Verbale della riunione-assemblea del 06 Maggio 2015 – ore 17 aperta alla città,
presso la sede sociale di via Pietro Gori n.17, con oggetto
“Agenda Pisana”
Oggetto della riunione-assemblea: “Agenda Pisana per i candidati alle elezioni del
Consiglio Regionale della Toscan del 31/05/2015 – Le cose da fare e come, secondo noi. Per una
Pisa forte della sua Storia, Europea e proiettata nel futuro”
Candidati alle Elezioni Regionali 2015
Diego Petrucci (Fratelli d’Italia, Lista Civica Noi @desso Pisa)
Carlo Lazzeroni (Lista Popolo Toscano)
Irene Galletti (M5S)
Patrizia Bongiovanni (PD)
Raffaella Bonsangue (FI)
Raffaele Latrofa (FI)
Susanna Ceccardi (Lega Nord Toscana)
Francesco Nocchi (PD)
Moderatore: Alessio Giovarruscio – Toscana oggi inserto vita nova, La Nazione, Telecentro 2
L’assemblea inizia alle ore 17:15 con il Presidente dell’Associazione Amici di Pisa, Franco Ferraro che
riepiloga ai presenti le finalità dell’Associazione che non vuole essere altro che un tramite di proposte di
cittadini e Soci, da inoltrare a coloro che intendono rappresentarli. E’ con questo spirito che nasce l’Agenda
Pisana, non decisioni prese dall’alto e calate sui cittadini, ma bisogni concreti dei cittadini che chiedono a
chi ritiene un domani di rappresentarli, di portare avanti. In primis:
1) Attivazione concreta del Comune Unico dell’Area Pisana (accorpamento con i Comuni limitrofi per
una Pisa da 200.000 abitanti)
2) Aeroporto Galilei alla luce della nuova situazione creatasi con la Fusione AdF-SAT
3) Infrastrutture ferroviarie (oggettiva o percepita che sia)
4) Tangenziale Pisa-Nord-Est e collegamenti con Volterra
5) PIUSS (soprattutto quelli rivolti alle start-up)
6) Cultura (Accademia del Vernacolo e restauro Teatro ex Rossi )
7) Sanità Regionale e Pisana
8) Biblioteca Universitaria
9) Sistema Museale Pubblico
10) Creazione di un Polo Fieristico con annesso centro congressi
11) Promuovere l’edilizia Sportiva
12) Creazione di un grande parco divertimenti per rilanciare il Turismo (accoglienza in sicurezza, con
servizi di base adeguati)
Alessio Giovarruscio, inizia il suo intervento ringraziando l’Associazione degli Amici di Pisa per
tutte le lotte che continua a fare da 60 anni in favore di Pisa. L’Agenda Pisana poi potrebbe essere
definita un documento “di buon senso”, ma, spesso, purtroppo, le cose di “buon senso” non
trovano riscontro nella realtà! Invita dunque gli intervenuti a iniziare dal 1° punto Comune Unico.
Raffaele Latrofa dal 27/05/2013 : Consigliere Consiglio Comunale Pisa (PI)
(Lista di elezione: Lista Civica – Cen-Des)
Il problema vero è lo spopolamento della città. Occorre centralizzare i servizi.
NON D’ACCORDO che per ripopolare la città si debbano allargare i confini. Favorevole ad
economie di scale ma CONTRARIO ALL’UNIFICAZIONE per rispettare le autonomie dei piccoli
Comuni. Ci sono studi che dicono che le unificazioni tra Comuni, vanno bene fino alla creazione di
un un unicum da 40/60.000 abitanti e qui ne scaturirebbe uno da 200.000.
Susanna Ceccardi (Consigliere Comunale Lega Nord a Cascina).
Occorre unificare realtà simili come ad es. Calci e Vicopisano accomunate da
caratteristiche di tipo montano. Il problema è lo spopolamento di Pisa che ha favorito
l’insediamento in realtà comunali vicine come Cascina. Sono dunque a favore dell’efficientamento
della Pubblica Amministrazione ma l’autonomia e le radici storiche vanno rispettate (come ad es.
