Atti consiliari
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SEDUTA DEL
Provincia di Pesaro e Urbino
26 APRILE 2010
VERBALE
SEDUTA DI LUNEDI' 26 APRILE 2010
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE LUCA BARTOLUCCI
INDI DEL VICEPRESIDENTE MATTIA TARSI
INDICE
Comunicazioni della Presidenza — Risposta ad interpellanze ed interrogazioni ... p. 3
Ordine del giorno sull’uso, lungo i
bordi delle strade, di diserbanti a
base di glifosate ................................... p. 35
Sull’ordine dei lavori .......................... p. 13
Associazione culturale “Centro Studi
Vitruviani”. Approvazione statuto .. p. 13
Approvazione rendiconto esercizio 2009 ................................................ p. 19
Riconoscimento debito fuori bilancio per spese inerenti i lavori di sgombro neve e trattamento antighiaccio
del periodo novembre-dicembre 2009 . p. 34
Nomina componenti Sottocommissioni elettorali circondariali di Fano
e Macerata Feltria a seguito della
revoca disposta dalla Corte d’Appello delle Marche ................................... p. 34
Ordine del giorno n. 32 del consigliere provinciale Foschi Elisabetta relativo alla sede Croce Rossa Italiana
nel comune di Sant’Angelo in Lizzola (Ritiro) .......................................... p. 35
Sull’ordine dei lavori .......................... p. 36
Mozione n. 49 del consigliere Perlini
Vladimiro in merito alla legge 1010/
48 — Pronto intervento...................... p. 36
Mozione n. 50 a prima firma del consigliere Perlini Vladimiro in merito
al crollo della cinta muraria di Mombaroccio ............................................... p. 37
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SEDUTA DEL
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La seduta inizia alle 15,40
Il Presidente invita il Segretario generale dott. Roberto Rondina, a procedere
all'appello nominale, che dà il seguente risultato:
Baldantoni Giorgio
Baldelli Antonio
Bartolucci Luca — Presidente del Consiglio
Berardi Gabriele
Cancellieri Giorgio
Capanna Bruno
Carloni Silvana
Ceccarini Lorenzo
Falcioni Francesca Maria
Foronchi Franca
Foschi Elisabetta
Giannotti Roberto
Lunghi Daniele
Magnanelli Giuseppe
Mariotti Donato
Mei Marcello
Papi Domenico
Papolini Massimo
Pascucci Riccardo
Perlini Vladimiro
Perugini Katia
Ricci Matteo — Presidente della Giunta
Rognini Massimo
Rossi Giancarlo
Sanchioni Daniele
Savelli Renzo
Tagliolini Daniele
Tarsi Mattia
Terenzi Silvia
Tomassoli Giulio
Vergari Gaetano
assente (entra durante la seduta)
assente (entra durante la seduta)
presente
presente
persente
presente
presente
presente
assente (entra durante la seduta)
presente
assente (entra durante la seduta)
presente
presente
presente
presente
assente (entra durante la seduta)
presente
presente
presente
presente
presente
presente
presente
assente (entra durante la seduta)
assente (entra durante la seduta)
presente
assente (entra durante la seduta)
presente
presente
assente (entra durante la seduta)
assente (entra durante la seduta)
Considerato che sono presenti n. 21 componenti il Consiglio provinciale, il Presidente dichiara aperta la seduta e nomina scrutatori i consiglieri Foronchi, Lunghi e
Papolini.
Sono altresì presenti gli assessori Massimo Galuzzi, Daniela Ciaroni,Claudio
Minardi, Tarcisio Porto, Massimo Seri e Daniele Rossi.
SEDUTA PRECEDENTE: LUNEDI' 12 APRILE 2010
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Comunicazioni della Presidenza — Risposta ad interpellanze ed interrogazioni
(Entra il consigliere Baldelli:
presenti n. 22)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca,
al punto 1: Comunicazioni della Presidenza —
Risposta ad interpellanze ed interrogazioni.
Sono previste per il mese di maggio due
sedute: una lunedì 10 la mattina alle 9 e la
seconda lunedì 24, alle 15.
Ha chiesto di parlare il consigliere
Baldelli. Ne ha facoltà.
ANTONIO BALDELLI: Prendo la parola,
come peraltro ho già avuto modo di preavvisare
nella conferenza dei capigruppo. Si verifica,
ormai da troppo tempo, una situazione non
giusta e, oserei dire, anche indecorosa per il
funzionamento del Consiglio provinciale. Vado
a specificare. Giacciono ormai dimenticati,
ripetutamente, ordini del giorno che risalgono
al settembre 2009. Credo che sia segno di un
cattivo funzionamento di questo Consiglio provinciale oppure di una volontà di non voler
affrontare le tematiche che vengono ad essere
proposte da quei consiglieri che hanno presentato questi ordini del giorno, perché credo che
sia sotto gli occhi di tutti che un ordine del
giorno che risale ormai a otto mesi fa — al
secondo o terzo Consiglio provinciale dall’inizio della legislatura — potrebbe oggi essere
inattuale. Più volte ho avuto modo di sottolineare, sia in Consiglio provinciale che nella conferenza dei capigruppo che questo andazzo non
sarebbe più stato accettato dall’opposizione
che ormai ha pazientato diversi mesi. Quindi
non è, questo intervento, un momento di speculazione della minoranza consiliare, perché la
minoranza consiliare ha più volte richiesto in
maniera ufficiosa, se così vogliamo dire, la
trattazione di questi ordini del giorno, siamo
però arrivati al 26 aprile 2010 e ancora dobbiamo proporre a questo Consiglio un ordine del
giorno che risale al settembre 2009.
Quindi rispetto alla gestione del Consiglio, pur portata avanti dal Presidente Luca
Bartolucci, spesso corretto, a volte un po’ meno
— mi riferisco a fatti di cui lei è stato messo a
conoscenza — le voglio far rilevare come non
sia opportuno indire un Consiglio e poi infilarci
in mezzo l’inaugurazione di una ceramica donata da una associazione che, per quanto
prestigiosa, avrebbe dovuto trovare spazio in
altre occasioni, non all’interno del Consiglio
provinciale, perché tutti noi consiglieri saremmo stati ben onorati di poter partecipare ad un
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convegno o comunque ad un incontro in cui si
dava merito all’associazione della ceramica
pesarese per l’omaggio che faceva all’Amministrazione provinciale. Detto questo, non posso accettare come consigliere provinciale, non
come membro dell’opposizione, che un ordine
del giorno sia messo dopo la donazione di una
ceramica all’Amministrazione provinciale di
Pesaro e Urbino. Quindi la correttezza da parte
di questa opposizione c’è stata, c’è stata anche
in occasione dell’ultimo Consiglio provinciale,
allorquando la maggioranza non è stata in grado di assicurare il numero legale. Per senso
dell’istituzione noi abbiamo garantito il numero legale, anche nella speranza di poter discutere questi ordini del giorno che invece non sono
stati discussi. Oggi, nonostante che questo
capogruppo, in seno alla conferenza dei
capigruppo abbia richiesto di poter discutere
gli ordini del giorno e non di posticiparli contro
l’uso ormai indiscusso, in questo Consiglio
provinciale, di poterli anticipare rispetto agli
altri argomenti all’ordine del giorno, ebbene gli
è stato detto no e credo che questo sia un modo
non responsabile di condurre il Consiglio provinciale di cui, purtroppo, lei, Presidente
Bartolucci, si deve fare carico.
PRESIDENTE. Nella conferenza dei
capigruppo abbiamo affrontato la questione e
abbiamo trovato come soluzione — la metteremo alla prova dal prossimo Consiglio — quella
di inserire nell’ordine dei lavori, dopo l’ora
dedicata alle interpellanze e alle interrogazioni,
ogni volta cinque ordini del giorno e poi le
delibere, in maniera tale che le delibere saranno
successive ai cinque ordini del giorno, altrimenti succede che se io inserisco tutti gli ordini
del giorno e in coda le delibere, dobbiamo ad un
certo punto, ogni volta, votare l’interruzione
dello svolgimento dei punti all’ordine del giorno per anticipare le delibere.
In questo modo, anticipando nella comunicazione, cinque ordini del giorno, è evidente
che noi ogni volta, finite le interrogazioni procederemo all’analisi degli ordini del giorno e
alla votazione, per poi andare alla votazione
delle delibere e poi, successivamente, se rimane il tempo, magari continuare con la trattazione dei punti all’ordine del giorno, per cercare di
recuperare il più possibile tutte le proposte che
ci sono state avanzate.
Parlando con il Presidente si era pensato
anche alla trattazione degli ordini del giorno in
Commissione, in maniera tale che si possa
venire in aula per votare. La cosa non è possibile perché gli ordini del giorno sono dei punti
a cui devono partecipare tutti i consiglieri e tutti
devono poter liberamente intervenire. Le Commissioni sono degli strumenti di lavoro. Quindi, anche questa ipotesi che qualcuno aveva
avanzato non è possibile.
Noi dobbiamo il più possibile limitarci
nei tempi, perché i concetti, a volte sono semplici: in quattro-cinque minuti si è capaci di
esprimere il proprio pensiero e l’intervento può
avere una sua importanza e rilevanza se ci
prepariamo prima, anche mentalmente, per affrontare i temi senza ripeterci. Quindi se riusciamo a essere, da una parte più capaci noi
come Ufficio di presidenza — parlo per me in
prima persona — ad inserire una buona scaletta
dei lavori e anche il Consiglio a saper contingentare i propri tempi, sono convinto che un po’
di lavoro riusciremo a recuperare, un po’ di
ordini del giorno, perché gli spunti che ci ha
offerto il capogruppo Baldelli sono veri, reali.
Anche perché molti ordini del giorno sono
proposti dalla stessa maggioranza e sento ogni
tanto i consiglieri stessi che li hanno proposti
dichiarare l’urgenza di volerli trattare.
Con questo impegno che mi prendo, dal
prossimo Consiglio inseriremo, prima delle
delibere, almeno cinque ordini del giorno. Questo non vuol dire che finite le delibere non si
possano riprendere, perché se siamo bravi possiamo anche andare oltre.
Iniziamo con la prima interrogazione a
firma Giannotti, in merito al potenziamento
dell’ospedale di Sassocorvaro.
Ha la parola, per la risposta, l’assessore
Ciaroni.
DANIELA CIARONI: In relazione all’interrogazione del consigliere Giannotti che aveva posto alcune questioni sull’ospedale di
Sassocorvaro, si fa presente che ormai da diversi anni, dall’avvenuta riorganizzazione dei poli
ospedalieri, per effetto del piano sanitario regionale possiamo ragionevolmente affermare
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che questa organizzazione, che è stata attuata
attraverso la realizzazione della rete ospedaliera
come voluto dall’Amministrazione regionale,
sta dando i positivi riscontri previsti e rappresenta una conferma della logica e della validità
delle scelte e della razionalizzazione attuate,
anche per quanto riguarda la struttura di
Sassocorvaro. In particolare, dopo la soppressione dell’unità operativa di chirurgia generale
con l’afferenza dell’attività chirurgica maggiore presso l’unità operativa di riferimento dell’ospedale di Urbino, la collaborazione con la
società Montefeltro Salute ha permesso di svolgere presso il polo ospedaliero di Sassocorvaro
l’attività chirurgico-specialistica, quindi di ortopedia, di flebologia e di oculistica da eseguirsi sia in regime di ricovero in day surgery che
ambulatoriale. Per cui è stata assicurata in sede
la presenza specialistica durante la settimana.
D’altra parte, senza una unità operativa di chirurgia generale di riferimento che svolge la sua
attività di chirurgia maggiore, è venuta meno
anche la necessità della presenza dello specialista chirurgico durante le 24 ore anche in
regime di pronta disponibilità.
Nella direzione di una progressiva
razionalizzazione delle risorse va interpretata
anche la distribuzione dei posti letto di
lungodegenza che nella zona 2 di Urbino è
organizzata nei tre ospedali di Urbino,
Sassocorvaro e Cagli in struttura semplice,
quindi con 15 posti letto, aggregata alla unità
operativa di medicina che ha 35 posti letto, con
un’unica figura di direttore. Anche questo nell’ottica del risparmio di risorse.
Queste strutture svolgono la loro attività
in completa autonomia all’interno di ogni singolo ospedale. Questo ha consentito un migliore impiego delle risorse umane e strumentali,
sia per l’ospedale di Sassocorvaro come per gli
altri servizi e attraverso questo modello, che
recupera inefficienza e inefficacia assieme a
tutte le altre azioni intraprese a livello provinciale e regionale nel settore della sanità, la
Regione Marche ha portato avanti con successo
un processo di razionalizzazione che è tuttora
in corso. Ovviamente il piano sanitario regionale in vigore deve essere rivisitato, anche alla
luce della futura realizzazione dell’azienda
ospedaliera unica Marche Nord. Ma secondo
quanto noi possiamo constatare fino ad oggi,
vengono meno le considerazioni che lei esprime nella sua interrogazione, perciò l’intervento
che sollecita da parte di questa Amministrazione sulla Giunta regionale non mi sembra che
possa essere accolto attualmente e come tale
proposto all’attenzione della Regione Marche.
PRESIDENTE. Ha la parola il consigliere Giannotti per dichiararsi soddisfatto o meno.
ROBERTO GIANNOTTI: E’ evidente che
la sua risposta è la risposta della maggioranza
di governo della Provincia. Se così è, dico che
questa maggioranza vive in un altro territorio
provinciale, perché il contenuto della risposta è
offensivo nei confronti dei cittadini della Vallata del Foglia, perché una lettura così poco
critica della situazione, il richiamare toni
trionfalistici per sostenere una Giunta regionale imbelle su questo piano, è dimostrazione
anche di una pochezza politica. Io mi sarei
aspettato tutto meno questo. Mi sarei aspettato
il riconoscimento di un dato oggettivo, di una
situazione difficile, di una situazione che è
sotto gli occhi di tutti, basta che qualcuno si
prendesse la responsabilità di fare un viaggetto
verso Sassocorvaro e se ne renderebbe conto.
Così no, così non va, perché la situazione è
veramente pesante.
Si è fatta l’operazione-Sassocorvaro alcuni anni fa, così come l’assessore ha riportato
nella sua risposta, nella logica, è stato detto,
della razionalizzazione. Quante volte abbiamo
detto che i servizi sanitari non possono essere
chiusi dentro questa logica, che c’è un problema di un diritto alla salute che deve essere
riconosciuto a tutti, cittadini della costa e cittadini dell’entroterra? Oggi affermare che la struttura di Sassocorvaro è in grado di corrispondere alle esigenze dei cittadini, a me sembra una
bufala politica. Questo vale per Sassocorvaro,
per Fossombrone, per Cagli, per Pergola, valeva ieri per Novafeltria. Non ci rendiamo conto
che è in atto una progressiva riduzione
dell’operatività dei poli ospedalieri, con lo svantaggio declinabile per i cittadini di quella zona.
Non mi interessa oggi affermare la mia
insoddisfazione per la risposta, entrare nel
merito di questo argomento che necessiterebbe
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di ben maggiore tempo e ben altre condizioni,
mi interessa invece esprimere lo sdegno dell’opposizione per questa non lettura della situazione di Sassocorvaro e addirittura per la non
volontà di farsi carico di due provvedimenti
sollecitati nell’atto ispettivo, estremamente
chiari.
La non presenza del medico chirurgo
nella struttura 24 ore su 24 rende inutile anche
il servizio di pronto intervento, così come il
mantenere uniti il servizio di riabilitazione e il
servizio di medicina crea problemi. Io ho sollecitato un intervento che non toccasse la responsabilità che certamente deve essere in capo
all’ospedale di Urbino. Ho detto che non è
necessaria la nomina di un primario, dico solo
che una maggiore autonomia operativa è quella
che viene sollecitata dagli operatori sanitari,
dall’Amministrazione
comunale
di
Sassocorvaro, dai cittadini della Valle del Foglia. Prendo atto con grande insoddisfazione di
questa insensibilità politica di questa maggioranza di governo della provincia.
PRESIDENTE. Interpellanza del consigliere Giannotti sull’agibilità della circonvallazione di Casinina di Auditore.
Ha la parola il consigliere Giannotti.
ROBERTO GIANNOTTI: Qui siamo al
paradosso. Quanto consiglieri stanno nella
Vallata del Foglia? Qui siamo di fronte ad una
cosa estremamente ridicola: il fatto che abbiamo realizzato la circonvallazione di una cittadina importante come Auditore e ci siamo dimenticati di attivare lo svincolo per Casinina, per i
residenti che vengono dalle zone interne. Mi
sembra una cosa che la dice tutta. Posso capire
tante cose, tante difficoltà, però una circonvallazione è tale nella misura in cui riesce a garantire una mobilità migliore del traffico. Se oggi,
per andare a Casinina, vengo da Pesaro, ho uno
sbocco d’uscita messo male, sistemato male,
inadeguato pazienza, ma i cittadini delle zone
interne, quelli che vengono da Piandimeleto? Il
vostro assessore Marani, quando scende dalla
sua città, qualora dovesse andare a Casinina
deve fare un percorso molto più complesso e
molto più articolato. Questo la dice tutta. (Interruzione). Ma non utilizza la circonvallazio-
ne per entrare a Casinina. A parte questo che la
dice tutta, se non stessimo su questi banchi con
l’intento di dare un contributo... A me interessa
che venga risolta questa questione, quindi si
metta mano alla realizzazione di un progetto
che mi risulta sia stato in qualche modo predisposto, che dovrebbe garantire la realizzazione
di questo svincolo.
I finanziamenti. C’è una resa economica
determinata da qualche economia di spesa relativa alla realizzazione del tracciato, rispetto al
quale si aspetta il via libera da parte del Ministero. Credo che a prescindere da questo, l’Amministrazione provinciale farebbe un gesto buono nella misura in cui attivasse risorse proprie,
in attesa di recuperare questo complesso, mettendo fine a questa situazione da vera e propria
incompiuta.
PRESIDENTE. Ha la parola l’assessore
Galuzzi.
M ASSIMO GALUZZI: Il consigliere
Giannotti ha fatto l’esempio sbagliato, perché
venendo da Macerata Feltria si prende la
rotatoria e si va a Casinina. E’ per uscire da
Tavoleto, volendo prendere la circonvallazione, che non c’è. Però è stato soprattutto disattento, perché questa interrogazione l’ha fatta il
consigliere Lunghi sette mesi fa. Bisognerebbe
dirlo a Bossi che si arrabbierebbe. Avevamo
risposta allora con precisione, nel senso che
non è che ci si è dimenticati, perché sarebbe
stata una dimenticanza davvero curiosa. La
variante di Casinina è costata 11,5 milioni. Nel
momento in cui si sono attivate le procedure per
chiedere i finanziamenti, fare gli appalti, anche
perché c’erano finanziamenti che dovevano
passare attraverso il Ministero, necessariamente si è dovuto dividere la realizzazione in stralci,
come è stato spiegato. Il primo finanziamento
relativo agli stralci, purtroppo non prevedeva
lo svincolo in uscita per andare a Tavoleto e in
entrata nella circonvallazione da Tavoleto, perché non si riusciva a finanziare il primo stralcio
adeguatamente se ci mettevi la questione dello
svincolo.
Per questa ragione si è andati avanti lo
stesso, naturalmente nessuno pensando di poter utilizzare definitivamente la circonvallazio-
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ne di Casinina senza fare lo svincolo. Si è andati
avanti con la realizzazione della variante, si è
aperta sei mesi fa, dieci mesi fa, poco prima
delle elezioni del 2009, si è messo mano subito
alla predisposizione dello svincolo, dovendo
usufruire del finanziamento ulteriore da parte
del Ministero.
Per questa ragione il consigliere Lunghi
aveva fatto questa interrogazione, era stato
risposto in questi termini, abbiamo incontrato i
sindaci, abbiamo incontrato la popolazione con
il Presidente nell’assemblea che è stata fatta a
Tavoleto e abbiamo dato tutte le necessarie
spiegazioni, è pronto il progetto, il progetto
prevede un impegno finanziario di 450-500.000
euro, perché c’è anche la questione della messa
in sicurezza del ponte esistente, circa i
finanziamenti da parte del Ministero, che non
sono i residui rispetto ai costi minori della
variante ma un finanziamento a parte, ci è stato
confermato che dobbiamo presentare il progetto perché deve essere approvato da parte del
Ministero, poi possiamo dare il via all’appalto
e alla realizzazione dei lavori.
