VENITE ALLE ACQUE!
«O voi tutti che siete assetati,
venite alle acque…
Cercate il Signore,
mentre lo si può trovare;
invocatelo, mentre è vicino.
Lasci l’empio la sua via
E l’uomo iniquo
i suoi pensieri;
si converta al Signore
che avrà pietà di lui,
al nostro Dio
che non si stanca
di perdonare».
(Isaia 55:1-7)
Distribuito gratuitamente. Stampato in proprio Aprile 2011.
Comunità Cristiana
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La tua
Parola
è verità
.
(Giov.17
:17)
Per la tu
a
luce noi
vediamo
la luce.
(Salm o 3
6:9)
La Bibbia
e i suoi perché
2
[1] COME HA AVUTO ORIGINE L’UNIVERSO?
La scienza non sa dare una risposta certa, ma solo teorie.
L’unico e vero Dio, invece, dice: «Io ho fatto la terra e ho
creato l’uomo su di essa; io, con le mie mani, ho spiegato i
cieli e comando tutto il loro esercito» (Isaia 45:12).
Vedi anche Genesi capitoli 1-2.
1
[2] L’UOMO VIENE DAVVERO DALLA SCIMMIA?
No, perché Dio creò tutti gli esseri viventi direttamente
«secondo la loro specie» (Genesi 1:21-25). Per cui, una specie
non può dare origine ad una specie diversa.
Creò l’uomo a sua immagine e somiglianza (Genesi 1:26).
L’uomo è quindi una creatura speciale, dotata di intelligenza e
di ragione, simile al suo Creatore, e per tale ragione non può
venire da una specie inferiore. È infatti scritto: «Tu l’hai fatto
solo di poco inferiore a Dio» (Salmo 8:5).
Chi pensa che l’uomo venga dalla scimmia rifletta:
1) Come mai non esistono scimmie (e uomini) a progressivi
stadi evolutivi? 2) Come mai esistono solo scimmie allo stato
puramente animale? 3) Perché le scimmie esistono ancora?
[3] COM’È FATTO L’UOMO? HA UN’ANIMA IMMORTALE?
La Sacra Scrittura dice: «Dio il Signore formò l’uomo dalla
polvere della terra, gli soffiò nelle narici un alito vitale e
l’uomo divenne un’anima vivente» (Genesi 2:7).
Anima vivente, in ebraico “lenèfesh chaiyàh”, significa
“creatura vivente che respira”. Le identiche parole ebraiche
vengono usate in riferimento alla creazione degli animali in
Genesi 1:20,21,30. Vedi anche Ecclesiaste 3:19-21.
Dunque, l’anima vivente non è qualcosa a sé stante dentro
l’uomo, ma è l’uomo stesso, perché solo la fusione della
materia e dell’alito vitale di Dio dà origine all’uomo. Se si
separano questi due elementi, l’uomo non può esistere.
La Bibbia conferma: «Tu [Dio] ritiri il loro fiato e muoiono,
ritornano nella loro polvere» (Salmo 104:29).
Vedi anche: Giobbe 34:14; Salmo 146:4.
[4] PERCHÉ CERTI PASSI BIBLICI SEMBRANO DIRE CHE
L’UOMO ABBIA UN’ANIMA SPIRITO IMMORTALE?
Anima, in ebraico nèphesh e in greco psykhé, significava
originariamente: essere o creatura vivente, vita o esistenza.
1
Salvo diversa indicazione, il testo biblico usato è La Sacra Bibbia,
versione Nuova Riveduta - Società Biblica di Ginevra, 1994.
95
27)
28)
29)
30)
31)
32)
Chi sono i 144.000 e la Grande Folla? ...................... 31
Qual è il compito dei santi? ..................................... 33
Qual è lo scopo della predicazione? .......................... 34
Che cos’è la Chiesa? .............................................. 34
Esistono davvero i doni spirituali? ............................ 39
Quando verrà la fine del mondo?
E quando ritornerà Gesù Cristo? .............................. 40
33) Gesù verrà proprio sulla terra?
Il suo ritorno sarà visibile? ...................................... 45
34) E i santi vivi e morti? ............................................. 46
35) Che cos’è il Giorno del Giudizio? .............................. 47
36) Che cosa accadrà dopo il Millennio? ......................... 52
37) Se i santi avranno natura divina,
come mai regneranno sulla terra?............................ 54
38) Esiste l’inferno? ..................................................... 57
39) Che cos’è la legge che Dio diede a Israele?
Gesù diede una nuova legge? .................................. 61
40) Bisogna ancora osservare il sabato? Ci si deve
astenere dal mangiare carni di certi animali? ............ 63
41) La Bibbia vieta le trasfusioni di sangue? ................... 64
42) Che cos’è la Pasqua ebraica?
I Cristiani devono osservarla?.................................. 68
43) Che cos’è la Santa Cena? ........................................ 69
44) I Cristiani devono festeggiare il Natale? .................... 71
45) Gesù aveva fratelli e sorelle carnali, figli di Maria? ..... 72
46) Perché Dio permetteva al suo popolo di far guerre?
Dio approva le guerre? ........................................... 72
47) Le donne devono mettere il velo quando pregano?..... 73
48) A chi si devono confessare i peccati? ........................ 73
49) Che cos’è la bestemmia contro lo Spirito Santo? ........ 74
50) Da chi fu scritta la Bibbia e perché bisogna crederla? . 75
51) Che cos’è il battesimo? Perché è necessario?
Qual è quello giusto? .............................................. 76
52) Che cos’è l’apostasìa? ............................................ 78
53) Se la Bibbia non parla di altri figli avuti da Adamo
ed Eva prima di Caino, perché poi dice che Caino
ebbe moglie e andò ad abitare in un altro paese? ...... 79
54) La questione dell’anima. ......................................... 80
55) Altri argomenti biblici in breve ................................. 90
94
I N D I C E:
pag.
1) Come ha avuto origine l’universo? ............................... 2
2) L’uomo viene davvero dalla scimmia? .......................... 2
3) Com’è fatto l’uomo? Ha un’anima immortale? ............... 2
4) Perché in certi passi biblici sembra, invece, che
l’uomo abbia un’anima o uno spirito immortale? ............ 2
5) Perché Dio ci ha creati? .............................................. 3
6) Che cos’è il peccato? Che cos’era l’albero
della conoscenza del bene e del male? ......................... 3
7) Il peccato di Adamo ed Eva aveva a che fare col sesso? . 4
8) Se Adamo ed Eva furono creati perfetti,
come mai peccarono? ................................................ 4
9) Se Satana li tentò, che colpa hanno Adamo ed Eva? ...... 4
10) Perché Dio non ha sostituito Adamo ed Eva
con un’altra coppia perfetta? ..................................... 5
11) Perché per il peccato di Adamo ed Eva
dobbiamo subirne le conseguenze tutti? ..................... 6
12) Chi è Satana? ......................................................... 6
13) Perché Dio non ha subito eliminato Satana?
E perché permette il male? ....................................... 7
14) Se Satana sarà annientato, la giustizia non è già
equilibrata? Che bisogno c’era che Gesù morisse? ....... 7
15) Chi è Dio? ............................................................... 8
16) Qual è il nome personale di Dio? ............................. 10
17) Dio è uno solo o vi sono tre persone in un Dio? ......... 11
18) Chi è Gesù Cristo? ................................................. 13
19) Quale natura assunse Gesù Cristo alla risurrezione? ... 17
20) Chi e che cosa è lo Spirito Santo? ............................ 19
21) Quali altre prove dimostrano che
la dottrina della trinità è errata? .............................. 20
22) Ma l’ordine di Cristo di battezzare nel nome del Padre,
del Figlio e dello Spirito Santo non è una prova
delle tre persone della trinità? ................................. 22
23) Come mai fra tanti popoli Dio scelse Israele
come suo popolo? E perché lo scelse? ...................... 24
24) Dopo la morte di Gesù Israele viene abbandonato
da Dio. Qual è il futuro di questo popolo? ................. 25
25) Chi sono i santi? .................................................... 28
26) Bisogna essere morti e andare in cielo per esser santi?
Il culto ai santi è biblico? Chi santifica? .................... 30
3
Spirito, ebraico: ruach e greco: pneuma, originariamente
indicava l’alito o soffio vitale di Dio nelle creature ed il vento.
Ma nel corso dei secoli, entrambe le parole sono state
usate per significare anche: l’io, la coscienza, l’intimo, il cuore
in senso figurato, la personalità, il carattere, l’intelletto (o
sede dei pensieri e dei sentimenti) ecc. Ne è nata una grande
confusione e hanno avuto origine dottrine non bibliche che
hanno influenzato anche i traduttori della Bibbia. Ma dal
confronto dei passi biblici, la verità viene sempre alla luce.
Chi vuole approfondire legga il punto 54.
[5] PERCHÉ DIO CI HA CREATI?
Dio ci ha creati per un atto d’amore e affinché vivessimo
felici per sempre. È scritto: «Dio è amore» (1 Giovanni 4:8).
E riguardo alle creature dice: «Dio ha fatto ogni cosa bella
al suo tempo: egli ha perfino messo nei loro cuori il pensiero
dell’eternità» (Ecclesiaste 3:11). Salmo 8:3-8; Genesi 1:26-29.
[6] CHE COS’È IL PECCATO? CHE COS’ERA L’ALBERO
DELLA CONOSCENZA DEL BENE E DEL MALE?
La Bibbia dice: «Il peccato è la violazione della legge [di
Dio]» (1 Giovanni 3:4). 1 Giovanni 5:17 e Giacomo 4:17.
Dio aveva inculcato nelle menti e nei cuori di Adamo ed
Eva la sua perfetta legge, osservando la quale avrebbero
preservato la loro integrità spirituale e fisica, perpetuando la
loro esistenza. L’integrità era la condizione per potere
accedere all’albero della vita che il Signore aveva messo a
loro disposizione, il cui frutto aveva la virtù di mantenere
perfetto il loro corpo.
Dio, dunque, fece in modo che essi intendessero che
l’osservanza della sua legge avrebbe loro recato il più grande
beneficio: la vita, mentre la trasgressione avrebbe loro recato
il più grande danno: la morte.
Ad Adamo disse: «Mangia pure da ogni albero del
giardino, ma dell’albero della conoscenza del bene e del male
non ne mangiare: perché nel giorno che tu ne mangerai,
certamente morirai» (Genesi 2:16-17).
Si può dire che l’albero della conoscenza del bene e del
male costituisse il limite fra il lecito e l’illecito.
Il proposito di mangiarne il frutto non solo equivaleva a
ribellarsi a Dio, mettendo in dubbio la sua sovranità, il suo
amore e la sua giustizia, ma equivaleva anche a causarsi la
morte. Ovviamente, il reale problema non era l’albero, ma la
volontà di osservare o meno la legge divina.
4
93
Effettivamente la ribellione ebbe origine nel momento in
cui fu concepita nei cuori di Adamo ed Eva, mentre il
mangiare il frutto dell’albero della conoscenza del bene e del
male fu la messa in atto della ribellione.
E la terribile conseguenza fu l’inizio dell’imperfezione che li
avrebbe portati alla morte, in quanto il frutto aveva in sé,
come dire, la proprietà di causare degenerazione e morte.
22) SPIRITISMO – OCCULTISMO.
Gli spiritisti, gli indovini, i maghi di professione hanno un’apparenza di
fede e perbenismo per nascondere la loro natura diabolica.
Essi compiono dei prodigi di menzogna, con i quali ingannano le persone
(2 Tessalonicesi 2:9). Fanno credere persino di parlare con i morti. Ma vedi:
Salmo 146:3-4 ed Ecclesiaste 9:5-10.
La Scrittura dice che Satana e i suoi demoni si travestono da angeli di
luce e da ministri di giustizia. Attenzione, dunque! (2 Corinti 11:14-15).
L’Eterno Iddio e Gesù condannano lo spiritismo. Vedi: Levitico 19:31;
Deuteronomio 18:9-14; Matteo 7:22-23.
[7] IL PECCATO AVEVA A CHE FARE COL SESSO?
Il peccato di Adamo ed Eva fu un atto di disubbidienza
alla legge divina, e non un… atto sessuale illecito.
Essi potevano avere rapporti sessuali già subito dopo la
loro creazione, perché era volontà di Dio che la terra si
popolasse. Infatti, il Creatore aveva detto loro:
«Siate fecondi e moltiplicatevi; riempite la terra» (Genesi
1:28). E disse questo prima che essi commettessero il
peccato di inosservanza della sua legge.
[8] SE ADAMO ED EVA FURONO CREATI PERFETTI,
COME MAI PECCARONO?
Se Adamo ed Eva fossero stati solo due robot nelle mani
di Dio, avrebbero avuto una sola scelta: l’ubbidienza forzata.
In tal caso, non ci sarebbe stato bisogno né di avvertimenti
né di legge, perché essi sarebbero stati impossibilitati alla
disubbidienza.
Dio, invece, li aveva creati a sua immagine e somiglianza
e aveva dato loro la capacità di pensare, di ragionare e di
decidere autonomamente. Erano perciò perfettamente
coscienti delle responsabilità relative alle loro scelte; per cui,
potevano decidere liberamente se ubbidire o disubbidire alla
legge e agli avvertimenti divini.
Dio non li obbligò all’obbedienza e non influì nella loro
scelta. Tanto erano liberi, che poi, purtroppo, scelsero la
disubbidienza, pur sapendo delle conseguenze a cui
sarebbero andati incontro.
[9] SE SATANA LI TENTÒ, CHE COLPA EBBERO
ADAMO ED EVA?
Vediamo come avvennero le cose (Genesi 3:3-6).
Satana, prese le sembianze d’un serpente, con parole
ingannevoli disse a Eva: «Come! Dio vi ha detto di non
mangiare da nessun albero del giardino?».
23) TABERNACOLO – TEMPIO.
Mosè lo chiamò “Tenda di convegno”, perché in esso egli si incontrava
con Dio: Esodo 33:7-11.
Vi dimorava la gloria di Dio: Esodo 40:34-38; 1 Re 8:10-11.
Costruzione del Tabernacolo: Esodo capitoli 25, 26, 27, 30 e 31:1-11.
Tabernacolo e sua figura: Ebrei capitolo 9.
Il Tempio (o Casa di Yahwèh) che Salomone costruì era un edificio
maestoso che comprendeva il Tabernacolo: 1 Re capitolo 6; 7:13-51 e
capitolo 8; 2 Cronache capitoli 3, 4, 5 e 6.
I santi sono il Tempio vivente di Dio: 1 Corinti 3:16-17 e 6:19-20;
Efesini 2:19-22; 1 Pietro 2:4-10.
La Gerusalemme celeste che scenderà dal cielo sarà il nuovo ed eterno
Tabernacolo di Dio con gli uomini: Apocalisse capitolo 21 e 22:1-5.
24) VOTO - ELEZIONI.
Nessuna norma della Sacra Scrittura vieta ai Cristiani di votare nelle
pubbliche elezioni, e nemmeno il contrario.
Solo a titolo informativo: secondo la Costituzione italiana, e forse della
totalità dei paesi del mondo, l’esercizio del voto è un diritto, ma è anche un
dovere. Ognuno si regoli secondo la propria coscienza.
La tua parola
è una lampada
al mio piede
e una luce
sul mio sentiero.
(Salmo 119:105)
92
16) MATRIMONIO. (Vedi anche: Adulterio e Divorzio).
Ciò che Dio unisce l’uomo non separi. Una sola carne. Marco 10:6-9.
Il matrimonio sia tenuto in onore: Ebrei 13:4; Efesini 5:5.
Amore e rispetto fra marito e moglie: Efesini 5:22-33.
Discorso di Paolo sul matrimonio: 1 Corinti capitolo 7.
Sposarsi nel Signore. 1 Corinti 7:39.
17) PATTI.
Patto di Dio con gli uomini: che non sterminerà più il mondo con un
altro diluvio: Genesi 9:8-17.
Patto abramico: Gen.17:1-8; 22:15-18; Rom.cap.4; Gal. cap.3 e 4:21-31.
Patto della Legge: Esodo 19:5-6 e 24:1-8; Romani cap.7; Galati capitoli
3 e 4; Ebrei 7:11-28 e cap.8, 9 e 10:1-18.
Nuovo Patto di Cristo: Matteo 26:27-28; 1 Corinti 11:25; Ebrei capitoli
8, 9 e 10:1-18; Geremia 31:31-34. Vedi i punti 39 e 40.
18) PREGHIERA.
Padre nostro: Matteo 6:9-13; Luca 11:2-4.
Non pregare come gli ipocriti: Matteo 6:5-8; Luca 18:9-14.
Pregare anche per i nemici: Matteo 5:44; Luca 6:27-28.
Senza stancarsi e in ogni tempo: Luc.18:1-8; 21:36; Col.4:2; Efes.6:18
Pregare con fede di ricevere: Marco 11:22-24; 1 Giov.3:22.
Le donne devono pregare a capo coperto: 1 Corinti 11:5-13.
Dio esaudisce le preghiere dei giusti: Proverbi 15:29.
Pregare nel nome di Gesù: Giovanni 15:16 e 16:23-24.
19) PROFEZIA.
La profezia biblica è ispirata da Dio: 2 Pietro 1:19-21; 2 Tim. 3:16-17.
Alcune grandi profezie già adempiute:
Nascita di Gesù (7 secoli prima): Michea 5:1– Adempimento: Matteo 2:1-6;
Sacrificio di Gesù (più di 7 sec. prima): Isaia cap.53 – Matteo cap.26 e 27;
Distruzione di Gerusalemme (33 E.V.): Luca 19:41-44 - Adempimento70 E.V.
Alcune profezie il cui adempimento è iniziato ed è ancora in corso:
Inizio/fine Tempi Gentili (33 E.V.): Luca 21:24; Rom.11:25 – In corso di
adempimento la parte finale;
Corruzione ultimi tempi (I sec. E.V.): 2 Tim. 3:1-5; 2 Pietro 3:3-4 - In corso.
Profezie che si adempiranno fra breve:
Grande tribolazione e ritorno di Gesù in gloria: Matteo cap. 24; Luca cap. 21;
1 Tessalonicesi 4:13-18; Apocalisse 1:7;
Instaurazione del Regno di Dio: Michea 4:1-5; Isaia cap. 11 e 65:13-25;
Apocalisse cap. 20, 21 e 22:1-5.
20) SACERDOZIO.
Istituzione del sacerdozio in Israele: Esodo capitoli 28 e 29; Levitico
capitoli 8, 9, 21 e 22; Numeri capitolo 18.
Divisione dei sacerdoti in 24 mute: 1 Cron.24:1-19 - (Luca 1:8-10).
I Leviti: Numeri 3:5-17, cap.4 e 8:5-26; 1 Cronache capitoli 23, 25, 26.
Sacerdozio aaronico e sua figura: Ebrei capitoli 7, 8, 9 e 10:1-18.
I santi sacerdozio regale: 1 Pietro 2:4-10; Apocalisse 1:6; 5:10 e 20:6.
21) SALUTO: “PACE DEL SIGNORE!”.
Luca 24:36; Giovanni 14:27; 1 Pietro 5:14; Efesini 6:23; Romani 16:16.
5
Eva gli rispose: «Del frutto degli alberi del giardino ne
possiamo mangiare; ma del frutto dell’albero che è in mezzo
al giardino Dio ha detto: “Non ne mangiate e non lo toccate,
altrimenti morirete”».
Satana continuò: «No, non morirete affatto; ma Dio sa che
nel giorno che ne mangerete, i vostri occhi si apriranno e
sarete come Dio, avendo la conoscenza del bene e del male».
Con queste parole, il Maligno voleva dare ad intendere ad
Adamo ed Eva che Dio proibiva loro di mangiare quel frutto
perché non voleva che essi diventassero uguali a Lui.
Eva cominciò a pensare che Satana aveva ragione: Dio
non poteva essere così ingiusto da impedire loro di diventare
come Lui. Non tenne più conto dell’avvertimento divino e,
attratta dallo splendore dell’albero e stimolata dalla
prospettiva di diventare come Dio, «osservò che l’albero era
buono per nutrirsi, che era bello da vedere e che l’albero era
desiderabile per acquistare conoscenza; prese del frutto, ne
mangiò e ne diede anche a suo marito, che era con lei, ed egli
ne mangiò».
E il male cominciò a produrre i suoi terribili effetti!
Ora, che l’inganno di Satana fu… diabolico, non si mette in
dubbio! Che Adamo ed Eva erano, come dire, inesperienti
riguardo al male, è pure vero. Ma non si può dire che essi
non fossero stati informati ed avvertiti. Non si può neanche
dire che avessero opposto grande resistenza al Maligno. Anzi,
non gli resistettero affatto, come se desiderassero sentirsi
dire quelle parole dal Diavolo, dalle quali probabilmente
trassero la rassicurante conclusione: Beh, se mangiamo il
frutto, che cosa potrà succedere, in fondo?!
Quindi, non pensarono più a Dio, perché erano convinti di
diventare come Lui. Perciò, che bisogno avevano più di Lui?
Cosicché, non lo interpellarono e non gli si rivolsero neanche
per chiedergli aiuto, affinché li liberasse dal tentatore prima
che peccassero. Ecco, dunque, quale fu la loro colpa.
Il Creatore non intervenne per non violare la loro libertà.
[10] PERCHÉ DIO NON HA SOSTITUITO ADAMO ED EVA
CON UN’ALTRA COPPIA PERFETTA?
Dio, nella sua perfetta giustizia, considerò che il peccato
non ebbe origine nel cuore di Adamo ed Eva, ma nel cuore di
Satana. Considerò che essi non peccarono per loro propria
predeterminazione, ma furono indotti alla disubbidienza dal
Maligno.
6
Così, Iddio, nel suo immenso amore, ne ebbe pietà e diede
ad essi e alla loro discendenza una speranza di redenzione.
Nella Bibbia è scritto: «La creazione è stata sottoposta alla
vanità non di sua propria volontà, ma a motivo di colui che
ve l’ha sottoposta, nella speranza che anche la creazione
stessa sarà liberata dalla schiavitù della corruzione per
entrare nella gloriosa libertà dei figli di Dio» (Rom. 8:20-21).
[11] PERCHÉ PER IL PECCATO DI ADAMO ED EVA
DOBBIAMO SUBIRNE LE CONSEGUENZE TUTTI?
Quando l’Eterno Iddio li creò, disse loro «Siate fecondi e
moltiplicatevi» indipendentemente da ciò che essi avrebbero
scelto dopo fra il bene e il male. Se avessero continuato a
vivere nella perfezione, avrebbero generato figli perfetti.
Siccome
peccarono,
divennero
imperfetti; così
essi
“moltiplicarono” nella imperfezione, ed anche i loro
discendenti ereditarono la degenerazione e la morte.
La Scrittura dice: «Come per mezzo di un solo uomo il
peccato è entrato nel mondo, e per mezzo del peccato la
morte, e così la morte è passata su tutti gli uomini, perché
tutti hanno peccato» (Romani 5:12).
[12] CHI È SATANA?
In origine, Satana era una splendida e potente creatura
angelica, un cherubino, al servizio di Dio. Fu creato perfetto,
ma poi cominciò a nutrire in sé l’orgoglio e l’egoismo, perché
desiderava essere grande, potente e glorioso più di quanto lo
era, ed essere adorato come Dio. Basta pensare che tentò di
farsi adorare persino da Gesù (Matteo 4:9-10).
Essendosi dunque insuperbito, divenne perverso e si ribellò
a Dio. Riuscì a trascinare nella sua ribellione molti angeli e,
come abbiamo già visto, poi anche la prima coppia umana.
Vedi: Isaia 14:12-14; Apocalisse 12:3-4.
Con l’uso del suo potere e della menzogna ha sempre
cercato di farsi adorare dagli uomini. Vedi 2 Corinti 11:14.
Egli diventò Satana (ebraico: Satan), che significa
oppositore, perché si costituì avversario di Dio. Diventò anche
Diavolo, (greco Diabolos), che significa calunniatore,
accusatore, perché calunnia e accusa i servi di Dio.
Vedi: Apocalisse 12:7-10; Giobbe 1:7-12; Zaccaria 3:1-2.
Gesù disse di Satana: «Egli è stato omicida fin dal
principio e non si è attenuto alla verità, perché non c’è verità
in lui. Quando dice il falso, parla di quel che è suo, perché è
bugiardo e padre della menzogna» (Giovanni 8:44).
91
9) CONDOTTA CRISTIANA.
Essere d’esempio in ogni cosa: 1 Timoteo 3:1-13 e 4:12; Romani 12:9-21;
Efesini 5:8-21; Ebrei 12:14; Tito cap. 2 e 3; 1 Pietro 2:11-17 e 5:1-9.
Perseveranti nella volontà di Dio: Romani 12:2; 1 Pietro 2:15-17 e 4:1-2.
Perseveranti nella fede: Colossesi 1:23; 1 Pietro 5:8-9; Efesini 6:10-18.
Perseveranti nelle prove: Matteo 10:22; Giov.15:18-21 e 16:33.
Non amare il mondo: 1 Giovanni 2:15-17; Giacomo 4:4; Romani 12:2.
10) CONOSCENZA (DELLE COSE DI DIO).
La conoscenza di Dio e Gesù porta alla vita eterna: Giov.17:3 e 8:31-32;
Prov.9:10; Colos.1:9-12; Filip.1:9-11; 1 Timoteo 2:3-4; Salmo 119:105.
Dio dà conoscenza a chi gliela chiede: Giacomo 1:5; Salmo 97:11 e 51:6.
Lo spirito di Dio ammaestra nella verità: Giov. 16:12-15; 1 Giov. 2:27
Negli ultimi tempi la conoscenza abbonderà: Daniele 12:4.
Nel regno di Dio conosceremo appieno: 1 Corinti 13:12; Isaia 11:9;
Ebrei 8:10-11; Giov.16:25.
11) CONSACRAZIONE (DEI CREDENTI).
1 Pietro 4:1-2; Galati 2:20; Rom.6:3-14 e 12:1-2; 1 Corinti 6:13-20 e 7:35.
12) CROCE.
Per indicare lo strumento su cui fu inchiodato Gesù, nella Bibbia vengono
usate due parole: “stauros”, che significa “palo” (verticale); “xylon”, che
significa “legno”, “palo”.
Sussistono tuttora fra gli studiosi tre diverse ipotesi sulla sua forma:
- che si trattasse di un palo verticale;
- che il legno avesse la forma di una T;
- che il legno avesse la forma di una croce.
La parola “croce” viene dal latino “crux”, e probabilmente in origine aveva il
significato di palo ed in seguito assunse il significato attuale.
Quel che veramente conta è che Gesù è morto per salvarci. Poi, se sia morto
su una croce o su un palo non è così importante da farne un motivo di inutile
contesa. Una cosa che invece è importante dire è questa: i veri Cristiani non
fanno della croce (o palo) un oggetto di culto, e non si inginocchiano davanti
ad essa, perché è solo un pezzo di legno. 1 Giov.5:21.
13) DIVORZIO. (Vedi anche: Adulterio e Matrimonio).
L’uomo non separi ciò che Dio ha unito. Marco 10:6-9.
L’unica causa di divorzio è l’adulterio. Matteo 5:32 e 19:9;
Marco 10:11-12; Romani 7:2-3.
14) FEDE. Che cos’è la fede: Ebrei 11:1-3. Fede ed opere: Giacomo 2:14-26.
Perseverare nella fede: Colossesi 1:23; 1 Pietro 5:8-9; 1 Timoteo 6:12.
Provare sempre la propria fede: 2 Corinti 13:5.
Esempi di fede: Ebrei capitolo 11.
La fede ci fa parlare delle cose di Dio: 2 Corinti 4:13-15; Rom.10:8-10.
15) IDOLATRIA.
Statue, immagini, reliquie ecc.: Esodo 20:4-5; Isaia 44:12-20;
Salmo 115; Geremia 10:1-16; 1 Giovanni 5:21.
Gesù solo mediatore: 1 Tim.2:5; 1 Giov.2:1-2; Giov.14:6; Rom.8:34.
Brama di cose materiali: Giac.4:1-10; 1:14-15; 1 Tim.6:9-10; Colos.3:5.
Orgoglio, egoismo, superbia: Luca 18:9-14 e 14:7-11; 1 Pietro 5:5.
90
[55] ALTRI ARGOMENTI BIBLICI IN BREVE.
1) ADORAZIONE.
Di Dio: Esodo 20:2-7; Deuter. 6:13-14. In spirito e verità: Giov.4:23-24.
Di Gesù: Ebrei 1:6; Matteo 2:1-2, 11 e 28:9,16-17; Luca 24:52.
2) ADULTERIO - FORNICAZIONE. (Vedi anche: Divorzio e Matrimonio).
Chi guarda una donna per appetirla commette adulterio. Matteo 5:27-28.
Il legame del matrimonio e l’adulterio: Romani 7:2-3.
L’adulterio causa di divorzio: Mat.5:32; 19:9; Mar.10:11-12; Rom.7:2-3.
Il fornicatore pecca contro il proprio corpo: 1 Corinti 6:18-19.
L’uomo non separi ciò che Dio ha unito: Marco 10:6-9.
Adulteri e fornicatori saranno giudicati: Ebrei 13:4; Efesini 5:5.
3) ADUNANZA.
Ebrei 10:24; Matteo 18:20; Atti 2:42; Deuteronomio 31:12.
4) AGAPE - In greco “amore”.
Festa d’amore dei Cristiani con banchetto fraterno. Giuda 12. Salmo 133.
5) AMORE.
Di Dio: 1 Giov.4:8-10; Giov.3:16; Romani 5:8; Matteo 5:45; Efes. 2:4-10.
Di Cristo: 1 Giovanni 3:16; Efesini 3:18-19 e 5:2; Romani 8:35-39.
Amore per Dio: Marco 12:28-34; 1 Giovanni 4:20-21 e 5:1-3.
Amore per Cristo: Giovanni 14:15,21-23 e 15:9-10; Romani 8:36.
Fra i credenti: Giov. 13:34-35; 15:12-13; 1 Giovanni 4:7-8; 1 Pietro 4:8.
Per il prossimo: Luca 10:25-37; Rom. 13:8-10; 1 Giov. 3:17-18; 4:18-21.
Per i nemici: Luca 6:27-38; Romani 12:20-21.
Massimo frutto spirituale: Galati 522. Chi ama è da Dio. 1 Giovanni 4:7.
Sovrana eccellenza dell’amore - discorso di Paolo: 1 Corinti 13:1-8.
6) CELIBATO.
Gesù non obbligò nessuno a rimanere celibe. Anzi, parecchi dei suoi
discepoli erano sposati. 1 Corinti 9:5; Matteo 8:14; 1 Timoteo 3:1-5.
Consigli di Paolo: 1 Corinti 7:8-9,24-40.
7) CIRCONCISIONE.
La circoncisione consisteva nel taglio del prepuzio dell’organo sessuale
maschile praticato sia ai neonati all’ottavo giorno, sia a tutti i servi comprati
che entravano a far parte del popolo d’Israele.
Essa fu il segno del patto che Dio fece con Abrahamo e la sua discendenza e
più in generale il segno di appartenenza al popolo d’Israele.
Vedi: Genesi 17:9-14; Levitico 12:3; Esodo 12:44.
Cristo l’ha abolita: Galati 5:6.
8) COMUNIONE - In greco: “koinonìa”.
Comunione con Dio: 1 Giovanni 4:12-13;
Comunione con Gesù: 1 Cor.1:9; 10:15-17; Giov.15:4; Fil.3:10.
Comunione col Padre e col Figlio: 1 Giov.1:3; Giov.14:23 e 17:21-23
Comunione dello Spirito Santo: 2 Corinti 13:13; 1 Corinti 12:13.
Comunione fraterna: Giov.17:22-23; 1 Cor.cap.12;1 Giov.1:7; Atti 2:42.
7
[13] PERCHÉ DIO NON HA SUBITO ELIMINATO
SATANA? E PERCHÉ PERMETTE IL MALE?
Non è Dio che ha voluto il male. Il male ha avuto origine
nel cuore del Diavolo. Poi, avendogli dato ascolto, molte
creature celesti e i primi uomini si sono corrotti, così il male è
entrato anche nel loro cuore.
Il male, che è la pratica del peccato, ha causato la
degenerazione fisica e spirituale degli uomini. E per tale
ragione essi hanno conosciuto dolore, malattie, tribolazioni,
violenza, guerre e morte. Tutto ciò è successo per colpa del
Maligno.
