BISOGNI
QUALE
SIGNIFICATO?
Roberto Medeghini, Mantova 2013
Prospettiva bisogni educativi speciali
1^ lettura: bisogno come mancanza conseguente ad una
definizione deficitaria di differenza in virtù di riferimenti
normativi
Attenzione a ciò che manca
Caratteristica individuale
Compensazione
Prospettiva inclusiva
2^ lettura: bisogno come disequilibrio di una condizione inserita
in un sistema di relazioni dove la differenza viene interpretata
come modo personale di porsi nell’apprendimento e nelle
relazioni
Attenzione ai sistemi di relazione
Caratteristica interattiva
Interazioni e Mediazione
Roberto Medeghini - Mantova 2013
I BISOGNI SI MODIFICANO?
LA “STORIA” DEL DSA
1. Maggior pervasività del disturbo nelle prime fasi.
2. Nella scrittura vi è un miglioramento, ma rimane difficoltosa la
correttezza ortografica così come l’aspetto grafo-motorio
3. Nella lettura si evolve la correttezza e l’abilità di comprensione,
ma rimane deficitario l’indice della velocità.
4. Il sistema dei numeri e del calcolo si modifica, ma rimane
problematico l’aspetto dell’automatismo.
Roberto Medeghini, Mantova 2013
Variabili intervenienti nelle diverse
condizioni
1. I contesti e le loro richieste
 Autonomia
 Strategie
 Velocità di elaborazione
 Organizzazione delle informazioni
 Quantità di lavoro
 Processi sociali presenti della classe
2. La percezione personale

 L’impatto della storia scolastica
 L’esito degli aiuti e degli strumenti attivati
Aiuto come controllo o come promozione di abilità?
 Assunzione o negazione del problema
 Disponibilità del contesto
Roberto Medeghini, Mantova 2013
COME
RILEVARE?
CONDIZIONE NON TRANSITORIA
secondo le definizioni sanitarie
CONDIZIONE TRANSITORIA
Secondo le definizioni sanitarie
a.Alunni e studenti con disabilità
(104/92)
b. Alunni e Studenti con Disturbi
evolutivi specifici:
DSA, ADHD, Non verbale, disturbo del
linguaggio.
c. Alunni e studenti con
Funzionamento Cognitivo al limite
1.Svantaggio sociale
2.Difficoltà linguistiche su basi
culturali
3.Disagio Psicologico
4.Disagio sociale
5.Area definita
«nella norma»
6.Area definita
«eccellenze»
Possono comunque assumere la
condizione di «non transitorietà»
Tramite certificazione e/o relazione
Osservazione e rilevazione del consiglio
di classe
Segnalazioni e Relazioni di operatori e
specialisti
Roberto Medeghini - Mantova 2013
(M. Roberto, F. Pianta, G. Stella; 2005)
a. Disabilità. Certificazione.
b. Disturbi Evolutivi Specifici: DSA,
ADHD, Disturbo Non Verbale e difficoltà
motorie,
Disturbo
del
linguaggio.
Certificazione
c. Funzionamento cognitivo al limite:
diagnosi e segnalazione presenti nelle
relazioni presentate dalle famiglie. No
Certificazione
Roberto Medeghini, Mantova 2013
Funzionamento cognitivo al limite
Dal colloquio con la mamma non emergono ritardi evolutivi significativi sia
nell’area linguistica che motoria.
Le prestazioni scolastiche di L. (sigla inventata) hanno avuto una valutazione
sufficiente fino alla scuola primaria, mentre si sono evidenziate prestazioni non
adeguate sin dalla prima classe della scuola secondaria di primo grado che ha
attivato un percorso semplificato. L’orientamento è stato per un indirizzo
professionale, adottato poi dalla famiglia e da L. per il settore dei servizi
alberghieri. Dopo il primo quadrimestre il consiglio di classe ha suggerito alla
famiglia un approfondimento (già consigliato dalla scuola secondaria di primo
grado, ma che non ha avuto l’adesione della famiglia) per le difficoltà mostrate
in alcune aree (prima e seconda lingua, diritto).
Nella valutazione le prestazioni hanno raggiunto (QIT 77, QIV 74, QIP 84)
(media 100, limite norma 70)., l’analisi dei subtest (somiglianze, vocabolario,
memoria, ing) indica notevoli difficoltà nel ragionamento verbale che influenza
negativamente i processi di comprensione e di studio.
Roberto Medeghini, Mantova 2013
1. Svantaggio linguistico su base culturale: in relazione
agli studenti di recente immigrazione che non hanno
acquisito ancora abilità linguistiche adeguate. Analisi abilità
in ingresso tramite test di vocabolario, frasi funzionali e test
aritmetici di base e relativi alla classe senza variabile
linguisitica
2. Svantaggio culturale: informazioni in ingresso associate
all’osservazione (es. scarse competenze linguistiche, escluso
il punto 3, che possono determinare insuccessi nelle materie
a prevalenza linguistica e non operative)
3. Svantaggio e disagio sociale: segnalazioni del servizio
sociale o altre fonti significative a attendibili
4. Disagio psicologico: osservazione in classe, colloqui,
segnalazione della famiglia, relazione di uno specialista
Roberto Medeghini, Mantova 2013
VARIABILE LINGUISTICA SU BASE
CULTURALE
Houssam frequenta la prima classe della scuola
secondaria di secondo grado ad indirizzo
professionale: si è trasferito in Italia dal Marocco
all’inizio dell’anno scolastico. Non parla italiano.
Ha acquisito il livello base della lingua francese
per cui è stata utilizzata la mediazione linguistica
con tale lingua.
variabile critica: lingua
Roberto Medeghini, Mantova 2013
R. frequenta la terza classe del Liceo Scientifico ad indirizzo Tecnologico: è stata valutata
su richiesta della famiglia per difficoltà nello studio. Dal colloquio con i genitori emerge
un pregresso ritardo di linguaggio con difficoltà sul versante fonetico-fonologico e
lessicale-semantico con difficoltà nel reperimento di etichette verbali a bassa frequenza.
Una successiva osservazione evidenziava un’adeguata acquisizione delle abilità di lettoscrittura e, in produzione, un livello sintattico-semantico «… al di sotto dell’età
cronologica con la presenza di parafasie, neologismi e circonlocuzioni».
