Vetro, vetrazioni e serramenti Patologia Edilizia e Diagnostica – Enrico de Angelis Ossidi formatori… W. D. Kingery, H. K. Bowen, D. R. Uhlmann, Introduction to ceramics, J. Wiley & Sons, 1975 Questi ossidi manifestano alcune difficoltà nella cristallizzazione Struttura disordinata ma + omogenea: senza discontinuità (bordi grano cristalli) La progettazione dei sistemi di involucro trasparente: Il VETRO Prof. V.M.Sglavo – UniTrento Struttura del vetro vetro di silice ordine solo a corto raggio O Si quarzo / cristobalite ordine a corto e lungo raggio: cristallo R. H. Doremus, Glass science, J. Wiley & Sons, 1994 unità fondamentale = tetraedro di silice La progettazione dei sistemi di involucro trasparente: Il VETRO Prof. V.M.Sglavo – UniTrento Formazione del vetro W. D. Kingery, H. K. Bowen, D. R. Uhlmann, Introduction to ceramics, J. Wiley & Sons, 1975 J. E. Shelby, Introduction to glass science and technology, The Royal Society of Chem., 1997 η=1P η = 1012 P η > 1018 P Tg = temperatura di transizione vetrosa o di trasformazione vetrosa La progettazione dei sistemi di involucro trasparente: Il VETRO Prof. V.M.Sglavo – UniTrento Modificatori di reticolo ossigeno “pontante” vetro di silice ossigeno non “pontante” vetro silico-sodico W. D. Kingery, H. K. Bowen, D. R. Uhlmann, Introduction to ceramics, J. Wiley & Sons, 1975 La progettazione dei sistemi di involucro trasparente: Il VETRO Prof. V.M.Sglavo – UniTrento Materie prime usate per i vari tipi di vetro Formatori - silice (SiO2) quarziti, sabbie silicee (impurezze ≈ 0.1-10%) feldspati, silicati (altri ossidi) Flussanti permettono temperature di processo < 1600°C carbonati, solfati, nitrati, idrossidi feldspati, silicati (altri ossidi) - ossidi alcalini (Na2O, K2O) - PbO ossidi Coloranti Modificatori di proprietà modificano le proprietà di durabilità calcare, dolomite - ossidi alcalino-terrosi (CaO, MgO) - ossidi dei metalli di transizione - allumina (Al2O3) - ossidi dei metalli di transizione - ossidi di terre rare - zolfo, oro e argento ♦ decoloranti (ZrSiO4) ossidi feldspati, silico-alluminati La progettazione dei sistemi di involucro trasparente: Il VETRO Prof. V.M.Sglavo – UniTrento Vetri più comuni Soda-lime glass = vetro sodico-calcico = vetro float R. H. Doremus, Glass science, J. Wiley & Sons, 1994 La progettazione dei sistemi di involucro trasparente: Il VETRO Prof. V.M.Sglavo – UniTrento Proprietà fisiche dei vetri e di altri materiali che coi vetri hanno a che vedere Espansione termica (x10-6 °C -1) Conducibilità termica (W m-1 °C -1) Densità (g cm-3) Vetro “float” 8-9 0.96 2,5 72 Vetro Pyrex® 3.3 1,05 2.2 69 Lega di alluminio 23 200 2.8 72 Acciaio 12 52 7.9 207 80-100 0.12 0.9 1.5 80 0.24 1.1 2.8 Modulo elastico (GPa) Polipropilene Nylon La progettazione dei sistemi di involucro trasparente: Il VETRO Prof. V.M.Sglavo – UniTrento punte o rotelline diamantate effetto meccanico lame diamantate utensili diamantati (resinoidi o metallici) laser water-jet (acqua in pressione + abrasivo) utensili (resinoidi o metallici) diamantati feltri + CeO2, ZrO2, Fe2O3 effetto meccanochimico • Taglio, molatura, foratura, lucidatura e finitura superficiale • Acidatura (“ghiacciatura”, “satinatura”) • Rivestimento (coating) • Decorazione superiori proprietà ottiche e termiche trattamento in soluzione di HF e NH4F spruzzatura, stampa (emulsioni di poliuretano, nylon, poliestere, …) + riscaldamento smaltatura a spruzzo, stampa o immersione (sospensione di polvere di vetro) + cottura La progettazione dei sistemi di involucro trasparente: Il VETRO Prof. V.M.Sglavo – UniTrento Introduzione (Sglavo) Meccanismi di Alterazione del materiale Il vetro come struttura I vetri di sicurezza Problemi degli stratificati John Hankcock Building Problemi dei temprati Problemi dei vetricamera John Hankcock Building Problemi dei vetri “scuri” Altri problemi Serramenti in legno Serramenti metallici Dettagli muro-serramento Meccanismi di alterazione del vetro Il primo tipo di problemi è la rottura. Da una parte le azioni che la possono causare: – Impatti non controllati o accidentali – Impatti con oggetti specifici (vandalismo, effrazione, esplosioni, proiettili) – Tensioni interne per disuniformità della temperatura – Tensioni trasmesse da deformazioni impedite – Inclusioni di Solfuri di Nickel (solo temprati) Dall’altra la resistenza del materiale, che può essere ridotta da: – Rigature – Bordi rovinati – Esposizione all’acqua (weathering) Kristallnacht Patologia edilizia e diagnostica (p. (p.10 p.10) 10) prof. Enrico De Angelis Introduzione (Sglavo) Meccanismi di Alterazione del materiale Il vetro come struttura I vetri di sicurezza Problemi degli stratificati John Hankcock Building Problemi dei temprati Problemi dei vetricamera John Hankcock Building Problemi dei vetri “scuri” Altri problemi Serramenti in legno Serramenti metallici Dettagli muro-serramento Meccanismi di alterazione del vetro Segue la produzione di difetti ottici (che influiscono su visibilità e aspetto esterno della lastra): – Deposizione di oli e altri materiali che aderiscono alla superficie del vetro – Formazione di incrostazioni (sempre weathering) – Iridescenze Dei problemi dei vetri camera, stratificati e rivestiti ne parliamo dopo ma: – Condensa di vapore in intercapedine (fogging) – Aumento della trasmittanza termica per perdita di gas isolanti (ma siamo su valori piccoli) – Delaminazione del vetro stratificato esposto direttamente all’acqua del bordo e del PVB – Modificazione delle proprietà ottiche dei rivestimenti Patologia edilizia e diagnostica (p. (p.11 p.11) 11) prof. Enrico De Angelis Introduzione (Sglavo) Meccanismi di Alterazione del materiale Il vetro come struttura I vetri di sicurezza Problemi degli stratificati John Hankcock Building Problemi dei temprati Problemi dei vetricamera John Hankcock Building Problemi dei vetri “scuri” Altri problemi Serramenti in legno Serramenti metallici Dettagli muro-serramento Weathering In inglese vuol dire “effetto degli agenti atmosferici” e, per estensione, invecchiare, scolorire, disgregarsi, consumarsi (non in termini strettamente meccanici, per usura). Anche il vetro, materiale “inerte”, resistente agli acidi più potenti, si “consuma”, invecchia, in determinate condizioni, è “corroso”. Molto meno della maggior parte dei materiali, ma è un fenomeno che è alla base della