s o m m a r i o 15 16 112 Mare Nostrum Sardegna Turismo Rivista periodica di turismo della Sardegna Anno VII - Numero 22 Inverno 2005-2006 Registrazione Tribunale di Sassari n° 360 del 10 Marzo 1999 Redazione Via Principessa Iolanda, 77 07100 Sassari Tel. 079 291662 Fax 079 295570 Direttore editoriale Simone Poddighe Direttore responsabile Graziano Cesaraccio In redazione Rita Stacca Emanuela Soro Impaginazione Mare Nostrum editrice, Fatima Tedde Stampa Grafiche Milani, Milano Distribuzione nazionale DIENNE srl Distribuzione in Sardegna Fantini, Cherchi, Piras, Murru, San Marco Mare Nostrum ringrazia Antonio Mannu, Giampiero Dore, Gian Luca Dedola, Bruno Manunza, Pasquale Capone, Marina Dessì Berlinguer, Simone Repetto, Giulia Fonnesu, Enrico Olla, Luigi Coppola, Marcello Pilia, Roberto Mura, Marco Marrosu, Cristina Pettenuzzo, Alberto Ruiu, Gianni Marti EDITORIALE ANTEPRIMA RUBRICHE Cultura e storia L’Atlantide ritrovata 116 Pesca sportiva Pesca al dentice 118 Gastronomia Il grano e la magia nei dolci delle festività natalizie 120 Cultura e storia Michele Iavazzo. Il maestro d’ascia 122 Escursioni Sardegna Trek 4x4 124 Itinerari Cagliari: i locali nella roccia 127 Sardegna Web Un viaggio nel web alla scoperta della Sardegna 128 Itinerari archeologici La Cavalcata Sarda Crediti Fotografici In copertina: Costume tradizionale alla Cavalcata, Gian Luca Dedola Gian Luca Dedola, 12, 13, 20, 22, 25-31, 112-115, 130-131 Bruno Manunza, 32-35, 92-97 Marcello Pilia, 38-41 Enrico Olla, 42-44, 72-75 Giampiero Dore, 48-53 Pasquale Capone, 19, 21, 54-55, 76-79, 86-89 Marco Marrosu, 58-63 Antonio Mannu, 21, 66-71 Salvatore Sechi, 80-83 Simone Repetto, 106-111 Alberto Ruiu, 116-117 Giulia Fonnesu, 134-136 Marina Dessì Berlinguer, 118-119 Costanzo Madau, 16, 17, 18 26 32 CULTURA E STORIA AMBIENTE Il costume tradizionale Passeggiate autunnali di Gian Luca Dedola 66 72 ITINERARI FESTE E FOLKLORE Olzai. Il carnevale di Bruno Manunza di Antonio Mannu 76 FESTE E FOLKLORE Gennargentu immacolato Le maschere del carnevale di Orotelli e Ottana di Enrico Olla di Pasquale Capone Naviga in Internet www.marenostrum.it Questo periodico è associato alla Unione Stampa Periodica Italiana Per la pubblicità 42 38 ITINERARI ITINERARI La Valle di Riu Picocca Nel paese delle fontane di Enrico Olla di Roberto Mura 48 CULTURA E STORIA Olmedo. Un viaggio nella storia di Giampiero Dore 12 80 86 CULTURA E STORIA ITINERARI Sarule. Cuore di barbagia ai piedi del Monte Gonare Ogliastra. Un territorio da scoprire di Luigi Coppola di Pasquale Capone 54 58 FESTE E FOLKLORE ITINERARI SPORTIVI Il fuoco di Sant’Antonio Una montagna in mezzo al mare ITINERARI Montiferru La famiglia Modigliani in Sardegna di Pasquale Capone di Marco Marrosu di Bruno Manunza di Cristina Pettenuzzo 92 100 CULTURA E STORIA 106 ITINERARI Mare Nostrum Editrice Via P. Iolanda, 77 07100 Sassari Tel. 079 291662 Fax 079 295570 e-mail: [email protected] www.marenostrum.it Mediatic di Claudio Triglia Gianluca Manca Mediass srl Un percorso tra resti minerari e natura nell’arburese di Simone Repetto 13 E d i t o r i a l e D al 18 al 21 febbraio 2006 saremo nuovamente alla Borsa Internazionale del Turismo (Bit) di Milano. Ritorneremo con il nostro stand per promuovere la Mare Nostrum, la rivista e le guide turistiche oltre, naturalmente, la Sardegna. Per il terzo anno consecutivo avremo lo spazio esclusivo della Mare Nostrum perché la Bit è “la più grande esposizione al mondo del prodotto turistico italiano e una completa rassegna della migliore offerta internazionale. Un successo confermato dalla presenza di 5.000 espositori dei quali 1.600 internazionali, contattati da oltre 100.000 visitatori professionali e oltre 46.000 viaggiatori provenienti da 120 Paesi…” In questi anni Mare Nostrum ha beneficiato del carattere internazionale della Bit e delle innovative proposte della fiera del turismo come, “La formula multitarget: tutta la filiera dell'industria del turismo fino al viaggiatore e al pubblico con momenti e contenuti specifici per ogni target. Occasione di business tra operatori professionali, ma anche momento privilegiato in cui promuovere cultura e stimoli.” La promozione e la pubblicità hanno accompagnato Mare Nostrum negli anni e la fiera è sempre stato un appuntamento importante per chi fa turismo perché i media sono una componente strategica della Bit: “oltre 100 paesi coperti da adv/redazionali, 15 media partner internazionali del turismo, 3.962 giornalisti accreditati, 2.100 media, 50 convegni, oltre 140 minuti di presenze televisive.” Vi aspettiamo (le notizie tra virgolette sono tratte dal sito ufficiale della Borsa Internazionale del Turismo) Simone Poddighe 15 Anteprima APPUNTAMENTI Anteprima 2 DICEMBRE capi artigianali confezionati su misura. Altri comparti saranno dedicati alla lavorazione I A Sassari, nell’ambito della stagione Teatrale ti di San Silvestro sono quelle che richiamano gli andrà in scena dal 2 al 12 dicembre la Traviata di smo. eventi più eclatanti e gli appuntamenti più attesi, Giuseppe Verdi. Per info: botteghino di Via Alghero (SS). Santa Barbara, patrona dei navi- soprattutto dai giovani. Politeama. Info al tel.+ 39 079- 239479 ganti. Si celebra la Messa nella cattedrale e a Da qualche anno infatti, nomi di richiamo del Olzai (NU). Si terrà nel piccolo Comune una tre seguire processione per le vie della città. panorama musicale italiano e internazionale giorni dedicata a Cortes Apertas. Furtei (CA). Santo patrono. Processione e balli in attraggono in piazza migliaia di persone per Per info.: tel.+39 0784-33717 [email protected] piazza. festeggiare insieme la notte di fine anno. www.nu.camcom.it Villacidro (CA). Processione e folklore. Siligo (SS). Sagra delle Salsicce e del vino Il tradizionale cenone, sebbene ancora ben radicato nella cultura del Capodanno, lascia sempre più 3 DICEMBRE novello. Bultei (SS). Festa della famiglia e sagra de “Sa spazio ad una tendenza che già da molti anni è in voga nelle grandi città del mondo. Se si decide di Gonnosfanadiga (CA). Mostra mercato dell’olio Pertusitta” “Sa Zuada” e “Su Cabude” . passare il 31 nei pressi di Alghero, Castelsardo, d’oliva. Uno dei settori trainanti dell’economia Si tratta di dolci fatti col pane provenienti dal Sassari, Cagliari e Olbia non mancheranno le locale è la produzione di olive e di un eccellente mondo pastorale e contadino. sorprese. Musica e locali aperti fino all’alba. olio extravergine. Importante anche il settore del Su Cabude il giorno di Capodanno viene spezzato pane, la cui preparazione è ancora effettuata o posto (secondo le diverse usanze locali) sulla secondo le antiche ricette. Da non perdere quello testa del primogenito (o del più piccolo) in segno con le olive, con la ricotta e con i ciccioli. di buon auspicio per l’anno che verrà. Cagliari, piazza Yenne Fonni (NU). Dal 9 all’11 Cortes Apertas. 13 DICEMBRE Per info: pro loco tel. +39 070 9797129 6 DICEMBRE Oristano (OR). Mostra mercato dell’Antiquariato. Tra Piazza E. D’Arborea e Via Garibaldi saranno Esporlatu (SS). Santo patrono. Processione a San Nicola. Sardegna che esporranno dal mobile più pregiato Baunei (Nu). San Nicola, patrono. Due giorni di sepe vivente, anticipazione dell’imminente Natale. al ricamo più prezioso, e ancora lampade, candela- celebrazioni solenni. Flussio (NU). Processione in costume. 