COMUNE DI AZZANO S.PAOLO - PIANO REGOLATORE CIMITERIALE Relazione storica Comune di Azzano S.Paolo (Bergamo) Piano Regolatore Cimiteriale Relazione storica Capitolo primo EVOLUZIONE DEI CONCETTI E DELLE TIPOLOGIE DI CIMITERO NEI SECOLI Premessa A premessa e corredo del Piano Regolatore Cimiteriale del Comune di Azzano S.Paolo, si ritiene fondamentale richiamare, anche se in forma schematica, quelli che sono stati i passaggi storico culturali fondamentali che hanno generato gli attuali modelli urbanistici ed architettonici delle cosiddette “città dei morti”. Etimologia La parola “cimitero” proviene dal tardo latino cimiterium, dal greco koimeterion propriamente “luogo ove si va a dormire” , derivato da koiman (d’origine indoeuropea)1. L’etimologia della parola è direttamente connessa alla concezione di uno spazio che troverà posto “allato alla chiesa, dove si seppelliscono i morti” 2 che deriva dalla parola latina Sepulchretum, a sua volta dal greco Coemeterium che significa dormitorio, luogo ove si riposa, poi adattato dagli antichi Cristiani al luogo della sepoltura. I luoghi di sepoltura nell’antichità Iniziando dall’epoca dominazione romana, osserviamo come presso i pagani fossero in uso tanto l’inumazione quanto l’incinerazione ; le sepolture erano poste fuori dalle mura delle città, preferibilmente lungo le strade maestre che attraversavano i poderi suburbani. Diverso fu il comportamento dei cristiani i quali ebbero, fin dalle loro origini, gran cura affinché i fedeli avessero sepoltura riservata, nettamente separata da quella dei pagani. Perciò fin dal periodo di Costantino, l’area delle basiliche e le immediate vicinanze ospitarono una fitta rete di tombe scavate nella terra e più tardi sotto i portici annessi alle chiese, si allinearono i sarcofagi, i monumenti e le prime iscrizioni, naturalmente modesti o sontuosi a seconda dei personaggi cui erano destinati. I primi agglomerati sepolcrali cristiani vennero pertanto a formarsi accanto alle chiese aventi giurisdizione parrocchiale, ed ebbe così più concrete forme quella che era in embrione una norma derivante ancora dalle leggi romane. _______________________________________________________________________________________________ Progettisti: dott. arch. Gianfranco Coppetti - dott. arch. Giambattista Maria Gaiti pag. 1 COMUNE DI AZZANO S.PAOLO - PIANO REGOLATORE CIMITERIALE Relazione storica Verso il Rinascimento Fig. 1 - Pisa, Camposanto. Alzato, sezione e pianta semplificata (da Gaudet, Elément et theorie ..., vol.III) 1277 - Il Camposanto di Pisa. E’ stato il primo modello architettonico per i cimiteri dell’epoca moderna. Declamato nel 1788 da Quatremère de Quincy3 come modello da utilizzare per la costruzione dei nuovi cimiteri, il Camposanto di Pisa venne iniziato a costruire nel 1277. E’ costituito da una galleria rettangolare coperta, chiusa verso l’esterno, ma aperta verso la corte centrale. Sotto la pavimentazione delle gallerie sono ordinate le sepolture dei cittadini distinti, mentre la corte è utilizzata come campo comune. Le sue caratteristiche, decisamente uniche per l’epoca, suscitarono l’interesse di molti architetti tardo settecenteschi perché in esse erano riassunti i contenuti di base dell’idea di cimitero che si sviluppò a partire dagli anni ottanta del XVIII secolo, concetti che, sotto particolari aspetti possiamo ritenere ancora attuali. Il Camposanto di Pisa è un “contenitore” che consente ai cittadini di frequentare le tombe dei propri cari, dei personaggi illustri, ma anche di conoscere la storia patria attraverso i numerosi reperti in esso raccolti e custoditi e, infine, di visitare una raccolta di opere d’arte. Oltre per la bellezza della sua architettura gotica, il Camposanto di Pisa divenne famoso anche per la prodigiosità attribuita alla terra contenuta nell’impluvio, in quanto, come descrisse Michel de Montaigne4, questa terra trasportata dalla Palestina era capace, nel giro di ventiquattrore di ridurre i corpi seppelliti a semplici “ossa ignude”. _______________________________________________________________________________________________ Progettisti: dott. arch. Gianfranco Coppetti - dott. arch. Giambattista Maria Gaiti pag. 2 COMUNE DI AZZANO S.PAOLO - PIANO REGOLATORE CIMITERIALE Relazione storica Fig. 2 - Roma, pianta del cimitero di S.Spirito e della cappella del SS.Crocefisso. 1745 - architetto Ferdinando Fuga Cimitero di S.Spirito a Roma. L’opera, che venne costruita non come opera pubblica urbana, ma ad uso esclusivo della struttura ospedaliera di S.Spirito in Sassia, con la sua struttura semplice ed estremamente funzionale anticipa tutte le rivendicazioni igieniste tardo-settecentesche. Con un recinto dalla composizione molto elegante, era dotato di una regolare disposizione di bocche alle quali corrispondevano altrettanti locali ipogei voltati nei quali venivano gettati i cadaveri poi ricoperti di calce viva. Il cimitero venne demolito il scorso secolo. _______________________________________________________________________________________________ Progettisti: dott. arch. Gianfranco Coppetti - dott. arch. Giambattista Maria Gaiti pag. 3 COMUNE DI AZZANO S.PAOLO - PIANO REGOLATORE CIMITERIALE Relazione storica I cimiteri nella Parigi del Settecento Fu perfettamente normale che i visitatori come Quatrèmere de Quincy e Michel de Montaigne si stupirono delle caratteristiche del Camposanto di Pisa in quanto, sino alla seconda metà del Settecento, la prassi di sepoltura dei morti fu quella di accoglierli all’interno della cerchia urbana, senza preoccuparsi della divisione degli spazi ad essi destinati e di quelli in uso dei vivi. I luoghi di sepoltura erano le chiese, all’interno delle quali trovavano riposo i personaggi illustri , e le aree adiacenti ad esse che venivano utilizzate come campi comuni. Uno dei più famosi e tipici cimiteri dell’epoca fu senza dubbio quello dei “Santi Innocenti” di Parigi, posto nel centralissimo quartiere di Le Halles, la cui struttura era formata da un grande piazza a pianta rettangolare, con uno dei lati addossati alla chiesa e chiusa tutt’intorno da gallerie perimetrali chiamate charnier . Fig. 3 - Parigi, 1976 - Veduta degli charnier del cimitero degli Innocenti dopo la chiusura L’impluvio centrale, per mezzo di veri e propri pozzi dove venivano stipati centinaia di cadaveri, serviva come campo comune mentre gli charnier accoglievano le sepolture più distinte, come i pavimenti e le navate delle chiese. La copertura delle gallerie laterali, “...rialzata rispetto al piano di appoggio del solaio, permetteva la circolazione dell’aria tra i resti umani e, soprattutto, la visione delle ossa che così sistemate componevano una sorte di memento mori in forma di fregio lungo la facciata interna dello charnier...”5, con funzione di messaggio legato alla funzione religiosa svolta dal luogo, destinato a risvegliare quotidianamente nell’uomo ammonimenti spirituali ed avvertimenti inerenti il destino di tutti i mortali. Nonostante l’aspetto macabro del luogo, il cimitero era vissuto come un qualsiasi spazio urbano pubblico parigino, luogo di incontri commerci e anche di prostituzione. Lo schema di Parigi tracciato sul piano di Gomboust (1652) mostra la moltitudine di cimiteri ancora esistenti a quel tempo. _______________________________________________________________________________________________ Progettisti: dott. arch. Gianfranco Coppetti - dott. arch. Giambattista Maria Gaiti pag. 4 COMUNE DI AZZANO S.PAOLO - PIANO REGOLATORE CIMITERIALE Relazione storica Fig. 4 - I principali cimiteri di Parigi : in bianco quelli intorno al 1650, quelli in nero intorno al 1810 Tuttavia, i terreni erano chiaramente insufficienti per le numerose inumazioni che richiedeva una popolazione molto spesso decimata dalle epidemie che colpivano nella Parigi di allora. La catasta di cadaveri in questi terreni intorno alle chiese era enorme e tutti questi cimiteri divennero altrettanti focolai di pestilenze tanto che il Parlamento, tempestato di lamentele, ordinò con Decreto del 12 marzo 1763 la soppressione dei cimiteri parrocchiali. A tale decisione contribuì in grande misura l’abate Porée6 con le sue lettere di denuncia, primi documenti contenenti in forma organica una serie di indicazioni operative quali : la salubrità dell’aria nelle chiese e nella città in generale, la cessazione del sistema di sepoltura in essere ed il trasferimento dei cimiteri fuori dalle città, tutte soluzioni che verranno adottate negli anni successivi. Ma anche il movimento illuminista con Voltaire, l’abate Laugier e Pierre Patte che, come risultato di una generale riflessione critica della città ereditata dal passato, proposero di razionalizzarne le strutture, migliorarne l’aspetto estetico e creare migliori condizioni igieniche di vita sotto il profilo igienico sanitario7. Venne così adottato un programma urbanistico di ampio respiro, che prevedeva la costruzione di otto grandi cimiteri suburbani. Lo status del cadavere cambiò radicalmente: venne sottratto alla cura dei vivi per essere consegnato all’istituzione pubblica col fine di neutralizzarne la pericolosità. La commemorazione del rituale funebre rimase, per decreto, circoscritta alla commemorazione del defunto in chiesa e successivamente venne previsto che le spoglie venissero custodite in appositi locali, isolati dal resto della collettività, in attesa di essere trasportate al cimitero di destinazione. Nacque in questo modo un nuovo modello di cimitero, spoglio e disadorno, pulito, igienico, ben tenuto, ma privo di elementi che potevano individuare le singole sepolture - dove tra l’altro venivano seppellite le salme ancora sovrapposte, come in precedenza - senza alcuna forma di arredo, ma anche completamente privo alberature in quanto si riteneva che le piante limitassero la libera circolazione dell’aria. Questo modello spaventò non solo il popolo, per il timore che i defunti venissero abbandonati a se stessi, ma anche la Chiesa, che temette un minore esercizio spirituale causato dalla lontananza dei fedeli dalle tombe ed una possibile perdita di potere sui traffici che gravitavano attorno al culto dei morti. Il risultato fu la Déclaration Royale del 1776, un decreto che rese possibile la differenziazione tra fosse comuni e sepolture distinte con apposizione di lapidi o monumenti e che di conseguenza permise agli architetti, negli anni settanta del XVIII secolo, di elaborare nuove forme dello spazio cimiteriale, facilitati anche dall’Accademia francese di Architettura che promosse una serie di concorsi su questo tema. Tra i più importanti ricordiamo i seguenti : _______________________________________________________________________________________________ Progettisti: dott. arch. Gianfranco Coppetti - dott. arch. Giambattista Maria Gaiti pag. 5 COMUNE DI AZZANO S.PAOLO - PIANO REGOLATORE CIMITERIALE Relazione storica Fig. 5 - L.