G.Caputo M.Brunetti S. Cecchini
L’AMERICA DI SULLIVAN
Giovanni CAPUTO
LA PSICOTERAPIA NEGLI
STATI UNITI : LE ORIGINI
l’epoca della fine ‘800 e del primo ‘900 è distinta dal
carattere collaborativo e associativo tra discipline
diverse come psicologia neurologia psichiatria e
filosofia significativo è stato l’interesse per gli aspetti
sociali che il disagio mentale produceva anche per
arginare da parte dei medici e degli psicologi
l’influenza del movimento della “Christian Science”.
Le radici culturali che animarono il pionieristico
interesse per la psicoterapia si ritrovano in quel “New
England Spirit” che aveva il suo centro in Boston e
nell’università di Harvard
(Conci 2000)
Le figure più significative di questo contesto americano
W.James
J.J.Putnam
A.Meyer
1842-1910
1846-1918
1866-1950

lo studio dei disturbi mentali e nervosi da parte demd
Lo studio dei disturbi mentali e nervosi da parte dei medici
gli esperimenti con l’ipnosi condotti dai neurologi
la ricerca teorica sviluppata dagli psicologi accademici
CRISI DEL “SOMATIC STYLE”
“NEW PSYCHOPATHOLOGY”
1906 - viene inserita nell’Index Medicus la voce “psicoterapia”
M.Prince fonda la rivista Journal of Abnormal Psychology
1909 - Prince Putnam e Sidis espongono alla American Medical
Association lo stato delle conoscenze sulla psicoterapia e
Jones presenta un suo originale contributo : “Psychoanalysis
in psychotherapy
1910 - viene fondata a Washington l’ American Psychopathology
Association
LA SCUOLA DI BOSTON
( Hale 1971)
W.James (psicologo)
(1890 – Principles of Psychology)
J.Royce
H. Munstenstenberg
(filosofi)
J.J.Putnam (neurologo)
A.Meyer (psichiatra)
l’espressione di un clima intellettuale dal carattere cosmopolita
ed eclettico e di orientamento antiestablishement (D.Ross 1978)
W.JAMES : funzionalismo psicologIco
Dewey e Angell (Chicago 1907) proposero il concetto di funzionalismo
psicologico (evoluzionismo) che James insieme a Hall e Cartell)
sviluppò ulteriormente :
le funzioni psichiche non sono enti astratti ma il risultato evolutivo dei
processi funzionali
che nell’uomo indicano i rapporti tra ambiente e
bisogni dell’organismo
la ricerca è orientata verso le modalità di funzionamento e non ad
analizzare i contenuti mentali
il funzionalismo di James si opponeva allo strutturalismo europeo
(E.Titchener) e sosteneva un atteggiamento interdisciplinare e un
ecclettismo metodologico
W.JAMES : empirismo radicale
“la validità di una credenza è verificabile dalla sua utilità
all’azione”, the will to believe
se James non ostacolò esplicitamente la psicoanalisi che
anzi accolse con rispetto l’autorevolezza raggiunta negli
USA dal suo pensiero improntato al pragmatismo e
all’empirismo fu determinante una nuova visione della
psicopatologia e che in seguito portò allo sviluppo del
comportamentismo e del cognitivismo : “cognition is a
primary function of mind” (Boring 1950, Safran e Segal
1993)
influenzò in modo significativo l’opera di Sullivan e di molti
psicoanalisti che cercarono di introdurre metodologie
comportamentali nella pratica analitica
James Jackson PUTNAM
primo docente di neurologia ad Harvard studi con Wirchow
Charcot e Meynert un importante amicizia con Janet (conferenze
ad Harvard 1906)
il concetto di dissociazione divenne per lui centrale per la
psicoterapia
1908 incontro con Jones e poi con Freud aderisce al metodo
psicoanalitico (Addresses in Psycho-analysis
mantiene un autonomo atteggiamento critico verso il riduzionism
e l’individualismo freudiano in contrasto con l’adesione al
vitalismo di Bergson (Janet) e con il pensiero idealistico e la
sensibilità sociale e religiosa del New England Spirit
J.J PUTNAM
“la patologia mentale implica un disturbo del senso di Sé”
J.Royce
la sua formazione filosofica riconosceva particolare valore alla
creatività e alla capacità di decisione razionale in una dimensione
libera dai conflitti anticipando così il pensiero di Fromm e dei
neofreudiani ed i temi della psicologia dell’Io
Putnam considerava i suoi pazienti come il risultato di una
socializzazione non riuscita concetto permetterà una maggiore
collaborazione tra psicologia psicoterapia e psichiatria e
svolgerà una profonda influenza su Sullivan
Adolf MEYER
si trasferisce dalla Svizzera negli USA per usufruire di un più ampio
orizzonte accademico divenendo il fautore di una psichiatria biologica
che debba tener presente l’unicità del soggetto e la necessità di una
conoscenza approfondita della soggettività del paziente ovvero il
superamento del concetto di diagnosi (in antitesi con Kraepelin)
sostenitore anche se critico della psicoanalisi presso i suoi allievi
nel 1909 presentò a Worcester alla presenza di Freud e Jung
“the dynamic interpretation of Dementia Precox”
direttore del primo dipartimento di psichiatria presso la J.Hopkins U.
