ALL’INTERNO: ESTATE NEL CILENTO, GLI EVENTI DA NON PERDERE
SAPER VIVERE LA GRANDE NAPOLI
Anno VIII - numero 7/8 - luglio/agosto 2013
distribuzione gratuita
L’ultima speranza
per la città
di Napoli viene
dalla Spagna
Rafa Benitez
53 anni, Ariete.
San Rafè
www.chiaiamagazine.it
IUPPITER EDIZIONI
OBLÒ
SPUNTI
L’opera meritevole
dei portieri di via Fiorelli
Gentile redazione, volevo
segnalare l’opera meritevole di
alcuni portieri di via Fiorelli
che hanno, con grande senso
civico e amore per la propria
città, pulito la via, rendendola
molto più ospitale. So che
anche al Vomero e in altri
quartieri di Napoli i cittadini,
senza aspettare l’arrivo (sempre
lento) delle istituzioni, si sono
dati da fare attraverso iniziative sociali e ambientali di
grande importanza. Credo che
la nostra città abbia risorse
umane fantastiche: forse è
proprio per questo che Napoli
continua a «resistere» nonostante le tante amministrazioni
disastrose che si sono avvicendate a Palazzo San Giacomo.
Partito, dopo la presentazione
avvenuta a giugno, il progetto
«Municipalinsieme» sottoscritto
tra la I Municipalità di Napoli ed il
Circolo Nautico Posillipo che
prevede corsi gratuiti di nuoto,
pallanuoto e canoa per 20 ragazzi
scelti dalla Scuola IC Fiorelli tra le
classi sociali meno agiate. Il
progetto sociale, nato da una idea
dell'assessore alle politiche sociali
della I Mun., Antonella Esposito che segue a quello già in essere con
Assessori che amano gli
STILISTI
GIOVANNI CRISCUOLO
Quanti alberi servono
per un bosco?
«La magistratura assolve Mario
Hubler per il taglio dei 250
alberi a Bagnoli perché non
costituivano un bosco! Non
vogliamo apparire "accaniti"
contro l’ing. Hubler. La nostra
opinione è nota. Riteniamo
fallimentare (e da qualche
tempo non solo noi e pochi altri
hanno questa opinione)l’esperienza della Bagnoli Futura e
Hubler per 7 anni è stato l’uomo di punta di tale società.
Riteniamo folle pagare una
persona con un compenso di
oltre 100.000 euro per un’attività fallimentare. Riteniamo
mortificante che la meritocrazia venga calpestata e che
Hubler dopo questi 7 anni alla
Bagnoli Futura sia stato nominato all’Acn. Riteniamo imbarazzante e poco trasparente
aver organizzato gli appalti di
comunicazione e organizzazione degli eventi collegati alla
pseudo Coppa America, assegnandoli solo pochi giorni
prima dell’ inizio della manifestazione!. Riteniamo gravissimo non avere recepito la richiesta di associazioni e cittadini di
elaborare un’analisi costi e
ricavi della manifestazione e
aver tentato di far passare tale
analisi con uno studio commissionato ad una società di
consulenza, studio basato su
ipotesi degli organizzatori. Ed
ora il taglio dei 250 alberi a
Bagnoli.... La magistratura ha
assolto Hubler per il taglio di
questi 250 alberi.
Rispettiamo ovviamente le
sentenze. Ma sinceramente
abbiamo le nostre perplessità
sulla sentenza del Consiglio di
Stato secondo cui non necessariamente 250 alberi costituiscono un bosco! Forse per una
condanna occorreva disboscare
una foresta».
(RIFLESSIONE TRATTA DAL SITO
NAPOLIPUNTOACAPO.IT)
(2)
la Polizia di Stato e il Circolo
Operatori Polizia di Stato presso la
Caserma Nino Bixio e per il quale 20
ragazzi del Pallonetto e dei
Quartieri spagnoli svolgono corsi
gratuiti di karate e calcio - è
espressione della sinergia tra la I
Municipalità, le scuole del territorio
e le associazioni come il Circolo
Nautico Posillipo che con la
presidenza di Maurizio Marinella,
intende dare il proprio contributo
anche nel settore sociale.
L’editoriale
C’è solo San Rafé: come il calcio può
trasformare una giornata nera in azzurra.
pagina 3
Il paginone
Emergenza Linea 6, cittadini in campo:
requiem per la Villa Comunale.
pagine 4-5
Chi
ha detto che non esiste più il cuore napoletano? E che qui va tutto a scatafascio con “Al pancione” al
Comune e “Freddoro” a Santa Lucia? E che anche il tradizionale “welfare” se n’è andato a farsi friggere? Ecco, chi è stato appena sfiorato da questo
perverso pensiero, si prepari a fare un profondo atto di contrizione.
Nonostante il dolore ancora vivo per l’addio del “matador” Cavani, lacrime “napulitane e
metropolitane” per la quotidiana scoperta di rifiuti tossici, lo smantellamento della Villa Comunale,
batte ancora il “cuore napoletano”. Che ora però non si chiama più “core napulitano” ma “core napulitano business” dopo l’ingresso dei nuovi soci Fulvio Martusciello e Enrico Panini, rispettivamente “sponsor” delle Attività produttive alla Regione e al Comune. La riprova è venuta dalla toccante vicenda di Dolce&Gabbana, che hanno minacciato il sindaco Pisapia di lasciare Milano per protesta contro una insostenibile gabella comunale di oltre un milione di euro. I poveri stilisti ambrosiani hanno appena detto: “Qui siamo
allo stremo, Milano non è più potabile, da bere. Basta, bisogna tagliare la corda!”, e subito è arrivata a Piazza
Duomo, proveniente da Napoli, la carovana azzurra per la nuova campagna acquisti e gli obiettivi da raggiungere nella stagione 2013-14: lo scudetto del “Welfare”. Mentre Napoli boccheggia, Martusciello&Panini scendono in campo a Milano, intercettando il grido di dolore dei due stilisti sul lastrico o meglio
sull’attico. “Se davvero il gruppo imprenditoriale di Milano - dicono - decidesse di lasciare la città
meneghina e trasferire il “core business” a Napoli, siamo pronti ad aprire un tavolo per
verificare concretamente di ospitare in via definitiva l’azienda”. Visto allora, cari assessori, che avete pronto un tavolo per verificare di ospitare un’azienda milanese,
perché questo tavolo non funziona per i nostri residenti da sempre sul
lastrico? Potevate risparmiarcela questa inutile passerella.
Primo Piano
Ambiente negato, la parola all’agronomo.
Cosa fare quando un albero è percoloso.
pagina 6
Primo Piano
Calcio a 5, la sfida di Pietro Foderini:
«Dobbiamo rifarci al modello Barcellona».
pagina 7
L’intervista
Fulvio Luise, l’imprenditore del mare:
«Napoli? Non sa fare turismo di lusso».
pagina 9
Itinerari
Estate nel Cilento tra sagre e musica:
tutti gli eventi da non perdere.
pagina 15
Saper Vivere
«Un fiore di nome Andrea»: il romanzo
di Marcello Fasolino presentato, tra vip
e politici, al Tennis Club Napoli.
pagina 21
Il racconto
«La casa dei vasi»: storia di un pittore
e della sua ossessione estiva.
pagina 22-23
n u m q u a m
SAPER VIVERE LA GRANDE NAPOLI
Anno VIII n. 7/8 - Luglio/Agosto 2013
Direttore Responsabile
Max De Francesco
Redazione
Laura Cocozza
Alvaro Mirabelli
Progetto e realizzazione grafica
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l u x
c e d e t
Società Editrice
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Sede legale e redazione:
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Presidente: Laura Cocozza
Stampa
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Tomasetta
Reg. Tribunale di Napoli n° 93 del 27 dicembre 2005
Iscrizione al Roc n°18263
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Michele Tempesta (392.1803608)
CHIAIA MAGAZINE • LUGLIO/AGOSTO 2013
Si ringraziano Tony Baldini per cover
e fotomontaggi, e l’archivio Ruggieri
per le fotografie
Lancia il tuo Sos,
indica disservizi e
problemi del tuo
quartiere e proponi soluzioni per
rendere più vivibile
la città. Contiamo
su di te.
Le lettere, firmate
con nome e cognome, vanno inviate a «Chiaia
Magazine» - via
dei mille, 59
80121 Napoli, oppure alla e-mail
[email protected]
COVER
C’È SOLO SAN RAFÈ GIORNATE AZZURRE
Max De Francesco
L’ultima speranza per la città di Napoli viene dalla Spagna. Ha le sembianze
di un uomo normale, privo di chioma
maradonesca, goffo nell’andatura, rotondo come la più paciosa delle lune di
Posillipo, pacato nell’esporre un pensiero, fornito di un sorriso confidenziale, per nulla propenso a slanci arroganti
e proclami chiassosi. In una città spaventosamente depressa, vuoi per la crisi economica che stenta a finire vuoi
per un’amministrazione che stenta e
basta, l’ultima carta per un riscatto di
cuore e di orgoglio è sul tavolo del pallone, dove un uomo normale venuto
da Madrid si è accomodato con la prudenza dei vincenti. Si chiama Rafael Benitez, per tutti Rafa, il nuovo santo e
santone di Napoli e del Napoli. Città e
squadra si sono strette attorno a mister
Champions, soprattutto la città, sia per
relegare definitivamente in soffitta la
ditta Mazzarri-Cavani sia per farsi trovare pronta quando passa il treno dei
sogni calcistici, quello che trasforma le
giornate nere in azzurre, quello che per
90 minuti «mette in pausa» il gioco
massacrante della vita. Lo sanno tutti,
in primis il presidente De Laurentiis,
che a Napoli il calcio non è un gioco
ma una malattia e il sentimento selvaggio e romantico dei tifosi riempie
senza sosta l’arsenale delle aspettative.
Dal 25 agosto, prima giornata di campionato con la bestia nera Bologna al
San Paolo, l’uomo normale Benitez dovrà allenarsi a fare miracoli. Da qui non
si scappa. Certo è rassicurante scorrere il suo palmarès in cui compaiono
una Champions League (Liverpool),
due Europa League (Valencia e Chelsea), due Campionati spagnoli (Valencia), una Coppa d’Inghilterra e una Supercoppa Uefa (Liverpool) e una Coppa del Mondo per club (Inter). Come
confortano le statistiche delle sue 761
panchine, prima di approdare a Napoli, in cui le vittorie sono 392, i pareggi
183 e le sconfitte 186. Ma dal 25 agosto
in un San Paolo avvolgente e caldo come la bocca del Vesuvio, Rafa, l’uomo
tondo come la luna posillipina, si renderà ancora più conto che, da queste
parti, dei numeri del passato nessuno
sa cosa farsene; che non avrà molto
tempo per rodare moduli perché il pubblico è caloroso ma anche impaziente
e incontentabile; che battere la Juve è
come vincere uno scudetto; che dovrà
tendere al miracolo e non solo al risultato. Capirà in breve tempo che a Napoli la «normalità» è inesistente e, nel
giro di un gol, sarà per tutti San Rafè.
Missionario del riscatto e predicatore
del pressing: ultima speranza per una
città attaccata ai sogni e alle stelle.
CAMPIONATO DI SERIE A 2013-2014: LE PARTITE DEL NAPOLI
ANDATA
25 AGO 13 (I giornata) Napoli-Bologna - 1° SET 13 (II giornata) Chievo-Napoli
15 SET 13 (III giornata) Napoli-Atalanta - 22 SET 13 (IV giornata) Milan-Napoli
25 SET 13 (V giornata) Napoli-Sassuolo - 29 SET 13 (VI giornata) Genoa-Napoli
06 OTT 13 (VII giornata) Napoli-Livorno - 20 OTT 13 (VIII giornata) Roma-Napoli
27 OTT 13 (IX giornata) Napoli-Torino - 30 OTT 13 (X giornata) Fiorentina-Napoli
03 NOV 13 (XI giornata) Napoli-Catania - 10 NOV 13 (XII giornata) Juve-Napoli
24 NOV 13 (XIII giornata) Napoli-Parma - 1° DIC 13 (XIV giornata) Lazio Napoli
08 DIC 13 (XV giornata) Napoli-Udinese - 15 DIC 13 (XVI giornata) Napoli-Inter
22 DIC 13 (XVII giornata) Cagliari-Napoli - 06 GEN 14 (XVIII giornata) Napoli-Samp
12 GEN 14 (XIX giornata) Hellas Verona-Napoli
RITORNO
19 GEN 14 (I giornata) Bologna-Napoli - 26 GEN 14 (II giornata) Napoli-Chievo
02 FEB 14 (III giornata) Atalanta-Napoli - 09 FEB 14 (IV giornata) Napoli-Milan
16 FEB 14 (V giornata) Sassuolo-Napoli - 23 FEB 14 (VI giornata) Napoli-Genoa
02 MAR 14 (VII giornata) Livorno-Napoli - 09 MAR 14 (VIII giornata) Napoli-Roma
16 MAR 14 (IX giornata) Torino-Napoli - 23 MAR 14 (X giornata) Napoli-Fiorentina
26 MAR 14 (XI giornata) Catania-Napoli - 30 MAR 14 (XII giornata) Napoli-Juve
06 APR 14 (XIII giornata) Parma-Napoli - 13 APR 14 (XIV giornata) Napoli-Lazio
19 APR 14 (XV giornata) Udinese-Napoli - 27 APR 14 (XVI giornata) Inter-Napoli
04 MAG 14 (XVII giornata) Napoli-Cagliari - 11 MAG 14 (XVIII) giornata Samp-Napoli
18 MAG 14 (XIX giornata) Napoli-Hellas Verona
Campionato di Serie A 2013-2014: prima giornata il 25 agosto, ultima giornata il
18 maggio.Tre turni infrasettimanali (25 settembre, 30 ottobre e 26 marzo); tre
soste per le nazionali (8 settembre, 13 ottobre, 17 novembre). Ferie natalizie dal
23 dicembre al 4 gennaio. Il Napoli sfiderà fuoricasa la Juve il 10 novembre 2013
(XII giornata) e al San Paolo il 30 marzo 2014.
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CHIAIA MAGAZINE • LUGLIO/AGOSTO 2013
(3)
IL PAGINONE
EMERGENZA LINEA 6, CITTADINI IN CAMPO
Requiem per la Villa
30 associazioni hanno sfilato in difesa del degradato polmone verde della città
Il geologo Caniparoli: «Stiamo in pieno dissesto idrogeologico: stop ai cantieri»
Livia Iannotta
U
na donna nasconde il volto con un velo di
tulle nero. Accanto a lei, un uomo in giacca
e cravatta tiene tra le mani un manifesto
mortuario. Sul foglio solo pochi segni, una
croce nera e una frase lapidaria: «Dopo una
lunga sofferenza è mancata all’affetto dei
suoi cari la Villa Comunale di Napoli». È il
pomeriggio di un 22 luglio mangiato dal sole, e davanti ai cancelli di Piazza Vittoria va
in scena il requiem del polmone verde di
Chiaia. Nato nel 1779, morto nel 2013. Un
addio che parte dal basso, dalla cittadinanza che rompe un muro di silenzio ispessito
da anni di amministrazioni scellerate. Marciano i protagonisti della cosiddetta Napoli bene: professori, ingegneri, imprenditori,
(4)
CHIAIA MAGAZINE •LUGLIO/AGOSTO 2013
IUPPITER TV
Su Iuppiter Tv, il nuovo
canale youtube del
gruppo editoriale
Iuppiter, è possibile
vedere l’ampio
servizio dedicato al
«funerale» per la Villa
comunale, organizzato
dalle associazioni
civiche napoletane.
Il servizio, curato da
Livia Iannotta e
Vincenzo Sbrizzi,
mostra anche il
momento più caldo
della manifestazione:
l’arrivo del
vicesindaco del
Comune di Napoli
Tommaso Sodano. Vai
su youtube, clicca
«IuppiterTv» e guarda
il video.
tutti in massima parte legati alle oltre trenta associazioni e comitati civici che hanno
organizzato la manifestazione. Delusi, amareggiati, sul piede di guerra dopo il passaparola avviato sul web nei giorni precedenti il lunedì di lutto.
In prima linea Paolo Santanelli, presidente
del comitato «Chiaia per Napoli». «Siamo
qui per denunciare l’incuria e il disinteresse nei confronti di questa struttura di importanza storica – dice – E chiediamo all’amministrazione e alla sovrintendenza di
interrompere i lavori della linea 6 del metrò,
assicurando la vitalità sotterranea alla Villa».
La rabbia straripa. L’esasperazione anche.
Un mix di emozioni che potrebbe spingere
le associazioni a presentare un esposto alla
Procura di Napoli: «Sono state violate – ricordano – le norme che tutelano i parchi
pubblici come beni monumentali». E il sospetto è che, in nome dei progetti faraonici
del sindaco, paghi ancora una volta il giardino borbonico: «La Villa si trova tra due
opere importanti – continua Santanelli – Da
un lato il lungomare Caracciolo e dall’altro
la linea 6 del metrò. La Riviera di Chiaia è
un’arteria del tutto insufficiente per il traf-
fico di una città a struttura longitudinale.
Non vorremmo che la Villa comunale possa essere sacrificata in funzione di un’ulteriore corsia».
In pole position anche Riccardo Caniparoli, geologo, che per primo, proprio dalle pagine di Chiaia Magazine, ha gridato la pericolosità dei cantieri della linea 6. «Il giardino borbonico è sempre stato un vanto per
la città», esordisce. E, sulla convivenza tra
quanto si sta scavando nel sottosuolo e
quanto c’è in superficie, Caniparoli è “granitico”: «Bisogna modificare il tracciato e
abbandonare la galleria attualmente in realizzazione. Io stesso presentai tempo fa un
tracciato alternativo che non avrebbe creato problematiche. Gli eventi che si stanno
verificando, come la rottura delle fogne, delle tubature del gas, delle condutture idriche, i blackout continui all’illuminazione
elettrica hanno tutti una matrice comune:
il dissesto idrogeologico. Hanno alterato gli
equilibri e non sappiamo come potrebbe
evolvere la situazione».
Il controsenso è quello di un giardino storico “ombrato” da un verde quasi inesistente: «Gli alberi inaridiscono proprio a causa
Il «cartello civico» che ha
organizzato la protesta
della galleria della linea 6 che funge da diga, impedendo flussi e deflussi delle acque
presenti nel sottosuolo», spiega Caniparoli. Il corteo funebre si muove compatto. Passi lenti, appena dopo le inferriate del giardino, su una pavimentazione logorata dal
tempo e dall’incuria, da cui si alzano nuvole di polvere al più leggero soffio di vento. È
il nero a dominare: quello delle giacche, degli abiti, e quello dei volti. Solo un uomo
rompe il tradizionale colore del lutto, coperto com’è dalle tinte dell’arcobaleno. È il
bizzarro Luigi Santorelli, ingegnere salernitano, approdato all’ombra del Vesuvio per
combattere una battaglia cara ai salernitani: veder restituita la cosiddetta «fontana
delle paparelle», oggi maltenuta proprio
nella Villa, allo scrigno che l’ha custodita
per secoli, il Duomo di Salerno.
Non ci vuole poi molto a capire che quello
del 22 luglio non è solo l’addio dei cittadini
al parco di Vanvitelli. È il tramonto della rivoluzione arancione, il funerale delle speranze e delle promesse, la bocciatura della
politica show. E così il clima si infuoca. Volano frasi incendiarie, che piombano direttamente sul braccio destro di de Magistris,
il vicesindaco con delega all’Ambiente Tommaso Sodano, unico esponente della giunta a “scendere” tra la folla. «Andate via!».
«Buffoni!». «Ci avete stancato, questo sindaco è un dittatore!». «La Villa non si tocca!».
Parole velenose, accompagnate perfino da
lanci di monetine. Accerchiato da una folla
di manifestanti inferociti, Sodano diventa
bersaglio di domande che incalzano: la gente è stufa, cerca risposte. Ma l’assessore
dribbla le responsabilità. Lo fa con la questione metro: «Non è solo colpa nostra. La
linea 6 non l’abbiamo voluta noi. Ereditiamo i cantieri dalle vecchie amministrazioni». E, velatamente, sullo scempio della Cassa Armonica, smembrata della sua corolla
in occasione della prima edizione dell’America’s Cup e i cui pezzi giacciono rovinosamente in un angolo incustodito a pochi metri dalla struttura il vicesindaco dice:
«Dopo l’intervento di messa in sicurezza
del 2012, il bando per i lavori di restauro è
andato deserto e stiamo lavorando per la ricerca di uno sponsor privato per restaurare completamente la struttura». Alla fine,
preso alle strette: «Avete ragione, i pezzi della Cassa Armonica non devono stare lì, li
metteremo altrove. Chiederemo poi alle ditte dei cantieri di ripiantare gli alberi tagliati. A settembre partiranno i lavori per la pavimentazione e l’impianto di irrigazione in
una parte della Villa». Ma gli “indignados”
non sono soddisfatti. Proseguono a passo
svelto lungo i quasi 2 chilometri dello scheletro della Villa. Si marcia davanti agli alberi tagliati e a quelli secchi. Si oltrepassano le
raffinate statue neoclassiche, imbrattate dai
“graffiti” del vandalismo. Si aggira la Casina
Pompeiana, in eterna ristrutturazione. Si
schivano le recinzioni dei cantieri dell’Ansaldo, che sfregiano da vent’anni la scenografia idillica del giardino. Si guarda da lontano la Casina del Boschetto, l’ex circolo della stampa, saccheggiata dall’abbandono e
dal degrado. Fino a piantarsi ai piedi della
struttura in stile liberty che domina il cuore del giardino pubblico: la Cassa Armonica. Gioiello di Enrico Alvino che, nella sua
bellezza “storpiata”, sembra incarnare
l’amarezza di una città stanca, che sbanda
e soffre. Teste in alto e dita puntate contro
la “miopia” dell’amministrazione. I pezzi
della corona, infatti, smontati con la giustificazione di una urgente ristrutturazione,
da oltre un anno muoiono gettati in una recinzione all’aperto, a due passi dai cantieri
del metrò. Alla mercé di ladruncoli e intemperie. Tant’è che non ci vuole niente a
trascinarli via. Sono i manifestanti stessi a
farlo, piazzando un frammento in bella vista, proprio al centro della Cassa Armonica.
Emblema dello sfascio, incubatore di rabbia
che monta. «La struttura serviva ad amplificare il suono degli strumenti musicali»,
spiegano alcuni manifestanti faccia a faccia
con il vicesindaco. «Stanno smontando Napoli come hanno fatto con la Cassa Armonica», gridano altri dal corteo. «È una situazione indecorosa – commenta Angelo Forgione, esponente del movimento culturale
“Vanto” – Sappiamo che le casse comunali
sono vuote, ma non ci sembra giusto continuare a sfigurare la Villa. Fare manifestazioni come l’America’s Cup è importante
per la città, ma è ingiusto intaccare siti monumentali come questo. In nessun’altra città sarebbe successo».
Alle 20.00 il gruppo si divide. Il sole è basso
nel cielo. Batte sugli alberi ingialliti della villa settecentesca, proiettando ombre distorte su aiuole in fin di vita, diventate “ring” di
cani randagi e ragazzini scatenati. Qualche
fotografo ancora cattura le immagini che
parlano del degrado. Uno scatto sulla Villa
che muore. Non c’è da stupirsi, è la regola
del paradosso: quella che impone di soffocare lentamente quanto di buono ancora
cresce tra il cemento dei palazzi, l’asfalto,
l’urbanizzazione selvaggia.
Ecco l’elenco delle associazioni che il 22 luglio scorso,
sfidando un caldo infernale, hanno organizzato un
requiem civile e goliardico per la Villa Comunale. O
meglio per quel che rimane della Villa:
Insieme per Innovare, Movimento Vanto, Radicali
Ernesto Rossi, Comitato Piazza Fuga, Gruppo
Portosalvo Giovani, Atlantide Ritrovata, Corpo di
Napoli, Chiaia per Napoli, Comitato Centro Storico
Unesco, Assoutenti Napoli, Telefono Blu Napoli,
Ugl/Intesa Beni Culturali, Napoli Punto a Capo,
Comitato Valori Collinari, Associazione Decoro e
Vivibilità, Comitato Posillipo, Associazione Centro
Storico, AsMed, Amici di Capodimonte, Associazione Big
Bang Chiaia, Associazione Ambiente e Fauna,
Medinapoli, Progetto Neapolis, Obiettivo Arte,
Assostato, Comitato Difesa Ambientale, gruppo
facebook Democratici contro il fumo rivoluzionario
della giunta de Magistris.
Il cartello civico è pronto a settembre a scendere di
nuovo in piazza se verranno disattese le promesse di
riqualificazione della Villa fatte dall’amministrazione
comunale.
CHIAIA MAGAZINE • LUGLIO/AGOSTO 2013
(5)
PRIMO PIANO
AMBIENTE NEGATO, LA PAROLA ALLAGRONOMO
Fondi «potati», così muore il verde
Ignazio Soriano
A giugno Cristina Alongi
è morta a via Aniello
Falcone, al Vomero,
mentre viaggiava a
bordo della sua Fiat
Panda, a causa del
crollo di un grosso
albero di pino. Nei
giorni precedenti alcuni
cittadini avevano
segnalato la
pericolosità dell’albero.
P
rogettare e, in particolare, gestire il verde pubblico in una
città, non è facile e richiede
competenze qualificate, oltre
che un’organizzazione efficiente degli addetti.
Dell’incuria del nostro verde
pubblico sembra però accorgersene solo in seguito a eventi tragici, come di recente la caduta mortale di un pino a via
Aniello Falcone o per dibattiti
demagogici e affezioni simboliche, vedi l’abbattimento del
cedro di Largo San Giovanni
Maggiore Pignatelli, che di secolare aveva purtroppo solo la
marcescenza. I cosiddetti alberi monumentali, o secolari
(una legge nazionale del 2013
ne ha stabilito i criteri), a Napoli in realtà si contano sulle
dita di una o forse due mani e
si trovano quasi tutti nell’Orto
Botanico e nel Bosco di Capodimonte. «Siamo molto indietro nel campo della prevenzione e nell’organizzazione dei
servizi - dice il tecnico agronomo Vincenzo Topa -, si naviga
a vista, mentre altrove, in comuni come Firenze o Torino, si
è affrontato il problema partendo da un monitoraggio sistematico, con piante schedate e numerate». Certamente a
base dell’inefficienza c’è ancora una volta la mancanza di
fondi e la macchinosità delle
procedure. Un comune come
quello di Giugliano, ad esempio, per gli appalti sul verde
parte da una cifra quattro volte superiore a quella del Comune di Napoli.
«Pensate che in una città di oltre un milione di abitanti - prosegue l’agronomo - il Servizio
Giardini non dispone di mezzi
sufficienti per eseguire le pota-
COSA FARE SE UN ALBERO
VI SEMBRA PERICOLOSO
Nel Comune di Napoli tutti gli alberi (si
intende per albero una pianta con diametro del tronco sopra i 10 cm) sono
vincolati dalla Variante Generale al PRG:
non si possono pertanto abbattere
senza autorizzazione e possono essere
potati solo nei periodi consentiti dall’Ordinanza Sindacale 1243/05.