-J. Desprez, progetto per un cimitero. Prospetto interno 1766 - architetto Louis-Jean Desprez (vincitore del prix d’emulation all’Accadémie royale d’Architecture) Primo esempio di architettura funeraria che propone un modello funzionale, ma anche di alta rappresentanza sociale. Di stilema neoclassico, è costituito da un elegante recinto concluso da gallerie monumentali con al centro un tempio a copertura piramidale. Fig. 6 - J.-D. Antoine, progetto di un cimitero. Pianta. 1781 - architetto Jacques-Denis Antoine Precursore in Francia dell’utilizzo di alberature nei cimiteri, in linea coi principi del giardino formale settecentesco. Il progetto prevede l’utilizzo di viali alberati, boschetti regolari, parterre e gallerie utilizzando una varietà consistente di essenze tra le quali il cipresso, il tasso, l’alloro, il platano, il sicomoro ed il pioppo italico. La tesi è quella che, grazie al processo della fotosintesi clorofilliana gli alberi non sono più nemici dei luoghi di concentrazione umana, ma contribuiscono a purificarne l’aria. _______________________________________________________________________________________________ Progettisti: dott. arch. Gianfranco Coppetti - dott. arch. Giambattista Maria Gaiti pag. 6 COMUNE DI AZZANO S.PAOLO - PIANO REGOLATORE CIMITERIALE Relazione storica Fig. 7 - Capron, progetto di cimitero a Parigi. Pianta e sezione sulla galleria circolare. 1782 - architetto Capron Progetto per un cimitero a Parigi. Scelta della pianta circolare esclusivamente per ragioni igienico-sanitarie in quanto, l’assenza di angoli morti e di vegetazione, favorisce la libera circolazione dell’aria, impedendo la formazione di sacche d’aria stagnante che la medicina del tempo indicava come fonte di pericolo per la propagazione di malattie. La ripartizione delle aree avviene per anelli concentrici : il porticato esterno è destinato alle persone più importanti, l’area centrale a campo comune, con tombe distribuite in funzione della piramide sociale. Fig. 8 - E.-L. Boulée, cenotafio di Isaac Newton. _______________________________________________________________________________________________ Progettisti: dott. arch. Gianfranco Coppetti - dott. arch. Giambattista Maria Gaiti pag. 7 COMUNE DI AZZANO S.PAOLO - PIANO REGOLATORE CIMITERIALE Relazione storica 1784 - architetto Etienne-Louis Boullée Progetto del cenotafio di Isaac Newton. Idea utopista e rivoluzionaria che introduce nell’arte funeraria le forme geometriche assolute. Fig. 9 – C.N. Ledoux, cimitero della città ideale di Chaux. 1785 - architetto Claude-Nicolas Ledoux Cimitero della città ideale di Chaux. Pianta circolare formante un complesso su tre livelli che gravita attorno ad una enorme sfera cava posta al centro. I percorsi sotterranei attraversano a raggiera la città della morte, dirigendosi verso la grande cavità centrale, in una surreale dimensione catacombale. Fig. 10 - P. Fontaine, progetto di cimitero. 1785 - architetto Pierre Fontaine Progetto di cimitero. Anche in questo progetto l’uso della geometria elementare del cerchio crea una composizione assunta come espressione di un modello sociale. _______________________________________________________________________________________________ Progettisti: dott. arch. Gianfranco Coppetti - dott. arch. Giambattista Maria Gaiti pag. 8 COMUNE DI AZZANO S.PAOLO - PIANO REGOLATORE CIMITERIALE Relazione storica L’influenza francese nell’Italia e nella Spagna del Settecento Mentre il Camposanto trecentesco di Pisa rimane l’esempio più frequentemente indicato dalle avanguardie culturali francesi come modello da proporre, a poca distanza dai primi provvedimenti parigini in materia di igiene e di sepolture, anche in Italia si diffondono le nuove idee anche grazie all’allora noto “Saggio” di Scipione Piattoli del 17748 e costruire nuovi cimiteri secondo i nuovi canoni diventò la prassi. Fig. 11 - Modena, pianta del cimitero di S.Cataldo 1773 - Il cimitero di S.Cataldo a Modena. Risulta uno dei più fedeli esempi di applicazione delle prescrizioni igienico-sanitarie volute dalla classe medica : posizione extraurbana, alto recinto, fossato perimetrale costruito per meglio drenare il terreno, nessun albero e nessun decoro, 58 grandi camere sepolcrali ognuna capace di ospitare centinaia di salme, nessuna cappella. Il cimitero fu pensato esclusivamente solo come un “deposito” di cadaveri, senza spazi per il culto, come un’isola completamente separata dall’ambiente circostante. Fig. 12 - B. Piernicoli, progetto di cimitero. Pianta e sezione. 1780 - architetto B. Piernicoli Progetto di cimitero. Esempio di progettazione ancora tipologicamente ancora legata ai caratteri pre-illuministi, ma funzionalmente adattata alle nuove esigenze igieniche. La corte utilizzata per fosse comuni, le cripte sotto l’edificio e importanti sepolture addossate alla parete sotto i porticati a ricordo del precedente stato nelle chiese. _______________________________________________________________________________________________ Progettisti: dott. arch. Gianfranco Coppetti - dott. arch. Giambattista Maria Gaiti pag. 9 COMUNE DI AZZANO S.PAOLO - PIANO REGOLATORE CIMITERIALE Relazione storica Fig. 13 - G. Piermarini, progetto per il Cimitero Unico di Milano a S,Gregorio fuori Porta Orientale. 1781 - architetto Giuseppe Piermarini Progetto per il cimitero unico di Milano a S.Gregorio fuori Porta Orientale. Il progetto, mai realizzato, era una rivisitazione in chiave laica ed igienista di un modello già sperimentato nel passato : il lazzaretto. Nel 1783 il Granducato di Toscana pubblica le “Istruzioni per la formazione dei campisanti a sterro”, che detta precise modalità esecutive per la definitiva chiusura dei cimiteri apud ecclesiam.9 Mentre tutti i decreti sino ora citati trovarono la loro fonte da movimenti laici, in Spagna ci fu un esempio di localizzazione secondo i nuovi concetti positivisti nata in seno alla struttura ecclesiastica grazie all’apporto di “... zelanti ed illuminati Vescovi...” , come scrisse il Milizia10 , che operarono con difficoltà contro gli antichi pregiudizi. L’autore fu il Vescovo di Barcellona, José Climent y Avinent, che promosse la costruzione del primo cimitero spagnolo secondo le nuove concezioni urbanistiche. Posto a mezz’ora di cammino dalla città, con un impianto molto essenziale, rimase inutilizzato sino alla sua ricostruzione avvenuta nel secolo successivo a causa della riluttanza degli abitanti di Barcellona ad abbandonare le proprie abitudini. Solo il 3 aprile 1787 il Re di Spagna, Carlo III, promulgò la “real cédula”, un editto per la costruzione dei cimiteri “fuera del poblado”. _______________________________________________________________________________________________ Progettisti: dott. arch. Gianfranco Coppetti - dott. arch. Giambattista Maria Gaiti pag. 10 COMUNE DI AZZANO S.PAOLO - PIANO REGOLATORE CIMITERIALE Relazione storica Fig. 14 - Modena, pianta del cimitero di S.Cataldo 1788 - il camposanto per la Cura di Tripalle. Venne realizzato secondo le norme contenute nelle “Istruzioni” del Granducato di Toscana del 1783 con uno schema planimetrico costituito da un recinto a pianta quadra, strada tangente, accesso centrale e lungo l’asse principale la camera mortuaria sbordante dal recinto. Come in tutti i primi cimiteri settecenteschi, anche in questi non venne prevista la presenza di alberi che, secondo il pensiero degli uomini dei Lumi, non permettevano la libera circolazione dell’aria compromettendone la purezza. Anche la Chiesa aveva sempre vietato la presenza di qualsiasi forma di vegetazione per timore che subentrassero forme di sfruttamento come il pascolo o la raccolta di frutti. _______________________________________________________________________________________________ Progettisti: dott. arch. Gianfranco Coppetti - dott. arch. Giambattista Maria Gaiti pag. 11 COMUNE DI AZZANO S.PAOLO - PIANO REGOLATORE CIMITERIALE Relazione storica I paesaggi commemorativi settecenteschi inglesi e la loro influenza nell’Europa continentale Nel corso della prima metà del XVIII secolo in Inghilterra si manifesta una nuova cultura del paesaggio all’interno del quale vengono ammessi anche valori legati all’idea della morte, sia come sepolture vere e proprie, sia come elementi semplicemente commemorativi. Vennero progettati e realizzati alcuni interventi a scala paesaggistica che divennero presto famosi anche oltre frontiera. Fig. 15 - Castle Howard . Pianta del parco commemorativo. 