della Marca Trevigiana
A N N O L X X X X V I X N . 2 - 2 0 1 2 - P U B B L I C A Z I O N E B I M E S T R A L E - A U T. T R I B U N A L E T R E V I S O N . 9 d e l 2 1 . 0 9 . 1 9 4 8
Superare i modelli tradizionali
per favorire la ricrescita
L
a Giornata dell’economia è il più rilevante appuntamento istituzionale del sistema camerale, dal notevole
impatto di diffusione dei dati e dei commenti sulla situazione economica italiana.
La relazione si è conclusa con uno sguardo al credito, al
risparmio ed alla fiducia nel futuro portando alcune
proposte: sanzioni in caso di sforamento dei termini di pagamento, IVA riscossa all’incasso. Invita alla pianificazione
a lungo termine del portafoglio investimenti. Il presidente
conclude sottolineando come “la comunità interessata da
inediti disagi, non abbia per nulla perso la voglia di futuro”.
Cade la distinzione tra piccoli, medi e grandi. In
occasione della 10a Giornata dell’Economia, è stato presentato anche lo studio di Ca' Foscari e Camera di
Commercio di Treviso che racconta il triennio 2008-2010
attraverso l’analisi di 3446 bilanci depositati da società del
manifatturiero di varie dimensioni.
A maggio, in Veneto le Camere di Commercio hanno aderito
alla 10a Giornata dell’economia in diverse date sviluppando
temi specifici. La Camera di Commercio di Treviso, venerdì 4
maggio, ha ospitato e trasmesso in streaming l’intero evento
dalla sede camerale, garantendo così oltre al numeroso pubblico convenuto, una maggiore diffusione attraverso il web
delle significative relazioni del Presidente Nicola Tognana
e del professore Guido Massimiliano Mantovani.
La crisi con effetto “eco”: un nuovo patto per lo
sviluppo del territorio è stato il tema della relazione
del presidente Nicola Tognana che ha affrontato le argomentazioni sulla situazione congiunturale, ha parlato
del tempestivo recupero della credibilità dell’Italia
rimarcando la necessità della crescita dopo il rigore. Ha
sottolineato come “politiche di bilancio troppo severe possano peggiorare la contrazione economica”. È seguita una lucida analisi sulla mancata attrattività del paese che necessita
di Provvedimenti coraggiosi, per una crescita…a
costo zero. Obiettivo primario: la semplificazione, la buona qualità dell’ambiente normativo ispirandoci – dice – ai
principi della co-regolazione e dell’autoregolazione, delle più
moderne pratiche di accountability.
Tognana ha poi parlato delle sfide dell’E-government citando alcuni esempi per Convertire i tagli in investimenti. Uno sguardo attento è andato ai Giovani ed al
lavoro richiamando l’esperienza camerale, a basso impatto
economico, di formazione nell’ambito del web marketing
in collaborazione con l’università di Padova e di Ca' Foscari
di Venezia. Il progetto ha portato in formazione 10 aziende, piccole e medie, manifatturiere, seguite poi nei project
work dagli studenti e, grazie a loro, hanno potuto approfondire le tematiche delle analisi di posizionamento del
web e lo sviluppo del commercio elettronico. Un’esperienza
formativa che ha portato alcune società a proporre agli studenti di collaborazione in azienda.
Non poteva mancare il tema dell’Internazionalizzazione – il presidente ha sottolineato che “senza l’aggancio
delle economie emergenti sarebbe stata molto più dura per
Nicola Tognana Presidente CCIAA di Treviso
le nostre imprese”. Ha richiamato i dati del Rapporto Annuale Economico redatto dall’ufficio Studi della Camera
di Commercio in cui si possono consultare anche i dati delle
esportazioni, in particolar modo del settore dei macchinari e
della gommma-plastica. Così i brevetti per cui “aumenta la
propensione delle imprese trevigiane e venete ad investire in
proprietà industriale direttamente sui mercati internazionali”.
Viene richiamata anche la capacità delle piccole
imprese ad aumentare la propria propensione
all’export.
Pag. 4 Attività Camerali
Indagine di Customer
Satisfation 2011
Si tratta di uno studio che il rettore dell’università Ca' Foscari Carlo Carraro così commenta “l’aspetto originale del
lavoro è la proposta di chiavi di lettura innovative, che sostituiscono al classico criterio dimensionale quello delle capacità e dimostrano il valore economico delle logiche cooperative
in sostituzione a quelle della contrapposizione”.
Il professor Guido Mantovani docente di finanza aziendale all’università Ca' Foscari, ha esposto lo studio sottolineando l’importanza della filiera, della rete e mettendo in
risalto come vi siano alcuni soggetti che meglio gestiscono
il capitale circolante, altri il capitale di rischio o il capitale
umano o il capitale produttivo, ciascuno però garantendo la
propria capacità che favorisce l’intero sistema. Ma – si chiede – il sistema bancario è capace di comprendere e gestire
questa nuova situazione?
Pag. 12 Attività Camerali
L’esportazione dei prodotti in
duplice uso
Pag. 20 Innovazione
Iuav design workshop 2012
Pag. 31 Legislazione
Illegittimità costituzionale
del codice del turismo
Pag. 32 Legislazione
Cessazione d’ufficio delle
partite IVA Inattive
Professore Guido Massimiliano Mantovani
Attività camerali
2
ATTIVO L’UFFICIO UNICO AMBIENTALE DEL VENETO
Antonio Biasi
Firmata la Convenzione triennale tra tutte le sette Camere
di Commercio della Regione
Tra le competenze camerali in ambito ambientale vi è in
particolare l’attività connessa al Modello Unico di Dichiarazione Ambientale (MUD), adempimento istituito con L. n.
70/1994 recante “norme per la semplificazione degli adempimenti in materia ambientale, sanitaria e di sicurezza, nonché
per l’attuazione del sistema di ecogestione e di audit ambientale”, che negli anni ha visto numerose modifiche, recepite
sostanzialmente tramite Decreti Legislativi e Decreti del
Presidente del Consiglio dei Ministri, per i quali si ricordano
solo gli ultimi due, in ordine di tempo: il D.Lgs. n. 205/2010
e il DPCM 23 dicembre 2011.
di Commercio di Belluno, Padova, Rovigo, Treviso, Verona e
Vicenza hanno attribuito al nuovo ufficio Unico in materia
ambientale le seguenti funzioni e compiti:
- gestione della raccolta del Modello Unico di Dichiarazione ambientale (MUD);
- gestione unificata delle istruttorie relative alla iscrizione/
variazione/cancellazione al registro dei produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE);
- gestione unificata delle istruttorie relative alle istanze di
iscrizione/variazione/cancellazione al registro di pile e
accumulatori;
- realizzazione di attività formative ed informative nel
territorio regionale su tematiche ambientali relative alla
gestione dei rifiuti o connesse a problematiche produttive
peculiari di uno specifico territorio;
- realizzazione di attività informative rivolte direttamente
alle imprese sulle modalità di corretta gestione dei rifiuti
e degli adempimenti ambientali connessi.
Per far fronte all’impegno, la Camera di Venezia ha costituito
l’Ufficio Unico Ambiente con sede operativa a Mestre, che
svolge tutta una serie di attività, oltre che per l’Ente stesso
anche per conto delle consorelle Camere di Commercio del
Veneto.
In questo modo le imprese ed i soggetti interessati
potranno indirizzare i propri quesiti e le pratiche (telematiche/cartacee) ad un unico referente per tutto
il Veneto.
Lo Sportello CSR e Ambiente della CCIAA di Treviso sarà
ugualmente attivo per rispondere ai quesiti telefonici (anche in materia di registri di carico e scarico e vidimazione),
ma avrà anche la possibilità di poter approfondire altre
attività, inerenti le tematiche ambientali, con riflessi più
promozionali, sul territorio provinciale, sgravandosi degli
adempimenti prettamente burocratici, riutilizzando così le
economie realizzate verso nuovi servizi.
Si ricorda che il D.Lgs. n. 23 del 15 febbraio 2010 - recante
la riforma delle Camere di Commercio, Industria, Artigianato
e Agricoltura, in attuazione dell'articolo 53 della legge 23
luglio 2009, n. 99, ha confermato in capo alle Camere di
il D.Lgs. sopra citato, apporta
sostanziali modifiche nella modalità
di trasmissione del MUD da parte dei
soggetti obbligati
In particolare il D.Lgs. sopra citato, apporta sostanziali modifiche nella modalità di trasmissione del MUD da parte dei
soggetti obbligati, anche in relazione alla futura entrata in
vigore del SISTRI, il nuovo SIStema di Tracciabilità dei RIfiuti.
Infatti, le nuove disposizioni del legislatore prevedono che,
ad eccezione dei Comuni, tutti i soggetti iscritti a SISTRI, a
partire dal 2013, salvo proroghe, dovranno inviare il MUD
esclusivamente tramite l’utilizzo del dispositivo USB SISTRI
(rilasciato dalle Camere di Commercio competenti per territorio). Le continue proroghe nell’operatività di SISTRI, la crescente domanda di richieste da parte degli utenti, in merito
alle problematiche MUD, e le caratteristiche strettamente
amministrativo-burocratiche riguardanti le competenze camerali per quanto riguarda la gestione fisica dei plichi MUD,
hanno suggerito la necessità di coordinare, quanto meno a
livello regionale il servizio MUD e le risposte da fornire agli
utenti. Considerate le competenze già in essere all’Albo Gestori Ambientali, la cui Sezione regionale veneta fa capo alla
Camera di Commercio di Venezia, in data 19 aprile 2012,
attraverso un’apposita Convenzione triennale, le Camere
Commercio importanti funzioni di tutela del mercato e dei
consumatori, statuendo che le stesse, possono essere svolte
singolarmente o in forma associata (art. 2, comma 2, l. 29
dicembre 1993 n. 580 così come sostituito dal citato decreto
legislativo).
Le amministrazioni pubbliche infatti possono sempre
concludere tra loro accordi per disciplinare lo svolgimento in
collaborazione di attività di interesse comune (art. 15 L. 7
agosto 1990, n. 241) e che lo svolgimento delle funzioni in
forma associata deve realizzare un contenimento dei costi a
fronte del mantenimento di un adeguato standard di qualità
dei servizi offerti alle imprese del territorio.
lo svolgimento delle funzioni in
forma associata deve realizzare un
contenimento dei costi a fronte del
mantenimento di un adeguato standard
di qualità dei servizi offerti alle imprese
del territorio
La realizzazione in forma associata di attività è finalizzata a
rendere uniformi le prestazioni su tutto il territorio, ottenendo economie di scala ed una maggiore efficienza gestionale.
Una tale gestione comporta infatti delle evidenti economie di scala ed in particolare per la Camera di
Commercio di Treviso una diminuzione drastica nella
gestione cartacea di oltre 2.500 plichi/anno, con un recupero di efficienza gestionale (ferme restando le risorse
disponibili) su attività in ambito ambientale, a favore del sistema economico locale. Infatti va detto che a
fronte di un contributo previsto, l’Ente potrà utilizzare
le risorse “disimpegnate” nelle attività per il miglioramento
di servizi esistenti o la creazione di nuovi.
Dal 20 aprile è già stata avviata la relativa operatività e tutte
le informazioni ed i recapiti di contatto del nuovo Ufficio Unico Ambientale sono disponibili sul sito camerale trevigiano
www.tv.camcom.it e su quello della consorella Camera di
Commercio di Venezia.
3
Attività camerali
Indagine di Customer Satisfaction 2011
Antonio Biasi
Ecco i principali risultati sul livello di conoscenza ed il
grado dei servizi offerti dalla Camera di Commercio di Treviso da parte dell’utenza
Il Customer Satisfaction Management (CSM) richiede, ad
una pubblica amministrazione, di progettare e realizzare
in modo proattivo e partecipato i diversi interventi che
mirano ad assicurare nel tempo la soddisfazione di utenti,
cittadini e stakeholder.
Il tema del CSM è particolarmente importante a livello
europeo ed è stato sistematizzato nell’European Primer on
Customer Satisfaction Management, prodotto dall’EUPAN
con l’intento di offrire ai paesi un insieme di metodologie
e di pratiche da consultare e sperimentare. A livello di politiche nazionali, la recente riforma della pubblica amministrazione, ha posto fortemente l’accento sulla gestione
della soddisfazione degli utenti e sul miglioramento delle
relazioni con cittadini e stakeholder, proprio nell’ottica di
rafforzare la capacità delle amministrazioni di porre in essere politiche più efficaci e servizi pubblici migliori.
Infatti l’art. 8 del D. Lgs. n. 150/2009 prevede che ogni P.A.
misuri l’attuazione delle politiche attivate sulla soddisfazione finale dei bisogni della collettività e la rilevazione
del grado di soddisfazione degli utenti- clienti per i servizi
erogati.
camerali offerti (amministrativi e promozionali) principalmente da parte delle imprese ed in subordine da
parte delle Associazioni di categoria e dei professionisti.
L’Ente camerale trevigiano ha aderito al progetto nazionale, chiedendo un’esplicita personalizzazione del servizio di
rilevazione con le seguenti attività:
– definizione di un questionario “ad hoc”, secondo le esigenze della Camera di Commercio di Treviso;
– la somministrazione del questionario ad un campione
di intermediari (studi professionali, servizi contabili forniti
dalle associazioni di categoria), oltre al campione di imprese già previsto nel servizio;
– la realizzazione di due focus group.
Le varie attività sono state programmate e coordinate da
un gruppo di lavoro interno e realizzate da Retecamere nel
corso dell’anno 2011.
L’indagine telefonica, svolta nei mesi di aprile e maggio
2011, ha interessato un campione di ben 772 imprese rispondenti su 900 iniziali previste e 150 intermediari.
Successivamente, sulla base dei risultati di tale indagine telefonica sono stati organizzati, nel mese di settembre 2011,
due focus group, uno con i rappresentanti delle associazioni di categoria ed uno con gli intermediari.
Il primo focus, a cui hanno partecipato alcuni rappresentanti delle maggiori associazioni di categoria provinciali, ha
indagato l’immagine e l’organizzazione generale dell’Ente
camerale ed i principali servizi di supporto per lo sviluppo
del territorio e delle imprese.
Il secondo focus, a cui hanno invece partecipato alcuni
rappresentanti degli studi e degli ordini professionali, ha
indagato l’immagine e l’organizzazione generale dell’Ente camerale e i principali servizi amministrativi forniti
all’utenza.
Di seguito si evidenziano le principali indicazioni emerse:
– l’immagine e l’organizzazione dell’Ente camerale sono
valutati positivamente dai clienti – utenti intervistati, e
molte volte la valutazione supera quella della media nazionale del sistema camerale;
– il livello di conoscenza ed il livello qualitativo dei servizi
amministrativi sono risultati in generale buoni; i più utilizzati sono il Diritto Annuale, il Registro Imprese/Albi e Firma
digitale;
– la comunicazione esterna della Camera di Commercio di
Treviso risulta pienamente soddisfacente, sia per le imprese che per gli intermediari, valutazione positiva anche rispetto alla media nazionale, anche se la natura e le funzioni
della Camera di Commercio non sono ben chiare a tutti i
clienti – utenti;
– il livello di soddisfazione sul personale camerale è molto
La realizzazione di indagini periodiche
di customer satisfaction è ormai una
prassi consolidata per la Camera di
Commercio di Treviso
La realizzazione di indagini periodiche di customer satisfaction è ormai una prassi consolidata per la Camera di
Commercio di Treviso, in quanto prevista sia dalla norma
ISO 9001:2008 (secondo cui l’ente camerale è certificato) e
sia dal modello di eccellenza EFQM, adottato dalla CCIAA di
Treviso a partire dal 2003 nel suo percorso verso l’eccellenza e la qualità totale.
La rilevazione della percezione del cliente-utente sui servizi offerti assume quindi un ruolo fondamentale per la
valutazione di quanto realizzato dall’organizzazione camerale ed una preziosa fonte di informazioni per rivedere le
proprie strategie e programmare nuove attività e/o servizi.
Fin dal 2001 e con una cadenza media triennale l’Ente camerale trevigiano ha adottato il sistema delle indagini di
customer satisfaction per rilevare il grado di soddisfazione
dei propri clienti.
Nel 2011 la Camera di Commercio di Treviso ha aderito al progetto nazionale di rilevazione della customer
satisfaction, coordinato e realizzato dalla società del sistema camerale Retecamere s.c.r.l., per analizzare i dati
di percezione su tutta l’organizzazione e su tutti i servizi
positivo e supera di molto la media nazionale;
– il livello di conoscenza dei servizi promozionali è inferiore rispetto a quello dei servizi amministrativi ed i servizi
promozionali maggiormente utilizzati dalle imprese sono
quelli per la creazione e sviluppo d'impresa, i corsi di formazione, i seminari ed i workshop per imprenditori;
– i servizi forniti dalle società collegate risultano ancora
poco conosciuti, ad eccezione di quelli erogati da Treviso
Tecnologia;
– il miglioramento dei tempi di attesa per contattare gli
uffici, anche mediante supporti informatici e/o telefonici.
