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APRILE 2012
Notizie idee e opinioni
d a l l ’ O ra t o r i o
Amici... della Corale
Quanti giovani passano serate a seguire format
televisivi come “Xfactor” o “Amici di Maria de
Filippi”? Seduti ben comodi in poltrona sognano di
poter diventare grandi star come i loro coetanei
protagonisti di questi spettacoli. Purtroppo, tante
volte, sembra quasi che si voglia centrare il bersaglio a ogni costo, per precostituire un successo
obbligato. E così le inconsapevoli future “popstar
per un anno” vengono filtrate in quel crudele imbuto che sono diventati i talent show. Nati con l’intento di dare una possibilità di emergere a chi ha particolari qualità artistiche, sono progressivamente
scaduti in vere e proprie scuole di perfidia in cui
ognuno è chiamato a rubare posto ad altri.
Ai milioni di
telespettator i,
adolescenti di
tutte le età, resta, a mio modesto
avviso,
ben poco: modelli comportamentali unicamente miranti
alla notorietà televisiva lasciando al talento
solo tante parole e poco spazio
per poter essere
dimostrato.
La
tensione
verso il canto
nei giovani chissà perché?è sempre legato
a questi programmi televisivi. Penso che la
musica sia invece uno dei linguaggi più comuni di questo mondo,
comprensibile a tutti e, chi ama la musica. non
mette confini alle diverse possibilità che gli si presentano innanzi.
Detto questo perché “Amici di Maria de Filippi”
incolla numerosi giovani davanti allo schermo e la
nostra corale parrocchiale diminuisce di giorno in
giorno delle sue voci senza averne un fresco ricambio?
Entrando nella nostra Basilica durante una celebrazione solenne due elementi non passano inosservati: la bellezza architettonica e le voci del coro
che riempiono spazi di silenzio prolungati con la
musica del cielo.
Da qualche mese ascolto numerose testimonianze
di chi ha scelto di offrire il suo servizio parrocchiale presso la corale e, sempre più, mi rendo conto
che la musica sacra rappresenta per la nostra
Parrocchia un valido metodo alternativo per nutrire
i fedeli della Parola di Dio. Penso che la Liturgia
possa essere intesa come il rinnovarsi dell’evento
PRIMA
CONFESSIONE
Domenica 25 marzo,
74 ragazzi e ragazze di III elementare
hanno ricevuto il sacramento della
Prima Confessione.
Si sono preparati a questo evento
con tanto impegno e dedizione
attraverso il cammino
catechistico cominciato a settembre
e non ancora concluso.
In Basilica tutti i presenti sono stati
accolti dall'abbraccio del Padre
misericordioso e gli stessi genitori
hanno pregato affidando al Signore la
crescita nella fede dei loro figli e figlie.
La celebrazione si è conclusa con alcuni
segni a richiamo del Battesimo:
la luce e l'acqua benedetta.
Un ringraziamento particolare alle
catechiste Enrica, Chiara, Clarissa ed
Eleonora.
salvifico nella storia degli uomini, la porta aperta
che ci mette in comunicazione diretta con la
Salvezza che giunge da Cristo. Cantare questa salvezza è compito della musica liturgica che non solo
è sempre sacra ma deve rispondere anche a canoni precisi dettati dalla Chiesa stessa che disciplina
e sceglie l’uso della musica nella celebrazione dei
misteri. La musica è il linguaggio per eccellenza
che sottolinea, interpreta e traduce in modo artistico e nello stesso tempo rituale l’evento teologico
vissuto.
Il fine della musica sacra resta sempre il raggiungimento di una elevazione spirituale e di un rapporto interiore con Dio. In questo contesto si inserisce l’attività della nostra corale
che necessita
urgentemente
di nuove leve:
ragazzi e ragazze intonati che
possano offrire
del tempo e la
voce allo scopo
di
migliorare
sempre più la
preghiera della
nostra comunità.
