Atti consiliari —1— SEDUTA DEL Provincia di Pesaro e Urbino 26 APRILE 2010 VERBALE SEDUTA DI LUNEDI' 26 APRILE 2010 PRESIDENZA DEL PRESIDENTE LUCA BARTOLUCCI INDI DEL VICEPRESIDENTE MATTIA TARSI INDICE Comunicazioni della Presidenza — Risposta ad interpellanze ed interrogazioni ... p. 3 Ordine del giorno sull’uso, lungo i bordi delle strade, di diserbanti a base di glifosate ................................... p. 35 Sull’ordine dei lavori .......................... p. 13 Associazione culturale “Centro Studi Vitruviani”. Approvazione statuto .. p. 13 Approvazione rendiconto esercizio 2009 ................................................ p. 19 Riconoscimento debito fuori bilancio per spese inerenti i lavori di sgombro neve e trattamento antighiaccio del periodo novembre-dicembre 2009 . p. 34 Nomina componenti Sottocommissioni elettorali circondariali di Fano e Macerata Feltria a seguito della revoca disposta dalla Corte d’Appello delle Marche ................................... p. 34 Ordine del giorno n. 32 del consigliere provinciale Foschi Elisabetta relativo alla sede Croce Rossa Italiana nel comune di Sant’Angelo in Lizzola (Ritiro) .......................................... p. 35 Sull’ordine dei lavori .......................... p. 36 Mozione n. 49 del consigliere Perlini Vladimiro in merito alla legge 1010/ 48 — Pronto intervento...................... p. 36 Mozione n. 50 a prima firma del consigliere Perlini Vladimiro in merito al crollo della cinta muraria di Mombaroccio ............................................... p. 37 Atti Consiliari Provincia di Pesaro e Urbino —2— SEDUTA DEL 26 APRILE 2010 La seduta inizia alle 15,40 Il Presidente invita il Segretario generale dott. Roberto Rondina, a procedere all'appello nominale, che dà il seguente risultato: Baldantoni Giorgio Baldelli Antonio Bartolucci Luca — Presidente del Consiglio Berardi Gabriele Cancellieri Giorgio Capanna Bruno Carloni Silvana Ceccarini Lorenzo Falcioni Francesca Maria Foronchi Franca Foschi Elisabetta Giannotti Roberto Lunghi Daniele Magnanelli Giuseppe Mariotti Donato Mei Marcello Papi Domenico Papolini Massimo Pascucci Riccardo Perlini Vladimiro Perugini Katia Ricci Matteo — Presidente della Giunta Rognini Massimo Rossi Giancarlo Sanchioni Daniele Savelli Renzo Tagliolini Daniele Tarsi Mattia Terenzi Silvia Tomassoli Giulio Vergari Gaetano assente (entra durante la seduta) assente (entra durante la seduta) presente presente persente presente presente presente assente (entra durante la seduta) presente assente (entra durante la seduta) presente presente presente presente assente (entra durante la seduta) presente presente presente presente presente presente presente assente (entra durante la seduta) assente (entra durante la seduta) presente assente (entra durante la seduta) presente presente assente (entra durante la seduta) assente (entra durante la seduta) Considerato che sono presenti n. 21 componenti il Consiglio provinciale, il Presidente dichiara aperta la seduta e nomina scrutatori i consiglieri Foronchi, Lunghi e Papolini. Sono altresì presenti gli assessori Massimo Galuzzi, Daniela Ciaroni,Claudio Minardi, Tarcisio Porto, Massimo Seri e Daniele Rossi. SEDUTA PRECEDENTE: LUNEDI' 12 APRILE 2010 —3— Atti Consiliari SEDUTA DEL Provincia di Pesaro e Urbino 26 APRILE 2010 Comunicazioni della Presidenza — Risposta ad interpellanze ed interrogazioni (Entra il consigliere Baldelli: presenti n. 22) PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca, al punto 1: Comunicazioni della Presidenza — Risposta ad interpellanze ed interrogazioni. Sono previste per il mese di maggio due sedute: una lunedì 10 la mattina alle 9 e la seconda lunedì 24, alle 15. Ha chiesto di parlare il consigliere Baldelli. Ne ha facoltà. ANTONIO BALDELLI: Prendo la parola, come peraltro ho già avuto modo di preavvisare nella conferenza dei capigruppo. Si verifica, ormai da troppo tempo, una situazione non giusta e, oserei dire, anche indecorosa per il funzionamento del Consiglio provinciale. Vado a specificare. Giacciono ormai dimenticati, ripetutamente, ordini del giorno che risalgono al settembre 2009. Credo che sia segno di un cattivo funzionamento di questo Consiglio provinciale oppure di una volontà di non voler affrontare le tematiche che vengono ad essere proposte da quei consiglieri che hanno presentato questi ordini del giorno, perché credo che sia sotto gli occhi di tutti che un ordine del giorno che risale ormai a otto mesi fa — al secondo o terzo Consiglio provinciale dall’inizio della legislatura — potrebbe oggi essere inattuale. Più volte ho avuto modo di sottolineare, sia in Consiglio provinciale che nella conferenza dei capigruppo che questo andazzo non sarebbe più stato accettato dall’opposizione che ormai ha pazientato diversi mesi. Quindi non è, questo intervento, un momento di speculazione della minoranza consiliare, perché la minoranza consiliare ha più volte richiesto in maniera ufficiosa, se così vogliamo dire, la trattazione di questi ordini del giorno, siamo però arrivati al 26 aprile 2010 e ancora dobbiamo proporre a questo Consiglio un ordine del giorno che risale al settembre 2009. Quindi rispetto alla gestione del Consiglio, pur portata avanti dal Presidente Luca Bartolucci, spesso corretto, a volte un po’ meno — mi riferisco a fatti di cui lei è stato messo a conoscenza — le voglio far rilevare come non sia opportuno indire un Consiglio e poi infilarci in mezzo l’inaugurazione di una ceramica donata da una associazione che, per quanto prestigiosa, avrebbe dovuto trovare spazio in altre occasioni, non all’interno del Consiglio provinciale, perché tutti noi consiglieri saremmo stati ben onorati di poter partecipare ad un Atti Consiliari —4— SEDUTA DEL Provincia di Pesaro e Urbino 26 APRILE 2010 convegno o comunque ad un incontro in cui si dava merito all’associazione della ceramica pesarese per l’omaggio che faceva all’Amministrazione provinciale. Detto questo, non posso accettare come consigliere provinciale, non come membro dell’opposizione, che un ordine del giorno sia messo dopo la donazione di una ceramica all’Amministrazione provinciale di Pesaro e Urbino. Quindi la correttezza da parte di questa opposizione c’è stata, c’è stata anche in occasione dell’ultimo Consiglio provinciale, allorquando la maggioranza non è stata in grado di assicurare il numero legale. Per senso dell’istituzione noi abbiamo garantito il numero legale, anche nella speranza di poter discutere questi ordini del giorno che invece non sono stati discussi. Oggi, nonostante che questo capogruppo, in seno alla conferenza dei capigruppo abbia richiesto di poter discutere gli ordini del giorno e non di posticiparli contro l’uso ormai indiscusso, in questo Consiglio provinciale, di poterli anticipare rispetto agli altri argomenti all’ordine del giorno, ebbene gli è stato detto no e credo che questo sia un modo non responsabile di condurre il Consiglio provinciale di cui, purtroppo, lei, Presidente Bartolucci, si deve fare carico. PRESIDENTE. Nella conferenza dei capigruppo abbiamo affrontato la questione e abbiamo trovato come soluzione — la metteremo alla prova dal prossimo Consiglio — quella di inserire nell’ordine dei lavori, dopo l’ora dedicata alle interpellanze e alle interrogazioni, ogni volta cinque ordini del giorno e poi le delibere, in maniera tale che le delibere saranno successive ai cinque ordini del giorno, altrimenti succede che se io inserisco tutti gli ordini del giorno e in coda le delibere, dobbiamo ad un certo punto, ogni volta, votare l’interruzione dello svolgimento dei punti all’ordine del giorno per anticipare le delibere. In questo modo, anticipando nella comunicazione, cinque ordini del giorno, è evidente che noi ogni volta, finite le interrogazioni procederemo all’analisi degli ordini del giorno e alla votazione, per poi andare alla votazione delle delibere e poi, successivamente, se rimane il tempo, magari continuare con la trattazione dei punti all’ordine del giorno, per cercare di recuperare il più possibile tutte le proposte che ci sono state avanzate. Parlando con il Presidente si era pensato anche alla trattazione degli ordini del giorno in Commissione, in maniera tale che si possa venire in aula per votare. La cosa non è possibile perché gli ordini del giorno sono dei punti a cui devono partecipare tutti i consiglieri e tutti devono poter liberamente intervenire. Le Commissioni sono degli strumenti di lavoro. Quindi, anche questa ipotesi che qualcuno aveva avanzato non è possibile. Noi dobbiamo il più possibile limitarci nei tempi, perché i concetti, a volte sono semplici: in quattro-cinque minuti si è capaci di esprimere il proprio pensiero e l’intervento può avere una sua importanza e rilevanza se ci prepariamo prima, anche mentalmente, per affrontare i temi senza ripeterci. Quindi se riusciamo a essere, da una parte più capaci noi come Ufficio di presidenza — parlo per me in prima persona — ad inserire una buona scaletta dei lavori e anche il Consiglio a saper contingentare i propri tempi, sono convinto che un po’ di lavoro riusciremo a recuperare, un po’ di ordini del giorno, perché gli spunti che ci ha offerto il capogruppo Baldelli sono veri, reali. Anche perché molti ordini del giorno sono proposti dalla stessa maggioranza e sento ogni tanto i consiglieri stessi che li hanno proposti dichiarare l’urgenza di volerli trattare. Con questo impegno che mi prendo, dal prossimo Consiglio inseriremo, prima delle delibere, almeno cinque ordini del giorno. Questo non vuol dire che finite le delibere non si possano riprendere, perché se siamo bravi possiamo anche andare oltre. Iniziamo con la prima interrogazione a firma Giannotti, in merito al potenziamento dell’ospedale di Sassocorvaro. Ha la parola, per la risposta, l’assessore Ciaroni. DANIELA CIARONI: In relazione all’interrogazione del consigliere Giannotti che aveva posto alcune questioni sull’ospedale di Sassocorvaro, si fa presente che ormai da diversi anni, dall’avvenuta riorganizzazione dei poli ospedalieri, per effetto del piano sanitario regionale possiamo ragionevolmente affermare Atti Consiliari —5— SEDUTA DEL Provincia di Pesaro e Urbino 26 APRILE 2010 che questa organizzazione, che è stata attuata attraverso la realizzazione della rete ospedaliera come voluto dall’Amministrazione regionale, sta dando i positivi riscontri previsti e rappresenta una conferma della logica e della validità delle scelte e della razionalizzazione attuate, anche per quanto riguarda la struttura di Sassocorvaro. In particolare, dopo la soppressione dell’unità operativa di chirurgia generale con l’afferenza dell’attività chirurgica maggiore presso l’unità operativa di riferimento dell’ospedale di Urbino, la collaborazione con la società Montefeltro Salute ha permesso di svolgere presso il polo ospedaliero di Sassocorvaro l’attività chirurgico-specialistica, quindi di ortopedia, di flebologia e di oculistica da eseguirsi sia in regime di ricovero in day surgery che ambulatoriale. Per cui è stata assicurata in sede la presenza specialistica durante la settimana. D’altra parte, senza una unità operativa di chirurgia generale di riferimento che svolge la sua attività di chirurgia maggiore, è venuta meno anche la necessità della presenza dello specialista chirurgico durante le 24 ore anche in regime di pronta disponibilità. Nella direzione di una progressiva razionalizzazione delle risorse va interpretata anche la distribuzione dei posti letto di lungodegenza che nella zona 2 di Urbino è organizzata nei tre ospedali di Urbino, Sassocorvaro e Cagli in struttura semplice, quindi con 15 posti letto, aggregata alla unità operativa di medicina che ha 35 posti letto, con un’unica figura di direttore. Anche questo nell’ottica del risparmio di risorse. Queste strutture svolgono la loro attività in completa autonomia all’interno di ogni singolo ospedale. Questo ha consentito un migliore impiego delle risorse umane e strumentali, sia per l’ospedale di Sassocorvaro come per gli altri servizi e attraverso questo modello, che recupera inefficienza e inefficacia assieme a tutte le altre azioni intraprese a livello provinciale e regionale nel settore della sanità, la Regione Marche ha portato avanti con successo un processo di razionalizzazione che è tuttora in corso. Ovviamente il piano sanitario regionale in vigore deve essere rivisitato, anche alla luce della futura realizzazione dell’azienda ospedaliera unica Marche Nord. Ma secondo quanto noi possiamo constatare fino ad oggi, vengono meno le considerazioni che lei esprime nella sua interrogazione, perciò l’intervento che sollecita da parte di questa Amministrazione sulla Giunta regionale non mi sembra che possa essere accolto attualmente e come tale proposto all’attenzione della Regione Marche. PRESIDENTE. Ha la parola il consigliere Giannotti per dichiararsi soddisfatto o meno. ROBERTO GIANNOTTI: E’ evidente che la sua risposta è la risposta della maggioranza di governo della Provincia. Se così è, dico che questa maggioranza vive in un altro territorio provinciale, perché il contenuto della risposta è offensivo nei confronti dei cittadini della Vallata del Foglia, perché una lettura così poco critica della situazione, il richiamare toni trionfalistici per sostenere una Giunta regionale imbelle su questo piano, è dimostrazione anche di una pochezza politica. Io mi sarei aspettato tutto meno questo. Mi sarei aspettato il riconoscimento di un dato oggettivo, di una situazione difficile, di una situazione che è sotto gli occhi di tutti, basta che qualcuno si prendesse la responsabilità di fare un viaggetto verso Sassocorvaro e se ne renderebbe conto. Così no, così non va, perché la situazione è veramente pesante. Si è fatta l’operazione-Sassocorvaro alcuni anni fa, così come l’assessore ha riportato nella sua risposta, nella logica, è stato detto, della razionalizzazione. Quante volte abbiamo detto che i servizi sanitari non possono essere chiusi dentro questa logica, che c’è un problema di un diritto alla salute che deve essere riconosciuto a tutti, cittadini della costa e cittadini dell’entroterra? Oggi affermare che la struttura di Sassocorvaro è in grado di corrispondere alle esigenze dei cittadini, a me sembra una bufala politica. Questo vale per Sassocorvaro, per Fossombrone, per Cagli, per Pergola, valeva ieri per Novafeltria. Non ci rendiamo conto che è in atto una progressiva riduzione dell’operatività dei poli ospedalieri, con lo svantaggio declinabile per i cittadini di quella zona. Non mi interessa oggi affermare la mia insoddisfazione per la risposta, entrare nel merito di questo argomento che necessiterebbe Atti Consiliari —6— SEDUTA DEL Provincia di Pesaro e Urbino 26 APRILE 2010 di ben maggiore tempo e ben altre condizioni, mi interessa invece esprimere lo sdegno dell’opposizione per questa non lettura della situazione di Sassocorvaro e addirittura per la non volontà di farsi carico di due provvedimenti sollecitati nell’atto ispettivo, estremamente chiari. La non presenza del medico chirurgo nella struttura 24 ore su 24 rende inutile anche il servizio di pronto intervento, così come il mantenere uniti il servizio di riabilitazione e il servizio di medicina crea problemi. Io ho sollecitato un intervento che non toccasse la responsabilità che certamente deve essere in capo all’ospedale di Urbino. Ho detto che non è necessaria la nomina di un primario, dico solo che una maggiore autonomia operativa è quella che viene sollecitata dagli operatori sanitari, dall’Amministrazione comunale di Sassocorvaro, dai cittadini della Valle del Foglia. Prendo atto con grande insoddisfazione di questa insensibilità politica di questa maggioranza di governo della provincia. PRESIDENTE. Interpellanza del consigliere Giannotti sull’agibilità della circonvallazione di Casinina di Auditore. Ha la parola il consigliere Giannotti. ROBERTO GIANNOTTI: Qui siamo al paradosso. Quanto consiglieri stanno nella Vallata del Foglia? Qui siamo di fronte ad una cosa estremamente ridicola: il fatto che abbiamo realizzato la circonvallazione di una cittadina importante come Auditore e ci siamo dimenticati di attivare lo svincolo per Casinina, per i residenti che vengono dalle zone interne. Mi sembra una cosa che la dice tutta. Posso capire tante cose, tante difficoltà, però una circonvallazione è tale nella misura in cui riesce a garantire una mobilità migliore del traffico. Se oggi, per andare a Casinina, vengo da Pesaro, ho uno sbocco d’uscita messo male, sistemato male, inadeguato pazienza, ma i cittadini delle zone interne, quelli che vengono da Piandimeleto? Il vostro assessore Marani, quando scende dalla sua città, qualora dovesse andare a Casinina deve fare un percorso molto più complesso e molto più articolato. Questo la dice tutta. (Interruzione). Ma non utilizza la circonvallazio- ne per entrare a Casinina. A parte questo che la dice tutta, se non stessimo su questi banchi con l’intento di dare un contributo... A me interessa che venga risolta questa questione, quindi si metta mano alla realizzazione di un progetto che mi risulta sia stato in qualche modo predisposto, che dovrebbe garantire la realizzazione di questo svincolo. I finanziamenti. C’è una resa economica determinata da qualche economia di spesa relativa alla realizzazione del tracciato, rispetto al quale si aspetta il via libera da parte del Ministero. Credo che a prescindere da questo, l’Amministrazione provinciale farebbe un gesto buono nella misura in cui attivasse risorse proprie, in attesa di recuperare questo complesso, mettendo fine a questa situazione da vera e propria incompiuta. PRESIDENTE. Ha la parola l’assessore Galuzzi. M ASSIMO GALUZZI: Il consigliere Giannotti ha fatto l’esempio sbagliato, perché venendo da Macerata Feltria si prende la rotatoria e si va a Casinina. E’ per uscire da Tavoleto, volendo prendere la circonvallazione, che non c’è. Però è stato soprattutto disattento, perché questa interrogazione l’ha fatta il consigliere Lunghi sette mesi fa. Bisognerebbe dirlo a Bossi che si arrabbierebbe. Avevamo risposta allora con precisione, nel senso che non è che ci si è dimenticati, perché sarebbe stata una dimenticanza davvero curiosa. La variante di Casinina è costata 11,5 milioni. Nel momento in cui si sono attivate le procedure per chiedere i finanziamenti, fare gli appalti, anche perché c’erano finanziamenti che dovevano passare attraverso il Ministero, necessariamente si è dovuto dividere la realizzazione in stralci, come è stato spiegato. Il primo finanziamento relativo agli stralci, purtroppo non prevedeva lo svincolo in uscita per andare a Tavoleto e in entrata nella circonvallazione da Tavoleto, perché non si riusciva a finanziare il primo stralcio adeguatamente se ci mettevi la questione dello svincolo. Per questa ragione si è andati avanti lo stesso, naturalmente nessuno pensando di poter utilizzare definitivamente la circonvallazio- Atti Consiliari —7— SEDUTA DEL Provincia di Pesaro e Urbino 26 APRILE 2010 ne di Casinina senza fare lo svincolo. Si è andati avanti con la realizzazione della variante, si è aperta sei mesi fa, dieci mesi fa, poco prima delle elezioni del 2009, si è messo mano subito alla predisposizione dello svincolo, dovendo usufruire del finanziamento ulteriore da parte del Ministero. Per questa ragione il consigliere Lunghi aveva fatto questa interrogazione, era stato risposto in questi termini, abbiamo incontrato i sindaci, abbiamo incontrato la popolazione con il Presidente nell’assemblea che è stata fatta a Tavoleto e abbiamo dato tutte le necessarie spiegazioni, è pronto il progetto, il progetto prevede un impegno finanziario di 450-500.000 euro, perché c’è anche la