Tempo di Natale
L'avvento, segna l'inizio del nuovo anno liturgico e precede il Natale.
La parola avvento deriva dal latino adventus e significa "venuta" anche se, nell'accezione più diffusa, viene indicato come "attesa". Il
cristiano è chiamato a viverlo in pienezza per poter accogliere degnamente il Signore nel momento in cui verrà.
Gli atteggiamenti interiori che meglio ci preparano a questa venuta si possono così esprimere:
mantenersi vigili nella fede, nella preghiera e disponibili a riconoscere i segni della venuta del Signore
camminare sulla via tracciata da Dio e convertirsi
testimoniare la gioia che ci porta Gesù Salvatore con la carità e il servizio verso il prossimo( la luce di Betlemme…)
mantenere un cuore povero e vuoto di sé, come Giuseppe, Maria e Giovanni Battista
partecipare alla celebrazione eucaristica in questo Tempo di Avvento, significa accogliere e riconoscere il Signore che
continuamente viene in mezzo a noi.
Che cosa celebra realmente la comunità
durante l’Avvento?
Tempo di Gioiosa attesa alla venuta del Signore.
Secondo il nuovo ordinamento si possono distinguere nell’Avvento, senza forzature, due periodi:
dalla prima domenica d’Avvento fino al 16 dicembre e mettono in rilievo il carattere escatologico di questo tempo: «Verrà
di nuovo nello splendore della gloria, e ci chiamerà a possedere il regno promesso che ora osiamo sperare vigilanti
nell’attesa». Altri temi sono il compimento delle promesse realizzato da Cristo al suo primo avvento il tema del giudizio
finale che non si sa quando verrà e il manifestarsi della piena signoria di Cristo come «giudice e signore della storia», il
tema della nuova creazione e della testimonianza cristiana nel tempo come attestazione della «beata speranza del suo
regno» .
il secondo sottolinea invece l’immediata preparazione al Natale e sollecita a prendere come modelli i profeti, la Vergine
Madre che «l’attese e lo portò in grembo con ineffabile amore». Giovanni Battista che «lo indicò presente nel mondo» . Il
Messale italiano inoltre vuole sottolineare una particolare presenza della Vergine nella liturgia dei giorni immediatamente
precedenti il Natale (dal 17 al 24 dicembre) dedicando a Maria, nuova Eva, un intero prefazio, che dà così una coloritura
mariana alla novena di Natale. D’altra parte la quarta domenica d’Avvento, con le sue letture, ha pienamente il carattere
d’una domenica dedicata ai padri veterotestamentari ed alla Madre di Dio, i quali hanno atteso la nascita del Signore.
In questo periodo il colore dei paramenti sacri del sacerdote è il viola, tranne la domenica della terza settimana in cui
facoltativamente possono essere indossati paramenti rosa. Questa domenica infatti è chiamata Gaudete, a motivo dell'antifona di
ingresso della messa, che riporta un passo della Lettera ai Filippesi in cui Paolo invita alla gioia: «Rallegratevi sempre nel Signore:
ve lo ripeto, rallegratevi, il Signore è vicino.»; il carattere penitenziale dell'Avvento è dunque stemperato dalla speranza della venuta
gloriosa di Cristo.
Contrariamente a prima, l’Avvento non vale più come un periodo puramente penitenziale, quanto piuttosto come un periodo di
gioiosa attesa. Se nelle domeniche non viene intonato il Gloria, ciò succede per una ragione differente rispetto al periodo penitenziale
pasquale: il canto degli angeli sopra l’accampamento dei pastori «Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che
egli ama» (Lc 2,14) deve risuonare a Natale ancora una volta come un nuovo messaggio. Si fa però sempre la professione di fede
Credo in un solo Dio.
Negli ultimi nove giorni d'avvento è tradizione celebrare,la pratica di devozione della Novena. La novena di Natale inizia il 16
dicembre e si conclude il giorno della vigilia. Durante questa Novena ci si rivolge in preghiera per invocare la venuta di Gesù, così
com'era stato profetizzato nell'Antico Testamento.
