Protezione del motore Caratteristiche per l’applicazione pratica Necessità per la protezione motore Requisiti per la protezione motore Misure protettive Motor Management TM Premessa Il presente manuale tecnico «Protezione del motore» rappresenta un’ulteriore pubblicazione sul tema «Sistema di controllo e protezione del motore (Motor Management)». Con questa pubblicazione, si rende disponibile per l’utente un manuale sempre più vasto per la consultazione sulle prestazioni e sui dati operativi per la progettazione e l’utilizzo. Gli argomenti trattati sono: • Avviamenti per motori • Scelta e uso delle apparecchiature elettriche di comando • Comunicazione Sono già stati pubblicati i seguenti manuali tecnici • «Motori asincroni trifasi» - informazioni sulla costruzione, tipi di funzionamento, scelta e dimensionamento dei motori • «Caratteristiche degli interruttori magnetotermici di potenza» - indicazioni integrative per la gestione pratica degli interruttori magnetotermici di potenza. Attualmente i motori elettrici fanno parte, di tutti i processi di produzione. L’utilizzo ottimale delle macchine aumenta di significato dal punto di vista economico. Il «Sistema di controllo e protezione del motore» della Rockwell Automation può essere di aiuto: • nell’utilizzare meglio gli impianti • nel ridurre i costi di gestione • nell’aumentare la sicurezza di funzionamento Saremo lieti se le nostre pubblicazioni potranno aiutarvi a trovare soluzioni economiche ed efficienti per le vostre applicazioni. Copyright © 1997 by Rockwell Automation AG Tutte le indicazioni si basano sullo stato attuale della tecnologia, senza vincoli legali. i Protezione del motore Indice 1 Necessità della protezione motore 1.1 2 Requisiti della protezione motore 2.1 2.1 2.1.1 2.1.2 2.1.3 2.1.4 2.1.5 2.1.6 2.1.7 2.1.8 Riscaldamento Comportamento funzionale Temperatura limite e classi di isolamento Invecchiamento dell’isolamento Limiti di prestazione Mancanza di fase Asimmetria nella rete Dispersione verso terra Cortocircuiti 3 Requisiti di protezione del sistema 3.1 3.2 3.3 3.4 3.4.1 3.4.2 Arresto Sotto carico Senso di rotazione errato Motori in ambienti esplosivi Tipo di protezione ad elevata sicurezza EEx e con pericolo esplosivo Significato del tempo tE 4 Caratteristiche di protezione 4.1 5 Caratteristiche di protezione dipendenti dalla temperatura 5.1 5.1 5.1.1 5.1.2 5.2 5.3 5.4 Problemi applicativi Applicazioni Inerzia termica Termostati bimetallici nell’avvolgimento Sensori PTC Sensori termici lineari ii 2.1 2.1 2.3 2.4 2.5 2.6 2.8 2.9 2.9 3.1 3.1 3.1 3.1 3.1 3.1 3.2 5.1 5.1 5.1 5.2 5.3 5.4 Protezione del motore 6 Protezione dipendente dalla corrente 6.1 6.1 6.2 6.2.1 6.2.2 6.3 6.3.1 6.3.2 6.3.3 6.3.4 6.3.5 6.3.6 6.3.7 6.4 6.5 6.6 6.6.1 6.6.1.1 6.6.1.2 6.6.1.3 6.6.2 6.6.2.1 6.6.2.2 6.6.2.3 Funzione Caratteristiche dell’apparecchio Funzionamento fisso Funzionamento intermittente Bimetallo - Principio di protezione Funzione Resistenza al cortocircuito Funzionamento monofase Mancanza di fase Tempo di ripristino Regolazione della corrente Scatto libero Protezione del motore per avviamento con carico pesante Protezione del motore in ambienti esplosivi Protezione elettronica del motore Protezione dai sovraccarichi Modelli di simulazione termica Regolazione della corrente Regolazione del tempo di intervento Funzioni speciali di protezione del motore Mancanza di fase Asimmetria Dispersione verso terra Dispersione verso terra secondo il metodo "Holmgreen" Dispersione verso terra con trasformatore di corrente sommatorio Protezione della dispersione verso terra in media tensione Protezione dai cortocircuiti per motori in media tensione Funzioni di comando Forte sovraccarico e arresto Sotto carico Protezione del senso di rotazione Controllo del tempo di avviamento Arresto durante l’avviamento Fonctions de commande Preallarme Regolazione del carico Arresto dell’avviamento Commutazione stella-triangolo Avviamento a caldo Possibilità di comunicazione 6.1 6.1 6.1 6.2 6.3 6.3 6.5 6.5 6.5 6.7 6.8 6.9 6.9 6.10 6.10 6.11 6.11 6.12 6.13 6.14 6.14 6.14 6.15 6.15 6.6.2.4 6.6.3 6.6.3.1 6.6.3.2 6.6.3.3 6.6.3.4 6.6.3.5 6.6.4 6.6.4.1 6.6.4.2 6.6.4.3 6.6.4.4 6.6.4.5 6.6.4.6 iii 6.16 6.16 6.21 6.22 6.22 6.23 6.24 6.24 6.25 6.26 6.26 6.26 6.26 6.27 6.28 6.29 Protezione del motore 6.6.5 Applicazioni degli apparecchi elettronici per la protezione motore 6.6.5.1 Motori con bassa inerzia termica 6.6.5.2 Motori con elevata inerzia termica 6.6.5.3 Motori a rotore critico 6.6.5.4 Motori in media tensione 6.6.5.5 Motori ad anelli 6.6.5.6 Motori a doppia polarità 6.6.5.7 Motori a frequenza controllabile 6.6.5.8 Avviamento dolce, arresto dolce 6.6.5.9 Motori a ventilazione esterna 6.6.5.10 Temperatura ambiente elevata 6.6.5.11 Motori in ambienti esplosivi 6.6.5.12 Protezione di motori ad induzione compensati 7 Scelta corretta dell’apparecchio per la protezione motore 7.1 7.2 Scelta della protezione secondo il tipo di applicazione Scelta della protezione secondo il tipo di motore e di trasmissione Scelta della protezione secondo le condizioni ambientali Scelta della protezione secondo i criteri del sistema di controllo 7.3 7.4 iv 6.29 6.29 6.30 6.30 6.30 6.31 6.31 6.32 6.32 6.33 6.33 6.33 6.34 7.1 7.2 7.3 7.4 7.5 Protezione del motore 1 Esigenze per la protezione motore Si potrebbe supporre che motori progettati, dimensionati, installati, messi in funzione e sottoposti a manutenzione nel modo corretto, non dovrebbero presentare problemi. Tuttavia, queste condizioni raramente corrispondono alla realtà. I guasti più frequenti che si verificano sui motori dipendono dalle condizioni specifiche di funzionamento. Le statistiche mostrano che, ogni anno, bisogna calcolare un tasso di guasti dallo 0,5 al 4%. La maggior parte derivano dal sovraccarico termico. I difetti di isolamento provocano dispersione verso terra, i cortocircuiti tra le spire oppure negli avvolgimenti derivano dalle sovratensioni o agenti inquinanti come umidità, olio, grasso, polvere o sostanze chimiche. Le percentuali approssimative dei singoli guasti sono: • • • • • • • Sovraccarico termico Guasti dell’isolamento Mancanza di fase Guasti dei cuscinetti Invecchiamento Guasti del rotore Altro 30% 20% 14% 13% 10% 5% 8% Per assicurare un funzionamento senza inconvenienti di un impianto elettrico, è necessario prestare attenzione ai seguenti punti: • Progettazione corretta: bisogna scegliere il motore giusto in funzione dell’applicazione. • Gestione professionale: le premesse per un funzionamento senza guasti sono un’installazione eseguita da personale competente ed una manutenzione regolare. • Una buona protezione del motore: quest’ultima deve coprire tutti i tipi di problemi prevedibili. - Non deve entrare in funzione, fino a quando il motore non è in pericolo. - Se il motore è in pericolo, il dispositivo di protezione deve innescarsi prima che si verifichi un danno. - Se non è possibile evitare un guasto, l’apparecchio di protezione deve intervenire rapidamente per limitare il più possibile l’entità del guasto. 1.1 Protezione del motore La tabella 1.2.1 offre una panoramica sulle cause di guasto più frequenti nei motori, i loro effetti ed i possibili danni. Cause Sovraccarico termico: • Condizioni di avviamento estreme • Rotore bloccato • Sovraccarico di lunga durata • Sottotensione • Funzionamento intermittente non consentito Problemi di raffreddamento: • Raffreddamento limitato • Temperatura ambientale troppo Cause elettriche: • Avviamento monofase • Tensione asimmetrica • Corto circuito verso terra • Corto circuito tra le spire • Corto circuito tra gli avvolgimenti Effetti Guasti possibili Sovracorrente e conseguente riscaldamento non consentito negli avvolgimenti gabbia del rotore dissaldata avvolgimenti statorici bruciati Riscaldamento non accettabile Avvolgimenti statorici bruciati Asimmetria della sovracorrente Riscaldamento non accettabile a seconda della e del carico avvolgimenti singoli o parti di avvolgimenti bruciati dimensione del motore Cause meccaniche: • Equilibratura non assiale Consumo non • Trasmissione non assiale del motore regolare dei • Trasmissione del motore montata cuscinetti impropriamente (ad es. carico dei cuscinetti troppo alto con cinghie trapezoidali) Tab. 1.2.1 1.2 danni ai cuscinetti Cause, effetti e guasti, possibili per le avarie dei motori. Protezione del motore 2 Esigenza per la protezione motore 2.1 Riscaldamento In base alle norme, ogni costruttore di motori elettrici garantisce che in condizioni normale di funzionamento, le parti critiche della macchina non subiscano un surriscaldamento eccessivo e che sovraccarichi di breve durata non abbiano alcuna influenza sul buon funzionamento del motore. Il dispositivo per la protezione del motore deve permettere il pieno utilizzo della macchina e di conseguenza il corretto funzionamento del motore al suo rendimento massimo, e contemporaneamente tenere sotto controllo il sovraccarico termico in modo d’intervenire rapidamente. 2.1.1 Comportamento del motore in servizio La caratteristica dei motori elettrici è quella di convertire l’energia elettrica assorbita in energia meccanica. Questa conversione è tuttavia accompagnata da perdite sotto forma di calore. La perdita globale si ottiene dalla somma delle seguenti perdite individuali: • Le perdite indipendenti dalla corrente sono: Queste perdite sono praticamente costanti e sono presenti anche durante il funzionamento a vuoto. - Perdite nel ferro che comprendono le perdite per isteresi magnetica e per correnti parassite - Perdite meccaniche dovute ad attrito ed alla ventilazione • Le perdite dipendenti dalla corrente sono: Il valore di queste perdite varia in funzione del carico, cioè in funzione della corrente assorbita. - Perdite per effetto Joule nello statore - Perdite per effetto Joule nel rotore La potenza dissipata è proporzionale al quadrato della corrente che a sua volta è proporzionale allo scorrimento del motore. All’avviamento il rotore del motore è bloccato, la corrente che circola nello statore, secondo la Figura 2.2.1, è la massima corrente di avviamento pari a 4...8 In. La potenza complessiva assorbita viene trasformata in calore. Se il rotore rimane bloccato, la temperatura dell’avvolgimento dello statore e del rotore sale velocemente in quanto una parte del calore non viene trasmessa immediatamente nel pacco lamellare. Nel caso in cui il motore non venga fermato in tempo, gli avvolgimenti dello statore e del rotore possono bruciarsi. La parte di potenza trasformata in calore diminuisce con l’aumento della velocità. Una volta raggiunta la velocità nominale, la temperatura sale ulteriormente secondo una curva esponenziale, secondo la Figura 2.2.2, fino a raggiungere la temperatura di regime. Qualsiasi aumento della corrente assorbita genera dunque una temperatura finale più elevata. 2.1 Protezione del motore I I I I Figura 2.2.1 Inserzione di un motore a gabbia di scoiattolo con avviamento diretto. Durante il tempo di accelerazione tA, si crea una corrente di avviamento del motore IA molto elevata. Se il tempo di accelerazione limite fissato dal costruttore non viene superato, in genere 10 s, la corrente di avviamento non genera alcun surriscaldamento inammissibile. E’ trascurabile il picco di corrente leggermente asimmetrico al momento dello spunto iniziale. ϑ ϑG ϑe ϑs ϑK 0t t A B t ϑG Limite della temperatura sopportata dall’isolamento ϑK Temperatura ambiente tA Tempo di accelerazione ϑS Aumento della temperatura all’avviamento ϑe Aumento della temperatura in servizio continuo con corrente nominale Ie tB Tempo ammissibile di bloccaggio Figura 2.2.2 Variazione della temperatura nell’avvolgimento del motore. Durante il tempo di accelerazione tA, la temperatura dell’avvolgimento aumenta rapidamente a causa dell’elevata corrente di avviamento IA. Dopo l’avviamento, la temperatura diminuisce temporaneamente in quanto il calore viene ceduto al pacco lamellare. Se il rotore rimane bloccato, gli avvolgimenti raggiungono velocemente i rispettivi limiti di temperatura. Considerati sotto l’aspetto termico, i motori elettrici non sono degli insiemi omogenei, perché l’avvolgimento, il ferro dello statore ed il rotore presentano delle capacità e delle conducibilità termiche differenti. In seguito a carichi elevati, ma di breve durata – come dopo un avviamento – si crea un certo equilibrio termico tra le diverse parti del motore. Il calore dell’avvolgimento viene assorbito dal ferro più freddo fino al raggiungimento dell’equilibrio termico. 2.2 Protezione del motore 2.1.2 Limite di temperatura e classi di isolamento La temperatura massima ammissibile negli avvolgimenti, e quindi, la capacità di carico del motore vengono determinati soprattutto, dalla classe d’isolamento degli avvolgimenti. Le norme IEC per le macchine elettriche (IEC 34-1 e IEC 85) e la disposizione VDE 0530 parte 1 sono riassunte nella Tabella 2.3.1. Si distingue una differenza tra: • Temperatura ambiente: a questa temperatura, il motore può raggiungere la sua potenza nominale senza subire un surriscaldamento. • Limite della sovratemperatura K definita come valore medio della misurazione della resistenza dell’avvolgimento a temperatura ambiente e a regime termico raggiunto. La temperatura totale di funzionamento risulta come somma fra la temperatura ambiente e la sovratemperatura dell’avvolgimento (K). Se la temperatura ambiente è inferiore a 40 °C, il carico del motore può essere aumentato. Al di sopra dei 40 °C, è necessario ridurre il carico. • Temperatura totale consentita in °C nel punto più caldo dell’avvolgimento in servizio permanente. Classe di Isolamento E B F H Tab. 2.3.1 Temperatura ambiente in °C 40 40 40 40 Limite Temp. totale di sovratemperatura K funzionamento in °C 75 120 80 130 105 155 125 180 Classe d’isolamento dei materiali degli avvolgimenti e temperatura totale di funzionamento La temperatura totale di funzionamento consentita dai materiali isolanti è composta dalla temperatura ambiente, dal limite di sovratemperatura e da una tolleranza al surriscaldamento. Quest’ultimo è un fattore di sicurezza, in quanto la misurazione della temperatura attraverso la resistenza ohmica non stabilisce il punto più caldo dell’avvolgimento. Per temperature ambientali molto elevate, vengono costruiti motori con un isolamento speciale resistenti al calore. Queste macchine possono erogare la potenza nominale anche con temperature ambientali elevate. Il metodo di raffreddamento molto diffuso è l’autoventilazione attraverso l’aria ambiente. I motori autoventilati trasmettono una corrente d’aria nell’alloggiamento interno attraverso un ventilatore montato sull’albero motore. Il compito di questo ventilatore è quello di rinnovare continuamente l’aria sulla superficie del motore. Questo genere di raffreddamento – che è comunque il più comune – utilizza l’aria ambiente come agente di raffreddamento. La sua temperatura è dunque uguale a quella dell’ambiente che circonda il motore, ma l’efficienza del raffreddamento dipende ancora dalla velocità di rotazione del motore. 