ANNO XIX N. 15 20 APRILE 2012 EURO 1,50 Messina, i furbetti del catasto Raccolta fondi per il venditore di rose bastonato in pieno centro PAG. 22 I proprietari degli immobili mai dichiarati all’Agenzia PAG. 17 Nautica, Aicon verso il fallimento centonove Lino Siclari Muhammad Nassar Aggressione ad Alì, pioggia di solidarietà Irregolarità contabili del gruppo di Giammoro PAG. 29 Settimanale di Politica, Cultura, Economia SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE A REGIME SOVVENZIONATO 45% (ME) Umberto Maugeri, Gianfranco Miccichè e Raffaele Lombardo in una elaborazione fotografica L’INCHIESTA DUE FONDAZIONI CHIAMATE A RISOLLEVARE LE SORTI DEL SISTEMA SANITARIO NON CI SONO RIUSCITE, MA LA REGIONE CONTINUA A PAGARLE IL DOPPIO. GRAZIE A QUESTE RELAZIONI PERICOLOSE Sua sanità Maugeri 20 APRILE 2012 il punto centonove EDIT Un gambero al governo PER 400 MILIONI di risparmi annunciati ce ne sono altri 400 impegnati per la sottoscrizione di un nuovo mutuo. In questa direzione bifronte cʼè tutto il passo del governo Lombardo, quello del gambero da nassa. Un passo avanti, due indietro. Si annunciano tagli del 10% alla ex tabella H, un formicaio di interessi clientelari che offendono i siciliani, e si procede spediti con la clientela: i Comuni possono assumere i precari, a patto che tutto avvenga tramite concorso. Concorsi “riservati” alla categoria dei precari? Non è geniale? Eʼ una bella trovata, per una Regione dove i precari, 22mila, superano di gran lunga i dipendenti diretti della Regione ormai a quota 20mila, cui si riconoscono gli scatti di progressione in carriera. Per il resto, il passo del gambero torna prepotente nella selva di misure più che adottate, “contrattate”. Così mentre il governo nazionale taglia gli incentivi al fotovoltaico, in Sicilia nasce un fondo da 800milioni per le energie alternative, garantito da immobili regionali: tanto non si è mai riusciti neppure a censirli. Poi sconti per tutti: ai forconi dilazioni sui pagamenti Serit, ai Comuni una bella legnata: entro dieci giorni devono restituire alla Regione le somme anticipate per ripianare i debiti degli Ato. Una nobile ragione cʼè: nessuna banca anticipa più un miliardo. Con i mutui non si supera più la somma di 400 milioni di euro. Il passo di gambero è dimezzato. Umberto Bossi con Roberto Maroni La politica della spocchia Dalle dichiarazioni leghiste a quelle di D’Alema passando dal Pdl che difende ancora gli affari di Berlusconi. Una commedia deprecabile, forse alle ultime repliche DI DOMENICO BARRILÀ DUE EPISODI, SOPRATTUTTO, ci fanno ricordare questa settimana in quale incubo è stato immerso il Paese negli ultimi anni e quali rischi la democrazia abbia corso in questa epopea di antipolitica vera, istituzionale, condotta da personaggi che non avrebbero avuto diritto nemmeno di amministrare una bocciofila. Comincerei dallʼattività di dossieraggio, cioè di screditamento, ai danni dellʼex ministro leghista Roberto Maroni. Di questo grave comportamento si è autodenunciato Francesco Belsito, coinvolgendo lo stesso Umberto Bossi, che lʼex tesoriere del partito afferma di avere informato personalmente. Come avevamo anticipato la scorsa settimana, quello che sta affiora dalle viscere della Lega Nord non è uno scivolone casuale, una reazione allʼubriacature del potere, ma rappresenta la degenerazione di una cultura carnevalesca, ignorante, involuta e fabbricata con mattoni marci, gli stessi coi quali si volevano sostituire quelli attualmente utilizzati dalla politica del nostro paese, che già di loro godono di pessima salute. Ma non è la sola brutta notizia proveniente dal mondo leghista. Proprio qualche giorno prima che saltassero fuori le scioccanti novità dei nuovi moralisti padani, proprio Roberto Maroni, intervistato per il Corriere della Sera da Aldo Cazzullo, riaffermava che la priorità della Lega rimane quella dellʼindipendenza della padania. Solita musica leghista, sentimenti antinazionali dissimulati dietro frasi ad effetto, “mi sento europeo”, ma implicitamente venate di messaggi violenti e forieri di rischi non piccoli per la comunità nazionale. Del resto, se non torna la buona politica la violenza di quella Vicecaposervizio: Daniele De Joannon In redazione: Gianfranco Cusumano, Alessio Caspanello, Michele Schinella Segreteria di redazione: Rossana Franzone, Rosa Lombardo, Francesco Pinizzotto - Editore: Kimon scrl: Via S. Camillo, 8 MESSINA tel.: 090/9430208 Fax: 090/9430210 P. Iva 02131540839 Registrazione Tribunale di Messina n. 11- 92 del 4 maggio 1992 Iscritto al Registro Operatori della Comunicazione n° 17229 Stampa: Sts Spa - Società tipografica Siciliana spa Strada 5 n. 35 - zona industriale 95030 Catania. Redazione e ufficio abbonamenti via San Camillo, 8 98122 (ME), CCP n° 90443839 Copie arretrate Euro 3,00; Internet: http://www.centonove.it e-mail [email protected] centonove SETTIMANALE REGIONALE DI POLITICA CULTURA ED ECONOMIA Direttore responsabile schifosa non cesserà, il Paese è stremato e arrabbiato, e Massimo DʼAlema non può liquidare Beppe Grillo, che certo non è De Gaulle e nemmeno la soluzione dei problemi, definendolo un incrocio tra “Bossi e il Gabibbo”. Le battute a effetto e la spocchia dei professionisti plurisecolari della politica, troppo spesso dimenticano che dietro a certe carnevalate cʼè della sofferenza vera di cittadini offesi e turlupinati da personaggi pubblici arroganti e incapaci, una sofferenza difficile da percepire dallʼalto dello stipendio di un parlamentare. Il secondo episodio notevole della settimana riguarda la revoca da parte del governo del beauty contest e la messa allʼasta delle frequenze televisive rimaste libere. Quello che era gratis, soprattutto per Silvio Berlusconi, fino a ieri, adesso si pagherà. Impressionante osservare la levata di scudi del Pdl a difesa degli interessi aziendali del padrone. Ripetiamo, interessi aziendali, non collettivi. Eʼ stato così per due decenni, e chi lo faceva osservare passava per invidioso o per disfattista, una porcheria senza precedenti sul solco della quale lʼintera politica e gran parte della società civile si sono adagiati al grido di “se lo fa lui possiamo farlo tutti”. I risultati non bisogna cercarli con il lanternino, sono sotto gli occhi di tutti e descrivono un Paese regredito, messo talmente male che ancora mercoledì il presidente del consiglio Mario Monti evocava scenari ellenici, qualora il programma di salvataggio perseguito da suo governo dovesse incepparsi. Scenari che precipiterebbero lʼItalia in un girone dantesco. Ebbene, malgrado questo clima abbiamo visto salivare copiosamente, come tanti cani di Pavlov, i sudditi del capo. Una commedia deprecabile, ma forse alle ultime repliche. Distribuzione Gaetano Toscano Sas via Corbino Orso n. 9/11 - 98124 MESSINA telefono 090/692508 Distributore regionale Eagleservices via M.Rapisardi, 62 95021 Acicastello (Ct) Pubblicità legale-istituzionale-commerciale: Via San Camillo, 8 Messina Tel. 090/9430208 Fax: 090/9430211-9430210. Tariffe pubblicitarie (1 modulo cm3,5 x 4,5); Manchette prima pagina Euro 206, 58; Finestrella prima pagina Euro 438,99; commerciali a mod. Euro 41,32; Finanziaria/Appalti/Gare a mod Euro 129,11; Legali/Aste/Sentenze a mod. Euro 129,11; redazionali Euro 77,47; una pagina interna Euro 1.446,08; ultima pagina Euro 1.807,6 Posizione di rigore + 20%. Colore + Euro 387,34. Graziella Lombardo Garante del lettore Attilio Raimondi pagina 2 Questo periodico è associato alla Unione Stampa Periodica Italiana Certificato Ads n. 7367 del 14/12/2011 Sommario centonove 20 APRILE 2012 PRIMO PIANO Eccellenza? No, affari In Sicilia, lʼinchiesta della procura di Milano Fondazioni San Raffaele e Maugeri A PAGINA 6/7/8 TOP SECRET POLITICA RISCOSSIONE Lombardo, pressing dal centro Serit, braccio di ferro sul direttore Finanze Il governatore verso le dimissioni. Si apre la partita per la vicepresidenza A PAGINA 9 Messina, corsa al Quartiere Genovese e DʼAlia scelgono i presidenti da eleggere direttamente. Chi è in pista A PAGINA 10 Dipendenti a secco Al Comune di Messina manca ancora lʼadeguamento dei contratti alla legge Brunetta A PAGINA 11 Mistero mobility manager La collina della Munnizza A cosa serve e cosa ha fatto lʼufficio del Comune istituito per decreto A PAGINA Gli studenti in protesta davanti al rettorato di Palermo Naufraga il Distretto nautico Libro sui segreti della discarica di Mazzarà 12 A PAGINA I consorzi cancellati dalla Regione 19 Pagano perde il “regno” Il primo pentito? E’ di San Peri A San Cataldo, il deputato nazionale del Pdl non è più il signore incontrastato La storia di Sperduto in un libro di Calabria A PAGINA 20 A PAGINA 13 Così ti trasformo Santa Teresa Ecco i programmi delle quattro liste in corsa per le amministrative di maggio Istruzione fantasma La protesta dei restauratori a Palermo A PAGINA Alì, vittima di Messina A PAGINA 21 A PAGINA 23 A PAGINA Protesi “lampo” Villa del Cas...ino A Mirto scoppia la pace tra Ialuna e Leanza. Cinque anni fa correvano per la sindacatura A PAGINA 16 40 Nel nome di Bisazza Le mummie di San Filicuddu RUBRICHE A PAGINA C’eravamo tanto lottati Cercando la luna nel fango 24 Eccellenze chirurgiche per le protesi al ginocchio a Villa Salus A Brolo il capo dellʼesecutivo si è rifiutato di inserire nella sua lista una compagna del Pd A PAGINA 15 La mia banda suona il rock A Militello Rosmarino il restauro delle cripte “dellʼuomo nero” A PAGINA 43 Gli interventi per ricreare la spiaggia scomparsa a Messina Se Messina è poco democratico GIOCO D’AZZARDO Gionata di studi per la settimana della cultura A PAGINA 42 Capo Peloro, stagione kaputt 14 POSTER A PAGINA 22 Le strategie del sindaco di Milazzo A PAGINA 33 Si inaugura la Grande Scala di Giampilieri per la prima montagna fatta ad arte Crociere, la grande sfida PAG.26 A PAGINA Alla scoperta dei gruppi emergenti a Messina A PAGINA 36/37 La città scossa dallʼaggressione al venditore di rose conosciuto dal popolo della notte Vittorio Sgarbi pag.21 25 A Piazza Armerina scontro sullo slittamento dellʼinaugurazione dellʼarea archeologica A PAGINA 26/27 ECONOMIA Aicon, Cataldo inguaia Siclari Concordato, il commissario denuncia irregolarità A PAGINA 29 Bufera sulla Fiera 4/5 28 34 34 34 34 38/39 41 44/45 46/47 46 46 46 47 47 Settegiorni Scuola/Istruzioni per lʼuso Occorre sapere Consumatori Consulenti del lavoro Uomini & Business Lacerti/Libri/La Classifica Mostre Weekend Lettere & Commenti Ecologia e ambiente Messina drastica Heritage Eliodoro/Antibuddaci/150parole Animal House Sullʼorlo del baratro la Campionaria di Messina A PAGINA 30 SICILIA Palazzo Zanca, vedo rosso Immobili fantasma Sforato il patto di stabilità Il Catasto scopre mille costruzioni non censite a Messina. Ecco chi sono i proprietari A PAGINA 17 La resa dei Conti A PAGINA 31 Consulenze (poco) ambientali Polemiche a San Filippo del Mela sui costi della “sicurezza” Chieste le condanne per Messinambiente A PAGINA A PAGINA 32 18 pagina 3 La band Gli Anelli Soli PALERMO. Azione disciplinare: i vertici della Serit, su impulso politico del socio Regione sicilia, hanno deciso di mettere alle strette Antonio Finanze, il direttore generale, di origini messinesi. Il provvedimento è stato recapitato allʼinteressato: tra le contestazioni le procedure seguite per le gare dʼappalto. Il provvedimento non ha trovato lʼadesione tecnica di Angelo Cuva, vicepresidente, che rappresenta lʼAgenzia delle Entrate. PAG.36 Risarciti con 500 mila euro Savoca e Giostra MESSINA. Un maxi risarcimento per “ingiusta detenzione” a favore del giudice di Messina, Giuseppe Savoca, e dellʼimprenditore Antonello Giostra. È quello accordato ai due, finiti in carcere nellʼambito dellʼinchiesta “Gioco dʼAzzardo”, che incasseranno rispettivame 250 mila euro. MESSINA Camera di Commercio Duello Blandina-Messina MESSINA. Avviate le manovre per il rinnovo della presidenza della Camera di Commercio di Messina. A sostenere la candidatura di Nino Messina, scenderà in campo Confcommercio. Allʼorizzonte si delinea la candidatura di Ivo Blandina, attuale presidente di Confindustria Messina, sostenuto dalla sua categoria e da Confimprese. A fare lʼago della bilancia saranno le confederazioni degli artigiani, il sindacato Sada Casa e la Cna. 20 APRILE 2012 7giorni centonove ISOLE MINORI. L’ENTUSIASMO DEI SINDACI SICILIANI CHI SALE L Giovanni Ardizzone MESSINA. Il deputato regionale conferma la sua fama di ex democristiano “controcorrente”. A differenza del solito armamentario di promesse, infatti, ad un'assemblea pubblica con i cittadini di Casa Nostra, in attesa da anni di finanziamenti regionali, ha detto realisticamente: «Non facciamo finta di niente. 'Sti fondi sicuramente non ci sono più!». L Gianfilippo Ceccio MESSINA. Lʼavvocato tributarista è il nuovo esperto tributi del sindaco di Messina, Giuseppe Buzzanca. Ceccio, in ossequio allʼincarico e alla linea di rigore di Palazzo Zanca, ha accettato lʼincarico aPalazzo Zanca a titolo assolutamente gratuito. L Sebastiano Di Betta MESSINA. La proposta dellʼassessore al Territorio è stata accolta dal Ministero dellʼAmbiente. Da Roma, infatti, è partita una diffida per la raffineria di Milazzo, che dovrà adempiere ad una serie di prescrizioni riguardanti l'abbattimento di sostanze maleodoranti e moleste (idrocarburi non metanici, mercaptani e disolfuri). L Sonia Alfano MESSINA. Lʼeurodeputata di Barcellona Pozzo di Gotto eletta con Italia dei Valori “scala” il Parlamento europeo. Sonia Alfano, infatti, è stata nominata presidente della Commissione antimafia a Strasburgo. Il suo vice sarà un altro deputato in prima linea sul fronte della lotta a cosa nostra, Rosario Crocetta. L Ivan Lo Bello ROMA. Ivan Lo Bello, ex presidente degli industriali siciliani, è stato nominato vicepresidente di Confindustria nazionale con delega allʼeducation. Il successo coinvolge anche il suo successore, Antonello Montante, confermato come delegato per la legalità. Tassa sbarco, coro di sì «Servirà a rendere più accoglienti i comuni» PALERMO. Con un emendamento presentato da Dore Misuraca (Pdl) in Commissione Finanze della Camera, da oggi le isole minori avranno la possibilità di finanziare interventi in materia di turismo, fruizione e recupero dei beni culturali ed ambientali locali attraverso la tassa di sbarco. Si propone in alternativa all'imposta di soggiorno e prevede un massimo di 1,50 da riscuotere, unitamente al prezzo del biglietto, da parte delle compagnie che forniscono collegamenti marittimi di linea. Il tributo, dovuto da coloro che sbarcano sulle isole per una sola giornata, fruendo così dei servizi, va ad implementare le risorse dei comuni che potranno così fornire servizi efficienti, una maggiore pulizia e un'accoglienza degna dell'isola che i turisti stanno visitando. Una "tassa di sbarco" fino a un massimo di 1,50 euro, viene accolta con favore in Sicilia dai sindaci interessati. "E' un risultato molto positivo, raggiunto anche grazie all'impegno profuso dall'Ancim (Associazione nazionale comuni isole minori)", sottolinea il sindaco di Favignana (che comprende anche le altre isole dell'arcipelago delle Egadi Marettimo e Levanzo) Lucio Antinoro. "Un contributo che utilizzeremo per rendere le isole più accoglienti: pulizia delle spiagge, manutenzione delle Marina Corta a Lipari strade perimetrali, tutela dei beni di Lipari - abbiamo già in vigore il ticket di un culturali". Per Antinoro si tratta di "un euro per tutti i turisti che nel periodo estivo contributo che farà crescere l'immagine delle sbarcano nell'Arcipelago (3 euro per scalare i isole". "Finalmente una buona notizia; - ha crateri di Stromboli e Vulcano). E' evidente che commentato il sindaco di Lampedusa e questo euro e cinquanta, sarà una aggiunta". Il Linosa, Bernardino De Rubeis - da tempo Comune di Lipari, ogni estate incassa circa stavamo studiando su una ipotesi di tassa di 450 mila euro. Il ticket invece non è stato mai sbarco proprio perché le isole minori, a istituito a Salina che comprende tre Comuni. differenza di altri comuni, hanno delle "Finalmente una nostra richiesta è stata esigenze diverse e soprattutto dei costi accolta - sottolinea il sindaco di Santa Marina maggiori di gestione dei vari servizi che la Massimo Lo Schiavo coordinatore Ancim regione non ci riconosce sempre e che alla Sicilia - l'abbiamo sempre richiesto sia al fine, si abbattono sui contribuenti isolani". governo nazionale che regionale". "Nelle Eolie - spiega Mariano Bruno, sindaco VILLAFRANCA TIRRENA Procedure di mobilità alla Telcom VILLAFRANCA TIRRENA. Si aggrava la crisi della Telcom di Villafranca. Dopo la riunione con il sindaco e i rappresentanti sindacali, infatti, non si è fatta attendere la decisione dellʼazienda: richiesta di avvio delle procedure di mobilità. «Una scelta precisa - sostiene Stefano Trimboli, segretario provinciale della Femca Cisl - ovvero quella di chiudere lʼattività sul territorio di Villafranca. Ritenevamo, e riteniamo ancora, che vi fossero le condizioni per un rilancio dellʼattività di produzione da tempo localizzata nellʼarea ex Pirelli. La comunicazione rende vano lo sforzo che i lavoratori, e con essi lʼintera città e lʼintero distretto industriale, erano pronti a sostenere». CATANIA. IL PROGETTO SICANEX, DOPO L’ESPERIENZA SARDA Soldi virtuali per combattere la crisi CATANIA. Usare moneta virtuale per combattere la crisi economica. E' la via alternativa all'euro, fatta di crediti per acquistare beni e servizi, che dopo l'esperienza sarda sta per essere intrapresa anche in Sicilia. Dal Sardex, che già vanta al suo interno oltre 450 aziende, al Sicanex, si allarga il fenomeno dei sistemi di pagamento "virtuale", una sorta di convenzione bancaria per permettere alle aziende di scambiarsi merce tenendole al riparo dalla svalutazione della moneta. Il primo circuito di credito commerciale in Sicilia verrà lanciato il 23 aprile, alle ore 16, presso la Sala delle Adunanze della Camera di Commercio di Catania. L'evento vuole essere l'occasione per raccontare un circuito virtuoso e sostenibile, nato con l'obiettivo di offrire uno strumento concreto all'economia che incentivi nuove opportunità di scambio di prodotti valorizzando le potenzialità inespresse del territorio. Centinaia di aziende - fanno sapere gli ideatori - hanno già chiesto di aderire a Sicanex, manifestando interesse per un progetto che può rappresentare una chiave di volta verso un nuovo paradigma economico. Al lancio di Sicanex interverranno, tra gli altri, Pietro Agen, presidente della Camera di Commercio di Catania, Franco Contu, responsabile commerciale di Sardex. pagina 4 SOCIETA’ Volontariato, Posterino a Messina MESSINA. Venerdì 20 aprile, alle 16,30 presso lʼistituto “Ignatianum”, Antonio Posterino, educatore e responsabile della Comunità “Emmanuel” di Melito Porto Salvo e coordinatore delle attività per Sicilia e Calabria, interverrà sul tema: ”Prevenzione, recupero e reinserimento: ruolo della Comunità”. Lʼincontro fa parte del ciclo di conversazioni per la formazione di volontari e operatori nel settore della dipendenza. Dissesto del territorio, parla Ortolani MESSINA. “Quale è lo stato di salute del territorio messinese? Se ne parlerà nel corso del convegno sul dissesto idrogeologico, proposto dallʼassociazione di volontariato e protezione civile “Mari e Monti 2004 Onlus”, che si svolgerà sabato 21 aprile dalle 9,30 nel Tempio di Cristo Re. Presenza di spicco quella di Franco Ortolani, ordinario di geologia allʼUniversità Federico II di Napoli, che si è spesso occupato degli eventi alluvionali che hanno interessato il territorio messinese. “Umanità nell’arte” di Giovanni Iudice TAORMINA. Sabato 21 aprile alle ore 18 nel calendario della XIV Settimana della Cultura, alla Fondazione Mazzullo di Taormina è in programma “Umanità nellʼarte”, un ragionamento sullʼopera di Giovanni Iudice. Il convegno prende le mosse dalla mostra “Calma apparente – Omaggio a Taormina” a cura di Giuseppe Filistad e Giuseppe Morgana, visitabile fino al 29 aprile. Esposte 24 opere dellʼartista gelese tra cui la celebre “Umanità”, lʼopera più rappresentativa del ciclo dei “clandestini”, esposta alla 54° Biennale di Venezia. Interverranno Maria Pia Farinella, giornalista Rai, ed il critico dʼarte Francesco Gallo Mazzeo. Montagnareale premia Alba Parietti MONTAGNAREALE. Domenica 6 maggio alle 18, dopo lʼincontro con i ragazzi del concorso “Artisti e poeti in erba”, Alba Parietti (nella foto accanto) presenterà il libro “Da qui non se ne va nessuno”. A seguire riceverà il premio “Città di Montagnareale” per la saggistica. centonove 7giorni 20 APRILE 2012 ENNA “Carceri e carcerati”, convegno alla Kore La casa del the a Raddusa SALVALARTE. AL VIA LA CAMPAGNA SOSTEGNO DI LEGAMBIENTE. VENTIQUATTRO LE ADESIONI Legambiente e i musei che vogliono crescere PALERMO. C'é il museo del Té di Raddusa, quello degli scacchi di Mazara del Vallo, quello della Targa Florio di Collesano, ma anche quello del carrubo e della civiltà contadina di Vittoria. Sono solo alcuni dei 24 i musei siciliani che hanno aderito all'iniziativa di Legambiente Salvalarte Sicilia 'I piccoli musei vogliono crescere', visitabili gratuitamente il 21 e 22 aprile prossimo, in occasione della settimana della Cultura. "Questa iniziativa, giunta ormai alla seconda edizione - dice Gianfranco Zanna, direttore regionale di Legambiente Sicilia rappresenta per noi un significativo successo. Siamo, infatti, passati dalle 14 adesioni del novembre scorso alle 24 di quest'anno. E' un segnale importante perché i piccoli musei hanno capito l'importanza del messaggio di promozione. Abbiamo la grande opportunità di utilizzare i fondi europei, per cui sarebbe opportuno creare dei bandi ad hoc per migliorarli e renderli sempre più fruibili". ENNA. Si terrà venerdì 20 aprile, nellʼauditorium dellʼuniversità Kore di Enna, con inizio alle 9, il Convegno “Carceri, Carcerati e Carcerieri. Tra sovraffolamento e amnistia”, organizzato dal Comune di Enna, con la collaborazione dellʼAssociazione Pompeo Colajanni, lʼUniversità Kore e con il patrocinio del Garante per i diritti del Detenuto e del Senato della Repubblica. «Il convegno - spiega il sindaco di Enna Paolo Garofalo - sarà unʼoccasione di confronto e riflessione su tematiche che molto hanno a che fare con il senso di civiltà e della dignità umana». Allʼincontro, sponsorizzato da “Centonove”, “Radio Radicale”, “ViviEnna”, “Enna Press” ed “Enna Notizie”, interverranno, fra gli altri, Marco Pannella del Partiro Radicale, il presidente e il Rettore della Kore Cataldo Salerno e Gianni Puglisi, Il Prefetto di Enna Clara Minerva e il Procuratore della Repubblica di Enna Calogero Ferrotti. Al termine del convegno, una degustazione di prodotti agroalimentari coltivati dai reclusi nelle Colonie Agricole Sarde. ROSA E NERO Dalla Svezia per unirsi in matrimonio TRAPANI. Sono stati uniti in matrimonio dal sindaco Gianni Pompeo due cittadini svedesi Hans Sandberg e Gabriella Mastrom, proprio nel giorno del compleanno dell'uomo. Lʼamore della coppia nasce proprio in Sicilia. I due avevano visitato Selinunte e si erano innamorata del posto nel corso del Campionato Internazionale di Orieentering, che si è svolto la scorsa stagione all' interno del Parco archeologico. Una cinquantina di invitati tra amici e parenti tutti provenienti dalla Svezia, hanno assistito nell'aula consiliare alla celebrazione del rito tradotto. Chiaramonte Gulfi, sposi da 65 anni MESSINA. Lo spettacolo di Emergency al PalAntonello “Stupido Risiko” contro la guerra MESSINA. Una critica ragionata e ironica della guerra e delle sue conseguenze, che partendo dalla Prima Guerra Mondiale arriva ai conflitti dei giorni nostri, attraverso episodi emblematici della stupidità della guerra a ogni latitudine. Si tratta dello spettacolo “StupidoRisiko”, che andrà in scena nella città dello Stretto il 28 aprile, alle 21, al Palacultura Antonello. Promosso da “Emergency” e scritto e diretto da Patrizia Pasqui, “StupidoRisiko” mette alla berlina i conflitti armati, e le loro conseguenze, attraverso unʼesame tragicomico di episodi storicamente documentati che si intrecciano con la storia di un soldato (interpretato da Mario Spallino) che piano piano si rende conto sulla sua pelle dellʼassurdità della guerra. Dopo Messina, lo spettacolo farà a tappa a Enna (il 29 aprile, al Teatro Garibaldi), Palermo (il 30, al Teatro Nuovo Montevergini) e Catania (2 maggio, Teatro Don Bosco). CHIARAMONTE GULFI. Stanno insieme da sessantacinque anni. Per qualcuno, di solito, il tempo di una vita. Per loro, invece, il periodo trascorso fianco a fianco. I due sono Carmelo Terlato e Carmela Savasta. Sposi da 65 anni, alcuni giorni fa, come in quel 9 aprile del 1947, hanno ripetuto quel "sì" che li ha uniti, attorniati dai figli e dai nipoti. I nonni in questione, hanno ricevuto a casa loro il sindaco, Giuseppe Nicastro, che a reso gli auguri di tutta la città e consegnato una pergamena dove è stato riportato l'originale dell'atto di matrimonio. Gioiosa Marea, si è laureato Tino Calabrese GIOIOSA MAREA. Laurea con lode alla Facoltà di Ingegneria civile di Palermo per Tino Calabrese, figlio dellʼassessore comunale Giuseppe. Calabrese ha presentato una tesi dal titolo: “Confinamento di colonne in muratura con Frp”. Relatore il professore Campione. pagina 5 CHI SCENDE M Piero Orteca MESSINA. Lʼaddetto culturale della Fondazione Bonino Pulejo è uno dei 159 morosi, tra professionisti e pubblicisti, che lʼOrdine dei Giornalisti di Sicilia, presieduto da Riccardo Arena, ha deciso di “cancellare”. La cancellazione ha determinato per lʼOrdine minori entrate per più di centomila euro. M Nanni Ricevuto MESSINA. Valorizzazione della facciata o più spazio per lʼautoblu? È questa la domanda che gira sulla decisione del presidente della Provincia di Messina di trapiantare allʼex Iai i lecci di fronte al Palazzo, per sostituirli con gli oleandri. La proposta, comunque, ha incassato il sì anche della Soprintendenza. M Gianpiero D’Alia MESSINA. Per anni ha stigmatizzzato come “nepotista” lʼex segretario del Pd, Francantonio Genovese. Adesso, il coordinatore dellʼUdc rischia di vedersi ritorcere contro la stessa accusa. Sua cugina Chiara Giorgianni, ex assessore provinciale, è stata infatti eletta nuovo segretario provinciale del partito, in sostituzione di Matteo Francilia. M Melino Capone MESSINA. Lʼassessore al Lavoro del Comune di Messina è il più apprezzato dai sindacati per le trattative, ma non per meriti dialettici. Nella difficile giornata dell'assemblea sindacale al Comune, alla voce che fosse prevista la presenza di altro assessore in delega del sindaco al posto suo, un sindacalista della Cgil ha detto: «No, meglio Capone! Almeno c'è più sostanza per il muro di gomma!». M Annamaria Cancellieri MESSINA. Il ministro dellʼInterno nel mirino di Carmelo Briguglio. Per il deputato di Fli, la risposta data dal governo su Barcellona Pozzo di Gotto è stata insoddisfacente: “Non ci sono precedenti che si svolga un'elezione con pendente un procedimento di scioglimento per mafia”. primopiano 20 APRILE 2012 L’ASSESSORE DELLE CONVENZIONI. Ettore Cittadini centonove L’ASSESSORE ALLA SANITÀ IN CARICA. Massimo Russo SANITA’. L’inchiesta della Procura di Milano su “Maugeri” e “San Raffaele” tocca la Sicilia Eccellenza? No, affari Alle due Fondazioni affidate nel 2003 le speranze di migliorare la qualità delle prestazioni nell’isola in cambio di100 milioni di euro all’anno. Ricavandone poco. Il ruolo di Daccò e i suoi rapporti con i politici DI MICHELE SCHINELLA PALERMO. Un faccendiere. I suoi rapporti con i politici più importanti della Sicilia. E due convenzioni con le quali è stato appaltata lʼoncologia e la riabilitazione della regione Sicilia a suon di tariffe speciali, doppie o triple rispetto a riconosciute a qualunque ospedale pubblico. Lʼinchiesta della Procura di Milano sul crack dei conti delle fondazioni lombarde “San Raffaele” e “Salvatore Maugeri”, frutto di distrazione di fondi per milioni di euro spariti in tangenti e conti esteri, tocca la Sicilia, dove le due fondazioni hanno volumi di affari che sfiorano i 100 milioni di euro allʼanno. Lʼunico sforzo? Il trasferimento nellʼisola di qualche manager e il reclutamento di qualche decina di operatori sanitari. Sono stati ingaggiati dallʼex governatore, Totò Cuffaro, nel 2003 “per innalzare la qualità dellʼassistenza sanitaria trasferendo il bagaglio di conoscenza ai sanitari locali”, almeno così fu spiegato allora. Le carte allegate allʼinchiesta che ha portato in carcere i vertici delle due fondazioni e il faccendiere Pier Luigi Daccò, vicino a Comunione e Liberazione e consulente dei due organismi privati, mostrano invece che dietro la decisione del governo ci furono anche motivi diversi. «Pier Luigi Daccò aveva varie conoscenze in Sicilia. Aveva buoni rapporti con Cuffaro, con Gianfranco Miccichè e con il sindaco di Palermo Diego Cammarata», ha raccontato agli inquirenti Antonio Simone, socio dʼaffari di Daccò, finito in carcere. Totò Cuffaro è uscito di scena travolto da unʼinchiesta giudiziaria e il livello della sanità siciliana non si è innalzata, come dimostrano lʼemorragia dei viaggi della speranza e la scarsa complessità (case mix) delle prestazioni sanitarie che I PROTAGONISTI. DA SINISTRA, TOTÒ CUFFARO, SILVIO BERLUSC ISTITUTO POSTI LETTO CASE MIX* BUDGET Ismett 70 4,18 81.360.000 Oasi di Troina 352 1,45 33.594.567 Irccs Neurolesi 74 0,84 18.000.000 Villa Maria Eleonora 68 2,91 32.910.000 Iscas Pedara 68 2,79 31.285.000 Maddalena 70 1,63 27.982.000 S. Raffaele Giglio 232 1,68 60.561.000 * complessità delle prestazioni sanitarie offerte indicatore di qualità delle eccellenze dati del 2008 DON LUIGI VERZÈ vengono erogate, ma il governo di Raffaele Lombardo, dopo aver minacciato tagli di tariffe e posti letto, non solo ha rinnovato i contratti in essere con le due fondazioni private “Maugeri” di Pavia, cui è stata appaltata la riabilitazione, e “San Raffaele” di Milano, a cui si sono affidate le sorti dei pazienti oncologici, mantenendo le tariffe speciali, ma ha chiamato al capezzale della sanità siciliana la fondazione, anchʼessa privata, “Bambin Gesù” di Roma, cui è stato affidata la Cardiochirurgia pediatrica dellʼintera isola. PEZZI DI MEMORIA. Nel 2003 non fu facile affidare lʼospedale di Cefalù alla fondazione di don Luigi Verzè. Di traverso si misero alcuni deputati dellʼArs e i conti da risanare dellʼospedale di Cefalù. Le cronache e i dirigenti dellʼassessorato raccontano che le difficoltà furono superate grazie allʼintervento diretto di Gianfranco Miccichè, allʼepoca viceministro del Governo del premier Silvio Berlusconi, e alla determinazione di Totò Cuffaro ed Ettore Cittadini, che spesero tutto il loro peso, appoggiati dal deputato regionale del Pdl, Simona Vicari, ex sindaco di Cefalù. La convenzione che prevedeva tariffe maggiorate del 50% fu così firmata e nel Cda finirono Ettore Cittadini e Massimo Punzi, avvocato, allʼepoca compagno proprio di Simona Vicari. Secondo unʼinchiesta della Procura di Termini Imerese venuta alla luce nel 2009, la struttura nonostante le maggiorazioni tariffarie non si sarebbe astenuta dal gonfiare i fatturati facendo passare alcune prestazioni per altre remunerate ancora di più. Non una novità visto che già i funzionari dellʼassessorato avevano rilevato prestazioni inappropriate. Le irregolarità non hanno sconsigliato lʼex assessore Roberto Lagalla a prorogare la convenzione. pagina 6 L'assessore Russo nel 2009 ha cercato di convincere i vertici del San Raffaele ad accettare una riduzione delle maggiorazioni tariffarie ma dinanzi alla minaccia di Don Verzè di lasciare lʼisola ha fatto marcia indietro. Meno facile è stato attivare tutti i 600 posti letto di riabilitazione previsti dalla convenzione con la Fondazione “Maugeri”: sino al 2011, sono 100 sono quelli effettivamente attivati. Lʼassessore Russo, però, il 24 gennaio 2011 aveva sottoscritto con Umberto Maugeri, il presidente della fondazione finito in carcere venerdì 13 aprile del 2012, il protocollo di intesa che spalanca la strada allʼattivazione degli altri posti. IL CAPOLINEA. A mettere ora in discussione le due convenzioni non sono state le scelte politiche, basate sui risultati e i costi, dellʼassessore alla salute, ed ex CONI, centonove primopiano 20 APRILE 2012 IL CASO. La sforbiciata delle tariffe si rivela una beffa per le casse pubbliche Riabilitazione col trucco Un protocollo di intenti del 2011 tra l’assessore Massimo Russo e il presidente Umberto Maugeri neutralizza un decreto del 2007. Le Asp costrette a pagare gli interessi. Il caso Mistretta DIEGO CAMMARATA E GIANFRANCO MICCICHÈ magistrato, Massimo Russo, ma le inchieste giudiziarie. «La fondazione San Raffaele andrà via da Cefalù e la proroga del rapporto con la Fondazione Maugeri, che gestisce i centri di Mistretta e Sciacca, ad un passo dal rinnovo, non credo continuerà se prima non si avrà chiarezza», ammette Francesco Poli, manager catanese a capo dellʼAzienda “Cannizzaro” di Catania e dellʼAsp 5 di Messina e plenipotenziario della sanità siciliana. FACILI PROFETI. Renato Costa, segretario regionale della Cgil Medici, osserva: «Lʼassessore Russo ha evitato di affrontare il tema di questi presunti centri di eccellenza che hanno continuato ad ottenere rimborsi esorbitanti per una regione che sta tagliando su tutto senza che mai alcuno, nei fatti, abbia controllato che lʼeccellenza fosse resa davvero. I dati dicono che il San Raffaele e la Maugeri hanno un case mix di molto più basso di quello di normali ospedali pubblici. Non hanno formato nessuno, come avrebbero dovuto, e svolgono attività per la quale cʼè già un surplus di offerta, ricevono remunerazioni maggiorate anche per interventi banali diversi da quelli per cui era stato chiesto il loro aiuto, che doveva essere a termine ed è diventato invece perenne». LʼIsmett, lʼIstituto Meditteraneo dei trapianti, ad esempio, oltre a delicatissimi interventi di trapianto, esegue anche banali operazioni per la colecisti con tariffe maggiorate: ogni posto letto costa così un milione e 200mila euro allʼanno. «Non mi risulta sia stata formata neanche un equipe siciliana in grado dopo 10 anni di operare in autonomia», dice Costa. Villa Eleonora e Iscas di Pedara, sono invece 2 centri di cardiochirurgia in una regione che ne ha 10 e non dovrebbe averne, secondo lo stesso assessore Russo, più di 4. PALERMO. Il danno e la beffa. Un decreto regionale del 2007 ha tagliato le tariffe del 50%. Non solo, però, il risparmio per le casse pubbliche regionali non cʼè stato ma quello che doveva essere un taglio è diventato un aggravio di costi per lʼoperare degli interessi commerciali e moratori. Nonostante Maurizio Guizzardi, il manager emiliano venuto dal nord per risollevare le sorti della sanità al suo arrivo in Sicilia avesse giudicato eccessive le remunerazioni riconosciute nel 2003 alla fondazione “Salvatore Maugeri”, quattro anni dopo, il 24 gennaio del 2011, la regione Sicilia si è rimangiata la presa di posizione inserendo in un protocollo di intesa, diretto ad allungare di un altro decennio il rapporto con lʼistituto pavese e ad estenderlo a nuove strutture, una norma che ha spalancato le porte a decreti ingiuntivi per milioni di euro. LʼAzienda sanitaria di Messina e quella di Agrigento, titolari della convenzione per i centri di riabilitazione di Mistretta e di Sciacca, sono stati così costretti a versare nelle casse della fondazione quanto non avevano pagato in base al decreto del 2007 nei tre anni precedenti: solo lʼAzienda sanitaria di Messina, ha dovuto sborsare 3 milioni di euro e 200mila euro. Il PROTOCOLLO. Il 24 gennaio del 2011, a Palermo, da un lato del tavolo cʼera seduto lʼassessore Massimo Russo, dallʼaltro il presidente della fondazione Maugeri, Umberto Maugeri, finito in carcere venerdì 13 aprile 2012. «Resta invariata la modalità di remunerazione delle prestazioni rese sino al 31 dicembre del 2010, secondo quanto previsto dalle precedenti convenzioni», cʼè scritto in una postilla del protocollo di intesa che porta la firma dei due. LA TRANSAZIONE. La fondazione Maugeri, che gestisce 22 posti letto a IL PATRON. Umberto Maugeri Mistretta, qualche settimana prima della firma del protocollo aveva presentato un decreto ingiuntivo da 3milioni e 200mila euro, differenza tra quanto lʼAsp avrebbe dovuto pagare sulla base della tariffe del 2003 e quanto ha pagato in base a quelle (ridotte) del 2007. Sulla scorta di quanto stabilito nella postilla del protocollo che sconfessava il decreto del 2007, la Fondazione ha ottenuto la provvisoria esecutività dal Tribunale di Messina il 3 marzo del 2011. Il 10 agosto del 2011, lʼallora direttore generale dellʼAsp 5 Salvatore Giuffrida ha firmato con Antonio Spanavello, direttore dei reparti di Sciacca e Mistretta e rappresentante della fondazione Maugeri, una transazione che ha annullato il contenzioso ma ha riconosciuto allʼistituto pavese la somma che aveva chiesto: 3 milioni e 200mila euro. Uno sguardo alla decreto ingiuntivo L’Ospedale di Mistretta pagina 7 permette di scoprire che 700mila euro sono per interessi. IL FUTURO. Il protocollo prevede che dal primo gennaio del 2011 le prestazioni siano remunerate secondo il tariffario nazionale aumentato però “del 19% per lʼattività di formazione rese necesarie dalla particolare natura delle attività svolte”. In soldoni, come spiega Mario Portera, direttore sanitario dellʼospedale di Mistretta, “il protocollo ha limato le tariffe al ribasso”. In cambio però alla Fondazione è stata aperta la strada per attivare altri posti a Mistretta, a Sciacca e nuovi posti letto a Noto e ad Avola. IL CASO MISTRETTA. Trenta operatori sanitari impiegati per 22 posti letto. Tre milioni e 600mila euro allʼanno incassati: ogni operatore produce 120mila euro. La partenza dellʼattività nella struttura nebroidea fu tuttʼaltro che agevole e, scrutando in alcuni documenti riservati, ha messo a rischio la salute dei pazienti. La Fondazione Maugeri, infatti, ad occuparsi dei 22 pazienti, 24 ore al giorno, aveva destinato 4 medici. Per convenzione “tutto il resto del personale necessario doveva essere messo a disposizione dallʼAusl 5 di Messina”. Il 2 luglio del 2007 il direttore del reparto di Rianimazione del presidio ospedalierio, Antonino Zanghì, ha preso carta e penna e ha inviato una nota al direttore sanitario dellʼazienda di Messina, Manlio Magistri, direttore sanitario del Policlinico di Messina, lanciando lʼallarme: «Non condivido la gestione dei pazienti ricoverati nella struttura affidata alla Maugeri. Siamo costretti ad interventi rianimatori su pazienti in labile scompenso metabolico e con riserve emodinamiche e respiratorie al limite della sopravvivenza». Lʼeffetto? Nel centro di riabilitazione di Mistretta sono arrivati sempre meno pazienti in condizioni di salute critiche. (M.S.) 20 APRILE 2012 primopiano MESSINA. L’Istituto di ricerca e cura ha incassato 27 milioni di euro mai rendicontati Neurolesi, i buchi neri Tariffe maggiorate, fatturazioni gonfiate e contributi da parte della Regione, del Comune e della Provincia di cui non si conosce l’uso. Ecco come si è affermata la struttura che ha “ospitato” per 6 mesi il latitante Ciccio Pelle MESSINA. Tariffe maggiorate. Fatturazioni gonfiate. Rendicontazioni dei contributi da parte di Comune e Provincia di Messina e dalla regione Sicilia mai presentate. E una latitanza che non ha eguali nella storia di un ospedale italiano ed estero. Il Centro Neurolesi Bonino Pulejo affidato da oltre un anno alle cure del manager Vincenzo Barone naviga ancora a vista nonostante dal 2006 abbia ottenuto la qualifica di Irccs, Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs), il massimo riconoscimento per una struttura sanitaria: manca la pianta organica, lʼistituto è un cantiere aperto, lʼintegrazione tra assistenza e ricerca, appaltata negli anni ad altre strutture, è lontana dal realizzarsi. Tuttavia nella storia della struttura promossa dalla Fondazione “Bonino Pulejo” cʼè un buco nero fatto di un fiume di denaro pubblico del cui uso gli enti pubblici sovvenzionatori non hanno contezza; fatto del riconoscimento di Irccs, che ha significato lʼafflusso di nuove risorse, basato su requisiti previsti dalle legge che nella realtà non cʼerano; fatto di unʼetichetta di eccellenza, cucita ad hoc grazie alla grancassa dei mass media, che prima i familiari dei pazienti e poi i Nas dei carabinieri, arrivati sui colli san Rizzo a maggio del 2008, hanno smentito; fatto di distrazioni da parte degli assessori regionali alla Sanità di turno e della magistratura di Messina che non è riuscita a venire a capo della latitanza più lunga di un boss in una struttura sanitaria. Quella di Ciccio Pelle, detto Pakistan. LATITANZE. Il boss della ʻndrangheta di San Luca il cui desiderio di vendetta è alla base della strage di Duisburg dellʼestate del 2007, al Neurolesi benchè fosse inseguito dagli uomini del clan rivale e dalle Procure di mezza italia se nʼè stato in corsia tranquillamente, sotto falso nome, per 6 mesi: nessuno dei sanitari della struttura di eccellenza si è accorto che la L’Irccs Neurolesi di Messina paraplegia da cui era affetto non era determinata, come aveva riferito, da un incidente stradale bensì dai proiettili di un Kalashnikov che gli aveva spappolato la colonna vertebrale. MURI DI GOMMA. Fu un decreto del 2003 firmato dallʼassessore Ettore Cittadini, lo stesso autore delle convenzioni con la Fondazione Maugeri e il San Raffaele, a riconoscere al Neurolesi due tariffe: 370 euro e 690 euro al giorno, rispettivamente per pazienti “Gravi neurolesi lungodegenti” e “Gravi neurolesi lungodegenti critici” Ma le tariffe speciali e maggiorate (del doppio e del triplo) non sono bastate. Negli anni 2004, 2005 e 2006 - dati ufficiali IL PROCURATORE. Guido Lo Forte centonove dellʼassessorato e calcolatrice alla mano il Neurolesi ha fatturato tutti i 54 pazienti alla massima tariffa, come se fossero critici e quindi in pericolo di vita, benchè in realtà al Neurolesi solo in pochi casi ci fosse la possibilità di assistere pazienti in queste condizioni. Maurizio Guizzardi, lʼex dirigente generale alla sanità, sul punto ha dichiarato: «Al massimo ci potrebbe essere un ipotesi di truffa da parte di un ente pubblico ai danni di altro ente pubblico. Ma è una storia passata, è inutile tornarci sopra». Non sono bastate neanche le fatturazioni gonfiate. Nelle casse del Neurolesi, infatti, dal 1995 in poi sono affluite anche 20 milioni di euro di risorse della regione Sicilia attraverso la cosiddetta tabella H allegata alla Finanziaria. Della rendicontazione negli uffici dellʼassessorato alla Sanità diretto da Massimo Russo non cʼè traccia nonostante i funzionari la stiano cercando dopo precise domande da un paio dʼanni. Eppure, la legge regionale del marzo del 28 marzo del 1995 che ha “autorizzato lʼassessore alla Sanità ad erogare un