Anno II - Numero 135 - Domenica 9 giugno 2013
Direttore: Francesco Storace
Roma, via Filippo Corridoni n. 23
A ROMA, BRESCIA, SIENA E TREVISO SI TORNA ALLE URNE PER I BALLOTTAGGI, MENTRE LA SICILIA ORIENTALE VA AL PRIMO TURNO
DESTRA E SINISTRA
TORNINO A COMPETERE
di Roberto Buonasorte
omenica e lunedi c'è
l'importante ballottaggio
a Roma: si sfideranno
non solo due uomini molto
diversi tra loro , ma vi sará
battaglia tra due modelli profondamente alternativi di intendere, vivere ed orientare
la società; dalla famiglia alla
finanza, dall'etica allo sviluppo.
Con la vittoria di Ignazio Marino si tornerebbe indietro di
molti anni, a quella Roma giá
tristemente nota per la assoluta paralisi amministrativa ed
economica in cui era sprofondata durante le amministrazioni guidate da Rutelli e
Veltroni.
Con la riconferma del sindaco
Alemanno, che ha allargato la
sua coalizione a la Destra di
Storace e alla componente
dell'UDC che fa capo a Luciano Ciocchetti, si potrebbe
continuare con una politica di
sviluppo e di rigore, si potrebbero affermare principi
di giustizia sociale con l'applicazione del Mutuo Sociale
e della tolleranza zero verso
chi è clandestino e commette
crimini nel nostro paese, si
applicherebbe quel "Quoziente Italia" fortemente voluto da
la Destra e che tradotto in parole semplici significa che nelle graduatorie per accedere
ai servizi sociali (asili, case
popolari ecc.) vengono prima
gli italiani e poi lo straniero.
Grazie al nostro impulso e
alla battaglia che da anni combatte Monica Nassisi, Alemanno ha annunciato che, se verrà
confermato, dal primo luglio
Equitalia verrà cacciata da
Roma!
Sarebbe davvero un sogno
poi, se nel cuore di Roma, nel
centro mondiale della cristianità, nella culla della millenaria
civiltà romana, insomma se
nel primo Municipio, da lunedí
avessimo come Presidente il
nostro Sergio Marchi.
Ho avuto modo di apprezzare
più da vicino questo ragazzo
dai modi discreti e molto competente, sempre con il sorriso
sulle labbra. Sergio ogni volta
che parla ringrazia la nuova
casa che lo ha accolto e non
risparmia apprezzamenti per
gli alleati che lo hanno sostenuto con lealtà.
Già, la lealtà ...
Non avevamo grandi mezzi a
disposizione in questa campagna elettorale, ma un cuore
enorme, una voglia di combattere che non ha nessuno;
a tal proposito la nostra ammirazione non puó non essere
rivolta a Giuliano Castellino e
ai suoi ragazzi; nonostante le
disgrazie ci hanno insegnato,
a tutti, cosa significa militanza
senza apparire davanti alle
telecamere, sacrificio senza
la cultura della trattativa e del
ricatto, comunità e non setta
correntizia. Un bel gruppo,
D
quello di Giuliano. Ne siamo
orgogliosi.
Da lunedi sera poi, ad urne
chiuse e a scrutinio avanzato,
occorrerà mettersi intorno ad
un tavolo per capire, comunque andrà, come ricostruire
la Destra e come porsi all'interno del centrodestra dove,
così come accade nelle grandi città a differenza del Governo nazionale, Destra e Sinistra tornino a competere,
ad essere alternative tra loro,
ove si rimarchino le differenze
anziché trovare a tutti i costi i
punti in comune, che poi serve solo per giustificare le larghe intese ed assonnare un
popolo che invece ha bisogno
di riferimenti ideali e valoriali.
Già da giovedì prossimo - il
segretario nazionale Francesco Storace ha convocato l'Ufficio Politico del partito - entreremo nel cuore della discussione per parlare del nostro futuro insieme a chi sarà
interessato a costruire qualcosa di utile per il nostro paese. Noi possiamo mettere a
disposizione tante intelligenze, tanta lealtà, molta passione
ideale e, se gli elettori ce lo
consentono, mettiamo a disposizione anche questo quotidiano, pronto ad essere utile
per ampliare il confronto delle
idee, senza gelosia alcuna.
Senza paura, direbbe qualcun' altro.
GLI ASSENTI AL SEGGIO HANNO TORTO
Soltanto se gli elettori moderati andranno in massa alle urne, sarà
possibile la conferma di Alemanno a sindaco e la sconfitta di Marino
di Bruno Rossi
L’astensione è diserzione, la protesta è a
destra”. Il manifesto
era di colore blu, la
scritta a caratteri cubitali, il simbolo (barrato) campeggiava al centro: era quello
del Msi-Dn. Il periodo era la
fine degli anni ’80, a memoria
di colui che all’epoca poteva
essere solo un giovanissimo
militante.
Chissà quanti deve averne
maneggiati, di quei manifesti,
Gianni Alemanno. I tempi erano altri. Lui non era né sindaco
di Roma, né ex ministro. Faceva
il capo del Fronte della Gioventù, allora bollato come nulla
più che un coacervo di beceri
“
picchiatori, ma che poi si è riscoperto fucina di formidabili
menti, molte delle quali capaci
di dare il proprio contributo
alla causa della propria idea
e alla nazione. Altri tempi, appunto. A cercare una continuità
tra l’Alemanno dell’epoca e
quello attuale, c’è solo la carica
di “dirigente del partito”. Anche se il partito nel frattempo
è cambiato. E non è certo
l’unico... Ma le alchimie del
tempo propongono i cicli, corsi
e ricorsi storici, dove a volte
mutano le funzioni e non le
persone, o il contrario.
Così, oggi Gianni Alemanno
vorrebbe andare a riattaccarli,
qui manifesti, perché sa che
l’astensione è il suo peggiore
nemico. Sa anche che, oggi
come venticinque anni fa, il
mondo è prossimo a radicali
rivolgimenti, e che non sarà
certo la scena politica nazionale a fare eccezione. Di nuovo,
per l’attuale sindaco di Roma,
c’è la maturità. Ed essa spesso
comporta consapevolezze avvezze a farsi troppo spesso
cruccio: come quella di avere
ancora tanto da fare, di potere
ancora migliorare, di non sapere se poter fare dell’esperienza accumulata un credito
da tradurre in azioni e in buon
governo nel futuro prossimo.
Di fare insomma tesoro anche
dei propri errori.
In questo, Alemanno si gioca
in queste ore una partita importantissima, ma è persino
in posizione privilegiata ri-
Giuseppe La Rosa, 31 anni, capitano dei Bersaglieri: è il 53esimo caduto in Afghanistan
Ammazzato da un bambino
spetto alla città che è, in queste
ore, oggetto del suo desiderio
e insieme giudice del suo destino. Le due settimane che
hanno accompagnato un elettorato stanco al ballottaggio
hanno detto molto di più di
quelle che hanno preceduto
il voto del primo turno. Il bizzarro silenzio di taluni attori
protagonisti e la loro deriva
verso affermazioni cabarettistiche; il tentativo maldestro
di mettere in moto improbabili
macchine del fango; l’ostinata
copertura di certa stampa sia
sull’effetto boomerang dello
“scandalo foto con boss”, sia
su alcuni poco edificanti casi
circa fantomatiche onlus, la dicono lunga. Qualcuno ha paura
di perdere. Qualcosa si è mosso, nella spina dorsale della
Roma sorniona? O la tentazione di dormire in questa tarda primavera sarà più forte
di qualsiasi voglia di un colpo
di reni, teso a scacciare corpi
estranei al tessuto di una città
troppo importante per essere
affidata alle mani di un dilettante allo sbaraglio?
Chissà. Una cosa è certa: se gli
assenti hanno sempre torto, i
disertori di queste urne rischiano di avere anche di che rimpiangere, a lungo. Per cinque
anni, e giorno per giorno.
Cataluddi e Fruch
alle pagine 7 e 8
Ora il Tevere
è più stretto
Un killer di 11 anni ha gettato una bomba a mano all’interno di uno dei nostri Lince - Feriti anche tre commilitoni
di Federico Campoli
rovesciare la dittatura dei taliban. Lo abbiamo
fatto. Dovevamo aiutare le forze statunitensi
iuseppe La Rosa, 31 anni, è il nome
a trovare Osama Bin Laden. Lo abbiamo
della 53esima vittima italiana in Affatto. Abbiamo mantenuto la pace e aiutato
ghanistan. Era un capitano dei beril popolo afghano in questa difficile transizione. Siamo stati inappuntabili. E sicurasagliere dell’82esimo reggimento fanteria.
mente Washington avrà delle parole di riInsieme a lui, altri tre commilitoni sono riconoscenza verso i nostri militari, i nostri
masti feriti. L’attentatore, questa volta, non
sacrifici e la nostra bandiera. Parole, sì. E i
ha la barba lunga e il turbante. La mano di
fatti? Purtroppo quelli no. Non sembra che
chi ha lanciato la granata contro il Lince
questi ci siano dovuti. Già, perché quando
italiano ha solo 11 anni. “Eroico” lo definisi tratta di chiederci il sangue, nessuno si
scono i fondamentalisti in una rivendicazione.
Evidentemente, il piccolo deve essere riuscito
fa scrupoli. Quando invece siamo noi a
ad avvicinarsi al mezzo, non destando parfare le nostre piccole richieste, allora si
complicano le cose. Se chiediamo all’Ue,
ticolare preoccupazione nei militari. Fortualla Nato o agli statunitensi di alzare la cornatamente, dei tre soldati feriti nessuno
netta del telefono, chiamare il premier insarebbe in pericolo di vita. I talebani sono
diano e dirgli di rimandare in Patria i due
scatenati. La primavera sta ormai cedendo
marò detenuti da oltre un anno, evidenteil posto all’estate, ma sembra che i fondaGIUSEPPE LA ROSA
mente osiamo troppo. Sia mai che gli altri
mentalisti non abbiano intenzione di porre
mettano a rischio i propri interessi per
fine alla stagione degli attentati. E i nostri
soldati sono costantemente in pericolo. Ormai sono dodici anni
degli alleati insignificanti come noi. E non sia mai che per una
che va avanti questa guerra. Con il sangue dei nostri uomini
volta nella storia, lo strapotere di Washington venga usato per un
nobile fine.
A pagina 2 l’elenco di tutti i caduti
abbiamo onorato l’impegno preso con gli americani. Dovevamo
G
i sono salutati con una cordiale stretta di mano papa
Francesco e il presidente Giorgio
Napolitano al loro incontro nella
Sala del Tronetto, in Vaticano.
I temi più caldi sono stati affrontati a porte chiuse, nella
Biblioteca, in un colloquio relativamente breve, di 25 minuti.
La necessità di difendere la libertà religiosa promuovendola
per tutti e il momento storico
che accentua i problemi economici e sociali, gravando soprattutto sulla parte più debole
della società. Ma anche la politica: con la necessità di aumentare l’impegno politico nella
promozione di una società dove
le ingiustizie possano essere
superate per raggiungere il
‘bene comune’.
S
Il futuro della destra
Anniversari
Scandali alimentari
Fiumicino
Staminali
Corsaro: ricostruiamo
intorno alla Meloni
73 anni fa l’Italia
entrava in guerra
Quando il cibo
diventa criminale
Guasto al carrello:
paura, ma tutti salvi
Famiglie e medici:
è muro contro muro
Robert Vignola a pag. 2
Paolo Signorelli a pag. 4
Carola Parisi a pag. 5
a pag. 7
Carolina Riccardi a pag. 10
2
Domenica 9 giugno 2013
Attualità
Continua a scorrere sangue italiano nelle cosiddette “missioni di pace”
Afghanistan: 53 caduti dal 2004
Il più grave attentato fu quello del 17 settembre del 2009 in cui persero la vita sei militari
Ricordiamo le date e i nomi di tutti i caduti. Per non dimenticare chi ha dato la vita per la Patria
28 luglio 2010: primo maresciallo MAURO GIGLI
e caporal maggiore capo PIERDAVIDE DE CILLIS
3 ottobre 2004: caporal maggiore GIOVANNI BRUNO
3 febbraio 2005: capitano di fregata BRUNO VIANINI
17 settembre 2010: tenente ALESSANDRO ROMANI
11 ottobre 2005: caporal maggiore capo MICHELE SANFILIPPO
5 maggio 2006: tenente MANUEL FIORITO
e maresciallo LUCA POLSINELLI
ANTONIO FORTUNATO
MANUEL FIORITO
9 ottobre 2010: primo caporal maggiore GIANMARCO MANCA,
primo caporal maggiore FRANCESCO VANNOZZI,
primo caporal maggiore SEBASTIANO VILLE,
caporal maggiore MARCO PEDONE
2 luglio 2006: tenente colonnello CARLO LIGUORI
31 dicembre 2010: caporal maggiore MATTEO MIOTTO
20 settembre 2006: caporal maggiore GIUSEPPE ORLANDO
18 gennaio 2011: caporal maggiore LUCA SANNA
26 settembre 2006: caporal maggiori GIORGIO LANGELLA
e VINCENZO CARDELLA
BRUNO VIVIANI
MARCO CALLEGARO
28 febbraio 2011: tenente MASSIMO RANZANI
4 giugno 2011: tenente colonnello dei carabinieri
CRISTIANO CONGIU
24 settembre 2007: agente Sismi LORENZO D'AURIA
24 novembre 2007: maresciallo capo DANIELE PALADINI
2 luglio 2011: caporal maggiore scelto GAETANO TUCCILLO
13 febbraio 2008: maresciallo GIOVANNI PEZZULO
CARLO LIGUORI
MASSIMILIANO RAMADU
12 luglio 2011: primo caporal maggiore ROBERTO MARCHINI
21 settembre 2008: caporal maggiore ALESSANDRO CAROPPO
25 luglio 2011: caporal maggiore DAVID TOBINI
15 gennaio 2009: maresciallo ARNALDO FORCUCCI
16 settembre 2011: maggiore dei carabinieri
MATTEO DE MARCO
14 luglio 2009: caporal maggiore ALESSANDRO DI LISIO
17 settembre 2009: tenente ANTONIO FORTUNATO, sergente
maggiore ROBERTO VALENTE, primo caporal maggiore MATTEO
MUREDDU, primo caporal maggiore GIANDOMENICO PISTONAMI,
primo caporal maggiore MASSIMILIANO RANDINO, primo caporal
maggiore DAVIDE RICCHIUTO
FRANCESCO SAVERIO POSITANO
MICHELE SILVESTRI
13 gennaio 2012: tenente colonnello GIOVANNI GALLO
15 ottobre 2009: caporal maggiore ROSARIO PONZIANO
26 febbraio 2010: agente Aise PIETRO ANTONIO COLAZZO
23 settembre 2011: tenente RICCARDO BUCCI,
caporal maggiore scelto MARIO FRASCA,
caporal maggiore MASSIMO DI LEGGE
GIOVANNI GALLO
RICCARDO BUCCI
20 febbraio 2012: il caporal maggiore capo FRANCESCO CURRÒ,
il primo caporal maggiore FRANCESCO PAOLO MESSINEO
e il primo caporal maggiore LUCA VALENTE
24 marzo 2012: sergente MICHELE SILVESTRI
17 maggio 2010: sergente MASSIMILIANO RAMADÙ
e caporalmaggiore LUIGI PASCAZIO
25 giugno 2012: carabiniere scelto MANUELE BRAJ
23 giugno 2010: caporal maggiore scelto
FRANCESCO SAVERIO POSITANO
25 luglio 2010: capitano MARCO CALLEGARO
25 ottobre 2012: caporale TIZIANO CHIEROTTI
CRISTIANO CONGIU
ROBERTO VALENTE
8 giugno 2013: capitano GIUSEPPE LA ROSA
Il dibattito sul futuro della scena politica nazionale: parla il deputato milanese di Fratelli d’Italia
Nuova destra, Corsaro: “Noi ex An non abbiamo l’esclusiva”
“Dopo Berlusconi dovremo essere capaci di dialogare col centro, ma abbiamo già la leadership: Giorgia Meloni”
a nuova destra? Va costruita non attorno ai simboli, ma attorno alle leadership. Ne è sicuro Massimo Corsaro, che
sembra quindi essere disposto anche a mettere in discussione la centralità del partito per il quale è deputato,
Fratelli d’Italia. Il tutto, ovviamente, guardando ben più in là
dell’oggi, ma comunque affacciandosi ad un domani che prima
o poi dovrà pur appartenere a qualcuno.
