Rotary Giarre RIVIERA JONICO-ETNEA www.rotarygiarre.org Bollettino Mensile per i soci del ROTARY CLUB di GIARRE Distretto 2110 - SETTEMBRE 2006 - Molti mi chiedono che cosa è il Rotary e perché io sono rotariano. Ciò che per noi è scontato spesso è difficile riassumerlo in poche parole. Brevemente rispondo che il rotary è un’organizzazione internazionale composta da un milione e duecentomila persone impegnate in azioni umanitarie che anche se non riusciranno a cambiare il mondo contribuiranno a rendere migliore il futuro per le nuove generazioni. Il primo tema, fra quelli proposti dal nostro presidente internazionale William B.Boyd, che affronteremo nel mese di settembre è la famiglia. Da alcuni anni nella nostra società si è riscoperta la famiglia qual nucleo fondamentale per la crescita e lo sviluppo dell’uomo. Anche la famiglia rotariana composta dai soci e dai loro familiari rappresenta una forza determinate per il raggiungimento degli obiettivi umanitari che la nostra organizzazione si prefigge in ambito locale ed internazionale. Per ciascun club rotary obiettivo primario è quello del rafforzamento e dello sviluppo dell’effettivo. Rafforzamento che si può raggiungere attraverso il coinvolgimento nell’ attività che andremo a svolgere. Lo sviluppo mediante l’adesione di nuovi soci grazie alla divulgazione delle nostre idee e la pubblicità delle attività svolte. Così come il futuro di ogni famiglia è rappresentato dai figli, il futuro di ogni club rotary è rappresentato dai giovani del rotaract. Quattro anni fa il nostro club ha sponsorizzato la nascita del rotaract di Giarre composto inizialmente da una ventina di ragazzi dai diciotto ai trent’anni che in questi anni si è brillantemente distinto nell’ambito del proprio distretto. La vitalità di questi ragazzi ci permetterà di trovare una maggiore coesione e forza per il raggiungimento dei nostri obiettivi. La nostra famiglia questo mese avrà un figlio. Un bambino del Congo a cui la guerra ed il degrado sociale hanno sempre impedito di vivere appieno la propria fanciullezza. Questo mese organizzeremo una manifestazione nel corso della quale daremo il benvenuto al nostro bimbo adottivo e ad un nuovo socio. “Famiglia, sii ciò che sei”! Nei suoi ripetuti interventi magisteriali, lungo l’arco del suo pontificato, il Santo Padre Giovanni Paolo II, ha posto particolare interesse alla famiglia, riconoscendola luogo privilegiato per la costruzione di una civiltà fondata sull’amore e sui valori che non conoscono mai la moda del momento. Risuonano ancora nella mente e nel cuore le parole pronunciate con veemenza e fortezza pastorale: “Famiglia, sii ciò che sei”! La Famiglia, infatti, costituisce – già nella storia della salvezza – quel “nucleo essenziale” che nessuna cosa ha mai potuto eliminare “né il castigo del peccato, né la pena del diluvio”, in ambedue i casi – infatti – Dio salva sempre un nucleo familiare. Nella “pienezza del tempo”, poi, Cristo eleva a Sacramento il Matrimonio, rendendolo segno del Suo amore totale verso la Chiesa per la quale Egli “non ha esitato a donare se stesso”. Anche la stessa legislazione civile attenziona la famiglia agli articoli 143, 144, 147 evidenziando alcuni valori etici che sono comuni alla esperienza cattolica (vita di comunione, fedeltà, educazione dei figli). Da alcuni decenni a questa parte abbiamo assistito, attoniti, a continue minacce della realtà familiare, quasi che essa potesse apparire come una realtà di cui se ne potrebbe fare a meno o una semplice “societas” di due persone, dimenticando così che essa è l’alveo fondamentale che, secondo la vigente normativa canonica, ha due scopi fondamentali “creare un’intima comunione di vita e di amore, procreare in maniera responsabile” (CJC, can. 1055). Ecco perché, possiamo asserire che senza famiglia non c’è promozione umana. In essa infatti cresce e si sviluppa ogni uomo che viene alla vita e da essa riceve, inevitabilmente, tutta quella formazione che lo porta