Temi liturgici
Per la celebrazione dell’Eucarestia,le domeniche dell’Avvento hanno un formulario proprio (Messale) con un ciclo di letture
(Lezionario) distribuito su tre anni: A,B,C
Anno A:
Vigilate
Accoglietevi a vicenda
Rallegratevi: la liberazione è vicina
L’Emmanuele:Dio con noi
Anno B:
Dio viene come redentore
Dio viene per farci tornare a lui
Dio viene per la gioia dei poveri
Gesù figlio di Davide
Anno C:
La redenzione è vicina
Ogni uomo incontrerà il Dio che salva
Rallegratevi:il Signore è vicino
Gesù figlio di Maria
In questo periodo i canti e i simboli liturgici si devono attenere ai temi propri dell’Avvento
Il Natale
Inizia con i primi vespri di Natale il 24 dicembre sera e termina con la festa del Battesimo del Signore la domenica successiva alla
festa dell'Epifania.
Atteggiamenti: la gioia per la nascita del Dio-con-noi, ma anche l'adorazione, l'accoglienza, la disponibilità a donare la vita per lui
Personaggi: Gesù, il Messia annunciato, i suoi genitori, Maria e Giuseppe, i pastori, i sapienti dell'oriente, il re Erode e sul finale
Giovanni Battista. Nell'ottava fanno corona a Cristo il protomartire Stefano, Giovanni evangelista, i santi martiri Innocenti.
Colore liturgico: bianco.
Segni: il canto del gloria, la luce ("Cristo luce"), l'apparato floreale festoso, lo scambio degli auguri e la condivisione di doni con i
fratelli…
Nel tempo di Natale celebriamo la nascita di Gesù e la manifestazione di Gesù Cristo, luce del mondo, che viene ad illuminare le
nostre tenebre.
Nella solennità di Natale, la nascita del Figlio di Dio in mezzo a noi “nell’umiltà della natura umana” e nella povertà della grotta di
Betlemme, ci porta il dono di una vita nuova e divina.
La liturgia della domenica dopo il Natale ci ricorda che l’amore col quale Dio Padre ha amato il mondo si manifesta e si riflette
nell’amore che deve regnare in ogni famiglia cristiana.
L’ottava di Natale celebra il ricordo di Maria, Madre di Dio, e nello stesso tempo glorifica il nome di Gesù
Ipotesi sull'origine della data del Natale:
La festa del Natale risale forse all'anno 354 così come ci è documentata nel calendario Filocaliano. La data è in qualche modo anche
connessa con i nove mesi che la separano dal concepimento di Gesù, 25 marzo Annunciazione a Maria. Per quanto riguarda la
liturgia, nella Chiesa latina il giorno di Natale è caratterizzato da quattro messe: la vespertina della vigilia, ad noctem (cioè la messa
della notte), in aurora, in die (nel giorno). Come tutte le solennità, il Natale ha una durata maggiore rispetto agli altri giorni del
calendario liturgico e inizia infatti con i vespri della vigilia.
Il significato cristiano della festa risiede nella celebrazione della presenza di Dio. Con la nascita di Gesù, Dio non è più distante, ma è
un Dio che si rivela ed entra nel mondo per rimanervi fino alla fine dei tempi; è il Dio-con-noi, ora risorto e glorioso, è sempre
presente accanto al suo popolo, la Chiesa, ed effonde su di esso la sua grazia.
La data di nascita di Gesù non è riportata nei Vangeli. Fin dai primi secoli, i cristiani svilupparono diverse tradizioni, basate su
ragionamenti teologici. La data tradizionale del 25 dicembre è documentata a partire dal III e dal IV secolo. Oggi sull'origine di
questa data vi sono diverse ipotesi, che possono essere raggruppate in due categorie: secondo la prima, la data è stata scelta in
base a considerazioni simboliche interne al Cristianesimo come il sorgere del sole e la luce simboli molto usati nella Bibbia. Per
esempio nel vangelo di Luca, Zaccaria, il padre di Giovanni Battista, descrive la futura nascita di Cristo, con queste parole:
"verrà a visitarci dall'alto un sole che sorge". Il Natale, nel periodo dell'anno in cui il giorno comincia a allungarsi, potrebbe
essere legato a questo simbolismo. Mentre la seconda prende in considerazione la derivazione da festività celebrate in altre
religioni praticate contemporaneamente al Cristianesimo di allora. Le due categorie di ipotesi possono coesistere.