Le varie attività sono state programmate e coordinate da un gruppo di lavoro interno e realizzate da Retecamere nel corso dell’anno 2011
Inoltre sono state raccolte indicazioni sugli argomenti che
le imprese vorrebbero che la Camera sviluppasse maggiormente in futuro; quelli di maggior interesse sono risultati
i seguenti:
• concessione di finanziamenti e contributi a imprese e
associazioni;
• maggiore assistenza per gli adempimenti obbligatori del
Registro Imprese e Albi;
• potenziamento dei servizi on line;
• vigilanza e controllo sui prodotti e sulle regole dei mercati;
• strumenti per favorire l'accesso al credito per le imprese.
Mentre per gli intermediari intervistati i due temi di maggior interesse sono “Assistenza per gli adempimenti obbligatori del Registro Imprese/Albi” e “Strumenti per favorire
l'accesso al credito per le imprese”.
L’81,30% degli intermediari ed il 44% delle imprese intervistate, contro una media nazionale del 31,80%, ritiene
che la Camera di Commercio di Treviso sia migliorata negli
ultimi tre anni. Il 53,20% delle imprese intervistate e solo
il 16% degli intermediari, a fronte di una media nazionale
del 59,40%, invece la ritiene ad un livello uguale a quello
di tre anni fa. Un dato complessivo più che positivo che
ci incoraggia nel potenziare al massimo i servizi forniti
all’utenza.
I risultati dell’indagine di customer satisfaction 2011
in forma sintetica, sono disponibili sul sito camerale
www.tv.camcom.it nella sezione “Trasparenza, valutazione e merito”.
Attività camerali
4
INDAGINE DI CUSTOMER SATISFACTION 2011
Antonio Biasi
Sintesi dei principali risultati
Purtroppo per ovvi motivi di spazio non è possibile esplorare interamente tutti i molteplici aspetti indagati con l’indagine di Customer satisfaction 2011,
si riportano di seguito alcuni grafici con il relativo
commento e si evidenzia che ove possibile e disponibile, è stato riportato anche il dato su base nazionale
per poter effettuare un benchmarking esterno con le altre
realtà camerali che hanno partecipato all’indagine stessa.
Si ringraziano altresì i colleghi dell'URP e dell'Ufficio programmazione camerale per il prezioso lavoro svolto.
1) IMMAGINE DELLA CAMERA DI COMMERCIO PRESSO GLI UTENTI
Natura della Camera di Commercio secondo le imprese
Natura e funzione della Camera di
Commercio per gli utenti intervistati
La natura dell’Ente camerale non appare così marcatamente chiara alle imprese sia a livello provinciale che nazionale. La domanda non è stata posta agli intermediari,
per tale motivo non sono disponibili i dati riferiti a questa
tipologia di stakeholder.
CAMPIONE: 772 imprese; 14.452 imprese nazionali.
Funzione principale della Camera di Commercio secondo l'opinione delle imprese e
degli intermediari
CAMPIONE: 772 imprese; 150 intermediari; 14.452 imprese nazionali.
Dal grafico che precede, si rileva che sia gli intermediari
che le imprese considerano importanti le funzioni proprie
della Camera di Commercio, anche se le risposte evidenziano una conoscenza non completamente chiara delle
funzioni svolte dall’Ente camerale, che risulta, invece,
migliore a livello nazionale.
5
Attività camerali
Frequenza dei rapporti con la Camera di Commercio nell'ultimo anno da parte delle
imprese e degli intermediari
Frequenza dei rapporti con
la Camera di Commercio di Treviso
nell’ultimo anno
Dalle risposte raccolte emerge che le imprese non hanno
avuto rapporti frequenti con la Camera di Commercio di
Treviso nell’ultimo anno, al contrario degli intermediari,
che “utilizzano” maggiormente i servizi camerali. I dati
relativi alle imprese sono in linea con la media nazionale.
CAMPIONE: 772 imprese; 150 intermediari; 14.452 imprese nazionali.
Modalità dei rapporti di imprese ed intermediari con la Camera di Commercio
Gli utenti, che hanno avuto rapporti con la Camera di
Commercio di Treviso, hanno preferito utilizzare canali di
comunicazione “a distanza”, come il telefono, l’e-mail e il
sito web camerale, a differenza della media nazionale che
predilige ancora il rapporto diretto presso gli uffici.
CAMPIONE: 771 imprese; 150 intermediari; 13.779 imprese nazionali.
2) COMUNICAZIONE
Efficacia della comunicazione della Camera di Commercio
Efficacia della comunicazione
della Camera di Commercio
La comunicazione risulta soddisfacente per imprese ed
intermediari anche confrontata con la media nazionale,
tuttavia per quanto riguarda le imprese si rilevano anche
indicazioni per un possibile miglioramento.
CAMPIONE: 772 imprese; 150 intermediari; 14.452 imprese nazionali.
Attività camerali
Livello di conoscenza dei canali di comunicazione utilizzati
dalla Camera di Commercio
6
Livello di conoscenza dei canali
di comunicazione
I canali di comunicazione più conosciuti risultano essere l’e-mail, il sito web camerale e la tradizionale posta
cartacea.
CAMPIONE: 772 imprese; 150 intermediari; 14.452 imprese nazionali.
Valutazione canali di comunicazione utilizzati dalla CCIAA
La valutazione dei canali di
comunicazione
Si tenga presente che il campione dei rispondenti varia in
base al numero di quanti hanno risposto “sì” relativamente alla conoscenza dei canali di comunicazione.
I canali più conosciuti mostrano un buon livello di valutazione da parte di imprese ed intermediari, anche rispetto
al benchmarking nazionale.
CAMPIONE: variabile in base al numero di conoscenti.
7
Attività camerali
3) CONOSCENZA SERVIZI AMMINISTRATIVI EROGATI
Livello di conoscenza dei servizi camerali amministrativi
I servizi amministrativi più conosciuti risultano essere: registro imprese / albi, diritto annuale e servizi certificativi.
CAMPIONE INTERVISTATO: 771 imprese; 150 intermediari.
4) CONOSCENZA SERVIZI PROMOZIONALI EROGATI
Livello di conoscenza dei servizi promozionali
CAMPIONE INTERVISTATO: 771 imprese; 150 intermediari.
Dal grafico a fianco riportato risulta che in generale i servizi promozionali sono poco conosciuti.
Attività camerali
8
5) CONOSCENZA SERVIZI DELLE Società COLLEGATE DELLA CAMERA
DI COMMERCIO DI TREVISO
Livello di conoscenza delle società collegate
Le società collegate oggetto
dell’indagine sono:
TREVISO TECNOLOGIA: Assistenza formazione e servizi
sull'innovazione e trasferimento tecnologico
TREVISO GLOCAL: Partecipazione a fiere, mostre e missioni all'estero
CURIA MERCATORUM: Arbitrato, mediazione, verifica
clausole vessatorie e contratti tipo
TECNOLOGIA & DESIGN: Supporto alla progettazione
ed al design e realizzazione veloce di nuovi prototipi di
prodotti
CAMPIONE INTERVISTATO: 771 imprese; 150 intermediari.
6) LIVELLO DI INTERESSE DELLE IMPRESE E DEGLI INTERMEDIARI
PER LE TEMATICHE DA SVILUPPARE
tematiche da sviluppare
Livello di interesse delle IMPRESE su scala da 1 a 5
La votazione espressa considera una
scala da 1 a 5, dove 1 sta per minimo
interesse e 5 massimo interesse.
Le imprese esprimono forte interesse per “concessione di
finanziamenti e contributi alle imprese e associazioni”,
“assistenza per gli adempimenti obbligatori del Registro
Imprese/Albi”, “potenziamento servizi online”, “strumenti
per favorire l’accesso al credito per le imprese”, “vigilanza
e controllo sui prodotti”.
CAMPIONE INTERVISTATO: 771 imprese; 150 intermediari.
9
tematiche da sviluppare
Livello di interesse degli INTERMEDIARI su scala da 1 a 5
Attività camerali
Gli intermediari non sembrano avere interesse per le tematiche proposte, se non per “l’assistenza per gli adempimenti obbligatori del Registro Imprese/Albi”, “il potenziamento di servizi online” e “la concessione di finanziamenti
e contributi a imprese e associazioni”.
CAMPIONE INTERVISTATO: 771 imprese; 150 intermediari.
7) ASPETTI GENERALI DELL’ORGANIZZAZIONE
DELLA CAMERA DI COMMERCIO DI TREVISO
Evoluzione della qualità percepita dei servizi
della Camera negli ultimi tre anni
Il livello di soddisfazione complessivo
verso la qualità dei servizi della Camera
di Commercio.
La soddisfazione complessiva della qualità dei servizi camerali risulta “migliorata” negli ultimi tre anni, in primis
per gli intermediari e poi anche per le imprese; il miglioramento è evidente anche rispetto alla media nazionale.
CAMPIONE INTERVISTATO: 771 imprese; 150 intermediari; 13.779 imprese nazionali.
Attività camerali
Si è recato personalmente negli uffici della Camera di Commercio
nell'ultimo anno?
10
Rapporto stakeholder e uffici camerali
Emerge che per le imprese il contatto diretto non è
più così importante, mentre lo è per gli intermediari: il
64,70% di essi si è, infatti, recato personalmente in Camera di Commercio nell’ultimo anno.
CAMPIONE INTERVISTATO: 771 imprese; 150 intermediari; 13.779 imprese nazionali.
Ritiene che gli uffici della Camera di Commercio siano facilmente raggiungibili?
Le imprese e gli intermediari intervistati ritengono che la
Camera di Commercio è facilmente raggiungibile.
CAMPIONE: 268 imprese; 97 intermediari; 8.253 imprese nazionali.
Adeguatezza degli orari di apertura
CAMPIONE: 268 imprese; 97 intermediari; 8.253 imprese nazionali.
Gli orari di apertura risultano adeguati alle esigenze
dell’utenza che ha utilizzato gli uffici camerali nell’ultimo
anno, anche se emerge una richiesta di chiusura posticipata da parte degli intermediari.
11
Livello di soddisfazione sul personale camerale
Attività camerali
Il personale camerale
La valutazione del personale, nei diversi aspetti indagati,
risulta più che soddisfacente; nel grafico a fianco è stata
riportata la somma dei valori di giudizio “buono” e “discreto” espressi dagli intervistati su una scala di quattro
valori: buono, discreto, sufficiente, insufficiente. Non sono
pertanto emerse criticità particolari sul personale camerale.
CAMPIONE: 268 imprese; 97 intermediari; 8.253 imprese nazionali.
Ritiene che l'organizzazione della Camera di Commercio
negli ultimi tre anni sia...
Organizzazione della Camera di
Commercio negli ultimi tre anni
La valutazione data sia dalle imprese che dagli intermediari risulta complessivamente positiva, con margini
di miglioramento, eventualmente da indagare per poter
potenziare ulteriormente l’organizzazione camerale nel
prossimo futuro.
CAMPIONE: 771 imprese; 150 intermediari; 13.779 imprese nazionali.
Attività camerali
12
L’ESPORTAZIONE DEI PRODOTTI A DUPLICE USO
Edy Bombonato
Una guida applicativa per le imprese
La Camera di Commercio di Treviso ha realizzato una guida
ai principali aspetti applicativi della normativa in materia di
esportazione di beni dual use, allo scopo di fornire alle imprese un sintetico quadro d’insieme delle norme in vigore in
Italia, i conseguenti adempimenti a carico degli esportatori
dei prodotti e delle tecnologie sottoposti al controllo e infine alcuni suggerimenti sulle opportune cautele contrattuali
da adottare nei rapporti con le controparti estere.
La nozione di prodotto o tecnologia a duplice uso è contenuta nell’articolo 2 del Regolamento n. 428/2009, ai sensi
del quale si intende per prodotti a duplice uso “i prodotti,
inclusi il software e le tecnologie, che possono avere un utilizzo sia civile sia militare; essi comprendono tutti i beni che
possono avere sia un utilizzo non esplosivo sia un qualche
impiego nella fabbricazione di armi nucleari o di altri congegni esplosivi nucleari”.
Per l’individuazione specifica dei prodotti, materiali, componenti e tecnologie a duplice uso occorre consultare analiticamente gli allegati che contengono le liste dei prodotti
dual use.
Gli operatori economici dovrebbero prestare particolare
attenzione all’analisi preliminare del rischio dell’operazione
commerciale che intendono realizzare: i prodotti da esportare – siano essi prodotti finiti, componenti o software - ricadono o no nell’ambito dei beni duali soggetti ad autorizzazione? E ancora, le merci sono destinate a Paesi soggetti
a sanzioni o misure restrittive da parte delle Nazioni Unite
o dell’Unione Europea?
maggiori controlli sull'esportazione di beni e sulle cessioni
di tecnologie, che per la loro natura possono essere utilizzati non solamente per fini civili e comunque pacifici, ma
anche per scopi terroristici o bellici. Sia le Nazioni Unite
che la Comunità Europea, unitamente ad altri Stati, hanno pertanto varato una normativa finalizzata a controllare
e regolamentare le esportazioni di prodotti e le cessioni di
tecnologie a duplice uso, utilizzabili cioè anche per scopi
militari o comunque aggressivi.
Gli operatori economici dovrebbero prestare particolare attenzione all’analisi
preliminare del rischio dell’operazione
commerciale che intendono realizzare
Spesso tale analisi viene trascurata, dando per scontato che
i propri prodotti siano esclusi sul presupposto che l’impiego
cui essi sono stati concepiti e destinati sia solo quello civile.
Secondo le stime dell’Unione Europea, oltre il 10% dei prodotti e servizi che compongono il commercio europeo sono
“dual use”; se poi si escludono dal commercio europeo il
petrolio, gas, i prodotti alimentari, i prodotti tessili, la percentuale sale al 30-40%.
A partire dagli anni novanta, l'intensificarsi dei fenomeni
di terrorismo internazionale e l'aumento dei conflitti che
hanno interessato Paesi limitrofi al territorio della Comunità Europea, hanno comportato la necessità di una maggiore
attenzione alle problematiche di sicurezza nella Comunità
Internazionale e nell'Unione Europea. Da ciò sono derivati
Le fonti normative: i Regolamenti
comunitari ed i decreti nazionali
di applicazione.
Le fonti normative in materia di esportazioni di prodotti a
duplice uso sono il diritto dell’Unione Europea e il diritto
nazionale, che integra e completa la disciplina comunitaria.
Con l'emanazione del Regolamento n. 3381/94, l'Unione
stabilì regole comuni in tema di esportazione, politiche
fondamentali degli accordi multilaterali e libera circolazione interna dei prodotti dual use.
Il Regolamento CE n. 1334/2000 ha introdotto le norme
applicabili e ha definito l’elenco dei prodotti a duplice uso.
Dopo numerosi e periodici interventi di modifica normativa
e di aggiornamento degli allegati, in linea con l'introduzione di nuovi prodotti e tecnologie, si è giunti nel 2009
all'adozione del Regolamento n. 428/2009, recentemente
modificato dal Regolamento 1232/2011.
La fonte normativa nazionale in materia è il Decreto Legislativo 14 maggio 2009 n.64 (Disciplina sanzionatoria
per la violazione delle disposizioni del Regolamento CE
n.423/2007) che contiene alcune norme di applicazione
della disciplina comunitaria, fra cui l’indicazione dell’Autorità competente al rilascio delle autorizzazioni all’esportazione, le modalità per la presentazione della domanda di
autorizzazione e infine il regime sanzionatorio per le violazioni in materia di esportazione di prodotti e tecnologie
dual use, con pene che vanno dalla reclusione (da due a sei
anni) alle multe (da 10.000,00 a 250.000,00 Euro).
Il regime delle autorizzazioni
all’esportazione di prodotti
a duplice uso.
Per l’analisi dual use occorre esaminare se il prodotto finito
è ricompreso direttamente nell’elenco comunitario; in secondo luogo, qualora il primo esame dia esito negativo,
occorre valutare se i componenti, i materiali o le tecnologie
incorporate all’interno del prodotto finito sono inserite nelle liste comunitarie, che non coincidono con i vari sistemi
nazionali ed internazionali di classificazione doganale dei
prodotti.
Qualora si riscontri che uno o più prodotti o tecnologie da esportare al di fuori dell’Unione Europea sia inserito nelle
liste del Regolamento n. 428/2009, occorre preventivamente chiedere un’apposita autorizzazione al Ministero per
lo Sviluppo Economico
Qualora si riscontri che uno o più prodotti o tecnologie da
esportare al di fuori dell’Unione Europea sia inserito nelle
liste del Regolamento n. 428/2009, occorre preventivamente chiedere un’apposita autorizzazione al Ministero per
lo Sviluppo Economico che rappresenta l’Autorità italiana
competente a valutare questo tipo di domande.