promosse il modello di una psichiatria dinamica socialmente orientata
e l’impiego della psicoterapia anche nella dementia p.
A.MEYER
ha proposto il concetto di psicoterapia come “negoziato”
“ il punto di vista del paziente sui suoi disturbi a confronto
con quello del medico. Il trattamento è centrato nell’unione
degli sforzi per ottenere quella approssimazione dei due
punti di vista che sarà la più efficace e soddisfacente per
la situazione”
Meyer ha espresso un atteggiamento ecclettico-olistico
sostenendo concetti come quello di ”Igiene Mentale” o di
“Ospedale di Comunità” ma non indicò mai modelli di tecnica
ma la necessità di promuovere le qualità soggettive del medico
William Alanson WHITE
(1870 – 1937)
personaggio determinante della psichiatria USA
formato dal pensiero di H.Spencer : in ogni cosaesiste
una verità da ricercare e un valore che solo liberandoci
dai pregiudizi possiamo riconoscere
sempre guidato da un “sano eclettismo americano” promosse insieme a Jeliffe la
psicoanalisi riuscendo ad integrarla nella psichiatria diversamente a quanto
accadde tra Freud e Bleuler
lo sviluppo che impresse al St. Elisabeths’ Hospital produsse risultati straordinari
per l’epoca : laboratori di psicologia divisione di medicina interna servizio di
psicoterapia psicoanalitica per la schizofrenia (E.kempf)
Mario BRUNETTI
FREUD ALLA CLARK
UNIVERSITY
"....il mio breve soggiorno nel Nuovo Mondo
aumentò la mia fiducia in me stesso. In Europa
mi ero sentito come un proscritto, mentre in
America i migliori mi accoglievano come un
loro pari... credetti di assistere alla
realizzazione di un inverosimile sogno a occhi
aperti. La psicoanalisi non era dunque più una
costruzione delirante, era anzi diventata una
parte della realtà che aveva un suo valore”
(OSF, vol 10, p. 119).
"Non credo che il pensiero dell'America mi stia
molto a cuore eppure sto guardando con
molta impazienza al nostro viaggio laggiù.
Cadrebbero molto opportune le profonde
parole del Flauto Magico :"Non posso
costringerti ad amare".
(Jones, 1964, vol. 2, p. 77).
New York 1910
New York 1909
Cars replace horses
New York 1906
New York 1909
Manhattan Bridge
New York 1903
Flatiron Building (86 m.)
New York 1911
Bankers Trust
New York Settembre 2001
Bankers Trust
New York 1909
Fifth Avenue
New York 1908-1913
Manifestazioni per il voto alle donne
New York 1909
Public Library
New York 1904
Wall Street
”Malgrado la riconoscenza per la cordiale
accoglienza ricevuta, Freud riportava in patria
un'impressione non troppo favorevole
dell'America. Pregiudizi del genere erano in lui
molto tenaci e quest'ultimo in particolare non si
dileguò mai : anni interi sarebbero dovuti
passare prima che una migliore conoscenza
degli americani che andavano a fargli visita a
Vienna arrivasse ad ammorbidirlo un po'"
(Jones, 1964, vol. 2, p. 83).
"Quanto a dignità e rispetto egli era europeo
fino all'osso, mentre a quel tempo in
America quelle qualità non erano troppo in
voga”.
