BAMBINI IPERATTIVI E DISATTENTI
A SCUOLA
Giorgia Sanna – Pedagogista
[email protected]
18 aprile 2015
18/12/2015
Giorgia Sanna - Pedagogista [email protected]
… e poi c’è la SCUOLA
18/12/2015
Giorgia Sanna - Pedagogista [email protected]
Difficoltà di comunicazione scuola-famiglia
Insegnanti
Genitori
Informati dall’Infanzia danno
tempo al bambino e
rassicurano i genitori, che poi
convocano a scuola
Confermano la disponibilità,
ma elencano le azioni
inadeguate del bambino e il
grado di disturbo che provoca
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Già in difficoltà a casa, spesso
arrivano sulla difensiva
Difendono il bambino,
minimizzano i comportamenti
inadeguati e pensano
“eccessive” alcune richieste
della scuola
Si sentono inadeguati come
genitori e vivono il figlio come
un “piccolo mostro”; devono
accettare le lamentele di tutti e
accettare che il bimbo non
“matura”
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Difficoltà di comunicazione scuola-famiglia
Insegnanti
Genitori
Pensano a carenze educative o
problemi familiari
Pensano, in modo consolatorio,
che siano gli insegnanti a non
saper gestire il figlio
Si incrementa la “sensibilità” ai
comportamenti negativi
Difendono il bambino,
minimizzano i comportamenti
inadeguati e pensano
“eccessive” alcune richieste
della scuola
Aumentano note e comunicazioni
Non vedono miglioramenti e
diminuisce la disponibilità a
comprendere il disturbo, anche
per l’idea che la famiglia non
faccia la sua parte
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Cresce la sensazione di
impotenza (possono solo
punire) e diminuisce l’effetto
sul comportamento del
bambino
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Rapporto scuola-famiglia
•
Quindi che si può fare?
Proporre soluzione intrascolastiche:
•
•
•
Noi abbiamo pensato di fare queste cose
Frequenti comunicazioni scuola-famiglia
Leggere in modo obiettivo il comportamento del
bambino:
1. Quali potenzialità
2. Scopi del suo comportamento scorretto
3. Quali fattori contingenti influenzano, positivamente
e negativamente
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Favorire l’efficacia dell’insegnante
Accettare il disturbo
Conoscere il disturbo
Restare calmi
Mantenere delle routine e regolarità
Fare richieste chiare e comunicare con chiarezza
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Favorire l’efficacia dell’insegnante
Conoscere gli elementi che scatenano le crisi
Essere positivi
Utilizzare tecniche di gestione efficaci e coerenti
Condividere i problemi
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Apprendimento scolastico
In generale il rendimento scolastico risulta
inferiore a quello atteso in base alle
potenzialità cognitive
•
•
•
•
Difficoltà nell’ascolto,
nel portare a termine i lavori,
mancata inibizione dell’impulsività,
scarsa organizzazione del lavoro e dei
materiali.
I compiti più difficoltosi
• Lavori lunghi
• Compiti che richiedono organizzazione e
•
•
•
•
•
pianificazione (es. problemi)
Studio orale
Prendere appunti
Prove di comprensione del testo
Produzioni del testo (senza un metodo
specifico)
Interrogazioni che richiedano discorsi
articolati ed esaustivi, specie su argomenti
studiati un po’ di tempo prima
Una grande variabilità di prestazioni
Quali sono i fattori che influenzano le prestazioni?
• Il momento della giornata
• La fatica
• L’incremento della complessità del
compito
• La richiesta di strategie più sofisticate
• Il livello di stimolazione ambientale
• Una serie di immediate contingenze
associate al compito
• La presenza di un supervisore adulto
ADHD e Disturbi dell’apprendimento
DAS
ADHD
Scarsi risultati scolastici portano a scarsa
motivazione, quindi disattenzione e iperattività
ADHD
DAS
I sintomi del ADHD causano basse prestazioni
scolastiche
DAS
ADHD
Esiste una comorbidità su base neurobiologica
comune
Qual è il cuore del problema?
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Concentrazione e attenzione
sostenuta; completamento del
lavoro
Pianificazione e
soluzione di problemi;
Comportamento
motorio; goffaggine;
selezione delle info
rilevanti
atti pericolosi
Gestione delle emozioni;
tolleranza della
frustrazione
Non riesce a
regolare
Autostima;
autoefficacia; ruoli
gratificanti
Comp. Sociale
Impulsività; disordine
nel lavoro
Motivazione;
impegno e sforzo
Rispetto delle regole
Come aiutare chi ha scarso autocontrollo?
Eteroregolando!
