ALL’INTERNO IL SUPPLEMENTO "TUGHEDER” DEDICATO AL LIFE STYLE
SAPER VIVERE LA GRANDE NAPOLI
distribuzione gratuita
Anno VII - numero 11 - Novembre 2012
SENZA LUCE
Il Comune di Napoli in bolletta. Una proposta «energetica» al sindaco
sommario
L’inchiesta
9
Grande Napoli, parte la rivoluzione
Storie&Territori
17
Valogno, il paese dipinto
Libri&Librerie
30
«Padre Bacco», saggio dionisiaco
Personaggi
35
Federico Salvatore: la mia Apocalisse
www.chiaiamagazine.it
IUPPITER EDIZIONI
OBLÒ
Rivolta a Parco Margherita. Alcuni lettori
penalizzati, poi, sono i più deboli: si segnalano casi
di disabili, anziani o mamme con carrozzine che
preferiscono evitare di uscire di casa piuttosto che
rischiare pericolose cadute. I residenti ci chiedono
che finea abbia fatto la proposta avanzata in
Municipalità di asfaltare l’intera strada. Come se
non bastasse, un altro intollerabile fattore di
invivibilità, saldato all’inciviltà di alcuni, è la sosta
selvaggia delle auto in prossimità di ristotanti e
night club durante i week end: in tal modo la
carreggiata si restringe al punto da bloccare tutto il
traffico con ripercussioni fino al corso Vittorio
Emanuele. Inammissibile l’assenza dei vigili.
che risiedono in via del Parco Margherita ci hanno
telefonato pregandoci di occuparci delle infinite
emergenze che da tempo immemorabile affliggono
l’importante e storica arteria. In sintesi le lagnanze
dei cittadini investono innanzitutto l’annosa
questione della mancata manutenzione stradale
che, in anni di omissioni e di disinteresse, ha ormai
innlazato in modo insopportabile il livello di rischio,
non solo per i veicoli, costretti a continui slalom tra
buche e rappezzi, ma anche per i pedoni che
devono percorrere marciapiedi ormai ridotti a
trappole insidiose. Ad essere maggiormente
SOS CITY
Salviamo quel Ponte
Egregio Direttore, che i nostri
beni culturali e i nostri
monumenti non siano in
cima ai pensieri di quelle
Autorità che hanno il dovere
di provvedere, credo sia sotto
gli occhi di tutti. In alcuni
casi però questa sciatteria è
davvero odiosa. Vorrei
segnalare all’opinione
pubblica la scandalosa
vicenda del Ponte di Chiaia.
Si trtta di un monumento che
già da molto ssta andando in
pezzi. Da anni si verifica una
pioggia di calcinacci e, tempo
fa, la Giunta Iervolino si
limitò a collocare una
bruttissima rete protettiva,
che però almeno salva
l’incolumità dei passanti.
Pensavamo fosse per poco ma
è ancora lì. Pazienza. Ma il
limite è stato oltrepassato di
recente. Qualche settimana fa,
infatti, il distaco di intonaci è
diventato massiccio e ormai
sono in pericolo gli antichi
stucchi ornamentali della
facciata. Si è proceduto ad
uno spicconamento delle
parti in bilico, ma nulla di
più. Perciò, visto che nesuno
interviene, lancio un appello
a qualche privato perchè
finanzi il restauro e salvi il
salvabile.
Macry contro la corte di
BASSOLINO
Qualche mese fa, cogliendo per tempo le mire delle grandi e sottili manovre messe in atto dai resti
di quello che fu il grande esercito bassoliniano - Sales, D’Amelio,
Armato, Buffardi, Di Lello, Incostante, Gambardella, Valente, Esposito, Cicelyn e compagnia cantante - in un «oblò» dal titolo: «Se Sales risale in cattedra»,
cercammo di allertare i nostri lettori dal rischio del ritorno dei pretoriani e delle amazzoni dell’ex console «Giulio Cesare Votantonio».
Anzi, nel dirci indignati per la loro dannata voglia di tornare in sella, evidenziavamo la recidiva irresponsabilità di questa ex classe dirigente, gli «exoddati», ostinati a non prendere atto che
tutto quello che, noi oggi, stiamo pagando in tasse, disservizi e sacrifici - insomma una foresta di
addizionali arretrate, presenti e future - dipende, senza se e senza ma, dai loro illuminati governi,
prima del «rinascimento» e poi del «rimbambimento».
Un «rimbambimento da sprechi e gigantesche inefficienze che non solo ci hanno indebitato fino al
collo, ma ci hanno coperto di rifiuti di ogni genere, inquinando natura, salute e coscienze come dimostrano recenti dati scientifici, cui manca solo un auspicabile e definitivo «verdetto» delle Procure. Carta e cancelleria permettendo.Nel vedere, con pena, le miserevoli acrobazie preelettorali di questa fauna politica ancora a zonzo, vogliamo manifestare il nostro «magnum
gaudium» per la filippica che Paolo Macry ha voluto riservargli in un affondo sul «Corriere del Mezzogiorno» di domenica 11 novembre, magistrale nelle motivazioni e memorabile nell’additarci nomi, cognomi e discendenze. A quando
i «curricula?».Bene, Bravo, Bis Macry!
Multe ai prepotenti
ANTONELLA CRISCUOLO
(2)
Napoli al buio? Diamoci alla bicicletta.
Una proposta «energetica» per il sindaco
«ciclista».
pagina 3
Il paginone
Figuracce mondiali. Si complica il
recupero del Centro Storico. La rivolta
dei comitati civici.
pagine 4-5
Primo Piano
La raccolta differenziata è sotto il 18%.
La giunta de Magistris peggio
dell’amministrazione Iervolino.
pagina 8
L’inchiesta
Verso la città metropolitana: «Grande
Napoli, parte la rivoluzione.
pagina 9
Quartierissime
Caos parcheggi: è guerra tra motorini e
microcar. Ecco come le altre città hanno
posto rimedio.
pagina 14
Storie&Territori
Alla scoperta dei tesori medievali:
Limatola, un castello fatto «ad arte» nel
cuore del Sannio.
pagina 18
La tendenza
Impazza la moda del cake design. Viaggio
alla scoperta degli «stilisti» della
Campania tra corsi, eventi e curiosità.
pagina 27
FERDINANDO SACCO
Gentile Direttore, vorrei
segnalare un grave episodio
di inciviltà le cui conseguenze
poi, come capita a Napoli,
sono amplificate dalla
negligenza del Comune. Si
tratta del triste destino di via
Gradoni di Chiaia, un’antica
strada.che mesi fa è stata
restituita alla sua originale
bellezza con un bel restauro
ed è stata pedonalizzata. Ora,
però, è diventata parcheggio
privilegiato di auto e moto di
alcuni prepotenti e i pedoni
non possono camminare
nemmeno su marciapiedi.
Noi residenti possiamo solo
augurarci che i vigili
intevengano, ma non ci
speriamo
Cover
n u m q u a m
SAPER VIVERE LA GRANDE NAPOLI
Anno VII n.11 - Novembre 2012
Direttore Responsabile
Max De Francesco
Redazione
Laura Cocozza
Rita Giuseppone
Alvaro Mirabelli
Progetto e realizzazione grafica
Fly&Fly
h o r u m
l u x
c e d e t
Società Editrice
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Sede legale e redazione:
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Presidente: Laura Cocozza
Stampa
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De Francesco
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Massimiliano
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Maria
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Iscrizione al Roc n°18263
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CHIAIA MAGAZINE • NOVEMBRE 2012
Si ringraziano Tony Baldini per cover
e fotomontaggi, e l’archivio Ruggieri
per le fotografie
COVER
UNA PROPOSTA PER IL SINDACO
Napoli al buio? Diamoci alla bicicletta
Max De Francesco
N
on avevamo capito niente. Le nostre scuse ai lettori - ciclisti e non - le facciamo
da subito mettendo sul tavolo un paio di
giustificazioni: non possediamo il talento della Pizia e la pandemia fiscale del virus montiano ha contribuito a confondere il nostro lume della ragione. Non
avevamo capito quanto fosse luminosa
la rivoluzione del sindaco de Magistris fino a quando non siamo venuti a sapere
che Palazzo San Giacomo non paga da
tre anni Ati Citelum, il consorzio che fornisce l’energia elettrica all’illuminazione pubblica cittadina. 40 milioni di debiti, acconti mai versati. La ragione del
lume è chiara: il colosso della luce ha
minacciato di spegnere Napoli.
Non avevamo capito quanto lungimirante fosse la strategia del sindaco de
Magistris che mostra, pur con il Comune ridotto al lumicino, una calma da
guinness. La città-presepe rischia il buio.
Comete a picco e niente luci, neanche ad
intermittenza. Sembra un secolo fa
quando, nel dicembre del 2007, in pieno disastro Iervolino, i commercianti napoletani decisero, in segno di protesta
contro il degrado della città, di rinunciare alle luminarie natalizie. L’allora direttore del Madre Eduardo Cicelyn accese i bengala della spocchia e tuonò:
«A Napoli anche il commercio non riesce a interpretare l’energia della città.
Non abbiamo più una tradizione e non
riusciamo ad entrare nella modernità.
Una protesta suicida. Ma niente paura,
illumineremo la città con il technicolor
mediterraneo di Pistoletto a piazza del
Plebiscito». Di cosa sia rimasto di quel
Natale lo sappiamo. Senza più Madre né
Pistoletto, non c’è mai fine all’oscurità:
oggi è il lampione spento il metro di Napoli. Certo, nel cuore dei Decumani, la
questione luce l’hanno risolta. Senza de
Magistris, ma con un altro sindaco, senza il technicolor ma con le luci d’artista
concesse al «buio napoletano» dal primo
cittadino di Salerno Vincenzo De Luca
che, in cambio di rami luminosi, ha ottenuto l’esposizione dei presepi del ‘700
napoletano nella sua città. Riflettori puntati, con la dovuta cura, sull’iniziativa,
presentata da De Luca come «un gesto
d’amicizia nel segno dell’arte presepiale e dell’arte della luce» e contorcimenti malcelati del sindaco di Napoli per il
gemellaggio non autorizzato. Disertando l’inaugurazione a San Gregorio Armeno, de Magistris ha detto: «Non ci siamo perché è un'iniziativa che ha preso
una piega che non ci piace. Non può essere che quell'iniziativa passi come il sindaco di Salerno che viene a Napoli a
inaugurare il Natale perché non è così, è
una fandonia, una falsità. È come se io
andassi a Salerno a fare la Piedigrotta».
Se l’operazione lux di De Luca può essere
considerata una sortita mediatica andata a segno, non immaginiamo ancora il
sindaco de Magistris dove e come voglia
inaugurare il Natale in bolletta. Al momento inaugura tratti di pista ciclabile.
Conviene anche per la forma. Gli imperatori amavano farsi ritrarre su un destriero, i sindaci arancioni in bicicletta.
Poco importa se la pista ciclabile è un
arabesco di trasferelli. Benoit Blondel,
rappresentante della Federazione dei ciclisti europei, in visita a Napoli per il
World Urban Forum, espresse un giudizio senza appello: «I miei colleghi sono
tutti unanimi: la vostra non è una pista
ciclabile, ma uno scherzo. Una mano di
vernice passata su di una strada dove
passano i pedoni. Basta andare a Ferrara per capire la differenza». Uno scherzo che già è costato al Comune, che non
riesce a pagare la luce, oltre un milione
di euro.
Iniziamo insistentemente a credere - da
qui il presentimento di non aver capito
mai nulla e di aver sottovalutato i segnali
di vuoto del de Magistris amministratore - che il sindaco del dissesto, impe-
gnato com’è nella scalata politica nazionale, abbia, in questo momento, come unico interesse quello di promuoversi con il suo mezzo di locomozione
elettorale. Il fine giustifica gli automezzi: Renzi sul camper, Bersani sul treno,
Grillo a nuoto e de Magistris sul sellino.
Intanto Napoli si spegne, il Forum delle
Culture non si è mai acceso, la Coppa
America sarà un’altra strambata di sprechi e, certamente, non v’è pedalata propagandistica che possa risollevarci.
V’è, però, un altro tipo di pedalata che
consigliamo al sindaco e ai suoi «arancini»: quella che genera energia. Forse è
l’unico modo rimasto a Palazzo San Giacomo per arginare la disfatta di luce dovuta alla pioggia di debiti. Dobbiamo o
no cercare fonti di energia alternative?
Bene, pedaliamo. In un’ora di pedalata
pare sia possibile generare 100 chilowatt
di energia. Al Napoli Bike Festival, evento svoltosi di recente sul Lungomare Caracciolo, l’energia elettrica che ha illuminato il palco è stata interamente generata da spettatori volontari che con le
loro bici, collegate a un dinamo, hanno
«fatto» luce. A Roma c’è l’istituto tecnico Vallauri, una «scuola a pedali» munita di una sala con 8 spinning bike pedalate da studenti, genitori e professori per
creare energia; in Brasile, nella prigione
dello stato Minas Gerais, i galeotti possono ridurre la loro pena, alimentando
l’illuminazione delle strade pubbliche
grazie a delle cyclette. Poiché i debiti difficilmente verranno azzerati, quale migliore occasione per la giunta de Magistris, così ambientalista e innamorata di
raggi e sellini, di mettersi a pedalare per
una causa giusta?
Un mondo perfetto: assessori e consiglieri, per legge, devono pedalare e generare un tot di energia al giorno prima
di potersi dedicare a spostar carte e produrre chiacchiere. Napoli potrebbe candidarsi alla sperimentazione di quello
che possiamo già chiamare: «Protocollo
Watt: come far pedalare la classe dirigente». Sindaco, pensi alla nostra proposta. Potrebbe essere la sua salvezza.
Un giorno, pedalata dopo pedalata, potrà dire ai suoi figli, da condottiero su
due ruote: veni, vidi, bici…
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CHIAIA MAGAZINE • NOVEMBRE 2012
(3)
IL PAGINONE
NAPOLI, CITTA` IMMOBILE
Figuracce mondiali
Recupero del Centro Storico e Forum delle Culture: un flop e un bluff. Lo dicono
i Comitati Civici. Sotto accusa finiscono la Regione, il Comune e perfino l’Unesco
B
idonati a ripetizione, demotivati, delusi:
tra i napoletani, cornuti e mazziati da
decenni di malapolitica, serpeggia soprattutto rassegnazione. Un passato
prossimo di sprechi, un presente di
debiti, un futuro immediato sull’orlo
della bancarotta: la sensazione è che la
città ormai digerisca tutto senza reagire.
Tra i pochi ad alzare la voce le associazioni dei cittadini. Adesso nel loro mirino ci sono due casi scottanti: il recupero
del Centro Storico e il Forum delle Culture, con relativa scia di sospetti e perplessità sulla gestione approssimativa delle
due vicende da parte di Regione e Comune. Sulla carta il restauro del centro
antico della città e l’organizzazione della
kermesse mondiale della cultura si presentavano come due opzioni sontuose in
(4)
CHIAIA MAGAZINE • NOVEMBRE 2012
LO SPILLO
Marcello Taglialatela,
assessore regionale
all’Urbanistica, ufficio
chiave nella gestione
del nuovo progetto di
riqualificazione del
Centro Storico, sa
bene che i fondi
serviranno soprattutto
agli interni di edifici
pubblici e di chiese.
Resterà invece
inalterato il degrado
dei contesti esterni e
dei palazzi privati.
Così, adesso,
l’assessore ha allo
studio accordi con le
banche e incentivi
fiscali e finanziari
per stimolare
l’intervento privato.
termini di risanamento urbanistico e di
ritorno d’immagine. Poi il Palazzo, negli
anni scorsi, ci ha messo le mani e le due
operazioni, nate con ben altre ambizioni,
hanno subito pesanti ridimensionamenti: storia di un doppio flop vissuto con la
solita indifferenza dalla città se non fosse
per le denunce dei comitati civici che
ogni tanto rialzano la temperatura della
mobilitazione sulle due questioni. Due
storie così contorte che persino raccontarle risulta difficile: due piste alle quali
Chiaia Magazine ha dedicato, negli ultimi
anni, numerose inchieste ed alcune
copertine. .
Centro Storico: dubbi sul recupero
Vicenda scellerata, tanto per cominciare,
quella del Centro Storico, al centro di
ipotesi di riqualificazione sin dal 1995:
qui il degrado, dopo 17 anni di chiacchiere, è diventato cancrena. La macchina
politico - istituzionale ha puntualmente
affondato ogni sussulto progettuale, ogni
spunto concreto, in un vortice di dibattiti, calcoli, veti, protocolli, cabine di regia,
commissioni, proclami, obbedendo ad
una logica consolidata: fregarsene dei
risultati e puntare esclusivamente alla
gestione, il più allargata possibile, delle
risorse in campo. Un “sistema” da casta
che anche nel caso del Centro Storico ha
vanificato ogni volontà di rimonta: e del
progetto alla fine sono rimasti gli avanzi.
Così, ora, l’unica certezza, che sta sbocciando sulla carcassa dei Decumani, è il
protocollo d’intesa denominato «Grande
Progetto - Centro Storico di Napoli/
Valorizazione del sito Unesco» firmato il
29 maggio scorso da Regione, Comune e
Arcidiocesi: il documento ha attivato un
investimento di 100 milioni di provenienza europea. Poco o molto? Poco, se si
considera che, appena all’inizio del 2011,
le risorse annunciate dalla Giunta Iervolino per rifare il look di Spaccanapoli e
dintorni ammontavano a 220 milioni.
Colpa dell’austerity inaugurata dopo l’era
bassolinina, ingombrante ipoteca che ha
costretto il presidente regionale Stefano
Caldoro e il sindaco Luigi De Magistris ai
salti mortali. Loro due, insomma, col
passato non c’entrano: il loro problema,
piuttosto, è un presente economicamen-
Sondaggi. Chiaia boccia la Ztl
e critica la pista ciclabile
te infame da gestire con le briciole restate
in cassa e con un minimo di dignità. La
domanda è: ce la faranno? La risposta è
che è in crescita il partito degli scettici
per i quali la coppia non brilla certo
d’iniziativa. Tra i rimproveri più insistenti
c’è l’abitudine delle due amministrazioni, quella regionale e quella comunale, ad
associare il marchio Unesco al «Grande
Progetto» appena varato: il dubbio è che
non abbiano i titoli a farlo.
Napoli e Unesco: fine del feeling
La verità, infatti, è che nel lontano ’95 la
nota organizzazione mondiale ha conferito a Napoli il suo prezioso patrocinio,
dichiarando la città greco-romana patrimonio dell’umanità, ma ha subordinato
il mantenimento del privilegio alla redazione del Piano di Gestione, (cioè un
documento urbanistico tarato rigorosamente sui criteri Unesco). Per non perdere il marchio e quindi prestigio internazionale, nel febbraio 2011, il Comune ha
consegnato ai responsabili Unesco il
documento richiesto. Il Piano, però, è
rimasto lettera morta: «Non solo. - contesta Antonio Pariante, presidente del
Comitato Portosalvo – Quel Piano non ha
più nulla a che vedere con il modesto
restyling del Centro Storico, firmato di
recente da Caldoro e De Magistris. A
questo punto l’Unesco non c’entra più».
In altre parole, utilizzare il brand Unesco
per promuovere un intervento definito
da molti dilettantesco e maldestro, non è
proprio il massimo della trasparenza. Ma
quello che inchioda davvero i vertici
istituzionali è la realtà nuda e cruda:
l’attuale evidenza del Centro Storico è un
vestito fetente da malanapoli, fuori da
ogni controllo.
L’abbandono dell’intero quartiere, del
resto, lo hanno toccato più volte con
mano gli stessi ispettori Unesco, spediti
in città per verificare lo stato dei luoghi e
l’attendibilità delle amministrazioni,
senza però adottare provvedimenti.
Una cosa è certa: per i Comitati la misura
è ormai colma. Così i leader del dissenso,
approfittando del Convgno Unesco organizzato in città il 16 novembre, hanno
lanciato la madre di tutte le provocazioni,
invitando l’Organizzazione a cancellare
Napoli dalla Lista dei siti protetti: «Uno
spaventoso degrado mortifica a colpi di
graffiti e di vandalismi il Centro Storico,
le strade, le piazze, le chiese, le fontane, i
palazzi e i monumenti, mentre si attendono ancora i soldi promessi. Intanto il
Comune, che ha ereditato precisi obblighi e doveri verso l’Unesco, non ha ancora avviato il Piano di Gestione, deliberato
2 anni fa».
Un clamoroso silenzio
Alla base del rifiuto del marchio, ci sono
però anche altre ragioni, a cominciare
dall’indulgenza della stessa Unesco nei
confronti della politica locale. I Comitati,
infatti, criticano «il clamoroso silenzio
dell’Istituzione internazionale sul fallimento del Forum delle Culture (ndr. il
marchio del Forum è di proprietà Unesco) in cui i napoletani speravano per un
rilancio economico, sul furto di libri nella
chiesa dei Girolamini, sullo sfratto della
Biblioteca dell’Istituto degli Studi Filosofici». Quanto basta, insomma, per troncare le relazioni con l’Unesco e rinunciare al suo marchio.
Il Forum delle fregature
Non è un caso, del resto, che nel mirino
dei cittadini ci sia finito anche il Forum
delle Culture, da tempo scomparso in
camera di rianimazione perché a corto di
fondi. Sulla carta la manifestazione,
evento planetario che si tiene nelle aree
depresse del mondo per agire da volano
economico e culturale, è programmato
in città tra aprile e luglio 2013. Ma le
incognite sono molte. Primo: il budget
per organizzarlo, 15 milioni appena, è da
fame e la programmazione è al palo. Uno
scenario lontano dalle promesse del 2008
quando si parlava di 1 miliardo e 200
milioni di fondi e di 12mila occupati.
Secondo: se i primi cantieri per il restyling del Centro Storico, che va reso presentabile in tempo per l’inizio del Forum, saranno aperti a gennaio, ad aprile
2013 (mese inaugurale della kermesse) i
visitatori di mezzo mondo passeggeranno nei decumani tra ruspe, ponteggi,
transenne e fracasso. E la figuraccia finirà
in mondovisione.
Stessa figuraccia anche nell’ipotesi in cui
cantieri non aprano e il Centro Storico
resti com’è: in questo caso agli ospiti è
garantito un tour indimenticabile nel
terzomondo partenopeo.
Tanto vale allora, secondo i contestatori,
visto che la situazione è fuori controllo,
rinunciare anche al Forum. E così le
figuracce passano a tre.
Alberto Boccalatte, delegato alla Manutenzione della
Municipalità1, non molla la presa. La crociata contro
l’uso indiscriminato delle zone a traffico limitato,
intrapresa a ottobre con altri 5 consiglieri del
parlamentino di quartiere, sta registrando risultati
lusinghieri: mille infatti le firme raccolte finora contro
l’introduzione della Ztl nella zona di Chiaia, la cui
eventuale attivazione, in contemporanea con la Ztl del
Lungomare, provocherebbe ricadute gravissime sul
territorio. «I rischio è triplice, - insiste Boccalatte innanzitutto il varco Morelli, sommato al varco
Molosiglio, produrrebbe due blocchi intollerabili,
inoltre la deviazione del traffico sulla Riviera di Chiaia
ridurrebbe al collasso l’intero quartiere, infine sarebbe
micidiale il contraccolpo sul commercio».
Ragionamento che fila al punto da aver convinto oltre
mille cittadini a bocciare l’iniziativa di De Magsitris e
che, per Boccalatte e compagni, suona come un
ulteriore mandato ad agire: «Forti del consenso
raccolto - spiega il consigliere che sta organizzando il
dissenso contro il dispositivo ambientale a Chiaia abbiamo presentato al Consiglio di Municipalità, con
l’auspicio che venga presto approvato, un ordine del
giorno che punta a cancellare il progetto del varco in
via Morelli. Chiediamo invece la realizzazione della
pedonalizzazione nell’area della Movida e l’attivazione
delle telecamere, posizionate sul territorio dalla stessa
Municipalità». Quella della videosorveglianza, però,
resta per ora un’opzione impraticabile: gli «occhi
elettronici», informa Boccalatte, sono spenti un po’
dappertutto visto che l’Enel, deputato all’accensione
delle telecamere, non procede all’attivazione a causa
della morosità del Comune. «Un altro increscioso
capitolo dell’ambientalismo da strapazzo di Palazzo S.
Giacomo - rincara la dose il consigliere - è poi il bluff
della pista ciclabile». E anche in questo caso è stata
interpellata la piazza: «Un recente sondaggio da noi
promosso evidenzia l’approssimazione con cui è stato
realizzata la pista che, anche da parte di numerosi
ciclisti, è stata definita un percorso ad ostacoli. Uno
spot propagandistico costato alla città 1.200.000 euro;
con la stessa cifra si potevano asfaltare 80mila metri
quadri di strade, attivare alcune telecamere e curare la
manutenzione di molte scuole». Sull’emergenza
scolastica, intanto, durissimo il commento del
presidente Fabio Chiosi: «Mancano gli insegnanti di
sostegno, la refezione è al palo, i bambini non sono
assicurati, la manutenzione è azzerata: e il sindaco
gioca con le biciclette».
ALVARO MIRABELLI
CHIAIA MAGAZINE • NOVEMBRE 2012
(5)
(6)
CHIAIA MAGAZINE • NOVEMBRE 2012
PRIMO PIANO
VILLA COMUNALE, LO SCEMPIO
Cassa Armonica, restauro fermo al palo
Armando Yari Siporso
Sono passati sei mesi dalle
premiazioni della tappa napoletana della America’s Cup
nella Cassa Armonica della Villa Comunale. Ma, nonostante
il tempo trascorso e i 48.500
euro spesi, l’opera di Enrico
Alvino è ancora priva della sua
corona che giace parcheggiata come un treno abbandonato, in un cantiere della linea 6
della Metropolitana. La pensilina policroma della struttura ottocentesca era stata
asportata nell’ambito dei lavori (affidati alla ditta «Neri»
di Reggio Emilia) necessari a
rendere la struttura il podio
ideale per le premiazioni della competizione velica. La Soprintendenza per i beni artistici, paesaggistici, storici, artistici ed etnoantropologici di
Napoli e Provincia, sentita da
noi per ricostruire la vicenda,
ha affermato che «al momento del rilascio del parere in merito alla realizzazione del “Public Event Village” indicò, tra le
prescrizioni, l'obbligo per il
Comune di Napoli di redigere
il progetto di restauro della
Cassa Armonica, verificandone la possibilità di utilizzo per
la premiazione finale, come
peraltro raccomandato dalla
Commissione Edilizia Integrata e considerati i tempi tecnici necessari per ultimare i lavori di restauro, impose di intervenire prioritariamente e
tempestivamente mediante
sistematici lavori di messa in
sicurezza». Nel corso di un sopralluogo per individuare quali fossero le operazioni più op-
portune, in occasione dell'approssimarsi della manifestazione sportiva ed al fine di
consentire che la premiazione potesse avvenire comunque al suo interno, Comune e
Soprintendenza concordarono di procedere allo smontaggio delle parti pericolanti (l'intero coronamento a sbalzo),
prevedendo il deposito delle
parti rimosse all'interno del limitrofo cantiere custodito della Linea 6 della Metropolitana.
