George Clarke, Maria Soledad Martinez Peria
Robert Cull, , Susana M. Sanchez
A cura di Francesca Gentili e Ilaria Marcantognini
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Obiettivo del paper:
Utilizzando il bank level data per 4 paesi dell’America Latina,
Argentina, Cile, Colombia e Perù, gli autori hanno investigato
se l’origine della banca, domestica o estera, influenzi la quota
e il tasso di crescita dei prestiti alle piccole imprese.
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Questione:
L’ingresso di partecipazioni bancarie straniere nei paesi in via di
sviluppo è un fenomeno positivo?
QUESTIONE CONTROVERSA
Processo positivo perché:
•Ingresso di nuovi
capitali.
•Aumento di efficienza e
competitività del settore
bancario.
•Riduzione della
volatilità dei depositi e
aumento dei prestiti.
Processo negativo perché:
•Diminuzione del credito
domestico bancario
aggregato e facilitazione
delle fughe di capitali.
•Aumento dell’esposizione a
shock nei paesi di origine
delle banche straniere.
•Riduzione del credito alle
piccole imprese.
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Come base di partenza per la trattazione dell’analisi
sono stati utilizzati alcuni studi:
A. Il primo fa riferimento ad uno studio sui prestiti alle piccole imprese
negli U.S., ed è importante in quanto ha implicazioni su come le
dimensioni di una banca e la tipologia di ingresso di essa influenzino i
prestiti alle piccole imprese.
Limiti:
 Notevoli differenze fra PVS e Stati Uniti
 Maggior attenzione ai prestiti in generale
B. Il secondo riguarda un gruppo di studi sui prestiti alle piccole imprese
nei PVS, in particolare in Argentina.
Limiti:
 Scarsità di dati
 Risultati Confusi
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Evidenze empiriche U.S.
 Le grandi istituzioni, complesse dal punto di vista organizzativo,
trovano difficile prestare denaro alle p.i. per l’opacità delle informazioni.
Focarelli e Pozzolo mostrano che le banche estere che entrano nei PVS
tendono ad essere grandi, ciò potrebbe danneggiare l’economia.
 Altri studiosi, quali Berger, Frame e Miller hanno dimostrato che un
aumento dell’innovazione tecnologica è accompagnata da un’espansione,
da parte delle grandi banche, nei prestiti alle p.i.
 Inoltre la tipologia di ingresso della banca nel PVS influenza la quota di
prestiti e il tasso di crescita di questi ultimi alle p.i.
I. Le banche entranti de novo devolvono quote più grandi del
loro portafoglio prestiti alle p.i., questo anche perché
tendono a rimanere piccole;
II. M&A fra piccole banche portano ad aumento dei prestiti alle
p.i.
III. M&A fra banche medio grandi tendono a risolversi in una
contrazione del credito, secondo Keeton e Berger, mentre non
comportano significativi cambiamenti secondo altri autori.
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Motivazione del paper:
Il paper è chiaramente utile, data la scarsità e la limitatezza
delle ricerche esistenti sull’impatto delle partecipazioni
bancarie straniere sui prestiti alle p.i., e proprio per
l’importanza di questa questione da un punto di vista politico.
Organizzazione del paper:
I.
Descrizione dei dati utilizzati;
II.
Spiegazione del metodo econometrico;
III. Presentazione dei principali risultati della regressione;
IV. Considerazioni aggiuntive volte a rafforzare le conclusioni raggiunte;
V.