contributo di 800 milioni di vecchie lire annue” era chiara: «Il legale rappresentante ha lʼobbligo di presentare annualmente allʼassessore alla Sanità rendiconto annuale sullʼimpiego e la destinazione delle somme erogate». Che secondo la stessa legge, integrata da unʼaltra del 9 dicembre del 1996, dovevano essere “utilizzate per un più incisivo impegno nel campo della ricerca scientifica e il potenziamento tecnologico finalizzato alla cura delle gravi patologie neurologiche”. Lʼentità del contributo nel corso degli anni è lievitata, arrivando nel 2006, a 5 milioni di euro. Il 29 luglio del 2010, Giovanni Carapeza, capo di gabinetto dellʼasessore Russo disse: «Se la rendicontazione non cʼè è molto grave. Roba per la Corte dei Conti e la Procura. Tra qualche minuto glielo faccio sapere». Due anni dopo, nonostante i solleciti allʼaddetto stampa di Russo, la risposta non è arrivata. Stessa risposta hanno dato il presidente della Provincia e il sindaco del Comune di Messina a chi ha chiesto come erano stati spesi 7 milioni di euro che i 2 enti hanno trasferito nelle casse del Neurolesi. A maggio del 2009, al momento dellʼarresto, nellʼufficio del procuratore aggiunto Pino Siciliano, fu trovato un fascicolo ricco di documenti sulla struttura sanitaria. Il Procuratore Guido Lo Forte lo assegnò ad altro magistrato. Il risultato? Non pervenuto. (M.S.) IL CASO Doppi stipendi al vaglio La Finanza indaga sulle incompatibilità di Bramanti Dino Bramanti MESSINA. «Il direttore scientifico Dino Bramanti per anni ha agito contro la legge. Gli si deve rescindere il contratto che lo lega al Neurolesi o comunque non gli si può rinnovare il contratto e gli si devono chiedere indietro gli stipendi incassati essendo il contratto stesso affetto da nullità insanabile”. Il parere lo chiese lʼex commissario dellʼIstituto, Francesco Scarfò. Lo ha reso il 18 aprile del 2011, Marcello Parrinello, avvocato e docente universitario, che ha allegato una parcella di 7mila euro. Vincenzo Barone, il primo direttore generale nella storia dellʼIrccs, arrivato sui Colli San Rizzo qualche giorno dopo che è stata ha pagato con i soldi pubblici la parcella, ma del parere non ha tenuto conto. E ha rinnovato il contratto a Dino Bramanti per altri tre anni. Il motivo? «Quando sono arrivato, mi sono trovato sul tavolo il decreto di nomina da parte del ministro della Sa- pagina 8 nità di Dino Bramanti come direttore scientifico. Ho accertato che in quel momento non vi fossero situazioni di incompatibilità e non ho potuto fare altro che firmare il contratto», spiega Vincenzo Barone Candidato unico, Bramanti, era uscito vincitore dal concorso bandito dal ministero nel 2010 per ricoprire guidare lʼattività dio ricerca della struttura dei Colli San Rizzo. Dino Bramanti aveva cumulato dal 14 marzo del 2006 al maggio del 2008 gli incarichi e gli stipendi di direttore scientifico dellʼIrcss (130mila euro lʼanno lo stipendio previsto) e di docente universitario alla facoltà di Medicina dellʼUniversità di Messina, benchè la legge stabilisse “lʼesclusività dellʼincarico di direttore scientifico e il divieto di cumulo con qualsiasi altra attività pubblica o privata”. Il direttore amministrativo dellʼateneo Pino Cardile, ad aprile del 2010, 2 anni dopo la rimozione dellʼincompatibilità, ha chiesto a Bramanti la restituzione degli stipendi di docente percepiti nei due anni di incompatibilità, periodo in cui per lʼUniversità di Messina non ha svolto alcuna concreta attività. A novembre del 2011, a 4 anni dai fatti, la Procura attraverso la Guardia di Finanza ha sequestrato i documenti della vicenda. (M.S.) Politica 20 APRILE 2012 centonove TIRA E MOLLA. Il governatore verso le dimissioni. Si apre la partita per la successione Lombardo, pressing dal centro L’Udc allontana le previsioni di voto anticipato a ottobre, diffidando dei proclami del presidente. Il Pd ottiene la seduta in cui si parlerà delle inchieste catanesi. E prenota la vicepresidenza PALERMO. Sperava di bloccare bilancio e finanziaria col suo voto contrario, Gianpiero DʼAlia. Adesso, il leder dellʼUdc, che ha definito il documento contabile votato in aula “un provvedimento infedele e raffazzonato che non prevede alcuna riforma”, si dice sicuro delle prossime mosse del presidente della Regione. Tanto che, parlando di elezioni anticipate, ha dichiarato che “non ha senso, tanto Lombardo non si dimette”. A dispetto del coordinatore regionale centrista, però, il governatore ha arricchito quanto detto allʼindomani della richiesta di concorso esterno per associazione mafiosa («Mi dimetterò un minuto prima di andare dal giudice», lʼudienza sarà il prossimo 9 maggio): «Non c'è dubbio, è vero che l'approvazione di bilancio e finanziaria è l'ultimo atto di questa legislatura». Lombardo, al di là della sua stessa intima volontà, si dimetterà perché il Pd (questa volta unito) e Fli diversamente staccherebbero la spina al governo. Il DIKTAT DI GENOVESE. Poco prima dellʼapprovcazione di Finanziaria e Bilancio (entrambi blindati visto che neanche lʼopposizione, ad eccezione dellʼUdc, voleva correre il rischio di un commissariamento boomerang della Regione), il leader di “Innovazioni”, Francantonio Genovese, aveva dettato lʼultimatum: «Lombardo riferisca in aula rispetto alle sue vicende il 24 aprile». Detto fatto, visto che si terrà solo due giorni dopo, il 26 aprile, la seduta dell'Ars richiesta. Ma perché tutta questa fretta da parte dellʼex segretario regionale del Pd, leader indiscusso a Messina? E LE TRATTATIVE. La richiesta altro non era che un segnale chiaro e inequivocabile. Lombardo, entro il giorno dellʼudienza davanti al gip (quando ha annunciato che darà le dimissioni), dovrà riorganizzare la AL TRAMONTO. Raffaele Lombardo giunta di governo, dando vita a un “quinto governo Lombardo” senza... Raffaele Lombardo. Per Statuto, infatti, lʼattuale vicepresidente della Regione, Giosuè Marino, non può tenere in mano le redini in quanto non eletto. Così, è necessario che, a entrare nellʼesecutivo, sia un deputato. E qui scende in campo il Pd dellʼarea “Innovazioni, che vuole assicurare a uno dei suoi, Baldo Gucciardi, la vicepresidenza. Un ruolo che il governatore, mordendo il freno, dovrà negare a Lino Leanza, deputato regionale e già reggente allʼepoca delle dimissionid i Totò Cuffaro. LOMBARDO SUL BLOG. Il presidente, dal canto suo, ha precisato definitivamente la propria posizione sul suo blog: “Non possiamo rischiare di bruciare lʼesperienza autonomista che abbiamo avviato. Non possiamo bruciarla sullʼaltare delle logiche nazionali che uccidono la Sicilia perché sono coincidenti con interessi e poteri forti che hanno testa e cuore a nord di Roma, e mi auguro che su questo i siciliani non abbiano dubbi. Se vogliamo portare avanti il cammino intrapreso dobbiamo sganciarci dalle logiche perverse che la politica nazionale e antisiciliana metterà in essere con le prossime elezioni politiche, inventando nuovi partiti e schieramenti, reclutando personalità che serviranno come specchietto per le allodole per i cittadini. LʼMpa dovrà entrare sempre più nel cuore e nella coscienza dei siciliani mettendo fuori gioco i camerieri dei partiti nazionali che in questi 65 anni hanno lasciato a bocca asciutta la Sicilia e i siciliani e che a livello nazionale lasciano lʼItalia in una condizione molto simile a quella della Grecia. Quindi tempi diversi per le elezioni. Se il governo nazionale va avanti fino alla prossima primavera-estate non cʼè dubbio che noi dobbiamo attrezzarci per votare prima, cioè in autunno prossimo, e metteremo in essere le condizioni perché ciò avvenga. Una scelta tutta politica che non ha niente a che fare con la mia vicenda giudiziaria, sulla quale renderò conto, in maniera il più possibile obiettiva, allʼArs il prossimo 26 aprile. E poi, come è giusto e doveroso che sia, cercherò di dedicarmi pienamente alla mia difesa perché, come si dice, ognuno è il miglior avvocato di se stesso perché nessuno come noi stessi sa quanto è capitato attorno a noi e quello che abbiamo fatto nella nostra vita. GLI SCENARI. Ma quali saranno le alleanze e i candidati alla presidenza? A deciderlo, saranno le amministrative. Attualmente, DʼAlia è alleato di Francesco Cascio (presidente dellʼArs, Pdl) e Gianfranco Miccichè di Grande Sud (che ambisce a diventare governatore) nel sostegno a Massimo Costa come sindaco di Palermo. Mentre invece Genovese flirta con i compagni di partito Antonello Cracolici e Beppe Lumia (anche lui con il sogno nel cassetto della presidenza), sostenendo Fabrizio Ferrandelli. Dallʼesito del voto nel capoluogo dipenderà tutto, anche i possibili terremoti nel Pd (dove lʼalleanza DʼAlema-Fioroni-Letta guarda al centro) e lo “sbocciare” del partito della Nazione di cui è tornato a parlare il leader Udc, Pierferdinando Casini. A ottobre, quindi, potrebbe assistersi a uno scenario e anche al suo esatto contrario. Ad esempio a uno scontro MiccichèLumia, mantenendo inalterati gli schieramenti. ma anche a una candidatura di Gianpiero DʼAlia, appoggiata da Genovese e da unʼarea che ancora deve nascere. E Raffaele Lombardo? Scegliendo il rito abbreviato, potrebbe essere pronto per le politiche. Salvo condanne. (D.D.J.) L’ULTIMO ATTO Manovra “a rischio” La Finanziaria sotto la lente del Commissario PALERMO. Per il 2012, la manovra approvata dallʼArs allʼalba di mercoledì 18, che contiene una selva di norme alcune a rischio impugnativa da parte del commissario dello Stato (come l'ok ai comuni di assumere 22mila precari purché facciano i concorsi), prevede entrate pari a 192 milioni, circa 172 mln per effetto del processo di valorizzazione dei beni immobili e demaniali e il resto dall'aumento di tariffe e canoni di concessione (1,2 mln), dall'incremento dei canoni patrimoniali (200 mila euro), dal costo oneroso delle procedure Vas (200 mila euro), dai biglietti d'ingresso nelle aree protette (2,3 mln, l'ipotesi è 2,5 euro a ticket) e dal versamento dell'acconto di saldo dlela liquidazione dell'Espi (15 mln). Nell'attesa di portare a termine la vendita dei beni e di incassare le altre previsioni d'entrata, il governo ha accantonato in bilancio la cifra corrispondente, 192 mln. I fondi sono stati tolti da alcuni capitoli, in particolare dal fondo per le autonomie locali (75 mln), dal trasporto pubblico locale (22,234 mln), ai dissalatori (10 mln), al fondo unico del precariato (15,391 mln) e una decina di milioni alla ex tabella H (contributi a enti, associazioni, fondazioni, società). L'accantonamento sale a 535 mln, considerando anche la somma di 343 mln per la spesa sanitaria e che il governo potrà sbloccare solo quando risolverà con lo Stato il contenzioso sul federalismo fiscale e la compartecipazione alla spesa sanitaria. Per corpire questa voce, intanto, saranno utilizzati in modo provvisorio i fondi Fas, come autorizzato dal Tesoro. Per quanto riguarda i tagli, la finanziaria riduce le spese di bilancio per ulteriori 457,699 mln, riducendo del 10% in maniera lineare anche i fondi della tabella H, risparmiando 25 mln dalla parziale corriponsione degli aumenti contrattuali ai 18mila dipendenti della Regione e togliendo pagina 9 10 mln al capitolo per l'indnenità vitalizia a favore dei talassemici a carico del fondo sanitario regionale. Scompare l'emolumento al garante dei detenuti (100 mila euro). Tra le misure, l'eliminazione del “tetto” stabilito fino al 2014 per le indennità dei 1.900 dirigenti, il via libera all mobilità obbligatoria dei 18 mila regionali, il taglio del 10% delle indennità degli assessori tecnici a partire dal 1 maggio(confermata l'indennità equipata ai parlamentari in aggiunta a quella di assessore), le norme sugli Ato rifiuti (i comuni entro dieci anni dovranno restituire alla Regione le anticipazioni per la copertura dei debiti pari a 1 mld), la soppressione dell'Agenzia per l'impiego, guidata da Silvio Cuffaro, fratello dell'ex governatore. Contro la manovra si scaglia Legambiente. Per lʼassociazione ambientalista, «è gravissima la soppressione dell'azienda Foreste demaniali ed il trasferimento delle competenze alle province. E' una norma assurda e sbagliata, che mette in crisi uno dei pilastri delle politiche ambientali nella nostra regione». Politica 20 APRILE 2012 AI NASTRI. Genovese (Pd) e D’Alia (Udc) scelgono i presidenti. Tra riconferme ed esclusioni Messina, corsa al Quartiere L’elezione diretta e i maggiori poteri alle circoscrizioni solleticano le ambizioni dei consiglieri comunali. Ecco la mappa degli uscenti. Tra chi preme per scendere in campo e le “sorprese” MESSINA. I possibili candidati a sindaco di Messina? Ancora è tutto nel limbo. Bisognerà vedere come andranno le regionali di ottobre e le politiche nella primavera del 2013. Tutto è invece in ebollizione per quanto riguarda la grande notità introdotta dalla nuova legge elettorale che debutta già in queste amministrative: lʼelezione diretta della presidenza delle Circoscrizioni. Un affare non da poco, se si considera che, in nome dellʼattuazione del decentramento amministrativo, i quartieri avranno più poteri, “depotenziando” i consigli comunali. Ecco perché, in riva allo Stretto, molti esponenti dʼaula sono pronti a correre per le circoscrizioni. Complici, anche, i leader di riferimento. PRIMA CIRCOSCRIZIONE. L'uscente Giovanni Culici, ex Pdl, è ormai in predicato di dichiarare il suo passaggio ufficiale al Pd nellʼarea di Francantonio Genovese, e , sebbene ancora non lo abbia dichiarato apertamente per motivi di equilibri interni, il suo passo a sinistra è assodato. Il suo nome dovrebbe essere quindi quasi certo come candidato di area democratica alla presidenza. Nessuna voce di candidatura, attualmente, per l'illustre ex, Pippo Leonardo. Il quale, dellʼUdc (area Gianpiero D'Alia), è anche lui prossimo al passaggio al Pd, sempre con Genovese, per correre al Comune. In ambasce, invece, il Pdl. Natale Trischitta, fratello del vice presidente del consiglio comunale Giuseppe (Fli), infatti, sarebbe in pole position per la candidatura. In ogni caso la chiederà, ma bisogna vedere cosa farà lʼUdc, che potrebbe allearsi quasi sicuramente con lo “storico” Ciccino Irrera (peraltro ex presidente della I circoscrizione negli anni scorsi). SECONDA CRICOSCRIZIONE. Sarà scontro aperto certo, perché Giovanni Di Blasi, attuale presidente e non intenzionato a ricandidarsi, verrà dirottato alla Provincia o al Comune. E per la successione, che dovrebbe restare in area Pdl, sono indicati l'attuale vice presidente, Davide Siracusano e, potenziale candidato Udc, Orazio Gemelli (che è lʼaltro altro vicepresidente). Il Pd proverà a piazzare la carta con un uomo di sicura fede del segretario cittadino Giuseppe Grioli, ovvero Giampiero Terranova, che comunque potrebbe vedersela con Nuccio Zullo, anche lui valente e storico consigliere dei quartieri. Sembrerebbe ivece tagliato fuori per motivi anagrafici e di appartenenza lo “storico” Francesco Gallo. TERZA CIRCOSCRIZIONE. Salvo colpi di scena ed imposizioni dovute dalla segreteria del deputato del Pdl Nino Beninati, dovrebbe restare il presidente uscente, Giovanni De Salvo, decano attuale della Conferenza dei Presidenti. Per la successione, giochi apertissimi in entrambi gli schieramenti: se Libero Gioveni dovesse fare il salto al Comune, PER LA QUINTA? Ciccio Rella PRETENDENTE ALLA QUARTA. Nicola Cucinotta con l'Udc, avrebbe terreno facile l'attuale vice, Orazio Giannetto, poiché Massimo Giannetto, combattivo esponente di area D'Alia, dovrebbe fare il salto al Comune. In area Pd, i giochi dovrebbero essere chiusi con facilità su Santi Interdonato, sebbene il recente passaggio in area genovesiana di Cosimo Oteri (ex Pdl) potrebbe guastare i giochi di Interdonato. Infine, il Pdl, che dovrebbe difendere la posizione, è in assoluto alto mare: tra Raimondo Burrascano e Domenico D'Arrigo, questo secondo pare agevolato dalla sua vicinanza con il sindaco Giuseppe Buzzanca. QUARTA CIRCOSCRIZIONE. È lotta aperta. Genovese dovrebbe chiedere la riconferma del presidente uscente, VERSO ALTRI LIDI. Gianni Di Blasi Francesco Palano Quero, per “tutelare” la posizione rilevante in centro città. Sempre che l'attuale presidente non voglia dedicarsi ad altri lidi, tra Provincia e Comune. Ma le voci di altre candidature “eccellenti” si vanno facendo, in area genovesiana: si dice di Nicola Cucinotta, ex presidente ed attuale consigliere comunale, che gradirebbe il rientro al quartiere. E allo stesso modo, interessato alla carica sarebbe anche Peppe Chiarella, consigliere comunale Pdl, ed ex presidente anche lui. Ma, nel Pdl, i nomi sono ancora in alto mare e l'unico risulterebbe Christian Boemi. Nessuna indicazione da parte dell'Udc, mentre l'Mpa dovrebbe puntare sulla candidatura dell'attuale vice, Pietro centonove Caliri. Non essendo intenzionato al salto al Comune, infatti, il suo Movimento lo spingerà ai tavoli con gli alleati. QUINTA CIRCOSCRIZIONE. Anche qui, dovrebbe valere la regola della riconferma dell'uscente, in area PS. E quindi, il presidente attuale, Alessandro Russo, dovrebbe rivedersi candidato ufficialmente. Sebbene le mire di ex consiglieri comunali siano aperte da tempo: da Domenico Bonanno, ex consigliere comunale Pd ed ex presidente del quartiere, a Giancarlo Quattroni, anche lui, ex consigliere Pd. Se il giovane presidente non verrà dirottato al Consiglio comunale, la riconferma dovrebbe essere certa, però. Il Pdl, invece, dovrà probabilmente puntare su una candidatura giovane da contrapporre, e il nome che circola con maggiore insistenza è quello di Ciccio Rella, attuale consigliere provinciale di Pdl, area Buzzanca. Sebbene paia che il partito azzurro abbia pensato anche a Felice Cascio, ex presidente della Istituzione dei Servizi Sociali. Per l'Udc, tutto dipenderà dalle alleanze che verranno strette, poiché il nome da difendere è quello della attuale vice, Beatrice Belfiore, la quale, benché dellʼarea del deputato Pippo Naro, è vista con grande piacere anche da D'Alia. SESTA CIRCOSCRIZIONE. Scontato il salto al Consiglio comunale dell'uscente, Enrico Ferrara che, passato da Pdl a Grande Sud, lascerà il quartiere della “Punta del Faro”. In area Pd, la candidatura di maggiore punta dovrebbe essere quella dell'ex presidente, Paolo Maggio, che non nasconde la propria ambizione alla carica. Ma dovrà vedersela con un volto cresciuto molto in questa consiliatura, e parecchio apprezzato nel Pd, ovvero Carlo Rizzo, esponente di Castanea. In alto mare, l'area Pdl, dove nei vari passaggi avvenuti, si fa fatica a trovare un nominativo probabile. Per queste motivazioni, si mormora di una candidatura di livello da far piovere all'ultimo minuto. Mentre dovrebbe essere certa la “promozione” della ex vice presidente, Giusi Feminò, per l'Udc. Ben voluta e combattiva, dovrebbe superare in scioltezza la "concorrenza" dello storico Mario Biancuzzo (ex presidente) e di Orazio Calapai, peraltro non interessato ufficialmente alla corsa. Outsider sono attesi anche qui, e clamorosi: con il nome di Giorgio Caprì, attuale consigliere comunale Pd, che sarebbe tentato dalla elezione diretta. (D.D.J.) APPUNTAMENTI Pli al congresso regionale Il 21 marzo i liberali si riuniscono alla Provincia MESSINA. Appuntamento sabato 21 aprile alle 10 alla Provincia di Messina per il congresso regionale del Partito Liberale Italiano. Partecipano ai lavori, moderati dal segretario provinciale Massimo Rizzo, il presidente nazionale, Enzo Palumbo, e il segretario nazionale, Stefano De Luca. Sul tavolo dellʼassemblea la prosecuzione del cammino già tracciato col congresso nazionale del 25 marzo scorso e che vede il Partito Liberale impegnato a ricostruire il rapporto tra politica, istituzioni e cittadini. Nel dibattito attuale sulla profonda crisi della politica i Liberali hanno dato la loro risposta: i partiti sono ancora lo strumento migliore per cercare soluzioni ai problemi del paese, proporre idee condivisibili per elaborare nuove visioni della società. O meglio, lo possono essere a patto che ritrovino al loro interno, partendo dalla propria identità e tradi- pagina 10 zione, uomini, capacità, stimoli e passioni proprie del fare politica, così come la grande tradizione liberale italiana ha insegnato. «Un partito è tale solo se è fondato su basi valoriali», ha detto De Luca, commentando le proposte di tagliare il finanziamento pubblico ai partiti. «Come in tutte le grandi democrazie, anche gli italiani devono poter finanziare un partito destinando una parte della loro dichiarazione dei redditi, ed ogni altro ulteriore finanziamento deve essere defiscalizzato. Ma un solo centesimo versato dallʼErario è immorale». «Legge elettorale e finanziamento pubblico non sono che alcune delle direttrici lungo le quali si muovono i liberali per rilanciare non solo lʼidea partito ma la politica nel suo senso più alto», commenta invece Rizzo. «Il congresso regionale vuole essere un momento di riflessione e di elaborazione progettuale. La politica dell'ultimo ventennio, il peggiore della storia repubblicana, ci consegna un Paese lacerato dalla crisi economica e dall'ingiustizia sociale. La nostra città , in particolare, necessita di un'azione politica forte, di discontinuità col passato ed incentrata sull'individuo e le sue competenze». centonove Politica 20 APRILE 2012 A sinistra lʼassemblea dei lavoratori del Comune, al salone delle Bandiere (foto Sturiale). In alto Antonino Cama, dirigente al Personale di Palazzo Zanca PALAZZO ZANCA. Manca l’adeguamento dei contratti alla legge Brunetta Dipendenti a secco Produttività e salario accessorio in ritardo di quattro mesi, niente fondo per il 2012: in ballo dodici milioni di euro. Mai corrisposti a causa di un parere legale. Ecco perché DI ALESSIO CASPANELLO MESSINA. Una settimana fa, di dare la notizia era toccato allʼassessore al Lavoro Melino Capone, mercoledi 18 è stato il turno del segretario generale Santi Alligo, davanti ai dipendenti riuniti in assemblea sindacale: il comune pagherà entro maggio il “saldo” che i dipendenti di palazzo Zanca attendono dalla fine del 2011. “Con molta probabilità, ha specificato Alligo, tenendosi sul prudenziale. E lʼimpressione che si ha avuto è quella di essere seduti su una polveriera. Le due assemblee, a distanza di una settimana, sono state incandescenti, con qualche centinaio di dipendenti di palazzo Zanca stipati nel salone delle Bandiere, inferociti per quel paio di migliaia di euro che avrebbero non sono arrivati: quelli che spettano ai dipendenti per produttività e salario accessorio del 2011, e costituzione del fondo per il salario accessorio del 2012. In tutto fanno dodici milioni, che Capone assicura avere già pronti. E quindi? Come mai ai dipendenti non è stato saldato quanto dovuto? “Sono necessari una serie di adempimenti burocratici”, ha risposto Capone. Ecco quali. PERCHEʼ IL COMUNE NON PAGA. Come mai palazzo Zanca non ha ancora pagato quanto deve ai dipendenti? A causa di un parere legale di inizio aprile. A luglio dello scorso anno Rossana Menne, dirigente alle Relazioni sindacali distaccata a Messina dal comune di Nuoro, chiedeva spiegazioni sul mancato adeguamento dei contratti di dirigenza e personale alle direttive della legge Brunetta (che introduce nuovi sistemi di valutazione delle performance lavorative). Una nota che gettava il panico negli uffici contabili, tanto che dai revisori dei conti di palazzo Zanca partiva il consiglio su una “eventuale sospensione dellʼerogazione delle risorse variabili” per 709mila euro. Un “fermi tutti” che si è protratto fino ad oggi, visto che nel parere richiesto da Provvidenza Castiglia, dirigente delle Risorse interne, il collegio di difesa scrive “Al fine di ripristinare la legalità, di evitare di incorrere in eventuali responsabilità contabili e di adeguare la situazione di fatto a quella di diritto, occorre sospendere i contratti e procedere alla loro sottoscrizione secondo la procedura e nel rispetto della normativa vigente”: perchè la legge prescriveva lʼadeguamento entro il 31 dicembre 2011 pena la decadenza dellʼefficacia dei vecchi contratti. Parere sfruttato al volo dallʼamministrazione, che ha stoppato i pagamenti. Ma, dopo quattro mesi, i dipendenti si sono incazzati. CHI CʼEʼ SULLA BRACE. A farne le spese è stato Antonino Cama, dirigente ad interim della Gestione giuridica del personale, mandato al massacro a spiegare ad unʼimbufalita assemblea sindacale perchè e percome quei soldi ancora non sono arrivati. Di fronte alle centinaia di dipendenti, però, è iniziata a serpeggiare la sensazione del complotto, perchè anche nel 2009 un parere negativo (poi divenuto favorevole) aveva “affossato” la contrattazione. E per il presente? Per le sigle sindacali di palazzo Zanca, lʼadeguamento dei contratti ala legge Brunetta è un falso problema: quelli stabiliti dal contratto del 2004, infatti, non sarebbe un pagamento “a pioggia”, ma una distribuzione di incentivi a premialità, basato sulla presenza ma sulla produttività e sulle valutazioni dei dirigenti. Alla fine, al solito, si è trovata la soluzione salomonica, con la promessa del pagamento entro maggio, di salario accessorio e produttività per il 2011. Ed il 2012? Chi vivrà vedrà. Perchè cʼè un problema più imminente. PRECARI A USCIRE. Durante le assemblee è venuto fuori il decennale problema della stabilizzazione dei trecento precari (prima articolisti, oggi contrattisti) che da ventʼanni lavorano a palazzo Zanca. Quello che nessuno ha avuto il coraggio di dire è che, con lo sforamento del patto di stabilità, per il Comune sarà possibile procedere a nuove assunzioni. In questa fattispecie rientra anche la conversione dei contratti da tempo determinato ad indeterminato. Come se non bastasse, sulle sorti dei precari pende sempre la spada di Damocle del censimento. Se, come pare, Messina perderà lo status di città metropolitana, anche il numero dei dipendenti dovrà essere ridimensionato. E a farne le spese sono gli anelli più deboli della catena: i precari. PRECEDENTI Mors tua, vita mea Quando ai dirigenti è stato “stoppato” il conguaglio sulla retribuzione Ferdinando Coglitore MESSINA. Cʼè un altro motivo a causa del quale i lavoratori di palazzo Zanca hanno il dente avvelenato con lʼamministrazione: mentre ai dipendenti le somme avrebbero dovuto essere liquidate a fine anno (e a fine aprile ancora non si sono viste), ai dirigenti la somma viene trasferita mese dopo mese. Nella guerra tutti contro tutti che si è scatenata al comune di Messina, ogni episodio “a sfavore” del nemico, è un episodio a favore. E quindi un anno fa, proprio mentre iniziavano ad emergere le perplessità che come risultato hanno portato a quattro, quasi cinque mesi di ritardo nel pagamento di produttività e salario accessorio per i dipendenti di palazzo Zanca, ai dirigenti accadeva come per contrap- pagina 11 passo, un episodio molto simile: la sospensione della corresponsione di un acconto sulla “retribuzione da posizione”. Di cosa si tratta? Di una voce tabellare dello stipendio dei dirigenti, calcolata in base al “peso” della poltrona che si occupa, che incide per cifre che oscillano tra i quaranta ed i settantamila euro, e che si accompagna ad unʼulteriore voce che retribuisce il risultato, stabilita allʼincirca al 25% della “posizione”. La graduazione delle posizioni dirigenziali, a palazzo Zanca, è stata aggiornata nel 2010 dopo lʼadozione della nuova struttura organizzativa, che ai dirigenti concedeva, con decorrenza primo gennaio 2005, un aumento di cinquecento euro mensili che si andavano ad aggiungere alla retribuzione di posizione: in tutto facevano 6500 euro allʼanno in più (spalmate in tredici mensilità), come informava il ragioniere generale Nando Coglitore. Acconto che, però, veniva sospeso a luglio del 2009, “stop” motivato dal rimescolamento delle posizioni, e dalla necessità di stabilire un conguaglio positivo o negativo. E qualcuno, tra i dirigenti, si è trovato a dover restituire lʼacconto ricevuto. (A.C.) Politica 20 APRILE 2012 AVANTI C’È POSTO. Auto in sosta”a spina di pesce” in doppia fila sulla via Garibaldi MESSINA. A cosa serve e cosa ha fatto l’ufficio istituito per decreto Mistero mobility manager Tecnologie innovative, car sharing, informazioni sui metodi alternativi di trasporto, intermodalità. Ecco i risultati, che Melino Capone difende: «Molto lavoro, zero pubblicità», dice l’assessore MESSINA. Spostarsi a Messina? Un incubo. Impossibile. Uno sport estremo. Lo ha certificato il quinto rapporto “Mobilità sostenibile in Italia”, che ha inchiodato la città dello Stretto alle posizioni più basse, ma lo possono testimoniare le centinaia di migliaia di cittadini che ogni giorno si spostano lungo i trenta km dei confini cittadini. Eppure, ci sarebbe una speciale figura deputata alla bisogna. MISTERO MOBILITY MANAGEMENT. Il comune di Messina, di dotarsi degli strumenti adeguati ad affrontare lʼemergenza traffico (per fronteggiare la quale da cinque anni il governo nomina un commissario straordinario, oggi il sindaco Giuseppe Buzzanca) ci ha provato, istituendo lʼufficio Mobility Management, iniziativa che era sfuggita ai più e della quale modalità e finalità sono sconosciute. Cosa si propone? La promozione di nuovi sistemi di mobilità (car-sharing, carpooling, taxi collettivo), lʼottimizzazione e la promozione del trasporto pubblico locale, lo sviluppo dellʼintermodalità degli spostamenti, la riduzione dei picchi di traffico nelle ore di punta e dei chilometri percorsi dalle auto private, la realizzazione di percorsi ciclabili. Obiettivi riusciti? Dipende dai punti di vista. IL LIBRO DEI SOGNI. Cosʼè che dovrebbe in concreto fare lʼufficio del Mobility manager Silvana Mondello? “Individuare le applicazioni tecnologiche innovative in grado di migliorare l'efficienza dell'offerta e dei servizi di mobilità, aprire tavoli di concertazione con i soggetti esercenti dei servizi di trasporto pubblico, istituire un sistema permanente di informazione sui modi di trasporto alternativi (sito internet, linee telefoniche dedicate, informazione agli utenti tramite pubblicità, etc.)”, recita il sito della mobilità messinese. Le “applicazioni tecnologiche innovative” di cui si parla, però, sono centonove restate al palo. “Non sono dʼaccordo”, spiega lʼassessore alla Mobilità Melino Capone. “Ultimamente abbiamo appaltato il Meta, acronimo di Messina Trasporti Automatici”, una serie di telecamere, portali e segnalazioni sul traffico, la cui centrale operativa sarà lʼAtm. La verità è che non abbiamo mai fatto pubblicità, lavorando sodo senza comunicarlo”. E i semafori intelligenti per il tram? “Funzionano ovunque, si chiama priorità semaforica”, sostiene Capone. E “il sistema permanente di informazione sui modi di trasporto alternativi”? Attualmente esiste solo il centralino dellʼAtm, dato che le pensiline, che per legge dovrebbero riportare orari e percorsi delle vetture, sono stati destinati ad ospitare cartelli pubblicitari. Di modi di trasporto alternativi, però, nemmeno lʼombra. A Messina si circola in auto. E basta. Questo nonostante uno degli obiettivi dellʼufficio fosse “la riduzione dellʼutilizzo dellʼauto personale e degli spostamenti individuali”, e “migliorare lʼaccessibilità al luogo di lavoro disincentivando lʼutilizzo personale dellʼauto privata a favore di altri modi di trasporto collettivi ecologici e non motorizzati”. “Qui siamo carenti - sospira Capone - ma non è colpa nostra”. Perché? In pratica, le strutture con più di 300 addetti avrebbero dovuto individuare i responsabili della mobilità aziendale per occuparsi dellʼottimizzazione degli spostamenti casalavoro del personale dipendente, e poi comunicare al Comune il piano degli spostamenti casa - lavoro dei dipendenti, da presentare entro il 31 dicembre di ogni anno e da aggiornare periodicamente. “Diciamo che praticamente nessuno dei soggetti interessati ci ha mai risposto”, conclude laconicamente lʼassessore. NEL FRATTEMPO... Nel sito dedicato alla mobilità messinese cʼè la mappa con il percorso, la linea del tram e quelle dei bus, cʼè la zonizzazione della Ztl, estesissima, e cʼè pure una voce curiosa: “attrattori di traffico”. Cliccandoci sopra, appaiono, in diversi colori, le zone in cui è matematico che, durante la giornata, si formeranno gli ingorghi, che corrispondono ad uffici pubblici, scuole, impianti sportivi e monumenti. Singolare il fatto che, nonostante siano indicate il legenda con uno squillante colore verde, in città di aree pedonali non ne appaia nessuna. Forse perchè a palazzo Zanca sanno bene che anche nelle zone in cui sarebbero inibiti, i veicoli a motore scorazzano indisturbati, così come accade, limitandosi alle aree intorno al comune di Messina, in via san Giacomo dietro il Duomo o in via Mario Aspa nei pressi del teatro. (A.C.) AZIENDA TRASPORTI Atm, la lenta agonia Ferme le procedure per la liquidazione e rilancio dell’azienda, accusano i sindacati Melino Capone MESSINA. Nel frattempo lʼAtm sta facendo la più ingloriosa delle fini, spegnendosi lentamente e in agonia. Si era deciso di metterla in liquidazione e di far sorgere, sulle ceneri della vecchia, una nuova azienda trasporti, competitiva sul mercato e mondata dai debiti. E invece niente. “Le nuove normative di legge in materia di mobilità urbana, i rilievi della Corte dei Conti e dell'Assessorato regionale ai Trasporti richiedevano un nuovo piano industriale e la trasformazione, in un arco temporale brevissimo individuato rispettivamente in 60 e 90 giorni, della vecchia azienda. Oggi quella delibera è rimasta lettera morta”, scrive la Cisl, alla quale fa eco ancora più duramente unʼaltra sigla sin- pagina 12 dacale, la Uil. “Siamo già a fine aprile e lo stipendio di marzo non è ancora stato corrisposto e non esiste alcuna prospettiva neanche per quello di aprile. Siamo, inoltre, a coscienza del fatto che i creditori si stanno attivando per pignorare le somme direttamente alla Regione. Un percorso assolutamente legale dal momento che le somme stanziate da Palermo non sono direttamente collegate al pagamento degli stipendi ma relative ai chilometri percorsi”. E da palazzo Zanca come rispondono? Abbozzando. “Dobbiamo pagare marzo e aprile e aprile”, spiega lʼassessore al Lavoro (ed alla Mobilità) Melino Capone, costretto dalle circostanze a ripetere la stessa solfa ogni mese da tre anni a questa parte. Ci stiamo attrezzando per pagare marzo, ma date non voglio darne, perchè se poi saltano...”, conclude dubbioso. Il bilancio della Regione è stato approvato in settimana, perchè diventi operativo sarà necessario ancora qualche giorno, quindi è probabile che marzo sarà pagato coi fondi del Comune: un milione e ottocentomila euro da raschiare dal fondo del barile. (A.C.) centonove Politica 20 APRILE 2012 PARABOLE. A San Cataldo, il deputato nazionale non è più il signore incontrastato Pagano perde il “regno” Dopo aver piazzato due sindaci consecutivamente, il cognato Raimondo Torregrossa e Giuseppe Di Forti, l’esponente del Pdl “costretto” a sostenere un candidato di Fli. Con un’alleanza inedita DI ALIDA AMICO SAN CATALDO. Stavolta lʼesito delle urne potrebbe riservare non poche sorprese. Con lʼuscita di scena di Giuseppe Di Forti (vicino al parlamentare nazionale Alessandro Pagano), chi sarà il prossimo sindaco di San Cataldo, il paese che tra i suoi figli illustri annovera Giuseppe Alessi (il fondatore della Dc) ed il compianto arcivescovo di Monreale Cataldo Naro? In corsa, ci sono 5 candidati. Gianluca Amico ( un avvocato sostenuto da Pdl e Fli). Un ingegnere, Gianfranco Scarciotta, attuale consigliere provinciale del Pd (appoggiato anche da Idv,Sel, Rc e da una lista civica capeggiata dallʼex presidente del consiglio Gaetano Vullo, in rotta con il Pdl). E poi, Giuseppe Scarantino, un promotore finanziario che corre per conto del “polo di centro” (Udc, Api ed Mpa) ed è sponsorizzato da 4 liste civiche. Si ricandida per la terza volta Franco Raimondi (ex popolare, già Udc ed Mpa). Nonché, in corner, anche lʼex assessore comunale recentemente “defenestrato” dal Pdl, Rosario Sorce. PAGANO PERDE PEZZI. Questa “pazza” campagna elettorale sancataldese - anche per il variegato assortimento di alleanze - è contrassegnata dalla frammentazione a destra e dalla grande fuga dal Pdl. Il test elettorale sancataldese - lʼunico Comune in provincia di Caltanissetta, insieme a Niscemi, dove si voterà col sistema proporzionale il prossimo 6 e 7 maggio potrebbe infatti sancire lʼavvio di un mutamento genetico, della “mappa” politica nissena. Il Comune di San Cataldo negli ultimi lustri ha legato il suo nome alla parabola del leader dei berlusconiani in provincia di Caltanissetta: lʼattuale parlamentare Alessandro Pagano. Che nella sua SE IL REGNO VACILLA. Alessandro Pagano “roccaforte” sancataldese è sempre stato il “re” incontrastato. Negli ultimi 15 anni, sulla poltrona più alta di Palazzo delle Spighe hanno seduto ininterrottamente sindaci di stretta osservanza “paganiana”. Per due sindacature, il cognato Raimondo Torregrossa (nel 2008 eletto allʼArs). E negli ultimi 5 anni, lʼuscente Giuseppe Di Forti (altra sua creatura). La cui sindacatura, a sentire le frecciate dellʼopposizione, verrà ricordata come la “peggiore” che abbia avuto San Cataldo. Stavolta insomma, nel feudo elettorale “paganiano”, il “terremoto” in corso potrebbe preannunciare che forse il vento sta davvero cambiando non solo per Palazzo delle Spighe. Ed i 23 mila sancataldesi, dopo circa un ventennio potrebbero voltare le spalle a Pagano. IL CREPUSCOLO DEGLI DEI. Che la “Pagano dinasty” sia ormai agli sgoccioli? Il tam tam sancataldese racconta, infatti, che dietro il sostegno alla candidatura di Amico ci sarebbe un Pagano in marcato declino. Consapevole del rischio di perdere la partita, proprio nel suo “quartiere generale” di San Cataldo, il parlamentare del Pdl starebbe infatti optando per il basso profilo: non si fa vedere in giro con lʼavvocato candidato (insieme a Torregrossa, ha disertato persino il comizio di apertura della campagna elettorale). La “grande fuga” dal Pdl, con epicentro San Cataldo, sembra comunque inarrestabile. «Pagano è in forte difficoltà - conferma Davide Cammarata, segretario del circolo del Pd - e deve fare finta di sostenere un candidato che non è della sua area, per accreditarsi come uomo del dialogo. Ma chi lo conosce, sa che è una barzelletta...». TORREGROSSA “BUTTAFUORI”. Il coordinatore provinciale del Pdl Torregrossa ha intanto preannunciato lʼennesima espulsione dal partito: stavolta quella del capogruppo alla Provincia, Diego DellʼUomini, per il suo appoggio al “traditore Sorce”. DellʼUomini, perché senta la “nuora Pagano”, a Torregrossa glielʼha però cantata sulla stampa. «Deve spiegare come possano un deputato regionale, uno nazionale ed un sindaco uscente cedere la candidatura a Fli. Perché nelle passate elezione - chiede conto DellʼUomini - cʼerano 7 liste a sostegno del sindaco Di Forti e adesso solo tre?». PDL & FLI. Altra “anomalia”: berlusconiani e finiani, che altrove si fanno la “guerra”, qui sosterranno un candidato comune. «Semplicemente perché quelli di Fli - malignano dallʼopposizione - sono in realtà tutti “paganiani camuffati”. Anche se il coordinatore provinciale dei “finiani», lʼex parlamentare forzista Giacomo Ventura, smentisce letture dietrologiche. «La nostra linea, è di assecondare le esigenze territoriali: scegliendo sulla base dei programmi e delle intese e non pro o contro una persona...». SCARANTINO IN POLE POSITION. Del “terremoto” scoppiato a destra potrebbero però avvantaggiarsene soprattutto i candidati dellʼarea di centro. In primis Giuseppe Scarantino, supportato da 4 liste civiche, tra cui il “Sacco in movimento” (espressione dellʼomonimo periodico, per anni spina al fianco contro lʼ“onnipresenza paganiana” in paese). La candidatura di Scarantino, viene anche sponsorizzata da Bernardo Alaimo (ex assessore regionale Dc oggi in quota Udc), da Salvatore Saporito (presidente della locale Banca Toniolo), nonché dallʼarea cattolica vicina a don Massimo Naro (fratello del defunto arcivescovo). Salvo sorprese, il sindaco verrà fuori dal ballottaggio. Mentre per i due “cognati” sancataldesi - Alessandro, fervente militante dellʼassociazione Alleanza Cattolica, e Raimondo, incarnazione del “paganesimo dal volto umano” per il suo fair play - il conto alla rovescia è già cominciato. Ed il responso delle urne, potrebbe accelerare lʼautunno dei “patriarchi sancataldesi” con lʼepilogo di unʼera che ha segnato la politica nissena post Alaimo. AGRIGENTO Sgarbi fa la Pennica Il critico lascia Zambuto e appoggia Epolis AGRIGENTO. Lʼultimo colpo di teatro lʼha messo a segno Vittorio Sgarbi. Il quale, dopo avere appreso che lʼUdc di Cefalù ha vietato lʼuso del simbolo “scudocrociato” agli udicini locali - che lo appoggiano nella sua candidatura a sindaco - per “reciprocità” ha stracciato lʼaccordo con il sindaco uscente di Agrigento, lʼudicino Marco Zambuto. Dirigendo la prua verso Salvatore Pennica, il candidato di Epolis, Pdl e Grande Sud. «Scelgo Vittorio Sgarbi in libertà, come ambasciatore della cultura agrigentina nel mondo...», ha preannunciato lo stesso Pennica durante il comizio, alla presenza dellʼinteressato. Confermando la collaborazione del critico dʼarte, come consulente esterno, «a costo zero». Quindi, dopo Epolis, il Pdl e Grande Sud, anche il neo partito della Ri- voluzione - che ha candidato 4 aspiranti consiglieri comunali con i partiti, ha rilanciato il suo “patto di lealtà” con gli agrinella lista di Epolis (ed il cui referente, è lʼattuale vice sinda- gentini. «Con chi sto, voglio dirlo e farlo ora. Ma se i partiti co di Licata, Giuseppe Arnone) - ha siglato in corner un “pat- avverte i naviganti - dovessero tradire lʼaccordo elettorale, li to” con il candidato Pennica. Poco importa se lo stesso Sgar- metterò alla porta del municipio 6 mesi dopo!” Intanto, a sobi, abituato a sparare a mitraglia nel mucchio, nel suo inter- stegno di Mariella Lo Bello, ex segretaria provinciale della vento durante il comizio a Porta di Ponte non abbia rispar- Cgil,candidata del “cartello” Pd, Mpa, Fli ed Api, ci sarà anmiato il partito di Berlusconi. Che il giorno prima - con lʼarri- che la lista civica “Agrigento Protagonista” promossa dallʼex vo del segretario nazionale Angelino Alfano al deputata regionale dellʼUdc (già sindaco di NaCinema Astor - aveva di fatto aperto la sua camro) Mariagrazia Brandara. «Conosco ed appagna elettorale. Pennica, sostenuto da 4 liste prezzo da anni la serietà e concretezza di Ma(Epolis,Pdl, Grande Sud e la lista civica Cantiere riella Lo Bello - commenta la Brandara - ed ho depopolare), ha intanto indicato nella sua squadra ciso di supportarla, facendomi promotrice di una (costituita da 3 assessori) due esponenti di area lista in cui ci saranno, 30 persone che non hanPdl: Carmelo Terrasi (responsabile del dipartino mai fatto politica. La nostra battaglia contimento centro storico del partito) e