Belgique - België P.P. 1000 Bruxelles 1 1/1605 Bureau de Dépôt AfgifteKantoor 1000 Bruxelles 1 “ Chiù dugnu… chiù sugnu! ” Bimestrale di cultura, politica, informazione della diaspora siciliana - Anno XII - n° 3- (Maggio - Giugno) 2010 Ed. Resp.: F/sco Paolo Catania - Bld. De Dixmude 40/bte 5 - (B) 1000 Bruxelles - Tel& Fax:: +32 2 2174831 - Cell: +32 475 810756 Eletti all’estero: dalla beffa all’inganno Voto per corrispondenza: eccolo l'imbroglio Caso DI GIROLAMO: l’avevamo già previsto (Vignetta di Roberto Corradi) Pagine 3, 4, 5 & 6 LA PROSOPOPEA DEL PONTE pagina 7 pagina 8 DAL COMITES BRUXELLES BRABANTE - FIANDRE IL SEGRETO DI STATO SUL TERREMOTO DI AUGUSTA pagine 13 & 14 pagine 15 & 16 Compleanni - Battesimi - Comunioni Cresime - Ricevimenti Bld. Lambermont, 330 1030 Bruxelles Tel & Fax + 32 (0) 2 242 02 96 21 37 477 70 + 32 (0) In Belgio, Belgio - Italia, Belgio - Sicilia e in tutti i Paesi a prezzi interessanti Lift fino al 10° piano - Deposito custodia mobili TRANSLOVERDE F.lli LO VERDE Ch.ée de Louvain, 388 - 1030 Bruxelles +32 (0) 477 70 21 37 50 Tutto il materiale per l’HORECA Vendita - Installazione - Finanziamento Condizioni speciali per debuttanti Ristorante - Pizzeria TRINACRIA Alfons Schneiderlaan, 172 2100 Deurne (+32 (0) 3 327 95 88 3 LA PROPOSEA DEL PONTE S i sgretola il territorio e scivola la terra verso il mare sia in Sicilia, nelle aree del messinese, sia in Calabria, da Vibo a Maierato, a Pizzo, la collina che insiste sul litorale più interessato ad una congiunzione fisica tra i due lembi di Tirreno, due territori che hanno intessuto Ie loro economie, il loro quotidiano e Ie loro speranze di sviluppo, e perciò più interessate alla costruzione di un manufatto per I'attraversamento di quel braccio di mare che, lo diciamo da sempre, in effetti non è soltanto distanza morfologica e fisica ma separazione, differenziazione netta tra modi di essere, tra storia e cultura d'italia e di un continente, la Sicilia. Nonostante lo scempio del territorio in atto, nonostante Ie difficoltà economiche a reperire i fondi per mettere in sicurezza il litorale messinese e calabrese sconvolti dall'edilizia selvaggia, permessa e accettata dalle autorità comunali - di qualunque colore politico si professino - il govemo insiste con la proposta della costruzione del manufatto sullo Stretto, vera cattedrale nel deserto infrastrutturale di quei territori, alla fine mausoleo di un regime, come la casa del govemo costruita da Ceausescu nella piazza di Bucarest, oggi almeno, residences multifunzionali. In un territorio colpito da endemica disoccupazione, appare giustificato perciò I'entusiasmo che suscita un progetto che, almeno, serve a smuovere Ie acque dell'immobilismo, a creare la speranza dellavoro, a testimoniare un cambio di rotta nelle attenzioni delle autorità del Bel paese nei confronti del Meridione. Del resto, sembra infatti che a Messina oggi il fronte dei no al ponte sia in netta diminuzione, grazie soprattutto alla campagna mediatica che presenta il presidente del Consiglio come I'uomo del fare, quindi la costruzione di quel ponte per I'attraversamento dello stretto percepita come una possibilità di futuro, come la prova provata di un radioso domani la Sicilia. A questo punto sarebbe inutile contrapporre Ie ragioni della mente alla costruzione di quel Ponte, ricordando la mancanza di strade ed autostrade, Ie ferrovie ancora a scartamento ridotto, iI dissesto idrogeologico di quei territori, gli affaristi legati alia politica, inutile contrapporre Ie ragioni del cuore e il sapore della memoria (ormai fuori moda, come i capelli lunghi) al materialismo e al progresso. I messinesi " buddaci " sembrerebbero essere oggi, in maggioranza, favorevoli al Ponte. Nonostante Ie alluvioni e i morti di Giampilieri - iI territorio litoraneo nord di Messina smottato a valle - il progetto presentato negli anni 90 e che ogni giorno sopporta nuove modifiche - i piloni oggi di quasi 383 metri di altezza, fissati a 50 metri di profondità, la lunghezza arrivata a 3.300 metri - continua ad essere imposto urbi et orbi, senza possibilità di confronto per i vetusti suoi " detrattori ", per fare sentire Ie proprie ragioni. A questo punto, grazie alla mentalità della gente, anche iI referendum abrogativo sembrerebbe inutile... Eppure i cantieri del Ponte, pur se finalmente operativi, necessitano di soldi che oggi non ci sono e che se ci fossero sarebbero invece necessari per curare il territorio non per cauterizzarlo chirurgicamente. Questa opera, al momento certamente non prioritaria, necessita una quantità di fondi che non ci sono. Congelare oggi 1,3 miliardi di euro dalla finanziaria per iI Ponte, a fronte dei bisogni di messa in sicurezza degli stessi territori, in realtà significa per lo Stato un'esborso di 6,3 miliardi finali (2017) cioe 138 milioni annuali. AD AUTOSTRADE, PORTI, AEROPORTI E FERROVIE Tenuto poi conto che la cementificazione del litorale interessato raggiunge iI 63% del territorio, con nuclei edificati pari al 74% dello stesso, vuol dire che oggi in queste coste possiamo contare 149 case per chilometro. Appare perciò improbabile sobbarcarsi al costo necessario per il materiale necessari a quei cantieri quantificato in 3.540.000 m3 di materiali inerti e a 6.800.000 di prodotti da cava. Ritorna quindi la necessità di interventi urgenti per riordinare iI territorio siciliano: innanzitutto un Patto per Ie Coste per riportare a 1000 metri la richiesta di una possibile autorizzazione alla concessione edilizia, come hanno fatto in Sardegna, il popolo fiero, e non i 150 metri previsti dall'assessore Strano, bocciato nelle elezioni al Senato ma ripescato dal Berlusconi appunto come assessore, quindi la sospensione del piano casa, e la messa in mora dei Piani regolatori Comunali che devono obbedire a due strumenti necessari come il piano di assetto idrogeologico e il piano paesaggistico prima di poter essere presentati, votati e divenire operativi. Ci pensi Lombardo: i siciliani lo stanno osservando. Eugenio Preta Qual è la differenza tra un popolo ed un gregge ? Questa la domanda che poniamo ai nostri lettori osservando le immagini delle proteste dei lavoratori della Fiat di Termini Imerese e dei lavoratori della Alcoa in Sardegna. A voi la risposta... « Nel tempo dell'inganno universale dire la verità è un atto rivoluzionario. » [ George Orwell ] Bimestrale di cultura, politica, informazione della diaspora siciliana - Anno XII - n° 3- (Maggio- Giugno) 2010 (Vignetta di Roberto Corradi) 4 L ELETTI ALL’ESTERO ALL’ESTERO:: DALLA BEFFA ALL’INGANNO e comunità emigrate all'estero vivono sicuramente più dei cittadini che sono rimasti in patria la decadenza morale dei costumi e il letterale dissolvimento geologico e strutturale del territorio. Infatti possono oggi confrontarsi in tempo reale con gli avvenimenti, ritornano spesso nei luoghi d'origine, quindi partecipano alle situazioni del Paese in maniera diretta anche perché la lontananza fisica cui sono costretti né ha acuito la sensibilità e determina un interesse sempre più meditato per le vicende patrie, enfatizzate poi come una partita di football. La patria però ha troppo spesso disilluso le loro aspettative. Nelle estati dei ritorni consueti, il loro entusiasmo si esaurisce nel confronto con i problemi che attanagliano il quotidiano del luogo d'origine: disordine, caos nelle strade, improvvisazione ammministrativa, insicurezza sociale, disoccupazione, ed in più oggi dissesti idrogeologici ma anche morali. Quindi il ritorno nel nord lontano per riprendere il lavoro interrotto, con la speranza di una boccata d'ossigeno estiva, è vissuto con un certo sollievo: ritrovare ordine, equa amministrazione, esistenza certo piatta, ma di qualità, pur serve per riconciliarsi con il vivere civile e con il lieve fastidio e per poi cominciare a ripensare alIa prossima estate. Ricalcando la voglia di partecipare alla discussione sul loro Paese nel Nord lontano, si sono sempre riuniti in associazioni regionali, sportive, dopolavoristiche, sindacati e altro e la politica, conscia di questo loro bisogno, ad un certo punto ha deciso di offrire loro la possibilità di scimmiottare il suo mondo ed ha inventato Comites, Cgie e voto all'estero. Il Comites (Comitato degli italiani all’estero), una specie di consiglio comunale degli emigrati presso i consolati di residenza, ha fatto sempre cilecca; ancora oggi nessuno né conosce l'esistenza o peggio sa cosa faccia. Più in alto nella scala valoriale, il CGIE (Consiglio Generale degli Italiani all’estero) costituisce il summum della furbizia italica di partiti e sindacati: mentre almeno i Comites sono organi elettivi, sempre in attesa di riforma (ma che cosa si deve poi riformare?) il CGIE è costituito dai nominati degli eletti Comites, dai rappresentanti delle associazioni recrutate in maniera discrezionale dal console di turno dai rappresentanti di partiti e sindacati: un inutile carrozzone mangiasoldi (si riunisce nei 4 continenti con diaria e spese pagate alla centurie di partecipanti) che, per logica, avrebbe dovuto scomparire quando una legge confusionaria aveva decretato il diritto all'elettorato passivo dei residenti all'estero. Ma tant'è... Le elezioni del 2006 avevano consacrato in Parlamento degli illustri conosciuti che a stento parlavano la lingua italiana, e che dimostravano di avere, almeno quelli non direttamente collegati a sinistra, una idea molto confusa della rappresentanza parlamentare, passando da uno schieramento all'altro e, in difetto di maggioranze ben definite, diventavano ricercatissimi e corteggiati da tutti. La casta politica ha abbozzato ma non poteva restare certo inerme e già affinava le sue armi di controllo per il turno seguente. Alla beffa quindi le comunità all'estero si sono viste aggiungere l'inganno. Infatti, nonostante la legge prevedesse, come requisito essenziale alla