Sia il Regolamento comunitario che il Decreto Legislativo
italiano di applicazione prevedono vari tipi di autorizzazione, a seconda del tipo di prodotto da esportare e soprattutto del paese di esportazione.
La domanda deve contenere tutti gli elementi utili alla
valutazione dell’operazione di esportazione e deve essere
redatta su appositi formulari stabiliti dal Reg. 428/2009.
I moduli e le linee guida per la compilazione sono reperibili nel sito del Ministero dello Sviluppo Economico
(http://www.mincomes.it/dualuse/dualuse.htm).
I tempi di accoglimento delle domande correttamente
compilate e completate dalla necessaria documentazione
variano dai 30 ai 60 giorni.
Si segnala che le cosiddette clausole catch all e catch more
legittimano gli Stati membri dell’Unione Europea ad estendere unilateralmente il ventaglio dei prodotti e delle tecnologie a duplice uso per sopravvenute esigenze di ordine e
sicurezza pubblica.
A tutela dell'esportatore, il contratto di
vendita dovrebbe contenere apposite
clausole, da studiare caso per caso
Cautele contrattuali consigliabili
L’ampia discrezionalità di cui gode l’Amministrazione
nell’applicazione di queste regole rende consigliabile l’adozione di alcune cautele contrattuali da parte degli operatori
commerciali europei. È opportuno quindi sensibilizzare la
controparte sulle problematiche in questione e in particolare sulle possibili conseguenze in caso di adozione di provvedimenti restrittivi in dogana. A tutela dell'esportatore, il
contratto di vendita dovrebbe contenere apposite clausole,
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da studiare caso per caso, che prevedano almeno: la dichiarazione da parte della controparte Extra UE di acquistare il
bene per soli scopi civili, escludendone la riesportazione;
un periodo di sospensione del contratto in caso di mancata
autorizzazione o di pendenza di autorizzazione; il divieto
della richiesta di danni nel caso in cui la merce ordinata
non possa essere esportata o in caso di ritardo dovuto alla
mancata autorizzazione.
Il nuovo Regolamento del Consiglio
267/2012 del 23 marzo, che abroga il
Regolamento 961/2010, dispone restrizioni supplementari nel commercio con
l'Iran riferite ai beni dual use, ai prodotti, tecnologie e relativi servizi di assistenza tecnica e finanziaria per i settori
oil/gas e petrolchimico e vieta l'importazione di petrolio greggio e prodotti
petroliferi iraniani
Esportazioni verso l'Iran e altri Paesi
oggetto di restrizioni
Infine la guida presenta una sintesi della normativa speciale
dell'Unione Europea in materia di esportazione di prodotti
verso l'Iran, alla luce delle sanzioni adottate dalle Nazioni
Unite, relative alla produzione e manipolazione di materiale nucleare all'interno delle centrali iraniane. A seguito
della Decisione del Consiglio 2012/35/PESC dello scorso 23
gennaio, l'Unione Europea ha inasprito i divieti già in vigore
dal 2010. Il nuovo Regolamento del Consiglio 267/2012
del 23 marzo, che abroga il Regolamento 961/2010, dispone restrizioni supplementari nel commercio con l'Iran riferite ai beni dual use, ai prodotti, tecnologie e relativi servizi di
assistenza tecnica e finanziaria per i settori oil/gas e petrolchimico e vieta l'importazione di petrolio greggio e prodotti petroliferi iraniani ( fatta salva l'esecuzione dei contratti
conclusi antecedentemente al 23 gennaio 2012). Sono
rafforzati i divieti in campo finanziario e negli investimenti
nei settori oggetto delle restrizioni; sono vietate le operazioni di vendita/acquisto di oro, diamanti e metalli preziosi
verso/da Enti pubblici Iraniani.
Permane inoltre il divieto di intraprendere qualsiasi operazione commerciale con quei soggetti – persone fisiche e
persone giuridiche – che sono inseriti all’interno di un’apposita lista contenuta dal regolamento, aggiornata in base
alle Risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’ONU.
Le operazioni commerciali con l'Iran consentite sono sottoposte a specifici regimi di autorizzazione preventiva.
L’Autorità italiana competente a rilasciare tali autorizzazioni
all’esportazione è il Ministero per lo Sviluppo Economico.
Attualmente il regime sanzionatorio applicato in Italia in
caso di violazione delle norme comunitarie in materia è
disposto dal Decreto Legislativo n. 6 del 14 maggio 2009.
L’Unione Europea ha adottato misure restrittive di vario
genere anche nei confronti di altri Paesi. Attualmente sono
in vigore regolamenti e decisioni comunitari relativi a:
Birmania/Myanmar, Costa D'Avorio, Repubblica Democra-
Attività camerali
tica del Congo, Eritrea, Guinea, Iraq, Libano, Sierra Leone,
Somalia, Sudan, Zimbabwe.
Maggiori dettagli sui temi sinteticamente descritti sono
contenute nella pubblicazione “L'esportazione dei prodotti a duplice uso: guida applicativa”, che può essere
richiesta gratuitamente alla Camera di Commercio di
Treviso dal sito www.tv.camcom.it (sezione Guide e
pubblicazioni) o rivolgendosi all'Ufficio Promozione Estero
([email protected]).
Permane inoltre il divieto di intraprendere qualsiasi operazione commerciale con quei soggetti che sono inseriti
all’interno di un’apposita lista contenuta dal regolamento, aggiornata in base
alle Risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’ONU
L’ESPORTAZIONE DEI
PRODOTTI A DUPLICE USO:
GUIDA APPLICATIVA
Attività camerali
14
“Veneto Vino – USA Road Show”: seminari e
degustazioni rivolti al trade e ai consumatori
americani per conoscere e apprezzare i vini veneti
Edy Bombonato
Gli eventi realizzati in U.S.A. dal sistema camerale veneto
con la partecipazione finanziaria della Comunità europea Reg. CE n. 479/2008 e con fondi quota regionali
Le Camere di Commercio di Verona – capofila del progetto
– Treviso, Vicenza, Venezia e Padova, con il coordinamento
del Centro Estero Veneto, hanno realizzato negli Stati Uniti
un programma di eventi di promozione dei vini veneti rivolti al trade e ai consumatori, che si è svolto da maggio a
settembre 2011.
Il Progetto VENETO VINO - USA Road Show, approvato
nell’ambito del bando 2009-2010 delle iniziative di promozione dei vini nei mercati dei Paesi terzi, ha riguardato
in particolare gli stati di New York, Florida, Illinois e California e ha condotto “azioni precompetitive” a favore dei vini
veneti, ovvero una organica serie di eventi promozionaliistituzionali propedeutici alle azioni commerciali mirate,
che potranno essere realizzate dai Consorzi di tutela e dalle
singole aziende. Obiettivo principale è stato quello di promuovere la conoscenza dei vini veneti DOC e DOCG nelle
aree individuate, tramite una serie differenziata di azioni
promozionali e informative. Sono state coinvolte diverse
categorie, tra cui giornalisti della stampa specializzata,
operatori commerciali del settore (importatori, distributori,
ristoratori e responsabili food & beverage di hotel e ristoranti), ma anche consumatori finali.
Campagna di comunicazione
Ideazione grafica e materiale
promozionale
La prima fase del progetto ha visto la creazione di una immagine grafica coordinata con la definizione del logo “Wines of Veneto. A taste of Italian passion” e degli strumenti
grafici da utilizzare per supportare la campagna di comunicazione. Sulla base dell’immagine grafica identificativa
della campagna è stato realizzato il materiale promozionale
tra cui vari gadgets (borse in tela, penne, block notes, salva
goccia, cartoline promozionali), note di degustazione, programma eventi, banner autoportanti, poster, bollini adesivi
per bottiglie, inviti per gli eventi, portamenù e una presentazione in Powerpoint dell’offerta vitivinicola veneta.
Sito internet
È stato creato il sito web in inglese www.winesofveneto.com, finalizzato a promuovere i vini veneti sui mercati
internazionali e a sensibilizzare gli utenti sul Progetto e
sugli eventi. Il sito è stato concepito quale piattaforma da
aggiornare continuamente e da utilizzare anche da parte
dei Consorzi di tutela interessati, per la promozione delle
proprie attività.
La campagna di comunicazione (comunicati stampa, rassegna stampa, attività di media relation e pubbliche relazioni,
gestione pubblicità su riviste specializzate e su internet,
promozione su internet) è stata affidata a due agenzie
statunitensi specializzate, nei rapporti con i media e nell’organizzazione e promozione di eventi legati al food & wine,
coinvolgendo un’influente personalità nel mondo del vino
negli Stati Uniti.
Nell’ambito della campagna di comunicazione è stata pubblicata una pagina pubblicitaria sui vini veneti su alcune tra
le più importanti riviste di settore, rivolte agli operatori e ai
consumatori americani. Fra le uscite realizzate nel periodo
maggio-ottobre 2011 risultano le inserzioni sulle riviste The
Tasting Panel Magazine, Wine & Spirit e The Wine Enthusiast. L’ultima azione di comunicazione condotta nel quadro
del Progetto ha riguardato l'educational tour nel Veneto di
4 giornalisti americani, che si è svolto dal 19 al 23 settembre, con l'obiettivo di ottenere spazi editoriali sui vini veneti
nelle riviste di riferimento. La visita nella Marca Trevigiana
è stata dedicata al Prosecco DOCG e ai Vini del Piave, con
visite alle cantine, ai vigneti e al Consorzio di Conegliano
e Valdobbiadene.
Road show
Le azioni promozionali a favore dei vini veneti hanno avuto
luogo dal 15 al 23 maggio a Los Angeles e a Miami e dal 27
giugno al 1° luglio a Chicago e New York. Ogni tappa ha visto l’organizzazione di degustazioni guidate dei vini veneti
per operatori del settore, una cena veneta ed alcuni eventi
per i consumatori. Le iniziative sono state organizzate in
collaborazione con le Camere di Commercio Italiane di Los
Angeles e Miami e con gli Uffici ICE di Chicago e New York.
L’Unione Consorzi Vini Veneti ha curato la selezione e la
spedizione dei vini che sono stati presentati in occasione di
tutti gli eventi programmati e ha assicurato la presenza di
un proprio incaricato in occasione di entrambi i Road Show.
Per la progettazione e la presentazione in lingua inglese di
tali eventi, il Centro Estero e le Camere di Commercio coinvolte nel Progetto si sono avvalsi della collaborazione di
una nota agenzia italiana specializzata nella comunicazione, nella formazione e nell’organizzazione di eventi legati
al mondo del vino, e impegnata da anni nella promozione
dei vini dell’area del nordest, sia a livello aziendale che istituzionale.
All’interno del sito web www.winesofveneto.com nella
sezione “events” sono pubblicate le foto degli eventi e i video relativi alla tappa di Los Angeles.
Gli elenchi degli operatori americani – importatori, distributori, dettaglianti e ristoratori – e dei giornalisti, sommelier ed esperti che hanno partecipato al road show possono
essere richiesti dalle imprese trevigiane rivolgendosi alla
Camera di Commercio di Treviso- Ufficio Promozione Estero.
Follow-up e altre azioni collegate al
progetto
Tutte le iniziative realizzate hanno riscontrato un ottimo
successo, raggiungendo l’obiettivo di suscitare interesse per
la realtà vitivinicola veneta e di fare conoscere anche alcuni
vini meno noti sul mercato americano. Fra i vini della Marca
Trevigiana sono stati particolarmente apprezzati il Prosecco
DOC e DOCG, già ben conosciuti dal trade e dagli intenditori, e il Raboso del Piave, definito una piacevole sorpresa
dai giornalisti e dagli esperti del settore. Il report del tour
è stato pubblicato su “Food&Beverage International” ed è
inoltre disponibile nella sezione “blog” del sito del progetto.
Nella fase conclusiva del Progetto è stata condotta un’azione di follow-up su quanto realizzato, mediante l'invio di un
questionario di valutazione agli operatori che hanno partecipato ai vari eventi.
Le azioni promozionali a favore dei vini
veneti hanno avuto luogo dal 15 al 23
maggio a Los Angeles e a Miami e dal 27
giugno al 1° luglio a Chicago e New York
Per completare l'azione promozionale rivolta al mercato
statunitense, verrà realizzato nel Veneto un workshop con
incontri b2b fra compratori americani - selezionati fra quelli
sensibilizzati dal Progetto - e produttori veneti. L'evento
farà tappa a Treviso e sarà organizzato entro il primo semestre dalle Camere di Commercio interessate, con il coordinamento dell'ex Centro Estero, ora Veneto Promozione.
Per maggiori informazioni, anche su altri eventi in programma per il settore vini e per richiedere gli elenchi dei
giornalisti e degli operatori americani che hanno partecipato al road show , le imprese trevigiane potranno rivolgersi
alla Camera di Commercio di Treviso- Ufficio Promozione
Estero ([email protected]).
15
Attività camerali
LINEE GUIDA OCSE ED INTERESSI TERRITORIALI
Antonio Biasi
Si è svolto presso Unioncamere Veneto il workshop “Responsabilità Sociale di Impresa: dalle Linee Guida Ocse agli interessi
del territorio”, che s’inserisce nel Progetto di informazione e
sensibilizzazione degli stakeholder sulle Linee Guida OCSE e
sulla Responsabilità Sociale di Impresa, che dal 2010 l’Istituto G. Tagliacarne realizza su mandato del Ministero dello
Sviluppo Economico e del Punto di Contatto Nazionale (PCN)
per la diffusione delle Linee Guida Ocse in Italia.
Attraverso tale iniziativa si è inteso proseguire nel percorso
di sensibilizzazione ed inclusione dei referenti istituzionali
ed imprenditoriali sul territorio nazionale, allo scopo di
favorire la condivisione dei principi e delle norme del documento OCSE, con un maggiore impegno in tal senso.
Con la diffusione delle Linee Guida Ocse si è voluto contribuire a rendere disponibile, trasparente e convergente tra i
diversi stakeholder, il quadro di riferimento - informativo ed
attuativo - di un documento fondamentale della RSI.
Con l’emergere di industrie basate
sui servizi e sull’uso intensivo delle
conoscenze e con l’espansione dell’economia di Internet, le imprese tecnologiche e di servizi svolgono un ruolo
sempre più importante sul mercato internazionale
Le Linee guida dell’OCSE sono raccomandazioni rivolte
dai governi alle imprese multinazionali. Le Linee guida
mirano ad assicurare che le attività delle imprese multinazionali siano conformi alle politiche governative, a
rafforzare le basi per una fiducia reciproca fra le imprese
e le società in cui operano, a migliorare le condizioni per
gli investimenti esteri e a valorizzare il contributo apportato dalle imprese multinazionali allo sviluppo sostenibile.
Le Linee guida sono parte della Dichiarazione OCSE sugli
investimenti internazionali e le imprese multinazionali,
nella quale sono contemplati anche il trattamento nazionale, gli obblighi contraddittori imposti alle imprese e gli
incentivi e disincentivi all’investimento internazionale. Le
Linee guida enunciano principi e norme volontari per un
comportamento responsabile nella conduzione delle attività imprenditoriali, conforme alle leggi vigenti e alle norme
riconosciute a livello internazionale. Inoltre, i temi trattati
nelle Linee Guida possono anche essere oggetto di leggi
nazionali e di impegni internazionali.
Le attività internazionali delle imprese hanno subito profondi mutamenti strutturali. Le Linee guida, a loro volta, si
sono evolute per tener conto di questi cambiamenti. Con
l’emergere di industrie basate sui servizi e sull’uso intensivo delle conoscenze e con l’espansione dell’economia di
Internet, le imprese tecnologiche e di servizi svolgono un
ruolo sempre più importante sul mercato internazionale. Le
grandi imprese incidono ancora in maniera rilevante sugli
investimenti internazionali e sta emergendo una tendenza
verso le grandi fusioni internazionali. Nel contempo, sono
aumentati anche gli investimenti esteri delle piccole e medie imprese, che oggi giocano un ruolo significativo sulla
scena internazionale. La rapida evoluzione nella struttura
delle imprese multinazionali si è, inoltre, riflessa sulle attività svolte nei paesi in via di sviluppo, dove gli investimenti
diretti esteri sono cresciuti rapidamente. Nei paesi in via di
sviluppo, le imprese multinazionali hanno diversificato le
proprie attività, passando dalle industrie collegate alla produzione primaria ed estrattiva al settore manifatturiero, alle
attività di assemblaggio, allo sviluppo del mercato interno
e ai servizi. Un altro sviluppo importante è l’emergere di
imprese multinazionali con sede in paesi in via di sviluppo
quali primari investitori internazionali.
