PATI CASTELLO DI GODEGO E LORIA relazione ambientale PIANO DI ASSETTO DEL TERRITORIO INTERCOMUNALE (P.A.T.I.) DEI COMUNI DI CASTELLO DI GODEGO E LORIA RELAZIONE AMBIENTALE Comune di CASTELLO DI GODEGO DGC n. _______ DEL __.__.2008 Comune di LORIA DGC n. _______ DEL __.__.2008 CA_06_018_03_PATI Loria Castello DG_relazione ambientale.doc Pagina 1 di 54 PATI CASTELLO DI GODEGO E LORIA relazione ambientale Progettista e coordinatore Arch. Roberto Cavallin Agronomia, paesaggio, biodiversità Dott. Agr. Giovanni Claudio Corrazzin Geologia e idrogeologia Dott. Geol. Jacopo De Rossi Rischio idraulico e difesa del suolo Ing. Giuliano Zen Valutazione Ambientale Strategica e Valutazione Incidenza Ambientale Dott. Agr. Maurizio Leoni CA_06_018_03_PATI Loria Castello DG_relazione ambientale.doc Pagina 2 di 54 PATI CASTELLO DI GODEGO E LORIA relazione ambientale Indice 1 2 3 4 5 6 - Premessa – riferimenti a leggi urbanistiche ......................................................... 4 - La VAS: strumento di verifica della sostenibilità del PATI ....................................... 6 - Il territorio inquadramento fisico – morfologico e territoriale .................................. 8 - Quadro pianificatorio e programmatico PTRC – PTCP – PRG ................................. 10 – Popolazione e demografia............................................................................... 13 - Sistema ambientale e paesaggistico ................................................................. 15 6.1 Risorse Naturalistiche e Ambientali ............................................................... 15 6.1.1 Aria ................................................................................................... 15 6.1.2 Clima ................................................................................................. 15 6.1.3 Acque superficiali................................................................................. 16 6.1.4 Acque sotterranee ............................................................................... 17 6.1.5 Suolo e sottosuolo ............................................................................... 19 6.1.6 Flora, fauna e biodiversità ..................................................................... 20 6.2 difesa del suolo ......................................................................................... 21 6.3 unità di paesaggio agrario di interesse storico - culturale ................................. 22 6.4 elementi significativi del paesaggio di interesse storico .................................... 24 6.5 Centri Storici ............................................................................................. 25 7 - Sistema insediativo e attività produttive ........................................................... 26 7.1 assetto fisico funzionale .............................................................................. 26 7.2 settore produttivo primario ......................................................................... 28 7.3 settore produttivo secondario e terziario ....................................................... 31 7.4 settore turistico – ricettivo .......................................................................... 33 7.5 servizi a scala territoriale ............................................................................ 34 8 - Sistema infrastrutturale .................................................................................. 35 8.1 infrastrutture a scala sovracomunale ............................................................ 36 8.2 infrastrutture a scala locale ......................................................................... 39 9 – Impronta ecologica ....................................................................................... 42 10 - Analisi SWOT .............................................................................................. 44 11 – Obiettivi di sostenibilità ................................................................................ 53 12 – Monitoraggio .............................................................................................. 54 Allegati: - planimetria dei vicoli e dell’uso del suolo CA_06_018_03_PATI Loria Castello DG_relazione ambientale.doc Pagina 3 di 54 PATI CASTELLO DI GODEGO E LORIA relazione ambientale 1 - Premessa – riferimenti a leggi urbanistiche La Regione Veneto ha approvato nel 2004 la Legge Regionale n° 11 “Norme per il governo del territorio”, stabilendo, all’articolo 2 criteri, indirizzi, metodi e contenuti che gli strumenti di pianificazione devono avere per conseguire il raggiungimento di obiettivi relativi a: - Promozione e realizzazione di uno sviluppo sostenibile e durevole; - Tutela delle identità storico-culturali e della qualità degli insediamenti attraverso le operazioni di recupero e riqualificazione; - Salvaguardia e valorizzazione dei centri storici, del paesaggio rurale e delle aree naturalistiche; - Difesa dai rischi idrogeologici; - Coordinamento con le politiche di sviluppo di scala nazionale ed europea. In attuazione dei principi di sussidiarietà e concertazione, l’art. 5 stabilisce che i processi di formazione degli strumenti di pianificazione dovranno conformarsi al metodo del confronto e della concertazione con gli enti pubblici territoriali nonché al confronto con le associazioni economiche e sociali portatrici di rilevanti interessi sul territorio e di interessi diffusi, nonché con i gestori di servizi pubblici e di uso pubblico affinché concorrano alla definizione degli obiettivi e delle scelte strategiche individuate dallo strumento di pianificazione. Il Piano Regolatore Generale (PRG) diventa, nella nuova legge, Piano Regolatore Comunale (PRC) articolato in due diversi livelli e momenti della pianificazione: - Piano di Assetto del Territorio (PAT) o intercomunale (PATI), che delinea le scelte strategiche di assetto e di sviluppo per il governo del territorio comunale, (o in modo coordinato il territorio di più comuni attraverso il PATI), individuando le specifiche vocazioni e le invarianti di natura geologica, geomorfologia, paesaggistica, ambientale, storicomonumentale e architettonica, in conformità agli obiettivi ed indirizzi espressi nella pianificazione territoriale di livello superiore ed alle esigenze della comunità locale. Il PAT o PATI è soggetto ad approvazione Regionale (in futuro Provinciale). - Piano degli Interventi (PI) che, in coerenza e in attuazione del PAT, individua e disciplina gli interventi di tutela e valorizzazione, di organizzazione e di trasformazione del territorio programmando in modo contestuale la realizzazione di tali interventi, il loro completamento, i servizi connessi e le infrastrutture per la mobilità. Il PI è soggetto alla sola approvazione Comunale. Per la formazione del PATI i Comuni hanno la possibilità di attivare, ai sensi dell’art. 15, una procedura concertata tra i comuni, la Provincia, la Regione e altri soggetti pubblici interessati, previa sottoscrizione di un accordo di pianificazione. Il PATI è redatto sulla base di previsioni decennali e fissa gli obiettivi e le condizioni di sostenibilità degli interventi e delle trasformazioni ammissibili ed inoltre: - Coordina le scelte strategiche di rilevanza sovracomunale, in funzione delle specifiche vocazioni territoriali; - Dispone una disciplina urbanistica o edilizia unitaria per ambiti intercomunali omogenei; - Definisce un’equa ripartizione dei vantaggi e degli oneri tra i comuni interessati mediante convenzione. Particolarmente importante nella nuova legge Urbanistica Regionale è l’introduzione di alcuni innovativi strumenti che i comuni potranno utilizzare nella pianificazione urbanistica: - la perequazione urbanistica (art. 35) finalizzata all’equa distribuzione, tra i proprietari degli immobili interessati dagli interventi, dei diritti edificatori riconosciuti dalla pianificazione urbanistica e degli oneri derivanti dalla realizzazione delle dotazioni territoriali, indipendentemente dalle specifiche destinazioni d’uso assegnate alle singole aree; - La riqualificazione ambientale e il credito edilizio (art. 36) cioè la possibilità di acquisire un diritto edificatorio, come conseguenza della demolizione di opere incongrue, CA_06_018_03_PATI Loria Castello DG_relazione ambientale.doc Pagina 4 di 54 PATI CASTELLO DI GODEGO E LORIA relazione ambientale dell’eliminazione degli elementi di degrado, di interventi di miglioramento della qualità urbana, paesaggistica, architettonica e ambientale. - la compensazione urbanistica (art. 37) per l’attuazione di previsioni urbanistiche che consentano, ai proprietari di aree e di edifici oggetto di vincolo preordinato all’esproprio, di recuperare adeguata capacità edificatoria, anche nella forma del credito edilizio, su aree e/o edifici, anche di proprietà pubblica, previa cessione all’amministrazione dell’area oggetto di vincolo. In applicazione della direttiva europea 2001/42/CE la nuova legge Urbanistica Regionale ha altresì previsto, durante il processo di formazione del PAT o PATI la parallela redazione della Valutazione Ambientale Strategica (VAS) per la valutazione degli effetti derivanti dall’attuazione degli stessi. Per l’avvio del processo di formazione degli strumenti urbanistici e territoriali la nuova Legge Urbanistica Regionale (ed i relativi atti d’indirizzo) richiedono la predisposizione della Relazione Ambientale che fornisce una prima analisi iniziale dello stato del territorio e del Documento Preliminare che definisce gli obiettivi generali e le conseguenti scelte strategiche (intese come indicazioni programmatiche di carattere generale da precisare nelle successive fasi di pianificazione), nonché le indicazioni per lo sviluppo sostenibile e durevole. CA_06_018_03_PATI Loria Castello DG_relazione ambientale.doc Pagina 5 di 54 PATI CASTELLO DI GODEGO E LORIA relazione ambientale 2 - La VAS: strumento di verifica della sostenibilità del PATI La valutazione ambientale strategica é un procedimento che comporta “l’elaborazione di un rapporto di impatto ambientale, lo svolgimento di consultazioni, la valutazione del rapporto ambientale e dei risultati delle consultazioni nell’iter decisionale e la messa a disposizione delle informazioni” (art. 2, lettera b direttiva 2001/42/CE del 27.06.2001), per “garantire un elevato livello di protezione dell’ambiente e contribuire all’integrazione di considerazioni ambientali all’atto dell’elaborazione e dell’adozione di piani e programmi al fine di promuovere lo sviluppo sostenibile” (art. 1 direttica 2001/42/CE), nonché la disciplina della fase di monitoraggio per il controllo degli effetti ambientali significativi dell’attuazione del Piano. Si tratta quindi di una procedura che segue la pianificazione lungo tutto il suo iter perseguendo la finalità di indirizzarla a obiettivi di sviluppo che puntino a soddisfare le condizioni di sostenibilità ambientale. La VAS, mettendosi in relazione con le scelte urbanistico – ambientali del Piano di Assetto del Territorio, consente: • di individuare gli effetti ambientali della pianificazione; • di indicare gli obiettivi di qualità ambientale che si intendono perseguire; • di avviare il monitoraggio degli effetti attraverso l’uso di indicatori della qualità e/o dell’evoluzione dell’ambiente. La valutazione ambientale strategica (di seguito denominata VAS ) rappresenta lo strumento di integrazione tra le esigenze di promozione dello sviluppo sostenibile e di garanzia di un elevato livello di protezione dell’ambiente. L’articolo 4 della LR 11/2004, indica il Piano di Assetto del Territorio Intercomunale (P.A.T.I.) tra gli strumenti urbanistici da sottoporre alla VAS, che permetterà di evidenziare la congruità del Piano rispetto agli obiettivi di sostenibilità, di valutare le alternative assunte nell’elaborazione, gli impatti potenziali, le misure di mitigazione e/o di compensazione da inserire nel piano. In mancanza dell’atto di indirizzo di cui all’art 46, comma 1, lettera a) della L.R. 11/2004 “Criteri e modalità di applicazione della VAS”, si terrà conto, oltre che della direttiva 2001/42/CE, dei seguenti riferimenti normativi: - DGR 2988 del 01.10.2004 “Primi indirizzi operativi per la V.A.S. di piani e programmi della Regione del Veneto”. - Ministero dell’Ambiente – Linee guida per la VAS - Codice dei beni culturali e del paesaggio (DL 42/2004) - Enplan – valutazione ambientale di piani e progetti – progetto per la messa a punto della metodologia VAS – Regione Emilia Romagna e altre - DGR 3262 del 24.10.2006 - Guida metodologica per la Valutazione Ambientale Strategica. Procedure e modalità operative. La presente relazione ambientale iniziale é prevista come fase di avvio della procedura di V.A.S.ed é volta a fornire le prime indicazioni sullo stato attuale dell'ambiente, con la specificazione dei temi significativi, da tenere presente ed approfondire con la redazione del rapporto ambientale. Di seguito si indicano le fasi operative della V.A.S., al fine di rendere maggiormente comprensibile la procedura: a) definizione di obiettivi, finalità e priorità, sulla base del documento preliminare, adottato dalla Giunta Comunale e della relazione ambientale iniziale. b) redazione della proposta di rapporto ambientale, che descrive lo stato dell’ambiente sulla base di indicatori, individuati tenuto conto delle peculiarità del territorio in esame e delle più significative pressioni cui è sottoposto; individua obiettivi ed azioni strategiche; CA_06_018_03_PATI Loria Castello DG_relazione ambientale.doc Pagina 6 di 54 PATI CASTELLO DI GODEGO E LORIA relazione ambientale c) valutazione ambientale di sostenibilità: si tratta di valutare le azioni di piano, in termini di significatività degli effetti ambientali. La valutazione quantitativa sarà effettuata sulla base di un set di indicatori descrittivi e di performance e analizzerà le possibili linee di sviluppo insediativo, secondo scenari alternativi; d) Valutazione di incidenza ambientale: si tratta di valutare gli eventuali effetti significativi sulle componenti dei SIC/ZPS generati dalle previsioni di piano, mediante schede di impatto e indicatori ambientali; data la differente procedura di valutazione, la VincA sarà sviluppata in modo attinente, ma distinto; e) Mitigazioni e compensazioni: si individuano le misure atte a migliorare la compatibilità delle previsioni di piano con la capacità di carico del territorio e con gli obiettivi di sviluppo sostenibile da perseguire. In questa fase si ricerca una adeguata soluzione ai possibili conflitti tra obiettivi ambientali, sociali ed economici del piano; f) Monitoraggio: il processo di VAS non si limita all’approvazione del piano, ma controlla gli effetti ambientali