4 DICEMBRE L’autunno è peraltro la stagione della degustazione cavallo e a piedi in abiti tradizionali. Da vedere il pre- Muravera (CA). Fuochi d’artificio e festeggiamen- Masullas e Sciamanna (OR). Processione e balli ti tradizionali. in piazza. Sassari (SS). Patrono. Messa in Duomo e rinnovo Nurachi (OR). Diverse le iniziative del piccolo della Dote di San Nicola. La dote di San Nicola pre- paese. Oltre agli appuntamenti religiosi gli ospiti potranno degustare prodotti locali. Un grande falò del primo novello. Quest’anno, in controtendenza Il 4 dicembre a Cagliari si conclude la settimana vede il dono di una somma di denaro a tre future rispetto al resto del paese, la Sardegna ha aumen- dedicata alla Fiera di Natale. Nell’area espositiva spose. È il retaggio di un atto dello stesso santo farà da cornice ai balli tradizionali. tato la produzione di vino del 5%. Un’annata, dico- di Viale A. Diaz numerosi stand offriranno al visita- che, nel IV secolo aiutò tre orfane della città di San Gavino Monreale (CA). Processione religio- no gli esperti, di grande livello qualitativo. Non tore un’ampia scelta tra articoli enogastronomici e Mira, in Asia Minore, dove allora fu vescovo. sa e spettacolo musicale in piazza. mancheranno, a tal proposito, sagre enogastrono- produzioni artigianali. miche con abbinamenti per tutti i gusti: dal bianco Quest’anno, per la prima volta, vi sarà con i biscotti al rosso coi salumi e formaggi della anche Oro Sardegna, un’ampia montagna. celebrazione dei manufatti tessili Simaxis (OR). Sagra del riso. Il comune in colla- sa campestre dell’omonima località ci sarà una più preziosi e ricercati con borazione con la Pro loco organizza un importante messa solenne in onore della santa Sassari (SS). Santa patrona dell’antico Gremio 7 DICEMBRE dei Calzolai. Senorbì (CA). Nella località di Arixi presso la chie- Da evidenziare nei primi giorni del mese la manifestazione enogastronomia sul riso, impor- chiusura dell’iniziativa Cortes Apertas tante prodotto dell’economia oristanese. ovvero Autunno in Barbagia. Degustazione dei vari piatti tradizionali e menti con balli tradizionali. Il cuore della Sardegna più nasco- svolgimento del concorso “Arrosu mraja- Tempio (SS). Festa cam- sta si apre ai visitatori più esigenti ni” che, come lo scorso anno, assegnerà pestre e pranzo comune. in un percorso tra vecchie case in un premio a chi si è distinto nel settore risi- Tortolì pietra e piccole realtà artigianali. colo. Per informazioni sulla manifestazione sione in costume. Un invito ad apprezzare i centri si può contattare la Pro loco di Simaxis al Triei (NU). La festa è storici di 25 paesi di montagna con numero di telefono +39 333.52.98.919.8 organizzata, secondo la la possibilità di gustare e ammirare di persona i tantissimi prodotti DICEMBRE 8 DICEMBRE delle lavorazioni locali. E’ un occasione importante per lo sviluppo di Castelsardo, veduta Santa Lucia. presenti ben 50 antiquari provenienti da tutta la bri antichi e oggettistica varia. 16 Alghero 9 DICEMBRE AGENDA AGENDA della ceramiche, alla pittura, al libro e al florovivai- n DICEMBRE le manifestazioni legate ai concer- protettrice, canti religiosi (gosos) e a finire festeggia- (NU) Proces- consolidata tradizione, Sassari, particolare del Duomo di San Nicola dagli scapoli del paese. Balli e canti in piazza. Immacolata concezione. Ussana (CA). Festa pae- un territorio il cui valore, culturale Ittireddu ed economico, è ancora tutto da Nostra scoprire e valorizzare. Degustazione di vino novello. (SS). Signora Santo patrono. d’Intermontes. sana. Fuochi d’artificio e balli in piazza. 17 AGENDA Anteprima Anteprima 16 DICEMBRE 25 DICEMBRE Per informazioni è possibile contattare la pro loco. Bortigali; Bosa; Budoni; Desulo; Dorgali; [email protected]. Tel. +39 0709382073 Dualchi; Esaclaplano; Escolca; Esterzili; Fonni; Tiana (NU). Fino al 18 dicembre Cortes Apertas. Santo Natale. Villaurbana (OR). Nella prima decade del mese: Galtellì; Gavoi; Genoni; Isili; Laconi; Loculi; Sa die de sa cracchera. Da vedere: i presepi viventi a: sagra del pane fatto in casa. Degustazione del- Lodè; Olmedo (SS). Putifigari ed Esporlatu (SS). l’ottimo manufatto cucinato secondo la tradizione. Noragugume; Referente: Comune +39 0783.44033 Nurri. 17 DICEMBRE Lula; Mamoiada; Nuoro; Meana Nuragus; Sardo; Nurallao; Macomer (NU). Nella cittadina i festeggiamenti per gna Autunno in Barbagia. 18 DICEMBRE A GENNAIO si festeggia sopra ogni cosa S. Antonio sono tra i più importanti del territorio. Sant’Antonio Abate (Santu Antoni ‘e su fogu). Oliena: si offre a tutti il vino e il caratteristico Notte di fine anno. San Silvestro. Per l’occasione si accendono grandi cataste di dolce di "Su Pistiddu". Attorno al fuoco si fanno tre Alghero (SS); Cagliari; Castelsardo (SS). legna attorno alle quali si mangia, si parla e si balla giri per invocare la protezione del santo. Olbia (SS); Sassari. Questi i centri che solitamen- fino a tarda notte. Un modo per invocare e ringra- Olzai; Al Piccolo Auditorium di Cagliari termina il 18 te organizzano in piazza eventi culturali e grandi ziare il Santo dal momento che, secondo la leg- Orune; Ottana; Posada; Sarule; Seui; Seulo; Orgosolo; Orosei; dicembre la rassegna teatrale dedicata ai bam- concerti di musica leggera. genda, rubò il fuoco dall’inferno per darlo in dono Silanus; Siniscola; Sorgono; Tonara; Torpè; Specialmente la cittadina sardo-catalana è al primo agli uomini. Triei; Ussassai; Villagrande Strisaili; Dettori, con 23 spettacoli eseguiti da ben 7 compa- posto per organizzazione e abbondanza di appunta- Ogni paese ha un dolce o un rituale particolare ma Nella sola provincia di ORISTANO: gnie differenti. Un importante appuntamento per menti: gospel, concerti, teatro itinerante. Per tutti i l’essenza della festa rimane ovunque la stessa. Abbasanta; Aidomaggiore; Ardauli; Buschi; chi desidera far conoscere ai più giovani le emo- gusti. Grande affluenza di turisti stranieri. zioni da palcoscenico. Quest’anno si è giunti alla Orgosolo (NU). Sa Candelaria. Si tratta di una VI edizione grazie agli sforzi organizzativi della questua da parte di tutti i bambini del paese che compagnia “Teatro Is Mascaredas” nata nel 1980. con un sacco di tela bussano alle porte alla ricerca Arborea (OR). Falò e degustazione di frittelle. di doni. Eloquente l’invito a partecipare: “a nolla Sanluri (CA). Festa con sfilata di abiti tradizionali. Nella provincia di SASSARI: dazes sa candelaria’”. Per l’occasione le massaie Sassari. I Cantadores intonano canti dialettali ben Anela; Benettuti; Bono; Burgos; Illorai; Fordongianus; 5-6 GENNAIO Ghilarza; Morgongiori; Norbello; Nughedu S.Vittoria; Paulilatino; Samugheo; Scano Montiferro; Sedilo; Tresnuraghes; Ula Turso. preparano il pane tipico : Su Coccone, nonché augurali come vuole la tradizione più antica. Monteleone Rocca Doria; Nule; Ossi e Cagliari (CA). Per la stagione lirica è in tabellone dolci, frutta e biscotti. Dai padrini si riceve l’obolo Nella giornata del 6 si può ascoltare il concerto per Florinas; Ozieri; Torralba. Sassari - Li Punti. Jean-Yves Thibaudet. in denaro. È suggestivo notare come ogni gesto l’Epifania a cura della Banda “Città di Sassari”. sia il perpetrarsi di antichissime usanze. Il bambi- Teatro Verdi (Via Politeama). 24 DICEMBRE 20 GENNAIO no non a caso usa ringraziare con arcaiche forme 8 GENNAIO augurali per lasciare lo spazio, a tarda sera e per Notte della vigilia di Natale. tutta la notte, ai giovani e agli adulti che si recano Alghero (SS). Una perla da vedere e da sentire la presso le case aperte e illuminate di coppie sposa- Nuoro (NU). Al museo MAN termina oggi la “Signum Judicii”, nella cattedrale di Alghero. Di tesi nel corso dell’anno. L’augurio della felicità e mostra BIO: Bring Your Own. Una selezione È ricordato con festeggiamenti vari nei paesi di: per se intrisa di significative emozioni, la notte dei figli è ringraziato con l’offerta di dolci e liquori. delle opere della collezione TESECO. San Sebastiano. Barumini (CA). Festa con falò. della Vigilia è impreziosita da un evento unico in Per info. + 39 0784.252110. Chiuso il lunedì. Bultei (SS). Benedizione delle arance e Sardegna e presente, nel resto del Mediterraneo, Orari 10.00-13.00/ 16.30-20.30. dei dolci e poi festa in piazza con nella sola Isola di Palma di Majorca. È un canto suggestione e l’autenticità. 16/17 GENNAIO Bulzi (SS). Messa in sardo. Alghero (SS): Sagra del riccio. Bogamarì è in Curcuris-Ales (OR). Suggestiva la realtà un percorso eno-gastronomico vero e pro- Teti (NU). Domos Antigas prenas de mercanzia. Si processione di S. Sebastiano legato prio, che va al di là della presenza momentanea chiude con le Cortes Apertas del piccolo centro all’albero di arancio (anticamente agli stand della sagra. Molti ristoranti infatti anno- della Barbagia l’iniziativa culturale promossa dalla utilizzato per il suo calvario). La verano nei loro menù primi piatti a base di ricci, ad camera di commercio di Nuoro. caduta dei frutti è di buon auspicio Come anticipato, la festa dedicata al Santo eremi- Desulo (NU). Falò e cena in piazza. per il futuro raccolto. un prezzo relativamente modico. Da dicembre a marzo, tutti i giorni. Vale la pena comunque, capi- Bottidda, davanti alla chiesa di S. Antonio il cavaliere tine in mano una coloratissima torta di sapa spettacoli folkloristici e falò. Altri appuntamenti con data mobile: medievale che ha conservato nel tempo tutta la tare ad Alghero durante la manifestazione ufficia- ta S. Antonio Abate è di gran lunga la più impor- Escalaplano (NU). Durante la festa verrà le; i banchetti vengono allestiti lungo il Forte della tante e celebrata tra le feste di gennaio. preparata una prelibata favata in piazza. Maddalenedda (fronte porto) in un contesto molto Tra i tanti centri dell’Isola che festeggiano indichia- Milis (OR). Frittelle e vino. Festa con balli e suggestivo. mo: canti. Nuraminis (CA): Sagra della Semina a mano. 18 Onifai; bini, allestita nel Piccolo Auditorium di Piazza 19 DICEMBRE Cagliari, piazza Duomo Onanì; AGENDA 31 DICEMBRE Orune (NU). Mandras. Due giorni per la rasse- Urzulei (NU). Il piccolo centro del nuorese Samassi (CA): Sagra del Carciofo. Presso la Nella provincia di CAGLIARI: festeggia con l’arrostita in piazza di carne di Località Gutturu su Ghiu, si terrà la 19a edizione Decimomannu; Fluminimaggiore; Villamas- maiale e cinghiale. della sagra con degustazione di numerosi piatti sargia; Monastir; Villaputzu; Decimoputzu; locali a base di carciofo violetto. La Sardegna è tra Sant’Anna Arresi. le maggiori produttrici di carciofo con spine, il Nella provincia di NUORO: migliore per gusto e qualità. Aritzo; Baunei; Birori; Bitti; Bolotana; 19 Anteprima Anteprima 22 GENNAIO Pauli Arborei (CA). San Vincenzo, patrono. Festa In questo numero si parla ampiamente del valesco non è accompagnato, come Carnevale di Olzai (NU). Vedi pagine interne. (A. negli altri paesi della Barbagia, da Quartucciu (CA). Canti sacri in limba Mannu). maschere lignee ma, semplicemente, (lingua sarda) e processione per il paese. da pesanti cappotti, campanacci e cap- religiosa e sagra enogastronomia. Non solo messa 1 FEBBRAIO e processione ma anche degustazioni di prodotti 4 FEBBRAIO pucci sul viso annerito da fuliggine. Sono Bonorva (SS). La pariglia bonorvesas. Da non suggestivi degli altri travestimenti, perdere la sfilata con abiti tradizionali e cavalli ma altrettanto ricchi di significati meravigliosamente addobbati. Per i buongustai da culturali e retaggi del passato. Aglientu (SS). San Paolo o “Santu Paulu di Lu assaggiare il pane su zicchi (sagra ad agosto). Ottana (NU). Ad Ottana le Laldu” (…del lardo); nel bellissimo scenario del Bosa (NU). Noto con il nome antico di karassega- maschere si chiamano merdu- Cagliari (CA). Al Teatro Lirico suonerà il Quartetto Arditti. 17 FEBBRAIO sacrato di San Pancrazio si organizza un grande re. “Bosa, mattina del martedì grasso. Sciamano les, boes e filonzana ormai Cagliari. Hobby Show: salone pranzo a base di fave e lardo e degustazione di per le vie della città i gruppi dell’attittidu. Uomini e celeberrime per le inquie- delle belle arti e della creatività dolci tipici. La festa è l’occasione per apprezzare la donne vestiti di nero. Per lo più indossano gli abiti tanti fattezze. I merdules manuale. Nei padiglioni della fiera chiesa campestre eretta nel 1700 tra la magnifica femminili del lutto: scialle sfrangiato e corsetta, rappresentano gli uomini con campionaria verrà allestita per tre macchia mediterranea e i massi granitici multifor- gonna lunga fino alle caviglie, veletta sul viso o aspetto deforme, i boes rappresen- giorni un'area dove le aziende mi. fazzoletto. Tutti rigorosamente neri. Il volto è rico- tano i tori. Ricorre quindi l’usuale mostreranno i loro prodotti e le loro perto da fuliggine ottenuta bruciando del sughero. contrapposizione tra uomo e anima- novità, ma è anche uno spazio pensato Questa la mascheratura tradizionale.(…) Nel primo le in assoluto rispetto. Sfilata di carri per interagire con il pubblico. Previsti pomeriggio (…) compare la maschera di giol- per le vie del piccolo centro. numerosi workshop, corsi e incontri dzi,(…) rigorosamente tutto bianco, in contrappo- Tempio (SS). Il Carrascali tempiesu organizzati. Orario dalle 10.00 alle 20.00. sizione con la maschera del mattino” (dalla rivista è quello che più si avvicina all’imma- Mare nostrum turismo n. 19/04). La fase più conci- gine tipica del Carnevale. Da vedere il Con data mobile: Siamaggiore (OR): la sagra del carciofo. 29 GENNAIO Altre date mobili del mese di febbraio sono: tata e partecipata della festa inizia con la “caccia” rogo del fantoccio di Re Giorgio e i Simaxis (OR). San Simaco. Da gustare la favata in tra gioldzi e persone non mascherate mentre per le carri allegorici. piazza. vie del centro sfilano carri accompagnati da musi- Da assaggiare le frittelle lunghe. Quartu S. Elena (CA). Da non perdere la proces- che e canti. Il carnevale bosano ha espliciti conno- sione con le lampade. La festa, organizzata ogni tati sessuali, le cui forti rappresentazioni sono anno dalla priora. Ha inizio l’ultima settimana del ormai benevolmente accettate da tutti, piccoli e mese. grandi. La fine della festa è segnata dall’immanca- San Biagio. bile rogo al fantoccio, che a differenza dell’usanza Noto come il protettore della gola, in FEBBRAIO è un mese solitamente ricco di feste, più comune, non è mai unico. occasione di questa festa si preparano sia pagane che religiose col Carnevale che impaz- Oristano (OR). La Sartiglia. È la festa più impor- deliziosi dolci a base di miele (non a za in diverse località dell’Isola. tante della provincia sia per tradizione che per caso lenitivo naturale): gli opìnus o Le date più significative sono quelle tra- richiamo turistico. Ogni anno vi partecipano pistoccheddus. dizionali del giovedì, della domenica e migliaia di persone incantate dalle audaci evolu- del martedì grasso che quest’anno rica- zioni a cavallo. La pariglia è infatti un vero e pro- Aglientu (SS). Pranzo comunitario e dono nella settimana che va dal 1 all’ 8. prio sfoggio di abilità equestre. La vestizione del spettacoli folkloristici. Vivere il Carnevale in Sardegna è capo corsa è il momento clou, avviene Dolianova (CA). Santo Patrono. un’esperienza del tutto particolare se si al mattino prima della gara. Colui Gergei (NU). Come dicono a Gergei: Santu Brau. considera l’enorme differenza di tradi- che rivestirà il prestigioso ruolo Due giorni di festeggiamenti che culminano nella zioni tra una località e l’altra. Se ci tro- non potrà più scendere da cavallo processione viamo in Barbagia infatti, dimentichia- fino al termine della competizio- Sessineddus. I Sessineddus sono giunchi intrec- moci totalmente il clima goliardico di ne. ciati ricchi di offerte propiziatorie: dolci, frutta, pani Viareggio Mamoiada (NU). Come anticipato, e pezzetti di lardo e cioccolato che vengono bene- Venezia ma immergiamoci in un clima il Carnevale barbaricino è unico e ini- detti e offerti a tutti i presenti in segno ben augu- cupo e scuro con maschere di legno e mitabile. A Mamoiada non si può rinun- rale alla fine della sfilata. Da ammirare i traccas abiti a lutto; se siamo in Gallura o nel ciare alla danza dei Mamuthones la cui origine (carri) e i cavalieri in abiti tradizionali. I bambini, Capoluogo sardo la festa invece assu- risale all’età nuragica. Antichissimo rito propiziato- invece, sono i protagonisti della vigilia; essi raccol- me toni più comuni con carri allegorici rio e dai connotati scaramantici. Il corteo è accom- gono e accatastano la legna insieme alle erbe aro- raffiguranti personaggi del mondo dello pagnato dal suono dei campanacci (circa 30 kg) e matiche per dar vita, la sera ad un grande falò, spettacolo o della politica locale e contraddistinto dalle maschere lignee dai connota- attorno al quale si balla, si canta e si distribuisco- nazionale; se siamo nell’Oristanese è la ti marcati. no i piricchittedus e vino bianco. Da non perdere. tradizione folkloristica a dominare la Da vedere il museo delle maschere. Nuoro. Festa folkloristica. scena. Orotelli (NU). Ad Orotelli il travestimento carne- Orune (NU). Festa religiosa e preparazione in o quello imponente di Baressa (OR). Sagra degli antichi sapori. 3 FEBBRAIO di buoi addobbati con Ottana, un giovane gruppo di maschere di merdules e boes i AGENDA AGENDA 25 GENNAIO 20 Olzai, Carnevale 2000. Ritratto di un “intintu” da giovane sos thurpos, forse più semplici e meno tipici. Oristano, la Sartiglia piazza della favata con lardo. Su 21 BLU SARDEGNA Anteprima Case & Vacanze 20 MARZO Nel mese di MARZO segnaliamo: 15 MARZO Milis (OR). Sagra dei ceci. Ottime le zuppe a base di ceci arricchite con l’aroma inconfondibile del Villaurbana (OR). Si festeggia Santa Margherita. finocchietto selvatico. Patrona. 16 MARZO I Cagliari (CA). Per la stagione al teatro lirico di Cagliari AGENDA CASE & VACANZE • LOCAZIONI ESTIVE • SERVIZI TURISTICI 24 MARZO Cagliari. San Salvatore da Horta. Bottidda, dolce preparato per la benedizione del fuoco di Sant’Antonio Bu d on i - Po rt o O t t io l u - S a n T e o do ro è in scena fino al 25 Vladimir Cagliari (CA). Per la stagione al Teatro Lirico del Ashkenazy. Pianoforte e regia dell’orchestra del Capoluogo sarà in scena Ton Koopman. Lirico. 