Università degli Studi di
Bergamo
Associazione Cuore
Batticuore ONLUS
“CUORE e PSICHE: battiti ed emozioni”
Verso l'integrazione tra aspetti biomedici e psicologici
nei percorsi di cura delle patologie cardiovascolari.
INDAGINE ESPLORATIVA SUI FATTORI PSICOSOCIALI IN SOGGETTI
CON EVENTO CORONARICO ACUTO:
LE CARATTERISTICHE DI PERSONALITA' E IL SUPPORTO SOCIALE.
FATTORI DI RISCHIO PSICOSOCIALI COINVOLTI
NELL’EZIOPATOGENESI DELLE MALATTIE
CORONARICHE.
Rozansky e Kubzansky (1999) evidenziano come i fattori psicosociali possono influenzare
abitudini strettamente connesse alla salute, come il consumo di tabacco, abitudini alimentari
scorrette e inattività fisica, che di conseguenza risultano in uno sviluppo di importanti fattori
di rischio cardiovascolari.
E’ probabile che la presenza del cosiddetto esaurimento vitale (faticabilità, irritabilità,
demoralizzazione, esaurimento cronico) sia una condizione prodromica rispetto alla
malattia coronarica.
L’ansia, inoltre, è correlata all’insorgenza di coronaropatia: il disturbo di panico e la
preoccupazione cronica sembrano essere gli aspetti più significativi dell’ansia associati al
disturbo coronarico.
Lo stress mentale, le emozioni negative come rabbia, ostilità, attitudine competitiva,
isolamento sociale e orientamento negativo verso le relazioni interpersonali costituiscono
fattori di rischio per le coronaropatie. (vedi ad esempio Hemingway, Marmot, 1999;
Rozansky, Blumenthal, Kaplan, 1999; Molinari, Compare, Parati, 2007.)
CARATTERISTICHE DI PERSONALITA’ “TYPE A”:
Friedman e Rosenman definiscono “action-emotion complex” un costrutto che
sembra descrivere i pazienti che soffrono di cardiopatie. Le caratteristiche individuali
come la continua ricerca del successo, la competitività, un persistente desiderio di
migliorarsi, la costante partecipazione a molteplici compiti e attività, un ritmo rapido
nel parlare, l’ impazienza nel rapportarsi agli altri, sono atteggiamenti che facilmente
suscitano ostilità e aggressività.
CARATTERITICHE DI PERSONALITA’ “TYPE D”:
Pazienti con una cosiddetta personalità TYPE D tendono ad avvertire le emozioni
negative ed ad inibire l'auto-espressione. Inoltre, questi individui tendono ad essere
riservati ed introversi (alta inibizione sociale). Questo costrutto quindi è caratterizzato
dalla soppressione cronica delle emozioni negative e da alti livelli di inibizione sociale.
Molto importante è precisare che il TYPE D non è caratterizzato da esperienze di
emozioni negative ma piuttosto il provare emozioni negative è una reazione messa in
atto in situazioni stressanti (Denollet, Sys, & Brutsaert, 1995).
Numerosi studi hanno dimostrato che i fattori di rischio psicosociale influenzano
considerevolmente la malattia coronarica, nel senso che tali fattori sono associati ad una
maggiore probabilità che si verifichi un evento cardiaco sfavorevole (Rozanski A. et al., 2005).
Un corpo consistente di letteratura ha messo chiaramente in evidenza che diverse variabili
psicologiche e sociali possono concorrere al decorso postinfartuale (Cohen e Herbert, 1996).
Tra queste variabili, una crescente attenzione è assegnata al supporto sociale sia intra che extra
familiare (Cohen S., Underwood L. G., Gottilieb B. H., 2000).
La letteratura evidenzia anche che i pazienti con evento coronarico acuto se accompagnati da
una buona rete di relazioni familiari e amicali, nel periodo successivo l’evento, diminuiscano il
rischio di sviluppare patologie (Cohen, 2000).
Il sostegno sociale contribuisce a fornire alle persone le risorse pratiche ed emozionali di cui
hanno bisogno per affrontare gli eventi di vita (Bertolotti G., 1998).
È possibile pervenire a una visione integrata dell’influenza psicosociale sul disturbo cardiaco
che collega tra loro fattori diversi quali tratti di personalità, emozioni e caratteristiche
dell’ambiente sociale (Molinari E., Compare A., Parati G., 2007) .
“Indagine esplorativa sui fattori psicologici,
emozionali, comportamentali, relazionali e di
partecipazione sociale in soggetti con evento
coronarico acuto.”
In collaborazione con:
USC Cardiologia OO.RR. di Bergamo
USSD Psicologia Clinica OO.RR. di Bergamo
Associazione “Cuore Batticuore” ONLUS Bergamo
IPOTESI
IL SUPPORTO SOCIALE E LE COMPONENTI PSICOSOCIALI HANNO ESITI POSITIVI SULLE
VARIABILI SALIENTI PER LA CONDIZIONE DELL’EVENTO CORONARICO.
OBIETTIVO
 DESCRIVERE LE VARIABILI PSICOSOCIALI RILEVANTI E PREDITTIVE DI ESITI
PATOLOGICI IN PARTICOLAR MODO QUANTO IL SUPPORTO SOCIALE INFLUENZI
LE VARIABILI PSICOSOCIALI.
 EVIDENZIARE GLI EFFETTI SUL DECORSO SUCCESSIVO AD UN EVENTO
CORONARICO DELL’INTERAZIONE DELLE VARIABILI PSICOLOGICHE E DI
SUPPORTO SOCIALE CON LE PRATICHE DI RIABILITAZIONE CARDIOLOGICA E DI
PARTECIPAZIONE ALLA VITA E ALLE ATTIVITÀ DI UNA ASSOCIAZIONE DI
VOLONTARIATO A SOSTEGNO DEI PAZIENTI CARDIOPATICI (“CUORE
BATTICUORE” ONLUS).
