della Marca Trevigiana A N N O L X X X X V I X N . 2 - 2 0 1 2 - P U B B L I C A Z I O N E B I M E S T R A L E - A U T. T R I B U N A L E T R E V I S O N . 9 d e l 2 1 . 0 9 . 1 9 4 8 Superare i modelli tradizionali per favorire la ricrescita L a Giornata dell’economia è il più rilevante appuntamento istituzionale del sistema camerale, dal notevole impatto di diffusione dei dati e dei commenti sulla situazione economica italiana. La relazione si è conclusa con uno sguardo al credito, al risparmio ed alla fiducia nel futuro portando alcune proposte: sanzioni in caso di sforamento dei termini di pagamento, IVA riscossa all’incasso. Invita alla pianificazione a lungo termine del portafoglio investimenti. Il presidente conclude sottolineando come “la comunità interessata da inediti disagi, non abbia per nulla perso la voglia di futuro”. Cade la distinzione tra piccoli, medi e grandi. In occasione della 10a Giornata dell’Economia, è stato presentato anche lo studio di Ca' Foscari e Camera di Commercio di Treviso che racconta il triennio 2008-2010 attraverso l’analisi di 3446 bilanci depositati da società del manifatturiero di varie dimensioni. A maggio, in Veneto le Camere di Commercio hanno aderito alla 10a Giornata dell’economia in diverse date sviluppando temi specifici. La Camera di Commercio di Treviso, venerdì 4 maggio, ha ospitato e trasmesso in streaming l’intero evento dalla sede camerale, garantendo così oltre al numeroso pubblico convenuto, una maggiore diffusione attraverso il web delle significative relazioni del Presidente Nicola Tognana e del professore Guido Massimiliano Mantovani. La crisi con effetto “eco”: un nuovo patto per lo sviluppo del territorio è stato il tema della relazione del presidente Nicola Tognana che ha affrontato le argomentazioni sulla situazione congiunturale, ha parlato del tempestivo recupero della credibilità dell’Italia rimarcando la necessità della crescita dopo il rigore. Ha sottolineato come “politiche di bilancio troppo severe possano peggiorare la contrazione economica”. È seguita una lucida analisi sulla mancata attrattività del paese che necessita di Provvedimenti coraggiosi, per una crescita…a costo zero. Obiettivo primario: la semplificazione, la buona qualità dell’ambiente normativo ispirandoci – dice – ai principi della co-regolazione e dell’autoregolazione, delle più moderne pratiche di accountability. Tognana ha poi parlato delle sfide dell’E-government citando alcuni esempi per Convertire i tagli in investimenti. Uno sguardo attento è andato ai Giovani ed al lavoro richiamando l’esperienza camerale, a basso impatto economico, di formazione nell’ambito del web marketing in collaborazione con l’università di Padova e di Ca' Foscari di Venezia. Il progetto ha portato in formazione 10 aziende, piccole e medie, manifatturiere, seguite poi nei project work dagli studenti e, grazie a loro, hanno potuto approfondire le tematiche delle analisi di posizionamento del web e lo sviluppo del commercio elettronico. Un’esperienza formativa che ha portato alcune società a proporre agli studenti di collaborazione in azienda. Non poteva mancare il tema dell’Internazionalizzazione – il presidente ha sottolineato che “senza l’aggancio delle economie emergenti sarebbe stata molto più dura per Nicola Tognana Presidente CCIAA di Treviso le nostre imprese”. Ha richiamato i dati del Rapporto Annuale Economico redatto dall’ufficio Studi della Camera di Commercio in cui si possono consultare anche i dati delle esportazioni, in particolar modo del settore dei macchinari e della gommma-plastica. Così i brevetti per cui “aumenta la propensione delle imprese trevigiane e venete ad investire in proprietà industriale direttamente sui mercati internazionali”. Viene richiamata anche la capacità delle piccole imprese ad aumentare la propria propensione all’export. Pag. 4 Attività Camerali Indagine di Customer Satisfation 2011 Si tratta di uno studio che il rettore dell’università Ca' Foscari Carlo Carraro così commenta “l’aspetto originale del lavoro è la proposta di chiavi di lettura innovative, che sostituiscono al classico criterio dimensionale quello delle capacità e dimostrano il valore economico delle logiche cooperative in sostituzione a quelle della contrapposizione”. Il professor Guido Mantovani docente di finanza aziendale all’università Ca' Foscari, ha esposto lo studio sottolineando l’importanza della filiera, della rete e mettendo in risalto come vi siano alcuni soggetti che meglio gestiscono il capitale circolante, altri il capitale di rischio o il capitale umano o il capitale produttivo, ciascuno però garantendo la propria capacità che favorisce l’intero sistema. Ma – si chiede – il sistema bancario è capace di comprendere e gestire questa nuova situazione? Pag. 12 Attività Camerali L’esportazione dei prodotti in duplice uso Pag. 20 Innovazione Iuav design workshop 2012 Pag. 31 Legislazione Illegittimità costituzionale del codice del turismo Pag. 32 Legislazione Cessazione d’ufficio delle partite IVA Inattive Professore Guido Massimiliano Mantovani Attività camerali 2 ATTIVO L’UFFICIO UNICO AMBIENTALE DEL VENETO Antonio Biasi Firmata la Convenzione triennale tra tutte le sette Camere di Commercio della Regione Tra le competenze camerali in ambito ambientale vi è in particolare l’attività connessa al Modello Unico di Dichiarazione Ambientale (MUD), adempimento istituito con L. n. 70/1994 recante “norme per la semplificazione degli adempimenti in materia ambientale, sanitaria e di sicurezza, nonché per l’attuazione del sistema di ecogestione e di audit ambientale”, che negli anni ha visto numerose modifiche, recepite sostanzialmente tramite Decreti Legislativi e Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, per i quali si ricordano solo gli ultimi due, in ordine di tempo: il D.Lgs. n. 205/2010 e il DPCM 23 dicembre 2011. di Commercio di Belluno, Padova, Rovigo, Treviso, Verona e Vicenza hanno attribuito al nuovo ufficio Unico in materia ambientale le seguenti funzioni e compiti: - gestione della raccolta del Modello Unico di Dichiarazione ambientale (MUD); - gestione unificata delle istruttorie relative alla iscrizione/ variazione/cancellazione al registro dei produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE); - gestione unificata delle istruttorie relative alle istanze di iscrizione/variazione/cancellazione al registro di pile e accumulatori; - realizzazione di attività formative ed informative nel territorio regionale su tematiche ambientali relative alla gestione dei rifiuti o connesse a problematiche produttive peculiari di uno specifico territorio; - realizzazione di attività informative rivolte direttamente alle imprese sulle modalità di corretta gestione dei rifiuti e degli adempimenti ambientali connessi. Per far fronte all’impegno, la Camera di Venezia ha costituito l’Ufficio Unico Ambiente con sede operativa a Mestre, che svolge tutta una serie di attività, oltre che per l’Ente stesso anche per conto delle consorelle Camere di Commercio del Veneto. In questo modo le imprese ed i soggetti interessati potranno indirizzare i propri quesiti e le pratiche (telematiche/cartacee) ad un unico referente per tutto il Veneto. Lo Sportello CSR e Ambiente della CCIAA di Treviso sarà ugualmente attivo per rispondere ai quesiti telefonici (anche in materia di registri di carico e scarico e vidimazione), ma avrà anche la possibilità di poter approfondire altre attività, inerenti le tematiche ambientali, con riflessi più promozionali, sul territorio provinciale, sgravandosi degli adempimenti prettamente burocratici, riutilizzando così le economie realizzate verso nuovi servizi. Si ricorda che il D.Lgs. n. 23 del 15 febbraio 2010 - recante la riforma delle Camere di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura, in attuazione dell'articolo 53 della legge 23 luglio 2009, n. 99, ha confermato in capo alle Camere di il D.Lgs. sopra citato, apporta sostanziali modifiche nella modalità di trasmissione del MUD da parte dei soggetti obbligati In particolare il D.Lgs. sopra citato, apporta sostanziali modifiche nella modalità di trasmissione del MUD da parte dei soggetti obbligati, anche in relazione alla futura entrata in vigore del SISTRI, il nuovo SIStema di Tracciabilità dei RIfiuti. Infatti, le nuove disposizioni del legislatore prevedono che, ad eccezione dei Comuni, tutti i soggetti iscritti a SISTRI, a partire dal 2013, salvo proroghe, dovranno inviare il MUD esclusivamente tramite l’utilizzo del dispositivo USB SISTRI (rilasciato dalle Camere di Commercio competenti per territorio). Le continue proroghe nell’operatività di SISTRI, la crescente domanda di richieste da parte degli utenti, in merito alle problematiche MUD, e le caratteristiche strettamente amministrativo-burocratiche riguardanti le competenze camerali per quanto riguarda la gestione fisica dei plichi MUD, hanno suggerito la necessità di coordinare, quanto meno a livello regionale il servizio MUD e le risposte da fornire agli utenti. Considerate le competenze già in essere all’Albo Gestori Ambientali, la cui Sezione regionale veneta fa capo alla Camera di Commercio di Venezia, in data 19 aprile 2012, attraverso un’apposita Convenzione triennale, le Camere Commercio importanti funzioni di tutela del mercato e dei consumatori, statuendo che le stesse, possono essere svolte singolarmente o in forma associata (art. 2, comma 2, l. 29 dicembre 1993 n. 580 così come sostituito dal citato decreto legislativo). Le amministrazioni pubbliche infatti possono sempre concludere tra loro accordi per disciplinare lo svolgimento in collaborazione di attività di interesse comune (art. 15 L. 7 agosto 1990, n. 241) e che lo svolgimento delle funzioni in forma associata deve realizzare un contenimento dei costi a fronte del mantenimento di un adeguato standard di qualità dei servizi offerti alle imprese del territorio. lo svolgimento delle funzioni in forma associata deve realizzare un contenimento dei costi a fronte del mantenimento di un adeguato standard di qualità dei servizi offerti alle imprese del territorio La realizzazione in forma associata di attività è finalizzata a rendere uniformi le prestazioni su tutto il territorio, ottenendo economie di scala ed una maggiore efficienza gestionale. Una tale gestione comporta infatti delle evidenti economie di scala ed in particolare per la Camera di Commercio di Treviso una diminuzione drastica nella gestione cartacea di oltre 2.500 plichi/anno, con un recupero di efficienza gestionale (ferme restando le risorse disponibili) su attività in ambito ambientale, a favore del sistema economico locale. Infatti va detto che a fronte di un contributo previsto, l’Ente potrà utilizzare le risorse “disimpegnate” nelle attività per il miglioramento di servizi esistenti o la creazione di nuovi. Dal 20 aprile è già stata avviata la relativa operatività e tutte le informazioni ed i recapiti di contatto del nuovo Ufficio Unico Ambientale sono disponibili sul sito camerale trevigiano www.tv.camcom.it e su quello della consorella Camera di Commercio di Venezia. 3 Attività camerali Indagine di Customer Satisfaction 2011 Antonio Biasi Ecco i principali risultati sul livello di conoscenza ed il grado dei servizi offerti dalla Camera di Commercio di Treviso da parte dell’utenza Il Customer Satisfaction Management (CSM) richiede, ad una pubblica amministrazione, di progettare e realizzare in modo proattivo e partecipato i diversi interventi che mirano ad assicurare nel tempo la soddisfazione di utenti, cittadini e stakeholder. Il tema del CSM è particolarmente importante a livello europeo ed è stato sistematizzato nell’European Primer on Customer Satisfaction Management, prodotto dall’EUPAN con l’intento di offrire ai paesi un insieme di metodologie e di pratiche da consultare e sperimentare. A livello di politiche nazionali, la recente riforma della pubblica amministrazione, ha posto fortemente l’accento sulla gestione della soddisfazione degli utenti e sul miglioramento delle relazioni con cittadini e stakeholder, proprio nell’ottica di rafforzare la capacità delle amministrazioni di porre in essere politiche più efficaci e servizi pubblici migliori. Infatti l’art. 8 del D. Lgs. n. 150/2009 prevede che ogni P.A. misuri l’attuazione delle politiche attivate sulla soddisfazione finale dei bisogni della collettività e la rilevazione del grado di soddisfazione degli utenti- clienti per i servizi erogati. camerali offerti (amministrativi e promozionali) principalmente da parte delle imprese ed in subordine da parte delle Associazioni di categoria e dei professionisti. L’Ente camerale trevigiano ha aderito al progetto nazionale, chiedendo un’esplicita personalizzazione del servizio di rilevazione con le seguenti attività: – definizione di un questionario “ad hoc”, secondo le esigenze della Camera di Commercio di Treviso; – la somministrazione del questionario ad un campione di intermediari (studi professionali, servizi contabili forniti dalle associazioni di categoria), oltre al campione di imprese già previsto nel servizio; – la realizzazione di due focus group. Le varie attività sono state programmate e coordinate da un gruppo di lavoro interno e realizzate da Retecamere nel corso dell’anno 2011. L’indagine telefonica, svolta nei mesi di aprile e maggio 2011, ha interessato un campione di ben 772 imprese rispondenti su 900 iniziali previste e 150 intermediari. Successivamente, sulla base dei risultati di tale indagine telefonica sono stati organizzati, nel mese di settembre 2011, due focus group, uno con i rappresentanti delle associazioni di categoria ed uno con gli intermediari. Il primo focus, a cui hanno partecipato alcuni rappresentanti delle maggiori associazioni di categoria provinciali, ha indagato l’immagine e l’organizzazione generale dell’Ente camerale ed i principali servizi di supporto per lo sviluppo del territorio e delle imprese. Il secondo focus, a cui hanno invece partecipato alcuni rappresentanti degli studi e degli ordini professionali, ha indagato l’immagine e l’organizzazione generale dell’Ente camerale e i principali servizi amministrativi forniti all’utenza. Di seguito si evidenziano le principali indicazioni emerse: – l’immagine e l’organizzazione dell’Ente camerale sono valutati positivamente dai clienti – utenti intervistati, e molte volte la valutazione supera quella della media nazionale del sistema camerale; – il livello di conoscenza ed il livello qualitativo dei servizi amministrativi sono risultati in generale buoni; i più utilizzati sono il Diritto Annuale, il Registro Imprese/Albi e Firma digitale; – la comunicazione esterna della Camera di Commercio di Treviso risulta pienamente soddisfacente, sia per le imprese che per gli intermediari, valutazione positiva anche rispetto alla media nazionale, anche se la natura e le funzioni della Camera di Commercio non sono ben chiare a tutti i clienti – utenti; – il livello di soddisfazione sul personale camerale è molto La realizzazione di indagini periodiche di customer satisfaction è ormai una prassi consolidata per la Camera di Commercio di Treviso La realizzazione di indagini