Anno II - Numero 135 - Domenica 9 giugno 2013 Direttore: Francesco Storace Roma, via Filippo Corridoni n. 23 A ROMA, BRESCIA, SIENA E TREVISO SI TORNA ALLE URNE PER I BALLOTTAGGI, MENTRE LA SICILIA ORIENTALE VA AL PRIMO TURNO DESTRA E SINISTRA TORNINO A COMPETERE di Roberto Buonasorte omenica e lunedi c'è l'importante ballottaggio a Roma: si sfideranno non solo due uomini molto diversi tra loro , ma vi sará battaglia tra due modelli profondamente alternativi di intendere, vivere ed orientare la società; dalla famiglia alla finanza, dall'etica allo sviluppo. Con la vittoria di Ignazio Marino si tornerebbe indietro di molti anni, a quella Roma giá tristemente nota per la assoluta paralisi amministrativa ed economica in cui era sprofondata durante le amministrazioni guidate da Rutelli e Veltroni. Con la riconferma del sindaco Alemanno, che ha allargato la sua coalizione a la Destra di Storace e alla componente dell'UDC che fa capo a Luciano Ciocchetti, si potrebbe continuare con una politica di sviluppo e di rigore, si potrebbero affermare principi di giustizia sociale con l'applicazione del Mutuo Sociale e della tolleranza zero verso chi è clandestino e commette crimini nel nostro paese, si applicherebbe quel "Quoziente Italia" fortemente voluto da la Destra e che tradotto in parole semplici significa che nelle graduatorie per accedere ai servizi sociali (asili, case popolari ecc.) vengono prima gli italiani e poi lo straniero. Grazie al nostro impulso e alla battaglia che da anni combatte Monica Nassisi, Alemanno ha annunciato che, se verrà confermato, dal primo luglio Equitalia verrà cacciata da Roma! Sarebbe davvero un sogno poi, se nel cuore di Roma, nel centro mondiale della cristianità, nella culla della millenaria civiltà romana, insomma se nel primo Municipio, da lunedí avessimo come Presidente il nostro Sergio Marchi. Ho avuto modo di apprezzare più da vicino questo ragazzo dai modi discreti e molto competente, sempre con il sorriso sulle labbra. Sergio ogni volta che parla ringrazia la nuova casa che lo ha accolto e non risparmia apprezzamenti per gli alleati che lo hanno sostenuto con lealtà. Già, la lealtà ... Non avevamo grandi mezzi a disposizione in questa campagna elettorale, ma un cuore enorme, una voglia di combattere che non ha nessuno; a tal proposito la nostra ammirazione non puó non essere rivolta a Giuliano Castellino e ai suoi ragazzi; nonostante le disgrazie ci hanno insegnato, a tutti, cosa significa militanza senza apparire davanti alle telecamere, sacrificio senza la cultura della trattativa e del ricatto, comunità e non setta correntizia. Un bel gruppo, D quello di Giuliano. Ne siamo orgogliosi. Da lunedi sera poi, ad urne chiuse e a scrutinio avanzato, occorrerà mettersi intorno ad un tavolo per capire, comunque andrà, come ricostruire la Destra e come porsi all'interno del centrodestra dove, così come accade nelle grandi città a differenza del Governo nazionale, Destra e Sinistra tornino a competere, ad essere alternative tra loro, ove si rimarchino le differenze anziché trovare a tutti i costi i punti in comune, che poi serve solo per giustificare le larghe intese ed assonnare un popolo che invece ha bisogno di riferimenti ideali e valoriali. Già da giovedì prossimo - il segretario nazionale Francesco Storace ha convocato l'Ufficio Politico del partito - entreremo nel cuore della discussione per parlare del nostro futuro insieme a chi sarà interessato a costruire qualcosa di utile per il nostro paese. Noi possiamo mettere a disposizione tante intelligenze, tanta lealtà, molta passione ideale e, se gli elettori ce lo consentono, mettiamo a disposizione anche questo quotidiano, pronto ad essere utile per ampliare il confronto delle idee, senza gelosia alcuna. Senza paura, direbbe qualcun' altro. GLI ASSENTI AL SEGGIO HANNO TORTO Soltanto se gli elettori moderati andranno in massa alle urne, sarà possibile la conferma di Alemanno a sindaco e la sconfitta di Marino di Bruno Rossi L’astensione è diserzione, la protesta è a destra”. Il manifesto era di colore blu, la scritta a caratteri cubitali, il simbolo (barrato) campeggiava al centro: era quello del Msi-Dn. Il periodo era la fine degli anni ’80, a memoria di colui che all’epoca poteva essere solo un giovanissimo militante. Chissà quanti deve averne maneggiati, di quei manifesti, Gianni Alemanno. I tempi erano altri. Lui non era né sindaco di Roma, né ex ministro. Faceva il capo del Fronte della Gioventù, allora bollato come nulla più che un coacervo di beceri “ picchiatori, ma che poi si è riscoperto fucina di formidabili menti, molte delle quali capaci di dare il proprio contributo alla causa della propria idea e alla nazione. Altri tempi, appunto. A cercare una continuità tra l’Alemanno dell’epoca e quello attuale, c’è solo la carica di “dirigente del partito”. Anche se il partito nel frattempo è cambiato. E non è certo l’unico... Ma le alchimie del tempo propongono i cicli, corsi e ricorsi storici, dove a volte mutano le funzioni e non le persone, o il contrario. Così, oggi Gianni Alemanno vorrebbe andare a riattaccarli, qui manifesti, perché sa che l’astensione è il suo peggiore nemico. Sa anche che, oggi come venticinque anni fa, il mondo è prossimo a radicali rivolgimenti, e che non sarà certo la scena politica nazionale a fare eccezione. Di nuovo, per l’attuale sindaco di Roma, c’è la maturità. Ed essa spesso comporta consapevolezze avvezze a farsi troppo spesso cruccio: come quella di avere ancora tanto da fare, di potere ancora migliorare, di non sapere se poter fare dell’esperienza accumulata un credito da tradurre in azioni e in buon governo nel futuro prossimo. Di fare insomma tesoro anche dei propri errori. In questo, Alemanno si gioca in queste ore una partita importantissima, ma è persino in posizione privilegiata ri- Giuseppe La Rosa, 31 anni, capitano dei Bersaglieri: è il 53esimo caduto in Afghanistan Ammazzato da un bambino spetto alla città che è, in queste ore, oggetto del suo desiderio e insieme giudice del suo destino. Le due settimane che hanno accompagnato un elettorato stanco al ballottaggio hanno detto molto di più di quelle che hanno preceduto il voto del primo turno. Il bizzarro silenzio di taluni attori protagonisti e la loro deriva verso affermazioni cabarettistiche; il tentativo maldestro di mettere in moto improbabili macchine del fango; l’ostinata copertura di certa stampa sia sull’effetto boomerang dello “scandalo foto con boss”, sia su alcuni poco edificanti casi circa fantomatiche onlus, la dicono lunga. Qualcuno ha paura di perdere. Qualcosa si è mosso, nella spina dorsale della Roma sorniona? O la tentazione di dormire in questa tarda primavera sarà più forte di qualsiasi voglia di un colpo di reni, teso a scacciare corpi estranei al tessuto di una città troppo importante per essere affidata alle mani di un dilettante allo sbaraglio? Chissà. Una cosa è certa: se gli assenti hanno sempre torto, i disertori di queste urne rischiano di avere anche di che rimpiangere, a lungo. Per cinque anni, e giorno per giorno. Cataluddi e Fruch alle pagine 7 e 8 Ora il Tevere è più stretto Un killer di 11 anni ha gettato una bomba a mano all’interno di uno dei nostri Lince - Feriti anche tre commilitoni di Federico Campoli rovesciare la dittatura dei taliban. Lo abbiamo fatto. Dovevamo aiutare le forze statunitensi iuseppe La Rosa, 31 anni, è il nome a trovare Osama Bin Laden. Lo abbiamo della 53esima vittima italiana in Affatto. Abbiamo mantenuto la pace e aiutato ghanistan. Era un capitano dei beril popolo afghano in questa difficile transizione. Siamo stati inappuntabili. E sicurasagliere dell’82esimo reggimento fanteria. mente Washington avrà delle parole di riInsieme a lui, altri tre commilitoni sono riconoscenza verso i nostri militari, i nostri masti feriti. L’attentatore, questa volta, non sacrifici e la nostra bandiera. Parole, sì. E i ha la barba lunga e il turbante. La mano di fatti? Purtroppo quelli no. Non sembra che chi ha lanciato la granata contro il Lince questi ci siano dovuti. Già, perché quando italiano ha solo 11 anni. “Eroico” lo definisi tratta di chiederci il sangue, nessuno si scono i fondamentalisti in una rivendicazione. Evidentemente, il piccolo deve essere riuscito fa scrupoli. Quando invece siamo noi a ad avvicinarsi al mezzo, non destando parfare le nostre piccole richieste, allora si complicano le cose. Se chiediamo all’Ue, ticolare preoccupazione nei militari. Fortualla Nato o agli statunitensi di alzare la cornatamente, dei tre soldati feriti nessuno netta del telefono, chiamare il premier insarebbe in pericolo di vita. I talebani sono diano e dirgli di rimandare in Patria i due scatenati. La primavera sta ormai cedendo marò detenuti da oltre un anno, evidenteil posto all’estate, ma sembra che i fondaGIUSEPPE LA ROSA mente osiamo troppo. Sia mai che gli altri mentalisti non abbiano intenzione di porre mettano a rischio i propri interessi per fine alla stagione degli attentati. E i nostri soldati sono costantemente in pericolo. Ormai sono dodici anni degli alleati insignificanti come noi. E non sia mai che per una che va avanti questa guerra. Con il sangue dei nostri uomini volta nella storia, lo strapotere di Washington venga usato per un nobile fine. A pagina 2 l’elenco di tutti i caduti abbiamo onorato l’impegno preso con gli americani. Dovevamo G i sono salutati con una cordiale stretta di mano papa Francesco e il presidente Giorgio Napolitano al loro incontro nella Sala del Tronetto, in Vaticano. I temi più caldi sono stati affrontati a porte chiuse, nella Biblioteca, in un colloquio relativamente breve, di 25 minuti. La necessità di difendere la libertà religiosa promuovendola per tutti e il momento storico che accentua i problemi economici e sociali, gravando soprattutto sulla parte più debole della società. Ma anche la politica: con la necessità di aumentare l’impegno politico nella promozione di una società dove le ingiustizie possano essere superate per raggiungere il ‘bene comune’. S Il futuro della destra Anniversari Scandali alimentari Fiumicino Staminali Corsaro: ricostruiamo intorno alla Meloni 73 anni fa l’Italia entrava in guerra Quando il cibo diventa criminale Guasto al carrello: paura, ma tutti salvi Famiglie e medici: è muro contro muro Robert Vignola a pag. 2 Paolo Signorelli a pag. 4 Carola Parisi a pag. 5 a pag. 7 Carolina Riccardi a pag. 10 2 Domenica 9 giugno 2013 Attualità Continua a scorrere sangue italiano nelle cosiddette “missioni di pace” Afghanistan: 53 caduti dal 2004 Il più grave attentato fu quello del 17 settembre del 2009 in cui persero la vita sei militari Ricordiamo le date e i nomi di tutti i caduti. Per non dimenticare chi ha dato la vita per la Patria 28 luglio 2010: primo maresciallo MAURO GIGLI e caporal maggiore capo PIERDAVIDE DE CILLIS 3 ottobre 2004: caporal maggiore GIOVANNI BRUNO 3 febbraio 2005: capitano di fregata BRUNO VIANINI 17 settembre 2010: tenente ALESSANDRO ROMANI 11 ottobre 2005: caporal maggiore capo MICHELE SANFILIPPO 5 maggio 2006: tenente MANUEL FIORITO e maresciallo LUCA POLSINELLI ANTONIO FORTUNATO MANUEL FIORITO 9 ottobre 2010: primo caporal maggiore GIANMARCO MANCA, primo caporal maggiore FRANCESCO VANNOZZI, primo caporal maggiore SEBASTIANO VILLE, caporal maggiore MARCO PEDONE 2 luglio 2006: tenente colonnello CARLO LIGUORI 31 dicembre 2010: caporal maggiore MATTEO MIOTTO 20 settembre 2006: caporal maggiore GIUSEPPE ORLANDO 18 gennaio 2011: caporal maggiore LUCA SANNA 26 settembre 2006: caporal maggiori GIORGIO LANGELLA e VINCENZO CARDELLA BRUNO VIVIANI MARCO CALLEGARO 28 febbraio 2011: tenente MASSIMO RANZANI 4 giugno 2011: tenente colonnello dei carabinieri CRISTIANO CONGIU 24 settembre 2007: agente Sismi LORENZO D'AURIA 24 novembre 2007: maresciallo capo DANIELE PALADINI 2 luglio 2011: caporal maggiore scelto GAETANO TUCCILLO 13 febbraio 2008: maresciallo GIOVANNI PEZZULO CARLO LIGUORI MASSIMILIANO RAMADU 12 luglio 2011: primo caporal maggiore ROBERTO MARCHINI 21 settembre 2008: caporal maggiore ALESSANDRO CAROPPO 25 luglio 2011: caporal maggiore DAVID TOBINI 15 gennaio 2009: maresciallo ARNALDO FORCUCCI 16 settembre 2011: maggiore dei carabinieri MATTEO DE MARCO 14 luglio 2009: caporal maggiore ALESSANDRO DI LISIO 17 settembre 2009: tenente ANTONIO FORTUNATO, sergente maggiore ROBERTO VALENTE, primo caporal maggiore MATTEO MUREDDU, primo caporal maggiore GIANDOMENICO PISTONAMI, primo caporal maggiore MASSIMILIANO RANDINO, primo caporal maggiore DAVIDE RICCHIUTO FRANCESCO SAVERIO POSITANO MICHELE SILVESTRI 13 gennaio 2012: tenente colonnello GIOVANNI GALLO 15 ottobre 2009: caporal maggiore ROSARIO PONZIANO 26 febbraio 2010: agente Aise PIETRO ANTONIO COLAZZO 23 settembre 2011: tenente RICCARDO BUCCI, caporal maggiore scelto MARIO FRASCA, caporal maggiore MASSIMO DI LEGGE GIOVANNI GALLO RICCARDO BUCCI 20 febbraio 2012: il caporal maggiore capo FRANCESCO CURRÒ, il primo caporal maggiore FRANCESCO PAOLO MESSINEO e il primo caporal maggiore LUCA VALENTE 24 marzo 2012: sergente MICHELE SILVESTRI 17 maggio 2010: sergente MASSIMILIANO RAMADÙ e caporalmaggiore LUIGI PASCAZIO 25 giugno 2012: carabiniere scelto MANUELE BRAJ 23 giugno 2010: caporal maggiore scelto FRANCESCO SAVERIO POSITANO 25 luglio 2010: capitano MARCO CALLEGARO 25 ottobre 2012: caporale TIZIANO CHIEROTTI CRISTIANO CONGIU ROBERTO VALENTE 8 giugno 2013: capitano GIUSEPPE LA ROSA Il dibattito sul futuro della scena politica nazionale: parla il deputato milanese di Fratelli d’Italia Nuova destra, Corsaro: “Noi ex An non abbiamo l’esclusiva” “Dopo Berlusconi dovremo essere capaci di dialogare col centro, ma abbiamo già la leadership: Giorgia Meloni” a nuova destra? Va costruita non attorno ai simboli, ma attorno alle leadership. Ne è sicuro Massimo Corsaro, che sembra quindi essere disposto anche a mettere in discussione la centralità del partito per il quale è deputato, Fratelli d’Italia. Il tutto, ovviamente, guardando ben più in là dell’oggi, ma comunque affacciandosi ad un domani che prima o poi dovrà pur appartenere a qualcuno. Corsaro insomma ha dato il suo contributo, ieri, dal suo blog, al dibattito sul futuro che c’è avanti a destra. E lo ha fatto sortendo in chi lo ha letto domande e dubbi, inducendo acutissime riflessioni e qualche inevitabile contrasto. Sicuramente scegliendo bene i tempi: del resto, venerdì e sabato Fratelli d’Italia a Milano ha organizzato le Due Giornate Tricolore, momento di festa e confronto del partito “che però – dice Corsaro – avrà anche il compito di affrontare l’ipotesi di una nuova area di centro-destra”. francese però, non su quello che fu la dualità Forza Italia-An. Deve quindi esserci un partito di centro, direi giscardiano, di cui faranno parte coloro che oggi sono i più convinti assertori delle Larghe Intese (i vari Alfano, Lupi, Quagliariello) che sia più filogovernativo