sua fragilità. Difficilmente ce ne accorgiamo, a meno che non usiamo acido fluoridrico o acido fosforico molto caldo. Molti vetri delle finestre delle cattedrali gotiche che non hanno subito bombardamenti sono ancora lì, trasparenti e brillanti, oltre che integri. Patologia edilizia e diagnostica (p. (p.12 p.12) 12) prof. Enrico De Angelis Resistenza chimica – attacco dell’acqua Attacco chimico da parte di H2O: “alcali” - scambio ionico - dissoluzione (Si-O- Na+)vetro + H2O → (Si-OH)vetro + NaOH ( ambiente basico) Si-O-Si + OH- → Si-OH + Si-O- (reazione efficace @ pH ≥ 8) i vetri silicatici non resistono in ambiente basico (pH > 9) Si(OH)4 in soluzione Weathering (resistenza agli agenti atmosferici) • (Si-O- Na+)vetro + H2O → (Si-OH)vetro + NaOH • 2NaOH + CO2 → Na2CO3 + H2O • (Ca(OH)2 + CO2 → CaCO3 + H2O) incrostazioni solide sulla sup. sforzi residui → piccoli difetti La progettazione dei sistemi di involucro trasparente: Il VETRO Prof. V.M.Sglavo – UniTrento Introduzione (Sglavo) Meccanismi di Alterazione del materiale Il vetro come struttura I vetri di sicurezza Problemi degli stratificati John Hankcock Building Problemi dei temprati Problemi dei vetricamera John Hankcock Building Problemi dei vetri “scuri” Altri problemi Serramenti in legno Serramenti metallici Dettagli muro-serramento Alkali earth ions decrease leachability and alumina, even a small amount, dramatically improves chemical durability. Glasses with the heavier, larger alkali, K, Rb, Cs etc are the least durable of all. Lithium silicate glasses exhibit no dissolution and the smallest SiO2 film formation of the alkali silicate glasses. Attacco alcalino, acido e acqua Water acts at a very slow rate (at high temperatures water corrosion becomes significant). Protons are observed only to a depth of 0.5 microns and sodium ions are depleted by hydrogen incorporation Patologia edilizia e diagnostica (p. (p.14 p.14) 14) prof. Enrico De Angelis Introduzione (Sglavo) Meccanismi di Alterazione del materiale Il vetro come struttura I vetri di sicurezza Problemi degli stratificati John Hankcock Building Problemi dei temprati Problemi dei vetricamera John Hankcock Building Problemi dei vetri “scuri” Altri problemi Serramenti in legno Serramenti metallici Dettagli muro-serramento Incrostazioni L’umidità può portare in soluzione i metalli alcalini presenti nel vetro (Na) Se l’acqua proviene dalla pioggia, essa è solitamente più che sufficiente ad asportare l’idrossido di tali metalli che si forma. Se proviene dalla condensa, invece, essa è un film di spessore solitamente contenuto e gli idrossidi si accumulano creando un ambiente alcalino che corrode anche la silice. Normalmente la cosa non è visibile: gli spessori in gioco sono nanometrici. Quando c’è molto sporco, tuttavia … si formano delle antipatiche colature, non sempre facilmente rimuovibili. Patologia edilizia e diagnostica (p. (p.15 p.15) 15) prof. Enrico De Angelis Introduzione (Sglavo) Meccanismi di Alterazione del materiale Iridescenza del vetro Il vetro come struttura I vetri di sicurezza Problemi degli stratificati John Hankcock Building Problemi dei temprati Problemi dei vetricamera John Hankcock Building Problemi dei vetri “scuri” Altri problemi Serramenti in legno Serramenti metallici Dettagli muro-serramento Si tratta di una modifica irreversibile delle caratteristiche ottiche per la formazione di pellicole di spessore variabile che modifica la riflessione della luce da parte delle superfici del vetro. Di solito avviene per errato stoccaggio delle lastre: piccole infiltrazioni o formazione di condensa tra le lastre attivano i fenomeni corrosivi di cui sopra … Patologia edilizia e diagnostica (p. (p.16 p.16) 16) prof. Enrico De Angelis Introduzione (Sglavo) Meccanismi di Alterazione del materiale Il vetro come struttura I vetri di sicurezza Problemi degli stratificati John Hankcock Building Problemi dei temprati Problemi dei vetricamera John Hankcock Building Problemi dei vetri “scuri” Altri problemi Serramenti in legno Serramenti metallici Dettagli muro-serramento Altri casi di degrado del vetro Pulizia chimica o meccanica delle parti opache – (calcestruzzi con fluoruri) – Mattoni con acidi vari – Detergenti alcalini di piastrelle o metalli Altre lavorazioni: – Saldature – Uso di mole e smerigli Incompatibilità con lubrificanti e plasticizzanti di guarnizioni sintetiche: – Additivi a base di oli – Additivi alcalini Apporti di ossidi provenienti dalla corrosione o da patine di metalli nobili Patologia edilizia e diagnostica (p. (p.17 p.17) 17) prof. Enrico De Angelis BFC0122 Patologia edilizia e diagnostica (p. (p.18 p.18) 18) prof. Enrico De Angelis BFC0268 Patologia edilizia e diagnostica (p. (p.19 p.19) 19) prof. Enrico De Angelis Introduzione (Sglavo) Meccanismi di Alterazione Il vetro come struttura I vetri di sicurezza Problemi degli stratificati John Hankcock Building Problemi dei temprati Problemi dei vetricamera John Hankcock Building Problemi dei vetri “scuri” Altri problemi Serramenti in legno Serramenti metallici Dettagli muro-serramento Il vetro come struttura Il meccanismo di frattura è molto particolare, diverso dagli altri materiali da costruzione ordinari. Non esiste, per nessun tipo di vetro, quella che siamo abituati a chiamare tensione ammissibile, in altri termini non esiste un parametro, ragionevolmente stabile, confrontabile con le massime tensioni prevedibili con le leggi della meccanica dei solidi, essa varia: – delle condizioni ambientali (temp. dell’aria e UR) – delle dimensioni delle lastre – della durata delle azioni sopportate – delle sollecitazioni (chimiche e fisiche) che le sue superfici si sono trovate a sopportare nel tempo e delle condizioni che ne sono derivate Vediamo perché … Patologia edilizia e diagnostica (p. (p.20 p.20) 20) prof. Enrico De Angelis Introduzione (Sglavo) Meccanismi di Alterazione Il vetro come struttura I vetri di sicurezza Problemi degli stratificati John Hankcock Building Problemi dei temprati Problemi dei vetricamera John Hankcock Building Problemi dei vetri “scuri” Altri problemi Serramenti in legno Serramenti metallici Dettagli muro-serramento La tensione “effettiva” Tutti sanno che il vetro è fragile ma, quasi sempre non conoscono il motivo del suo comportamento “ultimo”, la presenza di “cricche” microscopiche (normalmente invisibili, non