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SAPER VIVERE LA GRANDE NAPOLI
Anno VII - numero 12 - Dicembre 2012
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BUON
FATALE
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IUPPITER EDIZIONI
OBLÒ
LA LETTERA
Christofer e la democrazia
a misura d’asino
Caro direttore, con tristezza e
raccapriccio, noto che la democrazia italiana non è a misura
d'uomo ma d'asino, cioè d'animale - ovvero non è bipede ma
quadrupede. L'ultimo caso che
mi ha costretto a tali considerazioni è «Christofer» figlio di un
ricco papà e criticato aspramente dal proprio genitore. Il ragazzo è uno degli arrestati a Roma
ed è stato liberato dopo poco
tempo e nell'Italia che difende i
figli anche e soprattutto quando
commettono idiozie (voglio
essere buono) e scaricano sempre la colpa su altri: il vigile, il
professore, il compagno di
banco, nel caso di Christofer il
poliziotto. Il padre ha affermato
alla stampa: «Mio figlio è un
violento ed il magistrato sbaglia
a scarcerarlo». Ma chi è Christofer? È un ragazzo di 21 anni,
bocciato più volte al Liceo,
iscritto come da copione a
Scienze politiche all'università
«La Sapienza», colpisce di costui
il vuoto culturale. Nell'intervista
rilasciata al «Corriere della
Sera» il ragazzo afferma di
ignorare l'esistenza di Pierpaolo
Pasolini, nulla sa della difesa
dello scrittore poeta verso le
forze dell'ordine, composte per
la maggior parte da proletari,
mentre gli studenti per la maggior parte sono figli di borghesi
e spesso figli di papà ricchi come
in questo caso. Inoltre il ragazzo
ritiene che i poliziotti non siano
ragazzi come lui e continua:
«Fare il poliziotto è una scelta.
Non esiste solo la polizia come
lavoro». Non tutti hanno, però,
un padre che paga un appartamento a Monte Mario, che
gestisce hotel e ristoranti dove
Christofer trova sempre un
posto a tavola; il ragazzo con
aria di importanza dice di fare
il giardiniere tre volte alla
settimana, di non avere mai
tempo libero tranne la domenica, durante la quale non prende
in considerazione la possibilità
di leggere. Sembra che questo
campione di disimpegno si
collochi nell'area dei centri
sociali andati in piazza per la
sciopero anti austerity. Sulla sua
pagina di facebook campeggia
una “perla” della terrorista
tedesca Ulricky Meinhof: «Se dai
fuoco ad una macchina è un
reato, se ne bruci migliaia è
un'azione politica». Queste a
mio avviso sono parole d'ordine
che ispirano uno studente
indagato per resistenza ad un
pubblico ufficiale e violenza
pluriaggravata. Ignoranti che si
illudono di essere combattenti
per la libertà, altro non sono che
teppisti travestiti che non
leggono, non studiano, cha
vanno a scuola od all'università
solo per perdere tempo.
PROF. DANIELE
(2)
CACOPARDO
Caro direttore, continuano a volare
i sampietrini a Parco Margherita.
L’altra sera, un’auto, superata la
curva dove c’è la chiesa, è finita in
una buca enorme e piena d’acqua,
sbandando e colpendo un
sampietrino divelto. Il cubo di
porfido è finito sul piede di mia
moglie e lo spavento è stato
incredibile. Credo che sia assurdo,
in una città in cui si spendono i
soldi per eventucoli e discutibili
piste ciclabili, ritrovarsi a schivare
dei sampietrini volanti e
pericolosissimi. Immagino che non
sia facile governare Napoli con le
casse vuote e la grave situazione
debitoria, ma credo che strade,
mezzi pubblici, sicurezza vengano
prima di ogni cosa. Credo, poi che
anche via del Parco Margherita
debba essere asfaltata come via
Tasso: la pavimentazione con i
sampietrini è buona e idonea per
vie in cui non transitano le auto.
GIOVANNI CRISCUOLO
Cover
Il codice arancione
DELLE BICI
È
una tirannia quella a cui il sindaco De
Magistris ci ha condannato per accontentare il popolo
degli arancioni. Lui a loro ha regalato, con magnificenza megalomaniaca, la più grande pista ciclabile d’Europa: e poco conta la deriva
totale della città. Per il Comune è sprofondo rosso, ma si spendono 800mila euro
per stampare ossessivamente bici stilizzate quando la cattiva manutenzione del manto
stradale urbano suggerirebbe ben altro uso del denaro pubblico Nel timore di vedere
comparire queste immaginette anche sull’uscio di casa, i napoletani se le ritrovano disegnate
sui marciapiedi, persino quelli di larghezza inferiore ai 2 metri (via C. Poerio). Come è potuto
accadere? Il provvedimento, a quanto pare, è stato realizzato senza alcuna Ordinanza sindacale: e
ciò lo delegittima. Inoltre la sua attuazione, vedi i marciapiedi trasformati in pista ciclabile, ha
concretizzato deroghe inammissibili al Codice della Strada che nemmeno un’Ordinanza avrebbe
autorizzato. Ricordo infatti che la bici, che il Codice della strada definisce “veicolo a propulsione
muscolare”, soggiace alle norme della circolazione stradale (Nuovo Codice della Strada - Decreto
Legislativo 30.4.1992 n. 285 art. 182 - coordinato con la legge 29.7.2010, n. 120 - Disposizioni in
materia di sicurezza stradale, in vigore dal 13 agosto 2010). In particolare i ciclisti sono
obbligati ad utilizzare le loro piste e a condurre a mano la bici quando sia di intralcio o
pericolo per i pedoni (art. 182). E mai possono procedere sul marciapiede o usare, se
non a piedi, gli attraversamenti pedonali, pena (come gli altri mezzi) sanzioni
amministrative (vedi il succitato D.L.). Ma se ciò è legge, perché nessuno contesta il populismo del sindaco?
(Paolo Santanelli)
n u m q u a m
SAPER VIVERE LA GRANDE NAPOLI
Anno VII n.12 - Dicembre 2012
Direttore Responsabile
Max De Francesco
Redazione
Laura Cocozza
Rita Giuseppone
Alvaro Mirabelli
Progetto e realizzazione grafica
Fly&Fly
h o r u m
l u x
La dittatura delle comete elettorali.
Tra imucrazia e demagogia, le previsioni
e le visioni sull’anno che verrà.
pagina 3
Il paginone
I terni dell’anno. Il bilancio del 2012?
Eccolo con 13 giocate tra ironia,
cronaca e speranze.
pagine 4-5
Primo Piano
Mobilità, l’affondo di Vernetti.
Parcheggio Vittoria, diffidato il Comune.
pagina 7
L’intervento
Regole per una città dignitosa:.il
disarredo urbano di Raffaele Aragona.
pagina 9
Quartierissime
Centro Direzionale, quale futuro?
La city dei grattacieli vive in un
preoccupante stato di abbandono.
pagina 14
Storie&Territori
Tendenze ambientali. Orti urbani,
l’Orientale ritorna alla terra.
Il sogno «verde» di Marco Amalfi.
pagina 17
Salute a noi
Anticipazione del libro «Infertilità di
Stato» di Raffaele Aiello ed Espedito
Pistone in uscita a gennaio. Saggioinchiesta sulla fecondazione assistita.
pagina 25
c e d e t
Società Editrice
IUPPITER GROUP S.C.G.
Sede legale e redazione:
via dei Mille, 59 - 80121 Napoli
Tel. 081.19361500 - Fax 081.2140666
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Presidente: Laura Cocozza
Stampa
Centro Offset Meridionale srl - Caserta
Max
De Francesco
Laura
Cocozza
Alvaro
Mirabelli
Rita
Giuseppone
Massimiliano
Tomasetta
Maria
Palombo
Reg. Tribunale di Napoli n° 93 del 27 dicembre 2005
Iscrizione al Roc n°18263
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Responsabile area web
Massimiliano Tomasetta
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Maria Palombo (339.7081448)
Rosario Scavetta (347.6159578)
CHIAIA MAGAZINE • DICEMBRE 2012
Si ringraziano Tony Baldini per cover
e fotomontaggi, e l’archivio Ruggieri
per le fotografie
COVER
L ANNO CHE VERRA`
LA DITTATURA DELLE COMETE ELETTORALI
Max De Francesco
I
n una vignetta di Isidori, pubblicata
su un numero del Borghese degli anni
’60, un uomo, guardando una stella
cometa, esclamava: «Signore, spiegati
meglio!». In Gog, processo alla modernità scritto da un ispirato Giovanni
Papini, si legge: «Il cielo lo sento come
qualcosa di estraneo, di remoto, cioè
di nemico. Le comete, che strascicano
le loro code per l’infinito senza scopo
ragionevole, non mi dicon nulla che
mi consoli». Maria Orsini Natale, in
Cieli di Carta, deliziosa apologia
sull’arte presepiale, scrive: «La stella
cometa è presagio. Una stella di
straordinaria grandezza come mai a
memoria d’uomo se n’erano viste,
non poteva non esserlo. Nell’ombra
del cielo la notturna fiammata è lo
straordinario, lo scompiglio, il sortilegio nell’incontro tra quello che era
sempre stato e il nuovo, il diverso,
quello che non era mai accaduto». Il
fisico francese Jacques Babinet, dopo
una giornata trascorsa in laboratorio
a studiare i fenomeni dell’interferenza della luce, a un amico che gli chiedeva cosa pensasse delle stelle comete, disse con un sorriso rassicurante:
«Sono il nulla visibile».
Capita, a noi che ancora proseguiamo
con tenace passione la tradizione del
presepe, di trovarci in mano una
cometa. Piccola o grande che sia,
argentata o dorata, dopo aver completato l’osteria e schierato gli angeli
sulla grotta, la piazziamo su, in alto,
sulle montagne di carta, con la coda
che scalpita sul castello di Erode
mentre l’umanità dei pastori popola
la notte. Il rito è compiuto, i Magi
giungeranno a destinazione, la stella
fermerà, con la nascita di Gesù, l’assedio del buio.
Di ben altre comete saremo costretti
ad occuparci nel 2013. Saranno quelle
elettorali, pronte a intasare, tra nastri
e astri filanti, lo spento firmamento
della politica, a molestare la pazienza
del cittadino, a disegnare le rotte
dell’illusione in tv, sui giornali, nei
teatri riempiti a pagamento e nell’ammucchiata galattica dei social network. Non assisteremo a uno scontro
sui programmi, statene certi. Il fascino delle soluzioni è stato soppiantato
da quello per le rivoluzioni. Se non sei
«rivoluzionario» nei modi, nei colori,
negli umori e negli insulti non sei
ammesso nell’agone delle stelle.
Saremo spettatori, quindi, della moltiplicazione delle scie, ognuna delle
quali avrà un messia con le sue lune, i
suoi presagi, i suoi apostoli, i suoi
pacchi, i suoi Magi. L’assenza della
politica, l’agonia del bipolarismo, la
magrezza delle tasche, il ladrocinio
perpetuo e pubblicizzato della classe
«digerente», la vertigine della precarietà e il disincanto della generazione
web, contribuiranno, poi, ad alimentare la galassia dei non votanti. Per gli
indecisi ci sarà spazio nelle serate
fragorose dei sondaggisti: la loro
percentuale salirà come lo spread e
diverrà l’unico argomento di cui
sentiremo parlare. La dittatura delle
comete elettorali non avrà un capo
ma tante code, non avrà un Centro,
ma un Grande Carro di centrini, non
avrà un Cavaliere dello Zodiaco, ma
tanti vassalli lunatici, non avrà una
Destra fiammante, ma un schiera
fioca di «destrette», non avrà una
Sinistra luminosa, ma una costellazione di «sinistrine» che brilleranno di
luce impropria.
L’anno che verrà vedrà un Paese in
stato di cometa, attaccato alle flebo
della demagogia, fiaccato da rumorosi movimenti di pancia e con un’anima frustrata e collerica. La crescita
continuerà ad essere una chimera e
l’imucrazia governerà i nostri risparmi. Nel cielo elettorale la confusione
di scie, tra meteore, stelloni e stelle
cadenti, sarà tale che l’elettore rinuncerà alla politica per la geografia
astronomica.
Vorremmo cadere nel sonno di Benino, il pastore che dorme beato in un
angolo del presepe, e risvegliarci ad
urne chiuse. Ma, fatalmente, rimarremo con gli occhi aperti per sbugiardare chi, con la scusa dell’antipolitica,
desidera crearsi il proprio regnucolo
nei cieli. Nessuno scenderà dalle
stelle. Buon fatale a tutti.
Il giornale è online su
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CHIAIA MAGAZINE • DICEMBRE 2012
(3)
IL PAGINONE
DIAMO I NUMERI
I terni dell’anno
Logorati dall’Imu e sfiancati dai venti di crisi, i napoletani corteggiano la Dea
Fortuna. Il bilancio del 2012? Eccolo in 13 giocate tra ironia, cronaca e speranze
I
Numeri? C’è chi li dà dopo essere stato
prosciugato dalla mazzata dell’IMU, chi
li dà sulla classifica del Napoli punito
con 2 punti in meno, chi li dà sui conti
in rosso del Comune. A Napoli i numeri
si danno per mille ragioni, a volte buone, a volte cattive: ma quelli che mettono tutti d’accordo sono i numeri da
giocare al lotto.
Una mania collettiva e trasversale a tutti
i ceti sociali: l’azzardo, la sorte e la
smorfia sono nel Dna dei partenopei.
Così Chiaia Magazine, come ha fatto gli
scorsi anni, anche stavolta dà i suoi
numeri fortunati, legati a fatti e personaggi del 2012. 13 giocate sul filo dell’ironia: dalle peripezie della pista ciclabile alle fidanzata napoletana del Cavaliere, e altro ancora.
(4)
CHIAIA MAGAZINE • DICEMBRE 2012
CURIOSITÀ
Sono due le tesi più
gettonate sul perché, il
gioco dei giochi si
chiami «lotto». La
prima: la parola deriva
dal tedesco «hleut», un
oggetto particolare che
veniva lanciato in aria
per risolvere,
affidandosi al caso,
controversie
patrimoniali fra
membri di tribù; la
seconda: il termine ha
origine dal francese
«lot», che significa
premio, sorte. Il lotto?
Tassa dei sogni, «unico
grande irrinunciabile
patrimonio dei
poveri», scrive
Vittorio Paliotti.
25 - 7 - 33
IL TERNO DEL MATADOR
Omaggio a Edinson Cavani. 25, 7 e 33.
25 come la giovane età del campione.
7 è il numero di maglia del bomber uruguayano. 33 è la sua fede in Dio.
2 - 6 - 89
IL TERNO DEL PRESIDENTISSIMO
Dedicato al patron De Laurentiis e al
momento critico della società.
I numeri: 2, 6 e 89.
2 come i punti sottratti al Napoli dalla
Commissione disciplinare. 6 come i mesi
di «fermo» inflitti a Cannavaro. 89 come
l’ingiustizia.
14 - 24 - 13
IL TERNO DELL’IMU
Ovvero giochiamo sulla disgrazia.
I numeri: 14, 24 e 13. 14 come l’aliquota
stratosferica imposta dal Comune di
Napoli. 24 come i miliardi che lo Stato ha
incassato dall’odiosa imposta. 13 come la
tredicesima andata in fumo.
77 - 28 - 36
IL TERNO DEL CAVALIERE
Silvio Berlusconi ha una compagna ufficiale. I numeri: 77, 28 e 36.
77 è la venerabile età dell’ex premier. 28
sono gli anni di Francesca Pascale, la
nuova fiamma di Sua Emittenza. 36 come
il fidanzamento.
45 - 20 - 5
IL TERNO DEL SINDACO
vuoi vedere che almeno ci fa vincere al
lotto? I numeri: 45, 20 e 5.
45 sono gli anni di De Magistris. 20 come
i mesi, un po’ piatti, trascorsi a Palazzo
San Giacomo da primo cittadino. 5 come
lo 0,5 % che un’indagine demoscopica
attribuisce al Movimento Arancioni, il
suo partito.
Il terno del Cavaliere
10 - 79 - 47
IL TERNO DEI GIROLAMINI
per non dimenticare il saccheggio della
nota biblioteca. I numeri: 10, 79, 47.
10 come libro antico. 79 come ladro,
come cioè chi, invece di sorvegliare, ha
razziato migliaia di testi rari. 47 è l’offesa,
l’ennesima patita dal patrimonio culturale napoletano.
4 - 31 - 47
IL TERNO DEL FORUM
dedicato alla kermesse della cultura
mondiale in agenda nel 2013 a Napoli,
così depauperata che rischia di diventare
una festicciola rionale.
I numeri: 4, 31 e 47. 4 perché questa è la
quarta edizione. 31 come balla, quella
che pretendono di farci digerire, parlando di megavento. 47 è la figuraccia, questa sì probabilmente mondiale.
77 - 28 - 36
66 - 90 - 40
IL TERNO DELLA CRONACA NERA
Ovvero l’assassinio commesso in un asilo
di Scampia. I numeri: 66, 90 e 40. 66
come le bestie che ammazzano sotto gli
occhi dei bimbi. 90 come l’innocenza dei
piccoli. 40 come la dannazione che Napoli deve subire dalla camorra.
70 - 17 - 86
IL TERNO DELLA MONNEZZA
sempre doveroso. I numeri: 70, 17 e 86. 70
come i rifiuti. 17 rappresenta la percentuale terzomondista raggiunta da Napoli
nella differenziata. 86 come la tassa, cioè
la Tarsu che a Napoli è diventata mostruosa per quello che costa portarla
all’estero.
20 - 51 - 26
57 - 85 - 33
IL TERNO DEL CENTRO STORICO
in vista del recupero da 100 milioni di
euro che si farà nella città antica.
I numeri: 57, 85 e 33. 57 come la speranza
che i soldi vengano spesi con competenza e trasparenza. 85 come l’arte custodita
nei Decumani. 33 come il ritardo che già
si registra nell’operazione.
15 - 5 - 4
IL TERNO DEI PARCHEGGI
Dedicato a un’illusione. I numeri: 15, 5 e
4. 15 come i parcheggi in attesa di essere
promossi o bocciati dal Comune. 5 come
i mesi di ritardo che il Comune porta nel
valutare i progetti. 4 come la nervatura,
quella che salta quando si tenta di parcheggiare l’auto.
Il terno del Matador
25 - 7 - 33
IL TESTO DELLA PISTA CICLABILE
non c’è limite alle amarezze. I numeri: 20,
51 e 26. 20 come la lunghezza in chilometri della pista. 51 come il fegato che ci
vuole per fare scarabocchi per terra e
definirli pista ciclabile. 26 come il denaro
(1.200.000 euro) buttato per disegnare gli
scarabocchi.
5 - 79 - 30
IL TERNO DELL’ANTIPOLITICA
Dedicato a Beppe Grillo, temutissimo dai
politici di professione. I numeri: 5, 79 e
30. 5 come il «Movimento 5 Stelle», la
formazione di Grillo che nel 2012 ha
riscosso un rilevante successo elettorale.
79 come rivoluzionario, anzi un po’
Masaniello: esattamente come lui, fustigatore delle “caste”. 30 come marcio,
quello della vecchia politica.