generati dall’attuazione del piano, al fine di individuare tempestivamente gli effetti negativi imprevisti e di apportare misure correttive adeguate. Il sistema di monitoraggio va relazionato alle componenti ambientali prioritarie, caratterizzate da impatti ambientali misurabili . Il monitoraggio consiste nella periodica verifica di un set di componenti ambientali e di aree sensibili, attraverso adeguati indicatori di stato e di pressione. CA_06_018_03_PATI Loria Castello DG_relazione ambientale.doc Pagina 7 di 54 PATI CASTELLO DI GODEGO E LORIA relazione ambientale 3 - Il territorio inquadramento fisico – morfologico e territoriale I comuni di Castello di Godego e Loria sono situati sul confine sud-ovest della provincia di Treviso, dove si incontrano i confini tra le province di Vicenza e Padova. Tavola 1: inquadramento territoriale (Fonte: elaborazione Cavallin Associati) Tavola 2: ambiti di competenza consorzi di bonifica (Fonte: elaborazione Cavallin Associati) CA_06_018_03_PATI Loria Castello DG_relazione ambientale.doc Pagina 8 di 54 PATI CASTELLO DI GODEGO E LORIA relazione ambientale Entrambi i comuni ricadono nell’ambito di competenza di due Consorzi di Bonifica, il Pedemontano Bretella di Pederobba e il Pedemontano Brenta. Il Comune di Castello di Godego confina con i comuni di Loria, Rise Pio X (TV), Castelfranco Veneto (TV) e San Martino di Lupari (PD). Il Comune di Loria confina con i comuni di Castello di Godego, San Martino di Lupari (PD), Galliera Veneta (PD), Rossano Veneto (VI), Cassola (VI), Mussolente (VI), San Zenone degli Ezzelini (TV) e Riese Pio X (TV). Castello di Godego non ha frazioni mentre a Loria sono presenti, oltre al capoluogo, le frazioni di Ramon, Castione e Bessica. Il territorio dei due comuni misura rispettivamente Kmq 17,98 Castello di Godego e Kmq. 23,18 Loria per complessivi 41,16 kmq ed ha un andamento pianeggiante con quote che variano da m. 90,5 slm. a nord-ovest di Loria a m. 44,8 a sud-est di Castello di Godego. Il territorio è attraversato con direttrice sud est – nord ovest dalla strada regionale n° 245 “Castellana” e dalla linea ferroviaria Venezia – Trento e in direzione nord – sud dalla strada provinciale n° 20 “di Fonte”; inoltre Loria è attraversata con direttrice est – ovest dalla strada provinciale n° 95 “Baroni”. Entrambi i comuni ricadono nell’area pedemontana con sistema insediativo caratterizzato da relazioni di tipo metropolitano a struttura diffusa. Il territorio di entrambi i comuni ricade nella fascia di ricarica degli acquiferi ed è attraversato con direttrice nord - sud dal torrente Muson che lambisce l’area di rilevante interesse paesaggistico dei Prai di Castello di Godego. Tavola 3: ambito ZPS Prai di Castello di Godego (Fonte: elaborazione Cavallin Associati) CA_06_018_03_PATI Loria Castello DG_relazione ambientale.doc Pagina 9 di 54 PATI CASTELLO DI GODEGO E LORIA relazione ambientale 4 - Quadro pianificatorio e programmatico PTRC – PTCP – PRG La nuova legge Urbanistica Regionale all’art. 3 stabilisce che il governo del territorio si attua attraverso la pianificazione di livello comunale, provinciale e regionale. I diversi livelli devono essere tra loro coordinati nel rispetto dei principi di sussidiarietà e coerenza; in particolare, ciascun piano indica il complesso delle direttive per la redazione degli strumenti di pianificazione di livello inferiore e determina le prescrizioni e i vincoli automaticamente prevalenti. Ia pianificazione è così articolata: - Piano Territoriale Regionale di Coordinamento (PTRC); - Piano territoriale di coordinamento provinciale (PTCP); - Piano di assetto del territorio comunale (PAT) e piano degli interventi comunali (PI), che costituiscono il piano regolatore comunale, il piano di assetto del territorio intercomunale (PATI) e i piani urbanistici attuativi (PUA). Piano territoriale regionale di coordinamento (PTRC) Il PTRC attualmente vigente risale ai primi anni 90. Nel 2004 la regione Veneto ha predisposto il “documento programmatico preliminare” ed ha avviato le consultazioni. Il nuovo PTRC è in fase di completamento e la prima versione ufficiale dovrebbe essere presentata entro l’estate 2007. Il nuovo PTRC definisce 8 grandi obbiettivi essenziali. 1) un riorientamento delle politiche di sviluppo in chiave di “spazio europeo” in un contesto che vede perdere di significato i vecchi confini geografici; 2) il rafforzamento della capacità di competere del sistema economico regionale definendo i settori da sviluppare, come le nuove tecnologie, nano e bio tecnologie, alimentare, turismo/ospitalità, servizi; 3) la capacità di tutelare le risorse territoriali fondamentali e non riproducibili come natura, cultura, storia; 4) la valorizzazione delle città venete come “motore di futuro”, favorendo la razionalizzazione dei nuovi poli urbani (Centri commerciali, Direzionali ecc.), la trasformazione delle grandi aree produttive (Marghera, ZIP di Padova, e ZAI di Verona), la definizione dei cosiddetti “servizi rari” come parchi tecnologici e scientifici, fiere, aree per il settore medicale) , il recupero delle periferie urbane degradate e la limitazione dell’uso del suolo per lo sviluppo insediativo; 5) la definizione, derivandola dal Piano Regionale Trasporti, della rete della mobilità “fast”, vale a dire la logistica, il sistema aeroportuale, i corridoi europei, la portualità; e della mobilità “slow”, vale a dire canali navigabili, strade romantiche, piste ciclabili, alte vie, percorsi tematici ed enogastronomici, nonché l’individuazione di “corridoi energia” e delle reti tecnologiche; 6) la salvaguardia del patrimonio rurale e l’individuazione degli interventi per valorizzare l’agricoltura di qualità; 7) l’indicazione della rete ecologica del Veneto, da raccordare a quella europea costituita da parchi naturali e territori ad elevata naturalità; 8) l’individuazione dei “sistemi di paesaggio” come strumenti per favorire interventi mirati di restauro e valorizzazione territoriale alla ricerca di una nuova e moderna sintesi di cultura e natura, e di un nuovo e moderno equilibrio tra uomo e ambiente. Il PTRC, nel documento programmatico preliminare effettua una classificazione tipologica dei comuni del veneto sulla base dei loro caratteri distintivi. CA_06_018_03_PATI Loria Castello DG_relazione ambientale.doc Pagina 10 di 54 PATI CASTELLO DI GODEGO E LORIA relazione ambientale Entrambi e comuni di Castello di Godego e Loria rientrano nel 5° gruppo, che comprende i comuni che incarnano in modo emblematico i caratteri prevalenti del modello veneto. Il profilo è caratterizzato dall’elevata diffusione delle unità locali dell’industria e dalla scarsa diffusione di servizi rari. I loro caratteri distintivi sono il numero dei componenti delle famiglie, l’andamento della popolazione e l’alta quota percentuale delle unità locali dell’industria. Piano territoriale di coordinamento provinciale (PTCP) Nel 2006 la Provincia di Treviso ha presentato il progetto preliminare avente valore di “stato di avanzamento” del PTCP nel quale sono indicati obiettivi generali e obiettivi specifici della pianificazione. Nel Maggio 2007 la Provincia ha presentato il “Documento di Piano che rappresenta il progetto di PTCP nella sua veste quasi definitiva. Gli obiettivi generali fanno riferimento prevalentemente agli assi 1 e 2 del Piano Strategico, ovvero: o potenziare il sistema infrastrutturale e il trasporto pubblico per migliorare la capacità competitiva; o realizzare un sistema di gestione del territorio equo, sostenibile, e innovativo. Gli obiettivi generali sono i seguenti: - riordino e riqualificazione delle aree urbanizzate esistenti; - ridotto consumo di nuovo suolo; - valorizzazione e tutela delle aree naturalistiche, SIC e ZPS; - costruzione di una rete ecologica; - riassetto idrogeologico del territorio; - realizzazione di nuove infrastrutture; - trasformazione di infrastrutture esistenti; - valorizzazione del turismo; - recupero delle valenze monumentali; - valorizzazione e tutela del territorio agroforestale; - protezione e difesa da inquinamento; - protezione civile; Gli obiettivi specifici più significativi in relazione al territorio del PATI sono i seguenti: - riassetto delle localizzazioni insediative; - razionalizzazione delle aree produttive; - realizzazione di una rete ecologica che minimizzi il grado di frammentazione del territorio; - ridurre la congestione stradale che caratterizza gran parte del territorio provinciale regionale; - aumentare l’accessibilità alle diverse aree del territorio; - raggiungere un più elevato grado di sicurezza per la circolazione stradale; - ottimizzare le condizioni di circolazione mediante l’eliminazione di caratterizzati da una limitata capacità di deflusso del traffico; - incentivare e promuovere il turismo all’interno della provincia; - valorizzare il patrimonio architettonico e paesaggistico presente e rilanciare e sostenere le funzioni commerciali e residenziali dei Centri Storici e delle aree urbane; - recupero (salvataggio) e riutilizzazione delle Ville Venete e dei Monumenti isolati presenti nel territorio; CA_06_018_03_PATI Loria Castello DG_relazione ambientale.doc Pagina 11 di 54 punti singolari PATI CASTELLO DI GODEGO E LORIA relazione ambientale - impedire un’ulteriore erosione del paesaggio storico e delle risorse naturalistiche; - nei cicli industriali e in agricoltura eliminare o almeno ridurre al massimo le situazioni di inquinamento. Entrambi i comuni rientrano inoltre nell’area obiettivo A – Intensificazione industriale agglomerativa nei quali si ritiene utile favorire una crescita produttiva. Piani Regolatori comunali Il comune di Castello di Godego è dotato di Piano Regolatore Generale approvato con delibera della Giunta Regionale n° 2482 del 28.07.2000. Dopo l’entrata in vigore della variante generale sono state apportate n° 18 varianti parziali di modesta entità. Il comune di Loria è dotato di Piano Regolatore Generale approvato con delibera della Giunta Regionale n° 2530 del 13.09.2002. Dopo l’entrata in vigore della variante generale sono state apportate n° 9 varianti parziali tra cui 8 di modesta entità ed una di maggiore rilevanza destinata alla regolamentazione di dettaglio delle aree del centro storico. Entrambi i PRG hanno introdotto, in modo parziale ed in via sperimentale interventi regolati dalla perequazione urbanistica. CA_06_018_03_PATI Loria Castello DG_relazione ambientale.doc Pagina 12 di 54 PATI CASTELLO DI GODEGO E LORIA relazione ambientale 5 – Popolazione e demografia La popolazione a Castello di Godego e di Loria è di n° 6.659 e n° 8.466 al 01.01.2005 La densità della popolazione é pressoché uguale nei due comuni e si attesta su valori di 370 abitanti/kmq. per Castello di Godego e di 365 abitanti/kmq. per Loria, livello superiore del 10% al dato medio della Provincia di Treviso (339 abitanti/kmq.). Tavola 4: popolazione residente – variazione demografica Comuni ed aree Altivole Castelfranco Veneto Castello di Godego Loria Resana Riese Pio X Vedelago Castellana Provincia Treviso Veneto Popolazione residente 1982 5.038 28.821 5.566 6.655 5.915 7.255 12.141 71.391 731.148 4.381.393 Popolazione residente 2005 6.377 32.831 6.659 8.466 8.166 10.181 14.904 87.584 849.355 4.738.313 Variazione + 1.339 + 4.010 + 1.093 + 1.811 + 2.251 + 2.926 + 2.763 + 16.193 + 118.207 + 356.920 % Variazione + 27 + 14 + 20 + 27 + 38 + 40 + 23 + 23 + 16 +8 Fonte: ISTAT dati anagrafici al 01.01.1982 – 01.01.2005 Tavola 5: popolazione residente – densità demografica Comuni ed aree Altivole Castelfranco Veneto Castello di Godego Loria Resana Riese Pio X Vedelago Castellana Provincia Treviso Regione Veneto Popolazione residente 2005 stranieri 6.377 32.831 6.659 8.466 8.166 10.181 14.904 87.584 731.148 4.381.393 533 2.383 460 701 717 827 953 6.574 65.546 287.732 % stranieri residenti 8,4 7,3 6,9 8,3 8,8 8,1 6,4 7,4 7,8 6,6 Densità popol. residente ogni Kmq 291 645 370 365 327 331 241 378 339 256 Fonte: ISTAT dati anagrafici al 01.01.2005 Nell'ultimo ventennio (1982/2005) la popolazione é aumentata del 20 e del 27% rispettivamente a Castello di Godego e Loria, con un trend positivo più accentuato rispetto al dato medio provinciale (+ 16%). La pressione demografica é quindi elevata, come in tutta l'area centrale della pianura veneta, sostenuta anche dalla presenza di stranieri, che rappresentano il 6,9 e l’8,3% rispettivamente a Castello di Godego e Loria. CA_06_018_03_PATI Loria Castello DG_relazione ambientale.doc Pagina 13 di 54 PATI CASTELLO DI GODEGO E LORIA relazione ambientale Famiglie Dall’analisi dei dati sulle famiglie residenti risulta evidente la tendenza alla diminuzione del numero medio di componenti per famiglia contrapposta all’aumento del numero complessivo di famiglie. Queste ultime presentano una crescita più consistente rispetto alla crescita del numero dei residenti. Tavola 6: famiglie Comuni ed aree Altivole Castelfranco Veneto Castello di Godego Loria Resana Riese Pio X Vedelago Castellana Famiglie 1991 Famiglie 2005 1.675 9.804 1.824 2.070 2.135 2.585 3.953 24.046 Var. % 2.232 12.722 2.258 2.937 3.185 3.606 5.265 32.205 33,3 29,8 23,8 41,9 49,2 39,5 33,2 33,9 Componenti per famiglia 1991 3,3 3,0 3,3 3,4 3,0 3,2 3,3 3,1 Componenti per famiglia 2005 2,9 2,6 3,0 2,9 2,6 2,9 2,9 2,7 Fonte dati: ISTAT – Censimento popolazione 2001 La tendenza lascia presupporre che nel prossimo decennio in entrambi i comuni il numero medio di componenti per famiglia continui a diminuire con un ulteriore aumento del numero complessivo di famiglie con crescita superiore, in proporzione, alla crescita dei residenti. Livello di istruzione Un indicatore del livello di istruzione significativo é l'incidenza dei laureati e dei diplomati sulla popolazione residente. Il dato per Castello di Godego é del 25,30% e scende al 20,60% per Loria, quest'ultimo nettamente inferiore al dato medio dell’area della Castellana pari al 24,45%. Tavola 7: livello di istruzione della popolazione residente. Comuni ed aree Altivole Castelfranco Veneto Castello di Godego Loria Resana Riese Pio X Vedelago Castellana % laureati 2,36 7,75 3,58 2,35 2,79 2,98 2,53 3,48 % diplomati 20,77 25,00 21,72 18,25 18,60 21,80 20,63 20,97 Fonte dati: ISTAT – Censimento popolazione 2001 CA_06_018_03_PATI Loria Castello DG_relazione ambientale.doc Pagina 14 di 54 % alfabeti senza titolo di studio 8,79 6,98 7,16 8,06 8,27 8,76 8,44 8,07 % analfabeti 0,43 0,40 0,27 0,36 0,45 0,18 0,34 0,35 PATI CASTELLO DI GODEGO E LORIA relazione ambientale 6 - Sistema ambientale e paesaggistico 6.1 Risorse Naturalistiche e Ambientali 6.1.1 Aria I problemi di inquinamento dell’aria sono dovuti al traffico veicolare, agli impianti termici e ai processi di combustione dell’industria. Il Dm 60/2002, di