ALL’INTERNO LA RACCOLTA DI TUTTE LE COVER DI CHIAIA MAGAZINE SAPER VIVERE LA GRANDE NAPOLI Anno VII - numero 12 - Dicembre 2012 distribuzione gratuita BUON FATALE www.chiaiamagazine.it IUPPITER EDIZIONI OBLÒ LA LETTERA Christofer e la democrazia a misura d’asino Caro direttore, con tristezza e raccapriccio, noto che la democrazia italiana non è a misura d'uomo ma d'asino, cioè d'animale - ovvero non è bipede ma quadrupede. L'ultimo caso che mi ha costretto a tali considerazioni è «Christofer» figlio di un ricco papà e criticato aspramente dal proprio genitore. Il ragazzo è uno degli arrestati a Roma ed è stato liberato dopo poco tempo e nell'Italia che difende i figli anche e soprattutto quando commettono idiozie (voglio essere buono) e scaricano sempre la colpa su altri: il vigile, il professore, il compagno di banco, nel caso di Christofer il poliziotto. Il padre ha affermato alla stampa: «Mio figlio è un violento ed il magistrato sbaglia a scarcerarlo». Ma chi è Christofer? È un ragazzo di 21 anni, bocciato più volte al Liceo, iscritto come da copione a Scienze politiche all'università «La Sapienza», colpisce di costui il vuoto culturale. Nell'intervista rilasciata al «Corriere della Sera» il ragazzo afferma di ignorare l'esistenza di Pierpaolo Pasolini, nulla sa della difesa dello scrittore poeta verso le forze dell'ordine, composte per la maggior parte da proletari, mentre gli studenti per la maggior parte sono figli di borghesi e spesso figli di papà ricchi come in questo caso. Inoltre il ragazzo ritiene che i poliziotti non siano ragazzi come lui e continua: «Fare il poliziotto è una scelta. Non esiste solo la polizia come lavoro». Non tutti hanno, però, un padre che paga un appartamento a Monte Mario, che gestisce hotel e ristoranti dove Christofer trova sempre un posto a tavola; il ragazzo con aria di importanza dice di fare il giardiniere tre volte alla settimana, di non avere mai tempo libero tranne la domenica, durante la quale non prende in considerazione la possibilità di leggere. Sembra che questo campione di disimpegno si collochi nell'area dei centri sociali andati in piazza per la sciopero anti austerity. Sulla sua pagina di facebook campeggia una “perla” della terrorista tedesca Ulricky Meinhof: «Se dai fuoco ad una macchina è un reato, se ne bruci migliaia è un'azione politica». Queste a mio avviso sono parole d'ordine che ispirano uno studente indagato per resistenza ad un pubblico ufficiale e violenza pluriaggravata. Ignoranti che si illudono di essere combattenti per la libertà, altro non sono che teppisti travestiti che non leggono, non studiano, cha vanno a scuola od all'università solo per perdere tempo. PROF. DANIELE (2) CACOPARDO Caro direttore, continuano a volare i sampietrini a Parco Margherita. L’altra sera, un’auto, superata la curva dove c’è la chiesa, è finita in una buca enorme e piena d’acqua, sbandando e colpendo un sampietrino divelto. Il cubo di porfido è finito sul piede di mia moglie e lo spavento è stato incredibile. Credo che sia assurdo, in una città in cui si spendono i soldi per eventucoli e discutibili piste ciclabili, ritrovarsi a schivare dei sampietrini volanti e pericolosissimi. Immagino che non sia facile governare Napoli con le casse vuote e la grave situazione debitoria, ma credo che strade, mezzi pubblici, sicurezza vengano prima di ogni cosa. Credo, poi che anche via del Parco Margherita debba essere asfaltata come via Tasso: la pavimentazione con i sampietrini è buona e idonea per vie in cui non transitano le auto. GIOVANNI CRISCUOLO Cover Il codice arancione DELLE BICI È una tirannia quella a cui il sindaco De Magistris ci ha condannato per accontentare il popolo degli arancioni. Lui a loro ha regalato, con magnificenza megalomaniaca, la più grande pista ciclabile d’Europa: e poco conta la deriva totale della città. Per il Comune è sprofondo rosso, ma si spendono 800mila euro per stampare ossessivamente bici stilizzate quando la cattiva manutenzione del manto stradale urbano suggerirebbe ben altro uso del denaro pubblico Nel timore di vedere comparire queste immaginette anche sull’uscio di casa, i napoletani se le ritrovano disegnate sui marciapiedi, persino quelli di larghezza inferiore ai 2 metri (via C. Poerio). Come è potuto accadere? Il provvedimento, a quanto pare, è stato realizzato senza alcuna Ordinanza sindacale: e ciò lo delegittima. Inoltre la sua attuazione, vedi i marciapiedi trasformati in pista ciclabile, ha concretizzato deroghe inammissibili al Codice della Strada che nemmeno un’Ordinanza avrebbe autorizzato. Ricordo infatti che la bici, che il Codice della strada definisce “veicolo a propulsione muscolare”, soggiace alle norme della circolazione stradale (Nuovo Codice della Strada - Decreto Legislativo 30.4.1992 n. 285 art. 182 - coordinato con la legge 29.7.2010, n. 120 - Disposizioni in materia di sicurezza stradale, in vigore dal 13 agosto 2010). In particolare i ciclisti sono obbligati ad utilizzare le loro piste e a condurre a mano la bici quando sia di intralcio o pericolo per i pedoni (art. 182). E mai possono procedere sul marciapiede o usare, se non a piedi, gli attraversamenti pedonali, pena (come gli altri mezzi) sanzioni amministrative (vedi il succitato D.L.). Ma se ciò è legge, perché nessuno contesta il populismo del sindaco? (Paolo Santanelli) n u m q u a m SAPER VIVERE LA GRANDE NAPOLI Anno VII n.12 - Dicembre 2012 Direttore Responsabile Max De Francesco Redazione Laura Cocozza Rita Giuseppone Alvaro Mirabelli Progetto e realizzazione grafica Fly&Fly h o r u m l u x La dittatura delle comete elettorali. Tra imucrazia e demagogia, le previsioni e le visioni sull’anno che verrà. pagina 3 Il paginone I terni dell’anno. Il bilancio del 2012? Eccolo con 13 giocate tra ironia, cronaca e speranze. pagine 4-5 Primo Piano Mobilità, l’affondo di Vernetti. Parcheggio Vittoria, diffidato il Comune. pagina 7 L’intervento Regole per una città dignitosa:.il disarredo urbano di Raffaele Aragona. pagina 9 Quartierissime Centro Direzionale, quale futuro? La city dei grattacieli vive in un preoccupante stato di abbandono. pagina 14 Storie&Territori Tendenze ambientali. Orti urbani, l’Orientale ritorna alla terra. Il sogno «verde» di Marco Amalfi. pagina 17 Salute a noi Anticipazione del libro «Infertilità di Stato» di Raffaele Aiello ed Espedito Pistone in uscita a gennaio. Saggioinchiesta sulla fecondazione assistita. pagina 25 c e d e t Società Editrice IUPPITER GROUP S.C.G. Sede legale e redazione: via dei Mille, 59 - 80121 Napoli Tel. 081.19361500 - Fax 081.2140666 www.iuppitergroup.it Presidente: Laura Cocozza Stampa Centro Offset Meridionale srl - Caserta Max De Francesco Laura Cocozza Alvaro Mirabelli Rita Giuseppone Massimiliano Tomasetta Maria Palombo Reg. Tribunale di Napoli n° 93 del 27 dicembre 2005 Iscrizione al Roc n°18263 © Copyright Iuppiter Group s.c.g. Tutti i diritti sono riservati Per comunicati e informazioni: [email protected] Responsabile area web Massimiliano Tomasetta Pubblicità (Tel. 081.19361500) Maria Palombo (339.7081448) Rosario Scavetta (347.6159578) CHIAIA MAGAZINE • DICEMBRE 2012 Si ringraziano Tony Baldini per cover e fotomontaggi, e l’archivio Ruggieri per le fotografie COVER L ANNO CHE VERRA` LA DITTATURA DELLE COMETE ELETTORALI Max De Francesco I n una vignetta di Isidori, pubblicata su un numero del Borghese degli anni ’60, un uomo, guardando una stella cometa, esclamava: «Signore, spiegati meglio!». In Gog, processo alla modernità scritto da un ispirato Giovanni Papini, si legge: «Il cielo lo sento come qualcosa di estraneo, di remoto, cioè di nemico. Le comete, che strascicano le loro code per l’infinito senza scopo ragionevole, non mi dicon nulla che mi consoli». Maria Orsini Natale, in Cieli di Carta, deliziosa apologia sull’arte presepiale, scrive: «La stella cometa è presagio. Una stella di straordinaria grandezza come mai a memoria d’uomo se n’erano viste, non poteva non esserlo. Nell’ombra del cielo la notturna fiammata è lo straordinario, lo scompiglio, il sortilegio nell’incontro tra quello che era sempre stato e il nuovo, il diverso, quello che non era mai accaduto». Il fisico francese Jacques Babinet, dopo una giornata trascorsa in laboratorio a studiare i fenomeni dell’interferenza della luce, a un amico che gli chiedeva cosa pensasse delle stelle comete, disse con un sorriso rassicurante: «Sono il nulla visibile». Capita, a noi che ancora proseguiamo con tenace passione la tradizione del presepe, di trovarci in mano una cometa. Piccola o grande che sia, argentata o dorata, dopo aver completato l’osteria e schierato gli angeli sulla grotta, la piazziamo su, in alto, sulle montagne di carta, con la coda che scalpita sul castello di Erode mentre l’umanità dei pastori popola la notte. Il rito è compiuto, i Magi giungeranno a destinazione, la stella fermerà, con la nascita di Gesù, l’assedio del buio. Di ben altre comete saremo costretti ad occuparci nel 2013. Saranno quelle elettorali, pronte a intasare, tra nastri e astri filanti, lo spento firmamento della politica, a molestare la pazienza del cittadino, a disegnare le rotte dell’illusione in tv, sui giornali, nei teatri riempiti a pagamento e nell’ammucchiata galattica dei social network. Non assisteremo a uno scontro sui programmi, statene certi. Il fascino delle soluzioni è stato soppiantato da quello per le rivoluzioni. Se non sei «rivoluzionario» nei modi, nei colori, negli umori e negli insulti non sei ammesso nell’agone delle stelle. Saremo spettatori, quindi, della moltiplicazione delle scie, ognuna delle quali avrà un messia con le sue lune, i suoi presagi, i suoi apostoli, i suoi pacchi, i suoi Magi. L’assenza della politica, l’agonia del bipolarismo, la magrezza delle tasche, il ladrocinio perpetuo e pubblicizzato della classe «digerente», la vertigine della precarietà e il disincanto della generazione web, contribuiranno, poi, ad alimentare la galassia dei non votanti. Per gli indecisi ci sarà spazio nelle serate fragorose dei sondaggisti: la loro percentuale salirà come lo spread e diverrà l’unico argomento di cui sentiremo parlare. La dittatura delle comete elettorali non avrà un capo ma tante code, non avrà un Centro, ma un Grande Carro di centrini, non avrà un Cavaliere dello Zodiaco, ma tanti vassalli lunatici, non avrà una Destra fiammante, ma un schiera fioca di «destrette», non avrà una Sinistra luminosa, ma una costellazione di «sinistrine» che brilleranno di luce impropria. L’anno che verrà vedrà un Paese in stato di cometa, attaccato alle flebo della demagogia, fiaccato da rumorosi movimenti di pancia e con un’anima frustrata e collerica. La crescita continuerà ad essere una chimera e l’imucrazia governerà i nostri risparmi. Nel cielo elettorale la confusione di scie, tra meteore, stelloni e stelle cadenti, sarà tale che l’elettore rinuncerà alla politica per la geografia astronomica. Vorremmo cadere nel sonno di Benino, il pastore che dorme beato in un angolo del presepe, e risvegliarci ad urne chiuse. Ma, fatalmente, rimarremo con gli occhi aperti per sbugiardare chi, con la scusa dell’antipolitica, desidera crearsi il proprio regnucolo nei cieli. Nessuno scenderà dalle stelle. Buon fatale a tutti. Il giornale è online su www.chiaiamagazine.it archivio storico quartierissime grande napoli saper vivere movida&relax Per la tua pubblicità chiama allo 081.19361500 CHIAIA MAGAZINE • DICEMBRE 2012 (3) IL PAGINONE DIAMO I NUMERI I terni dell’anno Logorati dall’Imu e sfiancati dai venti di crisi, i napoletani corteggiano la Dea Fortuna. Il bilancio del 2012? Eccolo in 13 giocate tra ironia, cronaca e speranze I Numeri? C’è chi li dà dopo essere stato prosciugato dalla mazzata dell’IMU, chi li dà sulla classifica del Napoli punito con 2 punti in meno, chi li dà sui conti in rosso del Comune. A Napoli i numeri si danno per mille ragioni, a volte buone, a volte cattive: ma quelli che mettono tutti d’accordo sono i numeri da giocare al lotto. Una mania collettiva e trasversale a tutti i ceti sociali: l’azzardo, la sorte e la smorfia sono nel Dna dei partenopei. Così Chiaia Magazine, come ha fatto gli scorsi anni, anche stavolta dà i suoi numeri fortunati, legati a fatti e personaggi del 2012. 13 giocate sul filo dell’ironia: dalle peripezie della pista ciclabile alle fidanzata napoletana del Cavaliere, e altro ancora. (4) CHIAIA MAGAZINE • DICEMBRE 2012 CURIOSITÀ Sono due le tesi più gettonate sul perché, il gioco dei giochi si chiami «lotto». La prima: la parola deriva dal tedesco «hleut», un oggetto particolare che veniva lanciato in aria per risolvere, affidandosi al caso, controversie patrimoniali fra membri di tribù; la seconda: il termine ha origine dal francese «lot», che significa premio, sorte. Il lotto? Tassa dei sogni, «unico grande irrinunciabile patrimonio dei poveri», scrive Vittorio Paliotti. 25 - 7 - 33 IL TERNO DEL MATADOR Omaggio a Edinson Cavani. 25, 7 e 33. 25 come la giovane età del campione. 7 è il numero di maglia del bomber uruguayano. 33 è la sua fede in Dio. 2 - 6 - 89 IL TERNO DEL PRESIDENTISSIMO Dedicato al patron De Laurentiis e al momento critico della società. I numeri: 2, 6 e 89. 2 come i punti sottratti al Napoli dalla Commissione disciplinare. 6 come i mesi di «fermo» inflitti a Cannavaro. 89 come l’ingiustizia. 14 - 24 - 13 IL TERNO DELL’IMU Ovvero giochiamo sulla disgrazia. I numeri: 14, 24 e 13. 14 come l’aliquota stratosferica imposta dal Comune di Napoli. 24 come i miliardi che lo Stato ha incassato dall’odiosa imposta. 13 come la tredicesima andata in fumo. 77 - 28 - 36 IL TERNO DEL CAVALIERE Silvio Berlusconi ha una compagna ufficiale. I numeri: 77, 28 e 36. 77 è la venerabile età dell’ex premier. 28 sono gli anni di Francesca Pascale, la nuova fiamma di Sua Emittenza. 36 come il fidanzamento. 45 - 20 - 5 IL TERNO DEL SINDACO vuoi vedere che almeno ci fa vincere al lotto? I numeri: 45, 20 e 5. 45 sono gli anni di De Magistris. 20 come i mesi, un po’ piatti, trascorsi a Palazzo San Giacomo da primo cittadino. 5 come lo 0,5 % che un’indagine demoscopica attribuisce al Movimento Arancioni, il suo partito. Il terno del Cavaliere 10 - 79 - 47 IL TERNO DEI GIROLAMINI per non dimenticare il saccheggio della nota biblioteca. I numeri: 10, 79, 47. 10 come libro antico. 79 come ladro, come cioè chi, invece di sorvegliare, ha razziato migliaia di testi rari. 47 è l’offesa, l’ennesima patita dal patrimonio culturale napoletano. 4 - 31 - 47 IL TERNO DEL FORUM dedicato alla kermesse della cultura mondiale in agenda nel 2013 a Napoli, così depauperata che rischia di diventare una festicciola rionale. I numeri: 4, 31 e 47. 4 perché questa è la quarta edizione. 31 come balla, quella che pretendono di farci digerire, parlando di megavento. 47 è la figuraccia, questa sì probabilmente mondiale. 77 - 28 - 36 66 - 90 - 40 IL TERNO DELLA CRONACA NERA Ovvero l’assassinio commesso in un asilo di Scampia. I numeri: 66, 90 e 40. 66 come le bestie che ammazzano sotto gli occhi dei bimbi. 90 come l’innocenza dei piccoli. 40 come la dannazione che Napoli deve subire dalla camorra. 70 - 17 - 86 IL TERNO DELLA MONNEZZA sempre doveroso. I numeri: 70, 17 e 86. 70 come i rifiuti. 17 rappresenta la percentuale terzomondista raggiunta da Napoli nella differenziata. 86 come la tassa, cioè la Tarsu che a Napoli è diventata mostruosa per quello che costa portarla all’estero. 20 - 51 - 26 57 - 85 - 33 IL TERNO DEL CENTRO STORICO in vista del recupero da 100 milioni di euro che si farà nella città antica. I numeri: 57, 85 e 33. 57 come la speranza che i soldi vengano spesi con competenza e trasparenza. 85 come l’arte custodita nei Decumani. 33 come il ritardo che già si registra nell’operazione. 15 - 5 - 4 IL TERNO DEI PARCHEGGI Dedicato a un’illusione. I numeri: 15, 5 e 4. 15 come i parcheggi in attesa di essere promossi o bocciati dal Comune. 5 come i mesi di ritardo che il Comune porta nel valutare i progetti. 4 come la nervatura, quella che salta quando si tenta di parcheggiare l’auto. Il terno del Matador 25 - 7 - 33 IL TESTO DELLA PISTA CICLABILE non c’è limite alle amarezze. I numeri: 20, 51 e 26. 20 come la lunghezza in chilometri della pista. 51 come il fegato che ci vuole per fare scarabocchi per terra e definirli pista ciclabile. 26 come il denaro (1.200.000 euro) buttato per disegnare gli scarabocchi. 5 - 79 - 30 IL TERNO DELL’ANTIPOLITICA Dedicato a Beppe Grillo, temutissimo dai politici di professione. I numeri: 5, 79 e 30. 5 come il «Movimento 5 Stelle», la formazione di Grillo che nel 2012 ha riscosso un rilevante successo elettorale. 79 come rivoluzionario, anzi un po’ Masaniello: esattamente come lui, fustigatore delle “caste”. 30 come marcio, quello della vecchia politica. CHIAIA MAGAZINE •DICEMBRE 2012 (5) (6) CHIAIA MAGAZINE • DICEMBRE 2012 PRIMO PIANO MOBILITA`, L AFFONDO DI VERNETTI Parcheggio Vittoria, diffidato il Comune Alvaro Mirabelli Adesso la pazienza di Massimo Vernetti (nella foto), leader della Napoletana parcheggi, è davvero agli sgoccioli: anzi è proprio finita. E’ da febbraio che una delibera comunale (quella che aggiorna il Piano Urbani Parcheggi), gli ha messo in stand-by il progetto per la realizzazione di un moderno parcheggio per 250 veicoli a rotazione, cioè pubblici, nelle viscere di piazza Vittoria. Sulla carta l’imprenditore è titolare di una concessione pratica- mente completa e davvero sudata: ogni dettaglio del piano, che lui ha ribattezzato il «Parchgggio del Mare», negli ultimi anni è stato rivoltato come un calzino per rivelarsi alla fine operazione impeccabile. E per molte buone ragioni: la tecnica costruttiva assolutamente non invasiva, il miglioramento dell’arredo verde della piazza, il vantaggio di eliminare dalla superficie 1.500 auto al giorno stoccandole in profondità, il ritorno turistico per tutta la zona e quello per i ristoratori, una formidabile accelerazione allo shopping in un centro-bene dissanguato dalla crisi, la modalità in project financing che permette al Comune di innestare sul territorio un’opera pubblica di indubbia utilità senza sborsare un solo euro, 18 mesi di impiego garantito per 150 maestranze, l’alleggerimento della pressione che la movida esercita su Chiaia durante il week-end, la sconfitta dei parcheggiatori abusivi che spadroneggiano nei dintorni. Insomma, ce n’era abbastanza per fugare ogni dubbio. Eppure non è bastato: nove mesi fa, a un passo dalla firma finale, l’amministrazione De Magistris ha infilato la pratica nel congelatore con la motivazione di dover verificare se la costruenda struttura serva davvero ai residenti o se viceversa si possa rivelare un attrattore di traffico o persino una manovra speculativa. Non solo: a dar retta alla fanfare di Palazzo San Giacomo, il controllo di legittimità sarebbe stato effettuato in 6 mesi. Ma a settembre, l’unico dato di fatto è stato il silenzio dell’amministrazione che, tacendo, non ha adempiuto l’impegno preso. Misura colma per Massimo Vernetti che adesso ci prova con altri argomenti: «Purtroppo siamo stati costretti a diffidare il Comune che non fa il suo dovere con gli amministrati, in questo caso un’impresa pronta a realizzare una grande opera pubblica al servizio della città. Mi chiedo quale ente locale sia così pazzo da rifiutare o ignorare un intervento che produce ricchezza e vantaggi. Eppure a Napoli sta succedendo. E mi chiedo anche perché, quando invece si tratta di investire soldi pubblici, i tempi burocratici miracolosamente si abbatto- no». Il sospetto, a questo punto, è che la mano pubblica nutra un rancore profondo per gli imprenditori locali: «E’ la politica masochista dei “due pesi e due misure”. Mi spiego: in occasione della Coppa America, fior di milioni sono stati sganciati agli americani che si sono fatti pagare fino all’ultimo bullone, mentre neanche un’azienda napoletana è stata coinvolta nell’operazione. Qual è il criterio? Arricchire i ricchi e impoverire i poveri? Follie che non sono giustificabili per una città che è alla canna del gas». Amaro sfogo quello dell’imprenditore che da tempo è abituato a coniugare virtuosamente l’interesse d’azienda con lo spirito di servizio a beneficio della propria città: «Una missione - spiega Vernetti - che Napoletana Parcheggi persegue anche su altri fronti: all’interno della’Agorà Morelli, presso l’omonimo parcheggio, abbiamo già ospitato 10 iniziative sociali di beneficenze e solidarietà. L’ultima, quella natalizia, vede esporre gratuitamente ben 24 artigiani napoletani negli spazi del Garage. Lo scopo? Quello di promuovere il lavoro creativo della città». CHIAIA MAGAZINE • DICEMBRE 2012 (7) PRIMO PIANO AL SAN CARLO LE OPERE DEI GIOVANI DETENUTI Nisida, la legge del tornio per il riscatto Armando Yari Siporso La «prima» della Traviata di Verdi ha rappresentato un debutto non solo per la stagione operistica del San Carlo. Ad esordire nel teatro partenopeo, lo scorso 5 dicembre, c'erano anche le opere dei detenuti dell'Istituto Penale Minorile di Nisida (nelle foto). Manufatti in ceramica e pastori presepiali realizzati dai giovani detenuti dell'Istituto Penale Minorile di Nisida nell'ambito dei corsi che la Fondazione «Il meglio di te-Onlus» ha organizzato e sta portando avanti per gli ospiti (8) della struttura penitenziaria.«Le lezioni del laboratorio, riattivato dalla Fondazione nel 2010, - sostiene Fulvia Russo, presidente de «Il meglio di teOnlus» - costituiscono un momento importante nella giornata dei detenuti e un’attività fondamentale nel complesso processo di rieducazione di ragazzi privati, per i loro reati, della propria libertà in età così giovane. Vedere valorizzato il proprio impegno - insiste la Russo - è un risultato importante per giovani che devono imparare a credere nelle proprie capacità per affrancarsi da CHIAIA MAGAZINE • DICEMBRE 2012 contesti degradati". «Quando sono arrivata al laboratorio di ceramica di Nisida nel febbraio dello scorso anno - spiega la maestra di ceramica Francesca Lezzi - ho incontrato alcuni ragazzi che si ritenevano completamente incapaci di tenere anche solo una matita in mano. Nel tempo hanno imparato a realizzare la modellatura dei manufatti, la foggiatura al tornio, la rifinitura degli stessi oggetti, apprendendo il ciclo di cottura. Gli oggetti, realizzati a mano oppure al tornio, infatti, dopo un’essiccazione di circa 24 ore ven- gono infornati una prima volta a 955°C, smaltati, decorati e poi ricotti dagli stessi ragazzi nel forno del carcere». «Utilizziamo l'argilla, che ci permette, con l'acqua e la velocità data dal tornio, di modellare vasellame e opere artistiche - dice il maestro torniante Antimo De Santis - ed i ragazzi imparano tutte le fasi della produzione diventando gradualmente padroni delle tecniche, fino ad arrivare a delle espressioni consapevoli della loro sensibilità estetica». «Per il San Carlo i ragazzi di Nisida hanno realizzato piccoli magneti e sfere natalizie in ceramica decorata, rivestite con i tessuti pregiati avanzati dai costumi delle rappresentazioni teatrali - afferma la maestra di arte pastorale Tiziana D'Auria - ed abbiamo in programma con i ragazzi, la realizzazione dei personaggi delle opere teatrali, con la tecnica dei pastori del '700, riutilizzando materiali altrimenti destinati alla discarica». I visitatori del teatro potranno trovare i manufatti con il logo «'Nciarmato a Nisida» negli spazi dedicati al merchandising della struttura. L’INTERVENTO REGOLE PER UNA CITTA` DIGNITOSA Disarredo urbano per salvare Napoli Pubblichiamo un ampio stralcio della relazione dell’ingegner Raffaele Aragona protagonista del convegno «L’ordine e la bellezza» nel segno dell’estetica civile A Napoli i turisti guardano, stupiscono, e poi fotografano. Ma mica bellezza e arte. Le miserie urbane sono più gettonate: fotogrammi umilianti da ficcare nell’album dei souvenir. E così sciatteria e abbandono fanno il giro del mondo. E’ la cartolina fetente e non casuale di una città che è fanalino di coda in tutte le classifiche possibili e immaginabili. Napoli che va in pezzi si presta a molte letture. Chiaia Magazine, ad esempio, da tempo ha affondato il bisturi sulla sconfitta delle grandi opere, dell’urbanistica, della manutenzione, scomodando in una recente inchiesta a puntate esperti come il progettista Aldo Loris Rossi, gli urbanisti Massimo e Riccardo Rosi, l’architetto Fabrizio Gallichi, il docente ed ex assessore Pasquale Belfiore. Che hanno riscritto le solite pagine nere: abusi, malaspesa, progettualità zero, politica cialtrona, incompetenza a tappeto, burocrazia prepotente, camorra padrona. Tanti mali, un solo tumore assassino che si mangia Napoli viva. Poi gli urbanisti hanno tirato le somme: un piano regolatore da buttar via, grandi opere ferme, riqualificazione bloccata, edilizia inesistente, manutenzione azzerata. In compenso ecomostri eterni, crolli, condoni, rattoppi, cantieri per finta. Ora Chiaia Magazine insiste nella denuncia e riaccende il dibattito con Raffaele Aragona (nella foto), docente di «Tecnica delle costruzioni», che, in chiave inedita, tocca il tasto dolente dell’arredo urbano. Anzi «disarredo urbano», come lo ha definito nel recente convegno «L’ordine e la bellezza». Ecco un ampio stralcio del suo intervento. «Il vocabolo “disarredo” non è ancora registrato in nessun dizionario, in quello “mio” personale, invece, è attestato da quasi 10 anni. E’ di mia invenzione e spero che sia recepito non solo nel suo aspetto lessicale ma “Si eviti di aggiungere arredi, molto facilmente stonati con quanto già esiste. Ci si limiti a eliminare il degrado delle pavimentazioni dissestate, a gettar via orrende fioriere, a sconfiggere i molesti tabelloni, grandi e piccoli che restringono i marciapiedi...” anche nella sostanza. Di cosa si tratti, è presto detto: il vocabolo è composto dal prefisso dis(che ha valore negativo) e perciò il significato è evidente: indica l’eliminazione dell’arredo. L’aggettivo “urbano”, poi, può anche intendersi nella sua accezione di “civile”, “cortese”. In quest’ultimo decennio è cresciuta l’attenzione a tutto ciò che viene definito “arredo urbano”: un’attenzione volta sì alla cura della città ma, molto spesso, anche un’attenzione critica verso le tante strutture invasive che vengono passate come tale e che invece ne inficiano il decoro. Napoli, naturalmente, non è esclusa da queste presenze e anzi è costretta a sopportarle in gran misura e in varie forme. E’ il caso delle grandi installazioni pubblicitarie. Alla loro invadenza fu dedicato un convegno del 2007 con una mostra fotografica che sottolineò, con immagini, le tante brutture che la città subisce da anni e alle quali rischia di abituarsi. Fortunatamente in tanti continuiamo ancora ad avvertire il senso di vertigine provocato dal’enorme quantità degli elementi che ci circondano. Il pericolo è che una sorta di diffusa abitudine al brutto faccia vedere la questione dell’arredo urbano come un problema minore, come un fatto marginale. Il problema dell’impatto ambientale provocato dalla pubblicità sul paesaggio urbano è stato affrontato da più parti e ci sarebbe da cominciare a mettere a punto strategie per migliorare la qualità dello spazio pubblico. In varie città stranie- re il problema è stato risolto in modo esemplare e a volte drastico, facilitato da un substrato culturale e da un’educazione al rispetto della cosa pubblica non solo da parte dei cittadini ma anche da parte delle amministrazioni: rispetto delle regole di convivenza, regole di ordine e dei canoni di bellezza. Ne sono esempi significativi, anche se estremi, quelli della città di Lanzarote (Canarie) e di Curitiba (Brasile) dove i sindaci hanno eliminato del tutto la pubblicità stradale. Anche a Roma è iniziata una campagna di demolizione delle installazioni allo scopo di demolirne una gran parte e arrivare a un giusto equilibrio. A Napoli, anche grazie alla stampa, qualche anno fa l’Amministrazione deliberò l’eliminazione di 180 installazioni pubblicitarie, tra quelle di maggior impatto. Ancora oggi, però, l’esito della delibera è in parte bloccato da problemi di carattere amministrativo e dai ricorsi al Tar delle concessionarie. A giustificare la concessione di tante e varie soluzioni pubblicitarie non bastano certo le somme versate in contropartita dalle aziende pubblicitarie. Sarebbe, infatti, d’obbligo un’analisi dei costi-benefìci laddove nei costi vano necessariamente ascritti quelli derivanti dalla perdita d’immagine della città dove, all’occhio del visitatore, monumenti, facciate e paesaggi sono sporcati da enormi strutture. Ma il problema riguarda anche tutti gli altri elementi d’arredo urbano: dalla cartellonistica stradale alla segnaletica ordinaria, ai cestini per rifiuti, ai cassonetti, senza escludere altre barriere che oscurano il paesaggio urbano e naturale, come i gazebo che, se pur dichiarati provvisori, realizzano comunque una situazione di permanente invadenza (e poi bancarelle, furgoni dispensatori di vivande etc. che non sono arredo ma sono contrari al decoro). La questione dell’arredo urbano è un sottoprodotto, un elemento secondario rispetto alla questione generale della qualità di vita, ma non va messa in disparte. Certo arredo e decoro non sono gli aspetti più gravi ma una città meno invasa e disordinata può contribuire a frenare altri disordini. […] E’ vero infatti che l’aspetto esteriore, il mantenimento del decoro, l’attenzione all’estetica migliorano la vivibilità e rinviano all’esterno un’immagine positiva, che produce nel tempo un ritorno anche economico. E’ poi anche vero che l’estetica della città può costituire questione sociale fondamentale, sia come specchio degli abitanti che come fattore educativo. Ogni volta che si interviene nell’arredo della città, capita che il risultato sia criticabile e di fatto