ANALISI QUANTITATIVA
SOGGETTI
VARIABILI
Tutti i pazienti ricoverati per infarto acuto e angina
instabile al primo evento cardiaco, durante un
periodo di 27 mesi dall’avvio della ricerca, presso
l’Unità di Cardiologia degli Ospedali Riuniti di
Bergamo verranno contattati (età compresa 50-80
anni).
Ai pazienti arruolati, a distanza di circa un mese,
a tre mesi ed ad un anno dall’evento acuto, verrà
sottoposto una batteria di 8 strumenti di indagine
psicologica.
Sulla base delle informazioni raccolte dai
questionari sono stati costituiti tre gruppi:
•Pazienti che, afferiscono alla riabilitazione
cardiologica della Azienda Ospedaliera, e
partecipano all’Associazione “Cuore e Batticuore”;
•Pazienti che afferiscono alla riabilitazione
cardiologica;
•Pazienti che non afferiscono ad alcun
trattamento riabilitativo cardiologico;
173 PAZIENTI HANNO ACCONSENTITO
PRIMA RILEVAZIONE (109 PAZIENTI)
SECONDA RILEVAZIONE (83 PAZIENTI)
TERZA RILEVAZIONE (49 PAZIENTI)
La ricerca prevede, ad un anno, di rintracciare
l’esito patologico, è stato raccolto su un gruppo di
50 pazienti.
STRUMENTI SPECIFICI PER SOGGETTI CON EVENTO CORONARICO:
MPVH (Erdman RAM, 1982) Lo strumento si suddivide in 4 sottoscale: W del
benessere soggettivo; O dell’umore; I dell’invalidità e vulnerabilità percepita; S
della inibizione sociale.
TYPE D (Denollet, Sys & Brutsaert 1995) diviso nelle scale Emozioni negative e
Inibizione sociale.
STAI (Spielberger, Gorsuch e Lushene, 1970) questo strumento chiede ai soggetti
di autovalutare il proprio livello d’ansia in risposta a diverse situazioni.
STRUMENTI DI RAPPRESENTAZIONE DELLO STATO DI SALUTE :
G.H.Q-12 (Goldberg, 1972) questo questionario richiede ai soggetti
un’autovalutazione riguardo la gravità dei sintomi del disturbo psicologico
conseguenti all’evento.
LOCUS OF CONTROL (Wallston, B.S., Wallston, G.D. and Maides, S.A., 1976.)
misura l’attitudine del soggetto ad attribuire cause esterne (sottoscala E) o cause
interne (sottoscala I ) agli eventi della propria vita.
STRUMENTI COSTRUITI SUI PRESUPPOSTI DELLA PSICOLOGIA POSITIVA:
A.D.H.S. (Snyder et al. 1991, 1997) la prima scala valuta i successi raggiunti nella
vita, la seconda il raggiungimento degli obiettivi personali;
H.F.S. (Yamhure Thompson,, L.S., et al. 2005) questo questionario chiede ai
soggetti di esprimere un grado di accordo o disaccordo a dichiarazioni che
attribuiscono a fatti negativi esterni, a comportamenti volontari dell’individuo oppure
a circostanze casuali la causa della malattia
QUESTIONARIO DEL BENESSERE SOGGETTIVO (Ryff C., 1989) in grado di
misurare le sei dimensioni del benessere: autoaccettazione, relazioni interpersonali
positive, autonomia, controllo ambientale, crescita personale e scopo nella vita.
STRUMENTI DI SUPPORTO SOCIALE:
M.S.P.S.S (Zimet, Dahlem, Farley, 1988) gli item si dividono in guppi relative alla
fonte del supporto sociale percepito: famiglia, amici, altri significativi.
FASE QUANTITATIVA:
Dalla siglatura dei questionari è emerso che le variabili sottoposte ad analisi della
varianza su misure ripetute mostrano un’evoluzione nel corso dell’anno successivo
all’evento coronarico acuto, le seguenti variabili, riportate in Tab.1, nel corso delle tre
rilevazioni (ad un mese, a tre mesi e ad un anno dall’evento) hanno mostrato
significatività statistica :
scala SITUATION del H.F.S. (p = .051)
scala I del LOCUS OF CONTROL (p = .077)
scala W del M.P.V.H. (p = .059)
scala S del M.P.V.H. (p = .020)
scala INIBIZIONE SOCIALE del TYPE-D (p = .029)
scala EMOZIONI NEGATIVE del TYPE-D (p = .0009)
Tab. 1: ANOVA per misure ripetute
90,00
20,00
70,00
80,10
80,15
81,63
80,00
19,50
60,00
19,00
50,00
18,50
p = .051
40,00
1M
30,00
26,11
26,70
27,37
1A
17,50
17,00
3M
1A
17,18
16,00
15,50
LOCUS OF CONTROL
SOTTOSCALA I
LOCUS OF CONTROL
SOTTOSCALA E
3,60
3,93
4,30
2,00
13,09
13,27
12,83
8,00
3M
1A
9,85
1M
p = .020
13,17
10,00
p = .0009
11,34
6,00
6,19
6,11
12,00
5,91
p = .059
6,70
6,47
6,16
6,84
7,63
4,00
3,00
1M
17,86
14,00
5,00
6,00
18,00
16,91
8,00
7,00
p = .077
16,50
H.F.S. SITUATION
SUBSCALE ITEM 1318
H.S.F. SELF
SUBSCALE ITEM 1-6
0,00
H.F.S. SOTTOSCALA
H.F.S. ITEM 1-18
10,00
24,64
24,70
24,20
20,00
H.F.S. OTHER
SUBSCALE ITEM 712
29,41
28,57
30,07
3M
19,50 19,42 19,69
1M
p = .029
6,00
1A
4,00
1,00
2,00
0,00
M.P.V.H. SCALA M.P.V.H. SCALA M.P.V.H. SCALA I M.P.V.H. SCALA
W
O
S
3M
0,00
TYPE-D EMOZIONI NEGATIVE
TYPE-D INIBIZIONE SOCIALE
CORRELAZIONI TRA VARIABILI DI SUPPORTO SOCIALE E ALTRE VARIABILI PSICOSOCIALI
1 MESE
A.D.H.S
SCALA 2
H.F.S. SELF
H.F.S.