solo ad occhio nudo). Queste ne determinano sia il comportamento fragile, sia la difficoltà a prevederne il meccanismo di collasso: – il punto di frattura, infatti, non si situa necessariamente dove le tensioni sono più elevate ma dove uno stato tensionale relativamente alto coincide con un difetto relativamente approfondito. – Qui parte la rottura che prosegue velocemente all’interno del materiale. Patologia edilizia e diagnostica (p. (p.21 p.21) 21) prof. Enrico De Angelis Introduzione (Sglavo) Meccanismi di Alterazione Il vetro come struttura I vetri di sicurezza Problemi degli stratificati John Hankcock Building Problemi dei temprati Problemi dei vetricamera John Hankcock Building Problemi dei vetri “scuri” Altri problemi Serramenti in legno Serramenti metallici Dettagli muro-serramento La tensione “effettiva” La distribuzione statistica delle cricche infinitesimali, in termini di dimensioni e di posizione sulla superficie, deve essere incrociata, quindi, con la distribuzione delle tensioni. La probabilità di raggiungere lo stato limite ultimo, quindi, corrisponde ad una media pesata delle tensioni che interessano una lastra (“tensione effettiva”). Patologia edilizia e diagnostica (p. (p.22 p.22) 22) prof. Enrico De Angelis Resistenza a frattura • Resistenze a trazione << σf teorica • Resistenza a trazione molto dispersa (σmin << σmedia << σmax) • Resistenza dipendente dall’ambiente (umidità e temperatura) e dalla durata del carico • Resistenza dipendente dall’estensione del componente barre di vetro in flessione fibre di vetro in trazione 4 200 prova veloce (-1000 MPa/s) prova lenta (-10 MPa/s) 150 100 50 0 resistenza, σf (GPa) resistenza (MPa) 250 valore medio 5 10 15 20 25 numero campione 30 3 2 1 0 0 1 2 3 diametro (mm) 4 5 La progettazione dei sistemi di involucro trasparente: Il VETRO Prof. V.M.Sglavo – UniTrento Vetro = materiale dal comportamento fragile P P comportamento elastico lineare fino a frattura difetto “più critico” ∆l σf = struttura molecolare non deformabile plasticamente superficie ricca di difetti (graffi, bolle, inclusioni, ecc.) GC E ψ c c = dimensione del difetto E = modulo elastico ψ = fattore di forma GC = energia di frattura La progettazione dei sistemi di involucro trasparente: Il VETRO Prof. V.M.Sglavo – UniTrento Resistenza di un materiale “fragile” σf = GC E ψ c GC (J/m2) Vetro float Acciaio Cemento 8 20-100 30-80 distribuzione statistica dei difetti dimensione del difetto “più critico” resistenza variabile statistica sforzo massimo ammissibile probabilità massima di rottura La progettazione dei sistemi di involucro trasparente: Il VETRO Prof. V.M.Sglavo – UniTrento Fatica nel vetro GC v 3 2 1 Gth G in acqua: n ≈ 10 Kth = 2 J/m2 La progettazione dei sistemi di involucro trasparente: Il VETRO Prof. V.M.Sglavo – UniTrento Fatica statica σ = σ a = costante Tempo di frattura Tf = BS0n−2 σ na S0 = resistenza iniziale La progettazione dei sistemi di involucro trasparente: Il VETRO Prof. V.M.Sglavo – UniTrento Carichi ammissibili 0.12 Carico unitario ammissibile, σadm (MPa) Posizione lastra Float Temprato Verticale 16 50 Orizzontale 10 35 Acquari o carichi permanenti 6 25 0.10 0.08 0.06 0.04 0 spessoretotale(mm) = k 6 β q 1 a2 2 3 4 5 b/a σ amm k q Vetro float b 1 Vetro armato 1.25 Vetro stratificato (2 lastre) 1.40 Vetro stratificato (4 lastre) 2.00 a La progettazione dei sistemi di involucro trasparente: Il VETRO Prof. V.M.Sglavo – UniTrento Introduzione (Sglavo) Meccanismi di Alterazione Il vetro come struttura I vetri di sicurezza Problemi degli stratificati John Hankcock Building Problemi dei temprati Problemi dei vetricamera John Hankcock Building Problemi dei vetri “scuri” Altri problemi Serramenti in legno Serramenti metallici Dettagli muro-serramento Dimensionamento strutturale Il vetro (il vetro esterno, se si tratta di un vetrocamera) viene dimensionato (spessore minimo di progetto s), utilizzando la teoria delle piastre e la cosiddetta formula di Timoshenko che lo correla alla tensione ammissibile (nella formula σam) e un coefficiente tabellato (n) che dipende dal rapporto tra i lati (a/b) Patologia edilizia e diagnostica (p. (p.29 p.29) 29) prof. Enrico De Angelis Tabella tratta dalla UNI 7143 Introduzione (Sglavo) Meccanismi di Alterazione Il vetro come struttura I vetri di sicurezza Problemi degli stratificati John Hankcock Building Problemi dei temprati Problemi dei vetricamera John Hankcock Building Problemi dei vetri “scuri” Altri problemi Serramenti in legno Serramenti metallici Dettagli muro-serramento Dimensionamento strutturale La UNI 7143 propone alcuni valori della tensione ammissibile nel vetro, proponendone i seguenti incrementi, per vetri compositi realizzati con lastre di uguale spessore: – 50% per vetri stratificati (si ritengono collaboranti e lo spessore di calcolo è comunque la somma) – 25% per vetricamera (non sono collaboranti e lo spessore di calcolo è quello del vetro più spesso) Patologia edilizia e diagnostica (p. (p.30 p.30) 30) prof. Enrico De Angelis Tabella tratta dalla UNI 7143 Introduzione (Sglavo) Meccanismi di Alterazione Il vetro come struttura I vetri di sicurezza Problemi degli stratificati John Hankcock Building Problemi dei temprati Problemi dei vetricamera John Hankcock Building Problemi dei vetri “scuri” Altri problemi Serramenti in legno Serramenti metallici Dettagli muro-serramento Vetri di sicurezza Dal momento che il vetro è fragile e facilmente danneggiabile, poco resistente (σf ≈ 100 MPa) e con valori di resistenza molto dispersi (±30%), si rompe senza preavviso, per evidenti fenomeni di fatica, e, infine, con bordi delle superfici di frattura molto taglienti, si deve correre ai ripari. I vetri che minimizzano tali inconvenienti sono detti “vetri di sicurezza”: – Vetro retinato – Vetro temprato (cfr. indurito) – Vetro stratificato (doppia lastra+PVB, con un ciclo di autoclave, il film incollato al vetro, polimerizza) – Vetro temprato-stratificato (servono spesso più di un foglio), con vetro normale o indurito Patologia edilizia e diagnostica (p. (p.31 p.31) 31) prof. Enrico De Angelis Vetri stratificati vetro PVB – polivinilbutirrale che trattiene le schegge vetro adesivo PC - policarbonato che aumenta la tenacità T, -p PVB / PC Lastre piane o poco curve, anche temprate La progettazione dei sistemi di involucro trasparente: Il VETRO Prof. V.M.Sglavo – UniTrento Vetri armati - retinati rete metallica che trattiene le schegge rete fuso Manuale tecnico del vetro, Saint Gobain Italia, 1997 La progettazione dei sistemi di involucro trasparente: Il VETRO Prof. V.M.Sglavo – UniTrento Processi di tempra sforzo residuo di compressione in superficie • Tempra termica (fisica) • raffreddamento veloce • Tempra chimica (scambio ionico) • modifica della composizione chimica superficiale La progettazione dei sistemi di involucro trasparente: Il VETRO Prof. V.M.Sglavo – UniTrento Tempra termica 1 2 Raffreddamento differenziale tra cuore e superficie La progettazione dei sistemi di involucro trasparente: Il VETRO Prof. V.M.Sglavo – UniTrento Ceramics and Glasses, Engineered Materials Handbook, vol. 4, ASM international, USA, 2000 Schema di impianto industriale aria calda aria compressa T = 650-700 °C ∆ V Lastre piane o poco curve 100-150 MPa s s/5 compressione trazione La progettazione dei sistemi di involucro trasparente: Il VETRO Prof. V.M.Sglavo – UniTrento Tempra chimica Processo di scambio ionico a T<Tg sale fuso B+ B+ B+ A+ raffreddamento compressione A+ A+ A+ A+ vetro D.R. Uhlmann and N.J. Kreidl, Glass: science and technology, Vol. 5, Academis Press, New York, 1980 La progettazione dei sistemi di involucro trasparente: Il VETRO Prof. V.M.Sglavo – UniTrento Schema del processo industriale oggetti in vetro Lastre di forma varia bagno di sale fuso (KNO3) lavaggio con acqua T = 400 - 500°C; t = 2 - 120 h 200-400 MPa σf = 300-500 MPa 50-100 µm compressione trazione La progettazione dei sistemi di involucro trasparente: Il VETRO Prof. V.M.Sglavo – UniTrento Introduzione (Sglavo) Meccanismi di Alterazione Il vetro come struttura I vetri di sicurezza Problemi degli stratificati John Hankcock Building Problemi dei temprati Problemi dei vetricamera John Hankcock Building Problemi dei vetri “scuri” Altri problemi Serramenti in legno Serramenti metallici Dettagli muro-serramento Difetti e alterazioni dei vetri stratificati Vetri con PVB – In produzione può accadere che rimangano bolle tra i due vetri, o che particelle di altro materiale (anche insetti!) rimangano incollate al PVB prima della sua polimerizzazione e quindi definitivamente incluse – Il PVB è sensibile all’acqua. Se il perimetro del vetro rimane esposto alla pioggia diretta o a contatto con ambienti saturi (acqua che non drena al di fuori del profilo di appoggio) il PVB si altera e si opacizza, perdendo l’adesione al vetro Vetri con PC – Il PC ha un coefficiente di dilatazione termica quasi dieci volte più grande del vetro! Occorre limitare le dimensioni di tali vetri Patologia edilizia e diagnostica (p. (p.39 p.39) 39) prof. Enrico De Angelis Introduzione (Sglavo) Meccanismi di Alterazione Il vetro come struttura I vetri di sicurezza Problemi degli stratificati Stato tensionale in vetri float Problemi dei temprati Problemi dei vetricamera John Hankcock Building Problemi dei vetri “scuri” Altri problemi Serramenti in legno Serramenti metallici Dettagli muro-serramento Patologia edilizia e diagnostica (p. (p.40 p.40) 40) prof. Enrico De Angelis Introduzione (Sglavo) Meccanismi di Alterazione Il vetro come struttura I vetri di sicurezza Problemi degli stratificati Stato tensionale vetro temprato Problemi dei temprati Problemi dei vetricamera John Hankcock Building Problemi dei vetri “scuri” Altri problemi Serramenti in legno Serramenti metallici Dettagli muro-serramento La frammentazione del vetro temprato in tanti piccoli pezzi dipende dal fatto che, una volta che si “apre” una soluzione di continuità, si libera violentemente l’energia accumulata nello stato tensionale che li caratterizza, distruggendo l’intero vetro Patologia edilizia e diagnostica (p. (p.41 p.41) 41) prof. Enrico De Angelis Introduzione (Sglavo) Meccanismi di Alterazione Il vetro come struttura I vetri di sicurezza Problemi degli stratificati I solfuri di nikel nel vetro Problemi dei temprati Problemi dei vetricamera John Hankcock Building Problemi dei vetri “scuri” Altri problemi Serramenti in legno Serramenti metallici Dettagli muro-serramento Il vetro contiene impurità: la sabbia silicea contiene minime parti di materiale che possono rimanere all’interno della massa vetrosa che esce dal forno. Al variare delle dimensioni e della forma si parla di: – Knots – Dirt – Stones Generalmente queste impurità non influiscono sulle prestazioni del vetro ma causano solo imperfezioni ottiche. Può capitare, tuttavia, che tra questi ci sia materiale ricco di nickel, per es. piccole particelle di acciai inossidabili. Quando particelle di questo metallo vengono a contatto con solfuri (SO2) provenienti da combustibili o dagli additivi (il solfuro di sodio è uno di questi), si forma del solfuro di nickel (NiS). Patologia edilizia e diagnostica (p. (p.42 p.42) 42) prof. Enrico De Angelis Introduzione (Sglavo) Meccanismi di Alterazione Il vetro come struttura I vetri di sicurezza Problemi degli stratificati Inclusioni di solfuri di nickel Problemi dei temprati Problemi dei vetricamera John Hankcock Building Problemi dei vetri “scuri” Altri problemi Serramenti in legno Serramenti metallici Dettagli muro-serramento Basta una quantità minima di nickel, un decimo di grammo, per produrre decine di migliaia di inclusioni di NiS. Normalmente, si tratta di inclusioni piccolissime, invisibili ad occhio nudo e anche piuttosto rare, (non superano i pochi decimi di millimetro, normalmente alcuni centesimi). Il vetro normale neppure se ne accorge di queste inclusioni. Le cose cambiano quando esso viene temprato termicamente. Il NiS è la causa principale di quella che viene chiamata “rottura spontanea” dei vetri temprati. http://www.glassonweb.com Patologia edilizia e diagnostica (p. (p.43 p.43) 43) prof. Enrico De Angelis Introduzione (Sglavo) Meccanismi di Alterazione Il vetro come struttura I vetri di sicurezza Problemi degli stratificati Problemi dei temprati Problemi dei vetricamera John Hankcock Building Problemi dei vetri “scuri” Altri problemi Serramenti in legno Serramenti metallici Dettagli muro-serramento Solfuri di Nickel Il trattamento di tempra termica prevede un riscaldamento del vetro ed un suo raffreddamento rapido. Durante il processo di riscaldamento, si ritiene che il solfuro di nickel modifichi il suo stato cristallino. La modificazione