periodiche di customer satisfaction è ormai una prassi consolidata per la Camera di Commercio di Treviso, in quanto prevista sia dalla norma ISO 9001:2008 (secondo cui l’ente camerale è certificato) e sia dal modello di eccellenza EFQM, adottato dalla CCIAA di Treviso a partire dal 2003 nel suo percorso verso l’eccellenza e la qualità totale. La rilevazione della percezione del cliente-utente sui servizi offerti assume quindi un ruolo fondamentale per la valutazione di quanto realizzato dall’organizzazione camerale ed una preziosa fonte di informazioni per rivedere le proprie strategie e programmare nuove attività e/o servizi. Fin dal 2001 e con una cadenza media triennale l’Ente camerale trevigiano ha adottato il sistema delle indagini di customer satisfaction per rilevare il grado di soddisfazione dei propri clienti. Nel 2011 la Camera di Commercio di Treviso ha aderito al progetto nazionale di rilevazione della customer satisfaction, coordinato e realizzato dalla società del sistema camerale Retecamere s.c.r.l., per analizzare i dati di percezione su tutta l’organizzazione e su tutti i servizi positivo e supera di molto la media nazionale; – il livello di conoscenza dei servizi promozionali è inferiore rispetto a quello dei servizi amministrativi ed i servizi promozionali maggiormente utilizzati dalle imprese sono quelli per la creazione e sviluppo d'impresa, i corsi di formazione, i seminari ed i workshop per imprenditori; – i servizi forniti dalle società collegate risultano ancora poco conosciuti, ad eccezione di quelli erogati da Treviso Tecnologia; – il miglioramento dei tempi di attesa per contattare gli uffici, anche mediante supporti informatici e/o telefonici. Le varie attività sono state programmate e coordinate da un gruppo di lavoro interno e realizzate da Retecamere nel corso dell’anno 2011 Inoltre sono state raccolte indicazioni sugli argomenti che le imprese vorrebbero che la Camera sviluppasse maggiormente in futuro; quelli di maggior interesse sono risultati i seguenti: • concessione di finanziamenti e contributi a imprese e associazioni; • maggiore assistenza per gli adempimenti obbligatori del Registro Imprese e Albi; • potenziamento dei servizi on line; • vigilanza e controllo sui prodotti e sulle regole dei mercati; • strumenti per favorire l'accesso al credito per le imprese. Mentre per gli intermediari intervistati i due temi di maggior interesse sono “Assistenza per gli adempimenti obbligatori del Registro Imprese/Albi” e “Strumenti per favorire l'accesso al credito per le imprese”. L’81,30% degli intermediari ed il 44% delle imprese intervistate, contro una media nazionale del 31,80%, ritiene che la Camera di Commercio di Treviso sia migliorata negli ultimi tre anni. Il 53,20% delle imprese intervistate e solo il 16% degli intermediari, a fronte di una media nazionale del 59,40%, invece la ritiene ad un livello uguale a quello di tre anni fa. Un dato complessivo più che positivo che ci incoraggia nel potenziare al massimo i servizi forniti all’utenza. I risultati dell’indagine di customer satisfaction 2011 in forma sintetica, sono disponibili sul sito camerale www.tv.camcom.it nella sezione “Trasparenza, valutazione e merito”. Attività camerali 4 INDAGINE DI CUSTOMER SATISFACTION 2011 Antonio Biasi Sintesi dei principali risultati Purtroppo per ovvi motivi di spazio non è possibile esplorare interamente tutti i molteplici aspetti indagati con l’indagine di Customer satisfaction 2011, si riportano di seguito alcuni grafici con il relativo commento e si evidenzia che ove possibile e disponibile, è stato riportato anche il dato su base nazionale per poter effettuare un benchmarking esterno con le altre realtà camerali che hanno partecipato all’indagine stessa. Si ringraziano altresì i colleghi dell'URP e dell'Ufficio programmazione camerale per il prezioso lavoro svolto. 1) IMMAGINE DELLA CAMERA DI COMMERCIO PRESSO GLI UTENTI Natura della Camera di Commercio secondo le imprese Natura e funzione della Camera di Commercio per gli utenti intervistati La natura dell’Ente camerale non appare così marcatamente chiara alle imprese sia a livello provinciale che nazionale. La domanda non è stata posta agli intermediari, per tale motivo non sono disponibili i dati riferiti a questa tipologia di stakeholder. CAMPIONE: 772 imprese; 14.452 imprese nazionali. Funzione principale della Camera di Commercio secondo l'opinione delle imprese e degli intermediari CAMPIONE: 772 imprese; 150 intermediari; 14.452 imprese nazionali. Dal grafico che precede, si rileva che sia gli intermediari che le imprese considerano importanti le funzioni proprie della Camera di Commercio, anche se le risposte evidenziano una conoscenza non completamente chiara delle funzioni svolte dall’Ente camerale, che risulta, invece, migliore a livello nazionale. 5 Attività camerali Frequenza dei rapporti con la Camera di Commercio nell'ultimo anno da parte delle imprese e degli intermediari Frequenza dei rapporti con la Camera di Commercio di Treviso nell’ultimo anno Dalle risposte raccolte emerge che le imprese non hanno avuto rapporti frequenti con la Camera di Commercio di Treviso nell’ultimo anno, al contrario degli intermediari, che “utilizzano” maggiormente i servizi camerali. I dati relativi alle imprese sono in linea con la media nazionale. CAMPIONE: 772 imprese; 150 intermediari; 14.452 imprese nazionali. Modalità dei rapporti di imprese ed intermediari con la Camera di Commercio Gli utenti, che hanno avuto rapporti con la Camera di Commercio di Treviso, hanno preferito utilizzare canali di comunicazione “a distanza”, come il telefono, l’e-mail e il sito web camerale, a differenza della media nazionale che predilige ancora il rapporto diretto presso gli uffici. CAMPIONE: 771 imprese; 150 intermediari; 13.779 imprese nazionali. 2) COMUNICAZIONE Efficacia della comunicazione della Camera di Commercio Efficacia della comunicazione della Camera di Commercio La comunicazione risulta soddisfacente per imprese ed intermediari anche confrontata con la media nazionale, tuttavia per quanto riguarda le imprese si rilevano anche indicazioni per un possibile miglioramento. CAMPIONE: 772 imprese; 150 intermediari; 14.452 imprese nazionali. Attività camerali Livello di conoscenza dei canali di comunicazione utilizzati dalla Camera di Commercio 6 Livello di conoscenza dei canali di comunicazione I canali di comunicazione più conosciuti risultano essere l’e-mail, il sito web camerale e la tradizionale posta cartacea. CAMPIONE: 772 imprese; 150 intermediari; 14.452 imprese nazionali. Valutazione canali di comunicazione utilizzati dalla CCIAA La valutazione dei canali di comunicazione Si tenga presente che il campione dei rispondenti varia in base al numero di quanti hanno risposto “sì” relativamente alla conoscenza dei canali di comunicazione. I canali più conosciuti mostrano un buon livello di valutazione da parte di imprese ed intermediari, anche rispetto al benchmarking nazionale. CAMPIONE: variabile in base al numero di conoscenti. 7 Attività camerali 3) CONOSCENZA SERVIZI AMMINISTRATIVI EROGATI Livello di conoscenza dei servizi camerali amministrativi I servizi amministrativi più conosciuti risultano essere: registro imprese / albi, diritto annuale e servizi certificativi. CAMPIONE INTERVISTATO: 771 imprese; 150 intermediari. 4) CONOSCENZA SERVIZI PROMOZIONALI EROGATI Livello di conoscenza dei servizi promozionali CAMPIONE INTERVISTATO: 771 imprese; 150 intermediari. Dal grafico a fianco riportato risulta che in generale i servizi promozionali sono poco conosciuti. Attività camerali 8 5) CONOSCENZA SERVIZI DELLE Società COLLEGATE DELLA CAMERA DI COMMERCIO DI TREVISO Livello di conoscenza delle società collegate Le società collegate oggetto dell’indagine sono: TREVISO TECNOLOGIA: Assistenza formazione e servizi sull'innovazione e trasferimento tecnologico TREVISO GLOCAL: Partecipazione a fiere, mostre e missioni all'estero CURIA MERCATORUM: Arbitrato, mediazione, verifica clausole vessatorie e contratti tipo TECNOLOGIA & DESIGN: Supporto alla progettazione ed al design e realizzazione veloce di nuovi prototipi di prodotti CAMPIONE INTERVISTATO: 771 imprese; 150 intermediari. 6) LIVELLO DI INTERESSE DELLE IMPRESE E DEGLI INTERMEDIARI PER LE TEMATICHE DA SVILUPPARE tematiche da sviluppare Livello di interesse delle IMPRESE su scala da 1 a 5 La votazione espressa considera una scala da 1 a 5, dove 1 sta per minimo interesse e 5 massimo interesse. Le imprese esprimono forte interesse per “concessione di finanziamenti e contributi alle imprese e associazioni”, “assistenza per gli adempimenti obbligatori del Registro Imprese/Albi”, “potenziamento servizi online”, “strumenti per favorire l’accesso al credito per le imprese”, “vigilanza e controllo sui prodotti”. CAMPIONE INTERVISTATO: 771 imprese; 150 intermediari. 9 tematiche da sviluppare Livello di interesse degli INTERMEDIARI su scala da 1 a 5 Attività camerali Gli intermediari non sembrano avere interesse per le tematiche proposte, se non per “l’assistenza per gli adempimenti obbligatori del Registro Imprese/Albi”, “il potenziamento di servizi online” e “la concessione di finanziamenti e contributi a imprese e associazioni”. CAMPIONE INTERVISTATO: 771 imprese; 150 intermediari. 7) ASPETTI GENERALI DELL’ORGANIZZAZIONE DELLA CAMERA DI COMMERCIO DI TREVISO Evoluzione della qualità percepita dei servizi della Camera negli ultimi tre anni Il livello di soddisfazione complessivo verso la qualità dei servizi della Camera di Commercio. La soddisfazione complessiva della qualità dei servizi camerali risulta “migliorata” negli ultimi tre anni, in primis per gli intermediari e poi anche per le imprese; il miglioramento è evidente anche rispetto alla media nazionale. CAMPIONE INTERVISTATO: 771 imprese; 150 intermediari; 13.779 imprese nazionali. Attività camerali Si è recato personalmente negli uffici della Camera di Commercio nell'ultimo anno? 10 Rapporto stakeholder e uffici camerali Emerge che per le imprese il contatto diretto non è più così importante, mentre lo è per gli intermediari: il 64,70% di essi si è, infatti, recato personalmente in Camera di Commercio nell’ultimo anno. CAMPIONE INTERVISTATO: 771 imprese; 150 intermediari; 13.779 imprese nazionali. Ritiene che gli uffici della Camera di Commercio siano facilmente raggiungibili? Le imprese e gli intermediari intervistati ritengono che la Camera di Commercio è facilmente raggiungibile. CAMPIONE: 268 imprese; 97 intermediari; 8.253 imprese nazionali. Adeguatezza degli orari di apertura CAMPIONE: 268 imprese; 97 intermediari; 8.253 imprese nazionali. Gli orari di apertura risultano adeguati alle esigenze dell’utenza che ha utilizzato gli uffici camerali nell’ultimo anno, anche se emerge una richiesta di chiusura posticipata da parte degli intermediari. 11 Livello di soddisfazione sul personale camerale Attività camerali Il personale camerale La valutazione del personale, nei diversi aspetti indagati, risulta più che soddisfacente; nel grafico a fianco è stata riportata la somma dei valori di giudizio “buono” e “discreto” espressi dagli intervistati su una scala di quattro valori: buono, discreto, sufficiente, insufficiente. Non sono pertanto emerse criticità particolari sul personale camerale. CAMPIONE: 268 imprese; 97 intermediari; 8.253 imprese nazionali. Ritiene che l'organizzazione della Camera di Commercio negli ultimi tre anni sia... Organizzazione della Camera di Commercio negli ultimi tre anni La valutazione data sia dalle imprese che dagli intermediari risulta complessivamente positiva, con margini di miglioramento, eventualmente da indagare per poter potenziare ulteriormente l’organizzazione camerale nel prossimo futuro. CAMPIONE: 771 imprese; 150 intermediari; 13.779 imprese nazionali. Attività camerali 12 L’ESPORTAZIONE DEI PRODOTTI A DUPLICE USO Edy Bombonato Una guida applicativa per le imprese La Camera di Commercio di Treviso ha realizzato una guida ai principali aspetti applicativi della normativa in materia di esportazione di beni dual use, allo scopo di fornire alle imprese un sintetico quadro d’insieme delle norme in vigore in Italia, i conseguenti adempimenti a carico degli esportatori dei prodotti e delle tecnologie sottoposti al controllo e infine alcuni suggerimenti sulle opportune cautele contrattuali da adottare nei rapporti con le controparti estere. La nozione di prodotto o tecnologia a duplice uso è contenuta nell’articolo 2 del Regolamento n. 428/2009, ai sensi del quale si intende per prodotti a duplice uso “i prodotti, inclusi il software e le tecnologie, che possono avere un utilizzo sia civile sia militare; essi comprendono tutti i beni che possono avere sia un utilizzo non esplosivo sia un qualche impiego nella fabbricazione di armi nucleari o di altri congegni esplosivi nucleari”. Per l’individuazione specifica dei prodotti, materiali, componenti e tecnologie a duplice uso occorre consultare analiticamente gli allegati che contengono le liste dei prodotti dual use. Gli operatori economici dovrebbero prestare particolare attenzione all’analisi preliminare del rischio dell’operazione commerciale che intendono realizzare: i prodotti da esportare – siano essi prodotti finiti, componenti o software - ricadono o no nell’ambito dei beni duali soggetti ad autorizzazione? E ancora, le merci sono destinate a Paesi soggetti a sanzioni o misure restrittive da parte delle Nazioni Unite o dell’Unione Europea? maggiori controlli sull'esportazione di beni e sulle cessioni di tecnologie, che per la loro natura possono essere utilizzati non solamente per fini civili e comunque pacifici, ma anche per scopi terroristici o bellici. Sia le Nazioni Unite che la Comunità Europea, unitamente ad altri Stati, hanno pertanto varato una normativa finalizzata a controllare e regolamentare le esportazioni di prodotti e le cessioni di tecnologie a duplice uso, utilizzabili cioè anche per scopi militari o comunque aggressivi. Gli operatori economici dovrebbero prestare particolare attenzione all’analisi preliminare del rischio dell’operazione commerciale che intendono realizzare Spesso tale analisi viene trascurata, dando per scontato che i propri prodotti siano esclusi sul presupposto che l’impiego cui essi sono stati concepiti e destinati sia solo quello civile. Secondo le stime dell’Unione Europea, oltre il 10% dei prodotti e servizi che compongono il commercio europeo sono “dual use”; se poi si escludono dal commercio europeo il petrolio, gas, i prodotti alimentari, i prodotti tessili, la percentuale sale al 30-40%. A partire dagli anni novanta, l'intensificarsi dei fenomeni di terrorismo internazionale e l'aumento dei conflitti che hanno interessato Paesi limitrofi al territorio della Comunità Europea, hanno comportato la necessità di una maggiore attenzione alle problematiche di sicurezza nella Comunità Internazionale e nell'Unione Europea. Da ciò sono derivati Le fonti normative: i Regolamenti comunitari ed i decreti nazionali di applicazione. Le fonti normative in materia di esportazioni di prodotti a duplice uso sono il diritto dell’Unione Europea e il diritto nazionale, che integra e