ALL’INTERNO IL SUPPLEMENTO "TUGHEDER” DEDICATO AL LIFE STYLE SAPER VIVERE LA GRANDE NAPOLI distribuzione gratuita Anno VII - numero 11 - Novembre 2012 SENZA LUCE Il Comune di Napoli in bolletta. Una proposta «energetica» al sindaco sommario L’inchiesta 9 Grande Napoli, parte la rivoluzione Storie&Territori 17 Valogno, il paese dipinto Libri&Librerie 30 «Padre Bacco», saggio dionisiaco Personaggi 35 Federico Salvatore: la mia Apocalisse www.chiaiamagazine.it IUPPITER EDIZIONI OBLÒ Rivolta a Parco Margherita. Alcuni lettori penalizzati, poi, sono i più deboli: si segnalano casi di disabili, anziani o mamme con carrozzine che preferiscono evitare di uscire di casa piuttosto che rischiare pericolose cadute. I residenti ci chiedono che finea abbia fatto la proposta avanzata in Municipalità di asfaltare l’intera strada. Come se non bastasse, un altro intollerabile fattore di invivibilità, saldato all’inciviltà di alcuni, è la sosta selvaggia delle auto in prossimità di ristotanti e night club durante i week end: in tal modo la carreggiata si restringe al punto da bloccare tutto il traffico con ripercussioni fino al corso Vittorio Emanuele. Inammissibile l’assenza dei vigili. che risiedono in via del Parco Margherita ci hanno telefonato pregandoci di occuparci delle infinite emergenze che da tempo immemorabile affliggono l’importante e storica arteria. In sintesi le lagnanze dei cittadini investono innanzitutto l’annosa questione della mancata manutenzione stradale che, in anni di omissioni e di disinteresse, ha ormai innlazato in modo insopportabile il livello di rischio, non solo per i veicoli, costretti a continui slalom tra buche e rappezzi, ma anche per i pedoni che devono percorrere marciapiedi ormai ridotti a trappole insidiose. Ad essere maggiormente SOS CITY Salviamo quel Ponte Egregio Direttore, che i nostri beni culturali e i nostri monumenti non siano in cima ai pensieri di quelle Autorità che hanno il dovere di provvedere, credo sia sotto gli occhi di tutti. In alcuni casi però questa sciatteria è davvero odiosa. Vorrei segnalare all’opinione pubblica la scandalosa vicenda del Ponte di Chiaia. Si trtta di un monumento che già da molto ssta andando in pezzi. Da anni si verifica una pioggia di calcinacci e, tempo fa, la Giunta Iervolino si limitò a collocare una bruttissima rete protettiva, che però almeno salva l’incolumità dei passanti. Pensavamo fosse per poco ma è ancora lì. Pazienza. Ma il limite è stato oltrepassato di recente. Qualche settimana fa, infatti, il distaco di intonaci è diventato massiccio e ormai sono in pericolo gli antichi stucchi ornamentali della facciata. Si è proceduto ad uno spicconamento delle parti in bilico, ma nulla di più. Perciò, visto che nesuno interviene, lancio un appello a qualche privato perchè finanzi il restauro e salvi il salvabile. Macry contro la corte di BASSOLINO Qualche mese fa, cogliendo per tempo le mire delle grandi e sottili manovre messe in atto dai resti di quello che fu il grande esercito bassoliniano - Sales, D’Amelio, Armato, Buffardi, Di Lello, Incostante, Gambardella, Valente, Esposito, Cicelyn e compagnia cantante - in un «oblò» dal titolo: «Se Sales risale in cattedra», cercammo di allertare i nostri lettori dal rischio del ritorno dei pretoriani e delle amazzoni dell’ex console «Giulio Cesare Votantonio». Anzi, nel dirci indignati per la loro dannata voglia di tornare in sella, evidenziavamo la recidiva irresponsabilità di questa ex classe dirigente, gli «exoddati», ostinati a non prendere atto che tutto quello che, noi oggi, stiamo pagando in tasse, disservizi e sacrifici - insomma una foresta di addizionali arretrate, presenti e future - dipende, senza se e senza ma, dai loro illuminati governi, prima del «rinascimento» e poi del «rimbambimento». Un «rimbambimento da sprechi e gigantesche inefficienze che non solo ci hanno indebitato fino al collo, ma ci hanno coperto di rifiuti di ogni genere, inquinando natura, salute e coscienze come dimostrano recenti dati scientifici, cui manca solo un auspicabile e definitivo «verdetto» delle Procure. Carta e cancelleria permettendo.Nel vedere, con pena, le miserevoli acrobazie preelettorali di questa fauna politica ancora a zonzo, vogliamo manifestare il nostro «magnum gaudium» per la filippica che Paolo Macry ha voluto riservargli in un affondo sul «Corriere del Mezzogiorno» di domenica 11 novembre, magistrale nelle motivazioni e memorabile nell’additarci nomi, cognomi e discendenze. A quando i «curricula?».Bene, Bravo, Bis Macry! Multe ai prepotenti ANTONELLA CRISCUOLO (2) Napoli al buio? Diamoci alla bicicletta. Una proposta «energetica» per il sindaco «ciclista». pagina 3 Il paginone Figuracce mondiali. Si complica il recupero del Centro Storico. La rivolta dei comitati civici. pagine 4-5 Primo Piano La raccolta differenziata è sotto il 18%. La giunta de Magistris peggio dell’amministrazione Iervolino. pagina 8 L’inchiesta Verso la città metropolitana: «Grande Napoli, parte la rivoluzione. pagina 9 Quartierissime Caos parcheggi: è guerra tra motorini e microcar. Ecco come le altre città hanno posto rimedio. pagina 14 Storie&Territori Alla scoperta dei tesori medievali: Limatola, un castello fatto «ad arte» nel cuore del Sannio. pagina 18 La tendenza Impazza la moda del cake design. Viaggio alla scoperta degli «stilisti» della Campania tra corsi, eventi e curiosità. pagina 27 FERDINANDO SACCO Gentile Direttore, vorrei segnalare un grave episodio di inciviltà le cui conseguenze poi, come capita a Napoli, sono amplificate dalla negligenza del Comune. Si tratta del triste destino di via Gradoni di Chiaia, un’antica strada.che mesi fa è stata restituita alla sua originale bellezza con un bel restauro ed è stata pedonalizzata. Ora, però, è diventata parcheggio privilegiato di auto e moto di alcuni prepotenti e i pedoni non possono camminare nemmeno su marciapiedi. Noi residenti possiamo solo augurarci che i vigili intevengano, ma non ci speriamo Cover n u m q u a m SAPER VIVERE LA GRANDE NAPOLI Anno VII n.11 - Novembre 2012 Direttore Responsabile Max De Francesco Redazione Laura Cocozza Rita Giuseppone Alvaro Mirabelli Progetto e realizzazione grafica Fly&Fly h o r u m l u x c e d e t Società Editrice IUPPITER GROUP S.C.G. Sede legale e redazione: via dei Mille, 59 - 80121 Napoli Tel. 081.19361500 - Fax 081.2140666 www.iuppitergroup.it Presidente: Laura Cocozza Stampa Centro Offset Meridionale srl - Caserta Max De Francesco Laura Cocozza Alvaro Mirabelli Rita Giuseppone Massimiliano Tomasetta Maria Palombo Reg. Tribunale di Napoli n° 93 del 27 dicembre 2005 Iscrizione al Roc n°18263 © Copyright Iuppiter Group s.c.g. Tutti i diritti sono riservati Per comunicati e informazioni: [email protected] Responsabile area web Massimiliano Tomasetta Pubblicità (Tel. 081.19361500) Maria Palombo (339.7081448) Rosario Scavetta (347.6159578) CHIAIA MAGAZINE • NOVEMBRE 2012 Si ringraziano Tony Baldini per cover e fotomontaggi, e l’archivio Ruggieri per le fotografie COVER UNA PROPOSTA PER IL SINDACO Napoli al buio? Diamoci alla bicicletta Max De Francesco N on avevamo capito niente. Le nostre scuse ai lettori - ciclisti e non - le facciamo da subito mettendo sul tavolo un paio di giustificazioni: non possediamo il talento della Pizia e la pandemia fiscale del virus montiano ha contribuito a confondere il nostro lume della ragione. Non avevamo capito quanto fosse luminosa la rivoluzione del sindaco de Magistris fino a quando non siamo venuti a sapere che Palazzo San Giacomo non paga da tre anni Ati Citelum, il consorzio che fornisce l’energia elettrica all’illuminazione pubblica cittadina. 40 milioni di debiti, acconti mai versati. La ragione del lume è chiara: il colosso della luce ha minacciato di spegnere Napoli. Non avevamo capito quanto lungimirante fosse la strategia del sindaco de Magistris che mostra, pur con il Comune ridotto al lumicino, una calma da guinness. La città-presepe rischia il buio. Comete a picco e niente luci, neanche ad intermittenza. Sembra un secolo fa quando, nel dicembre del 2007, in pieno disastro Iervolino, i commercianti napoletani decisero, in segno di protesta contro il degrado della città, di rinunciare alle luminarie natalizie. L’allora direttore del Madre Eduardo Cicelyn accese i bengala della spocchia e tuonò: «A Napoli anche il commercio non riesce a interpretare l’energia della città. Non abbiamo più una tradizione e non riusciamo ad entrare nella modernità. Una protesta suicida. Ma niente paura, illumineremo la città con il technicolor mediterraneo di Pistoletto a piazza del Plebiscito». Di cosa sia rimasto di quel Natale lo sappiamo. Senza più Madre né Pistoletto, non c’è mai fine all’oscurità: oggi è il lampione spento il metro di Napoli. Certo, nel cuore dei Decumani, la questione luce l’hanno risolta. Senza de Magistris, ma con un altro sindaco, senza il technicolor ma con le luci d’artista concesse al «buio napoletano» dal primo cittadino di Salerno Vincenzo De Luca che, in cambio di rami luminosi, ha ottenuto l’esposizione dei presepi del ‘700 napoletano nella sua città. Riflettori puntati, con la dovuta cura, sull’iniziativa, presentata da De Luca come «un gesto d’amicizia nel segno dell’arte presepiale e dell’arte della luce» e contorcimenti malcelati del sindaco di Napoli per il gemellaggio non autorizzato. Disertando l’inaugurazione a San Gregorio Armeno, de Magistris ha detto: «Non ci siamo perché è un'iniziativa che ha preso una piega che non ci piace. Non può essere che quell'iniziativa passi come il sindaco di Salerno che viene a Napoli a inaugurare il Natale perché non è così, è una fandonia, una falsità. È come se io andassi a Salerno a fare la Piedigrotta». Se l’operazione lux di De Luca può essere considerata una sortita mediatica andata a segno, non immaginiamo ancora il sindaco de Magistris dove e come voglia inaugurare il Natale in bolletta. Al momento inaugura tratti di pista ciclabile. Conviene anche per la forma. Gli imperatori amavano farsi ritrarre su un destriero, i sindaci arancioni in bicicletta. Poco importa se la pista ciclabile è un arabesco di trasferelli. Benoit Blondel, rappresentante della Federazione dei ciclisti europei, in visita a Napoli per il World Urban Forum, espresse un giudizio senza appello: «I miei colleghi sono tutti unanimi: la vostra non è una pista ciclabile, ma uno scherzo. Una mano di vernice passata su di una strada dove passano i pedoni. Basta andare a Ferrara per capire la differenza». Uno scherzo che già è costato al Comune, che non riesce a pagare la luce, oltre un milione di euro. Iniziamo insistentemente a credere - da qui il presentimento di non aver capito mai nulla e di aver sottovalutato i segnali di vuoto del de Magistris amministratore - che il sindaco del dissesto, impe- gnato com’è nella scalata politica nazionale, abbia, in questo momento, come unico interesse quello di promuoversi con il suo mezzo di locomozione elettorale. Il fine giustifica gli automezzi: Renzi sul camper, Bersani sul treno, Grillo a nuoto e de Magistris sul sellino. Intanto Napoli si spegne, il Forum delle Culture non si è mai acceso, la Coppa America sarà un’altra strambata di sprechi e, certamente, non v’è pedalata propagandistica che possa risollevarci. V’è, però, un altro tipo di pedalata che consigliamo al sindaco e ai suoi «arancini»: quella che genera energia. Forse è l’unico modo rimasto a Palazzo San Giacomo per arginare la disfatta di luce dovuta alla pioggia di debiti. Dobbiamo o no cercare fonti di energia alternative? Bene, pedaliamo. In un’ora di pedalata pare sia possibile generare 100 chilowatt di energia. Al Napoli Bike Festival, evento svoltosi di recente sul Lungomare Caracciolo, l’energia elettrica che ha illuminato il palco è stata interamente generata da spettatori volontari che con le loro bici, collegate a un dinamo, hanno «fatto» luce. A Roma c’è l’istituto tecnico Vallauri, una «scuola a pedali» munita di una sala con 8 spinning bike pedalate da studenti, genitori e professori per creare energia; in Brasile, nella prigione dello stato Minas Gerais, i galeotti possono ridurre la loro pena, alimentando l’illuminazione delle strade pubbliche grazie a delle cyclette. Poiché i debiti difficilmente verranno azzerati, quale migliore occasione per la giunta de Magistris, così ambientalista e innamorata di raggi e sellini, di mettersi a pedalare per una causa giusta? Un mondo perfetto: assessori e consiglieri, per legge, devono pedalare e generare un tot di energia al giorno prima di potersi dedicare a spostar carte e produrre chiacchiere. Napoli potrebbe candidarsi alla sperimentazione di quello che possiamo già chiamare: «Protocollo Watt: come far pedalare la classe dirigente». Sindaco, pensi alla nostra proposta. Potrebbe essere la sua salvezza. Un giorno, pedalata dopo pedalata, potrà dire ai suoi figli, da condottiero su due ruote: veni, vidi, bici… per la tua PUBBLICITÀ su telefona allo 0 81 . 1 9 3 6 1 5 0 0 CHIAIA MAGAZINE • NOVEMBRE 2012 (3) IL PAGINONE NAPOLI, CITTA` IMMOBILE Figuracce mondiali Recupero del Centro Storico e Forum delle Culture: un flop e un bluff. Lo dicono i Comitati Civici. Sotto accusa finiscono la Regione, il Comune e perfino l’Unesco B idonati a ripetizione, demotivati, delusi: tra i napoletani, cornuti e mazziati da decenni di malapolitica, serpeggia soprattutto rassegnazione. Un passato prossimo di sprechi, un presente di debiti, un futuro immediato sull’orlo della bancarotta: la sensazione è che la città ormai digerisca tutto senza reagire. Tra i pochi ad alzare la voce le associazioni dei cittadini. Adesso nel loro mirino ci sono due casi scottanti: il recupero del Centro Storico e il Forum delle Culture, con relativa scia di sospetti e perplessità sulla gestione approssimativa delle due vicende da parte di Regione e Comune. Sulla carta il restauro del centro antico della città e l’organizzazione della kermesse mondiale della cultura si presentavano come due opzioni sontuose in (4) CHIAIA MAGAZINE • NOVEMBRE 2012 LO SPILLO Marcello Taglialatela, assessore regionale all’Urbanistica, ufficio chiave nella gestione del nuovo progetto di riqualificazione del Centro Storico, sa bene che i fondi serviranno soprattutto agli interni di edifici pubblici e di chiese. Resterà invece inalterato il degrado dei contesti esterni e dei palazzi privati. Così, adesso, l’assessore ha allo studio accordi con le banche e incentivi fiscali e finanziari per stimolare l’intervento privato. termini di risanamento urbanistico e di ritorno d’immagine. Poi il Palazzo, negli anni scorsi, ci ha messo le mani e le due operazioni, nate con ben altre ambizioni, hanno subito pesanti ridimensionamenti: storia di un doppio flop vissuto con la solita indifferenza dalla città se non fosse per le denunce dei comitati civici che ogni tanto rialzano la temperatura della mobilitazione sulle due questioni. Due storie così contorte che persino raccontarle risulta difficile: due piste alle quali Chiaia Magazine ha dedicato, negli ultimi anni, numerose inchieste ed alcune copertine. . Centro Storico: dubbi sul recupero Vicenda scellerata, tanto per cominciare, quella del Centro Storico, al centro di ipotesi di riqualificazione sin dal 1995: qui il degrado, dopo 17 anni di chiacchiere, è diventato cancrena. La macchina politico - istituzionale ha puntualmente affondato ogni sussulto progettuale, ogni spunto concreto, in un vortice di dibattiti, calcoli, veti, protocolli, cabine di regia, commissioni, proclami, obbedendo ad una logica consolidata: fregarsene dei risultati e puntare esclusivamente alla gestione, il più allargata possibile, delle risorse in campo. Un “sistema” da casta che anche nel caso del Centro Storico ha vanificato ogni volontà di rimonta: e del progetto alla fine sono rimasti gli avanzi. Così, ora, l’unica certezza, che sta sbocciando sulla carcassa dei Decumani, è il protocollo d’intesa denominato «Grande Progetto - Centro Storico di Napoli/ Valorizazione del sito Unesco» firmato il 29 maggio scorso da Regione, Comune e Arcidiocesi: il documento ha attivato un investimento di 100 milioni di provenienza europea. Poco o molto? Poco, se si considera che, appena all’inizio del 2011, le risorse annunciate dalla Giunta Iervolino per rifare il look di Spaccanapoli e dintorni ammontavano a 220 milioni. Colpa dell’austerity inaugurata dopo l’era bassolinina, ingombrante ipoteca che ha costretto il presidente regionale Stefano Caldoro e il sindaco Luigi De Magistris ai salti mortali. Loro due, insomma, col passato non c’entrano: il loro problema, piuttosto, è un presente economicamen- Sondaggi. Chiaia boccia la Ztl e critica la pista ciclabile te infame da gestire con le briciole restate in cassa e con un minimo di dignità. La domanda è: ce la faranno? La risposta è che è in crescita il partito degli scettici per i quali la coppia non brilla certo d’iniziativa. Tra i rimproveri più insistenti c’è l’abitudine delle due amministrazioni, quella regionale e quella comunale, ad associare il marchio Unesco al «Grande Progetto» appena varato: il dubbio è che non abbiano i titoli a farlo. Napoli e Unesco: fine del feeling La verità, infatti, è che nel lontano ’95 la nota organizzazione mondiale ha conferito a Napoli il suo prezioso patrocinio, dichiarando la città greco-romana patrimonio dell’umanità, ma ha subordinato il mantenimento del privilegio alla redazione del Piano di Gestione, (cioè un documento urbanistico tarato rigorosamente sui criteri Unesco). Per non perdere il marchio e quindi prestigio internazionale, nel febbraio 2011, il Comune ha consegnato ai responsabili Unesco il documento richiesto. Il Piano, però, è rimasto lettera morta: «Non solo. - contesta Antonio Pariante, presidente del Comitato Portosalvo – Quel Piano non ha più nulla a che vedere con il modesto restyling del Centro Storico, firmato di recente da Caldoro e De Magistris. A questo punto l’Unesco non c’entra più». In altre parole, utilizzare il brand Unesco per promuovere un intervento definito da molti dilettantesco e maldestro, non è proprio il massimo della trasparenza. Ma quello che inchioda davvero i vertici istituzionali è la realtà nuda e cruda: l’attuale evidenza del Centro Storico è un vestito fetente da malanapoli, fuori da ogni controllo. L’abbandono dell’intero quartiere, del resto, lo hanno toccato più volte con mano gli stessi ispettori Unesco, spediti in città per verificare lo stato dei luoghi e l’attendibilità delle amministrazioni, senza però adottare provvedimenti. Una cosa è certa: per i Comitati la misura è ormai colma. Così i leader del dissenso, approfittando del Convgno Unesco organizzato in città il 16 novembre, hanno lanciato la madre di tutte le provocazioni, invitando l’Organizzazione a cancellare Napoli dalla Lista dei siti protetti: «Uno spaventoso degrado mortifica a colpi di graffiti e di vandalismi il Centro Storico, le strade, le piazze, le chiese, le fontane, i palazzi e i monumenti, mentre si attendono ancora i soldi promessi. Intanto il Comune, che ha ereditato precisi obblighi e doveri verso l’Unesco, non ha ancora avviato il Piano di Gestione, deliberato 2 anni fa». Un clamoroso silenzio Alla base del rifiuto del marchio, ci sono però anche altre ragioni, a cominciare dall’indulgenza della stessa Unesco nei confronti della politica locale. I Comitati, infatti, criticano «il clamoroso silenzio dell’Istituzione internazionale sul fallimento del Forum delle Culture (ndr. il marchio del Forum è di proprietà Unesco) in cui i napoletani speravano per un rilancio economico, sul furto di libri nella chiesa dei Girolamini, sullo sfratto della Biblioteca dell’Istituto degli Studi Filosofici». Quanto basta, insomma, per troncare le relazioni con l’Unesco e rinunciare al suo marchio. Il Forum delle fregature Non è un caso, del resto, che nel mirino dei cittadini ci sia finito anche il Forum delle Culture, da tempo scomparso in camera di rianimazione perché a corto di fondi. Sulla carta la manifestazione, evento planetario che si tiene nelle aree depresse del mondo per agire da volano economico e culturale, è programmato in città tra aprile e luglio 2013. Ma le incognite sono molte. Primo: il budget per organizzarlo, 15 milioni appena, è da fame e la programmazione è al palo. Uno scenario lontano dalle promesse del 2008 quando si parlava di 1 miliardo e 200 milioni di fondi e di 12mila occupati. Secondo: se i primi cantieri per il restyling del Centro Storico, che va reso presentabile in tempo per l’inizio del Forum, saranno aperti a gennaio, ad aprile 2013 (mese inaugurale della kermesse) i visitatori di mezzo mondo passeggeranno nei decumani tra ruspe, ponteggi, transenne e fracasso. E la figuraccia finirà in mondovisione. Stessa figuraccia anche nell’ipotesi in cui cantieri non aprano e il Centro Storico resti com’è: in questo caso agli ospiti è garantito un tour indimenticabile nel terzomondo partenopeo. Tanto vale allora, secondo i contestatori, visto che la situazione è fuori controllo, rinunciare anche al Forum. E così le figuracce passano a tre. Alberto Boccalatte, delegato alla Manutenzione della Municipalità1, non molla la presa. La crociata contro l’uso indiscriminato delle zone a traffico limitato, intrapresa a ottobre con altri 5 consiglieri del parlamentino di quartiere, sta registrando risultati lusinghieri: mille infatti le firme raccolte finora contro l’introduzione della Ztl nella zona di Chiaia, la cui eventuale attivazione, in contemporanea con la Ztl del Lungomare, provocherebbe ricadute gravissime sul territorio. «I rischio è triplice, - insiste Boccalatte innanzitutto il varco Morelli, sommato al varco Molosiglio, produrrebbe due blocchi intollerabili, inoltre la deviazione del traffico sulla Riviera di Chiaia ridurrebbe al collasso l’intero quartiere, infine sarebbe micidiale il contraccolpo sul commercio». Ragionamento che fila al punto da aver convinto oltre mille cittadini a bocciare l’iniziativa di De Magsitris e che, per Boccalatte e compagni, suona come un ulteriore mandato ad agire: «Forti del consenso raccolto - spiega il consigliere che sta organizzando il dissenso contro il dispositivo ambientale a Chiaia abbiamo presentato al Consiglio di Municipalità, con l’auspicio che venga presto approvato, un ordine del giorno che punta a cancellare il progetto del varco in via Morelli. Chiediamo invece la realizzazione della pedonalizzazione nell’area della Movida e l’attivazione delle telecamere, posizionate sul territorio dalla stessa Municipalità». Quella della videosorveglianza, però, resta per ora un’opzione impraticabile: gli «occhi elettronici», informa Boccalatte, sono spenti un po’ dappertutto visto che l’Enel, deputato all’accensione delle telecamere, non procede all’attivazione a causa della morosità del Comune. «Un altro increscioso capitolo dell’ambientalismo da strapazzo di Palazzo S. Giacomo - rincara la dose il consigliere - è poi il bluff della pista ciclabile». E anche in questo caso è stata interpellata la piazza: «Un recente sondaggio da noi promosso evidenzia l’approssimazione con cui è stato realizzata la pista che, anche da parte di numerosi ciclisti, è stata definita un percorso ad ostacoli. Uno spot propagandistico costato alla città 1.200.000 euro; con la stessa cifra si potevano asfaltare 80mila metri quadri di strade, attivare alcune telecamere e curare la manutenzione di molte scuole». Sull’emergenza scolastica, intanto, durissimo il commento del presidente Fabio Chiosi: «Mancano gli insegnanti di sostegno, la refezione è al palo, i bambini non sono assicurati, la manutenzione è azzerata: e il sindaco gioca con le biciclette». ALVARO MIRABELLI CHIAIA MAGAZINE • NOVEMBRE 2012 (5) (6) CHIAIA MAGAZINE • NOVEMBRE 2012 PRIMO PIANO VILLA COMUNALE, LO SCEMPIO Cassa Armonica, restauro fermo al palo Armando Yari Siporso Sono passati sei mesi dalle premiazioni della tappa napoletana della America’s Cup nella Cassa Armonica della Villa Comunale. Ma, nonostante il tempo trascorso e i 48.500 euro spesi, l’opera di Enrico Alvino è ancora priva della sua corona che giace parcheggiata come un treno abbandonato, in un cantiere della linea 6 della Metropolitana. La pensilina policroma della struttura ottocentesca era stata asportata nell’ambito dei lavori (affidati alla ditta «Neri» di Reggio Emilia) necessari a rendere la struttura il podio ideale per le premiazioni della competizione velica. La Soprintendenza per i beni artistici, paesaggistici, storici, artistici ed etnoantropologici di Napoli e Provincia, sentita da noi per ricostruire la vicenda, ha affermato che «al momento del rilascio del parere in merito alla realizzazione del “Public Event Village” indicò, tra le prescrizioni, l'obbligo per il Comune di Napoli di redigere il progetto di restauro della Cassa Armonica, verificandone la possibilità di utilizzo per la premiazione finale, come peraltro raccomandato dalla Commissione Edilizia Integrata e considerati i tempi tecnici necessari per ultimare i lavori di restauro, impose di intervenire prioritariamente e tempestivamente mediante sistematici lavori di messa in sicurezza». Nel corso di un sopralluogo per individuare quali fossero le operazioni più op- portune, in occasione dell'approssimarsi della manifestazione sportiva ed al fine di consentire che la premiazione potesse avvenire comunque al suo interno, Comune e Soprintendenza concordarono di procedere allo smontaggio delle parti