Daniela Catanuerà per chiedere trasparenza e legalità. E solano, vice coordinatrice provinciale (oltre che niprattutto ci batteremo perché la confisca dei bepote dellʼeuro parlamentare Salvatore Iacolino). ni prevista per i mafiosi, venga estesa anche ai Totò Pennica Ma Salvatore Pennica, nonostante lʼalleanza politici ed ai funzionari corrotti». (A.A.) pagina 13 Politica 20 APRILE 2012 AL VOTO. Ecco i programmi delle quattro schieramenti amministrativi NOVARA DI SICILIA Così ti trasformo Santa Teresa Pallella propone le fontanelle di acqua frizzante gratis, De Luca rinuncia a indennità e consulenti. “Rifiuri zero”, lo slogan di Carlo Lo Schiavo . L’uscente Morabito col wi-fi DI MASSIMO FERRARO SANTA TERESA DI RIVA. Completata la composizione delle squadre comincia a santa Teresa di Riva la vera e propria battaglia elettorale che culminerà con le operazioni di voto del 6 e 7 maggio. Intanto si è provveduto al sorteggio per lʼordine di inserimento nella scheda elettorale. La lista numero uno sarà quella capeggiata da Fabio Palella, ex capogruppo di minoranza, che guiderà “Sveglia S. Teresa”, una coalizione di rottura col sistema dei partiti del territorio composta per lo più da giovani alla prima esperienza politica in cui spiccano lʼattore-regista Vittorio Bruno e Pasquale Turriciano, uomo storico della destra santateresina. Assessori nominati lo stesso Bruno e Debora Russo. Palella con uno scatto di orgoglio ha presentato la propria” civica” nonostante i forfait dellʼultima ora di Francesco Currò e Jhonny Crisafulli. Innovativo sicuramente il programma del giovane ex Sicilia Vera che tra lʼaltro punta sulla “creazione di una casa dellʼacqua con la possibilità di erogazione del prezioso liquido sia naturale che frizzante, sullʼutilizzo della tecnologia led per lʼimpianto di pubblica illuminazione con un risparmio energetico del 60%, fornitura per tutti i consiglieri comunali di tablet in comodato dʼuso per notifiche in tempo reale, carta argento per gli anziani e bus navetta sia per il centro che per le frazioni. La lista numero due è “S. Teresa Protagonista” - capeggiata dallʼex sindaco Carlo Lo Schiavo - conta sullʼappoggio del Fli, del Mpa quota Lo Monte, di Patto per S. Teresa cara a Nino Bartolotta, dei giovani Pd Impastato e dei “maratoneti “ Udc affiancati dai Giovani di Bucalo. Assessori nominati Giovanni Todaro ( vicesindaco ) e Maria Antonia Briguglio. Lo Schiavo ha tra le sue intenzioni prioritarie quelle di “individuare strade alternative per risolvere i problemi di attraversamento viario del paese, favorire gli investimenti di piccoli e grandi imprenditori soprattutto nel settore Da sinistra Cateno de Luca e Fabio Palella turistico, coesione sociale con servizi a favore delle fasce deboli e integrazione degli extracomunitari, piano di accesso pubblico alla rete connessione wireless, raggiungimento dellʼobiettivo “rifiuti zero” e dal punto vista comprensoriale battersi per evitare la soppressione degli uffici di pace presenti in tutto il comprensorio creandone uno unico a S. Teresa nei locali dellʼex pretura”. Col numero 3 si presenterà agli elettori “Sicilia Vera Libera S. Teresa” è la compagine che ha stravolto il quadro politico locale con lʼinaspettata candidatura dellʼonorevole Cateno De Luca che dopo aver lanciato la candidatura di Carlo Lo Schiavo lo ha “mollato” accusandolo di inadempienza nellʼosservanza del cosiddetto “ patto generazionale”. De Luca capeggia un monocolore di cui fanno parte tra gli altri i consiglieri uscenti Salvatore Bucalo – designato assessore al bilancio – e Danilo Lo Giudice (presidente del centonove consiglio ) ed ha già presentato la sua giunta che prevede Nino Famulari, vicesindaco con delega Lavori Pubblici e Urbanistica, Pina Giovanna Dʼarrigo (Solidarietà e servizi sociali ) e Giovanni Bonfiglio che si occuperebbe di Sport, turismo e spettacolo. Nella dichiarazione di intenti del deputato regionale spicca “la rinuncia alle indennità di carica, la drastica riduzione dei costi della politica ed una razionalizzazione della spesa pubblica con il taglio netto delle consulenze esterne a vantaggio della valorizzazione delle numerose e qualificate risorse interne alla pianta organica comunale in modo da creare economie di scala che consentano benefici che ricadano nella sfera di pertinenza dei cittadini attraverso investimenti e riduzione delle gabelle comunali”. La lista numero 4 “ Città Libera “ capeggiata dal sindaco uscente Alberto Morabito è composta da rappresentanti del I 12 comandamenti di Luigi Bertolami Ogni consigliere è associato a un progetto MAZZARRAʼ SANTʼANDREA. Gli impegni presi dal candidato sindaco Luigi Munafo sono racchiusi in 12 punti programmatici: uno per ogni componente della lista collegata. Lʼinedito sistema ha lʼobiettivo di far si che ognuno dei candidati , in caso di vittoria, porti avanti il proprio punto in relazione alle proprie competenze. Evitando “distrazioni” nel corso della legislatura. A contendersi la poltrona a Novara sono Munafò e Girolamo Bertolami. “Fare per crescere” capeggiata da Munafò ha tra gli esponenti di spicco Antonio Sofia, il primo sindaco eletto con il sistema dellʼelezione diretta per due legislature, Giuseppe Rao ex assessore in giunte anni 80-90 e Daniele Raccuia revisore dei conti in numerosi comuni della provincia. I primi due sono papabili assessori, Raccuja dovrebbe ricoprire in caso di affermazione la carica di presidente del consiglio. In giunta già designati Nadia Giamboi, specializzata nella promozione turistica e lʼimprenditore Giuseppe Da Campo Ferrara. Pdl, area Formica, Buzzanca , Nania e Ricevuto, dal Pd ufficiale, dallʼUdc ala “moderati”, Mpa area Dʼaquino; assessori designati Gianmarco Lombardo e Pablo Spadaro ed ha registrato un colpo di coda del primo cittadino che in poche settimane ha avuto il merito di ingrossare le proprie truppe al punto da avere problemi di abbondanza. Il progetto del primo cittadino prevede “il potenziamento della raccolta differenziata col sistema del porta a porta, particolare attenzione alle problematiche sociali in un periodo di crisi economica con la redazione del piano regolatore sociale, la realizzazione del progetto per la valorizzazione del Borgo Rurale MisserioFautarì già finanziato dallʼAssessorato Regionale Risorse Agricole, e attenzione alle frazioni sotto lʼosservazione dellʼex vicesindaco Tanino Maggioloti. Massima cura per le politiche giovanili con lʼistituzione della Pro-Loco e di Wi-fi zone. GALLODORO La campagna elettorale più “piccola” della Sicilia A contrastare Lo Monaco c’è l’insegnante Currenti. A votare saranno 300 residenti GALLODORO. Domenico Lo Monaco, sindaco uscente, e Alfio Currenti, insegnante, hanno aperto ufficialmente la campagna elettorale nel comune di 390 abitanti, il più piccolo della Sicilia. Campagna elettorale che si prevede accesa, considerati i legami di parentela tra i candidati. Alcuni di questi sono nuove facce prestate per la prima volta alla politica, altri, invece, sono veterani, che si ripresentano per gestire un comune dissestato dal punto di vista finan- ziario. Domenico Lo Monaco si ripropone, dunque, alla cittadinanza con la lista “Gallodoro nel cuore”, che presenta quattro esponenti della vecchia maggioranza: Natale Carmelo Calì, Rosario Gualtieri, Roberto Lo Monaco, che era in procinto di passare con Alfio Currenti, ma poi ha deciso di fare dietrofront, e Maria Assunta Stracuzzi, designata come assessore. Lʼaltro assessore designato è Giuseppe Riccardo DʼAgostino, il più anziano di tutti, classe 1945. Uno dei nuovi volti invece è il 25enne Antonio Fenicio, che rappresenta assieme ad Antonella Maria Romano la gioventù nella lista, composta anche da unʼaltra donna, la barman Maria Concetta Sciacca. Nello schieramento opposto è presente invece lʼex candidato sindaco delle passate elezioni Antonino Pedale, designato assesso- Currenti pagina 14 re insieme a Gaetano Luca. Pedale è il marito di Elvira Saglimbeni, esponente della compagine di Marilena Bucceri a Letojanni. I due coniugi, appoggiati dallʼonorevole Pippo Currenti( nativo di Gallodoro e imparentato col candidato sindaco), si presentano entrambi in due comuni diversi. Gli altri candidati al consiglio sono di diversa estrazione sociale e politica. Eʼ presente Fli e anche il Pd con Nino Parisi, (già presidente del Consiglio), cugino di Roberto Lo Monaco, candidato nella lista opposta. Le novità sono rappresentate da Antonella Bartolotta, cugina dellʼaspirante sindaco, da Annalisa Ardizzone, dal mister della locale squadra di calcio a 5 Maurizio Lo Turco, e da Ottavio Puzzolo, ex impiegato. Nella compagine “Insieme si cresce” anche il navigato Lo Monaco Pippo Carilli. (Enrico Scandurra) centonove Politica 20 APRILE 2012 BROLO. Il capo dell’esecutivo si è rifiutato di inserire nella sua lista una “compagna” del Pd Se Messina è poco democratico A protestare il Circolo Pio La Torre per l’esclusione di Francesca Natoli dall’elenco dei “consiglieri”. La replica: «Ho scelto chi ha dimostrato nel tempo spirito di squadra» DI CATERINA SCAFFIDI BROLO. La campagna elettorale si apre con lʼennesima puntata dellʼeterno botta e risposta tra il Circolo “Pio La Torre” e il sindaco uscente e ricandidato Salvo Messina. Lʼoggetto dello scontro, oltre la rivendicazione di una serie di note a cui pare che il sindaco Messina non abbia mai risposto, è la mancata accettazione nella lista del sindaco uscente dal nome “Brolo in movimento”, di Francesca Natoli, componente del direttivo regionale del Pd, partito di cui fa parte lo stesso sindaco Messina. «Siamo certi che il rifiuto di inserire nella lista “Brolo in movimento” per la elezione del Consiglio Comunale del 6 e 7 maggio prossimo, la componente del direttivo Regionale del Partito Democratico Francesca Natoli, sia essenzialmente dovuto al terrore che qualcuno “potesse mettere il naso” nei conti e negli atti riservati del Comune per controllarne regolarità e legittimità. In un sistema praticamente senza controlli amministrativi con tale chiusura avete dimostrato non forza ma debolezza politica e coda di paglia ed anche per questo il futuro democratico di Brolo ed il futuro di tanti creditori e dipendenti è a rischio!” Così si legge nel documento inviato dallʼaltra frangia del partito democratico al sindaco Salvo Messina. Immediatamente sulla rete si sono scatenati una serie di commenti, riflessioni, spunti di discussione. Molti si chiedono come si possa proporre una candidatura a fianco di un sindaco di cui si è sempre messo in dubbio il modo di operare e se non fosse stato più corretto aspirare allʼopposizione, in modo da operare unʼazione di controllo sul modo sbagliato di amministrare di cui parla il Circolo “Pio La Torre”. Ma a sfatare ogni supposizione ci ha pensato al lettera aperta scritta dal sindaco brolese alla cittadinanza e ai suoi accusatori. Salvo Messina «Avevo pensato come in altre occasione di non rispondere, di lasciar correre, convinto come sono che spesso la miglior risposta allʼinsulto personale velato di politico sia lʼindifferenza che fa scemare nel dimenticatoio la provocazione- scrive Salvo Messina - al tempo avevo invitato chi mi attaccava al dibattito aperto, al confronto, ciò non è avvenuto e di questo non mi posso addossare la colpa, se lʼopposizione non vuol fare, non sa fare, si scoccia a rivestire il suo ruolo non è certo colpa di chi amministra». Poi Salvo Messina passa alla parte più delicata dellʼargomento, il rifiuto alla candidatura di Francesca Natoli. «Francesca Natoli, oggi recrimina il suo non essere il listaafferma il sindaco brolese- si chieda perché? Siamo nella stessa area politica, il Pd. Lʼamministrazione ha dialogato e valutato. Io mi sono assunto la responsabilità del diniego. Si entra in lista non per cognomi, casati, eredità politiche. Si entra se si ha voglia di fare, se nel tempo si ha avuto spirito di squadra e di appartenenza, se si è stati vicini. Nessuna serpe nel petto, nessuna barricata prima di iniziare, non si costruisce così unʼamministrazione che deve lavorare per il bene comune, insieme per anni. Se questo nome non è oggi nella lista è anche perché nessun suggerimento, nessuna progettualità, nessuna idea costruttiva ha dato a chicchesia per “fare” qualche cosa per Brolo, stesso dire per il Circolo che rappresenta, mentre altri, anche lontani politicamente hanno chiesto ed avuto». Risposte al vetriolo per un botta e risposta arrivato allʼultimo atto. TORTORICI Esposto per difendere Dino Galati Rando TORTORICI. Troppe “voci” sul conto del consigliere provinciale Dino Galati. Proprio per questo il “Comitato sostenitore” del politico ha inviato una nota indirizzato a varie istituzioni, dalla Procura al Ministero degli interni, in cui denuncia interventi per fare in modo che queste illazioni finiscano. Galati si è insediato a palazzo dei Leoni dopo Dino Galati Rando una lunga battaglia a colpi di carta bollata e la sentenza del Cga. «Si sta cercando di diffamare un nome, distruggere una famiglia senza un motivo fondato» scrive il comitato pro Galati. Il Comitato si riferisce a quanto ignoti hanno diffuso dopo che Dino Galati Rando e la sua famiglia sono stati oggetto di indagine per minacce. «Il 26/01/2010 il procedimento viene archiviato con provvedimento del Gip perché privo di fondamento - si legge nella nota - ma si continuano ad ordire strategie contro un cittadino onesto! Diffamare un nome, distruggere una famiglia senza un motivo fondato….non è possibile accettare di diventare le pedine inconsapevoli di un complotto che si muove sulla sottile linea della legalità». Secondo il Comitato, infatti, Dino Galati è nel mirino della mafia bianca. A tal proposito lʼavvocato Decimo Lo Presti, legale del consigliere Galati, ha presentato istanza alla procura di Messina per conoscere eventuali iscrizioni a carico del suo assistito. Secondo quanto riportato nellʼesposto, sarebbero due gli attacchi contro il consigliere: il primo parte dai “poteri forti”, «quella che comunemente identifichiamo appunto come la mafia bianca»; il secondo, dagli “utili idiotiʼ, «che sono tanti, forse anche troppi, collaboratori diretti della casta, che si lasciano irretire in queste trame delinquenziali». (Pamela Arena) MAZZARRA SANT’ANDREA Navarra si “allontana” dai suoi consiglieri Il primo cittadino prende le distanze dai componenti della lista di Pietrafitta MAZZARRAʼ SANTʼANDREA. Dopo la presentazione delle liste parte una campagna elettorale che, dalle prime schermaglie, si annuncia molto rovente. Il confronto è già partito con il primo comizio tenuto dal candidato a sindaco Domenico Crupi. Intanto pare che già il prossimo sabato il sindaco uscente, Carmelo Navarra, parlerà alla cittadinanza per fare un excursus dei suoi 10 anni di attività politica, ma non si sa se prenderà delle posizioni ben precise a favore di qualche candidato. Intanto, con una nota precisa che «le scelte fatte dai consiglieri che sostengono il candidato uscente. La nostra progettualità sul territorio è Pietrafitta, provenienti dal gruppo che mi ha sostenuto, sostanzialmente diversa da quanto fatto sino ad ora e voglio hanno compiuto scelte assolutamente personali e frutto di evidenziare che nella mia lista non è presente alcun loro decisioni autonome, che non possono essere candidato che si possa considerare vicino al dottore Navarra. riconducibili ad una mia attuale posizione. Mi preme, inoltre, I consiglieri comunali uscenti che hanno deciso di candidarsi sottolineare che non mi risulta, come peraltro confermato nella mia lista si erano già candidati insieme a me nelle direttamente dallʼassessore Rosaria Torre, precedenti consultazioni comunali. che la stessa abbia ricevuto richiesta né data Pietrafitta commenta anche un atto vandalico disponibilità a ricoprire alcuna carica». accaduto ad una candidata al consiglio Dunque, Navarra non appoggerà Pietrafitta. comunale della sua lista, la pittrice Carmela Questʼultimo, ha tenuto a precisare che ciò Teresa Caravello, che ha subito un attentato che più desidera per la sua comunità è incendiario che ha distrutto la sua vettura. “ riportare il paese alla sua connotazione Speriamo che sia lʼultimo gesto intimidatorio principale, ovvero il paese dei vivai: «La che la nostra comunità subisce e che il visione di come dovrà essere proiettata “Nuovo Inizio”, che è anche il nome della Mazzarrà SantʼAndrea nel prossimo futuro – nostra lista, simboleggi la voglia di riscatto dichiara Pietrafitta - è diversa rispetto a che tutti noi auspichiamo». quanto fatto sino ad ora dallʼamministrazione Carmelo Navarra P.A. pagina 15 Politica 20 APRILE 2012 AL VOTO. A Mirto fanno pace Ialuna e Lanza. Cinque anni fa correvano per la sindacatura centonove SAPONARA C’eravamo tanto lottati Venuto, squadra che vince...cambia La famiglia Lanuto, invece, “arruola” tra le proprie fila Giovanni Sapone, figlio dell’avversario storico. Ad Alcara Li Fusi e Motta D’Affermo gli “uscenti” puntano sui propri “delfini” Oltre ai fedelissimi a sostenerlo Nicola Bertino e Valentina Fiocco DI NINO DRAGOTTO MESSINA. Fino a qualche mese fa erano su fronti opposti. Oggi camminano a braccetto e affrontano gli elettori cercando consensi per la medesima squadra. A Mirto, ad esempio, la preside dellʼistituto tecnico Industriale, Rosalia Lanza, è riuscita con fortuna a scongiurare la formazione di una terza lista, e dovrà confrontarsi con la dinastia dei “Lanuto”, con lʼimprenditore Giuseppe Lanaro, genero dellʼex sindaco Giuseppe Lanuto, autentica “roccia” democristiana, abile imprenditore del settore marmi sempre attivo nei corridoi e nelle stanze della sede municipale. La preside inaffondabile è riuscita a far salire sulla sua nave lʼavversario di cinque anni fa e velista, Luigi Ialuna, e quattro combattive nocchiere, Cettina Arcodia, Chiara Di Pane, Luisa Piraino e Maria Catena Protopapa. Lanuto “Dinasty” per non scivolare sulle preferenze ha imbarcato nella stiva della lista “Insieme”, Giovanni Sapone, figlio di Nino Sapone il quale ha impedito il bis amministrativo a Giuseppe Lanuto. La partita a due dei candidati a sindaci, nella fascia più occidentale della provincia di Messina spacca in due schieramenti i piccoli paesi, dove a “contare” è il peso elettorale delle famiglie dei candidati consiglieri. Ad Alcara Li Fusi il confronto è aperto tra guardiaparco Nicola Vaneria, ed il bancario Ettore Dottore. Il rispettivo vessillo elettorale è “Alcara nel Cuore” e “Rinnovamento Democratico”, ma il pacchetto azionario di voti per Vaneria è riposto nellʼex primo cittadino, il medico Giuseppe Pirronello, chiamato nei compiti di assessore. Per Dottore, il “fido” di credito elettorale è affidato al sindaco uscente Giuseppe Spinello, rappresentato in giunta dal fratello Vincenzo. Riuscirà il dinamico guardiaparco a riportare lustro alla sede “naturale” dellʼente Parco dei Nebrodi, impresa non riuscita al poco pragmatico Enza Bonadonna Rosalia Lanza Luigi Ialuna sindaco uscente Spinello? A Longi la lotta per il primato è tra il funzionario dellʼassessorato regionale Agricoltura, Sandro Lazzara, sindaco uscente che fa affidamento sul voto più a sinistra e sulle simpatie del “Parco Avventura”, e sul fronte opposto il presidente del consorzio ripopolamento ittico “Nebrodi”, Nino Fabio, democristiano di lungo corso, già primo cittadino, sostenuto dallʼapparato locale del Banco di Credito Cooperativo, Valle del Fitalia. I cittadini pensano di loro due, che entrambi sappiano lavorare bene per il loro paese, ma la politica li divide, altrimenti sarebbero valore raddoppiato per la comunità. Il sindaco uscente di Pettineo, Pino Barberi è riuscito a generare un “erede” elettorale, con una ricerca certosina tra impiegati e dirigenti dellʼapparato municipale, ed ha trovato in Giuseppe Liberti lʼespressione vincente per una continuità amministrativa (“Ancora Unita”). Ai disegni politici, egemonici della terra bagnata dai torrenti Alesa e Santo Stefano, di Pino Barberi, che taglia senza affanni il traguardo del suo secondo mandato a sindaco, si oppone la professoressa di filosofia del liceo di Cefalù, Enza Bonadonna, che cercherà di “esorcizzare” le mire dellʼavversario con una lista trasversale, “Crescere Insieme”, che ha lo zoccolo duro nella componente parrocchiale. La successione del sindaco di Motta DʼAffermo, Sebastiano Adamo, non sarà una secessione in quanto il testimone cercherà di prenderlo in “corsia” il vice sindaco Antonio Giuseppe Pulvino. Pulvino che ha la sua rocca di avvistamento elettorale tra i residenti della frazione “marinara” di Torremuzza cercherà di relegare allʼopposizione il veterano di tante battaglie politiche amministrative Nunzio Marinaro, rimasto ancorato nel centro storico di Motta ed alla chiesa del Patrono, San Rocco. PIRAINO Le liste? Sono “litigarelle” Ecco i “nemici” politici che corrono nella stesso schieramento PIRAINO. Si erano separati con tanto di comunicati stampa al seguito, frecciatine e recriminazioni. Ora si trovano designati nella stessa giunta. Si tratta dellʼex assessore ai Servizi Sociali Angelita Terranova e del responsabile dei Lavori Pubblici, Maurizio Ruggeri. “Nemici” fino al febbraio scorso, quando Angelita Terranova aveva annunciato a insaputa di tutti la sua candidatura a sindaco, “colleghi” presunti in quella che sarà lʼeventuale amministrazione targata Pippo Condipodero. Angelita Terranova a dicembre accusava il primo cittadino pirainese, Giancarlo Campisi, di voler appoggiare la candidatura a sindaco di Maurizio Ruggeri, quale suo successore, nonostante lei stessa già da tempo manifestava la volontà di aspirare a qualcosa di più. La Terranova fu estromessa dal sindaco Campisi e aveva già iniziato la sua cam- SAPONARA. Sfida a due nel centro tirrenico per le amministrative del 6 e 7 maggio. Da una parte il sindaco uscente, Nicola Venuto, Fli, dallʼaltra il rappresentante dellʼattuale gruppo dʼopposizione Natale Saponara, 58 anni, ex dipendente Iacp. Venuto punta al secondo mandato riproponendosi agli elettori con buona parte della squadra affermatasi nel 2007 e alcune novità. La prima è costituita dallʼalleanza con il Pd e dalla designazione alla carica di assessore per Nicola Bertino, presidente del locale circolo del partito di Bersani. La seconda dallʼingresso a sorpresa pagna elettorale. Ma alla luce delle nuove candidature i due hanno dovuto mettere da parte astio e vecchi dissapori e piegare il capo di fronte alle trattative politiche. La stessa cosa è accaduta con Francesco Mastrolembo, altro assessore designato nella rosa di Condipodero, da sempre contrario allʼamministrazione Campisi. Anche lui stava imbastendo un dignitoso programma e un gruppo politico dal nome “Rimanere a Piraino” che ha dovuto “sacrificare” per progetti politici più ambiziosi. Stessi meccanismi nella lista guidata dalla dottoressa Gina Maniaci dove il duo che ha caratterizzato lʼopposizione pirainese, ovvero i due esponenti del PD “Giorgio La Pira”, Marco Ceraolo Spurio e Ignazio Natoli, dovranno convivere con Tonino Scaffidi lʼesperto ingegnere meglio conosciuto come il marito del consigliere dʼopposizione uscente Anna Ricciardi. Lʼopposizione Pirainese, infatti, tempo fa voleva estromettere Anna Ricciardi dallʼAmministrazione in quanto pare che la stessa non partecipasse attivamente, per motivi lavorativi, alle riunioni e ai consigli comunali scatenando la disapprovazione di Ceraolo e Natoli. pagina 16 Nicola Venuto nella compagine di Venuto di Valentina Fiocco, giovane studentessa universitaria, il cui padre, Giuseppe, era stato eletto allʼopposizione cinque anni fa. «Il progetto continua spiega il sindaco uscente - per ricostruire Saponara, con lʼobiettivo di trasformare la tragedia in una grande opportunità per la nostra comunità. Vogliamo rilanciare il territorio partendo dalle sue peculiarità». In lista figurano anche gli assessori uscenti Antonio Salvo, Gianni Liotta, Antonino Ruggeri, Fabio Vinci, i consiglieri Giovanna Battaglia, Sebastiano Battaglia, Stefano Caruso, Salvatore Furnari, Gaspare Bertino, Antonino Venuto, Ugo Venuti. Le altre “new entry” sono Manuela Naborre (funzionario al Tribunale di Messina) e Rosalba Pino (laurenda in scienze della comunicazione). Sul fronte opposto, invece, il candidato Natale Saponara, esponente Udc (fedelissimo del deputato regionale Giovanni Ardizzone), guiderà una lista Civica che si propone come alternativa. Il gruppo è composto dal nocciolo duro dellʼopposizione uscente «ma - precisa Saponara - anche da giovani ed espressioni della società civile». Sabato 21 aprile, alle ore 18, presso la palestra comunale Graziella Campagna, si terrà la presentazione ufficiale della lista. Antonio Bonaccorso Sicilia centonove MESSINA. Il Catasto scopre mille costruzioni non censite Immobili fantasma Capannoni, baracche, ville e ristoranti mai dichiarati: cosa l’Agenzia del Territorio ha trovato sovrapponendo mappe catastali con aerofotogrammetrie. Tutti i proprietari delle case “sconosciute” DI ALESSIO CASPANELLO MESSINA. Un aereo, una fotocamera ad alta precisione, le mappe catastali ed un anno di lavoro. Ecco quello che è servito agli uffici provinciali dellʼAgenzia del Territorio per riuscire a scovare gli immobili fantasma, quelli non presenti sulle mappe catastali ma esistenti, in mattoni e cemento. La sovrapposizione delle mappe con le fotografie aeree ha rivelato un sommerso impressionante, in cui sconosciuti o mai dichiarati al catasto ci sono ogni sorta di immobili, dalla stalla al deposito, dalla baracca alla villa, dal capannone al ristorante. Amnesia che, sulla strada del catasto, ha colpito tutti: privati, associazioni, imprese ed enti. LA METODOLOGIA. Dagli uffici del catasto messinese di via Garibaldi, sono partiti mille avvisi di “attribuzione di rendita catastale presunta ai fabbricati non dichiarati al fisco”. In pratica, allʼAgenzia del territorio vogliono capire il perchè delle discrepanze tra quanto censito in mappa, quanto realmente cʼè di costruito in ogni particella, chi lʼha costruito e chi ne usufruisce. Perchè, spesso, i “fabbricati fantasma” non sono stati realizzati dai proprietari dei terreni. “Abbiamo trovato di tutto”, ha spiegato Salvatore Bracciorosso, architetto del catasto che ha seguito in prima persona le vicende. Ecco cosa hanno scoperto. ENTI NON DICHIARANTI. Il caso più paradossale è quello della Provincia di Messina, che possiede un immobile, una volta struttura sanitaria, tra il viale Giostra e la salita che porta in via san Jachiddu, giusto di fronte alla rotonda di san Michele. Tutto attorno alla struttura, in disuso e occupata “manu militari”, sono sorte baracche di ogni tipo. E siccome la particella catastale appartiene a palazzo dei Leoni (e misura la bellezza di 1850 metri quadrati) toccherà agli uffici della provincia sbrogliare la situazione. Perchè, lʼattribuzione di rendita presunta (e pagamento conseguente) ricade sul proprietario dellʼarea. Una situazione analoga la vive lʼIacp, al quale gli uffici dellʼAgenzia hanno elevato contestazioni per ben venti particelle catastali che risultano difformi da quanto registrato nelle mappe: si tratta delle “casicelle” di san Michele, un agglomerato di casette ultrapopolari sulla riva del torrente che con gli anni si sono moltiplicate in un trionfo di baracche, verande chiuse, balconi allargati e laminato di plastica verde a copertura. Anche il Consorzio autostrade ha ricevuto avvisi di accertamento da parte dellʼAgenzia del territorio. Perché? A causa delle costruzioni che sono sorte in aree di pertinenza autostradale o di proprietà del consorzio. Così è successo, per esempio, poco prima dellʼautogrill di Tremestieri, in unʼappezzamento di terreno in cui lʼaerofotogrammetria indica una casa che non dovrebbe esserci, o a Bordonaro, zona in cui, in fascia di rispetto autostradale, più nuclei familiari hanno edificato baracche e case abusive. Nella rete delle verifiche cade anche lʼUniversità: per il Policlinico, la cui pianta non corrisponde alle mappe, e per un rudere “ignoto” in contrada Marotta, LA SCHEDA Cosa prevede la legge MESSINA. Chi realizza un nuovo fabbricato o amplia un immobile urbano esistente ha lʼobbligo di presentare unʼapposita dichiarazione al Catasto entro 30 giorni dal momento in cui i fabbricati sono divenuti abitabili o servibili allʼuso cui sono destinati. L'Agenzia del Territorio ha individuato fabbricati o ampliamenti di costruzioni che risultano non dichiarati al Catasto, utilizzando le immagini aeree del territorio nazionale. Lʼattività di foto-identificazione è stata condotta in collaborazione con Agea - Agenzia per le erogazioni in agricoltura. Nel caso in cui i titolari di diritti reali sugli immobili individuati non abbiano presentato gli atti di aggiornamento catastale entro il 30 aprile 2011, gli Uffici provinciali provvedono allʼattribuzione di una rendita presunta. Se dopo tale attribuzione il proprietario continua a non adempiere, i tecnici dellʼAgenzia provvedono allʼaccatastamento, con oneri a suo carico. Ovviamente, data la natura “deduttiva” dello studio del Catasto, gli intestatari dei beni oggetto di avviso di accertamento hanno ampia facoltà di chiedere allʼufficio provinciale il riesame della pratica in autotutela. (A.C.) pagina 17 20 APRILE 2012 nella porzione di terreno che, secondo il progetto definitivo del ponte, dovrebbe servire come discarica di inerti. IN NOME DI DIO. Non si fanno mancare nulla anche gli istituti religiosi: sui colli San Rizzo, tra Portella e le quattro strade, le salesiane del san Giovanni Bosco hanno ristrutturato una vecchia struttura di ospitalità, ma “si sono fatte scappare la mano”, ampliandola in maniera parecchio difforme da quanto dichiarato sulle mappe catastali. Stessa situazione anche per lʼistituto di carità della Ancelle riparatrici, per la parrocchia della Madonna delle lacrime e per lʼorfanotrofio femminile del Divino zelo di Sperone, alle quali è stato inviato un avviso dʼaccertamento. Notevole quello che invece il catasto vuole accertare ai gesuiti: in unʼarea parecchio ampia in viale regina Margherita, di pertinenza dellʼIgnatianum, le mappe catastali non riportavano che nudo terreno. E invece ci sono due campi di calcetto, che i preti “hanno dimenticato” di dichiarare. NOMI E COGNOMI. Non solo gli enti: tra le quasi mille notifiche di contestazione che il catasto ha mandato in giro cʼè anche lʼassessore alla Famiglia del comune di Messina Dario Caroniti, sui territori del quale, a Larderia, ci sono dei capannoni tirati sù dal marmista al quale il terreno è affittato, sconosciuti al catasto (e pure a Caroniti). Poco più sopra, lungo il torrente Larderia, lʼagenzia del territorio prende di mira Sarino Bonaffini ed il fratello Angelo, contestando la mancata catastazione di immobili che ricadono su quattro particelle catastali diverse: si tratta di “depandance” delle case dei due fratelli mai catastate, e addirittura del ristorante che lʼimprenditore, al quale a settembre sono stati sequestrati beni per centinaia di milioni di euro, ha recentemente aperto a qualche decina di metri. Comunicazione anche per il socio ed ex presidente del Camaro calcio Benito Chiofalo, al quale lʼAgenzia del Territorio contesta lʼampliamento mai catastato della villa in salita Frantinaro, nella strada che dalla Panoramica dello Stretto porta a Granatari. Poco distante, cʼè una casa che ricade su terreni del progettista del museo Padre Annibale Maria di Francia, Livio Lucà Trombetta, visibile dalle aerofotogrammetrie ma sconosciuta nelle mappe catastali. Dellʼimmobile, il catasto chiede conto e ragione allʼarchitetto. Nei terreni del giudice Franco Langher a Pezzolo, in contrada Ruvolazzo, sorge da anni un locale. A Langher, proprietario del terreno, il catasto ha inviato il protocollo dʼavviso per strutture costruite e mai catastate, tra le quali rientra anche una piscina. Avviso anche per il collega, giudice della sezione fallimentare, Ugo Scavuzzo, il cui terreno di Rodia, vicino al torrente Mucciaccio, è oggetto di contestazione da parte del catasto. Al costruttore Santi Sofi, insieme al fratello Antonino, lʼufficio di piazza Municipio chiede conto e ragione dei capannoni alle cave di sabbia, sulla Panoramica, che servono per le attività di estrazione di materiale da costruzione. Capannoni che nelle cartine catastali non ci sono. Sotto la lente dʼingrandimento, anche un terreno in contrada Caccamo a Santo Stefano di Alfredo Schipani (cointestato con la sorella Amelia), figlio del fondatore della ditta che, fino a un anno, fa era esclusivista dellʼappalto per la pubblica illuminazione di Messina. Anche in questo caso, il risultato dellʼaerofotogrammetria non corrisponde con quanto cʼè sulle mappe catastali. Sicilia 20 APRILE 2012 L’AMMINISTRATORE DELEGATO. Antonio Conti IIL PRESIDENTE. Sergio La Cava MESSINAMBIENTE. Il Pm Fabio D’Anna richiede le condanne. Sentenza a luglio La resa dei Conti Tre anni per l’ex amministratore delegato e per il “numero uno” di Altecoen Francesco Gulino. Due e mezzo per l’allora presidente Sergio La Cava. Accusati di concorso esterno. Chi “comandava” nel business dei rifiuti DI ALESSIO CASPANELLO MESSINA. Undici condanne e cinque assoluzioni: una storia da riscrivere con contorni da giallo, se il giudice darà seguito alle richieste che pubblico ministero Fabio D'Anna ha formulato davanti alla seconda sezione penale del Tribunale di Messina. Messinambiente, la sua storia ed i suoi manovratori occulti vanno alla sbarra. LE RICHIESTE. Cinque anni con lʼaccusa di associazione mafiosa per i boss Puccio Gatto, Carmelo Ventura e Giacomo Spartà, quattro anni per Tommaso Palmeri, tre anni e sei mesi di reclusione per Raimondo Messina e Gaetano Nostro: queste le richieste di DʼAnna per le infiltrazioni mafiose allʼinterno della partecipata che si occupa di rifiuti. Poi ci sono i vertici: richiesta di tre anni per Antonio Conti, ex amministratore delegato della società, per Francesco Gulino e Maurizio Ignazio Salvaggio: il primo ex presidente di Confindustria Enna e presidente di Altecoen, partner privato di Messinambiente che assorbì le cooperative che svolgevano il servizio negli anni '90, il secondo il suo braccio destro. Poi due anni e mezzo per Gaetano Munnia e Sergio La Cava, ai tempi presidente della società. Per tutti, lʼaccusa è di concorso esterno. Il pubblico ministero ha invece chiesto la prescrizione dei reati ambientali contestati (dal “cimitero dei frigoriferi” Francesco Gulino centonove alle modalità di smaltimento dei rifiuti raccolti in discarica ) per l'ex funzionario Antonino Miloro, e per Filippo Marguccio, Benedetto Alberti, Giovanni Fornaia e Gaetano Fornaia. A luglio è attesa la sentenza di un processo che è iniziato nel 2008. STORIA DI UNA PARTECIPATA. Allʼinizio, è stata lʼinformativa “Smalto”. Eʼ da lì che prende il via lʼinchiesta, condotta dalla Direzione investigativa antimafia di Messina e dall'allora pm della Dda Ezio Arcadi, sul business dei rifiuti in città. A fare scattare la molla, e lʼinteresse degli investigatori, è stato l'ingresso della società ennese Altecoen come partner privato del comune di Messina in Messinambiente. Le indagini hanno rivelato quella che, fino a quel momento, era una “chiacchiera” nei corridoi di palazzo: e cioè che una quota dei dipendenti era stata scelta tra pregiudicati dei clan messinesi, con una specie di “manuale Cencelli” che divideva i posti di lavoro in base al “peso” delle famiglie negli assetti di potere mafiosi. E sono state le intercettazioni telefoniche a rivelare il fatto che i vertici della società erano al corrente del “divide et impera” messo in atto dalla malavita messinese. Il risultato? Costi spropositatamente elevati a fronte di un servizio assolutamente scarso, con emergenze create “ad arte” dagli stessi dipendenti della società quando, in consiglio comunale, si stava ventilando lʼidea di rescindere il contratto per il servizio. A chiusura delle indagini, Arcadi usò il “pugno di ferro”, domandando al giudice per le indagini preliminari Alfredo Sicuro l'arresto di praticamente tutti gli indagati principali. Richiesta che il giudice accordò solo per i referenti criminali, ma non per i “colletti bianchi: per Conti, Gulino e La Cava, è stata inflitta infatti la sospensione temporanea dalle funzioni. Era il 2004. Nel 2005 la Corte di Cassazione, confermando la decisione del Tribunale del Riesame, portò a dieci il numero degli arresti. Allʼudienza preliminare, a comparire davanti al giudice furono in diciassette, ma le accuse iniziarono a scricchiolare. Furono ritenute inutilizzabili le dichiarazioni del pentito Luigi Sparacio, che raccontò del ”benvenuto” che la mafia concesse agli imprenditori ennesi, e buona parte delle intercettazioni telefoniche. Nel frattempo, per Messinambiente iniziava una seconda fase. L’EPILOGO Liquidazione, ultimo atto Il declino della società, tra arresti e bandi contestati Nino Dalmazio MESSINA. La “seconda vita” di Messinambiente inizia sotto il segno di Nino Dalmazio, “uomo della Procura” che della partecipata è stato prima amministratore giudiziario, poi presidente, infine amministratore unico, prima delle dimissioni del 2010. Dalmazio traghettò Messinambiente dalle secche giudiziarie ad un passo dalla liquidazione, situazione in cui la partecipata è stata posta sotto lʼamministrazione del successore di Dalmazio, Armando Di Maria. Che si sta dannando lʼanima per tentare di non far morire la società, il cui destino sembra però deciso. A giugno, infatti, lʼAto3 emanerà il bando che mette a gara i servizi di raccolta e spazzamento oggi in capo a Messinambiente. Eʼ sul bando che si è combattuta una battaglia cruenta da entrambe le parti, culminata con una condanna da parte dellʼAutorità garante del mercato e della concorrenza a Messinam- pagina 18 biente per abuso di posizione dominante. In pratica, la partecipata di via Dogali non ha concesso allʼAto3 alcune informazioni sul personale, alle quali potenziali partecipanti ai due bandi (deserti) di novembre 2010 e maggio 2011 avrebbero potuto avere accesso. La multa inflitta dallʼAuthority è stata di 52mila euro, ma avrebbe potuto essere molto più salata. Di Maria, comunque, ha dato notizia che la società della quale oggi è commissario liquidatore, proporrà appello davanti al Tar. Unʼaltra pagina nera, tra le tante di Messinambiente, è stata scritta un mese e mezzo fa, con lʼarresto di due dipendenti sorpresi a rubare carburante dai mezzi della società che, nel percorso tra Messina e la discarica di Mazzarrà santʼAndrea, deviavano verso Terme Vigliatore e travasavano gasolio a beneficio di Giovanni Cutroneo. I due, Salvatore Savoca (che ha patteggiato otto mesi) e Carmelo Ragusa (che si dichiara estraneo ai fatti ed ha scelto il il rito ordinario), sono stati licenziati. Per capirci qualcosa in più, Di Maria ha messo in ferie forzate gli autisti degli autocompattatori, affidando il trasporto ad una ditta esterna. Il risultato? I mezzi sono diventati improvvisamente “parchi” di carburante. (A.C.) centonove Sicilia 20 APRILE 2012 FURNARI. Il libro di Carmelo Catania ripercorre i dodici anni della discarica di Mazzarrà Sant’Andrea La collina della Munnizza In base alle indagini dei carabinieri del Noe e della procura di Barcellona, la struttura di contrada Zuppà non rispetta tutte le norme di legge: «Le amministrazioni non trovano alternative» La discarica di TirrenoAmbiente a mazzarrà Sant’Andrea. In alto la copertina del libro di Carmelo Catania DI PAMELA ARENA FURNARI. Vicende legate alla discarica di Mazzarrà SantʼAndrea, indagini relative al ciclo dei rifiuti e tanto altro nel libro “La collina della munnizza” scritto dal blogger Carmelo Catania. La presentazione del volume, avvenuta al Circolo Arci “Senza Confini” di Furnari, è stata lʼoccasione per rilanciare il problema della discarica di TirrenoAmbiente che continua a causare disagi al paese. Anche se lʼargomento è molto sentito (recentemente è stato condannato lʼex presidente di Tirreno Ambiente Nello Giambò nellʼambito dellʼinchiesta “Vivaio”), alla presentazione del libro, comunque, non era presente un folto pubblico, come se ci fossero riserve ad esporsi di fronte a questo problema. Nel presentare il suo libro, Catania, ha ripercorso le motivazioni che lo hanno portato ad approfondire il problema rappresentato dalla discarica spiegando anche quali sono gli aspetti legati alla sostenibilità ambientale ed economica del trattamento dei rifiuti. Aspetti di cui hanno parlato anche il sindaco Mario Foti, il giornalista Antonio Mazzeo e il professor Beniamino Ginatempo. «Il tema dei rifiuti, in Sicilia e non solo, è purtroppo sempre dʼattualità – dichiara Catania – Io lʼho sempre seguito, ed è proprio dopo una serie di articoli da me scritti sulla discarica di Mazzarrà che ho deciso di scrivere dellʼargomento che inquadra sia gli aspetti politici, cioè la sostanziale incapacità dimostrata finora nella soluzione del problema dalle amministrazioni di tutti i colori, sia le vicende giudiziarie e tutto quanto ruota intorno alla discarica: dalle ripercussioni sullʼambiente ai possibili effetti sulla salute per gli abitanti dellʼarea. Probabilmente per qualcuno è un libro scomodo perché richiama alla memoria le vicende legate alla discarica di contrada Zuppà e tutto ciò contro cui dobbiamo combattere quotidianamente: lʼaria irrespirabile, i rifiuti a perdita dʼocchio con la campagna che ha lasciato ormai il posto allʼormai famigerata discarica. Questo libro BARCELLONA Il pignoramento Caruter? E’ sproporzionato Il tribunale ridimensiona il credito a 770 mila euro. I lavoratori della Dusty si fermano BARCELLONA. I lavoratori dellʼAto Messina 2 si preparano ad incrociare le braccia a causa del mancato pagamento degli stipendi da quattro mesi. Ritorna lʼincubo emergenza sanitaria per i 38 comuni da Villafranca a Brolo. La decisione è stata ufficializzata al termine di un incontro, che si è tenuto presso la sede dellʼAto 2 tra i sindacati Cgil-Fp, Cisl Fit, Uil Trasporti e lʼAto per esaminare le problematiche inerenti la mancata erogazione degli stipendi alle maestranze della Dusty e ai dipendenti dellʼAto Messina2 in liquidazione. Continua a creare problemi il pignoramento da 4 milioni di euro da parte della Caruter, ditta creditrice della società. Le notizie provenienti dal tribunale di Barcellona sono positive, anche se i tempi tecnici non si conoscono. Il giudice dell' esecuzione del Tribunale di Barcellona, Francesco Catanese, ha infatti stabilito che i crediti "certi" vantati dalla Caruter, così come certificati dalla Regione nel piano debitorio di rientro per le spese sostenute dagli Ato per affrontare l' emergenza, ammontano ad "appena" 717mila euro e non a 4 milioni. Adesso bisognerà attendere solo poche settimane per consentire all' Ato di chiedere al Tribunale di Patti (che aveva avallato il pignoramento) l' anticipazione dell' udienza perché sia esaminata la nuova documentazione prodotta