze, Responsabile Scientifico: prof ing. P. De Girolamo; Responsabile UR locale: prof. ing. L. Damiani Anno 2007 – 2011 (compreso la proroga concessa per il sisma in Abruzzo). Importo del progetto: € 41.429,00. Programma: PRIN 2007 Titolo della ricerca locale: Informazione, Conoscenza e Teoria: riconoscimento di principi idrologici fondamentali attraverso l'analisi dei pattern osservati nei bacini semi-aridi Mediterranei Ruolo del Dipartimento: Partner Altre Istituzioni coinvolte: Responsabile Scientifico: prof. P. Claps; Responsabile UR locale: Prof. V. Iacobellis Anno 2008 – 2010 Importo del progetto: € 42.743,00. Programma: PRIN 2007 Titolo della ricerca locale: Gestione della siccità e variabilità climatica Ruolo del Dipartimento: Partner Altre Istituzioni coinvolte: Responsabile Scientifico: prof. A. Cancelliere; Responsabile UR locale: Prof. A.F. Piccinni Anno 2008 – 2010 Importo del progetto: € 16.000,00. Programma: TFA (Transnational Facilities Access) VII progr. Quadro EU Titolo: Infitration and exfiltration on beach face - HYIII-GWK-6 Breve descrizione: il progetto ha consentito di eseguire numerose prove sperimentali in canale di grande dimensione. A tal fine ricercatori, assegnisti, dottorandi e laureandi delle Università partner hanno trascorso diversi mesi ad Hannover progettando e realizzando personalmente le prove previste. Ruolo del Dipartimento: Lead partner Altre Istituzioni coinvolte: GWK di Hannover (UIstituzione ospitante), Università della Calabria, di Ferrara e di Salerno Coordinatore scientifico: Prof. Ing. L. Damiani Anno 2008 – 2009 Importo del progetto: Il contratto prevede il pagamento diretto di tutte le spese di sperimentazione e mobilità del personale a carico dell’Istituzione ospitante Programma: PRIN 2008 Titolo del progetto: Rilievi sulla propagazione di un’onda di piena in un canale sperimentale con fondo liscio e con vegetazione Ruolo del Dipartimento: Partner Altre Istituzioni coinvolte: Università di Palermo, ecc. Responsabile Scientifico: prof. T. Tucciarelli; Responsabile UR locale: Prof. A.F. Petrillo Anno 2009 – 2011 Importo del progetto: € 21.028,00. Ente finanziatore: Agenzia Spaziale Italiana Titolo del progetto: “Use of COSMO-SkyMed SAR data for LANDcover classification and surface parameters retrieval over agricultural sites” Responsabile scientifico Prof. V. Iacobellis Anni 2010-2011. Importo del progetto: € 21.000,00. MIUR - Programma Operativo Nazionale 2000-2006: “Ricerca Scientifica, Sviluppo Tecnologico, Alta Formazione” Misura II.3 “Centri di Competenza Tecnologica”, Progetto: Centro di Competenza Tecnologia (Settore TRASPORTI) – Nodo Puglia – Meridionale Innovazione Trasporti Scarl Altre Istituzioni coinvolte: Università di Cagliari, Università di Messina, Università di Bari, Università della Calabria, Università di Napoli e imprese del settore dei trasporti Responsabile Nodo Puglia: Prof. L. Mangialardi Ruolo del Dipartimento: Responsabile Scientifico Laboratorio Intelligent Transport System (Prof. D, Sassanelli) Cofinanziamento ottenuto per i laboratori: 435k€. REGIONE PUGLIA. Linea di Intervento Progetti Strategici misura 3.13 PS025:Progetto Ricerca e Sviluppo di un Sistema di Gestione della Manutenzione di Asset Ferroviari Altre Istituzioni coinvolte: Mermec SpA , Ruolo del Dipartimento: Responsabile Scientifico Prof. Ing. Mauro Dell’Orco (DVT) Cofinanziamento ottenuto: 740k€. Data inizio progetto:2008 Data Fine Progetto: 2011 MIUR PROGRAMMI DI RICERCA SCIENTIFICA DI RILEVANTE INTERESSE NAZIONALE PRIN 2007 : Linee guida per la competitività dei porti container italiani nel sistema Euro-Mediterraneo: criticità e potenzialità dei porti hub di Gioia Tauro, Cagliari e Taranto. Codice2007LPAM25 Titolo progetto locale: “Indicatori di performance dei porti hub container e linee guida per la competitività del terminal container di Taranto” Codice: 2007LPAM25_003. Unità Operativa Locale: DVT – Responsabile: Prof. Ing. Domenico Sassanelli Altre istituzioni coinvolte: Università Mediterranea di Reggio Calabria, Università di Cagliari, Università di Roma “Tor Vergata”; Data inizio progetto settembre 2008 – Data Fine progetto settembre 2010 Finanziamento ottenuto: 38.000,00€ Programma: PRIN 2008 Titolo del progetto nazionale: Titolo della ricerca locale: Metodi di calibrazione radiometrica e di Change Detection per le analisi multitemporali di dati satellitari finalizzate al monitoraggio e al controllo ambientale Ruolo del Dipartimento: Partner Altre Istituzioni coinvolte: Università di Padova, Università di Pisa, Università di Cagliari, Università di Napoli "Parthenope" Responsabile Scientifico nazionale: prof R. Santamaria; Responsabile UR locale: prof. M. Caprioli Anno 2008 – 2010 Importo del progetto: € 46.493,00 Progetti in corso Progetto PRIN 2009 “Biosensori elettronici ed elettrochimici” codice prot. 2009AZKNJ7, coordinato a livello nazionale dalla Prof. Luisa Torsi (Università di Bari, Dip. Di Chimica) ed a livello locale (UR2) dal Prof. Gian Paolo Suranna; importo del finanziamento dell’unità locale del Politecnico di Bari € 43.215,00. Anno 2011 – 2013. Docenti strutturati del DIAC partecipanti al progetto: Prof. G. Suranna, dott. G. Romanazzi Progetto PRIN 2009. “Progettazione di frammenti molecolari contenenti metalli per applicazioni chimiche avanzate”Coordinatore Nazionale Prof. A. Albinati (Università di Milano), coordinatore locale del Politecnico di Bari Prof. P. Mastrorilli; importo del finanziamento dell’unità locale del Politecnico di Bari € 9000,00. Anno 2011 – 2013. Docenti strutturati del DIAC partecipanti al progetto: Prof. P. Mastrorilli, Prof. M. Latronico Progetto “Apulian Food Fingerprint: Valorizzazione di prodotti agroalimentari pugliesi mediante analisi di Risonanza Magnetica Nucleare, Spettrometria di Massa e Naso Elettronico” finanziato complessivamente per € 2.300.000,00 dalla regione Puglia nell’ambito delle Reti di Laboratori (Accordo di Programma Quadro (APQ) con il Ministero dell’Economia e delle Finanze ed il Ministero dell’Università e della Ricerca). Anno 2010-2016; Docenti strutturati del DIAC partecipanti al progetto: dott. V. Gallo, Prof. P. Mastrorilli, Prof. M. Latronico, Prof. G. Suranna, dott. G. Romanazzi, dott.ssa M.M. Dell’Anna Progetto “Plastic tecHnologies for the realization of Organic solar cells and high Efficiency Bright and Uniform Sources (PHOEBUS)”, finanziato complessivamente per € 3.570.000,00 dalla regione Puglia nell’ambito delle Reti di Laboratori (Accordo di Programma Quadro (APQ) con il Ministero dell’Economia e delle Finanze ed il Ministero dell’Università e della Ricerca). Anno 2010-2016 Docenti strutturati del DIAC partecipanti al progetto: Prof. G. Suranna, Prof. Mastrorilli, dott. G. Romanazzi Non ci sono tutti gli altri del gruppo? Fundamental Issues in the Aerothermodynamics of Planetary Atmosphere (Re)-Entry (The European Space Agency, ESTEC Contract No. 21790/08/NL/HE, in corso); Progetto internazionale finanziato dall’European Space Agency. In collaborazione con l’Istituto di Metodologie Inorganiche e Plasmi del CNR - Bari. Docente strutturato del DIAC partecipante al progetto: Prof. R. Celiberto. “Atomic and Molecular Data for State-resolved Modelling of Hydrogen and Helium and their Isotopes in Fusion Plasma” (International Atomic Energy Agency – Vienna, in corso) 2011-2013. Progetto Internazionale organizzato e coordinato dall’IAEA, nell’ambito dei Coordinated Research Projects, con il Politecnico di Bari. Docente strutturato del DIAC partecipante al progetto come Chief Scientific Investigator: Prof. R. Celiberto. PON GAT (FESR 2007-2013) Interventi a supporto delle politiche Comunitarie Ruolo del Dipartimento: Responsabile dell’Osservatorio Regionale Anno 2012 Titolo del programma nazionale: PRIN 2009 - Metodologie innovative per la riqualificazione energetica ed il recupero prestazionale del patrimonio edilizio esistente strutturato in geocluster Titolo e codice del progetto: Soluzioni innovative per l’efficientamento energetico e la microgenerazione diffusa nel patrimonio edilizio esistente. Il caso del geocluster dei borghi antichi in area mediterranea Breve descrizione del progetto: L’obiettivo del progetto è lo studio e la valutazione di soluzioni tecnologiche innovative di involucro, in grado di rispondere alle esigenze sia di risparmio energetico, in regime invernale e estivo, sia di sfruttamento delle fonti di energia rinnovabile, anche nell’ottica di valorizzare comportamenti bioclimatici propri dell’architettura tradizionale del Mediterraneo. Altre Istituzioni coinvolte Politecnico di Milano (Coordinamento), Università dell’Aquila, Università degli Studi della Basilicata, Università degli Studi di Catania, Università degli Studi dell’Aquila Ruolo del Dipartimento (Coordinatore, Unità di ricerca locale, ecc.) Unità locale Data di inizio progetto e data di fine progetto 17/10/2011 – 17/10/2013 Importo del progetto (se coordinatore nazionale/europeo indicare anche l’importo complessivo del progetto) € 85.321,44 Quota di cofinanziamento del Politecnico (evidenziando la quota garantita in termini di costi figurativi) € 25.596,43 Somme destinate al personale € 46.705,63 Titolo del programma nazionale/internazionale, ecc. Accordo di Programma Quadro “Ricerca Scientifica” - Progetto Strategico Regione Puglia Titolo e codice (se esistente) del progetto (eventuale titolo della ricerca locale) “Tecniche laser innovative per la diagnostica e il restauro dei beni culturali. il caso della Puglia” Breve descrizione del progetto (Max 300 caratteri) Il progetto affronta il tema della sperimentazione e validazione delle tecniche laser nella pulitura dei manufatti lapidei del patrimonio storico e architettonico, attraverso la definizione di un metodo, che individui un sistema di relazioni fra le proprietà costitutive, le tecniche di lavorazione e posa in opera, i processi di alterazione e i metodi di conservazione della pietra, e che pervenga alla valutazione dei requisiti prestazionali dell’intervento di pulitura in considerazione dei meccanismi fisici della tecnica laser e dei principi conservativi di preservazione delle patine e della materia lapidea originale. Particolare attenzione è posta all’applicazione delle tecnologie laser per la rimozione di scritte di origine vandalica, genericamente indicate come ‘pseudomurales’, realizzate con vernici, inchiostri, pigmenti e coloranti di varia natura sulle superfici lapidee. Altre Istituzioni coinvolte Università degli Studi di Bari Ruolo del Dipartimento (Coordinatore, Unità di ricerca locale, ecc.) Unità locale Data di inizio progetto e data di fine progetto 17/3/2009 – 16/12/2012 Importo del progetto (se coordinatore nazionale/europeo indicare anche l’importo complessivo del progetto): € 148.253,00 Quota di cofinanziamento del Politecnico (evidenziando la quota garantita in termini di costi figurativi): € 42.297,00 Somme destinate al personale: € 88.595,00 Titolo del programma nazionale/internazionale, ecc. Accordo di Programma Quadro “Ricerca Scientifica” - Progetto Strategico Regione Puglia Titolo e codice (se esistente) del progetto (eventuale titolo della ricerca locale) Ecourb: analisi e modelli di inquinamento atmosferico e termico per sistemi di ecolabelling urbano Breve descrizione del progetto (Max 300 caratteri) Altre Istituzioni coinvolte Università degli Studi di Bari, Ruolo del Dipartimento (Coordinatore, Unità di ricerca locale, ecc.) Coordinatore Data di inizio progetto e data di fine progetto Importo del progetto: € 601.385,70 Quota di cofinanziamento del Politecnico (evidenziando la quota garantita in termini di costi figurativi) Somme destinate al personale Progetto di Ricerca Rete dei Laboratori Universitari di Ingegneria Sismica (ReLUIS II), finanziato dal