s o m m a r i o
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16
112
Mare Nostrum Sardegna Turismo
Rivista periodica di turismo
della Sardegna
Anno VII - Numero 22
Inverno 2005-2006
Registrazione Tribunale
di Sassari
n° 360 del 10 Marzo 1999
Redazione
Via Principessa Iolanda, 77
07100 Sassari
Tel. 079 291662
Fax 079 295570
Direttore editoriale
Simone Poddighe
Direttore responsabile
Graziano Cesaraccio
In redazione
Rita Stacca
Emanuela Soro
Impaginazione
Mare Nostrum editrice,
Fatima Tedde
Stampa
Grafiche Milani, Milano
Distribuzione nazionale
DIENNE srl
Distribuzione in Sardegna
Fantini, Cherchi, Piras, Murru,
San Marco
Mare Nostrum ringrazia
Antonio Mannu, Giampiero Dore,
Gian Luca Dedola, Bruno Manunza,
Pasquale Capone, Marina Dessì
Berlinguer, Simone Repetto, Giulia
Fonnesu, Enrico Olla, Luigi
Coppola, Marcello Pilia, Roberto
Mura, Marco Marrosu, Cristina
Pettenuzzo, Alberto Ruiu, Gianni
Marti
EDITORIALE
ANTEPRIMA
RUBRICHE
Cultura e storia
L’Atlantide ritrovata
116
Pesca sportiva
Pesca al dentice
118
Gastronomia
Il grano e la magia nei dolci delle festività
natalizie
120
Cultura e storia
Michele Iavazzo. Il maestro d’ascia
122
Escursioni
Sardegna Trek 4x4
124
Itinerari
Cagliari: i locali nella roccia
127
Sardegna Web
Un viaggio nel web alla scoperta
della Sardegna
128
Itinerari archeologici
La Cavalcata Sarda
Crediti Fotografici
In copertina: Costume tradizionale alla Cavalcata,
Gian Luca Dedola
Gian Luca Dedola, 12, 13, 20, 22, 25-31, 112-115, 130-131
Bruno Manunza, 32-35, 92-97
Marcello Pilia, 38-41
Enrico Olla, 42-44, 72-75
Giampiero Dore, 48-53
Pasquale Capone, 19, 21, 54-55, 76-79, 86-89
Marco Marrosu, 58-63
Antonio Mannu, 21, 66-71
Salvatore Sechi, 80-83
Simone Repetto, 106-111
Alberto Ruiu, 116-117
Giulia Fonnesu, 134-136
Marina Dessì Berlinguer, 118-119
Costanzo Madau, 16, 17, 18
26
32
CULTURA E STORIA
AMBIENTE
Il costume tradizionale
Passeggiate
autunnali
di Gian Luca Dedola
66
72
ITINERARI
FESTE E FOLKLORE
Olzai.
Il carnevale
di Bruno Manunza
di Antonio Mannu
76
FESTE E FOLKLORE
Gennargentu
immacolato
Le maschere del
carnevale di
Orotelli e Ottana
di Enrico Olla
di Pasquale Capone
Naviga in Internet
www.marenostrum.it
Questo periodico
è associato alla Unione
Stampa Periodica Italiana
Per la pubblicità
42
38
ITINERARI
ITINERARI
La Valle di Riu
Picocca
Nel paese delle fontane
di Enrico Olla
di Roberto Mura
48
CULTURA E STORIA
Olmedo.
Un viaggio nella storia
di Giampiero Dore
12
80
86
CULTURA E STORIA
ITINERARI
Sarule. Cuore di
barbagia ai piedi
del Monte Gonare
Ogliastra.
Un territorio
da scoprire
di Luigi Coppola
di Pasquale Capone
54
58
FESTE E FOLKLORE
ITINERARI SPORTIVI
Il fuoco
di Sant’Antonio
Una montagna
in mezzo al mare
ITINERARI
Montiferru
La famiglia Modigliani
in Sardegna
di Pasquale Capone
di Marco Marrosu
di Bruno Manunza
di Cristina Pettenuzzo
92
100
CULTURA E STORIA
106
ITINERARI
Mare Nostrum Editrice
Via P. Iolanda, 77
07100 Sassari
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Fax 079 295570
e-mail:
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Mediatic
di Claudio Triglia
Gianluca Manca
Mediass srl
Un percorso tra
resti minerari e
natura nell’arburese
di Simone Repetto
13
E d i t o r i a l e
D
al 18 al 21 febbraio 2006 saremo nuovamente alla Borsa
Internazionale del Turismo (Bit) di Milano.
Ritorneremo con il nostro stand per promuovere la Mare
Nostrum, la rivista e le guide turistiche oltre, naturalmente,
la Sardegna.
Per il terzo anno consecutivo avremo lo spazio esclusivo
della Mare Nostrum perché la Bit è “la più grande esposizione al mondo del
prodotto turistico italiano e una completa rassegna della migliore offerta internazionale.
Un successo confermato dalla presenza di 5.000 espositori dei quali 1.600
internazionali, contattati da oltre 100.000 visitatori professionali e oltre
46.000 viaggiatori provenienti da 120 Paesi…”
In questi anni Mare Nostrum ha beneficiato del carattere internazionale della
Bit e delle innovative proposte della fiera del turismo come,
“La formula multitarget: tutta la filiera dell'industria del turismo fino
al viaggiatore e al pubblico con momenti e contenuti specifici per ogni
target. Occasione di business tra operatori professionali, ma anche momento
privilegiato in cui promuovere cultura e stimoli.”
La promozione e la pubblicità hanno accompagnato Mare Nostrum negli
anni e la fiera è sempre stato un appuntamento importante per chi fa
turismo perché i media sono una componente strategica della Bit:
“oltre 100 paesi coperti da adv/redazionali, 15 media partner internazionali
del turismo, 3.962 giornalisti accreditati, 2.100 media, 50 convegni, oltre 140
minuti di presenze televisive.”
Vi aspettiamo
(le notizie tra virgolette sono tratte dal sito ufficiale della Borsa Internazionale del Turismo)
Simone Poddighe
15
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APPUNTAMENTI
Anteprima
2 DICEMBRE
capi artigianali confezionati su misura.
Altri comparti saranno dedicati alla lavorazione
I
A Sassari, nell’ambito della stagione Teatrale
ti di San Silvestro sono quelle che richiamano gli
andrà in scena dal 2 al 12 dicembre la Traviata di
smo.
eventi più eclatanti e gli appuntamenti più attesi,
Giuseppe Verdi. Per info: botteghino di Via
Alghero (SS). Santa Barbara, patrona dei navi-
soprattutto dai giovani.
Politeama. Info al tel.+ 39 079- 239479
ganti. Si celebra la Messa nella cattedrale e a
Da qualche anno infatti, nomi di richiamo del
Olzai (NU). Si terrà nel piccolo Comune una tre
seguire processione per le vie della città.
panorama musicale italiano e internazionale
giorni dedicata a Cortes Apertas.
Furtei (CA). Santo patrono. Processione e balli in
attraggono in piazza migliaia di persone per
Per info.: tel.+39 0784-33717 [email protected]
piazza.
festeggiare insieme la notte di fine anno.
www.nu.camcom.it
Villacidro (CA). Processione e folklore.
Siligo (SS). Sagra delle Salsicce e del vino
Il tradizionale cenone, sebbene ancora ben radicato nella cultura del Capodanno, lascia sempre più
3 DICEMBRE
novello.
Bultei (SS). Festa della famiglia e sagra de “Sa
spazio ad una tendenza che già da molti anni è in
voga nelle grandi città del mondo. Se si decide di
Gonnosfanadiga (CA). Mostra mercato dell’olio
Pertusitta” “Sa Zuada” e “Su Cabude” .
passare il 31 nei pressi di Alghero, Castelsardo,
d’oliva. Uno dei settori trainanti dell’economia
Si tratta di dolci fatti col pane provenienti dal
Sassari, Cagliari e Olbia non mancheranno le
locale è la produzione di olive e di un eccellente
mondo pastorale e contadino.
sorprese. Musica e locali aperti fino all’alba.
olio extravergine. Importante anche il settore del
Su Cabude il giorno di Capodanno viene spezzato
pane, la cui preparazione è ancora effettuata
o posto (secondo le diverse usanze locali) sulla
secondo le antiche ricette. Da non perdere quello
testa del primogenito (o del più piccolo) in segno
con le olive, con la ricotta e con i ciccioli.
di buon auspicio per l’anno che verrà.
Cagliari,
piazza Yenne
Fonni (NU). Dal 9 all’11 Cortes Apertas.
13 DICEMBRE
Per info: pro loco tel. +39 070 9797129
6 DICEMBRE
Oristano (OR). Mostra mercato dell’Antiquariato. Tra Piazza E. D’Arborea e Via Garibaldi saranno
Esporlatu (SS). Santo patrono. Processione a
San Nicola.
Sardegna che esporranno dal mobile più pregiato
Baunei (Nu). San Nicola, patrono. Due giorni di
sepe vivente, anticipazione dell’imminente Natale.
al ricamo più prezioso, e ancora lampade, candela-
celebrazioni solenni.
Flussio (NU). Processione in costume.
4 DICEMBRE
L’autunno è peraltro la stagione della degustazione
cavallo e a piedi in abiti tradizionali. Da vedere il pre-
Muravera (CA). Fuochi d’artificio e festeggiamen-
Masullas e Sciamanna (OR). Processione e balli
ti tradizionali.
in piazza.