In tutto il territorio comunale le potature sono consentite nei seguenti periodi:
- Latifoglie, conifere ed eucalipti: dal
15 ottobre al 31 marzo;
- Palme: dall’01 maggio al 15 ottobre;
- Ficus: dall’01 marzo al 15 giugno.
Cittadini: cosa fare se un albero
vi sembra pericoloso:
1. Chiamare un tecnico agronomo
specializzato nella valutazione di stabilità degli alberi (VTA Visual Tree Assessment), interpellando l’Ordine dei
Dottori Agronomi e Forestali di Napoli o
tramite una piccola ricerca sul web;
2. Presentare istanza al Comune (Servizio qualità dello Spazio Urbano – ex
Parchi e Giardini, salita Pontecorvo 73,
Napoli) corredata dalla perizia del tecnico;
3. Attendere il nulla-osta (tempi attuali
di attesa: 15-30 giorni)
CHIAIA MAGAZINE •LUGLIO/AGOSTO 2013
(6)
Se si è in una zona con un particolare
vincolo paesaggistico (Chiaia, Posillipo,
Agnano, …) è necessario ottenere la
cosiddetta “autorizzazione paesaggistica”. Oltre alla perizia del tecnico abilitato, all’istanza va allegata una relazione
paesaggistica e vanno pagati i diritti di
segreteria alla Tesoreria Comunale nella
misura di 320, 00 Euro. In questo caso i
tempi attuali di attesa, vista la necessità
di esame da parte della Soprintendenza,
salgono a 4-6 mesi.
Cittadini: cosa fare se vedete fare
scempio di un albero (capitozzature, potature fuori stagione, abbattimenti selvaggi, danneggiamento
dei fusti):
1. Denunciare al Servizio Qualità dello
Spazio Urbano – ex Servizio Parchi e
Giardini – tel. 081 7953611, fax 081
7953606/28.
Ai trasgressori sono comminate pene
pecuniarie commisurate al danno e
stabilite dalla già citata Ordinanza Sindacale 1243/05.
In ambito paesaggistico vigono le disposizioni penali con deferimento all’Autorità Giudiziaria per violazione del disposto del D.Lgs. 42/2004 e dell’art. 734 del
Codice Penale (distruzione o deturpamento di bellezze naturali).
IGNAZIO SORIANO
ture in quota (i famosi “cestelli”) e, in tutta sincerità, dubito
fortemente che disponga di
giardinieri abilitati alle potature in arrampicata. Su ottocento giardinieri di cui dispone il
Comune di Napoli, ben trecento sono custodi di parchi. Non
essendoci le attrezzature, i servizi vengono chiesti a prezzi
sempre inferiori a ditte esterne,
con conseguente decrescita
della qualità del lavoro. La
struttura tecnica - continua
l’agronomo - non dispone di
alcuna attrezzatura per eseguire saggi di verifica delle condizioni del legno (tomografo assiale, resistograph, frattometro,
semplice succhiello), attrezzatura che, completa, non supererebbe i ventimila euro di costo e che permetterebbe, anche nella valutazione delle proposte di intervento poste dai
privati, di utilizzare criteri un
po’ più oggettivi. Sembra ovvio
che non tutte le piante possano essere monitorate ogni sei
mesi ma qui si tratta di assicurare almeno la messa in sicurezza di alberi di venti e più metri che scollandosi potrebbero
diventare delle vere e proprie
bombe». L’emergenza genera
dunque schizofrenia. Per mettere in sicurezza adesso stanno
potando tutti fuori stagione,
con la vegetazione in atto: potature che per il 90% delle specie risulteranno dannosissime,
poiché si priveranno le radici
di quelle sostanze di riserva che
normalmente le foglie producono con la fotosintesi, finendo
per indebolire la pianta e farle
rischiare uno scollamento. Ma
oltre ad essere assurdo dal punto di vista tecnico è inoltre proibito dalla legge secondo un’ordinanza del Comune: mentre
le potature hanno dei periodi
specifici, l’abbattimento è consentito solo in seguito alla valutazione di un tecnico agronomo tramite criteri probabilistici di valutazione visiva, valutazione con gli strumenti e ancoraggio.
PRIMO PIANO
INTERVISTA A PIETRO FODERINI, VICEPRESIDENTE NAPOLI CALCIO A 5
«Il calcetto merita il modello Barcellona»
Armando Yari Siporso
I
l calcio a Napoli fatica a
«trovare casa». Non basta
costruire una società sportiva solida, conquistare la
serie A e avere un discreto
numero di tifosi al seguito.
Trovare un campo nella
propria città, per le formazioni partenopee, resta
comunque una missione
quasi impossibile. E non
stiamo parlando della blasonata Società Sportiva Calcio
Napoli che, pur tra mille
difficoltà, porta avanti da
mesi un'estenuante trattativa per l'utilizzo dello Stadio
San Paolo. Ad essere «in
esilio» è un'altra formazione
napoletana, costretta a
disputare il campionato di
massima serie della categoria di appartenenza, fuori
dalla propria città. È il «Napoli calcio a 5» che, tra carenze e rifiuti dei palazzetti
cittadini, si trova a giocare le
proprie partite casalinghe
della Serie A Futsal (così è
conosciuto internazionalmente il «football da sala») al
PalaCercola (vedi foto in
alto). «Nonostante questo
possiamo contare su 500-700
presenze in media sugli
spalti e non è male». Così
Pietro Foderini (nella foto),
vicepresidente del Napoli
Calcio a 5, inizia a parlarci
della situazione del calcio
non professionistico in città
e delle difficoltà degli sport
minori in Campania.
Perché il «calcetto» napoletano è in esilio? Come mai
non si è trovato un accordo
con il PalaBarbuto?
Per alcuni anni non c’è stata
una realtà importante di
basket e, addirittura, in
un’occasione il futsal ha
mostrato all’intera città la
sua spettacolarità, con
un’amichevole internazionale tra Italia e i campioni del
mondo della Spagna che ha
registrato oltre 4000 presenze. Alla fine però per il nostro sport hanno affisso il
simbolo del divieto di accesso. A differenza di tutte le
altre strutture italiane, in cui
basket e calcio a 5 convivono
tranquillamente, in Campania sembra che parlino due
lingue differenti. È davvero
incomprensibile.
L'assenza di un palazzetto
costringe la vostra formazione a giocare a Cercola.
Questo aspetto quanto
penalizza la squadra e la
vostra società?
Giocare al PalaBarbuto, in un
polo di attrazione sportiva
che comprende in poche
centinaia di metri la Piscina
Scandone e lo stadio San
Paolo, ci avrebbe agevolato
nel far conoscere meglio la
nostra realtà. Siamo però
convinti che a Cercola possiamo gettare le basi per un
grande progetto.
Lo stesso Posillipo (Pallanuoto ndr) quando si spostò
a giocare in una piscina di
Casoria, riempiva alla gran-
de gli spalti ogni sabato.
C'è stato interessamento o
collaborazione da parte del
Comune di Napoli, magari
per mettere a disposizione
le strutture pubbliche della
città?
Col Comune di Napoli c’è un
ottimo rapporto e il dialogo
deve esserci sempre. Per
disputare la serie A di Calcio
a 5 c’è bisogno di avere una
struttura a norma, con almeno 1000 posti a sedere e
dimensioni specifiche per
questo sport. PalaBarbuto a
parte, non ce ne sono altre.
Come sono i rapporti con la
più famosa e ricca Società
Sportiva Calcio Napoli?
Ci sono stati solo dal punto
di vista legale….il Napoli ha
chiesto a noi di modificare il
logo…la prendiamo come
un loro modo di iniziare un
rapporto!
Ci sono comunque possibilità di collaborazione per
«fare squadra» e unire due
mondi diversi, ma che pure
condividono la passione per
il calcio?
Il nostro sogno resta quello
di provare ad entrare nel
mondo del calcio Napoli
come accade, ad esempio, in
Spagna dove il Barcellona
calcio a 5 è una costola del
Barcellona calcio. Sarebbe
una svolta epocale e sono
convinto che in una situazione del genere, con un
investimento minimo, il
Napoli calcio a 5 possa diventare la seconda realtà
sportiva più importante
della città.
A livello di calcio ad 11 in
questo momento il Barcellona è il punto di riferimento mondiale di questo magnifico sport. È così anche
per il calcio a 5? Le strutture
e il sistema "calcetto" in
Europa sono più avanti
rispetto al nostro Paese?
In Spagna il calcio a 5 è uno
sport professionistico, quando respiri l’aria di una partita come ho avuto il piacere
di fare io quest’anno (nella
foto in alto il Palau Blaugrana ndr), ti rendi conto che
siamo distanti anni rispetto
a loro.
Nella stagione appena trascorsa il Napoli Calcio a 5
era, insieme al Putignano
(poi retrocesso), l'unica
squadra del sud a disputare
il campionato di serie A. È
così difficile fare sport nel
meridione?
Sicuramente al Nord ci sono
le strutture che agevolano i
progetti. Ci sono palasport
ovunque e tutti di grande
impatto visivo. A noi non
mancano le forze imprenditoriali, bisogna essere bravi
come abbiamo fatto quest’anno a viaggiare tutti in
un’unica direzione, col
tempo arriveranno anche i
risultati.
Di cosa avrebbero bisogno
le società come la vostra per
proporre (e produrre) sport
nella nostra città con minori difficoltà?
Di maggiore attenzione
mediatica, di maggior aiuto
istituzionale (soprattutto per
noi che ci chiamiamo Napoli
calcio a 5 e facciamo un
campionato nazionale di
serie A) e, ripeto, di strutture
sportive adeguate.
Dopo un finale di stagione
thriller che vi ha visto conquistare la salvezza all'ultima partita nello spareggio
play-out con il Venezia, con
quali ambizioni vi ripresentate ai nastri di partenza
della nuova stagione?
Ci presentiamo con un
progetto unico dopo una
fusione fatta col Napoli
Santa Maria, club neopromosso dalla serie A2. La
società è guidata da tre
presidenti, Ciro Veneruso,
Massimo Oranges e Luigi
Longobardi. Ci siamo già
mossi sul mercato con alcuni acquisti importanti.
La presentazione della squadra che disputerà il campionayo di serie A 2013/2014
(che si potrà seguire attraverso le dirette del campionato sui canali RaiSport, il
sabato alle ore 18) è prevista
il prossimo 19 settembre,
presso il Comune di Napoli.
Il 21e 22 dello stesso mese,
invece, sul lungomare Caracciolo, la Società Napoli Calcio a 5, installerà un campo
di calcetto per offrire dimostrazioni pratiche della
disciplina sportiva che, con
passione e caparbietà, porta
avanti nonostante criticità e
difficolta.
CHIAIA MAGAZINE •LUGLIO/AGOSTO 2013
(7)
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CHIAIA MAGAZINE • LUGLIO/AGOSTO 2013
L’INTERVISTA
FULVIO LUISE, LIMPRENDITORE DEL MARE
«Napoli? Non sa fare turismo di lusso»
«Mercato ristretto, ma centrale per l’economia di un territorio. Ricordo quando un
russo ha voluto la ricostruzione storica di una giornata medievale per 500mila euro»
La città è fortunata per
la sua posizione ed è
uno dei posti più visitati
dai grandi yacht.
Ma è un luogo che perde
tante occasioni a causa
di una carenza
di infrastrutture.
Ad agosto Napoli chiude
per ferie, contrariamente
ad una città
a vocazione turistica.
Laura Cocozza
I
mprenditore per tradizione e
vocazione, Fulvio Luise è partner e amministratore delegato
del Gruppo Luise, azienda capofila di un pool di circa 40 società che operano in tutto il
mondo, offrendo servizi di assistenza e fornitura allo yachting
di lusso internazionale. Una
holding familiare con 160 anni
di esperienza, fondata nel 1847
da Josef Luise, personaggio capace e lungimirante, che già allora riuscì a ritagliarsi una fetta appetibile del mercato delle
agenzie marittime, e cioè i turisti del Gran tour, attratti da curiosità scientifiche (il Vesuvio) e
culturali (scavi di Pompei), offrendosi anche come traitd’union tra loro e il territorio.
Così facendo si guadagnò referenze qualificate quali Sir Thomas Lipton (inventore dell’America’s Cup) e Sir Donald
Currie (Primo Ministro della Regina Victoria). L’azienda fu anche insignita dell’onorificenza
inglese dello squadrone di yachting della famiglia reale, il Royal Yacht Squadron che tutt’oggi conserva.
Quasi due secoli di storia imprenditoriale sono un primato importante. Qual è il segreto di tanta longevità?
Credo che il motivo stia soprattutto nel fatto che non abbiamo mai tradito l’idea rivoluzionaria del fondatore, e cioè
di mantenere sempre un forte
legame col territorio, pur adattandoci nel tempo al mercato e
alle metodologie diverse, offrendo standard qualitativi altissimi. Al di là dell’assistenza
tradizionale e della logistica, infatti, noi ci occupiamo anche
dell’offerta turistica, con tour e
trasferimenti con auto di lusso,
aerei privati, elicotteri, visite in
luoghi normalmente poco accessibili. Ma anche delle forniture di qualità a bordo, dal cibo
agli arredi, all’assistenza agli
animali. In questo modo non
solo soddisfiamo le aspettative
di chi, proprietario o noleggiatore, ha investito tanto nella vacanza, ma facciamo anche
marketing territoriale, scegliendo i migliori fornitori locali.
Quale è il tempo di noleggio
medio di uno yacht di lusso e
quanto costa?
Il noleggio medio è di 3 settimane o al massimo un mese,
con punte minime di 10 giorni.
Per un 60 metri i costi del noleggio barca ed equipaggio si
aggirano intorno ai 450 mila
euro a settimana, per un 30 metri si arriva a 70-80 mila. Tutto il
resto va calcolato secondo le
esigenze del cliente, la cambusa dipende dai gusti di ciascuno. Il carburante dipende dagli
spostamenti, poi ci sono i costi
di agenzia e le spese riconducibili all’esercizio della nave che
poi vengono date all’armatore.
Quanti sono i mega yacht in
giro per il mondo e quali sono
le mete preferite?
Il mercato è ristretto: ci sono
solo 4500 grandi yacht oltre i 30
metri in tutto il mondo. L’Italia
fa la parte del leone con 1200
grandi yacht all’anno, poi ci sono Grecia e Costa Azzurra. Sono diventate aree di crociera
molto interessanti anche la
Crozia e il Montenegro ed ora
pure la Turchia lo sta diventando. Ci sono poi paesi emergenti come l’Albania che diventa
appetibile sia per una serie di
porti che per il fattore novità.
In poco tempo gli scali sono
passati da 100 a 2500 all’anno.
Lo stesso numero di scali che si
fa a Napoli. In generale nel Mediterraneo transita il 75% del
traffico crocieristico e dello yachting durante il periodo estivo.
Da dicembre in poi, invece, tutti fanno rotta ai Caraibi.
Chi può permettersi vacanze
sui grandi yacht di lusso?
Abramovich, Usmanov, i principi arabi, le star del cinema,
gente con grandi risorse economiche.
Per il 96% il mercato è costituito da stranieri che apportano
valore economico in Italia e
mettono in moto meccanismo
di indotto spaventoso. La nostra bravura dovrebbe essere di
incrociare le loro aspettative in
termini di ospitalità. La potenziale spesa non diretta si aggira tra gli 800 milioni e il miliardo di euro per stagione. Una ricaduta a valanga per le località visitate da questi alberghi a
7 stelle che viaggiano sul mare.
Quali sono le richieste più bizzarre che avete ricevuto?
Un veterinario che doveva assistere in piena estate il criceto
della bimba che partorisce, ad
esempio. Oppure una famiglia
di russi che ha voluto la ricostruzione storica di una giornata al castello di Federico II,
nel Medioevo. Abbiamo utilizzato il Castello Maniace e poiché alcuni arredi non potevano
essere utilizzati, li abbiamo fatti ricostruire. Abbiamo ingaggiato centinaia di comparse
con vestiti d’epoca rifatti appositamente, ricostruito catapulte, impiegato schermitori,
sbandieratori e anche chef per
riprodurre un menu medievale, costruito un mercato con le
bancarelle con prodotti d’artigianato, coniato monete col
marchio dello yacht con cui i
committenti potevano acquistare presso le bancarelle. Insomma, uno sforzo di produzione gigantesco e una ricostruzione filologica approfon
dita, per far sì che venisse fuori la valenza storica. Un mese di
organizzazione, coordinato da
Nanni Ragusa. Hanno speso
quasi 500 mila euro e lasciato
soldi in tutta la regione.
Napoli e il turismo di lusso.
Negli ultimi 10 anni cosa è
cambiato in meglio e in peggio?
Napoli è fortunata per la sua
posizione ed è uno dei posti
più importanti per la logistica,
quindi uno dei punti più visitati dai grandi yacht. Ma sono
tante le occasioni perse, soprattutto a causa della mancanza di infrastrutture del territorio. Ad agosto è una città
che chiude per ferie, contrariamente ad una città a vocazione
turistica.
I porti continuano ad essere insufficienti, ci sarebbero da fare
discorsi approfonditi sul potenziale di Mergellina o sul molo di San Vincenzo, che è quello più deputato ad accogliere
gli yacht più grandi. Un terminal che dà una prospettiva di
Napoli e del Vesuvio molto bella e a due passi dal salotto cittadino, Piazza del Plebiscito.
Occorrerebbe attrezzarlo per
l’accoglienza. Ma manca la visione del potenziale.
Un’idea semplice e realizzabile per migliorare l’offerta turistica napoletana?
Programmazione. Di solito è
demandata alla volontà dei privati. Per il porticciolo di Mergellina, ad esempio, noi avremmo potuto fare qualcosa di
molto più strutturato ma sono
rimasti sempre progetti che abbiamo sviluppato con risorse
finanziarie autonome. Non sia-
mo riusciti a interloquire in
maniera costruttiva con le istituzioni e far partire un discorso di programmazione e sviluppo insieme. E Napoli continua a rimanere una promessa
non mantenuta per il turismo
di lusso. Mancano ristoranti
stellati, Spa veramente di lusso,
alberghi con confort all’altezza
di certe richieste. Anche entrare in un negozio e trovare un
commesso che parla inglese è
difficile. E allora ci buttiamo sul
folklore. Ai principi reali dell’Arabia Saudita, ad esempio,
abbiamo organizzato visite a
Napoli sotterranea e li abbiamo portati a mangiare la pizza
in mano a via dei Tribunali. Ma
è stata un’iniziativa nostra, cioè
di una società privata.
In altri paese è diverso?
In alcuni paesi come in Croazia
le Istituzioni ci hanno dato una
mano condividendo gli obiettivi di sviluppo. Hanno capito
che noi facciamo anche marketing del territorio, editando
in proprio pubblicazioni destinate ai clienti. In tanti anni a
Napoli e in Campania mai un
progetto con le istituzioni.
Le sembra giusto un investimento così sostanzioso per un
evento come l’America’s cup
di cui non rimane neanche
una struttura?
Noi siamo parte in causa perché l’azienda internazionale
che fa capo al gruppo è partner esclusivo dell’America’s
cup Superyacht Program. Ci
occupiamo dei problemi tecnici, dei programmi e della logistica.
Tuttavia, all’evento napoletano abbiamo partecipato solo
in veste di partner degli americani. La cosa bizzarra è che
l’organizzazione dell’America’s Cup viene a cercare la nostra società per un accordo di
partenariato, mentre il comitato che è nato a Napoli e a Venezia non ha ritenuto utile fare neppure una telefonata a
chi di yachting se ne intende a
livelli alti. Parlare col senno del
poi è facile ma sicuramente
con la nostra esperienza,
avremmo potuto dare suggerimenti per azioni più adeguate, a partire dalla comunicazione. Lo yachting non si
improvvisa e bisogna conoscerlo profondamente per
creare delle occasioni.
CHIAIA MAGAZINE • LUGLIO/AGOSTO 2013
(9)
SOLLECITAZIONI
QUELLO SCEMPIO
DI VIA TORELLI
Qualche anno fa il Comune di Napoli decise
di riqualificare via Torelli, piccolo tratto di
strada che collega via Carducci con via S.
Pasquale poiché sede di un vergognoso
mercatino ortofrutticolo a cielo aperto che
dal pomeriggio, fino a notte inoltrata, si
trasformava in un grande parcheggio abusivo. Non posso dimenticare la solerzia e la
dedizione con la quale furono eseguiti i
lavori durante tutto il mese di agosto affinché il nuovo look fosse ben visibile fin dai
primi giorni di settembre.
Purtroppo, come al solito, a distanza di 4
anni ci ritroviamo invece ad aver solo sperperato soldi pubblici poiché via Torelli versa
ancora in situazione di grosso degrado
ambientale. Area mercatale in condizioni
igieniche discutibili con bancarelle debordanti dalle aree assegnate e di impedimento
al passaggio pedonale anche grazie al parcheggio non autorizzato di ciclomotori e
camioncini. Il pomeriggio, poi, terra di
conquista dei parcheggiatori abusivi organizzati gerarchicamente in un “capo” con al
soldo 4 scagnozzi (che retribuisce con 50
euro al giorno ciascuno) e da un concessionario dell’area (n.b.: che ovviamente non è
il Comune) a cui dovrà corrispondere la
giusta percentuale degli incassi ossia il
“pizzo”. Il tutto sotto gli occhi indifferenti
dell’amministrazione e delle forze dell’ordine che, preferendo “vincere facile”, cacciano gli artigli sempre e solo sui soliti noti.
Molto più facile controllare un esercizio
commerciale e chiuderlo per 3 giorni che
infliggere un duro colpo alla delinquenza e
bonificare un’area di circa 500 metri quadrati con un volume di affari superiore ai
200mila euro all’anno di cui non entra
nemmeno un euro nelle casse dello Stato.
Cosa dovrà allora mai pensare il comune
cittadino di fronte a questo scempio in cui
nell’indifferenza di istituzioni e forze dell’ordine, si commettono impunemente
gravi reati fiscali e penali? Cosa dovrà mai
pensare quel comune cittadino quando il
mattino dopo, aprendo la cassetta delle
lettere, troverà una comunicazione dell’Equitalia in cui, a torto o a ragione, gli si
chiederanno ammende e tributi?
PAOLO SANTANELLI
Presidente «Chiaia per Napoli»
(10)
CHIAIA MAGAZINE • LUGLIO/AGOSTO 2013
LA LINGUA DIMENTICATA
L’italiano? In
caduta libera
Umberto Franzese
Oggi, i giovani non sanno scrivere in italiano. La loro pagina è un
ammasso di parole, un groviglio di
espressioni indeterminate e confuse. “Parla bene”: il monito ci veniva rivolto da genitori e docenti se
osavamo parlare in dialetto. Dovevamo curare la nostra parlata perché poteva impedirci di essere
compresi dall’interlocutore. Ma la
lingua nazionale era soprattutto
elemento di distinzione, di valutazione, di equiparazione. Il dialetto
era ritenuto un mezzo di sottosviluppo, uno strumento di scarsa formazione culturale, inespressivo,
inefficace, plebeo. Dovevamo vergognarci delle nostre radici, della
nostra identità. E non è più vergognoso usare, oggi, invece di termini e modi di dire nostrani, quelli inglesi? In nessun altro paese al mondo si usa mutilare, invalidare la lingua nazionale come da noi. Ogni
anno nel mondo muoiono venticinque idiomi, la metà di quelli parlati sul pianeta cesseranno di esistere entro un secolo. Con le lingue
spariscono non solo interi patrimoni culturali, ma anche una intera fetta di civiltà che ogni etnia custodisce nel suo grembo. E noi, introitando, facendo uso spropositato di monconi di linguaggio e di
espressioni anglofone, diamo il via
a quella che è una vera e propria
catastrofe culturale che non ha pre-
cedenti nella nostra storia. Assumere modi di dire di lingue diverse
dalla nostra, è ostacolo alla comprensione, alla comunicazione. Ma
ciò che più fa male, nel caso nostro,
è ledere sciupare la lingua dell’Alighieri e del Manzoni. Una cattiva
abitudine che abbiamo è il disprezzo di tutto quanto ci appartiene, che è nostro. Quando muore
una lingua ed anche un dialetto, va
perduto un eccezionale capitale di
conoscenze. L’italiano è davvero ridotto a malpartito se il Ministero
dell’Istruzione, dell’Università e
della Ricerca, in collaborazione con
l’Accademia della Crusca, dell’Associazione per la Storia della lingua
italiana, organizza l’Olimpiade dell’italiano col proposito di far fronte
all’incompetenza linguistica. I giovani che frequentano le scuole medie non hanno, infatti, alcuna padronanza della lingua d’origine. Tale padronanza va acquisita con un
attento studio della linguistica nel
quale sono sintetizzate le più aggiornate acquisizioni della moderna scienza del linguaggio; della
grammatica che risponde a tutte le
domande poste dall’uso quotidiano della lingua; della storia della lingua, che attraverso il commento dei
più noti testi della letteratura, traccia le linee essenziali dell’italiano
dalle origini ai giorni nostri. Per le
ragioni su esposte va, perciò, respinto ogni asservimento e di sottomissione ad una cultura di deri-
vazione straniera ed invece avere
in gran conto le lingue classiche. Il
latino e il greco bisogna studiarli
non tanto perché “allenano la mente” e perché “lingue razionali”,
quanto perché sono alla base delle
nostre radici.
In Italia abbiamo sempre avuto la
propensione a scopiazzare dagli altri, dalla lingua ai costumi. Esiste, è
vero, un tentativo di recuperare, di
rivalutare i dialetti che va ricollegato alla salvaguardia delle radici, dell’identità, ma di contro la lingua nazionale si apre alla contaminazione
delle lingue straniere, in primis all’inglese. In Francia, dove lo spirito
nazionalistico è assai sentito, esiste
un Consiglio Superiore della lingua
con il compito di istillare nei cittadini la conoscenza della lingua nazionale. L’uso smodato e dilagante
dell’inglese da noi sembra quasi
che consenta di raccogliere un successo altrimenti irraggiungibile. Chi
conosce l’inglese ha la strada spianata, gli si aprono tutte le porte, è a
cavallo. Non è così, se persino l’8,35
dei laureati non è in grado di utilizzare la scrittura. L’uso e l’abuso dell’inglese esclude la padronanza della propria lingua, mentre tra gli alfabetizzati c’è scarsa dimestichezza sia con la scrittura che con la lettura. L’arte di arrangiarsi è tutta nostra. Dipendiamo più dagli altri che
da noi stessi. “Noi diventammo a
vicenda or francesi or tedeschi ora
inglesi; noi non eravamo più nulla
(…). La nazione sviluppò una frivola mania per le mode degli esteri (…). Dall’imitazione delle vesti si
passò a quella dei costumi e delle
maniere, indi all’imitazione delle
lingue: si apprendeva il francese e
l’inglese, mentre era più vergognoso il non sapere l’italiano. L’imitazione delle lingue porta seco finalmente quella delle opinioni. La mania per le nazioni estere prima avvilisce, indi immiserisce, finalmente ruina una nazione, spegnendo in
essa ogni amore per le cose sue”.