Dio non ha tolto di mezzo Satana ed ha tollerato il suo
dominio temporaneo sul mondo, perché Egli ha stabilito un
preciso piano di redenzione dell’umanità.
Il Signore ha lasciato gli uomini sotto l’influenza del
Diavolo per un tempo fissato, permettendo che il male
sperimenti le sue oscure vie, affinché essi ne comprendano
appieno i terribili effetti e giungano a ravvedimento: chi ora, i
santi, e chi nel prossimo millennio di rigenerazione, il resto
dell’umanità. Vedi: 2 Pietro 3:9; 1 Timoteo 2:3-4; Ezechiele 18:23.
Riguardo al dominio temporaneo del Diavolo sul mondo,
nella Bibbia è scritto: «Tutto il mondo giace sotto il potere del
maligno» (1 Giovanni 5:19).
Gesù, però, disse: «Il principe di questo mondo [Satana] è
stato giudicato» (Giovanni 16:11).
E la profezia dice: «E il diavolo… fu gettato nello stagno di
fuoco e di zolfo» [che è la morte eterna]» (Apoc.20:1021:8).
Egli è stato già giudicato e sarà annientato a causa della sua
perversione irreversibile.
[14] SE SATANA SARÀ ANNIENTATO,
LA GIUSTIZIA NON È GIÀ EQUILIBRATA?
CHE BISOGNO C’ERA CHE GESÙ MORISSE?
Come abbiamo visto in precedenza, Satana ha
volontariamente causato la morte del genere umano. È perciò
omicida (Giovanni 8:44).
La perfetta legge di Dio, riformata e raffinata da Gesù, per
l’omicidio prevede la pena di morte. Vedi: Levitico 24:17-22 e
Matteo 5:21-22. Perciò, come è profetizzato, «per… gli
omicidi… la loro parte sarà nello stagno ardente di fuoco e di
zolfo, che è la seconda morte» (Apocalisse 21:8). Quindi,
anche l’omicida Satana perirà.
8
Però, il fatto che Satana perirà equilibra la giustizia divina
dal lato delitto-pena, dato che il delitto viene punito (con la
morte di Satana). Ma dal lato del danno, esso è rimasto:
infatti, l’uomo è rimasto morto (cioè soggetto alla morte).
Allora, per liberare l’uomo dalla morte e fargli riavere la
vita eterna, Gesù offrì un riscatto. Venne sulla terra come
uomo perfetto, come era Adamo, e donò sé stesso quale
prezzo di riscatto per riacquistare la vita eterna per l’uomo.
Per riscattare Adamo, Gesù diventò come lui, cioè uomo
perfetto, tant’è vero che Egli viene chiamato «l’ultimo Adamo»
(1 Corinti 15:15). Così, offrendo la sua vita di uomo perfetto
(e non di uomo-dio, come molti dicono), Egli pagò un prezzo
di
riscatto
corrispondente,
greco
antilytron,
cioè
perfettamente equivalente.
Infatti, è scritto che c’è «un solo mediatore fra Dio e gli
uomini, Cristo Gesù uomo, che ha dato sé stesso come prezzo
di riscatto per tutti» (1 Timoteo 2:5-6). Vedi anche: 1 Corinti
6:20; Matteo 20:28; Colossesi 1:19-20; Efesini 1:7-10.
Gesù è, dunque, il nostro liberatore, e la sua morte è stata
un dono, una grazia, un prezzo di riscatto, affinché gli uomini
possano riacquistare la vita eterna perduta. Perciò, per avere
la vita eterna è necessario credere in Lui, accettare il suo
sacrificio.
La Parola di Dio dice: «È per grazia che siete stati salvati,
mediante la fede; e ciò non viene da voi; è il dono di Dio. Non
è in virtù di opere affinché nessuno se ne vanti» (Efesini 2:8-9).
Dice anche: «Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il
suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non
perisca, ma abbia vita eterna» (Giovanni 3:16).
[15] CHI È DIO?
COME DIO SI RIVELA NELLE VISIONI DEI PROFETI.
Come possiamo immaginarci Dio? Che aspetto ha,
considerato che noi siamo a sua immagine e somiglianza?
Ecco come Dio si rivela in visione a tre santi profeti:
«E vidi collocare dei troni, e un vegliardo sedersi. La sua
veste era bianca come la neve e i capelli del suo capo erano
simili a lana pura; fiamme di fuoco erano il suo trono, che
aveva ruote di fuoco ardente. Un fiume di fuoco scaturiva e
scendeva dalla sua presenza; mille migliaia lo servivano,
diecimila miriadi gli stavano davanti» (Daniele 7:9-10).
«Ed ecco, un trono era posto nel cielo e sul trono c’era uno
seduto. Colui che stava seduto era simile nell’aspetto alla
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Israeliti. Da Cristo in poi, Israele viene rigettato (per aver rifiutato la
salvezza e messo a morte Gesù), e al suo posto nel seno d’Abramo
entrano a far parte i Gentili.
Vedi: Galati 3:26-29; Romani 9:6-8; Giovanni 8:30-47.
Gli angeli (o messaggeri) sono i servi di Cristo che annunciano la
salvezza e l’elezione ai Gentili.
È importante notare che:
- il ricco va nell’ades, cioè alla morte spirituale, e passa
dalla vita alla morte (perché agli occhi di Dio ora è morto);
- Lazzaro va nel seno d’Abramo e passa dalla morte alla vita (perché
agli occhi di Dio è ora vivo, come fosse risuscitato) - (versi 22-23).
Ovviamente, Lazzaro ora è spiritualmente consolato e il ricco è
nei tormenti, tribolato, per aver perso il favore divino (versi 23-25).
I due, dunque, non sono morti fisicamente, perché, altrimenti
non potrebbero né il primo (Lazzaro) godere le consolazioni, né il
secondo (il ricco) subire le tribolazioni. I morti non provano né gioie
né dolori (Salmo 146:4).
Quindi, in questa parabola non si parla affatto di anime che
vanno alle torture e ai tormenti eterni in un inferno di fuoco con
diavoli e forconi, e di anime che vanno alle delizie in paradiso! La
spiegazione dettagliata della Parabola del ricco e Lazzaro è
disponibile a richiesta.
18) Per la spiegazione dei testi di Apocalisse 14:10-11 e 20:10,
dove si parla del tormento dei demoni e di tutti i malvagi nello
stagno di fuoco, vedi il punto 38.
19) In 1 Timoteo 6:14-16 è scritto che soltanto Dio possiede la
immortalità, vale a dire l’immortalità per sua natura, in sé e per
sé. Ciò vuol dire che, ad eccezione di Gesù che l’ha ereditata dal
Padre (quindi, per concessione), nessun’altra creatura in cielo o in
terra possiede l’immortalità.
Questo è confermato in Romani 2:7, dove è detto che
l’immortalità si deve cercare con la «perseveranza nel fare il bene».
Ma, è ovvio, è concessa solo agli eletti.
Ora, se gli uomini debbono cercare l’immortalità, è evidente che
non la possiedono! E ciò vuol dire che gli uomini non sono immortali,
non possiedono un’entità immateriale immortale chiamata “anima”.
Se gli uomini fossero immortali, il sacrificio di Gesù sarebbe
inutile! Insomma, Cristo non è venuto a morire per dare
l’immortalità a chi già la possiede!
Infatti, la Bibbia afferma che Gesù col suo sacrificio «ha distrutto
la morte e ha prodotto in luce la vita e la immortalità mediante
l’Evangelo» (2 Timoteo 1:10). Versione Riveduta.
88
9
sono ancora risuscitate, perché debbono aspettare nel riposo della
morte ancora un po’, fino a quando gli altri santi siano chiamati.
Le “anime” (cioè i santi morti) non possono essere glorificate
prima dei santi che debbono ancora essere suggellati e scelti.
L’apostolo Paolo dice che gli eletti incontreranno il Signore tutti
assieme, e non chi prima e chi dopo. Vedi di nuovo 1 Tess. 4:15-17.
– Alle anime sotto l’altare «fu data una veste bianca»
(verso 11) e fu detto loro di aspettare la chiamata degli altri santi.
È chiarissimo che la veste bianca è il pegno della loro approvazione,
per cui il loro premio di gloria è sicuro. Ma esse non possono ancora
“indossare” quella veste bianca, cioè non possono essere ancora
risuscitate in gloria, perché debbono attendere nel riposo della
morte ancora un poco. Vedi Apocalisse 3:5-6.
– Il fatto stesso che le anime sotto l’altare “gridino” che sia
vendicato il loro sangue, evidenzia che Dio non ha ancora
proceduto a vendicarle.
Perciò, nel quadro della visione, è chiaro che Gesù non è ancora
ritornato e non è ancora avvenuta la risurrezione. Per cui, i santi
non possono essere già in gloria prima del ritorno di Cristo, perché
essi riposano ancora nella morte.
17) Leggi Luca 16:19-31 – La Parabola del ricco e Lazzaro.
Pure questa parabola viene citata spesso per sostenere la
dottrina dell’immortalità dell’anima; ma Gesù non la narrò per
parlare di paradiso e inferno, di santificati e dannati, come la
intendono molti.
Il ricco ed il povero Lazzaro rappresentano due popoli:
– il ricco rappresenta il popolo d’Israele. Agli Israeliti, infatti, Dio
aveva concesso per primi la ricchezza della chiamata all’elezione
per l’eredità del Regno; ad essi aveva donato il grande privilegio
del sacerdozio;
– il povero Lazzaro rappresenta il popolo dei Gentili, cioè tutte
le altre genti non israelite. I Gentili erano poveri perché lontani da
Dio e fino ad allora esclusi dalla chiamata all’elezione e dall’eredità
del Regno e per tale ragione erano considerati morti (versi 30-31).
La loro morte è
condizione spirituale:
simbolo
del
cambiamento
della
loro
> per il popolo d’Israele segna la fine quale popolo di Dio;
> per il popolo dei Gentili segna la fine quale popolo rigettato da Dio.
Tutto ciò avviene a causa del passaggio dalla Legge mosaica alla
Legge di Cristo, mediante il suo sacrificio, per cui tra i due popoli vi
fu una grande voragine (verso 26). Quindi, i Gentili che accettano
Cristo non possono passare sotto la Legge mosaica, perché essa è
stata sostituita. Gli Israeliti che non accettano Cristo non possono
passare sotto la Legge della Grazia, ma restano nella morte.
Fino ad allora il seno d’Abramo (verso 22), vale a dire la
progenie spirituale di Abramo, era costituito esclusivamente da
pietra di diaspro e di sardonico; e intorno al trono c’era un
arcobaleno che, a vederlo, era simile allo smeraldo» (Apoc.4:3).
«E su questa specie di trono appariva come la figura di un
uomo, che vi stava seduto sopra, su in alto. Vidi pure come un
bagliore di metallo, come del fuoco, che lo circondava tutto
intorno dalla sembianza dei suoi fianchi in su; e dalla
sembianza dei suoi fianchi in giù vidi come del fuoco, come
uno splendore tutto attorno a lui. Qual è l’aspetto dell’arco
che è nella nuvola in un giorno di pioggia, tale era l’aspetto
di quello splendore che lo circondava. Era un’apparizione
dell’immagine della gloria del Signore» (Ezechiele 1:26-28).
Vedi anche: Isaia 6:1-2; Salmo 104:1-2.
DIO SI PRESENTA.
«Io sono Colui che è; io sono il primo e sono pure l’ultimo.
La mia mano ha fondato la terra, e la mia destra ha spiegato
i cieli» (Isaia 48:12-13). Versione Riveduta.
IDENTITÀ DI DIO.
SPIRITO: «Dio è spirito» (Giov.4:24 – CEI). Vedi Ebrei 12:9.
ETERNO: «Prima che i monti nascessero e venissero alla luce
la terra e il mondo, da sempre e per sempre tu sei,
o Dio» (Salmo 90:2 – Ediz. Paoline). Salmo 93:2; 1 Tim.1:17.
SANTO: «Nessuno è santo come il Signore» (1 Samuele 2:2).
Vedi anche 1 Pietro 1:15-16.
PERFETTO: «Siate perfetti, come è perfetto il Padre vostro
celeste» (Matteo 5: 48). Vedi Salmo 18:30.
ONNIPOTENTE: «Io sono l’alfa e l’omega, colui che è, che era
e che viene, l’Onnipotente» (Apocalisse 1:8).
Vedi anche Genesi 17:1 e Isaia 40:26.
UNICO: «Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio,
il Signore è uno solo» (Deuteronomio 6:4 - CEI).
Vedi: Marco 12:29-32; Giovanni 17:3; Efesini 4:6.
AMORE: «Dio è amore» (1 Giovanni 4:8). Vedi Romani 5:8.
SAPIENZA: «Grande è il nostro Signore, e immenso è il suo
potere; la sua intelligenza è infinita» (Salmo 147:5).
Vedi Romani 11:33.
CREATORE: «Così parla Dio, il Signore, che ha creato i cieli e
li ha spiegati, che ha disteso la terra con tutto
quello che essa produce, che dà il respiro al popolo che c’è
sopra e lo spirito a quelli che vi camminano» (Isaia 42:5).
Isaia 40:26 e Salmo 19:1.
87
10
PADRE: «V’è un solo Dio e Padre di tutti» (Efesini 4:6).
VERITÀ: «Tu m’hai riscattato, o Signore, Dio di verità»
(Salmo 31:5). Vedi anche: Salmo 89:14.
GIUSTIZIA: «Quanto alla Rocca [cioè Dio] l’opera sua è
perfetta, poiché tutte le sue vie sono giustizia.
È un Dio fedele e senza iniquità; egli è giusto e retto».
(Deuter. 32:4 - Vers. Riveduta). Salmo 145:17 e 119:137-138.
Ecco ancora un passo biblico che ci fa conoscere Dio:
«Il Signore è bontà e misericordia, è paziente, costante
nell’amore. Il Signore è buono con tutti, ha misericordia per
ogni creatura… Il Signore è fedele alle sue promesse,
misericordioso nelle sue opere. Sostiene chi sta per cadere,
rialza chi è abbattuto.
Gli occhi di tutti sono fissi su di te e tu doni il cibo a
tempo opportuno. Apri la tua mano generosa e sazi ogni
vivente. Il Signore è giusto in tutto, buono in ogni sua azione.
È vicino a chiunque lo invoca, a chi lo cerca con cuore
sincero. Non delude le attese di chi gli è fedele, ascolta il loro
grido e li salva. Il Signore veglia su quanti lo amano, ma
distrugge tutti i malvagi» (Salmo 145:8-9,13-20, Par. del Signore).
[16] QUAL È IL NOME PERSONALE DI DIO?
Dio rivelò il suo nome personale a Mosè quando gli
disse: «Dirai così ai figli d’Israele: “l’IO SONO mi ha mandato
da voi… Tale è il mio nome in eterno; così sarò invocato di
generazione in generazione”» (Esodo 3:14-15).
Perciò, il nome personale di Dio è IO SONO, dal
tetragramma ebraico: h d h y (YHWH).
Con questo straordinario nome il Signore ha rivelato Sé
Stesso come Colui che esiste da sempre e che sempre sarà.
Ma il nome esprime anche quel che Dio vorrà rivelarsi
secondo la sua volontà.
È necessario dire che l’ebraico si scriveva con le sole
consonanti. Le vocali venivano aggiunte automaticamente dal
lettore. Quindi, anche il nome divino veniva scritto con le sole
consonanti ma, a differenza di tutte le altre parole ebraiche,
esso non veniva mai pronunciato. La tradizione ebraica
vietava che il nome personale di Dio si pronunciasse, perché
troppo sacro.
Perciò, quando gli Ebrei, leggendo le Scritture,
incontravano il nome divino, al suo posto pronunciavano la
parola Adhonày, che significa Signore, oppure la parola
Quindi, non è assolutamente possibile che Elia e Mosè siano già
stati glorificati prima della morte, risurrezione, glorificazione e
ritorno di Gesù Cristo.
Perché, dunque, la Trasfigurazione?
Gesù precisò che fu una visione (cioè l’apparizione di Mosè ed
Elia - Vedi Matteo 17:9), mediante la quale Egli diede ai discepoli
una dimostrazione della gloria che i fedeli morti assumeranno nel
regno di Dio. E la stessa trasfigurazione di Gesù, è la dimostrazione
della trasformazione dei fedeli che saranno ancora vivi al suo
ritorno. Vedi ancora: 1 Tessalonicesi 4:15-17. Vedi anche: Filippesi
3:20-21 e 1 Corinti 15:51-52.
16) Leggi Apocalisse 6:9-11.
Qui si parla di “anime sotto l’altare”. Anche questo passo viene
frequentemente preso da coloro che credono nell’immortalità
dell’anima. Ma basta leggere il contesto, cioè gli interi capitoli 6 e 7
per rendersi conto di che cosa si parla.
Chi sono quelle “anime sotto l'altare”? E perché si trovano «sotto
l’altare» e “gridano”?
Si legge che esse sono «le anime di quelli ch’erano stati uccisi
per la parola di Dio…» (Apoc. 6:9). Quindi, sono i santi morti che
appaiono nella visione. Ma questo non vuol dire che essi siano
risuscitati. Anche Mosè apparve “vivo” nella Trasfigurazione, ma
sappiamo che Mosè è morto e risusciterà solo al ritorno di Cristo.
Essi, infatti, vengono visti non in gloria ma “sotto l’altare”, cioè
come vittime sacrificate. Ricordiamo che proprio “sotto l’altare” si
depositava il sangue dei sacrifici animali, all’ingresso dell’antico
Tabernacolo (Levitico 4:7). E siccome i santi sono anch’essi sacrifici
a Dio (Romani 12:1), ecco la ragione per cui vengono visti sotto
l’altare. Essi sono sotto l’altare perché sono ancora morti.
E come figurativamente il sangue di Abele “grida” a Dio dalla
terra (Genesi 4:10), così ci si può immaginare che nella visione le
“anime”, cioè i santi, “gridino” a Dio che vendichi il loro sangue!
(dato importantissimo – Apoc. 6:10).
Altri elementi di grande importanza che provano quel che stiamo
dicendo, contenuti nei capitoli 6 e 7 di Apocalisse:
– Dal contesto del capitolo 6 si può notare che senza dubbio
lo scenario è quello del tempo che precede il ritorno di Cristo.
Infatti, vi sono descritte piaghe e tribolazioni per il mondo e paurosi
fenomeni celesti. È lo stesso quadro profetico di Matteo 24:20-29.
Quindi, se Gesù non è ancora ritornato, nessuno può essere
risuscitato e glorificato.
– Il capitolo 7 parla di scelta di eletti Israeliti e Gentili.
Il fatto che alle anime sotto l’altare sia detto che «si riposassero
ancora un po’ di tempo, finché fosse completo il numero dei loro
conservi e dei loro fratelli che hanno ad essere uccisi come loro»
(verso 11), conferma che si tratta di una figurazione e che esse non
86
11
quando questi peccò contro Dio (1 Samuele 15:35);
– consideriamo che Saul aveva precedentemente consultato Dio, ma
Dio non gli aveva risposto (1 Samuele 28:5-6).
Ora, alla luce di quanto detto, chiediamoci: come poteva essere lo
spirito del profeta Samuele quello poi apparso alla indovina?
Chi era realmente lo spirito che apparve?
Non ci sono dubbi: era uno spirito demoniaco che si spacciava per
il profeta Samuele. Vedi 2 Corinti 11:14-15.
Eloah, che vuol dire Dio. Questa tradizione fu tramandata
oralmente. Ma col trascorrere dei secoli, causa anche le varie
deportazioni degli Ebrei in territori stranieri, la pronuncia
esatta del nome divino è andata perduta.
Nei secoli V-X d. C. i Masoreti, sapienti ebrei, inventarono
e misero a punto un sistema di punti e segni posti sotto e
sopra le consonanti, per indicare la pronuncia delle parole
ebraiche nella Scrittura. Al nome di Dio YHWH furono poste le
vocali della parola Adhonay o della parola Eloah, per ricordare
al lettore che doveva pronunciare Signore o Dio. Quindi, il
tetragramma assumeva le forme Yahowah o Yehowah che,
come abbiamo visto, non costituivano la vera pronuncia del
nome divino, da tempo perduta.
La forma Yehowah fu introdotta nelle versioni della Bibbia
in altre lingue e adattata alla pronuncia in ogni lingua. In
italiano, ad esempio, assunse la forma Geova.
Va precisato che in merito alla pronuncia originaria del
nome divino non vi è certezza assoluta. Comunque, gran
parte degli studiosi oggi ritiene che il nome di Dio in ebraico
debba essere Yahwèh e che si debba pronunciare “Iauè”.
Noi accettiamo tutte le versioni, perché siamo persuasi che
al di là della pronuncia (in qualsiasi lingua) con questo nome
ci si rivolge all’unico e vero Dio.
Nelle Sacre Scritture il nome di Dio è scritto quasi
settemila volte, ma oggi, come ad imitare l’eccesso di zelo
degli antichi Ebrei, nella quasi totalità delle traduzioni, esso
viene sostituito con i titoli “Signore” o “Eterno”.
Gesù pronunciò il nome personale di Dio. Ad esempio, lo
fece quando citò i passi dell’Antico Testamento che
contenevano il nome divino: Marco 12:29 e Deuteronomio 6:4
– Luca 4:17-19 e Isaia 61:1-2. Leggi tali passi tenendo
presente che le parole “Signore” o “Eterno” sostituiscono il
sacro nome Yahwèh.
14) 2 Re 2:11. È scritto: «Essi [i profeti Elia e Eliseo] continuarono
a camminare discorrendo insieme, quando ecco un carro di
fuoco e dei cavalli di fuoco che li separarono l’uno dall’altro, ed
Elia salì al cielo in un turbine».
In Genesi 5:24 è scritto: «Enoc camminò con Dio; poi
scomparve, perché Dio lo prese».
I due servi di Dio, Elia ed Enoc, furono “presi” da Dio.
Che cosa significa? Essi furono forse portati in Paradiso? Questa
tesi è sostenuta da chi crede nell’immortalità dell’anima.
Ma ancora diciamo: riflettiamo.
Com’è possibile pensare che Enoc ed Elia siano già in cielo, in
Paradiso, se Cristo a quel tempo non era ancora venuto a
sacrificarsi? Essi non potevano essere glorificati né prima che fosse
risuscitato e glorificato Gesù, né prima del suo ritorno in gloria.
Gesù stesso infatti aveva detto: «Nessuno è salito in cielo, se
non colui che è disceso dal cielo» (Giovanni 3:13).
E l’apostolo Paolo profetizzò che i santi saranno rapiti soltanto
al ritorno di Cristo, e non prima (1 Tess. 4:15-17).
Paolo stesso ci aiuta a chiarire il mistero. Riguardo al caso di
Enoc, che vale anche per il caso di Elia, egli scrive: «Per fede Enoc
fu rapito perché non vedesse la morte; e non fu più trovato,
perché Dio lo aveva portato via» (Ebrei 11:5).
Con molta probabilità i due santi uomini ebbero una sorte simile
a quella di Mosè, il quale salì in alto, sul monte Nebo e per volere
divino passò dalla vita alla morte senza vedere le pene della morte.
Poi Dio provvide alla sua sepoltura (Deuteronomio 32:48-50 e
34:6). Ma nessuno ha mai saputo dove fosse la tomba di Mosè. E
nessuno ha mai saputo dove Enoc ed Elia siano stati posti da Dio.
15) Leggi Matteo 17:1-13, Marco 9:2-13 e Luca 9:28-36.
In questi passi si parla della Trasfigurazione.
È narrato che apparvero Mosè ed Elia in gloria e che Gesù fu
trasfigurato, cioè fu trasformato nell’aspetto in modo glorioso.
I sostenitori dell’immortalità dell’anima, usando incautamente
l’esperienza della Trasfigurazione, vorrebbero far credere che i
profeti Elia e Mosè sarebbero già in gloria.
Ripetiamo quanto detto al punto precedente: Gesù disse che
prima di Lui nessuno è salito in cielo; Paolo disse che i santi saranno
rapiti e glorificati esclusivamente al ritorno di Cristo e non prima.
[17] DIO È UNO SOLO O VI SONO TRE PERSONE IN DIO?
Dio stesso dice: «Io sono IL SIGNORE [Yahwèh], e non ce
n’è alcun altro; fuori di me non c’è altro Dio!» (Isaia 45:5-6).
Gesù dice: «Questa è la vita eterna: che conoscano te, il
solo vero Dio e colui che tu hai mandato, Gesù Cristo»
(Giovanni 17:3).
Parlando con uno scriba, Gesù citò la Scrittura e disse:
«Ascolta, Israele: IL SIGNORE [Yahwèh], nostro Dio, è
l’unico SIGNORE [Yahwèh]… Lo scriba gli disse: Bene, Maestro!
12
85
Tu hai detto secondo verità, che vi è un solo Dio e che
all’infuori di lui non ce n’è alcun altro…» (Marco 12:29-32 e
Deuteronomio 6:4).
Si tratta, dunque, di angeli (o figli di Dio) che nei tempi che
precedettero il diluvio lasciarono i luoghi celesti e scesero sulla terra
per provare i piaceri sessuali con le donne, dando vita a una
discendenza innaturale ed estremamente malvagia.
Per tale peccato Dio «li inabissò, confinandoli in antri
tenebrosi per esservi custoditi per il giudizio» (2 Pietro 2:4).
Dunque, non si tratta di “anime” di uomini morti, bensì di angeli
1
(o spiriti). Ne dà conferma la Settanta , la quale, dove in Genesi
6:2 si parla di “figli di Dio”, traduce “angeli”.
È scritto nella Bibbia:
«E conoscano che tu, il cui nome è IL SIGNORE [Yahwèh], tu
solo sei l’Altissimo su tutta la terra» (Salmo 83:18).
«Sappiamo che l’idolo non è nulla nel mondo, e che non c’è
che un Dio solo… Per noi c’è un solo Dio, il Padre, dal quale
sono tutte le cose» (1 Corinti 8:4-6).
«V’è un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo, un
solo Dio e Padre di tutti» (Efesini 4:5-6).
«Al Re eterno, immortale, invisibile, all’unico Dio, siano
onore e gloria nei secoli dei secoli. Amen» (1 Timoteo 1:17).
Vedi anche: Galati 3:20; Giacomo 2:19; Giuda 25; Neemia 9:6;
Romani 3:30; 1 Timoteo 2:5 e 6:15-16; Deuteronomio 4:39.
La dottrina della “trinità” nella sua prima forma nacque nel
325 d. C., nel concilio di Nicea. Fu fatta approvare
forzatamente, in un clima di paura, dall’imperatore romano
Costantino, il quale non si “convertì” se non in punta di
morte. Fu poi perfezionata nella forma attuale nel concilio di
Costantinopoli del 381.
Con la complicità dello stesso imperatore, tale dottrina fu
ripudiata ed accolta diverse volte prima di essere
definitivamente inclusa fra le dottrine ufficiali del
cattolicesimo. Ma essa non fu insegnata né da Cristo né dai
suoi apostoli, né viene insegnata dalla Parola di Dio.
Con tale dottrina si vorrebbe far chiarezza sulla natura di
Dio; ma, essendo frutto di speculazione filosofica priva di
vere basi bibliche, essa venne definita “un mistero”.
Ora, quando mai “un mistero” è servito a spiegare un altro
mistero?
Gli Ebrei hanno da sempre adorato il Dio unico, lo stesso
Dio che nel Nuovo Testamento non ha cambiato natura, ma è
rimasto unico, e che per i veri Cristiani sarà sempre unico.
La dottrina della “trinità” è vero e proprio “triteismo” e non
ha niente a che vedere col monoteismo.
L’autentico monoteismo consiste nella fede nel Dio unico,
vero, eterno ed onnipotente.
La dottrina della "trinità” è errata per le seguenti ragioni:
1) crea confusione, distorce, offusca e sminuisce la Maestà
del vero Dio e ne compromette la giusta adorazione;
2) fa di Gesù il padre di sé stesso ed il figlio di sé stesso;
11) 1 Pietro 4:6 - Pietro scrisse: «Poiché
per questo è stato
annunziato l’evangelo anche ai morti; onde fossero bensì
giudicati secondo gli uomini quanto alla carne, ma vivessero
secondo Dio quanto allo spirito» (Versione Riveduta).
C’è chi usa tale passo, isolandolo dal contesto, nell’intento di
sostenere la dottrina dell’immortalità dell’anima.
Ma di che “tipo” di morti parlava Pietro?
Egli parlava di coloro che non fanno la volontà di Dio, i quali agli
occhi di Dio, benché vivi, è come se fossero morti.
Leggi l’intero passo di 1 Pietro 4:1-6 e tutto sarà chiaro.
Vedi: Luca 9:59-60; Efes.2:1; 1 Tim.5:5-6; Rom.6:12-13.
12) Leggere 1 Re 17:17-24 e Atti 20:7-12.
In questi testi si parla della risurrezione di due ragazzi ad opera
di Elia e Paolo, e viene detto che l’anima tornò in loro.
Riflettiamo: se l’anima intesa quale entità immortale fosse
davvero tornata (da chissà dove!) nei corpi dei due ragazzi, ciò che
fecero Elia e Paolo, non aveva alcun senso!
Che cosa fecero? Con i loro corpi coprirono i corpi morti dei due
giovani e trasmisero in essi lo spirito vitale di cui erano stati dotati
da Dio. Non dimentichiamo che l’uno era profeta e l’altro apostolo.
Non fu, quindi, “l’anima” venuta da… luoghi celesti a tornare nei
corpi morti dei fanciulli, ma fu la vita che tornò in essi, mediante la
potenza dello spirito vitale trasmesso dai due servi di Dio.
13) Leggi 1 Samuele capitolo 28. Vi si narra che il re Saul consultò
un’indovina perché gli evocasse lo spirito del profeta Samuele.
Non sono pochi coloro che per sostenere la dottrina della
immortalità dell’anima fanno uso di questo passo. Facciamo alcune
considerazioni:
– consideriamo che Dio condanna le pratiche spiritiche e divinatorie
(Levitico 19:31), cosa che Samuele e Saul sapevano bene (Vedi
1 Samuele 15:22-23 e 2:8-9);
– consideriamo che Samuele, in vita, non volle più parlare a Saul, da
1
Settanta: nome dato alla più antica versione greca della Bibbia
ebraica (Vecchio Testamento), a cui lavorarono 72 esperti ebrei,
fra il III ed il II secololo a. C.
84
9) Leggere 2 Corinti 12:1-5.
Paolo parla di una sua esperienza spirituale avuta al tempo della
sua conversione. In Atti 22:17-21 è narrato lo stesso episodio e
Paolo dice d’essere stato «rapito in estasi».
Paolo però non sa dire che cosa gli è successo esteriormente,
appunto perché era in estasi. Infatti, lo spirito di Cristo lo indusse in
uno stato di comunione con Lui, per cui egli ebbe le sublimi visioni di
cui parla, non rendendosi più conto della realtà materiale.
Se fosse stato rapito col corpo, Luca, che ha riportato il fatto in
Atti 22:17-21, l’avrebbe senz’altro detto, considerando che il fatto
stesso accadde nel tempio, dove v’erano dei testimoni da cui Luca
l’avrà saputo informandosi “accuratamente”, come era sua abitudine
fare (Luca 1:3).
Quindi, Paolo fu rapito in spirito, in altre parole ebbe una visione.
Confronta l’esperienza di Pietro in Atti 10:10-20 e quella di Giovanni
in Apoc.1:10-11. Vedi anche Atti 11:5-10.
10) 1 Pietro 3:18-20. - Pietro scrisse che Gesù «fu messo a morte
quanto alla carne, ma reso vivente quanto allo spirito.
E in esso andò a predicare agli spiriti trattenuti in carcere, che
una volta furono ribelli, quando la pazienza di Dio aspettava, al
tempo di Noè, mentre si preparava l’arca…».
Parecchi qui interpretano che quando Gesù morì il suo spirito (o
la sua anima, come dicono) se ne andò a predicare agli spiriti dei
peccatori morti.
Intanto c’è da dire una cosa: se fosse vero che esiste un’anima o
uno spirito immortale, Gesù non avrebbe certo avuto bisogno di
essere «reso vivente quanto allo spirito», se lo spirito immortale ce
l’aveva già.