Sassari (SS). Patrono. Messa in Duomo e rinnovo
Nurachi (OR). Diverse le iniziative del piccolo
della Dote di San Nicola. La dote di San Nicola pre-
paese. Oltre agli appuntamenti religiosi gli ospiti
potranno degustare prodotti locali. Un grande falò
del primo novello. Quest’anno, in controtendenza
Il 4 dicembre a Cagliari si conclude la settimana
vede il dono di una somma di denaro a tre future
rispetto al resto del paese, la Sardegna ha aumen-
dedicata alla Fiera di Natale. Nell’area espositiva
spose. È il retaggio di un atto dello stesso santo
farà da cornice ai balli tradizionali.
tato la produzione di vino del 5%. Un’annata, dico-
di Viale A. Diaz numerosi stand offriranno al visita-
che, nel IV secolo aiutò tre orfane della città di
San Gavino Monreale (CA). Processione religio-
no gli esperti, di grande livello qualitativo. Non
tore un’ampia scelta tra articoli enogastronomici e
Mira, in Asia Minore, dove allora fu vescovo.
sa e spettacolo musicale in piazza.
mancheranno, a tal proposito, sagre enogastrono-
produzioni artigianali.
miche con abbinamenti per tutti i gusti: dal bianco
Quest’anno, per la prima volta, vi sarà
con i biscotti al rosso coi salumi e formaggi della
anche Oro Sardegna, un’ampia
montagna.
celebrazione dei manufatti tessili
Simaxis (OR). Sagra del riso. Il comune in colla-
sa campestre dell’omonima località ci sarà una
più preziosi e ricercati con
borazione con la Pro loco organizza un importante
messa solenne in onore della santa
Sassari (SS). Santa patrona dell’antico Gremio
7 DICEMBRE
dei Calzolai.
Senorbì (CA). Nella località di Arixi presso la chie-
Da evidenziare nei primi giorni del mese la
manifestazione enogastronomia sul riso, impor-
chiusura dell’iniziativa Cortes Apertas
tante prodotto dell’economia oristanese.
ovvero Autunno in Barbagia.
Degustazione dei vari piatti tradizionali e
menti con balli tradizionali.
Il cuore della Sardegna più nasco-
svolgimento del concorso “Arrosu mraja-
Tempio (SS). Festa cam-
sta si apre ai visitatori più esigenti
ni” che, come lo scorso anno, assegnerà
pestre e pranzo comune.
in un percorso tra vecchie case in
un premio a chi si è distinto nel settore risi-
Tortolì
pietra e piccole realtà artigianali.
colo. Per informazioni sulla manifestazione
sione in costume.
Un invito ad apprezzare i centri
si può contattare la Pro loco di Simaxis al
Triei (NU). La festa è
storici di 25 paesi di montagna con
numero di telefono +39 333.52.98.919.8
organizzata, secondo la
la possibilità di gustare e ammirare di persona i tantissimi prodotti
DICEMBRE
8 DICEMBRE
delle lavorazioni locali. E’ un occasione importante per lo sviluppo di
Castelsardo,
veduta
Santa Lucia.
presenti ben 50 antiquari provenienti da tutta la
bri antichi e oggettistica varia.
16
Alghero
9 DICEMBRE
AGENDA
AGENDA
della ceramiche, alla pittura, al libro e al florovivai-
n DICEMBRE le manifestazioni legate ai concer-
protettrice,
canti
religiosi
(gosos) e a finire festeggia-
(NU)
Proces-
consolidata tradizione,
Sassari,
particolare
del Duomo di
San Nicola
dagli scapoli del paese.
Balli e canti in piazza.
Immacolata concezione.
Ussana (CA). Festa pae-
un territorio il cui valore, culturale
Ittireddu
ed economico, è ancora tutto da
Nostra
scoprire e valorizzare.
Degustazione di vino novello.
(SS).
Signora
Santo
patrono.
d’Intermontes.
sana. Fuochi d’artificio e
balli in piazza.
17
AGENDA
Anteprima
Anteprima
16 DICEMBRE
25 DICEMBRE
Per informazioni è possibile contattare la pro loco.
Bortigali; Bosa; Budoni; Desulo; Dorgali;
[email protected]. Tel. +39 0709382073
Dualchi; Esaclaplano; Escolca; Esterzili; Fonni;
Tiana (NU). Fino al 18 dicembre Cortes Apertas.
Santo Natale.
Villaurbana (OR). Nella prima decade del mese:
Galtellì; Gavoi; Genoni; Isili; Laconi; Loculi;
Sa die de sa cracchera.
Da vedere: i presepi viventi a:
sagra del pane fatto in casa. Degustazione del-
Lodè;
Olmedo (SS). Putifigari ed Esporlatu (SS).
l’ottimo manufatto cucinato secondo la tradizione.
Noragugume;
Referente: Comune +39 0783.44033
Nurri.
17 DICEMBRE
Lula;
Mamoiada;
Nuoro;
Meana
Nuragus;
Sardo;
Nurallao;
Macomer (NU). Nella cittadina i festeggiamenti per
gna Autunno in Barbagia.
18 DICEMBRE
A GENNAIO si festeggia sopra ogni cosa
S. Antonio sono tra i più importanti del territorio.
Sant’Antonio Abate (Santu Antoni ‘e su fogu).
Oliena: si offre a tutti il vino e il caratteristico
Notte di fine anno. San Silvestro.
Per l’occasione si accendono grandi cataste di
dolce di "Su Pistiddu". Attorno al fuoco si fanno tre
Alghero (SS); Cagliari; Castelsardo (SS).
legna attorno alle quali si mangia, si parla e si balla
giri per invocare la protezione del santo.
Olbia (SS); Sassari. Questi i centri che solitamen-
fino a tarda notte. Un modo per invocare e ringra-
Olzai;
Al Piccolo Auditorium di Cagliari termina il 18
te organizzano in piazza eventi culturali e grandi
ziare il Santo dal momento che, secondo la leg-
Orune; Ottana; Posada; Sarule; Seui; Seulo;
Orgosolo;
Orosei;
dicembre la rassegna teatrale dedicata ai bam-
concerti di musica leggera.
genda, rubò il fuoco dall’inferno per darlo in dono
Silanus; Siniscola; Sorgono; Tonara; Torpè;
Specialmente la cittadina sardo-catalana è al primo
agli uomini.
Triei; Ussassai; Villagrande Strisaili;
Dettori, con 23 spettacoli eseguiti da ben 7 compa-
posto per organizzazione e abbondanza di appunta-
Ogni paese ha un dolce o un rituale particolare ma
Nella sola provincia di ORISTANO:
gnie differenti. Un importante appuntamento per
menti: gospel, concerti, teatro itinerante. Per tutti i
l’essenza della festa rimane ovunque la stessa.
Abbasanta; Aidomaggiore; Ardauli; Buschi;
chi desidera far conoscere ai più giovani le emo-
gusti. Grande affluenza di turisti stranieri.
zioni da palcoscenico. Quest’anno si è giunti alla
Orgosolo (NU). Sa Candelaria. Si tratta di una
VI edizione grazie agli sforzi organizzativi della
questua da parte di tutti i bambini del paese che
compagnia “Teatro Is Mascaredas” nata nel 1980.
con un sacco di tela bussano alle porte alla ricerca
Arborea (OR). Falò e degustazione di frittelle.
di doni. Eloquente l’invito a partecipare: “a nolla
Sanluri (CA). Festa con sfilata di abiti tradizionali.
Nella provincia di SASSARI:
dazes sa candelaria’”. Per l’occasione le massaie
Sassari. I Cantadores intonano canti dialettali ben
Anela; Benettuti; Bono; Burgos; Illorai;
Fordongianus;
5-6 GENNAIO
Ghilarza;
Morgongiori;
Norbello; Nughedu S.Vittoria; Paulilatino;
Samugheo;
Scano
Montiferro;
Sedilo;
Tresnuraghes; Ula Turso.
preparano il pane tipico : Su Coccone, nonché
augurali come vuole la tradizione più antica.
Monteleone Rocca Doria; Nule; Ossi e
Cagliari (CA). Per la stagione lirica è in tabellone
dolci, frutta e biscotti. Dai padrini si riceve l’obolo
Nella giornata del 6 si può ascoltare il concerto per
Florinas; Ozieri; Torralba. Sassari - Li Punti.
Jean-Yves Thibaudet.
in denaro. È suggestivo notare come ogni gesto
l’Epifania a cura della Banda “Città di Sassari”.
sia il perpetrarsi di antichissime usanze. Il bambi-
Teatro Verdi (Via Politeama).
24 DICEMBRE
20 GENNAIO
no non a caso usa ringraziare con arcaiche forme
8 GENNAIO
augurali per lasciare lo spazio, a tarda sera e per
Notte della vigilia di Natale.
tutta la notte, ai giovani e agli adulti che si recano
Alghero (SS). Una perla da vedere e da sentire la
presso le case aperte e illuminate di coppie sposa-
Nuoro (NU). Al museo MAN termina oggi la
“Signum Judicii”, nella cattedrale di Alghero. Di
tesi nel corso dell’anno. L’augurio della felicità e
mostra BIO: Bring Your Own. Una selezione
È ricordato con festeggiamenti vari nei paesi di:
per se intrisa di significative emozioni, la notte
dei figli è ringraziato con l’offerta di dolci e liquori.
delle opere della collezione TESECO.
San Sebastiano.
Barumini (CA). Festa con falò.
della Vigilia è impreziosita da un evento unico in
Per info. + 39 0784.252110. Chiuso il lunedì.
Bultei (SS). Benedizione delle arance e
Sardegna e presente, nel resto del Mediterraneo,
Orari 10.00-13.00/ 16.30-20.30.
dei dolci e poi festa in piazza con
nella sola Isola di Palma di Majorca. È un canto
suggestione e l’autenticità.