Volterra). La situazione poi è abbastanza confusa perché il Sindaco Filippeschi (PD) è fautore
dell’unificazione ma i suoi compagni di partito degli altri Comuni non sono d’accordo.
Analizziamo poi come, nel piccolo, è andata l’esperienza dell’Unione dei Comuni della Valdera e
vediamo come essa sia fallita, per trarne conseguenze per il futuro.
Irene Galletti (Candidata Regionale per il M5S- Dip SAT)
Bani .
FAVOREVOLE ALL’UNIFICAZIONE, lo sono anche per alcune realtà su Pistoia
anche su Pistoi
vedo l’unificazione tra Calci e Vicopisano e quella tra Pisa e San Giuliano
Terme, un Comune che non ha ragione di esistere. Vedo questo processo da affrontare in step
successivi, cominciando dall’unificazione dei servizi senza aumentare le problematiche già
presenti.
Raffaella Bonsangue (FI)
L’unificazione totale è un’ipotesi non percorribile (a parte quella con San
Giuliano Terme). L’idea deve essere rivista, se questa unificazione serve a
compensare la fiorentinità delle decisioni, NON SI PUO' FARE UN COMUNE UNICO
PISANO, SOLO PER CONTRASTARE L'AREA METROPOLITANA FIORENTINA...si
partirebbe già sconfitti e Calci e Vicopisano hanno una loro tipicità che va
rispettata. Il problema vero è lo spopolamento, dobbiamo far rientrare i Pisani
a Pisa, soprattutto le famiglie. Dovrà essere perseguita solo la centralizzazione
dei servizi per risparmiare.
Francesco Nocchi (Segretario Provinciale PD)
Obiettivo primario il COMUNE UNICO, sul tipo organizzativo di Roma, con più
municipi. Una fusione così grande non è mai stata realizzata. La tendenza però deve essere quella
dobbiamo darle una veste istituzionale comune. In ogni caso, dopo anni di spopolamento, il Comune sta
registrando di nuovo un aumento, segno che siamo riusciti a fermare l’emorragia..
Patrizia Bongiovanni (Pisana, architetto e consigliere comunale del PD)
L’Apparentamento del territorio rispetto ai piccoli Comuni è un discorso già cominciato.
Nel regolamento edilizio di area vasta ci sono già indicazioni in questo senso, cioè.
Nel
Il Regolamento Edilizio Unificato approvato nel 2013 dai 6 comuni dell’area
Pisana.
Diego Petrucci 36 anni, avvocato, eletto a Pisa, tra le fila di Alleanza nazionale,
poi in forza al
.
Popolo delle libertà oggi nella lista Noi adesso Pis@.
CONTRARIO AL COMUNE UNICO perché ne verrebbe fuori un esempio unico in Italia
ed è irrealizzabile. Accorpare La Fontina, Usigliano, ecc. ma già Vecchiano mi sembra
una forzatura. Stiamo andando verso una città metropolitana, se la soluzione è il Comune unico, poi
saranno quelli che erano prima Comuni a diventare solo ed esclusivamente dei dormitori. Mentre ai miei
tempi si abitava a Pisa e poi si andava in Versilia, la sera a far baldoria, oggi si abita fuori, p.es. a Calci,e
si viene la sera in città a far baldoria. E’ stata colpa di scelte abitative sbagliate. La domanda abitativa a
Pisa era un’altra da quella proposta dal Comune, quella richiesta fu deliberatamente rifiutata per ragioni
strettamente ideologiche, mentre i Comuni limitrofi l’hanno intercettata, permessa ed incentivata
Soluzione? Delocalizzare la movida, il divertimento in centro, disincentivare i locali notturni o quelli che
stanno aperti fino a tardi in centro di Pisa. Promuovere, anche dal punto fiscale il trasferimento della
movida verso la nuova zona dei Navicelli. Occorre ripensare il Centro Storico come la città dei cittadini di
Pisa, per cui il Comune Unico sarebbe disastroso, farebbe diventare i Comuni limitrofi dei Comuni
dormitorio, NON LO APPOGGEREMO.