sarebbe ragionevolmente reversibile se il raffreddamento avvenisse in tempi “normali”. Nel caso in cui il vetro viene raffraddato bruscamente, però, il solfuro non ha tempo di recuperare la struttura cristallina originale e si mantiene in condizioni “instabili”. Tali condizioni sono instabili nella misura in cui esso tende comunque a recuperare la condizione “stabile”, aumentando il suo volume di una entità non trascurabile circa il 2-4%. Nessun problema per il vetro float semplice, problemi seri se si tratta di un vetro temprato. Patologia edilizia e diagnostica (p. (p.44 p.44) 44) prof. Enrico De Angelis Introduzione (Sglavo) Meccanismi di Alterazione Il vetro come struttura I vetri di sicurezza Problemi degli stratificati Solfuri di Nikel (NiS) Problemi dei temprati Problemi dei vetricamera John Hankcock Building Problemi dei vetri “scuri” Altri problemi Serramenti in legno Serramenti metallici Dettagli muro-serramento L’industria vetraria investe notevoli risorse per minimizzare gli effetti di questo contaminante. Se si considera, tuttavia, che un forno produce centinaia di tonnellate al giorno di vetro e che l’eliminazione dei due contaminanti è praticamente impossibile, ci si rende conto del fatto che la questione non è risolvibile. Se le inclusioni capitano proprio nel centro dello spessore del vetro temprato, tale trasformazione potrebbe produrre stati tensionali sufficienti per produrre una rottura spontanea del vetro. Anche i vetri induriti possono soffrirne, ma meno di quelli temperati termicamente. Patologia edilizia e diagnostica (p. (p.45 p.45) 45) prof. Enrico De Angelis Introduzione (Sglavo) Meccanismi di Alterazione Il vetro come struttura I vetri di sicurezza Problemi degli stratificati Solfuro di Nickel Problemi dei temprati Problemi dei vetricamera John Hankcock Building Problemi dei vetri “scuri” Altri problemi Serramenti in legno Serramenti metallici Dettagli muro-serramento Si può cercare di prevenire la rottura di una lastra inotta da NiS, per esempio, mantenendo i vetri temperati a temperatura elevata sufficientemente, da garantire la trasformazione del NiS ma non tale da determinare una riduzione significativa dello stato di autotensione indotto dalla tempra. Queste prove si chiamano heat soak tests e permettono di stimare il rischio sulla base del numero di lastre di un lotto che si rompono, tra tutte quelle a cui viene sottoposto. Ma non si tratta di un metodo certo, non ci sono metodi di valutazione del rischio di rottura per inclusioni di una lastra in vetro temprato, che siano affidabili al 100%: con il rischio da inclusioni, si deve in qualche modo convivere. Patologia edilizia e diagnostica (p. (p.46 p.46) 46) prof. Enrico De Angelis Introduzione (Sglavo) Meccanismi di Alterazione Il vetro come struttura I vetri di sicurezza Problemi degli stratificati Problemi dei temprati Problemi dei vetricamera John Hankcock Building Problemi dei vetri “scuri” Altri problemi Serramenti in legno Serramenti metallici Dettagli muro-serramento Heat soak test Il cosiddetto “heat soak test” o anche processo “heat soak” riduce il rischio di rottura di un vetro temprato a causa delle inclusioni di NiS, di fatto, anticipadola. I vetri temprati vengono posti in un forno a temperatura piuttosto alta (290-300ºC) per una giornata di lavoro e questo accelera la trasformazione della struttura del solfuro di nickel. Gli approcci possibili sono due: – Si provano tutti i vetri – Si provano alcuni vetri per una valutazione statistica del rischio: per esempio, se se ne rompono meno dello 0,1%, l’affidabilità stimata è del 95% Si noti che questo processo riduce di circa il 7-8% le autotensioni di tempra nel vetro. Patologia edilizia e diagnostica (p. (p.47 p.47) 47) prof. Enrico De Angelis Introduzione (Sglavo) Meccanismi di Alterazione Il vetro come struttura I vetri di sicurezza Problemi degli stratificati Problemi dei temprati Problemi dei vetricamera John Hankcock Building Problemi dei vetri “scuri” Altri problemi Serramenti in legno Serramenti metallici Dettagli muro-serramento Heat soak test In Germania è abbastanza diffuso farlo per i vetri spandrel (opacizzati, applicazioni in facciata), i più sollecitati termicamente. Il test HST, anche fatto a tappeto, tuttavia, non annulla il rischio di rottura per inclusioni di NiS: non tutte le inclusioni, al variare delle dimensioni e di altri fattori non sempre controllabili, si trasformano con le stesse tempistiche e assorbimenti di energia. Negli ultimi dieci anni si sono quindi investite risorse sia per comprendere al meglio la dinamica della trasformazione allotropica dei solfuri di nickel sia per minimizzare tale inquinamento in fase di produzione Su questa base si è definita una nuova norma CEN sull’argomento, la EN 14179, Glass in building - Heat soaked thermally toughened soda lime silicate safety glass che stabilisce “regole più sicure” per limitare il rischio. Patologia edilizia e diagnostica (p. (p.48 p.48) 48) prof. Enrico De Angelis molatura Serve a togliere la “taglienza” del vetro e a finire bordo e spigoli garantendo anche una maggiore resistenza meccanica alla lastra riducendone le microfessure. Vengono utilizzati diversi tipi di mole: diamantate, resinoidi, miscele di abrasivi e gomme etc. La molatura si distingue per la geometria ma i vetri per l’edilizia (non arredamento) sono tutti a filo lucido piatto. – A filo tondo – A becco di civetta (spessori grossi) – Lavorazione OG/OG tripla – Lavorazione a bisello (fondamentale per lati “aperti”) – Lavorazione a doppio bisello (due sfaccettature) – Martellato (lastre da 10 a 24 mm), realizzata a mano, il bordo presenta grosse “scaglie”. Patologia edilizia e diagnostica (p. (p.49 p.49) 49) prof. Enrico De Angelis Taglio e foratura Sul tavolo da taglio, un piano protetto da moquette e capace di generare un cuscino d'aria utile per lo spostamento del vetro, viene appoggiata la lastra. Un ponte mobile (ormai una macchina a controllo numerico) esegue tagli, incisioni e fori. Le macchine più potenti sono quelle a getto d’acqua, lavorazione che permette la realizzazione di qualsiasi forma o disegno, sia all’interno che all’esterno della lastra di vetro. Mediante trapani speciali, muniti di utensili a corona diamantata, si possono realizzare fori con diametro da 3 a 180 mm Patologia edilizia e diagnostica (p. (p.50 