ma comunque alternativo alla sinistra. E poi un partito di destra, direi gollista, che però sia inclusivo di chi non ha necessariamente fatto parte della storia della destra italiana, e non esclusivo. Dobbiamo insomma smetterla di pensare che noi di An siamo gli unici titolari dell’area, perché diventeremmo una macchietta destinata a morire per consunzione”. L Centro-destra? “Io dico centro-destra, e spiego il perché. Berlusconi è e resta un discrimine enorme per l’appeal elettorale del suo partito, nonostante lo smalto perso. Al momento, il vero polo d’attrazione alternativo alla sinistra è lui, ma il Pdl ormai non è più un partito. Prima o poi il Cavaliere, però, uscirà dall’orizzonte politico nazionale: e anche se ciò potrebbe non avvenire domani, abbiamo comunque il dovere di verificare cosa fare quando tutto, con la sua uscita di scena, cambierà”. Guido Crosetto, Franesco Storace e Massimo Corsaro Il dibattito a destra, in effetti, è già avviato… “Ho visto un po’ di dichiarazioni d’intenti, però non mi fido. In particolare, mi lasciano perplesso alcuni, che hanno precise colpe nel tramonto di ciò che fu Alleanza Nazionale. Io, nel mio piccolo, ho contestato Fini dal 2003 in poi, tanto da essere considerato un eretico: oggi mi riesce difficile ascoltare chi è stato silente davanti al bombardamento ideale di cui Fini fu protagonista non già al suo scioglimento, ma durante la vita stessa di An. Se poi costoro hanno voglia di fare, e fare bene, nessuna chiusura: ma non gli si consentano primati…”. Bene. Ma allora, che strada prendere? “Quello che immagino io è un centro-destra bipolare, sul modello E immagina Fratelli d’Italia come nucleo fondante? “Non voglio elevare steccati né peccare di presunzione, tuttavia mi limito a dire che l’esperienza di Fratelli d’Italia alle ultime politiche qualcosa l’ha insegnato. E cioè che è ancora possibile avere un linguaggio distinguibile, che nell’area di centro-destra c’è chi pensa che non si debba governare “costi quel che costi” e che c’è una forza che è comunque pronta per un rinnovo generazionale. Come si può pensare di creare qualcosa di nuovo, senza che al suo interno vi siano persone nuove? Fratelli d’Italia non cerca adesioni, ma può essere in tal senso il primo mattone della nuova destra italiana. Ancor prima che una struttura, ha da offrire proprio una leadership nuova e giovane: Giorgia Meloni. E da lei si può davvero ripartire”. Robert Vignola 3 Domenica 9 giugno 2013 Attualità L’ex presidente della Consulta: “probabile apertura di un procedimento disciplinare nei confronti di Ingroia” La contro-requisitoria del Generale Mori “Il paradosso è che io non ho memoria della gran parte degli attuali lottatori antimafia” - La lettura della memoria difensiva continuerà lunedì, ma intanto già arrivano le prime reazioni a quanto detto in aula di Grazia Bontà opo aver parlato per oltre 7 ore, il Generale ha ancora qualche cosa da dire. La lettura delle 165 pagine di auto-difesa di Mario Mori continuerà domani. Ma ciò che ha dichiarato venerdì in aula, a Palermo, già pesa come un macigno sulle spalle dei pm Antonio Ingroia e Nino Di Matteo. Durissime le parole riservate dall’ex capo del Ros per i magistrati che lo hanno accusato di favoreggiamento nei confronti di Cosa nostra, impedendo materialmente (nel 1995) la cattura del super boss Bernardo Provenzano. Ha parlato di “processo mediatico” nei suoi confronti ed ha contrattaccato descrivendo l’inchiesta nei suoi confronti come influenzata “sia dai continui giudizi ed esternazioni soprattutto dai magistrati titolari del procedimento Nino Di Matteo ed Antonio Ingroia che si sarebbero dovuti astenere dalle dichiarazioni su queste vicende sui giornali ed in tv, come del resto hanno indicato alcuni loro colleghi”. Le accuse di Mori hanno un certo peso specifico. È molto probabile infatti che, a questo punto, si possa aprire un procedimento disciplinare, davanti al Csm, nei confronti del più mediatico e sovraesposto dei magistrati italiani. D Questo continuo mescolare la sua professione di pubblico ministero con quella di politico (il caso del generale Mori è uno dei più eclatanti) ha un chiaro risvolto sui processi che Ingroia ha seguito. A dirlo, non proprio in questi termini (ma quasi), è l’ex presidente della Corte Costituzionale Piero Alberto Capotosti, in un’intervista a Il Giornale. “La Carta stabilisce che si pongano dei limiti con una legge al diritto di iscriversi ai partiti politici per i magistrati”. E per quanto riguarda, nello specifico, il comportamento di Ingroia, il giudice ribadisce che “i suoi comportamenti saranno esaminati dal Ministro della Giustizia o dal Pg della Cassazione, per valutare se aprire un provvedimento disciplinare”. Sarebbe anche il caso, visto che nel 2010, per molto meno, il Csm condannò il comportamento di Luigi Bobbio (che da magistrato fuori ruolo, era anche coordinatore di An a Napoli). Capotosti sul punto sostiene che “questo precedente dovrebbe pesare, almeno per l’inizio di un’azione disciplinare”. Ma non è certo Antonio Ingroia il principale soggetto delle dichiara- zioni-fiume del generale Mori. Non ha risparmiato parole di biasimo neppure per il suo principale accusatore, l’allora colonnello Michele Riccio. “I miei rapporti con il colonnello sono sempre stati corretti, ma circoscritti all’ambito professionale. Ci separava un carattere diverso ma anche un differente modo di intendere la professione: più verso il coordinamento la mia, più individualistica la sua”. Mori ha duramente replicato anche a Massimo Ciancimino, figlio di Don Vito (l’ex Sindaco di Palermo condannato per mafia), che aveva accusato il Generale di aver intrattenuto rapporti con suo padre, sperando che questi potesse fare da intermediario fra il Ros e Cosa no- stra. “Ciancimino –ha detto Mori- è, tra l’altro, accusato della detenzione di una rilevante quantità di esplosivo rinvenuto nella sua abitazione palermitana. La vicenda (di cui certa carta stampata vicina a Ciancimino preferisce non parlare, ndr) è la conferma, se ve ne fosse stato ancora bisogno, del livello di aberrazione raggiunto dal soggetto, capace di mettere in pericolo l’incolumità della sua famiglia e di altre persone innocenti pur di manipolare a suo favore la realtà che lo riguardava”. Le parole del Generale sono chiare, inequivocabili. “Il paradosso di questa vicenda è costituito dal fatto che io, e tutti quelli che operavano con me, non abbiamo memoria della gran parte degli attuali lottatori antimafia, e ciò, malgrado ogni loro compiacente e postuma ricostruzione personale. Non li abbiamo visti perché non c’erano accanto a noi o al fianco di coloro che, durante quella tragica stagione, hanno davvero combattuto Cosa nostra, alcuni fino a perderci la vita”. Forse troppo dure le parole del Generale per chi, come Ingroia ed i giornalisti de Il Fatto Quotidiano, hanno strenuamente difeso il figlio di Don Vito, arrivando a definirlo (sono parole del pm palermitano) “quasi un’icona dell’antimafia”. Talmente dure le parole di Mori, che sul giornale di Padellaro, Travaglio & co. non sono comparse neppure due righe sull’argomento. D’altra parte, si sa che al Fatto la faziosità è di casa. Oltre a quanto già detto, Mori ha anche fortemente respinto l’ipotesi di una trattativa segreta fra vertici delle Istituzioni e Cosa nostra. “Se avessi saputo, avrei denunciato”. In più ha duramente ribadito come, subito dopo le stragi del ’93, non ci fu nessun cedimento sul carcere duro ai mafiosi. Le fantomatiche concessioni sul 41 bis sono tra i punti cardine del secondo processo in cui Mori è imputato, quello sulla presunta trattativa Stato-mafia, la cui prossima udienza è prevista il 27 giugno. Riguardo questo punto, Mori ha ricordato che il 16 luglio 1993 l'allora ministro della Giustizia Giovanni Conso rinnovò, “con tre giorni d'anticipo, 244 decreti relativi al 41 bis, determinati l'anno prima dal ministro Martelli”. Ha aspettato in silenzio il generale Mori. Ha atteso che fosse il suo turno di raccontare la verità, al di là delle calunnie nei suoi confronti. Ha parlato, ha spiegato, ha contrattaccato. E non è ancora finita. Appuntamento a lunedì. 4 Domenica 9 giugno 2013 Anniversari Settantatre anni fa l’Italia entrava in guerra al fianco della Germania, contro Gran Bretagna e Francia Quell’ora delle decisioni irrevocabili di Paolo Signorelli 10 GIUGNO DEL 1940, ORE 18. È la lotta dei popoli poveri e numerosi di braccia… “La parola d'ordine è una sola –annuncia Mussolini-, categorica e impegnativa per tutti. Essa già trasvola ed accende i cuori dalle Alpi all'Oceano Indiano: vincere! (boato della folla) E vinceremo! Per dare finalmente un lungo periodo di pace con la giustizia all'Italia, all'Europa, al mondo”. Non fu così, ma almeno rimane la consapevolezza, magari anche solo di qualche minuto (quelli della durata del discorso) di aver vissuto momenti immortali. Il resto è storia. Le prime sconfitte, la tragica campagna di Russia. La decisione del Gran Consiglio del fascismo di destituire Mussolini. Molti dei suoi gerarchi gli voltano le spalle. La scelta del re di affidare l’incarico a Badoglio. L’Italia che tradisce il suo alleato, la Germania, per passare –da sconfitti- sul carro dei vincitori. I due lunghi anni della Repubblica Sociale e della guerra civile con i partigiani. Fino all’ignobile epilogo di piazzale Loreto. Eppure, di tutta la miseria, la morte, la devastazione che porterà la guerra, non c’è e non può esserci traccia il 10 giugno del ’40. C’è solo la voglia di credere che qualche cosa di sensazionale sia possibile. C’è la fiducia cieca nei confronti di un Duce che sembra incrollabile. E a distanza di quasi tre quarti di secolo, tutto questo sembra cristallizzato nelle immagini di una Piazza Venezia gremita, come non lo sarà mai più. Di una folla certa che guerra voglia dire vittoria, che voglia dire gloria. “Mancò la fortuna, non il valore”, come recita la stele commemorativa della battaglia di El Alamein. Benito Mussolini annuncia a ombattenti di terra, di mare e dell'aria! Camicie nere della rivoRoma, all’Italia e al mondo rittime; noi vogliamo spezzare le catene di ordine territoriale e mililuzione e delle legioni! Uomini e donne d'Italia, dell'Impero e del la decisione “irrevocabile”: tare che ci soffocano nel nostro mare, poiché un popolo di quaranregno d'Albania! Ascoltate! la dichiarazione di guerra è tacinque milioni di anime non è veramente libero se non ha libero Un'ora segnata dal destino batte nel cielo della nostra patria. l'accesso all'Oceano. stata consegnata agli ambaL'ora delle decisioni irrevocabili. Questa lotta gigantesca non è che una fase dello sviluppo logico sciatori di Gran Bretagna e La dichiarazione di guerra è già stata consegnata agli ambasciatori della nostra rivoluzione; è la lotta dei popoli poveri e numerosi di di Francia. di Gran Bretagna e di Francia. braccia contro gli affamatori che detengono ferocemente il monoE, ad attendere il discorso Scendiamo in campo contro le democrazie plutocratiche e reaziopolio di tutte le ricchezze e di tutto l'oro della terra; è la lotta dei podel Duce dell’Impero, c’è la narie dell'Occidente, che, in ogni tempo, hanno ostacolato la marcia, poli fecondi e giovani contro i popoli isteriliti e volgenti al tramonto, Nazione intera. e spesso insidiato l'esistenza medesima del popolo italiano. è la lotta tra due secoli e due idee. Piazza Venezia, via dei Fori Alcuni lustri della storia più recente si possono riassumere in queste Ora che i dadi sono gettati e la nostra volontà ha bruciato alle nostre Imperiali e tutte le vie cirfrasi: promesse, minacce, ricatti e, alla fine, quale coronamento delspalle i vascelli, io dichiaro solennemente che l'Italia non intende tracostanti sono stracolme di l'edificio, l'ignobile assedio societario di cinquantadue stati. scinare altri popoli nel conflitto con essa confinanti per mare o per terra. gente. È il popolo che aspetta la notizia che cambierà il La nostra coscienza è assolutamente tranquilla. (…) Con voi il mondo intero è testimone che l'Italia del Littorio ha fatto volto del Paese. Una data, Italiani! quanto era umanamente possibile per evitare la tormenta che sconquella del 10 giugno, che, (…)L'Italia, proletaria e fascista, è per la terza volta in piedi, forte, volge l'Europa; ma tutto fu vano. nel bene o nel male, ha sefiera e compatta come non mai. La parola d'ordine è una sola, cate(…)Se noi oggi siamo decisi ad affrontare i rischi ed i sacrifici di gnato la storia d’Italia. gorica e impegnativa per tutti. Essa già trasvola ed accende i cuori dalle Alpi all'Oceano Indiano: vincere! una guerra, gli è che l'onore, gli interessi, l'avvenire fermamente lo La guerra, in Europa, c’è già. E vinceremo, per dare finalmente un lungo periodo di pace con la impongono, poiché un grande popolo è veramente tale se considera È iniziata il 1 settembre del giustizia all'Italia, all'Europa, al mondo. sacri i suoi impegni e se non evade dalle prove supreme che deter’39. Dopo nove mesi di “non minano il corso della storia. Popolo italiano! belligeranza” il Duce con la Noi impugniamo le armi per risolvere, dopo il problema risolto delle Corri alle armi, e dimostra la tua tenacia, il tuo coraggio, il tuo valore! sua voce tuonante fa il suo nostre frontiere continentali, il problema delle nostre frontiere ma(Dal discorso pronunciato da Benito Mussolini) annuncio: “scendiamo in campo contro le democrazie plutocratiche e reazionarie tutto sotto un unico vessillo: tutti. E allora perché non apdell’Occidente, che in ogni il fascio. Simbolo di unità e profittarne? Il Duce, ma anche tempo hanno ostacolato la marcia e spesso insidiato vittoria. Soltanto una Nazione tutti gli italiani, era convinto l’esistenza medesima del compatta e non lacerata dalla che la guerra fosse ormai Popolo italiano”. L’entusiasmo lotta di classe può lanciarsi alle ultime battute e che la della piazza è indescrivibile, nell’impresa imperialistica di vittoria tedesca fosse quanto tutti sono convinti della vitconsegnare di nuovo al Paese mai scontata. Ecco spiegati i toria lampo e del futuro gloil dominio sul bacino del Memotivi dello stravolgimento rioso della Patria. diterraneo e su gran parte iniziale del piano bellico itaQuando Mussolini si affaccia del continente africano. Lui, liano: Mussolini, è ben condal balcone, dinnanzi a lui si il Duce ci crede fermamente. sapevole dell'impreparazione Non è importante il come. E del paese a sostenere una scatena il delirio. La folla lo non è neanche importante guerra moderna in cui ocaccoglie con applausi e grida il fatto che la Germania stia correvano carri armati, aerei ai limiti dell’isterismo. Un’envincendo nettamente e che e munizioni. Per questo agitrata in guerra che sembra Benito Mussolini annuncia l’entrata in guerra quindi la vittoria sarebbe solsce nella prospettiva di un destinata