2.3 Protezione del motore Grazie alla loro costruzione molto semplice (senza isolamento), i rotori dei motori a gabbia di scoiattolo possono sopportare in servizio continuo temperature molto più elevate. I motori in media tensione ed i motori molto grossi in bassa tensione possono dare dei problemi durante la fase di avviamento in quanto le perdite nel rotore sono più intense che nelle altre parti. Il tempo di accelerazione di tali motori e il tempo di arresto vengono, dunque, limitati dalla capacità termica del rotore. In questo caso, si parla, di motori “a rotore critico”. L’elevato riscaldamento può condurre a sollecitazioni meccaniche e avere come conseguenza la dissaldatura delle barre del rotore. Per i tipi di motori con protezione “a sicurezza elevata EEx e”, l’alta temperatura può provocare esplosione nell’ambiente con pericolo di incendio. 2.1.3 Invecchiamento dell’isolamento Per quanto riguarda la durata di vita dell’avvolgimento, si possono calcolare 100.000 h di funzionamento per tutte le classi di isolamento a regime termico raggiunto. Questo corrisponde a circa 12 anni di funzionamento continuo con carico nominale. L’invecchiamento dell’isolamento è come un processo chimico molto accelerato che dipende fortemente dalla temperatura, come indicato in Figura 2.4.1. In seguito al riscaldamento, una parte del materiale isolante evapora, dando luogo ad una porosità crescente che come conseguenza fa diminuire la rigidità dielettrica. Come valore indicativo vale quanto segue: se la temperatura di funzionamento è superiore di 10 K rispetto alla temperatura totale consentita dalla classe d’isolamento, la durata di vita elettrica del motore si dimezza. Questa considerazione indica che si deve prestare particolare attenzione alla temperatura nominale di servizio sui lunghi periodi, mentre brevi sovraccarichi termici non hanno praticamente alcuna influenza sulla durata di vita del motore. t Durata di vita ϑ Limite temperatura Figura 2.4.1 Riduzione della durata della vita media degli avvolgimenti di un motore in caso di sovratemperatura. 2.4 Protezione del motore Le moderne tecniche di progettazione prendono in considerazione situazioni mirate di sovraccarico termico per poter definire il tipo di motore. Questo è possibile per l’utilizzo dell’intero ciclo di vita. Si tratta di eseguire la progettazione in base alla durata di vita, con lo scopo di far coincidere esattamente la durata del motore con il tempo di funzionamento per motivi economici. 2.1.4 Caratteristiche del limite d’intervento Le pubblicazioni IEC per garantire la protezione dei motori standard, hanno stabilito i valori limiti di intervento per i relè termici di sovraccarico ad azione ritardata. Per i relè di sovraccarichi termici con compensazione della temperatura ambiente, regolati con la corrente nominale di funzionamento ed alimentati sui tre poli principali, valgono i valori secondo le IEC 947-4-1 (EN 60947-4-1). Figura 2.5.1 e Tabella 2.5.1. I Sovraccarico come multiplo del valore di regolazione della corrente ϑ Temperatura ambiente IEC Valori limite secondo IEC 947-4-1 (EN60947-4-1) Figura 2.5.1 Multipli della corrente come valore limite per i relè di sovraccarico termico compensati alla temperatura ambiente secondo IEC 947-4-1 (EN60947-4-1) Funzione Multiplo del valore della corrente di regolazione Tempo di 10 A intervento 10 secondo la 20 classe: 30 Tab. 2.5.1 2.5 condizione di non intervento a temperatura 1,05 condizione di intervento con l’aumento della corrente 1,2 intervento intervento a ad alta bassa temperatura temperatura ambiente 1,5 7,2 ≥2h ≥2h ≥2h ≥2h <2h <2h <2h <2h < 2 min < 4 min. < 8 min. < 12 min. 2…10 s 4…10 s 6…20 s 9…30 s Limiti di prestazione a +20 °C e carico tripolare per relè di sovraccarico termico compensati alla temperatura ambientale secondo IEC 947-4-1 (EN60947-4-1) Protezione del motore In caso di carico monofase o bifase dei relè di sovraccarico termico tripolari (ad es. in mancanza di una fase), valgono i limiti di risposta elencati nella Tabella 2.6.1. Tipo di relè di sovraccarico termico Multiplo della corrente di regolazione Risposta Temps t > 2 h, de a partire t ≤ 2 h, dallo stato freddo del relè compensato alla temperatura ambiente 3 poli 1,0 2 poli 1,32 non sensibile alla mancanza di fase 1 polo 0 non compensato alla temperatura ambiente 3 poli 1,0 2 poli 1,25 non sensibile alla mancanza di fase 1 polo 0 compensato alla temperatura ambiente 2 poli 1,0 2 poli 1,15 sensibile alla mancanza di fase 1 polo 0,9 1 polo 0 Tab. 2.6.1 2.1.5 Temperatura ambiente di riferimento + 20 °C + 40 °C + 20 °C Limiti di risposta dei relè di sovraccarico termico tripolari con solo carico bifase o monofase Mancanza di fase Per mancanza di una fase si intende l’interruzione di un conduttore della linea trifase. Il motore continua a funzionare in bifase danneggiandosi. Una causa può essere, ad esempio, l’intervento di un dispositivo di protezione contro la sovracorrente. I motori piccoli e medi - sono nella maggior parte dei casi a statore critico per cui solo lo statore si può danneggiare. E’ necessario fare la seguente distinzione tra: • Motori con collegamento a stella: questi motori non si danneggiano in caso di mancanza di una fase. Come indicato in Figura 2.7.1, i motori non vengono danneggiati da una mancanza fase, perché le correnti nell’avvolgimento sono in questo caso identiche a quelle che passano nei conduttori esterni che ci sia o non ci sia una mancanza fase. L’aumento della potenza dissipata nei due avvolgimenti percorsi dalla corrente ha inoltre poca influenza sul riscaldamento del motore, poiché una certa compensazione della temperatura avviene con il terzo avvolgimento privo di corrente. Un apparecchio di protezione, in grado di rilevare la corrente, interviene rapidamente in caso di sovracorrente. I motori di piccola e media grandezza (a rotore critico) in collegamento a stella, generalmente, non sono a rischio in caso di mancanza di fase. • Motori con collegamento a triangolo: nel collegamento a triangolo le correnti di fase, in funzionamento normale, sono di 1/√3 volte più bassa rispetto alle 2.6 Protezione del motore correnti di linea, ovvero ISTR = 0,58 In. In caso di mancanza fase la corrente in un avvolgimento aumenta di circa il 50%, come indicato in Figura 2.7.2. Nelle altre due fasi collegate in serie, la corrente si abbassa a circa il 67%. Questa situazione si verifica perché il motore mantiene praticamente costante la potenza disponibile all’albero. L’aumento della corrente negli avvolgimenti ed in entrambi i conduttori esterni dipende dalla corrente di carico applicato. Ie IStr Correnti nei conduttori esterni e nelle fasi in funzionamento normale. Ie1 IStr1 Correnti nei conduttori esterni e nelle fasi in caso di funzionamento difettoso. Figura 2.7.1 Mancanza di fase di un motore in collegamento a stella. Caratteristica della corrente in funzionamento normale e difettoso. IL IStr Correnti nei conduttori esterni e nelle fasi in funzionamento normale. IL1 IStr1 IStr2 Correnti nei conduttori esterni e nelle fasi in funzionamento difettoso. Figura 2.7.2 Mancanza di fase di un motore con collegamento a triangolo. Caratteristica della corrente in funzionamento normale ed in funzionamento difettoso in funzione del carico 2.7 Protezione del motore Il riscaldamento di un avvolgimento cresce proporzionalmente al quadrato della corrente. Quando lo scambio di calore avviene tra gli avvolgimenti ed il ferro, il riscaldamento dell’insieme dello statore può essere considerato proporzionale alla somma di tutte le perdite in tutti gli avvolgimenti. In seguito alle considerazioni fin qui esaminate possiamo dire che: - Collegati a stella, i motori non vengono danneggiati in caso di mancanza fase. - Collegati a triangolo, i motori la cui potenza nominale d’impiego è uguale o inferiore a 10 kW, non necessitano di alcuna protezione speciale in caso di mancanza fase, a condizione che il relè termico reagisca ad una corrente bifase uguale o inferiore a 1,25 Ie. In questo caso, il riscaldamento è per lo più uguale o inferiore a quello generato da un carico simmetrico trifase. - Per i motori collegati a triangolo, la cui potenza nominale di impiego è superiore a 10 kW si raccomanda di utilizzare dispositivi con protezione elettronica contro la mancanza di fase. Alcune compagnie ed alcune società fornitrici di energia elettrica prescrivono l’uso di dispositivi di protezione sensibili alla mancanza fase principalmente in installazioni con coefficiente di sicurezza elevato. In caso di alimentazione monofase dello statore, le perdite del rotore sono di gran lunga superiori rispetto all’alimentazione simmetrica. Ciò può rappresentare un ulteriore pericolo, particolarmente per i motori a rotore critico. 2.1.6 Asimmetria nella rete di distribuzione La tensione concatenata, così come la tensione di fase nella rete di distribuzione, non sono esattamente uguali. Le cause possono essere, per esempio: • rete di alimentazione con linee molto lunghe • contatti difettosi degli interruttori magnetotermici di potenza e dei contattori • morsetti di collegamento allentati IEC e NEMA definiscono così l’asimmetria di tensione: ∆U (%) = Massima deviazione fra la media della tensione di fase x 100 Media delle tensioni di fase La corrente asimmetrica dell’avvolgimento risultante fra la somma delle tensioni è pari a 6…10 volte della tensione asimmetrica causando un surriscaldamento e una riduzione della durata di vita del motore. La Figura 2.9.1. mostra i fattori di riduzione della potenza del motore secondo IEC e NEMA. 2.8 Protezione del motore fR attore di riduzione per la produzione del motore ∆U Asimmetria di tensione [%] ∆ Figura 2.9.1 Riduzione della potenza dovuta ad asimmetria di tensione. 2.1.7 Dispersione verso terra Il danneggiamento dell’isolamento è provocato, per lo più, da momentanee sovratensioni che causano spesso dei cortocircuiti della macchina verso terra. Queste sovratensioni sono spesso dovute a scariche di fulmine, rete di commutazioni, scariche di condensatore ed il funzionamento di apparecchi elettronici di potenza. 2.1.8 Cortocircuiti I cortocircuiti possono essere unipolari verso terra e bipolari o tripolari con o senza collegamento verso terra. Le principali origini di un cortocircuito sono i difetti d’isolamento ed i guasti di natura meccanica. Un cortocircuito è sempre caratterizzato dal passaggio di una corrente molto elevata e l’importanza dei guasti aumenta proporzionalmente alla durata del cortocircuito. E’ dunque estremamente importante rivelare il più rapidamente possibile qualsiasi cortocircuito e fermare immediatamente l’impianto. 2.9 Protezione del motore Protezione del motore 3 Requisiti del sistema di protezione 3.1 Blocco rotore Una eccessiva coppia del carico od un danno meccanico può causare un’azione di bloccaggio del rotore. È consigliabile interrompere la corrente il più presto possibile. In questo modo, è possibile evitare qualsiasi sovraccarico termico e meccanico del motore e della potenza di trasmissione. Generalmente, il numero di guasti possibili può essere ridotto. 3.2 Sottocarico I motori raffreddati dallo stesso mezzo rimosso, come nel caso di ventilatori e di pompe sommerse, possono essere sottoposti ad un surriscaldamento in seguito ad un’erogazione insufficiente del fluido, dovuta all’incrostazione di un filtro, oppure dalla chiusura di una valvola, anche se il carico è inferiore al normale. Queste macchine spesso si trovano, in luoghi difficilmente accessibili, come ad esempio pompe sommerse oppure in fondo a un pozzo. Ciò comporta costose riparazioni in caso di guasti ed inoltre, la riduzione della corrente assorbita, può anche causare un guasto meccanico dell’installazione (un difetto sul giunto di accoppiamento, la rottura dell’albero motore, la rottura di un nastro trasportatore e danni alle pale del ventilatore). Queste situazioni di carico ridotto non mettono in pericolo il motore, tuttavia causano interruzioni nella produzione e possono comportare danni al sistema. Il riconoscimento tempestivo del guasto contribuisce a ridurre i tempi di inattività e le possibili conseguenze di incidenti. 3.3 Inversione del senso di rotazione L’inserzione di un motore nel senso di rotazione errato può danneggiare gravemente un sistema sia a livello di guasti che di rischi di incidenti. Per i sistemi mobili, come macchine edili, mezzi di trasporto frigoriferi, installazioni trasportabili ed installazioni fisse collegate alla rete, si deve tenere conto dei lavori di riparazione della rete di distribuzione elettrica dove esiste il rischio di inversione di fase al momento delle riparazioni. In questi motori è necessario impedire l’avviamento con senso di rotazione sbagliato. 