criticato. Allora perché non evitare? Si dovrebbe non aggiungere più nulla, specie nei luoghi caratteristici; altrimenti, tra panchine, fioriere, totem e lampioni, non si capirà più in quale città ci si trovi. Anzi sarebbe opportuna una iniziale opera di disarredo che elimini il superfluo, ripristinando l’ordinario e pregresso decoro. Si può anche istituire, provoca- toriamente ma non tanto, un Assessorato al Disarredo Urbano per la sola caccia al superfluo. Esso dovrebbe stabilire, in primis, una moratoria dell’attività di arredo, e poi bloccare e rinnovare la congerie di elementi abusivi e non, che invadono strade e piazze. […] Il “disarredo urbano” rappresenta, nello spirito, l’uovo di Colombo per conservare alla città dignità e decoro. Tutto ciò in attesa di un adeguato piano per l’arredo urbano che tracci linee metodologiche, evitando andamenti contrastanti che facciano convivere un’immagine futuribile con quella degradata. E’ necessaria più cautela nel modificare l’immagine della città, continuando a togliere senso di appartenenza […]. Si eviti perciò di aggiungere arredi, molto facilmente stonati, con quanto già esiste. Ci si limiti a eliminare il degrado di pavimentazioni dissestate, a gettar via orrende fioriere, a sconfiggere i molesti tabelloni, grandi e piccoli, che, con la stupida giustificazione dell’indicazione stradale, non fanno altro che limitare la larghezza dei marciapiedi e rompere la continuità delle facciate di decorosi fabbricati, che non meritano di essere tanto mortificate. […]. Non si approfitti di incalzanti restyling per introdurre nuovi elementi di arredo di cui non si sente il bisogno e che spesso, se pure accettabili in zone di anonima edilizia, non possono esserlo in altre, come alle porte di una Villa Comunale di impianto settecentesco (ancorchè già deturpata da altre mani). (...) Non abbiamo bisogno di novità di questo genere, di “designers” scesi dal Nord: siamo un popolo dal sentire profondo, antico, dal forte senso delle radici, anche se soffriamo delle lacerazioni dovute alle contrastanti culture che di continuo hanno turbato la coerenza della nostra identità, di una via, di una piazza, di un quartiere. Continuiamo a sperare che quanto accaduto nel passato possa indurre a scelte più rispettose di quanti Napoli la vivono e la amano. Si evitino, perciò, possibili intrusioni che inevitabilmente danneggerebbero il carattere originario e l’eleganza di questa città […]». CHIAIA MAGAZINE • DICEMBRE 2012 (9) (10) CHIAIA MAGAZINE • DICEMBRE 2012 L’INCHIESTA LA CABINA DI REGIA PROVINCE, STOP RIORDINO Al fine di orientare al meglio l’iter per la costituzione della Città metropolitana, il Comune di Napoli punta alla costituzione di una cabina di regia che metta insieme tecnici e politici perché, come ha spiegato Alberto Lucarelli, assessore alla Democrazia Partecipativa, «i due aspetti devono camminare di pari passo». Avellino e Benevento sono state «graziate». A causa della crisi del governo tecnico, è saltato il decreto sul riordino delle province, che non sarà convertito in legge. Possono tirare un sospiro di sollievo gli abitanti del Sannio e dell’Irpinia: la geografia campana resta inalterata e le due province non saranno accorpate. VERSO LA CITTA` METROPOLITANA Ecco il supersindaco. Eletto o nominato? Livia Iannotta Con l’obiettivo, almeno sulla carta, di creare una macchina amministrativa più snella, la futura Città metropolitana sarà guidata dal sindaco metropolitano coadiuvato dal consiglio. Non esisterà più la Giunta. Con questo numero Chiaia Magazine prosegue l’inchiesta a puntate su opportunità e criticità della costituzione della «Città metropolitana». Tra i nodi venuti al pettine con la nuova “veste” istituzionale che la provincia di Napoli indosserà ufficialmente dal gennaio 2014, ce n’è uno che divide e fa parlare più degli altri: chi governerà la Città metropolitana? Domanda che nasconde il più interessante interrogativo su quale personaggio politico, vecchio o nuovo, ricoprirà la carica di sindaco metropolitano. Ruolo “allettante”, che potrebbe spingere tanti a giocarsi quest’opportunità. Ma a rendere la questione “spinosa” è proprio la legge che disciplina l’introduzione del nuovo ente (135 del 2012) che da questo punto di vista non aiuta. Al contrario, apre la strada a diverse ipotesi. È l’assessore ai Beni Comuni e alla Democrazia partecipativa del Comune di Napoli, Alberto Lucarelli, a sviscerare in più occasioni i “cavilli” della norma. «L’articolo 18 – spiega – delinea tre scenari. Il primo, molto suggestivo, prevede l’elezione diretta del sindaco della Città metropolitana». E già qui il primo “intoppo” perché, «mentre è chiaro – dice Lucarelli – che la capacità elettorale attiva appartiene a tutti i residenti della provincia, non è altrettanto chiaro chi sia dotato della capacità elettorale passiva». E cioè se il sindaco metropolitano possa essere designato tra tutti i cittadini o solo tra le file di sindaci e consiglieri dei Comuni che si aggregano al nuovo ente. «Il secondo modello prospettato dal testo normativo – continua l’assessore comunale – vede il sindaco della Città metropolitana nominato dal Consiglio metropolitano, i cui sedici membri sono eletti direttamente dal corpo elettorale tra i consiglieri e sindaci dei vari Comuni della provin- cia. In questo caso ci sarebbe una corrispondenza tra capacità elettorale attiva e passiva». Ovvero saranno i membri del Consiglio a scegliere tra loro stessi il “super-sindaco”. Ultima “spiaggia”, la coincidenza di diritto del sindaco metropolitano con quello del capoluogo. Cioè Napoli. E de Magistris non si tira indietro, anzi sembra pronto a candidarsi. Tra le righe, forse, l’ha già fatto, accogliendo senza indugio il suggerimento dell’“Associazione nazionale Comuni italiani”: «L’Anci – ha detto il primo cittadino partenopeo – ha dato come indicazione di carattere generale che almeno nella fase iniziale di costituzione dell’ente il sindaco della Città metropolitana coincida col sindaco del comune capoluogo». Questo perché, spiega l’ex pm, «si potrebbe verificare una nuova contrapposizione di competenze amministrative e burocratiche tra il sindaco del capoluogo, eletto direttamente dai cittadini, e quello metropolitano, eletto direttamente dai cittadini dell’area metropolitana». Andando a creare, quindi, una «nuova sovrapposizione di competenze come accade oggi tra sindaco e presidente della Provincia». Insomma, il grande in- terrogativo che ruota attorno alla costituenda “grande Napoli” resta questo: meglio un “supersindaco” eletto o nominato? Intanto l’approvazione dello Statuto provvisorio deve avvenire entro il 31 ottobre 2013. Nel caso in cui si “sfori” il termine, il sindaco metropolitano sarà di diritto il primo cittadino del comune capoluogo fino alla data di approvazione dello Statuto definitivo. Questo significa che sarà de Magistris a prendere di diritto le redini del nuovo ente. Altra ipotesi che lo Statuto potrebbe introdurre, riguarda l’articolazione del territorio del capoluogo in più comuni. Napoli, ad esempio, verrebbe scomposta in cinque circoscrizioni. «Una procedura però particolarmente articolata e complessa – commenta Lucarelli – in quanto prevede una deliberazione della Regione, una del consiglio del capoluogo di provincia e infine un referendum da parte dei cittadini». In questo panorama fatto ancora di incertezze e dubbi, non poche sono state le reazione degli esponenti della politica. Si dice preoccupato, ad esempio, il presidente del consiglio provinciale Luigi Rispoli, che all’approvazione del decreto 95 del governo in una nota ha detto: «Le sfide che attendono le Città metropolitane sono fondamentali poiché si tratta di girare sottosopra l’assetto territoriale amministrativo al fine di creare realmente un territorio integrato e coeso. Se passasse la proposta di consentire ai sindaci di sedere nelle assemblee dell’ente avremmo un ente fortemente condizionato da interessi particolari invece che una azione di governo con un ampio respiro ed una visione di area vasta». Lo segue a ruota anche l’ex presidente della provincia di Napoli Luigi Cesaro: «Senza elezione diretta del sindaco metropolitano verrebbe meno un rapporto diretto con il cittadino che solo l’elezione diretta può garantire - ha detto nel corso del World Urban Forum - La provincia di Napoli ha più di 3 milioni di abitanti e tutti questi cittadini devono poter scegliere il loro nuovo sindaco metropolitano». Momento cruciale dato che la scelta tra le due alternative avrà ricadute di peso sulla natura dell’ente e sulle sue funzioni. Come sottolinea Ferdinando Pinto, docente di diritto amministrativo alla facoltà di Giurisprudenza della “Federico II”, infatti, «quanto più lo statuto costruirà forme di governo con elezioni dirette, tanto più le competenze non potranno che essere di sostanza e direttamente idonee a decidere delle scelte che la gestione comune dei servizi comporta. Quanto più invece si accentueranno forme di elezione di secondo grado, tanto più i compiti si manifesteranno sul piano del coordinamento piuttosto che sul piano della gestione diretta». Il tutto con un unico obiettivo: dare vita ad una macchina amministrativa snella. Non è un caso, quindi, che le dieci nuove Città metropolitane del Belpaese rientreranno nella prospettiva di “economy” e “austerity”, rigidi binari su cui si muove l’attuale esecutivo. La “scure” colpisce in primis gli organi amministrativi. Nell’articolo 18 della legge 135, infatti, si legge: «Sono organi della Città metropolitana il consiglio metropolitano ed il sindaco metropolitano». Insomma, addio alla giunta. La legge taglia anche il numero di consiglieri, che per le province con popolazione superiore ai 3 milioni di abitanti, come Napoli, si riducono a sedici. Non c’è da meravigliarsi, in tempi di crisi si taglia dove si può. (2° puntata) CHIAIA MAGAZINE • DICEMBRE 2012 (11) SOLLECITAZIONI UN MEDICO SULLE TRACCE DEL MERISI INDINAPOLICINEMA, CIAK INDIPENDENTI Il primo anno di attività dell’associazione «Indinapolicinema» è giunto al suo termine. L’associazione per lo sviluppo, la realizzazione, la diffusione del cinema indipendente è stata creata da un gruppo di cineasti napoletani. Per il 2012 ci siamo dati alcuni obiettivi fondamentali: una bozza di legge regionale sul cinema indipendente, la realizzazione di rassegne ed eventi cinematografici, l’apertura di una sede che fosse anche il luogo di incontro e confronto tra i cineasti napoletani e le realtà culturali della città. Nei mesi di maggio e giugno 2012 abbiamo realizzato la Rassegna «Cinemasommerso» che ha proposto (in esclusiva a Napoli) le più importanti produzioni cinematografiche indipendenti italiane. Una rassegna itinerante che ha coinvolto cinque associazioni di altrettanti quartieri di Napoli. La bozza di legge regionale sul cinema indipendente è stata da noi elaborata e presentata alla commissione cultura della Regione Campania lo scorso settembre. Dal mese di giugno abbiamo preso in affitto un locale di 180 mq nel centro di Napoli (vicino via Tribunali a due passi dalla casa che fu di Goethe e Croce), lo abbiamo arredato, attrezzato e abbiamo realizzato «La grande notte» (nella foto in basso), una serata di cinema e cibo, che ha segnato l’inaugurazione del locale, riscuotendo un grande successo.La rassegna Cantiere Cinema, incontri e proeizioni con cineasti su un film realizzato e uno da realizzare che ha visto la partecipazione dei registi Manetti Bros., Guido Lombardi, Edoardo De Angelis e del produttore cinematografico Dario Formisano. «I miei libri, i miei film» è l’ultima rassegna realizzata e coinvolge tre scrittori, Andrej Longo, Angelo Petrella e Ivan Cotroneo, che raccontano, fra proiezioni e letture, come le proprie opere siano state influenzate dal cinema. Abbiamo anche ospitato Slow Food Rete Giovane Napoli, realizzando nella nostra sede l’evento Visioni di Terra Madre, quarta edizione del Terra Madre Day che ha coinvolto, in tutto il mondo, 220.000 visitatori. Per quanto riguarda i soci e gli associati a indinapolicinema, il 2012 si conclude con 28 soci ordinari, di cui 3 gruppi e/o società, e con oltre 300 soci fruitori.Tutto questo è stato possibile grazie all’impegno volontario di una dozzina di soci che hanno dedicato tempo, competenze e intelligenza all’associazione e senza alcun sostegno economico o di altro tipo degli enti locali o dello stato. MAURIZIO FIUME Presidente Indinapolicinema (12) CHIAIA MAGAZINE • DICEMBRE 2012 Enigma Caravaggio Carmine Mastantuoni Perché Caravaggio sbarcò a Porto d’Ercole in Toscana, per morire in solitudine, «affetto da febbre»? Da dove venivano le febbri che lo portarono alla morte? A queste e a molte altre domande, cerca di dare risposte il libello «Caravaggio. Ho scritto il mio nome nel sangue» (Iuppiter Edizioni, 12 euro) di Mariano Marmo. Agile e di facile lettura, il libro è un atto d’amore, come lo stesso autore dichiara tra le dediche: «A te che hai gettato gli angeli sulla terra/ hai rischiarato i bassifondi più cupi dell’umanità/rendendo il peccato sui nostri volti/il più bello degli ornamenti». Fuori da qualunque forma di retorica, Marmo illustra la realtà dell’Italia del ‘600, violenta e corrotta, e Caravaggio in questo mondo si muove a suo agio, commettendo efferatezze di ogni tipo, ma riscattandosi sempre con un’arte pittorica eccelsa. L’autore ricostruisce con precisione gli spostamenti lungo la penisola; da Caravaggio a Milano, da Milano a Roma, da Roma a Napoli, da Napoli in Sicilia e poi a Malta, e poi l’estremo viaggio a ritroso verso Roma, verso una fine tragica. In tutte le città l’autore ne elenca gli sgarbi, le risse e i delitti che provocavano fughe precipitose. L’autore « Nel libro di Mariano Marmo appassionante e originale è la ricostruzione degli ultimi giorni burrascosi del pittore in fuga da Napoli motiva le fughe citando le fonti storiche, i nobili protettori, le amanti, le tele, sino ad arrivare al punto nodale, al punto in cui, dopo l’aggressione alla «Taverna del Cerriglio» a Napoli, il pittore s’imbarcò con alcune opere su di una feluca, per andare sembra a Roma ad implorare il perdono papale. Marmo ricostruisce gli ultimi giorni di Michelangelo Merisi con cura, dai motivi dell’aggressione all’osteria da parte di quattro sconosciuti, ai motivi del viaggio in feluca verso il Papa, verso il miraggio di un ennesimo perdono, che non sarebbe mai stato raggiunto. E l’autore arriva alla constatazione banale, che proprio perché semplice non è stata presa in giusta considerazione dai biografi, che il pittore fu fatto allontanare da Napoli e successivamente arrestato sul litorale laziale di proposito, forse per impossessarsi delle tele che si portava dietro o più semplicemente perché Caravaggio, con le sue continue intemperanze, dava troppo fastidio a quei personaggi che sino a quel momento l’avevano protetto. Altrimenti non si spiegano il ritorno repentino della feluca a Napoli, e la rapida consegna delle opere a Costanza Colonna, mentre Caravaggio le inseguiva nelle paludi di Porto d’Ercole, a cento chilometri dal punto in cui era stato sbarcato. Sulle cause della morte, avvenuta il 19 luglio 1610, Marmo analizza le varie possibilità confrontando le fonti e le analisi effettuate su alcuni scheletri ritrovati nel vecchio cimitero di S. Sebastiano, arrivando alla conclusione che Caravaggio era affetto da saturnismo, cioè intossicazione da piombo contenuto nei colori. Il saggio si conclude con l’illustrazione delle tele, comprese quelle andate perdute o rubate, ed una ricca bibliografia. Da leggere d’un fiato. In alto: Mariano Marmo visita il Bacchino malato di Caravaggio (fotomontaggio del graphic designer Cristiano Finizio). SOLLECITAZIONI la vignetta di Malatesta IL SUDISTA Mimmo Della Corte L’IPOCRITA FINE DEL PATTO DI STABILITÀ Colmo di fulmine Diario stupendo GIOVANNI PAPINI L’era della pedocrazia «C’è stato un tempo, raccontano, nel quale i vecchi comandavano. Monopolio del culto e del potere: era il tempo della gerontocrazia. Oggi siamo in piena pedocrazia. Dominano, in tutto, i ragazzi. Son loro che danno colore e direzione alla civiltà. Siamo nelle mani dei minorenni». (Giovanni Papini, tratto da Gog, 1931) MARIA ORSINI NATALE Quell’umanità di terracotta «In casa mia Gesù non è mai nato in Palestina, più spesso sotto un Vesuvio suggestivo, fumante, e i dipinti erano sempre di zia Antonietta (...) Capii che Gesù era nato in un dove e in un’ora che è sempre altrove e un ancora. Un “hic et nunc” che può ripetersi in ogni luogo e in ogni tempo, proprio perché appartiene a noi, a ciascuno di noi. Perché è sacrosanto diritto di ognuno l’anelito all’infinito, pur nella diversità dei riti, delle ingenue credenze e delle religioni (...) Il valore autentico del presepe è tutto chiuso in quell’umanità di terracotta che affolla la sua isola di attesa, è nella preghiera e nella speranza di quella gente, è nel suo disperato bisogno di una nascita, quella che sola può far retrocedere tutto il buio che ci assedia». (Maria Orsini Natale, tratto da Cieli di Carta, 2002) ENNIO FLAIANO L’antipatico «uomo medio» «Chi non suscita né simpatia né compassione è l’uomo medio, onesto e senza grandi inclinazioni al male». L’uomo che lavora per tirare avanti, che mette su famiglia e la mantiene. L’uomo medio è antipatico. Per diventare simpatico bisogna comportarsi da canaglia, per farsi amare bisogna farsi mantenere. È l’equivoco erotico che continua. La pietà verso il sesso sostituisce i sentimenti. Il malvagio dà quelle garanzie sessuali che la persona per bene non dà. Chi si comporta rettamente ammette la sua “ordinaria” attività sessuale e non interessa». (E. Flaiano, tratto da Diario degli errori, 1976) di RENATO ROCCO L’oculista cattivo fa il malocchio. Il motto del vino: finché c’è vite c’è speranza. L’amore è un inseguimento, il matrimonio una fuga. La virtù una volta arrossiva, oggi ingiallisce. Non aveva certezze, finanche l’intestino era vago. Il verme che si sposa fa la luna di mele. I santi vanno in paradiso, gli altri si arrangiano. La delusione è un’illusione non riuscita. «Magna ca d’o ttùjo magne!». Esprimerei così, in vernacolo, l’ultima novità venuta dal Governo centrale a proposito di nettizzazione del patto di stabilità. Fatto è che, per invogliare le regioni a sottoscrivere il secondo (mentre, al momento, niente è ancora dato sapere del primo che alla Campania, tra fondi Fse e Fesr è costato ben 970mln di euro) Piano di Azione e Coesione - per altro, definito con le parti sociali, datoriali e sindacali, in assenza di Regioni ed Enti Locali – il Ministero per la coesione ha assicurato loro che «gli interventi contenuti nel Pac, potranno beneficiare della nettizzazione del patto di stabilità». Un’«operazione pulizia» che le amministrazioni periferiche stavano chiedendo da oltre due anni e della quale si erano fatti carico e promotrici la Campania ed il Partenariato regionale, portandola a Roma con una riunione straordinaria dell’organismo partenariale a Palazzo Madama. Dove, con i senatori campani ed i rappresentanti delle Giunte calabra e pugliese, incontrarono il Presidente della Commissione bilancio del Senato. Al quale sottolinearono che la limatura era indispensabile per velocizzare la spesa dei Fondi europei che la presenza del patto, il rischio di sforarlo e le «tragiche» conseguenze che (tra l’altro la nostra regione le ha già subite sulla propria pelle nel 2009 con lo «sforamento» di Bassolino) ne sarebbero derivate, rendeva praticamente impossibile. Il che trasformava le regioni in una sorta di branco di cani che inseguivano la propria coda nel tentativo di mordersela, ovviamente, senza riuscirci. Prive di fondi, ma impossibilitate a spendere le uniche a propria disposizione, le risorse comunitarie, perché il loro cofinanziamento avrebbe “rotto” il patto di stabilità e sarebbero stati dolori. In alto i calici, allora. La battaglia è vinta ed il successo merita un brindisi. Per carità! Lasciate nel frigo lo champagne e conservatelo per occasioni migliori. Le vittorie di Pirro non danno allegria e questa più che un’inutile «vittoria di Pirro» rappresenta, addirittura, l’ennesima sconfitta del Mezzogiorno. Per anni, scientemente ci hanno impedito di utilizzare i fondi europei, terrorizzandoci con il patto di stabilità e, poiché - per non incorrere nelle penalizzazioni previste per chi lo avesse sforato - non siamo riusciti ad accelerare il ritmo di spesa e ci hanno riempito di «incapaci» e «pusillanimi»; ci hanno portato via le premialità conseguite con il raggiungimento dei target degli «obiettivi di servizio» (quasi 700mln); ci hanno sottratto le risorse per le aree sottoutilizzate (oltre 1mld); per finanziare Pac 1 e 2, ci hanno scippato 2mld e 95mln (970mln per il primo e 1,125mld per il secondo), privandoci, così, di quasi il 50 per cento - ovvero quello riveniente dal cofinanziamento nazionale - il monte risorse disponibile generato dai fondi comunitari a nostra disposizione. Ora ci premiano liberandoci dal “patto”. Solo che non potevano fare altrimenti, visto che si sono portati via proprio le risorse soggette alla «stabilità». Vero è che da questo governo c’è da aspettarsi di tutto, ma prendersi le risorse e lasciarci il problema, sarebbe stato davvero troppo. Insomma, anziché nettizzare il patto dalle risorse nazionali destinate al cofinanziamento dei Fondi europei, hanno nettizzato quest’ultimo delle quote destinate al suo cofinanziamento. CHIAIA MAGAZINE • DICEMBRE 2012 (13) QUARTIERISSIME LA NAPOLI CHE SI SVUOTA Centro Direzionale, futuro compromesso CAOS CHIAIA, CHIOSI-MELE: «RIAPRIRE IL LUNGOMARE» Gigi Gallo C entodieci ettari di superficie complessiva, oltre sei milioni di metri cubi in volumetria, parcheggi sotterranei per venticinquemila posti auto, duecentomila metri quadri di superficie scolastica e commerciale. Il Centro Direzionale di Napoli, la prima città del futuro italiana, un’occasione per dodicimila residenti e cinquantacinquemila addetti al terziario. Uno dei sogni per il rilancio della città che lavora e che produce, polo d’attrazione di tutte le attività commerciali e amministrative dell’area orientale di Napoli, e non solo. Sede dell’Agcom, l’Authority per le garanzie delle Comunicazioni, della Regione Campania, del Tribunale, di grandi aziende, di piccole e medie attività commerciali. Quale futuro per questa città nella città? A vederlo oggi questo colosso sembra un gigante ferito, piegato su se stesso. I suoi marmi e la sua pavimentazione mostrano i segni del tempo e dell’incuria. In particolare, la pavimentazione nella zona residenziale è pressoché inesistente ed è stata giudicata pericolosa dallo stesso vicesindaco Tommaso Sodano (che, come l’omonimo Santo, ha potuto “toccare con mano” l’eccessiva fatiscenza in seguito ad un sopralluogo da lui stesso effettuato l’estate scorsa). Fuoriescono addirittura cavi elettrici, tale è lo stato di degrado in cui (14) Quella che doveva essere la city del rilancio, vive oggi in un preoccupante stato di abbandono e presto gli uffici della Regione Campania traslocheranno in un’altra zona della città versa quell’area della city. Per non parlare poi delle strade adiacenti che sono sempre più teatro dell’oscenità della prostituzione maschile e femminile, di notte ma anche (e soprattutto) di giorno. Oggi, insomma, al Centro Direzionale si vive l’abbandono da parte delle istituzioni, degli stessi che dicono di voler dare nuovi impulsi alla città, di quelli che chiudono al traffico interi quartieri sostenendo che il futuro della città sono le isole pedonali e non si accorgono (o non vogliono accorgersi) delle opportunità di un’area che è già per sua natura interamente pedonalizzata. Eppure esistono ordinanze sindacali, risalenti al ’91, e relative alla regolamentazione del traffico nelle aree in superficie, che meriterebbero di essere rispolverate seriamente da chi di dovere, poiché scioglierebbero non solo molti “dubbi” sulla questione della manutenzione, ma costruirebbero anche una spia indicativa nella ricerca delle cause che hanno portato al degrado della pavimentazione. Nel mese di luglio, grazie alla volontà congiunta della gran parte dei commercianti della CHIAIA MAGAZINE • DICEMBRE 2012 city e di alcuni imprenditori gragnanesi al Centro Direzionale è stata organizzata una grande manifestazione durata quattro giorni, la sagra «Gragnano De Gustibus», con ospiti d’eccezione del panorama artistico partenopeo vecchio e nuovo, spettacoli musicali, cabaret e sfilate di moda, cui hanno dato una impressionante risposta partecipativa gli abitanti della city, dei quartieri vicini e di altre zone della città: persone felici che si riappropriavano dei loro spazi rubati all’oscurità che cala sul Centro Direzionale quando gli uffici chiudono. Il Centro Direzionale insomma era vivo! I cittadini hanno risposto alla richiesta di partecipazione e lo hanno fatto anche i commercianti che hanno tenuto aperte le proprie attività. In quell’occasione è stata rilasciata una targa-ricordo ai rappresentanti istituzionali impegnati sul territorio e al sindaco Luigi De Magistris, patrocinante ed ospite alla manifestazione, che si era detto molto attento a tutte le problematiche della city. Quale futuro, allora, per il Centro Direzionale? Per adesso la quasi certezza è che in un futuro non troppo lontano gli uffici della Regione Campania traslocheranno in un’altra zona della città. Cosa ne sarà quindi di queste mastodontiche torri quando saranno svuotate? Chi sostituirà l’esercito di dipendenti regionali che costituiscono un’importante risorsa per le attività commerciali presenti nella city? Cosa resterà di questo sogno futuristico? Con quali prospettive si parla oggi di avanzamento e completamento del Centro Direzionale se prima non vengono risolti i problemi della parte esistente? Riaprire il Lungomare Caracciolo. Lo chiedono a gran voce il presidente della I Municipalità Fabio Chiosi e l'Assessore alla Mobilità della I Municipalità Mario Mele. «Stiamo assistendo, complice anche il maltempo, ad una escalation del traffico veicolare. Nonostante la pioggia - sostengono Chiosi e Mele- l'aria è satura di smog nelle strade che gravitano intorno al lungomare, in particolare la Riviera di Chiaia, Mergellina, Via Arcoleo, Via Gaetani ed i tunnel. Non ha senso continuare a tenere chiuso il lungomare. Un'area ormai deserta e desertificata per gli ovvi motivi legati alle condizioni climatiche. Comprendiamo che ormai l'amministrazione ne sta facendo una questione puramente ideologica, ma non si può continuare a giocare impunemente sulla pelle dei cittadini. Chiediamo, quindi, che vengano riaperte al transito veicolare via Caracciolo e via Partenope. Sarebbe, questo, un provvedimento di buon senso, così come tra l'altro richiesto dal Consiglio della Municipalità a larga maggioranza. Anche le attività commerciali del lungomare sono in difficoltà - continuano il presidente e l'assessore - viste le pessime condizioni climatiche, come era d'altro canto prevedibile. Lanciamo un appello di buon senso al Sindaco - concludono Chiosi e Mele affinché valuti questa proposta con serenità e scevro da condizionamenti ideologici, rendendosi conto di persona delle difficoltà estreme dei residenti di Chiaia e Posillipo». S.TERESA A CHIAIA, LO SCANDALO DEI PALETTI Riceviamo e pubblichiamo una lettera inviataci da Giuseppe Marasco, presidente dell’Associazione S. Teresa a Chiaia, da sempre impegnato in battaglie ambientali in iniziative civiche per il miglioramento del quartiere Chiaia. L’associazione S. Teresa a Chiaia, impegnata da anni nella promozione della legalità e nella lotta contro il degrado a Napoli, intende denunciare l’ennesimo abbattimento dei paletti a protezione dei percorsi pedonali lungo la strada S. Teresa a Chiaia e davanti alla Scuola Pubblica De Amicis. Ancora una volta i paletti sono stati divelti per consentire la sosta abusiva notturna, ma oramai anche diurna delle auto e moto, obbligando pedoni, passeggini, disabili e studenti a camminare al centro della strada. Chiediamo, quindi: 1) alla stazione dei Carabinieri di NapoliChiaia di indagare su questi continui atti vandalici; 2) alla Municipalità 1 di ripristinare subito i percorsi protetti a garanzia della pubblica incolumità; 3) alla Polizia Municipale di Chiaia di sanzionare le auto e i motorini in perenne divieto di sosta, diurno e notturno, nei percorsi pedonali, sui marciapiedi ed agli angoli della strada S. Teresa, via Mariano D’Ayala, via Bausan, via S. Pasquale e tutte le strade limitrofe. GIUSEPPE MARASCO QUARTIERISSIME PREMIO UNA PIAZZA, UN RACCONTO XIV edizione, la Pepino strega la giuria Alice Gatto Un concorso letterario diventa un ampio progetto culturale, alla ricerca di nuovi talenti che possano esprimere lo spirito autentico della scrittura italiana: Una piazza, un racconto è un’antologia, curata da Iuppiter Edizioni, che raccoglie i brani vincitori dell’omonimo premio organizzato dalla Comunità Luterana di Napoli e arrivato alla sua XIV edizione. La serata di premiazione, egregiamente condotta dalla coordinatrice culturale della Comunità Luterana Luciana Renzetti, si è tenuta il 21 novembre scorso nella chiesa gremita ed accogliente di via Carlo Poerio. All’evento ha partecipato la giuria presieduta dal presidente della Comunità Luterana di Napoli Riccardo Bachrach e composta da Cristiane Groeben, Aurora Cacopardo, Francesco D’Episcopo e Massimiliano De Francesco. Il tema di quest’anno su cui si sono dovuti confrontare i partecipanti è stato: “La dea Fortuna”. Il podio dell’edizione 2012 è stato per due terzi made in Naples: il primo premio è andato, in- fatti, ad Alessandra Pepino, napoletana classe 1984, con il racconto “La porzione di cielo dei gabbiani”. Al secondo posto il