Il Ministero ha scritto in questi giorni
dichiarando la conferma del finanziamento,
possiamo inoltrare il progetto, non credo ci
voglia molto tempo da parte del Ministero per
l’approvazione del progetto, quindi riteniamo
che nel giro di poco tempo, direi entro l’estate,
si possa procedere all’appalto dei lavori e alla
realizzazione dell’accesso di cui parla il consigliere Giannotti.
PRESIDENTE. Ha la parola il consigliere Giannotti.
ROBERTO GIANNOTTI: Non capisco perché lei si preoccupi della sintonia tra il Pdl e la
Lega: è un dato oggettivo, richiamato dalla
storia. Se mai rafforzato in questi giorni anche
dal dibattito politico. Che Lunghi abbia presentato un atto ispettivo qualche tempo fa e che
Giannotti l’abbia ripresentato oggi, sta a dimostrare che noi presidiamo il territorio ma c’è da
registrare una inadempienza, perché il tempo
passato dalla presentazione dell’atto ispettivo
da parte di Lunghi e la risposta alla mia interrogazione, che è stata presentata a marzo, segnala
un periodo di inadempienza, assessore.
Non voglio essere maleducato, però se
questi sono i tempi di affronto delle criticità,
delle emergenze territoriali da parte della Provincia, comincio ad avere qualche perplessità.
Lei mi ha tirato per la giacca, io non
vorrei essere scortese, perché lei è sempre molto
pacifico, anche nelle sue critiche. Le ricordo
che la vicenda della circonvallazione di Casinina
avrebbe meritato, in tempi non sospetti, qualche verifica amministrativa per accertamento
di altre responsabilità e le debbo far rilevare che
a distanza di qualche anno dalla sua realizzazione, si è dovuti intervenire di nuovo sul
manto stradale...
MASSIMO GALUZZI: Questo no...
ROBERTO GIANNOTTI: Lasciamo stare,
allora, avremo altre occasioni per approfondire
la realizzazione dei lavori del tratto bituminoso
che aveva comunque provocato grandi interrogativi. (Interruzione). Non è che parlo del nulla. Siccome lì c’è una direzione lavori, c’è una
responsabilità oggettiva del committente che
era la Provincia, si può anche pensare... (Interruzione). Se vuole possiamo allargare il dibattito e discutere sui collegamenti stradali, sull’assetto della viabilità di questa provincia. Le
ricordo che la delega alla viabilità è una delle
ragioni di essere di questa Amministrazione
provinciale. Se dovessi esprimere una valutazione di merito sull’operato della Provincia
rispetto alla viabilità, sono sotto il livello minimo della sufficienza, sono sotto il 6, perché la
rete stradale di questa provincia è da paese di
terzo mondo. Possiamo parlare di tutte le dorsali,
possiamo parlare della Cesanense, possiamo
parlare della Fogliense, è una cosa inammissibile. Il fatto di richiamare l’Amministrazione
provinciale all’assunzione di una responsabilità precisa non si discute. In campagna elettorale
avevamo detto “l’emergenza vera di questo
territorio, al di là di tanti discorsi, è quella della
viabilità”. Perché non fate un piano decennale
da realizzare per gradi, che ci consenta di mettere a regime tutta la viabilità della provincia,
soprattutto quello che collega la costa
all’entroterra, che è una delle opportunità da
sfruttare per lo sviluppo? Perché lei mi insegna
che più i collegamenti sono difficili, più è
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difficile convincere insediamenti produttivi nel
territorio, perché i tempi di collegamento sono
quelli che sono. Quindi, da questo punto di
vista il mio vuol essere un richiamo forte ad una
maggiore operatività in questo campo e anche
qui mi auguro che lei non sia stato ottimista e le
dico che il primo ottobre io e Lunghi faremo
una nuova interrogazione insieme, se lo svincolo di Casinina non verrà realizzato.
PRESIDENTE. Interpellanza del consigliere Magnanelli in merito alla strada provinciale 9 (Urbinate-Feltresca).
Ha la parola il consigliere Magnanelli.
GIUSEPPE MAGNANELLI: Siccome l’abbiamo presentata con il collega Ceccarini, chiedo allo stesso collega di illustrarla.
LORENZO CECCARINI: Il consigliere
Giannotti dice di essere interessato alle varie
dinamiche, alle varie situazioni, ma come vede,
i consiglieri a 360 gradi, sia di maggioranza che
di opposizione, sono interessati alle difficoltà e
alle situazioni nelle quali bisogna intervenire e
avere propositività, per cui non è soltanto qualcuno in particolare ma tutti abbiamo a cuore i
nostri territori e la realizzazione e la messa in
sicurezza di certe strade.
E’ ovvio che dove si interviene ex-novo
sicuramente si va ad intervenire in maniera
nuova sulle situazioni, ci vuole anche del tempo per i rifinanziamenti e per andare a compimento e all’ottimizzazione dei servizi, per cui
penso che ci possa essere, ragionevolmente,
anche il tempo. Poi, con le difficoltà che ci
sono, i vari patti di stabilità e tutte le situazioni
che non vengono sbloccate, sicuramente non
agevolano questi atteggiamenti. Ma al di là di
questo, rientrando nell’interpellanza che insieme al collega Magnanelli abbiamo presentato,
si riferisce a un ratto di strada vicinissimo a
quello che lei ha pensionato in questo momento, che è il collegamento della provinciale
Urbinate-Feltresca, che collega la Valle del
Foglia con Urbino. Vista l’utenza che tutti i
giorni percorre quella strada e il fatto che quella
strada sia stata costruita tanti anni fa e sicuramente ha delle situazioni di difficoltà per la sua
percorribilità ma soprattutto per l’importanza 2
Galuzzi per la risposta.
MASSIMO GALUZZI: La situazione sulle
strade mi permette di fare una battuta sulla
questione della viabilità. Magari si facesse un
bel dibattito in Consiglio provinciale sul tema
della viabilità. Suggerirei al Presidente di metterlo in programma, per approfondire tutta una
serie di questioni e di temi che sono naturalmente rilevantissimi. Il consigliere Giannotti
potrà interrogare in quella sede ma anche dare
delle risposte, perché ricordo che tutte le strade
che lui ha citato — Apecchiese, Flaminia, 423
— erano statali fino al 2001, di competenza
dell’Anas e dello Stato, passate alle Province
con scarsità di finanziamenti. Quindi in quella
sede si possono fare le domande e darci reciprocamente le risposte. Per esempio, Giannotti,
hai dimenticato la vicenda della statale di Bocca Trabaria, recente. Anche lì ne abbiamo viste
delle belle. La Provincia ha fatto molte cose che
doveva fare lo Stato, perché ricordo che ha
progettato la Fano-Grosseto, sta progettando la
Pedemontana, progetterà entro breve la LunanoSan Marino, cose che dovrebbe fare lo Stato.
Al di là di questo, l’interpellanza dei
consiglieri Magnanelli e Ceccarini pone l’attenzione di un’altra statale recentemente
provincializzata, la Urbino-Schieti. Questo tratto di strada è importante, perché collega l’Alto
Montefeltro, la Valle del Foglia, quindi anche
le strutture, i servizi ospedalieri, come si diceva
prima, ad Urbino. Per queste ragioni è molto
importante, però è una strada molto particolare
per prevedere interventi consistenti in quella
sede. Naturalmente toccherebbe abbandonare
quella sede e realizzare una sede ex-novo, come
pure c’era a suo tempo un’idea di progetto,
nelle passate legislature amministrative, poi
però un po’ superata. Per queste ragioni il
Presidente e io come assessore abbiamo voluto
dare una indicazione in questa direzione, per
cui è già stato dato l’incarico al dott. Blasi che
è un geologo, di predisporre un progetto di
apertura della viabilità a monte — chi conosce
quella strada sa che è una strada tortuosa —
vedendo come procedere con dei piccoli
sbancamenti su alcune curve, aprendo la visibilità in questa direzione e con una messa in
sicurezza a valle.
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Alcuni interventi in questo senso erano
stati fatti 7-8 anni fa, quando ero sindaco a
Urbino, dalla Provincia, che credo abbiano
dato qualche contributo nella direzione di una
migliore transitabilità di quella strada. Pensiamo di accentuare quegli interventi che sono
anche rispettosi dell’ambiente, non pongono
problemi ecc., con alcune aperture a monte di
una serie di curve e la messa in sicurezza a
valle, perché crediamo che anche quello sia un
problema da dover porre all’attenzione.
Ho detto che è stato dato l’incarico già al
dott. Blasi, che è un geologo interno della
Provincia, che sta predisponendo questo progetto. Entro poco tempo credo potremo riuscire, se si vuole, anche a presentarlo in Consiglio
provinciale. La questione dei finanziamenti
necessari è un’altra situazione, perché saremo
nella condizione di dover vedere quali sono i
finanziamenti che si possono riferire per fare
una serie di interventi in questa direzione.
Per quanto riguarda l’aspetto cui accennava il consigliere Ceccarini, lo sfalcio delle
erbe, stiamo procedendo ma sapete quali sono
le questioni. Sarebbero necessarie, come minimo, due operazioni di sfalcio dell’erba in giro
per le strade provinciali, come minimo, però vi
ricordo che le strade provinciali sono 1.400
chilometri e siccome i lati sono due, sono 2.800
chilometri di necessità di intervento, quindi la
cosa è notevole.
Nei bilanci della Provincia sono previsti
i finanziamenti per poter procedere ad uno
sfalcio dell’erba, con appalto ecc., con le ditte
apposite. Nelle prossime settimane partiremo
con una prima operazione, soprattutto nelle
strade dove c’è maggiore problematicità da
questo punto di vista e sono d’accordo che si
tenga conto, laddove ci sono più problemi,
laddove ci sono strade più tortuose, con un
maggiore traffico ecc., anche di questi aspetti,
perché magari lì si può cercare di intervenire
con più attenzione. Nei prossimi giorni partirà
il lavoro per quanto riguarda anche lo sfalcio
delle erbe.
PRESIDENTE: Ha la parola il consigliere Magnanelli per dichiararsi soddisfatto o
meno.
GIUSEPPE MAGNANELLI: E’ vero, ha
ragione il consigliere Giannotti: l’ubi consistam
della Provincia, riguarda la rete viaria. Però il
consigliere Giannotti sa benissimo più di me —
è stato ricordato testé dall’assessore — che
abbiamo 1.400 chilometri e i finanziamenti non
sono adeguati. Qualcuno può dire “perché le
avete prese?”. Siccome questa è una questione
che va al di sopra di noi, di questa e della
precedente legislatura, direi di affrontare il
problema per quello che è. Se uno comincia
dicendo “perché è stato fatto questo” 20, 30, 40
anni fa, si viene a perdere tempo, a esprimere un
giudizio di carattere generico. Noi invece vogliamo andare alla sostanza. Ha ragione il consigliere Giannotti che questa è la materia fondamentale, principale per le Province, non dalla
sua parte politica ma da qualche alleato, sento
dire in questi giorni di polemica “che cosa
stanno a fare le Province, che non hanno ragion
d’essere?”. Nella dialettica politica ci sta tutto
ma se noi pensassimo già solo a questo e alle
scuole dove vanno i nostri ragazzi, strutture
dall’interno delle quali usciranno le future generazioni, all’interno delle quali insegnano i
saperi per le nuove classi dirigenti, già basterebbero solo queste due cose — non dico poi
l’ambiente, non dico tutte le altre responsabilità — per pensare come facciano un Comune o
la Regione ad affrontare queste tematiche. Ma
questo ci porterebbe lontano, era solo una battuta. Però sto al tema vero, anzi le dico che
come presidente della Commissione lavori pubblici, di cui lei fa parte, affronteremo sedute
tematiche proprio per mettere a fuoco questo
tema che deve avere poi alcune priorità e alcuni
finanziamenti, perché anch’io da quando sono
qui parlo della Pesaro-Urbino e tornerò a parlarne, ma siccome occorrono 100 milioni di
euro, capisce che bisogna cercare di trovare
anche le risorse.
Colgo questa occasione per dire che quando vi sono alcune cose positive, vanno dette. La
Provincia ha testé completato un tratto di strada
di questi 1.400 chilometri, che va dalla zona
Sasso alla zona Bivio dei Missionari o Croce
dei Missionari, nell’entrata della città ducale,
che è stata in questi giorni asfaltata e adeguatamente segnalata, per cui anche questa era una
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richiesta che avevamo fatto a suo tempo, rispetto alla quale esprimo pubblicamente plauso.
Nella fattispecie della Urbino-Schieti,
questa è una strada fondamentale che si collega, quasi, alla rotatoria di cui parlava il collega
Giannotti. E’ una strada che collega, anche
questa, la città ducale, è una strada che collega
per motivi sanitari, culturali, scolastici, ad
Urbino. Quindi abbiamo chiesto con forza di
poter intervenire su questo, anche se, immagino, le risorse non permetteranno di dare una
soluzione concreta. Intanto ci accontentiamo di
procedere gradualiter, direbbero i latini, però
cercando di andare nella direzione che abbiamo
posto in questi anni e in questa legislatura,
almeno per questa strada che è stata asfaltata
nel dopoguerra e che nel periodo post-bellico
non era neanche stata asfaltata. Immaginate di
poter collegare il nostro territorio con il
Montefeltro e con quanto avvenuto nella
Valmarecchia e come questa arteria sia fondamentale per il nostro discorso. Nel frattempo,
però, occorre prendere positivamente quanto
ha detto l’assessore e quanto di fattivo sta
facendo in tutto il territorio, e siccome lei,
consigliere Giannotti ha girato per questioni
d’istituto tutta la regione Marche, dovrà riconoscere che ci sono criticità nella nostra rete
viaria ma ci sono anche delle situazioni positive di intervento, di attenzione in rapporto alle
risorse adeguate.
Quindi l’importante è stare attenti nella
tempistica, perché noi amministrazioni siamo
bravi a predisporre, poi nella tempistica non
siamo altrettanto bravi. Bisogna stare attenti e
pungolare quotidianamente, tramite chi di dovere, affinché queste cose vengano realizzate
nei tempi possibili.
PRESIDENTE: Interpellanza del consigliere Giannotti in merito alla situazione del
litorale di sottomonte (area sud) Gabicce Mare.
Ha la parola il consigliere Giannotti.
ROBERTO GIANNOTTI: Il problema della situazione del litorale credo sia noto a tutti. Il
litorale della nostra provincia, così come gran
parte del litorale della regione, è purtroppo in
preda ad una malattia, la malattia dell’erosione.
Tutti gli anni, durante la stagione invernale, la
forza del mare aggredisce il litorale, rendendo
difficile lo svolgimento di importanti attività
economiche. Il consigliere Pascucci potrebbe
fare una lunga descrizione delle difficoltà e dei
problemi che sono connessi al mantenimento
dell’integrità degli stabilimenti balneari ma
anche del litorale di pertinenza. E’ abitudine e
uso ogni anno, da parte della Regione, di mettere a disposizione dei comuni più colpiti alcune risorse finanziarie che servono al
rinascimento della spiaggia, che vuol dire, sostanzialmente, comprare qualche camionata di
sabbia per rafforzare il litorale nei punti critici.
Interventi, li chiamerei, d’istituto.
Quest’anno gli operatori e gli amministratori di Gabicce hanno segnalato la gravità
della situazione derivante dalle mareggiate nella spiaggia di sottomonte nord. E’ inutile che
richiami qui l’importanza strategica della spiaggia di Gabicce. La mia amica Franca potrebbe
dirmi “noi viviamo, anche se di riflesso, dell’importanza dell’efficienza di questo pezzo di
litorale”. Gabicce è il centro primario su questo
piano. Ebbene, mi risulta assessore, che la
Regione ha disposto interventi, quest’anno, per
il litorale, guarda caso bypassando Gabicce.
Domani dovrebbe uscire un decreto che destina
40.000 euro a Pesaro, non c’è una lira — per
dirla come la diceva Palmiro Ucchielli — per
Gabicce. Ritengo questa una cosa gravissima.
Rispetto a questo ho presentato un atto
ispettivo, chiedendo che la Provincia si faccia
carico, responsabilmente, di questa situazione.
Ma ho fatto di più: ho chiamato il sindaco di
Gabicce, chiedendogli di farsi carico con forza
di questa cosa; ho chiamato l’assessore Porto
per dirgli “assessore, ci salvi lei”.
Ho l’impressione che ci sia una grande
insensibilità. Fra l’altro debbo anche dire, assessore, che sono sconcertato dall’atteggiamento di alcuni funzionari regionali. Io mi sono
anche permesso di chiamare un funzionario per
sottolineargli questa cosa e il trattamento è
stato incivile. Mi riservo, su questo, di fare una
lettera al presidente Spacca per dire che quei
dirigenti vanno mandati a casa, perché se al
posto di Giannotti che è avvezzo alle cattive
abitudini di alcuni funzionari, fosse stato un
cittadino, sarebbe stata una cosa gravissima.
Mi è stato detto che nei prossimi giorni ci
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sarà un incontro, quindi mi auguro che la Provincia di Pesaro e Urbino con forza sostenga le
ragioni del nostro litorale e convinca la Regione a mettere a disposizione le risorse necessarie
a fare un intervento di tamponamento per fare
in modo che la prossima stagione estiva possa
essere affrontata in maniera dignitosa da parte
delle strutture ricettive di quella città.
PRESIDENTE: Ha la parola, per la risposta, l’assessore Galuzzi.
MASSIMO GALUZZI: Rispondo rapidamente per le cose che ho seguito io, perché
questa è una questione a cavallo fra la difesa del
suolo e le tematiche dell’ambiente; So che
l’assessore Porto se ne è già occupato anche lui
telefonando in Regione, dopo avere parlato
anche con lei consigliere, e credo che domani
avrà un incontro con il nuovo assessore regionale, proprio per porre questa questione.
Le considerazioni stanno in quei termini,
è un processo annuale, nel senso che ogni anno
accade questa cosa fisiologicamente. Il sindaco
con il quale abbiamo parlato ci diceva che in
condizioni di normalità, un intervento di 40-50
mila euro l’anno è necessario proprio per il
rinascimento di quel tratto di spiaggia,
recuperando, essendo un intervento tenue, un
po’ di sabbia che veniva portata verso il limite
di Cattolica e riportandola. Ma questo intervento di 40-50 mila euro l’anno con il contributo
della Regione e del Comune riusciva a tamponare la questione e la situazione.
Quest’anno, per il maltempo, le mareggiate ecc., l’intervento è necessariamente più
consistente. C’è un progetto del Comune che
prevede un’azione per 300-400 mila euro, per
rimettere a norma la situazione, ma potrebbero
essere in prima battuta necessari finanziamenti
minori. E’ vero che nell’ambito dei
finanziamenti ripartiti dalla Regione, addirittura ci risulta che il Comune di Gabicce sia il
primo fra i non finanziati. Per questo credo che
la nostra azione per premere, per verificare e far
presente lo stato delle cose, sia ancora più
necessaria, perché magari si può meglio riuscire a rientrare nell’ambito dei finanziamenti e ad
avere un supporto in questa direzione.
Ripeto, sentendo anche il sindaco come
ha fatto lei, serve, magari, in prima battuta un
intervento minore, come veniva fatto anche
negli anni passati, poi serve essere introdotti
nell’ambito dei finanziamenti regionali e per
quello dobbiamo muoverci come lei diceva,
per avere la possibilità di fare un intervento un
po’ più consistente.
Come lei sa c’è un’ulteriore questione
che riguarda quel tratto di costa, che è quella del
riallineamento delle scogliere. Vi è un progetto
di tre milioni di euro seguito dalla Regione,
prevede un finanziamento del Comune del 33%
e la restante parte della Regione. Ci sono le
verifiche in vasca — lo dico come è scritto —
cioè prove di laboratorio per verificare la qualità del progetto. Credo sia un’operazione successiva ma importante anche questa, perché
metterebbe per un arco di tempo più ampio, in
salvaguardia la costa rispetto ai fenomeni che si
producono continuamente.
L’impegno è massimo, perché anche l’assessore Porto ha preso contatti, domani avrà
l’incontro e ci muoviamo senz’altro in quella
direzione.