recepimento delle direttive comunitarie in materia, ha introdotto, oltre ai valore limite di componenti convenzionali, quali anidride solforosa, ossidi di azoto, ossido di carbonio, polveri totali sospese, altri indicatori, strettamente correlati alla salubrità dell’aria. Si tratta delle cosiddette polveri sottili (PM10 e PM 2,5) e del benzene. Inoltre il Dlg 183/2004 recependo la Direttiva Europea 2002/3/CE ha fissato gli obiettivi a lungo termine per la protezione della salute umana e della vegetazione dall'ozono. Il monitoraggio della qualità dell'aria é effettuato a scala regionale dall'ARPAV. Non vi sono attualmente dati o indagini specificamente riferite al territorio di Castello di Godego e di Loria. Come in tutti i comuni della pianura veneta – padana, anche nell'area in esame assume rilevanza il livello di PM10; pur non essendo disponibili dati riferiti al territorio comunale, i monitoraggi realizzati da parte dell’ARPAV a scala provinciale evidenziano valori di PM10 superiori ai limiti previsti, per periodi anche prolungati, concentrati in nel periodo autunno – invernale. Il parametro attualmente in vigore, vale a dire il numero di superamenti della soglia massima per non più di 35 giorni(anno) viene costantemente oltrepassato in tutta l’area di pianura del Veneto. Il Piano di Tutela e Risanamento dell’Atmosfera della Regione Veneto definisce la nuova zonizzazione del territorio regionale approvata con DGR 3195 del 17.10.2006: i comuni di Castello di Godego e di Loria, sono inclusi nella zona A1 - con emissività compresa tra 7 e 20 t/anno per kmq., inferiore quindi alle aree a maggior densità abitativa. Il più vicino punto di monitoraggio é quello sito in Castelfranco Veneto (sede ARPAV) e classificato come stazione di background rurale, confrontabile con il territorio di Castello di Godego e di Loria; i parametri rilevati sono gli ossidi di azoto e l'ozono: per quest'ultimo i valori medi del 2005 sono inferiori alle soglie limite poste dalla vigente normativa. Per l'ozono i valori si attestano nettamente al di sotto della soglia di allarme ora prevista per la popolazione. L’obiettivo a lungo termine per la protezione della vegetazione dall'ozono, fissato a partire dal 2013, indica limiti che attualmente vengono superati. A scala territoriale del P.A.T.I. va evidenziata la presenza di viabilità ad elevato traffico veicolare, quali la S.R. Castellana, che interseca il centro abitato di Castello di Godego. Anche le attività produttive presentano specificità e consistenza tali da suggerire un puntuale approfondimento. 6.1.2 Clima La collocazione nell'estremità occidentale della Provincia di Treviso del territorio in esame determina una accentuazione della continentalità, rispetto alla restante area della pianura trevigiana, evidenziata da maggior escursione termica e da più elevata frequenza di precipitazioni nevose. I dati medi poliennali rilevati presso la stazione agrometeorologica dell’ARPAV di Castelfranco Veneto (posta immediatamente a sud rispetto al territorio in esame indicano precipitazioni medie annue pari a 1056 mm., con una media di 90 giorni piovosi e temperatura media annua di 12,8 C°, con minime di – 2,2 C° a febbraio e massime di 30,7 C° ad agosto. Un aspetto da considerare attentamente é la maggior frequenza di precipitazioni eccezionali, con piovosità concentrata nell'arco di poche ore, il ché genera ricadute negative sull'assetto idraulico del territorio, con possibili allagamenti ed esondazioni. CA_06_018_03_PATI Loria Castello DG_relazione ambientale.doc Pagina 15 di 54 PATI CASTELLO DI GODEGO E LORIA relazione ambientale 6.1.3 Acque superficiali Dal punto di vista dell’idrografia superficiale il territorio di Loria e Castello di Godego origina un numero relativamente limitato di corsi d’acqua, a causa soprattutto della notevole permeabilità dei terreni in quanto si hanno, normalmente, rapide infiltrazioni delle acque meteoriche nel sottosuolo. I corsi d’acqua corrono generalmente in direzione da nord-ovest a sud-est; i più importanti sono il sistema Giaron-Pighenzo-Brenton ed il Muson. Sul territorio dei due Comuni esistono sostanzialmente quattro tipologie di corsi d’acqua: 1) i corsi d’acqua naturali. In questa tipologia sono da annoverare i medi corsi d'acqua (Muson e Giaron-Pighenzo-Brenton) e alcuni piccoli corsi d’acqua (Lugana, Avenale, Viazza, ecc..) tributari dei precendenti; tutti i corsi d'acqua naturali, particolarmente i piccoli, sono caratterizzati da un regime di deflusso che dipende sostanzialmente dalla fenomenologia pluviometrica. 2) i corsi d’acqua artificiali. In questa tipologia annoveriamo i corsi d’acqua aventi funzione mista: funzione di drenaggio in caso di pioggia, funzione di utilizzo irriguo durante il periodo siccitoso. Detti corsi d’acqua sono regolarizzati dall’uomo e sono localizzati per la maggior parte in destra Muson (roggia Brentellona, Balbi, Garzona, ecc…); 3) vie d’acqua minori. Si tratta dei fossati privati in area agricola, delle scoline stradali e delle condotte di fognatura bianca (queste ultime sviluppatesi particolarmente negli ultimi decenni in conseguenza dello sviluppo urbanistico del territorio); 4) abbiamo infine le vie d’acqua abbandonate. Si tratta di vecchi percorsi idrici costruiti dall'uomo e risalenti anche a qualche secolo or sono; vennero costruiti soprattutto per esigenze legate alla lavorazione della farina (molini e ruote). Dette vie d’acqua sono attualmente parzialmente declassate al rango di vie d’acqua minori e sono in genere in completo stato di abbandono; inoltre, per essere in buona parte pensili rispetto al territorio circostante danno contributi al drenaggio generalmente trascurabili in caso di pioggia. Il torrente Muson nasce dal versante nord dei colli asolani; il bacino corrispondente, pur presentando una discreta permeabilità media, fornisce sensibili portate di piena soprattutto per la ramificazione della rete e per le condizioni geomorfologiche e di copertura vegetale che agevolano la formazione del deflusso superficiale. Il Lastego, che si immette nel Muson poco prima di Loria, presenta un bacino a conformazione allungata e con una estensione di circa 1.950 ha; a nord viene alimentato da una zona montana con elevatissime pendenze e scarsa vegetazione. Alla confluenza col Muson i contributi specifici di piena del Lastego sono confrontabili con quelli dello stesso Muson pur essendo l'area tributaria poco meno della meta'; infatti la morfologia del bacino del Muson evidenzia l'esistenza di tempi di corrivazione potenzialmente minori, ma il bacino del Lastego risente fortemente delle elevate pendenze presenti nella parte montana. Tra la confluenza con il Lastego (poco prima di entrare in Loria) e la confluenza col Brenton (presso i confini fra Castello di Godego e Castelfranco Veneto) il Muson riceve alcuni torrenti minori che nascono nella parte alta della conoide del Brenta. In questa zona si puo' inserire anche il sistema Volone-Musoncello che, alimentandosi sempre dalla pedemontana, si esaurisce via verso sud trasferendo localmente al Muson parte delle stesse acque con manufatti di troppo pieno ed immettersi infine, ormai con portata insignificante o quasi nulla, nel sistema dell'Avenale a Castelfranco Veneto (dopo aver sottopassato il Muson a Castello di Godego alla botte di San Pietro). Complessivamente gli apporti diretti al Muson provenienti da quest'ultima area interessano una superficie tributaria di circa 3.500 ha. Il Giaron nasce dal massiccio del Monte Grappa; in Comune di Loria il Giaron prende il nome di Pighenzo e infine, entro il territorio di Castello di Godego, il corso d'acqua assume il nome di Brenton. Il sistema Giaron-Pighenzo-Brenton, nella alta pianura, riceve gli apporti di alcuni torrenti minori quali il Martignon, la Semonzana e la Lugana mentre nel basso corso si ingrossa con gli apporti provenienti dalla rete irrigua di pianura che fa' capo al Consorzio Pedemontano Brentella di Cittadella. Durante i grandi eventi di pioggia tale rete irrigua veicola lo smaltimento delle acque meteoriche in eccesso tramite numerose rogge. Per quanto riguarda le vie d'acqua minori ricomprese nei territori di Castello di Godego e Loria, vengono citate: 1) la Lugana: fin dall'epoca veneziana la Lugana segna il confine di Bessica, Loria e Ramon con Cassola e Rossano Veneto. Si origina presso Mussolente (da una piccola sorgente collocata a sud- CA_06_018_03_PATI Loria Castello DG_relazione ambientale.doc Pagina 16 di 54 PATI CASTELLO DI GODEGO E LORIA relazione ambientale est del colle San Martino-Rocca di Semonzo) e si esaurisce nelle campagne di Castion di Loria. Negli ultimi anni, a nord di Bessica, la Lugana e' stata dotata di una cassa di espansione per laminare le piene. 2) il Volone venne costruito dall'uomo per ricavare forza motrice. La sorgente del Volone e' situata presso le colline di Mussolente; il corso d'acqua attraversa Bessica ad est del centro ed infine attraversa Loria per confluire nel Musonello. Nel secolo XVIII, a nord di Loria vennero installati lungo il percorso del Volone ben 5 mulini (uno a Casoni di Mussolente, due in territorio di San Zenone degli Ezzelini, uno a Bessica ed infine uno a Loria). 3) la Viazza. La Viazza trae origini dalle campagne di San Zenone degli Ezzelini, a nord di Loria. In Loria la Viazza confluisce nel Muson dopo aver costeggiato via Callata. L'acqua della Viazza e' soprattutto d'origine meteorica e il corso d'acqua e' secco per la maggior parte dell'anno. 4) la roggia Musonello. Tra i corsi d'acqua abbandonati va' evidenziata, se non altro per la sua importanza storica, la roggia Musonello; la roggia origina a Spineda e attraversa i settori orientali di Loria, Ramon, Castello di Godego e Villarazzo di Castelfranco Veneto. A Godego il Musonello sottopassa attraverso la botte a sifone di San Pietro lo stesso Muson. Il Musonello confluisce nel torrente Avenale in corrispondenza al centro storico di Castelfranco Veneto. Il Musonello, dall'età medievale sino al secolo XIX ebbe un ruolo importante per le economie di Loria e Castello di Godego: ben 11 mulini e 32 ruote nel XVI secolo, addirittura 12 mulini e 33 ruote si contavano a meta' del diciannovesimo secolo. Il monitoraggio delle acque superficiali dell'ARPAV e della provincia attribuisce una qualità biologica buona al Muson dei Sassi, mentre appare più critica la situazione del Musonello. 6.1.4 Acque sotterranee Nell’area dei due comuni si verifica la presenza di una sola falda acquifera freatica unitaria il cui livello si pone a profondità medie rispetto al p.c. digradanti da 35 m nell’estremo settore nordoccidentale di Loria, a 15 m verso il settore sud-est del comune di Castello di Godego. Le direzione di deflusso in zona risulta sensibilmente diversa rispetto a quella generale della pianura Veneta (comunemente orientata da NNW verso SSE) in quanto verifica un andamento da WNW verso ESE. La figura seguente riporta un estratto della “Carta idrogeologica dell’alta pianura veneta dove sono rappresentate le curve ad isofreatiche, le direzioni di deflusso, il limite superiore della fascia delle risorgive. CA_06_018_03_PATI Loria Castello DG_relazione ambientale.doc Pagina 17 di 54 PATI CASTELLO DI GODEGO E LORIA relazione ambientale Tavola 8: carta idrogeologica dell'alta pianura veneta Fonte: A. Dal Prà. CNR 1983 Il fattore principale da cui dipende la ricarica della falda acquifera risiede nelle dispersioni in alveo dei fiumi maggiori e dei torrenti locali, oltre che dalla infiltrazione delle irrigazioni e della pioggia diretta, fattori agenti in conseguenza della elevatissima permeabilità di suolo e sottosuolo nella maggior parte del territorio di alta pianura. Il monitoraggio dei pozzi effettuato da ARPAV evidenzia una presenza di nitrati nelle acque di falda, tanto che la classe di qualità attribuita varia da mediocre a scadente. Tale classificazione, che riguarda tutta l'alta pianura irrigua veneta ad elevato carico zootecnico, é correlata alla elevata vulnerabilità delle falde, nell’area di ricarica degli acquiferi. A conferma va segnalato che tutto il territorio di entrambe i comuni é classificato come zona vulnerabile dai nitrati. La rilevante presenza di allevamenti zootecnici richiede una verifica del carico di peso vivo, in rapporto allo spargimento agronomico di liquami zootecnici. Un altro aspetto da approfondire é la compatibilità delle attività produttive in zona impropria. È quindi opportuno favorire l’implementazione delle politiche di tutela, in sinergia con gli altri enti competenti e incrementare gli insediamenti serviti da rete fognaria, oltre che accompagnare il trasferimento delle attività produttive ad elevato impatto ubicate in zona impropria. CA_06_018_03_PATI Loria Castello DG_relazione ambientale.doc Pagina 18 di 54 PATI CASTELLO DI GODEGO E LORIA relazione ambientale 6.1.5 Suolo e sottosuolo Caratteri generali del territorio Dal punto di vista geologico stratigrafico ed idrogeologico il territorio dei due Comuni può essere trattato in forma unitaria, verificando caratteristiche del tutto omogenee. Esso appartiene all’unità geologico-stratigrafica ed idrogeologica detta di Alta Pianura Veneta, dove con tale definizione si intende tutta la fascia di pianura compresa tra il piede dei rilievi prealpini ed il limite superiore della cosiddetta fascia dei fontanili. L'elemento strutturale principale dell'Alta e Media Pianura è rappresentato dalle grandi conoidi alluvionali ghiaiose depositate dai corsi d'acqua (nella zona in oggetto Brenta e Piave) in tempi in cui il loro regime era nettamente diverso da quello attuale, caratterizzato soprattutto nelle fasi interglaciali da portate molto elevate per causa dello scioglimento dei ghiacciai e da un trasporto solido imponente ad opera dello smantellamento degli apparati morenici che intasavano le valli prealpine. Lungo la fascia pedemontana si riconoscono varie conoidi sovrapposte in quanto originate da fasi diverse dello stesso fiume, compenetrate sui fianchi con le conoidi dei fiumi vicini; ne risulta così un sottosuolo interamente costituito da materiali sciolti a granulometria prevalentemente grossolana per diverse centinaia di metri di profondità. Le conoidi ghiaiose dei vari corsi d'acqua si spinsero a valle per distanze differenti in funzione dei diversi caratteri idraulici di ciascun corso d'acqua nelle diverse fasi climatiche; le conoidi più antiche, e quindi più profonde, si spinsero generalmente in aree più lontane rispetto alle vallate alpine. Scendendo verso valle rispetto all’area in questione, lo spessore complessivo delle ghiaie diminuisce progressivamente: i singoli letti ghiaiosi si assottigliano sempre più e la maggior parte di essi si esaurisce entro banchi di materiali limoso-argillosi derivanti da deposizione di sedimenti in ambiente lacustre o lagunare; il sottosuolo quindi non risulta più uniformemente ghiaioso, bensì caratterizzato da alternanze di livelli ghiaiosi e livelli limoso-argillosi. La situazione stratigrafica appena descritta viene graficamente illustrata nella figura seguente relativa ad una sezione litostratigrafia passante qualche chilometro ad Est del territorio dei due comuni. Tavola 9: sezione litostratigrafica Nord Loria Castello di G. Sud Alla suddetta situazione geologico-stratigrafica generale, generatasi come già detto durante le fasi glaciali ed integraciali, si sovrappone una fase più recente e successiva alle glaciazioni che interessa localmente soltanto una porzione più superficiale del sottosuolo: A causa di eventi CA_06_018_03_PATI Loria Castello DG_relazione ambientale.doc Pagina 19 di 54 PATI CASTELLO DI GODEGO E LORIA relazione ambientale alluvionali collegati a frequenti divagazioni d’alveo di corsi d’acqua locali e minori, si depositarono in aree limitate e spesso ad andamento nastriforme, depositi costituiti prevalentemente da materiali fini di tipo sabbioso-limoso ed argilloso. Tali depositi, presenti per spessori al massimo di 4-5 metri, vengono riconosciuti in particolare nel settore orientale del territorio in oggetto, in corrispondenza di una fascia ad Est dell’alveo attuale del Torrente Muson. La suddetta situazione litostratigrafia condiziona evidentemente l’assetto idrogeologico del territorio: il materasso ghiaioso dell’alta pianura alloggia il cosiddetto acquifero freatico indifferenziato. 