ANNO XIX N. 15
20 APRILE 2012
EURO 1,50
Messina, i furbetti
del catasto
Raccolta fondi per il venditore di rose
bastonato in pieno centro PAG. 22
I proprietari degli immobili
mai dichiarati all’Agenzia PAG. 17
Nautica, Aicon verso
il fallimento
centonove
Lino Siclari
Muhammad Nassar
Aggressione ad Alì,
pioggia di solidarietà
Irregolarità contabili
del gruppo di Giammoro PAG. 29
Settimanale di Politica, Cultura, Economia
SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE A REGIME SOVVENZIONATO 45% (ME)
Umberto Maugeri, Gianfranco Miccichè
e Raffaele Lombardo
in una elaborazione fotografica
L’INCHIESTA
DUE FONDAZIONI CHIAMATE
A RISOLLEVARE LE SORTI
DEL SISTEMA SANITARIO
NON CI SONO RIUSCITE, MA LA REGIONE
CONTINUA A PAGARLE IL DOPPIO.
GRAZIE A QUESTE RELAZIONI
PERICOLOSE
Sua sanità Maugeri
20 APRILE 2012
il punto
centonove
EDIT
Un gambero
al governo
PER 400 MILIONI di risparmi
annunciati ce ne sono altri 400
impegnati per la sottoscrizione
di un nuovo mutuo. In questa
direzione bifronte cʼè tutto il
passo del governo Lombardo,
quello del gambero da nassa.
Un passo avanti, due indietro.
Si annunciano tagli del 10% alla
ex tabella H, un formicaio di
interessi clientelari che
offendono i siciliani, e si
procede spediti con la clientela:
i Comuni possono assumere i
precari, a patto che tutto
avvenga tramite concorso.
Concorsi “riservati” alla
categoria dei precari? Non è
geniale? Eʼ una bella trovata,
per una Regione dove i precari,
22mila, superano di gran lunga
i dipendenti diretti della
Regione ormai a quota 20mila,
cui si riconoscono gli scatti di
progressione in carriera. Per il
resto, il passo del gambero
torna prepotente nella selva di
misure più che adottate,
“contrattate”. Così mentre il
governo nazionale taglia gli
incentivi al fotovoltaico, in
Sicilia nasce un fondo da
800milioni per le energie
alternative, garantito da
immobili regionali: tanto non si
è mai riusciti neppure a censirli.
Poi sconti per tutti: ai forconi
dilazioni sui pagamenti Serit, ai
Comuni una bella legnata:
entro dieci giorni devono
restituire alla Regione le
somme anticipate per ripianare
i debiti degli Ato. Una nobile
ragione cʼè: nessuna banca
anticipa più un miliardo. Con i
mutui non si supera più la
somma di 400 milioni di euro. Il
passo di gambero è dimezzato.
Umberto Bossi con Roberto Maroni
La politica della spocchia
Dalle dichiarazioni leghiste a quelle di D’Alema passando dal Pdl che difende
ancora gli affari di Berlusconi. Una commedia deprecabile, forse alle ultime repliche
DI DOMENICO BARRILÀ
DUE EPISODI, SOPRATTUTTO, ci fanno ricordare questa
settimana in quale incubo è stato immerso il Paese negli ultimi
anni e quali rischi la democrazia abbia corso in questa epopea di
antipolitica vera, istituzionale, condotta da personaggi che non
avrebbero avuto diritto nemmeno di amministrare una bocciofila.
Comincerei dallʼattività di dossieraggio, cioè di screditamento, ai
danni dellʼex ministro leghista Roberto Maroni. Di questo grave
comportamento si è autodenunciato Francesco Belsito,
coinvolgendo lo stesso Umberto Bossi, che lʼex tesoriere del
partito afferma di avere informato personalmente.
Come avevamo anticipato la scorsa settimana, quello che sta
affiora dalle viscere della Lega Nord non è uno scivolone
casuale, una reazione allʼubriacature del potere, ma
rappresenta la degenerazione di una cultura carnevalesca,
ignorante, involuta e fabbricata con mattoni marci, gli stessi coi
quali si volevano sostituire quelli attualmente utilizzati dalla
politica del nostro paese, che già di loro godono di pessima
salute.
Ma non è la sola brutta notizia proveniente dal mondo leghista.
Proprio qualche giorno prima che saltassero fuori le scioccanti
novità dei nuovi moralisti padani, proprio Roberto Maroni,
intervistato per il Corriere della Sera da Aldo Cazzullo,
riaffermava che la priorità della Lega rimane quella
dellʼindipendenza della padania. Solita musica leghista,
sentimenti antinazionali dissimulati dietro frasi ad effetto, “mi
sento europeo”, ma implicitamente venate di messaggi violenti
e forieri di rischi non piccoli per la comunità nazionale.
Del resto, se non torna la buona politica la violenza di quella
Vicecaposervizio: Daniele De Joannon In redazione: Gianfranco Cusumano, Alessio Caspanello, Michele Schinella Segreteria di redazione:
Rossana Franzone, Rosa Lombardo, Francesco Pinizzotto - Editore:
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centonove
SETTIMANALE REGIONALE
DI POLITICA
CULTURA ED ECONOMIA
Direttore responsabile
schifosa non cesserà, il Paese è stremato e arrabbiato, e
Massimo DʼAlema non può liquidare Beppe Grillo, che certo non
è De Gaulle e nemmeno la soluzione dei problemi, definendolo
un incrocio tra “Bossi e il Gabibbo”. Le battute a effetto e la
spocchia dei professionisti plurisecolari della politica, troppo
spesso dimenticano che dietro a certe carnevalate cʼè della
sofferenza vera di cittadini offesi e turlupinati da personaggi
pubblici arroganti e incapaci, una sofferenza difficile da
percepire dallʼalto dello stipendio di un parlamentare.
Il secondo episodio notevole della settimana riguarda la revoca
da parte del governo del beauty contest e la messa allʼasta delle
frequenze televisive rimaste libere. Quello che era gratis,
soprattutto per Silvio Berlusconi, fino a ieri, adesso si pagherà.
Impressionante osservare la levata di scudi del Pdl a difesa
degli interessi aziendali del padrone. Ripetiamo, interessi
aziendali, non collettivi. Eʼ stato così per due decenni, e chi lo
faceva osservare passava per invidioso o per disfattista, una
porcheria senza precedenti sul solco della quale lʼintera politica
e gran parte della società civile si sono adagiati al grido di “se lo
fa lui possiamo farlo tutti”. I risultati non bisogna cercarli con il
lanternino, sono sotto gli occhi di tutti e descrivono un Paese
regredito, messo talmente male che ancora mercoledì il
presidente del consiglio Mario Monti evocava scenari ellenici,
qualora il programma di salvataggio perseguito da suo governo
dovesse incepparsi. Scenari che precipiterebbero lʼItalia in un
girone dantesco. Ebbene, malgrado questo clima abbiamo visto
salivare copiosamente, come tanti cani di Pavlov, i sudditi del
capo. Una commedia deprecabile, ma forse alle ultime repliche.
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Graziella Lombardo
Garante del lettore Attilio Raimondi
pagina 2
Questo periodico è associato alla
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del 14/12/2011
Sommario
centonove
20 APRILE 2012
PRIMO PIANO
Eccellenza? No, affari
In Sicilia, lʼinchiesta della procura di Milano
Fondazioni San Raffaele e Maugeri
A PAGINA 6/7/8
TOP SECRET
POLITICA
RISCOSSIONE
Lombardo, pressing dal centro
Serit, braccio di ferro
sul direttore Finanze
Il governatore verso le dimissioni. Si apre
la partita per la vicepresidenza
A PAGINA
9
Messina, corsa al Quartiere
Genovese e DʼAlia scelgono i presidenti
da eleggere direttamente. Chi è in pista
A PAGINA
10
Dipendenti a secco
Al Comune di Messina manca ancora
lʼadeguamento dei contratti alla legge Brunetta
A PAGINA 11
Mistero mobility manager
La collina della Munnizza
A cosa serve e cosa ha fatto lʼufficio
del Comune istituito per decreto
A PAGINA
Gli studenti in protesta davanti al rettorato di Palermo
Naufraga il Distretto nautico
Libro sui segreti della discarica di Mazzarà
12
A PAGINA
I consorzi cancellati dalla Regione
19
Pagano perde il “regno”
Il primo pentito? E’ di San Peri
A San Cataldo, il deputato nazionale del Pdl
non è più il signore incontrastato
La storia di Sperduto in un libro di Calabria
A PAGINA 20
A PAGINA
13
Così ti trasformo Santa Teresa
Ecco i programmi delle quattro liste in corsa
per le amministrative di maggio
Istruzione fantasma
La protesta dei restauratori a Palermo
A PAGINA
Alì, vittima di Messina
A PAGINA
21
A PAGINA
23
A PAGINA
Protesi “lampo”
Villa del Cas...ino
A Mirto scoppia la pace tra Ialuna e Leanza.
Cinque anni fa correvano per la sindacatura
A PAGINA 16
40
Nel nome di Bisazza
Le mummie di San Filicuddu
RUBRICHE
A PAGINA
C’eravamo tanto lottati
Cercando la luna nel fango
24
Eccellenze chirurgiche per le protesi al
ginocchio a Villa Salus
A Brolo il capo dellʼesecutivo si è rifiutato
di inserire nella sua lista una compagna del Pd
A PAGINA 15
La mia banda suona il rock
A Militello Rosmarino il restauro delle cripte
“dellʼuomo nero”
A PAGINA 43
Gli interventi per ricreare la spiaggia
scomparsa a Messina
Se Messina è poco democratico
GIOCO D’AZZARDO
Gionata di studi per la settimana della cultura
A PAGINA 42
Capo Peloro, stagione kaputt
14
POSTER
A PAGINA
22
Le strategie del sindaco di Milazzo
A PAGINA
33
Si inaugura la Grande Scala di Giampilieri
per la prima montagna fatta ad arte
Crociere, la grande sfida
PAG.26
A PAGINA
Alla scoperta dei gruppi emergenti a Messina
A PAGINA 36/37
La città scossa dallʼaggressione al venditore
di rose conosciuto dal popolo della notte
Vittorio Sgarbi
pag.21
25
A Piazza Armerina scontro sullo slittamento
dellʼinaugurazione dellʼarea archeologica
A PAGINA 26/27
ECONOMIA
Aicon, Cataldo inguaia Siclari
Concordato, il commissario denuncia irregolarità
A PAGINA 29
Bufera sulla Fiera
4/5
28
34
34
34
34
38/39
41
44/45
46/47
46
46
46
47
47
Settegiorni
Scuola/Istruzioni per lʼuso
Occorre sapere
Consumatori
Consulenti del lavoro
Uomini & Business
Lacerti/Libri/La Classifica
Mostre
Weekend
Lettere & Commenti
Ecologia e ambiente
Messina drastica
Heritage
Eliodoro/Antibuddaci/150parole
Animal House
Sullʼorlo del baratro la Campionaria di Messina
A PAGINA 30
SICILIA
Palazzo Zanca, vedo rosso
Immobili fantasma
Sforato il patto di stabilità
Il Catasto scopre mille costruzioni non censite
a Messina. Ecco chi sono i proprietari
A PAGINA 17
La resa dei Conti
A PAGINA
31
Consulenze (poco) ambientali
Polemiche a San Filippo del Mela
sui costi della “sicurezza”
Chieste le condanne per Messinambiente
A PAGINA
A PAGINA
32
18
pagina 3
La band Gli Anelli Soli
PALERMO. Azione disciplinare: i vertici della Serit, su
impulso politico del socio
Regione sicilia, hanno deciso di mettere alle strette Antonio Finanze, il direttore generale, di origini messinesi. Il
provvedimento è stato recapitato allʼinteressato: tra le
contestazioni le procedure
seguite per le gare dʼappalto.
Il provvedimento non ha trovato lʼadesione tecnica di
Angelo Cuva, vicepresidente, che rappresenta lʼAgenzia
delle Entrate.
PAG.36
Risarciti con 500 mila
euro Savoca e Giostra
MESSINA. Un maxi risarcimento per “ingiusta detenzione” a favore del giudice di
Messina, Giuseppe Savoca, e
dellʼimprenditore Antonello
Giostra. È quello accordato ai
due, finiti in carcere nellʼambito dellʼinchiesta “Gioco dʼAzzardo”, che incasseranno rispettivame 250 mila euro.
MESSINA
Camera di Commercio
Duello Blandina-Messina
MESSINA. Avviate le manovre
per il rinnovo della presidenza
della Camera di Commercio di
Messina. A sostenere la candidatura di Nino Messina,
scenderà in campo Confcommercio. Allʼorizzonte si delinea la candidatura di Ivo Blandina, attuale presidente di
Confindustria Messina, sostenuto dalla sua categoria e
da Confimprese. A fare lʼago
della bilancia saranno le confederazioni degli artigiani, il
sindacato Sada Casa e la Cna.
20 APRILE 2012
7giorni
centonove
ISOLE MINORI. L’ENTUSIASMO DEI SINDACI SICILIANI
CHI SALE
L
Giovanni
Ardizzone
MESSINA. Il deputato regionale conferma la sua fama di
ex democristiano “controcorrente”. A differenza del
solito armamentario di promesse, infatti, ad un'assemblea pubblica con i cittadini di
Casa Nostra, in attesa da anni di finanziamenti regionali,
ha detto realisticamente:
«Non facciamo finta di niente. 'Sti fondi sicuramente non
ci sono più!».
L Gianfilippo Ceccio
MESSINA. Lʼavvocato tributarista è il nuovo esperto tributi del sindaco di Messina,
Giuseppe Buzzanca. Ceccio, in ossequio allʼincarico
e alla linea di rigore di Palazzo Zanca, ha accettato
lʼincarico aPalazzo Zanca a
titolo assolutamente gratuito.
L Sebastiano
Di Betta
MESSINA. La proposta dellʼassessore al Territorio è
stata accolta dal Ministero
dellʼAmbiente. Da Roma,
infatti, è partita una diffida
per la raffineria di Milazzo,
che dovrà adempiere ad
una serie di prescrizioni riguardanti l'abbattimento di
sostanze maleodoranti e
moleste (idrocarburi non
metanici, mercaptani e disolfuri).
L
Sonia Alfano
MESSINA. Lʼeurodeputata
di Barcellona Pozzo di Gotto eletta con Italia dei Valori
“scala” il Parlamento europeo. Sonia Alfano, infatti, è
stata nominata presidente
della Commissione antimafia a Strasburgo. Il suo vice
sarà un altro deputato in prima linea sul fronte della lotta a cosa nostra, Rosario
Crocetta.
L Ivan Lo Bello
ROMA. Ivan Lo Bello, ex presidente degli industriali siciliani, è stato nominato vicepresidente di Confindustria
nazionale con delega allʼeducation. Il successo coinvolge anche il suo successore, Antonello Montante,
confermato come delegato
per la legalità.
Tassa sbarco, coro di sì
«Servirà a rendere più accoglienti i comuni»
PALERMO. Con un emendamento
presentato da Dore Misuraca (Pdl) in
Commissione Finanze della Camera, da oggi
le isole minori avranno la possibilità di
finanziare interventi in materia di turismo,
fruizione e recupero dei beni culturali ed
ambientali locali attraverso la tassa di sbarco.
Si propone in alternativa all'imposta di
soggiorno e prevede un massimo di 1,50 da
riscuotere, unitamente al prezzo del biglietto,
da parte delle compagnie che forniscono
collegamenti marittimi di linea. Il tributo,
dovuto da coloro che sbarcano sulle isole per
una sola giornata, fruendo così dei servizi, va
ad implementare le risorse dei comuni che
potranno così fornire servizi efficienti, una
maggiore pulizia e un'accoglienza degna
dell'isola che i turisti stanno visitando. Una
"tassa di sbarco" fino a un massimo di 1,50
euro, viene accolta con favore in Sicilia dai
sindaci interessati. "E' un risultato molto
positivo, raggiunto anche grazie all'impegno
profuso dall'Ancim (Associazione nazionale
comuni isole minori)", sottolinea il sindaco di
Favignana (che comprende anche le altre
isole dell'arcipelago
delle Egadi Marettimo
e Levanzo) Lucio
Antinoro. "Un
contributo che
utilizzeremo per
rendere le isole più
accoglienti: pulizia
delle spiagge,
manutenzione delle
Marina Corta a Lipari
strade perimetrali,
tutela dei beni
di Lipari - abbiamo già in vigore il ticket di un
culturali". Per Antinoro si tratta di "un
euro per tutti i turisti che nel periodo estivo
contributo che farà crescere l'immagine delle
sbarcano nell'Arcipelago (3 euro per scalare i
isole". "Finalmente una buona notizia; - ha
crateri di Stromboli e Vulcano). E' evidente che
commentato il sindaco di Lampedusa e
questo euro e cinquanta, sarà una aggiunta". Il
Linosa, Bernardino De Rubeis - da tempo
Comune di Lipari, ogni estate incassa circa
stavamo studiando su una ipotesi di tassa di
450 mila euro. Il ticket invece non è stato mai
sbarco proprio perché le isole minori, a
istituito a Salina che comprende tre Comuni.
differenza di altri comuni, hanno delle
"Finalmente una nostra richiesta è stata
esigenze diverse e soprattutto dei costi
accolta - sottolinea il sindaco di Santa Marina
maggiori di gestione dei vari servizi che la
Massimo Lo Schiavo coordinatore Ancim
regione non ci riconosce sempre e che alla
Sicilia - l'abbiamo sempre richiesto sia al
fine, si abbattono sui contribuenti isolani".
governo nazionale che regionale".
"Nelle Eolie - spiega Mariano Bruno, sindaco
VILLAFRANCA TIRRENA
Procedure di mobilità alla Telcom
VILLAFRANCA TIRRENA. Si aggrava la crisi della Telcom di Villafranca. Dopo la riunione con il sindaco e i rappresentanti sindacali, infatti, non si è fatta attendere la decisione dellʼazienda:
richiesta di avvio delle procedure di mobilità. «Una scelta precisa - sostiene Stefano Trimboli, segretario provinciale della
Femca Cisl - ovvero quella di chiudere lʼattività sul territorio di
Villafranca. Ritenevamo, e riteniamo ancora, che vi fossero le
condizioni per un rilancio dellʼattività di produzione da tempo
localizzata nellʼarea ex Pirelli. La comunicazione rende vano lo
sforzo che i lavoratori, e con essi lʼintera città e lʼintero distretto industriale, erano pronti a sostenere».
CATANIA. IL PROGETTO SICANEX, DOPO L’ESPERIENZA SARDA
Soldi virtuali per combattere la crisi
CATANIA. Usare moneta virtuale per combattere la crisi economica. E'
la via alternativa all'euro, fatta di crediti per acquistare beni e servizi,
che dopo l'esperienza sarda sta per essere intrapresa anche in
Sicilia. Dal Sardex, che già vanta al suo interno oltre 450
aziende, al Sicanex, si allarga il fenomeno dei sistemi di
pagamento "virtuale", una sorta di convenzione bancaria
per permettere alle aziende di scambiarsi merce
tenendole al riparo dalla svalutazione della moneta. Il
primo circuito di credito commerciale in Sicilia verrà
lanciato il 23 aprile, alle ore 16, presso la Sala delle
Adunanze della Camera di Commercio di Catania.
L'evento vuole essere l'occasione per raccontare un circuito
virtuoso e sostenibile, nato con l'obiettivo di offrire uno
strumento concreto all'economia che incentivi nuove
opportunità di scambio di prodotti valorizzando le potenzialità
inespresse del territorio. Centinaia di aziende - fanno sapere
gli ideatori - hanno già chiesto di aderire a Sicanex,
manifestando interesse per un progetto che può rappresentare
una chiave di volta verso un nuovo paradigma economico. Al
lancio di Sicanex interverranno, tra gli altri, Pietro Agen,
presidente della Camera di Commercio di Catania, Franco
Contu, responsabile commerciale di Sardex.
pagina 4
SOCIETA’
Volontariato, Posterino a Messina
MESSINA. Venerdì 20 aprile, alle 16,30 presso lʼistituto “Ignatianum”, Antonio Posterino, educatore e responsabile della Comunità
“Emmanuel” di Melito Porto Salvo e coordinatore delle attività per
Sicilia e Calabria, interverrà sul tema: ”Prevenzione, recupero e
reinserimento: ruolo della Comunità”. Lʼincontro fa parte del ciclo
di conversazioni per la formazione di volontari e operatori nel settore della dipendenza.
Dissesto del territorio, parla Ortolani
MESSINA. “Quale è lo stato di salute del territorio messinese? Se
ne parlerà nel corso del convegno sul dissesto idrogeologico, proposto dallʼassociazione di volontariato e protezione civile “Mari e
Monti 2004 Onlus”, che si svolgerà sabato 21 aprile dalle 9,30 nel
Tempio di Cristo Re. Presenza di spicco quella di Franco Ortolani,
ordinario di geologia allʼUniversità Federico II di Napoli, che si è
spesso occupato degli eventi alluvionali che hanno interessato il
territorio messinese.
“Umanità nell’arte” di Giovanni Iudice
TAORMINA. Sabato 21 aprile alle ore 18 nel calendario della XIV
Settimana della Cultura, alla Fondazione Mazzullo di Taormina è
in programma “Umanità nellʼarte”, un ragionamento sullʼopera
di Giovanni Iudice. Il convegno prende le mosse dalla mostra
“Calma apparente – Omaggio a Taormina” a cura di Giuseppe Filistad e Giuseppe Morgana, visitabile fino al 29 aprile.
Esposte 24 opere dellʼartista gelese tra cui la celebre
“Umanità”, lʼopera più rappresentativa del ciclo dei
“clandestini”, esposta alla 54° Biennale di Venezia.
Interverranno Maria Pia Farinella, giornalista Rai,
ed il critico dʼarte Francesco Gallo Mazzeo.
Montagnareale premia Alba Parietti
MONTAGNAREALE. Domenica 6 maggio alle
18, dopo lʼincontro con i ragazzi del concorso “Artisti e poeti in erba”, Alba Parietti (nella foto accanto) presenterà il libro “Da qui non se ne va nessuno”. A seguire riceverà il premio “Città di Montagnareale” per la saggistica.
centonove
7giorni
20 APRILE 2012
ENNA
“Carceri e carcerati”,
convegno alla Kore
La casa del the a Raddusa
SALVALARTE. AL VIA LA CAMPAGNA SOSTEGNO DI LEGAMBIENTE. VENTIQUATTRO LE ADESIONI
Legambiente e i musei che vogliono crescere
PALERMO. C'é il museo del Té
di Raddusa, quello degli scacchi
di Mazara del Vallo, quello della
Targa Florio di Collesano, ma
anche quello del carrubo e della
civiltà contadina di Vittoria. Sono
solo alcuni dei 24 i musei siciliani
che hanno aderito all'iniziativa di
Legambiente Salvalarte Sicilia 'I
piccoli musei vogliono crescere',
visitabili gratuitamente il 21 e 22
aprile prossimo, in occasione
della settimana della Cultura.
"Questa iniziativa, giunta ormai
alla seconda edizione - dice
Gianfranco Zanna, direttore
regionale di Legambiente Sicilia rappresenta per noi un
significativo successo. Siamo,
infatti, passati dalle 14 adesioni
del novembre scorso alle 24 di
quest'anno. E' un segnale
importante perché i piccoli musei
hanno capito l'importanza del
messaggio di promozione.
Abbiamo la grande opportunità di
utilizzare i fondi europei, per cui
sarebbe opportuno creare dei
bandi ad hoc per migliorarli e
renderli sempre più fruibili".
ENNA. Si terrà venerdì 20
aprile, nellʼauditorium
dellʼuniversità Kore di Enna,
con inizio alle 9, il Convegno
“Carceri, Carcerati e
Carcerieri. Tra sovraffolamento
e amnistia”, organizzato dal
Comune di Enna, con la
collaborazione
dellʼAssociazione Pompeo
Colajanni, lʼUniversità Kore e
con il patrocinio del Garante
per i diritti del Detenuto e del
Senato della Repubblica. «Il
convegno - spiega il sindaco di
Enna Paolo Garofalo - sarà
unʼoccasione di confronto e
riflessione su tematiche che
molto hanno a che fare con il
senso di civiltà e della dignità
umana». Allʼincontro,
sponsorizzato da “Centonove”,
“Radio Radicale”, “ViviEnna”,
“Enna Press” ed “Enna
Notizie”, interverranno, fra gli
altri, Marco Pannella del
Partiro Radicale, il presidente e
il Rettore della Kore Cataldo
Salerno e Gianni Puglisi, Il
Prefetto di Enna Clara Minerva
e il Procuratore della
Repubblica di Enna Calogero
Ferrotti. Al termine del
convegno, una degustazione
di prodotti agroalimentari
coltivati dai reclusi nelle
Colonie Agricole Sarde.
ROSA E NERO
Dalla Svezia per unirsi in matrimonio
TRAPANI. Sono stati uniti in matrimonio dal sindaco Gianni
Pompeo due cittadini svedesi Hans Sandberg e Gabriella
Mastrom, proprio nel giorno del compleanno dell'uomo. Lʼamore della coppia nasce proprio in Sicilia. I due avevano visitato Selinunte e si erano innamorata del posto nel corso del
Campionato Internazionale di Orieentering, che si è svolto la
scorsa stagione all' interno del Parco archeologico. Una cinquantina di invitati tra amici e parenti tutti provenienti dalla
Svezia, hanno assistito nell'aula consiliare alla celebrazione
del rito tradotto.
Chiaramonte Gulfi, sposi da 65 anni
MESSINA. Lo spettacolo di Emergency al PalAntonello
“Stupido Risiko” contro la guerra
MESSINA. Una critica ragionata e ironica della guerra e delle sue
conseguenze, che partendo dalla Prima Guerra Mondiale arriva ai
conflitti dei giorni nostri, attraverso episodi emblematici della stupidità
della guerra a ogni latitudine. Si tratta dello spettacolo “StupidoRisiko”,
che andrà in scena nella città dello Stretto il 28 aprile, alle 21, al
Palacultura Antonello. Promosso da “Emergency” e scritto e diretto da
Patrizia Pasqui, “StupidoRisiko” mette alla berlina i conflitti armati, e le
loro conseguenze, attraverso unʼesame tragicomico di episodi
storicamente documentati che si intrecciano con la storia di un soldato
(interpretato da Mario Spallino) che piano piano si rende conto sulla
sua pelle dellʼassurdità della guerra. Dopo Messina, lo spettacolo farà
a tappa a Enna (il 29 aprile, al Teatro Garibaldi), Palermo (il 30, al
Teatro Nuovo Montevergini) e Catania (2 maggio, Teatro Don Bosco).
CHIARAMONTE GULFI. Stanno insieme da sessantacinque
anni. Per qualcuno, di solito, il tempo di una vita. Per loro, invece, il periodo trascorso fianco a fianco. I due sono Carmelo
Terlato e Carmela Savasta. Sposi da 65 anni, alcuni giorni
fa, come in quel 9 aprile del 1947, hanno ripetuto quel "sì"
che li ha uniti, attorniati dai figli e dai nipoti. I nonni in questione, hanno ricevuto a casa loro il sindaco, Giuseppe Nicastro, che a reso gli auguri di tutta la città e consegnato una
pergamena dove è stato riportato l'originale dell'atto di matrimonio.
Gioiosa Marea, si è laureato Tino Calabrese
GIOIOSA MAREA. Laurea con lode alla Facoltà di Ingegneria civile di Palermo per Tino Calabrese, figlio dellʼassessore comunale Giuseppe. Calabrese ha presentato una tesi dal
titolo: “Confinamento di colonne in muratura con Frp”. Relatore il professore Campione.
pagina 5
CHI SCENDE
M Piero Orteca
MESSINA. Lʼaddetto culturale della Fondazione Bonino
Pulejo è uno dei 159 morosi,
tra professionisti e pubblicisti, che lʼOrdine dei Giornalisti di Sicilia, presieduto da
Riccardo Arena, ha deciso di
“cancellare”. La cancellazione ha determinato per lʼOrdine minori entrate per più di
centomila euro.
M Nanni Ricevuto
MESSINA. Valorizzazione
della facciata o più spazio per
lʼautoblu? È questa la domanda che gira sulla decisione del presidente della Provincia di Messina di trapiantare allʼex Iai i lecci di fronte al
Palazzo, per sostituirli con gli
oleandri. La proposta, comunque, ha incassato il sì anche della Soprintendenza.
M Gianpiero D’Alia
MESSINA. Per anni ha stigmatizzzato come “nepotista”
lʼex segretario del Pd, Francantonio Genovese. Adesso,
il coordinatore dellʼUdc rischia di vedersi ritorcere contro la stessa accusa. Sua cugina Chiara Giorgianni, ex assessore provinciale, è stata
infatti eletta nuovo segretario
provinciale del partito, in sostituzione di Matteo Francilia.
M Melino Capone
MESSINA. Lʼassessore al Lavoro del Comune di Messina
è il più apprezzato dai sindacati per le trattative, ma non
per meriti dialettici. Nella difficile giornata dell'assemblea
sindacale al Comune, alla voce che fosse prevista la presenza di altro assessore in
delega del sindaco al posto
suo, un sindacalista della
Cgil ha detto: «No, meglio Capone! Almeno c'è più sostanza per il muro di gomma!».
M Annamaria
Cancellieri
MESSINA. Il ministro dellʼInterno nel mirino di Carmelo
Briguglio. Per il deputato di
Fli, la risposta data dal governo su Barcellona Pozzo di
Gotto è stata insoddisfacente: “Non ci sono precedenti
che si svolga un'elezione con
pendente un procedimento di
scioglimento per mafia”.
primopiano
20 APRILE 2012
L’ASSESSORE DELLE CONVENZIONI. Ettore Cittadini
centonove
L’ASSESSORE ALLA SANITÀ IN CARICA. Massimo Russo
SANITA’. L’inchiesta della Procura di Milano su “Maugeri” e “San Raffaele” tocca la Sicilia
Eccellenza? No, affari
Alle due Fondazioni affidate nel 2003 le speranze di migliorare la qualità delle prestazioni nell’isola in
cambio di100 milioni di euro all’anno. Ricavandone poco. Il ruolo di Daccò e i suoi rapporti con i politici
DI MICHELE SCHINELLA
PALERMO. Un faccendiere. I suoi rapporti
con i politici più importanti della Sicilia. E
due convenzioni con le quali è stato
appaltata lʼoncologia e la riabilitazione della
regione Sicilia a suon di tariffe speciali,
doppie o triple rispetto a riconosciute a
qualunque ospedale pubblico.
Lʼinchiesta della Procura di Milano sul
crack dei conti delle fondazioni lombarde
“San Raffaele” e “Salvatore Maugeri”, frutto
di distrazione di fondi per milioni di euro
spariti in tangenti e conti esteri, tocca la
Sicilia, dove le due fondazioni hanno
volumi di affari che sfiorano i 100 milioni di
euro allʼanno. Lʼunico sforzo? Il
trasferimento nellʼisola di qualche manager
e il reclutamento di qualche decina di
operatori sanitari.
Sono stati ingaggiati dallʼex governatore,
Totò Cuffaro, nel 2003 “per innalzare la
qualità dellʼassistenza sanitaria trasferendo
il bagaglio di conoscenza ai sanitari locali”,
almeno così fu spiegato allora. Le carte
allegate allʼinchiesta che ha portato in
carcere i vertici delle due fondazioni e il
faccendiere Pier Luigi Daccò, vicino a
Comunione e Liberazione e consulente dei
due organismi privati, mostrano invece che
dietro la decisione del governo ci furono
anche motivi diversi. «Pier Luigi Daccò
aveva varie conoscenze in Sicilia. Aveva
buoni rapporti con Cuffaro, con
Gianfranco Miccichè e con il sindaco di
Palermo Diego Cammarata», ha
raccontato agli inquirenti Antonio Simone,
socio dʼaffari di Daccò, finito in carcere.
Totò Cuffaro è uscito di scena travolto da
unʼinchiesta giudiziaria e il livello della
sanità siciliana non si è innalzata, come
dimostrano lʼemorragia dei viaggi della
speranza e la scarsa complessità (case
mix) delle prestazioni sanitarie che
I PROTAGONISTI. DA SINISTRA, TOTÒ CUFFARO, SILVIO BERLUSC
ISTITUTO
POSTI LETTO
CASE MIX*
BUDGET
Ismett
70
4,18
81.360.000
Oasi di Troina
352
1,45
33.594.567
Irccs Neurolesi
74
0,84
18.000.000
Villa Maria Eleonora 68
2,91
32.910.000
Iscas Pedara
68
2,79
31.285.000
Maddalena
70
1,63
27.982.000
S. Raffaele Giglio
232
1,68
60.561.000
* complessità delle prestazioni sanitarie offerte
indicatore di qualità delle eccellenze
dati del 2008
DON LUIGI VERZÈ
vengono erogate, ma il governo di
Raffaele Lombardo, dopo aver minacciato
tagli di tariffe e posti letto, non solo ha
rinnovato i contratti in essere con le due
fondazioni private “Maugeri” di Pavia, cui è
stata appaltata la riabilitazione, e “San
Raffaele” di Milano, a cui si sono affidate le
sorti dei pazienti oncologici, mantenendo le
tariffe speciali, ma ha chiamato al
capezzale della sanità siciliana la
fondazione, anchʼessa privata, “Bambin
Gesù” di Roma, cui è stato affidata la
Cardiochirurgia pediatrica dellʼintera isola.
PEZZI DI MEMORIA. Nel 2003 non fu
facile affidare lʼospedale di Cefalù alla
fondazione di don Luigi Verzè. Di traverso
si misero alcuni deputati dellʼArs e i conti da
risanare dellʼospedale di Cefalù. Le
cronache e i dirigenti dellʼassessorato
raccontano che le difficoltà furono superate
grazie allʼintervento diretto di Gianfranco
Miccichè, allʼepoca viceministro del
Governo del premier Silvio Berlusconi, e
alla determinazione di Totò Cuffaro ed
Ettore Cittadini, che spesero tutto il loro
peso, appoggiati dal deputato regionale del
Pdl, Simona Vicari, ex sindaco di Cefalù.
La convenzione che prevedeva tariffe
maggiorate del 50% fu così firmata e nel
Cda finirono Ettore Cittadini e Massimo
Punzi, avvocato, allʼepoca compagno
proprio di Simona Vicari. Secondo
unʼinchiesta della Procura di Termini
Imerese venuta alla luce nel 2009, la
struttura nonostante le maggiorazioni
tariffarie non si sarebbe astenuta dal
gonfiare i fatturati facendo passare alcune
prestazioni per altre remunerate ancora di
più. Non una novità visto che già i
funzionari dellʼassessorato avevano
rilevato prestazioni inappropriate. Le
irregolarità non hanno sconsigliato lʼex
assessore Roberto Lagalla a prorogare la
convenzione.
pagina 6
L'assessore Russo
nel 2009 ha cercato di convincere i vertici
del San Raffaele ad accettare una
riduzione delle maggiorazioni tariffarie ma
dinanzi alla minaccia di Don Verzè di
lasciare lʼisola ha fatto marcia indietro.
Meno facile è stato attivare tutti i 600 posti
letto di riabilitazione previsti dalla
convenzione con la Fondazione “Maugeri”:
sino al 2011, sono 100 sono quelli
effettivamente attivati. Lʼassessore Russo,
però, il 24 gennaio 2011 aveva sottoscritto
con Umberto Maugeri, il presidente della
fondazione finito in carcere venerdì 13
aprile del 2012, il protocollo di intesa che
spalanca la strada allʼattivazione degli altri
posti.
IL CAPOLINEA. A mettere ora in
discussione le due convenzioni non sono
state le scelte politiche, basate sui risultati
e i costi, dellʼassessore alla salute, ed ex
CONI,
centonove
primopiano
20 APRILE 2012
IL CASO. La sforbiciata delle tariffe si rivela una beffa per le casse pubbliche
Riabilitazione col trucco
Un protocollo di intenti del 2011 tra l’assessore Massimo Russo e il presidente Umberto Maugeri
neutralizza un decreto del 2007. Le Asp costrette a pagare gli interessi. Il caso Mistretta
DIEGO CAMMARATA E GIANFRANCO MICCICHÈ
magistrato, Massimo Russo, ma le
inchieste giudiziarie. «La fondazione San
Raffaele andrà via da Cefalù e la proroga
del rapporto con la Fondazione Maugeri,
che gestisce i centri di Mistretta e Sciacca,
ad un passo dal rinnovo, non credo
continuerà se prima non si avrà
chiarezza», ammette Francesco Poli,
manager catanese a capo dellʼAzienda
“Cannizzaro” di Catania e dellʼAsp 5 di
Messina e plenipotenziario della sanità
siciliana.
FACILI PROFETI. Renato Costa,
segretario regionale della Cgil Medici,
osserva: «Lʼassessore Russo ha evitato di
affrontare il tema di questi presunti centri di
eccellenza che hanno continuato ad
ottenere rimborsi esorbitanti per una
regione che sta tagliando su tutto senza
che mai alcuno, nei fatti, abbia controllato
che lʼeccellenza fosse resa davvero. I dati
dicono che il San Raffaele e la Maugeri
hanno un case mix di molto più basso di
quello di normali ospedali pubblici. Non
hanno formato nessuno, come avrebbero
dovuto, e svolgono attività per la quale cʼè
già un surplus di offerta, ricevono
remunerazioni maggiorate anche per
interventi banali diversi da quelli per cui era
stato chiesto il loro aiuto, che doveva
essere a termine ed è diventato invece
perenne». LʼIsmett, lʼIstituto Meditteraneo
dei trapianti, ad esempio, oltre a
delicatissimi interventi di trapianto, esegue
anche banali operazioni per la colecisti con
tariffe maggiorate: ogni posto letto costa
così un milione e 200mila euro allʼanno.
«Non mi risulta sia stata formata neanche
un equipe siciliana in grado dopo 10 anni di
operare in autonomia», dice Costa. Villa
Eleonora e Iscas di Pedara, sono invece 2
centri di cardiochirurgia in una regione che
ne ha 10 e non dovrebbe averne, secondo
lo stesso assessore Russo, più di 4.
PALERMO. Il danno e la beffa. Un
decreto regionale del 2007 ha tagliato le
tariffe del 50%. Non solo, però, il
risparmio per le casse pubbliche regionali
non cʼè stato ma quello che doveva
essere un taglio è diventato un aggravio
di costi per lʼoperare degli interessi
commerciali e moratori. Nonostante
Maurizio Guizzardi, il manager emiliano
venuto dal nord per risollevare le sorti
della sanità al suo arrivo in Sicilia avesse
giudicato eccessive le remunerazioni
riconosciute nel 2003 alla fondazione
“Salvatore Maugeri”, quattro anni dopo, il
24 gennaio del 2011, la regione Sicilia si
è rimangiata la presa di posizione
inserendo in un protocollo di intesa,
diretto ad allungare di un altro decennio il
rapporto con lʼistituto pavese e ad
estenderlo a nuove strutture, una norma
che ha spalancato le porte a decreti
ingiuntivi per milioni di euro. LʼAzienda
sanitaria di Messina e quella di Agrigento,
titolari della convenzione per i centri di
riabilitazione di Mistretta e di Sciacca,
sono stati così costretti a versare nelle
casse della fondazione quanto non
avevano pagato in base al decreto del
2007 nei tre anni precedenti: solo
lʼAzienda sanitaria di Messina, ha dovuto
sborsare 3 milioni di euro e 200mila euro.
Il PROTOCOLLO. Il 24 gennaio del
2011, a Palermo, da un lato del tavolo
cʼera seduto lʼassessore Massimo
Russo, dallʼaltro il presidente della
fondazione Maugeri, Umberto Maugeri,
finito in carcere venerdì 13 aprile 2012.
«Resta invariata la modalità di
remunerazione delle prestazioni rese
sino al 31 dicembre del 2010, secondo
quanto previsto dalle precedenti
convenzioni», cʼè scritto in una postilla
del protocollo di intesa che porta la firma
dei due.
LA TRANSAZIONE. La fondazione
Maugeri, che gestisce 22 posti letto a
IL PATRON. Umberto Maugeri
Mistretta, qualche settimana prima della
firma del protocollo aveva presentato un
decreto ingiuntivo da 3milioni e 200mila
euro, differenza tra quanto lʼAsp avrebbe
dovuto pagare sulla base della tariffe del
2003 e quanto ha pagato in base a quelle
(ridotte) del 2007. Sulla scorta di quanto
stabilito nella postilla del protocollo che
sconfessava il decreto del 2007, la
Fondazione ha ottenuto la provvisoria
esecutività dal Tribunale di Messina il 3
marzo del 2011.
Il 10 agosto del 2011, lʼallora direttore
generale dellʼAsp 5 Salvatore Giuffrida
ha firmato con Antonio Spanavello,
direttore dei reparti di Sciacca e Mistretta
e rappresentante della fondazione
Maugeri, una transazione che ha
annullato il contenzioso ma ha
riconosciuto allʼistituto pavese la somma
che aveva chiesto: 3 milioni e 200mila
euro. Uno sguardo alla decreto ingiuntivo
L’Ospedale di Mistretta
pagina 7
permette di scoprire che 700mila euro
sono per interessi.
IL FUTURO. Il protocollo prevede che dal
primo gennaio del 2011 le prestazioni
siano remunerate secondo il tariffario
nazionale aumentato però “del 19% per
lʼattività di formazione rese necesarie
dalla particolare natura delle attività
svolte”. In soldoni, come spiega Mario
Portera, direttore sanitario dellʼospedale
di Mistretta, “il protocollo ha limato le
tariffe al ribasso”. In cambio però alla
Fondazione è stata aperta la strada per
attivare altri posti a Mistretta, a Sciacca e
nuovi posti letto a Noto e ad Avola.
IL CASO MISTRETTA. Trenta operatori
sanitari impiegati per 22 posti letto. Tre
milioni e 600mila euro allʼanno incassati:
ogni operatore produce 120mila euro. La
partenza dellʼattività nella struttura
nebroidea fu tuttʼaltro che agevole e,
scrutando in alcuni documenti riservati,
ha messo a rischio la salute dei pazienti.
La Fondazione Maugeri, infatti, ad
occuparsi dei 22 pazienti, 24 ore al
giorno, aveva destinato 4 medici. Per
convenzione “tutto il resto del personale
necessario doveva essere messo a
disposizione dallʼAusl 5 di Messina”. Il 2
luglio del 2007 il direttore del reparto di
Rianimazione del presidio ospedalierio,
Antonino Zanghì, ha preso carta e
penna e ha inviato una nota al direttore
sanitario dellʼazienda di Messina, Manlio
Magistri, direttore sanitario del Policlinico
di Messina, lanciando lʼallarme: «Non
condivido la gestione dei pazienti
ricoverati nella struttura affidata alla
Maugeri. Siamo costretti ad interventi
rianimatori su pazienti in labile
scompenso metabolico e con riserve
emodinamiche e respiratorie al limite
della sopravvivenza». Lʼeffetto? Nel
centro di riabilitazione di Mistretta sono
arrivati sempre meno pazienti in
condizioni di salute critiche. (M.S.)
20 APRILE 2012
primopiano
MESSINA. L’Istituto di ricerca e cura ha incassato 27 milioni di euro mai rendicontati
Neurolesi, i buchi neri
Tariffe maggiorate, fatturazioni gonfiate e contributi da parte della Regione, del Comune e della Provincia di cui non
si conosce l’uso. Ecco come si è affermata la struttura che ha “ospitato” per 6 mesi il latitante Ciccio Pelle
MESSINA. Tariffe maggiorate.
Fatturazioni gonfiate. Rendicontazioni dei
contributi da parte di Comune e Provincia
di Messina e dalla regione Sicilia mai
presentate. E una latitanza che non ha
eguali nella storia di un ospedale italiano
ed estero. Il Centro Neurolesi Bonino
Pulejo affidato da oltre un anno alle cure
del manager Vincenzo Barone naviga
ancora a vista nonostante dal 2006 abbia
ottenuto la qualifica di Irccs, Istituto di
ricovero e cura a carattere scientifico
(Irccs), il massimo riconoscimento per una
struttura sanitaria: manca la pianta
organica, lʼistituto è un cantiere aperto,
lʼintegrazione tra assistenza e ricerca,
appaltata negli anni ad altre strutture, è
lontana dal realizzarsi. Tuttavia nella storia
della struttura promossa dalla Fondazione
“Bonino Pulejo” cʼè un buco nero fatto di
un fiume di denaro pubblico del cui uso gli
enti pubblici sovvenzionatori non hanno
contezza; fatto del riconoscimento di Irccs,
che ha significato lʼafflusso di nuove
risorse, basato su requisiti previsti dalle
legge che nella realtà non cʼerano; fatto di
unʼetichetta di eccellenza, cucita ad hoc
grazie alla grancassa dei mass media, che
prima i familiari dei pazienti e poi i Nas dei
carabinieri, arrivati sui colli san Rizzo a
maggio del 2008, hanno smentito; fatto di
distrazioni da parte degli assessori
regionali alla Sanità di turno e della
magistratura di Messina che non è riuscita
a venire a capo della latitanza più lunga di
un boss in una struttura sanitaria. Quella di
Ciccio Pelle, detto Pakistan.
LATITANZE. Il boss della ʻndrangheta di
San Luca il cui desiderio di vendetta è alla
base della strage di Duisburg dellʼestate
del 2007, al Neurolesi benchè fosse
inseguito dagli uomini del clan rivale e
dalle Procure di mezza italia se nʼè stato in
corsia tranquillamente, sotto falso nome,
per 6 mesi: nessuno dei sanitari della
struttura di eccellenza si è accorto che la
L’Irccs Neurolesi di Messina
paraplegia da cui era affetto non era
determinata, come aveva riferito, da un
incidente stradale bensì dai proiettili di un
Kalashnikov che gli aveva spappolato la
colonna vertebrale.
MURI DI GOMMA. Fu un decreto del 2003
firmato dallʼassessore Ettore Cittadini, lo
stesso autore delle convenzioni con la
Fondazione Maugeri e il San Raffaele, a
riconoscere al Neurolesi due tariffe: 370
euro e 690 euro al giorno, rispettivamente
per pazienti “Gravi neurolesi lungodegenti”
e “Gravi neurolesi lungodegenti critici”
Ma le tariffe speciali e maggiorate (del
doppio e del triplo) non sono bastate.
Negli anni 2004, 2005 e 2006 - dati ufficiali
IL PROCURATORE. Guido Lo Forte
centonove
dellʼassessorato e calcolatrice alla mano il Neurolesi ha fatturato tutti i 54 pazienti
alla massima tariffa, come se fossero critici
e quindi in pericolo di vita, benchè in realtà
al Neurolesi solo in pochi casi ci fosse la
possibilità di assistere pazienti in queste
condizioni. Maurizio Guizzardi, lʼex
dirigente generale alla sanità, sul punto ha
dichiarato: «Al massimo ci potrebbe
essere un ipotesi di truffa da parte di un
ente pubblico ai danni di altro ente
pubblico. Ma è una storia passata, è inutile
tornarci sopra». Non sono bastate
neanche le fatturazioni gonfiate. Nelle
casse del Neurolesi, infatti, dal 1995 in poi
sono affluite anche 20 milioni di euro di
risorse della regione Sicilia attraverso la
cosiddetta tabella H allegata alla
Finanziaria. Della rendicontazione negli
uffici dellʼassessorato alla Sanità diretto da
Massimo Russo non cʼè traccia
nonostante i funzionari la stiano cercando
dopo precise domande da un paio dʼanni.