PRESIDENTE: Ha la parola il consigliere Giannotti.
ROBERTO GIANNOTTI: Prendo atto di
questo impegno da parte dell’assessore Galuzzi
ma, avevo accertato, da parte dell’assessore
Porto.
Voglio dire a Magnanelli, a Ceccarini
che, come vedono, l’impegno è bipartisan rispetto ad alcune situazioni. Quando si tratta di
cose serie, da parte della minoranza l’impegno
non è mai venuto meno e non verrà mai meno,
perché quello che ci anima è corrispondere alle
esigenze dei cittadini, prima che alle esigenze
della politica. Altra cosa, Magnanelli, se volessimo parlare della viabilità. Comunque raccolgo la sfida: su questo possiamo divertirci. Poi
parleremo della Fano-Grosseto o del fatto che
si è parlato di una incompiuta, pur sapendo che
per trent’anni i Comuni “rossi” dell’Umbria
non si erano ancora messi d’accordo sul tracciato. Ma possiamo parlare del fatto che la
Fano-Grosseto non è stata una priorità regionale fino a tre anni fa. Possiamo parlare della
Pedemontana. A lei forse fa difetto la memoria:
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la Pedemontana era un obiettivo della nostra
parte politica, della mia e della sua, prima della
dissoluzione. Non è stato certamente uno degli
obiettivi della sinistra, lei lo sa. Quando eravamo ragazzi frequentavamo lo stesso partito
politico e su questo piano abbiamo fatto tantissime battaglie. Così come su Bocca Trabaria.
Su Bocca Trabaria io avevo richiamato con
forza l’esigenza di mostrare i muscoli, perché lì
c’era un atteggiamento di tolleranza da parte
del Governo — non abbiamo difficoltà a dire,
quando il Governo sbaglia — ma soprattutto
c’era un atteggiamento grave da parte dell’ente
strumentale di cui si avvale il Governo per
questo tipo di intervento, cioè da parte dell’Anas
di Perugia.
Tornando al tema, voglio dire che
esiste un problema di difesa della costa,
rispetto al quale abbiamo tante urgenze. C’è
l’urgenza di Fano, c’è l’urgenza di Pesaro,
c’è il fatto che, per esempio, vanno rimesse a
regime le scogliere soffolte, che secondo me
sono state una scelta intelligente. C’è il
problema di Gabicce. Degli interventi strutturali parliamone. Qui il problema è molto più
limitato. Qui c’è sempre stata, tutti gli anni,
una disponibilità, cioè la Regione ha allargato i cordoni della borsa per mettere a disposizione dei Comuni alcune risorse finanziarie
che integravano l’intervento diretto e consentivano il trasporto di alcuni camion di sabbia.
Vorrei vedere eventuali graduatorie, sarei
curioso di vederle. Non voglio fare affermazioni gravi sull’ordine delle priorità ma mi
sembra che Gabicce sia una priorità. Mi
auguro che domani mattina l’assessore Porto
non torni da Ancona se non con l’assicurazione che Gabicce avrà le risorse finanziarie.
Fate un testo di forza, perché è necessario far
sentire il peso e l’autorità del nostro territorio
anche in Regione.
PRESIDENTE: Ha la parola l’assessore
Porto.
TARCISIO PORTO: Ringrazio Giannotti
della bega che mi ha affidato, però farò di tutto
e andrò a chiedere un minimo di interventi.
Però credo che il problema sia più ampio...
(fuori microfono).
PRESIDENTE: Interpellanza del consigliere Magnanelli in merito all’installazione
segnaletica lungo la SS 73 bis.
Ha la parola il consigliere Magnanelli.
GIUSEPPE MAGNANELLI: Come loro
tutti sanno, lungo la statale 73 bis, in direzione
Bocca Trabaria, da Fossombrone a Borgo Pace,
vi è il divieto di installare cartelli indicativi
attività turistico-commerciali. Potete ben capire la giusta lamentela degli operatori commerciali, alcuni dei quali, collocati nel nostro
entroterra, nelle zone dell’alta provincia, senza
queste indicazioni molto difficilmente possono
essere raggiunti. Quindi alcuni sono costretti a
chiudere le loro attività.
So che questa è una competenza dello
Stato, per cui non possiamo decidere direttamente ma l’impegno dell’Amministrazione
affinché si possano trovare alcuni accorgimenti
perché queste attività non muoiano. Ci sforziamo tutti a dire che occorre ripopolare l’entroterra
e migliorare la viabilità, ma senza una minima
segnaletica alcuni sono materialmente costretti
a chiudere.
Quindi la richiesta è che l’Amministrazione faccia ogni cosa, non qualche lettera
scritta, ogni tipo di intervento, affinché a monte
si riesca a rimuovere alcuni di questi divieti,
anche se non attigui alla strada 73 bis ma dare
un minimo di indicazione per trovare queste
attività commerciali che pullulano nel nostro
entroterra.
PRESIDENTE: Ha la parola l’assessore
Galuzzi.
MASSIMO GALUZZI: Credo che su questa interpellanza del consigliere Magnanelli sia
necessario davvero un coordinamento da parte
della Provincia, una verifica comunque, perché
dietro l’interpellanza, gli uffici della Provincia
ci avevano già segnalato la cosa, però ho provveduto ripetutamente in questi giorni a sentire
i vari funzionari dell’Anas, compreso l’ingegnere capo: bisogna cercare di coordinare meglio che tipo di soluzione ci può essere, perché
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l’Anas risponde che lungo le strade tipo la 73
bis, che sono itinerari internazionali, è vietato
collocare pubblicità in quanto tale, cartelli pubblicitari normali come si vedono ai limiti delle
strade. Però ci confermano che è possibilissimo
posizionare cartelli, insegne di esercizi ed altri
mezzi pubblicitari indicativi rispetto alle esigenze che ci sono, sempre a seconda delle
previsioni del regolamento e degli articoli da
47 a 51 del codice della strada. La segnaletica
di indirizzo è possibilissimo collocarla.
Si tratta, con queste persone interessate
di verificare e coordinare qual è la necessità
vera, perché dalle risposte sembra che quel tipo
di richiesta possa essere esaudita, purché sia
conforme alla normativa. Altro tipo di pubblicità l’Anas conferma che non è possibile collocarla lungo strade come la 73 bis. Credo che
l’interrogazione volesse significare questo, nei
prossimi giorni guarderemo meglio quali sono
le esigenze, coordineremo un tavolo con l’Anas
per dare una risposta, perché magari ci sono
incomprensioni, ci sono alcune cose che non
sono state verificate fino in fondo. Invece il
cartello con la freccia e la scritta “Agriturismo”
o simili, l’Anas conferma che è possibile collocarlo.
PRESIDENTE: Ha la parola il consigliere Magnanelli.
GIUSEPPE MAGNANELLI: Grazie della
risposta, assessore, ma lei sa che spesso parlo
con cognizione di causa e le dico che lungo
questa strada di cui abbiamo parlato, l’Anas ha
fatto togliere le indicazioni relative all’attività
commerciale. Non pubblicità, indicazioni dell’attività commerciale, come “bad and breakfast
Magnanelli — Urbino”.
L’incipiente attività primaverile-estiva,
ha bisogno di risposte immediate. Le farò avere
la cosa di cui sono a conoscenza, anche la legge
che ha imposto al proprietario di questo bad and
breakfast di togliere materialmente questa indicazione. La sua risposta è molto positiva e la
ringrazio, come la ringrazio dell’impegno che
mette quando le chiediamo interventi e della
tempistica che adotta. Per questo mi auguro che
nel giro di giorni o di qualche settimana si possa
eliminare questo divieto e dare la possibilità a
questi esercizi commerciali di poter lavorare,
non chiedono altro. Noi abbiamo il dovere, in
primis, di fare tutto quello che è possibile
perché la gente possa svolgere la propria attività.
Sull’ordine dei lavori
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il
consigliere Savelli. Ne ha facoltà.
RENZO SAVELLI: Siccome in questi giorni la stampa ha ripetutamente affrontato u problema che credo interessi tutti, quello del fatto
che lungo le strade provinciali, anche lungo
alcune strade comunali è stato usato il diserbo
che ha creato i problemi che sappiamo, su
questo argomento noi abbiamo presentato un
ordine del giorno che, se vi fosse la disponibilità da parte dei colleghi, saremmo desiderosi di
poterlo discutere anticipatamente, con criteri di
urgenza.
PRESIDENTE: Chiedo intanto di distribuirlo. L’ordine del giorno a questo punto reca
la discussione delle delibere. Tra le altre cose
abbiamo deciso proprio giovedì scorso nella
Conferenza dei capigruppo che si discutevano
la delibere e poi si entrava nella fase degli
ordini del giorno, quindi la sua richiesta d’urgenza verrà trattata dopo che avremo discusso
le delibere, anche se devo dire che come Presidente non sono molto contento che ci siano
proposte d’urgenza se non sono condivise. Il
regolamento prevede anche questa possibilità,
però non sono contento, lo dico chiaramente,
perché potrebbe non esserci condivisione.
Associazione culturale “Centro Studi
Vitruviani”. Approvazione statuto
PRESIDENTE: L.’ordine del giorno reca,
al punto 2: Associazione culturale “Centro Studi Vitruviani”. Approvazione statuto.
Ha la parola il Vicepresidente della Giunta
Rossi.
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DAVIDE ROSSI: Si tratta di una delibera
che contribuisce a istituire uno strumento culturale importante, perché sono tanti anni che in
questa provincia, in particolare a Fano, si discute e si teorizza di istituire un centro studi
intitolato a Vitruvio. Siccome è una cosa complessa per vari motivi, questa cosa è ferma da
circa dieci anni. Adesso siamo riusciti a mettere
insieme alcuni dei soggetti istituzionali e non
solo, più significativi, per istituire il centro.
Oltre alla Provincia di Pesaro e Urbino e al
Comune di Fano, i soci istituzionali sono le
università di Urbino e di Ancona, la Fondazione Cassa di Risparmio di Fano. Poi abbiamo
previsto i cosiddetti soci culturali che in questa
fase sono l’Archeoclub d’Italia e la
Confesercenti che si è fatta avanti nel momento
in cui ha saputo di questa iniziativa, perché ha
colto anche le potenzialità di turismo culturale
legate a questa iniziativa.
E’ un centro studi che vuole valorizzare il
territorio partendo dall’archeologia classica. In
particolare a Fano ma anche in altri siti della
provincia che citeremo, ci sono testimonianze
importanti legate alla classicità, in particolare
alla romanità. Fano è una città che oltre all’Arco di Augusto ha le cinte murarie romane tra le
meglio conservate e più estese d’Italia, naturalmente dopo quelle di Roma. Ha un teatro romano che dovrebbe essere acquisito dal Comune
nei prossimi mesi, un anfiteatro e varie altre
testimonianze. Quindi nella nostra provincia è
la capitale dell’archeologia e della romanità,
però abbiamo molte altre testimonianze, in
particolare a Fossombrone, a Macerata Feltria,
a Sant’Angelo in Vado e altre situazioni lungo,
in particolare, l’antica Flaminia, tant’è che ricorderete che anni fa la Provincia aveva lanciato un progetto che si chiamava “Progetto
Flaminia”, che andava a valorizzare tutta una
serie di siti archeologici, musei, monumenti,
intercettando anche importanti finanziamenti
comunitari.
Questo centro studi ha anche il ruolo di
essere uno strumento per rimettere in campo il
“Progetto Flaminia” e insieme all’assessore
Porto cercheremo poi di ottenere finanziamenti
comunitari.
Ad ogni modo, Vitruvio è una figura di
riferimento straordinaria nell’archeologia clas-
sica. E’ considerato l’iniziatore dell’architettura, il primo e più importante architetto che ha
influenzato l’architettura da lui in avanti, fino
ad arrivare anche ai nostri giorni.
Volendo semplificare e forse forzando
anche un po’, potremmo dire che per il nostro
territorio è quello che Raffaello è per l’arte
figurativa o Rossini per la musica. Vitruvio è
studiato e considerato un punto di riferimento
in tutto il mondo, quindi le potenzialità sono
enormi, e ha questo legame con Fano dovuto al
fatto che nel suo Trattato fondamentale, il “De
Architectura”, individua e cita Fano come unica città nella quale avrebbe realizzato un’opera, cioè la Basilica di Fano che, come sapete,
non è mai stata trovata. Qualcuno, anche se
ormai sono correnti minoritarie, ipotizza che
neanche fu mai costruita. Questo non lo sappiamo, ma al di là del fatto che sia stata o no
realizzata, il legame tra Vitruvio, attraverso
questa opera e Fano, quindi la provincia, è
indubitabile, nessuno lo mette più in discussione. In passato qualcuno ha anche provato a dire
che fosse un passaggio interpolato del testo, ma
ormai queste sono tesi superate dalla maggioranza degli studiosi. Alcuni addirittura, in particolare Pierre Gros, che è considerato il più
importante studioso vivente di Vitruvio, che fa
parte del comitato scientifico, ipotizza che
Vitruvio possa essere nato a Fano ed abbia
anche progettato e realizzato le mura della cinta
muraria fanese. Però queste sono tutte ipotesi
ancora non verificate. Quello che c’è di certo è
che Vitruvio è considerato un grande in questo
campo in tutto il mondo, ha questo legame con
la città, quindi con la provincia e secondo me
deve essere “sfruttato”, sia per incentivare gli
studi in questo campo sia per mettere in campo
quelle azioni che possano aiutare anche a sviluppare un certo tipo di turismo nel nostro
territorio, il turismo colto che è quello che va
per la maggiore oggi. L’archeologia ha una
straordinaria capacità di attrazione anche per i
non addetti ai lavori. Qualunque convegno ben
fatto o qualsiasi iniziativa che riguardi l’archeologia, attira tantissime persone. Anche gli
stessi programmi di divulgazione che vediamo
in televisione sono seguitissimi. L’archeologia
ha un fascino che riguarda anche chi non si
occupa professionalmente o in maniera acca-
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demica di queste cose, quindi è un veicolo
potente che abbiamo a disposizione e che dobbiamo utilizzare e sfruttare. Il centro mira a fare
questo: a focalizzare l’attenzione, anche internazionale, grazie alla figura di Vitruvio, sul
nostro territorio, quindi a sviluppare azioni, sia
culturali che turistiche.
Per fare questo occorre realizzare un’azione di alto livello, non solamente locale. Questa
è un’iniziativa che ha l’ambizione di avere un
respiro almeno nazionale, tant’è che nel comitato scientifico abbiamo coinvolto due figure di
assoluto riferimento internazionale: una è Pierre
Gros come dicevo prima, che è il più importante studioso di Vitruvio al mondo, vivente, e il
presidente del comitato scientifico, Salvatore
Setti, uno dei più importanti uomini di cultura
del nostro paese, attualmente rettore della Scuola
Normale di Pisa, incaricato, tra l’altro, di rivedere la Treccani nella parte che riguarda la
storia dell’arte, quindi un’autorità in questo
campo, che ha accettato di presiedere gratuitamente il comitato scientifico.
Quindi ci sono tutte le condizioni perché
questa cosa parta e parta nel migliore dei modi,
con ambizioni importanti che tra l’altro si accompagnano a uno sforzo economico sobrio,
visti i tempi, perché i soggetti istituzionali che
aderiscono si impegnano a versare una quota
annuale associativa di 2.000 euro che consente
l’attività ordinaria. Noi abbiamo già a disposizione una sede, anche se ancora deve partire
l’utilizzazione, che è in via Vitruvio a Fano,
messa a disposizione dalla Fondazione Cassa
di Risparmio di Fano, c’è in cantiere un importante convegno nazionale di lancio di questa
iniziativa e 2.000 euro serviranno ad avere una
persona che nel centro studi opererà in maniera
pressoché quotidiana, in collaborazione con le
università, per iniziare a catalogare tutto il
materiale che c’è su Vitruvio, a partire dal
nostro territorio, allargando lo sguardo anche a
livello nazionale e internazionale. Quindi, 2.000
euro di quota associativa annuale, più le attività
che di volta in volta il comitato direttivo, dove
sono presenti i vari enti, insieme al comitato
scientifico, decideranno di organizzare e conseguentemente finanziare.
In questa delibera troverete 2.000 euro
come quota associativa annuale e 4.000 euro
per le attività del 2010, perché è in preparazione
questo importante convegno di cui vi dicevo.
Gli altrimenti hanno già deliberato, compreso il
Comune di Fano, quindi siamo rimasti noi, poi
andremo dal notaio per formalizzare la costituzione. Si tratta di una associazione riconosciuta. In questa fase abbiamo voluto evitare di
partire subito con una struttura piuttosto pesante qual è la Fondazione, perché una delle possibilità era quella di realizzare lo strumento giuridico della Fondazione, ma abbiamo pensato
che è meglio partire con una impostazione più
snella, per poi, eventualmente, quando il progetto sarà decollato e darà risultati, pensare
anche a trasformarlo in una fondazione, però si
parte con un’associazione riconosciuta.
Credo che sia una grossa opportunità che
mettiamo in campo, la Commissione cultura ha
approvato all’unanimità, quindi credo che ci
possa essere una condivisione ampia su questo
progetto.
PRESIDENTE: Ha la parola il consigliere Capanna.
BRUNO CAPANNA: Sottolineo la
positività dell’iniziativa. Sento adesso dalle
parole dell’assessore questa proposta, ma mi
basta il richiamo al “Progetto Flaminia” che
considero un tema molto importante, per troppo tempo abbandonato. Do la mia disponibilità
a collaborare con l’assessore per ripristinare
tutti i contatti e le iniziative necessari, perché il
“Progetto Flaminia” è una legge dello Stato,
coinvolge quattro regioni, quindi è un elemento
unificante di questo territorio e mi fa molto
piacere che venga ritirato fuori, perché è veramente un’iniziativa che aveva creato molte
aspettative nei territori. Lei assessore ha citato
alcune eccellenze archeologiche. Per quanto
riguarda il mio territorio ricordo la Gola del
Furlo con la galleria romana, un unicum nella
viabilità romana, non esiste da nessun’altra
parte una galleria come quella, tutte le opere
romane lungo la gola. Acqualagna ha due siti,
al Museo Pitinum Mergens e Villa Colombaia.
La cosa più importante è il municipio romano
di Pitinum Mergens. Ma non mi riferisco solamente alle cose che riguardano Acqualagna
bensì a questa idea straordinaria per cui, ripar-
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tendo da questo centro studi, si possono riprendere i contatti con i territori di altre regioni per
rimettere in piedi una sinergia nazionale, perché sarebbe bello coordinarsi e ripristinare questa grande arteria che era la n. 3 dell’antica
Roma e tutt’oggi rimane questo numero a decretarne l’importanza.
Volevo sottolineare questa cosa e
riagganciarmi a questo grande progetto che
bene fa la Provincia a riportare fuori.
PRESIDENTE: Ha la parola il consigliere Baldelli.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE
MATTIA TARSI
ANTONIO BALDELLI: Vorrei interloquire
con l’assessore Rossi, in particolare su alcuni
punti dello statuto e anche chiedendogli, se
potrà, di mantenere alcune promesse.
Innanzitutto prendo atto che la Commissione ha votato all’unanimità lo statuto e quindi
— ubi maior minor cessat — prendo atto che i
consiglieri hanno valutato in maniera positiva
il prototipo dello statuto. Già a leggere lo statuto, a colpo d’occhio qualcosa mi ha preoccupato, ad esempio la possibilità che una semplice
associazione riconosciuta possa essere anche
titolare di beni immobili. Già questa cosa un
po’ mi ha preoccupato, ma è una deformazione
professionale. Voglio però far notare come i
progetti del passato in questo settore siano
purtroppo miseramente naufragati. Quindi chiedo a lei — so che è una richiesta impossibile —
quell’impegno che è mancato in passato, per far
sì che queste iniziative decollino e soprattutto
chiedo a lei un secondo impegno: quello di non
far fare ai Comuni con maggiori abitanti quindi
con maggiore peso politico ed elettorale, la
parte del leone, perché nei nostri 60 comuni
della provincia di Pesaro e Urbino ci sono
comuni che meritano attenzione e spesso questa attenzione è stata loro negata.