SITUATION
M.P.V.H.
SCALA W
M.P.V.H.
SCALA O
M.S.P.S.S.
SCALA FAM
,296
p= ,007
M.S.P.S.S.
SCALA FRI
,342
p= ,002
-,243
p= ,027
,339
p= ,002
-,248
p= ,023
M.S.P.S.S.
SCALA SO
,224
p= ,042
,239
p= ,030
3 MESI
A.D.H.S
SCALA 1
A.D.H.S
SCALA 2
M.S.P.S.S.
SCALA FAM
,387
p= ,001
,293 p=
,012
M.S.P.S.S.
SCALA FRI
,301
p= ,010
,400
p= ,000
H.F.S.
TOT
,459
p= ,000
H.F.S.
OTHER
H.F.S.
SITUATI
ON
,273
p= ,020
,468
p= ,000
A.D.H.S
SCALA 1
H.F.S.
TOT
M.S.P.S.S.
SCALA FAM
,335
p= ,046
,362
p= ,030
M.S.P.S.S.
SCALA FRI
,413
p= ,012
,426
p= ,010
,336
p= ,045
,349
p= ,037
STAI
-,223
p= ,042
LOCUS OF
CONTROL
SCALA I
,380
p= ,001
,245
p= ,038
A.D.H.S
SCALA 2
M.S.P.S.S.
SCALA SO
H.F.S.
SELF
TYPE-D
EMOZIONI NEG.
M.P.V.H.
SCALA
W
-,284
p= ,009
-,246
p= ,025
M.P.V.H.
SCALA
O
-,349
p= ,001
M.P.V.H.
SCALA I
-,362
p= ,001
M.P.V.H
.
SCALA
S
TYPE-D
EMOZIO
NI NEG.
TYPE-D
INIBIZIO
NE SOC.
-,257
p= ,029
M.S.P.S.S.
SCALA SO
1 ANNO
,345
p= ,001
M.P.V.H.
SCALA S
H.F.S.
OTHER
,280
p= ,017
-,234
p= 048
-,246
p= ,037
,350
p= ,003
H.F.S
SITUATI
ON
M.P.V.H
SCALA S
TYPE-D
INIBIZIO
NE
SOC.
,335
p= ,046
,467
p= ,004
-,276
p= ,019
-,431
p= ,009
-,373
p= ,025
-,440
p= ,000
-,306
p= ,009
-,281
p= ,017
BENESSE
RE
AUTO
,513
p= ,001
,493
p= 002
,493
p= ,002
,511
p= ,001
RPA
,734
p= ,000
,499
p= ,002
AUTO
N
DA
SV
CP
,638
p= ,000
,578
p= ,000
,409
p= ,01
,419
p= ,011
,400
p= ,016
,622
p= ,000
,559
p= ,000
,453
p= ,01
L’unica variabile statisticamente significativa al test T-Student per gli effetti della
partecipazione dei soggetti alla riabilitazione cardiologica ospedaliera è la:
scala OTHER del H.F.S. p = .032 (Tab. 2)
Per l’interazione tra la partecipazione alla riabilitazione cardiologica ospedaliera e la
partecipazione alle attività dell’Associazione “Cuore Batticuore” si sono riscontrate
significatività statistiche nelle scale:
scala 1 del A.D.H.S., che misura la tendenza del soggetto a considerare fiduciosamente
raggiungibili i successi della vita. p = 0.49 (Tab. 3)
scala dell’AUTONOMIA misurata dal QUESTIONARIO DEL BENESSERE
SOGGETTIVO. p = .002 (Tab. 4)
Tab.2 T-Student H.F.S. scala OTHER, RIABILITAZIONE
Media 1
Media 2
valore t
gl
p
H.F.S. OTHER SUBSCALE ITEM 7-12 1M
24,0667
25,4545
-0,75090
35
0,457730
H.F.S. OTHER SUBSCALE ITEM 7-12 3M
24,2857
26,1364
-1,22358
34
0,229525
H.F.S. OTHER SUBSCALE ITEM 7-12 1A
20,8571
25,3889
-2,11313
23
0,045650
30,0000
p =.04
25,0000
20,0000
15,0000
Media 1
10,0000
Media 2
5,0000
0,0000
H.F.S. OTHER
H.F.S. OTHER
H.F.S. OTHER
SUBSCALE ITEM 7- SUBSCALE ITEM 7- SUBSCALE ITEM 712 1M
12 3M
12 1A
Tab. 3 Analisi univariata per la scala 1 del A.D.H.S. 1mese
associazione*riabilitazione; Medie MQ
Eff. corrente: F(1, 59)=4,0273, p=,04936
Decomposizione ipotesi effettive
Le barre verticali indicano intervalli di confidenza al 0,95
p= .049
16
14
12
10
8
6
4
A.D.H.S. SOTTOSCALA ITEM 1,4,6,8 1M
2
0
0
1
riabilitazione
associazione
0
associazione
1
Tab. 4 Analisi univariata per la scala AUTONOMIA del Questionario del
Benessere soggettivo.