a rovesciare il deintervento nel conflitto per il stino del mondo, a ribaltare i troni dei po1942, data entro la quale penlunghe e dolorose laceraziotenti e ad esaltare il sava che l'Italia avrebbe comni, salvo poi cedere e scedestino dei diserepletato la sua preparazione. gliere la via delle armi. D’aldati. Una guerra che Ma c’è da dare una svolta. E tronde, i trionfi della macchina è davvero la prosepoco importa se l’Italia non da guerra tedesca, capace cuzione di quella del è pronta al cento per cento. in poche settimane di annientare la Polonia, la Nor’14-’18. La resa de 10 giugno 1940, “Popolo itavegia, la Danimarca e la Franconti, la reazione conliano corri alle armi”, recita il Popolo d’Italia. cia, erano sotto gli occhi di tro gli inganni e le ingiustizie della “pace ingiusta” di Versailles, della vittoria “mutilata”. Lui, il Duce, lo sa. Ed è convinto che non ci sia più tempo da perdere. Se l'Italia vuole, nel prossimo futuro, un ruolo da protagonista nella politica internazionale, deve assolutamente prendere parte a questa guerra. Assolutamente. E poco importa se molti suoi collaboratori (Galeazzo Ciano, Ministro degli Esteri e genero del Duce, in primis), che conoscono l’imUn cittadino legge sul nostro giornale la notizia sulla dichiarazione di guerra preparazione del proprio esercito e la guerra pensando che il potanto poco più di una mera scarsità degli armamenti a polo, una volta messo il fucile partecipazione, non di certo disposizione, sono contrari in spalla, non lo avrebbe più da protagonisti. Conta solo ed abbiano molti dubbi e lasciato fino al compimento vincere. E lo sa anche il potormenti. della rivoluzione. polo. Non aspetta altro. Lo C’è la storia da riscrivere. I dubbi, però, ci sono. Musstesso popolo che, qualche Mussolini vuole trasformare la “piccola” Italia, quasi semsolini ne è consapevole. Lui anno più tardi, lo tradirà. Trapre derisa e calpestata, in stesso, prima di prendere dirà il suo Duce. Mussolini 10 giugno del 1940, Piazza Venezia stracolma di gente una potenza vincitrice. E questa decisione, ha vissuto aveva favorito l’entrata in C Domenica 9 giugno 2013 5 Società Ogni anno, sembra essere diventata ormai una consuetudine, salta fuori uno scandalo alimentare Quando il cibo diventa criminale Mozzarelle di bufala alla diossina, passata di pomodoro cinese spacciata per italiana, olio tagliato e di dubbia provenienza. I tarocchi del ‘made in Italy’: un giro d’affari che muove milioni di euro in tutto il mondo on solo droga, armi e gioco d’azzardo tra le attività illecite della criminalità organizzata. Anche il cibo diventa un business del malaffare. Le truffe sul biologico ingannano quasi un italiano su due, il 46%, che lo mette nel carrello della spesa, ma anche i quasi 50mila produttori agricoli che lo producono con serietà, costi ed impegno nelle proprie aziende in Italia. È quanto denunciato dalla Coldiretti, sulla base dei dati Ismea, dopo la vasta operazione dei militari della Guardia di finanza di Cagliari che hanno eseguito 16 ordinanze di custodia cautelare, quattro in carcere e 12 agli arresti domiciliari, nei confronti di una organizzazione, che aveva come vertice una azienda di Capoterra (Cagliari), che avrebbe sfornato false certificazioni relative a prodotti biologici, destinati al mercato nazionale ed europeo, senza che i prodotti fossero realmente ''bio''. Migliaia di tonnellate di mais, soia, spacciati come prodotti sani e nostrani che invece provenivano da Ucraina, India e Turchia, ed erano contaminati con potenti pesticidi molto dannosi per la salute. Una truffa che colpisce un mercato che ha registrato un aumento record dei consumi del 7,3 per cento nel 2012 e che tra esportazioni e consumi interni sviluppa un giro d'affari complessivo stimato pari a circa 3 miliardi di euro, secondo la Coldiretti. Un fatturato che pone l'Italia al quarto posto al livello europeo dietro Germania, Francia e Regno Unito e in sesta posizione nella classifica mondiale. olive è un’immagine che si vede ormai solo nelle pubblicità. I porti del Sud sono i centri dove transita il maggior numero di merci contraffatte, in particolare a Napoli e Salerno. L’ultima frontiera della falsificazione, è scritto nel libro, è la deodorazione, un sofisticato meccanismo di manipolazione per rendere accettabile a palati esperti oli di scarsa qualità. Capita anche che venga venduto come vergine l’olio lampante, quell’olio che presenta caratteristiche tali da non essere adatto all’alimentazione perché troppo acido, oltre il 2% di acidità, e che in passato veniva utilizzato per alimentare le lampade a olio. N LE PRINCIPALI VICENDE CHE HANNO SCONVOLTO L’ITALIA 1986 2001 2003 2008 vino al metanolo 2010 2011 2012 la mozzarella blu mucca pazza allarme aviaria carne alla diossina a seguito della contaminazione nei mangimi e latte alla melamina in Cina il batterio killer e.coli dei cetrioli scandalo carne di cavallo I precedenti. Non si tratta di un caso isolato. Ormai ogni anno sembra essere una consuetudine quella degli scandali alimentari. Mozzarelle di bufala alla diossina, concentrato di pomodoro con il Vesuvio in etichetta ma proveniente dalla Cina, olio italiano che di italiano non ha proprio nulla. Basta andare in un qualsiasi supermercato per verificarlo: leggete le etichette di alcune bottiglie d’olio, in molte troverete ‘provenienza mista Comunità Europea” Fino ad arrivare ai recenti scandali dalla carne di cavallo nelle confezioni di pasta fresca, all'ipotesi della carne di cane per la preparazione di alcuni cibi o dei batteri coliformi, solitamente presenti nelle feci, scoperti nelle torte al cioccolato Ikea in Cina. Storie da far passare l’appetito. Per sempre. Ed è tutto nero su bianco in un libro ‘Cibo Criminale’ scritto da Mara Monti e Luca Ponzi. il 'Gomorra' dell'agroalimentare italiano, un'impietosa fotografia delle maxitruffe che muovono un giro d'affari enorme e che, in molti casi, rischiano addirittura di avvelenare le tavole di tantissime famiglie. L'Italian sounding (ovvero quel valore aggiunto attribuito ai prodotti per il solo fatto di richiamare all'Italia), a livello mondiale ha un giro d'affari che supera i 60 miliardi di euro, ben 164 milioni al giorno. Ma c'è un'anomalia: questa cifra è 2,6 volte superiore al valore delle esportazioni agroalimentari italiane. Ciò significa che per ogni prodotto veramente made in Italy ce ne sono in commercio almeno 3 che di italiano hanno solo il nome. A questo poi si aggiunge il giro d'affari dell'agromafia stimato in 12,5 miliardi di euro all'anno con guadagni che incidono su tutta la filiera, dalla produzione alla commercializzazione finale. Tutelare i produttori onesti. "Bisogna tutelare da atteggiamenti folli e dalla competizione sleale tutte le imprese che stanno nel gioco in maniera onesta - dicono il presidente e il direttore di Coldiretti Campania, Gennarino Masiello e Prisco Lucio Sorbo - Scegliendo un prodotto garantito italiano, sappiamo che oltre ad aiutare la nostra filiera agroalimentare, acquistiamo un alimento garantito, coltivato in un certo modo e che risponde a degli standard qualitativi molto rigidi. Il consumatore non deve lasciarsi ingannare da indicazioni forvianti e deve fidarsi solo del vero marchio italiano per portare sulla propria tavola un prodotto di qualità, salutare e che racconta una storia e una tradizione antica del suo territorio''. Di fronte al ripetersi di frodi che riguardano l’importazione di prodotti falsamente biologici è necessario – sottolinea la Coldiretti – che sia facilmente riconoscibile in etichetta la produzione ottenuta con materia prima e standard nazionali, per consentire ai consumatori di fare scelte di acquisto consapevoli sulla reale origine del prodotto acquistato. In attesa che questo avvenga, il consiglio è quello di acquistare i prodotti biologici direttamente nelle aziende, nelle botteghe e nei mercati degli agricoltori di Campagna Amica che garantiscono l’origine nazionale degli alimenti in vendita. L’oro bianco di Napoli. La mozzarella di bufala, delizia della produzione campana, ma, sempre più spesso, maltrattata. In Giappone arriva ad essere venduta anche a 60 euro al chilo. Eppure furono proprio i giapponesi e i coreani i primi a bloccarne le importazioni nel 2008 di fronte all’allarme diossina (che poi sembrerebbe rientrato) in relazione agli incendi dei cumuli di immondizia e il rilascio di sostanze cancerogene che sarebbero finite nei pascoli degli animali da latte. I test hanno mostrato livelli superiori alla norma in almeno il 14% nei caseifici analizzati di alcune province. Poi ci sono i falsi, i tarocchi. Un mercato parallelo della contraffazione che secondo al- cune stime vale ogni anno 100 milioni di euro e smercia circa 8 milioni di chili di mozzarella taroccata in Italia e all’estero. Secondo le indagini della Procura di Napoli, chi adultera le mozzarelle sostituisce almeno uno dei quattro litri di latte previsti con latte proveniente dalla Lituania, dall’Estonia e dalla Polonia e si accenna persino a latte in polvere in arrivo dall’India. Olio, altro che made in Italy. Parola d’ordine trasformare. Già, perché la spremitura delle I dati. Da uno studio di Coldiretti è emerso che 6 italiani su 10 hanno paura di consumare cibi contaminati dopo che negli ultimi anni si è assistito a una escalation di allarmi sanitari a tavola. Le emergenze alimentari sono storia vecchia: solo in tempi più recenti, ricordano da Coldiretti, c’è stata in media una all’anno, dalla mucca pazza all’aviaria, dal latte cinese alla melamina a quello tedesco alla diossina, dalla mozzarella blu al batterio killer nei germogli. Da uno studio di Coldiretti sull’attività del Nucleo anti sofisticazione dei Carabinieri è emerso che le frodi alimentari scoperte solo in Italia hanno portato, nel 2012, al sequestro di quasi 20 milioni di chili di prodotti alimentari e bevande per un valore di 468 milioni di euro. I prodotti alimentari più colpiti dalle frodi sono stati, dicono da Coldiretti, farine, pane e pasta (16 % in valore del totale sequestrato), quello della carne e degli allevamenti (11%), latte e derivati (8 %), vini e alcolici (5%). Va inoltre precisato, sottolineano da Coldiretti, peraltro che ben il 31 % del valore dei sequestri riguarda la ristorazione con la chiusura dei locali. Il rischio Cina. Secondo i numeri di Coldiretti, basati sullo studio dell’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efsa) che ha valutato gli effetti combinati di una esposizione incrociata a diversi agenti chimici con proprietà tossicologiche simili, i cibi con valori oltre i limiti sono moltissimi: cavoli cinesi che in più di quattro casi su cinque, 83%, sono risultati oltre i limiti, broccoli il 77% dei casi, pomodori cinesi fuori norma nel 47% dei casi, uva indiana con il 65% di superamento dei limiti, pepe indiano con il 42%, a seguire piselli sloveni, aglio argentino e patate brasiliane. Carola Parisi 6 Domenica 9 giugno 2013 Esteri MILIONI I FILE IN USCITA VERSO L’EUROPA, MA NESSUNO OSA APRIRE BOCCA SANTA MONICA: UN PAZZO APRE IL FUOCO SULLA FOLLA Usa, scandalo intercettazioni: Barack Obama in difficoltà Strage in California a due passi da Obama L’amministrazione di governo non può nascondere l’imbarazzo per la vicenda. Sinistra e destra radicale si schierano contro la Casa Bianca. Intanto, continua la polemica sul coinvolgimento dei big del web di Federico Campoli n vero e proprio terremoto quello delle intercettazioni. Non solo per l’amministrazione Obama, ma per tutta la società. In particolare, sembra che si stia ridimensionando il modo di vedere il sistema da parte degli americani. Va bene l’occhio vigile dello Stato, va bene la sorveglianza stretta per evitare un altro 9/11, va bene pure dichiarare guerra al terrorismo in ogni angolo del mondo. Ma entrare nella vita privata dei cittadini sembra un passo più lungo della gamba. La Nsa (National Security Agency), considerata da molti di gran lunga più potente della Cia, effettivamente non è stata smentita. E’ questa, infatti, la società di sicurezza che ha messo sotto controllo milioni di telefoni, profili Facebook e carte di credito. U SIRIA Farnesina: “Silenzio su Quirico” l giornalista de La Stampa Domenico Quirico è vivo ma la situazione è delicata e per questo motivo il Ministero degli Esteri ha chiesto ai media italiani di mantenere una linea di “assoluto riserbo”. “Tutto quello che sappiamo è che è vivo e sta bene. Ora aspettiamo notizie certe”, ha detto una delle figlie. Insomma, la Farnesina e i familiari preferiscono il profilo basso. Nel frattempo, però, altri due giornalisti sono stati rapiti. Si tratta di due francesi: Diedier Francois, reporter della stazione radio Europe 2, e Edouard Elias, fotografo. A differenza delle autorità italiane - tuttavia, da Tokyo - il presidente francese Francois Hollande alza la voce e mette i puntini sulle ‘i’: “Chiedo che questi giornalisti siano immediatamente liberati perché non rappresentanti di uno Stato, ma uomini che lavorano perché il mondo possa ricevere informazioni”. E ancora: “I giornalisti devono essere trattati come giornalisti”, ha aggiunto. “I contatti sono stati in effetti persi con i due giornalisti dei quali – ha spiegato Hollande – non conosciamo ancora esattamente le condizioni”. Giuseppe Sarra Tra i “grandi spiati” c’erano anche i motori di ricerca Micorsoft, Yahoo!, Google, PalTalk, Aol, Skype,Youtube, Apple. Sembra strano, ma pare che si siano dimenticati di Twitter, nonostante sia stato il motore delle primavere arabe. Tra i dati raccolti c’era veramente di tutto. Email, conversazioni chat, video, foto, dati generali, file di vario genere, password, dettagli sull’attività sui social network e tanto altro ancora. Una rete di spionaggio estremamente ratificata, dunque. In realtà, già se ne parlava da tempo di un possibile controllo serrato da parte del governo sui cittadini. Ma i più arditi sostenitori di questa tesi sono spesso stati bollati come “complottisti” o, più in generale, come pazzi esaltati. E invece hanno avuto ragione proprio i “pazzi esaltati”. Le grandi società di rete hanno negato qualsiasi coinvolgimento diretto con il governo. Lo stesso Mark Zuckerberg, il fondatore di Facebook, nega ogni legame con le agenzie di Washington e soprattutto nega di aver rilasciato qualsiasi autorizzazione per accedere ai file degli utenti. Poco importa, a questo punto è difficile credere che la Nsa chiederebbe il permesso. Ma ora la questione sembra che possa andare oltre il nazionale. Se le conversazioni degli americani erano sotto controllo, ciò significa che lo erano anche quando quelle dirette in altre zone del mondo. Secondo il Washingotn Post, solo tra Usa e Europa, ad esempio, intercorrerebbero oltre 2.972 gigabit per secondo. In altre parole, milioni e milioni di file, che puntualmente venivano copiati e archiviati dal governo