Un ulteriore appunto sulla scelta di assumere sin da subito un dipendente, o comunque
stipulare un contratto con una persona, credo
laureata nel settore, almeno lo spero, per la
catalogazione di tutto questo materiale. Chiedo
che la scelta sia fatta con estremo rigore, soprat-
tutto premiando le capacità e non le tessere di
partito, come spesso in questa Provincia accade
e non credo di dire nulla di eclatante se faccio
questo appunto, perché basta scorrere l’elenco
dei consulenti esterni alla Provincia per ritrovare tanti nomi omonimi — non credo — o forse
parenti di tanti esponenti del centro-sinistra.
Questo è un peccato assai grave di questa
Amministrazione provinciale. Infatti avrei gradito da lei, assessore Rossi, persona molto
attenta, che si fosse allora stipulata una convenzione con l’Università di Urbino e che si fosse
attinto dalle risorse umane dell’Università di
Urbino, magari per creare una borsa di studio
per un giovane ricercatore, secondo criteri
magari messi in atto e scelti dalla stessa università. Vedo che lei annuisce, quindi sono contento di essere in sintonia con lei, signor assessore.
Vorrei comunque ribadire il punto che
un’associazione riconosciuta, quindi nemmeno una fondazione, possa essere titolare di beni
immobili e questo mi preoccupa.
PRESIDENTE: Ha la parola il consigliere Savelli.
RENZO SAVELLI: Come è stato detto
dall’assessore Rossi, la III Commissione, Pubblica istruzione, cultura e sport, che ho l’onore
di presiedere, si è riunita per discutere l’argomento che ha approfondito e approvato all’unanimità, con alcune osservazioni dei presenti,
come è giusto che sia, perché ognuno deve
portare il contributo di idee, di esperienze e di
conoscenze che ha nel settore. Noi abbiamo
tutti lodato sia l’entusiasmo che la prudenza
che sono trasparite in modo chiaro nelle parole
dell’assessore e della Giunta. Dico entusiasmo
e prudenza, perché, come avete sentito, la figura che è stata scelta è quella dell’associazione,
non quella della fondazione, che è molto più
impegnativa. Noi abbiamo nella nostra provincia altre fondazioni culturali, tipo quella che
gestisce il Museo del Balì o l’altra intitolata ad
Occhialini. Sono cose un po’ più complesse
rispetto ad una associazione, che è una delle
formule giuridiche che sono state approvate
negli anni ’90: istituzioni, fondazioni e associazioni di tipo giuridico. Pertanto da questo punto
di vista l’entusiasmo delle sue parole o delle
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intenzioni della Giunta , con la prudenza nell’agire, nel muoversi in questo settore. E’ stato
giusto ricordare Vitruvio fra i grandi personaggi della nostra provincia, dimenticando però
Bramante. Se ti avesse sentito il sindaco di
Fermignano, che era distratto, ti avrebbe giustamente redarguito, perché è una delle grandi
figure del Rinascimento.
Le finalità che ci si pone e le cose che si
vuol fare sono tutte condivisibili. Nello statuto
si parla anche di “promuovere attività culturali,
convegni, studi, conferenze, pubblicazioni,
borse di studio riguardanti l’opera vitruviana, i
suoi specifici esiti e delle epoche successive”.
Ecco perché si faceva riferimento a Francesco
di Giorgio Martini e al Rinascimento italiano.
Poi, “archeologia classica fanese e della provincia di Pesaro e Urbino”. Qui c’è un rimando
chiaro e inequivocabile, sottinteso, al “Progetto Flaminia” cui si è poi fatto riferimento. Non
è citato espressamente ma se ne fa riferimento.
Tutti gli studiosi antichi, nel parlare e descrivere l’Italia romana, l’Italia dell’epoca, effettivamente fanno tutti riferimento alla Flaminia che
era “l’autostrada del sole” di allora. Per andare
dalla mitica Padania a Roma non si passava
dalla Firenze-Bologna, perché era impaludata,
ma si passava lungo la Flaminia. Infatti il Furlo
è chiamato la “chiave” tra la Padania e Roma e
le città che si trovavano lungo la Flaminia
hanno avuto la possibilità di crescere, di diventare importanti e vengono citate. Non è a tutti
noto che la città di Fano aveva un’estensione
dentro le mura, di 24 ettari, così come 24 ettari
erano Forum Sempronii, 18 ettari Pisaurum, 6
ettari Urbinum Metaurense, 4 ettari ciascuno
Pitinum Mergens e Tifernum Metaurense, cioè
Sant’Angelo in Vado. Ben più modesta era
Tifernum Pisaurense, cioè Macerata Feltria.
Naturalmente il rilancio del “Progetto
Flaminia” a cui qualcuno ha fatto riferimento,
diventerà importante per tutti ma anche per chi
sulla Flaminia non era o non è mai stato, anche
perché non esisteva. Dobbiamo pur fare riferimento a Pergola che, siccome ha ubicati nel
complesso della provincia, il gruppo equestre
dei Bronzi Dorati, è chiaro che il rilancio degli
studi vitruviani sarà un’occasione anche per la
città di Pergola e per ciò che in tale città viene
esposto.
Da questo punto di vista quindi, non
abbiamo già tutto pronto, oggi è il primo semaforo verde che l’Amministrazione provinciale
e tutto il Consiglio danno rispetto a questa
iniziativa, un semaforo verde che mi auguro
possa avere poi tanti altri step, tanti altri passaggi altrettanto significativi. Il primo è stato già
annunciato, un convegno che si farà in autunno
e naturalmente sarà interesse di tutti — lo rivedremo in Commissione cultura per quanto ci
compete — e sarà oggetto da parte degli stessi
consiglieri di interrogazioni e interpellanze affinché questa pietra che mettiamo oggi tutti
assieme, possa veder nascere la “Basilica”, che
non è un sito religioso, la basilica romana è un
tribunale, per la giustizia. Quindi va bene che
possa essere rilanciata, con l’auspicio di trovare effettivamente questa benedetta Basilica nel
territorio fanese, anche perché da tempo viene
cercata ma ancora nessuno l’ha trovata. Che sia
la volta buona ce lo auguriamo tutti.
PRESIDENTE: Ha la parola il consigliere Rossi.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE
LUCA BARTOLUCCI
GIANCARLO ROSSI: Di solito in III Commissione, con quello che chiamo il “compagno
Presidente” ci siamo scontrati per altre cose. Su
questo no, vuoi perché, da vecchio fanese quale
sono, toccare con mano questa iniziativa, finalmente — di questo centro studi vitruviani sono
molti anni che se ne parla — da parte dell’assessorato competente di questa Provincia — tra
l’altro l’assessore è un fanese — è cosa che mi
fa piacere. C’è qualcosa di stonato, il fatto che
ad esempio a questa associazione non possano
associarsi dei singoli ma solo delle altre associazioni o degli enti. E’ per mantenere alto il
livello dell’associazione, ma penso che prima o
poi qualche singolo potrà essere inserito per
una serie infinita di ragioni. So che il comitato
scientifico è altamente rappresentato, a livello
addirittura internazionale, oltre che per quanto
riguarda gli esperti in materia. E’ vero che
partendo da Fano si può toccare anche gli altri
luoghi della provincia che hanno reperti estremamente importanti per quanto riguarda la
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romanità, non solo la Flaminia, penso anche a
Suasa dove sono stato, dove abbiamo fatto
delle rappresentazioni che sono state veramente uno spettacolo.
Quindi concordo su tutto, perché può
essere un ulteriore veicolo, in questo caso altamente culturale, per cui non ho difficoltà a
essere d’accordo, per quanto riguarda anche il
turismo culturale, archeologico e artistico. Peraltro Fano non ha solo la romanità ma ha anche
un sacco di altre cose molto belle. Quindi è
vero, “compagno Presidente”, che c’è il
Bramante, e dal punto di vista storico è altamente qualitativo, non lo metto in dubbio, però
il buon Vitruvio era 2.000 anni prima e ha
lasciato il segno da oltre 1.500 anni e il Bramante,
notoriamente, ha preso riferimento, perché allora si costruiva solo sulla base dei disegni
tecnici ed elle impostazioni tecnico-architettoniche del buon Vitruvio, da Michelangelo
in giù, per cui ben venga anche il Bramante nel
contesto di cui si sta parlando.
Non ho difficoltà ad esprimere un voto
favorevole, seppure vedremo poi nel tempo,
perché non ci dimentichiamo.
PRESIDENTE: Ha la parola il consigliere Lunghi.
DANIELE LUNGHI: In Commissione eravamo unanimi su questo. In Italia abbiamo il
70% del patrimonio artistico del mondo, quindi
è chiaro che dobbiamo impegnarci in questo
senso. Non voglio fare battaglie VitruvioBramante, anche perché Bramante è del Rinascimento. Anche noi, indegnamente, tentiamo
di fare iniziative per il cinquecentenario della
morte del Bramante, che avverrà nel 2014. Qui
siamo d’accordo, assessore, l’unica garanzia
certa è il suo entusiasmo, quindi speriamo che
non diventi l’ennesimo carrozzone e che valorizzi le nostre bellezze.
PRESIDENTE: Ha la parola il consigliere Papi.
DOMENICO PAPI: Solo per sottolineare
anch’io l’importanza di questo punto, che ancora una volta affronta il tema della cultura, che
ci riguarda in maniera profonda ed estesa come
Provincia e che ha sempre più incidenza notevole anche da un punto di vista economico,
perché poi mette in moto un sistema della
promozione turistica anche del nostro territorio, che diventa non solo un patrimonio di
identità, di conoscenza e di orgoglio ma anche
un elemento di sviluppo che oggi sempre più
trova nella cultura un momento fondamentale
della promozione turistica.
Non voglio mettere la tessera del campanile, però siccome sono state citate varie realtà,
voglio ricordare che a Cagli c’è un museo
archeologico della via Flaminia e che abbiamo
anche un ponte romano che è veramente di una
bellezza che non io ma gli storici dell’arte
definiscono di altissima qualità. La via Flaminia,
come sapete, attraversava la città di Cagli che
ancora non c’era, perché la città che oggi vediamo è una città ricostruita nel 1289. Non voglio
fare il contraltare alle citazioni storiche dotte di
Savelli ma le piste storiografiche ci portano a
identificare in Arnolfo di Cambio l’urbanista di
quel tempo, incaricato dall’allora Papa Nicolò
IV, il primo Papa marchigiano che fece ricostruire quella città. Adesso qui mi fermo, perché non vuol essere uno spot esageratemente a
favore della mia città.
Però voglio ricordare che questo progetto della via Flaminia e di altre cose, naturalmente può essere un tema da riprendere, a
partire da Fano ma che riguarda vari punti della
provincia e credo che vedremo in seguito in che
modo questa cosa che oggi getta finalmente
una pietra fondamentale della sua partenza...
Perché anch’io ho saputo che se ne parlava da
diversi anni, quindi credo che il merito va a
questa Amministrazione, a chi ci ha lavorato,
per un’idea bella ma che non riusciva a trovare
le giuste condizioni per partire e oggi parte.
Quindi, anch’io — l’ho già fatto in Commissione — esprimo apprezzamento e il voto favorevole personale e del gruppo.
PRESIDENTE: Ha la parola il Vice-presidente Rossi.
DAVIDE ROSSI: Si è parlato di Fermignano, Bramante. Io ho nella testa il logo “Le
terre di Rossini e Raffaello”: sono anche sabato
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scorso al concerto cittadino, a Fermignano, ci
mancherebbe.
Circa le perplessità del consigliere
Baldelli, per quello che riguarda l’associazione
riconosciuta, lo statuto è stato sottoposto all’attenzione del segretario generale, dell’ufficio
legale e credo che anche gli altri enti abbiano
fatto queste verifiche senza che venisse sollevata alcuna perplessità. D’altra parte l’associazione riconosciuta ha personalità giuridica,
quindi non credo che dovrebbe essere un grosso problema, anche perché non credo che questa associazione avrà i mobili, però sul piano
formale non credo che dovrebbe essere un
problema. Se lo fosse, disponibili a rivederlo.
Per quello che riguarda il dipendente,
non si tratta di un dipendente ma, essendo
presenti tra i soci fondatori, nel consiglio
direttivo, due università, saranno borsisti individuati dalle stesse università. Quindi non avremo problemi di sospetti clientelismi di alcun
genere in riferimento a questa attività.
L’attenzione ai piccoli Comuni sicuramente ci sarà, perché ricordo che questa Amministrazione ha sempre detto che ogni sua iniziativa di valorizzazione del territorio, punta proprio sull’entroterra. Abbiamo sempre detto che
non crediamo che lo sviluppo, anche turistico,
della nostra provincia, avverrà ulteriormente
sulle città della costa, che fanno già fatica a
mantenere i livelli attuali, ma crediamo che la
risorsa vera sia il nostro entroterra, quindi lavoreremo molto su questo.
Renzo Savelli faceva riferimento a Francesco di Giorgi Martini, questo straordinario
maestro del Rinascimento legato ad Urbino,
per cui è in corso la pratica presso il Ministero
dei beni culturali per l’estensione di sito Unesco
di Urbino all’intero sistema delle fortificazioni
difensive di Francesco di Giorgio Martini.
Questi si mise a studiare il latino per poter
tradurre il “De Architectura”, proprio perché
considerava Vitruvio un suo maestro. Questo
per dirvi come Vitruvio possa consentirci di
lavorare su tutti i vari periodi storici fondamentali del nostro territorio.
Infine, Vitruvio, tra le tante cose che ci ha
lasciato, ci ha lasciato anche tre criteri per
l’edificazione, che secondo me sarebbero fondamentali per l’urbanistica di oggi. Duemila
anni fa lui diceva che bisognerebbe intanto
costruire solo cose belle e sappiamo quanto ce
ne sia bisogno in questo momento, perché vediamo come si sono sviluppate le nostre città in
questi decenni. L’altra cosa era la sicurezza,
costruire soltanto edifici sicuri in luoghi sicuri,
e anche questo abbiamo visto come è di straordinaria attualità quando ci sono fenomeni di
calamità: vediamo che le costruzioni scellerate
poi ne pagano il prezzo. Ancora, l’utilità, cioè
costruire solo quello che è necessario, solo
quello che è davvero utile. Anche qui, se andassimo a vedere tanti piani regolatori sovradimensionati, dovremo riconoscere la bontà
dei criteri di Vitruvio.
PRESIDENTE: Pongo in votazione il
punto 2 dell’ordine del giorno.
Il Consiglio approva all’unanimità
Pongo in votazione l’immediata
eseguibilità.
Il Consiglio approva all’unanimità
Approvazione rendiconto esercizio 2009
PRESIDENTE: L’ordine del giorno reca,
al punto 3: Approvazione rendiconto esercizio
2009.
Ha la parola l’assessore Minardi.
RENATO CLAUDIO MINARDI: Il rendiconto del bilancio 2009 non è altro che il
consuntivo, quindi, di fatto, fotografa la situazione dell’entrata e della spesa avvenute nel
corso del 2009. Sono cambiati i termini per
l’approvazione dei consuntivi, che fino all’anno scorso dovevano essere approvati entro il 30
giugno, da adesso entro il 30 aprile, data ultima
entro la quale i Consigli comunali e provinciali
debbono approvare il consuntivo rispetto all’anno precedente.
Credo che la gestione del bilancio nello
scorso anno come negli ani precedenti, sia stata
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una gestione seria, ordinata, rigorosa e per
questo ringrazio gli uffici, i dirigenti, la responsabile del bilancio, Mirna Toni, il dirigente che
l’anno scorso era Marco Domenicucci, quest’anno è Adriano Gattoni, ringrazio anche i
sindaci revisori che sono presenti questa sera ai
lavori del Consiglio. Credo che la gestione del
bilancio dell’anno scorso sia stata piuttosto
ordinata e anche rigorosa. Vorrei far presente
che fino al momento in cui abbiamo approvato
l’assestamento di bilancio il 30 novembre dell’anno scorso, c’erano stati dei gridi di allarme
anche da parte di consiglieri provinciali, anche
da parte di chi svolge il ruolo di minoranza in
questo Consiglio. Dicevano che, siccome una
parte delle risorse che avremmo dovuto incassare nel 2009 dalla alienazione dell’ex carcere
minorile sarebbe stata utilizzata in parte come
plusvalenza nella gestione corrente del bilancio, i nostri conti non sarebbero stati in ordine.
A dire la verità è stata fatta un’operazione, credo intelligente, che con l’assestamento è
stata approvata da questo Consiglio provinciale, con la quale, negli ultimi mesi dell’anno è
stata data un’indicazione a tutti gli uffici e
anche ai colleghi di Giunta che ringrazio per la
responsabilità dimostrata, perché il bilancio
riguarda tutta la gestione legata alla Giunta e ai
dirigenti ma riguarda anche tutto il Consiglio
provinciale, quindi devo ringraziare anche i
colleghi che hanno avuto grande senso di responsabilità.
Abbiamo chiuso il bilancio 2009 senza
mettere a bilancio le somme provenienti dall’alienazione dell’ex carcere minorile che, come
sapete, è stato venduto all’inizio del 2010 per
una cifra piuttosto consistente che forse alla
fine del 2009 non avremmo neanche sperato di
ottenere. Se non ricordo male abbiamo venduto
a 5.300.000 euro, quando già erano andate
deserte tre aste a 5 milioni di euro.
Questo ci ha dato una possibilità di respiro per il bilancio 2010, anche se la finanza
pubblica è sempre in difficoltà e quindi dobbiamo sempre tenere il massimo del rigore anche
nella gestione dell’anno corrente.
E’ stata fatta una spesa rigorosa, sono
state fatte molte verifiche con molta attenzione
da parte dell’assessorato e degli uffici, in modo
tale che il bilancio potesse essere lo strumento
che consentiva alla Giunta e al Consiglio di
governare questa Provincia, ma nel contempo
anche di poter tenere i conti rigorosamente in
ordine.
Il nostro è un bilancio che ha una gestione
corrente di 92 milioni di euro ed ha investimenti per circa 20 milioni di euro, su cui dirò
qualcosa dopo.
Qual è stata la conclusione del bilancio
2009, il consuntivo che andiamo ad approvare
oggi? Il consuntivo del 2009 ci dà un avanzo di
amministrazione di 4.462.000 euro, di cui
1.403.000 euro sono fondi vincolati, non risorse libere che possono essere riutilizzate perché
hanno un vincolo di destinazione, 604.000 euro
in conto capitale, quindi riguardano gli investimenti: 172.000 euro riguardano le aree franose
e la viabilità, risorse che vengono dalla Regione; 280.000 euro vengono dall’ambiente;
150.000 euro potranno essere probabilmente
utilizzati perché non ci risulta essere vincolati.
La parte più consistente, ma che di fatto
è come se non ci fosse, sono i fondi non vincolati, ovvero 2.452.000 euro. Quindi abbiamo un
avanzo libero, utilizzabile, di 2.455.000 euro,
per un totale di 4.462.000 euro.
Quali sono le risorse dell’avanzo vincolato? Sottolineerò soltanto alcune cifre, quelle
più importanti, quelle più consistenti. Non mi
soffermerò sulle cifre di 3, 4, 5 mila euro.
Abbiamo circa 50.000 euro che sono risorse
che vengono dalla gestione del tributo speciale
sulle discariche, 150.000 euro circa vincolati
perché sono risorse che provengono dai capitoli della formazione professionale e solo per
questo settore sono riutilizzabili. Abbiamo
129.000 euro che vengono dal trasferimento
dai Comuni per lo svolgimento delle funzioni
delegate di cui alla legge 71, le risorse che
vengono dalle attività estrattive che servono
per il recupero delle cave o per la bonifica dei
siti che naturalmente sono ferme per essere
utilizzate in caso di necessità e bisogno. Ci sono
60.000 euro circa che provengono dal rimborso
dei Comuni di Fano e di Pesaro in base ad una
convenzione per la gestione delle centraline di
rilevamento dell’inquinamento. Poi abbiamo
67.000 euro che provengono da fondi che sono
destinati alla formazione del personale, perché
sapete che la Provincia fa formazione del per-
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sonale anche per i Comuni e le Comunità montane che ci trasferiscono una piccola percentuale per affrontare queste spese. Una parte di
queste risorse sono in avanzo ma naturalmente
saranno utilizzate per i prossimi corsi, nel momento in cui verranno realizzati. Poi abbiamo
una cifra piuttosto consistente, di circa 500.000
euro, avanzo vincolato per entrate e residui di
incerta riscossione. Che cosa vuol dire? Vuol
dire che ci sono delle entrate che sono state
accertate e, o perché sono passati tempi lunghi
o perché ci sono sentenze o perché ci sono
contenziosi, non sappiamo con certezza se queste risorse potranno essere esigibili. Ad evitare
di renderle disponibili e poi doverle rimpinguare
qualora queste entrate non dovessero essere
esigibili definitivamente, abbiamo definito,
d’accordo con la nostra ragioneria, tenerle in
una partita sospesa, quindi le consideriamo
entrate vincolate che, nel momento in cui dovessero entrare, si potranno liberare, ma qualora non fossero disponibili sono congelate e
quindi non creerebbero problemi e disagi all’interno del bilancio stesso. Per un ammontare
di 1.403.000 euro.