18 MARZO 30 MARZO Giba (CA). In località Villarios si svolge la sagra Baroneddu (OR). Sagra dell’asparago e del del carciofo. Due giorni di festa coincidenti con la finocchietto selvatico. n uno dei tratti più belli della costa nord Orientale, a 35 km da Olbia e dalla Costa Smeralda, l'agenzia Blu Sardegna svolge una qualificata attività di gestione ed intermediazione per l'affitto di case per le vacanze. Vasta scelta d'immobili, offerte convenienti sempre aggiornate ed uno staff altamente professionale che vi assisterà per tutto il festività di San Giuseppe. Ricorrenze del mese con data mobile: soggiorno, sono la nostra garanzia per una piacevole 19 MARZO vacanza. Escalaplano (NU). Sagra del formaggio. (Fine marzo- primi di aprile); Festeggiano San Giuseppe: Cossoine (SS); Maracalagonis Golfo (CA); Milis Aranci (OR); (SS); Nuoro; Serrenti (CA). sagra dell’asparago. (marzo-aprile). Oristano; Ortueri (NU); Romana (SS); Suelli Uri (SS). Importante centro agricolo del sassare- (CA); Trinità d’Agultu (SS); Valledoria (SS); se, a marzo, con data mobile, si allestisce la sagra Giba (CA). Sagra del carciofo. del carciofo, dell’olio e del vino , per una durata complessiva di 10 giorni. Per i buongustai, a pagamento, tantissimi piatti della cucina locale. Primi e secondi a base di carciofo locale. La redazione non è responsabile degli eventuali cambiamenti delle date. “DIAMO CASA CASA ALLE ALLE TUE VACANZE SULL'ISOLA” 'ISOLA” E’ bene informarsi presso le Pro loco sull’effettiva corrispondenza delle informazioni che, sebbene Residence con vista panoramica sul M A R E color S M ER AL DO… attendibili sono soggette a variazioni dell’ultimo minuto. … villette immerse nel verde a due passi dalle S PIA G G E PIÙ BE LL E… REL AX e DI VER T IM ENT O all'interno …R di Villaggi Turistici organizzati!!! 08020 Budoni (OT) Via Nazionale, 27 Ufficio Prenotazioni: Tel. 0784.844.595 - Fax : 0784.842.128 Case e Vacanze 22 www.blusardegna.info e-mail: [email protected] Anteprima Sardegna tutto l’anno Anteprima Editore: Magnum Edizione: 2005 e godere della tranquillità e dell’ospitalità più Le suggestive immagini di Bruno Manunza ripor- genuina viene da un gruppo di operatori della tano alla mente una bellezza primitiva dell’am- Baronia, che organizzano tutto l’anno proposte di biente naturale della Sardegna. I colori, le sfuma- viaggio con offerte adatte a soddisfare i diversi ture e la varietà dell’interpretazione di Manunza interessi del turista. caratterizzano questo libro fotografico insieme Sarà così possibile visitare con guide specializzate alla splendida stampa che si associa magnifica- percorsi naturalistici, archeologici e speleologici mente a questo lavoro. della Barbagia e delle Baronie, cimentarsi in corsi Come indicato nel risvolto “questo volume con- di vela per dilettanti ed esperti amanti del mare e tiene una summa di piaceri: oltre al godimento rigenerarsi con corsi di meditazione, rilassamento estetico che nasce dalla suggestione e dalla bel- e fioriterapia tenuti da professionisti del settore. lezza delle immagini, esso ridesta i noi lo spirito Per informazioni e prenotazioni tel. 0784/812030 bucolico e contemplativo assopito dalle tensioni e (Renata) oppure www.domusmanna.it. dalla quotidianità. Di più assolve ad un utile ed importante compito educativo richiamandoci al dovere di tutelare e salvaguardare l’ambiente in Sardegna guida escursionistica cui viviamo” Autore: Mitra Omidvar Immagini di viaggio dalla Sardegna Editore: Rother editori - Monaco Edizione: 2000 Autore: Max Leopold Argomento trattato: Guida turistica con propo- Wagner, ste di escursioni lungo le vie impervie della a cura di Giulio Paulis Sardegna. Ogni zona proposta è introdotta e Editore: Illisso Edizioni descritta brevemente, con la segnalazione delle Nuoro difficoltà del percorso e i tempi di percorrenza di Edizione: 2001 ogni itinerario. Una sezione è dedicata alla descri- Argomento trattato: zione dei sentieri e della vegetazione ed è presen- Si tratta di un resocon- te anche una parte informativa con i numeri di to di viaggio, compiuto telefono e gli indirizzi più importanti, come quello in Sardegna nel 1904, dell’Ufficio Meteo Aeronautico, per le previsioni da Wagner, linguista, E’ possibile conoscere la Sardegna attraverso la idea di base che la conoscenza di quello che ci sta del tempo. oggi considerato il più fotografia? attorno ci porterà, generazione dopo generazione, grande conoscitore della lingua sarda. Lo scopo Si! Anzi, è obbligatorio. ad una cura sempre maggiore per le sue risorse. del suo tragitto era di imparare a conoscere la Certa di questa teoria, l’associazione “no profit” Dal novembre prossimo i lavori finali degli alunni terra e la gente di Sardegna, in seguito però le Mundu, impegnata nella divulgazione delle scienze saranno esposti all’interno dell’Istituto Tecnico N. problematiche di tipo linguistico divennero inte- umane e naturali, ha progettato un corso di foto- Pellegrini di Sassari. Immagini dai parchi e dalle aree naturali protette ressi di primo piano. I sette articoli raccolti sono grafia in cui, oltre alle conoscenze base sulla tecni- della Sardegna del nord accompagnati da immagini e fotografie descritte ca fotografica, ci si propone d’insegnare una certa Fotografie: Bruno Manunza con attenta precisione. Sono testimonianze molto capacità d’indagine della realtà che ci circonda. importanti perché ci hanno permesso di conoscere Di tale esperienza sono stati pionieri i ragazzi della la realtà sarda dei primi del novecento. Scuola Agraria di Sassari, che hanno imparato a Il metodo utilizzato da Wagner per conoscere la raccontare la loro scuola e la loro azienda, quindi lingua sarda era quello dell’osservazione parteci- ad osservarla da un punto di vista diverso, non pante, che consisteva nel mischiarsi alla gente del come alunni della “scuola dell’obbligo”, ma come luogo, parlare con i nativi, effettuare le proprie reporter di quell’importante tappa della loro vita. ricerche sul campo. Il resoconto delle sue ricerche Massimiliano Caria, l’insegnante di Reportage, ha lo portano a verificare che il sardo più puro, per- ampiamente lodato i lavori finali dei ragazzi: ché il più simile al latino, era quello della zona “Hanno lavorato come dei professionisti, sia nella centrale, cioè il barbaricino. tecnica che nella serietà con cui hanno cercato Dall’acqua all’aria Fotografia e Sardegna la passione per la natura. L’intero corso ha come quei particolari e quelle inquadrature per raccontare e raccontarsi al meglio”. Gli altri temi sviluppati sono stati quelli del ritratto e della fotografia naturalistica, in cui i fotografi in 24 erba hanno potuto dimostrare la loro creatività e Info: [email protected] LETTURE LETTURE Una interessante proposta per visitare la Sardegna 25 C U L T U R A E S T O R I A L La cuffia appuntita, nasconde l’acconciatura a cornetti delle donne di Ollolai. Si ritiene che questa pettinatura abbia chiare influenze orientali. Testo e foto di Gian Luca Dedola COSTUME IL TRADIZIONALE a Sardegna, è storia nota, fu dominata dagli Spagnoli per quasi tre secoli, anni in cui fu imposto un sistema feudale capace di deprimere qualsiasi prospettiva di crescita, economica e sociale. Furono i grandi viaggiatori dell’ottocento che la riscoprirono, dei quali il più famoso fu Alberto de La Marmora. Nei loro racconti si leggeva lo stupore per le meraviglie naturali, per gli imponenti nuraghi e per le Principesse Barbare, agghindate nei loro vestiti, poveri nei materiali, ma ricchi nei ricami, nei tagli e nelle cuciture. I costumi sardi furono scoperti in uno stato notevolmente avanzato della loro evoluzione, con tutta probabilità, il vestito tradizionale femminile ha seguito un’evoluzione che parte da migliaia d’anni avanti Cristo. Nella sua forma originaria si pensa che il vestito era formato da un unico pezzo, a parte il fazzoletto che copriva il capo (su mucadori). La divisione in Un importante accessorio, una lunga gonna (sa gunnedda) e la camicia bianca (su ‘entone) arrivarono in seguito, sicuramente con che arrichiva notevolmente l’affinarsi delle tecniche di tessitura. Un importante accessorio, che arrichiva notevolmente l’eleganza l’eleganza dei vestiti, dei vestiti, era il corpetto (su corittu). Tutti questi capi, nel corso dei secoli, sono stati oggetto di correera il corpetto (su corittu) zioni ed abbellimenti, così in alcuni paesi il fazzoletto è raccolto sulla testa, in altri è stato trasformato in un capo d’abbigliamento pesante e poco pratico, quasi una mantella, ma con preziosi ricami e rifiniture. In altri paesi la gonna e il fazzoletto sono diventati un pezzo unico, ma qualsiasi variante si trovasse il risultato doveva essere lo stesso, un’eleganza raggiante che accompagnasse una bellezza altrettanto solare. Gli studiosi del costume