Esplorazione delle principali differenze nei risultati fra i vari paesi;
VI. Conclusioni.
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Sezione I
I dati considerati sono stati forniti dalle Sovrintendenze bancarie o dalle
banche centrali dei vari paesi:
Definizione di prestiti alle piccole imprese:
ARGENTINA:Uno studio della Banca Centrale sui prestiti alle piccole
imprese ha svelato come le p.i. abbiano un debito totale fra i 50.000$ e 2,5
mln $. Inoltre sono clienti, in media , fino ad 1 mln $ da ciascuna banca
individuale. Si definiscono, quindi, prestiti a piccole imprese quelli fino a
questo ammontare;
CILE:la Sovrintendenza bancaria misura il totale del debito in Unidades de
fomento (UF), che corrispondono ad una quantità fissata di pesos cileni
indicizzati all'inflazione. Seguendo le disposizioni della Sovrintendenza,
abbiamo definito prestiti alle piccole imprese come prestiti a clienti di meno
di 50000 UF in debito totale;
PERÚ: i prestiti alle p.i. vengono definiti dalla Sovrintendenza bancaria
quelli fra i 20.000$ e i 500.000$.
COLOMBIA :questo paese obbliga le banche a registrare separatamente i
prestiti alle p.i., che sono quelle con attivi inferiori di 1,7mln $.
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Le differenze esistenti fra i vari paesi nei prestiti concessi alle piccole
imprese potrebbero anche riflettere la relativa capacità delle compagnie
di accedere a forme di finanziamento esterne, in particolare al mercato
dei capitali internazionali.
Dato che la comparazione fra i vari paesi della quota di prestiti alle p.i.
può presentare problemi di misurazione, il paper si concentra
primariamente sulla valutazione, all'interno dei paesi, dei prestiti erogati
da banche domestiche e straniere.
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Origine della banca e partecipazioni bancarie straniere:
Definizione di foreign bank:classifichiamo una banca come straniera se è
posseduta da istituzioni estere per una quota superiore al 50% del suo capitale.
Partecipazioni bancarie straniere nei vari paesi fino alla fine del 1990:
COLOMBIA: il 4% delle banche erano di proprietà straniera, e sono
responsabili di un quarto dei prestiti del settore bancario;
PERÚ: più della metà delle banche erano di proprietà straniera, e
hanno contribuito alla copertura di circa un quarto per la maggior
parte del periodo arrivando al 40% verso la fine del periodo;
ARGENTINA:più del 50% dei prestiti del settore bancario erano
erogati da banche straniere;
CILE:più del 45% dei prestiti del settore bancario erano erogati da
banche straniere
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Modalità di ingresso delle banche straniere
 Merger & Acquisition:
ARGENTINA: Fra il 1990 e la fine del 2000, il numero di
istituzioni bancarie si è dimezzato: da oltre 200 a meno di 100.
molte di esse sono fallite, altre sono state coinvolte in M&A.
Nel nostro periodo campione, dal giugno 1998 al marzo 2000 ci
sono state 28 M&A, di cui 15 con banche straniere.
 CILE: 11 transazioni, metà delle quali con banche straniere;
 COLOMBIA E PERÚ: 6 M&A, 2 delle quali con banche straniere.
Ingressi de novo:
ARGENTINA: 6 casi di ingressi de novo.
PERÚ: solo 2 casi.
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Sezione II
METODO EMPIRICO
La nostra analisi empirica sull'impatto dell'origine bancaria sui prestiti alle
p.i. si focalizza sia sulla quota sia sulla crescita dei prestiti in questo settore.
Se i prestiti ad esse crescono più lentamente degli altri tipi di prestiti, è
possibile che la quota di prestiti a questo settore potrebbe essere diminuita,
mentre il tasso di crescita del livello potrebbe essere positivo.
L'indice dei prestiti alle piccole imprese sul totale dei prestiti e il tasso
di crescita dei prestiti alle p.i. sono stimati come funzione di un certo
numero di indicatori bancari, tra cui l'origine della banca.
In particolare, per verificare se le banche domestiche o straniere
abbiano differenti politiche di prestito, viene inserita una variabile
dummy uguale a uno se la banca è posseduta per oltre il 50% da
proprietà straniera (FOREIGN).
Viene controllata inoltre la dimensione della banca utilizzando il suo
totale attivo all'inizio del periodo(SIZE).
