1 Marcello Abbrescia - Universita di Bari XVII Seminario Nazionale di Fisica Nucleare e Subnucleare Il problema Otranto, Serra degli Alimini, 20-26 Settembre 2004 La rivelazione delle mine anti-uomo E’ uno dei residui piu’ odiosi delle guerre: E’ un'arma di distruzione di massa ad azione lenta; a differenza dei proiettili e delle bombe, le mine anti-uomo non hanno un bersaglio. 20 milioni di mine in AFGHANISTAN 6 milioni in KUWAIT Sono tante: 7 milioni in KURDISTAN 6 milioni in BOSNIA, una mina ogni abitante e mezzo 89 milioni nel resto del mondo. Le mine sono mutate nel tempo ma alcune loro caratteristiche fondamentali sono rimaste uguali e sempre tali da rendere l’ordigno poco costoso ma di grande efficacia operativa. Tutte le mine sono caratterizzate da: costi di fabbricazione e di gestione piuttosto contenuti; difficoltà di rilevamento ed eliminazione; minimo costo e massima efficacia; 2 forma, dimensioni e caratteristiche tali da creare nel combattente un elevato senso di insicurezza. Marcello Abbrescia - Universitá di Bari, Italy XVII Seminario Nazionale di Fisica Nucleare e Subnucleare Qualche numero ... Otranto, Serra degli Alimini, 20-26 Settembre 2004 MINE ANTI-UOMO INESPLOSE 100.000.000 PERSONE MUTILATE O UCCISE OGNI ANNO 15.000 (~300 ogni settimana) COSTO MEDIO DI UNA MINA Euro 10 COSTO MEDIO PER DISATTIVARLA Euro 500 MINE PRODOTTE OGNI ANNO 10.000.000 PAESI CON MINE ANTI-UOMO 62 PAESI PIU' COLPITI 3 Cambogia Afganistan Angola Mozambico ex Jugoslavia Sudan Somalia EL-Salvador Kurdistan Kuwait MAGGIORI PRODUTTORI paesi ex Unione Sovietica Cina un tempo … Italia (~ 3%) Mine anti - uomo piu’ diffuse: MRUD PFM MON 100 e MON 200 PMA-2A PMA-3 OZM-3 MAUS SB-33 VALMARA 69 Marcello Abbrescia - Universitá di Bari, Italy XVII Seminario Nazionale di Fisica Nucleare e Subnucleare La maniera per rivelarle ... Otranto, Serra degli Alimini, 20-26 Settembre 2004 Rivelare le mine anti-uomo e’ difficile: alcune sono fatte di materiale plastico ed esplosivo: niente metalli. Molte sono costruite per esplodere non dopo un singolo urto, ma dopo aver subito ripetuti urti e contatti. I metodi di rastrellamento (di tipo meccanico) del terreno possono non essere adeguati Metal Detector insufficiente! Molto spesso il metodo piu’ efficace e’ questo! Nell’ambito del quinto progetto quadro della comunità europea una comunità di fisici internazionali ha proposto nuovi metodi e strumenti di rivelazione: collaborazione DIAMINE 4 Marcello Abbrescia - Universitá di Bari, Italy XVII Seminario Nazionale di Fisica Nucleare e Subnucleare Il metodo Otranto, Serra degli Alimini, 20-26 Settembre 2004 A volte, si possono usare metodi piu’ intelligenti (e sicuri) del metal detector... I metodi di bakscattering si basano sulla rivelazione particelle che sono state emesse da una sorgente, hanno interagito nel suolo e riemergono da esso Ad esempio: 252Cf Cosmics n veloci 252Cf Il goal è rivelare neutroni termalizzati nel terreno source RPC Thermal n and “fast” n Ground Landmine 5 Marcello Abbrescia - Universitá di Bari, Italy XVII Seminario Nazionale di Fisica Nucleare e Subnucleare Il segnale ... Otranto, Serra degli Alimini, 20-26 Settembre 2004 Per cercare di capire se il segnale e’ sufficiente in genere si ricorre a tecniche tipo Monte Carlo; in questo caso GEANT 3.18 6 Marcello Abbrescia - Universitá di Bari, Italy XVII Seminario Nazionale di Fisica Nucleare e Subnucleare La localizzazione del segnale Otranto, Serra degli Alimini, 20-26 Settembre 2004 Camera 40 x 40 cm2 Il segnale e’ ben localizzato nei pressi della mina Sulla camera incidono: Dal suolo (nel caso della mina più piccola): 800 neutroni termici/s se c’e’ la mina 400 neutroni termici/s se non c’e’ la mina 7 Il segnale da rivelare e’ 400 n/s Marcello Abbrescia - Universitá di Bari, Italy XVII Seminario Nazionale di Fisica Nucleare e Subnucleare Come si rivelano i neutroni Otranto, Serra degli Alimini, 20-26 Settembre 2004 I neutroni, essendo particelle neutre e, quindi non ionizzanti, possono essere rivelati solo dopo l’interazione in un materiale “convertitore” produzione di particelle secondarie ionizzanti 8 Marcello Abbrescia - Universitá di Bari, Italy XVII Seminario Nazionale di Fisica Nucleare e Subnucleare Sezione d’urto totale ai neutroni Otranto, Serra degli Alimini, 20-26 Settembre 2004 Si possono usare un certo numero di reazioni per rivelare i neutroni lenti: ad esempio: La sezione d’urto, per tutti questi, materiale, esibisce un andamento del tipo: 1/v 9 E’ cio’ che ci serve: molto sensibili ai n termici poco sensibili ai n veloci Marcello Abbrescia - Universitá di Bari, Italy XVII Seminario Nazionale di Fisica Nucleare e Subnucleare Tipi di convertitori Otranto, Serra degli Alimini, 20-26 Settembre 2004 Il Cd non produce particelle secondarie ionizzanti L’ 3He (o il BF3) sono convertitori gassosi, e sono molto usati allo stesso tempo come convertitori e come gas in cui avvengono i processi di moltiplicazione per la generazione di un segnale rivelabile. 2He 3 + 10n 1H 3 + 11p 0.764 MeV I convertitori solidi hanno il vantaggio, rispetto ai convertitori gassosi della maggiore densità: Sezione d’urto macroscopica: = N 10 (N: # centri di scattering/cm3) Marcello Abbrescia - Universitá di Bari, Italy XVII Seminario Nazionale di Fisica Nucleare e Subnucleare Rivelatori a gas con convertitori solidi Otranto, Serra degli Alimini, 20-26 Settembre 2004 Hanno lo svantaggio che la particella prodotta dalla conversione deve sfuggire dal convertitore ed entrare nel volume attivo del rivelatore per essere rivelata. Compromesso tra: maggiore probabilità di conversione grande spessore maggiore probabilità di fuga 11 piccolo spessore Marcello Abbrescia - Universitá di Bari, Italy XVII Seminario Nazionale di Fisica Nucleare e Subnucleare Il 10B Otranto, Serra degli Alimini, 20-26 Settembre 2004 I convertitori solidi che, in assoluto, hanno la sezione d’urto più grande: 157Gd: 250 kbarn 155Gd: 75 kbarn 10B: 3.8 kbarn (è naturale usare questi materiali…) Il 10B è presente nel B naturale al 19.7%, ma ottenere Boro arricchito (>90%) in 10B è relativamente semplice e poco costoso 10 1 5B 0n + 7 3Li + 7 3Li* 4 + 2 4 2 1.78 MeV (ground state) 6.3% 1.47 MeV (excited state) 93.7% Le prodotte hanno un range nel 10B di 3-4 m 12 Massimo spessore utilizzabile Marcello Abbrescia - Universitá di Bari, Italy XVII Seminario Nazionale di Fisica Nucleare e Subnucleare 157Gd Otranto, Serra degli Alimini, 20-26 Settembre 2004 In assoluto, il materiale che presenta la piu’ elevata sezione d’urto: 1401 cm-1 (~50 kbarn) per i neutroni termici e’ il Gadolinio, in particolare il 157Gd (~20%dell’abbondanza