dal legale della società d' ambito. Il commissario liquidatore, Salvatore Re ha comunicato ai lavoratori che fino a quando non si esprimerà il Tribunale non sarà possibile trovare soluzioni per pagare i salari arretrati. pagina 19 fa il punto, almeno fino ad oggi, sugli anni di “mala gestione” di quella che ho definito la collina della munnizza». Catania ripercorre la storia della discarica aperta oltre 12 anni fa allʼinterno di un terreno privato di proprietà della Tirrenoambiente. «Una società diventata monopolista per caso perché ha scelto di investire nei rifiuti e ha fatto fortuna, tenendo in pugno, di fatto, le diverse amministrazioni comunali che si sono avvicendate nel tempo e che non hanno mai fatto nulla perché incapaci di trovare alternative. E se qualcuno volesse, legittimamente, sostenere che la situazione di Mazzarrà non è paragonabile a quella di Napoli, bisogna anche dire, però, che – secondo le risultanze delle indagini condotte dai carabinieri del Noe e dalla Procura di Barcellona Pozzo di Gotto, titolare di più di una indagine sulla gestione dellʼinvaso di Mazzarrà - i vertici della società avrebbero tralasciato di rispettare tutte le leggi in materia». Il Noe (Nucleo Operativo Ecologico) dei Carabinieri di Catania nel luglio del 2009, aveva evidenziato non poche irregolarità nel modo in cui confluiscono i rifiuti in discarica e aveva chiesto il sequestro dellʼinvaso. Secondo Catania non vengono rispettate le normative europee né quelle regionali ed è evidente che si tratta di una discarica estesa quanto una collina, e questo invaso giornalmente ingoia tonnellate e tonnellate di rifiuti: versano qui Messina, la stragrande maggioranza dei comuni della provincia, alcuni comuni del palermitano. Nel recente passato addirittura, arrivava la spazzatura della Campania. Nel suo testo Catania parla anche dei rischi che si corrono con questo invaso: «Non sono ancora stati costruiti gli impianti per il trattamento dei rifiuti, pur in presenza dellʼautorizzazione integrata ambientale che risale al 2009 e a tal proposito il sindaco di Mazzarà, Carmelo Navarra, si è giustificato sostenendo che i costi sono molto alti, quindi in discarica continueranno ad affluire rifiuti indifferenziati e non cambierà nulla. La falda acquifera potrebbe essere la prima ad essere rovinata, poi cʼè lʼinquinamento dellʼaria e ci sono, soprattutto, i rischi per la salute degli abitanti. Lʼunica soluzione percorribile sembra essere la raccolta differenziata che in provincia di Messina rimane ferma intorno al 4,62%. Senza la raccolta differenziata qualunque altra soluzione è solo uno spostamento in avanti del problema: dobbiamo spezzare la catena cassonetto-discarica-inceneritore. Sicilia 20 APRILE 2012 centonove S. PIERO PATTI. In un libro la storia di Antonio Sperduto. Collaborò con il poliziotto Joe Petrosino Il primo pentito? E’ di San Peri Grazie alle sue “soffiate”, fu sgominata la “banda degli avvelenatori”. Nel volume di Nicola Calabria dedicato ai personaggi nebroidei del secolo scorso, anche le vicende del maresciallo che rubava agli ebrei DI PAMELA ARENA SAN PIERO PATTI. Cʼè il racconto del primo pentito, del maresciallo che rapinava gli ebrei, o di una sposa che si invaghisce di un garibaldino. Storie di personaggi e racconti che hanno caratterizzato la vita di pochi e determinato il destino di molti. Si parla di questo nellʼultima fatica letteraria di Nicola Calabria “San Piero Patti ieri e oggi- Quaderni di storia sampietrina”. Il testo parla di alcuni personaggi originari del comune nebroideo la cui esistenza ha lasciato un segno nel paese che si tramanda di generazione in generazione. IL PENTITO AMERICANO. Eʼ la storia, ad esempio, di Antonio Sperduto, sanpietrino, emigrato in America dopo aver lasciato a casa moglie e i figli, e del suo incontro con Joe Petrosino, il famoso poliziotto italoamericano impegnato nella lotta alla mafia. Petrosino, emigrato in America nel 1883 dove realizzò il suo sogno di diventare Nicola calabria, autore del libro ufficiale, arrivò poi in Sicilia nel 1909 per indagare sulle origini della mafia, ma si di ogni avere, li consegnò alle SS spinse troppo oltre i limiti e venne freddato germaniche prima che potessero valicare il allʼuscita di un ristorante non facendo confine e per tale motivo fu condannato a neanche in tempo a comunicare ad altri le 12 anni di carcere nel ʼ46. Secondo sue scoperte. Le biografie su Sperduto, lʼaccusa Forzano aveva con cui Petrosino entrò in contatto per razziato 3860 dollari, 4140 franchi svizzeri, conoscere le vicende di mafia, vennero 134 mila lire, 120 mila franchi riportate da molti giornali dellʼepoca. Intatti, francesi, due orologi dʼoro, uno in platino il loro incontro fece scalpore perché, a con brillanti, un anello dʼoro con brillanti e differenza di molti altri italiani, Sperduto altri due brillanti bianchi e blu. Lui si difese non assunse un atteggiamento omertoso, con veemenza: «Questi signori sono ma raccontò i fatti permettendo ai poliziotti tornati dalla Svizzera e pretendono che io lʼarresto abbia sequestrato loro una valigetta con del capo della banda dei cosiddetti oro, preziosi e denaro. Ma io quegli ebrei “avvelenatori”. li ho consegnati agli “Essi Essi” tali e quali IL FEDELISSIMO DI MUSSOLINI. Nel come me li hanno portati in ufficio». testo Calabria parla anche della vicenda di Forzano monopolizza lʼattenzione della un fedelissimo di Mussolini, il maresciallo camerata con le sue esclamazioni, con Francesco Forzano, che fece parte della la sua mimica tutta salti, gesti, giochi di Repubblica di Salò. Soprannominato il “re dita, strabuzzamenti dʼocchi. Il primo ad dei bidonisti”, fu rinchiuso insieme a tanti essere preso di mira da lui è il prefetto altri nella cella 31 del carcere San Donnino Celio, il quale, peraltro, non lo può soffrire di Como – racconta Calabria - di lui scrisse e non ne fa mistero. Forse perché lʼex un compagno di cella Alfredo Degasperi, giornalista e irredentista trentino, amico del futurista Marinetti e capo dei servizi politici del fascio repubblicano di Como. Il maresciallo Forzano si arricchì attraverso la persecuzione degli ebrei. Aveva partecipato anche alle operazioni franchiste in Spagna. I partigiani, che dopo il 25 aprile ebbero accesso ai depositi di Forzano, trovarono un vero e proprio tesoro: 4 camion carichi di seta e preziosi. In pratica fingeva di favorire lʼespatrio in Svizzera degli ebrei invece li consegnava dopo averli spogliati dei propri averi alle SS. Il 5 gennaio 1945, invece di favorire lʼespatrio clandestino in Svizzera dei coniugi ebrei Rozenboatt, dopo averli spogliati Vincenzo Schepis Il libro “San Piero Patti ieri e oggi” maresciallo ha condotto, per ordine superiore, unʼinchiesta su certe poco limpide operazioni in valuta estera condotte da Sua Eccellenza. Ma pochi sono disposti a giurare sulla sua buona fede. AMORE GARIBALDINO. Seguono poi altre storie, tra cui anche un articolo del professore Nino Falcone che narra della storia dʼamore di un garibaldino di San Piero Patti, Peppino Palioloco, che innamoratosi di una giovane sposata al colonnello Vittore Weiss fuggi con lei da Napoli a San Piero Patti. Dopo una fitta corrispondenza tra la famiglia del giovane e quella della ragazza, il padre del garibaldino riportò la ragazza a Napoli. Questo un esempio della corrispondenza intercorsa tra le famiglie coinvolte nella vicenda: “Gentilissimo amico, Non trovo termini sufficienti da potervi esprimere la mia gratitudine su quanto vi siete premurato, e con la massima oculatezza comunicato quanto nella mia lettera vi dettagliava al nonno di quel briccone di Peppino Palioloco, e spero per quanto mi avete assicurato nella vostra graditissima che pria vi giunga la presente, mia figlia accompagnata dal padre di Palioloco (sic) si trovino già in movimento per questa mia dimora; vi ringrazio adunque ed il sommo Iddio ve lo possa compensare in salute. Se mia figlia nel giungere la presente non sia ancora partita fate che pregate Don Gaetano in mio nome che non perdesse tempo, mentre il marito di mia figlia diggià si trova dato dei passi, avendo parlato con un avvocato primario di Napoli e questi riscontrato un articolo di legge che à detto che la moglie sarebbe condannata a cinque anni di carcerazione, e conseguentemente il Dottore una corrispondente pena. Or siccome lʼultima lettera che mi inviò il giovane sconsigliato Palioloco (mi confesso la mia imprudenza) la feci leggere al marito di mia figlia che qui si trovava per discutere sulla tardanza della risposta delle lettere inviate; letta la quale siccome vi trovò degli insulti a lui diretti, se ne andiede subito in Napoli si recò dal suo avvocato e le ordinò di recarsi dal giudice per aprire il processo. Fortunatamente la sera del 3 ricevei la vostra lettera e la mattina seguente albando giorno mandai Delmonaco altro mio genero in Napoli per far leggere la vostra lettera al Colonnello e questi è ritornato dallʼavvocato per far sospendere ogni cosa sino ad altro suo avviso. Ciò premesso vi supplico a far tutto il possibile presso il nonno a non far ritardare il movimento e così farmi tranquillizzare”. Vostro gravissimo amico e servo, Annibale Prinzivalle Capua 5 maggio 1861”. I pettegolezzi del tempo tramandano che la ragazza fu “restituita” incinta e il marito impotente tenne con sé moglie e figlio. CURIOSITA’ Quel comunista del sarto Vincenzo Schepis ritenuto “sovversivo” per le simpatie comuniste SAN PIERO PATTI. Nel libro sono riportate le schede biografiche dei confinati in epoca fascista come il sarto Pietro Nunzio Noto, il medico Giovanni Pirri, medico e del fabbro Vincenzo Schepis. Di questʼultimo, ad esempio, la scheda riportava: “ Schepis Vincenzo di Vincenzo e fu Caffarelli Carmela, nato a San Pietro Sopra Patti il 10 febbrario 1890, res. a San Piero Patti, celibe, fabbro, comunista”. Prima dellʼavvento del fascismo aveva militato nel partito socialista, passando poi nelle file del partito comunista di cui venne un acceso sostenitore. Ricoprì la carica di assessore comunale nel «biennio rosso», periodo in cui il comune di San Piero Patti venne conquistato dai sovversivi. «Durante le sedute consiliari - si legge nella scheda personale - non perdeva occasione per fare propaganda e raccogliere nuovi proseliti al partito. Irriducibile avversario del fascismo, aveva molta influenza sul ceto operaio, incitava i lavoratori alla violenza e al saccheggio». pagina 20 centonove Sicilia 20 APRILE 2012 Gli studenti in protesta davanti al rettorato PALERMO. Studenti di Beni Culturali in piazza per la mancata attivazione della laurea Restauro senza... Corso Hanno pagato regolarmente le tasse universitarie, ma le lezioni non sono mai iniziate. La rassicurazione del delegato alla didattica d’Ateneo, Vito Ferro: «Situazione risolta» DI MARINO RINALDI PALERMO. Le tasse universitarie le hanno pagate regolarmente, ma il corso di laurea a cui si sono iscritti non è mai partito. Per gli oltre 150 studenti della laurea triennale e della specialistica in “Conservazione e restauro dei beni culturali”, il 2012 è stato un anno perso. Niente esami, niente tirocini e niente lauree. Malgrado le spese sostenute, le speranze riposte nello studio e i soldi investiti dai fuorisede per lʼaffitto degli alloggi e per i viaggi dal comune di residenza al capoluogo. Tutto a causa della mancata attivazione del ciclo unico del corso di laurea, imposto dal Ministero allʼIstruzione nel marzo 2011 e poi mai attivato. A differenza degli altri Atenei italiani. IL CORSO “FANTASMA”. «Lo scorso anno - spiega la rappresentante degli studenti Ginevra Lo Sciuto - il Ministero ha imposto per il corso di laurea in Conservazione e Restauro lʼistituzione di un corso quinquennale che, a differenza di quello attuale, è abilitante alla professione di restauratore. Il ciclo unico sarebbe dovuto partire lʼanno scorso, ma le procedure per la sua attivazione non sono state espletate per tempo. Allʼinizio di questʼanno accademico, con la promessa dellʼimminente partenza del ciclo unico, le lezioni del vecchio corso non sono state nemmeno attivate. Per ritardi ministeriali e per inadempienza degli organi preposti dellʼAteneo di Palermo, il nuovo ciclo però non è mai partito». Così, nonostante fossero regolarmente iscritti alla Facoltà, con tanto di passe pagate, gli oltre 150 studenti del corso si sono trovati “a spasso” per mesi, senza lezioni, senza tirocini e senza crediti formativi. «Durante tutto questo tempo - sbottano gli studenti, che si Roberto Lagalla dicono pronti a chiedere il rimborso delle tasse pagate - non abbiamo ricevuto nessuna notizia ufficiale. Soltanto il 20 febbraio, sei mesi dopo lʼinizio dellʼanno accademico, ci è stata data lʼopportunità di seguire le lezioni dei vecchi corsi, ma la maggior parte di queste non sono nemmeno presenti nel piano di studi del ciclo unico. Altre università, come quella di Urbino, hanno permesso agli studenti di sostenere gli esami dei vecchi corsi per poi riconoscerli una volta attivata la nuova laurea. Noi invece, non avendo maturato i crediti formativi, non possiamo percepire nemmeno le borse di studio». ROBA PER POCHI. Ma la mancata partenza del corso, non è lʼunico “argomento caldo”. A fomentare la rabbia degli studenti, che lo scorso lunedì hanno protestato davanti alla sede del rettorato, cʼè anche il numero previsto di studenti che potranno effettuare il passaggio al ciclo unico. «La segreteria e il Presidente del Corso di Laurea - raccontano gli universitari - ci avevano assicurato lʼattivazione del corso entro lʼanno in concomitanza alle altre università d'Italia (Torino, Roma, Urbino, Napoli) e il passaggio al ciclo unico di tutti gli studenti. Il 4 aprile, invece, ci è stato riferito dal delegato alla didattica che il nuovo corso accoglierà soltanto 20 studenti per anno (a fronte degli oltre 150 che richiederanno il passaggio). La selezione lascerà decine di studenti fuori dal ciclo unico e fuori dagli altri corsi dʼItalia, che nel frattempo hanno già completato le procedure di ammissione». «Sia il Rettore Roberto Lagalla, sia il Delegato alla Didattica Vito Ferro - spiega Ginevra Lo Sciuto - non hanno nessun interesse a venirci contro e si stanno prodigando per risolvere la situazione. La nostra speranza è che, come già avvenuto in altri atenei, il Miur metta a disposizione molti più posti rispetto ai 20 previsti dal decreto ministeriale». LA REPLICA. «Il ministero ha inviato una circolare chiedendoci di non procedere con le lezioni dei vecchi corsi e attendere lʼattivazione della nuova laurea, che sarebbe avvenuta in tempi brevi. Ma così non è stato», è la spiegazione fornita dal rettorato. «I ritardi - conferma Vito Ferro non sono dipesi da noi, perché lʼaccreditamento è stato bloccato a Roma. Gli altri quattro atenei hanno potuto attivare prima il corso a ciclo unico perché hanno ottenuto lʼaccreditamento per il riconoscimento del titolo a febbraio, mentre noi solo ad aprile. Adesso però è tutto risolto. Il 12 aprile abbiamo inserito il corso nellʼofferta formativa e adesso stiamo stilando il piano di studi». «Per lʼanno accademico in corso - conclude Ferro saranno 92 (73 della triennale e 13 della magistrale) gli studenti in possesso dei requisiti necessari che transiteranno a titolo gratuito nel nuovo corso». MESSINA Proroga, ricorso contro il rettore Il ministro dell’Università lo blinda sino al 2013 Un gruppo di docenti si rivolge al Tar Franco Tomasello MESSINA. Sarà di nuovo il Tribunale amministrativo regionale a stabilire se il rettore Franco Tomasello potrà guidare sino al 31 ottobre del 2013 lʼateneo di Messina o non dovrà fare i bagagli (non essendo più rieleggibile dopo due mandati), il 31 ottobre del 2012. Il gruppo di docenti che con un ricorso ai giudici amministrativi aveva messo nel nulla lʼautoproroga del rettore, infatti, hanno deciso di mettere in pratica il piano ideato qualche tempo addietro. Nei prossimi giorni chiederanno al Decano, Salvatore Berlingò, preside della facoltà di Giurisprudenza, di indire le elezioni visto che il rettore Tomasello, secondo la loro interpretazione della legge, è in scadenza il 31 ottobre del 2012, pagina 21 un anno dopo la scadenza naturale del 31 ottobre del 2011. Contro la risposta negativa del Decano sarà proposto ricorso ai giudici amministrativi.La decisione è diventata obbligata dopo che il ministro dellʼUniversità, Francesco Profumo, ha messo in salvo il trono del rettore Tomasello, per altri due anni. Rispondendo ad unʼinterrogazione parlamentare, lʼex rettore del Politecnico di Torino, attraverso il collega Giarda, ha affermato che «lo Statuto di ogni ateneo di ritiene “adottato” sia quando viene una prima volta adotta dal Senato accademico e sia quando poi viene pubblicato sulla Gazzetta ufficiale». La legge Gelmini prevedeva la “proroga del mandato di rettore per lʼanno accademico successivo a quello di adozione dello Statuto”. Quello dellʼateneo di Messina è stato adottato il 30 ottobre del 2011 e ha consentito a Tomasello di guadagnare un anno di proroga. Lo Statuto, però, sarà pubblicato, dopo le modifiche imposte dal ministero, nelle prossime settimane e quindi nellʼanno accademico che scade il 31 ottobre del 2012, consentendo la proroga, secondo lʼinterpretazione di “adozione” del ministro, sino al 31 ottobre del 2013. (M.S.) Sicilia 20 APRILE 2012 EGIZIANO E GENTLEMAN. Alì DOPO L’AGGRESSIONE. Il cappello e la sciarpa di Alì (foto Sturiale) IL FATTO. Città scossa dall’aggressione al venditore di rose conosciuto dal popolo della notte Alì, vittima di Messina Il cinquasettenne egiziano, colpito alla testa con un legno da Pietro Zappia, è adesso fuori pericolo. Ma si cerca un sostegno per la sua convalescenza. Per Muhammad, pioggia di solidarietà DI DANIELE DE JOANNON MESSINA. “Dimissione protetta” in arrivo, una gara di solidarietà sui social network, un mazzo di rose che si è appassito. Messina ha atteso con ansia notizie del venditore di fiori Muhammad Nassar, conosciuto soprattutto dal popolo della notte come Alì, che si è ritrovato allʼOspedale Papardo con il cranio spaccato da un colpo di bastone. A sferrarlo, nella notte tra domenica 15 e lunedì 16, Pietro Zappia, ora in carcere con lʼaccusa di tentato omicidio, al quale il gip Antonino Genovese, su richiesta del pm Stefano Ammendola, ha negato i domiciliari dopo lʼinterrogatorio. A niente, quindi, è servito il pentimento del quarantenne, che sul profilo Facebook “piazza” immagini gentili e link soavi (come lo “Stabat Mater” di Pergolesi), difeso dagli avvocati Nino Paratore e Nino Cacia. Il grave ferimento di Alì, forse, potrebbe essere il punto di partenza per riappropriarsi del centro cittadino, che di notte, soprattutto nel weekend, è diventato un “Bronx” a causa di unʼescalation di aggressioni e pestaggi per futili motivi. IL FATTO. Sono passate le due di notte quando, in via Loggia dei Mercanti, a un passo dal Duomo, le strade di Muhammad Nassar e Pietro Zappia si incrociano. Alì prova a vendere le rose, lʼuomo le rifiuta ma poi, a quanto sembra, afferra il mazzo. Ne segue una discussione che vede prevalere il cinquantasettenne egiziano, uomo di grande cultura e ottima dialettica. La reazione del messinese non si fa attendere, smentendo il detto “ne ferisce più la lingua che la spada”. Perché, con un bastone preso nelle vicinanze (un paletto di sostegno degli alberi), Zappia assesta un colpo in testa ad Alì, spaccandogli il cranio. Il quarantenne si dà alla fuga a bordo della sua Nissan Micra con la donna che lo accompagnava. Mentre il venditore di fiori resta a terra finché non arrivano i soccorsi. Lʼegiziano viene portato prima allʼOspedale Piemonte, quindi al Papardo. Adesso, Zappia (arrestato dopo poche ore) sostiene di non aver mirato. Ma, alla fine, quale è la differenza? LA SOLIDARIETAʼ. Lʼepisodio dellʼaggressione, brutale quanto gratuita, ha mobilitato i social network, determinando una gara di solidarietà che, adesso, prova a trovare una strada concreta per non rimanere una semplice “dichiarazione di intenti” anche da parte di coloro che, soprattutto di notte, non L’AGGRESSORE. Pietro Zappia centonove facevano i salti di gioia di fronte ai tentativi di Alì di vendere i suoi fiori. Due, fino ad ora, i gruppi su Facebook. Il primo si chiama “Sosteniamo concretamente Alì“, e raccoglie 1694 membri. Il secondo, “Per Alì“, ne ha invece 936. Questʼultimo, animato da Fulvia Lo Cascio, ha intrapreso una strada “fattiva”. È stata infatti aperta una postpay, il cui codice è 4023 6006 0300 0037, intestata alla stessa lo Cascio. A questo si è aggiunta anche una fiaccolata, “Allearsi con Alì, per una città solidale”, programmata domenica alle 18,30 con partenza da piazza Antonello. LE REAZIONI. Molte quelle in rete, come quella del presidente di Confindustria Messina, Ivo Blandina: “Alì è una brava persona. Gentile e garbato. Non meritava una aggressione violenta e brutale, sicuramente immotivata. Gli auguro di rimettersi presto. Non ho commenti da fare sullʼaggressore al quale rivolgo il mio disprezzo più autentico”. E Maria Arruzza, giornalista e insegnante, racconta qualche aspetto inedito dellʼegiziano e del suo sentire i rapporti con i clienti, da lui visti come amici: “Alì ha un sogno nel cassetto. Cucinare. Cucina bene Alì, tanto che qualche volta lo chiamano nei ristoranti messinesi per preparare delle cene a tema egiziano, sempre di successo.... Alì pensa sempre ai suoi figli, lʼultima volta mi spiegava: “mi chiedono soldi, ma io ne ho pochi. Poi vogliono festeggiare il compleanno in grande ma non me lo posso permettere...”. Ma cʼè anche chi non crede alla solidarietà su Facebook. È Ivan Sidoti, che scrive senza mezzi termini: “Questo episodio, non sveglierà la coscienza cittadina. Questo episodio non andrà oltre le pagine di Facebook. Questo episodio non stimolerà la repulsione verso abietti individui in ognuno di noi. Questo epidodio non insegnerà a nessuno che il coraggio è battersi contro le ingiustizie in prima persona e non dietro le quinte”. LE CONDIZIONI DI SALUTE. Il pericolo è definitivamente rientrato per Muhammad Nassar, e il venditore di fiori potrebbe essere dimesso. Ma, prima di procedere, la direzione sanitaria dellʼAzienda Papardo-Piemonte vuole procedere con prudenza. Spiega il direttore Francesca Parrinello: «Alì sta bene, non corre più alcun pericolo e le sue condizione sono stabili. Ora, però, dobbiamo vedere come dimetterlo, perché Alì non ha parenti qui e ha necessità di essere assistito durante la convalescenza. Sto quindi contattando le associazioni di volontariato per procedere con una dimissione protetta». A MARGINE Le “invasioni barbariche” Quando pedonalizzazione fa rima con violenza MESSINA. Unʼescalation di violenza che ha un punto di partenza virtuoso: la pedonalizzazione di una porzione di centro storico. Già, perché, a Messina, anche le buone idee possono portare a controindicazioni pesantissime. Nel giro di dieci anni, infatti, di pari passo alla nascita dei locali e al piacere di “riscoprire” un pezzo di città prima snobbato, sono cresciute le “invasioni barbariche” di auto con la musica a tutto volume che fanno sempre lo stesso giro, per poi fermarsi in doppia dila, e vere e proprie “piccole bande” la cui pericolosità aumenta proporzionalmente allʼora tarda e alle sostanza assimilate. Bande e singole persone attirate dalla loro controparte sociale: la città dei “figli di”, tutta moda e ingressi in lista, che spesso rappresenta un altro tipo di “violenza”, quella che non usa il bastone ma che affascina chi è pronto a brandirlo. pagina 22 Solo negli ultimi tempi, le aggressioni in centro hanno mietuto vittime indifese. Come quel gentile signore polacco, picchiato gratuitamente, il cui solo torto era, ed è, quello di aiutare le persone a usare il distributore automatico di sigarette sperando di ricevere il resto. O come quel cittadino straniero africano aggredito sempre nella stessa zona, via Primo Settembre, senza alcun motivo plausibile. Scosse che punteggiano il tracciato di un sismografo della violenza che sussulta sempre. Come alla fine del marzo scorso, quando i Carabinieri del Nucleo Radiomobile hanno arrestato in flagranza di reato due messinesi, rispettivamente un 23enne ed un 30enne, responsabili di lesioni personali aggravate in concorso. Un intervento scattato poco dopo lʼuna di nottea grazie a una segnalazione. In un pub, Walter Faralla e Magdi Ahmed avevano aggredito i due titolari del locale provocando ad entrambi lesioni e traumi in varie parti del corpo. Faralla aveva con sé un coltello della lunghezza di 12 centimetri, che è stato sequestrato. Al termine degli accertamenti, erano scattate le manette ai polsi per entrambi. (D.D.J.) centonove Sicilia 20 APRILE 2012 MILAZZO. Dopo l’approdo della Costa Voyager, il sindaco Pino vuole aggiudicarsi nuovi sbarchi Crociere, la grande sfida Presentate le richieste agli armatori più importanti proponendosi come alternativa a Messina. Ma i leader del settore nicchiano. Come spiegano alla Royal Caribbean DI GIANFRANCO CUSUMANO MILAZZO. Il comune di Milazzo punta ufficialmente a intercettare le navi da crociera. Con lʼarrivo della Costa Voyager è stato dimostrato che non vi sono impedimenti tecnici per lʼapprodo delle imbarcazioni. Anzi il comandante in seconda della nave ha ammesso al sindaco Carmelo Pino che il dragaggio dei fondali, anche se auspicabile, non impedisce le manovre e ritiene superfluo la presenza dei rimorchiatori, imposte dalla capitaneria. Lʼargomento è di stretta attualità. Ma le notizie provenienti dalle più grosse compagnie, leader del settore, non sono positive. Come comunicano gli uffici stampa di Costa Crociere e Msc, le società non solo non hanno mai preso in considerazione di spostarsi da Messina, ma ritengono difficile lʼipotesi La Costa Voyager nel porto di Milazzo mamertina. Da tenere in considerazione che la dela clientela che dovrà poi scegliere programmazione dei prossimi 16-18 mesi è stata già pianificata. A spiegare le lʼescursione giornaliera. Bisogna capire se Milazzo e il suo comprensorio è più motivazioni tecniche che accomunano tutte le compagnie leader, è, però, Gianni appetibile di località come Taormina, facilmente raggiungibile da Messina. Rotondo, direttore generale di Royal Capire se Milazzo è facilmente Carabbean, società raggiungibile da chi deve imbarcarsi e norvegese/americana che sta puntando gode di servizi portuali di qualità. Inoltre sul mercato italiano con una martellante campagna pubblicitaria sia in tv che nella verificare se il porto può contemporaneamente ospitare più navi. stampa nazionale. «La scelta dei porti Ad esempio la nostra Navigator, che viene fatta direttamente dalla casa approda a Messina, è una delle più madre di Miami - spiega Rotondo - qui in grandi del mercato con un pescaggio di Italia ci occupiamo principalmente del 140 mila tonnellate». Parole non settore commerciale. Posso dire, però, incoraggianti per il “partito dei croceristi che la scelta di unn approdo viene fatta di Milazzo”, anche se, cʼè da dire, che il principalmente seguendo una serie di criteri. Intanto intercettando il gradimento sindaco Carmelo Pino di gettare la spugna non ne vuole sapere. A Milazzo il 17 aprile sono giunti 750 passeggeri francesi, anche se la metà ha preferito partecipare alle escursioni programmate tra Cefalù e Taormina. «Mi sto organizzando per chiedere formalmente un incontro con le società più importanti del settore che già approdano a Messina (Costa, Msc e Royal Caribbean) in modo da proporre Milazzo come scalo. La città ha risposto bene. I passeggeri che hanno preferito visitare Milazzo hanno goduto di unʼaccoglienza calorosa ed organizzata. Hanno visitato il castello, le chiese, girato per le vie del centro. Eʼ logico che si poteva fare di più, ma è anche vero che se dovessimo avere un flusso continuo, lʼaccoglienza sarebbe sempre più rodata e perfezionata». Lʼarrivo della nave ha sfatato lʼinadeguatezza dei fondali del porto. Non è vero, infatti, che le navi da crociera non possono arrivare nel porto di Milazzo perché manca il dragaggio dei fondali. Quello che per anni è stato un refrain dell' Autorità portuale, è stato smentito dal comandante in seconda della Voyager. «Nessun problema legato al pescaggio - ha detto l' ufficiale Giovanni Cosimi - e l' attracco è stato regolare, come peraltro lo era stato lo scorso anno con una nave avente un pescaggio ancora più ampio. Ma con le navi moderne ritengo che non ci siano problemi di natura tecnica per attraccare nel vostro porto». L' ufficiale si è detto sorpreso anche dell' obbligo dell' assistenza di due rimorchiatori alle manovre di approdo. «Una consuetudine che abbiamo trovato solo a Milazzo che sicuramente a causa dei costi, non può fare piacere all' armatore, in quanto la manovra può avvenire con regolarità». La Costa Voyager ritornerà a Milazzo il 28 aprile. LA PROPOSTA Uno staff per la Compagnia del Castello MILAZZO. Dopo la visita dei crocieristi a Milazzo "La Compagnia del Castello" chiede maggiore impegno da parte dell'amministrazione comunale per intensificare e migliorare questo tipo di iniziative. I passeggeri francesi che hanno deciso di visitare la città, preferendola alle escursioni previste a Taormina e Cefalù si sono mossi per le vie cittadine fino al Castello. Qui hanno ricevuto del materiale informativo in lingua francese appositamente predisposto dallʼesperto al turismo, Beatrice Lumia, socio dell'associazione. Lʼescursione si è dovuta arrestare al Duomo Vecchio a causa dei lavori in corso. L'ʼesperto comunale, però, ha guidato una delegazione composta dallo staff della nave, attraverso tutta la Cittadella fortificata. POLEMICHE L’assessore al Turismo: «Sono stato esautorato» Gianfranco Nastasi rivela: «Nessuno mi ha coinvolto nel progetto» Carmelo Pino, Maria G. Cucinotta, Gianfranco Nastasi MILAZZO. Lʼassessore al Turismo Gianfranco Nastasi è stato il grande assente nellʼambito della programma di accoglienza allestito dallʼamministrazione comunale per i passeggeri della nave Costa Voyager. Unʼassenza pesante che conferma il clima da separati in casa tra il capo dellʼesecutivo, Carmelo Pino, e il medico, esponente di Futuro e Libertà. «Il sindaco - ammettenon solo ha ritenuto di escludermi e di non farmi pagina 23 partecipe di tutta la programmazione che, per ovvi motivi, doveva coinvolgermi, ma ha affidato il coordinamento ad un esperto al Turismo (Beatrice Lumia, ndr), che non ha avuto nemmeno la delicatezza di presentarsi al momento dellʼinsediamento avvenuto qualche mese fa». Nastasi per la prima volta manifesta pubblicamente la sua amarezza. In realtà i dissidi vanno avanti da tempo. Secondo gli addetti ai lavori, il sindaco non avrebbe mai tenuto in considerazione le proposte di Nastasi “bocciando” anche iniziative a costo zero (le spese le avrebbero sostenuto gli sponsor) come lʼallestimento della pista di pattinaggio sul ghiaccio durante le festività natalizie. Rumors sempre più forti parlano di una possibile revoca dellʼincarico. Sempre più intensi, infatti, i rapporti tra Pino e Autonomisti di centro. Lʼeventuale sostituto potrebbe essere o Pierfranco Mezzasalma o Maurizio Munafò, già consigliere comunale di lungo corso. Sicilia 20 APRILE 2012 LA SPIAGGIA “MANGIATA”. Capo Peloro a Messina MESSINA. Per ricreare la spiaggia, il Comune pensa a un autotrapianto di sabbia. Ma... Capo Peloro, stagione kaputt L’orientamento è utilizzare quella che si trova accumulata al lato del Canale degli Inglesi, sul mar Tirreno. I tempi tecnici e burocratici sono però impossibili da accorciare: almeno 180 giorni DI DANIELE DE JOANNON MESSINA. Capo Peloro? Per questa estate resterà senza spiaggia. È infatti quasi del tutto inutile la corsa contro il tempo per mettere in salvo la stagione estiva in uno dei punti più belli della costa messinese, proprio sotto il Fortino degli Inglesi del Parco Letterario Horcynus Orca, che adesso si ritrova quasi con i piedi a mollo dopo le mareggiate di questo inverno. E, a “rischiare” di più, è il lido che porta il nome dellʼistituzione nata alcuni anni fa, la cui superfice è stata quasi del tutto azzerata. La scarpata di marea, infatti, ha superato, inghiottendolo, persino il muretto che delimitava la zona di ripascimento dunale attuato con Fondi europei e dimostratosi perfettamente inutile. Ma questa, però, è unʼaltra storia ancora. Perché, adesso, si sta pensando a ombrelloni, lettini e bagnanti con unʼazione che sia compatibile con le norme vigenti in materia di coste, “aggravate” dalla circostanza che il tratto sprofondato è allʼinterno della zona di preriserva della Riserva Naturale Orientata “Laguna di Capo Peloro”. IL TAVOLO TECNICO. Convocato dallʼassessore alle Politiche del Mare Pippo Isgrò, il tavolo tecnico al Comune di Messina per affrontare lʼerosione, definita “un problema serio che va affrontato con tutta lʼattenzione scientifica e gli approfondimenti e soprattutto con il coinvolgimento di tutte le Istituzioni interessate”, si è svolto il 17 aprile. A dare la spinta, il sopralluogo effettuato dallʼesponente della giunta Buzzanca la domenica precedente. Attorno al tavolo, si sono seduti il professor Giovanni Randazzo, docente di geologia ambientale, e Giuseppe Zaffino (entrambi del dipartimento Scienze della terra dellʼAteneo), il professor Giuseppe Lo Paro, direttore del dipartimento di biologia marina ed animale dellʼUniversità di Messina, e la dirigente del water front, Maria Canale. Al centro della discussione, gli effetti delle mareggiate sul tratto di costa che da Capo Peloro va sino a dopo Mortelle, dovuti al maestrale. Dallʼinizio dellʼanno, infatti, una serie di mareggiate continue ha colpito la fascia costiera di Torre Faro, generando il progressivo arretramento della linea di costa culminato nellʼarea in prossimità dellʼHorcynus Orca, dove sono emersi anche antichi massi di protezione coperti, fino allo scorso anno, da molti metri cubi di sedimenti. L’ASSESSORE. Pippo Isgrò centonove GLI ORIENTAMENTI. Per i partecipanti al tavolo, la sequenza di più episodi di vento di maestrale di forte intensità hanno determinato fenomeni erosivi particolari, con periodicità di medio termine 10-15 anni, che necessitano ora di una volontà politica per intervenire con manutenzione ordinaria attraverso un autotrapianto di sabbia, da dove si è accumulata, e che consentirebbe oltre al ripristino ambientale, anche la protezione degli abitati, sia sul versante tirrenico che in quello dello Stretto, oggi a forte rischio. In gran parte del litorale di Torre Faro si è assistito, infatti, ad un irrigidimento del sistema costiero, sconvolgendo il delicato equilibrio. La linea di riva attuale si è attestata in corrispondenza dellʼantica massicciata dissepolta e ha messo in luce le opere costruite vicino al mare. LO STUDIO UNIVERSITARIO. È attualmente in corso, a cura del Dipartimento di Scienze della Terra dellʼUniversità di Messina e coordinato da Randazzo. Il lavoro del team che si sta occupando di “Analisi delle criticità del tratto di coste ionico e tirrenico del Comune di Messina” conferma che dal monitoraggio costante del litorale effettuato negli ultimi anni emerge un trend erosivo rispetto al sostanziale equilibrio registrato negli anni precedenti. «Considerata la conformazione della spiaggia e la particolare rilevanza naturalistica e culturale dellʼarea, non è pensabile - sostiene Randazzo - effettuare alcun intervento rigido costituito da pennelli o da barriere frangiflutti siano esse emerse o sommersa. La strategia è per un intervento di rifacimento artificiale, utilizzando il materiale dragato dal Canale degli Inglesi e attualmente depositato alla sua sinistra idrografica». Su questa linea sarebbe orientato il Comune, che sta prendendo contatti con i dirigenti dellʼassessorato regionale al Territorio. STAGIONE SALTATA. Al di là delle buone intenzioni, è quasi del tutto impossibile che si riesca a intervenire in tempo utile per salvare la stagione estiva. I tempi minimi burocratici, se già il progetto fosse pronto, sono 180 giorni. Infatti, il primo passaggio riguarda la “verifica di assogettabilità alla Via”. E se il progetto dovesse andare a Valutazione di impatto ambientale, allora si richiederebbero studi supplementari su tutti gli aspetti, anche più delicati, della questione. Ad ogni modo, lʼautotrapianto dovrebbe anche essere in coerenza con il Pai, Piano di Assetto Idrogeologico, con la Zps e con la riserva. In ultimo, sarebbero necessarie le concessioni temporanee del demanio. IL TECNICO L’AMBIENTALISTA Occhio ai granelli Sos Posidonia Il parere del geologo Silvestro L’avviso di Anna Giordano MESSINA. «La sabbia del Canale degli Inglesi? Potrebbe presentare un problema di granulometria. È infatti più sottile di quella di Silvestro Capo Peloro e quindi, potenzialmente, meno stabile. Dal punto di vista del colore e da quello della composizione, però, è la stessa». Massimiliano Silvestro, geologo in forza allʼassessorato regionale al Territorio, spiega il suo punto di vista sullʼautotrapianto. «È logico, però, che il progetto dovrà tenere conto di tutti i fattori possibili: vanno verificate inannanzi tutto le compatibilità fisiche e fatte le analisi chimico-fisico e battereologiche. Indispensabile, poi, risalire a cause dellʼerosione e possibili conseguenze dellʼintervento». (D.D.J.) MESSINA. E gli ambientalisti? Anna Giordano del Wwf invita alla prudenza, ma non chiude del tutto la porta allʼautotrapianto di sabGiordano bia: «Un primo fattore da valutare è la posidonia oceanica che potrebbe scomparire a causa di un ripascimento non studiato. Sarebbe poi il caso - aggiunge - di studiare le cause dellʼeriosione, perché la costa non si riduce per via dello “Spirito Santo”. A dimostrarlo, interventi costati tanto, come quello a Villafranca da 14 milioni, che non hanno dato risultati. Non dimentichiamociu, infine, che siamo in presenza di unʼarea con forti correnti sottomarine. Insomma, se non verrà studiata la questione in tutti i suoi aspetti, di rischia solo di far danno». (D.D.J.) pagina 24 centonove Sicilia 20 APRILE 2012 INNOVAZIONI. “Villa Salus” presenta la nuova tecnica ONCOLOGIA Protesi “lampo” E l’impegno continua sul fronte prevenzione Grazie alla sofisticata metodica Myknee, la chirurgia ortopedica “assistita” riduce i tempi di intervento al ginocchio. E i rischi DI FRANCESCO PINIZZOTTO MESSINA. Si chiana “Patient Matched Technology” ed è una nuova tecnica nella sostituzione protesica del ginocchio. Lunedì scorso, presso la casa di cura Villa Salus di Messina, alla presenza dellʼAssessore regionale alla Sanità Massimo Russo, è stata presentata la nuova metodica di chirurgia ortopedica. La tecnica, al momento impiegata in Italia in un numero ristrettissimo di centri altamente specializzati, è stata illustrata dal responsabile dellʼUnità Operativa della Villa Salus, il dott. Emanuele Rinciari, uno dei massimi esperti italiani di chirurgia protesica computer assistita. La struttura Messinese, negli ultimi due anni collocata dallʼAgenas (Agenzia per i servizi Sanitari regionali) al primo posto tra le strutture pubbliche e private messinesi per complessità della casistica ortopedica (oltre che chirurgica) trattata, vanta una delle maggiori casistiche europee di chirurgia protesica con utilizzo di navigatore. Il nuovo e sofisticato strumento oltre ad implementare la precisione, permette di effettuare gli interventi in minor tempo (con ciò che ne consegue in termini di tempo di anestesia, L’assessore Massimo Russo a VillaSalus invasività, rischio di infezione, sanguinamento), con minor costo di sterilizzazione e sensibili migliorie per lʼefficienza e la logistica della sala operatoria. Presso lʼUnità Operativa di Ortopedia e Traumatologia Villa Salus è in uso la metodica Myknee: un sistema di guide di resezione femorale e tibiale per protesi di ginocchio, personalizzate e quindi specifiche per il singolo paziente, costruite dopo che il chirurgo ha realizzato il planning preoperatorio tridimensionale basandosi su immagini del ginocchio ottenute mediante Tac Rmn. Viene elaborata una programmazione virtuale dellʼarto inferiore per il calcolo degli assi e della protesi da impiantare. pagina 25 MESSINA. Sul fronte della prevenzione oncologica la Clinica Salus sarà ancora una volta impegnata in prima linea, mettendo a disposizione le proprie strutture e i propri professionisti che da anni ormai con la Lilt (Lega Italiana lotta ai tumori) offrono il proprio contributo attuandoo programmi di screening nelle principali patologie oncologiche. Migliaia le donne sottoposte a visita senologica nellʼanno 2010 e 2011, e centinaia le persone coinvolte nei programmi di informazione sulla lotta al fumo e sulla prevenzione dei tumori dellʼapparato gastro-enterico. Eʼ una èquipe tutta al femminile quella dellʼUnità Operativa di Oncologia Medica ed Ematologia della struttura messinese. Le dottoresse Maria Concetta Ingemi, Concetta Arcanà e Mary Guerrera (psico-pedagogista), sotto la guida del dottor Pietro Spadaro, mettono a disposizione professionalità ed umanità per una sfida impegnativa come è quella della lotta al cancro. Obiettivo comune, quello di ridurre al minimo i “viaggi della speranza” verso le strutture del Nord Italia o estere. Dal 2009 è inoltre attivo lo sportello oncologico con lo scopo di fornire linee guida psico-educative sulle modalità di gestione della malattia e delle dinamiche relazionali tra la famiglia ed il paziente, in un momento di grandi cambiamenti per lʼoncologia. Sicilia 20 APRILE 2012 centonove PIAZZA ARMERINA. Scontro sullo slittamento dell’inaugurazione tra Sgarbi e l’assessore regionale Villa del Cas...ino Per l’Alto Commissario, Missineo vuol fare la parata. Ma i lavori non saranno conclusi per tempo. I retroscena DI ALIDA AMICO PIAZZA ARMERINA. A scatenare il pandemonio, sono state le ultime dichiarazioni di Vittorio Sgarbi, Alto commissario della Villa romana. “Ci possiamo mettere il cuore in pace, il 24 maggio - ha preannunciato il critico dʼarte la Villa non si può ancora inaugurare, manderò una lettera a Napolitano...”. Lʼaffermazione ha innervosito lʼassessore regionale ai Beni culturali Sebastiano Missineo, col quale Sgarbi aveva concordato la cerimonia di riapertura del sito archeologico (già prevista per lo scorso dicembre ma poi annullata) per il prossimo 24 maggio. “Per quanto mi riguarda - gli ha replicato Missineo - rispetteremo lʼappuntamento. Sgarbi spieghi piuttosto perché non si può fare e perché ci sono costi non previsti...”