Eppure, la legge regionale del marzo del
28 marzo del 1995 che ha “autorizzato
lʼassessore alla Sanità ad erogare un
contributo di 800 milioni di vecchie lire
annue” era chiara: «Il legale
rappresentante ha lʼobbligo di presentare
annualmente allʼassessore alla Sanità
rendiconto annuale sullʼimpiego e la
destinazione delle somme erogate». Che
secondo la stessa legge, integrata da
unʼaltra del 9 dicembre del 1996,
dovevano essere “utilizzate per un più
incisivo impegno nel campo della ricerca
scientifica e il potenziamento tecnologico
finalizzato alla cura delle gravi patologie
neurologiche”. Lʼentità del contributo nel
corso degli anni è lievitata, arrivando nel
2006, a 5 milioni di euro. Il 29 luglio del
2010, Giovanni Carapeza, capo di
gabinetto dellʼasessore Russo disse: «Se
la rendicontazione non cʼè è molto grave.
Roba per la Corte dei Conti e la Procura.
Tra qualche minuto glielo faccio sapere».
Due anni dopo, nonostante i solleciti
allʼaddetto stampa di Russo, la risposta
non è arrivata. Stessa risposta hanno dato
il presidente della Provincia e il sindaco del
Comune di Messina a chi ha chiesto come
erano stati spesi 7 milioni di euro che i 2
enti hanno trasferito nelle casse del
Neurolesi. A maggio del 2009, al momento
dellʼarresto, nellʼufficio del procuratore
aggiunto Pino Siciliano, fu trovato un
fascicolo ricco di documenti sulla struttura
sanitaria. Il Procuratore Guido Lo Forte lo
assegnò ad altro magistrato. Il risultato?
Non pervenuto. (M.S.)
IL CASO
Doppi stipendi al vaglio
La Finanza indaga sulle incompatibilità di Bramanti
Dino Bramanti
MESSINA. «Il direttore scientifico Dino Bramanti per anni ha agito
contro la legge. Gli si deve rescindere il contratto che lo lega al Neurolesi o comunque non gli si può rinnovare il contratto e gli si devono chiedere indietro gli stipendi incassati essendo il contratto stesso affetto da nullità insanabile”. Il parere lo chiese lʼex commissario
dellʼIstituto, Francesco Scarfò. Lo ha reso il 18 aprile del 2011, Marcello Parrinello, avvocato e docente universitario, che ha allegato
una parcella di 7mila euro. Vincenzo Barone, il primo direttore generale nella storia dellʼIrccs, arrivato sui Colli San Rizzo qualche giorno dopo che è stata ha pagato con i soldi pubblici la parcella, ma del
parere non ha tenuto conto. E ha rinnovato il contratto a Dino Bramanti per altri tre anni. Il motivo? «Quando sono arrivato, mi sono
trovato sul tavolo il decreto di nomina da parte del ministro della Sa-
pagina 8
nità di Dino Bramanti come direttore scientifico. Ho accertato che in
quel momento non vi fossero situazioni di incompatibilità e non ho
potuto fare altro che firmare il contratto», spiega Vincenzo Barone
Candidato unico, Bramanti, era uscito vincitore dal concorso bandito dal ministero nel 2010 per ricoprire guidare lʼattività dio ricerca della struttura dei Colli San Rizzo. Dino Bramanti aveva cumulato dal
14 marzo del 2006 al maggio del 2008 gli incarichi e gli stipendi di
direttore scientifico dellʼIrcss (130mila euro lʼanno lo stipendio previsto) e di docente universitario alla facoltà di Medicina dellʼUniversità
di Messina, benchè la legge stabilisse “lʼesclusività dellʼincarico di
direttore scientifico e il divieto di cumulo con qualsiasi altra attività
pubblica o privata”. Il direttore amministrativo dellʼateneo Pino Cardile, ad aprile del 2010, 2 anni dopo la rimozione dellʼincompatibilità, ha chiesto a Bramanti la restituzione degli stipendi di docente
percepiti nei due anni di incompatibilità, periodo in cui per lʼUniversità di Messina non ha svolto alcuna concreta attività. A novembre
del 2011, a 4 anni dai fatti, la Procura attraverso la Guardia di Finanza ha sequestrato i documenti della vicenda. (M.S.)
Politica
20 APRILE 2012
centonove
TIRA E MOLLA. Il governatore verso le dimissioni. Si apre la partita per la successione
Lombardo, pressing dal centro
L’Udc allontana le previsioni di voto anticipato a ottobre, diffidando dei proclami del presidente.
Il Pd ottiene la seduta in cui si parlerà delle inchieste catanesi. E prenota la vicepresidenza
PALERMO. Sperava di bloccare bilancio
e finanziaria col suo voto contrario,
Gianpiero DʼAlia. Adesso, il leder
dellʼUdc, che ha definito il documento
contabile votato in aula “un
provvedimento infedele e raffazzonato
che non prevede alcuna riforma”, si dice
sicuro delle prossime mosse del
presidente della Regione. Tanto che,
parlando di elezioni anticipate, ha
dichiarato che “non ha senso, tanto
Lombardo non si dimette”. A dispetto del
coordinatore regionale centrista, però, il
governatore ha arricchito quanto detto
allʼindomani della richiesta di concorso
esterno per associazione mafiosa («Mi
dimetterò un minuto prima di andare dal
giudice», lʼudienza sarà il prossimo 9
maggio): «Non c'è dubbio, è vero che
l'approvazione di bilancio e finanziaria è
l'ultimo atto di questa legislatura».
Lombardo, al di là della sua stessa intima
volontà, si dimetterà perché il Pd (questa
volta unito) e Fli diversamente
staccherebbero la spina al governo.
Il DIKTAT DI GENOVESE. Poco prima
dellʼapprovcazione di Finanziaria e
Bilancio (entrambi blindati visto che
neanche lʼopposizione, ad eccezione
dellʼUdc, voleva correre il rischio di un
commissariamento boomerang della
Regione), il leader di “Innovazioni”,
Francantonio Genovese, aveva dettato
lʼultimatum: «Lombardo riferisca in aula
rispetto alle sue vicende il 24 aprile».
Detto fatto, visto che si terrà solo due
giorni dopo, il 26 aprile, la seduta dell'Ars
richiesta. Ma perché tutta questa fretta
da parte dellʼex segretario regionale del
Pd, leader indiscusso a Messina?
E LE TRATTATIVE. La richiesta altro
non era che un segnale chiaro e
inequivocabile. Lombardo, entro il
giorno dellʼudienza davanti al gip
(quando ha annunciato che darà le
dimissioni), dovrà riorganizzare la
AL TRAMONTO. Raffaele Lombardo
giunta di governo, dando vita a un
“quinto governo Lombardo” senza...
Raffaele Lombardo. Per Statuto, infatti,
lʼattuale vicepresidente della Regione,
Giosuè Marino, non può tenere in
mano le redini in quanto non eletto.
Così, è necessario che, a entrare
nellʼesecutivo, sia un deputato. E qui
scende in campo il Pd dellʼarea
“Innovazioni, che vuole assicurare a
uno dei suoi, Baldo Gucciardi, la
vicepresidenza. Un ruolo che il
governatore, mordendo il freno, dovrà
negare a Lino Leanza, deputato
regionale e già reggente allʼepoca delle
dimissionid i Totò Cuffaro.
LOMBARDO SUL BLOG. Il presidente,
dal canto suo, ha precisato
definitivamente la propria posizione sul
suo blog: “Non possiamo rischiare di
bruciare lʼesperienza autonomista che
abbiamo avviato. Non possiamo bruciarla
sullʼaltare delle logiche nazionali che
uccidono la Sicilia perché sono
coincidenti con interessi e poteri forti che
hanno testa e cuore a nord di Roma, e mi
auguro che su questo i siciliani non
abbiano dubbi. Se vogliamo portare
avanti il cammino intrapreso dobbiamo
sganciarci dalle logiche perverse che la
politica nazionale e antisiciliana metterà
in essere con le prossime elezioni
politiche, inventando nuovi partiti e
schieramenti, reclutando personalità che
serviranno come specchietto per le
allodole per i cittadini. LʼMpa dovrà
entrare sempre più nel cuore e nella
coscienza dei siciliani mettendo fuori
gioco i camerieri dei partiti nazionali che
in questi 65 anni hanno lasciato a bocca
asciutta la Sicilia e i siciliani e che a livello
nazionale lasciano lʼItalia in una
condizione molto simile a quella della
Grecia. Quindi tempi diversi per le
elezioni. Se il governo nazionale va
avanti fino alla prossima primavera-estate
non cʼè dubbio che noi dobbiamo
attrezzarci per votare prima, cioè in
autunno prossimo, e metteremo in essere
le condizioni perché ciò avvenga. Una
scelta tutta politica che non ha niente a
che fare con la mia vicenda giudiziaria,
sulla quale renderò conto, in maniera il
più possibile obiettiva, allʼArs il prossimo
26 aprile. E poi, come è giusto e doveroso
che sia, cercherò di dedicarmi
pienamente alla mia difesa perché, come
si dice, ognuno è il miglior avvocato di se
stesso perché nessuno come noi stessi
sa quanto è capitato attorno a noi e quello
che abbiamo fatto nella nostra vita.
GLI SCENARI. Ma quali saranno le
alleanze e i candidati alla presidenza? A
deciderlo, saranno le amministrative.
Attualmente, DʼAlia è alleato di
Francesco Cascio (presidente dellʼArs,
Pdl) e Gianfranco Miccichè di Grande
Sud (che ambisce a diventare
governatore) nel sostegno a Massimo
Costa come sindaco di Palermo. Mentre
invece Genovese flirta con i compagni di
partito Antonello Cracolici e Beppe
Lumia (anche lui con il sogno nel
cassetto della presidenza), sostenendo
Fabrizio Ferrandelli. Dallʼesito del voto
nel capoluogo dipenderà tutto, anche i
possibili terremoti nel Pd (dove lʼalleanza
DʼAlema-Fioroni-Letta guarda al centro)
e lo “sbocciare” del partito della Nazione
di cui è tornato a parlare il leader Udc,
Pierferdinando Casini. A ottobre,
quindi, potrebbe assistersi a uno
scenario e anche al suo esatto contrario.
Ad esempio a uno scontro MiccichèLumia, mantenendo inalterati gli
schieramenti. ma anche a una
candidatura di Gianpiero DʼAlia,
appoggiata da Genovese e da unʼarea
che ancora deve nascere. E Raffaele
Lombardo? Scegliendo il rito abbreviato,
potrebbe essere pronto per le politiche.
Salvo condanne. (D.D.J.)
L’ULTIMO ATTO
Manovra “a rischio”
La Finanziaria sotto la lente del Commissario
PALERMO. Per il 2012, la manovra approvata dallʼArs allʼalba di mercoledì 18, che contiene una selva di norme alcune a rischio impugnativa da parte del commissario dello
Stato (come l'ok ai comuni di assumere 22mila precari purché facciano i concorsi), prevede entrate pari a 192 milioni,
circa 172 mln per effetto del processo di valorizzazione dei
beni immobili e demaniali e il resto dall'aumento di tariffe e
canoni di concessione (1,2 mln), dall'incremento dei canoni patrimoniali (200 mila euro), dal costo oneroso delle procedure Vas (200 mila euro), dai biglietti d'ingresso nelle aree
protette (2,3 mln, l'ipotesi è 2,5 euro a ticket) e dal versamento dell'acconto di saldo dlela liquidazione dell'Espi (15
mln). Nell'attesa di portare a termine la vendita dei beni e di
incassare le altre previsioni d'entrata, il governo ha accantonato in bilancio la cifra corrispondente, 192 mln. I fondi sono stati tolti da alcuni capitoli, in particolare dal fondo per le
autonomie locali (75 mln), dal trasporto pubblico locale
(22,234 mln), ai dissalatori (10 mln), al fondo unico del precariato (15,391 mln) e una decina di milioni alla ex tabella H
(contributi a enti, associazioni, fondazioni, società). L'accantonamento sale a 535 mln, considerando anche la somma di 343 mln per la spesa sanitaria e che il governo potrà
sbloccare solo quando risolverà con lo Stato il contenzioso
sul federalismo fiscale e la compartecipazione alla spesa
sanitaria. Per corpire questa voce, intanto, saranno utilizzati in modo provvisorio i fondi Fas, come autorizzato dal
Tesoro. Per quanto riguarda i tagli, la finanziaria riduce le
spese di bilancio per ulteriori 457,699 mln, riducendo del
10% in maniera lineare anche i fondi della tabella H, risparmiando 25 mln dalla parziale corriponsione degli aumenti
contrattuali ai 18mila dipendenti della Regione e togliendo
pagina 9
10 mln al capitolo per l'indnenità vitalizia a favore dei talassemici a carico del fondo sanitario regionale. Scompare l'emolumento al garante dei detenuti (100 mila euro). Tra le
misure, l'eliminazione del “tetto” stabilito fino al 2014 per le
indennità dei 1.900 dirigenti, il via libera all mobilità obbligatoria dei 18 mila regionali, il taglio del 10% delle indennità
degli assessori tecnici a partire dal 1 maggio(confermata
l'indennità equipata ai parlamentari in aggiunta a quella di
assessore), le norme sugli Ato rifiuti (i comuni entro dieci anni dovranno restituire alla Regione le anticipazioni per la copertura dei debiti pari a 1 mld), la soppressione dell'Agenzia per l'impiego, guidata da Silvio Cuffaro, fratello dell'ex
governatore. Contro la manovra si scaglia Legambiente.
Per lʼassociazione ambientalista, «è gravissima la soppressione dell'azienda Foreste demaniali ed il trasferimento delle competenze alle province. E' una norma assurda e
sbagliata, che mette in crisi uno dei pilastri delle politiche
ambientali nella nostra regione».
Politica
20 APRILE 2012
AI NASTRI. Genovese (Pd) e D’Alia (Udc) scelgono i presidenti. Tra riconferme ed esclusioni
Messina, corsa al Quartiere
L’elezione diretta e i maggiori poteri alle circoscrizioni solleticano le ambizioni dei consiglieri
comunali. Ecco la mappa degli uscenti. Tra chi preme per scendere in campo e le “sorprese”
MESSINA. I possibili candidati a sindaco
di Messina? Ancora è tutto nel limbo.
Bisognerà vedere come andranno le
regionali di ottobre e le politiche nella
primavera del 2013. Tutto è invece in
ebollizione per quanto riguarda la grande
notità introdotta dalla nuova legge
elettorale che debutta già in queste
amministrative: lʼelezione diretta della
presidenza delle Circoscrizioni. Un affare
non da poco, se si considera che, in
nome dellʼattuazione del decentramento
amministrativo, i quartieri avranno più
poteri, “depotenziando” i consigli
comunali. Ecco perché, in riva allo
Stretto, molti esponenti dʼaula sono
pronti a correre per le circoscrizioni.
Complici, anche, i leader di riferimento.
PRIMA CIRCOSCRIZIONE. L'uscente
Giovanni Culici, ex Pdl, è ormai in
predicato di dichiarare il suo passaggio
ufficiale al Pd nellʼarea di Francantonio
Genovese, e , sebbene ancora non lo
abbia dichiarato apertamente per motivi
di equilibri interni, il suo passo a sinistra è
assodato. Il suo nome dovrebbe essere
quindi quasi certo come candidato di
area democratica alla presidenza.
Nessuna voce di candidatura,
attualmente, per l'illustre ex, Pippo
Leonardo. Il quale, dellʼUdc (area
Gianpiero D'Alia), è anche lui prossimo
al passaggio al Pd, sempre con
Genovese, per correre al Comune. In
ambasce, invece, il Pdl. Natale
Trischitta, fratello del vice presidente del
consiglio comunale Giuseppe (Fli), infatti,
sarebbe in pole position per la
candidatura. In ogni caso la chiederà, ma
bisogna vedere cosa farà lʼUdc, che
potrebbe allearsi quasi sicuramente con
lo “storico” Ciccino Irrera (peraltro ex
presidente della I circoscrizione negli
anni scorsi).
SECONDA CRICOSCRIZIONE. Sarà
scontro aperto certo, perché Giovanni Di
Blasi, attuale presidente e non
intenzionato a ricandidarsi, verrà dirottato
alla Provincia o al Comune. E per la
successione, che dovrebbe restare in area
Pdl, sono indicati l'attuale vice presidente,
Davide Siracusano e, potenziale
candidato Udc, Orazio Gemelli (che è
lʼaltro altro vicepresidente). Il Pd proverà a
piazzare la carta con un uomo di sicura
fede del segretario cittadino Giuseppe
Grioli, ovvero Giampiero Terranova, che
comunque potrebbe vedersela con
Nuccio Zullo, anche lui valente e storico
consigliere dei quartieri. Sembrerebbe
ivece tagliato fuori per motivi anagrafici e di
appartenenza lo “storico” Francesco
Gallo.
TERZA CIRCOSCRIZIONE. Salvo colpi
di scena ed imposizioni dovute dalla
segreteria del deputato del Pdl Nino
Beninati, dovrebbe restare il presidente
uscente, Giovanni De Salvo, decano
attuale della Conferenza dei Presidenti.
Per la successione, giochi apertissimi in
entrambi gli schieramenti: se Libero
Gioveni dovesse fare il salto al Comune,
PER LA QUINTA? Ciccio Rella
PRETENDENTE ALLA QUARTA. Nicola Cucinotta
con l'Udc, avrebbe terreno facile l'attuale
vice, Orazio Giannetto, poiché
Massimo Giannetto, combattivo
esponente di area D'Alia, dovrebbe fare il
salto al Comune. In area Pd, i giochi
dovrebbero essere chiusi con facilità su
Santi Interdonato, sebbene il recente
passaggio in area genovesiana di
Cosimo Oteri (ex Pdl) potrebbe
guastare i giochi di Interdonato. Infine, il
Pdl, che dovrebbe difendere la
posizione, è in assoluto alto mare: tra
Raimondo Burrascano e Domenico
D'Arrigo, questo secondo pare
agevolato dalla sua vicinanza con il
sindaco Giuseppe Buzzanca.
QUARTA CIRCOSCRIZIONE. È lotta
aperta. Genovese dovrebbe chiedere la
riconferma del presidente uscente,
VERSO ALTRI LIDI. Gianni Di Blasi
Francesco Palano Quero, per “tutelare”
la posizione rilevante in centro città.
Sempre che l'attuale presidente non
voglia dedicarsi ad altri lidi, tra Provincia
e Comune. Ma le voci di altre
candidature “eccellenti” si vanno
facendo, in area genovesiana: si dice di
Nicola Cucinotta, ex presidente ed
attuale consigliere comunale, che
gradirebbe il rientro al quartiere. E allo
stesso modo, interessato alla carica
sarebbe anche Peppe Chiarella,
consigliere comunale Pdl, ed ex
presidente anche lui. Ma, nel Pdl, i nomi
sono ancora in alto mare e l'unico
risulterebbe Christian Boemi. Nessuna
indicazione da parte dell'Udc, mentre
l'Mpa dovrebbe puntare sulla
candidatura dell'attuale vice, Pietro
centonove
Caliri. Non essendo intenzionato al salto
al Comune, infatti, il suo Movimento lo
spingerà ai tavoli con gli alleati.
QUINTA CIRCOSCRIZIONE. Anche qui,
dovrebbe valere la regola della
riconferma dell'uscente, in area PS. E
quindi, il presidente attuale, Alessandro
Russo, dovrebbe rivedersi candidato
ufficialmente. Sebbene le mire di ex
consiglieri comunali siano aperte da
tempo: da Domenico Bonanno, ex
consigliere comunale Pd ed ex
presidente del quartiere, a Giancarlo
Quattroni, anche lui, ex consigliere Pd.
Se il giovane presidente non verrà
dirottato al Consiglio comunale, la
riconferma dovrebbe essere certa, però.
Il Pdl, invece, dovrà probabilmente
puntare su una candidatura giovane da
contrapporre, e il nome che circola con
maggiore insistenza è quello di Ciccio
Rella, attuale consigliere provinciale di
Pdl, area Buzzanca. Sebbene paia che il
partito azzurro abbia pensato anche a
Felice Cascio, ex presidente della
Istituzione dei Servizi Sociali. Per l'Udc,
tutto dipenderà dalle alleanze che
verranno strette, poiché il nome da
difendere è quello della attuale vice,
Beatrice Belfiore, la quale, benché
dellʼarea del deputato Pippo Naro, è
vista con grande piacere anche da
D'Alia.
SESTA CIRCOSCRIZIONE. Scontato il
salto al Consiglio comunale dell'uscente,
Enrico Ferrara che, passato da Pdl a
Grande Sud, lascerà il quartiere della
“Punta del Faro”. In area Pd, la
candidatura di maggiore punta dovrebbe
essere quella dell'ex presidente, Paolo
Maggio, che non nasconde la propria
ambizione alla carica. Ma dovrà
vedersela con un volto cresciuto molto in
questa consiliatura, e parecchio
apprezzato nel Pd, ovvero Carlo Rizzo,
esponente di Castanea. In alto mare,
l'area Pdl, dove nei vari passaggi
avvenuti, si fa fatica a trovare un
nominativo probabile. Per queste
motivazioni, si mormora di una
candidatura di livello da far piovere
all'ultimo minuto. Mentre dovrebbe essere
certa la “promozione” della ex vice
presidente, Giusi Feminò, per l'Udc. Ben
voluta e combattiva, dovrebbe superare in
scioltezza la "concorrenza" dello storico
Mario Biancuzzo (ex presidente) e di
Orazio Calapai, peraltro non interessato
ufficialmente alla corsa. Outsider sono
attesi anche qui, e clamorosi: con il nome
di Giorgio Caprì, attuale consigliere
comunale Pd, che sarebbe tentato dalla
elezione diretta. (D.D.J.)
APPUNTAMENTI
Pli al congresso regionale
Il 21 marzo i liberali si riuniscono alla Provincia
MESSINA. Appuntamento sabato 21 aprile alle 10 alla Provincia
di Messina per il congresso regionale del Partito Liberale Italiano.
Partecipano ai lavori, moderati dal segretario provinciale Massimo
Rizzo, il presidente nazionale, Enzo Palumbo, e il segretario nazionale, Stefano De Luca. Sul tavolo dellʼassemblea la prosecuzione del cammino già tracciato col congresso nazionale del 25
marzo scorso e che vede il Partito Liberale impegnato a ricostruire il rapporto tra politica, istituzioni e cittadini. Nel dibattito attuale
sulla profonda crisi della politica i Liberali hanno dato la loro risposta: i partiti sono ancora lo strumento migliore per cercare soluzioni ai problemi del paese, proporre idee condivisibili per elaborare
nuove visioni della società. O meglio, lo possono essere a patto
che ritrovino al loro interno, partendo dalla propria identità e tradi-
pagina 10
zione, uomini, capacità, stimoli e passioni proprie del fare politica,
così come la grande tradizione liberale italiana ha insegnato. «Un
partito è tale solo se è fondato su basi valoriali», ha detto De Luca,
commentando le proposte di tagliare il finanziamento pubblico ai
partiti. «Come in tutte le grandi democrazie, anche gli italiani devono poter finanziare un partito destinando una parte della loro dichiarazione dei redditi, ed ogni altro ulteriore finanziamento deve
essere defiscalizzato. Ma un solo centesimo versato dallʼErario è
immorale». «Legge elettorale e finanziamento pubblico non sono
che alcune delle direttrici lungo le quali si muovono i liberali per rilanciare non solo lʼidea partito ma la politica nel suo senso più alto», commenta invece Rizzo. «Il congresso regionale vuole essere un momento di riflessione e di elaborazione progettuale. La politica dell'ultimo ventennio, il peggiore della storia repubblicana, ci
consegna un Paese lacerato dalla crisi economica e dall'ingiustizia sociale. La nostra città , in particolare, necessita di un'azione
politica forte, di discontinuità col passato ed incentrata sull'individuo e le sue competenze».
centonove
Politica
20 APRILE 2012
A sinistra lʼassemblea dei lavoratori del Comune,
al salone delle Bandiere (foto Sturiale).
In alto Antonino Cama, dirigente al Personale
di Palazzo Zanca
PALAZZO ZANCA. Manca l’adeguamento dei contratti alla legge Brunetta
Dipendenti a secco
Produttività e salario accessorio in ritardo di quattro mesi, niente fondo per il 2012:
in ballo dodici milioni di euro. Mai corrisposti a causa di un parere legale. Ecco perché
DI ALESSIO CASPANELLO
MESSINA. Una settimana fa, di dare la
notizia era toccato allʼassessore al Lavoro
Melino Capone, mercoledi 18 è stato il
turno del segretario generale Santi Alligo,
davanti ai dipendenti riuniti in assemblea
sindacale: il comune pagherà entro maggio
il “saldo” che i dipendenti di palazzo Zanca
attendono dalla fine del 2011. “Con molta
probabilità, ha specificato Alligo, tenendosi
sul prudenziale. E lʼimpressione che si ha
avuto è quella di essere seduti su una
polveriera. Le due assemblee, a distanza di
una settimana, sono state incandescenti,
con qualche centinaio di dipendenti di
palazzo Zanca stipati nel salone delle
Bandiere, inferociti per quel paio di migliaia
di euro che avrebbero non sono arrivati:
quelli che spettano ai dipendenti per
produttività e salario accessorio del 2011, e
costituzione del fondo per il salario
accessorio del 2012. In tutto fanno dodici
milioni, che Capone assicura avere già
pronti. E quindi? Come mai ai dipendenti
non è stato saldato quanto dovuto? “Sono
necessari una serie di adempimenti
burocratici”, ha risposto Capone. Ecco
quali.
PERCHEʼ IL COMUNE NON PAGA.
Come mai palazzo Zanca non ha ancora
pagato quanto deve ai dipendenti? A causa
di un parere legale di inizio aprile. A luglio
dello scorso anno Rossana Menne,
dirigente alle Relazioni sindacali distaccata
a Messina dal comune di Nuoro, chiedeva
spiegazioni sul mancato adeguamento dei
contratti di dirigenza e personale alle
direttive della legge Brunetta (che
introduce nuovi sistemi di valutazione delle
performance lavorative). Una nota che
gettava il panico negli uffici contabili, tanto
che dai revisori dei conti di palazzo Zanca
partiva il consiglio su una “eventuale
sospensione dellʼerogazione delle risorse
variabili” per 709mila euro. Un “fermi tutti”
che si è protratto fino ad oggi, visto che nel
parere richiesto da Provvidenza Castiglia,
dirigente delle Risorse interne, il collegio di
difesa scrive “Al fine di ripristinare la
legalità, di evitare di incorrere in eventuali
responsabilità contabili e di adeguare la
situazione di fatto a quella di diritto, occorre
sospendere i contratti e procedere alla loro
sottoscrizione secondo la procedura e nel
rispetto della normativa vigente”: perchè la
legge prescriveva lʼadeguamento entro il
31 dicembre 2011 pena la decadenza
dellʼefficacia dei vecchi contratti. Parere
sfruttato al volo dallʼamministrazione, che
ha stoppato i pagamenti. Ma, dopo quattro
mesi, i dipendenti si sono incazzati.
CHI CʼEʼ SULLA BRACE. A farne le
spese è stato Antonino Cama, dirigente
ad interim della Gestione giuridica del
personale, mandato al massacro a
spiegare ad unʼimbufalita assemblea
sindacale perchè e percome quei soldi
ancora non sono arrivati. Di fronte alle
centinaia di dipendenti, però, è iniziata a
serpeggiare la sensazione del complotto,
perchè anche nel 2009 un parere negativo
(poi divenuto favorevole) aveva “affossato”
la contrattazione. E per il presente? Per le
sigle sindacali di palazzo Zanca,
lʼadeguamento dei contratti ala legge
Brunetta è un falso problema: quelli stabiliti
dal contratto del 2004, infatti, non sarebbe
un pagamento “a pioggia”, ma una
distribuzione di incentivi a premialità,
basato sulla presenza ma sulla produttività
e sulle valutazioni dei dirigenti. Alla fine, al
solito, si è trovata la soluzione salomonica,
con la promessa del pagamento entro
maggio, di salario accessorio e produttività
per il 2011. Ed il 2012? Chi vivrà vedrà.
Perchè cʼè un problema più imminente.
PRECARI A USCIRE. Durante le
assemblee è venuto fuori il decennale
problema della stabilizzazione dei trecento
precari (prima articolisti, oggi contrattisti)
che da ventʼanni lavorano a palazzo
Zanca. Quello che nessuno ha avuto il
coraggio di dire è che, con lo sforamento
del patto di stabilità, per il Comune sarà
possibile procedere a nuove assunzioni. In
questa fattispecie rientra anche la
conversione dei contratti da tempo
determinato ad indeterminato. Come se
non bastasse, sulle sorti dei precari pende
sempre la spada di Damocle del
censimento. Se, come pare, Messina
perderà lo status di città metropolitana,
anche il numero dei dipendenti dovrà
essere ridimensionato. E a farne le spese
sono gli anelli più deboli della catena: i
precari.
PRECEDENTI
Mors tua, vita mea
Quando ai dirigenti è stato “stoppato”
il conguaglio sulla retribuzione
Ferdinando Coglitore
MESSINA. Cʼè un altro motivo a causa del quale i lavoratori di palazzo Zanca hanno il dente avvelenato con lʼamministrazione:
mentre ai dipendenti le somme avrebbero dovuto essere liquidate a fine anno (e a fine aprile ancora non si sono viste), ai dirigenti la somma viene trasferita mese dopo mese. Nella guerra tutti
contro tutti che si è scatenata al comune di Messina, ogni episodio “a sfavore” del nemico, è un episodio a favore. E quindi un anno fa, proprio mentre iniziavano ad emergere le perplessità che
come risultato hanno portato a quattro, quasi cinque mesi di ritardo nel pagamento di produttività e salario accessorio per i dipendenti di palazzo Zanca, ai dirigenti accadeva come per contrap-
pagina 11
passo, un episodio molto simile: la sospensione della corresponsione di un acconto sulla “retribuzione da posizione”. Di cosa si
tratta? Di una voce tabellare dello stipendio dei dirigenti, calcolata in base al “peso” della poltrona che si occupa, che incide per
cifre che oscillano tra i quaranta ed i settantamila euro, e che si
accompagna ad unʼulteriore voce che retribuisce il risultato, stabilita allʼincirca al 25% della “posizione”. La graduazione delle posizioni dirigenziali, a palazzo Zanca, è stata aggiornata nel 2010
dopo lʼadozione della nuova struttura organizzativa, che ai dirigenti concedeva, con decorrenza primo gennaio 2005, un aumento di cinquecento euro mensili che si andavano ad aggiungere alla retribuzione di posizione: in tutto facevano 6500 euro allʼanno in più (spalmate in tredici mensilità), come informava il ragioniere generale Nando Coglitore. Acconto che, però, veniva
sospeso a luglio del 2009, “stop” motivato dal rimescolamento delle posizioni, e dalla necessità di stabilire un conguaglio positivo o
negativo. E qualcuno, tra i dirigenti, si è trovato a dover restituire
lʼacconto ricevuto. (A.C.)
Politica
20 APRILE 2012
AVANTI C’È POSTO. Auto in sosta”a spina di pesce” in doppia fila sulla via Garibaldi
MESSINA. A cosa serve e cosa ha fatto l’ufficio istituito per decreto
Mistero mobility manager
Tecnologie innovative, car sharing, informazioni sui metodi alternativi di trasporto, intermodalità.
Ecco i risultati, che Melino Capone difende: «Molto lavoro, zero pubblicità», dice l’assessore
MESSINA. Spostarsi a Messina? Un
incubo. Impossibile. Uno sport estremo. Lo
ha certificato il quinto rapporto “Mobilità
sostenibile in Italia”, che ha inchiodato la
città dello Stretto alle posizioni più basse,
ma lo possono testimoniare le centinaia di
migliaia di cittadini che ogni giorno si
spostano lungo i trenta km dei confini
cittadini. Eppure, ci sarebbe una speciale
figura deputata alla bisogna.
MISTERO MOBILITY MANAGEMENT. Il
comune di Messina, di dotarsi degli
strumenti adeguati ad affrontare
lʼemergenza traffico (per fronteggiare la
quale da cinque anni il governo nomina un
commissario straordinario, oggi il sindaco
Giuseppe Buzzanca) ci ha provato,
istituendo lʼufficio Mobility Management,
iniziativa che era sfuggita ai più e della
quale modalità e finalità sono sconosciute.
Cosa si propone? La promozione di nuovi
sistemi di mobilità (car-sharing, carpooling, taxi collettivo), lʼottimizzazione e la
promozione del trasporto pubblico locale,
lo sviluppo dellʼintermodalità degli
spostamenti, la riduzione dei picchi di
traffico nelle ore di punta e dei chilometri
percorsi dalle auto private, la realizzazione
di percorsi ciclabili. Obiettivi riusciti?
Dipende dai punti di vista.
IL LIBRO DEI SOGNI. Cosʼè che
dovrebbe in concreto fare lʼufficio del
Mobility manager Silvana Mondello?
“Individuare le applicazioni tecnologiche
innovative in grado di migliorare l'efficienza
dell'offerta e dei servizi di mobilità, aprire
tavoli di concertazione con i soggetti
esercenti dei servizi di trasporto pubblico,
istituire un sistema permanente di
informazione sui modi di trasporto
alternativi (sito internet, linee telefoniche
dedicate, informazione agli utenti tramite
pubblicità, etc.)”, recita il sito della mobilità
messinese. Le “applicazioni tecnologiche
innovative” di cui si parla, però, sono
centonove
restate al palo. “Non sono dʼaccordo”,
spiega lʼassessore alla Mobilità Melino
Capone. “Ultimamente abbiamo appaltato
il Meta, acronimo di Messina Trasporti
Automatici”, una serie di telecamere, portali
e segnalazioni sul traffico, la cui centrale
operativa sarà lʼAtm. La verità è che non
abbiamo mai fatto pubblicità, lavorando
sodo senza comunicarlo”. E i semafori
intelligenti per il tram? “Funzionano
ovunque, si chiama priorità semaforica”,
sostiene Capone. E “il sistema
permanente di informazione sui modi di
trasporto alternativi”? Attualmente esiste
solo il centralino dellʼAtm, dato che le
pensiline, che per legge dovrebbero
riportare orari e percorsi delle vetture, sono
stati destinati ad ospitare cartelli
pubblicitari. Di modi di trasporto alternativi,
però, nemmeno lʼombra. A Messina si
circola in auto. E basta. Questo nonostante
uno degli obiettivi dellʼufficio fosse “la
riduzione dellʼutilizzo dellʼauto personale e
degli spostamenti individuali”, e “migliorare
lʼaccessibilità al luogo di lavoro
disincentivando lʼutilizzo personale
dellʼauto privata a favore di altri modi di
trasporto collettivi ecologici e non
motorizzati”. “Qui siamo carenti - sospira
Capone - ma non è colpa nostra”. Perché?
In pratica, le strutture con più di 300 addetti
avrebbero dovuto individuare i responsabili
della mobilità aziendale per occuparsi
dellʼottimizzazione degli spostamenti casalavoro del personale dipendente, e poi
comunicare al Comune il piano degli
spostamenti casa - lavoro dei dipendenti,
da presentare entro il 31 dicembre di ogni
anno e da aggiornare periodicamente.
“Diciamo che praticamente nessuno dei
soggetti interessati ci ha mai risposto”,
conclude laconicamente lʼassessore.
NEL FRATTEMPO... Nel sito dedicato alla
mobilità messinese cʼè la mappa con il
percorso, la linea del tram e quelle dei bus,
cʼè la zonizzazione della Ztl, estesissima, e
cʼè pure una voce curiosa: “attrattori di
traffico”. Cliccandoci sopra, appaiono, in
diversi colori, le zone in cui è matematico
che, durante la giornata, si formeranno gli
ingorghi, che corrispondono ad uffici
pubblici, scuole, impianti sportivi e
monumenti. Singolare il fatto che,
nonostante siano indicate il legenda con
uno squillante colore verde, in città di aree
pedonali non ne appaia nessuna. Forse
perchè a palazzo Zanca sanno bene che
anche nelle zone in cui sarebbero inibiti, i
veicoli a motore scorazzano indisturbati,
così come accade, limitandosi alle aree
intorno al comune di Messina, in via san
Giacomo dietro il Duomo o in via Mario
Aspa nei pressi del teatro. (A.C.)
AZIENDA TRASPORTI
Atm, la lenta agonia
Ferme le procedure per la liquidazione
e rilancio dell’azienda, accusano i sindacati
Melino Capone
MESSINA. Nel frattempo lʼAtm sta facendo la più ingloriosa delle fini, spegnendosi lentamente e in agonia. Si era deciso di metterla in liquidazione e di far sorgere, sulle ceneri della vecchia,
una nuova azienda trasporti, competitiva sul mercato e mondata dai debiti. E invece niente. “Le nuove normative di legge
in materia di mobilità urbana, i rilievi della Corte dei Conti e dell'Assessorato regionale ai Trasporti richiedevano un nuovo piano industriale e la trasformazione, in un arco temporale brevissimo individuato rispettivamente in 60 e 90 giorni, della vecchia
azienda. Oggi quella delibera è rimasta lettera morta”, scrive la
Cisl, alla quale fa eco ancora più duramente unʼaltra sigla sin-
pagina 12
dacale, la Uil. “Siamo già a fine aprile e lo stipendio di marzo
non è ancora stato corrisposto e non esiste alcuna prospettiva
neanche per quello di aprile. Siamo, inoltre, a coscienza del fatto che i creditori si stanno attivando per pignorare le somme direttamente alla Regione. Un percorso assolutamente legale dal
momento che le somme stanziate da Palermo non sono direttamente collegate al pagamento degli stipendi ma relative ai
chilometri percorsi”. E da palazzo Zanca come rispondono? Abbozzando. “Dobbiamo pagare marzo e aprile e aprile”, spiega
lʼassessore al Lavoro (ed alla Mobilità) Melino Capone, costretto dalle circostanze a ripetere la stessa solfa ogni mese da
tre anni a questa parte. Ci stiamo attrezzando per pagare marzo, ma date non voglio darne, perchè se poi saltano...”, conclude dubbioso. Il bilancio della Regione è stato approvato in
settimana, perchè diventi operativo sarà necessario ancora
qualche giorno, quindi è probabile che marzo sarà pagato coi
fondi del Comune: un milione e ottocentomila euro da raschiare dal fondo del barile. (A.C.)
centonove
Politica
20 APRILE 2012
PARABOLE. A San Cataldo, il deputato nazionale non è più il signore incontrastato
Pagano perde il “regno”
Dopo aver piazzato due sindaci consecutivamente, il cognato Raimondo Torregrossa e Giuseppe
Di Forti, l’esponente del Pdl “costretto” a sostenere un candidato di Fli. Con un’alleanza inedita
DI ALIDA AMICO
SAN CATALDO. Stavolta lʼesito delle
urne potrebbe riservare non poche
sorprese. Con lʼuscita di scena di
Giuseppe Di Forti (vicino al
parlamentare nazionale Alessandro
Pagano), chi sarà il prossimo sindaco
di San Cataldo, il paese che tra i suoi
figli illustri annovera Giuseppe Alessi (il
fondatore della Dc) ed il compianto
arcivescovo di Monreale Cataldo
Naro? In corsa, ci sono 5 candidati.
Gianluca Amico ( un avvocato
sostenuto da Pdl e Fli). Un ingegnere,
Gianfranco Scarciotta, attuale
consigliere provinciale del Pd
(appoggiato anche da Idv,Sel, Rc e da
una lista civica capeggiata dallʼex
presidente del consiglio Gaetano
Vullo, in rotta con il Pdl). E poi,
Giuseppe Scarantino, un promotore
finanziario che corre per conto del “polo
di centro” (Udc, Api ed Mpa) ed è
sponsorizzato da 4 liste civiche. Si
ricandida per la terza volta Franco
Raimondi (ex popolare, già Udc ed
Mpa). Nonché, in corner, anche lʼex
assessore comunale recentemente
“defenestrato” dal Pdl, Rosario Sorce.
PAGANO PERDE PEZZI. Questa
“pazza” campagna elettorale
sancataldese - anche per il variegato
assortimento di alleanze - è
contrassegnata dalla frammentazione a
destra e dalla grande fuga dal Pdl. Il test
elettorale sancataldese - lʼunico Comune
in provincia di Caltanissetta, insieme a
Niscemi, dove si voterà col sistema
proporzionale il prossimo 6 e 7 maggio potrebbe infatti sancire lʼavvio di un
mutamento genetico, della “mappa”
politica nissena. Il Comune di San
Cataldo negli ultimi lustri ha legato il suo
nome alla parabola del leader dei
berlusconiani in provincia di
Caltanissetta: lʼattuale parlamentare
Alessandro Pagano. Che nella sua
SE IL REGNO VACILLA. Alessandro Pagano
“roccaforte” sancataldese è sempre stato
il “re” incontrastato. Negli ultimi 15 anni,
sulla poltrona più alta di Palazzo delle
Spighe hanno seduto ininterrottamente
sindaci di stretta osservanza
“paganiana”. Per due sindacature, il
cognato Raimondo Torregrossa (nel
2008 eletto allʼArs). E negli ultimi 5 anni,
lʼuscente Giuseppe Di Forti (altra sua
creatura). La cui sindacatura, a sentire le
frecciate dellʼopposizione, verrà ricordata
come la “peggiore” che abbia avuto San
Cataldo. Stavolta insomma, nel feudo
elettorale “paganiano”, il “terremoto” in
corso potrebbe preannunciare che forse
il vento sta davvero cambiando non solo
per Palazzo delle Spighe. Ed i 23 mila
sancataldesi, dopo circa un ventennio
potrebbero voltare le spalle a Pagano.
IL CREPUSCOLO DEGLI DEI. Che la
“Pagano dinasty” sia ormai agli
sgoccioli? Il tam tam sancataldese
racconta, infatti, che dietro il sostegno
alla candidatura di Amico ci sarebbe un
Pagano in marcato declino.
Consapevole del rischio di perdere la
partita, proprio nel suo “quartiere
generale” di San Cataldo, il
parlamentare del Pdl starebbe infatti
optando per il basso profilo: non si fa
vedere in giro con lʼavvocato candidato
(insieme a Torregrossa, ha disertato
persino il comizio di apertura della
campagna elettorale). La “grande fuga”
dal Pdl, con epicentro San Cataldo,
sembra comunque inarrestabile.
«Pagano è in forte difficoltà - conferma
Davide Cammarata, segretario del
circolo del Pd - e deve fare finta di
sostenere un candidato che non è della
sua area, per accreditarsi come uomo
del dialogo. Ma chi lo conosce, sa che è
una barzelletta...».
TORREGROSSA “BUTTAFUORI”. Il
coordinatore provinciale del Pdl
Torregrossa ha intanto preannunciato
lʼennesima espulsione dal partito:
stavolta quella del capogruppo alla
Provincia, Diego DellʼUomini, per il suo
appoggio al “traditore Sorce”.
DellʼUomini, perché senta la “nuora
Pagano”, a Torregrossa glielʼha però
cantata sulla stampa. «Deve spiegare
come possano un deputato regionale,
uno nazionale ed un sindaco uscente
cedere la candidatura a Fli. Perché nelle
passate elezione - chiede conto
DellʼUomini - cʼerano 7 liste a sostegno
del sindaco Di Forti e adesso solo tre?».
PDL & FLI. Altra “anomalia”:
berlusconiani e finiani, che altrove si
fanno la “guerra”, qui sosterranno un
candidato comune. «Semplicemente
perché quelli di Fli - malignano
dallʼopposizione - sono in realtà tutti
“paganiani camuffati”. Anche se il
coordinatore provinciale dei “finiani», lʼex
parlamentare forzista Giacomo Ventura,
smentisce letture dietrologiche. «La
nostra linea, è di assecondare le
esigenze territoriali: scegliendo sulla
base dei programmi e delle intese e non
pro o contro una persona...».
SCARANTINO IN POLE POSITION. Del
“terremoto” scoppiato a destra
potrebbero però avvantaggiarsene
soprattutto i candidati dellʼarea di centro.
In primis Giuseppe Scarantino,
supportato da 4 liste civiche, tra cui il
“Sacco in movimento” (espressione
dellʼomonimo periodico, per anni spina al
fianco contro lʼ“onnipresenza paganiana”
in paese). La candidatura di Scarantino,
viene anche sponsorizzata da Bernardo
Alaimo (ex assessore regionale Dc oggi
in quota Udc), da Salvatore Saporito
(presidente della locale Banca Toniolo),
nonché dallʼarea cattolica vicina a don
Massimo Naro (fratello del defunto
arcivescovo). Salvo sorprese, il sindaco
verrà fuori dal ballottaggio. Mentre per i
due “cognati” sancataldesi - Alessandro,
fervente militante dellʼassociazione
Alleanza Cattolica, e Raimondo,
incarnazione del “paganesimo dal volto
umano” per il suo fair play - il conto alla
rovescia è già cominciato. Ed il responso
delle urne, potrebbe accelerare lʼautunno
dei “patriarchi sancataldesi” con lʼepilogo
di unʼera che ha segnato la politica
nissena post Alaimo.
AGRIGENTO
Sgarbi fa la Pennica
Il critico lascia Zambuto e appoggia Epolis
AGRIGENTO. Lʼultimo colpo di teatro lʼha messo a segno
Vittorio Sgarbi. Il quale, dopo avere appreso che lʼUdc di
Cefalù ha vietato lʼuso del simbolo “scudocrociato” agli udicini locali - che lo appoggiano nella sua candidatura a sindaco - per “reciprocità” ha stracciato lʼaccordo con il sindaco
uscente di Agrigento, lʼudicino Marco Zambuto. Dirigendo
la prua verso Salvatore Pennica, il candidato di Epolis, Pdl
e Grande Sud. «Scelgo Vittorio Sgarbi in libertà, come ambasciatore della cultura agrigentina nel mondo...», ha preannunciato lo stesso Pennica durante il comizio, alla presenza
dellʼinteressato. Confermando la collaborazione del critico
dʼarte, come consulente esterno, «a costo zero». Quindi, dopo Epolis, il Pdl e Grande Sud, anche il neo partito della Ri-
voluzione - che ha candidato 4 aspiranti consiglieri comunali con i partiti, ha rilanciato il suo “patto di lealtà” con gli agrinella lista di Epolis (ed il cui referente, è lʼattuale vice sinda- gentini. «Con chi sto, voglio dirlo e farlo ora. Ma se i partiti co di Licata, Giuseppe Arnone) - ha siglato in corner un “pat- avverte i naviganti - dovessero tradire lʼaccordo elettorale, li
to” con il candidato Pennica. Poco importa se lo stesso Sgar- metterò alla porta del municipio 6 mesi dopo!” Intanto, a sobi, abituato a sparare a mitraglia nel mucchio, nel suo inter- stegno di Mariella Lo Bello, ex segretaria provinciale della
vento durante il comizio a Porta di Ponte non abbia rispar- Cgil,candidata del “cartello” Pd, Mpa, Fli ed Api, ci sarà anmiato il partito di Berlusconi. Che il giorno prima - con lʼarri- che la lista civica “Agrigento Protagonista” promossa dallʼex
vo del segretario nazionale Angelino Alfano al
deputata regionale dellʼUdc (già sindaco di NaCinema Astor - aveva di fatto aperto la sua camro) Mariagrazia Brandara. «Conosco ed appagna elettorale. Pennica, sostenuto da 4 liste
prezzo da anni la serietà e concretezza di Ma(Epolis,Pdl, Grande Sud e la lista civica Cantiere
riella Lo Bello - commenta la Brandara - ed ho depopolare), ha intanto indicato nella sua squadra
ciso di supportarla, facendomi promotrice di una
(costituita da 3 assessori) due esponenti di area
lista in cui ci saranno, 30 persone che non hanPdl: Carmelo Terrasi (responsabile del dipartino mai fatto politica. La nostra battaglia contimento centro storico del partito) e Daniela Catanuerà per chiedere trasparenza e legalità. E solano, vice coordinatrice provinciale (oltre che niprattutto ci batteremo perché la confisca dei bepote dellʼeuro parlamentare Salvatore Iacolino).
ni prevista per i mafiosi, venga estesa anche ai
Totò Pennica
Ma Salvatore Pennica, nonostante lʼalleanza
politici ed ai funzionari corrotti». (A.A.)