1729 - Alexander Pope e William Shenstone. Parco commemorativo di Castle Howard. La caratteristica di questo luogo, situato nella regione del North Yorkshire, è che fu la prima realizzazione di architetture funerarie all’interno di un sistema a parco, quindi non in uno spazio circoscritto alle minime necessità delle opere commemorative. I conti di Carlise decisero di costruire al’interno della loro tenuta privata di Castle Howard, di circa 500 ettari, una serie di monumenti commemorativi degli antenati. Gli ideatori, che erano due poeti, pensarono di tradurre materialmente le loro idee avvicinandosi al tema dei Campi Elisi descritti da Virgilio nell’Eneide : il giardino diviene luogo di rifugio e serenità interiore, dove gli uomini valorosi trovano l’ultimo riposo in un paesaggio aulico. _______________________________________________________________________________________________ Progettisti: dott. arch. Gianfranco Coppetti - dott. arch. Giambattista Maria Gaiti pag. 12 COMUNE DI AZZANO S.PAOLO - PIANO REGOLATORE CIMITERIALE Relazione storica Fig. 16 - Stowe. Pianta del parco. 1739 - Elysian Fields di Stowe. Anticipando quelli che in futuro saranno i concetti del picturesque landscape, la famiglia Temple promosse la realizzazione di un parco con al suo interno un sistema di monumenti concepiti al fine di ricordare personaggi cari alla famiglia. Anch’esso con riferimenti ai Campi Elisi virginiani, il parco contiene i due elementi fondamentali per la narrazione simbolica : la presenza dei “grandi” attraverso lapidi, busti e iscrizioni e l’immagine della dimora felice costruito nella valletta “tra boschi ombrosi” e “prati freschi di rivi”11. Fig. 17 - Twikenham - Pianta del parco. 1745 - giardino di Alexander Pope a Twickenham. L’intero complesso è costituito da un’esigua area rettangolare suddivisa in modo progressivo da spazi asimmetrici. La materia viene manipolata per costruire un percorso fatto di grotte artificiali, boschetti, prati e piantate di cipressi sino ad arrivare al monumento per il quale venne costruito il parco: un obelisco eretto in commemorazione della madre. 1745 - 1764 - giardino di William Shenstone a Leasowes. Tutte le risorse economiche vennero investite dal poeta per trasformare in landscape garden. la sua fattoria dello Warwickshire. _______________________________________________________________________________________________ Progettisti: dott. arch. Gianfranco Coppetti - dott. arch. Giambattista Maria Gaiti pag. 13 COMUNE DI AZZANO S.PAOLO - PIANO REGOLATORE CIMITERIALE Relazione storica Venne costruito un paesaggio agreste fatto di elementi evocativi in memoria di amici o grandi personaggi, viventi o del passato : piccoli obelischi, urne poste in angoli appartati, iscrizioni, sedili di pietra ed altro. Le opere di Pope e Shenstone costituirono le opere miliari per la divulgazione dei concetti del giardino all’inglese. Fig. 18 - Ermenonville. Pianta del parco. 1778 - parco di Ermenonville. Le esperienze inglesi del landscape garden influiscono sulla cultura dei letterati francesi, in particolare di Jean-Jacques Rousseau e del marchese René-Louis de Girarden. Quest’ultimo, quando il primo morì, gli fece erigere un monumento funerario al centro di una delle isole che aveva fatto costruire nel lago del suo parco di Ermenonville, non lontano da Parigi. Fig. 19 - Ermenonville. L’isola dei pioppi con il monumento funerario di Rousseau. L’evento diventò innovativo per questo motivo : il monumento, contrariamente a quello che era accaduto sino ad allora in Inghilterra, non fu solo commemorativo, ma un reale luogo di sepoltura. Questo omaggio a Rousseau venne ben descritto da Hirschfeld nel suo trattato come “... trovarsi a Ermenonville di fronte ad un quadro dove il pensiero della morte è presente attraverso la serenità e la malinconia espresse dal paesaggio e non per la lugubre presenza del vecchio sistema di macabri simboli.” 12 _______________________________________________________________________________________________ Progettisti: dott. arch. Gianfranco Coppetti - dott. arch. Giambattista Maria Gaiti pag. 14 COMUNE DI AZZANO S.PAOLO - PIANO REGOLATORE CIMITERIALE Relazione storica In quegli anni si sviluppò una grande bibliografia sul tema dei giardini, anche con riferimento alle questioni funerarie in quanto, queste ultime, dopo le rivoluzionarie ed anonime idee illuministe che avevano spaventato la società civile settecentesca, divennero un tema molto discusso che indirizzò le persone addirittura ad un vero e proprio culto dei cimiteri. Soprattutto Hirschfeld, nel suo secondo volume edito nel 1780, trattò il tema arrivando a delle tesi molto interessanti : solo un parco poteva essere, per l’autore, la sede più appropriata per offrire sepoltura a tutti i cittadini (non solo i grandi personaggi o gli aristocratici come era stato in uso) conciliando al suo interno valori educativi, morali ed affettivi dove era compito della vegetazione suscitare i sentimenti appropriati per il luogo. Ad esempio gli alberi con toni cupi del fogliame come le conifere, avrebbero annunciato la presenza di uno spazio destinato alla morte ed i monumenti non avrebbero dovuto essere collocati isolatamente, ma immersi con arte nella vegetazione. Sempre per Herschfeld, i cimiteri, che avrebbero dovuto essere collocati fuori dalle città per motivi igienici e di spazio, avrebbero dovuto diventare luoghi di passeggiate per l’uomo saggio e quindi di svago edificante, scuola per i cittadini di tutte le classi sociali e, infine, un giardino per accogliere manifestazioni di affetto personale. _______________________________________________________________________________________________ Progettisti: dott. arch. Gianfranco Coppetti - dott. arch. Giambattista Maria Gaiti pag. 15 COMUNE DI AZZANO S.PAOLO - PIANO REGOLATORE CIMITERIALE Relazione storica Il primo Ottocento francese Mentre nel resto d’Europa si sviluppa la moda delle sepolture aristocratiche all’interno dei parchi domestici, agli inizi dell’ottocento, la cultura francese continua a sviluppare i temi del giardino pittoresco inglese, ma in senso critico. Fig. 20 - Varsavia. Giardino romantico con sarcofago in riva allago nel parco del palazzo Wilanòw. Alexandre de Laborde, nella sua descrizione dei “Noveaux jardins de la France” fa capire come la tomba iniziò ad uscire dall’isolamento eroico e colto dei paesaggi arcadici settecenteschi per diventare, con un vasto repertorio di immagini, modello per un “cimitero paesistico pubblico”.13 Criticando il mausoleo a Ermenonville per Rousseau ed quello realizzato a Maupertuis per l’ammiraglio Coligny, egli invita a costruire i cimiteri in forma pubblica ed in luoghi extraurbani in modo che si possa garantire un decoroso e sicuro asilo a tutti i defunti. Fig. 21 - Maupertuis. Il parco con il sarcofago e la piramide dell’ammiraglio Coligny. De Laborde prefigurò anche un nuovo modo di intendere la sepoltura e lo spazio funerario : la tomba non era più la chiave di lettura di una scena pittoresca, ma diventava un giardino appartato dove accogliere, nel folto della vegetazione, i visitatori. Iniziò quindi in questo periodo, un’opera di graduale sostituzione nei temi funerari di valori personali e familiari a quelli morali e filosofici settecenteschi. _______________________________________________________________________________________________ Progettisti: dott. arch. Gianfranco Coppetti - dott. arch. Giambattista Maria Gaiti pag. 16 COMUNE DI AZZANO S.PAOLO - PIANO REGOLATORE CIMITERIALE Relazione storica Fig. 22 - Plessis-Chamant. La tomba del parco. Molto originale fu l’idea di progetto dell’architetto Pierre Giraud per il cimitero unico di Parigi. Fig. 23 - P. Giraud. “Champ de repos” per la città di Parigi, 1799. Vengono eliminate le barriere illuministe, lo spazio diventa trasparente i modo da non interromperne la vista verso l’esterno. Il cimitero è disegnato a pianta circolare, con una galleria perimetrale aperta, interrotta da quattro padiglioni corrispondenti alle quattro fasi della vita : l’infanzia, la giovinezza, la maturità e la vecchiaia. Decisamente rivoluzionario il sistema di sepoltura previsto: unicamente mediante cremazione, tant’è che al centro del cimitero svetta, a forma di piramide come solido evocante il rito funerario per eccellenza, il tempio per la cremazione. Giraud presentò anche un programma a dir poco sbalorditivo per risolvere il problema della decomposizione, il problema più grave col quale si debbono scontrare tutti coloro che affrontano il tema delle sepolture : “secondo l’architetto, l’uomo può evitare gli inconvenienti della decomposizione ricorrendo a un procedimento chimico, già a quel tempo studiato dal chimico tedesco Joachim Becker nel 166914 , che consente di trasformare in vetro ciò che risulta dalla combustione dei suoi resti. Come passaggio successivo Giraud propose di tramutare le ossa vetrificate in placche e medaglioni commemorativi, mentre suggerì di realizzare, con gli scheletri non reclamati dai parenti del defunto, magnifiche colonne in vetro, destinate naturalmente alle gallerie del cimitero”.15 _______________________________________________________________________________________________ Progettisti: dott. arch. Gianfranco Coppetti - dott. arch. Giambattista Maria Gaiti pag. 17 COMUNE DI AZZANO S.PAOLO - PIANO REGOLATORE CIMITERIALE Relazione storica Come pure nel contemporaneo progetto degli architetti Jacques Molinos e Jacques Cambry la cremazione venne scelta per il conseguente pratico vantaggio di contenere la richiesta di spazio e, al tempo stesso, di conservare nel tempo l’impianto architettonico del cimitero. Fig. 24 - J. Molinos. Champ de ripos per la città di Parigi. Il decreto napoleonico del 23 Pratile dell’anno XII (12 giugno 1804) regolamentò in modo pressoché definitivo la creazione dei cimiteri tant’è che numerose sue disposizioni sono ancora in vigore. L’articolo 1 proibì di inumare nelle chiese e negli altri luoghi di culto, nella cinta della città e dei villaggi, l’articolo 2 ordinò alle municipalità di comprare terreni per le sepolture a 35-40 metri fuori dalle mura. Un secondo decreto del 1804 decise di sopprimere tutti i cimiteri di Parigi con quattro nuovi cimiteri periferici. Un terzo decreto del 1808 proibì di costruire o scavare pozzi a meno di 100 metri dai cimiteri. Con queste nuove regolamentazioni divenne diritto acquisito di tutti i cittadini avere una sepoltura individuale e con esso comparve per la prima volta anche il concetto di “concessione”, intesa come possibilità di acquisto oneroso di una porzione di terreno per l’edificazione di un monumento commemorativo. L’irrisolta questione della costruzione di nuovi cimiteri per Parigi, avuto così un supporto legislativo, trovò soluzione temporanea nella costruzione del cimitero di Pére-Lachaise. Era uno dei tre cimiteri previsti, quello ad est, mentre a nord venne previsto quello di Montmartre ed a sud quello detto della "Charité". _______________________________________________________________________________________________ Progettisti: dott. arch. Gianfranco Coppetti - dott. arch. Giambattista Maria Gaiti pag. 18 COMUNE DI AZZANO S.PAOLO - PIANO REGOLATORE CIMITERIALE Relazione storica Fig. 25 - A.