Corsaro insomma ha dato il suo contributo, ieri, dal suo blog, al
dibattito sul futuro che c’è avanti a destra. E lo ha fatto sortendo
in chi lo ha letto domande e dubbi, inducendo acutissime
riflessioni e qualche inevitabile contrasto. Sicuramente scegliendo
bene i tempi: del resto, venerdì e sabato Fratelli d’Italia a Milano
ha organizzato le Due Giornate Tricolore, momento di festa e
confronto del partito “che però – dice Corsaro – avrà anche il
compito di affrontare l’ipotesi di una nuova area di centro-destra”.
francese però, non su quello che fu la dualità Forza Italia-An.
Deve quindi esserci un partito di centro, direi giscardiano, di cui
faranno parte coloro che oggi sono i più convinti assertori delle
Larghe Intese (i vari Alfano, Lupi, Quagliariello) che sia più filogovernativo ma comunque alternativo alla sinistra. E poi un
partito di destra, direi gollista, che però sia inclusivo di chi non
ha necessariamente fatto parte della storia della destra italiana,
e non esclusivo. Dobbiamo insomma smetterla di pensare che
noi di An siamo gli unici titolari dell’area, perché diventeremmo
una macchietta destinata a morire per consunzione”.
L
Centro-destra?
“Io dico centro-destra, e spiego il perché. Berlusconi è e resta
un discrimine enorme per l’appeal elettorale del suo partito,
nonostante lo smalto perso. Al momento, il vero polo d’attrazione
alternativo alla sinistra è lui, ma il Pdl ormai non è più un partito.
Prima o poi il Cavaliere, però, uscirà dall’orizzonte politico nazionale: e anche se ciò potrebbe non avvenire domani, abbiamo
comunque il dovere di verificare cosa fare quando tutto, con la
sua uscita di scena, cambierà”.
Guido Crosetto, Franesco Storace e Massimo Corsaro
Il dibattito a destra, in effetti, è già avviato…
“Ho visto un po’ di dichiarazioni d’intenti, però non mi fido. In
particolare, mi lasciano perplesso alcuni, che hanno precise
colpe nel tramonto di ciò che fu Alleanza Nazionale. Io, nel mio
piccolo, ho contestato Fini dal 2003 in poi, tanto da essere considerato un eretico: oggi mi riesce difficile ascoltare chi è stato
silente davanti al bombardamento ideale di cui Fini fu protagonista
non già al suo scioglimento, ma durante la vita stessa di An. Se
poi costoro hanno voglia di fare, e fare bene, nessuna chiusura:
ma non gli si consentano primati…”.
Bene. Ma allora, che strada prendere?
“Quello che immagino io è un centro-destra bipolare, sul modello
E immagina Fratelli d’Italia come nucleo fondante?
“Non voglio elevare steccati né peccare di presunzione, tuttavia
mi limito a dire che l’esperienza di Fratelli d’Italia alle ultime
politiche qualcosa l’ha insegnato. E cioè che è ancora possibile
avere un linguaggio distinguibile, che nell’area di centro-destra
c’è chi pensa che non si debba governare “costi quel che costi”
e che c’è una forza che è comunque pronta per un rinnovo generazionale. Come si può pensare di creare qualcosa di nuovo,
senza che al suo interno vi siano persone nuove? Fratelli d’Italia
non cerca adesioni, ma può essere in tal senso il primo mattone
della nuova destra italiana. Ancor prima che una struttura, ha da
offrire proprio una leadership nuova e giovane: Giorgia Meloni.
E da lei si può davvero ripartire”.
Robert Vignola
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Domenica 9 giugno 2013
Attualità
L’ex presidente della Consulta: “probabile apertura di un procedimento disciplinare nei confronti di Ingroia”
La contro-requisitoria del Generale Mori
“Il paradosso è che io non ho memoria della gran parte degli attuali lottatori antimafia” - La lettura
della memoria difensiva continuerà lunedì, ma intanto già arrivano le prime reazioni a quanto detto in aula
di Grazia Bontà
opo aver parlato per oltre 7
ore, il Generale ha ancora
qualche cosa da dire. La lettura delle 165 pagine di
auto-difesa di Mario Mori continuerà
domani. Ma ciò che ha dichiarato
venerdì in aula, a Palermo, già pesa
come un macigno sulle spalle dei
pm Antonio Ingroia e Nino Di Matteo.
Durissime le parole riservate dall’ex
capo del Ros per i magistrati che
lo hanno accusato di favoreggiamento nei confronti di Cosa nostra,
impedendo materialmente (nel
1995) la cattura del super boss Bernardo Provenzano.
Ha parlato di “processo mediatico”
nei suoi confronti ed ha contrattaccato descrivendo l’inchiesta nei suoi
confronti come influenzata “sia dai
continui giudizi ed esternazioni soprattutto dai magistrati titolari del
procedimento Nino Di Matteo ed
Antonio Ingroia che si sarebbero
dovuti astenere dalle dichiarazioni
su queste vicende sui giornali ed
in tv, come del resto hanno indicato
alcuni loro colleghi”. Le accuse di
Mori hanno un certo peso specifico.
È molto probabile infatti che, a questo punto, si possa aprire un procedimento disciplinare, davanti al
Csm, nei confronti del più mediatico
e sovraesposto dei magistrati italiani.
D
Questo continuo mescolare
la sua professione di pubblico ministero con quella
di politico (il caso del generale Mori è uno dei più
eclatanti) ha un chiaro risvolto sui processi che Ingroia ha seguito. A dirlo,
non proprio in questi termini (ma quasi), è l’ex presidente della Corte Costituzionale Piero Alberto Capotosti, in un’intervista a Il
Giornale. “La Carta stabilisce che si pongano dei
limiti con una legge al diritto di iscriversi ai partiti politici
per i magistrati”. E per quanto riguarda, nello specifico, il comportamento di Ingroia, il giudice ribadisce che “i suoi comportamenti
saranno esaminati dal Ministro della
Giustizia o dal Pg della Cassazione,
per valutare se aprire un provvedimento disciplinare”. Sarebbe anche
il caso, visto che nel 2010, per molto
meno, il Csm condannò il comportamento di Luigi Bobbio (che da
magistrato fuori ruolo, era anche
coordinatore di An a Napoli). Capotosti sul punto sostiene che “questo precedente dovrebbe pesare,
almeno per l’inizio di un’azione disciplinare”.
Ma non è certo Antonio Ingroia il
principale soggetto delle dichiara-
zioni-fiume del generale Mori. Non
ha risparmiato parole di biasimo
neppure per il suo principale accusatore, l’allora colonnello Michele
Riccio. “I miei rapporti con il colonnello sono sempre stati corretti,
ma circoscritti all’ambito professionale. Ci separava un carattere diverso ma anche un differente modo
di intendere la professione: più
verso il coordinamento la mia, più
individualistica la sua”.
Mori ha duramente replicato anche
a Massimo Ciancimino, figlio di Don
Vito (l’ex Sindaco di Palermo condannato per mafia), che aveva accusato il Generale di aver intrattenuto rapporti con suo padre, sperando che questi potesse fare da
intermediario fra il Ros e Cosa no-
stra. “Ciancimino –ha detto
Mori- è, tra l’altro, accusato
della detenzione di una rilevante quantità di esplosivo rinvenuto nella sua
abitazione palermitana. La
vicenda (di cui certa carta
stampata vicina a Ciancimino preferisce non parlare, ndr) è la conferma,
se ve ne fosse stato ancora
bisogno, del livello di aberrazione raggiunto dal soggetto, capace di mettere
in pericolo l’incolumità della sua famiglia e di altre
persone innocenti pur di manipolare
a suo favore la realtà che lo riguardava”. Le parole del Generale sono
chiare, inequivocabili. “Il paradosso
di questa vicenda è costituito dal
fatto che io, e tutti quelli che operavano con me, non abbiamo memoria
della gran parte degli attuali lottatori
antimafia, e ciò, malgrado ogni loro
compiacente e postuma ricostruzione personale. Non li abbiamo
visti perché non c’erano accanto a
noi o al fianco di coloro che, durante
quella tragica stagione, hanno davvero combattuto Cosa nostra, alcuni
fino a perderci la vita”. Forse troppo
dure le parole del Generale per
chi, come Ingroia ed i giornalisti
de Il Fatto Quotidiano, hanno strenuamente difeso il figlio di Don Vito,
arrivando a definirlo (sono parole
del pm palermitano) “quasi un’icona
dell’antimafia”. Talmente dure le
parole di Mori, che sul giornale di
Padellaro, Travaglio & co. non sono
comparse neppure due righe sull’argomento. D’altra parte, si sa che
al Fatto la faziosità è di casa.
Oltre a quanto già detto, Mori ha
anche fortemente respinto l’ipotesi
di una trattativa segreta fra vertici
delle Istituzioni e Cosa nostra. “Se
avessi saputo, avrei denunciato”. In
più ha duramente ribadito come,
subito dopo le stragi del ’93, non ci
fu nessun cedimento sul carcere
duro ai mafiosi. Le fantomatiche
concessioni sul 41 bis sono tra i
punti cardine del secondo processo
in cui Mori è imputato, quello sulla
presunta trattativa Stato-mafia, la
cui prossima udienza è prevista il
27 giugno. Riguardo questo punto,
Mori ha ricordato che il 16 luglio
1993 l'allora ministro della Giustizia
Giovanni Conso rinnovò, “con tre
giorni d'anticipo, 244 decreti relativi
al 41 bis, determinati l'anno prima
dal ministro Martelli”.
Ha aspettato in silenzio il generale
Mori. Ha atteso che fosse il suo
turno di raccontare la verità, al di là
delle calunnie nei suoi confronti.
Ha parlato, ha spiegato, ha contrattaccato. E non è ancora finita. Appuntamento a lunedì.
4
Domenica 9 giugno 2013
Anniversari
Settantatre anni fa l’Italia entrava in guerra al fianco della Germania, contro Gran Bretagna e Francia
Quell’ora delle decisioni irrevocabili
di Paolo Signorelli
10 GIUGNO DEL 1940, ORE 18.
È la lotta dei popoli poveri e numerosi di braccia…
“La parola d'ordine è una
sola –annuncia Mussolini-,
categorica e impegnativa
per tutti. Essa già trasvola
ed accende i cuori dalle Alpi
all'Oceano Indiano: vincere!
(boato della folla) E vinceremo! Per dare finalmente
un lungo periodo di pace
con la giustizia all'Italia, all'Europa, al mondo”.
Non fu così, ma almeno rimane la consapevolezza,
magari anche solo di qualche minuto (quelli della durata del discorso) di aver
vissuto momenti immortali.
Il resto è storia. Le prime
sconfitte, la tragica campagna di Russia. La decisione
del Gran Consiglio del fascismo di destituire Mussolini. Molti dei suoi gerarchi
gli voltano le spalle. La scelta
del re di affidare l’incarico
a Badoglio. L’Italia che tradisce il suo alleato, la Germania, per passare –da
sconfitti- sul carro dei vincitori. I due lunghi anni della
Repubblica Sociale e della
guerra civile con i partigiani.
Fino all’ignobile epilogo di
piazzale Loreto.
Eppure, di tutta la miseria, la
morte, la devastazione che
porterà la guerra, non c’è e
non può esserci traccia il 10
giugno del ’40. C’è solo la
voglia di credere che qualche
cosa di sensazionale sia possibile. C’è la fiducia cieca
nei confronti di un Duce che
sembra incrollabile. E a distanza di quasi tre quarti di
secolo, tutto questo sembra
cristallizzato nelle immagini
di una Piazza Venezia gremita, come non lo sarà mai
più. Di una folla certa che
guerra voglia dire vittoria,
che voglia dire gloria.
“Mancò la fortuna, non il valore”, come recita la stele
commemorativa della battaglia di El Alamein.
Benito Mussolini annuncia a
ombattenti di terra, di mare e dell'aria! Camicie nere della rivoRoma, all’Italia e al mondo
rittime; noi vogliamo spezzare le catene di ordine territoriale e mililuzione e delle legioni! Uomini e donne d'Italia, dell'Impero e del
la decisione “irrevocabile”:
tare che ci soffocano nel nostro mare, poiché un popolo di quaranregno d'Albania! Ascoltate!
la dichiarazione di guerra è
tacinque milioni di anime non è veramente libero se non ha libero
Un'ora segnata dal destino batte nel cielo della nostra patria.
l'accesso all'Oceano.
stata consegnata agli ambaL'ora delle decisioni irrevocabili.
Questa lotta gigantesca non è che una fase dello sviluppo logico
sciatori di Gran Bretagna e
La dichiarazione di guerra è già stata consegnata agli ambasciatori
della nostra rivoluzione; è la lotta dei popoli poveri e numerosi di
di Francia.
di Gran Bretagna e di Francia.
braccia contro gli affamatori che detengono ferocemente il monoE, ad attendere il discorso
Scendiamo in campo contro le democrazie plutocratiche e reaziopolio di tutte le ricchezze e di tutto l'oro della terra; è la lotta dei podel Duce dell’Impero, c’è la
narie dell'Occidente, che, in ogni tempo, hanno ostacolato la marcia,
poli fecondi e giovani contro i popoli isteriliti e volgenti al tramonto,
Nazione intera.
e spesso insidiato l'esistenza medesima del popolo italiano.
è la lotta tra due secoli e due idee.
Piazza Venezia, via dei Fori
Alcuni lustri della storia più recente si possono riassumere in queste
Ora che i dadi sono gettati e la nostra volontà ha bruciato alle nostre
Imperiali e tutte le vie cirfrasi: promesse, minacce, ricatti e, alla fine, quale coronamento delspalle i vascelli, io dichiaro solennemente che l'Italia non intende tracostanti sono stracolme di
l'edificio, l'ignobile assedio societario di cinquantadue stati.
scinare altri popoli nel conflitto con essa confinanti per mare o per terra.
gente. È il popolo che aspetta
la notizia che cambierà il
La nostra coscienza è assolutamente tranquilla.
