ALL’INTERNO: ESTATE IN CAMPANIA, GLI EVENTI DA NON PERDERE SAPER VIVERE LA GRANDE NAPOLI Anno X - numero 5/6 - luglio/agosto 2015 distribuzione gratuita Il mister operaio è l’ultima scommessa di De Laurentiis. Sarà una carta vincente? Reggerà le pressioni di una piazza che non è Empoli? Il Napoli. . . Maurizio Sarri 56 anni, Capricorno Sarripiglia o Sarricetta? www.chiaiamagazine.it IUPPITER EDIZIONI OBLÒ Confronto tra popoli Gentile Direttore, a metà aprile mi trovavo a Ginevra e, avendo un pomeriggio libero, io e mia moglie Rita decidemmo di visitare il Patek Philippe Museum. Dal centro, dove ci trovavamo, per raggiungere rue des Vieux Grenadiers, verso Plainpalais, dovevamo prendere il bus n. 1. A Ginevra non si aspetta: quasi sempre, mentre sei a poche decine di metri dalla fermata, vedi arrivare l’autotbus e devi quasi affrettarti per non perderlo. E così fu anche quella volta: avendo la gamba sinistra al 50%, dissi a Rita: «Inutile correre, prendiamo il prossimo!». «Ma non vedi che ci sta aspettando e ha le porte aperte?». «Ma guarda che dobbiamo fare ancora il biglietto (ad ogni fermata infatti c’è una macchinetta automatica distributrice di ticket)». «Ho già pronti gli spiccioli nel borsellino». Il battibecco tra me e mia moglie si interruppe quando, per la fretta, Rita rovesciò una pioggia di monetine a terra. Imbarazzati, notavamo di essere osservati dai passeggeri che invece di prenderci “a male parole” ci sorridevano benevolmente. Ma...attenzione: in giacca, cravatta e cappello con visiera entrò in scena l’autista: scese dall’autobus, aiutò mia moglie (che detiene il record mondiale di peso del borsellino), mise alcune monete nella apposita feritoia, ci consegnò i biglietti e con un gesto lento del braccio ci invitò a salire. Riprese il posto di guida e partì velocemente per rispettare la tabella di marcia. Questa volta lascio a voi commenti e riflessioni. MARIO FAIDO «La trattativa», evento di fazione Gentile redazione, trovo alquanto discutibile la scelta del Comune di Napoli di investire 25mila euro per la proiezione con dibattito del film di Sabina Guzzanti «La trattativa». Certamente sarà stata una serata interessante, vibrante, in cui la trattativa «Stato-Mafia» è stata ricostruita cinematograficamente secondo il punto di vista della Guzzanti, ma credo che sia assurdo investire una bella sommetta su una manifestazione «di fazione». Non è che la serata De Magistris l’ha voluta organizzare per mantenersi buoni quelli del Fatto Quotidiano (era presente tra i relatori il direttore Marco Travaglio) in vista della prossima tornata elettorale? FRANCESCO BRACCO (2) LUNGOMARE OCCUPATO E ZERO SICUREZZA Sono arrivate in redazione molte segnalazioni dei cittadini sul caotico e «indisciplinato» «Parthenope Village» (nella foto) che occupa il Lungomare Caracciolo. Riportiamo uno stralcio della lettera di Renato Esposito: «Prima di programmare eventi e manifestazioni in qualsiasi luogo del mondo si programma un piano sicurezza. L’altra sera, trovandomi a Napoli per lavoro, mi sono voluto godere il lungomare della città e cercare così un po’ di refrigerio vicino al mare. Purtroppo mi sono trovato in un mercato senza regole, in un clima da megasagra tra improbabili gazebo di legno, ciurmaglie di venditori abusivi e flotte di ragazzi urlanti alcuni dei quali prendevano di mira persone che passeggiavano tranquillamente. Nella mia camminata non ho riscontrato una sola volante delle forze dell’ordine né mi è sembrato di scorgere un’ambulanza. Eppure la gente era tantissima. Insomma, camminavo nell’insicurezza». Il Bon Ton non abita al Circolo RARI NANTES Gentile direttore, sono un’appassionata giocatrice di cun-cain e burraco. Preciso subito che le mie amiche ed io giochiamo solo pochi spiccioli. Un modo come l’altro per incontrarci, fare due chiacchiere, commentare gli ultimi avvenimenti della nostra vita. Essendo una sentimentalona, ho frequentato, fino a pochi giorni fa, anche se saltuariamente, la location del Circolo Rari Nantes Napoli, nel ricordo delle serate trascorse con i miei familiari, che erano soci del Club. Anche dopo la loro dipartita, sono rimasta affezionata al Circolo, che, come tutti sanno, negli ultimi anni ha attraversato momenti molto difficili. Purtroppo, l’episodio, che sto per raccontarvi, ha fatto svanire nel nulla tutti questi bei ricordi. Dall’anno scorso la nuova dirigenza ha stabilito per noi donne il pagamento di un contributo trimestrale di 60 euro per accedere al circolo e giocare. Giusto, giustissimo. Il servizio, anche se minimo, si paga. Ma c’è un limite, che non può essere superato. Ed è un limite che si chiama Bon Ton. Dopo aver pagato il contributo per sei mesi, nei giorni scorsi, per la precisione il 27 giugno, sono stata fermata alla porta. Perentorio l’invito: se non paga subito l’ultimo trimestre ed una somma, una tantum, per il periodo estivo, non può entrare. Apriti cielo: ho fatto presente che non avevo al momento la somma disponibile e che avrei pagato il tutto (160 euro) entro lunedì 29 giugno, e cioè un giorno prima della scadenza trimestrale. «Niente, non si entra. Questi sono gli ordini». Sconvolta, ho sussurrato timidamente: posso parlare allora con un dirigente? «No, ci dispiace. Prima deve pagare e poi può parlare!». Ogni commento è superfluo. Alla Rari Nantes non albergano più né la Galanteria né il Bon Ton dei tempi d’oro del glorioso Circolo, che tanti allori ha dato alla nostra città. Peccato, davvero peccato. Un’ultima precisazione: lungo l’arco dei nove mesi sono andata al Circolo solo tre volte. L’ultima è stata “fatale”. L’editoriale Anche i droni fumano: il nuovo Napoli di Sarri. pagina 3 Il paginone «La casina dei casini: la denuncia delle associazioni civiche. pagine 4-5 Primo piano Residenti sul piede di guerra: caos viabilità, Marechiaro senza pace. pagina 7 Il ricordo Addio Dino Celentano, sorriso gentile del Napoli. pagina 9 Sollecitazioni Sperimentazioni didattiche: la storia di Roma a ritmo di rap. pagina 12 Quartierissime La Riviera di Chiaia continua a produrre fossi. pagina 15 Speciale Estate Gli eventi da non perdere a Napoli e in Campania. pagina 17/26 Saper Vivere Così affondarono Achille Lauro: ecco chi volle la fine della Flotta. pagina 27 Maria Rosaria Cozzupoli n u m q u a m SAPER VIVERE LA GRANDE NAPOLI Anno X n. 5/6- luglio/agosto 2015 Direttore responsabile Max De Francesco Caporedattore Laura Cocozza h o r u m l u x c e d e t Società editrice IUPPITER GROUP S.C.G. Sede legale e redazione: via dei Mille, 59 - 80121 Napoli Tel. 081.19361500 - Fax 081.2140666 www.iuppitergroup.it Presidente: Laura Cocozza Stampa Centro Offset Meridionale srl - Caserta Redazione Livia Iannotta Reg. Tribunale di Napoli n° 93 del 27 dicembre 2005 Iscrizione al Roc n°18263 © Copyright Iuppiter Group s.c.g. Tutti i diritti sono riservati Progetto e realizzazione grafica Fly&Fly Per comunicati e informazioni: [email protected] SOS CITY Responsabile area web Massimiliano Tomasetta Pubblicità (Tel. 081.19361500) Michele Tempesta (392.1803608) CHIAIA MAGAZINE • LUGLIO/AGOSTO 2015 Si ringraziano Tony Baldini per la consulenza grafica e l’Archivio Ruggieri Lancia il tuo Sos, indica disservizi e problemi del tuo quartiere e proponi soluzioni per rendere più vivibile la città. Contiamo su di te. Le lettere, firmate con nome e cognome, vanno inviate a «Chiaia Magazine» - via dei mille, 59 80121 Napoli, oppure alla e-mail [email protected] L’EDITORIALE ANCHE I DRONI FUMANO Max De Francesco Non si parla più del mangiatore di paellas, del San Rafè di due estati fa, dell’uomo rotondo come la luna rossa che De Laurentiis scelse per internazionalizzare il Napoli, seppellire Mazzarri, ripartire con le ripartenze, scorgere orizzonti di gloria. Un figurone nel girone Champions il primo anno, domando Arsenal e Borussia Dortmund, una Coppa Italia, una Supercoppa vinta ai rigori con la Juve: sintesi estrema del sogno Benitez e santità mancata per il madrileno, troppo lontano dal miracolo scudetto. Mister scaccia mister: grazie Rafa, avanti il prossimo. Palmarès sguarnito, età saggia, realismo in tuta, esperto in manutenzione di difese, sempre vestito di nero nelle giornate decisive, la prima volta su una panchina che conta: nell’estate della botta Caronte e della cotta Grecia, non si parla che del fumatore di Bagnoli, dell’ex impiegato ossessionato dalla «distanza tra i reparti», del divoratore dei libri superalcolici di Bukowski e Fante. Sarri Maurizio, 56 anni, capricorno, è l’ultima scommessa del nuovo ciclo De Laurentiis che, con meno denari in saccoccia e il progetto stadio dai tempi ancora indefinibili, ha lanciato la sfida: credere negli italiani, provincializzare la squadra («Anche il bel cinema si fa in provincia»), localizzare i talenti, ridimensionare le aspettative, ricollocare al centro del San Paolo l’umiltà. «Dicono che io sia un visionario, ma ho sempre indovinato», disse tempo fa in un’intervista, dopo aver individuato in Sarri l’uomo del «ricomincio da capo». Le storie di calcio insegnano che il campo è il luogo dove le visioni di un presidente trovano la via del gol se, oltre ad essere sostenute da fortuna e casse in salute, siano realmente condivise da abili giocatori, da un ragionevole allenatore, da un pubblico bollente ma paziente e da una struttura societaria organizzata e autorevole. Lasciamo agli esperti della letteratura del pallone - che tengono informati i tifosi sul nuovo Napoli con godibili trasmissioni televisive - analizzare visione e visioni di De Laurentiis, esaminare l’organigramma societario, snocciolare i moduli del tecnico, esaltare le potenzialità di Allan e i guantoni di Reina; crediamo, però, che al di là degli ultimi fuochi del mercato e delle enciclopedie di teoria calcistica sfogliate quotidianamente dagli Einstein della tattica, la carta del presidente di pescare un mister operaio da «zero tituli» assumerà i colori vincenti di un jolly se il mister stesso dimostrerà di saper reggere la pressione. Ernest Hemingway, dovendo spiegare che cosa siano «lo stile e il coraggio» sceglie una tripletta di parole: grace under pressure. Ovvero, la capacità di mantenere una certa grazia anche sotto la pressione dei colpi più duri, come un pugile che all’angolo soffre sotto la tempesta di cazzotti ma tiene botta, custodisce la rinascita, vede sempre un varco per rimettersi in gioco. Il Grosseto, la Sangiovannese, l’Empoli non sono il Napoli: il fiato sul collo della torcida partenopea mette le ali, ma se il campo tradisce, annuvola la lucidità anche degli allenatori più blasonati. La pareggite per una squadra che deve salvarsi è una cura, per una che mira alle stelle è una malattia: l’Empoli della passata stagione ha collezionato fantastici pareggi che, nella città del Pallonetto, Sarri sa sono come una sconfitta. Come vivrà il debutto in Europa League? Come supererà il trabocchetto del turnover? Come reagirà se i risultati non saranno subito esaltanti? Il tifo azzurro non parla più del rubicondo Rafa, ma ha solo parole e occhi per il tecnico di Bagnoli che sembra uscito da un film di Ken Loach e da una poesia di Lafourgue, con quel suo volto da notta- taccia, mentre fuma in faccia agli dèi infinite sigarette e muove dita arrostite dal tabacco simili a cosciotti d’oca. Nel ritiro di Dimaro il Napoli studia il Sarri pensiero, il fermento cresce, Hamsik è un figliuol prodigo, Valdifiori è una piuma che pesa ogni pallone, i droni sorvegliano dall’alto i congegni della squadra. E le macchine volanti radiocomandate hanno acceso la fantasia dei napoletani. Giorni fa, mentre attendevamo vanamente a piazza Amedeo l’avvento del C24, le discussioni alla fermata consegnavano le seguenti verità: Higuain sarebbe stato un formidabile collaudatore di parabole, visto il talento che ha nel colpirle ogni volta che tira un rigore; a Dimaro, secondo un signore bruno, Sarri ha ormai conquistato talmente tutti che «anche i droni fumano»; un signore in bermuda sosteneva invece che «con i droni si vincono gli scudetti». Un uomo incamiciato, assediato da un numero imprecisato di borse per la spesa, sentendo la parola scudetto, non resisteva: «L’unico ddrone ca se pigliava ‘e scudetti, teneva ‘e ricci e a maglia numero 10». «Dotto’ - interveniva un vecchietto con l’ultimo filo di voce rimastogli - ma faciteme ‘o piacere, chill’ nun era nu ddrone, chill’ era nu ddio». CHIAIA MAGAZINE • LUGLIO/AGOSTO 2015 (3) IL PAGINONE IL CASO Villa Comunale: scorcio della Casina Pompeiana, adibita a chalet dall’associazione “Sii turista della tua città”. CASINA DEI CASINI Le associazioni civiche di Chiaia smascherano il Comune di Napoli sull’affido della Casina Pompeiana all’associazione «Sii turista della tua città». È scontro Livia Iannotta IUPPITER TV Attraversare la Villa comunale di Napoli è come sfilare davanti a una sfilza di pasticci. C’è la Cassa armonica, gioiello di Errico Alvino in ghisa e vetro, da tre anni monca della sua corolla, rimossa in occasione della prima America’s Cup. La Casina del Boschetto, oggi vergognosa discarica, nel 2016, secondo le ultime notizie, destinata a divenire “Museo del mare”. I cantieri senza fine della linea 6 del metrò. E la Casina Pompeiana, il ring forse più infuocato, quello che nell’ultimo mese ha sollevato un polverone di polemiche mentre si fronteggiavano, a colpi di post sui social network e blitz in notturna, due visioni antitetiche di fare associazionismo. Ma che si professano entrambe “paladine” di quella rivoluzione culturale avvertita come unica arma per salvare una città allo sfascio. La vicenda parte per caso, agli inizi di giugno, quando l’architetto Antonella Pane, presidente dell’associazione civica “Progetto Napoli”, viene a conoscenza dell’utilizzo della Casina Pompeiana, nota struttura rinascimentale, da parte di un gruppo di ragazzi che, senza avere un Si chiamerà «La città che non va» il nuovo format, in 10 puntate, di Chiaia Magazine, che da novembre 2015 verrà trasmesso su Iuppiter Tv, il canale televisivo sul web di Iuppiter Group. Dieci reportage, curati dalla redazione di Chiaia Magazine, attraverso interviste e inchieste, racconteranno storie di disservizi segnalateci da associazioni civiche e comitati di cittadini. Il format nasce con l’intento di fornire ai prossimi candidati a sindaco di Napoli un report di criticità che merita di essere affrontato con urgenza. (4) CHIAIA MAGAZINE •LUGLIO/AGOSTO 2015 riferimento costitutivo giuridicamente riconoscibile, si rifaceva solo ad una pagina facebook denominata “Sii turista della tua città”. Nei loro post dichiaravano di essere stati autorizzati dal Comune di Napoli e facevano appello ai cittadini, in vista di una serie di incontri a carattere culturale da loro programmati, per essere aiutati ad arredare gli esterni della struttura con suppellettili varie, dalle sedie da giardino ai copertoni dei tir. Trattandosi di un bene tutelato ed incuriosita da questo strano e irrituale affido, nel timore dell’ennesima occupazione abusiva mimetizzata da iniziativa culturale, la Pane si reca immediatamente in Sovraintendenza dove a conferma dei suoi sospetti, scopre che nessuno ne sapeva nulla e che quindi non era mai stato dato (ma nemmeno richiesto) dal Comune di Napoli l’ok all’iniziativa. Si presenta allora in Villa Comunale in compagnia di Paolo Santanelli, presidente della Onlus “Chiaia per Napoli”, per vedere di persona cosa realmente stesse accadendo e - a detta dei due vengono accolti in malo modo da un gruppo di giovani che li cacciano asse- rendo di essere stati autorizzati dalla “dr.ssa Vacca, capo staff dell’assessore comunale alla cultura Nino Daniele”. Decisi a vederci chiaro, i due interpellano la responsabile amministrativa della Villa Comunale, che a sua volta riferisce che nonostante ripetute richieste, non le era stata ancora presentata alcuna autorizzazione né dagli occupanti della Casina Pompeiana né tantomeno dall’ufficio dell’assessore Daniele, da lei prontamente contattato. Intanto gli attivisti di “Sii turista della tua città” adibiscono la Casina Pompeiana a “location” per un aperitivo, smuovendo con l’ausilio di una ruspa la terra delle aiuole circostanti, per piantare fiori ed erbe di vario tipo. Pane e Santanelli non ci stanno: decidono di alzare il tiro passando ai fatti. Presentano così un esposto alla stazione dei Carabinieri di Largo Ferrandina al fine di fare chiarezza sui fatti ed in particolare sul “sunset party” che si sarebbe dovuto tenere di lì a poco. La Polizia Municipale eleva una sanzione amministrativa di 8000 euro per “vendita di alcolici e di cibo ed utilizzo di suoni senza alcuna autorizzazione” che di fatto rendevano irregolare l’organizzazione De Magistris con Luca De Martino, fondatore dell’associazione “Sii turista della tua città” dell’evento. Di qui la furia prima dell’assessore Daniele, che bacchetta la Polizia Municipale («senza però - come sottolinea Santanelli - esibire la delibera di affido della struttura o dal praticare un atto di doverosa contrizione per non avere predisposto tutta la documentazione necessaria»), e poi degli organizzatori dell’evento, che dalla loro pagina facebook tuonano contro Pane e Santanelli, additati in un vero e proprio tam tam sul web come il “vero male di Napoli” e sospettando un attacco mediatico. Santanelli prova ad ammorbidire i toni pubblicando sulla pagina del gruppo facebook di “Sii turista della tua città” una lettera aperta in cui vengono analizzati e illustrati i motivi dell’esposto «che - chiarisce il presidente di “Chiaia per Napoli” - avrebbe avuto semplicemente lo scopo di garantire i diritti di tutti nel pieno rispetto delle leggi». Questo il contenuto del post: «Seppur nobile iniziativa quella di piantare fiori e vivacizzare un luogo abbandonato, non si deve dimenticare che ci sono delle regole da rispettare altrimenti si creano pericolosi precedenti e si finisce nello stesso calderone con chi ogni giorno contribuisce invece alla distruzione della nostra città. Nessuna rivoluzione culturale potrà mai essere fatta se si prescinde dalla cultura della legalità perché inculcare nelle nuove generazioni il concetto del rispetto delle regole sarà fondamentale per invertire la tendenza e favorire la rinascita di una nuova Parthenope, mediterranea ma anche europea, proiettata nel futuro ma sempre adesa alle proprie radici intese come senso di appartenenza e non come sentimento di nostalgico rimpianto». In chiusura, poi, l’auspicio di potersi sedere un giorno tutti insieme intorno ad un tavolo, per parlare di Napoli e del suo futuro. Se da un lato la lettera placa la polemica tra le associazioni civiche e il gruppo di volontari, dall’altro resta comunque in piedi il “j’accuse” nei confronti dell’assessore Nino Daniele contro il quale Pane e Santanelli, supportati anche da altre associazioni civiche quali “Cittadinanza Attiva”, “MediNapoli”, “Comitato Civico Portosalvo”, “Comitato Civico Posillipo”, “Comitato Napoli Centro Fare - per Fermare il Declino” e dal blog di “Napolipuntoacapo”, incalzano richiedendo ufficialmente la copia di una eventuale documentazione con la quale vi sarebbe stato l’affido della struttura. All’assessore i comitati civici chiedono chiarezza e soprattutto «perché mai egli avrebbe proceduto ad un affido sulla base del solo criterio della discrezionalità senza prima premurarsi di sapere chi fossero i beneficiari e se avessero competenze e credenziali giuridiche necessarie per essere meritevoli dell’affidamento di una struttura di enorme valore storico-artistico quale la Casina Pompeiana». Ad accrescere la tensione, poi, anche il fatto che i volontari di “Sii turista della tua città” erano già stati denunciati per avere ripulito senza autorizzazioni la fontana di Monteoliveto. «Atto, questo dell’assessore Daniele, - continua Santanelli - di pericolosa superficialità se si considera che il succitato gruppo di volontari avrebbe collezionato in quell’occasione una denuncia proprio per danneggiamento monumentale (denuncia ritirata successivamente per motivi a noi non noti)». Le sentinelle civiche temono che con la questione Casina Pompeiana l’assessore Daniele abbia creato un pericoloso precedente in tema di gestione privatistica di un bene pubblico: «È bene ricordargli che al di là dei più nobili intenti le regole vanno sempre rispettate ed in accordo con il comunicato a lui inviato in questa occasione dal S.U.L.P.L. (Sindacato Unitario Lavoratori Polizia Locale) che la “Cultura della legalità è il primo tassello per la costruzione di un tessuto sociale nuovo…” e di ciò un rappresentante delle istituzioni non può fregarsene barricandosi dieto un concetto distorto ed utilitaristico della stessa». La partita, comunque, al momento resta aperta: «Nel timore che negligenze, distrazioni, omissioni, scelte discrezionali e valutazioni superficiali, possano celare fini occulti - conclude Paolo Santanelli - noi sentinelle civiche della legalità continueremo a monitorare il territorio senza farci intimorire da nessuno, ma soprattutto senza mai abbassare la guardia». CASINA DEL BOSCHETTO, PERCHÉ UN MUSEO DEL MARE? Volendo girare un rapido flashback sulla Casina del Boschetto (foto in basso) verrebbe fuori più o meno questo: sedici anni di restauro fantasma, un cantiere perenne, oltre 2 milioni di euro sciupati e la vena artistica dei writers sfogata senza criterio sulle mura dell’edificio razionalista progettato nel 1948 da Luigi Cosenza. Il risultato? Un rudere, un pugno nell’occhio che si accoda alla Cassa Armonica amputata della corona, alla Casina Pompeiana mal gestita e ai lavori senza fine della linea 6 della metropolitana, indegna scenografia della Villa Comunale napoletana. I bluff, insomma, per quella che fu casa “luxury” della stampa fino al 1999, sembravano non finire mai. E invece, lo scorso 8 luglio, arriva fresca la notizia di un protocollo d’intesa siglato dal sindaco Luigi de Magistris e dal presidente della Stazione Zoologica Anton Dohrn Roberto Danovaro, che prevede la concessione della Casina del Boschetto alla Stazione Zoologica. Lo scopo? L’apertura di un “Museo del mare”. Nel progetto ci sono: la creazione di un polo espositivo, il trasferimento della nutrita biblioteca della Stazione Zoologica (5 kilometri di libri, oggi inaccessibile causa amianto), l’apertura di un turtle point, di un’area per bambini da destinare a una summer school sul tema mare e di una sala conferenze, nonché la ristrutturazione e l’ampliamento dell’acquario. Previsione (ottimistica) per la fine dei lavori: 2016. Costo: circa due milioni di euro, che si accollerà la Stazione Zoologica. Ma di fronte all’entusiasmo diffuso (che è giusto e comprensibile quando ci si attiva per “spolverare” dal degrado beni vergogna o cantieri lumaca) viene da chiedersi: ha senso un polo del mare a due passi dalla Stazione Zoologica? O si rischia, piuttosto, di cadere in un “doppione” inutile, appendice di un centro già ben strutturato? Ma, soprattutto, che fine hanno fatto le promesse che negli anni di stalli e querelle sono fioccate da palazzo San Giacomo? Nel 2010, ad esempio, Ottavio Lucarelli, presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, così documentava la questione: «Nel luglio 2009 il Consiglio comunale all'unanimità approvò un ordine del giorno in cui è scritto che la Casina del Boschetto deve ritornare ai giornalisti. Da quel giorno i lavori procedono a fasi alterne. Come Ordine siamo pronti a una convenzione con il Comune per la gestione della struttura». Cosa ne è stato di quel progetto? Giusto per rinfrescarsi la memoria: i giornalisti vengono sfrattati dalla Casina sedici anni fa per morosità, visti i mancati pagamenti del canone di locazione. Da quando l’edificio è tornato nelle mani del Comune, però, prima sotto Bassolino e poi con la Iervolino, si è riusciti solo nell’intento di renderlo covo del degrado. Tra rimandi e false speranze, in Consiglio comunale si è ribadito più volte che la destinazione d’uso sarebbe stata quella di una “casa della cultura” da gestire insieme all’Ordine dei Giornalisti. Con de Magistris non si fanno passi avanti: la struttura “stagna”, imbrattata da vandali e riparo di fortuna per clochard. I lavori, addirittura, si stoppano per un contenzioso con l’impresa che li stava eseguendo. Neppure le vele dell’America’s Cup, nel 2012 e 2013, riuscirono a traghettare l’amministrazione verso una soluzione. Le promesse montate negli anni, quelle sì, evidentemente le spazzarono tutte via. LIVIA IANNOTTA CHIAIA MAGAZINE • LUGLIO/AGOSTO 2015 (5) (6) CHIAIA MAGAZINE • LUGLIO/AGOSTO 2015 PRIMO PIANO RESIDENTI SPACCATI Caos viabilità, Marechiaro senza pace La Ztl permanente con telecamere non parte. Le limitazioni al traffico dividono e la protesta corre sul web: «Il borgo non divenga un parco per pochi ricchi» Rosario Scavetta Secondo quanto riferiscono gli abitanti del luogo, qualcuno anni fa definì Marechiaro “un angolo di paradiso abitato da dèmoni”. Oggi non sappiamo se sul Borgo dei pescatori, situato alle pendici della collina di Posillipo, aleggi realmente qualche spettro che toglie pace ai residenti, ma sta di fatto che le sue caratteristiche viuzze, in particolar modo d’estate, non godono della stessa tranquillità che stregò i “vip” della Roma augustea, che proprio lì decisero di edificare sontuose dimore e stabilimenti termali. Il “dramma” si ripete nei caldi mesi estivi, quando Borgo Marechiaro è preso d’assalto dai numerosissimi bagnanti provenienti dagli altri quartieri della city partenopea. Nel corso degli anni le varie ordinanze relative alla limitazione del traffico e i presidi di forze dell’ordine istituiti dal Comune hanno cercato di arginare il rischio sicurezza creato dall’elevato afflusso di automobili e motocicli che intralciano la circolazione stradale delle uniche due vie d’uscita dal Borgo, via Marechiaro e via Franco Alfano, ma non hanno certo risolto il problema sicurezza per tanti residenti che in questi mesi vedono triplicato il numero di persone che accedono allo storico sito. Ztl, residenti “spaccati” Dopo il comunicato stampa del Comune di Napoli (era il settembre del 2014) relativo all’approvazione di una delibera che avrebbe dovuto dare vita ad una Ztl permanente con varchi e telecamere in via Marechiaro, via Ferdinando Russo e via Franco Alfano dall’estate 2015, gli unici provvedimenti concretizzatisi per la zona, quest’anno, sono l’ordinanza n°22 del 14/05/2015 che ha pedonalizzato l’ultimo tratto, dove inizia la piazzetta, dal civico 132 alle scale di via Marechiaro, e l’ordinanza n° 29 del 17/06/2015 che ha istituito un particolare dispositivo di traffico in via Marechiaro e via Franco Alfano. Quest’ultimo provvedimen- alla zona di mare tra le più belle della città. Ci sembra una discriminazione inaccettabile. Marechiaro è di tutti. Una risorsa grandissima per il rilancio turistico della città, non può divenire parco o circolo privato». Non tutti i cittadini sono sostenitori della “chiusura” di Marechiaro. Tra le richieste avanzate al Comune il ripristino di un mezzo di trasporto pubblico che porti alla piazzetta to, in sintesi, regola il transito veicolare e la sosta nella fascia oraria dalle 7:00 alle 19:00 nelle suddette vie dal 27 giugno al 27 settembre del 2015. Si attende che si materializzi, invece, la famosa Ztl permanente con telecamere, annunciata in pompa magna da palazzo San Giacomo e per la quale sono favorevoli gli iscritti al “Borgo Marechiaro”, associazione costituitasi alla fine del 2014, prima come comitato e poi come ente no profit, presieduta da Luigi Cimaduomo (foto in alto a sinistra). L’associazione, per valorizzare il Borgo, ha organizzato diverse iniziative storico-culturali, gastronomiche e giornate ecologiche e chiesto ed ottenuto - si legge nell’ordinanza - «per evitare l’assembramento di veicoli che ogni estate blocca, di fatto, l’accesso alle scale che conducono al mare», la pedonalizzazione dell’ultimo tratto (piazzetta) di via Marechiaro. Non tutti, però, sembrano sostenitori della “chiusura” di Marechiaro. Un gruppo di residenti, infatti, si è fatto promotore di una petizione per far sì - si legge sul web che «Marechiaro non divenga un parco privato per pochi ricchi e privilegiati». Ci dice Ciro D’Alessio (foto in alto a destra): «A promuovere la petizione, al momento, ci siamo solo io e la mia famiglia, ma godiamo di un ampio sostegno popolare». Marechiaro blindata Si legge nella missiva inviata al sindaco di Napoli Luigi de Magistris: «Il comitato Borgo Marechiaro, rappresentante di pochi residenti e ristoratori che vorrebbero Marechiaro riservata a loro stessi ed ai loro privilegiati clienti, ha fatto pressione sulle istituzioni in favore di provvedimenti che mirano a limitare ulteriormente l’accesso al borgo da parte dei cittadini comuni. In particolar modo questi provvedimenti mirerebbero a limitare il turismo balneare, introducendo limitazioni di traffico nelle sole ore diurne, che sommate all’assenza di mezzi e parcheggi aperti al pubblico, renderebbero di fatto ormai irraggiungibile Marechiaro, sottraendola ai flussi turistici, danneggiando gravemente tutte le imprese balneari e relativi indotti, sottraendo a tutti i cittadini napoletani ed ai numerosi turisti, la possibilità e il diritto di accedere Le proposte «Chiediamo pertanto - si legge ancora nella missiva in controtendenza rispetto ai privilegi richiesti dalla citata associazione (il comitato Borgo Marechiaro n.d.r.), il rispetto di elementari diritti di tutti i cittadini: il ripristino di un mezzo di trasporto pubblico che porti alla piazzetta di Marechiaro; la delimitazione di aree per la sosta dei motocicli e delle bici, mezzi poco ingombranti che hanno poco impatto sul traffico e sull’ambiente ed il libero transito di questi mezzi nella Ztl di Marechiaro; che non si perdano ulteriori posti auto creando una nuova piazzetta pedonale, da dare poi in concessione ai privati, ma che si rivalorizzi, per eventi e feste, la storica piazzetta già esistente; che si delimitino dei parcheggi pubblici, anche a monte di via Marechiaro, e si favorisca il servizio di navette anche private che trasportino poi i turisti da su a giù e viceversa; che non si limiti il traffico solo nelle ore diurne, penalizzando solo il turismo balneare, ma che si studi un nuovo dispositivo di viabilità, ad esempio una rotatoria sul tratto terminale della strada, che consenta il transito anche dei non residenti senza creare intralcio alla circolazione; che non si chiuda il porticciolo alla navigazione dei piccoli natanti, per favorire l’arrivo di turisti anche via mare; che si valorizzino quelle attività storiche legate alle antiche tradizioni che hanno contribuito a far rifulgere l’immagine di Marechiaro nel mondo quali il pescatore, il barcaiolo, l’acquafrescaio, l’osteria tipica». Insomma la questione Borgo Marechiaro “aperto” o “chiuso” è calda, anzi caldissima, e siamo sicuri che non basteranno quattro tuffi nell’acqua fresca per risolverla. CHIAIA MAGAZINE • LUGLIO/AGOSTO 2015 (7) (8) CHIAIA MAGAZINE • LUGLIO/AGOSTO 2015 IL RICORDO OMAGGIO ALL’UOMO CHE CON JULIANO PORTÒ MARADONA IN AZZURRO Addio Dino, sorriso gentile del Napoli Franco Esposito Pubblichiamo il ricordo del giornalista e scrittore Franco Esposito dedicato a Dino Celentano, storico dirigente del Napoli indimenticabile degli anni ‘80, spentosi il 28 giugno scorso, all’età di 74 anni. Presenza discreta, il sorriso quieto, rassicurante, espressioni e parole sincere, mai un tono sopra, viveva il Napoli con composta passione e infinito amore. Dino Celentano sapeva come farlo parlare il cuore di sportivo e di tifoso. Intorno al Napoli lui c’era sempre, anche quella volta a Barcellona, tra la notte e l’alba, al fianco di Antonio Juliano, che segnò l’operazione di mercato del secolo. Il trasferimento di Maradona al Napoli. E proprio sulla barca di Dino, a Ischia, al largo di Cartaromana, Diego trascorse la sua prima notte napoletana. Il dondolio dell’onda, la suggestione e la bellezza dell’isola, l’amabilità dell’anfitrione, per fargli capire cos’è Napoli, quando ci si mette, e chi sono i napoletani quando sanno essere veri. Campioni assoluti di ospitalità e amicizia. Amico e mai sentinella del Napoli, Dino, con quella faccia un po’ così e quella voce un po’ così di chi è nato a Napoli. Mai amante della vetrina, che non ha mai cercato. Mediatica o di altro tipo, l’esposizione non gli interessava. Anche perché non ne aveva bisogno l’imprenditore e tampoco il dirigente sportivo. Responsabile del settore giovanile, nel Napoli aveva cominciato dal basso, dal pianerottolo o piano matto. Figura fondamentale, spesso capace di apporti generosi, se richiesti. Mai invadente, fiancheggiatore premuroso del presidente Ferlaino, nel gruppo di dirigenti che hanno fatto storia: Marino Brancaccio, Ellenio Gallo, Pasquale Carbone, Verga, Rocco, Paolo Resi. Un prezioso, silenzioso, ottimista compagno di viaggio, mai ombra fastidiosa o pretenziosa. Di lui poteva fidarsi l’ingegnere, potevamo fidarci tutti. Non deludeva mai, non conosceva minimamente le arti subdole e ambigue che incrinano l’amicizia e la stima. Sapeva stare nel suo brodo, Dino. La faccia gentile del Napoli. L’imprenditore di qualità e il dirigente sportivo andavano felicemente a braccetto, sposi della serietà e dell’operatività, almeno fino a quando il Napoli è stato “na cosa grande”. Dirigente accompagnatore, c’era lui in panchina, vicino a Ottavio Bianchi, quel pomeriggio di delirio e festa allo stadio comunale di Napoli. Juve 1, Napoli 3, prima fondamentale pietra della costruzione chiamata scudetto. Gioia e lacrime, Dino con la cravatta slacciata, la voce roca, gli occhi pieni di felicità, e un formidabile abbraccio corale. Lui, Ferlaino, Bruscolotti, e quanti altri eravamo lì, noi napoletani, nel ventre dello stadio. Lo spogliatoio dello stadio a pochi metri. L’altra casa di Dino Calentano, fuoriclasse della media- zione e delle buone maniere. Sapeva rattoppare, ricucire, smussare. L’imprenditore di successo, il Cis e l’elegante raffinato albergo a Positano, e il grande appassionato. Sereno e capace, Dino, nello svolgimento della doppia attività: mai uno screzio con i giornalisti, neppure uno. Ad evidenziare, sotto questo aspetto, una meravigliosa entusiasmante eccezione. Napoli e il Napoli sono, storicamente, occasioni per polemiche, contrasti, litigi, veleni. Dino è stato il dolce, il bignè. La delicatezza fatta persona. Lassù qualcuno lo ama e tanti quaggiù. CHIAIA MAGAZINE • LUGLIO/AGOSTO 2015 (9) (10) CHIAIA MAGAZINE • LUGLIO/AGOSTO 2015 CHIAIESI DI SUCCESSO ENRICO LALIA MORRA, VITA DA CONSOLE Amo l’Italia, ma il Rwanda è meglio di noi Livia Iannotta Napoli, Milano, Rwanda. Un cuore “spaccato” in tre luoghi. Enrico Lalia Morra è napoletano, chiaiese per la precisione, nonostante la città sotto al Vesuvio l’abbia lasciata da almeno 15 anni. La fede calcistica per l’Avellino, invece, c’è ancora, fomentata perfino in terra lombarda dove oggi vive e lavora. Ex “umbertino”, patito del jazz, moglie e tre figli. Ma la sua vita guarda per metà all’Africa. E più in particolare al piccolo Stato a est della Repubblica democratica del Congo, teatro, nel 1994, del cruento genocidio della stirpe dei Tutsi per mano degli Hutu. Lalia Morra è Console Onorario della Repubblica del Rwanda a Milano. Incarico «pieno di sfide e per questo molto stimolante - puntualizza -, una grande scommessa», che mira anche a divulgare l’immagine di un Paese 2.0, ripulito dal sangue e con lo sguardo puntato dritto al futuro. Il 2 luglio, in occasione del National Day, nella cornice del maxi evento dell’Expo, ne sono state svelate “magia” e potenzialità. Cosa l’ha legata al Rwanda? «La mia storia con il Rwanda è singolare: quando sono state battezzate le mie due figlie da un sacerdote ruandese nel 2005 e vivevo vicino Roma non avrei mai immaginato che poi la mia vita professionale sarebbe mutata completamente diventando responsabile commerciale per l’Africa subsahariana per AgustaWestland. Rappresentando questa azienda per la vendita di elicotteri in Rwanda ho avuto l'opportunità di conoscere il Presidente della Repubblica di questa meravigliosa nazione. Ho poi organizzato alcune conferenze per avvicinare il mondo dell'imprenditoria italiana al Rwanda e da lì è venuto il riconoscimento da parte del Governo rwandese come Console Onorario a Milano». Come dipingerebbe il Rwanda di oggi? «In Italia il Rwanda viene ancora ingiustamente associato alla tragedia del genocidio di 21 anni fa. Ma oggi è un luogo di pace e di sviluppo che ha superato in maniera straordina- ria quella pagina drammatica della sua storia diventando grazie alla visione illuminata del suo Presidente - un modello di sviluppo sociale ed economico per tutta l’Africa. In Rwanda si registra una società su internet in 24 ore. Non esiste corruzione. C’è internet 4G anche a 4000 mt d’altezza. E hanno la più alta percentuale di donne in Parlamento del mondo. Relativamente agli italiani in Rwanda, tante attività sono già partite soprattutto nel settore turistico ma c’è ancora tanto da fare per stimolare l'imprenditoria italiana ad investire, soprattutto nel settore manifatturiero». Tra le iniziative sostenute dal Consolato c’è il progetto “EqualiTea”: qual è la sua importanza? «La bellezza del progetto “EqualiTea” è che si prefigge non solo la commercializzazione dell'ottimo tè ruandese ma soprattutto quello di mettere in moto, attraverso i proventi della vendita, attività economiche di micro credito per sostenere lo sviluppo delle famiglie rwandesi che hanno bisogno di avviare attività micro imprenditoriali nell’agricoltura o nell'artigianato». Cosa apprezza dell’Italia e su cosa invece pensa si debba invertire rotta? «In Italia manca ancora l’unità. Non quella fra regioni (in cui non credo), ma l’unità organizzativa, la coesione che permette di raggiungere risultati. Conoscendo il mondo riscontro sempre di più che siamo i migliori in tanti campi, purtroppo ci manca lo spirito di lavorare insieme e di proteggerci nelle nostre attività, anche in quelle imprenditoriali o politiche. Siamo troppo individualisti. Penso che una maniera per raggiungere una maggiore coesione potrebbe essere proprio dare più attenzione all’estero che ai problemi interni nei quali spesso ci perdiamo. Uno sguardo al mondo ci farà lavorare meglio e favorirà la nostra unione». Di Napoli le manca qualcosa? «L’atmosfera rilassata e frenetica allo stesso tempo, la capacità di arrangiarsi, la flessibilità mentale. E poi la musica e ovviamente i colori». Il Sud, dell’Italia come del mondo, ha miniere di risorse che non vengono sfruttate o lo si fa nel modo sbagliato. Da dove ripartire, a suo avviso, in regioni come la Campania o stati come il Rwanda? «Dall’inventiva e dalla forza di volontà. Nei primi 41 anni della mia vita ho imparato come sia vero che con la tenacia e le buone idee si possa ottenere quasi tutto, anche gli obiettivi in prima battuta impossibili. Nel Sud c’è tanta più vitalità che altrove, ma serve più perseveranza che altrove. Abbiamo idee fantastiche ma ci manca talvolta la capacità di andare in fondo. Insisti e ce la fai: il Rwanda si è rialzato e lavorando sodo sta mostrando al mondo che in 20 anni si può ricostruire una nazione e renderla bellissima». CHIAIA MAGAZINE • LUGLIO/AGOSTO 2015 (11) SOLLECITAZIONI CICCIO CAPASSO, ESTRO INCONSUETO Non è un riconoscimento a posteriori. Il ricordo di Lui è legato fortemente al valore della sua vicenda artistica. Mi ha profondamente dilaniato la sua prematura scomparsa. I desiderati vincoli, corroborati da intense tracce di esperienze artistiche, avevano innescato salde radici. Sono rimasto come sospeso nel vuoto, cercando qualche pur minimo appiglio per giustificare l’improvvisa mancanza. Accingendomi a coprire un vuoto con un artista di grande rigore formativo, avevo in mente Lui, il Maestro Ciccio Capasso. L’avevo cercato “non soltanto per fare”, ma per inventare con Lui, segnatamente, un “modo di fare”. Ciccio Capasso aveva addosso cospicui i caratteri dell’interprete passionale, viscerale. Non era, come tanti, inesploso o esploso a metà. Non era uno sprovveduto, gravato di pesi, informale, comune, generico. Ciccio Capasso era un ineguale, un inconsueto, così come sanno essere quei musicisti e poeti che stanno dentro quel miracolo che è il fuoco sacro della creazione. Portava con sé il vezzo e il privilegio di coniugare musica e poesia, poesia e musica con la vena demistificante del più lucido impegno libertario. Una musica colta la sua, bramosa di nuove invenzioni, di articolati espedienti. La canzone napoletana tra “assonanze e passioni”- in “Villanella ch’all’acqua vai”, come in “Vurria ca fosse ciaola”, in Michelamma come in Lo guarracino - resta canto d’arte per voce anima e suoni. Non mi viene neppure minimamente la fregola di paragonare Ciccio Capasso a musici e cantautori di “parole cantate” senza senso. Mi prende un soprassalto di rigetto non appena abbozzo il tentativo di nominarne alcuni. Al peggio non c’è limite. Il peggio impera. Ahinoi, sono sempre i migliori ad essere penalizzati. Di contro ad essere premiata è l’improvvisazione, l’aleatoria poesia, la musica sconnessa, l’esecuzione alienante, forzosa. “La luna nova”, quale? Quella intimista, formativa, illuminante di Ciccio Capasso, chitarra e voce; Fabrizio Bianchini, mandolino; Sergio Troyse, chitarra; Maria Assunta Recalina, percussioni. Continuerò a gustarmelo ancora di più il Maestro Capasso, perché ho mancato di portarlo al centro delle mie attenzioni a dare testimonianza del suo fervido tributo, della sua voce da ascoltare, della sua musica da vedere. Mai stanco di dare, Ciccio Capasso il suo tempo lo ha riempito con intense interpretazioni: La nova gelosia, La rosa, Sto core mio, Donna Sabella, Cicerenella. Mercadante, Orlando Di Lasso, canti di Anonimi e della tradizione popolare. Manciate e manciate di anni, alla Salvator Rosa con Max Vajro, nella Villa Comunale con Gianni Aterrano, in Piazza del Carmine con Mirna Doris, scegliendo luoghi d’arte e di culto. Raffinati incontri per confrontarsi a più riprese. Lui, nel segno dei canti autentici della campagna napoletana e del teatro sperimentale come scrittore, compositore, cantante, in comune con Leo De Bernardinis e Perla Peragallo. Stesure ben concordate di esecuzioni spiazzanti e mai enfatiche. Lui, che aveva in lungo e in largo piantato gesti, sguardi e voci al Teatro Spazio Zero e al Folk Studio di Roma, al San Ferdinando e al Gambrinus di Napoli, a Città di Castello, a Perugia, a Palermo, Parma, Salerno. Ciccio Capasso con i suoi concerti lasciò nel cuore di chi aveva trenta o quaranta anni e in me che ne avevo di più, caldi mescolamenti di particolari armonie. Ti ho aspettato, caro e delicato Maestro del verso e del canto di Napoli. Avevo per te una parte di spicco per il Decennale del Premio Masaniello Napoletani Protagonisti nel Mondo. UMBERTO FRANZESE (12) CHIAIA MAGAZINE • LUGLIO/AGOSTO 2015 LICEO ARTISTICO, SPERIMENTAZIONI DIDATTICHE Storia di Roma a ritmo di rap Enza Silvestrini Spesso mi chiedo che cosa hanno in comune i nostri tempi e quelli della fine dell’Impero Romano d’Occidente quando i barbari incalzavano sul limes e una profonda crisi sgretolava una delle forme di governo più longeve e duttili della storia. Sicuramente quel senso di vuoto destabilizzante che accompagna le epoche di trapasso quando un sistema, un intero mondo scompare in modo più meno brutale, ma pur sempre traumatico. Questa verità può appagare chi possiede (o crede di possedere) una lettura lucida del mondo attuale e una conoscenza salda di quello antico. Ma per un gruppo di ragazzi, che si trovano insieme nella stessa classe (la mia II C del Liceo Artistico Statale di Napoli dove insegno da anni) per effetto del caso o di diversi insuccessi scolastici, eterogenei per motivazione, età (dai 15 ai 18 anni), livelli socio-familiari e culturali, che cosa significa lo studio di un tempo così lontano, con nomi difficili da ricordare e complicate dispute di cui non si intende il senso? Come calarsi in un universo così remoto quando manca il senso del divenire storico, quando tutto appare noioso e l’indolenza (anch’essa segno della crisi) rende tutto piatto? Anzitutto non arrendersi. Così un giorno Antonio, che con la storia proprio non andava d’accordo, sfodera una delle sue battute folgoranti mettendo in rima il complicato sistema tetrarchico con cui Dioclezia- no cercò di risolvere la crisi. Una piccola sfida lanciata e accolta. Poi Kekko, che al mattino non riesce proprio ad alzarsi in tempo, e Francesco, qualche volta di una timidezza disarmante, si collegano alla rima e promettono un testo. Un testo che svela le lotte per il potere, la vittoria di Costantino su Massenzio che gettato nel fiume fa compagnia ai pesci del Tevere, le sottili questioni del concilio di Nicea, i Goti inarrestabili. Ed ancora Mary, che è già una donna, dice “professoré, perché non facciamo maschi contro femmine?” E Cristina, che sta fiorendo, e Chiara, che è sempre stata una certezza, ed Elita, sensibilità nascosta, si riuniscono, confabulano e comprendono, come mai prima, le politiche di Teodosio, l’eresia e l’ortodossia, l’effetto domino provocato dagli Unni, le lotte del generale Ezio e la difesa vana di Oreste, quando nel 476 l’ultimo imperatore viene destituito. E Gaia che dalla IV D presta il suo splendore di voce per un ritornello. Il rap, il luogo della rabbia e della protesta e dunque giovane come loro, offre il sistema ritmico e rimico, le sue quartine che scopriamo così classiche, i giochi di assonanze e allitterazioni, la misura del verso fatto di sillabe. Così anche queste informazioni disperse nel corso dell’anno ora si illuminano di senso. Siamo insieme poeti metropolitani e storici. E in un incalzare di eventi, una di quelle congiunture astrali, che ogni tanto muovono la vita, permette l’incontro con il compo- sitore rapper Mirko Scavino, in arte Ramtzu, che ci ha regalato la musica, il suo entusiasmo e la sua pazienza per la registrazione. Infine, la forza dell’idea ha coinvolto nel progetto il docente e regista Antonio MG Piccolo e il Museo Archeologico Nazionale di Napoli che, con Marco De Gemmis e Michele Iacobellis, rispettivamente direttore e funzionario del Servizio Educativo, è sempre aperto a proposte didattiche innovative. Limiamo, misuriamo sillabe e note. Proviamo a danzare sciogliendo l’imbarazzo. Nasce un video-clip realizzato nelle sale del Museo Archeologico con ragazzi che si confrontano (in qualche caso per la prima volta) con tanta bellezza. Ad Antonio Silvestro, Maria Esposito, Kekko Tufo, Chiara Ferraiuolo, Francesco Crivellari, Cristina Ianniello, Elita Di Lorenzo e Gaia Lena Cota, si uniscono Lorenzo Nisco, Giulia Grieco, Valentina Nappa, Fabiana Capuozzo, Chiara Palmieri, Carmen Chianese, Roberto Di Stasio, Federica Mondò, Priscilla Bianco, Melissa Altomonte, allievi diventati cantanti, ballerini o fotografi. Siamo una classe. La D. S., prof.ssa Antonella Giugliano, i colleghi, in particolare Ada Amore, e il personale scolastico sostengono e apprezzano. E la storia è di nuovo amica. Il video “Rap storico del Liceo Artistico Statale di Napoli” è visibile su youtube al link https://www.youtube.com/watch ?v=0SJqQ5_h7mA SOLLECITAZIONI la vignetta di Malatesta IL SUDISTA Mimmo Della Corte ATENEI, ULTIMA SBERLA AL SUD Diario stupendo GIUSEPPE MAROTTA L’amore a Napoli? Tacito e fulmineo «Più spesso l’amore, a Napoli, è tacito e fulmineo come uno scatto di coltello. Nel crepuscolo, quando i voli delle rondini diventano, contro i vecchi muri e il basalto, sassate che il vento sembra all’ultimo istante deviare, i giovani e le ragazze si guardano “basso a basso” e da finestra a finestra. Gli occhi dei maschi, più che supplichevoli, sono minacciosi e come induriti da una visiera: questi giovani dei vicoli hanno l’orgoglio del loro sesso, lo sentono come una divisa, vogliono le ragazze come esaltanti medaglie da appuntare sul petto, talvolta preferiscono appunto conseguirle dopo aver arrischiato l’ospedale o il carcere. Questo è un impulso romantico e niente altro; frattanto la ragazza oppone sguardo a sguardo, immobile sulla soglia del “basso” o alla finestra, fino al momento in cui - e sarà tarda sera - il giovane le fa un impercettibile cenno. Egli si avvia lentamente verso qualche vicina deserta piazzetta, se non è una rampa tatuata sulla collina, o un portichetto, o il cancello di un giardino; là si addossa al muro, fumando, e aspetta che la ragazza lo raggiunga. Si ghermiscono, in un silenzio di vetro; la ragazza graffia e bacia, fatidico e compassionevole il giovane se ne impadronisce, abolendo per lunghi minuti le stelle e ogni cosa, tranne forse i ciuffi carnosi della parietaria che le sfiorano i capelli, quell’odore di tufo e di remota umidità del muro: a ciò dunque preludevano le lacrime e il riso che lei soffocò una mattina contro il guanciale? Si sposeranno, naturalmente; gli arguti santi locali convalideranno in chiesa il fatto compiuto; la gente chiuderà un occhio sui fiori d’arancio, forse». (Giuseppe Marotta, dal libro «L’oro di Napoli», 1947) Colmo di fulmine di RENATO ROCCO Il piacere del barbone è togliersi l’ospizio. Il marito tollerante non se ne importa un corno. Il matrimonio è contare poco e sottrarre molto. Nel tradimento la peggior vendetta è la clemenza. La stupidità è un deserto da attraversare, l’intelligenza una montagna da scalare. Qual è la differenza fra la fattoria “Italia” di Matteo Renzi e quella “degli animali” di George Orwell? A parte il fatto che nella prima i protagonisti sono persone e nella seconda animali, nessuna. Nella prima, come nella seconda, gli abitanti sono tutti uguali, ma c’è sempre qualcuno più uguale degli altri che, guarda caso, è sempre più forte: nella fattispecie della prima, gli italiani del Nord. Esagero? Assolutamente no, purtroppo! L’ultima sberla al Sud è arrivata nei giorni scorsi, con il via libera in commissione istruzione della Camera del disegno di legge di riforma della Pubblica Amministrazione. Gli onorevoli “membri”, hanno detto “si” ad un emendamento con il trucco, presentato dal piddì Marco Meloni, per il “superamento del voto minimo di laurea quale requisito per l’accesso” ai concorsi nella Pa. E fin qui, tutto bene. Sicché, se lorsignori si fossero fermati qui, “nulla questio”. Ma non si sono fermati. Anzi sono andati oltre, molto oltre, innescando il trucco ai danni del Mezzogiorno. Dal che viene il dubbio che quell’emendamento sul “superamento del voto” che, in realtà, rimane, servisse proprio per introdurre, invece, l’ennesimo parametro antimeridionale: la preselezione dovrà essere effettuata oltre che sulla base del risultato numerico anche tenendo conto dell’università dove è stato conseguito. Più che un emendamento parlamentare, insomma, uno spot promozionale subliminale per le università private, più rinomate, ancorché costosissime, quali Bocconi, Luiss, Guido Carli, Cattolica, ecc., e per quelle pubbliche del Nord che guidano le graduatorie nazionali delle migliori università, mentre quelle meridionali che le chiudono, saranno penalizzate. Così come, del resto, già successo per l’assegnazione della quota premiale del 7% del Fondo di finanziamento ordinario per le università che, attribuite sulla scorta di queste graduatorie, sono finite nella stragrande maggioranza agli atenei del Centro-nord, mentre solo le briciole hanno preso la via di quelli meridionali. Il che, se fosse deciso sulla scorta di valutazioni credibili e condivisibili, potrebbe anche essere accettabile. Ma non ci sembrano credibili graduatorie che mettono insieme parametri come numero di pasti erogati; alloggi e strutture per studenti; numero di laureati che trovano lavoro in 3 anni; capacità di attrarre investimenti per la ricerca. Un ventaglio di parametri come se tutte le università operassero nello stesso contesto socioeconomico e avessero le stesse opportunità. Ne deriva, dunque, una valutazione degli atenei non sulla scorta della qualità didattica, bensì sulla base della loro localizzazione geografica. Un solo esempio: la storica Federico II di Napoli, migliore italiana in assoluto se valutata sulla scorta del “numero di citazioni per docenti” che è il parametro usato internazionalmente per definire la produttività e la qualità scientifica degli atenei; ma fra le ultime in Italia sulla base dei criteri nazionali, come se il numero dei laureati che non trovano lavoro o rinunciano dopo il primo anno o la scarsezza dei finanziamenti ottenuti, fosse il frutto di una sua incapacità e non la conseguenza delle difficoltà socio-economiche dell’area in cui è chiamata ad operare. Certo, vistisi scoperti, lorsignori hanno assicurato che provvederanno a cancellarlo in sede di dibattito in aula. Sarà anche vero, ma personalmente ci credo poco. A proposito, dov’erano i parlamentari del Sud quando è stato votato questo emendamento? Probabilmente non c’erano o forse dormivano. CHIAIA MAGAZINE • LUGLIO/AGOSTO 2015 (13) (14) CHIAIA MAGAZINE • LUGLIO/AGOSTO 2015 QUARTIERISSIME CROLLO PALAZZO GUEVARA, LE DECISIONI DELLA PROCURA La Riviera continua a produrre fossi Pino Fermento La facciata del palazzo Guevara di Bovino si sgretolò due anni fa, in una mattina di inizio marzo, trascinandosi dietro una carrellata di ipotesi e accuse. A due anni dal disastro il giudice Andrea Rovida, accogliendo la richiesta della Procura della Repubblica di Napoli, rinvia a giudizio diciannove tra tecnici, un dirigente del comune, progettisti, manager e direttori dei lavori, nell’ambito dell’inchiesta sul crollo del 4 marzo del 2013. Disastro colposo è l’ipotesi d’accusa. Le indagini, infatti, additano come causa del cedimento un “difetto di costruzione” tra due diaframmi del pozzo di stazione del cantiere della linea 6 della metropolitana. Il 15 dicembre la prima udienza. Questi i nomi degli imputati: Raffaele Imparato (dirigente comunale), Ciro De Luca (ad della De Luca group Italy), Luigi Visconti (ad di Costrade spa), Antonio Liguori e Federico Moccia (di Ansaldo sts), Giorgio Mormone, Vincenzo Scotti e Mario Barbati, (del comitato tecnico esecutivo), Gabriele Santangelo, Paolo Santangelo e Gino Zanchini (della società Trevi), Luigi Nardacci (della Sgf), Ettore Sacco (progettista), Angelo Ribecco (direttore dei lavori), Giuseppe Annunziata (direttore di cantiere), Angiolino Bellizzi (capo cantiere), Vittorio Pagliarulo (collaudatore), Renato Sparacio e Stefano Aversa (del comitato tecnico scientifico). Il volto della Riviera, intanto, ha ancora i colori scuri dell’abbandono. E i cittadini tremano mentre si notano nuovi cedimenti strutturali. A inizio luglio, ad esempio, l’apertura di una voragine a due passi dal palazzo Guevara ha fatto temere di nuovo il peggio. “Si poteva evitare”, gridarono nel 2013, dopo il crollo, geologi, comitati civici, cittadini. Primo fra tutti Riccardo Caniparoli, geologo, che proprio dalle pagine di Chiaia Magazine (che al caso ha dedicato più di un approfondimento) allertò sulla pericolosità dei cantieri della linea 6. Il primo appello risale al 2009. Da allora, però, nessun richiamo è stato accolto, né con la Iervolino né con de Magistris. Tanto che mesi dopo il fatto, il geologo, granitico, tuonava ancora: «Bisogna modificare il tracciato e abbandonare la galleria attualmente in realizzazione. Io stesso presentai tempo fa un tracciato alternativo che non avrebbe creato problematiche. Gli eventi che si stanno verificando, come la rottura delle fogne, delle tubature del gas, delle condutture idriche, i blackout all’illuminazione elettrica hanno tutti una matrice comune: il dissesto idrogeologico. Hanno alterato gli equilibri e non sappiamo come potrebbe evolvere la situazione». La galleria del metrò, infatti, fungerebbe da diga, impedendo flussi e deflussi delle acque presenti nel sottosuolo. In quella mattina di marzo di due anni fa sotto le macerie non ci capitò nessuno. Ma fu tutta fortuna. Eppure bastava così poco per sventare il crollo. Leggere le inchieste dei giornalisti, interpellare i commercianti della Riviera costretti a far fronte da soli agli allagamenti nei locali. Così, giusto per fare qualche esempio. Grande guerra, la Tito Livio c’è Una giornata per ricordare