CHIAIA MAGAZINE •DICEMBRE 2012
(5)
(6)
CHIAIA MAGAZINE • DICEMBRE 2012
PRIMO PIANO
MOBILITA`, L AFFONDO DI VERNETTI
Parcheggio Vittoria, diffidato il Comune
Alvaro Mirabelli
Adesso la pazienza di Massimo Vernetti (nella foto), leader della Napoletana parcheggi, è davvero agli sgoccioli: anzi è proprio finita. E’ da febbraio che una delibera comunale
(quella che aggiorna il Piano
Urbani Parcheggi), gli ha messo in stand-by il progetto per la
realizzazione di un moderno
parcheggio per 250 veicoli a rotazione, cioè pubblici, nelle viscere di piazza Vittoria. Sulla
carta l’imprenditore è titolare
di una concessione pratica-
mente completa e davvero sudata: ogni dettaglio del piano,
che lui ha ribattezzato il «Parchgggio del Mare», negli ultimi
anni è stato rivoltato come un
calzino per rivelarsi alla fine
operazione impeccabile. E per
molte buone ragioni: la tecnica
costruttiva assolutamente non
invasiva, il miglioramento dell’arredo verde della piazza, il
vantaggio di eliminare dalla superficie 1.500 auto al giorno
stoccandole in profondità, il ritorno turistico per tutta la zona
e quello per i ristoratori, una
formidabile accelerazione allo
shopping in un centro-bene
dissanguato dalla crisi, la modalità in project financing che
permette al Comune di innestare sul territorio un’opera
pubblica di indubbia utilità
senza sborsare un solo euro, 18
mesi di impiego garantito per
150 maestranze, l’alleggerimento della pressione che la
movida esercita su Chiaia durante il week-end, la sconfitta
dei parcheggiatori abusivi che
spadroneggiano nei dintorni.
Insomma, ce n’era abbastanza
per fugare ogni dubbio. Eppure non è bastato: nove mesi fa,
a un passo dalla firma finale,
l’amministrazione De Magistris
ha infilato la pratica nel congelatore con la motivazione di dover verificare se la costruenda
struttura serva davvero ai residenti o se viceversa si possa rivelare un attrattore di traffico o
persino una manovra speculativa. Non solo: a dar retta alla
fanfare di Palazzo San Giacomo, il controllo di legittimità sarebbe stato effettuato in 6 mesi. Ma a settembre, l’unico dato di fatto è stato il silenzio dell’amministrazione che, tacendo, non ha adempiuto l’impegno preso.
Misura colma per Massimo Vernetti che adesso ci prova con altri argomenti: «Purtroppo siamo stati costretti a diffidare il
Comune che non fa il suo dovere con gli amministrati, in
questo caso un’impresa pronta
a realizzare una grande opera
pubblica al servizio della città.
Mi chiedo quale ente locale sia
così pazzo da rifiutare o ignorare un intervento che produce
ricchezza e vantaggi. Eppure a
Napoli sta succedendo. E mi
chiedo anche perché, quando
invece si tratta di investire soldi pubblici, i tempi burocratici
miracolosamente si abbatto-
no». Il sospetto, a questo punto, è che la mano pubblica nutra un rancore profondo per gli
imprenditori locali: «E’ la politica masochista dei “due pesi e
due misure”. Mi spiego: in occasione della Coppa America,
fior di milioni sono stati sganciati agli americani che si sono
fatti pagare fino all’ultimo bullone, mentre neanche
un’azienda napoletana è stata
coinvolta nell’operazione. Qual
è il criterio? Arricchire i ricchi e
impoverire i poveri? Follie che
non sono giustificabili per una
città che è alla canna del gas».
Amaro sfogo quello dell’imprenditore che da tempo è abituato a coniugare virtuosamente l’interesse d’azienda con
lo spirito di servizio a beneficio
della propria città: «Una missione - spiega Vernetti - che Napoletana Parcheggi persegue
anche su altri fronti: all’interno
della’Agorà Morelli, presso
l’omonimo parcheggio, abbiamo già ospitato 10 iniziative sociali di beneficenze e solidarietà. L’ultima, quella natalizia, vede esporre gratuitamente ben
24 artigiani napoletani negli
spazi del Garage. Lo scopo?
Quello di promuovere il lavoro
creativo della città».
CHIAIA MAGAZINE • DICEMBRE 2012
(7)
PRIMO PIANO
AL SAN CARLO LE OPERE DEI GIOVANI DETENUTI
Nisida, la legge del tornio per il riscatto
Armando Yari Siporso
La «prima» della Traviata di
Verdi ha rappresentato un debutto non solo per la stagione
operistica del San Carlo. Ad
esordire nel teatro partenopeo,
lo scorso 5 dicembre, c'erano
anche le opere dei detenuti
dell'Istituto Penale Minorile di
Nisida (nelle foto). Manufatti in
ceramica e pastori presepiali
realizzati dai giovani detenuti
dell'Istituto Penale Minorile di
Nisida nell'ambito dei corsi
che la Fondazione «Il meglio di
te-Onlus» ha organizzato e sta
portando avanti per gli ospiti
(8)
della struttura penitenziaria.«Le lezioni del laboratorio,
riattivato dalla Fondazione nel
2010, - sostiene Fulvia Russo,
presidente de «Il meglio di teOnlus» - costituiscono un momento importante nella giornata dei detenuti e un’attività
fondamentale nel complesso
processo di rieducazione di ragazzi privati, per i loro reati,
della propria libertà in età così giovane. Vedere valorizzato
il proprio impegno - insiste la
Russo - è un risultato importante per giovani che devono
imparare a credere nelle proprie capacità per affrancarsi da
CHIAIA MAGAZINE • DICEMBRE 2012
contesti degradati".
«Quando sono arrivata al laboratorio di ceramica di Nisida
nel febbraio dello scorso anno
- spiega la maestra di ceramica Francesca Lezzi - ho incontrato alcuni ragazzi che si ritenevano completamente incapaci di tenere anche solo una
matita in mano. Nel tempo
hanno imparato a realizzare la
modellatura dei manufatti, la
foggiatura al tornio, la rifinitura degli stessi oggetti, apprendendo il ciclo di cottura. Gli oggetti, realizzati a mano oppure
al tornio, infatti, dopo un’essiccazione di circa 24 ore ven-
gono infornati una prima volta a 955°C, smaltati, decorati e
poi ricotti dagli stessi ragazzi
nel forno del carcere». «Utilizziamo l'argilla, che ci permette, con l'acqua e la velocità data dal tornio, di modellare vasellame e opere artistiche - dice il maestro torniante Antimo
De Santis - ed i ragazzi imparano tutte le fasi della produzione diventando gradualmente padroni delle tecniche,
fino ad arrivare a delle espressioni consapevoli della loro
sensibilità estetica».
«Per il San Carlo i ragazzi di Nisida hanno realizzato piccoli
magneti e sfere natalizie in ceramica decorata, rivestite con i
tessuti pregiati avanzati dai costumi delle rappresentazioni
teatrali - afferma la maestra di
arte pastorale Tiziana D'Auria
- ed abbiamo in programma
con i ragazzi, la realizzazione
dei personaggi delle opere teatrali, con la tecnica dei pastori
del '700, riutilizzando materiali altrimenti destinati alla discarica».
I visitatori del teatro potranno
trovare i manufatti con il logo
«'Nciarmato a Nisida» negli
spazi dedicati al merchandising della struttura.
L’INTERVENTO
REGOLE PER UNA CITTA` DIGNITOSA
Disarredo urbano per salvare Napoli
Pubblichiamo un ampio stralcio della relazione dell’ingegner Raffaele Aragona
protagonista del convegno «L’ordine e la bellezza» nel segno dell’estetica civile
A
Napoli i turisti guardano,
stupiscono, e poi fotografano.
Ma mica bellezza e arte. Le
miserie urbane sono più
gettonate: fotogrammi umilianti da ficcare nell’album
dei souvenir. E così sciatteria e
abbandono fanno il giro del
mondo. E’ la cartolina fetente
e non casuale di una città che
è fanalino di coda in tutte le
classifiche possibili e immaginabili. Napoli che va in pezzi
si presta a molte letture.
Chiaia Magazine, ad esempio,
da tempo ha affondato il
bisturi sulla sconfitta delle
grandi opere, dell’urbanistica,
della manutenzione, scomodando in una recente inchiesta a puntate esperti come il
progettista Aldo Loris Rossi,
gli urbanisti Massimo e Riccardo Rosi, l’architetto Fabrizio Gallichi, il docente ed ex
assessore Pasquale Belfiore.
Che hanno riscritto le solite
pagine nere: abusi, malaspesa, progettualità zero, politica
cialtrona, incompetenza a
tappeto, burocrazia prepotente, camorra padrona. Tanti
mali, un solo tumore assassino che si mangia Napoli viva.
Poi gli urbanisti hanno tirato
le somme: un piano regolatore
da buttar via, grandi opere
ferme, riqualificazione bloccata, edilizia inesistente,
manutenzione azzerata. In
compenso ecomostri eterni,
crolli, condoni, rattoppi,
cantieri per finta. Ora Chiaia
Magazine insiste nella denuncia e riaccende il dibattito con
Raffaele Aragona (nella foto),
docente di «Tecnica delle
costruzioni», che, in chiave
inedita, tocca il tasto dolente
dell’arredo urbano. Anzi
«disarredo urbano», come lo
ha definito nel recente convegno «L’ordine e la bellezza».
Ecco un ampio stralcio del
suo intervento.
«Il vocabolo “disarredo” non è
ancora registrato in nessun dizionario, in quello “mio” personale, invece, è attestato da quasi 10 anni. E’ di mia invenzione
e spero che sia recepito non solo nel suo aspetto lessicale ma
“Si eviti di aggiungere
arredi, molto facilmente
stonati con quanto già
esiste. Ci si limiti a
eliminare il degrado
delle pavimentazioni
dissestate, a gettar via
orrende fioriere, a
sconfiggere i molesti
tabelloni, grandi e
piccoli che restringono
i marciapiedi...”
anche nella sostanza. Di cosa si
tratti, è presto detto: il vocabolo è composto dal prefisso dis(che ha valore negativo) e perciò il significato è evidente: indica l’eliminazione dell’arredo.
L’aggettivo “urbano”, poi, può
anche intendersi nella sua accezione di “civile”, “cortese”.
In quest’ultimo decennio è cresciuta l’attenzione a tutto ciò
che viene definito “arredo urbano”: un’attenzione volta sì alla cura della città ma, molto
spesso, anche un’attenzione
critica verso le tante strutture
invasive che vengono passate
come tale e che invece ne inficiano il decoro. Napoli, naturalmente, non è esclusa da queste
presenze e anzi è costretta a
sopportarle in gran misura e in
varie forme. E’ il caso delle grandi installazioni pubblicitarie. Alla loro invadenza fu dedicato un
convegno del 2007 con una mostra fotografica che sottolineò,
con immagini, le tante brutture che la città subisce da anni e
alle quali rischia di abituarsi.
Fortunatamente in tanti continuiamo ancora ad avvertire il
senso di vertigine provocato
dal’enorme quantità degli elementi che ci circondano. Il pericolo è che una sorta di diffusa abitudine al brutto faccia vedere la questione dell’arredo
urbano come un problema minore, come un fatto marginale.
Il problema dell’impatto ambientale provocato dalla pubblicità sul paesaggio urbano è
stato affrontato da più parti e
ci sarebbe da cominciare a mettere a punto strategie per migliorare la qualità dello spazio
pubblico. In varie città stranie-
re il problema è stato risolto in
modo esemplare e a volte drastico, facilitato da un substrato
culturale e da un’educazione al
rispetto della cosa pubblica
non solo da parte dei cittadini
ma anche da parte delle amministrazioni: rispetto delle regole di convivenza, regole di ordine e dei canoni di bellezza. Ne
sono esempi significativi, anche se estremi, quelli della città di Lanzarote (Canarie) e di
Curitiba (Brasile) dove i sindaci hanno eliminato del tutto la
pubblicità stradale. Anche a Roma è iniziata una campagna di
demolizione delle installazioni
allo scopo di demolirne una
gran parte e arrivare a un giusto
equilibrio. A Napoli, anche grazie alla stampa, qualche anno fa
l’Amministrazione deliberò
l’eliminazione di 180 installazioni pubblicitarie, tra quelle di
maggior impatto. Ancora oggi,
però, l’esito della delibera è in
parte bloccato da problemi di
carattere amministrativo e dai
ricorsi al Tar delle concessionarie. A giustificare la concessione di tante e varie soluzioni
pubblicitarie non bastano certo le somme versate in contropartita dalle aziende pubblicitarie. Sarebbe, infatti, d’obbligo
un’analisi dei costi-benefìci
laddove nei costi vano necessariamente ascritti quelli derivanti dalla perdita d’immagine
della città dove, all’occhio del
visitatore, monumenti, facciate e paesaggi sono sporcati da
enormi strutture.
Ma il problema riguarda anche tutti gli altri elementi d’arredo urbano: dalla cartellonistica stradale alla segnaletica
ordinaria, ai cestini per rifiuti, ai
cassonetti, senza escludere altre barriere che oscurano il paesaggio urbano e naturale, come i gazebo che, se pur dichiarati provvisori, realizzano comunque una situazione di permanente invadenza (e poi bancarelle, furgoni dispensatori di
vivande etc. che non sono arredo ma sono contrari al decoro).
La questione dell’arredo urbano è un sottoprodotto, un elemento secondario rispetto alla
questione generale della qualità di vita, ma non va messa in
disparte.
Certo arredo e decoro non sono gli aspetti più gravi ma una
città meno invasa e disordinata può contribuire a frenare altri disordini. […] E’ vero infatti
che l’aspetto esteriore, il mantenimento del decoro, l’attenzione all’estetica migliorano la
vivibilità e rinviano all’esterno
un’immagine positiva, che produce nel tempo un ritorno anche economico. E’ poi anche
vero che l’estetica della città
può costituire questione sociale fondamentale, sia come
specchio degli abitanti che come fattore educativo.
Ogni volta che si interviene
nell’arredo della città, capita
che il risultato sia criticabile e
di fatto criticato. Allora perché
non evitare? Si dovrebbe non
aggiungere più nulla, specie nei
luoghi caratteristici; altrimenti,
tra panchine, fioriere, totem e
lampioni, non si capirà più in
quale città ci si trovi. Anzi sarebbe opportuna una iniziale
opera di disarredo che elimini il
superfluo, ripristinando l’ordinario e pregresso decoro.
Si può anche istituire, provoca-
toriamente ma non tanto, un
Assessorato al Disarredo Urbano per la sola caccia al superfluo. Esso dovrebbe stabilire, in
primis, una moratoria dell’attività di arredo, e poi bloccare e
rinnovare la congerie di elementi abusivi e non, che invadono strade e piazze. […] Il “disarredo urbano” rappresenta,
nello spirito, l’uovo di Colombo
per conservare alla città dignità
e decoro. Tutto ciò in attesa di
un adeguato piano per l’arredo
urbano che tracci linee metodologiche, evitando andamenti contrastanti che facciano convivere un’immagine futuribile
con quella degradata.
E’ necessaria più cautela nel
modificare l’immagine della città, continuando a togliere senso di appartenenza […].
Si eviti perciò di aggiungere arredi, molto facilmente stonati,
con quanto già esiste. Ci si limiti a eliminare il degrado di pavimentazioni dissestate, a gettar
via orrende fioriere, a sconfiggere i molesti tabelloni, grandi e
piccoli, che, con la stupida giustificazione dell’indicazione
stradale, non fanno altro che limitare la larghezza dei marciapiedi e rompere la continuità
delle facciate di decorosi fabbricati, che non meritano di essere tanto mortificate. […].
Non si approfitti di incalzanti
restyling per introdurre nuovi
elementi di arredo di cui non si
sente il bisogno e che spesso, se
pure accettabili in zone di anonima edilizia, non possono esserlo in altre, come alle porte di
una Villa Comunale di impianto settecentesco (ancorchè già
deturpata da altre mani).
(...) Non abbiamo bisogno di
novità di questo genere, di “designers” scesi dal Nord: siamo
un popolo dal sentire profondo, antico, dal forte senso delle radici, anche se soffriamo
delle lacerazioni dovute alle
contrastanti culture che di
continuo hanno turbato la
coerenza della nostra identità,
di una via, di una piazza, di un
quartiere. Continuiamo a sperare che quanto accaduto nel
passato possa indurre a scelte
più rispettose di quanti Napoli la vivono e la amano. Si evitino, perciò, possibili intrusioni che inevitabilmente danneggerebbero il carattere originario e l’eleganza di questa
città […]».
CHIAIA MAGAZINE • DICEMBRE 2012
(9)
(10)
CHIAIA MAGAZINE • DICEMBRE 2012
L’INCHIESTA
LA CABINA DI REGIA
PROVINCE, STOP RIORDINO
Al fine di orientare al meglio l’iter per la
costituzione della Città metropolitana, il
Comune di Napoli punta alla costituzione
di una cabina di regia che metta insieme
tecnici e politici perché, come ha spiegato
Alberto Lucarelli, assessore alla Democrazia
Partecipativa, «i due aspetti devono
camminare di pari passo».
Avellino e Benevento sono state «graziate».
A causa della crisi del governo tecnico, è
saltato il decreto sul riordino delle province,
che non sarà convertito in legge. Possono
tirare un sospiro di sollievo gli abitanti
del Sannio e dell’Irpinia: la geografia
campana resta inalterata e le due province
non saranno accorpate.
VERSO LA CITTA` METROPOLITANA
Ecco il supersindaco. Eletto o nominato?
Livia Iannotta
Con l’obiettivo,
almeno sulla carta,
di creare una
macchina
amministrativa più
snella, la futura
Città metropolitana
sarà guidata dal
sindaco
metropolitano
coadiuvato dal
consiglio. Non
esisterà più la
Giunta.
Con questo numero Chiaia
Magazine prosegue l’inchiesta
a puntate su opportunità e
criticità della costituzione
della «Città metropolitana».
Tra i nodi venuti al pettine
con la nuova “veste” istituzionale che la provincia di Napoli indosserà ufficialmente dal
gennaio 2014, ce n’è uno che
divide e fa parlare più degli altri: chi governerà la Città metropolitana? Domanda che nasconde il più interessante interrogativo su quale personaggio politico, vecchio o nuovo,
ricoprirà la carica di sindaco
metropolitano. Ruolo “allettante”, che potrebbe spingere
tanti a giocarsi quest’opportunità. Ma a rendere la questione “spinosa” è proprio la legge
che disciplina l’introduzione
del nuovo ente (135 del 2012)
che da questo punto di vista
non aiuta. Al contrario, apre la
strada a diverse ipotesi. È l’assessore ai Beni Comuni e alla
Democrazia partecipativa del
Comune di Napoli, Alberto Lucarelli, a sviscerare in più occasioni i “cavilli” della norma.
«L’articolo 18 – spiega – delinea
tre scenari. Il primo, molto suggestivo, prevede l’elezione diretta del sindaco della Città
metropolitana». E già qui il primo “intoppo” perché, «mentre è chiaro – dice Lucarelli –
che la capacità elettorale attiva appartiene a tutti i residenti della provincia, non è altrettanto chiaro chi sia dotato della capacità elettorale passiva».
E cioè se il sindaco metropolitano possa essere designato tra
tutti i cittadini o solo tra le file
di sindaci e consiglieri dei Comuni che si aggregano al nuovo ente. «Il secondo modello
prospettato dal testo normativo – continua l’assessore comunale – vede il sindaco della
Città metropolitana nominato
dal Consiglio metropolitano, i
cui sedici membri sono eletti
direttamente dal corpo elettorale tra i consiglieri e sindaci
dei vari Comuni della provin-
cia. In questo caso ci sarebbe
una corrispondenza tra capacità elettorale attiva e passiva».
Ovvero saranno i membri del
Consiglio a scegliere tra loro
stessi il “super-sindaco”. Ultima “spiaggia”, la coincidenza
di diritto del sindaco metropolitano con quello del capoluogo. Cioè Napoli. E de Magistris non si tira indietro, anzi
sembra pronto a candidarsi.