questione della messa in sicurezza del ponte esistente, circa i finanziamenti da parte del Ministero, che non sono i residui rispetto ai costi minori della variante ma un finanziamento a parte, ci è stato confermato che dobbiamo presentare il progetto perché deve essere approvato da parte del Ministero, poi possiamo dare il via all’appalto e alla realizzazione dei lavori. Il Ministero ha scritto in questi giorni dichiarando la conferma del finanziamento, possiamo inoltrare il progetto, non credo ci voglia molto tempo da parte del Ministero per l’approvazione del progetto, quindi riteniamo che nel giro di poco tempo, direi entro l’estate, si possa procedere all’appalto dei lavori e alla realizzazione dell’accesso di cui parla il consigliere Giannotti. PRESIDENTE. Ha la parola il consigliere Giannotti. ROBERTO GIANNOTTI: Non capisco perché lei si preoccupi della sintonia tra il Pdl e la Lega: è un dato oggettivo, richiamato dalla storia. Se mai rafforzato in questi giorni anche dal dibattito politico. Che Lunghi abbia presentato un atto ispettivo qualche tempo fa e che Giannotti l’abbia ripresentato oggi, sta a dimostrare che noi presidiamo il territorio ma c’è da registrare una inadempienza, perché il tempo passato dalla presentazione dell’atto ispettivo da parte di Lunghi e la risposta alla mia interrogazione, che è stata presentata a marzo, segnala un periodo di inadempienza, assessore. Non voglio essere maleducato, però se questi sono i tempi di affronto delle criticità, delle emergenze territoriali da parte della Provincia, comincio ad avere qualche perplessità. Lei mi ha tirato per la giacca, io non vorrei essere scortese, perché lei è sempre molto pacifico, anche nelle sue critiche. Le ricordo che la vicenda della circonvallazione di Casinina avrebbe meritato, in tempi non sospetti, qualche verifica amministrativa per accertamento di altre responsabilità e le debbo far rilevare che a distanza di qualche anno dalla sua realizzazione, si è dovuti intervenire di nuovo sul manto stradale... MASSIMO GALUZZI: Questo no... ROBERTO GIANNOTTI: Lasciamo stare, allora, avremo altre occasioni per approfondire la realizzazione dei lavori del tratto bituminoso che aveva comunque provocato grandi interrogativi. (Interruzione). Non è che parlo del nulla. Siccome lì c’è una direzione lavori, c’è una responsabilità oggettiva del committente che era la Provincia, si può anche pensare... (Interruzione). Se vuole possiamo allargare il dibattito e discutere sui collegamenti stradali, sull’assetto della viabilità di questa provincia. Le ricordo che la delega alla viabilità è una delle ragioni di essere di questa Amministrazione provinciale. Se dovessi esprimere una valutazione di merito sull’operato della Provincia rispetto alla viabilità, sono sotto il livello minimo della sufficienza, sono sotto il 6, perché la rete stradale di questa provincia è da paese di terzo mondo. Possiamo parlare di tutte le dorsali, possiamo parlare della Cesanense, possiamo parlare della Fogliense, è una cosa inammissibile. Il fatto di richiamare l’Amministrazione provinciale all’assunzione di una responsabilità precisa non si discute. In campagna elettorale avevamo detto “l’emergenza vera di questo territorio, al di là di tanti discorsi, è quella della viabilità”. Perché non fate un piano decennale da realizzare per gradi, che ci consenta di mettere a regime tutta la viabilità della provincia, soprattutto quello che collega la costa all’entroterra, che è una delle opportunità da sfruttare per lo sviluppo? Perché lei mi insegna che più i collegamenti sono difficili, più è Atti Consiliari —8— SEDUTA DEL Provincia di Pesaro e Urbino 26 APRILE 2010 difficile convincere insediamenti produttivi nel territorio, perché i tempi di collegamento sono quelli che sono. Quindi, da questo punto di vista il mio vuol essere un richiamo forte ad una maggiore operatività in questo campo e anche qui mi auguro che lei non sia stato ottimista e le dico che il primo ottobre io e Lunghi faremo una nuova interrogazione insieme, se lo svincolo di Casinina non verrà realizzato. PRESIDENTE. Interpellanza del consigliere Magnanelli in merito alla strada provinciale 9 (Urbinate-Feltresca). Ha la parola il consigliere Magnanelli. GIUSEPPE MAGNANELLI: Siccome l’abbiamo presentata con il collega Ceccarini, chiedo allo stesso collega di illustrarla. LORENZO CECCARINI: Il consigliere Giannotti dice di essere interessato alle varie dinamiche, alle varie situazioni, ma come vede, i consiglieri a 360 gradi, sia di maggioranza che di opposizione, sono interessati alle difficoltà e alle situazioni nelle quali bisogna intervenire e avere propositività, per cui non è soltanto qualcuno in particolare ma tutti abbiamo a cuore i nostri territori e la realizzazione e la messa in sicurezza di certe strade. E’ ovvio che dove si interviene ex-novo sicuramente si va ad intervenire in maniera nuova sulle situazioni, ci vuole anche del tempo per i rifinanziamenti e per andare a compimento e all’ottimizzazione dei servizi, per cui penso che ci possa essere, ragionevolmente, anche il tempo. Poi, con le difficoltà che ci sono, i vari patti di stabilità e tutte le situazioni che non vengono sbloccate, sicuramente non agevolano questi atteggiamenti. Ma al di là di questo, rientrando nell’interpellanza che insieme al collega Magnanelli abbiamo presentato, si riferisce a un ratto di strada vicinissimo a quello che lei ha pensionato in questo momento, che è il collegamento della provinciale Urbinate-Feltresca, che collega la Valle del Foglia con Urbino. Vista l’utenza che tutti i giorni percorre quella strada e il fatto che quella strada sia stata costruita tanti anni fa e sicuramente ha delle situazioni di difficoltà per la sua percorribilità ma soprattutto per l’importanza 2 Galuzzi per la risposta. MASSIMO GALUZZI: La situazione sulle strade mi permette di fare una battuta sulla questione della viabilità. Magari si facesse un bel dibattito in Consiglio provinciale sul tema della viabilità. Suggerirei al Presidente di metterlo in programma, per approfondire tutta una serie di questioni e di temi che sono naturalmente rilevantissimi. Il consigliere Giannotti potrà interrogare in quella sede ma anche dare delle risposte, perché ricordo che tutte le strade che lui ha citato — Apecchiese, Flaminia, 423 — erano statali fino al 2001, di competenza dell’Anas e dello Stato, passate alle Province con scarsità di finanziamenti. Quindi in quella sede si possono fare le domande e darci reciprocamente le risposte. Per esempio, Giannotti, hai dimenticato la vicenda della statale di Bocca Trabaria, recente. Anche lì ne abbiamo viste delle belle. La Provincia ha fatto molte cose che doveva fare lo Stato, perché ricordo che ha progettato la Fano-Grosseto, sta progettando la Pedemontana, progetterà entro breve la LunanoSan Marino, cose che dovrebbe fare lo Stato. Al di là di questo, l’interpellanza dei consiglieri Magnanelli e Ceccarini pone l’attenzione di un’altra statale recentemente provincializzata, la Urbino-Schieti. Questo tratto di strada è importante, perché collega l’Alto Montefeltro, la Valle del Foglia, quindi anche le strutture, i servizi ospedalieri, come si diceva prima, ad Urbino. Per queste ragioni è molto importante, però è una strada molto particolare per prevedere interventi consistenti in quella sede. Naturalmente toccherebbe abbandonare quella sede e realizzare una sede ex-novo, come pure c’era a suo tempo un’idea di progetto, nelle passate legislature amministrative, poi però un po’ superata. Per queste ragioni il Presidente e io come assessore abbiamo voluto dare una indicazione in questa direzione, per cui è già stato dato l’incarico al dott. Blasi che è un geologo, di predisporre un progetto di apertura della viabilità a monte — chi conosce quella strada sa che è una strada tortuosa — vedendo come procedere con dei piccoli sbancamenti su alcune curve, aprendo la visibilità in questa direzione e con una messa in sicurezza a valle. Atti Consiliari —9— SEDUTA DEL Provincia di Pesaro e Urbino 26 APRILE 2010 Alcuni interventi in questo senso erano stati fatti 7-8 anni fa, quando ero sindaco a Urbino, dalla Provincia, che credo abbiano dato qualche contributo nella direzione di una migliore transitabilità di quella strada. Pensiamo di accentuare quegli interventi che sono anche rispettosi dell’ambiente, non pongono problemi ecc., con alcune aperture a monte di una serie di curve e la messa in sicurezza a valle, perché crediamo che anche quello sia un problema da dover porre all’attenzione. Ho detto che è stato dato l’incarico già al dott. Blasi, che è un geologo interno della Provincia, che sta predisponendo questo progetto. Entro poco tempo credo potremo riuscire, se si vuole, anche a presentarlo in Consiglio provinciale. La questione dei finanziamenti necessari è un’altra situazione, perché saremo nella condizione di dover vedere quali sono i finanziamenti che si possono riferire per fare una serie di interventi in questa direzione. Per quanto riguarda l’aspetto cui accennava il consigliere Ceccarini, lo sfalcio delle erbe, stiamo procedendo ma sapete quali sono le questioni. Sarebbero necessarie, come minimo, due operazioni di sfalcio dell’erba in giro per le strade provinciali, come minimo, però vi ricordo che le strade provinciali sono 1.400 chilometri e siccome i lati sono due, sono 2.800 chilometri di necessità di intervento, quindi la cosa è notevole. Nei bilanci della Provincia sono previsti i finanziamenti per poter procedere ad uno sfalcio dell’erba, con appalto ecc., con le ditte apposite. Nelle prossime settimane partiremo con una prima operazione, soprattutto nelle strade dove c’è maggiore problematicità da questo punto di vista e sono d’accordo che si tenga conto, laddove ci sono più problemi, laddove ci sono strade più tortuose, con un maggiore traffico ecc., anche di questi aspetti, perché magari lì si può cercare di intervenire con più attenzione. Nei prossimi giorni partirà il lavoro per quanto riguarda anche lo sfalcio delle erbe. PRESIDENTE: Ha la parola il consigliere Magnanelli per dichiararsi soddisfatto o meno. GIUSEPPE MAGNANELLI: E’ vero, ha ragione il consigliere Giannotti: l’ubi consistam della Provincia, riguarda la rete viaria. Però il consigliere Giannotti sa benissimo più di me — è stato ricordato testé dall’assessore — che abbiamo 1.400 chilometri e i finanziamenti non sono adeguati. Qualcuno può dire “perché le avete prese?”. Siccome questa è una questione che va al di sopra di noi, di questa e della precedente legislatura, direi di affrontare il problema per quello che è. Se uno comincia dicendo “perché è stato fatto questo” 20, 30, 40 anni fa, si viene a perdere tempo, a esprimere un giudizio di carattere generico. Noi invece vogliamo andare alla sostanza. Ha ragione il consigliere Giannotti che questa è la materia fondamentale, principale per le Province, non dalla sua parte politica ma da qualche alleato, sento dire in questi giorni di polemica “che cosa stanno a fare le Province, che non hanno ragion d’essere?”. Nella dialettica politica ci sta tutto ma se noi pensassimo già solo a questo e alle scuole dove vanno i nostri ragazzi, strutture dall’interno delle quali usciranno le future generazioni, all’interno delle quali insegnano i saperi per le nuove classi dirigenti, già basterebbero solo queste due cose — non dico poi l’ambiente, non dico tutte le altre responsabilità — per pensare come facciano un Comune o la Regione ad affrontare queste tematiche. Ma questo ci porterebbe lontano, era solo una battuta. Però sto al tema vero, anzi le dico che come presidente della Commissione lavori pubblici, di cui lei fa parte, affronteremo sedute tematiche proprio per mettere a fuoco questo tema che deve avere poi alcune priorità e alcuni finanziamenti, perché anch’io da quando sono qui parlo della Pesaro-Urbino e tornerò a parlarne, ma siccome occorrono 100 milioni di euro, capisce che bisogna cercare di trovare anche le risorse. Colgo questa occasione per dire che quando vi sono alcune cose positive, vanno dette. La Provincia ha testé completato un tratto di strada di questi 1.400 chilometri, che va dalla zona Sasso alla zona Bivio dei Missionari o Croce dei Missionari, nell’entrata della città ducale, che è stata in questi giorni asfaltata e adeguatamente segnalata, per cui anche questa era una Atti Consiliari — 10 — SEDUTA DEL Provincia di Pesaro e Urbino 26 APRILE 2010 richiesta che avevamo fatto a suo tempo, rispetto alla quale esprimo pubblicamente plauso. Nella fattispecie della Urbino-Schieti, questa è una strada fondamentale che si collega, quasi, alla rotatoria di cui parlava il collega Giannotti. E’ una strada che collega, anche questa, la città ducale, è una strada che collega per motivi sanitari, culturali, scolastici, ad Urbino. Quindi abbiamo chiesto con forza di poter intervenire su questo, anche se, immagino, le risorse non permetteranno di dare una soluzione concreta. Intanto ci accontentiamo di procedere gradualiter, direbbero i latini, però cercando di andare nella direzione che abbiamo posto in questi anni e in questa legislatura, almeno per questa strada che è stata asfaltata nel dopoguerra e che nel periodo post-bellico non era neanche stata asfaltata. Immaginate di poter collegare il nostro territorio con il Montefeltro e con quanto avvenuto nella Valmarecchia e come questa arteria sia fondamentale per il nostro discorso. Nel frattempo, però, occorre prendere positivamente quanto ha detto l’assessore e quanto di fattivo sta facendo in tutto il territorio, e siccome lei, consigliere Giannotti ha girato per questioni d’istituto tutta la regione Marche, dovrà riconoscere che ci sono criticità nella nostra rete viaria ma ci sono anche delle situazioni positive di intervento, di attenzione in rapporto alle risorse adeguate. Quindi l’importante è stare attenti nella tempistica, perché noi amministrazioni siamo bravi a predisporre, poi nella tempistica non siamo altrettanto bravi. Bisogna stare attenti e pungolare quotidianamente, tramite chi di dovere, affinché queste cose vengano realizzate nei tempi possibili. PRESIDENTE: Interpellanza del consigliere Giannotti in merito alla situazione del litorale di sottomonte (area sud) Gabicce Mare. Ha la parola il consigliere Giannotti. ROBERTO GIANNOTTI: Il problema della situazione del litorale credo sia noto a tutti. Il litorale della nostra provincia, così come gran parte del litorale della regione, è purtroppo in preda ad una malattia, la malattia dell’erosione. Tutti gli anni, durante la stagione invernale, la forza del mare aggredisce il litorale, rendendo difficile lo svolgimento di importanti attività economiche. Il consigliere Pascucci potrebbe fare una lunga descrizione delle difficoltà e dei problemi che sono connessi al mantenimento dell’integrità degli stabilimenti balneari ma anche del litorale di pertinenza. E’ abitudine e uso ogni anno, da parte della Regione, di mettere a disposizione dei comuni più colpiti alcune risorse finanziarie che servono al rinascimento della spiaggia, che vuol dire, sostanzialmente, comprare qualche camionata di sabbia per rafforzare il litorale nei punti critici. Interventi, li chiamerei, d’istituto. Quest’anno gli operatori e gli amministratori di Gabicce hanno segnalato la gravità della situazione derivante dalle mareggiate nella spiaggia di sottomonte nord. E’ inutile che richiami qui l’importanza strategica della spiaggia di Gabicce. La mia amica Franca potrebbe dirmi “noi viviamo, anche se di riflesso, dell’importanza dell’efficienza di questo pezzo di litorale”. Gabicce è il centro primario su questo piano. Ebbene, mi risulta assessore, che la Regione ha disposto interventi, quest’anno, per il litorale, guarda caso bypassando Gabicce. Domani dovrebbe uscire un decreto che destina 40.000 euro a Pesaro, non c’è una lira — per dirla come la diceva Palmiro Ucchielli — per Gabicce. Ritengo questa una cosa gravissima. Rispetto a questo ho presentato un atto ispettivo, chiedendo che la Provincia si faccia carico, responsabilmente, di questa situazione. Ma ho fatto di più: ho chiamato il sindaco di Gabicce, chiedendogli di farsi carico con forza di questa cosa; ho chiamato l’assessore Porto per dirgli “assessore, ci salvi lei”. Ho l’impressione che ci sia una grande insensibilità. Fra l’altro debbo anche dire, assessore, che sono sconcertato dall’atteggiamento di alcuni funzionari regionali. Io mi sono anche permesso di chiamare un funzionario per sottolineargli questa cosa e il trattamento è stato incivile. Mi riservo, su questo, di fare una lettera al presidente Spacca per dire che quei dirigenti vanno mandati a casa, perché se al posto di Giannotti che è avvezzo alle cattive abitudini di alcuni funzionari, fosse stato un cittadino, sarebbe stata una cosa gravissima. Mi è stato detto che nei prossimi giorni ci Atti Consiliari — 11 — SEDUTA DEL Provincia di Pesaro e Urbino 26 APRILE 2010 sarà un incontro, quindi mi auguro che la Provincia di Pesaro e Urbino con forza sostenga le ragioni del nostro litorale e convinca la Regione a mettere a disposizione le risorse necessarie a fare un intervento di tamponamento per fare in modo che la prossima stagione estiva possa essere affrontata in maniera dignitosa da parte delle strutture ricettive di quella città. PRESIDENTE: Ha la parola, per la risposta, l’assessore Galuzzi. MASSIMO GALUZZI: Rispondo rapidamente per le cose che ho seguito io, perché questa è una questione a cavallo fra la difesa del suolo e le tematiche dell’ambiente; So che l’assessore Porto se ne è già occupato anche lui telefonando in Regione, dopo avere parlato anche con lei consigliere, e credo che domani avrà un incontro con il nuovo assessore regionale, proprio per porre questa questione. Le considerazioni stanno in quei termini, è un processo annuale, nel senso che ogni anno accade questa cosa fisiologicamente. Il sindaco con il quale abbiamo parlato ci diceva che in condizioni di normalità, un intervento di 40-50 mila euro l’anno è necessario proprio per il rinascimento di quel tratto di spiaggia, recuperando, essendo un intervento tenue, un po’ di sabbia che veniva portata verso il limite di Cattolica e riportandola. Ma questo intervento di 40-50 mila euro l’anno con il contributo della Regione e del Comune riusciva a tamponare la questione e la situazione. Quest’anno, per il maltempo, le mareggiate ecc., l’intervento è necessariamente più consistente. C’è un progetto del Comune che prevede un’azione per 300-400 mila euro, per rimettere a norma la situazione, ma potrebbero essere in prima battuta necessari finanziamenti minori. E’ vero che nell’ambito dei finanziamenti ripartiti dalla Regione, addirittura ci risulta che il Comune di Gabicce sia il primo fra i non finanziati. Per questo credo che la nostra azione per premere, per verificare e far presente lo stato delle cose, sia ancora più necessaria, perché magari si può meglio riuscire a rientrare nell’ambito dei finanziamenti e ad avere un supporto in questa direzione. Ripeto, sentendo anche il sindaco come ha fatto lei, serve, magari, in prima battuta un intervento minore, come veniva fatto anche negli anni passati, poi serve essere introdotti nell’ambito dei finanziamenti regionali e per quello dobbiamo muoverci come lei diceva, per avere la possibilità di fare un intervento un po’ più consistente. Come lei sa c’è un’ulteriore questione che riguarda quel tratto di costa, che è quella del riallineamento delle scogliere. Vi è un progetto di tre milioni di euro seguito dalla Regione, prevede un finanziamento del Comune del 33% e la restante parte della Regione. Ci sono le verifiche in vasca — lo dico come è scritto — cioè prove di laboratorio per verificare la qualità del progetto. Credo sia un’operazione successiva ma importante anche questa, perché metterebbe per un arco di tempo più ampio, in salvaguardia la costa rispetto ai fenomeni che si producono continuamente. L’impegno è massimo, perché anche l’assessore Porto ha preso contatti, domani avrà l’incontro e ci muoviamo senz’altro in quella direzione. PRESIDENTE: Ha la parola il consigliere Giannotti. ROBERTO GIANNOTTI: Prendo atto di questo impegno da parte dell’assessore Galuzzi ma, avevo accertato, da parte dell’assessore Porto. Voglio dire a Magnanelli, a Ceccarini che, come vedono, l’impegno è bipartisan rispetto ad alcune situazioni. Quando si tratta di cose serie, da parte della minoranza l’impegno non è mai venuto meno e non verrà mai meno, perché quello che ci anima è corrispondere alle esigenze dei cittadini, prima che alle esigenze della politica. Altra cosa, Magnanelli, se volessimo parlare della viabilità. Comunque raccolgo la sfida: su questo possiamo divertirci. Poi parleremo della Fano-Grosseto o del fatto che si è parlato di una incompiuta, pur sapendo che per trent’anni i Comuni “rossi” dell’Umbria non si erano ancora messi d’accordo sul tracciato. Ma possiamo parlare del fatto che la Fano-Grosseto non è stata una priorità regionale fino a tre anni fa. Possiamo parlare della Pedemontana. A lei forse fa difetto la memoria: Atti Consiliari — 12 — SEDUTA DEL Provincia di Pesaro e Urbino 26 APRILE 2010 la Pedemontana era un obiettivo della nostra parte politica, della mia e della sua, prima della dissoluzione. Non è stato certamente uno degli obiettivi della sinistra, lei lo sa. Quando eravamo ragazzi frequentavamo lo stesso partito politico e su questo piano abbiamo fatto tantissime battaglie. Così come su Bocca Trabaria. Su Bocca Trabaria io avevo richiamato con forza l’esigenza di mostrare i muscoli, perché lì c’era un atteggiamento di tolleranza da parte del Governo — non abbiamo difficoltà a dire, quando il Governo sbaglia — ma soprattutto c’era un atteggiamento grave da parte dell’ente strumentale di cui si avvale il Governo per questo tipo di intervento, cioè da parte dell’Anas di Perugia. Tornando al tema, voglio dire che esiste un problema di difesa della costa, rispetto al quale abbiamo tante urgenze. C’è l’urgenza di Fano, c’è l’urgenza di Pesaro, c’è il fatto che, per esempio, vanno rimesse a regime le scogliere soffolte, che secondo me sono state una scelta intelligente. C’è il problema di Gabicce. Degli interventi strutturali parliamone. Qui il problema è molto più limitato. Qui c’è sempre stata, tutti gli anni, una disponibilità, cioè la Regione ha allargato i cordoni della borsa per mettere a disposizione dei Comuni alcune risorse finanziarie che integravano l’intervento diretto e consentivano il trasporto di alcuni camion di sabbia. Vorrei vedere eventuali graduatorie, sarei curioso di vederle. Non voglio fare affermazioni gravi sull’ordine delle priorità ma mi sembra che Gabicce sia una priorità. Mi auguro che domani mattina l’assessore Porto non torni da Ancona se non con l’assicurazione che Gabicce avrà le risorse finanziarie. Fate un testo di forza, perché è necessario far sentire il peso e l’autorità del nostro territorio anche in Regione. PRESIDENTE: Ha la parola l’assessore Porto. TARCISIO PORTO: Ringrazio Giannotti della bega che mi ha affidato, però farò di tutto e andrò a chiedere un minimo di interventi. Però credo che il problema sia più ampio... (fuori microfono). PRESIDENTE: Interpellanza del consigliere Magnanelli in merito all’installazione segnaletica lungo la SS 73 bis. Ha la parola il consigliere Magnanelli. GIUSEPPE MAGNANELLI: Come loro tutti sanno, lungo la statale 73 bis, in direzione Bocca Trabaria, da Fossombrone a Borgo Pace, vi è il divieto di installare cartelli indicativi attività turistico-commerciali. Potete ben capire la giusta lamentela degli operatori commerciali, alcuni dei quali, collocati nel nostro entroterra, nelle zone dell’alta provincia, senza queste indicazioni molto difficilmente possono essere raggiunti. Quindi alcuni sono costretti a chiudere le loro attività. So che questa è una competenza dello Stato, per cui non possiamo decidere direttamente ma l’impegno dell’Amministrazione affinché si possano trovare alcuni accorgimenti perché queste attività non muoiano. Ci sforziamo tutti a dire che occorre ripopolare l’entroterra e migliorare la viabilità, ma senza una minima segnaletica alcuni sono materialmente costretti a chiudere. Quindi la richiesta è che l’Amministrazione faccia ogni cosa, non qualche lettera scritta, ogni tipo di intervento, affinché a monte si riesca a rimuovere alcuni di questi divieti, anche se non attigui alla strada 73 bis ma dare un minimo di indicazione per trovare queste attività commerciali che pullulano nel nostro entroterra. PRESIDENTE: Ha la parola l’assessore Galuzzi. MASSIMO GALUZZI: Credo che su questa interpellanza del consigliere Magnanelli sia necessario davvero un coordinamento da parte della Provincia, una verifica comunque, perché dietro l’interpellanza, gli uffici della Provincia ci avevano già segnalato la cosa, però ho provveduto ripetutamente in questi giorni a sentire i vari funzionari dell’Anas, compreso l’ingegnere capo: bisogna cercare di coordinare meglio che tipo di soluzione ci può essere, perché Atti Consiliari — 13 — SEDUTA DEL Provincia di Pesaro e Urbino 26 APRILE 2010 l’Anas risponde che lungo le strade tipo la 73 bis, che sono itinerari internazionali, è vietato collocare pubblicità in quanto tale, cartelli pubblicitari normali come si vedono ai limiti delle strade. Però ci confermano che è possibilissimo posizionare cartelli, insegne di esercizi ed altri mezzi pubblicitari indicativi rispetto alle esigenze che ci sono, sempre a seconda delle previsioni del regolamento e degli articoli da 47 a 51 del codice della strada. La segnaletica di indirizzo è possibilissimo collocarla. Si tratta, con queste persone interessate di verificare e coordinare qual è la necessità vera, perché dalle risposte sembra che quel tipo di richiesta possa essere esaudita, purché sia conforme alla normativa. Altro tipo di pubblicità l’Anas conferma che non è possibile collocarla lungo strade come la 73 bis. Credo che l’interrogazione volesse significare questo, nei prossimi giorni guarderemo meglio quali sono le esigenze, coordineremo un tavolo con l’Anas per dare una risposta, perché magari ci sono incomprensioni, ci sono alcune cose che non sono state verificate fino in fondo. Invece il cartello con la freccia e la scritta “Agriturismo” o simili, l’Anas conferma che è possibile collocarlo. PRESIDENTE: Ha la parola il consigliere Magnanelli. GIUSEPPE MAGNANELLI: Grazie della risposta, assessore, ma lei sa che spesso parlo con cognizione di causa e le dico che lungo questa strada di cui abbiamo parlato, l’Anas ha fatto togliere le indicazioni relative all’attività commerciale. Non pubblicità, indicazioni dell’attività commerciale, come “bad and breakfast Magnanelli — Urbino”. L’incipiente attività primaverile-estiva, ha bisogno di risposte immediate. Le farò avere la cosa di cui sono a conoscenza, anche la legge che ha imposto al proprietario di questo bad and breakfast di togliere materialmente questa indicazione. La sua risposta è molto positiva e la ringrazio, come la ringrazio dell’impegno che mette quando le chiediamo interventi e della tempistica che adotta. Per questo mi auguro che nel giro di giorni o di qualche settimana si possa eliminare questo divieto e dare la possibilità a questi esercizi commerciali di poter lavorare, non chiedono altro. Noi abbiamo il dovere, in primis, di fare tutto quello che è possibile perché la gente possa svolgere la propria attività. Sull’ordine dei lavori PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il consigliere Savelli. Ne ha facoltà. RENZO SAVELLI: Siccome in questi giorni la stampa ha ripetutamente affrontato u problema che credo interessi tutti, quello del fatto che lungo le strade provinciali, anche lungo alcune strade comunali è stato usato il diserbo che ha creato i problemi che sappiamo, su questo argomento noi abbiamo presentato un ordine del giorno che, se vi fosse la disponibilità da parte dei colleghi, saremmo desiderosi di poterlo discutere anticipatamente, con criteri di urgenza. PRESIDENTE: Chiedo intanto di distribuirlo. L’ordine del giorno a questo punto reca la discussione delle delibere. Tra le altre cose abbiamo deciso proprio giovedì scorso nella Conferenza dei capigruppo che si discutevano la delibere e poi si entrava nella fase degli ordini del giorno, quindi la sua richiesta d’urgenza verrà trattata dopo che avremo discusso le delibere, anche se devo dire che come Presidente non sono molto contento che ci siano proposte d’urgenza se non sono condivise. Il regolamento prevede anche questa possibilità, però non sono contento, lo dico chiaramente, perché potrebbe non esserci condivisione. Associazione culturale “Centro Studi Vitruviani”. Approvazione statuto PRESIDENTE: L.’ordine del giorno reca, al punto 2: Associazione culturale “Centro Studi Vitruviani”. Approvazione statuto. Ha la parola il Vicepresidente della Giunta Rossi. Atti Consiliari — 14 — SEDUTA DEL Provincia di Pesaro e Urbino 26 APRILE 2010 DAVIDE ROSSI: Si tratta di una delibera che contribuisce a istituire uno strumento culturale importante, perché sono tanti anni che in questa provincia, in particolare a Fano, si discute e si teorizza di istituire un centro studi intitolato a Vitruvio. Siccome è una cosa complessa per vari motivi, questa cosa è ferma da circa dieci anni. Adesso siamo riusciti a mettere insieme alcuni dei soggetti istituzionali e non solo, più significativi, per istituire il centro. Oltre alla Provincia di Pesaro e Urbino e al Comune di Fano, i soci istituzionali sono le università di Urbino e di Ancona, la Fondazione Cassa di Risparmio di Fano. Poi abbiamo previsto i cosiddetti soci culturali che in questa fase sono l’Archeoclub d’Italia e la Confesercenti che si è fatta avanti nel momento in cui ha saputo di questa iniziativa, perché ha colto anche le potenzialità di turismo culturale legate a questa iniziativa. E’ un centro studi che vuole valorizzare il territorio partendo dall’archeologia classica. In particolare a Fano ma anche in altri siti della provincia che citeremo, ci sono testimonianze importanti legate alla classicità, in particolare alla romanità. Fano è una città che oltre all’Arco di Augusto ha le cinte murarie romane tra le meglio conservate e più estese d’Italia, naturalmente dopo quelle di Roma. Ha un teatro romano che dovrebbe essere acquisito dal Comune nei prossimi mesi, un anfiteatro e varie altre testimonianze. Quindi nella nostra provincia è la capitale dell’archeologia e della romanità, però abbiamo molte altre testimonianze, in particolare a Fossombrone, a Macerata Feltria, a Sant’Angelo in Vado e altre situazioni lungo, in particolare, l’antica Flaminia, tant’è che ricorderete che anni fa la Provincia aveva lanciato un progetto che si chiamava “Progetto Flaminia”, che andava a valorizzare tutta una serie di siti archeologici, musei, monumenti, intercettando anche importanti finanziamenti comunitari. Questo centro studi ha anche il ruolo di essere uno strumento per rimettere in campo il “Progetto Flaminia” e insieme all’assessore Porto cercheremo poi di ottenere finanziamenti comunitari. Ad ogni modo, Vitruvio è una figura di riferimento straordinaria nell’archeologia clas- sica. E’ considerato l’iniziatore dell’architettura, il primo e più importante architetto che ha influenzato l’architettura da lui in avanti, fino ad arrivare anche ai nostri giorni. Volendo semplificare e forse forzando anche un po’, potremmo dire che per il nostro territorio è quello che Raffaello è per l’arte figurativa o Rossini per la musica. Vitruvio è studiato e considerato un punto di riferimento in tutto il mondo, quindi le potenzialità sono enormi, e ha questo legame con Fano dovuto al fatto che nel suo Trattato fondamentale, il “De Architectura”, individua e cita Fano come unica città nella quale avrebbe realizzato un’opera, cioè la Basilica di Fano che, come sapete, non è mai stata trovata. Qualcuno, anche se ormai sono correnti minoritarie, ipotizza che neanche fu mai costruita. Questo non lo sappiamo, ma al di là del fatto che sia stata o no realizzata, il legame tra Vitruvio, attraverso questa opera e Fano, quindi la provincia, è indubitabile, nessuno lo mette più in discussione. In passato qualcuno ha anche provato a dire che fosse un passaggio interpolato del testo, ma ormai queste sono tesi superate dalla maggioranza degli studiosi. Alcuni addirittura, in particolare Pierre Gros, che è considerato il più importante studioso vivente di Vitruvio, che fa parte del comitato scientifico, ipotizza che Vitruvio possa essere nato a Fano ed abbia anche progettato e realizzato le mura della cinta muraria fanese. Però queste sono tutte ipotesi ancora non verificate. Quello che c’è di certo è che Vitruvio è considerato un grande in questo campo in tutto il mondo, ha questo legame con la città, quindi con la provincia e secondo me deve essere “sfruttato”, sia per incentivare gli studi in questo campo sia per mettere in campo quelle azioni che possano aiutare anche a sviluppare un certo tipo di turismo nel nostro territorio, il turismo colto che è quello che va per la maggiore oggi. L’archeologia ha una straordinaria capacità di attrazione anche per i non addetti ai lavori. Qualunque convegno ben fatto o qualsiasi iniziativa che riguardi l’archeologia, attira tantissime persone. Anche gli stessi programmi di divulgazione che vediamo in televisione sono seguitissimi. L’archeologia ha un fascino che riguarda anche chi non si occupa professionalmente o in maniera acca- Atti Consiliari — 15 — SEDUTA DEL Provincia di Pesaro e Urbino 26 APRILE 2010 demica di queste cose, quindi è un veicolo potente che abbiamo a disposizione e che dobbiamo utilizzare e sfruttare. Il centro mira a fare questo: a focalizzare l’attenzione, anche internazionale, grazie alla figura di Vitruvio, sul nostro territorio, quindi a sviluppare azioni, sia culturali che turistiche. Per fare questo occorre realizzare un’azione di alto livello, non solamente locale. Questa è un’iniziativa che ha l’ambizione di avere un respiro almeno nazionale, tant’è che nel comitato scientifico abbiamo coinvolto due figure di assoluto riferimento internazionale: una è Pierre Gros come dicevo prima, che è il più importante studioso di Vitruvio al mondo, vivente, e il presidente del comitato scientifico, Salvatore Setti, uno dei più importanti uomini di cultura del nostro paese, attualmente rettore della Scuola Normale di Pisa, incaricato, tra l’altro, di rivedere la Treccani nella parte che riguarda la storia dell’arte, quindi un’autorità in questo campo, che ha accettato di presiedere gratuitamente il comitato scientifico. Quindi ci sono tutte le condizioni perché questa cosa parta e parta nel migliore dei modi, con ambizioni importanti che tra l’altro si accompagnano a uno sforzo economico sobrio, visti i tempi, perché i soggetti istituzionali che aderiscono si impegnano a versare una quota annuale associativa di 2.000 euro che consente l’attività ordinaria. Noi abbiamo già a disposizione una sede, anche se ancora deve partire l’utilizzazione, che è in via Vitruvio a Fano, messa a disposizione dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Fano, c’è in cantiere un importante convegno nazionale di lancio di questa iniziativa e 2.000 euro serviranno ad avere una persona che nel centro studi opererà in maniera pressoché quotidiana, in collaborazione con le università, per iniziare a catalogare tutto il materiale che c’è su Vitruvio, a partire dal nostro territorio, allargando lo sguardo anche a livello nazionale e internazionale. Quindi, 2.000 euro di quota associativa annuale, più le attività che di volta in volta il comitato direttivo, dove sono presenti i vari enti, insieme al comitato scientifico, decideranno di organizzare e conseguentemente finanziare. In questa delibera troverete 2.000 euro come quota associativa annuale e 4.000 euro per le attività del 2010, perché è in preparazione questo importante convegno di cui vi dicevo. Gli altrimenti hanno già deliberato, compreso il Comune di Fano, quindi siamo rimasti noi, poi andremo dal notaio per formalizzare la costituzione. Si tratta di una associazione riconosciuta. In questa fase abbiamo voluto evitare di partire subito con una struttura piuttosto pesante qual è la Fondazione, perché una delle possibilità era quella di realizzare lo strumento giuridico della Fondazione, ma abbiamo pensato che è meglio partire con una impostazione più snella, per poi, eventualmente, quando il progetto sarà decollato e darà risultati, pensare anche a trasformarlo in una fondazione, però si parte con un’associazione riconosciuta. Credo che sia una grossa opportunità che mettiamo in campo, la Commissione cultura ha approvato all’unanimità, quindi credo che ci possa essere una condivisione ampia su questo progetto. PRESIDENTE: Ha la parola il consigliere Capanna. BRUNO CAPANNA: Sottolineo la positività dell’iniziativa. Sento adesso dalle parole dell’assessore questa proposta, ma mi basta il richiamo al “Progetto Flaminia” che considero un tema molto importante, per troppo tempo abbandonato. Do la mia disponibilità a collaborare con l’assessore per ripristinare tutti i contatti e le iniziative necessari, perché il “Progetto Flaminia” è una legge dello Stato, coinvolge quattro regioni, quindi è un elemento unificante di questo territorio e mi fa molto piacere che venga ritirato fuori, perché è veramente un’iniziativa che aveva creato molte aspettative nei territori. Lei assessore ha citato alcune eccellenze archeologiche. Per quanto riguarda il mio territorio ricordo la Gola del Furlo con la galleria romana, un unicum nella viabilità romana, non esiste da nessun’altra parte una galleria come quella, tutte le opere romane lungo la gola. Acqualagna ha due siti, al Museo Pitinum Mergens e Villa Colombaia. La cosa più importante è il municipio romano di Pitinum Mergens. Ma non mi riferisco solamente alle cose che riguardano Acqualagna bensì a questa idea straordinaria per cui, ripar- — 16 — Atti Consiliari SEDUTA DEL Provincia di Pesaro e Urbino 26 APRILE 2010 tendo da questo centro studi, si possono riprendere i contatti con i territori di altre regioni per rimettere in piedi una sinergia nazionale, perché sarebbe bello coordinarsi e ripristinare questa grande arteria che era la n. 3 dell’antica Roma e tutt’oggi rimane questo numero a decretarne l’importanza. Volevo sottolineare questa cosa e riagganciarmi a questo grande progetto che bene fa la Provincia a riportare fuori. PRESIDENTE: Ha la parola il consigliere Baldelli. PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE MATTIA TARSI ANTONIO BALDELLI: Vorrei interloquire con l’assessore Rossi, in particolare su alcuni punti dello statuto e anche chiedendogli, se potrà, di mantenere alcune promesse. Innanzitutto prendo atto che la Commissione ha votato all’unanimità lo statuto e quindi — ubi maior minor cessat — prendo atto che i consiglieri hanno valutato in maniera positiva il prototipo dello statuto. Già a leggere lo statuto, a colpo d’occhio qualcosa mi ha preoccupato, ad esempio la possibilità che una semplice associazione riconosciuta possa essere anche titolare di beni immobili. Già questa cosa un po’ mi ha preoccupato, ma è una deformazione professionale. Voglio però far notare come i progetti del passato in questo settore siano purtroppo miseramente naufragati. Quindi chiedo a