. Una “guerra” a colpi di interviste su giornali e Web, quella tra lʼassessore Missineo e lʼAlto commissario della Villa del Casale. La cui nomina, risale al 2005, in base ad una legge varata dallʼArs, che gli conferiva il coordinamento degli interventi del Por 200/2006 (sottraendoli al dirigente dellʼassessorato). Vittorio Sgarbi MISSINEO CONTRO SGARBI. Lʼassessore regionale ai Beni culturali, ad un mese dalla ipotizzata inaugurazione, rinfaccia a Sgarbi di non avere rispettato budget e tempi per il restauro ed il rifacimento della copertura dei mosaici. Coinvolgendo nella “querelle” il direttore dei lavori Guido Meli, che riveste anche lʼincarico di direttore del Museo archeologico Villa del Casale. “Non mi è stato da lui segnalato alcun ritardo nei lavori - ha ribadito lʼassessore - anzi mi ha assicurato che il 24 maggio, la Villa romana potrà essere inaugurata e visitata in tutta la sua struttura”. Ma lo stesso Sgarbi - interpellato da Centonove aggiunge legna sul fuoco delle polemiche. Dopo avere confermato di avere già scritto a Napolitano - invitandolo a non venire (“perché i lavori non sono finiti”) - Sgarbi rivela altri retroscena sulla “telenovela” del restauro infinito alla Villa del Casale. LAVORI INCOMPIUTI. “Realisticamente, i lavori per cui ci sono i soldi - osserva Sgarbi - potrebbero finire tra agosto e settembre. Se ci riescono prima, non sono qui a gufare: la Villa se la aprano e facciano ciò che vogliono... Ma lʼinaugurazione tra un mese - ribadisce - che Missineo vuole fare per forza perché gli interessa fare la parata, prima che scada il governo Lombardo, sarebbe solo una finzione. Perché i lavori - avverte - non sono finiti: rimangono infatti fuori, il restauro del Triclinio e delle Terme, nonché il collegamento tra il parcheggio e lʼarea archeologica. Per i quali io e solo io, ho trovato i soldi, altri 5 milioni dei fondi Poin calcola Sgarbi - dopo ripetuti incontri con il Ministro Piero Gnudi. Sempre che il direttore Meli riesca a mandare in tempo le carte ed i moduli - chiosa - che gli uffici del Ministero gli ha richiesto a gennaio”. RESTAURO MANGIASOLDI. Già, perché finora il mega finanziamento di 24 milioni di euro dei fondi Por - per il restauro del sito dichiarato nel ʼ97 patrimonio dellʼUnesco non sono serviti a completare i lavori, che dovevano concludersi in 22 mesi, ma Lavori in corso alla Villa del Casale vanno avanti da oltre 60. Mentre da una ispezione ordinata nel cantiere dallʼex prefetto di Enna Giuliana Perrotta, è emerso che non è mai stato rispettato il “protocollo di legalità” antimafia. “La ditta che si è aggiudicata i lavori - conferma lo stesso Sgarbi - per via del ribasso (da 18 milioni a circa 13) proposto durante la gara, non ce lʼha poi fatta. Per cui, dopo una riunione con lʼimpresa e lʼassessore Missineo, che a tutti i costi voleva aprire la Villa si è convenuto che la ditta finisse i soldi, lasciando fuori il Triclinio e le Terme. Per completare dunque i lavori, serve almeno un altro anno, se tutto va bene...” MELI: NESSUN DISSERVIZIO. Intanto, il direttore dei lavori Guido Meli, diffonde ottimismo. “Più che una inaugurazione chiosa - sarà una cerimonia celebrativa dei lavori, visto che la Villa non è chiusa. Entro fine maggio, comunque, la renderemo fruibile al 90 per cento - preannuncia stiamo lavorando per questa scadenza...” Alle lamentele dei turisti, che denunciano il degrado in cui versa il sito archeologico, Meli replica serafico. ”Non so di quali disservizi si lamentino: la Villa è aperta parzialmente, ci sono lavori in corso, ed abbiamo 16 custodi che si alternano in 3 turni...”. Intanto a Piazza Armerina, operatori turistici, albergatori e commercianti sono sul piede di guerra. SOS DEGLI OPERATORI TURISTICI. “Penso che la Villa non aprirà e dopo tante promesse - pronostica Nietta Bruno, vice presidente del distretto turistico, nonché presidente del consorzio agrituristico ennese - noi operatori, avremo ancora problemi. Siamo in forte sofferenza aggiunge - e posso dirle che tutti i nostri L’INTERVISTA «Se Meli controlla se stesso» Il presidente di Confcommercio attacca il direttore del museo. Che è anche progettista PIAZZA ARMERINA. “Si sbrigassero ad aprire la Villa romana, la città sta morendo lentamente...”. Maurizio Prestifilippo, piazzese, ex sindaco, ed attuale presidente provinciale della Confcommercio di Enna, denuncia il dramma che si sta vivendo nella città dei musei. “Ormai i tour operator si sono stancati: capiscono che non vale la pena venire, ed hanno tagliato fuori la città dai circuiti. Non si vedono turisti in città: ne stanno risentendo alberghi, ristoranti, tutta lʼeconomia è in ginocchio”. Vista da Piazza Armerina, la “guerra” tra lʼassessore Missineo e Sgarbi, è ancora più desolante. “Missineo sa che probamente il 24 maggio, lui non ci sarà più - ipotizza Maurizio Prestifilippo - data la precarietà del governo Lombardo, non ci sono le condizioni minime, neanche per parlare di inaugurazione con il Capo dello Stato. Comunque, Missineo avrebbe fatto bene a tacere”. Perché? “Uno che smentisce il braccio operativo del suo Assessorato, lʼAlto commissario, senza essere venuto a Piazza Armerina, per rendersi conto di come stanno le cose, non ha cognizione di ciò che avviene dentro la Villa. Missineo, è lontano e non conosce la realtà. Avrebbe fatto meglio a tacere, anziché attaccare Sgarbi, che in fondo una volta tanto, aveva detto la verità. Perché il vero scandalo di questa vicenda, è un altro...”. Mi dica... “Il paradosso è che il direttore del Museo del Casale, Guido Meli, cioè chi dovrebbe essere il controllore, è anche il progettista ed il direttore dei lavori della Villa, pagina 26 cioè il controllato. E ciò sarebbe impossibile, in qualunque nazione civile. Per non funzionando i controlli, le cose vanno sempre male. Ci sono ritardi (i lavori che si dovevano concludere nel 2009, sono ancora in corso). E si stanno spendendo più soldi del dovuto, poiché la gara per il restauro (di 18 milioni di euro), è stata fatta con un ribasso dʼasta, intorno al 30% ( tra i più alti in Sicilia). Ma la ditta non è riuscita finora a concludere i lavori, perché ci vogliono altri soldi: per cui, se è stato fatto male il progetto di previsione, ne dovrebbe rispondere il direttore dei lavori”. Unʼaltra storiaccia siciliana... “Ma il bello, dovrà ancora accadere, quando si vedranno i risultati del restauro: hanno dovuto risparmiare molto...” Ed il ruolo di vigilanza dellʼAlto commissario Sgarbi? Finora, ha nominato una dozzina di consulenti, a 100 mila euro lʼanno, pagati dal suo ufficio, che gestisce anche il 15% degli incassi della biglietteria”. (A.A.) centonove Sicilia 20 APRILE 2012 VERTENZE Sprechi sui beni culturali, pagano solo i precari PIAZZA ARMERINA. Per esprimere il loro disagio, i lavoratori precari del Comune di Piazza Armerina, in attesa da 22 anni del posto “fisso” hanno scritto una lettera alla sezione regionale della Corte dei conti, nonché a “Striscia la notizia” e “le Iene”. Nella argomentata missiva, i precari piazzesi, denunciano lo “sperpero” che avviene giornalmente presso gli uffici della Regione siciliana, senza che questa “Eccellentissima Corte dei Conti, ponga mai alcun rilievo”. Mentre invece, i giudici contabili usano la “lente di ingrandimento” sugli enti locali. I precari comunali, portano ad esempio quanto accade nei parchi regionali neo costituiti “Villa del Casale” e “Dea di Morgantina”. Dove un centinaio di dipendenti (tra ex custodi e contrattisti) verrebbero impiegati nelle 24 ore, percependo oltre lo stipendio mensile (“superiore alle 2 mila euro”) anche ulteriori “indennità” accessorie - tra indennità di cassa, di disagio, di turnazione, festiva, superfestiva, notturno-feriale, notturno - festivo, notturno su notturno festivo, reperibilità diurna e notturna - per un esborso annuo dalle casse regionali, di altri 8 mila euro per ogni unità lavorativa. “Ed i poveri ex custodi, si lamentano pure - ironizzano i precari piazzesi - per i turni massacranti che espletano in solo 14, 15 giorni lavorativi, grazie ad un complesso sistema di riposi recuperi, che esiste solamente in questa branca dellʼamministrazione regionale”. Il tutto, in “netto contrasto” con lʼultimo accordo del marzo 2012 sui Beni culturali - annotano - che nei siti dotati di video sorveglianza (come lo sono la Villa del Casale e Morgantina), prevede una “turnazione nelle 12 ore”. Insomma, al danno si aggiunge anche la beffa. “La Regione ha speso milioni di euro per dotare le aree archeologiche di video sorveglianza - denunciano i precari piazzesi - e paga gli ex custodi per dormire nei siti”. Non solo. Nellʼaccordo, è anche prevista la possibilità di affidare i siti “vista la carenza di custodi”, ad un “carrozzone politico mangiasoldi” denominato “Società Beni Culturali”, in cui sono piazzati parenti ed amici - rilevano - di deputati regionali. Eppure, nei siti con telecamere, basterebbe “abolire” il turno notturno - calcolano i precari comunali piazzesi - per “risparmiare milioni di euro”.Per non parlare dei “compensi da favola” - riferiscono - per i cosiddetti direttori: che tra stipendi, missioni, progettazioni, etc. raggiungono quota 10 mila euro mensili. ”Non sarebbe il caso di usare la lente di ingrandimento - domandano provocatoriamente ai massimi rappresentanti della solerte Corte dei Conti - su questi ladri autorizzati dalla Regione e dai sindacati, anziché infierire su dei poveri precari, che sbarcano il lunario con mille euro al mese?” (A.A.) ospiti e quelli dei miei colleghi, che sono andati a visitare la Villa, sono tornati nauseati: “perché ci mandate lì?” è il rimprovero. Vedono i mosaici tenuti male, con le erbacce dappertutto, la sporcizia, lʼincuria, gli escrementi degli uccelli persino sui mosaici, il personale inadeguato ed insufficiente. Siamo molto preoccupati ribadisce Nietta Bruno - perché ritardando lʼapertura della Villa romana, in tempo di recessione, significa che avremo sempre meno ospiti. E molte aziende stanno per chiudere. Abbiamo già chiesto al presidente della Provincia Monaco preannuncia - di convocare attorno ad un tavolo, le forze sociali e sindacali, alla presenza dellʼassessore Missineo, perché vogliamo chiarezza”. STOP INFO POINT. Caty Procaccianti, titolare di Omnia Turist, la società che da 11 anni si occupa di marketing turistico promozionale nella città dei mosaici, ha dovuto chiudere nei mesi scorsi, il suo info point di piazza Garibaldi: lʼunico centro di informazione per i turisti, che dava lavoro ad altre 4 persone. “Il modo più accattivante per convincere i tour operator a tornare - racconta Caty - era stato di incuriosirli sulla villa romana dopo il restauro: poi, giorni fa, leggo che Sgarbi non ha intenzione di aprirla. Ma che figura ci faccio, dopo gli accordi presi con agenzie e tour operator ?” Il settore turistico è sempre stato la sua passione. Ma per potere “campare e pagare i debiti” della banca, Caty si è dovuta inventare un nuovo lavoro: è diventata consulente aziendale. “Vado fuori da questa isola, anche negli Emirati Arabi - confida amareggiata - per potere lavorare e pagarmi le tasse...” . L’assessore regionale ai Beni culturali, Sebastiano Missineo La villa romana di Patti DA RISCOPRIRE. Le residenze della provincia di Messina Sulle orme di Cesare Malgrado l’importanza storica e architettonica sono tagliate fuori dai grandi itinerari turistici MESSINA. Risalgono allʼepoca del Grande Impero, e rappresentano una importantissima testimonianza della storia e della cultura siciliana. Eppure, malgrado il loro valore artistico e architettonico, le ville romane della provincia di Messina, da Capo dʼOrlando a Terme Vigliatore, passando per Patti Marina, sono rimaste tagliate fuori dai grandi itinerari turistici. Tra guide improvvisate, visitatori sparuti e orari restrittivi. TERME VIGLIATORE. Sorta come ampliamento di una precedente costruzione risalente al I secolo a.C., la Villa Romana di San Biagio, a Terme Vigliatore, fu riportata alla luce negli anni cinquanta ed è tra gli esempi più interessanti di villa di lusso suburbana. Costruita in un sito abitato già dall'età ellenistica (III-II secolo a.C.), subì almeno due restauri o risistemazioni nella prima età imperiale, come indicano le modifiche apportate ai locali termali, adiacenti alla villa. Gestita dallʼAssessorato ai Beni Culturali della Regione Siciliana, è visitabile con un biglietto di ingresso di 2 euro. Accanto ai resti della villa, in un piccolo ambiente, sono esposti frammenti di sculture, stucchi e ceramiche che arredavano lʼopulenta dimora. “La villa - spiega il sindaco di Terme Vigliatore pagina 27 Bartolo Cipriano - è fruibile tutti i giorni, ma non nei festivi. Lo stato della costruzione è buono, ma sarebbero necessari degli interventi strutturali, a partire dal rifacimento dellʼingresso e dal parcheggio. Guide non ce ne sono. Ogni tanto, se avvertiti preventivamente, mandiamo noi qualcuno del Comune, ma i visitatori, purtroppo, sono pochi». PATTI. Scoperta nel 1973 da Giuseppe Vozza durante i lavori per la costruzione di una pila del Mauro Aquino viadotto dellʼautostrada Messina-Palermo, la villa romana di Patti Marina risale allʼetà tardo imperiale e si estende attorno a un grande peristilio con un largo portico a colonne. “Tagliata fuori” dalle gare dʼappalto dellʼassessorato regionale ai Beni Culturali per lʼaffidamento della gestione dei più importanti siti siciliani, la villa romana è stata al centro di un convegno svoltosi mercoledì 18 aprile nellʼarea archeologica di Patti. «Le potenzialità della villa - ha commentato il suo “scopritore” Vozza al termine dellʼincontro - sono enormi. Le cose da fare sono però ancora molte». Tesi sostenuta anche dal sindaco di Patti Mauro Aquino: «La villa è assolutamente fruibile e fruita. Soprattuto adesso che abbiamo risolto i problemi di stillicidio (dovuti alle perdite di una tettoia realizzata dalla Soprintendenza, ndr). Il nostro intento - prosegue il primo cittadino - è adesso quello di riportare i mosaici al loro splendore cromatico originario e di incentivare il turismo con escursioni mirate, puntando anche sui croceristi». CAPO DʼORLANDO. Si trova in prossimità del porto e potrebbe “nascondere” nel suo intorno un intero centro abitato, la villa romana di Bagnoli, a Capo dʼOrlando, scoperta nel 1987 durante degli scavi. «Grazie al buon operato della Soprintendenza commenta il sindaco orlandino Enzo Sindoni che ha messo a disposizione del personale preparato, la villa è molto fruita, anche grazie alla sua posizione geografica, proprio allʼingresso del comune. Di certo si potrebbe promuoverla ancor meglio, coinvolgendo le scolaresche e tenendo aperta la villa anche la domenica e nei giorni festivi». (M.R.) Qui, scuola 20 APRILE 2012 MILAZZO. L’ISTITUTO “IMPALLOMENI” È L’UNICA STRUTTURA SICILIANA SELEZIONATA PER PARTECIPARE AL PROGETTO EUROPEO PEG I liceali? Siedono in Parlamento L’INIZIATIVA Se il digitale è tra i banchi I seminari di Microsoft e Anp. Il primo a Venetico DI CHIARA MICCOLI MILAZZO. Da delegati del Parlamento europeo a creatori di opere dʼarte. Gli studenti dellʼistituto di istruzione superiore “G.B. Impallomeni” di Milazzo, nel corso dellʼanno, hanno partecipato con successo a più attività e iniziative culturali, come racconta la dirigente, Caterina Nicosia. «La nostra è stata lʼunica scuola siciliana ad essere selezionata tra 91 scuole in tutta Italia per partecipare allʼiniziativa “Parlamento europeo giovani”». Una delegazione formata da otto alunni scelti da entrambi gli indirizzi dellʼistituto (classico e scientifico) hanno affrontato e superato la prova selettiva che consisteva nello stilare interamente in lingua inglese e con il supporto di internet risoluzioni parlamentari secondo le reali procedure legislative del Parlamento europeo. Superata la selezione iniziale, lo scorso marzo, le otto ragazze dellʼistituto sono partite per Volterra dove, insieme ad altri studenti italiani, hanno partecipato alle altre attività previste dal progetto. «Hanno simulato una serie di dibattiti su problematiche che il Parlamento realmente affronta - ha spiegato la preside - Un modo intelligente per conoscere i meccanismi di centonove In alto Caterina Nicosia dirigente scolastico dellʼistituto Impallomeni di Milazzo. Nelle foto gli studenti impegnati nei progetti organizzati dalla scuola una istituzione così importante potenziando le lingue straniere studiate a scuola e usando internet per fare cultura». Ma i ragazzi dellʼistituto - che conta 800 iscritti divisi in due plessi - sono stati coinvolti anche in altre attività. Gli studenti del liceo scientifico hanno tirato fuori tutta la loro creatività con lʼaiuto del flower designer milazzese, Carmelo Antonuccio. «Si tratta di un progetto di alternanza scuola-lavoro. I ragazzi hanno frequentato uno stage presso lʼazienda del maestro Antonuccio. Nel corso di più laboratori, partendo da insegnamenti teorici, hanno poi imparato nella pratica a ricavare da materiali poveri delle vere e proprie opere dʼarte». Lʼistituto aderisce da un mese al programma nazionale del “Moige”, dedicato ai genitori che hanno perso i figli negli incidenti stradali per sensibilizzare i giovani allʼeducazione stradale. Organizza inoltre corsi di preparazione al test per la patente europea, “un titolo spendibile nel futuro” - ha sottolineato la dirigente convegni e attività culturali. Lʼultimo incontro si è tenuto giovedì 12 aprile . «Gli studenti del liceo classico hanno incontrato lo scrittore e giornalista Melo Freni per discutere della sua ultima opera, “Leggere il Gattopardo”. Il prossimo incontro si terrà invece lunedì 23 ed è dedicato al tema del dissesto idrogeologico a Milazzo. Per il nuovo anno scolastico abbiamo intenzione di partecipare a più progetti europei – ha anticipato la professoressa Nicosia che guida appena da un anno lʼistituto – E vorremmo anche realizzare un giornale scolastico per coinvolgere i nostri ragazzi nellʼattività giornalistica». LA TECNOLOGIA come strumento didattico. Questo lʼobiettivo principale dei seminari organizzati da Microsoft e Anp (Associazione Nazionale dei Dirigenti e delle Alte Professionalità della Scuola) in tre scuole dʼeccellenza. Istituti che si sono distinti e che hanno ricevuto riconoscimenti a livello nazionale ed internazionale. Il primo appuntamento si è svolto a Venetico, in provincia di Messina, mercoledì 18 aprile, allʼIstituto “S. DʼArrigo”. Istituto vincitrice dellʼedizione 2010 del progetto Anp “Docente dellʼAnno” e selezionata nel 2012 come Pathfinder school – il concorso di Microsoft che premia le scuole più innovative nel mondo. Nel corso dellʼincontro, attraverso lezioni dimostrative, sono state illustrate le soluzioni gratuite di Microsoft per la scuola.«Lʼimpegno per il mondo scolastico è una delle priorità di Microsoft ed è per questo che abbiamo inserito un preciso sostegno al processo di modernizzazione del sistema educativo italiano allʼinterno di un programma di investimento triennale per contribuire alla crescita del nostro Paese» - ha dichiarato Alessandro Paolucci, Direttore della Divisione Education di Microsoft Italia. «La partnership con Anp, e questi seminari in particolare, testimoniano la volontà di Microsoft di realizzare attività concrete con il corpo docente per accompagnare lʼevoluzione dei metodi dʼinsegnamento nelle istituzioni scolastiche». «In questi anni di collaborazione con Microsoft abbiamo constatato che la tecnologia può realmente supportare il lavoro di dirigenti e docenti, contribuendo ad una sempre maggiore qualità della didattica e dellʼorganizzazione scolastica. I professionisti della scuola possono oggi condividere le esperienze didattiche attraverso comunità online, come la Community Anp ad essi dedicata e quella Apprendere in Rete di Microsoft, per sviluppare processi di insegnamento-apprendimento efficaci e innovativi»- conclude Giorgio Rembado, presidente Anp. ISTRUZION PER L’USO di Andrea Smith Mobilità, le novità tra proroghe e scadenze IL RITARDO CON IL QUALE sono state pubblicate le disposizioni non è bastato, così, a causa “della complessità delle operazioni propedeutiche alla mobilità del personale della scuola, relative alla previsione delle classi e degli organici, le cui risorse sono state assegnate agli Uffici scolastici regionali in data 29 marzo 2012 e delle numerose segnalazioni,..” – questa è la premessa della determinazione dirigenziale dellʼ11 aprile scorso - è stato necessario rideterminare lʼarticolazione delle date dei movimenti del personale docente della scuola dellʼinfanzia e primaria. La nuova disposizione modifica sia il termine di comunicazione al SIDI delle domande di mobilità e dei posti disponibili sia la data di pubblicazione dei movimenti, uniformandoli per entrambi gli ordini scolastici. I movimenti della scuola primaria e dellʼinfanzia verranno pubblicati il 28 maggio, mentre gli uffici territoriali avranno tempo fino al 30 aprile per la comunicazione delle domande di movimento e dei posti disponibili. Secondo il calendario originario i movimenti della scuola primaria dovevano essere pubblicati lʼ8 maggio e la chiusura delle funzioni per lʼacquisizione delle domande e delle disponibilità era prevista per il 14 aprile. Questa proroga concede anche una boccata dʼossigeno per la gestione delle domande di pensionamento, presentate questʼanno entro il 30 marzo. Sempre in materia di mobilità, cʼè da registrare, in data 12 aprile, la sottoscrizione dellʼipotesi di Contratto Collettivo Nazionale Integrativo, tra i MIUR e le Organizzazioni sin- pagina 28 dacali, riguardante la mobilità del personale docente dichiarato permanentemente inidoneo, per motivi di salute, allʼespletamento della funzione docente, ma idoneo ad altri compiti che, in attuazione delle disposizioni ministeriali emanate con la nota 2359 del 29 marzo 2012 hanno confermato il passaggio nei ruoli ATA e sottoscritto il contratto individuale di lavoro. Gli interessati, prima delle operazioni di mobilità, avranno assegnata la scuola di titolarità nell'ambito delle preferenze espresse e sulla base dei posti liberi nell'organico di diritto del prossimo anno; successivamente, se non soddisfatti nelle preferenze espresse, potranno essere riammessi a partecipare alle operazioni normali di mobilità. I termini di scadenza per la presentazione delle domande saranno definiti dall'amministrazione, in analogia a quanto previsto per il restante personale collocato fuori ruolo nellʼO.M del 5 marzo, una volta sottoscritta in via definitiva lʼintesa. Economia 20 APRILE 2012 Lino Siclari Domenico Cataldo AFFONDI. Il commissario giudiziale denuncia irregolarità nella proposta di concordato Aicon, Cataldo inguaia Siclari Il Tribunale di Barcellona avvia la procedura per la dichiarazione di fallimento del gruppo quotato in Borsa. Alla base della decisione la relazione del legale messinese. Che ha messo in agitazione il patron DI MICHELE SCHINELLA MESSINA. La proposta di concordato di Aicon? Eʼ stata ammessa ma sulla base di dati non corretti. O meglio, grazie ad omissioni che hanno indotto in errore i magistrati del Tribunale di Barcellona. Il commissario giudiziale Domenico Cataldo in una lunga relazione ha spiegato ai giudici il perchè non cʼerano i presupposti per ammettere Aicon yacht Spa, la società operativa del gruppo di Giammoro quotato in Borsa che progetta costruisce e vende imbarcazioni di lusso alla procedura diretta ad evitare la dichiarazione di fallimento. I tre giudici Michele Galluccio, Assunta Cardamone e Danilo Maffa gli hanno dato retta e il 16 aprile 2012 hanno avviato “la procedura per revocare il decreto di ammissione al concordato preventivo e per lʼeventuale dichiarazione di fallimento”. Lʼ11 maggio del 2012 è fissata lʼudienza in cui verrà assunta la decisione che potrebbe chiudere lʼesperienza imprenditoriale più importante della Sicilia nellʼultimo decennio. E mettere nei guai il patron Lino Siclari: la dichiarazione di fallimento è infatti presupposto per poter ipotizzare il reato di bancarotta fraudolenta. OMISSIONI. Secondo gli accertamenti svolti dal legale cui la Procura di Messina e il Tribunale hanno affidato numerose curatele e amministrazioni giudiziarie, “non risultano essere state depositate integralmente le scritture contabili della società”; “non risultano essere state indicate nella proposta di concordato lʼesistenza sulla Villa di Messina sita nel villaggio SantʼAgata, iscrizioni ipotecarie pregiudizievoli - oltre a quelle indicate nella proposta - aventi efficacia temporale precedente lʼapertura del concordato”; ancora “non è stato indicata lʼesistenza di una clausola di risoluzione espressa nellʼatto di acquisto degli immobili di San Pier Niceto per il caso in cui lʼacquirente non avesse avviato il procedimento per il rilascio della concessione edilizia mediante trasmissione al Comune competente del progetto entro 90 giorni; nè è stato indicato il rilascio da parte dellʼacquirente di una polizza fideiussoria del valore di 1milione 337mila euro a garanzia dellʼeffettiva realizzazione dellʼiniziativa industriale”; ed infine secondo Cataldo “sebbene nel fondo rischi del concordato sia contemplata lʼincognita derivante da unʼeventuale restituzione di contributi di finanza agevolata nella relazione sulla situazione patrimoniale economica e finanziaria aggiornata al 30 settembre del 2011 che contiene lʼesplicitazione delle voci di rischio costituenti il fondo stesso lʼevento “revoca di finanza agevolata” non è contemplato”. centonove EFFETTO DOMINO. Il Tribunale di Barcellona qualche tempo fa aveva dichiarato il fallimento di Aicon Marine Srl, la società creata ad hoc da Siclari alla vigilia dellʼestate del 2011 per garantire la continuità dellʼattività di impresa messa a rischio di alcune istanze di fallimento presentate da alcuni creditori di Aicon Yacht Spa. Alla nuova società erano state affittati attrezzature, impianti, barche in deposito, stampi e modelli. E 60 dei 360 lavoratori: gli altri sono stati messi in cassintegrazione. Fallita Aicon marine Srl Siclari ha creato unʼaltra società, Aicon Italia Srl, a cui è stato affittato lo stesso compendio aziendale ma solo 2 lavoratori. Al Tribunale di Barcellona pende ancora lʼistanza di ammissione al concordato preventivo di Aicon Spa, la società controllante, che Siclari ha chiesto dopo aver incassato lʼammissione al concordato preventivo di Aicon Yacth Spa. ABBANDONI. La situazione per Aicon è precipitata quando Lino Siclari dopo aver presentato un piano di risanamento che prevedeva da parte sua, quale azionista di maggioranza, lʼimmissione di risorse fresche (5 milioni di euro), nel pieno dellʼestate 23011 ha cambiato idea inducendo alle dimissioni il manager Salvatore Candido, ingaggiato con il compito di tentare unʼimpresa impossibile: risanare un gruppo gravato di 90 milioni di euro di debiti e con un fatturato ridotto ai minimi termini. A catena dopo le dimissioni di Candido è stato sospeso il titolo in Borsa, si è dimesso il collego sindacale e il concordato preventivo è stato scelto da Siclari come strumento per limitare i danni, ovvero non investire una parte dei 120 milioni di euro che nel 2007 grazie alla quotazione in Borsa del titolo aveva rastrellato sul mercato da risparmiatori che hanno acquistato un titolo, dopo alcuni mesi divenuto carta straccia. Il patron Siclari nel frattempo ha ricominciato da Aicon International, una società nuova di zecca che promuove affitta e vende le stesse imbarcazioni che un tempo erano il fiore allʼocchiello delle due società di cui si sono portati i libri in Tribunale. La nascita della nuova società ha fatto storcere il muso ai creditori che attendono di vedere soddisfatte le loro pretese dalla vendita delle imbarcazioni. Siclari ha messo le mani avanti: «La nuova società serve a dare un supporto ad Aicon Yacth Spa per favorirne il ritorno sul mercato quando dopo lʼammissione e lʼomologa del concordato». Omologa che ora dopo la relazione di Cataldo si allontana. ZOOM Oriti: «Cantieri incustoditi e strani furti a Giammoro» Il sindacalista della Cgil denuncia la dispersione dei beni aziendali. Trafugati i computer MESSINA. Si sono introdotti notte tempo e si sono portati via tutti i personal computer e i file in essi contenuti. Il furto constatato dai carabinieri più che per il valore dei beni sottratti ha colpito per il movente e per le modalità con cui è avvenuto e perchè è arrivato nonostante alcuni esposti che erano stati presentati nelle scorse settimane da esponenti sindacali. «l cantiere di Giammoro è incustodito. Le attrezzature, i macchinari, le imbarcazioni sono lasciate alla mercé dei ladri. Mi è stato riferito che ogni giorno si registra la scomparsa nel nulla di beni che fanno parte del patrimonio di Aicon. Eʼ stato segnalato uno strano spostamento di beni da un capannone ad un latro». Lʼallarme lo ha lanciato il segretario provinciale della Fillea della Cgil, Biagio Oriti, qualche settimana fa, raccogliendo le testimonianze in un esposto inviato al prefetto di Messina, Francesco Alecci, alla Procura della Repubblica di Barcellona e al liquidatore di Aicon Yacth Spa, Cristian Pistunina. Questʼultimo con una lettera piccata ha replicato che quanto ha denunciato il segretario della Fillea della Cgil non corrisponde alla realtà dei fatti. «Non è vero che lʼazienda sia incustodita. Eʼ vero che abbiamo spostato delle attrezzature e del materiale ma solo perchè il capannone era in affitto e ci è stato chiesto il rilascio». Biagio Oriti spiega: «Il mio intervento è a garanzia dela possibilità che i lavoratori un giorno possano ottenere il soddisfacimento dei loro crediti». (M.S.) pagina 29 Biagio Oriti Economia 20 APRILE 2012 centonove MESSINA. Sull’orlo del baratro l’Ente guidato da D’Amore Bufera sulla Fiera Bocciato l’emendamento alla Finanziaria regionale. I dipendenti proclamano lo stato di agitazione MESSINA. Dopo la bocciatura allʼArs dellʼemendamento alla finanziaria regionale, finisce nellʼocchio del ciclone lʼEnte Fiera di Messina. Preso di mira dal Comitato “Terronia” e dagli stessi dipendenti dellʼEnte, che hanno proclamato lo stato di agitazione. Mentre il commissario Fabio DʼAmore ha convocato per venerdì 20 una conferenza stampa che si preannuncia “infuocata”. IL “NO” DELLʼARS. Siglato da alcuni deputati regionali messinesi, fra i quali Filippo Panarello e Franco Rinaldi del Pd, lʼemendamento bocciato dallʼArs prevedeva lo stanziamento di 100 mila euro per lʼesercizio finanziario 2011 e una spesa di 450 mila euro per il 2012 destinati al pagamento degli stipendi spettanti al personale e degli oneri connessi. Una boccata dʼossigeno da mezzo milione di euro per una realtà sullʼorlo del baratro finanziario e alle prese con un debito di quasi due milioni di euro. Fabio D’Amore Roberto Cerreti PERSONALE IN RIVOLTA. Non percepiscono lo stipendio da quattro mesi e il loro futuro si presenta pieno di incognite, soprattutto dopo il fallimento dei tentativi di inserimento delle somme pregresse e per tutto lʼanno 2012 nella finanziaria approvata alla Regione lo scorso 18 aprile. Per questo, al termine di unʼassemblea con i segretari provinciali di categoria di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, i dipendenti dellʼEnte Fiera hanno proclamato lo stato di agitazione, minacciando uno sciopero (previsto per venerdì 27) se non otterranno al più presto delle risposte concrete sul loro futuro. Dopo aver denunciato la loro “disastrosa condizione” e aver ringraziato i parlamentari che hanno “difeso strenuamente la nostra causa”, i dipendenti hanno infine fatto riferimento a una nota inviata dallʼAssessorato Regionale alle Attività produttive in cui si chiede lo scoglimento dellʼEnte Fiera sulla scorta di una relazione firmata da DʼAmore. LA MANNAIA DI TERRONIA. Sulla situazione della Fiera è intervenuto anche il Comitato Terronia, che in una nota firmata dal responsabile Roberto Cerreti, ha attaccato duramente la classe politica messinese, “succube di Palermo e Catania”. “Una delle bandiere della città è stata deliberatamente abbandonata e distrutta - si legge nel comunicato - e le colpe sono da accreditare al fallimento della politica messinese, vittima di strategie precise dei salotti bene della nostra Regione». (M.R.) LA SVOLTA I lavoratori di Palermo alla Resais PALERMO. «Trovo molto apprezzabile la norma che prevede il passaggio dei dipendenti della Fiera del Mediterraneo alla Resais. In questo modo si rendono nuovamente produttive queste unità di personale e si rispetta il loro desiderio di tornare a lavorare». Così il presidente dell'Assemblea Regionale Siciliana Francesco Cascio ha commentato il trasferimento del personale dell'Ente Fiera del Mediterraneo alla Resais stabilito dalla Finanziaria votata allʼArs lo scorso 18 aprile. Nata a Palermo nel 1946, la Fiera del Mediterraneo ha rappresentato per anni il più importante polo espositivo della Sicilia sia per dimensioni che per importanza. In liquidazione dal 2009 lʼente gestore. pagina 30 centonove Economia 20 APRILE 2012 MESSINA. Patto di stabilità sforato di 27 milioni di euro. Ecco perchè Palazzo Zanca, vedo rosso Sanzioni, tagli dei trasferimenti, divieto di nuove assunzioni e stabilizzazioni, decurtazione del 30% degli stipendi degli amministratori. Tutte le conseguenze DI ALESSIO CASPANELLO MESSINA. Lʼufficializzazione è arrivata col sigillo della protezione civile: la costruzione degli svincoli di Giostra ha comportato lo sforamento del patto di stabilità da parte del comune di Messina. Per oltre ventisette milioni di euro, non noccioline. Ed è un disastro. Il ragioniere generale del comune di Messina, Nando Coglitore, è stato chiarissimo: “Non cʼè bisogno nè di commissari nè di Corte dei Conti, che abbiamo sforato il patto di stabilità lo dicono i numeri”. Proprio Coglitore era stato il “grande accusatore” degli svincoli, in tempi non sospetti, puntando il dito contro i potenziali rischi finanziari che il completamento della seppur indispensabile opera avrebbe potuto provocare. Detto fatto, a Coglitore non è rimasto che il ruolo di Cassandra. Inascoltata. Cosa è successo? SFORIAMO IL PATTO. Di fatto, il governo ha fatto rientrare nella contabilità comunale i 23 milioni di euro spesi per gli svincoli Giostra e Annunziata, invece che, come sperava il sindaco Giuseppe Buzzanca, accollarli alla contabilità speciale in quanto Orazio Miloro Giuseppe Buzzanca opera finanziata con i poteri speciali che Buzzanca ha in quanto commissario di nomina ministeriale per lʼemergenza traffico. Questo perchè, visto che i fondi stanziati dal governo non si sono rilevati sufficienti, a Buzzanca non è rimasto che prelevare dalle casse di palazzo Zanca 23 milioni 144 mila euro. Non ci fossero stati gli svincoli, comunque, a palazzo Zanca il patto di stabilità si sarebbe sforato L E G A L M E N T E CITTA’ DI LICATA PROVINCIA DI AGRIGENTO DIPARTIMENTO 4° LAVORI PUBBLICI SERVIZI TECNOLOGICI ED OPERATIVI/SERVIZI FINANZIARI ESTRATTO BANDO DI GARA (CIG:39008191AC) Stazione Appaltante Città di Licata Piazza Progresso n°10 – Cap.92027 Tel.0922/868111 – fax 0922/774378 Sito internet:http://www.comune.licata.ag.it Descrizione: Bando di gara a procedura aperta per la” REALIZZAZIONE E MANUTENZIONE DI UN SISTEMA INFORMATIVO TERRITORIALE E PER LʼAFFIDAMENTO IN CONCESSIONE DELLA GESTIONE RISCOSSIONE E ACCERTAMENTO DELLE ENRATE COMUNALI CIG:39008191AC Divisione in lotti:no Durata della concessione: la concessione avrà durata di anni 5 (cinque). Norme regolatrici della procedura concorsuale: Procedura aperta, per come definita ex art. 3 del D.Lgs n.163/2006. Termine per il ricevimento delle offerte: fino alla data del 10/05/2012 IL R.U.P. Arch.Maurizio Falzone ERRATA CORRIGE – TRIBUNALE DI MESSINA In rif. alla pubblicazione avvenuta in data 30.03.12 – RIF. RF 41-bis/94 Si precisa che in data 18.05.12 alle ore 12.15 si procederà altresì alla vendita con incanto, in caso di esito negativo della vendita senza incanto. pagina 31 comunque, visto che, secondo i calcoli delle aree economico-finanziarie di palazzo, il “rosso” ammonta a 27,5 milioni di euro. Gli effetti dello sforamento? Deleteri. GLI EFFETTI. Si parte con la riduzione dei trasferimenti dello stato: in realtà, il decreto legislativo 149 del 6 settembre 2011 ha ammorbidito la punizione, che non corrisponde più all'intero sforamento, ma “solo” al 3% delle entrate correnti accertate nell'ultimo rendiconto. A febbraio di questʼanno, però, la norma è stata ulteriormente modificata, e prevede una sanzione pari al 100% dello sforamento, diluita in 3 anni. Se si applicherà o meno ai comuni che hanno sforato il patto 2011, però, resta ancora da vedere. A questo, si aggiungerebbero i tagli massicci degli ultimi anni, che già hanno fatto tribolare lʼassessore alle Finanze Orazio Miloro. Ancora, è previsto lʼazzeramento delle spese per manutenzioni ordinarie e straordinarie, il divieto di contrarre nuovi mutui (che a Messina servono per pagare i debiti fuori bilancio) e, soprattutto, divieto di consulenze esterne e di nuove assunzioni con qualsiasi forma contrattuale: a farne le spese saranno i precari che non potranno essere stabilizzati, ed i lavoratori che palazzo Zanca “utilizza” per lʼappalto di servizi esterni quali le scerbature. PIANGE LA POLITICA. E poi ci sono le conseguenze “politiche”. Si parte con lʼabbattimento di quasi un terzo (il 30%) delle indennità degli amministratori, a partire dal sindaco e dai suoi assessori, continuando coi consiglieri comunali e finendo con quelli di quartiere. Una sanzione che si applica anche agli amministratori che saranno eletti, poichè a norma riguarda la carica e non la persona fisica. Economia 20 APRILE 2012 centonove GELA Eni chiude gli impianti GELA. Eni chiude per 12 mesi parte della raffineria di Gela. Lo comunica il gruppo al termine di un incontro con i sindacati, spiegando che il quadro della raffinazione ''continua ad essere preoccupante'', con un ''crollo dei margini''. I dipendenti interessati dal provvedimento saranno circa 500 dei 1.200 del sito nisseno. I sindacati segnalano il rischio Cig anche per circa 300 lavoratori dell'indotto, che complessivamente occupa piu' di 1.100 persone. Cʼè preoccupazione tra i lavoratori del settore petrolchimico di Gela. Circa 500 persone rischiano il posto di lavoro a causa della sospensione delle attività nella raffineria dellʼEni. La causa è la riduzione dei margini di profitto, parte delle attività della raffineria saranno sospese. Le industrie di Milazzo S. FILIPPO DEL MELA. Il sindaco Peppe Cocuzza dice basta agli studi sull’inquinamento Consulenze (poco) ambientali Contestata una convenzione da 600 mila euro tra l’Ufficio Speciale e l’Università di Catania. «Che il territorio sia compromesso lo sappiamo. Passiamo alla fase operativa». La replica di Cuspilici DI GIANFRANCO CUSUMANO SAN FILIPPO DEL MELA. «Basta utilizzare i fondi per ulteriori studi sullʼinquinamento. Sappiamo benissimo che lʼambiente nella Valle del Mela è compromesso, bisogna passare ad una fase operativa con interventi concreti». Non va per il sottile Peppe Cocuzza, sindaco di San Filippo del Mela, di fronte alla gestione dellʼUfficio speciale per le aree ad alto rischio ambientale presieduto da Antonio Cuspilici. Il politico rigira per le mani una consulenza da 600 mila euro affidata dallʼufficio allʼUniversità di Catania per la redazione di un Piano operativo di Lavoro (Pol). Lo studio viene affidato in attuazione del progetto “Promozione di nuovi processi di morfogenesi imprenditoriale eco-sostenibile nelle aree ad elevato rischio di crisi ambientale”. Lʼufficio speciale, che si occupa delle tre aree industriali siciliane, si fa carico di 495 mila euro oltre iva di cui il 40% versato in anticipo. «I comuni che fanno parte dellʼufficio non conoscono non solo che tipo di lavoro deve svolgere lʼUniversità di Catania, ma non riusciamo nemmeno a capire quanti fondi complessivamente ci sono a disposizione per il nostro territorio. Lʼufficio rispecchia il modus operandi della Regione - continua il sindaco di San Filippo del Mela - consulenze ad iosa specialmente a enti catanesi». La denuncia di Cocuzza arriva dopo lʼennesima riunione fra amministrazioni locali alle prese con gli emendamenti al Piano di risanamento che dovrebbe attuare lʼufficio di Cuspilici. I comuni, invece di scegliere un unico esperto, si sono presentati con una serie di consulenti. I comuni di San Filippo del Mela, San Pier Niceto, Condrò, Gualtieri Sicaminò, Santa Lucia del Mela, hanno presentato tramite Eugenio Cottone una serie di emendamenti congiunti in quanto ritengono «che tale strumento non può risolvere, da solo, questioni fondamentali per situazioni che si sono create nel comprensorio, il quale, paradossalmente, non rientra tra quelli in cui sono stati segnati superamenti della normativa, che rendono obbligatorio lʼadozione di un Piano». Lʼamministrazione Pino ha affidato gli emendamenti al chimico Bartolo Capone e al professore Girolamo Bambara di Italia Nostra. Nel loro documento Capone e Bambara evidenziano la necessità di inserire nel Piano di risanamento: lʼabbattimento delle emissioni odorigene prodotte da impianti di depurazione acque reflue civili ed industriali; la captazione, il convogliamento ed il trattamento delle acque meteoriche provenienti dagli insediamenti industriali; il censimento, il monitoraggio e la bonifica di tutti i manufatti in fibrocemento-amianto (eternit) di insediamenti civili, produttivi ed industriale; ed infine lʼemanazione di un nuovo decreto regionale che disciplini le concentrazioni massime dei composti organici odorigeni (odori). Nelle osservazioni presentate dal tecnico degli altri cinque Comuni, Cottone, invece si sottolinea che nella bozza del “decreto polveri” si definisca con precisione la classificazione di zona industriale e venga escluso come combustibile per le industrie di carbone. Cuspilici dal canto suo si ritiene soddisfatto del lavoro svolto fino ad oggi dallʼufficio speciale. Sessanta i milioni di euro a disposizione per le tre aree a rischio siciliane. «La fase degli studi è finita nel 2009 - sostiene Cuspilici - tutto quello che stiamo facendo nasce dallʼesigenza di avere progetti concreti per attuare sul territorio interventi. E per fare questo non si può prescindere dalla collaborazioni con le università, con lʼOrganizzazione mondiale della sanità (oms) e dagli studi frutto di Agenda 21. La convenzione a cui fa riferimento Cocuzza ancora non è partita. Il progetto prevede laboratori sugli alimenti in particolare a Caltanissetta. I fondi a disposizione per tutti i progetti naturalmente non basteranno, infatti voglio invitare i comuni a partecipare ai bandi comunitari». Cuspilici ricorda che è già in atto un progetto per predisporre convenzioni con i comuni per sostituire nelle abitazioni lʼamianto, iniziative per promuovere i piani di emergenza in caso di incidente nelle industrie, affidare allʼArpa attrezzature e personale. MOJO Acque inquinate nell’Alcatara Avviati accertamenti per individuarne le cause MOIO ALCANTARA. La vita del Parco fluviale dellʼAlcantara, un autentico gingillo siculo, incastonato tra le gole rischia di essere gravemente compromessa dal riversamento delle acque inquinate del depuratore del comune di Randazzo in