La verità è, invece, che Gesù fu «reso vivente quanto allo
spirito» perché era proprio morto. Quindi, è evidente che Pietro
parla della risurrezione e della glorificazione di Gesù non più nel
corpo carnale, ma nella gloria spirituale.
In Matteo 12:40 è scritto che Cristo risuscitò dopo “tre giorni e
tre notti” dalla sua morte. E ciò vuol dire che prima della
risurrezione, Gesù non poteva andare in nessun luogo.
Le stesse parole di Pietro dicono: «E in esso andò a predicare
agli spiriti trattenuti in carcere». “In esso”, significa “in spirito”
(riferito alla frase precedente), vale a dire nella gloria spirituale in
cui Gesù fu risuscitato.
Quindi, fu dopo la risurrezione che Gesù andò a predicare agli
spiriti trattenuti in carcere. E chi sono questi spiriti?
Pietro ci dà sufficienti indicazioni per identificarli. Afferma che
questi spiriti furono ribelli al tempo di Noè. E li identifica nella sua
2^ Epistola al verso 4, dove dice che erano angeli ribelli. Pietro si
riferiva a quanto scritto in Genesi 6:1-4.
Anche il servo di Dio, Giuda, al verso 6 della sua Epistola riporta
il medesimo fatto.
13
3) fa di Gesù un uomo-dio, svuotando il valore del suo
sacrificio, mentre invece Egli fu perfettamente uomo,
cioè il secondo Adamo;
4) fa diventare l’eterno Creatore (il Padre, che è increato)
una creatura (il Figlio, che stato creato) - vedi più avanti;
5) fa morire il Padre in croce, mentre Egli è immortale;
6) fa di Maria la madre di Dio, superiore a Dio stesso;
7) fa commettere idolatria.
Perciò, attenendoci alla verità, noi crediamo nell’unico vero
Dio onnipotente, e siamo certi di non sbagliare.
[18] CHI È GESÙ CRISTO?
GESÙ È IL FIGLIO DEL DIO VIVENTE.
Gesù «è il Figlio del Dio vivente» (Matteo 16:16).
Molti, però, dicono che Gesù era Figlio come uomo, e che
prima di venire nel mondo era il Padre. In altre parole,
credono che Dio Padre si sia fatto uomo, assumendo il ruolo
di Figlio nella carne, mentre nello spirito era sempre Dio
Padre. Ma un tale concetto nella Bibbia non esiste, e ne
daremo appresso la dimostrazione.
GESÙ È LA PRIMA CREATURA CREATA DA DIO.
La Scrittura dichiara che Gesù è «il principio della
creazione di Dio» (Apocalisse 3:14). La qual cosa significa che
Cristo è in assoluto la prima creatura creata da Dio
onnipotente. Infatti è pure scritto che «Egli è l’immagine del
Dio invisibile, il primogenito di ogni creatura» (Colos. 1:15).
Gesù stesso, quale Sapienza di Dio (1 Corinti 1:24), dice:
«Il Signore [Yahwèh] mi ha creato all’inizio del suo
operare, prima delle sue opere più antiche» (Proverbi 8:22 Edizioni Paoline).
Eppure, davanti a tali prove, tanti affermano lo stesso che
Gesù non fu creato, ma generato. Ma “generare” significa
“dare vita” o “dare origine”; perciò, è comunque evidente che
Cristo ha avuto origine e vita dal Padre. E ciò vuol dire che
Gesù ha avuto un principio, per cui non è esistente
dall’eternità assoluta, ma dal tempo in cui Dio lo ha creato.
GESÙ È IL PRIMOGENITO E L’UNIGENITO FIGLIO DI DIO.
È scritto che Gesù è «il primogenito di ogni creatura»
(Colossesi 1:15; Ebrei 1:6) e che è l’«unigenito dal Padre»
(Giovanni 1:14).
14
Riflettiamo: Gesù, come uomo, non poteva essere né il
primogenito né l’unigenito, perché prima e dopo di Lui sono
esistiti miliardi di uomini, fra cui il primo uomo Adamo.
Cristo fu ed è primogenito e unigenito come primo ed
unico Figlio spirituale creato direttamente da Dio e avente
essenza e sostanza del Padre. La Bibbia dice, infatti: «Egli è
avanti ogni cosa e tutte le cose sussistono in lui» (Colos.1:17).
GESÙ È LA PAROLA CHE ERA CON DIO.
Nel principio della creazione dell’universo e di tutte le altre
creature, Gesù esisteva già col Padre, essendo stato creato
prima, ed ha collaborato il Padre nella creazione.
Sia prima che venisse sulla terra, sia dopo la sua
risurrezione, nessun’altra creatura ha avuto la gloria che ha
Cristo, perché Egli soltanto è il Figlio primogenito ed
unigenito di Dio, «splendore della sua gloria e impronta della
sua essenza» (Ebrei 1:3).
Solo Gesù è Ho Logos, cioè La Parola, proprio perché per
mezzo di Lui il Padre realizza i suoi piani divini.
Giovanni 5:30 e 6:38.
Tale era ed è la gloria di Cristo, che il Padre stesso dice
che suo Figlio è Dio. Infatti, è scritto che il Padre «quando
introduce il primogenito nel mondo dice: “Tutti gli angeli di
Dio lo adorino!”… Parlando del Figlio dice: “Il tuo trono, o
Dio, dura di secolo in secolo e lo scettro del tuo regno è uno
scettro di giustizia”» (Ebrei 1:6,8).
Ecco perché l’apostolo Tommaso chiamò Gesù «Signor mio
e Dio mio!» (Giovanni 20:28).
Ed ecco perché Giovanni apostolo nel suo Vangelo scrisse:
«Nel principio era la Parola [Gesù], la Parola era con Dio [il
Padre], e la Parola era Dio. Essa era nel principio con Dio.
Ogni cosa è stata fatta per mezzo di lei» (Giovanni 1:1-3). 1
Facendo uso di questo passo, molti tentano di far credere
che Gesù e il Padre sono il medesimo essere divino.
La Scrittura, invece, è chiarissima: nel principio della
creazione dell’universo, la Parola, cioè Gesù, era assieme al
Padre e lo collaborava; tanto è vero che “ogni cosa è stata
fatta per mezzo di lei [la Parola]”. La Parola era Dio, perché
aveva ed ha natura spirituale.
1
Per correttezza e per chiarezza il verso di Giovanni 1:1 dovrebbe
tradursi: «Nel principio era la Parola, la Parola era con Dio e la
Parola era un Dio…».
83
7) Leggere 2 Corinti 5:1-10.
Fra i credenti era viva l’attesa della venuta di Cristo, da un giorno
all’altro, e in questo passo l’apostolo Paolo parla ai credenti di farsi
trovare integri, affinché al ritorno del Signore siano rivestiti
dell’abitazione celeste. Egli parla della trasformazione dei santi che
saranno ancora viventi alla venuta di Gesù. Vedi Filippesi 3:21 e
tutto sarà chiarissimo.
8) In Filippesi 1:23-24 l’apostolo Paolo scrive:
«Sono messo alle strette infatti tra queste due cose: da una
parte il desiderio di essere sciolto dal corpo per essere con
Cristo, il che sarebbe assai meglio; d’altra parte, è più
necessario per voi che io rimanga nella carne» (Versione CEI).
Che cosa vuole dire Paolo con l’espressione “essere sciolto dal
corpo per essere con Cristo”? Basta leggere due versi prima e Paolo
stesso dà la spiegazione: «Per me infatti il vivere è Cristo e il
morire guadagno» (Filippesi 1:21).
Paolo quindi sta parlando di morire, e non di andarsene in cielo;
e dice che preferisce la morte per essere liberato dal corpo carnale,
che è solo causa di afflizioni. Morire è per lui avere conseguito la
sicurezza di essere con Cristo, ovviamente al suo ritorno.
In nessun modo Paolo intende dire che dopo morto la sua
“anima” sarà con Cristo.
Egli sarà con Cristo nel senso che, non essendovi nella morte
cognizione del tempo, quando si sveglierà alla presenza di Lui sarà
come se fosse passato solo un attimo.
Identica cosa Paolo esprime in 2 Timoteo 4:6-8, scrivendo:
«Quanto a me, il mio sangue sta per essere sparso in libagione ed
è giunto il momento di sciogliere le vele. Ho combattuto la buona
battaglia, ho terminato la mia corsa, ho conservato la fede. Ora
mi resta solo la corona di giustizia che il Signore, giusto giudice,
mi consegnerà in quel giorno; e non solo a me, ma anche a tutti
coloro che attendono con amore la sua manifestazione».
Qui Paolo precisa e chiarisce tutto: sente la sua morte vicina
[sciogliere le vele], ma ha terminato la sua corsa, conservando la
fede, per cui pur morendo è sicuro che sarà con Cristo, che gli darà
la vita eterna in gloria (cioè, la corona di giustizia) in quel giorno,
vale a dire al suo ritorno, quando Gesù la darà non solo a lui, ma a
tutti i santi, come Paolo stesso profetizza in 1 Tess. 4:13-18.
Anche Pietro dice cose simili a quelle di Paolo: «E quando
apparirà il supremo pastore, riceverete la corona della gloria
che non appassisce» (1 Pietro 5:4).
E se qualcuno avesse ancora qualche dubbio su quando si
verificheranno queste cose, Gesù toglie ogni dubbio, dicendo:
«Tornerò e vi accoglierò presso di me, affinché dove sono io, siate
anche voi» (Giovanni 14:3). La qual cosa vuol dire che prima del suo
ritorno nessuno può essere con Lui.
82
La frase originale in greco è la seguente: «Veramente io dico a te
oggi con me tu sarai in paradiso».
Ora vediamo come stanno le cose. Gli Ebrei rimarcavano sempre
il tempo in cui facevano delle promesse. E Gesù indicò oggi quale
tempo della sua promessa.
Tant’è vero che il ladrone stesso gli aveva detto: «Gesù,
ricordati di me quando sarai venuto nel tuo regno!» (Luca 23:42).
E il ladrone, che era israelita, sapeva che il Messia doveva venire in
gloria a ristabilire il regno di Dio, e sapeva che si trattava di un
evento futuro. Infatti, dalle sue stesse parole notiamo che stava
chiedendo una grazia che doveva avverarsi al ritorno di Cristo e alla
risurrezione dei morti.
Tutto ciò è confermato dai fatti accaduti dopo la risurrezione di
Gesù. Infatti, Gesù fu risuscitato dopo tre giorni e tre notti dalla sua
morte (Mat. 12:40); e dopo la risurrezione disse a Maria Maddalena
di non essere ancora salito in cielo, al Padre. (Giovanni 20:17).
Quindi, il buon ladrone non poteva essere in cielo con Gesù subito
dopo la loro morte. E non poteva andarci prima di Gesù e senza di
Gesù! Egli sarà con Gesù al suo ritorno in gloria, come tutti gli altri
fedeli (1 Tessalonicesi 4:13-18).
Questa è la verità.
Alla luce di questi fatti, la promessa di Gesù deve essere tradotta
con la giusta punteggiatura (che allora non esisteva) e cioè: «In
verità ti dico oggi: tu sarai con me in paradiso».
Tradotta con la giusta punteggiatura, la promessa di Gesù è
riferita al futuro, quando Egli ritornerà in gloria, e non subito dopo la
sua morte. E deve essere così, perché questa è la verità.
6) In 1 Corinti 5:5 Paolo parla di un credente che era caduto nel
peccato di fornicazione e dice: «Ho deciso che quel tale sia dato
in mano di Satana, a perdizione della carne, onde lo spirito sia
salvo nel giorno del Signor Gesù» - Versione Riveduta.
Alcuni, con questa frase di Paolo, vogliono far credere che egli
dica che quel credente anche se perderà il corpo, non perderà
l’anima immortale. Ma una interpretazione del genere distorce
completamente il pensiero di Paolo.
Che cosa vuole dire in realtà Paolo?
Paolo dice ai fedeli di Corinto di abbandonare quel peccatore nelle
mani di Satana, affinché sia schiaffeggiato dal Maligno fino a che
perda la sua carnalità e riacquisti la spiritualità, così da essere
integro al ritorno di Cristo (ritenuto imminente).
Infatti, in un'altra occasione, Paolo stesso, di alcuni credenti che
erano caduti nel peccato, scrive: «Tra questi sono Imeneo e
Alessandro, che ho consegnati a Satana affinché imparino a non
bestemmiare» (1 Timoteo 1:20).
Vedi pure: 2 Corinti 12:7-10; Ebrei 12:4-11; 1 Pietro 4:1-6.
15
L’apostolo Giovanni stesso nella sua prima lettera
conferma ciò che ha scritto nel suo Vangelo e toglie ogni
dubbio: «La Parola che dà la vita esisteva fin dal principio:
noi l’abbiamo udita, l’abbiamo vista con i nostri occhi,
l’abbiamo contemplata, l’abbiamo toccata con le nostre mani.
La vita si è manifestata e noi l’abbiamo veduta. Siamo i suoi
testimoni e perciò ve ne parliamo. Vi annunziamo la vita
eterna che era accanto a Dio Padre, e che il Padre ci ha fatto
conoscere. Perciò parliamo anche a voi di ciò che abbiamo
visto e udito; così sarete uniti a noi nella comunione che
abbiamo con il Padre e con Gesù Cristo suo Figlio» (1 Giovanni
1:1-3 - Parola del Signore).
Ecco un altro passo dove la distinzione fra Gesù e il Padre
è chiarissima, anche se tutti e due sono chiamati “Dio”: Ebrei
1:9, dove è scritto che il Padre dice al Figlio: «Hai amato la
giustizia e hai odiato l’iniquità, perciò, o Dio [Gesù], il tuo
Dio [il Padre] ti ha unto con olio di esultanza a preferenza dei
tuoi compagni». - La Bibbia, Edizioni Paoline.
Qualcuno potrà obiettare: Allora voi dite che ci sono due
dii? Rispondiamo: Assolutamente no! E chiariamo subito.
La Scrittura dice che il Padre è «il Dio degli dèi» (Salmo
136:2). La parola “dèi” qui è riferita non agli idoli, ma alle
creature celesti, nel senso che ogni spirito celeste è un dio.
Ad esempio, è scritto che Giacobbe lottò con un angelo,
ma viene detto che lotto con Dio, perché quell’angelo era
mandato da Dio e lo rappresentava (Genesi 32:25-31 ed
Osea 12:3-5).
Ora, Gesù, essendo superiore a tutte le altre creature
celesti (1 Pietro 3:22) è anch’Egli un Dio. Anzi, Gesù viene
chiamato «Dio potente» (Isaia 9:5), «Grande Dio» (Tito 2:13),
ma questo non significa che Egli sia il Padre.
Infatti, in tutta la Bibbia solo ed esclusivamente il Padre
viene chiamato L’IDDIO ONNIPOTENTE o L’ONNIPOTENTE
(Esodo 6:2-3; Apocalisse 1:8; 4:8; 19:6; 21:6-7).
Quindi, noi diciamo che v'è un solo Dio onnipotente:
Yahwèh, il Padre.
Mentre Gesù è stato creato, il Padre invece esiste da
sempre. Infatti, è scritto: «Da eternità in eternità, tu sei Dio»
(Salmo 90:2).
Solo Yahwèh è il «Padre degli spiriti» (Ebrei 12:9). Ed è,
quindi, anche il Padre di Gesù.
Gesù stesso disse: «Il Padre mio… è più grande di tutti».
Disse pure: «Il Padre è maggiore di me» (Giov.10:29 e 14:28).
16
GESÙ È L’EMMANUELE.
Riguardo alla nascita di Gesù, la profezia annunciava:
«La vergine sarà incinta e partorirà un figlio, al quale
sarà posto nome Emmanuele, che tradotto vuol dire: “Dio con
noi”» (Matteo 1:23; Isaia 7:14).
Molti prendono questo passo nell’intento di dimostrare che
Gesù e il Padre sono lo stesso Dio. Ma sbagliano.
Gesù doveva chiamarsi “Emmanuele” (che vuol dire “Dio
con noi”), semplicemente perché il Padre voleva essere
presente fra gli uomini mediante il proprio Figlio. Cristo,
infatti, compiva ogni cosa in nome del Padre, cioè
rappresentando il Padre. Vedi Giovanni 5:43 e 6:38.
Ecco perché Gesù, rimproverando l’apostolo Filippo, che
non aveva ancora capito che Egli rappresentava il Padre sulla
terra, gli disse: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai
conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre; come
mai tu dici: “Mostraci il Padre”? Non credi tu che io sono nel
Padre e che il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le
dico di mio; ma il Padre che dimora in me, fa le opere sue»
(Giovanni 14:9-10).
Crediamo non ci sia bisogno di altri commenti!
Da notare anche che il nome Gesù, dall’ebraico Yehoshua,
vuol dire “Yehowah è salvezza”, a testimonianza che Dio ha
provveduto la salvezza agli uomini mediante il Figlio.
Va sottolineato che “Yehoshua” viene tradotto “Gesù” ed
anche “Giosuè”, ed era un nome che centinaia (e forse
migliaia) di Ebrei portarono prima e dopo la venuta di Cristo.
Anche Giosuè, capo dell’esercito d’Israele ai tempi di Mosè,
si chiamava Yehoshua, tredici secoli prima della nascita di
Cristo. Il nome di Giosuè si rivelò profetico, perché a lui Dio
affidò il compito di portare alla salvezza il suo popolo, nella
Terra Promessa. Vedi il Libro di Giosuè.
Ma il nome Yehoshua ebbe la pienezza del suo significato
in Cristo, perché solo in Lui si compì la salvezza di Dio per
l’umanità. Matteo 1:20-25.
Va detto che era usanza degli Ebrei mettere ai neonati
nomi che contenessero parte del nome di Dio. Ad esempio:
Gioele, ebraico Yo’èl, vuol dire: “Yehowah è Dio”;
Matteo, ebraico Mat.tith.yàh, significa: “Dono di Yahwèh”;
Isaia, ebraico Yesha yàhu, è l’inverso di Gesù, e significa:
“Salvezza di Yehowah”.
81
questo, ti renderai conto che Gesù non voleva dire affatto che chi
perdeva il corpo non avrebbe perso l’anima intesa quale entità
immateriale e immortale.
Come avrai già capito, Gesù stava dicendo che chi perdeva
questa vita terrena (di carne, di corpo) non avrebbe perso la vera
vita, quella futura ed eterna.
E Gesù non può contraddirsi, perché Egli disse: «Nessuno è salito
in cielo, se non colui che è disceso dal cielo» (Giovanni 3:13).
Quindi, quando l’uomo muore, muore l’intero suo essere e non c’è
un’entità immortale che esce dal suo corpo e se ne vola in cielo.
E poi, lo stesso versetto di Matteo 10:28 dice che Dio può
uccidere non solo il corpo, ma anche l’anima nella geenna. Il che
vuol dire che l’anima non è immortale, dato che può essere uccisa.
Quindi, i sostenitori dell’immortalità dell’anima dovrebbero riflettere
meglio, perché quando citano Matteo 10:28 per sostenere che
l’anima non può morire, non fanno altro che dimostrare proprio il
contrario!
3) In Matteo 27:50, Marco 15:37, Luca 23:46, Giovanni 19:30,
Atti 7:59, Ecclesiaste 12:9 è detto che lo spirito viene rimesso a
Dio o che torna a Dio.
Tali espressioni non significano che alla morte l’anima, intesa
quale entità immortale, salga a Dio. Significano, invece, che l’alito o
principio vitale (o soffio o energia vitale) o la potenza spirituale, alla
morte, viene a mancare, perché torna a Dio che l’ha dato.
Infatti, è scritto: «Tu ritiri il loro fiato e muoiono, ritornano
nella polvere» (Salmo 104:29).
4) Leggere 2 Corinti 4:16 ed Efesini 4:24.
Che cosa vuol dire Paolo quando parla del «nostro uomo
interiore» e «uomo nuovo che è creato a immagine di Dio»?
Vuole forse dire che dentro il nostro corpo vive un’altra entità, un
altro essere interiore indipendente creato appositamente da Dio? O
parla, invece, di un cambiamento, di un rinnovamento profondo
della nostra personalità, del nostro modo di essere, che avviene
mediante la potenza rigeneratrice dello Spirito Santo?
Prova a leggere: Efesini 4:17-32; Colossesi 3:1-17; Efesini 3:1521 e 2:1-10; Colossesi 2:11-13; Romani 6:1-14 e 7:21-25.
Confronta 1 Pietro 1:22-25.
5) Diversi testi biblici traducono il passo di Luca 23:43 in questo
modo: «In verità ti dico, oggi sarai con me nel paradiso» (Vers.
CEI). Gesù stava parlando al buon ladrone.
Secondo i sostenitori dell’immortalità dell’anima, Gesù avrebbe
promesso al ladrone che immediatamente dopo la morte, cioè quel
giorno stesso, Egli lo avrebbe portato con sé in cielo, in paradiso.
Gesù, è vero, ha fatto al ladrone la promessa che sarà in
paradiso con Lui. Ma quando lo sarà?
80
17
Il fatto stesso che Caino avesse preso moglie, e che già
esisteva tale paese, dimostra di per sé che Adamo ed Eva,
oltre a lui e ad Abele, avevano generato altri figli, anche se la
Bibbia non ne fa menzione.
La Scrittura non parla degli altri figli e figlie di Adamo ed
Eva, ma solo dei primi due, per una ragione ben precisa. Dai
primi due figli dovevano nascere due discendenze: una
carnale, da Caino, ed una spirituale, da Abele.
Essendo stato ucciso Abele, al suo posto Dio fece nascere
Seth. Però ciò non vuol dire che prima di Seth non fossero
nati altri figli. Semplicemente non vengono menzionati,
perché non necessario.
La nascita di Seth fu infatti particolare, voluta da Dio,
perché fu scelto dal Signore affinché continuasse la
discendenza spirituale che doveva portare a Cristo, interrotta
con l’uccisione di Abele. Infatti, se si legge la genealogia di
Gesù nel Vangelo di Luca capitolo 3, si noterà al versetto 38
che come discendente diretto di Adamo viene nominato Seth,
e non Caino, appunto perché si tratta una discendenza
spirituale.
Ovviamente, i nomi Emmanuele e Gesù non furono messi
a Cristo in rispetto dell’usanza d’Israele, ma per ordine di Dio.
Ma abbiamo qui voluto accennare al significato di alcuni nomi
ebraici, al fine di chiarire che, alla luce della Scrittura, chi
vuol tentare di provare la dottrina della “trinità” usando i
nomi di Cristo, è completamente fuori strada.
Ecco le stupende parole dell'apostolo Paolo, che ci danno
un quadro finale e completo di Gesù e della sua opera di
salvezza: «Dio, dopo aver parlato anticamente molte volte e in
molte maniere ai padri per mezzo dei profeti, in questi ultimi
giorni ha parlato a noi per mezzo del Figlio, che egli ha
costituito erede di tutte le cose, mediante il quale ha pure
creato l’universo. Egli, che è splendore della sua gloria e
impronta della sua essenza, e che sostiene tutte le cose con
la parola della sua potenza, dopo aver fatto la purificazione
dei peccati, si è seduto alla destra della Maestà nei luoghi
altissimi» (Ebrei 1:1-3). Vedi anche Filippesi 2:5-11.
[54] LA QUESTIONE DELL’ANIMA.
(Per chi vuole approfondire).
Esamineremo ora alcuni passi biblici che, a causa di inesatta
traduzione e/o interpretazione o per altri motivi, sembrano dire che
l’uomo abbia un’anima immortale. Vedremo, alla luce della Scrittura,
qual è la verità.
1) In Genesi 2:7 è scritto che l’uomo è fatto di polvere e di alito
vitale di Dio, mentre l’apostolo Paolo scrisse ai Tessalonicesi:
«L’intero essere vostro, lo spirito, l’anima e il corpo, sia
conservato irreprensibile per la venuta del Signore nostro Gesù
Cristo» (1 Tessalonicesi 5:23).
Paolo mise forse in dubbio l’atto creativo di Dio, dicendo che
l’uomo comprende spirito, anima e corpo? No, perché l’anima di cui
egli parla è la coscienza, l’io.
2) Matteo 10:28 - «Non temete coloro che uccidono il corpo, ma
non possono uccidere l’anima; temete piuttosto colui che può
far perire l’anima e il corpo nella geenna».
Per comprendere bene quel che Gesù effettivamente stava
dicendo, è indispensabile confrontare i seguenti passi paralleli:
Matteo 10:39; Giovanni 12:25; Luca 12:4-5 e 9:24-26; Matteo
16:25-27; Marco 8:35-37.
In tutti questi passi, come in Matteo 10:28, le parole “anima” e
“vita” sono tradotte dalla stessa parola greca “psykhé”. Considerato
[19] QUALE NATURA ASSUNSE GESÙ ALLA RISURREZIONE?
Mentre era sulla terra come uomo, Gesù un giorno pregò
il Padre dicendo: «Ora, o Padre, glorificami tu presso di te
della gloria che avevo presso di te prima che il mondo
esistesse» (Giovanni 17:5).
Come abbiamo già visto, Gesù, quale primogenito e
unigenito Figlio di Dio, prima di venire sulla terra come uomo
aveva natura spirituale.
Quando Dio lo risuscitò il terzo giorno dalla morte, gli
diede non la stessa gloria che aveva prima, ma una gloria
ancora maggiore.
Infatti: «Dio lo ha sovranamente innalzato e gli ha dato il
nome che è al di sopra di ogni nome, affinché nel nome di
Gesù si pieghi ogni ginocchio nei cieli, sulla terra, e sotto
terra, e ogni lingua confessi che Gesù Cristo è il Signore, alla
gloria di Dio Padre» (Filippesi 2:9-11). Vedi: Efesini 1:21; 1
Pietro 3:22; Matteo 28:18; Colossesi 1:15-20.
La Scrittura dichiara che Gesù «è stato messo a morte
quanto alla carne, ma vivificato quanto allo spirito» (1 Pietro
3:18) e che il Padre «lo ha risuscitato dai morti per non
tornare più nella corruzione» (Atti 13:34).
Dunque, Gesù, alla risurrezione, assunse la natura
spirituale e più precisamente la natura divina. E l'apostolo
Paolo lo testimonia dicendo che Gesù è diventato: «Spirito
vivificante» (1 Corinti 15:45). Vedi anche: 2 Corinti 3:17.
18
79
Ma che ne è stato del suo corpo quando Egli risuscitò?
Prima di morire, ai Giudei Gesù aveva detto: «Disfate
questo tempio, e in tre giorni lo farò risorgere… Egli parlava
del tempio del suo corpo» (Giovanni 2:19-21).
Perciò, secondo le sue parole, il suo corpo doveva
risuscitare dopo tre giorni dalla morte, come poi avvenne. Il
corpo di Gesù, infatti, fu da Dio risuscitato e trasformato in
corpo spirituale.
Consideriamo che il corpo di Gesù, come è scritto, non
subì la decomposizione (Atti 2:31): ecco perché fu
trasformato. In pratica, il corpo di carne di Gesù fu assorbito
dal nuovo corpo spirituale. Vedi: 2 Corinti 5:4.
La risurrezione dei santi morti, che sarà simile a quella di
Cristo, e la trasformazione dei santi che saranno ancora vivi
alla sua venuta, chiariscono meglio quanto stiamo dicendo.
L’apostolo Paolo scrisse: «Non tutti morremo, ma tutti
saremo trasformati, in un momento, in un batter d’occhio, al
suono dell’ultima tromba. Perché la tromba squillerà, e i
morti risusciteranno incorruttibili, e noi saremo trasformati»
dissolutezza; e a causa loro, la via della verità sarà
diffamata. Nella loro cupidigia vi sfrutteranno con parole
false; ma la loro condanna già da tempo è all’opera e la loro
rovina non si farà aspettare» (2 Pietro 2:1-3).
Vedi: 1 Giovanni 2:18-23 e 4:1-6.
(1 Corinti 15:51-53).
Ancora un esempio illuminante: Paolo scrive che Gesù
«trasformerà il corpo della nostra umiliazione [cioè il corpo di
carne] rendendolo conforme al corpo della sua gloria»
(Filippesi 3:21).
Tanti dicono che alla risurrezione Gesù abbia assunto una
natura umana glorificata, perché in Giovanni 20:27 si legge
che Egli invitò l’apostolo Tommaso a mettere la mano nella
ferita del suo costato.
Ma basta leggere il versetto prima per notare che Gesù si
presentò in casa dei suoi discepoli «a porte chiuse» (Giovanni
20:26); la qual cosa significa che un corpo di carne non
poteva passare attraverso la porta chiusa, ma uno spirito si.
È evidente che il Signore entrò nella casa nella sua natura
spirituale e, mediante la sua potenza divina, assunse
istantaneamente un corpo umano, che poi smaterializzò
quando scomparve. Vedi ad esempio: Luca 24:31.
Nella storia biblica vi sono numerosi casi in cui degli angeli
inviati da Dio sulla terra hanno assunto corpi umani, che poi
smaterializzavano quando scomparivano. Vedi: Genesi capitoli
18, 19 e 32:1; Giudici capitolo 13; Luca 24:4; Atti 1:9-11.
Ora, se dei semplici angeli hanno potuto far questo,
quanto più poteva e può farlo il Figlio di Dio, Colui che è al di
sopra degli angeli!
L’apostasia si manifestò effettivamente sin dai primi tempi
del cristianesimo e di lì a poco tempo sfociò in quella che
venne chiamata“ la grande apostasia”, per l’inquinamento del
cristianesimo da parte del paganesimo.
Per il tempo della fine è profetizzata la più grande
manifestazione di apostasia di tutti i tempi.
Gesù aveva profetizzato: «Poiché molti verranno nel mio
nome, dicendo: Io sono il Cristo. E ne sedurranno molti…
Allora, se qualcuno vi dice: “Il Cristo è qui”, oppure: “È là”,
non lo credete; perché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti, e
faranno grandi segni e prodigi da sedurre, se fosse possibile,
anche gli eletti» (Matteo 24:5,23-24).
L’apostolo
Paolo
predisse:
«Ma
lo
Spirito
dice
espressamente che nei tempi futuri alcuni apostateranno
dalla fede, dando retta a spiriti seduttori e a dottrine di
demoni, sviati dall’ipocrisia di uomini bugiardi, segnati da
un marchio nella propria coscienza. Essi vieteranno il
matrimonio e ordineranno di astenersi da cibi che Dio ha
creati» (1 Timoteo 4:1-3).
L’apostasia culminerà fra breve con la manifestazione
dell’anticristo o uomo del peccato, come è scritto: «Quel
giorno non verrà se prima non sia venuta l’apostasia e non
sia stato manifestato l’uomo del peccato, il figlio della
perdizione, l’avversario, colui che s’innalza sopra tutto ciò
che è chiamato Dio od oggetto di culto; fino al punto da porsi
a sedere nel tempio di Dio, mostrando sé stesso e
proclamandosi Dio» (2 Tessalonicesi 2:3-4).
Vedi l’intera profezia in 2 Tessalonicesi 2:1-12.
[53] SE LA BIBBIA NON PARLA DI ALTRI FIGLI AVUTI
DA ADAMO ED EVA PRIMA DI CAINO, PERCHÉ
POI DICE CHE CAINO EBBE MOGLIE E ANDÒ
AD ABITARE IN UN ALTRO PAESE?
È necessario leggere il capitolo 4 della Genesi.
Come riferisce la Scrittura, i primi uomini vivevano anche
più di novecento anni. Essa però non dice a che età Caino
uccise Abele. Sicuramente aveva un’età adulta, perché subito
dopo l’omicidio andò ad abitare nel paese di Nod e lì generò
un figlio.
78
NEL NOME DI GESÙ CRISTO.
Tutti i primi Cristiani battezzarono esclusivamente nel
nome di Gesù Cristo. Un esempio: l’apostolo Pietro disse agli
Israeliti: «Ravvedetevi, e ciascuno di voi sia battezzato nel
nome di Gesù Cristo, per il perdono dei vostri peccati, e voi
riceverete il dono dello Spirito Santo» (Atti 2:38).
Vedi anche: Atti 8:16; 10:48; 19:5; Romani 6:3-4; Galati 3:27.
Perché il battesimo deve essere amministrato (e ricevuto)
nel nome di Gesù Cristo?