pericolanti (l'intero coronamento a sbalzo), prevedendo il deposito delle parti rimosse all'interno del limitrofo cantiere custodito della Linea 6 della Metropolitana. È ancora una volta la Soprintendenza a spiegarci le ragioni di tale scelta: «Per procedere al restauro definitivo comunque si sarebbe reso necessario smontare gli elementi in ghisa e, pertanto, anticipandone l'esecuzione, si sarebbe ottenuto un considerevole risparmio economico. Al momento -sottolinea la Soprintendenza - la competente Direzione del Comune di Napoli sta attivando la procedura per la ricerca di uno sponsor che possa finanziare il completo intervento di restauro». «Attualmente il Servizio di Edilizia Monumentale del Comune di Napoli ha predisposto il progetto e la delibera che è in fase di approva- zione»: questa la replica del vicesindaco di Napoli Tommaso Sodano alle affermazioni della Soprintendenza, il quale, però, tiene a precisare che «solo dopo si potrà procedere al bando di gara per la ricerca di sponsor privati che possano finanziare interamente i lavori di restauro, vista l'indisponibilità economica del Comune». Il vicesindaco, che ha anche la specifica delega per la gestione di parchi e giardini, spiega che dovranno pervenire almeno due offerte e che il costo dei lavori si aggira intorno ai 400 mila euro. Si prende atto, dunque, dell’intenzione dell’Amministrazione comunale di voler recuperare l'opera di Enrico Alvino per restituirla alla città, ma il nodo è che siamo sempre legati alla alla probabilità che si facciano avanti degli investitori. Intanto, la «corona» della Cassa Armonica giace in un cantiere. Né la Soprintendenza né il Comune, infine, hanno saputo darci risposte sui tempi previsti per la conclusione del restauro e su una soluzione alternativa qualora non si trovassero partner disposti a finanziare il restyling dell’opera. CHIAIA MAGAZINE • NOVEMBRE 2012 (7) PRIMO PIANO PIANO RIFIUTI, IL PUNTO Differenziata, il silenzio di De Magistris Carmine Mastantuoni Le note difficoltà in cui versano le casse comunali stanno facendo passare in secondo piano lo stato della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti a Napoli. Sui giornali, nei dibattiti televisivi e nelle sedi istituzionali deputate, è come se al’improvviso la città fosse diventata virtuosa. Malgrado questo strano silenzio mediatico, sotto il sole maturano decisioni che sembrano scivolare sui diretti interessati come l’ac- (8) qua piovana. La novità degli ultimi mesi è che la problematica dei rifiuti da cittadina diventa municipalizzata; è infatti intenzione della giunta De Magistris costruire in città tre impianti di compostaggio in modo da trattare in proprio l’umido e ridurre i trasferimenti all'estero. Gli impianti cittadini dovrebbero essere tre, ma al momento è nota solo la decisione di costruirne uno a Scampia, uno dei primi quartieri in cui è stata avviata la differenziata porta a porta. La convin- CHIAIA MAGAZINE • NOVEMBRE 2012 zione dell’esecutivo è che il porta a porta accoppiato al compostaggio dell'umido, determinerà dei conferimenti in discarica o all'estero al minimo delle percentuali. Il sito dovrebbe sorgere in via Limitone d'Arzano, in una vasta area compresa tra il Penitenziario e la circonvallazione esterna, proprio di fronte al Rione dei Fiori, più noto come il Terzo Mondo. È bene dire che il compostaggio è un insieme di processi naturali di decomposizione dei materiali, alla stessa stregua di quan- to avviene in natura ad opera di microorganismi. Un sito consente di ricevere i materiali della frazione umida, di triturarli, miscelarli, recuperare eventualmente i metalli, ottenere il compostaggio e la raffinazione del prodotto utilizzabile come fertilizzante in agricoltura. In più occasioni il vicesindaco Sodano, titolare anche della delega all'ambiente, ha ricordato che il compostaggio è decisivo per completare il ciclo dei rifiuti e per risparmiare le risorse che oggi si spendono per smaltire l’umido. Nella fattispecie del sito di Scampia, Sodano ha ripetutamente affermato che si deve parlare di un impianto anaerobico, cioè una struttura di piccole dimensioni che non produce miasmi soffocanti ed ha un basso impatto ambientale e che l'estensione della differenziata porta a porta determinerà un aumento della frazione umida prevista in 150 tonnellate giornaliere a regime. La raccolta differenziata nel Sud, però, continua a non decollare; secondo i dati ufficiali contenuti nel secondo rapporto realizzato dall’Anci con l’Ancitel resi noti un paio di settimane fa, nel 2011 a fronte di un dato nazionale pari al 35,5%, il Meridione differenzia al 22,3%. De Magistris per tutta la campagna elettorale e nel primo anno di attività, ha continuato ad annunciare che entro il 2012 la differenziata avrebbe raggiunto con il porta a porta quota 35%, ma il dato ufficiale relativo al 2011, pone la raccolta in città al 16%, percentuale addirittura inferiore al dato del 18% della giunta Iervolino. Ma senza risorse finanziarie ha senso fare proclami e annunci? Ha senso creare agitazione in intere comunità, convocare riunioni fiume dei parlamentini delle municipalità? Senza l’approvazione di un piano dei rifiuti completo e condiviso da tutti i soggetti coinvolti, anche istituzionali, non si può proclamare la realizzazione di un solo segmento per accontentare solo la piazza politicamente orientata. Insistere nella decisone di costruire un sito di compostaggio a Scampia, senza consultare i residenti, rifuggendo tutte le occasioni di confronto, di sicuro non contribuisce a risolvere il problema dello smaltimento dei rifiuti a Napoli, e non realizza una corretta amministrazione della cosa pubblica. L’INCHIESTA ITER DEL NUOVO ENTE IL TAGLIO DELLE PROVINCE L’ente amministrativo, che ha il ruolo strategico di coordinare territori omogenei, è stato introdotto per la prima volta dalla legge 142 del 1990. Il progetto della «governance» su larga scala ha trovato poi slancio con la riforma del titolo V della Costituzione del 2001. Il rinnovato articolo 114, infatti, pone le Città metropolitane accanto agli altri enti locali. Soppressione e accorpamento di province: quanto si risparmia? Dalla relazione tecnica del Governo Monti al decreto legge 95, convertito ad agosto nella legge 135, si legge: «Si tratta di una norma procedurale e, pertanto, non è possibile allo stato attuale quantificarne gli effetti finanziari, posto che questi potranno essere rilevati solo successivamente al completamento dell’iter». VERSO LA CITTA` METROPOLITANA Grande Napoli, parte la rivoluzione Livia Iannotta L’Italia delle Province ridisegnata dalla legge 135 del Governo Monti. Gli enti provinciali passano da 86 a 51. In Campania, la Provincia di Napoli viene sostituita dalla Città metropolitana. Accorpamento degli enti prov. di Avellino e Benevento: nasce la Provincia SannioIrpinia. Con questo numero Chiaia Magazine inaugura l’inchiesta a puntate su opportunità e criticità della costituzione della «Città metropolitana». Un nuovo Sud quello disegnato dagli ultimi decreti del Governo: nasce la provincia Sannio-Irpinia e sparisce quella di Napoli, sostituita dalla Città metropolitana. In realtà quella del neo ente amministrativo, che comprende una grande città e i territori ad essa strettamente legati, è una storia vecchia, che prende il via più di vent’anni fa. È il 1990 quando viene approvata la legge 142, che abbozzò per la prima volta l’idea di una governance su larga scala. Da allora, poi, solo chiacchiere. L’iter che avrebbe dovuto portare alla creazione dell’ente intermedio tra Regioni e Comuni è rimasto al palo. Fiumi di parole e marce indietro, a cui però il governo Monti ha deciso di mettere un punto. Il giro di boa è stato l’approvazione del decreto legge 95 sulla spending review, sfociato lo scorso agosto nella legge 135. L’intenzione del governo Monti? In un’Italia che barcolla sotto i colpi della crisi, le parole d’ordine sono due: semplificare l’ordinamento dello Stato e risparmiare sulla spesa pubblica. E allora la soluzione migliore per l’esecutivo è sembrata quella di dimezzare il numero delle Province italiane (che con l’ultimo decreto legge passano da 86 a 51) e tra queste dare vita a dieci Città metropolitane. Le province di Torino, Genova, Milano, Venezia, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Bari e Reggio Calabria escono così di scena per fare spazio alle corrispondenti Città metropolitane. E la via per la «Grande Napoli» presenta nodi ancora irrisolti. L’hinterland partenopeo, infatti, vanta una popolazione di più di 3milioni di abitanti “spalmata” su una superficie di soli 1171 kmq. In un conte- sto del genere, «far coincidere i confini dell’attuale provincia con quelli del nuovo ente significherà pregiudicare le prospettive di sviluppo del territorio», sottolinea il presidente del Consiglio provinciale Luigi Rispoli. Della stessa idea anche l’ex presidente della provincia di Napoli Luigi Cesaro che, in occasione del World Urban Forum, ha detto: «L’attuale provincia non rappresenta assolutamente quella che, per funzioni e strutture, dovrà essere la città metropolitana. Esistono territori come la fascia domiziana e l’agro nocerino sarnese, organici del territorio metropolitano, che dal punto di vista amministrativo rimarrebbero esclusi.» E, durante la prima Conferenza metropolitana con i sindaci dei 92 Comuni della Provincia, Cesaro ha proposto addirittura di inglobare la zona dell’aeroporto che dovrebbe sorgere a Grazzanise, al fine di una corretta politica di viabilità e trasporti. In effetti l’articolo 18 della legge 135 consente ai Comuni vicini di aggregarsi all’area metropolitana. Ma, come sottolinea Ferdinando Pinto, professore di diritto amministrativo alla facoltà di Giurisprudenza della Federico II, l’ipotesi «appare di una particolare com- plessità, così che nella prima fase sicuramente ci sarà una coincidenza con gli attuali confini provinciali». Ad ogni modo il termine imposto dal governo per la ristrutturazione dell’amministrazione locale è il 1° gennaio 2014. Tredici mesi per mettere nero su bianco. Quando però i lavori sono ancora tanti: ci sono da definire competenze e funzioni, redigere lo Statuto, stabilire i criteri di elezione del “super sindaco”. Insomma, pochi mesi per creare dalle ceneri della Provincia un nuovo ente. Sarà la volta buona? E soprattutto: rappresenterà davvero un passo verso la modernità? «Non si può che essere favorevoli all’istituzione della Città metropolitana intesa quale ente chiamato a gestire il livello ottimale dei servizi», dice Pinto. Ma il suo pensiero esterna anche una punta di amarezza: «Sono convinto che la classe politica e il tessuto sociale non siano affatto pronti ad una trasformazione così radicale. Non solo l’Italia è tradizionalmente un paese di campanili, ma il particolare momento economico moltiplica il desiderio di rimanere chiusi in confini tradizionali piuttosto che affrontare le nuove sfide del moderno.» E ancora tra le questioni sul tavolo: quali funzioni spetteranno al nuovo ente? «La legge 135 fa riferimento alle funzioni fondamentali della Provincia e ai servizi pubblici essenziali afferma in un dibattito sul tema Giovanni Leone, docente di diritto amministrativo alla facoltà di Giurisprudenza della Federico II - Ma quali siano questi servizi non è del tutto chiaro.» I rifiuti? Il professore non sembra d’accordo: «Il Comune di Portici è virtuoso, essendo all’80% di raccolta differenziata. Perché mai dovrebbe sposare Napoli che è solo al 25%?» L’approvazione dello Statuto, da questo punto di vista, servirà a mettere ordine. Al fronte degli accademici, che marcia con i piedi di piombo, si oppone quello della classe politica, fatto in prevalenza dalle forze del “sì”. In prima linea il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, che ha ribadito in più occasioni come lo stravolgimento del sistema amministrativo sia «un’occasione da cogliere al volo e una grande opportunità che eliminerebbe le sovrapposizioni di potere tra gli enti locali». La ragione? «È fondamentale - sostiene il primo cittadino - che funzioni come trasporti, rifiuti, servizio idrico, scuola siano regolati a li- vello più ampio». In più secondo il numero uno di Palazzo San Giacomo, la riforma gioverebbe agli altri 91 Comuni dell’hinterland partenopeo che, sofferenti da sempre di “napolicentrismo”, potrebbero finalmente «sganciarsi dalla situazione di subordinazione al capoluogo di Provincia, in favore della creazione di una rete di coordinamento tra le attività del territorio». In tutto questo viene da chiedersi: che fine farà la provincia di Napoli? «Salvo alcuni inevitabili trasferimenti, l’apparato amministrativo non viene azzerato - spiega Pinto - Esso cambia però decisamente funzione così il problema non è tanto quello di “che fine faccia” quanto piuttosto di come prepararlo alle nuove funzioni.» D’accordo anche l’assessore comunale alla Democrazia partecipativa Alberto Lucarelli, che sottolinea come «l’intento del legislatore non sia quello di riproporre un ente sul calco della Provincia, ma di creare una struttura nuova di raccordo, di coordinamento di funzioni. Non bisogna commettere l’errore di creare un ente simile al passato che ingurgitava denaro pubblico e peccava di inefficienza». (1° puntata) CHIAIA MAGAZINE • NOVEMBRE 2012 (9) (10) CHIAIA MAGAZINE • NOVEMBRE 2012 MOBILITÀ DONNE E ALCOL, DATI ALLARMANTI L’ebbrezza al volante Etilometro alle stelle per il 5% di automobiliste L’AssoVis lancia il progetto «Napoli strade sicure» Espedito Pistone I l fenomeno si è presentato prima negli Stati Uniti, poi si è esteso rapidamente al vecchio continente ed è oggi una realtà angosciante che riguarda anche l’Italia. Le donne che bevono alcolici prima di mettersi alla guida sono sempre di più e anche la percentuale di quelle che assumono stupefacenti è in rapida crescita. A rivelarlo senza troppi giri di parole le nude statistiche sugli arresti di automobilisti in stato di ebbrezza effettuati sulle strade americane. In termini assoluti, la maggior parte degli incidenti stradali continua ad essere provocata dagli uomini, che consumano alcolici più delle donne, ma le distanze per generi si riducono sempre di più. Anche da noi sono sempre di più le donne che si mettono alla guida ubriache e quello che fino a pochi anni fa era un fenomeno senza peso, al punto da non rientrare nelle statistiche, oggi comincia a diventare un problema serio da non sottovalutare. L'associazione amici della polizia stradale ha deciso di vederci chiaro e sta analizzando i dati dell'Osservatorio permanente sulle stragi del sabato sera, relativi ai controlli effettuati nei fine settimana da polizia e carabinieri. Su circa 20.000 donne alla guida sottoposte all'etilometro, più di mille sono risultate positive, oltre il 5% del totale. Non è questo il solo dato preoccupante, perché quasi il 55% del campione aveva tassi superiori del doppio o addirittura del triplo di quello consentito dalla legge. In più l’età delle per- sone sanzionate è decisamente bassa: tra i 19 e i 26 anni. Ma al bollettino di guerra degli incidenti stradali, provocato o no dai fumi dell’alcol, non ci si deve rassegnare. L’AssoVis, l'Assocazione Vittime Incidenti Stradali, la cui sede è a Napoli, ha dato vita a un progetto ambizioso denominato «Napoli Strade Sicure», individuando le arterie, gli orari e i luoghi a maggiore incidentalità. Perché, dicono gli animatori dell’associazione, conoscere luogo e modalità del sinistro è informazione preziosissima per fare campagne di prevenzione e di sensibilizzazione. Secondo gli ultimi dati IstatAci-Ministero dell'Interno disponibili, a livello nazionale il totale di incidenti ben sopra la soglia dei duecentomila - fa segnare un modesto decremento della mortalità di poco meno del 2%. Il che significa più di quattromila morti, mentre i feriti, oltre trecentomila, sono calati appena dell’1,5%. Il numero degli incidenti sfiora la cifra giornaliera di seicento, con 11 morti e più di ottocento feriti. Fino a poco tempo fa la Campania non era monitorata. Oggi, per farlo, collaborano le cinque Prefetture, le quali hanno sottoscritto una convenzione con l'Istat per l'utilizzo dei dati a scopo gestionale. Un’attività che si svolge nell'ambito delle competenze degli Osservatori provinciali per il monitoraggio degli incidenti stradali determinati da eccesso di velocità. Nel 2010 si sono verificati in Campania più di 11 mila sinistri che hanno causato la morte di 250 persone e il ferimento di oltre 17 mila. Occorre sottolineare che si è registrato un decremento rispetto all'anno precedente, rispettivamente, di quasi il 6 e poco più del 4 per cento. Mentre il numero dei morti, per fortuna, ha fatto registrare un decremento di maggiore entità, superiore all'11 per cento. Ritornando al fenomeno delle donne in stato di ebbrezza che si mettono al volante, la percentuale è più o meno la stessa del dato americano. In una serata media il 5 per cento delle automobiliste fermate è risultato brillo. Un dato allarmante che preoccupa molto i sindaci dell’area flegrea, meta della movida del weekend. Il sindaco di Pozzuoli ha cominciato con i locali del by-night, intensificando su di essi i controlli per il rispetto del divieto di vendere alcolici dopo le ore 22. Una misura inutile per chi l’alcol se lo porta da casa insieme alla patente di guida. Comparto Trasporti, debito da 900 milioni Fondi accordati e mai consegnati. Cifre di importanti dimensioni ferme a Roma, mentre i trasporti in Campania sono sul punto di deragliare. Lavoratori e utenti imbestialiti e amministratori locali sull’orlo di una crisi di nervi e, alla fine, si è arrivati all’impensabile. La crisi nera della mobilità regionale è stata messa nelle mani di due commissari. Pietro Voci e Vincenzo Ambrosio hanno, senza fare troppi giri di parole, carta bianca. Li ha designati il ministero dell’Economia in accordo con il presidente della Regione Stefano Caldoro, affidando loro poteri in deroga alle leggi regionali. La mission impossible è quella di sbloccare 100 milioni di euro per il 2012 e altri 100 milioni per il 2013. Ma l’obiettivo è ben più ambizioso e, cioè, raggiungere i 600 milioni di euro necessari per il risanamento, ricorrendo anche a una quota minima delle addizionali sottratte alla sanità. Più volte le speranze dell’assessore regionale ai Trasporti Sergio Vetrella (nella foto) di uscire dalle forche caudine di un debito pregresso superiore ai 500 milioni di euro, sono andate deluse. Grazie al sì del governo al piano di rilancio per i trasporti in Campania, inserito nel decreto sviluppo di primavera, era sembrato possibile il mantenimento dei servizi e la realizzazione di un piano di rientro per garantire il rilancio del comparto ed evitare il fallimento di Eav, la holding che gestisce il trasporto. «Con il via libera del Governo al piano di risanamento del gruppo Eav pensavamo di voltare una bruttissima pagina per i trasporti della Campania – ha commentato l'assessore regionale Sergio Vetrella - e avviare un percorso di rilancio con effetti benefici sui servizi ai cittadini che sono la nostra priorità». Fino ad oggi, solo grazie allo stanziamento di una prima tranche di 37 milioni di euro nel 2011 da parte della Regione Campania e all'anticipazione di altri 25,5 milioni di risorse aggiuntive dovute dallo Stato alla Regione per il periodo 2003-2007 (non ancora ma- terialmente trasferite) e ad ulteriori 20 milioni di euro destinati al piano di manutenzione, si è riuscito ad evitare il tracollo definitivo. Adesso si spera nei benefici del piano di risanamento della holding, che dovrebbero vedersi non appena sarà disponibile la prima tranche dei finanziamenti. La ricognizione di debiti e crediti della società, da parte dei commissari, non dovrebbe essere troppo lunga, visto che sullo stato di crisi si sa già tutto. Appena possibile Pietro Voci e Vincenzo Ambrosio elaboreranno un piano di rientro dal disavanzo accertato e un piano dei pagamenti da sottoporre all’approvazione dei ministeri dell’Economia e dei Trasporti. In cambio del salvataggio, però, la Regione dovrà sfoltire le aziende della holding e ridurle a due, una per le infrastrutture (stazioni e binari) e l’altra per i servizi. In soccorso di Vetrella è giunta di recente una buona notizia dall’Agenzia delle Entrate che ha, infatti, stabilito la legittimità della richiesta di rimborso Iva avanzata dall'Eav per l'acquisto di nuovi autobus negli anni 20072009. «Questo importante riconoscimento - ha sottolineato Vetrella - consente di destinare altre risorse al risanamento dell'Eav». Una goccia nel mare, purtroppo, perché il debito complessivo del comparto trasporti, tra vecchio e nuovo, tocca i 900 milioni di euro. Eavbus è schiacciata da un debito di 39 milioni, Anm attende dal Comune di Napoli 230 milioni. Ci vorrà un miracolo. Chissà cosa ne pensano Voci e Ambrosio, i due neo-commissari, finora dirigenti del dipartimento di ragioneria generale del ministero, chiamati al capezzale del grande malato. Voci è chiamato a occuparsi del piano di risanamento delle imprese dei trasporti; Ambrosio, invece, ha nelle sue mani il piano di stabilizzazione finanziaria, per rendere possibile le dismissioni e la riorganizzazione del patrimonio immobiliare della Regione, oltre all’accorpamento delle società partecipate. Un miracolo, appunto. (e.p.) CHIAIA MAGAZINE • NOVEMBRE 2012 (11) Informazione pubblicitaria #movimentodipancia NASCE IL MOVIMENTO DI PANCIA Non basta più spezzare le catene, bisogna anche tirare le catenelle. Mentre la politica, senza pudore, gioca a «tirarsi» addosso e il popolo, senza un euro, teme l’ennesimo gol fantasma, anticipiamo, in esclusiva condominiale, lo slogan del Movimento di Pancia, nuova compagine della furiosa società in cui convoglieranno tutti quelli che desiderano affidare allo «scarico» l’attuale classe «digerente» e il mondo marcio che le gira intorno. banditi firmamenti, fiamme e nastrini, nomi dei leader nello sciacquone: unico vate è il water, libero dalla tirannia di un capo di gabinetto. Secondo alcune indiscrezioni, provenienti da intercettazioni disturbate da strani rumori di fondo, il programma del Movimento di Pancia è stato stilato ovviamente in un bagno, scritto su un resistente rotolo di carta igienica che unirà, idealmente, tutte le In questa pagina proponiamo ai latrine del Paese. Tra i suoi punti lettori il simbolo degli «scaricanti» chiave c’è quello di non voler (detti anche «water-boys»), ideapagare più per le magagne comto, dopo una giornata tra il resto messe da altri: corrotti e corruttori dell’Imu e l’arresto di Lusi, tra i fiori vanno «scaricati» senza chance di del male e i Fiorito del cactus in risalita. Insomma la «scaricocraquella stanza dove non si mangia zia» è in fermento, intercetta il e non si dorme. Una tazza aperta malessere, fa scorta di bile, tenta dal design spartano, accerchiata gli astensionisti, accorpa i vaffanda un trionfante tricolore, interrotto culisti e lancia la sfida finale alla dalla simbologia contemporanea partitocrazia, condannata a vivere dei social network. Un logo netto, gli ultimi giorni della Seconda nessun cespuglio né ramoscello, Repubblica tra coliche e bucoliche riforme. È in questo clima che, nell’attesa della dipartita tecnica del governo Monti, ci prepariamo nel 2013 alle più tragicomiche elezioni dell’era digitale in cui, deposto il ragionamento e imballato come si deve il pensiero, i vecchi partiti, smarrita ogni identità etica e in cerca di una estetica, ammazzeranno il tempo su facebook, convinti che basta cambiar profilo per ritrovare la faccia. quest’anno nelle tracce dell’esame di Stato, prenderà sul serio la maturità. Per ora non ci resta che il primo comandamento del Movimento di Pancia: «Scarichiamoli tutti». In tutte le rivoluzioni, vere o presunte, la parola liberazione è la più abusata. Mai termine è più appropriato per la compagine dei water-boys. Chi desidera sostenere il movimento può farlo segnalando tutto Ricordiamoci che nel 2013, anno ciò di cui vuole disfarsi al gruppo del Grillo urlante, la scolaresca dei facebook Movimento di Pancia. Pinocchi sarà pronta, al suono È arrivato il momento di «scaricardella campanella elettorale, a ci» di responsabilità. imboscarsi in liste e listoni civici, con l’illusione che, sotto la veste A dicembre partirà il sito www.modella società civile, c’è possibilità vimentodipancia.it, dove sarà di redenzione. Annotiamoci, infine, possibile non solo «tirare la cateche nel 2013 saremo più poveri, nella», ma anche contribuire all’orpagheremo nuove tasse, assiste- ganizzazione del primo «sciacremo a sanguinose tribune politiquone day», evento unico in Italia che, perderemo il baricentro della che unirà per un momento simbovita per puntuali vertigini di preca- lico e «scrosciante» i bisogni degli rietà e la crisi, dopo essere entrata italiani. A dicembre arriva il sito della liberazione www.movimentodipancia.it Organizza con noi il primo «sciacquone day» (12) CHIAIA MAGAZINE •NOVEMBRE 2012 SOLLECITAZIONI la vignetta di Malatesta IL SUDISTA Mimmo Della Corte ITALIA «UNITA» NEI COSTI DELLA POLITICA Colmo di fulmine Diario stupendo ENNIO FLAIANO Un Paese senza verità «Appartengo alla minoranza silenziosa. Sono di quei pochi che non hanno più nulla da dire e aspettano. Che cosa? Che tutto si chiarisca? L’età mi ha portato la certezza che niente si può chiarire: in questo paese che amo non esiste semplicemente la verità. Paesi molto più piccoli e importanti del nostro hanno una loro verità, non ne abbiamo infinite versioni. Le cause? Lascio agli storici, ai sociologi, agli psicanalisti, alle tavole rotonde il compito di indicarci le cause, io ne subisco gli effetti. E con me pochi altri: perché quasi tutti hanno una soluzione da proporci: la loro verità, cioè qualcosa che non contrasti i loro interessi. Alla tavola rotonda bisognerà anche invitare uno storico dell’arte per fargli dire quale influenza può avere avuto il barocco sulla nostra psicologia. In Italia infatti la linea più breve tra due punti è l’arabesco. Viviamo in una rete di arabeschi L’italiano immagina l’inferno come un luogo dove, bene o male, si sta con le donne nude e dove con i diavoli ci si mette d’accordo. L’Italia è un paese dove sono accampati gli italiani». (Ennio Flaiano, da La solitudine del satiro, 1973) ALBERTO SAVINIO Utopia e Umanesimo «L'idea di utopia è essenzialmente moderna. (...). Moderno è l'uomo che pensa con il cervello proprio, non per ispirazione e autorizzazione di un'autorità religiosa o politica. (...) L'utopia non fa se non rendere concreto e plastico, l'anelito antichissimo e diffuso a una vita migliore.