“Omnia graece, cum sit nobis turpe magis nescire latine”. Volevano
le donne romane tutte parlare in
greco, mentre era vergognoso che
non sapessero il latino. Così Giovenale nella satira VI. Da Vincenzo
Cuoco, invece, nel Saggio storico
della rivoluzione di Napoli, è tratto
il pensiero di cui sopra. Noi, come
ieri, come oggi, essendo un popolo
rinunciatario, modaiolo oltre che
esterofilo, non siamo nulla, non vogliamo nulla, perché sia essere che
volere ci costa fatica.
SOLLECITAZIONI
la vignetta
di Malatesta
IL SUDISTA
Mimmo Della Corte
L’AVVOCATO
CHE SPUTA
CONTRO IL SUD
Colmo
di fulmine
Diario stupendo
Y. TSUNETOMO
La pratica
quotidiana
Tutte le professioni
dovrebbero essere
esercitate con
concentrazione».
«Un maestro di spada,
in punto di morte,
chiamò il suo allievo
migliore e pronunciò
le sue ultime volontà:
“Ti ho trasmesso tutte
le tecniche segrete
della mia arte, e non
ho più niente da
aggiungere. Se anche
tu pensi di avere un
discepolo, dovresti
esercitarti ogni giorno
con la spada di
bambù. Non si eccelle
solo con le tecniche
segrete, ma anche con
la pratica quotidiana”.
Allo stesso modo,
negli insegnamenti di
un maestro renga,
veniva detto che il
giorno prima di una
tenzone di poesia si
dovrebbe placare la
mente e leggere una
raccolta di testi
poetici. Questa è la
vera concentrazione.
***
«Quando ero giovane,
tenevo un “diario dei
rimpianti” in cui
annotavo i miei errori.
E non passava mai un
solo giorno senza che
lo dovessi aprire venti o
trenta volte. Non
appena capii che
sarebbe stato sempre
così, decisi di
abbandonarlo. Ancora
oggi, quando medito
prima di
addormentarmi sulla
giornata trascorsa, non
c’è giorno in cui non
abbia commesso
qualche sbaglio.
È quasi impossibile
vivere senza
commettere errori, ma
le persone saccenti non
sono pronte ad
ammetterlo».
(D a «H agakure»,di
Yam am oto Tsunetom o)
E. FLAIANO
La vita del
cinematografo
«Il cinematografo mi
ha fornito un aiuto
prezioso. È nelle
pellicole che ho visto
trionfare la giustizia e
di RENATO ROCCO
sprofondare l’iniquità,
premiare il buono e
La lussuria
è compiacersi
proteggere la vedova;
di essere arrivati
ma questo sarebbe
così in basso.
assai poco se non
avessi visto anche la
Il dubbio corre
vita assumere un
sempre al capezzale
ordine formale,
della certezza.
strettamente
imbrigliato dalle leggi
Nella casa dell’ateo
della visione. È
non vi sono credenze.
dunque sugli schermi
(e nei quadri), che la
In principio fu
vera vita si svolge (...)
il verbo,
e tutto si svolge come
ma gli aggettivi
in un sogno
lo hanno sepolto
prestabilito. La vita
nella retorica.
quotidiana è così
affidata al caso ch’io
L’amore è il contrario
non solo ne ho paura
della candela: col
ma anche ribrezzo.
(D a «Autobiografia del freddo si indurisce e
col caldo si ammolla.
Blu diPrussia»,di
Ennio Flaiano)
«Per il Veneto i guai
derivanti dall’appartenenza alla penisola
italica non finiscono
mai. Non parliamo del
fatto che Zaia & C.
siano rimasti a bocca
asciutta nell’ultima
ripartizione di fondi
pro occupazione che
hanno preso come al
solito la via del meridione. Sin qui nulla di
nuovo: ci avrebbe
sorpreso il contrario. Il
pressing sul Nordest,
che versa già in profonda crisi diverrà a breve
insostenibile a causa
dell’ingresso in Ue
della Croazia. Il territorio di San Marco rischia
un’ulteriore desertificazione sociale ed industriale con l’abbattimento del confine est.
La nostra regione è
sottoposta a un vero e
proprio assedio». Parola di Matteo Mion
(nella foto). “Carneade,
chi era costui?”, si
sarebbe chiesto, l’intimorito Don Abbondio
nei “Promessi Sposi”.
Di certo, la domanda
sarebbe rimasta senza
risposta. Perché non
sono in molti a conoscerne le gesta. Ne si
può dire, però, che –
nonostante i suoi
sforzi: un sito web
personale per autopubblicizzare le proprie
perfomance leguleegiornalistiche e di
“Libero” che continua
a pubblicarne le invettive antimeridionali –
che, oggi, sia molto più
noto. Allora, per vostra
informazione è giusto
fare sapere che si tratta
di un avvocato pubblicista. Almeno, così, è
scritto sul portale di cui
sopra. Ma cosa fa un
avvocato pubblicista?
Boh! In realtà, se fra
avvocato e pubblicista,
ci mettete una virgola,
capite subito che si
tratta di un avvocato
civilista che frequenta
anche le redazioni dei
giornali, quelli, naturalmente, seguaci del
“sacro rito” lombrosiano. A dire il vero, quelle
10 righe con le quali ho
aperto questo nota, più
che “appartenenza alla
penisola italica” dimostrano appartenenza
alla comunità montana
del Veneto. Il che, “nun
è peccato”. Anzi!
Amare la propria terra è
cosa buona e giusta.
Purché, non si trasformi in razzismo a “tutto
tondo”, come in questo
caso contro “Terronia”
(vedi il “meridione”
scritto con la minuscola ed il “Nordest” con la
maiuscola). Tanto più
se, per motivare il
proprio odio, ci si
nasconde dietro una
bugia più grande di un
grattacielo di New York,
tappando le orecchie al
passaggio della verità,
finendo, così, per confermare che, come
tramanda l’antica
saggezza napoletana:
“’o peggio surdo è
chillo ca nun vo’ senti”.
Per carità, qualcuno
spieghi a questo signore che i fondi “pro
occupazione” che,
come sostiene, “hanno
preso come al solito la
via del Meridione”
sono risorse europee
già assegnate al Mezzogiorno e semplicemente rimodulate.
Ma forse è meglio far
finta di niente e tirare
dritti, facendo nostro il
consiglio dantesco del
“non ti curar di lor, ma
guarda e passa” e,
soprattutto perché, per
dirla con altro azzeccatissimo vecchio detto
della nostra tradizione,
secondo il quale: “ ‘a
lava ‘a capa ‘o ciuccio
se perde acqua e sapone”. Tanto più che
“all’avvucato se dice ‘a
verità po’ su ver’isso
comme l’adda ‘mbruglià”. E senza dire che
“il miglior disprezzo è
la noncuranza”. Castiglione del Genovesi.
CHIAIA MAGAZINE •LUGLIO/AGOSTO 2013
(11)
BANCONOTE
NAPOLI, SEMINARIO INTERNAZIONALE SULLECONOMIA
Partenariato, chiave per i fondi europei
hanno partecipato alla
preparazione e alla sorveglianza del quadro di riferimento strategico nazionale
(QRSN) (STRAT.AT) attraverso un organismo permanente, la conferenza austriaca sulla pianificazione
territoriale (ÖROK).
STRAT.AT plus rappresenta
uno strumento innovativo
per il periodo di programmazione in corso. Si tratta
di una piattaforma di sorveglianza strategica che mira
a consentire un processo di
apprendimento e dialogo
dal basso, con l'obiettivo di
realizzare un partenariato
ampio per l'elaborazione di
nuove strategie. Vengono
organizzati regolarmente
riunioni di dialogo ("Foren"
e "Synergien") e scambi di
esperienze.
Domenico Cortese
I
l seminario internazionale
«Il Partenariato nella strategie di Europa 2020: esperienze a confronto», promosso dal Tavolo del Partenariato Economico e Sociale della Campania ed organizzato in collaborazione
con il FormezPa, ha confermato, semmai ve ne fosse
ancora bisogno ed al di là
“di ogni ragionevole dubbio”, che la collaborazione
fra Istituzioni e parti sociali,
rappresenta un fattore di
successo per il buon esito
delle politiche d’investimento delle risorse comunitarie. Per la loro programmazione, ma anche e soprattutto per l’effettiva
realizzazione degli interventi e per le azioni poste in
essere per l’ottenimento dei
risultati stabiliti.
Non a caso il «partenariato
mobilitato» è stato assunto
dalla Commissione europea, quale fattore chiave
della programmazione,
gestione, monitoraggio e
valutazione dei fondi comunitari del settennio
2014/2020. Ma quali sono le
differenze fra i 6 partenaria-
(12)
ti a confronto emerse al
termine del dibattito seminariale? Vediamoli, analizzandone singolarmente le
peculiarità.
venia, a lottare per il loro
sviluppo, l'integrazione, la
cooperazione e per raggiungere una posizione di rilievo
nella società.
Cnvos Slovenia
CNVOS è un insieme di reti
di ONG, che riunisce più di
600 diverse associazioni e
singole organizzazioni che
operano nei diversi settori:
ambiente, giovani, diritti
umani, questioni sociali, le
pari opportunità, la cultura,
lo sviluppo regionale, cooperazione allo sviluppo, ecc.
Il CNVOS propone rappresentanti delle ONG quali
membri del Comitato di
Sorveglianza e sostiene il
coinvolgimento delle ONG
nei fondi strutturali. La
CNVOS è una rete che mira
a rafforzare le ONG in Slo-
Instituto De la Mujer
Spagna
Promuove il principio di
pari opportunità tra uomini
e donne e l’integrazione
delle questioni di genere
(mainstreaming) nelle
differenti fasi di attuazione
dei Fondi Europei. La Rete
costituisce un’esperienza di
partenariato con carattere
permanente tra gli organi
responsabili delle politiche
di pari opportunità, gli
organi amministrativi e di
gestione dei Fondi Strutturali e del Fondo di Coesione
a livello di amministrazione
centrale dello Stato, delle
Comunità e Città Autonome
e della Commissione Europea. Per realizzare il mainstreaming di genere in tutte
le fasi di gestioni dei Fondi,
la Rete realizza contemporaneamente azioni trasversali e azioni specifiche.
Il «partenariato
mobilitato» è stato
assunto dalla
Commissione europea,
quale fattore centrale
della programmazione,
gestione, monitoraggio
e valutazione
dei fondi comunitari
del settennio
2014/2020
CHIAIA MAGAZINE • LUGLIO/AGOSTO 2013
Örok Austria
Collabora alla programmazione dei Fondi Europei
mediante una procedura
partenariale di coinvolgimento di tutti i livelli di
governo e dei rappresentanti delle parti economiche e
sociali. Si tratta di un processo attraverso il quale le
parti economiche e sociali
Tavolo del Partenariato
Economico e Sociale
Campania
Con la presa d'atto del
protocollo d'intesa, la Regione Campania si è impegnata a migliorare le modalità ed i tempi del flusso
informativo tra l'amministrazione ed il Partenariato.
Il Tavolo agisce come organismo di raccordo tra Giunta ed uffici della Regione, da
una parte, ed i rappresentanti degli interessi diffusi
(sindacati, associazioni di
categoria, organizzazioni
ambientaliste, associazioni
no profit, rappresentanze
degli enti locali, etc.), dall'altra.
Nella Delibera di Giunta
della Regione Campania n.
142 del 27 maggio 2013, che
istituisce il gruppo di lavoro
regionale sulla Programmazione 2014-2020, viene
richiamato un esplicito
coinvolgimento del Partenariato economico e sociale
I sei partenariati che
hanno partecipato
al dibattito
si sono confrontati
sulle diverse
metodologie
di lavoro. Alla base
di ogni strategia deve
esserci l’alleanza
tra istituzioni
e parti sociali
come previsto dai regolamenti comunitari.
Il Tavolo Regionale del
Partenariato economico e
sociale della Campania è
presieduto da un delegato
del Presidente della Giunta
Regionale ed è funzionalmente inquadrato nell'area
della Presidenza.
Strumenti e modalità di
concertazione per la programmazione 2014/2020
Emilia Romagna
Opera per incrementare
l’efficacia della concertazione nella programmazione
POR FSE 2014-2020. Per
ottimizzare il percorso di
ascolto degli interlocutori
maggiormente rappresentativi sono stati messi in
campo strumenti di confronto già previsti dalla
normativa regionale (Comitato di coordinamento
istituzionale (CII), Commissione Regionale Tripartita,
Conferenza regionale per il
Sistema formativo, Conferenza del terzo settore)
avvalendosi delle consolidate esperienze di dialogo e
discussione maturate.
Ogni sede di confronto
coinvolge partner differenziati sfruttando i diversi
livelli di specializzazione e
la diversificazione delle
visioni in un’ottica di complementarietà e cooperazione. Per incrementare la
consapevolezza e la competenza di ciascun partner
sono organizzati periodicamente seminari formativi di
approfondimento tenuti da
esperti.
Alleanza per lo Sviluppo
Umbria
Si attiva per dare voce a tutti
i possibili soggetti rilevanti
nella fase di programmazione regionale. L’ascolto e il
dialogo avvengono attraverso la combinazione di diversi strumenti: il tavolo
generale, i tavoli tematici e
settoriali - cui sono invitati i
partner firmatari dell’Alleanza - e uno spazio di e-democracy attraverso il quale
tutta la società civile può
proporre osservazioni e
suggerimenti in merito ai
temi discussi.
I lavori dell’Alleanza per lo
sviluppo sono resi trasparenti ed accessibili mediante la pubblicazione sul sito
dedicato all’esperienza di
tutta la documentazione
relativa agli argomenti in
discussione.
STORIE&TERRITORI
pagina a cura di NewMediaPress
REPORT DI CONFARTIGIANATO
La crisi chiude
gli ombrelloni
8 milioni di italiani resteranno a casa. Il 63% degli
abitanti dell’area flegrea non andrà in vacanza
Rosario Scavetta
S
econdo un’indagine di Confartigianato, quest'anno la
crisi costringe 7,8 milioni di
italiani a rinunciare alle vacanze estive e condiziona le
ferie di altri 23,3 milioni di nostri connazionali. Ma anche
chi si metterà in viaggio porterà in valigia gli effetti delle
difficoltà economiche. Si cercherà dunque di non lasciarsi “abbattere” dalla crisi, provando comunque a regalarsi
qualche momento di relax e
di pausa dalla vita di tutti i
giorni. Alla vigilia dell'esodo,
Confartigianato ha misurato
quanto pesa la crisi sull'estate degli italiani e sulle attività
turistiche. Il 55% dei vacanzieri nostrani ha scelto di trascorrere la villeggiatura in località italiane, mentre i Paesi
europei sono la meta indicata dal 22% dei nostri connazionali, e l'11% preferisce località extra Ue. Il mare si conferma la destinazione privilegiata dal 49,3% degli italiani.
Seguono le vacanze in montagna, scelte dal 12,6%, e
quelle nelle città di interesse
storico e artistico (10,7%). Ma
chi si mette in viaggio deve fa-
re i conti con il caro-vacanze.
Secondo la rilevazione di
Confartigianato, tra il 2009 e il
2013 l'indice dei prezzi dei
servizi per le vacanze è aumentato del 15,1%, e quello
dei trasporti addirittura del
21,8%. Più contenuti i rincari
dei pacchetti vacanze (+8,7%)
e di alberghi e ristoranti
(+6%). Su chi parte e su coloro che restano a casa incombono le incertezze in tema di
lavoro e fisco. Il tasso di disoccupazione è arrivato al
12,8%, mai così alto dal 1977.
Per quanto riguarda le tasse,
nel corso del 2012 la pressione fiscale ha registrato una
crescita record pari a 1,4 punti di Pil e contemporaneamente il potere d'acquisto
delle famiglie è calato del
4,8%. Tra le voci che hanno
pesato di più sui bilanci delle
famiglie vi sono il passaggio
da Ici a Imu, che ha comportato un maggiore esborso di
14,5 miliardi, e l'imposizione
fiscale sui carburanti, aumentata di 5 miliardi tra il
2011 e il 2012.
Confartigianato rileva che tra
aprile 2012 e marzo 2013 il
numero dei clienti, italiani e
stranieri, di strutture ricettive
e quello dei pernottamenti
sono calati rispettivamente
del 5,7% e del 6,3%. E rispetto ai 12 mesi precedenti, le
presenze turistiche nel nostro
Paese sono diminuite del 6%.
E, così, l'Italia, nel 2012, si è
classificata soltanto al terzo
posto, dopo Francia e Spagna,
nella classifica dei Paesi europei con il maggior numero
di presenze turistiche. Ma
quale è la situazione tra gli
abitanti dell’area flegrea? Per
comprenderlo abbiamo interpellato casualmente un
campione di cento cittadini
(chiaramente non è possibile
definire tale quadro come statistico vista l’esiguità del campione stesso, ma può essere
allo stesso tempo esplicativo),
ai quali abbiamo posto una
domanda secca: “Andrà in vacanza quest’estate?”
Il 63% ha risposto di “no”, il
28% di “sì” mentre il 9% è indeciso. I motivi di una percentuale così alta di “no”, sarebbero da ricercare, neanche
a dirlo, nella solita crisi economica e nell’incertezza di
mantenere il proprio posto di
lavoro. Ma non solo: in tanti ci
hanno detto che, nonostante
abbiano un posto di lavoro,
non andranno in vacanza per
non togliere soldi ad altre spese in programma, come ad
esempio l’Imu, l’assicurazione della propria automobile
o le rate universitarie dei figli.
In molti, dunque, provano a
tirare la cinghia, anche quando tra le quattro mura domestiche non regna il clima di incertezza. Probabile, dunque,
che si trovino soluzioni alternative e low-cost. Le spiagge
del litorale flegreo, facile notarlo, sono state prese d’assalto sin dalla fine di maggio.
Un modo come un altro per
trascorrere giornate serene.
Malazè, a settembre
parte l’ottava edizione
Giunge all’ottava edizione la rassegna “Malazè”,
l’evento archeoenogastronomico dei Campi Flegrei.
L’anteprima del “contenitore” di iniziative che nel
mese di settembre 2013
prenderà forma nei comuni di Pozzuoli, Quarto,
Bacoli, Monte di Procida,
Procida, Giugliano e Napoli, si è tenuta nella
splendida cornice del
vulcano Solfatara. Alla
presentazione hanno
partecipato il patron
Rosario Mattera, Luciano
Pignataro, giornalista de
“Il Mattino” ed ideatore e
curatore del wineblog
lucianopignataro.it, Diana
Cataldo e Massimo Iannaccone di “Campania
Stories”, Albert Sapere di
“Le Strade della Mozzarella”, Donatella Bernabò
Silorata, giornalista e
ideatrice di “Wine and the
City”. Durante la conferenza sono state illustrate
le principali attività che si
svolgeranno dal 7 al 17
settembre. Dopo il dibattito, nella suggestiva scenografia del vulcano Solfatara, gli ospiti hanno potuto
degustare manicaretti
della cucina flegrea, assaggiare piatti di cucina
geotermica, sorseggiare
vini doc Falanghina e
Piedirosso dei Campi
Flegrei grazie ai ristoranti,
le aziende gastronomiche
e le cantine che saranno
protagonisti nella prossima edizione di Malazè .
ROSARIO SCAVETTA
Pozzuoli Jazz Festival,
l’incanto di Mz Dee
Un pubblico numeroso
ed entusiasta ha seguito il
concerto di musica d’autore jazz, con protagonista
assoluta la cantante soul
americana di fama internazionale Mz Dee, mattatrice del prestigioso “Pozzuoli Jazz Festival”.
Il concerto di Mz Dee si è
svolto in uno scenario
d’eccezione: la suggestiva
“Darsena”, denominata
“O Valjone”, l’antico porto
di pescatori, ai piedi del
Rione Terra, l’antica rocca
della città (“Dicearchia”).
L’appuntamento è stato
un trionfo di colori musicali variegati e virtuosi, un
mix di emozioni vibranti
ed indimenticabili, reso
ammaliante e coinvolgente da una cantante soul,
jazz e funky davvero dirompente e bravissima,
Mz Dee, che ha proposto
un repertorio poderoso di
canzoni rese armoniche e
battenti dalla sua indiscutibile carica interpretativa
e da una tecnica esecutoria perfetta.
Mz Dee è nata a Oakland
(California) ed è cresciuta
sia musicalmente che
umanamente nella East
Bay di San Francisco. Ha
iniziato cantando gospel
nelle chiese per frequentare, in seguito, musicisti
professionisti di blues
della zona con i quali già
inizia a collaborare prima
in jam-session e subito
dopo come cantante
leader. Da lì in poi, Mz
Dee sviluppa la giusta
esperienza per proseguire
con la sua passione: la
musica.
Negli ultimi 15 anni Mz
Dee ha avuto la possibilità
di cantare e registrare con
grandi musicisti internazionali della scena (Ruth
Brown, James Cotton,
Robben Ford, Garth Webber, Chris Cain, Anthony
Paule, Mark Ford, Mark
Naftalin, Jackie Payne,
Jimmy Pugh, Tommy
Castro e tanti altri) effettuando numerosi tour
mondiali che l’hanno
vista ospite nei migliori
festivals Jazz & Blues del
mondo nonché “opening
act” per artisti del calibro
di B.B.King. (r.s.)
CHIAIA MAGAZINE • LUGLIO/AGOSTO 2013
(13)
Il primo Muuzzarella lounge nel cuore di Chiaja "Una dichiarazione d'amore al sapore tradizionale
della mozzarella di bufala abbinata a prodotti mediterranei, vini selezionati e cocktail internazionali."
(14)
CHIAIA MAGAZINE • LUGLIO/AGOSTO 2013
ITINERARI
SGUARDI LONTANI
Francesco Iodice
ESTATE NEL CILENTO
Tra sagre
e musica
Benvenuti nel
Cilento, terra di
bandiere blu, sagre
gustose, itinerari
naturalistici
sorprendenti e di
eventi musicali da
scoprire.
A Castellabate, ad
esempio, paese
reso celebre dal
film «Benvenuti al
Sud», da non
perdere il 12 agosto
il tradizionale
concerto d’estate
che si terrà nello
splendido scenario
del Castello
dell’Abate.
Livia Iannotta
E
state nel Cilento: gli appuntamenti da non perdere tra
sagre, musica e teatro.
5 agosto - Capaccio
PFM canta De Andrè e Pfm
Anthology
Al Teatro dei Templi di Paestum, la Pfm si esibisce in un
doppio concerto, con una
prima parte dedicata a De
Andrè, di cui la band riproporrà melodie e arrangiamenti, e una seconda dedicata ai
grandi successi del gruppo.
dal 5 al 26 agosto - Camerota
AGATA festival
Un viaggio alla scoperta delle
botteghe e dei punti espositivi
di artisti ed artigiani, lungo un
percorso all’interno del Centro Storico di Camerota (SA),
dove sarà possibile ascoltare
musica, gustare prodotti locali
e tanto altro.
dal 05 al 28 agosto - Ascea
VeliaTeatro 2013
La XVIª edizione di VeliaTeatro, articolata in sette serate, si
terrà, come sempre, nell’area
arceologica di Velia. La manifestazione è organizzata dalla
Compagnia Michele Murino
Cilento Arte.
dal 6 al 10 agosto - Giungano
Festa dell’Antica Pizza
cilentana
Torna nel centro storico di
Giugnano la IX edizione della
Festa della piazza cilentana.
Nel paese vengono riprodotti
antichi usi e costumi e allestiti
stand di prodotti tipici locali.
Il tutto allietato da musiche
itineranti del passato.
dal 6 al 13 agosto - Perito
Festa del Bosco
Nel cuore del Cilento giunge
alla 30ª edizione la “Festa nel
Bosco”, ambientata nello
splendido scenario naturale di
un bosco di castagni. Un’occasione per degustare prodotti tipici e trascorrere una
serata (dalle 19:30) immersi
nella natura.
9 agosto - Castellabate
Marcialonga di Castellabate
Una gara turistico - sportiva
IL SANTO MOSCATI
E L’ANEDDOTO DEL
“RE DI CUOCHI”
Sul muro decrepito del palazzo
ove abitò San Giuseppe Moscati al
n.10 di via Cisterna dell’Olio (è
nell’elenco degli immobili
comunali in dismissione per
600.000 euro) una lapide
commemorativa ricorda: «Qui
visse e operò dedito a fede carità e
amore per il malato e la scienza
l’insigne medico professore
Giuseppe Moscati proclamato
santo il 25.10.1987. Oggi riposa
nella chiesa del Gesù Nuovo. Il
Comune di Napoli, l’Associazione
medici cattolici San Luca posero
nell’anno 2003». L’appartamento
è citato e ricordato in tutte le
principali biografie del santo e
rappresenta un luogo di grande
interesse. Non solo per i fedeli.
Quello che ci colpisce di questo
straordinario personaggio non è
tanto la sua rettitudine o la
bravura professionale o la
generosità verso i malati poveri,
caratteristiche tutte piuttosto
ovvie, quanto l’ironia sottile che
denotava in lui un carattere vivace
e brillante. Tra i vari aneddoti che
si tramandano, si racconta ad
esempio che un giorno il medico
santo fosse capitato in un ricco
appartamento con una
fornitissima biblioteca per visitare
una signorina appassionata di
filosofia. Al momento di
accommiatarsi guardò
attentamente i titoli dei libri, poi
disse: «Le darò un libro
utilissimo». La paziente pensò a
attraverso i meravigliosi
scenari che offre la costa di
Castellabate. Si parte dalla
Piazza Lucia di S.Maria di
Castellabate, per poi scalare il
colle dell’Angelo, con arrivo
sul Belvedere di Castellabate,
dopo 6 km e 200 metri.
10 agosto - Omignano
L’attesa della Stella
Una performance teatrale
dell’autore-attore e regista
Mauro Maurizio Palumbo,
unita a degustazioni di prodotti locali, a cura dell’Associazione Culturale “Il Nobile
Cilento”.
dall’11 al 13 agosto - Teggiano
Alla tavola della Principessa
Costanza
Percorso artistico e gastronomico per godere del patrimonio culturale di Teggiano. In
tutti i monumenti saranno
possibili visite guidate, allietate dal suono dei musici e di
spettacoli allestiti da giocolieri, menestrelli, mangiafuoco e
con degustazione di prodotti
tipici.
12 agosto 2013 - Capaccio
Pooh in opera seconda tour
Alle 21.45 presso il Teatro dei
Templi a Paestum, i Pooh
qualche recente libro di
Benedetto Croce sul materialismo
storico. Ma, sorprendentemente,
don Beppino laconico continuò:
«Le porterò il “Re dei cuochi”, ho
visto che manca sui suoi scaffali».