Semplicemente perché Egli disse: «Io sono la via, la verità
e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me»
(Giovanni 14:6). Quindi, è Lui il nostro redentore, il nostro
mediatore e la nostra vita. E solo per mezzo di Lui si può
arrivare a Dio.
È scritto: «In nessun altro è la salvezza; perché non vi è
sotto il cielo nessun altro nome che sia stato dato agli
uomini, per mezzo del quale noi dobbiamo essere salvati»
(Atti 4:12). Perciò, oltre a Cristo, non v’è altro nome che ci dà
salvezza. Ecco, perché bisogna battezzarsi nel Suo nome.
Appunto per questo, il credente che si battezza, nel
significato del battesimo, viene sepolto con Cristo, cioè nella
sua morte, e viene risuscitato con Cristo, cioè alla nuova vita.
Vedi Romani 6:4.
UN SOLO BATTESIMO.
La Scrittura dichiara che per tutti i credenti esiste «un solo
battesimo» (Efesini 4:5). Vedi 1 Corinti 12:13.
La Bibbia non parla mai di battesimo ai neonati e
nemmeno di battesimo per aspersione.
In merito a Matteo 28:19, vedi il punto 22.
[52] CHE COS’È L’APOSTASIA?
L’apostasia è l’allontanarsi dalla verità, la rinuncia alla
vera fede per seguire false dottrine. E’ il rigetto degli
insegnamenti di Cristo e della Sacra Scrittura. Apostasia è di
conseguenza rinnegare Dio e suo Figlio Gesù Cristo.
Gesù aveva avvertito: «Guardatevi dai falsi profeti i quali
vengono a voi in vesti da pecore, ma dentro son lupi rapaci.
Voi li riconoscerete dai loro frutti» (Mat.7:15-16 - Vers. Riveduta).
L’apostolo Pietro scrisse: «Però ci furono anche falsi profeti
tra il popolo, come ci saranno anche tra di voi falsi dottori
che introdurranno occultamente eresie di perdizione, e
rinnegando il Signore che li ha riscattati, si attireranno
addosso una rovina immediata. Molti li seguiranno nella loro
19
[20] CHI E CHE COSA È LO SPIRITO SANTO?
Con le parole Spirito Santo o semplicemente Spirito, la
Scrittura identifica Dio o suo Figlio Gesù. Alcuni esempi:
del Padre è detto: «Dio è Spirito» (Giovanni 4:24) - CEI.
del Figlio è detto che è «Spirito vivificante» (1 Corinti 15:45),
perché è l’impronta dell’essenza del Padre (Ebrei 1:3).
In Atti 5:3-4 è detto che Anania mentì allo Spirito Santo,
cioè a Dio. In Atti 28:25 è detto: «Ben parlò lo Spirito Santo
ai vostri padri per mezzo del profeta Isaia» (Vers. Riveduta).
Più in generale, lo Spirito Santo o lo Spirito, è la
manifestazione in potenza di Dio o di suo Figlio Gesù.
Ad esempio, lo Spirito Santo come potenza divina (o
energia dinamica divina) si è manifestato:
- come «un suono come di vento impetuoso che soffia e riempì
tutta la casa dov’essi [i discepoli] erano seduti» (Atti 2:2);
- in «lingue come di fuoco» (Atti 2:3);
- «come una colomba» (Matteo 3:16);
- come energia o forza: l’apostolo Paolo scrisse: «A questo
fine mi affatico, combattendo con la sua forza [di Dio],
che agisce in me con potenza» (Colossesi 1:29).
Vedi: Atti 1:8; Luca 1:35; Rom.15:13; Giov.20:22; Michea 3:8.
La Scrittura non identifica mai lo Spirito Santo o lo Spirito
come una terza persona di una trinità.
Alcuni obiettano che Gesù parlò dello Spirito Santo come di
«un altro Consolatore» che doveva stare con i fedeli per
sempre (Giov. 14:16-18,26; 15:26; 16:7-15). Ma Chi doveva
stare con i fedeli per sempre?
Mentre parlava del Consolatore, Gesù disse: «Non vi lascerò
orfani; tornerò a voi» (Giovanni 14:18).
Egli disse pure: «Dove due o tre sono riuniti nel mio nome,
lì sono io in mezzo a loro» (Matteo 18:20).
Disse anche: «Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino
alla fine dell’età presente» (Matteo 28:20).
Da queste parole è evidente che il Consolatore è Gesù
stesso, che si è manifestato: sia direttamente (Atti 22:6-21),
sia mediante un angelo da Lui inviato che lo rappresentava e
lo rappresenta parlando e compiendo la sua opera nel suo
nome (Giov.16:13-15; Apoc.1:1 e 22:16-17).
È da notare che la parola Consolatore è tradotta dal greco
Parakletos,
che
principalmente
significa:
“Avvocato”,
“Intercessore”, “Difensore”.
77
20
Riflettiamo: se lo Spirito Santo fosse davvero la terza
persona di una trinità, non potrebbe essere né l’Avvocato, né
l’Intercessore, né il Difensore dei credenti, perché non è
venuto a morire per noi.
Solo Gesù è venuto a morire per noi, perciò soltanto Lui ha
il diritto di essere l’Avvocato, l’Intercessore ed il Difensore dei
fedeli. Vedi: Giovanni 14:6; 1 Timoteo 2:5-6.
La parola greca Parakletos nel Nuovo Testamento è usata
solo cinque volte e soltanto dall’apostolo Giovanni: quattro
volte nei capitoli 14, 15 e 16 del suo Vangelo e una volta
nella sua prima Epistola al capitolo 2, verso 1. Sia perciò lo
stesso Giovanni a dirci Chi è il Parakletos.
Proprio nella sua prima Epistola, Giovanni toglie ogni
sull’identità del Consolatore (o Avvocato o
dubbio
Intercessore o Difensore). Egli scrive: «Se qualcuno ha
peccato, noi abbiamo un avvocato [greco: Parakletos] presso il
Padre: Gesù Cristo, il giusto». Quindi, il Parakletos è Gesù!
Anche l’apostolo Paolo identifica Gesù come Spirito Santo.
Parlando di Cristo, disse: «Il Signore è lo Spirito» (2 Corinti
3:17-18). E in Atti 16:6-7 Paolo dice che lo Spirito Santo è lo
Spirito di Cristo.
Ma attenzione: Gesù non è il Padre. Egli è una Entità
spirituale diversa dal Padre. Egli è Spirito Santo perché è
stato costituito tale dal Padre (1 Pietro 3:18; Rom.1:3-4). Ma
il Sommo, il Supremo Spirito Santo è Dio Padre, che è «Il
Padre degli spiriti» (Ebrei 12:9).
[21] QUALI ALTRE PROVE CHE DIMOSTRANO
CHE LA DOTTRINA DELLA TRINITÀ È ERRATA?
1) Nelle visioni profetiche della Corte Celeste vengono visti
sempre il Padre ed il Figlio, ma una terza persona non
viene mai vista e mai menzionata. Vedi: Daniele 7:9-14; Atti
7:55-56; Apocalisse capitoli 4 e 5 e 21:22 e 22:1-5.
2) Se esistessero davvero tre persone uguali in una trinità,
Gesù non avrebbe mai detto: «A chiunque parli contro il
Figlio dell’uomo, sarà perdonato; ma a chiunque parli contro
lo Spirito Santo non sarà perdonato» (Matteo 12:32).
3) Se, come sostengono alcuni, Gesù era Dio Padre fattosi
uomo, come mai Egli disse: «Il Padre è maggiore di me»?
(Giovanni 14:28). Che senso avevano le preghiere di Gesù
rivolte al Padre? (Matteo 26:39; Marco 15:34). E come mai
Gesù non aveva l’autorità di stabilire chi dovrà sedere alla
IL BATTESIMO DI GIOVANNI BATTISTA
(BATTESIMO DI RAVVEDIMENTO, SOLO D’ACQUA)
È scritto: «Venne Giovanni il battista nel deserto
predicando un battesimo di ravvedimento per il perdono dei
peccati. E tutto il paese della Giudea e tutti quelli di
Gerusalemme accorrevano a lui ed erano da lui battezzati nel
fiume Giordano, confessando i loro peccati… E predicava,
dicendo: “Dopo di me viene colui che è più forte di me; al
quale io non sono degno di chinarmi a sciogliere il legaccio
dei calzari. Io vi ho battezzati con acqua, ma lui vi battezzerà
con lo Spirito Santo”» (Marco 1:4-8). Vedi anche: Atti 19:4.
Il battesimo di Giovanni Battista era un battesimo di
ravvedimento, che doveva preparare Israele ad accogliere il
Messia, cioè Cristo. Infatti, Giovanni fu il messaggero che
preparò la via a Gesù. Marco 1:2.
Giovanni disse che Cristo doveva battezzare con un
battesimo ben più potente, non più solo in acqua, ma con lo
Spirito Santo.
IL BATTESIMO DEL SIGNOR GESÙ.
(BATTESIMO DELLA NUOVA NASCITA, D’ACQUA E DI SPIRITO)
Il Signor Gesù disse: «Se uno non è nato di nuovo non può
vedere il regno di Dio» e «Se uno non è nato d’acqua e di
Spirito, non può entrare nel regno di Dio» (Giovanni 3:3-5).
Ecco, dunque, la necessità del battesimo.
Dalle parole di Cristo, è chiaro che il battesimo è completo
quando, oltre all’immersione completa in acqua, il credente
riceve lo Spirito Santo di Dio, come avvenne per Gesù stesso
e per tutti i primi Cristiani.
Del battesimo di Gesù è scritto: «Gesù venne da Nazaret di
Galilea e fu battezzato da Giovanni nel Giordano. A un tratto,
come egli usciva dall’acqua, vide aprirsi i cieli e lo Spirito
scendere su di lui come una colomba» (Marco 1:9-10).
SIGNIFICATO DEL BATTESIMO.
Immergendosi, il credente seppellisce la sua vecchia
personalità di peccatore, e uscendo fuori dall’acqua risorge
alla nuova vita in Cristo. L’unzione dello Spirito Santo è il
segno della nuova nascita e il suggello di approvazione di Dio,
mediante il quale l’accetta come figlio spirituale.
L’apostolo Paolo dice infatti che il battesimo «consiste nello
spogliamento del corpo della carne: siete stati con lui sepolti
nel battesimo, nel quale siete anche stati risuscitati con lui
mediante la fede nella potenza di Dio che lo ha risuscitato
dai morti» (Colossesi 2:11-12). Romani 6:3-11; 1 Pietro 3:21.
76
IL NUOVO TESTAMENTO
o Nuova Alleanza o Nuovo Patto
Esso comprende la Legge della Grazia, vale a dire la Legge
di Cristo, che è venuta ad adempiere e a sostituire la Legge
Mosaica, la storia di Cristo e del primo Cristianesimo.
In totale sono ventisette libri.
Il Nuovo Testamento parla dei trentatre anni di vita di
Cristo uomo, del suo sacrificio di riscatto e del Nuovo Patto
che Egli è venuto a stabilire; della storia dei primi Cristiani;
delle profezie riguardanti Israele, la Chiesa ed il mondo; della
seconda venuta di Cristo in gloria; della instaurazione del
regno di Dio.
Gli scrittori della Bibbia.
È scritto: «Nessuna profezia della Scrittura proviene da
un’interpretazione personale; infatti nessuna profezia venne
mai dalla volontà dell’uomo, ma degli uomini hanno parlato
da parte di Dio, perché sospinti dallo Spirito Santo»
(2 Pietro 1:20-21).
La Bibbia ispirata da Dio.
È scritto: «Ogni Scrittura è ispirata da Dio e utile a
insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla
giustizia, perché l’uomo di Dio sia completo e ben preparato
per ogni opera buona» (2 Timoteo 3:16-17).
Perché credere alla Bibbia?
Perché Essa, essendo la Parola di Dio, è la Verità. Gesù
stesso, rivolgendosi al Padre, disse: «La tua Parola è verità»
(Giovanni 17:17).
Nelle traduzioni della Sacra Scrittura si possono riscontrare
delle inesattezze dovute ad errori di copiatura, all’influenza
stessa dei traduttori; ma studiando, ricercando, meditando e
confrontando i passi biblici che trattano uno stesso
argomento, la Verità viene sempre fuori!
Non bisogna dimenticare la cosa più importante: chiedere
a Dio il discernimento, nella ricerca della sua Verità. Giac.1:5.
[51] CHE COS’È IL BATTESIMO?
PERCHÉ È NECESSARIO? QUAL È QUELLO GIUSTO?
(greco Baptismos) significa: immersione,
perché il credente pronto al battesimo viene letteralmente
immerso nell’acqua, come avvenne per Gesù stesso.
Battesimo
Vedi Marco 1:9-10.
21
sua destra e alla sua sinistra nel suo regno? (Matteo 20:23).
E ancora: come mai Gesù non sa il giorno e l’ora della fine,
ma li sa solo il Padre? (Matteo 24:36).
4) A chi ha le idee confuse perché sia il Padre sia il Figlio
vengono chiamati “Salvatore” (Isaia 43:11 e Tito 1:3-4),
proponiamo di leggere: 1 Giovanni 4:14; Giuda verso 25;
Giovanni 3:17; 1 Giovanni 5:11 e infine Atti 5:30-31.
5) A chi cita Isaia 43:10, dove Dio Padre dice: «Prima di me
nessun Dio fu formato, e dopo di me, non ve ne sarà
nessuno», rispondiamo che in Deuteronomio 10:17 e Salmo
136:2 è detto che Dio è «il Dio degli dèi» (non dèi idoli, ma
dèi riferito alle creature celesti). Quindi, il senso di Isaia
43:10 è che non è mai esistito né esisterà mai altro Dio
all’infuori di Yahwèh, che è l’unico, vero, onnipotente ed
eterno Dio. Stesso discorso vale per Isaia 42:8.
6) Isaia 40:3, profetizzando la missione di Giovanni Battista,
dice: «Preparate nel deserto la via del Signore». Come mai
in Giovanni 1:23-34 il Battista prepara in realtà la via a
Gesù? La risposta la dà lo stesso Gesù: vedi nel Vangelo di
Giovanni: 6:38; 5:30; 14:7-11; 5:43; 12:44-50.
7) In Giovanni 2:19-21, parlando del suo corpo che stava per
dare in sacrificio, il Signor Gesù disse: «Distruggete questo
tempio, e in tre giorni lo farò risorgere!». Proponiamo di
confrontare: Giov.10:17-18; Rom.1:3-4; Atti 2.24,32; 3:15; 5:30;
Galati 1:1; 1 Pietro 1:21; 1 Tess.1:10 e Romani 10:9.
8) C’è chi dice che Gesù fosse sottomesso al Padre nella
carne e non nello spirito, e che era Figlio nella carne e non
nello spirito. Ma la Scrittura dichiara il contrario. Infatti,
l’apostolo Paolo, più di vent’anni dopo che Gesù era stato
glorificato in cielo, disse: «Il capo di Cristo è Dio» (1 Corinti
11:3) e disse pure: «Il Figlio stesso sarà sottoposto a Colui [il
Padre] che gli ha sottoposto ogni cosa» (1 Corinti 15:28).
E una prova inoppugnabile della sottomissione di Gesù al
Padre è in Apocalisse, dove Cristo glorificato chiama suo
Padre «Mio Dio» (Apoc. 3:12). E ciò significa che il Signore
Yahwèh è anche il Dio di Gesù, lo è stato e lo sarà sempre.
Vedi: 2 Corinti 11:31; Apocalisse 1:6; Giovanni 20:17.
9) C’è chi sostiene che Gesù e il Padre sarebbero lo stesso
essere divino, credendo che nella Scrittura anche Cristo
venga chiamato “l’Alfa e l’Omega”; e anche perché Gesù è
chiamato “il Primo e l’Ultimo”, come il Padre. Ma nella Bibbia
22
è chiarissimo che solo il Padre è chiamato “l’Alfa e l’Omega”
(Apocalisse 1:8; 21:6 e 22:13). Invece, il titolo “il Primo e
l’Ultimo” è riferito anche al Figlio (Apoc.1:17). E la
spiegazione è semplice:
Gesù è il Primo e l’Ultimo (cioè il solo) Figlio Primogenito e
Unigenito di Dio; nessun’altra creatura ha la gloria di Gesù;
Yahwèh è il Primo e l’Ultimo (cioè il solo) vero, unico,
eterno, onnipotente Dio; non ce n’è nessun altro.
Isaia 44:6; Apocalisse 22:13.
10) C’è chi dice che Gesù sia il Padre, perché Cristo disse:
«Prima che Abraamo fosse nato, io sono» (Giov. 8:58).
Qui, con l’espressione verbale “io sono”, con cui Gesù indicò
la sua esistenza pre-umana, i trinitari vorrebbero dare a
intendere che Gesù è Yahwèh. La frase di Gesù non ha nulla a
che vedere col nome di Dio IO SONO. Siamo fuori strada!
11) Se Dio è uno solo, come mai a volte parla al plurale?
Con chi parla? Uno di questi casi si trova in Genesi 1:26,
quando Dio disse: «Facciamo l’uomo a nostra immagine,
conforme alla nostra somiglianza». È chiarissimo che Dio
stava parlando con suo Figlio Gesù e con la Corte Celeste,
che erano presenti al momento della creazione dell’uomo.
Vedi Giobbe 38:4-7. La medesima cosa vale per gli altri casi.
12) Perché Gesù disse: «Io e il Padre siamo uno»? Giov.11:30.
Con queste parole, Gesù non intese affatto dire che Lui e
il Padre sono il medesimo essere divino. Egli stava parlando
della perfetta unione che c’è fra Lui e il Padre, della perfetta
intesa fra Loro nella realizzazione della volontà del Padre.
In un’altra occasione Gesù, pregando il Padre di mantenere
uniti i discepoli, disse: «Padre santo, conservali nel tuo nome,
quelli che tu mi hai dati, affinché siano uno, come noi».
E disse ancora: «Io ho dato loro la gloria che tu hai data a
me, affinché siano uno come noi siamo uno; io in loro e tu in
me; affinché siano perfetti nell’unità» (Giovanni 17:11, 22-23).
Più chiaro di così!…
[22] MA L’ORDINE DI CRISTO DI BATTEZZARE
“NEL NOME DEL PADRE, DEL FIGLIO E DELLO
SPIRITO SANTO” (MATTEO 28:19) NON È UNA
PROVA DELLE TRE PERSONE DELLA TRINITÀ?
No, perché nella Bibbia non esiste un solo versetto dove
si legga che lo Spirito Santo sia una terza persona di una
trinità. E non esiste un solo versetto che dica che lo Spirito
75
[50] DA CHI FU SCRITTA LA BIBBIA?
E PERCHÉ BISOGNA CREDERLA?
Da quando l’uomo è stato creato, il Creatore gli ha dato
conoscenza di Sé e della sua volontà. Egli, mediante il suo
spirito, ha dato la sua rivelazione ai suoi santi servitori, i
quali l’hanno divulgata e tramandata oralmente per parecchio
tempo; poi la misero per iscritto.
Israele, in particolare, fu, sino alla venuta di Cristo, il
popolo a cui l’Onnipotente si rivelò e mediante il quale si fece
conoscere fra le nazioni. A questo popolo diede la sua Legge,
osservando la quale esso poteva mantenersi puro. Ispirò
anche un buon numero di profeti a far conoscere il suo piano
di salvezza per Israele e per il mondo intero.
Dopo la risurrezione di Cristo, fu volontà di Dio che il
messaggio relativo al suo piano divino fosse integrato e
completato. La rivelazione completa del piano di Dio viene
chiamata Parola di Dio o Sacra Scrittura.
La Parola di Dio viene chiamata anche Bibbia (dal greco:
Biblìa), che letteralmente significa “I Libri”, perché Essa è
realmente un insieme di scritti sacri di epoche diverse, per la
precisione sessantasei.
La storia scritta nella Bibbia è veritiera ed accurata. Buona
parte delle profezie bibliche si sono già adempiute con
sbalorditiva precisione e puntualità. Molte altre profezie
devono ancora realizzarsi, ed alcune sono in corso di
adempimento.
La Parola di Dio, per le sue altissime norme morali, è
tuttora la più grande Maestra di vita. La Bibbia è anche il libro
più antico, il più tradotto, il più stampato, il più diffuso, il più
conosciuto ed il più letto di tutti i tempi! Ai nostri giorni Essa
è disponibile in quasi tutte le lingue del mondo!
La Bibbia è stata convenzionalmente divisa in due parti:
IL VECCHIO TESTAMENTO
o Antica Alleanza o Antico Patto
Esso comprende la Legge Mosaica e tutti i libri profetici
fino alla venuta di Cristo. Gesù li chiamò «la legge e i profeti»
(Matteo 7:12). In totale sono trentanove libri.
Il Vecchio Testamento parla della creazione; della storia
umana antica; della storia e delle profezie su Israele; delle
profezie sulla prima e seconda venuta di Gesù; delle profezie
riguardanti l’umanità e l’instaurazione del regno di Dio.
74
23
detto: “Confesserò le mie trasgressioni al Signore”, e tu hai
perdonato l’iniquità del mio peccato» (Salmo 32:5).
Santo abbia un nome. Come abbiamo visto, “Spirito Santo” è
Dio Padre stesso oppure suo Figlio Gesù. Nella Scrittura non è
mai riferito ad una terza persona. E non esiste un solo
versetto in cui si legga di un battesimo trinitario effettuato.
Chi si battezza in Cristo si battezza «nella sua morte»
(Rom.6:3-11; Colos.2:11-12), cioè facendo morire il vecchio
uomo carnale, seppellendolo nell’immersione dell’acqua
(simbolo della tomba), che poi risorge uomo nuovo, uscendo
fuori dall’acqua (come se uscisse fuori dalla tomba, come se
risuscitasse).
Ora, la ragione stessa ci dice che è impossibile battezzarsi
nella morte di Dio, perché Dio non è mai morto; ed è pure
impossibile battezzarsi nella morte dello Spirito Santo,
perché non esiste una terza persona che è venuta a morire
per noi. Invece, è possibile battezzarsi nella morte di Cristo
Gesù, perché solo Lui è venuto a morire per noi.
Ecco perché tutti i passi biblici che documentano di
battesimi
effettuati,
testimoniano
che
sono
stati
somministrati esclusivamente NEL NOME DI GESÙ CRISTO.
Se confrontiamo Matteo 28:19 con i passi paralleli degli
altri Vangeli, vedremo nel nome di chi i discepoli predicavano
la conversione e compivano grandi opere:
- Marco 16:17: Gesù stesso disse: «nel nome mio»;
- Luca 24:47: «nel suo nome» (cioè nel nome di Gesù);
- Giov.20:21: Gesù mandò i discepoli a compiere l’opera sua
nel suo nome; infatti egli disse: «Come il Padre mi ha
mandato, anch’io mando voi».
Non è strano che un ordine di così vitale importanza come
quello di Matteo 28:19 non sia riportato negli altri Vangeli e
neanche nel resto del Nuovo Testamento?
Ma il fatto più incredibile è questo: come mai tutti i
discepoli disubbidirono a quell’ordine? Infatti, battezzarono
È dunque evidente che i peccati devono essere confessati
a Dio, che ci perdona per mezzo di Gesù Cristo.
Anche se gli apostoli ricevettero da Gesù autorità di
rimettere i peccati (Giovanni 20:23), essi non sottoposero mai
nessuno a nessun tipo di confessione segreta o auricolare.
[49] CHE COS’È LA BESTEMMIA
CONTRO LO SPIRITO SANTO?
Gesù ne parlò, dicendo: «Perciò io vi dico: ogni peccato e
bestemmia sarà perdonata agli uomini; ma la bestemmia
contro lo Spirito non sarà perdonata. A chiunque parli contro
il Figlio dell’uomo, sarà perdonato; ma a chiunque parli
contro lo Spirito Santo, non sarà perdonato né in questo
mondo né in quello futuro» (Matteo 12:31-32).
La bestemmia contro lo Spirito Santo è la ribellione a Dio,
dopo averlo conosciuto ed aver ricevuto la santa unzione del
suo spirito. È anche la ribellione a Gesù, in quanto per mezzo
di Lui Dio compie la propria volontà e dispensa lo spirito.
La bestemmia contro lo Spirito Santo è il ritorno alla
pratica del peccato dopo aver conosciuto la volontà di Dio ed
aver pregustato la santità. È l’apostasia, il rigetto della fede,
il passare da figli di Dio a figli di Satana.
È scritto: «Quelli che sono stati una volta illuminati e
hanno gustato il dono celeste e sono stati fatti partecipi dello
Spirito Santo ed hanno gustato la buona parola di Dio e le
potenze del mondo futuro, e poi sono caduti, è impossibile
ricondurli di nuovo al ravvedimento perché crocifiggono di
nuovo per conto loro il Figlio di Dio e lo espongono a infamia»
(Ebrei 6:4-6). Vedi anche: Ebrei 10:26-29; 2 Pietro 2:20-22.
Quindi, chi ha ricevuto lo spirito di Dio deve condursi da
figlio di Dio e operare secondo la sua volontà. Chi si ribella e
ritorna alla pratica volontaria del male bestemmia contro lo
Spirito Santo, cioè contro Dio, e si contamina di peccato che
conduce alla morte.
In merito, l’apostolo Giovanni disse: «Se qualcuno vede suo
fratello commettere un peccato che non conduca a morte,
preghi, e Dio gli darà la vita: a quelli, cioè, che commettono
un peccato che non conduca a morte. Vi è un peccato che
conduce a morte; non è per quello che dico di pregare»
(1 Giovanni 5:16).
Quel peccato che conduce alla morte è appunto la
bestemmia contro lo Spirito Santo.
esclusivamente NEL NOME DI GESÙ CRISTO!
Atti 2:38-41; 8:16; 10:48; 19:5; Rom. 6:3-4; Galati 3:27.
Il nostro atteggiamento di fronte a questa situazione è
questo: crediamo che una verità biblica debba avere il
sostegno di altre parti della Scrittura.
E, visto che il
battesimo nel nome di Gesù è confermato da tutto il Nuovo
Testamento, noi ci atteniamo ad esso, battezzando nel nome
di Gesù Cristo, cioè seguendo l’esempio degli apostoli.
Quanto a ciò che è scritto in Matteo 28:19, lo leggiamo così
com’è, lasciando che sia il Signore a far luce in merito.
24
Solo a titolo informativo:
♦ Eusebio di Cesarea (265-340 d. C.), vescovo e famoso
storico, nella sua opera Prova Biblica scrisse che Gesù aveva
detto ai discepoli: “Andate, dunque, e fate discepoli da tutte
le nazioni nel mio nome”. Eusebio aveva diretto la Biblioteca
di Panfilo di Antiochia e, quindi, conosceva bene gli scritti
evangelici del primo secolo, fra cui le prime copie manoscritte
del Vangelo di Matteo.
♦ Nella nota a Matteo 28:19 della Bibbia di Gerusalemme si
dice quanto segue: «È possibile che questa formula risenta,
nella sua precisione, dell’uso liturgico stabilitosi più tardi nella
comunità primitiva. Si sa che gli Atti parlano di battezzare “in
nome di Gesù” (Cf. At. 1:5; 2:38)…».
[23] COME MAI FRA TANTI POPOLI DIO SCELSE ISRAELE
COME SUO POPOLO? E PERCHÉ LO SCELSE?
Da quando l’umanità esiste, vi sono stati degli uomini
fedeli a Dio. Ma tempo dopo il diluvio universale, Dio scelse
un uomo di nome Abramo per la sua grande fede e fece un
patto con lui, dicendogli: «Tutte le nazioni della terra
saranno benedette nella tua discendenza, perché tu hai
ubbidito alla mia voce» (Genesi 22:18). E Dio benedisse la
sua discendenza.
A Giacobbe (figlio di Isacco), nipote di Abramo, Dio cambiò
il nome chiamandolo Israele (= Colui che lotta con Dio). Così,
il popolo che si formò dalla discendenza di Abramo fu
chiamato Israele. Riguardo al popolo d’Israele, la Bibbia dice:
«l’Eterno ha riposto in voi la sua affezione e vi ha scelti, non
perché foste più numerosi di tutti gli altri popoli, ché anzi
siete meno numerosi di ogni altro popolo; ma perché l’Eterno
vi ama, perché ha voluto mantenere il giuramento fatto ai
vostri padri…» (Deuteronomio 7:7-8) - Versione Riveduta.
Dio si scelse questo popolo affinché esso fosse una nazione
santa, la luce dei popoli, e testimoniasse di Lui e della sua
volontà fra le genti. Egli disse al suo popolo:
«Dunque, se ubbidite davvero alla mia voce e osservate il
mio patto, sarete fra tutti i popoli il mio tesoro particolare;
poiché tutta la terra è mia; e mi sarete un regno di sacerdoti,
una nazione santa» (Esodo 19:5-6). Vedi Deuteronomio 7:6-7.
«I miei testimoni siete voi, dice il Signore» (Isaia 43:10).
«Tu sei il mio servo, Israele, per mezzo di te io manifesterò
la mia gloria» (Isaia 49:3).
73
del male, il cui scopo era ed è quello di annientare il popolo di
Dio e di contrastare l’adempimento dei piani divini.
Dio deve realizzare il suo Piano di salvezza per l’umanità, e le
potenze del male non potranno impedirglielo!
Vedi ad esempio: 1 Samuele capitoli 4,5,6,7; Giudici capitoli
6,7,8; 2 Re capitoli 18,19; Giudici capitolo 11.
Non dimentichiamo che il Diavolo tentò persino di uccidere
Gesù appena nato, nell’intento di impedire che Cristo
compisse il suo sacrificio di riscatto per l’umanità. Matteo 2:13.
Quindi, anche quando Dio mette in opera la sua perfetta
giustizia, in Lui non vi è il male, perché in Dio non può
esistere il male. Vedi: Giobbe 34:10-11.
Ogni azione di Dio è finalizzata al bene dell’uomo, anche
quando Egli dà corso alla sua santa indignazione.
L’apostolo Paolo infatti dice: «Ma se la nostra ingiustizia fa
risaltare la giustizia di Dio, che diremo? Che Dio è ingiusto
quando dà corso alla sua ira? No di certo! Perché, altrimenti,
come potrà Dio giudicare il mondo?» (Romani 3:5-6).
[47] LE DONNE DEVONO METTERE IL VELO
QUANDO PREGANO?
Risponde l’apostolo Paolo: «Ma voglio che sappiate che il
capo di ogni uomo è Cristo, che il capo della donna è l’uomo,
e che il capo di Cristo è Dio. Ogni uomo che prega o
profetizza a capo coperto fa disonore al suo capo; ma ogni
donna che prega o profetizza senza avere il capo coperto fa
disonore al suo capo, perché è come se fosse rasa. Perché se
la donna non ha il capo coperto, si faccia anche tagliare i
capelli! Ma se per una donna è cosa vergognosa farsi tagliare
i capelli o radere il capo, si metta un velo.
Poiché, quanto all’uomo, egli non deve coprirsi il capo,
essendo immagine e gloria di Dio; ma la donna è la gloria
dell’uomo; perché l’uomo non viene dalla donna, ma la donna
dall’uomo; e l’uomo non fu creato per la donna, ma la donna
per l’uomo. Perciò la donna deve, a causa degli angeli
[cioè gli uomini eletti], avere sul capo un segno di autorità»
(1 Corinti 11:3-10).
[48] A CHI SI DEVONO CONFESSARE I PECCATI?
L’apostolo Giovanni dice: «Se confessiamo i nostri
peccati, egli [Dio] è fedele e giusto da perdonarci i peccati e
purificarci da ogni iniquità» (1 Giovanni 1:9).
Il servo di Dio, Davide, ringraziando il Signore perché gli
aveva perdonato i suoi peccati, disse: «Davanti a te ho
ammesso il mio peccato, non ho taciuto la mia iniquità. Ho
25
72
Nel mese di dicembre i Romani celebravano i “baccanali”
(in onore del loro dio Bacco) e i “saturnali” (in onore del loro
dio Saturno), feste di orge, sfrenatezza e confusione, che
probabilmente culminavano con la festa della nascita del dio
Sole. I Romani le copiarono dai Babilonesi. Tradizioni e riti di
tali feste furono “cristianizzati”, ed ancor oggi se ne vedono i
segni nella festa natalizia.