Predisporre un ambiente
facilitante
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OSSERVAZIONE COMPORTAMENTALE
L’ADHD può non essere
osservabile
• In situazioni altamente
strutturate
• In situazioni nuove
• Quando il bambino è
impegnato in attività
interessanti
• Quando il bambino viene
seguito individualmente
• In un contesto controllato e
sorvegliato
• Quando vengono elargite
frequenti ricompense
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L’ADHD peggiora
particolarmente
•
•
•
•
In situazioni non strutturate
Durante attività ripetitive
In situazioni noiose
In presenza di molte
distrazioni
• Con sorveglianza minima
• Quando si richiede attenzione
sostenuta o sforzo mentale
• Durante attività al proprio
ritmo
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Prevedere ciò che accadrà è alla base del
processo decisionale
Nei bambini con Adhd spesso le azioni
negative non sono intenzionali, ma vi è scarsa
capacità di prevedere le conseguenze
I bambini con Adhd:
• sottovalutano i pericoli
• non si rendono conto di ferire gli altri
• compiono azioni «scorrette» senza prevedere la
punizione
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I bambini iperattivi e disattenti e l’ambiente
...Quando si è iperattivi qualcosa funziona diversamente…
• mancanza di inibizione
• scarse capacità di gestione dello sforzo e di autoregolazione
• percezione del tempo
COSA SUCCEDE IN PRATICA?
Nell’interazione, allora, diventa necessario essere:
• ESSENZIALI
• FEEDBACK IMMEDIATI
• RAPIDI
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Intervento in ambito scolare
Si struttura in 3 linee:
1. Predisposizione di un contesto
scolastico facilitante
2. Individuazione di modalità didattiche
funzionali
3. Interventi sul comportamento
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1.Predisposizione di un contesto facilitante
• Organizzazione degli spazi: ordinato ≠
organizzato
• Routine e regole: aumento capacità di
previsione e autoregolarsi
• Attività strutturate nei momenti liberi e di
transizione: diminuzione dei tempi «vuoti»
di attesa
• Organizzazione dei materiali: prevedibilità
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2. Didattica
• Definire tempi di svolgimento e
difficoltà dei compiti
• Modalità che favoriscono la tenuta
attentiva (ad es. spezzettare i compiti,..)
• Procedure di controllo del lavoro
• Regole che contrastino l’impulsività
• Peer tutoring, Apprendimento
cooperativo
• Il bambino ADHD fa lezione alla classe
• Attività con il computer
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3. Intervento sul comportamento
•
Osservare:
•
•
•
•
•
•
cosa accade e quando
cosa faccio prima o cosa dopo
come è il bambino quando è tranquillo
quando sta per… ci sono segnali anticipatori?
Fornire informazioni di ritorno: va bene così; non così
ma… (diamo sempre l’informazione di quello che va
bene)
Selezionare comportamenti da modificare
(incrementare o estinguere): non possiamo agire su
tutto, necessario fissare degli obiettivi su alcuni
aspetti
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3. Intervento sul comportamento
•
Utilizzo della gratificazione: i rimproveri e cosa non va
di loro lo conoscono bene, glielo diciamo
continuamente
•
Utilizzo di contratti comportamentali: essere espliciti e
condividere cosa si intende fare
•
Punire solo se necessario: dopo aver prima lavorato su
punti di forza e accordi con contratti educativi
•
Favorire l’uso delle comunicazioni di merito: quando
fanno bene comunichiamolo alla famiglia formalmente
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TRASMETTERE REGOLE EFFICACI
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COME FORMULARE LE REGOLE
e QUANDO USARLE
• REGOLE EFFICACI e INEFFICACI
– Descrizioni mirate piuttosto che descrizioni
vaghe di un comportamento:
• Se vuoi imparare a fare i triangoli esegui 1 scheda
al giorno (descrizione precisa).
• Se vuoi migliorare nel fare le cornici ne devi farne
molte (descrizione vaga);
[da Garry M. Pear J. (2000) (trad. Italiana a cura di Moderato P. e Rovetto F.), Strategie e
tecniche per il cambiamento, McGraw-Hill, Milano]
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COME FORMULARE LE REGOLE
e QUANDO USARLE
• REGOLE EFFICACI e INEFFICACI
– Conseguenze certe piuttosto che conseguenze
improbabili:
• Ogni volta che riordini l’angolo libri alla fine avrai 3
figurine (probabile);
• Lavarsi le mani prima di prendere la caramella, ma i
bambini sanno che la maestra non verifica questa regola
(conseguenza improbabile).
[da Garry M. Pear J. (2000) (trad. Italiana a cura di Moderato P. e Rovetto F.), Strategie e
tecniche per il cambiamento, McGraw-Hill, Milano]
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COME FORMULARE LE REGOLE
e QUANDO USARLE
• REGOLE EFFICACI e INEFFICACI
– Scadenze definite piuttosto che mancanza di
scadenze.
• Entro quanto tempo deve essere fatto X?
• Quanto tempo per X?