isolano, sono certi che chi ha datato questa tradizione ai tempi della dominazione spagnola, ha commesso un errore grossolano, non si sarebbe potuta creare una tale diversificazione (quasi tutti gli antichi centri isolani hanno il loro costume tradizionale) in così breve tempo, tutti i vestiti hanno ricami e motivi che possono essere considerati come le bandiere del paese, inoltre esistono molte varianti di uno stesso costume, per le diverse fasi della vita: nubile, sposa, vedova, a volte singolare anche secondo il mestiere che si praticava o il quartiere cittadino in cui si abitava (nel caso dei centri più grandi). È innegabile, tuttavia, un’influenza degli Aragonesi sulla moda delle città più grandi, mentre i piccoli centri non subirono, o lo fecero in maniera marginale, l’influsso dei ricchi atelier spagnoli. Il successo dei vestiti locali fu ben evidente durante il regno dei piemontesi, infatti tra le nobildonne della casata Savoia era di moda indossarli durante le visite; si è convinti che quest’usanza abbia dato una spinta al rinnovamento ed al miglioramento di alcuni abiti. È da precisare che tale evoluzione non va interpretata come una riverenza verso i reali, piuttosto per dare mostra della maestria nel cucito e per esaltare le tradizioni del paese di appartenenza. Attualmente, anche l’alta moda è stata investita dalla fantasia di questi abiti, grazie all’opera di Antonio Marras, stilista algherese che nell’ultima sfilata milanese si è ispirato a su mucadori di Oliena. Il costume maschile conserva molti più caratteri comuni nell’intera isola ed in generale, è molto semplice sia nei materiali, che nel taglio. Il copricapo dell’uomo era “sa berritta”, una sorta di sacco che era lasciato cadere lungo la spalla. Proprio nel copri- Sa ‘e colore è il vestito della festa di Orgosolo, che per decenni, quando s’iniziò a scoprire la cultura barbaricina, è stato il più famoso dell’intera isola. Da notare il grembiule policromatico con la presenza di fiori stilizzati. Singolare su lionzu, il copricapo che avvolge il viso (forse un tempo lo copriva fino agli occhi), il cui colore giallino è ottenuto grazie allo zafferano. 27 C U L T U R A E S T O R I A Il costume della vedova è l’unico che viene usato quotidianamente dalle persone più anziane che hanno perso il marito. Tuttavia solo raramente si tratta di confezioni particolari, oramai vengono utilizzati capi di fattura industriale, magari aggiungendo dei veli ricamati in casa. Alcuni paesi della Sardegna hanno sviluppato dei singolari bottoni sferoidali a guarnizione della manica del costume. A volte i mucadori sono stati ridotti a dimensioni minime, essenziali per la loro funzione di raccogliere i capelli e riparare dal sole. capo si nota la maggiore variabilità, a parte il classico summenzionato, a Sassari e Cagliari è stato introdotto un corto e rigido sacchetto di probabile origine ligure, gran parte dei paesi del cagliaritano indossano una berritta libera o raccolta (a cecciu o impixadas), in tutt’e due i casi è fissata al capo da un fazzoletto rosso. In altri paesi dell’isola si è preferito estromettere questo capo dal vestiario, indossato quasi esclusivamente dagli anziani. I pantaloni (bragas) sono bianchi nella quasi totalità dei casi confezionati in lino o cotone. Dalla vita, i calzoni scendevano larghi fino alle ginocchia, dove le “cartzas” o “crazzas”, coprivano il resto della gamba e le scarpe. In alcuni costumi si ritrova una sorta di gonnellino che ricopre il pantalone all’altezza della cintola, generalmente nero come il calzare. Le camicie, di lino o cotone, si differenziavano, seppure di poco, per via dei ricami nel collo o nelle maniche, accomunate da una particolare chiusura nel colletto a quattro bottoni. La vera differenza la facevano i corpetti, arricchiti con pregiati ricami. Molto famosi quelli indossati dagli uomini di Orgosolo ed Oliena. Un altro indumento del costume maschile, diffuso quanto il corpetto, è “su collettu”, una sorta di giubba che arriva fin sotto la vita, che poteva essere in orbace, il caso più comune, oppure in pelle. A completamento del vestito, per i periodi invernali o le fresche serate primaverili ed autunnali, s’indossava un lungo cappotto (su gabbanu) oppure la famosa “best’e peddi” o “sa stebeddi” che è il capo più antico del vestiario sardo. In italiano questa veste è indicata come “mastruca”, la cui importanza storica è legata ai riferimenti che Cicerone diede dei sardi: “pelliti” o “latrunculi mastrucati. Il capo è formato da pelle di pecora, conciata all’interno, mentre sull’esterno è lasciata grezza. In termini d’utilità, si pensa che questo tipo di confezione potesse concedere un isolamento migliore, mentre molti anziani raccontano di camuffamenti utilizzati per le imboscate o per sfuggire alla giustizia. La più famosa mastruca attualmente utilizzata è quella nera dei Mamuthones di Mamoiada. In generale, si può affermare che il denominatore comune del vestito maschile è l’orbace, tessuto ricavato dalla lavorazione della lana, apprezzato per le caratteristiche di tener caldo e far respirare la pelle, anche se definito alquanto “pungente”. Il capo è formato da pelle di capi più appariscenti sono il velo e la gonna o in alcuni casi, “su devantali” (il grembiule). Ma gli accessori più preziosi sono i gioielli. Le più antiche gioie isolapecora, conciata all’interno, ne sono quelle in argento, mentre quelle in oro e filigrana compaiono solo di recente. Nei gioielli, a fianco delle figure religiose nate con il cristianesimo, si posmentre sull’esterno sono ritrovare amuleti molto antichi, con funzione di protezione contro il malocchio, inoltre sono comuni anche le fogge di animali stilizzati che si rifanno, molto è lasciata grezza. probabilmente alle fattezze dei bronzetti nuragici. I gioielli potevano essere adoperati per reggere un corpetto, un grembiule, un velo, o poteva anche capitare il contrario, cioè che accessori comuni come i bottoni, nei costumi della festa, diventassero dei pezzi pregiati dell’arte orafa. Variazioni sul tema Le variazioni nei costumi sono tante quanto i paesi della Sardegna; alcune singolarità come “su sereniccu”, un mantello che si gettava sulle spalle unito da due fibbie ed una catenella, furono importate in tempi relativamente recenti, magari nello stesso periodo in cui furono introdotti i cappelli a larghe tese. Nel costume femminile i 28 Folclore e tradizione Molti studiosi delle usanze popolari tendono a dare lo stesso significato alla tradizione ed al folclore, mentre altri tendono ad usare i due termini per differenziare le usanze o come strettamente correlate all’identità di un 29 C U L T U R A E S T O R I A popolo o quelle realizzate ad hoc per l’industria turistica. Quando si pubblicizza l’uso del costume tradizionale nella quotidianità di molti centri barbaricini, si fa un chiaro esempio di folclore a scopo pubblicitario. La realtà sulle aree più tradizionaliste è che le donne di una certa età usano ancora il velo, gonne molto lunghe e castigate, a volte portano il vestito del lutto che è punitivo quasi come un burqa dell’Afghanistan (paragonandolo ai nostri usi nel vestire), ma non il costume tradizionale, utilizzato esclusivamente durante le feste. Quindi, chi vuole fare una scorpacciata tra gli abiti più belli che il Mediterraneo può offrire, può partecipare alla Sagra del Redentore di Nuoro, a quella di Sant’Efisio a Cagliari, oppure alla Cavalcata Sarda di Sassari, un vero e proprio tributo alla bellezza del costume isolano. Queste sono kermesse in cui è possibile ammirare, in una sola giornata, la quasi totalità dei costumi dell’isola, portati fieramente da quei “Re e Regine Barbarici”, che indossano la storia di un popolo. dall’alto a sinistra: Sgargiante grembiule la mastruca più famo- del vestito di sa è quella dei Samugheo. Mamuthones di La forma originaria Mamoiada, che In alcuni casi del vestito femmini- durante le sfilate pri- Su Gabbanu era confe- le era sicuramente maverili sono costretti zionato in pelle, ma molto semplice, a subire il terribile questa moda si è diffu- simile alle raffigura- caldo sprigionato da sa principalmente in zioni delle madonne queste vesti. alcuni paesi del caglia- bibliche. ritano e dell’oristanese. 