3.4 Motori in ambienti con pericolo di esplosione 3.4.1 Protezione in ambiente con pericolo di esplosione ad elevata sicurezza EExe In certe condizioni, è possibile che scintille o una temperatura elevata possano produrre una esplosione della miscela dell’aria, di gas o di vapori. Questa temperatura di esplosione dipende in gran parte dai prodotti chimici presenti e dal rapporto della miscela. L’accensione di una miscela esplosiva si evita assicurandosi che la temperatura massima che può essere raggiunta dalla parte più calda del motore stesso si trovi al di sotto della temperatura di esplosione più bassa del gas o dei vapori in questione. Naturalmente la temperatura limite di riscaldamento dell’isolamento dell’avvolgimento non può essere superata. 3.1 Protezione del motore 3.4.2 Significato del tempo tE Per tempo tE si intende, secondo la Figura 3.2.1, il periodo di tempo che impiega il motore per passare dalla temperatura di esercizio nominale alla temperatura limite ammissibile. Questo periodo è definito per la condizione più sfavorevole, cioè a rotore bloccato ed alla massima temperatura ambiente consentita. Il dispositivo di protezione del motore deve, dunque, essere in grado di interrompere l’alimentazione del motore in un tempo uguale o inferiore a tE quando la corrente di avviamento raggiunge IA (valore massimo a rotore bloccato). In questo modo, il motore non raggiunge la temperatura critica. Figura 3.2.1 Tempo tE durante il quale la temperatura del motore a rotore bloccato passa dalla temperatura nominale alla temperatura limite consentita ϑ Temperatura ϑA Temperatura ambiente massima consentita nella zona circostante del motore ϑe Temperatura nominale d’impiego ϑG Temperatura limite t Tempo 1 Curva di riscaldamento in servizio nominale 2 Riscaldamento a rotore bloccato Nei Paesi con certificazione di conformità, la curva caratteristica tempo/corrente viene inclusa automaticamente nel collaudo. In questi Paesi solo gli apparecchi collaudati in questo modo possono essere installati a protezione dei motori in ambiente ad elevata sicurezza EEx e. 3.2 Protezione del motore 4 Metodi di protezione Per controllare la temperatura del motore vengono impiegati due principi fondamentali che sono: • Controllo diretto della temperatura con sensori installati nell’avvolgimento dello statore: il sensore misura direttamente la temperatura all’interno dell’avvolgimento del motore, esattamente nel punto dove è stato posto. Inoltre deve essere preso in considerazione il ritardo termico del sensore, che spesso supera i 10 s. Non sono controllati le seguenti anomalie: - il sovraccarico termico - la mancanza di fase - l’asimmetria - il cortocircuito - la dispersione verso terra • Controllo indiretto tramite la misurazione della corrente di linea: nella linea d’alimentazione è consigliabile, se questa risulta essere la corrente assorbita dal motore, la misurazione della corrente che ne causa l’aumento della temperatura. Gli apparecchi di protezione sono regolabili in base alla corrente nominale di funzionamento e per brevi situazioni di sovraccarico. 4.1 Protezione del motore Protezione del motore 5. Metodi di protezione dipendenti dalla temperatura 5.1 Problemi applicativi 5.1.1 Applicazioni I sensori termici sono installati nell’interno degli avvolgimenti dello statore. E, misurano direttamente la temperatura critica del motore. I sensori termici vengono installati soprattutto nei motori che hanno le seguenti condizioni di funzionamento: • • • • • • Carico variabile Funzionamento di posizionamento del carico marcia - arresto Frenatura in controcorrente Temperatura ambiente molto elevata Ubicazione in luoghi con poca circolazione di aria ed in ambienti polverosi Motori a velocità controllata Per diverse applicazioni, il sensore termico da solo offre una protezione insufficiente o, addirittura, nessuna. In questi casi vengono installati ulteriori apparecchi di protezione per la misurazione della corrente. Essi sono necessari per: • Motori a rotore critico • Protezione in caso di: - dispersione verso terra - cortocircuito - blocco rotore - motori con inerzia termica ridotta • intervento rapido in caso di mancanza fase e asimmetria 5.1.2 Inerzia termica Per motori con bassa inerzia termica, come per esempio motori per pompe sommerse, motori di compressori frigoriferi chiusi ermeticamente, il ritardo termico del sensore nell’avvolgimento può essere critico. Il tempo di ricezione, a seconda del tipo di sensore e della sua installazione nell’avvolgimento, è nell’ordine di grandezza di 10 s. In caso di rapidi cambiamenti di temperatura sorgono problemi di protezione. In funzionamento continuo l’avvolgimento ed il sensore hanno in pratica la stessa temperatura. Durante la fase di avviamento o in caso di notevoli modifiche del carico, come ad es. a rotore bloccato, la temperatura dell’avvolgimento aumenta molto rapidamente. La temperatura del sensore è in ritardo con la costante del tempo di ricezione vedi Figura 5.2.1. 5.1 Protezione del motore Quando il sensore raggiunge la temperatura limite, l’avvolgimento con classe di isolamento B ha già raggiunto una temperatura ∆ϑ = 180 K sopra la temperatura ambiente di 40°C a causa della costante di tempo del sensore. ∆ϑ Differenza della temperatura sopra la temperatura ambiente di 40 °C ϑM Sviluppo della temperatura nell’avvolgimento per motori con aumento di temperatura di 15 K/s ϑF Sviluppo della temperatura del sensore ϑG Temperatura limite per la classe di isolamento B t Tempo in s Figura 5.2.1 Ritardo termico di un sensore PTC installato nell’avvolgimento dello statore. In caso di blocco rotore di un motore di una pompa sommersa, la densità di corrente nell’avvolgimento statorico può raggiungere i 50 A/mm2. In questo caso, la temperatura dell’avvolgimento aumenta rapidamente di circa 15 K/s. Se il sensore raggiunge la temperatura limite consentita dalla classe d’isolamento B con una costante di tempo di accoppiamento di 8 s, la temperatura dell’avvolgimento ha già superato i 180 K sopra la temperatura di 40°C ed il motore può correre dei rischi. 5.2 Sensori bimetallici nell’avvolgimento I sensori bimetallici sono due metalli laminati sovrapposti con coefficiente di dilatazione termica diversa. Una volta riscaldati, si dilatano in maniera diversa e possono attivare la commutazione di un contatto. Essi hanno il vantaggio che, di solito, la tensione di controllo è collegata direttamente all’interruttore, in questo modo si evita uno speciale dispositivo meccanico di intervento. I seguenti inconvenienti limitano, tuttavia, il suo impiego: • Lungo ritardo termico • Precisione limitata. Un montaggio improprio può modificare la temperatura d’intervento. • Dimensioni eccessive rispetto ai sensori moderni. 5.2 Protezione del motore 5.3 Sensori PTC Il sensore maggiormente utilizzato nei motori a bassa tensione è una sonda pirometrica con coefficiente di temperatura positivo (Positive Temperature Coefficient, PTC), queste sonde pirometriche PTC sono definite anche termoresistenze. Queste sonde miniaturizzate (Figura 5.3.1) hanno una bassa resistenza al di sotto della temperatura di risposta ed aumentano la loro resistenza con l’aumento della temperatura, secondo diversi intervalli, come indicato nella Figura 5.4.1. Questo cambiamento di resistenza viene trasmesso ad un dispositivo d’intervento. La velocità di risposta della temperatura viene data dal sensore PTC e, dunque, è indipendente dal dispositivo d’intervento. a Sensore PTC (pirometrico) b Punto di saldatura c Isolamento del sensore d Isolamento degli avvolgimenti e Fili di collegamento dei sensori f Fili degli avvolgimenti g Isolamento dei fili A, B, C Direzione forzata del calore. Figura 5.3.1 Sezione di un sensore PTC e dell’avvolgimento di un motore a bassa tensione. I sensori di solito sono installati nell’avvolgimento del motore all’estremità dell’uscita dell’aria calda e la temperatura di risposta nominale TNF viene correlata alla classe d’isolamento corrispondente. La risposta del sensore può essere utilizzata per fermare il motore oppure come segnalazione. Se deve scattare un allarme prima del raggiungimento della temperatura critica, devono essere installati altri sensori con una temperatura di risposta nominale inferiore. 5.3 Protezione del motore R 4.000 ϑ TNF 1.330 550 250 Ω 100 resistenza del sensore in Ω temperatura limite della temperatura nominale di funzionamento in °C Valori di interruzione definiti ° ° Figura 5.4.1 Caratteristica della resistenza in funzione della temperatura di un sensore PTC secondo IEC 34-11-2. 5.4 Sensori di temperatura lineari Come sensori termici lineari si utilizzano, di solito, i sensori Pt 100 in platino. Il valore della resistenza si modifica in proporzione alla temperatura. I sensori Pt 100 hanno una resistenza di 100 Ω a 0 °C, come indicato nella Figura 5.4.2. Vengono installati prevalentemente su grandi motori. I motori in media tensione hanno, di norma, un sensore Pt 100 incorporato. ϑ Temperatura [°C] R Resistenza [Ω] Figura 5.4.2 Curva caratteristica della resistenza di un sensore Pt 100. Al contrario del sensore PTC, la cui temperatura di risposta nominale è determinata dal sensore, nel sensore Pt 100 la temperatura di risposta può essere regolata liberamente nel dispositivo d’intervento. E’ possibile selezionare qualsiasi temperatura desiderata per il preallarme, per il riavviamento dopo un blocco oppure per la regolazione del carico. Raramente vengono installati anche i sensori Ni 100, Ni 120 e Cu 10. 5.4 Protezione del motore 6 Protezione dipendente dalla corrente 6.1 Funzion La corrente assorbita dal motore ne misura il suo riscaldamento. Poiché la temperatura non viene misurata nell’avvolgimento statorico oppure nel corpo rotore, questa correlazione vale solo se vengono rispettate le seguenti condizioni: • Il carico nominale del motore si riferisce alla temperatura ambiente di 40 °C. • L’apparecchio di protezione deve consentire sovraccarichi termici temporanei, per es. durante l’avviamento, secondo la Figura 6.1.1. M Curva che rappresenta la variazione della corrente d’avviamento del motore F Curva media d’intervento di un relè termico bimetallico IAmax Corrente di avviamento Corrente nominale Ie Tempo d’avviamento [s] tA Figura 6.1.1 Gli apparecchi di protezione del motore devono consentire l’avviamento del motore. La caratteristica dell’apparecchio F deve trovarsi sempre al di sopra della caratteristica del motore M Nei sistemi di protezione con rilevamento della corrente si escludono i problemi e le limitazioni illustrati per i sensori di temperatura. 6.2 Caratteristica del dispositivo di protezione 6.2.1 Funzionamento continuativo In servizio continuo, si può evitare di superare la temperatura limite per mezzo di un dispositivo relativamente semplice, come indicato in Fig. 6.2.1, che presenta un comportamento, in funzione del tempo, che può essere diverso da quello del motore. Unica condizione che la caratteristica di riscaldamento deve essere uguale o più rapida di quella del motore. 6.1 Protezione del motore Figura 6.2.1 Caratteristiche di riscaldamento del motore e del relè termico di protezione in presenza di un lieve sovraccarico durante un funzionamento normale M Caratteristica termica del motore F1, F2 Apparecchio di protezione motore veloce: il motore è protetto in caso di sovraccarico termico F3 Apparecchio di protezione motore lento: il motore si può riscaldare oltre la misura consentita in caso di sovraccarico termico ϑ Temperatura ϑIe Temperatura alla corrente nominale di utilizzo t Tempo • Apparecchi d’intervento più veloci della curva di riscaldamento del motore: il motore viene protetto contro il sovraccarico. L’apparecchio di protezione interviene troppo presto e impedisce in ogni caso lo sfruttamento completo del motore. • Apparecchi d’intervento più lenti della curva di riscaldamento del motore: il motore si può riscaldare oltre i valori consentiti. Grazie a sofisticati apparecchi per la protezione motore (capitolo 6.6.), è possibile simulare con precisione l’andamento del riscaldamento del motore. Il motore è protetto in modo sicuro, nonostante il massimo utilizzo. 6.2.2 Funzionamento in servizio intermittente In caso di carico costante o di riscaldamento regolare del motore, le condizioni termiche sono relativamente semplici. Con funzionamento in servizio intermittente la coincidenza tra il comportamento termico transitorio del motore e quello del dispositivo di protezione è estremamente importante. La Figura 6.3.1 mostra come le diverse caratteristiche termiche sono differenti. In servizio intermittente, la temperatura dell’avvolgimento varia molto in rapporto a quella del ferro. In caso di cicli di funzionamento inferiori a 5...10 min, quest’ultima rimane praticamente costante. Inoltre, le condizioni di raffreddamento dei motori con autoventilazione sono molto diversi a secondo che il motore sia fermo o in funzionamento, ciò significa che la costante del tempo di raffreddamento è 2…5 volte maggiore rispetto alla costante del tempo di riscaldamento. I relè termici a bimetallo posti per la protezione del motore non tengono conto di questa circostanza. 6.2 Protezione del motore Figura 6.3.1 Caratteristiche di riscaldamento e di raffreddamento di motori e di relè termici con servizio intermittente. 1 Caratteristica di riscaldamento del motore e del relè termico 2 Caratteristica di raffreddamento del motore 3 Caratteristica di raffreddamento di un relè termico, senza considerare le differenze di raffreddamento del motore in funzionamento ed in stato di fermo 4 Variazione della temperatura dell’avvolgimento nel motore 5 Variazione della temperatura dell’avvolgimento simulata dal relè termico ϑIe Temperatura in funzionamento nominale t Tempo Sebbene il comportamento termico transitorio sia diverso da un motore all’altro, i dispositivi di protezione che misurano la corrente dovrebbero poter simulare il più fedelmente possibile le variazioni di temperatura del motore. Vista la grande difficoltà per la realizzazione di un tale sistema, si accetta generalmente un compromesso e si sovraprotegge leggermente il motore. Anche in funzionamento intermittente, gli apparecchi elettronici per la protezione del motore menzionati nel Capitolo 6.6 permettono il massimo utilizzo del motore. 