Come si vede, un Moscati
giocherellone e simpatico. Così
come quello che, a chi gli voleva
far acquistare un’automobile o
mettere un ascensore per evitare
di salire i tre piani della
scomodissima scala, rispondeva:
«Vi ringrazio dei consigli, ma non
sono ricco, possiedo solo un
libretto con ventimila lire». Era
vero: pur rifiutando la maggior
parte dei compensi, il dottore
guadagnava parecchie centinaia
di lire al giorno, somma notevole
per quei tempi. Ma va ricordata la
sua dedizione totale per i poveri.
Era un medico strano che non si
poteva permettere, come i suoi
colleghi, carrozze, cavalli o
automobili. Vestiva in modo
dimesso e faceva la vita da povero.
Tutti i suoi guadagni e le sue
risorse andavano per la povera
gente, che egli curava
gratuitamente e assisteva
affettuosamente e riforniva non
solo di medicine, ma di quanto
era necessario per vivere.
Famoso il caso della donna
povera che, dopo la visita, non
dovette pagare una lira, anzi, se
ne trovò 50 in mezzo alla ricetta.
Lo vogliamo ricordare con una
delle sue frasi più celebri: «Negli
ospedali la missione delle suore,
dei medici, degli infermieri è di
collaborare a questa infinita
misericordia, aiutando,
perdonando, sacrificandosi».
tornano in concerto con il
loro ultimo disco “Opera
seconda”, in cui ripropongono i successi della carriera in
chiave riarrangiata e inedita.
12 agosto - Castellabate
Concerto d’estate
Anche quest’anno, nello
splendido scenario del Castello dell’Abate, si terrà il tradizionale concerto d’estate.
Inizio alle 21.30, ingresso
gratuito.
dal 12 al 24 agosto - Felitto
38ª edizione della Sagra del
Fusillo Felittese
Torna puntuale come ogni
anno, nella seconda decade di
Agosto, la manifestazione
gastronomica nata nel 1976.
L’evento nasce con lo scopo
di promuovere il piatto tipico
locale il “fusillo felittese”, che
ancora oggi conserva intatto il
sapore unico della tradizione.
13 agosto - Agropoli
I magnifici 3
Tornano i protagonisti della
risata Peppe Iodice, Rosalia
Porcaro e Simone Schettino,
alle 21, presso lo Stadio Guariglia di Agropoli. Un tris d’assi
che saprà regalare momenti di
grande divertimento.
15 agosto - Centola
Made in Sud
Gran veglione di ferragosto
con cena e spettacolo in
compagnia del duo di cabaret direttamente da programma di successo “Made in
Sud”: i Due per duo. Divertimento assicurato.
16 agosto - Agropoli
Biagio Izzo in “Tutti con me”
Alle 21,00, allo Stadio Guariglia di Agropoli, va in scena
l’ultimo lavoro firmato Biagio Izzo. Una divertente
pièce in cui il protagonista,
alle prese con una crisi
d’identità, si trova di fronte
ai personaggi e alle interpretazioni che hanno costellato
la sua carriera.
dal 16 al 20 agosto - Trentinara
Festa del pane e della civiltà
contadina
Nel caratteristico centro
storico di Trentinara (SA), si
svolgerà l’VIII edizione della
manifestazione “Festa del
Pane e della Civiltà Contadina”, con stand enogastronomici di pietanze della tradizione locale, musica popolare e concerti. Per chi ama la
prelibatezza e la genuinità
dei “piatti poveri.”
CHIAIA MAGAZINE • LUGLIO/AGOSTO 2013
(15)
febbraio 2006
marzo 2006
aprile 2006
m a ga z i n e
CHIAIA
Banca Monte dei Paschi di Siena Spa
Banca Monte dei Paschi di Siena Spa
IL GIORNALE DELLE NUOVE BOTTEGHE DEI MILLE
Anno I - N.1 febbraio 2006
Distribuzione gratuita
IL MENSILE
PER CHI
AMA CHIAIA
CHIAIA
Banca Monte dei Paschi di Siena Spa
NINO DE NICOLA*
NINO DE NICOLA*
opo il numero natalizio che,
nonostante la veste sperimentale, ha riscosso apprezzamento da
parte dei cittadini di Chiaia, della
stampa, di chi lavora e produce, e,
infine, delle istituzioni e delle
associazioni, «Chiaia Magazine» - di
cui sono direttore editoriale - prende
ora decisamente il largo. E lo fa,
fedele alle dichiarazioni di intenti
iniziali, utilizzando come baricentro
delle proprie cronache il territorio
di Chiaia. Puntiamo, quindi, sull’attualità e i problemi del quartiere,
coniugando tuttavia il taglio
impegnato all’interesse per gli
aspetti del saper vivere, dell'enogastronomia, per i fermenti culturali e
imprenditoriali, per il by night e la
moda, per le risorse giovanili e per
le potenzialità del quartiere.
Una tribuna eterogenea, dunque,
che funzionerà con le voci e i contributi di tutti.
Mi piace ribadire lo slogan della
nostra iniziativa editoriale: «Questo
giornale lo scriveremo assieme». Da
qui nasce la scelta degli argomenti
di questo numero e dei prossimi. In
questa occasione, raccogliendo
segnalazioni e impressioni sul
campo, abbiamo privilegiato tre
problematiche di stretta attualità:
emergenza parcheggi, riqualificazione urbana e il controverso capitolo
della movida.
Il primo punto sta molto a cuore ai
commercianti, ai residenti e a
quanti per lavoro, shopping o
divertimento, frequentano il cuore
di Napoli. E il nodo cruciale non
poteva essere che l'agognato parcheggio Morelli. Sulla seconda
questione abbiamo, poi, intervistato
l'assessore al Turismo e Decoro
Urbano Luca Esposito. Come avrete
modo di leggere, ci saranno delle
importanti novità. Terzo tema:
dossier Movida. La nostra posizione
è chiara: rispetto delle regole ma
niente bavaglio alla notte.
Come avrete capito, la nostra scelta
di campo è netta: scommettiamo
sulle forze e sulle risorse di Chiaia.
E’ qui il fermento.
’avevamo promesso: stiamo
Limpegno
mantenendo la parola. Il primo
era capire cosa stesse
D
IL GARAGE
delle illusioni
Parcheggio Morelli, ultime novità sui lavori.
Scadenza e numero posti: i conti non tornano
ristrutturazione integrale) sollevano
perplessità e apprensioni sulla data di
conclusione dei lavori e sul numero dei
posti auto che saranno a disposizione
del pubblico. Emerge, ad esempio, dalle dichiarazioni raccolte, una disponibilità davvero esigua degli spazi sottoposti a tariffa oraria. Amministrazione e costruttori riferiscono, poi, scadenze differenti sul compimento finale dell’opera. Chiaia, però, esige risposte chiare e concrete. (pagine 3 e 4)
ocus sul by night
F«Non
toccate la Movida»
Sequestri e dissequestri: stop e ripartenza per il popolo della notte.
peciale San Valentino
a Chiaia»
S«Innamorarsi
L’INTERVISTA
v
l’inter ista
Nel cuore della città come a New York.
Arrivano le architetture di luce.
8
Luca Esposito
venti&Curiosità
Saper vivere il quartiere
E
Così cambierà
il quartiere
*presidente
Nuove Botteghe dei Mille
6
Dalla mostra di Waschimps al «Pulcinella» di Giovanni Mauriello.
5
11
succedendo al Parcheggio Morelli. In
questo numero, dunque, insistiamo
in questa direzione. Quanto era
emerso nel numero precedente,
infatti, autorizzava preoccupazioni
sulla data d’apertura e sul numero
di posti a disposizione del pubblico.
Quanto si è appreso nel prosieguo
della nostra inchiesta è persino
sconcertante. Due certezze: i posti
saranno pochi e i tempi saranno
lunghi. Diminuire il danno spetta
all’amministrazione, ritoccando con
la Napoletana Parcheggi alcuni
aspetti del progetto. Le due parti
sono chiamate ad uno sforzo di
volontà per migliorare la disponibilità di posti pubblici e accorciare i
tempi d’esecuzione: questa almeno è
la ferma speranza delle Nuove
Botteghe dei Mille e della gente di
Chiaia. Margine per trattare ce n’è:
spetta a Palazzo san Giacomo
sensibilizzare il costruttore sugli
interessi della collettività. Strettamente legata al problema della
sosta è la Zona a Traffico Limitato.
Continuiamo a crederci, ma la sua
attuazione pratica ci delude. Ci
stiamo accorgendo che non funziona
come dovrebbe per tre motivi: il
primo è appunto la drammatica
carenza di parcheggi; il secondo è
l'assenza di controllo sul territorio; il
terzo è la desertificazione provocata
dall’ostilità verso la movida. Risultato: un’impennata di attività criminale. Con un’aggravante: un sistema
di viabilità diverso che, durante la
settimana, riduce il flusso dei veicoli
e svuota ulteriormente le strade.
Dopo quattro mesi di rodaggio,
quindi, la «novità» va rivista e
corretta. Da parte nostra continueremo a denunciare le disfunzioni e a
favorire il contatto tra territorio e
amministratori. Infine un’anticipazione. Sul fronte dell’emergenza
rifiuti a Chiaia, si sta profilando un
tavolo di concertazione per stilare
un «Progetto Pilota» tra le Nuove
Botteghe dei Mille e l’assessorato
competente: vi terremo informati.
*presidente
Nuove Botteghe dei Mille
Benedetto Gravagnuolo
Senza parcheggi
il quartiere è al palo
Uberto Siola
La soluzione? Soste
interrate sul lungomare
le illusioni. Per due buoni motivi: pochi
i posti pubblici previsti e nessuna certezza sul termine dei lavori. In più una
inquietante divergenza di dati e date tra
l’assessorato ai Parcheggi e l’impresa esecutrice dell’opera. La novità è che ora
l’assessore competente Ferdinando Di
Mezza fornisce notizie più certe ma più
scoraggianti: i parcheggi a rotazione saranno 135, i box che l’impresa venderà
circa 300. Non era questo che si aspettava il quartiere né si aspettava l’altra brutta notizia: sulla data di riapertura, attualmente, non c’è nessuna certezza. E
l’assessore conferma: «La concessionaria
è in netto ritardo». Conseguenze: un
quartiere sul piede di guerra.
E quello che è diventato un caso - se n’è
accorta anche Repubblica che il 5 febbraio
ha ripreso la nostra inchiesta - rischia di
diventare un fronte incandescente anche altrove: ci riferiamo al delicato dibattito che è in corso sulla realizzazionedi parcheggi interrati di interscambio
nel tratto da Piedigrotta a piazza Vittoria. Lì Chiaia si gioca il futuro. Chi li farà e quando? La mischia sul business è
già in atto. (pagine 3 e 4)
FABIO CHIOSI
Presidente
Edizioni
Iuppiter Group
S
16 anni d’immobilismo: un’inquietante
miscela di inerzia, sfortuna e silenzi.
C
E
Mostre, musica, teatri: tutti gli
appuntamenti da non perdere.
proprio dall'enigma del costruendo parcheggio Morelli. Li
prendiamo in parola, ma verificheremo i progressi sui fatti.
Infine, inauguriamo una nuova parola d'ordine: «Chiaia al
centro di grandi eventi nazionali e internazionali». Lo spunto è la 2° edizione della «Notte Bianca» che si terrà in autunno:
riteniamo l'iniziativa vincente e fin d'ora remiamo perché il
nostro quartiere abbia un ruolo primario. Non ci resta che
augurarvi buone vacanze. E arrivederci a settembre.
*Presidente delle Nuove Botteghe dei Mille
aper vivere: «Napoli con
le valigie pronte»
S
6
ome avranno forse notato i lettori, Chiaia Magazine adora il colore. Stavolta, però, ha scelto una prima pagina dove domina il nero. Vi chiederete perché. Noi rispondiamo che non
se ne poteva fare a meno. I motivi? Eccoli. Nero perché siamo arrabbiati neri ( e in questo rispecchiamo l'umore del quartiere) e lo siamo perché stufi di malamministrazione. Nero perché,
con un territorio abbandonato al degrado, il futuro si prospetta davvero oscuro. Nero perché
francamente, a questo punto, indecifrabili ci sembrano i progetti dell'Amministrazione Comunale per la zona. Non è forse una vicenda oscura quella del parcheggio Morelli? E poi la Ztl: non
è neanche nata e già siamo costretti a intonare il De Profundis. Nero perché Chiaia è ormai de-
10
«Una giornata
Focus:
nei parchi del degrado»
traffico Gennaro Mola: a Chiaia rilancia il vecchio
senso di marcia. Motivo? I cantieri della Riviera.
• E non finisce qui: abolisce la Ztl da via Domenico
Morelli a via dei Mille e rispolvera le ganasce
contro la sosta selvaggia.
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Tour tra le agenzie di viaggio alla ricerca delle mete e delle offerte migliori.
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Proietti all’Augusteo»
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Trasferimenti in tutte le isole del Golfo
L
•
LA STRANA
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Anno I - N.9 ottobre 2006
Napoli ci arriva adesso. A Milano esiste
già dal 1997 e a Roma dal 2001
• Del cambiamento i cittadini sanno poco
o nulla. E soltanto ora, sotto elezioni,
il Comune decide di informare la città
«Arriva
Silocietà&Costume:
Napoli Film Festival»
La rassegna cinematografica dedica l’anteprima al film cult «Febbre da cavallo».
4
C
CHIAIA
SPECIALE
ELEZIONI
il 20 maggio
esce un numero
interamente
dedicato alle
amministrative
del 28-29 maggio
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14
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s.r.l.
9
contro Rotondo:
Chiosi
la grande sfida di Chiaia.
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Con lo slogan «No
parking, no
Chiaia», nasce il
Movimento Parcheggi a Chiaia,
che raccoglie lo
scontento e la
rivolta del cuore
di Napoli nei confronti dell’immobilismo delle istituzioni sul problema delle grandi
aree di sosta da realizzare nel quartiere. Per Nino De Nicola (nella foto),
presidente delle Nuove Botteghe dei
Mille e promotore dell’iniziativa
«sarà una lotta a colpi di forum e
proteste di piazza». (pagina 3)
QUARTIERISSIME
Mergellina, la stazione
del disonore
7 CULTURA&SOCIETÀ
Teatro Delle Palme,
ritorno al futuro
MUNICIPALITÀ
Miniassessorati,
ma contano davvero?
8 MOVIDA
Festa di Chiaia Magazine,
la galleria delle foto
10 SOCIETÀ&COSTUME
Fendi alla conquista
di via Filangieri
QUELL’OSCURO OGGETTO DEL
PAN
5 milioni di euro all’anno per
una media di 15 visitatori al
giorno, consulenze stellari,
un esercito di dipendenti e
casse a secco: questo è il crac
di Palazzo Roccella, esempio
desolante di spreco di risorse
inchiesta a pagina 5 umane ed economiche.
solutivi. Lo ripetiamo: l'asse della Riviera è l'ideale per ospitare grandi strutture sotterranee per lo stallo delle auto. Nell'interesse di tutti. A proposito di buona amministrazione,
sia pure in ritardo, si è messa in riga anche la Municipalità
1 che è riuscita a nominare i suoi 4 assessori. Alla squadra
di governo del presidente Fabio Chiosi auguri di buon lavoro da parte mia, delle Nuove Botteghe dei Mille e di Chiaia
Magazine che sarà cronista attenta dell'operato della giunta. A proposito, buona Notte Bianca a tutti.
NO
PARKING NO CHIAIA
Debutta il Movimento Parcheggi a Chiaia per interpretare il disagio di un intero
quartiere ormai in ginocchio per la carenza di posti-auto. Economia e vivibilità
sono allo stremo. Le promesse elettorali non sono state mantenute. Patto di
ferro tra cittadini: già pronto un piano d’azione che prevede proteste di piazza,
dibattiti e petizioni. E Chiaia «indossa» la maglietta simbolo del Movimento.
8
MUNICIPALITÀ
Riforma sbagliata:
assessori declassati
9
SOCIETÀ&COSTUME
Saper bere a Chiaia:
itinerari di...vini
Amm’ truvat
‘o Bambeniello
...ma nun truvamm’
‘o parcheggio!
2
0
0
6
L’INCHIESTA
Pan, desolazione
«contemporanea»
La scelta è stata facile e amara:
l’apertura di questo numero è dedicata all’emergenza criminalità. Lo
dicemmo a maggio sullo Speciale
Elezioni, indicando al futuro sindaco sette priorità: tra esse spiccava il
tema sicurezza. Otto mesi dopo
siamo all’allarme rosso. Chiaia, da
sempre reputata zona franca, si
riscopre teatro di un’escalation che
fa paura. Gli appelli sono rimbalzati sui palazzi del potere come su
un muro di gomma. Straripa l’illegalità, rozza, aggressiva e impunita. E si rischia la vita. Che fare?
Il quartiere è compatto: il tempo è
scaduto, servono leggi speciali.
5
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luglio/agosto 2007
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Via Martucci, piazza Amedeo,
via Carducci: decolla la riqualificazione nel cuore di
Chiaia. Firma il restyling Elisabetta Gambardella, assessore comunale al Decoro e Arredo Urbano. Durata dell’operazione: 10/12 mesi. Costi: più
di due milioni di euro. Non
mancheranno i disagi, ma ne
varrà la pena. E sul fronte dei
lavori pubblici, parte anche il
recupero monumentale di
Santa Caterina da Siena. Durata dei lavori: un anno e
mezzo. Costi: 1.394.000 euro.
(servizi da pagina 6)
L’INCHIESTA
Il mistero della
Casina del Boschetto
QUARTIERISSIME
Grattino a 4 euro,
follia ambientalista
00
14
euro
e1u2ro00
IL BALLO
.
00..
1e.0
uro
del mattone
Quotazioni stellari, occasioni con il contagocce, trattative interminabili:
a Chiaia comprare casa è un’impresa. Nel quartiere anche il record
delle abitazioni vuote: il 9%. Strada per strada, ecco il listino dei prezzi.
11 L’INTERVISTA
Antonio Pace: «Così
cambierò l’Ascom»
Ma se le compravendite languono, il mercato dei fitti è fiorente.
E intanto sul panorama immobiliare si abbatte il rincaro degli estimi.
Gli esperti concordano: «Conviene presentare ricorso».
13 SOCIETÀ&CULTURA
L’agenda del Maggio
dei Monumenti
pagine
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Politica in tournèe:
il conto al cittadino
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Enti locali: casse all’asciutto. E la
città va in pezzi. Nei Palazzi del
potere esplode la rincorsa al rigore e alla sobrietà. Intanto, però, spulciando tra i provvedimenti del Comune, si scopre
che la manìa dei viaggi di rappresentanza non è mai tramontata. Un esempio? In pochi
mesi la giunta Iervolino ha deliberato tre missioni all’estero
per l’assessore Nicola Oddati: Cina, Messico e Spagna.
Scandalo
Pausilipon
Dura da marzo lo stop
ai ricoveri dei bambini
ammalati di cancro,
costretti a partire
verso gli ospedali del
Nord. Colpa del deficit
della Sanità campana
che risparmia su medici
e infermieri. Un esodo
drammatico e inutile:
alla fine la Regione
pagherà il doppio.
pagina 4
5 IL CASO
Mergellina, stazione
vietata ai disabili
7 POTERI SPECIALI
Parcheggi, la Iervolino
esclude Chiaia
9 MUNICIPALITÀ 1
Commissione Ambiente
Si punta al fotovoltaico
Dalla catena
umana a Palazzo
Santa Lucia
al popolo di Grillo:
parte dalle piazze
la protesta
contro la politica
degli sprechi
e dei privilegi.
La gente boccia
la strategia
delle kermesse
e chiede una città
più vivibile.
Chiaia epicentro
della riscossa
morale.
La società civile
prepara l’agenda
di lotta
il mensile di Chiaia-San Ferdinando-Posillipo
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ATTACCO ALLA MOVIDA
Gli indignati
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Anno III - N. 2 febbraio 2008
Poteri speciali, i torpori della Iervolino
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L’uomo dell’anno
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10 DIARIO DELLA MUNICIPALITÀ
Brancaccio: «Siamo i segretari del Comune»
11
11 SOCIETÀ&COSTUME
Cerchi uno stile? Datti al Vintage
Anno II - N.5 maggio 2007
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Palazzo Reale
ridotto ad una
autorimessa:
beffati i vincoli
e la civiltà.
Uno scandalo
che fa il giro
del mondo
nelle fotografie
dei turisti.
Viaggio nei
cortili-vergogna.
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pagina 3
Garage reale
5
PRIMO PIANO
IL CASO
Iervolino un anno dopo
Le cose non fatte
A maggio 2006, vigilia delle Comunali, Chiaia Magazine pubblicò un elenco di sette priorità
per il futuro sindaco. Titolammo: «Le cose da fare». Il tempo è
volato, la seconda sindacatura
Iervolino festeggia il suo primo
compleanno. Perciò è tempo di
un consuntivo su quei promemoria che ci segnalò la gente di
Chiaia. Facciamo il punto su
quelle sette emergenze.
pagina 4
Don Giuseppe in campo per il Pallonetto
6
QUARTIERISSIME
Funivia di Posillipo, la stazione rinnegata
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La Notte Vintage di Chiaia Magazine
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Anno II - N.11 novembre 2007
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STORIE
Ordine di Malta, il codice della modernità
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Anno II - N.12 dicembre 2007
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Natale senza luminarie:
è la forma estrema
di protesta
dei commercianti
di Napoli. Invece
delle strade
va illuminato il buio
del malgoverno in cui
brancola l’intera città.
Intanto la società civile
è pronta a tornare
in piazza.
RISPETTO
• Mergellina: dopo l’inaugurazione della stazione
con la partecipazione del presidente Napolitano
affiorano gravi insufficienze. Pagano i disabili.
finalmente!
• Il 10 novembre Chiaia scende in piazza in difesa
del territorio e per il ritorno della legalità. Cittadini
contro il Palazzo: mai più inganni e prese in giro.
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Anno III - N. 3 marzo 2008
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«La classe dirigente diventa digerente.
Assimila e manda giù tutto, dalle inchieste della magistratura alle critiche,
alle contestazioni, alle accuse. Impavida e in sella. Con mille cavilli non scende da cavallo. Protesta labili innocenze,
trasparenze offuscate, diritture morali
frantumate. Fa autocritica retorica. Si
autoassolve. Si riposiziona. Si risistema.
Si rimpasta. Condivide la misura è colma, voltare pagina, chiudere il libro,
aprire al futuro, cambiare passo, moralizzare. E resta al suo posto per rimboccarsi le maniche e annodarsi la cravatta pronunciando la parola decisiva:
discontinuità».
(Mimmo Carratelli, La Repubblica)
Antonio Bassolino
QUARTIERISSIME
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I reati più frequenti: rapine, scippi e furti. Il flop
del piano sicurezza. San Pasquale come il Bronx.
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IL CASO
Vasari ignorato e spese pazze per il Pan
il traffico va in tilt. Festival delle buche nelle strade
e nei marciapiedi: una trappola per auto e pedoni.
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• Cantieri aperti, vigili assenti, parcheggi fantasma:
Al Green Park
arriva la carica
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• Il quartiere assediato dalla microcriminalità.
Il Pan insiste:
spese pazze
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La rivolta di Chiaia
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Galassia Gutenberg nel segno del mare
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IL CASO
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Armatori napoletani: alleanza per il futuro
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Decentramento, l’Osservatorio non decolla
Multe e bloccaruote assediano
il popolo del by night.
L’auto in divieto di sosta può
costare fino a 119 euro.
La repressione, però, serve
solo a mascherare il problema:
la mancanza drammatica
di parcheggi. E così siamo
al paradosso: si aprono nuovi
locali di intrattenimento,
ma si ghettizza il quartiere.
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12 SOCIETÀ&CULTURA
La bella estate e la notte dei prodigi
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Mola: ganasce
avanti tutta,
parcheggi al palo
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Premio Napoli: ecco
i 12 libri finalisti
IL CASO
Appello alla città: salviamo il Circolo Artistico
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RIQUALIFICAZIONE
Cantieri aperti,
incognita traffico
Via Martucci, piazza Amedeo,
via Carducci: la riqualificazione
nel cuore di Chiaia fa i conti con
i problemi del traffico. Parte il
nuovo dispositivo della viabilità, ma non si escludono correttivi. A via Martucci i commercianti già temono il crac economico. Tra i problemi da risolvere lo stazionamento dei taxi.
maggio 2007
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Anno II - N.10 ottobre 2007
superwoman?
Campania
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Sarà un privato a gestire, con il
sistema del Servizio Globale, la
manutenzione delle principali
strade della città. A Chiaia le vie
interessate sono 62. Problema risolto? Non del tutto. Resta infatti aperto il problema delle
strade secondarie che nella prima Municipalità sono il 60% dell’intera rete viaria.
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ottobre 2007
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Anno II - N.9 settembre 2007
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Anno II - N.4 aprile 2007
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Sul pianeta delle buche
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Dopo la nomina a commissario per l’emergenza
traffico, si apre una nuova era per Rosa Russo
Iervolino. Milioni di euro da spendere
e la facoltà di decidere in fretta su parcheggi,
appalti, videosorveglianza, assunzioni di vigili:
è un supersindaco. E se sbaglia non ha più scuse.
Parte l’anno
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Anno II - N.3 marzo 2007
POTERI SPECIALI
RIQUALIFICAZIONE
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CHIAIA
Anno II - N.2 febbraio 2007
con le ganasce
settembre 2007
m a ga z i n e
PRIMO PIANO
C’era una volta il salotto
di Napoli: topi a Monte
di Dio, bidoni stracolmi
nelle vie dello shopping,
spazzamento allo sbando.
Raccolta differenziata
snobbata dai residenti.
pagine 3/4
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al numero 081.19361500
Anno III - N. 1 gennaio 2008
dal 1946
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Metti una sera a cena
IL PERSONAGGIO
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pagina
la vigilante
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Otto anni di storie, inchieste, verità
e cultura, nel segno dell’indipendenza,
senza aver mai ricevuto un solo
centesimo di finanziamento pubblico.
Chiaia Magazine è una libera
tribuna che resta aperta grazie
alla passione estrema e alla tenacia
di un gruppo di giornalisti.
Fioriolli, il questore sulla polveriera
Lamberti e Malvano: «Troppi gli sconti di pena. Rivedere le leggi».
Videosorveglianza: il Comune la promette da tre anni e il ministro
degli Interni da tre mesi. Ma di «occhi elettronici» nemmeno l’ombra.
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febbraio 2007
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Mille agenti contro la Malanapoli: la città ci credeva. Sono arrivati?
Se ci sono, non se n’è accorto nessuno. Aggressioni in pieno centro,
auto incendiate, turisti in fuga: a Chiaia teppisti da tutti i quartieri.