16/17 GENNAIO
Bulzi (SS). Messa in sardo.
Alghero (SS): Sagra del riccio. Bogamarì è in
Curcuris-Ales (OR). Suggestiva la
realtà un percorso eno-gastronomico vero e pro-
Teti (NU). Domos Antigas prenas de mercanzia. Si
processione di S. Sebastiano legato
prio, che va al di là della presenza momentanea
chiude con le Cortes Apertas del piccolo centro
all’albero di arancio (anticamente
agli stand della sagra. Molti ristoranti infatti anno-
della Barbagia l’iniziativa culturale promossa dalla
utilizzato per il suo calvario). La
verano nei loro menù primi piatti a base di ricci, ad
camera di commercio di Nuoro.
caduta dei frutti è di buon auspicio
Come anticipato, la festa dedicata al Santo eremi-
Desulo (NU). Falò e cena in piazza.
per il futuro raccolto.
un prezzo relativamente modico. Da dicembre a
marzo, tutti i giorni. Vale la pena comunque, capi-
Bottidda,
davanti alla
chiesa di
S. Antonio
il cavaliere
tine in mano
una coloratissima torta di
sapa
spettacoli folkloristici e falò.
Altri appuntamenti con data mobile:
medievale che ha conservato nel tempo tutta la
tare ad Alghero durante la manifestazione ufficia-
ta S. Antonio Abate è di gran lunga la più impor-
Escalaplano (NU). Durante la festa verrà
le; i banchetti vengono allestiti lungo il Forte della
tante e celebrata tra le feste di gennaio.
preparata una prelibata favata in piazza.
Maddalenedda (fronte porto) in un contesto molto
Tra i tanti centri dell’Isola che festeggiano indichia-
Milis (OR). Frittelle e vino. Festa con balli e
suggestivo.
mo:
canti.
Nuraminis (CA): Sagra della Semina a mano.
18
Onifai;
bini, allestita nel Piccolo Auditorium di Piazza
19 DICEMBRE
Cagliari,
piazza Duomo
Onanì;
AGENDA
31 DICEMBRE
Orune (NU). Mandras. Due giorni per la rasse-
Urzulei (NU). Il piccolo centro del nuorese
Samassi (CA): Sagra del Carciofo. Presso la
Nella provincia di CAGLIARI:
festeggia con l’arrostita in piazza di carne di
Località Gutturu su Ghiu, si terrà la 19a edizione
Decimomannu; Fluminimaggiore; Villamas-
maiale e cinghiale.
della sagra con degustazione di numerosi piatti
sargia; Monastir; Villaputzu; Decimoputzu;
locali a base di carciofo violetto. La Sardegna è tra
Sant’Anna Arresi.
le maggiori produttrici di carciofo con spine, il
Nella provincia di NUORO:
migliore per gusto e qualità.
Aritzo;
Baunei;
Birori;
Bitti;
Bolotana;
19
Anteprima
Anteprima
22 GENNAIO
Pauli Arborei (CA). San Vincenzo, patrono. Festa
In questo numero si parla ampiamente del
valesco non è accompagnato, come
Carnevale di Olzai (NU). Vedi pagine interne. (A.
negli altri paesi della Barbagia, da
Quartucciu (CA). Canti sacri in limba
Mannu).
maschere lignee ma, semplicemente,
(lingua sarda) e processione per il paese.
da pesanti cappotti, campanacci e cap-
religiosa e sagra enogastronomia. Non solo messa
1 FEBBRAIO
e processione ma anche degustazioni di prodotti
4 FEBBRAIO
pucci sul viso annerito da fuliggine. Sono
Bonorva (SS). La pariglia bonorvesas. Da non
suggestivi degli altri travestimenti,
perdere la sfilata con abiti tradizionali e cavalli
ma altrettanto ricchi di significati
meravigliosamente addobbati. Per i buongustai da
culturali e retaggi del passato.
Aglientu (SS). San Paolo o “Santu Paulu di Lu
assaggiare il pane su zicchi (sagra ad agosto).
Ottana (NU). Ad Ottana le
Laldu” (…del lardo); nel bellissimo scenario del
Bosa (NU). Noto con il nome antico di karassega-
maschere si chiamano merdu-
Cagliari (CA). Al Teatro Lirico suonerà
il Quartetto Arditti.
17 FEBBRAIO
sacrato di San Pancrazio si organizza un grande
re. “Bosa, mattina del martedì grasso. Sciamano
les, boes e filonzana ormai
Cagliari. Hobby Show: salone
pranzo a base di fave e lardo e degustazione di
per le vie della città i gruppi dell’attittidu. Uomini e
celeberrime per le inquie-
delle belle arti e della creatività
dolci tipici. La festa è l’occasione per apprezzare la
donne vestiti di nero. Per lo più indossano gli abiti
tanti fattezze. I merdules
manuale. Nei padiglioni della fiera
chiesa campestre eretta nel 1700 tra la magnifica
femminili del lutto: scialle sfrangiato e corsetta,
rappresentano gli uomini con
campionaria verrà allestita per tre
macchia mediterranea e i massi granitici multifor-
gonna lunga fino alle caviglie, veletta sul viso o
aspetto deforme, i boes rappresen-
giorni un'area dove le aziende
mi.
fazzoletto. Tutti rigorosamente neri. Il volto è rico-
tano i tori. Ricorre quindi l’usuale
mostreranno i loro prodotti e le loro
perto da fuliggine ottenuta bruciando del sughero.
contrapposizione tra uomo e anima-
novità, ma è anche uno spazio pensato
Questa la mascheratura tradizionale.(…) Nel primo
le in assoluto rispetto. Sfilata di carri
per interagire con il pubblico. Previsti
pomeriggio (…) compare la maschera di giol-
per le vie del piccolo centro.
numerosi workshop, corsi e incontri
dzi,(…) rigorosamente tutto bianco, in contrappo-
Tempio (SS). Il Carrascali tempiesu
organizzati. Orario dalle 10.00 alle 20.00.
sizione con la maschera del mattino” (dalla rivista
è quello che più si avvicina all’imma-
Mare nostrum turismo n. 19/04). La fase più conci-
gine tipica del Carnevale. Da vedere il
Con data mobile:
Siamaggiore (OR): la sagra del carciofo.
29 GENNAIO
Altre date mobili del mese di febbraio
sono:
tata e partecipata della festa inizia con la “caccia”
rogo del fantoccio di Re Giorgio e i
Simaxis (OR). San Simaco. Da gustare la favata in
tra gioldzi e persone non mascherate mentre per le
carri allegorici.
piazza.
vie del centro sfilano carri accompagnati da musi-
Da assaggiare le frittelle lunghe.
Quartu S. Elena (CA). Da non perdere la proces-
che e canti. Il carnevale bosano ha espliciti conno-
sione con le lampade. La festa, organizzata ogni
tati sessuali, le cui forti rappresentazioni sono
anno dalla priora. Ha inizio l’ultima settimana del
ormai benevolmente accettate da tutti, piccoli e
mese.
grandi. La fine della festa è segnata dall’immanca-
San Biagio.
bile rogo al fantoccio, che a differenza dell’usanza
Noto come il protettore della gola, in
FEBBRAIO è un mese solitamente ricco di feste,
più comune, non è mai unico.
occasione di questa festa si preparano
sia pagane che religiose col Carnevale che impaz-
Oristano (OR). La Sartiglia. È la festa più impor-
deliziosi dolci a base di miele (non a
za in diverse località dell’Isola.
tante della provincia sia per tradizione che per
caso lenitivo naturale): gli opìnus o
Le date più significative sono quelle tra-
richiamo turistico. Ogni anno vi partecipano
pistoccheddus.
dizionali del giovedì, della domenica e
migliaia di persone incantate dalle audaci evolu-
del martedì grasso che quest’anno rica-
zioni a cavallo. La pariglia è infatti un vero e pro-
Aglientu (SS). Pranzo comunitario e
dono nella settimana che va dal 1 all’ 8.
prio sfoggio di abilità equestre. La vestizione del
spettacoli folkloristici.
Vivere il Carnevale in Sardegna è
capo corsa è il momento clou, avviene
Dolianova (CA). Santo Patrono.
un’esperienza del tutto particolare se si
al mattino prima della gara. Colui
Gergei (NU). Come dicono a Gergei: Santu Brau.
considera l’enorme differenza di tradi-
che rivestirà il prestigioso ruolo
Due giorni di festeggiamenti che culminano nella
zioni tra una località e l’altra. Se ci tro-
non potrà più scendere da cavallo
processione
viamo in Barbagia infatti, dimentichia-
fino al termine della competizio-
Sessineddus. I Sessineddus sono giunchi intrec-
moci totalmente il clima goliardico di
ne.
ciati ricchi di offerte propiziatorie: dolci, frutta, pani
Viareggio
Mamoiada (NU). Come anticipato,
e pezzetti di lardo e cioccolato che vengono bene-
Venezia ma immergiamoci in un clima
il Carnevale barbaricino è unico e ini-
detti e offerti a tutti i presenti in segno ben augu-
cupo e scuro con maschere di legno e
mitabile. A Mamoiada non si può rinun-
rale alla fine della sfilata. Da ammirare i traccas
abiti a lutto; se siamo in Gallura o nel
ciare alla danza dei Mamuthones la cui origine
(carri) e i cavalieri in abiti tradizionali. I bambini,
Capoluogo sardo la festa invece assu-
risale all’età nuragica. Antichissimo rito propiziato-
invece, sono i protagonisti della vigilia; essi raccol-
me toni più comuni con carri allegorici
rio e dai connotati scaramantici. Il corteo è accom-
gono e accatastano la legna insieme alle erbe aro-
raffiguranti personaggi del mondo dello
pagnato dal suono dei campanacci (circa 30 kg) e
matiche per dar vita, la sera ad un grande falò,
spettacolo o della politica locale e
contraddistinto dalle maschere lignee dai connota-
attorno al quale si balla, si canta e si distribuisco-
nazionale; se siamo nell’Oristanese è la
ti marcati.
no i piricchittedus e vino bianco. Da non perdere.
tradizione folkloristica a dominare la
Da vedere il museo delle maschere.