A parte l’origine pagana del Natale, nella Bibbia non esiste
traccia di tale festa. Né gli apostoli, né i primi Cristiani
festeggiarono la nascita di Gesù e noi seguiamo il loro
esempio.
[45] GESÙ AVEVA FRATELLI E SORELLE CARNALI,
CIOÈ FIGLI DI MARIA?
La Scrittura testimonia che Gesù aveva fratelli e sorelle
carnali. Dopo la nascita di Cristo, Maria ebbe altri figli, di cui
la Bibbia non precisa il numero.
Quando Gesù predicò a Nazareth, tutti quelli che lo
conoscevano dissero: «Non è questi il figlio del falegname?
Sua madre non si chiama Maria e i suoi fratelli, Giacomo,
Giuseppe, Simone e Giuda? E le sue sorelle non sono tutte fra
di noi?» (Matteo 13:55-56). Vedi: Marco 6:3.
È scritto: «Mentre Gesù parlava ancora alle folle, ecco sua
madre e i suoi fratelli che, fermatisi di fuori, cercavano di
parlargli. E uno gli disse: “Tua madre e i tuoi fratelli sono là
fuori che cercano di parlarti» (Matteo 12:46-47).
Vedi anche: Marco 3:31-32 e Luca 8:19-20.
È pure scritto: «Dopo questo, scese a Capernaum egli con
sua madre, con i suoi fratelli e i suoi discepoli, e rimasero là
alcuni giorni» (Giov.2:12). Giov.7:1-10; Atti 1:14; 1 Corinti 9:5.
[46] PERCHÈ DIO PERMETTEVA AL SUO POPOLO
DI FAR GUERRE? DIO APPROVA LE GUERRE?
La Bibbia dice che «Dio è amore» (1 Giov.4:8) e che è «il
Dio della pace» (1 Tess. 5:23), perciò non può volere le
guerre. È così amorevole e misericordioso che «fa levare il
suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sui
giusti e sugli ingiusti» (Matteo 5:45).
Dio dice: «Io non mi compiaccio della morte dell’empio»
(Ezechiele 33:11).
Ma quando le potenze diaboliche cercano di ostacolare il
compimento della sua volontà, Dio è costretto ad intervenire.
Nel caso di molte guerre (ma non tutte) fatte dal suo
popolo, gli interventi divini servirono a controbattere le forze
[24] DOPO LA MORTE DI GESÙ ISRAELE VIENE
ABBANDONATO DA DIO.
QUAL È IL FUTURO DI QUESTO POPOLO?
ISRAELE RIGETTA GESÙ CRISTO E LA CHIAMATA ALL’ELEZIONE
Gli Israeliti conoscevano le profezie riguardo a Cristo. E
Gesù stesso si era fatto riconoscere come Figlio di Dio e
Messia, compiendo opere potenti fra loro. Isaia capitolo 53;
Giovanni 8:12-59 e capitolo 9.
Eppure, anche se le folle israelite lo acclamarono, proprio
quando fu preso e crocifisso venne abbandonato e rinnegato
quasi da tutti. Vedi Giovanni 1:11.
Dopo la risurrezione e l’ascesa di Cristo al cielo, i discepoli
annunziarono il suo sacrificio, la sua chiamata all’elezione e il
regno di Dio agli Ebrei, ovunque questi si trovassero (vedi i
punti 28-29). Una piccola parte di essi si convertì a Gesù, ma
il resto non credette. Dio perciò abbandonò Israele, popolo
incredulo, che aveva pure perseguitato ed ucciso suo Figlio, e
gli tolse il privilegio di essere il suo popolo prediletto.
Israele si era macchiato di una grave colpa e aveva
rifiutato la chiamata all’elezione e, quindi, anche il regno di
Dio. Per cui, Dio aprì le porte dell'elezione e del regno alle
genti delle nazioni non israelite, o Gentili. 1
L’apostolo Pietro accusò il popolo d’Israele dicendo:
«Voi rinnegaste il Santo, il Giusto e chiedeste che vi fosse
concesso un omicida; e uccideste il Principe della vita, che
Dio ha risuscitato dai morti» (Atti 3:14-15).
DIO SCEGLIE I SUOI ELETTI DAI GENTILI.
I discepoli Paolo e Barnaba dissero agli Israeliti: «Era
necessario che a voi per i primi si annunziasse la parola di
Dio; ma poiché voi la respingete e non vi giudicate degni
della vita eterna, ecco, noi ci volgiamo ai Gentili» (Atti 13:46)
Versione Riveduta.
E Gesù stesso disse agli Ebrei 2: «Il regno di Dio vi sarà
tolto, e sarà dato a gente che ne faccia i frutti» (Matteo 21:43).
DISTRUZIONE DI GERUSALEMME E DISPERSIONE D’ISRAELE.
Gesù profetizzò che gli Israeliti dovevano subire una
severa punizione per quello che avevano fatto. Perciò disse:
1
2
Per gli Israeliti, i Gentili erano tutti gli altri popoli, i quali non
conoscevano il vero Dio ed erano quindi pagani.
Ebrei o Giudei: sono altri modi di chiamare gli Israeliti.
26
71
«Vi sarà grande calamità nel paese ed ira su questo
popolo. Cadranno sotto il taglio della spada, e saranno
condotti prigionieri fra tutti i popoli, e Gerusalemme sarà
calpestata dai popoli, finché i tempi delle nazioni 1 siano
compiuti» (Luca 21:23-24). Luca 19:41-44; Ezechiele 39:22-29.
Quanto ai chiamati, in Cristo vengono riconosciuti figli di
Dio e parte del suo corpo (di Gesù) ed in Lui acquisiscono il
diritto di partecipare alla sua Cena spirituale. Apocalisse 3:20.
Bisogna però accostarsi alla mensa del Signore con una
coscienza pura e santa, come santo e puro è il corpo di Lui.
L’apostolo Paolo scrisse: «Chiunque mangerà il pane o
berrà dal calice del Signore indegnamente, sarà colpevole
verso il corpo e il sangue del Signore. Ora ciascuno esamini
sé stesso, e così mangi del pane e beva dal calice; poiché chi
mangia e beve, mangia e beve un giudizio contro sé stesso, se
non discerne il corpo del Signore» (1 Corinti 11:27-29).
Come già detto, la Santa Cena ha sostituito la Pasqua
ebraica, che veniva celebrata una volta all’anno. La Cena del
Signore deve essere celebrata almeno una volta l’anno.
Le parole di Gesù si adempirono alla lettera: Israele perse
il favore divino e nel 70 E. V. Gerusalemme fu distrutta dai
Romani, con terribili tribolazioni per gli Israeliti che, da allora,
sono stati dispersi fra tutte le nazioni della terra, subendo
persecuzioni ed afflizioni quasi ovunque. Da non dimenticare
il barbaro olocausto nazista, ove ne morirono milioni.
RITORNO D’ISRAELE IN TERRA SANTA
E ULTIMI AVVENIMENTI PRIMA DELLA RESTAURAZIONE
DEFINITIVA DEL REGNO DI DIO IN ISRAELE.
Gesù aveva detto che le tribolazioni del suo popolo non
sarebbero durate per sempre, ma «finché i tempi delle
nazioni siano compiuti». Ciò vuol dire che quando scadrà il
tempo della chiamata all’elezione riservata ai Gentili (cioè a
tutte le persone delle nazioni non israelite), l’attenzione del
Signore si volgerà nuovamente ad Israele. Ed anche queste
sue parole fra breve si adempiranno alla lettera.
Intanto, nei primi decenni del nostro secolo gli Israeliti
hanno cominciato a ritornare nella terra dei padri e nel 1948
Israele venne riconosciuto come Stato. L’immigrazione degli
Ebrei è tuttora in corso: si sta adempiendo proprio sotto i
nostri occhi la profezia del profeta Isaia, la quale dice che Dio
«raccoglierà gli esuli d’Israele, e radunerà i dispersi di Giuda
dai quattro canti della terra» (Isaia 11:12). Zaccaria 10:8-10.
Quindi, i tempi del calpestamento di Gerusalemme e del
suolo d’Israele da parte delle nazioni (o Gentili) sono quasi
giunti al termine. Secondo le profezie, dunque, il popolo
d’Israele dovrà soffrire ancora per breve tempo. Dovranno
verificarsi le ultime, dolorose, profezie. È scritto:
«Ecco, viene il giorno del Signore in cui le tue spoglie saranno
spartite in mezzo a te. Io radunerò tutte le nazioni per far
guerra a Gerusalemme, la città sarà presa, le case saranno
saccheggiate, le donne violentate; metà della città sarà
deportata, ma il resto del popolo non sarà sterminato dalla
città. Poi il Signore si farà avanti e combatterà contro quelle
nazioni, come Egli combatté tante volte nel giorno della
battaglia. In quel giorno i suoi piedi si poseranno sul monte
1
“Tempi delle nazioni” o anche “Tempi dei Gentili”.
[44] I CRISTIANI DEVONO FESTEGGIARE IL NATALE?
La festa di Natale ebbe origine tre secoli dopo la morte
di Cristo. Essa forse dapprima si contrappose e poi sostituì la
festa pagana della nascita del dio sole del 25 dicembre.
La data del 25 dicembre non può essere la data della nascita
di Gesù Cristo per alcune buone ragioni:
1) In Luca 2:1-7 si parla di un censimento che Cesare
Augusto fece in tutto l’impero romano. E ognuno doveva
andare a farsi registrare nella propria città. Ora Giuseppe,
essendo discendente della casa di Davide, dovette spostarsi
da Nazareth (Galilea) a Betleem (Giudea) con sua moglie
Maria che era incinta, facendo più di 150 km probabilmente a
dorso d’asino. Per permettere alla gente di muoversi più
agevolmente, il censimento deve essere stato fatto d’estate.
Solo in tale stagione Giuseppe può avere affrontato un
viaggio così lungo con Maria incinta.
2) In Matteo 2:1-12 si parla dei Magi che si spostarono
dall’oriente per adorare Gesù a Betleem. Soltanto d’estate è
pensabile che abbiano potuto fare un viaggio così lungo. E la
stella che li guidò dovette apparire in un cielo estivo, perché
in un cielo invernale difficilmente sarebbe stata visibile per
molti giorni consecutivi.
3) In Luca 2:8-20 è scritto che nella notte in cui Gesù
nacque i pastori facevano la guardia alle greggi all’aperto,
mentre si sa che nei mesi freddi esse erano tenute al coperto.
La qual cosa porta a dedurre che non poteva essere
d’inverno. Quindi, con molta probabilità, la nascita di Gesù
avvenne nel mese di settembre.
27
70
dicendo: “Prendete, mangiate,questo è il mio corpo”. Poi,
preso un calice e rese grazie, lo diede loro, dicendo:
“Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue, il sangue del
patto, il quale è sparso per molti per il perdono dei peccati»
(Matteo 26:26-28).
Gesù disse: «Fate questo in memoria di me… Poiché ogni
volta che mangiate di questo pane e bevete da questo calice,
voi annunciate la morte del Signore, finché egli venga» (1
Corinti 11:24-26). Vedi: 1 Corinti 11:23-34.
Nella Santa Cena il pane e il vino, rappresentano il corpo e
il sangue di Cristo. E partecipando al pane e al vino, i fedeli
ricordano il suo sacrificio e rinnovano la loro comunione con
Lui, essendo essi stessi parte del suo corpo (1 Corinti 12:27).
Gesù disse che la Santa Cena è anche un patto, il Nuovo
Patto, mediante il quale vengono rimessi i peccati al mondo.
Questo nuovo patto, a suo tempo ha adempiuto ed abolito
il vecchio patto mosaico (cioè la Legge). Ciò, perché il vecchio
patto fu fatto solo col popolo d’Israele e prefigurava il nuovo,
che fu fatto col mondo intero, vale a dire con tutti quelli che
hanno accettato, accettano e accetteranno il sacrificio di
Cristo, e cioè:
in questo sistema di cose, i chiamati all’elezione;
nel Millennio di rigenerazione, il resto dell’umanità.
Vedi: Ebrei capitoli 8, 9 e 10.
Gli eletti e la Santa Cena.
Partecipare alla Santa Cena per gli eletti è necessario e
vitale, perché Gesù disse: «In verità, in verità vi dico che se
non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo
sangue, non avete vita in voi. Chi mangia la mia carne e beve
il mio sangue ha vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo
giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue è vera
bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue
dimora in me e io in lui» (Giovanni 6:53-56).
La partecipazione alla Cena del Signore è dunque
condizione indispensabile per avere la vita e per rimanere
nella vita. Chi non partecipa non ha vita, ma rimane nella
carne e nella morte.
Nessuno sarebbe degno di avvicinarsi a Dio o di
partecipare alla Santa Cena, se Gesù non fosse morto per
purificarci dai peccati. È Lui che rende degni gli uomini
davanti a Dio: sia i chiamati, sia tutti coloro che crederanno
in Lui nel Millennio.
degli Ulivi, che sta di fronte a Gerusalemme, a oriente, e il
monte degli Ulivi si spaccherà a metà, da oriente a occidente,
tanto da formare una grande valle; metà del monte si ritirerà
verso settentrione e l’altra metà verso il meridione.
Voi fuggirete per la valle dei miei monti, poiché la valle dei
monti si estenderà fino ad Asal; fuggirete come fuggiste per
il terremoto ai giorni di Uzzia, re di Giuda; il Signore, il mio
Dio, verrà e tutti i suoi santi con lui. In quel giorno non ci
sarà più luce; gli astri brillanti ritireranno il loro splendore.
Sarà un giorno unico, conosciuto dal Signore, non sarà né
giorno né notte, ma verso sera ci sarà luce. In quel giorno
delle sorgenti usciranno da Gerusalemme; metà delle quali
volgerà verso il mare orientale e metà verso il mare
occidentale, tanto d’estate quando d’inverno. Il Signore sarà
re di tutta la terra; in quel giorno il Signore sarà l’unico e
unico sarà il suo nome.
Tutto il paese sarà mutato in pianura, da Gheba a
Rimmon a sud di Gerusalemme; Gerusalemme sarà innalzata
e abitata nel suo luogo, dalla porta di Beniamino fino alla
prima porta, la porta degli Angoli; e dalla torre di Ananeel
agli strettoi del re. La gente abiterà in essa e non ci sarà più
nessun interdetto; Gerusalemme se ne starà al sicuro.
Questo sarà il flagello con cui il Signore colpirà tutti i
popoli che avranno mosso guerra a Gerusalemme: la loro
carne si consumerà mentre stanno in piedi, i loro occhi si
scioglieranno nelle orbite, la loro lingua si consumerà nella
loro bocca. In quel giorno vi sarà in mezzo a loro un gran
tumulto prodotto dal Signore; ciascuno di loro afferrerà la
mano dell’altro, e la mano dell’uno si alzerà contro la mano
dell’altro. Giuda stesso combatterà contro Gerusalemme; le
ricchezze di tutte le nazioni circostanti saranno ammassate:
oro, argento, vesti in grande abbondanza. Il flagello che
colpirà i cavalli, i muli, i cammelli, gli asini e tutte le bestie
che saranno in quegli accampamenti, sarà simile a
quell’altro flagello.
Tutti quelli che saranno rimasti di tutte le nazioni venute
contro Gerusalemme, saliranno di anno in anno a prostrarsi
davanti al Re, al Signore degli eserciti, e a celebrare la festa
delle Capanne» 1 (Zaccaria 14:1-16).
Paolo, riguardo ai tempi dei Gentili aveva predetto: «Un
indurimento s'è prodotto in una parte d’Israele, finché non
sia entrata la totalità degli stranieri [i Gentili]» (Rom. 11:25).
1
Nei sette giorni della Festa delle Capanne gli Ebrei ricordano la
dimora dei padri in capanne, nel deserto. È una festa di grande
letizia (fra settembre ed ottobre).
28
E ciò vuol dire che l’incredulità degli Israeliti riguardo a
Gesù (indurimento) finirà quando il numero stabilito (la
totalità) dei santi scelti dai Gentili sarà completo. Dopodiché,
riceveranno lo spirito di conversione e riconosceranno Gesù
quale Figlio di Dio, Messia e Re, ma non prima delle ultime
afflizioni profetizzate.
Ecco, dunque, che cosa farà il Signore per il suo popolo,
Israele: «Spanderò sulla casa di Davide e sugli abitanti di
Gerusalemme lo spirito di grazia e di supplicazione; essi
guarderanno a me, a colui che essi hanno trafitto, e ne
faranno cordoglio come si fa cordoglio per un figlio unico, e
lo piangeranno amaramente come si piange amaramente un
primogenito» (Zaccaria 12:10).
Leggi le straordinarie profezie di: Michea 7:18-20; Zaccaria
capitoli 12,13,14; Ezechiele capitoli 37,38, 39; Isaia capitoli
11,12,24 ecc.; Romani capitoli 10 e 11.
Gesù stesso aveva profetizzato: «Ecco, la vostra casa sta
per esservi lasciata deserta. E io vi dico che non mi vedrete
più, finché venga il giorno che diciate: Benedetto colui che
viene nel nome del Signore!» (Luca 13:35) - Versione Riveduta.
E ciò significa che quando gli Ebrei si convertiranno a
Cristo, lo acclameranno e lo vedranno di nuovo, in
Gerusalemme, come duemila anni fa. Vedi Matteo 21:1-11.
Gesù, allora, ristabilirà il regno di Dio in Israele e, quindi, il
trono di Davide 1 in Gerusalemme, e poi nella nuova
Gerusalemme, da dove regnerà sul mondo con i suoi santi in
eterno. Vedi Luca 1:32-33 e Apocalisse capitoli 21 e 22.
[25] CHI SONO I SANTI?
I santi sono tutti gli uomini e le donne di fede d'ogni
tempo passato, presente e futuro (sino a poco prima del
ritorno di Cristo) scelti da Dio per essere a Lui consacrati.
Essi ricercano e praticano la volontà di Dio e sono condotti
dal suo Spirito. Vengono chiamati pure eletti, eredi, figli di
Dio, chiamati. (Riguardo alla elezione e al compito dei santi
vedi il punto 28).
CHIAMATI (O ELETTI) – PARTECIPI DELLA NATURA DIVINA.
L’apostolo Paolo scrisse: «Egli [Dio] ci ha salvati e ci ha
rivolto una santa chiamata, non a motivo delle nostre opere,
ma secondo il suo proposito e la grazia che ci è stata fatta in
Cristo Gesù» (2 Timoteo 1:9).
1
Davide, servo di Dio, fu re in Israele nell’antichità. Il suo regno fu
glorioso e prefigurò il regno eterno di Gesù, suo discendente.
69
Infatti, come il sangue dell’agnello salvò dalla morte i
primogeniti degli Israeliti e il popolo stesso, così il sangue
preziosissimo dell’Agnello di Dio, che è Cristo, salva dalla
morte gli eletti e il mondo.
Perciò, essendo compiuto il sacrificio di Gesù, non è più
necessario il vecchio sacrificio dell’agnello pasquale, perché la
Pasqua ha il suo compimento nel sacrificio espiatorio di
Cristo. Quindi, non va celebrata alla vecchia maniera (come
ancora gli Ebrei fanno), ma commemorando la morte
sacrificale di Gesù.
Paolo apostolo, infatti, disse: «La nostra Pasqua, cioè
Cristo, è stata immolata. Celebriamo dunque la festa, non
con vecchio lievito, né con lievito di malizia e di malvagità,
ma con gli azzimi della sincerità e della verità» (1 Cor.5:7-8).
La commemorazione della morte di Cristo è dunque la
Pasqua dei Cristiani. Essa viene chiamata Santa Cena o Cena
del Signore, e Gesù la istituì la sera prima di morire.
[43] CHE COS’È LA SANTA CENA?
La Santa Cena.
È la Cena spirituale che Gesù istituì prima della sua morte.
Il 13 Nisan era da poco trascorso e da poche ore era
iniziata la sera del 14 Nisan, quando Gesù, riunito coi dodici
apostoli, istituì la Santa Cena.
La Santa Cena era destinata a sostituire il rito della Pasqua
ebraica, perché in Cristo la Pasqua veniva adempiuta. Gesù,
infatti, col suo sacrificio adempiva ed aboliva l’antica Pasqua.
Egli era il vero «Agnello di Dio, che toglie il peccato dal
mondo» (Giovanni 1:29), cioè Colui, mediante il quale il Padre
riscatta il mondo dalla morte adamica.
Paolo apostolo, infatti, scrive: «C’è un solo Dio e anche un
solo mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Gesù uomo, che ha
dato sé stesso come prezzo di riscatto per tutti» (1 Tim.2:5-6).
Nell’antica Pasqua:
il sangue dell’agnello liberò Israele dalla schiavitù dell’Egitto
e prefigurò il sangue di Gesù Cristo, che ha liberato il
mondo dalla schiavitù del peccato e della morte;
il pane senza lievito prefigurò il corpo incontaminato di
Gesù Cristo;
le erbe amare prefigurarono le sofferenze di Cristo.
Matteo, uno dei dodici apostoli presenti alla prima Cena
testimonia: «Mentre mangiavano, Gesù prese del pane e, dopo
aver detto la benedizione, lo ruppe e lo diede ai suoi discepoli
68
[42] CHE COS’È LA PASQUA EBRAICA?
I CRISTIANI DEVONO OSSERVARLA?
La Pasqua ebraica.
Per comprendere bene che cos’è la Pasqua ebraica è
necessario dire quanto segue.
Nell’antichità, il popolo d’Israele fu prigioniero degli
Egiziani per più di quattrocento anni. Quando Dio decise di
liberare il suo popolo, mandò Mosè dal faraone a chiederne il
rilascio. Ma il faraone si fece beffe di Dio, cosicché il Signore
castigò gli Egiziani in diversi modi.
Per fiaccare la durezza di cuore del faraone, Dio decise di
inviare un angelo a provocare la morte dei figli primogeniti
degli Egiziani. Ma, volendo risparmiare i primogeniti degli
Israeliti, il Creatore ordinò che questi scannassero un agnello
o un capretto di un anno, senza difetto, e che il sangue
d’esso fosse passato sugli stipiti e sugli architravi delle loro
porte, affinché fosse da segno all’angelo.
Si doveva scannare un agnello per ogni famiglia, avendo
cura di non rompere alcun osso all'animale. Si doveva
arrostire e, nella notte stabilita, consumare possibilmente
tutto, assieme a del pane senza lievito (azzimo) e a delle
erbe amare. Gli eventuali avanzi dovevano bruciarsi entro la
mattina seguente.
Tutto ciò andava fatto in fretta, tenendosi pronti a partire,
tra la fine del giorno 14 del mese di Nisan (fra marzo e aprile)
e l'inizio del girono 15.
Nella notte l’angelo della morte passò e colpì ogni
primogenito degli Egiziani, ma “passò oltre” le case degli
Ebrei segnate col sangue, e li risparmiò.
Pasqua, dall’ebraico Pesach, vuol dire proprio passare
oltre, e ricorda agli Ebrei che Dio risparmiò i primogeniti del
suo popolo, facendo passare oltre le loro case il suo angelo.
Il Signore disse a Israele: «Osservate questo rito. Quando i
vostri figli vi diranno: “Che significa per voi questo rito?”,
risponderete: “Questo è il sacrificio della Pasqua in onore del
Signore, il quale passò oltre le case dei figli d’Israele in
Egitto, quando colpì gli Egiziani e salvò le nostre case”»
(Esodo 12:25-27). Vedi l’intero capitolo 12 di Esodo.
I Cristiani osservano la Pasqua di Cristo, non quella ebraica.
I Cristiani non osservano la Pasqua ebraica, perché l’antico
sacrificio dell’agnello pasquale prefigurava il più grande
sacrificio poi compiuto da Gesù.
29
La Sacra Scrittura dice: «Or sappiamo che tutte le cose
cooperano al bene di quelli che amano Dio, i quali sono
chiamati secondo il suo disegno. Perché quelli che ha
preconosciuti, li ha pure predestinati ad essere conformi
all’immagine del Figlio suo, affinché egli sia il primogenito
tra molti fratelli; e quelli che ha predestinati li ha pure
chiamati; e quelli che ha chiamati li ha pure giustificati; e
quelli che ha giustificati li ha pure glorificati» (Rom.8:28-30).
Dice pure: «Quanto a noi, la nostra cittadinanza è nei
cieli» (Filippesi 3:20).
E dice anche: «Voi [i santi] diventaste partecipi della
natura divina» (2 Pietro 1:4). Efesini.1:11-14 e 2:6-7; Colos. 3:4.
MEMBRI DELLA FAMIGLIA DI DIO.
L’apostolo Paolo scrisse agli Efesini: «Per mezzo di lui
[Cristo] gli uni [Israeliti] e gli altri [Gentili] abbiamo accesso
al Padre in un medesimo Spirito. Così dunque non siete più
né stranieri né ospiti; ma siete concittadini dei santi e
membri della famiglia di Dio» (Efesini 2:18-19).
L’apostolo Giovanni scrisse: «Vedete quale amore ci ha
manifestato il Padre, dandoci di essere chiamati figli di Dio!
E tali siamo» (1 Giovanni 3:1). Vedi Romani 8:14-16.
NUOVE CREATURE
È scritto: «Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova
creatura» (2 Corinti 5:17). Giov.3:5-8; Efes.4:21-24; Colos.3:9-10.
Il Signor Gesù disse: «Se uno non è nato di nuovo, non può
vedere il regno di Dio» (Giovanni 3:3).
È pure scritto: «A tutti quelli che l’hanno ricevuto egli
[Gesù] ha dato il diritto di diventare figli di Dio: a quelli,
cioè, che credono nel suo nome; i quali non sono nati da
sangue, né da volontà di carne, né da volontà d’uomo, ma
sono nati da Dio» (Giovanni 1:12-13).
SEME D’ABRAMO – EREDI DI DIO E DI CRISTO
L’apostolo Paolo scrisse ai Galati: «Così anche Abraamo
credette a Dio e ciò gli fu messo in conto come giustizia.
Riconoscete dunque che quanti hanno fede sono figli [cioè
progenie, seme] d’Abraamo… Siete tutti figli di Dio per la
fede in Cristo Gesù. Infatti voi tutti che siete stati battezzati
in Cristo vi siete rivestiti di Cristo… voi tutti siete uno in
Cristo Gesù. Se siete di Cristo, siete dunque discendenza
d’Abraamo, eredi secondo la promessa» (Galati 3:6-7,26-29).
Paolo scrisse ai Romani: «Se siamo figli, siamo anche
eredi; eredi di Dio e coeredi di Cristo» (Romani 8:17).
Vedi anche: Galati 4:6-7 e Romani 4:16-25.
30
UN PICCOLO GREGGE
Anche se Gesù disse di annunziare il Vangelo ad ogni
creatura (Marco 16:15), ciò non vuol dire che in questo
sistema di cose malvagio il mondo si convertirà, oppure che
si convertirà la maggior parte degli uomini.
Anzi, Gesù stesso fece capire che i convertiti saranno
pochi. Egli, infatti, disse: «Entrate per la porta stretta, poiché
larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla
perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa. Stretta
invece è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e
pochi sono quelli che la trovano» (Matteo 7:13-14).
E disse pure: «Molti sono i chiamati, ma pochi eletti»
(Matteo 22:14).
Disse anche: «Non temere, piccolo gregge; perché al Padre
vostro è piaciuto di darvi il regno» (Luca 12:32).
Quindi, i santi sono un piccolo gregge, cioè pochi eletti.
[26] BISOGNA ESSERE MORTI E ANDARE IN CIELO PER
ESSERE SANTI? IL CULTO AI SANTI È BIBLICO?
CHI SANTIFICA?
Santi si diventa da vivi, non da morti. Solo mentre siamo
in vita possiamo fare la volontà di Dio e ricevere il suo spirito,
e solo da vivi possiamo essere da Lui approvati e santificati.
Infatti, è scritto: «Non sono i morti che lodano il Signore, né
alcuno di quelli che scendono nella tomba» (Salmo 115:17).
E ricordandoci che l’uomo è mortale, la Scrittura dice: «Il
suo fiato se ne va, ed egli ritorna alla sua terra; in quel
giorno periscono i suoi progetti» (Salmo 146:4).
Come tutti gli altri uomini defunti, anche i santi che sono
morti si trovano nei sepolcri, nella polvere, in attesa della
risurrezione. Infatti, Dio aveva detto all’uomo peccatore: «Sei
polvere e in polvere ritornerai» (Genesi 3:19). E perciò Gesù
disse: «Tutti quelli che sono nelle tombe udranno la sua voce
[di Gesù stesso] e ne verranno fuori» (Giovanni 5:28).
Gesù non disse che i santi morti verranno fuori… dal cielo,
ma disse che verranno fuori dalle tombe, alla risurrezione dei
giusti. In cielo, quindi, presso Dio, non è salito nessuno dei
santi, né da vivi né da morti. Lo dichiarò Gesù stesso:
«Nessuno è salito in cielo, se non colui che è disceso dal cielo
[cioè Egli stesso]» (Giovanni 3:13).
Il Signore promise ai santi che li avrebbe accolti presso di
Lui, in cielo, non subito dopo la loro morte, ma al suo ritorno,
quando Egli stesso li risusciterà e si incontrerà con loro
67
Chi avesse degli scrupoli riguardo alle trasfusioni, può
seguire, senza peccare, l’esempio illuminante di Gesù.
I Farisei accusarono i suoi discepoli perché nel giorno di
riposo (sabato), strappavano le spighe per sfamarsi. Secondo
loro, strappare le spighe per sfamarsi era un’attività
lavorativa e, dato che la Legge proibiva di sabato ogni lavoro,
accusavano i discepoli di violare la Legge. Vedi Matteo 12:1-7.
Gesù rimproverò i Farisei, dicendo loro che anche Davide e
i suoi soldati, per fame, violarono la Legge, mangiando i pani
consacrati che solo i sacerdoti potevano mangiare.
Cristo fece dunque capire che bisogna osservare la Legge
di Dio secondo spirito, amore, giustizia e misericordia, e non
con morbosa pedanteria letterale tale da sfociare nel
bigottismo. Quindi, nella eccezionalità, al posto della Legge
letterale, va applicata la Legge dell’amore. Ma attenzione,
nella eccezionalità.
In diversi altri casi Gesù applicò la legge dell’amore,
anziché la legge letterale, ma erano sempre casi eccezionali.
Ad esempio, quando Gesù guarì, di sabato, l’uomo dalla
mano secca, suscitò le ire dei Farisei per aver svolto attività
(la guarigione) nel giorno di riposo. Vedi Matteo 12:9-13.
Il Signore li rimproverò per la loro durezza di cuore e per
la loro mancanza di spirito. Gesù dimostrò che anche se era
sabato, era lecito liberare dalla sofferenza un malato, anche
violando, eccezionalmente, il comandamento di osservanza
del sabato. Infatti, Egli disse: «Il sabato è stato fatto per
l'uomo, non l'uomo per il sabato» (Marco 2:27).
Lo stesso vale per la Legge di Dio, perché vi è una legge
che è superiore a tutte le leggi: LA LEGGE DELL'AMORE.
L'apostolo Paolo conosceva il pensiero di Gesù e scrisse:
«L'amore non fa male alcuno al prossimo; l'amore, quindi, è
l'adempimento della legge» (Romani 13:10).
Questo è l'insegnamento di Gesù!
Anche la trasfusione, dunque, è un evento eccezionale,
non voluto, nella vita di una persona. Le trasfusioni non si
fanno per piacere né per abitudine.
Quindi, ripetiamo, chi avesse scrupoli in merito alle
trasfusioni, si regoli come si regolò Gesù. Perciò, quando è
inevitabile fare una trasfusione, applichi la Legge dell’amore,
e la faccia.
66
Ed è evidente che il divieto riguardo al sangue non riguarda
la terapia medica, ma il mangiare il sangue come alimento.
Infatti, il sangue trasfuso nella terapia medica non è un
piatto da gustare, ma un farmaco che ha la funzione di
curare, di guarire un malato. Mentre il sangue che si mangia
a tavola è un alimento, una pietanza. Ed è quest’ultima
pratica che la Bibbia vieta.
Ad esempio: un conto è fare uso di droghe per vizio, un
altro conto è l’uso di farmaci, contenenti droghe, per terapia
medica. Nel primo caso le droghe sono un mezzo di
contaminazione del corpo, nel secondo caso sono farmaci. Nel
primo caso l’uso è peccaminoso, nel secondo no.