-T. Brongniart. Pianta del cimitero di Père-Lachaise. Fulcro del progetto dell’architetto Brongniart è una piramide posta in sommità della collina di Mont-Louis, in asse alla quale, lungo un regolare viale alberato, viene collocato l’ingresso. Come nel camposanto di Pisa vengono previste una serie di cappelle ad uso dei personaggi illustri lungo tutto il perimetro del cimitero, che, contrariamente ai progetti che l’avevano preceduto, ha una forma irregolare. Il cimitero venne pensato come un parco pubblico dove una ricca vegetazione, unita alla morfologia irregolare del terreno, permise la creazione di numerosi angoli appartati e pittoreschi, altri con suggestivi affacci sulla città. I viali vennero creati come i boulevard e le promenade cittadini con filari di pioppi, tigli, acacie ed ippocastani, mentre vicino alle tombe vennero utilizzati cipressi, salici piangenti, fiori di ogni specie e rampicanti profumati. Il cimitero è oggi invaso in ogni spazio disponibile dalle cappelle private che dalla metà dell’ottocento si iniziò a costruire. Fig. 26 - Il cimitero di Pére-Lachaise ai nostri giorni. _______________________________________________________________________________________________ Progettisti: dott. arch. Gianfranco Coppetti - dott. arch. Giambattista Maria Gaiti pag. 19 COMUNE DI AZZANO S.PAOLO - PIANO REGOLATORE CIMITERIALE Relazione storica La legge di annessione a Parigi dei comuni suburbani del 26 giugno 1859, rese ancora più complesso il problema dei cimiteri in quanto le tre grandi necropoli sopra descritte vennero inglobate nella cerchia urbana e la crescita demografica pose di nuovo il problema del loro allontanamento. Il barone Georges-Eugéne Haussmann, l’allora Prefetto della Senna che aveva già pesantemente modificato l’urbanistica della capitale francese, fece elaborare da una commissione un progetto per la creazione di tre nuovi cimiteri suburbani : le aree vennero individuate a Méy-sur.Oise, Blanc-Mesnil e Wissous.16 Suscitando una incredibile indignazione nel popolo per il progetto di “deportazione dei morti”, egli decise di procedere alla realizzazione del cimitero di Méry-sur-Oise, a nord-ovest di Parigi, in quanto i terreni costavano poco ed erano molto sabbiosi quindi ottimi per la consunzione dei corpi. Per questa immensa necropoli di 2000 ettari vennero previste anche ferrovie speciali di collegamento col centro cittadino, ma l’obiettivo principale di Haussmann fu quello di offrire ai suoi concittadini una perfetta uguaglianza davanti alla morte. _______________________________________________________________________________________________ Progettisti: dott. arch. Gianfranco Coppetti - dott. arch. Giambattista Maria Gaiti pag. 20 COMUNE DI AZZANO S.PAOLO - PIANO REGOLATORE CIMITERIALE Relazione storica L’Ottocento italiano. Grazie ad una fertile produzione letteraria, gli stilemi del cimitero disegnato e realizzato come giardino pittoresco si diffondono in Italia all’inizio dell’Ottocento. Ercole Silva17, Ippolito Pindemonte18, Melchiorre Missirini19 ed altri, illustrarono diffusamente il gusto del giardino all’inglese che, unito agli stili letterali contemporanei notturni e sepolcrali, contribuì alla diffusione della concezione estetica del paesaggio spesso associato all’idea di morte. I primi progetti ottocenteschi rivisitano la forma circolare, mutuata dagli esempi francesi di Capron, Giraud e Molinos, motivandone la scelta per meglio aderire alle prescrizioni sanitarie che chiedevano l’assenza di angoli morti acuti dove l’aria contaminata dalle esalazioni avrebbe potuto ristagnare, ma anche come scelta filosofica di origine giacobina di trattazione della morte Fig. 27 - G. Pistocchi. Cimitero per il comune di Faenza. 1806-1808 - architetto G. Pistocchi Cimitero di Faenza. All’interno della circonferenza i defunti vengono separati per sesso secondo l’asse verticale (emiciclo destro ed emiciclo sinistro) e partendo dal centro vengono suddivisi secondo le quattro fasi della vita : fanciullezza, gioventù, virilità e vecchiezza. Il disegno riconduce all’immagine cara alla cultura illuminista dell’ouroboros, il serpente che percorrendo con il proprio corpo una circonferenza sino a mordere con la testa la propria coda, simboleggia l’eternità. _______________________________________________________________________________________________ Progettisti: dott. arch. Gianfranco Coppetti - dott. arch. Giambattista Maria Gaiti pag. 21 COMUNE DI AZZANO S.PAOLO - PIANO REGOLATORE CIMITERIALE Relazione storica Fig. 28 - L. Trezza. Progetto per il cimitero di Verona. 1820 - architetto Luigi Trezza Proposta di progetto per il cimitero di Verona. Trattasi di due recinti circolari concentrici che individuano una prima area, la più povera, verso l’esterno ed una seconda più importante, corrispondente a quella centrale. L’area interna è suddivisa in settori per inumazioni. Dello stesso periodo e impostazione sono i progetti di Alessandro Strabucchi per il camposanto di Piacenza e di Luigi Bellincioni per il cimitero comunale di Capannoli, in Toscana. Sempre agli inizi del secolo prende piede il fenomeno di acquisizione di organismi conventuali soppressi, situati in posizione decentrata rispetti agli abitati, e le conseguenti operazioni di modifica ed ampliamento. Fig. 29 - Bologna. Cimitero della Certosa. Primi esempi furono quelli di Bologna nel 1801 e di Ferrara nel 1813 che decisero di adibire la Certosa a cimitero cittadino. _______________________________________________________________________________________________ Progettisti: dott. arch. Gianfranco Coppetti - dott. arch. Giambattista Maria Gaiti pag. 22 COMUNE DI AZZANO S.PAOLO - PIANO REGOLATORE CIMITERIALE Relazione storica Fig. 30 - Prospetto della Certosa di Ferrara nel piano di F. Canonici. Mentre nel 1806 venne emanata una legge che accolse in Italia il decreto napoleonico del 1804, in altre città come Brescia, contrariamente alle scelte di recupero di spazi esistenti, si procedette alla costruzione ex novo. Fig. 31 - R. Vantini - Pianta del cimitero di Brescia. Inizialmente l’area, di 154 metri per lato, risultò concepita in modo razionale illuminista, tant’è che unico decoro erano poche piante di gelso ed una croce sul cancello sono gli unici decori. Dopo una lunga serie di pronunce negative, nel 1815 il Consiglio Comunale deliberò la costruzione della cappella monumentale all’ingresso del cimitero, ma come primo atto di un progetto più ampio che venne affidato nella sua interezza all’archietto bresciano Rodolfo Vantini, che lavorò sul tema a tempo pieno per circa quarantanni - da cui il nome del cimitero : il “Vantiniano” . Per il reperimento dei fondi l’Amministrazione comunale adottò un efficace sistema di autofinanziamento che consistette nell’associare alla costruzione un’offerta diversificata di tipologie di sepoltura, tassate in modo da stimolare l’acquisto e soddisfare più tipi di domanda. Anche nel cimitero di Brescia, oltre all’elegante struttura neoclassica che conferisce alto decoro alla costruzione, venne utilizzata con estrema attenzione e cura lungo i viali ed il piazzale d’accesso la vegetazione per creare un legame fisico e simbolico con la città. _______________________________________________________________________________________________ Progettisti: dott. arch. Gianfranco Coppetti - dott. arch. Giambattista Maria Gaiti pag. 23 COMUNE DI AZZANO S.PAOLO - PIANO REGOLATORE CIMITERIALE Relazione storica Fig. 32 - L’attuale ingresso del cimitero di Brescia. Di grande effetto scenografico è il cimitero di Staglieno a Genova. Il progetto venne affidato all’architetto Giovanni Battista Resarco, che lo presentò in forma definitiva nel 1840. L’area cimiteriale venne suddivisa in più livelli, seguendo l’orografia del luogo. Nella parte pianeggiante, lungo il corso del torrente Bisagno, venne previsto un grande campo rettangolare per sepolture comuni, collegato con ampie scalinate sui due lati ad un livello superiore dove trovò posto la Cappella dei Suffragi, evocante le forme del Pantheon, avvolta da un esedra per le sepolture distinte. Fig. 33 - Genova. Pianta del cimitero di Staglieno. Poggioreale di Napoli, viene invece ricordato come la trasposizione italiana del cimitero di PéreLachaise. Come il cimitero parigino e come