6.1.6 Flora, fauna e biodiversità Come in tutte le aree della pianura padano - veneta ad elevata antropizzazione, anche il territorio di Castello di Godego e di Loria é caratterizzato da una limitata presenza di zone a buona naturalità. La vegetazione forestale planiziale originaria, un tempo estesa su gran parte della pianura veneta, é stata progressivamente sostituita dalle coltivazioni agricole, che hanno occupato la maggior parte degli spazi aperti: le formazioni di maggior interesse dal punto di vista naturalistico sono le siepi campestri e i prati stabili, ancora presenti in alcune zone (Prai) dove la natura dei suoli, a tessitura fine, ha limitato la possibilità di diffusione dei seminativi. Nonostante la elevata frammentazione di queste formazioni, oggi il processo di semplificazione dell'agroecosistema si può considerare almeno in parte arrestato. Rimangono tuttavia significative le pressioni sulla flora, rappresentate innanzitutto dalla urbanizzazione diffusa e dalla progressiva impermeabilizzazione di superfici corrispondenti all'espansione edilizia e alle infrastrutture. Tutto ciò ha comportato l'eliminazione della vegetazione campestre e nelle zone di espansione urbana la sostituzione con specie generalmente estranee alla flora potenziale. La fauna selvatica é un indicatore ambientale rilevante, da porre in relazione con la dotazione di aree a buona naturalità. La semplificazione degli ecosistemi e la progressiva antropizzazione hanno ridotto la estensione e la continuità delle nicchie ecologiche, pur con differenziazioni importanti che dovranno essere valutate mediante indagini di dettaglio. La biodiversità, intesa come ricchezza di specie di flora e fauna presenti in un dato territorio, presenta notevole variabilità: ad aree ad urbanizzazione diffusa, caratterizzate da elevata frammentazione degli ecosistemi e da bassa permeabilità biologica, si contrappongono ambiti caratterizzati da una discreta presenza di habitat in grado di sostenere un maggior numero di specie di flora e fauna selvatica. Particolare attenzione dovrà essere data all'inserimento di nuove infrastutture viarie, per limitare al minimo sia gli effetti di frammentazione sul territorio agricolo sia le interruzioni della rete ecologica. Esaminando il territorio dei due comuni dal punto di vista della naturalità, si distinguono diversi ambiti: a) ambiti ad elevata biodiversità: spicca l'area dei Prai di Godego, dove nonostante l'elevata fragilità, permangono zone con alternanza di siepi e prati stabili, che conferiscono all'ambito una significativa valenza, come attestato dalla qualificazione del sito come Zona di Protezione Speciale, all'interno della Rete Natura 2000. Circa il 40% dell’ambito Z.P.S. è compreso nel territorio di Castello di Godego e di Loria. Le zone di maggior interesse paesaggistico e naturalistico ricadono nel comune di castello di Godego. L’area presenta notevoli peculiarità con specie botaniche rare, quali: Carex volpina, erba igrofila che colonizza le bassure argillose, con falda affiorante: i Prai di Godego sono l’unico sito in Italia dove è stata rinvenuta questa specie; Allium angulosum – si rinviene nelle bassure (prati umidi) insieme a Iris sibirica; è specie molto vulnerabile, inserita nella Lista rossa delle piante d’Italia; Ranunculus velutinus – colonizza i margini dei prati vicino alle siepi ed è una specie rara in nord Italia; Anemone nemorosa – Anemone dei boschi: si trova nel sottobosco delle siepi più ampie e meglio conservate; Polygonatum multiflorum – Sigillo di Salomone – specie microterma, che colonizza habitat poco disturbati, ricchi di acque. La vulnerabilità della zona è elevata, in quanto l’equilibrio ecologico si basa sulla contemporanea presenza del prato stabile e delle siepi. L’estensione del cotico erboso è diminuita engli ultimi decenni, anche a causa del minor interesse alla produzione di foraggio da destinare all’allevamento CA_06_018_03_PATI Loria Castello DG_relazione ambientale.doc Pagina 20 di 54 PATI CASTELLO DI GODEGO E LORIA relazione ambientale bovino da latte; altro elemento di possibile alterazione della composizione floristica dei prati è la distribuzione di liquami zootecnici, che favorisce la sviluppo di specie nitrofile, di scarso interesse naturalistico. E’ evidente che la gestione compatibile dell’area richiede il coinvolgimento dei produttori agricoli e un piano di gestione, con adeguate risorse finanziarie in grado di incentivare le tecniche agronomiche più idonee a preservare gli elementi di interesse naturalistico; b) ambiti agricoli a maggior integrità, con buona dotazioni di siepi e alberature: si rinvengono soprattutto dove l’assenza di viabilità di collegamento tra i centri abitati ha evitato il diffondersi spontaneo dell’edificato e nelle aree di margine del territorio, spesso interessate da corridoi fluviali; qui è presente una discreta rete di siepi (seppur con molte interruzioni) e di fossati. Caratteristica e significativa la presenza del platano allevato a ceduo. Il reticolo ecologico rappresentato dal sistema delle siepi è tuttavia piuttosto semplificato sia nella sua composizione specifica (poche specie) che nella condizione qualitativa (scarsa la componente arbustiva ed erbacea); c) ambiti agricoli con minor dotazione di vegetazione forestale, dove si rileva una maggior presenza di aziende agricole professionali ed una maglia poderale ancora piuttosto integra; d) ambiti urbani e periurbani, dove gli elementi a maggior grado di naturalità sono i giardini e i parchi pubblici e privati, che assumono rilievo nel centro di Castello di Godego. 6.2 difesa del suolo La tutela del suolo va intesa sia come difesa idraulica del territorio, sia come salvaguardia del terreno agricolo, risorsa limitata e irriproducibile, il cui stock va espressamente conservato, attraverso una attenta e limitata trasformazione della superficie agricola utilizzata, secondo le indicazioni della legge urbanistica regionale e dei relativi atti di indirizzo. Alcune aree dei due Comuni sono interessate da fenomeni di esondazioni legate a precipitazioni atmosferiche intense o da malfunzionamenti di opere idrauliche puntuali di regolazione (ad esempio fuoriuscita di acqua in sottopassi stradali soggetti ad intasamento). Parte del territorio può considerarsi quindi a rischio idraulico: in particolare la zona centrale della frazione Bessica in Comune di Loria (esondazioni dal Pighenzo), la zona centrale di Loria presso lo scarico del Volone nel Musonello e nel Muson (esondazioni dal Volone), l’ultima parte del sistema Giaron-PighenzoBrenton prima dello scarico nel Muson in Comune di Castello di Godego, alcune zone prospicienti il torrente Muson sempre a Castello di Godego. Nelle linee fondamentali le strutture idrauliche risalgono alla Repubblica di Venezia. Negli ultimi 50 anni la progressiva urbanizzazione del territorio e la conseguente diffusione di superfici impermeabili non è stata accompagnata da alcun rilevante adeguamento idraulico. Il fenomeno dell’urbanizzazione appare il principale responsabile dell’aumento dei deflussi e dell’aumentato rischio idraulico. Va' tuttavia evidenziato come le cause delle esondazioni per i corsi d'acqua piu' importanti (Muson e Pighenzo) trovano origine a monte di Loria, all’esterno del territorio in esame, oppure siano dovuti a punti di restringimento delle sezioni idrauliche, con rigurgiti di piena. Questo ultimo aspetto vale particolarmente per il sistema Giaron-Pighenzo-Brenton. Inoltre il progressivo innalzamento della quota media del fondo ha richiesto robusti innalzamenti arginali a discapito della capacità di assorbire l'acqua dei corsi d'acqua minori tributari, con fenomeni di tracimazione in occasione di eventi meteorici intensi. La tutela del suolo va soprattutto posta in relazione con il contenimento dell’insediamento diffuso e con la conservazione del terreno agricolo, soprattutto in rapporto all’attività di coltivazione delle cave: infatti oltre alle cave esistenti, per le quali il P.A.T.I. fornirà indirizzi e criteri in sintonia con gli obiettivi di sostenibilità ambientale e sociale dell’uso del territorio, attualmente l’area in esame è sottoposta a potenziale rischio di individuazione di nuovi siti per l’escavazione di ghiaia e sabbia. Nella tabella che segue sono riportate le cave attive e dismesse e gli ambiti interessati da discariche. CA_06_018_03_PATI Loria Castello DG_relazione ambientale.doc Pagina 21 di 54 PATI CASTELLO DI GODEGO E LORIA relazione ambientale Tavola 10: elenco cave e discariche Comune Castello di Godego nome Sace Materiali Sabbia e Ghiaia Castello di Godego Avenale Argilla per laterizi Loria Ronchi Sabbia e Ghiaia Loria Ramon Loria La Piccola Loria Congregazio ne Missionari della S. Famiglia di castione Sabbia e Ghiaia Sabbia e Ghiaia Migliorament o fondiario con asportazione di sabbia e ghiaia Stato Utilizzata come discarica Attività in atto / prevista Estinta Discarica di II cat. Tipo A (rifiuti inerti provenienti da demolizioni e costruzioni privi di amianto) Attività di vagliatura e lavaggio con deposito di inerti Estinta No Cassa di espansione sul torrente Avenale Estinta No - Marchetti Giovanni e Olindo snc Estinta Discarica di II cat. Tipo B (rifiuti industriali speciali non tossici non nocivi) Gestione post mortem della ex discarica Ferraro impresa srl Autorizzata - Coltivazione Congregazio ne Missionari della S. Famiglia Eseguita parzialmente in difformità No - Ditta Gazzola Luigi e Giuseppe Fornaci M.Grappa snc – Fornaci Istrana spa – L.C. Serena spa Andreola costruzioni generali spa Fonte: dati comunali Il P.A.T.I. inoltre ha il compito di verificare la compatibilità tra le attività produttive a rischio di incidente rilevante, presenti o comunque influenti sul territorio e le modificazioni della struttura insediativa dell’intorno, in funzione della classe di pericolosità attribuita. All’interno del territorio del PATI, in particolare nel Comune di Loria, è presente un’attività produttiva che risultano nell’inventario nazionale degli stabilimenti suscettibili di causare incidenti rilevanti, redatto dal Ministero dell’Ambiente in collaborazione con APAT – Sevizio rischio industriale. Tavola 11: elenco attività a rischio incidente rilevante Comune Ragione sociale Attività Loria STIF Spa stabilimento chimico o petrolchimico Fonte: Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare 6.3 unità di paesaggio agrario di interesse storico - culturale Nella più recente accezione il paesaggio agrario, già definito come la forma impressa dall'uomo al paesaggio naturale nel corso delle proprie attività agricole ha lasciato il posto al paesaggio esteso a tutto il territorio, dagli spazi naturali agli ambiti rurali, urbani e periurbani. CA_06_018_03_PATI Loria Castello DG_relazione ambientale.doc Pagina 22 di 54 PATI CASTELLO DI GODEGO E LORIA relazione ambientale La Convenzione europea del paesaggio lo definisce come parte di territorio, così come è percepita dalle popolazioni, il cui carattere deriva dall'azione di fattori naturali e/o umani e dalle loro interazioni. Nel contesto territoriale di Castello di Godego e di Loria il paesaggio é frutto dell'interazione dei fattori morfologici, idrografici e pedologici con l'attività antropica. La semplificazione degli agroecosistemi ha comportato in molti casi un abbassamento del valore paesaggistico percepito; tuttavia tale processo sembra aver esaurito la propria dinamica, in funzione soprattutto dei mutati indirizzi della politica agricola comunitaria, più orientata ad incentivare interventi di ricomposizione ambientale e di ricostruzione della vegetazione forestale. L'analisi ambientale dovrà distinguere le diverse tipologie di paesaggio agrario, con particolare riguardo agli ambiti caratterizzati da buona integrità fondiaria ed a quelli periurbani, dove le frange urbane sono a contatto con le coltivazioni o gli allevamenti e si dovranno mettere a punto strategie in grado di favorire una ricomposizione paesistica. Da una prima lettura del territorio emergono alcune differenziazioni nel territorio intercomunale. Infatti sia nell’area dei Prai di Godego, sia in altre aree marginali, rispetto ai centri abitati e alle direttrici di sviluppo urbano, si percepisce ancora la tradizionale sistemazione a campi chiusi, attestata su una rete idrografica ancora sufficientemente continua. Nelle aree ad agricoltura più specializzata e/o intensiva, pur essendo presenti elementi propri del paesaggio agrario, quali siepi e alberature poderali, prevale l’effetto di frammentazione, dovuto anche alla presenza di edificato rurale e produttivo e di altri elementi detrattori. Nel contesto urbano consolidato, gli elementi di continuità con la trama delle sipei campestri è rappresentato soprattutto dalle aree verdi pertinenziali alle ville e agli edifici storici del centro di Castello di Godego. Tavola 12: unità di paesaggio agrario Fonte: elaborazione studio Corrazzin CA_06_018_03_PATI Loria Castello DG_relazione ambientale.doc Pagina 23 di 54 PATI CASTELLO DI GODEGO E LORIA relazione ambientale 6.4 elementi significativi del paesaggio di interesse storico Nel territorio dei