Test
Prestazione
Generazione di frasi
14
Denominazione
lessicale su base
62
visiva
Fluenza fonemica
30
Fluenza categoriale
50
Vocabolario WISC Punteggio ponderato
III
7
Media di
riferimento
14
Posizione rispetto
alla media
Nella media
77.88
-2.2. d.s.
39.38
68.28
10
-1 d.s.
-1.4 d.s.
Al limite
Si segnalano difficoltà nell’area linguistica lessicale che incidono sulla qualità delle
prestazioni scolastiche.
Roberto Medeghini, Mantova 2013
SOGGETTI A RISCHIO DI INSUCCESSO SCOLASTICO
1.
Variabili predittive: correlazione con apprendimento scolastico
a. Linguistiche
0.52
b. Discriminazione uditiva e visiva
0.40
c. Abilità vissuto-motorie
0.42
d. Motricità generale e fine, dominanza 0.35
e. Comportamento, attenzione…
0.52
2. Studi sull’incidenza delle variabili
- Le variabili visuo-motorie + linguistiche sono influenti per lettura e scrittura solo
nelle prime fasi
- Le variabili linguistiche predicono i livelli di apprendimento successivi
- Le variabili mnestiche e di concentrazione sono influenti sull’apprendimento
matematico
- La denominazione di figure, lettere e numeri indica la velocità nel recupero dei
nomi
Roberto Medeghini , Mantova 2013
NON SOLO
CONTENUTI
Roberto Medeghini – Mantova 2013
14
La percezione e la descrizione di uno studente con
DSA, ADHD, SVANTAGGIO…
all’interno della singola area (lettura, scrittura, calcolo,
numeri, attenzione, linguaggio, …).
Isolamento del problema e strumenti compensativi
ridotti al singolo settore
Conseguenza: non si colgono quei processi e quegli
automatismi che hanno un impatto decisivo sul
processo di insegnamento-apprendimento delle diverse
aree disciplinari
Roberto Medeghini, Mantova 2013
I PROCESSI COGNITIVI (Neisser U., 1962)
Percezione, Memoria,
attenzione, linguaggio,
ragionamento, problem solving,
immagini mentali,
apprendimento
Roberto Medeghini , Mantova 2013
AUTOMATISMI E
CONTROLLO
•
•
•
•
•
AUTOMATICI
sono inconsci
sono preattentivi
sono guidati dallo
stimolo
hanno capacità di
funzionamento illimitata
comportano un basso
consumo di risorse
cognitive
•
•
•
•
•
CONTROLLATI
sono consapevoli
richiedono attenzione
sono guidati dal
concetto
hanno limitata capacità
di funzionamento
comportano un alto
dispendio di risorse
cognitive
(Stella G., 2000)
Roberto Medeghini – Mantova 2013
ASPETTI CRITICI IN RELAZIONE AD
AUTOMATISMO E CONTROLLO
• Velocità di elaborazione
• Sequenzializzazione (verbale , spaziale e visiva)
• Simultaneità (integrazione di più stimoli…
componenti non verbali e verbali)
• Velocità accesso lessicale e lessico specifico (es.
recupero nome di una lettera, termine, nota…)
• Memoria a breve termine sequenziale, Working
memory, velocità di recupero
• Organizzazione spazio-temporale
• Velocità esecutiva associata all’atto motorio
Roberto Medeghini - Mantova 2013
FUNZIONI CONNESSE AI PROCESSI
AUTOMATICI
RICADUTE
MEMORIZZAZIONE
Memoria a breve e lungo termine,
sequenziale e di lavoro
In ogni area disciplinare: studio, comprensione,
schemi, note musicali, regole e sequenze come le
frasi musicali, operazioni simultanee, leggere,
cantare e/o suonare musica a prima vista
Rappresentazione delle note e delle pause
Memoria visiva
ACCESSO LESSICALE
(Denominazione
Interrogazioni, compiti in classe dove vengono
richieste definizioni e utilizzo di termini specifici,
utilizzati anche nelle regole
ORGANIZZAZIONE SPAZIALE abilità
nella rappresentazione e
manipolazione di elementi visuospaziali
Vengono coinvolte le aree geometrica, matematica,
geografica, artistica, tecnologica, musicale (es.
collocazione delle note, chiavi… sullo spartito)
SEQUENZIALIZZAZIONE
In tutte le aree soprattutto matematica. Per musica
es. ricordare la giusta sequenza di scale e arpeggi,
ripetizione di una breve melodia.
TEMPI DI ELABORAZIONE
combinazione fra conoscenze del
compito, abilità lessicali, memoria
In ogni momento, soprattutto nella spiegazione,
nell’ascolto, nell’interrogazione e nell’esecuzione
(es. prendere appunti, leggere, cantare e/o suonare
musica a prima vista)
19
Roberto Medeghini, Mantova 2013
Processi
Abilità cognitive
coinvolte
Ricadute
Concettualizzazione
 Lessicalizzazione e
recupero
 Velocità di elaborazione
 Memoria a breve e a
lungo termine
 Attenzione
Segni, simboli
Denominazione dei termini: comuni e specifici:
nomi dei numeri, misure, termini geometrici,
scientifici
Recupero concetti
Procedure
 Sequenze
 Memoria sequenziale e
di lavoro
 Attenzione
Algoritmi
Regole
Applicazione di sequenze
Soluzione problemi e calcolo
Matematizzazione
 Lessicalizzazione
 Memorizzazione
termini e simboli
 Orientamento spaziale
e sequenziale
 Attenzione
Segni, simboli, sequenze, procedure tabelline,
regole
orientamento dx-sx : cifre-scrittura numeri,
Denominazione dei termini: comuni e specifici:
nomi dei numeri, misure, termini geometrici,
scientifici
Rappresentazioni geometriche: figure, solidi,
rotazioni
Soluzione di problemi e calcolo
 Selezione
 Organizzazione
 Controllo
Organizzazione regole
Controllo delle decisioni e delle azioni
Soluzione di problemi e calcolo
E
Applicazione
Utilizzo di strategie
metacognitive
Roberto Medeghini - Mantova 2013
Proprietà delle operazioni (distr. della divisione rispetto ad una differenza)
Per dividere una differenza indicata per un numero che sia divisore di ciascun termine
della differenza, si può dividere ciascuno di questi termini per quel numero e sottrarre i
quoti parziali ottenuti
(48-30):6=(48:6)-(30:6)= 8-5=3
(a-b):m=a:m-b:m
Teorema di Pitagora
(In un triangolo rettangolo il quadrato costruito sull’ipotenusa è equivalente alla somma
dei quadrati costruiti sui due cateti)
In un triangolo rettangolo la misura di un cateto si ottiene estraendo la radice quadrata
della differenza fra il quadrato della misura dell’ipotenusa e il quadrato della misura del
cateto conosciuto.