(…)
Con voi il mondo intero è testimone che l'Italia del Littorio ha fatto
volto del Paese. Una data,
Italiani!
quanto era umanamente possibile per evitare la tormenta che sconquella del 10 giugno, che,
(…)L'Italia, proletaria e fascista, è per la terza volta in piedi, forte,
volge l'Europa; ma tutto fu vano.
nel bene o nel male, ha sefiera e compatta come non mai. La parola d'ordine è una sola, cate(…)Se noi oggi siamo decisi ad affrontare i rischi ed i sacrifici di
gnato la storia d’Italia.
gorica e impegnativa per tutti. Essa già trasvola ed accende i cuori
dalle Alpi all'Oceano Indiano: vincere!
una guerra, gli è che l'onore, gli interessi, l'avvenire fermamente lo
La guerra, in Europa, c’è già.
E vinceremo, per dare finalmente un lungo periodo di pace con la
impongono, poiché un grande popolo è veramente tale se considera
È iniziata il 1 settembre del
giustizia all'Italia, all'Europa, al mondo.
sacri i suoi impegni e se non evade dalle prove supreme che deter’39. Dopo nove mesi di “non
minano il corso della storia.
Popolo italiano!
belligeranza” il Duce con la
Noi impugniamo le armi per risolvere, dopo il problema risolto delle
Corri alle armi, e dimostra la tua tenacia, il tuo coraggio, il tuo valore!
sua voce tuonante fa il suo
nostre frontiere continentali, il problema delle nostre frontiere ma(Dal discorso pronunciato da Benito Mussolini)
annuncio: “scendiamo in
campo contro le democrazie
plutocratiche e reazionarie
tutto sotto un unico vessillo:
tutti. E allora perché non apdell’Occidente, che in ogni
il fascio. Simbolo di unità e
profittarne? Il Duce, ma anche
tempo hanno ostacolato la
marcia e spesso insidiato
vittoria. Soltanto una Nazione
tutti gli italiani, era convinto
l’esistenza medesima del
compatta e non lacerata dalla
che la guerra fosse ormai
Popolo italiano”. L’entusiasmo
lotta di classe può lanciarsi
alle ultime battute e che la
della piazza è indescrivibile,
nell’impresa imperialistica di
vittoria tedesca fosse quanto
tutti sono convinti della vitconsegnare di nuovo al Paese
mai scontata. Ecco spiegati i
toria lampo e del futuro gloil dominio sul bacino del Memotivi dello stravolgimento
rioso della Patria.
diterraneo e su gran parte
iniziale del piano bellico itaQuando Mussolini si affaccia
del continente africano. Lui,
liano: Mussolini, è ben condal balcone, dinnanzi a lui si
il Duce ci crede fermamente.
sapevole dell'impreparazione
Non è importante il come. E
del paese a sostenere una
scatena il delirio. La folla lo
non è neanche importante
guerra moderna in cui ocaccoglie con applausi e grida
il fatto che la Germania stia
correvano carri armati, aerei
ai limiti dell’isterismo. Un’envincendo nettamente e che
e munizioni. Per questo agitrata in guerra che sembra
Benito Mussolini annuncia l’entrata in guerra
quindi la vittoria sarebbe solsce nella prospettiva di un
destinata a rovesciare il deintervento nel conflitto per il
stino del mondo, a ribaltare i troni dei po1942, data entro la quale penlunghe e dolorose laceraziotenti e ad esaltare il
sava che l'Italia avrebbe comni, salvo poi cedere e scedestino dei diserepletato la sua preparazione.
gliere la via delle armi. D’aldati. Una guerra che
Ma c’è da dare una svolta. E
tronde, i trionfi della macchina
è davvero la prosepoco importa se l’Italia non
da guerra tedesca, capace
cuzione di quella del
è pronta al cento per cento.
in poche settimane di annientare la Polonia, la Nor’14-’18. La resa de
10 giugno 1940, “Popolo itavegia, la Danimarca e la Franconti, la reazione conliano corri alle armi”, recita
il Popolo d’Italia.
cia, erano sotto gli occhi di
tro gli inganni e le
ingiustizie
della
“pace ingiusta” di
Versailles, della vittoria “mutilata”.
Lui, il Duce, lo sa. Ed
è convinto che non
ci sia più tempo da
perdere. Se l'Italia
vuole, nel prossimo
futuro, un ruolo da
protagonista nella politica internazionale,
deve assolutamente
prendere parte a
questa guerra. Assolutamente. E poco
importa se molti suoi
collaboratori (Galeazzo Ciano, Ministro
degli Esteri e genero
del Duce, in primis),
che conoscono l’imUn cittadino legge sul nostro giornale la notizia sulla dichiarazione di guerra
preparazione del
proprio esercito e la
guerra pensando che il potanto poco più di una mera
scarsità degli armamenti a
polo, una volta messo il fucile
partecipazione, non di certo
disposizione, sono contrari
in spalla, non lo avrebbe più
da protagonisti. Conta solo
ed abbiano molti dubbi e
lasciato fino al compimento
vincere. E lo sa anche il potormenti.
della rivoluzione.
polo. Non aspetta altro. Lo
C’è la storia da riscrivere.
I dubbi, però, ci sono. Musstesso popolo che, qualche
Mussolini vuole trasformare
la “piccola” Italia, quasi semsolini ne è consapevole. Lui
anno più tardi, lo tradirà. Trapre derisa e calpestata, in
stesso, prima di prendere
dirà il suo Duce. Mussolini
10 giugno del 1940, Piazza Venezia stracolma di gente
una potenza vincitrice. E
questa decisione, ha vissuto
aveva favorito l’entrata in
C
Domenica 9 giugno 2013
5
Società
Ogni anno, sembra essere diventata ormai una consuetudine, salta fuori uno scandalo alimentare
Quando il cibo diventa criminale
Mozzarelle di bufala alla diossina, passata di pomodoro cinese spacciata per italiana, olio tagliato e di dubbia
provenienza. I tarocchi del ‘made in Italy’: un giro d’affari che muove milioni di euro in tutto il mondo
on solo droga, armi e gioco d’azzardo tra le attività illecite della criminalità organizzata. Anche il cibo
diventa un business del malaffare.
Le truffe sul biologico ingannano
quasi un italiano su due, il 46%, che lo mette
nel carrello della spesa, ma anche i quasi
50mila produttori agricoli che lo producono
con serietà, costi ed impegno nelle proprie
aziende in Italia. È quanto denunciato dalla
Coldiretti, sulla base dei dati Ismea, dopo la
vasta operazione dei militari della Guardia di
finanza di Cagliari che hanno eseguito 16 ordinanze di custodia cautelare, quattro in
carcere e 12 agli arresti domiciliari, nei confronti di una organizzazione, che aveva come
vertice una azienda di Capoterra (Cagliari),
che avrebbe sfornato false certificazioni
relative a prodotti biologici, destinati al mercato
nazionale ed europeo, senza che i prodotti
fossero realmente ''bio''. Migliaia di tonnellate
di mais, soia, spacciati come prodotti sani e
nostrani che invece provenivano da Ucraina,
India e Turchia, ed erano contaminati con potenti pesticidi molto dannosi per la salute.
Una truffa che colpisce un mercato che ha
registrato un aumento record dei consumi
del 7,3 per cento nel 2012 e che tra esportazioni e consumi interni sviluppa un giro d'affari
complessivo stimato pari a circa 3 miliardi di
euro, secondo la Coldiretti. Un fatturato che
pone l'Italia al quarto posto al livello europeo
dietro Germania, Francia e Regno Unito e in
sesta posizione nella classifica mondiale.
olive è un’immagine che si vede ormai solo
nelle pubblicità. I porti del Sud sono i centri
dove transita il maggior numero di merci contraffatte, in particolare a Napoli e Salerno.
L’ultima frontiera della falsificazione, è scritto
nel libro, è la deodorazione, un sofisticato
meccanismo di manipolazione per rendere
accettabile a palati esperti oli di scarsa qualità.
Capita anche che venga venduto come vergine
l’olio lampante, quell’olio che presenta caratteristiche tali da non essere adatto all’alimentazione perché troppo acido, oltre il 2% di
acidità, e che in passato veniva utilizzato per
alimentare le lampade a olio.
N
LE PRINCIPALI VICENDE CHE
HANNO SCONVOLTO L’ITALIA
1986
2001
2003
2008
vino al metanolo
2010
2011
2012
la mozzarella blu
mucca pazza
allarme aviaria
carne alla diossina a seguito
della contaminazione nei mangimi
e latte alla melamina in Cina
il batterio killer e.coli dei cetrioli
scandalo carne di cavallo
I precedenti. Non si tratta di un caso isolato.
Ormai ogni anno sembra essere una consuetudine quella degli scandali alimentari. Mozzarelle di bufala alla diossina, concentrato di
pomodoro con il Vesuvio in etichetta ma proveniente dalla Cina, olio italiano che di italiano
non ha proprio nulla. Basta andare in un qualsiasi supermercato per verificarlo: leggete le
etichette di alcune bottiglie d’olio, in molte
troverete ‘provenienza mista Comunità Europea”
Fino ad arrivare ai recenti scandali dalla
carne di cavallo nelle confezioni di pasta
fresca, all'ipotesi della carne di cane per la
preparazione di alcuni cibi o dei batteri coliformi, solitamente presenti nelle feci, scoperti
nelle torte al cioccolato Ikea in Cina. Storie
da far passare l’appetito. Per sempre.
Ed è tutto nero su bianco in un libro ‘Cibo
Criminale’ scritto da Mara Monti e Luca Ponzi.
il 'Gomorra' dell'agroalimentare italiano, un'impietosa fotografia delle maxitruffe che muovono
un giro d'affari enorme e che, in molti casi, rischiano addirittura di avvelenare le tavole di
tantissime famiglie.
L'Italian sounding (ovvero quel valore aggiunto
attribuito ai prodotti per il solo fatto di richiamare all'Italia), a livello mondiale ha un giro
d'affari che supera i 60 miliardi di euro, ben
164 milioni al giorno. Ma c'è un'anomalia:
questa cifra è 2,6 volte superiore al valore
delle esportazioni agroalimentari italiane. Ciò
significa che per ogni prodotto veramente
made in Italy ce ne sono in commercio almeno
3 che di italiano hanno solo il nome. A questo
poi si aggiunge il giro d'affari dell'agromafia
stimato in 12,5 miliardi di euro all'anno con
guadagni che incidono su tutta la filiera, dalla
produzione alla commercializzazione finale.
Tutelare i produttori onesti. "Bisogna tutelare da atteggiamenti folli e dalla competizione sleale tutte le imprese che stanno nel
gioco in maniera onesta - dicono il presidente
e il direttore di Coldiretti Campania, Gennarino
Masiello e Prisco Lucio Sorbo - Scegliendo
un prodotto garantito italiano, sappiamo che
oltre ad aiutare la nostra filiera agroalimentare,
acquistiamo un alimento garantito, coltivato
in un certo modo e che risponde a degli
standard qualitativi molto rigidi. Il consumatore
non deve lasciarsi ingannare da indicazioni
forvianti e deve fidarsi solo del vero marchio
italiano per portare sulla propria tavola un
prodotto di qualità, salutare e che racconta
una storia e una tradizione antica del suo territorio''.
Di fronte al ripetersi di frodi che riguardano
l’importazione di prodotti falsamente biologici
è necessario – sottolinea la Coldiretti – che
sia facilmente riconoscibile in etichetta la
produzione ottenuta con materia prima e
standard nazionali, per consentire ai consumatori di fare scelte di acquisto consapevoli
sulla reale origine del prodotto acquistato. In
attesa che questo avvenga, il consiglio è
quello di acquistare i prodotti biologici direttamente nelle aziende, nelle botteghe e nei
mercati degli agricoltori di Campagna Amica
che garantiscono l’origine nazionale degli
alimenti in vendita.
L’oro bianco di Napoli. La mozzarella di
bufala, delizia della produzione campana, ma,
sempre più spesso, maltrattata. In Giappone
arriva ad essere venduta anche a 60 euro al
chilo. Eppure furono proprio i giapponesi e i
coreani i primi a bloccarne le importazioni
nel 2008 di fronte all’allarme diossina (che
poi sembrerebbe rientrato) in relazione agli
incendi dei cumuli di immondizia e il rilascio
di sostanze cancerogene che sarebbero finite
nei pascoli degli animali da latte. I test hanno
mostrato livelli superiori alla norma in almeno
il 14% nei caseifici analizzati di alcune province.
Poi ci sono i falsi, i tarocchi. Un mercato
parallelo della contraffazione che secondo al-
cune stime vale ogni anno 100 milioni di euro
e smercia circa 8 milioni di chili di mozzarella
taroccata in Italia e all’estero. Secondo le indagini della Procura di Napoli, chi adultera le
mozzarelle sostituisce almeno uno dei quattro
litri di latte previsti con latte proveniente dalla
Lituania, dall’Estonia e dalla Polonia e si accenna
persino a latte in polvere in arrivo dall’India.
Olio, altro che made in Italy. Parola d’ordine
trasformare. Già, perché la spremitura delle
I dati. Da uno studio di Coldiretti è emerso
che 6 italiani su 10 hanno paura di consumare
cibi contaminati dopo che negli ultimi anni si
è assistito a una escalation di allarmi sanitari
a tavola. Le emergenze alimentari sono storia
vecchia: solo in tempi più recenti, ricordano
da Coldiretti, c’è stata in media una all’anno,
dalla mucca pazza all’aviaria, dal latte cinese
alla melamina a quello tedesco alla diossina,
dalla mozzarella blu al batterio killer nei germogli.
Da uno studio di Coldiretti sull’attività del Nucleo anti sofisticazione dei Carabinieri è emerso che le frodi alimentari scoperte solo in
Italia hanno portato, nel 2012, al sequestro di
quasi 20 milioni di chili di prodotti alimentari
e bevande per un valore di 468 milioni di
euro. I prodotti alimentari più colpiti dalle
frodi sono stati, dicono da Coldiretti, farine,
pane e pasta (16 % in valore del totale sequestrato), quello della carne e degli allevamenti (11%), latte e derivati (8 %), vini e
alcolici (5%). Va inoltre precisato, sottolineano
da Coldiretti, peraltro che ben il 31 % del
valore dei sequestri riguarda la ristorazione
con la chiusura dei locali.
Il rischio Cina. Secondo i numeri di Coldiretti, basati sullo studio dell’Agenzia europea
per la sicurezza alimentare (Efsa) che ha valutato gli effetti combinati di una esposizione
incrociata a diversi agenti chimici con proprietà
tossicologiche simili, i cibi con valori oltre i
limiti sono moltissimi: cavoli cinesi che in più
di quattro casi su cinque, 83%, sono risultati
oltre i limiti, broccoli il 77% dei casi, pomodori
cinesi fuori norma nel 47% dei casi, uva
indiana con il 65% di superamento dei limiti,
pepe indiano con il 42%, a seguire piselli sloveni, aglio argentino e patate brasiliane.
Carola Parisi
6
Domenica 9 giugno 2013
Esteri
MILIONI I FILE IN USCITA VERSO L’EUROPA, MA NESSUNO OSA APRIRE BOCCA
SANTA MONICA: UN PAZZO APRE IL FUOCO SULLA FOLLA
Usa, scandalo intercettazioni:
Barack Obama in difficoltà
Strage in California
a due passi da Obama
L’amministrazione di governo non può nascondere l’imbarazzo per la vicenda. Sinistra e destra radicale
si schierano contro la Casa Bianca. Intanto, continua la polemica sul coinvolgimento dei big del web
di Federico Campoli
n vero e proprio terremoto quello delle intercettazioni. Non solo
per l’amministrazione
Obama, ma per tutta la società.