lei — so che è una richiesta impossibile — quell’impegno che è mancato in passato, per far sì che queste iniziative decollino e soprattutto chiedo a lei un secondo impegno: quello di non far fare ai Comuni con maggiori abitanti quindi con maggiore peso politico ed elettorale, la parte del leone, perché nei nostri 60 comuni della provincia di Pesaro e Urbino ci sono comuni che meritano attenzione e spesso questa attenzione è stata loro negata. Un ulteriore appunto sulla scelta di assumere sin da subito un dipendente, o comunque stipulare un contratto con una persona, credo laureata nel settore, almeno lo spero, per la catalogazione di tutto questo materiale. Chiedo che la scelta sia fatta con estremo rigore, soprat- tutto premiando le capacità e non le tessere di partito, come spesso in questa Provincia accade e non credo di dire nulla di eclatante se faccio questo appunto, perché basta scorrere l’elenco dei consulenti esterni alla Provincia per ritrovare tanti nomi omonimi — non credo — o forse parenti di tanti esponenti del centro-sinistra. Questo è un peccato assai grave di questa Amministrazione provinciale. Infatti avrei gradito da lei, assessore Rossi, persona molto attenta, che si fosse allora stipulata una convenzione con l’Università di Urbino e che si fosse attinto dalle risorse umane dell’Università di Urbino, magari per creare una borsa di studio per un giovane ricercatore, secondo criteri magari messi in atto e scelti dalla stessa università. Vedo che lei annuisce, quindi sono contento di essere in sintonia con lei, signor assessore. Vorrei comunque ribadire il punto che un’associazione riconosciuta, quindi nemmeno una fondazione, possa essere titolare di beni immobili e questo mi preoccupa. PRESIDENTE: Ha la parola il consigliere Savelli. RENZO SAVELLI: Come è stato detto dall’assessore Rossi, la III Commissione, Pubblica istruzione, cultura e sport, che ho l’onore di presiedere, si è riunita per discutere l’argomento che ha approfondito e approvato all’unanimità, con alcune osservazioni dei presenti, come è giusto che sia, perché ognuno deve portare il contributo di idee, di esperienze e di conoscenze che ha nel settore. Noi abbiamo tutti lodato sia l’entusiasmo che la prudenza che sono trasparite in modo chiaro nelle parole dell’assessore e della Giunta. Dico entusiasmo e prudenza, perché, come avete sentito, la figura che è stata scelta è quella dell’associazione, non quella della fondazione, che è molto più impegnativa. Noi abbiamo nella nostra provincia altre fondazioni culturali, tipo quella che gestisce il Museo del Balì o l’altra intitolata ad Occhialini. Sono cose un po’ più complesse rispetto ad una associazione, che è una delle formule giuridiche che sono state approvate negli anni ’90: istituzioni, fondazioni e associazioni di tipo giuridico. Pertanto da questo punto di vista l’entusiasmo delle sue parole o delle Atti Consiliari — 17 — SEDUTA DEL Provincia di Pesaro e Urbino 26 APRILE 2010 intenzioni della Giunta , con la prudenza nell’agire, nel muoversi in questo settore. E’ stato giusto ricordare Vitruvio fra i grandi personaggi della nostra provincia, dimenticando però Bramante. Se ti avesse sentito il sindaco di Fermignano, che era distratto, ti avrebbe giustamente redarguito, perché è una delle grandi figure del Rinascimento. Le finalità che ci si pone e le cose che si vuol fare sono tutte condivisibili. Nello statuto si parla anche di “promuovere attività culturali, convegni, studi, conferenze, pubblicazioni, borse di studio riguardanti l’opera vitruviana, i suoi specifici esiti e delle epoche successive”. Ecco perché si faceva riferimento a Francesco di Giorgio Martini e al Rinascimento italiano. Poi, “archeologia classica fanese e della provincia di Pesaro e Urbino”. Qui c’è un rimando chiaro e inequivocabile, sottinteso, al “Progetto Flaminia” cui si è poi fatto riferimento. Non è citato espressamente ma se ne fa riferimento. Tutti gli studiosi antichi, nel parlare e descrivere l’Italia romana, l’Italia dell’epoca, effettivamente fanno tutti riferimento alla Flaminia che era “l’autostrada del sole” di allora. Per andare dalla mitica Padania a Roma non si passava dalla Firenze-Bologna, perché era impaludata, ma si passava lungo la Flaminia. Infatti il Furlo è chiamato la “chiave” tra la Padania e Roma e le città che si trovavano lungo la Flaminia hanno avuto la possibilità di crescere, di diventare importanti e vengono citate. Non è a tutti noto che la città di Fano aveva un’estensione dentro le mura, di 24 ettari, così come 24 ettari erano Forum Sempronii, 18 ettari Pisaurum, 6 ettari Urbinum Metaurense, 4 ettari ciascuno Pitinum Mergens e Tifernum Metaurense, cioè Sant’Angelo in Vado. Ben più modesta era Tifernum Pisaurense, cioè Macerata Feltria. Naturalmente il rilancio del “Progetto Flaminia” a cui qualcuno ha fatto riferimento, diventerà importante per tutti ma anche per chi sulla Flaminia non era o non è mai stato, anche perché non esisteva. Dobbiamo pur fare riferimento a Pergola che, siccome ha ubicati nel complesso della provincia, il gruppo equestre dei Bronzi Dorati, è chiaro che il rilancio degli studi vitruviani sarà un’occasione anche per la città di Pergola e per ciò che in tale città viene esposto. Da questo punto di vista quindi, non abbiamo già tutto pronto, oggi è il primo semaforo verde che l’Amministrazione provinciale e tutto il Consiglio danno rispetto a questa iniziativa, un semaforo verde che mi auguro possa avere poi tanti altri step, tanti altri passaggi altrettanto significativi. Il primo è stato già annunciato, un convegno che si farà in autunno e naturalmente sarà interesse di tutti — lo rivedremo in Commissione cultura per quanto ci compete — e sarà oggetto da parte degli stessi consiglieri di interrogazioni e interpellanze affinché questa pietra che mettiamo oggi tutti assieme, possa veder nascere la “Basilica”, che non è un sito religioso, la basilica romana è un tribunale, per la giustizia. Quindi va bene che possa essere rilanciata, con l’auspicio di trovare effettivamente questa benedetta Basilica nel territorio fanese, anche perché da tempo viene cercata ma ancora nessuno l’ha trovata. Che sia la volta buona ce lo auguriamo tutti. PRESIDENTE: Ha la parola il consigliere Rossi. PRESIDENZA DEL PRESIDENTE LUCA BARTOLUCCI GIANCARLO ROSSI: Di solito in III Commissione, con quello che chiamo il “compagno Presidente” ci siamo scontrati per altre cose. Su questo no, vuoi perché, da vecchio fanese quale sono, toccare con mano questa iniziativa, finalmente — di questo centro studi vitruviani sono molti anni che se ne parla — da parte dell’assessorato competente di questa Provincia — tra l’altro l’assessore è un fanese — è cosa che mi fa piacere. C’è qualcosa di stonato, il fatto che ad esempio a questa associazione non possano associarsi dei singoli ma solo delle altre associazioni o degli enti. E’ per mantenere alto il livello dell’associazione, ma penso che prima o poi qualche singolo potrà essere inserito per una serie infinita di ragioni. So che il comitato scientifico è altamente rappresentato, a livello addirittura internazionale, oltre che per quanto riguarda gli esperti in materia. E’ vero che partendo da Fano si può toccare anche gli altri luoghi della provincia che hanno reperti estremamente importanti per quanto riguarda la Atti Consiliari — 18 — SEDUTA DEL Provincia di Pesaro e Urbino 26 APRILE 2010 romanità, non solo la Flaminia, penso anche a Suasa dove sono stato, dove abbiamo fatto delle rappresentazioni che sono state veramente uno spettacolo. Quindi concordo su tutto, perché può essere un ulteriore veicolo, in questo caso altamente culturale, per cui non ho difficoltà a essere d’accordo, per quanto riguarda anche il turismo culturale, archeologico e artistico. Peraltro Fano non ha solo la romanità ma ha anche un sacco di altre cose molto belle. Quindi è vero, “compagno Presidente”, che c’è il Bramante, e dal punto di vista storico è altamente qualitativo, non lo metto in dubbio, però il buon Vitruvio era 2.000 anni prima e ha lasciato il segno da oltre 1.500 anni e il Bramante, notoriamente, ha preso riferimento, perché allora si costruiva solo sulla base dei disegni tecnici ed elle impostazioni tecnico-architettoniche del buon Vitruvio, da Michelangelo in giù, per cui ben venga anche il Bramante nel contesto di cui si sta parlando. Non ho difficoltà ad esprimere un voto favorevole, seppure vedremo poi nel tempo, perché non ci dimentichiamo. PRESIDENTE: Ha la parola il consigliere Lunghi. DANIELE LUNGHI: In Commissione eravamo unanimi su questo. In Italia abbiamo il 70% del patrimonio artistico del mondo, quindi è chiaro che dobbiamo impegnarci in questo senso. Non voglio fare battaglie VitruvioBramante, anche perché Bramante è del Rinascimento. Anche noi, indegnamente, tentiamo di fare iniziative per il cinquecentenario della morte del Bramante, che avverrà nel 2014. Qui siamo d’accordo, assessore, l’unica garanzia certa è il suo entusiasmo, quindi speriamo che non diventi l’ennesimo carrozzone e che valorizzi le nostre bellezze. PRESIDENTE: Ha la parola il consigliere Papi. DOMENICO PAPI: Solo per sottolineare anch’io l’importanza di questo punto, che ancora una volta affronta il tema della cultura, che ci riguarda in maniera profonda ed estesa come Provincia e che ha sempre più incidenza notevole anche da un punto di vista economico, perché poi mette in moto un sistema della promozione turistica anche del nostro territorio, che diventa non solo un patrimonio di identità, di conoscenza e di orgoglio ma anche un elemento di sviluppo che oggi sempre più trova nella cultura un momento fondamentale della promozione turistica. Non voglio mettere la tessera del campanile, però siccome sono state citate varie realtà, voglio ricordare che a Cagli c’è un museo archeologico della via Flaminia e che abbiamo anche un ponte romano che è veramente di una bellezza che non io ma gli storici dell’arte definiscono di altissima qualità. La via Flaminia, come sapete, attraversava la città di Cagli che ancora non c’era, perché la città che oggi vediamo è una città ricostruita nel 1289. Non voglio fare il contraltare alle citazioni storiche dotte di Savelli ma le piste storiografiche ci portano a identificare in Arnolfo di Cambio l’urbanista di quel tempo, incaricato dall’allora Papa Nicolò IV, il primo Papa marchigiano che fece ricostruire quella città. Adesso qui mi fermo, perché non vuol essere uno spot esageratemente a favore della mia città. Però voglio ricordare che questo progetto della via Flaminia e di altre cose, naturalmente può essere un tema da riprendere, a partire da Fano ma che riguarda vari punti della provincia e credo che vedremo in seguito in che modo questa cosa che oggi getta finalmente una pietra fondamentale della sua partenza... Perché anch’io ho saputo che se ne parlava da diversi anni, quindi credo che il merito va a questa Amministrazione, a chi ci ha lavorato, per un’idea bella ma che non riusciva a trovare le giuste condizioni per partire e oggi parte. Quindi, anch’io — l’ho già fatto in Commissione — esprimo apprezzamento e il voto favorevole personale e del gruppo. PRESIDENTE: Ha la parola il Vice-presidente Rossi. DAVIDE ROSSI: Si è parlato di Fermignano, Bramante. Io ho nella testa il logo “Le terre di Rossini e Raffaello”: sono anche sabato Atti Consiliari — 19 — SEDUTA DEL Provincia di Pesaro e Urbino 26 APRILE 2010 scorso al concerto cittadino, a Fermignano, ci mancherebbe. Circa le perplessità del consigliere Baldelli, per quello che riguarda l’associazione riconosciuta, lo statuto è stato sottoposto all’attenzione del segretario generale, dell’ufficio legale e credo che anche gli altri enti abbiano fatto queste verifiche senza che venisse sollevata alcuna perplessità. D’altra parte l’associazione riconosciuta ha personalità giuridica, quindi non credo che dovrebbe essere un grosso problema, anche perché non credo che questa associazione avrà i mobili, però sul piano formale non credo che dovrebbe essere un problema. Se lo fosse, disponibili a rivederlo. Per quello che riguarda il dipendente, non si tratta di un dipendente ma, essendo presenti tra i soci fondatori, nel consiglio direttivo, due università, saranno borsisti individuati dalle stesse università. Quindi non avremo problemi di sospetti clientelismi di alcun genere in riferimento a questa attività. L’attenzione ai piccoli Comuni sicuramente ci sarà, perché ricordo che questa Amministrazione ha sempre detto che ogni sua iniziativa di valorizzazione del territorio, punta proprio sull’entroterra. Abbiamo sempre detto che non crediamo che lo sviluppo, anche turistico, della nostra provincia, avverrà ulteriormente sulle città della costa, che fanno già fatica a mantenere i livelli attuali, ma crediamo che la risorsa vera sia il nostro entroterra, quindi lavoreremo molto su questo. Renzo Savelli faceva riferimento a Francesco di Giorgi Martini, questo straordinario maestro del Rinascimento legato ad Urbino, per cui è in corso la pratica presso il Ministero dei beni culturali per l’estensione di sito Unesco di Urbino all’intero sistema delle fortificazioni difensive di Francesco di Giorgio Martini. Questi si mise a studiare il latino per poter tradurre il “De Architectura”, proprio perché considerava Vitruvio un suo maestro. Questo per dirvi come Vitruvio possa consentirci di lavorare su tutti i vari periodi storici fondamentali del nostro territorio. Infine, Vitruvio, tra le tante cose che ci ha lasciato, ci ha lasciato anche tre criteri per l’edificazione, che secondo me sarebbero fondamentali per l’urbanistica di oggi. Duemila anni fa lui diceva che bisognerebbe intanto costruire solo cose belle e sappiamo quanto ce ne sia bisogno in questo momento, perché vediamo come si sono sviluppate le nostre città in questi decenni. L’altra cosa era la sicurezza, costruire soltanto edifici sicuri in luoghi sicuri, e anche questo abbiamo visto come è di straordinaria attualità quando ci sono fenomeni di calamità: vediamo che le costruzioni scellerate poi ne pagano il prezzo. Ancora, l’utilità, cioè costruire solo quello che è necessario, solo quello che è davvero utile. Anche qui, se andassimo a vedere tanti piani regolatori sovradimensionati, dovremo riconoscere la bontà dei criteri di Vitruvio. PRESIDENTE: Pongo in votazione il punto 2 dell’ordine del giorno. Il Consiglio approva all’unanimità Pongo in votazione l’immediata eseguibilità. Il Consiglio approva all’unanimità Approvazione rendiconto esercizio 2009 PRESIDENTE: L’ordine del giorno reca, al punto 3: Approvazione rendiconto esercizio 2009. Ha la parola l’assessore Minardi. RENATO CLAUDIO MINARDI: Il rendiconto del bilancio 2009 non è altro che il consuntivo, quindi, di fatto, fotografa la situazione dell’entrata e della spesa avvenute nel corso del 2009. Sono cambiati i termini per l’approvazione dei consuntivi, che fino all’anno scorso dovevano essere approvati entro il 30 giugno, da adesso entro il 30 aprile, data ultima entro la quale i Consigli comunali e provinciali debbono approvare il consuntivo rispetto all’anno precedente. Credo che la gestione del bilancio nello scorso anno come negli ani precedenti, sia stata Atti Consiliari — 20 — SEDUTA DEL Provincia di Pesaro e Urbino 26 APRILE 2010 una gestione seria, ordinata, rigorosa e per questo ringrazio gli uffici, i dirigenti, la responsabile del bilancio, Mirna Toni, il dirigente che l’anno scorso era Marco Domenicucci, quest’anno è Adriano Gattoni, ringrazio anche i sindaci revisori che sono presenti questa sera ai lavori del Consiglio. Credo che la gestione del bilancio dell’anno scorso sia stata piuttosto ordinata e anche rigorosa. Vorrei far presente che fino al momento in cui abbiamo approvato l’assestamento di bilancio il 30 novembre dell’anno scorso, c’erano stati dei gridi di allarme anche da parte di consiglieri provinciali, anche da parte di chi svolge il ruolo di minoranza in questo Consiglio. Dicevano che, siccome una parte delle risorse che avremmo dovuto incassare nel 2009 dalla alienazione dell’ex carcere minorile sarebbe stata utilizzata in parte come plusvalenza nella gestione corrente del bilancio, i nostri conti non sarebbero stati in ordine. A dire la verità è stata fatta un’operazione, credo intelligente, che con l’assestamento è stata approvata da questo Consiglio provinciale, con la quale, negli ultimi mesi dell’anno è stata data un’indicazione a tutti gli uffici e anche ai colleghi di Giunta che ringrazio per la responsabilità dimostrata, perché il bilancio riguarda tutta la gestione legata alla Giunta e ai dirigenti ma riguarda anche tutto il Consiglio provinciale, quindi devo ringraziare anche i colleghi che hanno avuto grande senso di responsabilità. Abbiamo chiuso il bilancio 2009 senza mettere a bilancio le somme provenienti dall’alienazione dell’ex carcere minorile che, come sapete, è stato venduto all’inizio del 2010 per una cifra piuttosto consistente che forse alla fine del 2009 non avremmo neanche sperato di ottenere. Se non ricordo male abbiamo venduto a 5.300.000 euro, quando già erano andate deserte tre aste a 5 milioni di euro. Questo ci ha dato una possibilità di respiro per il bilancio 2010, anche se la finanza pubblica è sempre in difficoltà e quindi dobbiamo sempre tenere il massimo del rigore anche nella gestione dell’anno corrente. E’ stata fatta una spesa rigorosa, sono state fatte molte verifiche con molta attenzione da parte dell’assessorato e degli uffici, in modo tale che il bilancio potesse essere lo strumento che consentiva alla Giunta e al Consiglio di governare questa Provincia, ma nel contempo anche di poter tenere i conti rigorosamente in ordine. Il nostro è un bilancio che ha una gestione corrente di 92 milioni di euro ed ha investimenti per circa 20 milioni di euro, su cui dirò qualcosa dopo. Qual è stata la conclusione del bilancio 2009, il consuntivo che andiamo ad approvare oggi? Il consuntivo del 2009 ci dà un avanzo di amministrazione di 4.462.000 euro, di cui 1.403.000 euro sono fondi vincolati, non risorse libere che possono essere riutilizzate perché hanno un vincolo di destinazione, 604.000 euro in conto capitale, quindi riguardano gli investimenti: 172.000 euro riguardano le aree franose e la viabilità, risorse che vengono dalla Regione; 280.000 euro vengono dall’ambiente; 150.000 euro potranno essere probabilmente utilizzati perché non ci risulta essere vincolati. La parte più consistente, ma che di fatto è come se non ci fosse, sono i fondi non vincolati, ovvero 2.452.000 euro. Quindi abbiamo un avanzo libero, utilizzabile, di 2.455.000 euro, per un totale di 4.462.000 euro. Quali sono le risorse dell’avanzo vincolato? Sottolineerò soltanto alcune cifre, quelle più importanti, quelle più consistenti. Non mi soffermerò sulle cifre di 3, 4, 5 mila euro. Abbiamo circa 50.000 euro che sono risorse che vengono dalla gestione del tributo speciale sulle discariche, 150.000 euro circa vincolati perché sono risorse che provengono dai capitoli della formazione professionale e solo per questo settore sono riutilizzabili. Abbiamo 129.000 euro che vengono dal trasferimento dai Comuni per lo svolgimento delle funzioni delegate di cui alla legge 71, le risorse che vengono dalle attività estrattive che servono per il recupero delle cave o per la bonifica dei siti che naturalmente sono ferme per essere utilizzate in caso di necessità e bisogno. Ci sono 60.000 euro circa che provengono dal rimborso dei Comuni di Fano e di Pesaro in base ad una convenzione per la gestione delle centraline di rilevamento dell’inquinamento. Poi abbiamo 67.000 euro che provengono da fondi che sono destinati alla formazione del personale, perché