S.Freud, S.G.Hall, C.G.Jung, A.A.Brill, E.Jones, S.Ferenczi
Clark University
“Egli non aveva nessuna idea di quale avrebbe
potuto essere il tema delle sue conferenze….
Ciascuna conferenza fu preparata in
mezz’ora di passeggiata insieme a Ferenczi,
prima dell’ora di inizio”. (Jones Vol.2, p.80)
"la psicoanalisi che Freud presentò all'America
era ben lontana dalla dottrina stoica e
conservatrice degli anni che seguirono, era
piuttosto ridondante di ottimismo terapeutico
con un inconsueto accento sul ruolo
dell'ambiente, sufficiente a consentire
l'interpretazione che il disturbo emotivo
potesse essere facilmente risolto".
 J.Kovel “The american mental health industry” 1986, pp. 26-27
Prima Conferenza
 Definisce l'isteria come quello stato misterioso, noto sin dai tempi della
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medicina greca, in grado di simulare tutta una serie di immagini
patologiche, tipiche di malattie anche gravi
Quasi tutti i sintomi sorgono come residui o sedimenti di esperienze
cariche di affetto definiti poi traumi psichici , i malati isterici soffrono
dunque di reminiscenze.
Conversione isterica, esagerazione o esasperazione del deflusso della
componente emotiva sulla via somatica già utilizzata per l'espressione
dell'emozione stessa.
Dallo studio dei fenomeni ipnotici emerge il concetto di doppia coscienza
da cui poi deriva quello di uno stato psichico CONSCIO e di uno
INCONSCIO.
Descrive la teoria di Breuer sugli stati ipnoidi come origine dei sintomi
per poi dire che è stata abbandonata dalla psicoanalisi, non senza una
critica pesante a Breuer stesso per l'incompiutezza del suo modello.
Seconda Conferenza
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Riconosce a CHARCOT un grande merito ma gli rimprovera la non
propensione verso l'aspetto psicologico dei fenomeni studiati.
Di JANET critica la visione della dissociazione psichica come congenita
incapacità all’unità dei molteplici processi psichici, e gli contrappone la
propria di conflitto tra forze psichiche contrastanti gestite da rimozione e
resistenza.
Abbandono dell'ipnosi per il ridotto numero di pazienti ipnotizzabili e perché
cela la resistenza.
RIMOZIONE E RESISTENZA all'origine dell'Isteria. La resistenza è la stessa
forza che un tempo ha espulso dalla coscienza il contenuto inaccettabile
tramite Rimozione.
Nel nevrotico la rimozione fallisce e l'idea sgradevole collegata comincia ad
inviare alla coscienza una formazione sostitutiva di ciò che è stato rimosso
cui ben presto si allacciano le stesse sensazioni sgradevoli iniziali : si è
formato il sintomo, cioè una formazione immune dagli attacchi dell'Io.
Sublimazione
Terza Conferenza
 Il Motto di spirito e la storiella dei due nuovi ricchi con i propri ritratti
 Complesso come gruppo di elementi rappresentativi omogenei,
affettivamente investiti con riconoscimento a Jung e Bleuler.
 Interpretazione dei sogni : "Mi pareva quasi scandaloso in questo paese
rivolto a mete pratiche, presentarmi come "interprete di sogni" prima
ancora che voi foste in grado di rendervi conto quale importanza può essere
attribuita a quest'arte antiquata e dileggiata. L'interpretazione dei sogni è
in realtà la via regia per la conoscenza dell'inconscio". Anche nella
formazione del sogno interviene lo stesso antagonismo di forze psichiche
che interviene nella formazione del sintomo.
 - Sogno come appagamento di desiderio, anche il sogno d'angoscia non è
altro che il sentimento provato dall'io per la sua integrità dalla
riemersione dei desideri rimossi.
 - Condensazione e Spostamento, Atti mancati
Quarta Conferenza
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Tra gli eventi psichici che portano ai sintomi morbosi e quindi alla malattia, la
massima importanza deve essere attribuita alle componenti pulsionali erotiche.