Teoria degli insiemi
Si definisce come complementare di un insieme A, rispetto ad un insieme ambiente o
universo U, l’insieme degli elementi di U che non appartengono ad A
COSTRUZIONE SINTATTICA E LESSICO SPECIFICO
Roberto Medeghini , Mantova 2013o
Espressioni
Lo studente non si ricorda come procedere.
Non ha studiato le regole?
Ma nel caso in cui abbia studiato ed è in difficoltà in fase di applicazione?
Funzioni coinvolte nelle espressioni:
Visuo-spaziali: Segni
Memoria : recupero di regole e procedure
Sequenze: gestione
Attenzione e recupero di fatti aritmetici: calcolo
TENER SOTTO CONTROLLO TUTTI GLI ASPETTI
AFFATICAMENTO : CADUTE ATTENTIVE, ERRORI
Roberto Medeghini, Mantova 2013
RICADUTE
• Affaticamento
• Attenzione
• Tempi di prestazione dilatati
• Confusione per eccesso di informazioni
• Elevata frustrazione
Ricadute sulla comprensione, composizione
ed esecuzione
sulla percezione della propria competenza
Roberto Medeghini - Mantova 2013
COME
INTERVENIRE?
DURANTE LA SPIEGAZIONE E LE ATTIVITÁ
Comprensione
TEMPI DI ELABORAZIONE
TENUTA ATTENTIVA
Il docente procede nella spiegazione di concetti nuovi
Richiesta di recupero informazioni termini, procedure apprese in precedenza.
Comprensione di nuove informazioni e trattamento di termini nuovi
Lo studente cerca di recuperare le conoscenze precedenti o comprendere
Presenza di troppe informazioni
Lo studente perde la spiegazione… e se deve prendere
anche
gli appunti…
Roberto Medeghini- Mantova 2013
La gestione del carico cognitivo
Elaborazione tempi
 Utilizzo di organizzatori anticipati.
 Sequenze di unità di apprendimento e tempo fra le
unità
 Sequenze accompagnate da sintesi con esempi e
termini di riferimento sia verbali che visuospaziali
 Tempi di stabilizzazione fra insiemi di
informazioni.
 Sovrapposizioni e ridondanze da evitare
Roberto Medeghini - Mantova 2013
PERCORSI – LA SPIEGAZIONE
Utilizzo di organizzatori anticipati:
A- Sintesi iniziali, parole chiave e significative, sequenza delle informazioni con domande
guida, domande poste all’inizio, immagini di riferimento.
Sintesi iniziale
“ La Luna è l’unico satellite della Terra: dista da noi circa 384.000 Km: il suo volume è la
quarantanovesima parte di quello della Terra; la gravità è circa la sesta parte di
quella esistente sulla terra. La superficie lunare presenta migliaia di crateri,
montagne ed estensioni pianeggianti dette mari. La mancanza di atmosfera e la
temperatura troppo elevata , nella parte illuminata o troppo rigida, nella parte in
ombra, vi rendono impossibile ogni forma di vita”.
Termini significativi Luna, satellite, Terra, volume, gravità, superficie, atmosfera,
temperatura
Definizione di Luna: “Come viene definita la Luna in relazione alla Terra?”
Descrizione delle sue caratteristiche: “Qual è la distanza dalla terrà? Qual è il volume
e la gravità della Luna? Come sono la sua superficie e la sua temperatura?”.
Roberto Medeghini, Mantova 2013
Tenuta attentiva
Carico di lavoro e del tempo
Gestione carico elaborativo e controllo temporale delle unità di lavoro
 controllo della quantità di informazioni e di
esercizi
 controllo della durata del tempo da utilizzare
 Controllo quantità di richieste ( prendere
appunti, svolgere un esercizio…) e loro
relazione col tempo
FONDAMENTALE LA SCELTA E LA GESTIONE DELLA
QUANTITÁ
Roberto Medeghini - Mantova 2013
LA QUANTITÁ DEGLI ESERCIZI È UNA VARIABILE
SIGNIFICATIVA PER L’APPRENDIMENTO E LA
VALUTAZIONE?
(vedi anche per compiti)
Privilegiare l’apprendimento distribuito
Attenzione al livello di significatività e complessità
dell’esercizio.
Significatività in relazione all’obiettivo (conoscenza,
applicazione, comprensione, analisi, valutazione);
Complessità (conoscenza, applicazione, comprensione,
analisi, valutazione, abilità riproduttive/convergenti,
divergenti).
Roberto Medeghini – Mantova 2013
Memorizzazione e tempi nel recupero di
informazioni lessicali e sequenze
Aiuti didattico – operativi.
Esercizio e ripasso distribuito
Roberto Medeghini - Mantova 2013
Roberto Medeghini, Mantova 2013
30
 Schede di termini, schede di sintesi con
tabelle di algoritmi e sequenze
operative e visive
 Riduzione dell’ambiguità e
visualizzazione di concetti (immagini
come disegno, flow chart, schemi…) in
associazione col verbale
 Gestione carico della memoria di lavoro:
(quantità di informazioni da trattare
contemporaneamente)
Roberto Medeghini - Mantova 2013
… nello
specifico di
alcuni bisogni
speciali
ABILITÁ COGNITIVE BORDERLINE
M., classe prima della scuola secondaria di secondo grado
ad indirizzo Socio-Sanitario: difficoltà di apprendimento
nonostante l’impegno e la motivazione verso lo studio. Dal
colloquio con i genitori si evidenzia un’acquisizione tardiva
del linguaggio senza intervento riabilitativo in quanto
venivano raggiunte le competenze linguistiche… Viene
effettuata una valutazione dalla quale emerge una buona
memoria uditiva e visiva in un quadro non deficitario, ma al
limite inferiore della norma (QITotale 74). La storia
scolastica di M. non indica bocciature e le valutazioni si
collocano sulla sufficienza.