americano. Ovviamente, Bonino e i suoi colleghi europei non hanno ancora pronunciato parola sull’accaduto. Barack Obama non può nascondere l’imbarazzo per l’intera vicenda. Ma vuole rassicurare i cittadini dicendo che i dati raccolti sono i cosiddetti “metadata”. In pratica, si tratta di informazioni generali sul tipo di file e sul genere di conversazione avvenuta (pericolosa o meno), ma nulla avrebbe lasciato trasparire sui contenuti e sull’identità dell’intercettato. Se così fosse, e se il governo avesse agito secondo legge, oggi Obama non potrebbe vantare l’enorme numero di arresti, per sospette attività terroristiche. Ora il Presidente Usa dovrà barcamenarsi in questa tempesta, mentre dalla sua si sono schierate le ali moderate dei democratici e dei repubblicani. Ma la sinistra liberal e la destra libertaria hanno dichiarato guerra al governo. Chissà con chi sta l’opinione pubblica. eekend di fuoco in America. A Santa Monica, un uomo vestito di nero ha sparato ripetutamente tra la folla, uccidendo 4 persone e ferendone gravemente un’altra. Dopo qualche ora, è stato freddato dalla Polizia. In Arizona, invece, un bimbo di 4 anni trova una pistola e spara al padre. L’uomo è morto sul colpo. Ore di paura in California. La strage è avvenuta mentre il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, si trovava in zona per un evento di beneficienza ma – da quanto è stato comunicato dalle autorità - le due vicende non sembrano collegate. La furia omicida dell’uomo ha avuto inizio poco prima di mezzogiorno. Una serie di colpi provenienti da un’abitazione W Eurosky Tower . Entrare in casa e uscire dal solito. che successivamente è stata data alle fiamme. Secondo le testimonianze dei passanti, l’uomo era vestito interamente di nero con una cartuccera alla cintura e un grosso fucile in mano, e ha aperto il fuoco anche contro autobus e automobili. Allarmatosi dall’arrivo della Polizia, è entrato in un’università continuando a sparare; ferendo la portavoce della Polizia Jacqueline Seabrooks. Mentre l’omicida cercava di barricarsi all’interno della biblioteca è stato ucciso dagli agenti della Polizia. Tragica morte per un uomo in Arizona. Mentre stava facendo visita ad un amico, dalle prime ricostruzioni della Polizia, il figlio di 4 anni ''ha trovato una pistola in casa e accidentalmente è partito un colpo che lo ha raggiunto al petto''. Il personale del Yavapai Regional Medical Center ha potuto soltanto che constatare il decesso. Giuseppe Sarra SUDAFRICA Mandela torna in ospedale: “è grave” I elson Mandela torna a lottare contro il suo cattivo stato di salute. L'ex presidente sudafricano è stato infatti nuovamente ricoverato in ospedale, dove si trova in "condizioni gravi ma stabili". Lo ha reso noto un comunicato della presidenza sudafricana. Mandela, 94 anni, è stato portato in ospedale intorno all'1.30 della scorsa notte per una ripresa dell'infezione polmonare di cui ha sofferto. "L'ex presidente sta ricevendo cure specialistiche e i medici stanno facendo il possibile per farlo sentire meglio", precisa il comunicato diffuso dalle autorità della repubblica. “Madiba”, come viene affettuosamente chiamato in Sudafrica, era stato dimesso in aprile dopo un ricovero di dieci giorni in ospedale dovuto ad una polmonite. N La parte migliore è quando si torna a casa Eurosky Tower è il grattacielo residenziale di 28 piani che sta sorgendo a Roma, nel prestigioso quartiere dell’EUR. Un progetto modernissimo e rivoluzionario che coniuga esclusività e tecnologia, ecosostenibilità ed eleganza. Eurosky Tower è destinato a diventare un simbolo di Roma e soprattutto un grande investimento che si rivaluterà nel tempo. Le residenze sono state progettate per offrire spazi comodi, ma al tempo stesso funzionali, perfettamente rifiniti in ogni dettaglio e con tagli che vanno dai 50 mq fino agli oltre 300 mq. La combinazione dell'esclusività del progetto, del prestigio della vista e della qualità progettuale offre un'opportunità unica per chi ricerca una residenza abitativa di primissimo livello nella Capitale. Al 19° piano, ad oltre 70 metri di altezza, sono state realizzate le prime tre residenze campione, altamente rifinite in ogni singolo dettaglio. Per prenotare la tua visita contatta i nostri consulenti al numero 800 087 087. RE AWARDS Premio Speciale Smart Green Building UFFICIO VENDITE Roma EUR Viale Oceano Pacifico (ang. viale Avignone) Numero Verde 800 087 087 www.euroskyroma.it 7 Domenica 9 giugno 2013 Italia DA ROMA E DAL LAZIO LA GIORNATA CONCLUSIVA DELLA CAMPAGNA ELETTORALE PER IL BALLOTTAGGIO TRAGEDIA SFIORATA ALL’AEROPORTO DI FIUMICINO Marino ride e balla: buon voto, romani… Problemi al carrello: atterraggio di emergenza per Wizz Air Manovra “spericolata” del pilota limita i danni: solo due feriti. Ritardi e disagi, aperta l’inchiesta Aneddoti, “daje”, ma nessun cenno alla questione della onlus “Imagine” C’è spazio solo per la sfilata dei suoi “compagni”, da Pisapia alla Serracchiani attute finali prima del voto e comizi finali per i due candidati. Marino e Alemanno hanno scelto due diverse modalità per chiudere la loro campagna elettorale che li ha condotti al ballottaggio di domenica 9 e lunedì 10 giugno. Scelta itinerante per il sindaco uscente, che tocca 5 piazze della città a bordo del suo scooter, e mobilitazione di tutto il partito a piazza Farnese per il medico genovese, che opta per una location meno pretenziosa rispetto a San Giovanni e più facilmente riempibile. Marino chiama a raccolta tutto l’organigramma del Partito democratico a lanciargli la volata. Da Pisapia, il sindaco milanese preso B come modello per un suo eventuale mandato (e il che è tutto dire), alla Serracchiani, dal segretario Epifani al sindaco cagliaritano (sotto inchiesta per abuso d’ufficio) Massimo Zedda. Unico rappresentante capitolino del partito: Nicola Zingaretti. E non a caso dei problemi di Roma si parla molto poco. Così come ovviamente non viene fatto cenno al nuovo scandalo che ha travolto il “professore” e la sua onlus “Imagine”, che gli organi di stampa stanno opportunamente facendo passare in cavalleria. Unici leit motiv del comizio: “liberiamo Roma da Alemanno” ,insistendo sullo squallido paragone della liberazione di Roma dai nazisti da parte PARIOLI Si vendevano le case di cui erano affittuari ltra truffa al quartiere Parioli. Sette persone indagate sospettate di procurarsi identità e documentazioni fasulle, affittare case delle quali vantavano la legittima proprietà e rivenderle ad eventuali compratori e traendo in errore ignari notai dai quali si recavano per effettuare il rogito. Le vittime una volta ultimata l’operazione di acquisto, si recavano dal reale proprietario per effettuare le volture delle utenze, e solo a quel punto prendevano atto del raggiro i loro danni, scoprendo che l’immobile non era mai stato messo in vendita. La truffa ha funzionato in almeno 4 casi, in altri è invece sfumata. “ I sette dovranno ora rispondere di associazione per delinquere, truffa e falso. U.C. A ‘LA GRANDE BELLEZZA’ Monterotondo premia il cinema italiano na serata all’insegna del cinema italiano. Un evento che per un giorno trasforma Monterotondo nella location perfetta per omaggiare alcune delle migliori opere del grande schermo degli ultimi tempi. Ieri sera, infatti, nel cortile del castello Orsini, in occasione del 28° Festival delle Cerase, tradizionale kermesse da sempre dedicata esclusivamente alla produzione nazionale, si è svolta la serata di premiazione. I protagonisti sono stati: il regista Paolo Sorrentino, vincitore come miglior film per ‘La Grande Bellezza’ (reduce da eccellenti critiche ma da una statuetta mancata a Cannes) e l’affascinante Tony Servillo premiato come miglior attore. Una giuria popolare di spettatori ha scelto di premiare anche la pellicola dell’attrice-regista Valeria Golino, ‘Miele’, è lei ad aver vinto come miglior film rivelazione. Ogni anno il festival, trasferitosi da Palombara Sabina a Monterotondo, propone con appuntamenti settimanali che si prolungano nel corso di tutta la stagione, proiezioni accompagnate da incontri e dibattiti con registi, sceneggiatori, attori e produttori. Per l’occasione, nella serata di ieri, sono stati assegnati dalla direzione del festival ed offerti dalla Presidenza della Repubblica e dal Comune di Monterotondo, alcuni premi speciali: a Daniele Vicari, regista e sceneggiatore italiano, è andato il premio Presidente della Repubblica, mentre il premio Sindaco di Monterotondo è stato consegnato a Maria Sole Tognazzi per “Viaggio sola”. U Il servizio completo della serata sarà visibile nella sezione video de Il Giornale d’Italia Portale C.P. degli alleati, di cui è ricorso l’anniversario da pochi giorni e le solite storielle sulle signore “Franca” e “Anna” della situazione. L’apice del cattivo gusto è stato raggiunto quando è stato riproposto l’aneddoto del bambino che, durante il volantinaggio alla scuola elementare “Di Donato”( messo in atto in prima persona da Marino stesso e per il quale è stato oggetto di feroci critiche per l’inopportunità del gesto), avrebbe affermato che se dovesse riconfermarsi Alemanno “non sarebbe più andato a scuola”. Ora, passi il fatto che un bambino delle elementari è assai improbabile solo che sappia chi sia il sindaco di Roma, fa riflettere quanto il candidato di centro sinistra non riesca a prescindere da questa sterile elementare propaganda volta a celare una linea programmatica carente, tipica, per dirla con Alemanno, “di chi si occupa di politica dal 2006 e di Roma da tre mesi”. Comizio che quindi volge alla chiusura con il solito accorato “daje” e sulle note di Jovanotti grazie alle quali il candidato ci regala un penoso balletto, nel tentativo di risvegliare uno spento pubblico. Ora la parola va alle urne, dove si spera che a prevalere questa volta non sia l’astensionismo che al primo turno ha lasciato a casa la metà dei romani e che “ha premiato l’apparato”. Ugo Cataluddi omenti di panico, ieri mattina, per 165 passeggeri a bordo di un aereo Wizz Air in viaggio da Bucarest a Roma. Il velivolo doveva arrivare all’aeroporto di Ciampino ma a causa di un problema al carrello sinistro Il comandante del velivolo ha chiesto un atterraggio di emergenza all’aeroporto di Fiumicino, perché ha la pista è più lunga. All'aeromobile non si sarebbe aperto il carrello sinistro e l'atterraggio è avvenuto con il solo carrello destro e con un motore. “Un atterraggio spericolato, compiuto con molta maestria - ha affermato il dirigente della polizia di frontiera di Fiumicino Antonio Del Greco Il pilota, che è italiano, è riuscito a portare giù l'aereo con un solo carrello e a fare un atterraggio morbido”. I passeggeri sono scesi dagli scivoli e la procedura d’emer- M genza si è svolta regolarmente senza particolari problemi, anche se al momento risultano tre feriti, tra cui una donna incinta con dolori all'addome e un’altra persona per contusioni al torace. Non sono mancati i disagi ai voli: Alitalia ha posticipato i voli con punte sino a 4 ore di ritardo. Lo fa sapere la stessa compagna in una nota, aggiungendo che alcune tratte sono state anche soppresse. Sull’accaduto la Procura di Civitavecchia ha aperto un fascicolo. Il pm Alessandra D’Amore procede, contro ignoti, per disastro colposo. L’aereo è stato messo sotto sequestro per permettere a un consulente di stabilire le cause dell’incidente. Anche l’Agenzia nazionale per la Sicurezza del volo ha aperto immediatamente l’inchiesta di sicurezza di competenza sull'incidente. 8 Domenica 9 giugno 2013 Italia Si vota per il ballottaggio in 67 città. In Sicilia al via il primo turno Non solo Roma: mezza Italia ai seggi Nell’Isola occhi puntati sui capoluoghi Catania, Messina, Ragusa e Siracusa Sfide importanti anche sulla penisola tra Siena, Brescia,Treviso e Ancona di Barbara Fruch ggi e domani seggi aperti in molte città italiane, oltre al ritorno alle urne di 67 comuni interessati dal ballottaggio in Sicilia si apre la sfida per il primo turno delle elezioni. Saranno quindi circa sei milioni i cittadini chiamati a votare per queste amministrative che si terranno in ben 208 comuni a partire dalle 8 di oggi sino alle 22 e poi dalle 7 alle 15 di domani. O In Sicilia - Nell’isola del sud Italia si voterà in 142 comuni (39 sono quelli per i quali si applica il sistema elettorale maggioritario a doppio turno), tra cui quattro capoluoghi di provincia, ovvero Catania, Messina, Ragusa e Siracusa. Da un punto di vista politico gli occhi sono puntati soprattutto sul movimento 5 stelle, che in queste amministrative metterà alla prova la sua tenuta, dopo gli ottimi risultati riscossi a ottobre per le regionali e alle politiche di febbraio. Il centrodestra cercherà di mantenere la propria supremazia, guardandosi dagli attacchi di un centrosinistra che potrebbe sfruttare il momento d'incertezza dei grillini. A Catania la poltrona di sindaco è contesa da sei candidati, espressione di 15 liste. All'uscente Raffaele Stancanelli, sostenuto dal centrodestra, si opporrà innanzitutto l'ex sindaco Enzo Bianco, appoggiato dal centrosinistra. Gli altri pretendenti sono Lidia Adorno (Movimento 5 Stelle) Maurizio Caserta (Catania Maurizio Caserta sindaco), Matteo Iannitti (Catania bene comune), e Tuccio D’Urso (Aggiusta Catania). Anche a Messina sono 6 gli aspiranti primi cittadini: per il centrosinistra si candida Felice Calabrò mentre con il Pdl c’è Enzo Garofalo. Poi ancora Maria Cristina Saija (Movimento 5 Stelle), Alessandro Tinaglia (movimento politico ‘Reset’) Gianfranco Scoglio (appoggiato dagli ex An con la lista ‘Nuova Alleanza’); e il pacifista Renato Accorinti, con l'omonima lista. A questi sei candidati avrebbe dovuto aggiungersi Angelo Villari, escluso per un ritardo nella consegna della lista che lo appoggiava. A Ragusa la corsa sarà tra l'ex Udc Franco Antoci, sostenuto dal Pdl e da liste civiche; Giovanni Cosentini, appoggiato dal centrosinistra e dall'Udc; Giovanni Iacono, in corsa per Sel e un'altra lista; Federico Picciotto per il Movimento 5 Stelle; Francesco Barone per il PidCantiere popolare; ed Enrico Patania, appoggiato dal Movimento città. A Siracusa, dove il Pdl si presenta diviso, i candidati invece sono otto. La frangia più consistente del Popolo della Libertà appoggia il segretario provinciale dell'Udc Edy Bandiera; mentre il deputato regionale pidiellino Vincenzo Vinciullo, con altre quattro liste, sostiene Ezechia Paolo Reale. Il centrosinistra punta invece su Giancarlo Garozzo; mentre Marco Ortisi è il candidato del Movimento 5 Stelle. Gli altri in corsa sono Santi Pane, Pucci La Torre, l'ex senatore Franco Greco e Gianni Briante. L’eventuale ballottaggio, nei Comuni con popolazione superiore a 15 mila abitanti, dove è in vigore il sistema elettorale a doppio turno, si terrà il 23 e 24 giugno. In Italia - Nel resto d’Italia sono i 67 comuni chiamati