È ancora una volta la Soprintendenza a spiegarci le ragioni di tale scelta: «Per procedere al restauro definitivo comunque si sarebbe reso necessario smontare gli elementi in ghisa e, pertanto, anticipandone l'esecuzione, si sarebbe ottenuto un considerevole risparmio economico. Al
momento -sottolinea la Soprintendenza - la competente
Direzione del Comune di Napoli sta attivando la procedura per la ricerca di uno sponsor che possa finanziare il
completo intervento di restauro». «Attualmente il Servizio di Edilizia Monumentale
del Comune di Napoli ha predisposto il progetto e la delibera che è in fase di approva-
zione»: questa la replica del vicesindaco di Napoli Tommaso
Sodano alle affermazioni della Soprintendenza, il quale,
però, tiene a precisare che «solo dopo si potrà procedere al
bando di gara per la ricerca di
sponsor privati che possano
finanziare interamente i lavori di restauro, vista l'indisponibilità economica del Comune». Il vicesindaco, che ha anche la specifica delega per la
gestione di parchi e giardini,
spiega che dovranno pervenire almeno due offerte e che il
costo dei lavori si aggira intorno ai 400 mila euro. Si prende
atto, dunque, dell’intenzione
dell’Amministrazione comunale di voler recuperare l'opera di Enrico Alvino per restituirla alla città, ma il nodo è
che siamo sempre legati alla
alla probabilità che si facciano
avanti degli investitori. Intanto, la «corona» della Cassa Armonica giace in un cantiere.
Né la Soprintendenza né il Comune, infine, hanno saputo
darci risposte sui tempi previsti per la conclusione del restauro e su una soluzione alternativa qualora non si trovassero partner disposti a finanziare il restyling dell’opera.
CHIAIA MAGAZINE • NOVEMBRE 2012
(7)
PRIMO PIANO
PIANO RIFIUTI, IL PUNTO
Differenziata, il silenzio di De Magistris
Carmine Mastantuoni
Le note difficoltà in cui versano le casse comunali stanno
facendo passare in secondo
piano lo stato della raccolta e
dello smaltimento dei rifiuti a
Napoli. Sui giornali, nei dibattiti televisivi e nelle sedi istituzionali deputate, è come se
al’improvviso la città fosse diventata virtuosa. Malgrado
questo strano silenzio mediatico, sotto il sole maturano decisioni che sembrano scivolare
sui diretti interessati come l’ac-
(8)
qua piovana. La novità degli ultimi mesi è che la problematica dei rifiuti da cittadina diventa municipalizzata; è infatti intenzione della giunta De Magistris costruire in città tre impianti di compostaggio in modo da trattare in proprio l’umido e ridurre i trasferimenti all'estero. Gli impianti cittadini
dovrebbero essere tre, ma al
momento è nota solo la decisione di costruirne uno a Scampia, uno dei primi quartieri in
cui è stata avviata la differenziata porta a porta. La convin-
CHIAIA MAGAZINE • NOVEMBRE 2012
zione dell’esecutivo è che il porta a porta accoppiato al compostaggio dell'umido, determinerà dei conferimenti in discarica o all'estero al minimo delle percentuali. Il sito dovrebbe
sorgere in via Limitone d'Arzano, in una vasta area compresa
tra il Penitenziario e la circonvallazione esterna, proprio di
fronte al Rione dei Fiori, più noto come il Terzo Mondo. È bene dire che il compostaggio è
un insieme di processi naturali di decomposizione dei materiali, alla stessa stregua di quan-
to avviene in natura ad opera
di microorganismi. Un sito consente di ricevere i materiali della frazione umida, di triturarli,
miscelarli, recuperare eventualmente i metalli, ottenere il
compostaggio e la raffinazione
del prodotto utilizzabile come
fertilizzante in agricoltura. In
più occasioni il vicesindaco Sodano, titolare anche della delega all'ambiente, ha ricordato
che il compostaggio è decisivo
per completare il ciclo dei rifiuti e per risparmiare le risorse
che oggi si spendono per smaltire l’umido. Nella fattispecie
del sito di Scampia, Sodano ha
ripetutamente affermato che si
deve parlare di un impianto
anaerobico, cioè una struttura
di piccole dimensioni che non
produce miasmi soffocanti ed
ha un basso impatto ambientale e che l'estensione della differenziata porta a porta determinerà un aumento della frazione umida prevista in 150
tonnellate giornaliere a regime.
La raccolta differenziata nel
Sud, però, continua a non decollare; secondo i dati ufficiali
contenuti nel secondo rapporto realizzato dall’Anci con l’Ancitel resi noti un paio di settimane fa, nel 2011 a fronte di un
dato nazionale pari al 35,5%, il
Meridione differenzia al 22,3%.
De Magistris per tutta la campagna elettorale e nel primo anno di attività, ha continuato ad
annunciare che entro il 2012 la
differenziata avrebbe raggiunto
con il porta a porta quota 35%,
ma il dato ufficiale relativo al
2011, pone la raccolta in città al
16%, percentuale addirittura
inferiore al dato del 18% della
giunta Iervolino. Ma senza risorse finanziarie ha senso fare
proclami e annunci? Ha senso
creare agitazione in intere comunità, convocare riunioni fiume dei parlamentini delle municipalità? Senza l’approvazione di un piano dei rifiuti completo e condiviso da tutti i soggetti coinvolti, anche istituzionali, non si può proclamare la
realizzazione di un solo segmento per accontentare solo la
piazza politicamente orientata.
Insistere nella decisone di costruire un sito di compostaggio
a Scampia, senza consultare i
residenti, rifuggendo tutte le occasioni di confronto, di sicuro
non contribuisce a risolvere il
problema dello smaltimento
dei rifiuti a Napoli, e non realizza una corretta amministrazione della cosa pubblica.
L’INCHIESTA
ITER DEL NUOVO ENTE
IL TAGLIO DELLE PROVINCE
L’ente amministrativo, che ha il ruolo
strategico di coordinare territori omogenei,
è stato introdotto per la prima volta dalla
legge 142 del 1990. Il progetto della
«governance» su larga scala ha trovato poi
slancio con la riforma del titolo V della
Costituzione del 2001. Il rinnovato articolo
114, infatti, pone le Città metropolitane
accanto agli altri enti locali.
Soppressione e accorpamento di province:
quanto si risparmia? Dalla relazione tecnica
del Governo Monti al decreto legge 95,
convertito ad agosto nella legge 135, si legge:
«Si tratta di una norma procedurale e,
pertanto, non è possibile allo stato attuale
quantificarne gli effetti finanziari, posto che
questi potranno essere rilevati solo
successivamente al completamento dell’iter».
VERSO LA CITTA` METROPOLITANA
Grande Napoli, parte la rivoluzione
Livia Iannotta
L’Italia delle
Province ridisegnata
dalla legge 135 del
Governo Monti. Gli
enti provinciali
passano da 86 a 51.
In Campania, la
Provincia di Napoli
viene sostituita
dalla Città
metropolitana.
Accorpamento degli
enti prov. di Avellino
e Benevento: nasce
la Provincia SannioIrpinia.
Con questo numero Chiaia
Magazine inaugura l’inchiesta a puntate su opportunità e
criticità della costituzione
della «Città metropolitana».
Un nuovo Sud quello disegnato dagli ultimi decreti del
Governo: nasce la provincia
Sannio-Irpinia e sparisce quella di Napoli, sostituita dalla Città metropolitana. In realtà
quella del neo ente amministrativo, che comprende una
grande città e i territori ad essa strettamente legati, è una
storia vecchia, che prende il via
più di vent’anni fa. È il 1990
quando viene approvata la legge 142, che abbozzò per la prima volta l’idea di una governance su larga scala. Da allora,
poi, solo chiacchiere. L’iter che
avrebbe dovuto portare alla
creazione dell’ente intermedio
tra Regioni e Comuni è rimasto
al palo. Fiumi di parole e marce indietro, a cui però il governo Monti ha deciso di mettere
un punto. Il giro di boa è stato
l’approvazione del decreto legge 95 sulla spending review,
sfociato lo scorso agosto nella
legge 135. L’intenzione del governo Monti? In un’Italia che
barcolla sotto i colpi della crisi, le parole d’ordine sono due:
semplificare l’ordinamento
dello Stato e risparmiare sulla
spesa pubblica. E allora la soluzione migliore per l’esecutivo è sembrata quella di dimezzare il numero delle Province
italiane (che con l’ultimo decreto legge passano da 86 a 51)
e tra queste dare vita a dieci
Città metropolitane. Le province di Torino, Genova, Milano, Venezia, Bologna, Firenze,
Roma, Napoli, Bari e Reggio
Calabria escono così di scena
per fare spazio alle corrispondenti Città metropolitane.
E la via per la «Grande Napoli»
presenta nodi ancora irrisolti.
L’hinterland partenopeo, infatti, vanta una popolazione di
più di 3milioni di abitanti
“spalmata” su una superficie
di soli 1171 kmq. In un conte-
sto del genere, «far coincidere
i confini dell’attuale provincia
con quelli del nuovo ente significherà pregiudicare le prospettive di sviluppo del territorio», sottolinea il presidente
del Consiglio provinciale Luigi
Rispoli. Della stessa idea anche l’ex presidente della provincia di Napoli Luigi Cesaro
che, in occasione del World Urban Forum, ha detto: «L’attuale provincia non rappresenta
assolutamente quella che, per
funzioni e strutture, dovrà essere la città metropolitana. Esistono territori come la fascia
domiziana e l’agro nocerino
sarnese, organici del territorio
metropolitano, che dal punto
di vista amministrativo rimarrebbero esclusi.» E, durante la
prima Conferenza metropolitana con i sindaci dei 92 Comuni della Provincia, Cesaro
ha proposto addirittura di inglobare la zona dell’aeroporto
che dovrebbe sorgere a Grazzanise, al fine di una corretta
politica di viabilità e trasporti.
In effetti l’articolo 18 della legge 135 consente ai Comuni vicini di aggregarsi all’area metropolitana. Ma, come sottolinea Ferdinando Pinto, professore di diritto amministrativo
alla facoltà di Giurisprudenza
della Federico II, l’ipotesi «appare di una particolare com-
plessità, così che nella prima
fase sicuramente ci sarà una
coincidenza con gli attuali
confini provinciali».
Ad ogni modo il termine imposto dal governo per la ristrutturazione dell’amministrazione locale è il 1° gennaio
2014. Tredici mesi per mettere
nero su bianco. Quando però i
lavori sono ancora tanti: ci sono da definire competenze e
funzioni, redigere lo Statuto,
stabilire i criteri di elezione del
“super sindaco”. Insomma,
pochi mesi per creare dalle ceneri della Provincia un nuovo
ente. Sarà la volta buona? E soprattutto: rappresenterà davvero un passo verso la modernità? «Non si può che essere favorevoli all’istituzione della
Città metropolitana intesa
quale ente chiamato a gestire il
livello ottimale dei servizi», dice Pinto. Ma il suo pensiero
esterna anche una punta di
amarezza: «Sono convinto che
la classe politica e il tessuto sociale non siano affatto pronti
ad una trasformazione così radicale. Non solo l’Italia è tradizionalmente un paese di campanili, ma il particolare momento economico moltiplica
il desiderio di rimanere chiusi
in confini tradizionali piuttosto
che affrontare le nuove sfide
del moderno.»
E ancora tra le questioni sul tavolo: quali funzioni spetteranno al nuovo ente? «La legge 135
fa riferimento alle funzioni
fondamentali della Provincia e
ai servizi pubblici essenziali afferma in un dibattito sul tema Giovanni Leone, docente
di diritto amministrativo alla
facoltà di Giurisprudenza della Federico II - Ma quali siano
questi servizi non è del tutto
chiaro.» I rifiuti? Il professore
non sembra d’accordo: «Il Comune di Portici è virtuoso, essendo all’80% di raccolta differenziata. Perché mai dovrebbe
sposare Napoli che è solo al
25%?» L’approvazione dello
Statuto, da questo punto di vista, servirà a mettere ordine.
Al fronte degli accademici, che
marcia con i piedi di piombo,
si oppone quello della classe
politica, fatto in prevalenza
dalle forze del “sì”. In prima linea il sindaco di Napoli Luigi
de Magistris, che ha ribadito in
più occasioni come lo stravolgimento del sistema amministrativo sia «un’occasione da
cogliere al volo e una grande
opportunità che eliminerebbe
le sovrapposizioni di potere tra
gli enti locali». La ragione? «È
fondamentale - sostiene il primo cittadino - che funzioni come trasporti, rifiuti, servizio
idrico, scuola siano regolati a li-
vello più ampio». In più secondo il numero uno di Palazzo San Giacomo, la riforma
gioverebbe agli altri 91 Comuni dell’hinterland partenopeo
che, sofferenti da sempre di
“napolicentrismo”, potrebbero finalmente «sganciarsi dalla situazione di subordinazione al capoluogo di Provincia, in
favore della creazione di una
rete di coordinamento tra le attività del territorio».
In tutto questo viene da chiedersi: che fine farà la provincia
di Napoli? «Salvo alcuni inevitabili trasferimenti, l’apparato
amministrativo non viene azzerato - spiega Pinto - Esso
cambia però decisamente funzione così il problema non è
tanto quello di “che fine faccia” quanto piuttosto di come
prepararlo alle nuove funzioni.» D’accordo anche l’assessore comunale alla Democrazia partecipativa Alberto Lucarelli, che sottolinea come «l’intento del legislatore non sia
quello di riproporre un ente sul
calco della Provincia, ma di
creare una struttura nuova di
raccordo, di coordinamento di
funzioni. Non bisogna commettere l’errore di creare un
ente simile al passato che ingurgitava denaro pubblico e
peccava di inefficienza».
(1° puntata)
CHIAIA MAGAZINE • NOVEMBRE 2012
(9)
(10)
CHIAIA MAGAZINE • NOVEMBRE 2012
MOBILITÀ
DONNE E ALCOL, DATI ALLARMANTI
L’ebbrezza
al volante
Etilometro alle stelle per il 5% di automobiliste
L’AssoVis lancia il progetto «Napoli strade sicure»
Espedito Pistone
I
l fenomeno si è presentato
prima negli Stati Uniti, poi si
è esteso rapidamente al
vecchio continente ed è oggi
una realtà angosciante che
riguarda anche l’Italia. Le
donne che bevono alcolici
prima di mettersi alla guida
sono sempre di più e anche
la percentuale di quelle che
assumono stupefacenti è in
rapida crescita. A rivelarlo
senza troppi giri di parole le
nude statistiche sugli arresti
di automobilisti in stato di
ebbrezza effettuati sulle
strade americane.
In termini assoluti, la maggior parte degli incidenti
stradali continua ad essere
provocata dagli uomini, che
consumano alcolici più
delle donne, ma le distanze
per generi si riducono sempre di più. Anche da noi
sono sempre di più le donne
che si mettono alla guida
ubriache e quello che fino a
pochi anni fa era un fenomeno senza peso, al punto
da non rientrare nelle statistiche, oggi comincia a
diventare un problema serio
da non sottovalutare. L'associazione amici della polizia stradale ha deciso di
vederci chiaro e sta analizzando i dati dell'Osservatorio permanente sulle stragi
del sabato sera, relativi ai
controlli effettuati nei fine
settimana da polizia e carabinieri. Su circa 20.000
donne alla guida sottoposte
all'etilometro, più di mille
sono risultate positive, oltre
il 5% del totale.
Non è questo il solo dato
preoccupante, perché quasi
il 55% del campione aveva
tassi superiori del doppio o
addirittura del triplo di
quello consentito dalla
legge. In più l’età delle per-
sone sanzionate è decisamente bassa: tra i 19 e i 26
anni.
Ma al bollettino di guerra
degli incidenti stradali,
provocato o no dai fumi
dell’alcol, non ci si deve
rassegnare. L’AssoVis, l'Assocazione Vittime Incidenti
Stradali, la cui sede è a
Napoli, ha dato vita a un
progetto ambizioso denominato «Napoli Strade Sicure»,
individuando le arterie, gli
orari e i luoghi a maggiore
incidentalità. Perché, dicono
gli animatori dell’associazione, conoscere luogo e
modalità del sinistro è informazione preziosissima per
fare campagne di prevenzione e di sensibilizzazione.
Secondo gli ultimi dati IstatAci-Ministero dell'Interno
disponibili, a livello nazionale il totale di incidenti ben sopra la soglia dei duecentomila - fa segnare un
modesto decremento della
mortalità di poco meno del
2%. Il che significa più di
quattromila morti, mentre i
feriti, oltre trecentomila,
sono calati appena
dell’1,5%. Il numero degli
incidenti sfiora la cifra giornaliera di seicento, con 11
morti e più di ottocento
feriti.
Fino a poco tempo fa la
Campania non era monitorata. Oggi, per farlo, collaborano le cinque Prefetture, le
quali hanno sottoscritto una
convenzione con l'Istat per
l'utilizzo dei dati a scopo
gestionale. Un’attività che si
svolge nell'ambito delle
competenze degli Osservatori provinciali per il monitoraggio degli incidenti
stradali determinati da
eccesso di velocità.
Nel 2010 si sono verificati in
Campania più di 11 mila
sinistri che hanno causato la
morte di 250 persone e il
ferimento di oltre 17 mila.
Occorre sottolineare che si è
registrato un decremento
rispetto all'anno precedente, rispettivamente, di quasi
il 6 e poco più del 4 per
cento. Mentre il numero dei
morti, per fortuna, ha fatto
registrare un decremento di
maggiore entità, superiore
all'11 per cento.
Ritornando al fenomeno
delle donne in stato di ebbrezza che si mettono al
volante, la percentuale è più
o meno la stessa del dato
americano. In una serata
media il 5 per cento delle
automobiliste fermate è
risultato brillo. Un dato
allarmante che preoccupa
molto i sindaci dell’area
flegrea, meta della movida
del weekend. Il sindaco di
Pozzuoli ha cominciato con
i locali del by-night, intensificando su di essi i controlli
per il rispetto del divieto di
vendere alcolici dopo le ore
22. Una misura inutile per
chi l’alcol se lo porta da casa
insieme alla patente di
guida.
Comparto Trasporti,
debito da 900 milioni
Fondi accordati e mai consegnati. Cifre di importanti
dimensioni ferme a Roma,
mentre i trasporti in Campania sono sul punto di deragliare. Lavoratori e utenti imbestialiti e amministratori locali sull’orlo di una crisi di
nervi e, alla fine, si è arrivati
all’impensabile. La crisi nera
della mobilità regionale è stata messa nelle mani di due
commissari. Pietro Voci e Vincenzo Ambrosio hanno, senza fare troppi giri di parole,
carta bianca. Li ha designati
il ministero dell’Economia in
accordo con il presidente della Regione Stefano Caldoro,
affidando loro poteri in deroga alle leggi regionali. La mission impossible è quella di
sbloccare 100 milioni di euro
per il 2012 e altri 100 milioni
per il 2013. Ma l’obiettivo è
ben più ambizioso e, cioè,
raggiungere i 600 milioni di
euro necessari per il risanamento, ricorrendo anche a
una quota minima delle addizionali sottratte alla sanità.
Più volte le speranze dell’assessore regionale ai Trasporti Sergio Vetrella (nella foto)
di uscire dalle forche caudine
di un debito pregresso superiore ai 500 milioni di euro,
sono andate deluse. Grazie al
sì del governo al piano di rilancio per i trasporti in Campania, inserito nel decreto
sviluppo di primavera, era
sembrato possibile il mantenimento dei servizi e la realizzazione di un piano di rientro per garantire il rilancio del
comparto ed evitare il fallimento di Eav, la holding che
gestisce il trasporto. «Con il
via libera del Governo al piano di risanamento del gruppo Eav pensavamo di voltare
una bruttissima pagina per i
trasporti della Campania – ha
commentato l'assessore regionale Sergio Vetrella - e avviare un percorso di rilancio
con effetti benefici sui servizi ai cittadini che sono la nostra priorità». Fino ad oggi,
solo grazie allo stanziamento
di una prima tranche di 37
milioni di euro nel 2011 da
parte della Regione Campania e all'anticipazione di altri
25,5 milioni di risorse aggiuntive dovute dallo Stato alla Regione per il periodo
2003-2007 (non ancora ma-
terialmente trasferite) e ad ulteriori 20 milioni di euro destinati al piano di manutenzione, si è riuscito ad evitare
il tracollo definitivo. Adesso
si spera nei benefici del piano di risanamento della holding, che dovrebbero vedersi non appena sarà disponibile la prima tranche dei finanziamenti. La ricognizione di debiti e crediti della società, da parte dei commissari, non dovrebbe essere
troppo lunga, visto che sullo
stato di crisi si sa già tutto. Appena possibile Pietro Voci e
Vincenzo Ambrosio elaboreranno un piano di rientro dal
disavanzo accertato e un piano dei pagamenti da sottoporre all’approvazione dei
ministeri dell’Economia e dei
Trasporti. In cambio del salvataggio, però, la Regione dovrà sfoltire le aziende della
holding e ridurle a due, una
per le infrastrutture (stazioni
e binari) e l’altra per i servizi.
In soccorso di Vetrella è giunta di recente una buona notizia dall’Agenzia delle Entrate che ha, infatti, stabilito la
legittimità della richiesta di
rimborso Iva avanzata dall'Eav per l'acquisto di nuovi
autobus negli anni 20072009. «Questo importante riconoscimento - ha sottolineato Vetrella - consente di
destinare altre risorse al risanamento dell'Eav». Una goccia nel mare, purtroppo, perché il debito complessivo del
comparto trasporti, tra vecchio e nuovo, tocca i 900 milioni di euro. Eavbus è schiacciata da un debito di 39 milioni, Anm attende dal Comune di Napoli 230 milioni.
Ci vorrà un miracolo. Chissà
cosa ne pensano Voci e Ambrosio, i due neo-commissari, finora dirigenti del dipartimento di ragioneria generale del ministero, chiamati al
capezzale del grande malato.
Voci è chiamato a occuparsi
del piano di risanamento delle imprese dei trasporti; Ambrosio, invece, ha nelle sue
mani il piano di stabilizzazione finanziaria, per rendere possibile le dismissioni e
la riorganizzazione del patrimonio immobiliare della Regione, oltre all’accorpamento delle società partecipate.
Un miracolo, appunto. (e.p.)
CHIAIA MAGAZINE • NOVEMBRE 2012
(11)
Informazione pubblicitaria
#movimentodipancia
NASCE IL MOVIMENTO DI PANCIA
Non basta più spezzare le catene,
bisogna anche tirare le catenelle.
Mentre la politica, senza pudore,
gioca a «tirarsi» addosso e il popolo, senza un euro, teme l’ennesimo gol fantasma, anticipiamo, in
esclusiva condominiale, lo slogan
del Movimento di Pancia, nuova
compagine della furiosa società in
cui convoglieranno tutti quelli che
desiderano affidare allo «scarico»
l’attuale classe «digerente» e il
mondo marcio che le gira intorno.
banditi firmamenti, fiamme e nastrini, nomi dei leader nello sciacquone: unico vate è il water, libero
dalla tirannia di un capo di gabinetto.
Secondo alcune indiscrezioni,
provenienti da intercettazioni
disturbate da strani rumori di fondo, il programma del Movimento
di Pancia è stato stilato ovviamente in un bagno, scritto su un
resistente rotolo di carta igienica
che unirà, idealmente, tutte le
In questa pagina proponiamo ai
latrine del Paese. Tra i suoi punti
lettori il simbolo degli «scaricanti» chiave c’è quello di non voler
(detti anche «water-boys»), ideapagare più per le magagne comto, dopo una giornata tra il resto
messe da altri: corrotti e corruttori
dell’Imu e l’arresto di Lusi, tra i fiori vanno «scaricati» senza chance di
del male e i Fiorito del cactus in
risalita. Insomma la «scaricocraquella stanza dove non si mangia zia» è in fermento, intercetta il
e non si dorme. Una tazza aperta malessere, fa scorta di bile, tenta
dal design spartano, accerchiata
gli astensionisti, accorpa i vaffanda un trionfante tricolore, interrotto culisti e lancia la sfida finale alla
dalla simbologia contemporanea
partitocrazia, condannata a vivere
dei social network. Un logo netto,
gli ultimi giorni della Seconda
nessun cespuglio né ramoscello,
Repubblica tra coliche e bucoliche
riforme. È in questo clima che,
nell’attesa della dipartita tecnica
del governo Monti, ci prepariamo
nel 2013 alle più tragicomiche
elezioni dell’era digitale in cui,
deposto il ragionamento e imballato come si deve il pensiero, i vecchi partiti, smarrita ogni identità
etica e in cerca di una estetica,
ammazzeranno il tempo su facebook, convinti che basta cambiar
profilo per ritrovare la faccia.
quest’anno nelle tracce dell’esame di Stato, prenderà sul serio la
maturità. Per ora non ci resta che
il primo comandamento del Movimento di Pancia: «Scarichiamoli
tutti». In tutte le rivoluzioni, vere o
presunte, la parola liberazione è la
più abusata. Mai termine è più
appropriato per la compagine dei
water-boys.
Chi desidera sostenere il movimento può farlo segnalando tutto
Ricordiamoci che nel 2013, anno
ciò di cui vuole disfarsi al gruppo
del Grillo urlante, la scolaresca dei facebook Movimento di Pancia.
Pinocchi sarà pronta, al suono
È arrivato il momento di «scaricardella campanella elettorale, a
ci» di responsabilità.
imboscarsi in liste e listoni civici,
con l’illusione che, sotto la veste
A dicembre partirà il sito www.modella società civile, c’è possibilità
vimentodipancia.it, dove sarà
di redenzione. Annotiamoci, infine, possibile non solo «tirare la cateche nel 2013 saremo più poveri,
nella», ma anche contribuire all’orpagheremo nuove tasse, assiste- ganizzazione del primo «sciacremo a sanguinose tribune politiquone day», evento unico in Italia
che, perderemo il baricentro della che unirà per un momento simbovita per puntuali vertigini di preca- lico e «scrosciante» i bisogni degli
rietà e la crisi, dopo essere entrata italiani.
A dicembre arriva il sito della liberazione www.movimentodipancia.it
Organizza con noi il primo «sciacquone day»
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CHIAIA MAGAZINE •NOVEMBRE 2012
SOLLECITAZIONI
la vignetta
di Malatesta
IL SUDISTA
Mimmo Della Corte
ITALIA «UNITA»
NEI COSTI
DELLA POLITICA
Colmo
di fulmine
Diario stupendo
ENNIO FLAIANO
Un Paese
senza verità
«Appartengo alla
minoranza silenziosa.
Sono di quei pochi che
non hanno più nulla
da dire e aspettano.
Che cosa? Che tutto si
chiarisca? L’età mi ha
portato la certezza che
niente si può chiarire:
in questo paese che
amo non esiste
semplicemente la
verità. Paesi molto più
piccoli e importanti del
nostro hanno una loro
verità, non ne abbiamo
infinite versioni. Le
cause? Lascio agli
storici, ai sociologi, agli
psicanalisti, alle tavole
rotonde il compito di
indicarci le cause, io ne
subisco gli effetti. E
con me pochi altri:
perché quasi tutti
hanno una soluzione
da proporci: la loro
verità, cioè qualcosa
che non contrasti i loro
interessi. Alla tavola
rotonda bisognerà
anche invitare uno
storico dell’arte per
fargli dire quale
influenza può avere
avuto il barocco sulla
nostra psicologia. In
Italia infatti la linea più
breve tra due punti è
l’arabesco. Viviamo in
una rete di arabeschi
L’italiano immagina
l’inferno come un
luogo dove, bene o
male, si sta con le
donne nude e dove
con i diavoli ci si mette
d’accordo. L’Italia è un
paese dove sono
accampati gli italiani».