Chiarito che la Bibbia non vieta affatto le trasfusioni,
chiariremo ora perché Dio vieta di mangiare sangue:
1) perché, come è scritto in Levitico 17:11 «La vita della
carne è nel sangue». Infatti, il sangue è per eccellenza il
veicolo di vita delle creature animali ed umane.
2) per salvaguardare il corpo dai pericoli di infezioni a
causa di elementi e microrganismi dannosi contenuti in modo
particolare nel sangue di animali malati (non dimentichiamo
anche che il sangue è… lo spazzino del corpo).
3) perché, sia ai tempi di Mosè che ai tempi degli apostoli,
presso i popoli pagani il mangiar sangue era una pratica
normale. Cosicché, l’ordine di Dio era (ed è) diretto ad
evitare che i fedeli facessero (e facciano) del sangue un
alimento, come avveniva fra i pagani.
Coloro che ritengono che Dio vieti le trasfusioni riflettano.
Se ad esempio incontrano un malato di talassemia major,
come si comporteranno? Si sa che questa forma di talassemia
è la più grave e richiede periodiche trasfusioni di sangue,
altrimenti il paziente muore.
Secondo la loro dottrina, dovranno dire al malato che se
vuole essere salvato da Dio, deve rinunciare alle trasfusioni.
Il guaio è che se il malato rinuncia alle trasfusioni, muore.
Se, invece, le fa e rinuncia a credere alle loro dottrine, essi gli
diranno che sarà distrutto da Dio e, quindi morirà lo stesso.
In pratica il talassemico deve scegliere fra una delle due
morti! Una bella prospettiva, non c’è che dire!
No, Dio non proibisce le trasfusioni, perché non è un
essere crudele e barbaro; Egli, invece, è amore e
misericordia.
31
nell’aria (1 Tess. 4:13-18). Infatti, disse loro: «Tornerò e vi
accoglierò presso di me, affinché dove sono io siate anche
voi» (Giovanni 14:3).
Perciò, né Maria, né gli apostoli e nessuno dei santi morti
si trova in cielo. Quindi, è sbagliato l’insegnamento che fa
credere che i santi morti siano in cielo a fare da “avvocati”.
L’apostolo Giovanni scrisse: «Se qualcuno ha peccato, noi
abbiamo un avvocato presso il Padre: Gesù Cristo, il giusto»
(1 Giovanni 2:1). Il nostro Avvocato presso Dio Padre è
dunque uno solo: GESÙ. Non ve ne sono altri.
Quanto alla santificazione, nessun uomo può santificare un
altro uomo, perché gli uomini sono tutti peccatori.
Solo Dio (in Cristo) può santificare i fedeli. Egli dice: «Io
sono il Signore, e vi santifico» (Levitico 20:8). Vedi anche:
2 Tessalonicesi 2:13-14; Ebrei 2:11 e 1 Giovanni 2:20.
Quanto alle statue, alle immagini, alle reliquie e cose
simili, Dio dice: «Non farti scultura, né immagine alcuna delle
cose che sono lassù nel cielo o quaggiù sulla terra o nelle
acque sotto la terra. Non ti prostrare davanti a loro e non li
servire, perché io, il Signore, il tuo Dio, sono un Dio geloso»
(Esodo 20:4-5). Vedi: Deuteronomio 4:16 e 1 Giovanni 5:21.
Davanti a questo chiaro comandamento di Dio, non ci sono
scuse. Non ci si può giustificare dicendo che le statue e le
immagini sono raffigurazioni o fotografie di persone sante da
imitare. Ė scritto: «Non v’illudete; né fornicatori, né idolatri…
erediteranno il regno di Dio» (1 Corinti 6:10). Apocalisse 22:15.
[27] CHI SONO I 144.000 E LA GRANDE FOLLA?
Leggere Apocalisse capitoli 6 e 7.
Il suggellamento dei 144.000 Israeliti e la scelta della
Grande Folla di eletti fra i Gentili, fanno parte degli eventi
che si svolgono nel corso del sesto suggello: capitoli 6,7, 8 e
seguenti di Apocalisse.
Come si può notare, i versi dal 6:12 alla fine del capitolo 7
presentano lo stesso quadro profetico di Matteo 24:20-29 e
riguardano senza alcun dubbio il tempo che precede il ritorno
di Cristo. Infatti, vi si parla di piaghe e tribolazioni per il
mondo e paurosi fenomeni celesti; nonché di angeli che
scelgono eletti. Confronta bene i due passi!
Come abbiamo visto al punto 24, quasi duemila anni fa, al
popolo d’Israele fu preclusa la chiamata all’elezione, per la
sua incredulità verso Cristo, e fu aperta ai Gentili. Matteo
23:37-39. Abbiamo pure visto che Gesù profetizzò la rovina
32
65
d’Israele e la sua dispersione fra i Gentili, «finché i tempi dei
Gentili siano compiuti» (Luca 21:24) - Vers. Riveduta.
Anche l’apostolo Paolo profetizzò che «un induramento
parziale s’è prodotto in Israele, finché sia entrata la
pienezza dei Gentili; e così tutto Israele sarà salvato»
Per l’azione del mangiare (il sangue), nella Legge mosaica
è stato usato il verbo “akal”, che significa “mangiare”, cioè
introdurre cibo dalla bocca. Per cui, non mangiare sangue
significava: non ingerire sangue.
Nel Nuovo Testamento, in Atti 15:20,28-29, siccome
vengono vietate ai credenti diverse pratiche pagane usando
lo stesso verbo, è stato usato il verbo greco “apechestai”, che
significa “astenersi”. Infatti, è scritto di «astenersi dalle carni
sacrificate agli idoli, dal sangue, dagli animali soffocati e
dalla fornicazione».
Ovviamente, non poteva essere usato il verbo mangiare, in
greco “paghein”, perché se è letteralmente possibile
mangiare le cose sacrificate, le cose soffocate ed il sangue,
non è però possibile mangiare la fornicazione. Cosicché, per
proibire tutte queste cose in un'unica frase, deve essere
usato un verbo adatto, quale è appunto il verbo “astenersi”.
Quindi, è più che evidente che “astenersi dal sangue”
significa “non mangiare sangue”, come “astenersi dalla
fornicazione” significa “non commettere fornicazione”.
Perciò, coloro che vogliono far credere che nel caso del
sangue il verbo “astenersi” comprenda il divieto delle
trasfusioni, sono in grande errore. Equiparano erroneamente
il mangiar sangue alla trasfusione di sangue, non
distinguendo la funzione delle due attività.
(Rom.11:25-26) - Versione Riveduta.
Che cosa significano le parole di Gesù e di Paolo?
Significano che poco prima del ritorno di Cristo, Dio
completerà la chiamata e l'elezione dei santi dai Gentili (cioè
da tutti i popoli non israeliti), a cui aveva aperto le porte
dopo la risurrezione di Gesù. La schiera degli eletti Gentili,
allora al completo, sarà una Grande Folla, un numero
conosciuto solo da Dio e da Gesù. Questa Grande Folla è
quella profetizzata in Apocalisse 7:9-17.
Quando la pienezza, o totalità degli eletti scelti da Dio fra i
Gentili sarà completata, Dio chiuderà la chiamata e l'elezione
per i Gentili e la riaprirà al popolo d’Israele, dal quale popolo
sceglierà un ultimo residuo eletto, e molti Israeliti si
convertiranno a suo Figlio Gesù.
Vedi: Zaccaria 12:10-14; Michea 4:6-8; Sofonia 3:11-13,1820; Amos 9:8-15; Isaia 11:10-16.
È molto importante leggere queste profezie!
Gli Israeliti che si convertiranno a Cristo prima della sua
venuta vengono chiamati dalla Scrittura resto o residuo o
rimanente, e la profezia di Apocalisse 7:1-8 ne stabilisce il
numero in 144.000, scelti dalle dodici tribù d’Israele.
Un notevole contributo di chiarezza, in merito alla
questione che stiamo trattando, ce lo dà l’apostolo Paolo.
Leggi il capitolo 11 della sua Lettera ai Romani.
Egli dice che come ai tempi del profeta Elia Dio salvò ed
elesse un residuo di 7.000 uomini fedeli d'Israele, così anche
nel suo tempo (cioè al tempo di Paolo) il Signore stava
scegliendosi «un residuo eletto per grazia» (versi 1-10), e cioè
quelli fra Israele che credevano in suo Figlio Gesù.
Paolo prosegue, dicendo che poi Dio chiuse le porte della
elezione ad Israele per la sua incredulità e le aprì ai Gentili
(versi 11-12), i quali vengono innestati come rami d’ulivo
selvatico nell’ulivo domestico, cioè Israele, diventando
anch’essi parte del suo popolo spirituale (versi 13-21).
Ma Paolo continua dicendo che Dio non ha abbandonato
per sempre gli Israeliti, perché li ama, e profetizza che nel
tempo della fine gli Israeliti «se non perseverano nella loro
incredulità, saranno innestati; perché Dio ha la potenza di
DIFFERENZA FRA LA TRASFUSIONE E IL MANGIARE
La trasfusione
Il mangiare
1) È una terapia medica.
1) È l'ingestione di cibi.
2) È praticata in casi eccezionali,
solo per salvare una vita.
2) Bisogno quotidiano (più volte
al giorno), nulla di eccezionale.
3) Nella trasfusione il paziente
non gusta il sangue che riceve
e non prova piacere, ma dolore
3) Nel mangiare si gustano i
cibi, si sentono gli odori e si
prova grande piacere.
4) Il paziente desidera che la
trasfusione finisca subito.
4) Chi mangia non vorrebbe
mai smettere!
5) Chi riceve una trasfusione è in
uno stato d'ansia e sofferenza.
5) Chi mangia è in uno stato di
rilassamento e soddisfazione.
6) Chi non fa una trasfusione
necessaria rischia la vita.
6) A chi salta un pasto,
non succede nulla.
Dunque, la differenza fra trasfusione e mangiare è enorme!
64
Se fosse stato necessario osservare ancora queste
prescrizioni, sarebbe stato espressamente detto. Anzi, oltre le
cose necessarie, non venne imposto altro peso, perché la
Legge mosaica era stata sostituita dalla Legge di Cristo.
Nel periodo di transizione dalla Legge di Mosè alla Legge di
Cristo molti Cristiani continuarono ad osservare il sabato. Ma
era appunto un periodo di transizione.
Comunque, la decisione apostolica fu chiara e precisa.
L’apostolo Paolo chiarì: «L’uno stima un giorno più di un
altro; l’altro stima tutti i giorni uguali; sia ciascuno
pienamente convinto nella propria mente. Chi ha riguardo al
giorno, lo fa per il Signore; e chi mangia di tutto, lo fa per il
Signore, poiché rende grazie a Dio; e chi non mangia di tutto,
fa così per il Signore, e rende grazie a Dio» (Romani 14:5-6) Versione Riveduta.
E disse pure: «Nessuno dunque vi giudichi quanto al
mangiare o al bere, o rispetto a feste, a noviluni, a sabati,
che sono l’ombra di cose che dovevano avvenire» (Colossesi
2:16-17). Vedi anche: 1 Timoteo 4:3-5; 1 Corinti 10:25-31; Tito
1:15; Matteo 15:10-11.
Vedi in Atti 10:9-16 e 11:1-18 la visione dell’apostolo Pietro.
[41] LA BIBBIA VIETA LE TRASFUSIONI DI SANGUE?
No, la Bibbia non vieta le trasfusioni di sangue.
Sia nella Legge mosaica, sia nel Nuovo Testamento, Dio
proibisce di mangiare sangue.
Dio diede al popolo d’Israele questa prescrizione: «Io
volgerò la mia faccia contro la persona che avrà mangiato
del sangue, e la eliminerò dal mezzo del suo popolo. Poiché la
vita della carne è nel sangue…. E se uno qualunque dei figli
d’Israele o degli stranieri che abitano fra loro prende alla
caccia un quadrupede o un uccello che si può mangiare, ne
spargerà il sangue e lo coprirà di polvere; perché la vita di
ogni carne è il sangue ; nel suo sangue sta la vita; perciò ho
detto ai figli d’Israele: “Non mangerete il sangue di nessuna
creatura, poiché la vita di ogni creatura è il suo sangue;
chiunque ne mangerà sarà eliminato”» (Levit.17:10-11,13-14).
Vedi anche Genesi 9:3-4.
Nel Nuovo Testamento è scritto: «È parso bene allo Spirito
Santo e a noi di non imporvi altro peso all’infuori di queste
cose, che sono necessarie: di astenervi dalle carni sacrificate
agli idoli, dal sangue, dagli animali soffocati, e dalla
fornicazione; da queste cose farete bene a guardarvi. State
sani» (Atti 15:28-29). Vedi pure il verso 20.
33
innestarli di nuovo» (versi 23-25); cioè Dio riaprirà la
chiamata all’elezione di un ultimo residuo da Israele, che
andrà a far parte della schiera dei santi.
Quindi, poco prima del ritorno di Gesù, saranno gli Israeliti
ad essere innestati «nel loro proprio ulivo» (verso 24). Ciò
avverrà, egli dice, dopo che sarà «entrata la pienezza dei
Gentili» (verso 25 - Versione Riveduta), vale a dire quando
sarà completo il numero degli eletti fra i Gentili.
E conclude: «E così tutto Israele sarà salvato, secondo che
è scritto: Il liberatore [Cristo] verrà da Sion; Egli allontanerà
da Giacobbe [cioè Israele] l’empietà; e questo sarà il mio
patto con loro, quand’io torrò via i loro peccati» (versi 26-27).
[28] QUAL È IL COMPITO DEI SANTI?
I santi vengono scelti da Dio:
NELL’ATTUALE SISTEMA DI COSE:
Per essere TESTIMONI E MESSAGGERI DELLA VOLONTÀ DI DIO.
Gesù disse: «Mi sarete testimoni in Gerusalemme, e in tutta
la Giudea e Samarìa, e fino all’estremità della terra» (Atti
1:8). Matteo 28:19-20; Marco 16:15; 1 Pietro 2:9; Salmo 96:2-3.
Per essere SACERDOTI DI DIO.
L’apostolo Pietro scrisse: «Voi siete una stirpe eletta, un
sacerdozio regale, una gente santa» (1 Pietro 2:9).
Per essere COLLABORATORI DI DIO.
Paolo disse: «Noi siamo collaboratori di Dio» (1 Cor. 3:9).
Per essere AMBASCIATORI DI CRISTO.
Paolo scrisse: «Noi facciamo da ambasciatori per Cristo,
come se Dio esortasse per mezzo nostro» (2 Corinti 5:20).
Per essere MINISTRI ED ECONOMI DI DIO.
Paolo pure scrisse: «Ognuno ci consideri servitori di Cristo
e amministratori dei misteri di Dio» (1 Corinti 4:1). Vedi
pure: 2 Corinti 3:5-6; Matteo 25:14-30 e Luca 12:42.
Per essere OPERAI DI DIO.
È scritto: «Studiati di presentare te stesso approvato
dinanzi a Dio: operaio che non abbia ad esser confuso, che
tagli rettamente la parola della verità» (2 Timoteo 2:15 –
Versione Riveduta). Vedi anche: Matteo 9:37-38.
Per essere GLI ULTIMI E I SERVI DI TUTTI.
Gesù disse: «Se qualcuno vuol essere il primo, sarà l’ultimo
di tutti e il servitore di tutti» (Marco 9:35).
Per essere DISCEPOLI DI CRISTO.
Gesù disse: «Se uno vuol venire dietro a me, rinunzi a sé
stesso, prenda ogni giorno la sua croce e mi segua» - «E chi
34
non porta la sua croce e non viene dietro a me, non può
essere mio discepolo» (Luca 9:23 e 14:27).
NEL REGNO DI DIO:
Per esser «fatti partecipi della natura divina» (2 Pietro 1:4).
Versione Riveduta.
Per essere «Eredi di Dio e coeredi di Cristo» (Rom.8:17).
Per essere re, sacerdoti e giudici e regnare con Cristo.
È profetizzato che i santi saranno «un regno e dei sacerdoti;
e regneranno sulla terra» (Apocalisse 5:10).
È pure profetizzato: «Poi vidi dei troni. A quelli che vi si
misero seduti fu dato di giudicare… saranno sacerdoti di Dio
e di Cristo e regneranno con lui quei mille anni» (Apoc.20:4,6).
[29] QUAL È LO SCOPO DELLA PREDICAZIONE?
È scritto che il «Vangelo è potenza di Dio per la salvezza
di chiunque crede; del Giudeo prima e poi del Greco 1; poiché
in esso la giustizia di Dio è rivelata da fede a fede, com’è
scritto: Il giusto per fede vivrà» (Romani 1:16-17).
Vangelo vuol dire Buona Notizia. I servitori di Dio
annunziano la Buona Notizia che il regno di Dio si è
avvicinato, perché Gesù ha compiuto il sacrificio per la
salvezza di tutti, salvezza che nell’ormai prossimo regno di
Dio sarà offerta al mondo intero.
Lo scopo principale della predicazione è l’annunzio della
santa chiamata (2 Timoteo 1:9-11) che Dio rivolge già in
questo sistema di cose a tutti coloro che dovranno diventare
santi (o eletti), destinati a regnare con Cristo quali sacerdoti,
giudici e re nel suo regno.
Perciò, i servi di Dio predicano per fare discepoli a Gesù,
affinché prima del suo ritorno sia compiuta la chiamata di
tutti gli eletti. Infatti, è scritto: «Ma per quelli che sono
chiamati, tanto Giudei quanto Greci, predichiamo Cristo,
potenza di Dio e sapienza di Dio» (1 Corinti 1:24).
[30] CHE COS’È LA CHIESA?
DALL’INIZIO ALL’ERA GIUDAICA.
Come abbiamo visto al punto 23, di uomini fedeli a Dio ne
sono esistiti in ogni tempo, ancor prima che il popolo
d’Israele venisse all’esistenza. Ricordiamo alcuni uomini di
grande fede: Abele, Enoc, Noè, ma ve ne sono tanti altri. Essi
sono tutti eletti di Dio, santi e eredi del Regno. Vedi appresso.
1
Greco, vale a dire qualsiasi persona Gentile (non israelita).
63
Cosicché non è la Legge ad essere imperfetta, ma è la
debolezza dell’uomo che l’ha resa debole e inutile, per cui
essa «non ha portato nulla alla perfezione» (Ebrei 7:19).
Perciò, si è reso necessario «un cambiamento di legge»
(Ebrei 7:12), con un patto «migliore del primo» (Ebrei 7:22).
Infatti, è scritto che Gesù «ha ottenuto un ministero di
tanto superiore quanto migliore è il patto fondato su migliori
promesse, del quale egli è mediatore. Perché se quel primo
patto fosse stato senza difetto, non vi sarebbe stato bisogno
di sostituirlo con un secondo» (Ebrei 8:6-7), così «egli
abolisce il primo per stabilire il secondo» (Ebrei 10:9).
Si consiglia di leggere: Ebrei 7:11-28 e i capitoli 8,9 e 10.
[40] BISOGNA ANCORA OSSERVARE IL SABATO?
CI SI DEVE ASTENERE DAL MANGIARE
CARNI DI CERTI ANIMALI?
Sabato, in ebraico “Shabbat”, vuol dire “riposo”, ed era
per gli Israeliti il giorno di riposo settimanale, consacrato al
Signore. L’osservanza del sabato era inclusa nella Legge di
Mosè, fu uno dei Dieci Comandamenti:
«Ricordati del giorno del riposo per santificarlo. Lavora sei
giorni e fa’ tutto il tuo lavoro, ma il settimo è giorno di
riposo, consacrato al Signore Dio tuo; non fare in esso nessun
lavoro ordinario» (Esodo 20:8-10). Vedi pure: Esodo 31:12-18.
Anche l’ordine di non mangiare carni di certi animali, allora
ritenuti impuri, era nella Legge mosaica. Levitico capitolo 11
e Deuteronomio 14:3-21.
Ai tempi degli apostoli, fra i primi Cristiani nacque una
controversia, perché i Giudei convertiti a Cristo sostenevano
che bisognava circoncidere i convertiti Gentili e far loro
osservare la Legge di Mosè, mentre i discepoli Paolo e
Barnaba dicevano che ciò non era più necessario dopo il
sacrificio di Gesù (Atti 15:1-5; Galati 5:1-12).
La questione fu risolta a Gerusalemme dagli apostoli e
dagli anziani, sotto la guida dello Spirito Santo. Ed ecco la
decisione che ne scaturì: «È parso bene allo Spirito Santo e a
noi di non imporvi altro peso all’infuori di queste cose, che
sono necessarie: di astenervi dalle carni sacrificate agli
idoli, dal sangue, dagli animali soffocati, e dalla
fornicazione» (Atti 15:28-29).
Come si può notare, nella decisione suddetta fra le “cose
che sono necessarie” non vi sono né l’osservanza del sabato,
né il divieto di mangiare carni di certi animali che per la
Legge mosaica erano impuri.
62
Quindi, tutta la Legge si incentra su di Lui, perché è Lui il
compimento di ogni cosa.
Gesù, dunque, non ha rigettato le altissime norme morali
della Legge, ma le ha invece raffinate e trasformate,
adattandole al popolo che ha da ereditare il Regno di Dio.
Vedi: Romani 8:1-4.
La Bibbia dice che Gesù operò una vera e propria «riforma»
(Vedi Ebrei 9:10 e 7:11-19), dando origine ad un «nuovo patto»
(1 Corinti 11:25), in adempimento della profezia di Geremia
che dice: «“Ecco i giorni vengono”, dice il Signore, “che io
concluderò con la casa di Israele e la casa di Giuda un patto
nuovo; non come il patto che feci con i loro padri nel giorno
in cui li presi per mano per farli uscire dal paese d’Egitto;
perché essi non hanno perseverato nel mio patto, e io, a mia
volta, non mi sono curato di loro” dice il Signore. “Questo è il
patto che farò con la casa d’Israele dopo quei giorni” dice il
Signore: “Io metterò le mie leggi nelle loro menti, le scriverò
sui loro cuori…”» (Ebrei 8:8-10). Vedi anche Geremia 31:31-33.
Così, Mosè fu mediatore di un patto (la Legge scritta su
pietra) col quale si era sottoposti a «regole carnali» (Ebrei
9:10; 7:16). Gesù è invece mediatore di un patto col quale si è
sottoposti alla Legge dello Spirito e della Grazia (Legge scritta
nei cuori con lo Spirito Santo). 2 Corinti 3:1-11.
Il Vecchio Patto veniva osservato in modo letterale, e
anche col peso di riti, cerimonie, sacrifici ecc. (Ebrei cap. 9).
Il Nuovo Patto, invece, deve essere osservato col cuore,
con lo spirito e con la fede. Rom.7:6; 8:1-4; Galati. 5:1-6 e cap.3.
I Cristiani, dunque, non sono obbligati ad osservare la
Legge mosaica. L’apostolo Paolo, infatti, scrisse ai Cristiani di
Roma: «Non siete sotto la legge, ma sotto la grazia» (Romani
6:14). Vedi: Efesini 2:14-16; Colossesi 2:14; Atti cap. 15.
Essendo perciò i Cristiani sotto il nuovo patto, devono
osservare la Legge spirituale di Cristo.
I Vangeli (particolarmente Matteo 5:21-48) e tutto il
Nuovo Testamento sono pieni delle nuove norme spirituali di
Cristo, che Paolo sintetizza in una sola parola “amore”, come
egli disse: «l’amore quindi è l’adempimento della legge»
(Romani 13:10). Vedi anche: Giovanni 15:12.
Ma perché la Legge di Mosè è stata sostituita con la Legge
di Cristo? Era forse imperfetta?
Paolo dice che «la legge è santa» e «spirituale», ma a causa
della debolezza umana essa è stata sempre violata (Romani
7:7-25). Vedi anche: Isaia 24:5; Geremia 31:32.
35
DALL’ERA GIUDAICA ALL’ERA CRISTIANA.
Fu tempo dopo il diluvio universale che Dio si formò un
popolo suo particolare, Israele. Esso costituiva l’antica Qehal
Yahwèh, cioè l’Assemblea di Dio, in cui i Gentili erano una
rara eccezione (cioè Gentili che erano diventati Ebrei nei casi
previsti dalla Legge di Mosè).
Appunto perché Israele era il popolo di Dio, secoli dopo, il
Figlio di Dio nacque in Israele, da discendenza israelita (e in
particolare dalla progenie di Davide), anche se poi quel
popolo lo rigettò e lo mise a morte.
È scritto infatti: «È venuto in casa sua e i suoi non l’hanno
ricevuto; ma a tutti quelli che l’hanno ricevuto egli ha dato il
diritto di diventare figli di Dio» (Giovanni 1:11).
Nel corso dei secoli e sino a poco tempo dopo la
risurrezione di suo Figlio, Dio operò fra gli Ebrei una chiamata
all’elezione. Soltanto una piccola parte del popolo (cioè un
residuo o resto o rimanente) “sentì” la chiamata spirituale
e accolse il Cristo. Mentre quasi tutto Israele lo rigettò.
È scritto: «Non tutti i discendenti da Israele sono Israele»
(Romani 9:6). E ciò vuol dire che, benché gli Israeliti fossero
molti, solo quelli che risposero alla chiamata spirituale di Dio,
accettando Cristo, erano il vero «Israele di Dio» (Galati 6:16),
cioè l’Israele spirituale (ben diverso da quello carnale). Vedi
Romani 2:28-29.
Il rifiuto della chiamata spirituale da parte degli Israeliti
determinò la preclusione della via all’elezione per loro stessi,
e la fine dell’era giudaica. La chiamata all’elezione fu quindi
rivolta ai popoli di tutte le altre nazioni, o Gentili, per cui si
aprì quella che venne nominata era cristiana. E, a differenza
degli Israeliti, molti fra i Gentili accolsero la chiamata
spirituale all’elezione. Vedi Atti capitoli 10 e 11.
LA CHIESA CRISTIANA: IL NUOVO POPOLO DI DIO.
In merito a quanto già detto, l’apostolo Pietro (o Simone)
disse: «Dio all’inizio ha voluto scegliersi tra gli stranieri [o
Gentili] un popolo consacrato al suo nome. E con ciò si
accordano le parole dei profeti, come sta scritto: Dopo queste
cose ritornerò e ricostruirò la tenda di Davide [cioè la Chiesa
israelita], che è caduta; e restaurerò le sue rovine, e la
rimetterò in piedi, affinché il rimanente degli uomini [cioè gli
Israeliti rimasti fedeli a Dio] e tutte le nazioni, su cui è invocato
il mio nome [cioè i chiamati fra i Gentili], cerchino il Signore,
dice il Signore che fa queste cose, a lui note fin dall’eternità»
(Atti 15:14-19).
36
Il nuovo popolo che Dio formò fu dunque costituito
principalmente da Gentili (o Stranieri) e da una piccola parte
di Israeliti (il rimanente, come li chiama la Bibbia, cioè quelli
che credettero in Gesù).
Tant'è vero che Gesù (il Buon Pastore) venne a raccogliere
prima il rimanente dei fedeli israeliti, poi cominciò la raccolta
di quelli fra i Gentili, e tutti saranno «un solo gregge», come
Egli disse nella Parabola del Buon Pastore (Giov.10:1-21).
Infatti, era Israele l'ovile da cui Egli portò fuori le “sue
pecore”, (il residuo degli eletti israeliti di allora); mentre «le
altre pecore», di cui parlava, dovevano poi essere gli eletti
che avrebbe scelto dai popoli Gentili.
Ma, come per gli Israeliti, anche per i Cristiani vale il
discorso che non tutti i chiamati sono eletti. Gesù disse:
«Molti sono chiamati, ma pochi eletti» (Matteo 22:14).
E ciò vuol dire che, benché la Chiesa comprenda un gran
numero di persone (cioè tutti i credenti sparsi nel mondo),
solo pochi in realtà costituiscono la vera Chiesa, quella
spirituale.
Il nuovo popolo del Signore non cambiò nome, ma
continuò a chiamarsi Assemblea di Dio o Chiesa del Signore
(in greco: Ekklesìa Kyriou), appunto perché Essa era ed è la
continuazione dell’antica Assemblea di Dio d’Israele.
E SU QUESTA PIETRA EDIFICHERÒ LA MIA CHIESA.
La Chiesa tradizionale ha interpretato il passo di Matteo
16:14-19 nel senso che Gesù avrebbe fondato la sua Chiesa
su Pietro. Vediamo qual è la verità. Riportiamo il passo:
Gesù domandò ai discepoli: «E voi, chi dite ch’io sia?».
Simon Pietro, rispondendo, disse: «Tu sei il Cristo, il
Figliuolo dell’Iddio vivente».
E Gesù, replicando, gli disse: «Tu sei beato, o Simone,
figliuol di Giona, perché non la carne e il sangue t’hanno
rivelato questo, ma il Padre mio che è nei cieli. E io altresì ti
dico: Tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia
Chiesa, e le porte dell’Ades non la potranno vincere. Io ti darò
le chiavi del regno dei cieli; e tutto ciò che avrai legato sulla
terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che avrai sciolto in
terra sarà sciolto nei cieli» - Versione Riveduta.
RIFLETTIAMO. Pietro, per grazia, rivelò: «Tu sei il Cristo».
Ed è appunto sul Cristo rivelato, cioè su sé stesso, che Gesù
doveva edificare la sua Chiesa. La Pietra, dunque, è il Cristo
rivelato da Pietro.
61
Non è infatti concepibile che accanto al Regno eterno di
pace, di amore e di felicità per i giusti vi sia un luogo di eterni
tormenti, dove i malvagi siano nel dolore, nel pianto e nella
disperazione per sempre.
Come si potrebbe nel regno di Dio vivere nella gioia,
sapendo che in un altro luogo le “anime cattive” piangono e
soffrono atrocemente?
E come si fa a concepire che un uomo, per quanto male si
sia comportato in questi settant’anni di vita, debba poi essere
condannato a terribili sofferenze per l’eternità? Quale
proporzione ci sarebbe fra il male fatto e le pene subìte?
Coloro che credono che Dio abbia concepito la tortura
eterna per i figli disubbidienti, riflettano meglio, perché il
vero Dio non è né crudele, né sadico, né tanto meno un
mostro.
Egli è giustizia, amore e misericordia, e per tale ragione
farà perire i malvagi irrecuperabili (come abbiamo
dimostrato), ma non ha mai concepito di torturarli in eterno.
La verità è che, come dice la Bibbia, nei nuovi cieli e nella
nuova terra «non ci sarà più la morte, né cordoglio, né grido,
né dolore, perché le cose di prima sono passate» (Apoc. 21:4).
[39] CHE COS’È LA LEGGE CHE DIO DIEDE A ISRAELE?
GESÙ DIEDE UNA NUOVA LEGGE?
La Legge che Dio diede a Mosè per Israele era un
insieme di norme che disciplinavano la vita sociale del popolo
e regolavano l’adorazione ed il culto.
Essa è chiamata Legge mosaica (o Legge di Mosè) o
semplicemente La Legge, ma anche in altri modi. È contenuta
nei primi cinque libri della Bibbia (Pentateuco).
Gesù disse: «Non pensate che io sia venuto per abolire la
legge o i profeti; io sono venuto non per abolire ma per
portare a compimento. Poiché in verità vi dico: finché non
siano passati il cielo e la terra, neppure un iota o un apice
della legge passerà senza che tutto sia adempiuto»
(Matteo 5:17-18).
Come si può rilevare dalle parole di Cristo, Egli non è
venuto ad annullare le profezie della Legge mosaica e dei
profeti, ma a realizzarle, da allora e fino a quando Egli
compirà ogni cosa nel regno di Dio.
La Scrittura dice che «Cristo è il termine della legge, per la
giustificazione di tutti coloro che credono» (Romani 10:4).
60
37
È scritto anche: «Così avverrà alla fine dell’età presente.
Verranno gli angeli, e separeranno i malvagi dai giusti e li
getteranno nella fornace ardente. Lì sarà il pianto e lo
stridor dei denti» (Matteo 13:49-50).
Non sono pochi coloro che prendendo questi passi cercano
di far credere che i malvagi (falsi profeti ed uomini empi in
genere) saranno gettati in un luogo infuocato chiamato
“inferno”, che sarebbe situato in cielo, dove piangeranno e
subiranno atroci tormenti in eterno.