Mediante gli scambi e gli investimenti internazionali, le
attività delle imprese multinazionali hanno rafforzato e sviluppato i legami tra i diversi paesi e le diverse regioni del
mondo. Queste attività offrono benefici sostanziali sia ai
paesi d’origine sia ai paesi ospitanti. Tali benefici maturano
quando le imprese multinazionali offrono i prodotti e i servizi richiesti dai consumatori a prezzi competitivi ed assicurano un equo rendimento a chi fornisce loro i capitali. Le loro
attività commerciali e di investimento contribuiscono, poi,
all’uso efficiente del capitale, della tecnologia e delle risorse
umane e naturali. Esse facilitano il trasferimento tecnologico
fra le regioni del mondo nonché lo sviluppo di tecnologie
che rispecchiano le condizioni locali. Tramite corsi di formazione istituzionali e sul campo, le imprese contribuiscono a
promuovere anche lo sviluppo del capitale umano, creando
opportunità di occupazione nei paesi ospitanti.
La natura, la portata e la rapidità dei cambiamenti economici rappresentano nuove sfide strategiche per le imprese
e i loro interlocutori. Le imprese multinazionali hanno l’opportunità di attuare politiche esemplari nel campo dello
sviluppo sostenibile, volte ad assicurare la coerenza fra gli
obiettivi, economici, ambientali e sociali. La capacità delle
imprese multinazionali di promuovere lo sviluppo sostenibile aumenta notevolmente quando il commercio e gli
investimenti avvengono in mercati aperti, competitivi e
adeguatamente regolamentati.
Molte imprese multinazionali hanno dimostrato che il
rispetto di norme di comportamento rigorose può dare
impulso alla crescita. Oggigiorno la competizione è serrata
e le imprese multinazionali si trovano ad affrontare impostazioni di carattere giuridico, sociale e normativo differenti.
In questo contesto, alcune di esse possono essere tentate
di eludere taluni principi e norme di comportamento
adeguati, nel tentativo di ottenere un indebito vantaggio
competitivo. Tali pratiche, seppur seguite da una minoranza, possono incidere negativamente sulla reputazione
della maggioranza delle imprese e destare preoccupazione
nell’opinione pubblica.
La natura, la portata e la rapidità dei
cambiamenti economici rappresentano
nuove sfide strategiche per le imprese e
i loro interlocutori
I governi cooperano tra loro e con altri attori per consolidare il contesto internazionale giuridico e politico nel quale
operano le imprese. L’inizio di questo processo può essere
fatto risalire ai lavori dell’Organizzazione Internazionale del
Lavoro agli albori del ventesimo secolo. L’adozione della
Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, nel 1948, da
parte delle Nazioni Unite è stata un’altra pietra miliare, seguita da uno sviluppo costante di norme e principi rilevanti
in molte aree del comportamento imprenditoriale responsabile - un processo in corso ancora oggi. L’OCSE ha contribuito in modo sostanziale a tale processo sviluppando
norme applicabili in settori quali l’ambiente, la lotta contro
la corruzione, gli interessi dei consumatori, il governo societario e la fiscalità.
Il comune proposito dei governi dei paesi aderenti alle Linee guida è stimolare il contributo positivo che le imprese
multinazionali possono apportare al progresso economico,
ambientale e sociale e minimizzare le difficoltà che possono derivare dalle diverse operazioni. I governi aderenti alle
Linee guida si impegnano a migliorare di continuo le rispettive politiche, sul piano interno ed internazionale, al fine di
accrescere il benessere ed elevare il tenore di vita di tutti.
Per ulteriori approfondimenti è possibile contattare lo Sportello CSR e Ambiente camerale ai consueti recapiti reperibili
dal sito web della Camera di Commercio di Treviso.
Il comune proposito dei governi dei paesi aderenti alle Linee guida è stimolare il contributo positivo che le imprese
multinazionali possono apportare al
progresso economico, ambientale e
sociale
Attività camerali
16
58^ PREMIAZIONE FEDELTÀ AL LAVORO E PROGRESSO
ECONOMICO
Sabato 23 giugno 2012 alle ore 9,30 avrà luogo nel Salone Borsa della Camera di Commercio – alla presenza delle
massime Autorità – la tradizionale cerimonia della premiazione della “Fedeltà al Lavoro e Progresso Economico”.
Il Concorso, giunto quest’anno alla 58a edizione, vedrà la
premiazione dei seguenti 95 lavoratori ed imprenditori
della nostra provincia e lavoratori ed imprenditori trevigiani
all’estero. A tali premi si aggiungono 4 riconoscimenti della
Giunta camerale ad imprese distintesi per impegno profuso
e per aver dato impulso ed arrecato prestigio all’economia
provinciale. Verranno infine premiati 7 dipendenti camerali
recentemente posti in quiescenza dopo 40 anni di servizio
e i Maestri dei Lavoro insigniti negli anni 2011 e 2012 della
“Stella al Merito del Lavoro”.
LAVORATORI IN SERVIZIO
Anzianità anni 40
MARIN Roberto – Pieve di Soligo
Impresa “Toffolatti Gioielli s.a.s. di Toffolatti Pierpaolo & C.”
– Pieve di Soligo
SOLIGON Mario – Vazzola
Impresa “Mario Bottari S.r.l.” – San Vendemiano
Anzianità anni 41
DALLA MORA Franco – Sernaglia della Battaglia
Decorato con la “Stella al Merito del Lavoro”il 1° maggio 2011
Impresa “Euromobil – S.p.A.” – Falzè di Piave di Sernaglia
della Battaglia
VENTURIN Ugo – Santa Lucia di Piave
Impresa “Electrolux Italia S.p.A.” – Stabilimento di Susegana
Anzianità anni 42
BACCHION p.ch. Lino – Treviso
Decorato con la “Stella al Merito del Lavoro”il 1° maggio 2011
Impresa “Automarca S.p.A.” – Silea
NARDI Benedetto – Follina
Decorato con la “Stella al Merito del Lavoro”il 1° maggio 2011
Impresa “F. Bisol – S.r.l.” – Pedeguarda di Follina
Anzianità anni 49
FURLAN Roberto – Gaiarine
Decorato con la “Stella al Merito del Lavoro”il 1° maggio 2011
Impresa “A.L.F. UNO S.p.A.” – Francenigo di Gaiarine
Anzianità anni 50
PARONETTO Pier Luigi – Ponzano Veneto
Decorato con la “Stella al Merito del Lavoro”il 1° maggio 2011
Impresa “Atlas – Oscar Mestriner – Azienda trevigiana
lavorazione articoli sportivi di Ivano Mestriner & C. s.n.c.” –
Ponzano Veneto
LAVORATORI PENSIONATI
Anzianità anni 40
BASSO Daniela – Morgano
già dell’Impresa “Duomo Servizi di Zanatta Silvana” – Treviso
BELLOTTO Ottaviano – Santa Lucia di Piave
già della CGIL – Camera del Lavoro Territoriale di Treviso
BETTIOL Tiziana – Carbonera
Decorata con la “Stella al Merito del Lavoro” il 1° maggio 2011
già dell’“Ascom Servizi S.p.A.” – Treviso
CODEN Pio – Treviso
già dell’Impresa “A.L.F. UNO S.p.A.” – Francenigo di Gaiarine
CORBANESE Tiziana – San Biagio di Callalta
già dello Studio “Guerretta Associati” – Olmi di San Biagio di
Callalta
CROZZOLIN Silvana – Roncade
già dell’Impresa “Serramenti F.lli Botter di Botter Rino” –
Roncade
DALLE CRODE Renza – Susegana
Decorata con la “Stella al Merito del Lavoro” il 1° maggio 2012
già dell’Impresa “SMURFIT KAPPA ITALIA S.p.A.” – Stabilimento di Susegana
DONADEL Valeria – Cordignano
già dell’Impresa “Serica della Marca S.r.l.” – Follina
DOTTO Giuliano – Preganziol
già dell’Impresa “Officine Cian di Cian A. e C. sas” – Dosson
di Casier
FURLAN Maria Giovanna – Fontanelle
già dell’Impresa “A.L.F. UNO S.p.A.” – Francenigo di Gaiarine
MAGAGNATO Decimo – S. Lucia di Piave
già dell’Impresa “Electrolux Italia S.p.A.”– Stabilimento di
Susegana
MINOTTO Bruno – Vedelago
già dell’Impresa “Veneran Mobili S.r.l.” – Fossalunga di Vedelago
PIVETTA geom. Antonio – Ceggia (VE)
già dell’Impresa “Electrolux Italia SpA” – Stabilimento di
Susegana
ZANCHIN p.i. Giuseppe – San Biagio di Callalta
Decorato con la “Stella al Merito del Lavoro”il 1° maggio 2012
già dell’Impresa “Burgo Group S.p.A.” – Stabilimento di Mignagola di Carbonera
Anzianità anni 41
CACCO Pierluigi – Casale sul Sile
già della “CGIL – Sindacato Pensionati Italiani” – Treviso
CESTARO Ida – Treviso
già dell’Impresa “Marton Regalo – S.r.l.” – Treviso
TOVENATI Renea – Vittorio Veneto
già dell’Impresa “Electrolux Italia S.p.A.” – Stabilimento di
Susegana
Anzianità anni 42
BENEDET Renzo – Oderzo
Decorato con la “Stella al Merito del Lavoro”il 1° maggio 2011
già dell’Impresa “Plastal S.p.A.” – Oderzo
DAL BELLO Ines – Asolo
già del “Calzaturificio S.C.A.R.P.A. – S.p.A.” Casella d’Asolo
Anzianità anni 48
BALBINOT Antonietta – Sernaglia della Battaglia
già dello Studio “Bernardi rag. Claudio – Consulente del
Lavoro” – Pieve di Soligo
LAVORATORI TREVIGIANI
RIMPATRIATI
BAZAN Vittorio – Vedelago Rimpatriato dal Sudafrica nel 1994
(35 anni e 6 mesi di attività professionale all’estero)
AZIENDE INDUSTRIALI
GIROTTO COSTRUZIONI S.R.L. – sede: Postioma di Paese
Attività: Costruzione di fabbricati in genere
Anzianità dell’impresa anni 50
AZIENDE COMMERCIALI
LAZZER MARIA S.A.S. DI CADAMURO MIRCO & C. –
sede: S. Michele di Piave di Cimadolmo
Attività: Commercio di prodotti tessili di qualsiasi genere,
accessori di abbigliamento, biancheria intima, lane e filati
Anzianità dell’impresa anni 59
RIZZO ARREDAMENTI S.R.L. – sede: Conegliano
Attività: Commercio al minuto di mobili ed elettrodomestici
Anzianità dell’impresa anni 57
AZIENDE ARTIGIANE
BALLAN GIORGIO – sede: Castelfranco Veneto
Attività: Officina termoidraulica
Anzianità dell’impresa anni 41
BASSET NELLO – sede: Cimadolmo
Attività: Barbiere
Anzianità dell’impresa anni 42
BENDO MIRELLA – sede: Castelfranco Veneto
Attività: Parrucchiera per signora
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Anzianità dell’impresa anni 41
COCCO EMILIO & C. S.N.C. – sede: Treville di Castelfranco
Veneto
Attività: Installazione e manutenzione impianti idraulici e
termosanitari nonché costruzione tende da sole
Anzianità dell’impresa anni 42
DE LIBERALI – S.N.C. DI DE LIBERALI PIERGIORGIO
& C. – sede: Albaredo di Vedelago
Attività: Scavo e movimento terra, autotrasporto merci per
conto terzi
Anzianità dell’impresa anni 41
ELETTRAUTO APAZZI DI APAZZI GIUSEPPE & FIGLI
S.N.C. – sede: Casale sul Sile
Attività: Riparazione impianti elettrici e di alimentazione
per autoveicoli
Anzianità dell’impresa anni 50
FABRIS LEANDRO – sede: Loria
Attività: Officina idraulica
Anzianità dell’impresa anni 41
FURLAN GIORGIO – sede: Motta di Livenza
Attività: Studio fotografico
Anzianità dell’impresa anni 40
GITAB SRL – sede: Castelminio di Resana
Attività: Installazione, manutenzione e riparazione di impianti termoidraulici, del gas, di climatizzazione, di protezione antincendio e vendita materiale idraulico
Anzianità dell’impresa anni 41
IMPRESA EDILE SPRICIGO ADAMO & FIGLI S.A.S. DI
SPRICIGO ALESSANDRO, ROSANNA, GABRIELE & C. –
sede: Mignagola di Carbonera
Anzianità dell’impresa anni 47
MARTIGNAGO LEGNO – S.N.C. DI MARTIGNAGO
GINO RAFFAELE & F.LLI – sede: Maser
Attività: Segheria e commercio all’ingrosso di legname
Anzianità dell’impresa anni 41
OFFICINA MECCANICA DANELUZZI ROBERTO & C.
S.N.C. – sede: Motta di Livenza
Attività: Officina meccanica; riparazione autoveicoli, autovetture, autocarri; elettrauto e gommista
Anzianità dell’impresa anni 41
PAVAN UMBERTO – sede: Silea
Attività: Studio fotografico
Anzianità dell’impresa anni 44
PUPPIN LUIGINO – sede: Cavalier di Gorgo al Monticano
Attività: Pavimentatore
Anzianità dell’impresa anni 45
SARAN ANGELO & C. S.N.C. – sede: Ponzano Veneto
Attività: Impianti idrotermosanitari ed installazione impianti elettrici ed elettronici
Anzianità dell’impresa anni 42
SERIGRAFIA MARIGHETTO DI MARIGHETTO GINO –
sede: Loria
Attività: Serigrafia
Anzianità dell’impresa anni 41
SERRAMENTI F.LLI BOTTER DI BOTTER RINO – sede:
Attività camerali
Roncade
Attività: Lavorazione del legno per la produzione di serramenti in genere ed ogni altra attività affine
Anzianità dell’impresa anni 48
VELO FELICE & FIGLI S.N.C. DI VELO FLAVIO E FRANCESCO – sede: Treviso
Attività: Segheria e vendita al minuto di materiali per l’edilizia
Anzianità dell’impresa anni 64
ZANETTE GIUSEPPE – sede: San Fior
Attività: Autofficina, elettrauto e gommista
Anzianità dell’impresa anni 41
AZIENDE AGRICOLE E DIRETTE
COLTIVATRICI
AZ. AGR. LA PIAVESELLA DI NEGRO PIETRO & MARIO
S.S. – sede: Candelù di Maserada sul Piave
Attività: Coltivazione di vigneti e produzione vino; produzione di energia elettrica da fotovoltaico; colture viticole e
aziende viti–vinicole, coltivazioni miste di ortaggi, specialità orticole, fiori e prodotti di vivai
Anzianità dell’impresa anni 55
AZIENDA AGRICOLA PLAVIS DI BISIOL FRANCESCO –
sede: Zenson di Piave Attività: Allevamento di pollame e galline ovaiole
Anzianità dell’impresa anni 54
AZIENDA VITICOLA ADELINA – sede: Santo Stefano di
Valdobbiadene
Attività: Coltivazione della vite e trasformazione dell’uva in
vino
Anzianità dell’impresa anni 54
BALLIANA MOSE’– sede: Farra di Soligo
Attività: Coltivazioni viticole e cereali con relativa vendita
del prodotto realizzato
Anzianità dell’impresa anni 55
BATTISTELLA FIORAVANTE – sede: Pianzano di Godega
di Sant’Urbano
Attività: Coltivazioni di seminativi. Coltivazioni viticole
Anzianità dell’impresa anni 55
BIN RENZO – sede: Saletto di Breda di Piave
Attività: Allevamento di bovini e bufalini, produzione di latte crudo, colture viticole e aziende viti–vinicole, coltivazioni
miste di cereali e altri seminativi
Anzianità dell’impresa anni 51
BOLZAN PIETRO – sede: Gaiarine
Attività: Coltivazioni viticole, coltivazioni di seminativi
Anzianità dell’impresa anni 55
BOSCARIOL GUIDO E DIONISIO S.S. – sede: Conegliano
Attività: Produzione di latte. Coltivazioni viticole. Coltivazioni di seminativi
Anzianità dell’impresa anni 55
CELLINA S.S. Società AGRICOLA – sede: San Polo di
Piave
Attività: Conduzione in affitto di azienda agricola; allevamento di vacche da latte; coltivazione della vite. Produzione
di energia elettrica da impianto fotovoltaico
Anzianità dell’impresa anni 55
CESCON DOMENICO – sede: Visnà di Vazzola
Attività: Coltivazione della vite, seminativi e allevamento
bovini da carne
Anzianità dell’impresa anni 55
CESTER EUGENIO – sede: Lutrano di Fontanelle
Attività: Coltivazione della vite, allevamento di bovini e produzione latte, seminativo
Anzianità dell’impresa anni 54
CORRO’ BRUNA – sede: Zero Branco
Attività: Coltivazioni miste di cereali e altri seminativi
Anzianità dell’impresa anni 55
DARDENGO GABRIELE – sede: Albina di Gaiarine
Attività: Allevamento bovini da latte. Seminativi. Coltivazioni viticole
Anzianità dell’impresa anni 55
DONADI PAOLO – sede: San Polo di Piave
Attività: Colture viticole
Anzianità dell’impresa anni 55
FAGANELLO GRAZIANO – sede: Stabiuzzo di Cimadolmo
Attività: Coltivazione della vite
Anzianità dell’impresa anni 55
GAVA CAMILLO – sede: Susegana
Attività: Coltivazioni agricole associate all’allevamento di
animali
Anzianità dell’impresa anni 55
GAVA ITALO AZ. AGR. – sede: Susegana
Attività: Allevamento di bovini da latte. Coltivazioni viticole
Anzianità dell’impresa anni 55
LUCCHESE LUCIANO – sede: San Polo di Piave
Attività: Coltura della vite
Anzianità dell’impresa anni 52
LUCCHETTA MARCELLO Società AGRICOLA DI LUCCHETTA G.M.A. SOC. SEMPL. – sede: Conegliano
Attività: Coltivazioni viticole e viti–vinicole. Allevamento di
bovini da carne. Coltivazioni di seminativi
Anzianità dell’impresa anni 55
MARCON ANGELO – sede: Fossamerlo di San Vendemiano
Attività: Coltivazioni viticole, allevamento bovini da latte,
seminativi
Anzianità dell’impresa anni 55
MARCON NANDINO – sede: S. Maria del Piave di Mareno
di Piave
Attività: Allevamento di bovini da latte. Coltivazioni viticole.