p.50) 50) prof. Enrico De Angelis Fori e intagli nei vetri trattati termicamente Distanza dal bordo minima Forare un vetro significa creare delle pericolose discontinuità al suo interno e, quindi, delle potenziali concentrazioni di tensioni nel suo intorno, soprattutto se il foro ha degli spigoli (di fatto si fanno quasi solo fori circolari) e la foratura è praticabile solo prima della tempra. Al fine di minimizzare la concentrazione delle tensioni si seguono alcune fondamentali precauzioni (distanze minime tra fori, bordi e angoli) come quelle in figura (EN 12159/1 e EN 1863/1). Distanza min. tra due fori Molto importanti sono le tolleranze di lavorazione di tali fori se il vetro deve essere successivamente accoppiato ad altri. Distanza del foro dall’angolo Patologia edilizia e diagnostica (p. (p.51 p.51) 51) prof. Enrico De Angelis Attenzione alla concentrazione degli sforzi negli appoggi (e alla coassialità dei fori di fissaggio) Patologia edilizia e diagnostica (p. (p.52 p.52) 52) prof. Enrico De Angelis Introduzione (Sglavo) Meccanismi di Alterazione Il vetro come struttura I vetri di sicurezza Problemi degli stratificati La frammentazione dei temprati Problemi dei temprati Problemi dei vetricamera John Hankcock Building Problemi dei vetri “scuri” Altri problemi Serramenti in legno Serramenti metallici Dettagli muro-serramento Oltre ad avere una resistenza maggiore, i vetri temprati (termicamente o chimicamente) sono caratterizzati da una modalità di rottura particolare che fa sì che la sua frammentazione non comporti gravi rischi (le schegge e i frammenti sono meno pericolosi). Si temprano, insieme ai vetri della fornitura, 5 provini di dimensioni standard (360×1100 mm), senza fori, tacche o intagli e, con un utensile di acciaio appuntito, li si colpisce in un punto a 13 mm dal bordo, a metà del lato più lungo del provino stesso, dopo aver inserito i vetri in appositi telai o fissaggi che impediscano ai frammenti prodotti di sposarsi dalla loro sede. Infine si esaminano i frammenti nella zona lontana dal bordo e dal punto di impatto del martello, come in figura (EN 12150/1) Quadrato di prova 50x50 mm Patologia edilizia e diagnostica (p. (p.53 p.53) 53) prof. Enrico De Angelis Introduzione (Sglavo) Meccanismi di Alterazione Il vetro come struttura I vetri di sicurezza Problemi degli stratificati La frammentazione dei temprati Problemi dei temprati Problemi dei vetricamera John Hankcock Building Problemi dei vetri “scuri” Altri problemi Serramenti in legno Serramenti metallici Dettagli muro-serramento Il vetro temprato termicamente è classificato “di sicurezza quando, nella zona non tratteggiata della figura precedente, il numero di frammenti non fessurati che si può individuare all’interno di una maschera 50x50 mm non è inferiore a quanto stabilito dalla EN 12150/1. la maschera deve essere centrata nella zona di minor frammentazione. Il frammento più grande di tutto il pannello, infine, non deve essere più lungo di 100 mm Patologia edilizia e diagnostica (p. (p.54 p.54) 54) prof. Enrico De Angelis Tratta dalla EN 12150/1. Patologia edilizia e diagnostica (p. (p.55 p.55) 55) prof. Enrico De Angelis Patologia edilizia e diagnostica (p. (p.56 p.56) 56) prof. Enrico De Angelis Tratta dalla EN 12150/1. Patologia edilizia e diagnostica (p. (p.57 p.57) 57) prof. Enrico De Angelis Tratta dalla EN 12150/1. Patologia edilizia e diagnostica (p. (p.58 p.58) 58) prof. Enrico De Angelis Introduzione (Sglavo) Meccanismi di Alterazione Il vetro come struttura I vetri di sicurezza Problemi degli stratificati La frammentazione degli induriti Problemi dei temprati Il vetro indurito non è classificato “di sicurezza” e deve garantire una modalità di rottura radicalmente alternativa al temprato, senza produrre (si fa la stessa prova, a tale scopo) nella zona non tratteggiata della figura precedente, frammenti di piccole o medie dimensioni. Per il loro riconoscimento si opera così: si contano le PARTICELLE (2) e le ISOLE (1) ovvero i frammenti che non raggiungono il bordo (area tratt.) e sono, rispettivamente, inferiori o superiori a 100 mm2. Tratta dalla EN 1863/1 Problemi dei vetricamera John Hankcock Building Problemi dei vetri “scuri” Altri problemi Serramenti in legno Serramenti metallici Dettagli muro-serramento Patologia edilizia e diagnostica (p. (p.59 p.59) 59) prof. Enrico De Angelis Introduzione (Sglavo) Meccanismi di Alterazione Il vetro come struttura I vetri di sicurezza Problemi degli stratificati La frammentazione degli induriti Problemi dei temprati Problemi dei vetricamera John Hankcock Building Problemi dei vetri “scuri” Altri problemi Serramenti in legno Serramenti metallici Dettagli muro-serramento Per classificare il prodotto come vetro di silicato sodo-calcico indurito termicamente, almeno quattro dei cinque provini sottoposti a prova devono rispondere ai requisiti seguenti: 1. non devono avere più di due frammenti del tipo ad "isola"; 2. non devono presentare frammenti del tipo ad "isola" di area/massa equivalente maggiore di 1 000 mm2 3. l’area/massa equivalente di tutte le "particelle" non deve essere maggiore di 5 000 mm2. L’eventuale provino inadeguato deve comunque: 1. non deve avere più di tre frammenti del tipo ad "isola". 2. l’area/massa equivalente di tutte le "isole" e "particelle" non deve essere maggiore di 50 000 mm2 Patologia edilizia e diagnostica (p. (p.60 p.60) 60) prof. Enrico De Angelis Introduzione (Sglavo) Meccanismi di Alterazione Il vetro come struttura I vetri di sicurezza Problemi degli stratificati Resistenza meccanica dei vetri sottoposti a trattamenti termici Problemi dei temprati Problemi dei vetricamera John Hankcock Building Problemi dei vetri “scuri” Altri problemi Serramenti in legno Serramenti metallici Dettagli muro-serramento I vetri induriti o temprati devono comunque garantire i seguenti requisiti minimi di resistenza meccanica (in N/mm2), variabili a seconda del tipo di vetro di provenienza, misurata ai sensi della EN 1288-3 Determinazione della resistenza a flessione del vetro -Prova con provino supportato in due punti (flessione in quattro punti) Ti po di vetro Valore minimo del vetro indurito Valore minimo del vetro tempr. Float 70 120 Float smaltato 45 75 Stampato o tirato 55 90 Patologia edilizia e diagnostica (p. (p.61 p.61) 61) prof. Enrico De Angelis Introduzione (Sglavo) Meccanismi di Alterazione Il vetro come struttura I vetri di sicurezza Problemi degli stratificati Problemi dei temprati Problemi dei vetricamera John Hankcock Building Problemi dei vetri “scuri” Altri problemi Serramenti in legno Serramenti metallici Dettagli muro-serramento Vetrate isolanti Se il principale problema del vetro è la sua fragilità, subito dopo viene lo scarso isolamento termico (e acustico) di una lastra semplice, a causa della relativamente alta conducibilità del materiale e, soprattutto, del suo piccolo spessore, minimo per garantire la massima trasparenza. Da qui la ricerca per la messa a punto di sistemi che sfruttano altri principi ed accorgimenti, rispetto alla conducibilità. In pratica si cerca di sfruttare la realizzazione di una o più intercapedini tra due o più vetri e di minimizzare gli scambi che avvengono in tali intercapedini: – Convezione (gas a bassa conduttività e calore spec.) – Irraggiamento (superfici a bassa emissività e “opache” al transfer per irraggiamento) Patologia edilizia e diagnostica (p. (p.62 p.62) 62) prof. Enrico De Angelis Introduzione (Sglavo) Meccanismi di Alterazione Il vetro come struttura I vetri di sicurezza Problemi degli stratificati Problemi dei temprati Problemi dei vetricamera John Hankcock Building Problemi dei vetri “scuri” Altri problemi Serramenti in legno Serramenti metallici Dettagli muro-serramento Prestazioni e durata delle vetrate isolanti Le caratteristiche di isolamento dei sistemi di vetrazione più o meno complesse sono valutate con modalità di prova standardizzate da molto tempo e possono essere previste con una ragionevole precisione a partire dalla loro composizione e le loro caratteristiche fisiche (peso, emissività, caratteristiche dei gas e dei materiali utilizzati nell’accoppiamento delle lastre stesse. Non è possibile prevedere, invece, con ragionevole precisione, la durata nel tempo di tali caratteristiche e, per questo, sono stati messi a punto alcune modalità di invecchiamento accelerato che permettono di confrontare la propensione alla durata di un prodotto o di un sistema rispetto ad un altro (anche se non sono utili a stimarne la vita utile). Patologia edilizia e diagnostica (p. (p.63 p.63) 63) prof. Enrico De Angelis Introduzione (Sglavo) Meccanismi di Alterazione Il vetro come struttura I vetri di sicurezza Problemi degli stratificati Problemi dei temprati Degrado del vetrocamera Problemi dei vetricamera Tratta dalla EN 1279/3 John Hankcock Building Problemi dei vetri “scuri” Altri problemi Serramenti in legno Serramenti metallici Dettagli muro-serramento Proprietà con cui valutare la durabilità di una vetrata isolante a seguito di processi di invecchiamento: – Moisture vapour penetration – Gas leakage rate – Adhesion sealant-glass/coating Patologia edilizia e diagnostica (p. (p.64 p.64) 64) prof. Enrico De Angelis Introduzione (Sglavo) Meccanismi di Alterazione Il vetro come struttura I vetri di sicurezza Problemi degli stratificati Problemi dei temprati Problemi dei vetricamera John Hankcock Building Problemi dei vetri “scuri” Altri problemi Serramenti in legno Serramenti metallici Dettagli muro-serramento La penetrazione dell’umidità (I) La norma EN 1279 standardizza le prove di invecchiamento delle vetrate isolanti finalizzate alla stima della permeabilità al vapore e della velocità di perdita di gas, oltre alle proprietà fisiche delle sigillature del bordo, con esclusione dei meccanismi di alterazione indotti dagli ultravioletti. Si considera, infatti, che normalmente tali materiali siano protetti dall’irraggiamento solare diretto. La camera e il protocollo di prova per la valutazione della permeabilità al vapore consistono nell’esposizione di 15 provini (la prova è distruttiva) a cicli di invecchiamento accelerato. Patologia edilizia e diagnostica (p. (p.65 p.65) 65) prof. Enrico De Angelis Introduzione (Sglavo) Meccanismi di Alterazione Il vetro come struttura I vetri di sicurezza Problemi degli stratificati Problemi dei temprati Cicli di invecchiamento (fase 1) Problemi dei vetricamera UR Tratta dalla EN 1279/3 John Hankcock Building Problemi dei vetri “scuri” Altri problemi Serramenti in legno Serramenti metallici Dettagli muro-serramento Si tratta di: – 56 cicli di temperatura da 12 h, da -18 °C a +53 °C, lenti (14 °C/h) – Un periodo di sette settimane a temperatura costante +58 °C e il 95% di umidità Patologia edilizia e diagnostica (p. (p.66 p.66) 66) prof. Enrico De Angelis Introduzione (Sglavo) Meccanismi di Alterazione Il vetro come struttura I vetri di sicurezza Problemi degli stratificati Problemi dei temprati Problemi dei vetricamera John Hankcock Building Problemi dei vetri “scuri” Altri problemi Serramenti in legno Serramenti metallici Dettagli muro-serramento Valutazione della penetrazione di umidità A seguito dell’invecchiamento, si misura il contenuto di umidità che i sali dessiccanti hanno accumulato e si calcola l’indice di penetrazione dell’umidità: il rapporto tra la quantità di acqua accumulata durante tali cicli e la capacità di accumulo idrico dei sali dessiccanti nel distanziatore. La norma stabilisce che: – Iav (media calcolata su 5 campioni) inferiore a 0,20 – I (di ciascuno dei cinque campioni) inferiore a 0,25. Prima e dopo la prova, infine, si valuta la temperatura di rugiada (quella per cui, all’interno dell’intercapedine, si verifica condensa. Patologia edilizia e diagnostica (p. (p.67 p.67) 67) prof. Enrico De Angelis Introduzione (Sglavo) Meccanismi di Alterazione Il vetro come struttura I vetri di sicurezza Problemi degli stratificati Problemi dei temprati Problemi dei vetricamera John Hankcock Building Problemi dei vetri “scuri” Altri problemi Serramenti in legno Serramenti metallici Dettagli muro-serramento La velocità di perdita del gas in intercapedine Il Gas Leakage Rate (velocità di perdita del gas) è definito come: Secondo la EN 1279-3, il valore (iniziale) di tale parametro, per gas in intercapedine con concentrazioni superiori al 15% (ma anche per l’aria) deve essere inferiore a 1,00 (%/anno). Si noti che la valutazione della velocità di perdita di Argon è equivalente allo stesso parametro misurato per l’aria e per l’esafluoruro di zolfo (isolamento acustico). Esso viene valutato a seguito di un ciclo di invecchiamento identico a quello descritto per l’indice di penetrazione