Dal 1876 un’impresa familiare
specializzata nella produzione di
tessuti per camiceria.
Il cotonificio Albini è una delle maggiori
aziende europee specializzate nella
produzione di tessuti per camiceria.
Fondata nel 1876, più di 130 anni fa, l’azienda
è sempre stata un’impresa familiare;
condotta ora da Silvio, Fabio, Andrea e
Stefano Albini… la 5^ generazione.
Il Cotonificio Albini è presente, direttamente
o indirettamente, in 60 paesi del mondo.
Inoltre conta 1150 dipendenti solo in Italia;
infatti l’azienda è suddivisa in diversi
stabilimenti in Italia e all’estero e conta di
allargarsi ulteriormente.
La suddivisione aziendale del
Cotonificio Albini
Cotonificio
Albini
(Albino)
Sede
principal
e
Sedi in
Italia
Albino Due
(situata nelle
vicinanze della
sede
principale)
Mottola
(Taranto)
Albiate
(Monza e
Brianza)
Stabiliment
o futuro
COTONIFICIO
ALBINI SpA
Borg El
Arab
(Egitto)
Sedi
all’estero
Lethorad
(Rep.
Ceca)
Dietfurt
(Rep. Ceca)
Brebbia
(Varese)
Nelson
Lancashire
(Stati Uniti)
SEDE PRINCIPALE:
La sede principale è situata ad Albino in
provincia di Bergamo.
All’interno dell’azienda lavorano circa 750
persone.
Il Cotonificio Albini è uno dei luoghi di
lavoro più importanti nel territorio.
In questo stabilimento si svolge la tintoria, la
preparazione alla tessitura, la tessitura e i
controlli.
ALBINO DUE:
Da 5 anni la sede principale ha realizzato un proprio
reparto esterno dedicato esclusivamente alla
campionatura.
Al suo interno vi lavorano circa 60 persone ed è
caratterizzato dal possedimento di macchinari
tecnologici ed innovativi unici nel panorama
tessile delle camicerie.
Questo reparto è destinato esclusivamente alla
campionatura.
SEDE DI BREBBIA:
È stata acquistata dalla famiglia Albini nel
1998.
È uno stabilimento dedicato al finissaggio e
alla tintura di più di un milione di metri al
mese attraverso macchinari innovativi.
SEDE DI ALBIATE:
Integrata nell’azienda Albini nel 2000,
utilizzata per lo slancio di nuovi prodotti di
elevato contenuto stilistico.
Conta al suo interno circa 200 dipendenti.
SEDE DI MOTTOLA:
Nuovo polo industriale nato nel 2004 su una
superficie di circa 31.000 mq situato nella
provincia di Taranto.
Al suo interno lavorano circa 110 persone.
Sede specializzata nella preparazione alla
tessitura, nella tessitura e nel controllo del
tessuto greggio.
SEDE LETHORAD:
Sede situata in Repubblica Ceca.
SEDE DIETFURT:
Sede situata nella città di Dvur Kralove in
Repubblica Ceca.
In essa vi lavorano circa 100 dipendenti.
L’azienda possedeva una lunga tradizione
tessile;dopo il suo acquisto è stata convertita
alla produzione di tessuti tinti in filo per
camiceria.
L’azienda svolge l’attività di preparazione alla
tessitura, tessitura e controllo del tessuto
greggio.
SEDE NELSON LANCASHIRE:
Sede situata negli Stati uniti.
Nata sotto il nome di Thomas Mason Ltd.
Marchio inglobato nelle collezioni Albini.
SEDE BORG EL ARAB:
Stabilimento che verrà aperto nel 2008 ad
Alessandria (Egitto).
Nuovo impianto di preparazione e tessitura, con 64
telai.
Con la partecipazione di un’azienda egiziana verrà
aperto anche un reparto di tintura.
È stato scelto l’Egitto per questo nuovo stabilimento
in quanto vicino alla produzione della materia
prima, senza allontanarsi dai mercati di sbocco.
Le fasi essenziali svolte nelle
varie sedi del cotonificio Albini:
Per arrivare ad ottenere una camicia che attiri la
curiosità della gente e che la colpisca per il suo
disegno o tessuto, bisogna prima studiare l’effetto
visivo e la qualità del filo e di conseguenza del
tessuto finito.
Le fasi per arrivare all’effetto desiderato sono
molteplici ed essenziali; bisogna partire dal cotone
greggio ha lavorare e solo dopo un lungo processo
si può vendere un tessuto così pregiato come è
quello prodotto dall’azienda Albini.