quattro anni di guerra. Non un’apologia, ma la commemorazione di un evento che ha fatto da spartiacque alla storia dell’umanità. La scuola secondaria di I° grado “Tito Livio” di largo Ferrandina ha dedicato il 15 maggio alla celebrazione del primo centenario della partecipazione dell’Italia agli avvenimenti della grande guerra, che impegnò gli italiani tutti, soldati e civili, dal 24 maggio 1915 al 4 novembre 1918. Per gli studenti, un ricco programma di eventi, idealmente dedicato alla figura di Aurelio Padovani, perito industriale originario di Portici, già volontario nella guerra di Libia ed ufficiale dei bersaglieri durante la prima guerra mondiale dove ottenne tre medaglie d’argento al valor militare. Sotto la guida del dirigente scolastico Elena Fucci e di esperti docenti (tra cui i professori Rosa Arnone, Ciro Massaro, Giacomo Garzya, Benito Bellomunno, che con amore e dedizione hanno reso possibile la manifestazione), le classi dell’istituto hanno partecipato attivamente con lavori didattici, rappresentazioni, musiche, allestimento degli ambienti e dei reperti di guerra. Un’esperienza che li ha accompagnati lungo tutto l’anno scolastico, portandoli anche a visitare i luoghi dove la guerra si è realmente combattuta, le vallate alpine del Trentino, accompagnati dalle guide alpine e che è stata coronata dalla giornata celebrativa di maggio. «Crediamo - ha detto il dirigente scolastico presentando il progetto che le generazioni future abbiano il dovere morale di ricordare l’umanità lacerata di una generazione che da quel conflitto fu segnata per sempre e l’eroismo dei soldati, tanti dei quali morti senza l’onore di una degna sepoltura». (l.c.) Fabrizio-Ragone, cambio al vertice di Repubblica Passaggio di consegne ai vertici dei giornali partenopei. Tra maggio e giugno i dorsi napoletani di Repubblica e del Corriere della Sera hanno cambiato entrambi i direttori. A Repubblica, dopo undici anni, Giustino Fabrizio ha ceduto il testimone a Ottavio Ragone, suo vice per circa dieci anni, mentre al Corriere Enzo D’Errico ha preso il posto che Antonio Polito ha lasciato in gran fretta, dopo soli sedici mesi di direzione, per diventare vice direttore della testata nazionale. Il caso ha voluto che ai vertici delle due testate si trovino oggi due vecchi amici: fu proprio D’Errico infatti a guidare i primi passi di Ragone, quando questi cominciò la sua carriera giornalistica a Paese Sera, nel 1987. La successione a Repubblica è stata anche l’occasione per riunire giornalisti e collaboratori a Palazzo Serra di Cassano, dove il 9 maggio, davanti ad un ricco buffet, Ragone e Fabrizio si sono stretti la mano augurandosi reciproca fortuna. Una scelta di continuità, quella di Repubblica, che non scontenta nessuno: Ragone si dichiara soddisfatto: «Un po’ me l’aspettavo – dice – e soprattutto ho avuto la conferma che il lavoro paga» mentre Fabrizio scrive nel suo editoriale di commiato: «Per me si aprono nuove prospettive». L’ex direttore porta con sé diversi ricordi degli anni trascorsi nella redazione napoletana, ma preferisce rievocarne due positivi: «Il primo - racconta è la manifestazione promossa a Scampia durante la feroce guerra di camorra, quando portammo le istituzioni, gli artisti, la cultura nella villa comunale del quartiere il 19 dicembre 2004. Scampìa era balzata sulla scena mediatica come un nuovo Far West in cui la gente viveva senza legge né pietà. Non era così, non doveva essere così. Nel quartiere c'erano e ci sono corpi sani, menti pensanti, storie di emarginazione e di solidarietà. Andammo a stringere la mano a quei concittadini, a riaffermare la volontà di tenere la camorra lontana, assediando i luoghi del disagio con le idee, la musica, la poesia, i sorrisi, la voglia di vivere. Fu un segnale importante. L'altro episodio è l'organizzazione di Repubblica delle Idee nel giugno 2014, una straordinaria occasione di incontro tra la ricchezza culturale di Napoli e il contributo di idee del nostro giornale». In continuità col solco tracciato da Fabrizio, Ragone è pronto a rafforzare il dialogo con la città, apportando graduali cambiamenti: «Non è più tempo di riferimenti ideologici, siamo meravigliosamente liberi di analizzare le cose e di puntare sulle energie migliori della città. Per cui saremo più selettivi sugli argomenti trattati sul giornale e alimenteremo il confronto. Potenzieremo la linea di commento e i settori della cultura e dello spettacolo, nonché il web. Di certo non sarà un giornale afflittivo, neanche ottimista in maniera vuota, ma il più possibile sereno nella rappresentazione di una città che ha alcuni problemi ma anche enormi potenzialità, che è giusto rappresentare con completezza». LAURA COCOZZA CHIAIA MAGAZINE • LUGLIO/AGOSTO 2015 (15) (16) CHIAIA MAGAZINE • LUGLIO/AGOSTO 2015 SPECIALE ESTATE IL RITO DI S. ALESSANDRO SORRENTO, JAZZ E CABARET È l’appuntamento fisso dell’estate ischitana. Ogni 26 agosto, festa di Sant'Alessandro, un corteo di isolani in costumi traidizionali si lascia alle spalle il Castello Aragonese per raggiungere il porto e il quartiere di Sant'Alessandro. Ad ogni passo si attraversano le tappe storiche dell'isola: dalla dominazione greca all'unità d’Italia. Seguono festeggiamenti con musica e degustazione di squisitezze culinarie. La kermesse sorrentina “Notti chiare e dolci sogni tra terra e mare” propone, fino al 26 settembre, il sorriso dei cabaret insieme ai sapori tradizionali del territorio nelle location di Marina Piccola e dei Bagni della Regina Giovanna. Tra questi: il 4 agosto al chiostro di San Francesco, concerto del soprano Anna Maria Gargiulo e il 30 agosto, a Marina Piccola, il Gran Galà di fine estate con il ritmo jazz dei Gypsy Moon. IL CARNET DEGLI EVENTI Capri, notti d’arte e capricci musicali Livia Iannotta Se i vip le hanno messo gli occhi addosso un motivo ci sarà. Capri accontenta tutti. Chi cerca momenti di relax tra grotte silenziose o in mezzo al verde, ma anche chi rincorre l’esclusività, le notti da spendere tra drink, locali e “sfilate” in centro. Ad animare quest’estate, poi, un ricco carnet di appuntamenti: ci sono arte, musica, cinema e fotografia nei bollenti luglio e agosto dell’isola più chic del Golfo. Partiamo da Capricci d’estate, la rassegna dedicata a musica, arte, cultura e natura, promossa dall’assessorato alla Cultura ed Eventi di Capri. Un’offerta variegata che soddisfa tutti i gusti e “riempie” gli splendidi scenari dell’isola, da Tragara ai Giardini della Flora Caprense. Da annotare: i concerti dell’Art Music Festival, con la direzione artistica di Pinuccio De Gregorio, che celebrano la musica nelle sue più diverse declinazioni con esibizioni di complessi musicali nelle più suggestive location dell’isola. Tra le mostre, invece: “Mirella Guasti e il Novecento” alla Galleria Cinquantasei (dall’11 luglio al 16 agosto); “Il cinema di Martone” alla Certosa di San Giacomo (dal 12 luglio al 12 settembre); “L’emozione della vertigine. Capri-Cortina”, a cura della Fondazione Capri, alla Certosa di S. Giacomo, Quarto del Priore (dal 17 luglio al 30 agosto); “Freedom Fighters” alla Certosa di San Giacomo (dal 18 luglio al 20 settembre). In programma anche full immersion nel verde: il 29 luglio, ad esempio, appuntamento ai Giardini della Flora Caprense per il “Tramonto da villa Jovis”, passeggiata a cura dell'associazione “Percorsi e Sentieri”. Spazio anche ai più piccoli con animazione e giochi, sempre ai Giardini della Flora Caprense, e con i Laboratori a cura di Kaos Lab. Musica, arte, fotografia, cultura, teatro. Sull’isola azzurra le notti estive si condiscono di spettacoli e suggestioni. Tante le rassegne che intrattengono i turisti, tra cui Capricci d’estate, Concerti al tramonto e i Festival dedicati al jazz e al folklore. Per i “melomani” incalliti, la suggestiva villa San Michele, ad Anacapri, ospita una nuova edizione di Concerti al Tramonto: ben nove serate con esibizioni di artisti internazionali dal repertorio classico, jazz e contemporaneo, abbinati a una serie di incontri letterari, mostre di pittura e scultura, spettacoli di teatro e manifestazioni cinematografiche. Tra i tanti “performers”: il 24 luglio Janine Jansen (violino), Daniel Blendulf (violoncello), Love Derwinger (pianoforte); il 31 luglio Karl Magnus Fredriksson (baritone) e Love Derwinger (pianoforte); i pianisti Giuseppe Andaloro (7 agosto) e Gianluca Luisi (14 agosto). Negli spazi della villa anche un assaggio di teatro, il 22 agosto, con “Son tutte belle le mamme del mondo” di Manlio Santanelli con Gea Martire. Per chi volesse tuffarsi, invece, in un excursus sulle sonorità dal ‘700 al pulsante jazz, l’isola ospita, dal 30 luglio al 3 agosto, alla terrazza dell’Hotel Caesar Augustus di Anacapri, la 13esima edizione del Festival dal Barocco al Jazz, con la direzione artistica di Maria Sbeglia. Ad aprire la manifestazione lo spettacolo di musica e poesia di Mariano Rigillo e Anna Teresa Rossini, con la partecipazione della cantante Emilia Zamuner e del pianista Paolo Zamuner. Il 31 luglio si esibiscono Pierluigi Camicia al piano, Francesco Girardi al flauto e Angelica Girardi, soprano. Il 1 agosto è la volta di Pino De Maio e la sua chitarra con Arcangelo Michele Caso al violoncello e Peppe Di Colandrea clarinetto e sax. Il 2 agosto una serata di musica, poesia e flamenco con lo spettacolo “La Spagna e Garcia Lorca” con Andrea Candeli (chitarra), Corrado Ponchiroli (voceballo- palmas), Michele Serafini (flauto), Chiara Guerra (ballo e palmas). Fabio Concato chiude la kermesse, il 3 agosto, in concerto con Ornella D'Urbano (arrangiamenti e tastiere), Stefano Casali (basso), Larry Tomassini (chitarre), Gabriele Palazzi (batteria). Sempre ad Anacapri, per gli appassionati di musica e danze popolari, segnaliamo la sedicesima edizione del Festival Internazionale del Folklore, dal 4 al 9 agosto. Sette giorni di tradizioni su note e passi di gruppi provenienti da tutti e cinque i continenti. L’estate sull’isola azzurra si chiude in bellezza, il 4 settembre, con l’inaugurazione della prima edizione di Capri The Island of Art, progetto d’arte diffusa che vede coinvolti circa 25 artisti della scena contemporanea nazionale e internazionale, invitati a dialogare con i luoghi e le storie dell’isola. Performance, installazioni audio e video, sculture, proiezioni in notturna, esposizioni in luoghi pubblici e privati compongono il fitto programma della rassegna che si protrae fino al mese di dicembre e che tocca anche Napoli in un ponte ideale tra mare, terra e sottosuolo grazie al “gemellaggio” con le Stazioni dell’Arte della Metropolitana e dei siti museali del contemporaneo. CHIAIA MAGAZINE • LUGLIO/AGOSTO 2015 (17) (18) CHIAIA MAGAZINE • LUGLIO/AGOSTO 2015 SPECIALE ESTATE Pozzuoli, la tradizionale competizione del «Pennone». AREA FLEGREA, LE FESTE DELLA TRADIZIONE A Procida si sfila per eleggere Graziella Rosario Scavetta L’area flegrea della città di Napoli riserva in estate appuntamenti di particolare interesse storico e culturale. Nel mese di agosto, tra Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida e l’isola di Procida, suggeriamo di seguire le manifestazioni che di seguito proponiamo: festeggiamenti che resistono da decenni e nei quali convivono religiosità e laicità in maniera incredibilmente armoniosa. Si parte con la Sagra del Mare Flegrea a Monte di Procida, in programma quest’anno il 6, 7, 8 e 9 agosto. La Sagra si svolge nello scenario suggestivo dell'insenatura di Acquamorta dove vengono preparate le prelibatezze della gastronomia flegrea “innaffiate” dal vino locale. La manifestazione è organizzata dall’Associazione no profit “Vivi l’Estate”. La Sagra del Mare Flegrea funge da forte attrattore per il turismo enogastronomico e culturale, permettendo così di dare elevata visibilità ai Campi Flegrei. Nella città di Pozzuoli, invece, in occasione dei riti della Madonna Assunta, si svolge la singolare competizione del cosiddetto “Pennone”. Un lungo palo in legno lungo circa 20 metri ed inclinato di 30 gradi verso il mare sul porto turistico, viene cosparso di olio e sapone. I concorrenti locali provano a turno a raccogliere delle bandierine poste all'estremità del palo, cadendo in mare, nella maggior parte dei casi. Tra la folla esultante e i musi alzati sui visi esterrefatti dei puteolani, i concorrenti danno vita per circa due ore ad un esilarante spettacolo. Di solito, poi, l’appuntamento si sposta la prima domenica utile per ripetersi nel porto della frazione di Baia (Co- Malazè, gastronomia vulcanica La X edizione di Malazè, l’evento enoarcheo-gastronomico che coinvolge i territori dei comuni di Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida, Quarto, Procida e parte di Napoli, quest’anno ha individuato quattro aree tematiche: archeologia, gusto, mito e storie, natura. Tra le prime novità del programma che partirà il 5 settembre e continuerà fno al 15 c’è “Vegazè, sano, vulcanico, flegreo”con visita all’Oasi degli Astroni e la possibilità di mangiare prodotti biologici. Previsti anche due concorsi: “La grande abbuffata” il 9 settembre, con cortometraggi a cura della rassegna “A Corto di Donne” e “Campi Flegrei in Photografia” concorso e mostra a cura di Flegrea Photo e Terme di Agnano. Programma completo su www.malaze.org. Ancora a settembre, il 6, la condotta dei Campi Flegrei di Slow Food organizza “Mercato della Terra nei Campi Flegrei” e l’11 “Terra madre in caldera”. Il 7 settembre AperFantastic al Roof&Sky Asteco e Cielo con i Fantastic 4 Cooking coordinati da Laura Gambacorta. Sempre il 6 settembre "Assettate a tavola ca te conto" con ArteMide con la collaborazione di Africa inTesta, cena - racconto in casa di pescatori. Inoltre tutti i giorni sarà possibile navigare con kayak e canoa a Baia e a Miseno sulle tracce degli imperatori Romani a cura di CulturaAvventura, Azienda Agri- cola Piscina Mirabilis e Ais Napoli. “Panoramici Campi Flegrei” è l’evento di Legambiente per le domeniche del 6 e del 13: trekking naturalistico lungo le pendici del Gauro, antica terra del vino che fu dimora di civiltà sotterranee e sede del Santo Graal. Il 6 settembre sono previste anche escursioni notturne al lago d’Averno con “Stelle e Miti intorno al fuoco” a cura di GeaVerde. “A spasso nel tempo” e il 13 settembre con Gruppo Archeologico Kyme e L’Orto Consapevole e Reenactment Society per conoscere la storia dell’antica Cuma Romana e della Cuma Medioevale con combattimenti storici. Il 13 settembre sono inoltre previsti “Agrippina, saggio sulla fisionomia del potere”, una rappresentazione teatrale nel sito archeologico di Piscina Mirabilis a cura di Flegreando, Collettivo LunAzione e Azienda Agricola Piscina Mirabile e anche il Tour delle tradizioni procidane con l’associazione Vivara. L’11 settembre al Parco Archeologico delle Terme di Baia, a cura delle associazioni Culturali Megaride e Amt Arte Musei Territorio, in collaborazione con la Compagnia Teatrale Luna Nova, si terrà “Tra cultura e tradizioni. L’imperatore Adriano a Baia”, una rievocazione storica liberamente ispirata a Memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar. (r.s.) mune Bacoli). Questa antica competizione, conosciuta oltreoceano, ha resistito negli anni grazie al perseverare dei pescatori della darsena della cittadina flegrea, “custodi” della chiesetta della Presentazione di Gesù al Tempio (Assunta a Mare) ai piedi del Rione Terra. Ultimo appuntamento, ma certo non meno importante degli altri, è il concorso per l’elezione della “Graziella”. Da circa 50 anni, nell'ambito di una grande festa popolare che si svolge in estate sull’isola di Procida (intorno al 20 di agosto) viene eletta la “Graziella”, un simbolo di Procida. Le ragazze che partecipano al Concorso, tutte di età compresa tra i 14 e i 21 anni, indossano l’antico e caratteristico costume dai colori vivi e brillanti, finemente ricamato in oro, di cui molte famiglie conservano gelosamente autentici esemplari. La Graziella di Procida è il personaggio dello storico romanzo di Alphonse de Lamartine. La giovane protagonista del romanzo s'innamora dello scrittore francese naufragato sull'isola. Ma questo amore sarà casusa della sua morte. Alfonso partirà per la Francia con la promessa, non mantenuta, di ritornare. Graziella si spegnerà nell'attesa vana del suo amato, dopo avergli inviato un'epistola contenente una treccia dei suoi capelli e la rinnovata dichiarazione del suo amore. I procidani, colpiti dal racconto di Lamartine, hanno assunto a simbolo la piccola eroina a rappresentanza della donna isolana legata al mare e alla devozione al proprio uomo. Graziella è divenuta così un mito, l'immagine della tipica donna procidana: mediterranea, solare, semplice e bella. CHIAIA MAGAZINE • LUGLIO/AGOSTO 2015 (19) ebb a o 2006 ma o 2006 ap e 2006 m a ga z i n e CHIAIA Banca Monte dei Paschi di Siena Spa IL GIORNALE DELLE NUOVE BOTTEGHE DEI MILLE Anno I - N.1 febbraio 2006 Distribuzione gratuita IL MENSILE PER CHI AMA CHIAIA CHIAIA Banca Monte dei Paschi di Siena Spa NINO DE NICOLA* NINO DE NICOLA* ’avevamo promesso: stiamo mantenendo la parola. Il primo impegno era capire cosa stesse succedendo al Parcheggio Morelli. In questo numero, dunque, insistiamo in questa direzione. Quanto era emerso nel numero precedente, infatti, autorizzava preoccupazioni sulla data d’apertura e sul numero di posti a disposizione del pubblico. Quanto si è appreso nel prosieguo della nostra inchiesta è persino sconcertante. Due certezze: i posti saranno pochi e i tempi saranno lunghi. Diminuire il danno spetta all’amministrazione, ritoccando con la Napoletana Parcheggi alcuni aspetti del progetto. Le due parti sono chiamate ad uno sforzo di volontà per migliorare la disponibilità di posti pubblici e accorciare i tempi d’esecuzione: questa almeno è la ferma speranza delle Nuove Botteghe dei Mille e della gente di Chiaia. Margine per trattare ce n’è: spetta a Palazzo san Giacomo sensibilizzare il costruttore sugli interessi della collettività. Strettamente legata al problema della sosta è la Zona a Traffico Limitato. Continuiamo a crederci, ma la sua attuazione pratica ci delude. Ci stiamo accorgendo che non funziona come dovrebbe per tre motivi: il primo è appunto la drammatica carenza di parcheggi; il secondo è l'assenza di controllo sul territorio; il terzo è la desertificazione provocata dall’ostilità verso la movida. Risultato: un’impennata di attività criminale. Con un’aggravante: un sistema di viabilità diverso che, durante la settimana, riduce il flusso dei veicoli e svuota ulteriormente le strade. Dopo quattro mesi di rodaggio, quindi, la «novità» va rivista e corretta. Da parte nostra continueremo a denunciare le disfunzioni e a favorire il contatto tra territorio e amministratori. Infine un’anticipazione. Sul fronte dell’emergenza rifiuti a Chiaia, si sta profilando un tavolo di concertazione per stilare un «Progetto Pilota» tra le Nuove Botteghe dei Mille e l’assessorato competente: vi terremo informati. L IL GARAGE Parcheggio Morelli, ultime novità sui lavori. Scadenza e numero posti: i conti non tornano Parte con un’inchiesta il primo numero del 2006 di Chiaia Magazine, raccogliendo le preoccupazioni del quartiere sull’emergenza parcheggi. Per tutti, in cima alla lista delle priorità ci sono le aspettative sul futuro del Parcheggio Morelli. Tutti lo vogliono, ma pochi sanno qual è lo stato dei fatti. La ricostruzione della vicenda e le affermazioni dei protagonisti (il Comune e la Napoletana Parcheggi del Gruppo Maione, concessionaria dell’opera di ristrutturazione integrale) sollevano perplessità e apprensioni sulla data di conclusione dei lavori e sul numero dei posti auto che saranno a disposizione del pubblico. Emerge, ad esempio, dalle dichiarazioni raccolte, una disponibilità davvero esigua degli spazi sottoposti a tariffa oraria. Amministrazione e costruttori riferiscono, poi, scadenze differenti sul compimento finale dell’opera. Chiaia, però, esige risposte chiare e concrete. (pagine 3 e 4) ocus sul by night F«Non toccate la Movida» Sequestri e dissequestri: stop e ripartenza per il popolo della notte. peciale San Valentino a Chiaia» S«Innamorarsi L’INTERVISTA v l’inter ista Nel cuore della città come a New York. Arrivano le architetture di luce. 8 Luca Esposito Eventi&Curiosità Saper vivere il quartiere Così cambierà il quartiere *presidente Nuove Botteghe dei Mille 6 Dalla mostra di Waschimps al «Pulcinella» di Giovanni Mauriello. 5 11 *presidente Nuove Botteghe dei Mille • Doveva risollevare l’economia e la vivibilità. rosegue la nostra inchiesta sul Parcheggio Morelli (nella foto), da noi deP finito nello scorso numero Il garage del- Benedetto Gravagnuolo Senza parcheggi il quartiere è al palo Uberto Siola La soluzione? Soste interrate sul lungomare le illusioni. Per due buoni motivi: pochi i posti pubblici previsti e nessuna certezza sul termine dei lavori. In più una inquietante divergenza di dati e date tra l’assessorato ai Parcheggi e l’impresa esecutrice dell’opera. La novità è che ora l’assessore competente Ferdinando Di Mezza fornisce notizie più certe ma più scoraggianti: i parcheggi a rotazione saranno 135, i box che l’impresa venderà circa 300. Non era questo che si aspettava il quartiere né si aspettava l’altra brutta notizia: sulla data di riapertura, attualmente, non c’è nessuna certezza. E l’assessore conferma: «La concessionaria è in netto ritardo». Conseguenze: un quartiere sul piede di guerra. E quello che è diventato un caso - se n’è accorta anche Repubblica che il 5 febbraio ha ripreso la nostra inchiesta - rischia di diventare un fronte incandescente anche altrove: ci riferiamo al delicato dibattito che è in corso sulla realizzazionedi parcheggi interrati di interscambio nel tratto da Piedigrotta a piazza Vittoria. Lì Chiaia si gioca il futuro. Chi li farà e quando? La mischia sul business è già in atto. (pagine 3 e 4) Edizioni Iuppiter Group l leader dell’opposizione ha 59 anni ed è stimato primario ortopedico al Centro Traumatologico Ortopedico di Napoli. Ha sempre coltivato l’impegno civile fino ad essere consigliere comunale dal 1993 al 2001. Alle ultime amministrative ha riportato 22.517 voti e il suo schieramento ha riscosso il 48,53 % di consensi. La sua compagine nel parlamentino è formata da 11 consiglieri. Sicurezza, sociale, parcheggi ed emergenza rifiuti sono stati i suoi cavalli di battaglia elettorali. 10 proprio dall'enigma del costruendo parcheggio Morelli. Li prendiamo in parola, ma verificheremo i progressi sui fatti. Infine, inauguriamo una nuova parola d'ordine: «Chiaia al centro di grandi eventi nazionali e internazionali». Lo spunto è la 2° edizione della «Notte Bianca» che si terrà in autunno: riteniamo l'iniziativa vincente e fin d'ora remiamo perché il nostro quartiere abbia un ruolo primario. Non ci resta che augurarvi buone vacanze. E arrivederci a settembre. *Presidente delle Nuove Botteghe dei Mille vivere: «Napoli con Saper le valigie pronte» 6 «Una giornata Focus: nei parchi del degrado» traffico Gennaro Mola: a Chiaia rilancia il vecchio senso di marcia. Motivo? I cantieri della Riviera. • E non finisce qui: abolisce la Ztl da via Domenico Morelli a via dei Mille e rispolvera le ganasce contro la sosta selvaggia. 5 Noleggio di gommoni e motoscafi Trasferimenti in tutte le isole del Golfo Tour tra le agenzie di viaggio alla ricerca delle mete e delle offerte migliori. 8 S Telefono 081.667913 Cell. 338.2204628 - 338.2767442 sito: www.branchizio.it e-mail: [email protected] www.chiaiamagazine.it Edizioni Iuppiter Group Anno I - N.9 ottobre 2006 Mostre, concerti e spettacoli teatrali: tutti gli appuntamenti da non perdere. 9 ? L • LA STRANA Distribuzione gratuita dal 1946 5 U U O Anno I - N.5 giugno 2006 • Addio circoscrizioni: Napoli sarà divisa il mensile di Chiaia-San Ferdinando-Posillipo Edizioni Iuppiter Group • Il decentramento non è una novità: Napoli ci arriva adesso. A Milano esiste già dal 1997 e a Roma dal 2001 • Del cambiamento i cittadini sanno poco o nulla. E soltanto ora, sotto elezioni, il Comune decide di informare la città «Arriva Silocietà&Costume: Napoli Film Festival» Gli esperti: Comune bocciato e poteri speciali al futuro sindaco per le aree di sosta. 4 La rassegna cinematografica dedica l’anteprima al film cult «Febbre da cavallo». il divo CLAUDIO Noleggio di gommoni e motoscafi Trasferimenti in tutte le isole del Golfo ELEZIONI sito: www.branchizio.it e-mail: [email protected] hiaia Magazine, che in questi mesi ha condotto una decisa battaglia per i posti auto nel quartiere, stavolta si adegua alla stagione balneare: ad interessarci è l’emergenza dei posti barca sul lungomare. Nella pagine interne, troverete poi la consueta attenzione per i problemi della manutenzione urbana: dall’allarme per Parco Margherita ad un’estate piena di cantieri. C’è poi una finestra sullo spettacolo: vi diamo qualche consiglio per seguire l’evento del NapoliFilmFestival. Infine un’anticipazione: a luglio vi racconteremo, per filo e per segno, i nuovi volti della Municipalità I. Ovvero quelli che governeranno Chiaia. C S A P E R V I V E R E L A C I T TÀ Anno III - n.10 ottobre 2008 Distribuzione gratuita IUPPITER EDIZIONI • Lungomare: no ai posti barca. Sos di ormeggiatori e diportisti Autorità Portuale, Sovrintendenza ai Beni Paesaggistici, Tribunale Amministrativo Regionale: questi i protagonisti di un diabolico gioco delle parti con due uniche vittime. Ormeggiatori e diportisti. Nella prima categoria c’è chi ha la concessione a gestire posti barca e non può lavorare per impedimenti burocratici, ma c’è anche chi è stato escluso dalla gestione del business: per tutti loro malumori e proteste. Della seconda categoria fanno parte i proprietari di barche che questa estate, come le precedenti, sono destinati a soffrire: i tre siti di Nazario Sauro, Mergellina e Largo Sermoneta, dichia- Noleggio di gommoni e motoscafi Trasferimenti in tutte le isole del Golfo Ormeggio&AssistenzaNautica la vigilante dal 1946 Futuro BUCATO i 3000 di Chiaia sindaco sventoli conti in rosso, tra luglio e agosto distribuiti 490 mila euro di microfinanziamenti. Scesero in strada per riprendersi la città. Quel giorno è diventato un libro: «I 3000 di Chiaia», storia di una clamorosa protesta che stupì l’Italia. Per i protagonisti di allora il lavoro non è ancora finito: tutti in piazza a novembre. Poi avanti tutta con il progetto della lista civica. • Riqualificazione: aprono i cantieri in vico Vasto a Chiaia e in via Vetriera. Via Tasso: a novembre fine dei lavori. Piazzetta Cariati pronta a dicembre. Telefono 081.667913 Cell. 338.2204628 - 338.2767442 d cemb e 2006 m a ga z i n e CHIAIA S A P E R V I V E R E L A C I T TÀ Edizioni Iuppiter Group 5 In collaborazione con Nuove Botteghe dei Mille S A P E R V I V E R E L A C I T TÀ Distribuzione gratuita Edizioni Iuppiter Group dal 1946 In collaborazione con Nuove Botteghe dei Mille ebb a o 2009 m a ga z i n e 6 QUARTIERISSIME Municipalità 1, scelti finalmente gli assessori 7 QUARTIERISSIME Mergellina, la stazione del disonore 7 CULTURA&SOCIETÀ Teatro Delle Palme, ritorno al futuro 8 MUNICIPALITÀ Miniassessorati, ma contano davvero? 8 MOVIDA Festa di Chiaia Magazine, la galleria delle foto 10 SOCIETÀ&COSTUME Fendi alla conquista di via Filangieri QUELL’OSCURO OGGETTO DEL PAN 5 milioni di euro all’anno per una media di 15 visitatori al giorno, consulenze stellari, un esercito di dipendenti e casse a secco: questo è il crac di Palazzo Roccella, esempio desolante di spreco di risorse inchiesta a pagina 5 umane ed economiche. solutivi. Lo ripetiamo: l'asse della Riviera è l'ideale per ospitare grandi strutture sotterranee per lo stallo delle auto. Nell'interesse di tutti. A proposito di buona amministrazione, sia pure in ritardo, si è messa in riga anche la Municipalità 1 che è riuscita a nominare i suoi 4 assessori. Alla squadra di governo del presidente Fabio Chiosi auguri di buon lavoro da parte mia, delle Nuove Botteghe dei Mille e di Chiaia Magazine che sarà cronista attenta dell'operato della giunta. A proposito, buona Notte Bianca a tutti. NO PARKING NO CHIAIA Debutta il Movimento Parcheggi a Chiaia per interpretare il disagio di un intero quartiere ormai in ginocchio per la carenza di posti-auto. Economia e vivibilità sono allo stremo. Le promesse elettorali non sono state mantenute. Patto di ferro tra cittadini: già pronto un piano d’azione che prevede proteste di piazza, dibattiti e petizioni. E Chiaia «indossa» la maglietta simbolo del Movimento. 