"Quando mi si chiede perché mai anche altri eccitamenti psichici non dovrebbero
dare luogo ai fenomeni della rimozione.... Rispondo, non so perché non
dovrebbero, né avrei qualche cosa in contrario se così fosse, ma l'esperienza
dimostra che non hanno siffatta importanza, che tutt'al più possono rafforzare
l'azione dei fattori sessuali, mai però sostituirli"
Ma sono gli impulsi rimossi di desiderio sessuale dell'infanzia a prestare la loro
forza per la formazione dei sintomi. Cita i "tre saggi sulla teoria sessuale" 1905. A
sostegno della sua tesi cita un lavoro di Sanford Bell assistente alla Clark
Univerity pubblicato sull'American Journal of Psychology nel 1902 che descrive
l'emozione dell'amore sessuale nei bambini. Cita anche l'intervento di Jung di
poche ore prima "Conflitti dell'anima infantile” vol. XXII p.11-33.
Passa poi ad esporre la teoria sessuale con le sue fasi di sviluppo e l'emersione
della perversione come fallimento della sottomissione delle pulsioni parziali al
dominio della zona genitale. Indica all'origine dell'omosessualità la non
risoluzione dell'originaria equivalenza attribuita ai due sessi come oggetti
sessuali. Formazione del complesso in base a rimozione di impulsi inaccettabili ed
esempio del mito di Edipo.
Termina definendo il trattamento psicoanalitico semplicemente come
un'educazione permanente al superamento dei residui infantili.
Quinta Conferenza/1
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Gli uomini si ammalano quando, in conseguenza di ostacoli esterni o di una
mancanza interiore di adattamento, è loro negato il soddisfacimento delle
esigenze erotiche nella realtà.
A questo punto inserisce un tema che sa poter fare breccia nello spirito
americano :"L'uomo energico e di successo è colui che riesce attraverso il lavoro
a tradurre in realtà le sue fantasie di desiderio. Quando ciò non accade .....
l'individuo si ritira nel suo mondo fantastico che lo soddisfa di più , il cui
contenuto in caso di malattia si trasforma in sintomi".
"La nevrosi sostituisce nella nostra epoca il convento nel quale solevano ritirarsi
tutte le persone che la vita aveva deluso o che si sentivano troppo deboli per
affrontarla".
"I nevrotici si ammalano degli stessi complessi con i quali lottiamo noi sani” (C.G.
Jung) dipende dalle proporzioni quantitative, dai rapporti delle forze in lotta tra
loro, se il conflitto porta alla salute, alla nevrosi, oppure a una iper prestazione
compensatoria.
TRASLAZIONE quella parte della vita emotiva che il paziente non riesce più a
richiamare alla memoria, viene rivissuta nel rapporto con il medico e solo
attraverso essa, egli si convince della presenza e potenza degli impulsi sessuali
inconsci.
Quinta Conferenza/2
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I sintomi come sedimenti di precedenti esperienze amorose possono
sciogliersi soltanto alla temperatura più elevata dell'esperienza di
TRASLAZIONE ed essere trasferiti ad altri prodotti psichici.
Al termine definisce i due ostacoli principali all'accettazione di quelli che
chiama ragionamenti psicoanalitici.
Manca l'abitudine a tener conto del rigoroso determinismo che governa
senza eccezioni la vita psichica.
Vengono ignorate le peculiarità che contraddistinguono i processi psichici
inconsci rispetto a quelli consci a noi familiari".
Il lavoro psicoanalitico si presenta dunque come il miglior sostituto della
rimozione non riuscita e la trasformazione della forza psichica rimossa da
inconscia a conscia ne indebolisce la portata mentre il fallimento della
rimozione libera forze sicuramente più distruttive. Ma una certa quantità di
libido sessuale deve restare libera di funzionare per i suoi scopi per non finire
come la storiella del cavallo di Schilda che racconta a chiusura delle
conferenze.
Stefano CECCHINI
HARRY STACK SULLIVAN
SULLIVAN HARRY STACK
1892 - 1949
21-2-1892 Nasce a Norwich
(Chenango county) piccolo
paese di campagna a 200
miglia nord ovest di New York.
Figlio unico. I genitori avevano
già perso 2 neonati per cause
Epidemiche.
1894 Il padre perde il lavoro e la madre
rimane vittima di una grave crisi
depressiva. La famiglia torna a vivere
con la nonna materna in una fattoria a 12
miglia a nord di Norwich
1898 Harry inizia la scuola in un piccolo villaggio
vicino (Smyrna).
1908(giugno) Harry si diploma con il massimo
dei voti alla High School di Smyrna e
ottiene una borsa di studio per la Cornell
University (Ithaca N.Y.) dove arriva in
autunno.