Roberto Medeghini - Mantova 2013
Aree critiche
Comprensione e produzione verbale, memoria di lavoro
e strategie metacognitive, risultano i fattori di caduta e
interferenti con un apprendimento adeguato.
Ciò condiziona le modalità nel recupero delle informazioni: è
essenzialmente di tipo sequenziale per la carenza di strategie
semantiche che consentono l’organizzazione delle informazioni.
La modalità sequenziale garantisce un limitato mantenimento delle
informazioni soprattutto nello studio in cui viene richiesto l’utilizzo
delle loro relazioni la cui assenza determina un mantenimento
precario e una loro perdita anche nel breve periodo
Roberto Medeghini, Mantova 2013
34
COME PROCEDERE?
1.Selezione dei concetti fondamentali e loro
semplificazione;
2.schemi guida con domande per la comprensione e
l’organizzazione delle informazioni;
3.attività di esposizione verbale di quanto letto con
domande guida;
4.sintesi da completare con riferimenti lessicali;
6.offerta
di
modelli
procedurali
ed
esemplificazioni;
7strutturazione di un vocabolario di base per le
diverse aree di apprendimento
Roberto Medeghini - Mantova 2013
DISTURBO NON VERBALE
SCALE
Comprensione verbale
(ICV)
Ragionamento visuopercettivo (IRP)
Memoria di lavoro (IML)
Velocità di elaborazione
(IVE)
Totale QI
INDICI/QI
Media
98
85-115
69
85-115
79
85-115
94
85-115
80
85-115
In tutti test somministrati in quest’area si rilevano difficoltà nell’elaborazione percettiva che riguarda
sia l’analisi che la relazione delle singole componenti visive. Questo incide sulla copiatura e sulla
successiva rappresentazione e rievocazione di figure e relazioni (ad esempio, disegnare il trapezio
rettangolo senza avere l’esempio visivo o memorizzare l’insieme di un territorio geografico come
l’Italia e la posizione delle sue regioni)..
Nell’ambito spaziale le prestazioni risultano deficitarie ed incidono soprattutto nel mantenimento di
sequenze spaziali come richiedono la geografia, la geometria e i compiti di orientamento spaziale.
Roberto Medeghini, Mantova 2013
36
PER IL DISTURBO NON VERBALE
Intervenire sui processi di rappresentazione, utilizzando associazioni
fra visivo e verbale:
- esempi visivi accompagnati da spiegazioni verbali e viceversa;
- utilizzo del verbale per l’analisi e le relazioni fra le singole
componenti e viceversa;
- aiuti e facilitazioni durante l’attività grafo-motoria e di
organizzazione attraverso apposite tabelle o schemi già predisposti;
- diminuire il carico esecutivo anche attraverso la riduzione del
compito;
- proporre materiale scritto che eviti un affollamento visivo nella
pagina;
- evitare materiali con scritture troppo ridotte e con un eccesso di
righe scritte che determinano un affaticamento visivo.
-
;
Roberto Medeghini, Mantova 2013
37
Lingue: DSA o altro?
L’analisi è complessa in quanto riguarda una popolazione molto variabile e le difficoltà di
apprendimento che spesso questi soggetti incontrano coinvolgono un insieme di
fattori di cui quelli cognitivi sono solo una parte.
Ad oggi non si evidenzia la possibilità d’indicare un unico metodo per valutare ed intervenire nel
singolo caso, anche se sono sempre più presenti studi che indicano una possibile connotazione
culturale-linguistica.
Al fine di discriminare situazioni di disturbo specifico e situazioni
causate da differenze linguistiche e culturali, devono essere
considerati i seguenti fattori:
lingua madre, altre lingue conosciute/parlate dal bambino;
periodo di prima esposizione sistematica alla lingua italiana;
differenze nel sistema fonetico della lingua madre rispetto alla
lingua italiana.
nazione di provenienza e livello culturale della famiglia;
tempo di residenza in Italia dei genitori e del bambino;
lingua parlata abitualmente in famiglia;
durata della frequenza della scuola;
Roberto Medeghini - Mantova 2013
sistema di scrittura inizialmente appreso;
presenza di difficoltà fonologiche nella lingua madre;
familiarità per difficoltà di linguaggio orale o scritto;
confronto delle competenze con altri membri (es. fratelli, sorelle)
della famiglia.
Per la disortografia, prevedere inoltre valutazione delle abilità
lessicali e analisi degli errori in fonologici e nonfonologici, essendo
gli errori di tipo aspecifico più facilmente riconducibili a fattori
legati a svantaggio socioculturale, insufficiente esposizione alla
lingua italiana, insufficiente studio e apprendimento delle regole
ortografiche.
In questi casi, è tuttavia consigliabile attivare interventi
individualizzati di recupero delle competenze in ambito scolastico.
Roberto Medeghini - Mantova 2013
B.A nasce in Italia con famiglia di provenienza ghanese: bagno
linguistico ghanese. Frequenta la terza classe della scuola
secondaria di primo grado
Il linguaggio è strutturato ed è adeguato per la funzione
esperienziale: utilizza prevalentemente una strutturazione sintattica
semplice e un lessico ad alto valore d'immagine. Ciò è confermato
dai risultati ottenuti da un test linguististico dove le prestazioni nel
vocabolario raggiungono il punteggio ponderato di 4 (media 10).
Tutto ciò influenza l’organizzazione del pensiero soprattutto nelle
situazioni formali che richiedono una strutturazione sintattica
articolata e l’uso di un lessico specifico come avviene negli
apprendimenti scolastici. La difficoltà coinvolgono anche l’area della
comprensione nella quale si presentano cadute significative in
presenza di strutture sintattiche complesse: ciò limita la
comprensione delle spiegazioni, della lettura e il mantenimento delle
informazioni.
Roberto Medeghini - Mantova 2013
COME PROCEDERE?