Coltivazione di seminativi
Anzianità dell’impresa anni 54
MORO GERMANO AZ. AGR. – sede: Stabiuzzo di Cimadolmo
Attività: Allevamento di animali. Coltura della vite. Cereali
Anzianità dell’impresa anni 51
MORO RINO – sede: Stabiuzzo di Cimadolmo
Attività: Colture viticole e aziende vitivinicole. Coltivazioni
miste di cereali e altri seminativi
Anzianità dell’impresa anni 55
ROSSI LINO – sede: Vascon di Carbonera
Attività: Coltivazioni miste di cereali e altri seminativi.
Attività camerali
Colture viticole
Anzianità dell’impresa anni 55
SANSON AGOSTINO – sede: San Vendemiano
Attività: Allevamento di bovini da latte e da carne. Coltivazioni viticole. Coltivazioni di seminativi
Anzianità dell’impresa anni 55
SERAFIN EGIDIO – sede: Negrisia di Ponte di Piave
Attività: Coltivazioni agricole associate all’allevamento di
animali
Anzianità dell’impresa anni 55
Società AGRICOLA BELLAN FLAVIO E ALFEO SS –
sede: Vascon di Carbonera
Attività: Allevamento di bovini e produzione di latte crudo. Coltivazioni miste di cereali e altri seminativi e colture
viticole e aziende viti–vinicole. Produzione di energia da
fotovoltaico
Anzianità dell’impresa anni 55
Società AGRICOLA DEL BELLATO DI MASSOLIN ELIO,
STEFANO, ED ORAZIO S.S. – sede: Merlengo di Ponzano
Veneto
Attività: Allevamento di bovini da latte. Coltivazioni miste di
cereali e altri seminativi
Anzianità dell’impresa anni 57
VIVAI DE ZOTTIS LIVIO E FIGLI SOC. SEMPLICE SOC.
AGRICOLA – sede: Breda di Piave
Attività: Florovivaismo – orticolture specializzate vivaistiche e riproduzione delle piante
Anzianità dell’impresa anni 50
VIZZOTTO SERGIO – sede: Campo di Pietra di Salgareda
Attività: Coltura della vite. Bovini da latte. Colture cerealicole
Anzianità dell’impresa anni 55
IMPRENDITORI E AMMINISTRATORI
DI Società
TOMASI Giovanni
Socio amministratore dell’impresa
“TERMOTECNICA DI TOMASI GIOVANNI & C. S.N.C.”
con sede a Camino di Oderzo
Attività: Installazione, manutenzione e riparazione di impianti di riscaldamento, climatizzazione, idrosanitari, gas
ed antincendio. Lattoneria, impianti di irrigazione in genere
su giardini
Anzianità di lavoro totale anni 48
VIDOTTO Gianni
Socio amministratore dell’impresa
“GENERAL PITTURE S.N.C. DI VIDOTTO G. & C.”
con sede a Negrisia di Ponte di Piave
Attività: Pitture edili industriali e civili
Anzianità di lavoro totale anni 50
ZAMBERLAN Mario
Titolare omonima impresa individuale
con sede a Ponte di Piave
Attività: Assemblaggio e rifiniture minuterie elettromeccaniche
Anzianità di lavoro totale anni 43
ZATTA Angelo
Titolare omonima impresa individuale
con sede a Musano di Trevignano
Attività: Installazione impianti elettrici e riparazione elettrodomestici in genere
Anzianità di lavoro totale anni 44
IMPRENDITORI E LAVORATORI
TREVIGIANI ALL’ESTERO CHE SI
SONO DISTINTI PER LA LORO
Attività
Imprenditori
CASSOL Adriano – Svizzera
DE MARCHI Zildo – Brasile
MAGGIOLO Gilberto – Australia
REGINATO Onorio – Canada
SALVADOR Valerio Cesare – Sudafrica
STRADIOTTO Adriano – Sudafrica
TREVISI LIVOTTO dott. Giorgio – Venezuela
Lavoratori
DE LUCA prof. Adriano – Lussemburgo
MIOTTO Vigilio – Francia
ZACCARIOTTO Silvano – Svizzera
PERSONALE CAMERALE IN
QUIESCENZA
CALLEGARIN rag. Maria Luisa – Vedelago
40 anni di anzianità
CENDRON rag. Eugenio – Villorba
44 anni di anzianità
FUSER Luigino – Susegana
42 anni di anzianità
GATTOLIN dott. Renato – Preganziol
44 anni di anzianità
GEROMEL rag. Carlo – Treviso
40 anni di anzianità
GEROTTO rag. Pietro – Spresiano
41 anni di anzianità
POLESE Fausto – Treviso
40 anni di anzianità
ATTESTATO DI BENEMERENZA A
LAVORATORI GIà INSIGNITI DELLA
STELLA AL MERITO DEL LAVORO
Anno 2011
BACCHION p.ch. Lino – Treviso
BENEDET Renzo – Oderzo
BETTIOL Tiziana – Carbonera
BIANCHIN Giannantonio – Carbonera
CREMA Edi – Postioma di Paese
DALLA MORA Franco – Sernaglia della Battaglia
DE CRISTOFARO Matteo – Mogliano Veneto
18
DE LUCCHI cav. Felice – Cornuda
DE VECCHI p.i. Antonio – Sernaglia della Battaglia
FACCHINI Bruno – Treviso
FALLERINI p.i. Giuliano – Mogliano Veneto
FURLAN Roberto – Gaiarine
GASTALDIN Roberto – Casale sul Sile
MASET rag. Giuseppe – San Fior
NARDI Benedetto – Follina
PARONETTO Pier Luigi – Ponzano Veneto
PAVAN Ermanno – San Vendemiano
PETTI p.i. Gennaro – San Fior
VACILOTTO Renato – Lovadina di Spresiano
Anno 2012
ANTONIAZZI Eleonora – Pieve di Soligo
BARBIRATO Antonio – Monastier
COLMAGRO Antonio – San Polo di Piave
DALLE CRODE Renza – Susegana FURLAN Giovanni – Preganziol
GAZZOLA Gabriella – San Zenone degli Ezzelini
REVELLI Luciano Pietro – Mogliano Veneto
TOFFOLO Luciano – San Biagio di Callalta
TOMASI Marcello – Follina
TONON Luciano – Carbonera
TORRESIN Franco – Susegana
ZANATTA Franco – Treviso
ZANCHIN Giuseppe – San Biagio di Callalta
PREMI “MOTU PROPRIO” DELL’ENTE
CAMERALE – ANNO 2012
Settore agricoltura
Società AGRICOLA ZAMBON BRUNO DI ZAMBON
DINO E ZAMBON LUCIA S.S. – Roncade
– Allevamento di pollame e di galline ovaiole –
Settore industria
BIT S.P.A. – Cordignano
– carpenteria metallica in genere per costruzioni civili ed
industriali (ponti, viadotti, impianti chimici, tralicci e centrali
energia elettrica) –
Settore commercio
LATTERIA MORO DI MORO SERGIO – Oderzo
– commercio al dettaglio in punto fisso di generi alimentari
e prodotti affini –
Settore artigianato
BOSA DI ITALO BOSA S.R.L. – Borso del Grappa
– fabbricazione di prodotti in ceramica per usi domestici ed
ornamentali e complementi d’arredo –
Tra i due litiganti...
Curia
Mercatorum!
Curia Mercatorum
è un centro per la risoluzione
delle controversie civili e commerciali,
che gestisce procedure di arbitrato e conciliazione
in Italia e all'estero, in alternativa al ricorso alla
giustizia ordinaria.
Curia Mercatorum è un'associazione privata
partecipata da Camere di Commercio,
Associazioni di categoria e Ordini Professionali.
Se sei coinvolto in una causa e vuoi una mano
per venirne fuori, rivolgiti a Curia Mercatorum.
C U R I A M E RC ATO RU M
CENTRO DI MEDIAZIONE ED ARBITRATO
Associazione Riconosciuta
promossa dalla CCIAA di Treviso
T REVISO - S EGRETARIATO
Sede Legale Camera di Commercio I.A.A. - Piazza Borsa 3/b - 31100 Treviso
Sede Operativa c/o Centro Cristallo Via Roma, 4
31020 Lancenigo di Villorba (TV) - Tel. 0422 917891 - Fax 0422 917893
E-mail: [email protected] - http://www.curiamercatorum.com
Innovazione
20
IUAV DESIGN WORKSHOP 2012
Chiara Pagani
Anticipati in febbraio, gli annuali workshop del Corso di
laurea in disegno industriale Iuav non sono cambiati nella
formula, che prevede un selezionato gruppo di affermati
designer esterni alla didattica chiamati a guidare un laboratorio intenso di progettazione con 150 studenti provenienti principalmente dal triennio e in parte dalla laurea
magistrale.
Giampaolo Allocco, Enrico Azzimonti, Artemio Croatto, Stefano Meneghetti, Lorenzo Palmeri, Matteo
Ragni, Paolo Ulian, Marco Zito hanno lavorato per una
settimana attorno a temi molto diversi nell'ambito del
prodotto, i materiali, la comunicazione, l'identità visiva, il
packaging.
Come sempre i designer hanno presentato la loro esperienza e approccio professionali in un doppio appuntamento
pubblico di conferenze che si sono svolte presso l’Auditorium di Fondazione Benetton Studi Ricerche. A conclusione della settimana, in un grande fermento creativo, ogni
gruppo si è cimentato nella valorizzazione dei propri progetti, esponendoli in una piccola mostra allestita nella sede
del corso di laurea.
Peculiarità di questa edizione il fatto che 3 degli 8 workshop si sono svolti in partnership con realtà industriali o
culturali, in particolare Coopbox Group (azienda emiliana
leader nel settore del packaging alimentare), Falmec (produttore locale di cappe aspiranti), Terza Conferenza Internazionale su Decrescita, Sostenibilità Ecologica ed Equità
Sociale (un evento di grande portata che sarà organizzato
il prossimo settembre a Venezia). Grazie a queste collaborazioni gli studenti hanno potuto confrontarsi con brief
precisi e problematiche effettive legate alla produzione,
col supporto dei referenti aziendali che hanno collaborato con l’università fornendo informazioni, materiali e un
know-how di base.
Ne sono uscite idee molto interessanti: non tanto proposte
concrete, che non è compito della formazione universitaria
risolvere, ma un lavoro di ricerca che ha aperto nuove prospettive per le aziende stesse.
Nel caso del packaging ad esempio – workshop tenuto da
Matteo Ragni (nel 2001 vincitore del Compasso d’Oro per
la forchetta/cucchiaio biodegradabile Moscardino, ancora
oggi la posata più diffusa e utilizzata nei buffet) con Coopbox – i ragazzi si sono rivelati preziosi nell’esplorare i nuovi
riti legati al cibo, le esigenze e le abitudini alimentari, sempre più ibridate con quelle di altre culture, di un’epoca contemporanea e futura di cui loro stessi saranno protagonisti.
Ne sono uscite idee molto interessanti:
non tanto proposte concrete, ma un
lavoro di ricerca che ha aperto nuove
prospettive per le aziende stesse
Per le cappe, prodotto fortemente industriale, Marco Zito
ha sollecitato gli studenti col titolo “Aspirazioni”, per immaginare oggetti performanti ma meno “meccanici”, allo
stesso modo versatili e in grado di trasformarsi anche in
complementi di arredo.
Assolutamente poetico il lavoro con Paolo Ulian sull’ascoltare e raccontare il marmo, materiale per anni dimenticato
e considerato superato, che sta vivendo un momento di
grande ritorno grazie all’impegno di alcuni designer e
progetti culturali di alto livello che ne fanno apprezzare un
rinnovato valore.
Più concettuale il gruppo guidato da Lorenzo Palmeri su
oggetti, piccoli spazi, elementi di arredo urbano pensati
a partire dalla considerazione del suono della città, per
cogliere alcune particolari frequenze e sonorità tipiche del
luogo oppure per amplificare un rumore, isolarlo, proteggersi. E anche per riflettere sull'inquinamento acustico.
Di taglio più tradizionale, ma con esiti altrettanto rilevanti,
i workshop che si sono concentrati sul design per gli sport
outdoor – non a caso condotto da Giampaolo Allocco, designer montebellunese con un riconosciuto background in
questa specificità territoriale legata allo sportsystem – o
quello dedicato agli strumenti innovativi per comunicare il
prodotto che Artemio Croatto, stimato art director e consulente d’immagine per le più importanti aziende designoriented, ha intitolato “Coincidenze” proprio per far capire
agli studenti come una comunicazione azzeccata sia la sommatoria di tanti fattori, non solo tecnici ma anche umani.
Infine il laboratorio articolato, per complessità dei contenuti e prospettive di realizzazione, legato all’identità visiva
per la Conferenza Internazionale sulla Decrescita: ruolo importante è stato quello del docente, Stefano Meneghetti,
professionista trevigiano da anni impegnato su tematiche
affini, che ha saputo indirizzare l’attività verso risultati di
comprensione approfondita e al tempo stesso elevato profilo grafico.
Attualità
21
SRL UNDER 35
Novella Sorgo
La “Società semplificata a responsabilità limitata”, finalizzata all’incentivazione dell’imprenditoria giovanile, è definitivamente entrata nel nostro ordinamento.
Frutto dell’introduzione da parte del D.L. 24.1.2012 (Decreto Liberalizzazioni) del nuovo art. 2463-bis c.c., ora
convertito in legge con modificazioni (L. 24.3.2012 n. 27),
sta suscitando notevole interesse tra i possibili beneficiari,
cioè giovani che non abbiano compiuto i trentacinque anni
di età alla data della costituzione.
Relativamente agli aspetti formali, è stabilito che l’atto
La “Società semplificata a responsabilità limitata” sta suscitando notevole
interesse tra i possibili beneficiari
costitutivo deve essere redatto per “atto pubblico”. Si tratta di una novità rispetto al testo del decreto legge, la cui
introduzione, in sede parlamentare, è senz’altro la modifica
più rilevante della legge di conversione. Non viene però vanificato l’aspetto “low cost” che caratterizza la costituzione
di questa forma societaria, dispone infatti la legge di conversione che l’atto costitutivo, oltre ad essere esente da imposta di bollo e diritti di segreteria per l’iscrizione al registro
delle imprese, è anche esente da oneri notarili.
Rimane lo “statuto standard” da emanarsi con decreto
interministeriale (Ministero della Giustizia, Ministero
dell’Economia e delle Finanze e Ministero dello Sviluppo
Economico) entro sessanta giorni dalla data di entrata in
vigore della legge di conversione.
Viene confermato che il capitale sociale va da un minimo di
1 euro ad un massimo di 10 mila euro. Per molti commentatori, la sottocapitalizzazione della società, costituisce un
“vizio di origine” di questa forma societaria, nel senso che
difficilmente queste società potranno ricorrere al mercato
del credito se non con idonee garanzie personali dei soci
(o dei loro familiari), cosa che potrebbe limitare non poco il
ricorso e lo sviluppo della srl semplificata.
Gli amministratori devono necessariamente essere scelti tra
i soci, quindi tra soggetti in linea con i requisiti anagrafici
richiesti ai soci
Molto rilevanti le disposizioni in materia di cessione di
quote sociali. È stabilito che gli acquirenti devono anch’essi
possedere il requisito di età richiesto per la costituzione,
pena la nullità dell’atto.
Analogamente si può ritenere nullo l’atto di cessione di
quota nei confronti di società terze, venendo meno, in questo caso, l’altro requisito soggettivo richiesto ai soci e cioè il
fatto di essere persone fisiche.