(...) Umanesimo non è se non la ritrovata dignità dell'uomo, la quale a sua volta non è se non la libertà di pensare col proprio cervello. Questa libertà si accende per la prima volta in Grecia e la illumina, e non torna a riaccendersi nel mondo se non con l'Umanesimo. (Alberto Savinio, dall'Introduzione a Tommaso Campanella, La città del Sole - Adelphi, Milano 1995) di RENATO ROCCO Come il vino, l’uomo si perde per mancanza di spirito. Sposandosi l’uomo scopre quello che non sa mentre la donna nasconde quel che sa. L’idolo dei camerieri è Don Chisciotte della Mancia. L’innocenza è un vestito che più viene indossato e più va stretto. Il matrimonio è come le sabbie mobili: più ti agiti e più affondi. L’aforisma è un piccolo animale inseguito dall’orda dei cani della critica. Non è da oggi, e non lo scopre di certo il sottoscritto, che il Mezzogiorno e le sue istituzioni sono considerate dissolute e spendaccione. Eppure, se è vero, com’è vero, che sono i costi della politica ad aver fatto esplodere il debito pubblico tricolore, è altrettanto vero che - a dispetto di quanto ci raccontano leghisti ed antimeridionalisti in servizio permanente effettivo - non sono state le regioni meridionali ad essere le maggiori responsabili di questa situazione. O, per lo meno, non lo sono state più delle altre. Lo si rileva dall’analisi dei costi dei consigli regionali italiani (ovvero la quantità di risorse che i consigli regionali destinano al funzionamento dei gruppi politici che lo compongono). Per averne consapevolezza è sufficiente fare mente locale da quanto sta emergendo dalle inchieste in corso sulle spese dei gruppi nei parlamenti regionali. Soprattutto, allorquando, si rapportano tali spese al numero degli abitanti e se ne trae l’incidenza procapite di tali spese. Analisi, naturalmente, fatta sulla base dei bilanci 2011 e, quindi, prima che il Governo Monti provvedesse a dare loro un’ulteriore sforbiciatina. Fatto è che - nonostante l’enormità del costo del Consiglio Regionale del Molise che pesa su ogni molisano per ben 6,4 euro (di gran lunga il più costoso d’Italia) - i parlamentini del Sud con un costo di 70 centesimi di euro per abitante, sono insieme a quelli del Centro i meno “cari”, mentre quelli delle regioni nord occidentali costano 80 centesimi per abitante, e quelli nordorientali pesano su ogni abitante dell’area per 90 centesimi. Forse, sarà per l’aria di mare che stimola l’appetito, ma le assemblee regionali più onerose, dopo quelle di Molise e Valle d’Aosta (insieme ospitano meno di 450mila abitanti, eppure costano 2milioni e 635mila euro. Eppure, ci avevano detto che piccolo è bello? Così bello da sembrare addirittura “mostruoso, come il di dietro di un elefante” per dirla alla Bacone) per i propri residenti sono quelle insulari con un costo pro capite di 2,70 euro. E, c’è anche da sottolineare, con estrema soddisfazione per noi campani, che fra i 4 consigli regionali più virtuosi, con una costo per abitante di 20 centesimi di euro (ben al di sotto della media nazionale di 1 euro per abitante), 2 sono meridionali e fra questi c’è anche quello della nostra regione. Sia chiaro, con questo non intendo assolutamente affermare, che quel 1,055mln di euro che il bilancio del Palazzo del Centro Direzionale ha destinato, nel 2011, ai gruppi politici consiliari rappresenti una spesa congrua.Per carità, forse - o anche senza forse - non lo è. Non lo è, però, nella stessa misura in cui, non lo è quel 1,650mln (0,20 pro capite) che la Lombardia destina allo stesso uso, ma lo è certamente di più dei 3,411 (0,80 p.c.) stanziato dall’Emilia Romagna o dei 4,755nln del Veneto (0,95 p.c.). È tempo, allora, che certi pseudo portatori di similfinta virtuosità, la smettano di aggredire ed offendere il Sud con le loro lezioncine di moralità ed etica nel tentativo di alzare polveroni, con l’unico scopo di nascondere le proprie ruberie e magagne. In fondo è la dimostrazione che “ogni mondo è paese”. CHIAIA MAGAZINE • NOVEMBRE 2012 (13) QUARTIERISSIME CAOS PARCHEGGI Microcar e motorini, la sosta contesa GIOIELLERIA MAFFEI RETTIFICA E PRECISAZIONE In merito all’articolo intitolato «Fitti pazzi, calano le serrande di Chiaia», comparso a pagina 14 del numero di settembre/ottobre 2012 di Chiaia Magazine, la signora Marina Maffei, titolare della Gioielleria Maffei in via Santa Caterina a Chiaia n. 10, precisa quanto segue: «Smentisco categoricamente quanto da voi affermato all’interno dell’articolo in questione dove la mia ditta viene menzionata tra quelle chiuse a causa della crisi economica e dell’aumento dei fitti commerciali. La notizia, infatti, è destituita di ogni fondamento in quanto il mio esercizio continua a svolgere la sua normale attività e, inoltre, l’articolista non mi ha mai contattato personalmente per verificare la suddetta notizia, come invece esige il diritto/dovere di cronaca. Vi invito pertanto a pubblicare sul prossimo numero delle rivista la presente rettifica. Cordiali saluti. Marina Maffei». Armando Yari Siporso T rovare un posto moto a Napoli è un’impresa. E se dopo aver fatto una scelta ecologica, magari essersi esposti a smog ed intemperie preferendo lo scooter ad una ben più inquinante autovettura, ci si trova anche penalizzati nella ricerca di un parcheggio, al danno si aggiunge la beffa. Nelle strade del centro poi, in prossimità degli istituti scolastici e durante le ore di lezione,si sta sviluppando un nuovo fattore di caos. Decine di microcar (le autovetture 50cc che si possono guidare senza patente già a 14 anni) occupano in modo lecito, e talvolta anche illecito, tutti gli spazi riservati ai motocicli. Essendo larghe quasi quanto una utilitaria bastano poche “miniauto” a saturare i già scarsi posti destinati ai tanti centauri napoletani. Accade così che, per esempio nei pressi del Liceo Umberto ma anche in tutte le stradine limitrofe, trovare un parcheggio regolare per la propria moto o il proprio scooter sia diventata una missione impossibile. Lo stesso fenomeno si verifica al Vomero nei pressi del Liceo Sannazzaro dove, come peraltro su tutto il territorio cittadino, i posti riservati ai motociclisti sono da sempre del tutto insufficienti. E allora ci si arrangia violando la legge: il parcheggio delle moto tra le strisce blu riservate alla sosta a pagamento delle auto, diventa (14) Se la tendenza di altre città è incentivare l’uso delle 2 ruote, il caos di regole napoletano è invece un invito ai cittadini, già sfiancati dall’inefficienza del trasporto pubblico, all’uso intensivo dell’automobile ad esempio una conseguenza forzata per chi, arrivato alla propria destinazione, deve pur lasciare il proprio motoveicolo da qualche parte. Rischiando però ogni giorno una multa salata visto che a a Napoli, la sosta di moto tra le strisce blu è spesso sanzionata. Esistono in verità comuni efficienti che incentivano l’uso dei mezzi a 2 ruote per ridurre il traffico e l’inquinamento, ma l’amministrazione partenopea non pare essere tra questi. La Giunta del Comune di Roma, con le delibere n. 257 e 281 del 2008 e n. 119 del 2009, ha inequivocabilmente consentito il parcheggio gratuito dei motocicli e dei ciclomotori (e persino dei quadricicli che richiedano specifica autorizzazione) all’interno degli “spazi blu” delle vetture. A Napoli invece la situazione è più complessa. Non vi è una univoca interpretazione della questione e il compito di elevare tali contravvenzioni è lasciato agli ausiliari del traffico della “NapoliPark”. Così fioccano gli equivoci. Da noi capita ad esempio che un motociclista possa trovarsi sulla sella della propria moto, parcheggiata tra le “strisce CHIAIA MAGAZINE • NOVEMBRE 2012 blu” ed essere multato per violazione dell’ art. 158 comma 2 del codice della strada “perchè sosta in modo da impedire ad altro veicolo l'accesso oppure lo spostamento dall'area di sosta in concessione". Ma il paradosso è che un guidatore di microcar possa passarla liscia, malgrado l’art. 157 comma 5 del c.d.s e il comma 2 dell'art. 351 del regolamento di esecuzione dello stesso c.d.s. parlino chiaro: “Nelle zone di sosta nelle quali siano delimitati, mediante segnaletica orizzontale, gli spazi destinati a ciascun veicolo, i conducenti sono tenuti a sistemare il proprio veicolo entro lo spazio ad esso destinato, senza invadere gli spazi contigui". Il problema dunque è l’assoluta discrezionalità in materia: perciò servono subito regole chiare. Ma un altro temibile spettro incombe sui motociclisti (un incubo che in alcune parti della città è già diventato concreto): la sosta a pagamento anche per i motorini. E’ da quasi un anno che iniziano a vedersi in città le prime “strisce blu” per motocicli. Sono infatti già attive al Centro Direzionale, nelle aree di parcheggio dinanzi al Palazzo di Giustizia. In sintesi: se la tendenza di altre città è incentivare l’utilizzo delle due ruote, il caos napoletano potrebbe essere invece l’invito definitivo ai cittadini, già sfiancati dalla inefficienza della rete dei trasporti pubblici ancora non integrata e capillare, a rinchiudersi dentro le proprie autovetture per raggiungere la propria meta, con l’effetto di inquinare di più, produrre ulteriore traffico e alimentare il fenomeno della sosta selvaggia. CUCINELLI PRESTO A VIA FILANGIERI Sono passati solo pochi mesi da quando in via Filangieri, al posto della storica sartoria Blasi, ha aperto il negozio Spada, di Carmine Colella. Ma evidentemente il brand di moda maschile classica a prezzi straordinariamente “democratici”, non ha trovato proseliti nel salotto buono napoletano. Al punto che da qualche settimana è spuntato un cartello che ne annuncia la cessione attività a dicembre. Al suo posto, secondo i rumors più accreditati, dovrebbe giungere “l’imperatore del cashmere”, nonchè “signore di Solomeo” Brunello Cucinelli. L’arrivo di uno dei brand globali del lusso vero, quello fatto di artigianalità e creatività, si spiegherebbe anche col fatto che, dopo la chiusura del negozio LDV uomo, che ne aveva la rappresentanza, Cucinelli ha necessità di aprire una nuova vetrina napoletana e l’avrebbe trovata di nuovo a via Filangieri. (l.c) AL TEATRO «LE NUVOLE «NICO CERCA UN AMICO» È partita la 27esima stagione de «Le Nuvole» al Galilei 104, il nuovo teatro allestito in uno degli storici padiglioni della vecchia fabbrica dell’Italsider di Bagnoli, già riconvertita in museo con il progetto della Città della Scienza, in via Coroglio 104 a Napoli, con lo spettacolo riservato ai bambini «Nico cerca un amico» dell’Associazione Culturale Otiumetars e Il Baule Volante di Ferrara. «Il tema principale del nostro spettacolo - dichiara Andrea Lugli, autore e interprete del testo - è la diversità, ovvero la difficoltà che spesso si incontra nell’accettare e nell’essere accettati da chi è diverso da noi. Un problema che può essere superato assumendo un atteggiamento di apertura verso l’altro da sé, anche se ciò può comportare delusioni e momenti di sconforto». Con l’evento «Nico cerca un amico» si è apertà anche la campagna abbonamenti di Le Nuvole. Per saperne di più è possibile consultare il sito www.lenuvole.com o inviare una mail a [email protected]. (v.g.) STORIE&TERRITORI pagina a cura di NewMediaPress POZZUOLI, LA DENUNCIA La necropoli dei sacchetti Via San Vito: l’ex cimitero romano invaso dai rifiuti I cittadini chiedono un sistema di videosorveglianza Rosario Scavetta U n pezzo di storia che nel 2008 era stato finalmente al centro di un interessamento da parte delle istituzioni che avevano previsto, mediante lo stanziamento di fondi, la riqualificazione e l'ammodernamento della struttura esterna. Stiamo parlando dell'area della Necropoli di via San Vito a Pozzuoli, oramai sempre più dimenticata e trascurata, nonostante la sua importanza e la sua “età”.Qui, a pochi passi da Via Campana, il silenzio regna sovrano. Passa una macchina ogni tanto, perlopiù appartenente a residenti, e di controlli ce ne sono pochi. È proprio per questa ragione che, con il passare degli anni, l'ex cimitero romano è diventato un enorme contenitore per la raccolta dei rifiuti. Basta passeggiare lungo il perimetro esterno per accorgersi dell'annosa questione. Dovunque fanno la loro comparsa cartacce, buste di plastica di piccole e grandi dimensioni, pacchetti di sigarette vuoti, bottiglie di vetro e di plastica e, non ultime, buste per la raccolta dei rifiuti solidi urbani. In un'intercapedine trova il suo spazio anche un grande specchio, rotto in alcuni punti, con le lampadine laterali ancora montate. Quando si assistono poi a scene del genere, la mente le associa automaticamente a qualcosa di più famoso, di più conosciuto. Osservare i sacchetti della spazzatura, esposti come dei veri e propri trofei, fa venire alla mente quei kolossal di guerra che, ancora oggi, spopolano al cinema, sbancando i botteghini e ricevono enormi successi di pubblico. Sembra assistere ad una di quelle scene in cui, dopo una sanguinosa battaglia, i vincitori girano tra i corpi dei nemici sconfitti, impalandone le teste sulle picche. E così i sacchetti di immondizia, ripieni dei più disparati tipi di rifiuti, come la testa mozzata della civiltà, compaiono magicamente nella stupenda area archeologica di San Vito (vedi la foto), leggermente dislocata dal centro città, ma comunque di enorme importanza storica. Un’importanza storica completamente ignorata, considerando che la zona viene trattata alla stregua di una discarica pubblica, ovviamente abusiva. Naturalmente non sono i semplici sacchetti a dare problemi, ma tutto ciò che ci gira attorno. Insetti, piccoli roditori selvatici e, soprattutto, animali randagi di taglia più grossa, cani e gatti, che attratti dal succulento ripieno delle buste, non si fanno certo attendere. Ma il problema non sono i randagi, bensì gli incivili che si ostinano a vedere la propria città come una loro proprietà privata, un feudo (per restare in tema di kolossal storici), un possedimento a loro uso e consumo e non un bene pubblico, un'entità da amare, da curare, qualcosa da gestire al meglio, nel proprio piccolo, per il bene di tutti coloro che ci abitano. Fino a che non verrà instilla- to questo modo di vedere, di fare, di vivere e di pensare, non cambierà mai nulla. E anche se i cambiamenti spesso riescono a spaventare, in questo caso sarebbe qualcosa di talmente tanto auspicabile, da far dimenticare ogni paura. Un residente di passaggio ha dichiarato: «Ogni qualvolta qualche incivile getta la spazzatura nella Necropoli siamo anche pronti a litigare. Ma il problema è che per molte ore della giornata il passaggio di auto è pari a zero, quindi diviene facilissimo gettare tutto quello che si vuole all'interno del vecchio cimitero. Per tale ragione prosegue - chiediamo al Comune di Pozzuoli, alla Sovraintendenza per i Beni Archeologici e alla Provincia di Napoli che venga installato un sistema di videosorveglianza dell'intera area. Probabilmente è l'unica soluzione utile. Evitiamo di far diventare questo posto una discarica, già siamo pieni di immondizia di tutti i tipi qua, ci manca solo quella all'interno della Necropoli, all'interno, cioè, di un bene archeologico dal valore oserei dire inestimabile. E invece eccolo qua, uno schifo». È proprio vero, la situazione dell'area di Via San Vito rasenta lo squallore. Un degrado che raggiunge proporzioni assurde e, sicuramente, assolutamente immeritate per i residenti. Partita la Ztl, rivolta dei commercianti Il centro storico della città di Pozzuoli, da sabato 27 ottobre, è stato stravolto da provvedimenti che tenteranno di limitare il caos della movida e decongestionare la città dallo smog. La vera novità del piano, illustrata in conferenza stampa a Palazzo Migliaresi, dal docente universitario, Antonio Sforza (erano presenti anche il primo cittadino Vincenzo Figlolia e l’assessore alla mobilità Franco Fumo) che ha collaborato con l'amministrazione alla redazione dello “strumento” urbanistico, è l'istituzione del senso unico in via Marconi. La strada è stata resa percorribile sono a salire: le auto provenienti da via Matteotti sono obbligate a svoltare a destra (prima si poteva andare anche dritto attraversando “Porta Napoli”) e proseguire la corsa dirigendosi verso la vicina via Carlo Maria Rosini, villa Avellino, l'anfiteatro Flavio, corso Terracciano , eccetera. In poche parole, non si può andare in senso inverso, ma soprattutto non si può raggiungere piazza della Repubblica, poichè il piano traffico con la chiusura alle auto del tunnel adiacente il Rione Terra (che è diventato pedonale) non permette più il passaggio veicolare da via Cavour alla via Tranvai e quindi il raggiungimento del centro cittadino alle auto e i motoveicoli che arrivano dal lungomare Pertini. Altro dispositivo, da segnalare, il senso unico in via Pergolesi che sarà attivato (ma solo successivamente) in discesa verso il centro città. Fin da subito leggendo il documento che ha definito le “Linee di intervento per la gestione della mobilità urbana”, si percepisce la chiara intenzione dell’amministrazione comunale di cerare una Ztl più allargata rispetto a quella attuale, prima circoscritta alla sola piazza della Repubblica e qualche stradina adiacente ad essa, ora decisamente più ampia, con un preciso sbarramento davanti alla “Porta Napoli”. Del resto leggendo attentamente il piano, è chiaramente espressa la volontà di intraprendere, nel tempo, un percorso in diverse fasi: la prima che andata in vigore da poco come “ipotesi di medio periodo” (quella sopra descritta), che presto lascerà il passo ad un altra che prevedrà la chiusura di altre strade del centro storico, ovvero, via Cavour, via de Fraia e corso Garibaldi; per arrivare ad una ultima fase, definita di “medio periodo” (entro l’estate del 2013), che si concretizzerà con una Ztl ancora più estesa (una sorta di maxi isola pedonale) che partirà da via Napoli e si estenderà addirittura fino a via Fasano: quest’ultima Ztl, però, sarà attivata solo nei fine settimana, per i non residenti. Il sindaco Figlolia ha inviato una lettera aperta, chiedendo sacrifici, ma anche disponibilità e partecipazione (per la riuscita della nova operazione ) ai suoi concittadini. Ma allo stesso tempo cercherà nuove soluzioni per la sosta dei veicoli nel centro città. Figlolia, durante la conferenza stampa, ha parlato del parcheggio sotto “piazza a mare” ed ha annunciato di aver avviato un dialogo con l’Agenzia del demanio, con la quale si è impegnato a farsi carico dei lavori di ristrutturazione della struttura: l’apertura del sito porterebbe alla città altri 100 nuovi posti auto. L'assessore Francesco Fumo ha sottolineato che questi primi provvedimenti si potranno apprezzare nel medio - lungo periodo. Nell’immediato si registrano i primi malcontenti degli operatori commerciali del centro storico. Le principali associazioni di categoria hanno già espresso forti dubbi sulla operazione. Vedremo cosa succederà nei prossimi mesi. ROSARIO SCAVETTA CHIAIA MAGAZINE • NOVEMBRE 2012 (15) STORIE&TERRITORI IMPRESA E INNOVAZIONE ValueGo, il software della tracciabilità Rossella Galletti Da dove provengono i cibi che mangiamo? Dove sono assemblati i minestroni, le paste, i pesci surgelati che costituiscono parte integrante della nostra alimentazione? Ciò di cui ci nutriamo, potrebbe mettere in pericolo la nostra salute? Queste sono solo alcune delle domande a cui ValueGo può dare risposta. Dopo anni di buio pesto sulla provenienza e la filiera produttiva delle pietanze che mettiamo sulle nostre tavole, finalmente l’azienda napoletana Penelope, attiva dal 2003 nel campo dell’ICT, ha creato un software in grado di rivelare ai consumatori di che “pasta” sono realmente fatti i prodotti che comprano. Non è un sogno. È solo l’ultima frontiera della innovativa tecnologia made in Campania che potrebbe permettere in futuro alle piccole e medie imprese agroalimentari del territorio di penetrare nei mercati internazionali e risollevare l’economia locale garantendo dei prodotti certificati. Un software di indubbia utilità che, però, non ha trovato ancora un alleato nelle banche e nella pubblica amministrazione che potrebbero incrementarne promozione e diffusione. A cominciare dalla Regione Campania che ha finanziato il progetto per 400mila euro in base al Por 20002006, elargendone alla società solo la metà. Francesco Marandino (nella foto in alto), direttore di Penelope e promotore del progetto, ci spiega come un software può rivelarci tutto sui cibi. Chi sono gli artefici del progetto ValueGo? «Tutto è nato dalla collaborazione tra Penelope, l’Università di Salerno e l’Università del Sannio. L’applicazione ha lo scopo di supportare le aziende agricole. La prima a sperimentarla è stata l’azienda produttrice di mozzarella di bufala Vannulo, con sede a Capaccio. Abbiamo analizzato ogni fase (16) «Con questo sistema si potrebbe erodere in modo significativo l’azione di contraffazione che sull’agroalimentare in Italia crea un danno annuo di 60 miliadi di euro» Francesco Marandino, promotore del’idea tecnologica, spiega come è possibile ricostruire, in tempo reale e con un cellulare, la filiera produttiva dei cibi che compriamo della catena di trasformazione: il foraggio somministrato alle bufale, il processo di mungitura, la vendita. Il consumatore, avvicinando un telefono cellulare a un’etichetta intelligente può leggere tutta la filiera produttiva di un determinato prodotto e conoscere anche la quantità di diossina contenuta nella mozzarella. ValueGo si avvale prevalentemente della tecnologia RFID (Radio Frequency Identification), che consente la lettura di dati contenuti in speciali etichette, i TAG RFID, da parte di appositi dispositivi chiamati lettori, come un cellulare dotato di tecnologia NFC (Near Field Communication). Questo estende praticamente a chiunque la possibilità di leggere le informazioni relative al prodotto. Il produttore non può decidere che cosa inserire o non inserire nell’informazione, né può modificare le informazioni raccolte in automatico sul campo». Il software potrà essere applicato a tutte le aziende che operano in Campania? «Un limite significativo all’applicazione è il fatto che non è obbligatoria. Solo i produttori che vogliono valorizzare i prodotti comunicandone al consumatore la qualità sono incentivati ad adottarla. È fondamentale che la comunità europea guardi alla tracciabilità non più come elemento di barriera alla circolazione delle merci, ma come elemento di controllo della salute pubblica, Quando l’anno scorso in Germania sono morte 45 persone a causa di germogli di soia infetti, è scoppiato il caso: si è andato a ritroso nella filiera produttiva fino ad analizzare l’acqua con la quale veniva irrigato il germoglio di Campania sempre più Slow Food A Torino, dal 24 al 29 ottobre scorso si è svolto il consolidato appuntamento biennale con il Salone del Gusto. La Regione Campania era presente con 16 Presidi SlowFood, quei prodotti alimentari rari ed eccellenti a rischio di estinzione di cui Slow Food intende preservare la biodiversità e le filiere tradizionali di produzione. Ecco alcuni tra i prodotti «celebrati» al Salone di Torino. Il Pomodoro San Marzano. Nei fazzoletti ortivi dell’agro sarnese-nocerino si coltiva l’eccellenza del pomodoro campano: il San Marzano. La feracità del suolo, il clima mediterraneo e il benefico influsso del mare conferiscono qualità indiscutibili a questo pomodoro simbolo dell’agricoltura della regione. Ha sapore tipicamente agrodolce, forma allungata della bacca, colore rosso vivo e scarsa presenza di semi. CHIAIA MAGAZINE • NOVEMBRE 2012 Il Fagiolo di Controne. È piccolo, rotondo e bianchissimo, senza macchie e senza occhi. Ha una tradizione molto antica ed è particolarmente pregiato per l’alta digeribilità e per la buccia sottile, praticamente impalpabile. Difficilmente si spacca durante la cottura, che solitamente richiede tempi nettamente inferiori a quelli di un fagiolo comune. Il pomodorino del piennolo del Vesuvio. Uno dei prodotti più antichi e tipici dell’agricoltura campana, tanto da essere perfino rappresentato nella scena del tradizionale presepe napoletano. Tipico è ciò che è unico per requisiti organolettici, certezza di origine geografica