sapete che la Provincia fa formazione del per- Atti Consiliari — 21 — SEDUTA DEL Provincia di Pesaro e Urbino 26 APRILE 2010 sonale anche per i Comuni e le Comunità montane che ci trasferiscono una piccola percentuale per affrontare queste spese. Una parte di queste risorse sono in avanzo ma naturalmente saranno utilizzate per i prossimi corsi, nel momento in cui verranno realizzati. Poi abbiamo una cifra piuttosto consistente, di circa 500.000 euro, avanzo vincolato per entrate e residui di incerta riscossione. Che cosa vuol dire? Vuol dire che ci sono delle entrate che sono state accertate e, o perché sono passati tempi lunghi o perché ci sono sentenze o perché ci sono contenziosi, non sappiamo con certezza se queste risorse potranno essere esigibili. Ad evitare di renderle disponibili e poi doverle rimpinguare qualora queste entrate non dovessero essere esigibili definitivamente, abbiamo definito, d’accordo con la nostra ragioneria, tenerle in una partita sospesa, quindi le consideriamo entrate vincolate che, nel momento in cui dovessero entrare, si potranno liberare, ma qualora non fossero disponibili sono congelate e quindi non creerebbero problemi e disagi all’interno del bilancio stesso. Per un ammontare di 1.403.000 euro. Prima dicevo che il bilancio della Provincia prevede 92 milioni circa di spesa corrente e 20 milioni circa di quote in conto capitale. Vorrei dare le cifre più importanti che riguardano la gestione in conto capitale. Abbiamo speso circa 4 milioni di euro nel settore della pubblica istruzione, quindi nelle scuole. Abbiamo speso circa 10,5 milioni sulla riqualificazione e sulla straordinaria manutenzione delle strade: ci sono diversi interventi che non elenco uno a uno ma che sono descritti nella relazione. Poi, 1,7 milioni sulle aste fluviali per il risanamento idraulico dei fiumi. Le altre sono tutte piccole cifra che non elenco, da 30, 50, 100 mila euro. L’ultima cosa che vorrei dire è che nel bilancio della Provincia è diminuito percentualmente il costo del personale, che è passato dal 29% del 2007 al 27% del 2008, al 25% del 2009. Credo che questo sia importante. Il costo medio per dipendente è di 36.752 euro, quindi un costo che credo in linea con il contratto. Credo però che sia importante il dato dell’incidenza della spesa sulla spesa corrente. E’ calata di 4 punti percentuali negli ultimi due anni. Abbiamo 623 dipendenti, 14 dirigenti. I 2.455.000 euro di cui parlavo prima, fondi non vincolati, sono come se non ci fossero, perché, letta anche la relazione dei sindaci revisori — ma l’avremmo fatto comunque — abbiamo dovuto, per prima cosa, andare a coprire spese fuori bilancio, tant’è che con la prossima delibera che porterà Galuzzi, andremo a riconoscere debiti fuori bilancio dovuti al maltempo. Noi andremo a coprire, con questa risorsa di 2.455.000 euro, la spesa legata al maltempo e mi riferisco in particolar modo alle spese che sono state effettuate per lavori di sgombero neve e trattamento antighiaccio, poi lavori che sono stati effettuati lungo le strade provinciali, laddove ci sono state delle frane e quindi è stato necessario un intervento immediato per riaprire le strade, perché noi non abbiamo subito soltanto le nevicate, abbiamo dovuto subire anche il maltempo legato a piogge copiose che hanno comportato dei danni, come le frane, su diverse strade provinciali. Quindi andremo a coprire queste spese, come andremo a coprire le spese per le nevicate, lo spargimento di sale ed il taglio degli alberi perché è stato fatto un lavoro straordinario all’inizio di gennaio, dopo le grosse gelate che si sono verificate subito dopo l’Epifania. Questo per circa 1.650.000 euro. Queste sono quindi le spese che andremo a coprire con l’avanzo non vincolato, causate dal danno del maltempo: gelate, neve, frane dovute in parte alla neve e in parte alla pioggia. Più 872.000 euro, per arrivare al totale di due milioni e mezzo, che sono un rimborso all’Enel per cifre che l’Enel ci ha liquidato in più in base all’addizionale che la Provincia riscuote, perché è un tributo che noi riscuotiamo. L’Enel aveva liquidato delle cifre maggiori, poi, ad un accertamento definitivo, a conti fatti è venuto un debito di circa un milione e mezzo che avevamo stimato di rimborsare in tre anni, invece lo dovremo rimborsare in due: ecco quindi gli 872.000 euro che andremo a rimborsare con l’utilizzo dell’avanzo di amministrazione, anche perché questo è già previsto nel bilancio del 2010, anche se era prevista una quota calcolata su tre anni e che adesso dobbiamo calcolare su due, quindi è aumentata. Di fatto ci è stata liquidata una cifra maggiore che dobbiamo rimborsare all’Enel. Questa Giunta ha preso il bilancio in Atti Consiliari — 22 — SEDUTA DEL Provincia di Pesaro e Urbino 26 APRILE 2010 corso d’anno, a metà anno, però c’è stata una gestione rigorosa, una gestione seria, improntata anche al risparmio, alla rigorosità, all’impegno, che ha visto la collaborazione di tutti, a partire dai colleghi, dai dirigenti e dal Consiglio provinciale che ha avuto sempre attenzione sul bilancio, a partire dalla prima manovra che è stata fatta nel settembre dell’anno scorso, quando abbiamo fatto la dichiarazione degli equilibri di bilancio, poi con l’assestamento che abbiamo fatto a novembre e l’approvazione del bilancio di previsione il 21 dicembre dello scorso anno. Per il momento non aggiungerei altre cose. Se ci sono domande, richieste di chiarimenti, abbiamo anche i funzionari e i dirigenti a disposizione. PRESIDENTE: Ha la parola il consigliere Cancellieri. GIORGIO CANCELLIERI: Prendo atto che questo è un consuntivo di un bilancio di previsione che non avete fatto voi, con tutte le conseguenze del caso, compresa quella del debito fuori bilancio, che però rientra più, secondo me, nell’ottica di una stagione incredibile, che ha messo sicuramente in difficoltà tutti. Questo vuol dire che per i prossimi anni forse è meglio mettere nel bilancio di previsione qualche soldo in più, perché se va così è dura per tutti, però noi non possiamo creare disagio ai cittadini per la neve o per tutte le intemperie del caso che hanno distrutto letteralmente le strade provinciali e ovviamente anche quelle comunali, quindi il problema grosso è anche per i Comuni e siamo in forte difficoltà per questo. Al di là di tutto, forse è il momento questo — è una riflessione che si fa anche a livello dei nostri Comuni — in cui le risorse andrebbero impegnate più verso una manutenzione dell’esistente che verso investimenti nuovi, perché secondo me molte strutture pubbliche, comprese le strade, hanno bisogno di una manutenzione superiore, quindi molta più attenzione e molte più risorse nei confronti delle manutenzioni che nei confronti di cose nuove. In termini di viabilità, meglio le strade come le abbiamo ora che costruire una rotatoria in più. Io sono di questo avviso, al di là del fatto che quella di Bivio Borzaga l’attendiamo da tanto tempo, quindi siamo molto contenti che venga fatta. Ribadisco: stiamo più attenti alle manutenzioni, che creare delle opere nuove, e adesso attendiamo, assessore, che si rifacciano diversi asfalti dell’entroterra, perché ne abbiamo veramente bisogno. Come occorre attenzione all’arredo urbano, in particolare per quanto riguarda gli sfalci. Se uno non basta, se ne devono fare due, specialmente nelle curve pericolose ove è impedita la visibilità dall’altra parte. Assessore Porto, lei stia attento, perché l’intervento che ha fatto l’Anas utilizzando i disseccanti, non è piaciuto molto alla popolazione. PRESIDENTE: C’è un ordine del giorno che, se condiviso da tutti, possiamo votare immediatamente dopo. GIORGIO CANCELLIERI: Colgo l’occasione per esprimere la mia condivisione per l’intervento che la Provincia ha fatto sul massiccio del Furlo, perché quello è un problema annoso, che sta lì da molti anni. Ovviamente i Comuni hanno segnalato tante volte alla Provincia il problema della caduta massi nella strada Flaminia che collega Calmazzo ad Acqualagna e noi sindaci facciamo bruttissime figure a fare ordinanze di chiusura ma noi non possiamo fare altro che chiudere quando cadono massi così importanti. Dobbiamo garantire la pubblica incolumità e la sicurezza. Quindi mi fa piacere questo intervento, però continuiamo a monitorare e a stare dietro, perché lì se non si fa una manutenzione costante, tutti gli anni si ripropongono queste pietre che cadono. Anche oggi io ho là gli operai che portano via tutte queste pietre. Al di là di questo, voglio semplicemente fare delle domande ai tecnici ma anche all’assessore. Ho notato che negli indicatori finanziari — mi interessano particolarmente, perché leggono le situazioni delle autonomie finanziarie dei Comuni — tra il 2008 e il 2009 diminuisce l’autonomia finanziaria di questo ente, dal 52 al 49%, diminuisce l’autonomia impositiva. Questo mi interessa facendo anche un ragionamento federalista. Dovremo andare verso questa direzione: sempre più autonomia finanzia- Atti Consiliari — 23 — SEDUTA DEL Provincia di Pesaro e Urbino 26 APRILE 2010 ria degli enti. Diminuisce anche questa, dal 44,73 al 40% dal 2008 al 2009. Aumenta invece la pressione finanziaria, e vorrei sapere perché, dal 216 al 230. Diminuisce di pari canto la pressione tributaria, dal 104 al 101%. Mi pare anche contraddittorio che aumenti la pressione finanziaria e diminuisca quella tributaria. E’ un dato che vi chiederei di spiegarmi, senza alcuna polemica. E’ sempre importante capire. Vedo un altro dato: dal 2008 al 2009 c’è una diminuzione di investimento — così l’ho capito — per quanto riguarda la viabilità: da 6.450.000 euro a quasi 6 milioni di euro. La Provincia deve continuare a fare grandi interventi sulla viabilità, migliorando l’esistente. Qui vedo meno investimento e questo un pochino mi preoccupa. PRESIDENTE: Non è regolamentato il fatto che i tecnici dell’Amministrazione rispondano, però su domande esplicite tecniche c’è magari bisogno di una risposta tecnica, mentre su domande di carattere prettamente politico, deve ovviamente rispondere l’assessore. Un tecnico può dare delle risposte tecniche se il Consiglio lo richiede. Ha la parola il consigliere Baldelli. ANTONIO BALDELLI: Ci troviamo a dover approvare oppure no, il rendiconto d’esercizio 2009, sicuramente uno degli atti politici più importanti dell’anno, in un Consiglio sia esso comunale, provinciale o regionale, e ancor più importante dell’approvazione del bilancio in sede preventiva, in quanto è qui che si valuta la bontà di un’Amministrazione. La prima cosa che noto è che è stato dato grande rilievo da parte di questa Amministrazione provinciale al bilancio in sede preventiva e sembra passare sottotono il bilancio consuntivo dell’Amministrazione provinciale della nuova era Ricci. Ciò la potrebbe dire lunga sul fatto che questo bilancio consuntivo non sia poi così brillante, perché mentre è stato esposto in maniera fantasmagorica il bilancio di previsione ed illustrato come un libro dei sogni, nel momento in cui occorre tirare le somme, si coglie da parte di questa opposizione un minore slancio e una minore convinzione. Potrebbe essere sintomo di un non raggiungimento degli obiettivi pre- fissati. Anche perché leggo nella relazione che ci avete fornito, che molti degli obiettivi e della valutazione degli obiettivi sono fermi al 30.6.2009. Si conferma lo stato di attuazione degli obiettivi refertato al 30.6.2009, quindi sembrerebbe che nei sei mesi finali del 2009 e in questi primi quattro mesi, anche se non contano ai fini della relazione, questa Amministrazione sia stata completamente ferma. Ciò lo colgo anche nel gruppo di lavoro relativo al piano faunistico provinciale, dove, nella verifica sullo stato di attuazione dell’obiettivo, leggo addirittura “rinviata alla costituzione della nuova Giunta provinciale”. Perbacco, siamo al 26 aprile 2010, la Giunta provinciale si è insediata sul finire del giugno o all’inizio del luglio 2009 e ancora leggo in questo documento che nulla è stato fatto perché si attende la costituzione della nuova Giunta provinciale. Credo che questo sfiori quasi il ridicolo. Ho apprezzato la pacatezza dell’assessore Minardi con cui ha voluto illustrare il bilancio consuntivo, però ho trovato — mi consenta, nulla di personale — la sua non una relazione politica ma un mero snocciolamento di dati, dati a cui avremmo potuto accedere anche singolarmente e autonomamente e avremmo invece gradito conoscere le scelte strategiche di questa Amministrazione. Il giudizio da parte del gruppo consiliare del Popolo della libertà su questo anno di attività amministrativa della nuova Giunta Ricci non può essere positivo. Vi sono tante di quelle voci che ci fanno propendere per un giudizio negativo. Prima il consigliere Giannotti ha evidenziato una di queste problematiche. Qual è la competenza più importante che dovrebbe gestire un’amministrazione provinciale? Lo stato di manutenzione delle strade. Questa è la competenza più importante dell’Amministrazione provinciale. Invece l’assessore Galuzzi lo vogliamo perdonare perché ha ereditato — vogliamo mantenere buoni rapporti, rapporti corretti — una situazione disastrosa e l’ha ricordato il consigliere Giannotti, senza fare demagogia, perché camminiamo tutti sulle strade della nostra provincia e possiamo notare quotidianamente uno stato di degrado impressionante, sicuramente non addebitabile al suo Atti Consiliari — 24 — SEDUTA DEL Provincia di Pesaro e Urbino 26 APRILE 2010 assessorato, ma il risultato di decenni di scelte sbagliate e improvvide. C’è un’altra voce che non è stata ancora approfondita e forse, me ne dolgo, anche per demerito dell’opposizione: la voce che riguarda gli swap. Qualcosa non torna. Ci sono continue variazioni nel bilancio che per mancanza di conoscenze in materia non sono in grado di giudicare ma mi fanno presagire qualcosa di poco chiaro, anche perché ricordo che nella passata legislatura il collega consigliere fanese Di Tommaso aveva fatto delle interrogazioni a cui non ha mai avuto una risposta chiara, assessore Minardi e spero che alle prossime nostre interrogazioni in materia potremo avere da lei, nuovo assessore, delle risposte più chiare e più soddisfacenti. Ho visto che purtroppo si continua, in questa nuova Giunta, sulla cattiva strada che aveva intrapreso il precedente Presidente della Provincia, ossia la strada delle consulenze esterne che ho già richiamato in precedenza, che vedono troppi nomi legati, forse per omonimia — spero che sia così — ad autorevoli esponenti del centro-sinistra. Ho poi visto che altri obiettivi, soprattutto nel settore dei lavori pubblici, non sono stati raggiunti perché c’è stata una voce, non so se era inaspettata, non so se è stata troppo gonfiata, per quanto riguarda, negli anni passati, le tappe del Giro d’Italia. Qui mi rivolgo a lei, assessore Minardi perché ho delle notizie ufficiose, ma forse infondate: è vero che nei mesi passati, negli anni passati anche la polizia giudiziaria ha avuto accesso, o per sequestro o per semplice accesso, agli atti che hanno riguardato le spese inerenti il Giro d’Italia? Chiedo a lei una risposta in tal senso, precisa. Poi vedo altre voci che mi lasciano perplesso. L’infomobilità sui cantieri mobili. Per infomobilità sui cantieri mobili si intende quel progetto di SMS con cui si avvisavano i cittadini di eventuali problemi sulla viabilità? Se ci si riferisce a quel progetto, le posso assicurare, assessore, che io mi sono iscritto sulla pagina Internet, nel sito dell’Amministrazione provinciale di Pesaro e Urbino per avere notizie sulla viabilità provinciale e sinceramente o il mio cellulare non funziona più e non riesce più a ricevere messaggi o questo servizio non fun- ziona. Eppure voi, nella vostra relazione, avete messo un “sì” sotto il raggiungimento degli obiettivi. Ciò mi fa dubitare sulla bontà, sulla correttezza e sulla verità della relazione. Lei giustamente ha fatto riferimento al carcere minorile, alla sua vendita. Lei continua a sostenere la validità di questa iniziativa dell’Amministrazione provinciale, noi da parte nostra continuiamo a ribadire un concetto: innanzitutto non è stata un’operazione brillante dal punto di vista economico, e questo è un dato di fatto, ma in secondo luogo io, come capogruppo del Popolo della libertà voglio ribadire come l’Amministrazione provinciale sia una diramazione della pubblica amministrazione, non una diramazione di una multinazionale che si occupa anche di immobiliari. E’ questo il punto su cui l’opposizione ha sempre espresso una nota di biasimo nei confronti dell’operazione che, ripeto, era un’operazione, come tutte le operazioni di compravendita, incerta. Poi, se la fortuna o il caso hanno voluto che la vendita fosse realizzata, comunque a un prezzo inferiore a quello inizialmente previsto, è stato solamente un caso. A meno che voi mi vogliate dire che prima di acquistare l’immobile avevate già preso accordi con l’acquirente, quindi questo sarebbe ancor più grave. A meno che uno, nel momento in cui uno vende sa già chi sarà l’acquirente, oppure si lascia questa operazione al caso: io potrò vendere quell’immobile nel 2009, lo potrò vendere nel 2014 o nel 2020. Non era un’accusa, era solamente un’esplicazione di quanto stavo dicendo. Questi sono solamente alcuni dei momenti di critica al bilancio consuntivo. Non voglio rubare ulteriore tempo perché abbiamo dimostrato, come opposizione, di avere anche la facoltà della sintesi senza perdersi nei meandri delle citazioni e voglio ribadire, visto che mi è stato appena suggerito, come continuiamo, in questa sede, ad assicurare una maggioranza e un numero legale che non c’è. PRESIDENTE: Ha la parola il consigliere Savelli. RENZO SAVELLI: E’ fuor di dubbio che la responsabilità del funzionamento del Consi- Atti Consiliari — 25 — SEDUTA DEL Provincia di Pesaro e Urbino 26 APRILE 2010 glio provinciale spetta a tutti i consiglieri, in primis a quelli di maggioranza ma è fuor di dubbio che anche un consigliere di minoranza è consigliere, non è qui di passaggio, non è l’usciere che apre e chiude le porte, non è il bidello. E’ un consigliere, quindi ha il dovere di restare qui assieme ai colleghi di maggioranza, per far funzionare il Consiglio provinciale. Poi si utilizza quella carta, l’ho fatto anch’io a Fossombrone, quando ero in minoranza. Ho ascoltato con grande attenzione l’intervento fatto dal collega Baldelli, perché è l’unica voce della minoranza od opposizione che dir si voglia. Mi pare però che non abbia colto esattamente come sono le cose, o forse perché ha poca memoria o forse perché le altre volte che abbiamo parlato di bilancio era un po’ distratto. Sta di fatto che questo è il quarto momento. Vorrei ricordare a tutti i colleghi che in un bilancio ci sono quattro momenti. Il primo momento è quello dell’approvazione del bilancio di previsione, cosa che avviene di solito entro dicembre. Poi, durante i mesi successivi è chiaro, collega Baldelli, che ci sono degli aggiustamenti, quella che si chiama “ginnastica di bilancio”: sono gli spostamenti da un taschino all’altro, secondo necessità, secondo i finanziamenti che arrivano durante l’anno. Questa è un’operazione normalissima, che si fa sempre e che fanno tutti, la fa anche il sindaco di Pergola. ANTONIO BALDELLI: Cosa c’entra questo? RENZO SAVELLI: C’entra, perché quell’operazione delle modifiche che avvengono al bilancio durante l’anno la fanno tutte le amministrazioni bianche, rosse, verdi, turchine, arancione, nere, nero-grigie, scuro, marrone, giallo chiaro, verde azzurro, verde turchino, lo fanno tutte. Dopodiché, un conto è dire che lo fanno tutte, che è ovvio, un conto è entrare nelle singole scelte che vengono fatte. E’ un’altra