30 a m b i e n t e O gni stagione ha i suoi passatempi ed i suoi appassionati. Dalla fine dell’estate all’inizio della primavera i cercatori di funghi, micologi dilettanti o professionisti, principiano le loro esplorazioni tra boschi, tanche, colline o montagne. Questo piccolo esercito batte palmo a palmo le zone tenute gelosamente segrete, delle quali parla, con voluta imprecisione (o con aperta menzogna) nei racconti con gli amici. Porcini, ovoli, mazze di tamburo sono questi i trofei che riempiono cestini e, in qualche caso, costituiscono anche fonte di reddito. Infatti le varietà più prelibate, sono vendute a prezzi di tutto rispetto nel settore della ristorazione locale e non. È questo un interesse recente da parte dei sardi che, sino agli anni ottanta, a malapena si azzardavano a raccogliere qualche cespo di antunna o, i più arditi, a portare a casa un cestino di prataioli. Negli ultimi vent’anni sono però fiorite in tutta l’isola numerose associazioni micologiche che, con mostre, manifestazioni e pubblicazioni, hanno contribuito allo sviluppo del settore. Questo fatto è positivo a patto che aiuti a infondere nella popolazione una maggior consapevolezza dell’ambiente ed un accresciuto rispetto per esso. Ovviamente, queste righe non sono rivolte ai professionisti della ricerca, ma all’escursionista curioso, mettendolo bene in guardia contro i rischi di un’identificazione affrettata che potrebbe trasformare un raffinato piacere da gourmet in una notte di mal di pancia o peggio. È quindi indispensabile saper riconoscere le specie commestibili e di buon sapore da quelle sgradevoli o velenose. Questa capacità, vale la pena ricordarlo, non si acquisisce sul campo con qualche uscita tra Il corpo fruttifero ha vita breve, amici ma, al contrario, richiede impegno, documentazione scrupolosa e, di tanto in tanto, qualche escursione in compagnia di in pochi giorni, talvolta ore, si decompone veri esperti. Molti insetti usano depositare le uova nel corpo dei funghi che costituiscono una consistente riserva di cibo per le larve. e marcisce Ma i funghi cosa sono? Testo e foto di Bruno Manunza PASSEGGIATE Quello che chiamiamo fungo e che mangiamo è solo una parte, ovvero è il corpo fruttifero o carpoforo, del fungo. Al carpoforo è affidato il compito riproduttivo ovvero la produzione delle spore che, rilasciate nell’ambiente, garantiscono la riproduzione del fungo. Il corpo fruttifero ha vita breve, in pochi giorni, talvolta ore, si decompone e marcisce, ma il vero corpo vegetale del fungo sta sotto terra ed ha vita più lunga. Questo è formato da una rete di filamenti che prende il nome di micelio. A differenza delle piante i funghi non contengono clorofilla e non sono in grado di attuare la fotosintesi quindi, non potendo produrre la sostanza organica di cui hanno bisogno, traggono nutrimento dalla sostanza organica in decomposizione sul terreno. Alcune specie si nutrono a carico di piante vive (parassitismo). I funghi, con la loro presenza contribuiscono all’equilibrio dell’ecosistema in cui vivono. Perciò qualunque raccolta va fatta in funzione esclusivamente delle proprie capacità di consumo, evitando ogni prelievo inutile e dannoso per l’ambiente. Mycena sanguinolenta. I funghi del genere Mycena sono di piccole dimensioni e crescono su legni morti come saprofiti. In genere in cespi numerosi. Quanti bei funghi madamadorè AUTUNNALI ANDARE PER FUNGHI Il pianeta terra, nella sua varietà di ambienti ospita circa 100.000 specie note di funghi (ma ce ne sono ancora ignote alla scienza). Come tutti gli esseri viventi anche i funghi si dividono in gruppi e sottogruppi a seconda dell’affinità che li lega. Gli anelli finali di questa catena di raggruppamenti sono la specie ed il genere. Malgrado l’enorme numero di specie, alla fin fine, la gran parte dei funghi è riconducibile a pochi tipi con caratteristiche abbastanza omogenee dei quali quelli di interesse per il raccoglitore sono gli ascomiceti ed i basidiomiceti. La ricerca e l’identificazione In realtà i funghi nascono durante tutto l’arco dell’anno. La maggior parte delle specie però è stagionale e cresce soltanto in quel periodo dell’anno in cui si verificano le condizioni ottimali per il suo sviluppo. In generale, ferme restando le altre condizioni per la crescita, perché i funghi spuntino il suolo deve essere umido e la temperatura mite, non troppo fredda né troppo calda. Se l’estate è poco piovosa e il tempo si mantiene asciutto anche in ottobre i funghi sono rari e non basta qualche isolato rovescio a cambiare la situazione. Periodi 33 a m b i e n t e dall’alto a sinistra: Colus hirundinosus. Tazzetta rossa, Emana uno sgradevole Sarcoscypha coccinea, odore che attira le piccolo fungo che cre- mosche. Queste contri- sce su rametti caduti. buiscono a diffondere Tipica dei boschi di le spore. latifoglie. Russula persicina, molto comune nei boschi di leccio, non commestibile. dall’alto verso il piuttosto caldi e piovosi sono invece ideali per la crescita. In queste condizioni si sviluppa una gran varietà di specie dalle forme e dai colori più diversi. La corretta identificazione dei funghi, prescindendo dalle poche specie che hanno carattere di inconfondibilità, è un compito impegnativo e, a conti fatti, di una certa responsabilità. Numerose credenze si sono sviluppate nei secoli per cercare di distinguere empiricamente i funghi mangerecci dai velenosi: un tempo si pensava che bastasse tagliare la carne del fungo: se questa era bluastra allora il fungo era certamente velenoso. Oppure si faceva cuocere assieme ai funghi un cucchiaino d’argento e, se questo presentava un colore brunito allora i funghi non erano commestibili. Ancora, se il fungo presentava il morso di qualche animale o era raccolto presso un pascolo animale allora era sicuramente commestibile. Tutte credenze prive di fondamento cui raccomandiamo di non dare il minimo credito. Per imparare a riconoscere i funghi è bene affidarsi a persone esperte della materia e della zona di raccolta. Sarà anche molto utile fare riferimento a dei buoni manuali, con fotografie di qualità che aiutino nell’individuazione delle specie. Soprattutto si dovrà evitare di farsi trarre in inganno in quanto alcuni funghi si assomigliano tra loro, ma verificare sulle guide e sui manuali la corrispondenza tra le caratteristiche dei funghi raccolti e di quelli illustrati. Dovesse mai capitare di raccogliere un esemplare velenoso assieme ad altri commestibili, è bene privarsi di tutto il raccolto; in genere le spore sono velenose oppure qualche frammento della specie velenosa può essere rimasto nel cestino. In altri casi, ci sono funghi che sono velenosi solo da crudi ed è quindi opportuno procedere sempre alla cottura onde evitare spiacevoli conseguenze. I funghi si deteriorano molto rapidamente, è bene quindi raccogliere solo gli esemplari più freschi ed in buono stato di conservazione. Questi dovranno essere posti in un contenitore areato e asciutto, un cestino è l’ideale, e giunti a casa, se non li si consuma subito, vanno conservati in frigo. Il consiglio è sempre quello di mangiarli il prima possibile. 34 Letture consigliate Riportiamo di seguito i titoli di alcune utili guide per l’identificazione dei funghi, raccomandiamo soprattutto gli ottimi lavori di Renato Brotzu, uno dei nostri massimi esperti. Funghi e ambiente, G. Goidànich - Edagricole Nuovi fondamenti di micologia, A. Rambelli, M. Pasqualetti - Jaca Book Guida ai funghi della Sardegna, Renato Brotzu - Editrice Archivio Fotografico Sardo Funghi della Sardegna, Renato Brotzu – Il Maestrale Il vasto mondo dei funghi, Onorato Verona - Edagricole Introduzione alla micologia, Gilberto Govi - Edagricole basso: Lycoperdon tel. 051-6478955, 24 ore • Genova - Centro antiveleni pediatrico, Ospedale Gaslini tel. 010-3760873, 24 ore • Genova - Centro antiveleni, Ospedale San Martino tel. 010-352808, 24 ore • Milano - Centro antiveleni, Ospedale Niguarda Ca’ Granda tel. 02-66101029, 24 ore • Roma - Centro antiveleni, Policlinico A. Gemelli tel. 06-3054343, 24 ore • Roma - Centro antiveleni, Policlinico Umberto I tel. 06-490663, 24 ore • Torino - Centro antiveleni, Istituto anestesia e rianimazione, II Cattedra di anestesia e rianimazione tel. 011-6637637, 24 ore perlatum, o vescia minore. comune nei boschi di latifoglie. Falso chiodino, Hypholoma fasciculare, comune tutto l'anno, cresce a cespi su ceppaie o radici interrate. Velenoso, può essere confuso con la commestibile Armillariella mellea. Centri antiveleni in Italia Non esiste al momento in Italia un numero unico che dirotti il chiamante verso il centro antiveleni locale. I singoli centri antiveleni possono essere contattati in modo diretto ai seguenti numeri: • Bologna - Centro antiveleni, Ospedale Maggiore 35 superficie 457.000 ettari, comuni 71, abitanti 543.310 Presidente Graziano Milia sede: Viale Ciusa, 19/21 - 09100 Cagliari tel. 070 4092632 LA PROVINCIA DI CAGLIARI CA Cagliari CAGLIARI Armungia Assemini Ballao Barrali Burcei Cagliari