Prima dicevo che il bilancio della Provincia prevede 92 milioni circa di spesa corrente e
20 milioni circa di quote in conto capitale.
Vorrei dare le cifre più importanti che riguardano la gestione in conto capitale. Abbiamo speso
circa 4 milioni di euro nel settore della pubblica
istruzione, quindi nelle scuole. Abbiamo speso
circa 10,5 milioni sulla riqualificazione e sulla
straordinaria manutenzione delle strade: ci sono
diversi interventi che non elenco uno a uno ma
che sono descritti nella relazione. Poi, 1,7 milioni sulle aste fluviali per il risanamento idraulico dei fiumi. Le altre sono tutte piccole cifra
che non elenco, da 30, 50, 100 mila euro.
L’ultima cosa che vorrei dire è che nel
bilancio della Provincia è diminuito
percentualmente il costo del personale, che è
passato dal 29% del 2007 al 27% del 2008, al
25% del 2009. Credo che questo sia importante. Il costo medio per dipendente è di 36.752
euro, quindi un costo che credo in linea con il
contratto. Credo però che sia importante il dato
dell’incidenza della spesa sulla spesa corrente.
E’ calata di 4 punti percentuali negli ultimi due
anni. Abbiamo 623 dipendenti, 14 dirigenti.
I 2.455.000 euro di cui parlavo prima,
fondi non vincolati, sono come se non ci fossero, perché, letta anche la relazione dei sindaci
revisori — ma l’avremmo fatto comunque —
abbiamo dovuto, per prima cosa, andare a coprire spese fuori bilancio, tant’è che con la
prossima delibera che porterà Galuzzi, andremo a riconoscere debiti fuori bilancio dovuti al
maltempo. Noi andremo a coprire, con questa
risorsa di 2.455.000 euro, la spesa legata al
maltempo e mi riferisco in particolar modo alle
spese che sono state effettuate per lavori di
sgombero neve e trattamento antighiaccio, poi
lavori che sono stati effettuati lungo le strade
provinciali, laddove ci sono state delle frane e
quindi è stato necessario un intervento immediato per riaprire le strade, perché noi non
abbiamo subito soltanto le nevicate, abbiamo
dovuto subire anche il maltempo legato a piogge copiose che hanno comportato dei danni,
come le frane, su diverse strade provinciali.
Quindi andremo a coprire queste spese, come
andremo a coprire le spese per le nevicate, lo
spargimento di sale ed il taglio degli alberi
perché è stato fatto un lavoro straordinario
all’inizio di gennaio, dopo le grosse gelate che
si sono verificate subito dopo l’Epifania. Questo per circa 1.650.000 euro. Queste sono quindi le spese che andremo a coprire con l’avanzo
non vincolato, causate dal danno del maltempo: gelate, neve, frane dovute in parte alla neve
e in parte alla pioggia. Più 872.000 euro, per
arrivare al totale di due milioni e mezzo, che
sono un rimborso all’Enel per cifre che l’Enel
ci ha liquidato in più in base all’addizionale che
la Provincia riscuote, perché è un tributo che
noi riscuotiamo. L’Enel aveva liquidato delle
cifre maggiori, poi, ad un accertamento definitivo, a conti fatti è venuto un debito di circa un
milione e mezzo che avevamo stimato di rimborsare in tre anni, invece lo dovremo rimborsare in due: ecco quindi gli 872.000 euro che
andremo a rimborsare con l’utilizzo dell’avanzo di amministrazione, anche perché questo è
già previsto nel bilancio del 2010, anche se era
prevista una quota calcolata su tre anni e che
adesso dobbiamo calcolare su due, quindi è
aumentata. Di fatto ci è stata liquidata una cifra
maggiore che dobbiamo rimborsare all’Enel.
Questa Giunta ha preso il bilancio in
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corso d’anno, a metà anno, però c’è stata una
gestione rigorosa, una gestione seria, improntata
anche al risparmio, alla rigorosità, all’impegno, che ha visto la collaborazione di tutti, a
partire dai colleghi, dai dirigenti e dal Consiglio provinciale che ha avuto sempre attenzione sul bilancio, a partire dalla prima manovra
che è stata fatta nel settembre dell’anno scorso,
quando abbiamo fatto la dichiarazione degli
equilibri di bilancio, poi con l’assestamento
che abbiamo fatto a novembre e l’approvazione
del bilancio di previsione il 21 dicembre dello
scorso anno.
Per il momento non aggiungerei altre
cose. Se ci sono domande, richieste di
chiarimenti, abbiamo anche i funzionari e i
dirigenti a disposizione.
PRESIDENTE: Ha la parola il consigliere Cancellieri.
GIORGIO CANCELLIERI: Prendo atto che
questo è un consuntivo di un bilancio di previsione che non avete fatto voi, con tutte le
conseguenze del caso, compresa quella del
debito fuori bilancio, che però rientra più, secondo me, nell’ottica di una stagione incredibile, che ha messo sicuramente in difficoltà
tutti. Questo vuol dire che per i prossimi anni
forse è meglio mettere nel bilancio di previsione qualche soldo in più, perché se va così è dura
per tutti, però noi non possiamo creare disagio
ai cittadini per la neve o per tutte le intemperie
del caso che hanno distrutto letteralmente le
strade provinciali e ovviamente anche quelle
comunali, quindi il problema grosso è anche
per i Comuni e siamo in forte difficoltà per
questo.
Al di là di tutto, forse è il momento questo
— è una riflessione che si fa anche a livello dei
nostri Comuni — in cui le risorse andrebbero
impegnate più verso una manutenzione dell’esistente che verso investimenti nuovi, perché secondo me molte strutture pubbliche, comprese le strade, hanno bisogno di una manutenzione superiore, quindi molta più attenzione e
molte più risorse nei confronti delle manutenzioni che nei confronti di cose nuove. In termini
di viabilità, meglio le strade come le abbiamo
ora che costruire una rotatoria in più. Io sono di
questo avviso, al di là del fatto che quella di
Bivio Borzaga l’attendiamo da tanto tempo,
quindi siamo molto contenti che venga fatta.
Ribadisco: stiamo più attenti alle manutenzioni, che creare delle opere nuove, e adesso
attendiamo, assessore, che si rifacciano diversi
asfalti dell’entroterra, perché ne abbiamo veramente bisogno. Come occorre attenzione all’arredo urbano, in particolare per quanto riguarda gli sfalci. Se uno non basta, se ne devono fare due, specialmente nelle curve pericolose ove è impedita la visibilità dall’altra parte.
Assessore Porto, lei stia attento, perché l’intervento che ha fatto l’Anas utilizzando i disseccanti, non è piaciuto molto alla popolazione.
PRESIDENTE: C’è un ordine del giorno
che, se condiviso da tutti, possiamo votare
immediatamente dopo.
GIORGIO CANCELLIERI: Colgo l’occasione per esprimere la mia condivisione per
l’intervento che la Provincia ha fatto sul massiccio del Furlo, perché quello è un problema
annoso, che sta lì da molti anni. Ovviamente i
Comuni hanno segnalato tante volte alla Provincia il problema della caduta massi nella
strada Flaminia che collega Calmazzo ad
Acqualagna e noi sindaci facciamo bruttissime
figure a fare ordinanze di chiusura ma noi non
possiamo fare altro che chiudere quando cadono massi così importanti. Dobbiamo garantire
la pubblica incolumità e la sicurezza.
Quindi mi fa piacere questo intervento,
però continuiamo a monitorare e a stare dietro,
perché lì se non si fa una manutenzione costante, tutti gli anni si ripropongono queste pietre
che cadono. Anche oggi io ho là gli operai che
portano via tutte queste pietre.
Al di là di questo, voglio semplicemente
fare delle domande ai tecnici ma anche all’assessore. Ho notato che negli indicatori finanziari — mi interessano particolarmente, perché
leggono le situazioni delle autonomie finanziarie dei Comuni — tra il 2008 e il 2009 diminuisce l’autonomia finanziaria di questo ente, dal
52 al 49%, diminuisce l’autonomia impositiva.
Questo mi interessa facendo anche un ragionamento federalista. Dovremo andare verso questa direzione: sempre più autonomia finanzia-
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ria degli enti. Diminuisce anche questa, dal
44,73 al 40% dal 2008 al 2009. Aumenta invece
la pressione finanziaria, e vorrei sapere perché,
dal 216 al 230. Diminuisce di pari canto la
pressione tributaria, dal 104 al 101%. Mi pare
anche contraddittorio che aumenti la pressione
finanziaria e diminuisca quella tributaria. E’ un
dato che vi chiederei di spiegarmi, senza alcuna
polemica. E’ sempre importante capire.
Vedo un altro dato: dal 2008 al 2009 c’è
una diminuzione di investimento — così l’ho
capito — per quanto riguarda la viabilità: da
6.450.000 euro a quasi 6 milioni di euro. La
Provincia deve continuare a fare grandi interventi sulla viabilità, migliorando l’esistente.
Qui vedo meno investimento e questo un
pochino mi preoccupa.
PRESIDENTE: Non è regolamentato il
fatto che i tecnici dell’Amministrazione rispondano, però su domande esplicite tecniche
c’è magari bisogno di una risposta tecnica,
mentre su domande di carattere prettamente
politico, deve ovviamente rispondere l’assessore. Un tecnico può dare delle risposte tecniche se il Consiglio lo richiede.
Ha la parola il consigliere Baldelli.
ANTONIO BALDELLI: Ci troviamo a dover approvare oppure no, il rendiconto d’esercizio 2009, sicuramente uno degli atti politici
più importanti dell’anno, in un Consiglio sia
esso comunale, provinciale o regionale, e ancor
più importante dell’approvazione del bilancio
in sede preventiva, in quanto è qui che si valuta
la bontà di un’Amministrazione. La prima cosa
che noto è che è stato dato grande rilievo da
parte di questa Amministrazione provinciale al
bilancio in sede preventiva e sembra passare
sottotono il bilancio consuntivo dell’Amministrazione provinciale della nuova era Ricci. Ciò
la potrebbe dire lunga sul fatto che questo
bilancio consuntivo non sia poi così brillante,
perché mentre è stato esposto in maniera
fantasmagorica il bilancio di previsione ed illustrato come un libro dei sogni, nel momento in
cui occorre tirare le somme, si coglie da parte di
questa opposizione un minore slancio e una
minore convinzione. Potrebbe essere sintomo
di un non raggiungimento degli obiettivi pre-
fissati. Anche perché leggo nella relazione che
ci avete fornito, che molti degli obiettivi e della
valutazione degli obiettivi sono fermi al
30.6.2009. Si conferma lo stato di attuazione
degli obiettivi refertato al 30.6.2009, quindi
sembrerebbe che nei sei mesi finali del 2009 e
in questi primi quattro mesi, anche se non
contano ai fini della relazione, questa Amministrazione sia stata completamente ferma. Ciò lo
colgo anche nel gruppo di lavoro relativo al
piano faunistico provinciale, dove, nella verifica sullo stato di attuazione dell’obiettivo, leggo
addirittura “rinviata alla costituzione della nuova Giunta provinciale”. Perbacco, siamo al 26
aprile 2010, la Giunta provinciale si è insediata
sul finire del giugno o all’inizio del luglio 2009
e ancora leggo in questo documento che nulla è
stato fatto perché si attende la costituzione
della nuova Giunta provinciale. Credo che questo sfiori quasi il ridicolo.
Ho apprezzato la pacatezza dell’assessore Minardi con cui ha voluto illustrare il bilancio consuntivo, però ho trovato — mi consenta,
nulla di personale — la sua non una relazione
politica ma un mero snocciolamento di dati,
dati a cui avremmo potuto accedere anche
singolarmente e autonomamente e avremmo
invece gradito conoscere le scelte strategiche di
questa Amministrazione.
Il giudizio da parte del gruppo consiliare
del Popolo della libertà su questo anno di attività amministrativa della nuova Giunta Ricci
non può essere positivo. Vi sono tante di quelle
voci che ci fanno propendere per un giudizio
negativo. Prima il consigliere Giannotti ha
evidenziato una di queste problematiche.
Qual è la competenza più importante che
dovrebbe gestire un’amministrazione provinciale? Lo stato di manutenzione delle strade.
Questa è la competenza più importante dell’Amministrazione provinciale. Invece l’assessore Galuzzi lo vogliamo perdonare perché ha
ereditato — vogliamo mantenere buoni rapporti, rapporti corretti — una situazione disastrosa
e l’ha ricordato il consigliere Giannotti, senza
fare demagogia, perché camminiamo tutti sulle
strade della nostra provincia e possiamo notare
quotidianamente uno stato di degrado impressionante, sicuramente non addebitabile al suo
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assessorato, ma il risultato di decenni di scelte
sbagliate e improvvide.
C’è un’altra voce che non è stata ancora
approfondita e forse, me ne dolgo, anche per
demerito dell’opposizione: la voce che riguarda gli swap. Qualcosa non torna. Ci sono continue variazioni nel bilancio che per mancanza
di conoscenze in materia non sono in grado di
giudicare ma mi fanno presagire qualcosa di
poco chiaro, anche perché ricordo che nella
passata legislatura il collega consigliere fanese
Di Tommaso aveva fatto delle interrogazioni a
cui non ha mai avuto una risposta chiara, assessore Minardi e spero che alle prossime nostre
interrogazioni in materia potremo avere da lei,
nuovo assessore, delle risposte più chiare e più
soddisfacenti.
Ho visto che purtroppo si continua, in
questa nuova Giunta, sulla cattiva strada che
aveva intrapreso il precedente Presidente della
Provincia, ossia la strada delle consulenze esterne che ho già richiamato in precedenza, che
vedono troppi nomi legati, forse per omonimia
— spero che sia così — ad autorevoli esponenti
del centro-sinistra.
Ho poi visto che altri obiettivi, soprattutto nel settore dei lavori pubblici, non sono stati
raggiunti perché c’è stata una voce, non so se
era inaspettata, non so se è stata troppo gonfiata, per quanto riguarda, negli anni passati, le
tappe del Giro d’Italia. Qui mi rivolgo a lei,
assessore Minardi perché ho delle notizie ufficiose, ma forse infondate: è vero che nei mesi
passati, negli anni passati anche la polizia
giudiziaria ha avuto accesso, o per sequestro o
per semplice accesso, agli atti che hanno riguardato le spese inerenti il Giro d’Italia? Chiedo a lei una risposta in tal senso, precisa.
Poi vedo altre voci che mi lasciano perplesso. L’infomobilità sui cantieri mobili. Per
infomobilità sui cantieri mobili si intende quel
progetto di SMS con cui si avvisavano i cittadini di eventuali problemi sulla viabilità? Se ci si
riferisce a quel progetto, le posso assicurare,
assessore, che io mi sono iscritto sulla pagina
Internet, nel sito dell’Amministrazione provinciale di Pesaro e Urbino per avere notizie sulla
viabilità provinciale e sinceramente o il mio
cellulare non funziona più e non riesce più a
ricevere messaggi o questo servizio non fun-
ziona. Eppure voi, nella vostra relazione, avete
messo un “sì” sotto il raggiungimento degli
obiettivi. Ciò mi fa dubitare sulla bontà, sulla
correttezza e sulla verità della relazione.
Lei giustamente ha fatto riferimento al
carcere minorile, alla sua vendita. Lei continua
a sostenere la validità di questa iniziativa dell’Amministrazione provinciale, noi da parte
nostra continuiamo a ribadire un concetto:
innanzitutto non è stata un’operazione brillante
dal punto di vista economico, e questo è un dato
di fatto, ma in secondo luogo io, come
capogruppo del Popolo della libertà voglio
ribadire come l’Amministrazione provinciale
sia una diramazione della pubblica amministrazione, non una diramazione di una multinazionale che si occupa anche di immobiliari. E’
questo il punto su cui l’opposizione ha sempre
espresso una nota di biasimo nei confronti
dell’operazione che, ripeto, era un’operazione,
come tutte le operazioni di compravendita,
incerta. Poi, se la fortuna o il caso hanno voluto
che la vendita fosse realizzata, comunque a un
prezzo inferiore a quello inizialmente previsto,
è stato solamente un caso. A meno che voi mi
vogliate dire che prima di acquistare l’immobile avevate già preso accordi con l’acquirente,
quindi questo sarebbe ancor più grave. A meno
che uno, nel momento in cui uno vende sa già
chi sarà l’acquirente, oppure si lascia questa
operazione al caso: io potrò vendere quell’immobile nel 2009, lo potrò vendere nel 2014 o
nel 2020. Non era un’accusa, era solamente
un’esplicazione di quanto stavo dicendo.
Questi sono solamente alcuni dei momenti di critica al bilancio consuntivo.
Non voglio rubare ulteriore tempo perché abbiamo dimostrato, come opposizione, di
avere anche la facoltà della sintesi senza perdersi nei meandri delle citazioni e voglio ribadire, visto che mi è stato appena suggerito,
come continuiamo, in questa sede, ad assicurare una maggioranza e un numero legale che non
c’è.
PRESIDENTE: Ha la parola il consigliere Savelli.
RENZO SAVELLI: E’ fuor di dubbio che
la responsabilità del funzionamento del Consi-
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glio provinciale spetta a tutti i consiglieri, in
primis a quelli di maggioranza ma è fuor di
dubbio che anche un consigliere di minoranza
è consigliere, non è qui di passaggio, non è
l’usciere che apre e chiude le porte, non è il
bidello. E’ un consigliere, quindi ha il dovere di
restare qui assieme ai colleghi di maggioranza,
per far funzionare il Consiglio provinciale. Poi
si utilizza quella carta, l’ho fatto anch’io a
Fossombrone, quando ero in minoranza.
Ho ascoltato con grande attenzione l’intervento fatto dal collega Baldelli, perché è
l’unica voce della minoranza od opposizione
che dir si voglia. Mi pare però che non abbia
colto esattamente come sono le cose, o forse
perché ha poca memoria o forse perché le altre
volte che abbiamo parlato di bilancio era un po’
distratto.
Sta di fatto che questo è il quarto momento. Vorrei ricordare a tutti i colleghi che in un
bilancio ci sono quattro momenti. Il primo
momento è quello dell’approvazione del bilancio di previsione, cosa che avviene di solito
entro dicembre. Poi, durante i mesi successivi
è chiaro, collega Baldelli, che ci sono degli
aggiustamenti, quella che si chiama “ginnastica di bilancio”: sono gli spostamenti da un
taschino all’altro, secondo necessità, secondo i
finanziamenti che arrivano durante l’anno.
Questa è un’operazione normalissima, che si fa
sempre e che fanno tutti, la fa anche il sindaco
di Pergola.
ANTONIO BALDELLI: Cosa c’entra questo?
RENZO SAVELLI: C’entra, perché quell’operazione delle modifiche che avvengono al
bilancio durante l’anno la fanno tutte le amministrazioni bianche, rosse, verdi, turchine,
arancione, nere, nero-grigie, scuro, marrone,
giallo chiaro, verde azzurro, verde turchino, lo
fanno tutte. Dopodiché, un conto è dire che lo
fanno tutte, che è ovvio, un conto è entrare nelle
singole scelte che vengono fatte. E’ un’altra
cosa. (Interruzione). Guarda, sul bilancio ti
sfido a occhi chiusi, non guardo più neanche gli
appunti e ti sfido. Questa è quindi una cosa
normalissima.