completa la disciplina comunitaria. Con l'emanazione del Regolamento n. 3381/94, l'Unione stabilì regole comuni in tema di esportazione, politiche fondamentali degli accordi multilaterali e libera circolazione interna dei prodotti dual use. Il Regolamento CE n. 1334/2000 ha introdotto le norme applicabili e ha definito l’elenco dei prodotti a duplice uso. Dopo numerosi e periodici interventi di modifica normativa e di aggiornamento degli allegati, in linea con l'introduzione di nuovi prodotti e tecnologie, si è giunti nel 2009 all'adozione del Regolamento n. 428/2009, recentemente modificato dal Regolamento 1232/2011. La fonte normativa nazionale in materia è il Decreto Legislativo 14 maggio 2009 n.64 (Disciplina sanzionatoria per la violazione delle disposizioni del Regolamento CE n.423/2007) che contiene alcune norme di applicazione della disciplina comunitaria, fra cui l’indicazione dell’Autorità competente al rilascio delle autorizzazioni all’esportazione, le modalità per la presentazione della domanda di autorizzazione e infine il regime sanzionatorio per le violazioni in materia di esportazione di prodotti e tecnologie dual use, con pene che vanno dalla reclusione (da due a sei anni) alle multe (da 10.000,00 a 250.000,00 Euro). Il regime delle autorizzazioni all’esportazione di prodotti a duplice uso. Per l’analisi dual use occorre esaminare se il prodotto finito è ricompreso direttamente nell’elenco comunitario; in secondo luogo, qualora il primo esame dia esito negativo, occorre valutare se i componenti, i materiali o le tecnologie incorporate all’interno del prodotto finito sono inserite nelle liste comunitarie, che non coincidono con i vari sistemi nazionali ed internazionali di classificazione doganale dei prodotti. Qualora si riscontri che uno o più prodotti o tecnologie da esportare al di fuori dell’Unione Europea sia inserito nelle liste del Regolamento n. 428/2009, occorre preventivamente chiedere un’apposita autorizzazione al Ministero per lo Sviluppo Economico Qualora si riscontri che uno o più prodotti o tecnologie da esportare al di fuori dell’Unione Europea sia inserito nelle liste del Regolamento n. 428/2009, occorre preventivamente chiedere un’apposita autorizzazione al Ministero per lo Sviluppo Economico che rappresenta l’Autorità italiana competente a valutare questo tipo di domande. Sia il Regolamento comunitario che il Decreto Legislativo italiano di applicazione prevedono vari tipi di autorizzazione, a seconda del tipo di prodotto da esportare e soprattutto del paese di esportazione. La domanda deve contenere tutti gli elementi utili alla valutazione dell’operazione di esportazione e deve essere redatta su appositi formulari stabiliti dal Reg. 428/2009. I moduli e le linee guida per la compilazione sono reperibili nel sito del Ministero dello Sviluppo Economico (http://www.mincomes.it/dualuse/dualuse.htm). I tempi di accoglimento delle domande correttamente compilate e completate dalla necessaria documentazione variano dai 30 ai 60 giorni. Si segnala che le cosiddette clausole catch all e catch more legittimano gli Stati membri dell’Unione Europea ad estendere unilateralmente il ventaglio dei prodotti e delle tecnologie a duplice uso per sopravvenute esigenze di ordine e sicurezza pubblica. A tutela dell'esportatore, il contratto di vendita dovrebbe contenere apposite clausole, da studiare caso per caso Cautele contrattuali consigliabili L’ampia discrezionalità di cui gode l’Amministrazione nell’applicazione di queste regole rende consigliabile l’adozione di alcune cautele contrattuali da parte degli operatori commerciali europei. È opportuno quindi sensibilizzare la controparte sulle problematiche in questione e in particolare sulle possibili conseguenze in caso di adozione di provvedimenti restrittivi in dogana. A tutela dell'esportatore, il contratto di vendita dovrebbe contenere apposite clausole, 13 da studiare caso per caso, che prevedano almeno: la dichiarazione da parte della controparte Extra UE di acquistare il bene per soli scopi civili, escludendone la riesportazione; un periodo di sospensione del contratto in caso di mancata autorizzazione o di pendenza di autorizzazione; il divieto della richiesta di danni nel caso in cui la merce ordinata non possa essere esportata o in caso di ritardo dovuto alla mancata autorizzazione. Il nuovo Regolamento del Consiglio 267/2012 del 23 marzo, che abroga il Regolamento 961/2010, dispone restrizioni supplementari nel commercio con l'Iran riferite ai beni dual use, ai prodotti, tecnologie e relativi servizi di assistenza tecnica e finanziaria per i settori oil/gas e petrolchimico e vieta l'importazione di petrolio greggio e prodotti petroliferi iraniani Esportazioni verso l'Iran e altri Paesi oggetto di restrizioni Infine la guida presenta una sintesi della normativa speciale dell'Unione Europea in materia di esportazione di prodotti verso l'Iran, alla luce delle sanzioni adottate dalle Nazioni Unite, relative alla produzione e manipolazione di materiale nucleare all'interno delle centrali iraniane. A seguito della Decisione del Consiglio 2012/35/PESC dello scorso 23 gennaio, l'Unione Europea ha inasprito i divieti già in vigore dal 2010. Il nuovo Regolamento del Consiglio 267/2012 del 23 marzo, che abroga il Regolamento 961/2010, dispone restrizioni supplementari nel commercio con l'Iran riferite ai beni dual use, ai prodotti, tecnologie e relativi servizi di assistenza tecnica e finanziaria per i settori oil/gas e petrolchimico e vieta l'importazione di petrolio greggio e prodotti petroliferi iraniani ( fatta salva l'esecuzione dei contratti conclusi antecedentemente al 23 gennaio 2012). Sono rafforzati i divieti in campo finanziario e negli investimenti nei settori oggetto delle restrizioni; sono vietate le operazioni di vendita/acquisto di oro, diamanti e metalli preziosi verso/da Enti pubblici Iraniani. Permane inoltre il divieto di intraprendere qualsiasi operazione commerciale con quei soggetti – persone fisiche e persone giuridiche – che sono inseriti all’interno di un’apposita lista contenuta dal regolamento, aggiornata in base alle Risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’ONU. Le operazioni commerciali con l'Iran consentite sono sottoposte a specifici regimi di autorizzazione preventiva. L’Autorità italiana competente a rilasciare tali autorizzazioni all’esportazione è il Ministero per lo Sviluppo Economico. Attualmente il regime sanzionatorio applicato in Italia in caso di violazione delle norme comunitarie in materia è disposto dal Decreto Legislativo n. 6 del 14 maggio 2009. L’Unione Europea ha adottato misure restrittive di vario genere anche nei confronti di altri Paesi. Attualmente sono in vigore regolamenti e decisioni comunitari relativi a: Birmania/Myanmar, Costa D'Avorio, Repubblica Democra- Attività camerali tica del Congo, Eritrea, Guinea, Iraq, Libano, Sierra Leone, Somalia, Sudan, Zimbabwe. Maggiori dettagli sui temi sinteticamente descritti sono contenute nella pubblicazione “L'esportazione dei prodotti a duplice uso: guida applicativa”, che può essere richiesta gratuitamente alla Camera di Commercio di Treviso dal sito www.tv.camcom.it (sezione Guide e pubblicazioni) o rivolgendosi all'Ufficio Promozione Estero ([email protected]). Permane inoltre il divieto di intraprendere qualsiasi operazione commerciale con quei soggetti che sono inseriti all’interno di un’apposita lista contenuta dal regolamento, aggiornata in base alle Risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’ONU L’ESPORTAZIONE DEI PRODOTTI A DUPLICE USO: GUIDA APPLICATIVA Attività camerali 14 “Veneto Vino – USA Road Show”: seminari e degustazioni rivolti al trade e ai consumatori americani per conoscere e apprezzare i vini veneti Edy Bombonato Gli eventi realizzati in U.S.A. dal sistema camerale veneto con la partecipazione finanziaria della Comunità europea Reg. CE n. 479/2008 e con fondi quota regionali Le Camere di Commercio di Verona – capofila del progetto – Treviso, Vicenza, Venezia e Padova, con il coordinamento del Centro Estero Veneto, hanno realizzato negli Stati Uniti un programma di eventi di promozione dei vini veneti rivolti al trade e ai consumatori, che si è svolto da maggio a settembre 2011. Il Progetto VENETO VINO - USA Road Show, approvato nell’ambito del bando 2009-2010 delle iniziative di promozione dei vini nei mercati dei Paesi terzi, ha riguardato in particolare gli stati di New York, Florida, Illinois e California e ha condotto “azioni precompetitive” a favore dei vini veneti, ovvero una organica serie di eventi promozionaliistituzionali propedeutici alle azioni commerciali mirate, che potranno essere realizzate dai Consorzi di tutela e dalle singole aziende. Obiettivo principale è stato quello di promuovere la conoscenza dei vini veneti DOC e DOCG nelle aree individuate, tramite una serie differenziata di azioni promozionali e informative. Sono state coinvolte diverse categorie, tra cui giornalisti della stampa specializzata, operatori commerciali del settore (importatori, distributori, ristoratori e responsabili food & beverage di hotel e ristoranti), ma anche consumatori finali. Campagna di comunicazione Ideazione grafica e materiale promozionale La prima fase del progetto ha visto la creazione di una immagine grafica coordinata con la definizione del logo “Wines of Veneto. A taste of Italian passion” e degli strumenti grafici da utilizzare per supportare la campagna di comunicazione. Sulla base dell’immagine grafica identificativa della campagna è stato realizzato il materiale promozionale tra cui vari gadgets (borse in tela, penne, block notes, salva goccia, cartoline promozionali), note di degustazione, programma eventi, banner autoportanti, poster, bollini adesivi per bottiglie, inviti per gli eventi, portamenù e una presentazione in Powerpoint dell’offerta vitivinicola veneta. Sito internet È stato creato il sito web in inglese www.winesofveneto.com, finalizzato a promuovere i vini veneti sui mercati internazionali e a sensibilizzare gli utenti sul Progetto e sugli eventi. Il sito è stato concepito quale piattaforma da aggiornare continuamente e da utilizzare anche da parte dei Consorzi di tutela interessati, per la promozione delle proprie attività. La campagna di comunicazione (comunicati stampa, rassegna stampa, attività di media relation e pubbliche relazioni, gestione pubblicità su riviste specializzate e su internet, promozione su internet) è stata affidata a due agenzie statunitensi specializzate, nei rapporti con i media e nell’organizzazione e promozione di eventi legati al food & wine, coinvolgendo un’influente personalità nel mondo del vino negli Stati Uniti. Nell’ambito della campagna di comunicazione è stata pubblicata una pagina pubblicitaria sui vini veneti su alcune tra le più importanti riviste di settore, rivolte agli operatori e ai consumatori americani. Fra le uscite realizzate nel periodo maggio-ottobre 2011 risultano le inserzioni sulle riviste The Tasting Panel Magazine, Wine & Spirit e The Wine Enthusiast. L’ultima azione di comunicazione condotta nel quadro del Progetto ha riguardato l'educational tour nel Veneto di 4 giornalisti americani, che si è svolto dal 19 al 23 settembre, con l'obiettivo di ottenere spazi editoriali sui vini veneti nelle riviste di riferimento. La visita nella Marca Trevigiana è stata dedicata al Prosecco DOCG e ai Vini del Piave, con visite alle cantine, ai vigneti e al Consorzio di Conegliano e Valdobbiadene. Road show Le azioni promozionali a favore dei vini veneti hanno avuto luogo dal 15 al 23 maggio a Los Angeles e a Miami e dal 27 giugno al 1° luglio a Chicago e New York. Ogni tappa ha visto l’organizzazione di degustazioni guidate dei vini veneti per operatori del settore, una cena veneta ed alcuni eventi per i consumatori. Le iniziative sono state organizzate in collaborazione con le Camere di Commercio Italiane di Los Angeles e Miami e con gli Uffici ICE di Chicago e New York. L’Unione Consorzi Vini Veneti ha curato la selezione e la spedizione dei vini che sono stati presentati in occasione di tutti gli eventi programmati e ha assicurato la presenza di un proprio incaricato in occasione di entrambi i Road Show. Per la progettazione e la presentazione in lingua inglese di tali eventi, il Centro Estero e le Camere di Commercio coinvolte nel Progetto si sono avvalsi della collaborazione di una nota agenzia italiana specializzata nella comunicazione, nella formazione e nell’organizzazione di eventi legati al mondo del vino, e impegnata da anni nella promozione dei vini dell’area del nordest, sia a livello aziendale che istituzionale. All’interno del sito web www.winesofveneto.com nella sezione “events” sono pubblicate le foto degli eventi e i video relativi alla tappa di Los Angeles. Gli elenchi degli operatori americani – importatori, distributori, dettaglianti e ristoratori – e dei giornalisti, sommelier ed esperti che hanno partecipato al road show possono essere richiesti dalle imprese trevigiane rivolgendosi alla Camera di Commercio di Treviso- Ufficio Promozione Estero. Follow-up e altre azioni collegate al progetto Tutte le iniziative realizzate hanno riscontrato un ottimo successo, raggiungendo l’obiettivo di suscitare interesse per la realtà vitivinicola veneta e di fare conoscere anche alcuni vini meno noti sul mercato americano. Fra i vini della Marca Trevigiana sono stati particolarmente apprezzati il Prosecco DOC e DOCG, già ben conosciuti dal trade e dagli intenditori, e il Raboso del Piave, definito una piacevole sorpresa dai giornalisti e dagli esperti del settore. Il report del tour è stato pubblicato su “Food&Beverage International” ed è inoltre disponibile nella sezione “blog” del sito del progetto. Nella fase conclusiva del Progetto è stata condotta un’azione di follow-up su quanto realizzato, mediante l'invio di un questionario di valutazione agli operatori che hanno partecipato ai vari eventi. Le azioni promozionali a favore dei vini veneti hanno avuto luogo dal 15 al 23 maggio a Los Angeles e a Miami e dal 27 giugno al 1° luglio a Chicago e New York Per completare l'azione promozionale rivolta al mercato statunitense, verrà realizzato nel Veneto un workshop con incontri b2b fra compratori americani - selezionati fra quelli sensibilizzati dal Progetto - e produttori veneti. L'evento farà tappa a Treviso e sarà organizzato entro il primo semestre dalle Camere di Commercio interessate, con il coordinamento dell'ex Centro Estero, ora Veneto Promozione. Per maggiori informazioni, anche su altri eventi in programma per il settore vini e per richiedere gli elenchi dei giornalisti e degli operatori americani che hanno partecipato al road show , le imprese trevigiane potranno rivolgersi alla Camera di Commercio di Treviso- Ufficio Promozione Estero ([email protected]). 