napoletano Domenico Sorrentino con “La botta perfetta”, e al terzo posto Michela Turra, bolognese, con il racconto “Con la dolcezza di sempre”. L’attore Andrea de Goyzueta ha recitato alcuni passi tratti dai racconti vincitori, accompagnato al pianoforte da Maria Grazia Ritrovato Buonconto che ha selezionato per l’occasione tre brani, ciascuno ispirato ai testi letterari: “Invitation” del compositore polacco Bronislau Kaper, abbinato al terzo premio, “Valzer romantico” della napoletana Olga Sirignano, abbinato al secondo premio, e “Minstrels” dalla raccolta “Préludes” di Claude Debussy abbinato al primo premio. Di pregevole fattura il volume antologico con la raccolta dei racconti premiati e finalisti che riporta in copertina un particolare del dipinto “I giocatori” di Paul Cézanne. «Il tema scel- to per l’edizione 2012 - sottolinea Luciana Renzetti (nella foto a dx), direttore artistico dei Concerti di Autunno - evidenzia una caratteristica affascinante, particolarmente legata all’universo meridionale e napoletano, ovvero la vocazione al gioco, l’essere fatalisti e al tempo stesso ottimisti, e il credere anche ostinatamente alla benevolenza del destino. Anche quest’anno - continua la Renzetti - abbiamo rilevato un incremento delle domande di partecipazione al con- corso, in particolar modo dalla Campania. Il nostro Premio si conferma dunque una realtà apprezzata dal pubblico e dalla critica, nonché un importante momento di apertura ai giovani talenti e non ultimo una testimonianza del particolare legame che unisce il luteranesimo con la musica e la letteratura, senza dimenticare che proprio ad un tedesco, Johannes Gutenberg, si deve l’invenzione della stampa e dunque l’idea della moderna diffusione del libro». CHIAIA MAGAZINE • DICEMBRE 2012 (15) STORIE&TERRITORI pagina a cura di NewMediaPress POZZUOLI, LO SCEMPIO Sulla strada del degrado Tralicci pericolanti, muri crollati e spazzatura: così è ridotta l’antica via Consolare Campana Rosario Scavetta C on la riapertura di via Consolare Campana avevano sperato di vedere in condizioni decenti un angolo prezioso di storia e archeologia della città di Pozzuoli. E l’avevano sperato anche i tanti residenti, non solo di via Celle, ma anche di Contrada Cigliano, che avevano visto nella riapertura della strada (sommersa dal fango!), una via di collegamento, con il resto della città puteolana, negata per anni. Liberata lo scorso anno, dai tanti rifiuti, i detriti e quant’altro la ricopriva, oggi, ahimè, dobbiamo fare una amara riflessione e dire che lo “sforzo” compiuto (a suo tempo) dall’amministrazione comunale, è stato vanificato da un situazione che se non ritornata al punto di partenza, poco ci manca. La parola fine ad uno dei più imbarazzanti scempi archeologici della città di Pozzuoli, era stata scritta, quando la strada che collega la necropoli di via Celle con la via Campana nuova, fu resa nuovamente accessibile. La preziosa strada, che senza dub- (16) bio è la meglio conservata di epoca romana di tutti i Campi Flegrei, fu chiusa diversi anni fa a causa di una piccolissima frana che riversò qualche metro cubo di terreno lungo il selciato. In poco tempo l’arteria divenne una discarica di ogni sorta di rifiuto, tra questi anche eternit, elettrodomestici e pneumatici. Le barriere poste all’ingresso della strada hanno fatto per anni da terrapieno con oltre un metro di fango e rifiuti che pian piano si sono depositati negli anni. La chiusura della strada inoltre, all’epoca, permise che lo spazio immediatamente di fronte alla Necropoli venisse utilizzato da molti malintenzionati come discarica per materiale di risulta e rifiuti ingombranti. Ma non c’è stato neanche il tempo per essere felici: la via Consolare Campana, oggi, si trova già in uno stato pietoso che si traduce come al solito in una situazione generale di pericolo per i cittadini che, ignari, possono ritrovarsi a transitare sotto un traliccio dell’elettricità pronto a cadere. E questo è solo un esempio delle tante cose che non vanno lungo la piccola strada periferica. Tra i tanti pali della luce, infatti, uno è praticamente semi-sdradicato, pronto a cadere con i primi venti e rappresenta forse la priorità assoluta tra le (nuove) opere di risanamento da compiere CHIAIA MAGAZINE • DICEMBRE 2012 nel minor tempo possibile. Altra situazione simile per forma ma diversa per sostanza è quella che si presenta poco più in là: un’intera sezione di muro in tufo crollata che mostra le sue vuote interiora al mondo con una ridicola transenna a voler delimitarne lo spazio, come se si potesse annullare la gravità grazie ad un semplice artefatto in alluminio ed una bandella bianca e rossa. Con il continuare delle piogge non è difficile immaginare cosa possa succedere ed i conseguenti pericoli per la circolazione, sia degli autoveicoli, relativamente “protetti”, ma soprattutto dei ciclomotori e motocicli che, trovandosi improvvisamente di fronte ad una pietra di tufo, potrebbero facilmente perdere il controllo a causa del basolato non propriamente in perfetto stato. Ultimo, ma non meno importante, anche il problema dei rifiuti a bordo strada. Si accumulano, infatti, in pochi metri, copertoni usati di pneumatici abbandonati (ed è noto quanto questi siano dannosi per l’ambiente), spartitraffico in pietra di quelli che vengono utilizzati per delimitare le zone di lavoro dei cantieri stradali, fino a sacchetti di plastica ricolmi di spazzatura. Il timore, dopo l’inchiostro che stiamo consumando, è che non ci sia più niente fare! A Dacia Maraini il premio Miseno 2012 Lo scorso novembre, presso il noto Complesso «Stufe di Nerone», la scrittrice e poetessa Dacia Maraini è stata insignita del premio Miseno 2012. Alla presenza di istituzioni e di altri letterati nonché di professori e studenti dell’istituto superiore Seneca, l’artista ha allietato la platea, davvero numerosa e composta da un pubblico eterogeneo, con interessanti spunti di riflessione sul ruolo della donna e sulla difficile condizione di molte rappresentanti del gentil sesso, soggiogate a uomini senza dignità. È proprio quello del “lato oscuro del rapporto tra uomo e donna” il filo conduttore, l’argomento portante del volume “L’amore rubato”, ultima fatica letteraria della scrittrice di origine toscana. Le donne di Dacia sono forti, hanno lottato, a volte hanno perso ma non si sono mai arrese. Le protagoniste del libro combattono una battaglia antica e sempre attuale, contro gli uomini amati che sempre più spesso si dimostrano incapaci di ricambiarle, di confrontarsi con il rifiuto, il desiderio. Davanti a queste donne, mariti, amanti, compagni si rivelano ragazzini che stentano a crescere e confondono la passione con il possesso e, per questo, l’amore lo rubano: alle bambine che non sanno, alle donne che si donano troppo. In tutte queste storie affilate e perfette, dure e capaci di emozionare e indignare, Dacia Maraini racconta di un mondo diviso fra coloro che vedono nell’altro una persona da rispettare e coloro che, con antica testardaggine, considerano l’altro un oggetto da possedere e schiavizzare. Gli studenti del Seneca hanno letto alcuni passi dal libro, prima di porre alla scrittrice varie domande in merito. L’evento è stato allietato, inoltre, dalla chitarra di Pino De Maio, con la sua carica di simpatia e tecnica musicale, e dal taglio della torta commemorativa. (r.s) STORIE&TERRITORI TENDENZE AMBIENTALI Orti urbani, l’Orientale ritorna alla terra Luciana Ranieri Gli orti di città sono l’ultimissima tendenza per napoletani e non solo. Il fenomeno coinvolge intere generazioni attratte dall’idea di poter coltivare le verdure di stagione, pur non disponendo di ampi giardini, sfruttando al meglio anche il piccolo spazio di un balcone. In città grandi invase ormai dal cemento si ha bisogno sempre più di verde e di agricoltura biologica. Basti pensare che la moglie di Obama ha impiantato un orto biologico alla Casa Bianca e che in tutte le grandi città si sta sviluppando questo fenomeno. Gli orti di città sono il sogno «verde» di Marco Amalfi (nella foto), 36 anni, da animatore nei villaggi turistici, a studente all’accademia d’arte e guida naturalistica al Monte Nuovo (Pozzuoli), dopo un viaggio in Australia ha deciso di tornare a Napoli, per dedicarsi a quella che può essere definita una missione: risvegliare le coscienze. Amalfi attraverso il progetto «Mesogaia», quest’anno giunto alla quarta edizione, propone agli studenti dell’Università «L’Orientale» un percorso sulla valorizzazione delle diversità, il suo obiettivo è creare delle «rotture» che diventino «spunti di riflessione», particolare attenzione è data inoltre all’ambiente e ai rischi che si corrono sfruttando in modo sbagliato le risorse che la natura ci offre. Dal marzo scorso, Amalfi si occupa anche di orti sinergici, metodo di coltivazione elaborato da un’agricoltrice spagnola Emilia Hazelip, che si è basata sugli studi del giapponese Masanobu Fukuoka. Il principio fondamentale di questo tipo di agricoltura è l’utilizzo della sinergia spontanea che si crea tra le piante, mentre la terra le fa crescere queste creano suolo Con 400 euro si può realizzare un giardino di prodotti biologici sulla propria terrazza utilizzando vecchie cassette. Nel docufilm «I giorni della merla» il racconto dei nuovi contadini del Cilento Creare un piccolo terreno «produttivo» nel caos delle città: questo è il trend ecologico del momento. Marco Amalfi ha realizzato il suo sogno «verde» nell’istituto universitario di Napoli fertile attraverso la loro naturale attività chimica. Tramite il metodo di coltivazione sinergico viene restituito alla terra, in termini energetici, più di quanto si prende, promuovendo anche meccanismi di auto-fertilità del suolo. Nella creazione di un orto sinergico si utilizzano in genere quattro diversi tipi di piante: le leguminose (il fagiolo, il pisello, la fava, la lenticchia…) che agiscono da azoto-fissatori (non è necessario quindi intervenire dall’esterno con azoto chimico), ci si avvale poi delle aromatiche (prezzemolo, menta, salvia…) che mantengono lontani i parassiti, d’estate si interviene invece con le piante da fiori, che attirano gli insetti impollinatori e ovviamente indispensabili le piante da orto, da seminare in base alla stagione. Inoltre è necessaria la pacciamatura (anche con paglia o foglie secche) che si effettua ricoprendo il terreno con uno strato di materiale, per proteggere e mantenere l’umidità del suolo ed impe- dire la crescita delle malerbe. Proprio a «L’Orientale» Amalfi ha creato un orto sinergico sfruttando uno spazio altrimenti inutilizzato, ed anche una pagina facebook è dedicata a questa iniziativa: «Broccoletti a L’Orientale». Suo prossimo obiettivo è quello di ampliare l’orto universitario e creare un museo della cultura sinergica. L’impegno di Amalfi in questo settore non è rivolto solo agli studenti più grandi, infatti anche in una scuola di Scampia e in un liceo di Pozzuoli con il Un roseto contro le mafie Nel segno dell’ambiente, tra esercizi di riciclo e giardini «produttivi», opera la cooperativa sociale «Ottavia» con sede a Marigliano, nata nel 2005 grazie all’impegno di Antonio D’Amore, sociologo e referente di Libera (Associazione contro le mafie) per la provincia di Napoli e Rosita D’Errico pedagogista. Chiara la mission del sodalizio: trasformare la disabilità in opportunità. Molteplici sono i progetti volti all’inserimento socio-educativo di persone diversamente abili e tossicodipendenti. Tra le attività svolte in questi anni dalla cooperativa vi è «InDifferenteMente», per educare a un rapporto nuovo con l’ambiente. È stato avviato infatti un piccolo centro di riciclo, riuso e rivendita dei beni dismessi (rifiuti), in particolar modo della carta, con servizio porta a porta convenzionato col comune di Somma Vesuviana. Questo ha permesso a persone con disabilità di avere un contratto di lavoro con un regolare stipendio. Altra iniziativa interessante è quella che riguarda il parco del palazzo Mediceo di Ottaviano (per 11 anni nelle mani della camorra e confiscato dallo Stato nel 1991), in cui i ragazzi della cooperativa sono chiamati a svolgere lavori manuali per la manutenzione dei giardini. Parte del bosco interno è stato diviso tra frutteto e orto dove vengono coltivati i prodotti tipici della zona. Nel bosco del parco è prevista l’inaugurazione di un «tunnel dell’amore» con un roseto, dedicato a Mimmo Montanino e Mimmo Beneventano, vittime innocenti della criminalità. Ulteriore obiettivo della cooperativa è ridestare le coscienze contro le ecomafie. Per il 2013 poi è stato promosso il progetto “Turismo e legalità” e verranno ospitati turisti tedeschi curiosi di scoprire “la voce di questa Napoli che si ribella”. (l.r.) suo intervento è stato creato un orto sinergico, e nel carcere di Nisida è riuscito ad avvicinare i giovani detenuti all’agricoltura biologica. Bastano circa 400 euro per realizzare un orto in cassetta (o in pedana) su un terrazzo in città recuperando vecchie cassette e un po’ di tessuti per trattenere il terreno (anche la iuta). 200 euro circa vanno spesi per acquistare il terriccio e si possono piantare anche 90 piante diverse. Amalfi spiega: «Quella dell’orto in cassetta non è una questione economica o di risparmio, ma di mangiare biologico. Crearsi un proprio orto è un modo per riavvicinarsi alla realtà della vita. Tutti viviamo di agricoltura e questa deve essere di qualità». Altra cosa che Amalfi assicura è il benessere interiore che se ne può ricavare. Negli orti urbani come quelli dell’Oasi Monte Rosiello realizzati a Monteruscello (per saperne di più esiste una pagina su facebook), è possibile prendere in gestione 100 mq di terra per auto-produzione biologica. Il tema degli orti di città ritorna anche in un documentario «I giorni della merla”, di Andrea D’Ambrosio e Carla del Mese, prodotto dall’Associazione Leonia, Provincia di Salerno e Legambiente Campania. Nel film vengono raccontati gli orti urbani nella provincia di Salerno, infatti al Parco archeologico di Pontecagnano da anni ormai alcuni anziani coltivano l’orto per combattere la solitudine e per far tornare alla terra quante più persone è possibile. Così attraverso un parallelo con un piccolo paese del Cilento, Pruno, dove si vive in perfetto equilibrio con la natura, si mettono a confronto stili di vita diversi. Posti dove si vive in armonia con la natura e luoghi dove questa armonia la si cerca disperatamente. CHIAIA MAGAZINE • DICEMBRE 2012 (17) (18) CHIAIA MAGAZINE • DICEMBREE 2012 ITINERARI SGUARDI LONTANI Francesco Iodice TERRATOSTA, LA TAVOLA E` DOC Il biogusto d’Irpinia Formaggi e salumi tipici dell’Irpinia, come il Caciocavallo Podolico stagionato in grotte di tufo, o la sopressata di Calitri o il pecorino bagnolese aromatizzato in fieno. Ma anche confetture, miele, cioccolato, dolci, vino, pasta e liquori: sono i prodotti proposti da Terratosta tutti assolutamente naturali, senza additivi nè conservanti Laura Cocozza L a verde Irpinia, terra fertile, tenacemente aggrappata alle sue tradizioni, forte delle sue tecniche artigianali. Una terra “tosta”che con caparbietà e costanza mantiene la sua offerta di prodotti tipici d’eccellenza, offrendo sapori veri e genuini. E Terratosta è appunto il nome dell’azienda con cui una donna irpina, Emanuela Evangelista, sta portando avanti un progetto di grande interesse per tutti i gourmet ma anche per le madri di famiglia attente all’alimentazione dei propri figli. Non per niente l’idea di impresa è nata proprio perchè la Evangelista, da madre di due figli, ha cominciato a studiare nel dettaglio le etichettature dei cibi, rendendosi conto che troppo spesso anche i cibi proposti come “naturali” contenevano conservanti e altri additivi e la loro traccia- bilità era dubbia. Terratosta è nata quindi da una necessità e a poco a poco è diventata il lavoro principale della Evangelista, un tempo architetto. «Terratosta -spiega la Evangelista - nasce come impresa orizzontale, in un contesto geografico circoscritto, ben identificato, in cui interagisce con molte realtà di microimpresa, ma anche con realtà produttive di valore consolidato. La nostra idea parte dall’evidenza che, in un mercato globale, un prodotto isolato è meno penetrante di una combinazione di prodotti. Pertanto, abbiamo lavorato per fare emergere attraverso un marchio unico realtà altrimenti troppo piccole e, soprattutto, incapaci di costruirsi una visibilità pur rappresentando elevato valore». In questo modo, insomma, si innesca un meccanismo di sponda e di continuo rilancio tra prodotti di nicchia che si identificano in un marchio ben riconoscibile che ha un duplice valore identitario: l’assoluta genuinità e la territorialità. Terratosta ha infatti scelto di associare ai suoi prodotti la parola “senza” e la parola “tradizionale”. «La prima - preci- NAPOLI, HITLER E I GIORNI DELLA CONVALESCENZA Passando per via Tribunali, all’altezza del numero 226, su una targa marmorea e scheggiata si legge “Ospedale Santa Maria della Pace”. Una serie di ricordi assale chi scrive perché nell’allora cronicario espletò nel 1969 - poco prima della definitiva chiusura del 1970 - un turno di guardia medica notturna. Il bello e deturpato portale d’ingresso è l’unico in stile tardo gotico, ricorda l’architettura catalana ed è costituito da un grande arco polilobato in stile gotico fiorito; nella base del vestibolo è ancora presente la muratura del XV secolo. Chiesa, cortile e lazzaretto mostrano invece forme rinascimentali e barocche. La chiesa ha pareti bianchissime, dove i riccioli del barocco freschi di restauro fanno un candido contrasto con l’esterno grigio e nero di via Tribunali. Una volta qui c’era il quattrocentesco palazzo di Ser Gianni Caracciolo, gran Siniscalco del Regno e amante della Regina Giovanna II; nel 1587 i Frati Ospedalieri di San Giovanni di Dio trasformarono il tutto in ospedale con annessa chiesa. Attualmente è sede della Circoscrizione San LorenzoVicaria e di eventi d’arte e spettacolo. Il complesso sa la Evangelista - sta evidentemente ad indicare la naturalità degli ingredienti, (senza conservanti, additivi, coloranti, grassi idrogenati, addensanti, lattosio, etc). La seconda tratta di una storia spesso millenaria che ha consentito di conservare quell’antico senso di collaborazione con la naturalità degli ingredienti, in combinazione con il clima e l’ambiente rurale. Allora un prosciutto crudo “senza”, garantisce due Genuinità e territorialità sono i valori fondanti di Terratosta, impresa nata in terra irpina che, anche online, dà la possibilità di acquistare prodotti di qualità artigianale a Km 0, confezionati per Natale in scatole di cartone riciclato, con spedizioni in Italia monumentale si sviluppa intorno a due chiostri realizzati a quota diversa per le esigenze della pendenza del sito. Si possono visitare la Sala del Lazzaretto e la menzionata Chiesa, dedicata alla Madonna della Pace in ricordo della fine delle ostilità tra Filippo IV re di Spagna e Luigi XIV re di Francia. Alla Sala del Lazzaretto si accede da uno scalone il cui ingresso è sulla sinistra del vestibolo. È detta del Lazzaretto perché si accoglievano in questa Sala i lebbrosi e all'occorrenza gli appestati. Misura 60 metri di lunghezza per 10 metri di larghezza ed è alta 12 metri: prima luogo di potere e di congiure, poi di sofferenza ed epidemie. Napoli in epoche diverse fu una città-ospedale, dopo essere stata la città della peste, la città delle epidemie continue, del colera e della munnezza. Infatti, durante l’ultima guerra, fu il rifugio di moribondi o malati di altri paesi, poiché i tedeschi scelsero la nostra città come convalescenziario. Posta a metà strada fra Berlino e la Cirenaica, lontana dai teatri di guerra europea, Napoli sembrò ai tedeschi la più adatta per passarci una convalescenza, senza escludere una gita a Ischia, Capri e Pompei. Malgrado avesse mandato le truppe a curarsi, pare che Hitler abbia ordinato di raderla al suolo. Anche il Male voleva evidentemente liberarsi dei suoi spiriti maligni. aspetti a mio avviso essenziali, in termini di qualità: la salvaguardia della salute e la sorpresa per il palato». Nella top ten dei prodotti Terratosta di questo mese troviamo salumi affinati in grotte di tufo; panettone classico a lievitazione naturale da lievito madre; torrone artigianale friabile classico; confettura di uve (fiano, aglianico) in abbinamento ai formaggi; amaretti di Caposele, senza glutine; olio di Ravece da agricoltura biologica; pecorino di Laticauda, da latte crudo; caciocavallo Podolico stagionato in grotte di tufo, da latte crudo; grappa di Greco di Tufo alla mela annurca; patè di pomodori secchi. Ma anche la crema di castagne o i marron glacè artigianali con le castagne Igp di Montella e le conserve bio, in particolare i pomodorini di Montecalvo. Tutto questo ben di Dio, al momento è distribuito localmente attraverso una rete d’acquisto a km 0, settimanale. Sono sempre più numerose le famiglie irpine che si accorgono di ciò che hanno ‘tra le mura di casa’, assaggiano la differenza e si re-innamorano della propria terra, tornando ad una relazione con la propria storia. Ma anche a Napoli il gruppo d’acquisto comincia a formarsi e a breve potrebbe partire. Già per le festività, intanto, l’azienda spedisce i prodotti, confezionati in caratteristiche scatole di cartone riciclato, anche in Italia e in Europa. Basta andare sul sito www.terratosta.it, seguire l’itinerario gastronomico tra le delizie dolci e salate dell’Irpinia, scegliere le preferite e acquistarle online. CHIAIA MAGAZINE • DICEMBRE 2012 (19) ebb a o 2006 ma o 2006 ap e 2006 m a ga z i n e CHIAIA Banca Monte dei Paschi di Siena Spa IL GIORNALE DELLE NUOVE BOTTEGHE DEI MILLE Anno I - N.1 febbraio 2006 Distribuzione gratuita IL MENSILE PER CHI AMA CHIAIA CHIAIA Banca Monte dei Paschi di Siena Spa NINO DE NICOLA* NINO DE NICOLA* ’avevamo promesso: stiamo mantenendo la parola. Il primo impegno era capire cosa stesse succedendo al Parcheggio Morelli. In questo numero, dunque, insistiamo in questa direzione. Quanto era emerso nel numero precedente, infatti, autorizzava preoccupazioni sulla data d’apertura e sul numero di posti a disposizione del pubblico. Quanto si è appreso nel prosieguo della nostra inchiesta è persino sconcertante. Due certezze: i posti saranno pochi e i tempi saranno lunghi. Diminuire il danno spetta all’amministrazione, ritoccando con la Napoletana Parcheggi alcuni aspetti del progetto. Le due parti sono chiamate ad uno sforzo di volontà per migliorare la disponibilità di posti pubblici e accorciare i tempi d’esecuzione: questa almeno è la ferma speranza delle Nuove Botteghe dei Mille e della gente di Chiaia. Margine per trattare ce n’è: spetta a Palazzo san Giacomo sensibilizzare il costruttore sugli interessi della collettività. Strettamente legata al problema della sosta è la Zona a Traffico Limitato. Continuiamo a crederci, ma la sua attuazione pratica ci delude. Ci stiamo accorgendo che non funziona come dovrebbe per tre motivi: il primo è appunto la drammatica carenza di parcheggi; il secondo è l'assenza di controllo sul territorio; il terzo è la desertificazione provocata dall’ostilità verso la movida. Risultato: un’impennata di attività criminale. Con un’aggravante: un sistema di viabilità diverso che, durante la settimana, riduce il flusso dei veicoli e svuota ulteriormente le strade. Dopo quattro mesi di rodaggio, quindi, la «novità» va rivista e corretta. Da parte nostra continueremo a denunciare le disfunzioni e a favorire il contatto tra territorio e amministratori. Infine un’anticipazione. Sul fronte dell’emergenza rifiuti a Chiaia, si sta profilando un tavolo di concertazione per stilare un «Progetto Pilota» tra le Nuove Botteghe dei Mille e l’assessorato competente: vi terremo informati. L IL GARAGE Parcheggio Morelli, ultime novità sui lavori. Scadenza e numero posti: i conti non tornano Parte con un’inchiesta il primo numero del 2006 di Chiaia Magazine, raccogliendo le preoccupazioni del quartiere sull’emergenza parcheggi. Per tutti, in cima alla lista delle priorità ci sono le aspettative sul futuro del Parcheggio Morelli. Tutti lo vogliono, ma pochi sanno qual è lo stato dei fatti. La ricostruzione della vicenda e le affermazioni dei protagonisti (il Comune e la Napoletana Parcheggi del Gruppo Maione, concessionaria dell’opera di ristrutturazione integrale) sollevano perplessità e apprensioni sulla data di conclusione dei lavori e sul numero dei posti auto che saranno a disposizione del pubblico. Emerge, ad esempio, dalle dichiarazioni raccolte, una disponibilità davvero esigua degli spazi sottoposti a tariffa oraria. Amministrazione e costruttori riferiscono, poi, scadenze differenti sul compimento finale dell’opera. Chiaia, però, esige risposte chiare e concrete. (pagine 3 e 4) ocus sul by night F«Non toccate la Movida» Sequestri e dissequestri: stop e ripartenza per il popolo della notte. peciale San Valentino a Chiaia» S«Innamorarsi L’INTERVISTA v l’inter ista Nel cuore della città come a New York. Arrivano le architetture di luce. 8 Luca Esposito Eventi&Curiosità Saper vivere il quartiere Così cambierà il quartiere *presidente Nuove Botteghe dei Mille 6 Dalla mostra di Waschimps al «Pulcinella» di Giovanni Mauriello. 5 11 *presidente Nuove Botteghe dei Mille • Doveva risollevare l’economia e la vivibilità. rosegue la nostra inchiesta sul Parcheggio Morelli (nella foto), da noi deP finito nello scorso numero Il garage del- Benedetto Gravagnuolo Senza parcheggi il quartiere è al palo Uberto Siola La soluzione? Soste interrate sul lungomare le illusioni. Per due buoni motivi: pochi i posti pubblici previsti e nessuna certezza sul termine dei lavori. In più una inquietante divergenza di dati e date tra l’assessorato ai Parcheggi e l’impresa esecutrice dell’opera. La novità è che ora l’assessore competente Ferdinando Di Mezza fornisce notizie più certe ma più scoraggianti: i parcheggi a rotazione saranno 135, i box che l’impresa venderà circa 300. Non era questo che si aspettava il quartiere né si aspettava l’altra brutta notizia: sulla data di riapertura, attualmente, non c’è nessuna certezza. E l’assessore conferma: «La concessionaria è in netto ritardo». Conseguenze: un quartiere sul piede di guerra. E quello che è diventato un caso - se n’è accorta anche Repubblica che il 5 febbraio ha ripreso la nostra inchiesta - rischia di diventare un fronte incandescente anche altrove: ci riferiamo al delicato dibattito che è in corso sulla realizzazionedi parcheggi interrati di interscambio nel tratto da Piedigrotta a piazza Vittoria. Lì Chiaia si gioca il futuro. Chi li farà e quando? La mischia sul business è già in atto. (pagine 3 e 4) Edizioni Iuppiter Group l leader dell’opposizione ha 59 anni ed è stimato primario ortopedico al Centro Traumatologico Ortopedico di Napoli. Ha sempre coltivato l’impegno civile fino ad essere consigliere comunale dal 1993 al 2001. Alle ultime amministrative ha riportato 22.517 voti e il suo schieramento ha riscosso il 48,53 % di consensi. La sua compagine nel parlamentino è formata da 11 consiglieri. Sicurezza, sociale, parcheggi ed emergenza rifiuti sono stati i suoi cavalli di battaglia elettorali. 10 proprio dall'enigma del costruendo parcheggio Morelli. Li prendiamo in parola, ma verificheremo i progressi sui fatti. Infine, inauguriamo una nuova parola d'ordine: «Chiaia al centro di grandi eventi nazionali e internazionali». Lo spunto è la 2° edizione della «Notte Bianca» che si terrà in autunno: riteniamo l'iniziativa vincente e fin d'ora remiamo perché il nostro quartiere abbia un ruolo primario. Non ci resta che augurarvi buone vacanze. E arrivederci a settembre. *Presidente delle Nuove Botteghe dei Mille vivere: «Napoli con Saper le valigie pronte» 6 «Una giornata Focus: nei parchi del degrado» traffico Gennaro Mola: a Chiaia rilancia il vecchio senso di marcia. Motivo? I cantieri della Riviera. • E non finisce qui: abolisce la Ztl da via Domenico Morelli a via dei Mille e rispolvera le ganasce contro la sosta selvaggia. 5 Noleggio di gommoni e motoscafi Trasferimenti in tutte le isole del Golfo Tour tra le agenzie di viaggio alla ricerca delle mete e delle offerte migliori. 8 S Telefono 081.667913 Cell. 338.2204628 - 338.2767442 sito: www.branchizio.it e-mail: [email protected] www.chiaiamagazine.it Edizioni Iuppiter Group Anno I - N.9 ottobre 2006 Mostre, concerti e spettacoli teatrali: tutti gli appuntamenti da non perdere. 9 ? L • LA STRANA Distribuzione gratuita dal 1946 5 U U O Anno I - N.5 giugno 2006 • Addio circoscrizioni: Napoli sarà divisa il mensile di Chiaia-San Ferdinando-Posillipo Edizioni Iuppiter Group • Il decentramento non è una novità: Napoli ci arriva adesso. A Milano esiste già dal 1997 e a Roma dal 2001 • Del cambiamento i cittadini sanno poco o nulla. E soltanto ora, sotto elezioni, il Comune decide di informare la città «Arriva Silocietà&Costume: Napoli Film Festival» Gli esperti: Comune bocciato e poteri speciali al futuro sindaco per le aree di sosta. 