comuni di Castello di Godego e Loria sono presenti numerosi beni di interesse storico e paesaggistico per i quali, nella maggior parte dei casi, sono state previste norme di tutela di livello statale, regionale ed anche comunale. I principali elementi del sistema dei beni paesaggistici di interesse storico sono: - la centuriazione romana (la trama delle strade, dei canali di scolo-fossati, la partizione poderale) presente prevalentemente a Castello di Godego e che fa parte della centuriazione di Asolo; - le ville e i parchi storici presenti in entrambi i comuni. (La principale per importanza è villa Mocenigo Garzoni Martini a Castello di Godego). - i numerosi edifici di interesse storico testimoniale inseriti in aree urbane o nelle aree agricole che costituiscono valida testimonianza dell’edilizia rurale dell’800; - i manufatti minori di interesse storico-architettonico, culturale o testimoniale (capitelli, edicole votive, lapidi, monumenti, ecc..) I principali elementi del sistema dei beni di interesse archeologico sono: - i siti individuati per l’istituzione di riserve archeologhe di interesse regionale (le Motte a Castello di Godego); - altri i siti di interesse archeologico. Tavola 13: principali componenti del paesaggio di interesse storico Fonte: Fonte: elaborazione Cavallin Associati Le maggiori problematiche che interessano i beni di interesse storico sono: CA_06_018_03_PATI Loria Castello DG_relazione ambientale.doc Pagina 24 di 54 PATI CASTELLO DI GODEGO E LORIA relazione ambientale - la difficoltà da parte dei privati ma anche da parte degli enti pubblici di sostenere i costi di gestione e manutenzione delle ville e dei parchi storici; - la mancanza di valorizzazione in genere delle emergenze culturali soprattutto in quanto considerate singolarmente e non come sistema; - mancanza di sensibilizzazione dei privati proprietari dei beni culturali minori con conseguente indifferenza negli interventi di trasformazione; - mancanza di notorietà dei beni culturali e/o assenza di adeguata segnalazione/tabellazione di tipo turistico; - scarsa considerazione del complesso sistema della centuriazione romana che viene in generalmente valutata solo come semplice conformazione geometrica del territorio; 6.5 Centri Storici La Regione Veneto ha pubblicato nel 1981 l’Atlante dei centri Storici del Veneto. Sono stati censiti e classificati come centri storici tutti i centri abitati in cui fossero presenti tracce evidenti e significative di elementi con più di cento anni di storia. I Centri storici individuati nel comune di Castello di Godego sono il capoluogo e la località “Le Vegre” che risulta solo individuato ma non perimetrato. I Centri storici individuati nel comune di Loria sono il capoluogo, Ramon, Bessica e Castione. Tavola 14: centri storici Fonte: elaborazione Cavallin Associati Il PRG di Castello di Godego non disciplina il centro storico rinviando ad uno studio di approfondimento la regolamentazione degli interventi. Il PRG di Loria prevede una disciplina di dettaglio delle aree dei centri storici vigente dal 2004. I Centri storici dei due comuni presentano caratteristiche diverse, a Loria infatti i centri sono di piccole dimensioni e presenti nel capoluogo e nelle frazioni mentre a Castello di Godego il centro storico è concentrato nel capoluogo ed ha dimensioni più importanti con presenza di alcune ville e di giardini storici. CA_06_018_03_PATI Loria Castello DG_relazione ambientale.doc Pagina 25 di 54 PATI CASTELLO DI GODEGO E LORIA relazione ambientale 7 - Sistema insediativo e attività produttive 7.1 assetto fisico funzionale CASTELLO DI GODEGO struttura e morfologia Il sistema insediativo di Castello di Godego è costituito da un unico centro così articolato: - L’area urbana incuneata tra la Strada Regionale 245 e il fiume Muson, che ne hanno contenuto l’edificazione sui fronti est ed ovest. Essa è costituita da: o il nucleo storico, sviluppato intorno all’antico insediamento dove sorgeva il castello medievale e articolato lungo la strada sulla direttrice per Loria, costellato dalla presenza di importanti ville storiche con relativi broli; o le aree urbane consolidate intorno al centro storico risalenti agli anni ’60 – ’70 e che si inseriscono nei lembi di territorio liberi dai vincoli monumentali presenti nel centro storico; o due aree urbane sviluppatesi al di fuori dei limiti della SR 245 e del Muson; una sviluppata spontaneamente tra la SR 245 e la stazione ferroviaria ed una realizzata attraverso piani attuativi ad est del Muson; - alcune frange urbane sviluppatesi lungo le principali vie di comunicazione, in parte spontanee in parte realizzate attraverso strumentazione urbanistica attuativa; - alcune aggregazioni insediative a sviluppo lineare miste agricolo-residenziali con insediamenti produttivi-commerciali lungo le principali vie di comunicazione e poste prevalentemente nella parte ovest del territorio comunale lungo gli assi della centuriazione romana; - alcune aggregazioni nucleari agricole o miste agricolo-residenziali; - Alcuni insediamenti produttivi e commerciali frammisti a residenza racchiusi tra la strada regionale n° 245 e la ferrovia, sorti spontaneamente negli anni ‘70 – ‘80 senza un disegno organizzativo complessivo e intervallati dall’insediamento residenziale in corrispondenza della stazione ferroviaria; - Un insediamento produttivo strutturato a nord ovest lungo la S.R. 245 realizzato attraverso strumentazione urbanistica attuativa; - Una struttura produttiva di rilievo interna alle aree urbane nella parte nord del centro (pastificio). - Una struttura speciale a nord del centro storico che occupa un’ampia porzione di territorio (l’istituto salesiano). Schematicamente il territorio può essere diviso in tre parti: l’are ad est del Muson verso la zona dei Prai ancora integra dal punto di vista ambientale e paesaggistico; l’area centrale urbana tra il Muson e la ferrovia, in fase di progressiva saturazione con espansioni verso nord e l’area ad ovest della ferrovia caratterizzata dalla presenza di insediamenti misti rurali-residenziali-produttivi a sviluppo lineare lungo le principali vie di comunicazione. Organizzazione funzionale L’organizzazione funzionale del sistema insediativo residenziale si presenta con situazioni diversificate: - il centro storico con l’area urbana consolidata dotato dei principali servizi che costituiscono un polo residenziale-civile-religioso (municipio – piazza mercato – scuole - chiesa); - le frange urbane più esterne caratterizzate da scarsa presenza di servizi; - le aggregazioni lineari e nucleari miste agricolo-residenziali, completamente prive di servizi. CA_06_018_03_PATI Loria Castello DG_relazione ambientale.doc Pagina 26 di 54 PATI CASTELLO DI GODEGO E LORIA relazione ambientale Gli insediamenti produttivi sono sprovvisti di un adeguato sistema di collegamenti infrastrutturali e di servizi specializzati. I servizi quando presenti sono costituiti da aree a parcheggio o a verde pubblico ma mancano servizi direttamente correlati con le attività produttive. Varie attività produttive e commerciali sono sparse nel territorio rurale. LORIA struttura e morfologia Il sistema insediativo di Loria è così articolato: - L’area urbana del capoluogo, collocata sull’intersezione tra le direttrici viarie Castello di Godego - Fonte e Riese PioX - Cassola e così costituita: o il nucleo storico, articolato sull’incrocio tra le vie di comunicazione e, organizzato intorno al polo civile (municipio-piazza mercato) e al polo religioso più a nord; o le aree urbane consolidate che avvolgono il centro storico in parte spontanee e risalenti agli anni ’60 – ’70 ed in parte realizzate attraverso piani attuativi più recenti; o alcune frange urbane che si dilatano dal centro urbano lungo le direttrici viarie; - L’area urbana di Bessica, articolata lungo due direttrici viarie Loria – Cassola e Bessica – Rossano Veneto, costituita da due separati nuclei storici a sviluppo lineare saldati da aree urbane sorte spontaneamente fino a costituire un polo urbano dotato di propri servizi e che presenta una forte dilatazione attraverso frange urbane lungo le direttrici viarie per Loria, Cassola e Rossano Veneto. - Due aree urbane di minore dimensione: Ramon sviluppata lungo la direttrice viaria LoriaCastello di Godego e Castione, sviluppata lungo la direttrice viaria Castello di Godego – Rossano Veneto, dotate entrambe di alcuni principali servizi (chiesa e scuole). - alcune aggregazioni insediative a sviluppo lineare miste agricolo-residenziali con insediamenti produttivi-commerciali lungo le principali vie di comunicazione in direzione est - ovest; - alcune aggregazioni nucleari agricole o miste agricolo-residenziali; - Alcuni insediamenti produttivi spontanei a nord del centro di Loria sulla strada provinciale n° 81 a ridosso del fiume Muson e adiacenti alla zona produttiva di Riese Pio X la quale si incunea all’interno della ZPS dei Prai di Castello di Godego; - Due insediamenti produttivi lungo la strada provinciale n° 20, uno tra Loria e Ramon e l’altro tra Ramon e Castello di Godego, realizzati attraverso strumentazione urbanistica attuativa; - Un insediamento produttivo a Castione lungo la strada regionale n° 245, realizzato attraverso strumentazione urbanistica attuativa; Organizzazione funzionale L’organizzazione funzionale del sistema insediativo residenziale si presenta con situazioni diversificate: - il centro del capoluogo con l’area urbana consolidata dotato dei principali servizi che costituiscono un polo residenziale-civile-religioso (municipio – piazza mercato – chiesa); - i centri minori di Bessica, Castione e Ramon caratterizzati dalla presenza dei servizi principali (chesa e scuole); - le frange urbane più esterne ai centri caratterizzate da scarsa presenza di servizi; - le aggregazioni lineari e nucleari miste agricolo-residenziali, completamente prive di servizi. Gli insediamenti produttivi sono sprovvisti di un adeguato sistema di collegamenti infrastrutturali e di servizi specializzati. I servizi quando presenti sono costituiti da aree a parcheggio o a verde pubblico ma mancano servizi direttamente correlati con le attività produttive. Varie attività produttive e commerciali sono sparse nel territorio rurale. CA_06_018_03_PATI Loria Castello DG_relazione ambientale.doc Pagina 27 di 54 PATI CASTELLO DI GODEGO E LORIA relazione ambientale PRINCIPALI PROBLEMATICHE EMERGENTI Gli elementi che hanno costituito fulcro e matrice degli insediamenti, presenti in maniera più o meno forte in tutti i centri, con maggiore rilevanza a Castello di Godego, non riescono più ad essere i “punti” di riferimento e di attrazione di tutta una serie di funzioni centrali, usi, attività necessarie alla vitalizzazione dei centri. Tutti i centri soffrono della marcata presenza di traffico veicolare di attraversamento che genera pericolosità ed inquinamento. Frequente presenza di frange urbane, ovvero di zone edificate di dimensioni più o meno grandi, che presentano al loro interno aree inedificate, non urbanizzate, ancora agricole, ma intercluse nell’ambiente oramai urbano e mancanti di specifiche attrezzature di servizio. La disseminazione dell’edificazione in zona agricola. Gli insediamenti lineari lungo gli assi viari, poveri di servizi e difficili da attrezzare e che gravano impropriamente su direttrici di traffico di livello territoriale cerando pericolose interferenze tra la mobilità di accesso e quella di passaggio. Le aree produttive sono di piccola dimensione e disseminate sul territorio, talvolta intercalate da insediamenti residenziali e spesso prive di specifiche attrezzature di servizio. 7.2 settore produttivo primario I dati disponibili (ISTAT - PTCP) indicano una relativa integrità del territorio rurale: infatti la superficie agroforestale (PTCP 2003) copre il 79% e il 77% del territorio comunale rispettivamente a Castello di Godego e a Loria. L'edificato in zona agricola ha una incidenza del 2,7 a Castello di Godego e del 2,1% a Loria, rispetto ad una media provinciale del 2,1%. L'attività agricola si articola secondo modelli organizzativi e ordinamenti produttivi assai diversificati, riconducibili alle seguenti più significative tipologie. Accanto all'ordinamento estensivo, incentrato sui cereali e le colture oleaginose, assume grande rilevanza in termini di reddito ed occupazione la diffusa presenza di allevamenti zootecnici, con diffusa presenza dei bovini da latte, dei bovini da carne e degli allevamenti intensivi-industriali, con significativa presenza, soprattutto a Loria di avicoli e suini. Alcune attività specializzate presentano potenzialità legate soprattutto alla capacità di creare valore aggiunto, grazie alla adeguata valorizzazione commerciale: spiccano in questa tipologia il polo vivaistico di Bessica di Loria, per il quale é opportuno approfondire la configurazione urbanistica. Le attività con maggior impiego di manodopera sono l’allevamento bovino da latte e il florovivaismo. La gamma dei prodotti tipici è incentrata sul radicchio variegato di Castelfranco Veneto I.G.P. e sul radicchio Rosso di Treviso (precoce), anch’esso con Indicazione Geografica protetta, ai sensi del regolamento CEE 2081/1992. Si rilevano alcune imprese altamente specializzate nel settore orticolo e florovivaistico, che potrebbero innescare il potenziamento dell’orticoltura. Le criticità più evidenti sono generate dall'elevato carico zootecnico, che si deve rapportare con un territorio rurale caratterizzato da elevata fragilità idrogeologica e da diffusa presenza di edificato residenziale sparso, con possibile conflittualità tra attività zootecnica e residenzialità. Un aspetto da considerare con attenzione é la destrutturazione della maglia fondiaria nelle aree di sviluppo dell'edificato a nastro, con perdita della funzionalità agroproduttiva convenzionale e possibile marginalizzazione delle coltivazioni. La progressiva perdita di spazio rurale si accompagna, nelle aree a maggior pressione insediativa, con una elevata frammentazione degli spazi a buona naturalità. L’analisi ed elaborazione dei dati del Censimento Agricoltura (ISTAT 2000) permette di comprendere le dinamiche evolutive del settore primario nei due comuni. CA_06_018_03_PATI Loria Castello DG_relazione ambientale.doc Pagina 28 di 54 PATI CASTELLO DI GODEGO E LORIA relazione ambientale CASTELLO DI GODEGO La dimensione delle aziende agricole censite nel 2000 è indicata di seguito: Tavola 15: Superficie Agricola tipo superficie ettari TERRITORIALE 1798 AGRICOLA TOTALE 1402 AGRICOLA UTILIZZATA 1251 S.A.U. MEDIA 2000 2,27 S.A.U. MEDIA 1990 2,35 Fonte: ISTAT Censimento Agricoltura anno 2000 Tavola 16: Aziende agricole per classe di superficie totale (sup. in ettari) <2 2-5 5 - 10 10 - 