15 Attività camerali LINEE GUIDA OCSE ED INTERESSI TERRITORIALI Antonio Biasi Si è svolto presso Unioncamere Veneto il workshop “Responsabilità Sociale di Impresa: dalle Linee Guida Ocse agli interessi del territorio”, che s’inserisce nel Progetto di informazione e sensibilizzazione degli stakeholder sulle Linee Guida OCSE e sulla Responsabilità Sociale di Impresa, che dal 2010 l’Istituto G. Tagliacarne realizza su mandato del Ministero dello Sviluppo Economico e del Punto di Contatto Nazionale (PCN) per la diffusione delle Linee Guida Ocse in Italia. Attraverso tale iniziativa si è inteso proseguire nel percorso di sensibilizzazione ed inclusione dei referenti istituzionali ed imprenditoriali sul territorio nazionale, allo scopo di favorire la condivisione dei principi e delle norme del documento OCSE, con un maggiore impegno in tal senso. Con la diffusione delle Linee Guida Ocse si è voluto contribuire a rendere disponibile, trasparente e convergente tra i diversi stakeholder, il quadro di riferimento - informativo ed attuativo - di un documento fondamentale della RSI. Con l’emergere di industrie basate sui servizi e sull’uso intensivo delle conoscenze e con l’espansione dell’economia di Internet, le imprese tecnologiche e di servizi svolgono un ruolo sempre più importante sul mercato internazionale Le Linee guida dell’OCSE sono raccomandazioni rivolte dai governi alle imprese multinazionali. Le Linee guida mirano ad assicurare che le attività delle imprese multinazionali siano conformi alle politiche governative, a rafforzare le basi per una fiducia reciproca fra le imprese e le società in cui operano, a migliorare le condizioni per gli investimenti esteri e a valorizzare il contributo apportato dalle imprese multinazionali allo sviluppo sostenibile. Le Linee guida sono parte della Dichiarazione OCSE sugli investimenti internazionali e le imprese multinazionali, nella quale sono contemplati anche il trattamento nazionale, gli obblighi contraddittori imposti alle imprese e gli incentivi e disincentivi all’investimento internazionale. Le Linee guida enunciano principi e norme volontari per un comportamento responsabile nella conduzione delle attività imprenditoriali, conforme alle leggi vigenti e alle norme riconosciute a livello internazionale. Inoltre, i temi trattati nelle Linee Guida possono anche essere oggetto di leggi nazionali e di impegni internazionali. Le attività internazionali delle imprese hanno subito profondi mutamenti strutturali. Le Linee guida, a loro volta, si sono evolute per tener conto di questi cambiamenti. Con l’emergere di industrie basate sui servizi e sull’uso intensivo delle conoscenze e con l’espansione dell’economia di Internet, le imprese tecnologiche e di servizi svolgono un ruolo sempre più importante sul mercato internazionale. Le grandi imprese incidono ancora in maniera rilevante sugli investimenti internazionali e sta emergendo una tendenza verso le grandi fusioni internazionali. Nel contempo, sono aumentati anche gli investimenti esteri delle piccole e medie imprese, che oggi giocano un ruolo significativo sulla scena internazionale. La rapida evoluzione nella struttura delle imprese multinazionali si è, inoltre, riflessa sulle attività svolte nei paesi in via di sviluppo, dove gli investimenti diretti esteri sono cresciuti rapidamente. Nei paesi in via di sviluppo, le imprese multinazionali hanno diversificato le proprie attività, passando dalle industrie collegate alla produzione primaria ed estrattiva al settore manifatturiero, alle attività di assemblaggio, allo sviluppo del mercato interno e ai servizi. Un altro sviluppo importante è l’emergere di imprese multinazionali con sede in paesi in via di sviluppo quali primari investitori internazionali. Mediante gli scambi e gli investimenti internazionali, le attività delle imprese multinazionali hanno rafforzato e sviluppato i legami tra i diversi paesi e le diverse regioni del mondo. Queste attività offrono benefici sostanziali sia ai paesi d’origine sia ai paesi ospitanti. Tali benefici maturano quando le imprese multinazionali offrono i prodotti e i servizi richiesti dai consumatori a prezzi competitivi ed assicurano un equo rendimento a chi fornisce loro i capitali. Le loro attività commerciali e di investimento contribuiscono, poi, all’uso efficiente del capitale, della tecnologia e delle risorse umane e naturali. Esse facilitano il trasferimento tecnologico fra le regioni del mondo nonché lo sviluppo di tecnologie che rispecchiano le condizioni locali. Tramite corsi di formazione istituzionali e sul campo, le imprese contribuiscono a promuovere anche lo sviluppo del capitale umano, creando opportunità di occupazione nei paesi ospitanti. La natura, la portata e la rapidità dei cambiamenti economici rappresentano nuove sfide strategiche per le imprese e i loro interlocutori. Le imprese multinazionali hanno l’opportunità di attuare politiche esemplari nel campo dello sviluppo sostenibile, volte ad assicurare la coerenza fra gli obiettivi, economici, ambientali e sociali. La capacità delle imprese multinazionali di promuovere lo sviluppo sostenibile aumenta notevolmente quando il commercio e gli investimenti avvengono in mercati aperti, competitivi e adeguatamente regolamentati. Molte imprese multinazionali hanno dimostrato che il rispetto di norme di comportamento rigorose può dare impulso alla crescita. Oggigiorno la competizione è serrata e le imprese multinazionali si trovano ad affrontare impostazioni di carattere giuridico, sociale e normativo differenti. In questo contesto, alcune di esse possono essere tentate di eludere taluni principi e norme di comportamento adeguati, nel tentativo di ottenere un indebito vantaggio competitivo. Tali pratiche, seppur seguite da una minoranza, possono incidere negativamente sulla reputazione della maggioranza delle imprese e destare preoccupazione nell’opinione pubblica. La natura, la portata e la rapidità dei cambiamenti economici rappresentano nuove sfide strategiche per le imprese e i loro interlocutori I governi cooperano tra loro e con altri attori per consolidare il contesto internazionale giuridico e politico nel quale operano le imprese. L’inizio di questo processo può essere fatto risalire ai lavori dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro agli albori del ventesimo secolo. L’adozione della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, nel 1948, da parte delle Nazioni Unite è stata un’altra pietra miliare, seguita da uno sviluppo costante di norme e principi rilevanti in molte aree del comportamento imprenditoriale responsabile - un processo in corso ancora oggi. L’OCSE ha contribuito in modo sostanziale a tale processo sviluppando norme applicabili in settori quali l’ambiente, la lotta contro la corruzione, gli interessi dei consumatori, il governo societario e la fiscalità. Il comune proposito dei governi dei paesi aderenti alle Linee guida è stimolare il contributo positivo che le imprese multinazionali possono apportare al progresso economico, ambientale e sociale e minimizzare le difficoltà che possono derivare dalle diverse operazioni. I governi aderenti alle Linee guida si impegnano a migliorare di continuo le rispettive politiche, sul piano interno ed internazionale, al fine di accrescere il benessere ed elevare il tenore di vita di tutti. Per ulteriori approfondimenti è possibile contattare lo Sportello CSR e Ambiente camerale ai consueti recapiti reperibili dal sito web della Camera di Commercio di Treviso. Il comune proposito dei governi dei paesi aderenti alle Linee guida è stimolare il contributo positivo che le imprese multinazionali possono apportare al progresso economico, ambientale e sociale Attività camerali 16 58^ PREMIAZIONE FEDELTÀ AL LAVORO E PROGRESSO ECONOMICO Sabato 23 giugno 2012 alle ore 9,30 avrà luogo nel Salone Borsa della Camera di Commercio – alla presenza delle massime Autorità – la tradizionale cerimonia della premiazione della “Fedeltà al Lavoro e Progresso Economico”. Il Concorso, giunto quest’anno alla 58a edizione, vedrà la premiazione dei seguenti 95 lavoratori ed imprenditori della nostra provincia e lavoratori ed imprenditori trevigiani all’estero. A tali premi si aggiungono 4 riconoscimenti della Giunta camerale ad imprese distintesi per impegno profuso e per aver dato impulso ed arrecato prestigio all’economia provinciale. Verranno infine premiati 7 dipendenti camerali recentemente posti in quiescenza dopo 40 anni di servizio e i Maestri dei Lavoro insigniti negli anni 2011 e 2012 della “Stella al Merito del Lavoro”. LAVORATORI IN SERVIZIO Anzianità anni 40 MARIN Roberto – Pieve di Soligo Impresa “Toffolatti Gioielli s.a.s. di Toffolatti Pierpaolo & C.” – Pieve di Soligo SOLIGON Mario – Vazzola Impresa “Mario Bottari S.r.l.” – San Vendemiano Anzianità anni 41 DALLA MORA Franco – Sernaglia della Battaglia Decorato con la “Stella al Merito del Lavoro”il 1° maggio 2011 Impresa “Euromobil – S.p.A.” – Falzè di Piave di Sernaglia della Battaglia VENTURIN Ugo – Santa Lucia di Piave Impresa “Electrolux Italia S.p.A.” – Stabilimento di Susegana Anzianità anni 42 BACCHION p.ch. Lino – Treviso Decorato con la “Stella al Merito del Lavoro”il 1° maggio 2011 Impresa “Automarca S.p.A.” – Silea NARDI Benedetto – Follina Decorato con la “Stella al Merito del Lavoro”il 1° maggio 2011 Impresa “F. Bisol – S.r.l.” – Pedeguarda di Follina Anzianità anni 49 FURLAN Roberto – Gaiarine Decorato con la “Stella al Merito del Lavoro”il 1° maggio 2011 Impresa “A.L.F. UNO S.p.A.” – Francenigo di Gaiarine Anzianità anni 50 PARONETTO Pier Luigi – Ponzano Veneto Decorato con la “Stella al Merito del Lavoro”il 1° maggio 2011 Impresa “Atlas – Oscar Mestriner – Azienda trevigiana lavorazione articoli sportivi di Ivano Mestriner & C. s.n.c.” – Ponzano Veneto LAVORATORI PENSIONATI Anzianità anni 40 BASSO Daniela – Morgano già dell’Impresa “Duomo Servizi di Zanatta Silvana” – Treviso BELLOTTO Ottaviano – Santa Lucia di Piave già della CGIL – Camera del Lavoro Territoriale di Treviso BETTIOL Tiziana – Carbonera Decorata con la “Stella al Merito del Lavoro” il 1° maggio 2011 già dell’“Ascom Servizi S.p.A.” – Treviso CODEN Pio – Treviso già dell’Impresa “A.L.F. UNO S.p.A.” – Francenigo di Gaiarine CORBANESE Tiziana – San Biagio di Callalta già dello Studio “Guerretta Associati” – Olmi di San Biagio di Callalta CROZZOLIN Silvana – Roncade già dell’Impresa “Serramenti F.lli Botter di Botter Rino” – Roncade DALLE CRODE Renza – Susegana Decorata con la “Stella al Merito del Lavoro” il 1° maggio 2012 già dell’Impresa “SMURFIT KAPPA ITALIA S.p.A.” – Stabilimento di Susegana DONADEL Valeria – Cordignano già dell’Impresa “Serica della Marca S.r.l.” – Follina DOTTO Giuliano – Preganziol già dell’Impresa “Officine Cian di Cian A. e C. sas” – Dosson di Casier FURLAN Maria Giovanna – Fontanelle già dell’Impresa “A.L.F. UNO S.p.A.” – Francenigo di Gaiarine MAGAGNATO Decimo – S. Lucia di Piave già dell’Impresa “Electrolux Italia S.p.A.”– Stabilimento di Susegana MINOTTO Bruno – Vedelago già dell’Impresa “Veneran Mobili S.r.l.” – Fossalunga di Vedelago PIVETTA geom. Antonio – Ceggia (VE) già dell’Impresa “Electrolux Italia SpA” – Stabilimento di Susegana ZANCHIN p.i. Giuseppe – San Biagio di Callalta Decorato con la “Stella al Merito del Lavoro”il 1° maggio 2012 già dell’Impresa “Burgo Group S.p.A.” – Stabilimento di Mignagola di Carbonera Anzianità anni 41 CACCO Pierluigi – Casale sul Sile già della “CGIL – Sindacato Pensionati Italiani” – Treviso CESTARO Ida – Treviso già dell’Impresa “Marton Regalo – S.r.l.” – Treviso TOVENATI Renea – Vittorio Veneto già dell’Impresa “Electrolux Italia S.p.A.” – Stabilimento di Susegana Anzianità anni 42 BENEDET Renzo – Oderzo Decorato con la “Stella al Merito del Lavoro”il 1° maggio 2011 già dell’Impresa “Plastal S.p.A.” – Oderzo DAL BELLO Ines – Asolo già del “Calzaturificio S.C.A.R.P.A. – S.p.A.” Casella d’Asolo Anzianità anni 48 BALBINOT Antonietta – Sernaglia della Battaglia già dello Studio “Bernardi rag. Claudio – Consulente del Lavoro” – Pieve di Soligo LAVORATORI TREVIGIANI RIMPATRIATI BAZAN Vittorio – Vedelago Rimpatriato dal Sudafrica nel 1994 (35 anni e 6 mesi di attività professionale all’estero) AZIENDE INDUSTRIALI GIROTTO COSTRUZIONI S.R.L. – sede: Postioma di Paese Attività: Costruzione di fabbricati in genere Anzianità dell’impresa anni 50 AZIENDE COMMERCIALI LAZZER MARIA S.A.S. DI CADAMURO MIRCO & C. – sede: S. Michele di Piave di Cimadolmo Attività: Commercio di prodotti tessili di qualsiasi genere, accessori di abbigliamento, biancheria intima, lane e filati Anzianità dell’impresa anni 59 RIZZO ARREDAMENTI S.R.L. – sede: Conegliano Attività: Commercio al minuto di mobili ed elettrodomestici Anzianità dell’impresa anni 57 AZIENDE ARTIGIANE BALLAN GIORGIO – sede: Castelfranco Veneto Attività: Officina termoidraulica Anzianità dell’impresa anni 41 BASSET NELLO – sede: Cimadolmo Attività: Barbiere Anzianità dell’impresa anni 42 BENDO MIRELLA – sede: Castelfranco Veneto Attività: Parrucchiera per signora 17 Anzianità dell’impresa anni 41 COCCO EMILIO & C. S.N.C. – sede: Treville di Castelfranco Veneto Attività: Installazione e manutenzione impianti idraulici e termosanitari nonché costruzione tende da sole Anzianità dell’impresa anni 42 DE LIBERALI – S.N.C. DI DE LIBERALI PIERGIORGIO & C. – sede: Albaredo di Vedelago Attività: Scavo e movimento terra, autotrasporto merci per conto terzi Anzianità dell’impresa anni 41 ELETTRAUTO APAZZI DI APAZZI GIUSEPPE & FIGLI S.N.C. – sede: Casale sul Sile Attività: Riparazione impianti elettrici e di alimentazione per autoveicoli Anzianità dell’impresa anni 50 FABRIS LEANDRO – sede: Loria Attività: Officina idraulica Anzianità dell’impresa anni 41 FURLAN GIORGIO – sede: Motta di Livenza Attività: Studio fotografico Anzianità dell’impresa anni 40 GITAB SRL – sede: Castelminio di Resana Attività: Installazione, manutenzione e riparazione di impianti termoidraulici, del gas, di climatizzazione, di protezione antincendio e vendita materiale idraulico Anzianità dell’impresa anni 41 IMPRESA EDILE SPRICIGO ADAMO & FIGLI S.A.S. DI SPRICIGO ALESSANDRO, ROSANNA, GABRIELE & C. – sede: Mignagola di Carbonera Anzianità dell’impresa anni 47 MARTIGNAGO LEGNO – S.N.C. DI MARTIGNAGO GINO RAFFAELE & F.LLI – sede: Maser Attività: Segheria e commercio all’ingrosso di legname Anzianità dell’impresa anni 41 OFFICINA MECCANICA DANELUZZI ROBERTO & C. S.N.C. – sede: Motta di Livenza Attività: Officina meccanica; riparazione autoveicoli, autovetture, autocarri; elettrauto e gommista Anzianità dell’impresa anni 41 PAVAN UMBERTO – sede: Silea Attività: Studio fotografico Anzianità dell’impresa anni 44 PUPPIN LUIGINO – sede: Cavalier di Gorgo al Monticano Attività: Pavimentatore Anzianità dell’impresa anni 45 SARAN ANGELO & C. S.N.C. – sede: Ponzano Veneto Attività: Impianti idrotermosanitari ed installazione impianti elettrici ed elettronici Anzianità dell’impresa anni 42 SERIGRAFIA MARIGHETTO DI MARIGHETTO GINO – sede: Loria Attività: Serigrafia Anzianità dell’impresa anni 41 SERRAMENTI F.LLI BOTTER DI BOTTER RINO – sede: Attività camerali Roncade Attività: Lavorazione del legno per la produzione di serramenti in genere ed ogni altra attività affine Anzianità dell’impresa anni 48 VELO FELICE & FIGLI S.N.C. DI VELO FLAVIO E FRANCESCO – sede: Treviso Attività: Segheria e vendita al minuto di materiali per l’edilizia Anzianità dell’impresa anni 64 ZANETTE GIUSEPPE – sede: San Fior Attività: Autofficina, elettrauto e gommista Anzianità dell’impresa anni 41 AZIENDE AGRICOLE E DIRETTE COLTIVATRICI AZ. AGR. LA PIAVESELLA DI NEGRO PIETRO & MARIO S.S. – sede: Candelù di Maserada sul Piave Attività: Coltivazione di vigneti e produzione vino; produzione di energia elettrica da fotovoltaico; colture viticole e aziende viti–vinicole, coltivazioni miste di ortaggi, specialità orticole, fiori e prodotti di vivai Anzianità dell’impresa anni 55 AZIENDA AGRICOLA PLAVIS DI BISIOL FRANCESCO – sede: Zenson di Piave Attività: Allevamento di pollame e galline ovaiole Anzianità dell’impresa anni 54 AZIENDA VITICOLA ADELINA – sede: Santo Stefano di Valdobbiadene Attività: Coltivazione della vite e trasformazione dell’uva in vino Anzianità dell’impresa anni 54 BALLIANA MOSE’– sede: Farra di Soligo Attività: Coltivazioni viticole e cereali con relativa vendita del prodotto realizzato Anzianità dell’impresa anni 55 BATTISTELLA FIORAVANTE – sede: Pianzano di Godega di Sant’Urbano Attività: Coltivazioni di seminativi. Coltivazioni viticole Anzianità dell’impresa anni 55 BIN RENZO – sede: Saletto di Breda di Piave Attività: Allevamento di bovini e bufalini, produzione di latte crudo, colture viticole e aziende viti–vinicole, coltivazioni miste di cereali e altri seminativi Anzianità dell’impresa anni 51 BOLZAN PIETRO – sede: Gaiarine Attività: Coltivazioni viticole, coltivazioni di seminativi Anzianità dell’impresa anni 55 BOSCARIOL GUIDO E DIONISIO S.S. – sede: Conegliano Attività: Produzione di latte. Coltivazioni viticole. Coltivazioni di seminativi Anzianità dell’impresa anni 55 CELLINA S.S. Società AGRICOLA – sede: San Polo di Piave Attività: Conduzione in affitto di azienda agricola; allevamento di vacche da latte; coltivazione della vite. Produzione di energia elettrica da impianto fotovoltaico Anzianità dell’impresa anni 55 CESCON DOMENICO – sede: Visnà di Vazzola Attività: Coltivazione della vite, seminativi e allevamento bovini da carne Anzianità dell’impresa anni 55 CESTER EUGENIO – sede: Lutrano di Fontanelle Attività: Coltivazione della vite, allevamento di bovini e produzione latte, seminativo Anzianità dell’impresa anni 54 CORRO’ BRUNA – sede: Zero Branco Attività: Coltivazioni miste di cereali e altri seminativi Anzianità dell’impresa anni 55 DARDENGO GABRIELE – sede: Albina di Gaiarine Attività: Allevamento bovini da latte. Seminativi. Coltivazioni viticole Anzianità dell’impresa anni 55 DONADI PAOLO – sede: San Polo di Piave Attività: Colture viticole Anzianità dell’impresa anni 55 FAGANELLO GRAZIANO – sede: Stabiuzzo di Cimadolmo Attività: Coltivazione della vite Anzianità dell’impresa anni 55 GAVA CAMILLO – sede: Susegana Attività: Coltivazioni agricole associate all’allevamento di animali Anzianità dell’impresa anni 55 GAVA ITALO AZ. AGR. – sede: Susegana Attività: Allevamento di bovini da latte. Coltivazioni viticole Anzianità dell’impresa anni 55 LUCCHESE LUCIANO – sede: San Polo di Piave Attività: Coltura della vite Anzianità dell’impresa anni 52 LUCCHETTA MARCELLO Società AGRICOLA DI LUCCHETTA G.M.A. SOC. SEMPL. – sede: Conegliano Attività: Coltivazioni viticole e viti–vinicole. Allevamento di bovini da carne. Coltivazioni di seminativi Anzianità dell’impresa anni 55 MARCON ANGELO – sede: Fossamerlo di San Vendemiano Attività: Coltivazioni viticole, allevamento bovini da latte, seminativi Anzianità dell’impresa anni 55 MARCON NANDINO – sede: S. Maria del Piave di Mareno di Piave Attività: Allevamento di bovini da latte. Coltivazioni viticole. Coltivazione di seminativi Anzianità dell’impresa anni 54 MORO GERMANO AZ. AGR. – sede: Stabiuzzo di Cimadolmo Attività: Allevamento di animali. Coltura della vite. Cereali Anzianità dell’impresa anni 51 MORO RINO – sede: Stabiuzzo di Cimadolmo Attività: Colture viticole e aziende vitivinicole. Coltivazioni miste di cereali e altri seminativi Anzianità dell’impresa anni 55 ROSSI LINO – sede: Vascon di Carbonera Attività: Coltivazioni miste di cereali e altri seminativi. Attività camerali Colture viticole Anzianità dell’impresa anni 55 SANSON AGOSTINO – sede: San Vendemiano Attività: Allevamento di bovini da latte e da carne. Coltivazioni viticole. Coltivazioni di seminativi Anzianità dell’impresa anni 55 SERAFIN EGIDIO – sede: Negrisia di Ponte di Piave Attività: Coltivazioni agricole associate all’allevamento di animali Anzianità dell’impresa anni 55 Società AGRICOLA BELLAN FLAVIO E ALFEO SS – sede: Vascon di Carbonera Attività: Allevamento di bovini e produzione di latte crudo. Coltivazioni miste di cereali e altri seminativi e colture viticole e aziende viti–vinicole. Produzione di energia da fotovoltaico Anzianità dell’impresa anni 55 Società AGRICOLA DEL BELLATO DI MASSOLIN ELIO, STEFANO, ED ORAZIO S.S. – sede: Merlengo di Ponzano Veneto Attività: Allevamento di bovini da latte. Coltivazioni miste di cereali e altri seminativi Anzianità dell’impresa anni 57 VIVAI DE ZOTTIS LIVIO E FIGLI SOC. SEMPLICE SOC. AGRICOLA – sede: Breda di Piave Attività: Florovivaismo – orticolture specializzate vivaistiche e riproduzione delle piante Anzianità dell’impresa anni 50 VIZZOTTO SERGIO – sede: Campo di Pietra di Salgareda Attività: Coltura della vite. Bovini da latte. Colture cerealicole Anzianità dell’impresa anni 55 IMPRENDITORI E AMMINISTRATORI DI Società TOMASI Giovanni Socio amministratore dell’impresa “TERMOTECNICA DI TOMASI GIOVANNI & C. S.N.C.” con sede a Camino di Oderzo Attività: Installazione, manutenzione e riparazione di impianti di riscaldamento, climatizzazione, idrosanitari, gas ed antincendio. Lattoneria, impianti di irrigazione in genere su giardini Anzianità di lavoro totale anni 48 VIDOTTO Gianni Socio amministratore dell’impresa “GENERAL PITTURE S.N.C. DI VIDOTTO G. & C.” con sede a Negrisia di Ponte di Piave Attività: Pitture edili industriali e civili Anzianità di lavoro totale anni 50 ZAMBERLAN Mario Titolare omonima impresa individuale con sede a Ponte di Piave Attività: Assemblaggio e rifiniture minuterie elettromeccaniche Anzianità di lavoro totale anni 43 ZATTA Angelo Titolare omonima impresa individuale con sede a Musano di Trevignano Attività: Installazione impianti elettrici e riparazione elettrodomestici in genere Anzianità di lavoro totale anni 44 IMPRENDITORI E LAVORATORI TREVIGIANI ALL’ESTERO CHE SI SONO DISTINTI PER LA LORO Attività Imprenditori CASSOL Adriano – Svizzera DE MARCHI Zildo – Brasile MAGGIOLO Gilberto – Australia REGINATO Onorio – Canada SALVADOR Valerio Cesare – Sudafrica STRADIOTTO Adriano – Sudafrica TREVISI LIVOTTO dott. Giorgio – Venezuela Lavoratori DE LUCA prof. Adriano – Lussemburgo MIOTTO Vigilio – Francia ZACCARIOTTO Silvano – Svizzera PERSONALE CAMERALE IN QUIESCENZA CALLEGARIN rag. Maria Luisa – Vedelago 40 anni di anzianità CENDRON rag. Eugenio – Villorba 44 anni di anzianità FUSER Luigino – Susegana 42 anni di anzianità GATTOLIN dott. Renato – Preganziol 44 anni di anzianità GEROMEL rag. Carlo – Treviso 40 anni di anzianità GEROTTO rag. Pietro – Spresiano 41 anni di anzianità POLESE Fausto – Treviso 40 anni di anzianità ATTESTATO DI BENEMERENZA A LAVORATORI GIà INSIGNITI DELLA STELLA AL MERITO DEL LAVORO Anno 2011 BACCHION p.ch. Lino – Treviso BENEDET Renzo – Oderzo BETTIOL Tiziana – Carbonera BIANCHIN Giannantonio – Carbonera CREMA Edi – Postioma di Paese DALLA MORA Franco – Sernaglia della Battaglia DE CRISTOFARO Matteo – Mogliano Veneto 18 DE LUCCHI cav. Felice – Cornuda DE VECCHI p.i. Antonio – Sernaglia della Battaglia FACCHINI Bruno – Treviso FALLERINI p.i. Giuliano – Mogliano Veneto FURLAN Roberto – Gaiarine GASTALDIN Roberto – Casale sul Sile MASET rag. Giuseppe – San Fior NARDI Benedetto – Follina PARONETTO Pier Luigi – Ponzano Veneto PAVAN Ermanno – San Vendemiano PETTI p.i. Gennaro – San Fior VACILOTTO Renato – Lovadina di Spresiano Anno 2012 ANTONIAZZI Eleonora – Pieve di Soligo BARBIRATO Antonio – Monastier COLMAGRO Antonio – San Polo di Piave DALLE CRODE Renza – Susegana FURLAN Giovanni – Preganziol GAZZOLA Gabriella – San Zenone degli Ezzelini REVELLI Luciano Pietro – Mogliano Veneto TOFFOLO Luciano – San Biagio di Callalta TOMASI Marcello – Follina TONON Luciano – Carbonera TORRESIN Franco – Susegana ZANATTA Franco – Treviso ZANCHIN Giuseppe – San Biagio di Callalta PREMI “MOTU PROPRIO” DELL’ENTE CAMERALE – ANNO 2012 Settore agricoltura Società AGRICOLA ZAMBON BRUNO DI ZAMBON DINO E ZAMBON LUCIA S.S. – Roncade – Allevamento di pollame e di galline ovaiole – Settore industria BIT S.P.A. – Cordignano – carpenteria metallica in genere per costruzioni civili ed industriali (ponti, viadotti, impianti chimici, tralicci e centrali energia elettrica) – Settore commercio LATTERIA MORO DI MORO SERGIO – Oderzo – commercio al dettaglio in punto fisso di generi alimentari e prodotti affini – Settore artigianato BOSA DI ITALO BOSA S.R.L. – Borso del Grappa – fabbricazione di prodotti in ceramica per usi domestici ed ornamentali e complementi d’arredo – Tra i due litiganti... Curia Mercatorum! Curia Mercatorum è un centro per la risoluzione delle controversie civili e commerciali, che gestisce procedure di arbitrato e conciliazione in Italia e all'estero, in alternativa al ricorso alla giustizia ordinaria. Curia Mercatorum è un'associazione privata partecipata da Camere di Commercio, Associazioni di categoria e Ordini Professionali. Se sei coinvolto in una causa e vuoi una mano per venirne fuori, rivolgiti a Curia Mercatorum. C U R I A M E RC ATO RU M CENTRO DI MEDIAZIONE ED ARBITRATO Associazione Riconosciuta promossa dalla CCIAA di Treviso T REVISO - S EGRETARIATO Sede Legale Camera di Commercio I.A.A. - Piazza Borsa 3/b - 31100 Treviso Sede Operativa c/o Centro Cristallo Via Roma, 4 31020 Lancenigo di Villorba (TV) - Tel. 0422 917891 - Fax 0422 917893 E-mail: [email protected] - http://www.curiamercatorum.com Innovazione 20 IUAV DESIGN WORKSHOP 2012 Chiara Pagani Anticipati in febbraio, gli annuali workshop del Corso di laurea in disegno industriale Iuav non sono cambiati nella formula, che prevede un selezionato gruppo di affermati designer esterni alla didattica chiamati a guidare un laboratorio intenso di progettazione con 150 studenti provenienti principalmente dal triennio e in parte dalla laurea magistrale. Giampaolo Allocco, Enrico Azzimonti, Artemio Croatto, Stefano Meneghetti, Lorenzo Palmeri, Matteo Ragni, Paolo Ulian, Marco Zito hanno lavorato per una settimana attorno a temi molto diversi nell'ambito del prodotto, i materiali, la comunicazione, l'identità visiva, il packaging. Come sempre i designer hanno presentato la loro esperienza e approccio professionali in un doppio appuntamento pubblico di conferenze che si sono svolte presso l’Auditorium di Fondazione Benetton Studi Ricerche. A conclusione della settimana, in un grande fermento creativo, ogni gruppo si è cimentato nella valorizzazione dei propri progetti, esponendoli in una piccola mostra allestita nella sede del corso di laurea. Peculiarità di questa edizione il fatto che 3 degli 8 workshop si sono svolti in partnership con realtà industriali o culturali, in particolare Coopbox Group (azienda emiliana leader nel settore del packaging alimentare), Falmec (produttore locale di cappe aspiranti), Terza Conferenza Internazionale su Decrescita, Sostenibilità Ecologica ed Equità Sociale (un evento di grande portata che sarà organizzato il prossimo settembre a Venezia). Grazie a queste collaborazioni gli studenti hanno potuto confrontarsi con brief precisi e problematiche effettive legate alla produzione, col supporto dei referenti aziendali che hanno collaborato con l’università fornendo informazioni, materiali e un know-how di base. Ne sono uscite idee molto interessanti: non tanto proposte concrete, che non è compito della formazione universitaria risolvere, ma un lavoro di ricerca che ha aperto nuove prospettive per le aziende stesse. Nel caso del packaging ad esempio – workshop tenuto da Matteo Ragni (nel 2001 vincitore del Compasso d’Oro per la forchetta/cucchiaio biodegradabile Moscardino, ancora oggi la posata più diffusa e utilizzata nei buffet) con Coopbox – i ragazzi si sono rivelati preziosi nell’esplorare i nuovi riti legati al cibo, le esigenze e le abitudini alimentari, sempre più ibridate con quelle di altre culture, di un’epoca contemporanea e futura di cui loro stessi saranno protagonisti. Ne sono uscite idee molto interessanti: non tanto proposte concrete, ma un lavoro di ricerca che ha aperto nuove prospettive per le aziende stesse Per le cappe, prodotto fortemente industriale, Marco Zito ha sollecitato gli studenti col titolo “Aspirazioni”, per immaginare oggetti performanti ma meno “meccanici”, allo stesso modo versatili e in grado di trasformarsi anche in complementi di arredo. Assolutamente poetico il lavoro con Paolo Ulian sull’ascoltare e raccontare il marmo, materiale per anni dimenticato e considerato superato, che sta vivendo un momento di grande ritorno grazie all’impegno di alcuni designer e progetti culturali di alto livello che ne fanno apprezzare un rinnovato valore. Più concettuale il gruppo guidato da Lorenzo Palmeri su oggetti, piccoli spazi, elementi di arredo urbano pensati a partire dalla considerazione del suono della città, per cogliere alcune particolari frequenze e sonorità tipiche del luogo oppure per amplificare un rumore, isolarlo, proteggersi. E anche per riflettere sull'inquinamento acustico. Di taglio più tradizionale, ma con esiti altrettanto rilevanti, i workshop che si sono concentrati sul design per gli sport outdoor – non a caso condotto da Giampaolo Allocco, designer montebellunese con un riconosciuto background in questa specificità territoriale legata allo sportsystem – o quello dedicato agli strumenti innovativi per comunicare il prodotto che Artemio Croatto, stimato art director e consulente d’immagine per le più importanti aziende designoriented, ha intitolato “Coincidenze” proprio per far capire agli studenti come una comunicazione azzeccata sia la sommatoria di tanti fattori, non solo tecnici ma anche umani. Infine il laboratorio articolato, per complessità dei contenuti e prospettive di realizzazione, legato all’identità visiva per la Conferenza Internazionale sulla Decrescita: ruolo importante è stato quello del docente, Stefano Meneghetti, professionista trevigiano da anni impegnato su tematiche affini, che ha saputo indirizzare l’attività verso risultati di comprensione approfondita e al tempo stesso elevato profilo grafico. Attualità 21 SRL UNDER 35 Novella Sorgo La “Società semplificata a responsabilità limitata”, finalizzata all’incentivazione dell’imprenditoria giovanile, è definitivamente entrata nel nostro ordinamento. Frutto dell’introduzione da parte del D.L. 24.1.2012 (Decreto Liberalizzazioni) del nuovo art. 2463-bis c.c., ora convertito in legge con modificazioni (L. 24.3.2012 n. 27), sta suscitando notevole interesse tra i possibili beneficiari, cioè giovani che non abbiano compiuto i trentacinque anni di età alla data della costituzione. Relativamente agli aspetti formali, è stabilito che l’atto La “Società semplificata a responsabilità limitata” sta suscitando notevole interesse tra i possibili