6.3 Bimetallo - Principio di protezione 6.3.1 Funzione Il relè d’intervento per sovraccarico termico e la protezione contro il sovraccarico termico degli interruttori magnetotermici di potenza sono composti da tre bimetalli che si riscaldano sotto l’azione della corrente assorbita dal motore e si flettono. Il bimetallo dopo una certa corsa che è funzione della corrente di regolazione comanda un meccanismo che attraverso un contatto ausiliario di apertura, come indicato dalla Figura 6.4.1, interrompe l’alimentazione ausiliaria della bobina del contattore che comanda il motore. Negli interruttori magnetotermici di potenza viene sganciato un dispositivo meccanico a scatto che provoca l’apertura. Si possono considerare i seguenti tipi di riscaldamento, secondo la Figura 6.4.2: • Riscaldamento diretto: la corrente di circa 20...70 A circola direttamente attraverso il bimetallo. Non sono possibili correnti inferiori, in quanto la potenza dissipata (Pv = I2 R) non è sufficiente per fare flettere il bimetallo. In base alla grandezza della corrente d’intervento, il bimetallo può essere collegato in serie o in parallelo. 6.3 Protezione del motore • Riscaldamento indiretto: la corrente circola in un avvolgimento di filo per resistenze che avvolge il bimetallo. Il sistema è utilizzato per correnti di circa 0,1...20 A. A Bimetalli riscaldati indirettamente B Meccanismo d’intervento C Leverismo d’intervento D Contatto mobile E Bimetallo di compensazione Figura 6.4.1 Principio di funzionamento del sistema d’intervento di un relè termico tripolare con bimetallo di compensazione della temperatura ambiente. Secondo le norme IEC (EN), la compensazione della temperatura agisce tra –5 °C e +40 °C. • Relè termici a bimetallo con trasformatore di corrente (TA): la corrente assorbita dal motore (> 60 A) è letta per induzione dal primario del trasformatore di corrente. Il secondario è collegato al relè termico a bimetallo. In caso di cortocircuito, in pratica, è presente una protezione totale del relè termico a bimetallo perché questi trasformatori di corrente sono a ferro saturo. A bimetallo con elevata flessione B bimetallo con bassa flessione C flessione causata dal riscaldamento D leverismo Figura 6.4.2 Metodi di riscaldamento del bimetallo. a Riscaldamento diretto b Riscaldamento indiretto 6.4 c Riscaldamento con trasformatore di corrente ( come relè secondario) Protezione del motore Nella maggior parte dei casi, i relè termici sono con compensazione della temperatura ambiente di funzionamento. Questa compensazione viene realizzata da una bilama supplementare che agisce tra i bimetalli percorsi dalla corrente ed il congegno di apertura del contatto ausiliario, in modo che la caratteristica d’intervento del relè termico non si modifichi a causa della temperatura ambiente di funzionamento, compresa tra –5 e + 40 °C secondo le norme IEC e le EN, a svantaggio dell’oggetto da proteggere. Poiché il carico consentito dei motori diminuisce con l’aumento della temperatura ambiente di funzionamento, i relè termici, per ragioni di sicurezza sono leggermente sottocompensati, con una differenza media di compensazione di – 0,2%/K. Durante l’avviamento, con condizioni di funzionamento normale e carico costante, il relè termico a bimetallo protegge il motore perfettamente. Al contrario, la protezione del motore nel funzionamento intermittente con un’alta frequenza di commutazione e con carico variabile viene garantita in modo insufficiente, in quanto il relè termico può simulare l’andamento termico del motore solo in maniera approssimativa. In caso di avviamenti frequenti in funzionamento intermittente la costante del tempo, sostanzialmente più breve rispetto al motore, provoca un intervento anticipato e di conseguenza, la capacità termica del motore non può essere sfruttata al massimo. La costante del tempo di raffreddamento del relè termico è inoltre più breve per cui, in caso di funzionamento intermittente, la differenza tra la temperatura del motore e la simulazione del relè termico aumenta costantemente. Figura 6.3.1. 6.3.2 Resistenza al cortocircuito Per motivi termici, la resistenza al cortocircuito dei relè termici a bimetallo con riscaldamento diretto è superiore alla resistenza dei relè riscaldati indirettamente. In presenza di correnti nominali elevate, i relè termici sono molto spesso alimentati dal secondario di un trasformatore di corrente (TA). I relè sono resistenti al cortocircuito e a valori molto alti di correnti. In riferimento alla corrente di regolazione del relè termico IeF valgono, in linea di massima, i seguenti valori di resistenza al cortocircuito: • Relè termici riscaldati indirettamente • Relè termici riscaldati direttamente • Relè termici con trasformatore di corrente 6.3.3 fino a 16 IeF max fino a 30 IeF max fino a 50 IeF max Funzionamento monofase L’energia necessaria per l’intervento del meccanismo di commutazione può essere prodotto solo dai tre bimetalli. Le tre bilame devono essere collegate in serie, come mostrato nella Figura 6.6.1, affinché vengano attraversate dalla stessa corrente anche in caso di funzionamento monofase.. 6.3.4 Mancanza di fase I motori con collegamento a stella non sono termicamente a rischio in caso di mancanza di una fase. Nel caso di motori con collegamento a triangolo, bisogna distinguere: 6.5 Protezione del motore Figura 6.6.1 Collegamento in serie dei relè termici bimetallici nel funzionamento monofase • Potenza nominale Pe ≤ 10 KW: la corrente d’intervento del relè termico, in caso di mancanza fase, deve essere ≤ 1,25 Ie • Potenza nominale Pe ≥ 10 KW: gli apparecchi per la protezione del motore devono avere il sistema d’intervento differenziale di tipo meccanico. Diverse industrie richiedono nelle rispettive norme impiantistiche il sistema d’intervento differenziale, per es. l’industria chimica, petrolchimica e del gas. Intervento con sovraccarico termico trifase Intervento in caso di mancanza fase con bimetallo intermedio non attraversato dalla corrente. Figura 6.6.2 Principio di funzionamento dell’intervento differenziale dei relè termici. 1 Bimetalli 4 Leva differenziale 2 Cursore di mancanza fase 5 Contatto d’intervento (contatto a scatto) 3 Cursore di sovraccarico S1 Movimento di termico controllo dell’intervento in S2 Movimento di controllo dell’intervento presenza di un sovraccarico in presenza di mancanza fase S3 Apertura del contatto d’intervento 6.6 Protezione del motore La disinserzione d’intervento differenziale è, come mostrato in Figura 6.6.2, realizzata con un sistema a doppio effetto, uno in forma di cursore di mancanza fase e uno di cursore di sovraccarico termico. Questo significa che una bilama che si sta raffreddando, per mancanza della fase, sposta il cursore “mancanza fase” nella direzione opposta al cursore “sovraccarico termico”. Questo movimento opposto viene poi convertito in un movimento supplementare d’apertura del contatto normalmente chiuso per mezzo di una leva differenziale. Nel caso di una mancanza fase, questo dispositivo provoca l’intervento già all’85% della corrente di regolazione trifase. Questo dato è riferito alla corrente che circola nel relè termico. In caso di una mancanza di fase in un motore con collegamento a triangolo, le correnti che circolano nel relè termico e negli avvolgimenti del motore non sono uguali. La suddivisione delle correnti non è dunque nemmeno costante nel motore poiché essa dipende dal carico. La figura 6.7.1 mostra le caratteristiche tipiche d’intervento di un relè termico a bimetallo con e senza sistema differenziale sia allo stato freddo che allo stato caldo. Ie Corrente d’intervento t Tempo d’intervento [s] secondi [m] minuti Dallo stato freddo: a Carico simmetrico tripolare b Carico bipolare con scatto differenziale c Carico bipolare senza scatto differenziale Dallo stato caldo: d Carico simmetrico tripolare Figura 6.7.1 Caratteristiche tipiche d’intervento di un relè termico. 6.3.5 Tempo di ripristino I relè termici necessitano, dopo un intervento, di un determinato periodo di tempo per il raffreddamento delle lame bimetalliche. Questo periodo di tempo viene definito tempo di ripristino. Solo al trascorrere di esso è possibile ripristinare il relè termico. Il tempo di ripristino dipende dalla caratteristica d’intervento del relè termico e dalla grandezza della corrente che causa l’intervento. La Figura 6.8.1 fornisce i valori medi per il tempo di ripristino dei relè termici. Si può dedurre che, per esempio, dopo un intervento con una corrente impostata di 4 volte la corrente nominale, il tempo di ripristino è uguale a circa 35 s. 6.7 Protezione del motore IeF Impostazione della corrente tw Tempo di ripristino [s] secondi [m] minuti Figura 6.8.1 Massimi valori per il tempo di ripristino dei relè termici. Il tempo di ripristino serve anche a consentire il raffreddamento del motore durante questa pausa di funzionamento. Questo periodo di tempo, tuttavia, è nella maggior parte dei casi insufficiente per stabilire una nuova partenza del motore. 6.3.6 Regolazione della corrente Di norma il relè termico deve essere regolato in base alla corrente nominale Ie assorbita dal motore . Nella maggior parte dei relè termici di protezione sono a disposizione due scale su una targhetta graduata dove sono riportati il valore della corrente per l’avviamento diretto ed in un secondo intervallo il valore dell’avviamento stella-triangolo. In quest’ultimo è già considerato il fattore 1/√3. L’utilizzo del motore con temperatura ambiente di funzionamento superiore ai 40 °C, necessita di una correzione della corrente sul relè termico. Se il costruttore del motore non fornisce altre indicazione, vale la Tabella 6.8.1. Temperatura ambiente in °C 30 Fattore di correzione Ie 1,08 Tab. 6.8.1 35 1,04 40 1 45 0,95 50 0,9 55 0,85 60 0,8 Fattori di correzione della corrente di regolazione dei relè termici in funzione della temperatura ambiente di funzionamento. Il carico ammissibile del motore varia anche in funzione dell’altitudine. Al di sopra dei 1000m sul livello del mare, si deve tener conto di modificare la corrente di regolazione del relè termico. Se il costruttore del motore non fornisce alcune indicazioni, vale la Tabella 6.9.1. In presenza di una variazione della temperatura ambiente di funzionamento superiore ai 40°C e di un’altitudine superiore ai 1000 sul livello del mare, la corrente di regolazione del relè termico deve essere corretta di un fattore ottenuto dal prodotto dei fattori individuali di correzione. 6.8 Protezione del motore Altezza d’installazione sul livello del mare ≤ 1000 ≥ 1500 2000 2500 3000 3500 Tab. 6.9.1 6.3.7 Fattore di correzione per la potenza nominale 1,00 0,97 0,94 0,90 0,86 0,82 Valori di massima per la correzione della potenza nominale in funzione dell’altezza d’installazione. Disinserzione libera La reinserzione libera è prescritta dalle norme IEC e dalle EN oltre che da diverse disposizioni nazionali. La costruzione del meccanismo di disinserzione deve permettere l’apertura anche in caso di azionamento simultaneo del tasto di riarmo o del tasto 0. In questo caso, il riarmo è effettivo solo con una seconda pressione sul tasto di riarmo. Ciò significa che il meccanismo di disinserzione funziona anche in caso di riarmo automatico, anche nel caso in cui il tasto di riarmo sia bloccato. La reinserzione è dunque possibile solo dopo un secondo azionamento del tasto di ripristino. 6.4 Protezione del motore nell’avviamento di un motore con carico pesante La corrente di avviamento di un motore IA ≈ 4...8 Ie non dipende dal carico ma dalla struttura del motore. Al contrario, il tempo di accelerazione tA dipende dal carico. Secondo la Figura 6.9.1, si parla di avviamento con carico pesante se il tempo di accelerazione, dipendente dalla corrente di avviamento, è di pochi secondi. Un relè termico standard è, in questo caso, termicamente sotto sforzo eccessivo e, nella maggior parte dei casi, interviene. t Ie N S Tempo di accelerazione Corrente nominale Condizioni di avviamento normali Avviamento con carico pesante Figura 6.9.1 Nell’avviamento con carico pesante il tempo di accelerazione è funzione della corrente di avviamento ed è di pochi secondi. 6.9 Protezione del motore In questi casi, gli apparecchi elettronici per la protezione del motore possono essere adattati con precisione all’avviamento del motore con carico pesante (Capitolo 6.6). Di conseguenza, non sono più necessari circuiti temporanei con i relè termici, come i trasformatori di corrente a ferro saturo ed il collegamento in parallelo del relè termico di protezione durante la fase di avviamento. 6.5 Protezione del motore in ambienti con pericolo di esplosione I relè termici per la protezione dei motori in ambiente EEx e devono corrispondere alla norme e alle disposizioni illustrate nel Capitolo 3.4. I relè termici non offrono la possibilità di protezione in ambiente con pericolo di esplosioni, dunque, non possono essere installati in zone con pericolo di esplosione. Nei Paesi con obbligo generale di collaudo, gli apparecchi per la protezione del motore possono essere installati a protezione dei motori in ambiente EEx quando il tempo tE del motore corrisponde o è superiore ai valori minimi. In caso contrario, il tempo del motore tE deve essere confrontato con il valore della caratteristica di scatto allo stato freddo. Se i valori corrispondono almeno alla caratteristica o sono superiori, la protezione è garantita. Inoltre, bisogna controllare se nei motori in collegamento a triangolo il tempo d’intervento per lo scatto bipolare corrisponde a 0,87 volte IA/Ie ≤ tE Gli apparecchi elettronici di protezione del motore (Capitolo 6.6) consentono la regolazione precisa del tempo tE. In caso di avviamento con carico pesante, il tempo tE consentito può essere sfruttato pienamente. 