associazione*riabilitazione; Medie MQ
Eff. corrente: F(1, 34)=10,860, p=,00230
Decomposizione ipotesi effettive
Le barre verticali indicano intervalli di confidenza al 0,95
60
55
p= .002
50
45
40
35
AUTON
30
25
20
15
10
0
1
riabilitazione
associazione
0
associazione
1
ANALISI DIFFERENZE TRA GRUPPO CHE SEGUE LE ATTIVITA’ DELL’ASSOCIAZIONE E
GRUPPO CHE NON SEGUE LE ATTIVITA’ DELL’ASSOCIAZIONE
120,0000
6,0000
100,0000
5,0000
80,0000
4,0000
Media 1
60,0000
P= .015
Media 2
40,0000
Media 1
3,0000
Media 2
P= .031
2,0000
20,0000
1,0000
0,0000
0,0000
H.F.S. SOTTOSCALA H.F.S. SOTTOSCALA H.F.S. SOTTOSCALA
H.F.S. ITEM 1-18 1M H.F.S. ITEM 1-18 3M H.F.S. ITEM 1-18 1A
M.P.V.H. SCALA I 1M
8,0000
16,0000
7,0000
14,0000
6,0000
12,0000
M.P.V.H. SCALA I 1A
10,0000
5,0000
4,0000
M.P.V.H. SCALA I 3M
P= .064
P= .094
3,0000
Media 1
8,0000
Media 2
6,0000
Media 1
P= .079
Media 2
4,0000
2,0000
2,0000
1,0000
0,0000
0,0000
M.P.V.H. SCALA S 1M M.P.V.H. SCALA S 3M M.P.V.H. SCALA S 1A
TYPE-D EMOZIONI
NEGATIVE 1M
TYPE-D EMOZIONI
NEGATIVE 3M
TYPE-D EMOZIONI
NEGATIVE 1A
Alcune variabili psicosociali si sono mostrate statisticamente significative al test del TStudent, per l’ influenza sugli esiti patologici rilevati ad un anno (Tab. 5):
scala OTHER del H.F.S. p = .04
scala O del M.P.V.H. tendenzialmente significativa
scala S del M.P.V.H. p = .06
STAI p = .077
Tab. 5: ANALISI DIFFERENZE TRA SOGGETTI CON ESITO PATOLOGICO E
SENZA ESITO PATOLOGICO
30,0000
8,0000
25,0000
7,0000
6,0000
20,0000
5,0000
15,0000
P= .04
10,0000
Media 1
4,0000
Media 2
3,0000
5,0000
Media 1
P= .012
2,0000
0,0000
Media 2
1,0000
H.F.S. OTHER
H.F.S. OTHER
H.F.S. OTHER
SUBSCALE ITEM SUBSCALE ITEM SUBSCALE ITEM
7-12 1M
7-12 3M
7-12 1A
0,0000
M.P.V.H. SCALA O M.P.V.H. SCALA O M.P.V.H. SCALA O
1M
3M
1A
7,0000
50,0000
45,0000
6,0000
40,0000
35,0000
5,0000
4,0000
P= .061
3,0000
Media 1
30,0000
25,0000
Media 2
20,0000
15,0000
10,0000
2,0000
1,0000
Media 1
P= .077
Media 2
5,0000
0,0000
0,0000
M.P.V.H.
SCALA S 1M
M.P.V.H.
SCALA S 3M
M.P.V.H.
SCALA S 1A
STAI ITEM TOT. STAI ITEM TOT. STAI ITEM TOT.
1M
3M
1A
I risultati dimostrano che le variabili psicologiche hanno consistenti effetti sugli
esiti patologici, coerentemente con quanto descritto in letteratura.
ANALISI DELLA VARIANZA SU MISURE RIPETUTE.
VARIABILI
RILEVAZIONE E PATOLOGIA
RILEVAZIONE PATOLOGIA E
ASSOCIAZIONE
A.D.H.S. SCALA 2
p= .039
p= .031
R1*Patologia*associazione; Medie MQ
Eff. corrente: F(2, 42)=3,7634, p=,03137
Decomposizione ipotesi effettive
Le barre verticali indicano intervalli di confidenza al
0,95
R1*Patologia; Medie MQ
Eff. corrente: F(2, 42)=3,4868, p=,03972
Decomposizione ipotesi effettive
Le barre verticali indicano intervalli di confidenza al 0,95
VD_1
17
16
15
14
13
12
11
10
9
20
18
16
14
12
VD_1
10
8
6
4
1
associazione
Patologia: 0
0
1
0
associazione
A.D.H.S. S
A.D.H.S. S
A.D.H.S. SO
R1
Patologia
0
Patologia
1
Patologia: 1
R1
A.D.H.S. SOTTOSCALA ITEM 2,9,10,12 1A
R1
A.D.H.S. SOTTOSCALA ITEM 2,9,10,12 1M
R1
A.D.H.S. SOTTOSCALA ITEM 2,9,10,12 3M
ANALISI DELLA VARIANZA SU MISURE RIPETUTE.