In particolare, sembra che si
stia ridimensionando il modo
di vedere il sistema da parte
degli americani. Va bene l’occhio vigile dello Stato, va bene
la sorveglianza stretta per evitare un altro 9/11, va bene pure
dichiarare guerra al terrorismo
in ogni angolo del mondo. Ma
entrare nella vita privata dei
cittadini sembra un passo più
lungo della gamba. La Nsa (National Security Agency), considerata da molti di gran lunga
più potente della Cia, effettivamente non è stata smentita. E’
questa, infatti, la società di sicurezza che ha messo sotto
controllo milioni di telefoni, profili
Facebook e carte di credito.
U
SIRIA
Farnesina:
“Silenzio su Quirico”
l giornalista de La Stampa
Domenico Quirico è vivo ma
la situazione è delicata e per
questo motivo il Ministero degli
Esteri ha chiesto ai media italiani
di mantenere una linea di “assoluto riserbo”. “Tutto quello
che sappiamo è che è vivo e
sta bene. Ora aspettiamo notizie
certe”, ha detto una delle figlie.
Insomma, la Farnesina e i familiari preferiscono il profilo
basso.
Nel frattempo, però, altri due
giornalisti sono stati rapiti. Si
tratta di due francesi: Diedier
Francois, reporter della stazione
radio Europe 2, e Edouard Elias,
fotografo.
A differenza delle autorità italiane - tuttavia, da Tokyo - il
presidente francese Francois
Hollande alza la voce e mette i
puntini sulle ‘i’: “Chiedo che
questi giornalisti siano immediatamente liberati perché non
rappresentanti di uno Stato,
ma uomini che lavorano perché
il mondo possa ricevere informazioni”. E ancora: “I giornalisti
devono essere trattati come
giornalisti”, ha aggiunto.
“I contatti sono stati in effetti
persi con i due giornalisti dei
quali – ha spiegato Hollande –
non conosciamo ancora esattamente le condizioni”.
Giuseppe Sarra
Tra i “grandi spiati” c’erano anche i motori di ricerca Micorsoft,
Yahoo!, Google, PalTalk, Aol,
Skype,Youtube, Apple. Sembra
strano, ma pare che si siano
dimenticati di Twitter, nonostante
sia stato il motore delle primavere arabe. Tra i dati raccolti
c’era veramente di tutto. Email,
conversazioni chat, video, foto,
dati generali, file di vario genere,
password, dettagli sull’attività
sui social network e tanto altro
ancora. Una rete di spionaggio
estremamente ratificata, dunque. In realtà, già se ne parlava
da tempo di un possibile controllo serrato da parte del governo sui cittadini. Ma i più
arditi sostenitori di questa tesi
sono spesso stati bollati come
“complottisti” o, più in generale,
come pazzi esaltati. E invece
hanno avuto ragione proprio i
“pazzi esaltati”. Le grandi società di rete hanno negato qualsiasi coinvolgimento diretto con
il governo. Lo stesso Mark Zuckerberg, il fondatore di Facebook, nega ogni legame con
le agenzie di Washington e soprattutto nega di aver rilasciato
qualsiasi autorizzazione per accedere ai file degli utenti. Poco
importa, a questo punto è difficile credere che la Nsa chiederebbe il permesso. Ma ora
la questione sembra che possa
andare oltre il nazionale. Se le
conversazioni degli americani
erano sotto controllo, ciò significa che lo erano anche quando
quelle dirette in altre zone del
mondo. Secondo il Washingotn
Post, solo tra Usa e Europa, ad
esempio, intercorrerebbero oltre 2.972 gigabit per secondo.
In altre parole, milioni e milioni
di file, che puntualmente venivano copiati e archiviati dal governo americano. Ovviamente,
Bonino e i suoi colleghi europei
non hanno ancora pronunciato
parola sull’accaduto. Barack
Obama non può nascondere
l’imbarazzo per l’intera vicenda. Ma vuole rassicurare i cittadini dicendo che i dati raccolti
sono i cosiddetti “metadata”.
In pratica, si tratta di informazioni generali sul tipo di file e
sul genere di conversazione
avvenuta (pericolosa o meno),
ma nulla avrebbe lasciato trasparire sui contenuti e sull’identità dell’intercettato. Se
così fosse, e se il governo avesse agito secondo legge, oggi
Obama non potrebbe vantare
l’enorme numero di arresti,
per sospette attività terroristiche. Ora il Presidente Usa dovrà barcamenarsi in questa
tempesta, mentre dalla sua si
sono schierate le ali moderate
dei democratici e dei repubblicani. Ma la sinistra liberal e
la destra libertaria hanno dichiarato guerra al governo.
Chissà con chi sta l’opinione
pubblica.
eekend di fuoco in
America. A Santa
Monica, un uomo vestito di nero ha sparato ripetutamente tra la folla, uccidendo 4 persone e ferendone gravemente un’altra.
Dopo qualche ora, è stato
freddato dalla Polizia. In Arizona, invece, un bimbo di 4
anni trova una pistola e spara
al padre. L’uomo è morto
sul colpo.
Ore di paura in California.
La strage è avvenuta mentre
il presidente degli Stati Uniti,
Barack Obama, si trovava in
zona per un evento di beneficienza ma – da quanto
è stato comunicato dalle autorità - le due vicende non
sembrano collegate. La furia
omicida dell’uomo ha avuto
inizio poco prima di mezzogiorno. Una serie di colpi
provenienti da un’abitazione
W
Eurosky Tower .
Entrare in casa e uscire dal solito.
che successivamente è stata
data alle fiamme.
Secondo le testimonianze
dei passanti, l’uomo era vestito interamente di nero con
una cartuccera alla cintura
e un grosso fucile in mano,
e ha aperto il fuoco anche
contro autobus e automobili.
Allarmatosi dall’arrivo della
Polizia, è entrato in un’università continuando a sparare; ferendo la portavoce
della Polizia Jacqueline Seabrooks. Mentre l’omicida
cercava di barricarsi all’interno della biblioteca è stato
ucciso dagli agenti della Polizia.
Tragica morte per un uomo
in Arizona. Mentre stava facendo visita ad un amico,
dalle prime ricostruzioni
della Polizia, il figlio di 4
anni ''ha trovato una pistola
in casa e accidentalmente
è partito un colpo che lo ha
raggiunto al petto''. Il personale del Yavapai Regional
Medical Center ha potuto
soltanto che constatare il
decesso.
Giuseppe Sarra
SUDAFRICA
Mandela torna
in ospedale:
“è grave”
I
elson Mandela torna a
lottare contro il suo cattivo stato di salute. L'ex presidente sudafricano è stato
infatti nuovamente ricoverato in ospedale, dove si
trova in "condizioni gravi
ma stabili". Lo ha reso noto
un comunicato della presidenza sudafricana.
Mandela, 94 anni, è stato
portato in ospedale intorno
all'1.30 della scorsa notte
per una ripresa dell'infezione polmonare di cui ha
sofferto. "L'ex presidente
sta ricevendo cure specialistiche e i medici stanno
facendo il possibile per farlo sentire meglio", precisa
il comunicato diffuso dalle
autorità della repubblica.
“Madiba”, come viene affettuosamente chiamato in
Sudafrica, era stato dimesso
in aprile dopo un ricovero
di dieci giorni in ospedale
dovuto ad una polmonite.
N
La parte migliore è quando si torna a casa
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7
Domenica 9 giugno 2013
Italia
DA ROMA E DAL LAZIO
LA GIORNATA CONCLUSIVA DELLA CAMPAGNA ELETTORALE PER IL BALLOTTAGGIO
TRAGEDIA SFIORATA ALL’AEROPORTO DI FIUMICINO
Marino ride e balla:
buon voto, romani…
Problemi al carrello: atterraggio
di emergenza per Wizz Air
Manovra “spericolata” del pilota limita i danni:
solo due feriti. Ritardi e disagi, aperta l’inchiesta
Aneddoti, “daje”, ma nessun cenno alla questione della onlus “Imagine”
C’è spazio solo per la sfilata dei suoi “compagni”, da Pisapia alla Serracchiani
attute finali prima
del voto e comizi
finali per i due candidati. Marino e
Alemanno hanno scelto due
diverse modalità per chiudere la loro campagna elettorale che li ha condotti al
ballottaggio di domenica 9
e lunedì 10 giugno. Scelta
itinerante per il sindaco
uscente, che tocca 5 piazze
della città a bordo del suo
scooter, e mobilitazione di
tutto il partito a piazza Farnese per il medico genovese, che opta per una location meno pretenziosa rispetto a San Giovanni e
più facilmente riempibile.
Marino chiama a raccolta
tutto l’organigramma del
Partito democratico a lanciargli la volata. Da Pisapia,
il sindaco milanese preso
B
come modello per un suo
eventuale mandato (e il che
è tutto dire), alla Serracchiani, dal segretario Epifani al sindaco cagliaritano
(sotto inchiesta per abuso
d’ufficio) Massimo Zedda.
Unico rappresentante capitolino del partito: Nicola
Zingaretti. E non a caso dei
problemi di Roma si parla
molto poco. Così come ovviamente non viene fatto
cenno al nuovo scandalo
che ha travolto il “professore” e la sua onlus “Imagine”, che gli organi di
stampa stanno opportunamente facendo passare in
cavalleria. Unici leit motiv
del comizio: “liberiamo
Roma da Alemanno” ,insistendo sullo squallido paragone della liberazione di
Roma dai nazisti da parte
PARIOLI
Si vendevano le case
di cui erano affittuari
ltra truffa al quartiere Parioli. Sette persone indagate sospettate
di procurarsi identità e documentazioni fasulle, affittare case
delle quali vantavano la legittima proprietà e rivenderle ad eventuali
compratori e traendo in errore ignari notai dai quali si recavano per
effettuare il rogito. Le vittime una volta ultimata l’operazione di
acquisto, si recavano dal reale proprietario per effettuare le volture
delle utenze, e solo a quel punto prendevano atto del raggiro i loro
danni, scoprendo che l’immobile non era mai stato messo in vendita.
La truffa ha funzionato in almeno 4 casi, in altri è invece sfumata. “ I
sette dovranno ora rispondere di associazione per delinquere, truffa
e falso.
U.C.
A
‘LA GRANDE BELLEZZA’
Monterotondo premia
il cinema italiano
na serata all’insegna del cinema italiano. Un evento che per un
giorno trasforma Monterotondo nella location perfetta per omaggiare
alcune delle migliori opere del grande schermo degli ultimi tempi. Ieri
sera, infatti, nel cortile del castello Orsini, in occasione del 28° Festival
delle Cerase, tradizionale kermesse da sempre dedicata esclusivamente
alla produzione nazionale, si è svolta la serata di premiazione. I
protagonisti sono stati: il regista Paolo Sorrentino, vincitore come
miglior film per ‘La Grande Bellezza’ (reduce da eccellenti critiche ma
da una statuetta mancata a Cannes) e l’affascinante Tony Servillo
premiato come miglior attore. Una giuria popolare di spettatori ha
scelto di premiare anche la pellicola dell’attrice-regista Valeria Golino,
‘Miele’, è lei ad aver vinto come miglior film rivelazione.
Ogni anno il festival, trasferitosi da Palombara Sabina a Monterotondo,
propone con appuntamenti settimanali che si prolungano nel corso di
tutta la stagione, proiezioni accompagnate da incontri e dibattiti con
registi, sceneggiatori, attori e produttori. Per l’occasione, nella serata
di ieri, sono stati assegnati dalla direzione del festival ed offerti dalla
Presidenza della Repubblica e dal Comune di Monterotondo, alcuni
premi speciali: a Daniele Vicari, regista e sceneggiatore italiano, è
andato il premio Presidente della Repubblica, mentre il premio Sindaco
di Monterotondo è stato consegnato a Maria Sole Tognazzi per
“Viaggio sola”.
U
Il servizio completo della serata sarà visibile nella sezione video
de Il Giornale d’Italia Portale
C.P.
degli alleati, di cui è ricorso
l’anniversario da pochi giorni e le solite storielle sulle
signore “Franca” e “Anna”
della situazione. L’apice del
cattivo gusto è stato raggiunto quando è stato riproposto l’aneddoto del
bambino che, durante il volantinaggio alla scuola elementare “Di Donato”( messo in atto in prima persona
da Marino stesso e per il
quale è stato oggetto di feroci critiche per l’inopportunità del gesto), avrebbe
affermato che se dovesse
riconfermarsi Alemanno
“non sarebbe più andato a
scuola”. Ora, passi il fatto
che un bambino delle elementari è assai improbabile
solo che sappia chi sia il
sindaco di Roma, fa riflettere quanto il candidato di
centro sinistra non riesca a
prescindere da questa sterile elementare propaganda volta a celare una linea
programmatica carente, tipica, per dirla con Alemanno, “di chi si occupa di politica dal 2006 e di Roma
da tre mesi”.
Comizio che quindi volge
alla chiusura con il solito
accorato “daje” e sulle note
di Jovanotti grazie alle quali
il candidato ci regala un
penoso balletto, nel tentativo di risvegliare uno spento pubblico.
Ora la parola va alle urne,
dove si spera che a prevalere questa volta non sia
l’astensionismo che al primo turno ha lasciato a casa
la metà dei romani e che
“ha premiato l’apparato”.
Ugo Cataluddi
omenti di panico, ieri mattina, per 165 passeggeri
a bordo di un aereo Wizz
Air in viaggio da Bucarest a Roma.
Il velivolo doveva arrivare all’aeroporto di Ciampino ma a causa
di un problema al carrello sinistro
Il comandante del velivolo ha
chiesto un atterraggio di emergenza all’aeroporto di Fiumicino,
perché ha la pista è più lunga. All'aeromobile non si sarebbe aperto
il carrello sinistro e l'atterraggio
è avvenuto con il solo carrello
destro e con un motore. “Un atterraggio spericolato, compiuto
con molta maestria - ha affermato
il dirigente della polizia di frontiera
di Fiumicino Antonio Del Greco Il pilota, che è italiano, è riuscito
a portare giù l'aereo con un solo
carrello e a fare un atterraggio
morbido”. I passeggeri sono scesi
dagli scivoli e la procedura d’emer-
M
genza si è svolta regolarmente
senza particolari problemi, anche
se al momento risultano tre feriti,
tra cui una donna incinta con
dolori all'addome e un’altra persona per contusioni al torace.
Non sono mancati i disagi ai voli:
Alitalia ha posticipato i voli con
punte sino a 4 ore di ritardo. Lo
fa sapere la stessa compagna in
una nota, aggiungendo che alcune
tratte sono state anche soppresse.
Sull’accaduto la Procura di Civitavecchia ha aperto un fascicolo.
Il pm Alessandra D’Amore procede, contro ignoti, per disastro
colposo. L’aereo è stato messo
sotto sequestro per permettere a
un consulente di stabilire le cause
dell’incidente. Anche l’Agenzia nazionale per la Sicurezza del volo
ha aperto immediatamente l’inchiesta di sicurezza di competenza
sull'incidente.
8
Domenica 9 giugno 2013
Italia
Si vota per il ballottaggio in 67 città. In Sicilia al via il primo turno
Non solo Roma: mezza Italia ai seggi
Nell’Isola occhi puntati sui capoluoghi Catania, Messina, Ragusa e Siracusa
Sfide importanti anche sulla penisola tra Siena, Brescia,Treviso e Ancona
di Barbara Fruch
ggi e domani seggi aperti
in molte città italiane, oltre
al ritorno alle urne di 67
comuni interessati dal
ballottaggio in Sicilia si
apre la sfida per il primo turno delle
elezioni. Saranno quindi circa sei
milioni i cittadini chiamati a votare
per queste amministrative che si
terranno in ben 208 comuni a partire
dalle 8 di oggi sino alle 22 e poi
dalle 7 alle 15 di domani.