quelle del fiume che gli arabi denominarono appunto Al Qantar( il ponte ad arco). Un fulmine a ciel sereno. Una notizia che è trapelata pochi giorni fa e che ha messo in grave difficoltà lʼEnte Parco. Lʼagenzia regionale per lʼambiente ha, intanto, effettuato le analisi chimiche, e la Forestale è intervenuta in maniera rigorosa con accertamenti formali. Accertamenti che porteranno da qui a breve alla risoluzione del problema, che comunque non è una novità. Difatti, durante la stagione invernale appena trascorsa, diverse quan- pagina 32 tità di liquami, pneumatici, carcasse di auto provenienti dagli affluenti dellʼAlcantara, si sono depositate sul letto del fiume. In maniera particolare il torrente del comune di Francavilla di Sicilia risulta tra i più degradati. Il direttore dellʼEnte, Ettore Lombardo ha denunciato, dunque, il fatto accaduto alla Procura della Repubblica e ha preso le distanze dallʼAssessore del comune di Randazzo Alfio Ragaglia, che sostiene di aver già la situazione sotto controllo. La replica di Stefano Annese è di quelle categoriche. Secondo il presidente di Acquaterra(associazione sportiva che opera sin dal 1992 nel parco) le condizioni del fiume rimangono gravissime. Resta da accertare, perciò, la responsabilità dellʼamministrazione. Un problema, quello relativo allʼinquinamento del Parco, che trova un legame stretto con quello dellʼEtna, vissuto direttamente dagli abitanti del posto. Lʼinchiesta è ancora allʼinizio, e si attendono novità nei prossimi giorni, che si preannunciano molto “caldi”. Enrico Scandurra centonove Economia 20 APRILE 2012 MESSINA. La Regione cancella undici “consorzi”. La crisi penalizza i natanti PROVINCIA Naufraga il distretto nautico Il leader di Confindustria bacchetta l’ex presidente Pino Privitera. Scompare anche quello della ceramica proposto da Santo Stefano di Camastra. Ripescati in extremis i florovivaisti MESSINA. Sono il settore trainante di interi comprensori ma per la Regione le ceramiche, la nautica e il tessile non sono degni di far parte dei distretti produttivi siciliani. Su 27 costituiti nel 2007 ben 11 sono stati cancellati dallʼassessorato regionale alle Attività produttive. Ad essere penalizzata la provincia di Messina che aveva promosso in particolare il distretto delle ceramiche dove a far parte del leone era Santo Stefano di Camastra, quello della Nautica da diporto e del tessile con i Nebrodi. Sono state penalizzate per non avere rinnovato i patti triennali al 31 dicembre scorso. Tra gli esclusi cʼera anche il distretto Florovivaistico che vedeva il comprensorio tra Milazzo e Mazzarrà SantʼAndrea in prima fila con il presidente Pippo Maimone, il quale si è mosso per fare in modo che la regione torni sui suoi passi. Il settore conta centinaia di aziende per lo più familiari che esportano nel Nord Europa e negli anni scorsi, quando la crisi era alle porte, fatturavano anche 100 milioni di euro annui. Il problema era sorto per il mancato invio di documenti che la Camera di commercio di Messina doveva presentare per avere un quadro delle aziende presenti. Atti che sono stati integrati. La notizia dellʼesclusione era arrivata a ciel sereno. Il distretto era da sempre operativo, riuscendo a creare aggregazione tra i vivaisti di tutta la Sicilia. Il progetto, presentato circa un anno e mezzo fa dal Consorzio del distretto del florovivaismo in sinergia con l' Ente di sviluppo agricolo, è stato esitato favorevolmente dall' assessorato alle Attività produttive che lo ha reso ammissibile al finanziamento con il punteggio complessivo di 74,5 punti. cinque i comuni che avevano aderito: Milazzo, Mazzarrà S. Andrea, Sinagra, Piraino e Gioiosa Marea. Altri partner sono la Provincia di Messina, l' Ente autonomo Fiera di Messina e il Gal "Eurovalli" di Sicilia. Le imprese del settore che hanno sottoscritto il Patto per lo sviluppo del Distretto del florovivaismo siciliano sono 129 con 483 addetti ed un fatturato globale di 22 milioni di euro. In fase di avvio il bando per realizzare la mostra permanente nei locali dell' Esa di Barcellona. L' assessorato regionale alle Attività produttive ha deciso di rimodulare la mappa che nel 2007 aveva disegnato il precedente governo che prevedeva 23 distretti nel territorio siciliano. Rispetto a quella previsione ne sono rimasti attivi quattro (Agrumi di Sicilia, Cosvap Pesca Industriale, Meccanotronica e Unico regionale cereali), otto sono in fase di valutazione (Etna Valley, Ortofrutticolo Sud-Est Sicilia, Pietra Lavoca, Vitivinicolo Sicilia Occidentale, Ortofrutta di qualità Val di Noto, Meccanica e Logistica) e 11 sono stati cancellati (Ceramiche Siciliane, Ceramiche di Caltagirone, Filiera del tessile Sicilia Orientale, Florovivaismo siciliano, Nautica da diporto, Nautica dei due mari, Olivicolo Sicilia Terre Occidente, Pesca e Pescaturismo Siciliae, Plastica, Uva da tavola siciliana (igp Mazzarrone) e Vitivinicolo Siciliano). La Regione sta valutando lʼistituzione di altri sette distretti (Avicolo, Eda eco domus, Ficondindia Calatino Sud Simeto, Lattiero Caseario, Dolce Siciliano, Legno e complementi dʼarredo e Filiera della carne bovina). «Non abbiamo partecipato ai bandi perchè il co-finanziamento a carico degli artigiani erano troppo alti - ammette lʼarchitetto Giacomo Mincica di Santo Stefano di Camastra e a capo del distretto E Nanni Ricevuto punta sui fiori MESSINA. Rafforzare le potenzialità del distretto florovivaistico siciliano, proteggere le aziende anche nei confronti delle Regioni in risposta ai timori di azzerare il distretto e di perdere i finanziamenti già ottenuti. Con questo obiettivo il presidente della Provincia regionale, Nanni Ricevuto, ha confermato lʼadesione di Palazzo dei Leoni al Distretto florovivaistico siciliano. Lʼassessore provinciale allʼAgricoltura, Maria Rosaria Cusumano, si è impegnata a garantire le risorse assegnate per la mostra mercato del florovivaismo di Barcellona e a captare nuovi finanziamenti per le aziende del settore. delle ceramiche - per lo stesso motivo non abbiamo redatto neanche il nuovo patto di sviluppo. Il problema è che allʼinizio cʼerano a disposizione 9 milioni di euro per il funzionamento di questi distretti somme che non sono mai state assegnate lasciandoci senza mezzi». A spiegare il motivo che ha portato al naufragio del distretto sulla nautica da diporto è Ivo Blandina, presidente di Confindustria Messina. «La presidenza del distretto nautico era stata assegnata al milazzese Giuseppe Privitera, ex commissario dellʼAsi che fino a quando avuto ha avuto a disposizione disposizione la struttura dellʼAsi si era mosso, dopo il mancato rinnovo si è fermato. Noi -continua - come Confindustria, eravamo disponibili ad accogliere lʼufficio nella nostra struttura, ma lui ha declinato lʼinvito. Ad un certo punto si è dimesso. Visto che la maggioranza delle aziende che avevano aderito erano nostri soci abbiamo tentato di ricomporlo, ma senza riuscirsi. A causa della crisi del settore tante aziende si sono tirate indietro e non siamo riusciti a raggiungere 50 soci». (GIA.C.) BROLO Dieci milioni per il Gal Nebrodi prese. «Abbiamo già assegnato i posti di responsabile del piano, responsabile amministrativo e finanziario, la short list, lʼelenco fornitori. Ora sarà il turno dellʼufficio di piano, animatori e quello tecnico». «Entro il prossimo mese voglio avviare i bandi e spendere le risorse a disposizione entro il 2013 - ammette Calanna». Il Gal Nebrodi Plus sembra avere ritrovato unità dʼintenti. Due anni fa il gruppo era stato escluso dalla Regione per dissidi tra Calanna e i sindaci che chiedevano maggiore coinvolgimento decisionale. Tutto si è risolto con la riapertura dei termini da parte della Regione (ad approfittarne anche le isole Eolie). Hanno aderito al Gal 44 comuni e 67 soggetti privati. «Voglio velocizzare i tempi per i bandi - conclude Calanna - perchè mi rendo conto che le aziende sono in crisi e per risollevarsi hanno necessità di liquidità. Cedo che se ognuno di noi facesse questo ragionamento ne gioverebbe tutta lʼeconomia siciliana. Ma purtroppo spesso prevalgono interessi personali». Frsncesco Calanna entro maggio bandirà le “misure” destinate alle aziende BROLO. Entro maggio il Gal Nebrodi Plus bandirà 10 milioni di euro di progetti comunitari (Piano di sviluppo rurale, Psr). A comunicarlo è il presidente Ciccino Calanna, già deputato regionale del Pd. Calanna è impegnato in questi giorni a costituire il personale interno che si occuperà del funzionamento del Gruppo azione locale nebroideo. Sono stati già banditi gli undici posti più la short list con i consulenti che verranno chiamati a prestare la loro consulenza in base alle misure che verranno bandite. Queste riguarderanno principalmente la promozione turistica del territorio, prodotti tipici, lo sviluppo di piccole e medie im- Ciccino Calanna pagina 33 Economia 20 APRILE 2012 OCCORRE SAPERE di Salvatore Cifalà UOMINI&BUSINESS Trasporti, si punta alla rete unificata La proposta adottata dalla Commissione europea per trasformare il groviglio di strade, autostrade, ferrovie e aeroporti LA COMMISSIONE EUROPEA ha adottato una proposta per trasformare l'attuale groviglio europeo di strade, ferrovie, aeroporti e canali in una rete di trasporti unificata (la cosiddetta rete TENT). La nuova rete essenziale (denominata "rete centrale") eliminerà le strozzature, ammodernerà l'infrastruttura e snellirà le operazioni transfrontaliere di trasporto per passeggeri e imprese in tutta l'UE, migliorando i collegamenti fra i diversi modi di trasporto e contribuendo agli obiettivi dell'UE in materia di cambiamenti climatici attraverso la riduzione delle emissioni di CO2 dei trasporti. Siim Kallas, vicepresidente della Commissione e commissario responsabile per i trasporti, ha dichiarato: "I trasporti sono fondamentali per un'economia efficiente nell'UE, ma oggi mancano collegamenti vitali. Le ferrovie europee hanno 7 scartamenti diversi e solo 20 dei nostri principali aeroporti e 35 dei principali porti sono collegati direttamente alla rete ferroviaria. Senza collegamenti efficienti, l'Europa non può né crescere né prosperare." La nuova politica fa seguito a un processo di consultazione durato due anni ed istituisce una rete centrale di trasporto da realizzare entro il 2030, che fungerà da centonove struttura portante dei trasporti nel mercato unico. Le proposte di finanziamento pubblicate oggi indirizzano rigorosamente i fondi destinati ai trasporti proprio sulla rete centrale, in modo da risolvere i collegamenti mancanti transfrontalieri, eliminare le strozzature e rendere la rete più intelligente. La nuova rete centrale TEN-T si appoggerà su una rete globale di collegamenti che alimenteranno la rete centrale a livello regionale e nazionale. Quest'ultima infrastruttura sarà finanziata principalmente dagli Stati dell'UE, con la possibilità, in alcuni casi, di attingere a fondi UE della politica dei trasporti e della politica regionale, anche mediante nuovi strumenti innovativi di finanziamento. Lo scopo è quello di garantire che progressivamente, entro il 2050, la grande maggioranza dei cittadini e delle imprese d'Europa non debbano impiegare più di 30 minuti per raggiungere la rete globale. Nel suo insieme, la nuova rete dei trasporti renderà possibili una mobilità più sicura e meno congestionata e viaggi più agevoli e più veloci. I 31,7 milioni di euro stanziati per i trasporti nell'ambito del meccanismo per collegare l'Europa del quadro finanziario pluriennale agiranno in pratica come NOTIZIE DAI CONSULENTI DEL LAVORO "capitale di avviamento" per stimolare ulteriori investimenti da parte degli Stati membri volti a completare collegamenti transfrontalieri difficili, che altrimenti potrebbero non essere realizzati. Ogni milione di euro speso a livello europeo genererà 5 milioni dai governi degli Stati membri e 20 milioni dal settore privato. Tutte le mappe si trovano sul sito: http://ec.europa.eu/transport/index_en.htm La rete TEN-T si articola in due strati: una rete centrale da completare entro il 2030 e una rete globale destinata ad alimentare quella centrale, da completare entro il 2050. La rete globale garantirà la piena copertura del territorio dell'UE e l'accessibilità a tutte le regioni. La rete centrale privilegerà i collegamenti e i nodi più importanti della TEN-T, in modo da renderla pienamente operativa entro il 2030. Entrambi gli strati comprendono tutti i modi di trasporto: strade, ferrovie, linee aeree, vie navigabili interne e trasporto marittimo, nonché le piattaforme intermodali. La realizzazione della rete centrale sarà facilitata mediante l'adozione di un approccio per corridoi. Dieci corridoi saranno alla base dello sviluppo coordinato dell'infrastruttura nell'ambito della rete centrale. Tali corridoi interesseranno non meno di tre modi di trasporto, tre Stati UE e due sezioni transfrontaliere, unendo gli Stati membri interessati e i soggetti attivi pertinenti, come ad esempio i gestori dell'infrastruttura e gli utenti. APPUNTAMENTI Inserimento, contratti destinati a morire IL CONTRATTO DI INSERIMENTO destinato a morire. La riforma Fornero lo abroga. Eʼ una delle novità, discutibili per la verità, del disegno di legge presentato la settimana scorsa dal Governo. Dallʼesperienza dei consulenti del lavoro – i professionisti che assistono i datori di lavoro per la gestione del personale - infatti, paventa rischi di penalizzare nel mercato del lavoro fasce deboli di lavoratori nei confronti dei quali opera il contratto di inserimento. Ricordiamo, infatti, che tale contratto, introdotto dalla Riforma Biagi nel 2003, ha sostituito il vecchio contratto di formazione e lavoro con lʼobiettivo di inserire/reinserire alcune fasce di soggetti svantaggiati. In particolare, possono essere assunti con contratto di inserimento i seguenti soggetti: a) soggetti da 18 a 29 anni; b) soggetti da 29 a 32 anni disoccupati di lunga durata; c) soggetti con più di 50 anni che siano privi di un posto di lavoro; d) soggetti che desiderino riprendere una attività lavorativa e che non abbiano lavorato per almeno due anni; e) donne residenti in aree geografiche in cui il tasso di occupazione femminile sia inferiore almeno del 20% di quello maschile, ovvero il tasso di disoccupazione sia superiore del 10% di quello maschile; f) soggetti disabili. Lʼassunzione del lavoratore con contratto di inserimento risulta agevolata in quanto il datore di lavoro potrà usufruire di incentivi economici e normativi. Eʼ prevista, infatti, una riduzione dei contributi previdenziali ed assistenziali previsti per la generalità dei lavoratori nonché la deduzione ai fini IRAP del costo del lavoro. Inoltre, il lavoratore assunto non viene computato nella base occupazionale. A ciò si aggiunga che, considerato il contratto può avere una durata da 9 a 18 mesi, il datore di lavoro è in grado di verificare di provare quel soggetto e nel caso trasformare il rapporto di lavoro stabilizzandolo. Ricordiamo, a tal fine, che lʼattuale periodo di prova previsto il contratto di lavoro è generalmente di periodo molto breve e non sufficiente a consentire di realizzare lo scopo. Il lavoratore dal canto suo, ha lʼoccasione per inserirsi o reinserirsi in un contesto lavorativo nel quale risulta difficile entrare nel momento in cui si trova sullo stesso piano di lavoratori non svantaggiati. Un contratto di estrema utilità quindi sia per i datori di lavoro che per i lavoratori in un mercato del lavoro che, in una congiuntura economica come quella attuale, che registra un incremento dei soggetti disoccupati, non potrà che introdurre ulteriori elementi penalizzanti per le assunzioni. I grandi numeri di Travelexpo Acli, Scrè riconfermato presidente PALERMO. Santino Sciré, 33 anni, catanese, é stato riconfermato dal Consiglio regionale, che si è riunito a Enna, presidente di Acli Sicilia. L' elezione è avvenuta all'unanimità. Medaglia d’oro per l’azienda Gaglio PATTI. Medaglia dʼOro alla Mostra nazionale di vini di Pramaggiore per il Leda di Gaglio Vignaioli. Un vino unico perché le due uve vengono coltivate nella stessa vigna, quella di Scala di Patti. Nello stesso giorno vengono vinificate dagli operatori di Gaglio Vignaioli, lʼazienda tutta la femminile guidata da Flora Mondello, una delle più giovani produttrici di vino. Al Vinitaly 2011 il Leda di Casa Gaglio è stato scelto, insieme ad altri quattro vini, per il Taste Italy, la cena conclusiva alla quale partecipa la stampa internazionale. Il successo del Mamertino Doc MILAZZO. Ancora strepitosi successi per le varie tipologie di Mamertino Doc prodotte in modo biologico certificato dallʼAzienda Agricola Vasari e presentate al Vinitaly 2012. Anche Luca Gardini, sommelier romagnolo, Campione del mondo dei Sommelier nel 2010, ha apprezzato tutti i vini Doc Vasari. In particolare il Mamertino Doc Cru Timpanara ed il Mamertino Bianco Doc Cru San Giuseppe. Riserva di cui ha esaltato la finezza e lʼarmonia. CONSUMATORI Così ti difende il Garante DI FRANCESCO SURIA PALERMO. La 14esima edizione di Travelexpo si è rivelata un nuovo successo rispettando tutte le previsioni della vigilia. Sono stati 450 agenzie di viaggio, 220 le imprese turistiche, circa 1.600 gli addetti ai lavori che hanno preso parte alla borsa del turismo siciliano a cui vanno aggiunti gli operatori turistici dellʼospitalità che, con gli espositori, hanno avuto la possibilità di sviluppare una serie di nuovi rapporti. Complessivamente, infatti, sono stati oltre 10 mila i contatti commerciali avviati durante la tre giorni a Terrasini, col ventaglio di nuove proposte per soggiorni mare e non solo. Tra gli operatori che si occupano di incoming arriva la conferma di una tendenza già presente da alcuni anni: la destinazione Sicilia rimane gradita agli stessi siciliani anche grazie a un continuo innovamento delle strutture ricettive. pagina 34 CON IL RECENTE DECRETO sulle liberalizzazioni sono state ampliate le tutele dei consumatori nellʼambito dei contratti con i professionisti. Eʼ stata aggiunta al Codice del Consumo, infatti, una disposizione normativa finalizzata a regolare ed ampliare la tutela amministrativa contro le clausole vessatorie contenute nei contratti. In particolare si è stabilito che lʼAutorità Garante della Concorrenza e del Mercato, sentite le associazioni di categoria rappresentative a livello nazionale e le camere di commercio interessate o loro unioni, dʼufficio o su denuncia, può dichiarare la vessatorietà delle clausole inserite nei contratti tra professionisti e consumatori che si concludono mediante adesione a condizioni generali di contratto o con la sottoscrizione di moduli, modelli o formulari. Nellʼambito dellʼistruttoria lʼAutorità ha facoltà di richiedere informazioni o documentazione ed in caso di inottemperanza da parte delle imprese o nel caso in cui le informazioni fornite non siano veritiere sono previste sanzioni pecuniarie. La legge prevede anche che il provvedimento che accerta la vessatorietà della clausola è diffuso anche per estratto mediante pubblicazione su apposita sezione del sito internet istituzionale dellʼAutorità, sul sito dellʼoperatore che adotta la clausola ritenuta vessatoria e mediante ogni altro mezzo ritenuto opportuno in relazione allʼesigenza di informare compiutamente i consumatori a cura e spese dellʼoperatore. La legge fa comunque salva la giurisdizione del giudice ordinario sulla validità delle clausole vessatorie e sul risarcimento del danno. Francesco Suria Adiconsum Messina centonove LA MIA BANDA SUONA IL ROCK Talenti emergenti di Messina. Da Toti Poeta agli Anelli soli PAG. 36 poster 20 APRILE 2012 CERCANDO LA LUNA NEL FANGO A Giampilieri Montagna ad arte con lʼinstallazione della Grande scala PAG. 40 MURALES DI UMANITA VARIA “SICILIA EST”, FILM COMMISSION MADE IN MESSINA Michele Ainis Evelyn Fuentes MESSINA. IL CORTOMETRAGGIO “LA MAFIA ALTERNATIVA” AL FESTIVAL DEL CINEMA Cannes? È “Cosa Nostra” Diretto da Nicola Barnaba, il film è una tagliente allegoria della criminalità organizzata DI MARINO RINALDI MESSINA. Tra divi hollywoodiani, registi di culto e bellezze mozzafiato, sul “Red Carpet” del prossimo Festival di Cannes farà capolino anche la criminalità organizzata. Ma in versione “dissacrante”. Nella sezione “Short Film Corner” della rassegna, infatti, ci sarà spazio anche per il film breve “La Mafia Alternativa, tra vita, morte... e INDOVINA CHI E’? miracoli”, diretto da Nicola Barnaba e scritto e prodotto da Michele Ainis. Selezionata tra migliaia di corti provenienti da tutto il mondo, la pellicola verrà proiettata in anteprima mondiale durante il “Cannes Court Metrage”, in scena dal 16 al 27 maggio. Una vetrina prestigiosa e ambita per il film indipendente prodotto dalla SiciliaEst/Film Work Sicilia Orientale, presieduta da Michele Ainis (ente promotore della Film Commission Sicilia Orientale). Basti pensare che nellʼedizione 2011, su circa Fondata poco più di un anno fa, la “SiciliaEst/Film Work Sicilia Orientale”, ente promotore della “Film Commission Sicilia Orientale”, nasce con lʼobiettivo di favorire lo sviluppo delle attività imprenditoriali nel settore delle attività teatrali, televisive e cinematografiche per valorizzarne il patrimonio storico, artistico e ambientale e favorire l'utilizzo delle risorse umane e strutturali della Sicilia Orientale nell'industria televisiva e cinematografica. «Le esperienze di località come la provincia di Ragusa, con “Il Commissario Montalbano” spiega il presidente Michele Ainis insegnano quanto il Cinema e la Televisione possano contribuire ad una concreta promozione di una località, con riscontri paragonabili, se non addirittura superiori, a quelli che si potrebbero avere solo con ben più costose campagne pubblicitarie». 30mila shorts provenienti da 97 Paesi di tutto il mondo, la Commissione ne ha ammessi solo 1700 circa, poco più del 5%. Girato interamente in Sicilia, fra la città dello Stretto e le falde dellʼEtna, il film è il primo episodio di una serie di quattro cortometraggi che mettono “alla berlina” la criminalità organizzata. Prodotto dalla SiciliaEst con il contributo di alcuni sponsor ed enti locali, “La Mafia Alternativa” è ispirato alla commedia allʼitaliana (rivista però “in salsa Siciliana”) ed intende rappresentare con colpi di scena e gag esilaranti una allegoria di Cosa Nostra, rivista in chiave ironica e tagliente. Omicidi, narcotraffico, ricettazione, estorsione e gestione del malaffare sono il pane quotidiano di una cosca di vecchi boss senza scrupoli, guidata da Don Vincenzo Spata. Attorno a un tavolo, il dramma di questi uomini si consuma a causa della “compromettente” figura del figlio del Don, Rocco, tornato “cambiato” dagli studi Milanesi assieme ad un curioso seguito di scalmanati. «Lasciandosi andare con coraggio, raffinatezza ed ironico cinismo ad unʼonesta esplosione di grottesco, il film - racconta Michele Ainis - affronta con ironia il cliché mafioso ed il tema dellʼomosessualità attraverso la ricostruzione di una realtà patinata fatta di contraddizioni. Nella pellicola, dominata da una viva emozionalità, i vizi, le perversioni e i preconcetti socio culturali della Sicilia, regalano risate che passando “dalla pancia” riflettono le falle di ognuno di noi, in un contesto di vita e di mentalità rispetto al quale nessuno può considerarsi estraneo». Tra i protagonisti del cortometraggio alcuni degli interpreti siciliani e calabresi più conosciuti del cinema, del teatro e del cabaret, fra i quali Domenico Centamore, Tury Giuffrida, Marcello Arnone, Nino Bontempo, Benedetto Lo Monaco e Daniele Perrone, oltre ad alcuni attori emergenti come Francesco Oscar Ferraro, Evelyn Fuentes, Giada Vadalà e lo stesso Ainis. In più di ventʼanni dʼintensa attività, il regista Nicola Barnaba ha collaborato alla realizzazione ed alla regia di decine di film con esponenti del panorama cinematografico italiano ed estero di massimo rilievo, fra i quali Giancarlo Giannini, Massimo Ghini, Stefania Sandrelli, Sabrina Ferilli, Gerard Darmon e Gigi Proietti. Di riguardo anche la colonna sonora, con le musiche degli “Uaripat” e il singolo “Iʼm Sugarbaby” di Evelyn Fuentes, un brano alla Liza Minnelli che accompagnerà una scena onirica del film in un incontro surreale fra la tradizione siciliana ed i grandi spettacoli di broadway. CONCORSI Un Dc ed un socialista ERANO I TEMPI DEI COMITATI DI GESTIONE della sanità: cʼerano tutti i partiti. Ecco un Dc ed un socialista. Sono queste le indicazioni per indovinare i nomi dei personaggi ritratti nella foto a sinistra. I volti della scorsa settimana (foto a destra), invece, sono stati svelati da Davide Cicciarelli. La sua email è arrivata in redazione martedì Per partecipare 17 aprile alle 20.36 con la risposta al quiz inviare giusta: Enzo Messina, Saro Lione la soluzione all’indirizzo email e Pietro Barbera. Il signor [email protected], relli ha vinto tre abbonamenti a allegando i propri dati Centonove che verranno attivati a personali e recapiti partire dal mese di settembre 2012. pagina 35 postermusica 20 APRILE 2012 centonove “DOCTOR COM”, SILENZIOSAMENTE ROCK I Doctor Com nascono in un appartamento (divenuto poi un laboratorio), dallʼincontro di quattro amici e musicisti messinesi provenienti da diverse esperienze musicali (Antonio Stella, voce, tastiere e synth; Andrea Inglese, chitarre; Massimo Pino, basso; David Cuppari, batteria). Vincitori dellʼedizione 2009 del “PopRockContest”, nel 2010 pubblicano lʼEp “Bianco”, con 5 brani inediti (fra i quali la ballata “Silenziosamente”, ormai un “must”) ed una cover di “Summer on a solitary beach” di Franco Battiato. “MORNING LIGHT”, I MOGWAY DELLO STRETTO Fondati nel 2008 da Francesco Algeri (chitarra e basso), Angelo Cincotta (batteria) e Augusto Ielo (chitarra e sinth), i “The Morning Light” esordiscono nel 2009 con lʼEp omonimo, seguito dagli album “Slicer” e “Interface”, entrambi del 2011. Vincitrice del concorso “Indie Concept - Live Rock Fest”, la band messinese intraprende nel 2010 un mini tour europeo con due importanti spettacoli dal vivo a Londra e Parigi. Autori di un mix fra rock alternativo, musica ambient ed elettronica, si ispirano a Radiohead, Smashing Pumpkins e Mogway. TALENTI EMERGENTI. Alla scoperta della “meglio gioventù” messinese La mia banda suona il Rock Dall’indie-folk “irriverente” degli “Anelli Soli” al cantautorato impegnato del barcellonese “Toti Poeta”, la città dello Stretto vive una nuova primavera musicale. Con decine di gruppi pronti a spiccare il volo DI MARINO RINALDI MESSINA. Cʼè chi canta in dialetto siciliano, chi si ispira allʼalternative rock degli Smashing Pumpkins e chi punta il tutto per tutto sulla forza “corrosiva” dei testi. Ma al di là dei generi e delle contaminazioni, ciò che accomuna gli “Anelli Soli”,”Toti Poeta”, i “SansPapier” e le tante altre band protagoniste della nuova scena indipendente messinese è la grande passione per la musica, in tutte le sue forme, e la voglia di uscire dai garage e dalle cantine per raggiungere quanta più gente possibile e comunicare le proprie emozioni al suo suono “sempre giovane” del buon vecchio rock. Perché nonostante i tanti anni sul groppone e le nuove tendenze musicali, il rockʼn roll, come cantava Neil Young in un suo celebre pezzo (Rust never sleep), “non morirà mai”. Dal sound elettronico al pop sofisticato, dal cantautoraro al folk, passando per il metal più duro e puro, viaggio alla scoperta dei talenti emergenti della città dello Stretto. QUESTIONE DI FAMIGLIA. Trio formato dal messinese Antonio Stella e dai fratelli Marco e Luca Anello, di Villafranca Tirrena, gli “Anelli Soli” hanno pubblicato da poco il loro disco dʼesordio “Malomodo” (Seahorse Recording), composto da undici tracce in bilico tra folk allucinato, testi picareschi, rock alternativo alla Verdena e candore lisergico. Trainato dal singolo “Ina Ina” (con relativo videoclip tutto “messinese”), lʼalbum ha ottenuto ottime recensioni sulle principali testate musicali nazionali, da “Ondarock” a “Rumore” passando per “Rockerilla”. «Il gruppo è nato nel 2008 ed allʼinizio era composto da me e da mio fratello Marco. Poi, negli scorsi mesi, per esigenze tecniche e artistiche si è aggiunto anche Antonio Stella», I Sans Papier racconta Luca Anello, soddisfattissimo per lʼottima accoglienza dellʼalbum e per i riscontri di pubblico e critica (la band ha vinto i premi “MarteLive Sicilia” e “Innovazione” al Sotterranea Rock). «Adesso siamo impegnati in una mini tournèe che ci vedrà suonare dal vivo a Roma, Reggio Calabria, Palermo e San Benedetto del Tronto, dove apriremo il concerto dei “Pan del Diavolo”», prosegue il chitarrista, che si congeda commentando la “scena musicale” messinese: «Rispetto a qualche anno fa - spiega - le cose sono decisamente cambiate per il meglio, grazie soprattutto ai ragazzi di “Imago Sound” (casa di produzione punto di riferimento per le band locali, ndr) e allʼimpegno di Davide Patania, che è riuscito a portare in riva allo Stretto le migliori band indipendenti». Gli Anelli Soli LA SCHEDA “Ina Ina”, quando il videoclip è fatto in casa MESSINA. Non solo musicisti e parolieri, ma anche sceneggiatori e registi. Per il video-clip del brano “Ina Ina”, tratto dallʼalbum “Malomodo”, gli “Anelli Soli” hanno deciso infatti di fare tutto da soli, realizzando “in house” il video della canzone. Girato fra Maregrosso e i Colli San Rizzo nel mese di dicembre, il filmato è stato scritto da Marco Anello (cantante) e diretto dal fratello Luca (chitarrista) con lʼaiuto di Giuseppe Ruggeri (già autore, insieme a Luca, del videoclip di “Mani per Messina”). La fotografia è stata curata invece dal regista e documentarista Salvatore Lucchese (29 anni), messinese doc ma bolognese dʼadozione (fra i suoi lavori “Grand Hotel Bologna Due”, finalista al Premio Ilaria Alpi 2004; “Live in Panciu. Storia di un concerto in Romania”; “Anno 2018: verrà la morte”, vincitore di numerosi premi; “Coltivare Culture. Gli orti di via Salgari”, realizzato nel 2010 insieme alla messinese Rossella Vigneri). QUEGLI STRANI PUPAZZI DEI “MUGA LENA” Con cinque dischi allʼattivo, i “La Muga Lena” sono una delle giovani band messinesi più prolifiche. Dopo lʼesordio, nel “lontano” 2003, con lʼalbum omonimo, il gruppo di Sciacca (voce e chitarra), Ragnolo (batteria e percussioni), Gipo (basso e sinth), Parisi (chitarra) e Gianni (sinth), ha pubblicato gli album “Ricoperti da una finissima peluria” (2004), “La Muga Lena II” (2005), “Ciarlatani di brasiliana memoria” (2007) e il recente “Strani pupazzi umanoidi senza faccia”. Genere “psico-progressivo” con una massiccia dose di ironia. pagina 36 ENTOURAGE, DA TORRE FARO ALLʼAREZZO WAVE Nati e cresciuti a Capo Peloro, i tre “Entourage” (Luciano Panama, chitarra e voce; Paola Longo, basso; Cesco Piccione, batteria) esordiscono nel 2006 con il mini album “Enter in our age”. Dopo lʼesibizione sul palco dellʼArezzo Wave Festival insieme a “mostri sacri” come Skin, Marlene Kuntz, Cesare Basile e Verdena, nel 2010 pubblicano il disco “Prisma”, da cui è tratto il singolo “Lettere Moderne”. Nello stesso anno realizzano anche il videoclip del brano, diretto dal giovane regista messinese Francesco Cannavà. centonove postermusica TUTTA LʼADRENALINA DEI “LES SPRITZ” La loro ultima esibizione dal vivo è stata lo scorso venerdì 30 marzo, quando i tre “Les Spritz” (Peppe, chitarra; Gaetano, batteria; Ciccio, basso) hanno portato tutta la loro carica adrenalinica “post-punk” sul palco del “Retronouveau”. Giunti al loro terzo lavoro in studio (“Frankie Banana goes to the black sands”, 2007; “...to the Prior, 2008; “Payaso”, 2010), i Les Spritz propongono un “noise rock” strumentale, nervoso, jazzato e schizoide, con rare ma efficaci incursioni di tromba “lisergica”. 20 APRILE 2012 “HAI PAURA” DEI “DEMO MODE”? Vincitori del Summer Live Contest 2010, i Demo Mode (Dario Naccari, voce; Luca Stella, sinth; Antonio Morgan Maugeri , chitarra; Massimo Russo, basso; Simone Bertuccio, batteria) pubblicano il loro album dʼesordio (“Hai Paura”) nellʼagosto del 2010. Dopo un mini-tour promozionale di 6 date in Sicilia e Calabria, ad aprile 2011 registrano il singolo “Nero” negli studi romani della "One e Music". A Giugno afrontano la loro prima tournèe allʼestero (Spagna e Paesi Baschi) , suonando al “Loinatz Fest 2011” di Beasain. LE LOCATION Retronouveau, Rapa Nui e Officina Breve guida ai locali di Messina e provincia che puntano tutto sulle esibizioni live Toti Poeta Il MANUALE DʼUSO DEI SANS PAPIER. Al momento sono impegnati nelle registrazioni del nuovo album, che dovrebbe uscire fra la fine del 2012 e lʼinizio dellʼanno venturo, ma malgrado gli impegni in studio, i “Sans Papier” non disdegnano di certo le esibizioni dal vivo, a partire dal prossimo concerto del primo maggio a Nicolosi, sulle pendici dellʼEtna. Composto da Valeria (voce), Giampiero (voce e chitarra), Antonio (basso), Roberto (batteria), Vincenzo (chitarra) e Andrea (manager tuttofare), il gruppo messinese ha esordito nel 2007 con lʼEp “SettevolteZeta”, seguito nel 2010 dallʼalbum “Manuale dʼuso per giovani inesperti”. «Se dovessi definire il nostro genere - racconta Vincenzo - avrei un poʼ di difficoltà. Quel che è certo è che il nostro vero punto di forza, il nostro tratto distintivo, sono i testi (scritti dai frontman Giampiero e Valeria, ndr), più importanti anche del sound vero e proprio». «Noto con piacere prosegue il musicista - che negli ultimi tempi Messina ha riscoperto la sua “vena” rock, anche se mi piacerebbe una maggiore coesione fra i vari gruppi di città e provincia». UN POETA DI NOME TOTI. Il suo prossimo album, “Lʼora di socialità”, uscirà il prossimo 10 maggio, ma per ascoltare le nuove canzoni di Toti Poeta bisognerà attendere solo fino al 30 aprile, quando il cantautore barcellonese presenterà dal vivo i 10 brani inediti al “Retronouveau”. Evento imperdibile per i tanti seguaci del musicista, che dopo lʼesordio con lʼalbum omonino (2006), ha pubblicato nel 2008 lʼLp “Lo stato delle cose”. Album “crack” che ha consacrato il giovane barcellonese come uno dei talenti più fulgidi dellʼintera scena indipendente siciliana. «Il tour promoziale del disco - racconta il cantautore - inizierà il 20 di aprile e si concluderà i primi di maggio con diverse tappe in tutta lʼisola. Per fortuna negli ultimi anni, seppur con un netto ritardo rispetto a Catania e Palermo, anche la città dello Stretto dedica la giusta attenzione alla scena rock. E ciò vale anche per la provincia: dal “Rockerilla” di Torregrotta al “Centro per la Pace” di Barcellona sono sempre pù numerosi i locali che decidono di “rischiare” puntando sui gruppi emergenti piuttosto che sulle cover band». A MESSINA non cʼè niente da fare, recita un vecchio e trito adagio. Eppure, tra il “Rockerilla Pub” di Torregrotta, il “neonato” “Retronouveau” di via Croce Rossa (ex 5/4), il “Rapa Nui”, il “The Room” e lʼestivo “Horcynus Orca”, per tutti i messinesi amanti della buona musica dal vivo cʼè davvero lʼimbarazzo della scelta. Considerando inoltre che presto, dopo le recenti controversie giudiziarie, riaprirà i battenti il “redivivo” “Centro Multiculturale Officina”. E sarà un ritorno col botto. Il locale di via Croce Rossa ospiterà infatti il prossimo 29 aprile una delle band di alternative rock più influenti degli ultimi decenni, i “Marlene Kuntz” di Cristiano Godano. LʼHARD ROCK CAFÈ DEL TIRRENO. Si chiama “Rockerilla”, come la celebre rivista musicale, il nuovo “tempio” della musica rock, ma non solo, della costa tirrenica di Messina. Inaugurato nel 2010 a Torregrotta, il pub è una sorta di “hard rock cafè” che si pone lʼobiettivo di divenire il punto di riferimento del circondario per i concerti dal vivo e le serate “dancerecce”. La peculiarità del locale, una stuttura su due piani con un ampio spazio allʼaperto per la stagione estiva, è data dalla presenza di tanti preziosi cimeli esposti nelle coloratissime pareti del pub. Dalla maglietta di Syd Vicious dei Sex Pistols ai poster dei concerti autografati fino ai dischi dʼoro dei Gunsʼn Roses, “Rockerilla”, oltre a un posto di ristoro, è una sorta di “museo” della musica rock nonché una “sala concerti” che ogni settimana ospita le migliori band del comprensorio (venerdì 20 si terrà il concerto dei Les Spritz). A TUTTO RETRONOUVEAU. In “ORATIO”, FOLLETTO CANTASTORIE Un folletto cantastorie che affascina con le parole, chitarrina a tracollo e testi “demenzial impegnati”. Si tratta del barcellonese Andrea Corno, in arte“Oratio”, giovane cantante “stralunato” che ha debuttato nel 2010 con lʼalbum “Ora ti ho”, prodotto dal collega Toti Poeta. Cresciuto artisticamente a pane e “Bugo”, nei suoi divertentissimi testi parla di semplice vita quotidiana, di frustrazioni, di malcontento e di tradizione, traendo ispirazione da storie di tutti i giorni arricchite però da particolari bizzarri. pagina 37 principio si chiamava “Galveston”, poi “Dixieland”, quindi “5/4”, mentre adesso, grazie allʼintraprendenza di Nino Cucinotta, Davide Patania, Christian e Davide De Domenico, ha cambiato nome in “Retronouveau”. Passano gli anni e cambiano le etichette e i gestori, ma lo storico locale di via Croce Rossa, a Maregrosso, non ma mai tradito la sua natura “rock”. Come conferma il ricco cartellone di concerti in programma nelle prossime settimane, a partire dai “Colle der Fomento” (il 24) e “Toni Poeta” (il 30). «Da anni coltivavamo lʼidea di aprire una struttura tutta nostra senza dipendere dai vincoli e dalle esigenze di budget dei vari gestori dei locali in cui organizzavamo le serate, e finalmente ci siamo riusciti», racconta Nino Cucinotta, che oltre al rock punta molto sui gruppi reggae e hip-hop, «due generi in grande fermento. Finalmente i giovani messinesi si stanno affezionando agli spettacoli dal vivo. La musica, nella città dello Stretto, non è più solo quella delle discoteche». RAPA NUI E GLI ALTRI. Mentre in provincia il punto di riferimento per i rockettari è sempre più il “Centro per Pace” di Barcellona, i locali che vanno per la maggiore nel capoluogo sono la “Bottega Rapa Nui” di Provinciale, sede della rassegna musicale “Living Room” (venerdì 20 si esibirà il cantautore fiorentino “Atterraggio Alieno”), “La Loggia Nera” in Via Cratamene, dove lo scorso giovedì 29 si sono esibiti i “leggendari” “Diaframma” di Federico Fiumani, il “The Room” (in via primo settembre) e il “Giardino Corallo”, dove il 25 si esibiranno i “Marta sui tubi”, accompagnati dai messinesi “Anelli Soli”. LA MUSICA “GLOCALE” DEI “BIG MIMMA” Cantano in dialetto siciliano e la loro musica mischia elementi del rock, del reggae, dello ska e del swing, ma non si definiscono un gruppo folk. Lʼintento dei “Big Mimma” (Alessandro Silipigni, Mosè Previti, Vincio Siracusano, Marcello Ulfo e Piero Cucinotta) è piuttosto quello di servirsi di tutti i mezzi coerenti al sincretismo tipico della civiltà culturale isolana in funzione una “musica glocale” in grado di raggiungere il pubblico più vario con una verve eclettica e moderna. Prevista per il prossimo maggio lʼuscita del loro primo album. posterlibri 20 APRILE 2012 centonove MESSINA. La presentazione al Salone del Libro del lavoro di Salvatore De Matteis INDISCRETO Testamento tutto da ridere Se Zichichi non trova sindaco e rettore MESSINA. A tagliare il nastro il giorno dellʼinaugurazione della seconda edizione del Salone del Libro di Messina ci ha pensato il fisico di fama mondiale, Antonio Zichichi. Al suo fianco, non cʼerano né il Rettore dellʼUniversità di Messina, Francesco Tomasello, né il sindaco Giuseppe Buzzanca, che non hanno potuto presenziare alla cerimonia per impegni istituzionali. «Zichichi si aspettava di averli entrambi al suo fianco, visto che lʼevento era stato pubblicizzato così e mi ha più volte chiesto dove fossero – ha dichiarato la presidente del Comitato organizzativo del Salone, Matilde Cannavò – Le istituzioni dovrebbero starci più vicine, aiutarci non solo dal punto di vista economico ma anche attraverso la loro presenza. Si tratta di una questione di immagine e diventa un esempio per la cittadinanza». Che anche questʼanno, almeno nei primi due giorni della fiera, non ha risposto come gli organizzatori si sarebbero aspettati. «Venerdì e sabato cʼè stata poca presenza di pubblico nelle sale in cui si realizzavano gli incontri. La gente faceva un giro per gli stand e poi andava via – ha aggiunto – Deludente è stata anche la serata di premiazione di venerdì. Personaggi illustri come Ronsisvalle o Bruschetta meritavano una maggiore risposta da parte della cittadinanza». (CH.M) L’autore, soprindentente dell’Archivio notarile, raccoglie i lasciti di gente comune. Tra sfoghi e raccomandazioni DI CHIARA MICCOLI MESSINA. Anche un testamento, soprattutto se olografo, può diventare unʼopera letteraria. Ad insegnarcelo è Salvatore De Matteis, avvocato, giornalista e scrittore napoletano che venerdì 13 aprile è approdato a Messina, ospite della seconda edizione del Salone del libro dove è stato premiato come autore dellʼanno per “Sia fatta la mia volontà” (ed.Mondadori), la sua ultima esilarante fatica. Un saggio divertente e allo stesso tempo istruttivo in cui De Matteis affronta con humour e competenza tutto ciò che è bene sapere per “difendere” le proprie “ultime volontà” e aggiorna i lettori sulle novità legislative in materia di testamento biologico, dichiarazione di fine vita, accanimento terapeutico ed eutanasia. Nelle 264 pagine dellʼopera, lʼautore non si sottrae anche dal dispensare consigli: il miglior testamento è quello olografo, scritto di proprio pugno e in segreto perché permette pienamente di “agire come uno sente dentro di sé di voler fare”. Il testamento – ricorda De Matteis - è “un atto personale, nel senso che non è delegabile ad altri” e ognuno di noi è libero di decidere se farlo e soprattutto come farlo. Se lʼapice della libertà testamentaria – e anche dellʼoriginalità – si raggiunge dunque coi testamenti scritti di proprio pugno, nellʼappendice finale del libro, De Matteis non manca di inserire una raccolta di lasciti di gente comune di tutta Italia in cui si è imbattuto per motivi di lavoro, nel periodo in cui ha ricoperto lʼincarico di Sovrintendente dellʼArchivio notarile di Napoli. Così ha spiegato nella serata di premiazione che si è tenuta venerdì 13 presso lʼAuditorium del Palacultura, durante la quale ha divertito e intrattenuto il pubblico messinese leggendo, in un goliardico accento napoletano, alcuni A CURA DI CARMELO CELONA stralci di testamenti olografi. Nelle loro “ultime volontà”, scritte in segreto sui supporti più disparati (dai santini alle scatole di medicinali), i testatori – ha raccontato – si lasciano andare a raccomandazioni varie pregando parenti ed eredi di prestare un minimo di attenzione per le proprie esequie (“almeno in questo momento fatemi fare una bella figura”), ma anche a sfoghi e piccole vendette personali. È il caso Salvatore De Matteis con