La prima parte della lavorazione
comprende la coltivazione e la
raccolta del cotone: il cotone deve
essere coltivano in zone pianeggiati
ed ha bisogno di molta luce ed acqua;
la raccolta avviene dopo circa tre mesi dalla
semina, quando le capsule raggiungono il
massimo sviluppo; la raccolta avviene spesso
ancora a mano, perché, nonostante esistono
macchinari adatti, è possibile operare una
selezione più accurata dal prodotto.
Dopo la raccolta il cotone viene spostato nel
magazzino di conservazione dove viene
essiccato allo scopo di eliminare fibre
estranee a cui sono venuti in contatto
durante la raccolta.
In seguito viene separata la fibra dal seme e
classificata in base a caratteristiche fisiche
(lunghezza, resistenza, elasticità, colore…)
e caratteristiche industriali (pulizia,
preparazione, omogeneità…)
Il cotone per camice deve avere una fibra
lunga o extra lunga e nel mondo questo tipo
di fibra è molto limitata.
Il più utilizzato è quello egiziano per produrre
tessuti colorati e quello americano (Arizona,
California, New Mexico) per i tessuti chiari.
Oltre al cotone per la produzione di tessuti
viene usato anche il lino, amato soprattutto
dagli stilisti.
La lavorazione del lino inizia dalla
pettinatura; un processo che ripulisce,
uniforma e districa le fibre per poi formare
un nastro continuo.
La fase successiva è la realizzazione degli
stoppini; un’operazione di accoppiamento e
di stiro in grado di regolare il peso dei
nastri.
Lo stoppino passa poi al candeggio, dove si
ottiene il grado di bianco desiderato e dove
viene eliminato la materia non cellulosa.
La filatura che segue trasforma lo stoppino in
filato; dopo di che nella fase della roccatura
dal filato vengono eliminate le ultime
impurità e riavvolto sulla rocca pronto per
essere spedito.
Tintura:
È una delle fasi fondamentali per un produttore di tessuti tinti in
filo.
Essa è il processo di lavorazione per la trasformazione del filato
greggio in filato colorato,
Fattori determinanti per la tintura sono l’uniformità, la penetrazione
del colorante e la solidità.
1. I metodi di tintura sono diversi secondo la tipologia dell’articolo da produrre:
- Tintura in fiocco
- Tintura in rocche
- Tintura in subbio
- Tintura in pezza
2. Le tecnologie di tintura:
- Indantrene
- Naftolo
- Ftalogen
- Reattivo
- Diretto
3. Per il processo di tintura in rocche/subbio vengono utilizzati i seguenti macchinari:
- Autoclavi
- Centrifughe
- Asciuganti
- Distributori automatici degli ausiliari liquidi
- Spigolatrice
Il processo di lavorazione:
-
-
-
Purga: è il trattamento a caldo o a freddo per eliminare le impurità intrinseche della
fibra, o causate dalle successive lavorazioni.
Tintura: avviene in autoclave, dov’è stato precedentemente preparato un bagno di
tintura in ambiente alcalino, contenente vari prodotti: coloranti imbibenti, ugualizzanti,
riducenti.
Lavaggio/ossidazione: serve per eliminare l’eccesso di colorante non assorbito dalla
fibra e porta il colorante da solubile in acqua ad insolubile.
Saponatura: è il trattamento con cui si determina la tonalità richiesta (con un bagno a
100°C)
Applicazione morbido: applicazione di cere polietileniche sintetiche per conferire al
filato maggior scorrevolezza e diminuisce la carica elettrostatica. Il tutto ad un ph
leggermente acido.
Centrifuga e asciugatura: la prima operazione serve per eliminare il 50% dell’acqua
assorbita dalla fibra durante la tintura; la seconda consente di raggiungere la corretta
percentuale di umidità necessaria alla fibra.
Prima di passare alla tessitura vi è
un’operazione di preparazione chiamata
orditura;
L’orditura consiste nell’avvolgere un
determinato numero di fili di pari lunghezza
e tensione su un cilindro munito di flange,
chiamato subbio.
A questa fase è legata l’imbozzimatura, cioè
un’operazione in grado
di migliorare la resistenza
dei fili di ordito durante
la tessitura.
Tessitura:
I tessuti sono manufatti ottenuti quasi sempre intrecciando tra di loro,
in modi diversi, filati o fili.