5 Edizioni Iuppiter Group In collaborazione con Nuove Botteghe dei Mille 8 MUNICIPALITÀ Riforma sbagliata: assessori declassati 9 SOCIETÀ&COSTUME Saper bere a Chiaia: itinerari di...vini La scelta è stata facile e amara: l’apertura di questo numero è dedicata all’emergenza criminalità. Lo dicemmo a maggio sullo Speciale Elezioni, indicando al futuro sindaco sette priorità: tra esse spiccava il tema sicurezza. Otto mesi dopo siamo all’allarme rosso. Chiaia, da sempre reputata zona franca, si riscopre teatro di un’escalation che fa paura. Gli appelli sono rimbalzati sui palazzi del potere come su un muro di gomma. Straripa l’illegalità, rozza, aggressiva e impunita. E si rischia la vita. Che fare? Il quartiere è compatto: il tempo è scaduto, servono leggi speciali. Amm’ truvat ‘o Bambeniello ...ma nun truvamm’ ‘o parcheggio! 2 0 0 6 L’INCHIESTA Pan, desolazione «contemporanea» 5 m a ga z i n e 3 dal 1946 la vigilante S A P E R V I V E R E L A C I T TÀ il mensile di Chiaia-San Ferdinando-Posillipo Anno IV - n.3 marzo 2009 IUPPITER EDIZIONI 12 ARTE&AFFARI Lezioni di tendenza al club dei galleristi Mille agenti contro la Malanapoli: la città ci credeva. Sono arrivati? Se ci sono, non se n’è accorto nessuno. Aggressioni in pieno centro, auto incendiate, turisti in fuga: a Chiaia teppisti da tutti i quartieri. PRIMO PIANO PARADOSSI Municipalità: arrivano i giardinieri «fantasma» 5 L’INCHIESTA Arte perduta, odissea nello strazio 9 LA DENUNCIA Galleria Umberto, i barboni sui ponteggi 14 CULTURA Chiaia Magazine + Dvd 3,90 euro maaga gazziinnee m 7 IL CASO ciao, Franco Warner Village, salviamo il multisala 11 LA DENUNCIA Scuola De Amicis, la palestra dei misteri basta palle CHIAIA S A P E R V I V E R E L A C I T TÀ In collaborazione con Nuove Botteghe dei Mille CHIAIA Anno IV - n.4 aprile 2009 S A P E R V I V E R E L A C I T TÀ L’APPELLO pagina 13 Villa Pignatelli: riaprite il Museo delle carrozze il mensile di Chiaia-San Ferdinando-Posillipo IUPPITER EDIZIONI S A P E R V I V E R E L A C I T TÀ il mensile di Chiaia-San Ferdinando-Posillipo g ugno 2009 www.chiaiamagazine.it CHIAIA Distribuzione gratuita Anno IV - n.5 maggio 2009 IUPPITER EDIZIONI Distribuzione gratuita m a ga z i n e CHIAIA S A P E R V I V E R E L A C I T TÀ il mensile di Chiaia-San Ferdinando-Posillipo ug o agos o 2009 www.chiaiamagazine.it Anno IV - n.6 giugno 2009 IUPPITER EDIZIONI m a ga z i n e www.chiaiamagazine.it Edizioni Iuppiter Group dal 1946 pagina 3 dal 1946 LRC 180447 - 23/6/98 Direzione e Centro operativo: 80142 NAPOLI - Via Carlo di Tocco, 82/84 Tel. 081 734 04 24 - 081 734 98 22 - Pronto intwervento 081 734 02 88 - Fax 081 734 98 18 Internet: http//www.la-vigilante.com - E-mail: [email protected] Part. IVA 03577570637 - Camera di Commercio n. 155962 - Iscritta al N 381 - R.I. Tribunale di Napoli IN BUCA Strade gruviera: fondi scarsi, promesse tradite. A Posillipo un dramma annunciato. E la Giunta Iervolino finisce... L’uscita del film «Fortapàsc» di Marco Risi rilancia la drammatica vicenda di Giancarlo Siani, il giornalista napoletano ucciso dalla camorra nel 1985, a soli 26 anni, con dieci colpi di pistola, mentre ritornava a casa a bordo della sua fragile Mehari. Oggi, quanti sono i giovani che conoscono vita e passione del cronista de «Il Mattino»? s.r.l. ISTITUTO DI VIGILANZA LRC 180447 - 23/6/98 Direzione e Centro operativo: 80142 NAPOLI - Via Carlo di Tocco, 82/84 Tel. 081 734 04 24 - 081 734 98 22 - Pronto intwervento 081 734 02 88 - Fax 081 734 98 18 Internet: http//www.la-vigilante.com - E-mail: [email protected] Part. IVA 03577570637 - Camera di Commercio n. 155962 - Iscritta al N 381 - R.I. Tribunale di Napoli S A P E R V I V E R E L A C I T TÀ Edizioni Iuppiter Group In collaborazione con Nuove Botteghe dei Mille CHIAIA Anno II - N.7/8 luglio-agosto 2007 Distribuzione gratuita S A P E R V I V E R E L A C I T TÀ In collaborazione con Nuove Botteghe dei Mille www.chiaiamagazine.it Via Martucci, piazza Amedeo, via Carducci: decolla la riqualificazione nel cuore di Chiaia. Firma il restyling Elisabetta Gambardella, assessore comunale al Decoro e Arredo Urbano. Durata dell’operazione: 10/12 mesi. Costi: più di due milioni di euro. Non mancheranno i disagi, ma ne varrà la pena. E sul fronte dei lavori pubblici, parte anche il recupero monumentale di Santa Caterina da Siena. Durata dei lavori: un anno e mezzo. Costi: 1.394.000 euro. (servizi da pagina 6) L’INCHIESTA Il mistero della Casina del Boschetto QUARTIERISSIME Grattino a 4 euro, follia ambientalista 00 14 euro e1u2ro00 IL BALLO ... Quotazioni stellari, occasioni con il contagocce, trattative interminabili: a Chiaia comprare casa è un’impresa. Nel quartiere anche il record delle abitazioni vuote: il 9%. Strada per strada, ecco il listino dei prezzi. Ma se le compravendite languono, il mercato dei fitti è fiorente. E intanto sul panorama immobiliare si abbatte il rincaro degli estimi. Gli esperti concordano: «Conviene presentare ricorso». 13 SOCIETÀ&CULTURA L’agenda del Maggio dei Monumenti pagine Edizioni Iuppiter Group S A P E R V I V E R E L A C I T TÀ il mensile di Chiaia-San Ferdinando-Posillipo dal 1946 il mensile di Chiaia-San Ferdinando-Posillipo IUPPITER EDIZIONI Scandalo Pausilipon Dura da marzo lo stop ai ricoveri dei bambini ammalati di cancro, costretti a partire verso gli ospedali del Nord. Colpa del deficit della Sanità campana che risparmia su medici e infermieri. Un esodo drammatico e inutile: alla fine la Regione pagherà il doppio. 7 POTERI SPECIALI Parcheggi, la Iervolino esclude Chiaia 9 MUNICIPALITÀ 1 Commissione Ambiente Si punta al fotovoltaico il mensile di Chiaia-San Ferdinando-Posillipo IUPPITER EDIZIONI KIAVIKA Chiamiamoli con il loro nome. Impuniti, scatenati, balordi: i grafomani deturpano monumenti, chiese, palazzi. Infliggono guasti gravi al patrimonio, all’immagine, al turismo. Nessuno li ferma. Nemmeno la recente ordinanza sulla sicurezza e il decoro urbano, in pratica inapplicabile per la carenza di uomini e mezzi. TEATRO SUDD RITUFFIAMOCI S A P E R V I V E R E L A C I T TÀ Edizioni Iuppiter Group In collaborazione con Nuove Botteghe dei Mille Dalla catena umana a Palazzo Santa Lucia al popolo di Grillo: parte dalle piazze la protesta contro la politica degli sprechi e dei privilegi. La gente boccia la strategia delle kermesse e chiede una città più vivibile. Chiaia epicentro della riscossa morale. La società civile prepara l’agenda di lotta 5 Gli indignati ISTITUTO DI VIGILANZA novemb e 200 CHIAIA S A P E R V I V E R E L A C I T TÀ il mensile di Chiaia-San Ferdinando-Posillipo e scopri tutti i VANTAGGI Per informazioni: 081 19361500 CHIAIA Edizioni Iuppiter Group In collaborazione con Nuove Botteghe dei Mille Palazzo Reale ridotto ad una autorimessa: beffati i vincoli e la civiltà. Uno scandalo che fa il giro del mondo nelle fotografie dei turisti. Viaggio nei cortili-vergogna. ma o ap e 20 magazine SAPER VIVERE LA CITTÀ g ugno agos o 20 se emb e novemb e 20 d cemb e 20 ebb a o 20 2 ma o 20 2 IUPPITER EDIZIONI anno V n.5 maggio 2010 pagina 3 Garage reale 5 PRIMO PIANO IL CASO Iervolino un anno dopo Le cose non fatte A maggio 2006, vigilia delle Comunali, Chiaia Magazine pubblicò un elenco di sette priorità per il futuro sindaco. Titolammo: «Le cose da fare». Il tempo è volato, la seconda sindacatura Iervolino festeggia il suo primo compleanno. Perciò è tempo di un consuntivo su quei promemoria che ci segnalò la gente di Chiaia. Facciamo il punto su quelle sette emergenze. pagina 4 Don Giuseppe in campo per il Pallonetto 6 QUARTIERISSIME Funivia di Posillipo, la stazione rinnegata 8 5 Città negata tra la "dittatura" delle buche e i cantieri lumaca. Lo scandalo della Casina del Boschetto NAPOLIROTTA STORIE Ordine di Malta, il codice della modernità 10 10 SOCIETÀ&COSTUME La Notte Vintage di Chiaia Magazine EXCLUSIVE CARD e scopri tutti i VANTAGGI magg o 20 d cemb e 200 m a ga z i n e CHIAIA Anno II - N.11 novembre 2007 genna o ebb a o 20 w w w . c h i a i a m a g a z i n e . i t S A P E R V I V E R E L A C I T TÀ m a ga z i n e www.chiaiamagazine.it Edizioni Iuppiter Group novemb e d cemb e 20 0 Per informazioni: 081 19361500 S A P E R V I V E R E L A C I T TÀ il mensile di Chiaia-San Ferdinando-Posillipo CHIAIA S A P E R V I V E R E L A C I T TÀ Anno II - N.12 dicembre 2007 Edizioni Iuppiter Group Distribuzione gratuita il mensile di Chiaia-San Ferdinando-Posillipo w w w . c h i a i a m a g a z i n e . i t Edizioni Iuppiter Group SAPER VIVERE LA GRANDE NAPOLI magazine SAPER VIVERE LA CITTÀ Anno VII - numero 1/2 - Febbraio 2012 distribuzione gratuita • Mergellina: dopo l’inaugurazione della stazione con la partecipazione del presidente Napolitano affiorano gravi insufficienze. Pagano i disabili. I reati più frequenti: rapine, scippi e furti. Il flop del piano sicurezza. San Pasquale come il Bronx. • Il 10 novembre Chiaia scende in piazza in difesa del territorio e per il ritorno della legalità. Cittadini contro il Palazzo: mai più inganni e prese in giro. nel forum fate luce la vigilante la vigilante s.r.l. ISTITUTO DI VIGILANZA LRC 180447 - 23/6/98 Direzione e Centro operativo: 80142 NAPOLI - Via Carlo di Tocco, 82/84 Tel. 081 734 04 24 - 081 734 98 22 - Pronto intervento 081 734 02 88 - Fax 081 734 98 18 Internet: http//www.la-vigilante.com - E-mail: [email protected] Part. IVA 03577570637 - Camera di Commercio n. 155962 - Iscritta al N 381 - R.I. Tribunale di Napoli dal 1946 ISTITUTO DI VIGILANZA LRC 180447 - 23/6/98 Direzione e Centro operativo: 80142 NAPOLI - Via Carlo di Tocco, 82/84 Tel. 081 734 04 24 - 081 734 98 22 - Pronto intervento 081 734 02 88 - Fax 081 734 98 18 Internet: http//www.la-vigilante.com - E-mail: [email protected] Part. IVA 03577570637 - Camera di Commercio n. 155962 - Iscritta al N 381 - R.I. Tribunale di Napoli dal 1946 Coppa America a Bagnoli esplode la polemica sull’area contaminata la vigilante s.r.l. s.r.l. ISTITUTO DI VIGILANZA dal 1946 finalmente! VENTIMILA BEGHE SOTTO I MARI LRC 180447 - 23/6/98 Direzione e Centro operativo: 80142 NAPOLI - Via Carlo di Tocco, 82/84 Tel. 081 734 04 24 - 081 734 98 22 - Pronto intervento 081 734 02 88 - Fax 081 734 98 18 Internet: http//www.la-vigilante.com - E-mail: [email protected] Part. IVA 03577570637 - Camera di Commercio n. 155962 - Iscritta al N 381 - R.I. Tribunale di Napoli Per informazioni: 081 19361500 ebb a o 2008 m a ga z i n e CHIAIA www.chiaiamagazine.it Edizioni Iuppiter Group ma o 2008 m a ga z i n e CHIAIA Anno III - N. 2 febbraio 2008 Distribuzione gratuita S A P E R V I V E R E L A C I T TÀ il mensile di Chiaia-San Ferdinando-Posillipo CHIAIA ap e 2008 CHIAIA magg o 2008 g ugno 2008 CHIAIA ap e 20 2 magg o 20 2 g ugno 20 2 La carta quando cade non fa rumore. È come le foglie: stessa fragilità, stessa poesia. Chi vuoi che si accorga più, in giornate in cui la persistenza della “connessione” è il morbo senza cura e l’informazione è stregata dai new media, di un giornale che chiude. Del suo cuore accartocciato, dei suoi giornalisti, dei suoi battiti d’inchiostro. Affascinati dalle nuove frontiere della comunicazione, conserviamo, per questioni di cuore e lavoro, un fervido occhio di carta, un’abitudine romantica a ritrovarsi nel fruscio cartaceo tra titoli, occhielli e corsivi. È per questo che, nonostante il cimitero della carta stampata si riempia di testate, proseguiamo la magia del giornale tradizionale. Chiaia Magazine, al suo settimo anno di vita, si rinnova nella grafica e nei contenuti. Dopo gli ultimi due anni “patinati” - esperienza sug- UNA NUOVA SFIDA PER VEDERCI CHIARO MAX DE FRANCESCO Non è un paese per L’uomo dell’anno IUPPITER EDIZIONI se emb e o ob e 20 2 CHIAIA D LO SGOVERNATORE ug o agos o 20 2 la classe DIGERENTE VECCHI The end C D N O SODOMA DOPPIO TAGLIO g ugno CH A A ou V D O R CO Al Pancione ug o CH A A ou omm o Meglio Grillo che il grilletto omm o Non basta più spezzare le catene bisogna anche tirare le catenelle omm o il sindaco blattera mm Sindaco, ma che bici! mm Freddoro gestiva ma economicamente insostenibile - ritorniamo al nostro formato d’origine, quello che ci ha fatto conoscere al pubblico negli anni delle magagne bassoliniane e dei letarghi della Iervolino. Serviva un restyling anche alla testata, in cui ora è ben visibile il logo della società editrice fondata, insieme a me, da un’eroica cordata di professionisti. Chiaia Magazine, dal prossimo numero, arriverà anche nelle edicole della provincia di Napoli. L’obiettivo è quello di divenire un periodico sempre più metropolitano, battagliero, intrigante e portatore di virus satirico. Non resta che affidarsi al sorriso, ad esempio, quando si entra “nel forum” delle Culture e si assiste al “cineforum” del sindaco. Cari lettori, si riparte. C’è tanto da capire e scrivere. Non vedevamo l’ora. Una nuova sfida per vederci chiaro. Edizioni Iuppiter Group «La classe dirigent Antonio Bassolino distribuzione gratuita www.chiaiamagazine.it genna o 2008 SAPER VIVERE LA GRANDE NAPOLI Anno VII - numero 3 - Marzo 2012 IUPPITER EDIZIONI anno VI n. 9/10/11 settembre-novembre 2011 Natale senza luminarie: è la forma estrema di protesta dei commercianti di Napoli. Invece delle strade va illuminato il buio del malgoverno in cui brancola l’intera città. Intanto la società civile è pronta a tornare in piazza. RISPETTO il traffico va in tilt. Festival delle buche nelle strade e nei marciapiedi: una trappola per auto e pedoni. TENNISLIFE CUP EXCLUSIVE CARD LRC 180447 - 23/6/98 Direzione e Centro operativo: 80142 NAPOLI - Via Carlo di Tocco, 82/84 Tel. 081 734 04 24 - 081 734 98 22 - Pronto intwervento 081 734 02 88 - Fax 081 734 98 18 Internet: http//www.la-vigilante.com - E-mail: [email protected] Part. IVA 03577570637 - Camera di Commercio n. 155962 - Iscritta al N 381 - R.I. Tribunale di Napoli www.chiaiamagazine.it se emb e o ob e 20 0 Acquista la s.r.l. dal 1946 g ugno ug o 20 0 m a ga z i n e • Cantieri aperti, vigili assenti, parcheggi fantasma: Al Green Park arriva la carica dei campioni e scopri tutti i VANTAGGI 11 11 SOCIETÀ&COSTUME Cerchi uno stile? Datti al Vintage la vigilante m a ga z i n e LRC 180447 - 23/6/98 • Il quartiere assediato dalla microcriminalità. Il Pan insiste: spese pazze e gestione allegra 11 EXCLUSIVE CARD 10 DIARIO DELLA MUNICIPALITÀ Brancaccio: «Siamo i segretari del Comune» EDIZIONE STRAORDINARIA Chi ha paura dei vigilantes civici? Perché «i rondisti» di Chiaia sono diventati un caso? Non c’è più MOBILITÀ Acquista la 5 IUPPITER EDIZIONI Napoli fuorilegge: viaggio nelle discariche sotterranee. La verità sui rischi La rivolta di Chiaia IL CASO Buone vacanze QUARTIERISSIME Poteri speciali, i torpori della Iervolino il mensile di Chiaia-San Ferdinando-Posillipo CUORE MARCIO magg o 20 0 Distribuzione gratuita Per informazioni: 081 19361500 7 Acquista la IL CASO S A P E R V I V E R E L A C I T TÀ s.r.l. dal 1946 pagina 3 Vasari ignorato e spese pazze per il Pan 8 Anno IV - n.11 novembre 2009 Distribuzione gratuita IUPPITER EDIZIONI www.adusbefcampania.it Multe e bloccaruote assediano il popolo del by night. L’auto in divieto di sosta può costare fino a 119 euro. La repressione, però, serve solo a mascherare il problema: la mancanza drammatica di parcheggi. E così siamo al paradosso: si aprono nuovi locali di intrattenimento, ma si ghettizza il quartiere. e scopri tutti i VANTAGGI 8 12 SOCIETÀ&CULTURA La bella estate e la notte dei prodigi Anno II - N.5 maggio 2007 ma o ap e 20 0 CHIAIA S A P E R V I V E R E L A C I T TÀ il mensile di Chiaia-San Ferdinando-Posillipo genna o ebb a o 20 0 ISTITUTO DI VIGILANZA 081•7643169 www.chiaiamagazine.it ATTACCO ALLA MOVIDA Distribuzione gratuita d cemb e 2009 Direzione e Centro operativo: 80142 NAPOLI - Via Carlo di Tocco, 82/84 Tel. 081 734 04 24 - 081 734 98 22 - Pronto intwervento 081 734 02 88 - Fax 081 734 98 18 Internet: http//www.la-vigilante.com - E-mail: [email protected] Part. IVA 03577570637 - Camera di Commercio n. 155962 - Iscritta al N 381 - R.I. Tribunale di Napoli Dal lunedì al giovedì dalle 16.30 alle 19.00 m a ga z i n e CHIAIA Distribuzione gratuita pagina 4 Mola: ganasce avanti tutta, parcheggi al palo 10 LETTURE ESTIVE Premio Napoli: ecco i 12 libri finalisti LRC 180447 - 23/6/98 Distribuzione gratuita S A P E R V I V E R E L A C I T TÀ m a ga z i n e www.chiaiamagazine.it la vigilante Vi rispondiamo per fornirvi la nostra consulenza legale gratuita magg o 200 www.chiaiamagazine.it Acquista la Anno II - N.10 ottobre 2007 12 12 SOCIETÀ&CULTURA Galassia Gutenberg nel segno del mare TELEFONO per la TUTELA dei DIRITTI dei CONSUMATORI nei SERVIZI BANCARI, FINANZIARI e di TELEFONIA ISCRIVITI AD 5 11 DIARIO DELLA MUNICIPALITÀ Decentramento, l’Osservatorio non decolla Campania LRC 180447 - 23/6/98 ap e 200 EXCLUSIVE CARD Distribuzione gratuita QUARTIERISSIME Armatori napoletani: alleanza per il futuro www.studiolegaledelillo&partners.com MANUTENZIONE Edizioni Iuppiter Group Appello alla città: salviamo il Circolo Artistico 8 pagina 4 Anno IV - n.10 ottobre 2009 IUPPITER EDIZIONI RONDA SU RONDA IL CASO Cantieri aperti, incognita traffico s.r.l. ISTITUTO DI VIGILANZA o ob e 200 CHIAIA Anno II - N.9 settembre 2007 Distribuzione gratuita 5 RIQUALIFICAZIONE m a ga z i n e CHIAIA S A P E R V I V E R E L A C I T TÀ il mensile di Chiaia-San Ferdinando-Posillipo novemb e 2009 www.chiaiamagazine.it CHIAIA Anno IV - n.9 settembre 2009 Distribuzione gratuita superwoman? Via Martucci, piazza Amedeo, via Carducci: la riqualificazione nel cuore di Chiaia fa i conti con i problemi del traffico. Parte il nuovo dispositivo della viabilità, ma non si escludono correttivi. A via Martucci i commercianti già temono il crac economico. Tra i problemi da risolvere lo stazionamento dei taxi. o ob e 2009 m a ga z i n e distribuzione gratuita Politica in tournèe: il conto al cittadino Enti locali: casse all’asciutto. E la città va in pezzi. Nei Palazzi del potere esplode la rincorsa al rigore e alla sobrietà. Intanto, però, spulciando tra i provvedimenti del Comune, si scopre che la manìa dei viaggi di rappresentanza non è mai tramontata. Un esempio? In pochi mesi la giunta Iervolino ha deliberato tre missioni all’estero per l’assessore Nicola Oddati: Cina, Messico e Spagna. pagina 4 s.r.l. Anno IV - n.7/8 luglio-agosto 2009 pagina 3 la vigilante Anno II - N.4 aprile 2007 Edizioni Iuppiter Group In collaborazione con Nuove Botteghe dei Mille 3 e4 Direzione e Centro operativo: 80142 NAPOLI - Via Carlo di Tocco, 82/84 Tel. 081 734 04 24 - 081 734 98 22 - Pronto intwervento 081 734 02 88 - Fax 081 734 98 18 Internet: http//www.la-vigilante.com - E-mail: [email protected] Part. IVA 03577570637 - Camera di Commercio n. 155962 - Iscritta al N 381 - R.I. Tribunale di Napoli Sul pianeta delle buche atterra Global Service www.chiaiamagazine.it S A P E R V I V E R E L A C I T TÀ Finalmente del mattone1e.0uro00 11 L’INTERVISTA Antonio Pace: «Così cambierò l’Ascom» Sarà un privato a gestire, con il sistema del Servizio Globale, la manutenzione delle principali strade della città. A Chiaia le vie interessate sono 62. Problema risolto? Non del tutto. Resta infatti aperto il problema delle strade secondarie che nella prima Municipalità sono il 60% dell’intera rete viaria. m a ga z i n e CHIAIA Distribuzione gratuita Dopo la nomina a commissario per l’emergenza traffico, si apre una nuova era per Rosa Russo Iervolino. Milioni di euro da spendere e la facoltà di decidere in fretta su parcheggi, appalti, videosorveglianza, assunzioni di vigili: è un supersindaco. E se sbaglia non ha più scuse. Parte l’anno dei cantieri 9 Anno II - N.3 marzo 2007 www.chiaiamagazine.it POTERI SPECIALI RIQUALIFICAZIONE 5 m a ga z i n e www.chiaiamagazine.it CHIAIA Anno II - N.2 febbraio 2007 Distribuzione gratuita se emb e 2009 ma o 200 m a ga z i n e www.chiaiamagazine.it con le ganasce se emb e 200 m a ga z i n e 5 IL CASO Mergellina, stazione vietata ai disabili dal 1946 m a ga z i n e CHIAIA S A P E R V I V E R E L A C I T TÀ LRC 180447 - 23/6/98 PRIMO PIANO C’era una volta il salotto di Napoli: topi a Monte di Dio, bidoni stracolmi nelle vie dello shopping, spazzamento allo sbando. Raccolta differenziata snobbata dai residenti. pagine 3/4 la vigilante www.chiaiamagazine.it CHIAIA Distribuzione gratuita SIETE UNA MACCHINA? la vigilante s.r.l. ISTITUTO DI VIGILANZA LRC 180447 - 23/6/98 Direzione e Centro operativo: 80142 NAPOLI - Via Carlo di Tocco, 82/84 Tel. 081 734 04 24 - 081 734 98 22 - Pronto intwervento 081 734 02 88 - Fax 081 734 98 18 Internet: http//www.la-vigilante.com - E-mail: [email protected] Part. IVA 03577570637 - Camera di Commercio n. 155962 - Iscritta al N 381 - R.I. Tribunale di Napoli Distribuzione gratuita La montagna che sale ISTITUTO DI VIGILANZA GENNAIO 2009: LA NUOVA GIUNTA IERVOLINO 16 magg o 2009 m a ga z i n e www.chiaiamagazine.it esta i è qu di ch Dopo l’insetto che sta distruggendo le palme della città, non si ferma la mattanza del verde. Dai lecci marci di Posillipo agli alberi minacciati dai cantieri della Linea 6 del metrò. Lamberti e Malvano: «Troppi gli sconti di pena. Rivedere le leggi». Videosorveglianza: il Comune la promette da tre anni e il ministro degli Interni da tre mesi. Ma di «occhi elettronici» nemmeno l’ombra. la vigilante s.r.l. dal 1946 PAN • • 11 SOCIETÀ&COSTUME Viaggio tra i caffè letterari alla moda ISTITUTO DI VIGILANZA LRC 180447 - 23/6/98 foglie morte FUOCO QUARTIERISSIME Parco Margherita, l’ascensore dei sogni la vigilante s.r.l. ISTITUTO DI VIGILANZA Direzione e Centro operativo: 80142 NAPOLI - Via Carlo di Tocco, 82/84 Tel. 081 734 04 24 - 081 734 98 22 - Pronto intwervento 081 734 02 88 - Fax 081 734 98 18 Internet: http//www.la-vigilante.com - E-mail: [email protected] Part. IVA 03577570637 - Camera di Commercio n. 155962 - Iscritta al N 381 - R.I. Tribunale di Napoli ug o agos o 200 m a ga z i n e www.chiaiamagazine.it Direzione e Centro operativo: 80142 NAPOLI - Via Carlo di Tocco, 82/84 Tel. 081 734 04 24 - 081 734 98 22 - Pronto intervento 081 734 02 88 - Fax 081 734 98 18 Internet: http//www.la-vigilante.com - E-mail: [email protected] Part. IVA 03577570637 - Camera di Commercio n. 155962 - Iscritta al N 381 - R.I. Tribunale di Napoli IUPPITER EDIZIONI ISTITUTO DI VIGILANZA g ugno 200 Distribuzione gratuita il mensile di Chiaia-San Ferdinando-Posillipo Società civile, un libro per l’alleanza 6 ap e 2009 www.chiaiamagazine.it CHIAIA Anno IV - n.2 febbraio 2009 Distribuzione gratuita COPRI IL REPORTAGE Strade gruviera: la mappa delle buche 6 ALL’I NTERNO I PARCH EGGI DELFUTU RO - SHOPPI NGG RAN DI FI R M E - LEFESTEDICH IAIA Per la tua pubblicità chiama al numero 081.19361500 www.chiaiamagazine.it Distribuzione gratuita Sicurezza, è l’ora di reagire N A T A L E Metti una sera a cena Anno III - N. 1 gennaio 2008 S A P E R V I V E R E L A C I T TÀ Anno IV - n.1 gennaio 2009 IUPPITER EDIZIONI Tempesta giudiziaria sui palazzi del potere: cronaca di un’apocalisse annunciata. Stagione finita per un Sistema trasversale ai partiti, naufragato sulla questione morale. Dalla città, stanca di beffe e promesse, parte lo sfratto alla «casta». Franco Nico LA STORIA Comunità luterana tra musica e letteratura ma o 2009 www.chiaiamagazine.it S A P E R V I V E R E L A C I T TÀ Distribuzione gratuita il mensile di Chiaia-San Ferdinando-Posillipo LRC 180447 - 23/6/98 CHIAIA Anno II - N.1 gennaio 2007 S A P E R V I V E R E L A C I T TÀ Distribuzione gratuita Viale Gramsci, vince il killer delle palme la vigilante www.chiaiamagazine.it CHIAIA Anno I - N. 11 dicembre 2006 IUPPITER EDIZIONI «La giungla del vivere quotidiano inaridisce e dà sempre meno valore a ciò che per me è stato ed è tuttora fonte di benessere: la poesia, la musica, l’arte». m a ga z i n e www.chiaiamagazine.it CHIAIA CHIAIA Anno III - n.12 dicembre 2008 Direzione e Centro operativo: 80142 NAPOLI - Via Carlo di Tocco, 82/84 Tel. 081 734 04 24 - 081 734 98 22 - Pronto intwervento 081 734 02 88 - Fax 081 734 98 18 Internet: http//www.la-vigilante.com - E-mail: [email protected] Part. IVA 03577570637 - Camera di Commercio n. 155962 - Iscritta al N 381 - R.I. Tribunale di Napoli sito: www.branchizio.it e-mail: [email protected] genna o 200 m a ga z i n e www.chiaiamagazine.it m a ga z i n e ISTITUTO DI VIGILANZA Nautica Branchizio Mergellina LRC 180447 - 23/6/98 il mensile di Chiaia-San Ferdinando-Posillipo genna o 2009 www.chiaiamagazine.it S A P E R V I V E R E L A C I T TÀ I gazebo della discordia Ecco cosa dice la legge s.r.l. ISTITUTO DI VIGILANZA Distribuzione gratuita IL CASO Dal turista pestato a via Carducci alle notti brave dei branchi in piazza San Pasquale. Stato d’assedio. rati intoccabili dai vincoli ambientali, sono ormai terra bruciata. E loro, i diportisti, respinti dal lungomare, ora possono scegliere tra il vendersi la barca, andare altrove o piegarsi a prezzi da capogiro. Il contraccolpo peggiore, però, è quello occupazionale: per gli uomini dei consorzi e per le loro famiglie sono giorni drammatici. Una soluzione sul piatto d’argento l’avevano offerta gli ormeggiatori luciani: boe galleggianti a impatto ambientale praticamente nullo e con le giuste distanze. Ma è arrivato il no dell’Autorità Portuale. Ora tutto è rimandato. Bye Bye estate. (a pagina 3) IUPPITER EDIZIONI 4 • Sicurezza: tornano a Chiaia le invasioni barbariche. • Burocrazia scatenata: veti e rinvii sulle concessioni Anno III - n.11 novembre 2008 il mensile di Chiaia-San Ferdinando-Posillipo Una «casta» apparentemente inossidabile, una classe dirigente che non molla le poltrone: da qualche anno, però, contro la malapolitica è sceso in campo l’associazionismo civico. Il 10 novembre 2007, la società civile marciò nel cuore di Napoli in nome della legalità. Furono 14 Direzione e Centro operativo: 80142 NAPOLI - Via Carlo di Tocco, 82/84 Tel. 081 734 04 24 - 081 734 98 22 - Pronto intwervento 081 734 02 88 - Fax 081 734 98 18 Internet: http//www.la-vigilante.com - E-mail: [email protected] Part. IVA 03577570637 - Camera di Commercio n. 155962 - Iscritta al N 381 - R.I. Tribunale di Napoli www.chiaiamagazine.it Distribuzione gratuita CLAUDIO VELARDI assessore regionale al Turismo degli ORMEGGI NINO DE NICOLA il 20 maggio esce un numero interamente dedicato alle amministrative del 28-29 maggio novemb e 2006 Anno I - N. 10 novembre 2006 il mensile di Chiaia-San Ferdinando-Posillipo m a ga z i n e CHIAIA ALL’INTERNO focus CANTIERIACHIAIA - mania BURRACO - evento NAPOLIFILMFESTIVAL Nautica Branchizio Mergellina Telefono 081.667913 Cell. 338.2204628 - 338.2767442 Distribuzione gratuita • Sprecopoli a Palazzo San Giacomo: nonostante il IL MIRAGGIO TEMPO D’ESTATE SPECIALE Mostre, concerti e spettacoli teatrali: tutti gli appuntamenti da non perdere. S A P E R V I V E R E L A C I T TÀ Anno III - n.9 settembre 2008 Dopo il fallimento del Global Service, decolla il superassessorato antibuche. Manovra di facciata? «Manuela Eventi&Curiosità: Arcuri all’Augusteo» 10 CHIAIA • Emergenza manutenzione: saltano tutti i controlli. CHIAIA Nove anni di storie, inchieste, verità e cultura, nel segno dell’indipendenza, senza aver mai ricevuto un solo centesimo di finanziamento pubblico. Chiaia Magazine è una libera tribuna che resta aperta grazie alla passione estrema e alla tenacia di un gruppo di giornalisti. IL PERSONAGGIO S A P E R V I V E R E L A C I T TÀ CHIAIA d cemb e 2008 www.chiaiamagazine.it Direzione e Centro operativo: 80142 NAPOLI - Via Carlo di Tocco, 82/84 Tel. 081 734 04 24 - 081 734 98 22 - Pronto intwervento 081 734 02 88 - Fax 081 734 98 18 Internet: http//www.la-vigilante.com - E-mail: [email protected] Part. IVA 03577570637 - Camera di Commercio n. 155962 - Iscritta al N 381 - R.I. Tribunale di Napoli sito: www.branchizio.it e-mail: [email