ad essere nella società un cittadino esemplare. Il mese di settembre viene dedicato dal club alla “famiglia” e all’interno di questa tematica trova spazio anche il gesto simbolico di un’adozione a distanza di un bambino del Congo. L’attenzionare la famiglia e l’aprirsi alla vita è un grande segno di sensibilità da parte di quanti hanno scelto di “servire al di sopra di ogni interesse personale” e pertanto riflettono e agiscono su questa realtà. Auguro ad ognuno di essere promotori di quello spirito autentico civile e religioso che anima e tutela la famiglia, la quale è stata giustamente definita “via della Chiesa e dell’umana società”! Don Roberto Strano Redazione a cura di Salvatore Sudano - Fotografia Angelo Pappalardo R o t a r y G i a r r e RIVIERA JONICO ETNEA Il Rotary di Giarre Riviera Ionico Etnea inaugura la nuova sede Sabato 29 luglio 2006 si è inaugurato al King’s House di Mascali la nuova sede del club Rotary di Giarre Riviera Ionico Etnea. Alla presenza del sindaco di Giarre Teresa Sodano e dell’assessore Lopatriello il Presidente Franco Di Bartolo ha sottolineato ai numerosi soci ed ospiti presenti l’importanza della nuova sede. La vicinanza rispetto alla precedente sede del Caparena a Taormina permetterà a molti soci di conciliare meglio gli impegni lavorativi a quelli rotaryani. Il club si riunirà presso la propria sede ogni venerdì sera e quest'appuntamento rappresenterà un riferimento non solo per i soci ma per tutti i rotaryani di passaggio dalla nostra zona. Il presidente ha inoltre rivolto un ringraziamento all’assistente del governatore Salvatore Bonaventura che, impossibilitato a partecipare alla cerimonia, ha telefonato nel pomeriggio per rivolgere a tutti i soci, il suo saluto ed augurio unitamente a quello del governatore Alfred Mangion. Il sindaco Sodano, dopo aver scoperto la targa della nuova sede, ha ricordato i progetti realizzati dalla propria giunta insieme al club rotary di Giarre: il centro polidiagnostico per l’assistenza medica ai meno abbienti e le finali dei campionati regionali di atletica leggera per i disabili mentali. La fattiva collaborazione continuerà; infatti, ricorda il sindaco è allo studio a Giarre un centro d'assistenza agli immigrati. Una tarsk force di professionisti coadiuverà lo sportello all’immigrazione già esistente presso il Palazzo della Cultura per organizzare dei corsi di lingua italiana e fornire agli immigrati l’assistenza legale e sanitaria per la loro integrazione nella nostra città. Don Roberto Strano, socio fondatore del club rotary di Giarre, ha quindi benedetto la targa della nuova sede sottolineando l’importanza di questo momento nella storia del club fondato nel 1994 dal socio onorario Rosario Di Mauro e presieduto per la prima volta da Salvatore Buda. A conclusione della cerimonia il presidente Di Bartolo ha voluto ringraziare i proprietari del King’s House per l’aiuto prezioso offerto nella realizzazione della sede. R o t a r y G i a r r e RIVIERA JONICO ETNEA Il Rotary è… …una rete mondiale di volontari al servizio della comunità. I soci sono uomini e donne ai vertici delle rispettive attività imprenditoriali e professionali che dedicano tempo ed energie ad iniziative umanitarie ed attività intese a promuovere i più alti valori morali, la tolleranza e la pace nel mondo I circa 31.000 club sono impegnati in iniziative che affrontano problemi come la povertà, la fame, le malattie, l’analfabetismo, il disagio e l’emarginazione sociale ed il degrado ambientale. I club rotariani partecipano ad un ampia gamma di attività educative, interculturali ed umanitarie intese a migliorare le condizioni di vita nel mondo. Le sovvenzioni umanitarie finanziano iniziative come: assistenza medico-sanitaria; fornitura di medicinali,derrate alimentari ed acqua potabile;istruzione e formazione professionale; alfabetizzazione. Tali iniziative contribuiscono a migliorare le condizioni di vita di milioni di persone, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo. Ogni