I tessuti si dividono in tre macro classi:
- da filati: tessuti ortogonali, tessuti a maglia, trecce e tessuti traforati.
- da fibre: non tessuti (feltri, agugliati).
- combinazioni: tessuti agocuciti e laminati.
I tessuti ortogonali, quali i tessuti per camiceria, sono formati
dall’intreccio dei fili di ordito e dei fili di trama disposti
perpendicolarmente.
I tessuti a maglia sono un “intreccio” a fili curvilinei, per la cui
realizzazione è necessario un solo elemento costitutivo che può essere
disposto orizzontalmente (in trama) o verticalmente (in catena).
L’intreccio si realizza con la formazione di maglie unite le une alle
altre mediante aghi.
I tessuti traforati, come pizzi e tulle, si producono con differenti tecniche
di lavorazione (a giro inglese o a maglia in catena).
Per le trecce, il tessuto si forma incrociando in diagonale almeno tre filati.
I non tessuti sono prodotti direttamente con le fibre, saltando lo stadio di
filatura.
Negli agocuciti, il tessuto si forma unendo, mediante cucitura, nastri di
fibre, stoppini o filati.
I tessuti laminati si formano facendo aderire insieme due o più tessuti, o
accoppiando i tessuti con schiume, lamine o carta.
Finissaggio:
Il finissaggio tessile o “nobilitazione ” è l’insieme dei trattamenti
(purga, candeggio, tintura e/o stampa e operazioni finali chimicomeccaniche) cui si sottopone il tessuto per migliorarne la
tingibilità, la stampabilità, l’idrofilia, il colore, la mano e l’aspetto.
I vari processi di finissaggio, a seconda del tipo di fibre, si possono
così classificare:
- Preparazione
- Colorazione (tintura – stampa)
- Fissaggio
- Finissaggio finale
Preparazione:
In questa fase si eliminano le sostanze ausiliarie usate nella filatura, tessitura o
lavorazione a maglia e le impurità naturali ancora presenti nelle fibre.
- Bruciapelo: permette di eliminare i peli sporgenti per ottenere una superficie
del tessuto più liscia.
- Sbozzima: viene effettuata sui tessuti ad intreccio ortogonale, per la completa
eliminazione della bozzima dei fili d’ordito.
- Lavaggio/Purga: ha lo scopo di eliminare le sostanze grasse e peptiche, di
ammorbidire le guscette e di rendere il materiale adatto ad assorbire i
trattamenti successivi.
- Candeggio: ha lo scopo di eliminare eventuali impurità e tinte indesiderate.
L’obiettivo è di ottenere bianchi puri e di preparare fondi per tinture chiare.
- Mercerizzo: trattamento tipico dei tessuti e filati di cotone. Determinando un
accorciamento e un rigonfiamento della fibra che diventa traslucida e ne
aumenta la resistenza. Con il tipo di mercerizzo a catena (Morrison) si
stabilizza anche la trama e l’altezza del tessuto.
Colorazione:
-
Tintura: per tingere un prodotto tessile è necessario trattarlo con soluzione
acquosa o con dispersioni di coloranti, con l’aggiunta di varie sostanze: sale,
alcali, acidi e altri ausiliari. In questa fase ha un ruolo importante il tipo di
fibra da tingere.
-
Stampa: la stampa è una tintura localizzata, effettuata allo scopo di ottenere sui
tessuti disegni a più colori. Come per la tintura, il colorante deve essere
applicato prima in forma di pasta da stampa e fissato. Successivamente, i
residui di colore non fissati vengono asportati con il lavaggio.
Fissaggio:
- Fissaggio/Vaporizzo: i coloranti applicati devono essere fissati, cioè devono legarsi in
modo duraturo, con la fibra. Ciò avviene con un trattamento a vapore, col quale il
tessuto viene riscaldato rapidamente e impregnato dal vapore che accelera la diffusione
del colorante nella fibra.
- Lavaggio: nei trattamenti preliminari e in quelli intermedi sono necessari lavaggi che
eliminino le impurità, i residui di olii e di bozzime, i residui di colore non fissato e le
sostanze ausiliarie utilizzate per la stampa. Dopo un trattamento ad umido viene
eliminata l’acqua assorbita. Questo processo avviene per centrifuga, aspirazione o
spremitura.