(Ennio Flaiano, da
La solitudine del
satiro, 1973)
ALBERTO SAVINIO
Utopia
e Umanesimo
«L'idea di utopia è
essenzialmente
moderna. (...).
Moderno è l'uomo che
pensa con il cervello
proprio, non per
ispirazione e
autorizzazione di
un'autorità religiosa o
politica. (...) L'utopia
non fa se non rendere
concreto e plastico,
l'anelito antichissimo
e diffuso a una vita
migliore.(...)
Umanesimo non è se
non la ritrovata dignità
dell'uomo, la quale a
sua volta non è se non
la libertà di pensare
col proprio cervello.
Questa libertà si
accende per la prima
volta in Grecia e la
illumina, e non torna a
riaccendersi nel
mondo se non con
l'Umanesimo.
(Alberto Savinio,
dall'Introduzione a
Tommaso
Campanella, La città
del Sole - Adelphi,
Milano 1995)
di RENATO ROCCO
Come il vino, l’uomo
si perde per
mancanza di spirito.
Sposandosi l’uomo
scopre quello che
non sa mentre la
donna nasconde
quel che sa.
L’idolo dei camerieri
è Don Chisciotte
della Mancia.
L’innocenza
è un vestito che
più viene indossato
e più va stretto.
Il matrimonio è come
le sabbie mobili: più ti
agiti e più affondi.
L’aforisma è un
piccolo animale
inseguito dall’orda
dei cani della critica.
Non è da oggi, e non lo
scopre di certo il sottoscritto, che il Mezzogiorno e le sue istituzioni sono considerate
dissolute e spendaccione. Eppure, se è
vero, com’è vero, che
sono i costi della politica ad aver fatto
esplodere il debito
pubblico tricolore, è
altrettanto vero che - a
dispetto di quanto ci
raccontano leghisti ed
antimeridionalisti in
servizio permanente
effettivo - non sono
state le regioni meridionali ad essere le
maggiori responsabili
di questa situazione.
O, per lo meno, non lo
sono state più delle
altre. Lo si rileva dall’analisi dei costi dei
consigli regionali
italiani (ovvero la
quantità di risorse che
i consigli regionali
destinano al funzionamento dei gruppi
politici che lo compongono).
Per averne consapevolezza è sufficiente fare
mente locale da quanto sta emergendo dalle
inchieste in corso sulle
spese dei gruppi nei
parlamenti regionali.
Soprattutto, allorquando, si rapportano tali
spese al numero degli
abitanti e se ne trae
l’incidenza procapite
di tali spese.
Analisi, naturalmente,
fatta sulla base dei
bilanci 2011 e, quindi,
prima che il Governo
Monti provvedesse a
dare loro un’ulteriore
sforbiciatina.
Fatto è che - nonostante l’enormità del costo
del Consiglio Regionale del Molise che pesa
su ogni molisano per
ben 6,4 euro (di gran
lunga il più costoso
d’Italia) - i parlamentini del Sud con un
costo di 70 centesimi
di euro per abitante,
sono insieme a quelli
del Centro i meno
“cari”, mentre quelli
delle regioni nord
occidentali costano 80
centesimi per abitante,
e quelli nordorientali
pesano su ogni abitante dell’area per 90
centesimi. Forse, sarà
per l’aria di mare che
stimola l’appetito, ma
le assemblee regionali
più onerose, dopo
quelle di Molise e Valle
d’Aosta (insieme ospitano meno di 450mila
abitanti, eppure costano 2milioni e 635mila
euro. Eppure, ci avevano detto che piccolo è
bello? Così bello da
sembrare addirittura
“mostruoso, come il di
dietro di un elefante”
per dirla alla Bacone)
per i propri residenti
sono quelle insulari
con un costo pro capite di 2,70 euro. E, c’è
anche da sottolineare,
con estrema soddisfazione per noi campani,
che fra i 4 consigli
regionali più virtuosi,
con una costo per
abitante di 20 centesimi di euro (ben al di
sotto della media
nazionale di 1 euro per
abitante), 2 sono meridionali e fra questi c’è
anche quello della
nostra regione. Sia
chiaro, con questo non
intendo assolutamente
affermare, che quel
1,055mln di euro che il
bilancio del Palazzo
del Centro Direzionale
ha destinato, nel 2011,
ai gruppi politici consiliari rappresenti una
spesa congrua.Per
carità, forse - o anche
senza forse - non lo è.
Non lo è, però, nella
stessa misura in cui,
non lo è quel 1,650mln
(0,20 pro capite) che la
Lombardia destina allo
stesso uso, ma lo è
certamente di più dei
3,411 (0,80 p.c.) stanziato dall’Emilia Romagna o dei 4,755nln
del Veneto (0,95 p.c.).
È tempo, allora, che
certi pseudo portatori
di similfinta virtuosità,
la smettano di aggredire ed offendere il Sud
con le loro lezioncine
di moralità ed etica nel
tentativo di alzare
polveroni, con l’unico
scopo di nascondere le
proprie ruberie e
magagne.
In fondo è la dimostrazione che “ogni mondo è paese”.
CHIAIA MAGAZINE • NOVEMBRE 2012
(13)
QUARTIERISSIME
CAOS PARCHEGGI
Microcar e motorini, la sosta contesa
GIOIELLERIA MAFFEI
RETTIFICA E PRECISAZIONE
In merito all’articolo intitolato «Fitti pazzi,
calano le serrande di Chiaia», comparso a
pagina 14 del numero di settembre/ottobre
2012 di Chiaia Magazine, la signora Marina
Maffei, titolare della Gioielleria Maffei in via
Santa Caterina a Chiaia n. 10, precisa quanto
segue: «Smentisco categoricamente quanto da
voi affermato all’interno dell’articolo in
questione dove la mia ditta viene menzionata
tra quelle chiuse a causa della crisi economica
e dell’aumento dei fitti commerciali. La
notizia, infatti, è destituita di ogni
fondamento in quanto il mio esercizio
continua a svolgere la sua normale attività e,
inoltre, l’articolista non mi ha mai contattato
personalmente per verificare la suddetta
notizia, come invece esige il diritto/dovere di
cronaca. Vi invito pertanto a pubblicare sul
prossimo numero delle rivista la presente
rettifica. Cordiali saluti. Marina Maffei».
Armando Yari Siporso
T
rovare un posto moto a Napoli
è un’impresa. E se dopo aver
fatto una scelta ecologica,
magari essersi esposti a smog
ed intemperie preferendo lo
scooter ad una ben più inquinante autovettura, ci si trova
anche penalizzati nella ricerca
di un parcheggio, al danno si
aggiunge la beffa. Nelle strade
del centro poi, in prossimità
degli istituti scolastici e durante le ore di lezione,si sta sviluppando un nuovo fattore di
caos. Decine di microcar (le
autovetture 50cc che si possono guidare senza patente già a
14 anni) occupano in modo
lecito, e talvolta anche illecito,
tutti gli spazi riservati ai motocicli. Essendo larghe quasi
quanto una utilitaria bastano
poche “miniauto” a saturare i
già scarsi posti destinati ai
tanti centauri napoletani.
Accade così che, per esempio
nei pressi del Liceo Umberto
ma anche in tutte le stradine
limitrofe, trovare un parcheggio regolare per la propria
moto o il proprio scooter sia
diventata una missione impossibile. Lo stesso fenomeno si
verifica al Vomero nei pressi
del Liceo Sannazzaro dove,
come peraltro su tutto il territorio cittadino, i posti riservati
ai motociclisti sono da sempre
del tutto insufficienti. E allora
ci si arrangia violando la legge:
il parcheggio delle moto tra le
strisce blu riservate alla sosta a
pagamento delle auto, diventa
(14)
Se la tendenza di altre
città è incentivare l’uso
delle 2 ruote, il caos
di regole napoletano
è invece un invito ai
cittadini, già sfiancati
dall’inefficienza del
trasporto pubblico,
all’uso intensivo
dell’automobile
ad esempio una conseguenza
forzata per chi, arrivato alla
propria destinazione, deve pur
lasciare il proprio motoveicolo
da qualche parte. Rischiando
però ogni giorno una multa
salata visto che a a Napoli, la
sosta di moto tra le strisce blu
è spesso sanzionata. Esistono
in verità comuni efficienti che
incentivano l’uso dei mezzi a 2
ruote per ridurre il traffico e
l’inquinamento, ma l’amministrazione partenopea non pare
essere tra questi. La Giunta del
Comune di Roma, con le delibere n. 257 e 281 del 2008 e n.
119 del 2009, ha inequivocabilmente consentito il parcheggio
gratuito dei motocicli e dei
ciclomotori (e persino dei
quadricicli che richiedano
specifica autorizzazione) all’interno degli “spazi blu” delle
vetture. A Napoli invece la
situazione è più complessa.
Non vi è una univoca interpretazione della questione e il
compito di elevare tali contravvenzioni è lasciato agli ausiliari
del traffico della “NapoliPark”.
Così fioccano gli equivoci. Da
noi capita ad esempio che un
motociclista possa trovarsi
sulla sella della propria moto,
parcheggiata tra le “strisce
CHIAIA MAGAZINE • NOVEMBRE 2012
blu” ed essere multato per
violazione dell’ art. 158 comma
2 del codice della strada “perchè sosta in modo da impedire
ad altro veicolo l'accesso oppure lo spostamento dall'area
di sosta in concessione". Ma il
paradosso è che un guidatore
di microcar possa passarla
liscia, malgrado l’art. 157 comma 5 del c.d.s e il comma 2
dell'art. 351 del regolamento di
esecuzione dello stesso c.d.s.
parlino chiaro: “Nelle zone di
sosta nelle quali siano delimitati, mediante segnaletica
orizzontale, gli spazi destinati a
ciascun veicolo, i conducenti
sono tenuti a sistemare il
proprio veicolo entro lo spazio
ad esso destinato, senza invadere gli spazi contigui". Il
problema dunque è l’assoluta
discrezionalità in materia:
perciò servono subito regole
chiare.
Ma un altro temibile spettro
incombe sui motociclisti (un
incubo che in alcune parti
della città è già diventato concreto): la sosta a pagamento
anche per i motorini. E’ da
quasi un anno che iniziano a
vedersi in città le prime “strisce blu” per motocicli. Sono
infatti già attive al Centro
Direzionale, nelle aree di parcheggio dinanzi al Palazzo di
Giustizia. In sintesi: se la tendenza di altre città è incentivare l’utilizzo delle due ruote, il
caos napoletano potrebbe
essere invece l’invito definitivo
ai cittadini, già sfiancati dalla
inefficienza della rete dei
trasporti pubblici ancora non
integrata e capillare, a rinchiudersi dentro le proprie autovetture per raggiungere la propria
meta, con l’effetto di inquinare
di più, produrre ulteriore
traffico e alimentare il fenomeno della sosta selvaggia.
CUCINELLI PRESTO
A VIA FILANGIERI
Sono passati solo pochi mesi da quando in via
Filangieri, al posto della storica sartoria Blasi,
ha aperto il negozio Spada, di Carmine
Colella. Ma evidentemente il brand di moda
maschile classica a prezzi straordinariamente
“democratici”, non ha trovato proseliti nel
salotto buono napoletano. Al punto che da
qualche settimana è spuntato un cartello che
ne annuncia la cessione attività a dicembre.
Al suo posto, secondo i rumors più
accreditati, dovrebbe giungere “l’imperatore
del cashmere”, nonchè “signore di Solomeo”
Brunello Cucinelli. L’arrivo di uno dei brand
globali del lusso vero, quello fatto di
artigianalità e creatività, si spiegherebbe
anche col fatto che, dopo la chiusura del
negozio LDV uomo, che ne aveva la
rappresentanza, Cucinelli ha necessità di
aprire una nuova vetrina napoletana e
l’avrebbe trovata di nuovo a via Filangieri. (l.c)
AL TEATRO «LE NUVOLE
«NICO CERCA UN AMICO»
È partita la 27esima stagione de «Le Nuvole» al
Galilei 104, il nuovo teatro allestito in uno degli
storici padiglioni della vecchia fabbrica
dell’Italsider di Bagnoli, già riconvertita in
museo con il progetto della Città della Scienza,
in via Coroglio 104 a Napoli, con lo spettacolo
riservato ai bambini «Nico cerca un amico»
dell’Associazione Culturale Otiumetars e Il
Baule Volante di Ferrara. «Il tema principale del
nostro spettacolo - dichiara Andrea Lugli,
autore e interprete del testo - è la diversità,
ovvero la difficoltà che spesso si incontra
nell’accettare e nell’essere accettati da chi è
diverso da noi. Un problema che può essere
superato assumendo un atteggiamento di
apertura verso l’altro da sé, anche se ciò può
comportare delusioni e momenti di sconforto».
Con l’evento «Nico cerca un amico» si è apertà
anche la campagna abbonamenti di Le Nuvole.
Per saperne di più è possibile consultare il sito
www.lenuvole.com o inviare una mail a
[email protected]. (v.g.)
STORIE&TERRITORI
pagina a cura di NewMediaPress
POZZUOLI, LA DENUNCIA
La necropoli
dei sacchetti
Via San Vito: l’ex cimitero romano invaso dai rifiuti
I cittadini chiedono un sistema di videosorveglianza
Rosario Scavetta
U
n pezzo di storia che nel 2008
era stato finalmente al centro
di un interessamento da parte delle istituzioni che avevano previsto, mediante lo
stanziamento di fondi, la riqualificazione e l'ammodernamento della struttura
esterna. Stiamo parlando
dell'area della Necropoli di
via San Vito a Pozzuoli, oramai sempre più dimenticata
e trascurata, nonostante la
sua importanza e la sua
“età”.Qui, a pochi passi da
Via Campana, il silenzio regna sovrano. Passa una macchina ogni tanto, perlopiù
appartenente a residenti, e
di controlli ce ne sono pochi.
È proprio per questa ragione
che, con il passare degli anni, l'ex cimitero romano è diventato un enorme contenitore per la raccolta dei rifiuti. Basta passeggiare lungo il
perimetro esterno per accorgersi dell'annosa questione.
Dovunque fanno la loro
comparsa cartacce, buste di
plastica di piccole e grandi
dimensioni, pacchetti di sigarette vuoti, bottiglie di vetro e di plastica e, non ultime,
buste per la raccolta dei rifiuti solidi urbani.
In un'intercapedine trova il
suo spazio anche un grande
specchio, rotto in alcuni
punti, con le lampadine laterali ancora montate. Quando si assistono poi a scene
del genere, la mente le associa automaticamente a qualcosa di più famoso, di più conosciuto. Osservare i sacchetti della spazzatura, esposti come dei veri e propri trofei, fa venire alla mente quei
kolossal di guerra che, ancora oggi, spopolano al cinema,
sbancando i botteghini e ricevono enormi successi di
pubblico. Sembra assistere
ad una di quelle scene in cui,
dopo una sanguinosa battaglia, i vincitori girano tra i
corpi dei nemici sconfitti,
impalandone le teste sulle
picche. E così i sacchetti di
immondizia, ripieni dei più
disparati tipi di rifiuti, come
la testa mozzata della civiltà,
compaiono magicamente
nella stupenda area archeologica di San Vito (vedi la foto), leggermente dislocata
dal centro città, ma comunque di enorme importanza
storica.
Un’importanza storica completamente ignorata, considerando che la zona viene
trattata alla stregua di una discarica pubblica, ovviamente abusiva. Naturalmente
non sono i semplici sacchetti a dare problemi, ma tutto
ciò che ci gira attorno. Insetti, piccoli roditori selvatici e,
soprattutto, animali randagi
di taglia più grossa, cani e
gatti, che attratti dal succulento ripieno delle buste,
non si fanno certo attendere.
Ma il problema non sono i
randagi, bensì gli incivili che
si ostinano a vedere la propria città come una loro proprietà privata, un feudo (per
restare in tema di kolossal
storici), un possedimento a
loro uso e consumo e non un
bene pubblico, un'entità da
amare, da curare, qualcosa
da gestire al meglio, nel proprio piccolo, per il bene di
tutti coloro che ci abitano.
Fino a che non verrà instilla-
to questo modo di vedere, di
fare, di vivere e di pensare,
non cambierà mai nulla. E
anche se i cambiamenti
spesso riescono a spaventare, in questo caso sarebbe
qualcosa di talmente tanto
auspicabile, da far dimenticare ogni paura.
Un residente di passaggio ha
dichiarato: «Ogni qualvolta
qualche incivile getta la
spazzatura nella Necropoli
siamo anche pronti a litigare.
Ma il problema è che per
molte ore della giornata il
passaggio di auto è pari a zero, quindi diviene facilissimo
gettare tutto quello che si
vuole all'interno del vecchio
cimitero. Per tale ragione prosegue - chiediamo al Comune di Pozzuoli, alla Sovraintendenza per i Beni Archeologici e alla Provincia di
Napoli che venga installato
un sistema di videosorveglianza dell'intera area. Probabilmente è l'unica soluzione utile. Evitiamo di far diventare questo posto una discarica, già siamo pieni di
immondizia di tutti i tipi qua,
ci manca solo quella all'interno della Necropoli, all'interno, cioè, di un bene archeologico dal valore oserei
dire inestimabile. E invece
eccolo qua, uno schifo».
È proprio vero, la situazione
dell'area di Via San Vito rasenta lo squallore. Un degrado che raggiunge proporzioni assurde e, sicuramente,
assolutamente immeritate
per i residenti.
Partita la Ztl, rivolta
dei commercianti
Il centro storico della
città di Pozzuoli, da sabato
27 ottobre, è stato stravolto
da provvedimenti che
tenteranno di limitare il
caos della movida e decongestionare la città dallo
smog. La vera novità del
piano, illustrata in conferenza stampa a Palazzo
Migliaresi, dal docente
universitario, Antonio
Sforza (erano presenti
anche il primo cittadino
Vincenzo Figlolia e l’assessore alla mobilità Franco
Fumo) che ha collaborato
con l'amministrazione alla
redazione dello “strumento” urbanistico, è l'istituzione del senso unico in
via Marconi. La strada è
stata resa percorribile sono
a salire: le auto provenienti
da via Matteotti sono
obbligate a svoltare a
destra (prima si poteva
andare anche dritto attraversando “Porta Napoli”) e
proseguire la corsa dirigendosi verso la vicina via
Carlo Maria Rosini, villa
Avellino, l'anfiteatro Flavio,
corso Terracciano , eccetera. In poche parole, non si
può andare in senso inverso, ma soprattutto non si
può raggiungere piazza
della Repubblica, poichè il
piano traffico con la chiusura alle auto del tunnel
adiacente il Rione Terra
(che è diventato pedonale)
non permette più il passaggio veicolare da via
Cavour alla via Tranvai e
quindi il raggiungimento
del centro cittadino alle
auto e i motoveicoli che
arrivano dal lungomare
Pertini. Altro dispositivo,
da segnalare, il senso
unico in via Pergolesi che
sarà attivato (ma solo
successivamente) in discesa verso il centro città. Fin
da subito leggendo il documento che ha definito le
“Linee di intervento per la
gestione della mobilità
urbana”, si percepisce la
chiara intenzione dell’amministrazione comunale di
cerare una Ztl più allargata
rispetto a quella attuale,
prima circoscritta alla sola
piazza della Repubblica e
qualche stradina adiacente
ad essa, ora decisamente
più ampia, con un preciso
sbarramento davanti alla
“Porta Napoli”. Del resto
leggendo attentamente il
piano, è chiaramente
espressa la volontà di
intraprendere, nel tempo,
un percorso in diverse fasi:
la prima che andata in
vigore da poco come “ipotesi di medio periodo”
(quella sopra descritta),
che presto lascerà il passo
ad un altra che prevedrà la
chiusura di altre strade del
centro storico, ovvero, via
Cavour, via de Fraia e
corso Garibaldi; per arrivare ad una ultima fase,
definita di “medio periodo” (entro l’estate del
2013), che si concretizzerà
con una Ztl ancora più
estesa (una sorta di maxi
isola pedonale) che partirà
da via Napoli e si estenderà addirittura fino a via
Fasano: quest’ultima Ztl,
però, sarà attivata solo nei
fine settimana, per i non
residenti. Il sindaco Figlolia ha inviato una lettera
aperta, chiedendo sacrifici,
ma anche disponibilità e
partecipazione (per la
riuscita della nova operazione ) ai suoi concittadini.
Ma allo stesso tempo
cercherà nuove soluzioni
per la sosta dei veicoli nel
centro città. Figlolia,
durante la conferenza
stampa, ha parlato del
parcheggio sotto “piazza a
mare” ed ha annunciato di
aver avviato un dialogo
con l’Agenzia del demanio,
con la quale si è impegnato a farsi carico dei lavori
di ristrutturazione della
struttura: l’apertura del
sito porterebbe alla città
altri 100 nuovi posti auto.
L'assessore Francesco
Fumo ha sottolineato che
questi primi provvedimenti si potranno apprezzare
nel medio - lungo periodo.
Nell’immediato si registrano i primi malcontenti
degli operatori commerciali del centro storico. Le
principali associazioni di
categoria hanno già
espresso forti dubbi sulla
operazione. Vedremo cosa
succederà nei prossimi
mesi.
ROSARIO SCAVETTA
CHIAIA MAGAZINE • NOVEMBRE 2012
(15)
STORIE&TERRITORI
IMPRESA E INNOVAZIONE
ValueGo, il software della tracciabilità
Rossella Galletti
Da dove provengono i cibi
che mangiamo? Dove sono assemblati i minestroni, le paste,
i pesci surgelati che costituiscono parte integrante della
nostra alimentazione? Ciò di
cui ci nutriamo, potrebbe mettere in pericolo la nostra salute? Queste sono solo alcune
delle domande a cui ValueGo
può dare risposta. Dopo anni
di buio pesto sulla provenienza e la filiera produttiva delle
pietanze che mettiamo sulle
nostre tavole, finalmente
l’azienda napoletana Penelope, attiva dal 2003 nel campo
dell’ICT, ha creato un software
in grado di rivelare ai consumatori di che “pasta” sono realmente fatti i prodotti che
comprano. Non è un sogno. È
solo l’ultima frontiera della innovativa tecnologia made in
Campania che potrebbe permettere in futuro alle piccole e
medie imprese agroalimentari del territorio di penetrare nei
mercati internazionali e risollevare l’economia locale garantendo dei prodotti certificati. Un software di indubbia
utilità che, però, non ha trovato ancora un alleato nelle banche e nella pubblica amministrazione che potrebbero incrementarne promozione e
diffusione. A cominciare dalla
Regione Campania che ha finanziato il progetto per 400mila euro in base al Por 20002006, elargendone alla società
solo la metà.
Francesco Marandino (nella
foto in alto), direttore di Penelope e promotore del progetto,
ci spiega come un software
può rivelarci tutto sui cibi.
Chi sono gli artefici del progetto ValueGo?
«Tutto è nato dalla collaborazione tra Penelope, l’Università di Salerno e l’Università del
Sannio. L’applicazione ha lo
scopo di supportare le aziende
agricole. La prima a sperimentarla è stata l’azienda produttrice di mozzarella di bufala
Vannulo, con sede a Capaccio.
Abbiamo analizzato ogni fase
(16)
«Con questo sistema
si potrebbe erodere
in modo significativo
l’azione di
contraffazione che
sull’agroalimentare
in Italia crea
un danno annuo
di 60 miliadi di euro»
Francesco Marandino,
promotore del’idea
tecnologica, spiega
come è possibile
ricostruire, in tempo
reale e con un
cellulare, la filiera
produttiva dei cibi
che compriamo
della catena di trasformazione: il foraggio somministrato
alle bufale, il processo di mungitura, la vendita. Il consumatore, avvicinando un telefono
cellulare a un’etichetta intelligente può leggere tutta la filiera produttiva di un determinato prodotto e conoscere anche
la quantità di diossina contenuta nella mozzarella. ValueGo si avvale prevalentemente
della tecnologia RFID (Radio
Frequency Identification), che
consente la lettura di dati contenuti in speciali etichette, i
TAG RFID, da parte di appositi dispositivi chiamati lettori,
come un cellulare dotato di
tecnologia NFC (Near Field
Communication). Questo
estende praticamente a chiunque la possibilità di leggere le
informazioni relative al prodotto. Il produttore non può
decidere che cosa inserire o
non inserire nell’informazione, né può modificare le informazioni raccolte in automatico sul campo».
Il software potrà essere applicato a tutte le aziende che
operano in Campania?
«Un limite significativo all’applicazione è il fatto che non è
obbligatoria. Solo i produttori
che vogliono valorizzare i prodotti comunicandone al consumatore la qualità sono incentivati ad adottarla.
È fondamentale che la comunità europea guardi alla tracciabilità non più come elemento di barriera alla circolazione delle merci, ma come
elemento di controllo della salute pubblica, Quando l’anno
scorso in Germania sono morte 45 persone a causa di germogli di soia infetti, è scoppiato il caso: si è andato a ritroso
nella filiera produttiva fino ad
analizzare l’acqua con la quale veniva irrigato il germoglio di
Campania sempre più Slow Food
A Torino, dal 24 al 29 ottobre scorso si è
svolto il consolidato appuntamento biennale con il Salone del Gusto. La Regione
Campania era presente con 16 Presidi
SlowFood, quei prodotti alimentari rari
ed eccellenti a rischio di estinzione di cui
Slow Food intende preservare la biodiversità e le filiere tradizionali di produzione. Ecco alcuni tra i prodotti «celebrati» al Salone di Torino.
Il Pomodoro San Marzano. Nei fazzoletti ortivi dell’agro sarnese-nocerino si coltiva l’eccellenza del pomodoro campano:
il San Marzano. La feracità del suolo, il clima mediterraneo e il benefico influsso
del mare conferiscono qualità indiscutibili a questo pomodoro simbolo dell’agricoltura della regione.
Ha sapore tipicamente agrodolce, forma
allungata della bacca, colore rosso vivo e
scarsa presenza di semi.
CHIAIA MAGAZINE • NOVEMBRE 2012
Il Fagiolo di Controne. È piccolo, rotondo e bianchissimo, senza macchie e senza occhi. Ha una tradizione molto antica
ed è particolarmente pregiato per l’alta
digeribilità e per la buccia sottile, praticamente impalpabile. Difficilmente si
spacca durante la cottura, che solitamente richiede tempi nettamente inferiori a quelli di un fagiolo comune.
Il pomodorino del piennolo del Vesuvio.
Uno dei prodotti più antichi e tipici dell’agricoltura campana, tanto da essere
perfino rappresentato nella scena del tradizionale presepe napoletano. Tipico è
ciò che è unico per requisiti organolettici, certezza di origine geografica e particolarità nelle tecniche colturali e di preparazione.
Il cacioricotta del Cilento. Un formaggio
a base di latte caprino, uno dei cibi più antichi fatto ancora oggi a mano in Cilento.
soia per cercare di capire da
dove venisse l’avvelenamento.
Ebbene l’avvelenamento veniva da un fieno che serve alla
maturazione del germoglio,
proveniente dall’Egitto e non
controllato. Il costo sociale della morte di 45 persone è troppo alto rispetto a dei sistemi,
come ValueGo, capaci di ridurre il rischio antropico».