Tra le righe, forse, l’ha già fatto, accogliendo senza indugio
il suggerimento dell’“Associazione nazionale Comuni italiani”: «L’Anci – ha detto il primo cittadino partenopeo – ha
dato come indicazione di carattere generale che almeno
nella fase iniziale di costituzione dell’ente il sindaco della
Città metropolitana coincida
col sindaco del comune capoluogo». Questo perché, spiega
l’ex pm, «si potrebbe verificare una nuova contrapposizione di competenze amministrative e burocratiche tra il
sindaco del capoluogo, eletto
direttamente dai cittadini, e
quello metropolitano, eletto
direttamente dai cittadini dell’area metropolitana». Andando a creare, quindi, una «nuova sovrapposizione di competenze come accade oggi tra
sindaco e presidente della Provincia». Insomma, il grande in-
terrogativo che ruota attorno
alla costituenda “grande Napoli” resta questo: meglio un
“supersindaco” eletto o nominato?
Intanto l’approvazione dello
Statuto provvisorio deve avvenire entro il 31 ottobre 2013.
Nel caso in cui si “sfori” il termine, il sindaco metropolitano
sarà di diritto il primo cittadino del comune capoluogo fino
alla data di approvazione dello Statuto definitivo. Questo significa che sarà de Magistris a
prendere di diritto le redini del
nuovo ente.
Altra ipotesi che lo Statuto potrebbe introdurre, riguarda
l’articolazione del territorio del
capoluogo in più comuni. Napoli, ad esempio, verrebbe
scomposta in cinque circoscrizioni. «Una procedura però particolarmente articolata e
complessa – commenta Lucarelli – in quanto prevede una
deliberazione della Regione,
una del consiglio del capoluogo di provincia e infine un referendum da parte dei cittadini».
In questo panorama fatto ancora di incertezze e dubbi, non
poche sono state le reazione
degli esponenti della politica.
Si dice preoccupato, ad esempio, il presidente del consiglio
provinciale Luigi Rispoli, che
all’approvazione del decreto
95 del governo in una nota ha
detto: «Le sfide che attendono
le Città metropolitane sono
fondamentali poiché si tratta
di girare sottosopra l’assetto
territoriale amministrativo al
fine di creare realmente un territorio integrato e coeso. Se
passasse la proposta di consentire ai sindaci di sedere nelle assemblee dell’ente avremmo un ente fortemente condizionato da interessi particolari invece che una azione di governo con un ampio respiro ed
una visione di area vasta». Lo
segue a ruota anche l’ex presidente della provincia di Napoli Luigi Cesaro: «Senza elezione diretta del sindaco metropolitano verrebbe meno un
rapporto diretto con il cittadino che solo l’elezione diretta
può garantire - ha detto nel
corso del World Urban Forum
- La provincia di Napoli ha più
di 3 milioni di abitanti e tutti
questi cittadini devono poter
scegliere il loro nuovo sindaco
metropolitano». Momento
cruciale dato che la scelta tra le
due alternative avrà ricadute
di peso sulla natura dell’ente e
sulle sue funzioni. Come sottolinea Ferdinando Pinto, docente di diritto amministrativo
alla facoltà di Giurisprudenza
della “Federico II”, infatti,
«quanto più lo statuto costruirà forme di governo con elezioni dirette, tanto più le competenze non potranno che essere di sostanza e direttamente idonee a decidere delle scelte che la gestione comune dei
servizi comporta. Quanto più
invece si accentueranno forme di elezione di secondo grado, tanto più i compiti si manifesteranno sul piano del coordinamento piuttosto che sul
piano della gestione diretta».
Il tutto con un unico obiettivo:
dare vita ad una macchina amministrativa snella. Non è un
caso, quindi, che le dieci nuove Città metropolitane del Belpaese rientreranno nella prospettiva di “economy” e “austerity”, rigidi binari su cui si
muove l’attuale esecutivo. La
“scure” colpisce in primis gli
organi amministrativi. Nell’articolo 18 della legge 135, infatti, si legge: «Sono organi della
Città metropolitana il consiglio
metropolitano ed il sindaco
metropolitano». Insomma, addio alla giunta. La legge taglia
anche il numero di consiglieri,
che per le province con popolazione superiore ai 3 milioni
di abitanti, come Napoli, si riducono a sedici. Non c’è da
meravigliarsi, in tempi di crisi
si taglia dove si può.
(2° puntata)
CHIAIA MAGAZINE • DICEMBRE 2012
(11)
SOLLECITAZIONI
UN MEDICO SULLE TRACCE DEL MERISI
INDINAPOLICINEMA,
CIAK INDIPENDENTI
Il primo anno di attività dell’associazione
«Indinapolicinema» è giunto al suo termine.
L’associazione per lo sviluppo, la realizzazione, la diffusione del cinema indipendente è
stata creata da un gruppo di cineasti napoletani. Per il 2012 ci siamo dati alcuni obiettivi
fondamentali: una bozza di legge regionale sul
cinema indipendente, la realizzazione di
rassegne ed eventi cinematografici, l’apertura
di una sede che fosse anche il luogo di incontro e confronto tra i cineasti napoletani e le
realtà culturali della città. Nei mesi di maggio e
giugno 2012 abbiamo realizzato la Rassegna
«Cinemasommerso» che ha proposto (in
esclusiva a Napoli) le più importanti produzioni cinematografiche indipendenti italiane.
Una rassegna itinerante che ha coinvolto
cinque associazioni di altrettanti quartieri di
Napoli. La bozza di legge regionale sul cinema
indipendente è stata da noi elaborata e presentata alla commissione cultura della Regione Campania lo scorso settembre.
Dal mese di giugno abbiamo preso in affitto
un locale di 180 mq nel centro di Napoli (vicino via Tribunali a due passi dalla casa che fu di
Goethe e Croce), lo abbiamo arredato, attrezzato e abbiamo realizzato «La grande notte»
(nella foto in basso), una serata di cinema e
cibo, che ha segnato l’inaugurazione del
locale, riscuotendo un grande successo.La
rassegna Cantiere Cinema, incontri e proeizioni con cineasti su un film realizzato e uno da
realizzare che ha visto la partecipazione dei
registi Manetti Bros., Guido Lombardi, Edoardo De Angelis e del produttore cinematografico Dario Formisano. «I miei libri, i miei film» è
l’ultima rassegna realizzata e coinvolge tre
scrittori, Andrej Longo, Angelo Petrella e Ivan
Cotroneo, che raccontano, fra proiezioni e
letture, come le proprie opere siano state
influenzate dal cinema. Abbiamo anche ospitato Slow Food Rete Giovane Napoli, realizzando nella nostra sede l’evento Visioni di Terra
Madre, quarta edizione del Terra Madre Day
che ha coinvolto, in tutto il mondo, 220.000
visitatori. Per quanto riguarda i soci e gli associati a indinapolicinema, il 2012 si conclude
con 28 soci ordinari, di cui 3 gruppi e/o società, e con oltre 300 soci fruitori.Tutto questo è
stato possibile grazie all’impegno volontario di
una dozzina di soci che hanno dedicato tempo, competenze e intelligenza all’associazione
e senza alcun sostegno economico o di altro
tipo degli enti locali o dello stato.
MAURIZIO FIUME
Presidente Indinapolicinema
(12)
CHIAIA MAGAZINE • DICEMBRE 2012
Enigma
Caravaggio
Carmine Mastantuoni
Perché Caravaggio sbarcò a
Porto d’Ercole in Toscana, per
morire in solitudine, «affetto da
febbre»? Da dove venivano le
febbri che lo portarono alla
morte? A queste e a molte altre
domande, cerca di dare risposte
il libello «Caravaggio. Ho scritto il
mio nome nel sangue» (Iuppiter
Edizioni, 12 euro) di Mariano
Marmo. Agile e di facile lettura, il
libro è un atto d’amore, come lo
stesso autore dichiara tra le
dediche: «A te che hai gettato gli
angeli sulla terra/ hai rischiarato
i bassifondi più cupi dell’umanità/rendendo il peccato sui nostri
volti/il più bello degli ornamenti». Fuori da qualunque forma di
retorica, Marmo illustra la realtà
dell’Italia del ‘600, violenta e
corrotta, e Caravaggio in questo
mondo si muove a suo agio,
commettendo efferatezze di ogni
tipo, ma riscattandosi sempre
con un’arte pittorica eccelsa.
L’autore ricostruisce con precisione gli spostamenti lungo la
penisola; da Caravaggio a Milano, da Milano a Roma, da Roma
a Napoli, da Napoli in Sicilia e
poi a Malta, e poi l’estremo
viaggio a ritroso verso Roma,
verso una fine tragica. In tutte le
città l’autore ne elenca gli sgarbi,
le risse e i delitti che provocavano fughe precipitose. L’autore
«
Nel libro di
Mariano Marmo
appassionante
e originale
è la ricostruzione
degli ultimi giorni
burrascosi del
pittore in fuga
da Napoli
motiva le fughe citando le fonti
storiche, i nobili protettori, le
amanti, le tele, sino ad arrivare al
punto nodale, al punto in cui,
dopo l’aggressione alla «Taverna
del Cerriglio» a Napoli, il pittore
s’imbarcò con alcune opere su di
una feluca, per andare sembra a
Roma ad implorare il perdono
papale. Marmo ricostruisce gli
ultimi giorni di Michelangelo
Merisi con cura, dai motivi dell’aggressione all’osteria da parte
di quattro sconosciuti, ai motivi
del viaggio in feluca verso il Papa,
verso il miraggio di un ennesimo
perdono, che non sarebbe mai
stato raggiunto. E l’autore arriva
alla constatazione banale, che
proprio perché semplice non è
stata presa in giusta considerazione dai biografi, che il pittore
fu fatto allontanare da Napoli e
successivamente arrestato sul
litorale laziale di proposito, forse
per impossessarsi delle tele che
si portava dietro o più semplicemente perché Caravaggio, con le
sue continue intemperanze,
dava troppo fastidio a quei personaggi che sino a quel momento l’avevano protetto. Altrimenti
non si spiegano il ritorno repentino della feluca a Napoli, e la
rapida consegna delle opere a
Costanza Colonna, mentre
Caravaggio le inseguiva nelle
paludi di Porto d’Ercole, a cento
chilometri dal punto in cui era
stato sbarcato. Sulle cause della
morte, avvenuta il 19 luglio 1610,
Marmo analizza le varie possibilità confrontando le fonti e le
analisi effettuate su alcuni scheletri ritrovati nel vecchio cimitero
di S. Sebastiano, arrivando alla
conclusione che Caravaggio era
affetto da saturnismo, cioè intossicazione da piombo contenuto
nei colori. Il saggio si conclude
con l’illustrazione delle tele,
comprese quelle andate perdute
o rubate, ed una ricca bibliografia. Da leggere d’un fiato.
In alto: Mariano Marmo visita il
Bacchino malato di Caravaggio
(fotomontaggio del graphic
designer Cristiano Finizio).
SOLLECITAZIONI
la vignetta
di Malatesta
IL SUDISTA
Mimmo Della Corte
L’IPOCRITA
FINE DEL PATTO
DI STABILITÀ
Colmo
di fulmine
Diario stupendo
GIOVANNI PAPINI
L’era della
pedocrazia
«C’è stato un tempo,
raccontano, nel quale i
vecchi comandavano.
Monopolio del culto e
del potere: era il
tempo della
gerontocrazia. Oggi
siamo in piena
pedocrazia.
Dominano, in tutto, i
ragazzi. Son loro che
danno colore e
direzione alla civiltà.
Siamo nelle mani dei
minorenni».
(Giovanni Papini,
tratto da Gog, 1931)
MARIA ORSINI NATALE
Quell’umanità
di terracotta
«In casa mia Gesù non
è mai nato in
Palestina, più spesso
sotto un Vesuvio
suggestivo, fumante, e
i dipinti erano sempre
di zia Antonietta (...)
Capii che Gesù era
nato in un dove e in
un’ora che è sempre
altrove e un ancora. Un
“hic et nunc” che può
ripetersi in ogni luogo
e in ogni tempo,
proprio perché
appartiene a noi, a
ciascuno di noi. Perché
è sacrosanto diritto di
ognuno l’anelito
all’infinito, pur nella
diversità dei riti, delle
ingenue credenze e
delle religioni (...)
Il valore autentico del
presepe è tutto chiuso
in quell’umanità di
terracotta che affolla la
sua isola di attesa, è
nella preghiera e nella
speranza di quella
gente, è nel suo
disperato bisogno di
una nascita, quella che
sola può far
retrocedere tutto il
buio che ci assedia».
(Maria Orsini Natale,
tratto da Cieli
di Carta, 2002)
ENNIO FLAIANO
L’antipatico
«uomo medio»
«Chi non suscita né
simpatia né
compassione è l’uomo
medio, onesto e senza
grandi inclinazioni al
male». L’uomo che
lavora per tirare avanti,
che mette su famiglia e
la mantiene. L’uomo
medio è antipatico. Per
diventare simpatico
bisogna comportarsi da
canaglia, per farsi
amare bisogna farsi
mantenere. È
l’equivoco erotico che
continua. La pietà
verso il sesso
sostituisce i sentimenti.
Il malvagio dà quelle
garanzie sessuali che la
persona per bene non
dà. Chi si comporta
rettamente ammette la
sua “ordinaria” attività
sessuale e non
interessa».
(E. Flaiano, tratto da
Diario degli errori, 1976)
di RENATO ROCCO
L’oculista cattivo fa
il malocchio.
Il motto del vino:
finché c’è vite
c’è speranza.
L’amore è un
inseguimento, il
matrimonio una fuga.
La virtù una volta
arrossiva, oggi
ingiallisce.
Non aveva certezze,
finanche l’intestino
era vago.
Il verme che si sposa
fa la luna di mele.
I santi vanno
in paradiso, gli altri
si arrangiano.
La delusione
è un’illusione
non riuscita.
«Magna ca d’o ttùjo
magne!». Esprimerei
così, in vernacolo, l’ultima novità venuta dal
Governo centrale a
proposito di nettizzazione del patto di stabilità.
Fatto è che, per invogliare le regioni a sottoscrivere il secondo (mentre,
al momento, niente è
ancora dato sapere del
primo che alla Campania, tra fondi Fse e Fesr è
costato ben 970mln di
euro) Piano di Azione e
Coesione - per altro,
definito con le parti
sociali, datoriali e sindacali, in assenza di Regioni ed Enti Locali – il
Ministero per la coesione ha assicurato loro
che «gli interventi contenuti nel Pac, potranno
beneficiare della nettizzazione del patto di
stabilità». Un’«operazione pulizia» che le amministrazioni periferiche
stavano chiedendo da
oltre due anni e della
quale si erano fatti
carico e promotrici la
Campania ed il Partenariato regionale, portandola a Roma con una
riunione straordinaria
dell’organismo partenariale a Palazzo Madama.
Dove, con i senatori
campani ed i rappresentanti delle Giunte calabra e pugliese, incontrarono il Presidente della
Commissione bilancio
del Senato.
Al quale sottolinearono
che la limatura era
indispensabile per
velocizzare la spesa dei
Fondi europei che la
presenza del patto, il
rischio di sforarlo e le
«tragiche» conseguenze
che (tra l’altro la nostra
regione le ha già subite
sulla propria pelle nel
2009 con lo «sforamento» di Bassolino) ne
sarebbero derivate,
rendeva praticamente
impossibile. Il che trasformava le regioni in
una sorta di branco di
cani che inseguivano la
propria coda nel tentativo di mordersela, ovviamente, senza riuscirci.
Prive di fondi, ma impossibilitate a spendere
le uniche a propria
disposizione, le risorse
comunitarie, perché il
loro cofinanziamento
avrebbe “rotto” il patto
di stabilità e sarebbero
stati dolori. In alto i
calici, allora. La battaglia
è vinta ed il successo
merita un brindisi. Per
carità! Lasciate nel frigo
lo champagne e conservatelo per occasioni
migliori. Le vittorie di
Pirro non danno allegria
e questa più che un’inutile «vittoria di Pirro»
rappresenta, addirittura,
l’ennesima sconfitta del
Mezzogiorno. Per anni,
scientemente ci hanno
impedito di utilizzare i
fondi europei, terrorizzandoci con il patto di
stabilità e, poiché - per
non incorrere nelle
penalizzazioni previste
per chi lo avesse sforato
- non siamo riusciti ad
accelerare il ritmo di
spesa e ci hanno riempito di «incapaci» e
«pusillanimi»; ci hanno
portato via le premialità
conseguite con il raggiungimento dei target
degli «obiettivi di servizio» (quasi 700mln); ci
hanno sottratto le risorse per le aree sottoutilizzate (oltre 1mld); per
finanziare Pac 1 e 2, ci
hanno scippato 2mld e
95mln (970mln per il
primo e 1,125mld per il
secondo), privandoci,
così, di quasi il 50 per
cento - ovvero quello
riveniente dal cofinanziamento nazionale - il
monte risorse disponibile generato dai fondi
comunitari a nostra
disposizione. Ora ci
premiano liberandoci
dal “patto”. Solo che
non potevano fare
altrimenti, visto che si
sono portati via proprio
le risorse soggette alla
«stabilità».
Vero è che da questo
governo c’è da aspettarsi di tutto, ma prendersi
le risorse e lasciarci il
problema, sarebbe stato
davvero troppo.
Insomma, anziché
nettizzare il patto dalle
risorse nazionali destinate al cofinanziamento
dei Fondi europei,
hanno nettizzato
quest’ultimo delle quote
destinate al suo cofinanziamento.
CHIAIA MAGAZINE • DICEMBRE 2012
(13)
QUARTIERISSIME
LA NAPOLI CHE SI SVUOTA
Centro Direzionale, futuro compromesso
CAOS CHIAIA, CHIOSI-MELE:
«RIAPRIRE IL LUNGOMARE»
Gigi Gallo
C
entodieci ettari di superficie
complessiva, oltre sei milioni di
metri cubi in volumetria, parcheggi sotterranei per venticinquemila posti auto, duecentomila metri quadri di superficie
scolastica e commerciale. Il
Centro Direzionale di Napoli, la
prima città del futuro italiana,
un’occasione per dodicimila
residenti e cinquantacinquemila addetti al terziario. Uno dei
sogni per il rilancio della città
che lavora e che produce, polo
d’attrazione di tutte le attività
commerciali e amministrative
dell’area orientale di Napoli, e
non solo. Sede dell’Agcom,
l’Authority per le garanzie delle
Comunicazioni, della Regione
Campania, del Tribunale, di
grandi aziende, di piccole e
medie attività commerciali.
Quale futuro per questa città
nella città?
A vederlo oggi questo colosso
sembra un gigante ferito, piegato su se stesso. I suoi marmi e
la sua pavimentazione mostrano i segni del tempo e dell’incuria. In particolare, la pavimentazione nella zona residenziale è pressoché inesistente ed
è stata giudicata pericolosa
dallo stesso vicesindaco Tommaso Sodano (che, come
l’omonimo Santo, ha potuto
“toccare con mano” l’eccessiva
fatiscenza in seguito ad un
sopralluogo da lui stesso effettuato l’estate scorsa). Fuoriescono addirittura cavi elettrici,
tale è lo stato di degrado in cui
(14)
Quella che doveva
essere la city
del rilancio, vive oggi
in un preoccupante
stato di abbandono
e presto gli uffici della
Regione Campania
traslocheranno
in un’altra zona
della città
versa quell’area della city. Per
non parlare poi delle strade
adiacenti che sono sempre più
teatro dell’oscenità della prostituzione maschile e femminile,
di notte ma anche (e soprattutto) di giorno. Oggi, insomma, al
Centro Direzionale si vive
l’abbandono da parte delle
istituzioni, degli stessi che
dicono di voler dare nuovi
impulsi alla città, di quelli che
chiudono al traffico interi
quartieri sostenendo che il
futuro della città sono le isole
pedonali e non si accorgono (o
non vogliono accorgersi) delle
opportunità di un’area che è
già per sua natura interamente
pedonalizzata. Eppure esistono
ordinanze sindacali, risalenti al
’91, e relative alla regolamentazione del traffico nelle aree in
superficie, che meriterebbero
di essere rispolverate seriamente da chi di dovere, poiché
scioglierebbero non solo molti
“dubbi” sulla questione della
manutenzione, ma costruirebbero anche una spia indicativa
nella ricerca delle cause che
hanno portato al degrado della
pavimentazione.