4 La rassegna cinematografica dedica l’anteprima al film cult «Febbre da cavallo». il divo CLAUDIO Noleggio di gommoni e motoscafi Trasferimenti in tutte le isole del Golfo ELEZIONI sito: www.branchizio.it e-mail: [email protected] hiaia Magazine, che in questi mesi ha condotto una decisa battaglia per i posti auto nel quartiere, stavolta si adegua alla stagione balneare: ad interessarci è l’emergenza dei posti barca sul lungomare. Nella pagine interne, troverete poi la consueta attenzione per i problemi della manutenzione urbana: dall’allarme per Parco Margherita ad un’estate piena di cantieri. C’è poi una finestra sullo spettacolo: vi diamo qualche consiglio per seguire l’evento del NapoliFilmFestival. Infine un’anticipazione: a luglio vi racconteremo, per filo e per segno, i nuovi volti della Municipalità I. Ovvero quelli che governeranno Chiaia. C S A P E R V I V E R E L A C I T TÀ Anno III - n.10 ottobre 2008 Distribuzione gratuita IUPPITER EDIZIONI • Lungomare: no ai posti barca. Sos di ormeggiatori e diportisti Autorità Portuale, Sovrintendenza ai Beni Paesaggistici, Tribunale Amministrativo Regionale: questi i protagonisti di un diabolico gioco delle parti con due uniche vittime. Ormeggiatori e diportisti. Nella prima categoria c’è chi ha la concessione a gestire posti barca e non può lavorare per impedimenti burocratici, ma c’è anche chi è stato escluso dalla gestione del business: per tutti loro malumori e proteste. Della seconda categoria fanno parte i proprietari di barche che questa estate, come le precedenti, sono destinati a soffrire: i tre siti di Nazario Sauro, Mergellina e Largo Sermoneta, dichia- Noleggio di gommoni e motoscafi Trasferimenti in tutte le isole del Golfo Ormeggio&AssistenzaNautica la vigilante dal 1946 Futuro BUCATO i 3000 di Chiaia sindaco sventoli conti in rosso, tra luglio e agosto distribuiti 490 mila euro di microfinanziamenti. Scesero in strada per riprendersi la città. Quel giorno è diventato un libro: «I 3000 di Chiaia», storia di una clamorosa protesta che stupì l’Italia. Per i protagonisti di allora il lavoro non è ancora finito: tutti in piazza a novembre. Poi avanti tutta con il progetto della lista civica. • Riqualificazione: aprono i cantieri in vico Vasto a Chiaia e in via Vetriera. Via Tasso: a novembre fine dei lavori. Piazzetta Cariati pronta a dicembre. Telefono 081.667913 Cell. 338.2204628 - 338.2767442 d cemb e 2006 m a ga z i n e CHIAIA S A P E R V I V E R E L A C I T TÀ Edizioni Iuppiter Group 5 In collaborazione con Nuove Botteghe dei Mille S A P E R V I V E R E L A C I T TÀ Distribuzione gratuita Edizioni Iuppiter Group dal 1946 In collaborazione con Nuove Botteghe dei Mille ebb a o 2009 m a ga z i n e Edizioni Iuppiter Group In collaborazione con Nuove Botteghe dei Mille 6 QUARTIERISSIME Municipalità 1, scelti finalmente gli assessori 7 QUARTIERISSIME Mergellina, la stazione del disonore 7 CULTURA&SOCIETÀ Teatro Delle Palme, ritorno al futuro 8 MUNICIPALITÀ Miniassessorati, ma contano davvero? 8 MOVIDA Festa di Chiaia Magazine, la galleria delle foto 10 SOCIETÀ&COSTUME Fendi alla conquista di via Filangieri QUELL’OSCURO OGGETTO DEL PAN 5 milioni di euro all’anno per una media di 15 visitatori al giorno, consulenze stellari, un esercito di dipendenti e casse a secco: questo è il crac di Palazzo Roccella, esempio desolante di spreco di risorse inchiesta a pagina 5 umane ed economiche. solutivi. Lo ripetiamo: l'asse della Riviera è l'ideale per ospitare grandi strutture sotterranee per lo stallo delle auto. Nell'interesse di tutti. A proposito di buona amministrazione, sia pure in ritardo, si è messa in riga anche la Municipalità 1 che è riuscita a nominare i suoi 4 assessori. Alla squadra di governo del presidente Fabio Chiosi auguri di buon lavoro da parte mia, delle Nuove Botteghe dei Mille e di Chiaia Magazine che sarà cronista attenta dell'operato della giunta. A proposito, buona Notte Bianca a tutti. NO PARKING NO CHIAIA Debutta il Movimento Parcheggi a Chiaia per interpretare il disagio di un intero quartiere ormai in ginocchio per la carenza di posti-auto. Economia e vivibilità sono allo stremo. Le promesse elettorali non sono state mantenute. Patto di ferro tra cittadini: già pronto un piano d’azione che prevede proteste di piazza, dibattiti e petizioni. E Chiaia «indossa» la maglietta simbolo del Movimento. 5 8 MUNICIPALITÀ Riforma sbagliata: assessori declassati 9 SOCIETÀ&COSTUME Saper bere a Chiaia: itinerari di...vini Amm’ truvat ‘o Bambeniello ...ma nun truvamm’ ‘o parcheggio! 2 0 0 6 L’INCHIESTA Pan, desolazione «contemporanea» La scelta è stata facile e amara: l’apertura di questo numero è dedicata all’emergenza criminalità. Lo dicemmo a maggio sullo Speciale Elezioni, indicando al futuro sindaco sette priorità: tra esse spiccava il tema sicurezza. Otto mesi dopo siamo all’allarme rosso. Chiaia, da sempre reputata zona franca, si riscopre teatro di un’escalation che fa paura. Gli appelli sono rimbalzati sui palazzi del potere come su un muro di gomma. Straripa l’illegalità, rozza, aggressiva e impunita. E si rischia la vita. Che fare? Il quartiere è compatto: il tempo è scaduto, servono leggi speciali. 5 m a ga z i n e 3 dal 1946 S A P E R V I V E R E L A C I T TÀ il mensile di Chiaia-San Ferdinando-Posillipo Anno IV - n.3 marzo 2009 IUPPITER EDIZIONI la vigilante 12 ARTE&AFFARI Lezioni di tendenza al club dei galleristi dal 1946 Mille agenti contro la Malanapoli: la città ci credeva. Sono arrivati? Se ci sono, non se n’è accorto nessuno. Aggressioni in pieno centro, auto incendiate, turisti in fuga: a Chiaia teppisti da tutti i quartieri. PRIMO PIANO PARADOSSI Municipalità: arrivano i giardinieri «fantasma» 5 L’INCHIESTA Arte perduta, odissea nello strazio 9 LA DENUNCIA Galleria Umberto, i barboni sui ponteggi 14 CULTURA Chiaia Magazine + Dvd 3,90 euro maaga gazziinnee m 7 IL CASO ciao, Franco Warner Village, salviamo il multisala 11 LA DENUNCIA Scuola De Amicis, la palestra dei misteri basta palle CHIAIA S A P E R V I V E R E L A C I T TÀ In collaborazione con Nuove Botteghe dei Mille CHIAIA Anno IV - n.4 aprile 2009 S A P E R V I V E R E L A C I T TÀ L’APPELLO pagina 13 Villa Pignatelli: riaprite il Museo delle carrozze il mensile di Chiaia-San Ferdinando-Posillipo IUPPITER EDIZIONI S A P E R V I V E R E L A C I T TÀ il mensile di Chiaia-San Ferdinando-Posillipo g ugno 2009 www.chiaiamagazine.it CHIAIA Distribuzione gratuita Anno IV - n.5 maggio 2009 IUPPITER EDIZIONI Distribuzione gratuita m a ga z i n e CHIAIA S A P E R V I V E R E L A C I T TÀ il mensile di Chiaia-San Ferdinando-Posillipo ug o agos o 2009 www.chiaiamagazine.it Anno IV - n.6 giugno 2009 IUPPITER EDIZIONI m a ga z i n e www.chiaiamagazine.it Edizioni Iuppiter Group se emb e 200 m a ga z i n e CHIAIA Anno II - N.7/8 luglio-agosto 2007 Distribuzione gratuita S A P E R V I V E R E L A C I T TÀ In collaborazione con Nuove Botteghe dei Mille www.chiaiamagazine.it Edizioni Iuppiter Group dal 1946 pagina 3 L’uscita del film «Fortapàsc» di Marco Risi rilancia la drammatica vicenda di Giancarlo Siani, il giornalista napoletano ucciso dalla camorra nel 1985, a soli 26 anni, con dieci colpi di pistola, mentre ritornava a casa a bordo della sua fragile Mehari. Oggi, quanti sono i giovani che conoscono vita e passione del cronista de «Il Mattino»? s.r.l. ISTITUTO DI VIGILANZA dal 1946 LRC 180447 - 23/6/98 Direzione e Centro operativo: 80142 NAPOLI - Via Carlo di Tocco, 82/84 Tel. 081 734 04 24 - 081 734 98 22 - Pronto intwervento 081 734 02 88 - Fax 081 734 98 18 Internet: http//www.la-vigilante.com - E-mail: [email protected] Part. IVA 03577570637 - Camera di Commercio n. 155962 - Iscritta al N 381 - R.I. Tribunale di Napoli LRC 180447 - 23/6/98 Direzione e Centro operativo: 80142 NAPOLI - Via Carlo di Tocco, 82/84 Tel. 081 734 04 24 - 081 734 98 22 - Pronto intwervento 081 734 02 88 - Fax 081 734 98 18 Internet: http//www.la-vigilante.com - E-mail: [email protected] Part. IVA 03577570637 - Camera di Commercio n. 155962 - Iscritta al N 381 - R.I. Tribunale di Napoli IN BUCA Strade gruviera: fondi scarsi, promesse tradite. A Posillipo un dramma annunciato. E la Giunta Iervolino finisce... S A P E R V I V E R E L A C I T TÀ Edizioni Iuppiter Group In collaborazione con Nuove Botteghe dei Mille Via Martucci, piazza Amedeo, via Carducci: decolla la riqualificazione nel cuore di Chiaia. Firma il restyling Elisabetta Gambardella, assessore comunale al Decoro e Arredo Urbano. Durata dell’operazione: 10/12 mesi. Costi: più di due milioni di euro. Non mancheranno i disagi, ma ne varrà la pena. E sul fronte dei lavori pubblici, parte anche il recupero monumentale di Santa Caterina da Siena. Durata dei lavori: un anno e mezzo. Costi: 1.394.000 euro. (servizi da pagina 6) L’INCHIESTA Il mistero della Casina del Boschetto QUARTIERISSIME Grattino a 4 euro, follia ambientalista 00 14 euro e1u2ro00 CHIAIA Anno II - N.9 settembre 2007 S A P E R V I V E R E L A C I T TÀ Distribuzione gratuita il mensile di Chiaia-San Ferdinando-Posillipo IL BALLO ... Quotazioni stellari, occasioni con il contagocce, trattative interminabili: a Chiaia comprare casa è un’impresa. Nel quartiere anche il record delle abitazioni vuote: il 9%. Strada per strada, ecco il listino dei prezzi. Ma se le compravendite languono, il mercato dei fitti è fiorente. E intanto sul panorama immobiliare si abbatte il rincaro degli estimi. Gli esperti concordano: «Conviene presentare ricorso». 13 SOCIETÀ&CULTURA L’agenda del Maggio dei Monumenti pagine Scandalo Pausilipon Dura da marzo lo stop ai ricoveri dei bambini ammalati di cancro, costretti a partire verso gli ospedali del Nord. Colpa del deficit della Sanità campana che risparmia su medici e infermieri. Un esodo drammatico e inutile: alla fine la Regione pagherà il doppio. pagina 4 7 POTERI SPECIALI Parcheggi, la Iervolino esclude Chiaia 9 MUNICIPALITÀ 1 Commissione Ambiente Si punta al fotovoltaico Dalla catena umana a Palazzo Santa Lucia al popolo di Grillo: parte dalle piazze la protesta contro la politica degli sprechi e dei privilegi. La gente boccia la strategia delle kermesse e chiede una città più vivibile. Chiaia epicentro della riscossa morale. La società civile prepara l’agenda di lotta il mensile di Chiaia-San Ferdinando-Posillipo IUPPITER EDIZIONI Gli indignati 7 MOBILITÀ il mensile di Chiaia-San Ferdinando-Posillipo IUPPITER EDIZIONI KIAVIKA Chiamiamoli con il loro nome. Impuniti, scatenati, balordi: i grafomani deturpano monumenti, chiese, palazzi. Infliggono guasti gravi al patrimonio, all’immagine, al turismo. Nessuno li ferma. Nemmeno la recente ordinanza sulla sicurezza e il decoro urbano, in pratica inapplicabile per la carenza di uomini e mezzi. TEATRO SUDD RITUFFIAMOCI dal 1946 Buone vacanze S A P E R V I V E R E L A C I T TÀ Edizioni Iuppiter Group In collaborazione con Nuove Botteghe dei Mille ATTACCO ALLA MOVIDA Anno II - N.5 maggio 2007 5 MANUTENZIONE IL CASO Sul pianeta delle buche atterra Global Service Sarà un privato a gestire, con il sistema del Servizio Globale, la manutenzione delle principali strade della città. A Chiaia le vie interessate sono 62. Problema risolto? Non del tutto. Resta infatti aperto il problema delle strade secondarie che nella prima Municipalità sono il 60% dell’intera rete viaria. pagina 4 Vasari ignorato e spese pazze per il Pan 8 QUARTIERISSIME Poteri speciali, i torpori della Iervolino 5 10 DIARIO DELLA MUNICIPALITÀ Brancaccio: «Siamo i segretari del Comune» 11 11 SOCIETÀ&COSTUME Cerchi uno stile? Datti al Vintage Acquista la s.r.l. ISTITUTO DI VIGILANZA dal 1946 LRC 180447 - 23/6/98 Direzione e Centro operativo: 80142 NAPOLI - Via Carlo di Tocco, 82/84 Tel. 081 734 04 24 - 081 734 98 22 - Pronto intwervento 081 734 02 88 - Fax 081 734 98 18 Internet: http//www.la-vigilante.com - E-mail: [email protected] Part. IVA 03577570637 - Camera di Commercio n. 155962 - Iscritta al N 381 - R.I. Tribunale di Napoli S A P E R V I V E R E L A C I T TÀ il mensile di Chiaia-San Ferdinando-Posillipo EXCLUSIVE CARD e scopri tutti i VANTAGGI e scopri tutti i VANTAGGI CHIAIA Edizioni Iuppiter Group In collaborazione con Nuove Botteghe dei Mille Palazzo Reale ridotto ad una autorimessa: beffati i vincoli e la civiltà. Uno scandalo che fa il giro del mondo nelle fotografie dei turisti. Viaggio nei cortili-vergogna. novemb e d cemb e 20 0 genna o ebb a o 20 ma o ap e 20 magazine SAPER VIVERE LA CITTÀ g ugno agos o 20 se emb e novemb e 20 d cemb e 20 ebb a o 20 2 ma o 20 2 IUPPITER EDIZIONI anno V n.5 maggio 2010 pagina 3 Garage reale 5 PRIMO PIANO IL CASO Iervolino un anno dopo Le cose non fatte A maggio 2006, vigilia delle Comunali, Chiaia Magazine pubblicò un elenco di sette priorità per il futuro sindaco. Titolammo: «Le cose da fare». Il tempo è volato, la seconda sindacatura Iervolino festeggia il suo primo compleanno. Perciò è tempo di un consuntivo su quei promemoria che ci segnalò la gente di Chiaia. Facciamo il punto su quelle sette emergenze. pagina 4 Don Giuseppe in campo per il Pallonetto 6 QUARTIERISSIME Funivia di Posillipo, la stazione rinnegata 8 5 Città negata tra la "dittatura" delle buche e i cantieri lumaca. Lo scandalo della Casina del Boschetto NAPOLIROTTA STORIE Ordine di Malta, il codice della modernità 10 10 SOCIETÀ&COSTUME La Notte Vintage di Chiaia Magazine EXCLUSIVE CARD e scopri tutti i VANTAGGI m a ga z i n e CHIAIA Anno II - N.11 novembre 2007 se emb e o ob e 20 0 w w w . c h i a i a m a g a z i n e . i t S A P E R V I V E R E L A C I T TÀ Distribuzione gratuita g ugno ug o 20 0 magg o 20 m a ga z i n e S A P E R V I V E R E L A C I T TÀ il mensile di Chiaia-San Ferdinando-Posillipo CHIAIA S A P E R V I V E R E L A C I T TÀ Anno II - N.12 dicembre 2007 Edizioni Iuppiter Group Distribuzione gratuita il mensile di Chiaia-San Ferdinando-Posillipo w w w . c h i a i a m a g a z i n e . i t Edizioni Iuppiter Group SAPER VIVERE LA GRANDE NAPOLI magazine SAPER VIVERE LA CITTÀ Anno VII - numero 1/2 - Febbraio 2012 distribuzione gratuita Natale senza luminarie: è la forma estrema di protesta dei commercianti di Napoli. Invece delle strade va illuminato il buio del malgoverno in cui brancola l’intera città. Intanto la società civile è pronta a tornare in piazza. RISPETTO • Mergellina: dopo l’inaugurazione della stazione con la partecipazione del presidente Napolitano affiorano gravi insufficienze. Pagano i disabili. • Il 10 novembre Chiaia scende in piazza in difesa del territorio e per il ritorno della legalità. Cittadini contro il Palazzo: mai più inganni e prese in giro. nel forum fate luce la vigilante la vigilante s.r.l. ISTITUTO DI VIGILANZA LRC 180447 - 23/6/98 Direzione e Centro operativo: 80142 NAPOLI - Via Carlo di Tocco, 82/84 Tel. 081 734 04 24 - 081 734 98 22 - Pronto intervento 081 734 02 88 - Fax 081 734 98 18 Internet: http//www.la-vigilante.com - E-mail: [email protected] Part. IVA 03577570637 - Camera di Commercio n. 155962 - Iscritta al N 381 - R.I. Tribunale di Napoli dal 1946 ISTITUTO DI VIGILANZA LRC 180447 - 23/6/98 Direzione e Centro operativo: 80142 NAPOLI - Via Carlo di Tocco, 82/84 Tel. 081 734 04 24 - 081 734 98 22 - Pronto intervento 081 734 02 88 - Fax 081 734 98 18 Internet: http//www.la-vigilante.com - E-mail: [email protected] Part. IVA 03577570637 - Camera di Commercio n. 155962 - Iscritta al N 381 - R.I. Tribunale di Napoli dal 1946 Coppa America a Bagnoli esplode la polemica sull’area contaminata la vigilante s.r.l. s.r.l. ISTITUTO DI VIGILANZA dal 1946 finalmente! VENTIMILA BEGHE SOTTO I MARI LRC 180447 - 23/6/98 Direzione e Centro operativo: 80142 NAPOLI - Via Carlo di Tocco, 82/84 Tel. 081 734 04 24 - 081 734 98 22 - Pronto intervento 081 734 02 88 - Fax 081 734 98 18 Internet: http//www.la-vigilante.com - E-mail: [email protected] Part. IVA 03577570637 - Camera di Commercio n. 155962 - Iscritta al N 381 - R.I. Tribunale di Napoli Per informazioni: 081 19361500 ebb a o 2008 m a ga z i n e CHIAIA www.chiaiamagazine.it Edizioni Iuppiter Group ma o 2008 m a ga z i n e CHIAIA Anno III - N. 2 febbraio 2008 Distribuzione gratuita S A P E R V I V E R E L A C I T TÀ il mensile di Chiaia-San Ferdinando-Posillipo CHIAIA ap e 2008 CHIAIA magg o 2008 g ugno 2008 CHIAIA ap e 20 2 magg o 20 2 g ugno 20 2 La carta quando cade non fa rumore. È come le foglie: stessa fragilità, stessa poesia. Chi vuoi che si accorga più, in giornate in cui la persistenza della “connessione” è il morbo senza cura e l’informazione è stregata dai new media, di un giornale che chiude. Del suo cuore accartocciato, dei suoi giornalisti, dei suoi battiti d’inchiostro. Affascinati dalle nuove frontiere della comunicazione, conserviamo, per questioni di cuore e lavoro, un fervido occhio di carta, un’abitudine romantica a ritrovarsi nel fruscio cartaceo tra titoli, occhielli e corsivi. È per questo che, nonostante il cimitero della carta stampata si riempia di testate, proseguiamo la magia del giornale tradizionale. Chiaia Magazine, al suo settimo anno di vita, si rinnova nella grafica e nei contenuti. Dopo gli ultimi due anni “patinati” - esperienza sug- UNA NUOVA SFIDA PER VEDERCI CHIARO MAX DE FRANCESCO Non è un paese per L’uomo dell’anno IUPPITER EDIZIONI se emb e o ob e 20 2 sommario L’inchiesta 4 Il degrado delle fontane storiche Primo piano 8 Gioco d’azzardo, business e mania Il caso 11 Avron, la truffa sbarca a Napoli Itinerari 34 Ottaviano, patria dell’arte bianca www.chiaiamagazine.it IUPPITER EDIZIONI novemb e 20 2 CHIAIA D LO SGOVERNATORE ug o agos o 20 2 Freddoro gestiva ma economicamente insostenibile - ritorniamo al nostro formato d’origine, quello che ci ha fatto conoscere al pubblico negli anni delle magagne bassoliniane e dei letarghi della Iervolino. Serviva un restyling anche alla testata, in cui ora è ben visibile il logo della società editrice fondata, insieme a me, da un’eroica cordata di professionisti. Chiaia Magazine, dal prossimo numero, arriverà anche nelle edicole della provincia di Napoli. L’obiettivo è quello di divenire un periodico sempre più metropolitano, battagliero, intrigante e portatore di virus satirico. Non resta che affidarsi al sorriso, ad esempio, quando si entra “nel forum” delle Culture e si assiste al “cineforum” del sindaco. Cari lettori, si riparte. C’è tanto da capire e scrivere. Non vedevamo l’ora. Una nuova sfida per vederci chiaro. Edizioni Iuppiter Group «La classe dirigent Antonio Bassolino distribuzione gratuita www.chiaiamagazine.it genna o 2008 SAPER VIVERE LA GRANDE NAPOLI Anno VII - numero 3 - Marzo 2012 IUPPITER EDIZIONI anno VI n. 9/10/11 settembre-novembre 2011 I reati più frequenti: rapine, scippi e furti. Il flop del piano sicurezza. San Pasquale come il Bronx. TENNISLIFE CUP EXCLUSIVE CARD magg o 20 0 m a ga z i n e www.chiaiamagazine.it Edizioni Iuppiter Group LRC 180447 - 23/6/98 d cemb e 200 www.chiaiamagazine.it EDIZIONE STRAORDINARIA Chi ha paura dei vigilantes civici? Perché «i rondisti» di Chiaia sono diventati un caso? Per informazioni: 081 19361500 novemb e 200 m a ga z i n e Napoli fuorilegge: viaggio nelle discariche sotterranee. La verità sui rischi Acquista la la vigilante EXCLUSIVE CARD CUORE MARCIO s.r.l. dal 1946 Multe e bloccaruote assediano il popolo del by night. L’auto in divieto di sosta può costare fino a 119 euro. La repressione, però, serve solo a mascherare il problema: la mancanza drammatica di parcheggi. E così siamo al paradosso: si aprono nuovi locali di intrattenimento, ma si ghettizza il quartiere. con le ganasce IUPPITER EDIZIONI www.adusbefcampania.it pagina 3 Metti una sera a cena il mensile di Chiaia-San Ferdinando-Posillipo ISTITUTO DI VIGILANZA 081•7643169 www.chiaiamagazine.it CHIAIA Distribuzione gratuita S A P E R V I V E R E L A C I T TÀ Direzione e Centro operativo: 80142 NAPOLI - Via Carlo di Tocco, 82/84 Tel. 081 734 04 24 - 081 734 98 22 - Pronto intwervento 081 734 02 88 - Fax 081 734 98 18 Internet: http//www.la-vigilante.com - E-mail: [email protected] Part. IVA 03577570637 - Camera di Commercio n. 155962 - Iscritta al N 381 - R.I. Tribunale di Napoli Dal lunedì al giovedì dalle 16.30 alle 19.00 m a ga z i n e Anno IV - n.11 novembre 2009 Distribuzione gratuita IUPPITER EDIZIONI la vigilante Vi rispondiamo per fornirvi la nostra consulenza legale gratuita magg o 200 www.chiaiamagazine.it il traffico va in tilt. Festival delle buche nelle strade e nei marciapiedi: una trappola per auto e pedoni. Al Green Park arriva la carica dei campioni Acquista la 12 12 SOCIETÀ&CULTURA Galassia Gutenberg nel segno del mare www.studiolegaledelillo&partners.com ap e 200 5 11 DIARIO DELLA MUNICIPALITÀ Decentramento, l’Osservatorio non decolla TELEFONO per la TUTELA dei DIRITTI dei CONSUMATORI nei SERVIZI BANCARI, FINANZIARI e di TELEFONIA ISCRIVITI AD ma o ap e 20 0 CHIAIA S A P E R V I V E R E L A C I T TÀ il mensile di Chiaia-San Ferdinando-Posillipo genna o ebb a o 20 0 • Cantieri aperti, vigili assenti, parcheggi fantasma: Il Pan insiste: spese pazze e gestione allegra 11 Acquista la QUARTIERISSIME Armatori napoletani: alleanza per il futuro Campania LRC 180447 - 23/6/98 Distribuzione gratuita d cemb e 2009 • Il quartiere assediato dalla microcriminalità. IL CASO Per informazioni: 081 19361500 LRC 180447 - 23/6/98 Distribuzione gratuita S A P E R V I V E R E L A C I T TÀ m a ga z i n e www.chiaiamagazine.it Non c’è più 8 12 SOCIETÀ&CULTURA La bella estate e la notte dei prodigi Appello alla città: salviamo il Circolo Artistico 8 pagina 4 Anno IV - n.10 ottobre 2009 IUPPITER EDIZIONI RONDA SU RONDA IL CASO Cantieri aperti, incognita traffico s.r.l. ISTITUTO DI VIGILANZA CHIAIA Anno II - N.10 ottobre 2007 Distribuzione gratuita 5 RIQUALIFICAZIONE m a ga z i n e CHIAIA S A P E R V I V E R E L A C I T TÀ il mensile di Chiaia-San Ferdinando-Posillipo novemb e 2009 www.chiaiamagazine.it CHIAIA Anno IV - n.9 settembre 2009 Distribuzione gratuita superwoman? Via Martucci, piazza Amedeo, via Carducci: la riqualificazione nel cuore di Chiaia fa i conti con i problemi del traffico. Parte il nuovo dispositivo della viabilità, ma non si escludono correttivi. A via Martucci i commercianti già temono il crac economico. Tra i problemi da risolvere lo stazionamento dei taxi. o ob e 2009 m a ga z i n e La rivolta di Chiaia Mola: ganasce avanti tutta, parcheggi al palo 10 LETTURE ESTIVE Premio Napoli: ecco i 12 libri finalisti s.r.l. Anno IV - n.7/8 luglio-agosto 2009 pagina 3 la vigilante Anno II - N.4 aprile 2007 Edizioni Iuppiter Group In collaborazione con Nuove Botteghe dei Mille 3 e4 Direzione e Centro operativo: 80142 NAPOLI - Via Carlo di Tocco, 82/84 Tel. 081 734 04 24 - 081 734 98 22 - Pronto intwervento 081 734 02 88 - Fax 081 734 98 18 Internet: http//www.la-vigilante.com - E-mail: [email protected] Part. IVA 03577570637 - Camera di Commercio n. 155962 - Iscritta al N 381 - R.I. Tribunale di Napoli www.chiaiamagazine.it Edizioni Iuppiter Group S A P E R V I V E R E L A C I T TÀ Finalmente del mattone1e.0uro00 11 L’INTERVISTA Antonio Pace: «Così cambierò l’Ascom» o ob e 200 m a ga z i n e CHIAIA Distribuzione gratuita Dopo la nomina a commissario per l’emergenza traffico, si apre una nuova era per Rosa Russo Iervolino. Milioni di euro da spendere e la facoltà di decidere in fretta su parcheggi, appalti, videosorveglianza, assunzioni di vigili: è un supersindaco. E se sbaglia non ha più scuse. Parte l’anno dei cantieri 9 Anno II - N.3 marzo 2007 www.chiaiamagazine.it POTERI SPECIALI RIQUALIFICAZIONE 5 m a ga z i n e www.chiaiamagazine.it CHIAIA Anno II - N.2 febbraio 2007 Distribuzione gratuita se emb e 2009 ma o 200 m a ga z i n e www.chiaiamagazine.it distribuzione gratuita Politica in tournèe: il conto al cittadino Enti locali: casse all’asciutto. E la città va in pezzi. Nei Palazzi del potere esplode la rincorsa al rigore e alla sobrietà. Intanto, però, spulciando tra i provvedimenti del Comune, si scopre che la manìa dei viaggi di rappresentanza non è mai tramontata. Un esempio? In pochi mesi la giunta Iervolino ha deliberato tre missioni all’estero per l’assessore Nicola Oddati: Cina, Messico e Spagna. 5 IL CASO Mergellina, stazione vietata ai disabili dal 1946 m a ga z i n e CHIAIA S A P E R V I V E R E L A C I T TÀ LRC 180447 - 23/6/98 PRIMO PIANO C’era una volta il salotto di Napoli: topi a Monte di Dio, bidoni stracolmi nelle vie dello shopping, spazzamento allo sbando. Raccolta differenziata snobbata dai residenti. pagine 3/4 la vigilante www.chiaiamagazine.it CHIAIA Distribuzione gratuita SIETE UNA MACCHINA? la vigilante s.r.l. ISTITUTO DI VIGILANZA LRC 180447 - 23/6/98 Direzione e Centro operativo: 80142 NAPOLI - Via Carlo di Tocco, 82/84 Tel. 081 734 04 24 - 081 734 98 22 - Pronto intwervento 081 734 02 88 - Fax 081 734 98 18 Internet: http//www.la-vigilante.com - E-mail: [email protected] Part. IVA 03577570637 - Camera di Commercio n. 155962 - Iscritta al N 381 - R.I. Tribunale di Napoli Distribuzione gratuita La montagna che sale ISTITUTO DI VIGILANZA GENNAIO 2009: LA NUOVA GIUNTA IERVOLINO 16 magg o 2009 m a ga z i n e www.chiaiamagazine.it esta i è qu di ch Dopo l’insetto che sta distruggendo le palme della città, non si ferma la mattanza del verde. Dai lecci marci di Posillipo agli alberi minacciati dai cantieri della Linea 6 del metrò. Lamberti e Malvano: «Troppi gli sconti di pena. Rivedere le leggi». Videosorveglianza: il Comune la promette da tre anni e il ministro degli Interni da tre mesi. Ma di «occhi elettronici» nemmeno l’ombra. la vigilante s.r.l. ISTITUTO DI VIGILANZA LRC 180447 - 23/6/98 PAN • • 11 SOCIETÀ&COSTUME Viaggio tra i caffè letterari alla moda la vigilante s.r.l. ISTITUTO DI VIGILANZA foglie morte FUOCO QUARTIERISSIME Parco Margherita, l’ascensore dei sogni ALL’I NTERNO I PARCH EGGI DELFUTU RO - SHOPPI NGG RAN DI FI R M E - LEFESTEDICH IAIA Direzione e Centro operativo: 80142 NAPOLI - Via Carlo di Tocco, 82/84 Tel. 081 734 04 24 - 081 734 98 22 - Pronto intwervento 081 734 02 88 - Fax 081 734 98 18 Internet: http//www.la-vigilante.com - E-mail: [email protected] Part. IVA 03577570637 - Camera di Commercio n. 155962 - Iscritta al N 381 - R.I. Tribunale di Napoli ug o agos o 200 m a ga z i n e www.chiaiamagazine.it Direzione e Centro operativo: 80142 NAPOLI - Via Carlo di Tocco, 82/84 Tel. 081 734 04 24 - 081 734 98 22 - Pronto intervento 081 734 02 88 - Fax 081 734 98 18 Internet: http//www.la-vigilante.com - E-mail: [email protected] Part. IVA 03577570637 - Camera di Commercio n. 155962 - Iscritta al N 381 - R.I. Tribunale di Napoli IUPPITER EDIZIONI ISTITUTO DI VIGILANZA g ugno 200 Distribuzione gratuita il mensile di Chiaia-San Ferdinando-Posillipo Società civile, un libro per l’alleanza 6 ap e 2009 www.chiaiamagazine.it CHIAIA Anno IV - n.2 febbraio 2009 Distribuzione gratuita COPRI IL REPORTAGE Strade gruviera: la mappa delle buche 6 Per informazioni: 081 19361500 www.chiaiamagazine.it Distribuzione gratuita Sicurezza, è l’ora di reagire N A T A L E e scopri tutti i VANTAGGI Anno III - N. 1 gennaio 2008 S A P E R V I V E R E L A C I T TÀ Anno IV - n.1 gennaio 2009 IUPPITER EDIZIONI Tempesta giudiziaria sui palazzi del potere: cronaca di un’apocalisse annunciata. Stagione finita per un Sistema trasversale ai partiti, naufragato sulla questione morale. Dalla città, stanca di beffe e promesse, parte lo sfratto alla «casta». Franco Nico LA STORIA Comunità luterana tra musica e letteratura ma o 2009 www.chiaiamagazine.it S A P E R V I V E R E L A C I T TÀ Distribuzione gratuita il mensile di Chiaia-San Ferdinando-Posillipo LRC 180447 - 23/6/98 CHIAIA Anno II - N.1 gennaio 2007 S A P E R V I V E R E L A C I T TÀ Distribuzione gratuita Viale Gramsci, vince il killer delle palme la vigilante www.chiaiamagazine.it CHIAIA Anno I - N. 11 dicembre 2006 IUPPITER EDIZIONI «La giungla del vivere quotidiano inaridisce e dà sempre meno valore a ciò che per me è stato ed è tuttora fonte di benessere: la poesia, la musica, l’arte». m a ga z i n e www.chiaiamagazine.it CHIAIA CHIAIA Anno III - n.12 dicembre 2008 Direzione e Centro operativo: 80142 NAPOLI - Via Carlo di Tocco, 82/84 Tel. 081 734 04 24 - 081 734 98 22 - Pronto intwervento 081 734 02 88 - Fax 081 734 98 18 Internet: http//www.la-vigilante.com - E-mail: [email protected] Part. IVA 03577570637 - Camera di Commercio n. 155962 - Iscritta al N 381 - R.I. Tribunale di Napoli sito: www.branchizio.it e-mail: [email protected] genna o 200 m a ga z i n e www.chiaiamagazine.it m a ga z i n e ISTITUTO DI VIGILANZA Nautica Branchizio Mergellina LRC 180447 - 23/6/98 il mensile di Chiaia-San Ferdinando-Posillipo genna o 2009 www.chiaiamagazine.it S A P E R V I V E R E L A C I T TÀ I gazebo della discordia Ecco cosa dice la legge s.r.l. ISTITUTO DI VIGILANZA Distribuzione gratuita IL CASO Dal turista pestato a via Carducci alle notti brave dei branchi in piazza San Pasquale. Stato d’assedio. rati intoccabili dai vincoli ambientali, sono ormai terra bruciata. E loro, i diportisti, respinti dal lungomare, ora possono scegliere tra il vendersi la barca, andare altrove o piegarsi a prezzi da capogiro. Il contraccolpo peggiore, però, è quello occupazionale: per gli uomini dei consorzi e per le loro famiglie sono giorni drammatici. Una soluzione sul piatto d’argento l’avevano offerta gli ormeggiatori luciani: boe galleggianti a impatto ambientale praticamente nullo e con le giuste distanze. Ma è arrivato il no dell’Autorità Portuale. Ora tutto è rimandato. Bye Bye estate. (a pagina 3) IUPPITER EDIZIONI 4 • Sicurezza: tornano a Chiaia le invasioni barbariche. • Burocrazia scatenata: veti e rinvii sulle concessioni Anno III - n.11 novembre 2008 il mensile di Chiaia-San Ferdinando-Posillipo Una «casta» apparentemente inossidabile, una classe dirigente che non molla le poltrone: da qualche anno, però, contro la malapolitica è sceso in campo l’associazionismo civico. Il 10 novembre 2007, la società civile marciò nel cuore di Napoli in nome della legalità. Furono 14 Direzione e Centro operativo: 80142 NAPOLI - Via Carlo di Tocco, 82/84 Tel. 081 734 04 24 - 081 734 98 22 - Pronto intwervento 081 734 02 88 - Fax 081 734 98 18 Internet: http//www.la-vigilante.com - E-mail: [email protected] Part. IVA 03577570637 - Camera di Commercio n. 155962 - Iscritta al N 381 - R.I. Tribunale di Napoli www.chiaiamagazine.it Distribuzione gratuita CLAUDIO VELARDI assessore regionale al Turismo degli ORMEGGI NINO DE NICOLA il 20 maggio esce un numero interamente dedicato alle amministrative del 28-29 maggio