In futuro quale potrebbe essere l’utilità del progetto?
«Si potrebbe erodere in modo
significativo l’azione di contraffazione che sull’agroalimentare in Italia crea un danno annuo pari a 60 miliardi di
euro (fonte Coldiretti)».
Quali dati si possono ottenere con il software ValueGo?
«Per quanto riguarda alimenti
in cui avvengono processi di
trasformazione più complessi,
come il lattiero caseario, si ha
la possibilità di tracciare, con
l’allocazione delle linee di trasformazione, quali stalle o allevatori hanno contribuito a
quel conferimento di latte per
la trasformazione del prodotto.
Il gruppo Ciro Amodio sta per
lanciare un prodotto, il “fiordilatte di Napoli”, realizzato
esclusivamente con latte della
Campania. Per dare un valore
aggiunto al prodotto si è rivolto a noi. Attraverso dati relativi alla tracciabilità e rintracciabilità del prodotto si è garanti
di maggiore affidabilità e sicurezza sia all’interno del Paese,
sia all’estero».
Oggi ValueGo in quale direzione si sta muovendo?
“Stiamo investendo per aggredire un’altra filiera misconosciuta al mondo della tracciabilità: quella ittica. Con la Seconda Università di Napoli
stiamo lavorando alla realizzazione di un prototipo per conoscere, in tempo reale, la provenienza del pescato e soprattutto del congelato che è uno
dei settori più dolenti dell’alimentare in Italia. C’è, infatti,
un alto consumo di alcuni prodotti ittici esteri, venduti come
merluzzo o cernia, mentre in
realtà sono altre specie di pesci,
ad esempio pangasio”.
STORIE&TERRITORI
CASERTA, ITINERARI ALTERNATIVI
Valogno, una giornata nel paese dipinto
Livia Iannotta
Ci sono luoghi in cui il
tempo sembra essersi fermato. Posti sospesi, al confine
tra passato e presente. Valogno è uno di questi. Un
borgo dal fascino nascosto,
che si arrampica sulle pendici del vulcano addormentato
di Roccamonfina, in provincia di Caserta. Le 150 persone
che lo abitano vivono di
semplicità: non ci sono
negozi né supermercati, tutti
conoscono tutti, com’è tipico
nei piccoli borghi, e un’unica
pizzeria accoglie i visitatori.
Questa cornice fuori dal
comune avvolge la località di
una bellezza che ha il sapore
di passato e tradizioni. Eppure lì, nel paese addormentato
all’ombra di castagni e ulivi,
le idee e la creatività corrono
veloci. Dal 2006 Valogno
racconta la sua storia attraverso immagini dipinte sui
muri. Ogni anno nel mese di
luglio la località diventa
punto di ritrovo di artisti
provenienti da svariati angoli
del mondo che, tra quei
vicoli silenziosi mai toccati
dallo smog o dal frastuono
delle auto, danno vita all’arte.
Sottoforma di murales, descrivono la memoria di una
piccola comunità, il cui eco
risuona ancora tra strade
strette, vecchie abitazioni di
pietra e vedute panoramiche.
Nascosta nel verde, abbracciata da splendide colline, a
389 metri sul livello del mare,
Valogno offre quindi una vera
e propria attrazione artisticoculturale che fa della la piccola località un grande paese.
L’idea è nata da Giovanni
Casale, presidente dell’associazione culturale “Il risveglio”, che ha finanziato,
insieme al Comune di Sessa
Aurunca, le pitture parietali.
Lui, che nonostante si sia
allontanato dal paese non ha
mai smesso di guardarlo con
occhi innamorati, ha dato
tutto se stesso per la riuscita
del progetto. Un percorso in
salita, viste le iniziali resistenze dei vecchietti del borgo e
dell’amministrazione, ma
che oggi è diventato un
segno distintivo e un orgoglio. «Perché un murales –
dice Casella – non getta
soltanto colore su una parete.
Fa vibrare l’animo dell’osservatore. Vuol dire condividere
un pezzo d’anima con gli
altri». Valogno era un paese
“morto”. I murales lo hanno
riportato alla vita. L’arte ha
colorato il grigio che non solo
Il borgo appartiene
al comune di Sessa
Aurunca ed è un museo
a cielo aperto. Qui si
trova il murales più
grande d’Italia
dedicato a Garibaldi,
realizzato dal siciliano
Salvo Caramagno
spegneva il colore delle case,
ma soffocava anche la gioia
di chi tra quelle mura sempre
uguali a se stesse respirava. E
piano piano anche le vecchiette che storcevano il
naso, così contrarie alla
pittura che ai loro occhi stava
“imbrattando” un pezzo di
storia, hanno cominciato a
sorridere agli artisti e ad
accompagnarli nel loro
lavoro.
E così camminare tra le
strade di Valogno è un po’
come visitare un museo a
cielo aperto. Appena entrati
nel borgo, poco più su della
chiesetta dedicata al patrono
San Michele, ecco che ci si
imbatte in Garibaldi che a
Teano incontra il re Vittorio
Emanuele. Novanta mq di
pittura in cui spiccano circa
50 personaggi, tra garibaldini
con le inconfondibili camicie
rosse e personaggi d’epoca.
Numeri che ne fanno il più
grande murales unitario del
Belpaese. Realizzato da Salvo
Caramagno in occasione dei
150 anni dell’Unità d’Italia, è
l’omaggio della popolazione
di Valogno alla pagina più
importante della storia nazionale. Proprio lui, Caramagno, artista siciliano, brillante
nella realizzazione di pitture
parietali, ha firmato la maggior parte dei murales del
paese. Proseguendo poi tra le
viuzze che si intrecciano sul
fianco della montagna, le
facciate delle case del borgo
antico sono diventate tela
bianca per gli artisti. Abbellite con affreschi a muro,
evocano oggi vecchi mestieri
e spaccati del mondo rurale.
Storie di briganti, di donne
che si dedicano alla mietitura. E ancora immagini fiabesche, come quelle dipinte da
Franco Mora, artista naif
della Pianura padana, e
I 150 abitanti del
posto, la maggior parte
anziani, in un primo
momento erano contro
l’arte sui muri. Oggi,
invece, ospitano gli
artisti che vengono per
divertirsi a decorare
le facciate delle case
particolari religiosi realizzati
da Franchina Casella o dalla
“madonnara” sudcoreana
Kang Hwa-Ja.
Ci sono poi vicolo Natali e via
Razzini (ribattezzata non a
caso “Vicolo degli artisti”):
vere “perle” del borgo. Stradine dal tipico fascino medievale, in cui l’occhio viene
rapito da illusioni pittoriche,
come il murales che completa l’architettura di un balcone a firma Silvio Fusco o
dalla rappresentazione di un
amore d’altri tempi, evocato
nella “Serenata” di Fiorella
Tedesco. Immagini che,
come spiega l’artista originaria di Valogno, catapultano
l’osservatore «nell’atmosfera
del murales, dove nulla è
lasciato al caso, né il volo di
una farfalla, né il fremito del
giovane per la sua amata, né
il vento leggero che sposta le
tende, in uno spettacolo
mozzafiato regalato dalla
natura. Perché in una società
che si trova pienamente in
crisi, in cui si corre soltanto,
si perde il sapore delle cose
essenziali». Ma il risveglio del
paese immobile nel tempo è
soprattutto culturale. Illumina infatti il cuore di Valogno,
un “Invito all’arte”. Nato
dalla mano abile di Caramagno, con le sue tinte sgargianti, sembra invogliare i
passanti a prendere in mano
il pennello e colorare il mondo. Poco distante dal centro,
poi, la vecchia scuola elementare abbandonata è stata
riportata alla vita dall’associazione di Giovanni Casella.
Teatro di eventi sotto il cielo
estivo, è diventata “sQuola
RikreAttiva”, come testimonia il grande murales a firma
Rocco Lombardi e Angelo
Rasile. E così lì, in quella che
sembra una cartolina che
dall’alto guarda a valle, lo
sguardo viene proiettato in
un mondo colorato, dove
l’arte diventa decoro urbano
e la voglia di vivere rinasce.
CHIAIA MAGAZINE • NOVEMBRE 2012
(17)
STORIE&TERRITORI
TESORI MEDIEVALI, LA PERLA DEL SANNIO
Limatola, un castello fatto «ad arte»
Rita Giuseppone
«Era sera tarda quando K.
arrivò. Il paese era affondato
nella neve... K. Si fermò a lungo
sul ponte di legno che conduceva dalla strada maestra al villaggio, e guardò su nel vuoto apparente”. Guardando da lontano l’imponente Castello di Limatola non è difficile sentirsi
come l’agrimensore protagonista del romanzo postumo di
Franz Kafka, sopraffatto dal fascino misterioso del castello che
sovrasta un villaggio sperduto.
Ma, mano a mano che si percorrono le stradine che s’inerpicano verso l’entrata, l’inquietudine lascia spazio alla serenità e ci si sente pervasi da un piacevole senso di pace. Siamo nella provincia beneventana, su
un’altura che raccoglie la magnifica vista dei monti Matese e
Taburno, a circa 8 chilometri
dalla Reggia di Caserta e 27 da
Napoli. Qui sorge il Castello di
Limatola, antichissimo baluardo difensivo che oggi, grazie alla lungimiranza della famiglia
Sgueglia, imprenditori specializzati nel campo del restauro e
della ristrutturazione degli immobili, è stato strappato all’incuria e al degrado e restituito alla collettività in una veste totalmente nuova, senza stravolgerne i canoni estetici originari. È
resort, sala banchetti, sede di
meeting, di visite guidate, eventi e cerimonie e non solo: con i
suoi giardini, impreziositi dalle
sculture permanenti del maestro Riccardo Dalisi, il castello è
un opera d’arte a cielo aperto
che racchiude e conserva tra le
sue mura merlate i capolavori di
Francesco da Tolentino e gli affreschi di Antonio Marotta,
nonché preziosissimi abiti fatti
a mano in pura seta di San Leucio, in mostra all’ingresso delle
graziose camere da letto arredate con gusto e cura dei particolari, il tutto in pieno stile medievale. Perdendosi col naso all’insù tra le volte gotiche del Salone delle Armi, nell’area mu-
(18)
Un mercatino tra musica e magia
Più di centomila presenze previste,
cento stand, cinque punti di ristoro che
sforneranno circa quattromila pasti per
quindici giorni di festeggiamenti in
un’atmosfera natalizia di gioia e allegria.
Questo e molto altro nella terza edizione
di «Cadeaux al Castello» mostra-mercato
di Natale al Castello di Limatola. L’evento, organizzato dai proprietari del resort,
la famiglia Sgueglia, con la collaborazione del Comune, proporrà, dal 23 novembre all’8 dicembre, una serie di attrattive
volte a spettacolarizzare lo spirito del
luogo, candidandosi a volano per lo
sviluppo economico e turistico della
zona. Spettacoli medievali, luminarie,
concerti, mangiafuochi, sbandieratori
marchigiani, burattinai, artigiani, venditori di caldarroste, dolci e prodotti tipici,
arte presepiale, artigiani, amanuensi e
artisti per animare le lunghe giornate di
festa in stile Medioevo. Un evento che
nelle edizioni precedenti ha fatto registrare il tutto esaurito, con migliaia di
visitatori grazie anche all’ottimo coordinamento logistico che permette di lasciare l’auto in paese per raggiungere
comodamente il castello con le navette.
Anima dell’operazione, la “castellana”
Pina Sgueglia, moglie di uno dei proprietari e vera appassionata di quella
CHIAIA MAGAZINE • NOVEMBRE 2012
magia che si può ricreare a ridosso delle
feste in un luogo così suggestivo. Forse
la definizione di mercatino è riduttiva
per una vera e propria kermesse che
sposa le esigenze pubblicitarie e commerciali dei tanti portavoce delle eccellenze locali, dai maestri presepiali a
quelli delle ceramiche di San Lorenzello,
incastrandole in un’occasione di festa e
divertimento per i più piccini ma anche
per i loro genitori. Per i bambini vi saranno innumerevoli spettacoli, un teatrino con le marionette e la suggestiva
Casa di Babbo Natale.
Per info: www.mercatinodinatale-castellodilimatola.it.
seale interamente dedicata a
Garibaldi, nelle ampie sale, interne ed esterne, adatte a banchetti e cerimonie, è possibile
sentirsi trasportati ai tempi di
castellani, giullari, dame e cavalieri. Eppure c’è una gran modernità che si può riscontrare
nella cura dei dettagli, nelle cucine moderne e funzionali, nelle camere dotate di tutti i comfort, nel grande salone impreziosito da uno splendido lucernario. La “mano invisibile” dei
fratelli Sgueglia è dappertutto,
ma sospinta da studi approfonditi e dalla volontà di restituire
al pubblico questo grande patrimonio, recuperato grazie all’incessante lavoro di 100 operai
durato tre anni. Un gioiello che
è anche una tappa obbligata per
gli amanti del gusto e del saper
vivere: le cucine, infatti, sono il
cuore pulsante del castello. Un
cuore messo in moto tutti i giorni dallo chef Giuseppe Spina,
membro della Federazione Italiana Cuochi, re del finger food,
reduce dalle recenti Olimpiadi
della Cucina del 2012 con il suo
Team Campania, per il quale la
medaglia più importante si conquista offrendo piatti raffinati
ma in linea coi sapori della tradizione e dei prodotti tipici locali. Come il maialino nero casertano in crosta di nocciole vesuviane, il baccalà su crema di
patate o il pesce spada à la coque. Imperdibile la zuppa di farro e cicerchie, per un vero tuffo
alla scoperta della cucina medievale. La ciliegina sulla torta,
neanche a dirlo, è rappresentata dalla pasticceria interna che
sforna babà strutturati e pastiere à la carte, nonché cheesecake, cupcake e wedding cake decorate secondo le mode del momento, in tipico stile “Boss delle torte”. Insomma, arte, natura, gusto, storia e ospitalità per
un matrimonio, un fine settimana insolito ma anche un
pranzo o una cena fuori dal comune, coronamento di una
giornata trascorsa nella pace dei
sensi.
Supplemento al numero in corso di Chiaia Magazine
SENTIERI DIVINI
Una giornata tra
i profumi e le
degustazioni delle
Cantine Sabatino.
Un trionfo
di prodotti tipici
innaffiati da un
gioioso Gragnano
consulta il sito
life
www.tugheder.it
Amami Solarium, l’estate infinita
Il centro estetico abbronzante di via Duomo offre un ampio ventaglio di possibilità per chi tiene al benessere
del proprio corpo. Prezzi competitivi e di martedì ulteriori sconti per una super tintarella anche in tempi di crisi
L’abbronzatura non è più una prerogativa dell’estate. Con le moderne tecnologie una carnagione bronzea è possibile 365 giorni l’anno. E si
può scegliere se dare colore solo al viso o a tutto il corpo, per apparire anche in autunno ed inverno come se si fosse appena tornati da una
spiaggia caraibica. La scelta del centro abbronzante è importante, e Tugheder vuole essere il
vostro “girasole”, indicandovi la strada verso una
abbronzatura incantevole anche nel centro di
Napoli. Oggi vi suggeriamo “Amami Solarium”,
un centro estetico abbronzante dotato di quattro lampade viso, due lampade corpo e di tutti i
migliori macchinari per colorare il vostro corpo
in modo impeccabile. Le attrezzature di questa
azienda utilizzano i migliori prodotti per sola-
CANNAVACCIUOLO,
SUPERCONSULENTE
Un consulente d’avanguardia
nel panorama italiano della gestione di patrimoni. Questo è
Salvatore Cannavacciuolo, Personal Financial Adviser napoletano, che ci parla delle possibilità di investimento per i clienti
Fineco in Campania, dal suo ufficio nell’isola C1 del Centro Direzionale . “Fineco è la prima
banca online d’Italia, con la più
alta percentuale di clienti soddisfatti (98%) - ci spiega fiero
Cannavacciuolo - ed il mio compito è quello di aiutarli a gestire
i propri risparmi (o a costruirli
qualora non vi fossero) con
l’esperienza acquisita in oltre 10
anni di attività, supportandoli
nel superamento delle difficoltà
dei mercati.Fineco, banca del
gruppo UniCredit, è a Napoli con
i suoi uffici dal 1999 ed offre ai
clienti la più ampia possibilità
di personalizzazione della propria offerta, in relazione alle esigenze dei risparmiatori.Dal BOT
alla gestione patrimoniale più
evoluta per clienti con grossi patrimoni, l’invito di Salvatore
Cannavacciuolo è a contattarlo
per farsi consigliare la soluzione
più adatta alle proprie esigenze.
Tra queste, senza dubbio, il conto corrente a vero “costo zero ” e
i piani di accumulo per costruire capitali per i più giovani.
Salvatore Cannavacciuolo
Personal Financial Adviser
Tel: 335.7722433 - www.fineco.it
[email protected]
rium: tubi e lampade “GoldLight” con filtri “UviSol” e i migliori super-abbronzanti: bergamotto, betacarotene, mallo di noce. I prezzi variano dai 5 euro per la lampada viso fino agli 8 euro per la lampada corpo. Ma, tutti i martedì, è
previsto un ulteriore sconto di 2 euro. I tempi di
esposizione sono della durata di 15 minuti per
entrambi i trattamenti.“Amami Solarium” si
trova a Napoli, a via Duomo, ed è aperto dal lunedì al sabato con orario continuato dalle 9:30
alle 21:00 ed offre la possibilità di un vicino parcheggio custodito.
Amami Solarium - Via Duomo,249 - Napoli
Telefono: 081-5636683
web: www.amamisolarium.oneminutesite.it
facebook: amamisolarium
Federico, il maestro
del look per uomo
Tre generazioni di
parrucchieri, in due
diverse nazioni,
con il pallino
dell’innovazione nel settore dell’immagine. Il
nonno,
Francesco,
scolpiva capigliature a
Torre Annunziata già molti
decenni fa. Il primo dei suoi due figli,
Antonio “inventò” la piega rendendola una moda nel suo
paese, mentre suo fratello, Giorgio,
emigrò in Inghilterra per diventare
coiffeur di “ladies” e “girls”. Antonio
Mario, terza generazione e rampollo della Famiglia Federico è diventato consulente d’immagine lanciando la novità del “taglio computerizzato”, mentre il padre Antonio,
mescolando la sua esperienza con
la consulenza e la collaborazione di
esperti chimici, ha lanciato una rivoluzionaria linea di prodotti cosmetici il cui livello creativo, unito
alla qualità delle materie
utilizzate, non è lontano dalle grandi
griffes di cosmetici internazionali. La ricerca della qualità al servizio
della bellezza
è la mission
di Antonio
Federico che,
con la sua linea
di prodotti, ha
reso più belli migliaia di ragazzi che
sono passati dal suo negozio di Poggiomarino. Dalle maschere per capelli al mango o alla
pesca, passando per le cere ad acqua alle vitamina E (ottime anche
per la protezione dai raggi del sole),
fino ai gel agli estratti vegetali ogni
prodotto è studiato per il look delle
teste più esigenti.
Antonio Federico - Image Consulting
Via Giugliano, 18 - Poggiomarino
Tel 081.5285394
www.antoniofederico.it
[email protected]
Novembre | 2012
paginadue
consulta il sito
food
www.tugheder.it
PINTERRÈ, A TAVOLA
CON LA TRADIZIONE
Nel ristorante di Monte di Procida
trionfano i menu del mare:
da non perdere i piatti al baccalà
Brigata di cucina,
il blog del gusto
La passione
gastronomica
corre online:
segreti e trucchi
nelle ricette
di Iolanda
La “Brigata di cucina” è l’insieme di tutti coloro che lavorano
nella cucina di un ristorante, un
albergo, o altra cucina professionale. E il nuovo blog www.brigatadicucina.it vuole essere una finestra aperta su tutto ciò che accade
nelle cucine italiane.
L’autrice dei post non è una chef
professionista ma un’appassionata di cucina che vuole costruire la
sua “brigata” insieme a tutti suoi
lettori, abbracciando tutti i campi
di discussione inerenti la cucina
ed il cibo, le ricette e i piccoli
trucchi del “mestiere”.
Il sito ha una impostazione razionale ed intuitiva. E le ricette pre-
www.brigatadicucina.it
sentate sono la giusta fusione di
tradizione e modernità. Non a
caso Iolanda, l’ideatrice del sito,
spazia per dispensare i suoi consigli tra l’esperienza della tradizione culinaria dei suoi genitori alle
critiche gastronomiche di marito
e figli. Particolare rilievo sarà dato
nel corso dei mesi alla sezione
interattiva. Tutti i visitatori, dal
più assoluto principiante ai professionali più esperti, potranno
condividere le proprie ricette, i
propri consigli e, soprattutto i
propri piccoli segreti. È proprio il
caso di dirlo: per i visitatori di
questo sito ce ne è per tutti i gusti:
Dalle melanzane (farcite o a parmigiana), fino alla ricetta per i
panini semidolci, dalle ricottine
fritte alle crescenti al sale nero
delle Hawai, non si può non trovare una ricetta da provare a
imitare ed inserire nel proprio
menu. Il sito è libero ed aperto a
tutti. Buon appetito.
Il Pinterrè nasce nel 2009 come
espressione della volontà di preservare il patrimonio culturale enogastronomico campano e, in particolare, il background culturale della
cucina di mare tipica del territorio
flegreo. Il ristorante ed il suo giardino sorgono sull’antica via che
portava da Cuma alle coste di
Miliscola, e sono magnificamente
integrati con il patrimonio archeologico che circonda l’intera area.
Da sempre queste terre e questo
mare sono ricchi di prodotti che,
nella loro semplicità, offrono un
bouquet completo e vario di sapori
ed odori capaci di sublimare i
sensi. La cucina del Pinterrè, nella
sua semplicità, è tesa proprio a farli
risaltare ed a mettere in evidenza il
naturale sapore delle materie
prime utilizzate, senza particolari
elaborazioni e con l’obiettivo di
non perdere nulla di ciò che la
natura ci offre. L’ampio menu del
ristorante è stato implementato nel
2011 con piatti a base di baccalà,
prodotto che fin dall’antichità è
stato presente nelle cucine e sulle
tavole dei nostri avi, e che ora è il
protagonista delle cene del Pinterrè. Ogni venerdì sera è completamente dedicato a questo prelibato
alimento, con menu, comunque,
sempre diversi. Grandissima attenzione viene prestata ai vini, con
particolare riguardo a quelli campani e predilezione per i prodotti
tipici dell’area flegrea. Pinterrè: un
Seguici su facebook
www.facebook.com/Pinterre
luogo di incontro fra terra e mare,
tra gli uomini e la natura, tra il
gusto ed il piacere, un luogo dove i
sensi e le emozioni vengono stimolati.
Pinterrè -Via Cappella, 23
Monte di Procida. Tel. 081-5232618
CANTINE SABATINO, CASA DEL VINO
Le Cantine Mariano Sabatino sono il luogo
ideale per una visita guidata ai "profumi" del
vino in cantina. Presso le Cantine è infatti disponibile una raffinata sala degustazioni dove è possibile apprezzare oltre alla vasta gamma dei genuini vini Sabatino, i prestigiosi prodotti tipici della meravigliosa filiera enogastronomica dei Monti Lattari, elaborati e cucinati da mani sapienti ed esperte nel rispetto delle storiche usanze locali. Punto di forza
è sicuramente il “Gragnano” delle Cantine
Sabatino, vino D.O.C. dal colore rubino, che
il celebre sommelier Paolo Lauciani ha definito “luminoso ed impreziosito da una schiuma vivace. Il suo profumo inizialmente vinoso e silvestre, dischiude poi delicati sentori
floreali e di piccoli frutti rossi di bosco. L'assaggio è leggiadro, irresistibile e scattante. Il
finale gustoso ed ammandorlato”. Nella Tradizione del valore della ospitalità, il motto
storico delle cantine "la gioia è accogliere gli
amici, la felicità è quella di rivederli presto”,
rivela tutta l’atmosfera che attende i clienti
che scelgono questo luogo per trascorrere
qualche ora cullati dai sapori e dai profumi
dei buoni vini in una atmosfera di assoluta
cordialità. Ai lettori di “Tugheder” l'Azienda
Vinicola Mariano Sabatino ha riservato un
piccolo simpatico omaggio oltre a particolari offerte promozionali di sicuro interesse.
Cantine Mariano Sabatino
Via Vittorio Veneto 21 - Casola di Napoli
Tel. 081 5392540 Cell. 3202117279
www.cantinemarianosabatino.it
[email protected]
Novembre | 2012
paginatre
consulta il sito
travel
www.tugheder.it
Hotel Alisma,sci e relax
Nel mezzo del Parco nazionale
dell’Abruzzo, immerso in una
splendida pineta, sorge l’Hotel Alisma di Alfedena. A pochi chilometri dalle principali stazioni sciistiche del centro sud, e dai principali
centri del Parco Nazionale dell’Abruzzo questa moderna struttura di nuovissima costruzione è il
www.alismahotel.it
[email protected]
luogo ideale per un weekend o una
settimana bianca anche grazie agli
sconti che l’hotel mette a disposizione dei propri clienti per l’acqui-
sto di skipass e per la prenotazione
di gite a cavallo o escursioni in
quad. Da ciascuna delle 25 stanze,
dislocate su tre piani serviti da un
moderno ascensore, si possono ammirare il Monte Greco, il Monte Meta (cima più alta della catena delle
Mainarde), e la valle del Sangro. Particolarmente curata è poi la cucina
e l’offerta di escursioni per i clienti
dell’hotel.
È possibile visitare il Museo Sannita di Alfedena, con l’Acropoli e la
Necropoli, il Museo Paleolitico e gli
scavi di Castel San Vincenzo. Oppure dedicarsi alle escursioni nella
pineta del Cimerone, la Conca del
Biscuri, il lago della Montagna
Spaccata, o le sorgenti del Rio Torto. Particolarmente vicini anche il
laghi di Barrea e di Scanno. Anche
se a calamitare l’attenzione della
maggior parte dei turisti sono le vicine piste da sci di Roccaraso e di
fondo del Pianoro Campitelli.
Alisma Hotel- Alfedena (Aq)
Tel. 0864-870047
LO SPILLO
a cura di Annalisa Tirrito
IL NOME CASADONNA è
accattivante, antico come le mura
dell’ex monastero del ‘500. Ma la
cucina, l’accoglienza e la sobria
eleganza, sono spiccatamente moderni
e giovani come il padrone di casa,
ideatore e chef resident, Niko Romito,
che ha reso Castel di Sangro, in Abruzzo
una meta internazionale per gourmand.
L’esperienza è unica, dalla colazione alla
cena, passando per originali aperitivi
tra tradizione, innovazione, e materia
prima eccellente, alla luce e al caldo
d’atmosfera del grande camino. La
pietra antica, il legno, le ampie vetrate
per godere la natura, e tutt’intorno i
vigneti della valle del Sangro, le
passeggiate a piedi o a cavallo, per poi
tornare a farsi coccolare a Casadonna,
magari approfittando delle offerte,
nella voce apposita del sito
www.casadonna.it, come "L'Essenza e le
stelle" a 300 euro. Identità, creatività e
territorio, da vivere in coppia. Per due
giorni, una notte, in una delle tipologie
di Casadonna Reale Gourmet Breakfast,
con cena e menù degustazione, al
Ristorante Reale, due stelle Michelin.