Carlo Lazzeroni candidato pisano della lista “Popolo Toscano” a sostegno di
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Enrico Rossi con al suo con all’interno varie anime: dal mondo laico e socialista al
riformismo cattolico e repubblicano, insieme alla tradizione dell’Italia dei Valori. .
Idee ed esperienze politiche diverse per un progetto condiviso, «perché essere di
sinistra non vuole dire essere necessariamente del Pd». Sostegno alle imprese,
sanità accessibile a tutti con risposte veloci e di qualità; difesa del paesaggio.
Sarei FAVOREVOLE con tutti i dubbi espressi da Petrucci, però è una sfida da
tentare, a patto di migliorare le politiche che i territori mettono in campo.
Alessio Giovarruscio, finito il primo giro, saluta Raffaella Bonsangue e Patrizia Bongiovanni, chiamate
ad altri incontri e passa alla trattazione del 2° Punto:
Aeroporto Galilei alla luce della nuova situazione creatasi con la Fusione AdF-SAT
Susanna Ceccardi: credo che i soldi pubblici, per l’Aeroporto, poi, la Regione li trovi se li vuole trovare.
L’accelerata su Peretola e sulla società unica AdF-SAT sono segnali in questo senso, ma io credo che vi
siano ancora margini di intervento e che non tutto sia perduto, stiamo addirittura coinvolgendo anche
Bologna, che, chiaramente, non vede di buon occhio questa politica espansionistica di Firenze.
Irene Galletti: Ho preteso che nel programma ci fosse un chiaro NO ALLA II PISTA DI PERETOLA, perché
non credo alle rassicurazioni sulla suddivisione delle vocazioni dei due aeroporti che saranno rispettate ma
temo una concorrenza a tutto campo nella quale, Pisa, non potrà che arretrare in quanto Firenze ha più
appeal commerciale, prova ne è che Air France,appena ha saputo della fusione, è corsa ad acquistare gli
slot migliori sulla futura pista. Se a Pisa resterà solo il low-cost, con quel poco che rende, sarà difficile
mantenere il trend degli investimenti previsti. La tempistica degli eventi con i quali si è arrivati alla fusione
delle due società presenta aspetti emblematici e tutti da chiarire, in pratica il giorno prima e solo il giorno
prima delle Assemblee dei Soci che dovranno decidere la fusione arriva un fax del Ministro Lupi in cui si
promettono 50.000.000 Euro per l’operazione nuova pista e poi altri 100.000.000; subito dopo però si dice,
intanto spendete i primi 50 che poi, gli altri arriveranno. Considerati però i reali costi che questa nuova
pista avrà, c’è da chiedersi tutti gli altri chi ce li metterà, visti i vincoli europei.
Francesco Nocchi: Fin dall’inizio si è lavorato perché facessero la Holding, ma da parte di SAT non c’è
mai stata una preclusione ad unirsi con AdF. Personalmente non sono stato d’accordo con la fusione né alla
privatizzazione di SAT, adesso la fusione è nei fatti, ma il PIT fa fede. Ci sono degli impegni a valere sulle
opere collaterali ma l’autorizzazione del PIT è per una pista da 2.000m e punteremo ancora su quello.
Carlo Lazzeroni: il PIT e la sua pista da 2.000m va difeso. Le previsioni di traffico passeggeri totale su cui
si è basata tutta questa operazione è di 12.000.000 ma Pisa non potrà andare oltre 7.000.000, rimanendo
comunque il perno del sistema aeroportuale toscano. Se ci sono preoccupazioni per i lavoratori, il loro
posto andrà tutelato, Pisa non dovrà essere penalizzata, ma l’ingresso di privati non lo vedo negativo.