Nel mese di luglio, grazie alla
volontà congiunta della gran
parte dei commercianti della
CHIAIA MAGAZINE • DICEMBRE 2012
city e di alcuni imprenditori
gragnanesi al Centro Direzionale è stata organizzata una
grande manifestazione durata
quattro giorni, la sagra «Gragnano De Gustibus», con ospiti
d’eccezione del panorama
artistico partenopeo vecchio e
nuovo, spettacoli musicali,
cabaret e sfilate di moda, cui
hanno dato una impressionante risposta partecipativa gli
abitanti della city, dei quartieri
vicini e di altre zone della città:
persone felici che si riappropriavano dei loro spazi rubati
all’oscurità che cala sul Centro
Direzionale quando gli uffici
chiudono. Il Centro Direzionale
insomma era vivo! I cittadini
hanno risposto alla richiesta di
partecipazione e lo hanno fatto
anche i commercianti che
hanno tenuto aperte le proprie
attività. In quell’occasione è
stata rilasciata una targa-ricordo ai rappresentanti istituzionali impegnati sul territorio e al
sindaco Luigi De Magistris,
patrocinante ed ospite alla
manifestazione, che si era detto
molto attento a tutte le problematiche della city. Quale futuro,
allora, per il Centro Direzionale? Per adesso la quasi certezza
è che in un futuro non troppo
lontano gli uffici della Regione
Campania traslocheranno in
un’altra zona della città. Cosa
ne sarà quindi di queste mastodontiche torri quando saranno
svuotate? Chi sostituirà l’esercito di dipendenti regionali che
costituiscono un’importante
risorsa per le attività commerciali presenti nella city? Cosa
resterà di questo sogno futuristico? Con quali prospettive si
parla oggi di avanzamento e
completamento del Centro
Direzionale se prima non
vengono risolti i problemi della
parte esistente?
Riaprire il Lungomare Caracciolo. Lo
chiedono a gran voce il presidente della I
Municipalità Fabio Chiosi e l'Assessore alla
Mobilità della I Municipalità Mario Mele.
«Stiamo assistendo, complice anche il
maltempo, ad una escalation del traffico
veicolare. Nonostante la pioggia - sostengono
Chiosi e Mele- l'aria è satura di smog nelle
strade che gravitano intorno al lungomare, in
particolare la Riviera di Chiaia, Mergellina, Via
Arcoleo, Via Gaetani ed i tunnel. Non ha senso
continuare a tenere chiuso il lungomare.
Un'area ormai deserta e desertificata per gli
ovvi motivi legati alle condizioni climatiche.
Comprendiamo che ormai l'amministrazione
ne sta facendo una questione puramente
ideologica, ma non si può continuare a
giocare impunemente sulla pelle dei cittadini.
Chiediamo, quindi, che vengano riaperte al
transito veicolare via Caracciolo e via
Partenope. Sarebbe, questo, un
provvedimento di buon senso, così come tra
l'altro richiesto dal Consiglio della
Municipalità a larga maggioranza. Anche le
attività commerciali del lungomare sono in
difficoltà - continuano il presidente e
l'assessore - viste le pessime condizioni
climatiche, come era d'altro canto
prevedibile. Lanciamo un appello di buon
senso al Sindaco - concludono Chiosi e Mele affinché valuti questa proposta con serenità e
scevro da condizionamenti ideologici,
rendendosi conto di persona delle difficoltà
estreme dei residenti di Chiaia e Posillipo».
S.TERESA A CHIAIA,
LO SCANDALO DEI PALETTI
Riceviamo e pubblichiamo una lettera
inviataci da Giuseppe Marasco, presidente
dell’Associazione S. Teresa a Chiaia, da sempre
impegnato in battaglie ambientali in
iniziative civiche per il miglioramento del
quartiere Chiaia.
L’associazione S. Teresa a Chiaia, impegnata
da anni nella promozione della legalità e nella
lotta contro il degrado a Napoli, intende
denunciare l’ennesimo abbattimento dei
paletti a protezione dei percorsi pedonali
lungo la strada S. Teresa a Chiaia e davanti
alla Scuola Pubblica De Amicis. Ancora una
volta i paletti sono stati divelti per consentire
la sosta abusiva notturna, ma oramai anche
diurna delle auto e moto, obbligando pedoni,
passeggini, disabili e studenti a camminare al
centro della strada. Chiediamo, quindi:
1) alla stazione dei Carabinieri di NapoliChiaia di indagare su questi continui atti
vandalici;
2) alla Municipalità 1 di ripristinare subito i
percorsi protetti a garanzia della pubblica
incolumità;
3) alla Polizia Municipale di Chiaia di
sanzionare le auto e i motorini in perenne
divieto di sosta, diurno e notturno, nei
percorsi pedonali, sui marciapiedi ed agli
angoli della strada S. Teresa, via Mariano
D’Ayala, via Bausan, via S. Pasquale e tutte le
strade limitrofe.
GIUSEPPE MARASCO
QUARTIERISSIME
PREMIO UNA PIAZZA, UN RACCONTO
XIV edizione, la Pepino strega la giuria
Alice Gatto
Un concorso letterario diventa un ampio progetto culturale, alla ricerca di nuovi talenti che possano esprimere
lo spirito autentico della scrittura italiana: Una piazza, un
racconto è un’antologia, curata da Iuppiter Edizioni, che
raccoglie i brani vincitori dell’omonimo premio organizzato dalla Comunità Luterana
di Napoli e arrivato alla sua
XIV edizione. La serata di premiazione, egregiamente condotta dalla coordinatrice culturale della Comunità Luterana Luciana Renzetti, si è tenuta il 21 novembre scorso nella
chiesa gremita ed accogliente
di via Carlo Poerio. All’evento
ha partecipato la giuria presieduta dal presidente della
Comunità Luterana di Napoli
Riccardo Bachrach e composta da Cristiane Groeben, Aurora Cacopardo, Francesco
D’Episcopo e Massimiliano
De Francesco. Il tema di quest’anno su cui si sono dovuti
confrontare i partecipanti è
stato: “La dea Fortuna”. Il podio dell’edizione 2012 è stato
per due terzi made in Naples:
il primo premio è andato, in-
fatti, ad Alessandra Pepino,
napoletana classe 1984, con il
racconto “La porzione di cielo dei gabbiani”. Al secondo
posto il napoletano Domenico Sorrentino con “La botta
perfetta”, e al terzo posto Michela Turra, bolognese, con il
racconto “Con la dolcezza di
sempre”. L’attore Andrea de
Goyzueta ha recitato alcuni
passi tratti dai racconti vincitori, accompagnato al pianoforte da Maria Grazia Ritrovato Buonconto che ha selezionato per l’occasione tre brani,
ciascuno ispirato ai testi letterari: “Invitation” del compositore polacco Bronislau Kaper,
abbinato al terzo premio, “Valzer romantico” della napoletana Olga Sirignano, abbinato
al secondo premio, e “Minstrels” dalla raccolta “Préludes” di Claude Debussy abbinato al primo premio. Di pregevole fattura il volume antologico con la raccolta dei racconti premiati e finalisti che
riporta in copertina un particolare del dipinto “I giocatori”
di Paul Cézanne. «Il tema scel-
to per l’edizione 2012 - sottolinea Luciana Renzetti (nella
foto a dx), direttore artistico
dei Concerti di Autunno - evidenzia una caratteristica affascinante, particolarmente legata all’universo meridionale
e napoletano, ovvero la vocazione al gioco, l’essere fatalisti
e al tempo stesso ottimisti, e il
credere anche ostinatamente
alla benevolenza del destino.
Anche quest’anno - continua
la Renzetti - abbiamo rilevato
un incremento delle domande di partecipazione al con-
corso, in particolar modo dalla Campania. Il nostro Premio
si conferma dunque una realtà apprezzata dal pubblico e
dalla critica, nonché un importante momento di apertura ai giovani talenti e non ultimo una testimonianza del
particolare legame che unisce
il luteranesimo con la musica
e la letteratura, senza dimenticare che proprio ad un tedesco, Johannes Gutenberg, si
deve l’invenzione della stampa e dunque l’idea della moderna diffusione del libro».
CHIAIA MAGAZINE • DICEMBRE 2012
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STORIE&TERRITORI
pagina a cura di NewMediaPress
POZZUOLI, LO SCEMPIO
Sulla strada
del degrado
Tralicci pericolanti, muri crollati e spazzatura:
così è ridotta l’antica via Consolare Campana
Rosario Scavetta
C
on la riapertura di via Consolare Campana avevano
sperato di vedere in condizioni decenti un angolo prezioso di storia e archeologia
della città di Pozzuoli. E l’avevano sperato anche i tanti residenti, non solo di via Celle,
ma anche di Contrada Cigliano, che avevano visto
nella riapertura della strada
(sommersa dal fango!), una
via di collegamento, con il resto della città puteolana, negata per anni. Liberata lo
scorso anno, dai tanti rifiuti,
i detriti e quant’altro la ricopriva, oggi, ahimè, dobbiamo
fare una amara riflessione e
dire che lo “sforzo” compiuto (a suo tempo) dall’amministrazione comunale, è stato vanificato da un situazione
che se non ritornata al punto di partenza, poco ci manca. La parola fine ad uno dei
più imbarazzanti scempi archeologici della città di Pozzuoli, era stata scritta, quando la strada che collega la necropoli di via Celle con la via
Campana nuova, fu resa nuovamente accessibile. La preziosa strada, che senza dub-
(16)
bio è la meglio conservata di
epoca romana di tutti i Campi Flegrei, fu chiusa diversi
anni fa a causa di una piccolissima frana che riversò
qualche metro cubo di terreno lungo il selciato. In poco
tempo l’arteria divenne una
discarica di ogni sorta di rifiuto, tra questi anche eternit, elettrodomestici e pneumatici. Le barriere poste all’ingresso della strada hanno
fatto per anni da terrapieno
con oltre un metro di fango
e rifiuti che pian piano si sono depositati negli anni.
La chiusura della strada inoltre, all’epoca, permise che lo
spazio immediatamente di
fronte alla Necropoli venisse
utilizzato da molti malintenzionati come discarica per
materiale di risulta e rifiuti
ingombranti. Ma non c’è stato neanche il tempo per essere felici: la via Consolare
Campana, oggi, si trova già in
uno stato pietoso che si traduce come al solito in una situazione generale di pericolo per i cittadini che, ignari,
possono ritrovarsi a transitare sotto un traliccio dell’elettricità pronto a cadere. E questo è solo un esempio delle
tante cose che non vanno
lungo la piccola strada periferica. Tra i tanti pali della luce, infatti, uno è praticamente semi-sdradicato, pronto a
cadere con i primi venti e
rappresenta forse la priorità
assoluta tra le (nuove) opere
di risanamento da compiere
CHIAIA MAGAZINE • DICEMBRE 2012
nel minor tempo possibile.
Altra situazione simile per
forma ma diversa per sostanza è quella che si presenta poco più in là: un’intera sezione di muro in tufo crollata
che mostra le sue vuote interiora al mondo con una ridicola transenna a voler delimitarne lo spazio, come se si
potesse annullare la gravità
grazie ad un semplice artefatto in alluminio ed una
bandella bianca e rossa. Con
il continuare delle piogge
non è difficile immaginare
cosa possa succedere ed i
conseguenti pericoli per la
circolazione, sia degli autoveicoli, relativamente “protetti”, ma soprattutto dei ciclomotori e motocicli che,
trovandosi improvvisamente
di fronte ad una pietra di tufo, potrebbero facilmente
perdere il controllo a causa
del basolato non propriamente in perfetto stato.
Ultimo, ma non meno importante, anche il problema
dei rifiuti a bordo strada. Si
accumulano, infatti, in pochi
metri, copertoni usati di
pneumatici abbandonati (ed
è noto quanto questi siano
dannosi per l’ambiente),
spartitraffico in pietra di
quelli che vengono utilizzati
per delimitare le zone di lavoro dei cantieri stradali, fino
a sacchetti di plastica ricolmi
di spazzatura. Il timore, dopo
l’inchiostro che stiamo consumando, è che non ci sia più
niente fare!
A Dacia Maraini
il premio Miseno 2012
Lo scorso novembre,
presso il noto Complesso
«Stufe di Nerone», la scrittrice e poetessa Dacia
Maraini è stata insignita
del premio Miseno 2012.
Alla presenza di istituzioni
e di altri letterati nonché di
professori e studenti dell’istituto superiore Seneca,
l’artista ha allietato la
platea, davvero numerosa
e composta da un pubblico
eterogeneo, con interessanti spunti di riflessione
sul ruolo della donna e
sulla difficile condizione di
molte rappresentanti del
gentil sesso, soggiogate a
uomini senza dignità. È
proprio quello del “lato
oscuro del rapporto tra
uomo e donna” il filo conduttore, l’argomento portante del volume “L’amore
rubato”, ultima fatica
letteraria della scrittrice di
origine toscana. Le donne
di Dacia sono forti, hanno
lottato, a volte hanno perso
ma non si sono mai arrese.
Le protagoniste del libro
combattono una battaglia
antica e sempre attuale,
contro gli uomini amati
che sempre più spesso si
dimostrano incapaci di
ricambiarle, di confrontarsi
con il rifiuto, il desiderio.
Davanti a queste donne,
mariti, amanti, compagni
si rivelano ragazzini che
stentano a crescere e confondono la passione con il
possesso e, per questo,
l’amore lo rubano: alle
bambine che non sanno,
alle donne che si donano
troppo. In tutte queste
storie affilate e perfette,
dure e capaci di emozionare e indignare, Dacia Maraini racconta di un mondo
diviso fra coloro che vedono nell’altro una persona
da rispettare e coloro che,
con antica testardaggine,
considerano l’altro un
oggetto da possedere e
schiavizzare. Gli studenti
del Seneca hanno letto
alcuni passi dal libro, prima di porre alla scrittrice
varie domande in merito.
L’evento è stato allietato,
inoltre, dalla chitarra di
Pino De Maio, con la sua
carica di simpatia e tecnica
musicale, e dal taglio della
torta commemorativa. (r.s)
STORIE&TERRITORI
TENDENZE AMBIENTALI
Orti urbani, l’Orientale ritorna alla terra
Luciana Ranieri
Gli orti di città sono l’ultimissima tendenza per napoletani e non solo. Il fenomeno coinvolge intere generazioni attratte dall’idea di
poter coltivare le verdure di
stagione, pur non disponendo di ampi giardini, sfruttando al meglio anche il piccolo
spazio di un balcone. In città
grandi invase ormai dal
cemento si ha bisogno sempre più di verde e di agricoltura biologica. Basti pensare
che la moglie di Obama ha
impiantato un orto biologico
alla Casa Bianca e che in
tutte le grandi città si sta
sviluppando questo fenomeno. Gli orti di città sono il
sogno «verde» di Marco
Amalfi (nella foto), 36 anni,
da animatore nei villaggi
turistici, a studente all’accademia d’arte e guida naturalistica al Monte Nuovo (Pozzuoli), dopo un viaggio in
Australia ha deciso di tornare a Napoli, per dedicarsi a
quella che può essere definita una missione: risvegliare
le coscienze. Amalfi attraverso il progetto «Mesogaia»,
quest’anno giunto alla quarta edizione, propone agli
studenti dell’Università
«L’Orientale» un percorso
sulla valorizzazione delle
diversità, il suo obiettivo è
creare delle «rotture» che
diventino «spunti di riflessione», particolare attenzione è data inoltre all’ambiente e ai rischi che si corrono
sfruttando in modo sbagliato le risorse che la natura ci
offre. Dal marzo scorso,
Amalfi si occupa anche di
orti sinergici, metodo di
coltivazione elaborato da
un’agricoltrice spagnola
Emilia Hazelip, che si è
basata sugli studi del giapponese Masanobu Fukuoka.
Il principio fondamentale di
questo tipo di agricoltura è
l’utilizzo della sinergia spontanea che si crea tra le piante, mentre la terra le fa crescere queste creano suolo
Con 400 euro si può
realizzare un giardino
di prodotti biologici
sulla propria terrazza
utilizzando vecchie
cassette. Nel docufilm
«I giorni della merla»
il racconto dei nuovi
contadini del Cilento
Creare un piccolo
terreno «produttivo»
nel caos delle città:
questo è il trend
ecologico del momento.
Marco Amalfi ha
realizzato il suo sogno
«verde» nell’istituto
universitario di Napoli
fertile attraverso la loro
naturale attività chimica.
Tramite il metodo di coltivazione sinergico viene restituito alla terra, in termini
energetici, più di quanto si
prende, promuovendo anche meccanismi di auto-fertilità del suolo.
Nella creazione di un orto
sinergico si utilizzano in
genere quattro diversi tipi di
piante: le leguminose (il
fagiolo, il pisello, la fava, la
lenticchia…) che agiscono
da azoto-fissatori (non è
necessario quindi intervenire dall’esterno con azoto
chimico), ci si avvale poi
delle aromatiche (prezzemolo, menta, salvia…) che
mantengono lontani i parassiti, d’estate si interviene
invece con le piante da fiori,
che attirano gli insetti impollinatori e ovviamente
indispensabili le piante da
orto, da seminare in base
alla stagione. Inoltre è necessaria la pacciamatura
(anche con paglia o foglie
secche) che si effettua ricoprendo il terreno con uno
strato di materiale, per
proteggere e mantenere
l’umidità del suolo ed impe-
dire la crescita delle malerbe. Proprio a «L’Orientale»
Amalfi ha creato un orto
sinergico sfruttando uno
spazio altrimenti inutilizzato, ed anche una pagina
facebook è dedicata a questa
iniziativa: «Broccoletti a
L’Orientale». Suo prossimo
obiettivo è quello di ampliare l’orto universitario e
creare un museo della cultura sinergica. L’impegno di
Amalfi in questo settore non
è rivolto solo agli studenti
più grandi, infatti anche in
una scuola di Scampia e in
un liceo di Pozzuoli con il
Un roseto contro le mafie
Nel segno dell’ambiente, tra esercizi di
riciclo e giardini «produttivi», opera la cooperativa sociale «Ottavia» con sede a Marigliano, nata nel 2005 grazie all’impegno di
Antonio D’Amore, sociologo e referente di
Libera (Associazione contro le mafie) per
la provincia di Napoli e Rosita D’Errico pedagogista. Chiara la mission del sodalizio:
trasformare la disabilità in opportunità.
Molteplici sono i progetti volti all’inserimento socio-educativo di persone diversamente abili e tossicodipendenti.
Tra le attività svolte in questi anni dalla cooperativa vi è «InDifferenteMente», per educare a un rapporto nuovo con l’ambiente.
È stato avviato infatti un piccolo centro di
riciclo, riuso e rivendita dei beni dismessi
(rifiuti), in particolar modo della carta, con
servizio porta a porta convenzionato col
comune di Somma Vesuviana. Questo ha
permesso a persone con disabilità di avere
un contratto di lavoro con un regolare stipendio. Altra iniziativa interessante è quella che riguarda il parco del palazzo Mediceo
di Ottaviano (per 11 anni nelle mani della
camorra e confiscato dallo Stato nel 1991),
in cui i ragazzi della cooperativa sono chiamati a svolgere lavori manuali per la manutenzione dei giardini. Parte del bosco interno è stato diviso tra frutteto e orto dove
vengono coltivati i prodotti tipici della zona. Nel bosco del parco è prevista l’inaugurazione di un «tunnel dell’amore» con un
roseto, dedicato a Mimmo Montanino e
Mimmo Beneventano, vittime innocenti
della criminalità.