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Politica
20 APRILE 2012
AL VOTO. Ecco i programmi delle quattro schieramenti amministrativi
NOVARA DI SICILIA
Così ti trasformo Santa Teresa
Pallella propone le fontanelle di acqua frizzante gratis, De Luca rinuncia a indennità
e consulenti. “Rifiuri zero”, lo slogan di Carlo Lo Schiavo . L’uscente Morabito col wi-fi
DI MASSIMO FERRARO
SANTA TERESA DI RIVA. Completata la
composizione delle squadre comincia a
santa Teresa di Riva la vera e propria
battaglia elettorale che culminerà con le
operazioni di voto del 6 e 7 maggio. Intanto
si è provveduto al sorteggio per lʼordine di
inserimento nella scheda elettorale. La lista
numero uno sarà quella capeggiata da
Fabio Palella, ex capogruppo di minoranza,
che guiderà “Sveglia S. Teresa”, una
coalizione di rottura col sistema dei partiti
del territorio composta per lo più da giovani
alla prima esperienza politica in cui
spiccano lʼattore-regista Vittorio Bruno e
Pasquale Turriciano, uomo storico della
destra santateresina. Assessori nominati lo
stesso Bruno e Debora Russo. Palella con
uno scatto di orgoglio ha presentato la
propria” civica” nonostante i forfait
dellʼultima ora di Francesco Currò e Jhonny
Crisafulli. Innovativo sicuramente il
programma del giovane ex Sicilia Vera che
tra lʼaltro punta sulla “creazione di una casa
dellʼacqua con la possibilità di erogazione
del prezioso liquido sia naturale che
frizzante, sullʼutilizzo della tecnologia led
per lʼimpianto di pubblica illuminazione con
un risparmio energetico del 60%, fornitura
per tutti i consiglieri comunali di tablet in
comodato dʼuso per notifiche in tempo
reale, carta argento per gli anziani e bus
navetta sia per il centro che per le frazioni.
La lista numero due è “S. Teresa
Protagonista” - capeggiata dallʼex sindaco
Carlo Lo Schiavo - conta sullʼappoggio del
Fli, del Mpa quota Lo Monte, di Patto per S.
Teresa cara a Nino Bartolotta, dei giovani
Pd Impastato e dei “maratoneti “ Udc
affiancati dai Giovani di Bucalo. Assessori
nominati Giovanni Todaro ( vicesindaco ) e
Maria Antonia Briguglio. Lo Schiavo ha tra
le sue intenzioni prioritarie quelle di
“individuare strade alternative per risolvere
i problemi di attraversamento viario del
paese, favorire gli investimenti di piccoli e
grandi imprenditori soprattutto nel settore
Da sinistra Cateno de Luca e Fabio Palella
turistico, coesione sociale con servizi a
favore delle fasce deboli e integrazione
degli extracomunitari, piano di accesso
pubblico alla rete connessione wireless,
raggiungimento dellʼobiettivo “rifiuti zero” e
dal punto vista comprensoriale battersi per
evitare la soppressione degli uffici di pace
presenti in tutto il comprensorio creandone
uno unico a S. Teresa nei locali dellʼex
pretura”. Col numero 3 si presenterà agli
elettori “Sicilia Vera Libera S. Teresa” è la
compagine che ha stravolto il quadro
politico locale con lʼinaspettata candidatura
dellʼonorevole Cateno De Luca che dopo
aver lanciato la candidatura di Carlo Lo
Schiavo lo ha “mollato” accusandolo di
inadempienza nellʼosservanza del
cosiddetto “ patto generazionale”. De Luca
capeggia un monocolore di cui fanno parte
tra gli altri i consiglieri uscenti Salvatore
Bucalo – designato assessore al bilancio –
e Danilo Lo Giudice (presidente del
centonove
consiglio ) ed ha già presentato la sua
giunta che prevede Nino Famulari, vicesindaco con delega Lavori Pubblici e
Urbanistica, Pina Giovanna Dʼarrigo
(Solidarietà e servizi sociali ) e Giovanni
Bonfiglio che si occuperebbe di Sport,
turismo e spettacolo. Nella dichiarazione di
intenti del deputato regionale spicca “la
rinuncia alle indennità di carica, la drastica
riduzione dei costi della politica ed una
razionalizzazione della spesa pubblica con
il taglio netto delle consulenze esterne a
vantaggio della valorizzazione delle
numerose e qualificate risorse interne alla
pianta organica comunale in modo da
creare economie di scala che consentano
benefici che ricadano nella sfera di
pertinenza dei cittadini attraverso
investimenti e riduzione delle gabelle
comunali”. La lista numero 4 “ Città Libera “
capeggiata dal sindaco uscente Alberto
Morabito è composta da rappresentanti del
I 12 comandamenti
di Luigi Bertolami
Ogni consigliere è associato a un progetto
MAZZARRAʼ SANTʼANDREA. Gli impegni presi dal candidato sindaco
Luigi Munafo sono racchiusi in 12
punti programmatici: uno per ogni
componente della lista collegata. Lʼinedito sistema ha lʼobiettivo di far si
che ognuno dei candidati , in caso di
vittoria, porti avanti il proprio punto
in relazione alle proprie competenze. Evitando “distrazioni” nel corso
della legislatura. A contendersi la
poltrona a Novara sono Munafò e Girolamo Bertolami. “Fare per crescere” capeggiata da Munafò ha tra gli
esponenti di spicco Antonio Sofia, il
primo sindaco eletto con il sistema
dellʼelezione diretta per due legislature, Giuseppe Rao ex assessore in
giunte anni 80-90 e Daniele Raccuia
revisore dei conti in numerosi comuni della provincia. I primi due sono papabili assessori, Raccuja dovrebbe ricoprire in caso di affermazione la carica di presidente del consiglio. In giunta già designati Nadia
Giamboi, specializzata nella promozione turistica e lʼimprenditore Giuseppe Da Campo Ferrara.
Pdl, area Formica, Buzzanca , Nania e
Ricevuto, dal Pd ufficiale, dallʼUdc ala
“moderati”, Mpa area Dʼaquino; assessori
designati Gianmarco Lombardo e Pablo
Spadaro ed ha registrato un colpo di coda
del primo cittadino che in poche settimane
ha avuto il merito di ingrossare le proprie
truppe al punto da avere problemi di
abbondanza. Il progetto del primo cittadino
prevede “il potenziamento della raccolta
differenziata col sistema del porta a porta,
particolare attenzione alle problematiche
sociali in un periodo di crisi economica con
la redazione del piano regolatore sociale, la
realizzazione del progetto per la
valorizzazione del Borgo Rurale MisserioFautarì già finanziato dallʼAssessorato
Regionale Risorse Agricole, e attenzione
alle frazioni sotto lʼosservazione dellʼex
vicesindaco Tanino Maggioloti. Massima
cura per le politiche giovanili con
lʼistituzione della Pro-Loco e di Wi-fi zone.
GALLODORO
La campagna elettorale
più “piccola” della Sicilia
A contrastare Lo Monaco c’è l’insegnante
Currenti. A votare saranno 300 residenti
GALLODORO. Domenico Lo Monaco, sindaco uscente, e
Alfio Currenti, insegnante, hanno aperto ufficialmente la
campagna elettorale nel comune di 390 abitanti, il più piccolo della Sicilia. Campagna elettorale che si prevede accesa, considerati i legami di parentela tra i candidati. Alcuni di questi sono nuove facce prestate per la prima volta alla politica, altri, invece, sono veterani, che si ripresentano
per gestire un comune dissestato dal punto di vista finan-
ziario. Domenico Lo Monaco si ripropone, dunque, alla cittadinanza con la lista “Gallodoro nel cuore”, che presenta
quattro esponenti della vecchia maggioranza: Natale Carmelo Calì, Rosario Gualtieri, Roberto Lo Monaco, che era
in procinto di passare con Alfio Currenti, ma poi ha deciso
di fare dietrofront, e Maria Assunta Stracuzzi, designata come assessore. Lʼaltro assessore designato è Giuseppe Riccardo DʼAgostino, il più anziano di tutti, classe 1945.
Uno dei nuovi volti invece è il 25enne
Antonio Fenicio, che rappresenta assieme ad Antonella Maria Romano la
gioventù nella lista, composta anche
da unʼaltra donna, la barman Maria
Concetta Sciacca. Nello schieramento opposto è presente invece lʼex candidato sindaco delle passate elezioni
Antonino Pedale, designato assesso- Currenti
pagina 14
re insieme a Gaetano Luca. Pedale è il marito di Elvira Saglimbeni, esponente della compagine di Marilena Bucceri a
Letojanni. I due coniugi, appoggiati dallʼonorevole Pippo
Currenti( nativo di Gallodoro e imparentato col candidato
sindaco), si presentano entrambi in due comuni diversi. Gli
altri candidati al consiglio sono di diversa estrazione sociale e politica. Eʼ presente Fli e anche il
Pd con Nino Parisi, (già presidente del
Consiglio), cugino di Roberto Lo Monaco, candidato nella lista opposta. Le
novità sono rappresentate da Antonella Bartolotta, cugina dellʼaspirante
sindaco, da Annalisa Ardizzone, dal
mister della locale squadra di calcio a
5 Maurizio Lo Turco, e da Ottavio Puzzolo, ex impiegato. Nella compagine
“Insieme si cresce” anche il navigato
Lo Monaco
Pippo Carilli. (Enrico Scandurra)
centonove
Politica
20 APRILE 2012
BROLO. Il capo dell’esecutivo si è rifiutato di inserire nella sua lista una “compagna” del Pd
Se Messina è poco democratico
A protestare il Circolo Pio La Torre per l’esclusione di Francesca Natoli dall’elenco
dei “consiglieri”. La replica: «Ho scelto chi ha dimostrato nel tempo spirito di squadra»
DI
CATERINA SCAFFIDI
BROLO. La campagna elettorale si apre
con lʼennesima puntata dellʼeterno botta
e risposta tra il Circolo “Pio La Torre” e il
sindaco uscente e ricandidato Salvo
Messina. Lʼoggetto dello scontro, oltre
la rivendicazione di una serie di note a
cui pare che il sindaco Messina non
abbia mai risposto, è la mancata
accettazione nella lista del sindaco
uscente dal nome “Brolo in movimento”,
di Francesca Natoli, componente del
direttivo regionale del Pd, partito di cui
fa parte lo stesso sindaco Messina.
«Siamo certi che il rifiuto di inserire nella
lista “Brolo in movimento” per la
elezione del Consiglio Comunale del 6 e
7 maggio prossimo, la componente del
direttivo Regionale del Partito
Democratico Francesca Natoli, sia
essenzialmente dovuto al terrore che
qualcuno “potesse mettere il naso” nei
conti e negli atti riservati del Comune
per controllarne regolarità e legittimità.
In un sistema praticamente senza
controlli amministrativi con tale chiusura
avete dimostrato non forza ma
debolezza politica e coda di paglia ed
anche per questo il futuro democratico
di Brolo ed il futuro di tanti creditori e
dipendenti è a rischio!” Così si legge nel
documento inviato dallʼaltra frangia del
partito democratico al sindaco Salvo
Messina. Immediatamente sulla rete si
sono scatenati una serie di commenti,
riflessioni, spunti di discussione. Molti si
chiedono come si possa proporre una
candidatura a fianco di un sindaco di cui
si è sempre messo in dubbio il modo di
operare e se non fosse stato più corretto
aspirare allʼopposizione, in modo da
operare unʼazione di controllo sul modo
sbagliato di amministrare di cui parla il
Circolo “Pio La Torre”. Ma a sfatare ogni
supposizione ci ha pensato al lettera
aperta scritta dal sindaco brolese alla
cittadinanza e ai suoi accusatori.
Salvo Messina
«Avevo pensato come in altre
occasione di non rispondere, di lasciar
correre, convinto come sono che
spesso la miglior risposta allʼinsulto
personale velato di politico sia
lʼindifferenza che fa scemare nel
dimenticatoio la provocazione- scrive
Salvo Messina - al tempo avevo invitato
chi mi attaccava al dibattito aperto, al
confronto, ciò non è avvenuto e di
questo non mi posso addossare la
colpa, se lʼopposizione non vuol fare,
non sa fare, si scoccia a rivestire il suo
ruolo non è certo colpa di chi
amministra». Poi Salvo Messina passa
alla parte più delicata dellʼargomento, il
rifiuto alla candidatura di Francesca
Natoli. «Francesca Natoli, oggi
recrimina il suo non essere il listaafferma il sindaco brolese- si chieda
perché? Siamo nella stessa area
politica, il Pd. Lʼamministrazione ha
dialogato e valutato. Io mi sono assunto
la responsabilità del diniego. Si entra in
lista non per cognomi, casati, eredità
politiche. Si entra se si ha voglia di fare,
se nel tempo si ha avuto spirito di
squadra e di appartenenza, se si è stati
vicini. Nessuna serpe nel petto,
nessuna barricata prima di iniziare, non
si costruisce così unʼamministrazione
che deve lavorare per il bene comune,
insieme per anni. Se questo nome non è
oggi nella lista è anche perché nessun
suggerimento, nessuna progettualità,
nessuna idea costruttiva ha dato a
chicchesia per “fare” qualche cosa per
Brolo, stesso dire per il Circolo che
rappresenta, mentre altri, anche lontani
politicamente hanno chiesto ed avuto».
Risposte al vetriolo per un botta e
risposta arrivato allʼultimo atto.
TORTORICI
Esposto per difendere
Dino Galati Rando
TORTORICI. Troppe “voci” sul conto
del consigliere provinciale Dino Galati.
Proprio per questo il “Comitato sostenitore” del politico ha inviato una nota
indirizzato a varie istituzioni,
dalla Procura al
Ministero degli
interni, in cui
denuncia interventi per fare in
modo che queste illazioni finiscano.
Galati si è insediato a palazzo
dei Leoni dopo Dino Galati Rando
una lunga battaglia a colpi di carta bollata e la sentenza del Cga. «Si sta cercando di diffamare un nome, distruggere una famiglia senza un motivo fondato» scrive il
comitato pro Galati. Il Comitato si riferisce a quanto ignoti hanno diffuso dopo che Dino Galati Rando e la sua famiglia sono stati oggetto di indagine
per minacce. «Il 26/01/2010 il procedimento viene archiviato con provvedimento del Gip perché privo di fondamento - si legge nella nota - ma si continuano ad ordire strategie contro un
cittadino onesto! Diffamare un nome,
distruggere una famiglia senza un motivo fondato….non è possibile accettare di diventare le pedine inconsapevoli di un complotto che si muove sulla
sottile linea della legalità». Secondo il
Comitato, infatti, Dino Galati è nel mirino della mafia bianca. A tal proposito
lʼavvocato Decimo Lo Presti, legale del
consigliere Galati, ha presentato istanza alla procura di Messina per conoscere eventuali iscrizioni a carico del
suo assistito. Secondo quanto riportato nellʼesposto, sarebbero due gli attacchi contro il consigliere: il primo parte dai “poteri forti”, «quella che comunemente identifichiamo appunto come
la mafia bianca»; il secondo, dagli “utili idiotiʼ, «che sono tanti, forse anche
troppi, collaboratori diretti della casta,
che si lasciano irretire in queste trame
delinquenziali». (Pamela Arena)
MAZZARRA SANT’ANDREA
Navarra si “allontana”
dai suoi consiglieri
Il primo cittadino prende le distanze
dai componenti della lista di Pietrafitta
MAZZARRAʼ SANTʼANDREA. Dopo la presentazione delle
liste parte una campagna elettorale che, dalle prime
schermaglie, si annuncia molto rovente. Il confronto è già
partito con il primo comizio tenuto dal candidato a sindaco
Domenico Crupi. Intanto pare che già il prossimo sabato il
sindaco uscente, Carmelo Navarra, parlerà alla cittadinanza
per fare un excursus dei suoi 10 anni di attività politica, ma
non si sa se prenderà delle posizioni ben precise a favore di
qualche candidato. Intanto, con una nota precisa che «le
scelte fatte dai consiglieri che sostengono il candidato uscente. La nostra progettualità sul territorio è
Pietrafitta, provenienti dal gruppo che mi ha sostenuto, sostanzialmente diversa da quanto fatto sino ad ora e voglio
hanno compiuto scelte assolutamente personali e frutto di evidenziare che nella mia lista non è presente alcun
loro decisioni autonome, che non possono essere candidato che si possa considerare vicino al dottore Navarra.
riconducibili ad una mia attuale posizione. Mi preme, inoltre, I consiglieri comunali uscenti che hanno deciso di candidarsi
sottolineare che non mi risulta, come peraltro confermato nella mia lista si erano già candidati insieme a me nelle
direttamente dallʼassessore Rosaria Torre,
precedenti consultazioni comunali.
che la stessa abbia ricevuto richiesta né data
Pietrafitta commenta anche un atto vandalico
disponibilità a ricoprire alcuna carica».
accaduto ad una candidata al consiglio
Dunque, Navarra non appoggerà Pietrafitta.
comunale della sua lista, la pittrice Carmela
Questʼultimo, ha tenuto a precisare che ciò
Teresa Caravello, che ha subito un attentato
che più desidera per la sua comunità è
incendiario che ha distrutto la sua vettura. “
riportare il paese alla sua connotazione
Speriamo che sia lʼultimo gesto intimidatorio
principale, ovvero il paese dei vivai: «La
che la nostra comunità subisce e che il
visione di come dovrà essere proiettata
“Nuovo Inizio”, che è anche il nome della
Mazzarrà SantʼAndrea nel prossimo futuro –
nostra lista, simboleggi la voglia di riscatto
dichiara Pietrafitta - è diversa rispetto a
che tutti noi auspichiamo».
quanto fatto sino ad ora dallʼamministrazione Carmelo Navarra
P.A.
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Politica
20 APRILE 2012
AL VOTO. A Mirto fanno pace Ialuna e Lanza. Cinque anni fa correvano per la sindacatura
centonove
SAPONARA
C’eravamo tanto lottati
Venuto, squadra
che vince...cambia
La famiglia Lanuto, invece, “arruola” tra le proprie fila Giovanni Sapone, figlio dell’avversario
storico. Ad Alcara Li Fusi e Motta D’Affermo gli “uscenti” puntano sui propri “delfini”
Oltre ai fedelissimi a sostenerlo
Nicola Bertino e Valentina Fiocco
DI NINO DRAGOTTO
MESSINA. Fino a qualche mese fa erano
su fronti opposti. Oggi camminano a
braccetto e affrontano gli elettori cercando
consensi per la medesima squadra. A
Mirto, ad esempio, la preside dellʼistituto
tecnico Industriale, Rosalia Lanza, è
riuscita con fortuna a scongiurare la
formazione di una terza lista, e dovrà
confrontarsi con la dinastia dei “Lanuto”,
con lʼimprenditore Giuseppe Lanaro,
genero dellʼex sindaco Giuseppe Lanuto,
autentica “roccia” democristiana, abile
imprenditore del settore marmi sempre
attivo nei corridoi e nelle stanze della sede
municipale. La preside inaffondabile è
riuscita a far salire sulla sua nave
lʼavversario di cinque anni fa e velista,
Luigi Ialuna, e quattro combattive
nocchiere, Cettina Arcodia, Chiara Di
Pane, Luisa Piraino e Maria Catena
Protopapa. Lanuto “Dinasty” per non
scivolare sulle preferenze ha imbarcato
nella stiva della lista “Insieme”, Giovanni
Sapone, figlio di Nino Sapone il quale ha
impedito il bis amministrativo a Giuseppe
Lanuto. La partita a due dei candidati a
sindaci, nella fascia più occidentale della
provincia di Messina spacca in due
schieramenti i piccoli paesi, dove a
“contare” è il peso elettorale delle famiglie
dei candidati consiglieri. Ad Alcara Li
Fusi il confronto è aperto tra guardiaparco
Nicola Vaneria, ed il bancario Ettore
Dottore. Il rispettivo vessillo elettorale è
“Alcara nel Cuore” e “Rinnovamento
Democratico”, ma il pacchetto azionario di
voti per Vaneria è riposto nellʼex primo
cittadino, il medico Giuseppe Pirronello,
chiamato nei compiti di assessore. Per
Dottore, il “fido” di credito elettorale è
affidato al sindaco uscente Giuseppe
Spinello, rappresentato in giunta dal
fratello Vincenzo. Riuscirà il dinamico
guardiaparco a riportare lustro alla sede
“naturale” dellʼente Parco dei Nebrodi,
impresa non riuscita al poco pragmatico
Enza Bonadonna
Rosalia Lanza
Luigi Ialuna
sindaco uscente Spinello? A Longi la lotta
per il primato è tra il funzionario
dellʼassessorato regionale Agricoltura,
Sandro Lazzara, sindaco uscente che fa
affidamento sul voto più a sinistra e sulle
simpatie del “Parco Avventura”, e sul
fronte opposto il presidente del consorzio
ripopolamento ittico “Nebrodi”, Nino
Fabio, democristiano di lungo corso, già
primo cittadino, sostenuto dallʼapparato
locale del Banco di Credito Cooperativo,
Valle del Fitalia. I cittadini pensano di loro
due, che entrambi sappiano lavorare bene
per il loro paese, ma la politica li divide,
altrimenti sarebbero valore raddoppiato
per la comunità. Il sindaco uscente di
Pettineo, Pino Barberi è riuscito a
generare un “erede” elettorale, con una
ricerca certosina tra impiegati e dirigenti
dellʼapparato municipale, ed ha trovato in
Giuseppe Liberti lʼespressione vincente
per una continuità amministrativa
(“Ancora Unita”). Ai disegni politici,
egemonici della terra bagnata dai torrenti
Alesa e Santo Stefano, di Pino Barberi,
che taglia senza affanni il traguardo del
suo secondo mandato a sindaco, si
oppone la professoressa di filosofia del
liceo di Cefalù, Enza Bonadonna, che
cercherà di “esorcizzare” le mire
dellʼavversario con una lista trasversale,
“Crescere Insieme”, che ha lo zoccolo
duro nella componente parrocchiale.
La successione del sindaco di Motta
DʼAffermo, Sebastiano Adamo, non sarà
una secessione in quanto il testimone
cercherà di prenderlo in “corsia” il vice
sindaco Antonio Giuseppe Pulvino.
Pulvino che ha la sua rocca di
avvistamento elettorale tra i residenti della
frazione “marinara” di Torremuzza
cercherà di relegare allʼopposizione il
veterano di tante battaglie politiche
amministrative Nunzio Marinaro, rimasto
ancorato nel centro storico di Motta ed alla
chiesa del Patrono, San Rocco.
PIRAINO
Le liste? Sono “litigarelle”
Ecco i “nemici” politici che corrono nella stesso schieramento
PIRAINO. Si erano separati con tanto di comunicati stampa al seguito, frecciatine e recriminazioni. Ora si trovano designati nella
stessa giunta. Si tratta dellʼex assessore ai Servizi Sociali Angelita Terranova e del responsabile dei Lavori Pubblici, Maurizio
Ruggeri. “Nemici” fino al febbraio scorso, quando Angelita Terranova aveva annunciato a insaputa di tutti la sua candidatura a sindaco, “colleghi” presunti in quella che sarà lʼeventuale amministrazione targata Pippo Condipodero. Angelita Terranova a dicembre accusava il primo cittadino pirainese, Giancarlo Campisi,
di voler appoggiare la candidatura a sindaco di Maurizio Ruggeri, quale suo successore, nonostante lei stessa già da tempo manifestava la volontà di aspirare a qualcosa di più. La Terranova fu
estromessa dal sindaco Campisi e aveva già iniziato la sua cam-
SAPONARA. Sfida a due nel centro
tirrenico per le amministrative del 6
e 7 maggio. Da una parte il sindaco
uscente, Nicola Venuto, Fli, dallʼaltra
il rappresentante dellʼattuale gruppo dʼopposizione Natale Saponara,
58 anni, ex dipendente Iacp. Venuto
punta al secondo mandato riproponendosi agli elettori con buona parte della squadra affermatasi nel 2007
e alcune novità. La prima è costituita dallʼalleanza con il Pd e dalla designazione alla carica di assessore
per Nicola Bertino, presidente del locale circolo del partito di Bersani. La
seconda dallʼingresso a sorpresa
pagna elettorale. Ma alla luce delle nuove candidature i due hanno dovuto mettere da parte astio e vecchi dissapori e piegare il capo di fronte alle trattative politiche. La stessa cosa è accaduta con
Francesco Mastrolembo, altro assessore designato nella rosa di
Condipodero, da sempre contrario allʼamministrazione Campisi.
Anche lui stava imbastendo un dignitoso programma e un gruppo politico dal nome “Rimanere a Piraino” che ha dovuto “sacrificare” per progetti politici più ambiziosi.
Stessi meccanismi nella lista guidata dalla dottoressa Gina Maniaci dove il duo che ha caratterizzato lʼopposizione pirainese, ovvero i due esponenti del PD “Giorgio La Pira”, Marco Ceraolo Spurio e Ignazio Natoli, dovranno convivere con Tonino Scaffidi lʼesperto ingegnere meglio conosciuto come il marito del consigliere dʼopposizione uscente Anna Ricciardi. Lʼopposizione Pirainese, infatti, tempo fa voleva estromettere Anna Ricciardi dallʼAmministrazione in quanto pare che la stessa non partecipasse attivamente, per motivi lavorativi, alle riunioni e ai consigli comunali
scatenando la disapprovazione di Ceraolo e Natoli.
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Nicola Venuto
nella compagine di Venuto di Valentina Fiocco, giovane studentessa
universitaria, il cui padre, Giuseppe,
era stato eletto allʼopposizione cinque anni fa. «Il progetto continua spiega il sindaco uscente - per ricostruire Saponara, con lʼobiettivo di
trasformare la tragedia in una grande opportunità per la nostra comunità. Vogliamo rilanciare il territorio
partendo dalle sue peculiarità». In lista figurano anche gli assessori
uscenti Antonio Salvo, Gianni Liotta, Antonino Ruggeri, Fabio Vinci, i
consiglieri Giovanna Battaglia, Sebastiano Battaglia, Stefano Caruso,
Salvatore Furnari, Gaspare Bertino,
Antonino Venuto, Ugo Venuti. Le altre “new entry” sono Manuela Naborre (funzionario al Tribunale di
Messina) e Rosalba Pino (laurenda
in scienze della comunicazione). Sul
fronte opposto, invece, il candidato
Natale Saponara, esponente Udc (fedelissimo del deputato regionale
Giovanni Ardizzone), guiderà una lista Civica che si propone come alternativa. Il gruppo è composto dal
nocciolo duro dellʼopposizione
uscente «ma - precisa Saponara - anche da giovani ed espressioni della
società civile». Sabato 21 aprile, alle ore 18, presso la palestra comunale Graziella Campagna, si terrà la
presentazione ufficiale della lista.
Antonio Bonaccorso
Sicilia
centonove
MESSINA. Il Catasto scopre mille costruzioni non censite
Immobili fantasma
Capannoni, baracche, ville e ristoranti mai dichiarati: cosa l’Agenzia del Territorio ha trovato
sovrapponendo mappe catastali con aerofotogrammetrie. Tutti i proprietari delle case “sconosciute”
DI ALESSIO CASPANELLO
MESSINA. Un aereo, una fotocamera ad
alta precisione, le mappe catastali ed un
anno di lavoro. Ecco quello che è servito
agli uffici provinciali dellʼAgenzia del
Territorio per riuscire a scovare gli immobili
fantasma, quelli non presenti sulle mappe
catastali ma esistenti, in mattoni e
cemento. La sovrapposizione delle mappe
con le fotografie aeree ha rivelato un
sommerso impressionante, in cui
sconosciuti o mai dichiarati al catasto ci
sono ogni sorta di immobili, dalla stalla al
deposito, dalla baracca alla villa, dal
capannone al ristorante. Amnesia che,
sulla strada del catasto, ha colpito tutti:
privati, associazioni, imprese ed enti.
LA METODOLOGIA. Dagli uffici del
catasto messinese di via Garibaldi, sono
partiti mille avvisi di “attribuzione di rendita
catastale presunta ai fabbricati non
dichiarati al fisco”. In pratica, allʼAgenzia del
territorio vogliono capire il perchè delle
discrepanze tra quanto censito in mappa,
quanto realmente cʼè di costruito in ogni
particella, chi lʼha costruito e chi ne
usufruisce. Perchè, spesso, i “fabbricati
fantasma” non sono stati realizzati dai
proprietari dei terreni. “Abbiamo trovato di
tutto”, ha spiegato Salvatore
Bracciorosso, architetto del catasto che
ha seguito in prima persona le vicende.
Ecco cosa hanno scoperto.
ENTI NON DICHIARANTI. Il caso più
paradossale è quello della Provincia di
Messina, che possiede un immobile, una
volta struttura sanitaria, tra il viale Giostra e
la salita che porta in via san Jachiddu,
giusto di fronte alla rotonda di san Michele.
Tutto attorno alla struttura, in disuso e
occupata “manu militari”, sono sorte
baracche di ogni tipo. E siccome la
particella catastale appartiene a palazzo
dei Leoni (e misura la bellezza di 1850
metri quadrati) toccherà agli uffici della
provincia sbrogliare la situazione. Perchè,
lʼattribuzione di rendita presunta (e
pagamento conseguente) ricade sul
proprietario dellʼarea. Una situazione
analoga la vive lʼIacp, al quale gli uffici
dellʼAgenzia hanno elevato contestazioni
per ben venti particelle catastali che
risultano difformi da quanto registrato nelle
mappe: si tratta delle “casicelle” di san
Michele, un agglomerato di casette
ultrapopolari sulla riva del torrente che con
gli anni si sono moltiplicate in un trionfo di
baracche, verande chiuse, balconi allargati
e laminato di plastica verde a copertura.
Anche il Consorzio autostrade ha ricevuto
avvisi di accertamento da parte
dellʼAgenzia del territorio. Perché? A causa
delle costruzioni che sono sorte in aree di
pertinenza autostradale o di proprietà del
consorzio. Così è successo, per esempio,
poco prima dellʼautogrill di Tremestieri, in
unʼappezzamento di terreno in cui
lʼaerofotogrammetria indica una casa che
non dovrebbe esserci, o a Bordonaro, zona
in cui, in fascia di rispetto autostradale, più
nuclei familiari hanno edificato baracche e
case abusive. Nella rete delle verifiche
cade anche lʼUniversità: per il Policlinico, la
cui pianta non corrisponde alle mappe, e
per un rudere “ignoto” in contrada Marotta,
LA SCHEDA
Cosa prevede la legge
MESSINA. Chi realizza un nuovo fabbricato o amplia un immobile urbano esistente ha lʼobbligo di presentare unʼapposita dichiarazione al Catasto entro 30 giorni dal momento in cui i fabbricati sono divenuti abitabili o servibili allʼuso cui sono
destinati. L'Agenzia del Territorio ha individuato fabbricati o ampliamenti di costruzioni che risultano non dichiarati al Catasto, utilizzando le immagini aeree del
territorio nazionale. Lʼattività di foto-identificazione è stata condotta in collaborazione con Agea - Agenzia per le erogazioni in agricoltura. Nel caso in cui i titolari di
diritti reali sugli immobili individuati non abbiano presentato gli atti di aggiornamento catastale entro il 30 aprile 2011, gli Uffici provinciali provvedono allʼattribuzione di una rendita presunta. Se dopo tale attribuzione il proprietario continua a
non adempiere, i tecnici dellʼAgenzia provvedono allʼaccatastamento, con oneri a
suo carico. Ovviamente, data la natura “deduttiva” dello studio del Catasto, gli intestatari dei beni oggetto di avviso di accertamento hanno ampia facoltà di chiedere allʼufficio provinciale il riesame della pratica in autotutela. (A.C.)
pagina 17
20 APRILE 2012
nella porzione di terreno che, secondo il
progetto definitivo del ponte, dovrebbe
servire come discarica di inerti.
IN NOME DI DIO. Non si fanno mancare
nulla anche gli istituti religiosi: sui colli San
Rizzo, tra Portella e le quattro strade, le
salesiane del san Giovanni Bosco hanno
ristrutturato una vecchia struttura di
ospitalità, ma “si sono fatte scappare la
mano”, ampliandola in maniera parecchio
difforme da quanto dichiarato sulle mappe
catastali. Stessa situazione anche per
lʼistituto di carità della Ancelle riparatrici,
per la parrocchia della Madonna delle
lacrime e per lʼorfanotrofio femminile del
Divino zelo di Sperone, alle quali è stato
inviato un avviso dʼaccertamento. Notevole
quello che invece il catasto vuole accertare
ai gesuiti: in unʼarea parecchio ampia in
viale regina Margherita, di pertinenza
dellʼIgnatianum, le mappe catastali non
riportavano che nudo terreno. E invece ci
sono due campi di calcetto, che i preti
“hanno dimenticato” di dichiarare.
NOMI E COGNOMI. Non solo gli enti: tra le
quasi mille notifiche di contestazione che il
catasto ha mandato in giro cʼè anche
lʼassessore alla Famiglia del comune di
Messina Dario Caroniti, sui territori del
quale, a Larderia, ci sono dei capannoni
tirati sù dal marmista al quale il terreno è
affittato, sconosciuti al catasto (e pure a
Caroniti). Poco più sopra, lungo il torrente
Larderia, lʼagenzia del territorio prende di
mira Sarino Bonaffini ed il fratello Angelo,
contestando la mancata catastazione di
immobili che ricadono su quattro particelle
catastali diverse: si tratta di “depandance”
delle case dei due fratelli mai catastate, e
addirittura del ristorante che lʼimprenditore,
al quale a settembre sono stati sequestrati
beni per centinaia di milioni di euro, ha
recentemente aperto a qualche decina di
metri. Comunicazione anche per il socio ed
ex presidente del Camaro calcio
Benito Chiofalo, al quale lʼAgenzia del
Territorio contesta lʼampliamento mai
catastato della villa in salita Frantinaro,
nella strada che dalla Panoramica dello
Stretto porta a Granatari. Poco distante, cʼè
una casa che ricade su terreni del
progettista del museo Padre Annibale
Maria di Francia, Livio Lucà Trombetta,
visibile dalle aerofotogrammetrie ma
sconosciuta nelle mappe catastali.
Dellʼimmobile, il catasto chiede conto e
ragione allʼarchitetto. Nei terreni del giudice
Franco Langher a Pezzolo, in contrada
Ruvolazzo, sorge da anni un locale. A
Langher, proprietario del terreno, il catasto
ha inviato il protocollo dʼavviso per strutture
costruite e mai catastate, tra le quali rientra
anche una piscina. Avviso anche per il
collega, giudice della sezione fallimentare,
Ugo Scavuzzo, il cui terreno di Rodia,
vicino al torrente Mucciaccio, è oggetto di
contestazione da parte del catasto. Al
costruttore Santi Sofi, insieme al fratello
Antonino, lʼufficio di piazza Municipio
chiede conto e ragione dei capannoni alle
cave di sabbia, sulla Panoramica, che
servono per le attività di estrazione di
materiale da costruzione. Capannoni che
nelle cartine catastali non ci sono. Sotto la
lente dʼingrandimento, anche un terreno in
contrada Caccamo a Santo Stefano di
Alfredo Schipani (cointestato con la
sorella Amelia), figlio del fondatore della
ditta che, fino a un anno, fa era esclusivista
dellʼappalto per la pubblica illuminazione di
Messina. Anche in questo caso, il risultato
dellʼaerofotogrammetria non corrisponde
con quanto cʼè sulle mappe catastali.
Sicilia
20 APRILE 2012
L’AMMINISTRATORE DELEGATO. Antonio Conti
IIL PRESIDENTE.
Sergio La Cava
MESSINAMBIENTE. Il Pm Fabio D’Anna richiede le condanne. Sentenza a luglio
La resa dei Conti
Tre anni per l’ex amministratore delegato e per il “numero uno” di Altecoen Francesco Gulino. Due e mezzo
per l’allora presidente Sergio La Cava. Accusati di concorso esterno. Chi “comandava” nel business dei rifiuti
DI ALESSIO
CASPANELLO
MESSINA. Undici condanne e cinque
assoluzioni: una storia da riscrivere con
contorni da giallo, se il giudice darà
seguito alle richieste che pubblico
ministero Fabio D'Anna ha formulato
davanti alla seconda sezione penale
del Tribunale di Messina.
Messinambiente, la sua storia ed i suoi
manovratori occulti vanno alla sbarra.
LE RICHIESTE. Cinque anni con
lʼaccusa di associazione mafiosa per i
boss Puccio Gatto, Carmelo Ventura
e Giacomo Spartà, quattro anni per
Tommaso Palmeri, tre anni e sei mesi
di reclusione per Raimondo Messina e
Gaetano Nostro: queste le richieste di
DʼAnna per le infiltrazioni mafiose
allʼinterno della partecipata che si
occupa di rifiuti. Poi ci sono i vertici:
richiesta di tre anni per Antonio Conti,
ex amministratore delegato della
società, per Francesco Gulino e
Maurizio Ignazio Salvaggio: il primo
ex presidente di Confindustria Enna e
presidente di Altecoen, partner privato
di Messinambiente che assorbì le
cooperative che svolgevano il servizio
negli anni '90, il secondo il suo braccio
destro. Poi due anni e mezzo per
Gaetano Munnia e Sergio La Cava, ai
tempi presidente della società. Per tutti,
lʼaccusa è di concorso esterno. Il
pubblico ministero ha invece chiesto la
prescrizione dei reati ambientali
contestati (dal “cimitero dei frigoriferi”
Francesco Gulino
centonove
alle modalità di smaltimento dei rifiuti
raccolti in discarica ) per l'ex
funzionario Antonino Miloro, e per
Filippo Marguccio, Benedetto
Alberti, Giovanni Fornaia e Gaetano
Fornaia. A luglio è attesa la sentenza di
un processo che è iniziato nel 2008.
STORIA DI UNA PARTECIPATA.
Allʼinizio, è stata lʼinformativa “Smalto”.
Eʼ da lì che prende il via lʼinchiesta,
condotta dalla Direzione investigativa
antimafia di Messina e dall'allora pm
della Dda Ezio Arcadi, sul business dei
rifiuti in città. A fare scattare la molla, e
lʼinteresse degli investigatori, è stato
l'ingresso della società ennese
Altecoen come partner privato del
comune di Messina in Messinambiente.
Le indagini hanno rivelato quella che,
fino a quel momento, era una
“chiacchiera” nei corridoi di palazzo: e
cioè che una quota dei dipendenti era
stata scelta tra pregiudicati dei clan
messinesi, con una specie di “manuale
Cencelli” che divideva i posti di lavoro
in base al “peso” delle famiglie negli
assetti di potere mafiosi. E sono state le
intercettazioni telefoniche a rivelare il
fatto che i vertici della società erano al
corrente del “divide et impera” messo in
atto dalla malavita messinese. Il
risultato? Costi spropositatamente
elevati a fronte di un servizio
assolutamente scarso, con emergenze
create “ad arte” dagli stessi dipendenti
della società quando, in consiglio
comunale, si stava ventilando lʼidea di
rescindere il contratto per il servizio. A
chiusura delle indagini, Arcadi usò il
“pugno di ferro”, domandando al
giudice per le indagini preliminari
Alfredo Sicuro l'arresto di
praticamente tutti gli indagati principali.
Richiesta che il giudice accordò solo
per i referenti criminali, ma non per i
“colletti bianchi: per Conti, Gulino e La
Cava, è stata inflitta infatti la
sospensione temporanea dalle funzioni.
Era il 2004. Nel 2005 la Corte di
Cassazione, confermando la decisione
del Tribunale del Riesame, portò a dieci
il numero degli arresti. Allʼudienza
preliminare, a comparire davanti al
giudice furono in diciassette, ma le
accuse iniziarono a scricchiolare.
Furono ritenute inutilizzabili le
dichiarazioni del pentito Luigi
Sparacio, che raccontò del
”benvenuto” che la mafia concesse agli
imprenditori ennesi, e buona parte delle
intercettazioni telefoniche. Nel
frattempo, per Messinambiente iniziava
una seconda fase.
L’EPILOGO
Liquidazione, ultimo atto
Il declino della società, tra arresti e bandi contestati
Nino Dalmazio
MESSINA. La “seconda vita” di Messinambiente inizia sotto il segno
di Nino Dalmazio, “uomo della Procura” che della partecipata è stato prima amministratore giudiziario, poi presidente, infine amministratore unico, prima delle dimissioni del 2010. Dalmazio traghettò
Messinambiente dalle secche giudiziarie ad un passo dalla liquidazione, situazione in cui la partecipata è stata posta sotto lʼamministrazione del successore di Dalmazio, Armando Di Maria. Che si
sta dannando lʼanima per tentare di non far morire la società, il cui
destino sembra però deciso. A giugno, infatti, lʼAto3 emanerà il bando che mette a gara i servizi di raccolta e spazzamento oggi in capo
a Messinambiente. Eʼ sul bando che si è combattuta una battaglia
cruenta da entrambe le parti, culminata con una condanna da parte
dellʼAutorità garante del mercato e della concorrenza a Messinam-
pagina 18
biente per abuso di posizione dominante. In pratica, la partecipata
di via Dogali non ha concesso allʼAto3 alcune informazioni sul personale, alle quali potenziali partecipanti ai due bandi (deserti) di novembre 2010 e maggio 2011 avrebbero potuto avere accesso. La
multa inflitta dallʼAuthority è stata di 52mila euro, ma avrebbe potuto essere molto più salata. Di Maria, comunque, ha dato notizia che
la società della quale oggi è commissario liquidatore, proporrà appello davanti al Tar. Unʼaltra pagina nera, tra le tante di Messinambiente, è stata scritta un mese e mezzo fa, con lʼarresto di due dipendenti sorpresi a rubare carburante dai mezzi della società che,
nel percorso tra Messina e la discarica di Mazzarrà santʼAndrea, deviavano verso Terme Vigliatore e travasavano gasolio a beneficio di
Giovanni Cutroneo. I due, Salvatore Savoca (che ha patteggiato
otto mesi) e Carmelo Ragusa (che si dichiara estraneo ai fatti ed ha
scelto il il rito ordinario), sono stati licenziati. Per capirci qualcosa in
più, Di Maria ha messo in ferie forzate gli autisti degli autocompattatori, affidando il trasporto ad una ditta esterna. Il risultato? I mezzi
sono diventati improvvisamente “parchi” di carburante. (A.C.)
centonove
Sicilia
20 APRILE 2012
FURNARI. Il libro di Carmelo Catania ripercorre i dodici anni della discarica di Mazzarrà Sant’Andrea
La collina della Munnizza
In base alle indagini dei carabinieri del Noe e della procura di Barcellona, la struttura di contrada
Zuppà non rispetta tutte le norme di legge: «Le amministrazioni non trovano alternative»
La discarica di TirrenoAmbiente a mazzarrà Sant’Andrea. In alto la copertina del libro di Carmelo Catania
DI PAMELA ARENA
FURNARI. Vicende legate alla discarica di
Mazzarrà SantʼAndrea, indagini relative al
ciclo dei rifiuti e tanto altro nel libro “La
collina della munnizza” scritto dal blogger
Carmelo Catania. La presentazione del
volume, avvenuta al Circolo Arci “Senza
Confini” di Furnari, è stata lʼoccasione per
rilanciare il problema della discarica di
TirrenoAmbiente che continua a causare
disagi al paese. Anche se lʼargomento è
molto sentito (recentemente è stato
condannato lʼex presidente di Tirreno
Ambiente Nello Giambò nellʼambito
dellʼinchiesta “Vivaio”), alla presentazione
del libro, comunque, non era presente un
folto pubblico, come se ci fossero riserve
ad esporsi di fronte a questo problema. Nel
presentare il suo libro, Catania, ha
ripercorso le motivazioni che lo hanno
portato ad approfondire il problema
rappresentato dalla discarica spiegando
anche quali sono gli aspetti legati alla
sostenibilità ambientale ed economica del
trattamento dei rifiuti. Aspetti di cui hanno
parlato anche il sindaco Mario Foti, il
giornalista Antonio Mazzeo e il professor
Beniamino Ginatempo. «Il tema dei rifiuti,
in Sicilia e non solo, è purtroppo sempre
dʼattualità – dichiara Catania – Io lʼho
sempre seguito, ed è proprio dopo una
serie di articoli da me scritti sulla discarica
di Mazzarrà che ho deciso di scrivere
dellʼargomento che inquadra sia gli aspetti
politici, cioè la sostanziale incapacità
dimostrata finora nella soluzione del
problema dalle amministrazioni di tutti i
colori, sia le vicende giudiziarie e tutto
quanto ruota intorno alla discarica: dalle
ripercussioni sullʼambiente ai possibili
effetti sulla salute per gli abitanti dellʼarea.
Probabilmente per qualcuno è un libro
scomodo perché richiama alla memoria le
vicende legate alla discarica di contrada
Zuppà e tutto ciò contro cui dobbiamo
combattere quotidianamente: lʼaria
irrespirabile, i rifiuti a perdita dʼocchio con la
campagna che ha lasciato ormai il posto
allʼormai famigerata discarica. Questo libro
BARCELLONA
Il pignoramento Caruter?
E’ sproporzionato
Il tribunale ridimensiona il credito a 770 mila
euro. I lavoratori della Dusty si fermano
BARCELLONA. I lavoratori dellʼAto Messina 2 si preparano
ad incrociare le braccia a causa del mancato pagamento degli
stipendi da quattro mesi. Ritorna lʼincubo emergenza sanitaria
per i 38 comuni da Villafranca a Brolo. La decisione è stata
ufficializzata al termine di un incontro, che si è tenuto presso
la sede dellʼAto 2 tra i sindacati Cgil-Fp, Cisl Fit, Uil Trasporti
e lʼAto per esaminare le problematiche inerenti la mancata
erogazione degli stipendi alle maestranze della Dusty e ai
dipendenti dellʼAto Messina2 in liquidazione. Continua a
creare problemi il pignoramento da 4 milioni di euro da parte
della Caruter, ditta creditrice della società. Le notizie
provenienti dal tribunale di Barcellona sono positive, anche se
i tempi tecnici non si conoscono. Il giudice dell' esecuzione del
Tribunale di Barcellona, Francesco Catanese, ha infatti
stabilito che i crediti "certi" vantati dalla Caruter, così come
certificati dalla Regione nel piano debitorio di rientro per le
spese sostenute dagli Ato per affrontare l' emergenza,
ammontano ad "appena" 717mila euro e non a 4 milioni.