Diego Petrucci: Farò battaglia all’ultimo sangue!E si badi, non per ragioni campanilistiche! E’ una
vergogna nazionale! Si spendono fior di fondi pubblici per un doppione per poter servire solo ed
esclusivamente i fiorentini. Personalmente penso che se un privato vuol investire per fare un aeroporto
anche a Pontedera o a Cascina, a patto che quei Comuni facciano la variante urbanistica necessaria,
potrebbe benissimo farlo, investe del suo e ha diritto a credere di fare business come vuole, ma se si
spendono 150.000.000 di Euro per un’iniziativa privata che non può che avere risvolti negativi per Pisa,
fermiamoci! Questo progetto è contrario ad ogni logica! Il mondo va in un’altra direzione! Verrebbe
vanificato, quindi anche l’investimento del People Mover il cui business plan si fonda su un aumento
costante dei passeggeri su Pisa.Il People Mover, un’altra follia che abbiamo sempre avversato! Il viaggio da
Firenze a Pisa che viene spezzettato in tanti tragitti, non certo a favore della mobilità del passeggero.
Simone Guidotti (Vice-Presidente Amici di Pisa):E’ ciò che in termini tecnici si chiama “rottura di carico”.
Separazione di un carico completo in tante partite per il proseguimento del trasporto su due o più
mezzi più piccoli, come avviene in un transit point.
Diego Petrucci:Io ero contrario anche alla Holding ma il PIT è stato anche peggio! Sperpero di
denaro pubblico per fare una cosa che deve rimanere un po’ zoppa! L’aeroporto della Toscana è e
deve rimanere Pisa! Non per niente si chiamava SAT (Società Aeroportuale Toscana). AdF, poi ha
sempre redistribuito gli utili agli azionisti, mentre SAT li ha sempre reinvestiti, quindi, quante
opportunità di rimpinguare il bilancio del nostro Comune abbiamo perso, in tutti questi anni?Cari
Amici di Pisa, guardate che il PD in questa tornata elettorale è proprio invotabile e men che mai
Mazzeo che si è speso tantissimo per portarci a questo punto.
Raffaele Latrofa: Questo è un argomento centrale regionale. La competenza in questa vicenda
diventa centrale. La vicenda, purtroppo è prettamente politica, perché i politici pisani, di fronte a
questa vicenda si sono comportati da subalterni alla politica fiorentina. “Vogliamo fare chiarezza
sulla nostra netta posizione riguardo alla vicenda della fusione dell’aeroporto di Pisa con quello di
Firenze. A parlare per noi, se ce ne fosse bisogno, sono gli innumerevoli interventi pubblici e il
nostro voto in aula in consiglio comunale. Noi in ogni sede, compresa quella regionale, abbiamo
con onestà intellettuale mantenuta ferma la nostra posizione negativa sulla fusione dei due
aeroporti. Siamo coloro che: in consiglio comunale, in conferenza dei capigruppo e nelle
commissioni consiliari abbiamo richiesto per oltre dieci volte che il presidente Rossi venisse
proprio in consiglio comunale a relazionare su questa scelta scellerata. Il PD nel suo complesso
non ha mai dato risposta a tale richiesta. Abbiamo, per primi, presentato un ordine del giorno in
aula chiedendo che Filippeschi votasse no alla fusione e anche questo è stato respinto dalla
maggioranza. Filippeschi ci ha chiesto la fiducia per trattare con Rossi e poi si è fatto
infinocchiare. Le nostre azioni in tal senso sono sempre state univoche, cristalline e senza
tentennamenti. Abbiamo sempre preferito, come nostro stile, azioni nelle sedi opportune,
confermate da voti insindacabili, ad azioni dimostrative e autoreferenziali, che servono spesso a
illudere i cittadini, ma non hanno alcun fondamento istituzionale. Nell’affrontare qualsiasi
argomento preferiamo un approccio costruttivo, che entri nel merito delle vicende e che tenti di
proporre delle soluzioni, a quello urlato e scomposto, che oggi va tanto di moda ma che,
inesorabilmente, risulta inutile per la soluzione dei problemi”. Concordo con Petrucci che il PD
sia invotabile in questa tornata elettorale! Purtroppo penso che fosse già tutto deciso fin
dall’ottobre 2012, Filippeschi ha convinto il Consiglio Comunale di dargli mandato di dire No alla
Fusione e che Pisa non doveva andare sotto Firenze, ma nell’aria c’era già! Una vera vergogna
della politica.