6.6 Protezione elettronica del motore Gli apparecchi elettronici per la protezione del motore forniscono la possibilità di simulare in modo più preciso le condizioni termiche all’interno del motore qualunque sia il modo di funzionamento, come avviene sulla base dei relè termici a bimetallo. Inoltre, le informazioni così acquisite ampliano il campo d’impiego dell’apparecchio di protezione. Le caratteristiche fondamentali degli apparecchi elettronici di protezione del motore sono: • Maggiore precisione della corrente regolazione. • Migliore protezione in condizioni di funzionamento normale e di avviamento normale, pesante e lungo. • Funzioni ampliate della protezione, del controllo, della sorveglianza e della regolazione. 6.10 Protezione del motore 6.6.1 Protezione dai sovraccarichi termici 6.6.1.1 Progettazione del modello termico Per quanto riguarda la precisione, non è importante, in linea di massima, che gli apparecchi siano realizzati su base analogica o digitale. Questi apparecchi che sono equipaggiati con microprocessori, sono anche in parte adatti per la comunicazione con sistemi di controllo di ordine superiore e possono, per esempio, essere connessi ad un sistema di rete tramite bus. In base alle esigenze si utilizzano in pratica apparecchi secondo i seguenti modelli: • Modello a una sola immagine: semplici apparecchi elettronici per la protezione del motore simulano il riscaldamento del motore sulla base di una sola immagine termica. Le loro caratteristiche di riscaldamento e raffreddamento possono essere paragonabili alle stesse condizioni dei relè termici. Questi prendono in considerazione solo la capacità di riscaldamento dell’avvolgimento statorico e, quindi, si raffreddano rapidamente durante la fermata del motore, in quanto non si coinvolge la parte ferrosa della macchina. Quindi il motore deve essere protetto da ulteriori sensori termici in caso di carico variabile e di funzionamento intermittente. • Modello a doppia immagine: complessi apparecchi elettronici per la protezione del motore simulano il riscaldamento del motore sulla base di una doppia immagine termica. La simulazione è basata sulla sovrapposizione del riscaldamento nell’avvolgimento statorico e della massa di ferro del motore. In questo modo, per esempio, è possibile simulare in modo corretto sia il riscaldamento rapido all’interno dell’avvolgimento durante un avviamento con carico pesante, sia la trasmissione ulteriore di calore tra l’avvolgimento del motore e il ferro, che si riscalda molto più lentamente. Durante il normale funzionamento, nel modello con simulazione a doppia immagine vengono prese in considerazione anche le perdite nel ferro e le perdite causate dall’asimmetria. In questo caso il motore può essere utilizzato anche in ambiente con variazioni notevoli della temperatura permettendo così di ottenere un maggior sfruttamento dell’impianto. Le diverse condizioni di raffreddamento di un motore autoventilato in funzione o in stato di fermo, vengono considerate per mezzo di due diverse costanti di tempo. Dopo l’arresto del motore, la simulazione a doppia immagine considera sia il raffreddamento rapido dell’avvolgimento fino alla temperatura del ferro, sia il successivo raffreddamento lento del motore. In questo modo la simulazione termica dell’apparecchio elettronico per la protezione del motore corrisponde sempre alle condizioni che vi sono all’interno del motore. Ciò consente il maggior sfruttamento del sistema e garantisce una sicura protezione del motore, anche in condizioni di avviamento e funzionamento difficoltosi. La simulazione della doppia immagine può essere spiegata usando una rete di capacità e resistenze, come illustrato in Figura 6.12.1. 6.11 Protezione del motore PCu ≈ (I 2 + kI 2) M G R1 PFe S1 C1 C2 U1 R2 R3 ϑ Umgeb Figura 6.12.1 – Modello a doppia immagine per la simulazione del riscaldamento del motore C1 C2 R1 R2 R3 PCu PFe S1 IM IG ϑUmgeb Capacità corrispondente alla capacità termica dell’avvolgimento (regolabile) Capacità corrispondente alla capacità termica del ferro e delle altre parti del motore Resistenza corrispondente alla resistenza per la trasmissione di calore tra l’avvolgimento e il ferro Resistenza corrispondente alla resistenza per la trasmissione di calore all’ambiente circostante quando il motore è fermo Resistenza corrispondente alla trasmissione di calore all’ambiente circostante quando il motore è in funzionamento Alimentazione con una corrente proporzionale alle perdite nel rame Alimentazione con una corrente proporzionale alle perdite nel ferro Commutatore interno arresto/marcia Corrente del motore Componente opposta causata dall’asimmetria Considerazione della temperatura ambiente con sensore Pt 100. 6.6.1.2 Regolazione della corrente Tenendo controllata la temperatura di funzionamento del motore in servizio continuo si assicura la durata dell’isolamento. Per questo motivo è molto importante l’esatta regolazione della corrente. Se la corrente è regolata molto alta, la protezione della macchina non può essere garantita. Nella regolazione è necessario prendere in considerazione i fattori divergenti dalle condizioni normali, come, ad esempio, una temperatura ambiente troppo alta, come indicato in Tabella 6.8.1, oppure l’installazione del motore al di sopra dei 1000m sul livello del mare. Vedere Tabella 6.9.1. Con i moderni apparecchi elettronici per la protezione del motore, la corrente nominale viene regolata direttamente, in modo digitale, in Ampere. Nel caso in cui i trasformatori di corrente primari siano stati commutati in precedenza, è necessario considerare anche i loro rapporto di trasformazione. 6.12 Protezione del motore Se l’apparecchio per la protezione del motore viene regolato con la corrente di funzionamento necessaria, più bassa rispetto alla corrente nominale, il sistema è protetto ugualmente. Un aumento del carico, per esempio a causa di guasti meccanici, viene riconosciuto e l’impianto può essere fermato, purché il danno sia di lieve entità. 6.6.1.3 Regolazione del tempo d’intervento Con la regolazione del tempo d’intervento, la caratteristica d’intervento degli apparecchi elettronici per la protezione del motore viene adattata alla capacità termica del motore. La regolazione ottimale del tempo d’intervento è possibile se il tempo di blocco consentito del motore allo stato freddo e la sua corrispondente corrente di blocco siano noti. Vedere la Figura 6.13.1. Il costruttore del motore è in grado di definire entrambi i valori. tA Tempo d’intervento in sec Ie Corrente nominale del motore = IeF a Massima corrente a rotore bloccato o di avviamento, IA = 2,5…12 Ie b Inerzia; regolazione con corrente a rotore bloccato, impostazione per tIA = 1…600 sec I Figura 6.13.1 Curve caratteristiche tempo/corrente di un apparecchio elettronico per la protezione motore (a partire dallo stato freddo). Spesso non si conosce il tempo di arresto consentito. Se il motore, tuttavia, è dimensionato correttamente per l’applicazione relativa, sono consigliati i tempi di scatto seguenti: • Motori standard: la regolazione normale è 10 s • Motori speciali, ad es. trasmissioni termiche istantanee: si comincia con un tentativo di avviamento con regolazione di 2 s. Se l’apparecchio di protezione del motore interviene, si lascia raffreddare il motore e si avvia di nuovo con una regolazione di 4 s e man mano si innalza il tempo di scatto, fino a quando l’avviamento funziona. 6.13 Protezione del motore 6.6.2 Funzioni speciali per la protezione del motore 6.6.2.1 Mancanza di fase Gli apparecchi elettronici per la protezione del motore intervengono per mancanza fase indipendentemente dal carico, possono intervenire durante il normale funzionamento. Sono utilizzate le seguenti soluzioni: • L’intervento differenziale del relè elettronico rivela qualsiasi mancanza di fase immediatamente e indipendentemente dal carico del motore, l’intervento viene leggermente ritardato per assicurare un servizio continuo • Nel caso di mancanza fase, si richiede un intervento immediato, principalmente con motori sottoposti a carichi elevati, per evitare qualsiasi riscaldamento inutile e ridurre al minimo la durata dell’avaria. Anche in questo l’intervento viene leggermente ritardato per assicurare un servizio continuo anche in presenza di brevi interruzioni all’interno della linea d’alimentazione. 6.6.2.2 Asimmetria Le tensioni asimmetriche sono normalmente causate dalle lunghe linee di distribuzione. La corrente asimmetrica nell’avvolgimento del motore risulta, in funzione della grandezza del motore, da 6…10 volte la tensione asimmetrica. I motori in media tensione ed i grandi motori in bassa tensione sono quelli ad alto rischio termico (motori a rotore critico). Per questa ragione, il carico deve essere ridotto come mostrato nella Figura 2.9.1 se si vuole evitare un surriscaldamento del motore. Alcuni apparecchi elettronici per la protezione del motore riconoscono l’asimmetria e correggono la soglia d’intervento verso il basso. In pratica non è sempre possibile ridurre il carico del motore. L’apparecchio di protezione può però emettere un segnale d’allarme. Nel caso d’alimentazione asimmetrica, non si danneggia soltanto il motore, ma l’intero impianto. Pertanto è consigliabile controllare la tensione sulla linea principale. In impianti con una linea “difettosa” con tensione principale asimmetrica, i motori devono essere dimensionati in maniera adeguata, per evitare di ridurre la loro durata di vita elettrica. Elevate asimmetrie, oppure la mancanza di una fase, possono essere causate da contatti difettosi di interruttori magnetotermici di potenza, contattori, morsetti di cablaggio e fusibili difettosi così come da guasti interni al motore (perdita d’isolamento). Grazie al riconoscimento e all’interruzione immediata si possono evitare danni da surriscaldamento sugli apparecchi. Viene protetto l’impianto e le parti meccaniche del motore. 6.14 Protezione del motore Definizione della tensione asimmetria secondo NEMA, IEC e EN: ∆U (%) = Massima deviazione della tensioni media di fase x 100 Tensioni media di fase 6.6.2.3 Dispersione verso terra I danneggiamenti dell’isolamento nei motori sono spesso causati da picchi di tensione. Questi picchi di tensione sono causati da fulmini, commutazioni di rete, scariche capacitive ed elettronica di potenza. Altre cause sono l’invecchiamento oppure il sovraccarico continuo o intermittente così come le vibrazioni meccaniche e la penetrazione di corpi estranei. Il danneggiamento dell’isolamento nella maggior parte dei casi porta ad una dispersione verso terra della macchina. Gli impianti con collegamento a terra, le correnti di dispersione verso terra possono raggiungere rapidamente valori molto elevati. A seconda del tipo d’impianto e delle esigenze, il controllo della corrente di dispersione verso terra viene controllato con il metodo "Holmgreen" oppure con un trasformatore di corrente sommatore (Toroide sommatore). La dispersione verso terra con il metodo “Holmgreen” (impianti collegati rigidamente a terra) Per rilevare la corrente di dispersione verso terra in impianti collegati rigidamente a terra o a bassa impedenza si misurano generalmente le correnti all’interno dei tre conduttori di linea. Nei motori funzionanti correttamente, la somma di queste correnti è uguale a zero. Se, tuttavia, nell’avvolgimento del motore circola una corrente di dispersione verso terra, una corrente I0 proporzionale alla corrente di dispersione che compare al centro stella del trasformatore, viene rilevata dall’apparecchio di controllo che provoca l’intervento. Una breve temporizzazione evita un intervento intempestivo causato da una saturazione transitoria del trasformatore che può verificarsi in fase d’azionamento. La sensibilità del dispositivo deve essere selezionata in modo da evitare ogni disinserzione in presenza di errori di conduzione del trasformatore, di segnali parassiti generati dalla terza armonica durante la commutazione di un avviatore stella-triangolo o d’asimmetrie degli avvolgimenti. Figura 6.15.1 L1 L2 L3 1 3 5 MM 2 4 6 I0 M 3~ Figura 6.15.1 Protezione contro la dispersione verso terra secondo il metodo «Holmgreen» T1 TTrasformatore di corrente principale MMApparecchio per la protezione del motore I0 Corrente zero (proporzionale alla corrente di terra) 6.15 Protezione del motore Dispersione verso terra con trasformatori di corrente sommatore (Trasformatore di corrente a nucleo bilanciato o Toroide) Nelle reti di distribuzione con neutro isolato, con collegamento verso terra ad elevata impedenza o compensate, il rilevamento della dispersione verso terra con elevato grado di sensibilità viene raggiunto con l’utilizzo di un trasformatore di corrente sommatore che viene attraversato dalle tre fasi che alimentano il motore. Con questo sistema di rilevamento della dispersione verso terra di tipo differenziale la dispersione di piccole correnti garantiscono una protezione molto sensibile. Dispongono di una soglia d’intervento molto bassa, con la possibilità di far intervenire un segnale d’allarme o l’interruzione dell’alimentazione del motore al primo cedimento dell’isolamento. Figura 6.16.1. L1 L2 L3 1 3 5 T1 MM 2 4 6 K L Σ T2 M 3~ Figura 6.16.1 Protezione contro la dispersione verso terra con trasformatore di corrente sommatore T1 Trasformatore di corrente principale (rilevamento della corrente nelle due fasi) T2 Trasformatore di corrente sommatore MM Apparecchio per la protezione del motore Applicazioni • Motori in media tensione • Impianti in condizioni ambientali difficili in presenza di umidità, polvere, ecc. come ad es. miniere, cave di ghiaia, cementifici, mulini, lavorazione del legno, centrali di pompaggio dell’acqua, trattamento dei liquami, drenaggi. Protezione contro la dispersione verso terra nelle reti a media tensione Di seguito verrà fornita una panoramica sui rapporti della dispersione verso terra nelle reti con neutro isolato, con elevata impedenza, collegate a terra oppure compensate. Tale panoramica non ha alcuna pretesa di completezza e non terrà conto degli effetti transitori. 