Successivamente cosa succede? Che nel
mese di settembre si fa l’operazione degli equilibri di bilancio, cioè si verifica se effettivamente le cose dette, programmate stanno andando come devono essere. Qui, evidentemente, si può porre un problema: se quella verifica
è stata fatta bene. Poi a novembre c’è finalmente l’assestamento di bilancio e sono le ultime
decisioni, dopo le quali non si può più spostare,
al punto tale che se ti arriva un finanziamento
della Regione il 4 dicembre, non lo puoi mettere a bilancio, ti va a finire nei residui dell’anno
successivo.
Queste cose bisogna saperle perché sono
l’abc per quel che riguarda l’organizzazione di
un bilancio.
Nell’approvazione dell’assestamento di
bilancio, a novembre, fu ricordato da parte del
collega in questo caso assessore al bilancio, un
fatto molto importante, cioè che si riusciva a
chiudere il bilancio nonostante che non fosse
stato venduto il famoso palazzo da cui ci si
prefigurava di poter avere due milioni in più
liberi, le cosiddette plusvalenze, attraverso le
quali avremmo finanziato la maggiore spesa.
Voi allora non avete colto l’importanza, io nel
mio intervento l’ho detto. Ma scusate, se non
capite l’importanza di questo non si fa i consiglieri, bisogna fare un corso veloce di bilanci
provinciali, comunali.
Quando poi è stato venduto e ci hanno
portato la comunicazione, anche lì si è rifatta la
polemica, erroneamente, perché nel momento
in cui l’Amministrazione provinciale aveva
acquisito quell’edificio, si sapeva già che doveva servire per essere sistemato, al fine di non
spendere i soldini per il Ciof, settore che ha
seguito il collega Galuzzi fino a un anno fa. Il
primo e il secondo anno ha pagato la Regione
che poi ha detto “adesso lo pagate voi”. Ecco
perché era stata fatta quella scelta e in una parte
di quei locali andrà a finire il Ciof. Sempre per
risparmiare questi soldi. Perché, come ci ricordano giustamente i sindaci revisori, dobbiamo
cercare di ridurre le spese di funzionamento. Ce
lo dicono loro. Io ho letto la loro relazione,
perché è importante. Io comincio sempre con il
leggere la relazione dei sindaci revisori, alla cui
conoscenza e competenza mi affido, anche per
vedere in che misura un occhio esterno, non un
occhio esterno come il mio o di parte, valuta
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queste cose. E le ha valutate positivamente, con
delle raccomandazioni. Non metto in discussione la serietà o la competenza dei nostri
tecnici, che conosco da anni e non metto in
discussione neanche la buona fede degli amministratori, finché parliamo di cifre. Poi, le singole relazioni di settore circa l’obiettivo raggiunto, possono essere un fatto opinabile, su
questo concordo. Ma per quel che riguarda le
cifre non ho dubbi.
Quel tipo di operazione fatta era positiva
ed è stato possibile avere ben oltre il quantum,
perché nel frattempo era successo qualcosa a
livello di operazione urbanistica. Questo non è
indifferente. E’ un bene nostro, se è un bene
nostro e riusciamo a fare un’operazione che fa
entrare dei soldini, bene si è fatto. Non era
partita con questo scopo l’operazione, lo scopo
era solo utilitaristico: “la sistemiamo per evitare, domani, gli affitti”. Se poi siamo riusciti a
ottenere anche qualcos’altro, dobbiamo dire
bravi, non somari, perché sono riusciti a portarla a termine a fini nostri, di tutta la collettività,
non si sono spartiti le plusvalenze.
Queste cose vanno ricordate, altrimenti
non si comprende l’importanza di ciò che è
stato fatto. E’ facile, dopo, chiacchierare ma il
bilancio consuntivo è un elemento importante.
Quindi io non ho visto il tono pacato,
dimesso da parte dell’assessore competente, ho
visto un assessore che parlava di un bilancio
che non era il suo ma che questa Giunta ha
saputo portare bene a termine, nonostante le
difficoltà implicite che c’erano nel bilancio
preventivo: i famosi 2 milioni di plusvalenze,
senza i quali non sarebbe stato possibile chiudere il bilancio 2009. Devo dare atto o no di
questo? Se non lo facciamo noi che abbiamo la
memoria storica di questi fatti — e mi riferisco
ai consiglieri che già sedevano su questi banchi
— chi lo può fare? Chi queste vicende non le ha
seguite o non le conosce o le ha solo sentite
dire? E’ chiaro che il voto sul bilancio è sempre
politico, però si può votare contro senza negare
la realtà. Se uno vuol votare contro può trovare
altre giustificazioni ma non quelle che cozzano, addirittura, con ciò che dicono i sindaci
revisori i quali, fra l’altro, mi dicono in modo
chiaro e preciso che l’ente sta lavorando alla
predisposizione del piano triennale e
contestualmente ha già adottato le prime misure di contenimento delle spese inerenti le comunicazioni telefoniche, la dotazione informatica degli uffici e altro. Sta già lavorando in
certe direzioni che sono ritenute importanti e
che io sottoscrivo. Così come è stato detto
poc’anzi dall’assessore, che si è passati dal 29
al 25% del costo del personale. Non è che tutto
ciò sia ininfluente, non esiste, fa parte di una
valutazione, dopodiché possiamo essere d’accordo o meno, ma intanto questo esiste, è un
dato di fatto innegabile. E proprio perché è
innegabile, non si può dire, come è stato detto
dal collega Baldelli, che dal bilancio consuntivo non emergono gli obiettivi politici. Gli obiettivi politici caso mai emergono nel bilancio
preventivo, non in un consuntivo: il consuntivo
prende atto se gli obiettivi che ti eri posto sono
stati raggiunti, non si pone nuovi obiettivi.
Tra l’altro vorrei ricordare ancora una
volta che il bilancio 2009 è avvenuto in una fase
di crisi economica. Sembra che qualcuno viva
in un altro mondo. Non ricordate che a seguito
della crisi economica c’è stata una forte riduzione ulteriore rispetto al 2008, delle entrate
derivanti dalle immatricolazioni o dall’elettricità? Era facile chiudere questo bilancio? Non
vi ricordate che una delle prime cose che ha
detto l’assessore al bilancio, che una serie di
misure erano state prese proprio per fare in
modo di chiudere il bilancio senza le alienazioni? Non vi ricordate più?
Credo che tutto ciò vada considerato con
grande stima per la Giunta, per l’assessore
competente e per il lavoro collegiale che hanno
saputo portare avanti.
Certo, c’è anche una prudenza che corrisponde alle cose dette dai sindaci revisori i
quali, a un certo punto, dicono che la spesa
corrente lascia in ogni caso inalterate le preoccupazioni per gli esercizi futuri. Se il federalismo
fiscale si ciancia ma non si trasforma in concreti atti operativi, non si faranno questi atti operativi perché non sono chiari i costi e non sono
chiari i tempi — la “road map”, come l’ha
definita l’altro ieri Fini — sta di fatto che niente
va avanti. Con le riduzioni continue che hanno
gli enti locali, anche i Comuni dell’Alta Valle
del Cesano, non solo le Province, considerando
questo, considerando che la pressione fiscale
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sui cittadini è già aumentata in questi ultimi due
anni, evidentemente i Comuni e le Province
rischiano di scoppiare.
Il Collegio dei revisori dice: “Il Collegio
invita altresì l’ente a destinare prudenzialmente
una quota dell’avanzo di amministrazione non
vincolato per passività potenziali e per l’eventuale riequilibrio della gestione corrente”. E
voi avete sentito che l’assessore competente ha
dichiarato che 600.000 euro sono lì congelati,
pur essendo disponibili: li hanno messi come
indisponibili per varie questioni che possono
esserci in campo o che possono arrivare. Quindi mi pare che sia stato colto, anche da questo
punto di vista, un suggerimento voluto da parte
dei sindaci revisori.
Non posso pertanto che notare che esiste,
da questo punto di vista, una fotografia neutra,
non fatta da un organo politico ma fatta da un
organo tecnico che esprime un giudizio. Tra
l’altro si dice “Risultano attendibili le risultanze
della gestione finanziaria. Sono stati rispettati
gli obiettivi di finanza pubblica, i risultati economici generali e i dettagli risultano essere
attendibili. Così anche i valori patrimoniali”.
Scusate, l’aggettivo “attendibile”, che cosa vuol
dire? Che sono invenzioni da parte loro? Che
sono bubbole? Che sono fantasie? Che sono
ciance? O che sono fatti concreti? Cosa vuol
dire l’aggettivo “attendibile”? Vuol dire che
sono credibili e se sono credibili vuol dire che
non sono invenzioni o fantasie.
Per questo dico che leggo sempre prima
la relazione dei sindaci revisori, perché per me
è Vangelo, nel senso che approfondisce l’occhio esterno tecnico. Quindi, da questo punto di
vista, mi pare, in sostanza, che le considerazioni che l’opposizione doveva fare, per carità —
voterà contro perché è un voto squisitamente
politico — da un punto di vista della concretezza o dell’aiuto alla comprensione mi pare che
siano molto ben poca cosa.
Per quanto mi riguarda esprimerò voto
favorevole.
PRESIDENTE: Ha la parola il consigliere Tagliolini.
DANIELE TAGLIOLINI: Alcune considerazioni le faccio anche come componente della
Commissione, dato che ho partecipato a quasi
tutte le sue sedute.
Una riguarda l’auspicio che faceva il
consigliere Cancellieri relativamente alla manutenzione delle strade. Penso che tutti gli
amministratori degli enti locali vorrebbero strade perfette con asfalti ad hoc, uno sfalcio dell’erba consono al decoro delle amministrazioni
pubbliche. Il problema di fondo — è una cosa
che ribadisco quasi puntualmente in tutte le
assemblee consiliari — è che le risorse agli enti
locali sono sempre inferiori. Si parla tanto di
decentramento fiscale o federalismo fiscale ma
vediamo puntualmente aumentare le spese a
livello centrale e diminuire le risorse verso gli
enti locali come Province, Comuni e in parte
anche Regioni. Quindi se da una parte c’è un
auspicio alla buona utilizzazione dei fondi che
hanno gli enti locali per la manutenzione dell’ordinario, dall’altra parte non vi è rispondenza da un punto di vista contabile, con maggiori
risorse agli enti locali.
Il consigliere Savelli poco fa faceva riferimento al federalismo fiscale. Purtroppo ancora non si è vista nessuna bozza legata all’attuazione dei decreti sul federalismo fiscale. Si
parla dei costi standard, però all’atto pratico,
come amministratore locale non ho mai visto
una bozza-tipo per una prima verifica di queste
risorse che dovrebbero ricadere all’interno dei
nostri enti.
Mi sento di sottolineare, dato che si parla
di bilancio di previsione il fatto che noi siamo
un Consiglio che ha iniziato a giugno, e quindi
l’impostazione che ha voluto dare la nuova
Amministrazione provinciale, un taglio importante da un punto di vista politico, legato alla
resistenza e alla sobrietà. Più volte queste parole sono state portate all’interno di questo Consiglio provinciale. Queste due parole hanno poi
avuto attuazioni pratiche. Sobrietà: abbiamo
visto più volte il Presidente sui giornali per
avere dato un taglio anche alle spese non necessarie, l’abbiamo votato in questa Assemblea
consiliare su alcune questioni come il Centro
benessere e altre misure. Sono stati fatti dei
tagli perché il contesto della crisi economica
che ci attanaglia ancora oggi ha fatto fare delle
scelte importanti. A fronte di questo taglio delle
spese non importanti sono state attivate delle
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misure anticrisi che hanno avuto un peso molto
importante. Parlo di aiuti alle famiglie e alle
fasce più deboli, legati al discorso delle bollette
per il gas e l’energia elettrica.
Altra considerazione importante fa fatta
sulle agevolazioni tariffarie legate al trasporto
scolastico che è stato attuato per la prima volta
alle fasce legate all’entroterra, su un
chilometraggio superiore alla tratta PesaroUrbino. Queste sono tutte misure che hanno
anche una valenza politica.
L’ultima considerazione che vorrei fare,
ma vedo che l’Assemblea è poco attenta, è che
se da una parte c’è una problematica legata alla
manutenzione ordinaria delle infrastrutture della
Provincia, la Provincia non tratta solo di investimenti sulle infrastrutture, la Provincia tratta
tantissimi ambiti. Si parla di formazione, di
Fse, di cultura, di servizi sociali, di sport, di
attività di volontariato. Quindi il bilancio è un
resoconto generale e focalizzare su un unico
ambito mi sembra un po’ limitativo. Secondo
me abbiamo saputo dare risposte importanti a
fronte di minori entrate pari a circa 2 milioni di
euro. Quindi sono state fatte cose importanti in
una situazione economica difficile, senza andare ad intaccare alcun tipo di servizio legato alla
nostra comunità provinciale.
Quindi ben venga questa attenzione verso la finanza pubblica e questi indirizzi di
mandato molto chiari e bene attuati in questo
primo semestre, devono essere un esempio per
continuare anche per i prossimi anni.
PRESIDENTE: Ha la parola il consigliere Vergari, presidente della Commissione competente.
GAETANO VERGARI: Sarò brevissimo,
anche perché sono reduce dal Consiglio comunale di Pesaro, quindi potete immaginare, dopo
avere sentito gli interventi del consigliere
Cesarini sul bilancio, come sia in fase catalettica.
La Commissione bilancio ha esaminato
con scrupolo e attenzione il consuntivo, che
però, come ben, comprendete, ha una composizione talmente tecnica che sfocia nel tecnicismo,
nel senso che una sua lettura approfondita,
meticolosa, comporta una conoscenza della
finanza pubblica molto sviluppata. Ci si è
soffermati sostanzialmente alle grandi voci.
Quello che ci ha colpito è la spesa che si è
dovuto sostenere, ad esempio — una voce che
ha colpito tutti — per lo sgombero neve. In
quell’occasione sono state anche fatte delle
considerazioni. Personalmente posso dire che
l’efficienza con la quale si attivano i mezzi
della Provincia in occasione degli eventi
meteorici legati alle nevicate, è così rapida e
immediata che non dà neanche il tempo, alla
neve, di posarsi. A differenza del Comune di
Pesaro, dice il collega Savelli.
A parte i complimenti che sono stati fatti
per questa capacità rapida di intervento — sono
stati due milioni di euro complessivamente, tra
dicembre e gennaio — entrando più nel dettaglio, la domanda quasi sorge spontanea, per
certi aspetti: non è che lavoriamo “per il re di
Prussia”. Certo, garantire in tutti i modi la
circolazione per le emergenze ecc. ma non è
che c’è un po’ un sedersi sulla poltrona da parte
dei cittadini che non pensano più, magari, neanche a spalarsi la neve davanti casa, che non si
dotano del minimo di attrezzature per camminare con cinque centimetri di neve, che possono essere gomme termiche o catene? Questa
visione un po’ svedese dell’assoluta garanzia
della circolazione — potremmo dire, parafrasando, “dalla culla alla tomba”, quindi da casa
al lavoro, a scuola, strade tutte pulite completamente, anche quelle dove passa una macchina
ogni ora nelle strade provinciali più remote —
finisce per comportare un esborso tale con il
quale probabilmente la Provincia potrebbe far
fronte ad spese oggi, forse, molto più urgenti,
necessarie e importanti. Quindi non vorrei che
dietro tutta questa organizzazione pure importante, pure efficiente, pure efficace, ci fosse una
sorta di interesse collettivo da patte delle ditte
private con le quali si stilano le convenzioni,
che ricevono la telefonata appena incomincia a
fare il nevischio, perché possano poi avere un
certo introito annuale. Diciamo che probabilmente “c’è chi tifa per la neve”. In Commissione dicevamo che potremmo anche rivedere
questa tempistica, o per lo meno selezionare
con più attenzione quelle che sono arterie la cui
transitabilità deve essere assolutamente garantita in qualsiasi situazione per ovvie ragioni di
sicurezza, di sanità ed altre che potrebbero in
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qualche modo avere un’attenzione meno assidua e quindi risparmiare qualche centinaia di
migliaia di euro.
Comunque, complessivamente il giudizio che do come gruppo socialista è di pieno
appoggio al bilancio consuntivo, perché anche
attraverso la riorganizzazione che è stata effettuata e che io sposo e condivido in pieno, si
comincia a dare segni tangibili di una volontà di
riportare all’interno di un equilibrio di gestione
ottimale anche in relazione a spese per il personale, spese per investimenti. Quindi ci troviamo particolarmente soddisfatti.
PRESIDENTE: Ha la parola il consigliere Papi.
DOMENICO PAPI: Per dichiarare il voto
favorevole del gruppo del Pd, un voto favorevole consapevole e convinto, perché in un
momento difficile la strada che ha percorso
questa Amministrazione è una strada che coniuga il mantenimento dei servizi, che incide
profondamente nella qualità della vita dei nostri cittadini e nello stesso tempo il rigore, la
capacità di operare scelte. Credo che si stanno
verificando due fatti che voglio sottolineare,
almeno dal punto di vista di un amministratore
di un Comune, cogliendo due difficoltà e due
limiti che ci sono nella politica di oggi.
La prima cosa è che la politica, oggi, non
è in grado di progettare e di rispondere a progetti di medio-lungo termine. C’è quasi un bisogno di operare su tempi stretti, di realizzare
opere che siano spesso all’interno di un tempo
amministrativo, quindi viene meno quel senso
di consapevolezza, di fiducia di mandato che i
cittadini ti danno rispetto a una visione lunga, di
grandi progetti.
L’altra questione è, da amministratori, la
difficoltà ad affrontare il problema della
riorganizzazione dell’apparato amministrativo
in modo da adeguare la macchina amministrativa alle esigenze, agli obiettivi e ai compiti
dell’Amministrazione stessa.
Il Presidente e questa nuova Giunta su
questi due temi ci stanno dando segni di grande
significato, perché da una parte i motivi che
portano al voto favorevole e consapevole di
questo punto, riguardano proprio la riorga-
nizzazione, si toccano i principi e l’organizzazione stessa dell’Amministrazione che viene
adeguata alle esigenze e al raggiungimento
degli obiettivi amministrativi e nello stesso
tempo qui ci viene distribuito un invito, “Provincia 2020: progetti per una comunità più
felice”. Credo che il nostro Presidente, con
questo invito, risponde ad una forte esigenza di
pensare alla politica come grande progetto,
che, superando e partendo dalla gestione dell’esistente, del quotidiano — perché è evidente
che non si può parlare di un progetto del 2020
per una comunità più felice se non si ha la
capacità di affrontare i problemi dell’oggi — ci
si voglia proiettare nel futuro.
Credo che in questi due aspetti che ho
sottolineato, seppure in maniera molto sintetica, sta la scommessa e sta la capacità progettuale
di questa nuova Amministrazione che naturalmente noi sosteniamo e che, strada facendo,
vediamo sta realizzando un’idea che sembrava
molto azzardata ma che invece assume i caratteri della concretezza. Quindi il Pd dà un voto
favorevole, sottolineando anche il buon lavoro
non solo del Presidente dell’Amministrazione
ma dell’assessore competente in particolare e
dello staff della Provincia che in questi incontri
che abbiamo avuto per entrare nei dati complessi e complicati, almeno per uno come me,
hanno fatto una presentazione molto trasparente e una sintesi molto significativa nella comunicazione, consentendoci di leggere un documento complicato e complesso ma che ha ben
rappresentato le linee politiche di questa Amministrazione e ci ha consentito di dare un voto
positivo, consapevole e assolutamente
condivisibile.
PRESIDENTE: Ha la parola il consigliere Rognini.
MASSIMO ROGNINI: Una correzione al
consigliere Tagliolini sul discorso dello sgravio fiscale delle bollette. E’ per una fascia da
8.000 euro. Lo sgravio fiscale viene attuato
solo a chi ha un reddito non superiore a 8.000
euro. Rimangono fuori tutti quegli operai, quelle persone che sono licenziate. E’ il classico
specchietto per le allodole, questo. (Interruzione). Ho capito, ma io sono in mobilità e on me
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lo danno perché supero gli 8.000 euro, quindi
sono costretto a diluire le cifre delle bollette.
Non è vero che danno queste opportunità a tutti
ma a una certa fascia, e basta.
PRESIDENTE: Ha la parola l’assessore
Galuzzi.