- Termofissaggio: col fissaggio si regolarizzano le tensioni meccaniche prodottesi
all’interno delle fibre. Attraverso un trattamento a caldo (180° c) e un successivo
raffreddamento controllato, la fibra viene fissata in condizioni di tensione minima con
una buona stabilità dimensionale, e restano lisci dopo il lavaggio.
Questa operazione viene effettuata solo per tessuti contenenti Poliestere, Nylon e Lycra.
Finissaggio finale:
Il finissaggio finale è spesso una combinazione di diversi processi di finissaggio, che però
non si possono combinare a caso in quanto alcuni processi sono inconciliabili.
Nel finissaggio a secco (meccanico) l’effetto desiderato si ottiene mediante processi di natura
fisica.
Nel finissaggio a umido, si impiegano sostanze chimiche.
-
-
-
Garzatura: è un’operazione riservata ai tessuti di lana e cotone, che serve a formare una
determinata peluria sulla superficie del tessuto. Mediante questo processo si crea un
strato peloso con effetti di modificazione dell’aspetto e della mano, che pertanto acquista
un tatto più pieno e morbido.
Calandratura: rende il tessuto liscio, lo compatta mediante compressione, gli conferisce
lucentezza, eventualmente imprimendovi motivi decorativi. A seconda della
conformazione della superficie, della temperatura e della diversa velocità dei cilindri, si
possono ottenere diversi effetti estetici.
Restringimento (Sanfor): il tessuto passa attraverso un anello in gomma e un cilindro di
acciaio riscaldato che compatta le trame e di conseguenza stabilizza l’ordito. Questa fase
serve per evitare che il tessuto si ritiri quando è sottoposto a successivi trattamenti a
umido. La rifinitura del tessuto mediante questo procedimento dà un’elevata stabilità
dimensionale agli articoli, anche dopo numerosi lavaggi.
La qualità del tessuto finale è dovuta anche dai molti
controlli che vengono fatti durante il processo di
lavorazione;
I controlli servono così per garantire la conformità e
la ripetitività della qualità dei tessuti.
I primi controlli sono quelli sul filato greggio; essi
vengono fatti a campione su alcune rocche
prelevate dal lotto. Queste rocche vengono portate
in un laboratorio sofisticato che verifica l’umidità,
il titolo, la torsione, la resistenza, l’allungamento e
la regolarità. Caratteristiche indispensabili per la
produzione di un tessuto si alta qualità.
Controlli sul tessuto greggio:
Il controllo del tessuto greggio ha due obiettivi
principali: la pulizia e la classificazione del
tessuto e il raggruppamento del tessuto per il finissaggio.
Ogni singolo metro di tessuto viene verificato da una ispettrice su un apposito
tavolo inclinato ed illuminato (specola) con l’obiettivo di eliminare o
segnalare sul sistema informativo di gestione della produzione l’eventuale
difettosità prodotta dalle fermate del telaio o dall’intervento degli operatori
nelle precedenti fasi di lavorazione
Il controllo del tessuto prodotto dai telai è uno dei principali strumenti da
utilizzare per il controllo della produzione. A fronte della rilevazione di una
difettosità ripetitiva il reparto di controllo lancia tespetivamente un feedback
alla tessitura che si attiva per l’eliminazione della difettosità a telaio.
Nel reparto di controllo del tessuto greggio 15 ispettrici visionano circa 8.000
km di tessuto ogni anno!!
Controlli finali:
Al rientro dal finissaggio il tessuto finito, avvolto in rulli da 4/5000 metri, viene
controllato, tagliato e confezionato secondo le esigenze del Cliente a cui è
destinato.
Durante il controllo l’ispettrice ricerca, identifica ed inserisce nel sistema di
gestione della produzione eventuali difettosità del tessuto.
In funzione della dimensione e del numero dei difetti, il sistema classifica la pezza
confrontandola con le esigenze del Cliente cui è assegnata
La pezza viene tagliata alla metratura richiesta dal Cliente ed automaticamente
confezionata con un
foglio di polietilene per proteggerla durante
le successive movimentazioni.
Il controllo avviene sul 100% della produzione:
40 ispettrici verificano circa 16.000 km
di tessuto all’anno!