cosa. (Interruzione). Guarda, sul bilancio ti sfido a occhi chiusi, non guardo più neanche gli appunti e ti sfido. Questa è quindi una cosa normalissima. Successivamente cosa succede? Che nel mese di settembre si fa l’operazione degli equilibri di bilancio, cioè si verifica se effettivamente le cose dette, programmate stanno andando come devono essere. Qui, evidentemente, si può porre un problema: se quella verifica è stata fatta bene. Poi a novembre c’è finalmente l’assestamento di bilancio e sono le ultime decisioni, dopo le quali non si può più spostare, al punto tale che se ti arriva un finanziamento della Regione il 4 dicembre, non lo puoi mettere a bilancio, ti va a finire nei residui dell’anno successivo. Queste cose bisogna saperle perché sono l’abc per quel che riguarda l’organizzazione di un bilancio. Nell’approvazione dell’assestamento di bilancio, a novembre, fu ricordato da parte del collega in questo caso assessore al bilancio, un fatto molto importante, cioè che si riusciva a chiudere il bilancio nonostante che non fosse stato venduto il famoso palazzo da cui ci si prefigurava di poter avere due milioni in più liberi, le cosiddette plusvalenze, attraverso le quali avremmo finanziato la maggiore spesa. Voi allora non avete colto l’importanza, io nel mio intervento l’ho detto. Ma scusate, se non capite l’importanza di questo non si fa i consiglieri, bisogna fare un corso veloce di bilanci provinciali, comunali. Quando poi è stato venduto e ci hanno portato la comunicazione, anche lì si è rifatta la polemica, erroneamente, perché nel momento in cui l’Amministrazione provinciale aveva acquisito quell’edificio, si sapeva già che doveva servire per essere sistemato, al fine di non spendere i soldini per il Ciof, settore che ha seguito il collega Galuzzi fino a un anno fa. Il primo e il secondo anno ha pagato la Regione che poi ha detto “adesso lo pagate voi”. Ecco perché era stata fatta quella scelta e in una parte di quei locali andrà a finire il Ciof. Sempre per risparmiare questi soldi. Perché, come ci ricordano giustamente i sindaci revisori, dobbiamo cercare di ridurre le spese di funzionamento. Ce lo dicono loro. Io ho letto la loro relazione, perché è importante. Io comincio sempre con il leggere la relazione dei sindaci revisori, alla cui conoscenza e competenza mi affido, anche per vedere in che misura un occhio esterno, non un occhio esterno come il mio o di parte, valuta Atti Consiliari — 26 — SEDUTA DEL Provincia di Pesaro e Urbino 26 APRILE 2010 queste cose. E le ha valutate positivamente, con delle raccomandazioni. Non metto in discussione la serietà o la competenza dei nostri tecnici, che conosco da anni e non metto in discussione neanche la buona fede degli amministratori, finché parliamo di cifre. Poi, le singole relazioni di settore circa l’obiettivo raggiunto, possono essere un fatto opinabile, su questo concordo. Ma per quel che riguarda le cifre non ho dubbi. Quel tipo di operazione fatta era positiva ed è stato possibile avere ben oltre il quantum, perché nel frattempo era successo qualcosa a livello di operazione urbanistica. Questo non è indifferente. E’ un bene nostro, se è un bene nostro e riusciamo a fare un’operazione che fa entrare dei soldini, bene si è fatto. Non era partita con questo scopo l’operazione, lo scopo era solo utilitaristico: “la sistemiamo per evitare, domani, gli affitti”. Se poi siamo riusciti a ottenere anche qualcos’altro, dobbiamo dire bravi, non somari, perché sono riusciti a portarla a termine a fini nostri, di tutta la collettività, non si sono spartiti le plusvalenze. Queste cose vanno ricordate, altrimenti non si comprende l’importanza di ciò che è stato fatto. E’ facile, dopo, chiacchierare ma il bilancio consuntivo è un elemento importante. Quindi io non ho visto il tono pacato, dimesso da parte dell’assessore competente, ho visto un assessore che parlava di un bilancio che non era il suo ma che questa Giunta ha saputo portare bene a termine, nonostante le difficoltà implicite che c’erano nel bilancio preventivo: i famosi 2 milioni di plusvalenze, senza i quali non sarebbe stato possibile chiudere il bilancio 2009. Devo dare atto o no di questo? Se non lo facciamo noi che abbiamo la memoria storica di questi fatti — e mi riferisco ai consiglieri che già sedevano su questi banchi — chi lo può fare? Chi queste vicende non le ha seguite o non le conosce o le ha solo sentite dire? E’ chiaro che il voto sul bilancio è sempre politico, però si può votare contro senza negare la realtà. Se uno vuol votare contro può trovare altre giustificazioni ma non quelle che cozzano, addirittura, con ciò che dicono i sindaci revisori i quali, fra l’altro, mi dicono in modo chiaro e preciso che l’ente sta lavorando alla predisposizione del piano triennale e contestualmente ha già adottato le prime misure di contenimento delle spese inerenti le comunicazioni telefoniche, la dotazione informatica degli uffici e altro. Sta già lavorando in certe direzioni che sono ritenute importanti e che io sottoscrivo. Così come è stato detto poc’anzi dall’assessore, che si è passati dal 29 al 25% del costo del personale. Non è che tutto ciò sia ininfluente, non esiste, fa parte di una valutazione, dopodiché possiamo essere d’accordo o meno, ma intanto questo esiste, è un dato di fatto innegabile. E proprio perché è innegabile, non si può dire, come è stato detto dal collega Baldelli, che dal bilancio consuntivo non emergono gli obiettivi politici. Gli obiettivi politici caso mai emergono nel bilancio preventivo, non in un consuntivo: il consuntivo prende atto se gli obiettivi che ti eri posto sono stati raggiunti, non si pone nuovi obiettivi. Tra l’altro vorrei ricordare ancora una volta che il bilancio 2009 è avvenuto in una fase di crisi economica. Sembra che qualcuno viva in un altro mondo. Non ricordate che a seguito della crisi economica c’è stata una forte riduzione ulteriore rispetto al 2008, delle entrate derivanti dalle immatricolazioni o dall’elettricità? Era facile chiudere questo bilancio? Non vi ricordate che una delle prime cose che ha detto l’assessore al bilancio, che una serie di misure erano state prese proprio per fare in modo di chiudere il bilancio senza le alienazioni? Non vi ricordate più? Credo che tutto ciò vada considerato con grande stima per la Giunta, per l’assessore competente e per il lavoro collegiale che hanno saputo portare avanti. Certo, c’è anche una prudenza che corrisponde alle cose dette dai sindaci revisori i quali, a un certo punto, dicono che la spesa corrente lascia in ogni caso inalterate le preoccupazioni per gli esercizi futuri. Se il federalismo fiscale si ciancia ma non si trasforma in concreti atti operativi, non si faranno questi atti operativi perché non sono chiari i costi e non sono chiari i tempi — la “road map”, come l’ha definita l’altro ieri Fini — sta di fatto che niente va avanti. Con le riduzioni continue che hanno gli enti locali, anche i Comuni dell’Alta Valle del Cesano, non solo le Province, considerando questo, considerando che la pressione fiscale Atti Consiliari — 27 — SEDUTA DEL Provincia di Pesaro e Urbino 26 APRILE 2010 sui cittadini è già aumentata in questi ultimi due anni, evidentemente i Comuni e le Province rischiano di scoppiare. Il Collegio dei revisori dice: “Il Collegio invita altresì l’ente a destinare prudenzialmente una quota dell’avanzo di amministrazione non vincolato per passività potenziali e per l’eventuale riequilibrio della gestione corrente”. E voi avete sentito che l’assessore competente ha dichiarato che 600.000 euro sono lì congelati, pur essendo disponibili: li hanno messi come indisponibili per varie questioni che possono esserci in campo o che possono arrivare. Quindi mi pare che sia stato colto, anche da questo punto di vista, un suggerimento voluto da parte dei sindaci revisori. Non posso pertanto che notare che esiste, da questo punto di vista, una fotografia neutra, non fatta da un organo politico ma fatta da un organo tecnico che esprime un giudizio. Tra l’altro si dice “Risultano attendibili le risultanze della gestione finanziaria. Sono stati rispettati gli obiettivi di finanza pubblica, i risultati economici generali e i dettagli risultano essere attendibili. Così anche i valori patrimoniali”. Scusate, l’aggettivo “attendibile”, che cosa vuol dire? Che sono invenzioni da parte loro? Che sono bubbole? Che sono fantasie? Che sono ciance? O che sono fatti concreti? Cosa vuol dire l’aggettivo “attendibile”? Vuol dire che sono credibili e se sono credibili vuol dire che non sono invenzioni o fantasie. Per questo dico che leggo sempre prima la relazione dei sindaci revisori, perché per me è Vangelo, nel senso che approfondisce l’occhio esterno tecnico. Quindi, da questo punto di vista, mi pare, in sostanza, che le considerazioni che l’opposizione doveva fare, per carità — voterà contro perché è un voto squisitamente politico — da un punto di vista della concretezza o dell’aiuto alla comprensione mi pare che siano molto ben poca cosa. Per quanto mi riguarda esprimerò voto favorevole. PRESIDENTE: Ha la parola il consigliere Tagliolini. DANIELE TAGLIOLINI: Alcune considerazioni le faccio anche come componente della Commissione, dato che ho partecipato a quasi tutte le sue sedute. Una riguarda l’auspicio che faceva il consigliere Cancellieri relativamente alla manutenzione delle strade. Penso che tutti gli amministratori degli enti locali vorrebbero strade perfette con asfalti ad hoc, uno sfalcio dell’erba consono al decoro delle amministrazioni pubbliche. Il problema di fondo — è una cosa che ribadisco quasi puntualmente in tutte le assemblee consiliari — è che le risorse agli enti locali sono sempre inferiori. Si parla tanto di decentramento fiscale o federalismo fiscale ma vediamo puntualmente aumentare le spese a livello centrale e diminuire le risorse verso gli enti locali come Province, Comuni e in parte anche Regioni. Quindi se da una parte c’è un auspicio alla buona utilizzazione dei fondi che hanno gli enti locali per la manutenzione dell’ordinario, dall’altra parte non vi è rispondenza da un punto di vista contabile, con maggiori risorse agli enti locali. Il consigliere Savelli poco fa faceva riferimento al federalismo fiscale. Purtroppo ancora non si è vista nessuna bozza legata all’attuazione dei decreti sul federalismo fiscale. Si parla dei costi standard, però all’atto pratico, come amministratore locale non ho mai visto una bozza-tipo per una prima verifica di queste risorse che dovrebbero ricadere all’interno dei nostri enti. Mi sento di sottolineare, dato che si parla di bilancio di previsione il fatto che noi siamo un Consiglio che ha iniziato a giugno, e quindi l’impostazione che ha voluto dare la nuova Amministrazione provinciale, un taglio importante da un punto di vista politico, legato alla resistenza e alla sobrietà. Più volte queste parole sono state portate all’interno di questo Consiglio provinciale. Queste due parole hanno poi avuto attuazioni pratiche. Sobrietà: abbiamo visto più volte il Presidente sui giornali per avere dato un taglio anche alle spese non necessarie, l’abbiamo votato in questa Assemblea consiliare su alcune questioni come il Centro benessere e altre misure. Sono stati fatti dei tagli perché il contesto della crisi economica che ci attanaglia ancora oggi ha fatto fare delle scelte importanti. A fronte di questo taglio delle spese non importanti sono state attivate delle Atti Consiliari — 28 — SEDUTA DEL Provincia di Pesaro e Urbino 26 APRILE 2010 misure anticrisi che hanno avuto un peso molto importante. Parlo di aiuti alle famiglie e alle fasce più deboli, legati al discorso delle bollette per il gas e l’energia elettrica. Altra considerazione importante fa fatta sulle agevolazioni tariffarie legate al trasporto scolastico che è stato attuato per la prima volta alle fasce legate all’entroterra, su un chilometraggio superiore alla tratta PesaroUrbino. Queste sono tutte misure che hanno anche una valenza politica. L’ultima considerazione che vorrei fare, ma vedo che l’Assemblea è poco attenta, è che se da una parte c’è una problematica legata alla manutenzione ordinaria delle infrastrutture della Provincia, la Provincia non tratta solo di investimenti sulle infrastrutture, la Provincia tratta tantissimi ambiti. Si parla di formazione, di Fse, di cultura, di servizi sociali, di sport, di attività di volontariato. Quindi il bilancio è un resoconto generale e focalizzare su un unico ambito mi sembra un po’ limitativo. Secondo me abbiamo saputo dare risposte importanti a fronte di minori entrate pari a circa 2 milioni di euro. Quindi sono state fatte cose importanti in una situazione economica difficile, senza andare ad intaccare alcun tipo di servizio legato alla nostra comunità provinciale. Quindi ben venga questa attenzione verso la finanza pubblica e questi indirizzi di mandato molto chiari e bene attuati in questo primo semestre, devono essere un esempio per continuare anche per i prossimi anni. PRESIDENTE: Ha la parola il consigliere Vergari, presidente della Commissione competente. GAETANO VERGARI: Sarò brevissimo, anche perché sono reduce dal Consiglio comunale di Pesaro, quindi potete immaginare, dopo avere sentito gli interventi del consigliere Cesarini sul bilancio, come sia in fase catalettica. La Commissione bilancio ha esaminato con scrupolo e attenzione il consuntivo, che però, come ben, comprendete, ha una composizione talmente tecnica che sfocia nel tecnicismo, nel senso che una sua lettura approfondita, meticolosa, comporta una conoscenza della finanza pubblica molto sviluppata. Ci si è soffermati sostanzialmente alle grandi voci. Quello che ci ha colpito è la spesa che si è dovuto sostenere, ad esempio — una voce che ha colpito tutti — per lo sgombero neve. In quell’occasione sono state anche fatte delle considerazioni. Personalmente posso dire che l’efficienza con la quale si attivano i mezzi della Provincia in occasione degli eventi meteorici legati alle nevicate, è così rapida e immediata che non dà neanche il tempo, alla neve, di posarsi. A differenza del Comune di Pesaro, dice il collega Savelli. A parte i complimenti che sono stati fatti per questa capacità rapida di intervento — sono stati due milioni di euro complessivamente, tra dicembre e gennaio — entrando più nel dettaglio, la domanda quasi sorge spontanea, per certi aspetti: non è che lavoriamo “per il re di Prussia”. Certo, garantire in tutti i modi la circolazione per le emergenze ecc. ma non è che c’è un po’ un sedersi sulla poltrona da parte dei cittadini che non pensano più, magari, neanche a spalarsi la neve davanti casa, che non si dotano del minimo di attrezzature per camminare con cinque centimetri di neve, che possono essere gomme termiche o catene? Questa visione un po’ svedese dell’assoluta garanzia della circolazione — potremmo dire, parafrasando, “dalla culla alla tomba”, quindi da casa al lavoro, a scuola, strade tutte pulite completamente, anche quelle dove passa una macchina ogni ora nelle strade provinciali più remote — finisce per comportare un esborso tale con il quale probabilmente la Provincia potrebbe far fronte ad spese oggi, forse, molto più urgenti, necessarie e importanti. Quindi non vorrei che dietro tutta questa organizzazione pure importante, pure efficiente, pure efficace, ci fosse una sorta di interesse collettivo da patte delle ditte private con le quali si stilano le convenzioni, che ricevono la telefonata appena incomincia a fare il nevischio, perché possano poi avere un certo introito annuale. Diciamo che probabilmente “c’è chi tifa per la neve”. In Commissione dicevamo che potremmo anche rivedere questa tempistica, o per lo meno selezionare con più attenzione quelle che sono arterie la cui transitabilità deve essere assolutamente garantita in qualsiasi situazione per ovvie ragioni di sicurezza, di sanità ed altre che potrebbero in Atti Consiliari — 29 — SEDUTA DEL Provincia di Pesaro e Urbino 26 APRILE 2010 qualche modo avere un’attenzione meno assidua e quindi risparmiare qualche centinaia di migliaia di euro. Comunque, complessivamente il giudizio che do come gruppo socialista è di pieno appoggio al bilancio consuntivo, perché anche attraverso la riorganizzazione che è stata effettuata e che io sposo e condivido in pieno, si comincia a dare segni tangibili di una volontà di riportare all’interno di un equilibrio di gestione ottimale anche in relazione a spese per il personale, spese per investimenti. Quindi ci troviamo particolarmente soddisfatti. PRESIDENTE: Ha la parola il consigliere Papi. DOMENICO PAPI: Per dichiarare il voto favorevole del gruppo del Pd, un voto favorevole consapevole e convinto, perché in un momento difficile la strada che ha percorso questa Amministrazione è una strada che coniuga il mantenimento dei servizi, che incide profondamente nella qualità della vita dei nostri cittadini e nello stesso tempo il rigore, la capacità di operare scelte. Credo che si stanno verificando due fatti che voglio sottolineare, almeno dal punto di vista di un amministratore di un Comune, cogliendo due difficoltà e due limiti che ci sono nella politica di oggi. La prima cosa è che la politica, oggi, non è in grado di progettare e di rispondere a progetti di medio-lungo termine. C’è quasi un bisogno di operare su tempi stretti, di realizzare opere che siano spesso all’interno di un tempo amministrativo, quindi viene meno quel senso di consapevolezza, di fiducia di mandato che i cittadini ti danno rispetto a una visione lunga, di grandi progetti. L’altra questione è, da amministratori, la difficoltà ad affrontare il problema della riorganizzazione dell’apparato amministrativo in modo da adeguare la macchina amministrativa alle esigenze, agli obiettivi e ai compiti dell’Amministrazione stessa. Il Presidente e questa nuova Giunta su questi due temi ci stanno dando segni di grande significato, perché da una parte i motivi che portano al voto favorevole e consapevole di questo punto, riguardano proprio la riorga- nizzazione, si toccano i principi e l’organizzazione stessa dell’Amministrazione che viene adeguata alle esigenze e al raggiungimento degli obiettivi amministrativi e nello stesso tempo qui ci viene distribuito un invito, “Provincia 2020: progetti per una comunità più felice”. Credo che il nostro Presidente, con questo invito, risponde ad una forte esigenza di pensare alla politica come grande progetto, che, superando e partendo dalla gestione dell’esistente, del quotidiano — perché è evidente che non si può parlare di un progetto del 2020 per una comunità più felice se non si ha la capacità di affrontare i problemi dell’oggi — ci si voglia proiettare nel futuro. Credo che in questi due aspetti che ho sottolineato, seppure in maniera molto sintetica, sta la scommessa e sta la capacità progettuale di questa nuova Amministrazione che naturalmente noi sosteniamo e che, strada facendo, vediamo sta realizzando un’idea che sembrava molto azzardata ma che invece assume i caratteri della concretezza. Quindi il Pd dà un voto favorevole, sottolineando anche il buon lavoro non solo del Presidente dell’Amministrazione ma dell’assessore competente in particolare e dello staff della Provincia che in questi incontri che abbiamo avuto per entrare nei dati complessi e complicati, almeno per uno come me, hanno fatto una presentazione molto trasparente e una sintesi molto significativa nella comunicazione, consentendoci di leggere un documento complicato e complesso ma che ha ben rappresentato le linee politiche di questa Amministrazione e ci ha consentito di dare un voto positivo, consapevole e assolutamente condivisibile. PRESIDENTE: Ha la parola il consigliere Rognini. MASSIMO