quello di Staglieno a Genova, questa struttura gode di una posizione privilegiata rispetto alla città : si colloca infatti sulla collina omonima. Il progetto, realizzato dall’architetto Ferdinando Fuga nel 1812, venne realizzato nei trent’anni successivi. Come per il progetto da lui realizzato nel 1745 del cimitero dell’Ospedale di S.Spirito in Sassia a Roma, Fuga propone locali ipogei voltati per inumazione collettiva - 366 fosse in totale - che, grazie alle particolari caratteristiche mineralogiche del suolo e del clima del luogo, vengono utilizzate con rotazione annuale delle salme. _______________________________________________________________________________________________ Progettisti: dott. arch. Gianfranco Coppetti - dott. arch. Giambattista Maria Gaiti pag. 24 COMUNE DI AZZANO S.PAOLO - PIANO REGOLATORE CIMITERIALE Relazione storica Fig. 34 - Napoli. Pianta del cimitero di Poggioreale. Fig. 35 - Napoli. Veduta del cimitero di Poggioreale del 1863. Altro noto cimitero della prima metà dell’ottocento è quello di S.Miniato al Monte a Firenze. La sua origine fu dovuta all’iniziativa della ”Opera Pia degli Esercizi Spirituali di S.Miniato al Monte” la quale, per dare ai nobili fiorentini una più nobile sepoltura e contemporaneamente ricavare il denaro necessario per restaurare il complesso della basilica, propose di trasformare in cimitero l’intero recinto della Fortezza di S.Miniato. Il progetto dell’architetto Niccolò Matas del 1848, che venne completato dall’architetto Mariano Mancini nel 1864, consistette nell’organizzazione razionale del grande spazio pianeggiante compreso nelle mura della fortezza. _______________________________________________________________________________________________ Progettisti: dott. arch. Gianfranco Coppetti - dott. arch. Giambattista Maria Gaiti pag. 25 COMUNE DI AZZANO S.PAOLO - PIANO REGOLATORE CIMITERIALE Relazione storica Fig. 36 - Firenze. Veduta a volo d’uccello del cimitero di S.Miniato al Monte. _______________________________________________________________________________________________ Progettisti: dott. arch. Gianfranco Coppetti - dott. arch. Giambattista Maria Gaiti pag. 26 COMUNE DI AZZANO S.PAOLO - PIANO REGOLATORE CIMITERIALE Relazione storica Alcuni esempi contemporanei 1976 - cimitero di S.Cataldo a Modena. L’architetto Aldo Rossi ha vinto il concorso con questo progetto di ampliamento che ricalca per forma e recinto il vecchio cimitero. Con il suo tipico stile che prevede l’uso di forme semplici e scarnificate, sono stati realizzati una serie di volumi che, per l’uso di certe dimensioni, potrebbe definirsi “monumentale” . Il portico, il cubo-ossario, i grandi corpi dai tetti azzurri provocano nell’osservatore una sensazione di indeterminatezza, di ripetitività, di semplicità, ma anche di uguaglianza di fronte alla morte. Un’opera affascinante che “...ha saputo reinventare un luogo e ne ha fatto un monumento per la città., ben sapendo ... che questi progetti richiedono più di altri la poesia dell’architettura”.20 Fig.37 - Modena. Pianta del cimitero di S.Cataldo, 1976. Fig.38 - Modena. Vista del cimitero di S.Cataldo, 1976. Esterno delle nuove ali di colombari. _______________________________________________________________________________________________ Progettisti: dott. arch. Gianfranco Coppetti - dott. arch. Giambattista Maria Gaiti pag. 27 COMUNE DI AZZANO S.PAOLO - PIANO REGOLATORE CIMITERIALE Relazione storica Fig.39 - Modena. Vista del cimitero di S.Cataldo, 1976. Ingresso e scorcio sull’ossario. Fig.40 - Modena. Vista del cimitero di S.Cataldo, 1976. Veduta delle tombe di famiglia dal portico. _______________________________________________________________________________________________ Progettisti: dott. arch. Gianfranco Coppetti - dott. arch. Giambattista Maria Gaiti pag. 28 COMUNE DI AZZANO S.PAOLO - PIANO REGOLATORE CIMITERIALE Relazione storica 1980-1984 - Cimiteri di Gallarate e Arnate (Va) Di notevole interesse il progetto presentato per il concorso di idee per la trasformazione in Monumentale del cimitero di Gallarate e per la sistemazione ed ampliamento del cimitero di Arnate (Va) dagli architetti G. Canella, A. Acuto, G. Clementi, A. Colombo, L. Colombo, A. Ferrè, E. Mezzetti e C. Rossetti. Il progetto, che doveva riguardare due siti distinti, è stato affrontato studiando un “sistema” cimiteriale, articolato per differenziate unità storico-ambientali, ma tutte connesse da un percorso plurifunzionale capace di fondere attività di culto dei morti ad attività di vita associativa. Il cimitero di Gallarate, nel pieno rispetto dell’originale impianto di Camillo Boito del 1861, viene proposto delimitando lo spazio originale - aperto sulla campagna - con muri ed edicole in mattoni a vista, mentre gli ampliamenti con semplice rete metallica riverdita come nelle tipiche “uccellande” lombarde. Il cimitero di Arnate viene invece proposto suddividendolo in tre diversi spazi geometricamente isolati e di dimensione diversa ove più piccolo ed a pianta quadrata rimane solo quello esistente. I due nuovi spazi vengono invece concepiti a pianta circolare, a gradoni crescenti verso il bordo contro il quale si eleva il verde attrezzato circostante. Questi impianti ad anfiteatro consentono in ogni punto di percepire lo spazio circostante. Le inumazioni vengono collocate sui gradoni i pendenza (8%), mentre al centro vengono collocati i corpi dei loculi disposti secondo un impianto quadrangolare progressivamente crescente verso il centro contenente, al piano interrato, tutti i locali di servizio. Al centro è previsto un montacarichi mentre su due lati contrapposti vengono inserite due scalinate assiali. L’intero blocco per le tumulazioni è mascherato da un graticcio in mattoni di cotto e rete metallica rinverdita. Tutto il sistema è connesso da percorsi ciclo-pedonali e da attrezzature di relazione che articolano la vita all’aperto, “così da non sottrarre la compagnia dei morti alla ricreazione dei vivi” 21 1985-1992 - National Mall - Washington (U.S.A.) Negli Stati Uniti d’America la più antica forma di parco è il cimitero. Il National Mall di Washington, progettato da L’Enfant nel XIX secolo come area a parco, è diventato una delle più note opere recenti di architettura della memoria. Ai lati dell’asse che, congiungendo la Casa Bianca al fiume Potomac, passa sull’obelisco alto 170 metri dedicato al padre della nazione americana, sullo specchio d’acqua del Reflecting Pool per terminare sul Lincolm Memorial, sono stati realizzati due recenti opere alla memoria dei caduti in guerra : il “Vietnam Veterans Memorial” ed il “Korean War Veterans Memorial” . Le opere, progettate la prima dall’architetto Maya Ying Lin e la seconda da Cooper Lecky Architects, sono state inaugurate : la prima nel mese di novembre del 1982, mentre la seconda nel luglio del 1995. Il “Vietnam Veterans Memorial” è costituito da due muri uniti ad angolo ottuso che affondano nel terreno e formano una conca a forma di boomerang. Sulle pareti dei muri, rivestiti in granito levigato, sono stampati i nomi dei caduti. Il “Korean War Veterans Memorial” è costituito invece da una serie di lapidi accostate, poste sul prato a file parallele alternate, con diciannove statue in acciaio inossidabile non levigato rappresentanti una pattuglia di militari in azione. Al di là dell’aspetto formale delle opere, che rimangono comunque tra le più celebrate dell’architettura contemporanea, è interessate notare come nella cultura statunitense il luogo della memoria viene associato all’idea di parco, con tutte le funzioni ad esso associate. Il National Mall è infatti più frequentato che non il grande parco cittadino “Rock Creek Park” e viene utilizzato anche per eventi temporanei che contribuiscono a infondere al luogo un aspetto ancora più celebrativo, come le annuali proteste antiabortiste oppure la commemorazione dei morti di AIDS.22 _______________________________________________________________________________________________ Progettisti: dott. arch. Gianfranco Coppetti - dott. arch. Giambattista Maria Gaiti pag. 29 COMUNE DI AZZANO S.PAOLO - PIANO REGOLATORE CIMITERIALE Relazione storica Fig.41 - Washington. Pianta del National Mall. Fig.42 - Washington. Veduta dell’incavo del Vietnam Veterans Memorial. Fig.43 - Washington. Veduta dell’incavo del Korean War Veterans Memorial. _______________________________________________________________________________________________ Progettisti: dott. arch. Gianfranco Coppetti - dott. arch. Giambattista Maria Gaiti pag. 30 COMUNE DI AZZANO S.PAOLO - PIANO REGOLATORE CIMITERIALE Relazione storica 1992 - Cimitero di Igualada - Barcellona (Spagna) Progettisti : architetti Enric Miralles e Carme Pinos. Questa è un’architettura che, rifiutando il monumentalismo, si rapporta e dialoga con l’ambiente circostante, mimetizzandosi in esso. L’opera, realizzata all’interno dell’omonimo parco, è costituita da un grande spazio irregolare a cavea al cui intorno si sviluppano enormi terrazzamenti a forma curvilinea all’interno dei quali sono stati previsti i loculi.23 Fig.44 - Barcellona. Pianta del cimitero di Igualada. Fig.45 – Barcellona - cimitero di Igualada – particolare mausolei _______________________________________________________________________________________________ Progettisti: dott. arch. Gianfranco Coppetti - dott. arch. Giambattista Maria Gaiti pag. 31 COMUNE DI AZZANO S.PAOLO - PIANO REGOLATORE CIMITERIALE Relazione storica Fig.46 – Barcellona - cimitero di Igualada. Veduta. _______________________________________________________________________________________________ Progettisti: dott. arch. Gianfranco Coppetti - dott. arch. Giambattista Maria Gaiti pag. 32 COMUNE DI AZZANO