beneficiari costitutivo deve essere redatto per “atto pubblico”. Si tratta di una novità rispetto al testo del decreto legge, la cui introduzione, in sede parlamentare, è senz’altro la modifica più rilevante della legge di conversione. Non viene però vanificato l’aspetto “low cost” che caratterizza la costituzione di questa forma societaria, dispone infatti la legge di conversione che l’atto costitutivo, oltre ad essere esente da imposta di bollo e diritti di segreteria per l’iscrizione al registro delle imprese, è anche esente da oneri notarili. Rimane lo “statuto standard” da emanarsi con decreto interministeriale (Ministero della Giustizia, Ministero dell’Economia e delle Finanze e Ministero dello Sviluppo Economico) entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione. Viene confermato che il capitale sociale va da un minimo di 1 euro ad un massimo di 10 mila euro. Per molti commentatori, la sottocapitalizzazione della società, costituisce un “vizio di origine” di questa forma societaria, nel senso che difficilmente queste società potranno ricorrere al mercato del credito se non con idonee garanzie personali dei soci (o dei loro familiari), cosa che potrebbe limitare non poco il ricorso e lo sviluppo della srl semplificata. Gli amministratori devono necessariamente essere scelti tra i soci, quindi tra soggetti in linea con i requisiti anagrafici richiesti ai soci Molto rilevanti le disposizioni in materia di cessione di quote sociali. È stabilito che gli acquirenti devono anch’essi possedere il requisito di età richiesto per la costituzione, pena la nullità dell’atto. Analogamente si può ritenere nullo l’atto di cessione di quota nei confronti di società terze, venendo meno, in questo caso, l’altro requisito soggettivo richiesto ai soci e cioè il fatto di essere persone fisiche. Da ultimo ricordiamo l’eliminazione dal testo di legge della esclusione degli over trentacinquenni. Stabiliva infatti il decreto che la perdita del requisito dell’età, da parte di un socio, poteva essere causa di esclusione dello stesso dalla società. Nel testo emendato questa disposizione è stata rimossa e, pertanto, il requisito di “socio giovane” sarà richiesto unicamente ai fini della costituzione mentre successivamente il superamento dell’età anagrafica non rileverà né ai fini della permanenza del socio all’interno della società, né ai fini della continuazione della stessa quando tutti i soci avessero superato il limite dei 35 anni di età. Ma la società semplificata a responsabilità limitata è veramente a “costo zero”? Sicuramente, lo scopo della norma è ben perseguito dalla Viene confermato che il capitale sociale va da un minimo di 1 euro ad un massimo di 10 mila euro esenzione da diritti di segreteria per l’iscrizione al registro Imprese, imposta di bollo e oneri notarili. Non sono, tuttavia, solo queste, le spese iniziali per la costituzione di una società. Nulla dice la norma in materia di diritto annuale dovuto alle Camere di Commercio, dovuto nella misura di 200,00 euro in fase di iscrizione al registro imprese; analogamente la norma non si esprime in materia di imposta di registro, dovuta nella misura di euro 168,00; silenzio anche sulla tassa di concessione governativa per la vidimazione e bollatura dei libri sociali (309,87 euro). Ma si vedranno nel tempo gli sviluppi. Attualità 22 MEDIAZIONE IN MATERIA CIVILE E COMMERCIALE Laura Biasin DAL 21 MARZO IL TENTATIVO È OBBLIGATORIO ANCHE PER I SINISTRI STRADALI E LE LITI CONDOMINIALI. l 21 marzo 2012, è entrato in vigore l’obbligo di esperire il tentativo di mediazione, quale condizione di procedibilità rispetto al processo giudiziario ordinario, anche per le controversie in materia di risarcimento danni da circolazione di veicoli e natanti e in materia condominiale. Ciò significa che chiunque voglia definire avanti al giudice una controversia avente ad oggetto un sinistro stradale o una lite condominiale, come primo passo dovrà attivare una procedura di mediazione, depositandone la richiesta presso un Organismo a ciò abilitato ai sensi del D.Lgs. 28/2010. Presso la Camera di Commercio di Treviso, è possibile rivolgersi a Curia Mercatorum, Organismo di mediazione accreditato al n. 23 del Registro degli organismi di mediazione istituito presso il Ministero di Giustizia. di Pordenone, Belluno e Gorizia e, in sinergia con queste, offre il servizio di A.D.R. (Alternative Dispute Resolution) sulle diverse provincie di afferenza, promuovendo la risoluzione delle controversie attraverso l’utilizzo di tecniche alternative al classico ricorso alla giustizia ordinaria. L’attività di Curia si estrinseca principalmente nell’offerta dei servizi di mediazione e di arbitrato: nel primo caso un terzo neutrale, il mediatore, facilita la ricerca di una soluzione transattiva tra le parti; nel secondo caso, invece, un terzo, l’arbitro, impone la sua decisione attraverso il lodo. Associazione di diritto privato, Curia Mercatorum è stata costituita su impulso della Camera di Commercio di Treviso nel settembre del 1995 Associazione di diritto privato, Curia Mercatorum è stata costituita, ai sensi degli articoli 14 e seguenti del codice civile, su impulso della Camera di Commercio di Treviso nel settembre del 1995, e, fin da subito, tale iniziativa ha coinvolto numerose associazioni di categoria sia di natura imprenditoriale che professionale. L’Associazione vede la partecipazione, oltre che dell’ente promotore trevigiano, anche delle Camere di Commercio La mediazione è un istituto basato sulla volontà delle parti, pertanto, chi non intenda aderire alla procedura, non vi sarà in alcun modo costretto; va, tuttavia, sottolineato che la normativa italiana prevede (art. 8 D.Lgs. 28/2010) che dalla mancata partecipazione, senza giustificato motivo, al procedimento di mediazione il giudice, nel successivo giudizio, possa desumere argomenti di prova ai sensi dell’art.116 c.p.c. e condannare la parte al pagamento di una somma pari al contributo unificato dovuto per il giudizio. Quando invece le parti acconsentano a tentare di risolvere bonariamente la controversia che li coinvolge, avrà luogo l’incontro di mediazione, al quale presiederà il Mediatore, terzo indipendente, imparziale e neutrale, che non vestirà i panni di un giudice, decidendo quindi di torti e ragioni, ma metterà semplicemente a disposizione delle parti la sua professionalità e le sue competenze per cercare di aiutarle ad individuare i propri interessi e gli eventuali punti d’incontro, facilitando, ove possibile, il concretizzarsi di un accordo, lasciando comunque le parti sempre libere di decidere di concludere la procedura in qualsiasi momento. L’incontro di mediazione si costituisce di diverse fasi, sessioni congiunte e separate, nel corso delle quali tutte le dichiarazione rese e le informazioni acquisite rimangono assolutamente riservate e, le stesse parti possono nelle sessioni private con il mediatore, comunicare allo stesso informazioni in via confidenziale, per le quali egli sarà tenuto alla riservatezza nei confronti delle altre parti. Raggiunto l’accordo, a tutela da eventuali inadempimenti, la disciplina legislativa (art. 12) prevede che lo stesso possa essere omologato, su istanza di parte, presso il Tribunale nel cui circondario ha sede l’organismo di mediazione, assumendo in questo modo titolo esecutivo, producendo cioè gli stessi effetti di una sentenza. Le parti che si vedano costrette ad affrontare una vertenza riguardante un incidente stradale piuttosto che una lite condominiale, troveranno, quindi, nella mediazione uno strumento rapido (la procedura ha una durata di 4 mesi, posta dalla disciplina) ed a costi predeterminati. Con l’entrata in vigore del tentativo obbligatorio in queste due ulteriori materie acquista, quindi, piena efficacia l’art. 5 del citato decreto 28/2010 che, circa un anno fa, introduceva il preventivo tentativo di mediazione come condizione di procedibilità per tutta una serie di altre importanti materie, vale a dire: diritti reali, divisioni, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno derivante da responsabilità medica e da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, bancari e finanziari. ULTIME INTEGRAZIONI NORMATIVE ALLA DISCIPLINA SULLA MEDIAZIONE CIVILE E COMMERCIALE Giulia Poli OBBLIGO DI TIROCINIO PER I MEDIATORI A fine agosto 2011 il Ministro della Giustizia, di concerto con il Ministro dello Sviluppo Economico, ha introdotto alcune rilevanti integrazioni alle previsioni contenute nel decreto ministeriale 180/2010, che, in materia di mediazione civile e commerciale, regolamenta l’istituzione e il controllo sia dell'Elenco degli Enti accreditati per la formazione dei mediatori sia del Registro degli Organismi abilitati ad amministrare procedure di mediazione stragiudiziale (1). Tra le modifiche apportate alle disposizioni previgenti, particolarmente significative sono quelle riguardanti le tariffe applicabili al servizio di mediazione e i requisiti di formazione dei mediatori. Evidentemente l’intento perse- guito è di dare soluzione ad alcune delle critiche sollevate, e tuttora in fermento, nei confronti della riforma sulla mediazione civile e commerciale varata dal legislatore, due anni orsono, con il d.lgs. 28/10 (2). 1 Si tratta delle modifiche introdotte dal Decreto 6 luglio 2011 n. 145 recante “Regolamento di modifica al decreto 18 ottobre 2010 n. 180 sulla determinazione dei criteri e delle modalità di iscrizione e tenuta del registro degli organismi di mediazione e dell'elenco dei formatori per la mediazione”, pubblicato nella G.U. n. 197 del 25 agosto 2011. 2 Il Tar del Lazio ha accolto, con ordinanza 3202/2011, i ricorsi presentati dall’Organismo Unitario dell’Avvocatura italiana e dall’Unione Nazionale delle Camere Civili con riguardo alla non manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale degli artt. 5 e 16 del d. lgs. 28/2010, in riferimento agli artt. 24, 76 e 77 Cost. Attualità 23 Riduzione delle tariffe del servizio Con riguardo alle indennità di mediazione, le nuove norme hanno disposto, in quasi tutte le previsioni, una riduzione dei costi della procedura, con ciò dando seguito al suggerimento espresso dal Consiglio di Stato a favore del contenimento delle spese sostenute dai cittadini per il servizio, in un periodo di crisi economica (3). Tra le altre si ricordano, per la particolare incisività, le seguenti revisioni alle tariffe: - con riferimento alle procedure attivate nelle materie in cui il tentativo è obbligatorio ex lege (art. 5.1 d.lgs. 28/2010) l’importo massimo delle spese è stato ridotto nella misura di 1/3 per i primi sei scaglioni, e della metà per i restanti (in precedenza la riduzione era prevista nella misura di 1/3 per qualsiasi scaglione); - inoltre, nei casi di mancata partecipazione della parte invitata alla mediazione, l’importo massimo delle spese è stato limitato ad Euro 40 per il primo scaglione e ad Euro 50 per tutti gli altri (prima era consentita solo la riduzione pari ad 1/3 di cui al punto precedente). L’esigenza di ridurre le indennità nasce, in verità, ancor prima di ogni valutazione contingente, dalla necessità di mantenere contenuti gli oneri della mediazione, in particolare quando questa è di natura obbligatoria, affinché non si trasformi in un ostacolo al diritto di accesso al sistema giudiziario, con conseguente imputabilità di illegittimità costituzionale. Le nuove tariffe sono state tutte prontamente recepite nel Regolamento di mediazione di Curia Mercatorum (All. A del Reg., Indennità del servizio di mediazione e criteri di determinazione) Le nuove tariffe sono state tutte prontamente recepite nel Regolamento di mediazione di Curia Mercatorum (All. A del Reg., Indennità del servizio di mediazione e criteri di determinazione). Il tirocinio dei mediatori Di notevole impatto, poi, le novità introdotte sul fronte dei requisiti che i mediatori devono soddisfare per poter mantenere l’iscrizione negli elenchi degli Organismi di mediazione presso i quali risultano iscritti: ciascun professionista dovrà infatti conseguire un’esperienza pratica di “tirocinio-assistito” consistente nella partecipazione, come osservatore, ad almeno 20 casi di mediazione gestiti presso Organismi iscritti nell’apposito Registro ministeriale. Tale impegno va ad aggiungersi a quello di aggiornamento formativo (di 18 ore), già previsto originariamente dalla disciplina, e come quello dovrà essere soddisfatto nell’arco di ciascun “biennio di aggiornamento” (4). La nuova disposizione ha creato non poche perplessità negli addetti ai lavori per taluni profili di opportunità e realizzabilità del tirocinio assistito così come configurato. Dubbi ai quali neppure la circolare interpretativa del Ministero della Giustizia del 20 dicembre scorso ha dato una risposta pienamente pacificatrice (5). Il tirocinio, per definizione, consiste in un’attività pratica volta alla formazione individuale, tramite addestramento sul campo, finalizzata all’esercizio di un'arte, di una professione, di un mestiere, e compiuta sotto la guida di una persona esperta. Normalmente l’attività di tirocinio si colloca in una fase iniziale, avendo una finalità di apprendimento formativo e di inserimento in un determinato contesto lavorativo o in un particolare percorso professionale. E di solito ne viene anche definita una durata. La norma sul tirocinio-assistito dei mediatori, invece, delinea un onere che né si configura come propedeutico all’attività di mediatore, né viene in qualche modo delimitato, perpetuandosi perciò con cadenza biennale. Una forma di “tirocinio continuo”, dunque, che si affianca all’obbligo di aggiornamento formativo parimenti continuo. Si è inteso prospettare, in definitiva, un percorso evolutivo nel quale il mediatore-tirocinante viene introdotto all’esercizio dell’attività di mediazione secondo un cammino di progressiva complessità che gli consenta da un lato di accrescere la propria formazione pratica “assistendo” all’attività di un mediatore esperto, dall’altro, non essendogli preclusa la contemporanea attività di mediazione (il tirocinio, si è detto, non è ad essa preliminare), di mettere in pratica le proprie abilità nella gestione di incontri in prima persona, ossia in qualità di mediatore. Ai numerosi interrogativi presentatisi nell’interpretazione della disciplina, il Ministero ha provveduto a dare risposta emanando un’apposita circolare che, seppur abbia risolto alcuni problemi applicativi, d’altro canto non ha rimosso alcune grosse perplessità insorte all’indomani dell’emanazione delle previsioni in causa (6). Un primo dubbio ha interessato il significato, quindi il contenuto, da attribuire alla prescritta “partecipazione in forma di tirocinio assistito” ad un caso di mediazione. Ci si è chiesti, cioè, se il tirocinante, in questo percorso assistito, debba limitarsi ad un ruolo di osservatore, senza possibilità di intervenire, o, viceversa, possa anche relazionarsi con le parti, sotto la guida e secondo le indicazioni del mediatore-tutore. Al riguardo il Ministero ha precisato che la partecipazione debba essere intesa in senso restrittivo, ossia limitata alla sola assistenza e non anche