Holiday Travel, due
pass per i viaggiatori
Una piattaforma di marketing
avanzata ed un tour operator in
una sola azienda. Questo è Holiday Travel Pass. Una società che
nasce dall’esperienza di professionisti del settore che operano
con successo nell’ambito turistico-promozionale da molti anni e
che grazie ad accordi consolidati
con tour operators, catene alberghiere, compagnie aeree e ferroviarie può garantire ai propri
clienti tariffe scontate per le loro
vacanze. Il tutto grazie a due
innovativi strumenti dedicati
all’utenza privata ed alle aziende
di tutti i settori. Per i privati è
nata la card HTPASS che, a fronte
di una piccola quota associativa
annuale, apre le porte del mondo
“HolydayTravelPass”, garantendo
sconti ed agevolazioni per l’acquisto di vacanze, biglietteria
aerea e ferroviaria, biglietti per
Parchi tematici, autolinee, tours,
escursioni ed attrazioni in tutto il
mondo. Per le Aziende invece c’è
il Coupon “HOLIDAYTRAVELPASS”, grazie al quale è possibile
organizzare promozioni mirate
di grande impatto e successo,
finalizzate ad offrire agli utilizzatori importantissime agevolazioni sui propri viaggi. La forza del
team, la mancanza di intermediari e l’utilizzo su larga scala dei
nuovi e più potenti strumenti
offerti dal web (Facebook, Twitter, Google Plus etc) hanno permesso alla azienda di offrire un
servizio competitivo e all’avanguardia nel mondo del turismo.
HOLIDAYTRAVELPASS
Business Tour Operator
Via San Michele,1 H - Aversa (CE)
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One Tour
Sharm el Sheik è tua
Formatasi attorno al nucleo
originario di Sharm el Moya, l'attuale Sharm el Sheik è la più nota delle destinazioni del Mar Rosso. Il suo nome appare già sulle
carte nautiche spagnole del 1500,
ma furono gli israeliani, durante
l'occupazione dell'Egitto dopo la
Guerra dei Sei Giorni nel 1967, ad
accorgersi dell'enorme potenziale turistico della costa del Sinai. La vita turistica di Sharm si
divide tra le spiagge e i meravigliosi reef, quindi tra relax ed immersioni nelle profondità incontaminate di un mare quasi completamente chiuso e profondo fino a tremila mila metri nella sua
parte centrale. La trasparenza
dell'acqua è assoluta e si può osservare la barriera corallina per
chilometri lungo tutto il Sinai. Le
pareti di corallo scendono a picco nelle profondità marine costi-
tuendo riparo per moltissime
specie di pesci ed una flora marina che offre tutta la sua suggestiva bellezza agli appassionati di
snorkeling e di immersioni. La vicinanza del deserto regala a
Sharm El Sheik scorci di incredibile fascino e bellezza: il deserto
del Sinai con le sue montagne ed
i suoi canyon rocciosi è la seconda attrattiva di Sharm. L’azienda
“One Tour” propone per questa
destinazione itinerari ed offerte
particolarmente interessanti e
mette la propria esperienza pluridecennale nel settore dei viaggi individuali e di gruppo, a disposizione di tutti i lettori di “Tugheder”.
Agenzia di Viaggi One Tour
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Novembre | 2012
paginaquattro
sport
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www.tugheder.it
Scuola di Yoga,
il benessere
è «integrale»
Lo yoga è una delle più
antiche discipline dedicate
all’essere umano, finalizzata a generare un profondo
senso di benessere psicofisico ed emotivo.
La Scuola di Yoga Integrale
di Napoli, fondata 1986 da
Gino Sansone, è uno spazio
aperto in cui è possibile seguire non solo lezioni di Yoga, in cui si alterna la pratica guidata di Pranajama
(controllo del respiro) Asana (esercizi di posizioni corporee) e pratiche di Rilassamento guidate, ma anche
seminari di approfondi-
mento sui i principali testi
della tradizione dello Yoga.
Presso la scuola è tenuto
inoltre un corso di Yoga dedicato alle “Mamme in attesa”, un Corso di Meditazione e un inedito corso di
Yoga della Voce.
Periodicamente la Scuola di
Yoga Integrale di Napoli ha
l’onore di ospitare Maestri
provenienti da diversi lignaggi e tradizioni di scuole di Yoga del continente indiano. Da quest’anno in aggiunta alla sede del Vomero,
è possibile seguire le lezioni di Yoga Integrale, anche
in una sede al centro storico e presso la struttura del
Palabarbuto a Fuorigrotta .
Ai lettori di Tugheder viene
offerta una lezione di prova
gratuita da svolgersi presso
una qualsiasi delle tre sedi.
Info corsi
- Via Scarlatti (Vomero)
cell. 340.7830920 mail:[email protected]
- Palabarbuto (Fuorigrotta)
335.6113661 mail: [email protected]
- Centro Storico 339.7531092
www.yogaintegralenapoli.it
GLOBO SURF,
AVVENTURA E SPORT
Nato da un’idea di Christian Vigneri,
sull’onda della passione per il windsurf
e tutto ciò che ruota intorno a questo
universo, Globo Surf, è divenuto ben
presto un vero e proprio punto di
riferimento, nel centro di Napoli, per gli
appassionati di windsurf, canoa e
mountainbike. Dal kite surf allo
snowboard, dallo skate al kayak, in un
unico luogo è racchiuso un nuovo modo
di intendere il concetto di negozio
sportivo, che unisce alla semplice
vendita, la più completa assistenza per
seguire il cliente anche dopo l’acquisto.
E' questa la filosofia imprenditoriale
che ispira Globo Surf. Dall’oggettistica
alla componentistica tecnica, dalla bici
sportiva al tandem più leggero, senza
trascurare l’abbigliamento delle
migliori marche, le vele e le mute per il
surf, l’azienda offre anche una buona
disponibilità di promozioni e sconti nel
reparto outlet, oltre la possibilità di
noleggio dei windsurf per chi si appresta
ad iniziare l’attività. Nel nuovo punto
vendita nei pressi di piazza Nazionale,
che dispone anche di un laboratorio per
la manutenzione e riparazione di sci e
snowboard, ogni sportivo può trovare la
passione e la competenza che
accomuna gli amanti dell’ avventura
sportiva, che per il team di Globo Surf
non ha segreti. Globo Surf è anche il
punto di partenza per l’organizzazione
di lezioni ed escursioni guidate, sia in
località di mare che di montagna con
bici, canoa-kajak, snowboard, windsurf,
oltre ad essere un imporante punto di
riferimento per la pratica del trekking.
L’invito è dunque di passare a trovare
Christian ed il suo staff.
Globo Surf - Via Otranto 1 (Napoli).
Tel. 0815623557
www.globosurf.com
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network editoriale che contempla non solo gli strumenti tradizionali di
comunicazione e promozione come l’inserto cartaceo ma anche quelli dei
newmedia. Segui «Tugheder» sul sito ufficiale www.tugheder.it; su facebook
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C’è una grande realtà campana
che veste gli atleti di calcio, tennis,
basket e volley, provvedendo a fornire tutte le attrezzature necessarie
per la pratica di sport di squadra o
individuali. Questa realtà è “Classics”, società casertana che dal 1991
punta sulla qualità dei prodotti e la
cura dei propri articoli per proporsi nel settore dello sport amatoriale
ed agonistico. L’avventura commerciale di questa azienda di Marcianise parte con la produzione di
racchette da tennis, ma ben presto
si espande fino a produrre l’abbigliamento tecnico per il calcio e gli
altri sport di squadra, dalle tute da
allenamento ai completi di squadra,
passando dai palloni e tutti gli altri
accessori per la pratica del “team
sport”. Una particolare attenzione
della azienda viene prestata alle personalizzazioni con l’inserimento di
loghi e nomi su ogni oggetto in catalogo. Ogni squadra ed ogni sportivo potrà così sempre contare sul-
la originalità e sulla unicità del proprio prodotto, che potrà visualizzare con fedeli anteprime grafiche dei
capi da realizzare prima di ogni ordine. La “Classics srl” propone un
eccellente rapporto qualità prezzo
e cataloghi in continuo aggiornamento per offrire capi sempre alla
moda ed all’avanguardia per la scelta di materiali. Tutti i prodotti e le
promozioni sono visionabili dal sito www.classicsitalia.com
CHIAIA MAGAZINE • NOVEMBRE 2012
(23)
BANCONOTE
FONDI EUROPEI: LE STRATEGIE DELLA REGIONE
Sviluppo, si punta su turismo e hi-tech
finalizzate
all’opera di
forestazione.
Sono parte di
uno stanziamento complessivo di
1.060mln di
euro per
agevolazioni a favore dell’ambiente nelle Regioni
meridionali.
Il governatore
Caldoro pensa
al futuro della
Campania.
Microcredito e
innovazione tra
gli assi portanti
del suo piano
di crescita.
Domenico Cortese
T
urismo, microcredito, giovani e distretto hi-tech. Sono
questi i quattro assi su cui la
Regione Campania ha deciso d’investire una buona
fetta di risorse europee e
tentare di rimettere in moto
la macchina dello sviluppo
regionale. Ma andiamo con
ordine.
Turismo
27,144mln di euro (9,168
provenienti dai Fondi per le
aree sottoutilizzate e 17,976
dal Por 2000/2006) è questa
la cifra sbloccata dalla Regione Campania e finalizzata a 19 interventi per la
realizzazione di infrastrutture turistiche e l’entrata in
funzione di nuove aree per
insediamenti produttivi. I
decreti di sblocco prevedono, inoltre, l’immediata
liquidazione di acconti del
30 per cento sul totale dell’investimento complessivo
alle amministrazioni richiedenti. Il che significa mettere subito a disposizione dei
comuni interessati
8,598mln. Fra gli interventi
previsti: la valorizzazione
degli itinerari di accesso al
(24)
Castello medioevale di
Dragoni in provincia di
Caserta; l’adeguamento
funzionale di Palazzo Orsini,
trasformato in museo e polo
congressuale a Solofra in
provincia di Avellino; la
valorizzazione dei luoghi
più suggestivi di Lacco
Ameno e la riqualificazione
del Parco di Villa Ferretti a
Bacoli; il progetto del parco
turistico delle sorgenti a
Controne, in provincia di
Salerno.
50mln di euro saranno
invece investiti nella realizzazione del piano strategico
per la creazione di una
filiera turistica fondata su 3
priorità: l’innovazione dell’accoglienza; la promozione dell’identità e la sostenibilità; la valorizzazione e la
Sono 65 i milioni
di euro previsti
per sostenere le
microimprese della
Campania. 90 scuole,
invece, potranno
contare su 2 milioni
di euro per la
realizzazione di progetti
sull’educazione
ambientale
CHIAIA MAGAZINE • NOVEMBRE 2012
gestione del patrimonio
culturale. Saranno, inoltre,
realizzate alcune azioni di
sistema, finalizzate alla
rilevazione dei fabbisogni
formativi nel settore turistico in Campania; realizzazione di progetti pilota in specifici ambiti territoriali
attraverso la creazione di
scuole impresa. La platea
dei potenziali destinatari
degli interventi è stata valutata in circa 30mila unità.
2mln di euro provenienti
dal programma europeo
Eden saranno stanziati,
attraverso un bando sul
turismo accessibile che sarà
aperto a dicembre prossimo, dal Governo. Obiettivi
previsti: l’integrazione
dell’accessibilità nella strategia di sviluppo turistico;
miglioramento dell’accessibilità; campagne d’informazione sui temi dell’accessibilità; partenariati nella
gestione della destinazione;
valorizzazione e commercializzazione delle risorse
turistiche; integrazione
degli aspetti sociali ed ambientali dell’offerta turistica
ed, infine, strategie di comunicazione.
60mln di euro sono stati
resi disponibili dal Cipe e,
quindi, dal Governo nazionale, per il finanziamento
degli interventi per la manutenzione straordinaria
del territorio regionale e
Microcredito
65mln di euro (che presto
diventeranno 100 milioni,)
di provenienza FSE, è la
dotazione del Fondo per il
Microcredito, istituito dalla
Regione Campania, per
sostenere l’avvio e l’investimento delle microimprese
regionali. I principali benificiari sono i cosiddetti segmenti deboli del mercato
del lavoro ovvero: disoccupati, lavoratori in Cig ed in
mobilità, oppure svantaggiati (nel senso di non bancabili perché privi di garanzie), disabili, immigrati e le
imprese del terzo settore
(associazioni riconosciute e
cooperative sociali). Ed,
inotre, i titolari di assegni di
ricerca, di borse di studio
post laurea e di borse di
studio universitarie; gli
allievi di corsi di specializzazioni e dottorato; laureati
specializzati; dottori di
ricerca e soggetti impegnati
in contesti di ricerca industriali e, poi, under 35 e
donne. Il fondo funziona
attraverso l’erogazione di
prestiti, da 5mila a 25mila
euro, da restituire in 60 mesi
ed a tasso zero a cominciare
dal settimo mese successivo
alla sottoscrizione del finanziamento.
Distretti hi-tech
80mln di euro, che nei
prossimi mesi, diventeranno 450 grazie all’intervento
di risorse ministeriali e
private, sono quelli che la
Regione Campania è pronta
ad investire nello sviluppo
dei distretti ad alta tecnologia. I settori tecnologici
coinvolti sono l’aerospazio, i
trasporti, la logistica, i beni
culturali, il turismo, l’edilizia sostenibile, l’energia,
l’ambiente, l’Ict, l’agroalimentare, la salute, che si
aggiungono a quello già
esistente per i materiali ed
alle filiere produttive nell’ambito nel processo integrato di smart specialisation
regionale, con l’obiettivo
complessivo di contribuire
alla crescita del capitale
umano e sociale della Campania.
Innovazione
1,9mln di euro la cifra che la
Regione Campania ha deciso d’investire nella realizzazione di 5 progetti per lo
sviluppo dell’innovazione
tecnologica nell’agroalimentare. Le risorse investite
provengono dalla rimodulazione di contributi già concessi e dalla dotazione finanziaria del programma
rurale Psr, misura 124.
Biotech
13,2mln di euro, è l’ammontare che la Regione
Campania ha sbloccato per
dare il via libera al contratto
di programma e, quindi, al
piano di investimento definito dal Consorzio Campania White Biotec, l’aggregazione d’imprese specializzate nelle biotecnologie industriali. Il consorzio potrà
contare su un cofinanziamento con i fondi Fesr del
50 per cento del valore
complessivo dell’investimento. Il progetto prevede la
realizzazione di nuovi stabilimenti e nuovi impianti
produttivi.
Educazione ambientale
2mln di euro sono stati
finalizzati dalla Regione
Campania a 90 scuole campane per la realizzazione di
progetti di educazione ambientale. Le risorse sono
state recuperate dalla mancata attuazione dei progetti
di Lifelong learning ovvero
l’apprendimento permanente.
Porto di Salerno
73mln di euro “alzano le
vele” dalla Regione Campania diretti verso il Porto di
Salerno, per dare il via libero
al Grande Progetto del
“sistema integrato del Porto
di Salerno” che prevede
l’allargamento dell’imboccatura del porto, l’approfondimento dei fondali ed il
consolidamento delle banchine.
Cassa integrazione
50mln di euro è la cifra che
il Ministero del welfare ha
messo a disposizione della
Campania per consentire di
offrire ai 21mila cassaintegrati della regione, che
godono degli ammortizzatori sociali in deroga, altri
tre mesi di respiro.
SALUTE A NOI
INDAGINE DELLASSOCIAZIONE A.DI.PSO
Ansia da psoriasi, lavoro e sesso ko
Armando Yari Siporso
P
roblemi in famiglia, al lavoro e anche sotto le lenzuola.
La psoriasi, una malattia
infiammatoria cronica della
pelle, è una delle patologie
con maggior impatto a
livello psicologico. A dimostrarlo un'indagine, promossa da A.di.pso., l'Associazione per la difesa degli
psoriasici, sulla qualità di
vita dei pazienti affetti da
questa patologia. E in Campania l'impatto della malattia è aggravato ulteriormente dall'alto tasso di persone
in sovrappeso, condizione
che peggiora le manifestazioni della psoriasi e interferisce con l'efficacia dei
trattamenti. Secondo lo
studio, sono oltre 2,5 milioni
gli italiani con psoriasi
lieve-moderata. Oltre il 50%
dei pazienti non si cura in
modo costante e si rivolge al
dermatologo solo quando i
sintomi diventano troppo
fastidiosi. Una percentuale
che in Campania sale al
57,4%. La grande maggioranza dei pazienti campani
(85,8%, più della media
nazionale) ritiene che le
manifestazioni della malattia rendano la vita quotidiana molto difficile: sintomi
come prurito continuo,
dolore, sanguinamento
incidono pesantemente su
tutti gli ambiti di vita e non
risparmiano lavoro, famiglia, vita sessuale. Più di un
terzo dei pazienti campani
(38,9%) prova imbarazzo e
vergogna nel contesto lavorativo, il 22,8% ritiene che
avere la psoriasi renda più
difficile la carriera e per il
26,2% è causa di un numero
maggiore di assenze dal
lavoro.
Nella sfera dei rapporti
affettivi, a causa della visibilità dei segni sul corpo,
l'impatto della patologia è
ancor più pesante: quasi la
metà del campione campano (45,2%) prova disagio e
frustrazione verso partner e
familiari, mentre insicurez-
za e ansia nei rapporti intimi pregiudicano la vita
sessuale del 42,5% dei pazienti campani.
«Il timore che le manifestazioni cutanee possano
ripresentarsi - dice il direttore della Clinica dermatologica della Federico II di
Napoli, Fabio Ayala - genera
ansia e, più spesso, depressione e anche un paziente
con estensione limitata di
malattia, sulle mani o sul
cuoio capelluto, può avere
ripercussioni importanti
nella vita lavorativa o di
relazione sociale in generale». «Oggi - continua Ayala lo studio degli eccipienti e
dei veicoli delle formulazioni dermatologiche ha consentito notevoli progressi
nel campo specifico. Queste
formulazioni in gel sono
facili da usare, accettabili
dal punto di vista cosmetologico e in pratica invisibili.
Sono una combinazione di
un derivato della vitamina
D, il calcipotriolo, con il
betametasone, un corticosteroide, da utilizzare una
sola volta al giorno, che
agisce rapidamente sul
prurito, sullo spessore delle
lesioni e sull'eritema».
MENINGITE:
VACCINI GRATIS
IN CAMPANIA
Con una delibera della
Giunta della Regione
Campania, è diventata attiva
e gratuita la vaccinazione
contro la meningite. A
segnalarlo come «una svolta
per la sanità della nostra
Regione» è il direttore
dell'Istituto di Igiene del II
Policlinico, Maria Triassi. Si
colma dunque un vuoto di
anni. In Campania, infatti,
così come in Lombardia, il
vaccino contro la meningite
veniva solo consigliato ai
pazienti. Questo significava
che per essere protetti da
eventuali casi di contagio il
vaccino doveva essere
acquistato in copagamento.
«Grazie al lavoro del dottor
Renato Pizzuti - dice la
Triassi - anche la nostra
Giunta ha finalmente redatto
un piano regionale vaccini: la
Campania ha recepito le
indicazioni del Piano
nazionale che inserisce la
vaccinazione contro la
meningite nei Livelli
essenziali di assistenza».
CHIAIA MAGAZINE • NOVEMBRE 2012
(25)
IUPPITER i libri del mese
SUPERSUD
Quando eravamo primi
PASSEGGIATE LONDINESI
Guida alla capitale del III millennio
Autore: Mimmo Della Corte
Costo: 12 euro
Pagine: 187
Autore: Francesco Iodice
Costo: 12 euro
Pagine: 100
All’interno di un telaio narrativo rigorosamente documentato, si dipanano, senza revanscismo nostalgico ma certamente con l’orgoglio di recuperare un passato di gloria, le «altre verità» sulla Nazione Meridionale, fino
alla riabilitazione definitiva di un popolo.Tra primati stellari e avvenimenti taciuti dalla storiografia ufficiale, un’ampia parte del saggio è dedicata
alla storia della stampa meridionale. Prefazione di Marcello Veneziani.
Originale guida letteraria di Londra, in cui l’Autore presenta itinerari classici e alternativi per scoprire fino in fondo la capitale anglosassone. Dalla
casa di Dickens ai tesori imperdibili di Marylebone, è tutto un susseguirsi
di aneddoti e particolari insoliti tanto da far scrivere a Mauro Giancaspro,
nella prefazione al libro, che «Passeggiate londinesi riconcilierà chi lo leggerà con il piacere della lentezza per riappropriarsi davvero di una città».
COSI’ HO SEDOTTO ROMA
Amori e perversioni di Messalina
NAPOLI ULTIMA CHIAMATA
Vincitore Premio Rea 2011
Autore: Antonino Ballarati
Costo: 12 euro
Pagine: 172
Autore: Marcello Fasolino
Costo: 18 euro
Pagine: 230
Roma, anno 41 dopo Cristo. Il crudele imperatore Caligola viene assassinato sul Palatino dai pretoriani, gettando la capitale del più grande impero del mondo nel caos più assoluto. Inaspettatamente salirà sul trono dei
Cesari il maturo Claudio con a fianco la giovane moglie, la bellissima e spregiudicata Messalina. Il romanzo storico racconta segreti, vizi e perversioni della classe dirigente dell’epoca in una storia trascinante e licenziosa.
Romanzo vincitore per la «sezione narrativa» del Premio Rea 2011, in cui
il protagonista è John Savarese, noto architetto italoamericano, che torna
a Napoli per un importante convegno. L’arrivo in città non sarà dei più esaltanti, tra la reticenza della moglie e le infinite problematiche partenopee,
ma John riscoprirà la potente energia soffocata di Napoli grazie a una valente violinista, figura vulnerabile a causa di una delusione sentimentale.
SULLA SOGLIA DI PICCOLE PORTE
Romanzo (Collana Storie)
IL GIARDINO DEI SILENZIOSI
Organi nelle chiese napoletane
Autore: Enza Silvestrini
Costo: 12 euro
Pagine: 160
Autore: Mauro Castaldo
Costo: 10 euro
Pagine: 68
Nuova edizione, aggiornata nella grafica e nei contenuti, del romanzo rivelazione di Enza Silvestrini, finemente illustrato da Michele Iodice e con
una lettura critica di Aldo Masullo. La storia è semplice: una bambina della provincia di Napoli raccontata, con malinconica benevolenza, dall’adulta
in cui si è trasformata. Un viaggio poetico e passionale nel mondo dell’infanzia, in una successione incalzante di immagini, ricordi e personaggi.
Inchiesta tra storia e provocazione sugli organi nelle chiese napoletane,
strumenti nobilissimi che rinnovano l’antica arte della composizione musicale. Monsignor Vincenzo De Gregorio, organista titolare e maestro di
Cappella del Duomo di Napoli così scrive nella prefazione: «È un percorso
affascinante, quello dell’Autore, che ci fa desiderare di riavere più suono,
quello dell’organo, ad accompagnare i momenti tersi o oscuri della vita».
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Cake design, dolce vita
Luciana Ranieri
I
mpazza la sugar art mania. L’arte
sublime del decorare le torte, il cake
design. Si dice sia merito (o colpa) di
Giovanna Mezzogiorno, l’attrice che
nel film «La finestra di fronte» di Ozpetek, sogna di cambiare vita preparando torte. La dolce attività ha certamente avuto una grande spinta promozionale da parte di alcuni programmi
televisivi come «Il Boss delle torte»
(canale Sky «Real Time»), in cui Buddy
Valastro, tiene incollati alla tv milioni
di spettatori conquistati dalle sue
creazioni in fondente. Il cake design
ha però un’origine romantica: nasce
ufficialmente in occasione di un
matrimonio reale, quello della regina
Vittoria nel 1840. Il composto a base di
zucchero e albume d’uovo, che una
volta asciugato assume l’aspetto del
ghiaccio, viene infatti chiamato royal
ice, ovvero ghiaccia reale, una copertura, detta anche glassa, che nel caso
delle cake-designer italiane unisce
l’arte anglosassone della decorazione
al gusto tricolore. Diversi sono poi i
composti, realizzati seguendo le tecniche anglo-americane, che è possibile
utilizzare nella creazione di coperture
e decorazioni in 3D facilmente lavorabili con le mani. Si va dalla più gettonata pasta di zucchero (zucchero a
velo, glucosio, colla di pesce, burro e
miele), al MMF, marshmallow fondant
(marshmallow, zucchero a velo, acqua); ci sono poi la modelling paste
(glicerina, acqua, glucosio, burro di
L’arte di decorare le torte è la tendenza
del momento: viaggio alla scoperta
degli «stilisti» della Campania
tra corsi, eventi e curiosità
cacao, gomma adragante e zucchero a
velo) più indicata per creare i personaggi 3D, perché indurisce rapidamente, e la gum/flower paste (zucchero a velo, gomma adragante, acqua
fredda, gelatina, glucosio, crisco,
albume d’uovo) utilizzata per realizzare fiori dall’aspetto della ceramica.
Altre vie creative le offre il cioccolato
plastico, che mantiene la forma rimanendo morbido. Il tutto poi va unito a
coloranti in polvere, liquidi o in gel.
Insomma la sugar art, il mondo fatato
dello zucchero, non è solo creare o
cucinare, ma preparare qualcosa di
buonissimo, che è anche così bello che
ti emoziona mangiarlo.
Il lavoro del cake-designer non va
confuso con quello del pasticcere, le
due figure sono spesso separate, e
quella del cake-designer sta diventando sempre più una vera specializzazione. Nascono quindi piccoli laboratori
fatti in casa, che talvolta sfidano le
grandi pasticcerie, battendole grazie a
torte artistiche, cup cake, mini cake
che riportano lontano, in un mondo
fiabesco. Chi lavora in casa, nella
maggior parte dei casi da autodidatta,
sfida le pasticcerie anche sui prezzi.
Per realizzare una torta decorata si
spendono dai 5/6 euro fino ai 20/30 e
tenendo presenti i tempi di lavorazione, che possono variare da 4-5 ore per
lavori semplici, ai 7 giorni, i prezzi di
queste opere d’arte oscillano dai 40
euro, per 2/3kg di torta, fino a 160 per
7 kg. Impensabile trovare un prezzo
simile in pasticceria (ad esempio
«Leopoldo», famosa azienda napoletana, vende le sue torte a 30 euro/kg).
Il web poi, facebook in primis, è pieno
di gruppi e pagine dedicate alla cake
mania, come «Monica’s Fashion
Cakes», di Monica, mamma di professione e cake designer per vocazione,
che, dopo gli studi d’arte, ha deciso di
«mettere i ricordi accademici nello
zucchero». Il suo laboratorio è in casa,
a Napoli, e ha come prossimo obiettivo quello di iniziare ad insegnare le
sue tecniche. Sempre su facebook si
trova «Karim Dolce» di due amiche,
durante il giorno esperte d’informatica, nel tempo libero, invece, regine del
marshmallow, diventate famose per
uno spettacolare bouquet composto
da roselline in MMF. Il web propone
anche corsi per perfezionarsi in
quest’arte. I prezzi per un corso base
variano dai 30 ai 150 euro: per farsi
un’idea basta collegarsi a internet e,
spesso, anche su Groupon si trovano
ottime occasioni.