1.Selezione dei concetti fondamentali e loro
semplificazione;
2.schemi guida con domande per la comprensione e
l’organizzazione delle informazioni;
3.attività di esposizione verbale di quanto letto con
domande guida;
4.sintesi da completare con riferimenti lessicali;
6.offerta
di
modelli
procedurali
ed
esemplificazioni;
7.strutturazione di un vocabolario di base per le
diverse aree di apprendimento
Roberto Medeghini - Mantova 2013
I Concetti e la Comprensione
Specificazione
Distinzione
esempi, controesempi
esempi misti
Complessità
conoscere, comprendere,
valutare…
Generalizzazione
Dedicare tempo e passaggi
graduali
Organizzazione
Trovare relazioni: mappe
Memoria a lungo termine, lessico specifico, recupero informazioni, velocità
elaborazione
Roberto Medeghini, Mantova 2013
CONOSCENZE DICHIARATIVE
processi elaborativi: specificazione,
applicazione, generalizzazione
-
- processi organizzativi che permettono
il legame fra le informazioni (legame);
-processi di stabilizzazione: ruolo della
memoria (breve termine, di lavoro,
lungo termine, sequenziale, spaziale).
Roberto Medeghini, Mantova 2013
OPERAZIONI COGNITIVE E LIVELLI DI COMPLESSITÁ
Operazioni
Ambiti
Esemplificazioni
informazioni
modi (convenzioni, successioni, classificazioni, criteri,
metodi)
Cosa è la massa?
Come si determina l’intensità della
corrente?
Quali sono le grandi divisioni del
regno animale?
Che cosa è l’evoluzionismo?
Conoscenza
generalizzazioni e teorie
Comprensione
Applicazione
Analisi
Sintesi
Valutazione
Traduzione
Interpretazione (richiede la comprensione tramite le
relazioni esistenti fra le sue proposizioni)
Estrapolazione (presuppone l’assimilazione totale di un
sistema esposto)
Un insieme viene definito per
estensione se si elencano tutti gli
elementi e per comprensione se si
enuncia una proprietà tipica dei suoi
elementi
Relazioni
Sistemi
Elementi
Relazioni
Principi organizzatori
Produzione di comunicazioni singole
Produzione di progetti
Deduzione di proposizioni
Individuare un ragionamento
sottostante ad una procedura
Evidenziato come gli Egiziani
calcolavano i prodotti, chiedere come
ottenere il risultato di una divisione
Esprimere giudizi in termini di criteri interni
Esprimere giudizi in termini di criteri esterni
Roberto Medeghini, Mantova 2013
Per l’attività in classe…





-
Suddividere la spiegazione in unità di apprendimento;
semplificazione o sviluppo attraverso il ricorso ai livelli di complessità
(conoscere…);
sintetizzare con una breve frase e con parole chiave di riferimento il contenuto
di ogni unità;
utilizzo di domande guida scritte per
orientare la selezione delle informazioni
attivare conoscenze pregresse
stabilire connessioni
organizzare le informazioni
Elaborare (Perché…?)
offrire una sintesi finale accompagnata da uno schema di riferimento;
proporre concetti organizzatori per orientare la selezione delle informazioni e
il sostegno allo studio;
costruire un vocabolario guida che contenga una selezione di termini specifici
per le diverse materie, da consultare nel corso dei compiti.
Roberto Medeghini, Mantova 2013
45
PASSAGGI
-Elaborazione attiva
Ascolto
-Selezione di aspetti principali
-Organizzazione conoscenze
-Costruzione del discorso
Roberto Medeghini, Mantova 2013
Testo
Discorso
Selezione di aspetti principali
a. utilizzare organizzatori anticipati, parole chiave e
domande poste all’inizio;
b. utilizzare concetti organizzatori disciplinari.
spiegazione
testo
filmati…
Roberto Medeghini, Mantova 2013
Utilizzo degli organizzatori disciplinari
Lo schema concettuale serve per la selezione delle informazioni (sottolineature del
testo e completamento dello schema ).
STORIA
Documenti
Periodizzazione
Avvenimenti e loro sviluppo
chi ne parla
quando con cosa
Cause
Causalità strutturale, lineare
Conseguenze
immediate , successive
Economia Società Cultura Religione
Roberto Medeghini, Mantova 2013
“ Leggi il testo e sottolinea le informazioni principali”
Nel 1789 la situazione del bilancio in Francia era disastrosa: le spese erano eccessive e le entrate
minime. Per trovare un rimedio, Luigi XVI fu costretto a convocare gli Stati Generali. L'Assemblea
Costituente - I deputati del Terzo Stato si riunirono in Assemblea, giurando di non scioglierla sino
a che non fosse stata redatta la Costituzione, e cominciarono a prendere decisioni come se solo
essi fossero i rappresentanti dei Francesi. Il re ed i nobili vollero reagire: fecero arrivare truppe
per circondare Parigi, ma il popolo della capitale, per tutta risposta, assalì e distrusse la Bastiglia,
la prigione simbolo del potere assoluto. Era il 14 luglio 1789: l'inizio della Rivoluzione. Per
difendersi dall'esercito regio, venne costituita la Guardia Nazionale.
L’esempio di Parigi fu seguito dall’intera nazione: ovunque si costituirono milizie di cittadini,
mentre nelle campagne i contadini, esasperati, assalirono castelli e residenze nobiliari,
imprigionando o giustiziando che opponeva resistenza. Mentre tutto il paese era sconvolto da
questi avvenimenti, l’Assemblea Costituente prendeva importanti decisioni: abolizione dei
privilegi feudali dei nobili, approvazione della Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino,
emanazione della Costituzione che metteva fine alla monarchia. La Rivoluzione Francese diede
inizio al mondo contemporaneo, non solo perché abolì l’assolutismo, ma perché portò in primo
piano conflitti moderni: quelli che all’interno della stessa borghesia mettevano in evidenza i
diversi interessi dei ceti sociali…
Roberto Medeghini, Mantova 2013
SCIENZE
FUNZIONE
( a cosa serve, come funziona, coa fa?)
STRUTTURA
( Come è fatto? Somiglianse/differenze)
PROPRIETÁ
( Cosa lo definisce? Proprietà fisiche, chimiche…)
Interazioni
Cause
Effetti
Roberto Medeghini, Mantova 2013
I Concetti e la Comprensione
Specificazione
Distinzione
esempi, controesempi
esempi misti
Complessità
conoscere, comprendere,
valutare…
Generalizzazione
Dedicare tempo e passaggi
graduali
Organizzazione
Trovare relazioni: mappe
Memoria a lungo termine, lessico specifico, recupero informazioni, velocità
elaborazione
Roberto Medeghini, Mantova 2013
IL DIODO
LIVELLO 1
LIVELLO 2
Conoscenza: CHE COS’È UN DIODO?