e particolarità nelle tecniche colturali e di preparazione. Il cacioricotta del Cilento. Un formaggio a base di latte caprino, uno dei cibi più antichi fatto ancora oggi a mano in Cilento. soia per cercare di capire da dove venisse l’avvelenamento. Ebbene l’avvelenamento veniva da un fieno che serve alla maturazione del germoglio, proveniente dall’Egitto e non controllato. Il costo sociale della morte di 45 persone è troppo alto rispetto a dei sistemi, come ValueGo, capaci di ridurre il rischio antropico». In futuro quale potrebbe essere l’utilità del progetto? «Si potrebbe erodere in modo significativo l’azione di contraffazione che sull’agroalimentare in Italia crea un danno annuo pari a 60 miliardi di euro (fonte Coldiretti)». Quali dati si possono ottenere con il software ValueGo? «Per quanto riguarda alimenti in cui avvengono processi di trasformazione più complessi, come il lattiero caseario, si ha la possibilità di tracciare, con l’allocazione delle linee di trasformazione, quali stalle o allevatori hanno contribuito a quel conferimento di latte per la trasformazione del prodotto. Il gruppo Ciro Amodio sta per lanciare un prodotto, il “fiordilatte di Napoli”, realizzato esclusivamente con latte della Campania. Per dare un valore aggiunto al prodotto si è rivolto a noi. Attraverso dati relativi alla tracciabilità e rintracciabilità del prodotto si è garanti di maggiore affidabilità e sicurezza sia all’interno del Paese, sia all’estero». Oggi ValueGo in quale direzione si sta muovendo? “Stiamo investendo per aggredire un’altra filiera misconosciuta al mondo della tracciabilità: quella ittica. Con la Seconda Università di Napoli stiamo lavorando alla realizzazione di un prototipo per conoscere, in tempo reale, la provenienza del pescato e soprattutto del congelato che è uno dei settori più dolenti dell’alimentare in Italia. C’è, infatti, un alto consumo di alcuni prodotti ittici esteri, venduti come merluzzo o cernia, mentre in realtà sono altre specie di pesci, ad esempio pangasio”. STORIE&TERRITORI CASERTA, ITINERARI ALTERNATIVI Valogno, una giornata nel paese dipinto Livia Iannotta Ci sono luoghi in cui il tempo sembra essersi fermato. Posti sospesi, al confine tra passato e presente. Valogno è uno di questi. Un borgo dal fascino nascosto, che si arrampica sulle pendici del vulcano addormentato di Roccamonfina, in provincia di Caserta. Le 150 persone che lo abitano vivono di semplicità: non ci sono negozi né supermercati, tutti conoscono tutti, com’è tipico nei piccoli borghi, e un’unica pizzeria accoglie i visitatori. Questa cornice fuori dal comune avvolge la località di una bellezza che ha il sapore di passato e tradizioni. Eppure lì, nel paese addormentato all’ombra di castagni e ulivi, le idee e la creatività corrono veloci. Dal 2006 Valogno racconta la sua storia attraverso immagini dipinte sui muri. Ogni anno nel mese di luglio la località diventa punto di ritrovo di artisti provenienti da svariati angoli del mondo che, tra quei vicoli silenziosi mai toccati dallo smog o dal frastuono delle auto, danno vita all’arte. Sottoforma di murales, descrivono la memoria di una piccola comunità, il cui eco risuona ancora tra strade strette, vecchie abitazioni di pietra e vedute panoramiche. Nascosta nel verde, abbracciata da splendide colline, a 389 metri sul livello del mare, Valogno offre quindi una vera e propria attrazione artisticoculturale che fa della la piccola località un grande paese. L’idea è nata da Giovanni Casale, presidente dell’associazione culturale “Il risveglio”, che ha finanziato, insieme al Comune di Sessa Aurunca, le pitture parietali. Lui, che nonostante si sia allontanato dal paese non ha mai smesso di guardarlo con occhi innamorati, ha dato tutto se stesso per la riuscita del progetto. Un percorso in salita, viste le iniziali resistenze dei vecchietti del borgo e dell’amministrazione, ma che oggi è diventato un segno distintivo e un orgoglio. «Perché un murales – dice Casella – non getta soltanto colore su una parete. Fa vibrare l’animo dell’osservatore. Vuol dire condividere un pezzo d’anima con gli altri». Valogno era un paese “morto”. I murales lo hanno riportato alla vita. L’arte ha colorato il grigio che non solo Il borgo appartiene al comune di Sessa Aurunca ed è un museo a cielo aperto. Qui si trova il murales più grande d’Italia dedicato a Garibaldi, realizzato dal siciliano Salvo Caramagno spegneva il colore delle case, ma soffocava anche la gioia di chi tra quelle mura sempre uguali a se stesse respirava. E piano piano anche le vecchiette che storcevano il naso, così contrarie alla pittura che ai loro occhi stava “imbrattando” un pezzo di storia, hanno cominciato a sorridere agli artisti e ad accompagnarli nel loro lavoro. E così camminare tra le strade di Valogno è un po’ come visitare un museo a cielo aperto. Appena entrati nel borgo, poco più su della chiesetta dedicata al patrono San Michele, ecco che ci si imbatte in Garibaldi che a Teano incontra il re Vittorio Emanuele. Novanta mq di pittura in cui spiccano circa 50 personaggi, tra garibaldini con le inconfondibili camicie rosse e personaggi d’epoca. Numeri che ne fanno il più grande murales unitario del Belpaese. Realizzato da Salvo Caramagno in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, è l’omaggio della popolazione di Valogno alla pagina più importante della storia nazionale. Proprio lui, Caramagno, artista siciliano, brillante nella realizzazione di pitture parietali, ha firmato la maggior parte dei murales del paese. Proseguendo poi tra le viuzze che si intrecciano sul fianco della montagna, le facciate delle case del borgo antico sono diventate tela bianca per gli artisti. Abbellite con affreschi a muro, evocano oggi vecchi mestieri e spaccati del mondo rurale. Storie di briganti, di donne che si dedicano alla mietitura. E ancora immagini fiabesche, come quelle dipinte da Franco Mora, artista naif della Pianura padana, e I 150 abitanti del posto, la maggior parte anziani, in un primo momento erano contro l’arte sui muri. Oggi, invece, ospitano gli artisti che vengono per divertirsi a decorare le facciate delle case particolari religiosi realizzati da Franchina Casella o dalla “madonnara” sudcoreana Kang Hwa-Ja. Ci sono poi vicolo Natali e via Razzini (ribattezzata non a caso “Vicolo degli artisti”): vere “perle” del borgo. Stradine dal tipico fascino medievale, in cui l’occhio viene rapito da illusioni pittoriche, come il murales che completa l’architettura di un balcone a firma Silvio Fusco o dalla rappresentazione di un amore d’altri tempi, evocato nella “Serenata” di Fiorella Tedesco. Immagini che, come spiega l’artista originaria di Valogno, catapultano l’osservatore «nell’atmosfera del murales, dove nulla è lasciato al caso, né il volo di una farfalla, né il fremito del giovane per la sua amata, né il vento leggero che sposta le tende, in uno spettacolo mozzafiato regalato dalla natura. Perché in una società che si trova pienamente in crisi, in cui si corre soltanto, si perde il sapore delle cose essenziali». Ma il risveglio del paese immobile nel tempo è soprattutto culturale. Illumina infatti il cuore di Valogno, un “Invito all’arte”. Nato dalla mano abile di Caramagno, con le sue tinte sgargianti, sembra invogliare i passanti a prendere in mano il pennello e colorare il mondo. Poco distante dal centro, poi, la vecchia scuola elementare abbandonata è stata riportata alla vita dall’associazione di Giovanni Casella. Teatro di eventi sotto il cielo estivo, è diventata “sQuola RikreAttiva”, come testimonia il grande murales a firma Rocco Lombardi e Angelo Rasile. E così lì, in quella che sembra una cartolina che dall’alto guarda a valle, lo sguardo viene proiettato in un mondo colorato, dove l’arte diventa decoro urbano e la voglia di vivere rinasce. CHIAIA MAGAZINE • NOVEMBRE 2012 (17) STORIE&TERRITORI TESORI MEDIEVALI, LA PERLA DEL SANNIO Limatola, un castello fatto «ad arte» Rita Giuseppone «Era sera tarda quando K. arrivò. Il paese era affondato nella neve... K. Si fermò a lungo sul ponte di legno che conduceva dalla strada maestra al villaggio, e guardò su nel vuoto apparente”. Guardando da lontano l’imponente Castello di Limatola non è difficile sentirsi come l’agrimensore protagonista del romanzo postumo di Franz Kafka, sopraffatto dal fascino misterioso del castello che sovrasta un villaggio sperduto. Ma, mano a mano che si percorrono le stradine che s’inerpicano verso l’entrata, l’inquietudine lascia spazio alla serenità e ci si sente pervasi da un piacevole senso di pace. Siamo nella provincia beneventana, su un’altura che raccoglie la magnifica vista dei monti Matese e Taburno, a circa 8 chilometri dalla Reggia di Caserta e 27 da Napoli. Qui sorge il Castello di Limatola, antichissimo baluardo difensivo che oggi, grazie alla lungimiranza della famiglia Sgueglia, imprenditori specializzati nel campo del restauro e della ristrutturazione degli immobili, è stato strappato all’incuria e al degrado e restituito alla collettività in una veste totalmente nuova, senza stravolgerne i canoni estetici originari. È resort, sala banchetti, sede di meeting, di visite guidate, eventi e cerimonie e non solo: con i suoi giardini, impreziositi dalle sculture permanenti del maestro Riccardo Dalisi, il castello è un opera d’arte a cielo aperto che racchiude e conserva tra le sue mura merlate i capolavori di Francesco da Tolentino e gli affreschi di Antonio Marotta, nonché preziosissimi abiti fatti a mano in pura seta di San Leucio, in mostra all’ingresso delle graziose camere da letto arredate con gusto e cura dei particolari, il tutto in pieno stile medievale. Perdendosi col naso all’insù tra le volte gotiche del Salone delle Armi, nell’area mu- (18) Un mercatino tra musica e magia Più di centomila presenze previste, cento stand, cinque punti di ristoro che sforneranno circa quattromila pasti per quindici giorni di festeggiamenti in un’atmosfera natalizia di gioia e allegria. Questo e molto altro nella terza edizione di «Cadeaux al Castello» mostra-mercato di Natale al Castello di Limatola. L’evento, organizzato dai proprietari del resort, la famiglia Sgueglia, con la collaborazione del Comune, proporrà, dal 23 novembre all’8 dicembre, una serie di attrattive volte a spettacolarizzare lo spirito del luogo, candidandosi a volano per lo sviluppo economico e turistico della zona. Spettacoli medievali, luminarie, concerti, mangiafuochi, sbandieratori marchigiani, burattinai, artigiani, venditori di caldarroste, dolci e prodotti tipici, arte presepiale, artigiani, amanuensi e artisti per animare le lunghe giornate di festa in stile Medioevo. Un evento che nelle edizioni precedenti ha fatto registrare il tutto esaurito, con migliaia di visitatori grazie anche all’ottimo coordinamento logistico che permette di lasciare l’auto in paese per raggiungere comodamente il castello con le navette. Anima dell’operazione, la “castellana” Pina Sgueglia, moglie di uno dei proprietari e vera appassionata di quella CHIAIA MAGAZINE • NOVEMBRE 2012 magia che si può ricreare a ridosso delle feste in un luogo così suggestivo. Forse la definizione di mercatino è riduttiva per una vera e propria kermesse che sposa le esigenze pubblicitarie e commerciali dei tanti portavoce delle eccellenze locali, dai maestri presepiali a quelli delle ceramiche di San Lorenzello, incastrandole in un’occasione di festa e divertimento per i più piccini ma anche per i loro genitori. Per i bambini vi saranno innumerevoli spettacoli, un teatrino con le marionette e la suggestiva Casa di Babbo Natale. Per info: www.mercatinodinatale-castellodilimatola.it. seale interamente dedicata a Garibaldi, nelle ampie sale, interne ed esterne, adatte a banchetti e cerimonie, è possibile sentirsi trasportati ai tempi di castellani, giullari, dame e cavalieri. Eppure c’è una gran modernità che si può riscontrare nella cura dei dettagli, nelle cucine moderne e funzionali, nelle camere dotate di tutti i comfort, nel grande salone impreziosito da uno splendido lucernario. La “mano invisibile” dei fratelli Sgueglia è dappertutto, ma sospinta da studi approfonditi e dalla volontà di restituire al pubblico questo grande patrimonio, recuperato grazie all’incessante lavoro di 100 operai durato tre anni. Un gioiello che è anche una tappa obbligata per gli amanti del gusto e del saper vivere: le cucine, infatti, sono il cuore pulsante del castello. Un cuore messo in moto tutti i giorni dallo chef Giuseppe Spina, membro della Federazione Italiana Cuochi, re del finger food, reduce dalle recenti Olimpiadi della Cucina del 2012 con il suo Team Campania, per il quale la medaglia più importante si conquista offrendo piatti raffinati ma in linea coi sapori della tradizione e dei prodotti tipici locali. Come il maialino nero casertano in crosta di nocciole vesuviane, il baccalà su crema di patate o il pesce spada à la coque. Imperdibile la zuppa di farro e cicerchie, per un vero tuffo alla scoperta della cucina medievale. La ciliegina sulla torta, neanche a dirlo, è rappresentata dalla pasticceria interna che sforna babà strutturati e pastiere à la carte, nonché cheesecake, cupcake e wedding cake decorate secondo le mode del momento, in tipico stile “Boss delle torte”. Insomma, arte, natura, gusto, storia e ospitalità per un matrimonio, un fine settimana insolito ma anche un pranzo o una cena fuori dal comune, coronamento di una giornata trascorsa nella pace dei sensi. Supplemento al numero in corso di Chiaia Magazine SENTIERI DIVINI Una giornata tra i profumi e le degustazioni delle Cantine Sabatino. Un trionfo di prodotti tipici innaffiati da un gioioso Gragnano consulta il sito life www.tugheder.it Amami Solarium, l’estate infinita Il centro estetico abbronzante di via Duomo offre un ampio ventaglio di possibilità per chi tiene al benessere del proprio corpo. Prezzi competitivi e di martedì ulteriori sconti per una super tintarella anche in tempi di crisi L’abbronzatura non è più una prerogativa dell’estate. Con le moderne tecnologie una carnagione bronzea è possibile 365 giorni l’anno. E si può scegliere se dare colore solo al viso o a tutto il corpo, per apparire anche in autunno ed inverno come se si fosse appena tornati da una spiaggia caraibica. La scelta del centro abbronzante è importante, e Tugheder vuole essere il vostro “girasole”, indicandovi la strada verso una abbronzatura incantevole anche nel centro di Napoli. Oggi vi suggeriamo “Amami Solarium”, un centro estetico abbronzante dotato di quattro lampade viso, due lampade corpo e di tutti i migliori macchinari per colorare il vostro corpo in modo impeccabile. Le attrezzature di questa azienda utilizzano i migliori prodotti per sola- CANNAVACCIUOLO, SUPERCONSULENTE Un consulente d’avanguardia nel panorama italiano della gestione di patrimoni. Questo è Salvatore Cannavacciuolo, Personal Financial Adviser napoletano, che ci parla delle possibilità di investimento per i clienti Fineco in Campania, dal suo ufficio nell’isola C1 del Centro Direzionale . “Fineco è la prima banca online d’Italia, con la più alta percentuale di clienti soddisfatti (98%) - ci spiega fiero Cannavacciuolo - ed il mio compito è quello di aiutarli a gestire i propri risparmi (o a costruirli qualora non vi fossero) con l’esperienza acquisita in oltre 10 anni di attività, supportandoli nel superamento delle difficoltà dei mercati.Fineco, banca del gruppo UniCredit, è a Napoli con i suoi uffici dal 1999 ed offre ai clienti la più ampia possibilità di personalizzazione della propria offerta, in relazione alle esigenze dei risparmiatori.Dal BOT alla gestione patrimoniale più evoluta per clienti con grossi patrimoni, l’invito di Salvatore Cannavacciuolo è a contattarlo per farsi consigliare la soluzione più adatta alle proprie esigenze. Tra queste, senza dubbio, il conto corrente a vero “costo zero ” e i piani di accumulo per costruire capitali per i più giovani. Salvatore Cannavacciuolo Personal Financial Adviser Tel: 335.7722433 - www.fineco.it [email protected] rium: tubi e lampade “GoldLight” con filtri “UviSol” e i migliori super-abbronzanti: bergamotto, betacarotene, mallo di noce. I prezzi variano dai 5 euro per la lampada viso fino agli 8 euro per la lampada corpo. Ma, tutti i martedì, è previsto un ulteriore sconto di 2 euro. I tempi di esposizione sono della durata di 15 minuti per entrambi i trattamenti.“Amami Solarium” si trova a Napoli, a via Duomo, ed è aperto dal lunedì al sabato con orario continuato dalle 9:30 alle 21:00 ed offre la possibilità di un vicino parcheggio custodito. Amami Solarium - Via Duomo,249 - Napoli Telefono: 081-5636683 web: www.amamisolarium.oneminutesite.it facebook: amamisolarium Federico, il maestro del look per uomo Tre generazioni di parrucchieri, in due diverse nazioni, con il pallino dell’innovazione nel settore dell’immagine. Il nonno, Francesco, scolpiva capigliature a Torre Annunziata già molti decenni fa. Il primo dei suoi due figli, Antonio “inventò” la piega rendendola una moda nel suo paese, mentre suo fratello, Giorgio, emigrò in Inghilterra per diventare coiffeur di “ladies” e “girls”. Antonio Mario, terza generazione e rampollo della Famiglia Federico è diventato consulente d’immagine lanciando la novità del “taglio computerizzato”, mentre il padre Antonio, mescolando la sua esperienza con la consulenza e la collaborazione di esperti chimici, ha lanciato una rivoluzionaria linea di prodotti cosmetici il cui livello creativo, unito alla qualità delle materie utilizzate, non è lontano dalle grandi griffes di cosmetici internazionali. La ricerca della qualità al servizio della bellezza è la mission di Antonio Federico che, con la sua linea di prodotti, ha reso più belli migliaia di ragazzi che sono passati dal suo negozio di Poggiomarino. Dalle maschere per capelli al mango o alla pesca, passando per le cere ad acqua alle vitamina E (ottime anche per la protezione dai raggi del sole), fino ai gel agli estratti vegetali ogni prodotto è studiato per il look delle teste più esigenti. Antonio Federico - Image Consulting Via Giugliano, 18 - Poggiomarino Tel 081.5285394 www.antoniofederico.it [email protected] Novembre | 2012 paginadue consulta il sito food www.tugheder.it PINTERRÈ, A TAVOLA CON LA TRADIZIONE Nel ristorante di Monte di Procida trionfano i menu del mare: da non perdere i piatti al baccalà Brigata di cucina, il blog del gusto La passione gastronomica corre online: segreti e trucchi nelle ricette di Iolanda La “Brigata di cucina” è l’insieme di tutti coloro che lavorano nella cucina di un ristorante, un albergo, o altra cucina professionale. E il nuovo blog www.brigatadicucina.it vuole essere una finestra aperta su tutto ciò che accade nelle cucine italiane. L’autrice dei post non è una chef professionista ma un’appassionata di cucina che vuole costruire la sua “brigata” insieme a tutti suoi lettori, abbracciando tutti i campi di discussione inerenti la cucina ed il cibo, le ricette e i piccoli trucchi del “mestiere”. Il sito ha una impostazione razionale ed intuitiva. E le ricette pre- www.brigatadicucina.it sentate sono la giusta fusione di tradizione e modernità. Non a caso Iolanda, l’ideatrice del sito, spazia per dispensare i suoi consigli tra l’esperienza della tradizione culinaria dei suoi genitori alle critiche gastronomiche di marito e figli. Particolare rilievo sarà dato nel corso dei mesi alla sezione interattiva. Tutti i visitatori, dal più assoluto principiante ai professionali più esperti, potranno condividere le proprie ricette, i propri consigli e, soprattutto i propri piccoli segreti. È proprio il caso di dirlo: per i visitatori di questo sito ce ne è per tutti i gusti: Dalle melanzane (farcite o a parmigiana), fino alla ricetta per i panini semidolci, dalle ricottine fritte alle crescenti al sale nero delle Hawai, non si può non trovare una ricetta da provare a imitare ed inserire nel proprio menu. Il sito è libero ed aperto a tutti. Buon appetito. Il Pinterrè nasce nel 2009 come espressione della volontà di preservare il patrimonio culturale enogastronomico campano e, in particolare, il background culturale della cucina di mare tipica del territorio flegreo. Il ristorante ed il suo giardino sorgono sull’antica via che portava da Cuma alle coste di Miliscola, e sono magnificamente integrati con il patrimonio archeologico che circonda l’intera area. Da sempre queste terre e questo mare sono ricchi di prodotti che, nella loro semplicità, offrono un bouquet completo e vario di sapori ed odori capaci di sublimare i sensi. La cucina del Pinterrè, nella sua semplicità, è tesa proprio a farli risaltare ed a mettere in evidenza il naturale sapore delle materie prime utilizzate, senza particolari elaborazioni e con l’obiettivo di non perdere nulla di ciò che la natura ci offre. L’ampio menu del ristorante è stato implementato nel 2011 con piatti a base di baccalà, prodotto che fin dall’antichità è stato presente nelle cucine e sulle tavole dei nostri avi, e che ora è il protagonista delle cene del Pinterrè. Ogni venerdì sera è completamente dedicato a questo prelibato alimento, con menu, comunque, sempre diversi. Grandissima attenzione viene prestata ai vini, con particolare riguardo a quelli campani e predilezione per i prodotti tipici dell’area flegrea. Pinterrè: un Seguici su facebook www.facebook.com/Pinterre luogo di incontro fra terra e mare, tra gli uomini e la natura, tra il gusto ed il piacere, un luogo dove i sensi e le emozioni vengono stimolati. Pinterrè -Via Cappella, 23 Monte di Procida. Tel. 081-5232618 CANTINE SABATINO, CASA DEL VINO Le Cantine Mariano Sabatino sono il luogo ideale per una visita guidata ai "profumi" del vino in cantina. Presso le Cantine è infatti disponibile una raffinata sala degustazioni dove è possibile apprezzare oltre alla vasta gamma dei genuini vini Sabatino, i prestigiosi prodotti tipici della meravigliosa filiera enogastronomica dei Monti Lattari, elaborati e cucinati da mani sapienti ed esperte nel rispetto delle storiche usanze locali. Punto di forza è sicuramente il “Gragnano” delle Cantine Sabatino, vino D.O.C. dal colore rubino, che il celebre sommelier Paolo Lauciani ha definito “luminoso ed impreziosito da una schiuma vivace. Il suo profumo inizialmente vinoso e silvestre, dischiude poi delicati sentori floreali e di piccoli frutti rossi di bosco. L'assaggio è leggiadro, irresistibile e scattante. Il finale gustoso ed ammandorlato”. Nella Tradizione del valore della ospitalità, il motto storico delle cantine "la gioia è accogliere gli amici, la felicità è quella di rivederli presto”, rivela tutta l’atmosfera che attende i clienti che scelgono questo luogo per trascorrere qualche ora cullati dai sapori e dai profumi dei buoni vini in una atmosfera di assoluta cordialità. Ai lettori di “Tugheder” l'Azienda Vinicola Mariano Sabatino ha riservato un piccolo simpatico omaggio oltre a particolari offerte promozionali di sicuro interesse. Cantine Mariano Sabatino Via Vittorio Veneto 21 - Casola di Napoli Tel. 081 5392540 Cell. 3202117279 www.cantinemarianosabatino.it [email protected] Novembre | 2012 paginatre consulta il sito travel www.tugheder.it Hotel Alisma,sci e relax Nel mezzo del Parco nazionale dell’Abruzzo, immerso in una splendida pineta, sorge l’Hotel Alisma di Alfedena. A pochi chilometri dalle principali stazioni sciistiche del centro sud, e dai principali centri del Parco Nazionale dell’Abruzzo questa moderna struttura di nuovissima costruzione è il www.alismahotel.it [email protected] luogo ideale per un weekend o una settimana bianca anche grazie agli sconti che l’hotel mette a disposizione dei propri clienti per l’acqui- sto di skipass e per la prenotazione di gite a cavallo o escursioni in quad. Da ciascuna delle 25 stanze, dislocate su tre piani serviti da un moderno ascensore, si possono ammirare il Monte Greco, il Monte Meta (cima più alta della catena delle Mainarde), e la valle del Sangro. Particolarmente curata è poi la cucina e l’offerta di escursioni per i clienti dell’hotel. È possibile visitare il Museo Sannita di Alfedena, con l’Acropoli e la Necropoli, il Museo Paleolitico e gli scavi di Castel San Vincenzo. Oppure dedicarsi alle escursioni nella pineta del Cimerone, la Conca del Biscuri, il lago della Montagna Spaccata, o le sorgenti del Rio Torto. Particolarmente vicini anche il laghi di Barrea e di Scanno. Anche se a calamitare l’attenzione della maggior parte dei turisti sono le vicine piste da sci di Roccaraso e di fondo del Pianoro Campitelli. Alisma Hotel- Alfedena (Aq) Tel. 0864-870047 LO SPILLO a cura di Annalisa Tirrito IL NOME CASADONNA è accattivante, antico come le mura dell’ex monastero del ‘500. Ma la cucina, l’accoglienza e la sobria eleganza, sono spiccatamente moderni e giovani come il padrone di casa, ideatore e chef resident, Niko Romito, che ha reso Castel di Sangro, in Abruzzo una meta internazionale per gourmand. L’esperienza è unica, dalla colazione alla cena, passando per originali aperitivi tra tradizione, innovazione, e materia prima eccellente, alla luce e al caldo d’atmosfera del grande camino. La pietra antica, il legno, le ampie vetrate per godere la natura, e tutt’intorno i vigneti della valle del Sangro, le passeggiate a piedi o a cavallo, per poi tornare a farsi coccolare a Casadonna, magari approfittando delle offerte, nella voce apposita del sito www.casadonna.it, come "L'Essenza e le stelle" a 300 euro. Identità, creatività e territorio, da vivere in coppia. Per due giorni, una notte, in una delle tipologie di Casadonna Reale Gourmet Breakfast, con cena e menù degustazione, al Ristorante Reale, due stelle Michelin. Holiday Travel, due pass per i viaggiatori Una piattaforma di marketing avanzata ed un tour operator in una sola azienda. Questo è Holiday Travel Pass. Una società che nasce dall’esperienza di professionisti del settore che operano con successo nell’ambito turistico-promozionale da molti anni e che grazie ad accordi consolidati con tour operators, catene alberghiere, compagnie aeree e ferroviarie può garantire ai propri clienti tariffe scontate per le loro vacanze. Il tutto grazie a due innovativi strumenti dedicati all’utenza privata ed alle aziende di tutti i settori. Per i privati è nata la card HTPASS che, a fronte di una piccola quota associativa annuale, apre le porte del mondo “HolydayTravelPass”, garantendo sconti ed agevolazioni per l’acquisto di vacanze, biglietteria aerea e ferroviaria, biglietti per Parchi tematici, autolinee, tours, escursioni ed attrazioni in tutto il mondo. Per le Aziende invece c’è il Coupon “HOLIDAYTRAVELPASS”, grazie al quale è possibile organizzare promozioni mirate di grande impatto e successo, finalizzate ad offrire agli utilizzatori importantissime agevolazioni sui propri viaggi. La forza del team, la mancanza di intermediari e l’utilizzo su larga scala dei nuovi e più potenti strumenti offerti dal web (Facebook, Twitter, Google Plus etc) hanno permesso alla azienda di offrire un servizio competitivo e all’avanguardia nel mondo del turismo. HOLIDAYTRAVELPASS Business Tour Operator Via San Michele,1 H - Aversa (CE) Tel.