ROGNINI: Una correzione al consigliere Tagliolini sul discorso dello sgravio fiscale delle bollette. E’ per una fascia da 8.000 euro. Lo sgravio fiscale viene attuato solo a chi ha un reddito non superiore a 8.000 euro. Rimangono fuori tutti quegli operai, quelle persone che sono licenziate. E’ il classico specchietto per le allodole, questo. (Interruzione). Ho capito, ma io sono in mobilità e on me Atti Consiliari — 30 — SEDUTA DEL Provincia di Pesaro e Urbino 26 APRILE 2010 lo danno perché supero gli 8.000 euro, quindi sono costretto a diluire le cifre delle bollette. Non è vero che danno queste opportunità a tutti ma a una certa fascia, e basta. PRESIDENTE: Ha la parola l’assessore Galuzzi. MASSIMO GALUZZI: Due battute, perché le osservazioni fatte hanno sollevato diverse questioni sul tema della viabilità. Torna valido quello che diceva il consigliere Giannotti all’inizio dei lavori odierni: forse serve davvero fare il punto rispetto ai temi della viabilità, che sono così grande parte delle problematiche amministrative della Provincia. Altrimenti rischiamo di discutine sporadicamente tutte le volte e invece il quadro della situazione non lo si ha. In questo senso potrebbe essere utile partire anche dalle questioni più di fondo e strutturali di questa nostra provincia. Si diceva prima: un dibattito storico. Una volta tanto si può anche fare. Ci sono problemi di fondo, come la Fano-Grosseto, poi da chi dipende o meno il problema è più complesso ma è evidente che in questa provincia ci sono aspetti più di fondo sui quali abbiamo stabilito delle priorità, diciamo su che cosa si deve spingere di più, ci sono anche alcuni progetti in campo. Quello è un ma che credo debba essere visto, ripreso. C’è stato un momento di passaggio nelle considerazioni che facciamo: nel 2001 c’è stato il momento di passaggio delle strade e non è come si diceva prima, “le avete accettate”, perché l’Anas ha fatto i decreti e ha passato le strade d’ufficio. Anche se non accettavi di passava le strade: la 423, la Cesanense, la Flaminia, la Marecchiese che adesso non c’è più ecc. Trecento chilometri di strade. Averle e non averle non è la stessa cosa. Con risorse minime per la gestione. Vi faccio un esempio. Pensate alla Flaminia con i ponti e i viadotti: siamo fortunati, perché se cominciano a venire fuori problemi nei viadotti e nelle gallerie della Flaminia, altro che le spese di manutenzione con le quali abbiamo cercato di tamponare le situazioni fino adesso. Tanto è vero che anche qui c’è il progetto — abbiamo già fatto incontri a Roma — di dire “la Flaminia, da Calmazzo in su, torni all’Anas”. Anche questo è un riferimento che si deve avere. Strade ex Anas, problemi pesanti, risorse pochissime ed è chiaro che c’è un impatto negativo su tutto il complesso della gestione anche delle altre strade provinciali e questa è un’altra questione che si è verificata in questi anni, di cui non si può non tenere conto. Da dieci anni a questa parte è stata fatta, in questa Provincia, la scelta di pensare anche alla messa in sicurezza. Una scelta politica, amministrativa, che credo sia stata di grande valore come diceva il sindaco Cancellieri prima — riprendo questo aspetto, perché sono d’accordo con lui — perché ricorderete che sulla Montelabbatese c’erano decine di morti all’anno. E’ stata fatta la scelta politica, forte, di mettere in sicurezza la Montelabattese ed altre situazioni, si sono spese risorse importanti, però si è data risposta a un problema drammatico che c’era, ed è stata una scelta giusta. In quella fase è stata fatta questa scelta. Il sindaco Cancellieri diceva: è possibile fare una scelta diversa adesso, prendendo una pausa di riflessione, sulla questione delle intersezioni, rotatorie, alcune opere che sono state fatte fino adesso e invece pensare di più a una manutenzione, a un ammodernamento? E’ proprio la scelta — lo dissi quando discutemmo il bilancio di previsione — che soprattutto il Presidente ha indicato in Giunta , in Consiglio, dappertutto. Abbiamo detto “sospendiamo un anno, due, tre, si faranno gli interventi comunque necessari, però concentriamo l’attenzione soprattutto sulla questione della manutenzione” ecc. Non è indolore, perché le risorse sono sempre quelle, alcune cose non le fai, concentri di più sul tema della manutenzione delle strade. Questo è un altro tema di fondo, è una scelta che abbiamo fatto, che io credo giusta, andiamo avanti in quella direzione. Si dice “abbiamo ereditato una situazione...”. Si eredita quello che si eredita, in bene e in male. Non è questo: abbiamo ereditato una situazione che sulle cose che ho detto andava bene, sulla manutenzione è un po’ più relativa. Di fronte a questo avevamo messo in piedi anche tutta una serie di attività, perché vi inviterei anche a riflettere su questo. Si era anche contenti del modo come si era lavorato per mettere in piedi le cose e avevamo messo in Atti Consiliari — 31 — SEDUTA DEL Provincia di Pesaro e Urbino 26 APRILE 2010 piedi una serie di operazioni che anche a livello di manutenzioni, di impatto con il miglioramento complessivo della viabilità ci avrebbe dato dei risultati e un riscontro positivo. Adesso sta accadendo quello che è accaduto, nel senso che per i danni del maltempo le cose le conosciamo, bisognerà trovare le risorse da mettere lì, altrimenti sono debiti fuori bilancio. Siete tutti amministratori come me, più di me: non si esce se non copri con l’avanzo di amministrazione. Sono questi gli aspetti. Dovremmo rimodulare il piano di interventi che avevamo fatto. Nonostante questo — ecco perché dico che si potrebbe fare un Consiglio provinciale organico per vedere tutti gli aspetti — penso che una serie di azioni che metteremo in campo, comunque saranno positive e permetteranno di non essere l’ultima ruota del carro anche rispetto alla manutenzione delle strade. In questi giorni riusciremo a individuare risorse che ci permetteranno di dare una risposta a tutta una serie di problemi. Adesso abbiamo cominciato da qualche parte, ci sono 700-800 mila euro, c’è l’appalto in questi giorni per una serie di strade a livello provinciale, con il Dpcm ministeriale ci saranno una serie di altri interventi per un milione, un milione e mezzo, anche qui da utilizzare per l’ammaloramento delle strade, quindi alcune risorse ci sono. Certo non è indifferente se ci riconoscono lo stato di emergenza e arrivano uno, due o tre milioni. E’ un altro paio di maniche. C’è un avanzo di amministrazione di dieci milioni e li buttiamo tutti lì? Sono 1.400 chilometri di strade, un chilometro di asfalto costa 50.000 euro, ci vogliono 70 milioni di euro per asfaltare tutte le strade. Mi si dice “non le asfalti tutti gli anni”. Ma dopo 6-7 anni, diviso 7, ci vogliono 10 milioni di euro da buttare soltanto nell’asfaltatura delle strade. Non ci sono 10 milioni di euro, perché ci sono 7-8 milioni di euro sui lavori pubblici in generale e ci sono le scuole, gli asfalti, i ponti, le gallerie, l’ordinaria manutenzione. I conti fate presto a farli. Va però bene fare una volta ogni tanto il quadro complessivo delle cose, perché credo che il Consiglio possa riuscire a dare consigli per ragionare meglio su queste questioni e amministrare meglio anche da questo punto di vista, come per esempio sulla questio- ne della neve stiamo facendo l’appalto adesso, il Presidente ha sollevato queste cose, stiamo vedendo proprio alcuni aspetti per come far funzionare al meglio la macchina, per esempio, dell’intervento sulla neve. Il sindaco di Montecopiolo poco fa mi diceva “Quest’anno abbiamo lavorato bene”. Dopo c’è anche il fatto che i cittadini vogliono che la neve si pulisca, si intervenga, non vogliono rimanere isolati, ci sono il pro e il contro su tutte le questioni. Credo si possa migliorare sicuramente e ripeto, sulla neve, sullo sfalcio, su altre questioni anche di ordinaria manutenzione, è chiaro che bisogna fare tutte le verifiche necessarie per essere più efficaci possibile e cercare di contenere i costi. Non è sempre facile. Un dibattito serio, partendo dalle questioni più strutturali, anche nel merito delle caratteristiche del lavoro di manutenzione ecc., sono convinto che serva e sono d’accordo a farlo. PRESIDENTE: Ha la parola l’assessore Minardi. RENATO CLAUDIO MINARDI: E’ chiaro che un bilancio consuntivo può essere visto sotto diversi aspetti, ma i conti sono quelli: quando il consigliere Baldelli diceva “non ci sono scelte strategiche”, le scelte strategiche si fanno quando si predispone il bilancio di previsione, non quando si fa il consuntivo. Quando si fa il consuntivo si riportano in aula tutti i conti, tutti i dati e si fa il consuntivo delle cose che ha fatto l’Amministrazione nell’anno precedente: questo è il dato, questi sono i conti, questi sono gli investimenti e queste sono le cifre. Dopodiché, se c’è un refuso sul perché gli obiettivi sono rimasti fermi al 30 giugno, è un refuso da parte di chi ha scritto la relazione. L’altra questione del carcere minorile. L’acquisto e la vendita dell’ex carcere minorile, sono stati un’operazione intelligente che ha fatto l’Amministrazione provinciale precedente e che noi abbiamo concluso. Abbiamo pagato poco più di 4 milioni di euro l’intera area, ne abbiamo incassati 5,3 ma ci siamo riservati un bene che abbiamo ristrutturato, nel quale nelle prossime settimane verranno trasferiti gli uffici della formazione professionale, facendoci ri- Atti Consiliari — 32 — SEDUTA DEL Provincia di Pesaro e Urbino 26 APRILE 2010 sparmiare 250.000 euro all’anno di affitti. Dopodiché rimane pure un’area da destinare a verde. Credo che questa sia stata comunque un’operazione intelligente. Dopodiché siamo un’immobiliare? Non lo so cosa siamo, siamo un’Amministrazione provinciale che ha cercato di fare gli interessi dei cittadini, perché le risorse incassate rimangono comunque nelle tasche dei cittadini per fare gli investimenti che comunque servono ai cittadini di questa comunità provinciale. Quando abbiamo fatto il bilancio di previsione e l’abbiamo portato in Consiglio provinciale il 21 dicembre dell’anno scorso, lì abbiamo fatto le scelte strategiche, lì abbiamo comunicato quali erano gli obiettivi e gli indirizzi che questa Amministrazione provinciale si è voluta dare, lì abbiamo detto che avremmo ristrutturato. Peraltro, quando siamo venuti in Consiglio mi pare che era stata deliberata il giorno prima la riorganizzazione della struttura, la decisione che è stata fatta, con una moratoria, rispetto al turn-over, rispetto al turnover anche dei dirigenti. Perché nonostante che abbiamo abbassato di 4 punti percentuali la spesa del personale, abbiamo detto che c’è comunque la possibilità di organizzare meglio la struttura e di contenere i costi. Parliamoci chiaro: fare i bilanci — qui ci sono amministratori e sindaci sia di centrosinistra che di centro-destra — non è facile per nessuno, in questi periodi, con il problema grave del patto di stabilità che abbiamo, oltretutto. E’ difficile per tutti anche per ciò che riguarda la parte corrente, perché le risorse sono sempre meno, quindi bisogna cercare di fare una spesa rigorosa, cercare di economizzare, cercare di guardare ovunque per evitare di creare delle sacche con delle spese che non servono, complessivamente, alla comunità. Abbiamo quindi fatto delle scelte come quella della riorganizzazione della struttura, quella di eliminare quelle sacche che probabilmente abbiamo, di evasione rispetto alla cartellonistica, rispetto ai passi carrai, rispetto a tutte quelle situazioni che pensiamo possano esserci. Poi vorrei evidenziare un’ultima cosa rispetto al bilancio che abbiamo fatto per il 2010: abbiamo comunque trovato, nonostante le difficoltà, le risorse da investire sul tema della crisi che per questa Amministrazione rimane sempre e comunque il tema numero uno. Il fondo di garanzia gestito con la Regione per quello che riguarda le aziende: mi sembra di avere detto anche in Consiglio provinciale che con le risorse che ha messo in campo l’Amministrazione provinciale nel 2009, 250.000 euro, sono state finanziate 1.256 imprese che hanno avuto erogate circa 50 milioni di risorse, cioè 50 milioni di euro di risorse messe in campo grazie alle risorse dell’Amministrazione provinciale. Vi sembra poco questo? Nonostante le difficoltà l’abbiamo fatto. Abbiamo ribadito nel bilancio di quest’anno i 200.000 euro per le piccole e medie imprese, abbiamo ribadito il fondo per i trasporti, abbiamo ribadito il fondo per il microprestito, abbiamo ribadito il fondo per le famiglie in difficoltà per quanto concerne le bollette del gas e dell’igiene urbana. E’ vero Rognini, che concerne le famiglie che hanno un Isee attualizzato di 8.000 euro — attualizzato, non l’Isee dell’anno scorso — però riguarda le famiglie che hanno maggiore disagio. Tra l’altro, la cifra relativa alle bollette l’abbiamo raddoppiata, perché è passata da 140 a 280 mila euro. Quindi, nonostante le difficoltà di bilancio, il tema della crisi l’abbiamo tenuto come la priorità numero uno, quella centrale, su cui non ci vogliamo muovere di un pelo, perché le famiglie in difficoltà là fuori, come le aziende, non possono aspettare 4-5 mesi per avere le risorse che servono per andare avanti, quelle famiglie lì hanno bisogno subito, oggi, immediatamente, di una risposta. Il collega Galuzzi l’ha già detto: sulla questione della pulitura delle strade e dell’intervento per lo sgombero neve quando c’è stato il maltempo, forse bisognerebbe fare qualche manutenzione in più, qualche investimento in meno? Su questo si potrebbe aprire un dibattito e discuterne a lungo, perché un’Amministrazione, provinciale o comunale che sia, quando investe crea comunque opportunità di lavoro, fa girare il denaro e comunque quando si realizzano opere lo ritengo sempre un fatto positivo. Certo bisogna anche trovare le risorse per fare le manutenzioni, perché se faccio una scuola nuova e poi la scuola elementare vicina va in decadenza, questo non va bene. Però credo che, Atti Consiliari — 33 — SEDUTA DEL Provincia di Pesaro e Urbino 26 APRILE 2010 per esempio, per l’emergenza neve è stato fatto un lavoro straordinario, che ci hanno invidiato tutti i Comuni, compresi quelli più grandi. E’ stato sotto gli occhi di tutti il lavoro che è stato fatto. E’ vero, ci è costato una cifra enorme, ma nessuno può dire che la Provincia non ha fatto in modo quasi perfetto il lavoro di intervento sull’emergenza neve e anche sulle frane, perché anche il lavoro sulle frane è stato fatto in tempi estremamente ristretti. L’assessorato ai lavori pubblici, l’assessore, l’ufficio tecnico adesso ci portano i conti, ma ci portano i conti perché sono stati fatti i lavori e perché si è stati tempestivi e veloci nel dare risposte al problema. Gli indicatori sono formule matematiche. E’ ovvio che in base alle formule matematiche vengono poi fuori i risultati. L’autonomia finanziaria e l’autonomia impositiva sono diminuite dal 2008 al 2009 semplicemente perché nel 2009 abbiamo avuto l’anticipazione del 50% rispetto al 2010, del Fse da parte della Regione secondo una formula matematica. Ecco perché viene fuori questo risultato, tant’è che, mi dicevano i funzionari della ragioneria, che probabilmente la Regione ci anticiperà anche il 50% del 2011. Non è ancora certo ma potrebbe essere così. Quindi questa diminuzione dal 51 al 49, dal 44 al 40, è semplicemente legata al fatto che abbiamo avuto l’anticipo del 50% delle risorse del 2010 del Fse. Invece la pressione finanziaria riguarda le entrate in genere che questa Provincia ha, sono aumentate, quindi ci sono maggiori entrate. Invece è diminuita — e questo credo sia un fatto che dovremmo considerare positivamente — la pressione tributaria, che è passata da 104 a 101: evidentemente il dato ci porta, anche se non abbiamo avuto grandi possibilità di manovra rispetto alla pressione tributaria, perché la pressione tributaria in questo momento è bloccata, però se guardiamo la formula è legata alla popolazione, perché titolo I diviso la popolazione, trasferimenti statali diviso popolazione. Se volessimo guardare un dato, sono diminuiti di parecchio i trasferimenti dallo Stato e sono aumentati i trasferimenti regionali, però adesso non voglio innescare alcun tipo di meccanismo di polemica, dico che abbiamo fatto un bilancio serio, rigoroso, che ha dato risposte nel 2009 e che, confrontandosi rispetto al futuro — quello che ricordava il capogruppo Papi, quando si dice “Provincia 2020: progetti per una comunità più felice” — significa che se da una parte gestiamo l’ordinaria amministrazione rispetto alla gestione anche del bilancio, dall’altra c’è una testa, c’è una Provincia, c’è un’Amministrazione provinciale, c’è un Consiglio che comunque guarda alla prospettiva, guarda al futuro, guarda allo sviluppo, perché non possiamo guardare soltanto di fronte al naso in quanto rischiamo di non far sviluppare questa comunità. PRESIDENTE: Ha la parola, per dichiarazione di voto, il consigliere Baldelli. A NTONIO BALDELLI: Assessore Galuzzi, mi consenta una battuta: ho cercato di salvarla in tutti i modi, ma lei ha voluto assumersi tutte le responsabilità. Capisco il gesto di galanteria nei confronti dei suoi predecessori, però lo stato delle strade provinciali è di fronte agli occhi di tutti e il ragionamento che il Popolo della libertà voleva far passare è questo: competenza principale dell’Amministrazione provinciale è la manutenzione delle strade provinciali. L’assessore, che dovrebbe essere contento di questa richiesta, dovrebbe avere maggiori fondi che dovrebbero essere stornati da quelle attività che in un’Amministrazione provinciale debbono essere ritenute secondarie. Quindi ci dovrebbe essere un tipo di equilibrio diverso. Fra l’altro l’intervento potrebbe concludersi qui, perché questa credo sia la scelta sbagliata di questa Amministrazione provinciale: continuare a perseverare in questo dispendio di risorse economiche, in rivoli secondari rispetto a quelle che sono le competenze principali dell’Amministrazione provinciale. Lei ha utilizzato il verbo “rimodulare”, quindi dovremmo andare a rimodulare veramente il bilancio della Provincia. All’assessore Minardi avevo fatto una richiesta, purtroppo non ho avuto risposta, presenterò un’interrogazione in maniera formale, sul fatto che mi è giunto all’orecchio in maniera ufficiosa che agenti di polizia giudiziari abbiano nei mesi scorsi o negli anni scorsi, avuto accesso, per semplice richiesta o per sequestro, Atti Consiliari — 34 — SEDUTA DEL Provincia di Pesaro e Urbino 26 APRILE 2010 agli atti relativi alle spese effettuate per la gestione delle manutenzioni per il Giro d’Italia. Chiedo se questo corrisponde a verità. Solamente per rilanciare la simpatica polemica che qualche volta ci vede contrapposti al consigliere Savelli, se il consigliere avesse terminato il suo intervento nei dieci minuti anziché occupare tutti i 15 a sua disposizione, il Popolo della libertà si sarebbe astenuto, ma siccome lei ha voluto sfruttare tutti i quindici minuti, dovremo votare contro. PRESIDENTE: Pongo in votazione il punto 3 dell’ordine del giorno. Il Consiglio approva con 19 voti favorevoli e 11 contrari (Mei, Cancellieri, Lunghi, Perlini, Rossi, Falcioni, Rognini, Foschi, Tarsi, Baldelli e Tomassoli) Pongo in votazione l’immediata eseguibilità. Il Consiglio approva con 19 voti favorevoli e 11 contrari (Mei, Cancellieri, Lunghi, Perlini, Rossi, Falcioni, Rognini, Foschi, Tarsi, Baldelli e Tomassoli) Riconoscimento debito fuori bilancio per spese inerenti i lavori di sgombro neve e trattamento antighiaccio del periodo novembre-dicembre 2009 PRESIDENTE: L’ordine del giorno reca, al punto 4: Riconoscimento debito fuori bilancio per spese inerenti i lavori