S.PAOLO - PIANO REGOLATORE CIMITERIALE Relazione storica 1997 - Ampliamento del cimitero di Arezzo Il cimitero di Arezzo, situato in posizione collinare, ha un nucleo originario ottocentesco caratterizzato da due loggiati monumentali. E’ stato ampliato più volte senza un piano generale, determinando di conseguenza un complesso decisamente disorganizzato. L’architetto Massimo Carmassi ha gestito il progetto di ampliamento per ospitare 10000 salme, che è stato ultimato nel 1997. L’impianto nuovo è costituito da una lunga galleria, parallela all’asse del vecchio cimitero, che è divenuta l’asse principale di distribuzione, tant’è che ad una delle sue estremità è stato realizzato un nuovo ingresso. Perpendicolarmente alla galleria sono stati realizzati nuovi corpi per colombari ed ossari.24 Fig.47 - Arezzo. Assonometria del nuovo cimitero, 1997. _______________________________________________________________________________________________ Progettisti: dott. arch. Gianfranco Coppetti - dott. arch. Giambattista Maria Gaiti pag. 33 COMUNE DI AZZANO S.PAOLO - PIANO REGOLATORE CIMITERIALE Relazione storica 1998 – Cimitero di Finisterre – La Coruna (Spagna) Progetto di Cesar Portela. Un cimitero fatto di piccole strutture, raggruppate lungo un percorso preesistente che segue il pendio collinare, senza recinti o delimitazioni artificiali, ma quelli che caratterizzavano l'antico luogo di sepoltura celtico: il fiume, il mare, la montagna, il cielo. “Il progetto imita il modo in cui la natura produce le sue architetture, ma rispecchia altresì la forma adottata dagli abitanti di questa terra per produrre le proprie”25 Fig.48 – Finisterre (La Coruna) Spagna. Il nuovo cimitero, 1998. _______________________________________________________________________________________________ Progettisti: dott. arch. Gianfranco Coppetti - dott. arch. Giambattista Maria Gaiti pag. 34 COMUNE DI AZZANO S.PAOLO - PIANO REGOLATORE CIMITERIALE Relazione storica 1998 – Cimitero di San Michele - Venezia Progetto di David Chipperfield per l'ampliamento del cimitero-isola di San Michele a Venezia che prevede una nuova isola rettangolare unita alla preesistente da due ponti. Il termine dei lavori è previsto per il 2013. Fig.49 – Venezia – ampliamento del cimitero di San Michele, 1998. _______________________________________________________________________________________________ Progettisti: dott. arch. Gianfranco Coppetti - dott. arch. Giambattista Maria Gaiti pag. 35 COMUNE DI AZZANO S.PAOLO - PIANO REGOLATORE CIMITERIALE Relazione storica 1999 - Ampliamento del cimitero di Villanova (Pn) Villanova è un piccolo paesino immerso nella campagna vicino a Pordenone. L’esigenza di incrementare i posti disponibili ed il problema di frequenti esondazioni del torrente Meduna che creavano problemi alle inumazioni, hanno dettato la scelta di ampliare il cimitero esistente. Il progetto, curato da “Elastico - studio associato di architettura di Simone Carena, Stefano Pujatti e Alberto del Maschio di Torino”, è stato studiato con l’intento di creare un luogo che sapesse esaltare l’aspetto emotivo del legame intergenerazionale, senza monumentalismi e senza deturparne l’essenza. Tali indirizzi hanno trovato forma utilizzando una vasta estensione di terreno (la campagna circostante lo consentiva), progettando un insieme alto non più di tre metri dal piano di campagna, contornato da muri di cinta in mattoni a vista, ondulati secondo le linee di rispetto dei vivi, verso l’abitato e con gabbioni in maglia d’acciaio riempiti con zolle di terra cotta rinverditi con edere, verso la campagna. All’interno dei muri di cinta, dopo un’area libera per il passaggio, inizia un riporto di terra dolcemente inclinato, per campi di inumazione, sino a coprire i colombari collocati al centro del cimitero in posizione incavata rispetto al piano di campagna. Sopra i campi di inumazione trovano posto anche le tombe di famiglia, dei parallelepipedi sopraelevati dal terreno a mo’ di palafitta, a sei posti in tumulazione, posizionati in ordine sparso ed irregolare. Quello di Villanova è un camposanto ove il luogo di sepoltura si integra con la natura rappresentando “il destino comune” ad essa legato26, ma nel contempo ogni monumento è “singolo” , diverso dagli altri e quindi ogni individuo rimane unico e irripetibile 1992 - Cimitero di Igualada - Barcellona (Spagna) Fig.50 - Villanova (Pn). Veduta dell’ampliamento del cimitero. _______________________________________________________________________________________________ Progettisti: dott. arch. Gianfranco Coppetti - dott. arch. Giambattista Maria Gaiti pag. 36 COMUNE DI AZZANO S.PAOLO - PIANO REGOLATORE CIMITERIALE Relazione storica 2001 – Funeral Home di Leon (Spagna) 2002 – Funeral Home di Terrassa (Spagna) Esemplari per stile e rappresentatività gli interventi contemporanei dell'architetto Jordi Badia in Spagna. Quello di Leon, eseguito nel 2001, è concepito come una “tomba di tombe”. La struttura, completamente interrata e posta al centro di un'area verde, elude il suo volume e il suo significato per mimetizzarsi negli interstizi di una zona residenziale troppo vicina. Tutto l'edificio è costruito in cemento, che ricorda la pietra di Bonar con cui l'intera città è edificata. Molto eleganti le sale di raccoglimento con ampie vetrate e pavimenti in parquet. Terrassa è invece un intervento fuori terra, un grande volume bianco sospeso nel vuoto a simboleggiare i morti che sostano a mezza costa, tra terra e cielo, prima di iniziare il loro viaggio. Fig.51 – Leon (Spagna) – Funaral Home, 2001. Fig.52 – Terrassa (Spagna) – Funaral Home, 2002. _______________________________________________________________________________________________ Progettisti: dott. arch. Gianfranco Coppetti - dott. arch. Giambattista Maria Gaiti pag. 37 COMUNE DI AZZANO S.PAOLO - PIANO REGOLATORE CIMITERIALE Relazione storica 2003 – Cimitero Armea di Sanremo (Im) 2003 – Cimitero di Santo Stefano a Mare (Im) Bellissimi esempi di adattabilità ai luoghi sono i progetti italiani degli architetti Marco Calvi e Aldo Amoretti. Quello di Armea, a Sanremo, è un cimitero progettato come fosse una città, similare alla Siedlung di Stoccarda (1927) di Mies van der Rohe. I defunti stazioneranno tutti 40 anni sepolti in camposanto, per i successivi 40 trasferiti in ossari individuali, infine posti, a tempo indeterminato, in ossario o cinerario comune. Il Cimitero di Santo Stefano a Mare invece sono una sequenza di blocchi prismatici bianchi con funzione di sepolture e recinzione che, distribuiti sul terreno, hanno dato forma all'intervento. Le aperture prodotte tra i blocchi permettono un costante contatto visivo col mare. Fig.53 – Cimitero Armea di Sanremo (Im), 2003. Fig.54 – Cimitero di Santo Stefano a Mare (Im), 2003. _______________________________________________________________________________________________ Progettisti: dott. arch. Gianfranco Coppetti - dott. arch. Giambattista Maria Gaiti pag. 38 COMUNE DI AZZANO S.PAOLO - PIANO REGOLATORE CIMITERIALE Relazione storica 2003 – Cimitero di Berbenno di Valtellina (So) L'area di intervento si caratterizza per un declivio a forte pendenza, a ridosso di una fitta zona boscata priva di insediamenti, che contribuisce a rendere percettibile l'insediamento dal fondovalle. Il progetto di LFL Architetti si contraddistingue da una parete-schermo che cela le passerelle distributive dei vecchi e dei nuovi loculi. Materiali utilizzati: calcestruzzo bianco a vista e pietra locale. Grande attenzione all'uso della luce naturale (zenitale). Fig.55 – Cimitero di Berbenno di Valtellina (So), 2003. _______________________________________________________________________________________________ Progettisti: dott. arch. Gianfranco Coppetti - dott. arch. Giambattista Maria Gaiti pag. 39 COMUNE DI AZZANO S.PAOLO - PIANO REGOLATORE CIMITERIALE Relazione storica 2005 – Cimitero del Piratello – Imola Progetto molto evocativo dell'architetto Alessandro Contavalli. Nasce attorno ad un impluvium che si invera in detrazione nel terreno, materno, che diventa uno specchio d'acqua che, a detta del progettista, “sotto la sua superficie custodisce il convulso agitarsi degli umani”. Una passerella sopra l'invaso collega i diversi corpi, mentre l'incombente volume degli ossari in cor-ten, velato di profondi riflessi rosso scuro della patina del tempo, stimola il senso emozionale dello spazio dello spazio in coloro che ne sono utenti. Fig.56 – Cimitero del Piratello - Imola, 2005. _______________________________________________________________________________________________ Progettisti: dott. arch. Gianfranco Coppetti - dott. arch. Giambattista Maria Gaiti pag. 40 COMUNE DI AZZANO S.PAOLO - PIANO REGOLATORE CIMITERIALE Relazione storica 2005 – Cimitero di Vestre Kirkegard (Copenaghen) – Danimarca La Cappella Meridionale e i suoi dintorni richiedevano una riqualificazione. I grandi olmi che conducevano alla cappella erano stati abbattuti e la cappella di conseguenza pareva isolata., inavvicinabile. Per beneficiare di questa vastità il comune di Copenaghen ha deciso di riqualificare il cimitero attraverso lo “Star Path Project” col quale l'architetto Torben Schonherr ha ricreato un asse marcato che connette la Cappelle Settentrionale con quella Meridionale in modo coerente, ricreando la solidità originaria degli assi del cimitero. Il disegno si rafforza con il disegno di un grande portale in cor-ten, stesso materiale della passatoia. Fig.57 – Cimitero di Vestre Kirkegard (Copenaghen), 2005. _______________________________________________________________________________________________ Progettisti: dott. arch. Gianfranco Coppetti - dott. arch. Giambattista Maria Gaiti pag. 41 COMUNE DI