anno inoltre il Rotary assegna più di 200 sovvenzioni a volontari che prestano servizio in quelle parti del mondo dove le loro competenze professionali sono maggiormente richieste. Nel 2002 sono sorti i Centri rotariani di studi internazionali sulla pace e la risoluzione dei conflitti. Il programma condotto in collaborazione con otto prestigiose università internazionali ove hanno sede i Centri, si prefigge di formare leader competenti ed impegnati nei confronti della pace mediante una settantina di borse di studio annue per il completamento di un corso biennale di master in relazioni internazionali. Queste borse di studio della Pace si aggiungono a quelle degli Ambasciatori che dal 1947 hanno permesso a 35.000 giovani di 110 paesi d studiare all’estero. Ogni anno circa 8.ooo studenti delle suole superiori hanno la possibilità di visitare un Paese estero mediante gli scambi dei giovani. Nel 1985 il Rotary ha lanciato un programma ambizioso denominato “PolioPlus” il cui fine è l’immunizzazione antipolio di tutti i bambini del mondo. L’impegno e la dedizione dei soci rotariani hanno spinto l’Assemblea mondiale della sanità a lanciare nel 1988 la campagna mondiale antipolio. Si calcola che l’eradicazione della polio permetterà un risparmio annuo di un miliardo e mezzo di dollari.che potranno essere utilizzati in altre iniziative medico-sanitarie senza contare l’incalcolabile risparmio in vite umane. Paul Harris ha fondato a Chicago il 23 febbraio 1905 il primo club rotary. Il motto del Rotary è “servire al di sopra di ogni interesse personale” un impegno semplice e solenne che a distanza di un secolo mantiene al centro degli interessi dell’organizzazione la rettitudine morale, i rapporti tra i popoli e la pace nel mondo. Una conferenza organizzata dal Rotary a Londra nel 1942 ha creato i presupposti per la creazione dell’UNESCO e circa cinquanta rotariani hanno servito e servono come delegati e osservatori alle Nazioni Unite. Oggi il Rotary è l’organizzazione non governativa con il ruolo consultivo di maggior rilievo all’interno delle Nazioni Unite che gli permette di promuovere di concerto con l’ONU iniziative umanitarie e pacifiste. LA FONDAZIONE ROTARY del Rotary international è un associazione senza fini di lucro la cui missione consiste nel sostenere, con programmi educativi, umanitari e culturali a livello locale ed internazionale il perseguimento dell’ideale rotariano di tolleranza e pace tra i popoli. Nel 2004-2005 la Fondazione Rotary ha ricevuto contributi per 117,9 milioni di dollari di cui 110 milioni sono stati spesi a sostegno dei progetti educativi ed umanitari. Nostri obiettivi: - Eliminazione della povertà - Protezione ambientale - Sicurezza alimentare, assistenza sanitaria e istruzione - Mediazione e risoluzione dei conflitti - Tolleranza e pace nel mondo R o t a r y G i a r r e RIVIERA JONICO ETNEA Davide contro Golia Il Congo grande come un quarto dell’Europa è segnato da numerosi conflitti finalizzati spesso al controllo delle immense risorse naturali di cui dispone. A partire dal 1990 il Paese è stato invaso dagli eserciti dei paesi vicini e da bande mercenarie che hanno sostenuto ed alimentato la guerra civile. Il conflitto in corso è il più sanguinoso dalla seconda guerra mondiale. Dal 1998 al 2oo2 3.3 milioni di morti e circa 3 milioni di sfollati. La maggior parte delle vittime sono bambini. Molti muoiono per i combattimenti ma un numero certamente maggiore è deceduto per fame, malattie, mancanza d’acqua e d’ogni tipo d’assistenza medica e sociale: cause che sarebbero facilmente evitabili in situazioni di pace e di stabilità economica. Se dal 2oo3 nelle regioni centro occidentali del Congo si è raggiunta una relativa stabilità, nelle zone nord orientali e settentrionali invece permane una forte instabilità politica che spesso degenera in una guerra aperta con gravissime violazioni dei diritti umani e violenze efferate a danno dei civili, tra