Infatti, Gesù, riferendosi proprio alla dichiarazione di
Pietro, disse: «Tu sei Pietro [greco: PETROS, nome maschile
che significa “pietra” nel senso di sasso], e su questa pietra
[greco: PETRA, nome femminile che significa “masso di
roccia”] edificherò la mia Chiesa».
Quindi, il Cristo che Pietro aveva riconosciuto era (ed è) il
Masso di Roccia, su cui è edificata la Chiesa.
Pietro era solo un sasso, uno dei tanti della Chiesa; ma
non poteva essere “la pietra”, cioè la “pietra angolare”,
perché la pietra angolare era fondamentale nella costruzione
di un edificio, in quanto ne era il sostegno.
Qual è la verità?
Intanto, abbiamo già dimostrato che in cielo non esiste
nessun inferno di fuoco. Ed abbiamo pure dimostrato che
cos’è la geenna o stagno di fuoco o fornace ardente: un luogo
terreno e non celeste.
Il pianto ed il tormento dei malvagi irrecuperabili, che
saranno giudicati degni di distruzione nella geenna, in loro
dureranno finché giungerà la morte. Il fumo è il ricordo del
loro tormento e della loro morte, che sarà di monito a tutti.
Un esempio ci è dato dalla distruzione di Sodoma e
Gomorra. La Scrittura dice: «Allo stesso modo Sodoma e
Gomorra e le città vicine, che si abbandonarono, come loro,
alla fornicazione e ai vizi contro natura, sono date come
esempio, portando la pena di un fuoco eterno» (Giuda 7).
Al riguardo Gesù disse: «Ricordatevi della moglie di Lot»
(Luca 17:32).
Quindi, come abbiamo visto in precedenza, i malvagi
subiranno la distruzione eterna. E la Scrittura non lascia
dubbi in merito. Altre prove:
Paolo scrisse che gli empi «saranno puniti di eterna
distruzione» (2 Tess.1:9) - Vers. Riveduta. Salmo 37:10.
Gesù disse: «Io vi mostrerò chi dovete temere. Temete colui
che, dopo aver ucciso, ha il potere di gettare nella geenna. Si,
vi dico, temete lui» (Luca 12:5). Vedi anche Matteo 10:28.
La profezia di Isaia è quanto mai chiara e precisa. Essa,
riferendosi al Giudizio del Millennio, dice: «Quando gli
adoratori usciranno, vedranno i cadaveri degli uomini che si
sono ribellati a me; poiché il loro verme non morirà, e il loro
fuoco non si estinguerà; e saranno in orrore a ogni carne»
(Isaia 66:24).
Non c’è bisogno di commenti!
La dottrina degli eterni tormenti dei malvagi in un inferno
di fuoco non è biblica ed è in aperto contrasto col piano divino
di «restaurazione di tutte le cose» (Atti 3:21).
E solo Gesù è il vero ed unico sostegno della Chiesa!
Pietro e gli altri discepoli vengono chiamati “pietre viventi”
dell’edificio spirituale che è la Chiesa, in aggiunta alla Pietra
Angolare che è Cristo. E Pietro aveva capito bene le parole di
Gesù, tant’è vero che egli dice ai fedeli di accostarsi «a Lui
[Cristo], pietra vivente, rifiutata dagli uomini, ma davanti a
Dio scelta e preziosa, anche voi, come pietre viventi, siete
edificati per formare una casa spirituale» (1 Pietro 2:4-5).
Pietro disse anche: «Egli [Gesù] è la pietra che è stata da
voi costruttori rifiutata, ed è diventata la pietra angolare»
(Atti 4:11). Vedi anche: Matteo 21:41-44.
L’apostolo Paolo disse ai fedeli di Efeso: «Siete stati
edificati sul fondamento degli apostoli e dei profeti, essendo
Cristo Gesù stesso la pietra angolare sulla quale l’edificio
intero, ben collegato insieme, si va innalzando per essere un
tempio santo nel Signore. In lui voi pure entrate a far parte
dell’edificio che ha da servire come dimora a Dio per mezzo
dello Spirito» (Efesini 2:20-22).
Paolo dice pure che uno solo è il fondamento della Chiesa,
cioè Cristo, e ogni vero Cristiano deve costruire su di Lui.
Perciò Paolo avverte: «Nessuno può porre altro fondamento
oltre a quello già posto, cioè Cristo Gesù» (1 Corinti 3:11).
Ma lo stesso Paolo dà una prova incontestabile che Gesù
era (ed è) la Pietra. Egli scrive infatti: «E la roccia (greco:
PETRA) era Cristo» (1 Corinti 10:4).
Chiarito questo, è importante ora chiarire che Gesù non
disse che doveva “fondare” la Chiesa, ma disse che la doveva
edificare. E proprio Pietro, in Atti 15:14-19 (passo riportato a
pagina 35) disse che Dio doveva ricostruire, restaurare,
rimettere in piedi (o rialzare) la tenda di Davide che era
caduta. La tenda di Davide era la Qehal Yahwèh, cioè
l’Assemblea (o Chiesa) israelita di Dio.
38
59
In effetti, quando Gesù venne, la Chiesa israelita, cioè il
popolo d’Israele, versava in uno stato spirituale rovinoso.
Tanto, che Gesù «è venuto nella sua casa, e i suoi non
l’hanno ricevuto» (Giovanni 1:11).
Ed è per tale ragione che Gesù doveva rimetterla in piedi.
Così, Egli cominciò a riedificare (non fondare) la Chiesa.
Infatti, all’allora rimanente degli uomini d’Israele che lo
accolsero iniziò ad aggiungere i Gentili che da allora in poi
credettero, formando un solo popolo, una nuova Chiesa. Di
questa Chiesa farà parte anche l’ultimo rimanente degli
Israeliti che si convertirà prima del suo ritorno. Vedi punto 27.
Da notare che la nuova Chiesa aveva ed ha le radici, o il
fondamento, della vecchia Chiesa d’Israele. Infatti, quando
Gesù dice che «venne nella sua casa» (cioè Israele), è
evidente che la sua casa esisteva già prima che Egli venisse.
Fu, dunque, questa sua casa, cioè la Chiesa israelita
trovata cadente, che Gesù rimise in piedi, facendo entrare a
farne parte anche i popoli delle altre nazioni o Gentili. Perciò
la nuova Chiesa, che Egli sta ancora edificando, è la
continuazione di quella israelita, perché di essa ha
fondamenta e radici.
E ciò, perché il fondamento o radice primaria della Chiesa
spirituale in ogni tempo è stato, è e sarà sempre Cristo.
Egli stesso, infatti, dice: «Io sono la radice e la progenie di
Davide» (Apocalisse 22:16).
E Paolo conferma «Nessuno può porre altro fondamento che
quello già posto, cioè Gesù Cristo» (1 Corinti 3:11).
Perciò, duemila anni fa, alla Pentecoste, la Chiesa non è
stata fondata, ma rialzata, riedificata, ravvivata con lo Spirito
Santo. È vero, la Chiesa non era più come quella di prima,
perché Essa ora conteneva più Gentili che Israeliti. Per cui si
può dire anche che era una nuova Chiesa, appunto la Chiesa
dei Gentili, di cui tutti noi facciamo parte per la grazia di Dio
in Cristo.
GESÙ CAPO DELLA CHIESA
LA CHIESA CORPO SPIRITUALE DI CRISTO.
L’apostolo Paolo scrisse: «Ogni cosa egli [Dio] ha posta
sotto i suoi piedi [di Cristo] e lo ha dato per capo supremo
alla chiesa, che è il corpo di lui» (Efesini 1:22-23).
Scrisse ancora ai Corinti: «Voi siete il corpo di Cristo e
membra di esso, ciascuno per parte sua» (1 Corinti 12:27).
Vedi: Colossesi 1:18; Efesini 5:22-24; Romani 12:4-8.
Anche la fornace ardente, lo stagno di fuoco o lago di
fuoco sono la medesima cosa della geenna, e cioè un luogo di
eterna distruzione per i malvagi.
Gesù disse: «Come dunque si raccolgono le zizzanie e si
bruciano con il fuoco, così avverrà alla fine dell’età presente.
Il Figlio dell’uomo manderà i suoi angeli che raccoglieranno
dal suo regno tutti gli scandali e tutti quelli che commettono
l’iniquità, e li getteranno nella fornace ardente. Lì sarà il
pianto e lo stridor dei denti» (Matteo 13:40-42).
Il paragone fatto da Gesù è straordinario e chiarissimo.
Come delle zizzanie che vengono bruciate non resta nulla,
così anche dei malvagi che verranno gettati nella fornace
ardente non resterà nulla. La qual cosa vuol dire che la
fornace ardente distrugge. Quanto al pianto e allo stridor di
denti, vedi appresso.
Ancora una dimostrazione. È scritto: «Per i codardi, gli
increduli gli abominevoli, gli omicidi, i fornicatori, gli
stregoni, gli idolatri e tutti i bugiardi, la loro parte sarà
nello stagno ardente di fuoco e di zolfo, che è la morte
seconda» (Apocalisse 21:8).
Lo stagno di fuoco è dunque la morte seconda, cioè quella
definitiva.
Quindi, non v’è alcun dubbio che la geenna, lo stagno di
fuoco, la fornace ardente (e simili) sono la stessa cosa, cioè
un mezzo di annientamento, e giammai di tortura eterna. La
geenna sarà solo per il periodo del compimento del Giudizio.
TORMENTI ETERNI O DISTRUZIONE ETERNA?
Che cosa è il tormento nei secoli dei secoli di cui si parla in
certi passi biblici?
Vediamo i passi biblici in cui se ne parla.
È scritto che alla fine del Giudizio «il diavolo che le aveva
sedotte [le nazioni] fu gettato nello stagno di fuoco e di zolfo,
dove sono anche la bestia 1 e il falso profeta; e saranno
tormentati giorno e notte, nei secoli dei secoli» (Apoc. 20:10).
È pure scritto: «Chiunque adora la bestia e la sua
immagine e ne prende il marchio sulla fronte o sulla mano,
egli pure berrà il vino dell’ira di Dio versato puro nel calice
della sua ira; e sarà tormentato con fuoco e zolfo davanti ai
santi angeli e davanti all’Agnello. Il fumo del loro tormento
sale nei secoli dei secoli» (Apocalisse 14:10-11).
1
La bestia: simbolo di una potenza governativa diabolica.
58
39
Dice pure: «Nel soggiorno dei morti [la tomba] dove vai,
non c’è più né lavoro, né pensiero, né scienza, né saggezza»
(Ecclesiaste 9:10).
Dice ancora: «I viventi sanno che moriranno; ma i morti
non sanno nulla» (Ecclesiaste 9:5).
LA CHIESA TEMPIO SPIRITUALE DI DIO.
Rileggi Efesini 2:20-22 (passo riportato a pagina 37).
Ai santi della chiesa di Corinto Paolo scrisse ai Corinti:
«Non sapete che siete il tempio di Dio e che lo Spirito di Dio
abita in voi?» (1 Corinti 3:16-17). Vedi 2 Corinti 6:16.
Tutto ciò significa che la morte è inesistenza, cioè il
contrario della vita. Tant’è vero che, come dice la Scrittura, i
morti non pensano e non sanno nulla. Quindi, chi muore non
esiste più e non può essere tormentato in né in un inferno di
fuoco e né in nessun altro modo.
La Bibbia dichiara che sia i giusti che i malvagi rivivranno
alla risurrezione, quando Gesù ritornerà (Atti 24:15) e che
soltanto allora saranno posti sotto giudizio, e non prima (2
Timoteo 4:1). Per cui, i morti non si trovano in cielo, ma nei
sepolcri, da dove essi «udranno la sua voce [di Gesù] e ne
verranno fuori» (Giovanni 5:28).
GEENNA, STAGNO DI FUOCO O LAGO DI FUOCO,
FORNACE ARDENTE.
La Bibbia non parla mai di un luogo infuocato in cielo, ma
parla di geenna, stagno o lago di fuoco e di fornace ardente.
Che cosa sono?
La geenna di fuoco, in ebraico: Geh Hinnòm, cioè Valle di
Hinnòm, era la valle a sud di Gerusalemme dove c’era
l’immondezzaio sempre acceso. In esso venivano gettati i
peccatori giustiziati, i cui cadaveri erano consumati
lentamente dal fuoco. Il fuoco della geenna è detto
inestinguibile perché esso non si spegneva; bruciava e
consumava in continuazione tutto ciò che vi era gettato,
essendo anche alimentato dallo zolfo che vi si spargeva per
facilitare la combustione dei rifiuti.
A volte i cadaveri andavano a finire in zone
dell’immondezzaio dove il fuoco era debole o quasi spento,
per cui imputridivano ed erano consumati dai vermi.
Gesù stesso, parlando agli Israeliti, indicò la geenna quale
luogo di annientamento. Essi sapevano bene che cos’era e
l’avevano in orrore.
Il Signore parlò della geenna soprattutto in relazione al
Giorno del Giudizio. Egli ebbe a dire: «Se l’occhio tuo ti fa
cadere in peccato, cavalo; meglio è per te entrare con un
occhio solo nel regno di Dio, che avere due occhi ed essere
gettato nella geenna, dove il verme loro non muore e il fuoco
non si spegne» (Marco 9:47-48).
CHI FA PARTE DELLA CHIESA E COME È COMPOSTA.
Della vera Chiesa, cioè quella spirituale, fanno parte tutti
coloro che hanno risposto o rispondono alla chiamata di Dio
ad esser santi, rimanendogli fedeli per tutta la vita.
La chiamata di Dio è cominciata dalla caduta dell’uomo e si
concluderà appena prima del ritorno di Cristo in gloria.
Fanno parte della Chiesa tutti coloro che «sono nati da
Dio», secondo «il proponimento dell’elezione di Dio» (Giovanni
1:13; Romani 9:11), per essere figli spirituali di Dio. Essi,
perciò, sono consacrati ed approvati mediante l’unzione del
suo spirito, e da esso condotti, come è scritto:
«Tutti quelli che son condotti dallo spirito di Dio, son
figliuoli di Dio» (Romani 8:14) - Versione Riveduta.
La Chiesa è quindi l’Assemblea degli eletti,o santi.
La Chiesa è chiamata anche: TEMPIO DI DIO, EDIFICIO DI
DIO, CASA SPIRITUALE DI DIO, CHIESA DI CRISTO, CORPO DI
CRISTO e in altri modi.
La Bibbia dice che oltre Cristo, che ne è il Capo, «Dio ha
posto nella chiesa in primo luogo degli apostoli, in secondo
luogo dei profeti, in terzo luogo dei dottori, poi miracoli, poi
doni di guarigioni, assistenze, doni di governo, diversità di
lingue» (1 Corinti 12:28). Vedi Efesini 4:11-16.
LE CHIAVI DEL REGNO DEI CIELI.
Quanto alle «chiavi del regno dei cieli» (Matteo16:19), esse
sono le chiavi della conoscenza dei misteri riguardanti il
regno di Dio. Queste “chiavi” Gesù le ha date non solo a
Pietro, ma anche a tutti i credenti.
Infatti, Egli disse ai discepoli le stesse parole che disse a
Pietro: «Io vi dico in verità che tutte le cose che legherete
sulla terra, saranno legate nel cielo; e tutte le cose che
scioglierete sulla terra, saranno sciolte nel cielo» (Matteo
18:18). Vedi anche Giacomo 1:5.
[31] ESISTONO DAVVERO I DONI SPIRITUALI?
Certamente! Essendo ogni credente parte del corpo di
Cristo, riceve un dono spirituale secondo la funzione che Dio
gli ha assegnato nella Chiesa. Vedi 1 Corinti 12:28.
40
57
Paolo scrisse: «Ora a ciascuno è data la manifestazione
dello Spirito per il bene comune. Infatti, a uno è data,
mediante lo Spirito, parola di sapienza; a un altro parola di
conoscenza, secondo il medesimo Spirito; ad un altro fede,
mediante il medesimo Spirito; a un altro, doni di guarigioni,
per mezzo del medesimo Spirito; a un altro, potenza di
operare miracoli; a un altro, profezia; a un altro, il
discernimento degli spiriti; a un altro, diversità di lingue, e a
un altro, l’interpretazione delle lingue; ma tutte queste cose
le opera quell’unico e medesimo Spirito, distribuendo i doni a
ciascuno in particolare come vuole» (1 Corinti 12:7-11).
E come il Tabernacolo antico era la Sede di convegno fra
Dio e i suoi sacerdoti da dove uscivano le sue sante decisioni
per il popolo d’Israele (Esodo 33:7-11 e cap.40), così la nuova
Gerusalemme sarà la Sede del governo mondiale, da dove
Gesù e i santi spanderanno la luce dell’amore di Dio e della
Legge divina agli uomini; sarà la Casa, la Dimora, la Tenda, il
Tabernacolo, la Città di Dio sulla terra, come è profetizzato:
«Nella città non vidi alcun tempio, perché il Signore, Dio
onnipotente, e l’Agnello sono il suo tempio. La città non ha
bisogno di sole, né di luna che la illumini, perché la gloria di
Dio la illumina, e l’Agnello è la sua lampada. Le nazioni
cammineranno alla sua luce e i re della terra vi porteranno
la loro gloria. Di giorno le sue porte non saranno mai chiuse
(la notte non vi sarà più), e in lei si porterà la gloria e l’onore
delle nazioni» (Apocalisse 21:22-26).
Come già detto, Gesù aveva parlato agli apostoli della
gloriosa Casa del Padre. Egli aveva loro detto: «Nella casa del
Padre mio ci sono molte dimore; se no, ve l’avrei detto; io vo’
a prepararvi un luogo; e quando sarò andato e v’avrò
preparato un luogo, tornerò, e v’accoglierò presso di me,
affinché dove sono io, siate anche voi» (Giovanni 14:2-3).
Come dice Paolo, i doni sono concessi da Dio, come vuole
e per il bene comune. Quindi, chi riceve un dono spirituale,
non lo riceve per servirsene, ma per servire. E significa anche
che Dio dà i doni per scopi ben precisi, affinché mediante essi
sia compiuta la sua volontà. 1 Piet.4:10-11; Rom.12:4-14; Ef.4:1-16.
Paolo pure scrisse: «Desiderate ardentemente l’amore, non
tralasciando
però
di
ricercare
i
doni
spirituali,
principalmente il dono di profezia» (1 Corinti 14:1).
Paolo diede autorevoli spirituali consigli alla Chiesa di
Corinto, affinché i doni spirituali fossero usati secondo la
volontà di Dio. Vedi 1 Corinti capitoli 12, 13 e 14.
Se un dono spirituale viene veramente da Dio, si può
capire dai frutti spirituali di chi lo ha ricevuto.
Vedi: Marco 9:38-40; 1 Giov.4:1; Mat. 7:15-23; Galati 5:16-26.
Paolo ammonisce: «Se uno pensa di essere qualcosa pur
non essendo nulla, inganna sé stesso» (Galati 6:3).
[32] QUANDO VERRÀ LA FINE DEL MONDO?
E QUANDO RITORNERÀ GESÙ CRISTO?
Quasi duemila anni fa, i discepoli fecero a Gesù le stesse
domande: «Dicci, quando avverranno queste cose e quale sarà
il segno della tua venuta e della fine dell’età presente?»
(Matteo 24:1-3).
Gesù rispose loro indicando una serie di avvenimenti che si
sarebbero verificati dopo pochi anni e fino al suo ritorno, ed
in modo particolare nel periodo che ha da precedere la sua
venuta. Leggi la profezia di Gesù: Matteo cap.24; Marco
cap.13; Luca cap.21 e 17:20-37.
Ecco ciò che è avvenuto, secondo le parole di Gesù.
Come abbiamo visto al punto 24, a causa dell’incredulità
degli Israeliti riguardo a Cristo, che li portò ad ucciderlo, Dio
abbandonò tale popolo ed aprì le porte dell’elezione a tutte le
altre nazioni (o Gentili), come Gesù aveva predetto.
[38] ESISTE L’INFERNO?
In molte chiese si insegna che le anime dei malvagi
morti vanno a finire in un luogo infuocato, in cielo, dove
sarebbero tormentate dai diavoli in eterno. Vediamo, invece,
come stanno le cose.
SIGNIFICATO DELLA PAROLA “INFERNO”.
La parola inferno, dal latino “infernus” o “inferus”,
significa: ciò che è posto sotto, il sottoterra, la fossa, il
sepolcro. È l’equivalente della parola ebraica sheol e della
parola greca hades.
Nella Bibbia inferno, sheol e hades (o ades) non danno mai
l’idea di un luogo infuocato in cielo dove i malvagi morti
sarebbero tormentati, ma indicano il luogo di sepoltura di
tutti i morti, cioè il sepolcro.
LA MORTE È INESISTENZA.
Come si legge in Genesi 2:7, l’anima è l’uomo stesso.
Dio disse al peccatore Adamo: «Sei polvere e in polvere
ritornerai» (Genesi 3:19).
La Scrittura dice di chi muore: «Il suo fiato se ne va, ed egli
ritorna alla sua terra; in quel giorno periscono i suoi
progetti» (Salmo 146:4).
56
E questo è provato dal fatto che alla fine del Millennio,
quando il Diavolo e i suoi seguaci saranno liberati per breve
tempo
«salir[anno]
sulla
superficie
della
terra
e
assedi[eranno] il campo dei santi e la città diletta
[Gerusalemme]; ma un fuoco dal cielo disce[nderà] e le
divor[erà]» (Apocalisse 20:9).
Ed è ancora provato dal fatto che sulla nuova terra
restaurata Dio farà poi scendere «la nuova Gerusalemme»,
una vera e propria città dalle dimensioni e dalla gloria divine,
adatta quale dimora di Gesù Cristo e degli eletti, affinché sia
«il Tabernacolo di Dio con gli uomini» (Apocalisse 21:1-3). E
Cristo e i santi dimoreranno in essa (Apocalisse 22:3).
Da notare che la profezia dice che la Gerusalemme celeste
scenderà dal cielo, ma non dice che poi risalirà in cielo. E non
può essere altrimenti, perché essa è destinata ad essere il
Tabernacolo di Dio con gli uomini per sempre!
Essa è la città «celeste, la città che ha le vere fondamenta
e il cui architetto e costruttore è Dio», la Patria migliore che
Dio ha preparato per Abraamo, Isacco, Giacobbe e per tutti i
santi (Ebrei 11:10-16). Essa è pure il Luogo che Gesù è
andato a preparare per accoglierli e dove essi dimoreranno
(Giovanni 14:2-3), e che alla fine del Millennio di
rigenerazione scenderà dal cielo per essere il visibile Tempio
di Dio sulla terra.
È bene ricordare che il Tabernacolo della Legge mosaica
prefigurava il Tabernacolo del regno di Dio, cioè la
Gerusalemme celeste che scenderà dal cielo.
In quell'antico Tabernacolo la gloria di Dio era presente
(Esodo 40:34-35) e in esso i sacerdoti servivano il Signore
(Ebrei 9:6-7). Nel più glorioso Tabernacolo eterno, cioè nella
Gerusalemme celeste che scenderà dal cielo, la gloria di Dio
sarà presente mediante Gesù. Anzi, vi sarà il trono di Dio, su
cui sederà il Figlio quale suo rappresentante assieme ai suoi
santi. Apocalisse 3:12,21; 22:1 e 21:22-23.
La Gerusalemme celeste scenderà dal cielo e sarà
insediata sul monte Sion, al posto della Gerusalemme
terrena, dopo il Millennio di rigenerazione, cioè dopo l’ultimo
scontro di Cristo e gli eletti con le forze del male.
La Gerusalemme celeste non può essere insediata prima
sulla terra, perché essendo il Tabernacolo puro e santo di
Dio, essa scenderà solo quando la terra sarà purificata dal
male.
41
Nel 70 E. V. Gerusalemme fu distrutta dai Romani ed il
popolo d'Israele disperso fra le nazioni.
Nel I secolo ebbe inizio l’apostasia, cioè la defezione di
molti aderenti al Cristianesimo, i quali abbandonarono
l’insegnamento apostolico per seguire dottrine e pratiche di
falsi maestri e falsi profeti. Vi fu anche un periodo di terribili
persecuzioni per i Cristiani.
Nel IV secolo il Cristianesimo si lasciò inquinare dal
paganesimo, fino a diventare religione di stato dell’impero
romano.
Nei secoli successivi, il cristianesimo paganizzato
perseguitò ferocemente i dissidenti, fino a torturarli
barbaramente e metterli al rogo come eretici. Intraprese pure
delle guerre dette “sante”, per la conquista dei luoghi sacri in
Palestina e per la detenzione del potere in quanto chiesastato, potere e posizione che detiene tuttora.
Nonostante le persecuzioni e i roghi, dal cristianesimo
paganizzato nacque il protestantesimo che, non senza oscure
macchie, si è sviluppato sempre più e fino ai giorni nostri.
IL TEMPO DELLA FINE
Molte chiese e gruppi religiosi protestanti oggi annunciano
che il nostro tempo è il tempo della fine o, meglio, il tempo
che precede la fine dell’attuale sistema di cose e il ritorno di
Gesù. Anche noi. Ma da che cosa ci si può rendere conto che
è proprio così?
Il Signor Gesù ha detto: «Imparate dal fico questa
similitudine: quando già i suoi rami si fanno teneri e mettono
le foglie, voi sapete che l’estate è vicina. Così anche voi,
quando vedrete tutte queste cose, sappiate che egli è vicino,
proprio alle porte» (Matteo 24:32-33).
Di quali cose e di quali segni parlava Gesù?
Vediamo quali sono i segni del tempo della fine, citando la
profezia di Gesù e le profezie di altri santi profeti. Dal loro
esame potremo renderci conto se effettivamente ci troviamo
nel tempo della fine e, quindi, se il ritorno di Cristo e la
instaurazione del regno di Dio sono vicini.
L’indicazione dei segni non è necessariamente cronologica:
1) TEMPI DIFFICILI: L’UOMO NON CERCA DIO.
IMMORALITÀ DIFFUSA.
Gesù profetizzò: «Come fu ai giorni di Noè, così sarà alla
venuta del Figlio dell’uomo [Gesù stesso]. Infatti, come nei
giorni prima del diluvio si mangiava e si beveva, si prendeva
42
moglie e s’andava a marito, fino al giorno in cui Noè entrò
nell’arca, e la gente non si accorse di nulla, finché venne il
diluvio che portò via tutti quanti, così avverrà alla venuta del
Figlio dell’uomo» (Matteo 24:37-39). Genesi capitoli 6, 7 e 8.
L’apostolo Paolo profetizzò: «Negli ultimi giorni verranno
tempi difficili; perché gli uomini saranno egoisti, amanti del
denaro, vanagloriosi, superbi, bestemmiatori, ribelli ai
genitori, ingrati, irreligiosi, insensibili, sleali, calunniatori,
intemperanti, spietati, senza amore per il bene, traditori,
sconsiderati, orgogliosi, amanti del piacere anziché di Dio,
aventi l’apparenza della pietà, mentre ne hanno rinnegato la
potenza» (2 Timoteo 3:1-5).
Vedi: Luca 17:28-30; Marco 13:12; Matteo 24:12; Luca 18:8.
2) MANIFESTAZIONE DI FALSI CRISTI E FALSI PROFETI.
L’APOSTASIA.
Gesù profetizzò: «Molti verranno nel mio nome, dicendo:
“Io sono il Cristo”. E ne sedurranno molti… Allora, se
qualcuno vi dice: “Il Cristo è qui”, oppure: “E’ là”, non lo
credete; perché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti, e
faranno grandi segni e prodigi da sedurre, se fosse possibile,
anche gli eletti. Ecco, ve l’ho predetto. Se dunque vi dicono:
“Eccolo, è nel deserto”, non v’andate; “Eccolo, è nelle stanze
interne”, non lo credete; infatti, come il lampo esce da
levante e si vede fino a ponente, così sarà la venuta del Figlio
dell’uomo» (Matteo 24:5, 23-27). Vedi anche Matteo 7:15.
Paolo predisse: «Ma lo Spirito dice espressamente che nei
tempi futuri alcuni apostateranno dalla fede, dando retta a
spiriti seduttori e a dottrine di demoni, sviati dall’ipocrisia
di uomini bugiardi, segnati da un marchio nella propria
coscienza. Essi vieteranno il matrimonio e ordineranno di
astenersi da cibi che Dio ha creati» (1 Timoteo 4:1-3).
3) ROVINA DELLA TERRA DA PARTE DELL’UOMO.
Riguardo all’opera distruttiva del pianeta da parte
dell’uomo, la profezia dice che essa non rimarrà impunita. È
scritto infatti: «Le nazioni si erano adirate, ma la tua ira è
giunta, ed è arrivato il momento… di distruggere quelli
che distruggono la terra» (Apocalisse 11:18-19).
4) LA GRANDE TRIBOLAZIONE. GUERRE E RUMORI DI GUERRE
Gesù profetizzò: «Allora vi sarà una grande tribolazione,
quale non v’è stata dal principio del mondo fino ad ora, né
mai più vi sarà. Se quei giorni non fossero stati abbreviati,
nessuno scamperebbe; ma a motivo degli eletti, quei giorni
saranno abbreviati» (Matteo 24:21-22). Vedi: Daniele 12:1.
55
I santi vengono scelti proprio perché, avendo provato le
debolezze della natura umana e avendo perseverato nelle
prove (come Gesù), saranno adatti a giudicare, disciplinare e
governare sugli uomini, indubbiamente più adatti degli angeli.
E anche se gli eletti dovranno governare sulla terra, Dio ha
donato loro la natura divina per i seguenti motivi:
1) quale premio per la loro fedeltà, essendo essi «un
sacrificio vivente» a Lui già in questa vita (Romani 12:1 e
2 Corinti 4:17);
2) perché avranno lo straordinario privilegio di salire in
cielo, davanti al trono celeste di Dio, al suo cospetto, e di
vederlo e adorarlo personalmente (Salmo 24:3-6; Matteo 5:8);
3) perché mediante la loro natura divina, che è gloriosa,
potente e incorruttibile, dispenseranno, unitamente a Cristo,
direttamente agli uomini la vita e le benedizioni di Dio, e
amministreranno perfettamente la sua giustizia, e il loro
regno non potrà mai essere ridotto in rovina (Daniele 2:44;
7:13-14,26-27).
La Parabola delle mine è chiarissima. Leggila in Luca
19:11-27 (vedi anche Matteo 25:14-30).
Questa straordinaria parabola, ci dice che quando Gesù
(l’uomo nobile) ritornerà nella sua gloria, farà i conti con i
suoi servitori, ai quali prima di partire aveva affidato i suoi
beni. Gesù premierà i servitori fedeli, investendoli di autorità
regale ed essi saranno posti a regnare chi su dieci città, chi
su cinque ecc., mentre i servi malvagi saranno stroncati.
Tutto ciò, si noti bene, avverrà non in cielo, ma sulla terra.
Dunque, è qui, sulla terra, e non in cielo, che gli eletti
riceveranno «potere sulle nazioni e le reggera[nno] con una
verga di ferro» (Apoc. 2:26-27). È qui che essi «sedera[nno] su
troni per giudicare le dodici tribù d’Israele» (Luca 22:30).
Ed è qui che gli eletti che per amore di Cristo hanno
«lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o
campi… ne ricevera[nno] cento volte tanto…» (Matteo 19:29).
E anche se essi saranno creature spirituali, non vuol dire
affatto che non debbano manifestarsi visibilmente agli
uomini. Anzi, è proprio il contrario.
La Bibbia, infatti, dice chiaramente: «Quando Cristo, la vita
nostra, sarà manifestato, allora anche voi [cioè i santi] sarete
con lui manifestati in gloria» (Colossesi 3:4).
Gli
eletti,
perciò,
nel
Millennio
regneranno
da
Gerusalemme, dove Gesù ristabilirà «il trono di Davide»
(Luca 1:32). Michea 4:2-3.
54
«Nella città non vidi alcun tempio, perché il Signore, Dio
onnipotente, e l’Agnello sono il suo tempio. La città non ha
bisogno di sole, né di luna che la illumini, perché la gloria di
Dio la illumina, e l’Agnello è la sua lampada. Le nazioni
cammineranno alla sua luce e i re della terra vi porteranno
la loro gloria. Di giorno le sue porte non saranno mai chiuse
(la notte non vi sarà più), e in lei si porterà la gloria e l’onore
delle nazioni. E nulla di impuro, né chi commetta
abominazioni o falsità, vi entrerà; ma soltanto quelli che
sono scritti nel libro della vita dell’Agnello» (Apoc. 21:22-27).