20 > 20 totale 344 159 35 4 9 551 % sul tot 62,4% 28,9% 6,4% 0,7% 1,6% 100% Sup. totale 328,12 472,71 231,92 - 368,78 1.401,53 % sul tot 23,4% 33,7% 16,5% 0,0% 26,3% 100% N° Fonte: ISTAT Censimento Agricoltura anno 2000 Si rileva una elevata frammentazione e polverizzazione fondiaria, che nell’ultimo decennio sembra ulteriormente accentuarsi. Le aziende con dimensione fisica superiore a 5 ettari, pari all’8,7% del totale e corrispondenti in buona parte ad imprese professionali, conducono il 43% della superficie agricola totale, con una dimensione media di 12,5 ettari. Nel decennio 1990- 2000 il dato ISTAT evidenzia una perdita di S.A.U. intorno al 10%. L’utilizzo della S.A.U. emerge dal seguente prospetto: Tavola 17: utilizzazione della superficie agricola coltura seminativo prato stabile vigneto fruttiferi ortaggi superficie 1030,84 196,44 14,98 3,68 6,25 % s.a.u. 82,4% 15,7% 1,2% 0,3% 0,5% Fonte: ISTAT Censimento Agricoltura anno 2000 Oltre il 98% della S.A.U. è destinata a colture estensive o collegate all’allevamento zootecnico. Le colture ad elevato tasso di attività hanno una diffusione marginale. La mappatura di aziende agricole significative (ad esempio ad indirizzo ortoflorovivaistico) sarà oggetto di successivo approfondimento. CA_06_018_03_PATI Loria Castello DG_relazione ambientale.doc Pagina 29 di 54 PATI CASTELLO DI GODEGO E LORIA relazione ambientale Il patrimonio zootecnico è incentrato sull’allevamento bovino, la cui consistenza è diminuita del 37% rispetto al 1990. Una prima quantificazione del carico di azoto di origine zootecnica porta ai seguenti risultati: Tavola 18: carico di azoto categoria numero capi vacche kg. azoto/ capo anno 352 kg. azoto totali 83 kg. azoto/ ha sau 29.216 altri bovini (30% c.b.) 3.855 26,13 100.731 equini suini avicoli carico di azoto totale 22 1.007 8.619 69 9,8 0,25 1.518 9.869 2.155 143.489 114,7 Fonte: ISTAT Censimento Agricoltura anno 2000 Il dato medio di 115 kg. di azoto ad ettaro è nettamente inferiore al limite di 170 kg./ha previsto dalla direttiva comunitaria in materia di nitrati. LORIA Anche in questo comune si rileva una notevole frammentazione delle aziende: Tavola 19: Superficie Agricola tipo superficie ettari TERRITORIALE 2318 AGRICOLA TOTALE 1825,31 AGRICOLA UTILIZZATA 1595 S.A.U. MEDIA 2000 1,99 S.A.U. MEDIA 1990 1,94 Fonte: ISTAT Censimento Agricoltura anno 2000 Le dinamiche del mercato fondiario non hanno fino ad ora evidenziato un aumento delle dimensioni fisiche delle aziende. Tavola 20: Aziende agricole per classe di sup. totale (sup. in ettari) <2 N° 2-5 5 - 10 10 - 20 > 20 totale 528 208 44 16 6 802 % sul tot 65,8% 25,9% 5,5% 2,0% 0,7% 100% Sup. totale 521,33 602,05 298,40 - 403,53 1.825,31 % sul tot 28,6% 33,0% 16,3% 0,0% 22,1% 100% Fonte: ISTAT Censimento Agricoltura anno 2000 Le aziende con dimensione fisica superiore a 5 ettari, pari all’ 8.2% del totale, conducono il 38% della superficie agricola totale, con una dimensione media di 10,6 ettari. e corrispondenti in buona parte ad imprese professionali. CA_06_018_03_PATI Loria Castello DG_relazione ambientale.doc Pagina 30 di 54 PATI CASTELLO DI GODEGO E LORIA relazione ambientale Si evidenzia quindi un maggior peso delle microaziende a Loria rispetto al comune di Castello di Godego. L’utilizzo della S.A.U. nel 2000 era la seguente: Tavola 21: utilizzazione della superficie agricola coltura superficie % s.a.u. 1412,52 104,79 16,42 5,28 6,76 88,6% 6,6% 1,0% 0,3% 0,4% seminativo prato stabile vigneto fruttiferi ortaggi Fonte: ISTAT Censimento Agricoltura anno 2000 Oltre il 95% della S.A.U. è destinata a colture estensive o collegate alla trasformazione zootecnica. Le colture ad elevato tasso di attività sembrano avere una diffusione marginale, anche se dati più precisi saranno disponibili a seguito di mappatura di aziende agricole significative, talora anche di dimensione fisica esigua (ad esempio ad indirizzo ortoflorovivaistico) ma rilevanti in termini di capacità di creare valore aggiunto. Notevole la consistenza del patrimonio zootecnico, incentrato sull’allevamento bovino da carne (vitelloni, vitelli a carne bianca) e con presenza di allevamenti intensivi di tipo industriale (suini, avicoli). Una prima quantificazione del carico di azoto di origine zootecnica porta ai seguenti risultati: Tavola 22: carico di azoto categoria vacche altri bovini (30% c.b.) equini suini avicoli carico di azoto totale numero capi 158 7.017 17 10.049 284.753 kg. azoto/ capo anno 83 kg. azoto totali kg. azoto/ ha sau 13.114 26,13 183.354 69 9,8 0,25 1.173 98.480 71.188 367.310 230,3 Fonte: ISTAT Censimento Agricoltura anno 2000 Il dato medio di 230,3 kg. di azoto ad ettaro è nettamente superiore al limite di 170 kg./ha previsto dalla direttiva comunitaria in materia di nitrati, il che comporterà il reperimento di terreni idonei allo spargimento degli effluenti zootecnici al di fuori del territorio di Loria. E’ interessante notare che sommando il carico di azoto dei due comuni, si ottiene un valore medio di 170 kg./ha, coincidente con il limite previsto dalla vigente normativa in materia di protezione dai nitrati di origine agricola per le zone vulnerabili, come quelle in esame. 7.3 settore produttivo secondario e terziario Il territorio dei comuni di Loria e Castello di Godego fa parte della vasta area centrale del Veneto, nella quale vi è la più alta concentrazione di insediamenti produttivi della regione. CA_06_018_03_PATI Loria Castello DG_relazione ambientale.doc Pagina 31 di 54 PATI CASTELLO DI GODEGO E LORIA relazione ambientale Tavola 23: concentrazione Unità Locali Comuni ed aree UL totali/Kmq UL secondario/Kmq 31 28 35 31 24 14 13 13 10 7 Castello di Godego Loria Castellana Provincia treviso Regione Veneto Fonte dati: ISTAT – Censimento industria e servizi 2001 Dalla tabella risulta che Castello di Godego, dopo Castelfranco Veneto è il comune della Castellana con una più elevata concentrazione di unità locali. A livello provinciale entrambi i comuni sono sopra la media come numero di UL nell’industria che risulta addirittura doppia rispetto a quella regionale. Tavola 24: Unità Locali e addetti per settore economico Comuni aree industria commercio servizi Unità locali 248 Addetti Addetti 232 Unità locali 177 Addetti 2.016 Unità locali 128 Loria 45% 292 73% 1.688 23% 173 8% 384 32% 191 Castellana 45% 2.944 64% 19.844 26% 2.010 15% 5.375 37% 24.381 52% 178.44 5 51% 844.82 1 44% 25% 18.962 24% 111.50 2 26% Castello di Godego Provincia Treviso Regione Veneto ed 31% 128.65 2 29% totale Addetti 495 Unità locali 553 18% 558 100% 656 100% 2630 29% 3.071 21% 12.682 100% 8.025 100% 37.901 14% 48.772 38% 34.254 100% 77.597 100% 349.130 14% 293.65 4 15% 44% 196.47 5 45% 33% 121.91 3 35% 777.07 8 41% 100% 436.62 9 100% 100% 1.915.553 2.743 100% (Fonte dati: ISTAT – censimento industria e servizi 2001) Analizzando la ripartizione per settore economico si nota come Castello di Godego e Loria siano fortemente caratterizzate, sia come numero di UL ma soprattutto come numero di addetti, verso il settore industriale. Analizzando la tendenza in atto risulta però una lieve contrazione delle imprese artigiane del manifatturiero riscontrabile proporzionalmente in tutti i comuni dell’area della Castellana ma anche di tutta la Provincia. Tavola 25: imprese artigiane attive per il settore manifatturiero nella Castellana Comuni ed aree 2004 2005 variazione Castello di Godego Loria Castellana Provincia Treviso 97 122 1.056 9.203 85 104 967 8.483 -12 -18 -89 -720 (Fonte dati: Ufficio Studi CCIAA Treviso) Nel settore commerciale si riscontra una maggiore concentrazione di aziende nel comune di Loria che presenta valori più alti sia rispetto all’area della Castellana sia rispetto all’area provinciale. CA_06_018_03_PATI Loria Castello DG_relazione ambientale.doc Pagina 32 di 54 PATI CASTELLO DI GODEGO E LORIA relazione ambientale Tavola 26: imprese attive nel commercio (ingrosso e dettaglio) - densità Comuni ed aree 2004 2005 Variazione % Castello di Godego Loria Castellana Provincia Treviso 114 194 1.887 18.331 116 186 1.876 18.381 + 1,8 - 4,1 - 0,6 + 0,3 Densità: imprese nel commercio ogni 1000 abitanti 17,42 22,02 21,42 21,83 Densità: imprese nel commercio ogni Kmq 6,45 8,02 8,11 7,42 (Fonte dati: Ufficio Studi CCIAA Treviso) 7.4 settore turistico – ricettivo Nel settore turistico – ricettivo la situazione rispetto al settore commerciale si inverte in quanto si riscontra una maggiore concentrazione di imprese attive nei pubblici esercizi nel comune di Castello di Godego che si colloca comunque un po’ al di sotto della media dell’area della castellana e dell’area provinciale. Tavola 27: imprese attive nei pubblici esercizi (alberghi e ristoranti) - densità Comuni ed aree 2004 2005 Altivole Castelfranco Veneto Castello di Godego Loria Resana Riese Pio X Vedelago Castellana Provincia Treviso 24 139 24 20 24 23 50 304 3.154 24 143 23 24 24 26 55 319 3.171 Densità: esercizi ogni 1000 abitanti 3,76 4,36 3,45 2,84 2,93 2,55 3,69 3,64 3,77 Densità: esercizi ogni Kmq 1,09 2,81 1,28 1,04 0,96 0,84 0,89 1,38 1,28 (Fonte dati: Ufficio Studi CCIAA Treviso) Poco significativo il numero di imprese nel settore alberghiero, le quali si concentrano, nell’area della castellana, soprattutto nel comune di Castelfranco Veneto. Tavola 28: strutture ricettive alberghiere ed extralberghiere Comuni ed aree Altivole Castelfranco Veneto Castello di Godego Loria Resana Riese Pio X Vedelago Castellana Alberghiere Extralberghiere 8 1 1 1 2 13 2 2 2 2 2 2 12 (Fonte dati: Provincia di Treviso) CA_06_018_03_PATI Loria Castello DG_relazione ambientale.doc Pagina 33 di 54 PATI CASTELLO DI GODEGO E LORIA relazione ambientale 7.5 servizi a scala territoriale Sono le parti del territorio ad elevata specializzazione funzionale nelle quali sono concentrate una o più funzioni strategiche o servizi ad alta specializzazione economica, scientifica, culturale, sportiva, ricreativa e della mobilità. Tali ambiti sono definiti “Poli Funzionali”: A Castello di Godego la stazione ferroviaria costituisce un polo della mobilità destinato ad essere potenziato in prospettiva dell’attivazione del SFMR. CA_06_018_03_PATI Loria Castello DG_relazione ambientale.doc Pagina 34 di 54 PATI CASTELLO DI GODEGO E LORIA relazione ambientale 8 - Sistema infrastrutturale Nell’area pedemontana, come in tutta l’area centrale veneta, è in atto un processo di redistribuzione della popolazione con un calo demografico (o una minore crescita) delle grandi città e una crescita delle aree periferiche con incremento del patrimonio insediativo. Buona parte di questo incremento si è localizzato secondo un modello insediativo di tipo diffuso il quale ha affidato alla preesistente infrastruttura viaria, sia comunale che sovracomunale, l’aumento di carico per i collegamenti pendolari al lavoro e ai servizi. Tavola 29: popolazione che si sposta giornalmente per luogo di destinazione Comuni ed aree Popolazione residente % Popol. che si sposta Altivole Castelfranco Veneto Castello di Godego Loria Resana Riese Pio X Vedelago Castellana Provincia Treviso Regione Veneto 6.122 31.486 6.347 7.764 7.491 9.627 13.826 82.663 795.264 4.527.694 56 55 56 55 55 56 55 55 53 52 (Fonte dati: ISTAT Censimento popolazione 2001) CA_06_018_03_PATI Loria Castello DG_relazione ambientale.doc Pagina 35 di 54 % Popol. che si sposta fuori del comune 30 17 29 30 30 30 31 25 27 24 PATI CASTELLO DI GODEGO E LORIA relazione ambientale 8.1 infrastrutture a scala sovracomunale L’elemento portante del sistema relazionale dell’area centrale veneta è costituito dalla dorsale del corridoio V che collega in senso est-ovest Venezia – Padova - Vicenza e Verona e che costituisce l’elemento portante delle relazioni interne ed il principale distributore delle relazioni verso l’esterno (nord-sud). Più a nord Loria e Castello di Godego sono collocati nel reticolo viario complesso della fascia pedemontana, i cui principali nodi sono rappresentati da Treviso e Vicenza, e dai nodi degli altri comuni a nord, Montebelluna e Bassano, e a sud, Castelfranco e Cittadella. Tavola 30: corridoi transeuropei rilevanti per il veneto (Fonte: Piano Regionale dei Trasporti del Veneto) CA_06_018_03_PATI Loria Castello DG_relazione ambientale.doc Pagina 36 di 54 PATI CASTELLO DI GODEGO E LORIA relazione ambientale Tavola 31: rete autostradale (Fonte: Piano Regionale dei Trasporti del Veneto) Questo schema si inserisce nel complesso della città diffusa, nella quale sono presenti anche servizi di interesse territoriale, contribuendo ad aumentare la complessità delle relazioni in tutte le direzioni. Gli assi portanti del sistema viario attuale nei comuni di Loria e Castello di Godego sono la strada regionale n° 245 (Castelfranco – Bassano), la strada provinciale n° 20 (Castello di Godego – Fonte), la strada provinciale n° 81 (Riese Pio X – Cassola) la strada provinciale n° 139 (Castello di Godego – Riese Pio X). CA_06_018_03_PATI Loria Castello DG_relazione ambientale.doc Pagina 37 di 54 PATI CASTELLO DI GODEGO E LORIA relazione ambientale Tavola 32: rete stradale nell’area della castellana (Fonte: elaborazione Cavallin Associati) In questo contesto l’intervento più rilevante programmato dalla regione Veneto, che interessa direttamente i comuini di Loria e Castello di Godego, è la strada Pedementana che, passando a nord di Loria, collegherà Treviso con Vicenza. La realizzazione della nuova attraversamento est – ovest. strada pedemontana assorbirà buona parte del traffico di Per quanto riguarda i collegamento nord-sud la nuova Strada Regionale n° 308 “Del Santo”, che sta per essere completata fino a Resana, collegherà in futuro Padova Est (casello autostrada A4 Milano-Venezia), con Castelfranco (tratto già finanziato). Il collegamento tra la SR 308 e la Pedemontana potrà avvenire secondo due direttrici, una verso Vedelago ed una verso Castello di Godego – Loria. Sistema ferroviario Il territorio di Castello di Godego è attraversato dalla linea ferroviaria Trento – Venezia. Nei piani d’investimento delle Ferrovie dello Stato la tratta Bassano – Castelfranco è inclusa nella terza fase di attuazione del Sistema Ferroviario Metropolitano Regionale (SFMR). CA_06_018_03_PATI Loria Castello DG_relazione ambientale.doc Pagina 38 di 54 PATI CASTELLO DI GODEGO E LORIA relazione ambientale Tavola 33: fasi di attuazione del S.F.M.R. 13x9 (Fonte: Piano Regionale dei Trasporti del Veneto) 8.2 infrastrutture a scala locale Le infrastrutture locali sono costituite dalla viabilità comunale che permette una diffusa accessibilità a tutto il territorio dei due comuni. Nella parte sud di Loria e per tutto il territorio di Castello di Godego l’infrastrutturazione viaria locale è costituita dagli assi del reticolato di antica origine romana che si legge