ballottaggio per le comunali, tra cui ci sono undici capoluoghi di provincia (Brescia, Lodi, Treviso, Imperia, Siena, Ancona, Roma, Viterbo, Avellino, Barletta, Iglesias). Sfide interessanti si aprono in alcuni centri. A Siena, polo storicamente democratico, dopo lo scandalo del Monte dei Paschi per la prima volta da 20 anni il candidato di sinistra non ha vinto al primo turno. Bruno Valentini e il centrosinistra devono quindi passare dal ballottaggio per battere il centrodestra di Eugenio Neri, sebbene da una posizione di larghissimo vantaggio (39,5% contro 23,37% al primo turno). Occhi puntati anche su Brescia, dove lo scarto tra i due candidati al primo turno è stato di pochissimo (0,07%, pari a 74 voti): 38,1% per Emilio Del Bono (centrosinistra) e 38% per Adriano Paroli (centrodestra). Particolare anche la situazione creatosi a Treviso dove il centrosinistra di Giovanni Manildo potrebbe battere Giancarlo Gentilini, 84 anni e quattro mandati da sindaco, simbolo della Lega Nord nel Veneto. Manildo ha chiuso il primo turno in vantaggio per 42,55% contro 34,81% per l’avversario del centrodestra. MILANO E UDINE - DUE SQUALLIDE STORIE DI VIOLENZA LA CRISI UCCIDE ANCORA L’incubo dei minori: tra abusi e pornografia Il dramma di due disoccupati i “travestiva” da uomo per abusare di una bambina di tre anni. Una storia squallida quella che proviene da Milano, dove la segretaria di una scuola materna, M.B. di 54 anni, è stata rinviata a giudizio con le accuse di violenza sessuale e percosse. Un intreccio torbido fatto di colpi di scena e di risvolti imprevedibili, che ha lasciato di stucco gli stessi investigatori. La storia, come racconta ‘Il Giorno’ risale al luglio del 2011, ma che solo venerdì, con il processo, è venuta fuori con forza. Tutto nasce dalla denuncia di una famiglia, il 2 agosto 2011, alla locale caserma dei carabinieri: la loro bimba di tre anni aveva cominciato a mostrarsi inquieta, angosciata (I genitori di un altro bambino iscritto alla stessa scuola avevano denunciato fatti simili, ma il caso è stato archiviato). Con l’aiuto di uno psicologo la piccola fa emergere il suo incubo: parla di un uomo senza capelli che entrava “nella stanza del riposino”, l’ala della scuola dedicata all’ora di sonno. Nessun uomo, però, aveva accesso al dormitorio. Viene poi fuori il nome di una donna, una segretaria con un’esperienza trentennale (che era stata maestra prima di passare “per problemi di salute” S alla parte amministrativa), la quale chiedeva di vegliare i piccoli nell’ora della nanna. Per le maestre nessun problema. Grazie a telecamere e controlli sui telefonini, i carabinieri scoprono che la segretaria soffriva da un anno di cancro, e aveva perso i capelli per colpa della chemioterapia. Indossava una parrucca, dunque, che toglieva al momento in cui restava sola coi piccoli, nella penombra della stanza dedicata al loro riposo. Qui, sempre secondo la ricostruzione dell’accusa, sarebbe iniziato l’incubo, almeno per la bambina di tre anni. La donna “che faceva un gioco di magia, si trasformava in un maschio e cambiava voce”, così hanno raccontato anche altri alunni, si sdraiava vicino ai piccoli, “per fare le coccole”. Coccole che, stando al racconto della piccola e alla ricostruzione degli inquirenti, si sarebbero trasformate in una vera e propria violenza sessuale accompagnate spesso da minacce e percosse. Nell’ottobre del 2011 la segretaria fu iscritta nel registro degli indagati. Ora il rinvio a giudizio: la prima udienza è stata fissata al 26 settembre prossimo. Una storia di violenza sessuale e pedopornografia, invece, quella che coinvolge il toscano Maurizio Mandato, 32 anni, un tempo collaboratore del vivaio dell’Udinese calcio. Nel computer personale dell’uomo sono venute alla luce una gran quantità di fotografie che ritraggono bambini nudi, scattate, secondo gli inquirenti, approfittando dell’attività di organizzatore di campi estivi di preparazione al gioco del calcio, sia a Silea che in Toscana. L’uomo, da venerdì si trova agli arresti domiciliari su ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari di Venezia Andrea Odoardo Comez, per il reato di violenza sessuale nei confronti di minorenne. È inoltre indagato per il reato di pedopornografia. Gli accertamenti nei confronti dell’allenatore hanno preso il via proprio sulla base di un esposto presentato dalla società bianconera, la quale denunciò che Mandato aveva organizzato corsi di calcio in Toscana spendendo indebitamente in nome dell’Udinese. La guardia di finanza si è quindi recata nell’abitazione dell’uomo per una perquisizione, nel corso della quale sono state scoperte le fotografie a sfondo sessuale di minorenni. Mandato sarà interrogato dal gup la prossima settimana. B.F. A Roma un 38enne ha tentato il suicidio mentre a Cremona un 45enne si è impiccato a crisi continua a mietere vittime. Dopo l’ennesimo suicidio di un disoccupato avvenuto venerdì nel cremonese anche ieri un uomo, di 38 anni, ha tentato di togliersi la vita. Fortunatamente il gesto estremo è stato evitato grazie all’intervento della polizia e die vigili del fuoco. È successo a Roma, nel quartiere Tuscolano, alle 9.30 quando il 38enne disoccupato si è arrampicato sulla fioriera del terrazzo di casa, al settimo piano, e ha minacciato di gettarsi nel vuoto. Vigili e agenti, dopo una chiamata al 113, hanno disposto sotto l’edificio il telo gonfiabile anticaduta e hanno cercato di instaurare un dialogo con l'uomo. “La porta di ingresso dell’appartamento - riferisce una nota della polizia - era chiusa dall’interno ma gli agenti sono riusciti a entrare da una finestra aperta di un appartamento attigua e, senza farsi notare, sono usciti sul balcone e hanno bloccato il 38enne. Visibilmente scosso e molto agitato l’uomo è stato convinto dagli agenti a farsi accompagnare in ospedale dove è stato poi ricoverato e posto sotto osservazione dai medici”. E proprio agli agenti il disoccupato ha confessato di essere senza lavoro e privo di qualsiasi mezzo di sostentamento, impossibilitato quindi a far fronte alle spese quotidiane e al pagamento delle bollette. Sono stati gli stessi problemi anche a spingere un altro disoccupato, 45enne, sposato e padre di due figli, al suicidio. È successo venerdì pomeriggio a Borgo Serio, frazione di Castelleone (Cremona). L’uomo ha legato L una corda alla plafoniera del soffitto nella cantina di casa e si è lasciato cadere. Sono stati i familiari ad allertare i carabinieri, dopo averlo cercato invano tutto il pomeriggio, temendo che il congiunto si fosse allontanato per uccidersi. Come spiegano gli stessi parenti infatti il 45enne, di origini albanesi, era disperato per l’assenza di una occupazione fissa (anni fa lavorava come operaio in un’azienda del paese) e, da quanto si è appreso, soffriva di depressione proprio per questo motivo. Perso il lavoro, ha cercato di reagire adattandosi a fare di tutto: inizialmente svolgendo prestazioni occasionali (un paio d’incarichi a tempo determinato) ma negli ultimi tempi la situazione era peggiorata. Proprio per le difficoltà l’uomo era assistito dai servizi sociali, aveva avuto accesso ai bonus riservati ai nuclei familiari in difficoltà (ad esempio la Dote Scuola), ma col passare dei mesi i lavoretti sporadici sono progressivamente diminuiti e la speranza di riuscire a trovare un impiego continuativo è scomparsa. B.F. 9 Domenica 9 giugno 2013 Medicina Sono 7mila le persone colpite da melanoma, 11mila nuovi casi nel 2012 ed almeno 4 le vittime ogni 24 ore Gli italiani ‘maniaci’ dell’abbronzatura Un rapporto controverso quello degli abitanti del Belpaese con il sole. Il paradosso: più di uno su 3 si spaventa dalla comparsa sulla pelle di un nuovo neo, ma non rinuncia ad almeno una settimana di tintarella pericolosa di Carola Parisi alcuni problemi legati ad una eccessiva e non protetta esposizione al sole. Dall’indagine è infatti emerso che il 94% delle persone in spiaggia non indossa la maglietta, l’87% non usa il cappello o altri copricapi, e il 22% non fa uso di creme protettive. Le conseguenze non sono soltanto le più ‘lievi’ come scottature ed eritemi, ma si fanno molto serie quando si rischia di ammalarsi di tumore. Il melanoma può essere riconosciuto dal medico prestando attenzione ad alcuni segnali mostrati da macchie che in un primo momento potrebbero sembrare dei semplici nei: asimmetria, ovvero una parte della macchia della pelle è più grande dell’altra, bordi irregolari della macchia cutanea, policromia del melanoma, che può presentare diversi colori quali il nero, il marrone, il rosso, e la sua evoluzione e cambiamento di forma o grandezza nel tempo. Il rischio che si formi un melanoma conseguentemente ad una prolungata esposizione al sole è più elevato nei soggetti che hanno già di per sé un’alta predisposizione genetica, e nei soggetti che hanno la pelle chiara. Questo perché i soggetti che al contrario hanno la pelle scura, manifestano una migliore risposta cutanea ai raggi solari perché la loro pelle, quando da essi stimolata, libera più melanina, proteggendo lo strato superficiale da ustioni e bruciature. Quando siamo esposti al sole infatti, i raggi ultravioletti penetrano nei tessuti e l’energia solare colpisce i melanociti, cioè quelle cellule presenti nell’epidermide che producono melanina, un pigmento che assorbendo i raggi stessi dona alla nostra pelle il colore bronzeo tanto desiderato. Quando però l’esposizione ai raggi ultravioletti non è moderata e protetta, essi possono causare delle mutazioni dei geni delle cellule cutanee, con una conseguente diminuzione della risposta protettiva e immunitaria della pelle stessa. estate alle porte. Vacanze, mare e sole. Si sa, gli italiani sono tra i più ‘fissati’ con l’abbronzatura. Ma starsene sdraiati come lucertole su lettini ed asciugamani nelle ore più calde della giornata, è molto pericoloso per la salute. Ogni anno, infatti, in Italia sono circa 7.000 le persone colpite dal melanoma, un tumore maligno della pelle (di queste 500 solo in Toscana). Nel corso degli ultimi 10 anni c’è stato un incremento del 30%. Nel 2012 si sono registrati ben 11mila nuovi casi. L’inquietante risultato segue alla presentazione dei dati emersi dall’indagine “Gli italiani, l’ossessione abbronzatura e il melanoma” e che sono stati divulgati in occasione dell’Euromelanoma Day 2013 che si svolge in tutta Europa. Ciò che ne vien fuori è un rapporto controverso degli abitanti del Belpaese con il sole. Nonostante più di un italiano su 3 si spaventa dalla comparsa sulla pelle di un nuovo neo, allo stesso modo non rinuncia ad almeno una settimana di tintarella. Non sembra, inoltre, che si conosca la pericolosità delle lampade abbronzanti, paragonate dagli esperti al fumo delle sigarette per i tumori al polmone. E mentre oltre il 20% degli italiani non conosce il melanoma e il 64% di essi non ha mai fatto un controllo dei propri nei, un italiano su 2 quest’estate prenderà il sole per almeno 3,5 ore al giorno nel desiderio di una bella abbronzatura sebbene ogni 24 ore siano almeno 4 le vittime del tumore della pelle. Uno studio condotto dall’Associazione Dermatologi Ospedalieri Italiani e dalla Fondazione La Roche-Posay su 2.100 adulti e 141 bambini ha messo in luce come gli italiani tendano a trascurare la salute della loro pelle, sottovalutando e quindi non prendendo adeguate precauzioni per evitare L’ La verità sulle lampade. Non preparano la pelle alla tin- REGOLE PER PROTEGGERSI: 1 Esporsi al sole con gradualità 2 Non avere fretta di abbronzarsi 3 Non esporsi nelle ore in cui i raggi ultravioletti sono più intensi (tra 11 e le 15) 4 Non fidarsi di vento e nuvole: riducono la percezione del calore ma le radiazioni possono comunque arrivare 5 Non usare prodotti solari che abbiano più di un anno di vita 6 Applicare i prodotti solari preferibilmente mezz' ora prima di esporsi e ripetere l'applicazione durante la giornata. 7 Riapplicare sempre la crema protettiva dopo aver fatto il bagno o la doccia tarella proteggendola dalle scottature perché emettono solo raggi ultravioletti A mentre il sole "spara" anche gli Uvb. Per la stessa ragione non è vero che fare una lampada aiuta a sintetizzare la vitamina D. Inoltre, questi apparecchi comportano una serie di rischi, tanto che un decreto ministeriale del 2011 ha vietato l'uso di lettini ai minori e ad altre categorie a rischio. Anno II - Nume ro 117 - Dome nica 19 maggi o 2013 o Corridoni n. AVANTI A DESTRA FAL LISC E LA PRO SENZA EGOISMI , SOLO VETE VA DI FORZA A SAN GIOVANNI LLO RILA NCI ARE GRI RO-COMUNORIISDEL PD ICHE RIS CHI ANO DI connot ati Direttore: France sco Roma, via Filipp Storace Roma, via Filippo ledì 22 maggio ro 119 - Merco Anno II - Nume Corridoni n. SA IN PIAZZA DEL sco Storace Direttore: France 23 STASERA LA MES 2013 IN PIAZZA CON GLI ERR TI di Erri De Luca : LA E Landini, Vendola FIOM -FINOCCHIARO DA , Cofferati polemic N ZA I grillini mandan i per le assenze GG . LE TO o la loro ade Pd BI G RITIRARE. SU sione, ma non si vedono di Roberto Buonas orte Anno II - Numero 122 - Sabato co Storace BERL USCO NI E STOR ACE Roma, via Filippo Corrido CHIU DONO LA CAM PAGN ni n. 23 A ELET TORA LE PER LA RIEL EZIO NE DEL SIND ACO BARACCA ITALIA NEL 2013 PROGETTO DA Alla periferia della capitale cond izioni di disagio per chi non è straniero di Francesco Storace ggibilità tra anche sull’inele , bacchetta la sinis maggioranza” Consulta, Capotosti solo l’azionista di L’ex presidente della he in Mediaset, è caric ha n “No ni: di Silvio Berlusco F a pag. 2 Francia Marine Le Pen, brutta caduta Federico Campo li a pag. 6 Busto Arsizio Madre getta i figli dal terzo piano Carlotta Bravo a pag. 8 Crisi Non si ferma l’ondata di suicidi alle pag. 7, 8e9 Maltempo Continua l’allarme in tutto il nord a pag. 8 Nelle urne il gio co N da tutte L’Europa fa acqua G rande chiusura di campagna elettorale, ieri sera al Colosse o, per il candidato sindaco del centrodestra, Gianni Alemann o. Sul palco, davanti ad una piazza strapiena, assieme Francesco Storace e Giorgia a Meloni, anche il leader del Pdl, Silvio Berlusconi. Un intervento di poco più di mezz'ora, diviso in due parti, quello del Cavaliere: la prima dedicata al governo e al sostegno leale del Pdl, alle misure economiche da approvare e alle riforme necessarie. La seconda parte, invece, più ironica, in cui si è scagliato contro i grillini e la sinistra. “Della magistra tura - ha ironizzato il Cav - parliamo un'altra volta". Sul voto romano Berlusconi ha ripetuto come , non si può scegliere Ignazio Marino, il candidato del centro sinistra, “perché non conosce nemmen o la città. Cosa puo' fare lui per Roma che non la conosce? Gli servirebbero prima due o tre anni...". Berlusconi ha poi infiammato la piazza parlando anche di Grillo e dei grillini: “Cosa ne pensate ? Li avete visti in tv?". Parte della piazza risponde di no e Berlusco