VARIABILI
PATOLOGIA
ASSOCIAZIONE
RILEVAZIONE E
PATOLOGIA
RILEVAZIONE E
ASSOCIAZIONE
RILEVAZIONE PATOLOGIA E
ASSOCIAZIONE
M.S.P.S.S SCALA FAM.
p= .058
p= .033
p= .004
p= .030
R1*Patologia; Medie MQ
Eff. corrente: F(2, 40)=3,6995, p=,03356
Decomposizione ipotesi effettive
Le barre verticali indicano intervalli di confidenza al 0,95
Patologia*associazione; Medie MQ
Eff. corrente: F(1, 20)=4,0197, p=,05870
Decomposizione ipotesi effettive
Le barre verticali indicano intervalli di confidenza al 0,95
32
32
30
30
28
28
26
26
24
24
22
22
20
VD_1
VD_1
18
16
14
20
18
16
12
14
10
8
6
0
1
12
associazione
0
associazione
1
10
0
1
R1
M.S.P.S.S. SCALA FAM. 1A
R1
M.S.P.S.S. SCALA FAM. 1M
R1
M.S.P.S.S. SCALA FAM. 3M
Patologia
Patologia
R1*Patologia*associazione; Medie MQ
Eff. corrente: F(2, 40)=3,8277, p=,03013
Decomposizione ipotesi effettive
Le barre verticali indicano intervalli di confidenza al 0,95
R1*associazione; Medie MQ
Eff. corrente: F(2, 40)=6,3257, p=,00410
Decomposizione ipotesi effettive
Le barre verticali indicano intervalli di confidenza al 0,95
35
32
30
30
25
28
26
20
24
15
VD_1
22
20
10
VD_1
5
18
16
0
14
-5
1
Patologia: 0
assoc
assoc
associazione
1
0
0
8
1
10
R1
M.S.P.S.S. SCALA FAM. 1A
R1
M.S.P.S.S. SCALA FAM. 1M
R1
M.S.P.S.S. SCALA FAM. 3M
0
12
Patologia: 1
R1
M.S.P.S.S. SCALA FAM. 1A
R1
M.S.P.S.S. SCALA FAM. 1M
R1
M.S.P.S.S. SCALA FAM. 3M
FASE QUALITATIVA:
Sono stati condotti tre “Focus Group” con 12 soggetti suddivisi in 3 gruppi sulla base
dei diversi percorsi intrapresi successivamente all’evento coronarico acuto:
Soggetti che afferiscono alla riabilitazione cardiologica ospedaliera e alle attività
dell’Associazione “Cuore Batticuore” ONLUS (4 SOGGETTI)
Soggetti che partecipano solo alla riabilitazione cardiologica ospedaliera.(4
SOGGETTI)
Soggetti che non partecipano né alla riabilitazione cardiologica ospedaliera, né alle
attività dell’Associazione “Cuore Batticuore” ONLUS. (4 SOGGETTI)
Cluster analysis
Raggruppamenti
semantici ottenuti
mediante l’elaborazione
statistica delle cooccorrenze delle parole
chiave
Polarità discorsiva
Cl.1
Cl.3
Polarità discorsiva
Polarità discorsiva
Assi
discorsivi
Cl.2
Polarità discorsiva
21
Cluster 1:
L’infarto comporta sintomi e cambiamenti fisici che
richiedono riadattamenti degli stili di vita non sempre facili da
realizzare anche sul piano emotivo e il confronto con altri infartuati
può essere d’aiuto.
“CAMBIARE VITA”
“… a me piace mangiare un po’ di tutto e sono robusto, si vede… però, soprattutto
all’inizio ho dovuto fare un po’ di diete e anche adesso cerco di mantenere un certo
peso, ad esempio mangio tantissima frutta e verdura…”
“… ho diminuito tanto sul lavoro… però quando serve l’occhio per fare un
preventivo… perché sono tutti capaci di fare un preventivo ma se c’è l’esperienza di
50 anni di lavoro…”
Cluster 2:
L’incontro con altri infartuati può testimoniare
possibili traiettorie negative, perché l’impatto dell’infarto sullo stato
d’animo e sulla valutazione delle proprie risorse psicologiche ed
emotive sembra privilegiare un senso di perdita e riduzione di
possibilità.
“STATO D’ANIMO”
“… non hai più quella voglia, quell’energia… d’altronde ti cambia, mi accorgo di non
essere più attivo e meno efficiente nelle mie attività, ho meno voglia…”
“… prima correvo a livello agonistico, tutti i giorni, mi allenavo, era uno sport che
amavo! Adesso non ho più rinnovato la tessera perché purtroppo… ho paura…
quando ti viene una fitta, dei dolori, hai paura e ci ho rinunciato!...”
Cluster 3:
La condizione di malato e anziano accentua l’idea
della morte e facilita un atteggiamento fatalista, non pessimista, in
cui la morte viene vista come qualcosa che ci si aspetta e che non
impedisce di entrare in contatto con aspetti positivi come l’affetto
dei nipoti.
“CONVIVERE CON LA MORTE”
“…penso più frequentemente alla morte… ma a parte questo non sono più pessimista,
sono solo fatalista…”
“…un giovane si accorge della fragilità quando gli muore qualcuno di caro, se no non
ci penserà mai, alla mia età invece si comincia a vedere perché gli amici se ne
vanno, una cosa e l’altra, e allora dici ‘sto diventando vecchio!’…”
Cluster 4:
Il farmaco è necessario ma comporta fatiche,
limitazioni e a volte effetti collaterali per cui spesso sospenderlo è
una liberazione per questo raccomandano l’assiduità anche quando
sembra di stare meglio.
“FARMACI E CONTROLLI”
“… vado a casa alle dieci e devo prendere le pastiglie, poi alle otto,
però a stomaco pieno… e allora fatti qualcosa da mangiare per la
pastiglia e se poi sei fuori devi ricordarti…”
“ io in tutto devo prendere 8 pastiglie, alcune mi hanno dato fastidio, le
ho cambiate, sospese, riprese…”
GRAFICO CLUSTER
gruppo
gruppo
CAMB. VITA
STATO
D’ANIMO
gruppo
CONVIVERE CON
LA MORTE
FARMACI E
CONTROLLI
ASSE 1-2
ASSE 2-3
Criticità: Il quadrato semiotico
Situazione da perseguire
Sottomissione
Compromesso
Non accettabile
x
Prospettiva integrata
non y
CAMBIAMENTO
SUBITO
y
Evoluzione psicologica
FARMACI E
CONTROLLI
Passività/Disperazione
Situazione da evitare
CONSAPEVOLEZZA
DEL CAMBIAMENTO
Compromesso
accettabile
IMPATTO
nonPSICOLOGICO
x
(NEGATIVO) DELLA
MALATTIA
30
I^ CONTRADDIZIONE
Quando mi concentro sull’assunzione dei farmaci trascuro le dimensioni psicologiche e l’impatto
negativo della malattia.