AZZANO S.PAOLO - PIANO REGOLATORE CIMITERIALE Relazione storica 2005 – Cimitero di Pila (Pg) L'ampliamento del Cimitero di Pila si discosta dalla versione omologata e incarna la simbolicità di una “città parallela”. Lo studio HOF ha progettato una grande pietra tombale erosa che accoglie, intrusivamente, una collezione di reperti rivisitati (il chiostro, la basilica, la colonna cava, etc.) atte ad assolvere le diverse funzioni richieste (edicole private, colombari, la fontana, la tebaide, etc.). Il carattere silente del perimetro esterno, definito dal volume delle edicole private e ordinato dal ritmo regolare delle lastre di travertino, si raffronta al vivace paesaggio agricolo circostante. L'interno è pavimentato con uno scarno getto cementizio segnato da una stele votiva che conclude, scenograficamente, il percorso principale. Le pareti dei colombari e delle attrezzature, tinteggiate con caldi colori desunti dalle tonalità della terra, ritagliano una sequenza cromatica di vicoli e piazzette che, nell'insieme, disegnano una particolare “città dei morti”. Fig.58 – Cimitero di Pila (Pg), 2005. _______________________________________________________________________________________________ Progettisti: dott. arch. Gianfranco Coppetti - dott. arch. Giambattista Maria Gaiti pag. 42 COMUNE DI AZZANO S.PAOLO - PIANO REGOLATORE CIMITERIALE Relazione storica 2005 – Cimitero di Ortona (Ch) Si tratta di un intervento di ampliamento del cimitero esistente, sull'ultima porzione di suolo a disposizione, un crinale di colle che guarda verso il mare: un panorama di straordinaria bellezza e suggestione. Il progetto dell'architetto Giovanni Vaccarini da risposta alla duplice condizione del luogo attraverso due dispositivi: – la geometria: l'impianto nuovo riprende quelle dell'impianto storico del cimitero, definendone un dialogo a distanza fatto di allineamenti, adiacenze, punti di collimazione; – il paesaggio: i nuovi corpi di fabbrica si aprono sul paesaggio scardinando anche uno dei componenti canonici del sistema cimiteriale, il recinto. Il rivestimento è in pietra naturale a spacco, di tinte diverse, a formare una trama a pixel con uso di intonaco bianco e tinto color del fior di zafferano. Fig.59 – Cimitero di Ortona (Ch), 2005. _______________________________________________________________________________________________ Progettisti: dott. arch. Gianfranco Coppetti - dott. arch. Giambattista Maria Gaiti pag. 43 COMUNE DI AZZANO S.PAOLO - PIANO REGOLATORE CIMITERIALE Relazione storica Secondo capitolo IL CIMITERO DI AZZANO S.PAOLO Premessa Per la ricerca di notizie storiche sul cimitero di Azzano S.Paolo sono state effettuate ricerche presso gli archivi del comune, presso l’Archivio di Stato di Bergamo e ricerche bibliografiche. Le informazioni raccolte sono comunque esigue e frammentarie. Notizie storiche Sino al XVIII secolo, come in uso in tutta Europa, le sepolture avvenivano, per le persone importanti all’interno delle chiese parrocchiali, per le persone comuni nelle aree esterne attigue alle stesse. A seguito dell’editto di Saint Cloud del 1806, Napoleone Bonaparte, imperatore di Francia e già conquistatore dell’attuale nord Italia, impose a tutte le comunità di trasferire i cimiteri in luoghi appartati, lontano dai centri urbani. Il 20 aprile 1810 il Podestà della città di Bergamo fece affiggere l'avviso (cfr. fig. 49) che dal 1 maggio dello stesso anno sarebbero stati chiusi i sepolcri presso tutte le chiese e l'obbligo da quella data a seppellire nei pubblici cimiteri. Sulla mappa del Catasto Napoleonico datata 1814 (cfr. Fig. 50), in luogo dell'attuale cimitero, non figura chiaramente il primo impianto, anche se si presume, per quanto sopra riportato, già esistesse. La struttura cimiteriale, probabilmente per ottimizzare le risorse economiche, venne realizzata in comunione tra i comuni di Azzano S.Paolo e Colognola al Piano, fuori dai rispettivi abitati ed indicativamente a metà strada tra i due. La dimensione del primo impianto fu approssimativamente di 23 m lungo la strada per 57 m di profondità verso nord, terminante con la cappelletta centrale, posta in asse, che oggi divide i due cimiteri. _______________________________________________________________________________________________ Progettisti: dott. arch. Gianfranco Coppetti - dott. arch. Giambattista Maria Gaiti pag. 44 COMUNE DI AZZANO S.PAOLO - PIANO REGOLATORE CIMITERIALE Relazione storica Fig. 60 – mappa Catasto Napoleonico del 1814 27 (fuori scala) Presto ci fu bisogno di un ampliamento, come si legge nel manoscritto del 11 febbraio 1819: “Il Cimitero per uso contemporaneo delle Comuni di Colognola ed Azzano verrà amplificato verso tramontana prolungando secondo l’ attuale direzione i muri laterali di Levante e Ponente per la fuga di metri 28.50 presi dall’esterno, e racchiuderà in tal guisa un’ area talmente estesa da non obbligare alla rinnovazione delle fosse, se non dopo trascorso un tredicennio, calcolabile dall’epoca in cui è stata _______________________________________________________________________________________________ Progettisti: dott. arch. Gianfranco Coppetti - dott. arch. Giambattista Maria Gaiti pag. 45 COMUNE DI AZZANO S.PAOLO - PIANO REGOLATORE CIMITERIALE Relazione storica incominciata la tumulazione, e quest’intervallo di tempo è necessario per la natura del suolo non troppo atta alla celere consumazione dei cadaveri. Per il divisato dilatamento converrà occupare altra porzione dell’aratorio dei Sig.ri Eredi Quarenghi accostandosi al confine di tramontana. Si demoliranno le due ali di cinta laterali all’attuale Capelletta, che si vuole conservare per le immagini dipintevi da buon pellello, e resterà così isolata nel mezzo, aggiungendovi un Crocefisso sulla parete opposta. Si ridurranno consecuientemente le parti a cui stanno congiunte le dette ale da demolirsi, spianando le eminenze, ed otturando le cavità coll’opportuna regolare intonacatura. Si prolunheranno i muri laterali per metri 28.50 verso tramontana alle di cui estremità sarà eretto un nuovo muro parallelo alla facciata costituente il quarto lato del Cimitero, ed avranno la grossezza degli esistenti. A questo effetto si dovranno escavare li fondamenti sino a quella profondità ove si rinviene il terreno sodo, si delinearanno a cordone colla scorta dei relativi punti affinchè seguano la precisa loro direzione. Il piano del fosso entro cui si ha da fabbricare sarà ridotto a livello, ed uguale affinchè il peso prema egualmente. Li fondamenti saranno riempiti di materiale forte, e ben disposto, connesso con ottimo cemento, restando rigorosamente interdetta la pratica detestabile di riempirli a successione di pietrame e frantumi irregolari calati giù alla rinfusa con una massa si malta. Questi fondamenti saranno innalzati a scarpa colla base inferiore maggiore della superiore e questa sarà di un palmo più larga della grossezza del muro che deve sostenere lasciando l’ assottigliamento metà per parte. I muri fuori terra saranno portati all’ altezza di metri 2.40, com’ è quella dei già esistenti ritenuti lisci nelle rispettive loro fronti, facendo però ricorrere sulla parte superiore una fascia della larghezza ed aggetto uniforme a quella che si riscontra sui vecchi muri. Saranno quindi ricoperti con tegole a due pioventi, e col colmo nel mezzo, le quali siano di perfetta cottura, e portanti sul mezzo una cresta di ciottolini. Anche il tetto dei muri che si conservano dovrà essere risarcito trovandosi molto sconcertato, occorrendo per il suo completo acconciamento 1/3 delle tegole impiegate in prima costruzione. Saranno poi bene assicurate al muro con buon cemento. Li muri in generale saranno costrutti di grandi pietre, o di mattoni cotti, e questi saranno sempre preferibili alle rovine. Li materiali si amalgameranno fra loro con ottimo cemento composto di calce fresca estinta della migliore qualità, e di viva arena spoglia di qualunque parte terrea, e rimescolate fra loro in modo che ne risulti il maggior collegamento nella costruzione. Le dosi poi della calce, e sabbia per formare un’ ottima malta saranno quelle usitate dai più accreditati Capo Mastri, ma però che non sianvi mai impiegati più di ¾ d’ arena sopra ¼ di calce, non omessa la debita diligenza nello stemporarle esattamente insieme, quando si è sul punto d’ impiegarle adoprandovi minor acqua possibile. Innalzati i muri secondo le additate istruzioni dovranno essere diligentemente intonacati sulle loro faccie interna ed esterna, ben inteso però di non applicare l’ intonaco alla muratura, se questa non sia prima ben asciutta. Si sopraponga quindi alla ruvida superficie dei muri uno strato di malta evibrata, composta di calce glutinosa, e grassa, e di arena stata esposta lungo tempo all’ aria; e lasciato questo asciugare vi si spiani in seguito un altro strato di assai più minuto cemento di arena di fiume, che sarà poi assodato, fratato, e lisciato e finemente vi succederà l’ imbiancatura di latte di calce. Tale diligente intonacatura sarà pure applicata a quegli scrostamentiche si riscontreranno sui muri attuali. Ultimate tutte le opere dovrassi ridurre il terreno nel recinto sotto un piano regolare, in modo che non presenti delle cavità, che impediscono lo scolo delle acque. Il rastrello d’ ingresso sarà meglio assicurato ai suoi arpioni, e risarcito accomodando la serratura, e chiavistello, spalmando i regoli ad oglio. _______________________________________________________________________________________________ Progettisti: dott. arch. Gianfranco Coppetti - dott. arch. Giambattista Maria Gaiti pag. 46 COMUNE DI AZZANO S.PAOLO - PIANO REGOLATORE CIMITERIALE Relazione storica Firma (Benevelli Antonio deliberatario) Capitoli da imporsi all’imprenditore delle opere necessarie pel dilatato del Cimitero di Colognola, ed Azzano. 