QUESTO È UN DIODO
GENERICO
Un diodo è un componente elettronico.
Il diodo è un bipolo passivo non lineare.
Bipolo: ha 2 morsetti (anodo A e catodo K).
Passivo: assorbe energia elettrica dal circuito.
Non lineare: la relazione tra tensione e corrente sui
morsetti non si può rappresentare con una retta.
IL SIMBOLO DEL DIODO E’
LA FASCETTA CHE VEDI NELLA FOTO
CORRISPONDE ALLA BARRETTA DEL SIMBOLO
Conoscenza: COSA FA UN DIODO?
LIVELLO 1
LIVELLO 2
IL DIODO PERMETTE IL PASSAGGIO DELLA CORRENTE IN UNA SOLA DIREZIONE
IN QUESTO MODO
LA LAMPADINA SI ACCENDE.
SE INSERISCO IL DIODO AL CONTRARIO
LA LAMPADINA NON SI ACCENDE
Esempi concreti per spiegare il funzionamento del diodo
• In una strada a senso unico posso muovermi solo nel senso di
marcia indicato dal segnale.
• I tornelli dello stadio non permettono di tornare indietro una volta
che li hai attraversati.
LIVELLO 1
LIVELLO 2
Conoscenza: COME SI UTILIZZA UN DIODO?
UN TIPO DI DIODO È IL DIODO LED.
I DIODI LED SONO PICCOLE LAMPADINE COLORATE
CHE TROVI NEI TELECOMANDI O NEI FANALI DI ALCUNE
AUTOMOBILI
QUESTO E’ IL SIMBOLO DEL DIODO LED
Quando il diodo è inserito
correttamente circola
corrente, quindi il
diodo è polarizzato
direttamente.
Quando il diodo è inserito in modo
inverso, non circola corrente,
quindi il diodo è polarizzato
inversamente.
La decolonizzazione nel ‘900
Ecco i Paesi del mondo che diventano
indipendenti
Riprendiamo le conoscenze
Il colonialismo
Definizione: Il colonialismo rappresenta l'occupazione e
lo sfruttamento delle risorse del territorio, realizzati con la
forza dalle potenze europee ai danni di popoli ritenuti
arretrati o selvaggi.
Protagonisti: spagnoli e portoghesi +
francesi, olandesi, inglesi
Quando ► La storia del colonialismo inizia dopo le
scoperte geografiche del XV e XVI sec. e continua fino al
XIX sec.
La colonizzazione
Perchè ?
a) Lo sviluppo economico europeo: le industrie
avevano bisogno di materie prime (carbone, petrolio,
cotone, ecc.) per produrre sempre più e i territori asiatici e
africani ne avevano in grande quantità.
Le industrie mettevano sui mercati prodotti che venivano
venduti anche nelle colonie per aumentare i guadagni
delle ditte europee.
b) Il forte aumento della popolazione: la
popolazione europea dopo la metà del ‘800 era aumentata
moltissimo ed era sempre più difficile trovare possibilità di
lavoro, così molti emigrarono nelle colonie per avviare lì
una nuova attività.
QUALI COLONIE?
Si creano quindi due tipi di colonie:
a. Colonie di popolamento; in cui un territorio viene
conquistato e abitato da un nuovo popolo (es.U.S.A.
settentrionale e meridionale).
b. Colonie di sfruttamento; in cui un territorio viene
conquistato per sfruttare il popolo che vi abita facendolo
lavorare nelle miniere e nelle piantagioni. Da queste
colonie avrà origine l’Imperialismo.
… e le mappe concettuali?
«… Costruire mappe concettuali è un espediente per cshematizzare un insieme di significati che si possono prendere
per collegare i concetti di una proposizione. Ha la funzione di mettere a fuoco, per chi impara e per chi insegna, le
idee chiave su cui si deve concentrare…» ( J.D. NovaK, D.B. Gowin, 1984).
TIPOLOGIE
OPERAZIONI
RICHIESTA
Mappa Associativa
senza dichiarazione
Associazione
Scrivi tutto ciò che conosci e sai su…
Mettere in relazione
Collega le informazioni che hanno
qualcosa in comune
Mappa Legame
Senza dichiarazione
Mappa concettuale
proposizionale
Dichiarare i legami
Scrivi sulla freccia il significato del
legame
(es. causa…)
Mappa concettuale
organizzata
Organizzare le informazioni
Individuare i nuclei
concettuali
Raggruppa le informazioni che
hanno qualcosa in comune e trova
un nome che le può definire
Mappa concettuale
( sequenzialetemporale, gerarchica)
Ordinare i concetti secondo
la sequenza temporale,
l’importanza, l’inclusione
Ordina i concetti, partendo da
quello che…
Roberto Medeghini, Mantova 2013
Dalla riflessione linguistica al legame fra le informazioni
Le informazioni contenute nei brani non sono isolate, ma sono legate fra loro da una
rete di connettivi: questi indicano il collegamento tra frasi o periodi e sono
rappresentati da congiunzioni, avverbi, preposizioni...( prima, poi, così, soprattutto,
poichè, perciò, tuttavia, infatti...).
Questi connettivi esprimono delle relazioni alcune delle quali sono:
a. disgiuntive ( o, oppure, altrimenti...) indicano un’alternativa,
b. avversative ( ma, tuttavia, però, eppure, anzi...) indicano una contrapposizione,
c. conclusive ( dunque, quindi, pertanto, perciò, allora...) indicano una relazione in
cui la seconda parola o frase è la conclusione o la conseguenza della prima,
d. esplicative ( cioè, ossia, infatti...) introducono una parola o frase che spiega o
precisa quello che si è detto in precedenza,
e. finali ( perchè, affinchè...) uniscono due parole o proposizioni indicando lo scopo,
f. causali ( perchè, poichè, dal momento che...) indicano la causa,
g. temporali ( quando, mentre...) indicano una relazione temporale.
Roberto Medeghini, Mantova 2013
Potenziamento delle informazioni nel corso della
spiegazione
Percorso per il potenziamento della mappa iniziale individuale:
1. Stesura mappa associativa individuale.
2. Spiegazione dell’insegnante per brevi moduli: gli studenti
cercheranno di individuare informazioni nuove e le
aggiungeranno alla mappa individuale.