O
In Sicilia - Nell’isola del sud Italia
si voterà in 142 comuni (39 sono
quelli per i quali si applica il sistema
elettorale maggioritario a doppio
turno), tra cui quattro capoluoghi di
provincia, ovvero Catania, Messina,
Ragusa e Siracusa. Da un punto di
vista politico gli occhi sono puntati
soprattutto sul movimento 5 stelle,
che in queste amministrative metterà
alla prova la sua tenuta, dopo gli
ottimi risultati riscossi a ottobre per
le regionali e alle politiche di febbraio. Il centrodestra cercherà di
mantenere la propria supremazia,
guardandosi dagli attacchi di un
centrosinistra che potrebbe sfruttare
il momento d'incertezza dei grillini.
A Catania la poltrona di sindaco è
contesa da sei candidati, espressione
di 15 liste. All'uscente Raffaele Stancanelli, sostenuto dal centrodestra,
si opporrà innanzitutto l'ex sindaco
Enzo Bianco, appoggiato dal centrosinistra. Gli altri pretendenti sono
Lidia Adorno (Movimento 5 Stelle)
Maurizio Caserta (Catania Maurizio
Caserta sindaco), Matteo Iannitti
(Catania bene comune), e Tuccio
D’Urso (Aggiusta Catania). Anche a
Messina sono 6 gli aspiranti primi
cittadini: per il centrosinistra si candida Felice Calabrò mentre con il
Pdl c’è Enzo Garofalo. Poi ancora
Maria Cristina Saija (Movimento 5
Stelle), Alessandro Tinaglia (movimento politico ‘Reset’) Gianfranco
Scoglio (appoggiato dagli ex An
con la lista ‘Nuova Alleanza’); e il
pacifista Renato Accorinti, con l'omonima lista. A questi sei candidati
avrebbe dovuto aggiungersi Angelo
Villari, escluso per un ritardo nella
consegna della lista che lo appoggiava. A Ragusa la corsa sarà tra
l'ex Udc Franco Antoci, sostenuto
dal Pdl e da liste civiche; Giovanni
Cosentini, appoggiato dal centrosinistra e dall'Udc; Giovanni Iacono,
in corsa per Sel e un'altra lista; Federico Picciotto per il Movimento 5
Stelle; Francesco Barone per il PidCantiere popolare; ed Enrico Patania,
appoggiato dal Movimento città. A
Siracusa, dove il Pdl si presenta diviso, i candidati invece sono otto. La
frangia più consistente del Popolo
della Libertà appoggia il segretario
provinciale dell'Udc Edy Bandiera;
mentre il deputato regionale pidiellino Vincenzo Vinciullo, con altre
quattro liste, sostiene Ezechia Paolo
Reale. Il centrosinistra punta invece
su Giancarlo Garozzo; mentre Marco
Ortisi è il candidato del Movimento
5 Stelle. Gli altri in corsa sono Santi
Pane, Pucci La Torre, l'ex senatore
Franco Greco e Gianni Briante.
L’eventuale ballottaggio, nei Comuni
con popolazione superiore a 15 mila
abitanti, dove è in vigore il sistema
elettorale a doppio turno, si terrà il
23 e 24 giugno.
In Italia - Nel resto d’Italia sono i
67 comuni chiamati ballottaggio per
le comunali, tra cui ci sono undici
capoluoghi di provincia (Brescia,
Lodi, Treviso, Imperia, Siena, Ancona,
Roma, Viterbo, Avellino, Barletta,
Iglesias). Sfide interessanti si aprono
in alcuni centri. A Siena, polo storicamente democratico, dopo lo scandalo del Monte dei Paschi per la
prima volta da 20 anni il candidato
di sinistra non ha vinto al primo
turno. Bruno Valentini e il centrosinistra devono quindi passare dal
ballottaggio per battere il centrodestra di Eugenio Neri, sebbene
da una posizione di larghissimo
vantaggio (39,5% contro 23,37% al
primo turno). Occhi puntati anche
su Brescia, dove lo scarto tra i due
candidati al primo turno è stato di
pochissimo (0,07%, pari a 74 voti):
38,1% per Emilio Del Bono (centrosinistra) e 38% per Adriano Paroli
(centrodestra). Particolare anche la
situazione creatosi a Treviso dove il
centrosinistra di Giovanni Manildo
potrebbe battere Giancarlo Gentilini,
84 anni e quattro mandati da sindaco,
simbolo della Lega Nord nel Veneto.
Manildo ha chiuso il primo turno in
vantaggio per 42,55% contro 34,81%
per l’avversario del centrodestra.
MILANO E UDINE - DUE SQUALLIDE STORIE DI VIOLENZA
LA CRISI UCCIDE ANCORA
L’incubo dei minori:
tra abusi e pornografia
Il dramma di due disoccupati
i “travestiva” da uomo per
abusare di una bambina
di tre anni. Una storia
squallida quella che proviene da
Milano, dove la segretaria di una
scuola materna, M.B. di 54 anni,
è stata rinviata a giudizio con le
accuse di violenza sessuale e
percosse. Un intreccio torbido
fatto di colpi di scena e di risvolti
imprevedibili, che ha lasciato di
stucco gli stessi investigatori.
La storia, come racconta ‘Il Giorno’ risale al luglio del 2011, ma
che solo venerdì, con il processo,
è venuta fuori con forza. Tutto
nasce dalla denuncia di una famiglia, il 2 agosto 2011, alla locale caserma dei carabinieri: la
loro bimba di tre anni aveva cominciato a mostrarsi inquieta,
angosciata (I genitori di un altro
bambino iscritto alla stessa scuola avevano denunciato fatti simili,
ma il caso è stato archiviato).
Con l’aiuto di uno psicologo la
piccola fa emergere il suo incubo:
parla di un uomo senza capelli
che entrava “nella stanza del riposino”, l’ala della scuola dedicata
all’ora di sonno. Nessun uomo,
però, aveva accesso al dormitorio. Viene poi fuori il nome di
una donna, una segretaria con
un’esperienza trentennale (che
era stata maestra prima di passare “per problemi di salute”
S
alla parte amministrativa), la
quale chiedeva di vegliare i piccoli
nell’ora della nanna. Per le maestre nessun problema. Grazie a
telecamere e controlli sui telefonini, i carabinieri scoprono che
la segretaria soffriva da un anno
di cancro, e aveva perso i capelli
per colpa della chemioterapia.
Indossava una parrucca, dunque,
che toglieva al momento in cui
restava sola coi piccoli, nella penombra della stanza dedicata al
loro riposo. Qui, sempre secondo
la ricostruzione dell’accusa, sarebbe iniziato l’incubo, almeno
per la bambina di tre anni. La
donna “che faceva un gioco di
magia, si trasformava in un maschio e cambiava voce”, così
hanno raccontato anche altri
alunni, si sdraiava vicino ai piccoli, “per fare le coccole”. Coccole
che, stando al racconto della
piccola e alla ricostruzione degli
inquirenti, si sarebbero trasformate in una vera e propria violenza sessuale accompagnate
spesso da minacce e percosse.
Nell’ottobre del 2011 la segretaria
fu iscritta nel registro degli indagati. Ora il rinvio a giudizio:
la prima udienza è stata fissata
al 26 settembre prossimo.
Una storia di violenza sessuale
e pedopornografia, invece, quella
che coinvolge il toscano Maurizio
Mandato, 32 anni, un tempo collaboratore del vivaio dell’Udinese
calcio. Nel computer personale
dell’uomo sono venute alla luce
una gran quantità di fotografie
che ritraggono bambini nudi,
scattate, secondo gli inquirenti,
approfittando dell’attività di organizzatore di campi estivi di
preparazione al gioco del calcio,
sia a Silea che in Toscana. L’uomo, da venerdì si trova agli
arresti domiciliari su ordinanza
di custodia cautelare emessa dal
giudice per le indagini preliminari
di Venezia Andrea Odoardo Comez, per il reato di violenza sessuale nei confronti di minorenne.
È inoltre indagato per il reato di
pedopornografia. Gli accertamenti
nei confronti dell’allenatore hanno
preso il via proprio sulla base di
un esposto presentato dalla società bianconera, la quale denunciò che Mandato aveva organizzato corsi di calcio in Toscana spendendo indebitamente
in nome dell’Udinese. La guardia
di finanza si è quindi recata nell’abitazione dell’uomo per una
perquisizione, nel corso della
quale sono state scoperte le fotografie a sfondo sessuale di
minorenni. Mandato sarà interrogato dal gup la prossima settimana.
B.F.
A Roma un 38enne ha tentato il suicidio
mentre a Cremona un 45enne si è impiccato
a crisi continua a mietere vittime. Dopo
l’ennesimo suicidio di un disoccupato
avvenuto venerdì nel cremonese anche
ieri un uomo, di 38 anni, ha tentato di togliersi
la vita. Fortunatamente il gesto estremo è
stato evitato grazie all’intervento della polizia
e die vigili del fuoco. È successo a Roma,
nel quartiere Tuscolano, alle 9.30 quando il
38enne disoccupato si è arrampicato sulla
fioriera del terrazzo di casa, al settimo piano,
e ha minacciato di gettarsi nel vuoto. Vigili
e agenti, dopo una chiamata al 113, hanno
disposto sotto l’edificio il telo gonfiabile anticaduta e hanno cercato di instaurare un
dialogo con l'uomo. “La porta di ingresso
dell’appartamento - riferisce una nota della
polizia - era chiusa dall’interno ma gli agenti
sono riusciti a entrare da una finestra aperta
di un appartamento attigua e, senza farsi
notare, sono usciti sul balcone e hanno bloccato il 38enne. Visibilmente scosso e molto
agitato l’uomo è stato convinto dagli agenti
a farsi accompagnare in ospedale dove è
stato poi ricoverato e posto sotto osservazione dai medici”. E proprio agli agenti il
disoccupato ha confessato di essere senza
lavoro e privo di qualsiasi mezzo di sostentamento, impossibilitato quindi a far fronte
alle spese quotidiane e al pagamento delle
bollette.
Sono stati gli stessi problemi anche a spingere un altro disoccupato, 45enne, sposato
e padre di due figli, al suicidio. È successo
venerdì pomeriggio a Borgo Serio, frazione
di Castelleone (Cremona). L’uomo ha legato
L
una corda alla plafoniera del soffitto nella
cantina di casa e si è lasciato cadere. Sono
stati i familiari ad allertare i carabinieri,
dopo averlo cercato invano tutto il pomeriggio, temendo che il congiunto si fosse allontanato per uccidersi. Come spiegano
gli stessi parenti infatti il 45enne, di origini
albanesi, era disperato per l’assenza di una
occupazione fissa (anni fa lavorava come
operaio in un’azienda del paese) e, da
quanto si è appreso, soffriva di depressione
proprio per questo motivo. Perso il lavoro,
ha cercato di reagire adattandosi a fare di
tutto: inizialmente svolgendo prestazioni occasionali (un paio d’incarichi a tempo determinato) ma negli ultimi tempi la situazione
era peggiorata. Proprio per le difficoltà l’uomo era assistito dai servizi sociali, aveva
avuto accesso ai bonus riservati ai nuclei
familiari in difficoltà (ad esempio la Dote
Scuola), ma col passare dei mesi i lavoretti
sporadici sono progressivamente diminuiti
e la speranza di riuscire a trovare un impiego
continuativo è scomparsa.
B.F.
9
Domenica 9 giugno 2013
Medicina
Sono 7mila le persone colpite da melanoma, 11mila nuovi casi nel 2012 ed almeno 4 le vittime ogni 24 ore
Gli italiani ‘maniaci’ dell’abbronzatura
Un rapporto controverso quello degli abitanti del Belpaese con il sole. Il paradosso: più di uno su 3 si spaventa
dalla comparsa sulla pelle di un nuovo neo, ma non rinuncia ad almeno una settimana di tintarella pericolosa
di Carola Parisi
alcuni problemi legati ad una eccessiva e non protetta esposizione al sole. Dall’indagine è infatti emerso che il 94%
delle persone in spiaggia non indossa la maglietta, l’87%
non usa il cappello o altri copricapi, e il 22% non fa uso di
creme protettive. Le conseguenze non sono soltanto le più
‘lievi’ come scottature ed eritemi, ma si fanno molto serie
quando si rischia di ammalarsi di tumore.
Il melanoma può essere riconosciuto dal medico prestando
attenzione ad alcuni segnali mostrati da macchie che in un
primo momento potrebbero sembrare dei semplici nei:
asimmetria, ovvero una parte della macchia della pelle è
più grande dell’altra, bordi irregolari della macchia cutanea,
policromia del melanoma, che può presentare diversi colori
quali il nero, il marrone, il rosso, e la sua evoluzione e cambiamento di forma o grandezza nel tempo.
Il rischio che si formi un melanoma conseguentemente ad
una prolungata esposizione al sole è più elevato nei soggetti
che hanno già di per sé un’alta predisposizione genetica, e
nei soggetti che hanno la pelle chiara. Questo perché i
soggetti che al contrario hanno la pelle scura, manifestano
una migliore risposta cutanea ai raggi solari perché la loro
pelle, quando da essi stimolata, libera più melanina, proteggendo lo strato superficiale da ustioni e bruciature. Quando
siamo esposti al sole infatti, i raggi ultravioletti penetrano
nei tessuti e l’energia solare colpisce i melanociti, cioè
quelle cellule presenti nell’epidermide che producono melanina, un pigmento che assorbendo i raggi stessi dona alla
nostra pelle il colore bronzeo tanto desiderato. Quando
però l’esposizione ai raggi ultravioletti non è moderata e
protetta, essi possono causare delle mutazioni dei geni delle
cellule cutanee, con una conseguente diminuzione della risposta protettiva e immunitaria della pelle stessa.
estate alle porte. Vacanze, mare e sole. Si sa,
gli italiani sono tra i più ‘fissati’ con l’abbronzatura. Ma starsene sdraiati come lucertole su
lettini ed asciugamani nelle ore più calde della
giornata, è molto pericoloso per la salute.
Ogni anno, infatti, in Italia sono circa 7.000 le persone colpite
dal melanoma, un tumore maligno della pelle (di queste
500 solo in Toscana). Nel corso degli ultimi 10 anni c’è stato
un incremento del 30%. Nel 2012 si sono registrati ben
11mila nuovi casi. L’inquietante risultato segue alla presentazione dei dati emersi dall’indagine “Gli italiani, l’ossessione
abbronzatura e il melanoma” e che sono stati divulgati in
occasione dell’Euromelanoma Day 2013 che si svolge in
tutta Europa.
Ciò che ne vien fuori è un rapporto controverso degli
abitanti del Belpaese con il sole. Nonostante più di un
italiano su 3 si spaventa dalla comparsa sulla pelle di un
nuovo neo, allo stesso modo non rinuncia ad almeno una
settimana di tintarella. Non sembra, inoltre, che si conosca
la pericolosità delle lampade abbronzanti, paragonate dagli
esperti al fumo delle sigarette per i tumori al polmone.