1909 (primavera) Scompenso psichico a carattere dissociativo (a seguito
anche di un episodio criminoso) che lo costringe ad abbandonare
l’università e a scomparire per circa due anni e mezzo (probabile
ricovero psichiatrico).
1911 Inizia a Chicago i suoi studi di medicina al Chicago College of Medicine
and Surgery che cessò di esitere nel 1917 (Flexner report).
1917 Laurea in medicina
1917 – 21 lavora come medico militare con i reduci dalla prima guerra
mondiale (informazioni contraddittorie)
1921 (autunno) Arriva al St. Elizabeth Hospital di Washington D.C. diretto
W. A. White.
1922 – 1930
Lavora allo Sheppard and Enoch Pratt Hospital di Towson
(Maryland) nei pressi di Washington, dove svolge un lavoro
pionieristico in merito alla psicoterapia della schizofrenia.
1928 – 1929 Si svolgono a N.Y. I due Colloquia on Personality Investigation
St. Elizabeth Hospital di Washington D.C.
1930 – 39 Vive e lavora a New York, dove la frequentazione di K. Horney, E.
Fromm, C. Thompson, etc. crea la premessa di quello che verrà
chiamato il movimento neo-freudiano. (Zodiac club).
1933 Costituisce la William Alanson White Psychoanalytic Foundation
1936 Costituzione della Washington School of Psychiatry
1938 Fondazione della rivista Psychiatry
1937 Muore William Alanson White
1939 Sullivan abbandona New York city e si trasferisce a Bethesda nella zona
di Washington D.C.
1943 Fonda a New York il William Alanson White Institute insieme a C.
Thompson, E. Fromm, F. Fromm-Reichmann, Janet e David Rioch (N. Y.
Branch della Wash. School of Psychiatry).
1949 Muore a Parigi di ischemia cerebrale.
Rivista di riferimento del William Alanson White Institute è
“Contemporary Psychoanalisys”
Tra i membri che hanno collaborato e/o collaborano con l’Istituto
troviamo Analisti come:
Jay R. Greenberg, Edgar Levenson, Stephen Mitchell, Donnel
Stern, Philip Bromberg, etc,
PRESUPPOSTI
- Sullivan e la psicoanalisi
a) Suo obiettivo originario
b) Critiche alla psicoanalisi*
c) Rapporto con le istituzioni
psicoanalitiche
d) Visione del mondo**
- Pubblicazioni ed impegno formativo
**
VISIONE DEL MONDO
- Influenza del pragmatismo
- Vede la società come un laboratorio in cui sia possibile
implementare opzioni migliorative
- Continuo scambio, specialmente dal 1928 in poi con
Antropologi, sociologi (scuola di Chicago) e politologi. Vede
la psichiatria, come i suoi maestri, Alanson White e Adolf
Meyer, una disciplina che fa della comunità il proprio
‘oggetto di studio’.
*
CRITICHE ALLA
PSICOANALISI
- INCURABILITA’ DELLA SCHIZOFRENIA CON METODICHE PSICOANALITICHE
- DISINVOLTURA DA PARTE DI FREUD NEL POSTULARE PRINCIPI
UNIVERSALI
CON SCARSA STATISTICA
- SOTTOVALUTAZIONE DELL’INFLUENZA DEGLI ALTRI SIA A LIVELLO
IMMEDIATO
CHE A LIVELLO DELLA CULTURA SUL FUNZIONAMENTO INDIVIDUALE.
FREUD
PER SULLIVAN TENDEVA A CONSIDERARE IL PROPRIO CONTESTO
CULTURALE
COME LA CONDIZIONE UMANA UNIVERSALE
- IL FREUDISMO TENDEVA A CONSIDERARE IL PENSIERO DI FREUD COME
UN
DOGMA CHE ESIGEVA LEALTA’ E FEDELTA’. QUINDI NON ERA FACILMENTE
CRITICABILE.
ULTERIORI PRESUPPOSTI
- Sullivan è contrario alle ipostatizzazioni che chiama para-metafisiche ed al
linguaggio esoterico, tanto di tipo biologistico che mentalistico. Per lui una teoria
utile è una teoria i cui termini siano chiaramente comprensibili ed i cui dati
consistono in quanto è a disposizione di chiunque. Il comportamento del pz.
il contenuto dei suoi discorsi e il modo in cui si esprime, le informazioni Ottenute
da altri sul pz. I sentimenti e le azioni del terapeuta in presenza del pz.