contemplando la possibilità per il tirocinante di svolgere talune attività sotto la vigilanza del mediatore. Ciò al fine di dare piena consapevolezza, ai soggetti che partecipano all’incontro, che l’attività di mediazione è diretta e compiuta dal mediatore incaricato, evitando qualsiasi incertezza sul punto. Le parti, cioè, devono poter individuare unicamente nel mediatore titolare il soggetto gestore di tutte le fasi dell’incontro, così da instaurare il necessario rapporto di fiducia che costituisce una componente essenziale della riuscita del tentativo mediativo. Organismi di mediazione presso i quali risultano iscritti: ciascun professionista dovrà infatti conseguire un’esperienza pratica di “tirocinio-assistito” Una seconda problematica insorta nell’applicazione pratica della previsione sul tirocinio ha riguardato il termine di decorrenza dell’obbligo, ed è stata definitivamente risolta dalla circolare interpretativa specificando che il biennio temporale di riferimento inizia a decorrere dall’entrata in vigore del dm 145/11 (quindi dal 26 agosto 2011) per i mediatori già iscritti nell’elenco di un Organismo accreditato, e dal momento dell’ottenimento dell’iscrizione, per gli altri. Non è stato purtroppo chiarito il dubbio relativo, invece, al momento di decorrenza del biennio con riferimento all’obbligo di aggiornamento formativo per quei mediatori che, accreditati ai sensi della previgente disciplina sulla conciliazione cd. “societaria” (l’abrogato D.Lgs. 5/03), risultavano già iscritti negli elenchi degli Organismi abilitati a gestire quel tipo di conciliazione. A favore di questi mediatori la riforma sulla mediazione civile e commerciale, predisposta dal d.lgs. 28/10, ha contemplato la possibilità di mantenere l’iscrizione, quindi l’accreditamento al ruolo di mediatore, verificandosi le condizioni indicate dalla regolamentazione di attuazione della riforma, ossia il dm 180/10 (7). Parrebbe ragionevole ritenere che il termine decorra dall’entrata in vigore di quest’ultimo (il 5 novembre 2010); nondimeno secondo altra opinione la decorrenza deve riferirsi al momento della comunicazione al Ministero, da parte dell’Organismo, dell’avvenuta acquisizione, da parte del mediatore, dei requisiti prescritti. Sul punto Curia Mercatorum ha presentato uno specifico quesito al Ministero, sì da poter dare una corretta informazione ai propri mediatori. A tutt’oggi, purtroppo, non è giunto Parere favorevole del Consiglio di Stato del 9 giugno 2011, n 2228, allo schema di regolamento recante modifiche al dm 180/2010. L’art. 2 del dm 145/2011, ha modificato l’art. 4.3, lett. b), del dm 180/2010 secondo la seguente nuova formulazione: “b) il possesso, da parte dei mediatori, di una specifica formazione e di uno specifico aggiornamento almeno biennale, acquisiti presso gli enti di formazione in base all'articolo 18, nonché la partecipazione, da parte dei mediatori, nel biennio di aggiornamento e in forma di tirocinio assistito, ad almeno venti casi di mediazione svolti presso organismi iscritti; (...)”. 5 Circolare 20 dicembre 2011 - Interpretazione misure correttive decreto interministeriale 145/2011. 6 Circolare 20 dicembre 2011, cit. 7 Art. 20.2 DM 180/2010 (Disciplina transitoria): “2. I mediatori abilitati a prestare la loro opera presso gli organismi di cui al comma 1 (ossia iscritti nel registro previsto dal previgente dm 222/04, ndr) devono acquisire, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto (5 novembre 2010, ndr), i requisiti anche formativi in esso previsti per l'esercizio della mediazione o, in alternativa, attestare di aver svolto almeno venti procedure di mediazione, conciliazione o negoziazione volontaria e paritetica, in qualsiasi materia, di cui almeno cinque concluse con successo anche parziale. Gli stessi mediatori, fino alla scadenza dei dodici mesi di cui al periodo precedente, possono continuare a esercitare l'attività di mediazione. (...)”. 3 4 Attualità alcun riscontro, pertanto si è deciso di attenersi ad una linea prudenziale, facendo riferimento al primo indirizzo interpretativo accennato. Il numero di casi di mediazione, venti, cui dover partecipare a titolo di tirocinio, è stato subito percepito come eccessivo se si considera che dovrebbe costituire, insieme all’aggiornamento formativo, un requisito necessario per conservare l’iscrizione nell’elenco ministeriale dell’Organismo di mediazione, pena la cancellazione dal medesimo (e la conseguente impossibilità a svolgere l’attività di mediatore ai sensi del d.lgs. 28/10). Diversi Organismi di mediazione (tra questi, Curia stessa), considerato il numero di incontri mediamente gestiti attualmente nell’anno, si sono posti il problema di poter garantire l’assolvimento del tirocinio quanto meno ai mediatori iscritti al proprio elenco. La difficoltà appena segnalata è stata esplicitamente riconosciuta dallo stesso Ministero, il quale ha affermato, nella Il numero di casi di mediazione, venti, cui dover partecipare a titolo di tirocinio, è stato subito percepito come eccessivo citata circolare, che in questa prima fase di attuazione della disciplina sulla mediazione, va preso atto del fatto che, come rilevato dalla direzione generale di statistica del Ministero, i procedimenti di mediazione con comparizione della parte invitata sono solo il 30,62%. Ciò comporta che, se da un lato le finalità perseguite dall’introduzione dell’obbligo di tirocinio assistito, ossia l’arricchimento personale del mediatore-tirocinante, richiederebbero che la partecipazione venisse riferita ai soli casi di mediazione cd. “attiva” (nei quali, cioè, entrambe le parti coinvolte intervengono all’incontro di mediazione e questo veda l’effettivo svolgersi delle diverse sessioni che lo caratterizzano), d’altro canto, per non limitare enormemente le possibilità di adempiere all’obbligo in causa, l’unica soluzione praticabile è proprio quella di includere tra le esperienze “utili” ai fini del tirocinio, anche i casi di mediazione in cui la parte invitata non partecipi all’incontro e l’attività del mediatore si limiti a darne atto nel processo verbale con cui si chiude l’esperimento del tentativo di mediazione. Insomma, pur sancendo che l’assistere ad un procedimento di mediazione chiusosi con la verbalizzazione della mancata partecipazione della parte invitata non produca una effettiva utilità formativa per il mediatore-tirocinante, il Ministero ha dovuto riconoscere la necessità, per il momento, di ritenere valida, ai fini del conteggio dei venti casi di mediazione cui assistere, nel biennio, a titolo di tirocinio assistito, anche la presenza del mediatore-tirocinante 24 in questi casi di mediazione non “attiva”. Solo più avanti, quando la mediazione stragiudiziale raccoglierà maggior seguito in termini di adesione della parte invitata al procedimento, il Ministero si prefigge di modificare l’”orientamento tampone” così adottato, esigendo che il tirocinio assistito si compia necessariamente partecipando a fasi “attive” del procedimento di mediazione, cioè a momenti del percorso di mediazione caratterizzati dalla partecipazione della parte invitata. Connessa a questa, un’altra preoccupazione suscitata dalle nuove previsioni ha riguardato l’obbligo, questa volta a carico degli Organismi di mediazione, di “consentire, gratuitamente e disciplinandolo nel proprio regolamento, il tirocinio assistito” (8). Tale disposizione comporta, infatti, per gli Organismi, la necessità di organizzare gli impegni che ne derivano secondo ragionevoli modalità in cui possa essere realizzato il tirocinio. La norma appena citata, se letta in combinazione con la prescrizione, rivolta ai mediatori, di effettuare il tirocinio assistito “presso organismi iscritti nell’apposito Registro tenuto dal Ministero della Giustizia” (9), porta a concludere che l’obbligo di tirocinio possa essere assolto partecipando, a tale titolo, ad almeno 20 casi di mediazione complessivamente, nell’arco del biennio, presso qualsiasi Organismo di mediazione iscritto al Registro ministeriale. Per gli Organismi di mediazione, a loro volta, l’obbligo di acconsentire allo svolgimento del tirocinio si prospetta non solo nei confronti dei mediatori iscritti ai propri elenchi, bensì anche a favore di qualsiasi mediatore abilitato ne faccia richiesta. Per le difficoltà accennate sopra, molti Organismi hanno previsto, nei rispettivi Regolamenti, di dare la precedenza ai mediatori iscritti nel proprio elenco. In tal senso anche il Regolamento di Curia (art. 10 cit. Reg.). Ciò almeno fintantoché la quantità di incontri non consentirà di concedere tale opportunità alla gran parte dei mediatori che ne facciano richiesta. Con riguardo a un altro elemento problematico, relativo al numero di tirocinanti da coinvolgere in ciascun caso di mediazione, il Ministero ha correttamente lasciato agli Organismi la facoltà di decidere su questo aspetto: non trovandosi alcuna indicazione nella normativa, né potendo determinarlo in modo astratto e aprioristico, la soluzione più ragionevole, recita la circolare, è di lasciare la valutazione al Responsabile di ciascun Organismo di mediazione che dovrà tenere conto della propria capacità organizzativa (idoneità degli spazi a disposizione, numero delle parti presenti, e cosi via), nel rispetto del criterio di efficienza richiesto dalla stessa normativa (art. 16.1 d.lgs. 28/10). A tal proposito il Regolamento di mediazione di Curia Mercatorum prevede che il numero di mediatori-tirocinanti che possono partecipare simultaneamente al singolo incontro di mediazione debba essere individuato di volta in volta in base alla tipologia della controversia, delle parti e del numero dei soggetti coinvolti, insomma di quegli elementi che, in ossequio alla buona riuscita del tentativo, suggeriscono una partecipazione più o meno numerosa di tirocinanti; alle parti, comunque, è garantita la facoltà di escludere la partecipazione all’incontro del tirocinante qualora esprimano una preferenza in tal senso. Sanzioni per gli assenti ingiustificati Infine, altra novità normativa degna di segnalazione, apportata questa volta al d.lgs. 28/2010, riguarda le “sanzioni” previste a carico della parte che, senza giustificato motivo, non partecipi alla mediazione cui sia stata invitata (con l’eccezione delle ipotesi di procedura volontaria): all’art. 8.5 del citato decreto è stato, infatti, aggiunto un ultimo periodo nel quale è stabilito che “Il giudice condanna la parte costituita che, nei casi previsti dall'articolo 5, non ha partecipato al procedimento senza giustificato motivo, al versamento all'entrata del bilancio dello Stato di una somma di importo corrispondente al contributo unificato dovuto per il giudizio” (10). La norma cerca di porre rimedio ad un atteggiamento constatato già nei primi mesi di applicazione della riforma sulla mediazione, per il quale molto spesso la parte invitata all’incontro si rifiuta di aderire alla procedura o neppure dà riscontro alcuno. Affinché la mediazione, nei casi di tentativo obbligatorio, non finisca per diventare un ulteriore aggravio ad un’azione giudiziale già lenta e ponderosa, il legislatore ha voluto penalizzare economicamente quei comportamenti che, senza adeguata motivazione, conducano ad un futile esito della mediazione, vale a dire una semplice verbalizzazione per mancata partecipazione. In vigore dal settembre scorso, tale rimedio “punitivo” sembra stia dando già qualche piccolo frutto, cogliendosi, per lo meno con riguardo ai riscontri ultimamente pervenuti a Curia, una leggera inversione di tendenza rispetto all’accennata preclusione all’incontro mediativo troppo spesso rilevata nei mesi scorsi. L’auspicio a questo punto è di riuscire a far comprendere ai cittadini, oggi costretti in molti casi dal legislatore a sedersi attorno al tavolo della mediazione, che sarebbe un’opportunità sprecata chiudersi pregiudizialmente a qualsivoglia tentativo di ricerca di un buon accordo, lasciando al mediatore l’amaro compito di certificare l’esito negativo della procedura. Ma questa è una sfida culturale che dovrà essere raccolta e condotta, piuttosto che dal legislatore, dagli Organismi di mediazione, operando quotidianamente con efficienza, trasparenza e chiarezza, affinché il cittadino possa acquistare la necessaria conoscenza e l’indispensabile fiducia in uno strumento, la mediazione, la cui utilità ed efficacia è invece nota a chi l’ha voluto o potuto sperimentare con animo favorevole. V. nota precedente. Art. 4.3, lett. b), dm 180 (come modificato dal dm 145). Art. 2, comma 35-sexies, del dl 138/2011. V. Testo del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138 (in GU n. 188 del 13/08/2011), coordinato con la legge di conversione 14 settembre 2011, n. 148, recante: «Ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo.» (GU n. 216 del 16/09/2011). 8 9 10 Studi e Ricerche 25 IL COMMERCIO ESTERO IN PROVINCIA DI TREVISO NELL’ANNO 2011 Federico Callegari Non cambia tuttavia il quadro di fondo, in termini di settori che hanno avuto maggiore o minore capacità di recupero rispetto ai livelli export ante-crisi. Macchinari, gomma plastica, industria alimentare, vino sono i settori con le migliori perfomance rispetto al 2011, e con livelli di vendite superiori al 2008. Buono il recupero delle esportazioni per la carpenteria metallica, rispetto al 2010 (+12,8%). Inferiore alla media la crescita export per il legno arredo (+4,9%) e per le calzature (+4,8%). Stazionario l’elettrodomestico. In calo strutturale i flussi export dell’abbigliamento e della maglieria. Complessivamente le imprese trevigiane hanno esportato 10,7 miliardi di euro: dato che l’ISTAT deve ancora rendere definitivo e ad un soffio dalla perfomance (non attualizzata) Nel 2011 le esportazioni trevigiane sono cresciute del +8%, rispetto all’anno precedente, ma con segnali di rallentamento nel quarto trimestre: nell’ultimo scorcio d’anno infatti le vendite all’estero hanno conosciuto una contrazione del -3,2% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. Per effetto di questo rallentamento, le dinamiche settoriali risultano più attenuate, rispetto al bilancio fatto ai primi nove mesi dell’anno. Macchinari, gomma plastica, industria alimentare, vino sono i settori con le migliori perfomance rispetto al 2011, e con livelli di vendite superiori al 2008 del 2008. L’import è stato pari a 6,5 miliardi di euro, per un attivo commerciale di 4,2 miliardi. L’industria dei macchinari chiude il 2011 con esportazioni in crescita del +19,2% sull’anno precedente, e con un radicale riorientamento dei propri mercati di sbocco L’analisi per settori L’industria dei macchinari chiude il 2011 con esportazioni in crescita del +19,2% sull’anno precedente, e con un Principali Paesi di destinazione delle esportazioni manifatturiere della provincia di Treviso Anni 2008-2011. Valori assoluti in migliaia di euro, variazioni e incidenza percentuale TERRITORIO 2011 (rett.) Variazioni % Incidenza 2009 2010 10.741.434 8.884.678 9.822.166 10.605.165 8,0 -1,3 100,0% 100,0% 7.198.501 5.957.283 6.251.064 6.565.274 5,0 -8,8 67,0% 61,9% 1.563.384 1.402.725 1.455.332 1.583.129 8,8 1,3 14,6% 14,9% 1.205.293 1.080.753 