I controlli di laboratorio:
Queste prove di laboratorio vengono eseguite dai nostri tecnici in ambiente standard con
l’ausilio di strumenti elettronici e secondo le normative internazionali in uso nei paesi in
cui il tessuto è destinato. Le prove chimiche sono volte a verificare le caratteristiche del
tessuto nelle varie condizioni d’uso:
- Solidità del colore allo sfregamento del tessuto asciutto;
- Solidità del colore allo sfregamento del tessuto bagnato;
- Solidità del colore allo sfregamento all’acqua distillata;
- Solidità del colore al sudore acido;
- Solidità del colore al sudore alcalino;
- Solidità del colore al lavaggio con detergente;
- Solidità del colore al lavaggio con perborato;
- Idrolisi dei colori reattivi;
- Ossigenazione dell’agente otticante;
- Verifica del ph.
Le prove fisiche assicurano che il tessuto possieda quelle caratteristiche di resistenza che
permettono un corretto confezionamento ed un utilizzo del capo finito:
- Scorrimento delle uciture,
- resistenza allo strappo,
- resistenza all’abrasione;
- resistenza allo strappo;
- resistenza alla lacerazione;
- stabilità dimensionale;
- stirabilità;
Un tessuto finito viene considerato idoneo se supera tutte le 7 prove fisiche e le 10 prove
chimiche.
Dopo gli ultimi controlli, la classificazione e il
confezionamento, il tessuto finito viene
posto in magazzino pronto per essere
consegnate al reparto spedizioni dove
vengono imballate e recapitate al cliente.
L’ambiente:
L'attenzione alla questione ambientale è per loro molto importante.
Sono stati sviluppati molteplici programmi con il fine di limitare l'uso di
sostanze inquinanti e di proteggere le risorse naturali nei vari siti di
produzione.
Oltre al rispetto delle varie leggi e norme in vigore, il Cotonificio Albini
ha saputo sviluppare tecniche e metodi di controllo e di riciclo che
permettono di abbassare il livello di inquinamento e assicurare la
protezione delle risorse naturali in ognuna delle sedi produttive.
Il Cotonificio Albini dispone di un impianto di cogenerazione costituito da
3 motori a combustione interna, funzionanti a gas metano, con una
potenza elettrica complessiva di circa 1900 kW ed una potenza termica
di circa 2400 kW.
Inoltre, il Cotonificio Albini ha conseguito il Certificato Oeko Tex 100,
che assicura l'assenza di sostanze nocive nella produzione dei loro
tessuti.
I tessuti prodotti dal cotonificio Albini:
Strutturalmente e commercialmente i tessuti
assumono denominazioni che caratterizzano il tipo
stesso di tessuto in base ai fili o ai filati impiegati.
Alcuni esempi:







Brillantine; Tessuto in base popeline con piccoli effetti di armatura.
Mussola; Tessuto molto leggero composto da filati a capo unico, molto
fini, sia in ordito sia in trama. Fabbricata in greggio, è utilizzata per
camicie da uomo ma soprattutto da donna, tendaggi, fazzoletti.
Oxford; Tessuto di cotone per camicie da uomo e abiti da donna,
caratterizzato da un filato di ordito più fine di quello di trama che si
combina molto bene con l’intreccio reps di trama.
Piquet; Tessuto di cotone che presenta effetti in rilievo ad imitazione
del trapunto.
Satin; Tessuto di cotone rasato, liscio e morbido con effetto lucido tale
da sembrare seta.
Voile; É un tessuto leggerissimo ed è prodotto con filati a capo unico o
ritorti a forte torsione.
Zephir; Tessuto leggero, generalmente di cotone ad intreccio tela,
prodotto con filati tinti e con disegnature a piccole righe regolari o a
quadretti.
La creatività e la ricerca:
La creatività, l'innovazione stilistica e la
progettazione di tessuti sempre nuovi sono per il
Cotonificio Albini un obiettivo vitale.
La nascita e lo sviluppo di una collezione sono il
frutto del lavoro di una stagione:
viaggi in tutto il mondo, spunti dal mondo della
moda, prove chimiche e fisiche di nuovi materiali,
scelta di colori diversi, studio di disegni innovativi
e ricerca di nuovi finissaggi.
Le collezioni:
La collezione Albini, nel corso degli anni,
hanno inglobato altri marchi, capaci di
aumentare la produttività dell’azienda e
l’esportazioni.
Oltre al marchio Cotonificio Albini, troviamo
Thomas Mason, acquistato nel 1992, e
David and John Anderson, marchio nato nel
1822.
Collezione Cotonificio Albini:
La collezione albini si divide in 3 stili diversi:



Classico; Una selezione di tessuti in filati
unici e doppi ritorti, dal classico elegante,
a quello innovativo e colorato.