- Anche l’inconscio è trattato da lui con la stessa circospezione
- Il campo della psichiatria è per lui il campo delle relazioni interpersonali. ‘Una
personalità non può mai essere isolata dal complesso delle relazioni interpersonali in cui la persona vive ed ha la sua esistenza’. L’unica via per conoscere una
altra persona sono le sue interazioni. Arriviamo a conoscere un altro osservando
quello che fa, osservando noi stessi che interagiamo con lui, ascoltando quello
che egli ci racconta delle sue intenzioni e delle sue esp. In questo senso, chi
raccoglie i dati non è mai un relatore obiettivo, ma è sempre un osservatore
partecipante.
-
CONCETTI BASE
Energia: differenza concettuale rispetto a Freud.
Per Sullivan tutto è energia o, per
meglio dire, trasformazione (in modalita’ più o meno stabile) di energia.
Dinamismo. (la funzione si vede, la
struttura, no).
Motivazioni: al posto delle pulsioni Sullivan prevede dei bisogni di due tipi:
- Bisogni di soddisfazione
- Bisogni di sicurezza
CONCETTI BASE
Fanno parte dei bisogni di soddisfazione desideri e bisogni sia
fisici che emotivi:
Tra i primi troviamo quelli relativi al cibo, calore, ossigeno
(regolazione chimica dell’interazione tra organismo ed
ambiente). I secondi si riferiscono alla necessità di contatto con
altri esseri umani nelle loro varie sfaccettature.
Includono anche il semplice esercizio giocoso di funzioni e
capacità. Data la loro complessità Sullivan li chiamerà sistemi di
Tendenze, tradotto anche come sistemi motivazionali.
La soddisfazione dei bisogni richiede uno scambio tra
l’organismo
E l’ambiente. Tali scambi si verificano in quelle che Sullivan
chiama Zone di interazione. Queste prenderanno il posto delle
Zone erogene della teoria freudiana.
CONCETTI BASE
Le zone di contatto non possiedono energia propria,
ma sono un canale per bisogni di soddisfazione più
generali.
Sullivan prevede un grande numero di zone di contatto,
quali ad es. l’orale, la retinica L’uditiva, la tattile, la
vestibolare, la genitale, l’anale, etc.
Poiché il bambino non può soddisfare da solo i suoi
bisogni, Sullivan sottolinea come sia inconcepibile al
di fuori di una diade figlio-madre. Per spiegare l’integrazione tra i bisogni del bambino e quelli materni egli
conia Il TEOREMA DELLA TENEREZZA.
TEOREMA DELLA TENEREZZA
L’attività che osserviamo nel bambino e che nasce dalla tensione
prodotta dal bisogno, induce tensione nell’agente delle cure materne, tensione sperimentata come tenerezza e come un impulso
verso attività volte al soddisfacimento dei bisogni del bambino
piccolo.
Tutti gli altri bisogni di soddisfazione operano in modo analogo;
la loro espressione suscita in altri bisogni complementari.
Ciascuno di essi funziona fin dagli albori della vita del bambino,
come un bisogno interpersonale.
Dal teorema della tenerezza si passa poi, con le
esigenze educative al:
TEOREMA DELL’EMOZIONE RECIPROCA
Secondo cui, l’integrazione in una situazione
interpersonale va compresa come un processo
reciproco per cui 1) i bisogni complementari sono
risolti o aggravati, 2) modi complementari di
attività vengono sviluppati o disintegrati e,
3) diviene possibile una previsione di
soddisfazione o frustrazione.
FASI EVOLUTIVE
Anche in questo caso assistiamo ad una ridefinizione in
chiave interpersonale della evoluzione dei bisogni
emotivi dell’individuo. Sullivan delinea varie epoche
evolutive sulla base del tipo prevalente di relazione che
viene cercato.
- Da 1 a 4 anni: cerca la partecipazione degli adulti
che considera come un ‘pubblico’ per il suo gioco e i
suoi sforzi.
- Dai 4 agli 8 anni: cerca cooperazione, competizione
e compromesso con altri coetanei.
FASI EVOLUTIVE
- Preadolescente (dagli 8 anni alla pubertà): cerca
una relazione intima, collaborativa, affettuosa con
qualcuno del suo stesso sesso (l’amico del cuore)
- Dopo la pubertà: cerca una relazione intima, collaborativa, affettuosa e sessuale con qualcuno del
sesso opposto.