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12 ARTE&AFFARI
Lezioni di tendenza
al club dei galleristi
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PAN
•
•
11 SOCIETÀ&COSTUME
Viaggio tra i caffè
letterari alla moda
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FUOCO
QUARTIERISSIME
Parco Margherita,
l’ascensore dei sogni
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COPRI
IL REPORTAGE
Strade gruviera:
la mappa delle buche
6
ALL’I NTERNO I PARCH EGGI DELFUTU RO - SHOPPI NGG RAN DI FI R M E - LEFESTEDICH IAIA
ISTITUTO DI VIGILANZA
la vigilante
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Edizioni
Iuppiter Group
In collaborazione con Nuove Botteghe dei Mille
I numeri della prima
edizione furono un successo: 2 milioni di persone in strada e un volume d’affari di 50 milioni
di euro. «Difficile migliorare le cifre di un
anno fa», dice l’assessore
regionale Andrea Cozzolino, ideatore e promotore dell’evento. Ma
stavolta il bis si preannucia davvero ambizioso. Il tema di quest’anno: «Mediterraneo, un
mare di cultura».
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Anno II - N.6 giugno 2007
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Sicurezza,
è l’ora di reagire
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Anno II - N.1 gennaio 2007
PRIMO PIANO
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Il Movimento
dei Parcheggi
N
A
T
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gennaio 2007
m a ga z i n e
CHIAIA
Anno I - N. 11 dicembre 2006
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Cell. 338.2204628 - 338.2767442
L’INIZIATIVA
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la vigilante
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Nautica Branchizio Mergellina
8
Notte Bianca
«La mia Napoli
libera e pacifica»
6 QUARTIERISSIME
Municipalità 1, scelti
finalmente gli assessori
• Burocrazia scatenata: veti
e rinvii sulle concessioni
rati intoccabili dai vincoli ambientali, sono ormai terra bruciata. E loro, i diportisti, respinti dal lungomare, ora possono
scegliere tra il vendersi la barca, andare altrove o piegarsi a
prezzi da capogiro. Il contraccolpo peggiore, però, è quello occupazionale: per gli uomini dei consorzi e per le loro famiglie
sono giorni drammatici. Una soluzione sul piatto d’argento l’avevano offerta gli ormeggiatori luciani: boe galleggianti a impatto ambientale praticamente nullo e con le giuste distanze.
Ma è arrivato il no dell’Autorità Portuale. Ora tutto è rimandato. Bye Bye estate. (a pagina 3)
Noleggio di gommoni e motoscafi
Trasferimenti in tutte le isole del Golfo
Ormeggio&AssistenzaNautica
e nuove Municipalità: tutto
Lquello
che c’è da sapere.
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Anno I - N. 10 novembre 2006
• Lungomare: no ai posti barca.
Sos di ormeggiatori e diportisti
Autorità Portuale, Sovrintendenza ai Beni Paesaggistici, Tribunale Amministrativo Regionale: questi i protagonisti di un
diabolico gioco delle parti con due uniche vittime. Ormeggiatori e diportisti. Nella prima categoria c’è chi ha la concessione a gestire posti barca e non può lavorare per impedimenti burocratici, ma c’è anche chi è stato escluso dalla gestione del business: per tutti loro malumori e proteste. Della
seconda categoria fanno parte i proprietari di barche che questa estate, come le precedenti, sono destinati a soffrire: i tre
siti di Nazario Sauro, Mergellina e Largo Sermoneta, dichia-
ALL’INTERNO focus CANTIERIACHIAIA - mania BURRACO - evento NAPOLIFILMFESTIVAL
dicembre 2006
CHIAIA
degli ORMEGGI
NINO DE NICOLA
quartiere, stavolta si adegua alla
stagione balneare: ad interessarci è
l’emergenza dei posti barca sul
lungomare. Nella pagine interne,
troverete poi la consueta attenzione
per i problemi della manutenzione
urbana: dall’allarme per Parco
Margherita ad un’estate piena di
cantieri. C’è poi una finestra sullo
spettacolo: vi diamo qualche
consiglio per seguire l’evento del
NapoliFilmFestival. Infine un’anticipazione: a luglio vi racconteremo,
per filo e per segno, i nuovi volti
della Municipalità I. Ovvero quelli
che governeranno Chiaia.
ervolino, Malvano, Rossi
IDoria:
una poltrona per tre.
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IL MIRAGGIO
TEMPO
D’ESTATE
hiaia Magazine, che in questi
C
mesi ha condotto una decisa
battaglia per i posti auto nel
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novembre 2006
m a ga z i n e
IL GIORNALE DELLE NUOVE BOTTEGHE DEI MILLE
Li abbiamo «attaccati» in prima
pagina perché non ci fossero alibi
per nessuno. Vanno risolti uno ad
uno: a qualsiasi costo. I promemoria
riguardano i punti chiave per la vera
riscossa di Chiaia. Con questi farà
i conti il prossimo governo della città
ome promesso, Chiaia Magazine esce con questo Speciale
Elezioni non solo per riassumere lo
scenario elettorale, ma soprattutto
per ribadire le sette priorità
necessarie al rilancio di Chiaia:
un'agenda di cose da fare, da noi
compilata grazie alle segnalazioni
di chi vive, lavora nel quartiere. E
ovviamente ci siamo rivolti ai
candidati a sindaco per raccogliere le loro intenzioni in proposito.
Ma andiamo al concreto. Senza
parcheggi Chiaia non decolla: è il
cavallo di battaglia della nostra
rivista e abbiamo notato che il
tema è stato sposato da tutti i
contendenti alla poltrona di
sindaco. Senza sicurezza, poi,
mancano le condizioni elementari
ad un serio rilancio economico e
culturale dell'intera area: è un
ingrediente indispensabile alla
qualità della vita nell'intera città.
Senza una seria manutenzione
urbana, non quella che finora si è
ispirata alla logica del «rattoppo»,
l'immagine e la funzionalità delle
strade sono gravemente pregiudicate: all'interno troverete un
inventario delle vie in lista d'attesa per adeguati interventi di
recupero. Senza una viabilità
razionale, l'intera mobilità del
quartiere va in tilt: come purtroppo è accaduto con una ZTL mal
formulata e direzioni di marcia
veicolare da rivedere. Senza un
idoneo sistema di raccolta e
spazzamento dei rifiuti, sono a
rischio igiene, dignità e immagine
del salotto di Napoli. Senza
turismo, inoltre, Chiaia rinuncia a
giocarsi un asso nella manica
sontuoso: occorre invertire la
tendenza con grandi eventi,
promozione adeguata e garanzie
precise da offrire ai visitatori.
Senza il rilancio di una «movida»
rispettosa delle regole, restano al
palo una buona fetta di occupazione qualificata e gli stimoli cosmopoliti di un quartiere che ha
vocazione internazionale.
Sono questi i promemoria che
Chiaia consegna al futuro sindaco.
m a ga z i n e
in dieci piccole città. Sulla carta avranno
autonomia finanziaria. Sarà vero?
• Il decentramento non è una novità:
Anno I - N.5 giugno 2006
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le cose da fare
I SETTE
IMPEGNI
NINO DE NICOLA
• Addio circoscrizioni: Napoli sarà divisa
Gli esperti: Comune bocciato e poteri speciali al futuro sindaco per le aree di sosta.
CHIAIA
AL FUTURO SINDACO
RIFORMA
Ormeggio&AssistenzaNautica
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Anno I Speciale maggio 2006
CHIAIA
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ISTITUTO DI VIGILANZA
dal 1946
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NINO DE NICOLA
a novità è grossa. In questo
numero parliamo del nuovo
istituto della Municipalità, chiave
di volta del decentramento amministrativo voluto dal Comune.
Infatti scompaiono le circoscrizioni e nascono appunto 10 Municipalità, vale a dire 10 microcittà
che avranno autonomia finanziaria e un proprio bilancio di spesa.
Le competenze che il Comune
delegherà, dopo le elezioni, alle
nuove miniamministrazioni
riguardano in sintesi la manutenzione urbana, la attività socioassistenziali, le attività scolastiche/sportive/culturali, infine la
gestione dei servizi amministrativi(commercio, artigianato, traffico
etc.). Su queste attività (e soprattutto sulla manutenzione) la
Municipalità avrà poteri di spesa
da esercitare con 4 assessori.
Sembra una svolta notevole.
Ma i dubbi ci sono. Primo: il
Regolamento delle Municipalità,
almeno per ora, non chiarisce
bene la gestione delle risorse
finanziarie che il Comune trasferisce alle sedi decentrate: all'interno
vi spieghiamo perché. Secondo: è
stata prevista una figura che
governerà questo trapasso dal
vecchio al nuovo sistema, per
evitare il caos? Queste le perplessità, fermo restando che la Municipalità ha tutte le premesse per
migliorarci la vita. A proposito: la
vecchia circoscrizione ChiaiaPosillipo-S.Ferdinando si chiamerà
Municipalità 1.
In questo numero vi parliamo
anche del forum da noi organizzato con successo sul problemaparcheggi. Intanto, nell'imminenza delle Amministrative, annunciamo una serie di incontri coi
candidati-sindaci. Vedremo che
intenzioni hanno su Chiaia.
«Parcheggi interrati,
Forum:
tutti li vogliono»
Mostre, concerti e spettacoli teatrali:
tutti gli appuntamenti da non perdere.
9
CHIAIA
16 EVENTI&CURIOSITÀ
Teatro Sancarluccio,
a cena con il vampiro
manifestiamo qualche riserva sull'altra decisione dell'amministratore, quella di abolire la ZTL sull'asse Morelli-via dei
Mille. Comprendiamo la sua motivazione (la prossima apertura di cantieri alla Riviera esigeva via dei Mille come valvola di sfogo del traffico), ma ribadiamo che almeno il sabato, giorno di punta per lo shopping, l'oasi pedonale sia d'obbligo. Tutto il discorso, però, impone un ripensamento globale sul versante dei parcheggi interrati in zona Chiaia e vogliamo sperare che i poteri speciali del sindaco saranno ri-
IL GIORNALE DELLE NUOVE BOTTEGHE DEI MILLE
SI CAMBIA
DAVVERO?
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*Presidente delle Nuove Botteghe dei Mille
Al museo Pignatelli e all’Ambasciatori una
rassegna sui miti del cinema italiano.
Noleggio di gommoni e motoscafi
Trasferimenti in tutte le isole del Golfo
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NINO DE NICOLA
S
Anno I - N.4 maggio 2006
s.r.l.
ASPETTANDO I PARCHEGGI
i riprende e la stagione si presenta densa di eventi e aspettative per Chiaia. Molti i fronti da tener d'occhio e Chiaia
Magazine si arma delle migliori intenzioni nell'interesse del
quartiere. Innanzitutto: si riparte con il ripristino del vecchio
senso di marcia da via Morelli a via dei Mille, un provvedimento che aspettavamo in quanto il dispositivo di marcia
precedente non si è dimostrato funzionale. La decisione è firmata dal neoassessore comunale al traffico Gennaro Mola
del quale apprezziamo l'attivismo e la concretezza. Anche se
sertificata e la notte è sempre più buia. Nero perché le economie dell'intero quartiere soffrono
pesantemente. Una rotta irreversibile? No! La speranza è che chi si candida ad amministrare
la città voglia imprimere da subito una svolta decisiva nel governo del territorio. Le soluzioni
ci sono, ma serve una volontà forte e radicale a risolvere i problemi. Per quanto ci riguarda cominceremo a dibattere di futuro con una serie di “forum” sulle varie emergenze. Inviteremo i
candidati a sindaco perché spieghino le intenzioni e le idee che hanno sullo sviluppo di Chiaia.
Non ci limiteremo a sperare che la nottata passi da sola: vigileremo su parole e fatti.
Vivere: «I divi di ieri?
Saper
Più “machi” che mici»
Villa Comunale: alberi malati e chalet distrutti. Molosiglio: tendopoli nei giardini.
Ormeggio&AssistenzaNautica
intervista a pagina
• Partenza sprint del neoassessore comunale al
garage sotterranei: con i nuovi poteri del sindaco
l’impresa diventa possibile.
Q
3
NINO DE NICOLA*
9
venti&Curiosità:
«Salemme all’Augusteo»
In collaborazione con Nuove Botteghe dei Mille
• Infine, pensa al futuro e aderisce al «partito» dei
VECCHIE E NUOVE SFIDE
Intervista a Bruno Terracciano, assessore comunale alle Municipalità.
6
Storia dell’aperitivo «rosso». Le
ricette e i segreti dei barman.
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Anno I - N.8 settembre 2006
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MOLA
l leader dell’opposizione ha 59 anni ed è stimato primario ortopedico al Centro Traumatologico Ortopedico di Napoli. Ha sempre coltivato l’impegno civile fino ad essere consigliere comunale dal 1993 al
2001. Alle ultime amministrative ha riportato 22.517 voti e il suo schieramento ha riscosso il 48,53 % di consensi. La sua compagine nel parlamentino è formata da 11 consiglieri. Sicurezza, sociale, parcheggi ed
emergenza rifiuti sono stati i suoi cavalli di battaglia elettorali.
uartierissime: «Garage
Morelli, oscuri presagi»
SERVE UNA SVOLTA
«Tutti
pazzi per lo Spritz»
Relax&Movida:
CHIAIA
NINO DE NICOLA*
peciale Municipalità:
«L’assessore itinerante»
S
A Palazzo Calabritto il nuovo
show room per i «bons vivants».
ottobre 2006
OPERAZIONE
RENATO ROTONDO
Capo dell’opposizione
rizzato l'impegno della rivista: Municipalità e parcheggi. Riparliamo dunque delle neonate Municipalità, soffermandoci ovviamente su quella di Chiaia. E stavolta, dopo un cenno a luci e ombre della riforma, vi presentiamo, con veloci
profili e relative foto, i 30 consiglieri (più il presidente) eletti
a Chiaia. Obiettivo: indicare al quartiere a chi indirizzare le
E intanto incalzano altre emergenze:
«spaccate», scippi, strade sporche e dissestate.
m a ga z i n e
www.chiaiamagazine.it
I
critiche se governeranno male e con chi congratularsi se faranno bene. Insomma: per non sentirci comparse, ma cittadini che vigilano e partecipano. Di più: vi anticipiamo che
ogni mese la rivista pubblicherà un diario sull'operato del
Consiglio di Chiaia. E vale per la maggioranza come per l'opposizione. Poi, di nuovo il tormentone del parcheggio Morelli
perché anche qui il segreto è non abbassare la guardia: prendiamo atto della nuova attenzione che il sindaco Iervolino e
l'assessore Mola preannunciano sul problema, a cominciare
Il Comune ignora l’appello. Assessori bocciati:
chi tace, chi promette, chi non si fa trovare...
• Per il popolo di Chiaia il danno e la beffa.
5
aper Vivere: «Al Primo
Piano il lusso è di casa»
dal 1946
Tra le dieci Municipalità, quella di Chiaia
è davvero speciale visto che è l’unica ad
essere governata dal centrodestra.
Per maggioranza e opposizione doppia
responsabilità: far funzionare riforma
e quartiere. All’interno tutti i protagonisti
on questo numero di luglio/agosto Chiaia Magazine traccia un consuntivo ideale dei suoi primi 7 mesi di vita, torC
nando ad occuparsi delle due bandiere che hanno caratte-
La circoscrizione protesta. ZTL:
forte confusione «tecnologica».
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D’OCCHIO
onostante i suoi 29 anni, si ritrova per la seconda volta al timone
di Chiaia. E’ stato eletto con 23.846 voti e il suo schieramento ha
ottenuto il 51,43 % dei consensi. 18 i consiglieri della sua coalizione. La
sua squadra di governo sarà formata da un vicepresidente (cui toccherà
un assessorato) e 3 assessori. Ha due premure: velocizzare i tempi della
riforma e ottenere subito risorse finanziare per il territorio. Obiettivi:
manutenzione, parcheggi, sicurezza con l’aiuto dei vigili urbani.
lo scarso presidio dei varchi, un sistema
di videosorveglianza mai realizzato.
ocus videosorveglianza:
resta fuori»
F«Chiaia
settembre 2006
VI TERREMO
N
• Le cause del flop: la farsa del garage Morelli,
s.r.l.
m a ga z i n e
In collaborazione con Nuove Botteghe dei Mille
Sono arrivati desertificazione, notti da paura,
e crisi delle attività commerciali.
• L’intero quartiere invoca parcheggi.
rosegue la nostra inchiesta sul Parcheggio Morelli (nella foto), da noi deP
finito nello scorso numero Il garage del-
la vigilante
Il nuovo «Parlamento» di Chiaia
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giugno 2006
SPECIALE ELEZIONI
CHIAIA
Arrivano le nuove MUNICIPALITÀ
Ultime notizie sul futuro garage: il quadro peggiora.
Un pessimo affare per il Comune. La rivolta di Chiaia
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IL GIORNALE DELLE NUOVE BOTTEGHE DEI MILLE
Zona a Traffico Limitato
INGANNO
la vigilante
luglio/agosto 2006
Banca Monte dei Paschi di Siena Spa
• Doveva risollevare l’economia e la vivibilità.
ISTITUTO DI VIGILANZA
CHIAIA
Anno I - N.3 aprile 2006
CHIAIA
maggio 2006 speciale
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ILPAPOCCHIO
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Anno I - N.6/7 luglio/agosto 2006
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Parcheggio MORELLI
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IL GIORNALE DELLE NUOVE BOTTEGHE DEI MILLE
Anno I - N.2 marzo 2006
IL «NUOVO»
CHE NON SA
DECOLLARE
Parte con un’inchiesta il primo numero del 2006 di Chiaia Magazine, raccogliendo le preoccupazioni del quartiere sull’emergenza parcheggi. Per tutti, in cima alla lista delle priorità ci sono le aspettative sul futuro del Parcheggio Morelli. Tutti lo vogliono, ma
pochi sanno qual è lo stato dei fatti. La
ricostruzione della vicenda e le affermazioni dei protagonisti (il Comune e
la Napoletana Parcheggi del Gruppo
Maione, concessionaria dell’opera di
maggio 2006
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la classe
DIGERENTE
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il mensile di Chiaia-San Ferdinando-Posillipo
maggio 2008
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Anno III - n.4 aprile 2008
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Anno III - n.5 maggio 2008
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Anno III - n.6 giugno 2008
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il mensile di Chiaia-San Ferdinando-Posillipo
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DALLA CITTÀ DI NAPOLI
Non è un paese per
VECCHI
Catastrofe ambientale e politica a Napoli e in Campania. Due emergenze
tengono banco: i rifiuti e Bassolino. Mentre Veltroni e Berlusconi tentano
di rinnovare i rispettivi schieramenti, il governatore, invece, si barrica
nel Palazzo. Con la credibilità sotto le scarpe e l’impossibilità di camminare
tra la gente, più che alle dimissioni pensa a come organizzare al meglio
la «resistenza» della sua poltrona. La regione è alla frutta. Il re alla muffa.
The end
Piazza Santa Maria degli Angeli
Elisabetta Gambardella, ex assessore
SODOMA
DOPPIO TAGLIO
FESTIVAL DELLO SPRECO
Una piazza perde i suoi alberi senza che nessuno ne sappia niente.
L’assessore all’Arredo e Decoro urbano «tagliato» malgrado stesse
lavorando sodo per Chiaia. Le sorprese del Comune non finiscono mai
a giugno arriva
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luglio/agosto 2008
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Anno III - n.7/8 luglio-agosto 2008
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il mensile di Chiaia-San Ferdinando-Posillipo
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CLAUDIO
Futuro
BUCATO
i 3000
di Chiaia
• Sprecopoli a Palazzo San Giacomo: nonostante il
sindaco sventoli conti in rosso, tra luglio e agosto
distribuiti 490 mila euro di microfinanziamenti.
Scesero in strada per riprendersi la città.
Quel giorno è diventato un libro: «I 3000 di
Chiaia», storia di una clamorosa protesta che
stupì l’Italia. Per i protagonisti di allora il lavoro
non è ancora finito: tutti in piazza a novembre.
Poi avanti tutta con il progetto della lista civica.
• Sicurezza: tornano a Chiaia le invasioni barbariche.
Dal turista pestato a via Carducci alle notti brave
dei branchi in piazza San Pasquale. Stato d’assedio.
• Riqualificazione: aprono i cantieri in vico Vasto
a Chiaia e in via Vetriera. Via Tasso: a novembre
fine dei lavori. Piazzetta Cariati pronta a dicembre.
m a ga z i n e
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Anno IV - n.2 febbraio 2009
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Anno IV - n.3 marzo 2009
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foglie
morte
maaga
gazziinnee
m
Anno IV - n.4 aprile 2009
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ottobre 2009
m a ga z i n e
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Municipalità: arrivano
i giardinieri «fantasma»
L’INCHIESTA
Arte perduta,
odissea
nello strazio
LA DENUNCIA
Galleria Umberto,
i barboni sui ponteggi
14
CULTURA
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RONDA
SU
RONDA
IL CASO
Warner Village,
salviamo
il multisala
ciao,
Franco
11
LA DENUNCIA
Scuola De Amicis,
la palestra
dei misteri
Anno IV - n.5 maggio 2009
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GENNAIO 2009: LA NUOVA GIUNTA IERVOLINO
L’APPELLO
pagina 13
Villa Pignatelli:
riaprite il Museo
delle carrozze
m a ga z i n e
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basta palle
16
giugno 2009
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Anno IV - n.7/8 luglio-agosto 2009
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il mensile di Chiaia-San Ferdinando-Posillipo
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IN BUCA
KIAVIKA
Chiamiamoli con il loro nome.
Impuniti, scatenati, balordi:
i grafomani deturpano monumenti,
chiese, palazzi. Infliggono guasti
gravi al patrimonio, all’immagine,
al turismo. Nessuno li ferma.
Nemmeno la recente ordinanza
sulla sicurezza e il decoro urbano,
in pratica inapplicabile per la carenza
di uomini e mezzi.
TEATRO SUDD
RITUFFIAMOCI
dicembre 2009
gennaio/febbraio 2010
marzo/aprile 2010
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Anno IV - n.10 ottobre 2009
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5
9
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Anno IV - n.9 settembre 2009
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PRIMO PIANO
PARADOSSI
novembre 2009
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Società civile,
un libro
per l’alleanza
6
maggio 2009
Strade gruviera: fondi
scarsi, promesse tradite.
A Posillipo un dramma
annunciato. E la Giunta
Iervolino finisce...
L’uscita del film «Fortapàsc» di Marco Risi rilancia la drammatica vicenda
di Giancarlo Siani, il giornalista napoletano ucciso dalla camorra nel 1985,
a soli 26 anni, con dieci colpi di pistola, mentre ritornava a casa a bordo
della sua fragile Mehari. Oggi, quanti sono i giovani che conoscono vita
e passione del cronista de «Il Mattino»?
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SIETE UNA
MACCHINA?
settembre 2009
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Anno IV - n.1 gennaio 2009
IUPPITER EDIZIONI
Tempesta giudiziaria
sui palazzi del potere:
cronaca di un’apocalisse
annunciata. Stagione
finita per un Sistema
trasversale ai partiti,
naufragato sulla
questione morale.
Dalla città, stanca
di beffe e promesse,
parte lo sfratto
alla «casta».
3
esta
i è qu
di ch
Dopo l’insetto che sta distruggendo
le palme della città, non si ferma
la mattanza del verde. Dai lecci marci
di Posillipo agli alberi minacciati
dai cantieri della Linea 6 del metrò.
il mensile di Chiaia-San Ferdinando-Posillipo
Franco Nico
LA STORIA
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Viale Gramsci, vince
il killer delle palme
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Chiaia Magazine + Dvd 3,90 euro
5
aprile 2009
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IUPPITER EDIZIONI
«La giungla del vivere
quotidiano inaridisce e
dà sempre meno valore
a ciò che per me è
stato ed è tuttora fonte
di benessere: la poesia,
la musica, l’arte».
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CHIAIA
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Anno III - n.12 dicembre 2008
il mensile di Chiaia-San Ferdinando-Posillipo
I gazebo della discordia
Ecco cosa dice la legge
Comunità luterana
tra musica e letteratura
marzo 2009
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IL CASO
Dopo il fallimento del Global Service, decolla
il superassessorato antibuche. Manovra di facciata?
febbraio 2009
IUPPITER EDIZIONI
4
gennaio 2009
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Anno III - n.11 novembre 2008
il mensile di Chiaia-San Ferdinando-Posillipo
Una «casta» apparentemente inossidabile,
una classe dirigente che non molla le poltrone:
da qualche anno, però, contro la malapolitica
è sceso in campo l’associazionismo civico.
Il 10 novembre 2007, la società civile marciò nel
cuore di Napoli in nome della legalità. Furono
• Emergenza manutenzione: saltano tutti i controlli.
CLAUDIO VELARDI
assessore regionale
al Turismo
dicembre 2008
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Anno III - n.10 ottobre 2008
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Cronache dalla città trappola
il divo
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Anno III - n.9 settembre 2008
novembre 2008
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IUPPITER EDIZIONI
CUORE MARCIO
Napoli fuorilegge: viaggio nelle discariche sotterranee. La verità sui rischi
EDIZIONE
STRAORDINARIA
Chi ha paura dei vigilantes civici? Perché
«i rondisti» di Chiaia sono diventati un caso?
maggio 2010
giugno/luglio 2010
settembre/ottobre 2010
novembre/dicembre 2010
gennaio/febbraio 2011
marzo/aprile 2011
giugno/agosto 2011
settembre/novembre 2011
dicembre 2011
febbraio 2012
marzo 2012
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SAPER VIVERE LA CITTÀ
IUPPITER
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anno V n.5
maggio 2010
Città negata tra la "dittatura" delle buche e i cantieri lumaca.
Lo scandalo della Casina del Boschetto
NAPOLIROTTA
maggio 2011
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SAPER VIVERE LA GRANDE NAPOLI
Anno VII - numero 1/2 - Febbraio 2012
magazine
SAPER VIVERE LA CITTÀ
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nel forum
Coppa America a Bagnoli
esplode la polemica sull’area contaminata
La carta quando cade non fa rumore. È come le
foglie: stessa fragilità, stessa poesia. Chi vuoi che
si accorga più, in giornate in cui la persistenza
della “connessione” è il morbo senza cura e l’informazione è stregata dai new media, di un giornale che chiude. Del suo cuore accartocciato, dei
suoi giornalisti, dei suoi battiti d’inchiostro.
Affascinati dalle nuove frontiere della comunicazione, conserviamo, per questioni di cuore e lavoro, un fervido occhio di carta, un’abitudine romantica a ritrovarsi nel fruscio cartaceo tra titoli, occhielli e corsivi. È per questo che, nonostante
il cimitero della carta stampata si riempia di testate, proseguiamo la magia del giornale tradizionale. Chiaia Magazine, al suo settimo anno di
vita, si rinnova nella grafica e nei contenuti. Dopo gli ultimi due anni “patinati” - esperienza sug-
giugno 2012
luglio/agosto 2012
Freddoro
gestiva ma economicamente insostenibile - ritorniamo al nostro formato d’origine, quello che
ci ha fatto conoscere al pubblico negli anni delle magagne bassoliniane e dei letarghi della Iervolino. Serviva un restyling anche alla testata, in
cui ora è ben visibile il logo della società editrice
fondata, insieme a me, da un’eroica cordata di
professionisti. Chiaia Magazine, dal prossimo
numero, arriverà anche nelle edicole della provincia di Napoli. L’obiettivo è quello di divenire un
periodico sempre più metropolitano, battagliero, intrigante e portatore di virus satirico. Non resta che affidarsi al sorriso, ad esempio, quando si
entra “nel forum” delle Culture e si assiste al “cineforum” del sindaco. Cari lettori, si riparte. C’è
tanto da capire e scrivere. Non vedevamo l’ora.