ni, scherzando, insiste: "ma come? La tv di Stato si occupa solo di loro... Avete detto una bugia ma ve la perdono. I grillini sono dei burattini guidati tramite internet un capocomico sconclusionato' da '. Alla fine, Silvio Berlusconi si è rivolto così alla folla: “Ho dimentic ato a casa lo spadone della liberta', altrimenti sarei sceso tra di voi e vi avrei toccato la spalla. La destra, non la sinistra che non ce la faccio...” . Emma Moriconi a pagina 6 le parti N e luogo di nascita) dei candid ati preferiti appartenenti alla lista prescelta, avend o però presen te che, nel caso sione di due di esprespreferenze, queste devon o riguardare candidati di sesso pena l’annullame diverso, seconda prefer nto della enza”. Que- M L alla frontiera e quasi entrerà in vigore nuncia con enfasi allora con nuovi strumenti tro le prossime tre non è successo nulla, citi azione delle dopo ione dei settimane e i controll elettronici e di identific o Frede- è evidente che l'attenz confini terrestri negativa. , ha detto il ministr saranno effettuati ai tramuta in reazione anche sul targhe» che ar- tadini si e Euma ia, notizie le o German ssione che l'Union con la riksen. Second Italia Ho l'impre collega la Daniavanti come andare Bruxelles, ora anche da può grande ponte che non rivano re’, al- ropea ai vari porti, ze e marca alla Svezia, oltre Paese da- e Francia vorrebbero ‘chiude fino a oggi con timidez e per il nte, al trattato fatto ni. O imprim approdo naturale meno temporaneame assenze di decisio è imcome en. nese. lerazione o così parti di Co- di Scheng anche Enrico un'acce non credo possa reggere La proposta, che dalle da tempo, E ieri, come accennato, a plode. Così a già le ha mandate a dire i cittadini che la faranno non o penaghen circolav Letta sarann e pre: per o voto". Alle … Merkel intenda trolli stata rilanciata e attuata e la nuora perché che l'unione ban- implodere al prossim e far seguire ne, annunciata è l'immigrazione illegale la Svezia. La decisio possibile Letta dovrebb l'ondata "Non è sità dal mi- venire manchi parole, ora lità organizzata, dopo con una certa pompo decisa un anno fa oggi così i fatti. Chissà… , Claus Hjort crimina ria nord-africana ai confini caria ne precisa. Fare nistro delle Finanze migrato a. « di una definizio presa in seguito nali dell'Unione europe Frederiksen, è stata o di mi- meridio govern il tra ad un accordo di romper dato la stura ne lection gen; oltre ad un fenom 180. Un’ingiustiziha 120, o votarere eSandroe il silenzio.che l’Unione non la vogliono perIl senato eno probagiorno Bondi, europei corissimo, amplif particola- bilmente: comun a,ultimo ordinat italiano Roma. icato peraltro que puntati l’altra soprattutto su ore nazionale del perfino il timido premier occhi dall’invaden più;Pdl, ha dichiara za dei social faccia della medaglia dellemila student i stanno to che “è necess in dubbio ario Letta che mette network: la foto cosiddette leggi Circa 200 Enrico rinegoziare il .Fiscal sulle “quo-gli atenei della Capitale compact e ia, soprattutto economica, “a due”, con coppielettorale te rosa”. Ma do il trattato dia,Maastr l’efficac invaden sopra e (a volte insulto ttutto un icht”. Poi Sapienz a, l’Europa improbabili) pubblici (La ha aggiun alla leggeDa pronte a chieto che bisognerebbe dell’alleanza. Insomm bene e il delquelli condere il doppi Tre) aarequelli modific o voto. Un van- senso che dovrebbe Vergata e Roma lo statuto se la passa poi così Toressere dellanon o Bce taggio enorm alla base della dalla Consigli arriva per Al e Lumsa. consentire di “batteresegnale e per coloro demo Luiss più dirompente crazia privati, , che trovano un ridotta ormai neta rizionere l’econo moper rilancia che ha deciso Circosc partner, pera matrimunivers degli oni itari, la ché consente tranquilla Danimarca, d’interesse, de dicendo fanno : “Presenmia”. quando non CentraleConclu di moltiplicare – di cui paese il trattato terò un gioco delle dell’Italiaa di mandare a quel una mozione parlam coppie. ucendo i conanche Toscana, entare”. parte oltre al LazioFederi di Schengen, reintrod co Campo 7 li a porterà pag. 2 di frontiera con la Germania e e Abruzzo – E Umbria 28. Cinque le rappresentanti su centrodestra, liste in campo: il menti, con il diviso in due schiera “Studenti per Pdl che appoggia itaria”, e i univers la libertà-Azione e liberazione ragazzi di Comunione aperta”. candidati con la “Lista che si presenta Poi, il centrosinistra, itari” univers con “l’Unione degli i, che si esi(Pd e Sel), e i collettiv concluPer biscono con “Link”. movimento dere, c’è anche un . banco” non schierato: “Ultimo o a pag. 3 Federico Colosim Suicidi per crisi Roghi della disperazione L’allarme sicurezza? in ogni parte d’Italia Per la Kyenge è la Lega alle pag. 9, 10 e 11 10 Milano Roma Papa Francesco Il “giallo” dell’esorcismo Sinistra in fuga da Ignazio Marino a pag. 2 Ugo Cataluddi a pag. 9 Barbara Fruch a e entusiasmo dei romani al Colos seo di Igor Traboni delle coppie “ ANCHE IL CAV A ROMA CON GIANNI ALEMANNO Grand A nno di grazia 2013, ancora baracche per i cittadini italiani. A Milano Pisapia decide che i campi Rom devono usufruir e di aria condizionata, ma alla periferia della Capitale, zona Tor Tre Teste, una coppia di romani vive dal 2005 in una vera e propria baracca di una decina di metri quadra ti. "Vive" è un modo di dire. a. Diverso da Con Fabrizio politic scelta Santori, di 25 capoleader, Alella primavera qualsiasi altro gruppo de La Destra alla io Alesenta anreanni fa, Giorg mirante rappr di gione, sono va di llo cessa mode te un andato miran a trovare cora oggi 22 maggio Maurizio Olivieri e Anna, combattere. Il riferimento. la a un giore, un vero del 1988, appen “Buono, gentil del suo lo descrive sua compagna da poco meno no dopo la morte animo nobile”, rata” Pino e, l’amore di quindici anni. È storia amico e “came così sua mogli di dine andava Donna As-gnità da vita, sua Romualdi, se esaltare ma anche di della idi un’inAlmirante, interv burocra l’uomo simbolo sunta Francesco Storace e Fabrizio zia da stroncare. , il punto siva da “Il tera generazione Santori con la coppia di baracca stata in esclu di un poEsistono regole infami. Per a”. ti romani Anna e Maurizio di riferimento Giornale d’Itali aveOlivieri destra- che fatto della re polo –quello di Un uomo che ha ia una casa popolare devi esÈ stato Selitici, due stranieri insomm una vera e propr sere vita non tradisce. sua a, sfrattato e stare in mezzo n per nei quartieri delle nostre africagretar io del Msi-D e gli per loro si mobiliterebbero citbattaglia, dal fronte ento italiani non è solo una slogan, andon alla Parlam le strada: solo così si accede tà. 18 anni, incarn EFFETTI COLLATER valiere no, alla Rsi, dal che una associa te. folla. per evitare , in un pedi zioni proprio in un mopensa ma te deve della ALI DELLE “QUO valori i honorum” (dopo questo Grillo ardite gremi diventa sinistra, ed sus solo ciare alle graduatorie con un punqueste re una prassi la ideali tarsi di alle piazze Sicuramente La Destra TE ROSA” SUL te difficoltà, a sinistra parte, non è degli anni e le spalle parentesi alla corte presidente della Camera, i non VOTO lunga mento di eviden politica ed istituzionale. Zanda, d’altra DI FINE riodo –quello “concorrenze sleali” Senza mai voltar FiMAG etti ne ha afcernti. utile a farsi assegnare mollerà la presa fino a quando ve capaci di La cui essere il leader del aiutare da Anna ai militateggio è fatto Carlo De BenedGIO antibeL’INT si nuovo ad iniziati di piombo- in e combattere catori professionali di guai ERV rai suoi “figli”, ISTA solidarietà verso chi viene di un ex-magitelecamere esentava . può dormire l'alloggio. Devi avere il in queste persone non si vedranfinato i sentimenti nocchiaro, cioè far accendere le di destra rappr PdL, Berlusconi ha Coerente ed umile Vip, ale), lo Bon casa nostra. No, sono italiani che una o grifagno e a assurta al ruolo e disinteresnel nostro Paese va bene, appen lusconismo viscer senato rive strato sembra un paradosso, il verbale sul suo sguard una colpa , più sonni tranquilli e dere ri di: Se voti anche una isno riconosciuto il loro diritto ma ei del centrode4, 5, 6 e 7 ente della Comm i servizievoli giore non futuro ere hanno Presid condotto a guidar pagin del di non accorr diritti. alle donna, puoi dare sarsi a scapito Fisc di Paglia o nella al CompacCostituzionali d'immissione in possesso. di chi soffre De Benedetti ad abitare. Siamo stanchi delle Pd, Zanda è riuscit Moriconi e Micol la nuova regola del due sione Affari t nalisti del gruppo Emma stra. Purtroppo. pref A lizdire lila eren Non ridico verità, l'abban Comp di l'ammin sa mano. dono in dà vita a “matrim delle istituzioni istraMaurizio e Anna non possono e Maa o Madama. difficile impreze: demagogia buonista che vede Palazz stricht con il taccuino il entrambi, zione comunale è venuta oni d’in OKLAHOMA CITYavere una o e partito con in casa propria. incaric tere zare E chi resta solo sse in”. disegno di menti vivissimi ad prevalere sempre lo stranier casa popolare. Sica l’Unione nziale rimane fregatosuo deme contro a Maurizio, dandog o Idealmente, quella baracca di Barbara Fruch Decine di morticome Perfino Letta critic li rispetto all'italiano. È razzism di i la casa non ce l'hanno ste righe scritte la possibilità di un reddito o e richiude le frontiere. Tor Tre Teste diventa una specie in perfetto e centinaia di ferit mai avuta, trovando ospitalit alburocratese le preferenze: alla rovescia, che non va affatto L’elettore potrà sospende Schengen a vengono dal ai voti perà marc altresì Minis l'Ama, urne Dani l'aziend La di alle casa sonali a che si occupa enti manifestare non comune di tanta gente tero degli Intern , si aggiu Stud ora da Tizio ora da Caio, ngono bene. più in una i e mera non due voti di prefer di rappresentano la della pulizia della città. Ma che lotta. Maurizio e Anna vera no- quelliaddizione matematica enza vità “tecni possono essere sfrattati. per candidati è Anche per questo abbiam vià, si vota dell’aUniv ca” delle prossi lleato di ersit alla viene minata la credi... che È a sesso l'assess signific - opposto, o consigliere comuncarica di me amministrativ orato vono la loro condizione senza alla casa che si con un effetto una storia incredibile alla quale che prende deNegli ultimi anni ablanciato a Roma la campag per vendo, nelle appos ale, scri- in parole spicce e. Tradotto certi versi bilità stessa dell'Ue deve muovere, magari diabolico. Se na , violenza, ma con la consap con parole robiamo avuto un auil stampate sotto ite righe che andranno gli italiani candidato X noranza liberal-conva posta soluzione. Se fossero con cisioni le annuncia Quoziente Italia, affinchè cessi eha al voto poogni condopo non ha Traboni mento del crimine un po' di umanità. E' inaccet trassegno di tranno esprim la candidata Y 100 voti e servatore e il Partito volezza di dover lottare per onostante non sidi Igor boanti e un anno lista, i nomiere due prene due immigrati, due rifugiati posenta qua, e caos. un utilizzo strumentale delle i nativi (solo detto il premier transf rontal iero. feren ze, ma e due ne prend ha 90, tutti si più parlare di del popolo danese orte, devastazione il cognome soltan to nel tabile vedere ancora baracch preso decisioni", ha eranno 190 propri diritti. Da oggi sappian o, caso in cui io larca che decide di soin caso di omon ità Realizzeremo quindi nazionale, Trattato sovran a Danima e una di esse fosse (a testa), battendo un risorse pubbliche. Prima formazione di estreo Questo è lo scenar imia, il coal Senato. di Maastricht Letta Schenipodi zioni gnome e nome destinata ad antetico candidato che trattato si il gli installa lo re e Fiscal compact, o killer che sono meno soli. nuove una donna in e, ove ocZ che madecide qualcosa, qualcunospende i ma destra. La misura sciato dal tornad corra, data ha lista. Ciò ha gari di voti università: tedesca “Se si la metà dei cittadin un anno day nelle deciso city. Alen- C I “tempi” di La Russa e Storace 25 maggio 2013 Direttore: Frances IO 25 ANNI FA L’ADD NTE DI GIORGIO ALMIRA Uomini e donne dalle diverse, alcuni proveni sensibilità utti noi che veniam enti del vasto o dal- mondo di Guido Paglia l'esperienza politica della cultura, spesso di Alleanza alle con spalle nazionale stiamo li intellettuali, si soffrendo cultura esperienze e formazioni sa, quando tremendamente. li non sempre pontificano di politica in sintonia, Soffriamo nel vedere ma tutti uniti nella , danno il peggio di convinzione che tramontate stare sé. Erri De le battaglie che divisi e sparsi Luca, che pure una volta entunon ha è un finissimo più siasmavano genera alcun senso. scrittore, non ha voluto smentire Soffriamo nel constazioni intere. Ecco, da Palermo questo sembra che qualassioma. E quasi centocinquant tare che da cosa per riaggreg stato da Rai News ieri, interviare questo nostro a - tanti erano 24 durante il quelli di An - i mondo possa davvero corteo della FIOM parlam realizzarsi. verso conducibili a quella entari ri- Dispiace, e non di Piazza San Giovan il “flop” poco, l'attendismo esperienza ni, ha pensi siano ridotti sato di dirigere a poco più di una di La Russa e Meloni; sono usciti seguaci lanancora il servizio dozzina. Siamo appena Grillo e dal PdL perché d’ordine di “Lotta rimasti non gli davano sta di dichiaContinua” degli i di fronte alla manca increduli seggi che volevan ciarono la propo anni ’70. E così, o, ma un minuto coni inelegse raggio nel tentare nza di co- dopo ci si sono con questa roboan n’è uscito rare Silvio Berlus rialleati, non tanto di reagire, di legge del te e minacripartire. per convinzione ciosa sentenza, gibile in base alla quanto per conriferita alle poche Anche l'esperienza venienza, per aggirare bene, 1957) letto decine avete di migliaia di manifes politica nostra, cioè il doppio ‘57 (sì, de La Destra, sembra sbarramento. tanti: “ è un popolo che delle concessioni non aver acregole vuole sulle cambia colto il favore di Robert Vignola re i connotati a questo degli elettori, lo Credono di essere autosufficienti, primo ad acPaese”. pubbliche, fu il stesso destino ma sbagliano. Pensan De è toccato a Fini, Luca è lo stesso asticamente o che avere “Non possiamo e nove Deputa poi a Fratelli d'Italia. cogliere entusi più aspettare”, che il 9 Settembre intellettuale ti e neppure un Senainquantamila, diceva lo striscio d’apertura del promettendel 2004, sulanzi In buona sostanz tore sia un grande ne corteo. A farsi l’allora Magazine questa eventualità, organizzatori. Probabdi più!, dicono gli sono a la traguardo invece attendere (invano del Corriere della entare alla stati però quelli insegnato che ogni storia ci ha - e lo diciamo ) Sera, alla richiest del con amarezza dice qualcun altro ilmente trentamila, Came do sostegno parlam volta che si è a di chiarire i reapra Roberto Speran Pd: il capogruppo alla tentato di costrui va. o qualcosa di