II^ CONTRADDIZIONE
Se non c’è piena consapevolezza del cambiamento, i cambiamenti degli stili di vita sono subiti e
risultano faticosi .
I^ CONTRARIETA’
L’impatto psicologico negativo della malattia determina che le cure siano subite passivamente
II^ CONTRARIETA’
La piena consapevolezza del cambiamento delle prospettive di sviluppo anche positive, porta ad una
più puntuale e convinta adesione alle cure mediche, costruendo un’alleanza terapeutica positiva
I^ PRESUPPOSIZIONI
Se subisco il cambiamento sono portato a prendere farmaci e fare controlli passivamente.
II^ PRESUPPOSIZIONI
Prendere atto dell’impatto psicologico anche negativo della malattia, può evolvere in un’accettazione
più realistica di una nuova condizione e riattivare prospettive positive di cambiamento.
Sintesi e discussione:
La sottovalutazione dell’impatto psicologico, anche negativo, della malattia e la sua
enfasi depressiva non adeguatamente accompagnate, possono portare a subire
passivamente le indicazioni terapeutiche e i cambiamenti prodotti nella vita
quotidiana avvertendone soprattutto fatica e difficoltà e portando a subire,
enfatizzandoli, gli effetti negativi dei trattamenti farmacologici e i controlli,
riducendo in tal modo la compliance.
Uno sviluppo, un’evoluzione che porti alla rielaborazione dell’impatto psicologico
verso una piena consapevolezza delle trasformazioni determinate dalla irruzione
della malattia nella vita quotidiana, nei suoi aspetti limitanti, ma anche nelle sue
nuove possibilità (adverse reaching), può costruire un fattore fortemente
facilitante per la costruzione di una alleanza terapeutica positiva e facilitare anche
l’accesso e l’aderenza alle prescrizioni mediche.
Questi bisogni rilevati non ricevono sufficiente attenzione nei percorsi riabilitativi,
è probabilmente per questo motivo che la ricerca non riesce ad evidenziare un
effetto della riabilitazione cardiologica ospedaliera sulle variabili psicosociali;
tuttavia, seppur in modo differenziato, i soggetti che hanno partecipato alla fase
qualitativa della ricerca mostrano una particolare sensibilità all’impatto
psicologico della malattia ed esprimono bisogno di accompagnamento e sostegno:
nella modificazione degli stili di vita,
nella rielaborazione del vissuto emotivo,
nel confronto con un evento che mette il soggetto di fronte alla
propria
finitudine e percezione di invalidità, sia sul piano fisico che relazionale e sociale.
Ciò rende possibile ipotizzare che un appropriato intervento psicologico su gruppi di
soggetti infartuati possa:
• offrire uno spazio di pensiero e rielaborazione dell’impatto psicologico della malattia
sulla quotidianità,
• facilitare un riposizionamento emotivo dei soggetti nei confronti della propria
esperienza di malattia,
• affrontare e rivedere i bias, le idee e gli atteggiamenti irrazionali verso la malattia
stessa,
• promuovere e costruire la prospettiva di una diversa “normalità” sana attraverso
un’alleanza terapeutica più solida e vissuta come un sostegno alla propria autonomia
personale.
ANALISI QUALITATIVA
SOGGETTI
Sono stati contattati 5 soci-volontari cardiopatici che partecipano attivamente all’organizzazione e gestione
dell’Associazione “Cuore Batticuore” ONLUS, per un intervista in profondità semi-strutturata.
I soci sono stati selezionati in base al tipo di attività che svolgono per l’Associazione; 3 soggetti incontrano i pazienti
cardiopatici in ospedale e 2 organizzano attività ricreative e ludiche in Associazione.
Ogni Intervista, della durata di quarantacinque minuti ciascuno circa, è stata condotta da una psicologa, registrata e
sbobinata in forma anonima.
STRUMENTI
Il modello di intervista utilizzato è quello dell'intervista semi-strutturata, per cui l’intervista si sviluppa da una traccia
di domande aperte che focalizzano l'argomento. Da tale traccia di intervista sia l'intervistatore che l'intervistato
possono divergere al fine di esplicitare un concetto con maggiore dettaglio.
DOMANDA GENERATIVA
“Mi interessa capire e conoscere quello che l’associazione fa, e quello che lei in quanto volontario fa all’interno
dell’associazione, quelle che sono le attività, quelli che sono anche i suoi vissuti ed emozioni rispetto proprio al
contatto con i pazienti, sarà un intervista molto libera, se lei avrà voglia potrà raccontarmi quelli che sono i vissuti ed
emozioni all’interno di questa esperienza di volontariato.”
CLUSTER ANALYSIS ASSE 1-2
CLUSTER 1 “MODI INDIVIDUALI DI VIVERE LA MALATTIA- RIDURRE IL SENSO DI MINACCIA”
All’interno dell’Associazione esistono due modalità di comunicazione con i pazienti cardiopatici, una che punta sulla prevenzione,
l’altra che tende a nascondere le paure e dimostrare che la vita non è cambiata dopo l’evento coronarico.
CLUSTER 2: “RIELABORARE L’EVENTO IN UN CONTESTO SOCIALE”
Indispensabile è una struttura che accompagni, dopo l’infarto i pazienti cardiopatici, attraverso un intervento integrato
di sostegno medico e sostegno sociale, permettendo al paziente di rielaborare l’evento coronarico.