naturale) ~ 250 kBarn Dopo la cattura di un neutrone termico, il Gd (naturale) emette, nel 60% dei casi, un elettrone di conversione Range in Gd ~ 20 m 13 Energia (keV) Elettroni/cattura (%) 29 39 71 78 81 88 131 149 173 180 191 198 228 246 9.82 4.19 26.80 6.17 4.97 1.16 3.41 0.84 1.46 0.31 0.30 0.06 0.40 0.02 Marcello Abbrescia - Universitá di Bari, Italy XVII Seminario Nazionale di Fisica Nucleare e Subnucleare Confronto nat.Gd con 10B Otranto, Serra degli Alimini, 20-26 Settembre 2004 Tuttavia … e’ molto difficile e costoso ottenere Gd arricchito in 157Gd (materiale di interesse strategico) Si ricorre al Gd naturale, che ha la seguente composizione isotopica gli isotopi interessanti sono circa il 30% Mass No. 152 154 155 156 157 158 160 % 0.2 2.2 14.8 20.5 15.7 24.8 21.8 •Il Gd naturale ha una per i termici (50 kbarn) 12 volte superiore alla (3840 barn) del 10B •Il range degli elettroni prodotti e’ > di quello delle alfa •Dopo E=100 meV la sezione d’urto del Gd diminuisce molto più rapidamente di quella del 10B. •Per E1 eV è minore di quella del 10B 14 In queste applicazioni il Gd è da preferire rispetto al 10B Marcello Abbrescia - Universitá di Bari, Italy XVII Seminario Nazionale di Fisica Nucleare e Subnucleare Il materiale Otranto, Serra degli Alimini, 20-26 Settembre 2004 Commercialmente, il Gd si trova sostanzialmente sotto due forme … Il Gd è un metallo, che reagisce debolmente in aria umida, ossidandosi. E’ poco costoso, tranne quando richiesto in piccoli spessori (dell’ordine del m) . L’ Ossido di Gadolino Gd2O3 (volg. detto “Gadolina”) è polvere bianca inerte (facile da maneggiare), con granuli di diametro 1-3 m, poco costosa. 15 Marcello Abbrescia - Universitá di Bari, Italy XVII Seminario Nazionale di Fisica Nucleare e Subnucleare Ottimizzazione del materiale Otranto, Serra degli Alimini, 20-26 Settembre 2004 n Gas Neutroni interagenti eEfficienza di rivelazione Gd Elettroni in uscita Due processi in competizione: assorbimento dei n termici “grande” spessore emissione degli e “piccolo” spessore Bisgno trovare uno spessore “ottimale” che soddisfi entrambe le esigenze Ingredienti del programma: •distribuzione angolare dei neutroni termici incidenti (~random, angolo massimo) •sezione d’urto di conversione per i n termici •distribuzione di probabilita’, spettro e range degli e- di conversione 16 Marcello Abbrescia - Universitá di Bari, Italy XVII Seminario Nazionale di Fisica Nucleare e Subnucleare Ottimizzazione del materiale…2 Otranto, Serra degli Alimini, 20-26 Settembre 2004 Nota: l’uscita degli elettroni dal Gd non e’ isotropa Spessore “grande”: solo gli elettroni prodotti entro ~15 m contribuiscono al flusso all’indietro La maggior parte delle conversioni avviene all’inizio del foglio di Gd Gd n Gas e- Gd Spessore piccolo rispetto al range: non c’e’ alcuna differenza 17 Spessore “grande”: gli elettroni devono percorrere in avanti un tragitto lungo: sfavoriti Marcello Abbrescia - Universitá di Bari, Italy XVII Seminario Nazionale di Fisica Nucleare e Subnucleare Il risultato finale ... Otranto, Serra degli Alimini, 20-26 Settembre 2004 Facciamo i conti (per un rivelatore 10 x 10 cm2 ed una PMA-2): Spessore ottimale ~ 10 m Efficienza di conversione ~ 80% Efficienza di rivelazione: 30-35% Neutroni dalla mina incidenti sul rivelatore: ~400 n/s Segnale ~ 130 hit/s Sorgenti di rumore Dai cosmici: 100 Hz/m2 1 hit/s su tutta la camera Rumore “intrinseco” della camera: Avalanche mode: 1 Hz/cm2 Streamer mode: 0.1 Hz/cm2 Dalla sorgente: 105 neutroni veloci/s (<E> 2.14 MeV) 5 × 105 /s ( 10 keV < E < 2 MeV) Un RPC standard e’ caratterizzato da: Sensitivita’ ai 10-3 Sensistivita’ ai n 18 10-4 Cosmics 10 (100) hit/s 5 × 102 hit/s 10 hit/s 252Cf RPC Thermal n Ground source and “fast” n Landmine Marcello Abbrescia - Universitá di Bari, Italy XVII Seminario Nazionale di Fisica Nucleare e Subnucleare Otranto, Serra degli Alimini, 20-26 Settembre 2004 Riassumendo: E’ possibile costruire un rivelatore adatto alle esigenze? n veloci cosmici rumore 5 × 102 10 1 10 hit/s Totale 5 × 102 hit/s Soluzioni (?): : n: Entrambi: Rumore: Cosmici: 19 ridurre Z e lo spessore del materiale (fino a 20 m per strato) ridurre lo spessore allontanare il piu’ possibile la sorgente dal rivelatore e, possibilmente, “taggarla” usare il modo streamer mode ad alta soglia ed un’elettronica noise-free usare tecniche di anti-coincidenza Marcello Abbrescia - Universitá di Bari, Italy XVII Seminario Nazionale di Fisica Nucleare e Subnucleare Un possibile schema di principio Otranto, Serra degli Alimini, 20-26 Settembre 2004 GND + segnale Mylar alluminato spess.=12 m 1 gap 2 gap Telaio esterno Telai di sostegno (PVC o vetronite) Foglio di Gd a -HV (spessore 12m) L’idea é eliminare tutto quello che “non serve” e lasciare solo il materiale strettamente necessario Il foglio di convertitore in Gadolinio e’ il cuore del sistema; deve essere al centro di due zone di rivelazione, per essere sensibili sia agli elettroni in avanti che a quelli all’indietro Gli elettrodi sono fatti con fogli molto sottili di mylar alluminato: materiale facile da reperire commercialmente e dalle caratteristiche adeguate 20 Marcello Abbrescia - Universitá di Bari, Italy XVII Seminario Nazionale di Fisica Nucleare e Subnucleare Un possibile schema di principio Otranto, Serra degli Alimini, 20-26 Settembre 2004 Elettrodo di lettura Gap Mylar+Gadolinio Frame di vetronite 21 Fori per la circolazione del gas Marcello Abbrescia - Universitá di Bari, Italy XVII Seminario Nazionale di Fisica Nucleare e Subnucleare La fase esecutiva ... Otranto, Serra degli Alimini, 20-26 Settembre 2004 I fogli di mylar devono essere tesi ”come la pelle di un tamburo” su dei frames piu’ resistenti di vetronite Deve essere realizzata una scatola per contenere il tutto 22 Marcello Abbrescia - Universitá di Bari, Italy XVII Seminario Nazionale di Fisica Nucleare e Subnucleare I pezzi in fase di costruzione Otranto, Serra degli Alimini, 20-26 Settembre 2004 23 Marcello Abbrescia - Universitá di Bari, Italy XVII Seminario Nazionale di Fisica Nucleare e Subnucleare Il rivelatore (quasi ...) finito Otranto, Serra degli Alimini, 20-26 Settembre 2004 In linea di principio è il rivelatore ideale per questi scopi … praticamente … non si potrebbe fare di meglio. I risultati ? … 24 Marcello Abbrescia - Universitá di Bari, Italy XVII Seminario Nazionale di Fisica Nucleare e Subnucleare … I risultati Otranto, Serra degli Alimini, 20-26 Settembre 2004 25 Marcello Abbrescia - Universitá di Bari, Italy XVII Seminario Nazionale di Fisica Nucleare e Subnucleare Un metodo alternativo Otranto, Serra degli Alimini, 20-26 Settembre 