candidatura, una residenza all'estero di almeno 5 anni, proprio per garantire la rappresentanza di effettivi emigrati, la classe politica, aIle elezioni seguenti riusciva a proporre candidati che niente avevano a che spartire con il mondo dell'emigrazione, con residenze fittizie all'estero, matrimoni rispolverati per l'occasione e tanta voglia di prendere per il naso il connazionale emigrato almeno fino al voto. Poi il niente. Chi vive all'estero sa bene che la vita dell'emigrato si svolge con cadenze quasi obbligate tra lavoro ed incontri con i connazionali nei caffé e nei ristoranti italiani, nella partecipazione a balli, nelle feste popolari, regionali, partecipando a convegni pseudo-intellettuali, a confronti con i problemi del lavoro, della scuola, delle case: vive una realtà che è fatalmente comune a quanti vivono ed operano in quel determinato circondario. La cronaca però ci riferisce di un certo signor Di Girolamo, diventato senatore della repubblica eletto all'estero: ha raccolto oltre 25mila preferenze, chapeau, anche se su quelle elezioni, come sulle precedenti pesano i dubbi (certezze) dei brogli elettorali. Resta un piccolo dettaglio: il neo senatore non risiede affatto dove dicono le sue carte. Infatti qui nessuno lo conosce né lo ha mai visto, ma nonostante tutto prende 25mila preferenze: mistero... Ma è ineleggibile, per i dettati della legge. Tant'è vero che dalle indagini, conseguenti alla denuncia del candidato che lo segue nell'ordine delle preferenze, un magistrato ha chiesto addirittura l'arresto di questo signor Di Girolamo, avvocato, oggi senatore del regno. La giunta per le elezioni del Senato aveva discusso la richiesta del giudice diretta a togliere l'immunità di questo signore (oltre ad essere presidente di una commissione parlamentare è diventato, nel contempo, anche vicepresidente del movimento Italiani nel mondo del sen. De Gregorio, immaginatevi) e consegnarlo alle patrie galere. In sede di voto plenario invece, la casta del senato si è ricompattata, non ha seguito la commissione e, forse prevedendo futuri problematiche, oggi conclamate dall'inchiesta dei giudici di Firenze, ha deciso di non togliere l'immunità a questo signore, tutti concordi, con l'eccezione dell'Italia dei Valori di Di Pietro. Hic manebo optime. Oggi dopo un periodo di eclissi, ringalluzzito dal voto dei consoci, il senatore imbroglione, consigliato sicuramente dal suo pigmalione che dirige un foglio diretto agli emigrati, attacca un comunicato stampa de L’ALTRA SICILIA nel quale si riferiva lo stato dei fatti e, per conformità alla richiesta del giudice, chiamava delinquente una persona che già per il giudice delinqueva, tant'è che bisognava arrestarlo. Sicuramente poi il fatto che il responsabile de L’ALTRA SICILIA fosse state testimone oculare del suo misfatto (iscrizione nel registro dei residenti nel comune brussellese di Ixelles soltanto 8 giomi prima delle elezioni, e lui c'era...) ha determinato la querela dell'ancora oggi, e nonostante tutto, senatore Di Girolamo. Oggi che si comincia a sentire odore di elezioni, naturalmente la casta degli eletti (Suite page 5) Bimestrale di cultura, politica, informazione della diaspora siciliana - Anno XII - n° 3- (Maggio- Giugno) 2010 5 all'estero vuole recuperare il tempo perduto, cerca di stringere i rapporti con i connazionali e, proprio in vista delle prossime elezioni, corteggia i servi sciocchi promettendo attenzioni alle vicende dell'emigrazione o forti iniezioni finanziarie a sindacati che non sono mai esistiti all'estero (ad esempio l'Enas) e, con la compiacenza dei beoti di turno, foraggia incontri che non servono alle problematiche delle comunità all' estero: parole, parole che poi danno quello che hanno dato l'ultima volta per le comunità: niente. Convinti come siamo che gli italiani all'estero, specialmente oggi, alla luce della nuova tangentopoli e della corruzione marcia del loro ex bel Paese, non pensino minimamente a partecipare al confronto (che non li interessa) e che - lo abbiamo sempre riferito partecipino soltanto al 28/33% dei suoi componenti ad elezioni, discussioni, CGIE, Comites, dibattiti politici, tutto ciò che riguarda la politica italica, siamo convinti che essi stessi debbano mettere al bando i millantatori e prendersi carico dei loro bisogni, senza farsi abbindolare dai soliti furbetti che, ripetiamo, oggi pur indirizzandosi solo al 28/33% del corpo emigrato, gestiscono le tematiche degli italiani all'estero a nome proprio e invece di tutti. Da queste pagine, per diritto di trasparenza e dovere di dovuta informazione noi ridenunciamo la permanenza illeggittima del signor Di Girolamo quale nostro rappresentante in Senato, il quale, pur ricercato dalla magistratura, è stato salvaguardato vergognosamente dal voto dei suoi colleghi; deploriamo la querela presentata contro il nostro responsabile che non è figlio di nessuno, signor furbo direttore, ma risponde con una nuova denunzia contro la illeggittima LO SAPEVATE CHE... saltato l'ambasciatore italiano a Bruxelles. Il ministro degli È Esteri, Franco Frattini, ha destituito l’ambasciatore Sandro Maria Siggia, coinvolto nell’inchiesta su Nicola Di Girolamo. Ad annunciarlo è stato lo stesso titolare della Farnesina, durante un’audizione alla Camera. Di Girolamo, l'ormai ex senatore accusato di essere arrivato a Palazzo Madama grazie ai voti della 'ndrangheta, avrebbe ottenuto la residenza in Belgio in fretta e furia, e non in maniera trasparente, grazie alla complicità di alcuni contatti in ambasciata. Sandro Maria Siggia era stato richiamato d'urgenza a Roma per consultazioni. permanenza del Di Girolamo in Senato. Noi, insieme a migliaia di connazionali che ci seguono e ci stimano da anni, difendiamo il lavoro di Francesco Paolo Catania che da anni opera in emigrazione, eletto senza necessità di delinquere in tutte le assemblee di emigrazione cui ha partecipato, Lui sì, conosciuto a Bruxelles, in Europa e nel mondo da quanti hanno dovuto lasciare la terra in cui sono nati per trovare nel Nord Lontano le possibilità di esistenza e di lavoro. Infine, la vicenda Di Girolamo, purtroppo ci conferma la convinzione che la classe politica viva una preoccupante crisi morale. Finite le ideologie, è in atto una banalizzazione politica che sicuramente è opera inconscia di chi, prima imprenditore oggi alta autorità, ha portato sulla scena politica un modo di fare fuori dai vecchi schemi morali ed etici e crede di essere misura di tutto. Vorremmo a questo punto che esistesse un'opposizione seria e forte per controbbattere un modello di govemo che non può certo piacerci, con le sue sequele giudiziarie, le veline diventate deputate, le escort e gli squallidi affaristi di parte che speculano su morte e distruzioni. La nostra unica ed ahimé ultima speranza per il ristabilimento dello state di legalità risiede a questo punta nell'opera della magistratura che serva anche a rinsaldare la fiducia nelle istituzioni nazionali dei cittadini all'estero di fronte alle prove di immoralità esistenti nel Paese e a tutelare questa categoria che non si lega a nessun santo in paradiso e opera nel rispetto della legge e delle istituzioni, pur se queste apppaiono lontane e spesso distratte. L'ALTRA SICILIA - Antudo L'ambasciatore era stato sottoposto a una "inchiesta" interna. “La scadenza dell’incarico di Siggia - 65 anni il prossimo aprile e a Bruxelles dal 14 giugno 2006, dopo una carriera che lo ha portato fra l’altro in Vietnam, Cina, Bangladesh, Germania, Perù e Senegal - era prevista a giugno. Ma la comparsa del suo nome nelle intercettazioni del caso Di Girolamo - scrive il quotidiano di Torino, La Stampa - ha spinto il ministro a destituirlo. Secondo alcune testimonianze raccolte dalla Procura di Roma Siggia, nelle sue vesti di capo della nostra sede diplomatica a Bruxelles, avrebbe aiutato il senatore accusato di riciclaggio a ottenere i documenti necessari per dimostrare di essere residente in Belgio, e potere dunque essere inserito nelle liste Pdl della circoscrizione Europa, alle elezioni del 2008. L’inchiesta della magistratura ha dimostrato che l’indirizzo autocertificato da Di Girolamo in Belgio era una residenza di comodo". Bimestrale di cultura, politica, informazione della diaspora siciliana - Anno XII - n° 3- (Maggio- Giugno) 2010 6 L'ALTRA SICILIA era stata tra i primi a denunciare i fatti oggetto dell'inchiesta e, per rinfrescare la memoria, ripropone alcuni articoli pubblicati su L’ISOLA e sul suo sito www.laltrasicilia.org. • Cu si scanta di nuàutri? (Chi ha paura di noi?) • Il senato nega l'autorizzazione agli arresti per Nicola Di Girolamo: il L’ISOLA - Anno XI - n° 4- (Luglio - Agosto) 2009 dibattito in Aula • Sul caso del senatore Di Girolamo si gioca la credibilità delle Istituzioni e dello Stato di diritto in Italia • Nicola Di Girolamo non si arresta. La Casta si difende • Caso Di Girolamo: il testo dell'ordinanza del gip • Voto estero, procura chiede arresto senatore Di Girolamo: replica di Ferretti • Chiesti gli arresti domiciliari per Nicola Di Girolamo. Ora tocca al Senato decidere • Voto estero, procura chiede arresto senatore Di Girolamo • Caso Di Girolamo: il parere di eletti all'estero e presidenti di associazioni • Sono gli italiani all'estero rappresentati da imbroglioni? L’ISOLA - Anno XI - n° 3- (Maggio - Giugno) 2009 Voto per corrispondenza: eccolo l'imbroglio U na legge scellerata ha stabilito che le comunità italiane residenti all’estero, considerate a questo punto come una categoria a parte rispetto a tutti gli altri cittadini, eleggano loro candidati scelti tra quanti vivono ed operano in quelle comunità. L’esercizio del voto all’estero, giunto così alla sua seconda esperienza, ha evidenziato la sua vulnerabilità alla manipolazione e i suoi limiti relativamente alla effettiva rappresentanza che poi riesce ad esprimere. Sorvolando sulle false residenze