Ulteriore obiettivo della cooperativa è ridestare le coscienze contro le ecomafie. Per il
2013 poi è stato promosso il progetto “Turismo e legalità” e verranno ospitati turisti
tedeschi curiosi di scoprire “la voce di questa Napoli che si ribella”. (l.r.)
suo intervento è stato creato
un orto sinergico, e nel
carcere di Nisida è riuscito
ad avvicinare i giovani detenuti all’agricoltura biologica.
Bastano circa 400 euro per
realizzare un orto in cassetta
(o in pedana) su un terrazzo
in città recuperando vecchie
cassette e un po’ di tessuti
per trattenere il terreno
(anche la iuta). 200 euro
circa vanno spesi per acquistare il terriccio e si possono
piantare anche 90 piante
diverse. Amalfi spiega:
«Quella dell’orto in cassetta
non è una questione economica o di risparmio, ma di
mangiare biologico. Crearsi
un proprio orto è un modo
per riavvicinarsi alla realtà
della vita. Tutti viviamo di
agricoltura e questa deve
essere di qualità». Altra cosa
che Amalfi assicura è il
benessere interiore che se ne
può ricavare. Negli orti
urbani come quelli dell’Oasi
Monte Rosiello realizzati a
Monteruscello (per saperne
di più esiste una pagina su
facebook), è possibile prendere in gestione 100 mq di
terra per auto-produzione
biologica. Il tema degli orti
di città ritorna anche in un
documentario «I giorni della
merla”, di Andrea D’Ambrosio e Carla del Mese, prodotto dall’Associazione Leonia,
Provincia di Salerno e Legambiente Campania. Nel
film vengono raccontati gli
orti urbani nella provincia di
Salerno, infatti al Parco
archeologico di Pontecagnano da anni ormai alcuni
anziani coltivano l’orto per
combattere la solitudine e
per far tornare alla terra
quante più persone è possibile. Così attraverso un
parallelo con un piccolo
paese del Cilento, Pruno,
dove si vive in perfetto equilibrio con la natura, si mettono a confronto stili di vita
diversi. Posti dove si vive in
armonia con la natura e
luoghi dove questa armonia
la si cerca disperatamente.
CHIAIA MAGAZINE • DICEMBRE 2012
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CHIAIA MAGAZINE • DICEMBREE 2012
ITINERARI
SGUARDI LONTANI
Francesco Iodice
TERRATOSTA, LA TAVOLA E` DOC
Il biogusto
d’Irpinia
Formaggi e salumi
tipici dell’Irpinia,
come il
Caciocavallo
Podolico stagionato
in grotte di tufo, o
la sopressata di
Calitri o il pecorino
bagnolese
aromatizzato in
fieno. Ma anche
confetture, miele,
cioccolato, dolci,
vino, pasta e
liquori: sono i
prodotti proposti da
Terratosta tutti
assolutamente
naturali, senza
additivi nè
conservanti
Laura Cocozza
L
a verde Irpinia, terra fertile,
tenacemente aggrappata alle
sue tradizioni, forte delle sue
tecniche artigianali. Una terra “tosta”che con caparbietà e
costanza mantiene la sua offerta di prodotti tipici d’eccellenza, offrendo sapori veri
e genuini. E Terratosta è appunto il nome dell’azienda
con cui una donna irpina,
Emanuela Evangelista, sta
portando avanti un progetto
di grande interesse per tutti i
gourmet ma anche per le madri di famiglia attente all’alimentazione dei propri figli.
Non per niente l’idea di impresa è nata proprio perchè la
Evangelista, da madre di due
figli, ha cominciato a studiare nel dettaglio le etichettature dei cibi, rendendosi conto
che troppo spesso anche i cibi proposti come “naturali”
contenevano conservanti e
altri additivi e la loro traccia-
bilità era dubbia. Terratosta è
nata quindi da una necessità
e a poco a poco è diventata il
lavoro principale della Evangelista, un tempo architetto.
«Terratosta -spiega la Evangelista - nasce come impresa
orizzontale, in un contesto
geografico circoscritto, ben
identificato, in cui interagisce
con molte realtà di microimpresa, ma anche con realtà
produttive di valore consolidato. La nostra idea parte dall’evidenza che, in un mercato
globale, un prodotto isolato è
meno penetrante di una combinazione di prodotti. Pertanto, abbiamo lavorato per fare
emergere attraverso un marchio unico realtà altrimenti
troppo piccole e, soprattutto,
incapaci di costruirsi una visibilità pur rappresentando
elevato valore». In questo modo, insomma, si innesca un
meccanismo di sponda e di
continuo rilancio tra prodotti di nicchia che si identificano in un marchio ben riconoscibile che ha un duplice valore identitario: l’assoluta genuinità e la territorialità. Terratosta ha infatti scelto di associare ai suoi prodotti la parola “senza” e la parola “tradizionale”. «La prima - preci-
NAPOLI, HITLER
E I GIORNI DELLA
CONVALESCENZA
Passando per via Tribunali,
all’altezza del numero 226, su
una targa marmorea e scheggiata
si legge “Ospedale Santa Maria
della Pace”. Una serie di ricordi
assale chi scrive perché
nell’allora cronicario espletò nel
1969 - poco prima della
definitiva chiusura del 1970 - un
turno di guardia medica
notturna. Il bello e deturpato
portale d’ingresso è l’unico in
stile tardo gotico, ricorda
l’architettura catalana ed è
costituito da un grande arco
polilobato in stile gotico fiorito;
nella base del vestibolo è ancora
presente la muratura del XV
secolo. Chiesa, cortile e lazzaretto
mostrano invece forme
rinascimentali e barocche. La
chiesa ha pareti bianchissime,
dove i riccioli del barocco freschi
di restauro fanno un candido
contrasto con l’esterno grigio e
nero di via Tribunali. Una volta
qui c’era il quattrocentesco
palazzo di Ser Gianni Caracciolo,
gran Siniscalco del Regno e
amante della Regina Giovanna II;
nel 1587 i Frati Ospedalieri di San
Giovanni di Dio trasformarono il
tutto in ospedale con annessa
chiesa. Attualmente è sede della
Circoscrizione San LorenzoVicaria e di eventi d’arte e
spettacolo. Il complesso
sa la Evangelista - sta evidentemente ad indicare la naturalità degli ingredienti, (senza
conservanti, additivi, coloranti, grassi idrogenati, addensanti, lattosio, etc). La seconda tratta di una storia
spesso millenaria che ha consentito di conservare quell’antico senso di collaborazione con la naturalità degli
ingredienti, in combinazione
con il clima e l’ambiente rurale. Allora un prosciutto crudo “senza”, garantisce due
Genuinità
e territorialità
sono i valori fondanti
di Terratosta, impresa
nata in terra irpina
che, anche online, dà
la possibilità di
acquistare prodotti di
qualità artigianale a
Km 0, confezionati per
Natale in scatole di
cartone riciclato, con
spedizioni in Italia
monumentale si sviluppa intorno
a due chiostri realizzati a quota
diversa per le esigenze della
pendenza del sito. Si possono
visitare la Sala del Lazzaretto e la
menzionata Chiesa, dedicata alla
Madonna della Pace in ricordo
della fine delle ostilità tra Filippo
IV re di Spagna e Luigi XIV re di
Francia. Alla Sala del Lazzaretto si
accede da uno scalone il cui
ingresso è sulla sinistra del
vestibolo. È detta del Lazzaretto
perché si accoglievano in questa
Sala i lebbrosi e all'occorrenza gli
appestati. Misura 60 metri di
lunghezza per 10 metri di
larghezza ed è alta 12 metri:
prima luogo di potere e di
congiure, poi di sofferenza ed
epidemie. Napoli in epoche
diverse fu una città-ospedale,
dopo essere stata la città della
peste, la città delle epidemie
continue, del colera e della
munnezza. Infatti, durante
l’ultima guerra, fu il rifugio di
moribondi o malati di altri paesi,
poiché i tedeschi scelsero la
nostra città come
convalescenziario. Posta a metà
strada fra Berlino e la Cirenaica,
lontana dai teatri di guerra
europea, Napoli sembrò ai
tedeschi la più adatta per
passarci una convalescenza,
senza escludere una gita a Ischia,
Capri e Pompei. Malgrado avesse
mandato le truppe a curarsi, pare
che Hitler abbia ordinato di
raderla al suolo. Anche il Male
voleva evidentemente liberarsi
dei suoi spiriti maligni.
aspetti a mio avviso essenziali, in termini di qualità: la salvaguardia della salute e la sorpresa per il palato». Nella top
ten dei prodotti Terratosta di
questo mese troviamo salumi
affinati in grotte di tufo; panettone classico a lievitazione
naturale da lievito madre; torrone artigianale friabile classico; confettura di uve (fiano,
aglianico) in abbinamento ai
formaggi; amaretti di Caposele, senza glutine; olio di Ravece da agricoltura biologica;
pecorino di Laticauda, da latte crudo; caciocavallo Podolico stagionato in grotte di tufo, da latte crudo; grappa di
Greco di Tufo alla mela annurca; patè di pomodori secchi. Ma anche la crema di castagne o i marron glacè artigianali con le castagne Igp di
Montella e le conserve bio, in
particolare i pomodorini di
Montecalvo. Tutto questo ben
di Dio, al momento è distribuito localmente attraverso
una rete d’acquisto a km 0,
settimanale. Sono sempre più
numerose le famiglie irpine
che si accorgono di ciò che
hanno ‘tra le mura di casa’,
assaggiano la differenza e si
re-innamorano della propria
terra, tornando ad una relazione con la propria storia.
Ma anche a Napoli il gruppo
d’acquisto comincia a formarsi e a breve potrebbe partire. Già per le festività, intanto, l’azienda spedisce i prodotti, confezionati in caratteristiche scatole di cartone riciclato, anche in Italia e in Europa. Basta andare sul sito
www.terratosta.it, seguire l’itinerario gastronomico tra le
delizie dolci e salate dell’Irpinia, scegliere le preferite e acquistarle online.
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ebb a o 2006
ma o 2006
ap e 2006
m a ga z i n e
CHIAIA
Banca Monte dei Paschi di Siena Spa
IL GIORNALE DELLE NUOVE BOTTEGHE DEI MILLE
Anno I - N.1 febbraio 2006
Distribuzione gratuita
IL MENSILE
PER CHI
AMA CHIAIA
CHIAIA
Banca Monte dei Paschi di Siena Spa
NINO DE NICOLA*
NINO DE NICOLA*
’avevamo promesso: stiamo
mantenendo la parola. Il primo
impegno era capire cosa stesse
succedendo al Parcheggio Morelli. In
questo numero, dunque, insistiamo
in questa direzione. Quanto era
emerso nel numero precedente,
infatti, autorizzava preoccupazioni
sulla data d’apertura e sul numero
di posti a disposizione del pubblico.
Quanto si è appreso nel prosieguo
della nostra inchiesta è persino
sconcertante. Due certezze: i posti
saranno pochi e i tempi saranno
lunghi. Diminuire il danno spetta
all’amministrazione, ritoccando con
la Napoletana Parcheggi alcuni
aspetti del progetto. Le due parti
sono chiamate ad uno sforzo di
volontà per migliorare la disponibilità di posti pubblici e accorciare i
tempi d’esecuzione: questa almeno è
la ferma speranza delle Nuove
Botteghe dei Mille e della gente di
Chiaia. Margine per trattare ce n’è:
spetta a Palazzo san Giacomo
sensibilizzare il costruttore sugli
interessi della collettività. Strettamente legata al problema della
sosta è la Zona a Traffico Limitato.
Continuiamo a crederci, ma la sua
attuazione pratica ci delude. Ci
stiamo accorgendo che non funziona
come dovrebbe per tre motivi: il
primo è appunto la drammatica
carenza di parcheggi; il secondo è
l'assenza di controllo sul territorio; il
terzo è la desertificazione provocata
dall’ostilità verso la movida. Risultato: un’impennata di attività criminale. Con un’aggravante: un sistema
di viabilità diverso che, durante la
settimana, riduce il flusso dei veicoli
e svuota ulteriormente le strade.
Dopo quattro mesi di rodaggio,
quindi, la «novità» va rivista e
corretta. Da parte nostra continueremo a denunciare le disfunzioni e a
favorire il contatto tra territorio e
amministratori. Infine un’anticipazione. Sul fronte dell’emergenza
rifiuti a Chiaia, si sta profilando un
tavolo di concertazione per stilare
un «Progetto Pilota» tra le Nuove
Botteghe dei Mille e l’assessorato
competente: vi terremo informati.
L
IL GARAGE
Parcheggio Morelli, ultime novità sui lavori.
Scadenza e numero posti: i conti non tornano
Parte con un’inchiesta il primo numero del 2006 di Chiaia Magazine, raccogliendo le preoccupazioni del quartiere sull’emergenza parcheggi. Per tutti, in cima alla lista delle priorità ci sono le aspettative sul futuro del Parcheggio Morelli. Tutti lo vogliono, ma
pochi sanno qual è lo stato dei fatti. La
ricostruzione della vicenda e le affermazioni dei protagonisti (il Comune e
la Napoletana Parcheggi del Gruppo
Maione, concessionaria dell’opera di
ristrutturazione integrale) sollevano
perplessità e apprensioni sulla data di
conclusione dei lavori e sul numero dei
posti auto che saranno a disposizione
del pubblico. Emerge, ad esempio, dalle dichiarazioni raccolte, una disponibilità davvero esigua degli spazi sottoposti a tariffa oraria. Amministrazione e costruttori riferiscono, poi, scadenze differenti sul compimento finale dell’opera. Chiaia, però, esige risposte chiare e concrete. (pagine 3 e 4)
ocus sul by night
F«Non
toccate la Movida»
Sequestri e dissequestri: stop e ripartenza per il popolo della notte.
peciale San Valentino
a Chiaia»
S«Innamorarsi
L’INTERVISTA
v
l’inter ista
Nel cuore della città come a New York.
Arrivano le architetture di luce.
8
Luca Esposito
Eventi&Curiosità
Saper vivere il quartiere
Così cambierà
il quartiere
*presidente
Nuove Botteghe dei Mille
6
Dalla mostra di Waschimps al «Pulcinella» di Giovanni Mauriello.
5
11
*presidente
Nuove Botteghe dei Mille
• Doveva risollevare l’economia e la vivibilità.
rosegue la nostra inchiesta sul Parcheggio Morelli (nella foto), da noi deP
finito nello scorso numero Il garage del-
Benedetto Gravagnuolo
Senza parcheggi
il quartiere è al palo
Uberto Siola
La soluzione? Soste
interrate sul lungomare
le illusioni. Per due buoni motivi: pochi
i posti pubblici previsti e nessuna certezza sul termine dei lavori. In più una
inquietante divergenza di dati e date tra
l’assessorato ai Parcheggi e l’impresa esecutrice dell’opera. La novità è che ora
l’assessore competente Ferdinando Di
Mezza fornisce notizie più certe ma più
scoraggianti: i parcheggi a rotazione saranno 135, i box che l’impresa venderà
circa 300. Non era questo che si aspettava il quartiere né si aspettava l’altra brutta notizia: sulla data di riapertura, attualmente, non c’è nessuna certezza. E
l’assessore conferma: «La concessionaria
è in netto ritardo». Conseguenze: un
quartiere sul piede di guerra.
E quello che è diventato un caso - se n’è
accorta anche Repubblica che il 5 febbraio
ha ripreso la nostra inchiesta - rischia di
diventare un fronte incandescente anche altrove: ci riferiamo al delicato dibattito che è in corso sulla realizzazionedi parcheggi interrati di interscambio
nel tratto da Piedigrotta a piazza Vittoria. Lì Chiaia si gioca il futuro. Chi li farà e quando? La mischia sul business è
già in atto. (pagine 3 e 4)
Edizioni
Iuppiter Group
l leader dell’opposizione ha 59 anni ed è stimato primario ortopedico al Centro Traumatologico Ortopedico di Napoli. Ha sempre coltivato l’impegno civile fino ad essere consigliere comunale dal 1993 al
2001. Alle ultime amministrative ha riportato 22.517 voti e il suo schieramento ha riscosso il 48,53 % di consensi. La sua compagine nel parlamentino è formata da 11 consiglieri. Sicurezza, sociale, parcheggi ed
emergenza rifiuti sono stati i suoi cavalli di battaglia elettorali.
10
proprio dall'enigma del costruendo parcheggio Morelli. Li
prendiamo in parola, ma verificheremo i progressi sui fatti.
Infine, inauguriamo una nuova parola d'ordine: «Chiaia al
centro di grandi eventi nazionali e internazionali». Lo spunto è la 2° edizione della «Notte Bianca» che si terrà in autunno:
riteniamo l'iniziativa vincente e fin d'ora remiamo perché il
nostro quartiere abbia un ruolo primario. Non ci resta che
augurarvi buone vacanze. E arrivederci a settembre.
*Presidente delle Nuove Botteghe dei Mille
vivere: «Napoli con
Saper
le valigie pronte»
6
«Una giornata
Focus:
nei parchi del degrado»
traffico Gennaro Mola: a Chiaia rilancia il vecchio
senso di marcia. Motivo? I cantieri della Riviera.
• E non finisce qui: abolisce la Ztl da via Domenico
Morelli a via dei Mille e rispolvera le ganasce
contro la sosta selvaggia.
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Anno I - N.9 ottobre 2006
Mostre, concerti e spettacoli teatrali:
tutti gli appuntamenti da non perdere.
9
?
L
•
LA STRANA
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dal 1946
5
U U O
Anno I - N.5 giugno 2006
• Addio circoscrizioni: Napoli sarà divisa
il mensile di Chiaia-San Ferdinando-Posillipo
Edizioni
Iuppiter Group
• Il decentramento non è una novità:
Napoli ci arriva adesso. A Milano esiste
già dal 1997 e a Roma dal 2001
• Del cambiamento i cittadini sanno poco
o nulla. E soltanto ora, sotto elezioni,
il Comune decide di informare la città
«Arriva
Silocietà&Costume:
Napoli Film Festival»
Gli esperti: Comune bocciato e poteri speciali al futuro sindaco per le aree di sosta.
4
La rassegna cinematografica dedica l’anteprima al film cult «Febbre da cavallo».
il divo
CLAUDIO
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ELEZIONI
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hiaia Magazine, che in questi
mesi ha condotto una decisa
battaglia per i posti auto nel
quartiere, stavolta si adegua alla
stagione balneare: ad interessarci è
l’emergenza dei posti barca sul
lungomare. Nella pagine interne,
troverete poi la consueta attenzione
per i problemi della manutenzione
urbana: dall’allarme per Parco
Margherita ad un’estate piena di
cantieri. C’è poi una finestra sullo
spettacolo: vi diamo qualche
consiglio per seguire l’evento del
NapoliFilmFestival. Infine un’anticipazione: a luglio vi racconteremo,
per filo e per segno, i nuovi volti
della Municipalità I. Ovvero quelli
che governeranno Chiaia.
C
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Anno III - n.10 ottobre 2008
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• Lungomare: no ai posti barca.