Com.Gianni Conzadori (socio AdP e Presidente Comitato Piccoli Azionisti SAT): Si è sempre
parlato di stime movimento passeggeri cumulate per i due aeroporti di 12.000.000 di unità, mentre
se si va a vedere le ultime previsioni, tale quota è stata ridimensionata a circa 10.000.000. E’
lecito, dunque, pensare che le precedenti previsioni siano state “gonfiate” ad arte, per forzare la
mano ad una operazione che non aveva ragione di concretizzarsi. Quindi, l’unico sviluppo sarà
solo su Firenze. Si guardi l’esempio di Ciampino, per il quale è previsto un calo di importanza a
causa della costruenda 4^ pista di Fiumicino.
Alessio Giovarruscio chiama, a questo punto tutti a confrontarsi sul 4° punto all’OdG
Tangenziale Pisa-Nord-Est e collegamenti con Volterra
Irene Galletti: All’interno del M5S c’è contrarietà a quest’opera, perché viene considerata una
colata di cemento, io, personalmente, sono, invece favorevole, magari ad una soluzione “light”.
Francesco Nocchi:Non ho alcun dubbio nel dire che si debba fare perché un grande Ospedale
come quello che si sta realizzando, non può fare a meno di strutture viarie adeguate a supporto.
Non è l’unica infrastruttura necessaria, focalizzo l’attenzione anche sulla ex strada statale 439
Sarzanese Valdera (SS 439), ora strada regionale 439 Sarzanese Valdera (SRT 439) che con una
serie di rettilinei arriva prima al borgo minerario di Niccioleta e successivamente in località Pian
dei Mucini, dove riceve sulla sinistra la ex strada statale 441 Massetana proveniente da Siena e
dall'abbazia di San Galgano. Dopo avere aggirato dal basso, con una moderna variante, la
cittadina di Massa Marittima si dirige verso Follonica, terminando alle porte della città presso il
quartiere Rondelli, dove incrocia su una rotatoria la ex strada statale 1 Via Aurelia (ora SP 152).
Nel tratto conclusivo, da Pian dei Mucini a Rondelli, sono in corso opere di rettifica e
ammodernamento. Poi, però, a Villaggio San Giovanni, sono finiti i fondi. La nuova sede stradale,
più larga e rettilinea di quella vecchia, evita l'attraversamento di tutti i centri abitati tra i quali,
oltre a Massa Marittima, quelli di Ghirlanda, Valpiana e Cura Nuova, ma dobbiamo continuare
anche sulla Sarzanese Valdera (SS 439 dir) nota anche come Diramazione per Volterra.
Carlo Lazzeroni: Sono favorevole, invece, alla soluzione più “strong”, perché la tangenziale NordEst è una priorità assoluta per la città.
Diego Petrucci: Contesto l’affermazione che non vi siano più fondi per le infrastrutture. E’ solo
una questione di scelte politiche sbagliate che hanno avuto effetti devastanti. Prendiamo ad es. un
riutilizzo possibile del S.Chiara come Centro Congressi, invece che la Cittadella Aeroportuale a
San Giusto, la proposta del Santa Chiara avrebbe alcuni punti di forza: “Il riutilizzo di strutture
esistenti, la centralità del posto e la vicinanza con piazza dei Miracoli”. Quanto alla mobilità e al
problema non secondario dei parcheggi,“Chi arriva in treno potrebbe tranquillamente scendere a
Pisa San Rossore e recarsi a piedi al Santa Chiara, dove la distanza è di appena 400 metri. Per chi
arriva in auto invece, proponiamo di realizzare un parcheggio nell’area Campaldino, dove c’era lo
scalo merci di San Rossore. Contemporanea riapertura anche dello scalo merci – dismesso qualche
anno fa da Trenitalia Cargo – con una navetta di collegamento tra la stazione e il Santa Chiara:
Un’ipotesi che crediamo possa essere appetibile anche per Trenitalia, visto che si potrebbe riaprire
la stazione ora pressoché inutilizzata. Potrebbe essere anche valutato l’acquisto di un mezzo
ripagato con il servizio e l’utenza. Quando il Comune ha partecipato al bando per “Infrastrutture”,
la decisione “politica” è stata quella di partecipare ad un bando anziché ad un altro. Lì è stato
l’errore. Dovevamo fare una scelta diversa.