soprattutto nella direttrice est-ovest. Alcuni assi della viabilità locale hanno un carico di traffico inadeguato alle loro caratteristiche dimensionali e sono caratterizzate dalla presenza di numerosi accessi di abitazioni con conseguente disagio sia dei residenti sia del traffico automobilistico. CA_06_018_03_PATI Loria Castello DG_relazione ambientale.doc Pagina 39 di 54 PATI CASTELLO DI GODEGO E LORIA relazione ambientale Tavola 34: indicatori di dotazione della rete stradale Comuni ed aree Castello di Godego Loria Castellana Veneto Italia Strade Regionali e Provinciali Km di strade Km di strade Km di strade ogni 1.000 ogni Kmq ogni 1.000 abitanti veicoli circolanti 1,7 0,61 1,3 1,9 2,2 2,9 0,48 0,55 0,54 0,56 1,9 3,0 4,1 Strade Comunali Km. di Km di strade ogni strade ogni 1.000 Kmq abitanti 8,4 3,08 9,0 9,3 9,5 11,6 3,26 2,70 2,32 2,22 (Fonte: elaborazione Cavallin Associati) Il sistema dei parcheggi è organizzato soprattutto nei centri e negli insediamenti infrastrutturati attraverso piani urbanistici attuativi. Il sistema dei percorsi ciclabili è frammentario e prevalentemente costituito da percorsi adiacenti alla viabilità carrabile. Infrastrutture tecnologiche ENERGIA La rete dell’energia elettrica ha una copertura del 100% del territorio e l’ente gestore è Enel Distribuzione Spa. La rete del gas copre circa il 60% ed il soggetto distributore è AscoTrade SpA. TELECOMUNICAZIONI Come in gran parte del territorio della Castellana, anche nei comuni di castello di Godego e Loria la copertura con reti di telecomunicazioni a banda larga mediante fibra ottica è quasi assente. ACQUA La gestione del ciclo integrato dell’acqua è affidata, in entrambi i comuni, all’azienda speciale consorziale Servizi Idrici della Castellana Tavola 35: servizio integrato di gestione dell’acqua Comuni Territoriale Ottimale A.T.O. Autorità d’Ambito Gestore Castello di Godego Veneto Orientale A.A.T.O. Veneto Orientale Loria Veneto Orientale A.A.T.O. Veneto Orientale Servizi Idrici della Castellana a.s.c Servizi Idrici della Castellana a.s.c Rete idrica % popolazione servita Rete fognaria n° allacciamenti a dic. 2006 Rete fognaria % popolazione servita 100 1552 60 100 1938 50 (Fonte dati: Servizi Idrici della Castellana a.s.c) CA_06_018_03_PATI Loria Castello DG_relazione ambientale.doc Pagina 40 di 54 PATI CASTELLO DI GODEGO E LORIA relazione ambientale RIFIUTI La gestione del servizio integrato dell’acqua è affidata, in entrambi i comuni, al Consorzio Azienda Treviso Tre Dal confronto dei dati riferiti ai comuni della castellana il valore percentuale di raccolta differenziata più alto è attribuito a Castello di Godego mentre il valore più basso è attribuito al comune di Loria. Tavola 36: servizio integrato di gestione dei rifiuti Comuni Castello di Godego Loria Ambito Territoriale Ottimale A.T.O. Provincia di Treviso Provincia di Treviso Autorità d’Ambito AdA Gestore Impianti Marca Ambiente Marca Ambiente Consorzio Azienda Treviso Tre Consorzio Azienda Treviso Tre Centro Autorizzato Raccolta Differenziata (CARD) Centro Autorizzato Raccolta Differenziata (CARD) (Fonte dati: TV3) Tavola 37: percentuale raccolta differenziata Comuni 2000* 2001* 2002* 2003* 2004* 2005* 2006** Altivole 42,30 61,54 63,13 64,30 63,75 63,97 64,35 Castelfranco Veneto 50,24 62,79 60,98 61,71 64,57 64,26 64,53 Castello di Godego 47,36 62,79 60,66 61,30 63,61 64,83 64,96 Loria 37,82 51,48 55,56 55,43 57,94 57,97 58,00 Resana 46,90 66,67 59,30 61,07 62,40 64,47 64,73 Riese Pio X 36,39 56,51 62,61 62,72 65,34 63,77 64,14 Vedelago 51,95 52,44 54,57 55,81 55,54 56,75 60,17 Castellana 44,70 59,17 59,54 60,33 61,88 62,29 62,98 * dati ufficiali ARPA ** dati ufficiosi TV3 (Fonte dati: TV3) Principali problematiche emergenti I nuovi svincoli della pedemontana creeranno nuovi flussi di traffico in direzione nord - sud aumentando la pressione sui collegamenti esistenti rimasti scoperti fino a Castelfranco Veneto, in particolare sulla strada regionale n° 245 che attraversa Castello di Godego. Uso inadeguato di alcune arterie della viabilità locale. Mancanza di una rete interconnessa di piste ciclabili. Scarsa copertura del territorio dai servizi di telecomunicazione a banda larga ADSL2+ e assenza di rete in fibra ottica. CA_06_018_03_PATI Loria Castello DG_relazione ambientale.doc Pagina 41 di 54 PATI CASTELLO DI GODEGO E LORIA relazione ambientale 9 – Impronta ecologica L’impronta ecologica è un indicatore ambientale capace di descrivere le pressioni cioè il carico delle attività umane sulle risorse in base all’area totale degli ecosistemi terrestri e acquatici. Si considera l'utilizzo di sei categorie di territorio: • terreno per l'energia: l'area di foresta necessaria per assorbire l'anidride carbonica prodotta dall'utilizzo di combustibili fossili; • terreno agricolo: superficie arabile utilizzata per la produzione di alimenti ed altri beni di origine agricola (fibre, ecc.); • pascoli: superficie destinata all'allevamento; • foreste: superficie destinata alla produzione di legname; • superficie edificata: superficie dedicata agli insediamenti abitativi, agli impianti industriali, alle aree per servizi, alle vie di comunicazione; • mare: superficie marina dedicata alla crescita di risorse per la pesca. Le diverse superfici vengono ridotte ad una misura comune, attribuendo a ciascuna un peso proporzionale alla sua produttività media mondiale; si individua così l'"area equivalente" necessaria per produrre la quantità di biomassa usata da una data popolazione (mondiale, nazionale, regionale, locale), misurata in ettari. L’impronta ecologica di una popolazione (dal livello individuale fino al livello locale o di nazione) è la superficie ecologicamente produttiva occupata esclusivamente per ottenere tutte le risorse rinnovabili consumate; comprende anche la superficie forestale necessaria ad assorbire la emissione di anidride carbonica, quando si produce energia. Le categorie di impatto sono cinque: alimenti, abitazioni, trasporti, beni di consumo, servizi. L’impronta ecologica dell’Italia nel 2003 è di 4,2 ettari/abitante e tende a crescere negli anni,mentre la capacità biologica (cioè la disponibilità di aree) diminuisce progressivamente: ITALIA 1961-2003 Il deficit ecologico è di 3,1 ettari/abitante. CA_06_018_03_PATI Loria Castello DG_relazione ambientale.doc Pagina 42 di 54 PATI CASTELLO DI GODEGO E LORIA relazione ambientale Da un punto di vista generale si può affermare che in termini di impronta ecologica, l’attuale modello di sviluppo non è sostenibile, in quanto richiede più risorse rinnovabili rispetto a quelle disponibili nei cosiddetti paesi sviluppati. La componente di maggior peso nel fabbisogno di superficie è l’energia, cioè la superficie forestale in grado di assorbire le emissioni di anidride carbonica generate dall’attività antropica. Se da un lato il calcolo dell’impronta ecologica permetterebbe di costruire un indicatore sintetico di notevole efficacia per la sensibilizzazione dei cittadini e dei decisori, in quanto misura la superficie territoriale corrispondente al livello di consumi di ciascun abitante, dall’altro la mancanza di dati specifici a scala comunale impedisce la determinazione puntuale di tale variabile. Allo stato attuale di analisi del territorio del PATI appare comunque opportuno evidenziare un primo set di indicatori che permettono di valutare l’impatto medio che ciascun abitante residente nei due comuni genera sul territorio di Castello di Godego e di Loria. Un primo gruppo di indicatori riguarda l’incidenza delle zone antropizzate sul territorio intercomunale. Tavola 38: incidenza delle zone antropizzate INDICATORE UNITA’ MISURA DI VALORE TOTALE VALORE UNITARIO FONTE (per abitante) Aree urbanizzate Ettari 659,4 Incidenza aree urbanizzate % sup. territoriale 16,0% Strade, ferrovie (ha) 107,8 Mq. 71,3 PTCP – DOC. preliminare Cave, discariche (ha) 16,22 Mq. 10,7 PTCP – DOC. preliminare Superficie infrastrutture zona agroforestale in Superficie aree degradate in zona agroforestale Mq. 436 PTCP – DOC. preliminare PTCP – DOC. preliminare L’incidenza delle aree urbane occupate si attesta su valori non dissimili dalle medie provinciali. Superficie media abitazione Mq. 126,2 119, 3 – dato medio provinciale ARPAV Si rileva una dimensione media delle abitazioni più elevata, rispetto alla media provinciale. Produzione rifiuti solidi urbani Ton. 4.550,0 301,2 ARPAV Mobilità ad elevato impatto % spostamenti casa – lavoro a mezzo auto 1991 2001 64% 74% PTCP – DOC di piano % spostamenti casa – studio a mezzo auto 1991 2001 21% 39% Consumi energetici totali Kwh 6.300 PTCP – DOC di piano Piano energetico regionale (Veneto) I dati sulla mobilità, pur a scala provinciale, evidenziano il crescente ricorso al mezzo privato su gomma per i principali spostamenti. Il quadro conoscitivo del PATI e le indagini puntuali in sede di stesura della V.A.S. permetteranno di specificare con maggior dettaglio gli indicatori correlati all’impronta ecologica. CA_06_018_03_PATI Loria Castello DG_relazione ambientale.doc Pagina 43 di 54 PATI CASTELLO DI GODEGO E LORIA relazione ambientale 10 - Analisi SWOT Nella tavola che segue sono riportati sinteticamente i risultati delle prime analisi funzionali alla definizione degli obiettivi del PATI. Esse vengono restituite in termini di “punti di forza e di debolezza” e sono suddivise per sistemi seguendo l’articolazione per capitoli della relazione ambientale. Anche il documento preliminare del PATI è articolato per capitoli seguendo la stessa strutturazione della relazione ambientale. In questo modo sarà facilmente verificabile la correlazione tra: analisi descrittive sullo stato dell’ambiente - analisi SWOT – obiettivi del PATI - azioni. Dalla prima diagnosi territoriale si evidenziano alcune criticità, da considerare prioritarie. o Cospicua frammentazione della rete ecologica e degli elementi del paesaggio agrario; o vulnerabilità idrogeologica, associata ad un elevato carico urbanistico e zootecnico e con presenza di siti potenzialmente a rischio (cave e discariche); o gestione delle acque superficiali poco coordinata, con perdita di funzionalità idraulica e frammentazione e semplificazione; o presenza di edificato sparso e di frange urbane, con riflessi negativi anche sulla mobilità veicolare e con potenziali conflitti d'uso (agro-zootecnico, residenziale, produttivo); o sovraccarico della rete viabile, dovuto a gap infrastrutturale e alla elevata mobilità locale e sovracomunale; o eterogenea e spesso insufficiente dotazione di servizi; o elevata incidenza dell'occupazione nel settore industriale e limitato sviluppo di servizi; o elevata dispersione insediativa, e conseguente frammentazione delle aree pubbliche e dei servizi; o Difficoltà di valorizzazione del patrimonio edilizio dei centri storici, con tendenziale emarginazione della funzione residenziale; o Limitata tipicizzazione e qualificazione dei prodotti locali (agroalimentari e artigianali). CA_06_018_03_PATI Loria Castello DG_relazione ambientale.doc Pagina 44 di 54 PATI CASTELLO DI GODEGO E LORIA relazione ambientale ANALISI SWOT Popolazione e demografia PUNTI DI DEBOLEZZA (fattori limitanti dello sviluppo e criticità endogeni) PUNTI DI FORZA (elementi di qualità e pregio endogeni) MINACCE (esogene da contrastare) OPPORTUNITA’ (esogene da cogliere) Progressivo invecchiamento della popolazione anche se meno accentuato rispetto al contesto regionale aumento costante della popolazione residente con tasso più elevato di quello provinciale e regionale buon livello di occupazione Problemi di integrazione della popolazione immigrata miglioramento dei collegamenti con le sedi degli istituti scolastici via ferrovia con l'esecuzione del SFMR Livello di istruzione inferiore al dato medio provinciale, regionale e nazionale programmi formativi regionali integrati con le esigenze del mondo produttivo Tendenza generale ad un’innalzamento del livello di istruzione della popolazione Immigrazione di popolazione in età lavorativa giovane Risorse Naturalistiche e Ambientali Nelle zone ad urbanizzazione diffusa la rete ecologica risulta semplificata e frammentata, con un limitato corredo di specie floristiche, specialmente arbustive ed erbacee. Negli ambiti ancora integri è presente un sistema ecologico ancora ben conservato, sufficientemente ricco di specie vegetali e di dimensioni adeguate a fornire habitat per i selvatici Elevata vulnerabilità delle falde acquifere, per la presenza di suoli assai permeabili. Presenza di corridoi ecologici in grado di collegare soprattutto in senso nord - sud ambiti più ampi (dai collli Asolani alla bassa pianura) CA_06_018_03_PATI Loria Castello DG_relazione ambientale.doc Pagina 45 di 54 Possibile peggioramento dell'equilibrio ecologico delle aree ad elevata naturalità, ad opera di pressioni generate da nuove infrastrutture, da nuovi insediamenti abitativi e produttivi e da sistemi agricoli intensivi. Il possibile mutamento della gestione delle acque irrigue potrebbe alterare il reticolo idrografico artificiale, con ripercussioni negative sugli ecosistemi ad elevata naturalità. Disponibilità di incentivi finanziari pubblici, finalizzati a migliorare il sistema ecologico, soprattutto nelle aree a maggior sensibilità ambientale Disponibilità di incentivi per la redistribuzione dei reflui zootecnici e per il loro utilizzo a fini energetici PATI CASTELLO DI GODEGO E LORIA La presenza di un diffuso sistema di siepi e fossati offre adeguati siti per il rifugio della fauna minore Presenza di zone ad elevata naturalità lungo il fiume Muson e lungo il sistema fluviale Pighenzo-Brenton Alcuni corridoi fluviali possono rappresentare nei prossimi anni assi preferenziali in cui concentrare gli interventi di rinaturazione potenziale rischio di inquinamento delle acque che possono verificarsi a monte La presenza di cave e di discariche aumenta il rischio di inquinamento delle acque profonde Possibilità di rinaturalizzare le cave dismesse come nicchie ecologiche puntiformi connesse col sistema vegetazionale delle siepi e col reticolo idrografico Uso improprio di discariche e cave Negli ultimi anni è aumentata la frequenza di allagamenti e tracimazioni, con danni agli insediamenti Buona capacità di drenaggio dei terreni, grazie alla buona permeabilità Progressivo aumento delle superfici impermabilizzate nei bacini idrografici in cui ricade il territorio dei due comuni La diffusa presenza di allevamenti anche intensivi genera un elevato carico di effluenti, con accumulo di nitrati nel sistema idrico. Presenza di attività produttive in zona agricola, che direttamente o indirettamente esercitano sul sistema ambientale elevate pressioni Mancanza di un programma condiviso di gestione dei corsi d'acqua, con interventi