Nuoro. Festa folkloristica.
scena.
Orotelli (NU). Ad Orotelli il travestimento carne-
Orune (NU). Festa religiosa e preparazione in
o
quello
imponente
di
Baressa (OR). Sagra degli antichi sapori.
3 FEBBRAIO
di
buoi
addobbati
con
Ottana,
un giovane
gruppo di
maschere di
merdules e
boes
i
AGENDA
AGENDA
25 GENNAIO
20
Olzai,
Carnevale
2000.
Ritratto di un
“intintu” da
giovane
sos thurpos, forse più semplici e meno
tipici.
Oristano,
la Sartiglia
piazza della favata con lardo.
Su
21
BLU SARDEGNA
Anteprima
Case & Vacanze
20 MARZO
Nel mese di MARZO segnaliamo:
15 MARZO
Milis (OR). Sagra dei ceci. Ottime le zuppe a base
di ceci arricchite con l’aroma inconfondibile del
Villaurbana (OR). Si festeggia Santa Margherita.
finocchietto selvatico.
Patrona.
16 MARZO
I
Cagliari (CA). Per la stagione al teatro lirico di
Cagliari
AGENDA
CASE & VACANZE • LOCAZIONI ESTIVE • SERVIZI TURISTICI
24 MARZO
Cagliari. San Salvatore da Horta.
Bottidda,
dolce preparato per la
benedizione
del fuoco di
Sant’Antonio
Bu d on i - Po rt o O t t io l u - S a n T e o do ro
è
in
scena
fino
al
25
Vladimir
Cagliari (CA). Per la stagione al Teatro Lirico del
Ashkenazy. Pianoforte e regia dell’orchestra del
Capoluogo sarà in scena Ton Koopman.
Lirico.
18 MARZO
30 MARZO
Giba (CA). In località Villarios si svolge la sagra
Baroneddu (OR). Sagra dell’asparago e del
del carciofo. Due giorni di festa coincidenti con la
finocchietto selvatico.
n uno dei tratti più belli della costa nord
Orientale, a 35 km da Olbia e dalla Costa
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19 MARZO
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Escalaplano (NU). Sagra del formaggio. (Fine
marzo- primi di aprile);
Festeggiano San Giuseppe:
Cossoine
(SS);
Maracalagonis
Golfo
(CA);
Milis
Aranci
(OR);
(SS);
Nuoro;
Serrenti (CA). sagra dell’asparago. (marzo-aprile).
Oristano; Ortueri (NU); Romana (SS); Suelli
Uri (SS). Importante centro agricolo del sassare-
(CA); Trinità d’Agultu (SS); Valledoria (SS);
se, a marzo, con data mobile, si allestisce la sagra
Giba (CA). Sagra del carciofo.
del carciofo, dell’olio e del vino , per una durata
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Sardegna tutto l’anno
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Editore: Magnum
Edizione: 2005
e godere della tranquillità e dell’ospitalità più
Le suggestive immagini di Bruno Manunza ripor-
genuina viene da un gruppo di operatori della
tano alla mente una bellezza primitiva dell’am-
Baronia, che organizzano tutto l’anno proposte di
biente naturale della Sardegna. I colori, le sfuma-
viaggio con offerte adatte a soddisfare i diversi
ture e la varietà dell’interpretazione di Manunza
interessi del turista.
caratterizzano questo libro fotografico insieme
Sarà così possibile visitare con guide specializzate
alla splendida stampa che si associa magnifica-
percorsi naturalistici, archeologici e speleologici
mente a questo lavoro.
della Barbagia e delle Baronie, cimentarsi in corsi
Come indicato nel risvolto “questo volume con-
di vela per dilettanti ed esperti amanti del mare e
tiene una summa di piaceri: oltre al godimento
rigenerarsi con corsi di meditazione, rilassamento
estetico che nasce dalla suggestione e dalla bel-
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dovere di tutelare e salvaguardare l’ambiente in
Sardegna guida escursionistica
cui viviamo”
Autore: Mitra Omidvar
Immagini di viaggio dalla
Sardegna
Editore: Rother editori - Monaco
Edizione: 2000
Autore: Max Leopold
Argomento trattato: Guida turistica con propo-
Wagner,
ste di escursioni lungo le vie impervie della
a cura di Giulio Paulis
Sardegna. Ogni zona proposta è introdotta e
Editore: Illisso Edizioni
descritta brevemente, con la segnalazione delle
Nuoro
difficoltà del percorso e i tempi di percorrenza di
Edizione: 2001
ogni itinerario. Una sezione è dedicata alla descri-
Argomento trattato:
zione dei sentieri e della vegetazione ed è presen-
Si tratta di un resocon-
te anche una parte informativa con i numeri di
to di viaggio, compiuto
telefono e gli indirizzi più importanti, come quello
in Sardegna nel 1904,
dell’Ufficio Meteo Aeronautico, per le previsioni
da Wagner, linguista,
E’ possibile conoscere la Sardegna attraverso la
idea di base che la conoscenza di quello che ci sta
del tempo.
oggi considerato il più
fotografia?
attorno ci porterà, generazione dopo generazione,
grande conoscitore della lingua sarda. Lo scopo
Si! Anzi, è obbligatorio.
ad una cura sempre maggiore per le sue risorse.
del suo tragitto era di imparare a conoscere la
Certa di questa teoria, l’associazione “no profit”
Dal novembre prossimo i lavori finali degli alunni
terra e la gente di Sardegna, in seguito però le
Mundu, impegnata nella divulgazione delle scienze
saranno esposti all’interno dell’Istituto Tecnico N.
problematiche di tipo linguistico divennero inte-
umane e naturali, ha progettato un corso di foto-
Pellegrini di Sassari.
Immagini dai parchi e dalle aree naturali protette
ressi di primo piano. I sette articoli raccolti sono
grafia in cui, oltre alle conoscenze base sulla tecni-
della Sardegna del nord
accompagnati da immagini e fotografie descritte
ca fotografica, ci si propone d’insegnare una certa
Fotografie: Bruno Manunza
con attenta precisione. Sono testimonianze molto
capacità d’indagine della realtà che ci circonda.
importanti perché ci hanno permesso di conoscere
Di tale esperienza sono stati pionieri i ragazzi della
la realtà sarda dei primi del novecento.
Scuola Agraria di Sassari, che hanno imparato a
Il metodo utilizzato da Wagner per conoscere la
raccontare la loro scuola e la loro azienda, quindi
lingua sarda era quello dell’osservazione parteci-
ad osservarla da un punto di vista diverso, non
pante, che consisteva nel mischiarsi alla gente del
come alunni della “scuola dell’obbligo”, ma come
luogo, parlare con i nativi, effettuare le proprie
reporter di quell’importante tappa della loro vita.
ricerche sul campo. Il resoconto delle sue ricerche
Massimiliano Caria, l’insegnante di Reportage, ha
lo portano a verificare che il sardo più puro, per-
ampiamente lodato i lavori finali dei ragazzi:
ché il più simile al latino, era quello della zona
“Hanno lavorato come dei professionisti, sia nella
centrale, cioè il barbaricino.
tecnica che nella serietà con cui hanno cercato
Dall’acqua all’aria
Fotografia e Sardegna
la passione per la natura. L’intero corso ha come
quei particolari e quelle inquadrature per raccontare e raccontarsi al meglio”.
Gli altri temi sviluppati sono stati quelli del ritratto
e della fotografia naturalistica, in cui i fotografi in
24
erba hanno potuto dimostrare la loro creatività e
Info: [email protected]
LETTURE
LETTURE
Una interessante proposta per visitare la Sardegna
25
C U L T U R A
E
S T O R I A
L
La cuffia appuntita,
nasconde l’acconciatura a cornetti
delle donne di
Ollolai. Si ritiene
che questa pettinatura abbia chiare
influenze orientali.
Testo e foto di Gian Luca Dedola
COSTUME
IL
TRADIZIONALE
a Sardegna, è storia nota, fu dominata dagli Spagnoli per quasi tre secoli, anni in cui fu
imposto un sistema feudale capace di deprimere qualsiasi prospettiva di crescita, economica e sociale. Furono i grandi viaggiatori dell’ottocento che la riscoprirono, dei
quali il più famoso fu Alberto de La Marmora. Nei loro racconti si leggeva lo stupore
per le meraviglie naturali, per gli imponenti nuraghi e per le Principesse Barbare, agghindate nei loro vestiti, poveri nei materiali, ma ricchi nei ricami, nei tagli e nelle cuciture.