dell’umidità, solo più breve (28 cicli da 12 h e 4 settimane a temperatura costante). Patologia edilizia e diagnostica (p. (p.68 p.68) 68) prof. Enrico De Angelis Introduzione (Sglavo) Meccanismi di Alterazione Il vetro come struttura I vetri di sicurezza Problemi degli stratificati Problemi dei temprati Problemi dei vetricamera John Hankcock Building Problemi dei vetri “scuri” Altri problemi Serramenti in legno Serramenti metallici Dettagli muro-serramento La norma stabilisce delle regole per la pubblicazione dei valori delle prestazioni, sulla base di quanto si misura alla fine del ciclo, in altri termini gli eventuali decrementi di tali caratteristiche per tenere in conto dell’invecchiamento del sistema. La variazione dell’isolamento Prima e dopo i cicli si misurano, con strumenti particolari, le percentuali di gas contenute nel vetrocamera e si calcolano le relative velocità di perdita. Valutata la variazione di contenuto di gas si valuta se la tras-mittanza termica ed il potere fonoisolante della vetrocamera si sono modificati in maniera sensibile, a seguito della prova e se tali prestazioni possono, quindi, deperire significativamente durante la sua vita utile di servizio (EN 1279/3). – L’incremento della trasmittanza deve essere < 0,1 W/(m²K) – La riduzione del potere fonoisolante deve essere inferiore a 1 dB Patologia edilizia e diagnostica (p. (p.69 p.69) 69) prof. Enrico De Angelis Introduzione (Sglavo) Meccanismi di Alterazione Il vetro come struttura I vetri di sicurezza Problemi degli stratificati Problemi dei temprati Problemi dei vetricamera John Hankcock Building Problemi dei vetri “scuri” Altri problemi Serramenti in legno Serramenti metallici Dettagli muro-serramento La variazione dell’isolamento Quello della perdita di prestazioni di vetricamera con intercapedini riempite di gas è ovviamente una seria preoccupazione dei committenti e dei produttori. Alcuni confronti con sigillature invecchiate “naturalmente” hanno permesso di stimare che se la velocità di perdita del gas misurata secondo la norma rimane inferiore all’ 1,0 % per ogni anno di esposizione “accelerata”, il gas in vetrocamera non dovrebbe ridurre la propria concentrazione più del 5% in 25 anni “reali”. In pratica: se l’uso il gas riduce la trasmittanza termica della vetrazione di 0,4 W/(m²K), dopo 25 anni il peggioramento non dovrebbe superare il 5% di circa 2,0 W/(m²K), ovvero 0,04 W/(m²K), pari al 10% del guadagno iniziale. Patologia edilizia e diagnostica (p. (p.70 p.70) 70) prof. Enrico De Angelis Introduzione (Sglavo) Meccanismi di Alterazione Il vetro come struttura I vetri di sicurezza Problemi degli stratificati Problemi dei temprati Problemi dei vetricamera John Hankcock Building Problemi dei vetri “scuri” Altri problemi Serramenti in legno Serramenti metallici Dettagli muro-serramento La resistenza meccanica delle sigillature Il vetrocamera deve garantire la durata delle caratteristiche di coesione della sigillatura e di adesione al vetro. A tale scopo, la quarta parte della EN 1279 definisce una sequenza di cicli di invecchiamento finalizzati a simulare gli effetti dell’invecchiamento sul sigillante e la sua adesione al supporto: – Esposizione al calore (una settimana in forno a 60 ± 2 °C) – Immersione in acqua deionizzata (condutt. < 30 µS, per una settimana) – Esposizione agli UV (4 gg a 40± 5 W/m²) Quindi si fanno le prove di trazione dei provini invecchiati e si verifica che il punto di rottura del sigillante si posizioni fuori dall’area di cui sopra. Tratta dalla EN 1279/4 Patologia edilizia e diagnostica (p. (p.71 p.71) 71) prof. Enrico De Angelis Introduzione (Sglavo) Meccanismi di Alterazione Il vetro come struttura I vetri di sicurezza Problemi degli stratificati Problemi dei temprati Problemi dei vetricamera John Hankcock Building Problemi dei vetri “scuri” Altri problemi Serramenti in legno Serramenti metallici Dettagli muro-serramento I vetri camera Silicone o polisolfuro: strato di Il sigillante: tenuta secondario, strato che – Polysulfide assicura la resistenza meccanica – Silicone Butile: tenuta (soffre l’acqua ma garantisce un’ottima resistenza alla – Polyisobutylene diffusione del vapore d’acqua) – Polyurethane (ma prima ancora: vetri saldati e saldature metalliche) I distanziatori – Alluminio – Acciaio – Sintetici … I gas – Argon, kripton – Esafluoruro di zolfo Patologia edilizia e diagnostica (p. (p.72 p.72) 72) prof. Enrico De Angelis Introduzione (Sglavo) Meccanismi di Alterazione Il vetro come struttura I vetri di sicurezza Problemi degli stratificati Problemi dei temprati Problemi dei vetricamera John Hankcock Building Problemi dei vetri “scuri” Altri problemi Serramenti in legno Serramenti metallici Dettagli muro-serramento BFC0532 Patologia edilizia e nel diagnostica (p. (p.73 p.73) 73) Condensa vetrocamera prof. Enrico De Angelis Introduzione (Sglavo) Meccanismi di Alterazione Il vetro come struttura I vetri di sicurezza Problemi degli stratificati Problemi dei temprati Problemi dei vetricamera John Hankcock Building Problemi dei vetri “scuri” Altri problemi Serramenti in legno Serramenti metallici Dettagli muro-serramento BFC0549 Patologia edilizia e diagnostica (p. (p.74 p.74) 74) prof. Enrico De Angelis Introduzione (Sglavo) Meccanismi di Alterazione Il vetro come struttura I vetri di sicurezza Problemi degli stratificati Problemi dei temprati Problemi dei vetricamera Rottura per surriscaldamento Problemi dei vetri “scuri” John Hankcock Building Altri problemi Serramenti in legno Serramenti metallici Dettagli muro-serramento 1: sole che riscalda il vetro in 2 –> espansione contrastata nella zona 3. Si apre una fessura in 4 che si propaga fino alla rottura del vetro 5 e alla caduta di frammenti più o meno grandi Sono sufficienti 30-40 °C di differenza tra centro e bordi! Patologia edilizia e diagnostica (p. (p.75 p.75) 75) prof. Enrico De Angelis Introduzione (Sglavo) Meccanismi di Alterazione Il vetro come struttura I vetri di sicurezza Problemi degli stratificati Problemi dei temprati Problemi dei vetricamera Rottura per surriscaldamento Problemi dei vetri “scuri” John Hankcock Building Altri problemi Serramenti in legno Serramenti metallici Dettagli muro-serramento È facile da diagnosticare! L’angolo è sempre a 90° Patologia edilizia e diagnostica (p. (p.76 p.76) 76) prof. Enrico De Angelis