CLUSTER 3 “GESTIONE E POLITICA DELL’ASSOCIAZIONE”
L’associazione offre ai pazienti cardiopatici diverse attività, da quelle più ricreative che permettono di risocializzare a
quelle più preventive che si concentrano sugli stili di vita.
CLUSTER 4 “COINVOLGIMENTO ATTIVO E IMPEGNO PERSONALE”
L’associazione offre l’opportunità di svolgere delle attività ricreative e sportive, è luogo di scambio di opinioni, di
confronto e offre anche l’occasione di essere coinvolto attivamente impegnandosi nell’organizzazione
dell’associazione.
CLUSTER 5 “RECLUTAMENTO- ORGANIZZAZIONE”
I volontari in ospedale, su indicazione della caposala incontrano i pazienti che hanno avuto un evento coronarico, ogni
soggetto ha reazioni diverse all’incontro: ci sono pazienti più disponibili, altri meno interessati. I soci alle persone che
incontrano lasciano volantini e dèpliant ma pochi di questi pazienti diventano soci e partecipano alle attività.
Cluster analysis Asse 1-2
Soggetto attivo
Cl.4
Rielaborazione e
supporto sociale
RIELABORARE
L’EVENTO IN UN
CONTESTO SOCIALE
V. Osp.
GESTIONE E POLITICA
DELL’ASSOCIAZIONE
COINVOLGIMENTO
ATTIVO E IMPEGNO
PERSONALE
Rappresentazione dei compiti soggettivi
nell’attività dell’associazione
V. Ass.
Cl.3
Cl.1
RECLUTAMENTOORGANIZZAZIONE
MODI INDIVIDUALI DI
VIVERE LA MALATTIARIDURRE IL SENSO DI
MINACCIA”
Cl.5
Passività e
indifferenzziazione
Individualizzazione
e riduzione delle
minacce
Posizionamento del
soggetto
Cl.2
MODI INDIVIDUALI DI VIVERE LA MALATTIA
RIELABORARE L’EVENTO IN UN CONTESTO SOCIALE
GESTIONE E POLITICA DELL’ASSOCIAZIONE
COINVOLGIMENTO ATTIVO E IMPEGNO PERSONALE
RECLUTAMENTO-ORGANIZZAZIONE
GRAFICO CLUSTER
“MODI
INDIVIDUALI DI
VIVERE LA
MALATTIARIDURRE IL
SENSO DI
MINACCIA”
“RIELABORAR
E L’EVENTO IN
UN CONTESTO
SOCIALE
“GESTIONE E
POLITICA
DELL’ASSOCIA
ZIONE”
“COINVOLGIM
ENTO ATTIVO
E IMPEGNO
PERSONALE”
“RECLUTAMEN
TOORGANIZZAZI
ONE”
Criticità: Il quadrato semiotico
asse 1-2
Situazione da perseguire
COINVOLGIMENTO
ATTIVO
y
x
non y
PASSIVITA’ E
INDIFFERENZIAZIO
NE
Co
nt
ra
dd
iz
io
ne
Diniegazione
Situazione da evitare
Compromesso
Non accettabile
illusione
Compromesso
accettabile
Autonomia
Presa di coscienza
RIELABORAZIONE
DELLA MALATTIA
non
x
Individualizzazione
e riduzione aspetti
minacciosi
I^ CONTRADDIZIONE
Se le attività offerte si concentrano sul rifiuto della
malattia non permettono una rielaborazione
dell’evento coronarico.
II^ CONTRADDIZIONE
Se le attività offerte sono indifferenziate per tutti i
soggetti, non permettono di avere supporto sociale e
personale.
I^ CONTRARIETA’
L’associazione
dovrebbe
permettere
una
rielaborazione dell’evento coronarico nel paziente
attraverso attività supportive dei vissuti e delle
emozioni del soggetto.
II^ CONTRARIETA’
L’indifferenziazione dell’intervento offerto ai
cardiopatici, determina una partecipazione passiva e
poco coinvolta alle attività proposte.
I^ PRESUPPOSIZIONE
Necessario è passare da una condizione di
coinvolgimento passivo del paziente infartuato, a una
rielaborazione della malattia offrendo attivitè di
supporto sociale.
II^ PRESUPPOSIZIONE
Le attività di supporto sociale, sono spesso
indifferenziate e poco supportive quindi favoriscono
la passività non tenendo conto delle dimensioni
psicologiche coinvolte.
Criticità: Il quadrato semiotico
asse 2-3
Situazione da perseguire
x
non y
COINVOLGIMENTO
PASSIVO
Co
nt
r
ad
y
COINVOLGIMENTO
ATTIVO
Compromesso
di
zi
on
e
Attesa
Compromesso
Riflessività-Rielaborazione
Attivismo- Dedizione
SUPPORTO
SOCIALE
Estraneità- Sfiducia
non
x
ORGANIZZAZIONE
DI ATTIVITA’
Situazione da evitare
I^ CONTRADDIZIONE
L’Associazione offre molte attività organizzate per i
pazienti cardiopatici ma spesso sono poco supportive e
accolgono poco i vissuti dei singoli.
II^ CONTRADDIZIONE
Se si ricerca il coinvolgimento attivo del soggetto non
bisogna renderlo passivo e indifferenziato nelle proposte
offerte.
I^ CONTRARIETA’
Un supporto sociale emotivo e personale ai pazienti
cardiopatici permette una rielaborazione della malattia e
una ripresa della vita quotidiana con coinvolgimento
attivo nelle attività di tutti i giorni.
II^ CONTRARIETA’
L’indifferenziazione dell’intervento offerto ai
cardiopatici, determina una partecipazione passiva e
poco coinvolta alle attività proposte.