Da ultimo ricordiamo l’eliminazione dal testo di legge della
esclusione degli over trentacinquenni. Stabiliva infatti il
decreto che la perdita del requisito dell’età, da parte di un
socio, poteva essere causa di esclusione dello stesso dalla
società. Nel testo emendato questa disposizione è stata rimossa e, pertanto, il requisito di “socio giovane” sarà richiesto unicamente ai fini della costituzione mentre successivamente il superamento dell’età anagrafica non rileverà né ai
fini della permanenza del socio all’interno della società, né
ai fini della continuazione della stessa quando tutti i soci
avessero superato il limite dei 35 anni di età.
Ma la società semplificata a responsabilità limitata è veramente a “costo zero”?
Sicuramente, lo scopo della norma è ben perseguito dalla
Viene confermato che il capitale sociale
va da un minimo di 1 euro ad un massimo di 10 mila euro
esenzione da diritti di segreteria per l’iscrizione al registro
Imprese, imposta di bollo e oneri notarili.
Non sono, tuttavia, solo queste, le spese iniziali per la costituzione di una società. Nulla dice la norma in materia di
diritto annuale dovuto alle Camere di Commercio, dovuto
nella misura di 200,00 euro in fase di iscrizione al registro
imprese; analogamente la norma non si esprime in materia
di imposta di registro, dovuta nella misura di euro 168,00;
silenzio anche sulla tassa di concessione governativa per la
vidimazione e bollatura dei libri sociali (309,87 euro).
Ma si vedranno nel tempo gli sviluppi.
Attualità
22
MEDIAZIONE IN MATERIA CIVILE E COMMERCIALE
Laura Biasin
DAL 21 MARZO IL TENTATIVO È OBBLIGATORIO ANCHE PER I SINISTRI
STRADALI E LE LITI CONDOMINIALI.
l 21 marzo 2012, è entrato in vigore l’obbligo di esperire il
tentativo di mediazione, quale condizione di procedibilità
rispetto al processo giudiziario ordinario, anche per le controversie in materia di risarcimento danni da circolazione di
veicoli e natanti e in materia condominiale.
Ciò significa che chiunque voglia definire avanti al giudice
una controversia avente ad oggetto un sinistro stradale o
una lite condominiale, come primo passo dovrà attivare
una procedura di mediazione, depositandone la richiesta
presso un Organismo a ciò abilitato ai sensi del D.Lgs.
28/2010.
Presso la Camera di Commercio di Treviso, è possibile rivolgersi a Curia Mercatorum, Organismo di mediazione accreditato al n. 23 del Registro degli organismi di mediazione
istituito presso il Ministero di Giustizia.
di Pordenone, Belluno e Gorizia e, in sinergia con queste,
offre il servizio di A.D.R. (Alternative Dispute Resolution)
sulle diverse provincie di afferenza, promuovendo la risoluzione delle controversie attraverso l’utilizzo di tecniche
alternative al classico ricorso alla giustizia ordinaria.
L’attività di Curia si estrinseca principalmente nell’offerta
dei servizi di mediazione e di arbitrato: nel primo caso un
terzo neutrale, il mediatore, facilita la ricerca di una soluzione transattiva tra le parti; nel secondo caso, invece, un
terzo, l’arbitro, impone la sua decisione attraverso il lodo.
Associazione di diritto privato, Curia
Mercatorum è stata costituita su impulso della Camera di Commercio di Treviso
nel settembre del 1995
Associazione di diritto privato, Curia Mercatorum è stata
costituita, ai sensi degli articoli 14 e seguenti del codice
civile, su impulso della Camera di Commercio di Treviso
nel settembre del 1995, e, fin da subito, tale iniziativa ha
coinvolto numerose associazioni di categoria sia di natura
imprenditoriale che professionale.
L’Associazione vede la partecipazione, oltre che dell’ente
promotore trevigiano, anche delle Camere di Commercio
La mediazione è un istituto basato sulla volontà delle
parti, pertanto, chi non intenda aderire alla procedura,
non vi sarà in alcun modo costretto; va, tuttavia, sottolineato che la normativa italiana prevede (art. 8 D.Lgs.
28/2010) che dalla mancata partecipazione, senza giustificato motivo, al procedimento di mediazione il giudice, nel successivo giudizio, possa desumere argomenti
di prova ai sensi dell’art.116 c.p.c. e condannare la parte
al pagamento di una somma pari al contributo unificato
dovuto per il giudizio.
Quando invece le parti acconsentano a tentare di risolvere
bonariamente la controversia che li coinvolge, avrà luogo
l’incontro di mediazione, al quale presiederà il Mediatore,
terzo indipendente, imparziale e neutrale, che non vestirà
i panni di un giudice, decidendo quindi di torti e ragioni,
ma metterà semplicemente a disposizione delle parti la
sua professionalità e le sue competenze per cercare di aiutarle ad individuare i propri interessi e gli eventuali punti
d’incontro, facilitando, ove possibile, il concretizzarsi di
un accordo, lasciando comunque le parti sempre libere di
decidere di concludere la procedura in qualsiasi momento.
L’incontro di mediazione si costituisce di diverse fasi, sessioni congiunte e separate, nel corso delle quali tutte le
dichiarazione rese e le informazioni acquisite rimangono
assolutamente riservate e, le stesse parti possono nelle
sessioni private con il mediatore, comunicare allo stesso
informazioni in via confidenziale, per le quali egli sarà tenuto alla riservatezza nei confronti delle altre parti.
Raggiunto l’accordo, a tutela da eventuali inadempimenti,
la disciplina legislativa (art. 12) prevede che lo stesso possa
essere omologato, su istanza di parte, presso il Tribunale
nel cui circondario ha sede l’organismo di mediazione,
assumendo in questo modo titolo esecutivo, producendo
cioè gli stessi effetti di una sentenza.
Le parti che si vedano costrette ad affrontare una vertenza
riguardante un incidente stradale piuttosto che una lite
condominiale, troveranno, quindi, nella mediazione uno
strumento rapido (la procedura ha una durata di 4 mesi,
posta dalla disciplina) ed a costi predeterminati.
Con l’entrata in vigore del tentativo obbligatorio in queste
due ulteriori materie acquista, quindi, piena efficacia l’art. 5
del citato decreto 28/2010 che, circa un anno fa, introduceva il preventivo tentativo di mediazione come condizione di
procedibilità per tutta una serie di altre importanti materie,
vale a dire: diritti reali, divisioni, successioni ereditarie, patti
di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno derivante da responsabilità medica e da
diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo
di pubblicità, contratti assicurativi, bancari e finanziari.
ULTIME INTEGRAZIONI NORMATIVE ALLA DISCIPLINA
SULLA MEDIAZIONE CIVILE E COMMERCIALE
Giulia Poli
OBBLIGO DI TIROCINIO PER I MEDIATORI
A fine agosto 2011 il Ministro della Giustizia, di concerto
con il Ministro dello Sviluppo Economico, ha introdotto alcune rilevanti integrazioni alle previsioni contenute nel decreto ministeriale 180/2010, che, in materia di mediazione
civile e commerciale, regolamenta l’istituzione e il controllo sia dell'Elenco degli Enti accreditati per la formazione
dei mediatori sia del Registro degli Organismi abilitati ad
amministrare procedure di mediazione stragiudiziale (1).
Tra le modifiche apportate alle disposizioni previgenti,
particolarmente significative sono quelle riguardanti le
tariffe applicabili al servizio di mediazione e i requisiti di
formazione dei mediatori. Evidentemente l’intento perse-
guito è di dare soluzione ad alcune delle critiche sollevate,
e tuttora in fermento, nei confronti della riforma sulla mediazione civile e commerciale varata dal legislatore, due
anni orsono, con il d.lgs. 28/10 (2).
1
Si tratta delle modifiche introdotte dal Decreto 6 luglio 2011 n. 145 recante “Regolamento di modifica al decreto 18 ottobre 2010 n. 180 sulla determinazione dei criteri e delle modalità di iscrizione e tenuta del registro degli organismi di
mediazione e dell'elenco dei formatori per la mediazione”, pubblicato nella G.U. n. 197 del 25 agosto 2011.
2
Il Tar del Lazio ha accolto, con ordinanza 3202/2011, i ricorsi presentati dall’Organismo Unitario dell’Avvocatura italiana e dall’Unione Nazionale delle Camere Civili con riguardo alla non manifesta infondatezza della questione di
legittimità costituzionale degli artt. 5 e 16 del d. lgs. 28/2010, in riferimento agli artt. 24, 76 e 77 Cost.
Attualità
23
Riduzione delle tariffe del servizio
Con riguardo alle indennità di mediazione, le nuove
norme hanno disposto, in quasi tutte le previsioni, una
riduzione dei costi della procedura, con ciò dando seguito
al suggerimento espresso dal Consiglio di Stato a favore
del contenimento delle spese sostenute dai cittadini per il
servizio, in un periodo di crisi economica (3). Tra le altre si
ricordano, per la particolare incisività, le seguenti revisioni
alle tariffe:
- con riferimento alle procedure attivate nelle materie
in cui il tentativo è obbligatorio ex lege (art. 5.1 d.lgs.
28/2010) l’importo massimo delle spese è stato ridotto
nella misura di 1/3 per i primi sei scaglioni, e della metà
per i restanti (in precedenza la riduzione era prevista nella
misura di 1/3 per qualsiasi scaglione);
- inoltre, nei casi di mancata partecipazione della parte
invitata alla mediazione, l’importo massimo delle spese è
stato limitato ad Euro 40 per il primo scaglione e ad Euro
50 per tutti gli altri (prima era consentita solo la riduzione
pari ad 1/3 di cui al punto precedente).
L’esigenza di ridurre le indennità nasce, in verità, ancor
prima di ogni valutazione contingente, dalla necessità di
mantenere contenuti gli oneri della mediazione, in particolare quando questa è di natura obbligatoria, affinché
non si trasformi in un ostacolo al diritto di accesso al sistema giudiziario, con conseguente imputabilità di illegittimità costituzionale.
Le nuove tariffe sono state tutte prontamente recepite nel Regolamento di
mediazione di Curia Mercatorum (All. A
del Reg., Indennità del servizio di mediazione e criteri di determinazione)
Le nuove tariffe sono state tutte prontamente recepite nel
Regolamento di mediazione di Curia Mercatorum (All. A
del Reg., Indennità del servizio di mediazione e criteri di
determinazione).
Il tirocinio dei mediatori
Di notevole impatto, poi, le novità introdotte sul fronte
dei requisiti che i mediatori devono soddisfare per poter
mantenere l’iscrizione negli elenchi degli Organismi di
mediazione presso i quali risultano iscritti: ciascun professionista dovrà infatti conseguire un’esperienza pratica
di “tirocinio-assistito” consistente nella partecipazione,
come osservatore, ad almeno 20 casi di mediazione gestiti
presso Organismi iscritti nell’apposito Registro ministeriale.
Tale impegno va ad aggiungersi a quello di aggiornamento formativo (di 18 ore), già previsto originariamente dalla
disciplina, e come quello dovrà essere soddisfatto nell’arco
di ciascun “biennio di aggiornamento” (4).
La nuova disposizione ha creato non poche perplessità
negli addetti ai lavori per taluni profili di opportunità e
realizzabilità del tirocinio assistito così come configurato.
Dubbi ai quali neppure la circolare interpretativa del Ministero della Giustizia del 20 dicembre scorso ha dato una
risposta pienamente pacificatrice (5).
Il tirocinio, per definizione, consiste in un’attività pratica
volta alla formazione individuale, tramite addestramento
sul campo, finalizzata all’esercizio di un'arte, di una professione, di un mestiere, e compiuta sotto la guida di una persona esperta. Normalmente l’attività di tirocinio si colloca
in una fase iniziale, avendo una finalità di apprendimento
formativo e di inserimento in un determinato contesto
lavorativo o in un particolare percorso professionale. E di
solito ne viene anche definita una durata.
La norma sul tirocinio-assistito dei mediatori, invece, delinea un onere che né si configura come propedeutico all’attività di mediatore, né viene in qualche modo delimitato,
perpetuandosi perciò con cadenza biennale. Una forma di
“tirocinio continuo”, dunque, che si affianca all’obbligo di
aggiornamento formativo parimenti continuo.
Si è inteso prospettare, in definitiva, un percorso evolutivo
nel quale il mediatore-tirocinante viene introdotto all’esercizio dell’attività di mediazione secondo un cammino di
progressiva complessità che gli consenta da un lato di
accrescere la propria formazione pratica “assistendo” all’attività di un mediatore esperto, dall’altro, non essendogli
preclusa la contemporanea attività di mediazione (il tirocinio, si è detto, non è ad essa preliminare), di mettere in
pratica le proprie abilità nella gestione di incontri in prima
persona, ossia in qualità di mediatore.
Ai numerosi interrogativi presentatisi nell’interpretazione
della disciplina, il Ministero ha provveduto a dare risposta
emanando un’apposita circolare che, seppur abbia risolto
alcuni problemi applicativi, d’altro canto non ha rimosso
alcune grosse perplessità insorte all’indomani dell’emanazione delle previsioni in causa (6).
Un primo dubbio ha interessato il significato, quindi il
contenuto, da attribuire alla prescritta “partecipazione in
forma di tirocinio assistito” ad un caso di mediazione. Ci
si è chiesti, cioè, se il tirocinante, in questo percorso assistito, debba limitarsi ad un ruolo di osservatore, senza
possibilità di intervenire, o, viceversa, possa anche relazionarsi con le parti, sotto la guida e secondo le indicazioni
del mediatore-tutore.
Al riguardo il Ministero ha precisato che la partecipazione
debba essere intesa in senso restrittivo, ossia limitata alla
sola assistenza e non anche contemplando la possibilità
per il tirocinante di svolgere talune attività sotto la vigilanza del mediatore. Ciò al fine di dare piena consapevolezza,
ai soggetti che partecipano all’incontro, che l’attività di
mediazione è diretta e compiuta dal mediatore incaricato, evitando qualsiasi incertezza sul punto. Le parti, cioè,
devono poter individuare unicamente nel mediatore titolare il soggetto gestore di tutte le fasi dell’incontro, così da
instaurare il necessario rapporto di fiducia che costituisce
una componente essenziale della riuscita del tentativo
mediativo.
Organismi di mediazione presso i quali
risultano iscritti: ciascun professionista
dovrà infatti conseguire un’esperienza
pratica di “tirocinio-assistito”
Una seconda problematica insorta nell’applicazione pratica della previsione sul tirocinio ha riguardato il termine di
decorrenza dell’obbligo, ed è stata definitivamente risolta dalla circolare interpretativa specificando che il biennio
temporale di riferimento inizia a decorrere dall’entrata in
vigore del dm 145/11 (quindi dal 26 agosto 2011) per i
mediatori già iscritti nell’elenco di un Organismo accreditato, e dal momento dell’ottenimento dell’iscrizione, per
gli altri.
Non è stato purtroppo chiarito il dubbio relativo, invece,
al momento di decorrenza del biennio con riferimento
all’obbligo di aggiornamento formativo per quei mediatori
che, accreditati ai sensi della previgente disciplina sulla
conciliazione cd. “societaria” (l’abrogato D.Lgs. 5/03), risultavano già iscritti negli elenchi degli Organismi abilitati
a gestire quel tipo di conciliazione. A favore di questi mediatori la riforma sulla mediazione civile e commerciale,
predisposta dal d.lgs. 28/10, ha contemplato la possibilità
di mantenere l’iscrizione, quindi l’accreditamento al ruolo di mediatore, verificandosi le condizioni indicate dalla
regolamentazione di attuazione della riforma, ossia il dm
180/10 (7). Parrebbe ragionevole ritenere che il termine decorra dall’entrata in vigore di quest’ultimo (il 5 novembre
2010); nondimeno secondo altra opinione la decorrenza
deve riferirsi al momento della comunicazione al Ministero, da parte dell’Organismo, dell’avvenuta acquisizione,
da parte del mediatore, dei requisiti prescritti. Sul punto
Curia Mercatorum ha presentato uno specifico quesito
al Ministero, sì da poter dare una corretta informazione
ai propri mediatori. A tutt’oggi, purtroppo, non è giunto
Parere favorevole del Consiglio di Stato del 9 giugno 2011, n 2228, allo schema di regolamento recante modifiche al dm 180/2010.
L’art. 2 del dm 145/2011, ha modificato l’art. 4.3, lett. b), del dm 180/2010 secondo la seguente nuova formulazione: “b) il possesso, da parte dei mediatori, di una specifica formazione e di uno specifico aggiornamento almeno biennale,
acquisiti presso gli enti di formazione in base all'articolo 18, nonché la partecipazione, da parte dei mediatori, nel biennio di aggiornamento e in forma di tirocinio assistito, ad almeno venti casi di mediazione svolti presso organismi iscritti; (...)”.