+39.08119663252 www.holidaytravelpass.com [email protected] One Tour Sharm el Sheik è tua Formatasi attorno al nucleo originario di Sharm el Moya, l'attuale Sharm el Sheik è la più nota delle destinazioni del Mar Rosso. Il suo nome appare già sulle carte nautiche spagnole del 1500, ma furono gli israeliani, durante l'occupazione dell'Egitto dopo la Guerra dei Sei Giorni nel 1967, ad accorgersi dell'enorme potenziale turistico della costa del Sinai. La vita turistica di Sharm si divide tra le spiagge e i meravigliosi reef, quindi tra relax ed immersioni nelle profondità incontaminate di un mare quasi completamente chiuso e profondo fino a tremila mila metri nella sua parte centrale. La trasparenza dell'acqua è assoluta e si può osservare la barriera corallina per chilometri lungo tutto il Sinai. Le pareti di corallo scendono a picco nelle profondità marine costi- tuendo riparo per moltissime specie di pesci ed una flora marina che offre tutta la sua suggestiva bellezza agli appassionati di snorkeling e di immersioni. La vicinanza del deserto regala a Sharm El Sheik scorci di incredibile fascino e bellezza: il deserto del Sinai con le sue montagne ed i suoi canyon rocciosi è la seconda attrattiva di Sharm. L’azienda “One Tour” propone per questa destinazione itinerari ed offerte particolarmente interessanti e mette la propria esperienza pluridecennale nel settore dei viaggi individuali e di gruppo, a disposizione di tutti i lettori di “Tugheder”. Agenzia di Viaggi One Tour Via Sedile di Porto, 33 - Napoli Telefono: +39.081.19562511 www.onetour.org - [email protected] Novembre | 2012 paginaquattro sport consulta il sito www.tugheder.it Scuola di Yoga, il benessere è «integrale» Lo yoga è una delle più antiche discipline dedicate all’essere umano, finalizzata a generare un profondo senso di benessere psicofisico ed emotivo. La Scuola di Yoga Integrale di Napoli, fondata 1986 da Gino Sansone, è uno spazio aperto in cui è possibile seguire non solo lezioni di Yoga, in cui si alterna la pratica guidata di Pranajama (controllo del respiro) Asana (esercizi di posizioni corporee) e pratiche di Rilassamento guidate, ma anche seminari di approfondi- mento sui i principali testi della tradizione dello Yoga. Presso la scuola è tenuto inoltre un corso di Yoga dedicato alle “Mamme in attesa”, un Corso di Meditazione e un inedito corso di Yoga della Voce. Periodicamente la Scuola di Yoga Integrale di Napoli ha l’onore di ospitare Maestri provenienti da diversi lignaggi e tradizioni di scuole di Yoga del continente indiano. Da quest’anno in aggiunta alla sede del Vomero, è possibile seguire le lezioni di Yoga Integrale, anche in una sede al centro storico e presso la struttura del Palabarbuto a Fuorigrotta . Ai lettori di Tugheder viene offerta una lezione di prova gratuita da svolgersi presso una qualsiasi delle tre sedi. Info corsi - Via Scarlatti (Vomero) cell. 340.7830920 mail:[email protected] - Palabarbuto (Fuorigrotta) 335.6113661 mail: [email protected] - Centro Storico 339.7531092 www.yogaintegralenapoli.it GLOBO SURF, AVVENTURA E SPORT Nato da un’idea di Christian Vigneri, sull’onda della passione per il windsurf e tutto ciò che ruota intorno a questo universo, Globo Surf, è divenuto ben presto un vero e proprio punto di riferimento, nel centro di Napoli, per gli appassionati di windsurf, canoa e mountainbike. Dal kite surf allo snowboard, dallo skate al kayak, in un unico luogo è racchiuso un nuovo modo di intendere il concetto di negozio sportivo, che unisce alla semplice vendita, la più completa assistenza per seguire il cliente anche dopo l’acquisto. E' questa la filosofia imprenditoriale che ispira Globo Surf. Dall’oggettistica alla componentistica tecnica, dalla bici sportiva al tandem più leggero, senza trascurare l’abbigliamento delle migliori marche, le vele e le mute per il surf, l’azienda offre anche una buona disponibilità di promozioni e sconti nel reparto outlet, oltre la possibilità di noleggio dei windsurf per chi si appresta ad iniziare l’attività. Nel nuovo punto vendita nei pressi di piazza Nazionale, che dispone anche di un laboratorio per la manutenzione e riparazione di sci e snowboard, ogni sportivo può trovare la passione e la competenza che accomuna gli amanti dell’ avventura sportiva, che per il team di Globo Surf non ha segreti. Globo Surf è anche il punto di partenza per l’organizzazione di lezioni ed escursioni guidate, sia in località di mare che di montagna con bici, canoa-kajak, snowboard, windsurf, oltre ad essere un imporante punto di riferimento per la pratica del trekking. L’invito è dunque di passare a trovare Christian ed il suo staff. Globo Surf - Via Otranto 1 (Napoli). Tel. 0815623557 www.globosurf.com facebook “Globosurf Napoli”. SEGUI IL MONDO «TUGHEDER» CONTATTA LO STAFF DI TUGHEDER Life, Food, Travel, Sport: sono i quattro assi strategici del mondo «Tugheder», network editoriale che contempla non solo gli strumenti tradizionali di comunicazione e promozione come l’inserto cartaceo ma anche quelli dei newmedia. Segui «Tugheder» sul sito ufficiale www.tugheder.it; su facebook (www.facebook.com/tugheder) e su twitter (@tugheder). Sei interessato a pubblicizzare la tua attività? Vuoi promozionare le tue passioni e i tuoi eventi? Vuoi entrare a far parte del mondo «Tugheder»? Sei pronto a darci i tuoi consigli e suggerimenti per migliorare il nostro prodotto editoriale? Vuoi organizzare un evento insieme al nostro staff? Contattaci. Mandaci una mail all’indirizzo: [email protected] Classics, vesti la tua passione sportiva C’è una grande realtà campana che veste gli atleti di calcio, tennis, basket e volley, provvedendo a fornire tutte le attrezzature necessarie per la pratica di sport di squadra o individuali. Questa realtà è “Classics”, società casertana che dal 1991 punta sulla qualità dei prodotti e la cura dei propri articoli per proporsi nel settore dello sport amatoriale ed agonistico. L’avventura commerciale di questa azienda di Marcianise parte con la produzione di racchette da tennis, ma ben presto si espande fino a produrre l’abbigliamento tecnico per il calcio e gli altri sport di squadra, dalle tute da allenamento ai completi di squadra, passando dai palloni e tutti gli altri accessori per la pratica del “team sport”. Una particolare attenzione della azienda viene prestata alle personalizzazioni con l’inserimento di loghi e nomi su ogni oggetto in catalogo. Ogni squadra ed ogni sportivo potrà così sempre contare sul- la originalità e sulla unicità del proprio prodotto, che potrà visualizzare con fedeli anteprime grafiche dei capi da realizzare prima di ogni ordine. La “Classics srl” propone un eccellente rapporto qualità prezzo e cataloghi in continuo aggiornamento per offrire capi sempre alla moda ed all’avanguardia per la scelta di materiali. Tutti i prodotti e le promozioni sono visionabili dal sito www.classicsitalia.com CHIAIA MAGAZINE • NOVEMBRE 2012 (23) BANCONOTE FONDI EUROPEI: LE STRATEGIE DELLA REGIONE Sviluppo, si punta su turismo e hi-tech finalizzate all’opera di forestazione. Sono parte di uno stanziamento complessivo di 1.060mln di euro per agevolazioni a favore dell’ambiente nelle Regioni meridionali. Il governatore Caldoro pensa al futuro della Campania. Microcredito e innovazione tra gli assi portanti del suo piano di crescita. Domenico Cortese T urismo, microcredito, giovani e distretto hi-tech. Sono questi i quattro assi su cui la Regione Campania ha deciso d’investire una buona fetta di risorse europee e tentare di rimettere in moto la macchina dello sviluppo regionale. Ma andiamo con ordine. Turismo 27,144mln di euro (9,168 provenienti dai Fondi per le aree sottoutilizzate e 17,976 dal Por 2000/2006) è questa la cifra sbloccata dalla Regione Campania e finalizzata a 19 interventi per la realizzazione di infrastrutture turistiche e l’entrata in funzione di nuove aree per insediamenti produttivi. I decreti di sblocco prevedono, inoltre, l’immediata liquidazione di acconti del 30 per cento sul totale dell’investimento complessivo alle amministrazioni richiedenti. Il che significa mettere subito a disposizione dei comuni interessati 8,598mln. Fra gli interventi previsti: la valorizzazione degli itinerari di accesso al (24) Castello medioevale di Dragoni in provincia di Caserta; l’adeguamento funzionale di Palazzo Orsini, trasformato in museo e polo congressuale a Solofra in provincia di Avellino; la valorizzazione dei luoghi più suggestivi di Lacco Ameno e la riqualificazione del Parco di Villa Ferretti a Bacoli; il progetto del parco turistico delle sorgenti a Controne, in provincia di Salerno. 50mln di euro saranno invece investiti nella realizzazione del piano strategico per la creazione di una filiera turistica fondata su 3 priorità: l’innovazione dell’accoglienza; la promozione dell’identità e la sostenibilità; la valorizzazione e la Sono 65 i milioni di euro previsti per sostenere le microimprese della Campania. 90 scuole, invece, potranno contare su 2 milioni di euro per la realizzazione di progetti sull’educazione ambientale CHIAIA MAGAZINE • NOVEMBRE 2012 gestione del patrimonio culturale. Saranno, inoltre, realizzate alcune azioni di sistema, finalizzate alla rilevazione dei fabbisogni formativi nel settore turistico in Campania; realizzazione di progetti pilota in specifici ambiti territoriali attraverso la creazione di scuole impresa. La platea dei potenziali destinatari degli interventi è stata valutata in circa 30mila unità. 2mln di euro provenienti dal programma europeo Eden saranno stanziati, attraverso un bando sul turismo accessibile che sarà aperto a dicembre prossimo, dal Governo. Obiettivi previsti: l’integrazione dell’accessibilità nella strategia di sviluppo turistico; miglioramento dell’accessibilità; campagne d’informazione sui temi dell’accessibilità; partenariati nella gestione della destinazione; valorizzazione e commercializzazione delle risorse turistiche; integrazione degli aspetti sociali ed ambientali dell’offerta turistica ed, infine, strategie di comunicazione. 60mln di euro sono stati resi disponibili dal Cipe e, quindi, dal Governo nazionale, per il finanziamento degli interventi per la manutenzione straordinaria del territorio regionale e Microcredito 65mln di euro (che presto diventeranno 100 milioni,) di provenienza FSE, è la dotazione del Fondo per il Microcredito, istituito dalla Regione Campania, per sostenere l’avvio e l’investimento delle microimprese regionali. I principali benificiari sono i cosiddetti segmenti deboli del mercato del lavoro ovvero: disoccupati, lavoratori in Cig ed in mobilità, oppure svantaggiati (nel senso di non bancabili perché privi di garanzie), disabili, immigrati e le imprese del terzo settore (associazioni riconosciute e cooperative sociali). Ed, inotre, i titolari di assegni di ricerca, di borse di studio post laurea e di borse di studio universitarie; gli allievi di corsi di specializzazioni e dottorato; laureati specializzati; dottori di ricerca e soggetti impegnati in contesti di ricerca industriali e, poi, under 35 e donne. Il fondo funziona attraverso l’erogazione di prestiti, da 5mila a 25mila euro, da restituire in 60 mesi ed a tasso zero a cominciare dal settimo mese successivo alla sottoscrizione del finanziamento. Distretti hi-tech 80mln di euro, che nei prossimi mesi, diventeranno 450 grazie all’intervento di risorse ministeriali e private, sono quelli che la Regione Campania è pronta ad investire nello sviluppo dei distretti ad alta tecnologia. I settori tecnologici coinvolti sono l’aerospazio, i trasporti, la logistica, i beni culturali, il turismo, l’edilizia sostenibile, l’energia, l’ambiente, l’Ict, l’agroalimentare, la salute, che si aggiungono a quello già esistente per i materiali ed alle filiere produttive nell’ambito nel processo integrato di smart specialisation regionale, con l’obiettivo complessivo di contribuire alla crescita del capitale umano e sociale della Campania. Innovazione 1,9mln di euro la cifra che la Regione Campania ha deciso d’investire nella realizzazione di 5 progetti per lo sviluppo dell’innovazione tecnologica nell’agroalimentare. Le risorse investite provengono dalla rimodulazione di contributi già concessi e dalla dotazione finanziaria del programma rurale Psr, misura 124. Biotech 13,2mln di euro, è l’ammontare che la Regione Campania ha sbloccato per dare il via libera al contratto di programma e, quindi, al piano di investimento definito dal Consorzio Campania White Biotec, l’aggregazione d’imprese specializzate nelle biotecnologie industriali. Il consorzio potrà contare su un cofinanziamento con i fondi Fesr del 50 per cento del valore complessivo dell’investimento. Il progetto prevede la realizzazione di nuovi stabilimenti e nuovi impianti produttivi. Educazione ambientale 2mln di euro sono stati finalizzati dalla Regione Campania a 90 scuole campane per la realizzazione di progetti di educazione ambientale. Le risorse sono state recuperate dalla mancata attuazione dei progetti di Lifelong learning ovvero l’apprendimento permanente. Porto di Salerno 73mln di euro “alzano le vele” dalla Regione Campania diretti verso il Porto di Salerno, per dare il via libero al Grande Progetto del “sistema integrato del Porto di Salerno” che prevede l’allargamento dell’imboccatura del porto, l’approfondimento dei fondali ed il consolidamento delle banchine. Cassa integrazione 50mln di euro è la cifra che il Ministero del welfare ha messo a disposizione della Campania per consentire di offrire ai 21mila cassaintegrati della regione, che godono degli ammortizzatori sociali in deroga, altri tre mesi di respiro. SALUTE A NOI INDAGINE DELLASSOCIAZIONE A.DI.PSO Ansia da psoriasi, lavoro e sesso ko Armando Yari Siporso P roblemi in famiglia, al lavoro e anche sotto le lenzuola. La psoriasi, una malattia infiammatoria cronica della pelle, è una delle patologie con maggior impatto a livello psicologico. A dimostrarlo un'indagine, promossa da A.di.pso., l'Associazione per la difesa degli psoriasici, sulla qualità di vita dei pazienti affetti da questa patologia. E in Campania l'impatto della malattia è aggravato ulteriormente dall'alto tasso di persone in sovrappeso, condizione che peggiora le manifestazioni della psoriasi e interferisce con l'efficacia dei trattamenti. Secondo lo studio, sono oltre 2,5 milioni gli italiani con psoriasi lieve-moderata. Oltre il 50% dei pazienti non si cura in modo costante e si rivolge al dermatologo solo quando i sintomi diventano troppo fastidiosi. Una percentuale che in Campania sale al 57,4%. La grande maggioranza dei pazienti campani (85,8%, più della media nazionale) ritiene che le manifestazioni della malattia rendano la vita quotidiana molto difficile: sintomi come prurito continuo, dolore, sanguinamento incidono pesantemente su tutti gli ambiti di vita e non risparmiano lavoro, famiglia, vita sessuale. Più di un terzo dei pazienti campani (38,9%) prova imbarazzo e vergogna nel contesto lavorativo, il 22,8% ritiene che avere la psoriasi renda più difficile la carriera e per il 26,2% è causa di un numero maggiore di assenze dal lavoro. Nella sfera dei rapporti affettivi, a causa della visibilità dei segni sul corpo, l'impatto della patologia è ancor più pesante: quasi la metà del campione campano (45,2%) prova disagio e frustrazione verso partner e familiari, mentre insicurez- za e ansia nei rapporti intimi pregiudicano la vita sessuale del 42,5% dei pazienti campani. «Il timore che le manifestazioni cutanee possano ripresentarsi - dice il direttore della Clinica dermatologica della Federico II di Napoli, Fabio Ayala - genera ansia e, più spesso, depressione e anche un paziente con estensione limitata di malattia, sulle mani o sul cuoio capelluto, può avere ripercussioni importanti nella vita lavorativa o di relazione sociale in generale». «Oggi - continua Ayala lo studio degli eccipienti e dei veicoli delle formulazioni dermatologiche ha consentito notevoli progressi nel campo specifico. Queste formulazioni in gel sono facili da usare, accettabili dal punto di vista cosmetologico e in pratica invisibili. Sono una combinazione di un derivato della vitamina D, il calcipotriolo, con il betametasone, un corticosteroide, da utilizzare una sola volta al giorno, che agisce rapidamente sul prurito, sullo spessore delle lesioni e sull'eritema». MENINGITE: VACCINI GRATIS IN CAMPANIA Con una delibera della Giunta della Regione Campania, è diventata attiva e gratuita la vaccinazione contro la meningite. A segnalarlo come «una svolta per la sanità della nostra Regione» è il direttore dell'Istituto di Igiene del II Policlinico, Maria Triassi. Si colma dunque un vuoto di anni. In Campania, infatti, così come in Lombardia, il vaccino contro la meningite veniva solo consigliato ai pazienti. Questo significava che per essere protetti da eventuali casi di contagio il vaccino doveva essere acquistato in copagamento. «Grazie al lavoro del dottor Renato Pizzuti - dice la Triassi - anche la nostra Giunta ha finalmente redatto un piano regionale vaccini: la Campania ha recepito le indicazioni del Piano nazionale che inserisce la vaccinazione contro la meningite nei Livelli essenziali di assistenza». CHIAIA MAGAZINE • NOVEMBRE 2012 (25) IUPPITER i libri del mese SUPERSUD Quando eravamo primi PASSEGGIATE LONDINESI Guida alla capitale del III millennio Autore: Mimmo Della Corte Costo: 12 euro Pagine: 187 Autore: Francesco Iodice Costo: 12 euro Pagine: 100 All’interno di un telaio narrativo rigorosamente documentato, si dipanano, senza revanscismo nostalgico ma certamente con l’orgoglio di recuperare un passato di gloria, le «altre verità» sulla Nazione Meridionale, fino alla riabilitazione definitiva di un popolo.Tra primati stellari e avvenimenti taciuti dalla storiografia ufficiale, un’ampia parte del saggio è dedicata alla storia della stampa meridionale. Prefazione di Marcello Veneziani. Originale guida letteraria di Londra, in cui l’Autore presenta itinerari classici e alternativi per scoprire fino in fondo la capitale anglosassone. Dalla casa di Dickens ai tesori imperdibili di Marylebone, è tutto un susseguirsi di aneddoti e particolari insoliti tanto da far scrivere a Mauro Giancaspro, nella prefazione al libro, che «Passeggiate londinesi riconcilierà chi lo leggerà con il piacere della lentezza per riappropriarsi davvero di una città». COSI’ HO SEDOTTO ROMA Amori e perversioni di Messalina NAPOLI ULTIMA CHIAMATA Vincitore Premio Rea 2011 Autore: Antonino Ballarati Costo: 12 euro Pagine: 172 Autore: Marcello Fasolino Costo: 18 euro Pagine: 230 Roma, anno 41 dopo Cristo. Il crudele imperatore Caligola viene assassinato sul Palatino dai pretoriani, gettando la capitale del più grande impero del mondo nel caos più assoluto. Inaspettatamente salirà sul trono dei Cesari il maturo Claudio con a fianco la giovane moglie, la bellissima e spregiudicata Messalina. Il romanzo storico racconta segreti, vizi e perversioni della classe dirigente dell’epoca in una storia trascinante e licenziosa. Romanzo vincitore per la «sezione narrativa» del Premio Rea 2011, in cui il protagonista è John Savarese, noto architetto italoamericano, che torna a Napoli per un importante convegno. L’arrivo in città non sarà dei più esaltanti, tra la reticenza della moglie e le infinite problematiche partenopee, ma John riscoprirà la potente energia soffocata di Napoli grazie a una valente violinista, figura vulnerabile a causa di una delusione sentimentale. SULLA SOGLIA DI PICCOLE PORTE Romanzo (Collana Storie) IL GIARDINO DEI SILENZIOSI Organi nelle chiese napoletane Autore: Enza Silvestrini Costo: 12 euro Pagine: 160 Autore: Mauro Castaldo Costo: 10 euro Pagine: 68 Nuova edizione, aggiornata nella grafica e nei contenuti, del romanzo rivelazione di Enza Silvestrini, finemente illustrato da Michele Iodice e con una lettura critica di Aldo Masullo. La storia è semplice: una bambina della provincia di Napoli raccontata, con malinconica benevolenza, dall’adulta in cui si è trasformata. Un viaggio poetico e passionale nel mondo dell’infanzia, in una successione incalzante di immagini, ricordi e personaggi. Inchiesta tra storia e provocazione sugli organi nelle chiese napoletane, strumenti nobilissimi che rinnovano l’antica arte della composizione musicale. Monsignor Vincenzo De Gregorio, organista titolare e maestro di Cappella del Duomo di Napoli così scrive nella prefazione: «È un percorso affascinante, quello dell’Autore, che ci fa desiderare di riavere più suono, quello dell’organo, ad accompagnare i momenti tersi o oscuri della vita». I LIBRI IUPPITER EDIZIONI POSSONO ESSERE ACQUISTATI NELLE MIGLIORI LIBRERIE DELLA CAMPANIA TRA CUI: Libreria L'Ateneo (Via Mezzocannone. 