protected] Fioriolli, il questore sulla polveriera Distribuzione gratuita novemb e 2008 m a ga z i n e www.chiaiamagazine.it Cronache dalla città trappola ebb a o 200 5 Anno III - n.7/8 luglio-agosto 2008 N A O m a ga z i n e in dieci piccole città. Sulla carta avranno autonomia finanziaria. Sarà vero? m a ga z i n e Edizioni Iuppiter Group Distribuzione gratuita o ob e 2008 m a ga z i n e www.chiaiamagazine.it PRIMO PIANO la vigilante Nautica Branchizio Mergellina Distribuzione gratuita IL GIORNALE DELLE NUOVE BOTTEGHE DEI MILLE se emb e 2008 m a ga z i n e CHIAIA le cose da fare Il Movimento dei Parcheggi s.r.l. Anno II - N.6 giugno 2007 CHIAIA s.r.l. LRC 180447 - 23/6/98 In collaborazione con Nuove Botteghe dei Mille L’INIZIATIVA Con lo slogan «No parking, no Chiaia», nasce il Movimento Parcheggi a Chiaia, che raccoglie lo scontento e la rivolta del cuore di Napoli nei confronti dell’immobilismo delle istituzioni sul problema delle grandi aree di sosta da realizzare nel quartiere. Per Nino De Nicola (nella foto), presidente delle Nuove Botteghe dei Mille e promotore dell’iniziativa «sarà una lotta a colpi di forum e proteste di piazza». (pagina 3) A www.chiaiamagazine.it RIFORMA Ormeggio&AssistenzaNautica la vigilante ISTITUTO DI VIGILANZA dal 1946 Telefono 081.667913 Cell. 338.2204628 - 338.2767442 14 Direzione e Centro operativo: 80142 NAPOLI - Via Carlo di Tocco, 82/84 Tel. 081 734 04 24 - 081 734 98 22 - Pronto intwervento 081 734 02 88 - Fax 081 734 98 18 Internet: http//www.la-vigilante.com - E-mail: [email protected] Part. IVA 03577570637 - Camera di Commercio n. 155962 - Iscritta al N 381 - R.I. Tribunale di Napoli S A P E R V I V E R E L A C I T TÀ Notte Bianca «La mia Napoli libera e pacifica» CHIAIA Distribuzione gratuita NINO DE NICOLA a novità è grossa. In questo numero parliamo del nuovo istituto della Municipalità, chiave di volta del decentramento amministrativo voluto dal Comune. Infatti scompaiono le circoscrizioni e nascono appunto 10 Municipalità, vale a dire 10 microcittà che avranno autonomia finanziaria e un proprio bilancio di spesa. Le competenze che il Comune delegherà, dopo le elezioni, alle nuove miniamministrazioni riguardano in sintesi la manutenzione urbana, la attività socioassistenziali, le attività scolastiche/sportive/culturali, infine la gestione dei servizi amministrativi(commercio, artigianato, traffico etc.). Su queste attività (e soprattutto sulla manutenzione) la Municipalità avrà poteri di spesa da esercitare con 4 assessori. Sembra una svolta notevole. Ma i dubbi ci sono. Primo: il Regolamento delle Municipalità, almeno per ora, non chiarisce bene la gestione delle risorse finanziarie che il Comune trasferisce alle sedi decentrate: all'interno vi spieghiamo perché. Secondo: è stata prevista una figura che governerà questo trapasso dal vecchio al nuovo sistema, per evitare il caos? Queste le perplessità, fermo restando che la Municipalità ha tutte le premesse per migliorarci la vita. A proposito: la vecchia circoscrizione ChiaiaPosillipo-S.Ferdinando si chiamerà Municipalità 1. In questo numero vi parliamo anche del forum da noi organizzato con successo sul problemaparcheggi. Intanto, nell'imminenza delle Amministrative, annunciamo una serie di incontri coi candidati-sindaci. Vedremo che intenzioni hanno su Chiaia. «Parcheggi interrati, Forum: tutti li vogliono» «Gigi Eventi&Curiosità: Proietti all’Augusteo» CHIAIA I numeri della prima edizione furono un successo: 2 milioni di persone in strada e un volume d’affari di 50 milioni di euro. «Difficile migliorare le cifre di un anno fa», dice l’assessore regionale Andrea Cozzolino, ideatore e promotore dell’evento. Ma stavolta il bis si preannucia davvero ambizioso. Il tema di quest’anno: «Mediterraneo, un mare di cultura». NINO DE NICOLA Noleggio di gommoni e motoscafi Trasferimenti in tutte le isole del Golfo Ormeggio&AssistenzaNautica IL GIORNALE DELLE NUOVE BOTTEGHE DEI MILLE SI CAMBIA DAVVERO? m a ga z i n e www.chiaiamagazine.it *Presidente delle Nuove Botteghe dei Mille Al museo Pignatelli e all’Ambasciatori una rassegna sui miti del cinema italiano. Nautica Branchizio Mergellina 16 EVENTI&CURIOSITÀ Teatro Sancarluccio, a cena con il vampiro manifestiamo qualche riserva sull'altra decisione dell'amministratore, quella di abolire la ZTL sull'asse Morelli-via dei Mille. Comprendiamo la sua motivazione (la prossima apertura di cantieri alla Riviera esigeva via dei Mille come valvola di sfogo del traffico), ma ribadiamo che almeno il sabato, giorno di punta per lo shopping, l'oasi pedonale sia d'obbligo. Tutto il discorso, però, impone un ripensamento globale sul versante dei parcheggi interrati in zona Chiaia e vogliamo sperare che i poteri speciali del sindaco saranno ri- Anno I - N.4 maggio 2006 ug o agos o 2008 g ugno 2006 SPEC ALE ELEZ ON CHIAIA s.r.l. ASPETTANDO I PARCHEGGI i riprende e la stagione si presenta densa di eventi e aspettative per Chiaia. Molti i fronti da tener d'occhio e Chiaia Magazine si arma delle migliori intenzioni nell'interesse del quartiere. Innanzitutto: si riparte con il ripristino del vecchio senso di marcia da via Morelli a via dei Mille, un provvedimento che aspettavamo in quanto il dispositivo di marcia precedente non si è dimostrato funzionale. La decisione è firmata dal neoassessore comunale al traffico Gennaro Mola del quale apprezziamo l'attivismo e la concretezza. Anche se sertificata e la notte è sempre più buia. Nero perché le economie dell'intero quartiere soffrono pesantemente. Una rotta irreversibile? No! La speranza è che chi si candida ad amministrare la città voglia imprimere da subito una svolta decisiva nel governo del territorio. Le soluzioni ci sono, ma serve una volontà forte e radicale a risolvere i problemi. Per quanto ci riguarda cominceremo a dibattere di futuro con una serie di “forum” sulle varie emergenze. Inviteremo i candidati a sindaco perché spieghino le intenzioni e le idee che hanno sullo sviluppo di Chiaia. Non ci limiteremo a sperare che la nottata passi da sola: vigileremo su parole e fatti. Vivere: «I divi di ieri? Saper Più “machi” che mici» Villa Comunale: alberi malati e chalet distrutti. Molosiglio: tendopoli nei giardini. Ormeggio&AssistenzaNautica LRC 180447 - 23/6/98 intervista a pagina • Partenza sprint del neoassessore comunale al garage sotterranei: con i nuovi poteri del sindaco l’impresa diventa possibile. 16 anni d’immobilismo: un’inquietante miscela di inerzia, sfortuna e silenzi. ome avranno forse notato i lettori, Chiaia Magazine adora il colore. Stavolta, però, ha scelto una prima pagina dove domina il nero. Vi chiederete perché. Noi rispondiamo che non se ne poteva fare a meno. I motivi? Eccoli. Nero perché siamo arrabbiati neri ( e in questo rispecchiamo l'umore del quartiere) e lo siamo perché stufi di malamministrazione. Nero perché, con un territorio abbandonato al degrado, il futuro si prospetta davvero oscuro. Nero perché francamente, a questo punto, indecifrabili ci sembrano i progetti dell'Amministrazione Comunale per la zona. Non è forse una vicenda oscura quella del parcheggio Morelli? E poi la Ztl: non è neanche nata e già siamo costretti a intonare il De Profundis. Nero perché Chiaia è ormai de- 9 Eventi&Curiosità: «Salemme all’Augusteo» Mostre, musica, teatri: tutti gli appuntamenti da non perdere. In collaborazione con Nuove Botteghe dei Mille • Infine, pensa al futuro e aderisce al «partito» dei «Garage Quartierissime: Morelli, oscuri presagi» 3 NINO DE NICOLA* C Storia dell’aperitivo «rosso». Le ricette e i segreti dei barman. S A P E R V I V E R E L A C I T TÀ MOLA VECCHIE E NUOVE SFIDE Municipalità: Speciale «L’assessore itinerante» SERVE UNA SVOLTA 6 «Tutti pazzi per lo Spritz» Relax&Movida: CHIAIA Anno I - N.8 settembre 2006 Distribuzione gratuita NINO DE NICOLA* Intervista a Bruno Terracciano, assessore comunale alle Municipalità. S A Palazzo Calabritto il nuovo show room per i «bons vivants». o ob e 2006 OPERAZIONE I critiche se governeranno male e con chi congratularsi se faranno bene. Insomma: per non sentirci comparse, ma cittadini che vigilano e partecipano. Di più: vi anticipiamo che ogni mese la rivista pubblicherà un diario sull'operato del Consiglio di Chiaia. E vale per la maggioranza come per l'opposizione. Poi, di nuovo il tormentone del parcheggio Morelli perché anche qui il segreto è non abbassare la guardia: prendiamo atto della nuova attenzione che il sindaco Iervolino e l'assessore Mola preannunciano sul problema, a cominciare E intanto incalzano altre emergenze: «spaccate», scippi, strade sporche e dissestate. m a ga z i n e www.chiaiamagazine.it RENATO ROTONDO Capo dell’opposizione C • Per il popolo di Chiaia il danno e la beffa. s.r.l. Tra le dieci Municipalità, quella di Chiaia è davvero speciale visto che è l’unica ad essere governata dal centrodestra. Per maggioranza e opposizione doppia responsabilità: far funzionare riforma e quartiere. All’interno tutti i protagonisti on questo numero di luglio/agosto Chiaia Magazine traccia un consuntivo ideale dei suoi primi 7 mesi di vita, tornando ad occuparsi delle due bandiere che hanno caratterizzato l'impegno della rivista: Municipalità e parcheggi. Riparliamo dunque delle neonate Municipalità, soffermandoci ovviamente su quella di Chiaia. E stavolta, dopo un cenno a luci e ombre della riforma, vi presentiamo, con veloci profili e relative foto, i 30 consiglieri (più il presidente) eletti a Chiaia. Obiettivo: indicare al quartiere a chi indirizzare le Il Comune ignora l’appello. Assessori bocciati: chi tace, chi promette, chi non si fa trovare... aper Vivere: «Al Primo Piano il lusso è di casa» dal 1946 D’OCCHIO FABIO CHIOSI Presidente lo scarso presidio dei varchi, un sistema di videosorveglianza mai realizzato. 5 la vigilante VI TERREMO onostante i suoi 29 anni, si ritrova per la seconda volta al timone di Chiaia. E’ stato eletto con 23.846 voti e il suo schieramento ha ottenuto il 51,43 % dei consensi. 18 i consiglieri della sua coalizione. La sua squadra di governo sarà formata da un vicepresidente (cui toccherà un assessorato) e 3 assessori. Ha due premure: velocizzare i tempi della riforma e ottenere subito risorse finanziare per il territorio. Obiettivi: manutenzione, parcheggi, sicurezza con l’aiuto dei vigili urbani. La circoscrizione protesta. ZTL: forte confusione «tecnologica». ISTITUTO DI VIGILANZA Il nuovo «Parlamento» di Chiaia N • Le cause del flop: la farsa del garage Morelli, ocus videosorveglianza: resta fuori» F«Chiaia se emb e 2006 In collaborazione con Nuove Botteghe dei Mille Sono arrivati desertificazione, notti da paura, e crisi delle attività commerciali. Direzione e Centro operativo: 80142 NAPOLI - Via Carlo di Tocco, 82/84 Tel. 081 734 04 24 - 081 734 98 22 - Pronto intwervento 081 734 02 88 - Fax 081 734 98 18 Internet: http//www.la-vigilante.com - E-mail: [email protected] Part. IVA 03577570637 - Camera di Commercio n. 155962 - Iscritta al N 381 - R.I. Tribunale di Napoli m a ga z i n e S A P E R V I V E R E L A C I T TÀ Distribuzione gratuita ILPAPOCCHIO LRC 180447 - 23/6/98 CHIAIA IL GIORNALE DELLE NUOVE BOTTEGHE DEI MILLE • L’intero quartiere invoca parcheggi. s.r.l. ug o agos o 2006 Banca Monte dei Paschi di Siena Spa Arrivano le nuove MUNICIPALITÀ INGANNO la vigilante Anno I - N.6/7 luglio/agosto 2006 CHIAIA magg o 2006 spec a e m a ga z i n e www.chiaiamagazine.it Zona a Traffico Limitato Ultime notizie sul futuro garage: il quadro peggiora. Un pessimo affare per il Comune. La rivolta di Chiaia ISTITUTO DI VIGILANZA Distribuzione gratuita Anno I - N.3 aprile 2006 AUTO Direzione e Centro operativo: 80142 NAPOLI - Via Carlo di Tocco, 82/84 Tel. 081 734 04 24 - 081 734 98 22 - Pronto intwervento 081 734 02 88 - Fax 081 734 98 18 Internet: http//www.la-vigilante.com - E-mail: [email protected] Part. IVA 03577570637 - Camera di Commercio n. 155962 - Iscritta al N 381 - R.I. Tribunale di Napoli www.chiaiamagazine.it Distribuzione gratuita Banca Monte dei Paschi di Siena Spa Parcheggio MORELLI opo il numero natalizio che, nonostante la veste sperimentale, ha riscosso apprezzamento da parte dei cittadini di Chiaia, della stampa, di chi lavora e produce, e, infine, delle istituzioni e delle associazioni, «Chiaia Magazine» - di cui sono direttore editoriale - prende ora decisamente il largo. E lo fa, fedele alle dichiarazioni di intenti iniziali, utilizzando come baricentro delle proprie cronache il territorio di Chiaia. Puntiamo, quindi, sull’attualità e i problemi del quartiere, coniugando tuttavia il taglio impegnato all’interesse per gli aspetti del saper vivere, dell'enogastronomia, per i fermenti culturali e imprenditoriali, per il by night e la moda, per le risorse giovanili e per le potenzialità del quartiere. Una tribuna eterogenea, dunque, che funzionerà con le voci e i contributi di tutti. Mi piace ribadire lo slogan della nostra iniziativa editoriale: «Questo giornale lo scriveremo assieme». Da qui nasce la scelta degli argomenti di questo numero e dei prossimi. In questa occasione, raccogliendo segnalazioni e impressioni sul campo, abbiamo privilegiato tre problematiche di stretta attualità: emergenza parcheggi, riqualificazione urbana e il controverso capitolo della movida. Il primo punto sta molto a cuore ai commercianti, ai residenti e a quanti per lavoro, shopping o divertimento, frequentano il cuore di Napoli. E il nodo cruciale non poteva essere che l'agognato parcheggio Morelli. Sulla seconda questione abbiamo, poi, intervistato l'assessore al Turismo e Decoro Urbano Luca Esposito. Come avrete modo di leggere, ci saranno delle importanti novità. Terzo tema: dossier Movida. La nostra posizione è chiara: rispetto delle regole ma niente bavaglio alla notte. Come avrete capito, la nostra scelta di campo è netta: scommettiamo sulle forze e sulle risorse di Chiaia. E’ qui il fermento. delle illusioni Banca Monte dei Paschi di Siena Spa IL GIORNALE DELLE NUOVE BOTTEGHE DEI MILLE Anno I - N.2 marzo 2006 IL «NUOVO» CHE NON SA DECOLLARE D m a ga z i n e distribuzione gratuita Banca Monte dei Paschi di Siena Spa magg o 2006 m a ga z i n e sommario L’inchiesta 4 Il degrado delle fontane storiche Primo piano 8 Gioco d’azzardo, business e mania Il caso 11 Avron, la truffa sbarca a Napoli Itinerari 34 Ottaviano, patria dell’arte bianca www.chiaiamagazine.it IUPPITER EDIZIONI SPECIALE ESTATE Montemarano Teggiano ITINERARI GASTRONOMICI NEL SEGNO DEGLI ANTICHI SAPORI Cilento e Irpinia, un agosto a tavola Livia Iannotta Se è vero che la bellezza di un luogo si scopre anche a tavola, la Campania (e in particolare il Cilento) quest’estate si farà conoscere nei suoi tratti più genuini. Ecco un itinerario saporito e invitante per chi i mesi roventi vuole viverli mettendo in moto le papille gustative. Una carrellata di sagre, feste, manifestazioni gastronomiche che, tra piatti rustici e ricette tramandate di generazione in generazione, disegnano una regione di qualità, capace di mandare in estasi qualsiasi palato. Partiamo dal Cilento, che non è solo spiagge e calette. Il suo entroterra, infatti, offre nei tanti borghi fermi nel tempo una miscela unica di sapori e aromi. Per chi volesse tuffarsi in una storia dai contorni medievali, dall’11 al 13 agosto Teggiano si popola di menestrelli, paggi, sbandieratori, dame e cavalieri. È un vero e proprio viaggio a ritroso nel tempo la manifestazione “Alla tavola della principessa Costanza”, che anche quest’estate mette in scena il corteo delle nozze tra Antonello Sanseverino, principe di Salerno e signore del Diano, e Costanza, figlia del duca di Urbino Federico da Montefeltro. Per tre giorni, scortati da accompagnatori in costume, i visitatori sfileranno di taverna in taverna tra assaggi di prodotti tipici, vino, balli e musica. Per banchettare in allegria e sentirsi come nel ‘400. Dal 13 al 23 agosto, invece, brinda alla 40esima edizione la “Sagra del Fusillo felittese”, manifestazione enogastronomica che si svolge puntuale ogni anno dal 1976. La kermesse punta a omaggiare il piatto tipico locale, il fusillo felittese (22) appunto, che ad ogni morso restituisce il sapore “evergreen” della tradizione. Occhio anche alla cultura: il buon cibo sarà infatti affiancato da mostre fotografiche e di pittura, escursioni guidate nelle “Gole del Calore” e nel centro storico. Ma anche tanta buona musica ed esposizioni di altri prodotti locali. Un bosco di castagni, i sapori autentici cilentani e il piatto principe della manifestazione: i “ciccimmaretati” (chicchi sposati), ovvero la zuppa che i contadini preparavano nei periodi di magra, quando si “sposavano” in pentola legumi e cereali avanzati (ceci, fagioli, mais, grano ecc). Questi gli ingredienti della ormai celebre “Sagra dei ciccimmaretati”, curata dall’associazione “Il punto”. Appuntamento, come ogni anno, dal 17 al 23 agosto a Stio, località del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, perfetto per i vegetariani e adatto anche ai celiaci. E se non si è “sazi”, abbinate alla manifestazione anche visite guidate alla scoperta degli scorci più caratteristici del paese. Per celebrare il “mascuotto”, pano di grano tostato, prelibatezza dei fornai di Braci- gnano, in provincia di Salerno, torna dal 31 luglio al 4 agosto la “sagra d’o’ Mascuotto”, una riscoperta dell’arte culinaria locale (con altre specialità come la pasta alla Sannazarese e le salsicce locali), accompagnata come sempre dalla festa patronale e dalla tradizione bandistica. E ancora, da segnalare: la “Festa del pane” dal 16 al 20 agosto a Trentinara; “Sapori e saperi” dal 16 al 20 a San Nicola di Centola; la “Festa degli antichi sapori” dal 18 al 20 a Mandia e la “Sagra della mozzarella cilentana” dal 18 al 22 a Novi Velia. Se invece dal Cilento ci si Perito, il bosco dei cavatielli Come ogni agosto, a Perito - un grumo di case e di tradizioni, terra di artisti anarcoidi e di fieri contadini, un tempo avamposto preferito dai briganti e dai monaci basiliani per la posizione di vedetta che aveva nella valle dell’Alento - si svolge dal 6 al 13 la pluridecorata “Festa nel bosco”, ormai riconosciuta come la regina delle sagre. La fortuna dell’evento, arrivato alla sua 35esima edizione, tappa imperdibile per i “gastronauti” in vacanza sta non solo nelle prelibatezze culinarie, ma anche nel suggestivo scenario in cui si gustano i piatti tipici: un bosco maestoso, trasformato dai peritesi, con cura e con intelligenza, in una sorta di paradiso di tavolate nel pieno rispetto della natura. Prima di tutto la riscoperta della tradizione: il consolidato menù della sagra propone una lista di pietanze dai sapori antichi e felicemente “poveri”, che vengono servite ai tavoli da cameriere vestite con i tipici costumi del folklore locale. Consigliamo, quindi, per chi volesse intraprendere fino in fondo un viaggio nell’autentico gusto del Cilento, di ordinare, dopo aver degustato le sempreverdi freselle con i pomodori, gli ormai celebri cavatielli col sugo di castrato (buoni anche quelli alla boscaiola, con funghi e carne tritata), pasta fatta in casa, che viene creata “in diretta” dalle donne del posto nel corso delle sera- CHIAIA MAGAZINE • LUGLIO/AGOSTO 2015 • Veduta di Perito te. Spettacolare è vedere come queste donne, con un’abilità invidiabile e senza mai fermarsi, riescono a “cavare” e plasmare la pasta realizzando così questi carnosi gnocchetti. A tavola, poi, tra una brocca di vino rosso paesano e un assaggio di formaggi e “capocollo” non possono mancare gli arrosti e le salsicce speziate (da abbinare con le superbe melanzane arrostite), la piccante minestra stretta (delizioso piatto contadino a base di patate e verdure saltate in padella) e la ricca ciambotta, detta “ciaula”, un miscuglio di fantasia con peperoni, patate e melanzane. Per chi vuole ancora di più insaporire i piatti poveri, può richiedere quel prezioso alleato che è il peperoncino: da queste parti è un insuperabile “diavulillo”. Per info: www.prolocoperito.it sposta tra le montagne avellinesi, il borgo di Montemarano offre un ricco cartellone di eventi estivi. Tra questi, dedicati al gusto: la seconda edizione della “Festa della pizza” (22 e 23 luglio), con l'esibizione dell’orchestra spettacolo “Achille e il suo complesso”; “Trota in festa”, mix di gastronomia, musica e artigianato (9 e 10 agosto) e la 32esima edizione della “Festa del Bosco e dell’Emigrante” (17 e 18 agosto). Quest’ultimo evento, calamita per vacanzieri e non, fa da vetrina alle risorse naturali di cui è costellato il luogo, prima fra tutte il bosco, che diventa set suggestivo per gustare, sotto le stelle e gli alberi secolari, i piatti tipici, l’ottimo vino locale, e perché no, lanciarsi in un ballo sulle note della famosa Tarantella di Montemarano seguendo i gruppi folkloristici della zona. Restando in Irpinia, la cittadella di Montoro ospita, il 31 luglio e il 1 agosto, la “Sagra dell’asparago e del cinghiale”. Il centro della località sarà attraversato da stand gastronomici ed espositivi dedicati ad artigianato e agricoltura, con sottofondo di musica popolare e performance di artisti di strada. L’itinerario campano del gusto si chiude in dolcezza l’ultimo weekend di settembre (dal 25 al 27) a Sapri, dove andrà in scena il primo “Festival del Gelato Mediterraneo”, organizzato da Cicas Sapri e dal Consorzio Gruppo Eventi da un’idea dello chef glacier Enzo Crivella, vincitore del premio “Gelatiere dell’anno 2013”. Sfondo e “coprotagonista”, il golfo di Policastro, per un evento fatto di degustazioni di gelati artigianali, laboratori del gusto per le scuole, esposizioni e workshop. CHIAIA MAGAZINE • LUGLIO/AGOSTO 2015 (23) SPECIALE ESTATE IN GUERRA Agorà Modigliani Maria Neve Iervolino Durerà fino al nove agosto la mostra “Les Femmes di Modigliani”, che vede protagoniste arte e tecnologia. Cinquanta quadri dell’autore livornese che ha contribuito a costruire durante i primi del Novecento, insieme ad artisti come Hemingway e Picasso, il mito del quartiere parigino di Montmartre. La mostra si tiene all’interno dell’Agorà Morelli, ufficialmente garage e sala congressi. Oltre alla location, ad essere originale è anche la qualità delle opere esposte: si tratta infatti di riproduzioni ad altissima definizione degli originali quadri di Modigliani su uno speciale supporto montato su pannelli retroilluminati a Led, elaborate dall’Istituto Amedeo Modigliani, con il patrocinio, tra gli altri, del Comune di Napoli e dell’Assessorato ai Giovani. È suggestivo e inquietante osservare tra altissime pareti di tufo e leoni di pietra, i volti sempre più distorti delle donne conosciute e rese immortali dal grande artista. Persino nella sensualità dei nudi c’è un che di funereo e caduco, più evidente nei ritratti dell’amata compagna e delle amanti: i loro volti sembrano scolpiti su maschere lignee, gli occhi vuoti, colmi di colore, azzurro, ocra, sono privi di vita. La suggestione è amplificata dai colori estremamente vividi dell’opera, ciò è stato possibile grazie alla qualità stessa del supporto materiale dell’opera. Arricchisce l’esposizione un corre- (24) do di video, filmati, animazioni in compositing ma anche lettere, biglietti, annotazioni, schizzi, scarabocchi, documenti d’epoca in molti casi inediti e perfino una App che consente di visualizzare contenuti extra su biografia e opere dell’artista in tempo reale su smartphone Apple. I quadri digitali vengono così intervallati da note biografiche che, con numerose foto d’epoca, aiutano a seguire il percorso di vita di Modigliani. Numerose poi le curiosità riguardo il suo rapporto con le muse inquietanti e gli artisti che hanno contribuito a influenzarlo, o sui quali lui stesso ha esercitato la propria ascendenza. Anche se sembra poco poetico ammirare un quadro su uno schermo a Led, poiché si perde la sensazione della pennellata sulla tela e il confronto con l’autore, può essere un’occasione per osservare opere impossibili da visionare insieme, disperse nei più grande musei del mondo, dal Guggenheim fino ai forzieri delle collezioni private, e catturare i dettagli evidenziati dalla luce digitale. Proprio a questo punta l’Istituto Amedeo Modigliani, in vista del centenario dalla morte dell’artista, che cadrà nel 2020: “Les femmes” è infatti soltanto la prima tappa di una più complessa “Modigliani experience” che mira a raccogliere l’intero suo corpus artistico. Un modo diverso di approcciarsi all’arte, più fruibile e certamente da sperimentare, tra le bellezze dei quartieri Chiaia e Mergellina. CHIAIA MAGAZINE • LUGLIO/AGOSTO 2015 Non tanto gli avvenimenti bellici, quanto quello che c’è dietro la guerra: l’orrore, la pietà, la rabbia, l’orgoglio, il riscatto. Tutte le emozioni che si vogliono suscitare lontano dal fronte. A questo punta la mostra “La Grande Guerra. Società, propaganda, consenso”, fino al 23 agosto a Palazzo Zevallos Stigliano (via Toledo). In esposizione manifesti dell'epoca realizzati da artisti come Marcello Dudovich, Achille Luciano Mauzan, Duilio Cambellotti - più un allestimento multimediale, con proiezioni grafiche tratte da riviste e giornali d'epoca. Il fulcro è dunque la propaganda, strumento per richiamare volontari alle armi, coinvolgere la popolazione, farla sentire partecipe, responsabilizzarla. Occhio di riguardo Monicelli, foto dal set Istantenee dai set di Mario Monicelli, per lo più inedite. Volti fuori scena di attori del calibro di Gassman, Mastroianni, Totò, Virna Lisi, Anna Magnani, Giancarlo Giannini, Monica Vitti, Philippe Noiret, Ugo Tognazzi... Si scatta durante le riprese di film come “L'armata Brancaleone”, “Amici miei”, “Risate di gioia”, “Speriamo che sia femmina”, “I compagni”, “Un borghese piccolo piccolo”. E 80 di quelle fotografie saranno esposte, dal 3 luglio al 29 agosto 2015, al Palazzo delle Arti di Napoli, insieme a una mostra di Chiara Rapaccini, illustratrice e compagna di una vita del regista. L'iniziativa, organizzata dall’associazione culturale Hde, è promossa dall'Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, in collaborazione con la Film Commission della Regione Campania, la Fondazione Premio Napoli e il Napoli Film Festival, e intende celebrare il centenario della nascita del grande regista. Per la sua corposità è da considerarsi una prima nazionale, anche per volontà di Chiara Rapaccini, ben consapevole del profondo amore di Monicelli per Napoli. Nella sua esposizione, la Rapaccini lavora con acrilico su 17 delle foto dell'archivio personale di Mario Monicelli. La base del suo lavoro sono i bianchi e neri contrastati degli scatti dei fotografi di scena degli anni 50, 60, 70, 80. E in ogni scatto, in ogni immagine sembra di ritrovarla l’atmosfera, oggi persa, del cinema del Novecento. La mostra è visitabile il lunedì e dal mercoledì al sabato dalle 9.30 alle 19.30. Domenica dalle 9.30 alle 14.30. MICHELE TEMPESTA SPECIALE ESTATE Gli occhi del mondo su Pompei FINO AL 2 NOVEMBRE 2015 IL GRANDE PROGETTO ESPOSITIVO TRA OPERE D’ARTE E CALCHI RESTAURATI Livia Iannotta Il buio, dalla Pompei romana, se n’è andato nel 1748. Quando la città mangiata dal fuoco dello “sterminator Vesevo” venne disseppellita, l’Europa vide accendersi una nuova miccia: fu l’inizio di un rinnovato interesse per la storia antica, vista come serbatoio traboccante di storie, uomini, stili da prendere ad esempio, emulare. Pompei era nelle tele degli artisti, nell’architettura, perfino nell’ornato: gli occhi del vecchio continente si posavano tutti lì, sullo straordinario cumulo di rovine sotto al Vesuvio. A marcare l’impatto che la scoperta delle ebbe sull’immaginario collettivo di allora, ci pensa oggi “Pompei e l’Europa. 