presentate da noti candidati, oggi purtroppo eletti, per obbedire al requisito primario della legge, il voto presenta diverse storture. Innanzitutto l’inaffidabilità dell'anagrafe consolare che non riflette mai la reale consistenza della comunità italiana residente in quella circoscrizione sia per il variegato movimento della popolazione che cambia spesso domicilio, quindi indirizzo, stato civile, cambia nome, cambia a volte nazionalità, senza preoccuparsi (né essere sollecitata più di tanto) a comunicare questi cambiamenti al consolato di appartenenza. Quindi per la scarsa attualizzazione dei registri AIRE nei comuni italiani che spesso ritardano a trascrivere gli espatri e i luoghi di questi espatri, vuoi perché non sufficentemente informati della effettiva destinazione di quei cittadini, vuoi per non abbassare il numero dei residenti in quel dato comune, venire declassati e di conseguenza perdere ogni possibile sostegno finanziario, basato sul numero dei residenti. Ma la falla più grande è rappresentata dal modo di votazione perseguito:il voto per corrispondenza. Sarebbe certamente stato molto più " igienico " rimanere al seggio elettorale istituito nelle scuole e nei centri culturali ufficiali, con tanto di Presidente, segretario, scrutatori, rappresentanti di lista; procedura che effettivamente obbligava il cittadino a recarsi personalmente nel luogo deputato al voto ed a tutte le procedure di identificazione implicita al suo esercizio. Invece si è preferito ricorrere al voto per corrispondenza, un pesante plico elettorale che contiene schede per il voto alla camera, schede per il voto al senato, tagliando identificativo e informazioni d’uso, è inviato dai consolati attraverso un invio di posta ordinaria, spesso ad indirizzi sbagliati o sconosciuti, ma proprio perché ordinario, evidentemente meno attenzionato dai portalettere che, viste anche le notevoli dimensioni, il più delle volte erano obbligati ad accantonarla a fianco delle caselle della posta, alla stregua delle normali informazioni commerciali che quotidianamente riempiono le buche delle lettere. Molte buste sono state quindi recuperate anche così, oltre al porta a porta effettuato dalla ‘ndrangheta per aiutare il candidato(i) prescelto(i). Non sfugge certamente il fatto che la procedura per corrispondenza abbia aperto una falla grande come una casa soprattutto nel sistema di controllo che non si è saputo instaurare e che ha permesso a criminali comuni ed approfittatori di entrare nelle stanze della democrazia parlamentare a nome, ma soprattutto a danno della comunità residente all’estero, poco attenta a tutelare la legalità, molto più preoccupata del suo difficile quotidiano. Un ultima considerazione: Di Girolamo, se risulterà provata la collusione mafiosa che ne ha determinato l’elezione, correva per il Senato: ora si votava anche per la Camera dei deputati e, come tutti sanno, il collegamento tra il candidato al Senato e il candidato alla Camera rientra nella prassi degli accordi tra i candidati della stessa lista e risulta poi basilare per il successo finale. Considerato che i 25 mila voti di Di Girolamo sono voti letteralmente rubati ai cittadini, a questo punto ci chiediamo con chi era collegato Di Girolamo alla Camera, e verosimilmente di fronte all’elezione del collegato a Di Girolamo, avanziamo il sospetto di broglio anche per questo risultato. Alla luce di tutto questo chiediamo l’annullamento dei risultati 2008 della circoscrizione esteri e il ritorno urgente al voto. Bimestrale di cultura, politica, informazione della diaspora siciliana - Anno XII - n° 3- (Maggio- Giugno) 2010 Bruxelles, 26 febbraio 2008 L'ALTRA SICILIA - Antudo 7 AFFARE DI GIROLAMO: L’AVEVAMO GIA’ PREVISTO Riportiamo qui di seguito un nostro comunicato stampa del 2006. Come si può notare avevamo attirato l’attenzione delle autorità su quello che avveniva. Siamo semplicemente testimoni che forse interpretano prima di altri l’accadere di eventi, e se da tempo cerchiamo d’informare la nostra comunità lo facciamo perché riteniamo giusto e necessario metterla in guardia dall’operato di farabutti come Di Girolamo (ma anche di altri che presto sveleremo) che dopo avere carpito la nostra buona fede perseverano a prenderci in giro e…. minacciano querele. Chi era il candidato collegato a Di Girolamo? E ra il marzo del 2008, si era in una tribuna politica trasmessa da Rai International, Francesco Paolo Catania denuncia un modo di fare poco chiaro e su cui qualcuno avrebbe dovuto riflettere ed indagare. Come al solito, la voce de L'Altra Sicilia è rimasta inascoltata... Guardate ed ascoltate il video su youtube.com (che abbiamo ripescato dai nostri archivi) a partire dal minuto 1:30. L'ALTRA SICILIA, protagonista dell'emigrazione e per due volte candidata con i propri rappresentanti alle Elezioni politiche Circoscrizione Europa (2006 e 2008) CHIEDE se Di Girolamo ha ottenuto 25.000 voti grazie all'intervento politico-malavitoso, chi era il candidato a lui collegato nelle liste per la Camera? Bruxelles, 20 febbraio 2006 consegnarla ai patronati di partito o votarla. Si parla già di una tariffa, "tot" a scheda, ed è inevitabile che ciò accada, altro che le farneticazioni sui brogli che Berlusconi lancia dall'Italia… La facilità estrema di un gioco sleale da parte di organizzazioni consolidate nel territorio estero (consolidate con i soldi pubblici beninteso...) unita alla posta in palio di diventare " parlamentari " sta gettando nello scompiglio e nella lotta fratricida l'associazionismo all'estero costruito faticosamente in tanti anni. Che fare dunque per evitare che queste elezioni si risolvano in una gigantesca truffa ai danni dei cittadini italiani che hanno il solo torto di essere stati costretti ad emigrare (quasi sempre i nostri "Siciliani" e "Meridionali")? Resta soltanto da invocare, come si fa per tutti i paesi inaffidabili da un punto di vista politico, gli osservatori internazionali e, visto che l'Italia fa parte di una comunità politica sovranazionale che della democrazia ha fatto il proprio caposaldo (da "Amsterdam" in poi, almeno), questi osservatori dovranno essere inviati dall'Unione Europea la quale dovrebbe vigilare sulle spedizioni e le ricezioni delle schede elettorali e con controlli a campione per garantire l'affidabilità delle consultazioni. Intanto si invitano tutti i cittadini a vigilare sulla propria cassetta postale affinché nessuno li privi del diritto di voto o, peggio, voti per loro. La Lista “L'ALTRA SICILIA - per il SUD” denuncia la grave situazione di irregolarità nella quale si stanno svolgendo le prime consultazioni politiche cui prendono parte gli italiani all'estero. A chi sconsideratamente, dal Governo della Repubblica, paventa brogli denunciamo che i brogli sono qui, quasi del tutto inevitabili per una legge e per un modo di applicarla degna da repubblica delle banane. Avevamo già denunciato i tempi risibili per la raccolta delle firme; si aggiungano le mille difficoltà poste ai consolati, privi praticamente di direttive ed esposti in prima linea ad un compito che sostanzialmente non si vuole che svolgano. Ma c'è di più. La disinformazione di stato fa sì che gli spot televisivi mandati in onda sulle reti pubbliche, molto visti anche all'estero, ignorando del tutto le modalità peculiari proprie del voto all'estero, gettino nella confusione più totale cittadini ed elettori. Si vota l'8 e il 9 aprile? Ma all'estero si comincia a votare prima... Ma allora, molti si chiedono, forse la corrispondenza la dovrò spedire non prima dell'8 aprile, col risultato che poi magari sarà annullata… Si vota con il proporzionale senza preferenze? Ma all'estero le preferenze ci sono e non c'è premio di maggioranza… Insomma una vera débâcle per l'amministrazione italiana proprio al debutto di questa legge... Ma c'è di peggio. L'ALTRA SICILIA - Antudo Un voto all'estero serio avviene per corrispondenza "raccomandata" o per via telematica con tanto di “ Il mondo è quel disastro che vedete, non tanto per i chiave d'accesso e non per corrispondenza semplice. guai combinati dai malfattori, ma per l’inerzia dei Con una posta in gioco così alta il rischio è che si giusti che se ne accorgono e stanno lì a guardare. ” intercetti facilmente questa corrispondenza, la si [ A Einstein ] raccolga dalle cassette postali e dai condomini, per Bimestrale di cultura, politica, informazione della diaspora siciliana - Anno XII - n° 3- (Maggio- Giugno) 2010 8 L o psicologo Emilio Servadio spiegava quante cose si possono dire con un regalo. Si può dire all'altro: «Guarda come sono bravo, e che bel gusto ho io, e che ricchezza!» oppure: «Io ti dò questo ma è chiaro che mi aspetto da te un servizio, il favore che sai o che poi ti dirò» oppure: «Ti offro questo per rabbonirti perche ti so capace di tutto!»; oppure: «Ti offro questo perche tu sappia che sono il tuo padrone, quello che può dare benessere a te ed ai tuoi»; oppure ed infine: «Accetta questo dono come segno dell'immenso bene che ti voglio». Lo psicologo usa un diverso frasario. Ma il succo del discorso è all'incirca lì. Servadio richiama colleghi, psicologi, filosofi. Conclude con il poeta Gabriele D'Annunzio, che in testa alla sua carta da lettere aveva fatto stampicchiare: «Io ho quel che ho donato». Non sappiamo quale valore gli attribuisse il poeta spiega Servadio. Psicologicamente esso esprime una grande verità: «chi dona effettivamente, riceve, ma non tanto per atto di reciprocità restitutiva, bensì perché iI donare in sè si riflette su chi regala». Il grande poeta latino Virgilio, faceva dire a Lacoonte, sacerdote dei troiani: «Bisogna temere i Danai, specie quando portano doni». Il bel dono infatti che i Danai, i Greci, fecero a Troia, fu quel cavallo di legno dalla cui pancia uscirono quei guerrieri che distrussero la città. Simili al cavallo di Troia sono certi doni della violenza e della