realizzati sia dai privati che dal pubblico, spesso in contrasto tra loro e poco compatibili con la rinaturazione Difesa del suolo relazione ambientale Possibilità di progetti integrati d'area per la realizzazione di corridoi verdi (greenways) con incentivi agroambientali I progetti di ricalibratura degli alvei potrebbero generare impatti significativi sulla disponibilità di habitat e di rifugi per la fauna selvatica Diminuzione della capacità di infiltrazione dei terreni, per urbanizzazione e riduzione del reticolo scolante agrario. Possibili nuove escavazioni Scarsa manutenzione dei corsi d’acqua, in particolare del torrente Pighenzo Brenton Possibili nuove discariche CA_06_018_03_PATI Loria Castello DG_relazione ambientale.doc Pagina 46 di 54 incentivi del P.S.R. per migliorare la gestione degli effluenti zootecnici (area prioritaria) La realizzazione di nuove infrastrutture viarie può permettere di realizzare opere diffuse di mitigazione ambientale, con possibili positivi effetti sul territorio aperto. Progetti a regia regionale per la risoluzione dei problemi idraulici sul sistema Pighenzo-Brenton e sul Muson PATI CASTELLO DI GODEGO E LORIA unità di paesaggio agrario di interesse storicoculturale La elevata pressione insediativa e la specializzazione degli ordinamenti produttivi causa di frequente una elevata semplificazione del paesaggio e una frammentazione e rarefazione degli elementi peculiari (siepi, prati stabili, piantate) presenza, seppur con diverse frequenze rispetto ai diversi ambiti, di molteplici elementi detrattori, spesso ad elevata focalità. La leggibilità dell' agro centuraiato romano è spesso limitata Intrusione nelle zone agricole di tipologie edilizie urbane, estranee al contesto rurale elementi del paesaggio di interesse storico inserimento di nuove tipologie urbane in contesti di paesaggio storico relazione ambientale Nelle aree più integre è ancora presente un sistema di siepi abbastanza continuo, con assetto a campi chiusi. In molti ambiti del territorio sono ancora ben leggibili i segni dell'agrocenturiato romano (soprattutto nella porzione sud del territorio comunale di Castello di Godego) Presenza di interressanti relitti del paesaggio agrario tradizionale (piantate di gelso) La diffusa presenza di attività vivaistiche, rende gli ambiti interessati ordinati e leggibili Presenza di numerosi edifici di valore storicoarchitettonico CA_06_018_03_PATI Loria Castello DG_relazione ambientale.doc Pagina 47 di 54 incentivi regionali per la Frammentazione del conservazione e il miglioramento territorio e alterazione dei prati stabili e delle siepi del paesaggio a causa della futura realizzazione di infrastrutture stradali (raccordi Pedemontana, SFMR) Possibilità di mitigazione e compensazione degli impatti delle nuove infrastrutture viarie. Possibilità di evidenziare la maglia reticolare dell'area centuriata, mediante formazione di alberature e siepi La ulteriore probabile diminuzione di redditività dei seminativi comporterà una minor attenzione nella manutenzione degli appezzamenti, della rete scolante e della viabilità minore possibile impatto di nuove infrastrutture linari (strade, elettrodotti, etc.) possibilità di diversificazione degli ordinamenti colturali (bioenergia) programmazione da parte della Provincia di percorsi di fruizione turistica di livello sovracomunale (strada dell'architettura - percorsi eco-turistici lungo il Muson da Asolo fino a Padova), nella zona dei Prai e nella zona delle Motte PATI CASTELLO DI GODEGO E LORIA mancanza di valorizzazione in genere delle emergenze culturali relazione ambientale Presenza di relitti di sistemazioni agrarie tradizionali (i filari alberati, le piantate, campi chiusi, ecc..) rischio di perdita di edifici di interesse storico-testimoniale a causa del loro cattivo stato di conservazione o dell'uso di tecniche e materiali inadeguati Incentivi fiscali agli interventi di restauro e ristrutturazione mancanza di sensibilizzazione dei privati proprietari dei beni culturali minori; Centri Storici mancanza di notorietà dei beni culturali e/o assenza di adeguata segnalazione/tabellazione di tipo turistico; scarsa considerazione del complesso sistema della centuriazione romana che viene in generalmente valutata solo come semplice conformazione geometrica del territorio; difficoltà da parte dei privati ma anche da parte degli enti pubblici di sostenere i costi di gestione e manutenzione delle ville e dei parchi storici; Presenza di importanti progressiva scomparsa delle attività di commercio al minuto e dell’artigianato di emergenze di valore all’interno del centro servizio alla persona; storico di C.di G. insufficiente qualità degli interventi urbanistici ed architettonici tendenza alla sostituzione della funzione abitativa con funzioni economiche di frequentazione prevalentemente diurna Presenza di parchi e aree tendenza a verde all’allontanamento delle famiglie di nuova formazione presenza, in alcuni casi consistente, di traffico veicolare di attraversamento CA_06_018_03_PATI Loria Castello DG_relazione ambientale.doc Pagina 48 di 54 programmazione provinciale di realizzazione di percorsi di fruizione turistica di livello sovracomunale (strada dell'architettura) alleggerimento del traffico veicolare con la realizzazione della pedemontana a condizione che la viabilità complementare sia completata fino a Castelfranco PATI CASTELLO DI GODEGO E LORIA Sistema Insediativo: assetto fisico funzionale Scarsa vitalità dei centri urbani, anche dei capoluoghi, causata dalla scarsità di funzioni "centrali" presenza di traffico veicolare di attraversamento che genera pericolosità ed inquinamento presenza di frange urbane scarsamente dotate di servizi Edificazione diffusa in area agricola che crea conflitto tra funzione agricola – residenziale e produttiva ed aumenta i costi per la fornitura dei servizi Mancanza di aree di mitigazione relazione ambientale Aumento del fenomeno percezione dei residenti negli insediamenti diffusi dell’edificazione diffusa di abitare e lavorare all'interno di un grande parco agrario basso livello dei costi privati iniziali di insediamento attraverso lo sfruttamento (improprio) delle infrastrutture esistenti Possibilità di migliorare il sistema del verde diffuso incentivi per il recupero e la riqualificazione dei centri abitati presenza di aree agricole marginali, dove prevedere zone filtro Presenza di insediamenti lineari lungo gli assi viari che gravano impropriamente su direttrici di traffico di livello territoriale frammentazione delle zone produttive scarsamente dotate di servizi settore produttivo primario possibilità di realizzare servizi mediante recupero di edifici produttivi eccedenti frazionamento e elevati costi delle reti possibilità di diffusione di tecnologiche e dei servizi a causa della sistemi decentrati di dispersione degli insediamenti produzione di energia da fonti rinnovabili Scarsa presenza di produzioni di nicchia o Buone potenzialità di sviluppo di attività tipiche, ad eccezione del polo agrituristiche e di servizi florovivaistico di Bessica. ambientali CA_06_018_03_PATI Loria Castello DG_relazione ambientale.doc Pagina 49 di 54 diminuzione nel tempo di nuclei famigliari con reddito predominante legato all'agricoltura. possibilità di diversificazione (es . bioenergie) che richiedono però progetti di filiera PATI CASTELLO DI GODEGO E LORIA relazione ambientale Incentivi PSR per spargimento reflui zootecnici in aziende con seminativi la elevata quantità di effluenti zootecnici potrebbe essere impiegata per produzione di energie rinnovabili, con benefici ambientali sul sistema idrico presenza di edifici rurali fatiscenti e integrazione della abbandonati popolazione anziana nella cura e manutenzione del territorio agricolo Il settore del Il polo vivaistico di Bessica di Loria è florovivaismo ha una connotato da una dimensione delle attività generalmente modesta e da spazi buona tradizione ed una discreta fidelizzazione spesso non adeguati. sul mercato. eccessiva concentrazione, soprattutto a Loria, di allevamenti zootecnici anche intensivi settore secondario e terziario Scarsa attenzione in genere agli aspetti paesaggistici negli interventi di trasformazione del territorio rurale possibilità di diversificazione degli ordinamenti produttivi verso la produzione di bioenergie frammentazione delle zone produttive ed elevata presenza di attività artigianali e industriali sparse Elevata concentrazione di imprese attive nell’industria, con valori doppi di quelli medi regionali e tripli rispetto a quelli nazionali, anche se negli ultimi anni la tendenza è negativa CA_06_018_03_PATI Loria Castello DG_relazione ambientale.doc Pagina 50 di 54 possibilità di riqualificazione degli aggregati rurali, mediante recupero di edifici non più funzionali Possibilità di valorizzazione della produzione florovivaistica sia dal punto di vista commerciale che mediante formazione del personale. Aumento dell’impatto ambientale delle attività produttive in zona impropria incentivi fiscali per l'innovazione nel campo del risparmio energentico e delle fonti di energia rinnovabile PATI CASTELLO DI GODEGO E LORIA relazione ambientale scarsa presenza di servizi alle aziende ed in generale di terziario avanzato. settore turistico ricettivo tendenza alla contrazione, riscontrabile negli ultimi anni in tutto il territorio regionale, del numero di imprese artigiane Sbilanciamento eccessivo del numero di addetti nell’industria rispetto al commercio e ai servizi scarsa presenza di attività turistiche Rapida delocalizzazione delle attività secondarie a fronte di un processo lento di terziarizzazione presenza di emergenze In mancanza di sinergie architettoniche e con i poli turistici ambientali da valorizzare limitrofi, emarginazione del territorio dai principali flussi turistici servizi a scala territoriale incentivi alla diversificazione delle attività agricole riorganizzazione della stazione ferroviaria di Castello di Godego in funzione della realizzazione del SFMR Sistema scarsa dotazione di strade di livello infrastrutturale sovracomunale in rapporto ai mezzi sovracomunale circolanti (riferimento area Castellana) attraversamento dei centri urbani da parte della viabilità regionale e provinciale CA_06_018_03_PATI Loria Castello DG_relazione ambientale.doc Pagina 51 di 54 Progressivo congestionamento veicolare realizzazione della "Pedemontana" e della sua viabilità complementare Rischio di elevata frammentazione del territorio aperto, in caso di inserimento della nuova viabilità senza le necessarie mitigazioni e compensazioni realizzazione della fase 3 del SFMR PATI CASTELLO DI GODEGO E LORIA Uso indifferenziato della viabilità Sistema infrastrutturale locale relazione ambientale Buona dotazione e interconnessione della rete stradale comunale in rapporto alla superficie territoriale convogliamento del traffico di attraversamento nordsud su strade urbane in caso di ritardata realizzazione e delle opere complementari della strada pedemontana Punti pericolosi in prossimità di incroci e punti di conflitto assenza di una rete interconnessa di piste ciclabili Infrastrutture tecnologiche notevole impatto di nuove piste ciclabili di tipo convenzionale Scarsa copertura del territorio della rete di telecomunicazione a banda larga ADSL2+ e assenza di rete in fibra ottica CA_06_018_03_PATI Loria Castello DG_relazione ambientale.doc Pagina 52 di 54 Risoluzione di problemi sulla viabilità locale in occasione della progettazione di quella regionale e provinciale, in particolare della terza fase del SFMR Possibilità di concordare interventi di mitigazione ambientale lungo la pedemontana e la sua viabilità complementare collegamento della viabilità ciclabile locale ai percorsi di livello sovracomunale lungo gli argini delle aste fluviali PATI CASTELLO DI GODEGO E LORIA relazione ambientale 11 – Obiettivi di sostenibilità Tenuto conto dell’indagine sullo stato dell’ambiente e degli obiettivi espressi nel documento preliminare del Piano, gli obiettivi di sostenibilità sono i seguenti: Sistema ambientale e spazi aperti - tutelare le acque superficiali e profonde, con particolare riguardo alle risorse idropotabili - migliorare la continuità e la permeabilità dei corridoi ecologici - tutelare il suolo agricolo, limitando la sottrazione e l’impermeabilizzazione del suolo - favorire il recupero, il riuso delle preesistenze e la ricollocazione delle opere incongrue - prevenire le forme di inquinamento diffuso dell’aria e delle acque, anche attraverso piani di azione coordinati. Paesaggio - tutelare gli elementi del paesaggio e favorire la ricomposizione paesistica - valorizzare i beni storico - culturali, con attribuzione di funzioni compatibili con la tutela e la riqualificazione degli ambiti - mitigare e attenuare gli elementi detrattori, con specifica attenzione alle frange urbane e alle infrastrutture in progetto Sistema insediativo - Consolidare e riequilibrare le aree urbane, mediante recupero, riuso e riqualificazione, con inserimento di nuove funzioni compatibili con la residenza - Incrementare e favorire la specializzazione dei servizi - Favorire il consolidamento/riconversione delle attività produttive - Prevedere adeguate compensazioni ambientali per le future espansioni urbane Sistema relazionale - Razionalizzare la rete viaria al fine di migliorare la qualità urbana, in coerenza con il principio dello sviluppo sostenibile - Favorire la mobilità ciclopedonale, migliorandone la continuità tra i centri abitati - Mitigare l’impatto delle infrastrutture viarie. Il conseguimento degli obiettivi di sostenibilità passerà attraverso il vaglio delle possibili alternative, con particolare riguardo alle linee di espansione urbana, tenendo conto dello scenario attuale, corrispondente alle tendenze in atto, la cosiddetta opzione zero (status quo). Particolare attenzione sarà posta alla valutazione della necessità di minimizzare il consumo di suolo agricolo. CA_06_018_03_PATI Loria Castello DG_relazione ambientale.doc Pagina 53 di 54 PATI CASTELLO DI GODEGO E LORIA relazione ambientale 12 – Monitoraggio Il sistema di monitoraggio andrà relazionato alle componenti ambientali caratterizzate da impatti ambientali misurabili e da un livello di criticità significativo. Il monitoraggio consiste nella periodica verifica di un set di componenti ambientali e di aree sensibili, attraverso adeguati indicatori di stato e di pressione. La scelta degli indicatori sarà effettuata nel corso della procedura di VAS, privilegiando parametri facilmente comprensibili dalla popolazione e in grado di monitorare l’efficacia delle azioni prioritarie che saranno alla base del Piano. CA_06_018_03_PATI Loria Castello DG_relazione ambientale.doc Pagina 54 di 54