Epifania
La parola Epifania (6 gennaio) significa manifestazione, nel senso di qualcosa che si rivela, che "appare" o si manifesta
pubblicamente, qualcosa di nascosto che viene fatto conoscere e diventa palese. La festa inizialmente celebrata in oriente aveva lo
stesso significato del Natale, venuta o apparizione nel mondo, incarnazione e nascita… Ma ben presto si è unito anche il ricordo del
battesimo di Gesù. Nella festa dell'Epifania non si celebra tanto un preciso avvenimento riguardante Gesù Cristo, quanto piuttosto la
sua "manifestazione/rivelazione" al mondo: un tema che si riscontra presente ed emergente dai diversi episodi riferiti dai Vangeli, in
particolare l'adorazione dei Magi (prima rivelazione di Cristo Salvatore ai pagani), il battesimo di Gesù (la sua vera identità,
proclamata dalla "voce" che viene dal cielo in quell'occasione: "Tu sei il Figlio mio prediletto"), il primo miracolo di Gesù (cf Gv
2,11: "Gesù diede inizio ai suoi miracoli in Cana di Galilea, manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui"). Attualmente,
nella liturgia romana, la memoria del Battesimo di Gesù viene celebrata ogni anno la domenica seguente all'Epifania; l'episodio
evangelico delle nozze di Cana, invece, compare nel lezionario festivo solo ogni tre anni (precisamente la seconda domenica del
tempo ordinario dell'anno "C"); mentre la festa dell'Epifania è tutta incentrata sull'episodio dei Magi, narrato nel c. 2 del Vangelo di
Matteo (una traccia del riferimento di questa festa al Battesimo di Gesù e al miracolo di Cana è rimasta nell'inno e nell'antifona al
Magnificat di questo giorno).
La festa del Battesimo di Gesù è la celebrazione che chiude il tempo di Natale, se si esclude l'appendice, la celebrazione della
Presentazione al Tempio del Signore il 2 febbraio. Con il Battesimo Gesù da inizio alla sua attività messianica.
Come Pasqua ha la sua ottava, così la festa del Natale. Nell'ottava trova posto il ricordo di coloro che diedero la vita per Cristo, gli
Innocenti e santo Stefano, di colui che fu più vicino durante la sua vita al Signore e accolse Maria nella sua casa, Giovanni,
l'evangelista; e ancora la festa della Sacra Famiglia (il 30 dicembre o la domenica che cade nell'ottava) e soprattutto la più antica
festa di Maria, la festa della Madre di Dio che coincide con il capodanno e, più recentemente, con la giornata della pace.
Il Natale nell’epoca contemporanea
Nel corso dell'ultimo secolo, con il progressivo secolarizzarsi dell'Occidente, e in particolar modo dell'Europa Settentrionale, il
Natale ha continuato a rappresentare un giorno di festa anche per i non cristiani, assumendo significati diversi da quello religioso. In
questo ambito, il Natale è generalmente vissuto come festa legata ai bambini e alla famiglia, alla solidarietà, allo scambio di regali e a
Babbo Natale.
Al tempo stesso la festa del Natale, ha conosciuto una crescente diffusione in molte aree del mondo, estendendosi anche in Paesi
dove i cristiani sono piccole minoranze. Tale è ad esempio il caso di India, Pakistan, Cina e Taiwan, Giappone e Malesia.
Al di fuori del suo significato religioso, il Natale ha inoltre assunto nell'ultimo secolo una significativa rilevanza in termini
commerciali ed economici, legata all'abitudine dello scambio di doni.
Il Natale è una festa accompagnata da diverse tradizioni, sociali e religiose, spesso variabili da paese a paese.