Matilde Cannavò del testamento scritto da un marito napoletano “nascostamente” alla matematica di essere vivo – ha esordito – moglie nei confronti della quale non prova Anche se gli organizzatori di questo evento un grande affetto, come dimostra lʼincipit: “Testamento di me medesimo malato tisico mi avevano dato per morto. Quando Matilde Cannavò mi ha contattato, ha lucido di mente scritto a mano contro mia parlato con la mia segretaria e stranamente moglie. Se morirebbe prima mia moglie di si è accertata che fossi vivo. Questo perché me sarei grato a San Gennaro. Ma lei – non avendo il mio numero aveva chiamato continua – si è sempre curata bene e un altro Salvatore De Matteis e le avevano schiatta di salute alla faccia mia che non detto che era morto. Quando la mia cʼè speranza, io credo”. E in conclusione segreteria mi ha avvisato della telefonata, riporta una raccomandazione: “Quando mi ha raccomandato: “dottò, io ho detto che sarò morto dovete cercare il testamento eravate vivo, non mi fate fare brutta dietro lʼarmadio. Se non lo cercate dietro figura!”». lʼarmadio non lo trovate, e allora è inutile che lo cercate”. «I napoletani hanno un modo particolare di caratterizzarsi e con i testamenti si lasciano di Felice Irrera andare a cose esilaranti», ha commentato la presidente del Comitato organizzativo Virginia Buda, Il mondo poetico del Salone del Libro di Messina, Matilde di Giuseppe Vanadia, Pungitopo 2011, pp. 204, € 25,00 Cannavò. «Salvatore De Matteis è stato Una storica dellʼarte della Soprintendenza di Messina, autrice di diversi saggi sullʼarte siciuna rivelazione. Lʼanno scorso abbiamo liana, analizza compiutamente lʼinteressante personalità del pittore Giuseppe Vanadia, che avuto come ospite un suo conterraneo, ha attivamente partecipato alla vita culturale di Messina tra gli anni Cinquanta e i Settanta e Alessandro Siani. E io lʼho definito il nostro le cui opere sono custodite nelle principali collezioni pubbliche cittadine e siciliane. Siani di questʼanno. Non perché di mestiere faccia il comico, ma perché sa Massimo Gramellini - Fai bei sogni Andrea Camilleri - La regina di Pomeessere ugualmente simpatico». Anche nel Longanesi rania e altre storie di Vigàta - Sellerio porgere i suoi ringraziamenti, in CarloVerdone - La casa sopra i porFrancesco Guccini - Dixzionario delconclusione del suo intervento, De Matteis tici - Bompiani le cose perdute - Mondadori ha strappato al pubblico una risata Carlos Ruiz Zafón Il prigioniero del Palov - La città perduta dei templari raccontando un aneddoto realmente cielo - Mondadori - Newton Compton wuz.it accaduto. «Oggi ho la certezza LA CLASSIFICA 1 2 3 LACERTI DI LETTURE Flaiano scripsit Siamo una società che ha sostituito i sogni con i bisogni. “Una gretta ammirazione, nessun vero bisogno, oltre la sopravvivenza fisica. Assetati solo di ciò che lʼindustria moderna produce di più brutto e inutile.” Quellʼangoscia che ci prende durante certe discussioni. “Un colpo di pistola sparato al momento giusto evita ogni penosa discussione. Il problema però resta aperto: a chi sparare? A se stessi o allʼinterlocutore? Nel dubbio, astenersi.” I telefoni cellulari, lucide metafore di una falsa emancipazione e di un falso progresso. “Per molti il progresso tecnologico è lʼinstallazione del telefono. Lo usano con un loro rituale di trilli (ti faccio due squilli) e di false chiamate (oggi: messaggini), alcuni lo chiudono con un lucchetto(oggi: codice pin) se hanno parenti in un altro quartiere se ne servono per sapere che cosa coloro 4 5 6 frasi che fanno un racconto, diverso da quello narrato dall’autore hanno mangiato a pranzo. Il superfluo li affascina, non resistono alle sue tentazioni.” Eʼattraverso un semplice gesto quotidiano che allʼimprovviso ci si accorge di aver sbagliato tutto. “Basta alzarsi una mattina alle sette ed uscire per capire che abbiamo sbagliato tutto.” Lʼindifferenza del pene: “Ha notato che il sesso maschile in riposo ha sempre unʼaria di disgusto e di disapprovazione” . Certe vanità delle casalinghe: “Il marito sospettava che andasse dallʼamante invece andava al supermercato.” Un evidente sintomo di tutti i regimi: “La propaganda comincia dove finisce il dialogo”. La pubblicità è lo stadio più volgare che ha raggiunto il pensiero. “La pubblicità fa più danni della pornografia, perché unisce lʼinutile al dilettevole”. La sofferenza di certi distacchi: “Lo sguardo inevitabile che diamo ai nostri escrementi.” pagina 38 Il destino di certe senilità inaccettate: “Lʼimpotenza cerca salvezza nellʼomosessualità.” Lʼerotismo è tale perché è trasgressivo. “Un sano erotismo? Ma è come dire una bella dentiera!” Uno dei vantaggi dellʼaggregazione: “Vede, nellʼamore di gruppo cʼè almeno il vantaggio che uno può dormire.” Una nuova legge: se un cittadino non si censisce in tempo viene cancellato dai registri anagrafici. Praticamente non esiste più, perde il diritto di vivere. “Vivere è diventato un esercizio burocratico.” Mussolini non ha inventato niente. “Il Fascismo conviene agli italiani perché è nella loro natura e racchiude le loro aspirazioni, esalta i loro odi, rassicura la loro inferiorità.” Una delle più grandi profezie di tutti i tempi, avveratasi in pieno. “Fra 30 anni lʼItalia sarà non come lʼavranno fatta i governi, ma come lʼavrà fatta la televisione.” Era il 9 febbraio 1970. Lacerti tratti da: “Frasario essenziale”-1959-1970 Ennio Flaiano centonove posterlibri 20 APRILE 2012 STORIA. La città dello Stretto dall’Ottocento agli anni Venti nel volume edito da Salvemini Messina. Senza alibi A cura di Baglio e Bottari, lo spaccato politico, sociale e culturale attraverso il contributo degli storici. Che puntano i riflettori su compromessi e fallimenti che nulla hanno a che vedere col terremoto DI SALVATORE ANDALORO MESSINA. Ecco un libro che, in una visione “di lungo periodo”, attraverso il contributo di storici dellʼetà moderna e contemporanea, dellʼarte e della letteratura, ma anche di antropologi, sociologi, geografi, sismologi, architetti e urbanisti, intende offrire unʼampia rilettura della storia cittadina a partire dalla fine dellʼOttocento sino agli anni Venti. Non affronta, infatti, soltanto il nodo dellʼimpatto che il terribile sisma del 28 dicembre 1908 ebbe sullʼarea dello Stretto questo “Messina dalla vigilia del terremoto del 1908 allʼavvio della ricostruzione”, a cura di Antonio Baglio e Salvatore Bottari, edito dallʼIstituto di Studi storici “Gaetano Salvemini” (Messina 2010, pp. 652). Nella prima parte del libro trovano spazio contributi di taglio politico, con la ricostruzione delle lotte tra i diversi contendenti in una città che agli inizi del Novecento vide dapprima la vittoria di un “blocco popolare” formato da liberaldemocratici, radicali e socialisti, sotto la guida del sindaco repubblicano Antonio Martino e lʼavallo di Ludovico Fulci, e successivamente lʼaffermazione di giunte dʼimpronta clerico-moderata. Se i saggi di Angelo Sindoni e di Antonio Baglio ricostruiscono, rispettivamente, il ruolo del movimento cattolico e di quello operaio e socialista nel territorio messinese, non manca nemmeno uno sguardo retrospettivo alle vicende dellʼ “altro terremoto”, quello del 1783, con le conseguenze e i risvolti sulla storia della città. Lʼarco di tempo perisismico che per circa un cinquantennio si dispiega, tra la fine dellʼOttocento e lʼinizio del Novecento, indagato in chiave multidisciplinare, emerge molto ben focalizzato, pur nella molteplicità di attività e nel groviglio dʼinteressi che lo caratterizzano. Lʼarte, la letteratura, lʼattività amministrativa, la dialettica fra intellettuali di diverse concezioni umanistiche e la politica consentono un recupero identitario della città davvero esaustivo. Da un lato i “socialisti e i radicali, che tendevano ad assegnare un ruolo centrale al Comune e concordavano nella municipalizzazione dei servizi e in una riforma del sistema fiscale formulata con criteri di imposizione progressiva per incrementare le entrate municipali e investire in attività sociali”; dallʼaltro, forze antitetiche, quali quelle espresse dai cattolici moderati, i quali ritenevano sufficiente delegare ai privati le attività necessarie alla crescita socio-economica della città. Mentre la svolta giolittiana e lʼingresso in Parlamento dei socialisti producevano significative trasformazioni a livello nazionale, nella città dello Stretto “la storia della lenta ricostruzione si svolgeva faticosamente” nonostante la nascita della Camera del Lavoro e il passaggio dalla fase mutualistica allʼassociazionismo politico-sindacale. Finalmente siamo, insomma, di fronte ad un libro che non ci presenta il terremoto come alibi di una società inerte, che fa del tragico evento motivo di lamentela o di recriminazioni ormai secolari; un libro dal quale emergono impegno e disimpegno, figure nitide e meno nitide, compromessi e connivenze. Emergono “la città materiale e la città spirituale” e, perché no, anche le implicazioni di un cattolicesimo non sempre limpido e, talvolta, anche chiaramente discosto dalla “missione universale della Chiesa nella verità”. Certo, si tratta di un libro che non va e non può essere letto tutto dʼun fiato, ma le cui offerte culturali vanno interiorizzate e gustate con quella calma suggeritrice di attenta riflessione: un tale bene, purtroppo, non gode di pubblicità mediatica perché si tratta di un prodotto non commerciale, di un investimento culturale nel cui valore gran parte della “intellighenzia” cittadina forse non ha creduto e ancora non crede abbastanza. Già, la storia! Che cosʼè? Storia della filosofia, storia dellʼarte, storia della letteratura, storia del cinema…Sempre storia. Fatti, misfatti, arroganza, correttezza, violenza, impegno, scoperte, invenzioni, conquiste…Fino a quando dispone di documenti, lo storico non smette dʼindagare. Ed è proprio facendo della ricerca storica lʼoggetto della loro indagine che gli autori del libro, con i loro saggi, ci forniscono preziosi strumenti di conoscenza per la comprensione dellʼidentità antropologica di una Messina talvolta anche mimetizzata. Quale leadership culturale e quali uomini politici guidavano e governavano la città? Chi e con quali criteri ha provveduto alla ricostruzione? Perché gli sventramenti e le demolizioni forse indiscriminate? Perché il terremoto fungeva da volano per lo sviluppo di un ceto affaristico di costruttori e appaltatori? A queste e a tante altre domande, direttamente o indirettamente rispondono i trentasei autori che danno vita al libro. E noi, in presenza di una città in declino, noi che non riusciamo ad assumere le crisi come alibi del nostro degrado, non possiamo non interrogarci sulla sorte di quel “Fretum nostrum”, che fu il titolo dellʼultima prolusione accademica prima del disastro pronunciata dal docente pugliese di Geografia, ricordato da Amelia Ioli Gigante, Gabriele Grasso il 9 novembre 1908, in cui egli parlò di una Messina “capitale della regione dello stretto”; mentre finalmente possiamo capire perché in “La città e la selva”, il romanzo di Guido Ghersi di cui tratta il bel saggio di Cosimo Cucinotta, “un Vescovo ottusamente pragmatico e conservatore in merito di arte sacra” (identificabile chiaramente in mons. Angelo Paino) abbia ignorato quella venditrice di veli, descritta dallʼautore e definita dal saggista “Signora dei colori dello stretto (…) icona antonelliana”: Ghersi scrive che “Sua Eccellenza di arte non capisce e non vuole capire nulla”. E possiamo comprendere ancora perché, nonostante la presenza di professori illustri e di fama nazionale e internazionale, lʼUniversità di Messina non decollasse: sono particolarmente eloquenti le parole del professore triestino Giovanni Cesca, il quale (lo riporta Andrea Romano), annotava come “i professori sentano ardente desiderio di abbandonare al più presto questo ateneo, ove ogni proficuo e serio lavoro scientifico è reso molto difficile e anzi quasi del tutto impossibile”. Per i buoni intellettuali che non provengano dalla regione dello stretto sembra esserci, insomma, fin dʼallora, poco spazio a Messina: fatto salvo qualche sporadico esempio, infatti, le loro presenze nellʼateneo peloritano si risolvono in periodi di breve durata. LA SCHEDA Il patrimonio del Centro Studi LʼISTITUTO DI STUDI STORICI “Gaetano Salvemini” fu fondato a Messina 35 anni fa da un gruppo di storici delle Università di Messina, Catania, Palermo e Cosenza. In tutti questi anni, grazie allʼapporto di archivisti, bibliotecari, insegnanti e studiosi, esso si è costantemente impegnato in attività di ricerca, di documentazione e di divulgazione nel campo degli studi di storia italiana e internazionale, affermandosi come istituzione culturale di prestigio, sicché oggi è un punto di riferimento per molti docenti, studiosi, studenti e operatori culturali: ciò grazie anche alla sua biblioteca, sita al n°17 di via La Farina e intitolata al primo presidente dellʼIstituto, il prof. Gaetano Cingari, che è particolarmente dotata di fonti documentarie e di periodici. Oltre ai novemila volumi che compongono il patrimonio librario della Biblioteca, particolarmente interessante per gli studiosi è la collezione di giornali e periodici del movimento operaio e contadino editi in Sicilia e Calabria tra il 1861 e il 1926, nonché la pagina 39 possibilità di consultare, in microfilm, importanti raccolte del “Corriere della Sera”, dellʼ“Avanti!”, dellʼ“Unità”, de “Il Popolo dʼItalia” e di altre prestigiose testate. Molto densa è stata in questi anni lʼattività convegnistica del “Salvemini”. Una settantina sono i volumi monografici realizzati in questi anni di attività, con la pubblicazione di Atti dei convegni e ristampe anastatiche di classici della storiografia meridionalistica e con la promozione della produzione di giovani leve di studiosi, le cui ricerche hanno trovato idonea collocazione in una collana promossa con lʼeditore Rubbettino. LʼIstituto è attualmente presieduto dalla Michela DʼAngelo, ordinario di storia moderna nella Facoltà di Scienze Politiche di Messina e diretto da Santi Fedele, ordinario di storia contemporanea nella Facoltà di Lettere e Filosofia; vicepresidente è Rosario Battaglia, ordinario di storia contemporanea nella Facoltà di Scienze Politiche dellʼAteneo messinese. Ad affiancarli sono i ricercatori Antonio Baglio e Salvatore Bottari. Felice Irrera posterarte 20 APRILE 2012 centonove GIAMPILIERI. Sabato 21 aprile l’inaugurazione della scultura “La grande Scala” Cercando la luna nel Fango Realizzata da Michele Cannaò, è la prima opera del percorso tematico “Montagna ad Arte”, dedicato alle vittime dell’alluvione. Ad agosto aprirà i battenti la nuova sede del Museo DI MARINO RINALDI GIAMPILIERI. Una scala in acciaio di tredici metri per raggiungere una luna di rame. Là dove la terra franò in quel maledetto 1° ottobre del 2009, quando trentasette angeli persero la vita sommersi dal fango e dalle macerie. Si chiama “La grande scala”, o anche “La Veronica”, e sorgerà in contrada Lumbri, a Giampilieri, la prima delle 37 “grandi opere” che costituiranno il percorso della “Montagna ad arte”, il progetto creato dal “Museo del Fango” per commemorare le vittime della tragedia di Giampilieri e per disegnare un “cammino culturale e di bellezza” lungo il tragitto dei lavori per la messa in sicurezza del territorio. Realizzata da Michele Cannaò, fondatore del “Museo del Fango”, lʼopera sarà inaugurata il prossimo 21 aprile, alle 19.30, in presenza, fra gli altri, dellʼingegnere capo del Genio Civile Gaetano Sciacca, dellʼarchitetto Giuseppe Aveni, del Soprintendente Salvatore Scuto e del presidente della “Fondazione Horcynus Orca” Gaetano Giunta. «Alla presentazione - spiega Cannaò - saranno invitati tutti, anche i politici. Ma non avranno diritto alla parola...». LA LUNA NEL FANGO. Dedicata alla memoria di Ilaria De Luca e di Lorenzo e Francesco Lonia, le tre giovanissime vittime dellʼalluvione del 2009, “La grande scala” è una grande scultura in acciaio di 13 metri sormontata da una luna stilizzata in rame, lavorata da un fabbro locale. «Lʼopera - racconta Michele Cannaò - è una metafora del percorso della vita, una “strada” ardua, in salita, che bisogna però percorrere se si vuole raggiungere la luna, simbolo di rinascita e unico barlume di luce e speranza in questi tempi bui». «Lʼora scelta per lʼinaugurazione - prosegue Michele Cannaò “La grande scala” Togo lʼartista - non è affatto casuale. Abbiamo deciso di “svelare” lʼopera allʼimbrunire proprio perché va osservata al buio, in modo da far risaltare la lucentezza delle luna, che sarà osservabile come un piccolo “faro” anche dalla spiaggia di Giampilieri. I gradini, ornati con elementi florescenti, mostreranno il percorso verso il sogno. Una strada che le piccole vittime dellʼalluvione non hanno potuto purtroppo percorrere a causa degli errori degli adulti». LA MONTAGNA AD ARTE. Ideato nel 2010, il progetto della “Montagna ad arte” prevede la creazione di 37 opere, tante quante le vittime dellʼalluvione, da installare in un percorso tematico. «Le sculture non saranno dei monumenti funebri. Se ne saremo allʼaltezza, quella montagna dovrà diventare un simbolo di Bellezza, che è Virtù e Sicurezza. Solo allora le vittime della tragedia e il sudore dei nostri avi saranno veramente stati onorati», racconta Cannaò, che anticipa le prossime tappe del progetto: «La prossima opera sarà inagurata ad agosto nella piazza di Molino. Si tratta di un grande pannello di 6 metri per 3 creato da Togo, Claudio Militti e Pippo Galipò e lavorato con cementi pigmentati. Le altre sculture, che saranno realizzate con i materiali più vari, dal ferro al bronzo fino al “verde”, troveranno spazio in tutti i comuni colpiti dallʼalluvione. Il nostro intento è quello di completare il percorso della montagna ad arte entro due anni, magari con la “luna piena” del 15 aprile 2014, chiudendo così un ideale itinerario di rinascita». IL MUSEO TROVA CASA. La prima opera del percorso non è però lʼunica novità del “Museo del Fango”, che il prossimo agosto, dopo un lungo peregrinare e tante difficoltà, troverà finalmente una sede. «Grazie alla disponibilità di Gaetano Giunta della Fondazione di Comunità, le opere del Museo saranno ospitate a Forte Petrazza», annuncia Cannaò, che si congeda togliendosi “qualche sassolino” dalle scarpe: «Il Comune e la Provincia di Messina non hanno contribuito assolutamente alla riuscita del nostro progetto. Evidentemente, della rinascita culturale delle aree colpite dallʼalluvione, non gliene frega proprio nulla. Così come al sindaco di Scaletta e al Comitato di Giampilieri, che dopo tanta promesse mai mantenute, ci hanno “sfrattato” dal territorio». LA SCHEDA In soccorso di “Kalò Nero” GIAMPILIERI. È il 5 ottobre del 2009 quando viene inaugurata al “Museo della Permanente” di Milano la mostra “Fango nel cuore”, allestita a pochi giorni di distanza dallʼalluvione di Giampilieri. Proprio in quellʼoccasione venne concepita da Cannaò lʼidea di costituire, con la collaborazione di artisti e intellettuali italiani e stranieri, il “Museo del Fango”, il motore culturale ed economico per la rinascita di “Kalò Nero”, ovvero “Terra delle belle acque”, come i Greci chiamavano la zona di Scaletta e Giampilieri. Da allora, grazie anche alla disponibilità di Gaetano Sciacca del Genio Civile, sede temporanea del Museo, le iniziative intraprese sono state tantissime, così come le opere dʼarte acquisite, tra le quali i lavori di Giuseppe Migneco, Dario Fo, Marco Bellocchio, Nino Frassica, Domenico Cacopardo, Marco Dentici e tanti altri. IL VOLUME La chiesa madre di San Nicola sotto la lente di Luigi Giacobbe I tesori e la cultura figurativa del territorio in un libro curato dallo storico dell’arte della Soprintendenza Luigi Giacobbe GIAMPILIERI. Promosso dalla Camera di Commercio di Messina con la collaborazione scientifica della Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali, il volume “I tesori di Giampilieri. La chiesa madre di San Nicola e la cultura figurativa del territorio”, a cura di Luigi Giacobbe, propone uno sguardo critico sulla chiesa madre di Giampilieri e sulle perle storiche, artistiche e architettoniche di un territorio fragile e martoriato. Per scoprire, o riscoprire, la bellezza in mezzo alle macerie e alla distruzio- pagina 40 ne. Composto da sei saggi tematici e impreziosito da un ricco apparato grafico e fotografico, il libro è stato presentato giovedì 19 aprile, alle 17:30, nel Salone della Borsa della Camera di Commercio di Messina dallo Storico dellʼArte dellʼAssessorato Regionale al Turismo Gioacchino Barbera. Nel corso dellʼincontro sono intervenuti Antonino Messina (Presidente della Camera di Commercio), Rosario La Rosa (Amministratore Unico Azienda Speciale Servizi alle Imprese), e Salvatore Scuto (Soprintendente di Messina). Obiettivo del libro, articolato in sei saggi scritti da Giuseppe Giccone (“Architettura”), Annalisa Raffa (“Marmi”), Luigi Giacobbe (“Pittura”), Virginia Buda (“Scultura”), Grazia Musolino (“Argenti”) e Stefania Lanuzza (“Tessuti”), è quello di approfondire la conoscenza del patrimonio artistico dei tesori custoditi nella chiesa madre di origine rinascimentale per alimentare un rinnovato interesse nei confronti di un territorio ricco di testimonianze culturali e avviare delle pratiche di conservazione e valorizzazione dei luoghi, scongiurando il pericolo del degrado e dellʼabbandono. (A.M.) postermostre centonove 20 APRILE 2012 MESSINA. Fino a domenica 29 aprile al Monte di Pietà L’Arte del viaggio La ricerca dei “luoghi dell’anima” nelle opere di Concetta De Pasquale, che mette in mostra il suo “corpo invisibile”. Tra Mito, sogni e realtà MESSINA. Il viaggio come luogo e tempo della vita, come condizione privilegiata che ci permette di proiettarci oltre ciò che i sensi conoscono e danno per scontato. È questo il filo conduttore della mostra “Viaggi - Segni e disegni di Concetta De Pasquale”, in corso al Monte di Pietà dal 14 al 29 aprile 2012. Unʼesposizione con più chiavi di lettura che conduce lo spettatore in un continuo “errare” nellʼesistenza, in una ricerca dei “luoghi dellʼanima” resa possibile solo grazie alla pittura, il “passaporto per lʼimmaginazione” dellʼartista. Ad accogliere il visitatore della mostra è la serie di dipinti “Corpi invisibili”, realizzati “imprimendo” direttamente sulla carta il corpo dellʼartista. «Sfumando poi le immagini con le mani - scrive la pittrice nel catalogo dellʼesposizione, impreziosito dalle prefazioni di Teresa Pugliatti e Marco Moretti si creano forme nuove e inaspettate a cui ognuno può dare significati diversi. I corpi invisibili sono la nostra parte più intima, quella che rimane al di là della dimensione corporea». Il viaggio alla ricerca dellʼamore perduto è invece il tema dellʼistallazione “Alla ricerca di Euridice”, composta da nove “pezzi” in cui lʼartista riesce a esprimere il pathos del viaggio grazie “a un segno fluido, che rende lʼeffetto del movimento della materia, di un suo mutare, insieme con il mutare quasi impercettibile del colore”, come scrive Teresa Pugliatti nellʼintroduzione alla mostra. E se lʼinstallazione “Antigone” prosegue il tema del viaggio del Mito e della pietas, gli acquerelli di “Appunti di viaggio” tracciano sulla carta il “diario intimo” dellʼartista, “tra viaggi reali in terre lontane e viaggi vicini tra le SOTTO LA LENTE La “terra celeste” di Enzo Rizzo Si è conclusa venerdì 13 la personale del pittore messinese cose di tutti i giorni”. Nata a Salò nel 1959, nel corso della sua lunga carriera Concetta De Pasquale ha spesso privilegiato il rapporto della pittura con le altre arti, realizzando libri dʼarte, illusstrazioni per riviste letterarie, copertine editoriali e scenografie teatrali, oltre a vari spettacoli, permormance ed istallazioni in team con architetti, registi e musicisti. (M.R.) Nella foto a destra “Appunti di viaggio” di Concetta De Pasquale. Sopra un particolare di “Antigone”. In alto a destra unʼopera di Vincenzo Rizzo IL CONCORSO Premio Terna, il territorio visto dai giovani Sono 27 gli artisti siciliani iscritti nelle categorie Megawatt e Gigawatt del Premio Terna04 per lʼarte contemporanea, che questʼanno propone una riflessione sulla territorialità. Eʼ Messina la provincia più presente con 8 giovani, 6 dei quali provenienti da Itala. Seguono la provincia di Catania (6), Palermo (5), Agrigento e Caltanissetta (3), Siracusa (2). Il Premio si presenta nel 2012 con molte novità, tra le quali lʼapertura del bando alle installazioni, un premio per il più giovane tra i talenti under 23, la connessione con Mosca per la chiusura dellʼanno della cultura italiana in Russia, la scelta di una partnership con lʼAccademia Nazionale di Santa Cecilia, e i 120 mila euro di montepremi complessivo. Tutte le opere vincitrici entreranno a far parte della collezione contemporanea di Terna e saranno pubblicate in un catalogo bilingue. pagina 41 MESSINA. Si chiama “Corpo spirituale. Terra celeste” la mosta personale dellʼartista messinese Enzo Rizzo allestita fino allo scorso venerdì 13 aprile nei locali della galleria “Orientale Sicula. 7 punto arte”. Unʼesposizione votata interamente alla primordiale dicotomia tra lʼanima e il corpo, tra dottrina cattolica e ascetismo orientale, tra umano e inumano. È una pittura drammatica, quella di Enzo Rizzo, “un lungo esercizio dellʼesorcismo contro la paura”, secondo il critico Evelina Schatz. Grande protagonista delle opere di Rizzo è la materia, che viene trasfigurata e disgregata per raffigurare non il corpo in quanto carne e sangue, ma piuttosto lʼorigine di esso, una forma primordiale non ancora sviluppata o forse, come scrive Fiorella Nicosia, “tornata ad essere un tutto armonico”, per arrivare al principio delle cose e giungere alla tensione originaria del pensiero e della vita. Nato a Messina nel 1958, Vincenzo Rizzo ha compiuto studi d'arte in diverse città italiane, completando la propria preparazione artistica e filosofica con frequenti viaggi all'estero con particolare attenzione alle culture orientali e medio orientali. Dal 1985 vive e opera a Milano dividendosi fra il capoluogo lombardo e il suo studio a Praga. Dopo la mostra di Rizzo, da sabato 14, la galleria Orientale Sicula ospita la mostra fotografica “CieloAcqua-Terra” di Alessandro Grussu. 20 APRILE 2012 posteriniziative centonove MESSINA. Giornata di studi per la sSettimana della Cultura Nel nome di Bisazza Un volume sul poeta e letterato apre la carrellata su scrittori, musicisti e pittori dello Stretto che hanno regalato alla città un ruolo di primo piano nel mondo MESSINA. Opere teatrali e musicali, testi poetici declamati in tutta Europa da attori notissimi quali Adelaide Ristori e Tommaso Salvini: nella Messina di primo Ottocento, città di grande vivacità culturale, si formano scrittori, musicisti e pittori di una certa levatura, le cui opere riescono a superare gli stretti confini isolani. Questi protagonisti sono stati celebrati in una giornata di studi densa di eventi che si sono svolti il 16 aprile la mattina a Palazzo dei leoni e nel pomeriggio al Monte di Pietà nellʼambito della XIV Settimana della Cultura. Un ricordo particolare per Felice Bisazza, a cui è stata dedicata la prima sezione dei lavori: nel volume Rompe il raggio di tenera aurora … Felice Bisazza fra tradizione e modernità , a cura di Daniela Bombara, gli autori sottolineano il ruolo centrale del Bisazza scrittore e critico nel diffondere il Romanticismo in Sicilia, agganciando la realtà culturale isolana alle tematiche ed al dibattito europeo. Felice Bisazza, oggi appena accennato nei manuali di letteratura italiana, era ben noto anche in Spagna, come ha evidenziato Stefano Roberto Scarcella Una rappresentazione dei Beati Paoli che vendicano i suprusi degli spagnoli Morabito in un articolo del volume citato; le sue ballate furono tradotte in diverse lingue e conobbero un successo internazionale: La pazza fu interpretata dalla Ristori a Vienna, e a Parigi davanti a Napoleone III. Testi dunque significativi, che sono stati recuperati ed offerti al pubblico , nella convinzione che siano proponibili anche al lettore moderno. Ed infatti è risultato fresco ed attuale, a distanza di più di un secolo, il libretto dʼopera Gli amori di Paolo e Virginia, sempre di Felice Bisazza; le musiche, ormai perdute, sono state composte ex novo da Roberto Scarcella, docente alla New York University, secondo una linea non filologica ma attualizzante, ed eseguite nel corso della mattina riscuotendo un notevole successo. Gli interventi dei relatori ( Maria Luisa Tobar, Daniela Bombara, Luigi Giacobbe, Sergio Palumbo) hanno arricchito il quadro, illustrando altri aspetti della Messina ottocentesca, quali ad esempio la notevole produzione in ambito pittorico, dove è rilevante la figura di Giacomo Conti. Il pomeriggio è stato dedicato alla musica ed al teatro ʻpoliticoʼ: si è potuto ascoltare un duetto inedito dallʼopera I Promessi Sposi, di Vincenzo DʼAmore ( poeta) e Giorgio De Julinetz ( compositore), una Claudia Caristi e Luigi Turnaturi pagina 42 delle prime versioni del romanzo manzoniano per il teatro musicale. La soprano Claudia Caristi ed il tenore Luigi Turnaturi hanno interpretato con calore e notevole abilità tecnica un Renzo e Lucia passionali e melodrammatici, decisamente convincenti e godibili. Significativi gli interventi dei numerosi relatori: Cesare Natoli, Alba Crea, Giovanni Molonia, Ella Imbalzano. Ma il clou della serata è stato dedicato ad un dramma patriottico di Giuseppe La Farina, dal titolo evocativo: LʼAbbandono di un Popolo. Vi si racconta la tragedia del popolo messinese, che raggiunge faticosamente una coscienza di classe ed unʼautonoma capacità di azione durante la rivolta antispagnola del 1674, ma viene poi abbandonato dagli alleati francesi alla furia della vendetta di Spagna. Il testo teatrale, recentemente edito da Città del Sole Edizioni ma sconosciuto alla critica perché mai pubblicato dal La Farina, è stato conservato per più di un secolo in forma manoscritta nellʼArchivio del Teatro dei Rozzi di Siena, dove fu rappresentato per la prima volta. Si è trattato dunque di una prima assoluta, che ha visto in scena la compagnia Vaudeville di Alessandro Alù: gli attori, tutti di ottimo livello, hanno rappresentato in modo avvincente i diversi momenti della ribellione popolare, dalle prime timide proteste al trionfo, alla sconfitta. Questi gli interpreti: Alessandro Alù, Cristian Carcione, Pietro Carnabuci, Roberto Zuccalà, Marco Taviano, Antonio Raffa, Marco Mondì, Elvira Ghirlanda, Milena Bartolone, Mimmo Manca, Anna Celeste, Silvia Randazzo, Claudia Randazzo, Alida Caminiti, Caterina Irrera, Gilda Saija, Gaetano Gerbino. Due allieve del Liceo La Farina hanno recitato lʼode finale, che il drammaturgo aveva previsto concludesse il dramma quando ne fosse stata permessa la rappresentazione a Messina. Lʼevento non si è mai verificato sino ai nostri giorni, attraversati da uno spirito più democratico; ma oggi la rabbia del popolo abbandonato ed ignorato dalle classe dominanti è quanto mai attuale, e dal lontano passato ci viene il monito del protagonista, il vecchio e deluso senatore Scoppa: abbasso la tirannide, non fidar che in noi soli. posterscoperte centonove 20 APRILE 2012 MILITELLO ROSMARINO. Dimenticate per decenni. Erano il simbolo del “male” Le mummie di San Filicuddu Secondo la leggenda, nella cripta c’era “l’uomo nero” che portava disgrazie. Ora il sindaco Calogero Lo Re e il parroco Oriti ne promuovono il restauro DI GIUSEPPE PISTONE MILITELLO ROSMARINO. Militello Rosmarino rispolvera le sue mummie e punta sul “dark tourism”, il turismo dellʼhorror. Il piccolo borgo medievale si prepara a destare lʼattenzione dei viaggiatori in cerca di storie da brividi. A partire dalla misteriosa leggenda di “San Fuddicchiu”, un folletto nero, che ha cambiato il destino delle mummie locali che, se un tempo erano simbolo di paura, oggi la gente ha una vera e propria venerazione per questi corpi. Eccezionale ritrovamento nella cripta della chiesa, di mummie ancora ben conservate. Una strana alchimia di correnti sotterranee ha evitato la decomposizione. In buono stato anche i monili e gli abiti indossati mezzo millennio fa. La chiesa nel 1940, in occasione della ristrutturazione, mura lʼentrata della cripta perché le mummie in paese erano diventate figura di malaugurio e lascia aperta solo una piccola finestra esterna alla basilica. Per lungo tempo così, fino al 1991, da quel piccolo lucernario le mummie diventarono bersaglio di atti vandalici, per esorcizzare la paura dei giovani ispirati alla leggenda di “San Fuddicchiu”. LʼUOMO NERO. “Una storia che ancora tutti gli anziani al ricordo sorridono. “Stori di carusi – racconta il novantenne, Calogero Carcione – sfidavamo la paura lanciando pietre contro le mummie”. “Ma non abbiamo mai profanato quellʼambiente, per noi è sempre stato sacro – aggiunge Giuseppe Frusteri”. Si trattava di una misteriosa figura nera che terrorizzava i bambini. Spesso pronunciata dai genitori per non fare uscire i loro figli la sera. “Torna presto a casa perché esce “San Fuddicchiu” e ti porta via”. Per anni così delle mummie nessuno ne voleva più sentire parlare. Ma adesso lʼamministrazione comunale, guidata dal sindaco Calogero Lo Re, in collaborazione col parroco, Calogero Oriti, hanno deciso si sfatare questo “mistero” legato alla leggendaria figura nera, per riportare alla luce le mummie. “Siamo addirittura disposti ad auto tassarci per avviare una immediata azione di recupero per salvare le mummie – chiarisce Giuseppe Frusteri - Sono aggrappato alla generosità e allʼintelligenza della gente militellese per ridare unʼanima al paese, ricco di preziosi beni archeologici”. I CORPI NEI CONFESSIONALI. Sono dunque ben 41 i corpi mummificati, molti dei quali ancora in buone condizioni, secondo quanto emerso dalla prima ispezione mummiologica dellʼispettore regionale del patrimonio bio-antropologico mummificato per la Sicilia, Dario Piombino. «Si tratta di reperti storico-antropologici di altissimo pregio, tra cui alcuni unici in Sicilia posti allʼinterno di confessionali lignei». I Alcune delle mummie dentro il confessionale primi interventi da fare - spiega Piombino consistono nella traslazione delle mummie, che dovranno immediatamente e temporaneamente essere allocate in un sito più idoneo, anche al fine di consentire i primi interventi di restauro e la climatizzazione della cripta”. LʼAPPELLO DI RE. Un'intera comunità dimenticata da secoli in quella che era una cripta posta sotto la chiesa madre e che ora si rivela un carico di memorie di inestimabile valore. «Salvate le mummie di Militello Rosmarino – è lʼaccorato appello che il sindaco, Calogero Lo Re rivolge allʼAssessorato Regionale Beni Culturali Non mandiamo in rovina una testimonianza così importante sotto il profilo storico, morale ma soprattutto spirituale». Perentoria la dichiarazione del primo cittadino che si prepara a realizzare un percorso museale per rendere fruibile la cripta. “Dobbiamo dare un meritato riposo a quei corpi, anche loro lo meritano. Presto sarà siglato un protocollo d'intesa con la Curia, proprietaria del sito – anticipa il sindaco - al fine di poter accedere a dei finanziamenti per la realizzazione di un percorso museale per rendere fruibile la cripta”. LA VERITAʼ DEL PARROCO. Ma sulla questione interviene anche il parroco del paese, Calogero Oriti. «La verità è che delle mummie e della cripta non è mai interessato niente a nessuno, ci hanno sempre chiuso le porta in faccia, dalla Regione, alla Soprintendenza dei Beni culturali di Messina – dice arrabbiato don Calogero - Già nel 1994 abbiamo documentato questi fossili. Nel 1999 con lʼufficio tecnico diocesano è stato redatto un progetto museale di recupero e valorizzazione dei corpi mummificati e della cripta, con tanto di visti di tutti gli enti preposti. Mai una risposta. Mai un cenno. Che fine avrà fatto quel progetto?», si chiede ancora don Calogero. Attualmente la cripta non è visitabile in quanto manca un adeguato ingresso alle mummie. Lʼunico accesso è una finestra sigillata di 70 X 80 cm che si affaccia sulla via Cesare Battisti, sotto la porta laterale della chiesa madre. E allʼinterno della chiesa resta visibile solo una botola lastricata, posta sulla navata destra della basilica. «Si tratta di una cripta del ʻ600 – spiega lo storico Vincenzo Sanfilippo - in cui le condizioni ambientali hanno consentito la conservazione di ben 41 mummie naturali ancora con pelle e capelli. Riposte allʼinterno di nicchie. Diversi sono i corpi allʼinterno di sarcofaghi antichi che devono ancora essere ispezionati. Si tratta per lo più di prelati, nobili e laici, ma ci sarebbe persino qualche bambino ed il corpo di una principessa – dice lo studioso. Corpi avvolti da tuniche e calze, in sudari con crocifissi, medagliette votive e addirittura cʼè chi lega sul petto una stampa raffigurante la Madonna del Carmelo, protettrice delle anime del purgatorio». Tra le mani un ramoscello di alloro, simbolo di gloria. In questa cripta si conserva lʼunico caso di un prelato mummificato allʼinterno di un confessionale e portato in processione per il paese nel 1860. SAVOCA Se il lifting non basta Dopo il restauro conservate in cassette di legno SAVOCA. Concluse le operazioni di lifting, le mummie continuano a rimanere in anguste cassette di legno nel refettorio nel Convento dei Cappuccini di Savoca. Si attendono altri fondi per il consolidamento dellʼapparato scheletrico prima di riporle in verticale nelle apposite nicchie della cripta. Ma mancano i finanziamenti. Venticinque anni dopo il bliz ad opera di atti vandalici perpetrati da ignoti nel 1985 che imbrattarono di vernice verde ad olio gli abiti e i corpi, le mummie tornano a nuova vita. Terminata la fase del restauro, recupero e pulitura dei tessuti, ad opera della ditta Graziella Palei di Siena, in collaborazione con Patrizia La Bianca di Lecce, adesso il rischio peggiore è che le mummie continuino a rimanere nel più profondo degrado. I 16 corpi, in questʼultimo intervento sono stati oggetto di una macro aspiratura, pulitura e smacchiatu- pagina 43 ra degli abiti attraverso lʼuso di pinze, bisturi, forbici, cotone e solventi organici senza alterare il loro stato di conservazione. “Le mummie li abbiamo trovate in pessimo stato di conservazione – spiega la restauratrice Graziella Palei – e oggi finalmente sono state smacchiate e risistemate. Le stoffe pregiate degli abiti e i paramenti indossati dagli antichi religiosi e uomini illustri sono ancora ben riconoscibili, ma piuttosto rovinati dallʼincuria”. Un primo intervento di recupero dei cadaveri venne fatto già nel 2005 attraverso la pratica del trattamento disinfettante in “buble tipo rentokil” da una ditta specializzata di Palermo. Le mummie furono prima tenute per 3 settimane in una camera a gas e poi oggetto del restauro, affidato al professore Ernesto Gerace di Messina. Terminati i due interventi le mummie, sarebbero pronte per tornare nelle loro nicchie, ma la struttura scheletrica è debole per riporle in verticale. E continuano ad essere ospitate dentro anguste cassette di legno coperte da un telo di plastica trasparente e poste al centro del refettorio del Convento dei Cappuccini. Giu.Pist. posterweekend 20 APRILE 2012 come... dove... quando... venerdi' 20 aprile TORREGROTTA. Concerto dei Les Spritz al Rockerilla Pub ore 22. CATANIA. Guglielmo Scilla con il suo '10 regole per fare innamorare' (Kowalski), scritto insieme ad Alessia Pelonzi. Alle ore 16.30, Feltrinelli MUSICA sabato 21 aprile (Via Etnea, 285) CATANIA. Carolina Eyck in concerto al Blue Brass - Ridotto dello Spasimo. Ore 21 CATANIA. 'Un tram che si chiama desiderio', regia Antonio Latella, con Laura Marinoni, Vinicio Marchioni, Elisabetta Valgoi, Giuseppe Lanino, Annibale Pavone, Rosario Tedesco. Teatro Ambasciatori ore 21 PALERMO. Chi ha paura di Virginia Woolf, regia di Lorenzo Loris. Teatro Massimo ore 21 di Cesare Natoli PACE DEL MELA. 'Se Garibaldi scende da cavallo' di Maurizio Garuti, con Vito, regia Silvio Peroni. Auditorium ore 21 TORREGROTTA. Concerto dei Demo Mode. Al Rockerilla Pub ore 22 ANCORA UN APPUNTAMENTO con la buona musica alla Galleria Provinciale dʼArte di Messina. Nei locali di via XXIV Maggio va in scena infatti, martedì 24 aprile alle 17, lo spettacolo“Archibugi string trio & Gaia Mattiuzzi plays Led Zeppelin”. Il concerto, inserito allʼinterno della Rassegna di musica contemporanea “Come musica 3” – organizzata dallʼAssociazione Parthenia di Eliade Grasso – vede protagonisti, appunto i componenti dellʼArchibugi String Trio e la cantante altoatesina Gaia Mattiuzzi. Un atipico trio dʼarchi (violinovioloncello-contrabbasso) dove si fondono, in un'unica matrice sonora, elementi provenienti dal rock, dalla musica classica, dal jazz contemporaneo o anche dalla musica klezmer, senza tralasciare i linguaggi e i colori dell'improvvisazione. Dopo alcune originali trascrizioni dello storico gruppo dei Led Zeppelin sarà la volta di autori come Frank Zappa e Fred Frith che, con unʼoriginale sintesi compositiva, hanno saputo coniugare l'esperienza con l'estetica colta della musica contemporanea. MESSINA. Patrizia Laquidara per Messina Jazz Meeting. Giardino Corallo ore 21 CATANIA. Al PalaCatania ore 21 Caparezza in concerto. CATANIA. Jessie Evans ai Mercati Generali ore 22 CATANIA. Incontro con Fabio Concato. Dopo 11 anni sulla sena discografica con lʼalbum “Tutto qua”. Ore 17, Feltrinelli CATANIA. Carolina Eyck in concerto al Blue Brass - Ridotto dello Spasimo. Ore Emma e 21 CATANIA. 'Un tram che si chiama desiderio'. Teatro Ambasciatori ore 21 PALERMO. Chi ha paura di Virginia Woolf, regia di Lorenzo Loris. Teatro Massimo ore 21 CATANIA. Francesco Fazio di Teatro Manomagia insegnerà ai bambini a realizzare aimaletti fatastici e non: dai gufi di Harry Potter ai più teneri cagnolini. Feltrinelli (Via Etnea) ore 11 CATANIA. 