Presidente AdP Franco Ferraro: Gli accordi del 2005 erano che nel caso la Regione si fosse
decisa a vendere le azioni SAT, il controvalore, avrebbe dovuto essere investito nella Tangenziale
Est. Quando, questo evento si è verificato, il Governatore Rossi ha parlato di regalia a Pisa! Quale
regalia?! Erano soldi nostri! Erano soldi già frutto di accordi precedenti! Che tra l’altro, promessi
per la tangenziale est sono stati dirottati invece in altri interventi necessari si, per Pisa, ma i cui
fondi potevano però cercarsi su altri capitoli di spesa e lasciare quelli per ciò che ci si era prefisso
fin dall’inizio!
Raffaele Latrofa: “Il People Mover è un’opera che porterà Pisa nel baratro!”. Sono stato sempre
contrario a questa opera inutile per la città, che ci è stata venduta come se fosse a costo zero per i
Pisani, ma, non sarà così e soprattutto, da sempre contrario alla filosofia che regola, in Italia e in
particolar modo in Toscana, questo tipo di opere; in sostanza, a Bruxelles e Firenze, si decidono le
strategie di sviluppo delle città senza conoscerne le reali esigenze e priorità. È una carenza della
politica, e soltanto dalla buona politica può essere corretta! A Pisa non occorre una grande opera,
ma tante piccole opere che la rendano vivibile ai suoi cittadini e decorosa agli occhi dei turisti. In
Italia le grandi opere si traducono spesso in grandi ritardi e grandi aumenti di costi, che sono
sempre a spese dei cittadini. Questi pagano cifre enormi in termini economici e di disagi, a fronte
di vantaggi praticamente nulli. Naturalmente, sono FAVOREVOLE ALLA TANGENZIALE e non
credo a versioni light! Nei Bilanci delle aziende, ma anche dei semplici condomini, c’è il Bilancio
Preventivo ed il Bilancio Consuntivo e la bontà di una qualsiasi amministrazione si misura dal
maggiore o minore rispetto degli obiettivi di bilancio. Sono 30 anni che il PD ci promette ad ogni
tornata elettorale la Tangenziale Est e ci riprova anche questa volta! Ma i Pisani ci credono
ancora?
Susanna Ceccardi: Non mi limiterei a denunciare solamente un gap ferroviario, esso è solo una
faccia del gap infrastrutturale in cui versa la Regione Toscana che è in fase di peggioramento.
Prova ne è la graduale soppressione di linee di Freccia Bianca e di Inter City sulla tratta GenovaRoma, quindi transitanti per Pisa, a favore di linee sempre più veloci e sempre più intense sulla
linea Milano-Firenze-Roma, nonché taglio di servizi anche relativi alla sicurezza, come
diminuzioni di personale adibito a Polfer. Quindi sono FAVOREVOLE ALLA TANGENZIALE ma
la priorità la darei alle infrastrutture ferroviarie.
Carlo Lazzeroni: citazione: “Il progetto di Tangenziale nord-est prevede una spesa di oltre 70
milioni di euro per un'opera a forte impatto, che incentiva l'uso del mezzo motorizzato privato a
scapito del trasporto pubblico e della mobilità ciclistica. Noi siamo convinti che questa scelta sia
un grave errore e uno spreco di risorse preziose. Credo che per incentivare il trasporto pubblico e
la mobilità ciclistica, soprattutto in centro, servano infrastrutture che diano la possibilità di una
maggiore vivibilità e mobilità a dimensione di famiglia in centro. Per chiudere al traffico pezzi
importanti di Pisa (ad esempio i lungarni), servono però anche interventi infrastrutturali alternativi
per la mobilità delle auto. Quello della tangenziale mi pare, con tutti i difetti ed i limiti, possa in
parte contribuire a creare in futuro questi presupposti.”