Adesso bisognerà attendere solo poche settimane per
consentire all' Ato di chiedere al Tribunale di Patti (che aveva
avallato il pignoramento) l' anticipazione dell' udienza perché
sia esaminata la nuova documentazione prodotta dal legale
della società d' ambito. Il commissario liquidatore, Salvatore
Re ha comunicato ai lavoratori che fino a quando non si
esprimerà il Tribunale non sarà possibile trovare soluzioni per
pagare i salari arretrati.
pagina 19
fa il punto, almeno fino ad oggi,
sugli anni di “mala gestione” di
quella che ho definito la collina
della munnizza». Catania
ripercorre la storia della discarica
aperta oltre 12 anni fa allʼinterno
di un terreno privato di proprietà
della Tirrenoambiente. «Una
società diventata monopolista
per caso perché ha scelto di
investire nei rifiuti e ha fatto
fortuna, tenendo in pugno, di
fatto, le diverse amministrazioni
comunali che si sono
avvicendate nel tempo e che non
hanno mai fatto nulla perché
incapaci di trovare alternative. E
se qualcuno volesse,
legittimamente, sostenere che la
situazione di Mazzarrà non è
paragonabile a quella di Napoli,
bisogna anche dire, però, che –
secondo le risultanze delle
indagini condotte dai carabinieri
del Noe e dalla Procura di
Barcellona Pozzo di Gotto,
titolare di più di una indagine sulla gestione
dellʼinvaso di Mazzarrà - i vertici della
società avrebbero tralasciato di rispettare
tutte le leggi in materia». Il Noe (Nucleo
Operativo Ecologico) dei Carabinieri di
Catania nel luglio del 2009, aveva
evidenziato non poche irregolarità nel
modo in cui confluiscono i rifiuti in discarica
e aveva chiesto il sequestro dellʼinvaso.
Secondo Catania non vengono rispettate le
normative europee né quelle regionali ed è
evidente che si tratta di una discarica
estesa quanto una collina, e questo invaso
giornalmente ingoia tonnellate e tonnellate
di rifiuti: versano qui Messina, la stragrande
maggioranza dei comuni della provincia,
alcuni comuni del palermitano. Nel recente
passato addirittura, arrivava la spazzatura
della Campania. Nel suo testo Catania
parla anche dei rischi che si corrono con
questo invaso: «Non sono ancora stati
costruiti gli impianti per il trattamento dei
rifiuti, pur in presenza dellʼautorizzazione
integrata ambientale che risale al 2009 e a
tal proposito il sindaco di Mazzarà,
Carmelo Navarra, si è giustificato
sostenendo che i costi sono molto alti,
quindi in discarica continueranno ad affluire
rifiuti indifferenziati e non cambierà nulla.
La falda acquifera potrebbe essere la prima
ad essere rovinata, poi cʼè lʼinquinamento
dellʼaria e ci sono, soprattutto, i rischi per la
salute degli abitanti. Lʼunica soluzione
percorribile sembra essere la raccolta
differenziata che in provincia di Messina
rimane ferma intorno al 4,62%. Senza la
raccolta differenziata qualunque altra
soluzione è solo uno spostamento in avanti
del problema: dobbiamo spezzare la
catena cassonetto-discarica-inceneritore.
Sicilia
20 APRILE 2012
centonove
S. PIERO PATTI. In un libro la storia di Antonio Sperduto. Collaborò con il poliziotto Joe Petrosino
Il primo pentito? E’ di San Peri
Grazie alle sue “soffiate”, fu sgominata la “banda degli avvelenatori”. Nel volume di Nicola Calabria
dedicato ai personaggi nebroidei del secolo scorso, anche le vicende del maresciallo che rubava agli ebrei
DI PAMELA ARENA
SAN PIERO PATTI. Cʼè il racconto del
primo pentito, del maresciallo che rapinava
gli ebrei, o di una sposa che si invaghisce
di un garibaldino. Storie di personaggi e
racconti che hanno caratterizzato la vita di
pochi e determinato il destino di molti. Si
parla di questo nellʼultima fatica letteraria
di Nicola Calabria “San Piero Patti ieri e
oggi- Quaderni di storia sampietrina”. Il
testo parla di alcuni personaggi originari
del comune nebroideo la cui esistenza ha
lasciato un segno nel paese che si
tramanda di generazione in generazione.
IL PENTITO AMERICANO. Eʼ la storia, ad
esempio, di Antonio Sperduto, sanpietrino,
emigrato in America dopo aver lasciato a
casa moglie e i figli, e del suo incontro con
Joe Petrosino, il famoso poliziotto italoamericano impegnato nella lotta alla mafia.
Petrosino, emigrato in America nel 1883
dove realizzò il suo sogno di diventare
Nicola calabria, autore del libro
ufficiale, arrivò poi in Sicilia nel 1909 per
indagare sulle origini della mafia, ma si
di ogni avere, li consegnò alle SS
spinse troppo oltre i limiti e venne freddato
germaniche prima che potessero valicare il
allʼuscita di un ristorante non facendo
confine e per tale motivo fu condannato a
neanche in tempo a comunicare ad altri le
12 anni di carcere nel ʼ46. Secondo
sue scoperte. Le biografie su Sperduto,
lʼaccusa Forzano aveva
con cui Petrosino entrò in contatto per
razziato 3860 dollari, 4140 franchi svizzeri,
conoscere le vicende di mafia, vennero
134 mila lire, 120 mila franchi
riportate da molti giornali dellʼepoca. Intatti,
francesi, due orologi dʼoro, uno in platino
il loro incontro fece scalpore perché, a
con brillanti, un anello dʼoro con brillanti e
differenza di molti altri italiani, Sperduto
altri due brillanti bianchi e blu. Lui si difese
non assunse un atteggiamento omertoso,
con veemenza: «Questi signori sono
ma raccontò i fatti permettendo ai poliziotti
tornati dalla Svizzera e pretendono che io
lʼarresto
abbia sequestrato loro una valigetta con
del capo della banda dei cosiddetti
oro, preziosi e denaro. Ma io quegli ebrei
“avvelenatori”.
li ho consegnati agli “Essi Essi” tali e quali
IL FEDELISSIMO DI MUSSOLINI. Nel
come me li hanno portati in ufficio».
testo Calabria parla anche della vicenda di
Forzano monopolizza lʼattenzione della
un fedelissimo di Mussolini, il maresciallo
camerata con le sue esclamazioni, con
Francesco Forzano, che fece parte della
la sua mimica tutta salti, gesti, giochi di
Repubblica di Salò. Soprannominato il “re
dita, strabuzzamenti dʼocchi. Il primo ad
dei bidonisti”, fu rinchiuso insieme a tanti
essere preso di mira da lui è il prefetto
altri nella cella 31 del carcere San Donnino
Celio, il quale, peraltro, non lo può soffrire
di Como – racconta Calabria - di lui scrisse
e non ne fa mistero. Forse perché lʼex
un compagno di cella Alfredo Degasperi,
giornalista e irredentista
trentino, amico del futurista
Marinetti e capo dei servizi
politici del fascio
repubblicano di Como. Il
maresciallo Forzano si arricchì
attraverso la
persecuzione degli ebrei. Aveva
partecipato anche alle operazioni
franchiste in Spagna. I partigiani,
che dopo il 25 aprile ebbero
accesso ai depositi di Forzano,
trovarono un vero e proprio
tesoro: 4 camion carichi di seta e
preziosi. In pratica fingeva di
favorire lʼespatrio in Svizzera
degli ebrei
invece li consegnava dopo averli
spogliati dei propri averi alle SS.
Il 5 gennaio 1945, invece di
favorire lʼespatrio clandestino in
Svizzera dei coniugi ebrei
Rozenboatt, dopo averli spogliati Vincenzo Schepis
Il libro “San Piero Patti ieri e oggi”
maresciallo ha condotto, per ordine
superiore, unʼinchiesta su certe poco
limpide operazioni in valuta estera condotte
da Sua Eccellenza. Ma pochi sono disposti
a giurare sulla sua buona fede.
AMORE GARIBALDINO. Seguono poi
altre storie, tra cui anche un articolo del
professore Nino Falcone che narra della
storia dʼamore di un garibaldino di San
Piero Patti, Peppino Palioloco, che
innamoratosi di una giovane sposata al
colonnello Vittore Weiss fuggi con lei da
Napoli a San Piero Patti. Dopo una fitta
corrispondenza tra la famiglia del giovane e
quella della ragazza, il padre del
garibaldino riportò la ragazza a Napoli.
Questo un esempio della corrispondenza
intercorsa tra le famiglie coinvolte nella
vicenda: “Gentilissimo amico, Non trovo
termini sufficienti da potervi esprimere la
mia gratitudine su quanto vi siete
premurato, e con la massima oculatezza
comunicato quanto nella mia lettera vi
dettagliava al nonno di quel briccone di
Peppino Palioloco, e spero per quanto mi
avete assicurato nella vostra graditissima
che pria vi giunga la presente, mia figlia
accompagnata dal padre di Palioloco (sic)
si trovino già in movimento per questa mia
dimora; vi ringrazio adunque ed il sommo
Iddio ve lo possa compensare in salute.
Se mia figlia nel giungere la presente non
sia ancora partita fate che pregate
Don Gaetano in mio nome che non
perdesse tempo, mentre il marito di mia
figlia diggià si trova dato dei passi, avendo
parlato con un avvocato primario di
Napoli e questi riscontrato un articolo di
legge che à detto che la moglie sarebbe
condannata a cinque anni di carcerazione,
e conseguentemente il Dottore una
corrispondente pena. Or siccome lʼultima
lettera che mi inviò il giovane sconsigliato
Palioloco (mi confesso la mia imprudenza)
la feci leggere al marito di mia figlia che qui
si trovava per discutere sulla tardanza della
risposta delle lettere inviate; letta la quale
siccome vi trovò degli insulti a
lui diretti, se ne andiede subito in Napoli si
recò dal suo avvocato e le ordinò di recarsi
dal giudice per aprire il processo.
Fortunatamente la sera del 3 ricevei la
vostra lettera e la mattina seguente
albando giorno mandai Delmonaco altro
mio genero in Napoli per far leggere la
vostra lettera al Colonnello e questi è
ritornato dallʼavvocato per far
sospendere ogni cosa sino ad altro suo
avviso. Ciò premesso vi supplico a far
tutto il possibile presso il nonno a non far
ritardare il movimento e così
farmi tranquillizzare”. Vostro gravissimo
amico e servo, Annibale Prinzivalle
Capua 5 maggio 1861”. I pettegolezzi del
tempo tramandano che la ragazza fu
“restituita” incinta e il marito impotente
tenne con sé moglie e figlio.
CURIOSITA’
Quel comunista del sarto
Vincenzo Schepis ritenuto “sovversivo” per le simpatie comuniste
SAN PIERO PATTI. Nel libro sono riportate le schede biografiche dei confinati in
epoca fascista come il sarto Pietro Nunzio Noto, il medico Giovanni Pirri, medico
e del fabbro Vincenzo Schepis. Di questʼultimo, ad esempio, la scheda riportava:
“ Schepis Vincenzo di Vincenzo e fu Caffarelli Carmela, nato a San Pietro Sopra
Patti il 10 febbrario 1890, res. a San Piero Patti, celibe, fabbro, comunista”. Prima
dellʼavvento del fascismo aveva militato nel partito socialista, passando poi nelle
file del partito comunista di cui venne un acceso sostenitore. Ricoprì la carica di
assessore comunale nel «biennio rosso», periodo in cui il comune di San Piero
Patti venne conquistato dai sovversivi. «Durante le sedute consiliari - si legge nella scheda personale - non perdeva occasione per fare propaganda e raccogliere
nuovi proseliti al partito. Irriducibile avversario del fascismo, aveva molta influenza
sul ceto operaio, incitava i lavoratori alla violenza e al saccheggio».
pagina 20
centonove
Sicilia
20 APRILE 2012
Gli studenti in protesta davanti al rettorato
PALERMO. Studenti di Beni Culturali in piazza per la mancata attivazione della laurea
Restauro senza... Corso
Hanno pagato regolarmente le tasse universitarie, ma le lezioni non sono mai iniziate.
La rassicurazione del delegato alla didattica d’Ateneo, Vito Ferro: «Situazione risolta»
DI MARINO RINALDI
PALERMO. Le tasse universitarie le hanno
pagate regolarmente, ma il corso di laurea
a cui si sono iscritti non è mai partito. Per gli
oltre 150 studenti della laurea triennale e
della specialistica in “Conservazione e
restauro dei beni culturali”, il 2012 è stato
un anno perso. Niente esami, niente tirocini
e niente lauree. Malgrado le spese
sostenute, le speranze riposte nello studio
e i soldi investiti dai fuorisede per lʼaffitto
degli alloggi e per i viaggi dal comune di
residenza al capoluogo. Tutto a causa della
mancata attivazione del ciclo unico del
corso di laurea, imposto dal Ministero
allʼIstruzione nel marzo 2011 e poi mai
attivato. A differenza degli altri Atenei
italiani.
IL CORSO “FANTASMA”. «Lo scorso
anno - spiega la rappresentante degli
studenti Ginevra Lo Sciuto - il Ministero
ha imposto per il corso di laurea in
Conservazione e Restauro lʼistituzione di
un corso quinquennale che, a differenza di
quello attuale, è abilitante alla professione
di restauratore. Il ciclo unico sarebbe
dovuto partire lʼanno scorso, ma le
procedure per la sua attivazione non sono
state espletate per tempo. Allʼinizio di
questʼanno accademico, con la promessa
dellʼimminente partenza del ciclo unico, le
lezioni del vecchio corso non sono state
nemmeno attivate. Per ritardi ministeriali e
per inadempienza degli organi preposti
dellʼAteneo di Palermo, il nuovo ciclo però
non è mai partito». Così, nonostante
fossero regolarmente iscritti alla Facoltà,
con tanto di passe pagate, gli oltre 150
studenti del corso si sono trovati “a spasso”
per mesi, senza lezioni, senza tirocini e
senza crediti formativi. «Durante tutto
questo tempo - sbottano gli studenti, che si
Roberto Lagalla
dicono pronti a chiedere il rimborso delle
tasse pagate - non abbiamo ricevuto
nessuna notizia ufficiale. Soltanto il 20
febbraio, sei mesi dopo lʼinizio dellʼanno
accademico, ci è stata data lʼopportunità di
seguire le lezioni dei vecchi corsi, ma la
maggior parte di queste non sono
nemmeno presenti nel piano di studi del
ciclo unico. Altre università, come quella di
Urbino, hanno permesso agli studenti di
sostenere gli esami dei vecchi corsi per poi
riconoscerli una volta attivata la nuova
laurea. Noi invece, non avendo maturato i
crediti formativi, non possiamo percepire
nemmeno le borse di studio».
ROBA PER POCHI. Ma la mancata
partenza del corso, non è lʼunico
“argomento caldo”. A fomentare la rabbia
degli studenti, che lo scorso lunedì hanno
protestato davanti alla sede del rettorato,
cʼè anche il numero previsto di studenti che
potranno effettuare il passaggio al ciclo
unico. «La segreteria e il Presidente del
Corso di Laurea - raccontano gli
universitari - ci avevano assicurato
lʼattivazione del corso entro lʼanno in
concomitanza alle altre università d'Italia
(Torino, Roma, Urbino, Napoli) e il
passaggio al ciclo unico di tutti gli studenti.
Il 4 aprile, invece, ci è stato riferito dal
delegato alla didattica che il nuovo corso
accoglierà soltanto 20 studenti per anno (a
fronte degli oltre 150 che richiederanno il
passaggio). La selezione lascerà decine di
studenti fuori dal ciclo unico e fuori dagli
altri corsi dʼItalia, che nel frattempo hanno
già completato le procedure di
ammissione». «Sia il Rettore Roberto
Lagalla, sia il Delegato alla Didattica Vito
Ferro - spiega Ginevra Lo Sciuto - non
hanno nessun interesse a venirci contro e
si stanno prodigando per risolvere la
situazione. La nostra speranza è che,
come già avvenuto in altri atenei, il Miur
metta a disposizione molti più posti rispetto
ai 20 previsti dal decreto ministeriale».
LA REPLICA. «Il ministero ha inviato una
circolare chiedendoci di non procedere con
le lezioni dei vecchi corsi e attendere
lʼattivazione della nuova laurea, che
sarebbe avvenuta in tempi brevi. Ma così
non è stato», è la spiegazione fornita dal
rettorato. «I ritardi - conferma Vito Ferro non sono dipesi da noi, perché
lʼaccreditamento è stato bloccato a Roma.
Gli altri quattro atenei hanno potuto attivare
prima il corso a ciclo unico perché hanno
ottenuto lʼaccreditamento per il
riconoscimento del titolo a febbraio, mentre
noi solo ad aprile. Adesso però è tutto
risolto. Il 12 aprile abbiamo inserito il corso
nellʼofferta formativa e adesso stiamo
stilando il piano di studi». «Per lʼanno
accademico in corso - conclude Ferro saranno 92 (73 della triennale e 13 della
magistrale) gli studenti in possesso dei
requisiti necessari che transiteranno a titolo
gratuito nel nuovo corso».
MESSINA
Proroga, ricorso contro il rettore
Il ministro dell’Università lo blinda sino al 2013
Un gruppo di docenti si rivolge al Tar
Franco Tomasello
MESSINA. Sarà di nuovo il Tribunale amministrativo regionale a
stabilire se il rettore Franco Tomasello potrà guidare sino al 31
ottobre del 2013 lʼateneo di Messina o non dovrà fare i bagagli
(non essendo più rieleggibile dopo due mandati), il 31 ottobre del
2012. Il gruppo di docenti che con un ricorso ai giudici
amministrativi aveva messo nel nulla lʼautoproroga del rettore,
infatti, hanno deciso di mettere in pratica il piano ideato qualche
tempo addietro. Nei prossimi giorni chiederanno al Decano,
Salvatore Berlingò, preside della facoltà di Giurisprudenza, di
indire le elezioni visto che il rettore Tomasello, secondo la loro
interpretazione della legge, è in scadenza il 31 ottobre del 2012,
pagina 21
un anno dopo la scadenza naturale del 31 ottobre del 2011.
Contro la risposta negativa del Decano sarà proposto ricorso ai
giudici amministrativi.La decisione è diventata obbligata dopo che
il ministro dellʼUniversità, Francesco Profumo, ha messo in salvo
il trono del rettore Tomasello, per altri due anni. Rispondendo ad
unʼinterrogazione parlamentare, lʼex rettore del Politecnico di
Torino, attraverso il collega Giarda, ha affermato che «lo Statuto di
ogni ateneo di ritiene “adottato” sia quando viene una prima volta
adotta dal Senato accademico e sia quando poi viene pubblicato
sulla Gazzetta ufficiale». La legge Gelmini prevedeva la “proroga
del mandato di rettore per lʼanno accademico successivo a quello
di adozione dello Statuto”. Quello dellʼateneo di Messina è stato
adottato il 30 ottobre del 2011 e ha consentito a Tomasello di
guadagnare un anno di proroga. Lo Statuto, però, sarà pubblicato,
dopo le modifiche imposte dal ministero, nelle prossime settimane
e quindi nellʼanno accademico che scade il 31 ottobre del 2012,
consentendo la proroga, secondo lʼinterpretazione di “adozione”
del ministro, sino al 31 ottobre del 2013. (M.S.)
Sicilia
20 APRILE 2012
EGIZIANO E GENTLEMAN. Alì
DOPO L’AGGRESSIONE. Il cappello e la sciarpa di Alì (foto Sturiale)
IL FATTO. Città scossa dall’aggressione al venditore di rose conosciuto dal popolo della notte
Alì, vittima di Messina
Il cinquasettenne egiziano, colpito alla testa con un legno da Pietro Zappia, è adesso fuori pericolo.
Ma si cerca un sostegno per la sua convalescenza. Per Muhammad, pioggia di solidarietà
DI DANIELE DE JOANNON
MESSINA. “Dimissione protetta” in arrivo,
una gara di solidarietà sui social network,
un mazzo di rose che si è appassito.
Messina ha atteso con ansia notizie del
venditore di fiori Muhammad Nassar,
conosciuto soprattutto dal popolo della
notte come Alì, che si è ritrovato
allʼOspedale Papardo con il cranio
spaccato da un colpo di bastone. A
sferrarlo, nella notte tra domenica 15 e
lunedì 16, Pietro Zappia, ora in carcere
con lʼaccusa di tentato omicidio, al quale il
gip Antonino Genovese, su richiesta del
pm Stefano Ammendola, ha negato i
domiciliari dopo lʼinterrogatorio. A niente,
quindi, è servito il pentimento del
quarantenne, che sul profilo Facebook
“piazza” immagini gentili e link soavi (come
lo “Stabat Mater” di Pergolesi), difeso dagli
avvocati Nino Paratore e Nino Cacia. Il
grave ferimento di Alì, forse, potrebbe
essere il punto di partenza per
riappropriarsi del centro cittadino, che di
notte, soprattutto nel weekend, è diventato
un “Bronx” a causa di unʼescalation di
aggressioni e pestaggi per futili motivi.
IL FATTO. Sono passate le due di notte
quando, in via Loggia dei Mercanti, a un
passo dal Duomo, le strade di Muhammad
Nassar e Pietro Zappia si incrociano. Alì
prova a vendere le rose, lʼuomo le rifiuta
ma poi, a quanto sembra, afferra il mazzo.
Ne segue una discussione che vede
prevalere il cinquantasettenne egiziano,
uomo di grande cultura e ottima dialettica.
La reazione del messinese non si fa
attendere, smentendo il detto “ne ferisce
più la lingua che la spada”. Perché, con un
bastone preso nelle vicinanze (un paletto
di sostegno degli alberi), Zappia assesta
un colpo in testa ad Alì, spaccandogli il
cranio. Il quarantenne si dà alla fuga a
bordo della sua Nissan Micra con la donna
che lo accompagnava. Mentre il venditore
di fiori resta a terra finché non arrivano i
soccorsi. Lʼegiziano viene portato prima
allʼOspedale Piemonte, quindi al Papardo.
Adesso, Zappia (arrestato dopo poche
ore) sostiene di non aver mirato. Ma, alla
fine, quale è la differenza?
LA SOLIDARIETAʼ. Lʼepisodio
dellʼaggressione, brutale quanto gratuita,
ha mobilitato i social network,
determinando una gara di solidarietà che,
adesso, prova a trovare una strada
concreta per non rimanere una semplice
“dichiarazione di intenti” anche da parte di
coloro che, soprattutto di notte, non
L’AGGRESSORE. Pietro Zappia
centonove
facevano i salti di gioia di fronte ai tentativi
di Alì di vendere i suoi fiori. Due, fino ad
ora, i gruppi su Facebook. Il primo si
chiama “Sosteniamo concretamente Alì“, e
raccoglie 1694 membri. Il secondo, “Per
Alì“, ne ha invece 936. Questʼultimo,
animato da Fulvia Lo Cascio, ha
intrapreso una strada “fattiva”. È stata
infatti aperta una postpay, il cui codice è
4023 6006 0300 0037, intestata alla
stessa lo Cascio. A questo si è aggiunta
anche una fiaccolata, “Allearsi con Alì, per
una città solidale”, programmata domenica
alle 18,30 con partenza da piazza
Antonello.
LE REAZIONI. Molte quelle in rete, come
quella del presidente di Confindustria
Messina, Ivo Blandina: “Alì è una brava
persona. Gentile e garbato. Non meritava
una aggressione violenta e brutale,
sicuramente immotivata. Gli auguro di
rimettersi presto. Non ho commenti da
fare sullʼaggressore al quale rivolgo il mio
disprezzo più autentico”. E Maria
Arruzza, giornalista e insegnante,
racconta qualche aspetto inedito
dellʼegiziano e del suo sentire i rapporti
con i clienti, da lui visti come amici: “Alì ha
un sogno nel cassetto. Cucinare. Cucina
bene Alì, tanto che qualche volta lo
chiamano nei ristoranti messinesi per
preparare delle cene a tema egiziano,
sempre di successo.... Alì pensa sempre
ai suoi figli, lʼultima volta mi spiegava: “mi
chiedono soldi, ma io ne ho pochi. Poi
vogliono festeggiare il compleanno in
grande ma non me lo posso
permettere...”. Ma cʼè anche chi non crede
alla solidarietà su Facebook. È Ivan
Sidoti, che scrive senza mezzi termini:
“Questo episodio, non sveglierà la
coscienza cittadina. Questo episodio non
andrà oltre le pagine di Facebook. Questo
episodio non stimolerà la repulsione verso
abietti individui in ognuno di noi. Questo
epidodio non insegnerà a nessuno che il
coraggio è battersi contro le ingiustizie in
prima persona e non dietro le quinte”.
LE CONDIZIONI DI SALUTE. Il pericolo è
definitivamente rientrato per Muhammad
Nassar, e il venditore di fiori potrebbe
essere dimesso. Ma, prima di procedere,
la direzione sanitaria dellʼAzienda
Papardo-Piemonte vuole procedere con
prudenza. Spiega il direttore Francesca
Parrinello: «Alì sta bene, non corre più
alcun pericolo e le sue condizione sono
stabili. Ora, però, dobbiamo vedere come
dimetterlo, perché Alì non ha parenti qui e
ha necessità di essere assistito durante la
convalescenza. Sto quindi contattando le
associazioni di volontariato per procedere
con una dimissione protetta».
A MARGINE
Le “invasioni barbariche”
Quando pedonalizzazione fa rima con violenza
MESSINA. Unʼescalation di violenza che ha un punto di partenza
virtuoso: la pedonalizzazione di una porzione di centro storico. Già,
perché, a Messina, anche le buone idee possono portare a controindicazioni pesantissime. Nel giro di dieci anni, infatti, di pari passo alla nascita dei locali e al piacere di “riscoprire” un pezzo di città
prima snobbato, sono cresciute le “invasioni barbariche” di auto
con la musica a tutto volume che fanno sempre lo stesso giro, per
poi fermarsi in doppia dila, e vere e proprie “piccole bande” la cui
pericolosità aumenta proporzionalmente allʼora tarda e alle sostanza assimilate. Bande e singole persone attirate dalla loro controparte sociale: la città dei “figli di”, tutta moda e ingressi in lista,
che spesso rappresenta un altro tipo di “violenza”, quella che non
usa il bastone ma che affascina chi è pronto a brandirlo.
pagina 22
Solo negli ultimi tempi, le aggressioni in centro hanno mietuto
vittime indifese. Come quel gentile signore polacco, picchiato
gratuitamente, il cui solo torto era, ed è, quello di aiutare le persone a usare il distributore automatico di sigarette sperando di
ricevere il resto. O come quel cittadino straniero africano aggredito sempre nella stessa zona, via Primo Settembre, senza alcun motivo plausibile. Scosse che punteggiano il tracciato di un
sismografo della violenza che sussulta sempre. Come alla fine
del marzo scorso, quando i Carabinieri del Nucleo Radiomobile
hanno arrestato in flagranza di reato due messinesi, rispettivamente un 23enne ed un 30enne, responsabili di lesioni personali aggravate in concorso. Un intervento scattato poco dopo lʼuna di nottea grazie a una segnalazione. In un pub, Walter Faralla e Magdi Ahmed avevano aggredito i due titolari del locale provocando ad entrambi lesioni e traumi in varie parti del corpo. Faralla aveva con sé un coltello della lunghezza di 12 centimetri,
che è stato sequestrato. Al termine degli accertamenti, erano
scattate le manette ai polsi per entrambi. (D.D.J.)
centonove
Sicilia
20 APRILE 2012
MILAZZO. Dopo l’approdo della Costa Voyager, il sindaco Pino vuole aggiudicarsi nuovi sbarchi
Crociere, la grande sfida
Presentate le richieste agli armatori più importanti proponendosi come alternativa
a Messina. Ma i leader del settore nicchiano. Come spiegano alla Royal Caribbean
DI GIANFRANCO CUSUMANO
MILAZZO. Il comune di Milazzo
punta ufficialmente a
intercettare le navi da crociera.
Con lʼarrivo della Costa
Voyager è stato dimostrato che
non vi sono impedimenti tecnici
per lʼapprodo delle
imbarcazioni. Anzi il
comandante in seconda della
nave ha ammesso al sindaco
Carmelo Pino che il dragaggio
dei fondali, anche se
auspicabile, non impedisce le
manovre e ritiene superfluo la
presenza dei rimorchiatori,
imposte dalla capitaneria.
Lʼargomento è di stretta
attualità. Ma le notizie
provenienti dalle più grosse
compagnie, leader del settore,
non sono positive. Come
comunicano gli uffici stampa di
Costa Crociere e Msc, le
società non solo non hanno mai
preso in considerazione di
spostarsi da Messina, ma
ritengono difficile lʼipotesi
La Costa Voyager nel porto di Milazzo
mamertina. Da tenere in
considerazione che la
dela clientela che dovrà poi scegliere
programmazione dei prossimi 16-18
mesi è stata già pianificata. A spiegare le lʼescursione giornaliera. Bisogna capire
se Milazzo e il suo comprensorio è più
motivazioni tecniche che accomunano
tutte le compagnie leader, è, però, Gianni appetibile di località come Taormina,
facilmente raggiungibile da Messina.
Rotondo, direttore generale di Royal
Capire se Milazzo è facilmente
Carabbean, società
raggiungibile da chi deve imbarcarsi e
norvegese/americana che sta puntando
gode di servizi portuali di qualità. Inoltre
sul mercato italiano con una martellante
campagna pubblicitaria sia in tv che nella verificare se il porto può
contemporaneamente ospitare più navi.
stampa nazionale. «La scelta dei porti
Ad esempio la nostra Navigator, che
viene fatta direttamente dalla casa
approda a Messina, è una delle più
madre di Miami - spiega Rotondo - qui in
grandi del mercato con un pescaggio di
Italia ci occupiamo principalmente del
140 mila tonnellate». Parole non
settore commerciale. Posso dire, però,
incoraggianti per il “partito dei croceristi
che la scelta di unn approdo viene fatta
di Milazzo”, anche se, cʼè da dire, che il
principalmente seguendo una serie di
criteri. Intanto intercettando il gradimento sindaco Carmelo Pino di gettare la
spugna non ne vuole sapere. A Milazzo il
17 aprile sono giunti 750 passeggeri
francesi, anche se la metà ha preferito
partecipare alle escursioni programmate
tra Cefalù e Taormina. «Mi sto
organizzando per chiedere formalmente
un incontro con le società più importanti
del settore che già approdano a Messina
(Costa, Msc e Royal Caribbean) in modo
da proporre Milazzo come scalo. La città
ha risposto bene. I passeggeri che hanno
preferito visitare Milazzo hanno goduto di
unʼaccoglienza calorosa ed organizzata.
Hanno visitato il castello, le chiese, girato
per le vie del centro. Eʼ logico che si
poteva fare di più, ma è anche vero che
se dovessimo avere un flusso continuo,
lʼaccoglienza sarebbe sempre più rodata
e perfezionata». Lʼarrivo della nave ha
sfatato lʼinadeguatezza dei fondali del
porto. Non è vero, infatti, che le navi da
crociera non possono arrivare nel porto
di Milazzo perché manca il dragaggio dei
fondali. Quello che per anni è stato un
refrain dell' Autorità portuale, è stato
smentito dal comandante in seconda
della Voyager. «Nessun problema legato
al pescaggio - ha detto l' ufficiale
Giovanni Cosimi - e l' attracco è stato
regolare, come peraltro lo era stato lo
scorso anno con una nave avente un
pescaggio ancora più ampio. Ma con le
navi moderne ritengo che non ci siano
problemi di natura tecnica per attraccare
nel vostro porto». L' ufficiale si è detto
sorpreso anche dell' obbligo dell'
assistenza di due rimorchiatori alle
manovre di approdo. «Una consuetudine
che abbiamo trovato solo a Milazzo che
sicuramente a causa dei costi, non può
fare piacere all' armatore, in quanto la
manovra può avvenire con regolarità».
La Costa Voyager ritornerà a Milazzo il
28 aprile.
LA PROPOSTA
Uno staff per la Compagnia del Castello
MILAZZO. Dopo la visita dei crocieristi a Milazzo "La Compagnia del Castello" chiede maggiore impegno da parte dell'amministrazione comunale per intensificare e
migliorare questo tipo di iniziative. I passeggeri francesi che hanno deciso di visitare la città, preferendola alle escursioni previste a Taormina e Cefalù si sono mossi per le vie cittadine fino al Castello. Qui hanno ricevuto del materiale informativo
in lingua francese appositamente predisposto dallʼesperto al turismo, Beatrice Lumia, socio dell'associazione. Lʼescursione si è dovuta arrestare al Duomo Vecchio
a causa dei lavori in corso. L'ʼesperto comunale, però, ha guidato una delegazione
composta dallo staff della nave, attraverso tutta la Cittadella fortificata.
POLEMICHE
L’assessore al Turismo:
«Sono stato esautorato»
Gianfranco Nastasi rivela: «Nessuno
mi ha coinvolto nel progetto»
Carmelo Pino, Maria G. Cucinotta, Gianfranco Nastasi
MILAZZO. Lʼassessore al Turismo Gianfranco Nastasi
è stato il grande assente nellʼambito della programma di
accoglienza allestito dallʼamministrazione comunale
per i passeggeri della nave Costa Voyager. Unʼassenza
pesante che conferma il clima da separati in casa tra il
capo dellʼesecutivo, Carmelo Pino, e il medico,
esponente di Futuro e Libertà. «Il sindaco - ammettenon solo ha ritenuto di escludermi e di non farmi
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partecipe di tutta la programmazione che, per ovvi
motivi, doveva coinvolgermi, ma ha affidato il
coordinamento ad un esperto al Turismo (Beatrice
Lumia, ndr), che non ha avuto nemmeno la delicatezza
di presentarsi al momento dellʼinsediamento avvenuto
qualche mese fa». Nastasi per la prima volta manifesta
pubblicamente la sua amarezza. In realtà i dissidi vanno
avanti da tempo. Secondo gli addetti ai lavori, il sindaco
non avrebbe mai tenuto in considerazione le proposte di
Nastasi “bocciando” anche iniziative a costo zero (le
spese le avrebbero sostenuto gli sponsor) come
lʼallestimento della pista di pattinaggio sul ghiaccio
durante le festività natalizie. Rumors sempre più forti
parlano di una possibile revoca dellʼincarico. Sempre più
intensi, infatti, i rapporti tra Pino e Autonomisti di centro.
Lʼeventuale sostituto potrebbe essere o Pierfranco
Mezzasalma o Maurizio Munafò, già consigliere
comunale di lungo corso.
Sicilia
20 APRILE 2012
LA SPIAGGIA “MANGIATA”. Capo Peloro a Messina
MESSINA. Per ricreare la spiaggia, il Comune pensa a un autotrapianto di sabbia. Ma...
Capo Peloro, stagione kaputt
L’orientamento è utilizzare quella che si trova accumulata al lato del Canale degli Inglesi, sul mar
Tirreno. I tempi tecnici e burocratici sono però impossibili da accorciare: almeno 180 giorni
DI DANIELE DE JOANNON
MESSINA. Capo Peloro? Per questa
estate resterà senza spiaggia. È infatti
quasi del tutto inutile la corsa contro il
tempo per mettere in salvo la stagione
estiva in uno dei punti più belli della costa
messinese, proprio sotto il Fortino degli
Inglesi del Parco Letterario Horcynus
Orca, che adesso si ritrova quasi con i
piedi a mollo dopo le mareggiate di questo
inverno. E, a “rischiare” di più, è il lido che
porta il nome dellʼistituzione nata alcuni
anni fa, la cui superfice è stata quasi del
tutto azzerata. La scarpata di marea,
infatti, ha superato, inghiottendolo, persino
il muretto che delimitava la zona di
ripascimento dunale attuato con Fondi
europei e dimostratosi perfettamente
inutile. Ma questa, però, è unʼaltra storia
ancora. Perché, adesso, si sta pensando a
ombrelloni, lettini e bagnanti con unʼazione
che sia compatibile con le norme vigenti in
materia di coste, “aggravate” dalla
circostanza che il tratto sprofondato è
allʼinterno della zona di preriserva della
Riserva Naturale Orientata “Laguna di
Capo Peloro”.
IL TAVOLO TECNICO. Convocato
dallʼassessore alle Politiche del Mare
Pippo Isgrò, il tavolo tecnico al Comune di
Messina per affrontare lʼerosione, definita
“un problema serio che va affrontato con
tutta lʼattenzione scientifica e gli
approfondimenti e soprattutto con il
coinvolgimento di tutte le Istituzioni
interessate”, si è svolto il 17 aprile. A dare
la spinta, il sopralluogo effettuato
dallʼesponente della giunta Buzzanca la
domenica precedente. Attorno al tavolo, si
sono seduti il professor Giovanni
Randazzo, docente di geologia
ambientale, e Giuseppe Zaffino
(entrambi del dipartimento Scienze della
terra dellʼAteneo), il professor Giuseppe
Lo Paro, direttore del dipartimento di
biologia marina ed animale dellʼUniversità
di Messina, e la dirigente del water front,
Maria Canale. Al centro della discussione,
gli effetti delle mareggiate sul tratto di
costa che da Capo Peloro va sino a dopo
Mortelle, dovuti al maestrale. Dallʼinizio
dellʼanno, infatti, una serie di mareggiate
continue ha colpito la fascia costiera di
Torre Faro, generando il progressivo
arretramento della linea di costa culminato
nellʼarea in prossimità dellʼHorcynus Orca,
dove sono emersi anche antichi massi di
protezione coperti, fino allo scorso anno,
da molti metri cubi di sedimenti.
L’ASSESSORE. Pippo Isgrò
centonove
GLI ORIENTAMENTI. Per i partecipanti al
tavolo, la sequenza di più episodi di vento
di maestrale di forte intensità hanno
determinato fenomeni erosivi particolari,
con periodicità di medio termine 10-15
anni, che necessitano ora di una volontà
politica per intervenire con manutenzione
ordinaria attraverso un autotrapianto di
sabbia, da dove si è accumulata, e che
consentirebbe oltre al ripristino
ambientale, anche la protezione degli
abitati, sia sul versante tirrenico che in
quello dello Stretto, oggi a forte rischio. In
gran parte del litorale di Torre Faro si è
assistito, infatti, ad un irrigidimento del
sistema costiero, sconvolgendo il delicato
equilibrio. La linea di riva attuale si è
attestata in corrispondenza dellʼantica
massicciata dissepolta e ha messo in luce
le opere costruite vicino al mare.
LO STUDIO UNIVERSITARIO. È
attualmente in corso, a cura del
Dipartimento di Scienze della Terra
dellʼUniversità di Messina e coordinato da
Randazzo. Il lavoro del team che si sta
occupando di “Analisi delle criticità del
tratto di coste ionico e tirrenico del
Comune di Messina” conferma che dal
monitoraggio costante del litorale
effettuato negli ultimi anni emerge un trend
erosivo rispetto al sostanziale equilibrio
registrato negli anni precedenti.
«Considerata la conformazione della
spiaggia e la particolare rilevanza
naturalistica e culturale dellʼarea, non è
pensabile - sostiene Randazzo - effettuare
alcun intervento rigido costituito da
pennelli o da barriere frangiflutti siano esse
emerse o sommersa. La strategia è per un
intervento di rifacimento artificiale,
utilizzando il materiale dragato dal Canale
degli Inglesi e attualmente depositato alla
sua sinistra idrografica». Su questa linea
sarebbe orientato il Comune, che sta
prendendo contatti con i dirigenti
dellʼassessorato regionale al Territorio.
STAGIONE SALTATA. Al di là delle
buone intenzioni, è quasi del tutto
impossibile che si riesca a intervenire in
tempo utile per salvare la stagione estiva. I
tempi minimi burocratici, se già il progetto
fosse pronto, sono 180 giorni. Infatti, il
primo passaggio riguarda la “verifica di
assogettabilità alla Via”. E se il progetto
dovesse andare a Valutazione di impatto
ambientale, allora si richiederebbero studi
supplementari su tutti gli aspetti, anche più
delicati, della questione. Ad ogni modo,
lʼautotrapianto dovrebbe anche essere in
coerenza con il Pai, Piano di Assetto
Idrogeologico, con la Zps e con la riserva.
In ultimo, sarebbero necessarie le
concessioni temporanee del demanio.
IL TECNICO
L’AMBIENTALISTA
Occhio ai granelli
Sos Posidonia
Il parere del geologo Silvestro
L’avviso di Anna Giordano
MESSINA. «La sabbia del Canale degli Inglesi? Potrebbe presentare un problema di
granulometria. È infatti più sottile di quella di
Silvestro
Capo Peloro e quindi, potenzialmente, meno stabile. Dal punto di vista del colore e da
quello della composizione, però, è la stessa». Massimiliano Silvestro, geologo in forza allʼassessorato regionale al Territorio, spiega il suo punto di vista sullʼautotrapianto. «È logico, però, che il progetto dovrà tenere conto di tutti i fattori possibili: vanno verificate
inannanzi tutto le compatibilità fisiche e fatte le analisi chimico-fisico e battereologiche. Indispensabile, poi, risalire a cause dellʼerosione e possibili conseguenze dellʼintervento». (D.D.J.)
MESSINA. E gli ambientalisti? Anna Giordano del Wwf invita alla prudenza, ma non chiude del tutto la porta allʼautotrapianto di sabGiordano
bia: «Un primo fattore da valutare è la posidonia oceanica che potrebbe scomparire a
causa di un ripascimento non studiato. Sarebbe poi il caso - aggiunge - di studiare le cause dellʼeriosione, perché la costa non si riduce per via dello “Spirito Santo”. A dimostrarlo, interventi costati
tanto, come quello a Villafranca da 14 milioni, che non hanno dato
risultati. Non dimentichiamociu, infine, che siamo in presenza di unʼarea con forti correnti sottomarine. Insomma, se non verrà studiata
la questione in tutti i suoi aspetti, di rischia solo di far danno». (D.D.J.)
pagina 24
centonove
Sicilia
20 APRILE 2012
INNOVAZIONI. “Villa Salus” presenta la nuova tecnica
ONCOLOGIA
Protesi “lampo”
E l’impegno continua
sul fronte prevenzione
Grazie alla sofisticata metodica Myknee, la chirurgia ortopedica
“assistita” riduce i tempi di intervento al ginocchio. E i rischi
DI FRANCESCO PINIZZOTTO
MESSINA. Si chiana “Patient Matched
Technology” ed è una nuova tecnica nella
sostituzione protesica del ginocchio.
Lunedì scorso, presso la casa di cura Villa
Salus di Messina, alla presenza
dellʼAssessore regionale alla Sanità
Massimo Russo, è stata presentata la
nuova metodica di
chirurgia ortopedica.
La tecnica, al momento
impiegata in Italia in un
numero ristrettissimo di
centri altamente
specializzati, è stata
illustrata dal
responsabile dellʼUnità
Operativa della Villa
Salus, il dott. Emanuele
Rinciari, uno dei
massimi esperti italiani
di chirurgia protesica
computer assistita. La
struttura Messinese,
negli ultimi due anni
collocata dallʼAgenas
(Agenzia per i servizi
Sanitari regionali) al
primo posto tra le strutture pubbliche e
private messinesi per complessità della
casistica ortopedica (oltre che chirurgica)
trattata, vanta una delle maggiori casistiche
europee di chirurgia protesica con utilizzo
di navigatore. Il nuovo e sofisticato
strumento oltre ad implementare la
precisione, permette di effettuare gli
interventi in minor tempo (con ciò che ne
consegue in termini di tempo di anestesia,
L’assessore Massimo Russo a VillaSalus
invasività, rischio di infezione,
sanguinamento), con minor costo di
sterilizzazione e sensibili migliorie per
lʼefficienza e la logistica della sala
operatoria.
Presso lʼUnità Operativa di Ortopedia e
Traumatologia Villa Salus è in uso la
metodica Myknee: un sistema di guide di
resezione femorale e tibiale per protesi di
ginocchio, personalizzate e quindi
specifiche per il singolo paziente, costruite
dopo che il chirurgo ha realizzato il
planning preoperatorio tridimensionale
basandosi su immagini del ginocchio
ottenute mediante Tac Rmn. Viene
elaborata una programmazione virtuale
dellʼarto inferiore per il calcolo degli assi e
della protesi da impiantare.
pagina 25
MESSINA. Sul fronte della prevenzione
oncologica la Clinica Salus sarà ancora una volta impegnata in prima linea,
mettendo a disposizione le proprie
strutture e i propri professionisti che da
anni ormai con la Lilt (Lega Italiana lotta ai tumori) offrono il proprio contributo attuandoo programmi di screening nelle principali patologie oncologiche. Migliaia le donne sottoposte a visita senologica nellʼanno 2010 e 2011,
e centinaia le persone coinvolte nei programmi di informazione sulla lotta al fumo e sulla prevenzione dei tumori dellʼapparato gastro-enterico.
Eʼ una èquipe tutta al femminile quella
dellʼUnità Operativa di Oncologia Medica ed Ematologia della struttura messinese. Le dottoresse Maria Concetta Ingemi, Concetta Arcanà e Mary Guerrera (psico-pedagogista), sotto la guida
del dottor Pietro Spadaro, mettono a disposizione professionalità ed umanità
per una sfida impegnativa come è quella della lotta al cancro. Obiettivo comune, quello di ridurre al minimo i “viaggi
della speranza” verso le strutture del
Nord Italia o estere. Dal 2009 è inoltre attivo lo sportello oncologico con lo scopo di fornire linee guida psico-educative sulle modalità di gestione della malattia e delle dinamiche relazionali tra la
famiglia ed il paziente, in un momento
di grandi cambiamenti per lʼoncologia.
Sicilia
20 APRILE 2012
centonove
PIAZZA ARMERINA. Scontro sullo slittamento dell’inaugurazione tra Sgarbi e l’assessore regionale
Villa del Cas...ino
Per l’Alto Commissario, Missineo vuol fare la parata.
Ma i lavori non saranno conclusi per tempo. I retroscena
DI ALIDA AMICO
PIAZZA ARMERINA. A scatenare il
pandemonio, sono state le ultime
dichiarazioni di Vittorio Sgarbi, Alto
commissario della Villa romana. “Ci
possiamo mettere il cuore in pace, il 24
maggio - ha preannunciato il critico dʼarte la Villa non si può ancora inaugurare,
manderò una lettera a Napolitano...”.
Lʼaffermazione ha innervosito lʼassessore
regionale ai Beni culturali Sebastiano
Missineo, col quale Sgarbi aveva
concordato la cerimonia di riapertura del
sito archeologico (già prevista per lo scorso
dicembre ma poi annullata) per il prossimo
24 maggio. “Per quanto mi riguarda - gli ha
replicato Missineo - rispetteremo
lʼappuntamento. Sgarbi spieghi piuttosto
perché non si può fare e perché ci sono
costi non previsti...”. Una “guerra” a colpi di
interviste su giornali e Web, quella tra
lʼassessore Missineo e lʼAlto commissario
della Villa del Casale. La cui nomina, risale
al 2005, in base ad una legge varata
dallʼArs, che gli conferiva il coordinamento
degli interventi del Por 200/2006
(sottraendoli al dirigente dellʼassessorato).
Vittorio Sgarbi
MISSINEO CONTRO SGARBI.