E mentre oltre il 20% degli italiani non conosce il melanoma
e il 64% di essi non ha mai fatto un controllo dei propri nei,
un italiano su 2 quest’estate prenderà il sole per almeno 3,5
ore al giorno nel desiderio di una bella abbronzatura
sebbene ogni 24 ore siano almeno 4 le vittime del tumore
della pelle.
Uno studio condotto dall’Associazione Dermatologi Ospedalieri Italiani e dalla Fondazione La Roche-Posay su 2.100
adulti e 141 bambini ha messo in luce come gli italiani
tendano a trascurare la salute della loro pelle, sottovalutando
e quindi non prendendo adeguate precauzioni per evitare
L’
La verità sulle lampade. Non preparano la pelle alla tin-
REGOLE PER PROTEGGERSI:
1 Esporsi al sole con gradualità
2 Non avere fretta di abbronzarsi
3 Non esporsi nelle ore in cui i raggi
ultravioletti sono più intensi (tra 11 e le 15)
4 Non fidarsi di vento e nuvole:
riducono la percezione del calore
ma le radiazioni possono comunque arrivare
5 Non usare prodotti solari
che abbiano più di un anno di vita
6 Applicare i prodotti solari
preferibilmente mezz' ora prima
di esporsi e ripetere l'applicazione
durante la giornata.
7 Riapplicare sempre la crema protettiva
dopo aver fatto il bagno o la doccia
tarella proteggendola dalle scottature perché emettono solo
raggi ultravioletti A mentre il sole "spara" anche gli Uvb. Per
la stessa ragione non è vero che fare una lampada aiuta a
sintetizzare la vitamina D. Inoltre, questi apparecchi comportano una serie di rischi, tanto che un decreto ministeriale
del 2011 ha vietato l'uso di lettini ai minori e ad altre
categorie a rischio.
Anno II - Nume
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centrodestra, Gianni Alemann
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Sul palco, davanti ad una
piazza strapiena, assieme
Francesco Storace e Giorgia
a
Meloni, anche il leader del Pdl,
Silvio
Berlusconi. Un intervento di
poco più di mezz'ora, diviso
in due
parti, quello del Cavaliere:
la prima dedicata al governo
e al
sostegno leale del Pdl, alle misure
economiche da approvare e
alle
riforme necessarie. La seconda
parte, invece, più ironica, in
cui si
è scagliato contro i grillini
e la sinistra. “Della magistra
tura - ha
ironizzato il Cav - parliamo
un'altra volta". Sul voto romano
Berlusconi ha ripetuto come
,
non si può scegliere Ignazio
Marino,
il candidato del centro sinistra,
“perché non conosce nemmen
o la
città. Cosa puo' fare lui per
Roma che non la conosce?
Gli servirebbero prima due o tre anni...".
Berlusconi ha poi infiammato
la piazza parlando anche di
Grillo e
dei grillini: “Cosa ne pensate
? Li avete visti in tv?". Parte
della
piazza risponde di no e Berlusco
ni, scherzando, insiste: "ma
come?
La tv di Stato si occupa solo
di loro... Avete detto una bugia
ma ve
la perdono. I grillini sono dei
burattini guidati tramite internet
un capocomico sconclusionato'
da
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Alla fine, Silvio Berlusconi si
è rivolto così alla folla: “Ho dimentic
ato a
casa lo spadone della liberta',
altrimenti sarei sceso tra di voi
e vi avrei
toccato la spalla. La destra, non
la sinistra che non ce la faccio...”
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Santori con la coppia di baracca
stata in esclu
di un poEsistono regole infami. Per
a”.
ti romani Anna e Maurizio
di riferimento
Giornale d’Itali
aveOlivieri
destra- che
fatto della
re
polo –quello di
Un uomo che ha
ia una casa popolare devi esÈ stato Selitici, due stranieri insomm
una vera e propr sere
vita
non tradisce.
sua
a,
sfrattato e stare in mezzo
n per
nei quartieri delle nostre
africagretar io del Msi-D e gli
per loro si mobiliterebbero
citbattaglia, dal fronte ento
italiani non è solo una slogan,
andon
alla
Parlam
le
strada: solo così si accede
tà.
18 anni, incarn
EFFETTI COLLATER
valiere
no, alla Rsi, dal
che una
associa
te.
folla.
per evitare
, in un pedi
zioni
proprio in un mopensa
ma
te
deve
della
ALI DELLE “QUO
valori
i
honorum” (dopo
questo
Grillo
ardite
gremi
diventa
sinistra,
ed
sus
solo
ciare
alle graduatorie con un punqueste
re una prassi
la
ideali
tarsi
di
alle piazze
Sicuramente La Destra
TE ROSA” SUL
te difficoltà,
a sinistra
parte, non è
degli anni
e le spalle
parentesi alla corte
presidente della Camera, i
non
VOTO
lunga
mento di eviden
politica ed istituzionale.
Zanda, d’altra
DI FINE
riodo –quello
“concorrenze sleali”
Senza mai voltar
FiMAG etti ne ha afcernti.
utile a farsi assegnare
mollerà la presa fino a quando
ve capaci di
La
cui essere
il leader del
aiutare da Anna
ai militateggio
è fatto
Carlo De BenedGIO antibeL’INT
si
nuovo ad iniziati
di piombo- in
e combattere
catori professionali di guai
ERV
rai suoi “figli”,
ISTA
solidarietà verso chi viene
di
un ex-magitelecamere
esentava
.
può dormire
l'alloggio. Devi avere il
in
queste persone non si vedranfinato i sentimenti
nocchiaro, cioè
far accendere le
di destra rappr
PdL, Berlusconi
ha
Coerente ed umile
Vip,
ale), lo Bon
casa nostra. No, sono italiani
che una
o grifagno e
a assurta al ruolo
e disinteresnel nostro Paese va bene,
appen
lusconismo viscer senato
rive
strato
sembra un paradosso, il verbale
sul suo sguard
una colpa , più
sonni tranquilli
e
dere
ri di:
Se voti anche una
isno riconosciuto il loro diritto
ma
ei
del centrode4, 5, 6 e 7
ente della Comm
i servizievoli giore
non
futuro
ere
hanno
Presid
condotto a guidar
pagin
del
di
non
accorr
diritti.
alle
donna, puoi dare
sarsi
a
scapito
Fisc
di
Paglia
o nella al CompacCostituzionali
d'immissione in possesso.
di chi soffre
De Benedetti
ad abitare. Siamo stanchi delle
Pd, Zanda è riuscit
Moriconi e Micol
la nuova regola
del
due
sione Affari t
nalisti del gruppo
Emma
stra. Purtroppo.
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A
lizdire
lila
eren
Non
ridico
verità,
l'abban
Comp
di
l'ammin
sa
mano.
dono
in
dà vita a “matrim
delle istituzioni
istraMaurizio e Anna non possono
e Maa
o Madama.
difficile impreze:
demagogia buonista che vede
Palazz
stricht
con il taccuino
il
entrambi,
zione comunale è venuta
oni d’in
OKLAHOMA CITYavere una
o e partito con
in casa propria.
incaric
tere
zare
E chi resta solo
sse
in”. disegno di menti vivissimi ad
prevalere sempre lo stranier
casa popolare. Sica l’Unione
nziale
rimane fregatosuo deme
contro a Maurizio, dandog
o
Idealmente, quella baracca
di Barbara Fruch
Decine di morticome
Perfino Letta critic
li
rispetto all'italiano. È razzism
di
i la casa non ce l'hanno
ste righe scritte
la possibilità di un reddito
o
e richiude le frontiere.
Tor Tre Teste diventa una specie
in perfetto
e centinaia di ferit
mai avuta, trovando ospitalit
alburocratese
le preferenze:
alla rovescia, che non va affatto
L’elettore potrà
sospende Schengen
a
vengono dal
ai voti perà
marc
altresì Minis
l'Ama,
urne
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l'aziend
La
di
alle
casa
sonali
a che si occupa
enti
manifestare non
comune di tanta gente
tero degli Intern
, si aggiu
Stud
ora da Tizio ora da Caio,
ngono
bene.
più
in una
i e mera
non
due voti di prefer di rappresentano la
della pulizia della città. Ma
che lotta. Maurizio e Anna
vera no- quelliaddizione matematica
enza vità “tecni
possono essere sfrattati.
per candidati
è
Anche per questo abbiam
vià, si vota
dell’aUniv
ca” delle prossi
lleato di
ersit
alla
viene minata la credi...
che
È
a
sesso
l'assess
signific
- opposto,
o
consigliere comuncarica di me amministrativ
orato
vono la loro condizione senza
alla casa che si
con un effetto
una storia incredibile alla quale
che prende deNegli ultimi anni ablanciato a Roma la campag
per
vendo, nelle appos ale, scri- in parole spicce e. Tradotto certi versi
bilità stessa dell'Ue
deve muovere, magari
diabolico. Se
na
,
violenza, ma con la consap
con parole robiamo avuto un auil
stampate sotto ite righe che andranno gli italiani candidato X
noranza liberal-conva posta soluzione. Se fossero
con
cisioni le annuncia
Quoziente Italia, affinchè cessi
eha
al voto poogni condopo non ha
Traboni
mento del crimine
un po' di umanità. E' inaccet
trassegno di
tranno esprim
la candidata Y 100 voti e
servatore e il Partito
volezza di dover lottare per
onostante non sidi Igor
boanti e un anno
lista, i nomiere due prene
due
immigrati, due rifugiati posenta qua,
e caos.
un utilizzo strumentale delle
i
nativi (solo
detto il premier
transf rontal iero.
feren ze, ma
e due ne prend ha 90, tutti
si più parlare di
del popolo danese
orte, devastazione
il cognome
soltan to nel
tabile vedere ancora baracch
preso decisioni", ha
eranno 190
propri diritti. Da oggi sappian
o, caso in cui
io larca che decide di soin caso di omon
ità
Realizzeremo quindi
nazionale, Trattato sovran
a Danima
e
una di esse fosse (a testa), battendo un
risorse pubbliche. Prima
formazione di estreo
Questo è lo scenar
imia, il coal Senato.
di Maastricht
Letta
Schenipodi
zioni
gnome e nome
destinata ad
antetico candidato
che
trattato
si
il
gli
installa
lo
re
e Fiscal compact,
o killer
che sono meno soli.
nuove
una donna in
e, ove ocZ che madecide qualcosa,
qualcunospende
i ma destra. La misura
sciato dal tornad
corra, data
ha
lista. Ciò ha
gari di voti
università:
tedesca “Se si
la metà dei cittadin
un anno
day nelle deciso
city. Alen-
C
I “tempi” di La
Russa e Storace
25 maggio 2013
Direttore: Frances
IO
25 ANNI FA L’ADD NTE
DI GIORGIO ALMIRA
Uomini e donne
dalle
diverse, alcuni proveni sensibilità
utti noi che veniam
enti del vasto
o dal- mondo
di Guido Paglia
l'esperienza politica
della cultura, spesso
di Alleanza alle
con
spalle
nazionale stiamo
li intellettuali, si
soffrendo cultura esperienze e formazioni
sa, quando
tremendamente.
li non sempre
pontificano di politica
in sintonia,
Soffriamo nel vedere
ma tutti uniti nella
, danno il peggio di
convinzione che
tramontate stare
sé. Erri De
le battaglie che
divisi e sparsi
Luca, che pure
una volta entunon
ha
è un finissimo
più
siasmavano genera
alcun senso.
scrittore, non ha
voluto smentire
Soffriamo nel constazioni intere. Ecco, da Palermo
questo
sembra che qualassioma. E
quasi centocinquant tare che da cosa per riaggreg
stato da Rai News ieri, interviare questo nostro
a - tanti erano
24 durante il
quelli di An - i
mondo possa davvero
corteo della FIOM
parlam
realizzarsi.
verso
conducibili a quella entari ri- Dispiace, e non
di Piazza San Giovan il “flop”
poco, l'attendismo
esperienza
ni, ha pensi siano ridotti
sato di dirigere
a poco più di una di La Russa e Meloni; sono usciti
seguaci lanancora il servizio
dozzina. Siamo
appena Grillo e
dal PdL perché
d’ordine di “Lotta
rimasti
non gli davano
sta di dichiaContinua” degli
i
di fronte alla manca increduli seggi che volevan
ciarono la propo
anni ’70. E così,
o, ma un minuto
coni inelegse
raggio nel tentare nza di co- dopo ci si sono
con questa roboan n’è uscito
rare Silvio Berlus
rialleati, non tanto
di reagire, di
legge del
te
e minacripartire.
per convinzione
ciosa sentenza,
gibile in base alla
quanto per conriferita alle poche
Anche l'esperienza
venienza, per aggirare
bene, 1957)
letto
decine
avete
di migliaia di manifes
politica nostra,
cioè il doppio
‘57 (sì,
de La Destra, sembra
sbarramento.
tanti:
“ è un popolo che
delle concessioni
non aver acregole
vuole
sulle
cambia
colto il favore
di Robert Vignola
re
i connotati a questo
degli elettori, lo Credono di essere autosufficienti,
primo ad acPaese”.
pubbliche, fu il
stesso destino
ma sbagliano. Pensan
De
è toccato a Fini,
Luca
è lo stesso
asticamente
o che avere
“Non possiamo
e nove Deputa
poi a Fratelli d'Italia.
cogliere entusi
più aspettare”,
che il 9 Settembre intellettuale
ti e neppure un Senainquantamila,
diceva lo striscio
d’apertura del
promettendel 2004, sulanzi
In buona sostanz
tore sia un grande
ne
corteo. A farsi
l’allora Magazine
questa eventualità,
organizzatori. Probabdi più!, dicono gli sono
a la
traguardo invece
attendere (invano
del Corriere della
entare alla
stati però quelli
insegnato che ogni storia ci ha - e lo diciamo
)
Sera, alla richiest
del
con amarezza dice qualcun altro ilmente trentamila, Came
do sostegno parlam
volta che si è
a di chiarire i reapra Roberto Speran Pd: il capogruppo alla
tentato di costrui
va.
o qualcosa di meno,
paiono assolut
troscena dell’om
amente margin
re qualcosa a dedice chi si limita
za, svela Landin
“tempestiva” iniziati di riciha detto che
icidio
ali
del
a guardare la piazza
stra, del MSI prima,
i,
nel dibattito politico
“mi
commissario Calabre
Ma sulla manife
italiano.
. avrebbe lasciatnon poteva esserci ma che
Viene proprio voglia Moretti,
si, rispondeva
stazione di ieri
nazionale poi, l'esperim di Alleanza La destra che
ci
occorre fermar
o un messaggio.
seccato
verrà
Nanni
non
:
“Vi
ento
dovrà avere
si alla quantità,
diremo la verità,
Comunque rinè fallito; un altro
clare il regista
quando, invece,
quanbensì procedere grazio i partecipanti, e chi
per analizzarne
stile, un compo
do ci restituirete
si è
di Piazza
non c'è parla
la qualità. E non
rtamento
solo”. Le freccia
palco
i
corpi
dal
o
di
necessità di un progettcompresa la esemplare che
Sofri
da
quand
Roma hanno sfilato
e
te al Pd, persin
sfugge che a
Bompressi”. E alla
faccia comprendere
il fao includente,
o all’ex segretario
generale della
non solo i vertici
successiva doanziché esclude
a se ne uscì con
Cgil, ma anche
Cgil Guglielmo
della
Navon
manda,
nte, si sono avute a tutti che vengono prima valori
Fiom"Tu
lo
i pezzi di tutto
Epifani, non sono
sai chi ha
classe die
grandi vittorie.
contenuti, solo
un mondo: Gino d’altronde mancate. Né i cartelli
Strada, Stefano
Calabresi?”, replicav ammazzato
Basta
dopo gloria e remoso “con questa
Rodotà, Fabriz
contro il govern
“Letta-Alfano”,
a con queste
nascita della Destra ricordare la sponsabilità di
emo mai
io
o
Vendola, Genna
parole. “Preferisco
gestione.