6.16 Protezione del motore Nelle reti con neutro a terra, il valore della corrente di guasto è definito dalla capacità tra il conduttore e la terra della rete e dalla resistenza di terra o dall’induttanza di compensazione. A causa della loro lunghezza relativamente limitata, le reti industriali si caratterizzano per una corrente di difetto a terra estremamente debole. Le capacità tra i conduttori e la terra sono dunque determinate essenzialmente dai cavi e dai motori. I valori della capacità dei cavi si trovano nelle tabelle dei cavi e sono nell’ordine di grandezza tra 0,2...1,2 µF per km. Per i motori in media tensione è possibile prevedere circa 0,02...0,05 µF per megawatt di potenza del motore. Per le reti industriali in media tensione, una regola approssimativa prescrive che la corrente di difetto è di circa 1 A ogni 1000...1500 KVA di potenza del sistema. La sorveglianza dell’insieme della rete si effettua molto spesso con la misurazione della tensione tramite il neutro del centro stella. La localizzazione di un eventuale difetto a terra si effettua tramite un rilevatore di difetti verso terra nelle varie parti del motore. In molti casi le correnti di dispersione a terra che si verificano sono molto deboli e l’isolamento delle fasi può sopportare per un breve istante una corrente più elevata, il motore può funzionare ancora per un certo tempo prima di procedere alla disinserzione vera e propria. Rete con neutro isolato con collegamento a terra ad alta impedenza In presenza di capacità simmetriche tra i conduttori e la terra, il potenziale del neutro della rete è uguale a quello della terra e la somma delle correnti che passano per tali capacità è zero. In servizio normale, la resistenza di terra ha un valore ohmico elevato, Figure 6.19.2/6.20.1/6.20.3, in condizioni normale di funzionamento la corrente nel centro stella dei trasformatori è zero. Lo scopo di questa resistenza è quello di evitare sovratensioni nel caso di difetti intermittenti verso terra, situazioni che si possono verificare all’interno di reti isolate. Il dimensionamento è considerato corretto quando un difetto verso terra genera in questa resistenza una corrente quasi uguale alla corrente del carico capacitivo della stessa rete. Se per es. una fase, Figura 6.19.1 e Figura 6.19.3, a causa di un difetto d’isolamento viene collegata a terra, le altre due fasi misurano una tensione concatenata verso terra. Attraverso la loro capacità di terra CN (vista dal lato della rete in rapporto all’apparecchio per la protezione motore MM) e CM (vista dal lato del motore) circola una corrente capacitiva verso terra e dalla terra attraverso i punti di dispersione sulla fase 3. Nel collegamento a terra ad alta impedenza, Figure 6.19.2/6.20.1/6.20.3, la tensione del centro stella, il cui potenziale è diverso dallo zero, genera una corrente addizionale attraverso i punti di dispersione, limitata dalla resistenza di terra. 6.17 Protezione del motore In caso di dispersione verso terra sul lato della rete in rapporto al punto di misurazione (punto di installazione dei trasformatori di corrente), l’apparecchio di protezione MM misura la parte di corrente di dispersione verso terra che circola attraverso CM. La sensibilità di risposta deve essere selezionata in modo che l’MM in questo caso non intervenga. D’altra parte, l’MM dovrà riconoscere le dispersioni verso terra nel modo più preciso possibile, in quanto nelle dispersioni verso terra degli avvolgimenti del motore la tensione di transizione diminuisce con la vicinanza del punto di dispersione al centro stella. La corrente di dispersione si abbassa proporzionalmente a questa tensione. Di solito, la soglia d’intervento del dispositivo di protezione è fissata ad un valore superiore al 5...10 % della corrente generata da un difetto verso terra misurata ai morsetti del motore. Rete compensata Rete con collegamento a terra tramite risonanza, bobina di Petersen. Nelle Figure 6.19.2/6.20.1/6.20.3 sono rappresentati il principio della rete industriali compensata, benché siano piuttosto rare. La bobina di compensazione fornisce, in caso di compensazione totale, una corrente di dispersione capacitiva, ma in opposizione di fase in modo che circoli solo la corrente residua a bassissima dispersione ohmica attraverso i punti di collegamento a terra. Rappresentazione schematica di diversi tipi di rete e di punti di dispersione verso terra La corrente di dispersione verso terra misurata da un apparecchio elettronico per la protezione motore MM con trasformatore di corrente sommatore dipende dal tipo di rete e dal punto di dispersione verso terra. Le seguenti illustrazioni mostrano i rapporti nelle diverse applicazioni. Le figure seguenti indicano le condizioni per le diverse applicazioni: K1 Contattore MM Apparecchio per la protezione motore M1 Motore CN Capacità tra conduttore e terra - lato della rete CM Capacità tra conduttore e terra del motore inclusi i conduttori tra il trasformatore di corrente e il motore L Impedenza di compensazione R Resistenza di messa a terra ad elevata impedenza T Trasformatore Corrente di dispersione verso terra IE 6.18 Protezione del motore T M1 MM K1 1 3 AC U2 2 U1 3 U3 CN CM IE Figura 6.19.1 Rete isolata: Dispersione verso terra lato rete. L’MM misura la quantità di corrente di dispersione verso terra attraverso CM. T 1 K1 M1 MM 3 AC U2 2 U1 3 U3 L R CN CM IE Figura 6.19.2 Rete collegata a terra ad alta impedenza: Dispersione verso terra lato rete. L’MM misura la parte di corrente di dispersione a terra attraverso CM. Rete compensata: Attraverso i punti di dispersione circola una corrente ridotta, che corrisponde alla somma vettoriale della corrente di dispersione verso terra. T 1 K1 M1 MM 3 AC U2 2 U1 3 U3 CN IE CM Figura 6.19.3 Rete isolata: Dispersione verso terra lato motore sulla linee di alimentazione L’MM misura la quantità di corrente di dispersione verso terra attraverso CN. 6.19 Protezione del motore T 1 K1 M1 MM 3 AC U2 2 U1 3 U3 L CN R CM IE Figura 6.20.1 Rete collegata a terra ad alta impedenza: Dispersione verso terra lato motore nelle linee di alimentazione. L’MM misura la somma vettoriale delle correnti di dispersione verso terra attraverso CN e la resistenza di terra R Rete compensata: L’MM misura la somma vettoriale delle correnti di dispersione attraverso CN e l’induttanza di compensazione L. T K1 1 M1 MM 3 AC U2 U1 2 3 IE U3 CM CN Figura 6.20.2 Rete isolata: Dispersione verso terra nel motore. Quanto più il punto di dispersione si trova vicino al conduttore di neutro del motore, tanto più ridotta è la corrente di dispersione. T 1 K1 MM M1 3 AC U2 U1 2 3 IE L R CN CM U3 Figura 6.20.3 Rete collegata a terra ad alta impedenza: Dispersione verso terra nel motore. L’MM misura la somma vettoriale delle correnti di dispersione verso terra attraverso CN e alla resistenza di terra R. Rete compensata: L’MM misura la somma vettoriale delle correnti di dispersione verso terra attraverso CN e l’induttanza di compensazione L. Quanto più la dispersione si trova vicino al conduttore di neutro del motore, tanto più ridotta è la corrente di dispersione. 6.20 Protezione del motore 6.6.2.4 Protezione contro il cortocircuito per motore in media tensione Le principali origini di un cto.cto. sono i difetti d’isolamento e i guasti di ordine meccanico. Il corto circuito può essere unipolare verso terra, bipolare o tripolare con o senza collegamento verso terra. Un cto.cto. è sempre caratterizzato dal passaggio di una corrente molto elevata e l’importanza dei guasti aumenta proporzionalmente alla durata del cto.cto.. E’ dunque molto importante rivelare il più rapidamente possibile qualsiasi cto.cto. e fermare immediatamente l’installazione. L’intervento viene ritardato di circa 50 ms, sia per permettere l’attivazione rapida dell’interruttore automatico che per impedire una disinserzione involontaria dovuta a picchi di corrente. Nel caso di un cto.cto., l’intervento è assicurato da un relè di uscita indipendente dalle altre funzioni di protezione. Il contatto di questo relè comanda la bobina di sgancio di un interruttore automatico con elevato potere d’interruzione di cto.cto.. Per evitare che il contattore apra in condizioni di cto.cto. e quindi distruggersi, il relè d’uscita per la protezione termica deve essere bloccato per correnti superiori >12 Ie. Vedere le Figure 6.21.1 e 6.22.1. L1 L2 L3 QM QA K1 T1 Interruttore automatico di potenza Bobina di sgancio Contattore di potenza Trasformatore di corrente principale MM Apparecchio per la protezione del motore QM QA A1 K1 A2 1 3 5 F1 MM T1 2 4 6 M 3~ Figura 6.21.1 MM per la protezione contro cto.cto. schema di collegamento 6.21 Protezione del motore I 1 2 3 IA Ie MM Relais KS Relais MR QM tv tQ tBL tLB MM Apparecchio per la protezione del motore KS Relè per l’intervento del cto.cto. MR Relè per l’intervento termico QM Interruttore automatico di potenza (relè d’intervento) I Andamento della corrente IA Taratura della corrente di risposta Ie Corrente nominale di funzionamento tv Ritardo dell’intervento 50 ms tG Tempo di apertura dell’interruttore tLB Durata dell’arco 1 Corto circuito 2 Apertura dei contatti 3 Interruzione del corto circuito tBL Relè MR bloccato a ≥ 12 Ie Figura 6.22.1 Diagramma d’intervento per corto circuito dell’MM. 6.6.3 Funzione del sistema di protezione 6.6.3.1 Massima corrente e blocco rotore Durante il verificarsi di una condizione di massima corrente o di blocco rotore è necessaria l’interruzione immediata del sistema, per evitare inceppamenti meccanici e sovraccarichi termici sugli elementi del motore e sul sistema di trasmissione della potenza. È possibile rilevare e segnalare la presenza di un sovraccarico lento (per es. la rottura di un cuscinetto). Questo di evitare rischi d’incidenti e la perdita di produzione, riducendo in questo modo le conseguenze degli incidenti ed i cali di produzione. La funzione di protezione viene attivata dopo il raggiungimento della velocità di regime e il funzionamento a carico nominale del motore. Figura 6.23.1. Applicazioni • Nastri trasportatori • Miscelatori • Betoniere • Frantoi • Seghe, ecc. 6.22 Protezione del motore I I I ≥ Figura 6.23.1 Funzione per la protezione della massima corrente e blocco rotore. tv Ritardo d’intervento 1 vviamento del motore I ≥ 1,2 Ie 2 Funzionamento nominale 4 Protezione di blocco 3 Massima corrente e blocco rotore non attiva rotoreattiva (soglia d’intervento) 5 Protezione di blocco rotore 6.6.3.2 Carico ridotto (minima corrente) I motori che sono raffreddati dal mezzo stesso che mettono in movimento (ad es. pompe sommerse, ventilatori) possono essere sottoposti ad un surriscaldamento in caso di perdita di carico (filtri ostruiti o saracinesche chiuse). In molti casi, queste macchine sono installate in luoghi difficilmente accessibili. Le conseguenze sono tempi di riparazione lunghi e costi relativamente elevati. Valori di corrente assorbita al di sotto della corrente nominale di funzionamento del motore possono anche indicare la presenza di guasti meccanici nell’impianto (nastri trasportatori lacerati, pale di ventilatori guaste, giunti difettosi, alberi spezzati o attrezzature usurate). Queste condizioni non mettono in pericolo il motore ma comportano una diminuzione della produzione. Un riconoscimento rapido e tempestivo aiuta a contenere i danni. L’intervento per la protezione dal carico ridotto o minima corrente deve essere ritardato allo scopo di disporre di tempo sufficiente, dopo l’avviamento, per consentire l’apertura di una valvola o di una saracinesca che potrebbero essere rimaste chiuse per varie motivazioni. Figura 6.24.1 Applicazioni • Pompe sommerse • Ventilatori • Nastri trasportatori • Sistemi di trasmissione meccanici 6.23 Protezione del motore I I Ie 1 2 Ie IT 3 3 t tA tp ts tv tp Figura 6.24.1 Funzione per la protezione dal carico ridotto. 1 Avviamento ts Rilascio ritardato 2 Funzionamento nominale rotezione dal carico ridotto3 Funzionamento con carico ridotto rilascio non attivo tv Tempo d’intervento tA Tempo di avviamento tP Allarme IT Soglia d’intervento 6.6.3.3 Protezione contro l’inversione di fase Il controllo della sequenzialità delle fasi sulle rete di distribuzione è utile per la protezione del motore che non deve invertire il senso di rotazione. Si distinguono due metodi diversi: • Monitoraggio continuo: la tensione nominale di rete viene controllata costantemente. In caso d’inversione di fase (sequenzialità delle fasi nella rete di distribuzione) viene impedito l’avviamento del motore. • Reazione solo dopo l’avviamento: l’apparecchio di protezione reagisce solo dopo che il motore è stato avviato e quando è possibile rilevare la corrente in circolazione. Un motore con avviamento lungo che potrebbe avviarsi con senso di rotazione errato e quindi danneggiarsi, necessita di un tempo di risposta molto rapido. 6.6.3.4 Controllo del tempo di avviamento Il tempo di avviamento è controllato. Se l’avviamento non termina entro il tempo preselezionato la macchina può essere fermata. Questa procedura di controllo è indipendente dallo stato termico del motore. Applicazioni • Impianti che richiedono un carico elevato oppure che rilevano già in fase di avviamento il bloccaggio della macchina, onde evitare gravi danni. Cause possibili: sistemi sovraccaricati, cuscinetti o elementi di trasmissione difettosi. Figura 6.25.1 6.24 Protezione del motore ≥ I I I ≤ I I 1 Avviamento, corrente del motore ≥ 1,1 Ie 2 Funzionamento nominale tv Tempo di avviamento max 3 Intervento se la fase d’avviamento è troppo lunga Figura 6.25.1 Controllo del tempo d’avviamento. 