I^ PRESUPPOSiZIONE
Un supporto sociale emotivo e personale ai pazienti
cardiopatici permette una rielaborazione della malattia e
una ripresa della vita quotidiana favorendo un attivismo
e un’offerta differenziata di attività, da parte
l’Associazione.
II^ PRESUPPOSIZIONE
Spesso le molte attività offerte dall’Associazione
coinvolgono poco i soggetti nella partecipazione perché
non favoriscono dei momenti di incontro, confronto e
sostegno sociale.
Criticità: Il quadrato semiotico
asse 1-4
Situazione da perseguire
non y
SUPPORTO
SOCIALE
y
x
Co
nt
ra
dd
iz
io
ne
Attività pratica
Autoreferenzialità
Compromesso
accettabile
Attività riflessiva
Azioni non programmate
ATTIVITA’ OFFERTE
ORGANIZZAZIONE
DI ATTIVITA’
Compromesso
Non accettabile
non
x
PIANIFICAZIONE
ORGANIZZATIVA
Situazione da evitare
I^ CONTRADDIZIONE
Se le attività offerte sono indifferenziate per tutti i
soggetti, non permettono di avere supporto sociale e
personale.
II^ CONTRADDIZIONE
Se non vengono offerte attività supportive dove
poter rielaborare i propri vissuti di malattia, le
attività sono organizzate ma poco coinvolgenti.
I^ CONTRARIETA’
Le attività sociali dell’Associazione devono essere
organizzate, gestite dai soci e offerte ai pazienti
cardiopatici.
II^ CONTRARIETA’
Sono necessarie delle attività che siano di supporto,
sostegno
e
socializzazione
pianificate
dall’Associazione.
I^ PRESUPPOSIZIONE
Necessario invece creare un servizio ben
pianificato, che offra numerose attività favorendo
l’incontro, il confronto dei vissuti emotivi e la
rielaborazione della malattia per i soggetti postinfartuati.
II^ PRESUPPOSIZIONE
Le attività offerte appaiono molto pianificate e
organizzate ma non rispondono alle esigenze, i
bisogni e le domande di un soggetto cardiopatico.
Mettendo a confronto i gruppi si può notare una diversificazione di significati:
il gruppo che incontra i pazienti in ospedale focalizza il proprio intervento sulla
possibilità offerta al soggetto di rielaborare l’evento attraverso supporto sociale
ed emotivo. Invece il gruppo che si dedica all’organizzazione delle attività in
Associazione offre ai pazienti molte attività ricreative e di aggregazione che
risultano però concentrate a ridurre il senso di minaccia della malattia e negare
l’evento.
Utilizzando il quadrato semiotico di Greimas il gruppo di ricerca è giunto alle
seguenti considerazioni: l’importanza di offrire supporto sociale ai pazienti
cardiopatici all’interno delle Associazioni che offrono attività e momenti
ricreativi; e la criticità nell’organizzazione di attività mirate a permettere la
rielaborazione dell’evento coronarico al fine di riprendere la vita quotidiana.
DIREZIONI FUTURE DELLA RICERCA:


I
RISULTATI
DELLA RICERCA SUGGERISCONO
DI
CONSOLIDARE
L’INTERVENTO
OFFERTO
DALL’ASSOCIAZIONE, AI PAZIENTI CARDIOPATICI PROPONENDO, SECONDO LE INDICAZIONI DI COHEN (2000)
ATTIVITÀ DI ACCOMPAGNAMENTO PSICOLOGICO ONE TO ONE O DI GRUPPO MIRATE ALLA
RIELABORAZIONE PERSONALE DEI VISSUTI EMOTIVI ED ESPERIENZIALI VERSO L’ AUTONOMIA PERSONALE
AL POTENZIAMENTO DEL SUPPORTO SOCIALE E DEI SOCIAL NETWORK NATURALI.
------- INTERVENTO ONE TO ONE, DI GRUPPO O FAMILIARE
VERIFICARE LA POSSIBILITÀ DI SOSTEGNI MIRATI E OFFRIRE NUOVE OPPORTUNITÀ DI ACCOMPAGNAMENTO
A QUESTI SOGGETTI PERMETTENDOGLI DI SVILUPPARE E POTENZIARE LE ABILITÀ PERSONALI.
LE ORGANIZZAZIONI MONDIALI DELLA SANITÀ (OMS), HANNO DATO UN FORTE IMPULSO ALLA DIFFUSIONE
DELLE LIFE SKILLS NEL MONDO. SECONDO QUESTA PRESTIGIOSA AGENZIA INTERNAZIONALE, LE
“COMPETENZE PSICOSOCIALI” GIOCANO UN RUOLO IMPORTANTE NELLA PROMOZIONE DELLA SALUTE,
INTESA NEL SENSO PIENO DI BENESSERE PSICOSOCIALE.
------- LAVORI MIRATI DI LIFE SKILL ALL’INTERNO DELLE ASSOCIAZIONI CHE SI DEDICANO A
PREVENZIONE SECONDARIA
“ È IMPORTANTE CERCARE DI COMPRENDERE I BISOGNI DEI SOGGETTI, LE LORO CREDENZE E
RAPPRESENTAZIONI DANDO LORO LA POSSIBILITÀ DI RACCONTARE LA PROPRIA STORIA PER POI
RISCRIVERLA INSIEME DIRIGENDOSI VERSO UN SENTIERO CHE PORTI UNA MAGGIOR CONOSCENZA DI SÉ,
CONSAPEVOLEZZA E BENESSERE. LA PROMOZIONE DELLA SALUTE RIGUARDA OGNI EVENTO, PROCESSO O
ATTIVITÀ CHE PROTEGGA E MIGLIORI LO STATO DI SALUTE DEGLI INDIVIDUI.” (Lo sguardo di Igea a cura di
Paride Braibanti e Anna Zunino,2005)
Scarica

Scandella - Ramponi (presentazione)