criminalità, regali Care Siciliane, Cari Siciliani, contrariamente ad altre organizzazioni ed associazioni che sono capaci di accedere a fondi ed avere sovvenzioni per fare attività, la nostra associazione vive di volontariato e degli spazi di tempo che ciascuno di noi riesce a ritagliarsi. Non riceviamo sovvenzioni, non abbiamo soldi a disposizione, tutto quello che facciamo lo facciamo a spese nostre. Il bimestrale «L’ISOLA», periodico che tra mille difficoltà riusciamo a ideare, scrivere e che tanti di voi ricevono a fine promozionale, vuole aiutare la nostra comunità a trovare le proprie radici dopo anni di oscurantismo, allora ringraziamo quanti contribuiscono, in parte, con le loro inserzioni pubblicitarie e l’abbonamento alla riuscita della nostra iniziativa. E questo può bastarci. « Non mi dite che la Regione non vi dà nulla» questo e la classica domanda di quanti, veri o falsi amici, insinuano pur sapendo che la Regione Siciliana non riconosce l’associazionismo che opera all’estero, ma solamente quello presente in Sicilia. Ai tanti che sono spinti da quei sentimenti d’invidia, gelosia, meschinità, ipocrisia o semplicemente ignoranza... gli chiediamo, invece, di essere orgogliosi del fatto che dei siciliani orgogliosi della loro identità possano mettersi, in prima persona, nei pensieri e nei fatti, al servizio della Sicilia e dei siciliani. La cosa più preoccupante e che molti intervengono a nome nostro, li ringraziamo certo, ma vorremmo mettere i paletti: non abbiamo autorizzato nessuno a intervenire a nome nostro. funesti, non meno della folle retorica che Gabriele D'Annunzio “donava” all'Italia, allora che si attizzava da ogni parte il fascismo. C'è poi da dire che il motto con cui il Nostro poeta si esibiva non era suo originale. Correva già nel mondo dei letterati, in particolare da quando il poeta Samuel T. Coleridge, tra la fine del settecento ed i primi dell'Ottocento, né aveva promosso le prime e più elevate espressioni romantiche, come nell'ode Dejection, dove si legge: «o signora, noi riceviamo solo ciò che noi doniamo!». Coleridge aggiungeva che riceviamo secondo lo spirito con cui abbiamo donato, e in egual misura. Possibile che D'Annunzio ignorasse di Coleridge, I'ode famosa? Forse rubacchiò l'idea sicuro che gli altri avrebbero ignorato. Difatti a Servadio e a quanti altri citano il motto del D'Annunzio, non è mai venuto in mente che il pensiero fosse così poco dannunziano, e non solo nello spirito. Più in là del D'Annunzio e del Coleridge si spinge un proverbio siciliano sulla scia delle “parità” (parabole) morali-evangeliche, di cui scriveva verso la fine dell'Ottocento il barone Serafino Amabile Guastella e della tradizione sapienzale popolare raffiorante in un medico-scrittore siciliano che viveva a New York: Emilio Morina. Nella versione dialettale di Emilio Morina il proverbio in questione suona così: «Chiù dugnu, chiù sugnu», (più dono, più sono), ed è tra l'altro, dove si apprende che: "Diu pirduna la passiuni, no la mala ‘ntinzioni". « Cu voli dici: Oi, cu non voli dici: Poi » e via di questo passo. Per tornare al proverbio « Chiù dugnu, chiù sugnu » e, anche per concludere, osserviamo che con esso si ha un superamento del rapporto donare-possedere e donare-ricevere, espresso dal D'Annunzio e dal Coleridge. Nel proverbio siciliano rilanciato da Emilio Morina il «donare» è in relazione all'essere. Secondo il suo principio, non tanto si ha, si possiede e si riceve donando, quanto invece si è di più, si cresce. Noi quanto più doniamo, e quanto meglio doniamo, tanto più siamo. Colui che dona infinitamente è infinitamente è Dio, in tal senso il donarsi di Dio e di noi stessi attraverso l'amore frutta la crescita dell'essere all'infinito. Fortunato Pasqualino CI VORREBBE UN AMICO AMICO... ... Se ciascuno di voi, cari lettori, riuscisse a conquistare al nostro, al vostro bimestrale un suo amico, L’ISOLA potrebbe essere del tutto autosufficiente. Anche dalla pubblicità. Voi capite che grande garanzia di autonomia e di sopravvivenza... E allora, forza, cercate un amico e convincetelo ad abbonarsi o a sostenerci. Ci guadagneremmo tutti. Lui compreso. Salvatore Aiera..................... Filippo Zito............................ Massimo Mauro.................... Filippo Petruzzella................ Anonimo............................... Antonio Lo Cascio................ Roberto Cauchi.................... ………………………...10 € ……………...…………10 € …………...……………30 € …………………...……10 € ……………………….250 € ………………………...30 € ………………………...10 € Per le ragioni che abbiamo ricordato, possiamo ancora farlo noi stessi, ci siamo... e continuiamo a pagarci questo lusso! Tutto il nostro operare e adoperarsi è un atto d’amore verso la Sicilia, uno struggente messaggio di devozione e di resa. Prerogative queste che non si acquistano, ma si hanno dentro nel profondo. Nell’attesa di potervi contare, nuovamente, tra i nostri lettori riceveteVi, con la Sicilia nel cuore e nella mente, i nostri più cordiali e sinceri siciliani saluti. Francesco Paolo Catania Bimestrale di cultura, politica, informazione della diaspora siciliana - Anno XII - n° 3- (Maggio- Giugno) 2010 Presidente “L’ALTRA SICILIA” 9 Chaussée de Louvain, 1030 Bruxelles Tél.: 02 733 72 68 - Gsm: 0475 63 28 86 www.villaggiodeimobili.be IMPORTAZIONE DIRETTA DALL’ITALIA GARANZIA 5 ANNI A due miglia da Selinunte si scorgono le rovine che fanno pensare a due vasti cantieri in cui è allineato il materiale atto a costruire una città. Viste da vicino lasciano la stessa impressione. A prima vista non se ne scopre la pianta; qua e là sono sparsi fusti di colonne, alcuni scanalati, altri no; capitelli, trabeazioni, alcuni appaiati, altri che sembrano non esserlo ancora. Il tempio più grande appare come un'opera di giganti; ci si scopre tanto piccoli accanto ai più piccoli particolari, da non credere che l'abbiano realizzato degli uomini e che degli uomini abbiano rimosso questi massi che l'occhio stesso è sconcertato a misurare. Ogni colonna è una torre, ogni capitello una roccia. Sembra che qui si sia voluto intimidire gli dei o spaventare gli umani, più che edificare un tempio a gloria degli uni e ad ammirazione degli altri. Quando si passa dai tre templi allo spazio che li fronteggia, si è non meno stupiti di trovare muraglie formidabili e dello stesso stile, che sembrano servire da base ad altri templi non meno colossali. Si crede perciò che i selinuntini abitassero solo templi non meno colossali, o che fossero un popolo di sarcedoti dediti esclusivamente al culto delle divinità. SELINUNTE Il Tempio « E » H. Swinburne - Travels in the two Sicilies in the Years 1777 - '78- '79 - '80 - 1783-1785 SIRACUSA SEGESTA Il Tempio e il Teatro Greco D i fronte al Tempio di Segesta si comprende come Aristotele abbia potuto dire: «Una forma di armonia, una sola, procura all'anima la calma perfetta, la dorica...». II teatro e perfettamente puro; gli Elimi di Segesta non si sono presi nessuna grossa liberta nei confronti del modello ellenico ed esso possiede, al piit alto grado, quella meravigliosa caratteristica che troverete negli altri della Sicilia: 10 scenario naturale che si apre oltre il muro di scena e che consiste, qui nell'immenso, luminoso panorama di Castellammare. P. Sebilleau - La Sicilia 1966 M a quello di Segesta sembra essere stato posto ai piedi della montagna da un uomo geniale ch,lU!veva avuto la rivelazione del punto unico in cui 10 si doveva erigere. Anima infatti, da solo, I'immensita del paesaggio che vivifica ed abbellisce divinamente. In cima al monte di cui si aggirano Ie basi per recarsi al tempio, si trovano Ie rovine del teatro. Quando si visita un paese che e stato abitato 0 colonizzato dai Greci, basta cercare i lara teatri per scoprire i panorami piit belli. Se costruivano i templi proprio nel posto in cui potessero suscitare I'effetto maggiore ed omare meglio I'orizzonte, sistemavano invece i teatri nel punto preciso da cui Ie prospettive potessero commuovere di più. G. de Maupassant - La Sicile 1890 Il Castello Eurialo L’ISO Mothia un'isola piccolissima e quasi tonda, al È centro ideale, se non al centro geometrico, dello OLA DI MOZIA (TP) Il Giovinetto di Mozia Stagnone di Marsala... Lo Stagnone di Marsala... È come una laguna, una laguna con un cerchio di isole, e, in fondo, gli alti e bellissimi scogli di Favignana e Marettimo, piiù lontano ancora, Erice... In questo squisito miscuglio di laguna veneta, di sole africano, di mucchi di neve e di mulini a vento olandesi, Mothia sta come un monumento velato prima della scopertura. E monumento è, solo che si ricordi che Mothia fu città punica, il più importante forse, se non anche il primo, degli insediamenti punici in Sicilia: non diremo ad un tiro di schioppo, ma certo assai vicino a Cartagine. I punici, e magari vi erano arrivati i fenici prima ancora di fondare Cartagine, scelsero questo luogo con perfetta tempestività tattica e strategica: solo che si pensi aile acque basse di questa laguna a cui si arriva con burchielli e non con grandi navi, e dove dunque la difesa è più commisurata all'uomo singolo che alle moltitudini. Ma, una volta consolidati i primi insediamenti, dovettero risolversi a cingere I'intera isola di mura, per questo attraversando anche una necropoli più antica, i cui sepolcri si vedono, in parte tagliati lungo la cerchia. Ora è difficile rappresentare il fascino di questi residui imponenti lambiti da un mare dolce e quasi casto, lungo la cui riva la vegetazione aggiunge altri elementi esotici a questo paese di Fata morgana; agavi del Kenia, così carnose, puntute e lussureggianti, e strane piante grasse ai piedi di ulivastri rasati dal vento. ERACLEA MINOA (AG) Il Teatro Greco MUSSOMELI (CL) Il Castello Chiaramontano C. Brandi, Sicilia mia 1989 L a più meravigliosa delle rovine è il forte d'Eurialo, posto verso la punta del triangolo rivolta ad occidente: una delle più ammirabili opere di architettura militare dell'ingegneria greca: chiave della difesa di Siracusa; dove Ie muraglie del lato sud si congiungevano. Dovrebbero risonare e scintillare Ie parole come colpi di scalpello nella pietra per descrivere I'aspetto di quelle quattro torri poderose, di quei fossati profondi scavati nel macigno, di quel cortile interiore dove si riconoscono ancora i ricetti dei cavalli e delle macchine, di quella rete di passaggi sotterranei, dove si ammassava la cavalleria per Ie sortite improvvise. Tutto questo e così forte, così fiero, così formidabile, così vivamente ed eloquentemente antico, che il primo senso d'ammirazione vi si muta a poco a poco in stupore, e in qualche momento vi scote un brivido come se la vostra vista intellettuale, per un miracolo, penetrasse a traverso i secoli trascorsi, e Ie palpitasse davanti di vita vera la storia, che non era prima per essa se non una visione di larve. E. De Amicis Ricordi di un viaggio in Sicilia,1908 SIRACUSA Il Duomo BAGHERIA (PA) I mostri di Villa Palagonia SIRACUSA Il Teatro Greco GELA (CL) La Colonna Dorica 13 DAL COMITES BRUXELLES - BRABANTE - FIANDRE A bbiamo da sempre cercato di valutare l'esatto interesse che le comunità emigrate hanno nei confronti della politica all'estero. I vari governi in effetti hanno cercato di circuire i milioni di emigrati ricreando in vitro le esperienze politiche nazionali ed hanno istituito i Coitess (Comitato degli Italiani all’estero), il CGIE (Consiglio Generale degli Italiani all’Estero), e da ultimo il voto all'estero, la cui inutilità e l'improponibilità dei fortunati eletti, le recenti vicende di Di Girolamo (ed altri in corso di accertamento) hanno palesato in maniera indegna. La nostra analisi, conti alla mano, ci porta al risultato del 28% di interesse degli italiani all'estero alla politica, trasposto dal 28% di effettivi partecipanti a qualsiasi manifestazione interessi la politica all'estero, sia essa primarie del PD o elezioni alla Camera o al Senato, o peggio, CGIE, ente inutile che paghiamo fior di milioni di euro, soldi che effettivamente potrebbero contribuire a risolvere i problemi delle comunità all'estero siano essi scolastici, di formazione, di lingua, di rientri, di assistenza, oggi peraltro reso inutile e doppione degli eletti all'estero. Da questa premessa trascende che i più informati di quel 28% di italiani all'estero, gestiscono gli interessi alla rappresentanza del 100%, favoriti in questo dall'importanza che il partito nazionale di riferimento riserva alle tematiche "esteri", laddove la tutela degli interessi e dei bisogni delle comunità emigrate dovrebbe farsi al di fuori di schieramenti ma soltanto nell'interesse dei cittadini. Oggi, tralasciando il triste fenomeno del Consiglio Generale degli Italiani all'estero (CGIE), organismo di nomina, siamo alle solite, e non elettivo, vogliamo sottolienare la vicenda del Comites di Bruxells Brabante Fiandre. Qui un "capoccione" ex comunista, oggi non sappiamo a chi faccia riferimento, Elio Carozza, nominato per meriti speciali segretario generale dell'ente inutile (CGIE) come un vero puparo, continua imperterrito a non fare funzionare il Comites cui appartiene come consigliere, o meglio, ad utilizzarlo come cosa sua personale. A Carozza del resto spetta in prima persona anche la crisi del Coascit (ente preposto all’organizzazione dei corsi di lingua e cultura italiana nella circoscrizione consolare di Bruxelles e il cui presidente da sempre designato dal PCI e suoi eredi, con Carozza sempre capo manovratore). I responsabili di questo comitato in quindici anni non sono stati capaci di conformarsi alle istruzioni ministeriali e convertire il Coascit da ente paraconsolare in ente gestore a tutti gli effetti, cosicché oggi i corsi sono organizzati esclusivamente dalla Direzione didattica con insegnanti di ruolo il cui numero decresce ogni anno, mentre il Coascit, nel frattempo diventato ente senza scopo di lucro, organizza in tutto e per tutto un corso d’italiano per corrispondenza per qualche decima d’iscritti. La cronaca parla delle dimissioni dell'attuale presidente del Comites Anna Colombo, nel frattempo nominata segretario generale del gruppo socialista al Parlamento europeo, perchè troppo occupata nella sua funzione, ben retribuita peraltro, per degnarsi di presiedere il misero Comites di Bruxelles, pratica che richiederebbe troppo impegno, almeno quattro serate all’anno (sedute obbligatorie, ma in effetti a discrezione del presidente), ma soprattutto sarebbe gratis et amore deo (ndr). La vacanza apre lo spazio alle candidature per sostituirla. Si tratterebbe effettivamente di dare uno scossone all'apatia e all'indolenza in cui si dibatte questo organismo che, cambiati i vertici, potrebbe avviarsi a nuova vita, non più asservito alle logiche di botteghe (oscure) ma oggi in difesa della comunità emigrata, finora ignorata e schiaffeggiata da questi "padroncini". Si delinea quindi l'ipotesi della candidatura di una persona al di sopra delle parti che, oltre tutto, vive da oltre 30 di emigrazione e per l'emigrazione vera, non quella filtrata dai palazzi delle Istituzioni europee o delle banche o del patronato Inca-CGIL. Francesco Paolo Catania, rappresentante de L'ALTRA SICILIA, manifesta la sua disponibilità. A questo punto l'establishment si mobilita, Carozza prende le cose in mano e presenta sfrontatamente la candidatura di una sua discepola, conosciuta per qualunquismo marcato dal suo trasmigrare da uno schieramento all'altro, ma soprattutto da una troppo "pompata" sicurezza di essere all'altezza del compito che sfiora l'incoscienza dopo aver appurato la sua palese incompetenza. Ma è presentata da Carozza e, forte dei numeri, viene eletta in odore peraltro di violazione del regolamento A questo proposito il Consigliere Epifanio Guarneri infatti ha inviato alla segretaria Sig.ra Floriana Sipala una richiesta per conoscere le istruzioni del Mae (Ministero affari esteri) relativamente alle procedure per l'elezione del Presidente Comites, contestando il verbale di elezione e manifestando in fine le sue riserve circa la validità dell'avvenuta elezione, ma non solo. Infatti Guarneri manifesta anche la sua perplessità circa la palese illegalità che traspare dall'approvazione di un documento, pur blando e insignificante, sulla vicenda Di Girolamo. Guarneri parla di numero legale inesistente, e di un'illegalità sottolineata da un'altra illegalità, (siamo alle solite) prova comprovata dell'incapacità della nuova Presidente, che senza il suo puparo di riferimento, non riesce a condurre nemmeno le riunioni normali, figuriamoci poi le attività di questo povero Comites, con buona pace delle comunità all'estero (Bruxelles, Brabante e Fiandre in questo caso)! L’ALTRA SICILIA-Antudo NUN C'É PEGGIU SURDU DI CHI NUN VOLI SENTIRI I n risposta al nostro comunicato "Dal Comites Bruxelles-BrabanteFiandre" riceviamo da Salvatore Arnone, membro del Comites de La Louviere la seguente lettera: Caro Francesco Paolo, da noi in sicilia ce un proverbio che dice "quannu u gatto unnarriva a la saimi dici che ieni agra" cosi ti e finita a te, vendendo la tua candidatura fallita te la prendi con tutti coloro che secondo te sono degli incapaci e li offendi, quest'atteggiamento caro mio e un atteggiamento fascista la quale tu sei. Perché quando critichi la legge elettorare pei i Comites, prima di tutto avresti dovuto scrivere al tuo mentore ex ministro Tremaglia, che si era fatto un collo cosi grosso con questa legge che porta il suo nome che a quando sembra si è strozzato. Per quanto riguarda il CGIE, a dire di tutti i Comites de mondo, meno male che c'erano loro a difendere cio che tu e il governo per la quale tifi ci hanno tolto quasi tutti i consolati in Belgio. Dunque a mio parere prima di metterti a fare proclami, datti una regolata e fatti un esame di coscienza. Salvatore ARNONE, membro del Comites di La Louvière P.S. se non mi scrivi più mi fai un piacere. (Suite page 14) Bimestrale di cultura, politica, informazione della diaspora siciliana - Anno XII - n° 3- (Maggio- Giugno) 2010 14 Bruxelles, 19 marzo 2010 Caro Arnone, quando si legge un articolo, secondo me, non si dovrebbe pensare a chi lo ha scritto, alla sua personalità, a che cosa rappresenta, ma ci si dovrebbe soffermare su quello che c'è scritto. È segno di intelligenza e dimostra attenzione al contenuto senza discutere invece del colore degli occhi dell'autore. Non scomodiamo poi "gatti o salami" che ormai i primi se li sono mangiati gli amici tuoi, per i salami invece ed altre leccornie bisognerebbe chiedere ai lavoratori di Termini Imerese, da ieri in cassa integrazione fino a dopo Pasqua, e poi a casa... In Sicilia, rispondendo al proverbio che mi hai inviato, si dice pure "non c'è peggiu surdu di chi nun voli sentiri", e mi spiego. Nel comunicato analizzo in primis la legge per il voto all'estero, legge che reputo scellerata nonostante io come L'ALTRA SICILIA abbia cercato, è vero, di difendere i tuoi interessi presentando una lista "siciliana" che non ha certo avuto i risultati del tuo amico Carozza, premiato poi con un avanzamento di grado al Parlamento europeo e con la nomina a segretario generale dell'ente inutile, ripeto inutile e che proditoriamente, con il concorso di tutti i tuoi amici, partiti, sindacati, stampa, viene mantenuto in vita nonostante gli eletti all'estero. Una legge la si giudica dal risultato: ora il voto all'estero ha consegnato - grazie anche a gente come te - alla Camera e al Senato personaggi che non risiedono neanche all'estero, i più degradabili, quindi completamente ineleggibili, ma anche mascalzoni che sulla tua e sulla mia buonafede hanno speculato (più sulla tua ...) Di Girolamo non sarà certamente un caso isolato... Io analizzo la partecipazione dei cittadini al voto. Partecipazione che non è di quelli che vendono