Poi queste variabili vengono fatte interagire.
Continua 
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Per tenere osservare come le diverse modalità di ingresso delle
banche straniere influenzano la quota di prestiti alle piccole imprese,
gli autori considerano variabili dummy distinte
-Una per gli ingressi de novo (FOREIGN DE NOVO)
-Una per quei casi in cui le banche straniere entrano nel sistema o
aumentano di dimensioni acquisendo istituzioni domestiche.
(FOREIGN M&A e FOREIGN PURCH.)
Queste variabili dummy sono fatte inoltre interagire con una variabile
che misura il tempo dall'ingresso (FOREIGN DE NOVO, FOREIGN M&A e
FOREIGN PURCH *AGE) o dall'acquisizione per catturare i cambiamenti
nei prestiti bancari alle p.i fino a quando esse diventano più stabili
nel mercato.
Continua 
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Le banche di proprietà pubblica operano in tre dei quattro paesi del
nostro campione (Argentina, Cile e Colombia).
Dato che le decisioni di prestito, nelle banche di proprietà governativa,
potrebbero essere guidate da decisioni politiche o speciali mandati
piuttosto che da fattori commerciali,gli autori hanno incluso una
dummy (PUBLIC) per le banche pubbliche nella loro stima.
Inoltre per controllare il livello bancario hanno considerato il valore
iniziale di due indicatori di solidità e performance finanziaria:il ritorno
degli investimenti e l'indice sul totale degli attivi (STRENGHT).
Infine, la regressione include dummy (YEARS) per controllare i
cambiamenti nella quota dei prestiti alle piccole imprese associata a
variabili macroeconomiche o altri fattori che sono comuni nelle banche
nel tempo.
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I modelli di regressione utilizzati dagli autori per stimare la quota e il tasso di
crescita dei prestiti alle p.i. da parte di banche domestiche e straniere sono 2:
1. SHARE REGRESSION: equazione utilizzata per stimare quali siano i fattori
che influenzano la quota di prestiti alle p.i.
j: 1...X, è il paese considerato
i: 1... N considera ogni banca individuale per ciascun paese,
t: 1... T si riferisce al tempo,
P: è la proporzione del totale dei prestiti alle piccole imprese
dalla banca locale I al tempo t nel paese j.
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2. GROWTH REGRESSION: equazione utilizzata per stimare quali siano i
fattori che influenzano il tasso di crescita dei prestiti alle p.i.
In questo modello di regressione è stata introdotta una nuova variabile
dummy SEASONAL, la quale elimina le variazioni stagionali nel tasso di
crescita.
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Sezione III
RISULTATI EMPIRICI:
 Share regression
Una tipica banca straniera, in Argentina e Colombia, sembra non
devolvere una quota significativamente più bassa dei propri prestiti alle p.i,
rispetto ad una banca domestica;
Nei modelli per il Cile e il Perù, i risultati a cui pervengono gli autori
mostrano come le piccole banche domestiche devolvano una quota più
grande dei loro prestiti alle p.i. rispetto alle piccole banche straniere.
Questa tendenza si inverte però all’aumentare della dimensione: infatti in
Cile le grandi banche straniere dedicano una quota maggiore dei loro
prestiti alle piccole imprese rispetto alle grandi banche locali.
La dimensione, considerata singolarmente, ha un impatto negativo sui
prestiti alle p.i. Questo effetto è significativo solo nei casi del Perù e della
Colombia;
Le banche private domestiche, in generale, sembrano prestare di più alle
p.i. rispetto alle banche statali, in particolare in Argentina e in Cile;
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Per quanto riguarda gli entranti de novo, essi sembrano non
concentrarsi sul finanziamento alle piccole imprese, e ciò risulta quindi
poco rilevante per il tessuto economico del paese;
 Spostando l’attenzione sui processi di acquisizione e fusione si può
notare che, soprattutto in Argentina, molte banche straniere sono entrate
nel mercato grazie all’acquisto di banche domestiche, le quali
devolvevano un’alta quota dei loro prestiti alle p.i.;
 Il resto delle fusioni o acquisizioni mostrano una scarsa significatività
dal punto di vista statistico, soprattutto per la mancanza di un numero
sufficiente di osservazioni necessarie per arrivare ad evidenze consistenti.