2004 Si tratta di realizzare lo strato di convertitore con Gd2O3 mescolato con con olio di lino, e spruzzare la miscela sulla bakelite, poi usata per realizzare RPC di tipo standard. Superfici a specchio … 26 L’olio di lino viene regolarmente usato sulle superfici interne degli RPC realizzati in bakelite (ma viene deposto in maniera diversa). Marcello Abbrescia - Universitá di Bari, Italy XVII Seminario Nazionale di Fisica Nucleare e Subnucleare I vantaggi del metodo Otranto, Serra degli Alimini, 20-26 Settembre 2004 1. Si realizzano strati estremamente uniformi, con spessore e densità molto costanti 2. Non si alterano le proprietà elettriche (resistività superficiale) degli elettrodi di bakelite 3. E’ un metodo facilmente realizzabile su grandi dimensioni 4. E’ applicabile su scala industriale (come è richiesto dal progetto DIAMINE), e le industrie hanno grande esperienza a riguardo: è lo stesso sistema che si usa per verniciare le automobili … 27 Marcello Abbrescia - Universitá di Bari, Italy XVII Seminario Nazionale di Fisica Nucleare e Subnucleare Otranto, Serra degli Alimini, 20-26 Settembre 2004 Qualora qualcuno abbia qualche dubbio… ... sulla rilevanza e la dignita’ scientifica di questo metodo, ecco il frontespizio di una tesi fatta ad Harvard Viene esposto un metodo per realizzare uno strato di resina epossidica con 10B 28 Marcello Abbrescia - Universitá di Bari, Italy XVII Seminario Nazionale di Fisica Nucleare e Subnucleare Le camere Otranto, Serra degli Alimini, 20-26 Settembre 2004 3 RPC di dimensioni 10x10 cm2 1 senza Gd2O3, usato come riferimento 2 con una concentrazione diversa di miscela olio-Gd2O3 Gas Alta tensione Lettura segnale 29 Marcello Abbrescia - Universitá di Bari, Italy XVII Seminario Nazionale di Fisica Nucleare e Subnucleare Come continua la storia … Otranto, Serra degli Alimini, 20-26 Settembre 2004 Le camere sono state portate a Geel, dove abbiamo usufruito di GELINA Geel Electron Linear Accelerator Un fascio di e- su bersaglio di Uranio produce, per Bremsstrahlung, che a loro volta, producono, per mezzo di reazioni fotonucleari, neutroni Energia: da pochi meV a 20 Mev 12 flightpath: da 8 a 200 m Yield di picco: 4.5x1019 n/s Yield medio3.4x10x11 n/s 30 Marcello Abbrescia - Universitá di Bari, Italy XVII Seminario Nazionale di Fisica Nucleare e Subnucleare Come funziona il sistema Otranto, Serra degli Alimini, 20-26 Settembre 2004 eU C I R P C t0 start DAQ T D C 1 T D C 2 31 tn stop a TDC multihit Marcello Abbrescia - Universitá di Bari, Italy XVII Seminario Nazionale di Fisica Nucleare e Subnucleare Come funziona il sistema …2 Otranto, Serra degli Alimini, 20-26 Settembre 2004 t0: tempo di arrivo del bunch di e- sull’Uranio + ritardi segnale di start di due TDC multihit (0.5 ns/bin) 2 TDC multihit, ciascuno ad 1 canale RPC Camera Ionizzazione DAQ separato per CI ed RPC CI: due strati di 10B da 0.35 m ciascuno RPC: in sequenza RPC-GdB, RPC-GdNB, RPC-Olio, OR(RPC-GdB+RPC-GdNB) 32 Marcello Abbrescia - Universitá di Bari, Italy XVII Seminario Nazionale di Fisica Nucleare e Subnucleare Come funziona il sistema …3 Otranto, Serra degli Alimini, 20-26 Settembre 2004 Condizioni di operazione: un burst di e- ogni 10 ms (100 Hz) Tempo massimo di acquisizione/burst = 10 ms Tempo massimo tmax tra la prima: flash 10 ms e l’ultima particella: n lento tmax = 10 ms (100 Hz) Emin=11.7 meV 2 Emin 33 1 2 1 s mv m 2 2 2 tmin tmax = 1.25 ms (800 Hz) Emin=748 meV Marcello Abbrescia - Universitá di Bari, Italy XVII Seminario Nazionale di Fisica Nucleare e Subnucleare Come funziona il sistema …4 Otranto, Serra degli Alimini, 20-26 Settembre 2004 L’energia dei neutroni si determina facendo riferimento al tn-to tempo di volo dei neutroni (+ tutti i ritardi dovuti a cavi, elettronica, etc.) burst lunghi 14 ns 34 limite della risoluzione in energia Marcello Abbrescia - Universitá di Bari, Italy XVII Seminario Nazionale di Fisica Nucleare e Subnucleare Le camere a Geel Otranto, Serra degli Alimini, 20-26 Settembre 2004 Flightpath=15 m (CI = 13.5 m) “Trespolo” in materiale plastico (anche gli RPC in materiale plastico…) Configurazione “backward” RPC e- n e- 35 Gd2O3 Marcello Abbrescia - Universitá di Bari, Italy XVII Seminario Nazionale di Fisica Nucleare e Subnucleare Lo spessore non è importante Otranto, Serra degli Alimini, 20-26 Settembre 2004 e- backward Poiche’ l’intensita’ dei neutroni, nel Gd, decresce esponenzialmente, solo il “primo strato” “partecipa” alla conversione Gli e-, all’indietro, hanno lo stesso spessore da attraversare 36 Marcello Abbrescia - Universitá di Bari, Italy XVII Seminario Nazionale di Fisica Nucleare e Subnucleare Un po’ di raw data Otranto, Serra degli Alimini, 20-26 Settembre 2004 Camera Ionizzazione RPC Gd Sono eventi di cui si conosce il tempo rispetto al t0 Spettri raccolti contemporaneamente per RPC e CI confronto fra i RPC e CI Due regioni: • n termici • risonanze 37 Marcello Abbrescia - Universitá di Bari, Italy XVII Seminario Nazionale di Fisica Nucleare e Subnucleare Un po’ di raw data 2 Otranto, Serra degli Alimini, 20-26 Settembre 2004 Camera Ionizzazione Spettri nella zona delle risonanze (pochi eV) Sono risonanze dovute alla presenza di filtri sul fascio: W, Na, Ag, S, Co RPC Gd 38 Sono sfasati perché: 1. la base di volo è diversa tra RPC e CI 2. i ritardi sono diversi Marcello Abbrescia - Universitá di Bari, Italy XVII Seminario Nazionale di Fisica Nucleare e Subnucleare Come si passa dai tempi alle energie Otranto, Serra degli Alimini, 20-26 Settembre 2004 Si fa riferimento a particelle di energia nota T.O.F. noto ritardi del sistema energie delle altre particelle Si può fare con il flash: c’è bisogno di un set-up particolare (perché in genere si maschera il gamma flash giocando con i ritardi, in maniera che arrivi prima del t0) Si può fare facendo riferimento ad una risonanza 39 Marcello Abbrescia - Universitá di Bari, Italy XVII Seminario Nazionale di Fisica Nucleare e Subnucleare …cioè … calibrazione Otranto, Serra degli Alimini, 20-26 Settembre 2004 Si toglie e si mette un filtro e si vede quale picco scompare energia della risonanza Per le altre energie… 1 t 2 E Erif s m 2 Meglio fare riferimento ad una risonanza, perché le condizioni sono più simili a quelle di operazione nella regione dei termici Si fa separatamente per CI ed RPC 40 Marcello Abbrescia - Universitá di Bari, Italy XVII Seminario Nazionale di Fisica Nucleare e Subnucleare Cosa si ottiene Otranto, Serra degli Alimini, 20-26 Settembre 2004 I due spettri adesso sono calibrati = energia delle risonanze coincidenti Ag W Presenza di picchi nello spettro: picchi della sezione d’urto del Gd Risoluzione