cui i più soggetti sono le donne ed i bambini. Molte sono le storie di degrado e di povertà che hanno come protagonisti i bambini. Mike sta sistemando per terra il suo cartone, per passare la notte in mezzo a centinaia di altri ragazzi in mezzo ad una sporcizia indescrivibile: Nonostante tutto sorride e racconta:sono orfano ed ho tredici anni. Quando papà e mamma sono morti sono andato a vivere con la zia e la nonna, ma poi hanno cominciato a dire che non c’era da mangiare per tutti e mi hanno cacciato via di casa e da due anni sto per strada”. Molte bambine si prostituiscono, anche a 12 o 13 anni. Moltissimi ragazzi sono arrivati con la ferrovia fuggendo dalla guerra e dall’arruolamento forzato, dal sud del Paese, viaggiando sul tetto del treno, che chiamano “mustron”, il mostro, perché spesso qualcuno di loro muore o si ferisce gravemente cadendo dai vagoni. La notte molti di loro, stravolti dalla stanchezza, si rifugiano a Bakanja ville, uno spazio gestito dai salesiani, dove possono sdraiarsi per terra con il loro cartone e almeno dormire al riparo dalle violenze degli adulti. E’ qui che Mike a sentito parlare della possibilità di tornare a scuola. “Il mio primo Golia è stato sopravvivere alla guerra contro Mobutu .Ho dovuto combattere per sette mesi, ma sono ancora vivo” esclama Davide 16 anni “ Ma non ero solo, in battaglia: C’erano tanti altri bambini e ragazzi che erano stati arruolati come me per fare la guerra.” Un numero spaventoso di bambini e ragazzi congolesi è rimasto ucciso o mutilato in combattimento. Quelli, come David, che sono sopravissuti, hanno difronte a sé un futuro incerto. Nella Repubblica democratica del Congo molti ragazzini che hanno imbracciato le armi non avevano altra scelta che arruolarsi. Se si fossero rifiutati insieme ai loro familiari sarebbero morti. “Il Golia che devo affrontare adesso è ancora più duro da abbattere, perché ora sono da solo. Ma credo che se mi concentrerò abbastanza posso farcela”. Tornato a Kinshasa Davide non aveva più nulla: ne famiglia ne armi. Sapeva che il futuro aveva ancora qualcosa in serbo per lui. Doveva tornare a studiare “…….. a luglio sosterrò l’esame e riceverò il mio diploma. Vuoi sapere qual è il mio Golia da battere in questi giorni? Superare l’esame”. Spesso i bambini soldato sono drogati per renderli coraggiosi, eseguire gli ordini e portarli alla sottomissione. Le droghe li aiutano anche a non sentire la paura, la fame e la solitudine. Oltre ad essere testimoni di atrocità o costretti a parteciparvi i bambini di alcuni paesi sono scarnificati sul petto e sulla fronte con coltelli o vetri rotti per marcarli con le iniziali dei gruppi armati che li controllano. R o t a r y G i a r r e RIVIERA JONICO ETNEA Bambini soldati Bambini soldati in tenera età strappati alle madri con forza e violenza contro ogni resistenza. Bambini privati dell’infanzia, delle carezze materne, dei loro sorrisi, di giuochi e trastulli propri di tutti i fanciulli. Bambini deportati, a guerra addestrati imbracciano armi più grandi di loro. Si credono adulti ma hanno negli occhi ansia e terrore, invano cercano amore. Bambini segnati da infame destino ad altri daranno la morte finchè troveranno medesima sorte Le loro speranze Con essi saranno sepolte… Maria Maiorana Ogni volta che avete fatto queste cose ad un solo dei miei fratelli più piccoli l’avete fatto a me (Matteo 25.40) In tutto il mondo molti bambini non hanno futuro, per loro il domani significa fame, malattia,mancanza di educazione e disoccupazione. L’adozione a distanza è uno strumento efficace che ti consente di aiutare un bambino del Sud del Mondo ad accedere all’istruzione scolastica, all’alimentazione ed all’assistenza sanitaria permettendo un avvenire migliore nella propria terra. L’adozione a distanza da un aiuto costante che permette il mantenimento di un bambino, ma rappresenta anche la speranza in un futuro migliore. Leggere, che conquista! Cosa significa essere in grado di leggere? A