o peggio regalano le buste elettorali, ma di quelli che questo voto lo hanno vissuto in prima persona, magari candidandosi direttamente e mettendoci oltre alla faccia, anche tempo e qualche denaro. Una legge inventata da Tremaglia e sodali, sballata già nelle sue fondamenta. Come il ponte sullo stretto che il padrone dell'Italia (in Sicilia, fortunatamente non viene neanche per telefono, come fa nelle riunioni elettorali a Napoli o a Reggio Calabria e... tutti ad ascoltare come si faceva una volta in Chiesa) intende far costruire nonostante i bisogni primari di quelle popolazioni, la mancanza di infrastrutture, ma soprattutto i terreni che smottano, i senzatetto che aumentano, le promesse tipo l'Aquila che si sprecano, ma soprattutto, siamo anche, da buoni siciliani, un tantino superstiziosi, la terra che si ribella e fa sentire le sue offese. Una legge che si esplica per corrispondenza, che permette il voto da casa, che non ha preparato liste valide di elettori né di candidati (De Girolamo e altri), che non ha aggiornato i dati dei residenti Aire, che permette l'invenzione di residenze danubiane o albanesi, che consente alla fine ogni tipo di manipolazione prima, dopo e durante il voto. Poi una legge esplicitamente studiata per una categoria di cittadini che, come la legge per le quote rosa, appare una forzatura per categorie di serie B, quasi anche le donne fossero, al pari degli emigrati dei minus abens, quindi categorie sociali da tutelare ad ogni costo. La gloria poi di Tremaglia è la metafora stessa della presunzione padana conclusa con un'apoteosi fasulla e con la fine politica dell'imbrogliato. Ad onore del vero poi, devo confermarti che mi sono sempre battuto per la riforma dei Comites. Questi sì, per me, rilevano una grandissima importanza proprio con l'attuazione del voto all'estero perché rappresentano l'unico organismo valido per mantenere il contatto diretto tra eletti locali - eletti Comites quindi le popolazioni residenti in una data circoscrizione e i rappresentanti eletti nelle circoscrizioni estere a cui dovrebbero indirizzarsi tutte le richieste e i bisogni, ammesso che questi eletti si manifestino, si sappia dove vivano, a quale comunità facciano riferimento principale, si manifestino, non domani alla vigilia delle elezioni, ma oggi, nel momento del bisogno, nostro, non loro. Noi abbiamo denunziato i tagli di bilancio del MAE (Ministero Affari Esteri), e poi le chiusure e i ridimensionamenti dei consolati all'estero dalle pagine del nostro giornale "L'ISOLA", ma tu? Dov'eri caro amico di La Louviere quando manifestavamo per la chiusura di Esch/Alzette, quando protestavamo per il declassamento di Maasmechelen, Dieren, Amsterdam, etc ...? A questo punto occorre intendersi, nonostante il tuo post scriptum. Questa lettera è rivolta a te, e idealmente ai nostri siciliani. Contrariamente alle tue accuse io non faccio proclami, non è mio stile arrogarmi possibilità e poteri che non ho, né mai avrò, se mi conosci anche un poco mi darai ragione. Da anni editiamo un giornale, "L'ISOLA", con grande sacrificio e senza alcuna sovvenzione, cercando di informare i siciliani dei fatti della nostra terra e sensibilizzarli all'orgoglio di appartenere ad una terra "impareggiabile" (come diceva Salvatore Quasimodo), e lo facciamo anche per colmare quelle mancanze di informazione e sensibilità che partiti, anche quello a cui appartieni, non hanno mai saputo fare, nonostante i sostanziosi fondi che mettono a disposizione, anche all'estero, tu lo sai, della comunità emigrata che più si riconosce nella sua bandiera, quasi che la rappresentanza degli interessi e delle aspettative della nostra gente debba dipendere dal loro colore politico. Attraverso L'ISOLA ci battiamo sempre per le comunità all'estero, specialmente la comunità siciliana alla quale appartengo con fierezza e con quel senso di dignità che purtroppo a molti nostri siciliani manca, forse perché distratti dalle preoccupazioni quotidiane o forse perché meno sensibili a quell'afflato che ci fa vivere la nostalgia della lontananza e l'impotenza materiale di fronte a malgoverno e catastrofi naturali come un vero fastidio che con il nostro lavoro quotidiano e il nostro sacrificio, ma anche con le critiche e le cattiverie che ci vengono mosse, cercheremo sempre di lenire. Un siciliano saluto, Francesco Paolo Catania ARTICOLO 15 dello Statuto Siciliano 1. Le circoscrizioni provinciali e gli organi ed enti pubblici che ne derivano sono soppressi nell'ambito della Regione Siciliana. 2. L'ordinamento degli enti locali si basa nella Regione stessa sui Comuni e sui liberi Consorzi comunali, dotati della più ampia autonomia amministrativa e finanziaria. 3. Nel quadro di tali principi generali spetta alla Regione la legislazione esclusiva e l'esecuzione diretta in materia di circoscrizione, ordinamento e controllo degli enti locali. Bimestrale di cultura, politica, informazione della diaspora siciliana - Anno XII - n° 3- (Maggio- Giugno) 2010 SICILIA L’ALTRO IERI 15 IL SEGRETO DI STATO SUL TERREMOTO DI AUGUSTA E' possibile tenere nascosto a lungo all'opinione pubblica un terremoto che ha forse superato il IX grado della scala Mercalli, che "fortunatamente" ha provocato solo 17 morti, centinaia di feriti, 14.000 senzatetto e danni quantificati tra i 4.000 e i 5.000 miliardi di lire? In teoria non sarebbe possibile: invece tutto ciò è avvenuto e, per di più, a distanza di dieci mesi dal tragico evento, mentre i 14.000 senzatetto della provincia di Siracusa attendevano l'intervento dello Stato per la ricostruzione un senatore della Repubblica Italiana (l'on. Forte) dichiarava, forse in buona fede, che si trattava di un «terremoto inventato». Per quale motivo un terremoto di tale portata non ha fatto notizia? Quali sono i motivi per cui sul sisma che il 13 dicembre 1990 ha devastato Augusta, Melilli, Carlentini ed altri centri della Sicilia orientale è stato imposto il «segreto di Stato»? Sono questi i quesiti a cui si vuol dare una risposta con la pubblicazione di questo dossier. Questo lavoro raccoglie in "ordine logico" solo alcuni di quei numerosi scritti, volantini, articoli di giornali apparsi in tempi diversi che hanno denunziato le gravi situazioni di rischio a cui sono esposti e con cui convivono i cittadini di Augusta e dei comuni limitrofi. Non si ha la pretesa di presentare un trattato scientifico o di scrivere un libro vero e proprio sul terremoto; con questa pubblicazione si vogliono, invece, esprimere le preoccupazioni dei cittadini di Augusta per la consapevolezza di vivere in una zona che in fatto di rischi non è seconda a nessuno né in Italia né in Europa né nel mondo. E' stata proprio la paura che il terremoto del 13 dicembre e la successiva «replica» potessero provocare una catastrofe con decine di migliaia di morti che ha spinto le Autorità competenti a far sì che di questo terremoto se ne parlasse poco o non se ne parlasse affatto. E mentre gli scienziati si prefiggono l'obiettivo di prevedere i terremoti per dare l'allarme e salvare migliaia di vite umane ad Augusta e nelle zone colpite dal sisma del 13 dicembre 1990 nulla di tutto ciò è stato attuato; anzi alla gente che, fuori di casa, il 14 ed il 15 dicembre attendeva la «replica» le Autorità preposte dissero che «il pericolo era cessato» e che potevano rientrare tranquilli nelle loro case. Ed in risposta alle rassicuranti dichiarazioni diffuse dagli altoparlanti delle auto della polizia e dei vigili urbani il 16 dicembre la terra ha tremato ancora ricordando che, di fronte al terremoto, non si può e non si deve mai abbassare la guardia, anzi ... Ma Augusta non convive solo con il rischio sismico: il rischio chimico-industriale, il rischio ambientale ed il rischio militare fanno del suo territorio e di quello circostante un'area a più rischi che richiede una seria attenzione da parte dei cittadini e delle Istituzioni centrali e periferiche dello Stato per evitare un sicuro appuntamento con la catastrofe che il 13 dicembre 1990 è stata solo sfiorata. Ad Augusta c' è stato il terremoto, ma fuori di Augusta non si è saputo. Un'attenta campagna di disinformazione, di silenzio e di non-verità ha coperto il dramma di una Città rimasta sola, con cinquemila senzatetto, con metà delle chiese e delle scuole inagibili, che debbono sopperire con turni alle esigenze di fedeli e studenti. Non sono stati risparmiati neanche altri edifici pubblici; la circolazione è impazzita. Solo Augusta lo è stata da sempre, ma in questo caso occorre dire che a qualcuno, amministratori compresi, questa solitudine ha giovato: pur essendoci una base operativa della Marina Militare forte di almeno duemila effettivi, i primi mezzi dell' esercito sono spuntati solo dopo una settimana, mentre altrove, in altre occasioni, dopo 48 ore i mezzi dell'esercito erano già operanti. Vi siete mai chiesti perché 12.000 senzatetto non fanno notizia? Perché 12 morti son "pochi"? Perché l'epicentro è stato artificiosamente spostato 55 Km più a sud? Perché stampa e Tv sono andate a Carlentini? Perché del terremoto di Augusta nessuno sa niente? E' ovvio: perché di fronte all' opinione pubblica Augusta non deve esistere, oppure tutto deve apparire normale, anche se ad Augusta si sta consumando una tragedia per "interessi di Stato". Il porto di Augusta con le sue 4.100 navi che vi transitano ogni anno, con i 36.000.000 di tonnellate di merci varie che vi transitano, con i suoi 1.200 miliardi l'anno di diritti doganali che fa entrare gratis nelle casse dell' erario, rappresenta un polo economico non indifferente. Ma c'è dell'altro: attorno al porto di Augusta sono state concentrate le industrie chimiche e petrolchimiche più inquinanti, quelle industrie che forniscono materiali di consumo per l' intera Italia, l' Europa e il Nord-Africa e che fruttano allo Stato altri 20.000 miliardi l'anno. Una Città che deve apparire