Una nuova sfida per vederci chiaro.
UNA NUOVA
SFIDA PER
VEDERCI CHIARO
MAX DE FRANCESCO
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maggio 2012
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VENTIMILA
BEGHE
SOTTO I MARI
aprile 2012
SAPER VIVERE LA GRANDE NAPOLI
Anno VII - numero 3 - Marzo 2012
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anno VI n. 9/10/11
settembre-novembre 2011
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settembre/ottobre 2012
sommario
L’inchiesta
4
Il degrado delle fontane storiche
Primo piano
8
Gioco d’azzardo, business e mania
Il caso
11
Avron, la truffa sbarca a Napoli
Itinerari
34
Ottaviano, patria dell’arte bianca
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novembre 2012
ALL’INTERNO IL SUPPLEMENTO "TUGHEDER” DEDICATO AL LIFE STYLE
SAPER VIVERE LA GRANDE NAPOLI
Anno VII - numero 4 - Aprile 2012
SAPER VIVERE LA GRANDE NAPOLI
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Anno VII - numero 5 - Maggio 2012
SAPER VIVERE LA GRANDE NAPOLI
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SAPER VIVERE LA GRANDE NAPOLI
distribuzione gratuita
Anno VII - numero 6 - Giugno 2012
Anno VII - numero 7/8 - Luglio-Agosto 2012
Al Pancione
Meglio
Grillo che
il grilletto
sommario
sommario
FUORI SALONE
DI VITIGNO ITALIA
NAPOLI
DAL 16
AL 19 MAGGIO
2012
wineandthecity.it
L’inchiesta
4
L’inchiesta
Ztl, la grande trappola
Primo piano
Il caso
Così muoiono le librerie
Società&Costume
catenelle
33
L’inchiesta
Primo piano
Il caso
Itinerari
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11
35
Saper Vivere
sommario
sommario
sommario
4
L’esclusiva
4/5
L’inchiesta
Viaggio a Blatt City
8
Primo piano
Storie&Territori
Primo piano
Il caso
Saper Vivere
L’inchiesta
Saper Vivere
27
Storie&Territori
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17
Valogno, il paese dipinto
Libri&Librerie
30
«Padre Bacco», saggio dionisiaco
27
Personaggi
Savignano, attrazione per il futuro
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9
Grande Napoli, parte la rivoluzione
9
11
Comune, indagine sul buco nero
Guida alla scelta dei vini d’estate
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4
Premio Siani, un furbetto sul podio
16
Pozzuoli, ingorgo pendolari
27
SENZA LUCE
Lungomare e mobilità indecente
7
Quando la propaganda va in bici
11
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Quei miracoli di Re Ragù
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SAPER VIVERE LA GRANDE NAPOLI
Anno VII - numero 11 - Novembre 2012
Sindaco,
ma che bici!
Ztl, la rivolta degli scontenti
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('&%$#"! "'" & "!#"! "'"&& "$#"! "'"'" "
$" ''#" " " &!'"'""'%$'$""$$$"'%$''"!! "'
"'! '!$"'"$$$"$!"&&"'#"'"%$&&"'"''!$$
il sindaco
blattera
Centro storico, l’ira dell’Unesco
Sos animali, stop agli abbandoni
Il caso
Summonte, a cavallo tra i sapori
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sommario
9
Rifiuti, la legge che ci avrebbe salvato
Formula Indi, svolta nel cinema
Caizzi e quel sogno di via Margutta
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Non basta più
spezzare
le catene,
bisogna anche
tirare le
4
Primo piano
11
SAPER VIVERE LA GRANDE NAPOLI
Anno VII - numero 9/10 - Settembre/Ottobre 2012
Le vittime del Lungomare liberato
9
Confessioni di un ex scommettitore
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35
Federico Salvatore: la mia Apocalisse
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SALUTE A NOI
MALATI NEOPLASTICI, LA BATTAGLIA DELLANIPI
Regione, il caso dell’esame negato
Carmine Zamprotta
P
restazioni sanitarie negate in
Campania: la giunta Caldoro
finisce sotto accusa, mentre
migliaia di pazienti sono in rivolta. Ancora una volta nella
nostra regione è vietato curarsi, anche per chi è affetto da
gravi e particolari patologie
neoplastiche. In un vasto dossier fitto di documenti, l’associazione onlus ANIPI, denuncia una vera e propria discriminazione in atto da qualche
settimana ai danni di disabili e
ammalati gravi. Sergio Centobelli (nella foto), presidente
della sezione Campania ANIPI,
ha pubblicamente denunciato che da qualche mese moltissimi napoletani sono costretti a dover pagare per intero l’esame ematico IGF-1 o Somatomedina C, riconosciuto
dal Consiglio regionale con apposita delibera, la n. 1129 del 4
luglio 2008. “Per noi ed i nostri
associati è un momento particolare - ha evidenziato Sergio
Centobelli - anni di lotte e conquiste cancellate con un colpo
di spugna; ancora una volta si
colpiscono i diritti acquisiti a
caro prezzo”. Sul viso degli associati e delle loro famiglie, si
legge stupore e sgomento per
un’evidente discriminazione
in atto in questi giorni, eppure
non si capisce il provvedimento attuato, poiché la delibera è
ancora vigente. Sin dal 2007
l’ANIPI avviò con le istituzioni
regionali un lungo e tortuoso
iter per poter giungere al giusto
riconoscimento di un’esenzione valida per migliaia di ammalati e invalidi. Nonostante
la forte resistenza della giunta
(18) CHIAIA MAGAZINE • LUGLIO/AGOSTO 2013
Bassolino, il presidente Centobelli inviò una dettagliata relazione agli uffici del Ministero
della Sanità, evidenziando, tra
l’altro, che già nella regione Lazio l’esame era a totale carico
del SSN. L’allora ministro della salute recepì le giuste istanze dell’associazione e di migliaia di cittadini campani, e il
consiglio regionale della Campania nel 2008 realizzò la delibera 1129, venendo incontro
alle esigenze degli invalidi e
malati neoplastici. Non tutti
sono al corrente che l’esame
ematico denominato IGF-1 o
Somatomedina C, serve per
controllare l’ormone della crescita, e risulta a pagamento per
tutti. Sergio Centobelli ha posto in evidenza che si tratta di
un esame diagnostico di vitale
importanza per chi è affetto da
patologie ipofisarie, e non è un
caso che i medici ne richiedano un controllo mensile ai propri pazienti. Per i vertici dell’onlus ANIPI le preoccupazioni sono tantissime, poiché
molti invalidi e ammalati sopravvivono con pensioni minime, che in molti casi non
raggiungono i seicento euro
mensili. Si tratta di un duro
colpo per migliaia di pazienti
con redditi limitati, ed in tanti
in questi giorni, visti gli esorbitanti costi delle analisi, preferiscono non sottoporsi a questi controlli, mettendo gravemente a rischio la propria salute. Com’è accaduto nell’ultimo ventennio, i vertici del consiglio regionale della Campania tornano alla ribalta per la
loro incapacità a saper affrontare i reali problemi che affliggono i cittadini. Ed è ancora
più grave che simili atti di discriminazione si verifichino
nel momento in cui l’intero
consiglio regionale è sotto attacco della magistratura per i
soliti sprechi di risorse pub-
bliche che potrebbero essere
dirottati verso progetti più importanti. Lascia soprattutto
perplessi e stupefatti la risposta ricevuta dal presidente
ANIPI Campania dalla segreteria del governatore Caldoro.
Che la Campania abbia sperperato milioni di euro nel comparto sanitario è noto a tutti, si
dimentica però che quest’ assurdo stato di cose non è stato
provocato dai cittadini, ma da
scelte inique e cieche delle
giunte regionali che si sono
succedute in questi anni a palazzo Santa Lucia. E non è una
giustificazione la recezione
fredda e burocratica del nuovo
nomenclatore per le prestazioni diagnostiche e di specialistica ambulatoriale. Si tratta di
scelte che servono solo a creare falsi alibi per coprire atti assurdi e dannosi che colpiscono
solo i cittadini campani.
L’ANIPI e il suo presidente
Centobelli si augurano che il
governatore Caldoro ritorni sui
suoi passi, in modo da rendersi conto che questo provvedimento discriminatorio sta
causando gravi difficoltà a cittadini considerati a torto di serie B, facendo chiarezza su una
delibera preesistente e di fondamentale importanza per
tutti.
CHIAIA MAGAZINE • LUGLIO/AGOSTO 2013
(19)
SPECIALE DIVINAZIONE
IL MITO E I GIORNI
Avvicinarsi
all’astrologia
Misteri e curiosità sullo Zodiaco: le coordinate
indispensabili per muoversi nel Grande Cerchio
Rosamaria Lentini
G
li autori di questa pagina inaugureranno i blog della divinazione su www.iuppiternews.it.
Il sito, completamente rinnovato nella grafica e nei contenuti,
sarà in rete da settembre 2013.
Con queste ultime note entriamo nel mistero dell’astrologia. Nessuno ancora è riuscito a spiegare perché funzioni, ovvero perché tutti quei
“ghirigori” che caratterizzano
un Tema di nascita, con un’ottima approssimazione, rappresentino la personalità e la
storia dell’individuo che ne è il
proprietario. A questo mistero
se ne aggiungono altri, tra i
quali la non coincidenza di
equinozi e solstizi riportata
dallo Zodiaco. Per il fenomeno della precessione degli
equinozi, infatti, ogni 2160 anni circa il punto vernale - il
punto in cui si trova il Sole nell’equinozio di primavera - si
sposta di 30 gradi, per cui dal
lontano 4380, per esempio, nel
quale l’inizio della primavera
era nel Segno del Toro, è passato a quello dell’Ariete, poi dei
Pesci, ed ora si trova nell’Ac-
(20)
quario. Ciononostante lo Zodiaco continua ad avere il suo
inizio nell’Ariete. Il perché i nostri progenitori, pur conoscendo il fenomeno equinoziale (di questa conoscenza si
trovano riferimenti precisi, per
esempio, nell’Egitto faraonico)
abbiano lasciato inalterato
l’ordinamento dello Zodiaco è
oscuro: rimane e forse rimarrà
per sempre uno dei tanti misteri di cui è avvolta l’astrologia. È notizia comune che non
si può redigere un tema natale se non si conosce l’ora della
nascita. È con questo importante dato che noi, infatti, stabiliamo quale Segno sta sorgendo a Oriente nel momento
esatto nel quale ciascuno nasce alla vita. Nello Zodiaco, che
va sempre letto in senso antiorario, l’Ascendente si trova sulla cuspide dell’Ariete, ossia
quando spuntano i primi germogli della futura vegetazione
esattamente come nasce il primo germoglio dell’Io. Nasciamo o rinasciamo, come fa la
vegetazione? La risposta appartiene a ciascuno di noi, non
all’astrologia.
Al polo opposto dell’Ascendente (Asc), si trova il Discendente (DC), ossia il Segno corrispondente situato all’Occidente. La linea immaginaria
che li congiunge taglia lo Zodiaco in due zone, quella inferiore, notturna (che riguarda
nascite avvenute di notte) segnala tutti gli “ingredienti”con
CHIAIA MAGAZINE • LUGLIO/AGOSTO 2013
i quali si è formato il nostro essere; la zona superiore, diurna
(che riguarda nascite avvenute di giorno), parte dal Discendente fino a giungere all’Ascendente ed esprime le
possibilità di sviluppo dell’uomo nel mondo posto al di là
del proprio orizzonte conosciuto, è il nostro divenire.
Una seconda suddivisione riguarda la linea immaginaria
che collega l’Imo Cielo (Mezzanotte) con il Medio Cielo
(Mezzogiorno), dividendo in
verticale lo Zodiaco. Anche in
questo caso si formano due
Zone - Est e Ovest - che però
non costituiscono gruppi
omogenei di esperienze di vita, sebbene formino un orientamento indispensabile nell’economia complessiva dello
Zodiaco, come sarà chiaro in
seguito.
Sulla struttura dello Zodiaco ci
sarebbero tante altre cose da
dire e tanto altro da aggiungere alle cose dette, ma questo
non è un corso di astrologia,
per cui sono state fornite solo
quelle coordinate indispensabili - forse un po’ noiose da leggere - per poter seguire ciò che
sarà detto in seguito sui Segni
e sui significati delle Case, nell’ottica di un discorso che mira ad andare alla scoperta di
quel meraviglioso mondo mitologico e psicologico che il
Grande Cerchio racchiude in
sé. Buon viaggio!
[email protected]
LA SIMBOLOGIA DEI TAROCCHI
Il Bagatto
Decifrare la complessità
degli Arcani Maggiori e il
loro specifico rapporto con
gli Arcani Minori costituisce
un’impresa affascinante
quanto vana. Non esiste una
teoria consolidata che possa
dirsi prevalente e i tentativi
di ordinamento sono sempre molto parziali dovendo,
ogni autore, scontrarsi con
una stratificazione e una
ricchezza di simboli poco
inclini ad essere svelati con
sufficiente chiarezza. D’altronde i Tarocchi, come il
gioco delle carte da cui
sembrano derivare insegna,
sono irriducibili perché
mutevoli come la sorte e,
forse, i tentativi di spiegazione sono illusori espedienti per allontanare da noi
ciò che più fa paura: il
mistero della vita e della
morte.
Tuttavia è possibile considerare alcuni elementi generali, a cominciare dalla preminenza di alcuni simboli a
carattere numerico che
sembrano costituire la
struttura portante dei Tarocchi. In prima analisi si
potrebbe supporre di trovarci di fronte a una Tetraktys
pitagorica (basterà sapere
che forma un triangolo, di
dieci punti disposti a piramide su quattro piani), dove
abbondano i riferimenti ai
primi quattro numeri e al
dieci, risultato della addizione teosofica (cioè la somma
di tutti i numeri che precedono quello in esame) del
numero quattro.
Secondo Jung «la quaternità
è un archetipo, che appare
per così dire universalmente. Essa è la premessa logica
per ogni giudizio di totalità…Se si vuole, ad esempio,
designare l’intero orizzonte,
si nominano i quattro punti
cardinali» . In effetti quattro
sono i semi degli Arcani
Minori: i bastoni, i denari, le
spade e le coppe. Essi sono
rispettivamente associati ai
quattro elementi costitutivi
dell’universo: il fuoco, la
terra, l’aria e l’acqua. Ancora, quattro sono le figure
degli Arcani Minori (fante,
regina, re e cavaliere) così
come sono sempre quattro
gli elementi di cui dispone il
Bagatto, l’Arcano numero I.
Nell’Arcano XXI, Il Mondo,
sono sempre quattro le
figure che accerchiano la
donna (animus mundi) al
centro della carta: il bue, il
leone, l’aquila e l’angelo.
Quindi il simbolismo del
quattro sembra essere di
fondamentale importanza,
tuttavia esso converge a
quello del dieci che ne
costituisce lo sviluppo
simbolico. L’addizione
teosofica del numero quattro da’ come risultato proprio dieci e se il quattro è la
precondizione per conseguire la propria realizzazione, il numero dieci ne rappresenta il conseguimento e
insieme il ricongiungimento
alla unità.
Le sue tracce sono numerose: dieci sono le carte numerali per ogni seme e, come si
accennerà tra un po’, attraverso il sistema decimale è
possibile organizzare anche
gli Arcani Maggiori.
La riduzione teosofica del
dieci (cioè la somma delle
cifre che compongono il
numero a due o più cifre che
si va considerando), invece,
simboleggia il ritorno a uno,
manifestando così che il 10
è il grado più alto di realizzazione oltre il quale il ciclo
della Vita decade e ricomincia. Ma la combinazione 1 e
0 è anche la formula binaria
corrispondente al due nei
moderni computer, ciò
conferma il significato di
funzione totalizzante del
dieci. In quanto due esso
rappresenta la prima e la
più radicale delle divisioni:
quella dell’uomo dal divino,
mimata successivamente da
quella del bambino dalla
madre e così via.
Si usa rappresentare in
maniera elementare questa
antitesi con i termini attivo e
passivo, volendo indicare
con il primo la direzione
dinamica-estroversa, con il
secondo la qualità ricettivaintroversa.
[email protected]
saper vivere
CULTURA • COSTUME • RELAX • MOVIDA • EVENTI • CURIOSITÀ
Un fiore di nome Andrea
Micco Speranza
M
ondanità, eleganza e cultura hanno tenuto a battesimo il romanzo di Marcello Fasolino: «Un fiore di nome Andrea»,
quarta opera dell’imprenditore, entrato quatto quatto nel mondo della narrativa e ora, a buon titolo, considerato
uno dei narratori napoletani in sensibile ascesa. La prova del nove, giorni
addietro, al “Tennis Club” di viale
Dorhn, stipato in ogni ordine di posti
per gustare la nuova fatica narrativa di
Marcello, il mitico “Re leone”.
Fasolino, oltre ad avere un talento multiforme, possiede una travolgente simpatia. La sua formula? Un sorriso, un
baciamano, una battuta e voilà il dado
è tratto. Intanto bisogna subito dire che,
contro una tradizione, che vuole i politici ritardatari, “posapiani e passarellisti”, i politici, ex politici e giornalisti invitati a parlare del libro, sono stati puntuali e soprattutto preparatissimi. Ci riferiamo al Governatore Stefano Caldoro, al vicedirettore del Tg1 Gennaro Sangiuliano, al commissario dell’Agcom
Antonio Martusciello, a Francesco Boccia, presidente della commissione Bilancio della Camera e, dulcis in fundo,
al Ministro per le Politiche Agricole,
Nunzia De Girolamo, apparsa all’improvviso nel salone come una “dea ex
machina”, senza scorta, in un sinedrio
olimpico, in cui Marcello pareva un Giove omerico. Chioma scarmigliata, occhi
saettanti, sguardo da comando, si è trasformato improvvisamente da Giove in
Apollo, per un piccolo show, una confessione pubblica alla solare “ninfa” Daniela Vergara in uno splendido vestito di
Cultura, politica e mondanità al Tennis
Club Napoli per la presentazione
del romanzo di Marcello Fasolino
seta a fiori, sul “perché avesse scelto di
fare lo scrittore”. Uno si aspettava che
dicesse “per vincere la noia”, in attesa
di vincere, una volta per tutte, il braccio di ferro internazionale tra Italia e
Cina sull’energia fotovoltaica, che vede Marcello sul podio di “Ingegno e
Energia”; invece Marcello, incontenibile anche nel relax, senza aver nemmeno battezzato “Un fiore di nome Andrea”, lasciava già intendere di poter
annunciare il prossimo, nuovo libro.
Una “refola” di annuncio, che ha mobilitato i presenti e gli assenti, per indovinare quale potesse essere il titolo,
svelato poi da uno dei suoi migliori
amici, Gianni Gagliardi, lesto a informare tribune, distinti e bagarini con un
caloroso: “Signore e signore, il nuovo libro di Marcello si chiamerà L’affabu-
latore. Neanche il tempo di comunicarlo e un prontissimo Gianni Lettieri,
divenuto Cincinnati Kid da quando è
l’implacabile oppositore del sindaco
de Magistris, gli ha subito lanciato il
sottotitolo: “Le confessioni di un amabile lazzarone”. A quel punto provvidenziale, pertinente e tempestivo è arrivato il fischio della moderatrice, la
bella Daniela Vergara. “Su, adesso, ragazzi- ha detto - vogliamo parlare del libro? Non l’avesse mai detto, gli amici
relatori da Caldoro a Boccia, da Martusciello a Sangiuliano, per dimostrare
di aver letto il libro, si sono lanciati in
una “lectio magistralis” sull’amore, talmente ricca di riferimenti, di insegnamenti, di ricordi, che il grande innamorato Ovidio, finito in esilio sul Mar
Nero per dei “versetti hard”, sarebbe
arrossito. Così si è anche capito perché
l’amore, su cui ruota il romanzo, tra il
giovane signore Andrea e il giardiniere
Assad, dalla iniziale luna di miele è poi
finito in luna di fiele. Come avviene per
i governi del nostro Paese: dalla nascita della Repubblica al siluramento della “monarchia montiana”.
È stato un pomeriggio fantastico, conclusosi degnamente davanti a un buffet di rinascimentali splendori e sapori, che solo un mecenate come Marcello poteva immaginare: antipasti di inenarrabile leggerezza e varietà, sublimi
timballi di maccheroni e melanzane,
costine, insalate di polpi, polpette e risotti, ruscelli di Fiano e Greco di Tufo.
Visti, intravisti, con qualche scusabile
svista tra una moltitudine di invitati (in
attesa del permesso di soggiorno per
seguire Assad, il vero fiore del libro) e
qualche imbucato: l’immancabile e
sempre sorridente ex procuratore capo Vincenzo Galgano, Enzo Argenzio,
Gianni e Maria Lettieri, Oreste Cuomo,
Giuseppe e Liliana Comella, Aldo e
Adriana de Francesco, Gigi Campanella, Gianni e Pina Gagliardi, Giannantonio e Maria Rosaria Nappi, Gianni Marigliano, Costanzo Pecci Iannotti, Andrea e Paola Attena, Claudio e Maria
Mastromarino, Mario e Antonella Liotti, Max De Francesco, Massimo e Rosy
Profili, Laura Cocozza, Tony e Paola Petruzzi, Guido Licenziati, Nino ed Elisa
De Nicola, Dadà e Pino Rocco, Antonio
Padolecchia, Fabrizio Marzano, Cristina Signoriello, Alfredo e Serenella Pacifico, Emilia Acquaviva, Nino Cuciniello, Eduardo e Alessandra De Angelis,
Gigi e Mariella Sbordone, Nico e Iole
Mantovano, Elvy Panico, Sergio e Giuliana De Luca, Matteo Ventre. Naturalmente soddisfatti e contenti i figli di
Marcello, Laura e Lorenzo, e la splendita Giulia, in attesa del “royal baby” per
la felicità di Iole e di Marcello “Re leone”. Cin cin, che Dio vi benedica!
(foto di Gilda Valenza)
CHIAIA MAGAZINE • LUGLIO/AGOSTO 2013
(21)
IL RACCONTO
LA CASA DEI VASI
Max De Francesco
L
a sto aspettando anche stanotte.
Niente. L’abitudine all’attesa: la
conoscenza di ogni rumore, il suono
del silenzio, un’occhiata nel buio
delle stanze. Ancora i vasi intatti.
Percorre le mie notti, il mare: la lenta
canzone delle onde, la loro indecisione, l’improvviso infrangersi. Mi
capita di affacciarmi alla finestra e
subirne il taglio del cielo, infinito. Mi
capita di chiedermi cose assurde, di
risentire sorrisi, di spaventarmi per
una stella che s’incendia, mi capita
di rimettermi a letto per non dormire. Poi mi addormento. Un orologio.
Il mare sotto casa è una ragazza che
fischia. M’innamoro delle voci che
vengono dalla spiaggia, voci isolate
come le barche dei pescatori che,
illuminate da luci tremule, sembrano
occhi di draghi appena emersi dal
nero. La mia amica non è venuta. La
mia amica di dieci estati fa, dieci. Mi
raccontò il suo mondo, le raccontai il
mio. Mi disse dei suoi viaggi, le
rivelai i segreti del colore, poi decidemmo di abbracciarci e il mare era
lo stesso di stanotte: fischiava e
cantava. Andò via lasciandomi le sue
scarpe blu, nient’altro. Da allora,
ogni estate, l’aspetto. Le sue scarpe
sotto la finestra, una vicina all’altra,
come l’aveva lasciate. La mia amica
era meglio se non rideva quella
notte: mi consegnò l’immagine della
sua bocca rosso fragola, recisa senza
pausa da una lama bianca che taglia-
(22)
va la penombra della stanza, mischiandosi ai pugnali della luna. Era
l’immagine della sua feroce bellezza,
quella che accende ogni mia fantasia, tutte le notti. Quella che contamina il tempo e ogni mia invenzione. Insaziabile come le onde che
azzerano il bagnasciuga: non è passato nessuno, non v’è piede che
possa lasciare una traccia, nessun
cammino.
Le voci della spiaggia sembrano di
più. I ragazzi corrono sulla sabbia,
riesco a sentirli. La sabbia che s’attacca sotto i piedi, le scarpe bagnate,
gli occhi del mare che fingono di
chiudersi. Cercano un posto, i ragazzi. Sapere che si amano sotto casa mi
riempie le notti di altri rumori, di
altre immagini, in fondo di altre vite.
E aspetto la mia amica. Mi ha lasciato le sue scarpe: in tutti questi anni,
blu e ferme sotto la finestra. Le len-
“
CHIAIA MAGAZINE • LUGLIO/AGOSTO 2013
zuola che si attaccavano alla sua
carne sudata come meduse che
perdevano rugiada, con i tentacoli
simili ai rami inquieti di un mandorlo; e il nero dei capelli sopra i suoi
occhi che impararono da quelli del
mare a non farsi sorprendere, privi
com’erano di confidenze, inabissati
nel sogno, in chissà quali sogni.
M’affaccio alla finestra, a torso nudo,
col tepore marino che mi carezza il
petto. Alle mie spalle la stanza con le
sue cose, i suoi divani e, ancora più
in là, il salone da dove la mia amica
dovrebbe arrivare. A piedi nudi, così
me la immagino: vestita di notte, le
braccia lungo i fianchi, i capelli sugli
occhi, il sorriso nascosto. No, mi
sbaglio: forse ride e ha le braccia
aperte, come se stesse camminando
su un filo; oppure la vedo che si siede
per terra e inizia a chiedermi dove ho
messo le sue scarpe blu. E io che non
La sto aspettando anche stanotte. Niente. L’abitudine
all’attesa: la conoscenza di ogni rumore, il suono del
silenzio, un’occhiata nel buio delle stanze.
rispondo, immobile, con i muscoli
del riso tremolanti e un pugno nello
stomaco. L’abitudine all’attesa, la
conosco: mi affido al silenzio e ai
rumori di fuori sapendo che potrà
non venire nessuno: in cambio,
mentre ripeto i soliti gesti e proteggo
i ricordi come se fossero figli, la mia
amica mi concede altre immagini
lungo le mie notti e le mie stanze.
Non capirò mai se siano un dono o
un dolce supplizio.