1748-1943”, il grande progetto espositivo in programma dal 27 maggio al 2 novembre 2015, a cura di Massimo Osanna, Luigi Gallo e Maria Teresa Caracciolo. Una mostra che si snoda su due binari: da un lato Napoli, dall’altro Pompei. La prima rassegna dal titolo “Natura e Storia (1748-1943)” è allestita al Museo Archeologico Nazionale ed evidenzia l’influenza del sito sugli artisti europei dal Settecento al Novecento. Quel nuovo orientamento del gusto, delle arti e della cultura, è palese se si osservano le duecento opere d'arte in esposizione, provenienti da musei italiani e stranieri (tra queste anche la prima rappresentazione dell’eruzione del Vesuvio dipinta da Jacob More nel 1780, arrivata dalla Scottish National Gallery di Edimburgo). La seconda parte della mostra si tiene invece direttamente negli scavi di Pompei. Venti calchi, recentemente restaurati dalla Soprintendenza, fluttuano su un pavimento scuro, retti da supporti quasi invisibili, sotto a una piramide in legno e acciaio progettata dall’architetto Francesco Venezia e piazzata al centro dell'arena dell'Anfiteatro. La mostra si chiude con una terza sezione, intitolata “Fotografare e documentare Pompei” e curata da Massimo Osanna insieme a Grete Stefani ed Ernesto De Carolis. Nel portico dell’anfiteatro, scorre una selezione di scatti a cui spetta il compito di raccontare per immagini Pompei, Ercolano e l’area vesuviana. Promossa dalla Soprintendenza Speciale per Pompei, Ercolano e Stabia e dalla Direzione Generale del Grande Pro- getto Pompei, con il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, la rassegna organizzata da Electa, è dunque un viaggio più che una semplice esposizione, in cui il versante delle arti e quello degli scavi dialogano, insieme ad archeologi, storici dell’arte, dell’architettura e della letteratura, tutti chiamati a raccontare la vicenda unica della riscoperta di Pompei e a testimoniare la fioritura neo-antica dalla seconda metà del Settecento. Nella giornata del taglio del nastro, lo scorso 25 maggio, in visita al sito anche il Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini. “Non c'è regione al mondo che abbia potenzialità turistiche come la Campania”, il suo commento a caldo mentre affidava a Twitter cinguettii di orgoglio. 500 anni di storia greca Mezzo millennio di storia greca in una mostra. Si chiama “I Greci in Campania. 500 anni di storia” l’esposizione, curata da Jannis Korinthios, che gli spazi del Chiostro del Platano, proprio nel cuore di Napoli, ospiteranno fino al 30 settembre. Si tratta della prima “tappa” di una serie di manifestazioni in programma per i prossimi tre anni che mirano a celebrare la storia moderna dei greci di Napoli e della Campania, grazie ad una sinergia tra l’Archivio di Stato di Napoli, la Comunità Ellenica di Napoli e Campania, la Federazione delle Comunità e Confraternite Elleniche d’Italia e l’Archivio privato Typaldos. Il tuffo nella storia greca parte dal 1518, quando Tommaso Asan Paleologo costruì la chiesa degli apostoli Pietro e Paolo, per soffermarsi poi sull’esodo in Occidente delle popolazioni del Levante, dopo la caduta di Costantinopoli e l’espansione ottomana. Documenti mai esposti prima raccontano il passato delle popolazioni del cristianesimo orientale di Napoli, fin dalla costituzione della fratria dei nazionali greci nel 1536, due anni dopo l’arrivo dei coronei evacuati da Carlo V dal Peloponneso. Tra riproduzioni fotografiche dei codici portati dai greci durante il XVI sec., fotografie, cimeli, icone, stampe, oggetti e documenti d’epoca, tra cui il primo statuto notarile della chiesa e confraternita dei nazionali greci in Napoli del 1593, la narrazione tocca poi alcuni personaggi illustri, che presero parte attivamente alla vita comunitaria e a iniziative per il risorgimento della Grecia. E ancora: il reggimento Real Macedone fondato dai Borbone nel 1739, arruolando greci dell’Epiro, della Macedonia e delle Isole Ionie; l’incendio di Salonicco del 1917 e la diaspora della comunità ebraica. Ampio spazio è dedicato, poi, al capitolo del fascismo e delle leggi di guerra. La mostra è aperta il lunedì e il giovedì alle 9.30 e alle 11.30 con ingresso gratuito. PRESENTE INFINITO Ci sono gli occhi di sei giovani artisti nella mostra dal titolo "Presente Infinito", fino al 27 agosto nelle sale espositive di Castel dell'Ovo a Napoli. In sessanta scatti, questi promettenti fotografi incastrano la complessità del reale, il loro modo di guardare il mondo. Dietro la macchina fotografica ci sono Marcello De Masi, Luigi Fiano, Lorenzo Martelli, Alvise Raimondi, Sebastiano Raimondo e Giovanni Scotti. E la sequenza di foto scelte pone un interrogativo sull'identità del paesaggio nella civiltà dell'Occidente, in un percorso condiviso nel quale i sei giovani fotografi si ritrovano in una sensibilità comune. La mostra vuole essere il manifesto fondativo di questo gruppo di autori, che anche attraverso il titolo del progetto, scelgono di esporre la complessità del loro pensiero e della loro opera. Di loro Giovanni Chiaramonte, fotografo e docente universitario dice: «Attraverso ogni immagine essi cercano di far sì che ogni istante della loro esistenza si trasformi nel presente di una memoria comune, significativa per tutti e da trasmettere a tutti». La mostra è aperta dal lunedì al sabato dalle 09,00 alle 19,30 (ultimo accesso ore 18,45), la domenica e nei festivi dalle 09,00 alle 14,00 (ultimo accesso ore 13,15). SVEVA DELLA VOLPE MIRABELLI MICHELE TEMPESTA BICENTENARIO MURAT Fino al 29 settembre 2015 è visitabile, nel Salone d'Ercole di Palazzo Reale, in occasione del bicentenario della morte di Gioacchino Murat, una mostra mostra storicocelebrativa interamente dedicata al celebre e amato re di Napoli, intitolata “A Passo di Carica. Murat Re di Napoli”. Ad organizzarla è la Soprintendenza di Napoli, d’intesa con l’Ambasciata di Francia a Roma, il Consolato francese a Napoli e il Comitato nazionale per le celebrazioni del decennio francese. Palazzo Reale è aperto dalle 09.00 alle 19.00 tutti i giorni tranne il mercoledì. Il costo del biglietto è di 6 euro, gratuito fino a 18 anni. ANTONIO BIANCOSPINO CHIAIA MAGAZINE • LUGLIO/AGOSTO 2015 (25) SPECIALE ESTATE GLI SPETTACOLI AL TEATRO SAN CARLO Prima delle vacanze si danza con Giselle Teresa Mori Tanta musica quest’estate a Napoli. Ma anche teatro “site specific” e festival in location fresche e particolari. Tanti appuntamenti per una città da vivere sempre, anche ad agosto, anche per chi resta in città. Iniziamo col San Carlo con una programmazione che termina il 2 agosto per riprendere, in grande stile, il 12 settembre con l’inaugurazione della Stagione Sinfonica diretta dal grande direttore d’orchestra indiano Zubin Mehta. Ma andiamo per ordine. In scena durante il mese di luglio, nell’ambito del secondo San Carlo Opera Festival in prima assoluta “Tosca, Bohème, Amadeus e Giselle”, che allieterà il pubblico napoletano e i tanti turisti fino al 25 luglio. Mentre per chi ancora vuole godere della grande musica sancarliana, sul solco di una tradizione che ancora una volta si rinnova nel nome delle grandi partiture, troviamo in programma “Amadeus” (28 e 29 luglio), opera particolare di Peter Shaffer, misto di prosa e musica su melodia originale di Wolfgang Amadeus Mozart adattata in forma di concerto da John Axelrod, direttore texano, che sarà guida di orchestra e coro stabili. A chiudere l’attività estiva del Massimo ritorna “Giselle” (1 e 2 agosto). A vestire i panni della bella e cagionevole contadina l’amatissima Svetlana Zakharova (nella foto), accompagnata dall’altrettanto abile quanto affa- scinante e dannato Sergei Polunin. Completano l’allestimento le scene di Raffaele Del Savio, i costumi di Mario Giorsi e Giusi Giustino e le coreografie della russa Ludmila Semenyaka. A riaprire le danze, abbiamo detto, sarà Zubin Mehta, che dirigerà coro e orchestra sancarliani per l’inaugurazione della stagione il 12 di settembre. In programma un meraviglioso Cajkovskij (Sinfonia n. 4 in fa minore, op. 36 e Sinfonia n. 6 in si minore, op. 74 “Patetica”). Passiamo a qualcosa di meno impegnativo ma altrettanto interessante e rasserenante. Ritorna, dopo i successi delle passate edizioni, “Brividi d'Estate”, la XV edizione della rassegna presentata dal teatro “Il Pozzo e Il Pendolo”, che si terrà presso il Real Orto Botanico di Napoli con la direzione artistica di Annamaria Russo. Dal 27 giugno al 2 agosto ogni sera alle 21, e dal 4 settembre al 4 ottobre ogni fine settimana: due mesi di teatro, musica e giochi nel parco più bello della città. Ventuno spettacoli, serate musicali, laboratori e, ogni sabato, in contemporanea con gli spettacoli teatrali, "i delitti della luna piena - cena con delitto sotto le stelle". Tra le rappresentazioni: “Tu, mio” il 27 luglio, “Gli altri” il 28 e 29 luglio e “L’ospite invisibile” dal 31 luglio al 2 agosto. Segnaliamo in fine un appuntamento per il 16 settembre, recupero di uno spettacolo che era in programma il 3 aprile scorso nell’ambito della stagione sinfonica 14/15 del San Carlo. L'appuntamento, per l'importanza e il prestigio di questa prima esecuzione assoluta che il Teatro di San Carlo aveva avuto l'orgoglio di commissionare e per il rispetto che meritano un grande Maestro come Roberto De Simone e un pubblico colto e raffinato come quello del Massimo, è dunque posticipato. CONSULENZA IN MATERIA CONDOMINIALE E IMMOBILIARE - Servizi di gestione condominiale ordinaria e straordinaria - Servizi di natura fiscale e aziendale - Servizi di iscrizione a ruolo presso il Tribunale - Servizi di consultazione e ricerca presso la Conservatoria Per Info: tel/Fax 081.19804242 www.studiopasqualemarigliano.it Via Chiaia n° 160 - 80121 Napoli (26) CHIAIA MAGAZINE • LUGLIO/AGOSTO 2015 saper vivere CULTURA • COSTUME • RELAX • MOVIDA • EVENTI • CURIOSITÀ Così affondarono Achille Lauro Aldo de Francesco Due biografie, uscite di recente, su Achille Lauro - la prima, “Il Comandante tradito” a firma di Corrado Ferlaino con Tony Ivarone, la seconda “Il navigatore” di Achilleugenio Lauro, il nipote - riportano alla ribalta la inimitabile vita del Comandante. L’apprezzabile e sincera voglia di rivalutare una straordinaria figura di imprenditoremecenate ha fatto però passare in secondo piano, in tutte e due le opere, una grave vicenda politica degli inizi degli anni Ottanta: l’affondamento della Flotta Lauro, di un impero economico, che faceva gola a molti pescecani politici e no. Aldo de Francesco, testimone di quel tempo, uno dei pochi che allora ebbe il coraggio di denunciare in procura talune nefandezze, ripercorre significative pagine per capire chi irresponsabilmente favorì quell’affondamento. “Turnate, cumandà, ’o Comune è a casa vosta e San Gennaro ve vole sempre bbene”, così la gente gli diceva per strada, dopo che la Dc gli aveva fatto la festa come sindaco di Napoli, costrigendolo a lasciare. Ma il Comandante Lauro, sorridente - occhi celesti leggermente appannati da riflessi rossastri, acquosi per la troppa salsedine assorbita nella precocissima vita sui mari, una voce profonda che pareva uscire dai porosi, tufacei antri di Posillipo - rispondeva: “Fatemi passare: tengo fretta, devo raggiungere la flotta, là c’è bisogno di me. Ora sono il sindaco di cinquemila abitanti che girano per il mondo e di altrettante famiglie da sfamare che li aspettano: chille ca portano annanze ’o vapore”. Poi, ondeggiando tra la folla, che lo attendeva davanti al palazzo di vetro della Flotta in via Marittima, dove vi era anche la redazione del giornale “Roma”, spariva in un minuscolo ascensore, che lo portava direttamente nel suo studio al primo piano: un ambiente spartano, tranne per qualche dettaglio La figura del Comandante torna di moda tra amarcord e revisionismi La verità su chi favorì la fine della Flotta piccante etrusco-pompeiano. La simpatica animatissima ciurma della flotta, appena il Comandante entrava, si dava subito una calmata, aspettando che l’oracolo si manifestasse con i suoi perentori ordini: una scampanellata senza fine, e innanzi gli si parava lo stato maggiore per ascoltare non per parlare. In quei giorni Guido Piovene così scriveva della Napoli laurina: “Abbandonate ai curiosi le riesumazioni, le immagini troppo precise, per così dire litografiche, del costume napoletano, siamo però di fronte a una metropoli che non ha eguali nel mondo... L’aspetto più vistoso della Napoli di oggi è moderno, razionale: ciò che più colpisce è la espansione edilizia… Questo scoppio edilizio è quasi interamente del dopoguerra; fu la principale sorgente di lavoro per la città. Io non direi che Napoli trasformandosi si sia imbruttita. Napoli è bella come sempre”. Mentre la storia gli rendeva giustizia, cominciavano invece le prime grane per la Flotta. Era il 1969, in seguito alla guerra dei sei giorni tra Israele e i paesi arabi e la conseguente chiusura del canale di Suez, gli armatori furono costretti a rivedere il cabotaggio delle navi. Chiuso Suez, bisognava circumnavigare l’Africa e farlo con superpetroliere se si voleva ancora fare seriamente impresa. Il gruppo Lauro ne ordinò due in Giappone: Fede e Coraggio, una esposizione finanziaria di centinaia di miliardi. Ma pochi anni dopo, quando era già tutto pronto per il loro varo, gli accordi di Camp David accelerarono l’apertura di Suez, sparigliando i giochi degli armatori e fu il “crak” per le società che avevano puntato su investimenti competitivi. Tra queste, anche la Flotta. Era il preavviso. Poi nel 1981 il botto: la Italcantieri, Spa, presto imitata da numerosi istituti bancari - tutti a Partecipazione Statale, capitale pubbli- co e “capoccia” politici- dà, secondo copione, il colpo di grazia a Lauro per insolvenza. Il comandante da allora non trova più una banca pronta a fargli credito pur avendo beni per miliardi. Il lazzaronismo politico funziona, grazie alla immonda legge Prodi, il governo di pentapartito commissaria la Flotta, mette insomma le mani su un grande impero, lottizzato e ridotto a uno scandaloso spezzatino, allo stesso tempo imbavaglia il “Roma”, la voce che avrebbe potuto denunciare il grande imbroglio, confezionato sulla pelle di centinaia di lavoratori. Artefice dell’operazione un giovanissimo “pischello” romano, Flavio De Luca, 32 anni, appena laureato in giurisprudenza e ancora inesperto procuratore, a capo di una grande Flotta, tra le più cospicue e famose del mondo. Assurdo. Chi scrive lo denunciò dichiarando tra l’altro in Procura all’allora giovanissimo Pm Cafiero De Raho che “Il Roma era stato chiuso per un sottile gioco politico”. La Cassazione, dopo anni, lo confermò, condannando De Luca. Così chiuse il Roma. E la Flotta? «Il suo definitivo affondamento - è scritto in un insospettabile libro “Atto di Dio”, vita e morte della motonave Achille Lauro, a firma di Eleonora Puntillo, limpida e coraggiosa giornalista di sinistra, e di Ciro Pellegrino - è stato deciso da un’associazione a delinquere, i cui componenti non sono stati ancora identificati, e che si sono serviti di complicità politiche e bancarie: è questo il dato che emerge dalle vicende a partire dal 1982…». La crisi di liquidità che determinò il “crak” era assai modesta, appena 22miliardi, che nessuno volle prestare ai Lauro, a fronte di garanzie navali e immobiliari per qualcosa come 300 miliardi. Chi affondò la Flotta? Le Partecipazioni Statali, cioè il governo, che allora avevano il totale controllo delle banche e facevano il bello e cattivo tempo, aprendo e chiudendo i rubinetti, secondo gli “allineamenti” e le casacche politiche. CHIAIA MAGAZINE • LUGLIO/AGOSTO 2015 (27) LIBRI&NOVITÀ LIBRIDINE Aurora Cacopardo Guide Pizza tour tra le vie di Napoli IUPPITER EDIZIONI INAUGURA LA NUOVA COLLANA DI TURISMO E CUCINA CON IL VIAGGIO NEL GUSTO DI DOMENICO MAZZELLA particolare sottolinea l’autore: «L’impasto, l’arte La dimensione culturale del cibo è stata del volteggio, la cottura, gli ingredienti cioè la una lenta presa di coscienza, in quanto farina, il lievito, il sale, il pomodoro, l’olio, i l’alimentazione, la qualità del cibo, il modo di latticini e soprattutto l’acqua, quella naturale prepararlo ed i rapporti tra alimentazione ed moderatamente dura». Il libro, scritto in italiano altri aspetti della vita, sono stati a lungo oggetto e in inglese, è un vero e proprio itinerario di una storia considerata minore. storico-turistico. L’autore correda È solo nella seconda metà del il libro con schede di pizzerie e secolo scorso che Fernand un glossario utilissimo per coloro Braudel con la “nouvelle che visitano Napoli. Belle le histoire” e la sua scuola raffigurazioni di Pulcinella. propongono esperienze Il turista che viene a Napoli può innovative di storia dei cinque utilizzare l’itinerario delle porte sensi con sviluppi che potrebbe soddisfare non solo sorprendenti nella direzione di la curiosità storica ma, seguendo profumi, odori, gusto l’itinerario più agevole secondo alimentare, gastronomia Mazzella, condurlo alla scoperta nonché una tassonomia delle della città antica. Così il punto di vivande, vere e proprie partenza e il punto di arrivo sono “strutture del gusto”. Il libro di le porte delle antiche murazioni Domenico Mazzella (nella foto che, non a caso, erano anche il in alto), primo volume della luogo più battuto dai pizzaioli nuova collana “Tourista” di ambulanti. L’autore, in questa Iuppiter Edizioni diretta da ottica, ha selezionato le pizzerie Laura Cocozza, è un lavoro sulla base di un doppo criterio: insolito ed interessantissimo, quello storico e quello una vera e propria guida alla LE VIE folkloristico. Le porte sono: Porta scoperta di pizzerie e DELLA PIZZA Capuana, Porta Furcellensis, monumenti del centro storico Port’Alba ed infine Porta San di Napoli. Da Gilgamesh ai Domenico Mazzella Gennaro. Voglio aggiungere: nostri giorni, dall’uscita Iuppiter Edizioni mangiare una pizza dopo aver dell’uomo selvatico dal suo 168 pagine letto il libro di Domenico stato di primitività grazie alla Mazzella non è la stessa cosa di conoscenza del pane, da pranzare o cenare. Demetra che mangia una pietanza particolare, un misto di farina ed acqua L’apprezzamento della preparazione della pizza si armonizza con il piacere della convivialità che cotta sul fuoco, alle note “villanelle napoletane del ‘600... o bella, bella de le maiorane, famme la autorizza, anche fra estranei, a commentare la vita in termini ospitali, confidenziali, geniali. pizza quanno fai lo pane” è un continuum di storia di pizza e storia del pane. Una storia AURORA CACOPARDO TRILOGIA ARMENA Il 12 aprile scorso, nella Basilica Vaticana a Roma è stata celebrata una messa per i fedeli di rito armeno per ricordare il genocidio del 24 aprile 1915 ad opera dei Giovani Turchi allorché iniziarono la deportazione e lo sterminio sistematico del popolo armeno. In questi giorni è stato pubblicato da Rizzoli “Il rumore delle perle di legno” di Antonia Arslan, libro che chiude la trilogia armena iniziata nel 2004 con il primo romanzo “La masseria delle allodole”. Tradotto in una ventina di lingue, divenuto film per la regia dei fratelli Taviani, narra del Paese Perduto ed ha fatto conoscere in tutto il mondo la storia del popolo armeno. Il secondo romanzo “La strada di Smirne” continua la narrazione delle tragiche vicende di questo popolo e giunge sino al 1932. La storia continua ne “Il rumore delle perle di legno” dalla Seconda Guerra mondiale fino agli anni ‘60. Antonia Arslan, armena da parte della famiglia del padre, ha insegnato per anni letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università di Padova ed ha pubblicato diversi saggi. Con Imparare l’italiano con gli errori creativi IN USCITA «ASPE...TATEMI NON VALE!», GRAMMATICA FIRMATA DA DE FALCO-LANGELLA-SORRENTINO «Aspe…tatemi, non vale! (Iuppiter Edizioni) è un manualetto realizzato da Maria Antonietta De Falco, Silvana Langella e Ciro Sorrentino in collaborazione con nove bambini della scuola elementare Giacomo Leopardi di Torre Annunziata, in provincia di Napoli, pubblicato grazie ai fondi europei per il miglioramento dei servizi pubblici collettivi al Sud, in particolare in aree territoriali ad elevato rischio in cui si riscontra fallimento formativo precoce. Un progetto importante di riqualificazione scolastica a partire da insegnanti e alunni, che bene risponde a questo momento di forte tensione sul tema della scuola. Questa piccola grammatica ha (28) l’obiettivo di promuovere un approccio creativo e intelligente con le regole della lingua italiana. Grazie a poesie, giochi e disegni, molti dei quali realizzati dagli stessi bambini, lo studente fruitore potrà prendere confidenza in modo giocoso con le regole dell’italiano, con l’uso del pensiero critico e del ragionamento, non tramite regole vuote da ripetere a memoria. L’insegnante stesso potrà imparare da questi giochi didattici ispirandosi a metodi più coinvolgenti, e quindi funzionali per l’apprendimento dei bambini. Un manuale snello nella forma ma ricco di contenuti che potrebbe bene aiutare i bambini che non hanno CHIAIA MAGAZINE • LUGLIO/AGOSTO 2015 questi libri si riappropria delle sue origini armene parlando e ricordando “la piccola Patria” e, come lei stessa dice, “fondamentale è stato l’incontro con la poesia di Daniel Varujan” (quest’ultimo deportato e ucciso nel 1915 con gli intellettuali più brillanti di Costantinopoli). La trilogia, che è stata definita dalla professoressa Laura Pisanello “sinfonia della memoria”, incrocia i destini delle famiglie paterne e materne e conclude una grande saga familiare. La scrittura della Arslan non ha solo la dolcezza del ricordo, ma talvolta diviene visionaria. Tuttavia ha il merito di aver fatto capire che l’odio non può prevalere se si riesce a mantenere salda la propria umanità, pur in mezzo agli orrori. D’altra parte l’uomo è un amalgama di bene e male: a noi la scelta ultima di essere angeli o demoni, per noi stessi e per quanti incontriamo sul nostro cammino. giovamento da un approccio frontale con la materia ma che per estro e voglia di fare gioveranno dei giochi d’intelligenza e degli “errori creativi” offerti. Questo lavoro infatti permette di coniugare la fantasia dei bambini a lavori di grammatica che spesso reputano noiosi. Non si vedono spesso in opuscoli di questo tipo giochi di parole e filastrocche da scrivere o disegnare con tanti termini nuovi per degli alunni delle scuole elementari, che avranno così modo di ampliare il vocabolario e apprezzare la poesia, pietra miliare della nostra lingua e cultura, oggi spesso bistrattata anche dagli adulti. Gli autori grazie a questa grammatica istigano i bambini alla conoscenza e sfruttano la loro innata curiosità per non allontanarli dall’istruzione, ma aiutarli a proseguire con serenità il percorso scolastico. MARIA NEVE IERVOLINO LIBRI&MUSICA Momenti azzurri, poesia del pallone AL TENNIS CLUB NAPOLI, RADUNO DI EX CALCIATORI DEL NAPOLI PER IL LIBRO DI FRANCO ESPOSITO, FINALISTA AL PREMIO BANCARELLA SPORT 2015 Poesia sportiva, amarcord e stupende nostalgie hanno tenuto banco l’otto luglio scorso, nel Salone delle Conferenze del Tennis Club Napoli, in occasione della presentazione del libro, edito da Iuppiter Edizioni, “Io vi voglio bene assai” (finalista al premio Bancarella sport 2015) firmato dal giornalista e scrittore Franco Esposito, inviato di punta fino al 2005 del Mattino prima e del Corriere dello Sport poi. L’evento, organizzato dall’associazione culturale Momenti Azzurri, ha visto la partecipazione di ex calciatori del Napoli e miti dello sport, tra cui Luis Vinicio, Antonio Iuliano, Vincenzo Montefusco, Corrado Ferlaino e Patrizio Oliva che, lasciandosi guidare da storie, aneddoti ed episodi inediti raccontati dall’autore, hanno rivissuto insieme a un pubblico curioso e interessato i momenti d’oro del pallone e dello sport azzurro. Sorpresa speciale di Momenti Azzurri per l’occasione è stata l’esposizione, allestita in una vetrina del Circolo nella Sala delle Conferenze, di memorabilia e cimeli scelti dalla collezione unica dell’associazione, finora mai mostrati al pubblico e legati ad alcuni dei protagonisti del volume di Esposito. Tra questi: le maglie con cui Iuliano e Montefusco hanno calpestato per la prima volta il San Paolo, quelle dell’esordio di Montefusco in nazionale under 23, una foto di Patrizio Oliva con Maradona, le maglie dell’Anderlecht di Rensebrink e del Napoli di Savoldi, indossate nella semifinale di Coppa delle coppe nel ’77, il pallone della partita Juventus-Napoli 2-1 che tolse agli azzurri lo scudetto nel ‘75, la tuta con cui Vinicio ha guidato il Napoli e un pupazzo dedicato a Iuliano. E come omaggio esclusivo all’autore del libro, in mostra anche la maglia del Napoli che celebrava Farnese Masoni, giocatore degli anni ’50, ricordato anche con il soprannome di “spazzolino” e primo idolo di Esposito negli anni dell’adolescenza. «È bello vedere in questo parterre d’eccellenza, accanto a Franco Esposito, i grandi dello sport azzurro – ha detto durante la presentazione Giuseppe Montanino, fondatore dell’associazione Momenti Azzurri – Nella selezione di cimeli abbiamo cercato di riunire il top di quello che negli anni abbiamo raccolto e conservato, con lo scopo di testimoniare, attraverso gli oggetti, il valore che le vite di questi campioni hanno per noi». Tra i relatori anche il giornalista Marco Lobasso: «“Io vi voglio bene assai” è un libro in cui scoop, ricordi e aneddoti raccontati a ritmo incalzante si amalgamano con i ricordi di Esposito che sono poi quelli dei napoletani degli anni ’60 e ’70. È interessante anche perché racconta uno spaccato del giornalismo di un tempo che oggi è scomparso». Tra un sorso di vino della Tenute Petra Potens, letture di stralci del libro da parte dell’attore Antonello Cossia e scatti con i big del calcio Napoli, l’autore Franco Esposito ha così commentato: «Che cos’è questo libro? Un’emozione lunga sessant’anni, fatta di sport, amori e giornalismo, i punti cardinali, insieme ai libri, della mia vita. Dalla prima partita, all’incontro con Vinicio, dai giornali agli amori, gli unici “articoli” in cui ho commesso refusi». ADRIANO GALLINA Da sempre il mare, scrigno di ineffabili segreti, si è fatto portatore di bellezza. Così, l'estate del 2015 diventa lo scenario ideale in cui appare, come una moderna Afrodite mediterranea, portata dalle sue “onde”, Simona De Rosa con Waves, ultima creatura discografica della cantante partenopea. Terzo in ordine di tempo, dopo Inside Quartet (2012) e My Travel (2015), Waves è la preziosa conchiglia in madreperla e policarbonato che trasporta a ritmo di jazz l'Anadiomene nostrana e la sua passionale ed elegante voce, sospinta dal soffio di uno Zefiro d'eccezione, special guest dell'album, Daniele Scannapieco al sax e accompagnata da un corteo di musicisti altrettanto prestigioso e che ben sa valorizzarne con vivezza ed efficacia espressiva tutte le qualità canore: Tommaso Scannapieco al contrabbasso, Michele Di Martino al piano e Luigi Del Prete alla batteria. L'avventura musicale di Simona De Rosa inizia all'età di 10 anni con lo studio del pianoforte classico e della tecnica vocale. La sua educazione prosegue instancabile negli anni fino al conseguimento nel 2014 di un Master in Jazz Performance presso la “Aaron Copland School of Music” di New York. Da circa tre anni, infatti, la cantante calca le scene americane riscuotendo grande successo. Un percorso che porta la musicista a numerosi incontri, uno di questi è decisivo per la nascita di Waves, quello con i fratelli Daniele e Tommaso Scannapieco, con i quali quasi per gioco si decide di dar vita a questo intrigante progetto jazz. Padrini dell'opera Giuseppe Reale, che con la Music Art ne è il produttore esecutivo, e Sergio Gimigliano, che con la Picanto Records ne è il produttore artistico. Waves raccoglie i grandi classici del G.A.S. e ne fa una scala di Beaufort musicale completa. Nel disco si ascoltano tutte le sfumature del moto ondoso: dalle leggere increspature del mare calmo nella grazia del brano d'apertura We'll be together again e nella ballad Vanity, alle onde minute corte ed evidenti e con creste che cominciano già a rompersi con il doo-wop di I only have eyes for you o con il funk di Good morning heartache, lentamente le onde poi si ingrossano e le creste si imbiancano con l'effervescente performance di The more I see you. La navigazione si chiude, infine, con il godibile giolito di What a difference a day made. Buona traversata, allora, tra le note di Waves. SVEVA DELLA VOLPE MIRABELLI AL(L’EMO)DINAMICO FRANCESCO IODICE Riceviamo