Lʼassessore regionale ai Beni culturali, ad
un mese dalla ipotizzata inaugurazione,
rinfaccia a Sgarbi di non avere rispettato
budget e tempi per il restauro ed il
rifacimento della copertura dei mosaici.
Coinvolgendo nella “querelle” il direttore dei
lavori Guido Meli, che riveste anche
lʼincarico di direttore del Museo
archeologico Villa del Casale. “Non mi è
stato da lui segnalato alcun ritardo nei
lavori - ha ribadito lʼassessore - anzi mi ha
assicurato che il 24 maggio, la Villa
romana potrà essere inaugurata e visitata
in tutta la sua struttura”. Ma lo stesso
Sgarbi - interpellato da Centonove aggiunge legna sul fuoco delle polemiche.
Dopo avere confermato di avere già scritto
a Napolitano - invitandolo a non venire
(“perché i lavori non sono finiti”) - Sgarbi
rivela altri retroscena sulla “telenovela” del
restauro infinito alla Villa del Casale.
LAVORI INCOMPIUTI. “Realisticamente, i
lavori per cui ci sono i soldi - osserva
Sgarbi - potrebbero finire tra agosto e
settembre. Se ci riescono prima, non sono
qui a gufare: la Villa se la aprano e facciano
ciò che vogliono... Ma lʼinaugurazione tra
un mese - ribadisce - che Missineo vuole
fare per forza perché gli interessa fare la
parata, prima che scada il governo
Lombardo, sarebbe solo una finzione.
Perché i lavori - avverte - non sono finiti:
rimangono infatti fuori, il restauro del
Triclinio e delle Terme, nonché il
collegamento tra il parcheggio e lʼarea
archeologica. Per i quali io e solo io, ho
trovato i soldi, altri 5 milioni dei fondi Poin calcola Sgarbi - dopo ripetuti incontri con il
Ministro Piero Gnudi. Sempre che il
direttore Meli riesca a mandare in tempo le
carte ed i moduli - chiosa - che gli uffici del
Ministero gli ha richiesto a gennaio”.
RESTAURO MANGIASOLDI. Già, perché
finora il mega finanziamento di 24 milioni di
euro dei fondi Por - per il restauro del sito
dichiarato nel ʼ97 patrimonio dellʼUnesco non sono serviti a completare i lavori, che
dovevano concludersi in 22 mesi, ma
Lavori in corso alla Villa del Casale
vanno avanti da oltre 60. Mentre da una
ispezione ordinata nel cantiere dallʼex
prefetto di Enna Giuliana Perrotta, è
emerso che non è mai stato rispettato il
“protocollo di legalità” antimafia. “La ditta
che si è aggiudicata i lavori - conferma lo
stesso Sgarbi - per via del ribasso (da 18
milioni a circa 13) proposto durante la gara,
non ce lʼha poi fatta. Per cui, dopo una
riunione con lʼimpresa e lʼassessore
Missineo, che a tutti i costi voleva aprire la
Villa si è convenuto che la ditta finisse i
soldi, lasciando fuori il Triclinio e le Terme.
Per completare dunque i lavori, serve
almeno un altro anno, se tutto va bene...”
MELI: NESSUN DISSERVIZIO. Intanto, il
direttore dei lavori Guido Meli, diffonde
ottimismo. “Più che una inaugurazione chiosa - sarà una cerimonia celebrativa dei
lavori, visto che la Villa non è chiusa. Entro
fine maggio, comunque, la renderemo
fruibile al 90 per cento - preannuncia stiamo lavorando per questa scadenza...”
Alle lamentele dei turisti, che denunciano il
degrado in cui versa il sito archeologico,
Meli replica serafico. ”Non so di quali
disservizi si lamentino: la Villa è aperta
parzialmente, ci sono lavori in corso, ed
abbiamo 16 custodi che si alternano in 3
turni...”. Intanto a Piazza Armerina,
operatori turistici, albergatori e
commercianti sono sul piede di guerra.
SOS DEGLI OPERATORI TURISTICI.
“Penso che la Villa non aprirà e dopo tante
promesse - pronostica Nietta Bruno, vice
presidente del distretto turistico, nonché
presidente del consorzio agrituristico
ennese - noi operatori, avremo ancora
problemi. Siamo in forte sofferenza aggiunge - e posso dirle che tutti i nostri
L’INTERVISTA
«Se Meli controlla se stesso»
Il presidente di Confcommercio attacca
il direttore del museo. Che è anche progettista
PIAZZA ARMERINA. “Si sbrigassero ad aprire la Villa
romana, la città sta morendo lentamente...”. Maurizio
Prestifilippo, piazzese, ex sindaco, ed attuale presidente
provinciale della Confcommercio di Enna, denuncia il
dramma che si sta vivendo nella città dei musei. “Ormai i
tour operator si sono stancati: capiscono che non vale la
pena venire, ed hanno tagliato fuori la città dai circuiti.
Non si vedono turisti in città: ne stanno risentendo
alberghi, ristoranti, tutta lʼeconomia è in ginocchio”. Vista
da Piazza Armerina, la “guerra” tra lʼassessore Missineo
e Sgarbi, è ancora più desolante. “Missineo sa che
probamente il 24 maggio, lui non ci sarà più - ipotizza
Maurizio Prestifilippo - data la precarietà del governo
Lombardo, non ci sono le condizioni minime, neanche
per parlare di inaugurazione con il Capo dello Stato.
Comunque, Missineo avrebbe fatto bene a tacere”.
Perché?
“Uno che smentisce il braccio operativo del suo
Assessorato, lʼAlto commissario, senza essere venuto a
Piazza Armerina, per rendersi conto di come stanno le
cose, non ha cognizione di ciò che avviene dentro la
Villa. Missineo, è lontano e non conosce la realtà.
Avrebbe fatto meglio a tacere, anziché attaccare Sgarbi,
che in fondo una volta tanto, aveva detto la verità.
Perché il vero scandalo di questa vicenda, è un altro...”.
Mi dica...
“Il paradosso è che il direttore del Museo del Casale,
Guido Meli, cioè chi dovrebbe essere il controllore, è
anche il progettista ed il direttore dei lavori della Villa,
pagina 26
cioè il controllato. E ciò sarebbe impossibile, in
qualunque nazione civile. Per non funzionando i
controlli, le cose vanno sempre male. Ci sono ritardi (i
lavori che si dovevano concludere nel 2009, sono
ancora in corso). E si stanno spendendo più soldi del
dovuto, poiché la gara per il restauro (di 18 milioni di
euro), è stata fatta con un ribasso dʼasta, intorno al 30%
( tra i più alti in Sicilia). Ma la ditta non è riuscita finora
a concludere i lavori, perché ci vogliono altri soldi: per
cui, se è stato fatto male il progetto di previsione, ne
dovrebbe rispondere il direttore dei lavori”.
Unʼaltra storiaccia siciliana...
“Ma il bello, dovrà ancora accadere, quando si vedranno
i risultati del restauro: hanno dovuto risparmiare molto...”
Ed il ruolo di vigilanza dellʼAlto commissario Sgarbi?
Finora, ha nominato una dozzina di consulenti, a 100
mila euro lʼanno, pagati dal suo ufficio, che gestisce
anche il 15% degli incassi della biglietteria”. (A.A.)
centonove
Sicilia
20 APRILE 2012
VERTENZE
Sprechi sui beni culturali, pagano solo i precari
PIAZZA ARMERINA. Per esprimere il loro disagio, i lavoratori precari del Comune
di Piazza Armerina, in attesa da 22 anni del posto “fisso” hanno scritto una lettera
alla sezione regionale della Corte dei conti, nonché a “Striscia la notizia” e “le Iene”. Nella argomentata missiva, i precari piazzesi, denunciano lo “sperpero” che
avviene giornalmente presso gli uffici della Regione siciliana, senza che questa
“Eccellentissima Corte dei Conti, ponga mai alcun rilievo”. Mentre invece, i giudici contabili usano la “lente di ingrandimento” sugli enti locali. I precari comunali,
portano ad esempio quanto accade nei parchi regionali neo costituiti “Villa del Casale” e “Dea di Morgantina”. Dove un centinaio di dipendenti (tra ex custodi e contrattisti) verrebbero impiegati nelle 24 ore, percependo oltre lo stipendio mensile
(“superiore alle 2 mila euro”) anche ulteriori “indennità” accessorie - tra indennità
di cassa, di disagio, di turnazione, festiva, superfestiva, notturno-feriale, notturno
- festivo, notturno su notturno festivo, reperibilità diurna e notturna - per un esborso annuo dalle casse regionali, di altri 8 mila euro per ogni unità lavorativa. “Ed i
poveri ex custodi, si lamentano pure - ironizzano i precari piazzesi - per i turni massacranti che espletano in solo 14, 15 giorni lavorativi, grazie ad un complesso sistema di riposi recuperi, che esiste solamente in questa branca dellʼamministrazione regionale”.
Il tutto, in “netto contrasto” con lʼultimo accordo del marzo 2012 sui Beni culturali - annotano - che nei siti dotati di video sorveglianza (come lo sono la Villa del Casale e Morgantina), prevede una “turnazione nelle 12 ore”. Insomma, al danno si
aggiunge anche la beffa. “La Regione ha speso milioni di euro per dotare le aree archeologiche di video sorveglianza - denunciano i precari piazzesi - e paga gli ex
custodi per dormire nei siti”. Non solo. Nellʼaccordo, è anche prevista la possibilità di affidare i siti “vista la carenza di custodi”, ad un “carrozzone politico mangiasoldi” denominato “Società Beni Culturali”, in cui sono piazzati parenti ed amici - rilevano - di deputati regionali. Eppure, nei siti con telecamere, basterebbe
“abolire” il turno notturno - calcolano i precari comunali piazzesi - per “risparmiare
milioni di euro”.Per non parlare dei “compensi da favola” - riferiscono - per i cosiddetti direttori: che tra stipendi, missioni, progettazioni, etc. raggiungono quota
10 mila euro mensili. ”Non sarebbe il caso di usare la lente di ingrandimento - domandano provocatoriamente ai massimi rappresentanti della solerte Corte dei
Conti - su questi ladri autorizzati dalla Regione e dai sindacati, anziché infierire su
dei poveri precari, che sbarcano il lunario con mille euro al mese?” (A.A.)
ospiti e quelli dei miei colleghi, che sono
andati a visitare la Villa, sono tornati
nauseati: “perché ci mandate lì?” è il
rimprovero. Vedono i mosaici tenuti male,
con le erbacce dappertutto, la sporcizia,
lʼincuria, gli escrementi degli uccelli persino
sui mosaici, il personale inadeguato ed
insufficiente. Siamo molto preoccupati ribadisce Nietta Bruno - perché ritardando
lʼapertura della Villa romana, in tempo di
recessione, significa che avremo sempre
meno ospiti. E molte aziende stanno per
chiudere. Abbiamo già chiesto al
presidente della Provincia Monaco preannuncia - di convocare attorno ad un
tavolo, le forze sociali e sindacali, alla
presenza dellʼassessore Missineo, perché
vogliamo chiarezza”.
STOP INFO POINT. Caty Procaccianti,
titolare di Omnia Turist, la società che da
11 anni si occupa di marketing turistico
promozionale nella città dei mosaici, ha
dovuto chiudere nei mesi scorsi, il suo info
point di piazza Garibaldi: lʼunico centro di
informazione per i turisti, che dava lavoro
ad altre 4 persone. “Il modo più
accattivante per convincere i tour operator
a tornare - racconta Caty - era stato di
incuriosirli sulla villa romana dopo il
restauro: poi, giorni fa, leggo che Sgarbi
non ha intenzione di aprirla. Ma che figura
ci faccio, dopo gli accordi presi con agenzie
e tour operator ?” Il settore turistico è
sempre stato la sua passione. Ma per
potere “campare e pagare i debiti” della
banca, Caty si è dovuta inventare un nuovo
lavoro: è diventata consulente aziendale.
“Vado fuori da questa isola, anche negli
Emirati Arabi - confida amareggiata - per
potere lavorare e pagarmi le tasse...” .
L’assessore regionale ai Beni culturali, Sebastiano Missineo
La villa romana di Patti
DA RISCOPRIRE. Le residenze della provincia di Messina
Sulle orme di Cesare
Malgrado l’importanza storica e architettonica
sono tagliate fuori dai grandi itinerari turistici
MESSINA. Risalgono
allʼepoca del Grande
Impero, e rappresentano
una importantissima
testimonianza della storia e
della cultura siciliana.
Eppure, malgrado il loro
valore artistico e
architettonico, le ville
romane della provincia di
Messina, da Capo
dʼOrlando a Terme
Vigliatore, passando per
Patti Marina, sono rimaste
tagliate fuori dai grandi
itinerari turistici. Tra guide
improvvisate, visitatori
sparuti e orari restrittivi.
TERME VIGLIATORE.
Sorta come ampliamento di
una precedente
costruzione risalente al I
secolo a.C., la Villa
Romana di San Biagio, a
Terme Vigliatore, fu
riportata alla luce negli anni
cinquanta ed è tra gli
esempi più interessanti di
villa di lusso suburbana.
Costruita in un sito abitato
già dall'età ellenistica (III-II
secolo a.C.), subì almeno
due restauri o
risistemazioni nella prima
età imperiale, come
indicano le modifiche
apportate ai locali termali,
adiacenti alla villa. Gestita
dallʼAssessorato ai Beni
Culturali della Regione
Siciliana, è visitabile con
un biglietto di ingresso di 2
euro. Accanto ai resti della
villa, in un piccolo
ambiente, sono esposti
frammenti di sculture,
stucchi e ceramiche che
arredavano lʼopulenta
dimora. “La villa - spiega il
sindaco di Terme Vigliatore
pagina 27
Bartolo Cipriano - è
fruibile tutti i giorni, ma non
nei festivi. Lo stato della
costruzione è buono, ma
sarebbero necessari degli
interventi strutturali, a
partire dal rifacimento
dellʼingresso e dal
parcheggio. Guide non ce
ne sono. Ogni tanto, se
avvertiti preventivamente,
mandiamo noi qualcuno del
Comune, ma i visitatori,
purtroppo, sono pochi».
PATTI. Scoperta nel 1973
da Giuseppe Vozza
durante i lavori per la
costruzione di una pila del
Mauro Aquino
viadotto dellʼautostrada
Messina-Palermo, la villa
romana di Patti Marina
risale allʼetà tardo imperiale
e si estende attorno a un
grande peristilio con un
largo portico a colonne.
“Tagliata fuori” dalle gare
dʼappalto dellʼassessorato
regionale ai Beni Culturali
per lʼaffidamento della
gestione dei più importanti
siti siciliani, la villa romana
è stata al centro di un
convegno svoltosi
mercoledì 18 aprile
nellʼarea archeologica di
Patti. «Le potenzialità della
villa - ha commentato il suo
“scopritore” Vozza al
termine dellʼincontro - sono
enormi. Le cose da fare
sono però ancora molte».
Tesi sostenuta anche dal
sindaco di Patti Mauro
Aquino: «La villa è
assolutamente fruibile e
fruita. Soprattuto adesso
che abbiamo risolto i
problemi di stillicidio (dovuti
alle perdite di una tettoia
realizzata dalla
Soprintendenza, ndr). Il
nostro intento - prosegue il
primo cittadino - è adesso
quello di riportare i mosaici
al loro splendore cromatico
originario e di incentivare il
turismo con escursioni
mirate, puntando anche sui
croceristi».
CAPO DʼORLANDO. Si
trova in prossimità del porto
e potrebbe “nascondere”
nel suo intorno un intero
centro abitato, la villa
romana di Bagnoli, a Capo
dʼOrlando, scoperta nel
1987 durante degli scavi.
«Grazie al buon operato
della Soprintendenza commenta il sindaco
orlandino Enzo Sindoni che ha messo a
disposizione del personale
preparato, la villa è molto
fruita, anche grazie alla sua
posizione geografica,
proprio allʼingresso del
comune. Di certo si
potrebbe promuoverla
ancor meglio, coinvolgendo
le scolaresche e tenendo
aperta la villa anche la
domenica e nei giorni
festivi». (M.R.)
Qui, scuola
20 APRILE 2012
MILAZZO. L’ISTITUTO “IMPALLOMENI” È L’UNICA STRUTTURA SICILIANA SELEZIONATA PER PARTECIPARE AL PROGETTO EUROPEO PEG
I liceali? Siedono in Parlamento
L’INIZIATIVA
Se il digitale
è tra i banchi
I seminari di Microsoft
e Anp. Il primo a Venetico
DI CHIARA MICCOLI
MILAZZO. Da delegati del
Parlamento europeo a creatori
di opere dʼarte. Gli studenti
dellʼistituto di istruzione
superiore “G.B. Impallomeni” di
Milazzo, nel corso dellʼanno,
hanno partecipato con successo
a più attività e iniziative culturali,
come racconta la dirigente,
Caterina Nicosia. «La nostra è
stata lʼunica scuola siciliana ad
essere selezionata tra 91 scuole
in tutta Italia per partecipare allʼiniziativa
“Parlamento europeo giovani”». Una
delegazione formata da otto alunni scelti
da entrambi gli indirizzi dellʼistituto
(classico e scientifico) hanno affrontato e
superato la prova selettiva che consisteva
nello stilare interamente in lingua inglese e
con il supporto di internet risoluzioni
parlamentari secondo le reali procedure
legislative del Parlamento europeo.
Superata la selezione iniziale, lo scorso
marzo, le otto ragazze dellʼistituto sono
partite per Volterra dove, insieme ad altri
studenti italiani, hanno partecipato alle
altre attività previste dal progetto. «Hanno
simulato una serie di dibattiti su
problematiche che il Parlamento realmente
affronta - ha spiegato la preside - Un modo
intelligente per conoscere i meccanismi di
centonove
In alto
Caterina Nicosia
dirigente scolastico
dellʼistituto
Impallomeni di Milazzo.
Nelle foto gli studenti
impegnati nei progetti
organizzati dalla scuola
una istituzione così importante
potenziando le lingue straniere studiate a
scuola e usando internet per fare cultura».
Ma i ragazzi dellʼistituto - che conta 800
iscritti divisi in due plessi - sono stati
coinvolti anche in altre attività. Gli studenti
del liceo scientifico hanno tirato fuori tutta
la loro creatività con lʼaiuto del flower
designer milazzese, Carmelo Antonuccio.
«Si tratta di un progetto di alternanza
scuola-lavoro. I ragazzi hanno frequentato
uno stage presso lʼazienda del maestro
Antonuccio. Nel corso di più laboratori,
partendo da insegnamenti teorici, hanno
poi imparato nella pratica a ricavare da
materiali poveri delle vere e proprie opere
dʼarte».
Lʼistituto aderisce da un mese al
programma nazionale del “Moige”,
dedicato ai genitori che hanno perso i figli
negli incidenti stradali per sensibilizzare i
giovani allʼeducazione stradale. Organizza
inoltre corsi di preparazione al test per la
patente europea, “un titolo spendibile nel
futuro” - ha sottolineato la dirigente convegni e attività culturali. Lʼultimo
incontro si è tenuto giovedì 12 aprile . «Gli
studenti del liceo classico hanno incontrato
lo scrittore e giornalista Melo Freni per
discutere della sua ultima opera, “Leggere
il Gattopardo”. Il prossimo incontro si terrà
invece lunedì 23 ed è dedicato al tema del
dissesto idrogeologico a Milazzo. Per il
nuovo anno scolastico abbiamo intenzione
di partecipare a più progetti europei – ha
anticipato la professoressa Nicosia che
guida appena da un anno lʼistituto – E
vorremmo anche realizzare un giornale
scolastico per coinvolgere i nostri ragazzi
nellʼattività giornalistica».
LA TECNOLOGIA come strumento didattico. Questo lʼobiettivo principale dei
seminari organizzati da Microsoft e Anp
(Associazione Nazionale dei Dirigenti e
delle Alte Professionalità della Scuola)
in tre scuole dʼeccellenza. Istituti che si
sono distinti e che hanno ricevuto riconoscimenti a livello nazionale ed internazionale. Il primo appuntamento si è
svolto a Venetico, in provincia di Messina, mercoledì 18 aprile, allʼIstituto “S.
DʼArrigo”. Istituto vincitrice dellʼedizione
2010 del progetto Anp “Docente dellʼAnno” e selezionata nel 2012 come
Pathfinder school – il concorso di Microsoft che premia le scuole più innovative nel mondo. Nel corso dellʼincontro,
attraverso lezioni dimostrative, sono
state illustrate le soluzioni gratuite di Microsoft per la scuola.«Lʼimpegno per il
mondo scolastico è una delle priorità di
Microsoft ed è per questo che abbiamo
inserito un preciso sostegno al processo di modernizzazione del sistema educativo italiano allʼinterno di un programma di investimento triennale per contribuire alla crescita del nostro Paese» - ha
dichiarato Alessandro Paolucci, Direttore della Divisione Education di Microsoft
Italia. «La partnership con Anp, e questi
seminari in particolare, testimoniano la
volontà di Microsoft di realizzare attività
concrete con il corpo docente per accompagnare lʼevoluzione dei metodi
dʼinsegnamento nelle istituzioni scolastiche». «In questi anni di collaborazione con Microsoft abbiamo constatato
che la tecnologia può realmente supportare il lavoro di dirigenti e docenti,
contribuendo ad una sempre maggiore
qualità della didattica e dellʼorganizzazione scolastica. I professionisti della
scuola possono oggi condividere le
esperienze didattiche attraverso comunità online, come la Community Anp ad
essi dedicata e quella Apprendere in Rete di Microsoft, per sviluppare processi
di insegnamento-apprendimento efficaci e innovativi»- conclude Giorgio Rembado, presidente Anp.
ISTRUZION PER L’USO di Andrea Smith
Mobilità, le novità
tra proroghe e scadenze
IL RITARDO CON IL QUALE sono state pubblicate le
disposizioni non è bastato, così, a causa “della complessità delle operazioni propedeutiche alla mobilità
del personale della scuola, relative alla previsione delle classi e degli organici, le cui risorse sono state assegnate agli Uffici scolastici regionali in data 29 marzo 2012 e delle numerose segnalazioni,..” – questa è la
premessa della determinazione dirigenziale dellʼ11
aprile scorso - è stato necessario rideterminare lʼarticolazione delle date dei movimenti del personale docente della scuola dellʼinfanzia e primaria. La nuova disposizione modifica sia il termine di comunicazione al
SIDI delle domande di mobilità e dei posti disponibili
sia la data di pubblicazione dei movimenti, uniformandoli per entrambi gli ordini
scolastici. I movimenti della scuola primaria e dellʼinfanzia verranno pubblicati
il 28 maggio, mentre gli uffici territoriali
avranno tempo fino al 30 aprile per la comunicazione delle domande di movimento e dei posti
disponibili. Secondo il calendario originario i movimenti della scuola primaria dovevano essere pubblicati lʼ8 maggio e la chiusura delle funzioni per lʼacquisizione delle domande e delle disponibilità era prevista per il 14 aprile.
Questa proroga concede anche una boccata dʼossigeno per la gestione delle domande di pensionamento, presentate questʼanno entro il 30 marzo. Sempre in
materia di mobilità, cʼè da registrare, in data 12 aprile,
la sottoscrizione dellʼipotesi di Contratto Collettivo Nazionale Integrativo, tra i MIUR e le Organizzazioni sin-
pagina 28
dacali, riguardante la mobilità del personale docente
dichiarato permanentemente inidoneo, per motivi di
salute, allʼespletamento della funzione docente, ma
idoneo ad altri compiti che, in attuazione delle disposizioni ministeriali emanate con la nota 2359 del 29 marzo 2012 hanno confermato il passaggio nei ruoli ATA
e sottoscritto il contratto individuale di lavoro. Gli interessati, prima delle operazioni di mobilità, avranno
assegnata la scuola di titolarità nell'ambito delle preferenze espresse e sulla base dei posti liberi nell'organico di diritto del prossimo anno; successivamente, se non soddisfatti nelle preferenze espresse, potranno essere riammessi a partecipare alle operazioni
normali di mobilità. I termini di scadenza per la presentazione delle domande saranno definiti dall'amministrazione, in analogia a quanto previsto per il restante personale collocato fuori ruolo nellʼO.M del 5
marzo, una volta sottoscritta in via definitiva lʼintesa.
Economia
20 APRILE 2012
Lino Siclari
Domenico Cataldo
AFFONDI. Il commissario giudiziale denuncia irregolarità nella proposta di concordato
Aicon, Cataldo inguaia Siclari
Il Tribunale di Barcellona avvia la procedura per la dichiarazione di fallimento del gruppo quotato in Borsa.
Alla base della decisione la relazione del legale messinese. Che ha messo in agitazione il patron
DI MICHELE SCHINELLA
MESSINA. La proposta di concordato di
Aicon? Eʼ stata ammessa ma sulla base di
dati non corretti. O meglio, grazie ad
omissioni che hanno indotto in errore i
magistrati del Tribunale di Barcellona.
Il commissario giudiziale Domenico
Cataldo in una lunga relazione ha
spiegato ai giudici il perchè non cʼerano i
presupposti per ammettere Aicon yacht
Spa, la società operativa del gruppo di
Giammoro quotato in Borsa che progetta
costruisce e vende imbarcazioni di lusso
alla procedura diretta ad evitare la
dichiarazione di fallimento.
I tre giudici Michele Galluccio, Assunta
Cardamone e Danilo Maffa gli hanno
dato retta e il 16 aprile 2012 hanno avviato
“la procedura per revocare il decreto di
ammissione al concordato preventivo e
per lʼeventuale dichiarazione di fallimento”.
Lʼ11 maggio del 2012 è fissata lʼudienza in
cui verrà assunta la decisione che potrebbe
chiudere lʼesperienza imprenditoriale più
importante della Sicilia nellʼultimo
decennio. E mettere nei guai il patron Lino
Siclari: la dichiarazione di fallimento è
infatti presupposto per poter ipotizzare il
reato di bancarotta fraudolenta.
OMISSIONI. Secondo gli accertamenti
svolti dal legale cui la Procura di Messina e
il Tribunale hanno affidato numerose
curatele e amministrazioni giudiziarie, “non
risultano essere state depositate
integralmente le scritture contabili della
società”; “non risultano essere state
indicate nella proposta di concordato
lʼesistenza sulla Villa di Messina sita nel
villaggio SantʼAgata, iscrizioni ipotecarie
pregiudizievoli - oltre a quelle indicate nella
proposta - aventi efficacia temporale
precedente lʼapertura del concordato”;
ancora “non è stato indicata lʼesistenza di
una clausola di risoluzione espressa
nellʼatto di acquisto degli immobili di San
Pier Niceto per il caso in cui lʼacquirente
non avesse avviato il procedimento per il
rilascio della concessione edilizia mediante
trasmissione al Comune competente del
progetto entro 90 giorni; nè è stato indicato
il rilascio da parte dellʼacquirente di una
polizza fideiussoria del valore di 1milione
337mila euro a garanzia dellʼeffettiva
realizzazione dellʼiniziativa industriale”; ed
infine secondo Cataldo “sebbene nel fondo
rischi del concordato sia contemplata
lʼincognita derivante da unʼeventuale
restituzione di contributi di finanza
agevolata nella relazione sulla situazione
patrimoniale economica e finanziaria
aggiornata al 30 settembre del 2011 che
contiene lʼesplicitazione delle voci di rischio
costituenti il fondo stesso lʼevento “revoca
di finanza agevolata” non è contemplato”.
centonove
EFFETTO DOMINO. Il Tribunale di
Barcellona qualche tempo fa aveva
dichiarato il fallimento di Aicon Marine Srl,
la società creata ad hoc da Siclari alla
vigilia dellʼestate del 2011 per garantire la
continuità dellʼattività di impresa messa a
rischio di alcune istanze di fallimento
presentate da alcuni creditori di Aicon
Yacht Spa. Alla nuova società erano state
affittati attrezzature, impianti, barche in
deposito, stampi e modelli. E 60 dei 360
lavoratori: gli altri sono stati messi in
cassintegrazione. Fallita Aicon marine Srl
Siclari ha creato unʼaltra società, Aicon
Italia Srl, a cui è stato affittato lo stesso
compendio aziendale ma solo 2 lavoratori.
Al Tribunale di Barcellona pende ancora
lʼistanza di ammissione al concordato
preventivo di Aicon Spa, la società
controllante, che Siclari ha chiesto dopo
aver incassato lʼammissione al concordato
preventivo di Aicon Yacth Spa.
ABBANDONI. La situazione per Aicon è
precipitata quando Lino Siclari dopo aver
presentato un piano di risanamento che
prevedeva da parte sua, quale azionista di
maggioranza, lʼimmissione di risorse
fresche (5 milioni di euro), nel pieno
dellʼestate 23011 ha cambiato idea
inducendo alle dimissioni il manager
Salvatore Candido, ingaggiato con il
compito di tentare unʼimpresa impossibile:
risanare un gruppo gravato di 90 milioni di
euro di debiti e con un fatturato ridotto ai
minimi termini. A catena dopo le dimissioni
di Candido è stato sospeso il titolo in Borsa,
si è dimesso il collego sindacale e il
concordato preventivo è stato scelto da
Siclari come strumento per limitare i danni,
ovvero non investire una parte dei 120
milioni di euro che nel 2007 grazie alla
quotazione in Borsa del titolo aveva
rastrellato sul mercato da risparmiatori che
hanno acquistato un titolo, dopo alcuni
mesi divenuto carta straccia. Il patron
Siclari nel frattempo ha ricominciato da
Aicon International, una società nuova di
zecca che promuove affitta e vende le
stesse imbarcazioni che un tempo erano il
fiore allʼocchiello delle due società di cui si
sono portati i libri in Tribunale. La nascita
della nuova società ha fatto storcere il
muso ai creditori che attendono di vedere
soddisfatte le loro pretese dalla vendita
delle imbarcazioni. Siclari ha messo le
mani avanti: «La nuova società serve a
dare un supporto ad Aicon Yacth Spa per
favorirne il ritorno sul mercato quando dopo
lʼammissione e lʼomologa del concordato».
Omologa che ora dopo la relazione di
Cataldo si allontana.
ZOOM
Oriti: «Cantieri incustoditi
e strani furti a Giammoro»
Il sindacalista della Cgil denuncia la dispersione
dei beni aziendali. Trafugati i computer
MESSINA. Si sono introdotti notte tempo e si sono portati via
tutti i personal computer e i file in essi contenuti. Il furto constatato dai carabinieri più che per il valore dei beni sottratti ha
colpito per il movente e per le modalità con cui è avvenuto e
perchè è arrivato nonostante alcuni esposti che erano stati presentati nelle scorse settimane da esponenti sindacali.
«l cantiere di Giammoro è incustodito. Le attrezzature, i macchinari, le imbarcazioni sono lasciate alla mercé dei ladri. Mi è
stato riferito che ogni giorno si registra la scomparsa nel nulla
di beni che fanno parte del patrimonio di Aicon. Eʼ stato segnalato uno strano spostamento di beni da un capannone ad un latro».
Lʼallarme lo ha lanciato il segretario provinciale della Fillea della Cgil, Biagio Oriti, qualche settimana fa, raccogliendo le testimonianze in un esposto inviato al prefetto di Messina, Francesco Alecci, alla Procura della Repubblica di Barcellona e al
liquidatore di Aicon Yacth Spa, Cristian Pistunina.
Questʼultimo con una lettera piccata ha replicato che quanto ha
denunciato il segretario della Fillea della Cgil non corrisponde
alla realtà dei fatti. «Non è vero che lʼazienda sia incustodita. Eʼ
vero che abbiamo spostato delle attrezzature e del materiale
ma solo perchè il capannone era in affitto e ci è stato chiesto il
rilascio».
Biagio Oriti spiega: «Il mio intervento è a garanzia dela possibilità che i lavoratori un giorno possano ottenere il soddisfacimento dei loro crediti». (M.S.)
pagina 29
Biagio Oriti
Economia
20 APRILE 2012
centonove
MESSINA. Sull’orlo del baratro l’Ente guidato da D’Amore
Bufera sulla Fiera
Bocciato l’emendamento alla Finanziaria regionale.
I dipendenti proclamano lo stato di agitazione
MESSINA. Dopo la bocciatura allʼArs
dellʼemendamento alla finanziaria
regionale, finisce nellʼocchio del ciclone
lʼEnte Fiera di Messina. Preso di mira dal
Comitato “Terronia” e dagli stessi
dipendenti dellʼEnte, che hanno
proclamato lo stato di agitazione. Mentre
il commissario Fabio DʼAmore ha
convocato per venerdì 20 una conferenza
stampa che si preannuncia “infuocata”.
IL “NO” DELLʼARS. Siglato da alcuni
deputati regionali messinesi, fra i quali
Filippo Panarello e Franco Rinaldi del
Pd, lʼemendamento bocciato dallʼArs
prevedeva lo stanziamento di 100 mila
euro per lʼesercizio finanziario 2011 e
una spesa di 450 mila euro per il 2012
destinati al pagamento degli stipendi
spettanti al personale e degli oneri
connessi. Una boccata dʼossigeno da
mezzo milione di euro per una realtà
sullʼorlo del baratro finanziario e alle
prese con un debito di quasi due milioni
di euro.
Fabio D’Amore
Roberto Cerreti
PERSONALE IN RIVOLTA. Non
percepiscono lo stipendio da quattro mesi e
il loro futuro si presenta pieno di incognite,
soprattutto dopo il fallimento dei tentativi di
inserimento delle somme pregresse e per
tutto lʼanno 2012 nella finanziaria
approvata alla Regione lo scorso 18 aprile.
Per questo, al termine di unʼassemblea con
i segretari provinciali di categoria di Cgil,
Cisl, Uil e Ugl, i dipendenti dellʼEnte Fiera
hanno proclamato lo stato di agitazione,
minacciando uno sciopero (previsto per
venerdì 27) se non otterranno al più presto
delle risposte concrete sul loro futuro.
Dopo aver denunciato la loro “disastrosa
condizione” e aver ringraziato i
parlamentari che hanno “difeso
strenuamente la nostra causa”, i
dipendenti hanno infine fatto riferimento a
una nota inviata dallʼAssessorato
Regionale alle Attività produttive in cui si
chiede lo scoglimento dellʼEnte Fiera
sulla scorta di una relazione firmata da
DʼAmore.
LA MANNAIA DI TERRONIA. Sulla
situazione della Fiera è intervenuto anche
il Comitato Terronia, che in una nota
firmata dal responsabile Roberto Cerreti,
ha attaccato duramente la classe politica
messinese, “succube di Palermo e
Catania”. “Una delle bandiere della città è
stata deliberatamente abbandonata e
distrutta - si legge nel comunicato - e le
colpe sono da accreditare al fallimento
della politica messinese, vittima di
strategie precise dei salotti bene della
nostra Regione». (M.R.)
LA SVOLTA
I lavoratori di Palermo alla Resais
PALERMO. «Trovo molto apprezzabile la norma che
prevede il passaggio dei dipendenti della Fiera del Mediterraneo alla Resais. In questo modo si rendono nuovamente produttive queste unità di personale e si rispetta
il loro desiderio di tornare a lavorare». Così il presidente
dell'Assemblea Regionale Siciliana Francesco Cascio ha
commentato il trasferimento del personale dell'Ente Fiera del Mediterraneo alla Resais stabilito dalla Finanziaria
votata allʼArs lo scorso 18 aprile. Nata a Palermo nel 1946,
la Fiera del Mediterraneo ha rappresentato per anni il più
importante polo espositivo della Sicilia sia per dimensioni
che per importanza. In liquidazione dal 2009 lʼente gestore.
pagina 30
centonove
Economia
20 APRILE 2012
MESSINA. Patto di stabilità sforato di 27 milioni di euro. Ecco perchè
Palazzo Zanca, vedo rosso
Sanzioni, tagli dei trasferimenti, divieto di nuove assunzioni e stabilizzazioni,
decurtazione del 30% degli stipendi degli amministratori. Tutte le conseguenze
DI ALESSIO CASPANELLO
MESSINA. Lʼufficializzazione è arrivata col
sigillo della protezione civile: la costruzione
degli svincoli di Giostra ha comportato lo
sforamento del patto di stabilità da parte del
comune di Messina. Per oltre ventisette
milioni di euro, non noccioline. Ed è un
disastro. Il ragioniere generale del comune
di Messina, Nando Coglitore, è stato
chiarissimo: “Non cʼè bisogno nè di
commissari nè di Corte dei Conti, che
abbiamo sforato il patto di stabilità lo dicono
i numeri”. Proprio Coglitore era stato il
“grande accusatore” degli svincoli, in tempi
non sospetti, puntando il dito contro i
potenziali rischi finanziari che il
completamento della seppur
indispensabile opera avrebbe potuto
provocare. Detto fatto, a Coglitore non è
rimasto che il ruolo di Cassandra.
Inascoltata. Cosa è successo?
SFORIAMO IL PATTO. Di fatto, il governo
ha fatto rientrare nella contabilità comunale
i 23 milioni di euro spesi per gli svincoli
Giostra e Annunziata, invece che, come
sperava il sindaco Giuseppe Buzzanca,
accollarli alla contabilità speciale in quanto
Orazio Miloro
Giuseppe Buzzanca
opera finanziata con i poteri speciali che
Buzzanca ha in quanto commissario di
nomina ministeriale per lʼemergenza
traffico. Questo perchè, visto che i fondi
stanziati dal governo non si sono rilevati
sufficienti, a Buzzanca non è rimasto che
prelevare dalle casse di palazzo Zanca 23
milioni 144 mila euro. Non ci fossero stati
gli svincoli, comunque, a palazzo Zanca il
patto di stabilità si sarebbe sforato
L E G A L M E N T E
CITTA’ DI LICATA
PROVINCIA DI AGRIGENTO
DIPARTIMENTO 4° LAVORI PUBBLICI SERVIZI TECNOLOGICI
ED OPERATIVI/SERVIZI FINANZIARI
ESTRATTO BANDO DI GARA (CIG:39008191AC)
Stazione Appaltante Città di Licata Piazza Progresso n°10 – Cap.92027
Tel.0922/868111 – fax 0922/774378 Sito internet:http://www.comune.licata.ag.it
Descrizione: Bando di gara a procedura aperta per la” REALIZZAZIONE E MANUTENZIONE DI UN SISTEMA INFORMATIVO TERRITORIALE E PER LʼAFFIDAMENTO IN CONCESSIONE DELLA GESTIONE RISCOSSIONE E ACCERTAMENTO DELLE ENRATE COMUNALI CIG:39008191AC
Divisione in lotti:no
Durata della concessione: la concessione avrà durata di anni 5 (cinque).
Norme regolatrici della procedura concorsuale: Procedura aperta, per come definita ex art. 3 del D.Lgs n.163/2006.
Termine per il ricevimento delle offerte: fino alla data del 10/05/2012
IL R.U.P.
Arch.Maurizio Falzone
ERRATA CORRIGE – TRIBUNALE DI MESSINA
In rif. alla pubblicazione avvenuta in data 30.03.12 – RIF. RF 41-bis/94
Si precisa che in data 18.05.12 alle ore 12.15 si procederà altresì alla vendita
con incanto, in caso di esito negativo della vendita senza incanto.
pagina 31
comunque, visto che, secondo i calcoli
delle aree economico-finanziarie di
palazzo, il “rosso” ammonta a 27,5 milioni
di euro. Gli effetti dello sforamento?
Deleteri.
GLI EFFETTI. Si parte con la riduzione dei
trasferimenti dello stato: in realtà, il
decreto legislativo 149 del 6 settembre
2011 ha ammorbidito la punizione, che
non corrisponde più all'intero sforamento,
ma “solo” al 3% delle entrate correnti
accertate nell'ultimo rendiconto. A febbraio
di questʼanno, però, la norma è stata
ulteriormente modificata, e prevede una
sanzione pari al 100% dello sforamento,
diluita in 3 anni. Se si applicherà o meno ai
comuni che hanno sforato il patto 2011,
però, resta ancora da vedere. A questo, si
aggiungerebbero i tagli massicci degli ultimi
anni, che già hanno fatto tribolare
lʼassessore alle Finanze Orazio Miloro.
Ancora, è previsto lʼazzeramento delle
spese per manutenzioni ordinarie e
straordinarie, il divieto di contrarre nuovi
mutui (che a Messina servono per pagare i
debiti fuori bilancio) e, soprattutto, divieto di
consulenze esterne e di nuove assunzioni
con qualsiasi forma contrattuale: a farne le
spese saranno i precari che non potranno
essere stabilizzati, ed i lavoratori che
palazzo Zanca “utilizza” per lʼappalto di
servizi esterni quali le scerbature.
PIANGE LA POLITICA. E poi ci sono le
conseguenze “politiche”. Si parte con
lʼabbattimento di quasi un terzo (il 30%)
delle indennità degli amministratori, a
partire dal sindaco e dai suoi assessori,
continuando coi consiglieri comunali e
finendo con quelli di quartiere. Una
sanzione che si applica anche agli
amministratori che saranno eletti, poichè a
norma riguarda la carica e non la persona
fisica.
Economia
20 APRILE 2012
centonove
GELA
Eni chiude
gli impianti
GELA. Eni chiude per 12 mesi parte
della raffineria di Gela. Lo comunica il
gruppo al termine di un incontro con
i sindacati, spiegando che il quadro
della raffinazione ''continua ad essere preoccupante'', con un ''crollo dei
margini''. I dipendenti interessati dal
provvedimento saranno circa 500 dei
1.200 del sito nisseno. I sindacati segnalano il rischio Cig anche per circa
300 lavoratori dell'indotto, che complessivamente occupa piu' di 1.100
persone. Cʼè preoccupazione tra i lavoratori del settore petrolchimico di
Gela. Circa 500 persone rischiano il
posto di lavoro a causa della sospensione delle attività nella raffineria dellʼEni. La causa è la riduzione dei margini di profitto, parte delle attività della raffineria saranno sospese.
Le industrie di Milazzo
S. FILIPPO DEL MELA. Il sindaco Peppe Cocuzza dice basta agli studi sull’inquinamento
Consulenze (poco) ambientali
Contestata una convenzione da 600 mila euro tra l’Ufficio Speciale e l’Università di Catania.
«Che il territorio sia compromesso lo sappiamo. Passiamo alla fase operativa». La replica di Cuspilici
DI GIANFRANCO CUSUMANO
SAN FILIPPO DEL MELA. «Basta
utilizzare i fondi per ulteriori studi
sullʼinquinamento. Sappiamo benissimo
che lʼambiente nella Valle del Mela è
compromesso, bisogna passare ad una
fase operativa con interventi concreti».
Non va per il sottile Peppe Cocuzza,
sindaco di San Filippo del Mela, di fronte
alla gestione dellʼUfficio speciale per le
aree ad alto rischio ambientale presieduto
da Antonio Cuspilici. Il politico rigira per le
mani una consulenza da 600 mila euro
affidata dallʼufficio allʼUniversità di Catania
per la redazione di un Piano operativo di
Lavoro (Pol). Lo studio viene affidato in
attuazione del progetto “Promozione di
nuovi processi di morfogenesi
imprenditoriale eco-sostenibile nelle aree
ad elevato rischio di crisi ambientale”.
Lʼufficio speciale, che si occupa delle tre
aree industriali siciliane, si fa carico di 495
mila euro oltre iva di cui il 40% versato in
anticipo. «I comuni che fanno parte
dellʼufficio non conoscono non solo che
tipo di lavoro deve svolgere lʼUniversità di
Catania, ma non riusciamo nemmeno a
capire quanti fondi complessivamente ci
sono a disposizione per il nostro territorio.
Lʼufficio rispecchia il modus operandi della
Regione - continua il sindaco di San
Filippo del Mela - consulenze ad iosa
specialmente a enti catanesi». La
denuncia di Cocuzza arriva dopo
lʼennesima riunione fra amministrazioni
locali alle prese con gli emendamenti al
Piano di risanamento che dovrebbe
attuare lʼufficio di Cuspilici. I comuni,
invece di scegliere un unico esperto, si
sono presentati con una serie di
consulenti. I comuni di San Filippo del
Mela, San Pier Niceto, Condrò, Gualtieri
Sicaminò, Santa Lucia del Mela, hanno
presentato tramite Eugenio Cottone una
serie di emendamenti congiunti in quanto
ritengono «che tale strumento non può
risolvere, da solo, questioni fondamentali
per situazioni che si sono create nel
comprensorio, il quale, paradossalmente,
non rientra tra quelli in cui sono stati
segnati superamenti della normativa, che
rendono obbligatorio lʼadozione di un
Piano». Lʼamministrazione Pino ha affidato
gli emendamenti al chimico Bartolo
Capone e al professore Girolamo
Bambara di Italia Nostra. Nel loro
documento Capone e Bambara
evidenziano la necessità di inserire nel
Piano di risanamento: lʼabbattimento delle
emissioni odorigene prodotte da impianti di
depurazione acque reflue civili ed
industriali; la captazione, il convogliamento
ed il trattamento delle acque meteoriche
provenienti dagli insediamenti industriali; il
censimento, il monitoraggio e la bonifica di
tutti i manufatti in fibrocemento-amianto
(eternit) di insediamenti civili, produttivi ed
industriale; ed infine lʼemanazione di un
nuovo decreto regionale che disciplini le
concentrazioni massime dei composti
organici odorigeni (odori). Nelle
osservazioni presentate dal tecnico degli
altri cinque Comuni, Cottone, invece si
sottolinea che nella bozza del “decreto
polveri” si definisca con precisione la
classificazione di zona industriale e venga
escluso come combustibile per le industrie
di carbone. Cuspilici dal canto suo si
ritiene soddisfatto del lavoro svolto fino ad
oggi dallʼufficio speciale. Sessanta i milioni
di euro a disposizione per le tre aree a
rischio siciliane. «La fase degli studi è finita
nel 2009 - sostiene Cuspilici - tutto quello
che stiamo facendo nasce dallʼesigenza di
avere progetti concreti per attuare sul
territorio interventi. E per fare questo non si
può prescindere dalla collaborazioni con le
università, con lʼOrganizzazione mondiale
della sanità (oms) e dagli studi frutto di
Agenda 21. La convenzione a cui fa
riferimento Cocuzza ancora non è partita.
Il progetto prevede laboratori sugli alimenti
in particolare a Caltanissetta. I fondi a
disposizione per tutti i progetti
naturalmente non basteranno, infatti voglio
invitare i comuni a partecipare ai bandi
comunitari». Cuspilici ricorda che è già in
atto un progetto per predisporre
convenzioni con i comuni per sostituire
nelle abitazioni lʼamianto, iniziative per
promuovere i piani di emergenza in caso di
incidente nelle industrie, affidare allʼArpa
attrezzature e personale.
MOJO
Acque inquinate nell’Alcatara
Avviati accertamenti per individuarne le cause
MOIO ALCANTARA. La vita del Parco fluviale dellʼAlcantara,
un autentico gingillo siculo, incastonato tra le gole rischia di
essere gravemente compromessa dal riversamento delle acque inquinate del depuratore del comune di Randazzo in quelle del fiume che gli arabi denominarono appunto Al Qantar( il
ponte ad arco). Un fulmine a ciel sereno. Una notizia che è trapelata pochi giorni fa e che ha messo in grave difficoltà lʼEnte
Parco. Lʼagenzia regionale per lʼambiente ha, intanto, effettuato le analisi chimiche, e la Forestale è intervenuta in maniera rigorosa con accertamenti formali.