novemb e 2006 Anno I - N. 10 novembre 2006 il mensile di Chiaia-San Ferdinando-Posillipo m a ga z i n e CHIAIA ALL’INTERNO focus CANTIERIACHIAIA - mania BURRACO - evento NAPOLIFILMFESTIVAL Nautica Branchizio Mergellina Telefono 081.667913 Cell. 338.2204628 - 338.2767442 Distribuzione gratuita • Sprecopoli a Palazzo San Giacomo: nonostante il IL MIRAGGIO TEMPO D’ESTATE SPECIALE Mostre, concerti e spettacoli teatrali: tutti gli appuntamenti da non perdere. S A P E R V I V E R E L A C I T TÀ Anno III - n.9 settembre 2008 Dopo il fallimento del Global Service, decolla il superassessorato antibuche. Manovra di facciata? «Manuela Eventi&Curiosità: Arcuri all’Augusteo» 10 CHIAIA • Emergenza manutenzione: saltano tutti i controlli. CHIAIA Sette anni di storie, inchieste, verità e cultura, nel segno dell’indipendenza, senza aver mai ricevuto un solo centesimo di finanziamento pubblico. Chiaia Magazine anche nel 2013 continuerà ad essere una libera tribuna che resta aperta grazie alla passione estrema e alla tenacia di un gruppo di giornalisti. IL PERSONAGGIO S A P E R V I V E R E L A C I T TÀ CHIAIA d cemb e 2008 www.chiaiamagazine.it Direzione e Centro operativo: 80142 NAPOLI - Via Carlo di Tocco, 82/84 Tel. 081 734 04 24 - 081 734 98 22 - Pronto intwervento 081 734 02 88 - Fax 081 734 98 18 Internet: http//www.la-vigilante.com - E-mail: [email protected] Part. IVA 03577570637 - Camera di Commercio n. 155962 - Iscritta al N 381 - R.I. Tribunale di Napoli sito: www.branchizio.it e-mail: [email protected] Fioriolli, il questore sulla polveriera Distribuzione gratuita novemb e 2008 m a ga z i n e www.chiaiamagazine.it Cronache dalla città trappola ebb a o 200 5 Anno III - n.7/8 luglio-agosto 2008 N A O m a ga z i n e in dieci piccole città. Sulla carta avranno autonomia finanziaria. Sarà vero? m a ga z i n e Edizioni Iuppiter Group Distribuzione gratuita o ob e 2008 m a ga z i n e www.chiaiamagazine.it PRIMO PIANO la vigilante Nautica Branchizio Mergellina Distribuzione gratuita IL GIORNALE DELLE NUOVE BOTTEGHE DEI MILLE se emb e 2008 m a ga z i n e CHIAIA le cose da fare Il Movimento dei Parcheggi s.r.l. Anno II - N.6 giugno 2007 CHIAIA s.r.l. LRC 180447 - 23/6/98 In collaborazione con Nuove Botteghe dei Mille L’INIZIATIVA Con lo slogan «No parking, no Chiaia», nasce il Movimento Parcheggi a Chiaia, che raccoglie lo scontento e la rivolta del cuore di Napoli nei confronti dell’immobilismo delle istituzioni sul problema delle grandi aree di sosta da realizzare nel quartiere. Per Nino De Nicola (nella foto), presidente delle Nuove Botteghe dei Mille e promotore dell’iniziativa «sarà una lotta a colpi di forum e proteste di piazza». (pagina 3) A www.chiaiamagazine.it RIFORMA Ormeggio&AssistenzaNautica la vigilante ISTITUTO DI VIGILANZA dal 1946 Telefono 081.667913 Cell. 338.2204628 - 338.2767442 14 Direzione e Centro operativo: 80142 NAPOLI - Via Carlo di Tocco, 82/84 Tel. 081 734 04 24 - 081 734 98 22 - Pronto intwervento 081 734 02 88 - Fax 081 734 98 18 Internet: http//www.la-vigilante.com - E-mail: [email protected] Part. IVA 03577570637 - Camera di Commercio n. 155962 - Iscritta al N 381 - R.I. Tribunale di Napoli S A P E R V I V E R E L A C I T TÀ Notte Bianca «La mia Napoli libera e pacifica» CHIAIA Distribuzione gratuita NINO DE NICOLA a novità è grossa. In questo numero parliamo del nuovo istituto della Municipalità, chiave di volta del decentramento amministrativo voluto dal Comune. Infatti scompaiono le circoscrizioni e nascono appunto 10 Municipalità, vale a dire 10 microcittà che avranno autonomia finanziaria e un proprio bilancio di spesa. Le competenze che il Comune delegherà, dopo le elezioni, alle nuove miniamministrazioni riguardano in sintesi la manutenzione urbana, la attività socioassistenziali, le attività scolastiche/sportive/culturali, infine la gestione dei servizi amministrativi(commercio, artigianato, traffico etc.). Su queste attività (e soprattutto sulla manutenzione) la Municipalità avrà poteri di spesa da esercitare con 4 assessori. Sembra una svolta notevole. Ma i dubbi ci sono. Primo: il Regolamento delle Municipalità, almeno per ora, non chiarisce bene la gestione delle risorse finanziarie che il Comune trasferisce alle sedi decentrate: all'interno vi spieghiamo perché. Secondo: è stata prevista una figura che governerà questo trapasso dal vecchio al nuovo sistema, per evitare il caos? Queste le perplessità, fermo restando che la Municipalità ha tutte le premesse per migliorarci la vita. A proposito: la vecchia circoscrizione ChiaiaPosillipo-S.Ferdinando si chiamerà Municipalità 1. In questo numero vi parliamo anche del forum da noi organizzato con successo sul problemaparcheggi. Intanto, nell'imminenza delle Amministrative, annunciamo una serie di incontri coi candidati-sindaci. Vedremo che intenzioni hanno su Chiaia. «Parcheggi interrati, Forum: tutti li vogliono» «Gigi Eventi&Curiosità: Proietti all’Augusteo» CHIAIA I numeri della prima edizione furono un successo: 2 milioni di persone in strada e un volume d’affari di 50 milioni di euro. «Difficile migliorare le cifre di un anno fa», dice l’assessore regionale Andrea Cozzolino, ideatore e promotore dell’evento. Ma stavolta il bis si preannucia davvero ambizioso. Il tema di quest’anno: «Mediterraneo, un mare di cultura». NINO DE NICOLA Noleggio di gommoni e motoscafi Trasferimenti in tutte le isole del Golfo Ormeggio&AssistenzaNautica IL GIORNALE DELLE NUOVE BOTTEGHE DEI MILLE SI CAMBIA DAVVERO? m a ga z i n e www.chiaiamagazine.it *Presidente delle Nuove Botteghe dei Mille Al museo Pignatelli e all’Ambasciatori una rassegna sui miti del cinema italiano. Nautica Branchizio Mergellina 16 EVENTI&CURIOSITÀ Teatro Sancarluccio, a cena con il vampiro manifestiamo qualche riserva sull'altra decisione dell'amministratore, quella di abolire la ZTL sull'asse Morelli-via dei Mille. Comprendiamo la sua motivazione (la prossima apertura di cantieri alla Riviera esigeva via dei Mille come valvola di sfogo del traffico), ma ribadiamo che almeno il sabato, giorno di punta per lo shopping, l'oasi pedonale sia d'obbligo. Tutto il discorso, però, impone un ripensamento globale sul versante dei parcheggi interrati in zona Chiaia e vogliamo sperare che i poteri speciali del sindaco saranno ri- Anno I - N.4 maggio 2006 ug o agos o 2008 g ugno 2006 SPEC ALE ELEZ ON CHIAIA s.r.l. ASPETTANDO I PARCHEGGI i riprende e la stagione si presenta densa di eventi e aspettative per Chiaia. Molti i fronti da tener d'occhio e Chiaia Magazine si arma delle migliori intenzioni nell'interesse del quartiere. Innanzitutto: si riparte con il ripristino del vecchio senso di marcia da via Morelli a via dei Mille, un provvedimento che aspettavamo in quanto il dispositivo di marcia precedente non si è dimostrato funzionale. La decisione è firmata dal neoassessore comunale al traffico Gennaro Mola del quale apprezziamo l'attivismo e la concretezza. Anche se sertificata e la notte è sempre più buia. Nero perché le economie dell'intero quartiere soffrono pesantemente. Una rotta irreversibile? No! La speranza è che chi si candida ad amministrare la città voglia imprimere da subito una svolta decisiva nel governo del territorio. Le soluzioni ci sono, ma serve una volontà forte e radicale a risolvere i problemi. Per quanto ci riguarda cominceremo a dibattere di futuro con una serie di “forum” sulle varie emergenze. Inviteremo i candidati a sindaco perché spieghino le intenzioni e le idee che hanno sullo sviluppo di Chiaia. Non ci limiteremo a sperare che la nottata passi da sola: vigileremo su parole e fatti. Vivere: «I divi di ieri? Saper Più “machi” che mici» Villa Comunale: alberi malati e chalet distrutti. Molosiglio: tendopoli nei giardini. Ormeggio&AssistenzaNautica LRC 180447 - 23/6/98 intervista a pagina • Partenza sprint del neoassessore comunale al garage sotterranei: con i nuovi poteri del sindaco l’impresa diventa possibile. 16 anni d’immobilismo: un’inquietante miscela di inerzia, sfortuna e silenzi. ome avranno forse notato i lettori, Chiaia Magazine adora il colore. Stavolta, però, ha scelto una prima pagina dove domina il nero. Vi chiederete perché. Noi rispondiamo che non se ne poteva fare a meno. I motivi? Eccoli. Nero perché siamo arrabbiati neri ( e in questo rispecchiamo l'umore del quartiere) e lo siamo perché stufi di malamministrazione. Nero perché, con un territorio abbandonato al degrado, il futuro si prospetta davvero oscuro. Nero perché francamente, a questo punto, indecifrabili ci sembrano i progetti dell'Amministrazione Comunale per la zona. Non è forse una vicenda oscura quella del parcheggio Morelli? E poi la Ztl: non è neanche nata e già siamo costretti a intonare il De Profundis. Nero perché Chiaia è ormai de- 9 Eventi&Curiosità: «Salemme all’Augusteo» Mostre, musica, teatri: tutti gli appuntamenti da non perdere. In collaborazione con Nuove Botteghe dei Mille • Infine, pensa al futuro e aderisce al «partito» dei «Garage Quartierissime: Morelli, oscuri presagi» 3 NINO DE NICOLA* C Storia dell’aperitivo «rosso». Le ricette e i segreti dei barman. S A P E R V I V E R E L A C I T TÀ MOLA VECCHIE E NUOVE SFIDE Municipalità: Speciale «L’assessore itinerante» SERVE UNA SVOLTA 6 «Tutti pazzi per lo Spritz» Relax&Movida: CHIAIA Anno I - N.8 settembre 2006 Distribuzione gratuita NINO DE NICOLA* Intervista a Bruno Terracciano, assessore comunale alle Municipalità. S A Palazzo Calabritto il nuovo show room per i «bons vivants». o ob e 2006 OPERAZIONE I critiche se governeranno male e con chi congratularsi se faranno bene. Insomma: per non sentirci comparse, ma cittadini che vigilano e partecipano. Di più: vi anticipiamo che ogni mese la rivista pubblicherà un diario sull'operato del Consiglio di Chiaia. E vale per la maggioranza come per l'opposizione. Poi, di nuovo il tormentone del parcheggio Morelli perché anche qui il segreto è non abbassare la guardia: prendiamo atto della nuova attenzione che il sindaco Iervolino e l'assessore Mola preannunciano sul problema, a cominciare E intanto incalzano altre emergenze: «spaccate», scippi, strade sporche e dissestate. m a ga z i n e www.chiaiamagazine.it RENATO ROTONDO Capo dell’opposizione C • Per il popolo di Chiaia il danno e la beffa. s.r.l. Tra le dieci Municipalità, quella di Chiaia è davvero speciale visto che è l’unica ad essere governata dal centrodestra. Per maggioranza e opposizione doppia responsabilità: far funzionare riforma e quartiere. All’interno tutti i protagonisti on questo numero di luglio/agosto Chiaia Magazine traccia un consuntivo ideale dei suoi primi 7 mesi di vita, tornando ad occuparsi delle due bandiere che hanno caratterizzato l'impegno della rivista: Municipalità e parcheggi. Riparliamo dunque delle neonate Municipalità, soffermandoci ovviamente su quella di Chiaia. E stavolta, dopo un cenno a luci e ombre della riforma, vi presentiamo, con veloci profili e relative foto, i 30 consiglieri (più il presidente) eletti a Chiaia. Obiettivo: indicare al quartiere a chi indirizzare le Il Comune ignora l’appello. Assessori bocciati: chi tace, chi promette, chi non si fa trovare... aper Vivere: «Al Primo Piano il lusso è di casa» dal 1946 D’OCCHIO FABIO CHIOSI Presidente lo scarso presidio dei varchi, un sistema di videosorveglianza mai realizzato. 5 la vigilante VI TERREMO onostante i suoi 29 anni, si ritrova per la seconda volta al timone di Chiaia. E’ stato eletto con 23.846 voti e il suo schieramento ha ottenuto il 51,43 % dei consensi. 18 i consiglieri della sua coalizione. La sua squadra di governo sarà formata da un vicepresidente (cui toccherà un assessorato) e 3 assessori. Ha due premure: velocizzare i tempi della riforma e ottenere subito risorse finanziare per il territorio. Obiettivi: manutenzione, parcheggi, sicurezza con l’aiuto dei vigili urbani. La circoscrizione protesta. ZTL: forte confusione «tecnologica». ISTITUTO DI VIGILANZA Il nuovo «Parlamento» di Chiaia N • Le cause del flop: la farsa del garage Morelli, ocus videosorveglianza: resta fuori» F«Chiaia se emb e 2006 In collaborazione con Nuove Botteghe dei Mille Sono arrivati desertificazione, notti da paura, e crisi delle attività commerciali. Direzione e Centro operativo: 80142 NAPOLI - Via Carlo di Tocco, 82/84 Tel. 081 734 04 24 - 081 734 98 22 - Pronto intwervento 081 734 02 88 - Fax 081 734 98 18 Internet: http//www.la-vigilante.com - E-mail: [email protected] Part. IVA 03577570637 - Camera di Commercio n. 155962 - Iscritta al N 381 - R.I. Tribunale di Napoli m a ga z i n e S A P E R V I V E R E L A C I T TÀ Distribuzione gratuita ILPAPOCCHIO LRC 180447 - 23/6/98 CHIAIA IL GIORNALE DELLE NUOVE BOTTEGHE DEI MILLE • L’intero quartiere invoca parcheggi. s.r.l. ug o agos o 2006 Banca Monte dei Paschi di Siena Spa Arrivano le nuove MUNICIPALITÀ INGANNO la vigilante Anno I - N.6/7 luglio/agosto 2006 CHIAIA magg o 2006 spec a e m a ga z i n e www.chiaiamagazine.it Zona a Traffico Limitato Ultime notizie sul futuro garage: il quadro peggiora. Un pessimo affare per il Comune. La rivolta di Chiaia ISTITUTO DI VIGILANZA Distribuzione gratuita Anno I - N.3 aprile 2006 AUTO Direzione e Centro operativo: 80142 NAPOLI - Via Carlo di Tocco, 82/84 Tel. 081 734 04 24 - 081 734 98 22 - Pronto intwervento 081 734 02 88 - Fax 081 734 98 18 Internet: http//www.la-vigilante.com - E-mail: [email protected] Part. IVA 03577570637 - Camera di Commercio n. 155962 - Iscritta al N 381 - R.I. Tribunale di Napoli www.chiaiamagazine.it Distribuzione gratuita Banca Monte dei Paschi di Siena Spa Parcheggio MORELLI opo il numero natalizio che, nonostante la veste sperimentale, ha riscosso apprezzamento da parte dei cittadini di Chiaia, della stampa, di chi lavora e produce, e, infine, delle istituzioni e delle associazioni, «Chiaia Magazine» - di cui sono direttore editoriale - prende ora decisamente il largo. E lo fa, fedele alle dichiarazioni di intenti iniziali, utilizzando come baricentro delle proprie cronache il territorio di Chiaia. Puntiamo, quindi, sull’attualità e i problemi del quartiere, coniugando tuttavia il taglio impegnato all’interesse per gli aspetti del saper vivere, dell'enogastronomia, per i fermenti culturali e imprenditoriali, per il by night e la moda, per le risorse giovanili e per le potenzialità del quartiere. Una tribuna eterogenea, dunque, che funzionerà con le voci e i contributi di tutti. Mi piace ribadire lo slogan della nostra iniziativa editoriale: «Questo giornale lo scriveremo assieme». Da qui nasce la scelta degli argomenti di questo numero e dei prossimi. In questa occasione, raccogliendo segnalazioni e impressioni sul campo, abbiamo privilegiato tre problematiche di stretta attualità: emergenza parcheggi, riqualificazione urbana e il controverso capitolo della movida. Il primo punto sta molto a cuore ai commercianti, ai residenti e a quanti per lavoro, shopping o divertimento, frequentano il cuore di Napoli. E il nodo cruciale non poteva essere che l'agognato parcheggio Morelli. Sulla seconda questione abbiamo, poi, intervistato l'assessore al Turismo e Decoro Urbano Luca Esposito. Come avrete modo di leggere, ci saranno delle importanti novità. Terzo tema: dossier Movida. La nostra posizione è chiara: rispetto delle regole ma niente bavaglio alla notte. Come avrete capito, la nostra scelta di campo è netta: scommettiamo sulle forze e sulle risorse di Chiaia. E’ qui il fermento. delle illusioni Banca Monte dei Paschi di Siena Spa IL GIORNALE DELLE NUOVE BOTTEGHE DEI MILLE Anno I - N.2 marzo 2006 IL «NUOVO» CHE NON SA DECOLLARE D m a ga z i n e distribuzione gratuita Banca Monte dei Paschi di Siena Spa magg o 2006 m a ga z i n e la classe DIGERENTE VECCHI The end C D N O SODOMA DOPPIO TAGLIO g ugno CH A A ou V D O R CO Al Pancione ug o CH A A ou omm o Meglio Grillo che il grilletto omm o Non basta più spezzare le catene bisogna anche tirare le catenelle omm o il sindaco blattera mm Sindaco, ma che bici! mm SENZA LUCE mm MOBILITÀ TRASPORTI PUBBLICI, IL CASO Assicurazioni in fuga, bus in deposito Espedito Pistone S i calcola che in Campania un’auto ogni cinque circoli con l'assicurazione scaduta. Costi esorbitanti, che spesso superano il valore stesso del mezzo, hanno portato gli automobilisti ad adottare soluzioni estreme ed è boom di tagliandi rc auto falsi. Quello che nessuno si aspettava è che tanti, per gli stessi motivi, sono i bus del trasporto pubblico locale che, in mancnza della copertura assicurativa, sono costretti a rimanere fermi nei depositi nonostante siano in perfette condizioni per circolare. Al problema delle casse vuote si è aggiunto un fenomeno tutto italiano che ha indotto l’Autorità per la concorrenza ad aprire un’indagine: le imprese di assicurazione non si presentano alle gare per la rc auto del trasporto pubblico locale, costringendo intere flotte di bus ad uno stop forzato. L'Adiconsum, oltre a proporre l'apertura di un tavolo di confronto con enti locali, assicurazioni e ministero dei Trasporti, sul trasporto pubblico locale e sul rischio assicurativo, ha chiesto anche al governo che sia aperta un'indagine nei confronti delle circa 80 compagnie che esercitano questo ramo assicurativo. Il responsabile campano della Federconsumatori rincara la dose: “Solo in Campania, a fronte di un numero sempre minore di sinistri, il costo delle assicurazioni cresce a dismisura – denuncia Rosario Stornaiuolo - La vicenda appare ancora più scandalosa dopo aver letto i dati forniti dall’Università Federico II in cui risulta che gli incidenti a Napoli sono diminuiti di oltre il 40% negli ultimi tre anni mentre le tariffe sono ulteriormente aumentate”. È evidente che né i cittadini né le aziende del trasporto pubblico sono più in grado di sostenere un sistema palesemente iniquo. Solo l’Anm ha perso 250 autobus, perché senza copertura assicurativa, e molto probabilmente non li recupererà nei prossimi mesi. In servizio restano poco meno di 350 mezzi, con disagi per l'uternza, destinati a diventare cronici. Quello dell'azienda napoletana di mobilità è un caso nel caso. L'Anm , infatti, vanta crediti arretrati dal Comune di Napoli e dalla Regione Campania superiori ai trecento milioni di euro. La spending review governativa, con il conseguente stop al trasferimento di soldi agli enti locali per il comparto trasporti, non ha fatto altro che espandere l’esposizione con le banche di tutte le società che si occupano di trasporto pubblico. Così, oggi, tutte hanno difficoltà ad assicurare i mezzi, a ripararli e a fare il pieno di di carburante. Solo un minimo di fiducia arriva dalle novità più recenti. Il decreto salva-Napoli dovrebbe assicurare 300 milioni di euro al Comune per il piano anti-dissesto e una quota dovrebbe andare al trasporto pubblico. Inoltre, per i prossimi mesi, l’accorpamento di Anm e Metronapoli in una unica holding controllata dalla Napolipark potrebbe aprire nuove accessi al credito per le aziende. Per il momento, la crisi di Napoli investe anche il territorio a Nord del capoluogo. La mancanza di fondi per la spesa assicurativa dei mezzi mette ogni giorno a rischio le corse suburbane, in particolare sulle linee 162, 163, 164, 165 che interessano i comuni di Giugliano, Mugnano e Marano. Le associazioni dei consumatori locali sono sul piede di guerra ed hanno lanciato una vera e propria crociata su Internet con l'aiuto dei passeggeri infuriati. Allora, alle fermate è stata rispolverata una vecchia battuta degli anni Settanta. Ad un turista che chiede: “Scusi, mi sa dire quando passa il bus?”, un passeggero napoletano rassegnato risponde: “...all'improvviso!” CHIAIA MAGAZINE • DICEMBRE 2012 (22) CHIAIA MAGAZINE • DICEMBRE 2012 (23) BANCONOTE BANDI E FONDI: LE MOSSE DELLA REGIONE Asili nido, in arrivo 29 milioni nel 2013 Ricerca 2,8mln di euro di risorse Fesr questa la somma investita dalla Regione Campania Campus, da un consorzio di 8 soggetti: 5 privati e 3 privati il cui capofila è l’Euro Soft, in partnership con Magnagni Aeronautica. Del gruppo fanno parte le aziende: Mare Engineering, Marotta, Megaris e Techno System Developments, il Centro Regionale di Competenza sulle nuove tecnologie e le attività produttive, il Consorzio Technapoli-Pst di Napoli e Caserta, Inaf Capodimonte. Micro nidi comunali: la Regione Campania punta sulle politiche sociali, utilizzando i Fondi Fesr 2007-2013 Domenico Cortese T Annus terribilis 2012: la crisi economica internazionale che stiamo vivendo può, a giusta ragione, essere considerata la più grave di sempre. Il 2013 si preannuncia, almeno per l’Italia, come l’anno della «resistenza» economica, degli enti locali «ridimensionati» e del nuovo premier eletto dal popolo. Lavoro 7,1mln di euro: questo è l’ammontare delle nuove risorse che la Regione Campania ha messo a disposizione di un nuovo bando per l’apprendistato professionalizzante in azienda, cui possono partecipare anche over 18, previsto dalla Legge per l’apprendistato della nostra regione. Si tratta di risorse reperite con una ricognizione di fondi ministeriali non spesi dal 2008 ad oggi che, stando ai risultati della rivisitazione ammonterebbero complessivamente a circa 12,4mln di euro. Competitività 22,5mln di euro sono quelli, invece, con cui la Regione (24) Campania, intende sostenere la competitività delle imprese ed incentivare la formazione del personale Atitech, così come previsto dagli accordi quadro “Alitalia” del 2008 e per la “Realizzazione del polo nazionale della manutenzione integrata” del 2009. Anche in questo caso la “sorgente” dei fondi sono risorse ministeriali stanziate dal Ministero dello Sviluppo economico e non spese per le annualità dal 2009 ad oggi. Del totale delle risorse 20,8mln saranno messi a bando e 1,7mln sarà finalizzato all’attività di monitoraggio e valutazione. Agricoltura 1,5ml di euro: questa la cifra che il Ministero per le politiche agricole ha messo a L’ente regionale ha messo a disposizione 7,1 milioni di euro per l’apprendistato professionale cui possono partecipare anche gli over 18. 22,5 milioni, invece, stanziati per sostenere la competitività delle imprese CHIAIA MAGAZINE • DICEMBRE 2012 bando per incentivare acquacoltura e progetti di produzione sostenibile ed innovative. Il bando è destinato a piccole e medie imprese agricole e di acquacoltura alla cui guida ci siano giovani imprenditori, singoli od associati, fino a 40 anni. Tetto massimo di finanziamento è 150mila euro e la condizione “sine qua non” la sottoscrizione di un contratto di collaborazione con un organismo di ricerca: Università o Istituti di ricerca sia pubblici che privati. Politiche sociali 29mln di euro provenienti dai fondi Por Fesr 2007-2013 sono stati ripartiti, attraverso i Piani Territoriali Regionali, dalla Regione Campania fra i comuni, raggruppati in Enti individuati sulla base del distretto sanitario di riferimento. Le risorse dovranno essere utilizzate per realizzare, ristrutturare, ampliare ed adeguare “asili nido” e “micro nidi” comunali. I contributi vanno dai 450mila euro, per gli ambiti che hanno già provveduto a realizzare nel proprio territorio almeno una di tali strutture, ai 700mila per quelle che ne sono ancora prive. Per ottenere i fondi i comuni capofila di ogni ambito territoriale dovranno presentare domanda entro il 25 gennaio 2013. Credito 25mila euro sono quelli che la Banca di Credito Cooperativo di Aquara ha deciso di investire in attività guidate da imprenditori di età inferiore ai 30 anni. Le aziende che aderiranno all’iniziativa della banca salernitana potranno restituire le risorse ottenute in cinque anni e ad un tasso del 5 per cento. Il tentativo stando a quanto comunicato dai promotori - è quello di contribuire allo sviluppo della provincia e di contrastare lo spopolamento territoriale in atto a causa della mancanza di occasioni di lavoro. 2,5mln di euro: è la cifra con la quale la Banca Popolare Vesuviana ha ottenuto dalla Consob il via libera all’emissione di Sud Bond. Diventano, così, 19 gli istituti di credito regionali ammessi all’emissione di “titoli di risparmio per l’economia meridionale”. E se le banche accreditate sono 19, le emissioni possibili - per un totale complessivo di 109,53mln di euro - sono 21, perché la Popolare di Flumeri e quella di Monte Pruno, ne hanno già lanciate 2 a testa. Trasporti 14mln di euro (6 destinati ad incentivare l’esodo e 8 per contribuire all’adozione dei contratti di solidarietà) è questo il totale del Fondo Regionale per i lavoratori del trasporto pubblico locale. Destinatari dell’iniziativa le imprese campane del settore ed i lavoratori del Tpl regionale. Il termine ultimo per la presentazione della domanda è fissato alle ore 12 del 31 gennaio prossimo. Le richieste vanno indirizzate telematicamente all’indirizzo web: www.lavorocampania.it. 10mln di euro sono quelli che, grazie alla legge cosiddetta Salva Eavbus, la Regione Campania ha messo a disposizione per la gestione dell’azienda stessa – sulla quale pende la spada di Damocle della sentenza di fallimento emessa nelle settimane scorse dal Tibunale di Napoli - i prossimi 60 giorni, nel tentativo di salvare il posto di lavoro ai 1.300 addetti ed a quelli dei servizi. Entro 10 giorni dall’entrata in vigore della legge l’Eav Holding, dovrà predisporre e sottoporre al giudizio della Giunta un piano industriale. Innovazione 70mln di euro: questo è l’ammontare dei fondi, provenienti dal Por Fesr 2007/2013, messi a disposizione dell’accordo di programma sottoscritto con il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, per la realizzazione di Distretti ad alta tecnologia, laboratori pubblici-privati per il rafforzamento del potenziale scientifico e tecnologico regionale,dalla Regione Campania, per il supporto agli interventi del Pon Ricerca e Competitività, finalizzati alle attività di ricerca, lo sviluppo ed il trasferimento tecnologico dei sistemi stabili pubblico-privati ovvero distretti tecnologici, laboratori pubblici privati e aggregazioni miste che operano sul nostro territorio. Più Europa 17mln di euro provenienti dai fondi a disposizione del Programma Integrato urbano, serviranno alla riqualificazione della città di Casalnuovo. I primi quattro progetti infrastrutturali a prendere le mosse saranno quelli finalizzati alla viabilità generale della città; alla mobilità cittadina; la sicurezza urbana e la riattazione e la destinazione di palazzo Lancellotti come sede per la promozione dell’artigianato sartoriale cittadino che annovera eccellenze di livello internazionale. SALUTE A NOI A GENNAIO LIBRO-INCHIESTA SULLA FECONDAZIONE ASSISTITA Storie di genitori e figli in provetta Luciana Ranieri I n uscita a gennaio 2013 il libro “Infertilità di Stato”, scritto a quattro mani per Iuppiter Edizioni dal genetista Raffaele Aiello e dal giornalista Espedito Pistone, che affronta in tutte le sfaccettature il complesso tema della fecondazione medicalmente assistita. Il libro si avvale della prefazione del teologo Gennaro Matino e del filosofo Aldo Masullo, nonché della collaborazione del bioeticista Franco Bruno Castaldo che ha scritto un breve saggio sul fragile confine tra ciò che è lecito e ciò che non lo è per l'etica dell'uomo. In Italia regola la materia la legge 40 del 2004, scritta e approvata quando il paese era governato da Berlusconi al suo secondo mandato e il Comitato per la Bioetica era costituito per il cinquanta per cento da cattolici, alcuni dei quali molto vicini al Vaticano. L’opinione pubblica si divise (e ancora si divide) in due schieramenti: da una parte quelli che desiderarono fortemente porre un freno al cosiddetto “far west dell'inseminazione”, dall'altro quanti temevano che dettami troppo stringenti finissero con l'imbrigliare il cammino della scienza. Il dibattito è ancora aperto, tant'è che la legge ha subito numerosi e importanti modifiche di cui nel libro si dà conto con precisione cronologica. Tuttavia, la scelta di aprire il volume con le posizioni di un sacerdote e quella di un pensatore laico non è lasciata al caso. Il libro, per volontà degli autori, non si schiera mai ma apre spazi di riflessione. Soprattutto, informa con ampia argomentazione le coppie che si avviano sulla strada dell'inseminazione dopo aver atteso a lungo un figlio che non è arrivato. Lo scritto diventa vademecum per i “futuri genitori” a cui è prospettato il cammino che dovranno fare sotto forma di sceneggiatura. C'è anche un capitolo che si intitola “Il film” del quale, vi si legge, i genitori diventeranno loro malgrado i protagonisti assoluti. La coppia di estensori si è divisa i compiti. Raffaele Aiello ha tracciato nero su bianco ciò che la scienza medica può offrire, alla luce delle ultimissime novità che riguardano “interventi su misura” e “accompagnamento psicologico” della coppia. Espedito Pistone ha fatto il suo mestiere di giornalista, intervistando decine e decine di coppie “in attesa” di una risposta a volte positiva, a volte negativa. Le storie, spaccati commoventi di vita vissuta, sono possibili, e in certi casi incoraggianti, esempi da seguire. “Infertilità di Stato” è un po' saggio e un po' romanzo, un agevole manuale, ma anche una guida che mette in guardia dai santoni del figlio ad ogni costo e dai viaggi della speranza. Informa, denuncia ma, soprattutto, fa riflettere. È dedicato ai genitori in pectore e, soprattutto, ai figli che, “comunque nascano portano sulle spalle il peso del futuro”. IN LIBRERIA LA MEDICINA NAPOLETANA L’Ordine dei Medici di Napoli e provincia, in occasione del suo centenario, ha pubblicato un libro celebrativo. L’interesse suscitato dal volume è stato tale che l’Ordine ha deciso di pubblicarne anche una versione economica, da regalare a tutti gli iscritti, che sarà spedita assieme al prossimo numero del Bollettino. Ed è stato anche deciso di dare a tutti la possibilità di acquistare la versione deluxe in libreria. Per quanti, seppur non medici, siano interessati ad averne una copia è stata prevista la vendita nelle migliori librerie di Napoli e della Campania, nelle librerie online (Ibs Amazon, Deastore), nell’internet bookshop di Iuppiter Edizioni (www.iuppitergroup.it) o telefonando al numero 081.19361500 (dal lunedì al venerdì orari: 10-13; 16-20). CHIAIA MAGAZINE • DICEMBRE 2012 (25) IUPPITER i libri del mese SUPERSUD Quando eravamo primi PASSEGGIATE LONDINESI Guida alla capitale del III millennio Autore: Mimmo Della Corte Costo: 12 euro Pagine: 187 Autore: Francesco Iodice Costo: 12 euro Pagine: 100 All’interno di un telaio narrativo rigorosamente documentato, si dipanano, senza revanscismo nostalgico ma certamente con l’orgoglio di recuperare un passato di gloria, le «altre verità» sulla Nazione Meridionale, fino alla riabilitazione definitiva di un popolo.Tra primati stellari e avvenimenti taciuti dalla storiografia ufficiale, un’ampia parte del saggio è dedicata alla storia della stampa meridionale. Prefazione di Marcello Veneziani. Originale guida letteraria di Londra, in cui l’Autore presenta itinerari classici e alternativi per scoprire fino in fondo la capitale anglosassone. Dalla casa di Dickens ai tesori imperdibili di Marylebone, è tutto un susseguirsi di aneddoti e particolari insoliti tanto da far scrivere a Mauro Giancaspro, nella prefazione al libro, che «Passeggiate londinesi riconcilierà chi lo leggerà con il piacere della lentezza per riappropriarsi davvero di una città». COSI’ HO SEDOTTO ROMA Amori e perversioni di Messalina NAPOLI ULTIMA CHIAMATA Vincitore Premio Rea 2011 Autore: Antonino Ballarati Costo: 12 euro Pagine: 172 Autore: Marcello Fasolino Costo: 18 euro Pagine: 230 Roma, anno 41 dopo Cristo. Il crudele imperatore Caligola viene assassinato sul Palatino dai pretoriani, gettando la capitale del più grande impero del mondo nel caos più assoluto. Inaspettatamente salirà sul trono dei Cesari il maturo Claudio con a fianco la giovane moglie, la bellissima e spregiudicata Messalina. Il romanzo storico racconta segreti, vizi e perversioni della classe dirigente dell’epoca in una storia trascinante e licenziosa. Romanzo vincitore per la «sezione narrativa» del Premio Rea 2011, in cui il protagonista è John Savarese, noto architetto italoamericano, che torna a Napoli per un importante convegno. L’arrivo in città non sarà dei più esaltanti, tra la reticenza della moglie e le infinite problematiche partenopee, ma John riscoprirà la potente energia soffocata di Napoli grazie a una valente violinista, figura vulnerabile a causa di una delusione sentimentale. SULLA SOGLIA DI PICCOLE PORTE Romanzo (Collana Storie) IL GIARDINO DEI SILENZIOSI Organi nelle chiese napoletane Autore: Enza Silvestrini Costo: 12 euro Pagine: 160 Autore: Mauro Castaldo Costo: 10 euro Pagine: 68 Nuova edizione, aggiornata nella grafica e nei contenuti, del romanzo rivelazione di Enza Silvestrini, finemente illustrato da Michele Iodice e con una lettura critica di Aldo Masullo. La storia è semplice: una bambina della provincia di Napoli raccontata, con malinconica benevolenza, dall’adulta in cui si è trasformata. Un viaggio poetico e passionale nel mondo dell’infanzia, in una successione incalzante di immagini, ricordi e personaggi. Inchiesta tra storia e provocazione sugli organi nelle chiese napoletane, strumenti nobilissimi che rinnovano l’antica arte della composizione musicale. Monsignor Vincenzo De Gregorio, organista titolare e maestro di Cappella del Duomo di Napoli così scrive nella prefazione: «È un percorso affascinante, quello dell’Autore, che ci fa desiderare di riavere più suono, quello dell’organo, ad accompagnare i momenti tersi o oscuri della vita». I LIBRI IUPPITER EDIZIONI POSSONO ESSERE ACQUISTATI NELLE MIGLIORI LIBRERIE DELLA CAMPANIA TRA CUI: Libreria L'Ateneo (Via Mezzocannone. 