1.149.107 1.219.013 6,1 1,1 11,2% 11,5% 625.546 475.176 510.268 547.640 7,3 -12,5 5,8% 5,2% 524.111 414.031 520.383 543.587 4,5 3,7 4,9% 5,1% 689.871 467.032 459.001 422.593 -7,9 -38,7 6,4% 4,0% 353.134 316.552 342.349 353.931 3,4 0,2 3,3% 3,3% 295.928 258.775 246.221 258.293 4,9 -12,7 2,8% 2,4% 253.831 232.929 243.605 243.756 0,1 -4,0 2,4% 2,3% 228.415 188.939 175.533 199.544 13,7 -12,6 2,1% 1,9% 144.966 133.453 156.528 166.543 6,4 14,9 1,3% 1,6% 1.314.021 986.917 992.738 1.027.243 3,5 -21,8 12,2% 9,7% 3.542.933 Extra Ue27 189.791 di cui: Cina 383.882 Stati Uniti 440.635 Russia 270.232 Svizzera 207.697 Croazia 164.604 Turchia 32.864 Taiwan 86.661 Australia 52.965 India 120.355 Tunisia 1.593.247 Altri paesi Extra Ue27 Fonte: Elab. Ufficio Studi e Statistica CCIAA Treviso su dati ISTAT 2.927.395 3.571.102 4.039.891 13,1 14,0 33,0% 38,1% 259.554 562.378 733.632 30,5 286,5 1,8% 6,9% 286.543 364.378 394.828 8,4 2,9 3,6% 3,7% 292.029 314.578 365.212 16,1 -17,1 4,1% 3,4% 269.827 309.315 352.814 14,1 30,6 2,5% 3,3% 165.367 142.218 151.412 6,5 -27,1 1,9% 1,4% 116.638 128.177 144.754 12,9 -12,1 1,5% 1,4% 20.709 64.296 104.160 62,0 216,9 0,3% 1,0% 84.319 89.635 97.917 9,2 13,0 0,8% 0,9% 63.894 65.167 90.982 39,6 71,8 0,5% 0,9% 107.516 99.124 89.658 -9,5 -25,5 1,1% 0,8% 1.260.999 1.431.836 1.514.524 5,8 -4,9 14,8% 14,3% MONDO Unione Europea 27 di cui: Germania Francia Regno Unito Romania Spagna Austria Paesi Bassi Belgio Polonia Ceca, Repubblica Altri paesi Ue27 2008 11/10 11/08 2008 2011 Studi e Ricerche 26 Principali Paesi di destinazione delle esportazioni di macchinari della provincia di Treviso Anni 2008-2011. Valori assoluti in migliaia di euro, variazioni e incidenza percentuale TERRITORIO MONDO Incidenza 2009 2010 1.875.947 1.450.840 1.849.819 2.205.475 19,2 17,6 100,0% 100,0% 972.233 720.546 719.726 748.662 4,0 -23,0 51,8% 33,9% 213.198 173.019 175.793 188.695 7,3 -11,5 11,4% 8,6% Unione Europea 27 di cui: Francia Germania 2011 (rett.) Variazioni % 2008 11/10 11/08 2008 2011 168.660 118.683 108.281 127.622 17,9 -24,3 9,0% 5,8% Regno Unito 73.417 53.465 54.624 54.422 -0,4 -25,9 3,9% 2,5% Spagna 91.299 62.313 50.108 49.840 -0,5 -45,4 4,9% 2,3% Belgio 45.203 41.974 47.049 44.993 -4,4 -0,5 2,4% 2,0% Romania 35.345 21.225 35.369 36.732 3,9 3,9 1,9% 1,7% Austria Paesi Bassi 34.989 33.053 36.917 34.165 -7,5 -2,4 1,9% 1,5% 43.760 29.954 29.433 33.251 13,0 -24,0 2,3% 1,5% Svezia 36.339 21.299 33.866 33.221 -1,9 -8,6 1,9% 1,5% Polonia 39.546 38.800 29.277 32.546 11,2 -17,7 2,1% 1,5% 190.477 126.760 119.008 113.174 -4,9 -40,6 10,2% 5,1% Extra Ue27 903.713 730.295 1.130.093 1.456.814 28,9 61,2 48,2% 66,1% di cui: Cina Altri paesi Ue27 94.559 132.713 413.202 567.643 37,4 500,3 5,0% 25,7% Taiwan 19.809 9.537 48.889 88.877 81,8 348,7 1,1% 4,0% Stati Uniti 80.994 55.051 77.045 84.275 9,4 4,1 4,3% 3,8% Russia 75.893 49.455 53.641 80.796 50,6 6,5 4,0% 3,7% India 25.983 39.296 40.401 64.148 58,8 146,9 1,4% 2,9% Turchia 41.003 26.763 42.745 49.133 14,9 19,8 2,2% 2,2% Brasile 27.025 20.816 23.518 39.107 66,3 44,7 1,4% 1,8% Svizzera 30.253 29.093 29.270 36.214 23,7 19,7 1,6% 1,6% Australia 23.569 24.866 17.828 21.762 22,1 -7,7 1,3% 1,0% Emirati Arabi Uniti Altri paesi Extra Ue27 18.842 12.831 11.985 21.340 78,0 13,3 1,0% 1,0% 465.783 329.875 371.568 403.519 8,6 -13,4 24,8% 18,3% Fonte: Elab. Ufficio Studi e Statistica CCIAA Treviso su dati ISTAT radicale riorientamento dei propri mercati di sbocco, come già evidenziato nelle analisi dei trimestri scorsi. Nel 2008 il 52% delle vendite avveniva entro i confini dell’Unione Europea; con gli ultimi dati tale quota scende al 34%. Notevole dunque l’affermazione nei mercati extra-Ue: soprattutto verso i Paesi BRIC, ma anche verso la Turchia. Con un recupero importante anche verso gli USA (+9,4%). In Cina le vendite di macchinari, dal 2008 ad oggi, sono aumentate di 6 volte (+500%). Altro settore che conferma il pieno recupero è quello della “gomma plastica”: del +12,7% è la crescita sul 2010, e del +25% la variazione rispetto al 2008. Come già si osservava, per questo settore, contrariamente ai macchinari, si consolidano le partnership commerciali infra-Ue27: soprattutto verso Germania (+13,5% sull’anno; +48,3% rispetto al 2008), verso Francia, e verso la Polonia (+31% sull’anno scorso: probabile effetto della filiera automotive, che in quel Paese ha importanti siti produttivi). L’export del settore “bevande” è buona proxy del successo all’estero del vino trevigiano, Prosecco in primis L’export di prodotti alimentari cresce complessivamente del +20,7%: dato che sale al +37% verso la Germania, primo mercato di sbocco. Si torna a crescere anche negli Stati Uniti (+27%) e in Russia (+10,8%). L’export del settore “bevande” è buona proxy del successo all’estero del vino trevigiano, Prosecco in primis: spicca ancora una volta il risultato verso la Germania (+26%, per vendite pari a 125 milioni di euro). Secondo mercato di sbocco gli USA: 42,5 milioni di euro, con una crescita del +28% sul 2010 e del +86% sul 2008. Piccola contrazione delle vendite verso il Regno Unito (-2,1%), compensata da aperture su altri fronti, come ad esempio verso l’Ungheria e la Svezia. Resta invece debole la dinamica export del mobile: +4,9% nel complesso, che scende al +2,9% nel mercato europeo, a causa della concatenazione del settore con la crisi dell’edilizia La carpenteria metallica chiude l’anno con un interessante “guizzo” del +12,8%: determinato soprattutto da un “picco” verso il Regno Unito (+123%) e da crescite significative delle vendite verso Repubblica Ceca (+39,5%) e Austria (+45,3%). Per questo settore resta difficile da recuperare il livello delle vendite verso i mercati extra-Ue (-25,2% sul 2008): qualche commessa intercettata in Qatar e Nigeria determina variazioni percentuali anomale. Performance interessanti si registrano verso Svizzera, Russia e soprattutto Emirati Arabi (+75%). Studi e Ricerche 27 Resta invece debole la dinamica export del mobile: +4,9% nel complesso, che scende al +2,9% nel mercato europeo, a causa della concatenazione del settore con la crisi dell’edilizia. Fra i primi mercati di sbocco, si mantengono le posizioni in Germania, mentre si riesce a spuntare più crescita verso la Francia (+12,6%). In flessione le vendite verso Regno Unito (-3,2%), verso Spagna (-10,5%) e soprattutto verso Grecia (-33,2%). Verso questo Paese le vendite si sono contratte dai 45,2 milioni del 2008 ai 18,9 milioni del 2011. Migliori le perfomance del settore nei mercati extra- Ue: del +9,8% è la variazione annuale complessiva. Si recupera bene negli USA (+13,9%), in Svizzera (+13,5%), un po’ meno bene in Russia (+4,5%), che resta comunque quarto mercato di sbocco per il settore, con vendite per oltre 93 milioni di euro. Commercio estero delle province venete. Anno 2011 (dati rettificati) Confronto con i corrispondenti periodi del 2008, 2009 e 2010. Dati in migliaia di euro Territorio 2008 2009 2010 2011 (rett.) Var.% Peso% 11/10 11/08 2008 2011 EXPORT Belluno 2.484.713 2.060.850 2.466.242 2.689.643 9,1 8,2 5,0 5,3 Padova 7.304.230 5.759.566 7.153.486 8.281.244 15,8 13,4 14,6 16,5 Rovigo 1.302.365 892.549 1.096.213 1.317.934 20,2 1,2 2,6 2,6 Treviso 10.809.738 8.945.641 9.903.464 10.699.558 8,0 -1,0 21,6 21,3 Venezia 4.559.907 3.302.091 3.813.831 3.824.105 0,3 -16,1 9,1 7,6 Verona 8.706.073 7.077.072 8.111.719 8.975.592 10,6 3,1 17,4 17,9 Vicenza 14.847.002 11.201.654 13.068.530 14.494.518 10,9 -2,4 29,7 28,8 VENETO 50.014.027 39.239.422 45.613.485 50.282.594 10,2 0,5 100,0 100,0 ITALIA 369.015.556 291.733.117 337.346.283 375.849.581 11,4 1,9 - - 13,6 13,5 13,5 13,4 % Veneto/Italia IMPORT Belluno 789.893 715.384 878.528 937.569 6,7 18,7 2,0 2,3 Padova 5.147.473 4.196.761 5.731.216 6.118.690 6,8 18,9 13,0 15,1 Rovigo 2.235.505 853.253 1.156.127 1.234.594 6,8 -44,8 5,7 3,0 Treviso 5.880.517 4.941.057 6.135.755 6.541.111 6,6 11,2 14,9 16,1 Venezia 5.408.563 4.340.758 5.049.863 4.819.338 -4,6 -10,9 13,7 11,9 Verona 12.293.921 9.965.187 11.855.398 12.739.796 7,5 3,6 31,1 31,4 Vicenza 7.746.315 5.611.665 7.513.767 8.206.862 9,2 5,9 19,6 20,2 VENETO 39.502.187 30.624.066 38.320.653 40.597.960 5,9 2,8 100,0 100,0 ITALIA 382.050.168 297.608.663 367.389.805 400.479.614 9,0 4,8 - - 10,3 10,3 10,4 10,1 % Veneto/Italia SALDI (Variaz. assoluta) Belluno 1.694.820 1.345.466 1.587.715 1.752.074 164.359 57.254 Padova 2.156.757 1.562.804 1.422.270 2.162.554 740.285 5.797 Rovigo -933.140 39.296 -59.914 83.341 143.254 1.016.481 Treviso 4.929.221 4.004.584 3.767.709 4.158.447 390.737 -770.774 Venezia -848.656 -1.038.668 -1.236.032 -995.233 240.798 -146.577 Verona -3.587.848 -2.888.115 -3.743.678 -3.764.204 -20.526 -176.357 Vicenza 7.100.687 5.589.989 5.554.763 6.287.656 732.893 -813.031 VENETO 10.511.840 8.615.356 7.292.833 9.684.634 2.391.801 -827.206 ITALIA -13.034.612 -5.875.546 -30.043.522 -24.630.034 5.413.489 -11.595.421 Fonte: Elab. Ufficio Studi e Statistica CCIAA Treviso su dati ISTAT Studi e Ricerche 28 TREVISO: COMMERCIO ESTERO per voce merceologica. Anno 2011 (dati rettificati) Confronto con i corrispondenti periodi del 2008, 2009 e 2010. Dati in migliaia di euro EXPORT Cod. Voce merceologica A Agricoltura e pesca B Prodotti delle miniere e delle cave Prodotti petroliferi raffinati Prodotti alimentari (incl.tabacco) 2010 2011 (rett.) Var.% 11/10 Peso% 11/08 2008 2011 22.734 22.216 25.599 23.617 -7,7 3,9 0,2 0,2 6.013 4.371 6.867 5.878 -14,4 -2,2 0,1 0,1 277 333 593 332 -44,0 19,8 0,0 0,0 318.836 329.375 343.682 414.739 20,7 30,1 2,9 3,9 245.562 255.876 288.315 350.088 21,4 42,6 2,3 3,3 Filati e tessuti 413.734 349.200 360.595 392.296 8,8 -5,2 3,8 3,7 Abbigliamento 994.952 709.691 650.499 641.573 -1,4 -35,5 9,2 6,0 Maglieria 302.375 181.438 134.136 122.388 -8,8 -59,5 2,8 1,1 Concia e lavorazioni pelli 126.613 95.633 111.498 105.580 -5,3 -16,6 1,2 1,0 Calzature 909.349 820.754 875.132 917.275 4,8 0,9 8,4 8,6 Gioielli 142.470 144.324 169.798 154.498 -9,0 8,4 1,3 1,4 61.088 54.038 64.011 68.748 7,4 12,5 0,6 0,6 Mobili 1.454.234 1.243.702 1.345.217 1.411.071 4,9 -3,0 13,5 13,2 Legno 117.455 102.755 117.364 121.022 3,1 3,0 1,1 1,1 Carta e stampa 175.615 157.161 169.724 180.322 6,2 2,7 1,6 1,7 Prodotti chimici, farmaceutici, fibre sintetiche 149.609 119.470 143.511 151.418 5,5 1,2 1,4 1,4 Prodotti in gomma o plastica 324.232 302.861 359.800 405.349 12,7 25,0 3,0 3,8 Vetro e prodotti in vetro 66.607 56.302 67.304 74.013 10,0 11,1 0,6 0,7 Pietre tagliate, modellate e finite 16.884 10.804 12.568 9.937 -20,9 -41,1 0,2 0,1 Metallurgia 210.034 131.319 174.615 215.276 23,3 2,5 1,9 2,0 Carpenteria metallica 649.079 590.841 555.659 626.516 12,8 -3,5 6,0 5,9 Elettronica, app. medicali e di misuraz. (escl. occhialeria) Elettrodomestici 174.184 152.598 168.078 143.610 -14,6 -17,6 1,6 1,3 832.524 657.469 706.600 713.833 1,0 -14,3 7,7 6,7 Altre apparecchiature elettriche 457.014 367.635 440.658 463.834 5,3 1,5 4,2 4,3 1.875.947 1.450.840 1.849.819 2.205.475 19,2 17,6 17,4 20,6 Mezzi di trasporto e componentistica 315.976 237.493 277.255 290.507 4,8 -8,1 2,9 2,7 Altri prodotti dell'industria manifatturiera 406.783 362.766 435.735 425.465 -2,4 4,6 3,8 4,0 Macchinari D-V 2009 Bevande Occhialeria C 2008 Altri servizi Totale Complessivo 39.557 34.376 48.832 64.898 32,9 64,1 0,4 0,6 10.809.738 8.945.641 9.903.464 10.699.558 8,0 -1,0 100,0 100,0 Fonte: Elab. Ufficio Studi e Statistica CCIAA Treviso su dati ISTAT Per le calzature si registra una debole crescita delle esportazioni, pari al +4,8%: le migliori perfomance riguardano le vendite verso Francia (+6,0%) e verso Paesi Bassi (+13,0%). Del -23,6% è la flessione delle vendite in Grecia (da 23 a 17,6 milioni). Con riferimento ai mercati extra-Ue, si perde quota negli USA (-8,0%), si recupera molto in Russia (+27,8%). L’export relativo al tessile-abbigliamento parrebbe viag- giare in calma piatta verso l’Unione Europea (-0,3%). Il dato medio nasconde andamenti molto diversi tra loro: si cresce del +6,3% in Francia e del +4,6% nei Paesi bassi. Flessione del -46% in Grecia, e del -21,6% in Austria. Contrazioni prossime al -10% anche in Spagna e Regno Unito. I dati export da Treviso verso i mercati extra-Ue perdono sempre più di significato a causa dei processi di internazionalizzazione delle produzioni e dei correlati flussi di merci “estero su estero”. Da segnalare, ad ogni modo, un incremento del +12% delle importazioni di abbigliamento in provincia. Parzialmente interessato da analoghi fenomeni è il settore elettrodomestico: le esportazioni restano sui livelli del 2010 (+1,0%) ma potrebbero nascondere anche in questo caso flussi “estero su estero”. La peggiore perfomance si registra verso la Spagna (-15,2%). Bene verso Svizzera (+38,6%), Russia (+12,4%), Stati Uniti (+51,1%). Studi e Ricerche 29 TREVISO:COMMERCIO ESTERO per voce merceologica. Anno 2011 (dati rettificati) Confronto con i corrispondenti periodi del 2008, 2009 e 2010. Dati in migliaia di euro IMPORT Cod. Voce merceologica A Agricoltura e pesca B Prodotti delle miniere e delle cave Prodotti petroliferi raffinati 2010 2011 (rett.) Var.% 11/10 Peso% 11/08 2008 2011 176.903 190.685 199.279 217.074 8,9 22,7 3,0 3,3 13.462 8.882 9.823 12.040 22,6 -10,6 0,2 0,2 487 722 1.288 1.957 51,9 301,7 0,0 0,0 223.602 271.683 304.114 11,9 30,0 4,0 4,6 13.533 15.394 15.221 18.916 24,3 39,8 0,2 0,3 Filati e tessuti 249.415 198.864 254.091 316.015 24,4 26,7 4,2 4,8 Abbigliamento 869.468 776.985 838.823 939.695 12,0 8,1 14,8 14,4 Maglieria 300.655 275.907 252.081 250.118 -0,8 -16,8 5,1 3,8 59.193 48.144 47.754 54.124 13,3 -8,6 1,0 0,8 673.422 583.870 710.025 756.590 6,6 12,4 11,5 11,6 3.993 4.407 4.566 4.987 9,2 24,9 0,1 0,1 Occhialeria 31.078 28.336 33.160 32.828 -1,0 5,6 0,5 0,5 Mobili 58.069 51.647 65.427 64.759 -1,0 11,5 1,0 1,0 Legno 292.332 217.545 292.624 279.318 -4,5 -4,5 5,0 4,3 Carta e stampa 128.735 114.864 142.439 158.316 11,1 23,0 2,2 2,4 Prodotti chimici, farmaceutici, fibre sintetiche 340.140 300.462 397.738 457.937 15,1 34,6 5,8 7,0 Prodotti in gomma o plastica 214.138 160.405 249.779 278.300 11,4 30,0 3,6 4,3 56.099 44.699 57.662 60.204 4,4 7,3 1,0 0,9 Bevande Concia e lavorazioni pelli Calzature Gioielli Vetro e prodotti in vetro Pietre tagliate, modellate e finite D-V 2009 233.959 Prodotti alimentari (incl.tabacco) C 2008 1.420 1.495 1.397 1.869 33,8 31,6 0,0 0,0 Metallurgia 420.965 276.868 380.167 435.734 14,6 3,5 7,2 6,7 Carpenteria metallica 172.392 152.979 197.655 212.382 7,5 23,2 2,9 3,2 Elettronica, app. medicali e di misuraz. (escl. occhialeria) Elettrodomestici 168.947 184.519 323.256 271.327 -16,1 60,6 2,9 4,1 361.640 321.556 334.388 318.685 -4,7 -11,9 6,1 4,9 Altre apparecchiature elettriche 146.294 116.739 186.280 185.187 -0,6 26,6 2,5 2,8 Macchinari 430.482 300.171 419.218 477.434 13,9 10,9 7,3 7,3 Mezzi di trasporto e componentistica 145.407 91.004 150.241 121.708 -19,0 -16,3 2,5 1,9 Altri prodotti dell'industria manifatturiera 242.904 198.972 226.596 224.182 -1,1 -7,7 4,1 3,4 74.984 51.333 73.091 85.314 16,7 13,8 1,3 1,3 5.880.517 4.941.057 6.135.755 6.541.111 6,6 11,2 100,0 100,0 Altri servizi Totale complessivo Fonte: Elab. Ufficio Studi e Statistica CCIAA Treviso su dati ISTAT