meno, paiono assolut troscena dell’om amente margin re qualcosa a dedice chi si limita za, svela Landin “tempestiva” iniziati di riciha detto che icidio ali del a guardare la piazza stra, del MSI prima, i, nel dibattito politico “mi commissario Calabre Ma sulla manife italiano. . avrebbe lasciatnon poteva esserci ma che Viene proprio voglia Moretti, si, rispondeva stazione di ieri nazionale poi, l'esperim di Alleanza La destra che ci occorre fermar o un messaggio. seccato verrà Nanni non : “Vi ento dovrà avere si alla quantità, diremo la verità, Comunque rinè fallito; un altro clare il regista quando, invece, quanbensì procedere grazio i partecipanti, e chi per analizzarne stile, un compo do ci restituirete si è di Piazza non c'è parla la qualità. E non rtamento solo”. Le freccia palco i corpi dal o di necessità di un progettcompresa la esemplare che Sofri da quand Roma hanno sfilato e te al Pd, persin sfugge che a Bompressi”. E alla faccia comprendere il fao includente, o all’ex segretario generale della non solo i vertici successiva doanziché esclude a se ne uscì con Cgil, ma anche Cgil Guglielmo della Navon manda, nte, si sono avute a tutti che vengono prima valori Fiom"Tu lo i pezzi di tutto Epifani, non sono sai chi ha classe die grandi vittorie. contenuti, solo un mondo: Gino d’altronde mancate. Né i cartelli Strada, Stefano Calabresi?”, replicav ammazzato Basta dopo gloria e remoso “con questa Rodotà, Fabriz contro il govern “Letta-Alfano”, a con queste nascita della Destra ricordare la sponsabilità di emo mai io o Vendola, Genna parole. “Preferisco gestione. Nazionale nel rigente non vincer dirigenti ro Migliore, Sergio Barca, Nichi d’ordine nell’es tra i privilegiati dal serviz non risponderti. '72 o di An nel 1995. Promuoveremo io tonio Ingroia, i sere messi a favore Cofferati, AnNon attonit mi agli tanti incontri in sento persin libero di parlare per manda di telecam !”, rivolto o Fiorella Manno Oggi, se non vogliam giro per l'Italia, così Maurizio Landin di questo”. ia. Con E l’imbar re chiari segnali a chi di dovere era, tesi a favorire la i ovviamente a aver messo a frutto che omunisti. per post-c azzo mocristiani, dobbiam o morire de- riaggregazione . in fare leone, casa la parte del Ora, tra sospen rillo. Le preoc Pd dev’essere a definirla “la qualifi del nostro mondo iere della cresciuto quand anti-Gsioni di pena e ulteriormente . Abbiamo il dovere o capirlo tutti. Lo faremo anche legge bene le rispettive Oggi, sul “Corr emerito stizia sociale, della piazza del lavoro, della giuo si è visto che grazie, i “corpi” didel grazie al Giornal di per i prosanche il leader democrazia”. ente Paglia in piazza c’era sono e Bompre e ioni SofriPd serenità. E qualcos riflettere con d'Italia che potrá Di Guido ssi cupaz Certo, la “punta dei “Giova professionali. Sera”, il Presid stati restituiti. Anzi, ti elettor ni Turchi” Matteo a, per fortuna, essere lo struta” era stata alta altra strada tamen Sofri ci ali, Piero Alber to inizia a muoversi. Orfini, mento ideale per (piazza San Gio- accompagnato da esponenti appun vanni di gente Adesso, non c’è quotidi della Consulta, avviare un dibattito a dàsimi dei Giovan ane lezionicomp ne cratici, oltre al rensibili. co Cossig i Demomente il diDa Palermo ad poche batampio e serio, rances che di morale pietosa con manifecontiene parecchia ed è imgià della primapiù esempio, per la sono un dibattito che che ritirare rapida Capotosti, ci mette pagina di Repubb di stuparlano da sole”, citato Cofferati. “Le ndo stazioni poco assenz rivolta prima volta dopo faccia ritornare lica. e perciò il flop è e sperare che al punto si tostarà re come inIn Ma compen l'entusiasmo perarriva la confluenza stato grosso, dato numerose) e Landini. Chiam ha affonda so, DereLuca il dito nella,piaga segno di legge tute per liquida penire si di An nel PdL, duto, guarda ticato che genera imped ato dove tomba la per in dimen bene dal manten chiamata panni si possan causa,nella disegno di le alla mobilitazione vi è stata un’imEpifani ha smess ere diare una legge l’infortunio venga del traghettatore costituzionale il portante iniziativ liberamente le proprie o esprimere faceva prefigu altri numeri. A sa di coni quel osuo di dirci la verità entola 5promes ulteriori scende chiaro e Stelle a organizzata da rare per lui sando sventolare bandie idee. E dove, ndo inaquella dev’essere una al Movimsu quell’agghiacDomenico Nania. infine, far crescere al più presto, senza che legge Zanda-Finoc infonmartelli e simbol re rosse, falci e uto ciante polem Si sono ritrovati la classe dirigente delitto (proprio lo” cresci re consensi ica doloro i della galassia una costola del “pupil drena se non sarà facile. stamente a e l’altro sa per discutere di Anche del domani. manife con veteroieri, tinuar erano danni. “suo” come ricorrev comun meno di quanti sindacSì, futuro della dea il 41nesimo anniver ista non è stare é anche ato.perch sinistra, è e, per il one del“Il proble stra, Storace e Dopo Palermo tocca ma in piazza neanche le falangi Landini se ne aspettasse. E campo dellasario). così male. L’unica soddisfazion ma ascoltare la a nessu data anche la questi Menia, poi Viedavvero no, Vuolenel Il a Roma, poi dare risposte, battersi per grilline sono andate spoli, Salvatore magari Milano, molto la politica, è cam- grave. di Berlusconi esattam grossare le fila se lo ricord piazza e biare franca ente se non ad in- Gover Napoli, Torino... Tatarella, Adolfo i connotmente Parlamento e l’ineleggibilità dei manifestanti: ati a questo Paese ente dei che di ha un no”, ha detto l’orma quello scamUrso, Gennaro a fattoCapo Avanti sociali di il il figlio Stelle presid , MoVim riusciti a e il destra ? ha Beh, che Zanda ento 5 Ma per Malgieri… dato infatti è dunque, ma senza allora cominc Luigi i ex segretario Cgil. bello quella di essere (“non ha carich i lui a dare ildi essere quanto sgang egoismi. stazione dei “metal la sua adesione alla manife iniziò la sua car-buon esempi che la Finocpare sia solo si picca Polizia - giro ieri per , la, truppa o :ri dellaherata meccanici”, ma manten pare il pericolo alcun tipo…mi vista ga la pa-meglio, un comerola, cisenato Roma si sono visti, o avevan o in Penin piazza non a”). puntapolitic ato; a epropri a toglier raccon terreno da sotto riera ti avvoc o poca voglia di un finisse al Quirinale. di al Pd altro ro i dettagl sta di maggioranz pure chiaro azioni i di i piedi. E non farsi vedere. ata come Minist sceller quelli di “Lotta ssore ari del Caper nessuno. questa più unlora Botta e risposta mistero portavoce èdell’al giurista. E inContinu a” sate che bel succe Ecco, se gli avvers assassinarono che il “curinvenCalabresi. rischia di rilane stata, con sono capaci di dell’Interno. E oggi impresa, che Napolitano sarebb T 23 POPOLO pag. Cercateci e ci troverete ovunque. All’indirizzo www.ilgiornaleditalia.org , con un portale all news ed un giornale sfogliabile e scaricabile on-line. Siamo anche su Facebook all’indirizzo www.facebook.com/ilgiornaleditalia.portale. Siamo anche abili cinguettatori, su Twitter, @Giornaleditalia. Tutti i nostri video sul canale Youtube, Il giornale d’Italia. Se volete scriverci, potete farlo all’indirizzo e-mail: [email protected] ma ha colpito Oklaho secondo un meno 24 i morti, ma le aubilancio provvisorio, a cercare i torità continuano macerie di le dispersi sotto scuole. Tre e li ospeda case, vento o, unssere censurati da Gianna chilometri di diametr i 320 km/h. che soffiava oltre Letta osa tromba non è esattamente il Era questa la mostrumassimo o i sob- della vita. d’aria che ha distrutt le strutturei, non è un refuso, parlo borghi della città. TraTranquillle anche di Gianna danneggiate, c’erano Plaza Towers e non di Gianni. scuole elementari Gianna i sono Fregonara, moglie del e Briarwood. 7 bambin ti. Il spaccia te del consiglio già stati dati perpresiden dei miti e del perresto degli studen nistri Enrico di Letta, e' la responoggetto sonale sono ancora ri e redazione sabile della volonta romana ricerca da parte di ia: del annunc Corriere della Sera. È a lei pompieri. Obama mo soli”. “Non vi lascereche il premier ha sottratto l'auto li a pag. 8 Federico Campo di servizio del Se ci censura Gianna Letta E giornale per andare a ricevere l'incarico da Napolitan o, tentando di mimetizzarsi da cittadino comune. Per evitare che mi denunci per stalking, segnalo l'inutilita' di vari sms che le ho inviato in campagna elettorale, non certo per corteggiarla. Una forza politica che alle regionali scorse si e' piazzata al secondo posto nella coalizion e di centrodestra, non ha il diritto di far conoscere le proprie iniziative ai lettori del Corriere. Certo, non ci piace il governo di suo marito, signora Letta. Ma non è un motivo per annullare la nostra presenza nelle cronache sul rinnovo dell'amministrazione della città. Per fortuna abbiamo il nostro bel quotidiano online, gentile signora, Il Giornale d'Italia, e informiamo - gratis - i lettori al posto suo. La seguiremo. F.S. Il declino dell’Istituto presieduto da Amato e con il ministro Bray TRIGESIMO BUONTEMPO direttore editori ale Quando la Cultura si chiamava Treccani di Massimo Visconti T Da Istituto che con la Cultura dava lavoro, fisso e precario, a oltre duemila persone si è ridotta ad una piccola redazione multi-tem atica aggiornamenti delle opere, peraltro che oltre agli fatte in passato da altri, non riesce più ad esprime re niente di innovativo e di spendibile sul mercato editoriale Il declino è dimostrato anche dal fatto che oggi i dipendenti sono poco più di 150 e che l’Istituto ha dovuto operare dei licenziam enti. Nonostante ciò, mentre ai lavoratori si chiede di attuare contratti di solidarietà, si continuano a dispensare compensi da favola a dirigenti su presupp ATTENTATO IN AFGHANISTAN osti di bilancio , FERITA UNA ITALIANA che, alla luce dei provvedimenti presi sul personale, non trovano giustificazioni. Da alcuni anni è presidente della Treccani Giuliano Amato mentre il direttore editoriale è Massimo Bray, nominato Ministro dei Beni Culturali nel Governo Letta. Non sappiamo se da Ministro della Cultura Bray riuscirà a frenare il declino della Treccani e soprattutto a ristabilire “un’equ ità” tra dirigenti e semplici lavoratori. Vogliamo solo augurarci che possa, dal più alto scranno della politica culturale italiana, ripristinare regole e comportamenti più aderenti al momento l brutale omicidio del soldato di crisi che il Paese sta vivendo. britannico a Londra sembra E quindi considerare aver scosso le coscienze europee. la Treccani non come un Ora, il Vecchio Continente si costo ma come una vede alle prese con un nemico che fino risorsa unica e storicamente ad oggi aveva ignorato: il jihadism irripetibile. o. Ma non quello importato, bensì quello cresciuto in casa. Un dato allarman che, soprattutto in Francia, sta te Femminicidio creando non pochi problemi. Ultimo Maltempo al Nord clamoroso fatto, vede un prete vittima di un’aggressione compiuta quattro maghrebini. E’ successo da ad Avignone, dove le chiese sono diventate bersaglio degli estremis ti. Intanto, ci si interroga su come sia stato possibile che i servizi britannici si siano lasciati sfuggire un terrorista come Mihcale Mujahee Barbara Fruch a pag. 7 d Adebolja, il fondamentalista. a pag. 11 Federico Campoli a pag. 5 ra i sistemi che in Italia stanno franando è evidente e palese il crollo di quello Culturale. Tra le innumerevoli e prestigio se istituzioni, l’Enciclopedia Italiana, nota come “Treccani”, è fra quelle che ha dato lustro all’Italia fin dagli anni 30. Nel 1925 Giovanni Gentile fu il suo primo direttore scientifico e grazie a lui la “Treccan i” raggiunse un livello culturale, oltre ad una universalità di “pensiero”, che ne fecero un modello di pluralità culturale inimitabile nel mondo. Gentile, infatti, chiamò a collaborare nella redazion e pedia 3.266 studiosi, di diverso dell’Encicloorientamento, proprio perché nella Treccani si doveva coinvolgere tutta la migliore cultura nazional e. Negli anni del dopoguerra ci fu un momento di stasi, ma la Treccani continuò , sotto la presidenza dello storico Gaetano De Sanctis, a produrre opere come il Dizionario Enciclop edico e l’Enciclopedia dell’Arte Antica. Ma il vero “boom editoriale” si ebbe negli anni ’70, con la direzione di Vincenzo Cappelletti, che diede all’Istitu to Italiano dell’Enciclopedia un dimensione internaz ionale. Ma come tutte le Istituzio ni Italiane anche la Treccani ha subìto, non solo dal punto di vista scientifico, un cambiamento anche sociale. Condizionatori ai rom Oggi pomeriggio ad Ostia la messa in ricordo di Teo Oggi, sabato 25 maggio, sarà celebrata da monsignor Fisichella a Ostia la messa per il trigesimo della scompars a del presidente de La Destra Teodoro Buontempo. La funzione si svolgerà alle 17 nella Chiesa Santa Maria Regina Pacis, situata nell’omonima piazza. Sarà l’occasione, per il popolo de La Destra, per stringersi attorno a Marina e ai figli del più grande consiglie re comunale che Roma abbia mai avuto. Le baracche super Violenza contro del sindaco Pisapia una morta, una le ex: Neve e freddo record grave salta la tappa del Giro Paolo Signorelli a pag. 7 Europa: allarme jihad I Domenica 9 giugno 2013 10 Medicina La terapia con “cellule giovani” rischia di diventare terreno di conflitto tra comunità scientifica e famiglia Staminali, è muro contro muro Il più fervente fautore delle “cure compassionevoli” è Davide Vannoni, professore di lettere - plaude al via alla sperimentazione, chiedendo che al protocollo della sua Fondazione non venga apportata alcuna modifica di Carolina Riccardi a piccola Maria Sofia, sei mesi e mezzo, affetta da atrofia muscolare spinale, è stata la prima paziente in cura con il metodo Stamina a non farcela. “E’ morta la prima bambina affetta da Sma1 per colpa di questa legge che impedisce di fatto un ampliamento delle possibilità di cura compassionevoli. Con il testo precedente, bocciato dal Parlamento, si sarebbe potuto invece ampliare la possibilità di offrire la cure. Ora è tutto sulle spalle degli Spedali Civili di Brescia, che non sono in grado di dare risposte sufficienti e si è creata una lista d’attesa lunghissima”. Davide Vannoni, Fondatore di Stamina Foundation, ha commentato così all’Adnkronos Salute il decesso della piccola di Civitavecchia, l’8 aprile scorso la famiglia aveva vinto un ricorso in tribunale per accedere all’iniezione di staminali d’urgenza a Brescia secondo il metodo Stamina. Il papà della bambina minaccia ora di denunciare gli Spedali di Brescia per omicidio e le polemiche su questa procedure sono nuovamente esplose. canza di terapie farmacologiche alternative, molte famiglie disperate si sono rivolte a Vannoni. L L’ideatore - Chi è Davide Vannoni, salito agli onori delle cronache per aver ideato e realizzato (con un équipe di medici professionisti) il cosiddetto “metodo stamina”? Lui si definisce “esperto di neuroscienza” ma sul suo curriculum figura una sola laurea: in lettere. Non un medico con esperienza specifica ma un professore che insegna all'università di Udine "psicologia della comunicazione". un professionista, quindi, del tutto estraneo al mondo della medicina con un'attività "scientifica" che parla da sola: due pubblicazioni di architettura. La nascita del progetto - La sua storia comincia nel 2004, da paziente. A causa di una paralisi facciale infatti, il professore aveva perso l’uso di un nervo. Dopo essersi rivolto a numerosi medici italiani decise di provare altre strade contattando alcune strutture all’estero, nello specifico in Russia. Le cure, effettuate con le staminali da due medici esperti, ebbero un esito quasi miracoloso e Vannoni riacquistò circa il 50 per cento della mobilità. Tornato in Italia, entusiasta, cercò subito un modo per ottenere finanziamenti e poter “im- portare” queste terapie anche nel nostro Paese. Il primo tentativo lo fece rivolgendosi alla regione Piemonte, che promise una sovvenzione da record (mai arrivata) di 500 mila euro per la costruzione di laboratori e strutture adeguate, nella quale avrebbero anche lavorato i due medici che avevano curato Vannoni. Nell’attesa dei finanziamenti, il professore (di lettere), con l’aiuto di banche e dei pazienti paganti, riesce a somministrare le prime cure appoggiandosi a una clinica di Torino dove numerosi medici si appassionano al metodo stamina. Nel 2007 però tutto si blocca. Esce una nuova legge europea che regola lo studio delle staminali. Vannoni non si arrende e intraprende una collaborazione con una clinica privata nello stato di San Marino. È qui che trova laboratori all’avanguardia e medici pronti ad aiutarlo. Proprio a San Marino il professore conosce Mario Androlina, pediatra-immunologo con grande esperienza, che sposa subito la sua causa e lo convince a tornare in Italia per fare un nuovo tentativo e chiedere nuovi finanziamenti. Nel 2009 i due fondano la Stamina Fondation, si rivolgono agli Spedali di Brescia e ottengono, per un breve lasso di tempo, la possibilità di somministrare le cure compassionevoli a un certo numero di pazienti in fase terminale. Dopo un’ispezione dell’Aifa nel 2012 scatta, però, l’inchiesta della procura di Torino che mette sotto accusa per truffa e somministrazione di farmaci pericolosi 12 medici e, ovviamente, anche Vannoni. A questo punto numerose famiglie di piccoli pazienti in cura con metodo stamina, per malattie infantili degenerative, si rivolgono ai giudici civili. Circa quaranta casi vengono risolti d’urgenza e per loro le iniezioni di staminali continuano. Non tutti però. La storia di Sofia -È questo il caso di Sofia e di altri 10 bambini che non ottengono il “si” dai Tribunali e sono costretti a interrompere la cura, che, apparentemente, sembra essere essenziale per la loro sopravvivenza. La madre della piccola, tre anni e mezzo, affetta da una rara malattia infantile chiamata leucodistrofia metacromatica, si fa portavoce. Si rivolge alla trasmissione Le Iene ottenendo una visibilità non indifferente, che le permette di dare voce alle altre famiglie nella sua stessa situazione. Dopo numerose manifestazioni in piazza, appelli e proteste, finalmente la svolta. Il decreto - Giorni fa, infatti, il senato ha approvato con 259 sì il decreto legge che da il via alla sperimentazione sulle staminali promossa dall’agenzia del farmaco, dal centro trapianti e dal istituto superiore di sanità. Durerà 18 mesi e costerà alle casse dello stato 3 milioni di euro. Davide Vannoni, si è detto disponibile alla sperimentazione purché il metodo, messo a punto proprio dal professore, non venga modificato. Il metodo stamina - Ma come funziona il metodo stamina? E perché potrebbe essere efficace sui pazienti a cui è stato somministrato? Fondamentalmente si tratta di una cura a base di cellule staminali mesenchimali, cellule così dette “giovani” che ancora non hanno acquisito una specifica funzione nell’organismo. Esse vengono prelevate direttamente dal paziente o da un donatore e, dopo una serie di manipolazioni con fattori di crescita, vengono rintrodotte per facilitare lo sviluppo di cellule atte a riparare funzioni neurologiche mancanti, in pazienti con malattie neurodegenerative. La somministrazione, ad oggi, sembra non essere dannosa e gli effetti collaterali minimi per cui ,in man- Le polemiche - La comunità scientifica si è da subito dimostrata molto scettica vista la mancanza di un protocollo e di una sperimentazione controllata. Inoltre i precedenti non fanno ben sperare. Già nel 1997 il dottor Di Bella aveva tentato la stessa strada alternativa con una sperimentazione su un mix di farmaci da somministrare a pazienti affetti da tumori. La vicenda si era conclusa con un nulla di fatto dal punto di vista medico. Le polemiche però non si fermano qui. D’altronde è importante garantire al malato la riconducibilità e la sicurezza del protocollo che viene applicato; cosa che, fino a questo momento, Vannoni è stato in grado di fare solo parzialmente. Di questo fondamentalmente si “lamenta” la comunità scientifica, basterebbe portare avanti questi studi in strutture pubbliche, per assicurarsi che le sperimentazioni vengano fatte sempre in piena sicurezza e con risultati scientificamente utili. La scelta di affidare la sperimentazione a una fondazione non accreditata dal punto di vista medico e gestita da un professore di psicologia sembra insensata. Rischia di diventare l’ennesima pessima figura della sanità italiana. Il decreto legge votato in questi giorni, rap- presenta un cambiamento importante che permetterà alle istituzioni di fare luce sulla vicenda Vannoni e sul metodo Stamina ma soprattutto renderà più chiare le procedure per accedere a questo tipo di terapie. Allo stesso tempo, però, rischia di creare un precedente incredibile basato su un operazione mediatica molto accurata, non su risultati scientifici. I primi pazienti - Sono circa ottanta coloro che hanno già iniziato le cure compassionevoli, perché affetti da malattie in fase terminale, presso gli Spedali di Brescia, dove lavora Vannoni. Dopo essersi rivolti a diversi giudici, infatti, hanno ottenuto il via alle infusioni di cellule. Quindi non da medici ma da giudici che, si sono espressi sulla base di decreti e non di risultati scientifici. Secondo il fondatore di stamina sarebbero più di 18 mila le famiglie che si sono rivolte all’associazione per entrare a far parte della sperimentazione. Ovviamente ciò comporterebbe una spesa non indifferente per lo stato che si troverebbe costretto a dover pagare circa 30 mila euro a paziente. Senza dimenticare che è lo stesso sito della "Stamina Foundation" a non fornire alcuna indicazione né alcun dato sull'efficacia delle terapie. Indubbio rimane il fatto che, se non fossero provati gli effetti positivi del metodo, esso non potrebbe più essere praticato in nessun ospedale italiano. 11 Domenica 9 giugno 2013 Cultura Uno dei più importanti gioielli d’ Italia si ritrova oggi nell’occhio del ciclone S.O.S.: Caserta lancia l’allarme Nonostante gli sforzi ministeriali la residenza reale è teatro di atti vandalici, spaccio e crolli strutturali di Francesca Ceccarelli he siano italiani o stranieri, gli abitanti non ufficiali della Reggia di Caserta sono tutti ambulanti e abusivi. Si tratta di africani o casertani stessi che, nel corso del tempo, hanno creato all’interno del sito una vera e propria fitta rete di interessi legata non solo al commercio illegale, ma anche alla contraffazione e allo spaccio. Tutto questo in clima di completo abbandono e anarchia dove il turista deve fare lo slalom tra gente che orina o che dorme sull'erba selvatica che ha raggiunto livelli indecorosi. E poi il cosiddetto "vialone", il vasto camminamento che ti conduce dalla stazione ferroviaria verso la visione potente della settecentesca Reggia, che si presenta totalmente privo ad esempio sia di cestini per gettare i rifiuti sia dei fondamentali servizi per i turisti come i bagni chimici. Tutto questo degradi circonda però uno dei luoghi più belli d’Italia: la Reggia di Caserta, C da tre secoli simbolo di perfezione architettonica e storica. Ma ecco che tale splendore si unisce involontariamente a spazi di una modernità inaudita come i mille uffici tra Soprintendenza, Demanio, Agenzia del Territorio, Comune. A completare il grande bazar in esposizione perenne fuori i cancelli della Reggia, un giro di droga degno degli spacci delle grandi città. Cocaina, hashish ed eroina, tutto lì dinanzi i cancelli della FOCUS HI-TECH Flora, varco est della sontuosa residenza. Un commercio che ha prolificato negli anni indisturbato fino agli ultimi sviluppi che hanno portato all’arresto di 23 persone da parte dei carabinieri. Si trattava di cosiddetti “cani sciolti” della delinquenza che il procuratore Luigi Gay e il comandante Giancarlo Scafuri sono riusciti a individuare nell’indifferenza di negozianti, vigili urbani e controlli amministrativi. Ma quelli della malavita non sono gli unici problemi della Reggia: il grandioso Palazzo si sbriciola pezzo dopo pezzo, un frammento di cornicione dopo l'altro. Infatti il permanere della crisi sta portando difficoltà nella manutenzione di questo tesoro che ha registrato un grave calo di visitatori che, da quasi 600mila ne ha perso ben 25 mila. Così il primo museo del Mezzogiorno (dopo gli Scavi di Pompei), definita a ragion dovuta patrimonio dell'umanità Unesco, è stata quasi dimenticata da istituzioni, opinione pubblica e stessi cittadini che si arrendono di fronte a una situazione tanto avvilente. Nel rimpallo di competenza tra la Sovrintendenza ai Beni Culturali e gli addetti del Comune, Caserta, la Campania e l’Italia rischia di dover dire addio a una perla del patrimonio culturale nazionale, simbolo di storia, culture e tradizioni di un popolo che richiede a gran voce la possibilità di riscattarsi dal buio della cronaca anche attraverso questa ‘grande bellezza’. L’evento Turismo 2.0: la visita è digitale Il bianco e il nero di Doisneau a Reggia di Caserta si avvia verso la digitalizzazione. La soprintendenza di Caserta e Benevento e la start up digitale Arte.it hanno infatti lanciato l’applicazione per smartphone “Guida della Reggia di Caserta e del suo territorio”. Il nuovo servizio è disponibile in italiano e in inglese per iPhone e si può comodamente scaricare sull’App Store iTunes o gratuitamente via internet all’indirizzo caserta.arte.it. Si tratta di un innovativo strumento che punta a mettere a sistema la Reggia, il Parco e l’intero patrimonio artistico del territorio per dare agli utenti la possibilità di avere uno sguardo a 360° su tutte le sue meraviglie culturali e monumentali. La Guida digitale arriva proprio per completare un ulteriore progetto di valorizzazione del territorio e del complesso vanvitelliano ( nominato sito UNESCO) che la soprintendenza stessa, guidata dall’architetto Paola Raffaella David, sta portando avanti grazie anche al contributo di Civita Musea Gruppo Civita e TicketOne. In sostanza la guida consta di oltre 20 schede che descrivono il Palazzo Reale e il suo Parco, includendo sale, arredi, opere esposte, giardini e fontane. Ogni scheda è corredata da una o più immagini per offrire all’utente una visita virtuale. Altre 20 schede invece, tutte geo-referenziate, sono dedicate alla mappatura dei luoghi di interesse artistico presenti nelle vicine San Leucio e Casertavecchia includendo i punti di interesse sparsi nelle province di Caserta e Benevento. La novità è porre la Reggia di Caserta al centro del nuovo assetto territoriale, disponendo per i turisti virtuali itinerari a tema, declinati secondo le età della storia dell’arte: medievale, neoclassico, barocco, oltre a quello classico dedicato ai siti UNESCO.Inoltre sono compresi nell’app altri percorsi "d'autore", raccontati su richiesta della redazione di ARTE.it da alcune personalità legate al territorio di Caserta, come il critico d'arte Philippe Daverio, il cantante e riempie le sale della Reggia L Fino al 23 settembre in mostra le opere dell’artista francese compositore Peppe Servillo, l'attore Toni Servillo e lo scrittore Francesco Piccolo. Si aggiunge alla sezione dedicata al patrimonio artistico una narrazione sintetica in 10 tappe della storia della Reggia dalla fondazione ai giorni nostri. Infine, una parte per il calendario degli eventi e delle mostre temporanee con l'elenco delle iniziative presenti nelle principali località della regione. A chiudere il pacchetto una sezione di informazioni utili selezionate dalla redazione di ARTE.it dedicate alla consultazione di servizi come alberghi, ristoranti tipici, negozi di specialità locali e di artigianato, librerie, gallerie d'arte locali, parchi naturali. La guida si aggiunge ad altre 11 di altrettante città d'arte,realizzate in formato digitale con l'obiettivo di costruire il primo progetto sistematico di mappatura dell'arte in Italia (i titoli disponibili sono Firenze, Venezia, Roma, Torino, Milano, Bologna, Genova, Napoli, Palermo, Lecce e Aquileia). Il sistema ARTE.it può contare su oltre 150mila Unique Visitors al mese, 50 mila download delle app mobile, più di 15 mila followers sulle piattaforme social Facebook, Pinterest e Twitter: insomma una delle più rilevanti realtà nazionali nel campo dell'informazione e della comuF.Ce. nicazione culturale. opo l’enorme successo riscosso nella Capitale Robert Doisneau sbarca nello sfarzo della reggia di Caserta. Fotografie originali scattate a Parigi, raggruppate tematicamente, tutte in bianco e nero e dedicate ai luoghi ed agli abitanti di Parigi, città che ha contribuito a far diventare l’artista uno dei grandi maestri del Novecento. Dopo lo splendido evento dedicato a Henri CartierBresson a gennaio 2013, è ora il momento di “Paris en liberté”, 200 fotografie in originale, scattate da Robert Doisneau nella Ville Lumière tra il 1934 e il 1991 e raggruppate secondo i soggetti a lui più cari. Il visitatore si può permettersi il lusso di ammirare Parigi, i giardini, la Senna, i bistrot o le strade del centro e della periferia ed in tutti quei luoghi che D rendono unica la bella capitale francese. Donne, uomini, bambini, innamorati, tutti ritratti in bianco e nero da Robert Doisneau che dopo il diploma alla Ecole Estienne, scopre la fotografia lavorando inizialmente in uno studio di pubblicità specializzato in prodotti farmaceutici. Le sue immagini sono conservate nelle più grandi collezioni in Francia, negli Stati Uniti e in Gran Bretagna e sono in continua esposizione. La mostra proposta a Caserta è già stata presentata a Parigi all’Hotel de la Ville e in Giappone al Mitsukoshi di Tokyo e all’Isetan Museum di Kyoto e a Roma, al Palazzo delle Esposizioni. La mostra sarà ospitata a Caserta fino al 23 settembre prossimo. F.Ce.