Sos di ormeggiatori e diportisti
Autorità Portuale, Sovrintendenza ai Beni Paesaggistici, Tribunale Amministrativo Regionale: questi i protagonisti di un
diabolico gioco delle parti con due uniche vittime. Ormeggiatori e diportisti. Nella prima categoria c’è chi ha la concessione a gestire posti barca e non può lavorare per impedimenti burocratici, ma c’è anche chi è stato escluso dalla gestione del business: per tutti loro malumori e proteste. Della
seconda categoria fanno parte i proprietari di barche che questa estate, come le precedenti, sono destinati a soffrire: i tre
siti di Nazario Sauro, Mergellina e Largo Sermoneta, dichia-
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Ormeggio&AssistenzaNautica
la vigilante
dal 1946
Futuro
BUCATO
i 3000
di Chiaia
sindaco sventoli conti in rosso, tra luglio e agosto
distribuiti 490 mila euro di microfinanziamenti.
Scesero in strada per riprendersi la città.
Quel giorno è diventato un libro: «I 3000 di
Chiaia», storia di una clamorosa protesta che
stupì l’Italia. Per i protagonisti di allora il lavoro
non è ancora finito: tutti in piazza a novembre.
Poi avanti tutta con il progetto della lista civica.
• Riqualificazione: aprono i cantieri in vico Vasto
a Chiaia e in via Vetriera. Via Tasso: a novembre
fine dei lavori. Piazzetta Cariati pronta a dicembre.
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d cemb e 2006
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In collaborazione con Nuove Botteghe dei Mille
6 QUARTIERISSIME
Municipalità 1, scelti
finalmente gli assessori
7
QUARTIERISSIME
Mergellina, la stazione
del disonore
7 CULTURA&SOCIETÀ
Teatro Delle Palme,
ritorno al futuro
8
MUNICIPALITÀ
Miniassessorati,
ma contano davvero?
8 MOVIDA
Festa di Chiaia Magazine,
la galleria delle foto
10 SOCIETÀ&COSTUME
Fendi alla conquista
di via Filangieri
QUELL’OSCURO OGGETTO DEL
PAN
5 milioni di euro all’anno per
una media di 15 visitatori al
giorno, consulenze stellari,
un esercito di dipendenti e
casse a secco: questo è il crac
di Palazzo Roccella, esempio
desolante di spreco di risorse
inchiesta a pagina 5 umane ed economiche.
solutivi. Lo ripetiamo: l'asse della Riviera è l'ideale per ospitare grandi strutture sotterranee per lo stallo delle auto. Nell'interesse di tutti. A proposito di buona amministrazione,
sia pure in ritardo, si è messa in riga anche la Municipalità
1 che è riuscita a nominare i suoi 4 assessori. Alla squadra
di governo del presidente Fabio Chiosi auguri di buon lavoro da parte mia, delle Nuove Botteghe dei Mille e di Chiaia
Magazine che sarà cronista attenta dell'operato della giunta. A proposito, buona Notte Bianca a tutti.
NO
PARKING NO CHIAIA
Debutta il Movimento Parcheggi a Chiaia per interpretare il disagio di un intero
quartiere ormai in ginocchio per la carenza di posti-auto. Economia e vivibilità
sono allo stremo. Le promesse elettorali non sono state mantenute. Patto di
ferro tra cittadini: già pronto un piano d’azione che prevede proteste di piazza,
dibattiti e petizioni. E Chiaia «indossa» la maglietta simbolo del Movimento.
5
8
MUNICIPALITÀ
Riforma sbagliata:
assessori declassati
9
SOCIETÀ&COSTUME
Saper bere a Chiaia:
itinerari di...vini
Amm’ truvat
‘o Bambeniello
...ma nun truvamm’
‘o parcheggio!
2
0
0
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L’INCHIESTA
Pan, desolazione
«contemporanea»
La scelta è stata facile e amara:
l’apertura di questo numero è dedicata all’emergenza criminalità. Lo
dicemmo a maggio sullo Speciale
Elezioni, indicando al futuro sindaco sette priorità: tra esse spiccava il
tema sicurezza. Otto mesi dopo
siamo all’allarme rosso. Chiaia, da
sempre reputata zona franca, si
riscopre teatro di un’escalation che
fa paura. Gli appelli sono rimbalzati sui palazzi del potere come su
un muro di gomma. Straripa l’illegalità, rozza, aggressiva e impunita. E si rischia la vita. Che fare?
Il quartiere è compatto: il tempo è
scaduto, servono leggi speciali.
5
m a ga z i n e
3
dal 1946
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il mensile di Chiaia-San Ferdinando-Posillipo
Anno IV - n.3 marzo 2009
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la vigilante
12 ARTE&AFFARI
Lezioni di tendenza
al club dei galleristi
dal 1946
Mille agenti contro la Malanapoli: la città ci credeva. Sono arrivati?
Se ci sono, non se n’è accorto nessuno. Aggressioni in pieno centro,
auto incendiate, turisti in fuga: a Chiaia teppisti da tutti i quartieri.
PRIMO PIANO
PARADOSSI
Municipalità: arrivano
i giardinieri «fantasma»
5
L’INCHIESTA
Arte perduta,
odissea
nello strazio
9
LA DENUNCIA
Galleria Umberto,
i barboni sui ponteggi
14
CULTURA
Chiaia Magazine + Dvd 3,90 euro
maaga
gazziinnee
m
7
IL CASO
ciao,
Franco
Warner Village,
salviamo
il multisala
11
LA DENUNCIA
Scuola De Amicis,
la palestra
dei misteri
basta palle
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Anno IV - n.4 aprile 2009
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L’APPELLO
pagina 13
Villa Pignatelli:
riaprite il Museo
delle carrozze
il mensile di Chiaia-San Ferdinando-Posillipo
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g ugno 2009
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Anno IV - n.5 maggio 2009
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Anno IV - n.6 giugno 2009
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Anno II - N.7/8 luglio-agosto 2007
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dal 1946
pagina
3
L’uscita del film «Fortapàsc» di Marco Risi rilancia la drammatica vicenda
di Giancarlo Siani, il giornalista napoletano ucciso dalla camorra nel 1985,
a soli 26 anni, con dieci colpi di pistola, mentre ritornava a casa a bordo
della sua fragile Mehari. Oggi, quanti sono i giovani che conoscono vita
e passione del cronista de «Il Mattino»?
s.r.l.
ISTITUTO DI VIGILANZA
dal 1946
LRC 180447 - 23/6/98
Direzione e Centro operativo: 80142 NAPOLI - Via Carlo di Tocco, 82/84
Tel. 081 734 04 24 - 081 734 98 22 - Pronto intwervento 081 734 02 88 - Fax 081 734 98 18
Internet: http//www.la-vigilante.com - E-mail: [email protected]
Part. IVA 03577570637 - Camera di Commercio n. 155962 - Iscritta al N 381 - R.I. Tribunale di Napoli
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IN BUCA
Strade gruviera: fondi
scarsi, promesse tradite.
A Posillipo un dramma
annunciato. E la Giunta
Iervolino finisce...
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In collaborazione con Nuove Botteghe dei Mille
Via Martucci, piazza Amedeo,
via Carducci: decolla la riqualificazione nel cuore di
Chiaia. Firma il restyling Elisabetta Gambardella, assessore comunale al Decoro e Arredo Urbano. Durata dell’operazione: 10/12 mesi. Costi: più
di due milioni di euro. Non
mancheranno i disagi, ma ne
varrà la pena. E sul fronte dei
lavori pubblici, parte anche il
recupero monumentale di
Santa Caterina da Siena. Durata dei lavori: un anno e
mezzo. Costi: 1.394.000 euro.
(servizi da pagina 6)
L’INCHIESTA
Il mistero della
Casina del Boschetto
QUARTIERISSIME
Grattino a 4 euro,
follia ambientalista
00
14
euro
e1u2ro00
CHIAIA
Anno II - N.9 settembre 2007
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il mensile di Chiaia-San Ferdinando-Posillipo
IL BALLO
...
Quotazioni stellari, occasioni con il contagocce, trattative interminabili:
a Chiaia comprare casa è un’impresa. Nel quartiere anche il record
delle abitazioni vuote: il 9%. Strada per strada, ecco il listino dei prezzi.
Ma se le compravendite languono, il mercato dei fitti è fiorente.
E intanto sul panorama immobiliare si abbatte il rincaro degli estimi.
Gli esperti concordano: «Conviene presentare ricorso».
13 SOCIETÀ&CULTURA
L’agenda del Maggio
dei Monumenti
pagine
Scandalo
Pausilipon
Dura da marzo lo stop
ai ricoveri dei bambini
ammalati di cancro,
costretti a partire
verso gli ospedali del
Nord. Colpa del deficit
della Sanità campana
che risparmia su medici
e infermieri. Un esodo
drammatico e inutile:
alla fine la Regione
pagherà il doppio.
pagina 4
7 POTERI SPECIALI
Parcheggi, la Iervolino
esclude Chiaia
9 MUNICIPALITÀ 1
Commissione Ambiente
Si punta al fotovoltaico
Dalla catena
umana a Palazzo
Santa Lucia
al popolo di Grillo:
parte dalle piazze
la protesta
contro la politica
degli sprechi
e dei privilegi.
La gente boccia
la strategia
delle kermesse
e chiede una città
più vivibile.
Chiaia epicentro
della riscossa
morale.
La società civile
prepara l’agenda
di lotta
il mensile di Chiaia-San Ferdinando-Posillipo
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Gli indignati
7
MOBILITÀ
il mensile di Chiaia-San Ferdinando-Posillipo
IUPPITER EDIZIONI
KIAVIKA
Chiamiamoli con il loro nome.
Impuniti, scatenati, balordi:
i grafomani deturpano monumenti,
chiese, palazzi. Infliggono guasti
gravi al patrimonio, all’immagine,
al turismo. Nessuno li ferma.
Nemmeno la recente ordinanza
sulla sicurezza e il decoro urbano,
in pratica inapplicabile per la carenza
di uomini e mezzi.
TEATRO SUDD
RITUFFIAMOCI
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Buone vacanze
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ATTACCO ALLA MOVIDA
Anno II - N.5 maggio 2007
5
MANUTENZIONE
IL CASO
Sul pianeta delle buche
atterra Global Service
Sarà un privato a gestire, con il
sistema del Servizio Globale, la
manutenzione delle principali
strade della città. A Chiaia le vie
interessate sono 62. Problema risolto? Non del tutto. Resta infatti aperto il problema delle
strade secondarie che nella prima Municipalità sono il 60% dell’intera rete viaria.
pagina 4
Vasari ignorato e spese pazze per il Pan
8
QUARTIERISSIME
Poteri speciali, i torpori della Iervolino
5
10 DIARIO DELLA MUNICIPALITÀ
Brancaccio: «Siamo i segretari del Comune»
11
11 SOCIETÀ&COSTUME
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i VANTAGGI
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CHIAIA
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Palazzo Reale
ridotto ad una
autorimessa:
beffati i vincoli
e la civiltà.
Uno scandalo
che fa il giro
del mondo
nelle fotografie
dei turisti.
Viaggio nei
cortili-vergogna.
novemb e d cemb e 20 0
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SAPER VIVERE LA CITTÀ
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EDIZIONI
anno V n.5
maggio 2010
pagina 3
Garage reale
5
PRIMO PIANO
IL CASO
Iervolino un anno dopo
Le cose non fatte
A maggio 2006, vigilia delle Comunali, Chiaia Magazine pubblicò un elenco di sette priorità
per il futuro sindaco. Titolammo: «Le cose da fare». Il tempo è
volato, la seconda sindacatura
Iervolino festeggia il suo primo
compleanno. Perciò è tempo di
un consuntivo su quei promemoria che ci segnalò la gente di
Chiaia. Facciamo il punto su
quelle sette emergenze.
pagina 4
Don Giuseppe in campo per il Pallonetto
6
QUARTIERISSIME
Funivia di Posillipo, la stazione rinnegata
8
5
Città negata tra la "dittatura" delle buche e i cantieri lumaca.
Lo scandalo della Casina del Boschetto
NAPOLIROTTA
STORIE
Ordine di Malta, il codice della modernità
10
10 SOCIETÀ&COSTUME
La Notte Vintage di Chiaia Magazine
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Anno II - N.11 novembre 2007
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SAPER VIVERE LA CITTÀ
Anno VII - numero 1/2 - Febbraio 2012
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Natale senza luminarie:
è la forma estrema
di protesta
dei commercianti
di Napoli. Invece
delle strade
va illuminato il buio
del malgoverno in cui
brancola l’intera città.
Intanto la società civile
è pronta a tornare
in piazza.
RISPETTO
• Mergellina: dopo l’inaugurazione della stazione
con la partecipazione del presidente Napolitano
affiorano gravi insufficienze. Pagano i disabili.
• Il 10 novembre Chiaia scende in piazza in difesa
del territorio e per il ritorno della legalità. Cittadini
contro il Palazzo: mai più inganni e prese in giro.
nel forum
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Coppa America a Bagnoli
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CHIAIA
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La carta quando cade non fa rumore. È come le
foglie: stessa fragilità, stessa poesia. Chi vuoi che
si accorga più, in giornate in cui la persistenza
della “connessione” è il morbo senza cura e l’informazione è stregata dai new media, di un giornale che chiude. Del suo cuore accartocciato, dei
suoi giornalisti, dei suoi battiti d’inchiostro.
Affascinati dalle nuove frontiere della comunicazione, conserviamo, per questioni di cuore e lavoro, un fervido occhio di carta, un’abitudine romantica a ritrovarsi nel fruscio cartaceo tra titoli, occhielli e corsivi. È per questo che, nonostante
il cimitero della carta stampata si riempia di testate, proseguiamo la magia del giornale tradizionale. Chiaia Magazine, al suo settimo anno di
vita, si rinnova nella grafica e nei contenuti. Dopo gli ultimi due anni “patinati” - esperienza sug-
UNA NUOVA
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Non è un paese per
L’uomo dell’anno
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sommario
L’inchiesta
4
Il degrado delle fontane storiche
Primo piano
8
Gioco d’azzardo, business e mania
Il caso
11
Avron, la truffa sbarca a Napoli
Itinerari
34
Ottaviano, patria dell’arte bianca
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LO SGOVERNATORE
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gestiva ma economicamente insostenibile - ritorniamo al nostro formato d’origine, quello che
ci ha fatto conoscere al pubblico negli anni delle magagne bassoliniane e dei letarghi della Iervolino. Serviva un restyling anche alla testata, in
cui ora è ben visibile il logo della società editrice
fondata, insieme a me, da un’eroica cordata di
professionisti. Chiaia Magazine, dal prossimo
numero, arriverà anche nelle edicole della provincia di Napoli. L’obiettivo è quello di divenire un
periodico sempre più metropolitano, battagliero, intrigante e portatore di virus satirico. Non resta che affidarsi al sorriso, ad esempio, quando si
entra “nel forum” delle Culture e si assiste al “cineforum” del sindaco. Cari lettori, si riparte. C’è
tanto da capire e scrivere. Non vedevamo l’ora.
Una nuova sfida per vederci chiaro.
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«La classe dirigent
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Chi ha paura dei vigilantes civici? Perché
«i rondisti» di Chiaia sono diventati un caso?
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Napoli fuorilegge: viaggio nelle discariche sotterranee. La verità sui rischi
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Multe e bloccaruote assediano
il popolo del by night.
L’auto in divieto di sosta può
costare fino a 119 euro.
La repressione, però, serve
solo a mascherare il problema:
la mancanza drammatica
di parcheggi. E così siamo
al paradosso: si aprono nuovi
locali di intrattenimento,
ma si ghettizza il quartiere.
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il traffico va in tilt. Festival delle buche nelle strade
e nei marciapiedi: una trappola per auto e pedoni.
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arriva la carica
dei campioni
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12 SOCIETÀ&CULTURA
Galassia Gutenberg nel segno del mare
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Decentramento, l’Osservatorio non decolla
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nei SERVIZI BANCARI, FINANZIARI e di TELEFONIA
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• Cantieri aperti, vigili assenti, parcheggi fantasma:
Il Pan insiste:
spese pazze
e gestione allegra
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QUARTIERISSIME
Armatori napoletani: alleanza per il futuro
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• Il quartiere assediato dalla microcriminalità.
IL CASO
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Non c’è più
8
12 SOCIETÀ&CULTURA
La bella estate e la notte dei prodigi
Appello alla città: salviamo il Circolo Artistico
8
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Anno IV - n.10 ottobre 2009
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RONDA
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IL CASO
Cantieri aperti,
incognita traffico
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Anno IV - n.9 settembre 2009
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superwoman?
Via Martucci, piazza Amedeo,
via Carducci: la riqualificazione
nel cuore di Chiaia fa i conti con
i problemi del traffico. Parte il
nuovo dispositivo della viabilità, ma non si escludono correttivi. A via Martucci i commercianti già temono il crac economico. Tra i problemi da risolvere lo stazionamento dei taxi.
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La rivolta di Chiaia
Mola: ganasce
avanti tutta,
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10 LETTURE ESTIVE
Premio Napoli: ecco
i 12 libri finalisti
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del mattone1e.0uro00
11 L’INTERVISTA
Antonio Pace: «Così
cambierò l’Ascom»
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Dopo la nomina a commissario per l’emergenza
traffico, si apre una nuova era per Rosa Russo
Iervolino. Milioni di euro da spendere
e la facoltà di decidere in fretta su parcheggi,
appalti, videosorveglianza, assunzioni di vigili:
è un supersindaco. E se sbaglia non ha più scuse.
Parte l’anno
dei cantieri
9
Anno II - N.3 marzo 2007
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Politica in tournèe:
il conto al cittadino
Enti locali: casse all’asciutto. E la
città va in pezzi. Nei Palazzi del
potere esplode la rincorsa al rigore e alla sobrietà. Intanto, però, spulciando tra i provvedimenti del Comune, si scopre
che la manìa dei viaggi di rappresentanza non è mai tramontata. Un esempio? In pochi
mesi la giunta Iervolino ha deliberato tre missioni all’estero
per l’assessore Nicola Oddati: Cina, Messico e Spagna.
5 IL CASO
Mergellina, stazione
vietata ai disabili
dal 1946
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C’era una volta il salotto
di Napoli: topi a Monte
di Dio, bidoni stracolmi
nelle vie dello shopping,
spazzamento allo sbando.
Raccolta differenziata
snobbata dai residenti.
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GENNAIO 2009: LA NUOVA GIUNTA IERVOLINO
16
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Dopo l’insetto che sta distruggendo
le palme della città, non si ferma
la mattanza del verde. Dai lecci marci
di Posillipo agli alberi minacciati
dai cantieri della Linea 6 del metrò.
Lamberti e Malvano: «Troppi gli sconti di pena. Rivedere le leggi».
Videosorveglianza: il Comune la promette da tre anni e il ministro
degli Interni da tre mesi. Ma di «occhi elettronici» nemmeno l’ombra.
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Tempesta giudiziaria
sui palazzi del potere:
cronaca di un’apocalisse
annunciata. Stagione
finita per un Sistema
trasversale ai partiti,
naufragato sulla
questione morale.
Dalla città, stanca
di beffe e promesse,
parte lo sfratto
alla «casta».
Franco Nico
LA STORIA
Comunità luterana
tra musica e letteratura
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Viale Gramsci, vince
il killer delle palme
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Anno I - N. 11 dicembre 2006
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«La giungla del vivere
quotidiano inaridisce e
dà sempre meno valore
a ciò che per me è
stato ed è tuttora fonte
di benessere: la poesia,
la musica, l’arte».
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Anno III - n.12 dicembre 2008
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I gazebo della discordia
Ecco cosa dice la legge
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IL CASO
Dal turista pestato a via Carducci alle notti brave
dei branchi in piazza San Pasquale. Stato d’assedio.
rati intoccabili dai vincoli ambientali, sono ormai terra bruciata. E loro, i diportisti, respinti dal lungomare, ora possono
scegliere tra il vendersi la barca, andare altrove o piegarsi a
prezzi da capogiro. Il contraccolpo peggiore, però, è quello occupazionale: per gli uomini dei consorzi e per le loro famiglie
sono giorni drammatici. Una soluzione sul piatto d’argento l’avevano offerta gli ormeggiatori luciani: boe galleggianti a impatto ambientale praticamente nullo e con le giuste distanze.