15 - Napoli) Libreria Metropolitana (Piazza Cavour, 69 - Napoli) Libreria Loffredo (Via Kerbaker 19/21 - Napoli) Libreria Simeoli (Via San Pietro a Maiella, 5 - Napoli) Libreria Neapolis (Via San Gregorio Armeno, 4 - Napoli) Libreria Pisanti (Corso Umberto i 38/40 - Napoli) Libreria Colonnese (Via San Pietro a Maiella, 32 - Napoli) Libreria Treves (Piazza del Plebiscito 11/12 - Napoli) Libreria Ubik (Via Benedetto Croce, 28 - Napoli) Libreria Fiorentino (Calata Trinità Maggiore 36 - Napoli) Guida (Via Port'Alba 20/23 - Napoli) Guida (Via Caduti sul Lavoro 41-43 - Caserta) Guida (Corso Vittorio Emanuele II, 101 - Avellino) Guida (Corso Garibaldi, 142 b/c - Salerno) Guida (Via F. Flora, 13/15 - Benevento) Feltrinelli (Via S. Caterina a Chiaia 23 - Napoli) Feltrinelli (Via S. Tommaso d'Aquino, 70 - Napoli) Feltrinelli (Stazione centrale Piazza Garibaldi - Napoli) Feltrinelli (Corso Vittorio Emanuele, 230 - Salerno) Fnac (Via Luca Giordano, 59 - Napoli) I LIBRI SONO ACQUISTABILI ANCHE SUL SITO WWW.IUPPITERGROUP.IT (CLICCANDO BANNER “IUPPITERSTORE”) E NEL CIRCUITO DELLE MIGLIORI LIBRERIE ONLINE PER ULTERIORI INFORMAZIONI È ATTIVO IL NUMERO/SERVIZIO CLIENTI DAL LUNEDI’ AL VENERDI’ (DALLE ORE 11 ALLE 0RE 20) 081.19361500 “Leggiamo e scriviamo per sapere di non essere soli” seguici su www.iuppitergroup.it – [email protected] saper vivere CULTURA • COSTUME • RELAX • MOVIDA • EVENTI • CURIOSITÀ Il romanziere dello sport Alvaro Mirabelli F ranco Esposito non è solo un monumento del giornalismo sportivo. Di più. Perciò il rischio, quando si parla di lui, è di saccheggiare il repertorio delle iperboli. Una cosa è certa: agli appassionati la sua penna ha sempre offerto merce di prima scelta. Rigore documentale sfuso e a pacchetti, sintassi politicamente scorretta, storie declinate con l’estro di una rabona assassina, di un carpiato da manuale, di una volèe supersonica, la cronaca a mo’ di favola vera: ne ha inanellati di fatti questo cronista dell’agonismo. L’informazione al servizio delle emozioni da performance, prodotta da questo napoletano che ora a vive a Grosseto, si è misurata probabilmente con tutte le discipline santificate dai canoni olimpici, esclusi, a quanto pare per sua stessa ammissione, il baseball e l’hockey su ghiaccio. 35 anni di giornalismo sportivo e sentirli tutti, nei panni di inviato speciale de «Il Mattino» e del «Corriere dello sport» Esposito ha raccontato migliaia di eventi, montando ogni storia su due inconfondibili coordinate: il dato di cronaca del fatto atletico e il suo inevitabile corollario di eroismi, bassezze, segreti e colpi di scena. Il tutto movimentato da spifferi di avventura e dosi robuste di garbata ironia. Mica facile. Ma alla fine, in calce a ogni articolo (e a ogni libro) un Nel libro «Nel nome del Padre, del Figlio e dello Sport», Franco Esposito narra le grandi dinastie di campioni attraverso un secolo di agonismo nome e un cognome, i suoi, diventati un marchio di garanzia. Tradotto in soldoni: Esposito è uno di quelli che il «pezzo» può anche non firmarselo affatto, tanto si capisce che è suo. Questione di stile: lo sanno benissimo un bel po’ di napoletani che per anni le imprese sportive se le sono gustate (e continuano a farlo nei libri), frugando tra le colonne del giornale per rintracciare la sua firma, prima di tutte le altre. E mica solo i lettori: lui magari non lo sospetta, ma per decenni non pochi tirocinanti del giornalismo sportivo gli hanno saccheggiato costrutti, invenzioni, modi di dire. Insomma un maestro, anche se la qualifica forse non gli fa né caldo né freddo. Ma la verità è che alla fine è la carriera a parlare per lui: il football, ad esempio, percorso in lungo e in largo in un labirinto di campionati e di coppe con il fiore all’occhiello di cinque edizioni dei Campionati del mondo, vissute e testimoniate in prima persona, oppure di sei edizioni dei Giochi Olimpici inseguite e seguite da una latitudine all’altra, messe nero su bianco e riferite ai lettori. Sempre, ovviamente, a suo modo: con quella prosa, sincopata come un guizzo di jazz, di periodi asciutti e fulminei, di frenate, di accelerazioni, e tuttavia digeribile da chiunque a patto che amasse lo sport. Anzi: che ami lo sport. Perché lui, cronista di mestiere, in passato piegato alla tirannia dei tempi imposta dai quotidiani della carta stampata, da un pezzo ha aggiustato il tiro, riproponendosi in altre vesti: si prende, infatti, tutto lo spazio e il tempo che vuole, ogni volta che scrive libri di sport. Per carità, è sempre lui: cronista fino al midollo, stile compreso, ma la differenza è la chiave storica che non gli mette limiti se non quelli che si dà lui. E così, finora, di libri (compreso l’ultimo recentissimo ) ne ha firmati sette, che gli son venuti facili come un rigore a porta a vuota perché, oltretutto, ha un’arma segreta. Anzi due: un suo sterminato e prezioso archivio personale di cui in giro si favoleggia, concupito e corteggiato – pare! – da molti addetti ai lavori, e una memoria da record. Per lui due miniere: gli basta individuare una vena di suo gradimento, poi comincia a scavare, fin dove lo portano il cuore e la convenienza della narrazione. È quanto è successo, ad esempio, col suo penultimo libro intitolato «Testa alta, due piedi», (pubblicato nel 2011) ovvero il calciomercato dei tempi andati, acquisti e cessioni al tempo dei pionieri, assi e brocchi dell’età eroica con tutti i «dietro le quinte» possibili: temporalmente solo l’altro ieri, tecnicamente invece un’era geologica fa. Apoteosi del pallone, col solito inchiostro dell’humour, su misura per buongustai del calcio in vena di nostalgie o di rivelazioni. E siccome i consensi gli sono piovuti addosso da ogni parte, una volta a cavallo dell’onda, non è più sceso: la penna gli è diventata seriale e in tempi strettissimi ha sfornato «Nel nome del Padre, del Figlio e dello Sport. Un secolo di grande Italia» (Edizioni Absolutely Free, novembre 2012). Di cosa si tratta? Copiamo senza scrupoli la presentazione del risvolto di copertina: «L’intreccio è servito. Curioso, suggestivo, intrigante. Un secolo di sport in Italia con il magico inchiostro delle grandi famiglie d’Italia. Nonni, padri, figli, fratelli, sorelle, nipoti. Cento anni di medaglie. Imprese scolpite con lo scalpello del talento. Volontà, impegno, sacrificio, e il gran cuore italiano. Cento anni d’Italia sul podio, da Nedo Nadi ad Aldo Montano, Stoccolma 1912 – Londra 2012. Grandi famiglie prodighe di favolosi regali: quelle infinite emozioni. Banche d’Italia: Nadi, Mangiarotti, D’Inzeo, Montano, D’Altrui, Abbagnale (nella foto centrale), Dibiasi, Pandolfini, Menichelli, Cagnotto, Dennerlein, Porzio, Di Centa, Gentile, Duran, Stecca, Maddaloni, Dettori. La storia sono loro. E quelli del calcio: la leggenda dei Mazzola (nella foto a dx), le favole dei cinque Sentimenti e dei fratelli Cevenini, la polisportiva Maldini, Bruno Conti & figli, i due Baresi, la premiata ditta Buffon». Insomma «il romanzo dello sport italiano»: uno sprint lungo un secolo, di dinastia in dinastia, fino al traguardo dell’ultima pagina. CHIAIA MAGAZINE • DICEMBRE 2012 (27) ARTE VISIONI Il tesoro di Orilia Valeria Puntuale M arcello Orilia era un aristocratico viveur, amante della caccia a cavallo, conteso dai salotti napoletani, negli anni tra le due guerre mondiali, per la sua raffinatezza, il suo buon gusto ed il suo temperamento allegro e arguto. Discendente di un’antica e nobile casata di Cava dei Tirreni, col tempo stabilitasi a Napoli, il gentiluomo viveva nella lussuosa dimora di Palazzo Arlotta al Chiatamone con la moglie Maria Teresa De Vivo Piscicelli: nobile protagonista della Napoli della Belle Epoque, definito dal principe di Sirignano come «L’uomo più elegante della città, Orilia riuscì a creare in casa propria, attraverso una diligente opera di raccolta e di acquisti, un piccolo, sofisticato museo, frequentato da collezionisti ed amici. Gli oggetti d’arte trovarono poi ospitalità negli ambienti di Palazzo Roccella. Infine, dopo la morte del collezionista, nel 1952 la raccolta fu donata allo Stato e poi presentata definitivamente, nel 1955, negli ambienti del Museo di San Martino. Attualmente, grazie alla mostra intitolata «Riscoperta della collezione di un nobile napoletano», una significativa e sofisticata selezione di questa colta e raffinata (28) galleria di opere è visitabile negli ambienti al primo piano della Certosa di San Martino perché lo spazio dedicato da sempre alla collezione Orilia è chiuso per restauri e non sono disponibili, al momento, fondi sufficienti per procedere ad un allestimento completo. La straordinaria collezione, a suo tempo animata da un consapevole gusto di stampo moderno, esibisce non solo maioliche, terraglie e porcellane di manifatture europee (come Meissen, Chelsea, Sévres) o italiane (come Ginori di Doccia, Capodimonte e Real Fabbrica di Napoli), ma anche eleganti ventagli, raffinati bastoni, nonché importanti parietali lignei, provenienti da complessi conventuali partenopei. La scelta, purtroppo limitata, dei «pezzi» in mostra fornisce in ogni caso un’idea esaustiva di come doveva essere una collezione privata dell’epoca.È possibile, poi, cogliere due piccioni con una fava perché il piccolo tesoro di Marcello Orilia è stato collocato nella sezione museale dedicata al Teatro Napoletano: un’occasione d’oro, quindi, per scoprire questo settore, davvero poco noto, in cui si ripercorre la storia del Teatro di San Carlo e del San Carlino attraverso stampe, dipinti, bozzetti, scenografie, disegni, sculture e manoscritti provenienti, tra l’altro, dal Fondo Nicolini. Dalla sala è possibile godere di un panorama a 360° della città di Napoli. Insomma: una passeggiata nella cultura e nel bello. Fino al 29 gennaio 2013. CHIAIA MAGAZINE • DICEMBRE 2012 NINa, Nuova Immagine Napoletana, è la mostra promossa dal Pan, in via dei Mille, in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti, visitabile fino al 13 gennaio 2013. Si tratta di un interessante progetto che ha l’obiettivo di far conoscere i giovani artisti partenopei che si formano nell’Accademia. Tra gli 84 lavori in esposizione, ha riscosso particolari consensi l’opera "Auspicium Fernova" (in foto a destra) dell’artista Michelangelo Della Morte in cui ben si esprime il suo stile figurativosimbolico contemporaneo. Occhio di riguardo ‘800 a Capodimonte «Ottocento “privato” a Capodimonte»: questa la nuova sezione appena inaugurata al pubblico presso il celebre museo collinare. L’inedito percorso è stato allestito in alcuni ambienti del piano ammezzato sul fronte meridionale della reggia cui si accede attraverso il suggestivo scalone esagonale: le sale interessate erano gli spazi privati della corte all’epoca dei sovrani Borbone e Savoia. getti d’arredo, suggerisce ai visitatori una dimensione più intima, lontana dalla maestosità degli ambienti di rappresentanza dell'Appartamento Reale al piano nobile della Reggia. La nuova sezione completa la selezione di opere dedicate all’Ottocento, esposta attualmente nelle sale al 3° piano del museo, il cui nucleo centrale si riallaccia al proposito, nato subito dopo l'Unità d'Italia, di istituire a Capodimonte una «Galleria di Arte moderna», destinata ad ospitare opere di L’intervento attuale, in realtà un riallestimento integrale degli ambienti, valorizza il fascino ottocentesco degli spazi, con vista sul parco, sulla città e sui cortili monumentali del museo. La nuova risistemazione, che ha riguardato oltre 200 opere tra dipinti, sculture, tessuti e og- artisti viventi. Con questa iniziativa si conclude il programma di riordino delle collezioni storiche del Museo. Il progetto «Ottocento “privato” a Capodimonte» è firmato dalla Soprintendenza Speciale per il patrimonio storico, artistico e per il Polo museale della città di Napoli. (m.t.) ARTE Eventi In mostra i ricordi di Iole L’artista napoletana Iole Cilento espone le sue opere fino al 30 gennaio 2013 al «Chiaja Hotel de charme» (via Chiaia 216) AL CHIAJA HOTEL DE CHARME CONTINUANO LE LETTURE POETICHE E SI INAUGURA «ANTISOUVENIR OF NAPLES» Armando Yari Siporso U n programma culturale degno di un museo. Nella antica dimora del Marchese Nicola Lecaldano Sasso La Terza, oggi sede dell'hotel «Chiaja de charme», la cultura sarà di casa per tutta la stagione invernale. A dicembre si parte con «Poetè», ciclo di letture poetiche accompagnate da tè e biscotti, che dal 2009 trova spazio nel salottino dell'hotel, ormai punto di riferimento di manifestazioni culturali ed eventi artistici del quartiere. La programmazione dl mese è cominciata con la presentazione di «Poesie 1975 2012», il nuovo Oscar Mondadori di Novità Scorci insoliti di Napoli ROBERTO DI BIANCO SCOPRE UNA CITTÀ INEDITA GIOCANDO CON FOTO, SCULTURE E PAROLE Franco Buffoni. Il 20 è stata la volta di Luca Ariano e Carmine De Falco che, con Stelvio Di Spigno, hanno presentato i propri lavori e discuteranno sulla vitalità della poesia nell'Italia contemporanea. L'incontro del 16 gennaio sarà invece dedicato a «Tienimi per mano», opera del noto showman Fabio Brescia, vincitore della XVI edizione del premio Domenico Rea. Far entrare la lettura in un albergo è l'idea di successo di Pietro Fusella proprietario e direttore dell'hotel "Chiaja de charme"- che, con passione, ha lanciato questo progetto di fusione tra arte ed ospitalità. «L'idea è nata quasi per caso, discutendo con l'amico Claudio della mostra «AntiSouvenirs of Naples», che vedrà esposte fino al 30 gennaio le opere originali dell'artista napoletana Iole Cilento. «L’antisouvenir è un oggetto d’arte che aiuta a ripensare la memoria della città in maniera non oleografica» - spiega l'artista motivando così la sua scelta di raccontare Napoli mischiando la materia pittorica ai reperti di vita privata dei bisnonni: lettere e foto, ma anche bottoni di osso, schegge di porcellana, chiavi e merletti fatti a mano. Tutte le iniziative e gli incontri culturali del «Chiaja Hotel de charme» sono ad ingresso gratuito e si svolgono nel «salotto» dell'hotel in via Chiaia 216. scelto come soggetto, per questa occasione, la sua città. In particolare, gli angoli non tradizionali: tetti di palazzi, scale con lampioni e quant’altro ha attirato la sua attenzione. Sono scorci suggestivi “intrappolati” in scatti fotografici in bianco e nero, come li ha definiti Laura Iasiello, curatrice della mostra. Su queste fotografie in vari formati l’artista ha dato libero sfogo al suo estro, giocando con smalti, resine e olio, unendo colore e frasi in inglese arcaico. Ne risulta un contrasto cromatico che colpisce l’occhio e lo cattura nella lettura di quei pensieri lapidari frutto di impulso e di irrazionalità, alla maniera romantica. Anche le sue sculture sono figlie di Napoli. Si tratta di oggetti della città, in pietra o legno, riciclati e riadattati con esiti sorprendenti. La sperimentazione su tecniche, materiali e superfici sempre nuove fa parte del suo stile, maturato dopo anni di studio e di confronto con la scuola contemporanea americana durante i corsi alla “School of Art of San Francisco”. The Bay of Naples è il titolo della mostra personale di Roberto Di Bianco inaugurata il 5 dicembre e visitabile fino al 31 gennaio alla galleria Nothing Else Contemporary Art di via Alabardieri. Protagonista, nella sua carriera artistica, di performance live, esposizioni e mostre, personali e collettive, a Napoli e in altre città come Bologna e Roma, Roberto Di Bianco ha ROCK PICCANTE Originario di Praia a Mare, Emiliano Cirillo, 33 anni, dopo aver girovagato per mezza Europa e visitato i musei delle principali città europee e italiane, oggi vive a Diamante, paesino rinomato per il festival del peperoncino e per le sue spiagge e le sue scogliere. Risultato: una mostra intitolata «Peperoncini Rock», immagini sparse di cultura pop condite di ironia e leggerezza nel segno del noto esplosivo ortaggio piccante. Fino al 27 dicembre al locale Finelli della necessità di dare una risposta allo sconforto culturale (e non solo) nel quale versava la Napoli del 2009 - spiega Fusella - e, a distanza di 4 anni, posso dire che l'iniziativa si è radicata quasi spontaneamente tra le attività della struttura. Con gli incontri della rassegna "Poetè" - continua Pietro Fusella - non facciamo altro che aprire uno spazio culturale di cui, evidentemente, in città si sentiva la necessità. Uno spazio particolarmente apprezzato dai clienti del nostro albergo che ci scelgono anche per la nostra voglia di puntare sulla napoletanità e sulla sua cultura». Uno spazio che si è arricchito, dal 14 dicembre, con l'inaugurazione Kestè (via S. Giovanni Maggiore Pignatelli). Infotel 081.5513984 ROSAS TRILOGY Conferma le sue credenziali di pura avanguardia la Galleria Umberto Di Marino (via Alabardieri 1), ospitando, nei propri ambienti, fino al 16 febbraio 2013, una performance decisamente atipica: si tratta di «Rosas: the trilogy», opera lirica in 3 atti, firmata da Marinella Senatore, concepita appositamente per lo schermo. Il lavoro, realizzato dall’artista coinvolgendo nell’arco di un anno un cast di oltre 20mila partecipanti in tre paesi europei, è stato prodotto da differenti istituzioni internazionali. Infotel 081.0609318 MIRANDA Vittorio Miranda, ovvero la pittura a 24 carati. «Sul VIVIANA GENOVESE fronte della Figura Umana. Antologia 2001 2012» è il titolo della personale che fino al 7 gennaio 2013 tiene banco negli spazi del Maschio Angioino. In mostra dipinti in cui il corpo umano è assoluto protagonista. Le figure realizzate dall'artista, pur apparendo statiche o immerse nel sonno, esprimono un implicito potenziale a interrompere la loro attesa e prendere vita per continuare le attività sospese, per vestirsi, camminare, lavorare, amare. CAPUZZELLE Ricordate le Capuzzelle, incastonate 10 anni fa in piazza del Plebiscito da Rebecca Horn? Quella performance, intitolata «Spiriti di madreperla» e ispirata ai teschi del Cimitero delle Fontanelle, che la tradizione napoletana identifica con le anime del purgatorio, è ancora viva nella fantasia dell’artista tedesca. È così tornata sull’argomento, riletto in chiave pittorica, con la mostra «Capuzzelle Karte 2012», ospitata fino al 19 gennaio 2013 allo Studio Trisorio. CHIAIA MAGAZINE •DICEMBRE 2012 (29) LIBRI&LIBRERIE LIBRIDINE Aurora Cacopardo Saggio Le passioni di una rivista illuminata PADRE BACCO VIAGGIO NEL MITO ETILICO FRANCESCO D’EPISCOPO RICOSTRUISCE, IN UN SAGGIO EDITO DA TULLIO PIRONTI, LA VITA LETTERARIA DEL PERIODICO BIMESTRALE «LE RAGIONI NARRATIVE» legati, Compagnone e Incoronato si somigliavano È il 1960. Il Paese si è lasciato il dopoguerra alle molto nel segno di quell’“acutezza”, tipica di un spalle e, con i suoi equivoci e le sue contraddizioni, certo illuminismo meridionale (…) Domenico Rea comincia ad accelerare il passo. A Napoli un gruppo faceva storie a sé, ma era il più parlatore ed di scrittori fonda la rivista letteraria “Le ragioni estroverso». Tutti «intellettuali disinteressati», che nel narrative”, un opuscolo bimestrale che avrà vita breve, ma intensa. Su quelle pagine, incorniciate per riempire pagine di letteratura, miravano a «combattere un ideologismo troppo rigido e i primi sette numeri da una copertina giallo intenso, schematico», per rinsaldare l’alto valore morale e scrivono Domenico Rea, Michele Prisco, Luigi sociale della narrativa, in un Incoronato, Gian Franco Vené, momento storico complesso, in cui Mario Pomilio e tante altre firme le “ragioni” della letteratura italiana prestigiose. Da quel 1960 sono e straniera avevano «un volto passati cinquant’anni, ma le loro estremamente incerto e parole frutto di onestà inquietante». Effetto, secondo intellettuale e impegno critico, l’autore, di una «progressiva vivono ancora nell’antologia “Le disumanizzazione del mondo e ragioni narrative”, curata da dell’arte». In quest’ottica, la rivista Francesco D’Episcopo (nella foto nasce dalla fiducia in una letteratura in alto), docente alla Facoltà di che abbia come fulcro l’uomo, i suoi Lettere e Filosofia dell’università problemi, la sua morale. E così sulle “Federico II”, ed edita da Tullio pagine de “Le ragioni narrative”, Rea Pironti, lo stesso che aveva e Vené si interrogavano sul promosso la nascita e la significato del neorealismo, Prisco diffusione della rivista. Una discuteva della corrente del raccolta che, come scrive l’autore, nouveau roman, Pomilio entrava «rappresenta il coraggioso nel dibattito sulle forme del tentativo di un confronto, che linguaggio della narrativa italiana. diverrà incontro ma anche LE RAGIONI La rassegna intessuta da D’Episcopo scontro, con tutto ciò che NARRATIVE è quindi frutto della volontà di narrativamente accadeva in Italia «rilanciare e riproporre – spiega il e in Europa, al fine di una Francesco D’Episcopo professore – il contributo, serio e riflessione (…) sugli scenari che Tullio Pironti Editore onesto, di intellettuali impegnati sul il grande teatro del racconto 286 pagine fronte di una cultura militante, spalancava a chi, a livello libera da pastoie accademiche, creativo e critico, vi era dentro». estetizzanti, ideologizzanti». E con Sulla copertina del libro, una fotografia in bianco e nero, “ritaglio” di una riunione abile maestria riesce a catapultare il lettore nei dodici mesi di vita di una rivista per cui, forse, della vivace redazione che operò all’ombra del l’unica “colpa” fu quella di essere nata in una città, Vesuvio fino al 1961. Ci sono quasi tutti i “pilastri” Napoli, «nella quale sono condannate a morire le della rivista. E di ognuno di loro D’Episcopo dipinge un profilo che impreziosisce ulteriormente il tessuto migliori iniziative per una sorta di strana malattia». del libro: «Prisco e Pomilio erano particolarmente LIVIA IANNOTTA Altri libri LA CHIRURGIA ESTETICA RACCONTI IN CUCINA G. Sito - A.P. Merone Springer Edizioni V. Digilio - G. Russo Adriano Gallina Editore La nascita del mito della bellezza si perde nella notte dei tempi. Uomini e donne che aspirano ad assomigliare al bell’Achille o alla splendida Afrodite possono oggi essere accontentati. Il volume è una sorta di guida pratica per coloro che intendono avvicinarsi alla chirurgia estetica. Ritocchi e lifting, con le principali tecniche e i metodi meno invasivi, promettono un futuro molto più affascinante. (l.r.) (30) CHIAIA MAGAZINE • DICEMBRE 2012 Il ricordo si disperde in cucina. Ventiquattro racconti portano direttamente ad altrettante ricette. Non è un libro di cucina come tanti, ma un “assaggio” della vita dei due autori attraverso storie che si mescolano tra passato e presente, tra il piacere dell’allegria condivisa a tavola e il profumo di un buon piatto. Alcune ricette hanno il pregio dell’originalità nonostante il “sapore” del tempo andato e possono piacere anche ai più giovani. (l.r.) L'oggetto del saggio «Padre Bacco» (Iuppiter Edizioni, 10 euro) di Vincenso Petitto e Fulvio Sellitto è il vino, Gli autori sottolineano subito l'esistenza di numerosi tipi di vino le cui proprietà fisiche e chimiche variano in relazione alla qualità dell'uva, alla natura del terreno, al clima, al trattamento del mosto, all'uva stessa. Inizia, così, un lungo viaggio che il vino e l'uomo compiono nella letteratura e nella storia della medicina dalle origini ai nostri giorni. Il vino, ci narrano gli autori, assunse particolari funzioni rituali nelle religioni dell'area mediterranea dove venne prodotto in abbondanza. Oltre ad essere una delle bevande sacrificali, per le sue proprietà di forza ed inebrianti, assunse particolare importanza nei riti orgiastici. Infine venne divinizzato, numerose le feste associate alla vendemmia. I romani celebravano le feste Vinalia legate alla vendemmia e all'inizio del vino nuovo. Omero presenta la vendemmia in una scena dello scudo del piè veloce Achille, nell'Iliade la vendemmia è accompagnata dal canto. Anche Virgilio descrive la vendemmia nel Il libro delle Georgiche. Ciò che è particolarmente interessante è che nella Bibbia il profeta Isaia canta l'amore e la fedeltà di Dio attraverso il simbolismo di una vigna ed infine nel Cantico dei Cantici, il più grande testo d'amore, attribuito a Salomone leggiamo: "Mi ha condotta nella casa del vino/rianimatemi con cedri/sono malato d'amore io!