MASSIMO GALUZZI: Due battute, perché
le osservazioni fatte hanno sollevato diverse
questioni sul tema della viabilità. Torna valido
quello che diceva il consigliere Giannotti all’inizio dei lavori odierni: forse serve davvero
fare il punto rispetto ai temi della viabilità, che
sono così grande parte delle problematiche
amministrative della Provincia. Altrimenti rischiamo di discutine sporadicamente tutte le
volte e invece il quadro della situazione non lo
si ha. In questo senso potrebbe essere utile
partire anche dalle questioni più di fondo e
strutturali di questa nostra provincia. Si diceva
prima: un dibattito storico. Una volta tanto si
può anche fare. Ci sono problemi di fondo,
come la Fano-Grosseto, poi da chi dipende o
meno il problema è più complesso ma è evidente che in questa provincia ci sono aspetti più di
fondo sui quali abbiamo stabilito delle priorità,
diciamo su che cosa si deve spingere di più, ci
sono anche alcuni progetti in campo. Quello è
un ma che credo debba essere visto, ripreso.
C’è stato un momento di passaggio nelle
considerazioni che facciamo: nel 2001 c’è stato
il momento di passaggio delle strade e non è
come si diceva prima, “le avete accettate”,
perché l’Anas ha fatto i decreti e ha passato le
strade d’ufficio. Anche se non accettavi di
passava le strade: la 423, la Cesanense, la
Flaminia, la Marecchiese che adesso non c’è
più ecc. Trecento chilometri di strade. Averle e
non averle non è la stessa cosa. Con risorse
minime per la gestione.
Vi faccio un esempio. Pensate alla
Flaminia con i ponti e i viadotti: siamo fortunati, perché se cominciano a venire fuori problemi nei viadotti e nelle gallerie della Flaminia,
altro che le spese di manutenzione con le quali
abbiamo cercato di tamponare le situazioni fino
adesso. Tanto è vero che anche qui c’è il progetto — abbiamo già fatto incontri a Roma — di
dire “la Flaminia, da Calmazzo in su, torni
all’Anas”. Anche questo è un riferimento che si
deve avere. Strade ex Anas, problemi pesanti,
risorse pochissime ed è chiaro che c’è un impatto negativo su tutto il complesso della gestione
anche delle altre strade provinciali e questa è
un’altra questione che si è verificata in questi
anni, di cui non si può non tenere conto.
Da dieci anni a questa parte è stata fatta,
in questa Provincia, la scelta di pensare anche
alla messa in sicurezza. Una scelta politica,
amministrativa, che credo sia stata di grande
valore come diceva il sindaco Cancellieri prima — riprendo questo aspetto, perché sono
d’accordo con lui — perché ricorderete che
sulla Montelabbatese c’erano decine di morti
all’anno. E’ stata fatta la scelta politica, forte, di
mettere in sicurezza la Montelabattese ed altre
situazioni, si sono spese risorse importanti,
però si è data risposta a un problema drammatico che c’era, ed è stata una scelta giusta. In
quella fase è stata fatta questa scelta. Il sindaco
Cancellieri diceva: è possibile fare una scelta
diversa adesso, prendendo una pausa di riflessione, sulla questione delle intersezioni,
rotatorie, alcune opere che sono state fatte fino
adesso e invece pensare di più a una manutenzione, a un ammodernamento? E’ proprio la
scelta — lo dissi quando discutemmo il bilancio di previsione — che soprattutto il Presidente ha indicato in Giunta , in Consiglio, dappertutto. Abbiamo detto “sospendiamo un anno,
due, tre, si faranno gli interventi comunque
necessari, però concentriamo l’attenzione soprattutto sulla questione della manutenzione”
ecc. Non è indolore, perché le risorse sono
sempre quelle, alcune cose non le fai, concentri
di più sul tema della manutenzione delle strade.
Questo è un altro tema di fondo, è una scelta che
abbiamo fatto, che io credo giusta, andiamo
avanti in quella direzione.
Si dice “abbiamo ereditato una situazione...”. Si eredita quello che si eredita, in bene e
in male. Non è questo: abbiamo ereditato una
situazione che sulle cose che ho detto andava
bene, sulla manutenzione è un po’ più relativa.
Di fronte a questo avevamo messo in piedi
anche tutta una serie di attività, perché vi inviterei anche a riflettere su questo. Si era anche
contenti del modo come si era lavorato per
mettere in piedi le cose e avevamo messo in
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piedi una serie di operazioni che anche a livello
di manutenzioni, di impatto con il miglioramento complessivo della viabilità ci avrebbe
dato dei risultati e un riscontro positivo. Adesso
sta accadendo quello che è accaduto, nel senso
che per i danni del maltempo le cose le conosciamo, bisognerà trovare le risorse da mettere
lì, altrimenti sono debiti fuori bilancio. Siete
tutti amministratori come me, più di me: non si
esce se non copri con l’avanzo di amministrazione. Sono questi gli aspetti.
Dovremmo rimodulare il piano di interventi che avevamo fatto. Nonostante questo —
ecco perché dico che si potrebbe fare un Consiglio provinciale organico per vedere tutti gli
aspetti — penso che una serie di azioni che
metteremo in campo, comunque saranno positive e permetteranno di non essere l’ultima
ruota del carro anche rispetto alla manutenzione delle strade. In questi giorni riusciremo a
individuare risorse che ci permetteranno di
dare una risposta a tutta una serie di problemi.
Adesso abbiamo cominciato da qualche parte,
ci sono 700-800 mila euro, c’è l’appalto in
questi giorni per una serie di strade a livello
provinciale, con il Dpcm ministeriale ci saranno una serie di altri interventi per un milione, un
milione e mezzo, anche qui da utilizzare per
l’ammaloramento delle strade, quindi alcune
risorse ci sono. Certo non è indifferente se ci
riconoscono lo stato di emergenza e arrivano
uno, due o tre milioni. E’ un altro paio di
maniche. C’è un avanzo di amministrazione di
dieci milioni e li buttiamo tutti lì? Sono 1.400
chilometri di strade, un chilometro di asfalto
costa 50.000 euro, ci vogliono 70 milioni di
euro per asfaltare tutte le strade. Mi si dice “non
le asfalti tutti gli anni”. Ma dopo 6-7 anni,
diviso 7, ci vogliono 10 milioni di euro da
buttare soltanto nell’asfaltatura delle strade.
Non ci sono 10 milioni di euro, perché ci sono
7-8 milioni di euro sui lavori pubblici in generale e ci sono le scuole, gli asfalti, i ponti, le
gallerie, l’ordinaria manutenzione. I conti fate
presto a farli. Va però bene fare una volta ogni
tanto il quadro complessivo delle cose, perché
credo che il Consiglio possa riuscire a dare
consigli per ragionare meglio su queste questioni e amministrare meglio anche da questo
punto di vista, come per esempio sulla questio-
ne della neve stiamo facendo l’appalto adesso,
il Presidente ha sollevato queste cose, stiamo
vedendo proprio alcuni aspetti per come far
funzionare al meglio la macchina, per esempio,
dell’intervento sulla neve. Il sindaco di
Montecopiolo poco fa mi diceva “Quest’anno
abbiamo lavorato bene”. Dopo c’è anche il
fatto che i cittadini vogliono che la neve si
pulisca, si intervenga, non vogliono rimanere
isolati, ci sono il pro e il contro su tutte le
questioni. Credo si possa migliorare sicuramente e ripeto, sulla neve, sullo sfalcio, su altre
questioni anche di ordinaria manutenzione, è
chiaro che bisogna fare tutte le verifiche necessarie per essere più efficaci possibile e cercare
di contenere i costi. Non è sempre facile.
Un dibattito serio, partendo dalle questioni più strutturali, anche nel merito delle
caratteristiche del lavoro di manutenzione ecc.,
sono convinto che serva e sono d’accordo a
farlo.
PRESIDENTE: Ha la parola l’assessore
Minardi.
RENATO CLAUDIO MINARDI: E’ chiaro
che un bilancio consuntivo può essere visto
sotto diversi aspetti, ma i conti sono quelli:
quando il consigliere Baldelli diceva “non ci
sono scelte strategiche”, le scelte strategiche si
fanno quando si predispone il bilancio di previsione, non quando si fa il consuntivo. Quando
si fa il consuntivo si riportano in aula tutti i
conti, tutti i dati e si fa il consuntivo delle cose
che ha fatto l’Amministrazione nell’anno precedente: questo è il dato, questi sono i conti,
questi sono gli investimenti e queste sono le
cifre. Dopodiché, se c’è un refuso sul perché gli
obiettivi sono rimasti fermi al 30 giugno, è un
refuso da parte di chi ha scritto la relazione.
L’altra questione del carcere minorile.
L’acquisto e la vendita dell’ex carcere minorile,
sono stati un’operazione intelligente che ha
fatto l’Amministrazione provinciale precedente e che noi abbiamo concluso. Abbiamo pagato poco più di 4 milioni di euro l’intera area, ne
abbiamo incassati 5,3 ma ci siamo riservati un
bene che abbiamo ristrutturato, nel quale nelle
prossime settimane verranno trasferiti gli uffici
della formazione professionale, facendoci ri-
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sparmiare 250.000 euro all’anno di affitti.
Dopodiché rimane pure un’area da destinare a
verde. Credo che questa sia stata comunque
un’operazione intelligente. Dopodiché siamo
un’immobiliare? Non lo so cosa siamo, siamo
un’Amministrazione provinciale che ha cercato di fare gli interessi dei cittadini, perché le
risorse incassate rimangono comunque nelle
tasche dei cittadini per fare gli investimenti che
comunque servono ai cittadini di questa comunità provinciale.
Quando abbiamo fatto il bilancio di previsione e l’abbiamo portato in Consiglio provinciale il 21 dicembre dell’anno scorso, lì
abbiamo fatto le scelte strategiche, lì abbiamo
comunicato quali erano gli obiettivi e gli indirizzi che questa Amministrazione provinciale
si è voluta dare, lì abbiamo detto che avremmo
ristrutturato. Peraltro, quando siamo venuti in
Consiglio mi pare che era stata deliberata il
giorno prima la riorganizzazione della struttura, la decisione che è stata fatta, con una
moratoria, rispetto al turn-over, rispetto al turnover anche dei dirigenti. Perché nonostante che
abbiamo abbassato di 4 punti percentuali la
spesa del personale, abbiamo detto che c’è
comunque la possibilità di organizzare meglio
la struttura e di contenere i costi.
Parliamoci chiaro: fare i bilanci — qui ci
sono amministratori e sindaci sia di centrosinistra che di centro-destra — non è facile per
nessuno, in questi periodi, con il problema
grave del patto di stabilità che abbiamo,
oltretutto. E’ difficile per tutti anche per ciò che
riguarda la parte corrente, perché le risorse
sono sempre meno, quindi bisogna cercare di
fare una spesa rigorosa, cercare di economizzare, cercare di guardare ovunque per evitare di
creare delle sacche con delle spese che non
servono, complessivamente, alla comunità.
Abbiamo quindi fatto delle scelte come
quella della riorganizzazione della struttura,
quella di eliminare quelle sacche che probabilmente abbiamo, di evasione rispetto alla
cartellonistica, rispetto ai passi carrai, rispetto
a tutte quelle situazioni che pensiamo possano
esserci.
Poi vorrei evidenziare un’ultima cosa
rispetto al bilancio che abbiamo fatto per il
2010: abbiamo comunque trovato, nonostante
le difficoltà, le risorse da investire sul tema
della crisi che per questa Amministrazione
rimane sempre e comunque il tema numero
uno. Il fondo di garanzia gestito con la Regione
per quello che riguarda le aziende: mi sembra di
avere detto anche in Consiglio provinciale che
con le risorse che ha messo in campo l’Amministrazione provinciale nel 2009, 250.000 euro,
sono state finanziate 1.256 imprese che hanno
avuto erogate circa 50 milioni di risorse, cioè
50 milioni di euro di risorse messe in campo
grazie alle risorse dell’Amministrazione provinciale. Vi sembra poco questo? Nonostante
le difficoltà l’abbiamo fatto. Abbiamo ribadito
nel bilancio di quest’anno i 200.000 euro per le
piccole e medie imprese, abbiamo ribadito il
fondo per i trasporti, abbiamo ribadito il fondo
per il microprestito, abbiamo ribadito il fondo
per le famiglie in difficoltà per quanto concerne
le bollette del gas e dell’igiene urbana. E’ vero
Rognini, che concerne le famiglie che hanno un
Isee attualizzato di 8.000 euro — attualizzato,
non l’Isee dell’anno scorso — però riguarda le
famiglie che hanno maggiore disagio. Tra l’altro, la cifra relativa alle bollette l’abbiamo
raddoppiata, perché è passata da 140 a 280 mila
euro. Quindi, nonostante le difficoltà di bilancio, il tema della crisi l’abbiamo tenuto come la
priorità numero uno, quella centrale, su cui non
ci vogliamo muovere di un pelo, perché le
famiglie in difficoltà là fuori, come le aziende,
non possono aspettare 4-5 mesi per avere le
risorse che servono per andare avanti, quelle
famiglie lì hanno bisogno subito, oggi, immediatamente, di una risposta.
Il collega Galuzzi l’ha già detto: sulla
questione della pulitura delle strade e dell’intervento per lo sgombero neve quando c’è stato
il maltempo, forse bisognerebbe fare qualche
manutenzione in più, qualche investimento in
meno? Su questo si potrebbe aprire un dibattito
e discuterne a lungo, perché un’Amministrazione, provinciale o comunale che sia, quando
investe crea comunque opportunità di lavoro,
fa girare il denaro e comunque quando si realizzano opere lo ritengo sempre un fatto positivo.
Certo bisogna anche trovare le risorse per fare
le manutenzioni, perché se faccio una scuola
nuova e poi la scuola elementare vicina va in
decadenza, questo non va bene. Però credo che,
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per esempio, per l’emergenza neve è stato fatto
un lavoro straordinario, che ci hanno invidiato
tutti i Comuni, compresi quelli più grandi. E’
stato sotto gli occhi di tutti il lavoro che è stato
fatto. E’ vero, ci è costato una cifra enorme, ma
nessuno può dire che la Provincia non ha fatto
in modo quasi perfetto il lavoro di intervento
sull’emergenza neve e anche sulle frane, perché anche il lavoro sulle frane è stato fatto in
tempi estremamente ristretti.
L’assessorato ai lavori pubblici, l’assessore, l’ufficio tecnico adesso ci portano i conti,
ma ci portano i conti perché sono stati fatti i
lavori e perché si è stati tempestivi e veloci nel
dare risposte al problema.
Gli indicatori sono formule matematiche. E’ ovvio che in base alle formule matematiche vengono poi fuori i risultati. L’autonomia
finanziaria e l’autonomia impositiva sono diminuite dal 2008 al 2009 semplicemente perché nel 2009 abbiamo avuto l’anticipazione del
50% rispetto al 2010, del Fse da parte della
Regione secondo una formula matematica. Ecco
perché viene fuori questo risultato, tant’è che,
mi dicevano i funzionari della ragioneria, che
probabilmente la Regione ci anticiperà anche il
50% del 2011. Non è ancora certo ma potrebbe
essere così. Quindi questa diminuzione dal 51
al 49, dal 44 al 40, è semplicemente legata al
fatto che abbiamo avuto l’anticipo del 50%
delle risorse del 2010 del Fse. Invece la pressione finanziaria riguarda le entrate in genere che
questa Provincia ha, sono aumentate, quindi ci
sono maggiori entrate. Invece è diminuita — e
questo credo sia un fatto che dovremmo considerare positivamente — la pressione tributaria,
che è passata da 104 a 101: evidentemente il
dato ci porta, anche se non abbiamo avuto
grandi possibilità di manovra rispetto alla pressione tributaria, perché la pressione tributaria
in questo momento è bloccata, però se guardiamo la formula è legata alla popolazione, perché
titolo I diviso la popolazione, trasferimenti
statali diviso popolazione.
Se volessimo guardare un dato, sono diminuiti di parecchio i trasferimenti dallo Stato
e sono aumentati i trasferimenti regionali, però
adesso non voglio innescare alcun tipo di meccanismo di polemica, dico che abbiamo fatto un
bilancio serio, rigoroso, che ha dato risposte nel
2009 e che, confrontandosi rispetto al futuro —
quello che ricordava il capogruppo Papi, quando si dice “Provincia 2020: progetti per una
comunità più felice” — significa che se da una
parte gestiamo l’ordinaria amministrazione rispetto alla gestione anche del bilancio, dall’altra c’è una testa, c’è una Provincia, c’è un’Amministrazione provinciale, c’è un Consiglio che
comunque guarda alla prospettiva, guarda al
futuro, guarda allo sviluppo, perché non possiamo guardare soltanto di fronte al naso in
quanto rischiamo di non far sviluppare questa
comunità.
PRESIDENTE: Ha la parola, per dichiarazione di voto, il consigliere Baldelli.
A NTONIO BALDELLI: Assessore
Galuzzi, mi consenta una battuta: ho cercato di
salvarla in tutti i modi, ma lei ha voluto assumersi tutte le responsabilità. Capisco il gesto di
galanteria nei confronti dei suoi predecessori,
però lo stato delle strade provinciali è di fronte
agli occhi di tutti e il ragionamento che il
Popolo della libertà voleva far passare è questo:
competenza principale dell’Amministrazione
provinciale è la manutenzione delle strade provinciali. L’assessore, che dovrebbe essere contento di questa richiesta, dovrebbe avere maggiori fondi che dovrebbero essere stornati da
quelle attività che in un’Amministrazione provinciale debbono essere ritenute secondarie.
Quindi ci dovrebbe essere un tipo di equilibrio
diverso. Fra l’altro l’intervento potrebbe concludersi qui, perché questa credo sia la scelta
sbagliata di questa Amministrazione provinciale: continuare a perseverare in questo dispendio di risorse economiche, in rivoli secondari rispetto a quelle che sono le competenze
principali dell’Amministrazione provinciale.
Lei ha utilizzato il verbo “rimodulare”, quindi
dovremmo andare a rimodulare veramente il
bilancio della Provincia.
All’assessore Minardi avevo fatto una
richiesta, purtroppo non ho avuto risposta, presenterò un’interrogazione in maniera formale,
sul fatto che mi è giunto all’orecchio in maniera
ufficiosa che agenti di polizia giudiziari abbiano nei mesi scorsi o negli anni scorsi, avuto
accesso, per semplice richiesta o per sequestro,
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agli atti relativi alle spese effettuate per la
gestione delle manutenzioni per il Giro d’Italia.
Chiedo se questo corrisponde a verità.
Solamente per rilanciare la simpatica
polemica che qualche volta ci vede contrapposti al consigliere Savelli, se il consigliere avesse terminato il suo intervento nei dieci minuti
anziché occupare tutti i 15 a sua disposizione,
il Popolo della libertà si sarebbe astenuto, ma
siccome lei ha voluto sfruttare tutti i quindici
minuti, dovremo votare contro.
PRESIDENTE: Pongo in votazione il
punto 3 dell’ordine del giorno.
Il Consiglio approva con 19 voti favorevoli
e 11 contrari (Mei, Cancellieri, Lunghi,
Perlini, Rossi, Falcioni, Rognini, Foschi,
Tarsi, Baldelli e Tomassoli)
Pongo in votazione l’immediata
eseguibilità.
Il Consiglio approva con 19 voti favorevoli
e 11 contrari (Mei, Cancellieri, Lunghi,
Perlini, Rossi, Falcioni, Rognini, Foschi,
Tarsi, Baldelli e Tomassoli)
Riconoscimento debito fuori bilancio per
spese inerenti i lavori di sgombro neve
e trattamento antighiaccio del periodo
novembre-dicembre 2009
PRESIDENTE: L’ordine del giorno reca,
al punto 4: Riconoscimento debito fuori bilancio per spese inerenti i lavori di sgombro neve
e trattamento antighiaccio del periodo novembre-dicembre 2009.
Se non vi sono interventi, lo pongo in
votazione.
Il Consiglio approva con 19 voti favorevoli,
9 contrari (Cancellieri, Lunghi, Perlini, Rossi,
Rognini, Foschi, Tarsi, Baldelli e Tomassoli)
e 1 astenuto (Mei)
Pongo in votazione l’immediata
eseguibilità.