Alessio Giovarruscio chiama, a questo punto tutti a confrontarsi sul 5° punto all’OdG
PIUSS (soprattutto quelli rivolti alle start-up)
Diego Petrucci: In tutti i settori di amministrazione pubblica in cui il PD è fortemente responsabile
in senso negativo, bisogna ammettere che questo è l’unico campo in cui lo è di meno, perché il Polo
Tecnologico di Navacchio è una bella esperienza. Occorre, quindi, continuare su questa via già
tracciata e trovare nuovi spazi per il co-working, dove, per i primi anni, piccole start-up
potrebbero godere di affitti a condizioni calmierate o comodato gratuito (max. 3 anni) per poter far
avviare le proprie attività, magari in quei tanti spazi inutilizzati del Comune. Ciò avrebbe, anche
un secondo benefico risvolto, quello di mantener tali spazi in ottimo stato e non lasciarli al degrado
se non poi, nel peggiore de casi, ai vandalismi.
Raffaele Latrofa: Riconosciamo che non siamo all’anno zero ma dobbiamo prendere atto che il
Consorzio Fidi Toscana ha fallito il suo obiettivo. Vogliamo che i vari Com-Fidi vengano
rivitalizzati. Purtroppo, bisogna ammettere che Pisa non è una “Città Universitaria”; molto più
precisamente abitiamo in una città, nella quale l’industria’Università ha fagocitato la vivibilità
stessa della città, stravolgendone attività e modi di vivere. Ecco, dunque, lo spopolamento delle
famiglie, con utilizzo degli immobili per affitto al nero agli studenti fuori sede, in mancanza di un
adeguato numero di alloggi forniti dalla stessa Università. Ecco, dunque, la “movida” e tutto
l’abusivismo ed i problemi di ordine pubblico che la alimenta.
Susanna Ceccardi: Io sono Consigliera nel Comune di Cascina, ma non sono così sicura che il
Polo Tecnologico di Navacchio navighi in condizioni così rosee come lo state dipingendo. Anche
perché alcune start-up stanno chiudendo, nel silenzio, per non far rumore durante il period
elettorale, l’importante sarebbe, visto che la pressione fiscale complessiva è aumentata negli ultimi
anni in maniera inesorabile diminuire l’IRAP.
Irene Galletti: Bisogna spingere ancora di più il Polo Tecnologico, puntare su quello come
incubatore per nuove start-up, magari attingendo a finanziamenti su bandi europei. E’ una delle
carte da giocare per favorire il lavoro giovanile qualificato e per dare impulso all’imprenditoria
giovanile d’eccellenza.
Francesco Nocchi: Pisa e il suo territorio, con la rete di poli tecnologici, con le università, la
scuola normale e il sant'Anna, con gli importanti distretti industriali può e deve continuare a
giocare un ruolo di primo piano a livello nazionale nei processi di innovazione sociale, di
rigenerazione urbana, di costruzione di nuovi modelli di governance dello sviluppo, in un'ottica di
resilienza e di potenziamento delle infrastrutture e dei servizi digitali, della mobilità, del governo
del territorio. Non è solo questione di riorganizzazione della rete dei poli tecnologici, che è da
attuare, ma servono investimenti per quella innovazione detta di “prossimità”, che si trasferisce
immediatamente nei processi produttivi delle MPMI. Pisa deve e può favorire queste presenze che
sono parte stessa della sua identità. Sappiamo bene che non possono tutti aprire una start up. Per
questo la Toscana deve giocare seriamente la partita dell'innovazione diffusa, portando alla
crescita della sua manifattura di qualità (nautica, pelle, moda, carta, etc.), agroalimentare,
artigianato attraverso un'intensa e sistematica azione di digitalizzazione. Molti imprenditori lo
fanno già, investendo i loro guadagni per comprare macchinari più avanzati o per formare
personale sempre più specializzato. E' ora di dare a tutto ciò una legittimazione ed una forma
Regionale, incentivando chi rispetta le regole.
Alle ore 19:30, il Presidente Franco Ferraro chiude il dibattito, anche se rimarrebbe ancora molto
da discutere.
Il Segretario
(Sergio Brondi)
Il Presidente
(Franco Ferraro)
Pisa, 6 Maggio 2015 -2016 stilepisano
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