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RISULTATI EMPIRICI:
 Growth regression
 il tasso di crescita dei prestiti alle p.i. per una tipica banca straniera in
Colombia e Perù è simile a quello di una banca domestica. Inoltre la
dimensione influenza in maniera simile le banche locali e straniere.
 Per l’Argentina e il Cile i risultati mostrano che la crescita dei prestiti alle
p.i. per una piccola banca domestica è maggiore di quella di una piccola
banca straniera, ma per banche più grandi il divario tra banche locali e
domestiche è molto più piccolo.
A sostegno di ciò, per entrambi i paesi, la regressione indica che
•Le grandi banche straniere prestano una quota più alta alle piccole
imprese rispetto alle loro controparti domestiche.
 La variabile “proprietà pubblica” delle banche è statisticamente
insignificante nella maggior parte dei casi, ad eccezione del Cile,in cui si
nota una crescita dei prestiti alle p.i. più lenta per le banche pubbliche
rispetto a quelle private.
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Verifiche a sostegno dei risultati:
Per confermare i principali risultati del paper gli autori hanno considerato
ulteriori elementi nelle loro regressioni:
1. Dimensione e struttura della holding bancaria;
2. Banche straniere di paesi con affinità culturali;
1. Se le grandi banche possono fare affidamento a capacità manageriali e
competenze informatico finanziarie delle proprie holding, potrebbero
utilizzarle per estendere quote maggiori di credito alle p.i.
Evidenze empiriche mostrano però, come alcune grandi banche
internazionali, come ad esempio Bank of Tokio in Argentina e Cile,
abbiano scelto di mantenere una piccola presenza locale e un
coinvolgimento molto limitato nel settore dei prestiti alle p.i.
Questo studio non rileva tanto l’importanza delle competenze
tecnologiche della banca straniera nei prestiti alle p.i., ma il ruolo chiave
è dettato dall’impegno e dalla presenza locale per applicarle nei mercati
in cui si entra.
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2. Banche straniere di paesi con affinità culturali
Il paper analizza la questione che sorge nel momento in cui a prestare ai
paesi del nostro campione sono banche che provengono da paesi con affinità
dal punto vista culturale, come ad esempio paesi di lingua spagnola.
I risultati empirici non forniscono un forte sostegno a tale ipotesi.
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Sezione V
Differenze nei prestiti alle p.i. fra i vari paesi
1)I risultati empirici suggeriscono che le grandi banche estere sono più inclini
a prestare alla piccola impresa in Argentina e in Cile piuttosto che in Perù e in
Colombia;
2) Le regressioni del tasso di crescita per l’Argentina e per il Cile mostrano
che le grandi banche incrementano i loro prestiti ad una tasso più alto
rispetto alle grandi banche domestiche. In entrambi i paesi, le grandi
banche estere hanno la il più alto tasso di crescita stimato tra tutte le
banche.
3) In Cile, ma non in Argentina, le grandi banche estere hanno devoluto
.
quote più alte dei loro portafogli prestando alla piccola impresa rispetto a
tutte le banche.
3 possibili fattori di causa:
Condizioni
contrattuali
Buone
informazioni sulla
clientela
Contesto
macroeconomico
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Condizioni contrattuali
Buone condizioni contrattuali servono a proteggere i diritti di coloro che
entrano all'interno dei contratti, soprattutto nei contratti di credito, data
l'incertezza legata alla futura capacità di rimborso dei clienti.