Il Consiglio approva con 19 voti favorevoli,
9 contrari (Cancellieri, Lunghi, Perlini, Rossi,
Rognini, Foschi, Tarsi, Baldelli e Tomassoli)
e 1 astenuto (Mei)
Nomina componenti Sottocommissioni elettorali circondariali di Fano e Macerata Feltria a seguito della revoca disposta dalla Corte d’Appello delle Marche
PRESIDENTE: L’ordine del giorno reca,
al punto 5: Nomina componenti
Sottocommissioni elettorali circondariali di
Fano e Macerata Feltria a seguito della revoca
disposta dalla Corte d’Appello delle Marche.
Sapete che fino a che c’era il rimborso
spese, il gettone, la Commissione elettorale era
una di quelle Commissioni dove tutti volevano
andare. Dal momento in cui è diventata solo un
concorrere alla realizzazione dell’iscrizione al
registro e così via, è un pochino più difficile.
Inoltre la legge è anche molto esigente, perché
chiede che siano tutti dello stesso territorio
interessato e la volta scorsa avevamo sbagliato
perché alcune persone indicate, magari per
qualche chilometro non erano dentro i confini
del mandamento. Adesso c’è un’altra questione di cui non eravamo a conoscenza: che non
possono partecipare a questa Commissione i
dipendenti statali o delle pubbliche amministrazioni, quindi sono stati annullati alcuni nomi
votati dalla Provincia. Vi spiego queste cose,
perché è già la quarta volta che torniamo su
questo argomento. A Fano i due nominativi
della maggioranza che erano stati dati l’altra
volta non andavano bene, quindi li sostituiamo.
Per la minoranza, un nome per la
Sottocommissione di Macerata Feltria non andava bene.
Abbiamo chiesto alla maggioranza di
fornirci i due nomi di sua competenza e alla
minoranza di fornirci il nome di sua competenza.
La mia proposta è di fare una votazione
palese, ovviamente se siamo tutti d’accordo.
Per la Sottocommissione elettorale cir-
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Atti Consiliari
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condariale di Fano i due nomi segnalati sono
Leonardi Sauro e Vitali Enzo.
Pongo in votazione la proposta.
Il Consiglio approva all’unanimità
Proclamo eletti componenti della
Sottocommissione elettorale circondariale di
Fano i signori Leonardi Sauro e Vitali Enzo.
Per la Sottocommissione elettorale circondariale di Macerata Feltria è stato segnalato
Ottaviani Loris.
Pongo in votazione la proposta.
impegna il Presidente della Provincia e l’assessore all’ambiente a verificare se l’uso di tali
diserbanti è ammesso dalle norme europee, sia
nelle zone agricole che nei centri abitati; sottolinea che, stante il danno ambientale, è comunque opportuno contattare immediatamente gli
organi e gli enti che hanno disposto l’effettuazione di tale diserbo, affinché tale operazione
non venga più ripetuta”.
Se non vi sono interventi, pongo in
votazione l’ordine del giorno.
Il Consiglio approva all’unanimità
Il Consiglio approva all’unanimità
Proclamo eletto componente della
Sottocommissione elettorale circondariale di
Macerata Feltria il sig. Ottaviani Loris.
Ordine del giorno sull’uso, lungo i bordi
delle strade, di diserbanti a base di
glifosate
PRESIDENTE: Abbiamo una richiesta
di votare un ordine del giorno che avrebbe una
somma urgenza, da parte dei consiglieri
Mariotti, Savelli, Sanchioni e Carloni.
Ne do lettura: “Il Consiglio provinciale
di Pesaro e Urbino, venuto a conoscenza attraverso gli organi di stampa locali che lungo i
bordi delle strade statali e di alcune strade
comunali del Pesarese sono stati usati dei
diserbanti a base di glifosate per impedire la
crescita primaverile dell’erba e non effettuare
così lo sfalcio, allo scopo di ridurre le spese di
gestione delle strade stesse; considerato che su
tale provvedimento sono state sollevate numerose critiche da comitati spontanei, da associazioni, da dirigenti politici, da tecnici del settore, da docenti universitari che hanno messo in
evidenza il danno derivante dall’uso massiccio
dei diserbanti rispetto alla lotta biologica e
all’integrità ambientale nonché sotto il profilo
turistico; preso atto che con tale provvedimento sono di gran lunga maggiori i problemi
creati rispetto ai benefici economici raggiunti,
Ordine del giorno n. 32 del consigliere provinciale Foschi Elisabetta relativo alla
sede Croce Rossa Italiana nel comune
di Sant’Angelo in Lizzola (Ritiro)
PRESIDENTE: L’ordine del giorno reca,
al punto 6: Ordine del giorno n. 32 del consigliere provinciale Foschi Elisabetta relativo
alla sede Croce Rossa Italiana nel comune di
Sant’Angelo in Lizzola.
Su questa questione si era discusso circa
quindici giorni fa, il consigliere Foschi aveva
detto “verificheremo, poi se le cose andranno
come devono andare lo ritirerò, altrimenti chiederò che sia votato”.
Ha la parola il consigliere Foschi.
ELISABETTA FOSCHI: Le cose non si sono
ultimate completamente, però mi sembra che
stiano arrivando a un esito abbastanza favorevole, comunque in linea con quanto richiesto.
Ho in mano una lettera del sindaco di
Sant’Angelo in Lizzola Guido Formica a questa Amministrazione. Siccome non reca né
protocollo né data, mi piacerebbe sapere quali
sono il protocollo e la data, per capire a che
periodo mi devo orientare.
Ho altre informazioni che mi dicono che
si sta procedendo e che si dovrebbe ultimare
positivamente. Sono disposta a non votare l’ordine del giorno, visto che chiedevo sostanzialmente un impegno da parte di tutti a far concludere positivamente questa vicenda che mi au-
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guro davvero si chiuda in questi giorni, però
gradirei sapere qualcosa di questa lettera che
non ha una firma, non ha un protocollo, non ha
una data.
Io sono corretta a dire che, a fronte di un
impegno, non chiedo il voto, però mi piacerebbe che l’impegno fosse completo. (Interruzioni). Non credo sia difficile recuperare una cosa
del genere. Questa lettera può essere anche
scritta da chicchessia.
ELISABETTA FOSCHI: Con tutto il rispetto
dell’ottimo collega, chiedo che la documentazione... (Interruzione). E’ simpaticissimo e
anche molto efficiente, ma... Deriva dal fatto
che ha a cuore la questione almeno quanto me.
PRESIDENTE: La presidenza si impegna a fornire la lettera protocollata e firmata in
temi velocissima, entro la settimana.
PRESIDENTE: Il punto 7 non si discute
per assenza del consigliere firmatario.
Circa il punto 8, abbiamo detto prima che
avremmo interrotto il dibattito alle 19,30 ed
essendo questo un ordine del giorno che riguarda la privatizzazione dell’acqua, è una questione su cui i gruppi consiliari vogliono discutere
in modo approfondito, quindi lo superiamo in
maniera tale che fino alle 19,30 possiamo approvare i punti su cui siamo tutti più convinti e
su cui c’è già un’intesa.
Superiamo anche l’ordine del giorno relativo ai beni confiscati alla mafia, quindi passiamo alla mozione al punto 10 dell’ordine del
giorno.
ELISABETTA FOSCHI: La lettera è del
sindaco di Sant’Angelo in Lizzola Guido Formica, è rivolta al Presidente della Provincia e
recita: “In merito alle problematiche riguardanti i locali da destinare a sede della Croce
Rossa Italiana dell’Unione Pian del Bruscolo,
portati all’attenzione del vostro Consiglio provinciale, si comunica che questa Amministrazione comunale sta procedendo a formalizzare
un nuovo contratto di comodato con la
suindicata Croce Rossa. Si tratta di una soluzione che ha tenuto conto della forte attività
sodalistica che questa associazione sta svolgendo e della collaborazione che la stessa ha
con questo Comune nonostante siano state
sacrificate alcune nostre esigenze logistiche.
Colgo l’occasione per porgere cordiali saluti”.
Da qui non apprendo nemmeno se il
comodato è gratuito o non gratuito, che scadenza ha. Mi devo rifare ad altre informazioni, però
almeno la formalità della lettera.
PRESIDENTE: L’ordine del giorno viene pertanto ritirato ma può essere sempre
riproposto: se lo riproporrà, mi impegno a portarlo in Consiglio con urgenza.
Quindi, l’ordine del giorno viene ritirato
perché sembra che la questione sia risolta. Io mi
impegno a far avere la lettera firmata e protocollata. Se la questione non si sarà risolta nel
giro di qualche settimana, il consigliere Foschi
riproporrà l’ordine del giorno che noi, come
Consiglio discuteremo in via d’urgenza.
Sull’ordine dei lavori
Mozione n. 49 del consigliere Perlini
Vladimiro in merito alla legge 1010/48
— Pronto intervento
PRESIDENTE: L’ordine del giorno reca,
al punto 10: Mozione n. 49 del consigliere
Perlini Vladimiro in merito alla legge 1010/48
— Pronto intervento.
Ha la parola il consigliere Perlini.
VLADIMIRO PERLINI: La Provincia ogni
anno ha una trasferimento dalla Regione su
questa vecchia legge. Naturalmente si tratta di
lavori pubblici relativi al pronto intervento,
quindi lavori che si manifestano con urgenza e
che devono essere affrontati con altrettanta
solerzia. Sono andato a vedere i dati di questi
trasferimenti da parte della Regione a tutte le
Province e nei primi anni 2000 Lo stanziamento
era ben superiore a quello odierno. Oggi parlia-
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mo di 230.000 euro, nei primi anni 2000 abbiamo avuto fino a 500.000 euro. Siccome è un
fondo che funziona abbastanza bene, perché
questi denari vengono gestiti, tecnicamente,
molto rapidamente dal genio civile e negli anni
c’è stata questa flessione, pure paradossalmente, di fronte ai danni legati al maltempo, alla
fragilità del territorio sempre maggiori, quando
ho presentato la mozione si pensava di poter
fare questa richiesta alla Regione in fase di
bilancio, questa fase è passata, tuttavia rimane
ancora all’ordine del giorno questa esigenza,
quindi la richiesta al Consiglio provinciale è di
votare questa mozione per impegnare l’Amministrazione provinciale a farsi carico, politicamente, di intervenire presso la Regione affinché possano essere, se non ripristinate le cifre di
7-8 anni fa, comunque invertire questa tendenza a diminuire le risorse trasferite per questa
legge, con la speranza, viceversa, di aumentarle. Ne abbiamo parlato prima per quanto riguarda la neve, ma si è accennato anche alle strade.
Le esigenze sono sempre maggiori, potrebbe
essere un atto politico a supporto della Giunta
nei confronti della Regione Marche.
PRESIDENTE: Se non vi sono interventi, pongo in votazione il punto 10 dell’ordine
del giorno.
Il Consiglio approva all’unanimità
Mozione n. 50 a prima firma del consigliere
Perlini Vladimiro in merito al crollo
della cinta muraria di Mombaroccio
PRESIDENTE: L’ordine del giorno reca,
al punto 11: Mozione n. 50 a prima firma del
consigliere Perlini Vladimiro in merito al crollo della cinta muraria di Mombaroccio.
Ha la parola il consigliere Perlini.
VLADIMIRO PERLINI: Anche questo ordine del giorno è un po’ datato ma ugualmente
attuale. Come noto a tutti, nel gennaio 2009 c’è
stato questo crollo abbastanza importante di
una porzione della cinta muraria di
Mombaroccio. La Provincia è intervenuta subito dopo l’estate, proprio con la norma che
dicevamo prima, quindi con 60.000 euro del
pronto intervento, che sono stati sufficienti per
sgomberare e per dare una prima sicurezza alla
parte crollata. Purtroppo era solo una prima
parte, perché nel frattempo i cedimenti sono
continuati fino a che hanno rischiato addirittura
di minacciare le prime abitazioni prospicienti
la frana.
Il Comune si era attivato per fare un
computo di quello che poteva essere il costo per
il ripristino di queste mura e il primo conto
venuto fuori era sostanzioso, a maggior ragione
per questo Comune che è abbastanza piccolo,
superiore ai 500.000 euro.
Nello scorso inverno la Regione ha però,
in fase di bilancio di previsione, destinato delle
risorse a questo intervento e si parla di 400-450
mila euro. Ancora non conosco la cifra precisa,
non so se l’assessore ne sa di più. I fondi
servivano per ricreare le mura di Mombaroccio,
soprattutto per le parti di fondamenta di cemento armato, comunque non bastavano per ripristinarle come prima dal punto di vista
architettonico, perché si parlava di cifre ancora
superiori.
Lo scopo è quello di far sì che la Provincia possa coadiuvare il Comune che ha questi
fondi della Regione, per ricostruire le mura non
solo dal punto di vista strutturale ma anche dal
punto di vista architettonico.
L’assessore, agli albori di questa vicenda
mi ha detto che la Provincia stava pensando
effettivamente a contribuire, successivamente
mi ha detto “siccome la Regione ha dato tanti
soldi, potremmo fare a meno perché abbiamo
altre esigenze”.
PRESIDENTE: C’è stato l’intervento
della Provincia e del Comune presso la Regione. Questo ha permesso anche un finanziamento maggiore.
VLADIMIRO PERLINI: Che la Provincia
era intervenuta sull’assessore regionale è certo,
perché ricordo che il consigliere Foschi ci ha
parlato più volte. Non ho i dati precisi su quanto
debba investire il Comune di Mombaroccio,
quante risorse gli mancano, nonostante l’inter-
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vento della Regione. Non mi sono messo di
mezzo, per rispetto, fra il Comune e l’assessore. Vorrei far riflettere l’assessore circa la necessità di incontrarsi con il Comune di
Mombaroccio per rifare il punto e capire se
oggi c’è un’esigenza e se gli si può andare
incontro. Lo scopo è questo.
PRESIDENTE: Comunque, leggendo il
dispositivo mi sembra che sia assolutamente
votabile, perché “impegna la Giunta a supportare
il Comune di Mombaroccio, coadiuvandolo
con il contributo degli uffici tecnici della Provincia”. Questo è avvenuto e sta avvenendo.
Poi, “a sostenere politicamente l’Amministrazione comunale nella ricerca di finanziamenti
regionali e ministeriali per porre rimedio neo
più breve tempo possibile al danno subito” e
anche questo mi sembra che sia avvenuto e stia
ancora avvenendo. Poi, “a compartecipare
materialmente ed economicamente all’intervento”. Se poi il Comune dice “non ne abbiamo
bisogno perché la spesa è stata coperta dai
finanziamenti che abbiamo avuto dal Ministero”, sarà lui a dirlo. Però questo non vuol dire
che questo ordine del giorno non può essere
condiviso dal Consiglio provinciale.
La parte che impegna il Consiglio mi
pare che sia assolutamente sostenibile.
Ha la parola il consigliere Tagliolini.
DANIELE TAGLIOLINI: Ho verificato gli
atti del bilancio regionale: la quota relativa al
Comune di Mombaroccio è pari a 300.000
euro, che è uno stanziamento dato dalla Regione proprio per intervenire sul crollo della cinta
muraria, un contributo straordinario.
Faccio una considerazione relativamente
alla mozione che abbiamo votato pochi minuti
fa riguardante la 1010. Se una Regione stanzia
300.000 euro per un intervento straordinario
legato a un piccolo comune come Mombaroccio,
sicuramente ci saranno difficoltà anche legate
al bilancio regionale per implementare i fondi
legati alla 1010. L’unica considerazione che
posso fare, è che molte volte i vari uffici non
comunicano fra di loro, anche se sono enti
vicini, sia la Provincia che la Regione e gli
uffici comunali e quindi, nei contributi straordinari legati al pronto intervento, bisognerebbe
avere una cabina di regia unica. Infatti la considerazione è che la Provincia di Pesaro e
Urbino aveva stanziato una cifra pari a 60.000
euro relativamente alla messa in sicurezza della
cinta muraria di Mombaroccio e a distanza di
alcuni mesi è stato dato un altro finanziamento
al Comune di Mombaroccio dalla Regione,
pari a 300.000 euro. E’ apprezzabile che due
Amministrazioni come Provincia e Regione
intervengano a supporto di una piccola Amministrazione. Poi non è neanche un’Amministrazione vicina da un punto di vista politico, quindi ha una valenza ancora maggiore, perché è
un’analisi che va fatta.
Sicuramente, se arrivano più richieste
per uno stesso intervento, è poi difficile andare
ad implementare le esigue risorse che abbiamo
per il pronto intervento, anche se ho votato in
maniera favorevole e voterò in maniera favorevole anche a questa mozione.
PRESIDENTE: Ha la parola il consigliere Savelli.
RENZO SAVELLI: Prima abbiamo parlato della 1010 che interviene nei casi di frane,
strade, fiumi, in tutti questi settori di pronto
intervento. Il problema dei nostri piccoli comuni, che sono in realtà muscoli centri storici,
riferibili al castello di una volta o alle terre —
terra voleva dire castello grande, quindi circondati dalle mura ecc. — rappresenta uno dei
problemi più significativi. Qualche anno fa
anche Montegrimano ha avuto un problema
simile. Io ho visitato quel castello, che era un
centro storico. Hanno rifatto un tratto delle
mura che erano crollate, perché se non avvengono opere di consolidamento, le mura prima o
poi cadono.
Quindi da questo punto di vista sarebbe
necessario un check-up ai nostri castelli, che
sono tanti e che rischiano di subire, prima o poi,
la sorte, in questo caso, di Mombaroccio.
Pertanto non solo sono d’accordo ma
sarebbe bene che, d’intesa con la Regione,
facessimo un check-up proprio per tutti questi
antichi castelli, e sono tanti, che sono capoluogo di comune, come Montefelcino ad esempio,
Isola del Piano, Saltara che ha sistemato le
mura utilizzando i finanziamenti per Urbino,
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anche se non ha mai fatto parte del Ducato di
Urbino. E’ sempre stata sotto il territorio fanese,
fino a Serrungarina e mai del territorio urbinate,
però a suo tempo, quindici anni fa, sono arrivati
i finanziamenti e li ha avuti anche il Comune di
Saltara. Mi fa piacere che abbia rafforzato le
mura, non sono stati soldi sprecati.
Quindi un invito non solo a sostenere
questa delibera, ma molti dei nostri centri storici, prima o poi avranno il crollo di tratti di
mura. Quindi un check-up, d’intesa con la
Regione, potrebbe essere una proposta da fare
alla Regione Marche.
Mi pare che ci sia stata più di un’occasione in cui il Comune di Mombaroccio anche
pubblicamente ha ringraziato la Regione che ha
fatto un intervento molto consistente ma anche
la Provincia e tengo a dire che, come diceva
giustamente il collega, almeno nel merito dei
lavori pubblici spesso non si guarda il soggetto
che ha bisogno del supporto della Provincia ma
si guarda il problema vero. Di questo do atto
all’Amministrazione, penso sia doveroso, mi
stupirei del contrario. Ne do atto quindi anche
oggi e sicuramente ne darò atto anche dopo il
voto di questa mozione.
PRESIDENTE: Ha la parola il consigliere Perlini.
PRESIDENTE: Pongo in votazione il
punto 11 dell’ordine del giorno.
VLADIMIRO PERLINI: Ringrazio per gli
interventi fatti e per il sostegno che mi auguro
possa essere dato a questa mozione. Farò presente personalmente all’assessore Galuzzi la
necessità di riprendere i contatti con il Comune
di Mombaroccio per vedere qual è la situazione
e se vale la pena o è interesse dello stesso
Comune e nella disponibilità della Provincia
dare un ulteriore supporto. Il collega Tagliolini
mi ha fornito il dato dei 300.000 euro, ma
questo dato era ballerino, perché il Comune
sicuramente ha avuto altre risorse, ma non per
la cinta muraria.
Il Consiglio approva all’unanimità
Vi ringrazio, anche perché quello di oggi
è stato un consiglio importante, abbiamo approvato il consuntivo, quattro ordini del giorno,
quattro delibere, quindi i lavori sono stati proficui.
Vi ricordo che lunedì 10 si inizierà la
mattina alle 9. Chiedo davvero a tutti la puntualità.
La seduta è tolta.
La seduta termina alle 19,30
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seduta del 26.04.2010 - Provincia di Pesaro e Urbino