'Dall'Operetta al Musical'... con: Piera Grifasi, Daniela Rossello, Piero Lupino Mercuri, Enrico Sortino, corpo di ballo di 11 elementi. l’Acquasanta Con Carmine Marangola la prima parte della trilogia degli occhiali di Marco Olivieri Un momento dello spettacolo Una ferita chiamata “Diaz” SE “ROMANZO DI una strage” affronta una ferita inferta alla giustizia come Piazza Fontana, il film “Diaz – Donʼt Clean Up This Blood” (“Non pulite questo sangue”) racconta la celebre irruzione poliziesca nella scuola, di notte, in conclusione del G8 di Genova, nel 2001. Una “macelleria messicana” conclamata da atti giudiziari e che trova nel film di Daniele Vicari un respiro cinematografico potente, in un montaggio incalzante, al servizio di una storia che emoziona e provoca indignazione senza concessioni al prodotto tv usa e getta. In una narrazione corale (fanno parte del cast Claudio Santamaria e Elio Germano), ogni esile vicenda personale serve a descrivere la gratuità dellʼorrore. Una notte della democrazia evocata in modo convincente sul piano espressivo. “Diaz – Donʼt Clean Up This Blood” di Daniele Vicari In programma nelle multisale Iris e Uci Cinemas di Messina danza DI GIGI GIACOBBE CHI SI RECHERAʼ ALLA SALA Laudamo in questo fine settimana, dal 20 al 22 aprile, vedrà solo la prima parte de La trilogia degli occhiali di Emma Dante, quella titolata Acquasanta, interpretata da Carmine Maringola, marito della Dante e artefice della scena insieme alla moglie che firma pure costumi e regia. Non vedrà lo spettatore Il castello della Zisa, (quello abitato da due suorine che si muovono e si vestono sincronicamente, spostando e tirando quattro piccole croci tenute da corde elasticizzate, che accudiscono un giovane catatonico giocherellando con lui con birilli, palline, racchette, hula-op, con lʼintento di stimolarlo, mentre lui cade e si rialza, accenna a masturbarsi, sogna di vedere attraverso gli occhiali il castello della Zisa abitato da draghi da sconfiggere) convegni Tango, festa di primavera CATANIA. Eʼ scattata la“Gran Fiesta de la Primavera”. Organizzata da Caminito Tango, con il supporto logistico dellʼAccademia Projecto Tango, i numerosissimi aficionados della disciplina, vivranno due settimane di pura emozione, dal 19 al 29 aprile, a Catania, fra la splendida cornice di Palazzo Manganelli, le raffinate atmosfere dellʼHotel Royal di via Sangiuliano, dellʼEmpire di via Zolfatai e le esaltanti suggestioni dello Spazio Cromatico di Via Ursino. Stage, eventi, domenica 22 aprile MESSINA. In scena alla Sala Laudamo Rock e improvvisazione in Galleria NUOVEVISIONI centonove show con le guest stars Adrian Aragon ed Erica Boaglio ( dal 19 al 22 aprile) e Pablo Rodriguez e Natasha Lewinger ( dal 23 al 29 aprile); due settimane in cui i tanghèros, provenienti da ogni parte della Sicilia, avranno modo di assaporare il tango "condotti" da due coppie di artisti argentini, stars di levatura internazionale. Sabato 21 aprile serata clou, alla Sala Danza del Cus -, che vedrà impegnata la coppia Aragon - Boaglio in uno spettacolare “show di mezzanotte”. musica Arabo normanni di Sicilia MESSINA. “L'architettura Arabo Siculo Normanna”. Eʼ il tema del convegno che si terrà venerdì 20 aprile alle ore 10.30 presso la galleria d'arte contemporanea della provincia di Messina. Relatore, lʼarchitetto Carmelo Celona che indagherà tutti i processi storici e culturali che hanno determinato il dominio normanno in Sicilia. Verranno analizzate tutte le espressioni artistiche di una cultura che pur basandosi sulla integrazione di culture esogene come quella nè la terza parte, forse la più bella, che sʼintitola Ballarini, un atto senza parole alla maniera di Beckett, con canzoni anni ʼ60 e ʼ70, una storia dʼamore che sprizza poesia e nostalgia, tratteggiata da Emma Dante con fragilità e tenerezza, ispirata alla vita della poetessa Alda Merini. Per Acquasanta Emma Dante ha costruito una sorta di Macchina Celibe, forse nel segno di Duchamp o di Picabia, ben visibile sin dallʼinizio quando il pubblico prende posto in sala e individua sulla scena un personaggio abbarbicato e legato alle funi dʼuna prua dʼun barcone, quasi una polena degli antichi galeoni, deriso e abbandonato sulla terra ferma dai suoi compagni perché ritenuto folle. Nel suo solipsistico delirio Maringola simula la voce del capitano e della ciurma e racconta immaginari salvataggi, mentre sulla sua testa pende una bizantina, quella araba e quella romanica del nord europa, sia diventa un'espressione artistica, autoctona, singolare, unica, di altissimo livello, che caratterizza l'identità della Sicilia, il suo paesaggio e rappresenta uno dei suoi più importanti patrimoni artistici e culturali. Verranno studiate tutte le architetture realizzate dai Re Normanni che si trovano distrubuite nell'isola: da Palermo a Monreale, da Agrigento ad Enna, da Siracusa a Caltanissetta, da Catania alla provincia di Messina. arte Fairport, doppia data in regione PALERMO. Il Circuito Musicale Siciliano porta in Sicilia la storica folk rock band inglese dei Fairport Convention, da tutti conside-rata la migliore formazione folk rock di tutti i tempi, unʼoccasione per riascoltare un lungo repertorio che dal 1967, an-no di nascita della band, porta a ben due dischi celebrativi questʼanno. I Fairport Convention suoneranno lunedì 23 apri-le al Dante di Palermo e martedì 24 aprile al Cine-teatro Odeon di Catania. La formazione: Simon Nicol pagina 44 voce e chitarra ritmica; Dave Pegg basso, cori e mandolino; Ric Sanders violino; Chris Leslie voce solista, violino, mandolino, bou-zouki; Gerry Conway batteria e percussioni. Col 2012 i Fairport Convention festeggiano i 45 anni di attività e, come hanno detto loro stessi ai loro fan per lo scorso Capodanno: «Questo è un anno speciale per noi. È il nostro 45esimo anniversario e il tempo vola quando ce la si passa bene, non è vero? Speriamo di avervi con noi». Scultura di Boselli a Caltagirone CALTAGIRONE. Eʼ ststa collacata – sulla prima rampa al centro della scalinata del Palazzo dell'Aquila – di “Caltagirone regina dei Monti Erei”, la scultura in terra refrattaria di Raffaele Boselli, alias Pisello, donata dall'artista alla città e raffigurante una bellezza greca classica (una donna), che presenta al mondo Caltagirone, simboleggiata dallo stemma civico e da uno scorcio del centro storico. L'opera, lunga un metro, larga 65 centimetri e alta 85 centimetri, si regge su un basamento in marmo (alto 85 centimetri), donato da Francesco Di Nora. Boselli, nativo di Caltagirone, ma da 50 anni residente nel Bergamasco, ha sempre mantenuto forti legami con la sua cittadina d'origine e si è già reso protagonista di altre, apprezzate opere donate a Caltagirone, come la scultura “Mortus erat et revixit” (1986, adesso a Palazzo ceramico) e le quattro colonne “Acqua, terra, fuoco e aria” collocate nel 2008 in piazza Bellini. posterweekend centonove lunedi' 23 aprile Teatro Turi Ferro ore 21 CATANIA. 'Un tram che si chiama desiderio'. Teatro Ambasciatori ore 21 PALERMO. Latinobalcanica ensemble: Sonila Kaceli, soprano; Elisa Bonazzi, mezzosoprano; Angela Troilo, contralto, flauto dolce, arpa celtica. Ai Candelai ore 21.15 PALERMO. 'Sopra un palazzo c'è un cane pazzo' di Sergio Vespertino Al Ccp Agricantus ore 21.30 PALERMO. Chi ha paura di Virginia Woolf, regia di Lorenzo Loris. Teatro Massimo ore 21 CATANIA. Presentazio ne del libro 'A cosa serve l'articolo 18' di Luigi Cavallaro. Ore 18, Alla libreria Feltrinelli (Via Etnea) specie di lampadario formato da una trentina di timer luccicanti, il cui ticchettio per lui diventa solo il ricordo struggente del mare che aveva sempre amato. Lʼuomo gesticola, si esprime in dialetto napoletano, la lingua ormai adottata dalla Dante (perché è a Napoli che le offrono da lavorare, ma anche a Parigi ormai) e scopriremo che trattasi dʼun mezzo mozzo, allontanato dalla ciurma e dal capitano per il suo strano modo di essere. Per alcuni versi somiglia a quel Pianista sullʼoceano di Tornatore ricavato dal Novecento di Baricco, perché dopo aver scoperto attraverso le acque salate e benedette lʼinfinito e le stelle, lui non sarebbe più sceso a terra dalla nave. Adesso, quasi per una sorta di coazione a ripetere, sʼè inventato quel giocattolo che gli pende sulla testa, simulacro di tanti frammenti di memoria disposti come uccellini a varie altezze, legati tuttʼintorno ad una ruota di bicicletta. Poi per simulare procelle e tempeste si è stretto le caviglie e i fianchi con tre corde legate in alto ad una trave che scorrono su e giù tramite carrucole, avendo alle estremità come contrappeso tre piccole ancore metalliche che assecondano i suoi movimenti con grande dispendio energetico, dando vita per 50 minuti a questo folle e poetico personaggio da sembrare unʼautonoma o una marionetta. Ispira un poʼ di pena Maringola quando finge di navigare in mare girando fra le mani un timone di legno o quando grida che senza di lui la nave sarebbe colata a picco o quando ancora indossando un berretto bianco da mozzo o quello da comandante, somiglia ad un Cristo in croce fra le corde e si diffondono le note della canzone “Indifferentemente” Emma Dante cantata da Mario Abate. Lo spettacolo della Dante è fulminante, denso dʼironia in chiusura con quel cartello sbandierato da Maringola in cui cʼè scritto “La mia storia dʼamore – pena - cosa da soldi” e con alcuni spettatori che lasciano un obolo in un cassetta di legno. musei Gangi, cresce la collezione di armi GANGI. Si arricchisce la collezione del museo delle Armi di Gangi, lʼunico del genere in provincia di Palermo e uno dei pochi in Sicilia. La collezione è esposta al secondo piano di Palazzo Sgadari, sede del polo museale che ospita anche la Pinacoteca Gianbechina, il museo archeologico e quello etno-antropologico. Le ultime donazioni sono arrivate, dagli eredi del dottor Gaetano Raimondo e dallʼingegner Giuseppe Centineo, questʼultima composta da 28 armi, tra fucili e pistole, appartenute al padre professore emerito e ingegnere Santi Centineo. Il museo, istituito nel 2006 grazie alla donazione della collezione privata di Giuseppe Franco, custodisce 144 armi (fucili e pistole) tra antiche (antecedenti al 1920) e moderne. Si possono ammirare pezzi rari come: fucili ad avancarica a una o due canne a pietra focaia con decorazioni, fucile Damasco inglese, fucile Chassepeau del 1860, spingarda ad avancarica a pietra focaia del XVIII secolo; ed ancora pistole ad avancarica tipo Montecristo e da duello, revolver anteriori al 1920. Fra i pezzi più moderni si rilevano fucili americani Winchester, fucili a retrocarica Damas, revolver Smith & Wesson, rivoltelle e revolver Colt, pistole Browing. PALERMO. Leto ridens, opere a piacere. Curatori: Tiziana Pantaleo. Spazio Canatella (Via Papireto, 10) martedi' 24 aprile CAPO DʼORLANDO. Note… Note, Sotto le stelle', recital dall'opera all'operetta, con Daniela Rossello, Massimiliano Drapello, Dario Conti e Tiziana Cantarella, regia Salvo Sposito. Al CineTeatro Rosso 20 APRILE 2012 mercoledi' 25 aprile di San Secondo alle ore 21 TORREGROTTA. Presso il Rockerilla Pub alle ore 22 The Peek-a-Boos in concerto. CATANIA. Concerto Pilar canta dal vivo. Ore 18, presso la Feltrinelli (Via Etnea, 285 - Ct) MESSINA. Marta sui tubi in concerto. Giardino Corallo. Ore 21 PALERMO. Ultimo giorno per la mostra 'Artedonna. Cento anni d'arte femminile in MESSINA giovedi' 26 aprile Sicilia 18501950. 170 dipinti di 33 artiste lungo un secolo vitale come quello intercorso tra il 1850 e il secondo dopo guerra. Reale Albergo delle Povere PACE DEL MELA. Presso l'Auditorium Comunale alle ore 21 'Il Gallo', di Tullio Kezich, con Enrico Guarneri e Manuela Villa, regia Guglielmo Ferro. CATANIA. Maurizio Battista presenta 'Sempre più convinto'. Teatro Ambasciatori ore 21 CATANIA. Presentazione del libro di Franco Ricordi 'Shakespeare filosofo dell'essere' (Mimesis). Ore 18, Feltrinelli (V.Etnea) PALERMO. Teatro Politeama ore 21 Fiorella Mannoia in concerto DE GUSTIBUS di Massimo Lanza Parisi, magica zampogna L’anima popolare del polistrumentista “sposa“ l’orchestra del Vittorio MESSINA. Un concerto unico nel suo genere, in cui per la prima volta si fondono lʼanima popolare della zampogna e quella colta dellʼOrchestra sinfonica del Teatro Vittorio Emanuele di Messina. Ad idearlo, il musicista e polistrumentista messinese Giancarlo Parisi che con “Concerto N. 1. Per zampogna a paro cromatica e orchestra”, domenica 22 aprile, alle ore 21, apre la serata dedicata alle musiche di compositori siciliani contemporanei, organizzata dallʼEnte Teatro di Messina. E lo fa proponendo al pubblico il più importante strumento aerofono dellʼarea calabro-sicula, da sempre legato alla tradizione pastorale, ma in veste totalmente diversa. Parisi, che vanta prestigiose collaborazioni (dalla Pfm a De Andrè fino allʼex batterista dei Police, Stewart Copeland, per citarne alcune), ha infatti realizzato e brevettato un modello di “zampogna a paro cromatica”, in grado di raggiungere linguaggi e possibilità musicali finora inimmaginabili. «Ho sentito lʼesigenza di potenziare uno strumento che gode di notevoli risorse per poterlo usare anche in contesti diversi da quelli popolari e folk – spiega – Ci lavoro da una ventina dʼanni. Sono partito dalla zampogna tradizionale “diatonica” che suona unicamente in scala maggiore e ho pensato di modificarla, inserendo più chiavi, affinchè potesse spaziare tra varie tonalità. Eʼ come se avessi aggiunto i tasti neri del pianoforte sulla mia zampogna». Il concerto, di cui Parisi è autore di tutte le partiture, si contraddistingue per originalità e ricercatezza. La zampogna si inserisce infatti in composizioni moderne, arGiancarlo Parisi ricchita dalla forza esplosiva di trombe e tromboni e dalla musica colta di archi, legni, ottoni e percussioni suonati dallʼOrchestra sinfonica del Vittorio Emanuele, diretta dal maestro Michele Amoroso. «Ritengo che il suono della zampogna sia molto moderno. Il risultato che viene fuori da questo insolito abbinamento è dunque, secondo me, molto contemporaneo. Sono curioso di sapere – conclude Parisi – quale sarà la reazione del pubblico. Spero che possa suscitare interesse e dare alla zampogna una maggiore visibilità». Ma la serata di domenica continua con il concerto “Ricorrenze”, del musicista e compositore catanese Nino Nicolosi. «Le mie composizioni nascono dal bisogno di utilizzare piccoli frammenti di antichi canti siciliani. Naturalmente questi vengono manipolati a tal punto da rendere irriconoscibile la loro origine e proposti in una ricorrenza di stilemi,modi,armonie che tornano su se stesse». Chiude la serata la Suite del compositore, pianista e regista dʼopera catanese, Matteo Musumeci, che raccoglie i momenti più significativi della sua opera in due atti, “Aitna”. Dopo aver debuttato nel 2005 al Teatro Nazionale della Moravia-Slesia di Ostrava in Repubblica Ceca, lʼopera che ha raggiunto un successo di pubblico e critica, è stata insignita del Premio Internazionale Csna 2009 per la Musica “per aver portato la sicilianità nel mondo attraverso lʼopera lirica”. (foto di Charley Fazio) Chiara Miccoli pagina 45 Sale art Cafè, cultura e moda a tavola IL LOCALE DI ANDREA GRAZIANO, in pieno centro storico a Catania, è tutto tranne che il classico ristorante a cui siamo abituati, anche se ovviamente si tratta sempre di un posto di quelli dove si mangia bene e si beve benissimo. Più che un ristorante si tratta quindi di un locale polifunzionale dove vengono proposti eventi culturali, modaioli, musicali in stretto connubio con il cibo ed il vino. La cucina ambiziosa è perlopiù territoriale ma senza per questo farsi intimidire, anzi grazie ad unʼelevata tecnica riesce a coniugare al meglio modernità e sicilianità. Piatti come il succulento filetto di cavallo con cheeseburger dello stesso animale e pomodorini di Pachinoo la Norma “fuori dalla Norma”, sono diventati un classico ormai richiesto anche dai tanti clienti che arrivano qui da oltre lo Stretto attirati dalla fama del locale. Abbinamenti come la ricciola allʼaglio rosso di Nubia con crema di finocchietto e tortino di patate “nivuru cu nivuru” che potrebbero sembrare azzardati si rivelano invece azzeccati e quello che più conta godibilissimi al palato. Ma anche il design fa capolino nella cucina di Andrea tanto che maltagliati al ragù di maiale nero dei Nebrodi e i ravioli neri alla ricotta con lo stesso condimento vengono serviti in un piatto progettato apposta e realizzato manualmente pezzo per pezzo. Da non perdere la gran Degustazione di 10 Formaggi Siciliani a Latte Crudo in abbinamento con buonissime marmellate di prodotte in casa, mieli e frutta secca, notevole anche la degustazione di salumi di maialino nero dei nebrodi. Tra i dolci segnaliamo il tortino caldo al Cioccolato preparato con Fondente al 80% servito con gelato artigianale preparato in casa al Pistacchio. Carta dei vini ben fatta e ricca di centinaia di centinaia di etichette, con le migliori etichette italiane ma anche tanta roba francese e una curatissima selezione di etichette siciliane. Il Sale Art Cafe' Via Santa Filomena n° 10/12 95128 - Catania Tel. 095 316 888 www.ilsaleartcafe.com SICILIA DA ASSAGGIARE! Alalunga con la cipollata PREPARAZIONE TIPICA DELLA CUCINA MESSINESE, somigliante al tonno a cipollata che ritroviamo in altre parti della Sicilia. Lʼalalunga appartiene alla stessa famiglia del tonno rosso, da cui si differenzia per le dimensioni più piccole, dalla pinna pettorale e per il colore della carne. Un piatto sicuramente da gustare. Ingredienti: 800 g di alalunga, 4 cipolle di Giarratana, alcune foglie di menta, farina, un bicchiere di vino bianco, aceto bianco, olio extravergine dʼoliva, sale Procedimento: Tagliare il pesce a dadini, sciacquare con acqua salata e lasciare asciugare. Infarinare leggermente e friggere in abbondante olio fino alla cottura completa e salare. Nel frattanto pulire e affettare le cipolle e farle indorare nellʼolio con alcune foglie di menta.Quindi sfumare con il vino e versare lʼaceto. Disporre il pesce su un piatto di portata ricoprendolo con le cipolle. Aggiungere infine qualche fogliolina di menta fresca. Disio Hostaria Via dei Monti, 98049 - Serro ~Villafranca Tirrena (Me) tel. +39 329 7967075- www.disiohostaria.com [email protected]. posterlettere&... 20 APRILE 2012 ATTUALITA’ MESSINA DRASTICA di Fabio Amato HERITAGE Monti fermi la catena di suicidi: credito alle imprese e al Sud Altro che Hollywood MESSINA. Ho visto cose fantastiche, trascendentali, irreali! L'altro giorno ho visto un vigile urbano che fermava le macchine nelle rotatorie e faceva passare quelle che provenivano da destra!? Ho visto una mamma alta 1.50 con tacco 15 che mentre parlava al suo i-Phone con falsi swarosky entrava dentro la scuola di suo figlio con tutto il suv per prenderlo dentro la classe. Ho visto cittadini che facevano la raccolta differenziata buttando la spazzatura direttamente dalla macchina nelle varie piazze della città... la plastica a piazza del popolo, il vetro a piazza Castronovo, la carta a piazza Cairoli, il resto a mare. Ma per strada non nei cassonetti! Ho visto motorini scorrazzare sulle piste ciclabili, investendo le biciclette che passavano o i pedoni che passeggiavano, insultandoli, ed ho visto auto blu o di servizio passare sulle rotatorie del tram per evitare la fila! Ho visto autisti di autobus di linea, che fermavano l'autobus in seconda fila, scendevano, facevano la spesa, prendevano il figlio a scuola, una partitella a carte con gli amici, un caffe' e poi ripartivano! Ho visto macchine posteggiate nei posti riservati agli invalidi, nei passi carrai, sui marciapiedi, chiudere la macchina ed andare via! Ho visto ambulanze a forma di elicottero "volare" tra le vie cittadine per raggiungere l'ospedale più vicino. Ho visto signore elegantissime giocare a basket dentro le loro macchine, super-accessiorate, lanciando la busta della spazzatura direttamente dalla macchina ed incazzandosi se sbagliavano , o se colpivano i passanti increduli .Ho visto cittadini che invece di comprare le piante nei negozi , sradicavano quelle delle aiuole della citta' . E se le portavano a casa .Ho visto cittadini buttare sotto casa frigoriferi, cucine, materassi, mobili, suppelletili varie, dicendo che lo facevano per i senzatetto. Ho visto motorini trasformati in roulotte o camper con angolo cottura e bagno trasportare famiglie di 4 persone, tutte senza casco ma abbracciati e felici! E poi dicono che a Messina si vive male, che ci sono problemi, qui tutto è bello e fantastico! Altro che Hollywood!!! ECOLOGIA E AMBIENTE di Giovanni Frazzica centonove A Giostra va in scena la memoria DI SERGIO BERTOLAMI IL 17 DICEMBRE 2010 un giovane venditore ambulante, Mohamed Bouazizi, si è dato fuoco per protestare contro le umiliazioni subite dalle autorità tunisine, il carovita e la disoccupazione. Quel gesto ha innescato un moto di protesta popolare immediata da cui è scaturita una potente corrente rivoluzionaria che ha attraversato tutti i regimi dei Nord Africa e del Medio Oriente che è stata definita “primavera araba”. Un fenomeno che ha già fatto cadere tre regimi (Tunisia, Egitto e Libia) e che ha attivato una rivoluzione in Siria. In Italia, per la crisi economica, si sono registrati ben 23 suicidi nel 2012. Secondo quanto emerge dal Secondo rapporto Eures questa crisi ha i suoi effetti non solo sui disoccupati, ma anche fra imprenditori e lavoratori autonomi, confermando che esiste una precisa correlazione tra il rischio suicidio e ciò che avviene nel tessuto sociale del Paese. Anche se nessuno ha voluto dar seguito al delirante intervento di Antonio Di Pietro alla Camera che ha cercato di far pesare sulla coscienza di Mario Monti (in carica dal 16 Novembre 2011) tutti gli ultimi suicidi, il problema indubbiamente si pone. Gli italiani che hanno pagato, stanno pagando e si preparano a pagare ancora per un debito pubblico e per una crisi economica internazionale, di cui non si sentono affatto responsabili, ma di cui si stanno comunque facendo carico per salvare lʼUnioner Europea, lʼEuro e lʼItalia vorrebbero tuttavia incominciare a vedere la luce in fondo al tunnel. La Fornero, che, sperando forse di diventare la Thatcher italiana, sta facendo il mastino del Governo Monti, non aiuta molto a creare quelle condizioni di dialogo che potrebbero meglio far sopportare alla gente un lungo percorso di sacrifici. Frasi del tipo “chi non si laurea entro i 27 anni è uno sfigato” o “noi piemontesi siamo abituati a lavorare” appaiono degne di Borghezio. Ne la sortita di Monti sul suo consenso superiore a quello dei partiti sarà certamente piaciuta al Presidente Napolitano che, probabilmente, da questo governo si aspettava qualcosa di più, soprattutto in termini di sviluppo e di occupazione, che doveva realizzarsi in contemporanea alle manovre di risanamento dei conti. Invece si è fatta solo tanta ragioneria, per cui, finito lo stordimento iniziale, la gente incomincia a chiedersi il senso di questo sforzo straordinario che impegna forze politiche, sindacati e cittadini e che non produce risultati che vedano al di là del contenimento dello spread. Non si è vista lʼequità, ne si sono visti tassati i grandi patrimoni, ne si sono ridotti i privilegi dei parlamentari e degli alti burocrati, ma la cosa più urgente da fare è fare arrivare liquidità alle imprese, perché altrimenti lʼItalia muore, sul serio. Con i partiti che, anche a causa degli ultimi scandali di Lusi e Belsito, avevano ridotto significativamente il loro strapotere, ci potrebbe ancora essere la preziosa opportunità di realizzare importanti riforme. Considerato che il governo precedente era a trazione leghista ed avendo scoperto, dalle recenti biografie della nomenclatura di quel movimento, rese note impietosamente dalla stampa, di quanto povera di cultura fosse quella classe dirigente, sarebbe giusto richiedere a questo Governo, oltre ad unʼopera di rivalutazione morale dellʼintero Mezzogiorno, perché gratuita e discriminante fu lʼattività da essi svolta e finalizzata a dirottare le pubbliche risorse verso quei territori che essi definiscono “Padania”. A tal proposito anche una cospicua canalizzazione di investimenti al Sud, compensativa delle somme di cui ci hanno privato per anni, insultandoci come fannulloni e mafiosi (ci hanno, rubato perfino i fondi Fas per pagarsi le quote latte) sarebbe gradita. MESSINA. Il progetto di architettura è uno strumento complesso di dialogo sociale. Nasce dalla volontà di instaurare un reciproco rapporto fra chi traccia il segno e chi fruisce lo spazio che ne scaturirà. Uno scambio di sensazioni. Anche quando si tratta di un paesaggio urbano senza qualità, come lʼarea occupata prima del 2006 dalla baraccopoli che attorniava le “ex Case Volano”. Oggi è un fondale di edifici popolari: stesso degrado e panni dispiegati al vento. Da una superficie infossata rispetto al piano del viale Giostra lo IACP realizzerà un parco a servizio del quartiere e della città. Un progetto di verde urbano, ma anche un intervento di conservazione e restauro delle preesistenze. Caterina Sartori la soluzione lʼha trovata tanto in biblioteca quanto nel suo background di architetto paesaggista, con un occhio ai parigini Michel Desvigne e Christine Dalnoky. Lʼinterpretazione di uno sbiadito passato dei luoghi le ha permesso di conferire un originale valore figurativo alla riqualificazione del contesto. Perché «il progetto del paesaggio non si definisce come arte dellʼimmaginazione, della creazione, ma della reminiscenza» (Manuel Delluc). Lo spunto di progetto nasce dalla rappresentazione scenica del luogo, una “proiezione immaginifica”, una “reinvenzione” di oggetti reali: lʼantico assetto della settecentesca Villa De Gregorio ed uno svettante Ficus magnolioides che darà nome al parco. Ecco sovrapporre una griglia progettuale, che attraverso l'orientamento dei suoi assi, si rapporta con gli edifici al contorno. La suddivisione, già raffigurata nel piano Borzì, si richiama all'architettura “colta” che Filippo Juvarra propose per il settecentesco ridisegno di Messina. Riemergerà così, come fosse uno scavo archeologico, un giardino barocco “della memoria” – tagliato, spezzato, violato dal tempo – richiamato dal giardino “del torrente”, che dalla memoria trarrà suggerimenti per comunicare messaggi alla città dal presente. [email protected] di Anna Giordano Gli incivili e lo Stretto LA CITTAʼ, QUELLE POCHE volte che lʼaffronto, mi fa desiderare sempre più i monti, ahimè però invasi da incivili di ogni genere. Il lunedì di Pasqua, nonostante il maltempo, ha lasciato tracce ovunque dellʼanimale uomo che a casa sua tiene tutto pulito e in ordine, mentre fuori dallʼuscio di casa realizza discariche a cielo aperto. Uno dei posti in cui facciamo osservazioni proprio a ridosso della città, che era già una mezza discarica, adesso è nettamente peggiorato. Non ci si può neanche più appoggiare al muretto che costeggia la strada. Danesi, spagnoli, inglesi, tedeschi, faticheranno a capire la nostra pessima mentalità. E nessuno vede, nessuno si ferma a protestare. Percorro la noviziato casazza, strada provinciale, una gruviera, e vedo che gli sbancamenti sopra il torrente por- talegni sono peggiorati notevolmente. Chiunque osi parlare di fatalità alla prossima alluvione, per favore, che venga fatto tacere. Sorvolo sulla non gestione del bene pubblico, avrei tantissimo da dire, e sul peggioramento giorno dopo giorno delle strade di qualunque ente, in primis Anas, lʼimportante però è far credere che il ponte salverà questa terra. Mentre resistiamo al vento di maestrale furibondo, semi congelati, in attesa che arrivino i falchi vedo la città lontana e penso a quanto sia sfortunata nellʼavere cecità amministrativa costante, con pochissime e rarissime eccezioni. Arrivano poiane, i primi lodolai, passano i rari grillai, i gheppi con i quali si confondono e solo esperti possono distinguere gli uni dagli altri. Falchi di palude passano con il gozzo pieno, vuol dire che lungo il volo si sono fermati a cacciare, con successo, e hanno recupera- pagina 46 to le energie perdute per il lungo tragitto che ancora li attende. La bellissima e rarissima albanella pallida si fa ammirare in tutto il suo splendore, nonostante i binocoli tremino per il vento. A chi dice che gli uccelli non sbatterebbero con il ponte, in questo momento gli metterei le ali e li farei volare e vedrei quanta fatica dovrebbero fare per evitare gli ostacoli che già ci sono per causa nostra. Chissà quanti di questi sostenitori di questa assurdità andrebbero a sbattere con le linee elettriche, o lo stesso pilone di faro, o altri ostacoli posti lungo la rotta. Nessuno ha il diritto di decretare la morte di chi da sempre utilizza lo Stretto di Messina per andare e venire dallʼAfrica, animali coraggiosi e temerari che sfidano ogni giorno la fatica e le intemperie per poter perpetrare la specie. Arriva unʼaquila anatraia minore. Oscar, spagnolo che ha girato mezzo mondo per studiare i rapaci, esulta. Mai vista prima. Questo è lo Stretto e la sua magia, nonostante gli incivili che ci abitano. centonove poster...commenti 20 APRILE 2012 BUONE NOTIZIE di Daniele Macris ELIODORO Identità greca a Messina, tappe forzate verso il recupero Vandali e sperperi MESSINA. È bello vedere una comunità che si organizza e si espande con iniziative di spessore per recuperare e dare nuovo smalto ad una presenza storica sul nostro territorio che data da ben più di due millenni. È il caso della Comunità Ellenica dello Stretto, che dagli inizi di febbraio di questʼanno, cioè da quando si è celebrata, il 5, la festa della Vassilopita, in una sala del cinema Apollo, con larga partecipazione di Greci e filelleni, procede a pieno ritmo la sua attività trovando sempre nuovi punti di forza per lʼidentità greca di Messina. Proprio in febbraio, ha incontrato, infatti, lʼapprovazione del Consiglio provinciale di Messina la delibera n. 44, che definisce il territorio della città come “comune di minoranza greca”, decisione che permetterà di mettere in moto una serie di iniziative di notevole impatto culturale e sociale. Sarà possibile, così, attivare, presso il Comune un ufficio per la minoranza greca, che dovrà avere rapporti con la Presidenza del Consiglio dei Ministri per lʼattuazione della legge 482/99 sul territorio del comune di Messina, e consentirà di svolgere corsi di lingua, cultura, tradizioni greche, nonché di formazione professionale per gli sportellisti linguistici e di aggiornamento per la pubblica amministrazione, col coinvolgimento di esperti del settore e della stessa Comunità ellenica. Ma la Comunità, si muove già da tempo con autonome iniziative. Durante la ”Notte della Cultura”, per esempio, lʼidentità greca di Messina è stata posta in rilievo da una tavola rotonda, svoltasi al liceo “Maurolico”, cui hanno preso parte Nino Sarica, Giuseppe Ruggeri, Maria Grazia Spadaro, Daniela Bombara, Andrea Noto, Daniele Macris, Giovanni Molonia, Carmelo Micalizzi: nel corso della serata, la famiglia Trombetta-Stathopoulos, ha esposto le corone nuziali di famiglia degli anni Dieci e anche antiche icone familiari. A marzo, poi, sempre a Messina, si è svolta lʼultima riunione operativa in vista di un avvenimento epocale, quello della mostra delle icone greche della chiesa di S. Nicola dei Greci, in programma al teatro Vittorio Emanuele, dalla prima metà di giugno alla metà di agosto: saranno esposte le 42 splendide icone della chiesa di via Garibaldi, non più ricostruita dopo il terremoto del 1908, insieme con altre dieci pregevoli icone del Museo di Messina e ai preziosi manoscritti del Fondo del SS. Salvatore della Biblioteca regionale. La mostra sarà accompagnata da un catalogo storico-illustrativo, alla cui stesura hanno partecipato circa una dozzina di specialisti: è singolare come, finora, gli accademici messinesi non si siano curati di questo fondamentale aspetto della storia cittadina. Almeno in questo caso, invece, la politica (in particolare lʼon. regionale Giovanni Ardizzone), ha svolto un importante ruolo. Negli stessi giorni, certo non a caso, durante lʼordinazione episcopale di mons. Gangemi, è stato suggestivo sentir risuonare in Duomo il canto del Vangelo in greco e certo gradito allʼintera Comunità il fatto che lo stesso presule abbia sottolineato lʼimportanza dellʼelemento greco e dellʼArchimandritato nella storia della Chiesa messinese. E tra le realizzazioni dellʼintera Comunità Ellenica dello Stretto e in particolare del suo presidente Carmelo Micalizzi, non manca nemmeno un giornale, dato che, proprio in occasione della festa nazionale greca del 25 marzo, è uscito, a testimoniare il radicamento dellʼelemento greco a Messina e nellʼarea dello Stretto, il primo numero del periodico trilingue (italiano, greco, greco di Calabria) “O Gialòs”. Ma non è tutto. È notizia di pochi giorni fa la concessione al rito bizantino greco-cattolico, da parte dellʼArcivescovo di Messina, della chiesa dei SS. Cosma e Damiano, atto di notevole importanza e di sensibilità pastorale, storica e culturale: la chiesa dei SS. Cosma e Damiano, in origine di rito greco, poi latina, da circa ventʼanni non officiata, tornerà così al rito greco, sotto la cura di papàs Antonio Cucinotta. Lʼintervento munifico di un benefattore greco, il dott. Panajotis Kouridis, farmacista di Salonicco, già studente a Messina negli anni Settanta, permetterà anche di erigere sul luogo dove sorgeva la vecchia chiesa di S. Nicola, unʼedicola votiva: anche in questo caso, la politica ha fatto la sua parte e lʼassessore Amata, accogliendo la proposta della comunità greca, ha attivato lʼiter per consentire il collocamento dellʼopera di fede, devozione ed abbellimento, affiancata da un pannello illustrativo trilingue, sulla via Garibaldi, nella villetta accanto al Nettuno; si prevede la cerimonia di consegna ai primi di agosto. ANIMAL HOUSE di Roberto Salzano Mattatoi improvvisati MESSINA. IIl fiume della paura. No, non il film thriller del 1994 interpretato da Meryl Streep. In questo caso le atmosfere si avvicinano molto di più al genere horror. A ridosso delle festività pasquali, sulle rive del Savone, nel Casertano, sono intervenuti i Carabinieri di Carinola, coadiuvati dal personale dellʼAsl di Teano. Una scena macabra si è presentata davanti ai loro occhi: nove agnelli uccisi, scuoiati e appesi ai rami di un grande albero secolare, mentre le loro pelli, che successivamente sarebbero state lavorate, stavano ad asciugare su una rete non lontana. Tuttʼintorno i militari hanno trovato le interiora degli animali martoriati ed enormi pozze di sangue. Il terreno era di proprietà di un allevatore cinquantaseienne, che, privo di qualsiasi autorizzazione a macellare, aveva comunque pensato di trasformare il luogo in un macello abusivo. Il mattatoio clandestino doveva fruttargli un bel poʼ di denaro in vista della Pasqua, visto che molte delle sue vittime erano già state prenotate al prezzo di 4,50 euro al kg, ma gli è valso lʼimmediata denuncia. La carne che stava per mettere in commercio era pericolosa per la saluta pubblica: il personale veterinario, data la presenza di mosche che avevano già deposto le uova, ha potuto stabilire che le carcasse stavano lì da alcune ore, tenute in un pessimo stato di conservazione. Il pranzo di Pasqua è passato da qualche tempo, ma certe storie conviene non lasciarsele alle spalle e ricordarle il più a lungo a possibile. È ancora una volta la storia dellʼuomo che, accecato dalla possibilità di fare soldi, trucida senza farsi troppi scrupoli le creature più deboli e raggira gli altri consapevole dei rischi a cui li espone. pagina 47 CATANIA. Una ex caserma ormai abbandonata da quasi due anni viene vandalizzata giorno dopo giorno. La Provincia preferisce pagare 18.000 euro al mese di affitto per una palazzina di un famoso cavaliere piuttosto che ristrutturare quell'immobile di proprietà e trasferire la Polizia provinciale o altri uffici perchè ai dipendenti il quartiere periferico di Zia Lisa non piace. Il Comune di Catania, invece, non ha 200.000 euro per ristrutturare un plesso scolastico nel quartiere a rischio di San Giovanni Galermo. L'edifico è stato destinato al commissariato di polizia, ma da cinque anni è chiuso da un catenaccio, che non impedisce ai malintenzionati di rubare tutto ciò che ha valore. Più tempo passa e più alta sarà la cifra necessaria per il recupero della stuttura. Però Comune e Provincia si vantano di fare buona amministrazione perchè hanno ridotto gli sprechi. 150 PAROLE DA PALERMO Ciao, Wangari DOPODOMANI, IN 192 nazioni, sarà celebrato lʼEarth Day, il Giorno della Terra. Wangari Maathai, Nobel per la Pace nel 2004 per la sua azione congiunta a difesa dellʼambiente e a tutela della democrazia e dei diritti delle donne, alla Terra ha tentato di restituire il suo Paradiso. Con un gesto semplice: faceva crescere gli alberi. Nel 1977 ha fondato il Green Belt Movement (Movimento per la Cintura verde), che ha piantato 40 milioni di alberi per combattere la desertificazione nel suo paese, il Kenya e in altri stati africani. “Ho sempre creduto che non importa quanto sia scuro il cielo: cʼè sempre un poʼ di rosa allʼorizzonte ed è quello che dobbiamo cercare” – ha scritto Wangari. Che ci ha lasciati lʼanno scorso. “Arokoma kuuraga: che tu possa dormire là dove piove” – questo lʼaugurio dei kenyoti a un defunto. Che tu possa riposare in un Paradiso verde, intriso di fresca rugiada. Maria DʼAsaro ANTIBUDDACI di Dino Calderone I tesori di Giampilieri MESSINA. Ci sono tanti modi per ricordare le vittime dell'alluvione del 1 ottobre 2009, uno dei più originali, ma non per questo meno impegnato e serio, è la pubblicazione di uno splendido libro dal titolo “I tesori di Giampilieri”, curato da Luigi Giacobbe per l'editore di Nicolò e promosso dalla Camera di Commercio. Un libro splendido per molte ragioni che qui si possono solo accennare. Innanzitutto c'è da dire che grazie a questo volume Giampilieri, noto finora soprattutto a livello nazionale per la gravissima catastrofe ambientale di due anni e mezzo fa, può diventare un richiamo culturale positivo per i tanti (anche non pochi messinesi!) che ignorano le preziose testimonianze artistiche e civili di questo villaggio. Le diverse sezioni sono affidate a singoli studiosi che offrono un grande contributo di conoscenze su una miriade di aspetti e dettagli che sfuggono per lo più allʼosservatore profano (quante volte entriamo in una chiesa senza saper “vedere” nulla?): architettura di Giuseppe Giccone, marmi di Annalisa Raffa, pittura di Luigi Giacobbe, scultura e intaglio di Virginia Buda, argenti di Grazia Musolino, Tessuti di Stefania Lanuzza. Lʼapparato critico è notevole, la scelta iconografica impeccabile. Un testo che aiuta ad amare e a non dimenticare i centri più piccoli del messinese e che può stimolare la politica locale a ritrovare nella bellezza lo slancio ideale che ha perso da tempo. [email protected] LA SALA IBRIDA DEL PRESIDIO OSPEDALIERO “PAPARDO” FIORE ALL'OCCHIELLO DELLA RADIOLOGIA INTERVENTISTICA MESSINA. La radiologia interventistica (RI) è una branca della radiologia medica ad altissimo contenuto tecnologico, che si occupa della gestione mini-invasiva di problematiche cliniche. Rappresenta il connubio tra la diagnostica strumentale e l’attività clinico-chirurgica comprendendo tutte le procedure invasive o miniinvasive diagnostiche e terapeutiche effettuate dal Radiologo, mediante la guida e il controllo delle metodiche radiologiche Eco-TcAngiografia. Va differenziata in RI vascolare e extra-vascolare. La cosiddetta "chirurgia endovascolare" coincide sostanzialmente con la Radiologia interventistica vascolare. La Radiologia interventistica è una disciplina caratterizzata da un'attenzione clinica sempre maggiore nei confronti dei pazienti; Il medico Radiologo Interventista è un medico specialista capace dunque di garantire non solo procedure mini invasive ma di seguire il paziente nel periodo pre-operatorio e nel follow up post operatorio,attraverso ambulatori dedicati. E' in tutto e per tutto una Sala operatoria al cui interno è istallata una apparecchiatura angiografica di ultimissima generazione, con tecniche di acquisizione rotazionale e 3D per la navigazione endovascolare. L'utilizzo della Sala Ibrida trova la massima espressione lavorativa nelle procedure di Interventistica Radiologica combinata con altre specialistiche vedi Cardiochirurgia e Chirurgia Vascolare nel trattamento della patologia Aortica sovra e sotto diaframmatica sia in elezione che in Urgenza. Campi di utilizzo quotidiani della Sala Ibrida: Patologia vascolare aterosclerotica, Salvataggio d'arto (ischemia critica arti inferiori ), Piede Diabetico (Rivascolarizzazioni distali estreme), Urgenze vascolari nei traumi chiusi del Torace e dell'Addome, Embolizzazioni MAV, Trattamenti Oncologici, Drenaggi Biliari, Drenaggi, Raccolte Fluide addominali e Toraciche, Patologia Stenosante Intestinale, Scleroterapia Varicocele Maschile e Femminile, Disostruzioni tubariche, Neuro-radiologia Diagnostica ed In- Gli svantaggi della RI sono sostanzialmente riconducibili a: •Necessità frequente dell'uso di metodiche a raggi X per la guida e il controllo delle procedure, con esposizione al paziente e in parte all'operatore. •Uso di mezzo di contrasto intra-arterioso o intra-venoso. ATTUALMENTE L'ATTIVITA' E' SVOLTA DAI D O T T O R I GIAMPIERO MASTROENI, GIUSEPPE NANIA, ANTONGIULIO LUCIANI, CHE FANNO PARTE DELLA STSUTTURA DI ALTA SPECIALITA DIAGNOSTICA DIRETTA DAL DOTTOR GIOACCHINO BOSURGI. CON LORO COLLABORANO GLI INFERMIERI LETTERIA MICALI E ANTONINO TRINO. PROFESSIONALITA E COMPETENZA DELL’EQUIPE SONO ALTAMENTE CERTIFICATE. Per informazioni e quesiti è attivo il seguente indirizzo di posta elettronica: [email protected] Da novembre 2011 l'Aor Papardo Piemonte è dotato di una Sala Ibrida, espressione massima terventistica, Patologia traumatica della Colonna Vertebrale ( Vertebroplastica). dell'aggiornamento tecnologico in ambito di Radiologia Interventistica, inserita nel blocco operatorio al 5° piano del P.O. Papardo. Tra i vantaggi della Radiologia Interventistica •Nel 90% dei casi viene eseguita in anestesia locale. •Richiede tempi di ricovero estremamente brevi e in alcuni casi può essere effettuata anche in regime ambulatoriale, abbattendo i costi di degenza. •Le tecniche di RI sono considerate mini-invasive in quanto in più del 90% dei casi vengono eseguite per via percutanea, senza necessità quindi di tomia, ovvero di esposizione chirurgica dell'organo da trattare. •I rischi della metodica, rispetto alla chirurgia, sono decisamente inferiori e, in buona parte dei casi, trascurabili. •In alcuni casi può essere ripetuto in caso di recidiva della patologia (ad es. bilioplastica, ureteroplastica, angioplastica). •Non impedisce l'eventuale correzione chirurgica. CENNI STORICI La RI ha subìto e subisce tuttora un travolgente sviluppo e una rapida evoluzione grazie soprattutto alla tecnologia e alla disponibilità di materiali sempre più sofisticati e dedicati. Per eseguire uno studio angiografico terapeutico attualmente l'accesso più frequente è da sempre la puntura dell'arteria femorale, secondo la tecnica di Seldinger da lui ideata negli anni '50. Nel 1964, il dr.Charles Dotter per la prima volta trattò in modo fortuito una stenosi dell'arteria iliaca semplicemente passandovi dei cateteri progressivamente più grandi per eseguire un'angiografia La RI si è affiancata alle tecniche di chirurgia tradizionale e frequentemente negli ultimi anni, in sinergia con i Chirurghi Vascolari, Cardiochirurghi e Neurochirurghi sono state eseguite patologie sempre più complesse e di difficile approccio. AZIENDA OSPEDALIERA OSPEDALI RIUNITI PAPARDO-PIEMONTE - MESSINA - TEL.090.3991