in energia peggiore per l’RPC 41 Marcello Abbrescia - Universitá di Bari, Italy XVII Seminario Nazionale di Fisica Nucleare e Subnucleare Otranto, Serra degli Alimini, 20-26 Settembre 2004 Perchè la risoluzione in energia è peggiore • Efficienza di conversione Gd è minore per EeV (sezione d’urto minore): meno eventi, quindi meno statistica • Fondo misurato circa 6-9 volte maggiore vicino RPC rispetto alla zona della CI: circa 1-1.5 Sv per la CI, circa 9 Sv RPC (dose di neutroni). Si tratta di neutroni “fuori tempo” perché non provengono direttamente dal fascio, ma da altre zone (schermo di B a valle delle camere, altre zone di scattering, etc.) • Il trespolo e le camere sono di materiale plastico: ancora scattering: neutroni fuori tempo 42 Marcello Abbrescia - Universitá di Bari, Italy XVII Seminario Nazionale di Fisica Nucleare e Subnucleare La regione dei termici Otranto, Serra degli Alimini, 20-26 Settembre 2004 Efficienza relativa: rel N RPC N CI Ad “occhio” 2.5-3 Efficienza di conversione del 10B: nota 43 Marcello Abbrescia - Universitá di Bari, Italy XVII Seminario Nazionale di Fisica Nucleare e Subnucleare Il fondo della misura Otranto, Serra degli Alimini, 20-26 Settembre 2004 Un limite superiore per il fondo delle nostre camere si può ottenere: esaminando i run acquisiti con la camera senza Gd In questo caso gli eventi nella regione dei termici sono: 1. Rumore della camera 2. Neutroni che convertono in qualche maniera nella bakelite o nel gas (prob. di conversione 10-3) 3. Neutroni fuori tempo (del fondo) 44 Marcello Abbrescia - Universitá di Bari, Italy XVII Seminario Nazionale di Fisica Nucleare e Subnucleare Il fondo della misura 2 Otranto, Serra degli Alimini, 20-26 Settembre 2004 Altra maniera: un filtro di Cd opaco per i neutroni con Ecin< 0.5 eV (“cutoff” del Cd) Vantaggi: •dati provenienti dalla stessa camera (anche CI) •nelle stesse condizioni Rumore distribuito in maniera uniforme in tempo non in energia 45 Marcello Abbrescia - Universitá di Bari, Italy XVII Seminario Nazionale di Fisica Nucleare e Subnucleare Efficienza Otranto, Serra degli Alimini, 20-26 Settembre 2004 Tolto in fondo … Efficienza integrale (E) E Emin N RPC N CI Efficienza differenziale ( E) E dE E 46 N RPC N CI Marcello Abbrescia - Universitá di Bari, Italy XVII Seminario Nazionale di Fisica Nucleare e Subnucleare Efficienza Otranto, Serra degli Alimini, 20-26 Settembre 2004 … Facendo riferimento alla CI Si ottiene, in assoluto, la migliore efficienza ai neutroni termici per convertitori solidi 47 Marcello Abbrescia - Universitá di Bari, Italy XVII Seminario Nazionale di Fisica Nucleare e Subnucleare Conclusioni Otranto, Serra degli Alimini, 20-26 Settembre 2004 • Abbiamo sviluppato un metodo semplice (adatto per applicazioni industriali) ma efficace, per fare degli RPC dei rivelatori di neutroni termici • Su due rivelatori costruiti, due funzionano … • Entrambi hanno un’efficienza > 2.5 eff. CI • In “OR” l’efficienza raggiunta è attorno a 3.5-4 eff. CI • Sono rivelatori facili da costruire, robusti, leggeri, economici, etc. 48 Marcello Abbrescia - Universitá di Bari, Italy XVII Seminario Nazionale di Fisica Nucleare e Subnucleare E questa e’ la fine della storia ... Otranto, Serra degli Alimini, 20-26 Settembre 2004 49 Marcello Abbrescia - Universitá di Bari, Italy