/Prendete le piccole volpi che devastano le vigne:/ le nostre vigne sono in fiore!" Emerge il profilo degli autori attraverso alcune tematiche: l'importanza della natura guardata con intenzione etica ed estetica, i vasti richiami alla problematica religiosa cui si aggiungono motivi trasversali come il terna del viaggio condotto per luoghi e tempi della memoria, una nozione di attualità del reale dilatata dalle reminiscenze ed infine la convinzione che la natura conduce alla letteratura. Il ritratto complessivo che viene fuori è quello di studiosi attenti che hanno fatto ricorso al saggio - storico - narrativo sia per diletto sia per metodo di ricerca frutto di una comune passione. È interessante aver colto attraverso i loro scritti, come per molto tempo, dopo la scuola Eleatica di Parmenide, il pensiero filosofico abbia contrapposto la natura e l'uomo in un dualismo irriducibile, per cui la materia ben distinta dallo spirito, perse importanza e venne considerata una forma passiva soggetta alle forze spirituali e governata da esse. Diciamo pure che la scienza moderna sottolineò questa concezione nelle indicazioni meccanicistiche, cartesiane e newtoniane le quali ritenevano la natura come un mondo esterno da assoggettare e sfruttare. Solo da poco la nostra cultura ha cercato di eliminare il contrasto ritornando alle posizioni antiche della filosofia greca e, naturalmente alle teorie dei due autori. In effetti si può ritenere che la ricongiunzioni delle due polarità contrapposte da secoli, l'essere e il divenire, considerate dopo Aristotele insostenibili come unità, invece appaiono, oggi, come la sola la possibilità che l'osservatore non stia fuori da ciò che è osservato e quindi non essere sottoposto a menomazioni dalla unione con la natura, ma essendo egli stesso natura, non debba soffrire alcun annullamento di se stesso e nessuna caduta o perdita della propria identità. LIBRI&LIBRERIE Eventi Novità La luce indomita di Claretta Neapolis GLI ULTIMI GIORNI DI MUSSOLINI E DELLA PETACCI RICOSTRUITI NEL DIARIO DI GUNTHER LANGES CURATO DA NICO PIROZZI del 1943 alla primavera del 1945, da Grazie al rigore dello storico, alla lucidità del saggista, alla curiosità del addetto ai lavori, ebbe cura di annogiornalista- qualità che ne connotano tare l’inesorabile ultimo atto di un regime. E, con questo ultimo atto, il l’inconfondibile impegno - anche stavolta Nico Pirozzi riesce a proporci dramma umano e sentimentale che, in quei giorni, unì in un tragico coun libro di grande interesse storico e mune destino questa leggendaria umano dal titolo: Auf Wiedersehen coppia, la cui passione d’amore Claretta. Il diario dell’uomo che continua a riservarpoteva salvare ci nuove e sorprenMussolini e la denti particolari. Petacci (Edizioni Intanto per renderCentoAutori). Pagisi conto del rigore ne di straordinaria che Pirozzi ha intensità descrittiva posto nella cura del su uno dei periodi libro, bisogna più drammatici e leggere attentatragici della storia mente la introdunostra e della Gerzione di “Auf Wieemania, che portano dersehen Claretta”, alla luce significatiun capolavoro di ve testimonianze, confidenze e di fino ad oggi sconoconsiderazioni, in sciute, o appena cui il curatore - nel sfiorate da dicerie rivelare con grande benevoli o malevoli, sincerità di mostrasecondo i punti di re fastidio se non vista, la varietà degli Auf Wiedersehen Claretta disagio nel doversi approcci. Tutto fare divulgatore di nasce da un lontaGunther Langes un’opera che porta no e prezioso “dat(a cura di Nico Pirozzi) il nome di un nazitiloscritto”, di cui Cento Autori Edizioni sta - alla fine, con la Pirozzi è venuto in 175 pagine sovrana limpidezza possesso, opera di di uomo di forte Gunther Langes, spessore culturale scrittore giornalista quale è, fa valere le supreme ragioni austriaco, che, trovandosi a organizzare assieme al generale tedesco della della conoscenza su tutte le altre miserie o nefandezze, riscattate dal SS Karl Wolf il primo furtivo incontro dovere di verità, che egli chiama tra Mussolini e la sua amante Claretcuriosità. Prende così corpo una ta, a Villa Feltrinelli, in quel di Garcoinvolgente narrazione, la cui tradugnano sul lago di Garda, dall’estate zione ha trovato nella supervisione di Pirozzi riscontri fedeli e illuminanti, essendo lui, come pochi, conoscitore di quegli anni di ineguagliabile spessore storicistico. Rispetto al vecchio lugubre titolo, che ne avrebbe voluto dare il suo diarista Gunther Langes, il nuovo “Auf Wiedersehen Claretta” a cura di Pirozzi già nel segno di un saluto di una pietosa e sempreviva memoria si dispone a “illuminare di una luce chiarissima il ritratto di una donna che il mondo ha dipinto di toni cupi”. “Era bella e all’apparenza fragile, Claretta - racconta nel prologo l’autore Langes -. Quando la conobbi restai folgorato dal colore della sua pelle chiara e dalla profondità e dalla fierezza del suo sguardo di donna mediterranea. Coraggio e tenacia non le mancavano. Ma a colpire era, immediatamente dopo averla conosciuta, la sua personalità. Forte. Talmente indomita da far breccia anche nella ruvida scorza di Mussolini”. Delicate parole che basterebbero da sole a farci immaginare la sorprendente riscoperta di questa donna, di cui erano tali fascino e attrazione da far dire al diarista: “Spesso mi chiedo se agendo in tempo, quando c’era ancora la possibilità di raggiungere il confine svizzero attraverso l’Alto Adige, avrei potuto salvarli…” Continuiamo a chiedercelo anche noi; nell’attesa di venirne a capo, vi invitiamo a leggere questa nuovissima Claretta, per concludere che la grande storia è frutto anche di trascurabili particolari. ALDO DE FRANCESCO LA LIBRERIA DEL TIFOSO NUMERI AZZURRI (di Mario Improta) Frilli Editore (2012) Interessante e vibrante libro per i tifosi napoletani quello che Mario Improta ha scritto e pubblicato per Frilli Editore. S’intitola «Numeri azzurri» (336 pagine, 14,90 euro, 2012) e racconta gioie, dolori, vittorie, tonfi e rinascite del Napoli, risultato per risultato, formazione per formazione, numero per numero. Un volume documentatissimo che ricostruisce tutti i primati e i record della squadra azzurra e dei suoi protagonisti, dal 1926 fino ad oggi, corredando questa formidabile cronaca con le schede fotografiche di tutti i giocatori e di tutti gli allenatori. Uno dei pregi del libro è anche quello di mettere insieme gli aneddoti più accattivanti di ogni stagione sportiva attraverso racconti e titoli di giornale. Un libro utile per appassionati ed addetti ai lavori oltre che per tutti coloro che amano la squadra azzurra. Le statistiche sono aggiornate fino al 31 gennaio 2012. GIUSEPPE MONTANINO Diego Armando Maradona, il numero «10» del Napoli delle meraviglie Studioso della vita artistica napoletana antica e moderna, Aurelio De Rose ha collaborato e collabora con quotidiani, riviste letterarie e culturali, con interventi di storia del costume e critica d'arte. Proprio da alcune sue collaborazioni col Roma, nasce il suo ultimo libro “Neapolis”, presentato al circolo Posillipo a dicembre. Si tratta di una raccolta di aneddoti riferiti a personaggi e fatti accaduti nell’arco di vari secoli della storia di Napoli che De Rose ha pubblicato periodicamente sul quotidiano, e che ha poi ampliato e raggruppato in un unico testo. Una storia di duemila anni, fino al passato secolo, raccontata attraverso episodi curiosi e spesso poco conosciuti. Il lettore avrà quindi modo di rendersi conto di quanti e quali personaggi sono stati alla ribalta di quella che fu una "nazione" ma anche di quei tanti che, per cultura, sono stati parte integrante di essa. Assieme alle storie vere, a personaggi, eventi e fatti di cronaca, sono anche citate le vere o false leggende che ruotano intorno alla città. Come riporta De Rose stesso nella nota, «sono piccole “côtes de l’histoire”; vicende di una società che ha mostrato, da sempre, storicamente, nel bene e nel male, tutta la sua particolare e straordinaria vitalità». (m.t.) ’O Presebbio Lo spirito natalizio, a Napoli, ha origini antiche. Simboli di questa solennità il presepe napoletano "o' Presebbio", gli zampognari, la tombola e il menu di Natale. Saranno questi i protagonisti di due eventi speciali, che si terranno venerdì 21 e sabato 22 dicembre, allestiti nel suggestivo scenario della chiesa di Santa Croce al Mercato, e organizzati da Luigi Rispoli e da Umberto Franzese, coordinatore dell’AIGE. Oltre all’aspetto religioso, il presepe napoletano è il luogo dove sacro e profano, spiritualità e vita quotidiana, preghiera ed ironia convivono, come solo a Napoli è possibile. Ne approfondiranno il significato Franco Lista e Giuseppe Aprea dell’“Associazione amici del Presepe”. Sul banchetto della festa un incontro con tre invitati d’eccezione, Fabrizio Mangoni, urbanista e storico della cucina, Germana Militerni Nardone, storica della gastronomia, il giornalista Nicola Muccillo. Conduce Fiorella Franchini. Interverranno Benedetto Casillo, Enzo Fischetti, Claudio Pellone. Interludi poetici di Enzo De Simone, Patrizia Pugliese e Maria Grazia Renato; intermezzi musicali di Natalia Apolenskaya, Luca Nasti, Manuela Papa. (l.b.) CHIAIA MAGAZINE • DICEMBRE 2012 (31) LIBRI&LIBRERIE Del Tufo, cronista fantathriller Livia Iannotta Una Napoli misteriosa, un filo rosso-sangue che intreccia passato e presente e un segreto inconfessabile. C’è tutto questo nel romanzo «Verrà cantando il sangue» (Rogiosi Editore) di Vittorio Del Tufo, giornalista napoletano, capocronista de “Il Mattino” dal 2008 al 2011, attualmente redattore capo centrale del maggior quotidiano del Mezzogiorno. Di cosa parla il suo libro? Al centro del romanzo c’è un grande mistero della Napoli medievale legato al sangue di San Gennaro, attorno al quale ho fatto ruotare personaggi realmente esistiti accanto ad altri di pura fantasia e del quale offro una soluzione in chiave romanzata. Una parte del racconto è ambientata nel Medioevo e si apre con l’omicidio di un alchimista nella Napoli del 1389. L’altra si svolge ai giorni nostri, più precisamente negli anni ’80, e parte dall’omicidio di uno scienziato milanese venuto a Napoli per studiare il famoso sangue. A indagare sulla vicenda è un giovane cronista napoletano all’alba della sua carriera, che si imbatte nell’omicidio fino a scoprire qualcosa di delicato, scabroso. Nella struttura del romanzo si susseguono perciò un capitolo ambientato nel passato e uno nel presente, ricostruendo due vicende che si snodano parallelamente, ma che alla fine convergono verso un’unica soluzione. In un continuo gioco di rimandi tra passato e presente. «Oggi attira il rapporto tra mito e realtà. Napoli è una città in cui questi due aspetti spesso si fondono dando vita ad un impasto affascinante. Il mistero del sangue di San Gennaro ne è un esempio» Crescono gli scrittori che si cimentano nel genere noir per parlare di Napoli. Come lo spiega? Penso che a Napoli sia fiorita negli ultimi anni una vera e propria scuola legata al genere giallo. Il successo di Maurizio de Giovanni ne è la prova. Nel mio caso si tratta più di un fantathriller storico. Mi sono divertito a prendere in prestito alcune vicende storiche realmente accadute e a contaminarle con un intreccio narrativo basato sulla fantasia. Credo che quello che attiri molto in questo periodo sia il rapporto tra mistero e realtà. E Napoli offre tantissimi spunti, perché in essa mito e realtà spesso si fondono e danno vita ad un impasto misterioso e affascinante. Ne è un esempio lo stesso mistero del sangue di San Gennaro. Quanto incide il lavoro di giornalista su quello di scrittore? Incide innanzitutto per la forma narrativa, che appare molto veloce, snella. All’apparenza il meccanismo di doppia ambientazione po- Ascoltando i Respiri di Luna PRESENTATA AD OTTAVIANO LA SILLOGE POETICA DI FRANCESCA COPPOLA Ad Ottaviano, lo scorso 9 dicembre, nella sede del circolo culturale «Principe d’Ottajano» si è svolta la prima presentazione del libro di poesie «Respiri di Luna» (Arduino Sacco Editore) della giovanissima Francesca Coppola, classe ’89 laureanda in Lingue culture e lettera- (32) ture moderne europee presso l’Università degli studi di Napoli «Federico II». L’evento è stato organizzato dall’associazione «Agorà-Incontriamoci in piazza» dal 2009 impegnata nel territorio ottavianese. All’incontro hanno partecipato Michele CHIAIA MAGAZINE • DICEMBRE 2012 Saggese presidente di «Agorà», Arduino Sacco presidente della «Arduino Sacco Editore», Monica Casillo, socio di «Agorà» e moderatrice dell’incontro, Alessandra Troiano socio fondatore dell’associazione «Luoghi dell’Anima» e Lino Ranieri presidente del circolo culturale «Principe d’Ottajano». «Respiri di Luna» può definirsi un viaggio emozionale dell’anima trebbe sembrare complesso, ma ho voluto utilizzare una forma narrativa veloce con successione di capitoli brevi, per dare ritmo alla struttura del romanzo. Tutto questo è stato però possibile solo grazie alla scrittura giornalistica che mi ha accompagnato per tanto tempo. Ho saccheggiato nei ricordi, prendendo in prestito volti, sensazioni, atmosfere, sapori che ho incrociato all’inizio della mia carriera. Non a caso il «Mi sono divertito a prendere in prestito episodi del passato realmente accaduti, immaginando che continuassero nel presente. Il mio mestiere di giornalista mi ha aiutato per la scelta della forma narrativa» protagonista del libro, nella parte ambientata ai giorni nostri, è proprio un giornalista agli esordi della sua carriera. Mi è piaciuto immaginare non tanto me stesso, quanto una generazione di giovani cronisti alle prime armi, che negli anni ‘80 si sono affacciati a questo mestiere con entusiasmo e magari anche un po’ di disincanto, e che si sono trovati ad affrontare vicende intriganti. Quali sono i modelli a cui si ispira nella scrittura? Per quanto riguarda lo stile, gli scrittori americani degli anni ’80, i cosiddetti minimalisti. Mi sono riallacciato poi al filone che cerca di recuperare vicende sepolte nel passato, dando però loro una attualità, creando contaminazioni tra passato e presente. Come nei famosi e inimitabili “Angeli e demoni” o “Il codice Da Vinci”, in cui l’autore si diverte a giocare col passato, immaginando che continui a produrre effetti nel presente. A me questo escamotage piace molto. E nel mio piccolo ho cercato di fare la stessa cosa. attraverso i diversi moti della vita paragonabili a quelli della Luna stessa e sicuramente la giovane età della scrittrice ha contribuito a rendere le liriche ancora più intense e passionali. Dopo sei mesi trascorsi a Barcellona, la Coppola ha deciso di mettere insieme le sue liriche, ma l’interesse per la poesia era nato in lei già da bambina e poi all’università si è rafforzato grazie allo studio della letteratura, in particolar modo di quella straniera. La silloge poetica raccoglie quarantadue componimenti che l’autrice, nel corso della presentazione ha definito «molto autobiografici». Infatti le poesie raccontano la sua passione per la “femminea” Luna, del periodo vissuto in Spagna, di un gatto dal «musetto di pesca», dell’amore, dell’amicizia, del sentimento del «ricordo» e della scrittura definita «dea dell’intelletto». LUCIANA RANIERI PERSONAGGI Nicola Gardini e quel favoloso mondo di Amelia LO SCRITTORE MOLISANO, DOCENTE DI LETTERATURA A OXFORD, HA PRESENTATO A NAPOLI IL SUO ULTIMO ROMANZO, VINCITORE DEL «VIAREGGIO», IN CUI LA PROTAGONISTA È ALLA RICERCA DELLE PAROLE PERDUTE Enza Silvestrini L e parole fluiscono sicure, scelte con attenzione, corrono immediate attraverso saperi e passioni consolidate dal tempo ad incontrare l’altro: il lettore, l’ascoltatore. Nicola Gardini, molisano, classe ‘65, è docente di letteratura a Oxford, saggista, traduttore, poeta, narratore, umiltà e acume. Lo incontro a Napoli in occasione della presentazione del suo ultimo romanzo «Le parole perdute di Amelia Lynd» (Feltrinelli, 2012) col quale ha vinto il premio Viareggio e il Zerilli Marimo City of Rome. «Le parole perdute di Amelia Lynd» racconta la storia di Chino, un ragazzo che, nella Milano degli anni 70, si affaccia alla vita attraverso due potenti figure femminili. Da un lato la madre Elvira, la portinaia del caseggiato di via Icaro, in bilico tra i suoi sogni di riscatto sociale e la reale meschinità dei condomini, dall’altro Amelia Lynd, una donna che ha consacrato tutta la sua esistenza all’amore per la parola attendendo a un’opera meravigliosa: il vocabolario. Che cosa si perde davvero quando si perdono le parole? Si perde memoria; si resta con un penoso vuoto, ci si disorienta. Molti perdono le parole, non solo i malati mentali (cosa che ho descritto nel mio precedente romanzo, «Lo sconosciuto»); anche molti giovani, molti adulti, che magari manco si accorgono della perdita. La mia protagonista ha perduto fede nella sua fede, nella capacità di definire i significati in modo univoco e universalmente chiaro. È una cosa diversa, ma certo altrettanto dolorosa che l’incapacità di comunicare, soprattutto se la tua vita si è fondata sull’ideale opposto. Con questo libro, lei ha vinto lo scorso settembre il premio Viareggio, uno dei premi letterari italiani più antichi e prestigiosi. Che cosa ha significato? È stato molto bello vedere capito il mio lavoro; entrare in una tradizione di scrittori che hanno fatto molto per la società italiana attraverso i loro libri. Io, per il poco che le mie forze mi consentono di compiere, scrivo appunto per il bene della gente, degli italiani. Il Viareggio ha fin da subito premiato l’impegno letterario e quello etico congiunti. Mi sono sentito molto onorato, tanto più che il premio Viareggio si mantiene onesto e rigoroso. Di Nicola Gardini colpisce anzitutto la versatilità: collaborando con editori storici lei spazia con grande competenza, dalla saggistica alla traduzione, dalla prosa alla poesia. Dove si sente più a casa? Io mi sento a casa un po’ dovunque, nella scrittura come nella geografia o nel parlare varie lingue. Scrivere, per me, non è dividermi tra cose diverse. Ma, attraverso la diversificazione, cercare di diventare quanto più unitario io possa. Saggio, romanzo, poesia o traduzione – ciascuno è me, ciascuno è per me una forma di critica. Ognuna con le sue necessità e le sue richieste. Ma alla fine si tratta sempre di una forma di concentrazione, di studio, di ca- “ pire dove si esprimono i pensieri e le passioni e come nascono e rispondono le azioni. I pensieri e le passioni li puoi indagare e rappresentare attraverso più maniere… Non saprei scegliere. Il piacere è grande in ciascun campo; le difficoltà diverse… Ultimamente mi sento più attratto dalla narrativa, in cui si assommano più naturalmente i miei vari interessi: l’osservazione degli altri, le numerose possibilità della parola (dal dialogo all’interiezione alla riflessione al momento lirico), il confronto con la tradizione e gli adorati modelli, nostrani e no. In Italia il sistema editoriale soffre di un paradosso. Ogni anno vengono pubblicati circa 60.000 libri. Nonostante le vendite e i lettori siano in forte decremento, cresce il numero di pubblicazioni e il numero dei piccoli editori che troppo spesso non hanno né capacità imprenditoriali né capacità di scouting e di editing. La maggior parte di questi libri non arriverà mai in libreria, ma intanto crea un gran mare in cui anche i buoni libri rischiano di affogare. Visto da fuori come appare questo sistema? Che consiglio darebbe a un giovane autore? E a un giovane editore? Tanti tentativi, da un certo punto di vista, sono segno di vitalità, una vitalità forse un po’ disperata; ma si tratta pur sempre di qualcosa di apprezzabile. Il dilettantismo, d’altra parte, è una condizione di molti, in tanti settori; e lì non si possono dare né consigli né davvero avere un’opinione. Il caso fa molto; la de- terminazione; la fortuna. I piccoli editori comunque hanno meriti enormi: sono i più idealisti, i più coraggiosi. Io devo molto a Sironi, per esempio, che ha pubblicato le mie prime due opere (oltre che un saggio sul far poesia e una piccola grammatica di latino). Anche le mie poesie sono uscite, sia con Einaudi che con vari piccoli editori. Sono molto grato a quelle esperienze, che mi hanno aiutato a credere in me. Il suo libro «I Baroni» (Feltrinelli, 2009) denuncia il nepotismo e il dispotismo imperante nelle università italiane. Ancora un paradosso: le università contribuiscono alla formazione e alla specializzazione di studiosi e di figure professionali che poi costringono a fuggire e a lavorare per università o centri di ricerca esteri. Il suo è un caso emblematico. L’università è popolata di gente malvagia, incompetente e irresponsabile, alla quale la pigrizia di certi ha lasciato acquistare molto potere. Certo, non tutti sono baroni. Ma tacciono e subiscono. Chi è giovane, se ha appena appena il senso del tempo che passa, cerca altrove la propria strada. Io avevo un posto fisso e mi sono licenziato. Tengo a precisarlo. Il mio libro non è nato dall’esclusione, ma dalla partecipazione piena ed effettiva a quella realtà. Io ho scelto di uscirne, avendo capito che là dove ero capitato non sarei stato felice. Il danno che la cosiddetta fuga dei cervelli procura al paese è enorme. Lo si comincerà a capire molto presto. Come fa un paese ad andare avanti se perde le L’università è popolata di gente malvagia, incompetente e irresponsabile, alla quale la pigrizia di certi ha lasciato acquistare molto potere. Bisogna combattere il baronato... sue forze più fresche? Vedo moltissimi giovani ridotti all’impotenza e alla disperazione dal baronato. Uno, di recente, mi ha scritto: Lo so che io non ho colpa se non trovo la mia strada; ma i baroni, gli infami, hanno la capacità di farmi sentire colpevole… Ecco come va. Bisogna protestare. Forse neanch’io l’ho fatto abbastanza. Vorrei poter scrivere ancora contro di loro. In «Per una biblioteca indispensabile» (Einaudi, 2011) lei traccia una mappa non convenzionale della letteratura italiana facendo assaporare 52 (quante sono le settimane dell’anno) classici di una nazione che si è costruita per secoli attraverso la cultura e la lingua e solo con evidente ritardo e fatica anche politicamente. È una biblioteca indispensabile nei diversi sensi dell’oggetto libro (estetico, etico, politico). C’è qualche libro che vorrebbe aggiungere? Altro che. Quei 52 libri sono esempi di una biblioteca ideale sconfinata. Ci sono molti altri libri importanti. Aggiungerei «Gli occhiali d’oro» di Bassani, «Agostino» di Moravia, «Il pasticciaccio» di Gadda, «Il prete bello» di Parise, le «Rime» di Michelangelo, i «Ricordi» di Guicciardini, la «Vita nuova» di Dante… E parlo di libri che più corrispondono alla mia sensibilità… E poi ci sono cose in latino stupende. Le lettere di Petrarca, per esempio… Ma ci sono anche i libri cosiddetti stranieri. E le opere degli antichi. I suoi prossimi progetti? Ho appena concluso una traduzione in versi di Catullo, che uscirà la prossima primavera. A settembre uscirà anche il mio nuovo romanzo. E ho in preparazione un saggio sull’omissione. Ho anche pronto un libro di poesie … E vorrei raccogliere le mie traduzioni poetiche migliori. CHIAIA MAGAZINE • DICEMBRE 2012 (33) SOCIETÀ&COSTUME Libri, cultura e turismo: sono questi i tre ingredienti della prima edizione de «L’incantesimo del libro», la kermesse editoriale organizzata ad Agropoli Il Cilento volta pagina Laura Cocozza A gropoli punta sul binomio cultura - turismo e propone, dal 28 dicembre al 3 gennaio «L’incantesimo del libro» prima fiera organizzata dall’associazione «Gli occhi di Argo» in stretta collaborazione con il Comune di Agropoli e l’Associazione operatori turistici. L’idea è di consorziare le associazioni e le “forze artistiche” che operano sul territorio per raggiungere obiettivi comuni. Lo scenario sarà quello della Palazzina polifunzionale in via Pio X, dove già ora è in corso la quinta edizione di «Agro- poli in presepe». Per l’occasione l’Associazione Operatori turistici di Agropoli (www.vacanze-cilento.com) offre “pacchetti turistici” per chi in questo periodo vorrà visitare la cittadina comprensivi del biglietto ferroviario a/r per visitare Salerno e le sue «Luci d’artista». Per quanto riguarda «L’incantesimo del libro», la prima edizione vedrà la partecipazione di trentacinque case editrici e di altrettanti singoli autori. Sono previsti cinque eventi al giorno, presentazioni, il “Fantastheatre”, reading, proiezioni, attività promozionali, per una “sette giorni”che vuole promuovere la lettura come strumento efficace per coltivare una coscienza critica personale e collettiva. I temi portanti della Fiera saranno la letteratu- Ud e poesia, le corde dell’Islam Una serata di forte impatto emozionale quella che ha visto protagonisti, il 2 dicembre scorso ad Avellino, presso la nuova sede dell’associazione “I senzatempo”, l’affascinante poetessa siriana Maram-al-Masri, da sempre impegnata per i diritti delle donne e il maestro napoletano Salvatore Morra (nella foto) che, con il suo liuto arabo (‘ud) ha accompagnato (34) ra per ragazzi e la spiritualità, ma anche antropologia, narrativa fantasy, storia delle religioni, astrologia, storia e filosofie occidentali, new age, antiche civiltà, tradizioni popolari, poesia. Sarà possibile trovare pubblicazioni difficilmente reperibili nella grande distribuzione e molte case editrici applicheranno uno “sconto fiera”. All’invito degli organizzatori sono giunte risposte da tutta Italia: dalle «Edizioni Saddai» di Modena a «Iuppiter» di Napoli, dalle «Edizioni della Sera» di Roma a «Il Papavero» di Avellino, dalle «Edizioni Capone» di Torino a «WIP Edizioni» di Bari, da «Guida» di Napoli a «Camelozampa» di Padova, per citarne alcune. Per info visitare il sito dedicato all’evento: www.incantesimolibro.blogspot.it con morbide note le liriche poetiche. Risultato: un coinvolgente reading-concerto che ha condotto il pubblico in un viaggio originale tra le pagine e i versi sapienti di una delle voci “vive” più importanti della poesia internazionale, accompagnandolo sulle strade poco conosciute della cultura araba col sottofondo musicale di uno strumento caratteristico che da solo sintetizza tutta la magia, i sentimenti, le fiabe e le contraddizioni del Medio Oriente. La serata, che si è conclusa con un conviviale buffet di ispirazione araba in compagnia degli artisti, è stata presentata da Tonino Bernardelli. CHIAIA MAGAZINE • DICEMBRE 2012 POST-IT Ultimo tra gli eventi di solidarietà a sostegno dell’Ospedale Pediatrico Santobono Pausillipon, quello di Rossodisera che si svolgerà in via Scarlatti, alle ore 18 del 21 dicembre, con l’allestimento di un set fotografico per la realizzazione di un vero e proprio shooting curato da professionisti del settore, durante il quale, in presa diretta si avrà la possibilità di osservare e magari partecipare all’esperienza di una campagna pubblicitaria per la casa di moda napoletana. L’evento sarà trasmesso in diretta su radio CRC e sarà sponsorizzato da Fabio Volpicelli. L’imprenditore napoletano ha deciso di creare una linea di jeans con la quale devolverà una parte dell’incasso alla Fondazione. La serata proseguirà al Platinum, con un vip disco party di beneficenza. Fratelli Rossetti debutta a Napoli Fratelli Rossetti, marchio di calzature e accessori in pelle per donna e uomo, ha inaugurato a fine novembre a Napoli, in via dei Mille 15, una nuova boutique monomarca italiana raggiungendo così quota 39 nel mondo. All’interno del negozio, un’atmosfera calda ed intima con giochi di luce che, oltre a dare profondità ed intensità all’ambiente, sottolineano l’eleganza di tutti i prodotti. I toni naturali dell’arredo riflettono i materiali più classici della tradizione aziendale e del lavoro artigiano. La pedana, che sostiene i ripiani espositivi in ferro e in vetro, si ispira al movimento delle fustelle utilizzate per tagliare a mano la pelle: tutto sotto un soffitto in carta che crea un effetto nuvola. Vasta la scelta di prodotti, tra cui gli immancabili mocassini con le iconiche nappine introdotte in Italia per la prima volta negli anni sessanta da Renzo Rossetti e poi esportate negli Stati Uniti. (l.c) Damiani: iconica Belle Époque Più di 400 ospiti hanno partecipato all’evento organizzato da Damiani e Fineco svoltosi nella gioielleria di via Filangieri. Tra calici di vino delle cantine Feudi di San Gregorio, i partecipanti hanno avuto la possibilità di ammirare l’ultima collezione Damiani D Icon, proposta sia nella versione in ceramica bianca e nera che nelle versioni più preziose, in oro bianco e rosa, e gli orologi Belle Époque, con il bracciale in ceramica high tech che evoca immagini di film del secolo scorso. Fineco Bank, nel contempo, ha promosso una piattaforma integrata per investire in tutto il mondo. Tra gli invitati Alessandro Lukacs, Maurizio Aiello, Federica De Gregorio Cattaneo Di S. Elia, Clarice Krogh, Carlo Guardascione, Svevo e Erika De Martino. (l.c) SOCIETÀ&COSTUME Il giro del mondo di Sal Alessandro Mantico Un dono speciale, del tutto musicale, tra emozioni, coreografie, canzoni e soprattutto la sua elegante e potente voce: Salvatore Michael Sorrentino, in arte Sal Da Vinci, classe 1969, presenta il suo nuovo progetto teatrale “È così che giro il mondo”, con la regia di Jimmy Pallas. Il titolo vuole essere un gioco di parole e di similitudine tra lo spettacolo che debutterà al teatro Augusteo di Napoli, dalla notte di San Silvestro al 13 gennaio 2013, ed il suo ultimo cd, edito lo scorso aprile, che vede la prestigiosa collaborazione di Pasquale Panella, Vincenzo Incenzo ed Ornella Vanoni . Un Sal Da Vinci inedito. In scaletta non solo i suoi più grandi successi, le canzoni presenti nel nuovo disco, ma soprattutto “il latin lover napoletano” per eccellenza, interpreterà per la prima volta pezzi appartenenti al patrimonio musicale internazionale, di diversi generi musicali e differenti idiomi. Un’orchestra sul palco pronta a suonare dal vivo, un corpo di ballo formato da dieci elementi, un equipaggio importante, guidato da un capitano d’eccezione: Sal Da Vinci, affiancato da un attore di straordinario talento Lello Radice. Un vero e proprio viaggio intorno al mondo, un magico show di due ore dove ogni canzone rap- presenta una meta. Le difficoltà che ha avuto nel percorso da esordiente ad artista affermato? Quando hai bisogno davvero che qualcuno creda in te e ti dia l’occasione giusta per poter dimostrare il tuo massimo, ti rendi conto che puoi contare solo su te stesso. Io non mi sono mai sentito solo: per fortuna, a darmi l’occasione è stato il pubblico ed ogni giorno lo ringrazio; ancora ora che continua a coccolarmi dopo tanti anni. Quando il successo comincia ad arrivare, ripagandoti di tutte le fatiche e i sacrifici, scopri di avere parenti che nemmeno conoscevi (sorride). Da figlio d’arte ha trovato la strada del successo già spianata? Nulla ci viene regalato. Tutto ciò che sono è il risultato di tanto studio, dedizione e sacrificio. Ho fatto davvero una gavetta immensa, ma se avessi dovuto scavalcare qualcuno, non me lo sarei mai perdonato: un sogno è bello perché è puro. Il mio grazie, lo ribadirò sempre, va solo alle favolose persone che mi seguono. A chi devono rivolgersi oggi i giovani talenti che vogliono emergere? Non esistono produttori né case discografiche, nessuno più investe oggi. Bisogna alimentare la propria forza interiore e non aspettare terze persone, partire da se Sal da Vinci, classe 1969, lancia il suo nuovo progetto teatrale «È così che giro il mondo» con la regia di Jimmy Pallas. Debutto a Napoli al Teatro Augusteo la notte di San Silvestro. stessi e fare attenzione ai lestofanti che ci sono in ogni settore. Ma non c’è nessuna ricetta scritta, bisogna farsi ascoltare, fare affidamento sul proprio talento, magari partire da un’autoproduzione e cercare di trovarsi al posto giusto con la persona giusta. Cosa porta nel suo cuore dell’incontro artistico con Lucio Dalla? Lucio era un burlone, estroso, contrario ad ogni regola, una persona straordinaria, molto verace, un musicista dal genio immenso. Ricordo con forte affetto una sua affermazione: “Ma non si potrebbe abolire il lunedì? Dopo la domenica il lunedì è un pugno in faccia…” Questa cosa mi ha sempre trasmesso allegria, dicevo tra me e me: “Che personaggio!” Una canzone che avrebbe voluto scrivere? “Meraviglioso di Domenico Modugno”(Ma che direzione prendi? dove vai? non ti rendi conto di cosa è stato creato? ti hanno inventato il mare..tu dici non ho niente..ti sembra niente il sole la vita, l’amore..