Accertamenti che porteranno da qui a breve alla risoluzione
del problema, che comunque non è una novità. Difatti, durante la stagione invernale appena trascorsa, diverse quan-
pagina 32
tità di liquami, pneumatici, carcasse di auto provenienti dagli
affluenti dellʼAlcantara, si sono depositate sul letto del fiume.
In maniera particolare il torrente del comune di Francavilla di
Sicilia risulta tra i più degradati. Il direttore dellʼEnte, Ettore
Lombardo ha denunciato, dunque, il fatto accaduto alla Procura della Repubblica e ha preso le distanze dallʼAssessore
del comune di Randazzo Alfio Ragaglia, che sostiene di aver
già la situazione sotto controllo.
La replica di Stefano Annese è di quelle categoriche. Secondo il presidente di Acquaterra(associazione sportiva che opera sin dal 1992 nel parco) le condizioni del fiume rimangono
gravissime. Resta da accertare, perciò, la responsabilità dellʼamministrazione. Un problema, quello relativo allʼinquinamento del Parco, che trova un legame stretto con quello dellʼEtna, vissuto direttamente dagli abitanti del posto. Lʼinchiesta è ancora allʼinizio, e si attendono novità nei prossimi giorni, che si preannunciano molto “caldi”.
Enrico Scandurra
centonove
Economia
20 APRILE 2012
MESSINA. La Regione cancella undici “consorzi”. La crisi penalizza i natanti
PROVINCIA
Naufraga il distretto nautico
Il leader di Confindustria bacchetta l’ex presidente Pino Privitera. Scompare anche quello
della ceramica proposto da Santo Stefano di Camastra. Ripescati in extremis i florovivaisti
MESSINA. Sono il settore trainante di
interi comprensori ma per la Regione le
ceramiche, la nautica e il tessile non sono
degni di far parte dei distretti produttivi
siciliani. Su 27 costituiti nel 2007 ben 11
sono stati cancellati dallʼassessorato
regionale alle Attività produttive. Ad
essere penalizzata la provincia di
Messina che aveva promosso in
particolare il distretto delle ceramiche
dove a far parte del leone era Santo
Stefano di Camastra, quello della Nautica
da diporto e del tessile con i Nebrodi.
Sono state penalizzate per non avere
rinnovato i patti triennali al 31 dicembre
scorso. Tra gli esclusi cʼera anche il
distretto Florovivaistico che vedeva il
comprensorio tra Milazzo e Mazzarrà
SantʼAndrea in prima fila con il presidente
Pippo Maimone, il quale si è mosso per
fare in modo che la regione torni sui suoi
passi. Il settore conta centinaia di aziende
per lo più familiari che esportano nel Nord
Europa e negli anni scorsi, quando la crisi
era alle porte, fatturavano anche 100
milioni di euro annui. Il problema era
sorto per il mancato invio di documenti
che la Camera di commercio di Messina
doveva presentare per avere un quadro
delle aziende presenti. Atti che sono stati
integrati. La notizia dellʼesclusione era
arrivata a ciel sereno. Il distretto era da
sempre operativo, riuscendo a creare
aggregazione tra i vivaisti di tutta la
Sicilia. Il progetto, presentato circa un
anno e mezzo fa dal Consorzio del
distretto del florovivaismo in sinergia con
l' Ente di sviluppo agricolo, è stato esitato
favorevolmente dall' assessorato alle
Attività produttive che lo ha reso
ammissibile al finanziamento con il
punteggio complessivo di 74,5 punti.
cinque i comuni che avevano aderito:
Milazzo, Mazzarrà S. Andrea, Sinagra,
Piraino e Gioiosa Marea. Altri partner
sono la Provincia di Messina, l' Ente
autonomo Fiera di Messina e il Gal
"Eurovalli" di Sicilia. Le imprese del
settore che hanno sottoscritto il Patto per
lo sviluppo del Distretto del florovivaismo
siciliano sono 129 con 483 addetti ed un
fatturato globale di 22 milioni di euro. In
fase di avvio il bando per realizzare la
mostra permanente nei locali dell' Esa di
Barcellona. L' assessorato regionale alle
Attività produttive ha deciso di rimodulare
la mappa che nel 2007 aveva disegnato il
precedente governo che prevedeva 23
distretti nel territorio siciliano. Rispetto a
quella previsione ne sono rimasti attivi
quattro (Agrumi di Sicilia, Cosvap Pesca
Industriale, Meccanotronica e Unico
regionale cereali), otto sono in fase di
valutazione (Etna Valley, Ortofrutticolo
Sud-Est Sicilia, Pietra Lavoca, Vitivinicolo
Sicilia Occidentale, Ortofrutta di qualità
Val di Noto, Meccanica e Logistica) e 11
sono stati cancellati (Ceramiche Siciliane,
Ceramiche di Caltagirone, Filiera del
tessile Sicilia Orientale, Florovivaismo
siciliano, Nautica da diporto, Nautica dei
due mari, Olivicolo Sicilia Terre
Occidente, Pesca e Pescaturismo Siciliae,
Plastica, Uva da tavola siciliana (igp
Mazzarrone) e Vitivinicolo Siciliano). La
Regione sta valutando lʼistituzione di altri
sette distretti (Avicolo, Eda eco domus,
Ficondindia Calatino Sud Simeto, Lattiero
Caseario, Dolce Siciliano, Legno e
complementi dʼarredo e Filiera della carne
bovina). «Non abbiamo partecipato ai
bandi perchè il co-finanziamento a carico
degli artigiani erano troppo alti - ammette
lʼarchitetto Giacomo Mincica di Santo
Stefano di Camastra e a capo del distretto
E Nanni Ricevuto
punta sui fiori
MESSINA. Rafforzare le potenzialità
del distretto florovivaistico siciliano,
proteggere le aziende anche nei confronti delle Regioni in risposta
ai timori di azzerare il distretto
e di perdere i finanziamenti già
ottenuti. Con questo obiettivo
il presidente della Provincia regionale, Nanni Ricevuto, ha
confermato lʼadesione di Palazzo dei Leoni al Distretto florovivaistico siciliano. Lʼassessore provinciale allʼAgricoltura, Maria Rosaria Cusumano, si
è impegnata a garantire le risorse assegnate per la mostra
mercato del florovivaismo di
Barcellona e a captare nuovi finanziamenti per le aziende del
settore.
delle ceramiche - per lo stesso
motivo non abbiamo redatto
neanche il nuovo patto di
sviluppo. Il problema è che
allʼinizio cʼerano a disposizione 9
milioni di euro per il
funzionamento di questi distretti
somme che non sono mai state
assegnate lasciandoci senza
mezzi». A spiegare il motivo che
ha portato al naufragio del
distretto sulla nautica da diporto è
Ivo Blandina, presidente di
Confindustria Messina. «La presidenza
del distretto nautico era stata assegnata al
milazzese Giuseppe Privitera, ex
commissario dellʼAsi che fino a quando
avuto ha avuto a disposizione
disposizione la struttura dellʼAsi si era
mosso, dopo il mancato rinnovo si è
fermato. Noi -continua - come
Confindustria, eravamo disponibili ad
accogliere lʼufficio nella nostra struttura,
ma lui ha declinato lʼinvito. Ad un certo
punto si è dimesso. Visto che la
maggioranza delle aziende che avevano
aderito erano nostri soci abbiamo tentato
di ricomporlo, ma senza riuscirsi. A causa
della crisi del settore tante aziende si sono
tirate indietro e non siamo riusciti a
raggiungere 50 soci». (GIA.C.)
BROLO
Dieci milioni per il Gal Nebrodi
prese. «Abbiamo già assegnato i posti di responsabile
del piano, responsabile amministrativo e finanziario, la
short list, lʼelenco fornitori. Ora sarà il turno dellʼufficio
di piano, animatori e quello tecnico». «Entro il prossimo
mese voglio avviare i bandi e spendere le risorse a disposizione entro il 2013 - ammette Calanna». Il Gal Nebrodi Plus sembra avere ritrovato unità dʼintenti. Due anni fa il gruppo era stato escluso dalla Regione per dissidi tra Calanna e i sindaci che chiedevano maggiore coinvolgimento decisionale. Tutto si è risolto con la riapertura dei termini da parte della Regione (ad approfittarne
anche le isole Eolie). Hanno aderito al Gal 44 comuni e
67 soggetti privati. «Voglio velocizzare i tempi per i bandi - conclude Calanna - perchè mi rendo conto che le
aziende sono in crisi e per risollevarsi hanno necessità
di liquidità. Cedo che se ognuno di noi facesse questo
ragionamento ne gioverebbe tutta lʼeconomia siciliana.
Ma purtroppo spesso prevalgono interessi personali».
Frsncesco Calanna entro maggio
bandirà le “misure” destinate alle aziende
BROLO. Entro maggio il Gal Nebrodi Plus bandirà 10 milioni di euro di progetti comunitari (Piano di sviluppo rurale, Psr). A comunicarlo è il presidente Ciccino Calanna, già
deputato regionale del Pd. Calanna è impegnato in questi
giorni a costituire il personale interno che si occuperà del
funzionamento del Gruppo azione locale nebroideo. Sono stati già banditi gli undici posti più la short list con i consulenti che verranno chiamati a prestare la loro consulenza in base alle misure che verranno bandite. Queste riguarderanno principalmente la promozione turistica del
territorio, prodotti tipici, lo sviluppo di piccole e medie im-
Ciccino Calanna
pagina 33
Economia
20 APRILE 2012
OCCORRE SAPERE di Salvatore Cifalà
UOMINI&BUSINESS
Trasporti, si punta alla rete unificata
La proposta adottata dalla Commissione europea per trasformare
il groviglio di strade, autostrade, ferrovie e aeroporti
LA COMMISSIONE EUROPEA ha
adottato una proposta per trasformare
l'attuale groviglio europeo di strade,
ferrovie, aeroporti e canali in una rete di
trasporti unificata (la cosiddetta rete TENT). La nuova rete essenziale (denominata
"rete centrale") eliminerà le strozzature,
ammodernerà l'infrastruttura e snellirà le
operazioni transfrontaliere di trasporto per
passeggeri e imprese in tutta l'UE,
migliorando i collegamenti fra i diversi modi
di trasporto e contribuendo agli obiettivi
dell'UE in materia di cambiamenti climatici
attraverso la riduzione delle emissioni di
CO2 dei trasporti. Siim Kallas,
vicepresidente della Commissione e
commissario responsabile per i trasporti,
ha dichiarato: "I trasporti sono fondamentali
per un'economia efficiente nell'UE, ma oggi
mancano collegamenti vitali. Le ferrovie
europee hanno 7 scartamenti diversi e solo
20 dei nostri principali aeroporti e 35 dei
principali porti sono collegati direttamente
alla rete ferroviaria. Senza collegamenti
efficienti, l'Europa non può né crescere né
prosperare."
La nuova politica fa seguito a un processo
di consultazione durato due anni ed
istituisce una rete centrale di trasporto da
realizzare entro il 2030, che fungerà da
centonove
struttura portante dei trasporti nel mercato
unico. Le proposte di finanziamento
pubblicate oggi indirizzano rigorosamente i
fondi destinati ai trasporti proprio sulla rete
centrale, in modo da risolvere i
collegamenti mancanti transfrontalieri,
eliminare le strozzature e rendere la rete
più intelligente.
La nuova rete centrale TEN-T si appoggerà
su una rete globale di collegamenti che
alimenteranno la rete centrale a livello
regionale e nazionale. Quest'ultima
infrastruttura sarà finanziata principalmente
dagli Stati dell'UE, con la possibilità, in
alcuni casi, di attingere a fondi UE della
politica dei trasporti e della politica
regionale, anche mediante nuovi strumenti
innovativi di finanziamento. Lo scopo è
quello di garantire che progressivamente,
entro il 2050, la grande maggioranza dei
cittadini e delle imprese d'Europa non
debbano impiegare più di 30 minuti per
raggiungere la rete globale.
Nel suo insieme, la nuova rete dei trasporti
renderà possibili una mobilità più sicura e
meno congestionata e viaggi più agevoli e
più veloci. I 31,7 milioni di euro stanziati per
i trasporti nell'ambito del meccanismo per
collegare l'Europa del quadro finanziario
pluriennale agiranno in pratica come
NOTIZIE DAI CONSULENTI DEL LAVORO
"capitale di avviamento" per stimolare
ulteriori investimenti da parte degli Stati
membri volti a completare collegamenti
transfrontalieri difficili, che altrimenti
potrebbero non essere realizzati. Ogni
milione di euro speso a livello europeo
genererà 5 milioni dai governi degli Stati
membri e 20 milioni dal settore privato.
Tutte le mappe si trovano sul sito:
http://ec.europa.eu/transport/index_en.htm
La rete TEN-T si articola in due strati: una
rete centrale da completare entro il 2030 e
una rete globale destinata ad alimentare
quella centrale, da completare entro il
2050. La rete globale garantirà la piena
copertura del territorio dell'UE e
l'accessibilità a tutte le regioni. La rete
centrale privilegerà i collegamenti e i nodi
più importanti della TEN-T, in modo da
renderla pienamente operativa entro il
2030. Entrambi gli strati comprendono tutti i
modi di trasporto: strade, ferrovie, linee
aeree, vie navigabili interne e trasporto
marittimo, nonché le piattaforme
intermodali. La realizzazione della rete
centrale sarà facilitata mediante l'adozione
di un approccio per corridoi. Dieci corridoi
saranno alla base dello sviluppo coordinato
dell'infrastruttura nell'ambito della rete
centrale. Tali corridoi interesseranno non
meno di tre modi di trasporto, tre Stati UE e
due sezioni transfrontaliere, unendo gli
Stati membri interessati e i soggetti attivi
pertinenti, come ad esempio i gestori
dell'infrastruttura e gli utenti.
APPUNTAMENTI
Inserimento, contratti destinati a morire
IL CONTRATTO DI INSERIMENTO destinato a morire. La riforma Fornero lo abroga.
Eʼ una delle novità, discutibili per la verità, del disegno di legge presentato la settimana scorsa dal Governo. Dallʼesperienza dei consulenti del lavoro – i professionisti che
assistono i datori di lavoro per la gestione del personale - infatti, paventa rischi di penalizzare nel mercato del lavoro fasce deboli di lavoratori nei confronti dei quali opera
il contratto di inserimento. Ricordiamo, infatti, che tale contratto, introdotto dalla Riforma Biagi nel 2003, ha sostituito il vecchio contratto di formazione e lavoro con lʼobiettivo di inserire/reinserire alcune fasce di soggetti svantaggiati. In particolare, possono
essere assunti con contratto di inserimento i seguenti soggetti:
a) soggetti da 18 a 29 anni;
b) soggetti da 29 a 32 anni disoccupati di lunga durata;
c) soggetti con più di 50 anni che siano privi di un posto
di lavoro;
d) soggetti che desiderino riprendere una attività lavorativa e che non abbiano lavorato per almeno due anni;
e) donne residenti in aree geografiche in cui il tasso di
occupazione femminile sia inferiore almeno del 20% di
quello maschile, ovvero il tasso di disoccupazione sia superiore del 10% di quello maschile;
f) soggetti disabili.
Lʼassunzione del lavoratore con contratto di inserimento risulta agevolata in quanto il
datore di lavoro potrà usufruire di incentivi economici e normativi. Eʼ prevista, infatti,
una riduzione dei contributi previdenziali ed assistenziali previsti per la generalità dei
lavoratori nonché la deduzione ai fini IRAP del costo del lavoro. Inoltre, il lavoratore assunto non viene computato nella base occupazionale. A ciò si aggiunga che, considerato il contratto può avere una durata da 9 a 18 mesi, il datore di lavoro è in grado di verificare di provare quel soggetto e nel caso trasformare il rapporto di lavoro stabilizzandolo. Ricordiamo, a tal fine, che lʼattuale periodo di prova previsto il contratto di lavoro è generalmente di periodo molto breve e non sufficiente a consentire di realizzare lo scopo. Il lavoratore dal canto suo, ha lʼoccasione per inserirsi o reinserirsi in un
contesto lavorativo nel quale risulta difficile entrare nel momento in cui si trova sullo
stesso piano di lavoratori non svantaggiati. Un contratto di estrema utilità quindi sia per
i datori di lavoro che per i lavoratori in un mercato del lavoro che, in una congiuntura
economica come quella attuale, che registra un incremento dei soggetti disoccupati,
non potrà che introdurre ulteriori elementi penalizzanti per le assunzioni.
I grandi numeri
di Travelexpo
Acli, Scrè riconfermato presidente
PALERMO. Santino Sciré, 33 anni, catanese, é stato riconfermato dal Consiglio regionale, che si è riunito a Enna, presidente di Acli Sicilia. L' elezione è avvenuta all'unanimità.
Medaglia d’oro per l’azienda Gaglio
PATTI. Medaglia dʼOro alla Mostra nazionale di vini di Pramaggiore per il Leda di Gaglio Vignaioli. Un vino unico
perché le due uve vengono coltivate
nella stessa vigna, quella di Scala di
Patti. Nello stesso giorno vengono vinificate dagli operatori di Gaglio Vignaioli, lʼazienda tutta la femminile guidata da Flora Mondello, una delle più
giovani produttrici di vino. Al Vinitaly
2011 il Leda di Casa Gaglio è stato scelto, insieme ad altri quattro vini, per il
Taste Italy, la cena conclusiva alla quale partecipa la stampa internazionale.
Il successo del Mamertino Doc
MILAZZO. Ancora strepitosi successi
per le varie tipologie di Mamertino Doc
prodotte in modo biologico certificato
dallʼAzienda Agricola Vasari e presentate al Vinitaly 2012. Anche Luca Gardini, sommelier romagnolo, Campione del mondo dei Sommelier nel 2010,
ha apprezzato tutti i vini Doc Vasari. In
particolare il Mamertino Doc Cru Timpanara ed il Mamertino Bianco Doc
Cru San Giuseppe. Riserva di cui ha
esaltato la finezza e lʼarmonia.
CONSUMATORI
Così ti difende il Garante
DI FRANCESCO SURIA
PALERMO. La 14esima
edizione di Travelexpo si è
rivelata un nuovo successo
rispettando tutte le
previsioni della vigilia.
Sono stati 450 agenzie di
viaggio, 220 le imprese
turistiche, circa 1.600 gli
addetti ai lavori che hanno
preso parte alla borsa del
turismo siciliano a cui
vanno aggiunti gli operatori
turistici dellʼospitalità che,
con gli espositori, hanno
avuto la possibilità di
sviluppare una serie di
nuovi rapporti.
Complessivamente, infatti,
sono stati oltre 10 mila i
contatti commerciali avviati
durante la tre giorni a
Terrasini, col ventaglio di
nuove proposte per
soggiorni mare e non solo.
Tra gli operatori che si
occupano di incoming
arriva la conferma di una
tendenza già presente da
alcuni anni: la destinazione
Sicilia rimane gradita agli
stessi siciliani anche grazie
a un continuo innovamento
delle strutture ricettive.
pagina 34
CON IL RECENTE DECRETO sulle liberalizzazioni sono
state ampliate le tutele dei consumatori nellʼambito dei
contratti con i professionisti. Eʼ stata aggiunta al Codice
del Consumo, infatti, una disposizione normativa
finalizzata a regolare ed ampliare la tutela amministrativa
contro le clausole vessatorie contenute nei contratti. In
particolare si è stabilito che lʼAutorità Garante della
Concorrenza e del Mercato, sentite le associazioni di
categoria rappresentative a livello nazionale e le camere
di commercio interessate o loro unioni, dʼufficio o su
denuncia, può dichiarare la vessatorietà delle clausole
inserite nei contratti tra professionisti e consumatori che
si concludono mediante adesione a condizioni generali di
contratto o con la sottoscrizione di moduli, modelli o
formulari. Nellʼambito dellʼistruttoria lʼAutorità ha facoltà di
richiedere informazioni o documentazione ed in caso di
inottemperanza da parte delle imprese o nel caso in cui le
informazioni fornite non siano veritiere sono previste
sanzioni pecuniarie. La legge prevede anche che il
provvedimento che accerta la vessatorietà della clausola
è diffuso anche per estratto mediante pubblicazione su
apposita sezione del sito internet istituzionale
dellʼAutorità, sul sito dellʼoperatore che adotta la clausola
ritenuta vessatoria e mediante ogni altro mezzo ritenuto
opportuno in relazione allʼesigenza di informare
compiutamente i consumatori a cura e spese
dellʼoperatore. La legge fa comunque salva la
giurisdizione del giudice ordinario sulla validità delle
clausole vessatorie e sul risarcimento del danno.
Francesco Suria
Adiconsum Messina
centonove
LA MIA BANDA
SUONA IL ROCK
Talenti emergenti di Messina.
Da Toti Poeta agli Anelli soli
PAG.
36
poster
20 APRILE 2012
CERCANDO LA LUNA
NEL FANGO
A Giampilieri Montagna ad arte
con lʼinstallazione della Grande scala
PAG. 40
MURALES DI UMANITA VARIA
“SICILIA EST”,
FILM COMMISSION
MADE IN MESSINA
Michele Ainis
Evelyn Fuentes
MESSINA. IL CORTOMETRAGGIO “LA MAFIA ALTERNATIVA” AL FESTIVAL DEL CINEMA
Cannes? È “Cosa Nostra”
Diretto da Nicola Barnaba, il film è una tagliente allegoria della criminalità organizzata
DI
MARINO RINALDI
MESSINA. Tra divi hollywoodiani, registi di culto e
bellezze mozzafiato, sul “Red Carpet” del prossimo
Festival di Cannes farà capolino anche la
criminalità organizzata. Ma in versione
“dissacrante”. Nella sezione “Short Film Corner”
della rassegna, infatti, ci sarà spazio anche per il
film breve “La Mafia Alternativa, tra vita, morte... e
INDOVINA
CHI E’?
miracoli”, diretto da Nicola Barnaba e scritto e
prodotto da Michele Ainis. Selezionata tra migliaia
di corti provenienti da tutto il mondo, la pellicola
verrà proiettata in anteprima mondiale durante il
“Cannes Court Metrage”, in scena dal 16 al 27
maggio. Una vetrina prestigiosa e ambita per il film
indipendente prodotto dalla SiciliaEst/Film Work
Sicilia Orientale, presieduta da Michele Ainis (ente
promotore della Film Commission Sicilia Orientale).
Basti pensare che nellʼedizione 2011, su circa
Fondata poco più di
un anno fa, la
“SiciliaEst/Film Work
Sicilia Orientale”,
ente promotore della
“Film Commission
Sicilia Orientale”,
nasce con lʼobiettivo
di favorire lo
sviluppo delle attività
imprenditoriali nel
settore delle attività
teatrali, televisive e
cinematografiche per
valorizzarne il
patrimonio storico,
artistico e
ambientale e
favorire l'utilizzo
delle risorse umane e
strutturali della
Sicilia Orientale
nell'industria
televisiva e
cinematografica. «Le
esperienze di località
come la provincia di
Ragusa, con “Il
Commissario
Montalbano” spiega il presidente
Michele Ainis insegnano quanto il
Cinema e la
Televisione possano
contribuire ad una
concreta promozione
di una località, con
riscontri
paragonabili, se non
addirittura superiori,
a quelli che si
potrebbero avere
solo con ben più
costose campagne
pubblicitarie».
30mila shorts provenienti da 97 Paesi di tutto il
mondo, la Commissione ne ha ammessi solo
1700 circa, poco più del 5%. Girato interamente
in Sicilia, fra la città dello Stretto e le falde
dellʼEtna, il film è il primo episodio di una serie di
quattro cortometraggi che mettono “alla berlina”
la criminalità organizzata. Prodotto dalla
SiciliaEst con il contributo di alcuni sponsor ed
enti locali, “La Mafia Alternativa” è ispirato alla
commedia allʼitaliana (rivista però “in salsa
Siciliana”) ed intende rappresentare con colpi di
scena e gag esilaranti una allegoria di Cosa
Nostra, rivista in chiave ironica e tagliente.
Omicidi, narcotraffico, ricettazione, estorsione e
gestione del malaffare sono il pane quotidiano di
una cosca di vecchi boss senza scrupoli, guidata
da Don Vincenzo Spata. Attorno a un tavolo, il
dramma di questi uomini si consuma a causa
della “compromettente” figura del figlio del Don,
Rocco, tornato “cambiato” dagli studi Milanesi
assieme ad un curioso seguito di scalmanati.
«Lasciandosi andare con coraggio, raffinatezza
ed ironico cinismo ad unʼonesta esplosione di
grottesco, il film - racconta Michele Ainis - affronta
con ironia il cliché mafioso ed il tema
dellʼomosessualità attraverso la ricostruzione di
una realtà patinata fatta di contraddizioni. Nella
pellicola, dominata da una viva emozionalità, i
vizi, le perversioni e i preconcetti socio culturali
della Sicilia, regalano risate che passando “dalla
pancia” riflettono le falle di ognuno di noi, in un
contesto di vita e di mentalità rispetto al quale
nessuno può considerarsi estraneo». Tra i
protagonisti del cortometraggio alcuni degli
interpreti siciliani e calabresi più conosciuti del
cinema, del teatro e del cabaret, fra i quali
Domenico Centamore, Tury Giuffrida,
Marcello Arnone, Nino Bontempo, Benedetto
Lo Monaco e Daniele Perrone, oltre ad alcuni
attori emergenti come Francesco Oscar
Ferraro, Evelyn Fuentes, Giada Vadalà e lo
stesso Ainis. In più di ventʼanni dʼintensa attività, il
regista Nicola Barnaba ha collaborato alla
realizzazione ed alla regia di decine di film con
esponenti del panorama cinematografico italiano
ed estero di massimo rilievo, fra i quali Giancarlo
Giannini, Massimo Ghini, Stefania Sandrelli,
Sabrina Ferilli, Gerard Darmon e Gigi Proietti.
Di riguardo anche la colonna sonora, con le
musiche degli “Uaripat” e il singolo “Iʼm
Sugarbaby” di Evelyn Fuentes, un brano alla Liza
Minnelli che accompagnerà una scena onirica del
film in un incontro surreale fra la tradizione
siciliana ed i grandi spettacoli di broadway.
CONCORSI
Un Dc ed un socialista
ERANO I TEMPI DEI COMITATI DI GESTIONE della sanità: cʼerano tutti i partiti. Ecco un Dc ed un socialista. Sono queste le indicazioni per indovinare i nomi dei personaggi ritratti nella foto a sinistra. I volti della scorsa settimana (foto a destra), invece, sono stati
svelati da Davide Cicciarelli. La sua
email è arrivata in redazione martedì
Per partecipare
17 aprile alle 20.36 con la risposta
al quiz inviare
giusta: Enzo Messina, Saro Lione
la soluzione all’indirizzo email
e Pietro Barbera. Il signor [email protected],
relli ha vinto tre abbonamenti a
allegando i propri dati
Centonove che verranno attivati a
personali e recapiti
partire dal mese di settembre
2012.
pagina 35
postermusica
20 APRILE 2012
centonove
“DOCTOR COM”, SILENZIOSAMENTE ROCK
I Doctor Com nascono in un appartamento (divenuto poi un laboratorio), dallʼincontro di quattro
amici e musicisti messinesi provenienti da diverse esperienze musicali (Antonio Stella, voce,
tastiere e synth; Andrea Inglese, chitarre; Massimo Pino, basso; David Cuppari, batteria). Vincitori
dellʼedizione 2009 del “PopRockContest”, nel
2010 pubblicano lʼEp “Bianco”, con 5 brani inediti
(fra i quali la ballata “Silenziosamente”, ormai un
“must”) ed una cover di “Summer on a solitary
beach” di Franco Battiato.
“MORNING LIGHT”, I MOGWAY DELLO STRETTO
Fondati nel 2008 da Francesco Algeri (chitarra e
basso), Angelo Cincotta (batteria) e Augusto Ielo
(chitarra e sinth), i “The Morning Light” esordiscono nel 2009 con lʼEp omonimo, seguito dagli album “Slicer” e “Interface”, entrambi del 2011. Vincitrice del concorso “Indie Concept - Live Rock Fest”, la band messinese intraprende nel 2010 un mini tour europeo con due importanti spettacoli dal
vivo a Londra e Parigi. Autori di un mix fra rock alternativo, musica ambient ed elettronica, si ispirano a Radiohead, Smashing Pumpkins e Mogway.
TALENTI EMERGENTI. Alla scoperta della “meglio gioventù” messinese
La mia banda suona il Rock
Dall’indie-folk “irriverente” degli “Anelli Soli” al cantautorato impegnato del barcellonese “Toti Poeta”,
la città dello Stretto vive una nuova primavera musicale. Con decine di gruppi pronti a spiccare il volo
DI MARINO RINALDI
MESSINA. Cʼè chi canta in dialetto
siciliano, chi si ispira allʼalternative rock
degli Smashing Pumpkins e chi punta il
tutto per tutto sulla forza “corrosiva” dei
testi. Ma al di là dei generi e delle
contaminazioni, ciò che accomuna gli
“Anelli Soli”,”Toti Poeta”, i “SansPapier” e le
tante altre band protagoniste della nuova
scena indipendente messinese è la grande
passione per la musica, in tutte le sue
forme, e la voglia di uscire dai garage e
dalle cantine per raggiungere quanta più
gente possibile e comunicare le proprie
emozioni al suo suono “sempre giovane”
del buon vecchio rock. Perché nonostante i
tanti anni sul groppone e le nuove
tendenze musicali, il rockʼn roll, come
cantava Neil Young in un suo celebre
pezzo (Rust never sleep), “non morirà mai”.
Dal sound elettronico al pop sofisticato, dal
cantautoraro al folk, passando per il metal
più duro e puro, viaggio alla scoperta dei
talenti emergenti della città dello Stretto.
QUESTIONE DI FAMIGLIA. Trio formato
dal messinese Antonio Stella e dai fratelli
Marco e Luca Anello, di Villafranca
Tirrena, gli “Anelli Soli” hanno pubblicato da
poco il loro disco dʼesordio “Malomodo”
(Seahorse Recording), composto da undici
tracce in bilico tra folk allucinato, testi
picareschi, rock alternativo alla Verdena e
candore lisergico. Trainato dal singolo “Ina
Ina” (con relativo videoclip tutto
“messinese”), lʼalbum
ha ottenuto ottime
recensioni sulle
principali testate
musicali nazionali, da
“Ondarock” a “Rumore”
passando per
“Rockerilla”.
«Il gruppo è nato nel
2008 ed allʼinizio era
composto da me e da
mio fratello Marco. Poi,
negli scorsi mesi, per
esigenze tecniche e
artistiche si è aggiunto
anche Antonio Stella»,
I Sans Papier
racconta Luca Anello,
soddisfattissimo per
lʼottima accoglienza dellʼalbum e per i
riscontri di pubblico e critica (la band ha
vinto i premi “MarteLive Sicilia” e
“Innovazione” al Sotterranea Rock).
«Adesso siamo impegnati in una mini
tournèe che ci vedrà suonare dal vivo a
Roma, Reggio Calabria, Palermo e San
Benedetto del Tronto, dove apriremo il
concerto dei “Pan del Diavolo”», prosegue
il chitarrista, che si congeda commentando
la “scena musicale” messinese: «Rispetto
a qualche anno fa - spiega - le cose sono
decisamente cambiate per il meglio, grazie
soprattutto ai ragazzi di “Imago Sound”
(casa di produzione punto di riferimento per
le band locali, ndr) e allʼimpegno di Davide
Patania, che è riuscito a portare in riva allo
Stretto le migliori band indipendenti».
Gli Anelli Soli
LA SCHEDA
“Ina Ina”, quando il videoclip è fatto in casa
MESSINA. Non solo musicisti e parolieri, ma anche sceneggiatori e registi. Per
il video-clip del brano “Ina Ina”, tratto dallʼalbum “Malomodo”, gli “Anelli Soli”
hanno deciso infatti di fare tutto da soli, realizzando “in house” il video della canzone. Girato fra Maregrosso e i Colli San Rizzo nel mese di dicembre, il filmato
è stato scritto da Marco Anello (cantante) e diretto dal fratello Luca (chitarrista)
con lʼaiuto di Giuseppe Ruggeri (già autore, insieme a Luca, del videoclip di “Mani per Messina”). La fotografia è stata curata invece dal regista e documentarista Salvatore Lucchese (29 anni), messinese doc ma bolognese dʼadozione (fra
i suoi lavori “Grand Hotel Bologna Due”, finalista al Premio Ilaria Alpi 2004; “Live in Panciu. Storia di un concerto in Romania”; “Anno 2018: verrà la morte”,
vincitore di numerosi premi; “Coltivare Culture. Gli orti di via Salgari”, realizzato nel 2010 insieme alla messinese Rossella Vigneri).
QUEGLI STRANI PUPAZZI DEI “MUGA LENA”
Con cinque dischi allʼattivo, i “La Muga Lena” sono una delle giovani band messinesi più prolifiche. Dopo lʼesordio, nel “lontano” 2003, con lʼalbum omonimo, il gruppo di Sciacca (voce e chitarra), Ragnolo (batteria e percussioni), Gipo (basso
e sinth), Parisi (chitarra) e Gianni (sinth), ha pubblicato gli album “Ricoperti da una finissima peluria” (2004), “La Muga Lena II” (2005), “Ciarlatani di
brasiliana memoria” (2007) e il recente “Strani pupazzi umanoidi senza faccia”. Genere “psico-progressivo” con una massiccia dose di ironia.
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ENTOURAGE, DA TORRE FARO ALLʼAREZZO WAVE
Nati e cresciuti a Capo Peloro, i tre “Entourage”
(Luciano Panama, chitarra e voce; Paola Longo,
basso; Cesco Piccione, batteria) esordiscono nel
2006 con il mini album “Enter in our age”. Dopo
lʼesibizione sul palco dellʼArezzo Wave Festival insieme a “mostri sacri” come Skin, Marlene Kuntz,
Cesare Basile e Verdena, nel 2010 pubblicano il disco “Prisma”, da cui è tratto il singolo “Lettere
Moderne”. Nello stesso anno realizzano anche il
videoclip del brano, diretto dal giovane regista
messinese Francesco Cannavà.
centonove
postermusica
TUTTA LʼADRENALINA DEI “LES SPRITZ”
La loro ultima esibizione dal vivo è stata lo scorso venerdì 30 marzo, quando i tre “Les Spritz”
(Peppe, chitarra; Gaetano, batteria; Ciccio, basso) hanno portato tutta la loro carica adrenalinica “post-punk” sul palco del “Retronouveau”.
Giunti al loro terzo lavoro in studio (“Frankie Banana goes to the black sands”, 2007; “...to the
Prior, 2008; “Payaso”, 2010), i Les Spritz propongono un “noise rock” strumentale, nervoso,
jazzato e schizoide, con rare ma efficaci incursioni di tromba “lisergica”.
20 APRILE 2012
“HAI PAURA” DEI “DEMO MODE”?
Vincitori del Summer Live Contest 2010, i Demo
Mode (Dario Naccari, voce; Luca Stella, sinth; Antonio Morgan Maugeri , chitarra; Massimo Russo,
basso; Simone Bertuccio, batteria) pubblicano il
loro album dʼesordio (“Hai Paura”) nellʼagosto del
2010. Dopo un mini-tour promozionale di 6 date in
Sicilia e Calabria, ad aprile 2011 registrano il singolo “Nero” negli studi romani della "One e Music". A Giugno afrontano la loro prima tournèe
allʼestero (Spagna e Paesi Baschi) , suonando al
“Loinatz Fest 2011” di Beasain.
LE LOCATION
Retronouveau, Rapa Nui e Officina
Breve guida ai locali di Messina e provincia che puntano tutto sulle esibizioni live
Toti Poeta
Il MANUALE DʼUSO DEI SANS PAPIER.
Al momento sono impegnati nelle
registrazioni del nuovo album, che
dovrebbe uscire fra la fine del 2012 e
lʼinizio dellʼanno venturo, ma malgrado gli
impegni in studio, i “Sans Papier” non
disdegnano di certo le esibizioni dal vivo, a
partire dal prossimo concerto del primo
maggio a Nicolosi, sulle pendici dellʼEtna.
Composto da Valeria (voce), Giampiero
(voce e chitarra), Antonio (basso), Roberto
(batteria), Vincenzo (chitarra) e Andrea
(manager tuttofare), il gruppo messinese
ha esordito nel 2007 con lʼEp
“SettevolteZeta”, seguito nel 2010
dallʼalbum “Manuale dʼuso per giovani
inesperti”. «Se dovessi definire il nostro
genere - racconta Vincenzo - avrei un poʼ di
difficoltà. Quel che è certo è che il nostro
vero punto di forza, il nostro tratto distintivo,
sono i testi (scritti dai frontman Giampiero e
Valeria, ndr), più importanti anche del
sound vero e proprio». «Noto con piacere prosegue il musicista - che negli ultimi
tempi Messina ha riscoperto la sua “vena”
rock, anche se mi piacerebbe una
maggiore coesione fra i vari gruppi di città e
provincia».
UN POETA DI NOME TOTI. Il suo
prossimo album, “Lʼora di socialità”, uscirà
il prossimo 10 maggio, ma per ascoltare le
nuove canzoni di Toti Poeta bisognerà
attendere solo fino al 30 aprile, quando il
cantautore barcellonese presenterà dal
vivo i 10 brani inediti al “Retronouveau”.
Evento imperdibile per i tanti seguaci del
musicista, che dopo lʼesordio con lʼalbum
omonino (2006), ha pubblicato nel 2008
lʼLp “Lo stato delle cose”. Album “crack”
che ha consacrato il giovane barcellonese
come uno dei talenti più fulgidi dellʼintera
scena indipendente siciliana. «Il tour
promoziale del disco - racconta il
cantautore - inizierà il 20 di aprile e si
concluderà i primi di maggio con diverse
tappe in tutta lʼisola. Per fortuna negli ultimi
anni, seppur con un netto ritardo rispetto a
Catania e Palermo, anche la città dello
Stretto dedica la giusta attenzione alla
scena rock. E ciò vale anche per la
provincia: dal “Rockerilla” di Torregrotta al
“Centro per la Pace” di Barcellona sono
sempre pù numerosi i locali che decidono
di “rischiare” puntando sui gruppi
emergenti piuttosto che sulle cover band».
A MESSINA non cʼè niente da fare, recita
un vecchio e trito adagio. Eppure, tra il
“Rockerilla Pub” di Torregrotta, il
“neonato” “Retronouveau” di via Croce
Rossa (ex 5/4), il “Rapa Nui”, il “The
Room” e lʼestivo “Horcynus Orca”, per
tutti i messinesi amanti della buona
musica dal vivo cʼè davvero lʼimbarazzo
della scelta. Considerando inoltre che
presto, dopo le recenti controversie
giudiziarie, riaprirà i battenti il “redivivo”
“Centro Multiculturale Officina”. E sarà un
ritorno col botto. Il locale di via Croce
Rossa ospiterà infatti il prossimo 29 aprile
una delle band di alternative rock più
influenti degli ultimi decenni, i “Marlene
Kuntz” di Cristiano Godano.
LʼHARD ROCK CAFÈ DEL TIRRENO.
Si chiama “Rockerilla”, come la celebre
rivista musicale, il nuovo “tempio” della
musica rock, ma non solo, della costa
tirrenica di Messina. Inaugurato nel 2010
a Torregrotta, il pub è una sorta di “hard
rock cafè” che si pone lʼobiettivo di
divenire il punto di riferimento del
circondario per i concerti dal vivo e le
serate “dancerecce”. La peculiarità del
locale, una stuttura su due piani con un
ampio spazio allʼaperto per la stagione
estiva, è data dalla presenza di tanti
preziosi cimeli esposti nelle coloratissime
pareti del pub. Dalla maglietta di Syd
Vicious dei Sex Pistols ai poster dei
concerti autografati fino ai dischi dʼoro dei
Gunsʼn Roses, “Rockerilla”, oltre a un
posto di ristoro, è una sorta di “museo”
della musica rock nonché una “sala
concerti” che ogni settimana ospita le
migliori band del comprensorio (venerdì
20 si terrà il concerto dei Les Spritz).
A TUTTO RETRONOUVEAU. In
“ORATIO”, FOLLETTO CANTASTORIE
Un folletto cantastorie che affascina con le parole, chitarrina a tracollo e testi “demenzial impegnati”. Si tratta del barcellonese Andrea Corno,
in arte“Oratio”, giovane cantante “stralunato”
che ha debuttato nel 2010 con lʼalbum “Ora ti
ho”, prodotto dal collega Toti Poeta. Cresciuto
artisticamente a pane e “Bugo”, nei suoi divertentissimi testi parla di semplice vita quotidiana,
di frustrazioni, di malcontento e di tradizione,
traendo ispirazione da storie di tutti i giorni arricchite però da particolari bizzarri.
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principio si chiamava “Galveston”, poi
“Dixieland”, quindi “5/4”, mentre adesso,
grazie allʼintraprendenza di Nino
Cucinotta, Davide Patania, Christian e
Davide De Domenico, ha cambiato
nome in “Retronouveau”. Passano gli
anni e cambiano le etichette e i gestori,
ma lo storico locale di via Croce Rossa, a
Maregrosso, non ma mai tradito la sua
natura “rock”. Come conferma il ricco
cartellone di concerti in programma nelle
prossime settimane, a partire dai “Colle
der Fomento” (il 24) e “Toni Poeta” (il 30).
«Da anni coltivavamo lʼidea di aprire una
struttura tutta nostra senza dipendere dai
vincoli e dalle esigenze di budget dei vari
gestori dei locali in cui organizzavamo le
serate, e finalmente ci siamo riusciti»,
racconta Nino Cucinotta, che oltre al rock
punta molto sui gruppi reggae e hip-hop,
«due generi in grande fermento.
Finalmente i giovani messinesi si stanno
affezionando agli spettacoli dal vivo. La
musica, nella città dello Stretto, non è più
solo quella delle discoteche».
RAPA NUI E GLI ALTRI. Mentre in
provincia il punto di riferimento per i
rockettari è sempre più il “Centro per
Pace” di Barcellona, i locali che vanno per
la maggiore nel capoluogo sono la
“Bottega Rapa Nui” di Provinciale, sede
della rassegna musicale “Living Room”
(venerdì 20 si esibirà il cantautore
fiorentino “Atterraggio Alieno”), “La
Loggia Nera” in Via Cratamene, dove lo
scorso giovedì 29 si sono esibiti i
“leggendari” “Diaframma” di Federico
Fiumani, il “The Room” (in via primo
settembre) e il “Giardino Corallo”, dove il
25 si esibiranno i “Marta sui tubi”,
accompagnati dai messinesi “Anelli Soli”.
LA MUSICA “GLOCALE” DEI “BIG MIMMA”
Cantano in dialetto siciliano e la loro musica mischia elementi del rock, del reggae, dello ska e del
swing, ma non si definiscono un gruppo folk. Lʼintento dei “Big Mimma” (Alessandro Silipigni, Mosè Previti, Vincio Siracusano, Marcello Ulfo e Piero Cucinotta) è piuttosto quello di servirsi di tutti i
mezzi coerenti al sincretismo tipico della civiltà
culturale isolana in funzione una “musica glocale”
in grado di raggiungere il pubblico più vario con
una verve eclettica e moderna. Prevista per il
prossimo maggio lʼuscita del loro primo album.
posterlibri
20 APRILE 2012
centonove
MESSINA. La presentazione al Salone del Libro del lavoro di Salvatore De Matteis
INDISCRETO
Testamento tutto da ridere
Se Zichichi non trova
sindaco e rettore
MESSINA. A tagliare il nastro il giorno
dellʼinaugurazione della seconda
edizione del Salone del Libro di Messina
ci ha pensato il fisico di fama mondiale,
Antonio Zichichi. Al suo fianco, non
cʼerano né il Rettore dellʼUniversità di
Messina, Francesco Tomasello, né il
sindaco Giuseppe Buzzanca, che non
hanno potuto presenziare alla cerimonia
per impegni istituzionali. «Zichichi si
aspettava di averli entrambi al suo fianco,
visto che lʼevento era stato pubblicizzato
così e mi ha più volte chiesto dove
fossero – ha dichiarato la presidente del
Comitato organizzativo del Salone,
Matilde Cannavò – Le istituzioni
dovrebbero starci più vicine, aiutarci non
solo dal punto di vista economico ma
anche attraverso la loro presenza. Si
tratta di una questione di immagine e
diventa un esempio per la cittadinanza».
Che anche questʼanno, almeno nei primi
due giorni della fiera, non ha risposto
come gli organizzatori si sarebbero
aspettati. «Venerdì e sabato cʼè stata
poca presenza di pubblico nelle sale in
cui si realizzavano gli incontri. La gente
faceva un giro per gli stand e poi andava
via – ha aggiunto – Deludente è stata
anche la serata di premiazione di
venerdì. Personaggi illustri come
Ronsisvalle o Bruschetta meritavano una
maggiore risposta da parte della
cittadinanza». (CH.M)
L’autore, soprindentente dell’Archivio notarile, raccoglie
i lasciti di gente comune. Tra sfoghi e raccomandazioni
DI CHIARA MICCOLI
MESSINA. Anche un testamento,
soprattutto se olografo, può diventare
unʼopera letteraria. Ad insegnarcelo è
Salvatore De Matteis, avvocato, giornalista
e scrittore napoletano che venerdì 13 aprile
è approdato a Messina, ospite della
seconda edizione del Salone del libro dove
è stato premiato come autore dellʼanno per
“Sia fatta la mia volontà” (ed.Mondadori), la
sua ultima esilarante fatica. Un saggio
divertente e allo stesso tempo istruttivo in
cui De Matteis affronta con humour e
competenza tutto ciò che è bene sapere
per “difendere” le proprie “ultime volontà” e
aggiorna i lettori sulle novità legislative in
materia di testamento biologico,
dichiarazione di fine vita, accanimento
terapeutico ed eutanasia. Nelle 264 pagine
dellʼopera, lʼautore non si sottrae anche dal
dispensare consigli: il miglior testamento è
quello olografo, scritto di proprio pugno e in
segreto perché permette pienamente di
“agire come uno sente dentro di sé di voler
fare”. Il testamento – ricorda De Matteis - è
“un atto personale, nel senso che non è
delegabile ad altri” e ognuno di noi è libero
di decidere se farlo e soprattutto come
farlo. Se lʼapice della libertà testamentaria
– e anche dellʼoriginalità – si raggiunge
dunque coi testamenti scritti di proprio
pugno, nellʼappendice finale del libro, De
Matteis non manca di inserire una raccolta
di lasciti di gente comune di tutta Italia in cui
si è imbattuto per motivi di lavoro, nel
periodo in cui ha ricoperto lʼincarico di
Sovrintendente dellʼArchivio notarile di
Napoli. Così ha spiegato nella serata di
premiazione che si è tenuta venerdì 13
presso lʼAuditorium del Palacultura,
durante la quale ha divertito e intrattenuto il
pubblico messinese leggendo, in un
goliardico accento napoletano, alcuni
A CURA DI CARMELO CELONA
stralci di testamenti olografi. Nelle
loro “ultime volontà”, scritte in
segreto sui supporti più disparati (dai
santini alle scatole di medicinali), i
testatori – ha raccontato – si
lasciano andare a raccomandazioni
varie pregando parenti ed eredi di
prestare un minimo di attenzione per
le proprie esequie (“almeno in
questo momento fatemi fare una
bella figura”), ma anche a sfoghi e
piccole vendette personali. È il caso
Salvatore De Matteis con Matilde Cannavò
del testamento scritto da un marito
napoletano “nascostamente” alla
matematica di essere vivo – ha esordito –
moglie nei confronti della quale non prova
Anche se gli organizzatori di questo evento
un grande affetto, come dimostra lʼincipit:
“Testamento di me medesimo malato tisico mi avevano dato per morto. Quando
Matilde Cannavò mi ha contattato, ha
lucido di mente scritto a mano contro mia
parlato con la mia segretaria e stranamente
moglie. Se morirebbe prima mia moglie di
si è accertata che fossi vivo. Questo perché
me sarei grato a San Gennaro. Ma lei –
non avendo il mio numero aveva chiamato
continua – si è sempre curata bene e
un altro Salvatore De Matteis e le avevano
schiatta di salute alla faccia mia che non
detto che era morto. Quando la mia
cʼè speranza, io credo”. E in conclusione
segreteria mi ha avvisato della telefonata,
riporta una raccomandazione: “Quando
mi ha raccomandato: “dottò, io ho detto che
sarò morto dovete cercare il testamento
eravate vivo, non mi fate fare brutta
dietro lʼarmadio. Se non lo cercate dietro
figura!”».
lʼarmadio non lo trovate, e allora è inutile
che lo cercate”.