Nazionale nel
rigente non vincer dirigenti
ro Migliore, Sergio Barca, Nichi d’ordine nell’es tra i privilegiati dal serviz
non risponderti.
'72 o di An nel 1995.
Promuoveremo
io
tonio Ingroia,
i
sere messi a favore
Cofferati, AnNon
attonit
mi
agli
tanti incontri in
sento
persin
libero di parlare
per manda
di telecam
!”, rivolto
o Fiorella Manno
Oggi, se non vogliam
giro per l'Italia,
così
Maurizio Landin
di
questo”.
ia. Con E l’imbar re chiari segnali a chi di dovere era,
tesi a favorire la
i ovviamente a
aver messo a frutto che
omunisti.
per
post-c
azzo
mocristiani, dobbiam o morire de- riaggregazione
.
in
fare
leone,
casa
la parte del
Ora, tra sospen rillo. Le preoc
Pd dev’essere
a definirla “la
qualifi
del nostro mondo
iere della
cresciuto quand
anti-Gsioni di pena e
ulteriormente
.
Abbiamo il dovere o capirlo tutti. Lo faremo anche
legge
bene le rispettive
Oggi, sul “Corr emerito
stizia sociale, della piazza del lavoro, della giuo si è visto che
grazie,
i “corpi” didel
grazie al Giornal
di
per i prosanche il leader
democrazia”.
ente
Paglia in piazza c’era sono
e Bompre
e
ioni SofriPd
serenità. E qualcos riflettere con d'Italia che potrá
Di Guido
ssi
cupaz
Certo, la “punta
dei “Giova
professionali.
Sera”, il Presid
stati restituiti. Anzi, ti elettor
ni Turchi” Matteo
a, per fortuna,
essere lo struta” era stata alta
altra strada
tamen Sofri ci ali,
Piero Alber to
inizia a muoversi.
Orfini,
mento ideale per
(piazza San Gio- accompagnato da esponenti
appun
vanni di gente
Adesso, non c’è
quotidi
della Consulta,
avviare un dibattito
a dàsimi
dei Giovan
ane lezionicomp
ne
cratici, oltre al
rensibili.
co Cossig
i Demomente il diDa Palermo ad
poche batampio e serio,
rances
che di morale
pietosa con manifecontiene parecchia ed è imgià
della
primapiù
esempio, per la
sono
un dibattito che
che ritirare rapida
Capotosti, ci mette
pagina di Repubb di stuparlano da sole”, citato Cofferati. “Le
ndo
stazioni poco
assenz
rivolta
prima volta dopo
faccia ritornare
lica.
e
perciò il flop è
e sperare che
al punto
si tostarà
re come inIn Ma
compen
l'entusiasmo perarriva
la confluenza
stato grosso, dato numerose) e Landini. Chiam ha affonda
so, DereLuca
il dito nella,piaga
segno di legge
tute per liquida
penire
si
di An nel PdL,
duto,
guarda
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genera
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la
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bene dal manten
chiamata panni
si possan
causa,nella
disegno di
le alla mobilitazione
vi è stata un’imEpifani ha smess
ere
diare una legge
l’infortunio venga
del traghettatore
costituzionale il
portante iniziativ
liberamente le proprie o esprimere
faceva prefigu
altri numeri. A
sa di coni
quel osuo
di dirci la verità entola 5promes
ulteriori
scende
chiaro e
Stelle
a organizzata da
rare per lui
sando
sventolare bandie
idee. E dove,
ndo inaquella
dev’essere una
al Movimsu quell’agghiacDomenico Nania.
infine, far crescere
al più presto, senza
che
legge Zanda-Finoc infonmartelli e simbol
re rosse, falci e
uto ciante
polem
Si sono ritrovati
la classe dirigente
delitto (proprio
lo” cresci
re consensi
ica doloro
i della galassia
una costola del
“pupil
drena
se non sarà facile.
stamente
a
e
l’altro
sa
per discutere di
Anche
del domani.
manife
con
veteroieri,
tinuar
erano
danni.
“suo”
come
ricorrev
comun
meno di quanti
sindacSì,
futuro della dea il 41nesimo anniver
ista non è stare
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sinistra, è
e, per il
one del“Il proble
stra, Storace e
Dopo Palermo tocca
ma
in piazza
neanche le falangi Landini se ne aspettasse. E
campo dellasario).
così male.
L’unica soddisfazion
ma ascoltare la a nessu
data anche la questi
Menia, poi Viedavvero
no, Vuolenel
Il
a Roma, poi
dare risposte,
battersi per
grilline sono andate
spoli, Salvatore
magari Milano,
molto
la politica, è
cam- grave.
di Berlusconi
esattam
grossare le fila
se lo ricord piazza e biare franca
ente
se non
ad in- Gover
Napoli, Torino...
Tatarella, Adolfo
i connotmente
Parlamento e
l’ineleggibilità
dei manifestanti:
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che di
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no”, ha detto l’orma quello
scamUrso, Gennaro
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ento 5 Ma per
Malgieri…
dato infatti
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dunque, ma senza
allora cominc
Luigi i ex segretario Cgil.
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quella di essere
(“non ha carich
i lui a dare ildi essere
quanto sgang
egoismi.
stazione dei “metal la sua adesione alla manife
iniziò la sua car-buon esempi
che la Finocpare sia solo
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Polizia
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si sono visti, o avevan
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Penin piazza non
a”).
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finisse al Quirinale. di
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i piedi. E non
farsi vedere.
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questa
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Botta e risposta
mistero
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giurista. E inContinu
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sate che bel succe
Ecco, se gli avvers
assassinarono
che il “curinvenCalabresi. rischia di rilane stata, con
sono capaci di
dell’Interno. E oggi
impresa, che
Napolitano sarebb
T
23
POPOLO
pag.
Cercateci e ci troverete ovunque.
All’indirizzo www.ilgiornaleditalia.org , con un portale
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Se volete scriverci, potete farlo all’indirizzo e-mail:
[email protected]
ma
ha colpito Oklaho
secondo un
meno 24 i morti,
ma le aubilancio provvisorio,
a cercare i
torità continuano
macerie di
le
dispersi sotto
scuole. Tre
e
li
ospeda
case,
vento
o, unssere
censurati da Gianna
chilometri di diametr
i 320 km/h.
che soffiava oltre
Letta
osa tromba non è esattamente il
Era questa la mostrumassimo
o i sob- della vita.
d’aria che ha distrutt
le strutturei, non è
un refuso, parlo
borghi della città. TraTranquillle
anche
di Gianna
danneggiate, c’erano
Plaza Towers e non di Gianni.
scuole elementari Gianna
i sono
Fregonara, moglie del
e Briarwood. 7 bambin ti. Il
spaccia te del consiglio
già stati dati perpresiden
dei miti e del perresto degli studen
nistri
Enrico
di Letta, e' la responoggetto
sonale sono ancora
ri e redazione
sabile
della
volonta
romana
ricerca da parte di
ia:
del annunc
Corriere
della Sera. È a lei
pompieri. Obama
mo soli”.
“Non vi lascereche
il premier
ha
sottratto
l'auto
li a pag. 8
Federico Campo
di servizio
del
Se ci censura
Gianna Letta
E
giornale per andare
a ricevere l'incarico da Napolitan
o,
tentando di mimetizzarsi da cittadino comune.
Per evitare che mi denunci per
stalking, segnalo l'inutilita' di vari
sms che le ho inviato in campagna elettorale, non certo per corteggiarla. Una forza politica che
alle regionali scorse si e' piazzata
al secondo posto nella coalizion
e
di centrodestra, non ha il diritto
di far conoscere le proprie iniziative ai lettori del Corriere.
Certo, non ci piace il governo
di
suo marito, signora Letta. Ma
non è un motivo per annullare
la
nostra presenza nelle cronache
sul rinnovo dell'amministrazione
della città. Per fortuna abbiamo
il nostro bel quotidiano online,
gentile signora, Il Giornale d'Italia,
e informiamo - gratis - i lettori
al
posto suo. La seguiremo.
F.S.
Il declino dell’Istituto presieduto
da Amato e con il ministro Bray
TRIGESIMO BUONTEMPO
direttore editori
ale
Quando la Cultura si chiamava
Treccani
di Massimo Visconti
T
Da Istituto che con la Cultura
dava lavoro, fisso e
precario, a oltre duemila persone
si è ridotta ad
una piccola redazione multi-tem
atica
aggiornamenti delle opere, peraltro che oltre agli
fatte in passato
da altri, non riesce più ad esprime
re niente di innovativo e di spendibile sul
mercato editoriale Il
declino è dimostrato anche
dal fatto che oggi i dipendenti sono poco più di 150
e che l’Istituto ha
dovuto operare dei licenziam
enti. Nonostante ciò,
mentre ai lavoratori si chiede
di attuare contratti
di solidarietà, si continuano a
dispensare compensi
da favola a dirigenti su presupp
ATTENTATO IN AFGHANISTAN
osti di bilancio
, FERITA UNA ITALIANA
che, alla luce dei provvedimenti
presi sul personale,
non trovano giustificazioni.
Da alcuni anni è presidente della Treccani Giuliano
Amato mentre il direttore editoriale è Massimo Bray,
nominato Ministro
dei Beni Culturali nel Governo
Letta.
Non sappiamo se da Ministro
della Cultura Bray
riuscirà a frenare il declino
della Treccani e soprattutto a ristabilire “un’equ
ità” tra dirigenti e
semplici lavoratori.
Vogliamo solo augurarci che
possa, dal più alto
scranno della politica culturale
italiana, ripristinare
regole e comportamenti più
aderenti al momento
l brutale omicidio del soldato
di crisi che il Paese sta vivendo.
britannico a Londra sembra
E quindi considerare
aver
scosso le coscienze europee.
la Treccani non come un
Ora, il Vecchio Continente si
costo ma come una
vede alle
prese con un nemico che fino
risorsa unica e storicamente
ad oggi aveva ignorato: il jihadism
irripetibile.
o. Ma
non quello importato, bensì quello
cresciuto in casa. Un dato allarman
che, soprattutto in Francia, sta
te
Femminicidio
creando non pochi problemi.
Ultimo
Maltempo al Nord
clamoroso fatto, vede un prete
vittima di un’aggressione compiuta
quattro maghrebini. E’ successo
da
ad Avignone, dove le chiese sono
diventate bersaglio degli estremis
ti. Intanto, ci si interroga su come
sia
stato possibile che i servizi
britannici si siano lasciati sfuggire
un
terrorista come Mihcale Mujahee
Barbara Fruch a pag. 7
d Adebolja, il fondamentalista.
a pag. 11
Federico Campoli a pag. 5
ra i sistemi che in Italia stanno
franando è
evidente e palese il crollo di
quello Culturale.
Tra le innumerevoli e prestigio
se istituzioni,
l’Enciclopedia Italiana, nota
come “Treccani”, è fra
quelle che ha dato lustro all’Italia
fin dagli anni 30.
Nel 1925 Giovanni Gentile fu
il suo primo direttore
scientifico e grazie a lui la “Treccan
i” raggiunse un
livello culturale, oltre ad una
universalità di “pensiero”, che ne fecero un
modello di pluralità
culturale inimitabile nel mondo.
Gentile, infatti,
chiamò a collaborare nella redazion
e
pedia 3.266 studiosi, di diverso dell’Encicloorientamento,
proprio perché nella Treccani
si doveva coinvolgere
tutta la migliore cultura nazional
e.
Negli anni del dopoguerra
ci fu un momento di
stasi, ma la Treccani continuò
, sotto la presidenza
dello storico Gaetano De Sanctis,
a produrre opere
come il Dizionario Enciclop
edico e l’Enciclopedia
dell’Arte Antica. Ma il vero
“boom editoriale” si
ebbe negli anni ’70, con la
direzione di Vincenzo
Cappelletti, che diede all’Istitu
to Italiano dell’Enciclopedia un dimensione internaz
ionale.
Ma come tutte le Istituzio
ni Italiane anche la
Treccani ha subìto, non solo
dal punto di vista
scientifico, un cambiamento
anche sociale.
Condizionatori ai rom
Oggi pomeriggio ad Ostia
la messa in ricordo di Teo
Oggi, sabato 25 maggio, sarà celebrata
da monsignor Fisichella a Ostia
la
messa per il trigesimo della scompars
a
del presidente de La Destra Teodoro
Buontempo. La funzione si svolgerà
alle 17 nella Chiesa Santa Maria
Regina
Pacis, situata nell’omonima
piazza.
Sarà l’occasione, per il popolo
de La
Destra, per stringersi attorno a Marina
e ai figli del più grande consiglie
re comunale che Roma abbia mai avuto.
Le baracche super Violenza contro
del sindaco Pisapia una morta, una le ex: Neve e freddo record
grave salta la tappa del Giro
Paolo Signorelli a pag. 7
Europa: allarme jihad
I
Domenica 9 giugno 2013
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Medicina
La terapia con “cellule giovani” rischia di diventare terreno di conflitto tra comunità scientifica e famiglia
Staminali, è muro contro muro
Il più fervente fautore delle “cure compassionevoli” è Davide Vannoni, professore di lettere - plaude al via
alla sperimentazione, chiedendo che al protocollo della sua Fondazione non venga apportata alcuna modifica
di Carolina Riccardi
a piccola Maria Sofia, sei
mesi e mezzo, affetta da atrofia muscolare spinale, è stata
la prima paziente in cura con
il metodo Stamina a non farcela. “E’ morta la prima bambina
affetta da Sma1 per colpa di questa
legge che impedisce di fatto un ampliamento delle possibilità di cura
compassionevoli. Con il testo precedente, bocciato dal Parlamento, si sarebbe potuto invece ampliare la possibilità di offrire la cure. Ora è tutto
sulle spalle degli Spedali Civili di Brescia, che non sono in grado di dare
risposte sufficienti e si è creata una
lista d’attesa lunghissima”. Davide
Vannoni, Fondatore di Stamina Foundation, ha commentato così all’Adnkronos Salute il decesso della piccola
di Civitavecchia, l’8 aprile scorso la
famiglia aveva vinto un ricorso in tribunale per accedere all’iniezione di staminali
d’urgenza a Brescia secondo il metodo Stamina. Il papà della bambina minaccia ora di
denunciare gli Spedali di Brescia per omicidio
e le polemiche su questa procedure sono
nuovamente esplose.
canza di terapie farmacologiche alternative, molte famiglie disperate si
sono rivolte a Vannoni.
L
L’ideatore - Chi è Davide Vannoni, salito
agli onori delle cronache per aver ideato e
realizzato (con un équipe di medici professionisti) il cosiddetto “metodo stamina”? Lui
si definisce “esperto di neuroscienza” ma
sul suo curriculum figura una sola laurea: in
lettere. Non un medico con esperienza specifica ma un professore che insegna all'università di Udine "psicologia della comunicazione". un professionista, quindi, del tutto
estraneo al mondo della medicina con un'attività "scientifica" che parla da sola: due pubblicazioni di architettura.