In Campania, tra i cake-designer più
popolari c’è Renato Ardovino («Le
torte di Renato»): le sue torte sono
sculture in zucchero e arrivano a
costare anche 1800 euro. C’è poi
Fiorella Balzamo («Le torte di Fiorella»), architetto e artigiana del gusto: il
costo di una sua creazione è di circa
100 euro al kg. Meritano di essere
ricordate anche Eleonora Coppini («I
pasticci di Molly»), grafica dall’estro
manga e Dalila Duello, da molti indicata come la regina del cake-design a
Napoli, che ha la sua «Cake Appeal
Bakery» in via Cavallerizza a Chiaia 40
e il «Lab&Cake shop» in via Belvedere
55, dove tiene i corsi di decorazione,
scultura e cupcakes (120 euro per un
corso singolo e 300 per quello completo). Anche a Ottaviano, nella scuola di
cucina «Ale Chef», da poco inaugurata, è previsto un corso di cake design:
quattro lezioni da due ore e mezza
l’una per un costo di 90 euro. Un
occhio di riguardo per Teresa Insero,
cake designer il cui obiettivo principale è conciliare l’estetica anglosassone
alla farcitura italiana. I suoi corsi
costano da 130 euro, per le tecniche
con la ghiaccia reale e i fiori in pasta di
zucchero, a 180 euro per il modelling
“figurines” visage e soggetti vari. La
Insero è stata madrina della «Cake
design week», evento che si è tenuto di
recente a Napoli presso la Stazione
Marittima, in cui insegnanti d’eccezione hanno entusiasmato il pubblico
con dimostrazioni, laboratori e sorprese di zucchero. Altri eventi nel
segno delle torte si tengono periodicamente in tutta Italia come il celebre
«Cake design Italian Festival» di Milano, giunto quest’anno alla seconda
edizione e il «The cake show» di Bologna. La passione per il mondo cake ha
creato anche la formula dei corsi
itineranti. Tra i più gettonati ci sono
quelli di Letizia Grella, stilista delle
torte con atelier a Roma: le sue lezioni
costano dai 130 ai 260 euro. Per chi
volesse iniziare a interessarsi del
fenomeno cake, oltre ai corsi può
procurarsi alcuni manuali come «La
torta che vorrei. L’arte italiana del Cake
Design» di Letizia Grella, «Le torte di
Fiorella» di Fiorella Balzamo e «Dolci &
Decorazioni» di Valentina Gigli.
CHIAIA MAGAZINE • NOVEMBRE 2012
(27)
ARTE
VISIONI
Le onde
di Basilico
Valeria Puntuale
I
l suo attrezzo è la macchina fotografica; il suo modus operandi è la
contemplazione partecipativa
della realtà; l’esito del suo lavoro si
condensa in scatti «pittorici».
Sicchè, alla fine, il fotografo milanese Gabriele Basilico può essere
considerato un autentico vedutista, capace di usare la «camera»
come un pennello.
Lo confermano gli scorci esposti a
Villa Pignatelli nell’ambito della
mostra intitolata «Bord de mer»,
autentici pezzi di bravura in bilico
tra il codice fotografico convenzionale e i linguaggi dell’arte e dell’architettura. Maestro indiscusso
dello scatto contemporaneo, Basilico ha esordito negli anni ’70,
assecondando da subito una palpabile vena paesaggistica che si
concretizzava nei fotogrammi delle
fabbriche milanesi della periferia.
Poi, nel corso degli anni, è stata la
volta dei porti di mare e delle
grandi città come Beirut, Berlino,
Mosca, Shanghai e Rio. Questa
esposizione napoletana conferma
la regola del suo estro: «Bord de
mer» procede infatti nel consolidato solco di un vedutismo, stavolta
marittimo, duro, intenso, pastoso,
declinato su tutta la scala del nero
e del grigio secondo la più classica
(28)
delle grammatiche espressioniste,
utilizzate nel cinema di Wiene e di
Lang.
La mostra ha una lunga storia. Tra
il 1984 e il 1985 l’artista viene
invitato dal Governo francese a
partecipare alla «Mision photographique de la D.A.T.A.R.», un imponente progetto che coinvolgeva un
gruppo internazionale di fotografi,
chiamati a documentare le trasformazioni del paesaggio francese. Da
questa esperienza nasce, nel 1990,
il volume «Bord de mer». E in esso,
appunto, attinge a piene mani la
galleria di immagini proposte a
Villa Pignatelli. Si tratta di 27 foto
di grande formato, in parte già
esposte in precedenza e note agli
appassionati, e di 65 Vintage Print
(stampe fotografiche originali) del
tutto inedite e scelte dall’autore
proprio per l’evento partenopeo: è
così possibile ripercorrere le tappe,
crude e visionarie, di un lungo
viaggio lungo le coste del Mare del
Nord, dal confine con il Belgio fino
al confine con la Bretagna, tra
Normadia, Picardia e Nord-Pas de
Calais. Tutte visioni stupefacenti,
sospese tra il cielo, il mare e la
terra, capaci di restituire in contemporanea allo spettatore sia lo
scenario nel suo complesso che i
dettagli minimi con resa quasi
«fiamminga»: è il caso dello sguardo minuzioso sulle geometrie
urbane e naturali di Boulogne,
Calais, Dunkerque, Le Havre, Cotroy e di altri siti costieri di cui
Basilico imprigiona con l’obiettivo
luci, ombre, silenzi e atmosfere.
La mostra è in agenda fino al prossimo 6 gennaio. Infotel 081.669675
CHIAIA MAGAZINE • NOVEMBRE 2012
Tutti cinesi. Tutti
trentenni. Sono i
dieci giovani
artisti dai nomi
impronunciabili
che, armati di
macchina
fotografica,
espongono i propri
scatti in Europa, in
questo caso a
Napoli (Palazzo
van Wittel in
piazza Vanvitelli1),
spiazzando i codici
che governano la
fotografia
occidentale.
Visioni inconsuete
di una nuova
cultura
cosmopolita in
bilico tra
continenti diversi
che hanno
convinto la
Fondazione
Foucault ad
ospitare la
collettiva intitolata
«Giallo Napoli»
(nella foto a
destra). Fino al 30
novembre.
Tel. 081.5784548
Occhio di riguardo
Albergo dei dinosauri
Dopo il grande successo riscosso a
Roma e Torino, dove ha appassionato
300mila visitatori, «Days of the Dinosaur»», ovvero «Un’avventura mostruosa», arriva a Napoli per sistemarsi
in uno degli spazi espositivi più suggestivi della città: il «Real Albergo dei Poveri» in piazza Carlo III. Alla
scoperta,dunque, di un mondo perduto in
cui 50 dinosauri, talmente realistici da
di creare robot che sfiorano la perfezione. Un team di paleontologi ha supervisionato la scelta delle specie, i
movimenti e i comportamenti dei grandi
sauri preistorici i quali, in alcuni casi,
sono anche in grado di muovere parti minute del corpo, come occhi, lingua e dita,
con effetti di straordinario realismo.
Al di là dell’effetto pittoresco e scenografico, la mostra costituisce un valido
approfondimento di una materia altamente affascinante come il percorso
sembrare vivi, collocati in 12 diversi scenari realizzati con cura minuziosa, riporteranno il pubblico indietro nel tempo di
250 milioni di anni. Dal gigantesco Tyrannosaurus al più piccolo Archeaopterix, i
dinosauri tornano in vita grazie ad una
sofisticata tecnologia che ha permesso
evoluzionistico della vita sul pianeta
Terra. Concepito proprio per i più piccoli,
è stato poi allestito un Dino-Laboratorio
per consentire ai bambini di imparare
giocando. La mostra è visitabile fino al 27
gennaio 2013. Informazioni e prenotazioni: 800.90.70.80 (ays)
ARTE
Viaggio
«dentro»
i capolavori
Il misterioso
«ritratto di Luca
Pacioli», opera
attribuita a
Jacopo de’
Barbari
(particolare)
Evento
A CAPODIMONTE UN CICLO
DI INCONTR I IN CUI
GLI SCIENZIATI INDAGANO
L’OPERA D’ARTE
Armando Yari Siporso
I
niziativa di alto profilo al Museo
di Capodimonte. Da ottobre,
infatti, è decollato un ciclo di
incontri, intitolato «Conversazioni al
Museo», che intende favorire un
approccio ravvicinato ed inedito con
l’opera d’arte. La formula, assai
intrigante, prevede la presenza e
l’intervento di studiosi di diverse
discipline scientifiche il cui sapere si
confronta con un dipinto, di volta in
volta prescelto. Insomma, un autentico cenacolo di opinioni e valutazioni che matematici, biologi, fisici,
ingegneri realizzano nella sale museali, con i loro differenti linguaggi e
secondo le diverse prospettive delle
proprie categorie scientifiche, inda-
Torna
a casa la
Maddalena
Novità
CHIESA DI MONTEOLIVETO:
COMPLETATO IL RESTAURO
DI UNA DELLE OTTO STATUE
DEL «COMPIANTO»
gando sentimenti, persone e mondi
che si agitano in un capolavoro.
Dopo i primi due appuntamenti,
dedicati ad «Apollo e Marsia» di
Jusepe Ribera e ad «Atalanta e Ippomene» di Guido Reni, il calendario, a
disposizione degli appassionati,
prevede ancora 6 date. Il 23 novembre i riflettori si accendono sul «Golfo di Napoli da Baia», dipinto da
Giacinto Gigante, massimo esponente della «Scuola di Posillipo»:
l’intervento, intitolato «Architettura
navale: la suggestione nella rappresentazione delle forme», è di Claudio Pensa, del Dipartimento di
Ingegneria Navale dell’ateneo federiciano. Il 30 novembre la tela in
esame è «San Girolamo nello studio»
del Colantonio, esponente del ‘400
a discutere del misterioso quadro di
Jacopo de’ Barbari e della figura di
«Luca Pacioli, matematico», ineffabile protagonista del ritratto, con
Graziella Bucci, dell’ISIS «Guido
Tassinari». Il 25 gennaio 2013 il ciclo
di conclude con l’indagine sul dipinto «Eruzione del Vesuvio dal ponte
della Maddalena», opera del vedutista settecentesco Pierre Jacques
Volaire: Giuseppe Mastrolorenzo,
dell’Istituto di Geofisica e Vulcanologia, firma questo intervento finale,
intitolato «Storia e immagini di un
vulcano».Tutti gli incontri si svolgono di venerdì, alle ore 17. Il ciclo è
stato organizzato dalla Sovrintendenza per il Patrimonio Storico,
Artistico e per il Polo Museale di
Napoli Infotel 081.7499274
tempi strettissimi. Alla
fine il miracolo lo ha
firmato un privato:
TTT Lines ha finanziato il restauro dell’opera, eseguito da Alfa Restauri, ma anche le indagini radiografiche e
stratigrafiche dell'intero gruppo, gemma tra
le gemme rinascimentali di Monteoliveto. Le
analisi, infatti, hanno
evidenziato i pigmenti dei colori e le strutture interne delle varie
statue (perni, spesso-
ri della terracotta e tecnica esecutiva)
e hanno consentito di operare sulla base di acquisizioni tecniche fondamentali tra cui la valutazione degli equilibri
statici: dati che saranno decisivi per il
futuro recupero delle altre statue visto
che lo stato conservativo generale del
gruppo resta precario. Le statue in origine erano policrome ma nel corso dei
secoli, soprattutto a causa di malaccorti interventi di restauro per lo più
ottocenteschi, la policromia è andata
quasi del tutto perduta. L’opera, intensa drammatica come gli altri Compianti di Mazzoni, è l’unica dell’artista
a Napoli: committente, nel 1489, il re Alfonso II d’Aragona. (ays)
D
al prezioso
gruppo di 8
statue di terracotta a grandezza naturale, componenti il
Compianto sul Cristo
morto dello scultore
modenese Guido
Mazzoni e custodite
nella chiesa di Monteoliveto, quella della
Maddalena era la più
compromessa. Le
condizioni critiche del
capolavoro esigevano
un intervento ad alto
impatto tecnico e in
I LASTRUCCI
«Il quinto elemento»,
personale di Paolo e Fabio
Lastrucci intriga e stupisce
per molte ragioni. Stufa
delle immagini effimere
del gran circo elettronico,
degli artifici del computer
sovrano, la coppia riscopre
la manualità artigianale.
Ed ecco stoffe,
gommapiuma e disegni
ricomporsi in quadri
soffici e consolatori (nella
foto), in bilico tra arte,
moda e design in cui i due
riciclano prodotti
industriali massificati in
moderne fiabe di sapore
naif. Studio «Sedicinoni»,
napoletano-fiammingo : parlerà di
«Illusioni percettive» Marianna
Crispino, del Dipartimento di Scienze Biologiche dell’Università Federico II. Il 14 dicembre tocca a «La
famiglia Carelli» del divisionista e
futurista Giacomo Balla: l’evento,
intitolato «Il potere dell’indefinito»,
sarà gestito da Lucilla de Arcangelis,
del Dipartimento di Ingegneria
dell’Informazione della Seconda
Università di Napoli. L’11 gennaio
2013 è al centro dell’attenzione «Il
ritratto di Luca Pacioli», attribuito
all’artista rinascimentale veneziano
Jacopo de’ Barbari: parlerà di «Disegno e meccanismi ciechi in arte e in
natura» Paolo Bazzicalupo, dell’Istituto di Genetica e Biofisica del CNR
di Napoli. Il 18 gennaio 2013 si torna
viale Gramsci 16: fino al 5
dicembre. Tel 08119563672
STUDIO T293
Il titolo della mostra è
rubato al display di un
computer: «At 03.30 A. M.
on the night of June 5,
1992». È il lessico
cibernetico del duo
«Pennacchio argentato»,
attivo a Napoli dal 2001.
L’esposizione è ospitata,
fino al 26 gennaio, dallo
Studio «T293» in via
Tribunali 293. Aspettatevi
una serie di sculture in
metacrilato trasparente,
realizzate col metodo della
termoformatura e
presentate come un
insieme di involucri vuoti e
a grandezza umana: lavori
analoghi, ma in foto, sono
affissi alle pareti.
BRESSON
La leggenda a portata di
mano. Un geniale artista
del clic, Henri CartierBresson, e una sontuosa
location, la Reggia di
Caserta, per una mostra
fotografica da non perdere.
L’evento, intitolato
«Immagini e parole»,
presenta 44 scatti al alta
suggestione del grande
maestro del bianco e nero.
A corredare le istantanee i
commenti, tra gli altri, di
Balthus, Cioran, Jarmush,
Kundera, Miller, Sciascia,
Steinberg e Varda. Fino al
14 gennaio. Infotel
0823.448084
GUFFOGGMANIA
Nipotino della Beat
Generation, figlioccio
della Pop Art, il
californiano Shane
Guffogg, stella indiscussa
e straordinaria della
pittura statunitense, deve
molto al suo amico Ed
Ruscha, contemporaneo
di Andy Warhol e Roy
Lictenstein.
Guffogg usa il pennello e i
colori in piena libertà ma
con profondo e
appassionato rigore.
È il caso della leonardesca
«Ginevra Benci» da lui
rielaborata in una sorta di
sfida a distanza ed
esposta presso «Art 1307»
(Rampe S. Antonio a
Posillipo) fino al 6
gennaio 2013.
Infotel 081.665456
CHIAIA MAGAZINE •NOVEMBRE 2012
(29)
LIBRI&LIBRERIE
LIBRIDINE
Aurora Cacopardo
Saggio
Il vino,
perdizione
e farmaco
VERSI «SOLI»
E STORIE DI
CANI MARINI
IN «PADRE BACCO» GLI AUTORI PETITTO
E SELLITTO INDAGANO SUI POTERI
DIONISIACI E CURATIVI DELLA BEVANDA
PREFERITA DAGLI DÈI
brand genetico. La prospettiva del mito consente
Di berlo sono capaci tutti. Di conoscerlo a fondo,
intanto ai narratori di coltivare ipotesi suggestive,
raddoppiando così il piacere della degustazione,
come quella, ad esempio, che non una mela
sono solo in pochi. Così, l’agile e intrigante
avrebbe tentato Adamo ed Eva bensì gli umori
volumetto di due appassionati, Vincenzo Petitto e
profumati di un’uva succulenta, o riferire credenze
Fulvio Sellitto, intitolato «Padre Bacco. Il vino nella
ancestrali come quella, tutta greca, che nella
letteratura e nella medicina» (Ed. Iuppiter), senza
bevanda vi fosse una componente di fuoco
aver la pretesa di formare eruditi in enologia,
intende peraltro fornire il suo contributo in materia, (convinzione legata al fatto che la vendemmia
tardiva, in uso in Grecia, conferiva
seguendo due piste maestre:
al liquido gradazioni altissime).
ripercorrere la secolare tradizione
Dalla narrazione apprendiamo poi
letteraria che si accompagna al
come nella Roma antica il vino
vino e riscoprire un capitolo
fosse ritenuto un bene primario a
quasi dimenticato del magico
tal punto che tra le cause di
nettare della vite, vale a dire
divorzio che un uomo poteva
quello dei cosiddetti vini
invocare figurava, accanto
medicinali. Un sobrio criterio
all’adulterio, la sottrazione delle
storico, amabile affabulazione
chiavi della cantina da parte della
stilistica e rigore documentale
consorte. Non manca un cenno agli
sono gli attrezzi narrativi scelti
antichi poemi epici e a dèi, semidei
per la non facile impresa dai due
ed eroi tra le mani dei quali a volte
autori, irpini di nascita, e dunque
appare una coppa di vino, così
provvisti del formidabile
come di vigne e vendemmia si
magistero che in tema di vini
parla nell’Iliade, nell’Odissea, nel
l’Irpinia regala ai suoi figli, a
Cantico dei Cantici, nella Bibbia. E
cominciare da quel dono di Dio
di vino si parla nei versi classici di
che è l’impagabile aglianico.
Alceo e di Orazio così come nei
Ecco dunque affiorare la
PADRE
versi goliardici medievali, in quelli
arcaiche radici di una vicenda
BACCO
di Dante, di Cecco Angiolieri, di
in bilico tra storia e leggenda,
Poliziano, di Lorenzo il Magnifico,
che decolla tra popoli antichi
V.Petitto-F.Sellitto
per approdare a Shakespeare,
come Sumeri, Traci ed Egizi, poi
Iuppiter Edizioni
Baudelaire, Carducci e Silone. Il
approda in Grecia - come
106 pagine
vino però non è monopolio
osserva Aldo De Francesco nella
esclusivo di ebbri e gaudenti. Il
prefazione - tra eroi di epiche
libro riserva un’ampia parentesi al
gesta sul ritmo della metrica
valore terapeutico della bevanda, rispolverando tra
omerica che, grati a Bacco-Dioniso, levano in alto
l’altro una pista stranamente poco battuta dagli
coppe e crateri al banchetto di corte o sotto un
esperti: quella dei vini medicati, vale dire soluzioni
faggio frondoso, infine si trasferisce nella Magna
di princìpi attivi di diverse sostanze medicinali di
Graecia e nelle sue vitali colonie, per radicarsi
origine vegetale.
definitivamente nel Mediterraneo e tra le genti
italiche, Sanniti compresi, come un inimitabile
ALVARO MIRABELI
In «Fuori di persona»
(Iuppiter Edizioni)
Lucia Stefanelli
Cervelli sembra
andare al di là dei
normali percorsi della
poesia e spazia in più
vasti e, spesso,
imprevedibili territori.
Tutto ciò grazie alla
concentrazione
ritmica ed emotiva di
ogni componimento.
Una improvvisa
accelerazione di
immagini, domande e
congetture fanno sì
che, in pochi versi, un
qualsiasi
accadimento, in
apparenza
trascurabile, rivela al
nostro sguardo le cose
prime e ultime della
vita. Quasi che la
poetessa volesse
chiedere al lettore di
considerare la sua
lirica un percorso a
tappe del suo vissuto.
Non ha rimpianti, non
ha illusioni, vuole
separare la perennità
dell’humanitas dalla
varianza del
procedere. Nella sua
riflessione poetica, la
Stefanelli Cervelli
ritorna, spesso, sul
concetto di “persona”
e s’interroga sul senso
dell’esistere. La sua
scrittura - filosofica e
riflessiva - muove
dalla concretezza
delle cose ma c’è
anche il tormento del
senso di isolamento
che avverte, così come
il pensiero della
morte.
***
In «Mirabelle, cane
marinaio» (Lantana
editore), Patricia
Mazy ha creato un
delizioso libro di
godibile lettura e di
forte presa
sull’intelligenza. Si
legge piacevolmente,
dalla prima all’ultima
pagina, e si è spinti a
riflettere sulle scelte
di vita fatte
dall’autrice - avvocato
- che in un certo
momento della sua
esistenza ha deciso di
abbandonare la
professione forense
per navigare il
Mediterraneo.
Protagonista insolito
del romanzo è
Mirabelle,
soprannominata Mira,
cane da caccia nato
nell’Isola d’Elba,
abbandonato all’età di
due mesi e adottato
appunto da Patricia
Mazy. Il pregio del
lavoro consiste nel far
parlare in prima
persona Mirabelle che
racconta la sua vita di
cane marino
attraverso l’alternanza
delle stagioni... «Il mio
comportamento
bonario ed
indulgente, modesto e
conciliante forse
scaturiva dalla mia
mitezza ma anche
dalla simpatia per la
famiglia che mi aveva
adottata». L’autrice fa
precedere ogni
stagione da un
pensiero o da una
massima di autori
importanti da Kipling
a Cray, da
Maesterlinck a
Lorenz.
Altri libri
IL DONO
Roberto Bratti
Giulio Perrone Editore
Sullo sfondo di una
Napoli «pallonara», in
cui si intrecciano le vite
di spacciatori, boss e
giovani amori, si
sviluppa la storia di
Michele Sarago,
ventinovenne
fuoricorso, senza
progetti e aspirazioni, la cui unica ossessione è
il gioco del calcio. Alla vigilia dei campionati
del mondo, Michele incontra un vecchio che
gli concede un dono: conoscere in anteprima i
risultati delle partite. Consigliato a chi sogna
un colpaccio domenicale. (l.r.)
(30)
CHIAIA MAGAZINE • NOVEMBRE 2012
I SANTI NEI PROVERBI
NAPOLETANI
A.A.V.V.
Rogiosi Editore
Gli autori - R. Bianco,
E. Rampone Chinni, T.
Palumbo De Gregorio intraprendono un
viaggio nella tradizione
napoletana, indagando
sui modi di dire che
vedono i santi come
protagonisti. Da Sant’Agostino a San Vito: la
riscoperta di proverbi, chiese, luoghi perduti,
leggende e superstizioni è corredata da
aneddoti, curiosità e da una puntuale
iconografia. Per chi ama ripercorrere il mondo
sacro (e profano) di Napoli e dintorni. (l.r.)
TINA PICA
Gioconda Marinelli
Adriano Gallina Editore
Segreti, confessioni e
battute di Tina Pica,
artista dimenticata della
commedia all’italiana,
nel libro di Gioconda
Marinelli che ne
ripercorre la vita
artistica, dall’esordio
come figlia d’arte - suo
padre Giuseppe è il celebre «don Anselmo
Tartaglia» - alla consacrazione con Eduardo,
Peppino De Filippo e Totò. Le pagine ci
consegnano un ritratto scritto e fotografico della
famosa «Caramella» attraverso le testimonianze
di nipoti, amici, critici e compagni di lavoro. (l.r.)
LIBRI&LIBRERIE
Eventi
Novità
Medici, il
libro del
centenario
Seminari greci
“27 SECOLI DI STORIA, 100 ANNI
DI ORDINE”, IN LIBRERIA L’OPERA
CHE CELEBRA I 100 ANNI DELL’ORDINE MEDICO NAPOLETANO
condo un sobrio criterio storico.
Da novembre in poi sarà possibile
acquistare, nelle migliori librerie di Il progetto grafico-editoriale dell’opera è stato realizzato dalla casa
Napoli e della Campania il libro
editrice Iuppiter Group. Curatore
“Medici napoletani. 27 secoli di
del volume è Massimiliano De
storia, 100 anni di Ordine. Il Mito,
Francesco. I testi sono di Aldo De
la Scuola, i luoghi, i Protagonisti”.
Francesco, Laura Cocozza, Alvaro
Fortemente voluta dal presidente
Mirabelli, GennaBruno Zuccarelli e
ro Rispoli e Sara
dal direttore UmOliviero.
berto Zito, l’opera
Il volume è inaucelebrativa dei 100
gurato, infatti, da
anni dell’istituzioun articolato
ne dell’ente ordiexcursus che
nistico napoletano
ricostruisce le
è stata ufficialvicende dall’Ars
mente presentata
Medica napoletaal Teatro San Carlo
na dai mitici
nel corso della
primordi della
splendida serata
Magna Graecia
organizzta per
fino ai primi defesteggiare l’imcenni del XX
portante centenasecolo. Su questa
rio. Il volume
robusta dorsale
consta di 192
storica si innesta,
pagine racchiuse
poi, un secondo
in elegante copercapitolo che ripertina cartonata con
MEDICI NAPOLETANI
corre le vicende
sovraccoperta che
dell’associazioniriproduce, in una
Autori vari
smo medico fino
gouache del ‘700,
a cura di
alla costituzione
la Torretta, luogo
Max De Francesco
dell’Ordine dei
in cui oggi sorge la
192 pagine
Medici Chirurghi
sede attuale deldi Napoli con i
l’Ordine dei Medisuoi cento anni di
ci di Napoli.
vita, svelando
All’interno un
anche alcune recenti scoperte
ricco corredo iconografico di oltre
come quella che vede Antonio
130 immagini illustra i contenuti,
prodotti da una minuziosa raccolta Cardarelli quale primo presidente
di dati, fatti, testimonianze e docu- dell’allora neonato organismo di
categoria. Seguono poi i sintetici
menti, organizzati ed esposti se-
profili di alcuni giganti della Scuola
Medica Napoletana: pochi, scelti
protagonisti, estratti dalla pur
corposa galleria di personaggi
eminenti della cultura medica
partenopea. Tra essi Domenico
Cotugno, Domenico Cirillo, Antonio Cardarelli, Giovanni Pascale,
Giuseppe Moscati e Vincenzo Monaldi. Inoltre, poiché la storia degli
uomini è anche storia di luoghi, è
apparso opportuno soffermarsi su
alcuni «topoi» cittadini altamente
imbolici come, a esempio, gli antichi ospedali napoletani, la Farmacia degli Incurabili, il Museo delle
Arti sanitarie e il Museo Anatomico, infine altri luoghi chiave del
paesaggio assistenziale cittadino.
Il taglio discorsivo del volume,
scelto per evitare ogni tentazione
retorica, ha poi suggerito l’inserimento di un ampio capitolo incentrato su aneddoti e curiosità che
offrissero, attraverso episodi di vita
vissuta, una lettura palpitante ed
umana della secolare avventura del
contrasto al dolore e alla malattia
all’ombra del Vesuvio.
Il volume si chiude con un’appendice di note documentali: tra gli
estratti spicca l’accorato articolo
con cui Giuseppe Moscati si schiera in difesa dell’ambiente e della
città nel 1919. Nelle ultime pagine
sono presenti un piacevole glossario medico in lingua napoletana e
l’indice degli oltre 400 nomi citati
nell’opera.