I costumi sardi furono scoperti in uno stato notevolmente avanzato della loro evoluzione, con
tutta probabilità, il vestito tradizionale femminile ha seguito un’evoluzione che parte da migliaia d’anni avanti Cristo. Nella sua forma originaria si pensa che il vestito era formato da un unico pezzo, a parte il fazzoletto
che copriva il capo (su mucadori). La divisione in
Un importante accessorio,
una lunga gonna (sa gunnedda) e la camicia bianca
(su ‘entone) arrivarono in seguito, sicuramente con
che arrichiva notevolmente
l’affinarsi delle tecniche di tessitura. Un importante
accessorio, che arrichiva notevolmente l’eleganza
l’eleganza dei vestiti,
dei vestiti, era il corpetto (su corittu). Tutti questi
capi, nel corso dei secoli, sono stati oggetto di correera il corpetto (su corittu)
zioni ed abbellimenti, così in alcuni paesi il fazzoletto è raccolto sulla testa, in altri è stato trasformato in
un capo d’abbigliamento pesante e poco pratico,
quasi una mantella, ma con preziosi ricami e rifiniture. In altri paesi la gonna e il fazzoletto sono diventati un pezzo unico, ma qualsiasi variante si trovasse
il risultato doveva essere lo stesso, un’eleganza raggiante che accompagnasse una bellezza altrettanto
solare.
Gli studiosi del costume isolano, sono certi che chi ha
datato questa tradizione ai tempi della dominazione
spagnola, ha commesso un errore grossolano, non si
sarebbe potuta creare una tale diversificazione (quasi
tutti gli antichi centri isolani hanno il loro costume
tradizionale) in così breve tempo, tutti i vestiti hanno
ricami e motivi che possono essere considerati come
le bandiere del paese, inoltre esistono molte varianti
di uno stesso costume, per le diverse fasi della vita:
nubile, sposa, vedova, a volte singolare anche secondo il mestiere che si praticava o il quartiere cittadino
in cui si abitava (nel caso dei centri più grandi). È
innegabile, tuttavia, un’influenza degli Aragonesi
sulla moda delle città più grandi, mentre i piccoli centri non subirono, o lo fecero in maniera marginale,
l’influsso dei ricchi atelier spagnoli.
Il successo dei vestiti locali fu ben evidente durante
il regno dei piemontesi, infatti tra le nobildonne della
casata Savoia era di moda indossarli durante le visite; si è convinti che quest’usanza abbia dato una
spinta al rinnovamento ed al miglioramento di alcuni abiti. È da precisare che tale evoluzione non va
interpretata come una riverenza verso i reali, piuttosto per dare mostra della maestria nel cucito e per
esaltare le tradizioni del paese di appartenenza.
Attualmente, anche l’alta moda è stata investita dalla
fantasia di questi abiti, grazie all’opera di Antonio
Marras, stilista algherese che nell’ultima sfilata milanese si è ispirato a su mucadori di Oliena.
Il costume maschile conserva molti più caratteri
comuni nell’intera isola ed in generale, è molto semplice sia nei materiali, che nel taglio. Il copricapo
dell’uomo era “sa berritta”, una sorta di sacco che
era lasciato cadere lungo la spalla. Proprio nel copri-
Sa ‘e colore è il vestito
della festa di Orgosolo,
che per decenni, quando s’iniziò a scoprire la
cultura barbaricina, è
stato il più famoso dell’intera isola. Da notare
il grembiule policromatico con la presenza di
fiori stilizzati. Singolare
su lionzu, il copricapo
che avvolge il viso
(forse un tempo lo
copriva fino agli occhi),
il cui colore giallino è
ottenuto grazie allo
zafferano.
27
C U L T U R A
E
S T O R I A
Il costume della vedova è l’unico che viene
usato quotidianamente
dalle persone più
anziane che hanno
perso il marito.
Tuttavia solo raramente si tratta di confezioni
particolari, oramai vengono utilizzati capi di
fattura industriale,
magari aggiungendo
dei veli ricamati in
casa.
Alcuni paesi della
Sardegna hanno sviluppato dei singolari
bottoni sferoidali a
guarnizione della
manica del costume.
A volte i mucadori
sono stati ridotti a
dimensioni minime,
essenziali per la loro
funzione di raccogliere
i capelli e riparare dal
sole.
capo si nota la maggiore variabilità, a parte il classico summenzionato, a Sassari e Cagliari è stato introdotto un corto e rigido sacchetto di probabile origine
ligure, gran parte dei paesi del cagliaritano indossano una berritta libera o raccolta (a cecciu o impixadas), in tutt’e due i casi è fissata al capo da un fazzoletto rosso. In altri paesi dell’isola si è preferito estromettere questo capo dal vestiario, indossato quasi
esclusivamente dagli anziani. I pantaloni (bragas)
sono bianchi nella quasi totalità dei casi confezionati in lino o cotone. Dalla vita, i calzoni scendevano
larghi fino alle ginocchia, dove le “cartzas” o “crazzas”, coprivano il resto della gamba e le scarpe. In
alcuni costumi si ritrova una sorta di gonnellino che
ricopre il pantalone all’altezza della cintola, generalmente nero come il calzare. Le camicie, di lino o
cotone, si differenziavano, seppure di poco, per via
dei ricami nel collo o nelle maniche, accomunate da una particolare chiusura nel colletto a quattro bottoni.
La vera differenza la facevano i corpetti, arricchiti con pregiati ricami. Molto famosi quelli indossati dagli
uomini di Orgosolo ed Oliena. Un altro indumento del costume maschile, diffuso quanto il corpetto, è “su collettu”, una sorta di giubba che arriva fin sotto la vita, che poteva essere in orbace, il caso più comune, oppure in pelle. A completamento del vestito, per i periodi invernali o le fresche serate primaverili ed autunnali,
s’indossava un lungo cappotto (su gabbanu) oppure la famosa “best’e peddi” o “sa stebeddi” che è il capo più
antico del vestiario sardo. In italiano questa veste è indicata come “mastruca”, la cui importanza storica è legata ai riferimenti che Cicerone diede dei sardi: “pelliti” o “latrunculi mastrucati. Il capo è formato da pelle di
pecora, conciata all’interno, mentre sull’esterno è lasciata grezza. In termini d’utilità, si pensa che questo tipo
di confezione potesse concedere un isolamento migliore, mentre molti anziani raccontano di camuffamenti
utilizzati per le imboscate o per sfuggire alla giustizia. La più famosa mastruca attualmente utilizzata è quella
nera dei Mamuthones di Mamoiada. In generale, si può affermare che il denominatore comune del vestito
maschile è l’orbace, tessuto ricavato dalla lavorazione della lana, apprezzato per le caratteristiche di tener
caldo e far respirare la pelle, anche se definito alquanto “pungente”.
Il capo è formato da pelle di
capi più appariscenti sono il velo e la gonna o in alcuni casi, “su devantali” (il
grembiule). Ma gli accessori più preziosi sono i gioielli. Le più antiche gioie isolapecora, conciata all’interno,
ne sono quelle in argento, mentre quelle in oro e filigrana compaiono solo di
recente. Nei gioielli, a fianco delle figure religiose nate con il cristianesimo, si posmentre sull’esterno
sono ritrovare amuleti molto antichi, con funzione di protezione contro il malocchio, inoltre sono comuni anche le fogge di animali stilizzati che si rifanno, molto
è lasciata grezza.
probabilmente alle fattezze dei bronzetti nuragici.
I gioielli potevano essere adoperati per reggere un corpetto, un grembiule, un
velo, o poteva anche capitare il contrario, cioè che accessori comuni come i bottoni, nei costumi della festa,
diventassero dei pezzi pregiati dell’arte orafa.
Variazioni sul tema
Le variazioni nei costumi sono tante quanto i paesi della Sardegna; alcune singolarità come “su sereniccu”, un
mantello che si gettava sulle spalle unito da due fibbie ed una catenella, furono importate in tempi relativamente recenti, magari nello stesso periodo in cui furono introdotti i cappelli a larghe tese. Nel costume femminile i
28
Folclore e tradizione
Molti studiosi delle usanze popolari tendono a dare lo stesso significato alla tradizione ed al folclore, mentre
altri tendono ad usare i due termini per differenziare le usanze o come strettamente correlate all’identità di un
29
C U L T U R A
E
S T O R I A
popolo o quelle realizzate ad hoc per l’industria turistica. Quando si pubblicizza l’uso del costume tradizionale nella quotidianità di molti centri barbaricini, si fa un chiaro esempio di folclore a scopo pubblicitario. La
realtà sulle aree più tradizionaliste è che le donne di una certa età usano ancora il velo, gonne molto lunghe
e castigate, a volte portano il vestito del lutto che è punitivo quasi come un burqa dell’Afghanistan (paragonandolo ai nostri usi nel vestire), ma non il costume tradizionale, utilizzato esclusivamente durante le feste.
Quindi, chi vuole fare una scorpacciata tra gli abiti
più belli che il Mediterraneo può offrire, può partecipare alla Sagra del Redentore di Nuoro, a quella di
Sant’Efisio a Cagliari, oppure alla Cavalcata Sarda di
Sassari, un vero e proprio tributo alla bellezza del
costume isolano. Queste sono kermesse in cui è possibile ammirare, in una sola giornata, la quasi totalità dei costumi dell’isola, portati fieramente da quei
“Re e Regine Barbarici”, che indossano la storia di un
popolo.
dall’alto a sinistra:
Sgargiante grembiule
la mastruca più famo-
del vestito di
sa è quella dei
Samugheo.
Mamuthones di
La forma originaria
Mamoiada, che
In alcuni casi
del vestito femmini-
durante le sfilate pri-
Su Gabbanu era confe-
le era sicuramente
maverili sono costretti
zionato in pelle, ma
molto semplice,
a subire il terribile
questa moda si è diffu-
simile alle raffigura-
caldo sprigionato da
sa principalmente in
zioni delle madonne
queste vesti.
alcuni paesi del caglia-
bibliche.
ritano e dell’oristanese.