Capoterra Castiadas Decimomannu Decimoputzu Dolianova Domus de Maria Donori Elmas Escalaplano Escolca Esterzili Gergei Gesico Goni Guamaggiore Guasila Isili Mandas Maracalagonis Monastir Monserrato Muravera Nuragus Nurallao Nuraminis Nurri Orroli LEGENDA LEGENDE LEGEND superstrada, con uscita Schnellstraße, mit Ausfahrt motorway, with exit porto Hafen port Abbazia Abtei abbey strada a percorrenza veloce, senza spartitraffico Einbahnige Schnellstraße rapid way ferrovia, con stazione Einsenbahn, mit Bahnohof railway, with station grotta Höhle cavern strada statale Bundesstraße hightway aeroporto Flughafen airport spiaggia attrezzata Bewachter strand guarded beach strada asfaltata Asphaltierte Straße paved road campeggio Zeltplatz camping strada non asfaltata Nicht asphaltierte Straße unpaved road rifugio montano Berghütte mountain hotel confine di provincia Provinzgrenze provincial boundary distanze chilometriche Entfemungen in Kilometer distances in km nuraghe nuraghe nuraghe traghetto Fähre ferry-boat linea di navigazione Schiffahrtslinie motorship-line faro, fanale Leuchtturm, feuer lighthouse, beacon Ortacesus Pimentel Pula Quartu Sant’Elena Quartucciu Sadali Samatzai San Basilio San Nicolò Gerrei San Sperate San Vito Sant’Andrea Frius Sarroch Selargius Selegas Senorbì Serdiana Serri Sestu Settimo San Pietro Seulo Siliqua Silius Sinnai Siurgus Donigala Soleminis Seulli Teulada Ussana Uta Vallermosa Villa San Pietro Villanovatulo Villaputzu Villasalto Villasimius Villasor Villaspeciosa acque Gewässer waters monte Berg mount zona archeologica Ausgrabungsstätte archeological excavation altitudine Höhe spot elevation torre Turn tower bosco Wald wood rocca Schloß, Burg castel, fortress parco naturale Naturpark natural park © Copyright Mare nostrum editrice. Tutti i diritti riservati. Riproduzione vietata dalla legge. Nessuna parte di questa cartina può essere riprodotta o trasmessa in qualsiasi forma o con qualsiasi mezzo elettronico, meccanico o altro senza l’autorizzazione scritta dell’editore. provincia I t i n e r a r i L’ area di Sadali fu abitata già in epoca prenuragica. Le ricerche speleo-archeologiche effettuate nelle sue grotte, chiamate de “Is Janas”, cioè delle fate, hanno portato alla luce tre diverse fasi abitative, risalenti alla Cultura di Ozieri (3500 a.C.), di Abelzu (2700 a.C.) e di “Is coras”, le gore d’irrigazione, Monte Claro (2500 a.C). Lo provano i cocci di vasi, tazze, ciotole, distribuiscono l’acqua agli orti che olle, e i resti di pasti a base di Prolagus e di Cervo Sardo ritrovati al loro interno. Le costruzioni megalicingono l’abitato tiche di Accodulassu, Funtana ‘e Longina, Nuraxi ‘e stria, Nurassolu, Pala ‘e nuraxi, sono testimonianza del periodo nuragico. L’epoca romana vide le aspre lotte tra gli indomiti montanari e le popolazioni delle pianure, sottomesse all’Impero. Si ipotizza che il “tacco” di Sadali fosse una sorta di zona cuscinetto tra i monti del Gennargentu e le pianure d’oltre Flumendosa. I suoi abitanti vissero sparsi negli ovili, praticando la transumanza. Nel mille il paese venne inserito nella Curatoria della Barbagia di Seulo ed incluso, fino al 1258, nel Giudicato di Caralis. Da qui passò ad Arborea, a Pisa e, nel 1326, ad Aragona. Nel 1358 figurava tra i possedimenti di Johan Carroz, mentre nel 1604 fu incorporato nel Ducato di Mandas, feudo prima dei Mazza poi dei Tellez Giron. Fu riscattato nel 1839. La meraviglia, per chi arriva da queste parti, è girare a piedi tra i vicoletti del centro storico. Particolare è la passeggiata di “Sa melixedda”, che congiunge via Roma a Piazza Municipio. Qui si erge la chiesa di San Valentino, il cui impianto originario risale alla fine del IX secolo. Splendido è il percorso che da Piazza Eleonora d’Arborea, costeggiando i verdi terrazzamenti coltivati, porta, passando per un ponticello, a Pratteri e poi a via Fontane. Da qui si sale “Su scaloni”, un acciottolato che sbuca sotto via Sant’Elena, e che Cascata in S'erriu 'e Cannas Testo di Roberto Mura dall’alto: DUE PASSI A SADALI Su giardinu 'e is Poddas NEL PAESE DELLE Sadali, cascata e mulino seicentesco FONTANE Foto di Marcello Pilia 39 I t i n e r a r i informazioni turistiche “Sa ‘ucca manna”, la Grande porta fin quasi alla chiesa dedicata alla Santa. L’edificio, risalente al mille, è in pietra con un tetto di canne e tegole posato su assi lignee. Bocca fuoriesce più a valle, in Esiste anche una chiesa campestre, Santa Maria, la più antica, dato che in prima pianta risale al VI secolo. La sua festa è celebrata a giuun’altra apertura della roccia, gno, quando la santa è accompagnata in processione per dodici chilometri, rigorosamente a piedi, fino al santuario. Il segno distintivo del e alimenta S’Errixeddu borgo è l’acqua. Un detto definisce i Sadalesi “abbaus”. Nel centro storico sgorgano infatti “Funtana ‘e pauli”, “Funtana manna”, Da sinistra verso “Donnaiola”, “Gutturu ‘e canali”, “Funtanedda”, “Santu Valentinu”, “Sa cora”, “Tziu Umbertu”, “Mesu ‘idda”, destra: “Fundusei”. Gran parte di queste fonti confluiscono in una cascata alta sette metri che alimenta un mulino in Mesu idda, pietra del seicento, epoca in cui nel paese erano presenti parecchi mulini. L’acqua costeggia le case e, riunencasetta in pietra dosi a quella del rio Fundusei, precipita nella voragine di “Sa ‘ucca manna”, la Grande Bocca. Fuoriesce più a valle, in un’altra apertura della roccia, e alimenta S’Errixeddu, affluente del Rio Sadali a sua volta emissario Maria Carta con fascio del Flumendosa. “Is coras”, le gore d’irrigazione, distribuiscono l’acqua agli orti che cingono l’abitato. Come d'erba in testa ciascuna famiglia possiede l’orto, così possiede la vigna. Per il turista poter varcare la soglia della cantina, che qui è detta “su basciu”, è un’occasione da non perdere. Il vino, infatti, è ottimo. A Sadali la gente parla spesso il sardo. Sa limba è vita dei luoghi, e ne racconta la storia. I toponimi svelano i segreti della campagna, ed ecco “Sa perda ‘e su stori”, cioè la roccia del falco, “Niu abbila”, il nido dell’aquila, “Accodulassu”, la pietraia, “Su fossu ‘e predi Giorgiu”, la voragine di prete Giorgio, “Bau ‘e proccus”, il guado dei porci, “Cuccuru ‘e nuxedda”, il cocuzzolo delle nocciole. Questi maestosi paesaggi, visitabili anche con un sistema di escursioni in fuoristrada, hanno dato i natali a tanti poeti. Un crudo episodio di vita paesana è contenuto in una lirica di Alessio Cuboni, “A babbu meu”, dove l’autore racconta l’omicidio del padre: “Su vintitres de Marz’in su cuile de Crabileddu, t’hana fatt’oltraggiu, non ti fiat bastadu su coraggiu pro frenare sas armas d’unu vile…”. La cultura del luogo ruota intorno all’attività agropastorale. Qui l’allevamento, oltre che un lavoro, rappresenta anche una forma di integrazione economica. E’ uso tenere nelle aie delle vecchie case in pietra, spesso cinte dal pergolato dove si arrampica la vite, galline, conigli, caprette. C’è chi ha fatto dell’ormai raro asino Grotte de Is Janas sardo la sua passione, riportando nei tortuosi cammiIl Vestibolo è abbellito da colate parietali e ni lo scalpitio del simpatico animale. Non mancano cavalli, buoi, maiali. Le erbe aromatiche, abbondanti grosse stalattiti. S’Omu de is Janas ospita dappertutto, danno alla carne e al formaggio un gusto tre grosse e alte stalagmiti, le tre fate pietriprelibato. La cucina è quella dei piatti “poveri”. ficate della leggenda. Su Mulinu contiene una stalagmite che ricorda una Madonna Spiccano i “Culurgionis” (ravioli di ricotta e patate), col Bambino e una “vela” che richiama l’immagine della Sindone. Su Longu è un corridoio che dà in un cunicolo dove le colonnine si specchiano in un laghetto. Il Ponte è una lama rocciosa che costringe i visitatori a piegarsi per raggiungere, dopo un breve saliscendi, alcuni suggestivi anfratti. Ed ecco la Sala del guano, l’ultima stanza, attraversata da un piccolo corso Il lago del Flumendosa d'acqua. fiore all’occhiello del paese. La seconda settimana di Agosto di ogni anno, Sadali dedica a questi gustosi agnolotti la sua sagra. Tra i piatti tipici, la pecora e il maialetto cucinati in mille modi, la treccia, la tratalia, i sanguinacci, le coccoette di patate e di cipolle, su pani indorau e incasau, e tutti i dolci della tradizione: amaretti, bianchini, pirichittus, pardulas, pabassinas, gatou, guelfus, pani ‘e saba. Grande importanza, per questa “bidda”, ha avuto la ferrovia. In estate, con la vecchia lettorina (il trenino verde della linea Mandas-Arbatax), è possibile raggiungere, dopo uno straordinario percorso panoramico, la stazione del paese. Gli appassionati della natura