«I napoletani hanno un modo particolare di
caratterizzarsi e con i testamenti si lasciano
di Felice Irrera
andare a cose esilaranti», ha commentato
la presidente del Comitato organizzativo
Virginia Buda, Il mondo poetico
del Salone del Libro di Messina, Matilde
di Giuseppe Vanadia, Pungitopo 2011, pp. 204, € 25,00
Cannavò. «Salvatore De Matteis è stato
Una storica dellʼarte della Soprintendenza di Messina, autrice di diversi saggi sullʼarte siciuna rivelazione. Lʼanno scorso abbiamo
liana, analizza compiutamente lʼinteressante personalità del pittore Giuseppe Vanadia, che
avuto come ospite un suo conterraneo,
ha attivamente partecipato alla vita culturale di Messina tra gli anni Cinquanta e i Settanta e
Alessandro Siani. E io lʼho definito il nostro
le cui opere sono custodite nelle principali collezioni pubbliche cittadine e siciliane.
Siani di questʼanno. Non perché di
mestiere faccia il comico, ma perché sa
Massimo Gramellini - Fai bei sogni Andrea Camilleri - La regina di Pomeessere ugualmente simpatico». Anche nel
Longanesi
rania e altre storie di Vigàta - Sellerio
porgere i suoi ringraziamenti, in
CarloVerdone - La casa sopra i porFrancesco Guccini - Dixzionario delconclusione del suo intervento, De Matteis
tici - Bompiani
le cose perdute - Mondadori
ha strappato al pubblico una risata
Carlos
Ruiz
Zafón
Il
prigioniero
del
Palov - La città perduta dei templari
raccontando un aneddoto realmente
cielo - Mondadori
- Newton Compton
wuz.it
accaduto. «Oggi ho la certezza
LA CLASSIFICA
1
2
3
LACERTI DI LETTURE
Flaiano scripsit
Siamo una società che ha sostituito i sogni
con i bisogni. “Una gretta ammirazione, nessun vero
bisogno, oltre la sopravvivenza fisica. Assetati solo di
ciò che lʼindustria moderna produce di più brutto e
inutile.” Quellʼangoscia che ci prende durante certe
discussioni. “Un colpo di pistola sparato al momento
giusto evita ogni penosa discussione. Il problema però
resta aperto: a chi sparare? A se stessi o
allʼinterlocutore? Nel dubbio, astenersi.” I telefoni
cellulari, lucide metafore di una falsa emancipazione e di un
falso progresso. “Per molti il progresso tecnologico è
lʼinstallazione del telefono. Lo usano con un loro
rituale di trilli (ti faccio due squilli) e di false chiamate
(oggi: messaggini), alcuni lo chiudono con un
lucchetto(oggi: codice pin) se hanno parenti in un altro
quartiere se ne servono per sapere che cosa coloro
4
5
6
frasi che fanno un racconto, diverso da quello narrato dall’autore
hanno mangiato a pranzo. Il superfluo li affascina, non
resistono alle sue tentazioni.”
Eʼattraverso un semplice gesto quotidiano che
allʼimprovviso ci si accorge di aver sbagliato tutto.
“Basta alzarsi una mattina alle sette ed uscire per
capire che abbiamo sbagliato tutto.”
Lʼindifferenza del pene: “Ha notato che il sesso maschile
in riposo ha sempre unʼaria di disgusto e di
disapprovazione” .
Certe vanità delle casalinghe: “Il marito sospettava che
andasse dallʼamante invece andava al supermercato.”
Un evidente sintomo di tutti i regimi: “La propaganda
comincia dove finisce il dialogo”.
La pubblicità è lo stadio più volgare che ha raggiunto il
pensiero. “La pubblicità fa più danni della pornografia,
perché unisce lʼinutile al dilettevole”. La sofferenza di
certi distacchi: “Lo sguardo inevitabile che diamo ai
nostri escrementi.”
pagina 38
Il destino di certe senilità inaccettate: “Lʼimpotenza cerca
salvezza nellʼomosessualità.”
Lʼerotismo è tale perché è trasgressivo. “Un sano
erotismo? Ma è come dire una bella dentiera!”
Uno dei vantaggi dellʼaggregazione: “Vede, nellʼamore di
gruppo cʼè almeno il vantaggio che uno può dormire.”
Una nuova legge: se un cittadino non si censisce in tempo
viene cancellato dai registri anagrafici. Praticamente non
esiste più, perde il diritto di vivere. “Vivere è diventato un
esercizio burocratico.” Mussolini non ha inventato
niente. “Il Fascismo conviene agli italiani perché è nella
loro natura e racchiude le loro aspirazioni, esalta i loro
odi, rassicura la loro inferiorità.” Una delle più grandi
profezie di tutti i tempi, avveratasi in pieno. “Fra 30 anni
lʼItalia sarà non come lʼavranno fatta i governi, ma
come lʼavrà fatta la televisione.” Era il 9 febbraio 1970.
Lacerti tratti da: “Frasario essenziale”-1959-1970
Ennio Flaiano
centonove
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20 APRILE 2012
STORIA. La città dello Stretto dall’Ottocento agli anni Venti nel volume edito da Salvemini
Messina. Senza alibi
A cura di Baglio e Bottari, lo spaccato politico, sociale e culturale attraverso il contributo degli storici.
Che puntano i riflettori su compromessi e fallimenti che nulla hanno a che vedere col terremoto
DI SALVATORE ANDALORO
MESSINA. Ecco un libro che, in
una visione “di lungo periodo”,
attraverso il contributo di storici
dellʼetà moderna e
contemporanea, dellʼarte e della
letteratura, ma anche di
antropologi, sociologi, geografi,
sismologi, architetti e urbanisti,
intende offrire unʼampia rilettura
della storia cittadina a partire
dalla fine dellʼOttocento sino agli
anni Venti. Non affronta, infatti,
soltanto il nodo dellʼimpatto che il
terribile sisma del 28 dicembre
1908 ebbe sullʼarea dello Stretto
questo “Messina dalla vigilia del
terremoto del 1908 allʼavvio della
ricostruzione”, a cura di Antonio
Baglio e Salvatore Bottari, edito
dallʼIstituto di Studi storici
“Gaetano Salvemini” (Messina
2010, pp. 652). Nella prima parte del libro
trovano spazio contributi di taglio politico,
con la ricostruzione delle lotte tra i diversi
contendenti in una città che agli inizi del
Novecento vide dapprima la vittoria di un
“blocco popolare” formato da liberaldemocratici, radicali e socialisti, sotto la
guida del sindaco repubblicano Antonio
Martino e lʼavallo di Ludovico Fulci, e
successivamente lʼaffermazione di giunte
dʼimpronta clerico-moderata.
Se i saggi di Angelo Sindoni e di
Antonio Baglio ricostruiscono,
rispettivamente, il ruolo del
movimento cattolico e di quello
operaio e socialista nel territorio
messinese, non manca
nemmeno uno sguardo
retrospettivo alle vicende dellʼ
“altro terremoto”, quello del
1783, con le conseguenze e i
risvolti sulla storia della città.
Lʼarco di tempo perisismico che
per circa un cinquantennio si dispiega, tra
la fine dellʼOttocento e lʼinizio del
Novecento, indagato in chiave
multidisciplinare, emerge molto ben
focalizzato, pur nella molteplicità di attività
e nel groviglio dʼinteressi che lo
caratterizzano.
Lʼarte, la letteratura, lʼattività
amministrativa, la dialettica fra intellettuali
di diverse concezioni umanistiche e la
politica consentono un recupero identitario
della città davvero esaustivo.
Da un lato i “socialisti e i radicali, che
tendevano ad assegnare un ruolo centrale
al Comune e concordavano nella
municipalizzazione dei servizi e in una
riforma del sistema fiscale formulata con
criteri di imposizione progressiva per
incrementare le entrate municipali e
investire in attività sociali”; dallʼaltro, forze
antitetiche, quali quelle espresse dai
cattolici moderati, i quali ritenevano
sufficiente delegare ai privati le attività
necessarie alla crescita socio-economica
della città. Mentre la svolta giolittiana e
lʼingresso in Parlamento dei socialisti
producevano significative trasformazioni a
livello nazionale, nella città dello Stretto “la
storia della lenta ricostruzione si svolgeva
faticosamente” nonostante la nascita della
Camera del Lavoro e il passaggio dalla
fase mutualistica allʼassociazionismo
politico-sindacale. Finalmente
siamo, insomma, di fronte ad
un libro che non ci presenta il
terremoto come alibi di una
società inerte, che fa del
tragico evento motivo di
lamentela o di recriminazioni
ormai secolari; un libro dal
quale emergono impegno e
disimpegno, figure nitide e
meno nitide, compromessi e
connivenze. Emergono “la città
materiale e la città spirituale” e, perché no,
anche le implicazioni di un cattolicesimo
non sempre limpido e, talvolta, anche
chiaramente discosto dalla “missione
universale della Chiesa nella verità”.
Certo, si tratta di un libro che non va e non
può essere letto tutto dʼun fiato, ma le cui
offerte culturali vanno interiorizzate e
gustate con quella calma suggeritrice di
attenta riflessione: un tale bene, purtroppo,
non gode di pubblicità mediatica perché si
tratta di un prodotto non commerciale, di un
investimento culturale nel cui valore gran
parte della “intellighenzia” cittadina forse
non ha creduto e ancora non crede
abbastanza. Già, la storia! Che cosʼè?
Storia della filosofia, storia dellʼarte, storia
della letteratura, storia del
cinema…Sempre storia. Fatti, misfatti,
arroganza, correttezza, violenza, impegno,
scoperte, invenzioni, conquiste…Fino a
quando dispone di documenti, lo storico
non smette dʼindagare. Ed è proprio
facendo della ricerca storica lʼoggetto della
loro indagine che gli autori del libro, con i
loro saggi, ci forniscono preziosi strumenti
di conoscenza per la comprensione
dellʼidentità antropologica di una Messina
talvolta anche mimetizzata.
Quale leadership culturale e quali uomini
politici guidavano e governavano la città?
Chi e con quali criteri ha provveduto alla
ricostruzione? Perché gli sventramenti e le
demolizioni forse indiscriminate? Perché il
terremoto fungeva da volano per lo
sviluppo di un ceto affaristico di costruttori e
appaltatori?
A queste e a tante altre domande,
direttamente o indirettamente rispondono i
trentasei autori che danno vita al libro.
E noi, in presenza di una città in declino,
noi che non riusciamo ad assumere le crisi
come alibi del nostro degrado, non
possiamo non interrogarci sulla sorte di
quel “Fretum nostrum”, che fu il titolo
dellʼultima prolusione accademica prima
del disastro pronunciata dal docente
pugliese di Geografia, ricordato da Amelia
Ioli Gigante, Gabriele Grasso il 9 novembre
1908, in cui egli parlò di una Messina
“capitale della regione dello stretto”; mentre
finalmente possiamo capire perché in “La
città e la selva”, il romanzo di Guido Ghersi
di cui tratta il bel saggio di Cosimo
Cucinotta, “un Vescovo ottusamente
pragmatico e conservatore in merito di arte
sacra” (identificabile chiaramente in mons.
Angelo Paino) abbia ignorato quella
venditrice di veli, descritta dallʼautore e
definita dal saggista “Signora dei colori
dello stretto (…) icona antonelliana”: Ghersi
scrive che “Sua Eccellenza di arte non
capisce e non vuole capire nulla”.
E possiamo comprendere ancora perché,
nonostante la presenza di professori illustri
e di fama nazionale e internazionale,
lʼUniversità di Messina non decollasse:
sono particolarmente eloquenti le parole
del professore triestino Giovanni Cesca, il
quale (lo riporta Andrea Romano),
annotava come “i professori sentano
ardente desiderio di abbandonare al più
presto questo ateneo, ove ogni proficuo e
serio lavoro scientifico è reso molto difficile
e anzi quasi del tutto impossibile”.
Per i buoni intellettuali che non provengano
dalla regione dello stretto sembra esserci,
insomma, fin dʼallora, poco spazio a
Messina: fatto salvo qualche sporadico
esempio, infatti, le loro presenze
nellʼateneo peloritano si risolvono in periodi
di breve durata.
LA SCHEDA
Il patrimonio del Centro Studi
LʼISTITUTO DI STUDI STORICI “Gaetano Salvemini” fu fondato
a Messina 35 anni fa da un gruppo di storici delle Università di
Messina, Catania, Palermo e Cosenza. In tutti questi anni, grazie
allʼapporto di archivisti, bibliotecari, insegnanti e studiosi, esso si
è costantemente impegnato in attività di ricerca, di
documentazione e di divulgazione nel campo degli studi di storia
italiana e internazionale, affermandosi come istituzione culturale
di prestigio, sicché oggi è un punto di riferimento per molti
docenti, studiosi, studenti e operatori culturali: ciò grazie anche
alla sua biblioteca, sita al n°17 di via La Farina e intitolata al
primo presidente dellʼIstituto, il prof. Gaetano Cingari, che è
particolarmente dotata di fonti documentarie e di periodici. Oltre
ai novemila volumi che compongono il patrimonio librario della
Biblioteca, particolarmente interessante per gli studiosi è la
collezione di giornali e periodici del movimento operaio e
contadino editi in Sicilia e Calabria tra il 1861 e il 1926, nonché la
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possibilità di consultare, in microfilm, importanti raccolte del
“Corriere della Sera”, dellʼ“Avanti!”, dellʼ“Unità”, de “Il Popolo
dʼItalia” e di altre prestigiose testate. Molto densa è stata in questi
anni lʼattività convegnistica del “Salvemini”. Una settantina sono i
volumi monografici realizzati in questi anni di attività, con la
pubblicazione di Atti dei convegni e ristampe anastatiche di
classici della storiografia meridionalistica e con la promozione
della produzione di giovani leve di studiosi, le cui ricerche hanno
trovato idonea collocazione in una collana promossa con
lʼeditore Rubbettino. LʼIstituto è attualmente presieduto dalla
Michela DʼAngelo, ordinario di storia moderna nella Facoltà di
Scienze Politiche di Messina e diretto da Santi Fedele, ordinario
di storia contemporanea nella Facoltà di Lettere e Filosofia;
vicepresidente è Rosario Battaglia, ordinario di storia
contemporanea nella Facoltà di Scienze Politiche dellʼAteneo
messinese. Ad affiancarli sono i ricercatori Antonio Baglio e
Salvatore Bottari.
Felice Irrera
posterarte
20 APRILE 2012
centonove
GIAMPILIERI. Sabato 21 aprile l’inaugurazione della scultura “La grande Scala”
Cercando la luna nel Fango
Realizzata da Michele Cannaò, è la prima opera del percorso tematico “Montagna ad Arte”,
dedicato alle vittime dell’alluvione. Ad agosto aprirà i battenti la nuova sede del Museo
DI MARINO RINALDI
GIAMPILIERI. Una scala in acciaio di
tredici metri per raggiungere una luna di
rame. Là dove la terra franò in quel
maledetto 1° ottobre del 2009, quando
trentasette angeli persero la vita
sommersi dal fango e dalle macerie. Si
chiama “La grande scala”, o anche “La
Veronica”, e sorgerà in contrada Lumbri,
a Giampilieri, la prima delle 37 “grandi
opere” che costituiranno il percorso
della “Montagna ad arte”, il progetto
creato dal “Museo del Fango” per
commemorare le vittime della tragedia
di Giampilieri e per disegnare un
“cammino culturale e di bellezza” lungo il
tragitto dei lavori per la messa in sicurezza
del territorio. Realizzata da Michele
Cannaò, fondatore del “Museo del Fango”,
lʼopera sarà inaugurata il prossimo 21
aprile, alle 19.30, in presenza, fra gli altri,
dellʼingegnere capo del Genio Civile
Gaetano Sciacca, dellʼarchitetto
Giuseppe Aveni, del Soprintendente
Salvatore Scuto e del presidente della
“Fondazione Horcynus Orca” Gaetano
Giunta. «Alla presentazione - spiega
Cannaò - saranno invitati tutti, anche i
politici. Ma non avranno diritto alla
parola...».
LA LUNA NEL FANGO. Dedicata alla
memoria di Ilaria De Luca e di Lorenzo e
Francesco Lonia, le tre giovanissime
vittime dellʼalluvione del 2009, “La grande
scala” è una grande scultura in acciaio di
13 metri sormontata da una luna stilizzata
in rame, lavorata da un fabbro locale.
«Lʼopera - racconta Michele Cannaò - è
una metafora del percorso della vita, una
“strada” ardua, in salita, che bisogna però
percorrere se si vuole raggiungere la luna,
simbolo di rinascita e unico barlume di luce
e speranza in questi tempi bui». «Lʼora
scelta per lʼinaugurazione - prosegue
Michele Cannaò
“La grande scala”
Togo
lʼartista - non è affatto casuale. Abbiamo
deciso di “svelare” lʼopera allʼimbrunire
proprio perché va osservata al buio, in
modo da far risaltare la lucentezza delle
luna, che sarà osservabile come un piccolo
“faro” anche dalla spiaggia di Giampilieri. I
gradini, ornati con elementi florescenti,
mostreranno il percorso verso il sogno.
Una strada che le piccole vittime
dellʼalluvione non hanno potuto purtroppo
percorrere a causa degli errori degli adulti».
LA MONTAGNA AD ARTE. Ideato nel
2010, il progetto della “Montagna ad arte”
prevede la creazione di 37 opere, tante
quante le vittime dellʼalluvione, da installare
in un percorso tematico. «Le sculture non
saranno dei monumenti funebri. Se ne
saremo allʼaltezza, quella montagna dovrà
diventare un simbolo di Bellezza, che è
Virtù e Sicurezza. Solo allora le vittime
della tragedia e il sudore dei nostri avi
saranno veramente stati onorati», racconta
Cannaò, che anticipa le prossime tappe del
progetto: «La prossima opera sarà
inagurata ad agosto nella piazza di Molino.
Si tratta di un grande pannello di 6 metri per
3 creato da Togo, Claudio Militti e Pippo
Galipò e lavorato con cementi pigmentati.
Le altre sculture, che saranno realizzate
con i materiali più vari, dal ferro al bronzo
fino al “verde”, troveranno spazio in tutti i
comuni colpiti dallʼalluvione. Il nostro
intento è quello di completare il percorso
della montagna ad arte entro due anni,
magari con la “luna piena” del 15 aprile
2014, chiudendo così un ideale itinerario
di rinascita».
IL MUSEO TROVA CASA. La prima
opera del percorso non è però lʼunica
novità del “Museo del Fango”, che il
prossimo agosto, dopo un lungo
peregrinare e tante difficoltà, troverà
finalmente una sede. «Grazie alla
disponibilità di Gaetano Giunta della
Fondazione di Comunità, le opere del
Museo saranno ospitate a Forte
Petrazza», annuncia Cannaò, che si
congeda togliendosi “qualche sassolino”
dalle scarpe: «Il Comune e la Provincia di
Messina non hanno contribuito
assolutamente alla riuscita del nostro
progetto. Evidentemente, della rinascita
culturale delle aree colpite dallʼalluvione,
non gliene frega proprio nulla. Così come
al sindaco di Scaletta e al Comitato di
Giampilieri, che dopo tanta promesse mai
mantenute, ci hanno “sfrattato” dal
territorio».
LA SCHEDA
In soccorso di “Kalò Nero”
GIAMPILIERI. È il 5 ottobre del 2009 quando viene inaugurata al “Museo della
Permanente” di Milano la mostra “Fango nel cuore”, allestita a pochi giorni di
distanza dallʼalluvione di Giampilieri. Proprio in quellʼoccasione venne concepita da Cannaò lʼidea di costituire, con la collaborazione di artisti e intellettuali
italiani e stranieri, il “Museo del Fango”, il motore culturale ed economico per la
rinascita di “Kalò Nero”, ovvero “Terra delle belle acque”, come i Greci chiamavano la zona di Scaletta e Giampilieri. Da allora, grazie anche alla disponibilità
di Gaetano Sciacca del Genio Civile, sede temporanea del Museo, le iniziative
intraprese sono state tantissime, così come le opere dʼarte acquisite, tra le quali i lavori di Giuseppe Migneco, Dario Fo, Marco Bellocchio, Nino Frassica, Domenico Cacopardo, Marco Dentici e tanti altri.
IL VOLUME
La chiesa madre di San Nicola
sotto la lente di Luigi Giacobbe
I tesori e la cultura figurativa del territorio in un libro
curato dallo storico dell’arte della Soprintendenza
Luigi Giacobbe
GIAMPILIERI. Promosso dalla Camera di Commercio di Messina con la collaborazione scientifica della Soprintendenza per
i Beni Culturali e Ambientali, il volume “I tesori di Giampilieri. La
chiesa madre di San Nicola e la cultura figurativa del territorio”,
a cura di Luigi Giacobbe, propone uno sguardo critico sulla
chiesa madre di Giampilieri e sulle perle storiche, artistiche e
architettoniche di un territorio fragile e martoriato. Per scoprire,
o riscoprire, la bellezza in mezzo alle macerie e alla distruzio-
pagina 40
ne. Composto da sei saggi tematici e impreziosito da un ricco
apparato grafico e fotografico, il libro è stato presentato giovedì
19 aprile, alle 17:30, nel Salone della Borsa della Camera di
Commercio di Messina dallo Storico dellʼArte dellʼAssessorato
Regionale al Turismo Gioacchino Barbera. Nel corso dellʼincontro sono intervenuti Antonino Messina (Presidente della
Camera di Commercio), Rosario La Rosa (Amministratore Unico Azienda Speciale Servizi alle Imprese), e Salvatore Scuto
(Soprintendente di Messina). Obiettivo del libro, articolato in sei
saggi scritti da Giuseppe Giccone (“Architettura”), Annalisa
Raffa (“Marmi”), Luigi Giacobbe (“Pittura”), Virginia Buda
(“Scultura”), Grazia Musolino (“Argenti”) e Stefania Lanuzza
(“Tessuti”), è quello di approfondire la conoscenza del patrimonio artistico dei tesori custoditi nella chiesa madre di origine rinascimentale per alimentare un rinnovato interesse nei confronti di un territorio ricco di testimonianze culturali e avviare delle pratiche di conservazione e valorizzazione dei luoghi, scongiurando
il pericolo del degrado e dellʼabbandono. (A.M.)
postermostre
centonove
20 APRILE 2012
MESSINA. Fino a domenica 29 aprile al Monte di Pietà
L’Arte del viaggio
La ricerca dei “luoghi dell’anima” nelle opere di Concetta De Pasquale,
che mette in mostra il suo “corpo invisibile”. Tra Mito, sogni e realtà
MESSINA. Il viaggio come
luogo e tempo della vita, come
condizione privilegiata che ci
permette di proiettarci oltre ciò
che i sensi conoscono e danno
per scontato. È questo il filo
conduttore della mostra
“Viaggi - Segni e disegni di
Concetta De Pasquale”, in
corso al Monte di Pietà dal 14
al 29 aprile 2012.
Unʼesposizione con più chiavi
di lettura che conduce lo
spettatore in un continuo
“errare” nellʼesistenza, in una
ricerca dei “luoghi dellʼanima”
resa possibile solo grazie alla
pittura, il “passaporto per
lʼimmaginazione” dellʼartista.
Ad accogliere il visitatore della
mostra è la serie di dipinti
“Corpi invisibili”, realizzati
“imprimendo” direttamente
sulla carta il corpo dellʼartista.
«Sfumando poi le immagini
con le mani - scrive la pittrice nel catalogo
dellʼesposizione, impreziosito dalle prefazioni
di Teresa Pugliatti e Marco Moretti si creano
forme nuove e inaspettate a cui ognuno può
dare significati diversi. I corpi invisibili sono la
nostra parte più intima, quella che rimane al di
là della dimensione corporea». Il viaggio alla
ricerca dellʼamore perduto è invece il tema
dellʼistallazione “Alla ricerca di Euridice”,
composta da nove “pezzi” in cui lʼartista riesce
a esprimere il pathos del viaggio grazie “a un
segno fluido, che rende lʼeffetto del
movimento della materia, di un suo mutare,
insieme con il mutare quasi impercettibile del
colore”, come scrive Teresa Pugliatti
nellʼintroduzione alla mostra.
E se lʼinstallazione “Antigone” prosegue il
tema del viaggio del Mito e della pietas, gli
acquerelli di “Appunti di viaggio” tracciano
sulla carta il “diario intimo” dellʼartista, “tra
viaggi reali in terre lontane e viaggi vicini tra le
SOTTO LA LENTE
La “terra celeste” di Enzo Rizzo
Si è conclusa venerdì 13 la personale del pittore messinese
cose di tutti i giorni”. Nata a Salò nel 1959, nel
corso della sua lunga carriera Concetta De
Pasquale ha spesso privilegiato il rapporto
della pittura con le altre arti, realizzando libri
dʼarte, illusstrazioni per riviste letterarie,
copertine editoriali e scenografie teatrali,
oltre a vari spettacoli, permormance ed
istallazioni in team con architetti, registi e
musicisti. (M.R.)
Nella foto
a destra “Appunti
di viaggio”
di Concetta
De Pasquale.
Sopra un
particolare
di “Antigone”.
In alto a destra
unʼopera di
Vincenzo Rizzo
IL CONCORSO
Premio Terna, il territorio visto dai giovani
Sono 27 gli artisti siciliani iscritti nelle categorie Megawatt
e Gigawatt del Premio Terna04 per lʼarte contemporanea,
che questʼanno propone una riflessione sulla territorialità.
Eʼ Messina la provincia più presente con 8 giovani, 6 dei
quali provenienti da Itala. Seguono la provincia di Catania
(6), Palermo (5), Agrigento e Caltanissetta (3), Siracusa (2).
Il Premio si presenta nel 2012 con molte novità, tra le quali lʼapertura del bando alle installazioni, un premio per il più
giovane tra i talenti under 23, la connessione con Mosca
per la chiusura dellʼanno della cultura italiana in Russia, la
scelta di una partnership con lʼAccademia Nazionale di
Santa Cecilia, e i 120 mila euro di montepremi complessivo. Tutte le opere vincitrici entreranno a far parte della collezione contemporanea di Terna e saranno pubblicate in un
catalogo bilingue.
pagina 41
MESSINA. Si chiama
“Corpo spirituale. Terra
celeste” la mosta
personale dellʼartista
messinese Enzo Rizzo
allestita fino allo scorso
venerdì 13 aprile nei
locali della galleria
“Orientale Sicula. 7
punto arte”.
Unʼesposizione votata
interamente alla
primordiale dicotomia
tra lʼanima e il corpo, tra
dottrina cattolica e
ascetismo orientale, tra
umano e inumano.
È una pittura
drammatica, quella di
Enzo Rizzo, “un lungo
esercizio
dellʼesorcismo contro la
paura”, secondo il
critico Evelina Schatz.
Grande protagonista
delle opere di Rizzo è la
materia, che viene
trasfigurata e
disgregata per
raffigurare non il corpo
in quanto carne e
sangue, ma piuttosto
lʼorigine di esso, una
forma primordiale non
ancora sviluppata o
forse, come scrive
Fiorella Nicosia,
“tornata ad essere un
tutto armonico”, per
arrivare al principio
delle cose e giungere
alla tensione originaria
del pensiero e della
vita. Nato a Messina
nel 1958, Vincenzo
Rizzo ha compiuto studi
d'arte in diverse città
italiane, completando la
propria preparazione
artistica e filosofica con
frequenti viaggi
all'estero con
particolare attenzione
alle culture orientali e
medio orientali. Dal
1985 vive e opera a
Milano dividendosi fra il
capoluogo lombardo e il
suo studio a Praga.
Dopo la mostra di
Rizzo, da sabato 14, la
galleria Orientale Sicula
ospita la mostra
fotografica “CieloAcqua-Terra” di
Alessandro Grussu.
20 APRILE 2012
posteriniziative
centonove
MESSINA. Giornata di studi per la sSettimana della Cultura
Nel nome di Bisazza
Un volume sul poeta e letterato apre la carrellata su scrittori, musicisti e pittori
dello Stretto che hanno regalato alla città un ruolo di primo piano nel mondo
MESSINA. Opere teatrali e musicali, testi
poetici declamati in tutta Europa da attori
notissimi quali Adelaide Ristori e Tommaso
Salvini: nella Messina di primo Ottocento,
città di grande vivacità culturale, si formano
scrittori, musicisti e pittori di una certa
levatura, le cui opere riescono a superare
gli stretti confini isolani. Questi protagonisti
sono stati celebrati in una giornata di studi
densa di eventi che si sono svolti il 16 aprile
la mattina a Palazzo dei leoni e nel
pomeriggio al Monte di Pietà nellʼambito
della XIV Settimana della Cultura.
Un ricordo particolare per Felice Bisazza,
a cui è stata dedicata la prima sezione dei
lavori: nel volume Rompe il raggio di tenera
aurora … Felice Bisazza fra tradizione e
modernità , a cura di Daniela Bombara, gli
autori sottolineano il ruolo centrale del
Bisazza scrittore e critico nel diffondere il
Romanticismo in Sicilia, agganciando la
realtà culturale isolana alle tematiche ed al
dibattito europeo. Felice Bisazza, oggi
appena accennato nei manuali di
letteratura italiana, era ben noto anche in
Spagna, come ha evidenziato Stefano
Roberto Scarcella
Una rappresentazione dei Beati Paoli che vendicano i suprusi degli spagnoli
Morabito in un articolo del volume citato; le
sue ballate furono tradotte in diverse lingue
e conobbero un successo internazionale:
La pazza fu interpretata dalla Ristori a
Vienna, e a Parigi davanti a Napoleone III.
Testi dunque significativi, che sono stati
recuperati ed offerti al pubblico , nella
convinzione che siano proponibili anche al
lettore moderno. Ed infatti è risultato fresco
ed attuale, a distanza di più di un secolo, il
libretto dʼopera Gli amori di Paolo e
Virginia, sempre di Felice Bisazza; le
musiche, ormai perdute, sono state
composte ex novo da Roberto Scarcella,
docente alla New York University, secondo
una linea non filologica ma attualizzante,
ed eseguite nel corso della mattina
riscuotendo un notevole successo. Gli
interventi dei relatori ( Maria Luisa Tobar,
Daniela Bombara, Luigi Giacobbe, Sergio
Palumbo) hanno arricchito il quadro,
illustrando altri aspetti della Messina
ottocentesca, quali ad esempio la notevole
produzione in ambito pittorico, dove è
rilevante la figura di Giacomo Conti.
Il pomeriggio è stato dedicato alla musica
ed al teatro ʻpoliticoʼ: si è potuto ascoltare
un duetto inedito dallʼopera I Promessi
Sposi, di Vincenzo DʼAmore ( poeta) e
Giorgio De Julinetz ( compositore), una
Claudia Caristi e Luigi Turnaturi
pagina 42
delle prime versioni del romanzo
manzoniano per il teatro musicale. La
soprano Claudia Caristi ed il tenore Luigi
Turnaturi hanno interpretato con calore e
notevole abilità tecnica un Renzo e Lucia
passionali e melodrammatici, decisamente
convincenti e godibili. Significativi gli
interventi dei numerosi relatori: Cesare
Natoli, Alba Crea, Giovanni Molonia, Ella
Imbalzano.
Ma il clou della serata è stato dedicato ad
un dramma patriottico di Giuseppe La
Farina, dal titolo evocativo: LʼAbbandono di
un Popolo. Vi si racconta la tragedia del
popolo messinese, che raggiunge
faticosamente una coscienza di classe ed
unʼautonoma capacità di azione durante la
rivolta antispagnola del 1674, ma viene poi
abbandonato dagli alleati francesi alla furia
della vendetta di Spagna. Il testo teatrale,
recentemente edito da Città del Sole
Edizioni ma sconosciuto alla critica perché
mai pubblicato dal La Farina, è stato
conservato per più di un secolo in forma
manoscritta nellʼArchivio del Teatro dei
Rozzi di Siena, dove fu rappresentato per
la prima volta. Si è trattato dunque di una
prima assoluta, che ha visto in scena la
compagnia Vaudeville di Alessandro Alù:
gli attori, tutti di ottimo livello, hanno
rappresentato in modo avvincente i diversi
momenti della ribellione popolare, dalle
prime timide proteste al trionfo, alla
sconfitta. Questi gli interpreti: Alessandro
Alù, Cristian Carcione, Pietro Carnabuci,
Roberto Zuccalà, Marco Taviano, Antonio
Raffa, Marco Mondì, Elvira Ghirlanda,
Milena Bartolone, Mimmo Manca, Anna
Celeste, Silvia Randazzo, Claudia
Randazzo, Alida Caminiti, Caterina Irrera,
Gilda Saija, Gaetano Gerbino.
Due allieve del Liceo La
Farina hanno recitato lʼode
finale, che il drammaturgo
aveva previsto concludesse
il dramma quando ne fosse
stata permessa la
rappresentazione a
Messina. Lʼevento non si è
mai verificato sino ai nostri
giorni, attraversati da uno
spirito più democratico; ma
oggi la rabbia del popolo
abbandonato ed ignorato
dalle classe dominanti è
quanto mai attuale, e dal
lontano passato ci viene il
monito del protagonista, il
vecchio e deluso senatore
Scoppa: abbasso la
tirannide, non fidar che in noi
soli.
posterscoperte
centonove
20 APRILE 2012
MILITELLO ROSMARINO. Dimenticate per decenni. Erano il simbolo del “male”
Le mummie di San Filicuddu
Secondo la leggenda, nella cripta c’era “l’uomo nero” che portava disgrazie.
Ora il sindaco Calogero Lo Re e il parroco Oriti ne promuovono il restauro
DI GIUSEPPE PISTONE
MILITELLO ROSMARINO. Militello
Rosmarino rispolvera le sue mummie e
punta sul “dark tourism”, il turismo
dellʼhorror. Il piccolo borgo medievale si
prepara a destare lʼattenzione dei
viaggiatori in cerca di storie da brividi. A
partire dalla misteriosa leggenda di “San
Fuddicchiu”, un folletto nero, che ha
cambiato il destino delle mummie locali
che, se un tempo erano simbolo di paura,
oggi la gente ha una vera e propria
venerazione per questi corpi. Eccezionale
ritrovamento nella cripta della chiesa, di
mummie ancora ben conservate. Una
strana alchimia di correnti sotterranee ha
evitato la decomposizione. In buono stato
anche i monili e gli abiti indossati mezzo
millennio fa. La chiesa nel 1940, in
occasione della ristrutturazione, mura
lʼentrata della cripta perché le mummie in
paese erano diventate figura di malaugurio
e lascia aperta solo una piccola finestra
esterna alla basilica. Per lungo tempo così,
fino al 1991, da quel piccolo lucernario le
mummie diventarono bersaglio di atti
vandalici, per esorcizzare la paura dei
giovani ispirati alla leggenda di “San
Fuddicchiu”.
LʼUOMO NERO. “Una storia che ancora
tutti gli anziani al ricordo sorridono. “Stori di
carusi – racconta il novantenne, Calogero
Carcione – sfidavamo la paura lanciando
pietre contro le mummie”. “Ma non
abbiamo mai profanato quellʼambiente, per
noi è sempre stato sacro – aggiunge
Giuseppe Frusteri”. Si trattava di una
misteriosa figura nera che terrorizzava i
bambini. Spesso pronunciata dai genitori
per non fare uscire i loro figli la sera. “Torna
presto a casa perché esce “San
Fuddicchiu” e ti porta via”. Per anni così
delle mummie nessuno ne voleva più
sentire parlare. Ma adesso
lʼamministrazione comunale, guidata dal
sindaco Calogero Lo Re, in collaborazione
col parroco, Calogero Oriti, hanno deciso si
sfatare questo “mistero” legato alla
leggendaria figura nera, per riportare alla
luce le mummie. “Siamo addirittura disposti
ad auto tassarci per avviare una immediata
azione di recupero per salvare le mummie
– chiarisce Giuseppe Frusteri - Sono
aggrappato alla generosità e allʼintelligenza
della gente militellese per ridare unʼanima
al paese, ricco di preziosi beni
archeologici”.
I CORPI NEI CONFESSIONALI. Sono
dunque ben 41 i corpi mummificati, molti
dei quali ancora in buone condizioni,
secondo quanto emerso dalla prima
ispezione mummiologica dellʼispettore
regionale del patrimonio bio-antropologico
mummificato per la Sicilia, Dario Piombino.
«Si tratta di reperti storico-antropologici di
altissimo pregio, tra cui alcuni unici in Sicilia
posti allʼinterno di confessionali lignei». I
Alcune delle mummie dentro il confessionale
primi interventi da fare - spiega Piombino consistono nella traslazione delle mummie,
che dovranno immediatamente e
temporaneamente essere allocate in un
sito più idoneo, anche al fine di consentire i
primi interventi di restauro e la
climatizzazione della cripta”.
LʼAPPELLO DI RE. Un'intera comunità
dimenticata da secoli in quella che era una
cripta posta sotto la chiesa madre e che
ora si rivela un carico di memorie di
inestimabile valore. «Salvate le mummie di
Militello Rosmarino – è lʼaccorato appello
che il sindaco, Calogero Lo Re rivolge
allʼAssessorato Regionale Beni Culturali Non mandiamo in rovina una
testimonianza così importante sotto il
profilo storico, morale ma soprattutto
spirituale». Perentoria la dichiarazione del
primo cittadino che si prepara a realizzare
un percorso museale per rendere fruibile la
cripta. “Dobbiamo dare un meritato riposo a
quei corpi, anche loro lo meritano. Presto
sarà siglato un protocollo d'intesa con la
Curia, proprietaria del sito – anticipa il
sindaco - al fine di poter accedere a dei
finanziamenti per la realizzazione di un
percorso museale per rendere fruibile la
cripta”.
LA VERITAʼ DEL PARROCO. Ma sulla
questione interviene anche il parroco del
paese, Calogero Oriti. «La verità è che
delle mummie e della cripta non è mai
interessato niente a nessuno, ci hanno
sempre chiuso le porta in faccia, dalla
Regione, alla Soprintendenza dei Beni
culturali di Messina – dice
arrabbiato don Calogero - Già nel
1994 abbiamo documentato
questi fossili. Nel 1999 con
lʼufficio tecnico diocesano è stato
redatto un progetto museale di
recupero e valorizzazione dei
corpi mummificati e della cripta,
con tanto di visti di tutti gli enti
preposti. Mai una risposta. Mai un
cenno. Che fine avrà fatto quel
progetto?», si chiede ancora don
Calogero. Attualmente la cripta
non è visitabile in quanto manca
un adeguato ingresso alle
mummie. Lʼunico accesso è una
finestra sigillata di 70 X 80 cm che
si affaccia sulla via Cesare
Battisti, sotto la porta laterale
della chiesa madre. E allʼinterno
della chiesa resta visibile solo
una botola lastricata, posta sulla
navata destra della basilica. «Si
tratta di una cripta del ʻ600 –
spiega lo storico Vincenzo
Sanfilippo - in cui le condizioni
ambientali hanno consentito la
conservazione di ben 41 mummie naturali
ancora con pelle e capelli. Riposte
allʼinterno di nicchie. Diversi sono i corpi
allʼinterno di sarcofaghi antichi che devono
ancora essere ispezionati. Si tratta per lo
più di prelati, nobili e laici, ma ci sarebbe
persino qualche bambino ed il corpo di una
principessa – dice lo studioso. Corpi avvolti
da tuniche e calze, in sudari con crocifissi,
medagliette votive e addirittura cʼè chi lega
sul petto una stampa raffigurante la
Madonna del Carmelo, protettrice delle
anime del purgatorio». Tra le mani un
ramoscello di alloro, simbolo di gloria. In
questa cripta si conserva lʼunico caso di un
prelato mummificato allʼinterno di un
confessionale e portato in processione per
il paese nel 1860.
SAVOCA
Se il lifting non basta
Dopo il restauro conservate in cassette di legno
SAVOCA. Concluse le operazioni di lifting, le mummie continuano a rimanere in anguste cassette di legno nel refettorio
nel Convento dei Cappuccini di Savoca. Si attendono altri fondi per il consolidamento dellʼapparato scheletrico prima di riporle in verticale nelle apposite nicchie della cripta. Ma mancano i finanziamenti. Venticinque anni dopo il bliz ad opera di
atti vandalici perpetrati da ignoti nel 1985 che imbrattarono di
vernice verde ad olio gli abiti e i corpi, le mummie tornano a
nuova vita. Terminata la fase del restauro, recupero e pulitura
dei tessuti, ad opera della ditta Graziella Palei di Siena, in collaborazione con Patrizia La Bianca di Lecce, adesso il rischio
peggiore è che le mummie continuino a rimanere nel più
profondo degrado. I 16 corpi, in questʼultimo intervento sono
stati oggetto di una macro aspiratura, pulitura e smacchiatu-
pagina 43
ra degli abiti attraverso lʼuso di pinze, bisturi, forbici, cotone e
solventi organici senza alterare il loro stato di conservazione.
“Le mummie li abbiamo trovate in pessimo stato di conservazione – spiega la restauratrice Graziella Palei – e oggi finalmente sono state smacchiate e risistemate. Le stoffe pregiate
degli abiti e i paramenti indossati dagli antichi religiosi e uomini illustri sono ancora ben riconoscibili, ma piuttosto rovinati dallʼincuria”. Un primo intervento di recupero dei cadaveri venne fatto già nel 2005 attraverso la pratica del trattamento disinfettante in “buble tipo rentokil” da una ditta specializzata di Palermo. Le mummie furono prima tenute per 3 settimane in una camera a gas e poi oggetto del restauro, affidato
al professore Ernesto Gerace di Messina. Terminati i due interventi le mummie, sarebbero pronte per tornare nelle loro
nicchie, ma la struttura scheletrica è debole per riporle in verticale. E continuano ad essere ospitate dentro anguste cassette di legno coperte da un telo di plastica trasparente e poste al centro del refettorio del Convento dei Cappuccini.
Giu.Pist.
posterweekend
20 APRILE 2012
come... dove... quando...
venerdi' 20 aprile
TORREGROTTA.
Concerto dei Les
Spritz al Rockerilla
Pub ore 22.
CATANIA.
Guglielmo Scilla
con il suo '10 regole
per fare innamorare'
(Kowalski), scritto
insieme ad Alessia
Pelonzi. Alle ore
16.30, Feltrinelli
MUSICA
sabato 21 aprile
(Via Etnea, 285)
CATANIA. Carolina
Eyck in concerto al
Blue Brass - Ridotto
dello Spasimo. Ore
21
CATANIA. 'Un tram
che si chiama
desiderio', regia
Antonio Latella, con
Laura Marinoni,
Vinicio Marchioni,
Elisabetta Valgoi,
Giuseppe Lanino,
Annibale Pavone,
Rosario Tedesco.
Teatro
Ambasciatori ore 21
PALERMO. Chi ha
paura di Virginia
Woolf, regia di
Lorenzo Loris.
Teatro Massimo ore
21
di Cesare Natoli
PACE DEL MELA.
'Se Garibaldi
scende da cavallo'
di Maurizio Garuti,
con Vito, regia
Silvio Peroni.
Auditorium ore 21
TORREGROTTA.
Concerto dei
Demo Mode. Al
Rockerilla Pub ore 22
ANCORA UN APPUNTAMENTO con la buona musica alla Galleria Provinciale dʼArte di Messina. Nei
locali di via XXIV Maggio va in scena infatti, martedì
24 aprile alle 17, lo spettacolo“Archibugi string trio & Gaia Mattiuzzi plays Led Zeppelin”. Il concerto, inserito allʼinterno della
Rassegna di musica contemporanea “Come musica 3” – organizzata dallʼAssociazione Parthenia di Eliade Grasso – vede protagonisti, appunto i componenti dellʼArchibugi String Trio e la cantante altoatesina Gaia Mattiuzzi. Un atipico trio dʼarchi (violinovioloncello-contrabbasso) dove si fondono, in un'unica matrice
sonora, elementi provenienti dal rock, dalla musica classica, dal
jazz contemporaneo o anche dalla musica klezmer, senza tralasciare i linguaggi e i colori dell'improvvisazione. Dopo alcune originali trascrizioni dello storico gruppo dei Led Zeppelin sarà la volta di autori come Frank Zappa e Fred Frith che, con unʼoriginale
sintesi compositiva, hanno saputo coniugare l'esperienza con l'estetica colta della musica contemporanea.
MESSINA. Patrizia
Laquidara per
Messina Jazz
Meeting. Giardino
Corallo ore 21
CATANIA. Al
PalaCatania ore 21
Caparezza in
concerto.
CATANIA. Jessie
Evans ai Mercati
Generali ore 22
CATANIA.
Incontro con Fabio
Concato. Dopo 11
anni sulla sena
discografica con
lʼalbum “Tutto qua”.
Ore 17, Feltrinelli
CATANIA.
Carolina Eyck in
concerto al Blue
Brass - Ridotto
dello Spasimo. Ore
Emma e
21
CATANIA. 'Un
tram che si chiama
desiderio'. Teatro
Ambasciatori ore
21
PALERMO. Chi ha
paura di Virginia
Woolf, regia di
Lorenzo Loris.
Teatro Massimo
ore 21
CATANIA.
Francesco Fazio
di Teatro
Manomagia
insegnerà ai
bambini a
realizzare
aimaletti fatastici
e non: dai gufi di
Harry Potter ai
più teneri
cagnolini.
Feltrinelli (Via
Etnea) ore 11
CATANIA.
'Dall'Operetta al
Musical'... con:
Piera Grifasi,
Daniela
Rossello, Piero
Lupino Mercuri,
Enrico Sortino,
corpo di ballo di
11 elementi.
l’Acquasanta
Con Carmine
Marangola
la prima parte
della trilogia
degli occhiali
di Marco Olivieri
Un momento dello spettacolo
Una ferita chiamata “Diaz”
SE “ROMANZO DI una strage” affronta una ferita inferta alla giustizia come Piazza Fontana, il film “Diaz
– Donʼt Clean Up This Blood” (“Non pulite questo
sangue”) racconta la celebre irruzione poliziesca nella scuola, di
notte, in conclusione del G8 di Genova, nel 2001. Una “macelleria messicana” conclamata da atti giudiziari e che trova nel film di
Daniele Vicari un respiro cinematografico potente, in un montaggio incalzante, al servizio di una storia che emoziona e provoca
indignazione senza concessioni al prodotto tv usa e getta. In una
narrazione corale (fanno parte del cast Claudio Santamaria e Elio
Germano), ogni esile vicenda personale serve a descrivere la gratuità dellʼorrore. Una notte della democrazia evocata in modo convincente sul piano espressivo.