30
a m b i e n t e
O
gni stagione ha i suoi passatempi ed i suoi appassionati. Dalla fine dell’estate all’inizio della primavera
i cercatori di funghi, micologi dilettanti o professionisti, principiano le loro esplorazioni tra boschi, tanche, colline o montagne. Questo piccolo esercito batte
palmo a palmo le zone tenute gelosamente segrete, delle
quali parla, con voluta imprecisione (o con aperta menzogna)
nei racconti con gli amici.
Porcini, ovoli, mazze di tamburo sono questi i trofei che riempiono cestini e, in qualche caso, costituiscono anche fonte di reddito. Infatti le varietà più prelibate, sono vendute a prezzi di tutto rispetto nel settore della
ristorazione locale e non.
È questo un interesse recente da parte dei sardi che, sino agli anni ottanta, a malapena si azzardavano a raccogliere qualche cespo di antunna o,
i più arditi, a portare a casa un cestino di prataioli. Negli ultimi vent’anni
sono però fiorite in tutta l’isola numerose associazioni micologiche che,
con mostre, manifestazioni e pubblicazioni, hanno contribuito allo sviluppo del settore. Questo fatto è positivo a patto che aiuti a infondere nella
popolazione una maggior consapevolezza dell’ambiente ed un accresciuto rispetto per esso.
Ovviamente, queste righe non sono rivolte ai professionisti della ricerca,
ma all’escursionista curioso, mettendolo bene in guardia contro i rischi di
un’identificazione affrettata che potrebbe trasformare un raffinato piacere
da gourmet in una notte di mal di pancia o peggio. È quindi indispensabile saper riconoscere le specie commestibili e di buon sapore da quelle
sgradevoli o velenose. Questa capacità, vale la pena ricordarlo, non si
acquisisce sul campo con qualche uscita tra
Il corpo fruttifero ha vita breve,
amici ma, al contrario, richiede impegno,
documentazione scrupolosa e, di tanto in
tanto, qualche escursione in compagnia di
in pochi giorni, talvolta ore, si decompone
veri esperti.
Molti insetti usano
depositare le uova
nel corpo dei funghi
che costituiscono
una consistente
riserva di cibo per le
larve.
e marcisce
Ma i funghi cosa sono?
Testo e foto di Bruno Manunza
PASSEGGIATE
Quello che chiamiamo fungo e che mangiamo è solo una parte, ovvero è il corpo fruttifero o carpoforo, del
fungo. Al carpoforo è affidato il compito riproduttivo ovvero la produzione delle spore che, rilasciate nell’ambiente, garantiscono la riproduzione del fungo. Il corpo fruttifero ha vita breve, in pochi giorni, talvolta ore, si
decompone e marcisce, ma il vero corpo vegetale del fungo sta sotto terra ed ha vita più lunga. Questo è formato da una rete di filamenti che prende il nome di micelio.
A differenza delle piante i funghi non contengono clorofilla e non sono in grado di attuare la fotosintesi quindi, non potendo produrre la sostanza organica di cui hanno bisogno, traggono nutrimento dalla sostanza organica in decomposizione sul terreno. Alcune specie si nutrono a carico di piante vive (parassitismo).
I funghi, con la loro presenza contribuiscono all’equilibrio dell’ecosistema in cui vivono. Perciò qualunque
raccolta va fatta in funzione esclusivamente delle proprie capacità di consumo, evitando ogni prelievo inutile
e dannoso per l’ambiente.
Mycena sanguinolenta.
I funghi del genere
Mycena sono di
piccole dimensioni e
crescono su legni
morti come saprofiti.
In genere in cespi
numerosi.
Quanti bei funghi madamadorè
AUTUNNALI
ANDARE PER FUNGHI
Il pianeta terra, nella sua varietà di ambienti ospita circa 100.000 specie note di funghi (ma ce ne sono ancora ignote alla scienza). Come tutti gli esseri viventi anche i funghi si dividono in gruppi e sottogruppi a seconda dell’affinità che li lega. Gli anelli finali di questa catena di raggruppamenti sono la specie ed il genere.
Malgrado l’enorme numero di specie, alla fin fine, la gran parte dei funghi è riconducibile a pochi tipi con
caratteristiche abbastanza omogenee dei quali quelli di interesse per il raccoglitore sono gli ascomiceti ed i
basidiomiceti.
La ricerca e l’identificazione
In realtà i funghi nascono durante tutto l’arco dell’anno. La maggior parte delle specie però è stagionale e cresce soltanto in quel periodo dell’anno in cui si verificano le condizioni ottimali per il suo sviluppo. In generale, ferme restando le altre condizioni per la crescita, perché i funghi spuntino il suolo deve essere umido e la
temperatura mite, non troppo fredda né troppo calda. Se l’estate è poco piovosa e il tempo si mantiene asciutto anche in ottobre i funghi sono rari e non basta qualche isolato rovescio a cambiare la situazione. Periodi
33
a m b i e n t e
dall’alto a sinistra:
Colus hirundinosus.
Tazzetta rossa,
Emana uno sgradevole
Sarcoscypha coccinea,
odore che attira le
piccolo fungo che cre-
mosche. Queste contri-
sce su rametti caduti.
buiscono a diffondere
Tipica dei boschi di
le spore.
latifoglie.
Russula persicina,
molto comune nei
boschi di leccio, non
commestibile.
dall’alto verso il
piuttosto caldi e piovosi sono invece ideali per la crescita. In queste condizioni si
sviluppa una gran varietà di specie dalle forme e dai colori più diversi.
La corretta identificazione dei funghi, prescindendo dalle poche specie che hanno
carattere di inconfondibilità, è un compito impegnativo e, a conti fatti, di una
certa responsabilità. Numerose credenze si sono sviluppate nei secoli per cercare di distinguere empiricamente i funghi mangerecci dai velenosi: un tempo si
pensava che bastasse tagliare la carne del fungo: se questa era bluastra allora il
fungo era certamente velenoso. Oppure si faceva cuocere assieme ai funghi un
cucchiaino d’argento e, se questo presentava un colore brunito allora i funghi non
erano commestibili. Ancora, se il fungo presentava il morso di qualche animale o
era raccolto presso un pascolo animale allora era sicuramente commestibile. Tutte
credenze prive di fondamento cui raccomandiamo di non dare il minimo credito.
Per imparare a riconoscere i funghi è bene affidarsi a persone esperte della materia e della zona di raccolta.
Sarà anche molto utile fare riferimento a dei buoni manuali, con fotografie di qualità che aiutino nell’individuazione delle specie. Soprattutto si dovrà evitare di farsi trarre in inganno in quanto alcuni funghi si assomigliano tra loro, ma verificare sulle guide e sui manuali la corrispondenza tra le caratteristiche dei funghi raccolti e di quelli illustrati.
Dovesse mai capitare di raccogliere un esemplare velenoso assieme ad altri commestibili, è bene privarsi di
tutto il raccolto; in genere le spore sono velenose oppure qualche frammento della specie velenosa può essere rimasto nel cestino. In altri casi, ci sono funghi che sono velenosi solo da crudi ed è quindi opportuno procedere sempre alla cottura onde evitare spiacevoli conseguenze.
I funghi si deteriorano molto rapidamente, è bene quindi raccogliere solo gli esemplari più freschi ed in buono
stato di conservazione. Questi dovranno essere posti in un contenitore areato e asciutto, un cestino è l’ideale,
e giunti a casa, se non li si consuma subito, vanno conservati in frigo. Il consiglio è sempre quello di mangiarli il prima possibile.
34
Letture consigliate
Riportiamo di seguito i titoli di alcune utili guide per
l’identificazione dei funghi, raccomandiamo soprattutto gli ottimi lavori di Renato Brotzu, uno dei nostri
massimi esperti.
Funghi e ambiente, G. Goidànich - Edagricole
Nuovi fondamenti di micologia, A. Rambelli,
M. Pasqualetti - Jaca Book
Guida ai funghi della Sardegna, Renato Brotzu
- Editrice Archivio Fotografico Sardo
Funghi della Sardegna, Renato Brotzu – Il Maestrale
Il vasto mondo dei funghi, Onorato Verona
- Edagricole
Introduzione alla micologia, Gilberto Govi
- Edagricole
basso: Lycoperdon
tel. 051-6478955, 24 ore
• Genova - Centro antiveleni pediatrico,
Ospedale Gaslini tel. 010-3760873, 24 ore
• Genova - Centro antiveleni,
Ospedale San Martino tel. 010-352808, 24 ore
• Milano - Centro antiveleni, Ospedale Niguarda
Ca’ Granda tel. 02-66101029, 24 ore
• Roma - Centro antiveleni,
Policlinico A. Gemelli tel. 06-3054343, 24 ore
• Roma - Centro antiveleni, Policlinico Umberto I
tel. 06-490663, 24 ore
• Torino - Centro antiveleni, Istituto anestesia e rianimazione, II Cattedra di anestesia e rianimazione
tel. 011-6637637, 24 ore
perlatum, o vescia
minore. comune nei
boschi di latifoglie.
Falso chiodino,
Hypholoma
fasciculare, comune
tutto l'anno, cresce a
cespi su ceppaie o
radici interrate.
Velenoso, può essere
confuso con la commestibile Armillariella
mellea.