Sarebbe bello
avere una corale di giovani a
cui piace la musica e non scelgono forzatamente la strada
del successo ma
vivono nel servizio ad una comunità offrendo
uno dei tanti talenti che il Signore ha gratuitamente
donato.
E perché no… non è detto che una volta che s’impara a cantare qualcuno non noti certe doti artistiche per altri lidi (penso a Elio del gruppo Elio e le
storie tese che cominciò proprio a cantare in un oratorio della periferia di Milano o la cantante internazionale Enya che cominciò a cantare da bambina
nella cattedrale di Gweedore in Irlanda).
Forse molto meglio di me qualcun’altro, che in
modi e tempi diversi ha lavorato proficuamente in
questo ambito, potrebbe scrivere riguardo la storia,
la tradizione e le belle cantate di una volta.
Se avranno il desiderio potranno chiedere al sottoscritto un angolo del prossimo numero di “Tra
Parentesi” per raccontare del passato, progettando
nel presente e sperando nel futuro della nostra
corale parrocchiale.
Unica certezza… anche la corale “ha bisogno di
voi”.
Don Mario
Parole “Tra Parentesi”
superano le barriere
e incontrano i giovani
«Don Mario… sai che ogni mese, ben due facciate de “La Cordata” sono dedicate all’Oratorio?». Che bella notizia!
Ogni mese foto, documenti, iniziative avranno il
loro spazio e la possibilità di varcare la soglia di
molte case per raggiungere anche i giovani che
meno frequentano.
È stato don Ermanno a pormi questa domanda e,
sapete cosa vi dico, l’obbligo si è trasformato in
piacere di scrivere.
“Tra Parentesi” è un appuntamento a cui non
rinuncio perché è un po’ come farmi raccontare
quel che succede nel luogo in cui passo maggior
parte della mia giornata.
Certo, ne è passato del tempo… si invecchia ma
“La Cordata” si è ringiovanita (almeno nella
forma). Ora non ha più la veste grafica di una
volta, viene “distribuita” anche attraverso internet,
le foto sempre più nitide e l’impaginazione sempre
più perfetta.
Sono arrivato nella Parrocchia dei Ss. Antonio
Abate e Francesca Cabrini giusto in tempo per
godermi i primi 50 anni di vita de “La Cordata”
nella sua edizione speciale di questo numero.
Da parte della redazione e di coloro che si impegnano costantemente all’uscita d’ogni nuovo
numero, c’è il desiderio di riportare i principali
fatti che avvengono sul nostro territorio offrendone eventualmente chiavi di lettura utili e significative.
In tanti (ho potuto notare in questo breve periodo trascorso con voi) leggono “La Cordata” e in
queste poche pagine sentono la comunità coesa nel
guardare con responsabilità e speranza il futuro di
ogni cristiano.
Nulla può mancare e manca a “La Cordata”: la
missione della chiesa nel mondo senza dimenticarsi di valorizzare le tante sfumature territoriali di
una parrocchia viva come la nostra. Inoltre non è
possibile tralasciare l’inserto “Tra Parentesi”: occasione per dire anche alle nuove generazioni che
l’Oratorio pensa a loro e li invita a prendere parte
ad esperienze che possano aiutarli a crescere con
quello sguardo da cristiani autentici.
Lunga vita a “La Cordata” e a “Tra parentesi”
con un applauso a chi oggi, nonostante le mille
cose da sbrigare, si impegna perché il mese non
venga pubblicato in ritardo e a tutti i vecchi e nuovi
collaboratori.
È questo l’augurio che voglio fare: che “La
Cordata” e soprattutto “Tra Parentesi” continuino a
proporsi come veicolo di informazione nel dialogo
e che continuino ad essere un contributo per dissolvere la nebbia che c’è tra “la Chiesa e la
Piazza”.
Grazie di cuore a tutti i lettori.
don Mario
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