1. Niuno sarà ammesso ad assumere l’ impresa delle opere relative al dilatamento del Cimitero di Colognola, ed Azzano, se non presenta idonea cauzione benevisa alle rispettive Deputazioni Comunali, e garantisca la permanenza e durata delle medesime, per tutto il tempo in cui l’ intraprenditore in forza dei Regolamenti non è liberato dalla manutenzione. 2. La summa che verrà assegnata per l’ esecuzione delle opere compenserà la materia occorribile, e la manodopera, non che le spese accessorie per la completazione d’ogni lavoro risultante dallo stabilito piano, restando però a carico delle Comuni l’ indennizzazione dovuta al proprietario del fondo da occuparsi in causa del dilatamento. 3. Il materiale derivante dalla demolizione del muro di tramontana sarà a libera disposizione dell’ intraprenditore, scartando però quei pezzi da cui non si potesse ripromettere una sufficiente consistenza. 4. Le opere saranno eseguite esattamente secondo lo stabilito piano avvertendo d’ impiegarvi i materiali ivi prescritti, restando assolutamente vietati i ciottoli minuti, ad eccezione delle schegge che dovessero frapporsi negli intervalli qualora si mettessero in opera pietre di qualche irregolarità nella loro figura. 5. L’ intraprenditore non potrà domandare alcun aumento di prezzo col pretesto che sia accresciuta la mercede della manovalanza, od il valore dei materiali, o che siansi fatte al detto piano variazioni od aggiunte, se queste non sono state approvate in iscritto, ew ne sia stato determinato il prezzo. 6. L’ intraprenditore sarà risponsabile delle operazioni delle persone che avrà impiegate nell’ esecuzione dei lavori, dimodoche risultando qualche opera non conforme al piano sarà distrutta, e quindi rinnovata a tutte sue spese, distinguendo che se la contravvenzione alle prescrizioni del piano venisse comprovata dolosa sarà l’ intraprenditore stesso oltre a quanto sopra multato un decimo dell’ importo totale delle opere. 7. Le opere in discorso saranno compiute non più tardi di due mesi consecutivi al giorno della consegna. 8. La summa che verrà convenuta sarà pagata per rispetto a £.600 in tre rate, la prima ad opera incominciata, la 2° a metà dell’ opera, e la 3° ad opera compiuta e collaudata. Il restante sarà pagato nel 1° semestre 1820. 9. Le rate dei pagamenti dovute all’ intraprenditore in corso dei lavori si ritengono di ragione della stazione appaltante e vincolate all’ obbligo di essere esclusivamente convertite nella continuazione e perfezionamento delle opere, cosicchè esso intraprenditore non potrà considerarsi che come un semplice depositario, ne potrà acquistare la libera disposizione se non dopo trascorso il tempo della legale garanzia delle opere eseguite per impresa. Stezzano, lì 11 febbraio 1819 Correggi Maniale funz. delegato seguono firme: Peverelli Antonio deliberatario e Gio. Carissimi Dep.o Com.le d’ Azzano, Gio. Batta Merbani Dep.o Comune d’ Azzano, Tasca Gio. Batta Deputato di Colognola, Steffano Lazzaroni Ag.le, Carlo Todaschini fu testimonio, Gioseppe Codazzi fu testimonio _______________________________________________________________________________________________ Progettisti: dott. arch. Gianfranco Coppetti - dott. arch. Giambattista Maria Gaiti pag. 47 COMUNE DI AZZANO S.PAOLO - PIANO REGOLATORE CIMITERIALE Relazione storica Fig. 61 – manifesto del Podestà – 20 aprile 1810 _______________________________________________________________________________________________ Progettisti: dott. arch. Gianfranco Coppetti - dott. arch. Giambattista Maria Gaiti pag. 48 COMUNE DI AZZANO S.PAOLO - PIANO REGOLATORE CIMITERIALE Relazione storica L'ampliamento previsto nel 1819 risultò quindi di mt 28,50 verso nord, prolungando i muri laterali esistenti, quindi fino a circa tre quarti della attuale profondità della struttura. L'evoluzione successiva si ricava dalla mappa del Catasto Lombardo-Veneto del 1853 (cfr. figura 50): da questa si legge che a quella data il cimitero non solo era stato prolungato sino all'attuale confine nord, ma tutta la porzione aggiunta all'impianto originario si era sdoppiata verso Colognola. Fig. 62 – mappa Catasto Lombardo-Veneto del 1853 28 (fuori scala) Nel 1904 vennero eseguiti ulteriori lavori di ampliamento 29. “Nel 1924 dovendo eseguire alcune opere di manutenzione il Comune di Colognola chiese al comune di Azzano di vendergli la propria parte di cimitero. Gli amministratori azzanesi, non sapendo cosa fare, indirono un referendum perchè ad operare la scelta fosse la popolazione. Il 10 febbraio i capifamiglia si espressero a favore ella vendita: 93 si, 68 no (presso l'Archivio comunelae è depositato l'elenco dei _______________________________________________________________________________________________ Progettisti: dott. arch. Gianfranco Coppetti - dott. arch. Giambattista Maria Gaiti pag. 49 COMUNE DI AZZANO S.PAOLO - PIANO REGOLATORE CIMITERIALE Relazione storica capifamiglia e le schede di votazione). Il prezzo venne pattuito in L.100 il metro quadro, per un totale di L. 1470. Ricordiamo che gli abitanti di Azzano nel 1924 erano 1500, quelli di Colognola 2800. Tutto sembrava ormai deciso quando la Prefettura bloccava la vendita ritenendo inutile la forte spesa. E così tutto rimase come prima. Il Comune di Azzano vide perciò svanire la possibilità di costruire un nuovo cimitero (non sappiamo in quale zona). Provvide quindi a migliorare la disposizione delle sepolture con cippi numerati e la costruzione di un ossario comune. Ossario che esiste tutt'ora e che raccoglie i resti di tutti gli azzanesi morti in paese, esclusi, naturalmente quelli di famiglie che hanno la tomba privata.”30 Fig. 63 – mappa Cessato Catasto del 1933-37 31 (fuori scala) Negli anni prima dell'ultimo conflitto mondiale, come si deduce dalla mappe del Cessato catasto (cfr. figura 51) il cimitero risultava riquadrato nella parte verso Colognola ed ampliato anche sul lato di Azzano S.Paolo per tutta lunghezza, raggiungendo così una dimensione rettangolare di circa 60 m x 120 m. La sola porzione di Azzano venne in quegli anni ampliata, nel senso della larghezza, di circa 17-18 m. Durante gli anni '90 venne realizzato l'ampliamento in lato est realizzando tutto il nuovo blocco servizi ed i nuovi loculi a firma dell'arch. Benvenuto Bonacina. Nel 2007 venne installato l'ascensore perché anche le persone fisicamente svantaggiate potessero raggiungere il primo piano dei nuovi loculi e verso la fine dello scorso anno il rifacimento dei loculi a lato dell'ingresso antico, ambedue su progetto dell'arch. Giambattista Gaiti. _______________________________________________________________________________________________ Progettisti: dott. arch. Gianfranco Coppetti - dott. arch. Giambattista Maria Gaiti pag. 50 1 Manlio Corbellato e Paolo Zolli “Dizionario etimologico della lingua italiana” ed. Zanichelli, Bologna 1979 - pag.238 2 F. Baldinucci “Vocabolario toscano dell’Arte del Disegno” Firenze, 1681 - pag.34 3 A.C. Quatremère de Quicy “Encyclopédie méthodique” Tome Premiere, Paris 1788 - pag.681 4 Michel de Montaigne “Journal de voyage 1580-1581” Cfr. “Viaggio in Italia” Bari, 1972 - pag.305 5 Luigi Latini “Cimiteri e Giardini” Alinea editrice, Firenze 1994 - pag. 11 6 Abbé Porée “Lettres sur la sépolture dans le eglises” Caen, 1745 cit. in P. Ariés , “L’uomo...” cit., pag. 563 7 P. Sica “Storia dell’Urbanistica. Il Settecento.” Ed. Laterza, Bari 1986 - pp. 47-51 8 Luigi Latini “Cimiteri e Giardini” Alinea editrice, Firenze 1994 - pag. 18 9 “Istruzioni per la formazione dei Campisanti a sterro” Gaetano Cambiagi Stampatore Granducale, Firenze - 1783 - f. CLXXX 10 F. Milizia op. cit. 11 R. Calzecchi Onesti trad. di Virgilio “Eneide” Canto VI, 675. 12 C.C.L. Herschfeld “Theorie der Gartenkunst” 1779-1785 13 A. de Laborde “Description des nouveaux jardins de la France et de ses anciens chateaux. Melée d’observations sur la vie de la champagne et la composition des jardins.” Parigi, 1808 14 Joachim Becker “Physica subterranea” 1669 15 Luigi Latini “Cimiteri e Giardini” Alinea editrice, Firenze 1994 - pagg. 60-61 16 P. Lavedan, R. Plouin, J. Hugueney, R. Auzelle “Il barone Haussmann. Prefetto della Senna 1853-1870.” Ed. Il Saggiatore - Milano, 1978 17 Ercole Silva “Dell’arte de’ giardini inglesi” Milano, 1813 Ed. a cura di G : Venturi, Milano, 1976 18 Ippolito Pindemonte “I Sepolcri. Versi di Ugo Foscolo e Ippolito Pindemonte.” Verona, 1807 19 Melchiorre Missirini “Ornamenti della natura per abbellire i camposanti” Firenze, 1839 20 Alberto Ferlenga Aldo Rossi. Architetture 1988-1992 Electa editrice, Milano 1992 21 Guido Canella Mors construens articolo su : Hinterland numero 29-30, 1984 - pag. 4 22 rivista Lotus International n° 93-1997 23 rivista Domus n° 737 - aprile 1992 24 rivista Casabella n°645 - maggio 1997 Mauro Felicori Gli spazi della memoria Luca Sossella Editore, Roma 2005 – pag. 158 26 rivista TRE - Territorio Restauro Edilizia - European Building Magazine n°48 - settembre 1999 25 Archivio di Stato di Bergamo Raccolta Mappe Catasto Napoleonico – anno 1813 Comune di Colognola al Piano 28 Archivio di Stato di Bergamo Raccolta Mappe Catasto Lombardo-Veneto – anno 1853 Comune di Colognola al Piano 29 Leonio Callioni – Lino Manzoni “Fonti per la storia di Azzano S.Paolo” Ed. del Comune di Azzano S.Paolo – Biblioteca Civica. Azzano S.Paolo, 1986 – pag. 329 30 Leonio Callioni – Lino Manzoni “Fonti per la storia di Azzano S.Paolo” Ed. del Comune di Azzano S.Paolo – Biblioteca Civica. Azzano S.Paolo, 1986 – pag. 329 31 Archivio di Stato di Bergamo Raccolta Mappe Cessato Catasto – anni 1933-37 Comune di Colognola al Piano 27