e pubblichiamo questa nota con sonetto che Eugenio Lucrezi dedica a Francesco Iodice, nostro prezioso collaboratore. Al professore Gerardo De Michele, primario della XXXII di Pneumologia ai tempi della mia giovinezza di tirocinante al Cardarelli, avevo dedicato un ritratto sul settimanale “Diario” in un reportage intitolato “1973, il colera umilia Napoli”, commissionatomi dal direttore Enrico Deaglio. Il reportage, tuttora reperibile in rete, fu ampiamente ripreso e citato da Gian Antonio Stella sul Corriere della sera ancora nel 2008 in un vibrante articolo di prima pagina sulle difficili condizioni igienicosanitarie della nostra città. Nel ’78 Francesco Iodice era aiuto in XXXII, e fui affidato alle sue cure, Waves, le onde jazz di Simona De Rosa energiche quanto affettuose. Intrepido, si era messo in testa di inaugurare un campo di indagine allora del tutto vergine, per lo meno nel sud Italia: la diagnosi emodinamica dell’ipertensione polmonare. Io andavo con lui di pomeriggio, dopo il reparto, al policlinico: lui si cimentava, si ricimentava, diventava ogni giorno più bravo; io, relegato al ruolo di rilevatore della pressione arteriosa dei pazienti, ne ammiravo la tenacia e l’entusiasmo contagioso. Con lui il tempo dedicato al lavoro passava in un lampo ed eravamo tutti pionieri, anche noi pischelli. Quanto sia diventavo bravo nel campo, di poi, lo sappiamo tutti. A lui, caro compagno di giovinezza, dedico adesso, nel perdurare di un legame d’affetto ormai quasi quarantennale, questo sonetto. Com’eri vecchio, ahi te! nel Settantotto, cardiopneumocateterizzante: anni ne avevi trentanove, un botto pei venticinque di un tirocinante. Con il Primario, l’illustre De Michele, facevo lo chaffeur volenteroso; con te – cui davo al tempo un rispettoso Lei – soffiavo il vento nelle vele dell’avventura: tu davi fiato ai corni correndo l’onda al buio nell’intrico del tubo emodinamico, nel rischio dei nodi aggrovigliati e dei ritorni dell’inquieto serpente nel ventricolo, che tu però ammansivi con un fischio! EUGENIO LUCREZI CHIAIA MAGAZINE • LUGLIO/AGOSTO 2015 (29) SOCIETÀ&COSTUME L’evento BODY ART FASHION, CREATIVITÀ LIVE Il battito di Merolla Lidia Girardi Il rumore del mondo. Il battito delle cose. Lo scandire della vita. Queste da sempre le ossessioni di Ciccio Merolla, percussionista napoletano di fama mondiale. «Da piccolo vivevo in un basso e nel buio di notte, d'inverno, sentivo il vento muovere i teli di plastica sui panni stesi. Non riuscivo a dormire pensando a come poter riprodurre quel suono». Suoni della vita, suoni di Napoli, quelli che da sempre Merolla trasforma in musica e che l'hanno reso celebre fino al punto di farlo duettare con grandi musicisti ai quattro angoli del globo. Creare atmosfere, trasferire in musica ambientazioni e suggestioni, questo il suo obiettivo sin da bambino, tanto che, scoprendo che il battito delle mani emette suoni diversi e modulabili, già a sei anni poneva le basi di una percussione che potremmo definire a “corpo libero”, di cui Merolla detiene la paternità. Cresciuto nei Quartieri Spagnoli, quasi per caso, scopre che per quella musica, per quel ritmo, esiste uno strumento: piazza Plebiscito era in quegli anni luogo di ritrovo per intellettuali e alternativi di Napoli. Merolla vede lì per la prima volta i bonghetti e, con istintivo talento, inizia a suonarli, lasciando stupefatti i presenti, capendo che quello «era il filo dell’aquilone», non solo musica che libera, ma anche il modo per essere accettati, perfino apprezzati, dagli altri. I sacrifici fatti per acquistare il primo strumento in un vecchio negozio napoletano “Ricordi”, la consapevolezza di un talento che maturava giorno dopo giorno e i tanti successi che a poco a poco arrivavano. Dai primi tentativi alla tournée con i Gipsy King il passo è breve, passando attraverso la partecipazione al film “Blues Metropolitano” e la collaborazione con i Panoramics, mentre nasceva sempre di più l'esigenza di far conoscere suoi pezzi e quel modo così nuovo di far musica che nel mondo si sarebbe chiamato free-style e che a Napoli era battezzato solo “bello e buono”. In questi anni conosce Enzo Gragnaniello e ne rimane folgorato. Non smetterà mai di suonare insieme a lui che, come tutti i veri maestri, dà disciplina al talento incontenibile di Merolla, aiutandolo ad intraprendere un percorso di I sorprendenti «Radioattivi» Le interviste come non le avete mai lette, anzi sentite. Perché qui si parla di radio. Che può essere esilarante, imprevedibile ma anche pericolosamente tossica. Tutto questo sono «I Radioattivi», il magazine condotto da Ettore Petraroli e Rosario Verde (nella foto), in onda tutti i giorni, dal lunedì al venerdì, dalle 18 alle 20 su Radio Club 91 (fm 95.2, in streaming su www.club91.it), marchio storico con una nuova veste, disegnata su misura da un gruppo di editori-pionieri e dal direttore artistico Janpa Serino. Così ti capita di sentire domande impertinenti e battute al vetriolo fatte a politi- (30) ci come Matteo Salvini, Antonio Bassolino e Vincenzo De Luca, a scrittori e giornalisti come Bruno Vespa, Carlo Freccero e Alfonso Signorini ma pure ai vip del passato, da Marcella Bella a Iva Zanicchi a Donatella Rettore fino a Cicciolina e al mago Silvan. E ancora Nicolas Vaporidis, Emilio Fede, Fabrizio Frizzi, Enrico Ruggeri, Barbara D'Urso, Lorella Cuccarini, Giacomo Rizzo, Massimo Giletti, Gigi D'Alessio, Sergio Assisi, Caterina Balivo. Tutti passati al setaccio da Petraroli e Verde, tutti con un segreto da svelare o un aneddoto da raccontare d'un fiato a suon di musica. Alle spalle un formi- CHIAIA MAGAZINE • LUGLIO/AGOSTO 2015 studio. Rosario Jermano, Karl Potter e Pino Daniele sono solo alcuni dei grandi nomi a cui in questi anni si è affiancato il percussionista. «Io non mi sento un artista, sono invece un artigiano. Non mi interessa essere un grande artista, ma voglio invece evolvermi come essere umano, con le mie idee e la mia storia», ed è questa la sintesi di un uomo che vuole tornare da musicista al suo «ruolo di giullare, perché - sottolinea - in un mondo in cui l'informazione è globale e alla portata di tutti, chi fa musica deve strappare sorrisi, anche se dietro di essi c'è una profonda riflessione». Grandi soddisfazioni vengono a Merolla proprio da questo mondo globalizzato: il video in cui suona il corpo di una donna è diventato virale, con 25 milioni di visualizzazioni su tutto il pianeta. Dopo il grande successo del singolo “'O bongo”, diretto dai Manetti bros, si prepara ad un'estate di concerti ed eventi. Ma, ed è questa la sua forza come musicista ed essere umano, quando è notte torna, come da bambino, a sentire i suoni nel buio, «i suoni dentro di me. Io sento cascate, vicoli, botte e carezze. Al mattino sono già musica». Arte, moda e spettacolo: un connubio perfetto per il Body Art Fashion Show di Natali Ferrary e Fabio Tempesta, organizzato alla Rotonda Belvedere di Bagnoli. La pittrice siberiana ha dato sfogo al suo talento realizzando live un quadro su tela, insieme a una performance di Body Art con le modelle russe Veronique Ivanova e Diana Emzgova. La regia e la scenografia dell’evento sono state curate dal giornalista Fabio Tempesta. Natali Ferrary, 33 anni, eclettica e versatile inizia la sua carriera da pittrice a 13 anni, dipingendo sulle trasparenze di bicchieri e bottiglie con colori multiformi. Da autodidatta, si dedica poi ai nudi di donna. «Osservo la gente e le donne in particolare, penso ai loro corpi, ai loro visi - spiega l’artista -. Lo studio del mio erotismo femminile non riguarda soltanto il corpo in sé, ma l’intimo dettaglio, l’emozione privata. Per rappresentare il corpo si deve capire la mente. Lo scopo delle mie tele è soprattutto spirituale». Tra le tecniche usate da Ferrary, olio su tela e matita per ritrarre i visi in bianco e nero. Ma anche murales che possono arrivare a una grandezza di 8 metri. A presentare la kermesse artistica Davide Ponticiello Pedata, in arte "Il Barone". Tra gli organizzatori dell’evento anche l’Art Director Marco Donzelli, Emanuele De Angelis, Salvatore e Silvana Vaccarella proprietari del club di Bagnoli, e il gruppo dei "Giovedi al Cubo" capitanato da Frankie Nero, Fillippo Guadagnolo, Claudio Cacciola e Stefano Parisi. Ad immortalare il Body Art Fashion Show i fotografi Nenne Martongelli, Oscar Carrozzo e Pasquale Arcopinto. (m.t.) dabile gioco di squadra: con Petraroli e Verde l'ufficio stampa curato da Francesca Cicatelli e i registi, tutti trentenni: Gianni Sorrentino, Joe Cerbone e Ivano Miranda, subentrato a Luigi De Giulio. Ecco che ogni puntata può sorprenderti e stupirti, anche perché ai vip si alternano uomini e donne della strada, notizie curiose commentate da personaggi imprevedibili e collegamenti internazionali, da New York al Brasile, in un turbinio d'emozioni e risate, senza tempo, né spazio. Perché la radio è questo, è la magia che ti aiuta a sorridere e a non pensare, quando sei in auto nel traffico, o indaffarato in ufficio e a casa. E, per un po’, è come se il tempo si fermasse. SOCIETÀ&COSTUME Morea, tutta casa e teatro Livia Iannotta «Da bambina a teatro mi hanno fatto vedere di tutto. Adoravo Lina Volonghi, per me è un’icona. Ma non avrei mai pensato di poter far parte di quel mondo». E invece sulle tavole magiche del palcoscenico ci è finita anche lei, quasi per caso, calpestando le orme dello zio materno, Renato Carosone, e della nonna, canzonettista nei varietà degli anni ’20. Antonella Morea, napoletana, attrice e cantante, 59 anni di genuinità. Lei, capace di destreggiarsi «tra casa e teatro con una nonchalance invidiabile», nel suo curriculum ha di tutto. Dagli esordi nella musica («Mi piaceva cantare ma non avevo velleità, mi esibivo nei locali più per me che per gli altri»), all’incontro con Roberto De Simone e al debutto a teatro con “La gatta Cenerentola”, lasciapassare per un quarantennio di successi. Da lì: “Festa di Piedigrotta”, “Miseria e Nobiltà”, “Napoli milionaria”, “Sabato, domenica e lunedì”. Toccando anche cinema e tv. «Il bello di questo lavoro è che puoi essere altro da te, restando comunque te. Io non avrei mai pensato di poter cacciare tanta cattiveria o tanto brio. È un’arte liberatoria. Mi succede spesso con il monologo di Anna Cappelli di Annibale Ruccelli: in più di 200 repliche mi scoprivo diversa ogni sera». C’è uno spettacolo che porti nel cuore? «Nei miei 40 anni di teatro ce ne sono stati tantissimi. Quello che mi è più caro è “La gatta Cenerentola”, perché è stato il mio esordio e perché De Simone mi ha dato un forte imprinting, per cui oggi posso interpretare qualsiasi personaggio. Altro incontro interessante è stato quello con Giuseppe Patroni Griffi. Era maestro nel ricreare con un gesto un’epoca. E poi come dimenticare Leopoldo Mastelloni, Luca De Filippo…». Nelle tue corde c’è anche il cinema... «Mi diverte un sacco. È il mondo fatuo della celluloide. Io ho cominciato bene, con un premio Oscar, “Il camorrista” di Tornatore. Poi sono passata ai film simpatici con Salemme. E da poco ho recitato in “Due euro l’ora” di Andrea D’Ambrosio. Lì, oltre alla bravura del regista, di Peppe Servillo e Chiara Baffi, ho ritrovato due colleghe strepitose, Marianna Mercurio e Patrizia Di Martino: eravamo un trio inseparabile, fuori e dentro il set. Hai da poco terminato lo spettacolo “Rituccia” di Fortunato Calvino nel Napoli Teatro Festival… Antonella Morea, attrice di lunga esperienza, ha esordito in teatro con «La gatta Cenerentola» di De Simone. Attualmente sta portando in giro lo spettacolo «Io la canto così. Omaggio a Gabriella Ferri». «Sì, è andato molto bene, sold out fin dall’inizio, vuoi perché trattava di un’ideale ripresa di un personaggio della “Napoli milionaria” di Eduardo, vuoi per il cast fatto di cinque donne di fuoco: io, Antonella Cioli, Laura Borrelli, Rosa Fontanella, Gioia Miale». Progetti in cantiere? «Sto portando in giro lo spettacolo “Io la canto così. Omaggio a Gabriella Ferri”. Ho debuttato il 23 luglio al Real Orto Botanico. È un percorso ideato da me e dal regista Fabio Cocifoglia. All’inizio della mia carriera mi ispiravo a lei, tanto che mi definivano la Gabriella Ferri napoletana. Così quando Cocifoglia mi ha proposto la pièce abbiamo unito le due storie, la sua e la mia, seguendo il fil rouge del libro “Gabriella Ferri sempre”, di Pino Strabioli e Seva Borzak. Il nostro è un racconto teatrale che si snoda attraverso canzoni, poesie, ricordi scritti da lei». C’è un ruolo in particolare in cui vorresti “misurarti”? «Credo che tutte le attrici napoletane nel loro iter artistico amerebbero interpretare Filumena Marturano. Io ho recitato in “Filumena Marturano” di Rosi con Lina Sastri, interpretavo Rosalia Solimene e ne sono felice. Non mi sento Filumena, io sono più Madre Coraggio di Brecht». «I frutti del lavoro» al Giffoni Film Festival Presentato al Giffoni Film Festival 2015, in una gremita Sala Lumière, il 20 luglio scorso, in anteprima nazionale, il cortometraggio “I frutti del lavoro”, del regista salernitano Andrea D’Ambrosio. Protagonista della storia è Carlo, interpretato dall’attore Enzo Decaro, che ritorna in paese per insegnare in una scuola elementare dove si affezionerà a Dario, bambino vivace e sensibile, il cui padre ha un grave incidente sul lavoro. Il corto, commentato dalle musiche di Daniele Furlati, consegna allo spettatore un finale a sorpresa in cui, tra realtà e magia, un albero diventa l’inaspettato protagonista del racconto. L’opera, prodotta dalla società napoletana Iuppiter Group (Max De Francesco, Laura Cocozza, Maurizio Fiume) con il sostegno dell’INAIL e dell’Università di Salerno, i contributi del Parco Nazionale del Cilento, della Banca di Credito Cooperativo del Cilento, e il patrocinio del Comune di Vibonati, si propone non solo Just friends, giovani talenti in consolle La storia di questo giovanissimo ragazzo napoletano è quella di una passione che si è trasformata in un lavoro. Riccardo Vitri ha sedici anni e frequenta il secondo anno del liceo. Quando di anni ne aveva solo undici e faceva la seconda media, insieme ad un gruppo di amici, ha comprato la prima consolle e ha iniziato a sperimentare, a suonare e a mixare, armato solo di tanta determinazione e amore per la musica. Da ciò è nato un progetto condiviso con altri suoi coetanei, chiamato "Just friends". Ma lo scetticismo iniziale e la loro giovane età hanno reso il percorso un po' più complicato: all’inizio Riccardo e i suoi amici suonavano nei locali solo per dieci minuti fino poi a “conquistare” intere serate. Hanno avuto accesso, così, ai club più esclusivi di Napoli tra cui l'Arenile, l'Accademina, lo Chez Moi, il Teatro Posillipo. Le loro serate sono sempre un successo e, pian piano, tutti i ragazzi che continuavano a seguirli nelle varie date in giro per i locali napoletani, sono diventati il loro numerosissimo e affezionato pubblico. I "Just friends" sono diventanti un vero e proprio fenomeno musicale e la loro musica d'ispirazione è l'IDM elettronica commerciale. Ci sono Dj mondiali che li sponsorizzano, come ad esempio Julian Jordan (16esimo dj più conosciuto al mondo) e DJ From Mars. Questi dj internazionali ricevono i brani di questi giovani talenti, li scaricano e creano un contatto con loro chiedendo aggiornamenti sul lavoro che stanno facendo. Una sorta di moderno mecenatismo per far crescere e migliorare piccoli amanti di questo mestiere. Riccardo ha, ovviamente, un suo idolo, Martin Garrix, quarto dj più importante del mondo e mixa i suoi brani, sognando un giorno di poter lavorare con lui. Ovviamente, essendo quello di Riccardo un pubblico di giovanissimi, dopo le serate, si molti- di sensibilizzare istituzioni e opinione pubblica sul delicato tema delle morti bianche e della sicurezza sul lavoro ma anche di mostrare bellezze e tesori del Golfo di Policastro. Il corto, infatti, è stato girato a Vibonati, borgo salernitano dal talento paesaggistico indiscutibile. “I frutti del lavoro”, grazie alla qualità del cast - da segnalare l’esordio di Gabriele D’Aquino (nella foto) nei panni di Dario - e alle sinergie con enti pubblici e centri di aggregazione, nei prossimi mesi parteciperà ai festival dedicati a temi sociali e a quegli eventi che hanno come obiettivo quello di promuovere, attraverso l’arte, il “lavoro sicuro”. MICHELE TEMPESTA plica il numero di richieste di amicizie (soprattutto di ragazze) sui canali di questo gruppo di dj e, da poco, i "Just friends" hanno deciso di avvalersi di circa dieci ragazze della loro stessa età che animano le serate con le maglie "Just girls". Inoltre, essendo Riccardo il dj di punta dei "Just friends", inizia a suonare quando il locale è completamente pieno. Per quanto rigurarda i suoi progetti futuri questo giovane fenomeno musicale, unitamente alla sua educazione scolastica, vorrebbe continuare a fare musica, far conoscere quello che produce in un settore in continuo sviluppo e magari un giorno riuscire a collaborare con uno dei suoi dj preferiti. LIDIA GIRARDI CHIAIA MAGAZINE • LUGLIO/AGOSTO 2015 (31) MOVIDA&RELAX VIVA GLI SPOSI Pino Fermento LA FAVOLA DI MAURO E MARIANNA La favola di Mauro Tempesta e Marianna Di Fiore, brillanti professionisti di Chiaia, ha trovato il suo giorno di compimento il 19 giugno scorso, nella cattedrale di Sorrento, dove si sono giurati amore eterno tra gli applausi degli amici e la commozione dei genitori. In una giornata dal cielo clemente, Marianna ha incantato tutti con la sua eleganza indiscutibile, raggiante in un vestito che miscelava felicemente classico e moderno; Mauro ha sorpreso i presenti per la capacità di governare le emozioni ed essere impeccabile nel corso della cerimonia. Poi, sposi e invitati, dopo le foto di rito, hanno continuato i festeggiamenti nel suggestivo Parco dei Principi a Sorrento, tra scorci mozzafiato, piatti prelibati e musica per tutti i gusti con le esibizioni del gruppo musicale Vox Inside, del tenore Giuseppe Gambi e della dj Irene Ferrara. Un matrimonio da favola che ha visto la partecipazione di: Dino Settembre, Armando Gentile, Nicola Maggio, Gaetano Esposito (testimoni di Mauro Tempesta), Lidia Esposito, Tiziana Esposito, Francesca Guarracino, Roberta Zazzera (testimoni di Marianna Di Fiore); Pier Paolo Buglione, Marco Monizio, Cody la Rocca con la moglie Daniela, Francesco Notaro, Carolina Somma, Francesco Milone, Olimpia Desiderio, Fabio Tempesta, Anna Festa, Rossana Iovine, i fratelli Iovine con consorti, Fabio Acampora, Antonio Cerreto, Michele Tempesta e Martina Della Morte, Strato Fevola con la moglie Renata, Andrea Pagliarulo, Tina de Falco, Mimì De Falco, Marco Tempesta con la moglie Giusy, Alfonso Fortunato, Pino Vitale con la compagna Raffaella, Ernestino Palumbo, Ernesto Palumbo, Giovanni Pirro, Stefano de Vivo, Milena Cerrato, Graziella Foschini, Valentina Marigliano, Allegra Cillo, Rino Moscariello, Trudy Moscariello, Federica Moscariello, Salvatore Santaera, Carmine Vitagliano, Carmine Grassini, Andrea Cutolo, Michele e Stefania del Prete, Simona di Mauro, Gaetano Scognamiglio, Valeria Aurilia, Giovanna di Fiore, Gianni Canneva, Andrea Sosto, Luigia Bifulco, Ester della Ratta, Francesco De Beneditics, Enrico e Claudia Iannuario, Max Rosiello e Daniela Margarita, Claudio Cimmino, Aldo e Mariasole Consonni, Fabio e Manuela Calandro, Monica Virgillito, Ciro Sasso, Davide Ponticello, Raffaele Troncone con la moglie Mena, Fabrizio Franco, il cestista cubano Jordano Leguen, Carmelo Prestisimone, Vladimiro Nespoli, Alessandro Muto, Procolo e Maria Testa, Davide Abbate, Nello e Paola Castaldi, Peppe Rossi, Rita Leone, Salvatore e Luana Cipollaro. Facenight 2015, oscar della notte Scritte al led, spettacolari videoclip, musica di qualità, performer internazionali, fuochi d’artificio, cocktail sontuosi, fontane di fuoco, tanta creatività e tantissima emozione tra i talenti della notte in gara: questo e altro è stato l’evento di chiusura della quarta edizione di Facenight 2015, la manifestazione che incorona i migliori e più seguiti professionisti e creativi delle vibranti notti partenopee. Il Gran Gala di premiazione, che si è tenuto nella splendida location del Panorama Beach Club di Bacoli, è stato presentato da Michael Massi, Bianca Balido e Jesa che con la loro professionalità e le loro esibizioni hanno animato l’evento insieme agli ospiti della serata: Bles, il re delle rime, magico paroliere hip hop secondo classificato a MTV Spit Italia 2014, e supporter di artisti come Rocco Hunt, Clementino, Club Dogo, Salmo, Gue Pequeno e Snoop Dogg. Prima della proclamazione dei vincitori di Facenight 2015, sono stati assegnati i premi speciali dedicati a chi ha sviluppato, sostenuto, arricchito e raccontato il mondo della notte. I vincitori: Nino Marchesano (giornalista di Repubblica); Rosanna Iannacone (speaker radiofonico); Peppe Folliero (producer); Gigi Squillante (dj story); Guido di Bonito (grafico e creativo); Mimmo Mennito (Dj story); Tina Lepre (pr); Mauro De Cociniis (booking manager); Luca Toscano (special effect design); Marcantonio (dj story); Lele Nitti (organizzatore eventi). Premiati anche Mario Bianco e Toto Pirozzi, che con la loro foto si sono aggiudicati il contest instagram “Vinci Ibiza”, concorso ideato da Facenight che prevede per i vincitori un viaggio nell’isola spagnola del divertimento. Il clou dell’evento è stata la proclamazione dei vincitori ufficiali dell’edizione di quest’anno. Incassano gli Oscar della notte per le rispettive categorie: Mike Vodka (Beat Makers), Peppe (Matera Security); Venere Altruda (Hostess); Pierluigi (AD/Pr); Carmela (Dj Hip Hop /Reggaeton); Emsi Gallo (Vocalist); Michelangelo Formato (Tecnico Service); Nika Del Barone (Dj 70/80/alternative); Artslaves (Dj Producer); Marco Baldassarre (Fotografi); Gaetano Parisio (Dj Techno); Sofia Kelis (Animazione); Iaia Indegno (Barlady); Ivo Toscano (Dj Deep House); Moscow Mule (Cocktails); Marco Corvino e Roberto Biccari (Dj Old School); Favela Spunk (Lounge Bar/Wine Bar); Recreacion (Party); Dejavu - ha ritirato il premio il direttore artistico Gianni Grilli (Live Club); Marco Esposito (Barman); Vinyl Session (Programmi Radiofonici); Music on the Rock di Positano (Summer Club); Fabio Still (Speaker Radiofonici); Dario Guida (Dj Happy Music); Duel Beat (Club); Valentina Graniero (Personaggio della notte); David Morales (Top World Dj). «Organizzare Facenight è davvero un’impresa che però alla fine ci dà tante soddisfazioni – hanno commentato durante l’evento il giornalista Tommy Totaro, organizzatore e l’ideatore del premio Facenight, e Antonello Fornaro, responsabile eventi e pubbliche relazioni per il Premio Facenight Ogni anno diventa sempre più difficile scegliere i vincitori perché non solo cresce la qualità dei partecipanti ma anche perché il by night migliora la sua offerta creativa. Alla fine però ciò che conta - continuano - è che a vincere è il nostro mondo della notte in cui lavorano professionisti seri, artisti che l’Italia ci invidia e creativi dal futuro promettente». (m.t.) CHIAIA MAGAZINE • LUGLIO/AGOSTO 2015 (32) LETTURE SGUARDI LONTANI Francesco Iodice RISCOPRIRE GIOVANNI ANSALDO Quelle ore napoletane Giovanni Ansaldo diresse “Il Mattino” dal 1950 al 1965. Durante la stagione napoletana, il giornalista e scrittore ligure non si limitò a scrivere - quasi quotidianamente - su “Il Mattino”, ma collaborò attivamente a numerose riviste, in particolare a “L’Illustrazione Italiana”, “Il Borghese” e “Il Tempo illustrato”. Giovanni Ansaldo Pubblichiamo alcuni brevi scritti di Giovanni Ansaldo (1895-1969), raccolti nel libro “Ore napoletane” (Ed. Fausto Fiorentino, 1996). Letture che rivelano come il giornalista e scrittore di Genova, ma napoletano d’adozione, oltre ad essere stato un irresistibile commentatore politico, fu anche un fine e acuto osservatore di costume. Bellezze Bella, ieri, a Napoli, nella prima luce soave e dorata dell’estate già anteportas; una quantità di cose. Bella l’albasia sul mare, verso le nove, con Capri lontana emergente, su riflessi di madreperla. Belli i tulipani che offriva il solito venditore all’angolo di Santa Caterina a Chiaia. Belli i voli dei colombi attorno a Cellammare, e il ricamo di ombre fugaci che essi producevano sulle mura colore di rosa. Belle le stoffe primaverili esposte nelle mostre delle botteghe di Chiaia. belle le ceste di ciliege a Sant’Anna di Palazzo. Bello il panorama di San Martino, fulgente nel tramonto. Ma più belle di tutte, tre ragazze, in cappa azzurra, addette certo a qualche sartoria o a qualche la- boratorio, che, illuminate in pieno dal sole, si sporgevano da un finestrino di mezzanino, alto sul Vicorotto, facendo con le braccia grandi segni di chiamata a qualcuno ch’era giù. Più belle di tutto; anche se quei segni di chiamata erano rivolti soltanto a un garzonetto di bar, che portasse su loro il primo gelatino dell’estate che viene. *** Umori napoletani Ore dieci e cinque della mattinata, ieri. Alzo il capo dal tavolo dove sbrigo corrispondenza ridicola, con poeti in cerca di un editore, novellieri in cerca di un periodico, organizzatori di congressi in cerca di partecipanti, canzonieri e parolieri in cerca di giustizia, uomini politici in cerca di pubblicità. E, vedo, al di là dei tetti delle case del Chiatamone, in primo piano, una zona di mare, la più vicina alla riva di via Partenope, chiara, madreperlacea, con riflessi di luce che paiono acciaio. Poi, una seconda zona di mare colore azzurro-grigio cupo; e il profilo di Capri, dello stesso colore, senza che vi si distingua, come di solito si può distinguervi, il biancheggiare delle case. Ma questo profilo si stac- L’ANTIFASCISTA RILUTTANTE Chi scriveva - negli anni in cui collaborò a “Il Mattino” dal 1958 al 1964 - restava sempre affascinato e alquanto sbigottito tutte le volte che, varcando la porta di accesso all’atrio del giornale, doveva retrocedere di corsa e dare la precedenza ad un omone con un borsalino di ottima fattura sul cranio (pelato) e un elegante bastone fin de siecle. Era Giovanni Ansaldo, il mitico direttore del quotidiano napoletano che allora, fortuna sua, poteva ancora con un suo articolo di fondo far cadere un governo. Discendente di colta famiglia borghese genovese, era nipote e omonimo del Giovanni Ansaldo fondatore della società industriale Ansaldo. Prezzolini, dopo aver dormito sulla paglia accanto a lui nel 1915 e averne conosciuto il cognome, annotò nei suoi “Taccuini di guerra” che aveva dormito accanto ad un soldato appartenente alla famiglia dei capitalisti. “Nulla dies sine linea” fu la divisa cui Ansaldo si attenne per tutta la vita. Ma anche uno spiccato soggettivismo e individualismo caratterizzarono la sua azione, per cui accentrò su di sé ogni problema, ignorando o trascurando quelli degli altri (ecco perché fu definito solipsista). Pertanto, rese noto il fatto di non credere più in nulla, di essere ferocemente critico verso gli ormai insopportabili vizi cospirativi dei suoi compagni (Rosselli, Parri e moltissimi altri, con la sola ca su un fondale di cielo chiaro, chiarissimo, opalescente; che poi cede ad un plafond di nuvolaglia cupa. Tutto l’insieme, stupendo per varietà, capriccio, drammaticità. Contemplo qualche minuto lo spettacolo; poi ritorno, purtroppo alla mia corrispondenza con giovani laureati in cerca di posto, con parroci in cerca di beneficio, con signore in cerca di domestiche, con perseguitati in cerca di giustizia, con sventurati in cerca di un sussidio. Ma dopo un po’ sono riscosso dal rumore sordo di un acquazzone; alzo di nuovo il capo, e dinanzi a me, al di là delle case del Chiatamone, vedo cielo e mare confusi in una veduta da fiordo norvergese. *** Progetti ferragostani Alzarmi presto. Tutto il giorno in casa. Solo. Oh sola beatitudo, oh beata solitudo! Nessuna risposta al campanello della porta. Nessuna risposta allo squillo del telefono. Tentativo in forze di compiere un riordino generale delle carte che da un mese si trascinano da un angolo all’altro della scrivania: presto smesso. Tentativo in forze di mettermi in pari con la eccezione di Bauer), di rimpiangere l'età giolittiana