La nascita del progetto - La sua storia comincia nel 2004, da paziente. A causa di una
paralisi facciale infatti, il professore aveva
perso l’uso di un nervo. Dopo essersi rivolto
a numerosi medici italiani decise di provare
altre strade contattando alcune strutture all’estero, nello specifico in Russia. Le cure, effettuate con le staminali da due medici esperti,
ebbero un esito quasi miracoloso e Vannoni
riacquistò circa il 50 per cento della mobilità.
Tornato in Italia, entusiasta, cercò subito un
modo per ottenere finanziamenti e poter “im-
portare” queste terapie anche nel nostro
Paese. Il primo tentativo lo fece rivolgendosi
alla regione Piemonte, che promise una sovvenzione da record (mai arrivata) di 500 mila
euro per la costruzione di laboratori e strutture
adeguate, nella quale avrebbero anche lavorato
i due medici che avevano curato Vannoni.
Nell’attesa dei finanziamenti, il professore (di
lettere), con l’aiuto di banche e dei pazienti
paganti, riesce a somministrare le prime cure
appoggiandosi a una clinica di Torino dove
numerosi medici si appassionano al metodo
stamina. Nel 2007 però tutto si blocca. Esce
una nuova legge europea che regola lo studio
delle staminali. Vannoni non si arrende e intraprende una collaborazione con una clinica
privata nello stato di San Marino. È qui che
trova laboratori all’avanguardia e medici pronti
ad aiutarlo.
Proprio a San Marino il professore conosce
Mario Androlina, pediatra-immunologo con
grande esperienza, che sposa subito la sua
causa e lo convince a tornare in Italia per
fare un nuovo tentativo e chiedere nuovi finanziamenti. Nel 2009 i due fondano la Stamina
Fondation, si rivolgono agli Spedali di Brescia
e ottengono, per un breve lasso di tempo, la
possibilità di somministrare le cure compassionevoli a un certo numero di pazienti in
fase terminale.
Dopo un’ispezione dell’Aifa nel 2012 scatta,
però, l’inchiesta della procura di Torino che
mette sotto accusa per truffa e somministrazione
di farmaci pericolosi 12 medici e, ovviamente,
anche Vannoni. A questo punto numerose famiglie di piccoli pazienti in cura con metodo
stamina, per malattie infantili degenerative, si
rivolgono ai giudici civili. Circa quaranta casi
vengono risolti d’urgenza e per loro le iniezioni
di staminali continuano. Non tutti però.
La storia di Sofia -È questo il caso di Sofia e di
altri 10 bambini che non ottengono il “si” dai
Tribunali e sono costretti a interrompere la cura,
che, apparentemente, sembra
essere essenziale per la loro
sopravvivenza. La madre della
piccola, tre anni e mezzo, affetta
da una rara malattia infantile
chiamata leucodistrofia metacromatica, si fa portavoce. Si
rivolge alla trasmissione Le Iene
ottenendo una visibilità non indifferente, che le permette di
dare voce alle altre famiglie
nella sua stessa situazione. Dopo
numerose manifestazioni in
piazza, appelli e proteste, finalmente la svolta.
Il decreto - Giorni fa, infatti, il
senato ha approvato con 259 sì il decreto legge
che da il via alla sperimentazione sulle staminali
promossa dall’agenzia del farmaco, dal centro
trapianti e dal istituto superiore di sanità.
Durerà 18 mesi e costerà alle casse dello
stato 3 milioni di euro.
Davide Vannoni, si è detto disponibile alla sperimentazione purché il
metodo, messo a punto proprio dal
professore, non venga modificato.
Il metodo stamina - Ma come
funziona il metodo stamina? E perché potrebbe essere efficace sui
pazienti a cui è stato somministrato?
Fondamentalmente si tratta di una
cura a base di cellule staminali mesenchimali, cellule così dette “giovani” che ancora non hanno acquisito una specifica funzione nell’organismo. Esse vengono prelevate
direttamente dal paziente o da un
donatore e, dopo una serie di manipolazioni con fattori di crescita,
vengono rintrodotte per facilitare
lo sviluppo di cellule atte a riparare
funzioni neurologiche mancanti, in
pazienti con malattie neurodegenerative.
La somministrazione, ad oggi, sembra non essere dannosa e gli effetti
collaterali minimi per cui ,in man-
Le polemiche - La comunità scientifica
si è da subito dimostrata molto scettica
vista la mancanza di un protocollo e
di una sperimentazione controllata.
Inoltre i precedenti non fanno ben sperare. Già nel 1997 il dottor Di Bella
aveva tentato la stessa strada alternativa
con una sperimentazione su un mix
di farmaci da somministrare a pazienti
affetti da tumori. La vicenda si era
conclusa con un nulla di fatto dal punto
di vista medico.
Le polemiche però non si fermano
qui.
D’altronde è importante garantire al
malato la riconducibilità e la sicurezza
del protocollo che viene applicato;
cosa che, fino a questo momento, Vannoni è stato in grado di fare solo parzialmente. Di questo fondamentalmente
si “lamenta” la comunità scientifica, basterebbe
portare avanti questi studi in strutture pubbliche,
per assicurarsi che le sperimentazioni vengano
fatte sempre in piena sicurezza e con risultati
scientificamente utili. La scelta di affidare la
sperimentazione a una fondazione non accreditata dal punto di vista medico e gestita
da un professore di psicologia sembra insensata. Rischia di diventare l’ennesima pessima
figura della sanità italiana.
Il decreto legge votato in questi giorni, rap-
presenta un cambiamento importante che
permetterà alle istituzioni di fare luce sulla vicenda Vannoni e sul metodo Stamina ma soprattutto renderà più chiare le procedure per
accedere a questo tipo di terapie. Allo stesso
tempo, però, rischia di creare un precedente
incredibile basato su un operazione mediatica
molto accurata, non su risultati scientifici.
I primi pazienti - Sono circa ottanta coloro
che hanno già iniziato le cure compassionevoli,
perché affetti da malattie in fase terminale,
presso gli Spedali di Brescia, dove lavora
Vannoni. Dopo essersi rivolti a diversi giudici,
infatti, hanno ottenuto il via alle infusioni di
cellule. Quindi non da medici ma da giudici
che, si sono espressi sulla base di decreti e
non di risultati scientifici.
Secondo il fondatore di stamina sarebbero
più di 18 mila le famiglie che si sono rivolte
all’associazione per entrare a far parte della
sperimentazione. Ovviamente ciò comporterebbe una spesa non indifferente per lo
stato che si troverebbe costretto a dover
pagare circa 30 mila euro a paziente. Senza
dimenticare che è lo stesso sito della "Stamina
Foundation" a non fornire alcuna indicazione
né alcun dato sull'efficacia delle terapie. Indubbio rimane il fatto che, se non fossero
provati gli effetti positivi del metodo, esso
non potrebbe più essere praticato in nessun
ospedale italiano.
11
Domenica 9 giugno 2013
Cultura
Uno dei più importanti gioielli d’ Italia si ritrova oggi nell’occhio del ciclone
S.O.S.: Caserta lancia l’allarme
Nonostante gli sforzi ministeriali la residenza reale è teatro di atti vandalici, spaccio e crolli strutturali
di Francesca Ceccarelli
he siano italiani o
stranieri, gli abitanti
non ufficiali della
Reggia di Caserta
sono tutti ambulanti
e abusivi. Si tratta di africani
o casertani stessi che, nel
corso del tempo, hanno creato all’interno del sito una vera
e propria fitta rete di interessi
legata non solo al commercio
illegale, ma anche alla contraffazione e allo spaccio. Tutto questo in clima di completo abbandono e anarchia
dove il turista deve fare lo
slalom tra gente che orina o
che dorme sull'erba selvatica
che ha raggiunto livelli indecorosi. E poi il cosiddetto
"vialone", il vasto camminamento che ti conduce dalla
stazione ferroviaria verso la
visione potente della settecentesca Reggia, che si presenta totalmente privo ad
esempio sia di cestini per
gettare i rifiuti sia dei fondamentali servizi per i turisti
come i bagni chimici. Tutto
questo degradi circonda
però uno dei luoghi più belli
d’Italia: la Reggia di Caserta,
C
da tre secoli simbolo di perfezione architettonica e storica. Ma ecco che tale splendore si unisce involontariamente a spazi di una modernità inaudita come i mille
uffici tra Soprintendenza, Demanio, Agenzia del Territorio,
Comune. A completare il
grande bazar in esposizione
perenne fuori i cancelli della
Reggia, un giro di droga degno degli spacci delle grandi
città.
Cocaina, hashish ed eroina,
tutto lì dinanzi i cancelli della
FOCUS HI-TECH
Flora, varco est della sontuosa residenza. Un commercio che ha prolificato negli anni indisturbato fino agli
ultimi sviluppi che hanno
portato all’arresto di 23 persone da parte dei carabinieri.
Si trattava di cosiddetti “cani
sciolti” della delinquenza che
il procuratore Luigi Gay e il
comandante Giancarlo Scafuri sono riusciti a individuare
nell’indifferenza di negozianti, vigili urbani e controlli
amministrativi.
Ma quelli della malavita non
sono gli unici problemi della
Reggia: il grandioso Palazzo
si sbriciola pezzo dopo pezzo, un frammento di cornicione dopo l'altro. Infatti il
permanere della crisi sta
portando difficoltà nella manutenzione di questo tesoro
che ha registrato un grave
calo di visitatori che, da quasi
600mila ne ha perso ben 25
mila. Così il primo museo
del Mezzogiorno (dopo gli
Scavi di Pompei), definita a
ragion dovuta patrimonio
dell'umanità Unesco, è stata
quasi dimenticata da istituzioni, opinione pubblica e
stessi cittadini che si arrendono di fronte a una situazione tanto avvilente.
Nel rimpallo di competenza
tra la Sovrintendenza ai Beni
Culturali e gli addetti del Comune, Caserta, la Campania
e l’Italia rischia di dover dire
addio a una perla del patrimonio culturale nazionale,
simbolo di storia, culture e
tradizioni di un popolo che
richiede a gran voce la possibilità di riscattarsi dal buio
della cronaca anche attraverso questa ‘grande bellezza’.
L’evento
Turismo 2.0: la visita è digitale Il bianco e il nero di Doisneau
a Reggia di Caserta si avvia
verso la digitalizzazione.
La soprintendenza di Caserta e Benevento e la start up
digitale Arte.it hanno infatti lanciato
l’applicazione per smartphone
“Guida della Reggia di Caserta e
del suo territorio”. Il nuovo servizio
è disponibile in italiano e in inglese
per iPhone e si può comodamente
scaricare sull’App Store iTunes o
gratuitamente via internet all’indirizzo caserta.arte.it. Si tratta di
un innovativo strumento che punta
a mettere a sistema la Reggia, il
Parco e l’intero patrimonio artistico
del territorio per dare agli utenti
la possibilità di avere uno sguardo
a 360° su tutte le sue meraviglie
culturali e monumentali. La Guida
digitale arriva proprio per completare un ulteriore
progetto di valorizzazione del territorio e del complesso
vanvitelliano ( nominato sito UNESCO) che la soprintendenza stessa, guidata dall’architetto Paola Raffaella
David, sta portando avanti grazie anche al contributo
di Civita Musea Gruppo Civita e TicketOne.
In sostanza la guida consta di oltre 20 schede che
descrivono il Palazzo Reale e il suo Parco, includendo
sale, arredi, opere esposte, giardini e fontane. Ogni
scheda è corredata da una o più immagini per offrire
all’utente una visita virtuale. Altre 20 schede invece,
tutte geo-referenziate, sono dedicate alla mappatura
dei luoghi di interesse artistico presenti nelle vicine
San Leucio e Casertavecchia includendo i punti di interesse sparsi nelle province di Caserta e Benevento.
La novità è porre la Reggia di Caserta al centro del
nuovo assetto territoriale, disponendo per i turisti
virtuali itinerari a tema, declinati secondo le età della
storia dell’arte: medievale, neoclassico, barocco, oltre
a quello classico dedicato ai siti UNESCO.Inoltre
sono compresi nell’app altri percorsi "d'autore", raccontati su richiesta della redazione di ARTE.it da
alcune personalità legate al territorio di Caserta,
come il critico d'arte Philippe Daverio, il cantante e
riempie le sale della Reggia
L
Fino al 23 settembre in mostra le opere dell’artista francese
compositore Peppe Servillo, l'attore Toni Servillo e lo
scrittore Francesco Piccolo. Si aggiunge alla sezione
dedicata al patrimonio artistico una narrazione sintetica
in 10 tappe della storia della Reggia dalla fondazione
ai giorni nostri. Infine, una parte per il calendario
degli eventi e delle mostre temporanee con l'elenco
delle iniziative presenti nelle principali località della
regione. A chiudere il pacchetto una sezione di informazioni utili selezionate dalla redazione di ARTE.it
dedicate alla consultazione di servizi come alberghi,
ristoranti tipici, negozi di specialità locali e di artigianato,
librerie, gallerie d'arte locali, parchi naturali.
La guida si aggiunge ad altre 11 di altrettante città
d'arte,realizzate in formato digitale con l'obiettivo di
costruire il primo progetto sistematico di mappatura
dell'arte in Italia (i titoli disponibili sono Firenze,
Venezia, Roma, Torino, Milano, Bologna, Genova,
Napoli, Palermo, Lecce e Aquileia). Il sistema ARTE.it
può contare su oltre 150mila Unique Visitors al mese,
50 mila download delle app mobile, più di 15 mila
followers sulle piattaforme social Facebook, Pinterest
e Twitter: insomma una delle più rilevanti realtà
nazionali nel campo dell'informazione e della comuF.Ce.
nicazione culturale.
opo l’enorme successo riscosso nella Capitale
Robert Doisneau sbarca nello sfarzo della reggia di Caserta. Fotografie originali scattate a Parigi,
raggruppate tematicamente, tutte in bianco e nero
e dedicate ai luoghi ed agli abitanti di Parigi, città
che ha contribuito a far diventare l’artista uno dei
grandi maestri del Novecento.
Dopo lo splendido evento dedicato a Henri CartierBresson a gennaio 2013, è ora il momento di “Paris
en liberté”, 200 fotografie in originale, scattate da
Robert Doisneau nella Ville Lumière tra il 1934 e il
1991 e raggruppate secondo i soggetti a lui più cari.
Il visitatore si può permettersi il lusso di ammirare
Parigi, i giardini, la Senna, i bistrot o le strade del
centro e della periferia ed in tutti quei luoghi che
D
rendono unica la bella capitale francese. Donne, uomini, bambini, innamorati, tutti ritratti in bianco e
nero da Robert Doisneau che dopo il diploma alla
Ecole Estienne, scopre la fotografia lavorando inizialmente in uno studio di pubblicità specializzato
in prodotti farmaceutici.
Le sue immagini sono conservate nelle più grandi
collezioni in Francia, negli Stati Uniti e in Gran Bretagna e sono in continua esposizione. La mostra
proposta a Caserta è già stata presentata a Parigi
all’Hotel de la Ville e in Giappone al Mitsukoshi di
Tokyo e all’Isetan Museum di Kyoto e a Roma, al
Palazzo delle Esposizioni. La mostra sarà ospitata
a Caserta fino al 23 settembre prossimo.
F.Ce.
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Ammazzato da un bambino