“Diaz – Donʼt Clean Up This Blood” di Daniele Vicari
In programma nelle multisale Iris e Uci Cinemas di Messina
danza
DI GIGI GIACOBBE
CHI SI RECHERAʼ ALLA SALA Laudamo in questo
fine settimana, dal 20 al 22 aprile, vedrà solo la prima
parte de La trilogia degli occhiali di Emma Dante,
quella titolata Acquasanta, interpretata da Carmine
Maringola, marito della Dante e artefice della scena
insieme alla moglie che firma pure costumi e regia.
Non vedrà lo spettatore Il castello della Zisa, (quello
abitato da due suorine che si muovono e si vestono
sincronicamente, spostando e tirando quattro piccole
croci tenute da corde elasticizzate, che accudiscono
un giovane catatonico giocherellando con lui con
birilli, palline, racchette, hula-op, con lʼintento di
stimolarlo, mentre lui cade e si rialza, accenna a
masturbarsi, sogna di vedere attraverso gli occhiali il
castello della Zisa abitato da draghi da sconfiggere)
convegni
Tango, festa di primavera
CATANIA. Eʼ scattata
la“Gran Fiesta de la
Primavera”. Organizzata
da Caminito Tango, con il
supporto logistico
dellʼAccademia Projecto
Tango, i numerosissimi
aficionados della
disciplina, vivranno due
settimane di pura
emozione, dal 19 al 29
aprile, a Catania, fra la
splendida cornice di
Palazzo Manganelli, le
raffinate atmosfere
dellʼHotel Royal di via
Sangiuliano, dellʼEmpire
di via Zolfatai e le
esaltanti suggestioni
dello Spazio Cromatico di
Via Ursino. Stage, eventi,
domenica 22 aprile
MESSINA. In scena alla Sala Laudamo
Rock e improvvisazione in Galleria
NUOVEVISIONI
centonove
show con le guest stars
Adrian Aragon ed Erica
Boaglio ( dal 19 al 22
aprile) e Pablo
Rodriguez e Natasha
Lewinger ( dal 23 al 29
aprile); due settimane in
cui i tanghèros,
provenienti da ogni parte
della Sicilia, avranno
modo di assaporare il
tango "condotti" da due
coppie di artisti argentini,
stars di levatura
internazionale. Sabato
21 aprile serata clou, alla
Sala Danza del Cus -,
che vedrà impegnata la
coppia Aragon - Boaglio
in uno spettacolare
“show di mezzanotte”.
musica
Arabo normanni di Sicilia
MESSINA. “L'architettura
Arabo Siculo Normanna”.
Eʼ il tema del convegno
che si terrà venerdì 20
aprile alle ore 10.30
presso la galleria d'arte
contemporanea
della provincia di
Messina. Relatore,
lʼarchitetto Carmelo
Celona che indagherà
tutti i processi storici e
culturali che hanno
determinato il dominio
normanno in Sicilia.
Verranno analizzate tutte
le espressioni artistiche
di una cultura che pur
basandosi sulla
integrazione di culture
esogene come quella
nè la terza parte, forse la più bella, che sʼintitola
Ballarini, un atto senza parole alla maniera di
Beckett, con canzoni anni ʼ60 e ʼ70, una storia
dʼamore che sprizza poesia e nostalgia,
tratteggiata da Emma Dante con fragilità e
tenerezza, ispirata alla vita della poetessa Alda
Merini.
Per Acquasanta Emma Dante ha costruito una
sorta di Macchina Celibe, forse nel segno di
Duchamp o di Picabia, ben visibile sin dallʼinizio
quando il pubblico prende posto in sala e individua
sulla scena un personaggio abbarbicato e legato
alle funi dʼuna prua dʼun barcone, quasi una polena
degli antichi galeoni, deriso e abbandonato sulla
terra ferma dai suoi compagni perché ritenuto folle.
Nel suo solipsistico delirio Maringola simula la voce
del capitano e della ciurma e racconta immaginari
salvataggi, mentre sulla sua testa pende una
bizantina, quella araba e
quella romanica del nord
europa, sia diventa
un'espressione artistica,
autoctona, singolare,
unica, di altissimo livello,
che caratterizza l'identità
della Sicilia, il suo
paesaggio e rappresenta
uno dei suoi più
importanti patrimoni
artistici e culturali.
Verranno studiate tutte le
architetture realizzate dai
Re Normanni che si
trovano distrubuite
nell'isola: da Palermo a
Monreale, da Agrigento
ad Enna, da Siracusa a
Caltanissetta, da Catania
alla provincia di Messina.
arte
Fairport, doppia data in regione
PALERMO. Il Circuito
Musicale Siciliano porta
in Sicilia la storica folk
rock band inglese dei
Fairport Convention, da
tutti conside-rata la
migliore formazione folk
rock di tutti i tempi,
unʼoccasione per
riascoltare un lungo
repertorio che dal 1967,
an-no di nascita della
band, porta a ben due
dischi celebrativi
questʼanno. I Fairport
Convention suoneranno
lunedì 23 apri-le al Dante
di Palermo e martedì 24
aprile al Cine-teatro
Odeon di Catania. La
formazione: Simon Nicol
pagina 44
voce e chitarra ritmica;
Dave Pegg basso, cori e
mandolino; Ric Sanders
violino; Chris Leslie voce
solista, violino,
mandolino, bou-zouki;
Gerry Conway batteria e
percussioni. Col 2012 i
Fairport Convention
festeggiano i 45 anni di
attività e, come hanno
detto loro stessi ai loro
fan per lo scorso
Capodanno: «Questo è
un anno speciale per noi.
È il nostro 45esimo
anniversario e il tempo
vola quando ce la si
passa bene, non è vero?
Speriamo di avervi con
noi».
Scultura di Boselli a Caltagirone
CALTAGIRONE. Eʼ
ststa collacata – sulla
prima rampa al centro
della scalinata del
Palazzo dell'Aquila – di
“Caltagirone regina dei
Monti Erei”, la scultura in
terra refrattaria di
Raffaele Boselli, alias
Pisello, donata
dall'artista alla città e
raffigurante una bellezza
greca classica (una
donna), che presenta al
mondo Caltagirone,
simboleggiata dallo
stemma civico e da uno
scorcio del centro
storico. L'opera, lunga un
metro, larga 65
centimetri e alta 85
centimetri, si regge su un
basamento in marmo
(alto 85 centimetri),
donato da Francesco Di
Nora. Boselli, nativo di
Caltagirone, ma da 50
anni residente nel
Bergamasco, ha sempre
mantenuto forti legami
con la sua cittadina
d'origine e si è già reso
protagonista di altre,
apprezzate opere donate
a Caltagirone, come la
scultura “Mortus erat et
revixit” (1986, adesso a
Palazzo ceramico) e le
quattro colonne “Acqua,
terra, fuoco e aria”
collocate nel 2008 in
piazza Bellini.
posterweekend
centonove
lunedi' 23 aprile
Teatro Turi Ferro ore
21
CATANIA. 'Un tram
che si chiama
desiderio'. Teatro
Ambasciatori ore 21
PALERMO.
Latinobalcanica
ensemble: Sonila
Kaceli, soprano; Elisa
Bonazzi,
mezzosoprano; Angela
Troilo, contralto, flauto
dolce, arpa celtica. Ai
Candelai ore 21.15
PALERMO. 'Sopra un
palazzo c'è un cane
pazzo' di Sergio
Vespertino Al Ccp
Agricantus ore 21.30
PALERMO. Chi ha
paura di Virginia Woolf,
regia di Lorenzo Loris.
Teatro Massimo ore 21
CATANIA.
Presentazio
ne del libro
'A cosa
serve
l'articolo 18'
di Luigi
Cavallaro.
Ore 18, Alla
libreria
Feltrinelli
(Via Etnea)
specie di lampadario formato da una trentina di
timer luccicanti, il cui ticchettio per lui diventa solo
il ricordo struggente del mare che aveva sempre
amato. Lʼuomo gesticola, si esprime in dialetto
napoletano, la lingua ormai adottata dalla Dante
(perché è a Napoli che le offrono da lavorare, ma
anche a Parigi ormai) e scopriremo che trattasi
dʼun mezzo mozzo, allontanato dalla ciurma e dal
capitano per il suo strano modo di essere. Per
alcuni versi somiglia a quel Pianista sullʼoceano di
Tornatore ricavato dal Novecento di Baricco,
perché dopo aver scoperto attraverso le acque
salate e benedette lʼinfinito e le stelle, lui non
sarebbe più sceso a terra dalla nave. Adesso,
quasi per una sorta di coazione a ripetere, sʼè
inventato quel giocattolo che gli pende sulla testa,
simulacro di tanti frammenti di memoria disposti
come uccellini a varie altezze, legati tuttʼintorno ad
una ruota di bicicletta. Poi per simulare procelle e
tempeste si è stretto le caviglie e i fianchi con tre
corde legate in alto ad una trave che scorrono su e
giù tramite carrucole, avendo alle estremità come
contrappeso tre piccole ancore metalliche che
assecondano i suoi movimenti con grande
dispendio energetico, dando vita per 50 minuti a
questo folle e poetico personaggio da sembrare
unʼautonoma o una marionetta. Ispira un poʼ di
pena Maringola quando finge di navigare in mare
girando fra le mani un
timone di legno o quando
grida che senza di lui la
nave sarebbe colata a
picco o quando ancora
indossando un berretto
bianco da mozzo o quello
da comandante, somiglia
ad un Cristo in croce fra
le corde e si diffondono le
note della canzone
“Indifferentemente”
Emma Dante
cantata da Mario Abate.
Lo spettacolo della Dante
è fulminante, denso dʼironia in chiusura con quel
cartello sbandierato da Maringola in cui cʼè scritto
“La mia storia dʼamore – pena - cosa da soldi” e
con alcuni spettatori che lasciano un obolo in un
cassetta di legno.
musei
Gangi, cresce la collezione di armi
GANGI. Si arricchisce la
collezione del museo delle Armi
di Gangi, lʼunico del genere in
provincia di Palermo e uno dei
pochi in Sicilia. La collezione è
esposta al secondo piano di
Palazzo Sgadari, sede del polo
museale che ospita anche la
Pinacoteca Gianbechina, il
museo archeologico e quello
etno-antropologico. Le ultime
donazioni sono arrivate, dagli
eredi del dottor Gaetano
Raimondo e dallʼingegner
Giuseppe Centineo,
questʼultima composta da 28
armi, tra fucili e pistole,
appartenute al padre
professore emerito e ingegnere
Santi Centineo. Il museo,
istituito nel 2006 grazie alla
donazione della collezione
privata di Giuseppe Franco,
custodisce 144 armi (fucili e
pistole) tra antiche (antecedenti
al 1920) e moderne. Si possono
ammirare pezzi rari come: fucili
ad avancarica a una o due
canne a pietra focaia con
decorazioni, fucile Damasco
inglese, fucile Chassepeau del
1860, spingarda ad avancarica
a pietra focaia del XVIII secolo;
ed ancora pistole ad avancarica
tipo Montecristo e da duello,
revolver anteriori al 1920. Fra i
pezzi più moderni si rilevano
fucili americani Winchester,
fucili a retrocarica Damas,
revolver Smith & Wesson,
rivoltelle e revolver Colt, pistole
Browing.
PALERMO.
Leto ridens,
opere a
piacere.
Curatori:
Tiziana
Pantaleo.
Spazio
Canatella
(Via
Papireto,
10)
martedi' 24 aprile
CAPO
DʼORLANDO.
Note… Note, Sotto le
stelle', recital
dall'opera
all'operetta, con
Daniela Rossello,
Massimiliano
Drapello, Dario Conti
e Tiziana Cantarella,
regia Salvo Sposito.
Al CineTeatro Rosso
20 APRILE 2012
mercoledi' 25 aprile
di San Secondo alle
ore 21
TORREGROTTA.
Presso il Rockerilla
Pub alle ore 22 The
Peek-a-Boos in
concerto.
CATANIA. Concerto
Pilar canta dal vivo.
Ore 18, presso la
Feltrinelli (Via Etnea,
285 - Ct)
MESSINA.
Marta sui tubi
in concerto.
Giardino
Corallo. Ore 21
PALERMO.
Ultimo giorno
per la mostra
'Artedonna.
Cento anni
d'arte
femminile in
MESSINA
giovedi' 26 aprile
Sicilia 18501950. 170
dipinti di 33
artiste lungo un
secolo vitale
come quello
intercorso tra il
1850 e il
secondo dopo
guerra. Reale
Albergo delle
Povere
PACE DEL MELA.
Presso l'Auditorium
Comunale alle ore 21
'Il Gallo', di Tullio
Kezich, con Enrico
Guarneri e Manuela
Villa, regia Guglielmo
Ferro.
CATANIA. Maurizio
Battista presenta
'Sempre più convinto'.
Teatro Ambasciatori
ore 21
CATANIA.
Presentazione del
libro di Franco Ricordi
'Shakespeare filosofo
dell'essere' (Mimesis).
Ore 18, Feltrinelli
(V.Etnea)
PALERMO. Teatro
Politeama ore 21
Fiorella Mannoia in
concerto
DE GUSTIBUS di Massimo Lanza
Parisi, magica zampogna
L’anima popolare del polistrumentista
“sposa“ l’orchestra del Vittorio
MESSINA. Un concerto unico nel suo genere, in cui per
la prima volta si fondono lʼanima popolare della zampogna e quella colta dellʼOrchestra sinfonica del Teatro Vittorio Emanuele di Messina. Ad idearlo, il musicista e polistrumentista messinese Giancarlo Parisi che con “Concerto N. 1. Per zampogna a paro cromatica e orchestra”,
domenica 22 aprile, alle ore 21, apre la serata dedicata
alle musiche di compositori siciliani contemporanei, organizzata dallʼEnte Teatro di Messina. E lo fa proponendo al pubblico il più importante strumento aerofono dellʼarea calabro-sicula, da sempre legato alla tradizione pastorale, ma in veste totalmente diversa. Parisi, che vanta prestigiose collaborazioni (dalla Pfm a De Andrè fino
allʼex batterista dei Police, Stewart Copeland, per citarne
alcune), ha infatti realizzato e brevettato un modello di
“zampogna a paro cromatica”, in grado di raggiungere linguaggi e possibilità musicali finora inimmaginabili. «Ho
sentito lʼesigenza di potenziare uno strumento che gode
di notevoli risorse per poterlo usare anche in contesti diversi da quelli popolari e folk – spiega – Ci lavoro da una
ventina dʼanni. Sono partito dalla zampogna tradizionale
“diatonica” che suona unicamente in scala maggiore e ho
pensato di modificarla, inserendo più chiavi, affinchè potesse spaziare tra varie tonalità. Eʼ come se avessi aggiunto i tasti neri del pianoforte sulla mia zampogna». Il concerto,
di cui Parisi è autore di tutte le
partiture, si contraddistingue
per originalità e ricercatezza.
La zampogna si inserisce infatti in composizioni moderne, arGiancarlo Parisi
ricchita dalla forza esplosiva di
trombe e tromboni e dalla musica colta di archi, legni, ottoni e percussioni suonati dallʼOrchestra sinfonica del Vittorio Emanuele, diretta dal
maestro Michele Amoroso. «Ritengo che il suono della
zampogna sia molto moderno. Il risultato che viene fuori
da questo insolito abbinamento è dunque, secondo me,
molto contemporaneo. Sono curioso di sapere – conclude Parisi – quale sarà la reazione del pubblico. Spero che
possa suscitare interesse e dare alla zampogna una maggiore visibilità». Ma la serata di domenica continua con il
concerto “Ricorrenze”, del musicista e compositore catanese Nino Nicolosi. «Le mie composizioni nascono dal
bisogno di utilizzare piccoli frammenti di antichi canti siciliani. Naturalmente questi vengono manipolati a tal punto da rendere irriconoscibile la loro origine e proposti in
una ricorrenza di stilemi,modi,armonie che tornano su se
stesse». Chiude la serata la Suite del compositore, pianista e regista dʼopera catanese, Matteo Musumeci, che
raccoglie i momenti più significativi della sua opera in due
atti, “Aitna”. Dopo aver debuttato nel 2005 al Teatro Nazionale della Moravia-Slesia di Ostrava in Repubblica Ceca, lʼopera che ha raggiunto un successo di pubblico e
critica, è stata insignita del Premio Internazionale Csna
2009 per la Musica “per aver portato la sicilianità nel mondo attraverso lʼopera lirica”. (foto di Charley Fazio)
Chiara Miccoli
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Sale art Cafè, cultura e moda a tavola
IL LOCALE DI ANDREA GRAZIANO, in pieno centro storico
a Catania, è tutto tranne che il classico ristorante a cui siamo
abituati, anche se ovviamente si tratta sempre di un posto di
quelli dove si mangia bene e si beve benissimo. Più che un ristorante si tratta quindi di un locale polifunzionale dove vengono proposti eventi culturali, modaioli, musicali in stretto connubio con il cibo ed il vino. La cucina ambiziosa è perlopiù territoriale ma senza per questo farsi intimidire, anzi grazie ad unʼelevata tecnica riesce a coniugare al meglio modernità e sicilianità. Piatti come il succulento filetto di cavallo con cheeseburger dello stesso animale e pomodorini di Pachinoo la Norma
“fuori dalla Norma”, sono diventati un classico ormai richiesto
anche dai tanti clienti che arrivano qui da oltre lo Stretto attirati
dalla fama del locale. Abbinamenti come la ricciola allʼaglio rosso di Nubia con crema di finocchietto e tortino di patate “nivuru cu nivuru” che potrebbero sembrare azzardati si rivelano invece azzeccati e quello che più conta godibilissimi al palato. Ma
anche il design fa capolino nella cucina di Andrea tanto che maltagliati al ragù di maiale nero dei Nebrodi e i ravioli neri alla ricotta con lo stesso condimento vengono serviti in un piatto progettato apposta e realizzato manualmente pezzo per pezzo. Da
non perdere la gran Degustazione di 10 Formaggi Siciliani a
Latte Crudo in abbinamento con buonissime marmellate di prodotte in casa, mieli e frutta secca, notevole anche la degustazione di salumi di maialino nero dei nebrodi. Tra i dolci segnaliamo il tortino caldo al Cioccolato preparato con Fondente al
80% servito con gelato artigianale preparato in casa al Pistacchio. Carta dei vini ben fatta e ricca di centinaia di centinaia di
etichette, con le migliori etichette italiane ma anche tanta roba
francese e una curatissima selezione di etichette siciliane.
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SICILIA DA ASSAGGIARE!
Alalunga con la cipollata
PREPARAZIONE TIPICA DELLA CUCINA MESSINESE,
somigliante al tonno a cipollata che ritroviamo in altre parti della Sicilia. Lʼalalunga appartiene alla stessa famiglia del
tonno rosso, da cui si differenzia per le dimensioni più piccole, dalla pinna pettorale e per il colore della carne. Un
piatto sicuramente da gustare.
Ingredienti: 800 g di alalunga, 4 cipolle di Giarratana, alcune foglie di menta, farina, un bicchiere di vino bianco,
aceto bianco, olio extravergine dʼoliva, sale
Procedimento: Tagliare il pesce a dadini, sciacquare con
acqua salata e lasciare asciugare. Infarinare leggermente e friggere in abbondante olio fino alla cottura completa e salare.
Nel frattanto pulire e affettare le cipolle e farle indorare
nellʼolio con alcune foglie di menta.Quindi sfumare con il
vino e versare lʼaceto. Disporre il pesce su un piatto di
portata ricoprendolo con le cipolle.
Aggiungere infine qualche fogliolina di
menta fresca.
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20 APRILE 2012
ATTUALITA’
MESSINA DRASTICA di Fabio Amato
HERITAGE
Monti fermi la catena di suicidi:
credito alle imprese e al Sud
Altro che Hollywood
MESSINA. Ho visto cose
fantastiche, trascendentali,
irreali! L'altro giorno ho visto un
vigile urbano che fermava le macchine
nelle rotatorie e faceva passare quelle che
provenivano da destra!? Ho visto una
mamma alta 1.50 con tacco 15 che
mentre parlava al suo i-Phone con falsi
swarosky entrava dentro la scuola di suo
figlio con tutto il suv per prenderlo dentro
la classe. Ho visto cittadini che facevano
la raccolta differenziata buttando la
spazzatura direttamente dalla macchina
nelle varie piazze della città... la plastica a
piazza del popolo, il vetro a piazza
Castronovo, la carta a piazza Cairoli, il
resto a mare. Ma per strada non nei
cassonetti! Ho visto motorini scorrazzare
sulle piste ciclabili, investendo le biciclette
che passavano o i pedoni che
passeggiavano, insultandoli, ed ho visto
auto blu o di servizio passare sulle
rotatorie del tram per evitare la fila! Ho
visto autisti di autobus di linea, che
fermavano l'autobus in seconda fila,
scendevano, facevano la spesa,
prendevano il figlio a scuola, una partitella
a carte con gli amici, un caffe' e poi
ripartivano! Ho visto macchine
posteggiate nei posti riservati agli invalidi,
nei passi carrai, sui marciapiedi, chiudere
la macchina ed andare via! Ho visto
ambulanze a forma di elicottero "volare"
tra le vie cittadine per raggiungere
l'ospedale più vicino. Ho visto signore
elegantissime giocare a basket dentro le
loro macchine, super-accessiorate,
lanciando la busta della spazzatura
direttamente dalla macchina ed
incazzandosi se sbagliavano , o se
colpivano i passanti increduli .Ho visto
cittadini che invece di comprare le piante
nei negozi , sradicavano quelle delle aiuole
della citta' . E se le portavano a casa .Ho
visto cittadini buttare sotto casa frigoriferi,
cucine, materassi, mobili, suppelletili varie,
dicendo che lo facevano per i senzatetto.
Ho visto motorini trasformati in roulotte o
camper con angolo cottura e bagno
trasportare famiglie di 4 persone, tutte
senza casco ma abbracciati e felici! E poi
dicono che a Messina si vive male, che ci
sono problemi, qui tutto è bello e
fantastico! Altro che Hollywood!!!
ECOLOGIA E AMBIENTE
di Giovanni Frazzica
centonove
A Giostra va in scena
la memoria
DI SERGIO BERTOLAMI
IL 17 DICEMBRE 2010 un giovane venditore ambulante,
Mohamed Bouazizi, si è dato fuoco per protestare contro le
umiliazioni subite dalle autorità tunisine, il carovita e la
disoccupazione. Quel gesto ha innescato un moto di protesta
popolare immediata da cui è scaturita una potente corrente
rivoluzionaria che ha attraversato tutti i regimi dei Nord Africa
e del Medio Oriente che è stata definita “primavera araba”. Un
fenomeno che ha già fatto cadere tre regimi (Tunisia, Egitto e Libia) e che ha
attivato una rivoluzione in Siria. In Italia, per la crisi economica, si sono
registrati ben 23 suicidi nel 2012. Secondo quanto emerge dal Secondo
rapporto Eures questa crisi ha i suoi effetti non solo sui disoccupati, ma
anche fra imprenditori e lavoratori autonomi, confermando che esiste una
precisa correlazione tra il rischio suicidio e ciò che avviene nel tessuto
sociale del Paese. Anche se nessuno ha voluto dar seguito al delirante
intervento di Antonio Di Pietro alla Camera che ha cercato di far pesare sulla
coscienza di Mario Monti (in carica dal 16 Novembre 2011) tutti gli ultimi
suicidi, il problema indubbiamente si pone. Gli italiani che hanno pagato,
stanno pagando e si preparano a pagare ancora per un debito pubblico e per
una crisi economica internazionale, di cui non si sentono affatto responsabili,
ma di cui si stanno comunque facendo carico per salvare lʼUnioner Europea,
lʼEuro e lʼItalia vorrebbero tuttavia incominciare a vedere la luce in fondo al
tunnel. La Fornero, che, sperando forse di diventare la Thatcher italiana, sta
facendo il mastino del Governo Monti, non aiuta molto a creare quelle
condizioni di dialogo che potrebbero meglio far sopportare alla gente un
lungo percorso di sacrifici. Frasi del tipo “chi non si laurea entro i 27 anni è
uno sfigato” o “noi piemontesi siamo abituati a lavorare” appaiono degne di
Borghezio.
Ne la sortita di Monti sul suo consenso superiore a quello dei partiti sarà
certamente piaciuta al Presidente Napolitano che, probabilmente, da questo
governo si aspettava qualcosa di più, soprattutto in termini di sviluppo e di
occupazione, che doveva realizzarsi in contemporanea alle manovre di
risanamento dei conti. Invece si è fatta solo tanta ragioneria, per cui, finito lo
stordimento iniziale, la gente incomincia a chiedersi il senso di questo sforzo
straordinario che impegna forze politiche, sindacati e cittadini e che non
produce risultati che vedano al di là del contenimento dello spread. Non si è
vista lʼequità, ne si sono visti tassati i grandi patrimoni, ne si sono ridotti i
privilegi dei parlamentari e degli alti burocrati, ma la cosa più urgente da fare è
fare arrivare liquidità alle imprese, perché altrimenti lʼItalia muore, sul serio.
Con i partiti che, anche a causa degli ultimi scandali di Lusi e Belsito, avevano
ridotto significativamente il loro strapotere, ci potrebbe ancora essere la
preziosa opportunità di realizzare importanti riforme. Considerato che il
governo precedente era a trazione leghista ed avendo scoperto, dalle recenti
biografie della nomenclatura di quel movimento, rese note impietosamente
dalla stampa, di quanto povera di cultura fosse quella classe dirigente,
sarebbe giusto richiedere a questo Governo, oltre ad unʼopera di rivalutazione
morale dellʼintero Mezzogiorno, perché gratuita e discriminante fu lʼattività da
essi svolta e finalizzata a dirottare le pubbliche risorse verso quei territori che
essi definiscono “Padania”. A tal proposito anche una cospicua canalizzazione
di investimenti al Sud, compensativa delle somme di cui ci hanno privato per
anni, insultandoci come fannulloni e mafiosi (ci hanno, rubato perfino i fondi
Fas per pagarsi le quote latte) sarebbe gradita.
MESSINA. Il progetto di architettura è uno strumento
complesso di dialogo sociale. Nasce dalla
volontà di instaurare un reciproco rapporto
fra chi traccia il segno e chi fruisce lo spazio che ne scaturirà. Uno scambio di sensazioni. Anche quando si tratta di un paesaggio urbano senza qualità, come lʼarea
occupata prima del 2006 dalla baraccopoli che attorniava le “ex Case Volano”. Oggi
è un fondale di edifici popolari: stesso degrado e panni dispiegati al vento. Da una
superficie infossata rispetto al piano del viale Giostra lo IACP realizzerà un parco a servizio del quartiere e della città. Un progetto
di verde urbano, ma anche un intervento di
conservazione e restauro delle preesistenze. Caterina Sartori la soluzione lʼha trovata tanto in biblioteca quanto nel suo background di architetto paesaggista, con un
occhio ai parigini Michel Desvigne e Christine Dalnoky. Lʼinterpretazione di uno
sbiadito passato dei luoghi le ha permesso
di conferire un originale valore figurativo alla riqualificazione del contesto. Perché «il
progetto del paesaggio non si definisce come arte dellʼimmaginazione, della creazione, ma della reminiscenza» (Manuel Delluc). Lo spunto di progetto nasce dalla rappresentazione scenica del luogo, una
“proiezione immaginifica”, una “reinvenzione” di oggetti reali: lʼantico assetto della
settecentesca Villa De Gregorio ed uno
svettante Ficus magnolioides che darà nome al parco. Ecco sovrapporre una griglia
progettuale, che attraverso l'orientamento
dei suoi assi, si rapporta con gli edifici al
contorno. La suddivisione, già raffigurata
nel piano Borzì, si richiama all'architettura
“colta” che Filippo Juvarra propose per il
settecentesco ridisegno di Messina. Riemergerà così, come fosse uno scavo archeologico, un giardino barocco “della memoria” – tagliato, spezzato, violato dal tempo – richiamato dal giardino “del torrente”,
che dalla memoria trarrà suggerimenti per
comunicare messaggi alla città dal presente.
[email protected]
di Anna Giordano
Gli incivili e lo Stretto
LA CITTAʼ, QUELLE POCHE volte che lʼaffronto, mi fa
desiderare sempre più i monti, ahimè però invasi da incivili di ogni genere. Il lunedì di Pasqua, nonostante il maltempo, ha lasciato tracce ovunque dellʼanimale uomo che
a casa sua tiene tutto pulito e in ordine, mentre fuori dallʼuscio di casa realizza discariche a cielo aperto. Uno dei
posti in cui facciamo osservazioni proprio a ridosso della
città, che era già una mezza discarica, adesso è nettamente peggiorato. Non ci si può neanche più appoggiare
al muretto che costeggia la strada. Danesi, spagnoli, inglesi, tedeschi, faticheranno a capire la nostra pessima
mentalità. E nessuno vede, nessuno si ferma a protestare. Percorro la noviziato casazza, strada provinciale, una
gruviera, e vedo che gli sbancamenti sopra il torrente por-
talegni sono peggiorati notevolmente.
Chiunque osi parlare di fatalità alla prossima alluvione, per favore, che venga
fatto tacere. Sorvolo sulla non gestione
del bene pubblico, avrei tantissimo da dire, e sul peggioramento giorno dopo
giorno delle strade di qualunque ente, in
primis Anas, lʼimportante però è far credere che il ponte
salverà questa terra.
Mentre resistiamo al vento di maestrale furibondo, semi
congelati, in attesa che arrivino i falchi vedo la città lontana e penso a quanto sia sfortunata nellʼavere cecità amministrativa costante, con pochissime e rarissime eccezioni. Arrivano poiane, i primi lodolai, passano i rari grillai, i gheppi con i quali si confondono e solo esperti possono distinguere gli uni dagli altri. Falchi di palude passano con il gozzo pieno, vuol dire che lungo il volo si sono fermati a cacciare, con successo, e hanno recupera-
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to le energie perdute per il lungo tragitto che ancora li attende. La bellissima e rarissima albanella pallida si fa ammirare in tutto il suo splendore, nonostante i binocoli tremino per il vento. A chi dice che gli uccelli non sbatterebbero con il ponte, in questo momento gli metterei le ali e
li farei volare e vedrei quanta fatica dovrebbero fare per
evitare gli ostacoli che già ci sono per causa nostra. Chissà quanti di questi sostenitori di questa assurdità andrebbero a sbattere con le linee elettriche, o lo stesso pilone di faro, o altri ostacoli posti lungo la rotta. Nessuno
ha il diritto di decretare la morte di chi da sempre utilizza
lo Stretto di Messina per andare e venire dallʼAfrica, animali coraggiosi e temerari che sfidano ogni giorno la fatica e le intemperie per poter perpetrare la specie. Arriva
unʼaquila anatraia minore. Oscar, spagnolo che ha girato mezzo mondo per studiare i rapaci, esulta. Mai vista
prima. Questo è lo Stretto e la sua magia, nonostante gli
incivili che ci abitano.
centonove
poster...commenti
20 APRILE 2012
BUONE NOTIZIE di Daniele Macris
ELIODORO
Identità greca a Messina, tappe forzate verso il recupero
Vandali e sperperi
MESSINA. È bello vedere una
comunità che si organizza e si
espande con iniziative di spessore
per recuperare e dare nuovo
smalto ad una presenza storica sul
nostro territorio che data da ben più
di due millenni. È il caso della
Comunità Ellenica dello Stretto,
che dagli inizi di febbraio di
questʼanno, cioè da quando si è
celebrata, il 5, la festa della
Vassilopita, in una sala del cinema
Apollo, con larga partecipazione di
Greci e filelleni, procede a pieno
ritmo la sua attività trovando
sempre nuovi punti di forza per
lʼidentità greca di Messina.
Proprio in febbraio, ha incontrato,
infatti, lʼapprovazione del Consiglio
provinciale di Messina la delibera
n. 44, che definisce il territorio della
città come “comune di minoranza
greca”, decisione che permetterà di
mettere in moto una serie di
iniziative di notevole impatto
culturale e sociale. Sarà possibile,
così, attivare, presso il Comune un
ufficio per la minoranza greca, che
dovrà avere rapporti con la
Presidenza del Consiglio dei
Ministri per lʼattuazione della legge
482/99 sul territorio del comune di
Messina, e consentirà di svolgere
corsi di lingua, cultura, tradizioni
greche, nonché di formazione
professionale per gli sportellisti
linguistici e di aggiornamento per la
pubblica amministrazione, col
coinvolgimento di esperti del
settore e della stessa Comunità
ellenica.
Ma la Comunità, si muove già da
tempo con autonome iniziative.
Durante la ”Notte della Cultura”,
per esempio, lʼidentità greca di
Messina è stata posta in rilievo da
una tavola rotonda, svoltasi al liceo
“Maurolico”, cui hanno preso parte
Nino Sarica, Giuseppe Ruggeri,
Maria Grazia Spadaro, Daniela
Bombara, Andrea Noto, Daniele
Macris, Giovanni Molonia, Carmelo
Micalizzi: nel corso della serata, la
famiglia Trombetta-Stathopoulos,
ha esposto le corone nuziali di
famiglia degli anni Dieci e anche
antiche icone familiari.
A marzo, poi, sempre a Messina, si
è svolta lʼultima riunione operativa
in vista di un avvenimento epocale,
quello della mostra delle icone
greche della chiesa di S. Nicola dei
Greci, in programma al teatro
Vittorio Emanuele, dalla prima
metà di giugno alla metà di agosto:
saranno esposte le 42 splendide
icone della chiesa di via Garibaldi,
non più ricostruita dopo il terremoto
del 1908, insieme con altre dieci
pregevoli icone del Museo di
Messina e ai preziosi manoscritti
del Fondo del SS. Salvatore della
Biblioteca regionale. La mostra
sarà accompagnata da un catalogo
storico-illustrativo, alla cui stesura
hanno partecipato circa una
dozzina di specialisti: è singolare
come, finora, gli accademici
messinesi non si siano curati di
questo fondamentale aspetto della
storia cittadina. Almeno in questo
caso, invece, la politica (in
particolare lʼon. regionale Giovanni
Ardizzone), ha svolto un importante
ruolo. Negli stessi giorni, certo non
a caso, durante lʼordinazione
episcopale di mons. Gangemi, è
stato suggestivo sentir risuonare in
Duomo il canto del Vangelo in
greco e certo gradito allʼintera
Comunità il fatto che lo stesso
presule abbia sottolineato
lʼimportanza dellʼelemento greco e
dellʼArchimandritato nella storia
della Chiesa messinese.
E tra le realizzazioni dellʼintera
Comunità Ellenica dello Stretto e in
particolare del suo presidente
Carmelo Micalizzi, non manca
nemmeno un giornale, dato che,
proprio in occasione della festa
nazionale greca del 25 marzo, è
uscito, a testimoniare il
radicamento dellʼelemento greco a
Messina e nellʼarea dello Stretto, il
primo numero del periodico
trilingue (italiano, greco, greco di
Calabria) “O Gialòs”.
Ma non è tutto. È notizia di pochi
giorni fa la concessione al rito
bizantino greco-cattolico, da parte
dellʼArcivescovo di Messina, della
chiesa dei SS. Cosma e Damiano,
atto di notevole importanza e di
sensibilità pastorale, storica e
culturale: la chiesa dei SS. Cosma
e Damiano, in origine di rito greco,
poi latina, da circa ventʼanni non
officiata, tornerà così al rito greco,
sotto la cura di papàs Antonio
Cucinotta. Lʼintervento munifico di
un benefattore greco, il dott.
Panajotis Kouridis, farmacista di
Salonicco, già studente a Messina
negli anni Settanta, permetterà
anche di erigere sul luogo dove
sorgeva la vecchia chiesa di S.
Nicola, unʼedicola votiva: anche in
questo caso, la politica ha fatto la
sua parte e lʼassessore Amata,
accogliendo la proposta della
comunità greca, ha attivato lʼiter per
consentire il collocamento
dellʼopera di fede, devozione ed
abbellimento, affiancata da un
pannello illustrativo trilingue, sulla
via Garibaldi, nella villetta accanto
al Nettuno; si prevede la cerimonia
di consegna ai primi di agosto.
ANIMAL HOUSE di Roberto Salzano
Mattatoi improvvisati
MESSINA. IIl fiume della paura. No, non il film thriller
del 1994 interpretato da Meryl Streep. In questo caso le
atmosfere si avvicinano molto di più al genere horror. A
ridosso delle festività pasquali, sulle rive del Savone,
nel Casertano, sono intervenuti i Carabinieri di
Carinola, coadiuvati dal personale dellʼAsl di Teano.
Una scena macabra si è presentata davanti ai loro
occhi: nove agnelli uccisi, scuoiati e appesi ai rami di un
grande albero secolare, mentre le loro pelli, che
successivamente sarebbero state lavorate, stavano ad
asciugare su una rete non lontana. Tuttʼintorno i militari
hanno trovato le interiora degli animali martoriati ed
enormi pozze di sangue. Il terreno era di proprietà di un
allevatore cinquantaseienne, che, privo di qualsiasi
autorizzazione a macellare, aveva comunque pensato
di trasformare il luogo in un macello
abusivo. Il mattatoio clandestino doveva
fruttargli un bel poʼ di denaro in vista della
Pasqua, visto che molte delle sue vittime
erano già state prenotate al prezzo di
4,50 euro al kg, ma gli è valso
lʼimmediata denuncia. La carne che stava per mettere
in commercio era pericolosa per la saluta pubblica: il
personale veterinario, data la presenza di mosche che
avevano già deposto le uova, ha potuto stabilire che le
carcasse stavano lì da alcune ore, tenute in un pessimo
stato di conservazione. Il pranzo di Pasqua è passato
da qualche tempo, ma certe storie conviene non
lasciarsele alle spalle e ricordarle il più a lungo a
possibile. È ancora una volta la storia dellʼuomo che,
accecato dalla possibilità di fare soldi, trucida senza
farsi troppi scrupoli le creature più deboli e raggira gli
altri consapevole dei rischi a cui li espone.
pagina 47
CATANIA. Una ex caserma
ormai abbandonata da
quasi due anni viene
vandalizzata giorno dopo
giorno. La Provincia
preferisce pagare 18.000
euro al mese di affitto per
una palazzina di un famoso
cavaliere
piuttosto che ristrutturare
quell'immobile di proprietà e
trasferire
la Polizia provinciale o altri
uffici perchè ai dipendenti il
quartiere periferico di Zia
Lisa non piace.
Il Comune di Catania,
invece, non ha 200.000 euro
per ristrutturare un
plesso scolastico nel
quartiere a rischio di San
Giovanni Galermo.
L'edifico è stato destinato al
commissariato di polizia, ma
da cinque anni è chiuso da un
catenaccio, che non
impedisce ai malintenzionati
di rubare tutto ciò che ha
valore. Più tempo passa e più
alta sarà la cifra necessaria
per il recupero della stuttura.
Però Comune e Provincia si
vantano di fare buona
amministrazione
perchè hanno ridotto gli
sprechi.
150 PAROLE DA PALERMO
Ciao, Wangari
DOPODOMANI, IN 192 nazioni, sarà celebrato lʼEarth Day,
il Giorno della Terra. Wangari Maathai, Nobel per la Pace
nel 2004 per la sua azione congiunta a difesa dellʼambiente e a tutela della democrazia e dei diritti delle donne, alla
Terra ha tentato di restituire il suo Paradiso. Con un gesto
semplice: faceva crescere gli alberi. Nel 1977 ha fondato il
Green Belt Movement (Movimento per la Cintura verde), che
ha piantato 40 milioni di alberi per combattere la desertificazione nel suo paese, il Kenya e in altri stati africani. “Ho
sempre creduto che non importa quanto sia scuro il cielo:
cʼè sempre un poʼ di rosa allʼorizzonte ed è quello che dobbiamo cercare” – ha scritto Wangari. Che ci ha lasciati lʼanno scorso. “Arokoma kuuraga: che tu possa dormire là dove piove” – questo lʼaugurio dei kenyoti a un defunto. Che
tu possa riposare in un Paradiso verde, intriso di fresca rugiada.
Maria DʼAsaro
ANTIBUDDACI di Dino Calderone
I tesori di Giampilieri
MESSINA. Ci sono tanti modi per ricordare le vittime
dell'alluvione del 1 ottobre 2009, uno dei più originali,
ma non per questo meno impegnato e serio, è la
pubblicazione di uno splendido libro dal titolo “I tesori di
Giampilieri”, curato da Luigi Giacobbe per l'editore di Nicolò e
promosso dalla Camera di Commercio. Un libro splendido
per molte ragioni che qui si possono solo accennare.
Innanzitutto c'è da dire che grazie a questo volume
Giampilieri, noto finora soprattutto a livello nazionale per la
gravissima catastrofe ambientale di due anni e mezzo fa, può
diventare un richiamo culturale positivo per i tanti (anche non
pochi messinesi!) che ignorano le preziose testimonianze
artistiche e civili di questo villaggio. Le diverse sezioni sono
affidate a singoli studiosi che offrono un grande contributo di
conoscenze su una miriade di aspetti e dettagli che sfuggono
per lo più allʼosservatore profano (quante volte entriamo in
una chiesa senza saper “vedere” nulla?): architettura di
Giuseppe Giccone, marmi di Annalisa Raffa, pittura di Luigi
Giacobbe, scultura e intaglio di Virginia Buda, argenti di
Grazia Musolino, Tessuti di Stefania Lanuzza. Lʼapparato
critico è notevole, la scelta iconografica impeccabile. Un
testo che aiuta ad amare e a non dimenticare i centri più
piccoli del messinese e che può stimolare la politica locale a
ritrovare nella bellezza lo slancio ideale che ha perso da
tempo.
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LA SALA IBRIDA DEL PRESIDIO OSPEDALIERO “PAPARDO”
FIORE ALL'OCCHIELLO DELLA RADIOLOGIA INTERVENTISTICA
MESSINA. La radiologia interventistica (RI) è
una branca della radiologia medica ad altissimo contenuto tecnologico, che si occupa della
gestione mini-invasiva di problematiche cliniche. Rappresenta il connubio tra la diagnostica
strumentale e l’attività clinico-chirurgica comprendendo tutte le procedure invasive o miniinvasive diagnostiche e terapeutiche effettuate
dal Radiologo, mediante la guida e il controllo
delle metodiche radiologiche Eco-TcAngiografia. Va differenziata in RI vascolare e
extra-vascolare.
La cosiddetta "chirurgia endovascolare" coincide sostanzialmente con la Radiologia interventistica vascolare.
La Radiologia interventistica è una disciplina caratterizzata da un'attenzione clinica sempre
maggiore nei confronti dei pazienti; Il medico
Radiologo Interventista è un medico specialista
capace dunque di garantire non solo procedure mini invasive ma di seguire il paziente nel periodo pre-operatorio e nel follow up post operatorio,attraverso ambulatori dedicati.
E' in tutto e per tutto una Sala operatoria al cui
interno è istallata una apparecchiatura angiografica di ultimissima generazione, con tecniche di acquisizione rotazionale e 3D per la navigazione endovascolare.
L'utilizzo della Sala Ibrida trova la massima
espressione lavorativa nelle procedure di Interventistica Radiologica combinata con altre specialistiche vedi Cardiochirurgia e Chirurgia Vascolare nel trattamento della patologia Aortica
sovra e sotto diaframmatica sia in elezione che
in Urgenza.
Campi di utilizzo quotidiani della Sala Ibrida:
Patologia vascolare aterosclerotica, Salvataggio d'arto (ischemia critica arti inferiori ), Piede
Diabetico (Rivascolarizzazioni distali estreme),
Urgenze vascolari nei traumi chiusi del Torace
e dell'Addome, Embolizzazioni MAV, Trattamenti Oncologici, Drenaggi Biliari, Drenaggi,
Raccolte Fluide addominali e Toraciche, Patologia Stenosante Intestinale, Scleroterapia Varicocele Maschile e Femminile, Disostruzioni tubariche, Neuro-radiologia Diagnostica ed In-
Gli svantaggi della RI sono sostanzialmente riconducibili a:
•Necessità frequente dell'uso di metodiche a
raggi X per la guida e il controllo delle procedure,
con
esposizione al
paziente e in
parte all'operatore.
•Uso di mezzo
di contrasto intra-arterioso o
intra-venoso.
ATTUALMENTE L'ATTIVITA'
E' SVOLTA DAI
D O T T O R I
GIAMPIERO
MASTROENI,
GIUSEPPE NANIA, ANTONGIULIO LUCIANI, CHE FANNO
PARTE DELLA STSUTTURA DI ALTA SPECIALITA
DIAGNOSTICA DIRETTA DAL DOTTOR
GIOACCHINO BOSURGI. CON LORO COLLABORANO GLI INFERMIERI LETTERIA MICALI E ANTONINO TRINO. PROFESSIONALITA E
COMPETENZA DELL’EQUIPE SONO ALTAMENTE CERTIFICATE.
Per informazioni e quesiti è attivo il seguente
indirizzo di posta elettronica:
[email protected]
Da novembre 2011 l'Aor Papardo Piemonte è
dotato di una Sala Ibrida, espressione massima
terventistica, Patologia traumatica della Colonna Vertebrale ( Vertebroplastica).
dell'aggiornamento tecnologico in ambito di Radiologia Interventistica, inserita nel blocco operatorio al 5° piano del P.O. Papardo.
Tra i vantaggi della Radiologia Interventistica
•Nel 90% dei casi viene eseguita in anestesia
locale.
•Richiede tempi di ricovero estremamente brevi e in alcuni casi può essere effettuata anche in
regime ambulatoriale, abbattendo i costi di degenza.
•Le tecniche di RI sono considerate mini-invasive in quanto in più del 90% dei casi vengono
eseguite per via percutanea, senza necessità
quindi di tomia, ovvero di esposizione chirurgica dell'organo da trattare.
•I rischi della metodica, rispetto alla chirurgia,
sono decisamente inferiori e, in buona parte dei
casi, trascurabili.
•In alcuni casi può essere ripetuto in caso di recidiva della patologia (ad es. bilioplastica, ureteroplastica, angioplastica).
•Non impedisce l'eventuale correzione chirurgica.
CENNI STORICI
La RI ha subìto e subisce tuttora un travolgente sviluppo e una rapida evoluzione grazie soprattutto alla tecnologia e alla disponibilità di materiali
sempre più sofisticati e dedicati.
Per eseguire uno studio angiografico terapeutico
attualmente l'accesso più frequente è da sempre
la puntura dell'arteria femorale, secondo la tecnica di Seldinger da lui ideata negli anni '50.
Nel 1964, il dr.Charles Dotter per la prima volta
trattò in modo fortuito una stenosi dell'arteria iliaca semplicemente passandovi dei cateteri progressivamente più grandi per eseguire
un'angiografia
La RI si è affiancata alle tecniche di chirurgia
tradizionale e
frequentemente negli ultimi
anni, in sinergia con i Chirurghi Vascolari, Cardiochirurghi e Neurochirurghi sono state eseguite patologie sempre più
complesse e di difficile approccio.
AZIENDA OSPEDALIERA OSPEDALI RIUNITI PAPARDO-PIEMONTE - MESSINA - TEL.090.3991
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Centonove numero 15-2012