6.6.3.5 Bloccaggio durante l’avviamento Se un motore si blocca durante la fase d’avviamento, questo si surriscalda molto rapidamente e raggiunge la temperatura limite dell’isolamento, dopo che il tempo di bloccaggio permesso è scaduto. I grossi motori a bassa tensione, e soprattutto i motori in media tensione, hanno tempi di bloccaggio consentiti molto brevi, ma possono effettuare avviamenti significativamente lunghi. Per garantire l’avviamento, il tempo di bloccaggio deve essere spesso aumentato. Grazie ad un trasduttore di velocità esterno oppure ad un sensore di rilevamento, l’apparecchio di protezione riconosce il bloccaggio e arresta immediatamente il motore. In questo modo il motore ed il sistema non vengono sottoposti a nessun stress in caso di bloccaggio. Durante il funzionamento, un sovraccarico troppo elevato o un bloccaggio vengono riconosciuti con la funzione “Sovraccarichi elevati e bloccaggio”. Vedere Figura 6.25.2. I I 2 Ie 1 1 Avviamento normale senza impedimento da sovraccarico elevato o bloccaggio 2 Bloccaggio durante l’avviamento tv Ritardo d’intervento Ie t tv Figura 6.25.2 Bloccaggio durante l’avviamento Applicazioni • Grossi motori a bassa tensione • Motori in media tensione • Impianti di trasporto 6.25 • • • Mescolatori Betoniere Frantoi • Seghe • Gru edili • Ponti elevatori Protezione del motore 6.6.4 Funzioni di controllo Gli apparecchi elettronici per la protezione del motore svolgono oltre alle funzioni di protezione, anche funzioni di controllo e di comunicazione. In un sistema di controllo molto avanzato, questi apparecchi possono anche essere combinati con un sistema di comando manuale, oppure possono essere incorporati in una rete di comunicazione. Gli apparecchi per la protezione del motore sofisticati che, utilizzano la simulazione della temperatura, per esempio, in base alla doppia immagine termica, basata sulla corrente assorbita dal motore, può aiutare ad utilizzare il controllo per ottimizzare il processo produttivo. 6.6.4.1 Preallarme Spesso non è auspicabile fermare immediatamente l’impianto quando subentra una situazione anomala nel funzionamento di una macchina (diversa dallo standard). Un preallarme può essere consigliabile per ridurre il carico oppure, per esempio, permettere la riparazione di un eventuale guasto verso terra solo durante la normale interruzione dell’impianto. E’ necessario fare la seguente distinzione fra: • Preallarme dipendente dalla corrente per - Sovraccarico termico al di sotto della soglia di bloccaggio - Carico ridotto - Asimmetria - Dispersione verso terra. • Preallarme dipendente dalla temperatura per: - Per ridurre il limite di temperatura 6.6.4.2 Controllo del carico Nei mescolatori, nei frantoi per pietre o nei sistemi dei nastri trasportatori il carico del motore può essere dosato o ottimizzato. Se l’apparecchio per la protezione del motore riesce a controllare con precisione la temperatura del motore, è possibile regolare il sistema alla massima temperatura nominale di funzionamento, anche in caso di carico variabile. Ciò permette l’utilizzo ottimale dell’impianto. La regolazione può essere effettuata manualmente, in base all’indicazione del riscaldamento, o tramite un meccanismo di controllo centralizzato. 6.6.4.3 Blocco dell’avviamento I motori che si sono fermati a causa di un surriscaldamento, possono essere riavviati solo dopo che il motore sia stato lasciato raffreddare sufficientemente e l’intervento dell’apparecchio per la protezione sia stato ripristinato. Bisogna tuttavia considerare che il motore non viene messo in pericolo nel riavviamento solo nel caso di una precisa simulazione del raffreddamento del motore. 6.26 Protezione del motore Per garantire un riavviamento del motore ancora caldo dopo un fermata dovuta a condizioni di esercizio normale, è necessario che il motore sia lasciato raffreddare fino a quando non compare l’indicazione sull’apparecchio per la protezione che la condizione termica è ottima per riavviare. Il diagramma rappresentato in Figura 6.27.1, previene tentativi di avviamenti, impedendo così insuccessi previsti e sollecitazioni addizionali sul motore. ϑ Riscaldamento degli avvolgimenti I Corrente del motore Ie t Tempo 1 Temperatura d’intervento 2 Riscaldamento degli avvolgimenti durante l’avviamento 3 Avviamento bloccato 4 Temperatura limite per l’avviamento Figura 6.27.1 6.6.4.4 Controllo della commutazione per l’avviamento stella-triangolo Poiché la corrente del motore è costantemente controllata, è possibile effettuare il controllo di temporizzazione per un avviamento stella-triangolo indipendentemente dal carico. Motore Acceso Spento I Ie Corrente del motore Ιe t Funzionamento a stella Funzionamento a triangolo Ritardo di commutazione ~80 ms Figura 6.27.2 Diagramma dell’avviamento stella-triangolo 6.27 ~80 ms Protezione del motore 6.6.4.5 Avviamento a caldo Gli avvolgimenti del motore possono essere riscaldati per breve tempo al di sopra delle temperatura limite consentita. Questo vale soprattutto per i motori a rotore critico. La temperatura consentita del rotore per breve tempo è di circa 250 °C, notevolmente superiore alla temperatura di funzionamento continuo che è di 100…150 °C. Ciò vuol dire che il tempo ammissibile a disposizione per l’avviamento a caldo è dunque relativamente lungo. In generale è leggermente inferiore a quello caratteristico per l’avviamento a freddo. Questa caratteristica del motore può essere utilizzata con una particolare sofisticazione dell’apparecchio per la protezione del motore, senza diversamente influenzare la corretta riproduzione della temperatura. Figura 6.28.1. Con la “limitazione del numero di avviamenti” è possibile evitare un numero eccessivo d’avviamenti a caldo. I IA 1 2 3 4 Ie t ϑ1 ϑe ϑ t t1 tw tw tw Figura 6.28.1 Diagramma della corrente e della temperatura durante l’avviamento a freddo e a caldo dei motori e soglie d’intervento (ad es. CET 4/SMM 825). IA Corrente di avviamento Ie Corrente nominale ϑe Temperatura ammessa dal motore in funzionamento continuo e soglia d’intervento normale dell’apparecchio per la protezione del motore per funzionamento continuo ϑ1 Temperatura consentita dal motore per breve tempo e limiti d’intervento dell’apparecchio per la protezione del motore con caratteristica d’intervento modificata per l’avviamento a caldo. 6.28 1 1. Avviamento (avviamento a freddo) 2 1. Avviamento a caldo 3 2. Avviamento a caldo 4 Avviamento a freddo (dopo che il motore si è raffreddato) t1 Tempo min. prima del primo avviamento a caldo (t1 > 10 t6 Ie) tw Tempo minimo tra due avviamenti a caldo (4…60 min.) Protezione del motore Applicazioni Tutti gli impianti che devono riavviarsi in modo sicuro immediatamente dopo un’interruzione della tensione di alimentazione. • Processi chimici e impianti di produzione, ad es.: - betoniere - centrifughe - pompe - nastri trasportatori • Miniere e gallerie, ad es.: - ventilatori d’aria esterna - ascensori - pompe centrifughe • Sistemi di approvvigionamento dell’acqua • Drenaggi 6.6.4.6 Possibilità di comunicazione I moderni apparecchi elettronici per la protezione del motore consentono, con l’utilizzo di microprocessori, l’elaborazione, la memorizzazione e la preparazione di tutti i dati di funzionamento e statistici rilevanti.: • • • • • • • • • corrente assorbita asimmetria corrente di dispersione verso terra riscaldamento potenza assorbita tempo d’intervento durata del funzionamento dati sulle condizioni del contattore e del motore causa e condizioni d’allarme ed interventi precedenti Tutti questi dati possono essere trasmessi attraverso collegamenti di rete di comunicazione centralizzati con un sistema di controllo generale. D’altra parte, i parametri di funzionamento memorizzati attraverso la rete di comunicazione nell’apparecchio per la protezione del motore possono essere costantemente adattati e modificati in funzione delle esigenze di processo. Gli apparecchi per la protezione del motore modulari offrono l’allacciamento per i protocolli bus più importanti. 6.6.5 Applicazioni degli apparecchi elettronici per la protezione del motore 6.6.5.1 Motori a bassa inerzia termica Tra questi motori si annoverano, ad esempio, i motori delle pompe sommerse, i compressori per frigoriferi a chiusura ermetica ecc. che, nella maggior parte dei casi, hanno un sistema di raffreddamento molto efficace. Il loro tempo di arresto consentito è, di solito, molto breve in quanto gli avvolgimenti sono predisposti per un carico specifico elevato. 6.29 Protezione del motore Per queste macchine è richiesto una regolazione del tempo d’intervento di 2...4s. La protezione dal carico ridotto è utile soprattutto per le pompe sommerse; infatti, in caso di riduzione o di mancata presenza del carico, le condizioni di raffreddamento del motore sono compromesse e aumentano rapidamente i rischi di sovratemperature. 6.6.5.2 Motori con elevata inerzia termica Se devono essere messe in funzione grandi masse con grossa inerzia meccanica e tempi lunghi di avviamento, come ad es. ventilatori, centrifughe, sistemi di mescolamento ecc., vengono installati spesso dei motori con avvolgimenti e gabbie sovradimensionate. Per queste macchine, gli apparecchi elettronici per la protezione del motore sono particolarmente adatti, in quanto sono in grado di simulare con precisione il riscaldamento durante la fase d’avviamento. Per la corretta funzionalità devono essere impostati le classi d’intervento e la relativa corrente di bloccaggio. 6.6.5.3 Motori a rotore critico I motori in media tensione ed i grossi motori a bassa tensione sono, nella maggior parte dei casi, a rotore critico. Il tempo di bloccaggio e d’avviamento consentito è limitato dalla capacità termica del rotore e viene indicato dal costruttore del motore. Se il tempo d’intervento dell’apparecchio per la protezione del motore viene regolato sul tempo di bloccaggio consentito, il modello termico corrisponde alle esigenze pratiche del motore. Per tempi brevi sono ammesse temperature alte nel rotore. Il motore è, dunque protetto durante la fase d’avviamento allo stato caldo. Se i motori a rotore critico vengono installati in condizioni d’avviamento pesante, è necessario considerare che, in caso di bloccaggio, raggiungono rapidamente la temperatura critica. Di conseguenza, è necessario regolare il tempo d’avviamento, con la relativa classe d’intervento per l’avviamento con carico pesante, con un tempo significativamente superiore rispetto al bloccaggio consentito. Affinché nella fase d’avviamento la protezione del bloccaggio venga garantita ugualmente, la velocità durante l’avviamento deve essere controllata con un misuratore della velocità o dallo stato d’inattività. Allo stesso modo, durante il funzionamento l’apparecchio per la protezione del motore deve reagire immediatamente ad un bloccaggio. 6.6.5.4 Motori in media tensione I motori in media tensione vengono utilizzati a partire da una potenza di circa 200 KW. La loro struttura ed il loro funzionamento non si differenziano dai motori a bassa tensione, sono di regola a rotore critico, e quindi devono essere protetti. 6.30 Protezione del motore 6.6.5.5 Motori ad anelli I motori ad anelli non corrono rischi termici neanche con ripetuti avviamenti. Le perdite di calore all’avviamento vengono trasmesse alle resistenze d’avviamento poste all’esterno del motore. Fondamentalmente i motori ad anelli a ventilazione autonoma sono più facili da proteggere rispetto ai normali motori a gabbia di scoiattolo, in quanto non si verificano grossi spostamenti di correnti se non vengono fatti funzionare per lungo tempo a scorrimento elevato. Nel motore ad anelli, sono presenti materiali isolanti sensibili alle temperature non solo nello statore ma anche nel rotore. Il tempo d’intervento viene dunque determinato dalla parte termicamente più debole. Il tempo di bloccaggio e d’avviamento consentito, viene definito dal costruttore del motore. Se il grado d’inerzia è impostato correttamente, i moderni apparecchi elettronici per la protezione del motore proteggono anche i reostati di avviamento dal sovraccarico termico. Il controllo della corrente nel circuito del rotore non è facile a causa dell’alta frequenza (frequenza di scorrimento). La corrente del rotore è approssimativamente proporzionale alla corrente dello statore misurata dall’apparecchio per la protezione del motore. L’effetto della protezione è dunque possibile anche in presenza di un controllo sullo statore con ritorno dal rotore sulla rete di alimentazione. Questo è tuttavia possibile solo in presenza di raffreddamento, ad es. attraverso una ventilazione esterna. 6.6.5.6 Motori a doppia polarità I motori a doppia polarità vengono realizzati con avvolgimenti sezionati oppure da sezioni di avvolgimenti commutabili, come nel collegamento Dahlander. Questi avvolgimenti si trovano, in parte, nelle stesse scanalature e sono strettamente accoppiate da un punto di vista termico, ed addirittura identiche. In servizio continuo gli avvolgimento dell’una e l’altra sezione si scaldano contemporaneamente e raggiungono entrambi la stessa temperatura. Per la protezione dei motori a doppia polarità è necessario impiegare per ogni velocità un apparecchio separato. Questo metodo ha tuttavia lo svantaggio che nella commutazione da una velocità all’altra, il secondo apparecchio per la protezione non rileva lo stato termico di esercizio dello stadio precedente. Solo dopo un determinato periodo di tempo di funzionamento si riscalda e protegge correttamente il motore. La simulazione corretta della temperatura e una conseguente protezione più sicura sono possibili nel caso in cui l’apparecchio per la protezione offre due diverse regolazioni di corrente e rileva le correnti del motore in base alle due polarità. 6.31 Protezione del motore 6.6.5.7 Motori a frequenza controllata Nei motori a ventilazione autonoma bisogna fare attenzione perché, in caso di bassa velocità, il raffreddamento non viene più garantito. Il riscaldamento del motore non dipende solo dalla corrente del motore. Figura 6.32.1. Perdite supplementari di circa il 10 % si verificano a causa delle armoniche superiori. 140 120 100 Coppia [%] 80 3 1 2 60 40 20 0 0 25 Velocità [%] 50 75 100 125 150 175 200 Figura 6.32.1 Carico termico continuo consentito da un motore ad induzione controllato da un convertitore di frequenza. 