livello elementare, l’alfabetizzazione permette di decifrare i cartelli o le indicazioni sulle confezioni dei farmaci. Ad un livello più approfondito, la lettura può aprire la mente, fornendo nuove idee ed opportunità. Il tasso di alfabetizzazione globale è cresciuto molto negli ultimi decenni, creando benefici che vanno ben al di là delle pagine di un libro. Nei paesi in via di sviluppo l’alfabetizzazione cresce di pari passo con Sudafrica: un vecchio scuolabus viene il PIL pro capite e con il crollo del tasso di mortalità infantile. usato come aula scolastica Tuttavia, almeno 770 milioni di adulti nel mondo sono ancora analfabeti, e circa 2/3 sono donne.In India, ad esempio, oltre il 50% delle donne non sa leggere. Nel Niger la percentuale sale all’85%. Dopo tre anni di campagne, lo sforzo delle Nazioni Unite a favore dell’alfabetizzazione globale comincia a dare i primi risultati soprattutto nelle nuove generazioni:Oggi quasi il 70% delle donne indiane tra i 15 ed i 24 anni è in grado di leggere ed anche se l’istruzione a livello superiore resta una grande sfida i primi passi sono stati fatti. R o t a r y G i a r r e RIVIERA JONICO ETNEA Nel cuore di Sicilia… un castello senza pari La Sicilia, si sa, è terra di castelli. Numerosi e di diversa forma ve ne hanno lasciati, nei secoli, le varie dominazioni. La provincia di Caltanissetta ne offre pregevoli esempi, primo tra tutti il castello di Mussomeli, scenografica “cittadella fortificata”. Mussomeli fu fondata nella seconda metà del XIV secolo da Manfredi III Chiaramonte, il quale costruì anche un superbo castello su una rupe isolata a circa due chilometri dall’abitato. Questa lontananza dal paese ha fatto sì che il maniero non abbia avuto contaminazioni barocche, pertanto rappresenta un raro esempio di architettura tardo- medievale siciliana. La gigantesca rupe calcarea, che costituisce il possente basamento del castello, è alta 80 metri. Il castello, variamente articolato, è difeso sul fronte nord-est, l’unico accessibile, da una cinta muraria merlata che costeggia il percorso di accesso. Attraversato un primo portale ad arco acuto, si presenta la scuderia con copertura a volte a botte ogivale. Continuando il percorso, si giunge ad una seconda cinta muraria nella quale si apre un’ulteriore porta di accesso adornata di stemmi signorili. All’ interno del castello trovano collocazione la cappella, la sala detta dei baroni, con i portali dal pregevole stile chiaramontano, e la cammara di li tri donni. Molte leggende si narrano a proposito di quest’ultima sala dove sarebbero state murate vive tre donne, i cui spettri si aggirano ancora oggi tra le rovine. Uno dei custodi del castello, tale Pasquale Messina, ne riferisce il contatto la sera del 20 luglio 1975. Interessanti sono anche la sala dalle volte a crociera, la sala dagli archi ogivali, i sotterranei e i resti del “maschio” con muri spessi 2 metri circa. Come altri castelli siciliani, anche questo è stato adibito a carcere nel XVIII secolo. La famiglia Lanza è titolare del feudo e del castello, ma oggi è di proprietà del Comune. L’abitato di Mussomeli, a oltre 700 metri s.l.m., è di gradevole aspetto montano. Il suo nome deriverebbe da “mons mellis”, antico toponimo dell’attuale Monte S. Vito che domina il paese. Da vedere i nobiliari palazzi Trabia e Mistretta, l’Antiquarium comunale, il santuario di Santa Maria dei Miracoli e varie chiese cinquecentesche. Vincenzo Coco Il 17 settembre il club rotary di Giarre ha visitato la suggestiva cittadina di Mussomeli. Ad attenderci c’era una folta rappresentana del direttivo del locale rotary club ed il sindaco. La calorosa accoglienza ci ha permesso di entrare in un clima di amicizia che ha reso gradevole l’intera giornata. Il presidente Vincenzo Pavone accompagnato dalla moglie Corradina ci hanno accompagnati nella visita del castello ed il past president Alfonso Cardinale ci ha illustrato la particolare architettura che ha permesso una costruzione