Centri antiveleni in Italia
Non esiste al momento in Italia un numero unico che
dirotti il chiamante verso il centro antiveleni locale. I
singoli centri antiveleni possono essere contattati in
modo diretto ai seguenti numeri:
• Bologna - Centro antiveleni, Ospedale Maggiore
35
superficie 457.000 ettari, comuni 71, abitanti 543.310
Presidente Graziano Milia
sede: Viale Ciusa, 19/21 - 09100 Cagliari tel. 070 4092632
LA PROVINCIA DI CAGLIARI
CA
Cagliari
CAGLIARI
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LEGENDA LEGENDE LEGEND
superstrada, con uscita Schnellstraße, mit
Ausfahrt motorway, with exit
porto Hafen
port
Abbazia Abtei
abbey
strada a percorrenza veloce, senza spartitraffico
Einbahnige Schnellstraße rapid way
ferrovia, con stazione Einsenbahn, mit Bahnohof
railway, with station
grotta Höhle
cavern
strada statale Bundesstraße
hightway
aeroporto Flughafen
airport
spiaggia attrezzata Bewachter
strand guarded beach
strada asfaltata Asphaltierte Straße
paved road
campeggio Zeltplatz
camping
strada non asfaltata Nicht asphaltierte Straße
unpaved road
rifugio montano Berghütte
mountain hotel
confine di provincia
Provinzgrenze
provincial boundary
distanze chilometriche Entfemungen in
Kilometer
distances in km
nuraghe nuraghe
nuraghe
traghetto Fähre
ferry-boat
linea di navigazione Schiffahrtslinie
motorship-line
faro, fanale Leuchtturm, feuer
lighthouse, beacon
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Pimentel
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Quartu Sant’Elena
Quartucciu
Sadali
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San Sperate
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Silius
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Teulada
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Villanovatulo
Villaputzu
Villasalto
Villasimius
Villasor
Villaspeciosa
acque Gewässer
waters
monte Berg mount
zona archeologica Ausgrabungsstätte
archeological excavation
altitudine Höhe
spot elevation
torre Turn
tower
bosco Wald
wood
rocca Schloß, Burg
castel, fortress
parco naturale Naturpark
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provincia
I t i n e r a r i
L’
area di Sadali fu abitata già in epoca prenuragica. Le ricerche speleo-archeologiche effettuate nelle sue grotte, chiamate de “Is Janas”, cioè delle fate, hanno portato alla luce tre diverse fasi abitative, risalenti alla Cultura di Ozieri (3500 a.C.), di
Abelzu (2700 a.C.) e di
“Is coras”, le gore d’irrigazione,
Monte Claro (2500 a.C). Lo
provano i cocci di vasi, tazze, ciotole,
distribuiscono l’acqua agli orti che
olle, e i resti di pasti a base di Prolagus e di Cervo
Sardo ritrovati al loro interno. Le costruzioni megalicingono l’abitato
tiche di Accodulassu, Funtana ‘e Longina, Nuraxi ‘e
stria, Nurassolu, Pala ‘e nuraxi, sono testimonianza
del periodo nuragico. L’epoca romana vide le aspre
lotte tra gli indomiti montanari e le popolazioni delle
pianure, sottomesse all’Impero. Si ipotizza che il
“tacco” di Sadali fosse una sorta di zona cuscinetto
tra i monti del Gennargentu e le pianure d’oltre
Flumendosa. I suoi abitanti vissero sparsi negli ovili,
praticando la transumanza. Nel mille il paese venne
inserito nella Curatoria della Barbagia di Seulo ed
incluso, fino al 1258, nel Giudicato di Caralis. Da
qui passò ad Arborea, a Pisa e, nel 1326, ad Aragona.
Nel 1358 figurava tra i possedimenti di Johan Carroz,
mentre nel 1604 fu incorporato nel Ducato di
Mandas, feudo prima dei Mazza poi dei Tellez Giron.
Fu riscattato nel 1839. La meraviglia, per chi arriva
da queste parti, è girare a piedi tra i vicoletti del centro storico. Particolare è la passeggiata di “Sa melixedda”, che congiunge via Roma a Piazza
Municipio. Qui si erge la chiesa di San Valentino, il
cui impianto originario risale alla fine del IX secolo.
Splendido è il percorso che da Piazza Eleonora
d’Arborea, costeggiando i verdi terrazzamenti coltivati, porta, passando per un ponticello, a Pratteri e
poi a via Fontane. Da qui si sale “Su scaloni”, un
acciottolato che sbuca sotto via Sant’Elena, e che
Cascata in
S'erriu 'e Cannas
Testo di Roberto Mura
dall’alto:
DUE PASSI A SADALI
Su giardinu 'e is
Poddas
NEL PAESE
DELLE
Sadali, cascata e
mulino seicentesco
FONTANE
Foto di Marcello Pilia
39
I t i n e r a r i
informazioni turistiche
“Sa ‘ucca manna”, la Grande
porta fin quasi alla chiesa dedicata alla Santa. L’edificio, risalente al
mille, è in pietra con un tetto di canne e tegole posato su assi lignee.
Bocca fuoriesce più a valle, in Esiste anche una chiesa campestre, Santa Maria, la più antica, dato
che in prima pianta risale al VI secolo. La sua festa è celebrata a giuun’altra apertura della roccia, gno, quando la santa è accompagnata in processione per dodici chilometri, rigorosamente a piedi, fino al santuario. Il segno distintivo del
e alimenta S’Errixeddu borgo è l’acqua. Un detto definisce i Sadalesi “abbaus”. Nel centro
storico sgorgano infatti “Funtana ‘e pauli”, “Funtana manna”,
Da sinistra verso
“Donnaiola”, “Gutturu ‘e canali”, “Funtanedda”, “Santu Valentinu”, “Sa cora”, “Tziu Umbertu”, “Mesu ‘idda”,
destra:
“Fundusei”. Gran parte di queste fonti confluiscono in una cascata alta sette metri che alimenta un mulino in
Mesu idda,
pietra del seicento, epoca in cui nel paese erano presenti parecchi mulini. L’acqua costeggia le case e, riunencasetta in pietra
dosi a quella del rio Fundusei, precipita nella voragine di “Sa ‘ucca manna”, la Grande Bocca. Fuoriesce più
a valle, in un’altra apertura della roccia, e alimenta S’Errixeddu, affluente del Rio Sadali a sua volta emissario
Maria Carta con fascio
del Flumendosa. “Is coras”, le gore d’irrigazione, distribuiscono l’acqua agli orti che cingono l’abitato. Come
d'erba in testa
ciascuna famiglia possiede l’orto, così possiede la vigna. Per il turista poter varcare la soglia della cantina, che
qui è detta “su basciu”, è un’occasione da non perdere. Il vino, infatti, è ottimo. A Sadali la gente parla spesso il sardo. Sa limba è vita dei luoghi, e ne racconta la storia. I toponimi svelano i segreti della campagna, ed
ecco “Sa perda ‘e su stori”, cioè la roccia del falco, “Niu abbila”, il nido dell’aquila, “Accodulassu”, la pietraia, “Su fossu ‘e predi Giorgiu”, la voragine di prete Giorgio, “Bau ‘e proccus”, il guado dei porci, “Cuccuru ‘e
nuxedda”, il cocuzzolo delle nocciole. Questi maestosi paesaggi, visitabili anche con un sistema di escursioni in fuoristrada, hanno dato i natali a tanti poeti. Un crudo episodio di vita paesana è contenuto in una lirica
di Alessio Cuboni, “A babbu meu”, dove l’autore racconta l’omicidio del padre: “Su vintitres de Marz’in su
cuile de Crabileddu, t’hana fatt’oltraggiu, non ti fiat bastadu su coraggiu pro frenare sas armas d’unu vile…”.
La cultura del luogo ruota intorno all’attività agropastorale. Qui l’allevamento, oltre che un lavoro, rappresenta anche una forma di integrazione economica. E’ uso tenere nelle aie delle vecchie case in pietra, spesso cinte
dal pergolato dove si arrampica la vite, galline, conigli, caprette. C’è chi ha fatto dell’ormai raro asino
Grotte de Is Janas
sardo la sua passione, riportando nei tortuosi cammiIl Vestibolo è abbellito da colate parietali e
ni lo scalpitio del simpatico animale. Non mancano
cavalli, buoi, maiali. Le erbe aromatiche, abbondanti
grosse stalattiti. S’Omu de is Janas ospita
dappertutto, danno alla carne e al formaggio un gusto
tre grosse e alte stalagmiti, le tre fate pietriprelibato. La cucina è quella dei piatti “poveri”.
ficate della leggenda. Su Mulinu contiene
una stalagmite che ricorda una Madonna
Spiccano i “Culurgionis” (ravioli di ricotta e patate),
col Bambino e una “vela” che richiama
l’immagine della Sindone. Su Longu è un
corridoio che dà in un cunicolo dove le
colonnine si specchiano in un laghetto. Il
Ponte è una lama rocciosa che costringe i
visitatori a piegarsi per raggiungere, dopo
un breve saliscendi, alcuni suggestivi
anfratti. Ed ecco la Sala del guano, l’ultima
stanza, attraversata da un piccolo corso
Il lago del Flumendosa
d'acqua.
fiore all’occhiello del paese. La seconda settimana di Agosto di ogni anno, Sadali
dedica a questi gustosi agnolotti la sua sagra. Tra i piatti tipici, la pecora e il maialetto cucinati in mille modi, la treccia, la tratalia, i sanguinacci, le coccoette di
patate e di cipolle, su pani indorau e incasau, e tutti i dolci della tradizione: amaretti, bianchini, pirichittus, pardulas, pabassinas, gatou, guelfus, pani ‘e saba.
Grande importanza, per questa “bidda”, ha avuto la ferrovia. In estate, con la vecchia lettorina (il trenino verde della linea Mandas-Arbatax), è possibile raggiungere, dopo uno straordinario percorso panoramico, la stazione del paese. Gli appassionati della natura potranno sbizzarrirsi nei sentieri che tagliano le foreste di leccio, sughera, rovere, impreziosite dal folto sottobosco di ginepro, lentischio, erica,
corbezzolo. Da non perdere le Grotte de “Is Janas”, cavità carsiche estese 280
metri, che contano oltre undicimila visitatori l’anno. Partendo dalla zona grotte,
scendendo attraverso un sentiero attrezzato, si scende a su Stampu ‘e su Turnu.