normale anche di fronte alla più evidente emergenza. Una città che non deve fare notizia, ma che deve rendere allo Stato in termini di denaro e di merci, anche se questi sono macchiati di sangue e di sudore. Ad Augusta il polo petrolchimico ha portato il benessere, ma il benessere ha portato l'inquinamento e l'inquinamento ha portato la morte all' ecosistema, e i danni alla salute di chi vive dentro o a ridosso delle fabbriche. Per questo benessere ad Augusta il cancro uccide un abitante su tre; per questo benessere i pesci del mare di Augusta sono morti a migliaia di tonnellate; per questo benessere i bambini di Augusta nascono malati; per questo benessere la gente di Augusta è da decenni alle prese con malattie allergiche dell' apparato respiratorio e della pelle. (Suite page 16) Bimestrale di cultura, politica, informazione della diaspora siciliana - Anno XII - n° 3- (Maggio- Giugno) 2010 16 L’ISOLALIBRI Buttana di lusso Confessioni di una escort. A cura di Alessia Cannizzaro U na città a luci rosse annidata tra le pieghe di un perbenismo di facciata. Palermo è anche questo. E a svelarne il suo lato oscuro è Chiara (o almeno così dice di farsi chiamare), una escort palermitana che da anni lavora proprio nella sua città. Sesso a pagamento, in casa o in trasferta, appartamenti di lusso come alcove, o hotel fuori porta. Tra i suoi clienti politici, avvocati, professionisti in genere, tutta gente della “Palermo bene”. Chiara ci racconta, senza falsi pudori, vizi e virtù di una città sommersa, conditi da particolari piccanti e non sempre prevedibili. Ufficialmente si chiamano escort, ovvero accompagnatrici per uomini d’affari in viaggio, che non potendosi portare la moglie o la compagna, affittano una ragazza per affrontare in maniera più piacevole le noiose cene di lavoro e trascorrere in dolce compagnia anche il dopocena. Esistono decine e decine di agenzie, soprattutto online, che propongono gentil donzelle per tutti i gusti, ma cosa ancora più interessante, anche per tutte le tasche. Navigando tra i vari siti ci si rende subito conto però che le escort tutto sono tranne che semplici accompagnatrici. Le foto, quasi tutte in desabbillé, mostrano donne dalle curve generose che poco lasciano all’immaginazione. E i messaggi lasciati dalle dirette interessate sono a dir poco inequivocabili. L’offerta è sì Il Segreto di Stato sul terremoto di Augusta Per questo benessere il lavoro ad Augusta, paradosalmente non serve per vivere, ma per morire. Per questo il terremoto ha avuto epicentro prima a Noto e poi a Carlentini, per questi motivi nessuna Autorità politica nazionale si è fatta vedere ad Augusta e dintorni dopo il terremoto, ad eccezione del Ministro per la Protezione civile Lattanzio il quale, a Siracusa, ha dichiarato che «quando hanno saputo del terremoto in questa zona hanno temuto il peggio». Poi ci ha pensato la " guerra del Golfo " a stendere un'altra cortina di silenzio su una tragedia, per quest'altra volta, solo sfiorata. E così ancora una volta Augusta è stata lasciata sola, in mano ad una amministrazione inesistente, dove i pseudo amministratori, impegnati nel protagonismo personale, nel dopo-terremoto, lasceranno la loro impronta negativa anche in questo dramma. Per loro, pur nella tragedia, una coperta in più, un dolce, un pacco dono, una stufa, un giocattolo, rappresentano sempre una merce di scambio per un voto alle prossime elezioni. E subito dall' alto si sono premurati di parlare di soldi, di ricostruzione: una ricostruzione da realizzare in tempi brevissimi: un discorso sulla ricostruzione che appare troppo rapida e sospetta. Fonte:http://www.terremotodeisilenzi.it/index.php?option=com_content&task=vie w&id=15&Itemid=30 di trascorrere una piacevole serata, ma a casa o in albergo, ovvero in luoghi chiusi e lontani da occhi indiscreti. Nessun riferimento, invece, alle eventuali cene di lavoro per cui in teoria dovrebbero essere assoldate. Offrono servizi “particolari” in cui la trasgressione è la parola d’ordine. In altre parole, se siete stanchi della solita routine e volete provare qualcosa di diverso, inventate una cena di lavoro e noleggiate una escort, per un’ora o per tutta la notte, a seconda delle vostre esigenze. Certo, raccattare una ragazza per strada può creare diversi problemi, non solo perché si rischia di essere beccati da amici e conoscenti, ma anche perché si può essere accusati di favoreggiamento della prostituzione con tutto quello che ne consegue. Difficile poi spiegarlo a casa! Ma attenzione a chiamare le cose con il giusto nome. Il fenomeno delle escort trovate via Internet può essere tranquillamente, e senza paura di essere smentiti, definito prostituzione online, in quanto le ragazze si vendono per scopi dichiaratamente sessuali. I siti, come ci confermano le autorità preposte al controllo, hanno infatti sede legale all’estero per ovviare le misure di chiusura, previste dall’ordinamento italiano. Anche le ragazze, per sfuggire ai controlli non hanno una sede fissa, ma girano per l’Italia. Il gioco è semplice: basta cercare sui principali motori di ricerca, come Google per intenderci, “escort Palermo” e spulciare i vari siti. Le ragazze sono divise per categoria (Top class, Deluxe, International, oltre che Trans, Gay e Lesbo), per regioni e poi anche per città. Ma a dispetto di un nord brulicante di escort, il sud, e nello specifico Palermo, sembra non disporre di una così vasta scelta. La maggior parte delle ragazze che operano nell’hinterland palermitano in realtà sono straniere o residenti in altre città, disposte comunque ad un bel viaggio isolano. Si legge chiaramente in tutti i siti che le ragazze sono in tour per le varie città e sono disposte a raggiungere il cliente o a spostarsi da una sede all’altra con un preavviso di minimo tre giorni. I prezzi variano dalle 500 euro all’ora ai 3000 euro per l’intero week-end. Poi ovviamente c’è chi pratica lo sconto fedeltà per i clienti affezionati e chi, per evitare fregature, chiede il pagamento anticipato o una caparra al momento della prenotazione. Discorso diverso per i siti che raccolgono annunci privati. In questo caso le bacheche vengono aggiornate quotidianamente e la scelta si fa molto più ampia. Le si può facilmente contattare via e-mail o telefonare al numero di cellulare pubblicato nell’annuncio. Messi al bando, stando a quanto scritto nei siti, gli sms e le chiamate anonime. Privacy sì, ma fino ad un certo punto. Esplorando il mondo a luci rosse dei palermitani, prima che il fenomeno balzasse agli onori della cronaca per le note vicende dei politici italiani, mi sono imbattuta in Chiara, giovane escort nostrana che, per nulla intimorita dall’idea di riferire vizi e virtù dei suoi clienti, ha deciso di raccontarmi la sua vita a luci rosse. Alessia Cannizzaro (pp.80, euro 9,90 - Edizioni La Zisa - www.lazisa.it) Alessia Cannizzaro è giornalista professionista, laureata in Scienze della Comunicazione e in Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale. Da anni lavora per tv e testate locali e nazionali. E proprio per un quotidiano palermitano ha condotto un’inchiesta sulla Palermo a luci rosse. “ Quando le persone oneste si arrendono, lasciano le città non più nelle mani dei gattopardi ma in quelle degli sciacalli. ” Bimestrale di cultura, politica, informazione della diaspora siciliana - Anno XII - n° 3- (Maggio- Giugno) 2010 17 La cucina siciliana F ra le cucine regionali, quella siciliana è fra le più note per sapori intensi, colori brillanti, varietà di prodotti. La pasta con le sarde o col nero delle seppie, il pesce spada, la pasta reale, la cassata e i cannoli alla ricotta sono sinonimo di sicilianità in tutto il mondo. Le variegate civiltà che hanno dominato l’Isola hanno lasciato traccia del loro passaggio persino nella tradizione culinaria. Numerose le dominazioni, dai greci, che hanno dato una nuova impronta all’uso dei cereali e dell’ulivo, ai romani; dai fenici agli arabi che hanno impreziosito le cucine con l’anice, la cannella, il sesamo, lo zafferano. È nella conca d’Oro che l’impronta della popolazione araba riecheggia oggi ancora molto forte con le panelle, il pane con la meusa, il cous-cous, la cuccia e la scursunera nel trapanese. Ai normanni si deve la cultura del “pisci stoccu e baccalà” ma anche delle aringhe affumicate. Questo popolo guerriero e potente si è trovato a dover cedere il passo agli spagnoli che hanno introdotto l’elemento base della cassata, il pan di spagna appunto. Nel frattempo la scoperta delle Americhe ha fornito alimenti preziosi per la caponata (pomodori, peperoni) ma anche il cacao, il peperoncino e le melanzane importate (per la riuscita della parmigiana e della pasta alla norma) probabilmente dall’India. L’avvicendarsi di queste dominazioni ha reso ogni zona della Trinacria unica, caratterizzata da specialità gastronomiche peculiari. Le città in riva al mare Catania, Siracusa, Messina, Palermo e Trapani, offrono piatti che rievocano la forza del mare con una vasta varietà di pesci, di ogni dimensione e sapore. L’entroterra con Agrigento, Enna e Caltanissetta, mettono in tavola legumi, carni, insaccati di ottima qualità, formaggi stagionati che al sol pensiero fanno venire l’acquolina in bocca. La terra siciliana, così selvaggia e difficile è stata capace, e lo è ancor oggi, di porgere i migliori frutti ai propri abitanti e a coloro i quali vengono accolti col calore e l’ospitalità che contraddistingue questa gente. Le uve crescono baciate dal sole dorato e lasciano scoprire al palato ora la forza dell’Etna, ora il duro lavoro e l’impegno di chi si è dedicato alle meraviglie di questa Terra. Nelle pietanze della Sicilia troviamo la semplicità dei prodotti della natura dei sicani e dei siculi, l’estro arabo, l’eco del fasto e della ricercatezza delle antiche corti borboniche, un connubio che chiunque desidera provare, una tentazione