Dipartimento per la Protezione Civile. Responsabile U.O. Politecnico di Bari, Responsabile U.O. Politecnico di Bari Prof. ing. Angelo Amorosi. Titolo della Ricerca: Comportamento di tubazioni interrate soggette ad azioni sismiche (€ 25.000,00). Anno 2010 – 2013. Programma: PRIN 08 Titolo della ricerca Nazionale: Valutazione del comportamento del guidatore mediante il diagramma delle velocità e modellazione degli effetti sull'incidentalità Titolo della ricerca locale: Ricerca delle relazioni tra velocità operativa e configurazione plano-altimetrica di un tracciato stradale anche attraverso la valutazione del livello di accettazione del rischio (risk acceptance)da parte dei conducenti Breve descrizione del progetto: L'evoluzione della ricerca nell'ambito della sicurezza stradale ha portato un mutamento dell'approccio al problema, orientando gli studi verso l'inserimento via via più rilevante dell'utente come parte integrante del sistema. Le moderne tecniche di progettazione, infatti, prevedono la verifica di congruenza tra aspettative/comportamento dell'utente e dinamica del tracciato. E' questo il concetto della cosiddetta "design consistency", che rappresenta la qualità e la congruenza dell'insieme di assunzioni progettuali fatte dal punto di vista delle conseguenze che queste hanno sulle scelte di chi guida. I modelli predittivi che descrivono il comportamento dell'utente, al variare di alcuni parametri tipologici geometrici e ambientali della strada, sono oggi dunque oggetto di molti studi. Gli sforzi di ricerca in tal senso, seppur numerosi, a tutt'oggi sono riusciti a spiegare totalmente la relazione che tra velocità operative e geometria del tracciato. Ciò probabilmente a causa del mancato inserimento nei modelli di parametri rappresentativi dell'andamento altimetrico, della configurazione della sezione trasversale e di altre grandezze considerate meno influenti rispetto alla planimetria. Tenere conto di tali parametri risulta infatti molto complesso e necessita di ricerche articolate e di ampio respiro che sino ad oggi non è stato possibile compiere. In quest'ottica, l'Unità di Ricerca del Politecnico di Bari, sta studiando i modelli comportamentali in funzione di quei parametri dei quali, pur essendo riconosciuta la significatività, non sono ancora stati compiuti studi approfonditi. A tale scopo si stanno effettuando indagini sia su strada che su circuito volte a individuare le variazioni di velocità operativa al variare di tali parametri, legando contestualmente il tutto al concetto di rischio ed alla sua soglia di accettazione da parte dell'utente (Risk Acceptance). In sostanza, gli obiettivi perseguiti da questa U.R. sono principalmente due: 1) studiare l'influenza dell'andamento altimetrico e della configurazione trasversale sulla scelta della velocità e del comportamento, sviluppando un modello predittivo che sia congruente ed integrabile con le altre variabili planimetriche che governano il sistema; 2) studiare il comportamento dell’utente anche attraverso l’analisi della relazione tra caratteristiche dell’utente (stato psico-fisico, abitudine alla guida, …) e comportamento alla guida. Altre Istituzioni coinvolte: Università di Napoli “Federico II”, Università di Trieste, Università di Firenze, Università di Cagliari, Motorizzazione Civile Ruolo del Dipartimento: Unità di ricerca locale Ricercatori partecipanti: Pasquale Colonna (responsabile), Vittorio Ranieri Data di inizio progetto e data di fine progetto Inizio: giugno 2010 Fine: settembre 2012 Importo del progetto: € 50.000 Quota di cofinanziamento del Politecnico: € 13.150 Somme destinate al personale: € 12.000 Progetto “Environmental Management of Transborder Corridor Ports (ECOPORT 8)”. Progetto finanziato dall’UE nell’ambito dell’azione “Transnational Cooperation Programme”, coordinatore generale del progetto prof. ing. L. Damiani, a cui partecipano Unità di Ricerca di Istituzioni Universitarie dell’Albania, Montenegro e Romania. Il Progetto ha l’obiettivo di individuare tecniche e metodologie condivise per la gestione ambientale dei Porti dei Paesi coinvolti nella Ricerca. Budget assegnato al Gruppo del Politecnico di Bari € 459.100. Anno 2009 – 2012. Ente finanziatore: Fondazione Cassa di Risparmio della Puglia, anno 2011 Titolo del progetto: “Qualità dell’ambiente marino delle Isole Tremiti”. Ruolo del Dipartimento: Partner Altre Istituzioni coinvolte: Dipartimento di Biologia dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro” (lead partner) Responsabile Scientifico: prof. Angelo Tursi del Dipartimento di Biologia dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro” e prof. ing. Antonio Felice Petrillo per DICATECh. Anno 2012– 2013 Importo del progetto per la UR del DICATECh: € 21.233 Ente finanziatore: ARPA Regione Puglia Titolo del progetto: Studio sulla massima risalita del moto ondoso nel tratto costiero compreso tra il limite a nordovest dell’Area Marina Protetta di Torre Guaceto (Carovigno) e la costa a sud di Punta della Contessa (BR) nell'ambito del Progetto IPA-SHAPE (Shaping an Holistic Approach to Protect the Adriatic Environment: between coast and sea) Ruolo del Dipartimento: lead Responsabile Scientifico: prof. ing. Antonio Felice Petrillo Anno 2012 Importo del progetto: € 5.000 Programma Operativo Nazionale Ricerca e Competitività 2007-2013 per le Regioni dell’Obiettivo Convergenza Campania, Puglia, Calabria, Sicilia: ASSE I: “Sostegno ai Mutamenti Strutturali”. Obiettivo Operativo 4.1.1.4 “Potenziamento delle strutture e delle dotazioni scientifiche e tecnologiche” Azione I: “Rafforzamento strutturale”. Titolo del progetto: “Processi Innovativi per la Conversione dell'Energia PrInCE”. Ruolo del Dipartimento: Partner Altre Istituzioni coinvolte: Dipartimento di Elettrotecnica ed Elettronica (DEE) (lead), Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Gestionale (DIMEG) Responsabile Scientifico: del Progetto prof. ing. Michele Trovato (DEE), delle attività del DICATECh prof. ing. Antonio Felice Petrillo per DICATECh. Anno 2012– 2014 Importo del progetto € 12.400.000, quota della UR del DICATECh: € 1.200.000 Titolo del programma nazionale: Progetto Reluis-DPC Titolo del progetto: “Nuovi aspetti nella valutazione delle strutture esistenti e degli interventi di adeguamento e valutazione del rischio sismico del patrimonio costruito a scala regionale. Linea 1.1.2 – Strutture in cemento armato ordinarie e prefabbricate (esistenti).” Breve descrizione del progetto: Le attività di ricerca sono incentrate sui metodi di analisi non lineare per la verifica degli edifici esistenti, sull’applicazione di metodi di analisi non lineare a casi di studio “reali”, con particolare riferimento ad edifici sensibili (scuole). A valle della fase conoscitiva, con l’acquisizione di tutti i dati relativi alle indagini sulle strutture e sui materiali, verranno effettuati confronti “numerici” tra diverse strategie di analisi. In particolare verranno effettuati: 1. Confronti tra modelli a plasticità diffusa e a plasticità concentrata per l’analisi di edifici in c.a.; 2. Applicazione e validazione di linee guida per la valutazione della sicurezza di edifici strategici esistenti in c.a. con particolare riferimento ai metodi di analisi non lineare. Altre Istituzioni coinvolte: Università di Napoli, Roma1, Chieti, Catania, Potenza, Roma tre, Firenze, Benevento, Bologna, L’Aquila, Milano, Salerno, Udine, Palermo. Ruolo del Dipartimento: Unità di ricerca locale Data di inizio progetto e data di fine progetto: gennaio 2010-dicembre 2013 Importo del progetto: € 45.000 Programma: PRIN 2010 Titolo del progetto nazionale: Tecniche geomatiche innovative ed emergenti di rilievo, telerilevamento (da aero, satellite, UAV) e WebGIS per la mappatura del rischio in tempo reale e la prevenzione del danno ambientale. Ruolo del Dipartimento: Partner Responsabile Scientifico nazionale: prof R. Santamaria; Responsabile UR locale: prof. M. Caprioli Programma regionale reti di laboratori di Ricerca Progetto “Laboratorio di ricerca per la realizzazione di un Impianto Pilota mobile per la riduzione della quantità dei fanghi di depurazione mediante un innovativo processo chimico biologico”- nodo Poliba della Rete dei Laboratori di Ricerca VALBIOR. Docenti strutturati del DIAC partecipanti al progetto: Prof. Ing. Concetta I.Giasi. Importo del progetto: € 2.494.000 Anno 2010-2016 Progetto PON Strutture – Potenziamento PST Magna Grecia, det. Dir. MIUR 11/11/11 n.94/Ric (2006-2013) Responsabile scientifico: Prof. L. Liberti Importo del progetto: k€ 1.400 Progetti in fase di valutazione PRIN 2010-2011: “Nanotecnologie molecolari per il rilascio controllato di farmaci/(NANO Molecular tEchnologies for Drug delivery-NANOMED)”. Il codice del suddetto progetto (mod A) è 2010FPTBSH e ne è Coordinatore Scientifico il prof. Giuseppe Vasapollo del Dipartimento d’Ingegneria dell’Innovazione dell’Università del Salento. Anno 2012-2015 Docenti strutturati del DIAC partecipanti al progetto: dott. V. Gallo, dott.ssa M.M. Dell’Anna PRIN 2010-2011 (prot. 2010ERFKXL): “Studi di frontiera in spettroscopia e dinamica molecolare: da sistemi molecolari semplici ad aggregati supramolecolari e materiali avanzati” Titolo inglese “Frontier studies in molecular spectroscopy and dynamics: from simple molecular systems to supramolecular aggregates and advanced materials”. Coordinatore Scientifico Prof. Walter Caminati, Dipartimento di Chimica Università di Bologna. Docenti strutturati del DIAC partecipanti al progetto: Prof. R. Celiberto. Decreto Direttoriale n. 713/Ric. del 29/10/2010 rivolto allo Sviluppo/potenziamento dei Distretti ad Alta Tecnologia e dei Laboratori Pubblico- Privati esistenti, nonché alla creazione di nuovi Distretti ad Alta Tecnologia e/o nuove Aggregazioni Pubblico – Private: progetto MAAT (Molecular NAnotechnology for HeAlth and EnvironmenT) Creazione di una piattaforma tecnologica di ricerca industriale basata su processi di Nanotecnologia Molecolare per lo sviluppo di nuovi sistemi e apparati funzionali per l’Ambiente e la Salute dell’Uomo. Prof. Pietro Mastrorilli, Prof. Gian Paolo Suranna, Prof. Mario Latronico, Dott.ssa Maria Michela Dell’Anna, Dott. Vito Gallo, Dott. Giuseppe Romanazzi. Programma Operativo Nazionale “Ricerca e Competitività 2007-2013” Regioni Convergenza ASSE I –Obiettivo Operativo: Aree scientifico-tecnologiche generatrici di processi di trasformazione del sistema produttivo e creatrici di nuovi settori Azione: Interventi di sostegno della ricerca industriale. Progetto PON SETI-I: Conversione diretta energia solare: Fotovoltaico Terza Generazione (Solar Energy DirecT ConversIon: Third Generation Photovoltaics) Titolo del programma nazionale/internazionale, ecc. FP7 Environment “Concepts and solutions for improving energy efficiency of historic buildings, in particular at urban district scale” Titolo e codice (se esistente) del progetto (eventuale titolo della ricerca locale) SEEHUB “Solutions for Energy Efficiency of Historic Urban Buildings” Breve descrizione del progetto (Max 300 caratteri) Nel progetto verranno studiati e sperimentati materiali, componenti e tecnologie, che consentano il miglioramento delle prestazioni termiche e igrometriche dell’involucro e l’integrazione di sistemi di produzione di energia da fonti rinnovabili, anche per microgenerazione diffusa a scala urbana. I metodi e le soluzioni proposte verranno validate attraverso strumenti di simulazione analitica, sulla cui base individuare gli interventi da sottoporre a applicazione, verifica e controllo in sito. Infatti, il progetto prevede lo sviluppo di tre poli di sperimentazione in centri storici rappresentativi delle principali zone climatiche d’Europa: Norvegia (clima freddo), Inghilterra (clima temperato) e Italia (clima caldo). Per quanto riguarda l’Italia, il progetto riguarderà il centro storico della città di Bari (unitamente alla città di Bath, Regno Unito e la città di Trondheim, Svezia). Nei tre centri storici, a valle di un’analisi dettagliata dei modelli attuali di consumo di energia per un’ampia casistica di edifici, verranno individuati alcuni fabbricati, su cui realizzare e monitorare gli interventi costruttivi e tecnologici proposti, nell’ottica di conseguirne la validazione nel breve e medio periodo. Infine, sulla base dei risultati della sperimentazioni, verranno formulate linee guida e codici di pratica di validità generale per il miglioramento energetico degli edifici storici. Altre Istituzioni coinvolte University of Bath, Regno Unito (Coordinamento); Norwegian University of Science and Technology, Trondheim, Norvegia; TrinityHaus, Trinity College Dublin , Irlanda; Dublin Institute of Technology, Irlanda; Centre for Sustainable Technologies University of Ulster, Belfast, Regno Unito; University College Dublin, Irlanda; Fraunhofer-Institute for Building Physics, Stoccarda, Germania, Università di Atene, Grecia) Ruolo del Dipartimento (Coordinatore, Unità di ricerca locale, ecc.) Unità Locale Stato della valutazione Importo del progetto (se coordinatore nazionale/europeo indicare anche l’importo complessivo del progetto) € 5.000.000,00 Quota di cofinanziamento del Politecnico (evidenziando la quota garantita in termini di costi figurativi) Somme destinate al personale Titolo del programma nazionale/internazionale, ecc. PON Ricerca e Competitività, Obiettivo Operativo “Reti per il rafforzamento del potenziale scientifico-tecnologico delle Regioni della Convergenza”, Azione I “Distretti ad alta tecnologia e relative reti” Titolo e codice (se esistente) del progetto (eventuale titolo della ricerca locale) Distretto Tecnologico dei Beni Culturali della Puglia (DiTeBC), Breve descrizione del progetto (Max 300 caratteri) Rete di centri di ricerca e imprese per lo studio e la diffusione di tecnologie innovative finalizzate alla conoscenza, conservazione e alla fruizione del patrimonio culturale Altre Istituzioni coinvolte Ruolo del Dipartimento (Coordinatore, Unità di ricerca locale, ecc.) Stato della valutazione Importo del progetto (se coordinatore nazionale/europeo indicare anche l’importo complessivo del progetto) Quota di cofinanziamento del Politecnico (evidenziando la quota garantita in termini di costi figurativi) Somme destinate al personale Titolo del programma: PON Ricerca e Competitività, Obiettivo Operativo “Reti per il rafforzamento del potenziale scientifico-tecnologico delle Regioni della Convergenza”, Azione II “Laboratori pubblico-privati e relative reti” Titolo e codice: Lisbeth - Laboratories for Innovation and Sustainability of Built-Environment Technologies Breve descrizione del progetto (Max 300 caratteri) L’aggregazione pubblico-privata proposta, con la rete di laboratori LISBETh ha per obiettivi favorire l’innovazione nella produzione di materiali e prodotti, in termini sia di materie prime e da riciclo sia di cicli produttivi; aumentare il contenuto tecnologico di prodotti e componenti finalizzato al risparmio energetico e alla riduzione del carico ambientale; testare prestazioni di materiali, prodotti, componenti, in particolare con riferimento alle applicazioni nell’edilizia esistente; valutare la qualità dell’ambiente costruito; valutare la sostenibilità di prodotti e processi. Altre Istituzioni coinvolte Università degli studi di Bari, CNR, ENEA, Centro Laser, CETMA Ruolo del Dipartimento (Coordinatore, Unità di ricerca locale, ecc.) Proponente Stato della valutazione Importo del progetto (se coordinatore nazionale/europeo indicare anche l’importo complessivo del progetto) Quota di cofinanziamento del Politecnico (evidenziando la quota garantita in termini di costi figurativi) Somme destinate al personale Programma: PRIN 2012 Titolo del Prorogetto: PEGSTA Breve descrizione: Il progetto è il risultato di una collaborazione interna al DICATEC a carattere trasversale. Esso infatti si propone di studiare ed integrare le problematiche dei territori di interfaccia terra acqua, al fine di pervenire ad un pianificazione integrata. Fra i principali aspetti considerati nel progetto, oltre a quelli strettamente correlati con la pianificazione territoriale, vengono approfondite le problematiche dell’intermodalità dei trasporti, della stabilità della fascia costiera e dello sviluppo portuale, con particolare attenzione agli aspetti ambientali. Altre Istituzioni coinvolte: Universià di Bologna, Benevento, Cagliari, Calabria, Pisa, Potenza, Salerno, Sassari, Catania, Tuscia e Politecnico di Milano Ruolo del Dipartimento: Coordinatore nazionale (Prof. D Borri) Stato della valutazione Importo del progetto: 1.493. 193,00; importo per l’UR del DICATEC: € 174,433,00 Quota di cofinanziamento del Politecnico: € 52. 329,00 (di cui € 52.247 per il personale) PROGRAMMA: FRA Titolo: Caratteristiche intrinseche delle pavimentazioni drenanti per il miglioramento della sicurezza e della qualità ambientale Breve descrizione del progetto: Da qualche anno è in atto presso il Politecnico di Bari una ricerca atta a definire un metodo per la corretta progettazione funzionale delle pavimentazioni drenanti. Lo sviluppo di questi studi sta proseguendo secondo due principali filoni di ricerca: - definizione di un algoritmo che consenta, fissata la intensità della pioggia di progetto, il corretto dimensionamento degli spessori degli strati drenanti al fine di impedire l’affioramento superficiale dell’acqua; - determinazione di miscele drenanti che consentano di utilizzare le pavimentazioni come un vero e proprio impianto di trattamento (grigliatura e dissabbiatura) delle acque scolanti dal piano stradale, evitando così la realizzazione di impianti specifici. Parte di tali studi sono svolti in collaborazione con la University of Florida at Gainsville (USA) nella persona del prof. John J. Sansalone, full professor presso il Department of Environmental Engineering Sciences. Altre Istituzioni coinvolte: University of Florida at Gainsville, ANAS Ruolo del Dipartimento: Unità di ricerca locale Stato della valutazione: In corso Importo del progetto: € 15.000 Somme destinate al personale: € 2.000 Programma Ministeriale Titolo del progetto: PaSSS - Parco Scientifico della Sicurezza Stradale Breve descrizione del progetto: Il PaSSS si propone come strumento strategico di contrasto del fenomeno dell’incidentalità stradale. Gli effetti attesi sono da collocare su una prospettiva temporale di medio-termine, con i parametri di impatto prevedibile inquadrati cronologicamente in relazione alla prospettiva europea (Attuazione del Programma Comunitario per la riduzione degli incidenti stradali e del numero dei morti e dei feriti – 2010). Nello specifico, il PaSSS costruisce operativamente la possibilità di realizzare contemporaneamente diversi obiettivi, tra i quali, prioritariamente: l’attuazione del Programma Comunitario per la riduzione degli incidenti stradali e del numero dei morti e dei feriti (entro il 2010 riduzione del 40% degli incidenti stradali) l’attuazione del Piano della Sicurezza Stradale la formazione di una cultura della sicurezza stradale la realizzazione di sistemi di monitoraggio e di una banca dati a supporto dell'attività di programmazione la riqualificazione complessiva del sistema viario. È evidente come una struttura così immaginata, possa arrivare a costituire il laboratorio più attivo nel quale sperimentare campi di applicazione fino ad ora trascurati o ignorati del tutto, relativi ai possibili interventi finalizzati È evidente come una struttura così immaginata, possa arrivare a costituire il laboratorio più attivo nel quale sperimentare campi di applicazione fino ad ora trascurati o ignorati del tutto, relativi ai possibili interventi finalizzati alla sicurezza stradale, a favorire un più stretto coordinamento tra i diversi livelli e settori della Pubblica Amministrazione competenti in materia di sicurezza stradale o che possono contribuire al suo miglioramento, e promuovere un maggior coinvolgimento del settore privato attraverso accordi di partenariato tra soggetti pubblici e soggetti privati che prevedano anche un impegno diretto di risorse professionali e finanziarie e di abilità organizzativoprogettuali da parte dei soggetti privati. Altre Istituzioni coinvolte: Comune di Bari; Università degli Studi di Bari - Facoltà di Medicina e Chirurgia Fondazione “Ciao Vinny”, ONLUS; Consorzi di autoscuole Ruolo del Dipartimento: Partner Coordinatore Scientifico: prof. Pasquale Colonna Stato della valutazione: Accettato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nel Importo del progetto: 4.500.000,00 € Somme destinate al Dipartimento: 200.000,00 € Programma: PON 2007-2013 –Ricerca e competitività, Asse I (Sostegno ai mutamenti strutturali) Azione II: Laboratori pubblico – privati Titolo del Progetto: RISMA – Ricerca integrata di Sistemi di Monitoraggio Ambientale Descrizione della proposta La proposta mira alla creazione di un nuovo Laboratorio Pubblico/Privato di interesse regionale per la ricerca di nuove tecnologie (sensori, software e procedure) per il monitoraggio fisico-ambientale. Il suolo per la realizzazione del laboratorio pubblico-privato che si intende costituire verrà reperito tra le disponibilità dei vari partner dell'Aggregazione, puntando a valorizzare al massimo le opportunità di integrazione fra il costituendo Laboratorio ed altri laboratori di rilievo nazionale ed internazionale già esistenti. In questa ottica, una delle ipotesi che al momento appare fra le più percorribili, anche per garantire immediate ricadute sul territorio, è quella di richiedere al Politecnico l’utilizzo del suolo ubicato nell’Area Universitaria di Valenzano (Bari), in modo da sviluppare sinergie e assicurare rapidi ritorni sul territorio. Infatti, in quell'Area è già operativo il Laboratorio di Ingegneria delle Coste (LIC) per la ricerca e la per sperimentazione per la difesa delle coste del Dipartimento di Ingegneria delle Acque e di Chimica del Politecnico di Bari. Il progetto è stato predisposto dai ricercatori del Dipartimento, insieme a quelli del DEE è presentato dal CIRP (Consorzio Interuniversitario della Regione Puglia) di cui il Politecnico di Bari è socio. Altre Istituzioni coinvolte: MERMEC SpA, BlackShape Srl, MelSystem Srl, Coastal Consulting &Exploration Srl, Univ. Della Calabria, CUGRI (Centro Univ per la prevenzione grandi Rischi – Campania). Università di Catania Ruolo del Dipartimento: Il CIRP è il soggetto capofila Coordinatore scientifico: Prof. L. Damiani Stato della valutazione: Il progetto è stato favorevolmente valutato a livello tecnico e di coerenza con gli obiettivi Importo del progetto: € 9.327.500,00 (Allo stato attuale non è possibile scorporare la quota CIRP, comunque pari a c.a. il 50% del totale) Programma: SEE – bando progetti strategici 2011 Titolo del Progetto: GIFT Descrizione della proposta Il progetto riguarda l’analisi dei possibili interventi di potenziamento del sistema dei trasporti intermodali del Sud Est Europa. Il contributo del Dipartimento riguarda essenzialmente lo studio della portualità e dei problemi ambientali connessi con i trasporti marittimi. Il progetto è stato predisposto dai ricercatori del Dipartimento e presentato dal CIRP (Consorzio Interuniversitario della Regione Puglia) di cui il Politecnico di Bari è socio. Altre Istituzioni coinvolte: Ministero delle Infrastrutture della Grecia (lead partner) oltre ai ministeri ed a numerose pubbliche amministrazioni di tutti i paesi SEE Ruolo del Dipartimento: Il CIRP è partner di progetto Coordinatore scientifico: Prof. L. Damiani Stato della