Sport; Una proposta che spazia dallo sportivo
raffinato al casual, caratterizzata
dall'utilizzo di trattamenti speciali,
concepita appositamente per il
tempo libero.
Urban; Una proposta che nasce dagli stimoli del
fashion metropolitano, che si distingue per la
ricercatezza dei colori e dei tessuti.
Oltre ai tre stili principali il Cotonificio Albini
possiede altre collezioni;

W, collection; Una sezione dedicata
principalmente al mondo femminile con
proposte innovative anche per l'uomo...

A. collection; Una linea di tessuti
per abbigliamento casual e
sofisticati.
Collezione Thomas Mason:
Una collezione di tessuti di alto livello,
interpreti dell'eleganza inglese
tradizionale e anche un pò estrosa.
Un’altra collezioni, che il
Cotonificio Albini possiede
è costituita dai pronti;
Essi rappresentano un servizio
estremamente importante per la loro clientela.
Sono il risultato di un grande progetto che ha
permesso la produzione di un'ampia gamma di
tessuti: una collezione di oltre 2500 varianti in
diverse qualità.
Una collezione dal pronto di tessuti classici, unici e
ritorti, che rappresentano il meglio del gusto
italiano e internazionale.
Uno stile classico rigoroso con punte di alta
sofisticazione.
Il personale:
Il personale che lavora presso le varie sedi del Cotonificio
Albini è laureato o diplomato con ottima conoscenza delle
lingue straniere, in quanto ditta internazionale; o possiede
un diploma o laurea in campo tessile o in discipline
economiche e ingegneria gestionale per l’amministrazione
e la finanza.
Il personale per poter lavorare al Cotonificio Albini deve
possedere attitudini a lavorare in un ambiente dinamico,
sempre in evoluzione. Inoltre devono avere passione per il
prodotto e devono cercare sempre l’ottenimento dell’alta
qualità.
La mia esperienza:
Un mese dove ho conosciuto il mondo del
lavoro…
E devo dire che MI PIACE!!!
Il mese di stage è durato dal 2 al 28 luglio.
In questo arco di tempo ho aiutato il personale del reparto
commerciale nello svolgere il loro lavoro attraverso piccoli
compiti che mi venivano assegnati, dai più semplici come
le fotocopie a quelli un pochino più complessi come l’uso
di protex per inserire degli ordini.
Il reparto commerciale era diviso in diverse aree, ognuna
trattava con stati diversi. Io ero nell’area che interagiva con
gli Stati Uniti e in alcuni casi anche con il Sud America.
A volte dovevo cambiare reparto per aiutare altri colleghi;
come quando mi chiedevano il controllo campioni o
nell’ultima settimana le fotocopie della pre-collezione da
inviare ai clienti.
Quali conoscenze mi sono state utili e cosa ho
imparato:
Per questo stage è state utili la conoscenza del computer
e delle lingue straniere, soprattutto dell’inglese.
Grazie a questo stage ho imparato ad interagire con
persone più grandi di me e a rispondere al telefono,
all’inizio non avrei saputo cosa dire, soprattutto se mi
sarebbe capitato di dover parlare in un’altra lingua
(non è mai successo), ma poi è stato più facile.
Inoltre ho scoperto come si lavora in una grande ditta e
quanto sia importante la collaborazione tra i diversi
settori, perché se un settore ha problemi, il lavoro
dell’intera ditta ne risente.
Questo tipo di lavoro mi piace e in un futuro
mi piacerebbe lavorare in un ambiente
collaborativo e tranquillo come quello che
ho trovato al Cotonificio Albini.
Il commento del mio tutor aziendale è stato
positivo; è stata contenta del lavoro svolto e
della disponibilità data ai miei colleghi.
Per la realizzazione di questa presentazione
devo ringraziare Maria Mosiewicz, una
gentile collega, che mi ha inviato tutte le
pagine del giornale “l’Eco di Bergamo” che
parlavano del Cotonificio Albini e anche il
mio tutor aziendale Stefania Sonzogni.
Le altre informazioni le ho trovate sul sito
della ditta: www.cotonificoalbini.it.
Le foto invece mi sono state date da una
ragazza che ha frequentato l’Istituto
O.Romero tre anni fa e che aveva svolto lo
stage presso Cotonificio Albini.
Presentazione
realizzata da:
Servalli Laura
Classe 5^E
Istituto O. Romero di Albino
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Relazione stage Laura Servalli a.s. 07/08