Tra i costumi, le pratiche e i simboli familiari del Natale è possibile ricordare il presepe, l'albero natalizio, la figura di Babbo Natale,
il calendario dell'Avvento e lo scambio di auguri e di doni.
In particolare il presepe, derivato da rappresentazioni medievali che la tradizione fa risalire a San Francesco d'Assisi, è una
ricostruzione figurativa della natività di Gesù ed è una tradizione particolarmente radicata in Italia: è una rappresentazione
ricca di simboli. Alcuni di questi provengono direttamente dal racconto evangelico. Sono riconducibili al racconto di Luca
la mangiatoia, l'adorazione dei pastori e la presenza di angeli nel cielo. I Magi invece derivano dal Vangelo di Matteo e dal
Vangelo armeno dell'infanzia. In particolare, quest'ultimo fornisce informazioni sul numero e il nome di questi sapienti
orientali: il vangelo in questione fa i nomi di tre sacerdoti persiani (Melchiorre, Gaspare Baldassarre), anche se non manca
chi vede in essi un persiano (recante in dono oro), un arabo meridionale (recante l'incenso) e un etiope (recante la mirra).
Così i re magi entrarono nel presepe, sia incarnando le ambientazioni esotiche sia come simbolo delle tre popolazioni del
mondo allora conosciuto, ovvero Europa, Asia e Africa. Anche il numero dei Magi fu piuttosto controverso. Fu
definitivamente stabilito in tre, come i doni da loro offerti, da un decreto papale di Leone I Magno,mentre prima di allora
oscillava fra due e dodici.
Altri elementi appartengono ad una iconografia propria dell'arte sacra: Maria ha un manto azzurro che simboleggia il cielo,
San Giuseppe ha in genere un manto dai toni dimessi a rappresentare l'umiltà.
L'albero di Natale è invece un abete (o altra conifera sempreverde) simbolo del rinnovarsi della vita, è un tradizionale tema
pagano, presente sia nel mondo antico che medioevale e, probabilmente, in seguito assimilato dal Cristianesimo. L'abete,
essendo conifera sempreverde, facilmente richiama il perpetuarsi della vita anche in inverno. Per molto tempo, la tradizione
dell'albero di Natale rimase tipica delle regioni a nord del Reno. I cattolici la consideravano un uso protestante. Furono gli
ufficiali prussiani, dopo il Congresso di Vienna, a contribuire alla sua diffusione negli anni successivi.
Babbo Natale, presente in molte culture, deriva dallo stesso personaggio storico, il vescovo San Nicola di Mira (antica città
dell'odierna Turchia), di cui si racconta che, essendo un vescovo, esortò tutti gli altri parroci della sua diocesi a diffondere
il cristianesimo laddove i bambini non avevano la possibilità o la volontà di recarsi in chiesa anche a causa del freddo
invernale, che costringeva molti a non uscire di casa. Così li esortò, dicendo loro di recarsi dai bambini portando loro un
regalo e di cogliere l'occasione per spiegargli chi fosse Cristo e che cosa avesse fatto per l'intera umanità. I parroci portando
con loro un sacco pieno di regali, raggiungevano i bambini mediante alcune slitte trainate da cani (e non renne). La
leggenda di San Nicola è alla base della grande festa olandese di Sinterklaas (il compleanno del Santo) che, a sua volta, ha
dato origine al mito ed al nome di Santa Claus nelle sue diverse varianti.
Un calendario dell'avvento mostra i giorni rimanenti fino alla vigilia di Natale. Si tratta di un'usanza molto popolare nei
paesi di lingua tedesca dedicata ai bambini per accompagnare il periodo di attesa della grande festa.
Molte tradizioni natalizie sono infine legate alla musica (canti natalizi come Tu scendi dalle stelle e Jingle Bells), a
particolari piante (l'agrifoglio, il vischio, la stella di Natale) e pietanze sia dolci (panettone, pandoro e altri dolci natalizi)
che salati (zampone, cotechino), spesso con forte variabilità da regione a regione.