3. Al termine delle singole unità si discute sulle mappe individuali
e si procede alla stesura della mappa collettiva.
4. Terminato il percorso l’insegnante riprende la spiegazione ed
invita gli alunni ad individuare nella mappa collettiva le
informazioni.
Roberto Medeghini, Mantova 2013
Potenziamento delle informazioni nel corso della
lettura del testo supporto della spiegazione
Percorso per il potenziamento della mappa iniziale individuale:
1. Riferimento alla mappa collettiva della spiegazione.
2. Lettura di sezioni del testo: gli studenti cercheranno di
individuare informazioni nuove e le aggiungeranno alla
mappa collettiva.
3. Al termine delle singole sezioni si discute sulle aggiunte e si
procede al completamento della mappa collettiva.
4. Terminato il percorso l’insegnante riprende la lettura
completa ed invita gli alunni ad individuare nella mappa
collettiva le informazioni,
Roberto Medeghini, Mantova 2013
Costruzione del discorso
Dopo aver selezionato e organizzato le informazioni è
necessario costruire un discorso. Per questo ci si può
orientare verso questo percorso
- costruire modelli espositivi;
- parafrasare;
- mettere in sequenza i concetti e contenuti tramite unità
informative e paragrafi;
- costruire periodi con scelta di connettivi appropriati.
Roberto Medeghini, Mantova 2013
I modelli espositivi
Il criterio utilizzato per ordinare le informazioni varia a seconda
dell’argomento e dell’area disciplinare.
STORIA: modello cronologico e causale relativo a fatti,
temporalità, sequenze, relazioni causali, conseguenze.
GEOGRAFIA: modello comparativo ed enumerativo riferibile a
dati, collocazioni ed elementi dello spazio, relazioni causali,
conseguenze.
SCIENZE: modello definitorio e causale relativo a strutture,
proprietà, funzioni, interazioni.
MATEMATICA- GEOMETRIA: modello a dimostrazione e
definitorio.
Roberto Medeghini, Mantova 2013
Ricavare i modelli
1. Confrontare testi della stessa disciplina.
2. Individuare le caratteristiche fondamentali sia in
riferimento alla struttura concettuale che
espositiva( modello comparativo, definitorio,
cronologico…).
3. Ricavare unità informative e paragrafi.
4. Applicare il modello ad un testo nuovo.
5. Confrontare testi di discipline diverse e fra i
relativi modelli.
Roberto Medeghini, Mantova 2013
Parafrasare
(dal greco paráphrasis, parola posta vicino, trascrizione)
Il lettore molte volte ha la necessità di semplificare il testo per
facilitare la comprensione: questa operazione viene effettuata su
periodi lunghi o su parti del testo piuttosto difficili attraverso la
parafrasi.
Parafrasare significa esporre il contenuto di un testo con parole e
periodi diversi da quelli presenti nel brano.
Si possono utilizzare due tipi di parafrasi ( Mazzeo,1990):
1. parafrasi puntuale che tende a tradurre il brano o la parte di
un brano parola per parola;
2. parafrasi integrativa quando si aggiungono alcune
informazioni per completare o chiarire il significato.
Roberto Medeghini, Mantova 2013
I PROCESSI DI MATEMATIZZAZIONE E DI
INTERPRETAZIONE
I
N
Rappresentazione formalizzata
a + b; 1 + 2;
M
A
T
___________________________
T
E
Rappresentazione non formalizzata
E
R
00 ooo
M
P
2 + 3
A
R
___________________________
T
E
Concretizzazione
I
P
OO OOO
Z
R
Z
E
A
T.
Z
Roberto Medeghini, Mantova, 2013
LA SOLUZIONE DEI PROBLEMI: VARIABILI
1. Le variabili
La capacità di risolvere i problemi risulta dall’interazione delle seguenti variabili:
Insegnante
Alunno
. conoscenza disciplinare
. conoscenza dichiarativa
. approccio metodologico
. richieste
. aspettative
. conoscenza procedurale
. conoscenza metacognitiva
. atteggiamento verso il
compito
Contesto classe
Roberto Medeghini, Mantova 2013
Compito
. forma del
problema
. dati
. tipologia
. obiettivo
Il modello unitario proposto da Lucangeli, Tressoldi, Cendron (1998a)
integra le diverse componenti implicate nella soluzione dei
problemi.
Roberto Medeghini, Mantova 2013
I risultati della ricerca hanno messo
in evidenza che la categorizzazione,
assieme alla comprensione e alla
pianificazione delle procedure,
siano gli elementi fondamentali e
necessari per la soluzione di un
problema.
Roberto Medeghini, Mantova 2013
LE MODALITÁ IN SUPERFICIE
Indagare le proprie modalità e strategie: la
metacognizione
La metacognizione è un’attività mentale che ci permette di
percepire e di comprendere come utilizziamo il nostro
pensiero: ciò è necessario per controllare meglio e gestire il
nostro modo di apprendere.
Sensibilità metacognitiva, conoscenza metacognitiva (persona,
compito, strategie), regolazione e controllo
Roberto Medeghini, Mantova 2013
Quale modalità preferisci per comprendere una spiegazione?
FASE DELLA RAPPRESENTAZIONE
a.
b.
c.
d.
Preferisco l’utilizzo di immagini e schemi (visivo)
Preferisco l’utilizzo di termini e frasi di sintesi (verbale-astratto)
Preferisco partire dagli esempi (analitico/concreto)
Preferisco partire da organizzatori generali (globale/astratto)
FASE DEL PROCESSO
a. Preferisco una guida e consegne chiare.
b. Preferisco partire dalle domande, da un problema che richieda la ricerca di più
possibilità. Preferisco il confronto sulle soluzioni (indipendente dal campo)
c. Utilizzo gli esempi che mi sono stati proposti dall’insegnante: faccio riferimento a
schemi, parole chiave proposte dall’insegnante (dipendente dal campo)
d. Utilizzo anche esempi diversi da quelli proposti dall’insegnante (indipendente dal
campo)
ATTEGGIAMENTO
a. Ho bisogno di sapere se sto procedendo bene (dipendente dal campo psico-emotivo)
Roberto Medeghini, Mantova 2013
Quali modalità utilizzi per comprendere meglio ciò
che leggi?
FASE DEL PROCESSO
a.
e.