1 Coppia del carico 2 Coppia di un motore standard con carico continuo nominale 3 Coppia di un motore standard con produzione standard Questi motori devono essere protetti addizionalmente con sensori termici, ad es. sensori PTC. La protezione che già dipende dalla corrente può essere compresa nel convertitore statico oppure può essere realizzata attraverso apparecchi esterni indipendentemente dalla frequenza: • relè termico a bimetallo • interruttori magnetotermici di potenza • apparecchi elettronici per la protezione del motore con protezione PTC integrata La gamma di frequenze consentita, così come l’influsso delle alte frequenze d’interruzione nel convertitore di frequenza, sono da tenere in considerazione al momento della scelta dell’apparecchio di protezione. 6.6.5.8 Avviatori statici, con controllo rampa di decelerazione Non tutti gli apparecchi per la protezione del motore sono adatti ai motori che vengono comandati con avviatori statici sulla base del ritardo di fase. Durante l’avviamento, si creano correnti non perfettamente sinusoidali e fortemente divergenti dalla forma d’onda normale che possono pregiudicare alcune funzioni di protezione. Per questa ragione, molte funzioni interessate possono essere escluse durante le fasi d’avviamento e arresto statico. 6.32 Protezione del motore Se l’avviamento statico è anche equipaggiato con un freno, l’apparecchio di protezione deve ignorare l’asimmetria che si crea durante la fase di frenatura. Se i motori vengono fatti funzionare per lungo tempo con tensione ridotta, devono essere protetti anche per mezzo di sensori di temperatura (ad es. PTC). 6.6.5.9 Motori con ventilazione esterna Il raffreddamento dei motori con ventilazione esterna non dipende dalla velocità del motore. Queste macchine sono usualmente raffreddati per un certo periodo di tempo anche dopo che sono stati fermati. Il raffreddamento rapido del motore può essere tenuto in considerazione con un apparecchio elettronico per la protezione. 6.6.5.10 Temperatura ambienta elevata Se la temperatura ambiente supera i 40 °C, la macchina può essere messa in funzione solo con potenza ridotta. Questo problema può sorgere anche con una temperatura ambiente normale, nel caso in cui, la temperatura ambiente aumenta eccessivamente per es. a causa di irradiamento solare o altre fonti di calore. In linea di principio bisogna tener presente questo problema già nella fase di progettazione. La macchina deve essere dimensionata in misura adeguata, oppure è necessario scegliere una classe d’isolamento maggiore ed adeguare la protezione del motore a queste condizioni. Per determinate applicazioni viene accettata consapevolmente una riduzione della durata di vita elettrica della macchina. In caso di temperatura ambiente elevata sono possibili le seguenti soluzioni: • Correzione della caratteristica d’intervento nell’apparecchio per la protezione del motore e del carico nominale secondo la temperatura ambiente. Apparecchi di protezione sofisticati prendono in considerazione la temperatura ambiente automaticamente con un modello di simulazione della temperatura tramite i sensori termici, ad es. PT100 • Correzione della corrente di regolazione: un termostato modifica la corrente di regolazione nell’apparecchio per la protezione del motore ad un valore preselezionato in linea con la temperatura ambiente. Ciò è possibile in apparecchi di protezione, che sono predisposti per la protezione di motori a doppia polarità con due impostazioni di corrente che possono essere controllate. Il termostato può controllare allo stesso tempo anche il carico della macchina. 6.6.5.11 Motori in ambienti con pericolo di esplosione Il funzionamento di macchine elettriche nelle zone 1 e 2 richiede un’omologazione. La zona 2 è l’ambiente meno impegnativo, in quanto il possibile disturbo può verificarsi solo per un breve periodo di tempo. Un’atmosfera con pericolo di esplosione può verificarsi solo per breve periodo di tempo e non in condizioni normali di funzionamento. 6.33 Protezione del motore In accordo con il grado di autoestinguenza dei materiali, il motore per passare dalla condizione termica di funzionamento alla temperatura critica necessita del tempo tE. Il tempo d’intervento dell’apparecchio di protezione del motore deve, per questa ragione, essere uguale o più breve del tempo tE. Al contrario dei relè termici a bimetallo, i relè elettronici per la protezione del motore considerano anche il tempo di raffreddamento, in modo che si crei una riserva di protezione elevata rispetto al relè termico a bimetallo. 6.6.5.12 Protezione di motori ad induzione con rifasamento Durante il rifasamento singolo, i condensatori richiesti per la potenza reattiva di rifasamento sono direttamente connessi ai morsetti del motore (eccezione: con l’utilizzo di avviatori dolci secondo 6.6.5.8, i condensatori possono essere montati prima dell’avviatore statico). In questo modo, il motore ed i condensatori vengono accesi e spenti contemporaneamente. La linea d’alimentazione della rete e gli apparecchi di accensione e di protezione trasmettono esclusivamente la corrente rifasata, in quanto la corrente reattiva circola prevalentemente solo tra condensatore e motore. La corrente rifasata è la somma geometrica della corrente reattiva del motore, meno la corrente reattiva del condensatore e la corrente attiva del motore. Nell’apparecchio di protezione, al posto della corrente nominale di funzionamento, deve essere regolata la corrispondente corrente rifasata. Quest’ultima può essere misurata solo se il motore è a pieno carico e viene calcolata, di solito, secondo la seguente formula generale: IeF ≅ Ie IeF Ie cosϕN cosϕ2 cosϕN cosϕ2 regolazione della corrente in Ampere corrente nominale di funzionamento del motore in Ampere fattore di potenza del motore per Ie fattore di potenza rifasato Mentre Ie e cosϕN possono essere ricavati dalle indicazioni del costruttore o dai dati di targa, è piuttosto difficile misurare e calcolare cosϕ2. Se si ipotizza cosϕ2 = 0,95 per condensatori misurati correttamente, la protezione del motore è garantita. Nel rifasamento di gruppo o centralizzato, l’apparecchio di protezione trasmette la stessa corrente (non rifasata) del motore e deve dunque essere regolata in base alla corrente nominale di funzionamento di quest’ultimo. 6.34 Protezione del motore 7 Scelta corretta dell’apparecchio per la protezione del motore Un concetto economico per la protezione del motore richiede che il dispositivo di protezione venga adattato alle esigenze del motore e dell’impianto da mettere in funzione. Non è consigliabile proteggere un sistema non critico con un apparecchio ultrasofisticato. D’altra parte il danno può essere notevole nel caso in cui una parte dell’impianto di produzione in condizioni di avviamento e di esercizio impegnative non viene adeguatamente controllato e protetto. Le tabelle seguenti servono a semplificare la corretta scelta dell’apparecchio di protezione o della combinazione di diversi apparecchi di protezione. Per ogni applicazione bisogna intraprendere nuovamente la valutazione e la considerazione di tutti i criteri rilevanti. I criteri fondamentali di scelta sono: - applicazione - tipo di macchina e grandezza del motore - condizioni ambientali - esigenze del sistema di controllo e protezione del motore 7.1 Protezione del motore Scelta della protezione secondo il tipo di applicazione Applicazione Cesoie Presse Frantoi Miscelatori Ascensori Gru edili Nastri trasportatori Ventilatori Compressori per frigoriferi Compressori Pompe idrauliche Pompe sommerse Pompe 7.1 Prestazioni tipiche 䢇 䢇 䢇 䢇 䢇 Avviamento con carico pesante 䢇 䡬 䢇 䢇 䢇 䡬 䢇 䡬 䢇 䢇 䡬 䢇 䡬 䢇 䡬 䢇 䢇 䡬 䢇 䡬 䢇 䡬 䢇 䢇 䢇 䢇 䢇 䢇 Avviamento normale Carico continuo Carico variabile Funzionamento avviamento - arresto Sovraccarico consentito di breve durata Tipiche esigenze per la protezione dei guasti 䡬 䢇 䢇 䢇 䢇 䡬 䢇 䡬 䡬 䡬 䡬 䡬 Tempo d’avviamento troppo lungo 䢇 䢇 䢇 䢇 Sovraccarico elevato durante il funzionamento 䢇 䡬 䡬 䡬 䢇 䡬 䢇 䢇 䡬 䡬 䢇 䢇 䢇 䢇 䢇 䢇 䡬 䡬 䢇 䢇 䡬 䢇 䢇 䢇 䢇 䢇 䡬 䡬 Bloccaggio durante l’avviamento Bloccaggio durante il funzionamento 䢇 䢇 䢇 䡬 䡬 䡬 Carico ridotto 䢇 䢇 䢇 䢇 䢇 䢇 䢇 䢇 䢇 䢇 䢇 䢇 䢇 Mancanza di fase 䡬 䡬 䡬 䡬 䡬 䡬 䡬 䡬 䡬 䡬 䡬 䡬 䡬 Asimmetria 䡬 䡬 䡬 䡬 䡬 䡬 䡬 䡬 䡬 䢇 䡬 䢇 䢇 䡬 䡬 Asimmetria dal punto di vista termico 䡬 䡬 䡬 䡬 䡬 䡬 䡬 䢇 䡬 䢇 䢇 䡬 䡬 Sensore termico PT 100 nell’avvolgimento 䡬 䡬 䡬 䡬 䡬 䡬 䡬 䡬 䡬 䡬 䡬 䡬 䡬 䡬 䡬 䡬 䡬 䡬 䡬 䡬 䡬 䡬 䡬 䡬 䡬 䡬 䡬 䡬 䡬 Dispersione verso terra con il metodo “Holmgreen” Dispersione verso terra con trasformatore di corrente sommatore Sensore termico PTC nell’avvolgimento Tipiche prestazioni funzionali / guasti tipici / necessità di protezione 䡬 = Possibile 䢇 = Tipico 䢇 䢇 䡬 䢇 䢇 䢇 䢇 Avviamento normale Necessità, possibili apparecchi ⽧ ⽧ 〫 〫 〫 〫 〫 ⽧ 〫 〫 ⽧ ⽧ ⽧ 〫 〫 ⽧ ⽧ ⽧ 〫 〫 ⽧ 〫 〫 ⽧ 〫 〫 ⽧ 〫 〫 ⽧ 〫 〫 ⽧ ⽧ ⽧ 〫 ⽧ ⽧ 〫 ⽧ ⽧ 7.2 Bassa: Bul. 140/KTA 3 (+ Bul. 817/RT 3) Bassa: CTB; 193-EA (+ Bul. 817/RT 3) Media: CEFB 1; 193-EB (+ Bul. 817) Media: SMP 3 (+ Bul. 817/RT 3) Alta: SMM 825/CET 4 Protezione del motore 〫 = Soluzione possibile ⽧ = Soluzione ottimale Protezione del motore Protezione del motore Scelta del contattore secondo il motore e la macchina Motore / macchina Avviamento stella-triangolo Motori a doppia polarità A frequenza regolata 1) Avviatori dolci Motori ad anelli rotore avvolto Motori EExe Motori ad alta tensione Motori NS > 355 KW Motori NS > 90...355 KW Motori NS > 45...90 KW Motori NS < 45 KW 7.2 Guasti tipici / necessità di protezione 䡬 䢇 䢇 䢇 䢇 䢇 䡬 䡬 Bloccaggio durante l’avviamento 䢇 䢇 䢇 䢇 䢇 䢇 䢇 䢇 䡬 䢇 䢇 Sovraccarico elevato durante il funzionamento 䡬 䢇 䢇 䢇 䢇 䢇 䡬 䢇 䢇 Bloccaggio durante il funzionamento Sovraccarico consentito di breve durata 䡬 䡬 䢇 䡬 䡬 Temperatura ambiente dal punto di vista termico 䡬 䡬 Sensore termico PTC nell’avvolgimento 䢇 䢇 䢇 䢇 䢇 䡬 䡬 䡬 䢇 䢇 䡬 䡬 䢇 䢇 䢇 䡬 䡬 Asimmetria dal punto di vista termico Sensore termico PT 100 nell’avvolgimento Max. 400 Hz per corrente sinusoidale pura 10…400 Hz (CEFB 1-41/42) In chiarimento 30…100 Hz 䡬 䢇 䢇 䢇 䡬 䡬 䡬 䢇 䢇 䢇 Asimmetria Protezione del motore Necessità, possibili apparecchi ⽧ 〫 〫 〫 〫 ⽧ Bassa: CTB; 193-EA (+ Bul. 817/RT 3) ⽧ ⽧ ⽧ 〫 〫 ⽧ Media: CEFB 1; 193-EB (+ Bul. 817) ⽧ ⽧ 〫 〫 ⽧ Media: SMP 3 (+ Bul. 817/RT 3) ⽧ 〫 〫 〫 ⽧ ⽧ 〫 〫 〫 ⽧ ⽧ ⽧ ⽧ ⽧ ⽧ 〫 ⽧ ⽧ 〫 〫 〫 〫 ⽧ Bassa: Bul. 140/KTA 3 (+ Bul. 817/RT 3) 7.3 Alta: SMM 825/CET 4 140 / KT 3, CTB CEF 1-12 193-E, SMP 3 SMM 825 / CET 4 䢇 䢇 䢇 䡬 䢇 䢇 䢇 䢇 䢇 䢇 䢇 Mancanza di fase 1) Limitazioni 䡬 䡬 䢇 䢇 䡬 䡬 䡬 䡬 䡬 䡬 Dispersione verso terra con trasformatore di corrente sommatore Difetti tipici / necessità di protezione 䡬 = Possibile 䢇 = Tipico 䢇 䢇 䢇 䡬 䡬 䡬 䡬 䡬 䡬 䡬 Dispersione verso terra col metodo "Holmgreen" Protezione del motore 〫 = Soluzione possibile ⽧ = Soluzione ottimale 䢇 Cortocircuito (motori ad alta tensione) Protezione del motore Scelta della protezione secondo le condizioni ambientali Condizione ambientale Umidità Polvere Alte temperature Grosse variazioni della temperatura Nessuna esigenza speciale 7.3 䢇 䢇 䢇 Sensore termico PTC nell’avvolgimento 䢇 䢇 䢇 Sensore termico PT 100 nell’avvolgimento 䢇 䢇 䡬 Temperatura ambiente dal punto di vista termico 䡬 䢇 Dispersione verso terra con il metodo “Holmgreen” 䡬 䢇 Dispersione verso terra con trasformatore di corrente sommatore Funzioni di protezione 䡬 = Possibile 䢇 = Tipico Funzione di protezione Protezione del motore ⽧ 〫 ⽧ ⽧ ⽧ 〫 〫 ⽧ Bassa: CTB; 193-EA (+ Bul. 817/RT 3) ⽧ 〫 〫 ⽧ Media: CEFB 1; 193-EB (+ Bul. 817) ⽧ 〫 〫 ⽧ 〫 Media: SMP 3 (+ Bul. 817/RT 3) ⽧ ⽧ ⽧ ⽧ ⽧ 7.4 Bassa: Bul. 140/KTA 3 (+ Bul. 817/RT 3) Alta: SMM 825/CET 4 Protezione del motore 〫 = Soluzione possibile ⽧ = Soluzione ottimale Necessità, possibili apparecchi Protezione del motore Scelta della protezione secondo i criteri del sistema di controllo e protezione del motore Funzioni MCC Riconoscimento Motore spento/acceso Diagnosi Comunicazione Visualizzazione, apparecchio Statistica Comunicazione Visualizzazione, apparecchio Allarmi Comunicazione Visualizzazione sull’apparecchio Dati di funzionamento Con comunicazione Con relè di segnalazione 7.4 䢇 䢇 䢇 䢇 Tempo di avviamento troppo lungo 䢇 䢇 䢇 䢇 Sovraccarico elevato durante il funzionamento 䢇 䢇 䢇 䢇 Dispersione verso terra con trasformatore di corrente sommatore 䢇 䢇 䢇 䢇 Asimmetria 䢇 䢇 䢇 䢇 Sensore termico PT 100 nell’avvolgimento Dati utili di funzionamento 䢇 䢇 䢇 䢇 Corrente del motore 䢇 䢇 䢇 䢇 Asimmetria 䢇 䢇 䢇 䢇 Corrente di dispersione verso terra 䢇 䢇 䢇 䢇 Riscaldamento 䢇 䢇 䢇 䢇 Temperatura statorica Sistema di controllo e protezione del motore Necessità, possibili apparecchi Bassa: CTB; 193-EA/EB, + interfaccia I/O ⽧ ⽧ 〫 〫 ⽧ ⽧ ⽧ ⽧ 〫 〫 ⽧ ⽧ 7.5 ⽧ ⽧ 〫 〫 ⽧ ⽧ ⽧ ⽧ ⽧ ⽧ 〫 〫 ⽧ ⽧ ⽧ ⽧ ⽧ ⽧ ⽧ ⽧ ⽧ Bassa: Bul. 140/KTA 3 + interfaccia I/O Media: SMP 3 Media: SMP 3 + interfaccia I/O Alta: SMM 825/CET 4 Alta: SMM 825/CET 4 + interfaccia I/O Sistema di controllo e protezione del motore Funzioni di allarme utili e dati di funzionamento 〫 = possibile soluzione 䡬 = possibile ⽧ = soluzione ottimale 䢇 = tipico Funzioni d’allarme utili Rockwell Automation aiuta i propri clienti ad ottenere i massimi risultati dai loro investimenti tramite I’integrazione di marchi prestigiosi nel settore dell’automazione industriale, creando una vasta gamma di prodotti di facile integrazione. Tali prodotti sono supportati da una rete di assistenza tecnica locale disponibile in ogni parte del mondo, da una rete globale di integratori di sistemi e dalle risorse tecnologicamente avanzate della Rockwell. SEDI ITALIANE: Rockwell Automation S.r.l., Viale De Gasperi 126, 20017 Mazzo di Rho MI, Tel: (+39-2) 939 72.1, Fax: (+39-2) 939 72.201 Rockwell Automation S.r.l., Divisione Componenti, Via Cardinale Riboldi 161, 20037, Paderno Dugnano MI, Tel: (+39-2) 990 60.1, Fax: (+39-2) 990 43.939 Reliance Electric S.p.A., Via Volturno 46, 20124 Milano, Tel: (+39-2) 698 141, Fax: (+39-2) 668 01 714 FILIALI ITALINE: Rockwell Automation S.r.l., Milano, Torino, Savona, Padova, Brescia, Bologna, Roma, Napoli Pubblicazione WP-Protect IT, Gennaio 98