ARMANDO YARI SIPORSO
IL FENOMENO VITRIOL
E I MISTERI DI NAPOLI
Grazie al film “Vitriol”,
nelle sale dal 15 novembre, a Napoli torna
di moda l’esoterico. Il
film, con la regia di
Francesco Afro De
Falco, produzione di
Salvatore Mignano,
direzione di produzione Danila Iacomino,
sceneggiatura di Giovanni Mazzitelli e
fotografia di Luca
Cestari, esplora una
Napoli segreta, culla di
cerimonie e riti antichi, analizzando la
correlazione tra costruzioni e simbologia
massonica negli edifici
dell’epoca borbonica.
Alla luce della riscoperta di esoterismo e
alchimia, consigliamo
il libro «Tra squadra e
compasso. Cento anni
dalla Gran Loggia
d’Italia» di Arnaldo
Francia, edito da «la
Feltrinelli», opera che
ripercorre le tappe
della vita della massoneria in Italia. E, per
restare in tema, «Architettura e massoneria.
L’esoterismo della
costruzione» di Marcello Fagiolo, editore
«Gangemi», che “rispolvera” l’orizzonte in
cui si inseriscono le
idee massoniche,
passando in rassegna
le architetture e lo stile
che le contraddistingue. (l.i.)
Il manifesto del film «Vitriol»
nelle sale dal 15 novembre
Dopo il successo dello scorso
anno, riprendono i Seminari Napoletani di Storia Greca, con un
secondo ciclo di incontri, promossi da tre atenei partenopei,
l’Università degli Studi di Napoli
“Federico II”, la Seconda Università degli Studi di Napoli e l’Università degli Studi “Suor Orsola
Benincasa”, con il sostegno
dell’Associazione “Incidenza
dell’Antico” ed il patrocinio inoltre del Consiglio Regionale della
Campania, Luciano Editore e
dell’Associazione “Oltre il Chiostro”. Gli incontri saranno sette, il
primo c’è già stato lo scorso 29
ottobre con un intervento di
Elena Miranda (Università di Napoli “Federico II”), e proseguono
il 19 novembre con il secondo appuntamento presso il Complesso
di Santa Maria la Nova (piazza
Santa Maria la Nova 44), ore
15:30, dal titolo “Vincenzo Cuoco,
i Greci, il Mezzogiorno d’Italia”
che prevede l’introduzione ai lavori di Eduardo Federico (Università di Napoli “Federico II”) e
l’intervento di Fulvio Tessitore
(Università di Napoli “Federico
II”) e Annalisa Andreoni (IULM,
Milano). Il ciclo di seminari si
concluderà poi il 7 maggio 2013,
con Giuseppe Camodeca (Università di Napoli “L’Orientale”) con
un intervento dal titolo “Dal testo
epigrafico alla ricostruzione storica: la coniuratio Viniciana alla
luce di una Tabula Herculanensis” che si terrà presso la Biblioteca di Ricerca dell’Area
Umanistica dell’Università di Napoli “Federico II” in piazza Bellini.
Ai seminari napoletani interverranno inoltre Louis Godart, Amedeo Visconti, Virgilio Costa,
Maurizio Sonnino, Maurizio Giangiulio, Marcello Lupi, Lucio Bertelli e Annalisa Paradiso.
L’obiettivo degli incontri è quello
di promuovere, a livello accademico e pubblico, la storia e la cultura greca lontano da ogni
stereotipo “classicistico” e “neoumanistico”, insistendo viceversa sugli aspetti storici e
storiografici relativi tanto al
mondo greco in sé quanto al
complesso fenomeno della sua
“recezione” medievale, moderna
e contemporanea. È previsto un
programma variegato di incontri
pubblici e gratuiti dedicati a temi
attuali e dibattuti dalla critica, ad
argomenti storiografici, ad
aspetti connessi al territorio napoletano e alla sua storia. Sono
previsti altresì incontri di taglio
più marcatamente didattico, particolarmente rivolti agli studenti.
Per informazioni è possibile contattare Eduardo Federico
([email protected] ),
Marcello Lupi
([email protected]) o Amedeo Visconti ([email protected]).
Luciana Ranieri
CHIAIA MAGAZINE • NOVEMBRE 2012
(31)
SOCIETÀ&COSTUME
Monica Sarnelli, nel suo nuovo lavoro discografico, presenta un repertorio
originale della canzone partenopea. Convince la rilettura rap di Carosone
Notte lenta,
inediti amori
Livia Iannotta
D
opo tre anni dall’uscita dell’
ultimo album «Neapolitan
Power, I feel» (successo del
2009 che raccoglieva in due
cd sette anni della sua carriera), Monica Sarnelli, entrata nelle case di milioni di
italiani con la sigla della fiction «Un posto al sole», torna
sul panorama musicale con
il suo nuovo lavoro discografico «Notte lenta». Dieci tracce in tutto, tra classici della
canzone partenopea e inediti, che nascono dal desiderio dell’artista di proseguire
la sua ricerca sulla musica
d’autore napoletana, selezi-
nando, dal vastissimo repertorio, canzoni poco conosciute ai più, sia classiche che
contemporanee. La Sarnelli
si cimenta così in «Acquaiuo’
l’acqua è fresca» di James Senese, «Chi tene ‘o mare» di
Pino Daniele, «Che lle conto»
di Sergio Bruni, «St’ammore» di Nino D’Angelo, per poi
rendere omaggio a Renato
Carosone con la rilettura in
chiave rap della amatissima
«Caravan Petrol», datata
1959. Fiore all’occhiello dell’album è senza dubbio l’inedito, a firma Franco Del Prete, batterista degli Showmen
di Dario Musella, da cui il cd
prende il nome. Brano che
racconta la malinconia di un
amore negato in cui, come
ha sottolineato la Sarnelli, in
una recente intervista «solo
rallentando il flusso dei pensieri e delle emozioni si può
Da Sciuscià
il tempo è
Even Code
Si scrive Even Code, si legge voglia
di libertà, spirito d’avventura,
originalità e stile. Il tutto
condensato in pochi centimetri da
stringere al polso in vista di nuovi,
entusiasmanti voyage nei posti più
sorprendenti e incontaminati del
globo. Un orologio for man, che è
sbarcato in esclusiva per l’Italia a
Napoli, dove è stato presentato
negli open space del nuovissimo
(32)
resistere e assaporare ancora il gusto per la vita, cogliendone la bellezza e anche la tristezza». Ma non è
tutto. I fan della cantante napoletana saranno felici di
ascoltarla misurarsi con un
altro singolo inedito:“Tu nun
siente niente”, scritto da Enzo Leomporro, autore tra l’altro di brani per Mina e Celentano. Non si ferma, dunque, il lavoro in sala d’incisione di un’artista che guarda la realtà attraverso gli occhi della musica:“Viviamo in
tempi in cui la velocità sembra diventata una moderna
divinità - dice la Sarnelli - A
volte non ci concediamo neanche il tempo di un sorriso
o un gesto di dolcezza ai nostri cari». Abbandonarsi alle
note di «Notte lenta» può essere il modo giusto per cominciare a farlo.
Sciuscià Loft in via Vittoria
Colonna 37/38.
Per l’occasione, i padroni di casa,
Mimmo e Luigi Provenzano,
hanno mostrato la loro ultima
scoperta durante un informale
happy hour a base di moda,
musica e finger food, ad amici e
addetti ai lavori. Protagonista del
rendez-vous, Even Code, appunto,
un orologio sportivo e ricercato al
tempo stesso, declinato in cinque
modelli di cui due proposti in
limited edition a 100 dollari. I
cinturini sono in tessuto felpato,
tinta unita, camouflage o jeans e
richiamano il quadrante
impreziosito da dettagli fluo.
Per viaggiatori urbani.
CHIAIA MAGAZINE • NOVEMBRE 2012
POST-IT
Ricercati,
originali, ma
soprattutto
gustosi: a Napoli
continuano i
weekend
enogastronomici
dell’Hotel Santa
Lucia che da
settembre scorso
propone ai
napoletani, tre
giorni al mese,
un’esperienza
gourmet nel
proprio
ristorante.
Dal 22 al 24
novembre si
mangerà fra
tradizione e
modernità e sarà
servito il
prelibato
maialino nero
casertano. A
chiudere in
bellezza
l’itinerario
gastronomico, il
13, 14 e 15
dicembre si
cenerà con il
baccalà, che
affogherà in tutte
le salse: dalle
patate con il
limone, alla
crema di
lenticchie.
Un’occasione
per gustare una
cena stellata e
preparata dagli
chef Antonio
Scarpati e
Gennaro
Mannuzza, e dal
maestro
pasticcere
Giuseppe
Salvietti.
Da Nappa gioielli
omaggio a Capri
La Dolce vita, lo stile delle icone più amate di
sempre del jet set internazionale e lo charme
inconfondibile dell’isola azzurra rivivranno dal
21 al 26 novembre a Napoli da Nappa Gioielli.
La storica gioielleria di via Filangieri presenta la
nuova collezione Chantecler ed ospita la
mostra Saluti da Capri, un omaggio all’isola e
alle origini del noto marchio di alta gioielleria.
Una collezione di gioielli straordinari, esempi di
arte orafa, per la loro lavorazione e per la rarità
delle pietre utilizzate, che guideranno i visitatori
in un viaggio che racconta una giornata
sull’isola. Un tuffo nel sogno di Capri. La mostra
darà spazio anche alle collezioni più amate dal
pubblico a partire dalle mitiche Campanelle,
simbolo di pace e gioiello porta fortuna. Marina
Nappa (nella foto) continua nella sua gioielleria
il lavoro di selezione di pietre e diamanti che si
tramanda da generazioni nella sua famiglia.
www.nappagioielli.it
Vomero, Athenae
a tutto squash
Sono tre giovani napoletani i vincitori del
Torneo nazionale juniores di squash che si è
svolto il 4 novembre a Riccione. Sul podio al
primo posto Mario Gentiletti, seguito da Luigi
Sbandi (insieme nella foto) e Francesca
Bartoli ex aequo al secondo. I trofei vanno ad
arricchire la bacheca del nuovo centro
Athenae inaugurato di recente in via Morghen
al Vomero, della cui squadra i tre fanno parte.
Oltre che palestra, il neonato centro, con i
suoi tre campi regolamentari di squash, si
candida ad essere un punto di riferimento per
tutti gli amanti di questa disciplina. Non a
caso il proprietario, Achille Gentiletti (papà di
Mario), ha appena ricevuto la stella di bronzo
al merito sportivo dal Comitato olimpico
nazionale italiano, su proposta della
Federazione italiana giuoco squash. (l.c.)
SOCIETÀ&COSTUME
Gli Abulico ritornano «italiani»
A. Alfredo Capuano
Gli «Abulico» sono un gruppo
indie-rock campano che, a
dispetto del nome, si rivolge
a sonorità dalle tinte forti,
con linguaggio diretto. Dopo
tre anni dal loro album di
esordio tornano con il singolo autoprodotto «Fragile», in
free download su www.abulico.com, primo estratto dal
nuovo album “Il Colore dei
pensieri”.
Riuscireste ad identificare
in due parole il sound degli
Abulico, motivando le vostre scelte?
Alessandro: Nei tre anni
passati dall'uscita di «Behind» a «Il Colore dei Pensieri» il nostro sound ha subito
notevoli cambiamenti, pur
conservando un elemento di
continuità con il passato, che
sta nell’amore che abbiamo
per l’universo del post rock.
Abbiamo provato a prendere
il meglio delle nostre esperienze musicali passate ed a
rileggerle attraverso un filtro
che riuscisse ad esprimere
concetti e sensazioni chiare
e dirette, pur restando fedeli
ai nostri riferimenti, che
spaziano dall'indie rock
internazionale alla new
wave, fino al folk-rock.
Siete diventati una delle
band di punta dell'underground campano. Quali
pensate siano state le scelte
vincenti? C'è stata, invece,
qualche decisione di cui vi
siete pentiti?
Baba: Sicuramente una delle
scelte migliori che abbiamo
fatto è stata la decisione di
utilizzare la lingua italiana al
Il gruppo indie-rock
campano, dopo tre
anni dall’esordio
discografico «Behind»,
torna con il singolo
autoprodotto
«Fragile» che
fa parte del nuovo
album «Il colore dei
pensieri»
posto dell’inglese, anche se
sono sicuro che alcuni dei
nostri vecchi fan non la
pensino così. L’italiano
permette altre strutture, altre
trame per le storie e sonorità
molto più complesse, che al
contempo suonano più
familiari. Scrivere in italiano
ci ha fatto crescere emotivamente e come musicisti.
L’errore in cui non incorreremo nuovamente è stato
quello di far passare troppo
tempo tra un lavoro e l’altro.
La situazione ed il workflow
dei promoter a Napoli è ben
nota agli addetti ai lavori
ma sta diventando argomento di discussione anche
tra i semplici spettatori.
Avete qualche idea su come
migliorare la fruizione della
musica di qualità in città?
Andy: Gruppi, promoter e
spettatori sentono ormai in
modo chiaro quanto sia
calata l'attenzione per la
musica indipendente. Complice, probabilmente, è
anche la crisi economica di
questo periodo storico. Però
allo stesso modo credo che,
essendoci molte band, si sia
creata una sorta di assuefa-
I Mr Hyde, assi del rap-pop
IL DUO PARTENOPEO STA PREPARANDO
IL SECONDO ALBUM PRONTO IN PRIMAVERA
Lavori in corso per i «Mr
Hyde» il duo partenopeo
formato da Ludo Brusco
e Rudy Brass: dopo il
successo di «10», il loro
album d’esordio, i due
ragazzi si preparano ad
una nuova esperienza
discografica. Il secondo
cd autoprodotto è infatti
previsto in uscita per la
prossima primavera.
Edoardo Bennato, Nino
Buonocore, Tullio De
Piscopo, Sal Da Vinci,
Peppino Di Capri, Audio
Eclettici, tenaci e
2, Gigi Finizio ed Enzo
talentuosi, i «Mr Hyde»
Gragnaniello.
uniscono le sonorità del Sulla copertina del
pop italiano ad un
primo album, la storica
efficace e ben strutturato maglia azzurra con il
rap, dando vita ad un
numero «10», omaggio
connubio di emozioni
al «pibe de oro», Diego
dal gusto agrodolce.
Armando Maradona.
Per il progetto
Facce da scugnizzi latin
discografico precedente lover e cuori degni di
hanno collaborato con
poeti post moderni, i Mr
artisti del calibro di
Hyde regalano magia ed
zione a una tipologia di
«live» che, aldilà delle differenze tra generi e canzoni,
risulta sempre molto simile.
L'evoluzione impone un
cambiamento: un esempio, a
noi caro, di cambiamento
funzionale è quello dei Cold
play. Bisogna avere un'ottica
di spettacolo a 360 gradi.
Sono sicuro che, pur non
avendo a disposizione le
risorse dei Coldplay, questa è
una sfida possibile, che ci
siamo imposti di vincere.
«Il nostro ultimo
lavoro è basato su un
sound rinnovato e su
un’esplosione di colori
sempre, però, con una
patina di malinconia.
La vera svolta?
Lasciare l’inglese
per scrivere e cantare
nella nostra lingua»
Come è nato il vostro nuovo
album? Di cosa tratta? C'è
stato qualche momento di
difficoltà? Come lo avete
gestito?
Baba: «Il Colore dei Pensieri»
è nato prima nell’universo
delle idee, poi l’abbiamo
trasposto in musica. Volevamo fare un disco che fosse
un’esplosione di suoni e di
colori, ma che si adombrasse
di una patina malinconica un sentimento che ci è molto
caro. Abbiamo cercato associazioni di idee che restituissero l’immagine che avevamo in mente. Sono usciti
fuori ingredienti che si sono
rivelati essenziali: il ricordo
dell’infanzia, delle estati al
mare, il gioco spensierato, i
colori e la gioia passata, che
sporca il viso con un sorriso
amaro. Con queste idee
chiare in mente, è stato facile
suonare quelle emozioni.
La difficoltà maggiore che
abbiamo incontrato, invece,
è stata scrivere dei testi che
rispecchiassero la duplice
faccia del nuovo suono.
Ma, come si dice? Volere è
potere…
(Foto di A. Alfredo Capuano)
un tocco decisamente
originale a brani di
notevole successo come
«E tu davanti a me» di
Erminio Sinni,
straordinaria perla
contenuta nel nuovo
album in produzione,
così come nel
precedente lavoro
discografico avevano
donato nuova luce a
canzoni indimenticabili
come «Roberta» di
Peppino Di Capri e
«Fammi riprovare» di
Gigi Finizio.
Ottimi autori, interpreti
e rapper, sono anche
abilissimi musicisti:
hanno calcato i palchi di
ogni pub e birreria di
Napoli, suonato in ogni
festa di piazza,
collaborato con le radio
più importanti della
città, riuscendo nel
frattempo anche a
creare una propria
etichetta discografica, la
«10 Records». Anche per
il nuovo album sono
previste collaborazioni
con artisti come Monica
Sarnelli, Audio 2,
Gianluca Capozzi e
Pietra Montecorvino.
ALESSANDRO MANTICO
CHIAIA MAGAZINE • NOVEMBRE 2012
(33)
SOCIETÀ&COSTUME
Cinema
e diritti
umani
Livia Iannotta
Riflettori puntati sul cinema, a Napoli, con la quinta
edizione del “Festival del
cinema dei diritti umani”.
Nata per promuovere la
cultura dei diritti universali
attraverso le immagini di
film e documentari, la kermesse rientra nel “Human
Rights Film Network”, la rete
che unisce oltre trenta festival di Cinema e Diritti Umani di altrettante capitali
culturali del pianeta ed è
stata patrocinata dal Comune di Napoli, insieme a
decine di associazioni che
operano sul territorio partenopeo. Prima fra tutte, “Cinema e Diritti”, presieduta
da Maurizio Del Bufalo,
coordinatore del Festival.
L’iniziativa, conclusasi il 17
novembre, ha proposto due
concorsi: uno cinematografico, coordinato da Antonio
Borrelli, che prevede due
sezioni ufficiali (quella dedicata al Cinema documentario e l’altra riservata ai Cortometraggi), e uno per le scuole, guidato da Sabrina Innocenti. Oltre cento le opere
che hanno partecipato alle
selezioni: pellicole che proiettano lo sguardo su lotte,
realtà difficili, istanze e
tensioni del mondo contemporaneo e infine premiate
presso l’ex asilo Filangieri
durante la giornata conclusi-
Amar
cord
va del Festival. E ancora,
sulla scia dello spirito dell’iniziativa di fissare l’attenzione su storie e testimonianze di comunità lontane,
hanno “scandito” i giorni
dell’incontro diverse Tavole
rotonde: occasioni di confronto su argomenti spesso
poco trattati come la tortura,
la schiavitù in Mauritania
(dibattito organizzato con le
associazioni “Ira Mauritania”, “Operatori di Pace
Campania”, “Haima” e
“Donne in Nero”); l’identità
del territorio e infine la
violenza sulle donne, con lo
spettacolo “Malammore”,
che, sostenuto dall’associazione Le Kassandre, verrà
realizzato nel post-festival, il
25 novembre, in occasione
della Giornata Internazionale per l’eliminazione della
Grotte
e scrigni
flegrei
CACCIA AL TESORO AL LAGO
D’AVERNO: LA LEGGENDA
DELL’AVVENTURIERO PIETRO
PACE E DELLO SCHIAVO NERO
(34)
Una foto tratta dal
film «Là Bas» di
Guido Lombardi,
proiettato nel corso
della V edizione del
«Festival del cinema
dei diritti umani»
svoltosi a Napoli.
violenza contro le donne.
Con il Festival, il cinema ha
fatto il giro del mondo. Oltre
alle opere in concorso, infatti, tanti film internazionali in
programma. Tra questi, una
“Finestra su Buenos Aires”
che per la prima volta ha
portato a Napoli, in tre serate, sei film del “Festival
DerHumALC” di Buenos
Aires per raccontare il mondo argentino a dieci anni dal
default economico. O ancora
“Verdades verdaderas” di N.
Gil Lavedra e Là-Bas di
Guido Lombardi.
Ottimo riscontro di pubblico
per la serata sul “Cinema
dell’emigrazione” a cura
della Cineteca di Bologna,
con la proiezione di quattro
documenti audiovisivi sulle
“Emigrazioni italiane di ieri e
di oggi”, e la quarta edizione
dell’“Atlante dei Conflitti”,
che ha scattato la fotografia
della situazione bellica mondiale.
Tra i film, anche un documentario su Castel Volturno,
realizzato dalla “Cultural
video foundation Napoli”,
che ha lo scopo di portare
sullo schermo storie di immigrati, divisi tra difficoltà e
aspirazioni in una terra
straniera. Insomma due
settimane all’insegna di
cinema, dibattiti e mostre in
luoghi “alternativi” della
città: aule universitarie,
scuole, cinema e biblioteche.
Al principio del secolo
XVI, si andò
affermando la credenza
popolare che le viscere
dei vulcani flegrei
nascondessero grandi e
incredibili tesori.
L’episodio, che generò
la leggenda, è
realmente accaduto ed
è riportato in diverse
«guide dei forestieri».
Col permesso del vicerè
don Giovanni
d’Aragona, Pietro Pace,
un goffo ma generoso
avventuriero spagnolo,
entrò in una grotta del
CHIAIA MAGAZINE • NOVEMBRE 2012
Monte Barbaro o del
lago d’Averno, armato
esclusivamente di una
spada e accompagnato,
nella sua missione da
un piccolo schiavo
nero. Pace uscì dalla
grotta carico di oggetti
antichi e preziosi.
Col passare del tempo
questa credenza si
estese a tutte le grotte
dei Campi Flegrei,
specialmente quella di
Cocceio che attraversa
il Monte Grillo, tra il
lago d’Averno e Cuma.
ROSARIO SCAVETTA
SFIZI&NOTE
Massimo Lo Iacono
RAGNI INCANTA
CON LA SUA
«ISABELLA»
Ben più che racconti e/o
riflessioni su sfizi musicali
si leggeranno in queste
righe: infatti si recensisce,
ancorché per sommi capi,
una delle opere più
imponenti di Sergio Ragni:
“Isabella Colbran, Isabella
Rossini”. Opera
piacevolissima - altrimenti
minimamente se ne
sarebbe discorso in questa
sede - frutto della
musicologia napoletana e
degli studi di Ragni, che ha
trasceso il suo impegno di
collezionista di cimeli
rossiniani e di editore
dell’immenso epistolario
di Rossini, pubblicato
anche con la firma di altro
studioso, Bruno Cagli
presidente di “Santa
Cecilia”. Qui lo studioso si
è trasformato in storico e
narratore, saggista
dilettoso più di quanto sia
nei suoi saggi d’occasione,
con la grandiosa
trattazione analitica, e
ricostruzione storica al
contempo, della vita di
Isabella Colbran, prima
moglie di Giocachino
Rossini. Cantante
determinante per le
vicende del teatro di San
Carlo in un momento
importantissimo della sua
storia nel secolo XIX, e
determinante anche per
l’arte del compositore,
forse giunto a livelli così
alti anche per la vicinanza
fuori dell’ordinario di una
compagna musicista così
eccelsa. Anche il genio più
sicuro ed evidente può
avere bisogno di umani
spunti ispiratori. La figura
della Colbran, interprete e
compositrice ella stessa,
rifulge nelle più di
milleduecento pagine tra
un primo volume di
assoluto incanto
affabulatorio ed un
secondo di analecta
indispensabili, una
raccolta, cioè, di tutti i
documenti possibili a
rinvenirsi sulla vicenda di
Isabella, Gioachino e
dintorni. Si compie la
lettura ora d’un fiato, ora
pacatamente nel conforto
di una prosa di qualità
rarissima oggi, scritta con
maestria di narratore,
esegeta, ed a tratti parlata
con garbo estremo, pure
nelle puntigliose e
necessarie precisazioni. Fa
da contrappunto alla
fluidissima scrittura, che
già armonizza documenti,
commenti, intuizioni di
sentimenti anche, una
spettacolare scelta di
immagini, ricostruzione
iconografica magnifica
della grande “recherche”
di un momento di vita del
San Carlo, irrecuperabile
purtroppo, anche perché
era teatro magnifico di
una capitale. Il San Carlo è
senz’altro tra i protagonisti
del lavoro.
Gli studi napoletani in
quest’ambito sono spesso
profondi ma
autoreferenziali, i
napoletani parlano di
Napoli in musica mai, ma
di altri mondi. Gli stranieri
invece spessissimo
parlano di noi con
prospettive amplissime:
eccezionalmente questa
volta l’ha fatto un
napoletano. Se ne resta
ammirati, sbalorditi,
anche un po’ commossi.
Attenzione: l’editore di
cotanta impresa è di
Varese, Zecchini che ha
acquisito in Partenope
benemerenze immense.
PERSONAGGI
SGUARDI LONTANI
Francesco Iodice
FEDERICO SALVATORE
Apocalisse
e speranza
Il cantautore
partenopeo Federico
Salvatore con la
maschera di
Pulcinella. Nel suo
ultimo brano
«Napocalisse»
racconta, con il
consueto stile
dissacratorio e
rigorosamente in
lingua napoletana,
illusioni, gioie e
dolori di un popolo
che merita di
ritrovare la via
della luce.
Roberto Basile
A
lcune tra le più atroci sofferenze di Napoli raccontate in
in meno di cinque minuti
con una lucidità ed una
capacità di sintesi che dimostrano come la penna del
poeta possa incontrare
l’occhio del semplice cittadino senza perdere il contatto
con la realtà né con la delicatezza di un amore, mutevole
ma imperituro, come quello
per la propria città. Si presenta così «Napocalisse», il
nuovo brano di Federico
Salvatore, un resoconto
amaro e delicato dell’alternanza ciclica di dolori e
illusioni di un popolo che ne
ha viste tante nel corso della
sua storia. Il nuovo gioiello
della discografia del paroliere
partenopeo arriva a distanza
di due anni dall’ultimo album, «Fare il napoletano…
stanca»: in mezzo due tour
teatrali e un Dvd, «Se io fossi
San Gennaro», dal titolo di
uno dei suoi brani-simbolo,
registrato in presa diretta nel
corso del live del Teatro Delle
Palme. Non deve essere stato
facile per un figlio di Napoli
dipingere con tanta lucidità
lo scenario di una città piena
di vicissitudini, eppure il
finale di Napocalisse lascia
intendere che dietro un
«nero centenario» Federico
Salvatore intraveda una
possibilità di cambiamento,
che parte anche dal coraggio
di chi resta. «La speranza
(utopistica?) per chi è rimasto e rimane a Napoli - ci
dice - è che il nero storico si
possa trasformare almeno in
grigio come inizio e principio
di schiarita. Sarebbe pure il
momento, per quei napoletani di “Addà passà ‘a nuttata” di cominciare a pensare,
invece, “Ch’addà schiarà ‘a
jurnata’!” Oggi, più che mai,
è necessario l’ottimismo di
una scossa perché, non solo
mamma Napoli è in difficoltà, è nonna Italia che se la
passa male!»
Anche se negli anni si è
mostrato sempre a suo agio
con le composizioni in italiano, il prossimo album - che
prenderà il titolo proprio dal
IL GIGANTE
AMICARELLI E LE
BIBITE DI LAURO
I tifosi azzurri che hanno i
capelli bianchi - quelli, per
capirci, nati durante o subito
dopo la guerra - ricorderanno
bene il Napoli degli anni ’50,
quello di Hasse Jeppson, detto
«o’ Banco ‘e Napule» per il suo
costo di centocinque milioni.