Ma è arrivato il no dell’Autorità Portuale. Ora tutto è rimandato. Bye Bye estate. (a pagina 3)
IUPPITER EDIZIONI
4
• Sicurezza: tornano a Chiaia le invasioni barbariche.
• Burocrazia scatenata: veti
e rinvii sulle concessioni
Anno III - n.11 novembre 2008
il mensile di Chiaia-San Ferdinando-Posillipo
Una «casta» apparentemente inossidabile,
una classe dirigente che non molla le poltrone:
da qualche anno, però, contro la malapolitica
è sceso in campo l’associazionismo civico.
Il 10 novembre 2007, la società civile marciò nel
cuore di Napoli in nome della legalità. Furono
14
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assessore regionale
al Turismo
degli ORMEGGI
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il 20 maggio
esce un numero
interamente
dedicato alle
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del 28-29 maggio
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Anno I - N. 10 novembre 2006
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• Sprecopoli a Palazzo San Giacomo: nonostante il
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Dopo il fallimento del Global Service, decolla
il superassessorato antibuche. Manovra di facciata?
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Eventi&Curiosità:
Arcuri all’Augusteo»
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• Emergenza manutenzione: saltano tutti i controlli.
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verità e cultura, nel segno
dell’indipendenza, senza aver mai
ricevuto un solo centesimo
di finanziamento pubblico.
Chiaia Magazine anche nel 2013
continuerà ad essere una libera
tribuna che resta aperta grazie
alla passione estrema e alla tenacia
di un gruppo di giornalisti.
IL PERSONAGGIO
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Cronache dalla città trappola
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Anno III - n.7/8 luglio-agosto 2008
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in dieci piccole città. Sulla carta avranno
autonomia finanziaria. Sarà vero?
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IL GIORNALE DELLE NUOVE BOTTEGHE DEI MILLE
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dei Parcheggi
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Anno II - N.6 giugno 2007
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L’INIZIATIVA
Con lo slogan «No
parking, no
Chiaia», nasce il
Movimento Parcheggi a Chiaia,
che raccoglie lo
scontento e la
rivolta del cuore
di Napoli nei confronti dell’immobilismo delle istituzioni sul problema delle grandi
aree di sosta da realizzare nel quartiere. Per Nino De Nicola (nella foto),
presidente delle Nuove Botteghe dei
Mille e promotore dell’iniziativa
«sarà una lotta a colpi di forum e
proteste di piazza». (pagina 3)
A
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Notte Bianca
«La mia Napoli
libera e pacifica»
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NINO DE NICOLA
a novità è grossa. In questo
numero parliamo del nuovo
istituto della Municipalità, chiave
di volta del decentramento amministrativo voluto dal Comune.
Infatti scompaiono le circoscrizioni e nascono appunto 10 Municipalità, vale a dire 10 microcittà
che avranno autonomia finanziaria e un proprio bilancio di spesa.
Le competenze che il Comune
delegherà, dopo le elezioni, alle
nuove miniamministrazioni
riguardano in sintesi la manutenzione urbana, la attività socioassistenziali, le attività scolastiche/sportive/culturali, infine la
gestione dei servizi amministrativi(commercio, artigianato, traffico
etc.). Su queste attività (e soprattutto sulla manutenzione) la
Municipalità avrà poteri di spesa
da esercitare con 4 assessori.
Sembra una svolta notevole.
Ma i dubbi ci sono. Primo: il
Regolamento delle Municipalità,
almeno per ora, non chiarisce
bene la gestione delle risorse
finanziarie che il Comune trasferisce alle sedi decentrate: all'interno
vi spieghiamo perché. Secondo: è
stata prevista una figura che
governerà questo trapasso dal
vecchio al nuovo sistema, per
evitare il caos? Queste le perplessità, fermo restando che la Municipalità ha tutte le premesse per
migliorarci la vita. A proposito: la
vecchia circoscrizione ChiaiaPosillipo-S.Ferdinando si chiamerà
Municipalità 1.
In questo numero vi parliamo
anche del forum da noi organizzato con successo sul problemaparcheggi. Intanto, nell'imminenza delle Amministrative, annunciamo una serie di incontri coi
candidati-sindaci. Vedremo che
intenzioni hanno su Chiaia.
«Parcheggi interrati,
Forum:
tutti li vogliono»
«Gigi
Eventi&Curiosità:
Proietti all’Augusteo»
CHIAIA
I numeri della prima
edizione furono un successo: 2 milioni di persone in strada e un volume d’affari di 50 milioni
di euro. «Difficile migliorare le cifre di un
anno fa», dice l’assessore
regionale Andrea Cozzolino, ideatore e promotore dell’evento. Ma
stavolta il bis si preannucia davvero ambizioso. Il tema di quest’anno: «Mediterraneo, un
mare di cultura».
NINO DE NICOLA
Noleggio di gommoni e motoscafi
Trasferimenti in tutte le isole del Golfo
Ormeggio&AssistenzaNautica
IL GIORNALE DELLE NUOVE BOTTEGHE DEI MILLE
SI CAMBIA
DAVVERO?
m a ga z i n e
www.chiaiamagazine.it
*Presidente delle Nuove Botteghe dei Mille
Al museo Pignatelli e all’Ambasciatori una
rassegna sui miti del cinema italiano.
Nautica Branchizio Mergellina
16 EVENTI&CURIOSITÀ
Teatro Sancarluccio,
a cena con il vampiro
manifestiamo qualche riserva sull'altra decisione dell'amministratore, quella di abolire la ZTL sull'asse Morelli-via dei
Mille. Comprendiamo la sua motivazione (la prossima apertura di cantieri alla Riviera esigeva via dei Mille come valvola di sfogo del traffico), ma ribadiamo che almeno il sabato, giorno di punta per lo shopping, l'oasi pedonale sia d'obbligo. Tutto il discorso, però, impone un ripensamento globale sul versante dei parcheggi interrati in zona Chiaia e vogliamo sperare che i poteri speciali del sindaco saranno ri-
Anno I - N.4 maggio 2006
ug o agos o 2008
g ugno 2006
SPEC ALE ELEZ ON
CHIAIA
s.r.l.
ASPETTANDO I PARCHEGGI
i riprende e la stagione si presenta densa di eventi e aspettative per Chiaia. Molti i fronti da tener d'occhio e Chiaia
Magazine si arma delle migliori intenzioni nell'interesse del
quartiere. Innanzitutto: si riparte con il ripristino del vecchio
senso di marcia da via Morelli a via dei Mille, un provvedimento che aspettavamo in quanto il dispositivo di marcia
precedente non si è dimostrato funzionale. La decisione è firmata dal neoassessore comunale al traffico Gennaro Mola
del quale apprezziamo l'attivismo e la concretezza. Anche se
sertificata e la notte è sempre più buia. Nero perché le economie dell'intero quartiere soffrono
pesantemente. Una rotta irreversibile? No! La speranza è che chi si candida ad amministrare
la città voglia imprimere da subito una svolta decisiva nel governo del territorio. Le soluzioni
ci sono, ma serve una volontà forte e radicale a risolvere i problemi. Per quanto ci riguarda cominceremo a dibattere di futuro con una serie di “forum” sulle varie emergenze. Inviteremo i
candidati a sindaco perché spieghino le intenzioni e le idee che hanno sullo sviluppo di Chiaia.
Non ci limiteremo a sperare che la nottata passi da sola: vigileremo su parole e fatti.
Vivere: «I divi di ieri?
Saper
Più “machi” che mici»
Villa Comunale: alberi malati e chalet distrutti. Molosiglio: tendopoli nei giardini.
Ormeggio&AssistenzaNautica
LRC 180447 - 23/6/98
intervista a pagina
• Partenza sprint del neoassessore comunale al
garage sotterranei: con i nuovi poteri del sindaco
l’impresa diventa possibile.
16 anni d’immobilismo: un’inquietante
miscela di inerzia, sfortuna e silenzi.
ome avranno forse notato i lettori, Chiaia Magazine adora il colore. Stavolta, però, ha scelto una prima pagina dove domina il nero. Vi chiederete perché. Noi rispondiamo che non
se ne poteva fare a meno. I motivi? Eccoli. Nero perché siamo arrabbiati neri ( e in questo rispecchiamo l'umore del quartiere) e lo siamo perché stufi di malamministrazione. Nero perché,
con un territorio abbandonato al degrado, il futuro si prospetta davvero oscuro. Nero perché
francamente, a questo punto, indecifrabili ci sembrano i progetti dell'Amministrazione Comunale per la zona. Non è forse una vicenda oscura quella del parcheggio Morelli? E poi la Ztl: non
è neanche nata e già siamo costretti a intonare il De Profundis. Nero perché Chiaia è ormai de-
9
Eventi&Curiosità:
«Salemme all’Augusteo»
Mostre, musica, teatri: tutti gli
appuntamenti da non perdere.
In collaborazione con Nuove Botteghe dei Mille
• Infine, pensa al futuro e aderisce al «partito» dei
«Garage
Quartierissime:
Morelli, oscuri presagi»
3
NINO DE NICOLA*
C
Storia dell’aperitivo «rosso». Le
ricette e i segreti dei barman.
S A P E R V I V E R E L A C I T TÀ
MOLA
VECCHIE E NUOVE SFIDE
Municipalità:
Speciale
«L’assessore itinerante»
SERVE UNA SVOLTA
6
«Tutti
pazzi per lo Spritz»
Relax&Movida:
CHIAIA
Anno I - N.8 settembre 2006
Distribuzione gratuita
NINO DE NICOLA*
Intervista a Bruno Terracciano, assessore comunale alle Municipalità.
S
A Palazzo Calabritto il nuovo
show room per i «bons vivants».
o ob e 2006
OPERAZIONE
I
critiche se governeranno male e con chi congratularsi se faranno bene. Insomma: per non sentirci comparse, ma cittadini che vigilano e partecipano. Di più: vi anticipiamo che
ogni mese la rivista pubblicherà un diario sull'operato del
Consiglio di Chiaia. E vale per la maggioranza come per l'opposizione. Poi, di nuovo il tormentone del parcheggio Morelli
perché anche qui il segreto è non abbassare la guardia: prendiamo atto della nuova attenzione che il sindaco Iervolino e
l'assessore Mola preannunciano sul problema, a cominciare
E intanto incalzano altre emergenze:
«spaccate», scippi, strade sporche e dissestate.
m a ga z i n e
www.chiaiamagazine.it
RENATO ROTONDO
Capo dell’opposizione
C
• Per il popolo di Chiaia il danno e la beffa.
s.r.l.
Tra le dieci Municipalità, quella di Chiaia
è davvero speciale visto che è l’unica ad
essere governata dal centrodestra.
Per maggioranza e opposizione doppia
responsabilità: far funzionare riforma
e quartiere. All’interno tutti i protagonisti
on questo numero di luglio/agosto Chiaia Magazine traccia un consuntivo ideale dei suoi primi 7 mesi di vita, tornando ad occuparsi delle due bandiere che hanno caratterizzato l'impegno della rivista: Municipalità e parcheggi. Riparliamo dunque delle neonate Municipalità, soffermandoci ovviamente su quella di Chiaia. E stavolta, dopo un cenno a luci e ombre della riforma, vi presentiamo, con veloci
profili e relative foto, i 30 consiglieri (più il presidente) eletti
a Chiaia. Obiettivo: indicare al quartiere a chi indirizzare le
Il Comune ignora l’appello. Assessori bocciati:
chi tace, chi promette, chi non si fa trovare...
aper Vivere: «Al Primo
Piano il lusso è di casa»
dal 1946
D’OCCHIO
FABIO CHIOSI
Presidente
lo scarso presidio dei varchi, un sistema
di videosorveglianza mai realizzato.
5
la vigilante
VI TERREMO
onostante i suoi 29 anni, si ritrova per la seconda volta al timone
di Chiaia. E’ stato eletto con 23.846 voti e il suo schieramento ha
ottenuto il 51,43 % dei consensi. 18 i consiglieri della sua coalizione. La
sua squadra di governo sarà formata da un vicepresidente (cui toccherà
un assessorato) e 3 assessori. Ha due premure: velocizzare i tempi della
riforma e ottenere subito risorse finanziare per il territorio. Obiettivi:
manutenzione, parcheggi, sicurezza con l’aiuto dei vigili urbani.
La circoscrizione protesta. ZTL:
forte confusione «tecnologica».
ISTITUTO DI VIGILANZA
Il nuovo «Parlamento» di Chiaia
N
• Le cause del flop: la farsa del garage Morelli,
ocus videosorveglianza:
resta fuori»
F«Chiaia
se emb e 2006
In collaborazione con Nuove Botteghe dei Mille
Sono arrivati desertificazione, notti da paura,
e crisi delle attività commerciali.
Direzione e Centro operativo: 80142 NAPOLI - Via Carlo di Tocco, 82/84
Tel. 081 734 04 24 - 081 734 98 22 - Pronto intwervento 081 734 02 88 - Fax 081 734 98 18
Internet: http//www.la-vigilante.com - E-mail: [email protected]
Part. IVA 03577570637 - Camera di Commercio n. 155962 - Iscritta al N 381 - R.I. Tribunale di Napoli
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CHIAIA
IL GIORNALE DELLE NUOVE BOTTEGHE DEI MILLE
• L’intero quartiere invoca parcheggi.
s.r.l.
ug o agos o 2006
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Arrivano le nuove MUNICIPALITÀ
INGANNO
la vigilante
Anno I - N.6/7 luglio/agosto 2006
CHIAIA
magg o 2006 spec a e
m a ga z i n e
www.chiaiamagazine.it
Zona a Traffico Limitato
Ultime notizie sul futuro garage: il quadro peggiora.
Un pessimo affare per il Comune. La rivolta di Chiaia
ISTITUTO DI VIGILANZA
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Anno I - N.3 aprile 2006
AUTO
Direzione e Centro operativo: 80142 NAPOLI - Via Carlo di Tocco, 82/84
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Parcheggio MORELLI
opo il numero natalizio che,
nonostante la veste sperimentale, ha riscosso apprezzamento da
parte dei cittadini di Chiaia, della
stampa, di chi lavora e produce, e,
infine, delle istituzioni e delle
associazioni, «Chiaia Magazine» - di
cui sono direttore editoriale - prende
ora decisamente il largo. E lo fa,
fedele alle dichiarazioni di intenti
iniziali, utilizzando come baricentro
delle proprie cronache il territorio
di Chiaia. Puntiamo, quindi, sull’attualità e i problemi del quartiere,
coniugando tuttavia il taglio
impegnato all’interesse per gli
aspetti del saper vivere, dell'enogastronomia, per i fermenti culturali e
imprenditoriali, per il by night e la
moda, per le risorse giovanili e per
le potenzialità del quartiere.
Una tribuna eterogenea, dunque,
che funzionerà con le voci e i contributi di tutti.
Mi piace ribadire lo slogan della
nostra iniziativa editoriale: «Questo
giornale lo scriveremo assieme». Da
qui nasce la scelta degli argomenti
di questo numero e dei prossimi. In
questa occasione, raccogliendo
segnalazioni e impressioni sul
campo, abbiamo privilegiato tre
problematiche di stretta attualità:
emergenza parcheggi, riqualificazione urbana e il controverso capitolo
della movida.
Il primo punto sta molto a cuore ai
commercianti, ai residenti e a
quanti per lavoro, shopping o
divertimento, frequentano il cuore
di Napoli. E il nodo cruciale non
poteva essere che l'agognato parcheggio Morelli. Sulla seconda
questione abbiamo, poi, intervistato
l'assessore al Turismo e Decoro
Urbano Luca Esposito. Come avrete
modo di leggere, ci saranno delle
importanti novità. Terzo tema:
dossier Movida. La nostra posizione
è chiara: rispetto delle regole ma
niente bavaglio alla notte.
Come avrete capito, la nostra scelta
di campo è netta: scommettiamo
sulle forze e sulle risorse di Chiaia.
E’ qui il fermento.
delle illusioni
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IL GIORNALE DELLE NUOVE BOTTEGHE DEI MILLE
Anno I - N.2 marzo 2006
IL «NUOVO»
CHE NON SA
DECOLLARE
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magg o 2006
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ug o
CH A A ou
omm
o
Meglio
Grillo che
il grilletto
omm
o
Non basta più
spezzare
le catene
bisogna anche
tirare le
catenelle
omm
o
il sindaco
blattera
mm
Sindaco,
ma che bici!
mm
SENZA LUCE
mm
MOBILITÀ
TRASPORTI PUBBLICI, IL CASO
Assicurazioni in fuga, bus in deposito
Espedito Pistone
S
i calcola che in Campania
un’auto ogni cinque circoli
con l'assicurazione scaduta.
Costi esorbitanti, che spesso
superano il valore stesso del
mezzo, hanno portato gli
automobilisti ad adottare
soluzioni estreme ed è
boom di tagliandi rc auto
falsi.
Quello che nessuno si aspettava è che tanti, per gli stessi
motivi, sono i bus del trasporto pubblico locale che,
in mancnza della copertura
assicurativa, sono costretti a
rimanere fermi nei depositi
nonostante siano in perfette
condizioni per circolare.
Al problema delle casse
vuote si è aggiunto un fenomeno tutto italiano che ha
indotto l’Autorità per la
concorrenza ad aprire
un’indagine: le imprese di
assicurazione non si presentano alle gare per la rc auto
del trasporto pubblico
locale, costringendo intere
flotte di bus ad uno stop
forzato.
L'Adiconsum, oltre a proporre l'apertura di un tavolo
di confronto con enti locali,
assicurazioni e ministero
dei Trasporti, sul trasporto
pubblico locale e sul rischio
assicurativo, ha chiesto
anche al governo che sia
aperta un'indagine nei
confronti delle circa 80
compagnie che esercitano
questo ramo assicurativo.
Il responsabile campano
della Federconsumatori
rincara la dose: “Solo in
Campania, a fronte di un
numero sempre minore di
sinistri, il costo delle assicurazioni cresce a dismisura –
denuncia Rosario Stornaiuolo - La vicenda appare
ancora più scandalosa dopo
aver letto i dati forniti dall’Università Federico II in
cui risulta che gli incidenti a
Napoli sono diminuiti di
oltre il 40% negli ultimi tre
anni mentre le tariffe sono
ulteriormente aumentate”.
È evidente che né i cittadini
né le aziende del trasporto
pubblico sono più in grado
di sostenere un sistema
palesemente iniquo.
Solo l’Anm ha perso 250
autobus, perché senza
copertura assicurativa, e
molto probabilmente non li
recupererà nei prossimi
mesi. In servizio restano
poco meno di 350 mezzi,
con disagi per l'uternza,
destinati a diventare cronici.
Quello dell'azienda napoletana di mobilità è un caso
nel caso. L'Anm , infatti,
vanta crediti arretrati dal
Comune di Napoli e dalla
Regione Campania superiori ai trecento milioni di euro.
La spending review governativa, con il conseguente
stop al trasferimento di
soldi agli enti locali per il
comparto trasporti, non ha
fatto altro che espandere
l’esposizione con le banche
di tutte le società che si
occupano di trasporto pubblico. Così, oggi, tutte hanno
difficoltà ad assicurare i
mezzi, a ripararli e a fare il
pieno di di carburante.