di sgombro neve e trattamento antighiaccio del periodo novembre-dicembre 2009. Se non vi sono interventi, lo pongo in votazione. Il Consiglio approva con 19 voti favorevoli, 9 contrari (Cancellieri, Lunghi, Perlini, Rossi, Rognini, Foschi, Tarsi, Baldelli e Tomassoli) e 1 astenuto (Mei) Pongo in votazione l’immediata eseguibilità. Il Consiglio approva con 19 voti favorevoli, 9 contrari (Cancellieri, Lunghi, Perlini, Rossi, Rognini, Foschi, Tarsi, Baldelli e Tomassoli) e 1 astenuto (Mei) Nomina componenti Sottocommissioni elettorali circondariali di Fano e Macerata Feltria a seguito della revoca disposta dalla Corte d’Appello delle Marche PRESIDENTE: L’ordine del giorno reca, al punto 5: Nomina componenti Sottocommissioni elettorali circondariali di Fano e Macerata Feltria a seguito della revoca disposta dalla Corte d’Appello delle Marche. Sapete che fino a che c’era il rimborso spese, il gettone, la Commissione elettorale era una di quelle Commissioni dove tutti volevano andare. Dal momento in cui è diventata solo un concorrere alla realizzazione dell’iscrizione al registro e così via, è un pochino più difficile. Inoltre la legge è anche molto esigente, perché chiede che siano tutti dello stesso territorio interessato e la volta scorsa avevamo sbagliato perché alcune persone indicate, magari per qualche chilometro non erano dentro i confini del mandamento. Adesso c’è un’altra questione di cui non eravamo a conoscenza: che non possono partecipare a questa Commissione i dipendenti statali o delle pubbliche amministrazioni, quindi sono stati annullati alcuni nomi votati dalla Provincia. Vi spiego queste cose, perché è già la quarta volta che torniamo su questo argomento. A Fano i due nominativi della maggioranza che erano stati dati l’altra volta non andavano bene, quindi li sostituiamo. Per la minoranza, un nome per la Sottocommissione di Macerata Feltria non andava bene. Abbiamo chiesto alla maggioranza di fornirci i due nomi di sua competenza e alla minoranza di fornirci il nome di sua competenza. La mia proposta è di fare una votazione palese, ovviamente se siamo tutti d’accordo. Per la Sottocommissione elettorale cir- — 35 — Atti Consiliari SEDUTA DEL Provincia di Pesaro e Urbino 26 APRILE 2010 condariale di Fano i due nomi segnalati sono Leonardi Sauro e Vitali Enzo. Pongo in votazione la proposta. Il Consiglio approva all’unanimità Proclamo eletti componenti della Sottocommissione elettorale circondariale di Fano i signori Leonardi Sauro e Vitali Enzo. Per la Sottocommissione elettorale circondariale di Macerata Feltria è stato segnalato Ottaviani Loris. Pongo in votazione la proposta. impegna il Presidente della Provincia e l’assessore all’ambiente a verificare se l’uso di tali diserbanti è ammesso dalle norme europee, sia nelle zone agricole che nei centri abitati; sottolinea che, stante il danno ambientale, è comunque opportuno contattare immediatamente gli organi e gli enti che hanno disposto l’effettuazione di tale diserbo, affinché tale operazione non venga più ripetuta”. Se non vi sono interventi, pongo in votazione l’ordine del giorno. Il Consiglio approva all’unanimità Il Consiglio approva all’unanimità Proclamo eletto componente della Sottocommissione elettorale circondariale di Macerata Feltria il sig. Ottaviani Loris. Ordine del giorno sull’uso, lungo i bordi delle strade, di diserbanti a base di glifosate PRESIDENTE: Abbiamo una richiesta di votare un ordine del giorno che avrebbe una somma urgenza, da parte dei consiglieri Mariotti, Savelli, Sanchioni e Carloni. Ne do lettura: “Il Consiglio provinciale di Pesaro e Urbino, venuto a conoscenza attraverso gli organi di stampa locali che lungo i bordi delle strade statali e di alcune strade comunali del Pesarese sono stati usati dei diserbanti a base di glifosate per impedire la crescita primaverile dell’erba e non effettuare così lo sfalcio, allo scopo di ridurre le spese di gestione delle strade stesse; considerato che su tale provvedimento sono state sollevate numerose critiche da comitati spontanei, da associazioni, da dirigenti politici, da tecnici del settore, da docenti universitari che hanno messo in evidenza il danno derivante dall’uso massiccio dei diserbanti rispetto alla lotta biologica e all’integrità ambientale nonché sotto il profilo turistico; preso atto che con tale provvedimento sono di gran lunga maggiori i problemi creati rispetto ai benefici economici raggiunti, Ordine del giorno n. 32 del consigliere provinciale Foschi Elisabetta relativo alla sede Croce Rossa Italiana nel comune di Sant’Angelo in Lizzola (Ritiro) PRESIDENTE: L’ordine del giorno reca, al punto 6: Ordine del giorno n. 32 del consigliere provinciale Foschi Elisabetta relativo alla sede Croce Rossa Italiana nel comune di Sant’Angelo in Lizzola. Su questa questione si era discusso circa quindici giorni fa, il consigliere Foschi aveva detto “verificheremo, poi se le cose andranno come devono andare lo ritirerò, altrimenti chiederò che sia votato”. Ha la parola il consigliere Foschi. ELISABETTA FOSCHI: Le cose non si sono ultimate completamente, però mi sembra che stiano arrivando a un esito abbastanza favorevole, comunque in linea con quanto richiesto. Ho in mano una lettera del sindaco di Sant’Angelo in Lizzola Guido Formica a questa Amministrazione. Siccome non reca né protocollo né data, mi piacerebbe sapere quali sono il protocollo e la data, per capire a che periodo mi devo orientare. Ho altre informazioni che mi dicono che si sta procedendo e che si dovrebbe ultimare positivamente. Sono disposta a non votare l’ordine del giorno, visto che chiedevo sostanzialmente un impegno da parte di tutti a far concludere positivamente questa vicenda che mi au- Atti Consiliari — 36 — SEDUTA DEL Provincia di Pesaro e Urbino 26 APRILE 2010 guro davvero si chiuda in questi giorni, però gradirei sapere qualcosa di questa lettera che non ha una firma, non ha un protocollo, non ha una data. Io sono corretta a dire che, a fronte di un impegno, non chiedo il voto, però mi piacerebbe che l’impegno fosse completo. (Interruzioni). Non credo sia difficile recuperare una cosa del genere. Questa lettera può essere anche scritta da chicchessia. ELISABETTA FOSCHI: Con tutto il rispetto dell’ottimo collega, chiedo che la documentazione... (Interruzione). E’ simpaticissimo e anche molto efficiente, ma... Deriva dal fatto che ha a cuore la questione almeno quanto me. PRESIDENTE: La presidenza si impegna a fornire la lettera protocollata e firmata in temi velocissima, entro la settimana. PRESIDENTE: Il punto 7 non si discute per assenza del consigliere firmatario. Circa il punto 8, abbiamo detto prima che avremmo interrotto il dibattito alle 19,30 ed essendo questo un ordine del giorno che riguarda la privatizzazione dell’acqua, è una questione su cui i gruppi consiliari vogliono discutere in modo approfondito, quindi lo superiamo in maniera tale che fino alle 19,30 possiamo approvare i punti su cui siamo tutti più convinti e su cui c’è già un’intesa. Superiamo anche l’ordine del giorno relativo ai beni confiscati alla mafia, quindi passiamo alla mozione al punto 10 dell’ordine del giorno. ELISABETTA FOSCHI: La lettera è del sindaco di Sant’Angelo in Lizzola Guido Formica, è rivolta al Presidente della Provincia e recita: “In merito alle problematiche riguardanti i locali da destinare a sede della Croce Rossa Italiana dell’Unione Pian del Bruscolo, portati all’attenzione del vostro Consiglio provinciale, si comunica che questa Amministrazione comunale sta procedendo a formalizzare un nuovo contratto di comodato con la suindicata Croce Rossa. Si tratta di una soluzione che ha tenuto conto della forte attività sodalistica che questa associazione sta svolgendo e della collaborazione che la stessa ha con questo Comune nonostante siano state sacrificate alcune nostre esigenze logistiche. Colgo l’occasione per porgere cordiali saluti”. Da qui non apprendo nemmeno se il comodato è gratuito o non gratuito, che scadenza ha. Mi devo rifare ad altre informazioni, però almeno la formalità della lettera. PRESIDENTE: L’ordine del giorno viene pertanto ritirato ma può essere sempre riproposto: se lo riproporrà, mi impegno a portarlo in Consiglio con urgenza. Quindi, l’ordine del giorno viene ritirato perché sembra che la questione sia risolta. Io mi impegno a far avere la lettera firmata e protocollata. Se la questione non si sarà risolta nel giro di qualche settimana, il consigliere Foschi riproporrà l’ordine del giorno che noi, come Consiglio discuteremo in via d’urgenza. Sull’ordine dei lavori Mozione n. 49 del consigliere Perlini Vladimiro in merito alla legge 1010/48 — Pronto intervento PRESIDENTE: L’ordine del giorno reca, al punto 10: Mozione n. 49 del consigliere Perlini Vladimiro in merito alla legge 1010/48 — Pronto intervento. Ha la parola il consigliere Perlini. VLADIMIRO PERLINI: La Provincia ogni anno ha una trasferimento dalla Regione su questa vecchia legge. Naturalmente si tratta di lavori pubblici relativi al pronto intervento, quindi lavori che si manifestano con urgenza e che devono essere affrontati con altrettanta solerzia. Sono andato a vedere i dati di questi trasferimenti da parte della Regione a tutte le Province e nei primi anni 2000 Lo stanziamento era ben superiore a quello odierno. Oggi parlia- — 37 — Atti Consiliari SEDUTA DEL Provincia di Pesaro e Urbino 26 APRILE 2010 mo di 230.000 euro, nei primi anni 2000 abbiamo avuto fino a 500.000 euro. Siccome è un fondo che funziona abbastanza bene, perché questi denari vengono gestiti, tecnicamente, molto rapidamente dal genio civile e negli anni c’è stata questa flessione, pure paradossalmente, di fronte ai danni legati al maltempo, alla fragilità del territorio sempre maggiori, quando ho presentato la mozione si pensava di poter fare questa richiesta alla Regione in fase di bilancio, questa fase è passata, tuttavia rimane ancora all’ordine del giorno questa esigenza, quindi la richiesta al Consiglio provinciale è di votare questa mozione per impegnare l’Amministrazione provinciale a farsi carico, politicamente, di intervenire presso la Regione affinché possano essere, se non ripristinate le cifre di 7-8 anni fa, comunque invertire questa tendenza a diminuire le risorse trasferite per questa legge, con la speranza, viceversa, di aumentarle. Ne abbiamo parlato prima per quanto riguarda la neve, ma si è accennato anche alle strade. Le esigenze sono sempre maggiori, potrebbe essere un atto politico a supporto della Giunta nei confronti della Regione Marche. PRESIDENTE: Se non vi sono interventi, pongo in votazione il punto 10 dell’ordine del giorno. Il Consiglio approva all’unanimità Mozione n. 50 a prima firma del consigliere Perlini Vladimiro in merito al crollo della cinta muraria di Mombaroccio PRESIDENTE: L’ordine del giorno reca, al punto 11: Mozione n. 50 a prima firma del consigliere Perlini Vladimiro in merito al crollo della cinta muraria di Mombaroccio. Ha la parola il consigliere Perlini. VLADIMIRO PERLINI: Anche questo ordine del giorno è un po’ datato ma ugualmente attuale. Come noto a tutti, nel gennaio 2009 c’è stato questo crollo abbastanza importante di una porzione della cinta muraria di Mombaroccio. La Provincia è intervenuta subito dopo l’estate, proprio con la norma che dicevamo prima, quindi con 60.000 euro del pronto intervento, che sono stati sufficienti per sgomberare e per dare una prima sicurezza alla parte crollata. Purtroppo era solo una prima parte, perché nel frattempo i cedimenti sono continuati fino a che hanno rischiato addirittura di minacciare le prime abitazioni prospicienti la frana. Il Comune si era attivato per fare un computo di quello che poteva essere il costo per il ripristino di queste mura e il primo conto venuto fuori era sostanzioso, a maggior ragione per questo Comune che è abbastanza piccolo, superiore ai 500.000 euro. Nello scorso inverno la Regione ha però, in fase di bilancio di previsione, destinato delle risorse a questo intervento e si parla di 400-450 mila euro. Ancora non conosco la cifra precisa, non so se l’assessore ne sa di più. I fondi servivano per ricreare le mura di Mombaroccio, soprattutto per le parti di fondamenta di cemento armato, comunque non bastavano per ripristinarle come prima dal punto di vista architettonico, perché si parlava di cifre ancora superiori. Lo scopo è quello di far sì che la Provincia possa coadiuvare il Comune che ha questi fondi della Regione, per ricostruire le mura non solo dal punto di vista strutturale ma anche dal punto di vista architettonico. L’assessore, agli albori di questa vicenda mi ha detto che la Provincia stava pensando effettivamente a contribuire, successivamente mi ha detto “siccome la Regione ha dato tanti soldi, potremmo fare a meno perché abbiamo altre esigenze”. PRESIDENTE: C’è stato l’intervento della Provincia e del Comune presso la Regione. Questo ha permesso anche un finanziamento maggiore. VLADIMIRO PERLINI: Che la Provincia era intervenuta sull’assessore regionale è certo, perché ricordo che il consigliere Foschi ci ha parlato più volte. Non ho i dati precisi su quanto debba investire il Comune di Mombaroccio, quante risorse gli mancano, nonostante l’inter- Atti Consiliari — 38 — SEDUTA DEL Provincia di Pesaro e Urbino 26 APRILE 2010 vento della Regione. Non mi sono messo di mezzo, per rispetto, fra il Comune e l’assessore. Vorrei far riflettere l’assessore circa la necessità di incontrarsi con il Comune di Mombaroccio per rifare il punto e capire se oggi c’è un’esigenza e se gli si può andare incontro. Lo scopo è questo. PRESIDENTE: Comunque, leggendo il dispositivo mi sembra che sia assolutamente votabile, perché “impegna la Giunta a supportare il Comune di Mombaroccio, coadiuvandolo con il contributo degli uffici tecnici della Provincia”. Questo è avvenuto e sta avvenendo. Poi, “a sostenere politicamente l’Amministrazione comunale nella ricerca di finanziamenti regionali e ministeriali per porre rimedio neo più breve tempo possibile al danno subito” e anche questo mi sembra che sia avvenuto e stia ancora avvenendo. Poi, “a compartecipare materialmente ed economicamente all’intervento”. Se poi il Comune dice “non ne abbiamo bisogno perché la spesa è stata coperta dai finanziamenti che abbiamo avuto dal Ministero”, sarà lui a dirlo. Però questo non vuol dire che questo ordine del giorno non può essere condiviso dal Consiglio provinciale. La parte che impegna il Consiglio mi pare che sia assolutamente sostenibile. Ha la parola il consigliere Tagliolini. DANIELE TAGLIOLINI: Ho verificato gli atti del bilancio regionale: la quota relativa al Comune di Mombaroccio è pari a 300.000 euro, che è uno stanziamento dato dalla Regione proprio per intervenire sul crollo della cinta muraria, un contributo straordinario. Faccio una considerazione relativamente alla mozione che abbiamo votato pochi minuti fa riguardante la 1010. Se una Regione stanzia 300.000 euro per un intervento straordinario legato a un piccolo comune come Mombaroccio, sicuramente ci saranno difficoltà anche legate al bilancio regionale per implementare i fondi legati alla 1010. L’unica considerazione che posso fare, è che molte volte i vari uffici non comunicano fra di loro, anche se sono enti vicini, sia la Provincia che la Regione e gli uffici comunali e quindi, nei contributi straordinari legati al pronto intervento, bisognerebbe avere una cabina di regia unica. Infatti la considerazione è che la Provincia di Pesaro e Urbino aveva stanziato una cifra pari a 60.000 euro relativamente alla messa in sicurezza della cinta muraria di Mombaroccio e a distanza di alcuni mesi è stato dato un altro finanziamento al Comune di Mombaroccio dalla Regione, pari a 300.000 euro. E’ apprezzabile che due Amministrazioni come Provincia e Regione intervengano a supporto di una piccola Amministrazione. Poi non è neanche un’Amministrazione vicina da un punto di vista politico, quindi ha una valenza ancora maggiore, perché è un’analisi che va fatta. Sicuramente, se arrivano più richieste per uno stesso intervento, è poi difficile andare ad implementare le esigue risorse che abbiamo per il pronto intervento, anche se ho votato in maniera favorevole e voterò in maniera favorevole anche a questa mozione. PRESIDENTE: Ha la parola il consigliere Savelli. RENZO SAVELLI: Prima abbiamo parlato della 1010 che interviene nei casi di frane, strade, fiumi, in tutti questi settori di pronto intervento. Il problema dei nostri piccoli comuni, che sono in realtà muscoli centri storici, riferibili al castello di una volta o alle terre — terra voleva dire castello grande, quindi circondati dalle mura ecc. — rappresenta uno dei problemi più significativi. Qualche anno fa anche Montegrimano ha avuto un problema simile. Io ho visitato quel castello, che era un centro storico. Hanno rifatto un tratto delle mura che erano crollate, perché se non avvengono opere di consolidamento, le mura prima o poi cadono. Quindi da questo punto di vista sarebbe necessario un check-up ai nostri castelli, che sono tanti e che rischiano di subire, prima o poi, la sorte, in questo caso, di Mombaroccio. Pertanto non solo sono d’accordo ma sarebbe bene che, d’intesa con la Regione, facessimo un check-up proprio per tutti questi antichi castelli, e sono tanti, che sono capoluogo di comune, come Montefelcino ad esempio, Isola del Piano, Saltara che ha sistemato le mura utilizzando i finanziamenti per Urbino, Atti Consiliari — 39 — SEDUTA DEL Provincia di Pesaro e Urbino 26 APRILE 2010 anche se non ha mai fatto parte del Ducato di Urbino. E’ sempre stata sotto il territorio fanese, fino a Serrungarina e mai del territorio urbinate, però a suo tempo, quindici anni fa, sono arrivati i finanziamenti e li ha avuti anche il Comune di Saltara. Mi fa piacere che abbia rafforzato le mura, non sono stati soldi sprecati. Quindi un invito non solo a sostenere questa delibera, ma molti dei nostri centri storici, prima o poi avranno il crollo di tratti di mura. Quindi un check-up, d’intesa con la Regione, potrebbe essere una proposta da fare alla Regione Marche. Mi pare che ci sia stata più di un’occasione in cui il Comune di Mombaroccio anche pubblicamente ha ringraziato la Regione che ha fatto un intervento molto consistente ma anche la Provincia e tengo a dire che, come diceva giustamente il collega, almeno nel merito dei lavori pubblici spesso non si guarda il soggetto che ha bisogno del supporto della Provincia ma si guarda il problema vero. Di questo do atto all’Amministrazione, penso sia doveroso, mi stupirei del contrario. Ne do atto quindi anche oggi e sicuramente ne darò atto anche dopo il voto di questa mozione. PRESIDENTE: Ha la parola il consigliere Perlini. PRESIDENTE: Pongo in votazione il punto 11 dell’ordine del giorno. VLADIMIRO PERLINI: Ringrazio per gli interventi fatti e per il sostegno che mi auguro possa essere dato a questa mozione. Farò presente personalmente all’assessore Galuzzi la necessità di riprendere i contatti con il Comune di Mombaroccio per vedere qual è la situazione e se vale la pena o è interesse dello stesso Comune e nella disponibilità della Provincia dare un ulteriore supporto. Il collega Tagliolini mi ha fornito il dato dei 300.000 euro, ma questo dato era ballerino, perché il Comune sicuramente ha avuto altre risorse, ma non per la cinta muraria. Il Consiglio approva all’unanimità Vi ringrazio, anche perché quello di oggi è stato un consiglio importante, abbiamo approvato il consuntivo, quattro ordini del giorno, quattro delibere, quindi i lavori sono stati proficui. Vi ricordo che lunedì 10 si inizierà la mattina alle 9. Chiedo davvero a tutti la puntualità. La seduta è tolta. La seduta termina alle 19,30