valutazione: Il progetto è stato dichiarato ammissibile a finanziamento con prescrizioni. Allo stato attuale sono in valutazione le risposte fornite dalla partnership alle prescrizioni del JTS. Importo del progetto (quota CIRP): € 223.880,00 Programma: SEE – bando 2011 Titolo del Progetto: TEN-ECOPORT Descrizione della proposta Il progetto riguarda lo studio della gestione ambientale dei porti ed è la naturale prosecuzione del progetto ECOPORT8 Altre Istituzioni coinvolte: Enti pubblici di Ricerca ed Autorità portuali di Italia, Croazia, Montenegro, Albania, Grecia, Romania e Bulgaria Ruolo del Dipartimento: Lead Partner Coordinatore scientifico: Prof. L. Damiani Stato della valutazione: Il progetto è in fase di valutazione. Importo del progetto (quota Dipartimento): € 430.800,00 Programma: PRIN 2011 Titolo del progetto: Energia idroelettrica da osmosi in ambiente costiero Ruolo del Dipartimento: Partner Altre Istituzioni coinvolte: Università degli Studi di Palermo (prof. ing. Tullio Tucciarelli lead del Progetto), Università degli Studi di ROMA TRE (prof. ing. Michele La Rocca), Università degli Studi di Catania (Rosaria Ester Musumeci), -, Università degli Studi di Palermo (Sebastiano Calvo ), Università degli Studi di Padova (Paolo Salandin), Università degli Studi di Palermo (Giorgio DomenicoMaria), Politencnico di Milano (Monica Riva), Politecnico di Bari (prof. Antonio Felice Petrillo), Università degli Studi di Napoli Federico II (Carlo Gualtieri). Il Progetto ha superato l’analisi dell’Ateneo dei Palermo il cui Senato Accademico ha ritenuto il Progetto meritevole di essere sottoposto al MIUR per la seconda fase. Anno 2011 – 2014 Importo del progetto della UR del DICATECh: € 168.350 Titolo del programma nazionale: PRIN2011 Titolo del progetto: Sicurezza sismica degli edifici in muratura e strategie di intervento per il riuso dei centri storici. Efficienza ed integrazione delle diverse modellazioni strutturali: dalla risposta del materiale murario micro-strutturato alla dinamica sismica complessiva degli edifici. Breve descrizione del progetto: La proposta di questo progetto di ricerca nasce dalla considerazione che una parte considerevole del patrimonio edilizio italiano, e specialemente i centri storici, è soggetta ad un elevato rischio sismico dovuto alla combinazione di due fattori: quello della vulnerabilità della muratura e quello relativo ad un livello medio-alto di pericolosità sismica. Il tema della sicurezza sismica, da elaborare insieme a quello della riqualificazione e del riuso dei centri storici, ha tutte le potenzialità per inserirsi in un contesto di sviluppo sostenibile fondato su risorse di alto potenziale storico, architettonico, ambientale ed economico. L'approccio deve essere multidisciplinare e orientato ad una progettazione basata su basi razionali in grado di garantire in modo affidabile la sicurezza strutturale. D'altra parte aspetti particolarmente delicati quali la modellazione della risposta dell'edificio e dell'interazione con il mezzo di fondazione richiedono strumenti di analisi strutturale sufficientemente versatili quando si impone la compatibilità e il rispetto dei caratteri architettonici dello specifico tessuto edilizio, anche nella prospettiva di utilizzo di tecniche innovative e sostenibili di miglioramento e rafforzamento antisismico. In questo contesto si inserisce la valutazione della vulnerabilità sismica di elementi artistici non strutturali che costituiscono un rilevante interesse culturale e sociale e per i quali risulta di fondamentale importanza garantire gli opportuni livelli di sicurezza e fruibilità. Altre Istituzioni coinvolte: Politecnico di Milano, Università di Ferrara, Università di Trieste, Università di Padova, Università di Salerno, Università di Roma tre, Università di Napoli Federico II, Università della Calabria, Università di Cassino e del Lazio meridionale Ruolo del Dipartimento: Unità di ricerca locale Stato della valutazione: Importo del progetto: 160054 € Quota di cofinanziamento del Politecnico: 48016 € (quota garantita in termini di costi figurativi) MIUR PROGRAMMI DI RICERCA SCIENTIFICA DI RILEVANTE INTERESSE NAZIONALE PRIN 2008 : Linee guida per la predisposizione dei Piani della Logistica Urbana (codice: 2008YEPPM3) Titolo ricerca U.O.: Metodi e modelli per la definizione dell'interazione domanda/offerta di trasporto nei piani di logistica urbana. Breve descrizione del progetto: L’obiettivo è la definizione di linee guida per la predisposizione di piani di logistica urbana. La proposta si basa sulla considerazione che il governo del trasporto delle merci, e più in generale della logistica all'interno delle aree urbane e metropolitane, è uno degli ambiti di intervento più importanti per ridurre gli impatti provocati dal traffico stradale e per ridare efficienza ai sistemi urbani. Pertanto, la redazione di un piano di logistica urbana ha come obiettivo principale la definizione di azioni volte all'ottimizzazione della logistica urbana, ed in particolare alla realizzazione di schemi distributivi mirati alla riduzione degli impatti legati al trasporto delle merci nelle aree urbane e metropolitane. Si intende definire una proposta metodologica integrata di definizione del Piano all'interno di un "processo" in cui l'organizzazione e l'erogazione di servizi di logistica urbana vengono definiti utilizzando modelli e metodi quantitativi. Questi sono specificati in base delle esigenze dei diversi attori coinvolti e dei diversi ambiti territoriali di applicazione, che implicano: la stima della domanda urbana di trasporto merci, la specificazione della struttura di offerta e servizi, l'interazione domanda-offerta, la stima e la valutazione degli impatti del piano, nonché il monitoraggio dello stesso. Istituzioni coinvolte: Università di Roma “La Sapienza” (Coordinamento), Università “Mediterranea” di Reggio Calabria, Università di Roma “Tor Vergata”, Università degli Studi di Trieste Data di inizio progetto e data di fine progetto: Settembre 2010-Settembre 2012 Partecipazione all’U.O. di Università di Reggio Calabria (Prof. Ottomanelli) Finanziamento: U.O. 27k€ Progetto di Ricerca Nazionale: MIUR - PRIN 2010-11: Titolo: Social Mobility for Sustainable Moving (SM2). Altre Istituzioni coinvolte: Università degli Studi di Milano, (Coordinamento Prof. B. Apolloni), Università degli Studi di Cagliari, Università degli Studi di Genova, Università degli Studi Milano Bicocca, Politecnico di Bari. Titolo e codice (se esistente) del progetto (eventuale titolo della ricerca locale) Breve descrizione del progetto: Nell’ambito del paradigma dell’Internet of Things, nel cloud viene definito un ecosistema di webservices per far corrispondere le richieste estemporanee di mobilità da parte degli utenti con le disponibilità ad offrire lo spostamento, sia nella modalità privata che pubblica,in modo rapido, sicuro ed economico entro un modello di business fattibile e un sistema di trasporto sostenibile . Gli elementi principali di questo ecosistema sono: 1. La connessione quasi istantanea degli utenti con il cloud per: a) lanciare la richiesta di passaggio, b) comunicare la sua identità e posizione gps; 3) negoziare le offerte della passaggio e concludere la transazione. Tutte queste funzionalità risiederanno in uno smarthphone o similare 2. La localizzazione spazio temporale della transazione. Una chiamata si riferisce ad una corsa da realizzarsi in breve tempo (ad es., 10 minuti). Solo il guidatore che è abbastanza vicino al richiedente la corsa (per esempio, a 2 km in area urbana) può offrire un passaggio. Una chiamata (soddisfatta o no) scade dopo che il tempo limite fissato è trascorso. 3. Una sofisticata piattaforma di cloud computing con le principali funzioni di: i) Garantire la sicurezza delle transazioni, ii) Organizzare in maniera opportuna le offerte di passaggio nella schermata del chiamante in funzione di fattori quali la distanza conducente, i crediti, il costo della corsa, etc; iii) Opportuno bilanciamento della soluzione individuale con quello collettivo (van / minibus) Ruolo del Dipartimento: Unità di ricerca locale, Resp. Prof. Mauro Dell’Orco Stato della valutazione: in corso Importo del progetto U.O. locale: 250k€ Importo del progetto: 1.500k€ Quota di cofinanziamento del Politecnico: 30% Somme destinate al personale: 30% FONDO RICERCA D’ATENEO – 2011 Progetto: IN-BikeS INtelligent Bike-Sharing System. Descrizione: Il progetto intende definire un sistema intelligente per la progettazione e Gestione adattiva dei sistemi di bike-sharing con l’obiettivo di massimizzare la soddifazione da parte dell’utente. In particolare il sistema, tenendo conto anche delle richieste di prelievo/riconsegna (mediante prenotazione real-time o tramite sistema di previsione) dei mezzi, definisce ed ottimizza le operazioni di relocation dei mezzi tra le varie ciclostazioni minimizzando i costi. La ricerca prevede la definizione sia degli algoritmi di previsione della domanda che del sistema di gestione in tempo reale (ottimizzazione) Responsabile: Ing Michele Ottomanelli Importo richiesto: 20k€ PON 2007-2013 Bando Miur SMART CITIES AND COMMUNITIES, Titolo del Progetto: “Piattaforma per la realizzazione di Habitat intelligenti (i-Habitat) per i beni culturali e paesaggistici Descrizione: Il progetto i-Habitat coniuga i paradigmi della Smart City e della Smart Community al fine di rispondere ai bisogni: a. del cittadino di poter scoprire e fruire dei molteplici Beni culturali (BC) presenti sul territorio, e di essere attore principale nella loro promozione; b. della comunità che intende preservare, conservare e valorizzare i suoi BC al fine di trarne un beneficio economico attraverso la promozione del patrimonio culturale e paesaggistico a favore del turismo culturale. L’unità presso il Dipartimento si occuperà dello Studio di nuovi modelli digitali di valorizzazione di BC e paesaggistici Con riferimento alla Integrazione di sistemi di mobilità sostenibile per la fruizione dei beni culturali e paesaggistici con l’obiettivo definire un sistema di supporto al cicloturismo avvalendosi dei sistemi di informazione basati sulla piattaforma i-Habitat. Istituzioni Coinvolte: SSI SpA, Politecnico di Bari, Università degli Studi di Bari Ruolo del Dipartimento: Responsabile di Unità: Ing. Michele Ottomanelli Stato della valutazione: in corso Importo richiesto: 200k€ PON 2007-2013 Bando Miur SMART CITIES AND COMMUNITIES, Titolo del Progetto: Smart Outskirt Descrizione Gli obiettivi di ricerca sono finalizzai alla gestione sostenibile delle risorse naturali nelle aree urbane comprendendo le componenti acqua, aria ed altre risorse disponibili nella frazioni “rifiuti” e che possono essere opportunamente valorizzate. In questa logica il gruppo trasporti si occuperà della ottimizzazione del servizio di raccolta dei rifiuti proponendo metodologie di gestione di tipo adattivo in relazione alla domanda di servizio e con particolare riferimento ai centri storici in cui le caratteristiche del tessuto urbano e della rete viaria rendono inapplicabili gli schemi ordinari e dove si rende maggiormente la componente di protezione ambientale e del patrimonio. Istituzioni Coinvolte: Reply SpA, Politecnico di Bari, Università degli Studi di Bari, CNR Ruolo del Dipartimento: Responsabile di Unità Ing. Michele Ottomanelli Importo per il Politecnico: 2.000.000€ Importo Unità Locale: 100.000€ Stato della valutazione: in corso FIRB 2012 Energie rinnovabili. In particolare biocarburanti, nell’ambito delle azioni dell’Unione per la costruzione di una società sicura Responsabile: Prof.ssa M. Falcone Progetti di ricerca applicata e trasferimento tecnologico al servizio del territorio Convenzioni concluse nell’ultimo triennio Titolo della Convenzione: Valutazione dell’impatto odorigeno dell’impianto di biostabilizzazione di Bari Committente: AMIU BARI Data di stipula della Convenzione e termine dei lavori: Marzo – Settembre 2011. Breve descrizione della convenzione (Max 300 caratteri): L’attività si è espletata nella disamina delle caratteristiche dell’impianto di biostabilizzazione di Bari e della valutazione dell’impatto odorigeno attraverso l’applicazione di un modello matematico. Altre Istituzioni coinvolte (se esistenti) Ruolo del Dipartimento (Coordinatore, Partner, ecc.) (se svolta in collaborazione con altre Istituzioni). Prof. Ezio Ranieri, Coordinatore Importo della Convenzione: 18.000 euro + iva Somme destinate al personale Titolo della Convenzione: Consulenza tecnico specialistica riguardante programmi di recupero edilizio per i complessi residenziali ubicati a Cerignola (FG), S.Giovanni Rotondo (FG), Trinitapoli (FG). Committente: Istituto Autonomo Case Popolari della Provincia di Foggia Data di stipula della Convenzione e termine dei lavori: stipula 2008; termine 2011. Breve descrizione della convenzione: Attività di consulenza tecnico-specialistica concernente studi, analisi e indagini atti a conseguire la redazione di progetti di risanamento e ristrutturazione edilizia, architettonica, strutturale e impiantistica, relativi ai complessi edilizi facenti parte del patrimonio edilizio dell’Ente. Importo della Convenzione: € 127.122,46 Somme destinate al personale: …. Titolo della Convenzione: Collaborazione alla progettazione definitiva delle opere di urbanizzazione nell’ambito dell’accordo di programma sottoscritto con la regione puglia per la riqualificazione del quartiere UNRRA-CASAS di Trinitapoli (BAT). Committente: Comune di Trinitapoli (BAT) Data di stipula della Convenzione e termine dei lavori: stipula 2010; termine 2010 Breve descrizione della convenzione: Attività di coordinamento e consulenza tecnico-specialistica concernente studi, analisi e indagini atti a fornire all’U. T. C. la collaborazione e per la redazione del progetto definitivo delle opere di urbanizzazione previste nell’ambito dell’Accordo di Programma sottoscritto con la Regione Puglia per la riqualificazione del quartiere. Importo della Convenzione: € 60.000,00 Somme destinate al personale: …. Titolo della Convenzione: Supporto scientifico necessario alla predisposizione di studi ed analisi finalizzati alla redazione del piano di recupero urbano ed edilizio e di riqualificazione e valorizzazione del centro storico (zona A e A1 della variante generale al P.R.G.) Committente: Comune di Ruvo di Puglia (BA) Data di stipula della Convenzione e termine dei lavori: stipula 2010; termine 2012 Breve descrizione della convenzione: Operazioni di lettura dell’assetto urbanistico e dell’aspetto del centro storico, indirizzate verso il disvelamento delle caratteristiche negative, per analizzarle per poi individuare possibili rimedi, alla ricerca di una modalità operativa che freni il consumo del territorio, rivolgendo la domanda di abitazioni verso il nucleo antico. Importo della Convenzione: € 60.000,00 Somme destinate al personale: …. Titolo della Convenzione: Supporto Scientifico e Tecnico per il Coordinamento finalizzato alla partecipazione al bando di cui all’avviso congiunto MIUR-MATTM e all’attuazione degli interventi ivi previsti volti all’efficientamento energetico e all’incremento della qualità degli edifici scolastici del Comune di Bari Committente: Comune di Bari Data di stipula della Convenzione e termine dei lavori: stipula 2010; termine 2011 Breve descrizione della convenzione: Supporto Scientifico e Tecnico per il Coordinamento finalizzato alla partecipazione al bando di cui all’avviso congiunto MIUR-MATTM del 15/06/2010 e l’attuazione degli interventi ivi previsti volti all’efficientamento energetico e all’incremento della qualità degli edifici scolastici di proprietà comunale. Importo della Convenzione: % sugli interventi da realizzare Somme destinate al personale: …. Titolo della Convenzione: Supporto Scientifico e Tecnico per il Coordinamento finalizzato alla partecipazione al bando di cui all’avviso congiunto MATTM-DGSEC e all’attuazione degli interventi ivi previsti volti all’efficientamento energetico degli edifici e delle utenze energetiche di proprietà del Comune di Toritto Committente: Comune di Toritto Data di stipula della Convenzione e termine dei lavori: stipula 2010; termine 2011 Breve descrizione della convenzione: Supporto Scientifico e Tecnico per il Coordinamento finalizzato alla partecipazione al bando di cui all’avviso congiunto MATTM-DGSEC e all’attuazione degli interventi ivi previsti volti all’efficientamento energetico degli edifici e delle utenze energetiche di proprietà del Comune di Toritto. Importo della Convenzione: % sugli interventi da realizzare Somme destinate al personale: …. Titolo della Convenzione: Supporto Scientifico e Tecnico per la redazione dei progetti definitivi ed esecutivi degli interventi del Programma di Riqualificazione del Quartiere S. Pietro Piturno a Putignano Committente: Comune di Putignano Data di stipula della Convenzione e termine dei lavori: stipula 2010; termine 2011 Breve descrizione della convenzione: Consulenza tecnico-scientifica di supporto per la progettazione definitiva ed esecutiva di tre interventi di iniziativa comunale previsti dal "Programma Integrato di Riqualificazione della Periferia (PIRP) del quartiere San Pietro Piturno". Importo della Convenzione: € 40.000,00 Somme destinate al personale: …. Titolo della Convenzione: Consulenza per la realizzazione di un asilo nido e servizi nell'area del P.O. di Cerignola Committente: Azienda Sanitaria Locale della Provincia di Foggia Data di stipula della Convenzione e termine dei lavori: stipula 2008, termine …. Breve descrizione della convenzione: …… Importo della Convenzione: € 60.000,00 Somme destinate al personale: …. Titolo della Convenzione: Attività di consulenza specialistica alla stesura della variante di Piano Regolatore Generale Committente: Comune di Cerignola Data di stipula della Convenzione e termine dei lavori: stipula 2008, termine …. Breve descrizione della convenzione: …… Importo della Convenzione: € 8.333,33 Somme destinate al personale: …. Titolo della Convenzione: Assistenza tecnica e di supporto necessari alla redazione del P.I.R.P. Predisposizione atti per il bando di gara Committente: Comune di Mola di Bari Data di stipula della Convenzione e termine dei lavori: stipula 2007, termine …. Importo della Convenzione: € 15.000 Titolo della Convenzione: Attività di consulenza urbanistica e coordinamento organizzativo di supporto alla elaborazione del Piano Integrato per la riqualificazione del Quartiere S. Pietro Piturno da candidare al bando di gara ‘Programmi integrati di riqualificazione delle periferie (PIRP) della Regione Puglia Committente: Comune di Putignano Data di stipula della Convenzione e termine dei lavori: stipula 2007, termine …. Importo della Convenzione: € 20.000,00 Convenzione tra l’Acquedotto Pugliese e il Dipartimento di Ingegneria Civile ed Ambientale del Politecnico di Bari con la Prof.ssa Federica Cotecchia come responsabile scientifico locale per lo studio del movimento franoso in località F.ta Pisciolo a Melfi (Finanziamento: € 42.000,00). Convenzione inquadrata nell’ambito del POR Calabria 2000-2006, Asse 1 – Risorse naturali, Misura 1.4 – Sistemi insediativi. Azione 1.4.c – Azioni di studio, programmazione, sperimentazione, monitoraggio, valutazione e informazione finalizzati alla predisposizione e gestione di politiche integrate d’intervento di difesa del suolo. Lotto 5 – Attività di monitoraggio di siti in frana e di aree soggette a fenomeni di subsidenza, responsabile scientifico Federica Cotecchia (Finanziamento: € 37.000,00). Convenzione tra Prof. Ing. Antonio Federico e il Dipartimento di Ingegneria delle Acque e Chimica del Politecnico di Bari, di cui il Dott. Francesco Cafaro è responsabile scientifico: “Determinazione su base sperimentale di proprietà geotecniche e idrauliche di un carbon fossile impiegato presso la Centrale Termoelettrica ENEL “Federico II” (Brindisi– Cerano)”, (Finanziamento: € 6.600,00). Titolo della Convenzione: Sperimentazione sull’utilizzo delle ceneri pesanti provenienti da centrali termoelettriche a carbone nella produzione di miscele bituminose per pavimentazioni stradali Committente: ENEL Ingegneria e Innovazione S.p.a. Conclusa nel novembre 2011 Breve descrizione della convenzione: Le ceneri pesanti e leggere prodotte dalle moderne centrali termoelettriche a carbone sono classificate come rifiuto speciale non pericoloso in base alla classificazione dal Catalogo Europeo dei Rifiuti (CER). Esse si distinguono in ceneri denominate “leggere” o “volanti” (fly ash), che durante il processo termico ad alta temperatura vengono trascinate dai fumi, ed in ceneri “pesanti” (bottom ash), che rimangono come residuo solido in seguito alla combustione. A seconda del processo di estrazione e del tipo di raffreddamento, le ceneri pesanti si distinguono in: ceneri pesanti estratte a secco (dry bottom ash); ceneri pesanti estratte ad umido (wet bottom ash o boiler slag). Le ceneri volanti prodotte in Italia sono quasi interamente destinate al riutilizzo, principalmente (per oltre il 90%) nella produzione di cementi e calcestruzzi. Scenario leggermente differente si riscontra per quelle pesanti che, in forte dipendenza dalla richiesta locale, non sempre trovano impiego se non in mercati lontani che, per ovvie motivazioni di costi di trasporto, non risultano competitivi. Nel progetto è stata studiata la possibilità di utilizzare le ceneri pesanti estratte ad umido in sostituzione di parti di aggregati naturali per la costruzione delle pavimentazioni stradali, in particolare per strati di conglomerato bituminoso di collegamento (binder) o di base. In particolare, per l’espletamento della sperimentazione, sono state effettuate prove di laboratorio con il duplice obiettivo di caratterizzare le varie tipologie di ceneri (pesanti, leggere e da ossicombustione) ed in seguito di pervenire ad un quadro rappresentativo dell’influenza delle ceneri pesanti sulle caratteristiche meccaniche dei conglomerati bituminosi. Al termine dell’attività di ricerca si è valutata: l’idoneità dell’utilizzo delle ceneri pesanti come sostituto dell’aggregato naturale nei conglomerati bituminosi tradizionali; la possibilità di utilizzare la miscela di conglomerato confezionata con cenere pesante estratta ad umido per la realizzazione di strati di base o di binder. Altre Istituzioni coinvolte (se esistenti) Dipartimento di Ingegneria Civile ed Ambientale del Politecnico di Bari (Prof. Giancarlo Boghetich) Ruolo del Dipartimento: Partner Coordinatore scientifico: prof. Pasquale Colonna Importo della Convenzione: 45.000,00 € Somme destinate al personale: 9.000,00 € Titolo della Convenzione: Il comportamento dell’utente e la geometria stradale in ambito extraurbano Committente: Ministero delle Infrastrutture e Trasporti - Ramo Trasporti (d.p.r. 8 dicembre 2007, n. 271) - Direzione Generale Territoriale del Sud e Sicilia – Bari Stato della Convenzione: Conclusa nel ottobre 2010 Breve descrizione della convenzione: Nello studio si è cercato di analizzare il comportamento di un campione di utenti stradali afferenti a diverse categorie (sesso, età, professione, esperienza di guida, etc.), mirando all’osservazione della risposta alle particolarità del tracciato, della percezione delle velocità su di esso, della soglia di rischio accettata. Per fare questo si sono analizzate le caratteristiche geometriche del circuito presso il Centro Prove Autoveicoli del MIT ed alcuni test di guida da sottoporre ai volontari. Questi sono dunque stati invitati a percorrere, secondo