che sembra nascere naturalmente dalla roccia. Come molti castelli anche quello di Mussomeli ha un fantasma che alcuni giurano di aver visto e che da seicento anni vaga per le stanze del maniero. Di ciò ci ha dato la propia testimonianza Pasquale Messina conosciuto a Mussomeli come l’amico del fantasma. Ma Mussomeli è anche la cittadina delle chiese ed ha un bellissimo Santuario costruito per celebrare la madonna dei Miracoli, eretto sul luogo ove uno zoppo che aveva trovato riparo si risvegliò la mattina guarito. La forza di noi rotaryani è la condivisione di due principi che sono il servire a favore delle persone meno fortunate e sofferenti in tutte le parti del mondo; e l’amicizia che ha spinto Paul Harris nel 1908 a frequentare dei conoscenti con i quali condividere obiettivi comuni. L’esperienza di Mussomeli mi ha permesso di stingere maggiormente l’amicizia con i soci del mio club e di trovare in questa città antica e ricca di storia dei nuovi amici con cui sono sicuro poter continuare il bel rapporto d’amicizia magari con una loro visita nella nostra città. Franco Di Bartolo Gita a Mussumeli ‘Mpaisi ‘nda ‘na cricchia di muntagna, cca strata cuvvi - cuvvi pp’acchianari, l’aria frisca e l’arburi a filagna ni dannu u bbinvinutu all’arrivari. A vvista, ‘nu ‘ncasteddu veru e anticu, pusatu supra ‘mmassu, fattu i petra, bbiddissimu, e onestamenti u dicu: è fossi u megghiu di la nostra terra. ‘Nchianannu a fozza i pedi, di sichitu, si vidi u munnu e tuttu lu paisi, e quannu avemu d’intra ggià trasitu, ni dissiru com’erunu addivisi li stanzi ppi la guerra e ppi l’amuri. E ppoi ca lintamenti semu scisi, u sinnicu lucali, l’assissuri, u prisidenti o rotary, e l’amici, comu di ‘nu cunsigghiu du ddutturi, ‘mpostu unni mangiari nni si dici. ‘Ndoppu da mangiatedda ‘ncumpagnia, scinnimmu sempri a ppedi, e ‘nda calata visitammu ‘na chesa e pronti o via, pigghiamu a strata ppi la rritunnata, facennu la cchiù longa ca cci sia, ppi stari assemi cchiui di ‘na junnata. Filippo Badalà 1) cricchia: cresta,cima 2)’nchianannu a fozza i pedi: salendo a piedi 3) di sichitu: di continuo 4) e quannu avemu d’intra ggià trasitu: dopo essere entrati dentro il castello 5) sempri a ppedi: sempre camminando 6) ‘nda calata: nella discesa R o t a r y G i a r r e RIVIERA JONICO ETNEA DISCORSO, ANNO SOCIALE 2006/2007 Passaggio della campana 19.07.2006 Buona sera a tutti e grazie per essere qui oggi. Questa è una serata molto importante per me e non nascondo l’emozione. Saluto tutte le autorità rotariane, rotaractiane e un saluto e un ringraziamento in particolare va al presidente del Rotary il Dott. Franco Di Bartolo e al nostro R.D. Letizia Bucalo, vi ringrazio soprattutto per l’appoggio e la disponibilità già dimostratami e che sono certa non verrà meno durante tutto questo anno; così come da parte mia posso assicurarvi che non mancherà la nostra collaborazione e partecipazione ai vari progetti del distretto e nazionali. Il club di Giarre è un club giovane, ma che in poco tempo è riuscito a farsi spazio all’interno di un distretto importante come il nostro; quando i ragazzi, Alessia, Alberto mi hanno indicata come futuro presidente chiedendomi di accettare questo incarico, dire di sì non è stato facile, mi spaventavano molte cose e prima di tutte mi spaventava proprio la mia età, forse ancora troppo giovane per un ruolo così importante e impegnativo, ma intorno a me c’era e c’è un gruppo solido, unito che non si tira indietro, loro mi hanno dato fiducia, assicurandomi il loro supporto e spero davvero di essere all’altezza. Le idee, i progetti per quest’anno sono tanti,ma uno in particolare mi sta a cuore ed ho il piacere di presentarvelo. A Giarre esiste una realtà che si chiama “Centro S.Chiara”, questo centro ospita la comunità “Papa Giovanni XXIII”, questa associazione è stata fondata da Don Oreste Benzi intorno al 1968. Dal 7/10/98 è stata riconosciuta come associazione internazionale privata di fedeli, di diritto