potranno sbizzarrirsi nei sentieri che tagliano le foreste di leccio, sughera, rovere, impreziosite dal folto sottobosco di ginepro, lentischio, erica, corbezzolo. Da non perdere le Grotte de “Is Janas”, cavità carsiche estese 280 metri, che contano oltre undicimila visitatori l’anno. Partendo dalla zona grotte, scendendo attraverso un sentiero attrezzato, si scende a su Stampu ‘e su Turnu. Qui, da un ampio foro della roccia, l’acqua gelata precipita in una stretta forra per riprendere il suo corso nella boscosa gola. Superato il Rio de “Su semuccu” si entra nella foresta costeggiando le falesie di “Cannas”, fino alla sorgente di “Tiriccu”. L’escursione continua verso il Flumendosa. I parapendisti troveranno a Sadali un ambiente ideale per il volo. La zona del decollo è “Murtas”, sui costoni del Flumendosa, dove esiste la piazzola per i lanci. Si vola dall’alba al tramonto, tranne col maltempo o col vento che supera i 40 Km/h. Ad aprile il paese ospita una manifestazione nazionale di parapendio, voluta per aprire la Barbagia a questo sport. Un altro appuntamento fisso è per il 30 e il 31 luglio, con la “Festa dell’arte nel paese dell’acqua”. Centinaia di artisti tra pittori, scultori, musicisti, scrittori, artigiani, giocolieri, mimi, animano le vie del centro storico. Le case e i cortili si aprono, è possibile vedere come si preparano i formaggi e gli altri prodotti tipici del luogo. Una curiosità: Sadali è il paese degli innamorati, perché è il solo nell’isola - e insieme a Terni è l’unico in Italia - ad avere come patrono San Valentino. Da secoli chi vuole trovare l’anima gemella vi si reca a pregare il santo perché esaudisca le sue richieste. Dall’alto verso il basso: Sadali, la festa dell’arte Come arrivare: > Da Cagliari si percorre la S.S. 131 sino allo svincolo sulla S.S. 128 per Senorbì. Si prosegue fino al bivio di Isili e si svolta sulla S.S. 198 per Sadali. > Da Sassari si percorre la S.S. 131 fino allo svincolo per Simaxis. Si procede per Laconi e Villanovatulo fino alla S.S. 198 per Sadali. > Da Oristano si percorre la S.S. 131 fino allo svincolo per Simaxis. Si prosegue per Laconi e Villanovatulo fino alla S.S. 198 per Sadali. Per dormire: Bed and Breakfast “Monte Granatico”, via Roma 53, tel. 349 6939318 - 329 7429199; Residence “Janas Village”, loc. Pala ‘e nuraxi, tel. 3495977587; È presente un sistema di albergo diffuso, per prenotare rivolgersi alla Pro Loco, tel. 0782 59094; Per mangiare: Ristorante “Is Janas”, loc. Is Janas, tel. 0782 59345, 347 0321888; Ristorante “Su Stori”, P.zza Venezia 4, tel. 0782 59042; 368 7630313; Ristorante “Da Iliano e Palmino”, via Petrarca, tel. 0782 59026 - 339 6407426; Agriturismo “Su coili”, via Oristano 10, tel. 0782 59122; Servizio grotte ed escursioni: “Philia, servizi per il turismo ambientale”, via Lombardia 13, tel. 0782 599004, 335 6998738 - 335 6998737, e-mail [email protected]; Per fare parapendio: Federico Pili, tel. 0782 59190, 3496774372; Per pescare: Meloni Cristian (Presidente coop. S’Errixeddu), tel. 0782 59380; I fiumi che circondano il paese, così come il lago, sono ricchi di pesce. Spinning, mosca, carpfishing e galleggiante sono le tecniche migliori per insidiare carpe, persici trota e reali, trote fario, tinche, agoni. Per i fans della trota esiste anche una riserva di pesca. Per accedervi, oltre alla normale licenza di pesca per acque interne, bisogna acquistare il permesso giornaliero dalla Coop. S’Errixeddu. Per partecipare alla Festa dell’arte: Alessandro Carta (Comitato S’Aili), tel. 349 3781091; Valentino Pilia 320 4125854; Imponenti calcificazioni all’interno di una grotta visto dall'alto 40 41 I t i n e r a r i Molti insetti usano depositare le uova nel corpo dei funghi che costituiscono L’INCANTEVOLE una consistente riserva di cibo per le larve. VALLE DEL RIU PICOCCA Nel cuore del Sarrabus si nasconde un angolo di paradiso dove fresche acque cristalline scavano gole millenarie tra giganti di granito. Testo e foto di Enrico Olla A La gola del Rio Cannas nei pressi dell’Arco dell’Angelo. Il Riu Picocca nei pressi della casa cantoniera. 42 circa 45 Km da Cagliari , percorrendo la SS 125 (Orientale Sarda), si trova uno dei luoghi più suggestivi della Sardegna sud-orientale. Siamo nel territorio del Parco Sette Fratelli, tra Burcei e San Priamo: la strada costeggia la gola del Rio Cannas che, in corrispondenza della cantoniera di Monte Acutzu, riceve da sinistra la confluenza del Riu Ollastu per poi proseguire nel Riu Picocca. Le sue anse tortuose si insinuano più profondamente nella roccia formando forre con pareti a strapiombo, fino ad allargarsi nell’estesa piana alluvionale di San Priamo, nel suo tratto terminale. Lungo il tragitto è possibile incontrare alcune suggestive morfologie, come l’Arco dell’Angelo, un singolare ed aspro passo fra due versanti montuosi e la costa Cazzotti, una grande cupola di macroesfoliazione nella massa granitica. Entrambi i lati del corso d’acqua, dove la gola si fa meno aspra per lasciare posto a pendii più dolci, sono ricoperti da una fitta vegetazione lussureggiante che dona al paesaggio quel colore verde intenso che caratterizza tutta la zona e che stacca improvvisamente col rosso, quasi rosa, del porfido delle cime. Era questa, intorno alla fine dell’Ottocento, una zona mineraria legata allo sfruttamento di numerosi giacimenti d’argento. Lungo il Riu Ollastu e il Riu Picocca si rinvengono infatti i resti di alcune miniere (S’Arcilloni, Serra S’Ilixi, Tacconis) ai quali si arriva percorrendo antiche carrareccie che seguono l’andamento dei corsi d’acqua e che un tempo venivano attraversate da carri a buoi che trasportavano i minerali fino al punto d’imbarco di Porto Corallo, a circa 4 Km dalla miniera, per essere trasferiti a Cagliari su piccoli mercantili e da qui inviati agli impianti liguri di Cogoleto e Pertusola. Oggi questo vecchio percorso così ricco di fascino è meta di numerosi appassionati di trekking e di escursionisti. Il paesaggio è infatti tra i più intatti e selvaggi della provincia cagliaritana; i torrenti nascono dalle sorgenti purissime del Monte Serpeddì (1067 m.s.l.m.) e dal Monte dei Sette Fratelli (1023 m.s.l.m.) e nel corso dei secoli, scorrendo tra questi due massicci, con la loro azione erosiva hanno dato forma a gole strette e ripide, hanno levigato il granito che trovano sulla loro strada rendendolo bianco e dolce nella vallata del Riu Picocca, per poi aprirsi la strada verso il mare in un estesa piana fertile. Per ammirare il Riu Picocca nel suo punto più spettacolare, dalla SS 125 al Km 45, si accede sulla sinistra ad uno spiazzo sterrato in prossimità del quale vi è una casa cantoniera abbandonata. Da qui si può scendere a piedi sino alle rive del fiume passando da un piccolo e breve sentiero praticamente adiacente alla strada. Il sentiero scende proprio davanti al punto in cui il corso d’acqua è più ampio e più profondo e dove forma quasi un piccolo lago costeggiato da enormi massi bianchi e lisci che l’acqua continua a levigare col suo incessante scor43 I t i n e r a r i Le acque cristalline del Riu Picocca nel loro scorrere incessante. Le montagne del Sarrabus ricoperte da una fitta vegetazione. Un tratto del Rio Cannas tra la vegetazione. 44 rere sia d’inverno che d’estate. La vegetazione rigogliosa, dirada sino alla riva, dando vita a riflessi che a seconda della stagione e al colore delle piante, donano allo specchio d’acqua colori verde scuro e giallo ocra. Da qui, camminando per un breve tratto verso destra, si arriva in un punto in cui il fiume è meno profondo e dove incontra delle cascatelle che vanno a formare piccole rapide. Qui è possibile ammirare la trasparenza dell’acqua, trasparenza che rivela il fondale formato da un letto di ciottoli rosso porfido che quasi sembra intonarsi col riflesso delle cime. Se si prosegue a costeggiare il fiume è facile incontrare qualche rifugio di pastori che spesso fanno pascolare le loro capre sui prati erbosi vicino alle rive. Tra queste impervie montagne infatti, l’unica attività che è possibile praticare è quella dell’allevamento delle capre. Ma nei paesi più vicini, come San Priamo, Burcei, Muravera, San Vito e Villaputzu, si sta sviluppando sempre di più il settore turistico; sono sempre più numerose le associazioni e i privati che organizzano escursioni nell’entroterra in fuoristrada, a cavallo, a piedi o in mountain bike e che conducono gli ospiti alla scoperta di questi angoli di natura selvaggia. È poi possibile pernottare nei numerosi agriturismi della zona, che sanno offrire ancora quell’ospitalità genuina che ogni turista è sempre lieto di ricevere.