• Il premio arriva dopo X…
[da Garry M. Pear J. (2000) (trad. Italiana a cura di Moderato P. e Rovetto F.), Strategie e
tecniche per il cambiamento, McGraw-Hill, Milano]
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ORGANIZZAZIONE DELL’AMBIENTE
E DELLE ATTIVITA’
L’ORGANIZZAZIONE DEGLI SPAZI
- La disposizione dei banchi:
- può favorire la partecipazione del bambino ADHD e
del resto della classe; in relazione alla situazione da
gestire si può valutare quale sia l’organizzazione
migliore;
- Considerare NON solo la dislocazione spaziale dei
banchi MA anche quali interazioni con l’ambiente, con
i pari e l’insegnante è possibile ne scaturiscano.
Allo scopo è utile porsi alcune domande …
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ORGANIZZAZIONE DELL’AMBIENTE
E DELLE ATTIVITA’
• Dalla cattedra si vede il bambino?
• È favorito lo scambio sguardo insegnantebambino?
• - È facilmente raggiungibile?
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ORGANIZZAZIONE DELL’AMBIENTE
E DELLE ATTIVITA’
• Ha compagni vicino a lui e come sono questi
bambini? Tranquilli o vivaci?
Circondare il bambino ADHD di MODELLI POSITIVI, spt. se
il bambino li considera tali.
• Se un bambino si alza con quanti compagni
entra in contatto?
• E’ rivolto verso la finestra?
• Quanti compagni osserva dal suo posto?
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ORGANIZZAZIONE DELL’AMBIENTE
E DELLE ATTIVITA’
POTENZIALI DISTRATTORI ALL’INTERNO DELL’AULA:
• Cartelloni
• Cestino
• Porta
• Finestre
• Orologio
• Compagni vicini
• Armadi/librerie
E’ difficile eliminare tutte le fonti di distrazione MA
è importante tenerne conto nella disposizione e
nell’organizzazione dell’aula.
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LE ATTIVITA’ DIDATTICHE
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ORGANIZZAZIONE DELL’AMBIENTE E DELLE ATTIVITA’
«ADHD E COMPITI A CASA» (Daffi e Prandolini, Erickson)
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Materiali e strumenti ordinati:
A che cosa serve una cassetta degli attrezzi:
Selezionare i materiali
Scegliere solo quelli utili per il compito
Come si usa:
Verificare giornalmente e prima del compito il contenuto
Chiedersi cosa: mi serve per questo compito?
Si prende solo quello che serve nell’immediato
Mentre si svolge il compito la cassetta rimane chiusa
Dopo il compito si ripone tutto nella cassetta
La cassetta rimane accessibile al bambino pur con le regole di cui
sopra
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La parete delle informazioni:
Menu del giorno
A che cosa serve:
Ritrovare facilmente tutte le informazioni
Ridurre il rischio di distrazione
Favorire l’organizzazione.
Utile anche per il docente
Focalizzare l’attenzione dell’alunno su dati o avvisi che
l’adulto ritenga importanti.
Come si usa:
La parete delle informazioni va sempre mantenuta
aggiornata e visibile al bambino, per questo non è
consigliabile scegliere un ambiente che preveda di montare
e smontare all’occorrenza lo spazio informazioni.
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Il tempo per rigenerarsi:
A che cosa serve:
1: La consegna. Prima dell’avvio delle attività
consegneremo al nostro alunno le ricaricard.
Atteniamoci alla regola secondo la quale il soggetto
ADHD ha un tempo di azione di circa 15/20 minuti
(ovviamente molto dipende dall’età e dal tipo di
compito, ogni tutor dovrà scoprire la durata “ideale” di
una proficua sezione di lavoro procedendo, almeno
all’inizio, per prove ed errori). Se ipotizziamo 1 ora di
attività effettiva per portare a termine tutti i compiti
possiamo consegnare al bambino 1 carta cambio
attività, 2 pit stop e una pausa, rimanderemo
ovviamente la merenda al termine dei compiti. Se
ipotizziamo 2 ore di attività effettiva dovremo invece
consegnare tutte le carte presenti nell’allegato (2
cambio attività, 3 pit stop, 3 pause e 1 merenda). Non
è consigliabile prevedere più di 2 ore di effettivo lavoro
sui compiti per un bambino con disturbo dell’attenzione
e/o iperattività, ciò significherebbe chiedere troppo al
bambino e rischiare di non ottenere i risultati attesi
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Il tempo del compito:
A che cosa serve:
Il righello dà al soggetto la possibilità di
riconoscere in ogni momento in quale sottofase
del compito si trova e, di conseguenza, cosa
viene lui richiesto in quel particolare stadio. A
sostegno delle competenze meta cognitive e
della gestione del tempo vi è l’aggiunta di una
finestrella dove inserire l’ora di inizio della fase
corrente.
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I tempi dei compiti: il puzzle intelligente
18/12/2015
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I tempi dei compiti: il puzzle intelligente
18/12/2015
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I tempi dei compiti: il puzzle intelligente
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GRAZIE PER
L’ATTENZIONE
18/12/2015
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