«Poi mi mostrò il fiume dell’acqua della vita, limpido come
cristallo, che scaturiva dal trono di Dio e dell’Agnello. In
mezzo alla piazza della città e sulle due rive del fiume stava
l'albero della vita. Esso dà dodici raccolti all’anno, porta il
suo frutto ogni mese e le foglie dell’albero sono per la
guarigione delle nazioni. Non ci sarà più nulla di maledetto.
Nella città vi sarà il trono di Dio e dell’Agnello; i suoi servi lo
serviranno, vedranno la sua faccia e porteranno il suo nome
scritto sulla fronte. Non ci sarà più notte; non avranno
bisogno di luce di lampada, né di luce di sole, perché il
Signore Dio li illuminerà e regneranno nei secoli dei secoli»
(Apocalisse 22:1-5).
Gesù disse ai discepoli: «E io vi dico che molti verranno da
Oriente e da Occidente e si metteranno a tavola con Abraamo,
Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli» (Matteo 8:11).
La profezia dice: «Gli umili mangeranno e saranno saziati;
quelli che cercano il Signore lo loderanno; il loro cuore vivrà
in eterno. Tutte le estremità della terra si ricorderanno del
Signore e si convertiranno a lui; tutte le famiglie delle
nazioni adoreranno in tua presenza» (Salmo 22:26-27).
[37] SE I SANTI AVRANNO NATURA DIVINA,
COME MAI REGNERANNO SULLA TERRA?
Come abbiamo già visto, la Bibbia dice che i santi
avranno cittadinanza celeste (Filip. 3:20-21), perché partecipi
della natura divina (1 Pietro 1:4); saranno perciò simili a
Gesù Cristo (1 Giovanni 3:2). Ma anche se gli eletti avranno
natura spirituale, non sono scelti per andare a governare il
reame celeste, ma per governare la terra, sulla terra, come
abbiamo visto al punto 35 e come ancora vedremo.
Il concetto secondo cui i santi dovrebbero regnare (o
governare) la terra dal cielo è estraneo alla Bibbia. Non
esiste, infatti, un solo passo, un solo versetto nella Bibbia che
sostenga una simile idea.
43
Profetizzò pure: «Voi udrete parlare di guerre e di rumori
di guerre; guardate di non turbarvi, infatti bisogna che
questo avvenga, ma non sarà ancora la fine. Perché insorgerà
nazione contro nazione e regno contro regno» (Matteo 24:6-7).
Vedi: Apocalisse 6:4 e Daniele 7:23.
5) PAUROSI FENOMENI NELLA NATURA E SEGNI NEL CIELO.
Gesù predisse: «Vi saranno grandi terremoti, e in vari
luoghi pestilenze e carestie; vi saranno fenomeni spaventosi e
grandi segni dal cielo… Vi saranno segni nel sole, nella luna
e nelle stelle; sulla terra, angoscia delle nazioni, spaventate
dal rimbombo del mare e delle onde; gli uomini verranno
meno per la paurosa attesa di quello che starà per accadere
al mondo; poiché le potenze dei cieli saranno scrollate» (Luca
21:11,25-26). Vedi anche Isaia 13:9-13.
6) PESTILENZE, CARESTIE E FAME NEL MONDO.
Cristo profetizzò: «Vi saranno… in vari luoghi pestilenze e
carestie» (Luca 21:11).
La profezia dice che il cibo scarseggerà e sarà molto
costoso: «Una misura [circa un litro] di frumento per un
denaro [la paga di un giorno di lavoro] e tre misure d’orzo per
un denaro» (Apocalisse 6:6).
7) MANIFESTAZIONE DELL’ANTICRISTO (UOMO DEL PECCATO)
L’apostolo Paolo profetizzò: «Quel giorno non verrà se
prima non sia venuta l’apostasia e non sia stato manifestato
l’uomo del peccato, il figlio della perdizione, l’avversario,
colui che s’innalza sopra tutto ciò che è chiamato Dio od
oggetto di culto; fino al punto da porsi a sedere nel tempio di
Dio, mostrando sé stesso e proclamandosi Dio… E allora sarà
manifestato l’empio, che il Signore Gesù distruggerà con il
soffio della sua bocca, e annienterà con l’apparizione della
sua venuta. La venuta di quell’empio avrà luogo per l’azione
efficace di Satana, con ogni sorta di opere potenti, di segni
e di prodigi bugiardi, con ogni tipo d’inganno e d’iniquità…»
(2 Tessalonicesi 2:3-4, 8-10).
8) PERSECUZIONE DEI CRISTIANI.
Gesù profetizzò: «Ma prima di tutte queste cose, vi
metteranno le mani addosso e vi perseguiteranno
consegnandovi alle sinagoghe, e mettendovi in prigione,
trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio
nome» (Luca 21:12). Vedi anche Matteo 24:9.
Il profeta Daniele predisse che nel tempo che precede la
venuta di Gesù Cristo «la forza del popolo santo sarà
interamente spezzata» (Daniele 12:7). Apoc.13:7 e Dan.7:24-25.
44
9) PREDICAZIONE DEL VANGELO A LIVELLO MONDIALE.
Gesù predisse: «E questo vangelo del regno sarà predicato
in tutto il mondo, affinché ne sia resa testimonianza a tutte
le genti; allora verrà la fine» (Matteo 24:14).
10) IL SEGNO DEL FIGLIO DELL’UOMO
E IL CORDOGLIO DELLE GENTI.
Cristo profetizzò: «Allora apparirà nel cielo il segno del
Figlio dell’uomo; e allora tutte le tribù della terra faranno
cordoglio e vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nuvole
del cielo con gran potenza e gloria» (Matteo 24:30).
11) QUANDO DIRANNO: PACE E SICUREZZA…
L’apostolo Paolo profetizzò: «Quanto poi ai tempi e ai
momenti, fratelli, non avete bisogno che ve ne scriva; perché
voi stessi sapete molto bene che il giorno del Signore verrà
come viene un ladro nella notte. Quando diranno: “Pace e
sicurezza”, allora una rovina improvvisa verrà loro addosso,
come le doglie alla donna incinta; e non scamperanno»
(1 Tessalonicesi 5:1-3).
12) LA FINE DEI TEMPI DEI GENTILI E LE ULTIME PROFEZIE
CHE RIGUARDANO ISRAELE ED IL MONDO INTERO.
Come abbiamo visto al punto 24, il ritorno del popolo
d’Israele nella terra dei padri e la sua conversione a Cristo
segneranno presto la fine dei tempi dei Gentili.
L’insediamento degli Ebrei in Palestina è indubbiamente
uno degli eventi storici maggiori del nostro tempo, nonché
uno dei segni del tempo che precede il ritorno di Cristo in
gloria e l’instaurazione del regno di Dio.
Riguardo al popolo d’Israele, abbiamo già parlato delle
profezie che si stanno adempiendo e si dovranno adempiere
fra breve, relative, oltre che al suo ritorno in Terra Santa,
anche alle sue ultime tribolazioni, alla sua conversione a
Cristo e al ristabilimento del regno in Gerusalemme.
Come abbiamo pure visto, la battaglia che avrà luogo fra
le potenze del mondo aizzate da Satana e le potenze celesti
di Cristo riguarderà sia Israele sia il mondo intero.
Sarà in quel tempo che Gesù ritornerà, perché allora Egli
verrà a radunare gli eletti, i quali parteciperanno allo scontro
suddetto. Satana agirà con i suoi «spiriti di demoni capaci di
compiere dei miracoli. Essi vanno dai re di tutta la terra per
radunarli per la battaglia del gran giorno del Dio
onnipotente… E radunarono i re nel luogo che in ebraico si
chiama Harmaghedòn» (Apocalisse 16:14,16).
53
La profezia prosegue: «Poi vidi un grande trono bianco e
colui che vi sedeva sopra. La terra e il cielo fuggirono dalla
sua presenza e non ci fu più posto per loro. E vidi i morti,
grandi e piccoli, in piedi davanti al trono. I libri furono
aperti, e fu aperto anche un altro libro che è il libro della
vita; e i morti furono giudicati dalle cose scritte nei libri,
secondo le loro opere... E se qualcuno non fu trovato scritto
nel libro della vita, fu gettato nello stagno di fuoco»
(Apocalisse 20:11-15).
Gli uomini, anche se al termine del Millennio saranno
completamente rigenerati, cioè perfetti, non avranno ancora
ereditato la vita eterna. Per cui, nella profezia vengono
ancora chiamati morti. Infatti, essi saranno ancora soggetti
alla seconda morte. Vedi il punto 38.
Soltanto dopo aver superato l’esame finale gli uomini
erediteranno la vita eterna, cioè dopo essersi purificati
“lavando le vesti”, abbandonando la pratica del male. Infatti,
è scritto: «Beati quelli che lavano le loro vesti per aver diritto
all’albero della vita e per entrare per le porte della città»
(Apocalisse 22:14). La città è la nuova Gerusalemme.
Quindi, tutti coloro che non si lasceranno sedurre dal
Diavolo, rimanendo fedeli a Dio entreranno «nella gloriosa
libertà dei figli di Dio» (Vedi il passo di Romani 8:19-21).
Compiuta l’opera di rigenerazione del mondo ed estirpato
definitivamente il male, Gesù «consegnerà il regno nelle mani
di Dio Padre» (1 Corinti 15:24).
L’ETERNO REGNO DI DIO SULLA NUOVA TERRA.
Noi uomini imperfetti possiamo solo immaginare la
bellezza e la perfezione della creazione restaurata.
L’apostolo Paolo scrisse: «Le cose che occhio non ha
veduto, e che orecchio non ha mai udito e che non sono salite
in cuor d'uomo, son quelle che Dio ha preparato per coloro
che l’amano» (1 Corinti 2:9).
Ecco un quadro profetico del regno di Dio: «Poi vidi un
nuovo cielo e una nuova terra, poiché il primo cielo e la
prima terra erano scomparsi, e il mare non c’era più. E vidi
la santa città, la nuova Gerusalemme, scender giù dal cielo
da presso Dio, pronta come una sposa adorna per il suo
sposo. Udii una gran voce dal trono, che diceva: “Ecco il
tabernacolo di Dio con gli uomini! Egli abiterà con loro, essi
saranno suoi popoli e Dio stesso sarà con loro e sarà il loro
Dio. Egli asciugherà ogni lacrima dai loro occhi e non ci sarà
più la morte, né cordoglio, né grido, né dolore, perché le cose
di prima sono passate”» (Apocalisse 21:1-5).
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LA RIGENERAZIONE DELLA TERRA. La Parola di Dio dice che a
causa del peccato anche la terra è stata maledetta: «La terra
è profanata dai suoi abitanti, perché essi hanno trasgredito
le leggi, hanno violato il patto eterno. Perciò una maledizione
ha divorato la terra e i suoi abitanti ne portano la pena»
(Isaia 24:5-6). Vedi anche Genesi 3:17-19.
Quindi, essendo il nostro pianeta diventato imperfetto, ha
anch’esso bisogno d’essere rigenerato. La terra sarà perciò
restaurata allo splendore originale.
È scritto: «Delle acque sgorgheranno nel deserto e dei
torrenti nei luoghi solitari; il terreno riarso diventerà un
lago, e il suolo assetato si muterà in sorgenti d’acqua»
(Isaia 35:6-7).
Il Signore dice: «Io farò scaturire dei fiumi sulle nude
alture, delle fonti in mezzo alle valli; farò del deserto uno
stagno, della terra arida una terra di sorgenti; pianterò nel
deserto il cedro, l’acacia, il mirto e l’olivo selvatico; metterò
nei luoghi sterili il cipresso, il platano e il larice tutti
assieme, affinché quelli vedano, sappiano, considerino e
capiscano tutti quanti che la mano del Signore ha operato
questo e che il Santo d’Israele ne è il creatore» (Isaia 41:18-20).
Quando la terra sarà riportata alla perfezione, si adempirà
la profezia: «I giusti erediteranno la terra e l’abiteranno per
sempre» (Salmo 37:29). Vedi: Proverbi 2:21-22; Matteo 5:5.
[36] CHE COSA ACCADRÀ DOPO IL MILLENNIO?
L’ESAME FINALE.
Finito il Millennio di rigenerazione, il Diavolo ed i suoi
angeli malvagi verranno liberati per breve tempo, prima della
loro definitiva distruzione. Essi istigheranno per l’ultima volta
gli uomini a ribellarsi a Dio. Quindi, useranno ancora le armi
della tentazione.
L’umanità, così, sarà sottoposta all’ultimo esame, dal cui
esito si vedrà se l’amore, la fede, la giustizia e la pace
saranno veramente radicati nei cuori e nelle menti.
È scritto: «Quando i mille anni saranno trascorsi, Satana
sarà sciolto dalla sua prigione e uscirà per sedurre le nazioni
che sono ai quattro angoli della terra, Gog e Magog, per
radunarle alla battaglia; il loro numero è come la sabbia del
mare. E salirono sulla superficie della terra e assediarono il
campo dei santi e la città diletta; ma un fuoco dal cielo
discese e le divorò. E il diavolo che le aveva sedotte fu gettato
nello stagno di fuoco e di zolfo…» (Apocalisse 20:7-10).
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Dio, mediante Gesù, annienterà quindi le potenze mondiali
avverse. È scritto infatti: «Il Signore si farà avanti e
combatterà contro quelle nazioni, come egli combatté tante
volte nel giorno della battaglia» (Zaccaria 14:3).
Vedi pure: Gioele cap.3; Apoc.19:11-21; Isaia 66:15-18.
Preso il potere nel mondo, Gesù e i santi procederanno
all’instaurazione del regno di Dio sulla terra. Vedi più avanti.
Vegliate!
Ai fedeli il Signor Gesù disse di vegliare e pregare, di
aspettarlo con fede e pazienza, di farsi trovare intenti a
servirlo e pronti in qualsiasi momento: «Vegliate dunque,
pregando in ogni momento, affinché siate in grado di
scampare a tutte queste cose che stanno per venire, e di
comparire davanti al Figlio dell’uomo» (Luca 21:36).
Leggi: Luca 17:28-37 e 21:34-36.
[33] GESÙ VERRÀ PROPRIO SULLA TERRA?
IL SUO RITORNO SARÀ VISIBILE?
La profezia dice: «Ecco, egli viene con le nuvole e ogni
occhio lo vedrà; lo vedranno anche quelli che lo trafissero, e
tutte le tribù della terra faranno lamenti per lui. Si, amen»
(Apocalisse 1:7).
Gesù profetizzò: «Allora apparirà nel cielo il segno del
Figlio dell’uomo; e allora tutte le tribù della terra faranno
cordoglio e vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nuvole
del cielo con gran potenza e gloria» (Matteo 24:30). Vedi
anche: Luca 21:27; Marco 13:26 e 14:61-62; 1 Tess. 1:6-10.
Disse anche: «Come il lampo esce da levante e si vede
fino a ponente, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo»
(Matteo 24:27).
L’apostolo Paolo profetizzò: «Poiché vi diciamo questo
fondandoci sulla parola del Signore: che noi viventi, i quali
saremo rimasti fino alla venuta del Signore, non precederemo
quelli che si sono addormentati; perché il Signore stesso, con
un ordine, con voce d’arcangelo e con tromba di Dio, scenderà
dal cielo, e prima risusciteranno i morti in Cristo; poi noi
viventi, che saremo rimasti, verremo rapiti insieme con loro,
sulle nuvole, a incontrare il Signore nell’aria; e così saremo
sempre con il Signore» (1 Tessalonicesi 4:15-17).
Sarà dunque il Signore stesso, cioè personalmente Lui, a
scendere dal cielo. Verrà proprio sulla terra e visibilmente,
come è scritto: «Dette queste cose, mentre essi guardavano,
fu elevato; e una nuvola, accogliendolo, lo sottrasse ai loro
sguardi. E come essi avevano gli occhi fissi al cielo, mentre
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Egli se ne andava, due uomini in vesti bianche si
presentarono a loro e dissero: “Uomini di Galilea, perché
state a guardare verso il cielo? Questo Gesù, che vi è stato
tolto, ed è stato elevato in cielo, ritornerà nella medesima
maniera in cui lo avete visto andare in cielo”. Allora essi
tornarono a Gerusalemme dal monte chiamato dell’Uliveto,
che è vicino a Gerusalemme» (Atti 1:9-12).
Dalle loro spade fabbricheranno vomeri, dalle loro lance,
roncole; una nazione non alzerà più la spada contro l’altra e
non impareranno più la guerra. Potranno sedersi ciascuno
sotto la sua vite e sotto il suo fico, senza che nessuno li
spaventi; poiché la bocca del Signore degli eserciti ha
parlato» (Michea 4:2-4).
«Il lupo abiterà con l’agnello, e il leopardo si sdraierà
accanto al capretto; il vitello, il leoncello e il bestiame
ingrassato staranno assieme, e un bambino li condurrà. La
mucca pascolerà con l’orsa, i loro piccoli si sdraieranno
assieme, e il leone mangerà il foraggio come il bue. Il lattante
giocherà sul nido della vipera, e il bambino divezzato
stenderà la mano nella buca del serpente. Non si farà né
male né danno su tutto il mio monte santo, poiché la
conoscenza del Signore riempirà la terra, come le acque
coprono il fondo del mare» (Isaia 11:6-9). Isaia 65:13-25 e
Qui è detto che Gesù ritornerà nella medesima maniera in
cui è salito in cielo. Basta immaginare la scena al contrario!
Il profeta Zaccaria conferma che al suo ritorno Gesù
scenderà sul Monte degli Ulivi, proprio da dove salì in cielo!
Zaccaria profetizzò: «In quel giorno i suoi piedi si
poseranno sul monte degli Ulivi, che sta di fronte a
Gerusalemme, a oriente» (Zaccaria 14:4).
Più avanti troverai altre prove sul ritorno visibile di Gesù
sulla terra.
[34] E I SANTI VIVI E MORTI?
I SANTI CHE AL RITORNO DI CRISTO SARANNO VIVENTI.
Paolo apostolo scrisse ai santi di Filippi: «Quanto a noi, la
nostra cittadinanza è nei cieli, da dove aspettiamo anche il
Salvatore, Gesù Cristo, il Signore, che trasformerà il corpo
della nostra umiliazione rendendolo conforme al corpo della
sua gloria» (Filippesi 3:20-21).
Scrisse pure: «La tromba squillerà e i morti risusciteranno
incorruttibili, e noi [i santi che saranno ancora vivi] saremo
trasformati» (1 Corinti 15:52).
I SANTI CHE AL RITORNO DI CRISTO SARANNO MORTI.
Gesù disse: «Quelli che saranno ritenuti degni di aver
parte al mondo avvenire e alla risurrezione dai morti non
prendono né danno moglie; neanche possono più morire
perché sono simili agli angeli e sono figli di Dio, essendo figli
della risurrezione» (Luca 20:35-36). 1 Corinti 15:12-58.
I santi morti faranno parte della «prima risurrezione», a
loro riservata, chiamata anche «risurrezione dei giusti» o
«risurrezione di vita» (Apoc. 20:5-6; Luca 14:14; Giov. 5:29).
Essi risusciteranno direttamente alla gloria e alla
immortalità, come Gesù aveva detto: «Chi ascolta la mia
parola e crede a colui che mi ha mandato, ha vita eterna; e
non viene in giudizio, ma è passato dalla morte alla vita»
(Giovanni 5:24).
Questa frase di Gesù significa non solo che coloro i quali
credono vengono subito (mentre sono in vita) vivificati con lo
spirito, ma significa anche che i credenti che muoiono, alla
Salmo 22:26-31.
Sotto l’amorevole guida di Cristo e dei santi e per il loro
potere di rigenerare la vita, l’umanità entro il Millennio
raggiungerà una condizione fisica e spirituale di perfezione.
La profezia dice (Vers. Riveduta): «Un re regnerà secondo
giustizia e i principi governeranno con equità. Ognun d’essi
sarà come un riparo dal vento, come un rifugio contro
l’uragano, come dei corsi d’acqua in luogo arido, come
l’ombra d’una gran roccia in una terra che langue. Gli occhi
di quei che veggono non saranno più accecati, e gli orecchi di
quei che odono staranno attenti. Il cuore degli inconsiderati
capirà la saviezza, e la lingua dei balbuzienti parlerà spedita
e distinta. Lo scellerato non sarà più chiamato nobile, e
l’impostore non sarà più chiamato magnanimo» (Isaia 32:1-5).
È scritto: «Allora si apriranno gli occhi dei ciechi e saranno
sturati gli orecchi dei sordi; allora lo zoppo salterà come un
cervo e la lingua del muto canterà di gioia» (Isaia 35:5-6).
I malvagi irrecuperabili che avranno «oltraggiato lo Spirito
della grazia» (Ebrei10:26-29 - Versione Riveduta) che allora
riceveranno, saranno stroncati a cent’anni anche entro lo
stesso Millennio, quindi subiranno la seconda morte, cioè
quella definitiva, da cui non c’è più risurrezione.
Vedi anche: Matteo 12:31-32; 1 Giovanni 5:16.
Infatti, la profezia dice: «Chi morirà a cent’anni morirà
giovane e il peccatore sarà colpito dalla maledizione a
cent’anni» (Isaia 65:20).
Dice pure: «”Quando gli adoratori usciranno, vedranno i
cadaveri degli uomini che si sono ribellati a me” dice il
Signore» (Isaia 66:24).
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Gesù precisò: «L’ora viene in cui tutti quelli che sono nelle
tombe udranno la sua voce [di Gesù] e ne verranno fuori;
quelli che hanno operato bene, in risurrezione di vita;
quelli che hanno operato male, in risurrezione di giudizio»
(Giovanni 5:28-29).
La risurrezione di giudizio, come Gesù stesso dice, è per
quelli che hanno operato male. Essa è la risurrezione degli
ingiusti. La risurrezione di giudizio (o degli ingiusti) è quella
di tutto il resto dell’umanità. Essa è una risurrezione in carne.
I morti risusciteranno con un corpo di carne come quello che
avevano prima di morire. - Vedi come esempio Ezechiele
37:1-14. Vedi anche: Isaia 66:22-24.
5) LA RIGENERAZIONE.
LA RIGENERAZIONE DELL'UMANITÀ. Gesù e i santi, dunque,
governeranno sui vivi e sui morti risuscitati applicando la
legge e la giustizia divina. Essi, come dice la profezia,
ammaestreranno le nazioni nelle vie dell’amore, della pace e
della giustizia ed useranno la «verga di ferro» (Apocalisse
2:26-27), cioè la disciplina più severa, nei riguardi di coloro
che non vorranno sottostare alle legge di Dio.
Nel Millennio avverrà l’inverso di quel che accade ora:
saranno i giusti a governare e i malvagi a subire… la giustizia.
Gesù, prevedendo ciò, a chi lo ascoltava disse: «Beati voi che
ora piangete, perché riderete… Guai a voi che ora ridete,
perché sarete afflitti e piangerete» (Vedi l’intero passo di Luca
6:20-26). Vedi: Isaia 65:13-14.
Per molti sarà dura, e difficilmente si vorranno
sottomettere alla legge divina, perché prima erano abituati al
male, al potere, ai piaceri, agli onori e alla prepotenza a
scapito dei deboli. Infatti, la profezia dice: «Se si fa grazia
all’iniquo, egli non apprende la giustizia; sulla terra del
bene 1, egli opera il male e non riconosce la maestà del
Signore» (Isaia 26:10) – La Bibbia, Edizioni Paoline.
Spirito, conoscenza e benedizioni di Dio saranno donati a
tutti gli uomini, come dice la profezia: «Verranno molte
nazioni e diranno: ”Venite, saliamo al monte del Signore, alla
casa del Dio di Giacobbe; egli ci insegnerà le sue vie e noi
cammineremo nei suoi sentieri!”. Poiché da Sion uscirà la
legge, da Gerusalemme la parola del Signore. Egli sarà
giudice fra molti popoli, arbitro fra nazioni potenti e lontane.
1
Sulla terra del bene, cioè sulla terra in fase di restaurazione.
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sua venuta saranno risuscitati direttamente alla vita eterna in
gloria, perché partecipi della prima risurrezione, e non del
Giudizio generale.
TUTTI ASSIEME AD INCONTRARE IL SIGNORE!
Dunque, i santi che al ritorno di Gesù saranno ancora in
vita verranno trasformati in gloria, ed assieme ai santi
risuscitati in gloria andranno ad incontrare il Signore nell'aria!
Ecco la scena profetizzata dall’apostolo Paolo: «Il Signore
stesso… scenderà dal cielo, e prima risusciteranno i morti in
Cristo; poi noi viventi, che saremo rimasti, verremo rapiti
insieme con loro, sulle nuvole, a incontrare il Signore
nell’aria; e così saremo sempre col Signore» (1 Tess. 4:16-17).
Vedi anche Colossesi 3:4; Matteo 24:31; Marco 13:26-27.
[35] CHE COS’È IL GIORNO DEL GIUDIZIO?
La Scrittura dice che Dio «ha fissato un giorno, nel quale
giudicherà il mondo con giustizia» (Atti 17:31).
Tale giorno viene chiamato anche: «Giorno del Giudizio» o
«l’ultimo giorno» o «giorno del Signore» e in altri modi. (Matteo
10:15; Giovanni 6:54; 2 Pietro 3:10; Atti 2:10).
Esso non è un giorno di ventiquattro ore, ma un periodo di
tempo della durata di mille anni. Vedremo più avanti. E non è
nemmeno una semplice emissione di sentenze di condanna o
di assoluzione nell’istante in cui Cristo ritornerà.
Il Giorno del Giudizio è l’ultimo millennio del piano di
salvezza di settemila anni stabilito da Dio per la redenzione
dell’umanità. Per seimila anni gli uomini debbono sottostare
al dominio del male, affinché, secondo la sentenza
pronunciata da Dio quando Adamo ed Eva si ribellarono
(Genesi 3:17-19), essi comprendano veramente cosa sia il
male, provandone i terribili effetti; nel successivo settimo
millennio avranno la opportunità d'essere liberati dal giogo
del male e dai suoi effetti.
Il settimo millennio viene chiamato dalla Bibbia «riposo di
Dio» e anche «settimo giorno». Leggi il passo di Ebrei 4:1-11,
dove noterai anche che la settimana viene presa ad esempio
del piano di settemila anni. Infatti, nella settimana vi sono sei
giorni di affanni ed uno, il settimo, di riposo.
Il Giorno del Giudizio è il tempo della restaurazione della
creazione. La parola giudizio (in greco: krisis) ha il più ampio
significato di ”sentenza a seguito di una prova”; per cui
sarebbe più esatto che il Giorno del Giudizio venisse chiamato
Giorno della prova. Infatti, l’umanità sarà rigenerata mediante
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una rieducazione, che comprenderà un disciplinamento
severo, a cui seguirà un vero e proprio esame terminale.
Ecco che cosa avverrà nel Giorno del Giudizio:
1) NEL MILLENNIO SATANA E I SUOI ANGELI MALVAGI
SARANNO IMPRIGIONATI.
Ai punti 24 e 32 abbiamo visto che il Diavolo opporrà
resistenza all’insediamento del regno di Dio sulla terra,
aizzando le nazioni a far guerra ad Israele, nel tentativo di
distruggerlo definitivamente e quindi impedire la realizzazione
delle profezie. Ma sarà un tentativo vano, perché Cristo e i
santi trionferanno.
Allora, Gesù farà imprigionare Satana e i suoi angeli
malvagi per mille anni, affinché non ostacolino l’opera di
restaurazione della terra e dei suoi abitanti.
La profezia dice: «Poi vidi scendere dal cielo un angelo con
la chiave dell’abisso e una grande catena in mano. Egli
afferrò il dragone, il serpente antico, cioè il diavolo, Satana,
lo legò per mille anni, e lo gettò nell’abisso che chiuse e
sigillò sopra di lui perché non seducesse più le nazioni finché
fossero compiuti i mille anni; dopo i quali dovrà essere
sciolto per un po’ di tempo» (Apoc.20:1-3). Vedi: Isaia 24:21-22.
2) GESÙ RISTABILIRÀ IL TRONO DI DAVIDE.
Gesù quindi ristabilirà in Israele il regno di Davide, di cui
Egli fu discendente quando venne sulla terra come uomo.
Si adempirà così la profezia annunciata a Maria dall’angelo
Gabriele prima della nascita di Gesù: «Ecco, tu concepirai e
partorirai un figlio, e gli porrai nome Gesù. Questi sarà
grande e sarà chiamato Figlio dell’Altissimo, e il Signore Dio
gli darà il trono di Davide, suo padre. Egli regnerà sulla casa
di Giacobbe [cioè in Israele] in eterno, e il suo regno non avrà
mai fine» (Luca 1:31-33). Vedi anche: Isaia 9:5-6; Geremia 23:56; Daniele 2:44 e 7:13-14; Salmo 2:7-9.
Il trono di Davide sarà ristabilito in Gerusalemme, qui sulla
terra, e questa è un’altra prova della venuta personale e
visibile di Gesù. Dal trono di Gerusalemme Cristo e i santi
governeranno il mondo.
3) GESÙ E I SANTI REGNERANNO
QUALI RE, GIUDICI E SACERDOTI.
Gesù dice: «Il Signore mi ha detto: “Tu sei mio figlio, oggi
io t’ho generato. Chiedimi, io ti darò in eredità le nazioni e in
possesso le estremità della terra. Tu le spezzerai con una
verga di ferro; tu le frantumerai come un vaso d’argilla» (Vedi
l’intero passo del Salmo 2:6-12).
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La profezia dice che Gesù «non giudicherà secondo le
apparenze, né renderà sentenza per sentito dire; ma
giudicherà con giustizia i miseri e con equità renderà
sentenze in favore dei poveri del paese; percuoterà il violento
con la verga della sua bocca, e farà morire l’empio con il
soffio delle sue labbra. La giustizia sarà la cintura dei suoi
lombi e la fedeltà la cintura dei suoi fianchi» (Isaia 11:3-5).
La Bibbia, Edizioni Paoline.
I santi regneranno con Gesù e avranno potere come Lui.
Gesù, infatti, ai discepoli aveva promesso: «In verità vi dico:
voi che mi avete seguito, nella rigenerazione 1, quando il
Figlio dell’uomo sederà sul suo trono di gloria, sederete
anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù d’Israele»
(Matteo 19:28). La Bibbia - Edizioni Paoline.
Ancor più ricco di particolari è il passo parallelo del
Vangelo di Luca: «Or voi siete quelli che avete perseverato con
me nelle mie prove; io dispongo che vi sia dato un regno,
come il Padre mio ha disposto che fosse dato a me, affinché
mangiate e beviate alla mia tavola nel mio regno, e sediate
su troni per giudicare le dodici tribù d’Israele» (Luca 22:28-30).
Egli disse pure: «A chi vince e persevera nelle mie opere
sino alla fine, darò potere sulle nazioni, ed egli le reggerà
con una verga di ferro e le frantumerà come vasi d’argilla»
(Apocalisse 2:26-27).
È scritto che gli eletti saranno «un regno e dei sacerdoti; e
regneranno sulla terra» (Apocalisse 5:10).
È pure scritto: «Poi vidi dei troni. A quelli che vi si misero
seduti fu dato di giudicare… saranno sacerdoti di Dio e di
Cristo e regneranno con lui quei mille anni» (Apocalisse
20:4,6). Vedi: Daniele 7:27 e 1 Corinti 6:1-3.
4) LA RISURREZIONE GENERALE DEI MORTI.
Della risurrezione dei santi (prima risurrezione o
risurrezione di vita o risurrezione dei giusti) abbiamo parlato
al punto precedente. E come abbiamo visto, è una
risurrezione in gloria.
Ma la Bibbia dice che anche gli ingiusti saranno risuscitati,
nella seconda ed ultima risurrezione o risurrezione generale.
L’apostolo Paolo, infatti, disse: «Ci sarà una risurrezione
dei giusti e degli ingiusti» (Atti 24:15).
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Gesù chiama il Giorno del giudizio Rigenerazione (in greco:
Palinghenesìa), prova chiarissima che esso è il tempo della
restaurazione della creazione.
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