Preferisco utilizzare schemi, grafici, illustrazioni, tabelle (visivo)
b. Mentre leggo immagino le scene, le espressioni (visivo)
c. Preferisco annotare le parole fondamentali (verbale)
d. Utilizzo informazioni che ho già (globale)
Seguo passo dopo passo la sequenza delle informazioni (analitico)
ATTEGGIAMENTI
a. Se non capisco ritorno indietro (riflessivo)
b. Non mi fermo, preferisco tentare la risposta (impulsivo)
Roberto Medeghini, Mantova 2013
Il libro di testo deve avere…
Focus group
Classi coinvolte: 1classe seconda liceo delle scienze umane, 1 classe prima liceo scientifico, 1 classe quinta ipsia tecnico delle industrie
meccaniche, 4 classi terze scuola secondaria di I grado.
Numero alunni complessivo: 111 . Sono presenti 9 alunni con disabilità, 4 DSA e alunni stranieri (molti ormai italofoni, molti di
seconda generazione, per cui come catalogarli)
In generale, gli studenti Sono concordi nell’affermare che sia utile la spiegazione dell’insegnante prima di affrontare
in modo autonomo il manuale e domane guida o sintesi iniziali
Per gli studenti con DSA
Immagini con didascalie che spiegano il contenuto di studio;
schemi semplici e/0 mappe con i numeri in successione che guidano la lettura dello schema;
per il libro di storia servono la linea del tempo e la cartina geografica;
i paragrafi devono essere corti e con le frasi brevi;
i titoli devono aiutare a capire quello che viene presentato.
Alunni con provenienza da altre nazioni: presenti in Italia da oltre tre anni:
ricco di immagini con didascalie e paragrafi brevi;
sintassi semplice
Importante la mediazione fatta dall’insegnante con le spiegazioni.
In generale
Riassunti ed esempi, Parole che si conoscono, Schemi per le regole, Domande poste in modo che siano davvero
comprensibili, Mappe concettuali da fare e da far correggere al professore
Alunni certificati con 104
Libri colorati e ricchi di immagini, Caratteri grandi, Vengono considerati più fruibili i testi descrittivi rispetto a quelli
procedurali ( a parte il libro di disegno), Si distinguono i testi procedurali “facili” ( libro di disegno) rispetto a quelli
“difficili” (matematica)., Il libro di testo della classe è troppo difficile, il libro facile per me non mi permette di
seguire la classe, soluzione: libro della classe però più semplice, uguale agli altri negli argomenti.
Roberto Medeghini, Mantova 2013
Quali caratteristiche dovrebbe avere un libro di testo per aiutarvi nello studio?
Liceo
Paragrafi di approfondimento e collegamenti multidisciplinari (utili per tesine)
Consigli di lettura , Riferimenti extratestuali (film, romanzi, canzoni, dipinti)
Segnalazione degli esercizi fondamentali, richiamo delle regole, esercizi guidati per matematica e
discipline tecniche , Spazio per appunti
Deve permettere di capire anche senza la spiegazione dell’insegnante,Carattere più grande
Domande iniziali e intermedie, Domande finali per organizzare ciò che si è appreso
Ipsia
Schemi, Disegni esplicativi, Esempi concreti
Scuola Secondaria di 1° grado
Schemi semplici e/o mappe con numeri in successione
Linea del tempo e cartina geografica per il libro di storia che spieghi gli eventi ,
Paragrafi corti e con frasi brevi (che facilitino un apprendimento step by step)
Esempi
Linguaggio non troppo tecnico
Mappe concettuali funzionali all’esposizione
Approfondimenti di chi vuol sapere di più (curiosità)
Carte tematiche
Cd-rom
Roberto Medeghini, Mantova, 2013
In generale
Sintesi intermedia e a fine capitolo che faccia il punto
di quanto detto
Immagini commentate e riassuntive del paragrafo
(didascalie che spieghino il contenuto del paragrafo)
Titoli che aiutino a capire quello che viene presentato
Sintassi semplice
Concetti principali evidenziati
Parole chiave in neretto
Glossario dei termini specifici
Domande guida iniziali
Richiamo a qyanto già conosciuto
Roberto Medeghini, Mantova 2013
Considerazioni generali
Nella sezione liceo non emerge il bisogno di utilizzare flow-chart e
diagrammi causa-effetto considerati ulteriori complicazioni. Le
mappe non si costruiscono ma si guardano come ripasso e sintesi.
Emerge il desiderio di approfondimenti anche multidisciplinari degli
argomenti trattati.
Nella sezione ipsia si nota una ricerca di essenzialità e puntualità
dei concetti da apprendere che devono essere presentati in modo
chiaro, conciso e schematico.
Scuola secondaria di I grado: ricorre l’attenzione al linguaggio il più
possibile semplice. A seconda se gli argomenti suscitano o meno
curiosità, si possono richiedere approfondimenti (non troppo lunghi
e sottoforma di curiosità). Fondamentali gli esempi, i colori vivaci e
la chiarezza nell’esposizione. Non piacciono esercizi troppo lunghi e
articolati, per esempio brani da analizzare.
Roberto Medeghini, Mantova, 2013
APPROCCIO METODOLOGICO
Discutere con gli studenti sulle strategie il loro sistema di credenze e vissuti
relativi all’area del problema.
Portare l’attenzione sulle strategie.
Recuperare le abilità già utilizzate.
Definire lo scopo della strategia e gli obiettivi dell’attività.
Orientare l’intervento alla padronanza piuttosto che sulla prestazione.
Utilizzare una comunicazione interattiva.
Sollecitare l’autoriflessione e il controllo.
Sollecitare la riflessione sull’importanza di attribuire i risultati a cause
controllabili.
Fornire esempi di funzionamento della strategia.
Far sperimentare il vantaggio.
Stimolare la generalizzazione.
Utilizzare l’approccio per “esemplari multipli”.
Verificare i risultati ottenuti con l’utilizzo di una strategia.
Roberto Medeghini, Mantova 2013
BIBLIOGRAFIA
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Rivoltella C.P. (2012).Neurodidattica. Insegnare al cervello che apprende. Milano: Cortina Editore.
Stella G. (2000). Sviluppo cognitivo. Milano: Mondadori
Roberto Medeghini – Mantova 2013
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Bisogni, quale significato?