Dai dati nella tabella,Cile e Argentina sembrano essere i paesi con le
migliori condizioni contrattuali rispetto alla Colombia e al Perù, e questo
potrebbe parzialmente spiegare perchè le grandi banche straniere in
questo paese sono maggiormente inclini a prestare alle p.i.
Questi indici potrebbero aiutare a capire perché sia la quota e sia il
tasso di crescita hanno indicato che le grandi banche estere in Cile
stanno accentuando i prestiti alle piccole imprese, mentre solo le
regressioni del tasso di crescita danno una simile evidenza per
l’Argentina. Ciò è dovuto al fatto che , il Cile gode di migliori condizioni
contrattuali per un periodo più lungo, rispetto all’Argentina; ciò si
evince dalla tabella notando come gli indici fra questi 2 paesi abbiano
uno scarto molto piccolo.
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Accesso a buone informazioni sui clienti
Generalmente il mercato del credito presenta problemi di asimmetrie
informative tra creditori e debitori e problemi di selezione avversa.
Per ovviare a ciò, alcuni PVS hanno creato registri del credito per
raccogliere info sui clienti nel tempo
Cile ed Argentina hanno la
maggiore disponibilità di
questi registri, sia pubblici che
privati e nel caso
dell'Argentina queste
informazioni sono accessibili a
tutti via internet
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Contesto macroeconomico
In riferimento al contesto macroeconomico, il tasso di inflazione dei
paesi in quegli anni sembra aver influito sui prestiti erogati alle piccole
imprese.
Analizzando i 4 paesi del campione, si vede come i bassi tassi di
inflazione, che hanno caratterizzato le economie di Argentina e Cile
in quegli anni, potrebbero aver reso più facile per le grandi banche
estere il prestito alle piccole imprese, data la stabilità dei prezzi.
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CONCLUSIONI
 I risultati conducono a ritenere che in media le banche straniere in Cile e
in Perù prestano meno alle piccole imprese di quelle domestiche private;
In Argentina e Colombia le banche straniere e domestiche prestavano
quote molto simili alle piccole imprese;
La differenza nei casi cileni e peruviani sembra essere primariamente dovuta
al comportamento delle piccole banche straniere. In entrambi i casi esse
prestano meno alle piccole imprese rispetto alle piccole banche domestiche.
 Invece dall’evidenza empirica sembra che le banche straniere con una
grande presenza sul territorio, prestino quote maggiori alle piccole imprese
rispetto alle grandi istituzioni locali, soprattutto in Cile e in Colombia.
In tutti 4 i paesi studiati, i tassi di crescita dei
prestiti alle piccole imprese è maggiore per le
più grandi istituzioni finanziarie estere rispetto a
quelle domestiche.
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LIMITI DEL PAPER
1. lo studio copre solamente 4 paesi e riguarda un periodo di tempo
relativamente breve
Nella verifica dell’impatto di alcune variabili sul nostro modello di
regressione, sarebbero state necessarie serie temporali più lunghe
2. Questo paper non può rendicontare su certi aspetti dei finanziamenti
delle società, che potrebbero modificarne le statistiche. Ad esempio
non si hanno informazioni sulla percentuale di grandi società che, nei
quattro paesi, hanno accesso al mercato dei capitali per reperire
finanziamenti. E se così fosse, tali società richiederebbero meno prestiti
alle banche. Le banche straniere, quindi, in quei paesi potrebbero
prestare di più alle piccole imprese rispetto ad altri in cui le grandi
imprese non hanno questa possibilità
3. I dati del paper inoltre non tengono conto di tutte le possibili tipologie
di prestito erogate da banche straniere, in particolare dei cross-border
lending. Questi ultimi sono prestiti erogati soprattutto a grandi società
o a governi. Escludendoli dal totale dei prestiti si rischia di sovrastimare
il grado di prestiti alle piccole imprese effettuato dalle banche straniere
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GRAZIE PER L’ATTENZIONE
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