15 - Napoli) Libreria Metropolitana (Piazza Cavour, 69 - Napoli) Libreria Loffredo (Via Kerbaker 19/21 - Napoli) Libreria Simeoli (Via San Pietro a Maiella, 5 - Napoli) Libreria Neapolis (Via San Gregorio Armeno, 4 - Napoli) Libreria Pisanti (Corso Umberto i 38/40 - Napoli) Libreria Colonnese (Via San Pietro a Maiella, 32 - Napoli) Libreria Treves (Piazza del Plebiscito 11/12 - Napoli) Libreria Ubik (Via Benedetto Croce, 28 - Napoli) Libreria Fiorentino (Calata Trinità Maggiore 36 - Napoli) Guida (Via Port'Alba 20/23 - Napoli) Guida (Via Caduti sul Lavoro 41-43 - Caserta) Guida (Corso Vittorio Emanuele II, 101 - Avellino) Guida (Corso Garibaldi, 142 b/c - Salerno) Guida (Via F. Flora, 13/15 - Benevento) Feltrinelli (Via S. Caterina a Chiaia 23 - Napoli) Feltrinelli (Via S. Tommaso d'Aquino, 70 - Napoli) Feltrinelli (Stazione centrale Piazza Garibaldi - Napoli) Feltrinelli (Corso Vittorio Emanuele, 230 - Salerno) Fnac (Via Luca Giordano, 59 - Napoli) I LIBRI SONO ACQUISTABILI ANCHE SUL SITO WWW.IUPPITERGROUP.IT (CLICCANDO BANNER “IUPPITERSTORE”) E NEL CIRCUITO DELLE MIGLIORI LIBRERIE ONLINE PER ULTERIORI INFORMAZIONI È ATTIVO IL NUMERO/SERVIZIO CLIENTI DAL LUNEDI’ AL VENERDI’ (DALLE ORE 11 ALLE 0RE 20) 081.19361500 “Leggiamo e scriviamo per sapere di non essere soli” seguici su www.iuppitergroup.it – [email protected] saper vivere CULTURA • COSTUME • RELAX • MOVIDA • EVENTI • CURIOSITÀ Cake design, dolce vita Luciana Ranieri I mpazza la sugar art mania. L’arte sublime del decorare le torte, il cake design. Si dice sia merito (o colpa) di Giovanna Mezzogiorno, l’attrice che nel film «La finestra di fronte» di Ozpetek, sogna di cambiare vita preparando torte. La dolce attività ha certamente avuto una grande spinta promozionale da parte di alcuni programmi televisivi come «Il Boss delle torte» (canale Sky «Real Time»), in cui Buddy Valastro, tiene incollati alla tv milioni di spettatori conquistati dalle sue creazioni in fondente. Il cake design ha però un’origine romantica: nasce ufficialmente in occasione di un matrimonio reale, quello della regina Vittoria nel 1840. Il composto a base di zucchero e albume d’uovo, che una volta asciugato assume l’aspetto del ghiaccio, viene infatti chiamato royal ice, ovvero ghiaccia reale, una copertura, detta anche glassa, che nel caso delle cake-designer italiane unisce l’arte anglosassone della decorazione al gusto tricolore. Diversi sono poi i composti, realizzati seguendo le tecniche anglo-americane, che è possibile utilizzare nella creazione di coperture e decorazioni in 3D facilmente lavorabili con le mani. Si va dalla più gettonata pasta di zucchero (zucchero a velo, glucosio, colla di pesce, burro e miele), al MMF, marshmallow fondant (marshmallow, zucchero a velo, acqua); ci sono poi la modelling paste (glicerina, acqua, glucosio, burro di L’arte di decorare le torte è la tendenza del momento: viaggio alla scoperta degli «stilisti» della Campania tra corsi, eventi e curiosità cacao, gomma adragante e zucchero a velo) più indicata per creare i personaggi 3D, perché indurisce rapidamente, e la gum/flower paste (zucchero a velo, gomma adragante, acqua fredda, gelatina, glucosio, crisco, albume d’uovo) utilizzata per realizzare fiori dall’aspetto della ceramica. Altre vie creative le offre il cioccolato plastico, che mantiene la forma rimanendo morbido. Il tutto poi va unito a coloranti in polvere, liquidi o in gel. Insomma la sugar art, il mondo fatato dello zucchero, non è solo creare o cucinare, ma preparare qualcosa di buonissimo, che è anche così bello che ti emoziona mangiarlo. Il lavoro del cake-designer non va confuso con quello del pasticcere, le due figure sono spesso separate, e quella del cake-designer sta diventando sempre più una vera specializzazione. Nascono quindi piccoli laboratori fatti in casa, che talvolta sfidano le grandi pasticcerie, battendole grazie a torte artistiche, cup cake, mini cake che riportano lontano, in un mondo fiabesco. Chi lavora in casa, nella maggior parte dei casi da autodidatta, sfida le pasticcerie anche sui prezzi. Per realizzare una torta decorata si spendono dai 5/6 euro fino ai 20/30 e tenendo presenti i tempi di lavorazione, che possono variare da 4-5 ore per lavori semplici, ai 7 giorni, i prezzi di queste opere d’arte oscillano dai 40 euro, per 2/3kg di torta, fino a 160 per 7 kg. Impensabile trovare un prezzo simile in pasticceria (ad esempio «Leopoldo», famosa azienda napoletana, vende le sue torte a 30 euro/kg). Il web poi, facebook in primis, è pieno di gruppi e pagine dedicate alla cake mania, come «Monica’s Fashion Cakes», di Monica, mamma di professione e cake designer per vocazione, che, dopo gli studi d’arte, ha deciso di «mettere i ricordi accademici nello zucchero». Il suo laboratorio è in casa, a Napoli, e ha come prossimo obiettivo quello di iniziare ad insegnare le sue tecniche. Sempre su facebook si trova «Karim Dolce» di due amiche, durante il giorno esperte d’informatica, nel tempo libero, invece, regine del marshmallow, diventate famose per uno spettacolare bouquet composto da roselline in MMF. Il web propone anche corsi per perfezionarsi in quest’arte. I prezzi per un corso base variano dai 30 ai 150 euro: per farsi un’idea basta collegarsi a internet e, spesso, anche su Groupon si trovano ottime occasioni. In Campania, tra i cake-designer più popolari c’è Renato Ardovino («Le torte di Renato»): le sue torte sono sculture in zucchero e arrivano a costare anche 1800 euro. C’è poi Fiorella Balzamo («Le torte di Fiorella»), architetto e artigiana del gusto: il costo di una sua creazione è di circa 100 euro al kg. Meritano di essere ricordate anche Eleonora Coppini («I pasticci di Molly»), grafica dall’estro manga e Dalila Duello, da molti indicata come la regina del cake-design a Napoli, che ha la sua «Cake Appeal Bakery» in via Cavallerizza a Chiaia 40 e il «Lab&Cake shop» in via Belvedere 55, dove tiene i corsi di decorazione, scultura e cupcakes (120 euro per un corso singolo e 300 per quello completo). Anche a Ottaviano, nella scuola di cucina «Ale Chef», da poco inaugurata, è previsto un corso di cake design: quattro lezioni da due ore e mezza l’una per un costo di 90 euro. Un occhio di riguardo per Teresa Insero, cake designer il cui obiettivo principale è conciliare l’estetica anglosassone alla farcitura italiana. I suoi corsi costano da 130 euro, per le tecniche con la ghiaccia reale e i fiori in pasta di zucchero, a 180 euro per il modelling “figurines” visage e soggetti vari. La Insero è stata madrina della «Cake design week», evento che si è tenuto di recente a Napoli presso la Stazione Marittima, in cui insegnanti d’eccezione hanno entusiasmato il pubblico con dimostrazioni, laboratori e sorprese di zucchero. Altri eventi nel segno delle torte si tengono periodicamente in tutta Italia come il celebre «Cake design Italian Festival» di Milano, giunto quest’anno alla seconda edizione e il «The cake show» di Bologna. La passione per il mondo cake ha creato anche la formula dei corsi itineranti. Tra i più gettonati ci sono quelli di Letizia Grella, stilista delle torte con atelier a Roma: le sue lezioni costano dai 130 ai 260 euro. Per chi volesse iniziare a interessarsi del fenomeno cake, oltre ai corsi può procurarsi alcuni manuali come «La torta che vorrei. L’arte italiana del Cake Design» di Letizia Grella, «Le torte di Fiorella» di Fiorella Balzamo e «Dolci & Decorazioni» di Valentina Gigli. CHIAIA MAGAZINE • NOVEMBRE 2012 (27) ARTE VISIONI Le onde di Basilico Valeria Puntuale I l suo attrezzo è la macchina fotografica; il suo modus operandi è la contemplazione partecipativa della realtà; l’esito del suo lavoro si condensa in scatti «pittorici». Sicchè, alla fine, il fotografo milanese Gabriele Basilico può essere considerato un autentico vedutista, capace di usare la «camera» come un pennello. Lo confermano gli scorci esposti a Villa Pignatelli nell’ambito della mostra intitolata «Bord de mer», autentici pezzi di bravura in bilico tra il codice fotografico convenzionale e i linguaggi dell’arte e dell’architettura. Maestro indiscusso dello scatto contemporaneo, Basilico ha esordito negli anni ’70, assecondando da subito una palpabile vena paesaggistica che si concretizzava nei fotogrammi delle fabbriche milanesi della periferia. Poi, nel corso degli anni, è stata la volta dei porti di mare e delle grandi città come Beirut, Berlino, Mosca, Shanghai e Rio. Questa esposizione napoletana conferma la regola del suo estro: «Bord de mer» procede infatti nel consolidato solco di un vedutismo, stavolta marittimo, duro, intenso, pastoso, declinato su tutta la scala del nero e del grigio secondo la più classica (28) delle grammatiche espressioniste, utilizzate nel cinema di Wiene e di Lang. La mostra ha una lunga storia. Tra il 1984 e il 1985 l’artista viene invitato dal Governo francese a partecipare alla «Mision photographique de la D.A.T.A.R.», un imponente progetto che coinvolgeva un gruppo internazionale di fotografi, chiamati a documentare le trasformazioni del paesaggio francese. Da questa esperienza nasce, nel 1990, il volume «Bord de mer». E in esso, appunto, attinge a piene mani la galleria di immagini proposte a Villa Pignatelli. Si tratta di 27 foto di grande formato, in parte già esposte in precedenza e note agli appassionati, e di 65 Vintage Print (stampe fotografiche originali) del tutto inedite e scelte dall’autore proprio per l’evento partenopeo: è così possibile ripercorrere le tappe, crude e visionarie, di un lungo viaggio lungo le coste del Mare del Nord, dal confine con il Belgio fino al confine con la Bretagna, tra Normadia, Picardia e Nord-Pas de Calais. Tutte visioni stupefacenti, sospese tra il cielo, il mare e la terra, capaci di restituire in contemporanea allo spettatore sia lo scenario nel suo complesso che i dettagli minimi con resa quasi «fiamminga»: è il caso dello sguardo minuzioso sulle geometrie urbane e naturali di Boulogne, Calais, Dunkerque, Le Havre, Cotroy e di altri siti costieri di cui Basilico imprigiona con l’obiettivo luci, ombre, silenzi e atmosfere. La mostra è in agenda fino al prossimo 6 gennaio. Infotel 081.669675 CHIAIA MAGAZINE • NOVEMBRE 2012 Tutti cinesi. Tutti trentenni. Sono i dieci giovani artisti dai nomi impronunciabili che, armati di macchina fotografica, espongono i propri scatti in Europa, in questo caso a Napoli (Palazzo van Wittel in piazza Vanvitelli1), spiazzando i codici che governano la fotografia occidentale. Visioni inconsuete di una nuova cultura cosmopolita in bilico tra continenti diversi che hanno convinto la Fondazione Foucault ad ospitare la collettiva intitolata «Giallo Napoli» (nella foto a destra). Fino al 30 novembre. Tel. 081.5784548 Occhio di riguardo Albergo dei dinosauri Dopo il grande successo riscosso a Roma e Torino, dove ha appassionato 300mila visitatori, «Days of the Dinosaur»», ovvero «Un’avventura mostruosa», arriva a Napoli per sistemarsi in uno degli spazi espositivi più suggestivi della città: il «Real Albergo dei Poveri» in piazza Carlo III. Alla scoperta,dunque, di un mondo perduto in cui 50 dinosauri, talmente realistici da di creare robot che sfiorano la perfezione. Un team di paleontologi ha supervisionato la scelta delle specie, i movimenti e i comportamenti dei grandi sauri preistorici i quali, in alcuni casi, sono anche in grado di muovere parti minute del corpo, come occhi, lingua e dita, con effetti di straordinario realismo. Al di là dell’effetto pittoresco e scenografico, la mostra costituisce un valido approfondimento di una materia altamente affascinante come il percorso sembrare vivi, collocati in 12 diversi scenari realizzati con cura minuziosa, riporteranno il pubblico indietro nel tempo di 250 milioni di anni. Dal gigantesco Tyrannosaurus al più piccolo Archeaopterix, i dinosauri tornano in vita grazie ad una sofisticata tecnologia che ha permesso evoluzionistico della vita sul pianeta Terra. Concepito proprio per i più piccoli, è stato poi allestito un Dino-Laboratorio per consentire ai bambini di imparare giocando. La mostra è visitabile fino al 27 gennaio 2013. Informazioni e prenotazioni: 800.90.70.80 (ays) ARTE Viaggio «dentro» i capolavori Il misterioso «ritratto di Luca Pacioli», opera attribuita a Jacopo de’ Barbari (particolare) Evento A CAPODIMONTE UN CICLO DI INCONTR I IN CUI GLI SCIENZIATI INDAGANO L’OPERA D’ARTE Armando Yari Siporso I niziativa di alto profilo al Museo di Capodimonte. Da ottobre, infatti, è decollato un ciclo di incontri, intitolato «Conversazioni al Museo», che intende favorire un approccio ravvicinato ed inedito con l’opera d’arte. La formula, assai intrigante, prevede la presenza e l’intervento di studiosi di diverse discipline scientifiche il cui sapere si confronta con un dipinto, di volta in volta prescelto. Insomma, un autentico cenacolo di opinioni e valutazioni che matematici, biologi, fisici, ingegneri realizzano nella sale museali, con i loro differenti linguaggi e secondo le diverse prospettive delle proprie categorie scientifiche, inda- Torna a casa la Maddalena Novità CHIESA DI MONTEOLIVETO: COMPLETATO IL RESTAURO DI UNA DELLE OTTO STATUE DEL «COMPIANTO» gando sentimenti, persone e mondi che si agitano in un capolavoro. Dopo i primi due appuntamenti, dedicati ad «Apollo e Marsia» di Jusepe Ribera e ad «Atalanta e Ippomene» di Guido Reni, il calendario, a disposizione degli appassionati, prevede ancora 6 date. Il 23 novembre i riflettori si accendono sul «Golfo di Napoli da Baia», dipinto da Giacinto Gigante, massimo esponente della «Scuola di Posillipo»: l’intervento, intitolato «Architettura navale: la suggestione nella rappresentazione delle forme», è di Claudio Pensa, del Dipartimento di Ingegneria Navale dell’ateneo federiciano. Il 30 novembre la tela in esame è «San Girolamo nello studio» del Colantonio, esponente del ‘400 a discutere del misterioso quadro di Jacopo de’ Barbari e della figura di «Luca Pacioli, matematico», ineffabile protagonista del ritratto, con Graziella Bucci, dell’ISIS «Guido Tassinari». Il 25 gennaio 2013 il ciclo di conclude con l’indagine sul dipinto «Eruzione del Vesuvio dal ponte della Maddalena», opera del vedutista settecentesco Pierre Jacques Volaire: Giuseppe Mastrolorenzo, dell’Istituto di Geofisica e Vulcanologia, firma questo intervento finale, intitolato «Storia e immagini di un vulcano».Tutti gli incontri si svolgono di venerdì, alle ore 17. Il ciclo è stato organizzato dalla Sovrintendenza per il Patrimonio Storico, Artistico e per il Polo Museale di Napoli Infotel 081.7499274 tempi strettissimi. Alla fine il miracolo lo ha firmato un privato: TTT Lines ha finanziato il restauro dell’opera, eseguito da Alfa Restauri, ma anche le indagini radiografiche e stratigrafiche dell'intero gruppo, gemma tra le gemme rinascimentali di Monteoliveto. Le analisi, infatti, hanno evidenziato i pigmenti dei colori e le strutture interne delle varie statue (perni, spesso- ri della terracotta e tecnica esecutiva) e hanno consentito di operare sulla base di acquisizioni tecniche fondamentali tra cui la valutazione degli equilibri statici: dati che saranno decisivi per il futuro recupero delle altre statue visto che lo stato conservativo generale del gruppo resta precario. Le statue in origine erano policrome ma nel corso dei secoli, soprattutto a causa di malaccorti interventi di restauro per lo più ottocenteschi, la policromia è andata quasi del tutto perduta. L’opera, intensa drammatica come gli altri Compianti di Mazzoni, è l’unica dell’artista a Napoli: committente, nel 1489, il re Alfonso II d’Aragona. (ays) D al prezioso gruppo di 8 statue di terracotta a grandezza naturale, componenti il Compianto sul Cristo morto dello scultore modenese Guido Mazzoni e custodite nella chiesa di Monteoliveto, quella della Maddalena era la più compromessa. Le condizioni critiche del capolavoro esigevano un intervento ad alto impatto tecnico e in I LASTRUCCI «Il quinto elemento», personale di Paolo e Fabio Lastrucci intriga e stupisce per molte ragioni. Stufa delle immagini effimere del gran circo elettronico, degli artifici del computer sovrano, la coppia riscopre la manualità artigianale. Ed ecco stoffe, gommapiuma e disegni ricomporsi in quadri soffici e consolatori (nella foto), in bilico tra arte, moda e design in cui i due riciclano prodotti industriali massificati in moderne fiabe di sapore naif. Studio «Sedicinoni», napoletano-fiammingo : parlerà di «Illusioni percettive» Marianna Crispino, del Dipartimento di Scienze Biologiche dell’Università Federico II. Il 14 dicembre tocca a «La famiglia Carelli» del divisionista e futurista Giacomo Balla: l’evento, intitolato «Il potere dell’indefinito», sarà gestito da Lucilla de Arcangelis, del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione della Seconda Università di Napoli. L’11 gennaio 2013 è al centro dell’attenzione «Il ritratto di Luca Pacioli», attribuito all’artista rinascimentale veneziano Jacopo de’ Barbari: parlerà di «Disegno e meccanismi ciechi in arte e in natura» Paolo Bazzicalupo, dell’Istituto di Genetica e Biofisica del CNR di Napoli. Il 18 gennaio 2013 si torna viale Gramsci 16: fino al 5 dicembre. Tel 08119563672 STUDIO T293 Il titolo della mostra è rubato al display di un computer: «At 03.30 A. M. on the night of June 5, 1992». È il lessico cibernetico del duo «Pennacchio argentato», attivo a Napoli dal 2001. L’esposizione è ospitata, fino al 26 gennaio, dallo Studio «T293» in via Tribunali 293. Aspettatevi una serie di sculture in metacrilato trasparente, realizzate col metodo della termoformatura e presentate come un insieme di involucri vuoti e a grandezza umana: lavori analoghi, ma in foto, sono affissi alle pareti. BRESSON La leggenda a portata di mano. Un geniale artista del clic, Henri CartierBresson, e una sontuosa location, la Reggia di Caserta, per una mostra fotografica da non perdere. L’evento, intitolato «Immagini e parole», presenta 44 scatti al alta suggestione del grande maestro del bianco e nero. A corredare le istantanee i commenti, tra gli altri, di Balthus, Cioran, Jarmush, Kundera, Miller, Sciascia, Steinberg e Varda. Fino al 14 gennaio. Infotel 0823.448084 GUFFOGGMANIA Nipotino della Beat Generation, figlioccio della Pop Art, il californiano Shane Guffogg, stella indiscussa e straordinaria della pittura statunitense, deve molto al suo amico Ed Ruscha, contemporaneo di Andy Warhol e Roy Lictenstein. Guffogg usa il pennello e i colori in piena libertà ma con profondo e appassionato rigore. È il caso della leonardesca «Ginevra Benci» da lui rielaborata in una sorta di sfida a distanza ed esposta presso «Art 1307» (Rampe S. Antonio a Posillipo) fino al 6 gennaio 2013. Infotel 081.665456 CHIAIA MAGAZINE •NOVEMBRE 2012 (29) LIBRI&LIBRERIE LIBRIDINE Aurora Cacopardo Saggio Il vino, perdizione e farmaco VERSI «SOLI» E STORIE DI CANI MARINI IN «PADRE BACCO» GLI AUTORI PETITTO E SELLITTO INDAGANO SUI POTERI DIONISIACI E CURATIVI DELLA BEVANDA PREFERITA DAGLI DÈI brand genetico. La prospettiva del mito consente Di berlo sono capaci tutti. Di conoscerlo a fondo, intanto ai narratori di coltivare ipotesi suggestive, raddoppiando così il piacere della degustazione, come quella, ad esempio, che non una mela sono solo in pochi. Così, l’agile e intrigante avrebbe tentato Adamo ed Eva bensì gli umori volumetto di due appassionati, Vincenzo Petitto e profumati di un’uva succulenta, o riferire credenze Fulvio Sellitto, intitolato «Padre Bacco. Il vino nella ancestrali come quella, tutta greca, che nella letteratura e nella medicina» (Ed. Iuppiter), senza bevanda vi fosse una componente di fuoco aver la pretesa di formare eruditi in enologia, intende peraltro fornire il suo contributo in materia, (convinzione legata al fatto che la vendemmia tardiva, in uso in Grecia, conferiva seguendo due piste maestre: al liquido gradazioni altissime). ripercorrere la secolare tradizione Dalla narrazione apprendiamo poi letteraria che si accompagna al come nella Roma antica il vino vino e riscoprire un capitolo fosse ritenuto un bene primario a quasi dimenticato del magico tal punto che tra le cause di nettare della vite, vale a dire divorzio che un uomo poteva quello dei cosiddetti vini invocare figurava, accanto medicinali. Un sobrio criterio all’adulterio, la sottrazione delle storico, amabile affabulazione chiavi della cantina da parte della stilistica e rigore documentale consorte. Non manca un cenno agli sono gli attrezzi narrativi scelti antichi poemi epici e a dèi, semidei per la non facile impresa dai due ed eroi tra le mani dei quali a volte autori, irpini di nascita, e dunque appare una coppa di vino, così provvisti del formidabile come di vigne e vendemmia si magistero che in tema di vini parla nell’Iliade, nell’Odissea, nel l’Irpinia regala ai suoi figli, a Cantico dei Cantici, nella Bibbia. E cominciare da quel dono di Dio di vino si parla nei versi classici di che è l’impagabile aglianico. Alceo e di Orazio così come nei Ecco dunque affiorare la PADRE versi goliardici medievali, in quelli arcaiche radici di una vicenda BACCO di Dante, di Cecco Angiolieri, di in bilico tra storia e leggenda, Poliziano, di Lorenzo il Magnifico, che decolla tra popoli antichi V.Petitto-F.Sellitto per approdare a Shakespeare, come Sumeri, Traci ed Egizi, poi Iuppiter Edizioni Baudelaire, Carducci e Silone. Il approda in Grecia - come 106 pagine vino però non è monopolio osserva Aldo De Francesco nella esclusivo di ebbri e gaudenti. Il prefazione - tra eroi di epiche libro riserva un’ampia parentesi al gesta sul ritmo della metrica valore terapeutico della bevanda, rispolverando tra omerica che, grati a Bacco-Dioniso, levano in alto l’altro una pista stranamente poco battuta dagli coppe e crateri al banchetto di corte o sotto un esperti: quella dei vini medicati, vale dire soluzioni faggio frondoso, infine si trasferisce nella Magna di princìpi attivi di diverse sostanze medicinali di Graecia e nelle sue vitali colonie, per radicarsi origine vegetale. definitivamente nel Mediterraneo e tra le genti italiche, Sanniti compresi, come un inimitabile ALVARO MIRABELI In «Fuori di persona» (Iuppiter Edizioni) Lucia Stefanelli Cervelli sembra andare al di là dei normali percorsi della poesia e spazia in più vasti e, spesso, imprevedibili territori. Tutto ciò grazie alla concentrazione ritmica ed emotiva di ogni componimento. Una improvvisa accelerazione di immagini, domande e congetture fanno sì che, in pochi versi, un qualsiasi accadimento, in apparenza trascurabile, rivela al nostro sguardo le cose prime e ultime della vita. Quasi che la poetessa volesse chiedere al lettore di considerare la sua lirica un percorso a tappe del suo vissuto. Non ha rimpianti, non ha illusioni, vuole separare la perennità dell’humanitas dalla varianza del procedere. Nella sua riflessione poetica, la Stefanelli Cervelli ritorna, spesso, sul concetto di “persona” e s’interroga sul senso dell’esistere. La sua scrittura - filosofica e riflessiva - muove dalla concretezza delle cose ma c’è anche il tormento del senso di isolamento che avverte, così come il pensiero della morte. *** In «Mirabelle, cane marinaio» (Lantana editore), Patricia Mazy ha creato un delizioso libro di godibile lettura e di forte presa sull’intelligenza. Si legge piacevolmente, dalla prima all’ultima pagina, e si è spinti a riflettere sulle scelte di vita fatte dall’autrice - avvocato - che in un certo momento della sua esistenza ha deciso di abbandonare la professione forense per navigare il Mediterraneo. Protagonista insolito del romanzo è Mirabelle, soprannominata Mira, cane da caccia nato nell’Isola d’Elba, abbandonato all’età di due mesi e adottato appunto da Patricia Mazy. Il pregio del lavoro consiste nel far parlare in prima persona Mirabelle che racconta la sua vita di cane marino attraverso l’alternanza delle stagioni... «Il mio comportamento bonario ed indulgente, modesto e conciliante forse scaturiva dalla mia mitezza ma anche dalla simpatia per la famiglia che mi aveva adottata». L’autrice fa precedere ogni stagione da un pensiero o da una massima di autori importanti da Kipling a Cray, da Maesterlinck a Lorenz. Altri libri IL DONO Roberto Bratti Giulio Perrone Editore Sullo sfondo di una Napoli «pallonara», in cui si intrecciano le vite di spacciatori, boss e giovani amori, si sviluppa la storia di Michele Sarago, ventinovenne fuoricorso, senza progetti e aspirazioni, la cui unica ossessione è il gioco del calcio. Alla vigilia dei campionati del mondo, Michele incontra un vecchio che gli concede un dono: conoscere in anteprima i risultati delle partite. Consigliato a chi sogna un colpaccio domenicale. (l.r.) (30) CHIAIA MAGAZINE • NOVEMBRE 2012 I SANTI NEI PROVERBI NAPOLETANI A.A.V.V. Rogiosi Editore Gli autori - R. Bianco, E. Rampone Chinni, T. Palumbo De Gregorio intraprendono un viaggio nella tradizione napoletana, indagando sui modi di dire che vedono i santi come protagonisti. Da Sant’Agostino a San Vito: la riscoperta di proverbi, chiese, luoghi perduti, leggende e superstizioni è corredata da aneddoti, curiosità e da una puntuale iconografia. Per chi ama ripercorrere il mondo sacro (e profano) di Napoli e dintorni. (l.r.) TINA PICA Gioconda Marinelli Adriano Gallina Editore Segreti, confessioni e battute di Tina Pica, artista dimenticata della commedia all’italiana, nel libro di Gioconda Marinelli che ne ripercorre la vita artistica, dall’esordio come figlia d’arte - suo padre Giuseppe è il celebre «don Anselmo Tartaglia» - alla consacrazione con Eduardo, Peppino De Filippo e Totò. Le pagine ci consegnano un ritratto scritto e fotografico della famosa «Caramella» attraverso le testimonianze di nipoti, amici, critici e compagni di lavoro. (l.r.) LIBRI&LIBRERIE Eventi Novità Medici, il libro del centenario Seminari greci “27 SECOLI DI STORIA, 100 ANNI DI ORDINE”, IN LIBRERIA L’OPERA CHE CELEBRA I 100 ANNI DELL’ORDINE MEDICO NAPOLETANO condo un sobrio criterio storico. Da novembre in poi sarà possibile acquistare, nelle migliori librerie di Il progetto grafico-editoriale dell’opera è stato realizzato dalla casa Napoli e della Campania il libro editrice Iuppiter Group. Curatore “Medici napoletani. 