indicazioni date, il circuito su di un’automobile strumentata con un ricevitore GPS a doppia frequenza per il monitoraggio di velocità e traiettoria. Al termine dell'attività di ricerca si sono individuati alcuni indicatori del comportamento, correlando i risultati con la prima caratterizzazione del campione, oltre ad ottenere utili elementi per l’applicazione delle tecnologie GPS ad alta precisione al monitoraggio di veicoli in movimento. Rispetto al problema della sicurezza stradale come descritto, si è inteso approfondire il legame tra la velocità scelta dagli utenti e il limite fisico considerando il rapporto come un possibile indicatore del rischio intrapreso (tra il rischio percepito e quello reale). Allo stesso tempo si è condotta un’analisi geometrica delle traiettorie, provando ad individuare anche attraverso esse, delle particolarità indice del rischio percepito, nonché delle relazioni con l’ambiente stradale. Importo della Convenzione: 60.000,00 € Somme destinate al personale: 9.000,00 € Programma Operativo della Regione Puglia 2000-2006. (Misura 1.3 - Sottoazione 2b dell’area di azione 2 Convenzione con la Regione Puglia Titolo della convenzione: Monitoraggio fisico degli interventi di difesa delle coste già finanziati e realizzati” e il “Miglioramento delle conoscenze di base, adeguamento e ampliamento del sistema di monitoraggio del suolo, del corpi idrici superficiali, sotterranei e costieri” Ruolo del Dipartimento: Soggetto Capofila dell’ATI costituita con gli altri Partners Altre Istituzioni coinvolte: Università degli Studi di Bari (Dipartimento di Geologia e Geofisica) e CNR (Istituto di Ricerca sulle Acque) Responsabili scientifici: Prof. L. Damiani (Responsabile del Comitato Tecnico Scientifico dell’ATI) Prof. A. F. Petrillo (Responsabile Scientifico dell’Unità Operativa del Dipartimento) Importo complessivo della Convenzione: € 5.800.000 Importo della Convenzione (quota Dipartimento): € 2.900.000 Anni 2003-2009 Convenzione con il Commissario Delegato per l’Emergenza Ambientale nella Regione Puglia dal titolo “Individuazione di strategie sostenibili per la protezione e il miglioramento ambientale delle zone umide nell’area del torrente Candelaro in Puglia” - Responsabile scientifico Prof. A.F Piccinni - Importo complessivo di € 102.400,00. Anni 20052008; Convenzione con la Regione Puglia - Settore Protezione Civile dal titolo “Attività e studi necessari alla definizione del Piano di Laminazione preventivo dell'invaso di Occhito sul Fiume Fortore” - Responsabile scientifico A.F. Piccinni finanziamento € 180.000,00. Anni 2006-2008; Convenzione con l’ATB Riva Calzoni S.p.A. dal titolo “EEPCO Project Power House Discharge System - Addendum” Responsabile scientifico U. Fratino - finanziamento € 25.000,00. Anno 2008; Convenzione tra il Dipartimento di Ingegneria delle Acque e di Chimica (DIAC) – LIC, l’Istituto di Idraulica e delle Infrastrutture Viarie (Iiv) dell’Università Politecnica delle Marche e La Regione Marche. Titolo della Convenzione: “Studi preliminari e realizzazione di modelli fisici per il cambiamento della geometria delle scogliere del litorale di Gabicce”. Importo quota DIAC - LIC € 146.400, oltre IVA.. Responsabile Scientifico per il DIAC Porf Ing. Antonio Felice Petrillo. Anno 2007 – 2010. Convenzione con la FdL Servizi – Segretariato Corridoio 8 Titolo della Convenzione: Studio del sistema portuale del Corridoio 8 Responsabile Scientifico prof. ing. Leonardo Damiani. Importo Convenzione: l’importo di Convenzione (c.a. € 20.000,00) è stato gestito direttamente dall’Agenzia di Sviluppo del Politecnico di Bari Anno 2008. Contratto con Sviluppo Italia – Roma. Titolo del Contratto: “Realizzazione di talune attività per creare il sistema regionale pugliese di portualità turistica”. Responsabile Scientifico prof. ing. Antonio felice Petrillo. Importo della Convenzione € 45.000, oltre IVA. Anno 2008. Convenzione con l’Autorità di Bacino della Puglia, nell’ambito dello “Studio di fattibilità per l’integrazione degli studi propedeutici per la predisposizione del piano stralcio della dinamica delle coste”. Titolo della Convenzione: “Studio del trasporto solido, del clima meteo marino e delle tipologie di opere di protezione per le costi pugliesi”. Responsabile Scientifico della Convenzione prof. ing. Antonio Felice Petrillo, Responsabile di una parte delle attività della Convenzione prof. Ing. Umberto Fratino. Importo della Convenzione € 210.000, IVA compresa. Anno 2009 – 2010. Convenzione con il Commissario Delegato per l’Emergenza Ambientale nella Regione Puglia Titolo: “Ricognizione idraulica ed ambientale della Lama della Badessa” Responsabile scientifico Prof. A.F Piccinni Importo complessivo di € 12.500,00. Anni 2009-2010; Convenzione con l’ARPA Puglia Titolo: “Studio di fattibilità finalizzato alla Redazione del piano di emergenza straordinario della gestione dei fanghi derivanti dalla depurazione dei reflui urbani, nonché alla definizione delle linee guida per la individuazione delle migliori strategie di gestione ordinaria del ciclo depurativo ai fini di un corretto riutilizzo e smaltimento del prodotto fanghi” Responsabile scientifico: Prof. U. Fratino Importo del progetto: € 60.000,00. Anni 2009-2010; Programma: POR Ricerca Regione Calabria 2000-2006 Convenzione con la Regione Calabria Titolo del progetto: “Interventi a basso impatto ambientale nella protezione dei litorali" (Lotto 10) Ruolo del Dipartimento: Lead partner Altre Istituzioni coinvolte: Università dalla Calabria, di Reggio Calabria, di Catania, del Salento e di Salerno. Coordinatore Scientifico prof. ing. Leonardo Damiani. Anno 2008 - 2011. Importo del progetto: € 250.000,00 Importo del progetto (quota Dipartimento): c.a. € 37.000,00 Convenzione con l’Autorità di Bacino della Puglia Titolo della Convenzione: “Prosecuzione delle attività di Monitoraggio Meteomarino e del Simoc (WebGis sulle coste pugliesi) avviata con fondi Por Puglia 2000 – 2006, Mis. 1.3 Responsabile Scientifico prof. ing. Antonio felice Petrillo. Importo della Convenzione € 360.000, IVA compresa. Anno 2010 – 2011. Convenzione con l’Acquedotto Pugliese (AQP) Titolo della Convenzione: “Redazione di uno studio del clima meteomarino e della diffusione dell’effluente dalla condotta sottomarina in progetto sul litorale di Manduria”. Responsabile Scientifico prof. ing. Antonio Felice Petrillo. Importo della Convenzione € 15.000, IVA compresa. Anno 2010 – 2011. Convenzione con l’Autorità Portuale del Levante Titolo della Convenzione: “Definizione del clima meteo marino del paraggio del Porto di Bari e studio, con idonei modelli matematici, dell’agitazione ondosa e delle correnti di circolazione all’interno e all’esterno del bacino portuale, sia con l’attuale configurazione delle opere che con quelle in progetto e/o in programmazione”. Responsabili Scientifici proff. ingg. Leonardo Damiani, Michele Mossa e Antonio Felice Petrillo. Importo della Convenzione € 50.000, IVA compresa. Anno 2011 – 2012 Convenzione tra Politecnico di Bari e la Regione Puglia per la redazione della Carta Giacimentologica relativa l’aggiornamento del PRAE. Responsabile Scientifico dott. Reina. Importo della convenzione: Anno 2008-2010. Fundamental Issues in the Aerothermodynamics of Planetary Atmosphere (Re)-Entry (The European Space Agency, ESTEC Contract No. 21790/08/NL/HE, in corso). Responsabile Scientifico Locale Prof. R. Celiberto Importo della convenzione: Anno 2008-2010. Convenzione di ricerca annuale (2007-08) dal titolo “Studio e analisi dei costi del ciclo di gestione dei rifiuti dell’ATO BA/5” sottoscritta nel maggio 2007 tra il DIASS e l’Autorità per la Gestione dei Rifiuti Urbani nel Bacino BA/5 Responsabile scientifico: Prof. M. Notarnicola Convenzione di ricerca annuale (2008-09) dal titolo “Supporto tecnico-scientifico alla predisposizione del Piano Provinciale di Gestione dei Rifiuti Urbani della Provincia di Taranto” sottoscritta nell’aprile 2008 tra il DIASS e ARPA Puglia Responsabile scientifico: Prof. M. Notarnicola Convenzione di ricerca triennale (2008-10) “Supervisione tecnico-scientifica del monitoraggio delle emissioni diffuse da attività di movimentazione di materiali polverulenti”, sottoscritta nell’aprile 2008 tra il DIASS e Italcave SpA di Taranto. Responsabile scientifico: Prof. M. Notarnicola Convenzione di ricerca semestrale (2008) dal titolo “Studio sul trattamento meccanochimico di terreni contaminati da PCB” sottoscritta nel luglio 2008 tra il DIASS e il Comune di Presicce. Responsabile scientifico: Prof. M. Notarnicola Convenzione di ricerca semestrale (2008-09) dal titolo “Indagine sulla caratterizzazione chimico-fisica di fluff di automobili e valutazione di ipotesi di recupero del materiale” sottoscritta nel luglio 2008 tra il DIASS e Ferramenta Pugliese Snc di Terlizzi (BA) Responsabile scientifico: Prof. M. Notarnicola Convenzione di ricerca annuale (2009-10) dal titolo “Studio sui processi di trattamento di fluff da automobili” sottoscritta nel marzo 2009 tra il DIASS e Ferramenta Pugliese Snc di Terlizzi (BA). Responsabile scientifico: Prof. M. Notarnicola Convenzione di ricerca biennale (2009-11) dal titolo “Supervisione tecnico-scientifica del processo di biostabilizzazione rifiuti” sottoscritta nel maggio 2009 tra il DIASS e CISA SpA di Massafra (TA). Responsabile scientifico: Prof. M. Notarnicola Convenzione di ricerca annuale (2009-10) dal titolo “Supervisione tecnico-scientifica del processo di combustione CDR con recupero di energia” sottoscritta nel maggio 2009 tra il DIASS e Appia Energy Srl di Massafra (TA). Responsabile scientifico: Prof. M. Notarnicola Convenzione di ricerca annuale (2009-10) dal titolo “Supporto tecnico-scientifico per la redazione del Piano d’Ambito dell’ATO TA/1 e connessa Valutazione Ambientale Strategica” sottoscritta nel dicembre 2009 tra il DIASS e il Consorzio ATO per la Gestione dei Rifiuti Bacino TA/1. Responsabile scientifico: Prof. M. Notarnicola Atto Integrativo (2011) alla Convenzione di ricerca dal titolo “Studio e analisi dei costi del ciclo di gestione dei rifiuti dell’ATO BA/5” sottoscritto nel marzo 2011 tra il DIASS e l’Autorità per la Gestione dei Rifiuti Urbani nel Bacino BA/5. Responsabile scientifico: Prof. M. Notarnicola Convenzioni in corso Titolo della Convenzione: Supporto scientifico per l’elaborazione del programma di riqualificazione del Complesso Immobiliare di proprietà dell’Ente sito in Bari, al rione Madonnella e denominato “Quartiere Duca degli Abruzzi Committente: IACP Bari Data di stipula della Convenzione e termine previsto dei lavori: stipula 2007, termine 2012 Breve descrizione della convenzione (Max 300 caratteri) La Convenzione riguarda il supporto alla progettazione della Riqualificazione Ambientale e Urbanistica dell’intero Quartiere, della Riqualificazione Architettonica del Complesso Immobiliare, della Riqualificazione Tecnologica degli Edifici e degli Alloggi, della Riqualificazione prestazionale degli Edifici, della Riqualificazione “Sociale” del Quartiere. Altre Istituzioni coinvolte (se esistenti) Ruolo del Dipartimento (Coordinatore, Partner, ecc.) (se svolta in collaborazione con altre Istituzioni) Importo della Convenzione € 150.000,00 Somme destinate al personale Titolo della Convenzione: Supporto scientifico per il Progetto di manutenzione conservativa, restauro degli apparati decorativi dei prospetti e riqualificazione della Palazzina “F” del Complesso “Duca degli Abruzzi” in Bari Committente: IACP Bari Data di stipula della Convenzione e termine previsto dei lavori: stipula 2010, termine 2013 Breve descrizione della convenzione (Max 300 caratteri) La Convenzione riguarda il supporto alla progettazione della conservazione e riqualificazione architettonica e tecnologica di tutti i fronti