***
La sua casa è sul mare, così sul mare
che dalla strada sembra una toppa
rossa su un mantello azzurro di
giorno, invisibile di notte. La sua
casa è nel mare quando i cieli divengono lavagne e le onde cedono ai
venti, alzandosi furiose. Nel grigio e
nel blu ingrigito la toppa rossa sembra che stia sul punto di scucirsi e
riaprire il buco del mantello: non
succede mai, come se chi l’avesse
cucita in quel lembo di terra e acqua,
conoscesse già gli strattoni di quelle
tempeste. La sua casa, vista dal mare,
è una conchiglia che quasi scompare
dietro la muraglia di ombrelloni e
bagnanti. In fondo alla notte, la
conchiglia s’illumina di due luci
piccole, ma solo per poco. La sua
casa ha sulla facciata che dà sul
mare, una scritta grande e verde,
leggibile dallo scoglio più lontano:
NON HA LA PENNELLATA DECISIVA.
Sta lì da una vita: prima era di un
verde più acceso. Dipinge. Tre mesi
all’anno, sulla spiaggia. Il cavalletto
fissato come un ombrellone, una
scatola nera cascante di colori, un
secchiello fitto di pennelli, un cappellaccio giallo, due tele nella sabbia,
una smorfia ogni volta che l’acqua
IL RACCONTO
«
Il salone così pieno
di vasi sembrava
un pezzo di pioggia
ghiacciata; ogni
volta che vedevo
una di quelle
spazzole per capelli
a forma ovale, con
la parte superiore
fitta di spilli dalle
estremità morbide,
pensavo al mio
salone.
bagna i piedi del cavalletto: gli occhi
sulla tela e sul mare, i bagnanti che
lo guardano come se fosse un quadro. Lui dipinge, sorride. I bambini
gli girano intorno come colori: i
bambini rosa e bianchi guardano la
tela e chiedono chi è quella donna
che cammina sull’acqua. Lui dice
che è un’amica. I bambini rimangono lì: vorrebbero spremere i colori,
sporcarsi di blu oltremare e bianco
di titanio, e poi correre nel giallo
primario e nella terra di Siena bruciata, fondare una città nel vermiglio
e correrci dentro senza meta, senza
mamme.
Ogni mattina, va in paese a comprare i vasi. Il negozio è in piazza, tra
un’edicola e una lavanderia sempre
chiusa. Compra due vasi al giorno, di
qualsiasi forma, rigorosamente neri
o blu notte. Li pone in una grande
busta come due teste tagliate. Prima
di ritornare a casa fa due soste: una
per comprare i limoni, l’altra alla
fontana del Brigantino. Con le mani
appoggiate a uno scudo di pietra,
aspetta che la curva allegra dell’acqua gli inondi il volto. Prosegue.
Dieci anni, dieci estati, ogni giorno,
stesso negozio, stessa fontana: al bar
Mosè, chi è seduto ai tavolini e legge
un giornale o gira un cappuccino,
vede quest’uomo passare con i vasi
di vetro in una busta: lo salutano
tutti. Può il sole cambiare il suo
cammino? E i pesci morti possono
non seguire la corrente? Può una
nuvola incollarsi nello stesso punto
del cielo, aspettando in quel punto la
fine dei tempi? Lentamente, innamorato del vocio proveniente dalle
scale della piccola chiesa, delle scie
che lasciano le barche sull’acqua, dei
pescatori stesi sulle reti come lucertole, delle rondinelle che hanno i
nidi quasi nel cielo, torna nella sua
conchiglia rossa, pieno di rumori e
di luci. Nella sua stanza apre un
armadio a specchio da dove prende
un cavalletto e una scatola nera. I
vasi sono nel salone, per terra, ancora nella busta. Sceglie i blu di cobalto
e i neri d’avorio come se un generale
scegliesse dalla sua fanteria i soldati
più coraggiosi. Quando il sole vorrebbe esplodere lui arriva sulla
spiaggia e i bagnanti sanno che è
mezzogiorno. Poi mischia i colori e i
bambini gli fanno domande. Dipinge fino a quando non si chiude
l’ultimo ombrellone.
***
Mi convinsi che sarebbe stata una
disgrazia rischiare di non vedere la
mia amica perché dormivo. Ebbi
un’idea: sapevo che lei, prima di
arrivare nella mia stanza dove le sue
scarpe sono ferme e immobili sotto
la finestra, sarebbe dovuta passare
per il salone. Decisi di riempirlo di
vasi. Vasi di tutte le forme, i più
fragili, scuri, invisibili nel buio, distanti uno dall’altro meno di un
piede; vasi ovunque, sui divani,
vicino alla porta, sui davanzali, in
ogni angolo, allineati e irregolari,
schierati nel silenzio, vuoti e freddi
come assassini di vetro. In quel buio,
il salone così pieno di vasi sembrava
un pezzo di pioggia ghiacciata; ogni
volta che vedevo una di quelle spazzole per capelli a forma ovale, con la
parte superiore fitta di spilli dalle
estremità morbide, pensavo al mio
“
salone. Lei, ignara della mia idea,
avrebbe rotto un vaso. Io mi sarei
svegliato di soprassalto, sudato,
scalzo, nudo e gli occhi ancora nel
sonno. Il rumore, il frantumarsi, il
batticuore, i vetri per terra sparsi
come piccoli diamanti, fragorosi
come tuoni senza luce, solo rumore,
come se la mia anima si sbriciolasse,
inavvertitamente, e cadesse come un
vaso, uno dei tanti. Non si corre mai
tanto come nel sonno. Dormo e
vorrei correre sui diamanti. Aspetto
che un vaso in bilico muoia nella
notte. Che il silenzio crepi nel vetro:
il brusio della spiaggia è raccolto
intorno a un fuoco e più tardi i ragazzi faranno l’amore sulle pietre.
Aspetto che la mia amica si venga a
riprendere le scarpe blu, immobili
sotto la finestra. Le scarpe che non
sanno più camminare. Non si vive
mai tanto come nel sogno. Lei cammina, a piedi nudi, nella mia immaginazione che è così forte da farla
volare sui vasi, e lei punta diritto
all’anima, stretta come un pugno,
impaurita, disarmata. Mi sveglio e
non c’è nessuno. Le scarpe contro il
muro. La finestra spalancata sulla
notte. Il mare che non chiude gli
I pesci morti possono non seguire la corrente?
Può una nuvola incollarsi nello stesso punto del
cielo, aspettando in quel punto la fine dei tempi?
occhi. I falò. Le mani nella sabbia, i
piedi appena bagnati dall’acqua
come le coperte a riva. Lei non viene.
Aspetto. Tra mille vasi intatti.
***
Dipinge tutta l’estate. S’innamora
delle voci, guarda i pescatori e le
rondini, compra vasi. «Vorrei capire
il miracolo della luce di Rembrandt»,
disse a un signore che faceva domande come i bambini. Ieri è andato
via, in un’ora senza sole. Sulla spiaggia gli ultimi ombrelloni: il mare non
ha più niente da guardare. Lascia la
casa e le scarpe dell’amica sotto la
finestra. Non tutti i vasi rimangono
nel salone. Prima di andarsene,
come ogni anno, è andato in spiaggia e ha schierato i vasi blu e neri,
lungo il muro della sua casa rossa.
Sui vasi, al centro della facciata che
dà sul mare, risalta, grande e verde,
la scritta:
NON HA LA PENNELLATA DECISIVA.
D’inverno, raccontano storie al Bar
Mosè. Si sta tutti lì, aspettando che il
mare plachi i suoi sogni. Non si corre
mai tanto come nel sonno. E il mare
corre d’inverno, con gli occhi chiusi
e l’anima ingrossata. Qualche pescatore finisce nei sogni del mare, e non
torna. Si parla sempre della casa dei
vasi e di quell’uomo cortese che
viene solo d’estate. L’ultima mareggiata ha rotto i vasi che erano sulla
spiaggia. Il rumore è stato come se
fosse caduto dal cielo un lampadario
di vetro. Altri raccontano che, due
notti fa, alcuni pescatori hanno visto
apparire alla finestra della casa dei
vasi l’ombra di una donna. Dicono
che stava ferma come una statua
nera. Ma nessuno ci crede, nessuno.
Raccontano storie al Bar Mosè, fino a
notte. Storie, mentre il vento vorrebbe entrare dentro e far cadere tutti i
bicchieri.
*Racconto tratto dal libro «Tornasole»
di Max De Francesco (Edizioni del
Delfino, Napoli, 2000).
CHIAIA MAGAZINE • LUGLIO/AGOSTO 2013
(23)
LIBRI&LIBRERIE
LIBRIDINE
Aurora Cacopardo
L’evento
Premio Rea,
Califano
in finale
LA TRADIZIONE
PERENNE
IL GIORNALISTA PARTENOPEO
NELLA ROSA DEI CINQUE FINALISTI
CON IL ROMANZO D’ESORDIO
«LIBRERIA BELLA ESTATE»
La giuria tecnica della XIX Edizione del Premio
«Domenico Rea 2013», presieduta dal
vicedirettore di Rai Uno Gennaro Sangiuliano e
composta dal gioralista Rai Gigi Marzullo, dal
professore Eugenio Mazzarella, dalla giornalista
e scrittrice Annella Prisco Saggiomo, dalla
giornalista Maria Chiara Aulisio, dal giornalista
Pasquale Esposito, ha reso noto il vincitore per
la sezione saggistica, i cinque finalisti per la
sezione narrativa e i premi speciali alla carriera.
Il Rea per la saggistica è stato assegnato a
Roberto Napolitano per il suo libro
«Promemoria italiano» (Bur Rizzoli editore).
Per la sezione narrativa, invece, ecco i cinque
finalisti: Anna Angelone con «Rosso lava di
fuoco»(Tullio Pironti Editore); Sergio Califano
con «Libreria bella estate» (Iuppiter Edizioni);
Gianni Farinelli con «Rebus di mezza estate»
(Marsilio Editore); Vittorio Russo con «L'India
nel cuore» (Baldini&Castoldi Editore); Marcella
Russo con «Ritorno a Toledo» (Homo Scrivens
Editore). I Premi speciali alla carriera, invece,
sono stati assegnati a Luca Giurato (per il
giornalismo televisivo), ad Aldo de Francesco
(per il giornalismo carta stampata), alla famiglia
Mirra (per il teatro), a Gianna Schelotto (per le
relazioni umane), e ad Antonio Caldoro (per
l’impegno sociale).
La consegna dei premi avverrà il 5 ottobre 2013
nei saloni dell'albergo Regina Isabella di Lacco
Ameno, nel corso di un’intensa serata, condotta
da Lorenza Licenziati, dedicata al ricordo del
grande scrittore di origine salernitana (nella
foto), napoletano di adozione e di prestigio
internazionale, da cui prende nome il premio.
ANTONIO BIANCOSPINO
Occhio di riguardo
BALLARATI VINCE IL
PREMIO «CITTÀ DI PIZZO»
Il Premio «Città di Pizzo 2013», arrivato alla sua
cinquantanovesima edizione, nato per
diffondere cultura e incrementare l’afflusso
turistico in Calabria, oltre a distribuire
riconoscimenti a chi si è distinto nell’arte della
pittura, assegna anche premi a scrittori e
giornalisti. Tra i riconoscimenti che verranno
assegnati in questa edizione 2013, merita di
essere citato il premio letterario «Antonino
Anile» che sarà consegnato ad Antonino Ballarati
(nella foto) per il suo formidabile saggio «Il
Regno perduto» (Iuppiter Edizioni), escursione
storica dai greci ai tempi moderni in cui l’autore,
come si legge nella IV di copertina del volume
«accompagna il lettore nelle terre del Sud,
raccontandone amarezze e destini, slanci eroici
e solenne bellezza». Ballarati, nato a Castrovillari,
da anni colleziona successi e consensi con i suoi
libri: oltre a «Il Regno perduto» (2012), ha
pubblicato «La leggenda della guerra di Troia»
(2005), «Il mito della guerra di Sybaris»(2007) e
«Cosi ho sedotto Roma» (2010). (a.b.)
(24)
CHIAIA MAGAZINE • LUGLIO/AGOSTO 2013
DEL SANTO, VIAGGIO NELLA
PRIMAVERA NAPOLETANA
Un tempo la primavera a Napoli aveva grandi
cantori e superbi bardi: dalle canzoni di maggio
(Di Giacomo, Viviani, Murolo...) alle straordinarie
pennellate narrative di Giuseppe Marotta nei
racconti de «Gli alunni del sole». Maurizio Del
Santo, classe ‘50, docente di Tecnica Fotografica
e cofondatore dei gruppi fotografici «Tina
Modotti» di Milano e «La Sezione Aurea» di
Napoli, con il libro «Fuochi di Maggio-Luci,
Natura, Colori nella Napoli di Primavera» (ESI,
2013) ha voluto, attraverso le sue visioni e le sue
occhiate «a cielo aperto», celebrare la stagione
della rinascita. Il volume che raccoglie foto
sorprendenti corredate da versi improvvisi, ha la
funzione di «riaprire» l’occhio del lettorespettatore sulle bellezze dimenticate di Napoli,
consigliando a tutti di rallentare il passo e darsi
alle salutari passeggiate tra scorci marini e
floreali. Come scrive Maurizio de Giovanni nella
prefazione al volume «Maurizio Del Santo offre
una lunga e intesa passeggiata e ci regala
l’opportunità di alzare lo sguardo». (l.r.)
L’associazione «La
casa di Mercurio», in
collaborazione con il
«Cervo Bianco, rivista
di Ermetismo e Scienze Esoteriche, ha
organizzato un convegno che si è tenuto
nell’antisale dei Baroni al Maschio Angioino su «La tradisione
perenne: le vie di
accesso al sacro nell’età contemporanea.
Sala affollatissima,
clima di gioiosa comunità, relatori validi
e puntuali nelle loro
esposizioni come il
filosofo Stefano Arcella che ha brillantemente illustrato la
filosofia della Libertà
di Rudolf Steiner e
l’elaborazione di
Massimo Scaligero. Al
convegno è stato
anche presentato il
libro di Luca Negri «Il
ritorno del Guerin
Meschino che è stato
accolto con molto
interesse da parte del
pubblico presente. Le
avventure del Guerin
Meschino, il famoso
romanzo medievale,
rappresentano uno
spunto per confrontarsi con il pensiero di
filosofi, scrittori e
storici che hanno letto
l’età moderna in
senso fortemente
critico rispetto all’opinione dominante, tra
questi ricordiamo
Tolstoj, Dostoevksij,
Spengler, Chersterton,
Guénon, Evola, Zolla e
Alvi. Luca Negri propone una originale
riflessione sul razionalismo asfittico della
modernità, sull’eredità illuministe nelle
derive materialistiche
ed egualitaristiche,
sulla rinascita di una
nuova consapevolezza
cristiana e su una
rinnovata sensibilità
alla dimensione del
mistero come via di
conoscenza. Oggi
come oggi i ruoli della
nostra società erano
distribuiti in forma
piramidale: era un
triangolo equilatero
non privo di difetti ma
almeno con angoli
uguali; la nostra civiltà
del terzo millennio è
sempre un triangolo
ma un triangolo
ottuso bisognerebbe
raddrizzarlo, rettificarlo, perché in fin dei
conti tutti abbiamo la
possibilità di diventare Guerino dal Meschino che siamo.
Forse è questo il senso
dell’Età dello Spirito
profetizzata da Gioacchino da Fiore.
QUEL TEMPO
CHE FUGGE
«Libreria Bella estate»
(Iuppiter Edizioni) di
Sergio Califano è un
romanzo intrigante
nel suo sperimentalismo, una sorta di
diario del tempo che
fugge. La pagina
scritta esula dalla
forma tradizionale, il
lavoro è articolato in
microsequenze, piace
per la sua quieta
eleganza che è insieme magica e malinconica. L’autore costruisce una realtà ricca di
particolari espressivi
con puntualità: quattro giovani in attesa di
felicità lasciano
un’isola ventosa che
ospita una tonnara
ormai in disuso.
Califano riesce a
creare un effetto di
straniamento come se
fossero presenti
elementi magici che
rimandano a sensazioni non immediatamente comprensibili.
Le sequenze del
romanzo ci richiamano alla dimensione
precaria e fallibile
della vita che scorre
grigiamente e atmosfere magiche che
possono cambiare
l’esistenza in un
frangente. Appuntamenti dati o cambiati,
vite diverse che si
sfiorano, si perdono o
si ritrovano all’incrocio delle sottili trame
del destino invisibile e
onnipotente. Ricerca
di una libertà che si
rivela, poi, irrimediabile solitudine.
Le pieghe dell’anima
sono sempre le stesse,
riguardano l’amore,
gli affetti, gli abbandoni, la malattia, la
trascendenza, la
verità.
Il lettore è catturato
dalla novizia di ritmi e
intonazioni, scarti
inventivi che ne
potenziano le valenze
allusive; dall’alternanza di accenti tra l’ironia amara e il paradosso, l’assurdo e la
“pietas” verso il destino degli uomini.
SOCIETÀ&COSTUME
Villa Rufolo ospita fino al 31 ottobre un suggestivo percorso espositivo dell’artista
napoletano. 50 opere installate in viali e giardini tra cui il cavallo «Architettura»
Paladino
di Ravello
Teresa Mori
Fino al 31 ottobre 2013 Mimmo
Paladino e Ravello saranno indissolubilmente legati dal tema di questa
edizione del Festival: il “Domani”.
Per i viali e i giardini di Villa Rufolo,
ma anche sul piazzale dell’auditorium - pensato dall’architetto brasiliano Oscar Niemeyer - si potranno
ammirare alcune delle opere più significative dell’artista campano,
istallate nei luoghi più suggestivi della Villa. Venti “testimoni” che dialogano artisticamente con l’architettura di Niemeyer, l’anello di “Zenith”
che richiama quello di Wagner. E poi
alcune monumentali opere: il cavallo “Architettura” e l’istallazione in
ferro rosso “Respiro”. Il curatore della mostra, Flavio Arensi, spiega il rapporto Paladino/Ravello e il percorso
espositivo che: «Inizia sin dai cancelli della Villa, dove è collocata la
grande “Stele” di marmo bianco, una
figura schematizzata che accoglie il
visitatore e lo invita a concedersi un
È l’ora di
Shenker
Per l’apertura della terza sede in
Campania dello Shenker Institute, in
via Carducci, 37, Daniela Passaro e
Carlo Nicolaj in collaborazione con la
Pl Management di Fabio Ummarino
hanno organizzato un “culture aperitif”: tra un ottimo bicchiere di vino de
“Il IV Miglio” e la visione della mostra
fotografica del professor Andrea Pitasi
“Get lost the american’s moments” gli
invitati hanno avuto modo di visitare i
locali dell’Istituto, pronto a diventare
un punto di riferimento per chi vuole
imparare l’inglese in modo efficace.
viaggio fra matematica, musica e sogno. Le opere di Paladino, che, sono
tutte in equilibrio fra segni, simboli
e misteri, denotano da sempre un
forte legame con la musica e più in
generale con l’armonia vissuta come elemento geometrico». Un percorso, quello che si dipana lungo Villa Rufolo alla continua ricerca di un
incontro con le realtà musicali che
risuonano nei meandri della storia
della residenza. È qui che nel maggio
1880, Richard Wagner figurò il magico giardino di Klingsor quale degno
sfondo al suo ultimo dramma musicale, il Parsifal. Qui il musicista scorse la Torre scomparire nel nulla, le
piante verdeggianti trasfigurarsi in
dolci fanciulle, e il giardino stesso tramutarsi in un deserto nel momento
in cui Parsifal uccide Klingsor. E in
questa mostra, l’anello di “Zenith” di
Paladino, all’ ombra della Torre maggiore, diventa chiaro omaggio all’Anello del Nibelungo wagneriano.
Attraverso un percorso che vede protagoniste circa 50 opere di Paladino,
Arriva Kimara, eroina
di «Moles Eternae»
sono messi in evidenza i momenti
cardine della storia artistica di questo uomo simbolo della Transavanguardia. Mimmo Paladino attraverso le sue titaniche opere disegna una
realtà lavica, terrosa, enigmatica. Mito e archetipo s’intrecciano e si materializzano attraverso l’utilizzo di
storie ataviche che portano sulla scena elementi che ingigantendosi o
rimpicciolendosi creano effetti di impatto cinematografico. È interessante notare che il singolare allestimento pone l’opera di Paladino in un dialogo ideale col paesaggio della costiera. Ma non è tutto, per ricordare
il quattrocentesimo anniversario della morte del compositore, Gesualdo
da Venosa, Paladino è stato invitato
dal direttore artistico del Festival, Stefano Valanzuolo, a creare alcune opere ad hoc, attualmente allestite nella
Cappella di Villa Rufolo e presentate
in anteprima, assieme alla proiezione del cortometraggio “Labyrintus”,
dove il musicista è interpretato da
Alessandro Haber.
Tra le interessanti novità presentate al
Comicon 2013 si è distinto senza
dubbio il fumetto «Moles Eternae-La
Signora dei Boschi (In Form of Art
Edizioni) della giovane artista napoletana Paola Del Prete, dedicatasi con
grande tenacia e spirito innovativo al
mondo dei fumetti dopo essersi laureata in Conservazione dei Beni Culturali. Questo primo capitolo della
storia introduce il lettore in un’atmosfera in perfetto stile fantasy, contraddistinta dal tratto dinamico ma descrittivo della Del Prete che, oltre ai
disegni, ha realizzato anche soggetto e
sceneggiatura, mentre i colori di
copertina sono opera di Simone
Prisco, colorista digitale e disegnatore.
Il racconto, ambientato nella località
di Moles Eternae (l’attuale Moliterno),
segue il viaggio iniziatico di Kimara,
una guerriera ripudiata dal suo popolo, eroina “umana”, imperfetta, dominata dalla paura e vittima delle emozioni, che in cerca della sorella Kimanigi finirà per ritrovare se stessa,
domando il suo io emotivo grazie agli
insegnamenti della Signora dei Boschi, la leggendaria tigre Bai Hu, apice
espressivo nel disegno dell’autrice.
In un mondo popolato da esseri mostruosi e leggendari, comparsi in
seguito ad un’apocalisse bianca, una
sorta di glaciazione che ha isolato il
paese dal resto del mondo, i pochi
sopravvissuti vivono in piccoli villaggi
nella foresta, circondati da un’invalicabile coltre di nebbia, sotto la guida
di un pontefice massimo e dei suoi
sacerdoti.
Kimara è stata rinnegata perché animata dal desiderio di conoscenza,
dalla ricerca di sé e della verità, ha
osato ribellarsi al nuovo ordine costituito diventando una seeker, una
guerriera errante, intraprendendo
un’avventura e un percorso che la
condurranno al vero potere, quello di
dominare se stessa.
La Signora dei Boschi è dunque la
storia di una maturazione spirituale
che la narrazione avvincente, la ricchezza delle tavole e la predominanza
dell’azione, rendono emotivamente
coinvolgente tenendo alta la tensione
fino all’ultima vignetta.
IGNAZIO SORIANO
CHIAIA MAGAZINE •LUGLIO/AGOSTO 2013
(25)
SOCIETÀ&COSTUME
Fotografi
Tony Baldini
Sfila l’alta formazione
Antonio Biancospino
Serata riuscita e respiro d’internazionalità alla Camera di Commercio di Napoli in occasione della
presentazione della collezione
Aster Exhibit nell’ambito del Fashion Show 2013, evento culminante per gli studenti del «Master in
Design Moda e Gioiello-ritorno
all’artigianalità» della Fondazione il
Tarì, struttura per l’Alta Formazione della Regione Campania e del
Consorzio Orafo Il Tarì, che si occupa di design, ricerca e innovazione.
Nel corso dell’evento sono stati
presentati alla stampa, alle istituzioni e agli imprenditori intervenuti 45 outfit uomo/donna, con in
coordinato gioielli e accessori.
Hanno sfilato le creazioni di 20
allievi (nella foto in alto): Azzurra
Basso, Antonella Cennamo, Marianna De Micco, Alessandra De
Santis, Carmela Farina, Rita Farina,
Sabatina Guida, Luciana Iula, Ilaria
Lamorte, Maria Marino, Simona
Marrone, Monica Monetti, Fabio
Nuti, Valentino Parlato, Angela
Pepe, Francesca Perrini, Teresa
Piccolo, Valentina Pietrolà,Tommaso Roviello, Martina Sarno. I 20
protagonisti della serata, già con un
titolo di laurea triennale nel settore
Moda, prima di arrivare all’evento
clou dello scorso 13 giugno, hanno
svolto il percorso di Alta Formazione della Fondazione Il Tarì, articolatosi in 900 ore d’aula e 400 ore in
azienda. Oggi sono tutti occupati
presso diverse aziende del settore
moda e gioiello, in prevalenza del
Tarì, alcune del Cis di Nola e poche
altre esterne ai due poli della produzione e del commercio.
Gli esperti che si formano con il
Master esercitano un ruolo centrale
di trade union tra produzione e
mercato attraverso la comprensione e l’anticipazione delle tendenze,
L’arte della seta
ALLA BOUTIQUE GUCCI DI CAPRI PRESENTATA
LA MOSTRA SUI FOULARD DI ACCORNERO
Il 19 e il 20 luglio, Gucci, nella boutique di
Capri, ha ospitato un
esclusivo cocktail privato per celebrare lo
storico motivo flora.
Nello store caprese è
stato allestito un display speciale in cui
sono stati esposti i
disegni flora d’archivio,
provenienti dal Gucci
(26)
Museo di Firenze. Nel
corso dell’evento, i
maestri artigiani della
seta della maison hanno personalizzato i
foulard Gucci acquistati dagli ospiti con le
loro iniziali.
La mostra di due giorni
è stata l’occasione per
presentare una selezione di foulard e disegni
CHIAIA MAGAZINE • LUGLIO/AGOSTO 2013
l’elaborazione delle stesse in chiave
progettuale e la traduzione all’interno di processi produttivi da
realizzare attraverso il recupero
degli antichi saperi artigianali.
Ad esaltare le originali creazioni
hanno contribuito anche gli Swarovski Elements, i cristalli più raffinati del noto marchio apprezzato
nel design internazionale. Hanno
sfilato oggetti unici, innovativi
completamente realizzati a mano
con diversi tipi di materiale. Ogni
elemento delle creazioni–gioiello
sono state ricercate negli spazi dei
laboratori o delle aziende de Il Tarì.
La seconda edizione del «Master in
Design Moda e Gioiello, il ritorno
all’artigianalità» è stata possibile
grazie al sostegno finanziario della
Regione Campania Settore Politiche Giovanili e del Forum Regionale della Gioventù, in stretta sinergia
con la Filiera Produttiva Campana
dei settori Tessili e Abbigliamento,
oltre alle imprese aderenti al Consorzio Orafo Il Tarì. Il partenariato
con l’Università di Napoli Federico
II e la Seconda Università degli
Studi di Napoli, con ADI Campania
e con il Dipartimento Ideas della
Seconda Università degli Studi di
Napoli, completano il quadro degli
attori coinvolti nel virtuoso processo di formazione.