è una poesia, ha detto tutto in poche parole) La canzone preferita del suo repertorio? Non lo so, è come voler sapere quale figlio preferisco…Ci sono però tre canzoni che hanno scandito momenti importanti della mia vita: “Vera”, che portai al festival italiano del 1994; “Non riesco a farti innamorare” che ho cantato all’ultimo Sanremo e “Mercante di stelle”, che è stato anche uno spettacolo teatrale che mi ha dato tanto Progetti imminenti? Andrà a Sanremo? In verità, adesso sono completamente assorto da “È così che giro il mondo”, fino al 13 Gennaio 2013 all’Augusteo di Napoli. Non vedo l’ora di spupazzarmi le canzoni che ho scelto per lo spettacolo, immergermi nella dimensione intima che il teatro ti dona e poi nel 2014 si vedrà. SFIZI&NOTE Massimo Lo Iacono CONVERSANDO CON ALDO CICCOLINI Un napoletano a Parigi; con varie, significative variazioni sul tema. Questa l’esperienza artistica di Aldo Ciccolini, vivace eppure venerando patriarca della scuola pianistica napoletana. A lui ha dedicato un volume Dario Candela (ed. Curci). Parlandone, bisogna riconoscere che ancora una volta la segnalazione ci porta più nel mondo delle note che dello sfizio, e c’è l’occasione per una proficua lettura. Decisiva però, della rubrica, è proprio la levità della scrittura di Candela, che nel suo recente volume, dal titolo “Conversazioni con Aldo Ciccolini”, orchestra un dialogo, un parlato garbatissimi. Il libro, con appendice sullo studio del piano ed esercizi di tecnica, è piuttosto un momento di vero piacere del testo per quella ompletezza umana, biografica, storica ed estetica che traccia un bel ritratto dell’artista nato a Napoli e poi diventato francese. Da ragazzi questa vicenda colpiva: si ascoltavano i dischi di Ciccolini, che amici francesi e partenopei snob pronunciavano alla francese, salvo ricordarsi che l’artista era stato uno dei primi e più illustri migranti d’arte napoletani del 2° dopoguerra, inserito in una schiera senza fine. Certo ad essere testimoni degli esordi del pianista nei suoi primi anni operosi, con Paolo Spagnolo e Sergio Fiorentino, sono ormai pochi: molti credono che l’artista francese, anche perché decisive per tanti le sue esecuzioni dei compositori francesi. Anzi il suo sonare, ampiamente ripercorso nel testo, è l’icona del suonare Debussy etc. Tuttavia un suo disco con alcuni pezzi dell’ironica vecchiaia di Rossini resta insuperato per molti, antologia di delicatezze ed arguzie. E queste si incontrano ad ogni pagina del volume, armonizzate da Candela, nel costruire entrate ed uscite nel dialogo dei 2 conversatori, Aldo e Dario. Anche la lontana ma attuale vicenda dei brogli in S. Pietro a Maiella, di cui il pianista fu vittima prima, trionfatore poi e quindi esule, torna nel libro evocata con pacatezza, e si pensa sia stato evento favorevole per i compimenti provvidenziali a seguire. Il trionfo di ogni sua esibizione a Napoli, ormai stabile al S. Carlo, fa pensare che il libro possa avere la risonanza che merita questa scorrevole monografia parlata, in cui si sentono quasi le voci dei 2 pianisti uniti da tanta simpatia. Ed è strano che né le insistenze sugli aspetti partenopei del racconto, né quelle sugli aspetti parigini vincolino il volume all’una od all’altra città, invece la scrittura spazia su infiniti spunti, delineando un testo di respiro europeo, il che è assai rilevante perché parlando di vicende della musica napoletane, anche se solo in parte, si rischia sempre l’autoreferenzialità, qui di certo evitata. CHIAIA MAGAZINE • DICEMBRE 2012 (35) LAPILLI Terni&Favole. A Largo Ferrandina a Chiaia nella tabaccheria Postiglione gli argomenti di punta sono due: l’insalata di rinforzo e le elezioni politiche. Anche se il Natale si presenta più magro del solito, dopo le sferzate dell’Imu, c’è comunque la voglia di puntare sulla stella cometa della fortuna. Alberto Postiglione dalla consolle delle stelle, trincerato dietro una cortina di gratta e vinci, spara le combinazioni per cercare di fare il colpo grosso al lotto. «Anche quest’anno voglio riproporre i numeri della Meraviglia: 56 - 72 - 90. Questo terno va inseguito sulle ruote di Bari, Milano e Napoli almeno per 12 estrazioni. Per chi, invece, ama gli ambi ecco una sfilza di “coppie” in cui credere: 2832; 46-48, 81-90, 24-31, 26-16. Ambi da giocare sulle ruote di Napoli, Roma e Milano almeno fino alla Befana». Intanto, in tabaccheria si alzano i toni appena s’inizia a parlare dei dubbi di Monti, il supertecnico che doveva risollevarci e che, stando a quanto dice un vecchietto dagli occhi cerulei, fumatore di sigaro, «uno che viene dalla Bocconi non poteva che farsi un boccone di noi poveri cristi...» Postiglione s’inserisce nella discussione e sforna il terno dello spread: «Giocate 10 (il professore) - 65 (il pianto) -18 (il sangue) sulle ruote di Napoli e Milano». Non ci resta che provare... Struffoli, la riscossa del miele MASTERCHEF. COME SI PREPARA UNO DEI DOLCI PIÙ GETTONATI NELLE FESTE NATALIZIE Pippo Schiano CASCATA DI STRUFFOLI 350 gr di farina, 50 gr di zucchero, 4 uova, mezzo bicchiere di liquore, 1 limone, 1 bustina di vanillina, 4 cucchiaini di olio si semi q.b., 500 gr di miele, sale q.b., confetti colorati di varie dimensioni, pezzetti di frutta candita Natale è arrivato e già passato. Mi rivolgo all’ultima che resterà: la Befana. La vecchia e bistrattata Befana. Quella che una volta arrivava di notte e riempiva le calze di cose dolci e regali. Ma ormai nessuno la considera più. Sarà il suo aspetto inadeguato: invecchiata senza aver fatto nulla per attutire i segni del tempo. Nessun interventino per ridurre rughe ed occhiaie o per rimodellare il naso. E poi, cosi conciata, con il suo modo di vestire trasandato e poco alla moda. Poi è pur sempre una donna, vecchia, ma donna. E le donne, si sa, se non hanno tette che scoppiano nei push pp o labbra simili a gommoni, non sono degne di considerazione. Ma io proprio a lei mi rivolgo: «Nella calza del prossimo 6 gennaio, maya permettendo, ti prego, cara Befana, facci trovare come candidati alle prossime elezioni qualcuno che come te sia solo ciò che appare. Non uomini mummificati né donne ridisegnate, ma persone che sappiano cosa sia la vita quotidiana. Non chiediamo regali o cascate di caramelle; vorremmo solo che non continuassero a dispensare chili e chili di carbone». Comunque qualcosa di dolce proviamo a prepararla noi: gli struffoli. Prendete una ciotola e mettete dentro la farina, lo zucchero, le uova, il mezzo bicchiere di liquore, la scorza di limone tritata, la vanillina e il sale. Impastate fino ad ottenere un composto omogeneo. Poi dividete la pasta in rotolini larghi qualche centimetro e tagliandoli con un coltello, ricavatene tante palline. Friggetele in abbondante olio che nel frattempo avrete fatto riscaldare per bene. Una volta tolte dall’olio adagiatele su carta assorbente affinché si elimini l’olio. Mettete il miele in una pentola antiaderente e scaldate fino a farlo sciogliere. Versate gli struffoli e mescolate fino a quando gli struffoli non saranno avvolti dal miele. Aggiungete i confettini e, frutta candita tagliata a pezzettini. Prima che il miele si raffreddi, poneteli in un piatto da portate e decorate con i rimanenti confettini. Luca AuanaSgheps, gloria alla satira scostumata La sua comicità è partita dalle pagine di Facebook per poi trovare spazio all’interno di un libro, di recente pubblicazione, dal titolo «Zabbaglione» (nella foto). Oltre a scrivere aneddoti raccontati alla sua maniera e a realizzare video satirici, Luca AuanaSgheps Fiorentino, però, è anche uno dei principali promoter partenopei, nonché uno dei fondatori del laboratorio di satira «La sfaccimma della gente». Lo Zibaldone di Leopardi è un diario, una raccolta di riflessioni e di pensieri filosofici. Il tuo “Zabbaglione”? Anche la mia è una raccolta, sulla falsariga di quella leopardiana. Ha lo stesso intento, quello di raggiungere picchi elevati di poesia, abbinandoli però a ‘maleparole’ e storielle di tutti i giorni di Napoli, quindi con molto folclore. Cosa ti ha dato l’idea per raccogliere i tuoi spunti in un libro? Molti mi chiedevano di leggere su carta stampata i post che pubblicavo da tempo su Facebook, considerati però un po’ freddi in quella veste. Invece evidentemente a molti serviva il libro per andare in bagno, infatti per como- (36) dità la raccolta è divisa in giorni ed è cronometrato il fatto che quando il lettore è seduto sulla tazza legge il “post” e poi esce. A novembre è partito «La sfaccimma della gente», primo «laboratorio cittadino di satira scostumata», in programma ogni settimana alla Galleria 19. Come nasce? Il laboratorio parte dall’incontro con Anna Trieste, giornalista e blogger, Fausto Rio, sceneggiatore di «Lost» in Google dei The Jackal e Fran De Martino, illustratrice per Fanpage. Diverse volte abbiamo pensato di fare qualcosa insieme, e questa volta si è presentata l’occasione per organizzare un laboratorio senza filtri, poiché abbiamo notato che a Napoli non ce n’erano. Abbiamo semplicemente portato un po’ di Stati Uniti d’America - dove nasce la Stand-up Comedy - in una città in cui non c’era nulla del genere. Facciamo satira, trattiamo di scrittura creativa e portiamo anche degli ospiti, come sceneggiatori e scrittori; l’importante è che non vengono fuori cose pesanti, tipo poesie ‘strappauallera’ o cose così. CHIAIA MAGAZINE • DICEMBRE 2012 Non è la classica comicità all’italiana, sebbene si attinga da situazioni nostrane riproponendole con un linguaggio che dovrebbe essere quello d’oltreoceano. Differente dalle classiche cose dei fratelli Vanzina o di Boldi e De Sica, insomma. Da organizzatore di eventi e addetto ai lavori come vedi, guardandoti intorno, la scena artistico-culturale a Napoli? Di sicuro c’è un grande fermento artistico. Il napoletano di per sé è già un artista, perché sopravvive a milioni di soprusi e di ingiustizie, e già per questo si deve adoperare per cercare un modo per controbattere a quello che gli accade. E’ un peccato, però, se inquadriamo la faccenda in scala nazionale, che poco di Napoli esca anche fuori. Non posso dire che sia colpa della scrittura in napoletano, perché in passato Pino Daniele ha sfondato, così come gli Almamegretta, giusto per fare un nome degli ultimi anni. Ci vorrebbe dunque qualcosa di “napulegno” che sia esportabile anche al di fuori dei confini della Campania. Ma è anche un problema di strutture: basti pensare che a Napoli stanno chiudendo tutti i locali, cosa che non favorisce il proporsi. Invece a Milano, per esempio, nella stessa serata ci sono trenta situazioni diverse e quindi c’è anche più possibilità di emergere. ROBERTO BASILE LAPILLI Il fenomeno dell’app sismica SI CHIAMA «TERREMOTI ITALIA» L’APPLICAZIONE CHE SEGUE IN TEMPO REALE I MOVIMENTI DELLA TERRA L’utilissima applicazione «Terremoti Italia», fenomenale a detta di alcuni utenti, consente di rimanere sempre aggiornati non solo sugli ultimi terremoti in Italia, ma anche nel mondo, indicando posizione esatta, magnitudo, profondità e durata del sisma. Nelle impostazioni, è possibile anche salvare la propria posizione sulla mappa con l’indirizzo personale, in modo da poter essere avvertiti in tempo reale di ogni evento sismico rispetto al luogo in cui ci troviamo. Per essere in continuo aggiornamento, sarà sufficiente impostare la distanza entro la quale desideria- mo essere avvisati di un’attività sismica, e selezionare il grado di magnitudo a partire dal quale si vuole ricevere un segnale dal nostro cellulare, fino a personalizzarne il tipo di suoneria. Grazie ai recenti aggiornamenti, con la versione 3.3.7 è possibile non solo visualizzare il colore delle scosse su mappa diversa per ogni giorno, ma anche i cerchi di intensità e la mappa sia della pericolosità sismica italiana, che delle faglie. È importante ricordarsi che tutte le informazioni sui terremoti vengono prelevati dal sito dell'Istituto Nazionale di Geofisica (INGV) che li pubblica almeno 30 minuti dopo la scossa, e che mentre l’orario dell’INGV è quello di Greenwich senza ora legale, l'applicazione, invece, riporta l'orario corretto con le impostazioni del telefono (+2 in Italia con l'ora legale). FABRIZIO TAVASSI L’ORA LEGALE Adelaide Caravaglios IUS CORRIGENDI, ATTENTI AGLI SCHIAFFONI «Mazza e panella fanno ‘e figlie belle; panella senza mazza fanno ‘e figlie pazze» dicevano i nostri nonni a significare che un po’ di severità, nell’educazione dei propri figli, non guasta mai: il problema (almeno quello affrontato dalla Cassazione nella sentenza n. 45859/2012) è quello di non esagerare, altrimenti ci si ritrova innanzi ai giudici. Ed è proprio quanto accaduto ad un padre ed alla sua convivente, condannati non solo – in sede penale – per i reati di cui agli artt. 581 (in tema di percosse) e 582 (lesione personale) c.p. al pagamento di una multa, ma anche – in sede civile – al risarcimento dei danni alla figlia adolescente dell’uomo. Teatro degli episodi contestati l’abitazione degli imputati, dove la ragazzina trascorreva una settimana su due, essendo i genitori divorziati: in particolare, in un caso, essendo stata sorpresa a fumare, la giovane era stata malmenata dapprima dalla compagna del papà, la quale le «aveva lanciato un cucchiaio contro», l’aveva, quindi, afferrata «per un piede facendola cadere a terra dal letto in cui la stessa si trovava» e colpita con un calcio al collo e poi dallo stesso padre che l’aveva afferrata per i capelli «colpendola con sei schiaffi» (così facendo, la poveretta aveva riportato contusioni ed ecchimosi al volto, al collo ed alla spalla); in un altro, invece, sorpresa a recuperare i telefonini che le erano stati letteralmente «sequestrati» a causa dei brutti voti riportati a scuola, era stata afferrata per un braccio e schiaffeggiata dal papà. Nel respingere il ricorso che sia l’uomo che la compagna avevano proposto, lamentando «il mancato riconoscimento nei fatti della scriminante dell’esercizio dello ius corrigendi», la V Sezione penale ricorda, però, che le condotte poste in essere in entrambi gli episodi contestati «travalicavano i limiti dell’esercizio delle facoltà coercitive genitoriali, nel momento in cui si risolvevano in atti violenti in nessun modo riconducibili ad una legittima finalità correttiva». Comportamenti di questo genere – chiariscono, infatti, i giudici di legittimità – soprattutto ove si manifestino, come nel caso di specie, in percosse reiterate e produttive di lesioni, sono estranei ad una finalità correzionale che «in quanto giustificata nella sua dimensione educativa, vede la violenza quale incompatibile sia con la tutela della dignità del soggetto minorenne che con l’esigenza di un equilibrato sviluppo dello stesso». Dunque, troppo ius corrigendi storpia! Il Cerchio e il fascino delle idee FOCUS SUI GRANDI PENSATORI NELL’ULTIMO NUMERO DEL PERIODICO DIRETTO DA ROLANDO Puntuale come sempre e ricco di pagine futuriste e anticonformiste, il numero natalizio de «Il Cerchio» - periodico di cultura, attualità e politica arrivato al suo sedicesimo anno di vita, fondato e diretto da Giulio Rolando è dedicato a un interessante dibattito dal titolo «Il fascino delle idee». Evola, Pound, Machiavelli, Prezzolini rivivono, in tutta la loro illuminante e libera intelligenza, nell’apertura della rivista in cui è possibile leggere - e studiare - gli interventi di Pierfranco Bruni, Massimo Scalfati, Giovanni MOVIDA IN FESTA PER I 20 ANNI DELLO «S’MOVE LIGHT BAR» Una sigla, una tendenza nata a Chiaja, che sabato 22 dicembre brinda al primo ventennale: lo S’Move Light Bar dalle 20 in poi festeggia il ventennale con un superparty. Registi di questa grande avventura, cominciata nel 1992, furono Mario Cirillo e Dario Tofano, alias Funk Machine: coloro che, attraversando ogni tipologia di esperienza underground, assecondavano il loro spirito musicale e creativo di derivazione house. Fu così che, dalle ceneri del Caffè della luna, nacque nel by-night partenopeo un’oasi dove sperimentare fra drink e ritmi. Fu così che nacque il “movimento” dei discobar. Oggi, dopo i salotti lounge e l’allestimento etnico, e dopo aver percorso le trasformazioni sociali degli anni Novanta e Zero, lo spazio dello S’Move Light Bar è un gioco di volumi elastici, geometrie curve e superfici riflettenti che definiscono lo spazio di una futuristica «natura metropolitana». Sessa, Ernesto Paolozzi, Antonio Pisanti, Paola Franchomme, Salvatore Maria Sergio Luigi Iannone e Ciriaco M Viggiano. Nel 84° numero de «Il Cerchio» vanno ricordati anche i servizi di Aurora Cacopardo, che affronta il tema del mistero nella poesia pascoliana, e di Stefano Dentice di Accadia Ammone, che nella sezione «Periscopio letterario» si sofferma sull’arte di Mo Yan, premio Nobel 2012 per la letteratura. Interessante è senza dubbio l’inserto dedicato al «Rapporto Svimez 2011 con i ragionamenti e le analisi di Massimo Lo Cicero, Cesare Imbriani, Piergiuseppe Morone e Alessandra Laricchia. Nelle pagine dedicate, invece, a Napoli sono raccolte, come scrive il direttore Rolando nel suo editoriale - «numerose testimonianze della effervescenza di una Città che non è morta ma vive una fase di ricerca di sé stessa, oggi ancora più confusa. Le rubriche d’arte e le pagine dedicate ai ‘Premi’ e alle Mostre comprendono una immediata riprova di una vitalità non repressa e sulla quale vale scommettere». MASSIMILIANO TURCO CHIAIA MAGAZINE • DICEMBRE 2012 (37) MOVIDA&RELAX NIGHT STORM Fabio Tempesta FABIO EMME DJ E ARTISTA DADAISTA Fabio Monizio, in arte Fabio Emme, classe 1982, del segno dello Scorpione, è un dj con doti artistiche. Ha iniziato il suo percorso come dj nove anni fa grazie alla passione che gli è stata trasmessa da un altro dj, Luca Agnelli, formato artisticamente nell'esclusivo club della costa Smeralda, il Billionarie di Flavio Briatore. Ma il suo talent scout, cioè colui che gli ha insegnato i "trucchi" del mestiere, è stato Lino di Meglio, uno dei dj's producer napoletani più importanti d'italia. Lino, dopo averlo visto all’opera ad una festa privata, subito ha capito che quella era la strada giusta per lui. Ha suonato nei migliori club d'italia come il Tabata al Sestriere, il Pepero di Porto Cervo, la Pineta a Milano Marittima e alle feste private più esclusive dell'ambiente napoletano (PosillipoCapri-PositanoSorrento). I suoi generi musicali preferiti sono commercial house, happy music, deep house e lounge. Attualmente è dj resident. Ma ha anche altri interessi artistici: crea bei collage ispirandosi al Dadaismo, alla Pop Art e alla Street Art, con i quali ha esposto in vari posti d'italia, ultimamente alla Galleria Cellamare di Napoli, ospitata nell’omonimo palazzo. In generale si può dire che il percorso di Fabio Emme è stato piuttosto singolare in quanto, parallelamente alla carriera di artista e di dj, ha seguito anche gli studi giurisprudenziali ed ha vinto un campionato Italiano di Kickboxing semicontact nel 2006. Ama il buon cibo e le persone belle (dentro e fuori); odia i luoghi comuni e le cose “arronzate”. Attualmente il suo sogno nel cassetto è di realizzare progetti innovativi nel panorama artistico, musicale e sul web. Bella gente Army, cantautore dal cuore elettrico «Elettrifichi il mio cuore» è il titolo dell'ultima fatica discografica di Armando Fusco, in arte Army. L'album riesce a diramarsi con una piacevole semplicità, tra una sezione ritmica che si adagia sulla migliore tradizione new wave di respiro (non solo) europeo e testi e arrangiamenti tipiche del miglior cantautorato dello stivale, strizzando l'occhio a sonorità contemporanee (l'eccelso Franco Battiato e quelli che furono i Bluvertigo, soprattutto nella traccia d'apertura intitolata “Quaderni Bianchi”). Sei brani intensi che irradiano tutta la passione che l'artista è riuscito a condensare all'interno di queste storie, intime ma contemporaneamente facilmente adattabili alle più disparate esistenze. Un lavoro di ampio respiro, al quale hanno preso parte anche il cantautore Dagon Lorai (la cui strada, già in passato, si era incrociata in più occasioni con quella di Army, in particolar modo nella produzione del videoclip di «E vedo fiori» di cui ha curato sceneggiatura e regia, selezionato dal Mei Scouting Video, la sezione del sito web del Meeting degli Indipendenti, come uno tra i più interessanti del panorama musicale indipendente VOX INSIDE (38) “Don’t you worry child” dei Swedish House Mafia, grazie alla regia di Cristiano Amoroso. MARCO CAROLA Stanno letteralmente spopolando su Youtube con il loro primo video. I Vox Inside (Valentina Brandi, Carmine Maiorano, Marco Amoroso) hanno presentato ai loro fans, la rilettura acustica del brano CHIAIA MAGAZINE • DICEMBRE 2012 ALFREDO 'ALPH' CAPUANO di Tommy Totaro NICOLA PAONE Da sempre impegnato su arte e cultura, pittore grafico surrealista informale, è ideatore, presidente e fondatore del Premio alla carriera “Ad Haustum Doctrinanum” e “Labore Civitatis”, quest’ultimo dedicato al lavoro fatto con etica impegno e sacrificio, al servizio della comunità. italiano) e Francesco Aiello, musicista e tecnico del suono, che è riuscito sapientemente ad indirizzare quest'ultima produzione, verso orizzonti più rock. Dopo la bella apertura con la già citata «Quaderni Bianchi», si continua con «E vedo fiori», in cui tutto sembra essere perfettamente equilibrato. Ottimi gli arrangiamenti ma ancor migliori le idee e l'evidente voglia di misurarsi con qualcosa di nuovo, di inaspettato e sconosciuto, che ha portato l'autore dell'album a sperimentare, nella continua ricerca di qualcosa che, seppur nebuloso e offuscato, riesce alla fine a venire alla luce. Un processo creativo ancor più evidente in «La musica non finirà», penultima traccia dell'album: un messaggio di speranza, più gioiosa e ottimista, ma che conserva ancora una piccola parte di quell'agrodolce sapore dark che rappresentava la cifra stilistica del precedente album intitolato «I gusti grigi della solitudine». In sintesi, «Elettrifichi il mio cuore», risulta essere un bell'album, di facile decodifica ma assolutamente non banale. Sereno e rispettoso del prossimo, lo si vede in qualsiasi scalo europeo in procinto di affrontare viaggi intercontinentali. Salvo qualche volta impegnato nella sua bella Napoli, come in occasione del party di natale al Duel Beat di Agnano. KLADIA VISCONTI La differenza tra fare la pr ed essere una pr, non si vede dal pubblico pagante di una serata o dal numero di persone che riesce a portare, ma da come riesce a convincere un certo target di persone a scegliere tra una serata piuttosto che un’altra. Ed è questo che fa la differenza tra Kladia Visconti (premio facenight 2012 come miglior pr) ed un altro P.R. STEFANO LACAGNINA Ideato dal video graphic Stefano Lacagnina, Top Class è il progetto web video riservato alle bellissime del pianeta. Ogni lunedì focus su una regina della bellezza. EXIT Diamo i numeri Luminarie In questo numero hanno scritto Roberto Basile Aurora Cacopardo Alfredo Alph Capuano Adelaide Caravaglios Maurizio Crivello Aldo De Francesco Nino De Nicola Mimmo Della Corte Rossella Galletti Viviana Genovese Livia Iannotta Francesco Iodice Massimo Lo Iacono Alessandro Mantico Carmine Mastantuoni Espedito Pistone Luciana Ranieri Renato Rocco Rosario Scavetta Pippo Schiano Armando Yari Siporso Fabrizio Tavassi Fabio Tempesta Tommy Totaro 200 mila euro stanziati dalla Camera di Commercio partenopea per realizzare le luminarie natalizie nelle principali vie dello shopping e nel centro storico Bocciature 73 è la percentuale di candidati che in Campania non ha superato il primo round del “concorsone” scuola. Erano 56mila, il numero più alto in Italia Clochard 100 i nuovi posti letto messi a disposizione dal Comune di Napoli per i circa 1500 clochard che vivono in strada. Si aggiungono ai 400 posti già esistenti AI NOSTRI LETTORI • AUGURI Ai nostri affezionatissimi lettori e ai nostri sempre più numerosi fan auguriamo un felice Natale e un 2013 ricco di successi e di fortuna. Chiaia Magazine ritorna più battagliero di prima il 25 gennaio 2013. A CHIAIA MAGAZINE • ÈABBONATI partita la campagna abbonamenti di Chiaia Magazine. Chi decide di abbonarsi, non Pizzo natalizio solo riceverà direttamente a casa il giornale, ma entra nel Club di Chiaia Magazine in cui ha diritto allo sconto del 30% sui libri di Iuppiter Edizioni e su altre opere dedicate alla storia e alle tradizioni napoletane. Due le tipologie di abbonamento: ordinario (20 euro all’anno) e sostenitore (50 euro all’anno). Per saperne di più basta telefonare al numero 081.19361500, dal lunedì al venerdì, dalle ore 11.00 alle 18.00. 50 Tutela del patrimonio 95 i dipinti, per un valore di circa 2 milioni di euro, recuperati con un’operazione dei carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Napoli PUOI TROVARCI • InDOVE oltre 500 punti selezionati: negozi, teatri, cinema, bar, discoteche, banche, boutique, la BACHECA mila gli euro chiesti come “pizzo natalizio” dal membro di un clan nel casertano. L’uomo è stato fermato dopo la denuncia della vittima. studi professionali, gallerie d’arte, ristoranti, circoli sportivi e in tutti gli eventi culturali e mondani. Distribuzione capillare palazzo per palazzo; gazebo nei punti strategici della città per la presentazione del numero e delle iniziative del mensile. ON LINE • CONSULTACI Chiaia Magazine è gratuitamente scaricabile in formato pdf sul sito www.chiaiamagazine.it. DIVENTA NOSTRO FAN • FACEBOOK/TWITTER: Il mensile Chiaia Magazine ora è anche su Facebook e Twitter. Puoi diventare nostro fan cliccando “mi piace” sulla pagina ufficiale oppure iscriverti al gruppo Chiaia Magazine su Facebook e segnalarci eventi e curiosità. Diventa follower dell’account Chiaia Magazine su Twitter e cinguetta con noi. DEL MESE • INSERZIONISTI Chiaia Magazine vive solo grazie alle inserzioni pubblicitarie. Non è il foglio di nessun partito o movimento, ma una libera tribuna che resta aperta grazie alla passione estrema e alla tenacia di un gruppo di giornalisti. Questo numero è stato possibile grazie a: I Pini Centro Commerciale, Gruppo Europeo Immobiliare, Business Office 55, Napoletana Parcheggi, Io Promoter, App Medical, Galleria Navarra. CHIAIA MAGAZINE • DICEMBRE 2012 (39) Dai una sede al tuo business Nasce Business Office 55, un nuovo concetto di business service: prestigiosi uffici ed una clientela selezionata per fornire un servizio estremamente curato e garantire la massima tranquillità di lavoro, un'immagine esclusiva ai vostri ospiti e l'assoluta riservatezza ai vostri affari. Business Office 55 offre servizio di noleggio di uffici arredati e non, pronti all’uso, per brevi (anche giornalieri), medi e lunghi periodi. Gli uffici, oggetto di una elegante ristrutturazione, si trovano all’ottavo piano di un prestigioso edificio in stile moderno presidiato H24 e 365 giorni l’anno da servizi di portierato e di vigilanza, godono di una posizione di esclusività nel cuore del quartiere Chiaia e si affacciano tutti sullo spettacolare panorama del golfo di Napoli che va dalle pendici del Vesuvio fino alla collina di Posillipo, con l’isola di Capri che domina la scena. L’area d’interesse è racchiusa nel triangolo più “in” della città delimitato da piazza Amedeo, piazza san Pasquale e piazza dei Martiri. A pochi passi dalla stazione della metropolitana di piazza Amedeo e da quella della funicolare collinare del Vomero, il Business Office 55 si compone di una accogliente sala d’attesa, di una raffinata segreteria, di una prestigiosa sala riunioni, di sei eleganti studi e di una funzionale sala per collaboratori da sette postazioni. Business Office 55 offre, inoltre, servizi di domiciliazione legale e postale per società e professionisti Nel contratto di noleggio sono incluse tutte le spese relative all’utilizzo della struttura ed ai suoi servizi.Tutto in un’unica fattura, trasparente: sono compresi i costi per segreteria e reception, consumo di elettricità e di gas, climatizzazione, telefoni e fax, internet a fibra ottica in cavo e wi-fi, fotocopiatrice, stampante, scanner, video- conferenza, servizio di pulizia, spese condominiali, tasse asporto rifiuti, assicurazione Rc, manutenzioni. Il personale qualificato di Business Office 55 sarà a vostra disposizione per assistenza segretariale multilingua, per l’accoglienza dei clienti, per la raccolta e la consegna di messaggi, di posta e di fax. Per Info: Business Office 55 Via S. Pasquale a Chiaia 55 . 80121 Napoli tel. 081.198.10.272 - fax 081.198.10.259 email: [email protected] www.businessoffice55.it