e l'Italia oligarchica dei vecchi notabili liberali (quella uninominale e con il suffragio ristretto). Era, insomma, un conservatore sospeso tra antifascismo e fascismo. Aderì al fascismo nel 1935, ma fu prigioniero dei tedeschi negli ultimi anni di guerra. Nel 1950 fu chiamato a dirigere il maggiore quotidiano dell’Italia meridionale, “Il Mattino”, che ricompariva nelle edicole dopo sette anni di assenza (dovuti all'epurazione della precedente gestione, espressione del vecchio regime). Ansaldo, prima di accettare la nomina, scrisse una lettera aperta alla proprietà del giornale in cui, tra l’altro, diceva: “… V'è poi da tenere presente il mio passato politico. Il giornale stesso dovrebbe essere precluso a ironie ed invettive contro quegli uomini e quei princìpi. Nessuna apologia, certo, neppure larvata; ma, del pari, nessun vilipendio retrospettivo”. Il fondo di saluto ai lettori fu firmato il 9 aprile 1950. Ansaldo resse la direzione de “Il Mattino” per quindici anni, fino al 1965, quando concluse la sua carriera. Il dato caratteriale e psicologico spiega la natura e i limiti del suo antifascismo, ma anche la sua successiva adesione al fascismo e, infine, il suo innamoramento per De Gasperi nel quale finì per vedere una sorta di reincarnazione di Giolitti. Il conservatorismo di Ansaldo – venato da disincanto e pessimismo alla Voltaire – è la chiave di lettura della sua vita e dei suoi passaggi di campo. corrispondenza noiosa: presto smesso. Tentativo in forze di fare lo spoglio di un cumulo di giornali arretrati: presto smesso. Riposo. Lungo sonno pomeridiano. Ritemprato di novelle energie. Esame di articoli “in sofferenza”; e fine posta alla “sofferenza” loro, mediante lacerazione di tutti i manoscritti. Contemplazione affettuosa del cestino che si va riempiendo. Punta fatta sistematicamente a tutti i lapis colorati di cui dispongo. Lettura disinteressata di opere per cui non devo scrivere nessuna recensione, che non mi serviranno a niente; nel senso basso della parola «servire». Niente pasti regolari; frutta a volontà, e acqua ghiacciata. E tutta la giornata, nei momenti di abbandono, lo sguardo su Capri, che a guardarla dal mio posto pare un fermacarte postato sopra l’alzata della scrivania. Tutta la giornata, sempre Capri; dal mattino in cui è madreperlacea nell’albàsia estiva, alla sera che è tutta di diaspro nel rosso del tramonto. Tutta la giornata, sempre Capri; che è immensamente più bella a guardarla così, da diciotto miglia di distanza, che a sbarcarvi dal vapo- retto; e trovarla colma di mie forsennate coetanee in shorts. *** La fama Mi dice l’archeologo Maiuri: «Nella mia carriera, credo di non avere mai sciupato il mio tempo. Ho restaurato il Castello dei Cavalieri di Rodi. Ho molto lavorato a mettere in luce le reliquie della Villa Jovis a Capri. Ho dissepolto nuove case di sotto la cenere del Vesuvio di duemila anni fa. Ho fatto scoperte di archeologia sacra, che tutti dicono interessanti, a Ercolano. Ho identificato la Grotta della Sibilla, di cui canta Virgilio, a Cuma. Eppure, mi creda; se ho qualche nome tra il pubblico, è perché ho ritrovato i resti di due poveri fuggiaschi di Pompei. Insomma; sono sempre i cadaveri che fanno sensazione». *** Le belle risposte Quella del sultano Saladino all’ambasciatore dell’Imperatore Svevo che, in nome del suo signore gli chiedeva Gerusalemme: «Dì al tuo padrone che egli, Gerusalemme, non la deve chiedere a me. La deve chiedere alla punta della mia spada». CHIAIA MAGAZINE • LUGLIO/AGOSTO 2015 (33) (34) CHIAIA MAGAZINE • LUGLIO/AGOSTO 2015 DIVINAZIONE IL MITO E I GIORNI Sospeso tra vita e morte Il segno dello Scorpione è legato alla celebrazione dei Misteri Eleusini e alle dee Demetra e Persefone Rosamaria Lentini Al segno dello Scorpione appartiene uno dei momenti più importanti della religione greca, la celebrazione dei Misteri Eleusini, dedicati a Demetra, simbolo del grande arcano della vita e dell’altrettanto grande arcano della morte. «Felice tra coloro che vivono sulla terra, colui che ha visto questi misteri!». Con questa esclamazione, ripetuta molto spesso nell’Inno a Demetra, si esprime l’ammirazione per quelli che conoscono il mistero racchiuso ad Eleusi. I primi abitanti di questa terra, destinata a fama immortale, furono probabilmente i Traci. Il tempio fu costruito intorno al XV secolo a.c. e subito divenne un luogo di un culto particolare durato circa duemila anni. C’erano i piccoli e i grandi misteri: i primi avvenivano in primavera ed erano soprattutto riti di purificazione, i secondi nel periodo settembre - ottobre. Soprattutto ai grandi misteri partecipavano migliaia di persone accorse da tutta la Grecia, che a piedi raggiungevano il tempio. Le cerimonie duravano cinque giorni. Si svolgevano sia all’interno del santuario che all’esterno e si riferivano probabilmente al mito delle due dee. È noto, ad esempio che gli iniziandi, con le torce in mano, imitavano Demetra vagante con fiaccole alla ricerca di sua figlia Kore - Persefone. Si conosce bene come si svolgesse tutto il cerimoniale dei misteri, eccezione fatta per ciò che accadeva nella parte più nascosta del tempio perché non esiste ora, come non esisteva allora, alcuna notizia documentata. Il mistero doveva rimanere tale. Il significato manifesto dei Misteri Eleusini è di facile lettura: Demetra, dea del grano e della vegetazione in generale, simbolicamente rappresenta il processo di crescita e maturazione del grano stesso e Kore, sua figlia, è il nuovo seme che deve essere posto sottoterra, affinché ci sia un successivo raccolto. I mesi nei quali Kore rimane negli Inferi e come sposa di Plutone prende il nome di Persefone, sono esattamente il periodo autunno – inverno, nel quale la natura è completamente morta, e attende il prossimo risveglio con il sopraggiungere della primavera. Demetra è una delle divinità greche più antiche e di certa importazione. Documenti abbastanza recenti la collegano, infatti, alla civiltà minoica e altrettanto dicasi per Persefone, per cui le due dee rientrano nel novero delle Grandi Dee Madri e, pertanto, appartenenti ad un’epoca ben più antica del momento in cui fu composto l’Inno, dal quale trae spunto il racconto greco. Come appartenenti alle Grandi Madri, le due dee erano connesse con i riti iniziatici che, ad Eleusi, avevano assunto connotazione individuale, ma che in origine avevano probabilmente un significato più collettivo. Le due divinità, in effetti, erano una sola. Rappresentavano cioè la Grande Madre Terra custode della vita e della morte, entrambe commemorate ad Eleusi e rappresentanti il ciclo vegetale di nascita-morte-rinascita, al quale, parimenti alla natura, partecipava anche l’uomo. [email protected] LE CARTE DEL DESTINO Il Bagatto IL CARRO, LA COSCIENZA DI SÉ Dopo aver superato quella che è stata definita la “piccola tentazione”, rappresentata a livello psicologico dai conflitti interiori e a livello simbolico dalla separazione dell’Uomo da Dio, ecco che si può celebrare la Vittoria sul mondo materiale. Questa è la fase del compimento tanto che, secondo la concezione cristiana e non solo, il Creato fu compiuto in sette giorni di cui l’ultimo dedicato al riposo. Infatti, l’ultima carta della prima fila del diagramma tre per sette, quella inferiore, appunto detta terrestre, conclude la prima fase del processo di evoluzione che ha preso l’avvio con la scelta di “Le Mat”, l’arcano senza numero. Il vittorioso guerriero, con la corona ma senza necessità di avere un’armatura, mostra di se stesso unicamente la parte superiore. Egli è trionfante alla guida di un carro trainato da due cavalli che sembrano andare in due direzioni diverse. Consapevole di sé, non ha bisogno di strumenti di guerra, né di redini per ottenere che i due animali seguano una direzione precisa. Da un certo punto di vista si potrebbe affermare che lo strumentocarro, insieme ai cavalli, simboleggi l’insieme delle forze psichiche da guidare, mentre il conducente può essere assimilato a colui che le dirige, avendo egli risolto i conflitti che impedivano l’azione. “(…) Dal punto di vista funzionale l’Io (…) si differenzia così dal non-io e rigetta ciò che è incompatibile con i propri modelli (ideali dell’io) in un’area psichica definita Ombra; viceversa integra in se stesso ciò che risponde ai suoi ideali attraverso meccanismi di introiezione e identificazione”: così si esprime Widmann a proposito dell’interpretazione junghiana di questo arcano in riferimento al complesso dell’Io (“Gli Arcani della Vita. Una lettura psicologica dei Tarocchi”). In questo senso il Carro procede spedito senza tentennamenti. È la coscienza luminosa di chi sa di poter contare sulle proprie forze, ed è per questo motivo che con l’Arcano numero sette si rappresenta l’uomo ideale per una donna o il successo nel lavoro. Per comprendere in pieno i significato di questa carta è, però, necessario ricordare che il cavallo, prima ancora di diventare un attributo del Sole e di Apollo, era associato alle tenebre del mondo ctonio, sia che esso provenisse dalle viscere della terra, che dalle profondità degli abissi marini. Ad un livello più profondo, dunque, il personaggio qui individuato è un Eroe in grado di dominare e vincere sulle forze indistinte della natura. In questa lama i cavalli hanno tre occhi, a simboleggiare le tre dimensioni, mentre il condottiero ne ha quattro. Lui possiede la conoscenza: la chiara visione del veggente (chiaroveggenza). Conosce il passato (occhio sulla spalla destra), il presente e il futuro (occhio sulla spalla sinistra). Sette occhi come il numero associato all’Arcano: il tre (cielo) più il quattro (terra). Anche nel numero ritorna il concetto di perfezione, si potrebbe dire di una totalità dinamica in perenne movimento. Come non ricordare che sette sono i giorni caratterizzanti le fasi lunari a rimarcare il concetto di completamento dinamico insito ne il Carro. Ed è per questo che l’Arcano sette è l’emblema del viaggio: quello esterno, che sia di svago o di lavoro; quello interno di cui è noto solo l’inizio. Potrà durare per sempre verso l’infinito, la responsabilità della scelta è solo nostra. [email protected] CHIAIA MAGAZINE • LUGLIO/AGOSTO 2015 (35) LAPILLI Terni&Favole. Non ha mai fatto questo caldo. Tra le discussioni più accese nella Tabaccheria Postiglione di Largo Ferrandina a Chiaia c’è quella su come resistere alla torrida estate. Nonostante le pale del ventilatore, i ventagli delle signore e il consumo infinito di bottigliette d’acqua, l’effetto calore azzanna le gambe e offusca la mente. Eppure, nella Tabaccheria Postiglione, tra «gratta e vinci» e numeri al lotto, c’è chi, seppur accaldato, non perde l’occasione per rinfrescarsi con qualche vincita. «Ai giocatori estivi - dice Alberto Postiglione dalla sua postazione portafortuna - consiglio il terno di San Lorenzo che fa 10 (San Lorenzo) - 8 (Agosto) - 4 (le stelle): da giocare per 9 estrazioni sulle ruote di Napoli, Roma e Milano. Chi, invece, preferisce una combinazione calcistica, caldeggio i seguenti numeri: 23 (23 agosto: inizio campionato di serie A) - 14 (lo scudetto) - 72 (la meraviglia): terno da inseguire sulla ruota Nazionale e su Napoli per 12 estrazioni». La mattinata prosegue, i sogni d’agosto sembrano sempre più vicini, il mare non è più così lontano: Postiglione, in un amen, consegna ai presenti un altro filotto di speranze: «Per i cuori bollenti, un ultimo consiglio: giocate l’ambo degli amori estivi: 75 (baci) - 19 (la passione). Corteggiatelo come fareste con chi vi piace». Come mettere il brand al sicuro Che un marchio possa essere “clonato” è risaputo. Ciò che invece sembra essere ignorato del tutto da aziende poco attente è la possibilità di aggirare il rischio ricorrendo alla giusta consulenza e a tutele legali ad hoc. Il problema, poi, risulta amplificato se si punta ad un mercato internazionale. Quali gli inconvenienti? Un terzo potrebbe registrare lo stesso marchio e far valere la sua registrazione contro la mancata registrazione della prima azienda. O si potrebbe commercializzare un marchio già esistente, andando incontro a una procedura di riappropriazione del nome a dominio, sequestro della merce, inibitorie, misure cautelari, diffide e sanzioni pecuniarie. La tutela delle idee e del brand è il fulcro di “Professionisti e creativi” (www.professionistiecreativi.it), giovane e dinamica realtà che offre consulenza legale e commerciale in materia di diritto industriale, assistenza ad aziende e privati nella fase di ideazione di un marchio, un logo o un progetto, ma soprattutto tutela del patrimonio industriale e intellettuale. Proprio per diffonde- re un know how aziendale responsabile, con un occhio di riguardo alle nuove tecnologie e della tutela del brand on-line, gli ideatori di “Professionisti e Creativi” Enrico Palazzi, dottore commercialista, e Daniela Pasquali, avvocato, insieme ad altre aziende partner, ha organizzato due convegni, il 25 maggio a Castel dell’Ovo nell’ambito dell’11esima edi- zione di Vitignoitalia e il 17 giugno in occasione di Technologybiz a Città della Scienza. Un doppio focus interamente dedicato all’internazionalizzazione digitale, in cui esperti del settore hanno potuto fornire supporto multidisciplinare alle aziende che intendono intraprendere un processo di internazionalizzazione. Entrambi gli appuntamenti (i primi di una serie di convegni che seguiranno nei prossimi mesi) hanno consentito a “Professionisti e Creativi” di soffermarsi sulle tematiche complesse legate alla tutela di un marchio che fa capolino per la prima volta su un mercato globale, portando anche all’attenzione del pubblico un ventaglio di casistiche con esempi di aziende che non si sono preoccupate di proteggere il proprio business. «Figura di importanza strategica in questo percorso – ha sottolineato Daniela Pasquali - è quella del consulente, che indicherà al cliente la strada più adeguata da percorrere in base alla valutazione preliminare di una serie di parametri». Il web, sotto questa prospettiva, è un pericoloso serbatoio: «Oggi quando si immette un marchio in rete si è visibili a livello globale - spiegano gli ideatori di “Professionisti e Creativi” Anche se l’azienda non si sente ancora internazionalizzata in realtà lo è dal momento in cui va on-line. In un mercato che non è più locale ma mondiale, si può facilmente essere soggetti a imitazione/contraffazione o a diffide/inibitorie». Fasano, raffinate sonorità con «La casa viola» Quello che Marco Fasano ha cercato di portare in vita nel suo ultimo lavoro discografico, “La casa viola”, è un progetto molto ambizioso che lo pone, al cospetto del suo pubblico, in maniera totalmente nuova e rinnovata. Il suo album precedente “Portami in viaggio” era un concentrato di sentimento e un modo di approcciarsi più classico a certi temi a lui cari come l’amore, la vita, le speranze e i sogni; ne “La casa viola” la ricerca musicale si raffina e diventa più sofisticata, strizzando l’occhio alle sonorità che hanno accompagnato la sua adolescenza (quelle dei Pink Floyd, dei Doors, di James Taylor). Uno studio di ambientazioni, sensazioni e atmosfere assolutamente nuove ma non del tutto sconosciute e perciò facilmente apprezzabili anche al primo ascolto. Quello che si è cercato di creare in questa ultima fatica discografica è la convinzione di poter immaginare, in un futuro assai prossimo, “La casa viola” come una “factory”, un’officina di idee in cui sperimentare, creare, collaudare e apprezzare un insolito approccio alla musica, una musica che, quindi, si mostra in costante divenire nel lavoro svolto nello studio di registrazio- (36) ne. Come lo stesso Fasano ammette: «Le canzoni quando le scrivi hanno una loro essenza, quando inizi a lavorarci su, invece, sono come dei diamanti grezzi che solo con pazienza di chi li pulisce possono raggiungere la loro luce migliore». Sono proprio queste parole a fornire la giusta chiave di lettura di questo album che ha visto la luce grazie alla “Zeus Record” - celebre casa di produzione napoletana -, ai produttori Michele Signore e Carlo di Gennaro e agli eccellenti musicisti Lino Patriota, Francesco Battarino e Pasquale Ziccardi. La volontà di giungere ad un mondo sonoro totalmente nuovo, di chiara ispirazione internazionale, è stata raggiunta e perseguita utilizzando, tra gli altri, strumenti insoliti come il mandoloncello e il piano acustico, suonati dalle mani esperte di questi conosciuti musicisti napoletani. Fasano continua a prediligere il diretto rapporto con il pubblico che approfondisce e apprezza in ogni suo live, confessando che dopo ormai tanti anni e tante serate, ancora la notte prima e la notte dopo il concerto non riesce a dormire per l’adrenalina e l’emozione che questo lavoro continua- CHIAIA MAGAZINE • LUGLIO/AGOSTO 2015 no a regalargli. Alla luce di questo chiarisce il perché dei suoi momenti di pausa: «La mia natura di timido mi tiene spesso lontano dai media se non ho niente da comunicare. Uscire con un nuovo album non è e non è mai stato fatto da me mercenariamente, ma perché avvertivo un’esigenza artistica che avevo necessità di condividere». L’uscita dell’album è prevista per il prossimo autunno ed è stata preceduta dal singolo «A mare con la diva», un brano brioso, un inno alla bella stagione che però ben introduce alle suggestioni mu- sicali presenti ne “La casa viola”. Fasano porterà a conoscere il suo singolo, per tutta l’estate, nei vari club che fanno musica live, ma rivela che la cornice perfetta per questo album sarebbero i teatri, quella che, per lui, rimane la forma diretta e privilegiata di interazione con il pubblico. È da poco uscito anche il videoclip di “A mare con la diva” per la regia di Francesco Tagliamonte e quindi viene da chiedersi: sarà stata proprio una diva a ispirare il nuovo disco di Fasano? LIDIA GIRARDI LAPILLI De Caro, moda e motori Se sul web corre veloce grazie al suo salotto virtuale (www.lorenzodecaro.it), ai like e ai cinguettii sui social network, a Milano, in occasione della Men’s Fashion Week, a scarrozzarlo da una sfilata all’altra ci ha pensato la nuovissima Kia Soul Eco Electric Car. Lorenzo De Caro (nella foto), giovanissimo influencer napoletano, è stato infatti ingaggiato per il progetto digital del manager campano Giuseppe Damato per la casa automobilistica KIA Italia. Insieme a lui i blogger Valentina Siragusa, Patricia Manfield, Eleonora Carisi e Giotto Calendoli, che durante i sette giorni dedicati a griffes e ultime IL GIOVANE INFLUENCER NAPOLETANO INGAGGIATO PER IL PROGETTO DIGITAL DELLA CASA AUTOMOBILISTICA KIA creazioni sfornate delle grandi maisons di moda, sono stati “ospiti” dell’auto bianca dalle rifiniture azzurre che strizza l’occhio all’ambiente. Il nuovo gioiellino della meccanica si distingue infatti per il design inconfondibile ed emissioni e consumi di CO2 pari a zero. Perfettamente in pendant con lo stile frizzante del blogger, che ha fatto colpo anche in giro per le strade della capitale italiana della moda. Opportunità unica, la Milano Fashion Week, per partecipare alle sfilate più “in” del momento (tra cui Corneliani e Andrea Pompilio) e farsi notare mentre, tra uno scatto e un fashion show, saliva di nuovo a bordo di quella che - parola di De Caro - «non è una semplice auto ma un’amica che fa bene sia al cuore che all’ambiente». Ma non è tutto. La calda estate modaiola del giovanissimo influencer ha fatto tappa anche a Roma. Dal 10 al 13 luglio, De Caro è stato infatti special guest delle sfilate AltaRoma. Quattro giorni di passerelle, in cui ha potuto “sbirciare” le tendenze della prossima stagione e, perché no, lasciarsi ispirare per il prossimo look da condividere con i suoi affezionati followers. L’ORA LEGALE Adelaide Caravaglios QUANDO LA GELOSIA TI PORTA IN TRIBUNALE Brutta bestia la gelosia, non solo perché rende un qualunque rapporto soffocante, ma anche perché se eccessiva – come nel caso di specie – rischia di portarti addirittura in tribunale con l’accusa di “maltrattamenti in famiglia”. È quello che è successo ad una coppia di coniugi, nella quale il marito, divorato da una patologica ed incontenibile gelosia nei confronti della moglie, non faceva altro che assillarla con comportamenti ossessivi e maniacali. Secondo la Corte di Cassazione (sentenza n. 20126/2015) l’assillare costantemente la donna con continui comportamenti ossessivi e maniacali – attraverso manifestazioni come l’insistente contestazione di tradimenti inesistenti; la ricerca incessante di tracce di relazioni extraconiugali con ispezione costante del telefono per verificarne le comunicazioni; la verifica degli orari di rientro a casa ed il controllo degli spostamenti; i ripetuti insulti con uso di parole scurrili facenti esplicito riferimento all’ipotizzata infedeltà; i dubbi circa la paternità della loro figlia, con conseguenti richieste di test diagnostici per la verifica del DNA e le pressioni affinché abbandonasse il mestiere di assistente di volo ritenuto non adatto a “donne per bene”, manifestazioni, cioè, ispirate da una gelosia morbosa e tali da provocare in modo diretto importanti limitazioni e condizionamenti nella vita quotidiana e nelle scelte lavorative – integra “certamente” la situazione di abituale vessazione psicologica sanzionata dalla fattispecie incriminatrice dell’art. 572 cod. pen., “in quanto espressione di un evidente spirito di prevaricazione e fonte di un’intensa e perdurante sofferenza morale”. Dunque attenzione perché “l’amore geloso accende la sua torcia nel fuoco delle Furie”. Estate bollente con «Sex is now» BOOM DI SEXY SHOP: A NAPOLI ARRIVA QUELLO “SELF SERVICE” CHE GARANTISCE LA PRIVACY Foulard Marinella nel segno di Modigliani In occasione della mostra “Les Femmes” dedicata alla centralità della donna nella produzione artistica di Amedeo Modigliani in programma fino al 9 agosto nella splendida cornice sotterranea dell’Agorà Morelli di Napoli, Marinella ha siglato una prestigiosa partnership con l’Istituto Amedeo Modigliani per la realizzazione di una collezione esclusiva di foulard. Collezione in due versioni, in tiratura limitata e numerata (200 esemplari), che si ispira alle opere del genio livornese. Una materia principe, la seta, per un accessorio senza tempo, il foulard, che esalta la grazia femminile conferendo stile ed eleganza alla donna che lo indossa. Una collezione che rivela appieno i valori dell’azienda: dall’amore per l’arte all’abilità dei maestri artigiani, con la consapevolezza di dare vita a manufatti che esprimono la grande tradizione sartoriale napoletana. (m.t.) Non è più un tabù, ormai, parlare di sesso con gioia e leggerezza. Sempre più format televisivi affrontano tematiche sexy attraverso linguaggi espliciti e situazioni divertenti. Il ricco palinsesto delle notti italiane si fa sempre più bollente con le puntate di “Sexcetera” (in onda su Axn), serie tv del canale American Playboy dedicato alla vita sessuale, o con “Porno Valley “(sempre su canale Axn), reality show che segue la vita quotidiana delle star dell’hard, o ancora con “Sex Education Show” (su Fox Life) che racconta cosa sappia- mo, cosa non sappiamo e cosa dovremmo assolutamente sapere sul sesso. Alla guida del programma c’è la giornalista e autrice Giovanna “Nina” Palmieri che con ironia tratta argomenti un tempo “inaffrontabili” alla scoperta di dubbi, segreti e fantasie. Con la diffusione di questi programmi e l’apertura delle coppie a nuovi modi di vivere l’amore e la sessualità, in Italia stanno nascendo sempre più sexyshop, regni della “creatività” sessuale, luoghi in cui poter scegliere i più particolari e stimolanti “toys” per tenere alte le fiamme della passione. A Napoli l’imprenditore Alessandro Pervito ha fiutato il momento e, con la solita maestria e professionalità, ha inaugurato «Sex is now», sexyshop “self service” in piazza Pilastri 14 a Fuorigrotta, aperto h 24, tutti i giorni. La rete «Sex is now» sta vincendo sul mercato grazie al brand convincente e alla formula di vendita che consente al cliente di scegliere e acquistare i prodotti utilizzando il distributore automatico e garantendo così il massimo della privacy. Per saperne di più: www.sexisnow.it CHIAIA MAGAZINE • LUGLIO/AGOSTO 2015 (37) (38) CHIAIA MAGAZINE • LUGLIO/AGOSTO 2015 EXIT Diamo i numeri Export in crescita $"%$" %$#%$%#% #% %!% !#%!% % # #%# % "#!" # ##!% % "$ #"% !% "#$% " " % # "" !!#$ ! # ! # !#$"" " %!% #"% %!" # !#"# #!" ! "#% %% %# !% #"# "# "#$%" ! #"! #!% ""# 14,1 la percentuale di crescita delle esportazioni delle piccole imprese di Napoli nei primi mesi del 2015. I prodotti alimentari registrano un buon +5,9%. Corse “tagliate” 26 # !% % !#% le corse soppresse della Circumvesuviana su tre linee. «Insufficiente dotazione di treni» è stata la giustificazione dell’azienda. VACANZE. CI VEDIAMO A SETTEMBRE , BUONE /3HFHFI.F;F9HCGIHCF?;?AFIFIDEED7AGIHBI@?DIC?D5DI@HEDIHCEGACGE8I;;HDACF:F:GCEHI ?D1 EH=HFCH6IHC>3HG@EG6IBH0G@EBG6I@<DAE6IG5GCEH6I>?BE?AF6I@EDAHGIGIF<<AD0DC=H:GCEHI=FI/3HFHF GI=FHI ?FAEHGAHI=GBBFI>HEE+8I-CEFCEDIF?;?AHF:DIFHICD@EAHIBGEEDAHIGI@D@EGCHEDAHI?CIF;D@EDI=H =H5GAEH:GCEDIGIF?EGCEH>DIAGBF8I/HI5G=HF:DIFI@GEEG:7AG8 Bottino d’oro WWW.IUPPITEREDIZIONI.IT , CONSULTA -BICGE*DAI=GBI;A?<<DIG=HEDAHFBGI-?<<HEGAI@HI)IFAAH>>3HED8I-C0FEEH6IFHI<DAEFBHIH?<<HEGACG*@8HE86 80 BFAH5H@EF=GB:FAG8HEIGI>3HFHF:F;F9HCG8HE6I@HI)IF;;H?CEDIH?<<HEGAG=H9HDCH8HE6IBFI5GEAHCFI=GB1 BFI>F@FIG=HEAH>GI-?<<HEGAIHCI>?HI)I<D@@H7HBGI>DC@?BEFAGIHBI>FEFBD;DI=GHIBH7AH6IF> ?H@EFAG HI5DB?:HIGI5H@HDCFAGIHI7DDEAFHBGA8 mila euro il valore dell’orologio rubato ad un turista australiano in viaggio a Napoli. Presi i due rapinatori che avevano messo le mani sul gioiello in oro da 24 carati. 20 i milioni di multa alla Campania per non aver adeguato alle regole Ue il sistema di raccolta e gestione dei rifiuti in regione, secondo quanto deciso dalla Corte di Giustizia europea. Vasco in concerto 56 mila e più i fan che hanno inondato il San Paolo per il concerto di Vasco Rossi lo scorso 3 luglio. Il rocker chiude lo show con un omaggio a Pino Daniele. A CHIAIA MAGAZINE , ABBONATI IHCI>DA@DIBFI>F:<F;CFIF77DCF:GCEHI=HI/3HFHFI.F;F9HCG8I/3HI=G>H=GI=HIF77DCFA@H6ICDC la BACHECA Maxi multa % %# % @DBDIAH>G5GA+I=HAGEEF:GCEGIFI>F@FIHBI;HDACFBG6I:FIGCEAGA+ICGBI/B?7I=HI/3HFHFI.F;F9HCG HCI>?HIF5A+I=HAHEEDIFBBDI@>DCEDI=GBI4I@?HIBH7AHI=HI-?<<HEGAI =H9HDCHIGI@?IFBEAGID<GAGI=G=H1 >FEGIFBBFI@EDAHFIGIFBBGIEAF=H9HDCHICF<DBGEFCG8I #?GIBGIEH<DBD;HGI=HIF77DCF:GCEDIDA=HCFAHDI$%4IG?ADIFBB&FCCD'IGI@D@EGCHEDAGI$244IG?AD FBB&FCCD'8IGAI@F<GACGI=HI<HI7F@EFIEGBG0DCFAGIFBIC?:GADI4(282"!2%446I=FBIB?CG=IFB 5GCGA=6I=FBBGIDAGI22844IFBBGI2(8448 DOVE PUOI TROVARCI ,I-CIDBEAGI%44I<?CEHI@GBG9HDCFEHICG;D9H6IEGFEAH6I>HCG:F6I7FA6I=H@>DEG>3G6I7FC>3G6I7D?EH ?G6 @E?=HI<AD0G@@HDCFBH6I;FBBGAHGI=&FAEG6IAH@EDAFCEH6I>HA>DBHI@<DAEH5HIGIHCIE?EEHI;BHIG5GCEHI>?BE?AFBH GI:DC=FCH8I#H@EAH7?9HDCGI>F<HBBFAGI<FBF99DI<GAI<FBF99DI;F9G7DICGHI<?CEHI@EAFEG;H>HI=GB1 BFI>HEE+I<GAIBFI<AG@GCEF9HDCGI=GBIC?:GADIGI=GBBGIHCH9HFEH5GI=GBI;HDACFBG8I SOS CITY: ISTRUZIONI PER L’USO ,IHC;AF9HF:DIHICD@EAHIBGEEDAHI<GAIBGI@G;CFBF9HDCHI$=FIHC5HFAGIFIHC0D>3HFHF:F;F9HCG8HEIDIFB1 B&HC=HAH99DI=GBBFIAG=F9HDCG6I5HFI#GHI.HBBG6I%"I1I(422I'I@?BBGIG:GA;GC9GIGI<AD7BG:HI=GB1 BFI>HEE+8ICFIAF>>D:FC=F9HDCGIBGEEGAGI7AG5HI$:FI2444I7FEE?EG'8 ON LINE , CONSULTACI /3HFHFI.F;F9HCGI)I@>FAH>F7HBGIHCI0DA:FEDI<=0I@?BI@HEDI***8>3HFHF:F;F9HCG8HE8I DIVENTA NOSTRO FAN , FACEBOOK/TWITTER: -BI:GC@HBGI/3HFHFI.F;F9HCGI)I@?IF>G7DDIGI*HEEGA8I?DHI=H5GCEFAGICD@EADI0FCI>BH>>FC1 =DI:HI<HF>GI@?BBFI<F;HCFI?00H>HFBGID<<?AGIH@>AH5GAEHIFBI;A?<<DI/3HFHFI.F;F9HCGI@?IF1 >G7DDIGI@G;CFBFA>HIG5GCEHIGI>?AHD@HE+8I#H5GCEFI0DBBD*GAI=GBB&F>>D?CEI/3HFHFI.F;F9HCG @?I*HEEGAIGI>HC;?GEEFI>DCICDH8 PUBBLICITARIE , INSERZIONI /3HFHFI.F;F9HCGI5H5GI;AF9HGIFBBGIHC@GA9HDCHI<?77BH>HEFAHG8IDCI)IHBI0D;BHDI=HICG@@?CI<FA1 EHEDIDI:D5H:GCED6I:FI?CFIBH7GAFIEAH7?CFI>3GIAG@EFIF<GAEFI;AF9HGIFBBFI<F@@HDCGIG@EAG1 :FIGIFBBFIEGCF>HFI=HI?CI;A?<<DI=HI;HDACFBH@EH8I/3HI)IHCEGAG@@FEDIFBBFI<?77BH>HE+I<?I>3HF1 :FAGIHBIC?:GADI4(282"!2%44IDI>DCEFEEFAGIHBIAG@<DC@F7HBGI>D::GA>HFBGI.H>3GBGIG:1 <G@EFI$>GBB8I!"82(4!4(' CHIAIA MAGAZINE • LUGLIO/AGOSTO 2015 (39)