L’unico napoletano presente in
quel Napoli, nel decennio ‘52’62, fu Gigi Amicarelli, ora
valido tuffatore seniores della
Rari Nantes.
Attraverso una simpatica
chiacchierata con lo spilungone
- sempre garbato e gentile,
come corretto e sportivo lo fu
da atleta - siamo venuti a
conoscenza di aneddoti
divertenti che fanno ben capire
non solo l’atmosfera che allora
si viveva in una squadra di serie
A, ma anche il carattere
paternalistico e assolutista del
comandante Achille Lauro.
Per il primo contratto Gigi,
appena acquistato
dall’Acerrana, si trovò negli
uffici della Flotta Lauro davanti
al Comandante che restò
talmente impressionato dalla
statura del ragazzone, alto un
metro e 85, che, senza indugio,
gridò: «Mamma mia, comme sì
luongo; ragiuniè, radduppiatece
‘o contratto».
Proverbiali, poi, erano le
riunioni del lunedì pomeriggio
nella villa di via Crispi: tutta la
primo singolo - sarà completamente in napoletano,
eccezion fatta per un brano.
Come un suo predecessore
più che illustre, Massimo
Troisi, Federico Salvatore
“esporta” così la napoletanità proprio partendo dalla
lingua. «È una scelta dettata
soprattutto dal fatto che i
nuovi codici linguistici in uso
(slang giovanili, neologismi
televisivi, sms, per intenderci) stanno impoverendo
sempre di più il nostro lin-
«La speranza per chi è
rimasto e rimane a
Napoli è che il nero
storico si possa
trasformare almeno in
grigio come inizio e
principio di schiarita.
Oggi, più che mai, è
necessario l’ottimismo
di una scossa: mamma
Napoli e nonna Italia
se la passano male...»
squadra - al cospetto del padrepadrone, bonario e protettivo si doveva sorbire ripetute
«lavate di testa» con spassosi
gesti di Lauro che, mimando le
azioni di gioco, rievocava
episodi della partita precedente
in quel suo gergo
inconfondibile: «Né, Geppsò,
me sì custato ‘nu banco ‘e
denare e ti permetti di sbagliare
quel gol a porta vuota? E tu,
Amicarè, non la potevi marcare
meglio quella mezz’ala che ha
segnato il gol che ci ha fatto
perdere la partita?». E guai a chi
fiatava.
Il «cazziatone» era sempre
dietro l’angolo: un sabato
pomeriggio, nella tenuta di
Massalubrense dove la squadra
veniva ospitata per un
casareccio ritiro prima delle
partite casalinghe (cosa che a
quei tempi era già un lusso) e
per gli esercizi di rifinitura,
durante la cena il Comandante
prese la parola e con tono di
falso cerbero dichiarò: «Nel
bilancio che sto studiando, alla
voce “bibite”c’è la cifra di ben
80 milioni, ma che v’avite fatto
‘a doccia con lo champagne?
Stasera per punizione berrete
solo acqua della fontana!».
Amicarelli alla fine della
carriera diventò uno stimato
assicuratore, anche grazie a
Lietta (sua fidanzata “di
nascosto” e moglie da una vita)
che mise da parte la somma di
ben quattro milioni, il costo di
un appartamento dell’epoca.
Cicale di oggi, tenete a mente!
guaggio quotidiano. Inoltre prosegue - da 50 anni a
questa parte la nascita di una
nuova classe sociale, la ‘borghesia del vicolo’, priva,
purtroppo, di coscienza
geografica e di memoria
storica, «ha miso ‘a lengua
int’’o ppulito» promuovendo, così, una spregevole e
ridicola ‘italianizzazione’
della lingua napoletana».
Con i suoi ultimi album e
con i recenti spettacoli teatrali, anche gli spettatori
meno attenti hanno consacrato il passaggio da «autore
comico ma profondo» a
«cantautore impegnato e
culturalmente completo»,
che si intravedeva sin dai
tempi di piccoli capolavori
come «Vennimm’ ammore»,
«Ninna nanna gelosa» e
«Napolitudine». Una nuova
presa di coscienza da parte
del suo pubblico che l’artista
vive «con la gioia e la soddisfazione di chi sa che tutto
arriva per chi sa aspettare e,
per rimanere in tema di
vernacolo, con la personale
verifica di quel wellerismo
napoletano che insegna:
Dicette ‘o pàppice vicino ‘a
noce, damme ‘o tiempo ca te
spertoso! I miei spettatori di
oggi sono teatrali e non più
televisivi. La televisione ti
impone allo spettatore, ma
se lo spettatore viene a teatro
- conclude - ti ha scelto».
Moderno Pulcinella, con il
suo teatro-canzone degno
del miglior Gaber, Federico
Salvatore fa riscoprire l’arte
della canzone napoletana in
maniera dissacratoria e
attuale, con i piedi ben saldi
nel passato e lo sguardo alto
verso un futuro da scrivere in
rima.
CHIAIA MAGAZINE • NOVEMBRE 2012
(35)
LAPILLI
Terni&Favole. A Largo Ferrandina a Chiaia
nella tabaccheria Postiglione è già Natale. I giorni
che ci separano dalla «feste delle feste» sono sempre
di meno e, malgrado la crisi, la gente continua a non
perdere il sorriso. Alla postazione dei «gratta e vinci»
la fila è tanta e Alberto Postiglione con la consueta
calma, indica, anche questo mese, le combinazioni
per cercare di vincere al Lotto. «Anche se le
temperature sono ancora miti, consiglio, già da ora,
di puntare sul terno del “freddo” che fa 3 - 46 - 25.
Questo terno va giocato almeno per 12 estrazioni
sulle ruote di Palermo, Napoli e Bari. Per chi, invece,
è già alle prese a San Gregorio Armeno alla ricerca
dei pastori nuovi per completare il presepe,
caldeggio vivamente il terno della grotta che
comprende i numeri 1 - 25 - 90. Combinazione,
questa, da giocare sulle ruota di Napoli e Milano».
Intanto, mentre c’è chi maledice l’ultimo «Turista
per sempre», nella tabaccheria si è aperta una vivace
discussione sulla folle pista ciclabile voluta dalla
giunta arancione del sindaco «piacione». Quasi tutti
sono d’accordo: quel milione e più speso per creare
la famigerata pista sarebbe stato meglio utilizzarlo
per la manutenzione delle strade. Postiglione non
ha dubbi: «22 (i pazzi) e 36 (le biciclette) - 90 (il
popolo): ecco il terno del momento.
Anche i carciofi stanno a ruota
MASTERCHEF. PREZZEMOLO E PARMIGIANO
FONDAMENTALI PER IL PIATTO VELOCE DEL MESE
Pippo Schiano
RUOTE
AI CARCIOFI
(Ricetta per 2 persone)
150 gr di ruote, 3 carciofi
olio extravergine di oliva, aglio, sale,
prezzemolo, 1 bicchere di vino bianco,
parmigiano reggiano grattugiato
Alla fine fu pista ciclabile.Il sogno di tanti è
divenuto realtà: la pista
ciclabile della città di
Napoli è stata ufficialmente inaugurata con
tanto di pedalata «sindacale» ed «assessoriale». Certo che si possa
andare in bici senza
correre il rischio di
essere investiti è cosa
buona e giusta.
Tanto più in questo
periodo in cui pare che
la bici davvero sia l’unico mezzo che ci è con-
sentito usare. E non solo
perche è proibitivo
anche solo avviare
un’auto, ma soprattutto
perche i trasporti pubblici, autobus, metro,
cumana, circum etc,
appartengono più alla
sfera dei ricordi che non
alla nostra vita quotidiana. Ma credo che dobbiamo tutti guardare
avanti.
Allora vorrei fare una
proposta: prima che la
città precipiti nel buio
per la morosità che il
Comune ha verso le
società che garantisco-
no l’illuminazione pubblica, facciamo in modo
che l’energia prodotta
delle pedalate sia tutta
utilizzata per produrre
un po’ di luce nei mesi
prossimi che si annunciano ancora più bui. In
tutti i sensi.
E di ruota in ruota, non
posso che consigliarvi,
in questi giorni che
velocemente «pedalano» verso il Natale, un
semplice ma gustosissimo primo piatto: ruote
ai carciofi.
La preparazione
Pulite i carciofi, eliminando le parti dure e
filacciose, poi tagliateli
a fettine e lasciateli per
Tempesta day, si balla al Posillipo
Nella suggestiva location
del Teatro Posillipo, il 21 ottobre scorso c’è stato uno
degli eventi recenti meglio
riusciti della movida partenopea: il mitico «Tempesta day», ovvero il compleanno speciale del giornalista e animatore del by
night Fabio Tempesta. Serata di classe tra modelle e
imprenditori, resa ancora
più gustosa grazie a un
buffet in cui trionfava un
superlativo risotto «Hallo-
(36)
ween» innaffiato da un
esercito di Greco di Tufo.
Alla consolle due mostri
sacri come i deejay Bruno
Barra e Enzo Capocelli. A
spegnere, insieme a Fabio,
le candeline della fantastica torta al cioccolato c’erano: Raffaele Canellini, Tatiana Khromova,Vittorio
Macone,Vania Scarpato, il
pr Marco Monizio, il poliedrico organizzatore Ambrogio Ferrillo, lo stilista
Maurizio Esposito, i gior-
CHIAIA MAGAZINE • NOVEMBRE 2012
nalisti Carmelo Prestisimone, Stefania Fina, Max
De Francesco e Laura Cocozza, Giosuè Centomani,Valentina Esposito, Alina Hilton, Elena Ivanova,
Anna Luchak, Titty Cordua, Marco Calvino e Francesco Guglielmi, il dj Fabio
Emme, i dj's Alex Belledonne e Dino De Rosa,
Pierpaolo Buglione, Antonio de Domenico, Barbara
e Ornella Tarantino,Vicenzo Russo, Andrea Pagliaru-
lo, Miki Di Lena, Mauro e
Michele Tempesta, Sergio
Arpino, Fabio Capece, Ernesto Palumbo, Mario Aveta, Pasquale Di Maio, l'attore Luca Riemma, le sorelle Katia e Galia Klimenko, le modelle Denise Iannaco, Annalisa Giacca, Ilaria Scotti, Giusy Mattera,
Giusy Ferraro, la biondissima Aneta, Clementina Pisciotta, Monica Flagiello e
Marisa Cardinale.
ARMANDO YARI SIPORSO
qualche minuto in
acqua con uno spicchio
di limone. In un tegame
mettete l’olio e l’aglio e
fate rosolare per qualche minuto.
Aggiungete qualche
cucchiaio di acqua e
unite i carciofi. Continuate la cottura, unite il
vino bianco e fatelo
evaporare. Lasciate
cuocere a fuoco lento
fino a quandi i carciofi
non si saranno ammorbiditi. Cuocete la pasta
in abbondante acqua
salata, poi scolatela e
ripassatela sul fuoco
con la salsa di carciofi.
Completate con il prezzemolo tritato ed abbondante parmigiano.
Teatro Politeama,
i «duets» di Luigi Libra
Al Teatro Politeama di Napoli, il 5 dicembre, Luigi
Libra (nella foto) si esibirà nel concerto spettacolo
«Napoli Duets». La serata sarà presentata da Paolo
Limiti che ha consacrato Libra come interprete
magistrale della canzone napoletana. All’evento
parteciperanno molti artisti, alcuni dei quali hanno
duettato con il cantautore partenopeo nel recente
lavoro discografico «Napoli duets» (casa editrice
«La canzonetta»). Canteranno con Libra: Peppino di
Capri, il Giardino dei Semplici, Gianni Donzelli degli
Audio2, Manuela Villa, Alina Izquierdo, Edoardo
Guarnera, Francesca Alotta, Pietra Montecorvino,
Gianni Lamagna, Ciccio Merolla, Francesco
Boccia, Luca Sepe, Ludo Brusco. (a.y.s.)
LAPILLI
Con Viber
la telefonata
è gratuita
L’APPLICAZIONE
SFRUTTA LA CONNESSIONE
INTERNET PER CHIAMARE
IN VOIP CHI LA UTILIZZA
Non appena è stata rilasciata sull’ App Store, Viber
ha fatto parlare di sè per la
facilità di utilizzo e la sua
funzione principale: chiamare gratuitamente in VoIP
tutti gli utenti che usano il
medesimo programma.
Viber infatti sfrutta la connessione internet (funziona
sia in 3G che in WiFi) per
effettuare le chiamate voce.
L’applicazione non richiede
alcun tipo di account o
registrazione: una volta
lanciata, basta inserire il
proprio numero di telefono
ed attendere la ricezione di
un codice tramite Sms che,
una volta inserito nell’apposito box, rende l’applicazione funzionante. Viber dà la
possibilità all’utente di
sapere chi, tra i suoi contatti
in rubrica, la utilizza, in
modo da poterli chiamare
con un clic. La scelta di non
richiedere nessun account
la rende ancora più semplice ed immediata di Skype e,
in pratica, la equipara ad
una vera e propria applica-
zione telefonica. Viber
sfrutta le notifiche push per
cui, anche se non è stata
lanciata e non è quindi in
background, quando si
riceve una chiamata, il
server informa l’utente con
un trillo e con una notifica,
consentendogli quindi di
rispondere cliccando sul
tasto di conferma. Ciò è
possibile solo se l’iPhone è
connesso ad internet, in 3G
o in WiFi. La qualità audio è
ottima in WiFi ma anche in
3G Viber gestisce bene il
segnale. Un programma che
consiglio a tutti. Tra l’altro,
con i prossimi aggiornamenti, sarà anche compatibile con iPad
FABRIZIO TAVASSI
L’ORA LEGALE
Adelaide Caravaglios
ESAME DI MATURITÀ:
ATTENTI ALLO SMARTPHONE
Chi di noi non ricorda con ansia l’esame di
maturità? Un vero e proprio incubo, che
ciascuno ha affrontato in modo diverso.
Alcuni, sfidando sorte e professori, finivano
per nascondere appunti nei posti più
disparati. Oggi invece esistono gli
smartphone, piccoli, intelligenti cellulari, che pur se vietati - consentono di collegarsi ad
Internet e risolvere l’eventuale empasse
culturale. Un episodio del genere è finito
addirittura dinanzi al Consiglio di Stato,
chiamato a risolvere il caso di una studentessa
sorpresa a copiare durante la maturità. In
primo grado, il TAR Campania (3726/2012)
aveva deciso per l’esclusione della giovane da
tutte le prove d’esame, basando la propria
decisione sulla mancanza di una normativa di
rango primario che potesse adattarsi al caso
concreto ed applicando, quindi, quella
prevista per i concorsi pubblici.
Di contrario avviso è stato il Collegio
giudicante, secondo il quale non si poteva
estromettere uno studente dagli esami di
maturità per il solo fatto di essere stato
sorpreso a copiare da uno smartphone, ma era
necessario procedere ad una «più
approfondita valutazione, in rapporto alle
circostanze di fatto in concreto rilevabili ed
all’intero curriculum scolastico». Il
superamento dell’esame di Stato - spiegano
infatti i giudici di Palazzo Spada nella sentenza
n. 4834/2012 - costituisce attestazione delle
«competenze, conoscenze e capacità anche
professionali acquisite»: nella sentenza
appellata, invece, si è ricondotto, agli esami di
Stato, il contenuto dell’art. 13, comma 4, D.P.R.
9.5.1994, n. 487, riferito ai concorsi per
l’assunzione nei pubblici impieghi, per i quali
«il carattere vincolante dell’esclusione dal
concorso dei candidati che abbiano copiato,
in tutto o in parte, i loro elaborati, è anche
necessario presidio della “par condicio” dei
concorrenti». Con ciò - continuano - non è
escluso che la stessa sanzione possa applicarsi
anche per gli esami di Stato; tuttavia, essa va
impiegata «non prescindendo dal contesto
valutativo dell’intera personalità e del
percorso scolastico dello studente». L’errore
dei giudici di primo grado, quindi, è stato
quello di aver ignorato il brillante curriculum
della candidata e lo stato d’ansia che l’aveva
indotta a copiare dal palmare, forse dovuto a
problemi di salute, segnalati dal dirigente
scolastico. Risultato: esame di Stato salvato!
Festival
dei Giovani
Talenti
SUCCESSO DELL’EVENTO
VESUVIANO: PREMIATE
CINQUE PROMESSE
DELLA MUSICA
I Forum dei giovani di
Ottaviano, Poggiomarino,
San Gennaro e Striano
dopo aver “seminato”
l’idea, hanno “raccolto” i
propri talenti.
Il Festival da loro promosso
si è concluso ad ottobre
con gran successo ed
enormi soddisfazioni per
gli organizzatori. La giuria,
presieduta da Luigi Monterossi, docente al Conservatorio di Napoli e Avellino,
ha scelto i cinque vincitori,
che rispondono all’identikit di studenti e aspiranti
cantanti, ciascuno con i
propri gusti musicali, dal
“fado”, al jazz fino al pop.
Al primo posto si è classifi-
MARIANO MARMO «VISITA»
IL BACCHINO MALATO
Continua senza sosta la promozione del libro
«Caravaggio-Ho scritto il mio nome nel sangue»
(Iuppiter Edizioni) di Mariano Marmo, medico e grande
esperto di Michelangelo Merisi, artista «maledetto» la cui
morte rimane ancora un mistero. Il tour promozionale di
Marmo è arrivato fino a Torino e proseguirà, nei
prossimi giorni, a Napoli con una presentazione nel
complesso «I Damiani» che si preannuncia ricca di
sorprese artistiche. Intanto, in anteprima, proponiamo il
manifesto (nella foto) del prossimo evento dedicato al
libro, realizzato dal graphic designer Cristiano Finizio
che, grazie alle magie del photoshop, è riuscito
nell’impresa di far visitare il Bacchino malato (opera tra
le più celebrate di Caravaggio) da Mariano Marmo.
cata Maria Ambrosio, alias
Marzia, 19 anni, studentessa di canto al Conservatorio di Musica San Pietro a
Majella. Marzia si è aggiudicata il premio di 500 euro
cantando “Lagryma” di
Amalia Rodriguez
Il secondo posto è andato a
Maria Finelli, in arte Miha,
23 anni, studentessa di
canto e recitazione, frequenta l’Università Orientale di Napoli e ha vinto i
400 euro in palio col brano
“Parlann Parlann” tratto
dal musical “Scugnizzi”.
Terza classificata è Adele
Caldarelli, 21 anni, studentessa di canto presso l’Accademia Vesuviana del
Teatro di Gianni Sallustro,
ha vinto il premio di 300
euro, grazie alla sua esibizione con la canzone di
Lara Fabian “Adagio”.
Errico Cutolo, quarto
classificato, è invece l’unico uomo tra i vincitori ed
anche il più piccolo, ha 17
anni, frequenta il liceo
classico, studia canto, il suo
genere preferito è il jazz e
ha vinto cantando “Home”
di Michael Bublè. Infine, il
quinto posto è stato di
Carmela Ciniglio, in arte
Karmen, 27 anni, showgirl,
attrice e cantante, si è
presentata al Festival con
“Per sempre” di Nina Zilli.
LUCIANA RANIERI
CHIAIA MAGAZINE • NOVEMBRE 2012
(37)
MOVIDA&RELAX
NIGHT STORM
Fabio Tempesta
LITTLE
NANCY,
DJ PRODUCER
Little Nancy Dj
producer napoletano, al
secolo Nunzio
Santagata, è famoso in
tutto il mondo per le
sue produzioni
discografiche. Suoi
sono, infatti, i remix di
vari successi, compresi
quelli di Sade, Eddie
Amador, Take Off,
Swared, Emanuele
Esposito e altri ancora.
Oggi è producer per
etichette come Net
Work Rec, AquaSound
Rec, Do It Yourself
Records, High Gloss,
Only The Best Rec, 03
Records, Voga Records.
Il più grande successo?
Quello con i Daddy’s
Groove: il remix di
Whitney Houston «It's
Not right But it's ok»,
edita dal Strictly
Rhythm, confermatosi
uno dei single più
ascoltati al mondo. Le
sue produzioni
ottengono ottimi
riscontri da dj’s come:
Dj Simi, Ecco, Lorenzo
LSP, Timo Maas, Bob
Sinclair , Luciano, Cevin
Fisher, Pete Tong e
Albertino di Radio
Deejay. La sua carriera
come dj ha inizio
intorno al 1990, anno in
cui inizia a suonare in
feste private e in alcuni
club partenopei. Tra il
1996 e il 1997 lavora in
una radio locale
occupandosi di musica
Underground, poi negli
anni a seguire entra a
far parte di «House
Club», società di eventi
che ha riscosso un
grande successo nella
vita notturna italiana,
dove diventa subito djresident, affiancando
molti dj's di fama
internazionale. In quel
periodo nasce la prima
produzione, insieme
con Hc-Project nasce
«Café», pubblicato dalla
Time Records, hit più
suonata da molti dj
Importante sarà pochi
anni dopo «People
Everywhere» per la
nascita del suo nome
d'arte «Little Nancy»,
presente in molte
classifiche europee, un
remake di «VoulezVous» hit degli Abba, in
collaborazione con
Swared e la
Testpressing Records.
Nascono seguenti
remix di vari successi,
tra cui Sade, Eddie
Amador, Take Off,
Swared, Emanuele
Esposito, Dino Lenny
molti altri.
Bella gente
Jovine, con «Sei»
non solo reggae
Prosegue il viaggio alla scoperta dei
gruppi musicali partenopei più
interessanti. (Quattordicesima puntata)
Sin dai suoi esordi, il reggae si è
contraddistinto per la capacità di porsi come
un linguaggio universale che ha saputo
raggiungere il mondo intero restando però
ben ancorato alle proprie radici, (le tanto
amate roots) che emergono in ogni
composizione che si rispetti. Non fa eccezione
«Sei», il sesto lavoro degli Jovine, tra i
principali esponenti del suono in levare
nostrano. Le radici del gruppo («capitanato»
da Valerio Jovine e composto da Alessandro
Aspide, Francesco Spadafora, Michele
Acanfora, Guido Amalfitano e Paolo «Batà»
Bianconcini) sono oltremodo evidenti in un
album che affonda le proprie origini nel ventre
del centro storico di Napoli ma che, al
contempo, lancia lo sguardo lontano,
partendo dal quotidiano, per descrivere una
realtà nella quale vale la pena provare a
riflettere e fare un passo in avanti, con un
sorriso e l’aiuto della musica, anche quando
tutto sembra andare nel verso sbagliato. Allo
stesso modo «Napulitan», secondo singolo
lanciato dalla band (scritto e interpretato
insieme a Zulù dei 99 Posse), diviene un
(38)
DANILA
PORTOLANO
Feste di beneficenza come
se piovesse per una donna
appariscente ed
impegnata, simpatica ed
affidabile che punta poco
ai salotti casalinghi, ma
CHIAIA MAGAZINE • NOVEMBRE 2012
ROBERTO BASILE
di Tommy Totaro
SUSY
LUCIANO
Per il clubbing partenopeo
è considerata «un mito,
una leggenda», tanto da far
rivivere il mitico
«Ecchereccha» (1 2 o 3?) in
un tributo ventennale
all’Arenile di Bagnoli.
La Regina di Zamunda,
cosi ama definirsi, Susy
Luciano (nella foto a
destra) ritorna a Napoli
con un nuovo
“attualissimo” in
compagnia dei Fratelli
Generale alias Dj Jg Bros.
nuovo inno di appartenenza viscerale ad una
città ed alla sua cultura con l’intento,
contestualmente, di abbattere stupide barriere
razziali e pregiudizi fin troppo diffusi: così
come in Jamaica il reggae è stato veicolo di
«consapevolezza nera» volgendo lo sguardo (e
tendendo le mani) al resto del mondo in un
messaggio globale di condivisione, di speranza
e di fratellanza, alla band partenopea va
riconosciuto il merito di aver «partorito» un
lavoro che, fosse anche solo per il tempo
dell’ascolto, con un messaggio ironico e
intelligente rende fieri di essere «cittadini del
mondo e napulitan». Ma «Sei» è un album
all’interno del quale, come accaduto per i
precedenti, trovano spazio anche generi
differenti, come il dubstep («Di notte»), l’R’n’B
e il soul (come nella title-track, «Sei») e l’hiphop (basti pensare alle strofe di due mostri
sacri del genere, come Speaker Cenzou, forse il
principale esponente della scena «napulegna»,
e Dope One, geniale e vulcanico in «Napl’
Sona»); da sottolineare inoltre il «tocco»
tutt’altro che trascurabile di Dj Uncino
nonché di Massimiliano «JRM» Jovine e Marco
Messina dei 99 Posse in alcuni dei brani.
Contenuti e ritmo: probabilmente impossibile
chiedere di più a quest’album.
sviluppa al meglio le
location più esclusive della
città. Danila Portolano è
davvero un’organizzatrice
che meriterebbe piazze
internazionali. Tra Burraco
Social Club, presentazione
di libri e Vernissage d’arte
è quasi impossibile
dimenticare la festa di
Bulgari nella centralissima
via Filangieri.
SIGNORA
PUPA
I gelati sono, si fa per dire,
il suo pane quotidiano, ma
il Kinder “Fetta a latte” è il
suo vero gioiello che è
sempre più richiesto in
tutta la Campania, ma che
solo Al Cycas Cafè di
Bacoli si può trovare…
MARIA VITTORIA
ARAGRI
Brava lo è già, eccome, ma
con l’uscita del calendario
«Facenight 2013»,
dimostrerà di essere anche
bella. Ragion per cui apriti
cielo…Ovunque andrà,
Maria Vittoria Aragri (nella
foto a destra) si porterà
dietro una marea di fan,
innamorati persi o meno
non conta, fatto sta che
con lei mantenere l’ordine
pubblico sarà davvero un
problema. Irresistibile e,
non c’è dubbio, fornita di
uno sguardo magnetico e
irresistibile.
EXIT
Diamo i numeri
Cortei
In questo numero hanno scritto
Roberto
Basile
Aurora
Cacopardo
Alfredo
Alph
Capuano
Adelaide
Caravaglios
Maurizio
Crivello
Aldo
De
Francesco
Nino
De Nicola
Mimmo
Della Corte
Rossella
Galletti
Viviana
Genovese
Livia
Iannotta
Francesco
Iodice
Massimo
Lo Iacono
Alessandro
Mantico
Carmine
Mastantuoni
Espedito
Pistone
Luciana
Ranieri
Renato
Rocco
Rosario
Scavetta
Pippo
Schiano
Armando Yari
Siporso
Fabrizio
Tavassi
Fabio
Tempesta
Tommy
Totaro
30
i manifestnti
identificati e
indagati dalla
Questura di Napoli
per le azioni
violente messe in
atto durante il
corteo «antiFornero»
Profondo Sud
20
è la percentuale
di studenti che il
Sud perde
ogni anno.
Circa 24 mila
giovani dopo il
diploma
“migrano”verso il
centro-nord
Metropolitana
172
milioni di euro
sbloccati dalla
Regione per il
completamento
della linea 1 della
metropolitana.
Si aggiungono
ai 401 milioni già
erogati
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Centro Commerciale, Gruppo Europeo Immobiliare, Business Office 55, Napoletana Parcheggi, Io Promoter, App Medical, B-Rent, Nappa Gioielli.
CHIAIA MAGAZINE • NOVEMBRE 2012
(39)
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