27 secoli di del volume è Massimiliano De storia, 100 anni di Ordine. Il Mito, Francesco. I testi sono di Aldo De la Scuola, i luoghi, i Protagonisti”. Francesco, Laura Cocozza, Alvaro Fortemente voluta dal presidente Mirabelli, GennaBruno Zuccarelli e ro Rispoli e Sara dal direttore UmOliviero. berto Zito, l’opera Il volume è inaucelebrativa dei 100 gurato, infatti, da anni dell’istituzioun articolato ne dell’ente ordiexcursus che nistico napoletano ricostruisce le è stata ufficialvicende dall’Ars mente presentata Medica napoletaal Teatro San Carlo na dai mitici nel corso della primordi della splendida serata Magna Graecia organizzta per fino ai primi defesteggiare l’imcenni del XX portante centenasecolo. Su questa rio. Il volume robusta dorsale consta di 192 storica si innesta, pagine racchiuse poi, un secondo in elegante copercapitolo che ripertina cartonata con MEDICI NAPOLETANI corre le vicende sovraccoperta che dell’associazioniriproduce, in una Autori vari smo medico fino gouache del ‘700, a cura di alla costituzione la Torretta, luogo Max De Francesco dell’Ordine dei in cui oggi sorge la 192 pagine Medici Chirurghi sede attuale deldi Napoli con i l’Ordine dei Medisuoi cento anni di ci di Napoli. vita, svelando All’interno un anche alcune recenti scoperte ricco corredo iconografico di oltre come quella che vede Antonio 130 immagini illustra i contenuti, prodotti da una minuziosa raccolta Cardarelli quale primo presidente di dati, fatti, testimonianze e docu- dell’allora neonato organismo di categoria. Seguono poi i sintetici menti, organizzati ed esposti se- profili di alcuni giganti della Scuola Medica Napoletana: pochi, scelti protagonisti, estratti dalla pur corposa galleria di personaggi eminenti della cultura medica partenopea. Tra essi Domenico Cotugno, Domenico Cirillo, Antonio Cardarelli, Giovanni Pascale, Giuseppe Moscati e Vincenzo Monaldi. Inoltre, poiché la storia degli uomini è anche storia di luoghi, è apparso opportuno soffermarsi su alcuni «topoi» cittadini altamente imbolici come, a esempio, gli antichi ospedali napoletani, la Farmacia degli Incurabili, il Museo delle Arti sanitarie e il Museo Anatomico, infine altri luoghi chiave del paesaggio assistenziale cittadino. Il taglio discorsivo del volume, scelto per evitare ogni tentazione retorica, ha poi suggerito l’inserimento di un ampio capitolo incentrato su aneddoti e curiosità che offrissero, attraverso episodi di vita vissuta, una lettura palpitante ed umana della secolare avventura del contrasto al dolore e alla malattia all’ombra del Vesuvio. Il volume si chiude con un’appendice di note documentali: tra gli estratti spicca l’accorato articolo con cui Giuseppe Moscati si schiera in difesa dell’ambiente e della città nel 1919. Nelle ultime pagine sono presenti un piacevole glossario medico in lingua napoletana e l’indice degli oltre 400 nomi citati nell’opera. ARMANDO YARI SIPORSO IL FENOMENO VITRIOL E I MISTERI DI NAPOLI Grazie al film “Vitriol”, nelle sale dal 15 novembre, a Napoli torna di moda l’esoterico. Il film, con la regia di Francesco Afro De Falco, produzione di Salvatore Mignano, direzione di produzione Danila Iacomino, sceneggiatura di Giovanni Mazzitelli e fotografia di Luca Cestari, esplora una Napoli segreta, culla di cerimonie e riti antichi, analizzando la correlazione tra costruzioni e simbologia massonica negli edifici dell’epoca borbonica. Alla luce della riscoperta di esoterismo e alchimia, consigliamo il libro «Tra squadra e compasso. Cento anni dalla Gran Loggia d’Italia» di Arnaldo Francia, edito da «la Feltrinelli», opera che ripercorre le tappe della vita della massoneria in Italia. E, per restare in tema, «Architettura e massoneria. L’esoterismo della costruzione» di Marcello Fagiolo, editore «Gangemi», che “rispolvera” l’orizzonte in cui si inseriscono le idee massoniche, passando in rassegna le architetture e lo stile che le contraddistingue. (l.i.) Il manifesto del film «Vitriol» nelle sale dal 15 novembre Dopo il successo dello scorso anno, riprendono i Seminari Napoletani di Storia Greca, con un secondo ciclo di incontri, promossi da tre atenei partenopei, l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, la Seconda Università degli Studi di Napoli e l’Università degli Studi “Suor Orsola Benincasa”, con il sostegno dell’Associazione “Incidenza dell’Antico” ed il patrocinio inoltre del Consiglio Regionale della Campania, Luciano Editore e dell’Associazione “Oltre il Chiostro”. Gli incontri saranno sette, il primo c’è già stato lo scorso 29 ottobre con un intervento di Elena Miranda (Università di Napoli “Federico II”), e proseguono il 19 novembre con il secondo appuntamento presso il Complesso di Santa Maria la Nova (piazza Santa Maria la Nova 44), ore 15:30, dal titolo “Vincenzo Cuoco, i Greci, il Mezzogiorno d’Italia” che prevede l’introduzione ai lavori di Eduardo Federico (Università di Napoli “Federico II”) e l’intervento di Fulvio Tessitore (Università di Napoli “Federico II”) e Annalisa Andreoni (IULM, Milano). Il ciclo di seminari si concluderà poi il 7 maggio 2013, con Giuseppe Camodeca (Università di Napoli “L’Orientale”) con un intervento dal titolo “Dal testo epigrafico alla ricostruzione storica: la coniuratio Viniciana alla luce di una Tabula Herculanensis” che si terrà presso la Biblioteca di Ricerca dell’Area Umanistica dell’Università di Napoli “Federico II” in piazza Bellini. Ai seminari napoletani interverranno inoltre Louis Godart, Amedeo Visconti, Virgilio Costa, Maurizio Sonnino, Maurizio Giangiulio, Marcello Lupi, Lucio Bertelli e Annalisa Paradiso. L’obiettivo degli incontri è quello di promuovere, a livello accademico e pubblico, la storia e la cultura greca lontano da ogni stereotipo “classicistico” e “neoumanistico”, insistendo viceversa sugli aspetti storici e storiografici relativi tanto al mondo greco in sé quanto al complesso fenomeno della sua “recezione” medievale, moderna e contemporanea. È previsto un programma variegato di incontri pubblici e gratuiti dedicati a temi attuali e dibattuti dalla critica, ad argomenti storiografici, ad aspetti connessi al territorio napoletano e alla sua storia. Sono previsti altresì incontri di taglio più marcatamente didattico, particolarmente rivolti agli studenti. Per informazioni è possibile contattare Eduardo Federico ([email protected] ), Marcello Lupi ([email protected]) o Amedeo Visconti ([email protected]). Luciana Ranieri CHIAIA MAGAZINE • NOVEMBRE 2012 (31) SOCIETÀ&COSTUME Monica Sarnelli, nel suo nuovo lavoro discografico, presenta un repertorio originale della canzone partenopea. Convince la rilettura rap di Carosone Notte lenta, inediti amori Livia Iannotta D opo tre anni dall’uscita dell’ ultimo album «Neapolitan Power, I feel» (successo del 2009 che raccoglieva in due cd sette anni della sua carriera), Monica Sarnelli, entrata nelle case di milioni di italiani con la sigla della fiction «Un posto al sole», torna sul panorama musicale con il suo nuovo lavoro discografico «Notte lenta». Dieci tracce in tutto, tra classici della canzone partenopea e inediti, che nascono dal desiderio dell’artista di proseguire la sua ricerca sulla musica d’autore napoletana, selezi- nando, dal vastissimo repertorio, canzoni poco conosciute ai più, sia classiche che contemporanee. La Sarnelli si cimenta così in «Acquaiuo’ l’acqua è fresca» di James Senese, «Chi tene ‘o mare» di Pino Daniele, «Che lle conto» di Sergio Bruni, «St’ammore» di Nino D’Angelo, per poi rendere omaggio a Renato Carosone con la rilettura in chiave rap della amatissima «Caravan Petrol», datata 1959. Fiore all’occhiello dell’album è senza dubbio l’inedito, a firma Franco Del Prete, batterista degli Showmen di Dario Musella, da cui il cd prende il nome. Brano che racconta la malinconia di un amore negato in cui, come ha sottolineato la Sarnelli, in una recente intervista «solo rallentando il flusso dei pensieri e delle emozioni si può Da Sciuscià il tempo è Even Code Si scrive Even Code, si legge voglia di libertà, spirito d’avventura, originalità e stile. Il tutto condensato in pochi centimetri da stringere al polso in vista di nuovi, entusiasmanti voyage nei posti più sorprendenti e incontaminati del globo. Un orologio for man, che è sbarcato in esclusiva per l’Italia a Napoli, dove è stato presentato negli open space del nuovissimo (32) resistere e assaporare ancora il gusto per la vita, cogliendone la bellezza e anche la tristezza». Ma non è tutto. I fan della cantante napoletana saranno felici di ascoltarla misurarsi con un altro singolo inedito:“Tu nun siente niente”, scritto da Enzo Leomporro, autore tra l’altro di brani per Mina e Celentano. Non si ferma, dunque, il lavoro in sala d’incisione di un’artista che guarda la realtà attraverso gli occhi della musica:“Viviamo in tempi in cui la velocità sembra diventata una moderna divinità - dice la Sarnelli - A volte non ci concediamo neanche il tempo di un sorriso o un gesto di dolcezza ai nostri cari». Abbandonarsi alle note di «Notte lenta» può essere il modo giusto per cominciare a farlo. Sciuscià Loft in via Vittoria Colonna 37/38. Per l’occasione, i padroni di casa, Mimmo e Luigi Provenzano, hanno mostrato la loro ultima scoperta durante un informale happy hour a base di moda, musica e finger food, ad amici e addetti ai lavori. Protagonista del rendez-vous, Even Code, appunto, un orologio sportivo e ricercato al tempo stesso, declinato in cinque modelli di cui due proposti in limited edition a 100 dollari. I cinturini sono in tessuto felpato, tinta unita, camouflage o jeans e richiamano il quadrante impreziosito da dettagli fluo. Per viaggiatori urbani. CHIAIA MAGAZINE • NOVEMBRE 2012 POST-IT Ricercati, originali, ma soprattutto gustosi: a Napoli continuano i weekend enogastronomici dell’Hotel Santa Lucia che da settembre scorso propone ai napoletani, tre giorni al mese, un’esperienza gourmet nel proprio ristorante. Dal 22 al 24 novembre si mangerà fra tradizione e modernità e sarà servito il prelibato maialino nero casertano. A chiudere in bellezza l’itinerario gastronomico, il 13, 14 e 15 dicembre si cenerà con il baccalà, che affogherà in tutte le salse: dalle patate con il limone, alla crema di lenticchie. Un’occasione per gustare una cena stellata e preparata dagli chef Antonio Scarpati e Gennaro Mannuzza, e dal maestro pasticcere Giuseppe Salvietti. Da Nappa gioielli omaggio a Capri La Dolce vita, lo stile delle icone più amate di sempre del jet set internazionale e lo charme inconfondibile dell’isola azzurra rivivranno dal 21 al 26 novembre a Napoli da Nappa Gioielli. La storica gioielleria di via Filangieri presenta la nuova collezione Chantecler ed ospita la mostra Saluti da Capri, un omaggio all’isola e alle origini del noto marchio di alta gioielleria. Una collezione di gioielli straordinari, esempi di arte orafa, per la loro lavorazione e per la rarità delle pietre utilizzate, che guideranno i visitatori in un viaggio che racconta una giornata sull’isola. Un tuffo nel sogno di Capri. La mostra darà spazio anche alle collezioni più amate dal pubblico a partire dalle mitiche Campanelle, simbolo di pace e gioiello porta fortuna. Marina Nappa (nella foto) continua nella sua gioielleria il lavoro di selezione di pietre e diamanti che si tramanda da generazioni nella sua famiglia. www.nappagioielli.it Vomero, Athenae a tutto squash Sono tre giovani napoletani i vincitori del Torneo nazionale juniores di squash che si è svolto il 4 novembre a Riccione. Sul podio al primo posto Mario Gentiletti, seguito da Luigi Sbandi (insieme nella foto) e Francesca Bartoli ex aequo al secondo. I trofei vanno ad arricchire la bacheca del nuovo centro Athenae inaugurato di recente in via Morghen al Vomero, della cui squadra i tre fanno parte. Oltre che palestra, il neonato centro, con i suoi tre campi regolamentari di squash, si candida ad essere un punto di riferimento per tutti gli amanti di questa disciplina. Non a caso il proprietario, Achille Gentiletti (papà di Mario), ha appena ricevuto la stella di bronzo al merito sportivo dal Comitato olimpico nazionale italiano, su proposta della Federazione italiana giuoco squash. (l.c.) SOCIETÀ&COSTUME Gli Abulico ritornano «italiani» A. Alfredo Capuano Gli «Abulico» sono un gruppo indie-rock campano che, a dispetto del nome, si rivolge a sonorità dalle tinte forti, con linguaggio diretto. Dopo tre anni dal loro album di esordio tornano con il singolo autoprodotto «Fragile», in free download su www.abulico.com, primo estratto dal nuovo album “Il Colore dei pensieri”. Riuscireste ad identificare in due parole il sound degli Abulico, motivando le vostre scelte? Alessandro: Nei tre anni passati dall'uscita di «Behind» a «Il Colore dei Pensieri» il nostro sound ha subito notevoli cambiamenti, pur conservando un elemento di continuità con il passato, che sta nell’amore che abbiamo per l’universo del post rock. Abbiamo provato a prendere il meglio delle nostre esperienze musicali passate ed a rileggerle attraverso un filtro che riuscisse ad esprimere concetti e sensazioni chiare e dirette, pur restando fedeli ai nostri riferimenti, che spaziano dall'indie rock internazionale alla new wave, fino al folk-rock. Siete diventati una delle band di punta dell'underground campano. Quali pensate siano state le scelte vincenti? C'è stata, invece, qualche decisione di cui vi siete pentiti? Baba: Sicuramente una delle scelte migliori che abbiamo fatto è stata la decisione di utilizzare la lingua italiana al Il gruppo indie-rock campano, dopo tre anni dall’esordio discografico «Behind», torna con il singolo autoprodotto «Fragile» che fa parte del nuovo album «Il colore dei pensieri» posto dell’inglese, anche se sono sicuro che alcuni dei nostri vecchi fan non la pensino così. L’italiano permette altre strutture, altre trame per le storie e sonorità molto più complesse, che al contempo suonano più familiari. Scrivere in italiano ci ha fatto crescere emotivamente e come musicisti. L’errore in cui non incorreremo nuovamente è stato quello di far passare troppo tempo tra un lavoro e l’altro. La situazione ed il workflow dei promoter a Napoli è ben nota agli addetti ai lavori ma sta diventando argomento di discussione anche tra i semplici spettatori. Avete qualche idea su come migliorare la fruizione della musica di qualità in città? Andy: Gruppi, promoter e spettatori sentono ormai in modo chiaro quanto sia calata l'attenzione per la musica indipendente. Complice, probabilmente, è anche la crisi economica di questo periodo storico. Però allo stesso modo credo che, essendoci molte band, si sia creata una sorta di assuefa- I Mr Hyde, assi del rap-pop IL DUO PARTENOPEO STA PREPARANDO IL SECONDO ALBUM PRONTO IN PRIMAVERA Lavori in corso per i «Mr Hyde» il duo partenopeo formato da Ludo Brusco e Rudy Brass: dopo il successo di «10», il loro album d’esordio, i due ragazzi si preparano ad una nuova esperienza discografica. Il secondo cd autoprodotto è infatti previsto in uscita per la prossima primavera. Edoardo Bennato, Nino Buonocore, Tullio De Piscopo, Sal Da Vinci, Peppino Di Capri, Audio Eclettici, tenaci e 2, Gigi Finizio ed Enzo talentuosi, i «Mr Hyde» Gragnaniello. uniscono le sonorità del Sulla copertina del pop italiano ad un primo album, la storica efficace e ben strutturato maglia azzurra con il rap, dando vita ad un numero «10», omaggio connubio di emozioni al «pibe de oro», Diego dal gusto agrodolce. Armando Maradona. Per il progetto Facce da scugnizzi latin discografico precedente lover e cuori degni di hanno collaborato con poeti post moderni, i Mr artisti del calibro di Hyde regalano magia ed zione a una tipologia di «live» che, aldilà delle differenze tra generi e canzoni, risulta sempre molto simile. L'evoluzione impone un cambiamento: un esempio, a noi caro, di cambiamento funzionale è quello dei Cold play. Bisogna avere un'ottica di spettacolo a 360 gradi. Sono sicuro che, pur non avendo a disposizione le risorse dei Coldplay, questa è una sfida possibile, che ci siamo imposti di vincere. «Il nostro ultimo lavoro è basato su un sound rinnovato e su un’esplosione di colori sempre, però, con una patina di malinconia. La vera svolta? Lasciare l’inglese per scrivere e cantare nella nostra lingua» Come è nato il vostro nuovo album? Di cosa tratta? C'è stato qualche momento di difficoltà? Come lo avete gestito? Baba: «Il Colore dei Pensieri» è nato prima nell’universo delle idee, poi l’abbiamo trasposto in musica. Volevamo fare un disco che fosse un’esplosione di suoni e di colori, ma che si adombrasse di una patina malinconica un sentimento che ci è molto caro. Abbiamo cercato associazioni di idee che restituissero l’immagine che avevamo in mente. Sono usciti fuori ingredienti che si sono rivelati essenziali: il ricordo dell’infanzia, delle estati al mare, il gioco spensierato, i colori e la gioia passata, che sporca il viso con un sorriso amaro. Con queste idee chiare in mente, è stato facile suonare quelle emozioni. La difficoltà maggiore che abbiamo incontrato, invece, è stata scrivere dei testi che rispecchiassero la duplice faccia del nuovo suono. Ma, come si dice? Volere è potere… (Foto di A. Alfredo Capuano) un tocco decisamente originale a brani di notevole successo come «E tu davanti a me» di Erminio Sinni, straordinaria perla contenuta nel nuovo album in produzione, così come nel precedente lavoro discografico avevano donato nuova luce a canzoni indimenticabili come «Roberta» di Peppino Di Capri e «Fammi riprovare» di Gigi Finizio. Ottimi autori, interpreti e rapper, sono anche abilissimi musicisti: hanno calcato i palchi di ogni pub e birreria di Napoli, suonato in ogni festa di piazza, collaborato con le radio più importanti della città, riuscendo nel frattempo anche a creare una propria etichetta discografica, la «10 Records». Anche per il nuovo album sono previste collaborazioni con artisti come Monica Sarnelli, Audio 2, Gianluca Capozzi e Pietra Montecorvino. ALESSANDRO MANTICO CHIAIA MAGAZINE • NOVEMBRE 2012 (33) SOCIETÀ&COSTUME Cinema e diritti umani Livia Iannotta Riflettori puntati sul cinema, a Napoli, con la quinta edizione del “Festival del cinema dei diritti umani”. Nata per promuovere la cultura dei diritti universali attraverso le immagini di film e documentari, la kermesse rientra nel “Human Rights Film Network”, la rete che unisce oltre trenta festival di Cinema e Diritti Umani di altrettante capitali culturali del pianeta ed è stata patrocinata dal Comune di Napoli, insieme a decine di associazioni che operano sul territorio partenopeo. Prima fra tutte, “Cinema e Diritti”, presieduta da Maurizio Del Bufalo, coordinatore del Festival. L’iniziativa, conclusasi il 17 novembre, ha proposto due concorsi: uno cinematografico, coordinato da Antonio Borrelli, che prevede due sezioni ufficiali (quella dedicata al Cinema documentario e l’altra riservata ai Cortometraggi), e uno per le scuole, guidato da Sabrina Innocenti. Oltre cento le opere che hanno partecipato alle selezioni: pellicole che proiettano lo sguardo su lotte, realtà difficili, istanze e tensioni del mondo contemporaneo e infine premiate presso l’ex asilo Filangieri durante la giornata conclusi- Amar cord va del Festival. E ancora, sulla scia dello spirito dell’iniziativa di fissare l’attenzione su storie e testimonianze di comunità lontane, hanno “scandito” i giorni dell’incontro diverse Tavole rotonde: occasioni di confronto su argomenti spesso poco trattati come la tortura, la schiavitù in Mauritania (dibattito organizzato con le associazioni “Ira Mauritania”, “Operatori di Pace Campania”, “Haima” e “Donne in Nero”); l’identità del territorio e infine la violenza sulle donne, con lo spettacolo “Malammore”, che, sostenuto dall’associazione Le Kassandre, verrà realizzato nel post-festival, il 25 novembre, in occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della Grotte e scrigni flegrei CACCIA AL TESORO AL LAGO D’AVERNO: LA LEGGENDA DELL’AVVENTURIERO PIETRO PACE E DELLO SCHIAVO NERO (34) Una foto tratta dal film «Là Bas» di Guido Lombardi, proiettato nel corso della V edizione del «Festival del cinema dei diritti umani» svoltosi a Napoli. violenza contro le donne. Con il Festival, il cinema ha fatto il giro del mondo. Oltre alle opere in concorso, infatti, tanti film internazionali in programma. Tra questi, una “Finestra su Buenos Aires” che per la prima volta ha portato a Napoli, in tre serate, sei film del “Festival DerHumALC” di Buenos Aires per raccontare il mondo argentino a dieci anni dal default economico. O ancora “Verdades verdaderas” di N. Gil Lavedra e Là-Bas di Guido Lombardi. Ottimo riscontro di pubblico per la serata sul “Cinema dell’emigrazione” a cura della Cineteca di Bologna, con la proiezione di quattro documenti audiovisivi sulle “Emigrazioni italiane di ieri e di oggi”, e la quarta edizione dell’“Atlante dei Conflitti”, che ha scattato la fotografia della situazione bellica mondiale. Tra i film, anche un documentario su Castel Volturno, realizzato dalla “Cultural video foundation Napoli”, che ha lo scopo di portare sullo schermo storie di immigrati, divisi tra difficoltà e aspirazioni in una terra straniera. Insomma due settimane all’insegna di cinema, dibattiti e mostre in luoghi “alternativi” della città: aule universitarie, scuole, cinema e biblioteche. Al principio del secolo XVI, si andò affermando la credenza popolare che le viscere dei vulcani flegrei nascondessero grandi e incredibili tesori. L’episodio, che generò la leggenda, è realmente accaduto ed è riportato in diverse «guide dei forestieri». Col permesso del vicerè don Giovanni d’Aragona, Pietro Pace, un goffo ma generoso avventuriero spagnolo, entrò in una grotta del CHIAIA MAGAZINE • NOVEMBRE 2012 Monte Barbaro o del lago d’Averno, armato esclusivamente di una spada e accompagnato, nella sua missione da un piccolo schiavo nero. Pace uscì dalla grotta carico di oggetti antichi e preziosi. Col passare del tempo questa credenza si estese a tutte le grotte dei Campi Flegrei, specialmente quella di Cocceio che attraversa il Monte Grillo, tra il lago d’Averno e Cuma. ROSARIO SCAVETTA SFIZI&NOTE Massimo Lo Iacono RAGNI INCANTA CON LA SUA «ISABELLA» Ben più che racconti e/o riflessioni su sfizi musicali si leggeranno in queste righe: infatti si recensisce, ancorché per sommi capi, una delle opere più imponenti di Sergio Ragni: “Isabella Colbran, Isabella Rossini”. Opera piacevolissima - altrimenti minimamente se ne sarebbe discorso in questa sede - frutto della musicologia napoletana e degli studi di Ragni, che ha trasceso il suo impegno di collezionista di cimeli rossiniani e di editore dell’immenso epistolario di Rossini, pubblicato anche con la firma di altro studioso, Bruno Cagli presidente di “Santa Cecilia”. Qui lo studioso si è trasformato in storico e narratore, saggista dilettoso più di quanto sia nei suoi saggi d’occasione, con la grandiosa trattazione analitica, e ricostruzione storica al contempo, della vita di Isabella Colbran, prima moglie di Giocachino Rossini. Cantante determinante per le vicende del teatro di San Carlo in un momento importantissimo della sua storia nel secolo XIX, e determinante anche per l’arte del compositore, forse giunto a livelli così alti anche per la vicinanza fuori dell’ordinario di una compagna musicista così eccelsa. Anche il genio più sicuro ed evidente può avere bisogno di umani spunti ispiratori. La figura della Colbran, interprete e compositrice ella stessa, rifulge nelle più di milleduecento pagine tra un primo volume di assoluto incanto affabulatorio ed un secondo di analecta indispensabili, una raccolta, cioè, di tutti i documenti possibili a rinvenirsi sulla vicenda di Isabella, Gioachino e dintorni. Si compie la lettura ora d’un fiato, ora pacatamente nel conforto di una prosa di qualità rarissima oggi, scritta con maestria di narratore, esegeta, ed a tratti parlata con garbo estremo, pure nelle puntigliose e necessarie precisazioni. Fa da contrappunto alla fluidissima scrittura, che già armonizza documenti, commenti, intuizioni di sentimenti anche, una spettacolare scelta di immagini, ricostruzione iconografica magnifica della grande “recherche” di un momento di vita del San Carlo, irrecuperabile purtroppo, anche perché era teatro magnifico di una capitale. Il San Carlo è senz’altro tra i protagonisti del lavoro. Gli studi napoletani in quest’ambito sono spesso profondi ma autoreferenziali, i napoletani parlano di Napoli in musica mai, ma di altri mondi. Gli stranieri invece spessissimo parlano di noi con prospettive amplissime: eccezionalmente questa volta l’ha fatto un napoletano. Se ne resta ammirati, sbalorditi, anche un po’ commossi. Attenzione: l’editore di cotanta impresa è di Varese, Zecchini che ha acquisito in Partenope benemerenze immense. PERSONAGGI SGUARDI LONTANI Francesco Iodice FEDERICO SALVATORE Apocalisse e speranza Il cantautore partenopeo Federico Salvatore con la maschera di Pulcinella. Nel suo ultimo brano «Napocalisse» racconta, con il consueto stile dissacratorio e rigorosamente in lingua napoletana, illusioni, gioie e dolori di un popolo che merita di ritrovare la via della luce. Roberto Basile A lcune tra le più atroci sofferenze di Napoli raccontate in in meno di cinque minuti con una lucidità ed una capacità di sintesi che dimostrano come la penna del poeta possa incontrare l’occhio del semplice cittadino senza perdere il contatto con la realtà né con la delicatezza di un amore, mutevole ma imperituro, come quello per la propria città. Si presenta così «Napocalisse», il nuovo brano di Federico Salvatore, un resoconto amaro e delicato dell’alternanza ciclica di dolori e illusioni di un popolo che ne ha viste tante nel corso della sua storia. Il nuovo gioiello della discografia del paroliere partenopeo arriva a distanza di due anni dall’ultimo album, «Fare il napoletano… stanca»: in mezzo due tour teatrali e un Dvd, «Se io fossi San Gennaro», dal titolo di uno dei suoi brani-simbolo, registrato in presa diretta nel corso del live del Teatro Delle Palme. Non deve essere stato facile per un figlio di Napoli dipingere con tanta lucidità lo scenario di una città piena di vicissitudini, eppure il finale di Napocalisse lascia intendere che dietro un «nero centenario» Federico Salvatore intraveda una possibilità di cambiamento, che parte anche dal coraggio di chi resta. «La speranza (utopistica?) per chi è rimasto e rimane a Napoli - ci dice - è che il nero storico si possa trasformare almeno in grigio come inizio e principio di schiarita. Sarebbe pure il momento, per quei napoletani di “Addà passà ‘a nuttata” di cominciare a pensare, invece, “Ch’addà schiarà ‘a jurnata’!” Oggi, più che mai, è necessario l’ottimismo di una scossa perché, non solo mamma Napoli è in difficoltà, è nonna Italia che se la passa male!» Anche se negli anni si è mostrato sempre a suo agio con le composizioni in italiano, il prossimo album - che prenderà il titolo proprio dal IL GIGANTE AMICARELLI E LE BIBITE DI LAURO I tifosi azzurri che hanno i capelli bianchi - quelli, per capirci, nati durante o subito dopo la guerra - ricorderanno bene il Napoli degli anni ’50, quello di Hasse Jeppson, detto «o’ Banco ‘e Napule» per il suo costo di centocinque milioni. L’unico napoletano presente in quel Napoli, nel decennio ‘52’62, fu Gigi Amicarelli, ora valido tuffatore seniores della Rari Nantes. Attraverso una simpatica chiacchierata con lo spilungone - sempre garbato e gentile, come corretto e sportivo lo fu da atleta - siamo venuti a conoscenza di aneddoti divertenti che fanno ben capire non