5
Circolare 20 dicembre 2011 - Interpretazione misure correttive decreto interministeriale 145/2011.
6
Circolare 20 dicembre 2011, cit.
7
Art. 20.2 DM 180/2010 (Disciplina transitoria): “2. I mediatori abilitati a prestare la loro opera presso gli organismi di cui al comma 1 (ossia iscritti nel registro previsto dal previgente dm 222/04, ndr) devono acquisire, entro dodici mesi
dalla data di entrata in vigore del presente decreto (5 novembre 2010, ndr), i requisiti anche formativi in esso previsti per l'esercizio della mediazione o, in alternativa, attestare di aver svolto almeno venti procedure di mediazione, conciliazione
o negoziazione volontaria e paritetica, in qualsiasi materia, di cui almeno cinque concluse con successo anche parziale. Gli stessi mediatori, fino alla scadenza dei dodici mesi di cui al periodo precedente, possono continuare a esercitare l'attività
di mediazione. (...)”.
3
4
Attualità
alcun riscontro, pertanto si è deciso di attenersi ad una
linea prudenziale, facendo riferimento al primo indirizzo
interpretativo accennato.
Il numero di casi di mediazione, venti, cui dover partecipare a titolo di tirocinio, è stato subito percepito come
eccessivo se si considera che dovrebbe costituire, insieme
all’aggiornamento formativo, un requisito necessario per
conservare l’iscrizione nell’elenco ministeriale dell’Organismo di mediazione, pena la cancellazione dal medesimo
(e la conseguente impossibilità a svolgere l’attività di mediatore ai sensi del d.lgs. 28/10). Diversi Organismi di mediazione (tra questi, Curia stessa), considerato il numero di
incontri mediamente gestiti attualmente nell’anno, si sono
posti il problema di poter garantire l’assolvimento del tirocinio quanto meno ai mediatori iscritti al proprio elenco.
La difficoltà appena segnalata è stata esplicitamente riconosciuta dallo stesso Ministero, il quale ha affermato, nella
Il numero di casi di mediazione,
venti, cui dover partecipare a titolo di
tirocinio, è stato subito percepito come
eccessivo
citata circolare, che in questa prima fase di attuazione
della disciplina sulla mediazione, va preso atto del fatto
che, come rilevato dalla direzione generale di statistica del
Ministero, i procedimenti di mediazione con comparizione
della parte invitata sono solo il 30,62%.
Ciò comporta che, se da un lato le finalità perseguite
dall’introduzione dell’obbligo di tirocinio assistito, ossia
l’arricchimento personale del mediatore-tirocinante, richiederebbero che la partecipazione venisse riferita ai soli
casi di mediazione cd. “attiva” (nei quali, cioè, entrambe le
parti coinvolte intervengono all’incontro di mediazione e
questo veda l’effettivo svolgersi delle diverse sessioni che
lo caratterizzano), d’altro canto, per non limitare enormemente le possibilità di adempiere all’obbligo in causa,
l’unica soluzione praticabile è proprio quella di includere
tra le esperienze “utili” ai fini del tirocinio, anche i casi di
mediazione in cui la parte invitata non partecipi all’incontro e l’attività del mediatore si limiti a darne atto nel processo verbale con cui si chiude l’esperimento del tentativo
di mediazione.
Insomma, pur sancendo che l’assistere ad un procedimento di mediazione chiusosi con la verbalizzazione della
mancata partecipazione della parte invitata non produca
una effettiva utilità formativa per il mediatore-tirocinante,
il Ministero ha dovuto riconoscere la necessità, per il momento, di ritenere valida, ai fini del conteggio dei venti casi
di mediazione cui assistere, nel biennio, a titolo di tirocinio assistito, anche la presenza del mediatore-tirocinante
24
in questi casi di mediazione non “attiva”. Solo più avanti,
quando la mediazione stragiudiziale raccoglierà maggior
seguito in termini di adesione della parte invitata al procedimento, il Ministero si prefigge di modificare l’”orientamento tampone” così adottato, esigendo che il tirocinio
assistito si compia necessariamente partecipando a fasi
“attive” del procedimento di mediazione, cioè a momenti
del percorso di mediazione caratterizzati dalla partecipazione della parte invitata.
Connessa a questa, un’altra preoccupazione suscitata dalle
nuove previsioni ha riguardato l’obbligo, questa volta a carico degli Organismi di mediazione, di “consentire, gratuitamente e disciplinandolo nel proprio regolamento, il
tirocinio assistito” (8). Tale disposizione comporta, infatti,
per gli Organismi, la necessità di organizzare gli impegni
che ne derivano secondo ragionevoli modalità in cui possa
essere realizzato il tirocinio. La norma appena citata, se
letta in combinazione con la prescrizione, rivolta ai mediatori, di effettuare il tirocinio assistito “presso organismi
iscritti nell’apposito Registro tenuto dal Ministero della
Giustizia” (9), porta a concludere che l’obbligo di tirocinio
possa essere assolto partecipando, a tale titolo, ad almeno 20 casi di mediazione complessivamente, nell’arco del
biennio, presso qualsiasi Organismo di mediazione iscritto
al Registro ministeriale. Per gli Organismi di mediazione,
a loro volta, l’obbligo di acconsentire allo svolgimento del
tirocinio si prospetta non solo nei confronti dei mediatori
iscritti ai propri elenchi, bensì anche a favore di qualsiasi
mediatore abilitato ne faccia richiesta.
Per le difficoltà accennate sopra, molti Organismi hanno
previsto, nei rispettivi Regolamenti, di dare la precedenza
ai mediatori iscritti nel proprio elenco. In tal senso anche
il Regolamento di Curia (art. 10 cit. Reg.). Ciò almeno fintantoché la quantità di incontri non consentirà di concedere tale opportunità alla gran parte dei mediatori che ne
facciano richiesta.
Con riguardo a un altro elemento problematico, relativo al
numero di tirocinanti da coinvolgere in ciascun caso di
mediazione, il Ministero ha correttamente lasciato agli Organismi la facoltà di decidere su questo aspetto: non trovandosi alcuna indicazione nella normativa, né potendo
determinarlo in modo astratto e aprioristico, la soluzione
più ragionevole, recita la circolare, è di lasciare la valutazione al Responsabile di ciascun Organismo di mediazione
che dovrà tenere conto della propria capacità organizzativa (idoneità degli spazi a disposizione, numero delle parti
presenti, e cosi via), nel rispetto del criterio di efficienza
richiesto dalla stessa normativa (art. 16.1 d.lgs. 28/10).
A tal proposito il Regolamento di mediazione di Curia Mercatorum prevede che il numero di mediatori-tirocinanti
che possono partecipare simultaneamente al singolo incontro di mediazione debba essere individuato di volta in
volta in base alla tipologia della controversia, delle parti
e del numero dei soggetti coinvolti, insomma di quegli
elementi che, in ossequio alla buona riuscita del tentativo,
suggeriscono una partecipazione più o meno numerosa
di tirocinanti; alle parti, comunque, è garantita la facoltà
di escludere la partecipazione all’incontro del tirocinante
qualora esprimano una preferenza in tal senso.
Sanzioni per gli assenti ingiustificati
Infine, altra novità normativa degna di segnalazione, apportata questa volta al d.lgs. 28/2010, riguarda le “sanzioni” previste a carico della parte che, senza giustificato
motivo, non partecipi alla mediazione cui sia stata invitata
(con l’eccezione delle ipotesi di procedura volontaria):
all’art. 8.5 del citato decreto è stato, infatti, aggiunto un
ultimo periodo nel quale è stabilito che “Il giudice condanna la parte costituita che, nei casi previsti dall'articolo
5, non ha partecipato al procedimento senza giustificato
motivo, al versamento all'entrata del bilancio dello Stato di
una somma di importo corrispondente al contributo unificato dovuto per il giudizio” (10).
La norma cerca di porre rimedio ad un atteggiamento
constatato già nei primi mesi di applicazione della riforma sulla mediazione, per il quale molto spesso la parte
invitata all’incontro si rifiuta di aderire alla procedura o
neppure dà riscontro alcuno. Affinché la mediazione, nei
casi di tentativo obbligatorio, non finisca per diventare
un ulteriore aggravio ad un’azione giudiziale già lenta e
ponderosa, il legislatore ha voluto penalizzare economicamente quei comportamenti che, senza adeguata motivazione, conducano ad un futile esito della mediazione,
vale a dire una semplice verbalizzazione per mancata
partecipazione.
In vigore dal settembre scorso, tale rimedio “punitivo”
sembra stia dando già qualche piccolo frutto, cogliendosi,
per lo meno con riguardo ai riscontri ultimamente pervenuti a Curia, una leggera inversione di tendenza rispetto
all’accennata preclusione all’incontro mediativo troppo
spesso rilevata nei mesi scorsi.
L’auspicio a questo punto è di riuscire a far comprendere
ai cittadini, oggi costretti in molti casi dal legislatore a
sedersi attorno al tavolo della mediazione, che sarebbe
un’opportunità sprecata chiudersi pregiudizialmente a
qualsivoglia tentativo di ricerca di un buon accordo, lasciando al mediatore l’amaro compito di certificare l’esito
negativo della procedura.
Ma questa è una sfida culturale che dovrà essere raccolta
e condotta, piuttosto che dal legislatore, dagli Organismi
di mediazione, operando quotidianamente con efficienza,
trasparenza e chiarezza, affinché il cittadino possa acquistare la necessaria conoscenza e l’indispensabile fiducia in
uno strumento, la mediazione, la cui utilità ed efficacia è
invece nota a chi l’ha voluto o potuto sperimentare con
animo favorevole.
V. nota precedente.
Art. 4.3, lett. b), dm 180 (come modificato dal dm 145).
Art. 2, comma 35-sexies, del dl 138/2011. V. Testo del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138 (in GU n. 188 del 13/08/2011), coordinato con la legge di conversione 14 settembre 2011, n. 148, recante: «Ulteriori misure urgenti per la
stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo.» (GU n. 216 del 16/09/2011).
8
9
10
Studi e Ricerche
25
IL COMMERCIO ESTERO IN PROVINCIA DI TREVISO
NELL’ANNO 2011
Federico Callegari
Non cambia tuttavia il quadro di fondo, in termini di settori
che hanno avuto maggiore o minore capacità di recupero
rispetto ai livelli export ante-crisi.
Macchinari, gomma plastica, industria alimentare, vino
sono i settori con le migliori perfomance rispetto al 2011,
e con livelli di vendite superiori al 2008. Buono il recupero
delle esportazioni per la carpenteria metallica, rispetto al
2010 (+12,8%). Inferiore alla media la crescita export
per il legno arredo (+4,9%) e per le calzature (+4,8%).
Stazionario l’elettrodomestico. In calo strutturale i flussi
export dell’abbigliamento e della maglieria.
Complessivamente le imprese trevigiane hanno esportato
10,7 miliardi di euro: dato che l’ISTAT deve ancora rendere
definitivo e ad un soffio dalla perfomance (non attualizzata)
Nel 2011 le esportazioni trevigiane sono cresciute del +8%,
rispetto all’anno precedente, ma con segnali di rallentamento nel quarto trimestre: nell’ultimo scorcio d’anno infatti le vendite all’estero hanno conosciuto una contrazione del
-3,2% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente.
Per effetto di questo rallentamento, le dinamiche settoriali
risultano più attenuate, rispetto al bilancio fatto ai primi
nove mesi dell’anno.
Macchinari, gomma plastica, industria
alimentare, vino sono i settori con le
migliori perfomance rispetto al 2011,
e con livelli di vendite superiori al 2008
del 2008. L’import è stato pari a 6,5 miliardi di euro, per un
attivo commerciale di 4,2 miliardi.
L’industria dei macchinari chiude il 2011
con esportazioni in crescita del +19,2%
sull’anno precedente, e con un radicale
riorientamento dei propri mercati di
sbocco
L’analisi per settori
L’industria dei macchinari chiude il 2011 con esportazioni in crescita del +19,2% sull’anno precedente, e con un
Principali Paesi di destinazione delle esportazioni manifatturiere della provincia di Treviso
Anni 2008-2011. Valori assoluti in migliaia di euro, variazioni e incidenza percentuale
TERRITORIO
2011 (rett.)
Variazioni %
Incidenza
2009
2010
10.741.434
8.884.678
9.822.166
10.605.165
8,0
-1,3
100,0%
100,0%
7.198.501
5.957.283
6.251.064
6.565.274
5,0
-8,8
67,0%
61,9%
1.563.384
1.402.725
1.455.332
1.583.129
8,8
1,3
14,6%
14,9%
1.205.293
1.080.753
1.149.107
1.219.013
6,1
1,1
11,2%
11,5%
625.546
475.176
510.268
547.640
7,3
-12,5
5,8%
5,2%
524.111
414.031
520.383
543.587
4,5
3,7
4,9%
5,1%
689.871
467.032
459.001
422.593
-7,9
-38,7
6,4%
4,0%
353.134
316.552
342.349
353.931
3,4
0,2
3,3%
3,3%
295.928
258.775
246.221
258.293
4,9
-12,7
2,8%
2,4%
253.831
232.929
243.605
243.756
0,1
-4,0
2,4%
2,3%
228.415
188.939
175.533
199.544
13,7
-12,6
2,1%
1,9%
144.966
133.453
156.528
166.543
6,4
14,9
1,3%
1,6%
1.314.021
986.917
992.738
1.027.243
3,5
-21,8
12,2%
9,7%
3.542.933
Extra Ue27
189.791
di cui: Cina
383.882
Stati Uniti
440.635
Russia
270.232
Svizzera
207.697
Croazia
164.604
Turchia
32.864
Taiwan
86.661
Australia
52.965
India
120.355
Tunisia
1.593.247
Altri paesi Extra Ue27
Fonte: Elab. Ufficio Studi e Statistica CCIAA Treviso su dati ISTAT
2.927.395
3.571.102
4.039.891
13,1
14,0
33,0%
38,1%
259.554
562.378
733.632
30,5
286,5
1,8%
6,9%
286.543
364.378
394.828
8,4
2,9
3,6%
3,7%
292.029
314.578
365.212
16,1
-17,1
4,1%
3,4%
269.827
309.315
352.814
14,1
30,6
2,5%
3,3%
165.367
142.218
151.412
6,5
-27,1
1,9%
1,4%
116.638
128.177
144.754
12,9
-12,1
1,5%
1,4%
20.709
64.296
104.160
62,0
216,9
0,3%
1,0%
84.319
89.635
97.917
9,2
13,0
0,8%
0,9%
63.894
65.167
90.982
39,6
71,8
0,5%
0,9%
107.516
99.124
89.658
-9,5
-25,5
1,1%
0,8%
1.260.999
1.431.836
1.514.524
5,8
-4,9
14,8%
14,3%
MONDO
Unione Europea 27
di cui: Germania
Francia
Regno Unito
Romania
Spagna
Austria
Paesi Bassi
Belgio
Polonia
Ceca, Repubblica
Altri paesi Ue27
2008
11/10
11/08
2008
2011
Studi e Ricerche
26
Principali Paesi di destinazione delle esportazioni di macchinari della provincia di Treviso
Anni 2008-2011. Valori assoluti in migliaia di euro, variazioni e incidenza percentuale
TERRITORIO
MONDO
Incidenza
2009
2010
1.875.947
1.450.840
1.849.819
2.205.475
19,2
17,6
100,0%
100,0%
972.233
720.546
719.726
748.662
4,0
-23,0
51,8%
33,9%
213.198
173.019
175.793
188.695
7,3
-11,5
11,4%
8,6%
Unione Europea 27
di cui: Francia
Germania
2011 (rett.)