dell’edificio, con particolare riferimento a quello prospiciente Piazza A. Diaz, e degli elementi decorativi presenti; della Riqualificazione degli alloggi e delle parti comuni dell’edificio, per garantire il recupero ed il mantenimento nel tempo, di corretti livelli di qualità e funzionalità d’uso, anche con riferimento agli aspetti energetici, all’uso di fonti rinnovabili ed ai principi della sostenibilità.. Altre Istituzioni coinvolte (se esistenti) Ruolo del Dipartimento (Coordinatore, Partner, ecc.) (se svolta in collaborazione con altre Istituzioni) Importo della Convenzione € 50.000,00 Somme destinate al personale Convenzione tra l’Acquedotto Pugliese e il Dipartimento di Ingegneria Acque e Chimica del Politecnico di Bari, “Studio del movimento franoso in località F.ta Pisciolo a Melfi”, responsabile scientifico la Prof.ssa Federica Cotecchia (Finanziamento: € 65.000,00). Anni 2008-2012. Titolo della convenzione: “Redazione delle Linee Guida esplicative e validazione degli elaborati relativi alle verifiche di vulnerabilità degli edifici scolastici in alcuni comuni della Provincia di Foggia” Committente: Autorità di Bacino della Regione Puglia Data di stipula della Convenzione e termine previsto dei lavori: gennaio 2010 - giugno 2012 Breve descrizione del progetto: Le attività di ricerca riguardano lo sviluppo di linee guida esplicative delle procedure normative nell’ambito della verifica di sicurezza sismica degli edifici pubblici e la validazione degli elaborati progettuali prodotti a seguito dell’affidamento di appositi bandi a professionisti per la esecuzione delle verifiche di vulnerabilità su edifici scolastici . Le attività sono articolata in due fasi: Nella FASE 1 saranno realizzate le linee guida esplicative e l’allegato tecnico che i Comuni dovranno allegare alla documentazione del bando di gara per la selezione di esperti nella valutazione della vulnerabilità sismica Nella FASE 2 sarà effettuata la validazione degli elaborati e dei documenti prodotti dai Comuni. Importo della convenzione: 100.000 € Titolo della Convenzione: Realizzazione di un composito cementizio leggero rinforzato con paglia Committente: Società Elios 81 s.r.l. Data di stipula della Convenzione: 22/9/2010 Importo della convenzione: € 17.000,00 Convenzione “definizione degli interventi di Messa in Sicurezza e bonifica delle aree comprese nel territorio di Bari e Modugno – Z.I. “-, approvato con Deliberazione di G.R. n. 2113 del 10 Novembre 2009. Docenti strutturati del DIAC partecipanti al progetto: Prof. Ing. Concetta I.Giasi. Importo del progetto: € 300.000. Convenzione per lo sviluppo di uno “studio per la salvaguardia della qualità delle acque sotterranee dall’intrusione salina”- approvato con DGR n.633/2005. Docenti strutturati del DIAC partecipanti al progetto: Prof. Ing. Concetta I.Giasi Importo del progetto:i € 180.000. Convenzione di ricerca annuale (2011-12) dal titolo “Studio sulle emissioni odorigene mediante l’impiego di campionatori vento-selettivi” sottoscritta nel novembre 2011 tra il DIASS e Manduriambiente SpA di Manduria (TA). Responsabile scientifico: Prof. M. Notarnicola Convenzione di ricerca triennale (2012-15) “Ricerca sperimentale per l’ottimizzazione del trattamento di inertizzazione di rifiuti speciali”, sottoscritta nel dicembre 2011 tra il DIAC e Italcave SpA di Taranto. Responsabile scientifico: Prof. M. Notarnicola Convenzione di ricerca annuale (2012-13) dal titolo “Supervisione tecnico-scientifica del processo di biostabilizzazione rifiuti” sottoscritta nel febbraio 2012 tra il DIAC e CISA SpA di Massafra (TA). Responsabile scientifico: Prof. M. Notarnicola Convenzioni da avviare Titolo della Convenzione: Monitoraggio dei Reflui Fognari e modellazione Committente: Regione Puglia Stato dell’iter di approvazione Altre Istituzioni coinvolte: AQP Ruolo del Dipartimento: Coordinatore Responsabili scientifici, Prof. Ferruccio Piccinni e Prof Ezio Ranieri Importo della Convenzione: 78.000 Euro Somme destinate al personale Titolo della Convenzione: Consulenza tecnico specialistica riguardante programmi di nuova edificazione per i complessi residenziali da ubicare a Foggia(FG) e Manfredonia (FG). Committente: Istituto Autonomo Case Popolari della Provincia di Foggia Stato dell’iter di approvazione: in fase di approvazione consiglio di Dipartimento Breve descrizione della convenzione: Attività di consulenza tecnico-specialistica concernente studi, analisi e indagini atti a conseguire la redazione di progetti di edifici di nuova costruzione. Importo della Convenzione: da definire Somme destinate al personale: da definire Titolo della Convenzione: Supporto Scientifico e Tecnico per la realizzazione del programma straordinario di interventi urgenti finalizzati alla prevenzione e riduzione del rischio connesso alla vulnerabilita’ degli elementi anche non strutturali negli edifici scolastici. Committente: Comune di Bari Stato dell’iter di approvazione: in attesa dell’attivazione del finanziamento ministeriale Breve descrizione della convenzione (Max 300 caratteri) Supporto Scientifico e Tecnico per la predisposizione, in stretta cooperazione con gli Uffici Comunali, di Studi anche Diagnostici, Schede prestazionali, Documenti di valutazione tecnica ed economica, Schemi grafici, Elaborati esemplificativi delle soluzioni proposte, riferiti alla prevenzione e riduzione del rischio connesso alla vulnerabilita’ degli elementi non strutturali. Altre Istituzioni coinvolte (se esistenti) Ruolo del Dipartimento (Coordinatore, Partner, ecc.) (se svolta in collaborazione con altre Istituzioni) Importo della Convenzione: € 30.000,00 Somme destinate al personale: non definite Titolo della Convenzione: Supporto Scientifico e Tecnico alle indagini preliminari e sondaggi per antisismicita’ degli edifici scolastici del Comune di Bari. Committente: Comune di Bari Stato dell’iter di approvazione: approvata dal Consiglio di Dipartimento, in attesa di attivazione Breve descrizione della convenzione (Max 300 caratteri) Supporto Scientifico e Tecnico per la predisposizione, in stretta cooperazione con gli Uffici Comunali, di Studi, Sondaggi anche Diagnostici, Schede prestazionali, Documenti di valutazione tecnica, Schemi grafici, riferiti alla valutazione della vulnerabilità sismica degli edifici scolastici del Comune di Bari. Altre Istituzioni coinvolte (se esistenti) Ruolo del Dipartimento (Coordinatore, Partner, ecc.) (se svolta in collaborazione con altre Istituzioni) Importo della Convenzione: € 200.000,00 Somme destinate al personale: non definite Titolo della Convenzione: Studio delle condizioni di stabilità del substrato di fondazione dell'edificio scolastico di Via Ginestre a Turi. Committente: Comune di Turi Responsabile Scientifico: Dott. Francesco CAFARO. Finanziamento € 16.500,00 (IVA esclusa). Committente: University of Florida - Engineering School for Sustainable Infrastructure and Environment Stato dell’iter di approvazione: Manca l’approvazione formale dei consigli di dipartimento dei due partner Breve descrizione della convenzione Si tratta di una convenzione quadro per lo scabio di ricercatori, docenti e studenti tra i due dipartimenti. Altre Istituzioni coinvolte (se esistenti): Nessuna Ruolo del Dipartimento: Partner Importo della Convenzione: Si tratta di una convenzione quadro al memento senza stanziamento di fondi DOTTORATO DI RICERCA Cicli di dottorato attivi XXV, XXVI e XXVI Ciclo di dottorato da attivare XXVIII Cicli di dottorato attivi XXV Ciclo Dottorato ex DIAC Titolo del dottorato INGEGNERIA PER LA TUTELA DEGLI ECOSISTEMI Il Collegio docenti è composto da 18 Ricercatori, appartenenti ai seguenti SSD: ICAR/01 (Idraulica), ICAR/02 (Costruzioni Idrauliche, Marittime ed Idrologia), GEO/05 (Geologia Applicata) e CHIM/07 (Chimica); partecipano al Collegio anche 3 ricercatori dell’IRSA CNR e 1 ricercatore dell’Istituto Agronomico Mediterraneo. Corpo docente impegnato nelle attività formative del dottorato: n. 14 docenti per il tutoraggio e per i corsi offerti dal Dottorato. Disponibilità di borse esterne e numero di posti coperti da borse di studio: N. borse 4 N. borse finanziate dall’esterno 2 (Regione Puglia) N. posti a concorso 4 Capacità di attrazione di studenti fuori sede e stranieri: N. dottorandi 4 N. dottorandi provenienti da altre sedi 2 N. dottorandi stranieri 1 La dottoranda Valentina Petruzzelli, dal marzo 2011, è stata ammessa al secondo anno della Scuola di Dottorato Interpolitecnico (Politecnico di Bari, di Milano e di Torino) XXVI Ciclo Dottorato ex DIAC Titolo del dottorato INGEGNERIA E CHIMICA DELL’AMBIENTE Il Collegio docenti è composto da 40 Ricercatori, appartenenti ai seguenti SSD: CHIM/07 (FONDAMENTI CHIMICI DELLE TECNOLOGIE); ING-IND/22 (SCIENZA E TECNOLOGIA DEI MATERIALI); GEO/02 (GEOLOGIA STRATIGRAFICA E SEDIMENTOLOGICA); GEO/05 (GEOLOGIA APPLICATA); ICAR/01 (IDRAULICA); ICAR/02 (COSTRUZIONI IDRAULICHE E MARITTIME E IDROLOGIA); ICAR/06 (TOPOGRAFIA E CARTOGRAFIA); ICAR/20 (TECNICA E PIANIFICAZIONE URBANISTICA); partecipano al Collegio anche 3 ricercatori dell’IRSA CNR e 1 ricercatore dell’Istituto Agronomico Mediterraneo Corpo docente impegnato nelle attività formative del dottorato: n. 18 docenti per il tutoraggio e per i corsi offerti dal Dottorato. Disponibilità di borse esterne e numero di posti coperti da borse di studio: N. borse 4 N. borse finanziate dall’esterno 2 (Regione Puglia) N. posti a concorso 4 Capacità di attrazione di studenti fuori sede e stranieri: N. dottorandi 4 N. dottorandi provenienti da altre sedi 0 N. dottorandi stranieri 0 Il dottorando Giuseppe Pedone, dal marzo 2012, è stato ammesso al secondo anno della Scuola di Dottorato Interpolitecnico (Politecnici di Bari, di Milano e di Torino) XXVII Ciclo Dottorato DICATECh Titolo del dottorato INGEGNERIA CIVILE, AMBIENTE E TERRITORIO, EDILE E DI CHIMICA. Il Collegio docenti è composto da 63 Ricercatori del Politecnico di Bari, appartenenti ai seguenti SSD: CHIM/07 FONDAMENTI CHIMICI DELLE TECNOLOGIE 03 - Scienze chimiche; ICAR/01 - IDRAULICA 08 - Ingegneria civile ed Architettura; ICAR/02 - COSTRUZIONI IDRAULICHE E MARITTIME E IDROLOGIA 08 - Ingegneria civile ed Architettura; GEO/05 - GEOLOGIA APPLICATA 04 - Scienze della Terra; ING-IND/22 - SCIENZA E TECNOLOGIA DEI MATERIALI 09 Ingegneria industriale e dell'informazione; ICAR/07 - GEOTECNICA 08 - Ingegneria civile ed Architettura; ICAR/20 TECNICA E PIANIFICAZIONE URBANISTICA 08 - Ingegneria civile ed Architettura; ICAR/03 - INGEGNERIA SANITARIA AMBIENTALE 08 - Ingegneria civile ed Architettura; ICAR/04 - STRADE, FERROVIE E AEROPORTI 08 - Ingegneria civile ed Architettura; ICAR/05 - TRASPORTI 08 - Ingegneria civile ed Architettura; ICAR/06 - TOPOGRAFIA E CARTOGRAFIA 08 - Ingegneria civile ed Architettura; ICAR/09 - TECNICA DELLE COSTRUZIONI 08 - Ingegneria civile ed Architettura; ICAR/10 - ARCHITETTURA TECNICA 08 - Ingegneria civile ed Architettura; ICAR/11 - PRODUZIONE EDILIZIA 08 Ingegneria civile ed Architettura; ICAR/17 - DISEGNO 08 - Ingegneria civile ed Architettura; ICAR/18 - STORIA DELL'ARCHITETTURA 08 - Ingegneria civile ed Architettura; SECS-P/02 - POLITICA ECONOMICA 13 - Scienze economiche e statistiche; IUS/14 - DIRITTO DELL'UNIONE EUROPEA 12 - Scienze giuridiche; ICAR/22 - ESTIMO 08 Ingegneria civile ed Architettura; ICAR/08 - SCIENZA DELLE COSTRUZIONI 08 - Ingegneria civile ed Architettura. Partecipano al Collegio dei docenti anche 1 Ricercatore dell’Università di Foggia; 1 Ricercatore dell’Università del Molise; 2 ricercatori del Politecnico di Milano; 1 Ricercatore dell’Università della Tuscia; 1 Ricercatore del Department of Structural Engineering University of California; San Diego (UCSD); 1 Ricercatore del CNR Geologia ambientale rio di Torino, 1 ricercatore del CNR ITC Bari, 3 