pontificio. Queste comunità sono case famiglia, cioè vere famiglie allargate dove singoli o coppie di sposi diventano temporaneamente o definitivamente padre, madre di persone con handicap, minori in difficoltà. Sono anche cooperative sociali, cioè imprese produttive che hanno lo scopo di valorizzare e sviluppare la capacità lavorativa di persone che sarebbero altrimenti escluse dal mercato del lavoro, cercando di promuovere l’inserimento in normali aziende. Sono anche comunità terapeutiche. Anche a Giarre è presente questa casa speciale che ospita una coppia di coniugi che insieme ai loro figli naturali e affidati, vive con semplicità. Quest’anno abbiamo deciso di contribuire alla ristrutturazione, in corso da qualche tempo, di questa casa. Ma sicuramente tante altre saranno le iniziative. Adesso con grande piacere vi presento il direttivo per l’anno sociale 2006/2007 iniziando dalle segretarie: Gessica Damico, e Maria Casablanca; il vicepresidente Andrea Sciacca; i prefetti Tiziana Di Rao ed Enrico Leotta; il tesoriere Irene Musumeci: i consiglieri Dario Grasso, Giovanni Pennisi. Grazie a tutti. Carissimi soci, è con tanta emozione che scrivo queste righe in occasione dell’inizio dell’anno sociale 2006/2007. Ringrazio ancora una volta, coloro che mi hanno affidato il compito di coordinare il nostro club Rotaract al quale mi dedicherò con impegno e responsabilità confidando nel prezioso contributo di tutti i soci che, così come è stato nel passato, sarà determinate per la buona riuscita delle attività che di volta in volta verranno organizzate. E’ compito mio proseguire un percorso, che sotto la guida di Alessia Trovato prima, e Daniela Cuzzubbo poi, ha portato il nostro club in appena tre anni a raggiungere traguardi importanti sia nella nostra realtà territoriale che in tutte le attività di service distrettuali e nazionali. Ed è proprio un’attività per il progetto nazionale a vederci impegnati già il 30 di agosto. Quest’anno il progetto nazionale prende il nome di “Rotaract&Friends” e si propone l’obiettivo di portare avanti il progetto promosso dal comitato “Grazia Focacci per il Rotaract” nella lotta contro il cancro, utilizzando come canale preferenziale l’organizzazione di eventi musicali. Questo progetto ha un testimonial d’eccezione il Prof. Umberto Veronesi che ha ammesso il comitato GFR come iniziativa speciale promossa dalla sua fondazione. Il progetto oltre la raccolta fondi prevede la realizzazione di un network che fornisca assistenza a coloro che ne hanno bisogno direttamente sul territorio nazionale basandosi sulla capillare presenza del Rotaract con oltre 6000 soci equamente distribuiti. L’impegno e la passione di noi giovani possono ottenere il più grande risultato che il Comitato si propone: considerare il cancro un nemico da affrontare a testa alta. Ecco che il Gruppo Aetna costituito dai club di Catania, Giarre, Acireale, Bronte e Paternò, scende in campo il 30 agosto con una serata alle Capannanine di Catania e il cui ricavato andrà interamente al finanziamento di tale progetto. Ma sono tanti i progetti che ci vedranno coinvolti: la collaborazione ai progetti proposti dal presidente del Rotary il Dott. Franco Di Bartolo, la partecipazione alla realizzazione del progetto distrettuale contro la droga, e il nostro progetto per l’anno sociale che guarda alla nostra realtà giarrese, ma di questi ne parleremo più avanti. L’anno che ci accingiamo ad affrontare richiederà molto impegno per il raggiungimento dei diversi traguardi, ma il divertimento contraddistinguerà questo anno sociale. Siamo ragazzi dai 18 ai 30 anni, le nostre idee, la nostra amicizia sarà la nostra forza e tutto viene racchiuso dal nostro logo “FRIENDS”. Sarà un anno indimenticabile e spero di coinvolgervi trasmettendovi il nostro entusiasmo e la nostra voglia di fare. Vi saluto con il motto proposto dal nostro R.R.D. Letizia Bucalo: “Vola Solo Chi Osa”. Lidia Torrisi R o t a r y G i a r r e RIVIERA JONICO ETNEA