Variazioni %
2008
11/10
11/08
2008
2011
168.660
118.683
108.281
127.622
17,9
-24,3
9,0%
5,8%
Regno Unito
73.417
53.465
54.624
54.422
-0,4
-25,9
3,9%
2,5%
Spagna
91.299
62.313
50.108
49.840
-0,5
-45,4
4,9%
2,3%
Belgio
45.203
41.974
47.049
44.993
-4,4
-0,5
2,4%
2,0%
Romania
35.345
21.225
35.369
36.732
3,9
3,9
1,9%
1,7%
Austria
Paesi Bassi
34.989
33.053
36.917
34.165
-7,5
-2,4
1,9%
1,5%
43.760
29.954
29.433
33.251
13,0
-24,0
2,3%
1,5%
Svezia
36.339
21.299
33.866
33.221
-1,9
-8,6
1,9%
1,5%
Polonia
39.546
38.800
29.277
32.546
11,2
-17,7
2,1%
1,5%
190.477
126.760
119.008
113.174
-4,9
-40,6
10,2%
5,1%
Extra Ue27
903.713
730.295
1.130.093
1.456.814
28,9
61,2
48,2%
66,1%
di cui: Cina
Altri paesi Ue27
94.559
132.713
413.202
567.643
37,4
500,3
5,0%
25,7%
Taiwan
19.809
9.537
48.889
88.877
81,8
348,7
1,1%
4,0%
Stati Uniti
80.994
55.051
77.045
84.275
9,4
4,1
4,3%
3,8%
Russia
75.893
49.455
53.641
80.796
50,6
6,5
4,0%
3,7%
India
25.983
39.296
40.401
64.148
58,8
146,9
1,4%
2,9%
Turchia
41.003
26.763
42.745
49.133
14,9
19,8
2,2%
2,2%
Brasile
27.025
20.816
23.518
39.107
66,3
44,7
1,4%
1,8%
Svizzera
30.253
29.093
29.270
36.214
23,7
19,7
1,6%
1,6%
Australia
23.569
24.866
17.828
21.762
22,1
-7,7
1,3%
1,0%
Emirati Arabi Uniti
Altri paesi Extra Ue27
18.842
12.831
11.985
21.340
78,0
13,3
1,0%
1,0%
465.783
329.875
371.568
403.519
8,6
-13,4
24,8%
18,3%
Fonte: Elab. Ufficio Studi e Statistica CCIAA Treviso su dati ISTAT
radicale riorientamento dei propri mercati di sbocco, come
già evidenziato nelle analisi dei trimestri scorsi. Nel 2008
il 52% delle vendite avveniva entro i confini dell’Unione
Europea; con gli ultimi dati tale quota scende al 34%. Notevole dunque l’affermazione nei mercati extra-Ue: soprattutto verso i Paesi BRIC, ma anche verso la Turchia. Con un
recupero importante anche verso gli USA (+9,4%). In Cina
le vendite di macchinari, dal 2008 ad oggi, sono aumentate
di 6 volte (+500%).
Altro settore che conferma il pieno recupero è quello della
“gomma plastica”: del +12,7% è la crescita sul 2010, e
del +25% la variazione rispetto al 2008. Come già si osservava, per questo settore, contrariamente ai macchinari, si
consolidano le partnership commerciali infra-Ue27: soprattutto verso Germania (+13,5% sull’anno; +48,3% rispetto
al 2008), verso Francia, e verso la Polonia (+31% sull’anno
scorso: probabile effetto della filiera automotive, che in quel
Paese ha importanti siti produttivi).
L’export del settore “bevande” è buona
proxy del successo all’estero del vino
trevigiano, Prosecco in primis
L’export di prodotti alimentari cresce complessivamente
del +20,7%: dato che sale al +37% verso la Germania,
primo mercato di sbocco. Si torna a crescere anche negli
Stati Uniti (+27%) e in Russia (+10,8%).
L’export del settore “bevande” è buona proxy del successo
all’estero del vino trevigiano, Prosecco in primis: spicca ancora una volta il risultato verso la Germania (+26%, per vendite pari a 125 milioni di euro). Secondo mercato di sbocco
gli USA: 42,5 milioni di euro, con una crescita del +28% sul
2010 e del +86% sul 2008. Piccola contrazione delle vendite verso il Regno Unito (-2,1%), compensata da aperture
su altri fronti, come ad esempio verso l’Ungheria e la Svezia.
Resta invece debole la dinamica export
del mobile: +4,9% nel complesso, che
scende al +2,9% nel mercato europeo, a
causa della concatenazione del settore
con la crisi dell’edilizia
La carpenteria metallica chiude l’anno con un interessante “guizzo” del +12,8%: determinato soprattutto da
un “picco” verso il Regno Unito (+123%) e da crescite significative delle vendite verso Repubblica Ceca (+39,5%)
e Austria (+45,3%). Per questo settore resta difficile da
recuperare il livello delle vendite verso i mercati extra-Ue
(-25,2% sul 2008): qualche commessa intercettata in Qatar
e Nigeria determina variazioni percentuali anomale. Performance interessanti si registrano verso Svizzera, Russia e
soprattutto Emirati Arabi (+75%).
Studi e Ricerche
27
Resta invece debole la dinamica export del mobile: +4,9%
nel complesso, che scende al +2,9% nel mercato europeo,
a causa della concatenazione del settore con la crisi dell’edilizia. Fra i primi mercati di sbocco, si mantengono le posizioni in Germania, mentre si riesce a spuntare più crescita
verso la Francia (+12,6%). In flessione le vendite verso
Regno Unito (-3,2%), verso Spagna (-10,5%) e soprattutto
verso Grecia (-33,2%). Verso questo Paese le vendite si
sono contratte dai 45,2 milioni del 2008 ai 18,9 milioni del
2011. Migliori le perfomance del settore nei mercati extra-
Ue: del +9,8% è la variazione annuale complessiva. Si recupera bene negli USA (+13,9%), in Svizzera (+13,5%),
un po’ meno bene in Russia (+4,5%), che resta comunque
quarto mercato di sbocco per il settore, con vendite per oltre 93 milioni di euro.
Commercio estero delle province venete. Anno 2011 (dati rettificati)
Confronto con i corrispondenti periodi del 2008, 2009 e 2010. Dati in migliaia di euro
Territorio
2008
2009
2010
2011 (rett.)
Var.%
Peso%
11/10
11/08
2008
2011
EXPORT
Belluno
2.484.713
2.060.850
2.466.242
2.689.643
9,1
8,2
5,0
5,3
Padova
7.304.230
5.759.566
7.153.486
8.281.244
15,8
13,4
14,6
16,5
Rovigo
1.302.365
892.549
1.096.213
1.317.934
20,2
1,2
2,6
2,6
Treviso
10.809.738
8.945.641
9.903.464
10.699.558
8,0
-1,0
21,6
21,3
Venezia
4.559.907
3.302.091
3.813.831
3.824.105
0,3
-16,1
9,1
7,6
Verona
8.706.073
7.077.072
8.111.719
8.975.592
10,6
3,1
17,4
17,9
Vicenza
14.847.002
11.201.654
13.068.530
14.494.518
10,9
-2,4
29,7
28,8
VENETO
50.014.027
39.239.422
45.613.485
50.282.594
10,2
0,5
100,0
100,0
ITALIA
369.015.556
291.733.117
337.346.283
375.849.581
11,4
1,9
-
-
13,6
13,5
13,5
13,4
% Veneto/Italia
IMPORT
Belluno
789.893
715.384
878.528
937.569
6,7
18,7
2,0
2,3
Padova
5.147.473
4.196.761
5.731.216
6.118.690
6,8
18,9
13,0
15,1
Rovigo
2.235.505
853.253
1.156.127
1.234.594
6,8
-44,8
5,7
3,0
Treviso
5.880.517
4.941.057
6.135.755
6.541.111
6,6
11,2
14,9
16,1
Venezia
5.408.563
4.340.758
5.049.863
4.819.338
-4,6
-10,9
13,7
11,9
Verona
12.293.921
9.965.187
11.855.398
12.739.796
7,5
3,6
31,1
31,4
Vicenza
7.746.315
5.611.665
7.513.767
8.206.862
9,2
5,9
19,6
20,2
VENETO
39.502.187
30.624.066
38.320.653
40.597.960
5,9
2,8
100,0
100,0
ITALIA
382.050.168
297.608.663
367.389.805
400.479.614
9,0
4,8
-
-
10,3
10,3
10,4
10,1
% Veneto/Italia
SALDI
(Variaz. assoluta)
Belluno
1.694.820
1.345.466
1.587.715
1.752.074
164.359
57.254
Padova
2.156.757
1.562.804
1.422.270
2.162.554
740.285
5.797
Rovigo
-933.140
39.296
-59.914
83.341
143.254
1.016.481
Treviso
4.929.221
4.004.584
3.767.709
4.158.447
390.737
-770.774
Venezia
-848.656
-1.038.668
-1.236.032
-995.233
240.798
-146.577
Verona
-3.587.848
-2.888.115
-3.743.678
-3.764.204
-20.526
-176.357
Vicenza
7.100.687
5.589.989
5.554.763
6.287.656
732.893
-813.031
VENETO
10.511.840
8.615.356
7.292.833
9.684.634
2.391.801
-827.206
ITALIA
-13.034.612
-5.875.546
-30.043.522
-24.630.034
5.413.489
-11.595.421
Fonte: Elab. Ufficio Studi e Statistica CCIAA Treviso su dati ISTAT
Studi e Ricerche
28
TREVISO: COMMERCIO ESTERO per voce merceologica. Anno 2011 (dati rettificati)
Confronto con i corrispondenti periodi del 2008, 2009 e 2010. Dati in migliaia di euro
EXPORT
Cod.
Voce merceologica
A
Agricoltura e pesca
B
Prodotti delle miniere e delle cave
Prodotti petroliferi raffinati
Prodotti alimentari (incl.tabacco)
2010
2011 (rett.)
Var.%
11/10
Peso%
11/08
2008
2011
22.734
22.216
25.599
23.617
-7,7
3,9
0,2
0,2
6.013
4.371
6.867
5.878
-14,4
-2,2
0,1
0,1
277
333
593
332
-44,0
19,8
0,0
0,0
318.836
329.375
343.682
414.739
20,7
30,1
2,9
3,9
245.562
255.876
288.315
350.088
21,4
42,6
2,3
3,3
Filati e tessuti
413.734
349.200
360.595
392.296
8,8
-5,2
3,8
3,7
Abbigliamento
994.952
709.691
650.499
641.573
-1,4
-35,5
9,2
6,0
Maglieria
302.375
181.438
134.136
122.388
-8,8
-59,5
2,8
1,1
Concia e lavorazioni pelli
126.613
95.633
111.498
105.580
-5,3
-16,6
1,2
1,0
Calzature
909.349
820.754
875.132
917.275
4,8
0,9
8,4
8,6
Gioielli
142.470
144.324
169.798
154.498
-9,0
8,4
1,3
1,4
61.088
54.038
64.011
68.748
7,4
12,5
0,6
0,6
Mobili
1.454.234
1.243.702
1.345.217
1.411.071
4,9
-3,0
13,5
13,2
Legno
117.455
102.755
117.364
121.022
3,1
3,0
1,1
1,1
Carta e stampa
175.615
157.161
169.724
180.322
6,2
2,7
1,6
1,7
Prodotti chimici, farmaceutici, fibre sintetiche
149.609
119.470
143.511
151.418
5,5
1,2
1,4
1,4
Prodotti in gomma o plastica
324.232
302.861
359.800
405.349
12,7
25,0
3,0
3,8
Vetro e prodotti in vetro
66.607
56.302
67.304
74.013
10,0
11,1
0,6
0,7
Pietre tagliate, modellate e finite
16.884
10.804
12.568
9.937
-20,9
-41,1
0,2
0,1
Metallurgia
210.034
131.319
174.615
215.276
23,3
2,5
1,9
2,0
Carpenteria metallica
649.079
590.841
555.659
626.516
12,8
-3,5
6,0
5,9
Elettronica, app. medicali e di misuraz. (escl.
occhialeria)
Elettrodomestici
174.184
152.598
168.078
143.610
-14,6
-17,6
1,6
1,3
832.524
657.469
706.600
713.833
1,0
-14,3
7,7
6,7
Altre apparecchiature elettriche
457.014
367.635
440.658
463.834
5,3
1,5
4,2
4,3
1.875.947
1.450.840
1.849.819
2.205.475
19,2
17,6
17,4
20,6
Mezzi di trasporto e componentistica
315.976
237.493
277.255
290.507
4,8
-8,1
2,9
2,7
Altri prodotti dell'industria manifatturiera
406.783
362.766
435.735
425.465
-2,4
4,6
3,8
4,0
Macchinari
D-V
2009
Bevande
Occhialeria
C
2008
Altri servizi
Totale Complessivo
39.557
34.376
48.832
64.898
32,9
64,1
0,4
0,6
10.809.738
8.945.641
9.903.464
10.699.558
8,0
-1,0
100,0
100,0
Fonte: Elab. Ufficio Studi e Statistica CCIAA Treviso su dati ISTAT
Per le calzature si registra una debole crescita delle esportazioni, pari al +4,8%: le migliori perfomance riguardano le vendite verso Francia (+6,0%) e verso Paesi Bassi
(+13,0%). Del -23,6% è la flessione delle vendite in Grecia
(da 23 a 17,6 milioni). Con riferimento ai mercati extra-Ue,
si perde quota negli USA (-8,0%), si recupera molto in Russia (+27,8%).
L’export relativo al tessile-abbigliamento parrebbe viag-
giare in calma piatta verso l’Unione Europea (-0,3%). Il dato
medio nasconde andamenti molto diversi tra loro: si cresce del +6,3% in Francia e del +4,6% nei Paesi bassi.
Flessione del -46% in Grecia, e del -21,6% in Austria.
Contrazioni prossime al -10% anche in Spagna e Regno
Unito. I dati export da Treviso verso i mercati extra-Ue
perdono sempre più di significato a causa dei processi
di internazionalizzazione delle produzioni e dei correlati
flussi di merci “estero su estero”. Da segnalare, ad ogni
modo, un incremento del +12% delle importazioni di
abbigliamento in provincia.
Parzialmente interessato da analoghi fenomeni è il settore
elettrodomestico: le esportazioni restano sui livelli del
2010 (+1,0%) ma potrebbero nascondere anche in questo caso flussi “estero su estero”. La peggiore perfomance
si registra verso la Spagna (-15,2%). Bene verso Svizzera
(+38,6%), Russia (+12,4%), Stati Uniti (+51,1%).
Studi e Ricerche
29
TREVISO:COMMERCIO ESTERO per voce merceologica. Anno 2011 (dati rettificati)
Confronto con i corrispondenti periodi del 2008, 2009 e 2010. Dati in migliaia di euro
IMPORT
Cod.
Voce merceologica
A
Agricoltura e pesca
B
Prodotti delle miniere e delle cave
Prodotti petroliferi raffinati
2010
2011 (rett.)
Var.%
11/10
Peso%
11/08
2008
2011
176.903
190.685
199.279
217.074
8,9
22,7
3,0
3,3
13.462
8.882
9.823
12.040
22,6
-10,6
0,2
0,2
487
722
1.288
1.957
51,9
301,7
0,0
0,0
223.602
271.683
304.114
11,9
30,0
4,0
4,6
13.533
15.394
15.221
18.916
24,3
39,8
0,2
0,3
Filati e tessuti
249.415
198.864
254.091
316.015
24,4
26,7
4,2
4,8
Abbigliamento
869.468
776.985
838.823
939.695
12,0
8,1
14,8
14,4
Maglieria
300.655
275.907
252.081
250.118
-0,8
-16,8
5,1
3,8
59.193
48.144
47.754
54.124
13,3
-8,6
1,0
0,8
673.422
583.870
710.025
756.590
6,6
12,4
11,5
11,6
3.993
4.407
4.566
4.987
9,2
24,9
0,1
0,1
Occhialeria
31.078
28.336
33.160
32.828
-1,0
5,6
0,5
0,5
Mobili
58.069
51.647
65.427
64.759
-1,0
11,5
1,0
1,0
Legno
292.332
217.545
292.624
279.318
-4,5
-4,5
5,0
4,3
Carta e stampa
128.735
114.864
142.439
158.316
11,1
23,0
2,2
2,4
Prodotti chimici, farmaceutici, fibre sintetiche
340.140
300.462
397.738
457.937
15,1
34,6
5,8
7,0
Prodotti in gomma o plastica
214.138
160.405
249.779
278.300
11,4
30,0
3,6
4,3
56.099
44.699
57.662
60.204
4,4
7,3
1,0
0,9
Bevande
Concia e lavorazioni pelli
Calzature
Gioielli
Vetro e prodotti in vetro
Pietre tagliate, modellate e finite
D-V
2009
233.959
Prodotti alimentari (incl.tabacco)
C
2008
1.420
1.495
1.397
1.869
33,8
31,6
0,0
0,0
Metallurgia
420.965
276.868
380.167
435.734
14,6
3,5
7,2
6,7
Carpenteria metallica
172.392
152.979
197.655
212.382
7,5
23,2
2,9
3,2
Elettronica, app. medicali e di misuraz. (escl. occhialeria)
Elettrodomestici
168.947
184.519
323.256
271.327
-16,1
60,6
2,9
4,1
361.640
321.556
334.388
318.685
-4,7
-11,9
6,1
4,9
Altre apparecchiature elettriche
146.294
116.739
186.280
185.187
-0,6
26,6
2,5
2,8
Macchinari
430.482
300.171
419.218
477.434
13,9
10,9
7,3
7,3
Mezzi di trasporto e componentistica
145.407
91.004
150.241
121.708
-19,0
-16,3
2,5
1,9
Altri prodotti dell'industria manifatturiera
242.904
198.972
226.596
224.182
-1,1
-7,7
4,1
3,4
74.984
51.333
73.091
85.314
16,7
13,8
1,3
1,3
5.880.517
4.941.057
6.135.755
6.541.111
6,6
11,2
100,0
100,0
Altri servizi
Totale complessivo
Fonte: Elab. Ufficio Studi e Statistica CCIAA Treviso su dati ISTAT
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