Ogni gradino dello sviluppo è la conseguenza
dell’emergere del bisogno di una forma nuova, più
intima di relazione. La mancata soddisfazione di questi
bisogni porta alla solitudine.
TEOREMA DELL’ANGOSCIA
(unde malum)
La tensione dell’angoscia, quando sia presente nel caregiver, induce angoscia nell’infante attraverso il legame
empatico esistente tra i due. (empatia).
Effetto valanga dovuto al fatto che chi cura il bambino è
la stessa persona che induce in lui uno stato di angoscia.
L’angoscia, o piuttosto la ricerca di sollievo da
essa, verrebbe a costellare quello che Sullivan
chiamò bisogno di sicurezza
Tutte le altre tensioni sono manovrabili e operano come
tendenze all’integrazione; L’angoscia non può essere
controllata o risolta; è una tendenza disintegrante che
interferisce con altre attività che implicano soddisfazione.
Quando è intensamente angosciato il bambino non riesce a
mangiare, a scambiare tenerezze, a giocare, etc.
La prima distinzione che il bambino apprende tra i vari stati di
sé è quella tra stati di non angoscia ( che comprendono tanto i
momenti di assenza di tensioni, quanto l’emergere e la
risoluzione dei vari bisogni di soddisfazione) e gli stati di
angoscia.
Apatia: provocata da bisogni insoddisfatti reiteratamente
Distacco sonnolento, provocato da angoscia inevitabile e
prolungata.
Con la maturazione delle sue capacità cognitive il bambino
comincia ad anticipare e a collegare i propri comportamenti con
lo stato affettivo della madre. Alcune aree di esperienza e di
comportamento incontrano l’approvazione della madre e
suscitano più tenerezza e meno angoscia. Sullivan chiama
queste aree della personalità Me buono. Altre aumentano
l’angoscia della madre e quindi, tramite il legame empatico, il
bambino, costituendo il
Me cattivo’. Talune aree della
personalità suscitano una angoscia molto intensa nella madre e
creano quindi una angoscia intensa anche nel figlio. Questa esp.
È spaventosa per il bambino e provoca una amnesia nei confronti
degli eventi che aprono la strada ad uno stato di intensa
angoscia. Tali esp.restano completamente ignote e non
integrate. Sullivan chiama questa area della personalità ‘Non
Me’.
In seguito l’intervento della risposta materna o del care-giver non
è più necessario. Le esperienze collegate alla struttura del Me
buono saranno accompagnate da un senso di sicurezza e di
tranquillità, quelle collegabili al Me cattivo saranno
accompagnate dall’Insorgere di angoscia, mentre le esperienze
collegabili al non-Me saranno ‘nascoste in una nube’ di angoscia
fortissima.
SISTEMA DEL SE’
(dell’Io)
Il sistema del Sé è quell’insieme di processi che, si organizza
in modo da evitare o minimizzare l’angoscia esistente o
prevista.
Il sistema del Sé si avvale anche della cosiddetta disattenzione
selettiva per evitare Il ripresentarsi dell’angoscia, anche per
questo è molto difficile modificare i suoi dinamismi.
Confusione terminologica tra Sé come contenuto e come
sistema difensivo
MODERNITA’ DEL PENSIERO DI
SULLIVAN
- L’unità di base del modello di Sullivan è il campo interpersonale
e le configurazioni relazionali che ne derivano piuttosto che
la psiche individuale
- Critica la teoria pulsionale freudiana: (come affermato da
Greenberg e Mitchell).
La mente sullivaniana è composta da configurazioni
relazionali e non da derivati pulsionali, anticipando in tal
modo i Modelli Operativi Interni (MOI) Bowlbiani e le
Rappresentazioni Interne Generalizzate (RIGs) di Stern.
.
- Rilevanza nella clinica al ruolo attivo del terapeuta che non
sarà solo uno specchio come nella concezione freudiana.
- Rilevanza data alla dissociazione rispetto alla rimozione
- La centralità della interpretazione nella terapia verrà
ridimensionata
- Possibilità di miglioramento anche in periodi più avanzati
della vita dell’individuo attraverso rapporti significativi
compensatori
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teorema della tenerezza - Dialoghi di Psicologia Analitica