Qui, da un ampio foro della roccia, l’acqua gelata precipita in una stretta forra per
riprendere il suo corso nella boscosa gola. Superato il Rio de “Su semuccu” si
entra nella foresta costeggiando le falesie di “Cannas”, fino alla sorgente di
“Tiriccu”. L’escursione continua verso il Flumendosa. I parapendisti troveranno a
Sadali un ambiente ideale per il volo. La zona del decollo è “Murtas”, sui costoni del Flumendosa, dove esiste la piazzola per i lanci. Si vola dall’alba al tramonto, tranne col maltempo o col vento che supera i 40 Km/h. Ad aprile il paese ospita una manifestazione nazionale di parapendio, voluta per aprire la Barbagia a
questo sport. Un altro
appuntamento fisso è
per il 30 e il 31 luglio,
con la “Festa dell’arte
nel paese dell’acqua”.
Centinaia di artisti tra
pittori, scultori, musicisti, scrittori, artigiani,
giocolieri, mimi, animano le vie del centro storico. Le case e i cortili si
aprono, è possibile
vedere come si preparano i formaggi e gli altri
prodotti tipici del luogo.
Una curiosità: Sadali è il
paese degli innamorati,
perché è il solo nell’isola
- e insieme a Terni è
l’unico in Italia - ad avere
come
patrono
San
Valentino. Da secoli chi
vuole trovare l’anima
gemella vi si reca a pregare il santo perché
esaudisca le sue richieste.
Dall’alto verso il basso:
Sadali, la festa dell’arte
Come arrivare:
> Da Cagliari si percorre la S.S. 131 sino
allo svincolo sulla S.S. 128 per Senorbì. Si
prosegue fino al bivio di Isili e si svolta
sulla S.S. 198 per Sadali.
> Da Sassari si percorre la S.S. 131 fino allo
svincolo per Simaxis. Si procede per Laconi
e Villanovatulo fino alla S.S. 198 per Sadali.
> Da Oristano si percorre la S.S. 131 fino
allo svincolo per Simaxis. Si prosegue per
Laconi e Villanovatulo fino alla S.S. 198 per
Sadali.
Per dormire:
Bed and Breakfast “Monte Granatico”,
via Roma 53, tel. 349 6939318 - 329 7429199;
Residence “Janas Village”,
loc. Pala ‘e nuraxi, tel. 3495977587;
È presente un sistema di albergo diffuso,
per prenotare rivolgersi alla Pro Loco,
tel. 0782 59094;
Per mangiare:
Ristorante “Is Janas”, loc. Is Janas,
tel. 0782 59345, 347 0321888;
Ristorante “Su Stori”, P.zza Venezia 4,
tel. 0782 59042; 368 7630313;
Ristorante “Da Iliano e Palmino”,
via Petrarca, tel. 0782 59026 - 339 6407426;
Agriturismo “Su coili”, via Oristano 10,
tel. 0782 59122;
Servizio grotte ed escursioni: “Philia, servizi
per il turismo ambientale”, via Lombardia
13, tel. 0782 599004, 335 6998738 - 335
6998737, e-mail [email protected];
Per fare parapendio: Federico Pili, tel. 0782
59190, 3496774372;
Per pescare: Meloni Cristian (Presidente
coop. S’Errixeddu), tel. 0782 59380;
I fiumi che circondano il paese, così come il
lago, sono ricchi di pesce. Spinning,
mosca, carpfishing e galleggiante sono le
tecniche migliori per insidiare carpe, persici trota e reali, trote fario, tinche, agoni. Per
i fans della trota esiste anche una riserva di
pesca. Per accedervi, oltre alla normale
licenza di pesca per acque interne, bisogna
acquistare il permesso giornaliero dalla
Coop. S’Errixeddu.
Per partecipare alla Festa dell’arte:
Alessandro Carta (Comitato S’Aili), tel. 349
3781091; Valentino Pilia 320 4125854;
Imponenti calcificazioni all’interno di una
grotta
visto dall'alto
40
41
I t i n e r a r i
Molti insetti usano
depositare le uova
nel corpo dei funghi
che costituiscono
L’INCANTEVOLE
una consistente
riserva di cibo per le
larve.
VALLE DEL
RIU PICOCCA
Nel cuore del Sarrabus si nasconde un angolo di paradiso dove fresche
acque cristalline scavano gole millenarie tra giganti di granito.
Testo e foto di Enrico Olla
A
La gola del Rio Cannas
nei pressi dell’Arco
dell’Angelo.
Il Riu Picocca
nei pressi della casa
cantoniera.
42
circa 45 Km da Cagliari , percorrendo la SS 125 (Orientale Sarda), si trova uno dei luoghi
più suggestivi della Sardegna sud-orientale. Siamo nel territorio del Parco Sette Fratelli,
tra Burcei e San Priamo: la strada costeggia la gola del Rio Cannas che, in corrispondenza della cantoniera di Monte Acutzu, riceve da sinistra la confluenza del Riu Ollastu per
poi proseguire nel Riu Picocca.
Le sue anse tortuose si insinuano più profondamente nella roccia formando forre con pareti a strapiombo, fino ad allargarsi nell’estesa piana alluvionale di San Priamo, nel suo tratto
terminale.
Lungo il tragitto è possibile incontrare alcune suggestive morfologie, come l’Arco dell’Angelo, un singolare ed
aspro passo fra due versanti montuosi e la costa Cazzotti, una grande cupola di macroesfoliazione nella massa
granitica. Entrambi i lati del corso d’acqua, dove la gola si fa meno aspra per lasciare posto a pendii più dolci,
sono ricoperti da una fitta vegetazione lussureggiante che dona al paesaggio quel colore verde intenso che caratterizza tutta la zona e che stacca improvvisamente col rosso, quasi rosa, del porfido delle cime.
Era questa, intorno alla fine dell’Ottocento, una zona mineraria legata allo sfruttamento di numerosi giacimenti
d’argento. Lungo il Riu Ollastu e il Riu Picocca si rinvengono infatti i resti di alcune miniere (S’Arcilloni, Serra
S’Ilixi, Tacconis) ai quali si arriva percorrendo antiche carrareccie che seguono l’andamento dei corsi d’acqua e
che un tempo venivano attraversate da carri a buoi che trasportavano i minerali fino al punto d’imbarco di Porto
Corallo, a circa 4 Km dalla miniera, per essere trasferiti a Cagliari su piccoli mercantili e da qui inviati agli
impianti liguri di Cogoleto e Pertusola. Oggi questo vecchio percorso così ricco di fascino è meta di numerosi
appassionati di trekking e di escursionisti. Il paesaggio è infatti tra i più intatti e selvaggi della provincia cagliaritana; i torrenti nascono dalle sorgenti purissime del Monte Serpeddì (1067 m.s.l.m.) e dal Monte dei Sette
Fratelli (1023 m.s.l.m.) e nel corso dei secoli, scorrendo tra questi due massicci, con la loro azione erosiva hanno
dato forma a gole strette e ripide, hanno levigato il granito che trovano sulla loro strada rendendolo bianco e
dolce nella vallata del Riu Picocca, per poi aprirsi la strada verso il mare in un estesa piana fertile.
Per ammirare il Riu Picocca nel suo punto più spettacolare, dalla SS 125 al Km 45, si accede sulla sinistra ad
uno spiazzo sterrato in prossimità del quale vi è una casa cantoniera abbandonata. Da qui si può scendere a
piedi sino alle rive del fiume passando da un piccolo e breve sentiero praticamente adiacente alla strada. Il sentiero scende proprio davanti al punto in cui il corso d’acqua è più ampio e più profondo e dove forma quasi un
piccolo lago costeggiato da enormi massi bianchi e lisci che l’acqua continua a levigare col suo incessante scor43
I t i n e r a r i
Le acque cristalline del
Riu Picocca nel loro
scorrere incessante.
Le montagne del
Sarrabus ricoperte da
una fitta vegetazione.
Un tratto del Rio
Cannas tra la
vegetazione.
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rere sia d’inverno che d’estate. La vegetazione rigogliosa, dirada sino alla riva, dando vita a riflessi che a
seconda della stagione e al colore delle piante, donano allo specchio d’acqua colori verde scuro e giallo
ocra. Da qui, camminando per un breve tratto verso
destra, si arriva in un punto in cui il fiume è meno profondo e dove incontra delle cascatelle che vanno a
formare piccole rapide. Qui è possibile ammirare la trasparenza dell’acqua, trasparenza che rivela il fondale formato da un letto di ciottoli rosso porfido che quasi sembra intonarsi col riflesso delle cime.
Se si prosegue a costeggiare il fiume è facile incontrare qualche rifugio di pastori che spesso fanno pascolare
le loro capre sui prati erbosi vicino alle rive. Tra queste impervie montagne infatti, l’unica attività che è possibile praticare è quella dell’allevamento delle capre. Ma nei paesi più vicini, come San Priamo, Burcei,
Muravera, San Vito e Villaputzu, si sta sviluppando sempre di più il settore turistico; sono sempre più numerose le associazioni e i privati che organizzano escursioni nell’entroterra in fuoristrada, a cavallo, a piedi o in
mountain bike e che conducono gli ospiti alla scoperta di questi angoli di natura selvaggia. È poi possibile pernottare nei numerosi agriturismi della zona, che sanno offrire ancora quell’ospitalità genuina che ogni turista
è sempre lieto di ricevere.
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Impaginato RIVISTA n 20 DEF