Già si parla di lui come «l’occhio vibrante» della movida partenopea: Tony
Baldini (nella foto), classe ‘82, mago del
photoshop, grafico e fumettista, da più
di un anno, per caso e per gioco, ha iniziato a immortalare con i suoi scatti le
notti del divertimento. Tutto è cominciato circa un anno fa nel locale napoletano «Occhi occhi oh» dove, incitato
da Paolo Merre e Tommaso Coppola,
organizzatori della serata «Occhi oh al
venerdì» - evento cult del by night
made in Naples - Baldini ha iniziato a
raccontare l’intrattenimento, mostrando la sua indiscutibile capacità visiva e «narrativa» nel creare l’album
delle notti mondane.
Di scatto in scatto Baldini, grazie
anche alle formidabili abilità grafiche, è
riuscito a imporre la sua poetica d’immagini riuscendo così, in breve tempo,
a entrare nell’immaginario del popolo
della notte. Ha collaborato e collabora
con i migliori locali della movida come
«L'Arenile reload» (Bagnoli), la stupenda struttura del «Key Beach Park»
(Licola), «La Veronica» (Bagnoli) e il
«Carpe diem» (Pozzuoli). Quest’estate,
insieme a Emiliano Tortora, lavorerà a
Formentera per un reportage fotografico sui vip e nip dell’isola delle Baleari.
originali dell’illustratore Vittorio Accornero
dedicati all’iconica
stampa flora, risalenti
agli anni ‘70 (nella
foto). La stampa nasce
nel 1966, quando la
principessa Grace di
Monaco fece visita col
marito, il principe
Ranieri, al negozio
Gucci di via Montenapoleone. In quell’occasione Rodolfo Gucci,
volendo farle omaggio
di un dono speciale,
commissionò all’artista
Vittorio Accornero la
creazione di un motivo
floreale per un originale foulard in seta. La
risposta fu un foulard
stampato con nove
bouquet di fiori di tutte
le stagioni, con bacche,
farfalle, libellule e
insetti dipinti con
meravigliosa eleganza,
ricchezza di colori e
incantevole maestria.
Tra i motivi classici, il
flora è un simbolo di
continuità.
Dagli archivi Gucci, un
disegno che fa rivivere
ogni stagione con la
sua grafica evocativa e
senza tempo. (a.b.)
L’EVENTO
GLI OSCAR DELLA MOVIDA 2013
Ed è subito
Facenight
G
rande successo al premio
Facenight 2013, ideato dal
giornalista Tommy Totaro e
patrocinato dall’Assessorato
allo spettacolo della Regione
Campania e dal Silb, l’unico
ente riconosciuto dal nightclubbing nazionale. Una
manifestazione che torna
arricchita da una forte esperienza e dal consenso ricevuto l’anno scorso e che continua a distinguersi per essere il
primo premio dedicato a tutti
coloro che lavorano nel
mondo dei club e che con la
loro inventiva arricchiscono il
nostro tempo libero.
La serata, svoltasi all’Arenile
Reload di Bagnoli ha visto
come protagonistil tutti i
componenti delle one night
napoletane. Chi la musica la
propone, chi la cura, chi la
balla, ma non solo. Un premio, quello di Facenight,
dedicato a tutti coloro che
compongono il cosiddetto
staff, dai fotografi all’animazione, dai dj a chi cura le
pubbliche relazioni. «Il progetto – spiega l’ideatore,
Tommy Totaro - si propone
di dare a Napoli la possibilità
di farsi conoscere positivamente a livello europeo. Ne
ha bisogno così come ne
hanno bisogno anche tutte le
persone che ruotano intorno
al mondo della notte più sana
e divertente». Protagonisti ed
esperti del settore, ma anche
habitué delle serate mondane
hanno applaudito ai riconoscimenti consegnati dalla
presentatrice Francesca
Scognamiglio.
Questi i nomi dei vincitori del
Premio Facenight 2013. Diego
Ck Family come miglior
producer, Jg Bros come dj old
school, Fabri Diglio come dj
deep house, Amed K/Blast
come dj hip hop-reggaeton,
Claudio Cerchietto come dj
happy music, Mariasilvia
Malvone come miglior speaker radiofonico, Go Go Time
di Radio Ibiza come miglior
programma radiofonico,
Michael Massi come miglior
Mc & vocalist, Marion Divina
come Animation, Stefano
Vitucci come miglior Pr,
Marco di Caprio come Security, Angels of love come one
night, Salvatore D’Anna come
miglior barman, Laura Barile
come miglior barlady, Francesco Cappuccio come Bar
manager, il Teatro Posillipo
come miglior club, il Nabilah
come miglior beach club,
Pasquale Arcopinto come
miglior fotografo ed infine lo
Smove come miglior Lounge
bar.. Tra i premi speciali
infine, il miglior rapper risulta
essere Clementino, Club live è
l’Upstroke, Road Manager è
Peppe Ciccone, Miglior vj
Belami, Top italian dj è andato a Luca Agnelli e per il Top
dj world a Sven Vath. Dal 20
novembre - aggiunge l’ideatore Totaro - saremo pronti per
ripartire con la terza edizione
del Premio Facenight, vogliamo ricordare a tutti che il
Premio Facenight è un premio istituito per tutti coloro
che amano divertirsi nella
movida partenopea, ci limitiamo a dare una voce a chi si
diverte e vive il by-night
napoletano». (l.r.)
Tra i premiati anche
il rapper Clementino
• Mario Cirillo (Lounge Bar Smove)
• Luca Iannuzzi (Nabilah)
• Massimo Italiano (Up Stroke)
• Pasquale Arcopinto (top fotografo)
• Marion Divina (top animation)
• Salvatore D’Anna (top barman)
CHIAIA MAGAZINE • LUGLIO/AGOSTO 2013
(27)
LAPILLI
Terni&Favole. Costretti a fare i conti con
tasche sottili come sardine e con un settembre che
si preannuncia carico di balzelli da pagare, il
cittadino normale quest’estate farà meno vacanze.
Di questo e di altro ancora si discute nella
Tabaccheria Postiglione di Largo Ferrandina a
Chiaia, dove le pale di un ventilatore tentano di
rinfrescare le persone che cercano la fortuna in fila
al banco del lotto. «Consiglio - dice Alberto
Postiglione - di giocare, in quest’agosto rovente, il
terno dei fuochi che fa 8 - 15 - 80 e inseguirlo sulle
ruote di Napoli, Roma e Milano. Per chi, invece, è
affezionato alle giocate classiche, credo che debba
puntare, almeno per 12 estrazioni, sulla
combinazione 6 - 9 - 19 e giocarla sulle ruote di
Bari, Napoli e Venezia». Il caldo morde ogni parte
del corpo e, una signora visibilmente accaldata,
chiede se c’è il terno dell’afa. Postiglione sorride e
lancia nella mischia altri numeri: «Certo, signora: il
terno della calura o del solleone è 17 - 36 - 56: da
giocare sulle ruote delle città di mare almeno per
tutto agosto. Per chi, invece, preferisce il “filotto di
ferragosto” eccolo servito: 8 - 20 - 15 - 90. Numeri
da giocare sulle ruote di Roma e Napoli almento
per 10 estrazioni». Non resta che puntare (poco) e
sperare di vincere (abbastanza). Buone vacanze!
Il tonno trionfa negli scialatielli
MASTERCHEF. PIATTO MEDITERRANEO DOC,
DAL GUSTO LEGGERO E VELOCE DA PREPARARE
Pippo Schiano
Neanche la calura di
questa estate ormai
inoltrata è riuscita a
placare il vento delle
passate edizioni dell’America’s cup.
E questa volta il vento
non ha soffiato nelle vele
delle imbarcazioni al
largo di via Caracciolo,
ma ha trascinato con sé
SCIALATIELLI CON TONNO
(O SPADA) ALLA SICILIANA le carte della Procura
della Repubblica e della
200 grammi di scialatielli freschi;
Corte dei Conti.
200 grammi di filetto di tonno (o spada);
200 grammi di pomodorini; 50 ml di olio extravergine E la tempesta è entrata
fin dentro gli uffici di
di oliva; 15 olive nere; mezza manciata di capperi
tutte le Istituzioni cittadisotto sale; prezzemolo.
ne. Così Regione, Comu-
ne e Provincia e per loro
Caldoro, De Magistris e
Cesaro devono ora dimostrare che la strada scelta
per realizzare l’evento sia
stata quella giusta e
rispettosa delle norme
che regolano le iniziative
pubbliche. Qualcuno
dice che a Napoli, più che
in qualsiasi altra parte
d’Italia, non è possibile
realizzare nessuna iniziativa di una certa importanza senza che le magistrature (penale e contabile) non ne chiedano
conto. Sarà vero? La via
per rispondere a questa
domanda è una sola:
aspettare. Aspettare che
le indagini si completino
e che la magistratura
giudichi. Ma nel frattempo non lasciamoci tormentare troppo dal
dubbio e concediamoci
qualcosa di buono. Il
piatto di questo mese è
scialatielli con tonno (o
spada) alla siciliana.
Preparazione. Prendete il
filetto di tonno o di spada
(andranno bene anche
alcune fette spesse)
eliminate la pelle ed
eventuali lische. Tagliatelo a cubetti di medie
dimensioni.
Mettete una pentola con
dell’acqua sul fuoco ed
aspettate che bolla. Nel
frattempo, in una padella
sufficientemente larga,
mettete l’olio con l’aglio e
fatelo imbiondire leggermente.
Aggiungete i pomodorini
tagliati a pezzetti, le olive
snocciolate ed i capperi
risciacquati nell’acqua.
Fate cuocere a fuoco vivo
fino a quando il sugo non
si sia ridotto abbastanza.
Calate la pasta nell’acqua
bollente che nel frattempo avrete salato.
Tornate al sugo e metteteci dentro i cubetti di
pesce. Coprite e lasciate
cuocere per non più di 34 minuti.
Aggiustate di sale. Quando la pasta sarà al dente,
scolatela e ripassatela
nella padella del sugo.
Servite guarnendo con
del prezzemolo.
Vele d’epoca a Napoli, il sapore della tradizione
Successo e consensi per la decima
edizione de «Le Vele d’Epoca a Napoli – Panerai Classic Yachts Challenge», l’appuntamento annuale, svoltosi nell’incantevole scenario del Golfo
di Napoli, che il Reale Yacht Club
Canottieri Savoia, in collaborazione
con l’Ufficio Sport Velico Marina
Militare, riserva agli Yacht d’epoca
(anno di varo anteriore al 1950) e
Classici (anno di varo anteriore al
1976). Una intera settimana di festa è
stata quella di fine giugno, giornate
intense di sole, vento, agonismo e
vele spiegate. In gara 34 imbarcazioni. Giovedì 27 giugno, segnale di
avviso alle 12.00 e percorso di gara
sulle boe con partenze separate per
vele d’epoca e dragoni classici. Poi la
regata lunga del venerdì con percorso costiero di circa m.m. 24 sino a
Massa Lubrense per le vele d’epoca e
la parata navale di domenica che ha
visto uscire le imbarcazioni da Santa
Lucia in linea di fila sino alla Rotonda Diaz. Uno spettacolo d’altri tempi
che ha appassionato il pubblico
presente. Poi l’ultima regata nelle
acque del Golfo di Pozzuoli navigando verso Napoli per il rientro al
(28)
intense emozioni, un nuovo successo - ha concluso Dalla Vecchia - non
solo sportivo per la città di Napoli».
Ecco il podio nelle rispettive categorie della decima edizione de «Le Vele
d’Epoca a Napoli – Panerai Classic
Yachts Challenge»:
YACHT D’EPOCA - 15
1° Classificato: Manitou; 2° Classificato: Eilean; 3° Classificato: Hallowe’en
YACHT D’EPOCA - 15
1° Classificato: Sirius; 2° Classificato:
Bona Fide; 3° Classificato: Cholita
YACHT CLASSICI - 15
1° Classificato: Chin Blu; 2° Classificato: Outlaw; 3° Classificato: Voscià
YACHT CLASSICI - 15
Circolo. A terra, in banchina, ogni
giorno c’è stato un evento di intrattenimento, dall'happy hour al rientro
delle regate Taralli&birra, al party del
venerdì alla istituzionale cena di
gala. «Un'altra edizione di indubbio
successo - ha affermato il presidente
del Circolo Savoia Pippo Dalla Vecchia -, conquistato grazie alla collaborazione dell’Ufficio Sport Velico
della Marina Militare che è vicino a
CHIAIA MAGAZINE • LUGLIO/AGOSTO 2013
noi sin dalla prima edizione. Abbiamo riportato per la decima volta a
Napoli la storia, la tradizione e la
bellezza della Vela. Grazie anche agli
sponsor, in primis Officine Panerai e
poi i nostri side sponsor, Marina
Yachting e SpC srl. Ci hanno sostenuto fornitori campani che hanno
ristorato i partecipanti: il tarallificio
Leopoldo, Caffè Palombini e Piemme. Sono stati quattro giorni di
1° Classificato: Stella Polare; 2° Classificato: Bufeo Blanco; 3° Classificato: Il Moro di Venezia I.
Premio Eleganza Marina Yachting:
Vanity V; Vincitore Parata Navale:
Eilean di Officine Panerai; Trofeo
Angelo Lattarulo: Stella Polare
Classifica COPPA D’ORO EDUARDO
PEPE dopo otto prove:
1° Classificato Buriana; 2° Classificato Tergeste; 3° Classificato Ausonia.
LUCIANA RANIERI
LAPILLI
Del Prete,
artisti
tra le stelle
ESPOSIZIONE TRA FORMALE E
INFORMALE ALL’OSSERVATORIO
ASTRONOMICO
DI CAPODIMONTE
Gli artisti Antonio e Paola
Del Prete conquistano
l’Auditorium dell’Osservatorio Astronomico di Capodimonte con la loro arte tra
formale e informale.
L’iniziativa che prevede
l’esposizione di due opere
che cambieranno ogni tre
mesi, vuole essere, secondo le intenzioni degli artisti
«un richiamo al risveglio
delIa città partenopea, per
invogliarla a coniugare arte
e scienza». L’arrivo dell’arte nell’Osservatorio Astronomico di Capodimonte si
deve senza dubbio alla
sensibilità e lungimiranza
del direttore Massimo
Della Valle, illustre ricercatore che, con maestria
unica, dirige l’Osservatorio
che annovera innumerevoli
riconoscimenti sia per gli
scienziati che ci lavorano
sia per la produzione
scientifica di Iivello inter-
nazionale. Attualmente
sono esposti nel complesso
di Capodimonte per Paola
Del Prete un olio su tela e
per Antonio Del Prete una
tavola dipinta con tecnica
mista. In esposizione
permanente all’Osservatorio, invece, c’è l’opera
«Fatti di polvere di stelle»
(nella foto), quadro di 2,5
metri per 1,5 metri che i
Del Prete hanno creato
proprio pensando alla
magia e al mistero del
firmamento.
I Del Prete, anche per
questa esperienza artististica hanno miscelato le
loro poetiche: Antonio
giocando con la sua ricerca
pittorica basata sul contrasto formale-informale;
Paola, mostrando la sua
verve innovativa che la
porta a osare e sperimentare sempre nuovi linguaggi.
FABRIZIO TAVASSI
L’ORA LEGALE
Adelaide Caravaglios
‘O JETTATORE? PORTA MALE
IN TRIBUNALE
Notoriamente ‘o jettatóre è quel soggetto che
- secondo il nostro comune modo di vedere è portatore di sventure e disgrazie: insomma
“porta male”. Una superstizione che, come
magistralmente dimostrato dal principe De
Curtis ne “La patente”, può arrecare danno
soprattutto al malcapitato a cui venga
attribuita questa particolare attitudine.
Eppure chi di noi non lo pensa o non lo ha
mai pensato di qualcuno di sua conoscenza?
Che male ci sarebbe, ci si potrebbe chiedere a
questo punto: ebbene il male c’è, eccome, se
il pensiero si esprime in parole in un
contesto pubblico. Secondo una recente
sentenza della Cassazione (n. 10393/2013),
infatti, additare qualcuno come jettatore è
reato: stando a quanto si legge nella
decisione de qua «commette il reato di
diffamazione chiunque adoperi termini che
risultino offensivi, in base al significato che
essi vengono oggettivamente ad assumere, a
prescindere dal loro spessore culturale e dalla
loro base scientifica, nella comune sensibilità
di un essere umano, collocata in un
determinato contesto storico e in un
determinato contesto sociale».
Per i giudici di legittimità è noto «che il
sapere superstizioso diretto a distinguere e a
disprezzare categorie sociali identificate per
sesso, religione, colore, pelle, etnia culturale
ha indotto a ingiustificate emarginazioni,
discriminazioni e persecuzioni»; si tratta di
false credenze popolari che, purtroppo,
finiscono con l’avere estrema risonanza nella
pubblica opinione e con l’emarginare
completamente, se non addirittura
disprezzare, il povero malcapitato di turno.
«La dannosità di false credenze popolari è
empiricamente rilevabile […], anche,
specialmente, nella storia dell’umanità». Così
argomentando, dunque, gli ermellini hanno
rigettato il ricorso presentato dal conduttore
di un’emittente radiofonica, operante in
provincia di Bari, già condannato in primo e
secondo grado perché si era rivolto ad un tale
dicendogli non solo “porta male” ma anche
“devo toccar ferro perché porta anche
sfortuna”. A nulla sono valsi i tentativi di
difendersi dall’accusa di diffamazione; né ha
potuto qualcosa il “toccare ferro”, come
aveva detto: del resto, se il tipo cui si era
rivolto con il ‘gentile’ epiteto era veramente
tale (come sembra a questo punto), come
sperava di potersi salvare?
Elektronic
World,
ok il prezzo
è giusto
PARTE UN NUOVO SITO
DI E-COMMERCE
PER GLI AMANTI
DELLA TECNOLOGIA
ANTONIO SALMIERI, FESTA PER IL
LIBRO «HO PRESO UN’INDECISIONE»
Nella suggestiva cornice di Villa Pignatelli è stato
presentato «Ho preso un'indecisione» (Narcissus Self
Publishing Editore), primo libro dell'imprenditore e
direttore artistico della movida internazionale Antonio
Salmieri (nella foto insieme al comico Simone Schettino)
Quasi cinquecento persone si sono susseguite nel
giardino della prestigiosa location di Chiaia per festeggiare
l’esordio narrativo di Salmieri che ha voluto affidare la
prefazione del libro all’amico Simone Schettino.
Parte ad agosto, ma
entrerà a pieno regime da
settempre in poi, una
nuova piattaforma ecommerce dedicata al
mondo della tecnologia.
Il sito che aspira a divenire, in breve tempo, un
punto di riferimento per
chi ama la modernità e gli
articoli hitech, si chiama
elektronicworld.it e
prevede principalmente
la vendita di elettrodomestici, di tablet, cellulari,
televisioni d’ultima
generazione, macchine
fotografiche, videocamere, pc e un’infinità di
altri accessori all’avanguardia. Il creatore e
proprietario del sito,
Anthony Gatto, giovane
imprenditore del Cilento
da sempre appassionato
di newmedia, informatica e telefonia, lancia la
sua sfida al mondo ecommerce: «Insieme al
mio staff ho voluto
creare un sito dalla
grafica innovativa, facilmente navigabile e
accessibile, dove anche
chi non è bravo con il
computer può con due,
tre mosse acquistare un
prodotto. Certo - contina Gatto - ormai su
internet abbondano i siti
che vendono prodotti
tecnologici ma il valore
aggiunto di elektronicworld.it è la convenienza
dei prezzi. Inoltre abbiamo una vasta scelta di
prodotti, soprattutto nel
settore telefonia ed
elettrodomestici classici,
che consente al cliente
di poter scegliere al
meglio ciò che gli serve.
C’è da dire anche che gli
aggiornamenti del sito
saranno costanti affinché compaiano sulla
piattaforma, a disposizione dei visitatori, tutte
le ultime novità sul
mondo tecnologico».
Il logo di elektronicworld.it è già diventato
un cult: un pianeta
stilizzato elegante e
d’impatto (vedi foto).
VIVIANA GENOVESE
CHIAIA MAGAZINE • LUGLIO/AGOSTO 2013
(29)
MOVIDA&RELAX
Bellezze d’estate
NIGHT STORM
Fabio Tempesta
IL TALENTO
MAGICO
DI EVO-K
Kam Canini, in arte
Evo–K, è nata a Riva Del
Garda (Trento) il 16
maggio 1979 sotto il
segno del Toro. Evo-K è
una delle Dj Producer e
Vocalist italiane di
nuova generazione più
famose al mondo. Il suo
sound spazia dall’
Electro House,
Complextro,
Progressive, Big Room,
Electrance al Dutch &
Vocal House.
Nasce artisticamente
nel 2007 dopo molti
anni di esperienze
come dj, cantante e
musicista, sia in Italia
che all'estero. Collabora
come produttrice
musicale, vocalist e
remixer per numerose
case discografiche
italiane e straniere,
grazie a una vera e
propria metamorfosi
rispetto a tutto il
percorso artistico
passato. Già nel
2008 con l’album di
debutto raggiunge i
primi successi. Dopo 3
anni di incredibili
esperienze, arriva
«Diverse (We are)», il
lavoro che ufficialmente
le apre le porte del
successo, premiandola
come Best Italian
female dj con un
numero crescente di
fans e diverse esibizioni
live internazionali. Ad
oggi Evo-K è una delle
più affermate
produttrici italiane di
nuova generazione nei
generi Electro House e
Complextro, con vari
albums ed EP all’attivo,
singoli pubblicati in
compilations e
innumerevoli live
performaces nei club
più prestigiosi e famosi
del pianeta: dal
Fontana's al Public
Assembly di New York,
dal The Trash di
Brooklyn al XO di
Mosca - Russia,dal DSF
di Dubai al CSD-Porta
di Brandeburgo e Club
ADS di Berlino, dal
L.I.P.A. di Liverpool al El
Fanar di Sharm El
Sheikh fino alla
partecipazione come
Guest Star al Miami
Winter Music
Conference 2013.
Grandissimo successo
per Evo-K anche a
Napoli, che l’ ha vista
Special Guest al “THE
OFFICIAL PRIDE
PARTY”, il party ufficiale
del Gay Pride
organizzato dai
Criminal Candy, nel
mese di giugno.
Bella gente
FEDERICA
GRASS
È stato un concorso
entusiasmante
quello di Miss Chiaia
Estate 2013 ma, alla
fine, crediamo di
aver scelto due volti,
davvero convincenti
e soprendenti. Il
primo è quello di
Federica Grass (nella
foto a sinistra), 21
anni, modella
napoletana dagli
occhi di cerbiatta e
dal futuro radioso
Dolce e tenace, è una
supergirl che sfila,
studia, con brillanti
risultati, e lavora in
un ristorante. State
sicuri che sentiremo
parlare di lei.
SHAGDAR
Il secondo volto
viene dall’Asia con
furore ed eleganza:
lei è Shagdar (nella
foto a destra), 20
primavere, nata in
Kirghizistan, già
miss Biškek, ha
conquistato i lettori
di Chiaia Magazine
con il suo sorriso
sincero e i suoi
occhi incantevoli.
Studia legge, parla
tre lingue e sogna
un futuro da
diplomatica. Ama
Napoli e Parigi, le
piace la pizza e
adora gli spaghetti
con le vongole. A
settembre sfilerà a
Montecarlo.
di Tommy Totaro
PIERINA
ZAGARESE
La passione per il burraco
l’ha portata, prima a
sfoggiare urbi et orbi il suo
“sei di mano pensiero” a
tutti gli utenti di facebook e
poi a scrivere una rubrica di
applicazioni gastronomiche
su Fbl magazine. Risultato?
In tutta Napoli, non cè
conviviale di gioco che non
la voglia sul tavolo di gioco,
anche solo per averla come
ospite d’onore: del resto, le
giocatrici-scrittrici sono
davvero merce rara…
(30)
spaziano da Isabella De
Magistris a Pina
Piedipalumbo. Ormai è
ricercatissimo da tutti gli
organizzatori di serate ed è
davvero difficile non notarlo
con i suoi pulloverini sulle
spalle abbinati a camicie di
sicuro effetto.
portare, ma da come riesce
a convincere un certo target
di persone a scegliere tra
una serata piuttosto che
un’altra. Ed è questo che fa
la differenza tra Kladia
Visconti (premio facenight
2012 come miglior pr) ed un
altro P.R.
MAURIZIO
PICCOLO
KLADIA
VISCONTI
CHECCO
AMODEO
Da sempre frequenta i party
più esclusivi della città.
Dove lo si vede sempre in
compagnia di amicizie di
celebri professioniste, che
La differenza tra fare la pr ed
essere una pr, non si vede
dal pubblico pagante di una
serata o dal numero di
persone che riesce a
Fra libri, programmi
televisivi, convegni,
vernissage e siti internet ha
senz’altro il suo bel da fare,
eppure riesce a tenersi
CHIAIA MAGAZINE • LUGLIO/AGOSTO 2013
stretta la qualifica di
miglior contestatore del
Bildelberg pensiero su
scala nazionale.
EXIT
Diamo i numeri
Occupazione
A questo numero hanno collaborato
Roberto
Basile
Antonio
Biancospino
Alfredo
Alph
Capuano
Aurora
Cacopardo
Adelaide
Caravaglios
Maurizio
Crivello
Aldo
De
Francesco
Nino
De Nicola
Mimmo
Della Corte
Viviana
Genovese
Livia
Iannotta
Francesco
Iodice
Massimo
Lo Iacono
Alessandro
Mantico
Carmine
Mastantuoni
Espedito
Pistone
15
la percentuale in
più rispetto al 2012
di occupazione
nelle strutture
dell’isola di Capri.
In crescita il
numero di italiani in
strutture a 5 stelle.
Libri
31
milioni e 483 mila
italiani non leggono
nemmeno
un libro l’anno. Si
tratta del 54,7 per
cento della
popolazione di
potenziali lettori.
Pesca
9
Luciana
Ranieri
Renato
Rocco
Rosario
Scavetta
Pippo
Schiano
Armando Yari
Siporso
Fabrizio
Tavassi
Fabio
Tempesta
Tommy
Totaro
gli esemplari di
tonno rosso, per un
peso complessivo di
325 kg, sequestrati
dalla Guardia
Costiera di Napoli
nella zona di
Marechiaro.
A CHIAIA MAGAZINE
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Università & Ricerca
PUOI TROVARCI
•DOVE
In oltre 500 punti selezionati: negozi, teatri, cinema, bar, discoteche, banche, boutique,
4
Raccolta Raee
15
i milioni di kg di
materiale
elettronico (Raee)
raccolti nel 2012 in
Campania. La
regione ha il record
nazionale per la
raccolta di computer
e cellulari.
la BACHECA
le apps per
smartphone create da
un gruppo di studenti
dell’Università
Federico II,
nell’ambito di una
sperimentazione
didattica
interdisciplinare.
studi professionali, gallerie d’arte, ristoranti, circoli sportivi e in tutti gli eventi culturali
e mondani. Distribuzione capillare palazzo per palazzo; gazebo nei punti strategici della città per la presentazione del numero e delle iniziative del mensile.
CITY: ISTRUZIONI PER L’USO
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