ricercatori dell’IRSA CNR di Bari; 1 Ricercatore dell’ENEA di Bologna, e 1 ricercatore dell’Istituto Agronomico Mediterraneo di Bari. Corpo docente impegnato nelle attività formative del dottorato: n. 24 docenti per il tutoraggio e per i corsi offerti dal Dottorato. Disponibilità di borse esterne e numero di posti coperti da borse di studio: N. borse 8 N. borse finanziate dall’esterno: N. 2 Fondo Giovani assegnate dal MIUR e N. 2 Finanziate dalla Regione Puglia. N. posti a concorso 8 Capacità di attrazione di studenti fuori sede e stranieri: N. dottorandi 8 N. dottorandi provenienti da altre sedi 3 N. dottorandi stranieri 1 Disponibilità di risorse finanziarie aggiuntive (indicare la disponibilità di risorse finanziarie esterne aggiuntive rispetto a quelle assegnate dall’Ateneo) I dottorandi sono inseriti nei Progetti di Ricerca e nelle Convenzioni che sono svolte dai tutors per far fronte alle spese per la partecipazione a congressi, seminari e corsi fuori sede. Anche se il Politecnico di Bari da anni non fornisce contributi per i Dottorati, con i fondi innanzi indicati e con quelli messi a disposizione dal Dipartimento si è fatto fronte alle diverse esigenze. Disponibilità di specifiche strutture operative e scientifiche (specificare la disponibilità di attrezzature esplicitamente dedicate agli studenti di dottorato, in particolare di: Tipologia 1.Laboratori 2.Biblioteche (di Dipartimento e di Ateneo) 3. Postazioni informatiche fisse 4. Centri di Calcolo con software specifici Numero 10 8 12 5 Attività di perfezionamento all’estero dei dottorandi Diversi dottorandi hanno svolto attività presso istituzioni straniere. Al momento, giugno 2012, la dottoranda Valentina Petruzzelli (terzo anno del XXV Ciclo) è ospite, per sei mesi, del Laboratorio d’Enginyeria Marítima (LIM) from the Universitat Politècnica de Catalunya (UPC) dove ha svolto parte della sua tesi sperimentale; il Dottorando Youssef TLILI (terzo anno del XXV Ciclo), dal dicembre 2010, è ospite della Ecole Natinonale du Genie De L’Eau et de l’Environnement de Strasbourg, Engees - Unité Mixte de Recherche Cemagref - Engees “Gestion Territoriale de l’Eau et de l’Environnement”) (GESTE), dove sta effettuando la sua ricerca individuale con il tutoraggio del Direttore della Scuola prof. M. Claude Bernhard. Soggiorni e stages presso strutture di ricerca in Italia e all’estero Media dell’anno 2011. Soggiorni all’estero 0,46 Soggiorni/Dottorandi; Soggiorni in Italia 0,62 Soggiorni/Dottorandi. Altre attività extra-curricolari dei dottorandi Lavori pubblicati dai dottorandi Media dell’anno 2011. Riviste straniere: n. 0,58 pubblicazioni/dottorando Riviste italiane: n. 0,25 pubblicazioni/dottorando Atti di convegni internazionali: n. 1,08 pubblicazioni/dottorando Atti di convegni nazionali: n. 0,83 pubblicazioni/dottorando Altre tipologie di pubblicazioni presentate a seminari nazionali: n. 0,16 pubblicazioni/dottorando Partecipazioni dei dottorandi a convegni e a Scuole nazionali e internazionali Media dell’anno 2011. Partecipazione a congressi e a Scuole di Formazione all’estero 0,92 Partecipazioni/Dottorando. Partecipazione a congressi e a Scuole di Formazione in Italia 1,69 Partecipazioni/Dottorando. Sbocchi professionali dei dottori di ricerca che hanno conseguito il titolo nel triennio 2008-2010. (specificare non solo gli esiti professionali dei dottori di ricerca ma anche l’attenzione che il dottorato pone riguardo al job placement dei dottori che hanno concluso il percorso formativo). Molti dei dottorandi che hanno conseguito il titolo negli anni precedenti hanno trovato occupazione, a tempo determinato o con Contratti a Progetto, presso il Politecnico di Bari, ed altre Universitò, Enti Territoriali, quali Regione Puglia, Autorità di Bacino della Puglia, o presso Istituzioni straniere. Un Dottore di Ricerca ha trovato occupazione stabile presso l’IRSA CNR. Un Dottore di Ricerca ha un Contratto a Termine presso l’Università di Barcellona; Un Dottore di Ricerca ha un Contratto a Termine presso L’ARPA Puglia. Un Dottore di Ricerca, nel 2011, ha preso servizio in qualità di Ricercatore del SSD ICAR/01 Idraulica presso la Facoltà di Ingegneria di Taranto del Politecnico di Bari. Un Dottore di Ricerca, nel 2012, ha preso servizio in qualità di Ricercatore del SSD ICAR/01 Idraulica presso la Facoltà di Ingegneria di Bari del Politecnico di Bari. Collaborazioni con soggetti pubblici e privati e internazionalizzazione del dottorato Convenzioni non onerose con l’Istituto di Ricerca sulle Acque del CNR di Bari; con l’Istituto Agronomico Mediterraneo di Bari; con la Ecole Natinonale du Génie de l’Eau et de l’Environnement de Strasbourg - France; con l’Autorità di Bacino della Puglia (nelXXV Ciclo del Dottorato vi sono n. 2 dottorandi di Ricerca senza borsa, che prestano servizio presso la stessa Autorità), con Laboratorio d’Enginyeria Marítima (LIM) from the Universitat Politècnica de Catalunya (UPC). Il DICATECh, inoltre, sosterrà i cicli già attivati negli anni precedenti di altre scuole di dottorato del Politecnico promossi dai Dipartimenti disattivati (DVT, DAU e DIASS), i cui coordinatori hanno afferito al Dipartimento. In quest’ambito, il Dipartimento si farà carico di fornire i necessari strumenti di ricerca ai dottorandi (c.a. 20). Si segnala inoltre che alcuni docenti del Dipartimento sono inseriti in collegi docenti di altri dottorati interateneo, curando anche il tutoraggio di alcuni dottorandi, come ad esempio l’ing. Alessandra Saponieri che ha conseguito nel 2011 il titolo di dottorato presso la scuola di Difesa del suolo della Calabria ed attualmente assegnista di ricerca presso il DICATECh. LE RISORSE UMANE Il personale docente Il processo di aggregazione dipartimentale si è sostanzialmente esaurito sul finire del 2011, portando la consistenza dei docenti a 79 unità, incrementate nei mesi successivi, fino all'attuale consistenza di 82 con la presa di servizio di nuovi ricercatori. Ripercorrere la dinamica della consistenza del Dipartimento nel corso degli ultimi anni è impresa improba poiché l'afferenza di colleghi da altri Dipartimenti ha avuto inizio già nel 2010 ed è proseguita senza soluzione di continuità fino alla fine del 2011. Inoltre, risulta complessa la ricostruzione dei pensionamenti di colleghi dei diversi SSD che caratterizzano il Dipartimento e che, all'epoca del ritiro non afferivano ancora al Dipartimento. Si ritiene quindi utile fornire una fotografia della situazione attuale, da considerare come start up del Dipartimento. Nella tabella seguente sono elencati i docenti del DICATECh al 30/5/2012, distinti per fascia di appartenenza (si è tenuto conto delle recenti prese di servizio dei docenti vincitori di concordo) e SSD. SSD CHIM 07 GEO 02 GEO 05 ICAR 01 ICAR 02 ICAR 03 ICAR 04 ICAR 05 ICAR 06 ICAR 07 ICAR 09 ICAR 10 ICAR 11 ICAR 17 ICAR18 ICAR 20 ICAR 22 INGIND 22 IUS 14 TOTALE PO 3 1 2 5 1 1 1 2 1 1 1 1 2 2 24 PA 1 2 2 2 2 1 3 3 1 1 3 21 RU 3 1 4 3 1 5 1 2 4 2 1 1 3 3 2 1 37 TOT 7 1 7 7 7 1 6 4 3 7 6 5 2 4 1 5 1 7 1 82 Tabella 1 Altro personale di ricerca Analogo discorso può essere fatto per il personale non docente impegnato nella ricerca, con l'aggravante che, in questo caso, l'assegnazione del personale è direttamente affidata all'Amm.ne C.le. Al 31/12/2011, il PTA assegnato al Dipartimento aveva una consistenza di 31 unità a tempo indeterminato (fra cui 7 dell'area amministrativo-contabile) ed uno a tempo determinato, sempre di area amministrativa. Con le recenti assegnazioni di personale proveniente essenzialmente dai Dipartimenti disattivati, il PTA ha assunto una consistenza di 45 unità, fra cui 8 EP (1 di area Amministrativa); delle rimanenti unità, 2 sono di area biblioteca, 9 di area amministrativa ed i rimanenti di area tecnica. Fra questi ultimi si deve segnalate la presenza di almeno 5 tecnici laureati in Ingegneria ed in possesso del titolo di dottore di ricerca (alcuni in fase di conseguimento) che partecipano più attivamente alle attività di ricerca, con un'adeguata produzione scientifica . Si deve altresì segnalare che nel corso dei prossimi mesi un EP di area tecnica ed un tecnico andranno in pensione per raggiunti limiti di età. A supporto delle numerose iniziative di ricerca in corso nel Dipartimento, viene impegnato anche personale esterno di elevata professionalità, assunto con le diverse forme contrattuali consentite dalla legge. Le dinamiche con cui si succedono tali unità di personale sono molto rapide e non consentono un conteggio immediato della loro consistenza. In ogni caso, si può osservare un trend di crescita di contrattisti del Dipartimento, in numero mediamente pari a 9 nel 2011 ed a 10 nel primo semestre del 2012. Con le procedure di selezione già avviate, si ritiene che tale numero possa essere incrementato di almeno 3 unità nei prossimi mesi. Alle unità su indicate vanno aggiunti i borsisti (2 unità) ed assegnisti, direttamente impegnati in attività di ricerca. Al 30/12/2011 afferivano al Dipartimento 11 assegnisti di ricerca. Anche in questo caso il numero si è incrementato nel corso del primo semestre del 2012. ALTRE INIZIATIVE CONNESSE CON LA RICERCA Fra le iniziative connesse con la ricerca si deve segnalare il grande impegno di internazionalizzazione dei docenti del Dipartimento che si concretizza in numerose partecipazioni a titolo personale in gruppi di ricerca stabili, in comitati scientifici ed editoriali, in consigli direttivi di associazioni internazionali di settore ed in una serie innumerevole di collaborazioni con altri Atenei Europei, concretizzatasi non solo con la partecipazione ai progetti di ricerca elencati in un capitolo precedente, ma anche nello scambio di ricercatori e studenti che sono stati accolti presso laboratori stranieri per lo svolgimento delle tesi di laurea. Si segnalano inoltre alcuni brevetti internazionali curati da docenti del Politecnico, nonché la partecipazione del Dipartimento a consorzi di ricerca europei e nazionali. Infine, si segnalano le numerose pubblicazioni e libri dei ricercatori del DICATECh, i cui titoli sono desumibili dall’elenco allegato. INDICATORI PER LA VALUTAZIONE INDICATORI DI RISULTATO - RICERCA B1 (PRO3) - Proporzione di personale attivamente impegnato nella ricerca PRIN – Rapporto tra personale di ruolo valutato positivamente nell’ambito dei bandi PRIN e il personale di ruolo appartenente al Dipartimento potenziale di ricerca dell’ateneo: numero di docenti, ricercatori e personale in formazione alla ricerca presso l’Ateneo, con pesi differenziati: · Professori Ordinari (esclusi fuori ruolo) p1= 1,0 · Professori Associati (esclusi fuori ruolo) p2= 1,0 · Ricercatori e Assistenti p3= 1,0 · Assegnisti di ricerca (dottori di ricerca) P4= 0,8 · Assegnisti (non dottori di ricerca) P5= 0,4 · Iscritti ai corsi di dottorato P6= 0,8 · Borsisti post dottorato P7= 0,8 · Personale di ruolo dell’area tecnico scientifica (qualifiche D ed EP) p8= 0,8 B2(PRO3) Tasso di attrattività del corso di dottorato (rapporto tra partecipanti alal selezione rispetto ai posti a concorso) B1 (FFO) - Coefficiente di ripartizione delle risorse destinate alle Aree-VTR 2001-03 - CIVR B3 (FFO) - Percentuale di docenti e ricercatori presenti in progetti PRIN valutati positivamente, "pesati" per il fattore di successo dell'area scientifica (FFO) Media ponderata dei tassi di partecipazione ai progetti FIRB del programma "Futuro e Ricerca" pesati con i relativi tassi di successo, calcolati sulle due distinte linee di finanziamento e normalizzati rispetto ai valori di sistema. (FFO)Media delle percentuali di: 1) finanziamento e di successo acquisiti dagli atenei nell'ambito dei progetti del VII PQ - Unione Europea – CORDIS; 2) finanziamento dall'Unione Europea; 3) finanziamento da altre istituzioni pubbliche estere