solo l’atmosfera che allora si viveva in una squadra di serie A, ma anche il carattere paternalistico e assolutista del comandante Achille Lauro. Per il primo contratto Gigi, appena acquistato dall’Acerrana, si trovò negli uffici della Flotta Lauro davanti al Comandante che restò talmente impressionato dalla statura del ragazzone, alto un metro e 85, che, senza indugio, gridò: «Mamma mia, comme sì luongo; ragiuniè, radduppiatece ‘o contratto». Proverbiali, poi, erano le riunioni del lunedì pomeriggio nella villa di via Crispi: tutta la primo singolo - sarà completamente in napoletano, eccezion fatta per un brano. Come un suo predecessore più che illustre, Massimo Troisi, Federico Salvatore “esporta” così la napoletanità proprio partendo dalla lingua. «È una scelta dettata soprattutto dal fatto che i nuovi codici linguistici in uso (slang giovanili, neologismi televisivi, sms, per intenderci) stanno impoverendo sempre di più il nostro lin- «La speranza per chi è rimasto e rimane a Napoli è che il nero storico si possa trasformare almeno in grigio come inizio e principio di schiarita. Oggi, più che mai, è necessario l’ottimismo di una scossa: mamma Napoli e nonna Italia se la passano male...» squadra - al cospetto del padrepadrone, bonario e protettivo si doveva sorbire ripetute «lavate di testa» con spassosi gesti di Lauro che, mimando le azioni di gioco, rievocava episodi della partita precedente in quel suo gergo inconfondibile: «Né, Geppsò, me sì custato ‘nu banco ‘e denare e ti permetti di sbagliare quel gol a porta vuota? E tu, Amicarè, non la potevi marcare meglio quella mezz’ala che ha segnato il gol che ci ha fatto perdere la partita?». E guai a chi fiatava. Il «cazziatone» era sempre dietro l’angolo: un sabato pomeriggio, nella tenuta di Massalubrense dove la squadra veniva ospitata per un casareccio ritiro prima delle partite casalinghe (cosa che a quei tempi era già un lusso) e per gli esercizi di rifinitura, durante la cena il Comandante prese la parola e con tono di falso cerbero dichiarò: «Nel bilancio che sto studiando, alla voce “bibite”c’è la cifra di ben 80 milioni, ma che v’avite fatto ‘a doccia con lo champagne? Stasera per punizione berrete solo acqua della fontana!». Amicarelli alla fine della carriera diventò uno stimato assicuratore, anche grazie a Lietta (sua fidanzata “di nascosto” e moglie da una vita) che mise da parte la somma di ben quattro milioni, il costo di un appartamento dell’epoca. Cicale di oggi, tenete a mente! guaggio quotidiano. Inoltre prosegue - da 50 anni a questa parte la nascita di una nuova classe sociale, la ‘borghesia del vicolo’, priva, purtroppo, di coscienza geografica e di memoria storica, «ha miso ‘a lengua int’’o ppulito» promuovendo, così, una spregevole e ridicola ‘italianizzazione’ della lingua napoletana». Con i suoi ultimi album e con i recenti spettacoli teatrali, anche gli spettatori meno attenti hanno consacrato il passaggio da «autore comico ma profondo» a «cantautore impegnato e culturalmente completo», che si intravedeva sin dai tempi di piccoli capolavori come «Vennimm’ ammore», «Ninna nanna gelosa» e «Napolitudine». Una nuova presa di coscienza da parte del suo pubblico che l’artista vive «con la gioia e la soddisfazione di chi sa che tutto arriva per chi sa aspettare e, per rimanere in tema di vernacolo, con la personale verifica di quel wellerismo napoletano che insegna: Dicette ‘o pàppice vicino ‘a noce, damme ‘o tiempo ca te spertoso! I miei spettatori di oggi sono teatrali e non più televisivi. La televisione ti impone allo spettatore, ma se lo spettatore viene a teatro - conclude - ti ha scelto». Moderno Pulcinella, con il suo teatro-canzone degno del miglior Gaber, Federico Salvatore fa riscoprire l’arte della canzone napoletana in maniera dissacratoria e attuale, con i piedi ben saldi nel passato e lo sguardo alto verso un futuro da scrivere in rima. CHIAIA MAGAZINE • NOVEMBRE 2012 (35) LAPILLI Terni&Favole. A Largo Ferrandina a Chiaia nella tabaccheria Postiglione è già Natale. I giorni che ci separano dalla «feste delle feste» sono sempre di meno e, malgrado la crisi, la gente continua a non perdere il sorriso. Alla postazione dei «gratta e vinci» la fila è tanta e Alberto Postiglione con la consueta calma, indica, anche questo mese, le combinazioni per cercare di vincere al Lotto. «Anche se le temperature sono ancora miti, consiglio, già da ora, di puntare sul terno del “freddo” che fa 3 - 46 - 25. Questo terno va giocato almeno per 12 estrazioni sulle ruote di Palermo, Napoli e Bari. Per chi, invece, è già alle prese a San Gregorio Armeno alla ricerca dei pastori nuovi per completare il presepe, caldeggio vivamente il terno della grotta che comprende i numeri 1 - 25 - 90. Combinazione, questa, da giocare sulle ruota di Napoli e Milano». Intanto, mentre c’è chi maledice l’ultimo «Turista per sempre», nella tabaccheria si è aperta una vivace discussione sulla folle pista ciclabile voluta dalla giunta arancione del sindaco «piacione». Quasi tutti sono d’accordo: quel milione e più speso per creare la famigerata pista sarebbe stato meglio utilizzarlo per la manutenzione delle strade. Postiglione non ha dubbi: «22 (i pazzi) e 36 (le biciclette) - 90 (il popolo): ecco il terno del momento. Anche i carciofi stanno a ruota MASTERCHEF. PREZZEMOLO E PARMIGIANO FONDAMENTALI PER IL PIATTO VELOCE DEL MESE Pippo Schiano RUOTE AI CARCIOFI (Ricetta per 2 persone) 150 gr di ruote, 3 carciofi olio extravergine di oliva, aglio, sale, prezzemolo, 1 bicchere di vino bianco, parmigiano reggiano grattugiato Alla fine fu pista ciclabile.Il sogno di tanti è divenuto realtà: la pista ciclabile della città di Napoli è stata ufficialmente inaugurata con tanto di pedalata «sindacale» ed «assessoriale». Certo che si possa andare in bici senza correre il rischio di essere investiti è cosa buona e giusta. Tanto più in questo periodo in cui pare che la bici davvero sia l’unico mezzo che ci è con- sentito usare. E non solo perche è proibitivo anche solo avviare un’auto, ma soprattutto perche i trasporti pubblici, autobus, metro, cumana, circum etc, appartengono più alla sfera dei ricordi che non alla nostra vita quotidiana. Ma credo che dobbiamo tutti guardare avanti. Allora vorrei fare una proposta: prima che la città precipiti nel buio per la morosità che il Comune ha verso le società che garantisco- no l’illuminazione pubblica, facciamo in modo che l’energia prodotta delle pedalate sia tutta utilizzata per produrre un po’ di luce nei mesi prossimi che si annunciano ancora più bui. In tutti i sensi. E di ruota in ruota, non posso che consigliarvi, in questi giorni che velocemente «pedalano» verso il Natale, un semplice ma gustosissimo primo piatto: ruote ai carciofi. La preparazione Pulite i carciofi, eliminando le parti dure e filacciose, poi tagliateli a fettine e lasciateli per Tempesta day, si balla al Posillipo Nella suggestiva location del Teatro Posillipo, il 21 ottobre scorso c’è stato uno degli eventi recenti meglio riusciti della movida partenopea: il mitico «Tempesta day», ovvero il compleanno speciale del giornalista e animatore del by night Fabio Tempesta. Serata di classe tra modelle e imprenditori, resa ancora più gustosa grazie a un buffet in cui trionfava un superlativo risotto «Hallo- (36) ween» innaffiato da un esercito di Greco di Tufo. Alla consolle due mostri sacri come i deejay Bruno Barra e Enzo Capocelli. A spegnere, insieme a Fabio, le candeline della fantastica torta al cioccolato c’erano: Raffaele Canellini, Tatiana Khromova,Vittorio Macone,Vania Scarpato, il pr Marco Monizio, il poliedrico organizzatore Ambrogio Ferrillo, lo stilista Maurizio Esposito, i gior- CHIAIA MAGAZINE • NOVEMBRE 2012 nalisti Carmelo Prestisimone, Stefania Fina, Max De Francesco e Laura Cocozza, Giosuè Centomani,Valentina Esposito, Alina Hilton, Elena Ivanova, Anna Luchak, Titty Cordua, Marco Calvino e Francesco Guglielmi, il dj Fabio Emme, i dj's Alex Belledonne e Dino De Rosa, Pierpaolo Buglione, Antonio de Domenico, Barbara e Ornella Tarantino,Vicenzo Russo, Andrea Pagliaru- lo, Miki Di Lena, Mauro e Michele Tempesta, Sergio Arpino, Fabio Capece, Ernesto Palumbo, Mario Aveta, Pasquale Di Maio, l'attore Luca Riemma, le sorelle Katia e Galia Klimenko, le modelle Denise Iannaco, Annalisa Giacca, Ilaria Scotti, Giusy Mattera, Giusy Ferraro, la biondissima Aneta, Clementina Pisciotta, Monica Flagiello e Marisa Cardinale. ARMANDO YARI SIPORSO qualche minuto in acqua con uno spicchio di limone. In un tegame mettete l’olio e l’aglio e fate rosolare per qualche minuto. Aggiungete qualche cucchiaio di acqua e unite i carciofi. Continuate la cottura, unite il vino bianco e fatelo evaporare. Lasciate cuocere a fuoco lento fino a quandi i carciofi non si saranno ammorbiditi. Cuocete la pasta in abbondante acqua salata, poi scolatela e ripassatela sul fuoco con la salsa di carciofi. Completate con il prezzemolo tritato ed abbondante parmigiano. Teatro Politeama, i «duets» di Luigi Libra Al Teatro Politeama di Napoli, il 5 dicembre, Luigi Libra (nella foto) si esibirà nel concerto spettacolo «Napoli Duets». La serata sarà presentata da Paolo Limiti che ha consacrato Libra come interprete magistrale della canzone napoletana. All’evento parteciperanno molti artisti, alcuni dei quali hanno duettato con il cantautore partenopeo nel recente lavoro discografico «Napoli duets» (casa editrice «La canzonetta»). Canteranno con Libra: Peppino di Capri, il Giardino dei Semplici, Gianni Donzelli degli Audio2, Manuela Villa, Alina Izquierdo, Edoardo Guarnera, Francesca Alotta, Pietra Montecorvino, Gianni Lamagna, Ciccio Merolla, Francesco Boccia, Luca Sepe, Ludo Brusco. (a.y.s.) LAPILLI Con Viber la telefonata è gratuita L’APPLICAZIONE SFRUTTA LA CONNESSIONE INTERNET PER CHIAMARE IN VOIP CHI LA UTILIZZA Non appena è stata rilasciata sull’ App Store, Viber ha fatto parlare di sè per la facilità di utilizzo e la sua funzione principale: chiamare gratuitamente in VoIP tutti gli utenti che usano il medesimo programma. Viber infatti sfrutta la connessione internet (funziona sia in 3G che in WiFi) per effettuare le chiamate voce. L’applicazione non richiede alcun tipo di account o registrazione: una volta lanciata, basta inserire il proprio numero di telefono ed attendere la ricezione di un codice tramite Sms che, una volta inserito nell’apposito box, rende l’applicazione funzionante. Viber dà la possibilità all’utente di sapere chi, tra i suoi contatti in rubrica, la utilizza, in modo da poterli chiamare con un clic. La scelta di non richiedere nessun account la rende ancora più semplice ed immediata di Skype e, in pratica, la equipara ad una vera e propria applica- zione telefonica. Viber sfrutta le notifiche push per cui, anche se non è stata lanciata e non è quindi in background, quando si riceve una chiamata, il server informa l’utente con un trillo e con una notifica, consentendogli quindi di rispondere cliccando sul tasto di conferma. Ciò è possibile solo se l’iPhone è connesso ad internet, in 3G o in WiFi. La qualità audio è ottima in WiFi ma anche in 3G Viber gestisce bene il segnale. Un programma che consiglio a tutti. Tra l’altro, con i prossimi aggiornamenti, sarà anche compatibile con iPad FABRIZIO TAVASSI L’ORA LEGALE Adelaide Caravaglios ESAME DI MATURITÀ: ATTENTI ALLO SMARTPHONE Chi di noi non ricorda con ansia l’esame di maturità? Un vero e proprio incubo, che ciascuno ha affrontato in modo diverso. Alcuni, sfidando sorte e professori, finivano per nascondere appunti nei posti più disparati. Oggi invece esistono gli smartphone, piccoli, intelligenti cellulari, che pur se vietati - consentono di collegarsi ad Internet e risolvere l’eventuale empasse culturale. Un episodio del genere è finito addirittura dinanzi al Consiglio di Stato, chiamato a risolvere il caso di una studentessa sorpresa a copiare durante la maturità. In primo grado, il TAR Campania (3726/2012) aveva deciso per l’esclusione della giovane da tutte le prove d’esame, basando la propria decisione sulla mancanza di una normativa di rango primario che potesse adattarsi al caso concreto ed applicando, quindi, quella prevista per i concorsi pubblici. Di contrario avviso è stato il Collegio giudicante, secondo il quale non si poteva estromettere uno studente dagli esami di maturità per il solo fatto di essere stato sorpreso a copiare da uno smartphone, ma era necessario procedere ad una «più approfondita valutazione, in rapporto alle circostanze di fatto in concreto rilevabili ed all’intero curriculum scolastico». Il superamento dell’esame di Stato - spiegano infatti i giudici di Palazzo Spada nella sentenza n. 4834/2012 - costituisce attestazione delle «competenze, conoscenze e capacità anche professionali acquisite»: nella sentenza appellata, invece, si è ricondotto, agli esami di Stato, il contenuto dell’art. 13, comma 4, D.P.R. 9.5.1994, n. 487, riferito ai concorsi per l’assunzione nei pubblici impieghi, per i quali «il carattere vincolante dell’esclusione dal concorso dei candidati che abbiano copiato, in tutto o in parte, i loro elaborati, è anche necessario presidio della “par condicio” dei concorrenti». Con ciò - continuano - non è escluso che la stessa sanzione possa applicarsi anche per gli esami di Stato; tuttavia, essa va impiegata «non prescindendo dal contesto valutativo dell’intera personalità e del percorso scolastico dello studente». L’errore dei giudici di primo grado, quindi, è stato quello di aver ignorato il brillante curriculum della candidata e lo stato d’ansia che l’aveva indotta a copiare dal palmare, forse dovuto a problemi di salute, segnalati dal dirigente scolastico. Risultato: esame di Stato salvato! Festival dei Giovani Talenti SUCCESSO DELL’EVENTO VESUVIANO: PREMIATE CINQUE PROMESSE DELLA MUSICA I Forum dei giovani di Ottaviano, Poggiomarino, San Gennaro e Striano dopo aver “seminato” l’idea, hanno “raccolto” i propri talenti. Il Festival da loro promosso si è concluso ad ottobre con gran successo ed enormi soddisfazioni per gli organizzatori. La giuria, presieduta da Luigi Monterossi, docente al Conservatorio di Napoli e Avellino, ha scelto i cinque vincitori, che rispondono all’identikit di studenti e aspiranti cantanti, ciascuno con i propri gusti musicali, dal “fado”, al jazz fino al pop. Al primo posto si è classifi- MARIANO MARMO «VISITA» IL BACCHINO MALATO Continua senza sosta la promozione del libro «Caravaggio-Ho scritto il mio nome nel sangue» (Iuppiter Edizioni) di Mariano Marmo, medico e grande esperto di Michelangelo Merisi, artista «maledetto» la cui morte rimane ancora un mistero. Il tour promozionale di Marmo è arrivato fino a Torino e proseguirà, nei prossimi giorni, a Napoli con una presentazione nel complesso «I Damiani» che si preannuncia ricca di sorprese artistiche. Intanto, in anteprima, proponiamo il manifesto (nella foto) del prossimo evento dedicato al libro, realizzato dal graphic designer Cristiano Finizio che, grazie alle magie del photoshop, è riuscito nell’impresa di far visitare il Bacchino malato (opera tra le più celebrate di Caravaggio) da Mariano Marmo. cata Maria Ambrosio, alias Marzia, 19 anni, studentessa di canto al Conservatorio di Musica San Pietro a Majella. Marzia si è aggiudicata il premio di 500 euro cantando “Lagryma” di Amalia Rodriguez Il secondo posto è andato a Maria Finelli, in arte Miha, 23 anni, studentessa di canto e recitazione, frequenta l’Università Orientale di Napoli e ha vinto i 400 euro in palio col brano “Parlann Parlann” tratto dal musical “Scugnizzi”. Terza classificata è Adele Caldarelli, 21 anni, studentessa di canto presso l’Accademia Vesuviana del Teatro di Gianni Sallustro, ha vinto il premio di 300 euro, grazie alla sua esibizione con la canzone di Lara Fabian “Adagio”. Errico Cutolo, quarto classificato, è invece l’unico uomo tra i vincitori ed anche il più piccolo, ha 17 anni, frequenta il liceo classico, studia canto, il suo genere preferito è il jazz e ha vinto cantando “Home” di Michael Bublè. Infine, il quinto posto è stato di Carmela Ciniglio, in arte Karmen, 27 anni, showgirl, attrice e cantante, si è presentata al Festival con “Per sempre” di Nina Zilli. LUCIANA RANIERI CHIAIA MAGAZINE • NOVEMBRE 2012 (37) MOVIDA&RELAX NIGHT STORM Fabio Tempesta LITTLE NANCY, DJ PRODUCER Little Nancy Dj producer napoletano, al secolo Nunzio Santagata, è famoso in tutto il mondo per le sue produzioni discografiche. Suoi sono, infatti, i remix di vari successi, compresi quelli di Sade, Eddie Amador, Take Off, Swared, Emanuele Esposito e altri ancora. Oggi è producer per etichette come Net Work Rec, AquaSound Rec, Do It Yourself Records, High Gloss, Only The Best Rec, 03 Records, Voga Records. Il più grande successo? Quello con i Daddy’s Groove: il remix di Whitney Houston «It's Not right But it's ok», edita dal Strictly Rhythm, confermatosi uno dei single più ascoltati al mondo. Le sue produzioni ottengono ottimi riscontri da dj’s come: Dj Simi, Ecco, Lorenzo LSP, Timo Maas, Bob Sinclair , Luciano, Cevin Fisher, Pete Tong e Albertino di Radio Deejay. La sua carriera come dj ha inizio intorno al 1990, anno in cui inizia a suonare in feste private e in alcuni club partenopei. Tra il 1996 e il 1997 lavora in una radio locale occupandosi di musica Underground, poi negli anni a seguire entra a far parte di «House Club», società di eventi che ha riscosso un grande successo nella vita notturna italiana, dove diventa subito djresident, affiancando molti dj's di fama internazionale. In quel periodo nasce la prima produzione, insieme con Hc-Project nasce «Café», pubblicato dalla Time Records, hit più suonata da molti dj Importante sarà pochi anni dopo «People Everywhere» per la nascita del suo nome d'arte «Little Nancy», presente in molte classifiche europee, un remake di «VoulezVous» hit degli Abba, in collaborazione con Swared e la Testpressing Records. Nascono seguenti remix di vari successi, tra cui Sade, Eddie Amador, Take Off, Swared, Emanuele Esposito, Dino Lenny molti altri. Bella gente Jovine, con «Sei» non solo reggae Prosegue il viaggio alla scoperta dei gruppi musicali partenopei più interessanti. (Quattordicesima puntata) Sin dai suoi esordi, il reggae si è contraddistinto per la capacità di porsi come un linguaggio universale che ha saputo raggiungere il mondo intero restando però ben ancorato alle proprie radici, (le tanto amate roots) che emergono in ogni composizione che si rispetti. Non fa eccezione «Sei», il sesto lavoro degli Jovine, tra i principali esponenti del suono in levare nostrano. Le radici del gruppo («capitanato» da Valerio Jovine e composto da Alessandro Aspide, Francesco Spadafora, Michele Acanfora, Guido Amalfitano e Paolo «Batà» Bianconcini) sono oltremodo evidenti in un album che affonda le proprie origini nel ventre del centro storico di Napoli ma che, al contempo, lancia lo sguardo lontano, partendo dal quotidiano, per descrivere una realtà nella quale vale la pena provare a riflettere e fare un passo in avanti, con un sorriso e l’aiuto della musica, anche quando tutto sembra andare nel verso sbagliato. Allo stesso modo «Napulitan», secondo singolo lanciato dalla band (scritto e interpretato insieme a Zulù dei 99 Posse), diviene un (38) DANILA PORTOLANO Feste di beneficenza come se piovesse per una donna appariscente ed impegnata, simpatica ed affidabile che punta poco ai salotti casalinghi, ma CHIAIA MAGAZINE • NOVEMBRE 2012 ROBERTO BASILE di Tommy Totaro SUSY LUCIANO Per il clubbing partenopeo è considerata «un mito, una leggenda», tanto da far rivivere il mitico «Ecchereccha» (1 2 o 3?) in un tributo ventennale all’Arenile di Bagnoli. La Regina di Zamunda, cosi ama definirsi, Susy Luciano (nella foto a destra) ritorna a Napoli con un nuovo “attualissimo” in compagnia dei Fratelli Generale alias Dj Jg Bros. nuovo inno di appartenenza viscerale ad una città ed alla sua cultura con l’intento, contestualmente, di abbattere stupide barriere razziali e pregiudizi fin troppo diffusi: così come in Jamaica il reggae è stato veicolo di «consapevolezza nera» volgendo lo sguardo (e tendendo le mani) al resto del mondo in un messaggio globale di condivisione, di speranza e di fratellanza, alla band partenopea va riconosciuto il merito di aver «partorito» un lavoro che, fosse anche solo per il tempo dell’ascolto, con un messaggio ironico e intelligente rende fieri di essere «cittadini del mondo e napulitan». Ma «Sei» è un album all’interno del quale, come accaduto per i precedenti, trovano spazio anche generi differenti, come il dubstep («Di notte»), l’R’n’B e il soul (come nella title-track, «Sei») e l’hiphop (basti pensare alle strofe di due mostri sacri del genere, come Speaker Cenzou, forse il principale esponente della scena «napulegna», e Dope One, geniale e vulcanico in «Napl’ Sona»); da sottolineare inoltre il «tocco» tutt’altro che trascurabile di Dj Uncino nonché di Massimiliano «JRM» Jovine e Marco Messina dei 99 Posse in alcuni dei brani. Contenuti e ritmo: probabilmente impossibile chiedere di più a quest’album. sviluppa al meglio le location più esclusive della città. Danila Portolano è davvero un’organizzatrice che meriterebbe piazze internazionali. Tra Burraco Social Club, presentazione di libri e Vernissage d’arte è quasi impossibile dimenticare la festa di Bulgari nella centralissima via Filangieri. SIGNORA PUPA I gelati sono, si fa per dire, il suo pane quotidiano, ma il Kinder “Fetta a latte” è il suo vero gioiello che è sempre più richiesto in tutta la Campania, ma che solo Al Cycas Cafè di Bacoli si può trovare… MARIA VITTORIA ARAGRI Brava lo è già, eccome, ma con l’uscita del calendario «Facenight 2013», dimostrerà di essere anche bella. Ragion per cui apriti cielo…Ovunque andrà, Maria Vittoria Aragri (nella foto a destra) si porterà dietro una marea di fan, innamorati persi o meno non conta, fatto sta che con lei mantenere l’ordine pubblico sarà davvero un problema. Irresistibile e, non c’è dubbio, fornita di uno sguardo magnetico e irresistibile. EXIT Diamo i numeri Cortei In questo numero hanno scritto Roberto Basile Aurora Cacopardo Alfredo Alph Capuano Adelaide Caravaglios Maurizio Crivello Aldo De Francesco Nino De Nicola Mimmo Della Corte Rossella Galletti Viviana Genovese Livia Iannotta Francesco Iodice Massimo Lo Iacono Alessandro Mantico Carmine Mastantuoni Espedito Pistone Luciana Ranieri Renato Rocco Rosario Scavetta Pippo Schiano Armando Yari Siporso Fabrizio Tavassi Fabio Tempesta Tommy Totaro 30 i manifestnti identificati e indagati dalla Questura di Napoli per le azioni violente messe in atto durante il corteo «antiFornero» Profondo Sud 20 è la percentuale di studenti che il Sud perde ogni anno. Circa 24 mila giovani dopo il diploma “migrano”verso il centro-nord Metropolitana 172 milioni di euro sbloccati dalla Regione per il completamento della linea 1 della metropolitana. Si aggiungono ai 401 milioni già erogati A CHIAIA MAGAZINE • ÈABBONATI partita la campagna abbonamenti di Chiaia Magazine. Chi decide di abbonarsi, non solo riceverà direttamente a casa il giornale, ma entra nel Club di Chiaia Magazine in cui ha diritto allo sconto del 30% sui libri di Iuppiter Edizioni e su altre opere dedicate alla storia e alle tradizioni napoletane. Due le tipologie di abbonamento: ordinario (20 euro all’anno) e sostenitore (50 euro all’anno). Per saperne di più basta telefonare al numero 081.19361500, dal lunedì al venerdì, dalle ore 11.00 alle 18.00. Guardie&ladri PUOI TROVARCI • InDOVE oltre 500 punti selezionati: negozi, teatri, cinema, bar, discoteche, banche, boutique, 2 San Carlo 1,5 milione di euro di finanziamento tagliato al teatro San Carlo dalla Provincia per non sforare il patto di stabilità e ritardare il rischio dissesto la BACHECA le “vedette”che vigilavano sullo spaccio di droga a Scampia arrestate dai carabinieri durante i servizi straordinari di controllo dell’area studi professionali, gallerie d’arte, ristoranti, circoli sportivi e in tutti gli eventi culturali e mondani. Distribuzione capillare palazzo per palazzo; gazebo nei punti strategici della città per la presentazione del numero e delle iniziative del mensile. ON LINE • CONSULTACI Chiaia Magazine è gratuitamente scaricabile in formato pdf sul sito www.chiaiamagazine.it. DIVENTA NOSTRO FAN • FACEBOOK/TWITTER: Il mensile Chiaia Magazine ora è anche su Facebook e Twitter. 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CHIAIA MAGAZINE • NOVEMBRE 2012 (39) Dai una sede al tuo business Nasce Business Office 55, un nuovo concetto di business service: prestigiosi uffici ed una clientela selezionata per fornire un servizio estremamente curato e garantire la massima tranquillità di lavoro, un'immagine esclusiva ai vostri ospiti e l'assoluta riservatezza ai vostri affari. Business Office 55 offre servizio di noleggio di uffici arredati e non, pronti all’uso, per brevi (anche giornalieri), medi e lunghi periodi. Gli uffici, oggetto di una elegante ristrutturazione, si trovano all’ottavo piano di un prestigioso edificio in stile moderno presidiato H24 e 365 giorni l’anno da servizi di portierato e di vigilanza, godono di una posizione di esclusività nel cuore del quartiere Chiaia e si affacciano tutti sullo spettacolare panorama del golfo di Napoli che va dalle pendici del Vesuvio fino alla collina di Posillipo, con l’isola di Capri che domina la scena. 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