a cui è difficile rinunciare. OVUNQUE IN EUROPA ! Vendi o affitti casa in Sicilia o in Europa? Ti serve o vendi qualcosa? Fallo sapere con Tel & Fax: + 32 2 2174831– +32 475 810756 TRAPANI (TP) - Appartement, 2 pièce(s), Cuisine indépendante, Salon, 1 salle de bains, Balcon, 2-4 personnes, 60 m2, Mer: moins de 50 m, ERICE: 12 Km - Lave-linge, Draps et linge compris - Court séjour à partir de 3 jours. Pour informations: +32 488 762275 TRAPANI (TP) - Appartement, 2 pièce(s), Cuisine indépendante, Salon, 1 salle de bains, Balcon, 2-4 personnes, 60 m2, Mer: moins de 50 m, ERICE: 12 Km - Lave-linge, Draps et linge compris - Court séjour à partir de 3 jours. Pour informations: +32 488 762275 RIESI (CL) - CASA VACANZE « SEMPLICEMENTE » A. P. da 20 € a persona (colazione inclusa) Tel & Fax: +32 2 426.63.96 - +32 485 273 621 [email protected] PASTA CON BROCCOLI ALLA GANGITANA Ingredienti: 400 grammi di bucatini; un piccolo cavolfiore di montagna; una tazza di salsa di pomodoro; 50 grammi di pinoli e uvetta nera di Smirne; due cucchiai di olio di oliva, sale; 50 grammi di pecorino da grattare. Procedimento: Cuocere il cavolfiore in abbondante acqua poco salata, scolarlo e tenere a parte l'acqua di cottura. Mettere a fuoco basso in una casseruola, il cavolfiore ridotto a pezzetti, la salsa di pomodoro, l'olio, i Pinoli e l'uvetta che e stata in precedenza fattaa rinvenire in acqua tiepida. Cuocere la pasta nell'acqua di cottura del cavolfiore e quando e al dente, scolarla e versarla nella casseruola da cui avete tolto una parte del composto per utilizzarlo come condimento finale di ogni piatto. Servire spolverando con il formaggio grattugiato. Bimestrale di cultura, politica, informazione della diaspora siciliana - Anno XII - n° 3- (Maggio- Giugno) 2010 18 antichi e centri storici, cortei di automobili ingorgano le strade, industrie pesanti hanno sconvolto i paesaggi. L’ISOLA - Bld. de Dixmude, 40/ bte 5 - 1000 Bruxelles Lei vive a Bruxelles, a quanto pare, e non so da quanto tempo, ma solo venti anni fa anche il Belgio era diverso, città stupende come Bruges, Gand o Liegi, sono cambiate, Gentile presidente, sono più moderne, più asettiche, meno autentiche, anche il paesaggio del ricevo email da L’ALTRA SICILIA e da lei stesso da diverso tempo (non Brabante è cambiato nel tempo, Bruxelles è piena di immigrati da ogni so chi mi abbia inserito nella vostra maillist) e devo dire che leggo sempre parte del mondo, e qualsiasi opinione si abbia, non è comunque più piuttosto velocemente le vostre comunicazioni, ripromettendomi anche di quella di una volta. rispondervi, un giorno. Valori e tradizioni di un tempo si sono persi, si sono svuotati di significato, Capisco il dramma, la rabbia, le contraddizioni dell’emigrante, specie di sono diventate folclore. Nel nord d’Europa forse meno che da noi, perché quello moderno, intendo dire degli ultimi decenni, per lo più giovane ed quello che manca al siciliano, al meridionale in genere sono l’orgoglio e la istruito e consapevole, perché molti o quasi tutti i miei amici e conoscenti dignità, non l’orgoglio sterile che porta fame e disperazione ma quello di di Messina hanno intrapreso negli anni questa strada. appartenere ad una comunità, ad un insieme: il siciliano non ha il senso Non mi meraviglia che la nostalgia e la rabbia riemerga ad ogni piè dell’appartenenza, non ha il rispetto dell’appartenenza e di conseguenza sospinto, come si dice, ma devo altresì dire che queste grida di dolore, i non sente nemmeno la necessità di difendere la propria comunità e piagnistei, la retorica autonomista (che si è anche manifestata con la quindi la propria dignità. Dignità? E che è? fondazione di innumerevoli partiti e movimenti autonomisti, non ultimo Per chi sta fuori ed è preda delle nostalgie il discorso è diverso, in questo l’MPA di quel galantuomo di Raffaele Lombardo) e la retorica dell’orgoglio caso intervengono altri fattori, ma per chi sta dentro ed è consapevole ed siculo tradito, nella loro banale ripetitività mi lasciano ormai del tutto imparziale, lo spettacolo è sconcertante. indifferente. Ecco perché evocare Roma, il nord razzista e sprezzante, gli sfruttamenti Io non conosco la sua storia personale, da quanto tempo vive all’estero e di un tempo e quegli attuali è nauseante e banale. perché, di me posso dire che sono uno di quei “fortunati” ad essere Ma a Palermo chi ci sta? All’Ars che fanno? rimasti qua, pur avendo avuto, eccome, l’occasione di andarmene. Si potrà dire che uno che di nome fa Hermann Schultze non può capire Che leggi promulgano? Lo Statuto è inattuato, perché? Per Roma? né comprendere e farebbe Nei vari assessorati chi lavora? Quant’è grande la famiglia dei regionali? bene anzi a stare in silenzio. ...perché quello che manca Sono nato e cresciuto a Quanto soldi sono stati sperperati dai siciliani? al siciliano, al meridionale Messina, come mio padre e mio Quanti siciliani si sono arricchiti e quanti soldi sono stati rispediti al in genere sono l’orgoglio e nonno (venuto qui da Torino mittente? all’età di 4 anni e quindi in Quante volte la popolazione ha spontaneamente manifestato contro lo la dignità, non l’orgoglio pratica messinese anche lui), la sperpero, il malaffare, l’abusivismo, il malgoverno della regione? sterile che porta fame e mia famiglia è emigrata, disperazione ma quello di sebbene nel senso inverso, ed Quant’è grande la famiglia dei precari e dei lavoratori socialmente “utili” appartenere ad una comunità, ad un in fondo è più messinese di che anche da vent’anni sognano il posto fisso alla regione? molte altre immigrate dalla Quanti, non indigenti, hanno costruito una seconda casa abusiva, per lo insieme: il siciliano non ha il senso dopo la tragedia. più orrenda, violentando il paesaggio? dell’appartenenza, non ha il rispetto provincia Detto questo aggiungo che il Quanti, pigri ed indolenti, buttano negli orari e nei posti stabiliti la propria dell’appartenenza e di conseguenza mio mestiere è quello di guida immondizia? Cumuli, dappertutto, stanno a dimostrarlo. non sente nemmeno la necessità di turistica, accompagno stranieri Maleducazione, indolenza, avidità, qualunquismo, opportunismo, pigrizia per tutta la Sicilia, promuovo e rassegnazione. difendere la propria comunità e tentando di far I siciliani di fuori, dell’ultima generazione di emigrati, vorrebbero tornare, quindi la propria dignità. Dignità? E quest’Isola, cambiare opinione agli ospiti se potessero: ci credo, lo so, me l’immagino. che è? prevenuti, sono, come si dice, un mediatore culturale, quello Alcuni l’hanno fatto e se ne sono pentiti, perché qui si può vivere e bene, che offre quest’Isola è il mio pane quotidiano e le diverse realtà isolane senza ammalarsi, non solo se si ha un lavoro decentemente retribuito o che renda sufficientemente, ma anche se ci si pone obiettivi limitati e non non mi sono del tutto sconosciute. troppe domande. Gli emigrati, che sono tornati, hanno svolto già un ruolo Quando lei scrive che quella siciliana era una civiltà contadina sana che nel cambiamento dei costumi della società siciliana nei decenni passati, ad un certo punto è stata corrotta e plagiata dal mondo moderno e dalle ma non sono stati mai una bomba od una mina vagante, un pericolo, è forze colonizzatrici del nord, rievoca un processo che tutte le società pre- stato sempre troppo facile disinnescarli. Qualcosa può cambiare? industriali europee hanno vissuto e subito, e stanno ancora vivendo. Dubito che manifestazioni all’estero davanti a consolati, ambasciate e Una evoluzione od involuzione che non ha un inizio che si possa con rappresentanze varie possano sortire qualche effetto. esattezza stabilire e questo sarebbe storicamente e sociologicamente anche errato, non c’è una data a partire dalla quale al popolo siciliano è La rivoluzione parte dal basso, le condizioni devono crearsi sul posto. successo qualcosa, un vile piano di asservimento predeterminato è stato Ho paura che quando accadrà, la passione repressa sarà distruttiva. iniziato. H.S., @ L’involuzione siciliana, se così la si vuol chiamare, ha origini e caratteri siciliani, ogni popolo ha il governo che si merita, ha i propri padroni che si merita, ha le proprie tare e virtù storiche. La civiltà contadina sana era quella della sottomissione ai baroni ed alla Chiesa. Era quella della schiavitù spirituale ai pregiudizi ed alle regole dell’asservimento dell’anima: non mi sento attratto dalla vita idillica e dai paesaggi bucolici di una volta, se penso a come si era costretti a viverli. Bimestrale di cultura, politica, informazione della diaspora siciliana D’altra parte la paura del nuovo e del diverso, che si è manifestata nella Editore: L’ALTRA SICILIA loro controfobica incondizionata e supina accettazione, con gli scempi che lei ha evocato, è sempre presente, è un’ombra che condiziona, Bvd.de Dixmude 40/bte 5 - (B) 1000 Bruxelles quest’isola è perennemente in ritardo. Direttore responsabile: Francesco Paolo Catania Città un tempo vitali, ma quando? Lei cita Caltanissetta, Riesi, Racalmuto, Enna, ma quando sono stati vitali Direttore editoriale: Eugenio Preta questi centri? Gela? Messina non lo è da tempo immemore. I luoghi sono mutati come dappertutto, folle chiassose hanno invaso teatri Info: Tel & Fax: +32 22174831 - Gsm: +32 475 810756 Per farci conoscere il vostro parere indirizzate le vostre lettere a: “ Bimestrale di cultura, politica, informazione della diaspora siciliana - Anno XII - n° 3- (Maggio- Giugno) 2010 www.altamentenatura.be Tél.: +32 (0) 2 252 22 70 L’ABUS D’ALCOOL EST DANGEREUX POUR LA SANTÉ. A CONSOMMER AVEC MODERATION Confettura extra di Frutti di Pesco Marmellata di Arance di Sicilia Confettura extra di Fichi dIndia di Sicilia Confettura extra di Mele dell’Etna Marmellata di Limoni di Sicilia www.altamentenatura.be Confettura extra di Pesche di Leonforte Tél.: +32 (0) 2 252 22 70