Solo un minimo di fiducia
arriva dalle novità più recenti. Il decreto salva-Napoli dovrebbe assicurare 300
milioni di euro al Comune
per il piano anti-dissesto e
una quota dovrebbe andare
al trasporto pubblico. Inoltre, per i prossimi mesi,
l’accorpamento di Anm e
Metronapoli in una unica
holding controllata dalla
Napolipark potrebbe aprire
nuove accessi al credito per
le aziende.
Per il momento, la crisi di
Napoli investe anche il
territorio a Nord del capoluogo. La mancanza di fondi
per la spesa assicurativa dei
mezzi mette ogni giorno a
rischio le corse suburbane,
in particolare sulle linee
162, 163, 164, 165 che interessano i comuni di Giugliano, Mugnano e Marano. Le
associazioni dei consumatori locali sono sul piede di
guerra ed hanno lanciato
una vera e propria crociata
su Internet con l'aiuto dei
passeggeri infuriati.
Allora, alle fermate è stata
rispolverata una vecchia
battuta degli anni Settanta.
Ad un turista che chiede:
“Scusi, mi sa dire quando
passa il bus?”, un passeggero napoletano rassegnato
risponde: “...all'improvviso!”
CHIAIA MAGAZINE • DICEMBRE 2012
(22)
CHIAIA MAGAZINE • DICEMBRE 2012
(23)
BANCONOTE
BANDI E FONDI: LE MOSSE DELLA REGIONE
Asili nido, in arrivo 29 milioni nel 2013
Ricerca
2,8mln di
euro di risorse Fesr questa la somma
investita
dalla Regione
Campania
Campus, da
un consorzio di 8 soggetti: 5
privati e 3 privati il cui capofila è l’Euro Soft, in partnership con Magnagni Aeronautica. Del gruppo fanno
parte le aziende: Mare Engineering, Marotta, Megaris e
Techno System Developments, il Centro Regionale
di Competenza sulle nuove
tecnologie e le attività produttive, il Consorzio Technapoli-Pst di Napoli e
Caserta, Inaf Capodimonte.
Micro nidi
comunali: la
Regione
Campania punta
sulle politiche
sociali,
utilizzando i
Fondi Fesr
2007-2013
Domenico Cortese
T
Annus terribilis 2012: la crisi
economica internazionale
che stiamo vivendo può, a
giusta ragione, essere considerata la più grave di sempre. Il 2013 si preannuncia,
almeno per l’Italia, come
l’anno della «resistenza»
economica, degli enti locali
«ridimensionati» e del nuovo
premier eletto dal popolo.
Lavoro
7,1mln di euro: questo è
l’ammontare delle nuove
risorse che la Regione Campania ha messo a disposizione di un nuovo bando per
l’apprendistato professionalizzante in azienda, cui
possono partecipare anche
over 18, previsto dalla Legge
per l’apprendistato della
nostra regione. Si tratta di
risorse reperite con una
ricognizione di fondi ministeriali non spesi dal 2008 ad
oggi che, stando ai risultati
della rivisitazione ammonterebbero complessivamente
a circa 12,4mln di euro.
Competitività
22,5mln di euro sono quelli,
invece, con cui la Regione
(24)
Campania, intende sostenere la competitività delle
imprese ed incentivare la
formazione del personale
Atitech, così come previsto
dagli accordi quadro “Alitalia” del 2008 e per la “Realizzazione del polo nazionale
della manutenzione integrata” del 2009. Anche in questo caso la “sorgente” dei
fondi sono risorse ministeriali stanziate dal Ministero
dello Sviluppo economico e
non spese per le annualità
dal 2009 ad oggi. Del totale
delle risorse 20,8mln saranno messi a bando e 1,7mln
sarà finalizzato all’attività di
monitoraggio e valutazione.
Agricoltura
1,5ml di euro: questa la cifra
che il Ministero per le politiche agricole ha messo a
L’ente regionale ha
messo a disposizione
7,1 milioni di euro
per l’apprendistato
professionale cui
possono partecipare
anche gli over 18.
22,5 milioni, invece,
stanziati per sostenere
la competitività
delle imprese
CHIAIA MAGAZINE • DICEMBRE 2012
bando per incentivare acquacoltura e progetti di
produzione sostenibile ed
innovative. Il bando è destinato a piccole e medie imprese agricole e di acquacoltura alla cui guida ci siano
giovani imprenditori, singoli
od associati, fino a 40 anni.
Tetto massimo di finanziamento è 150mila euro e la
condizione “sine qua non”
la sottoscrizione di un contratto di collaborazione con
un organismo di ricerca:
Università o Istituti di ricerca sia pubblici che privati.
Politiche sociali
29mln di euro provenienti
dai fondi Por Fesr 2007-2013
sono stati ripartiti, attraverso i Piani Territoriali Regionali, dalla Regione Campania fra i comuni, raggruppati in Enti individuati sulla
base del distretto sanitario
di riferimento.
Le risorse dovranno essere
utilizzate per realizzare,
ristrutturare, ampliare ed
adeguare “asili nido” e
“micro nidi” comunali. I
contributi vanno dai 450mila euro, per gli ambiti che
hanno già provveduto a
realizzare nel proprio territorio almeno una di tali
strutture, ai 700mila per
quelle che ne sono ancora
prive. Per ottenere i fondi i
comuni capofila di ogni
ambito territoriale dovranno presentare domanda
entro il 25 gennaio 2013.
Credito
25mila euro sono quelli che
la Banca di Credito Cooperativo di Aquara ha deciso di
investire in attività guidate
da imprenditori di età inferiore ai 30 anni.
Le aziende che aderiranno
all’iniziativa della banca
salernitana potranno restituire le risorse ottenute in
cinque anni e ad un tasso
del 5 per cento. Il tentativo stando a quanto comunicato dai promotori - è quello
di contribuire allo sviluppo
della provincia e di contrastare lo spopolamento
territoriale in atto a causa
della mancanza di occasioni
di lavoro.
2,5mln di euro: è la cifra
con la quale la Banca Popolare Vesuviana ha ottenuto
dalla Consob il via libera
all’emissione di Sud Bond.
Diventano, così, 19 gli istituti di credito regionali ammessi all’emissione di “titoli
di risparmio per l’economia
meridionale”. E se le banche
accreditate sono 19, le emissioni possibili - per un totale
complessivo di 109,53mln di
euro - sono 21, perché la
Popolare di Flumeri e quella
di Monte Pruno, ne hanno
già lanciate 2 a testa.
Trasporti
14mln di euro (6 destinati
ad incentivare l’esodo e 8
per contribuire all’adozione
dei contratti di solidarietà) è
questo il totale del Fondo
Regionale per i lavoratori
del trasporto pubblico
locale. Destinatari dell’iniziativa le imprese campane
del settore ed i lavoratori del
Tpl regionale. Il termine
ultimo per la presentazione
della domanda è fissato alle
ore 12 del 31 gennaio prossimo. Le richieste vanno
indirizzate telematicamente
all’indirizzo web: www.lavorocampania.it.
10mln di euro sono quelli
che, grazie alla legge cosiddetta Salva Eavbus, la Regione Campania ha messo a
disposizione per la gestione
dell’azienda stessa – sulla
quale pende la spada di
Damocle della sentenza di
fallimento emessa nelle
settimane scorse dal Tibunale di Napoli - i prossimi
60 giorni, nel tentativo di
salvare il posto di lavoro ai
1.300 addetti ed a quelli dei
servizi. Entro 10 giorni
dall’entrata in vigore della
legge l’Eav Holding, dovrà
predisporre e sottoporre al
giudizio della Giunta un
piano industriale.
Innovazione
70mln di euro: questo è
l’ammontare dei fondi,
provenienti dal Por Fesr
2007/2013, messi a disposizione dell’accordo di programma sottoscritto con il
Ministero dell’Istruzione,
Università e Ricerca, per la
realizzazione di Distretti ad
alta tecnologia, laboratori
pubblici-privati per il rafforzamento del potenziale
scientifico e tecnologico
regionale,dalla Regione
Campania, per il supporto
agli interventi del Pon Ricerca e Competitività, finalizzati alle attività di ricerca, lo
sviluppo ed il trasferimento
tecnologico dei sistemi
stabili pubblico-privati
ovvero distretti tecnologici,
laboratori pubblici privati e
aggregazioni miste che
operano sul nostro territorio.
Più Europa
17mln di euro provenienti
dai fondi a disposizione del
Programma Integrato urbano, serviranno alla riqualificazione della città di Casalnuovo. I primi quattro progetti infrastrutturali a prendere le mosse saranno quelli
finalizzati alla viabilità
generale della città; alla
mobilità cittadina; la sicurezza urbana e la riattazione
e la destinazione di palazzo
Lancellotti come sede per la
promozione dell’artigianato
sartoriale cittadino che
annovera eccellenze di
livello internazionale.
SALUTE A NOI
A GENNAIO LIBRO-INCHIESTA SULLA FECONDAZIONE ASSISTITA
Storie di genitori e figli in provetta
Luciana Ranieri
I
n uscita a gennaio 2013 il
libro “Infertilità di Stato”,
scritto a quattro mani per
Iuppiter Edizioni dal genetista Raffaele Aiello e dal giornalista Espedito Pistone, che
affronta in tutte le sfaccettature il complesso tema della
fecondazione medicalmente
assistita. Il libro si avvale
della prefazione del teologo
Gennaro Matino e del filosofo Aldo Masullo, nonché della
collaborazione del bioeticista
Franco Bruno Castaldo che
ha scritto un breve saggio sul
fragile confine tra ciò che è
lecito e ciò che non lo è per
l'etica dell'uomo. In Italia
regola la materia la legge 40
del 2004, scritta e approvata
quando il paese era governato da Berlusconi al suo secondo mandato e il Comitato
per la Bioetica era costituito
per il cinquanta per cento da
cattolici, alcuni dei quali
molto vicini al Vaticano.
L’opinione pubblica si divise
(e ancora si divide) in due
schieramenti: da una parte
quelli che desiderarono
fortemente porre un freno al
cosiddetto “far west dell'inseminazione”, dall'altro quanti
temevano che dettami troppo stringenti finissero con
l'imbrigliare il cammino della
scienza. Il dibattito è ancora
aperto, tant'è che la legge ha
subito numerosi e importanti
modifiche di cui nel libro si
dà conto con precisione
cronologica. Tuttavia, la
scelta di aprire il volume con
le posizioni di un sacerdote e
quella di un pensatore laico
non è lasciata al caso.
Il libro, per volontà degli
autori, non si schiera mai ma
apre spazi di riflessione.
Soprattutto, informa con
ampia argomentazione le
coppie che si avviano sulla
strada dell'inseminazione
dopo aver atteso a lungo un
figlio che non è arrivato. Lo
scritto diventa vademecum
per i “futuri genitori” a cui è
prospettato il cammino che
dovranno fare sotto forma di
sceneggiatura. C'è anche un
capitolo che si intitola “Il
film” del quale, vi si legge, i
genitori diventeranno loro
malgrado i protagonisti
assoluti. La coppia di estensori si è divisa i compiti.
Raffaele Aiello ha tracciato
nero su bianco ciò che la
scienza medica può offrire,
alla luce delle ultimissime
novità che riguardano “interventi su misura” e “accompagnamento psicologico” della
coppia. Espedito Pistone ha
fatto il suo mestiere di giornalista, intervistando decine
e decine di coppie “in attesa”
di una risposta a volte positiva, a volte negativa. Le storie,
spaccati commoventi di vita
vissuta, sono possibili, e in
certi casi incoraggianti,
esempi da seguire. “Infertilità
di Stato” è un po' saggio e un
po' romanzo, un agevole
manuale, ma anche una
guida che mette in guardia
dai santoni del figlio ad ogni
costo e dai viaggi della speranza. Informa, denuncia
ma, soprattutto, fa riflettere.
È dedicato ai genitori in
pectore e, soprattutto, ai figli
che, “comunque nascano
portano sulle spalle il peso
del futuro”.
IN LIBRERIA
LA MEDICINA
NAPOLETANA
L’Ordine dei Medici di
Napoli e provincia, in
occasione del suo
centenario, ha pubblicato
un libro celebrativo.
L’interesse suscitato dal
volume è stato tale che
l’Ordine ha deciso di
pubblicarne anche una
versione economica, da
regalare a tutti gli iscritti, che
sarà spedita assieme al
prossimo numero del
Bollettino. Ed è stato anche
deciso di dare a tutti la
possibilità di acquistare la
versione deluxe in libreria.
Per quanti, seppur non
medici, siano interessati ad
averne una copia è stata
prevista la vendita nelle
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CHIAIA MAGAZINE • DICEMBRE 2012
(25)
IUPPITER i libri del mese
SUPERSUD
Quando eravamo primi
PASSEGGIATE LONDINESI
Guida alla capitale del III millennio
Autore: Mimmo Della Corte
Costo: 12 euro
Pagine: 187
Autore: Francesco Iodice
Costo: 12 euro
Pagine: 100
All’interno di un telaio narrativo rigorosamente documentato, si dipanano, senza revanscismo nostalgico ma certamente con l’orgoglio di recuperare un passato di gloria, le «altre verità» sulla Nazione Meridionale, fino
alla riabilitazione definitiva di un popolo.Tra primati stellari e avvenimenti taciuti dalla storiografia ufficiale, un’ampia parte del saggio è dedicata
alla storia della stampa meridionale. Prefazione di Marcello Veneziani.
Originale guida letteraria di Londra, in cui l’Autore presenta itinerari classici e alternativi per scoprire fino in fondo la capitale anglosassone. Dalla
casa di Dickens ai tesori imperdibili di Marylebone, è tutto un susseguirsi
di aneddoti e particolari insoliti tanto da far scrivere a Mauro Giancaspro,
nella prefazione al libro, che «Passeggiate londinesi riconcilierà chi lo leggerà con il piacere della lentezza per riappropriarsi davvero di una città».
COSI’ HO SEDOTTO ROMA
Amori e perversioni di Messalina
NAPOLI ULTIMA CHIAMATA
Vincitore Premio Rea 2011
Autore: Antonino Ballarati
Costo: 12 euro
Pagine: 172
Autore: Marcello Fasolino
Costo: 18 euro
Pagine: 230
Roma, anno 41 dopo Cristo. Il crudele imperatore Caligola viene assassinato sul Palatino dai pretoriani, gettando la capitale del più grande impero del mondo nel caos più assoluto. Inaspettatamente salirà sul trono dei
Cesari il maturo Claudio con a fianco la giovane moglie, la bellissima e spregiudicata Messalina. Il romanzo storico racconta segreti, vizi e perversioni della classe dirigente dell’epoca in una storia trascinante e licenziosa.
Romanzo vincitore per la «sezione narrativa» del Premio Rea 2011, in cui
il protagonista è John Savarese, noto architetto italoamericano, che torna
a Napoli per un importante convegno. L’arrivo in città non sarà dei più esaltanti, tra la reticenza della moglie e le infinite problematiche partenopee,
ma John riscoprirà la potente energia soffocata di Napoli grazie a una valente violinista, figura vulnerabile a causa di una delusione sentimentale.
SULLA SOGLIA DI PICCOLE PORTE
Romanzo (Collana Storie)
IL GIARDINO DEI SILENZIOSI
Organi nelle chiese napoletane
Autore: Enza Silvestrini
Costo: 12 euro
Pagine: 160
Autore: Mauro Castaldo
Costo: 10 euro
Pagine: 68
Nuova edizione, aggiornata nella grafica e nei contenuti, del romanzo rivelazione di Enza Silvestrini, finemente illustrato da Michele Iodice e con
una lettura critica di Aldo Masullo. La storia è semplice: una bambina della provincia di Napoli raccontata, con malinconica benevolenza, dall’adulta
in cui si è trasformata. Un viaggio poetico e passionale nel mondo dell’infanzia, in una successione incalzante di immagini, ricordi e personaggi.
Inchiesta tra storia e provocazione sugli organi nelle chiese napoletane,
strumenti nobilissimi che rinnovano l’antica arte della composizione musicale. Monsignor Vincenzo De Gregorio, organista titolare e maestro di
Cappella del Duomo di Napoli così scrive nella prefazione: «È un percorso
affascinante, quello dell’Autore, che ci fa desiderare di riavere più suono,
quello dell’organo, ad accompagnare i momenti tersi o oscuri della vita».
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Libreria Fiorentino (Calata Trinità Maggiore 36 - Napoli)
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Feltrinelli (Via S. Caterina a Chiaia 23 - Napoli)
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saper vivere
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Il romanziere dello sport
Alvaro Mirabelli
F
ranco Esposito non è solo un monumento del giornalismo sportivo. Di
più. Perciò il rischio, quando si parla
di lui, è di saccheggiare il repertorio
delle iperboli. Una cosa è certa: agli
appassionati la sua penna ha sempre
offerto merce di prima scelta. Rigore
documentale sfuso e a pacchetti,
sintassi politicamente scorretta,
storie declinate con l’estro di una
rabona assassina, di un carpiato da
manuale, di una volèe supersonica,
la cronaca a mo’ di favola vera: ne ha
inanellati di fatti questo cronista
dell’agonismo.
L’informazione al servizio delle
emozioni da performance, prodotta
da questo napoletano che ora a vive
a Grosseto, si è misurata probabilmente con tutte le discipline santificate dai canoni olimpici, esclusi, a
quanto pare per sua stessa ammissione, il baseball e l’hockey su ghiaccio. 35 anni di giornalismo sportivo e
sentirli tutti, nei panni di inviato
speciale de «Il Mattino» e del «Corriere dello sport» Esposito ha raccontato migliaia di eventi, montando ogni storia su due inconfondibili
coordinate: il dato di cronaca del
fatto atletico e il suo inevitabile
corollario di eroismi, bassezze,
segreti e colpi di scena. Il tutto movimentato da spifferi di avventura e
dosi robuste di garbata ironia.
Mica facile. Ma alla fine, in calce a
ogni articolo (e a ogni libro) un
Nel libro «Nel nome del Padre, del
Figlio e dello Sport», Franco Esposito
narra le grandi dinastie di campioni
attraverso un secolo di agonismo
nome e un cognome, i suoi, diventati
un marchio di garanzia. Tradotto in
soldoni: Esposito è uno di quelli che
il «pezzo» può anche non firmarselo
affatto, tanto si capisce che è suo.
Questione di stile: lo sanno benissimo un bel po’ di napoletani che per
anni le imprese sportive se le sono
gustate (e continuano a farlo nei
libri), frugando tra le colonne del
giornale per rintracciare la sua firma, prima di tutte le altre.
E mica solo i lettori: lui magari non
lo sospetta, ma per decenni non
pochi tirocinanti del giornalismo
sportivo gli hanno saccheggiato
costrutti, invenzioni, modi di dire.
Insomma un maestro, anche se la
qualifica forse non gli fa né caldo né
freddo.
Ma la verità è che alla fine è la carriera a parlare per lui: il football, ad
esempio, percorso in lungo e in largo
in un labirinto di campionati e di
coppe con il fiore all’occhiello di
cinque edizioni dei Campionati del
mondo, vissute e testimoniate in
prima persona, oppure di sei edizioni dei Giochi Olimpici inseguite e
seguite da una latitudine all’altra,
messe nero su bianco e riferite ai
lettori.
Sempre, ovviamente, a suo modo:
con quella prosa, sincopata come un
guizzo di jazz, di periodi asciutti e
fulminei, di frenate, di accelerazioni,
e tuttavia digeribile da chiunque a
patto che amasse lo sport. Anzi: che
ami lo sport. Perché lui, cronista di
mestiere, in passato piegato alla
tirannia dei tempi imposta dai quotidiani della carta stampata, da un
pezzo ha aggiustato il tiro, riproponendosi in altre vesti: si prende,
infatti, tutto lo spazio e il tempo che
vuole, ogni volta che scrive libri di
sport.
Per carità, è sempre lui: cronista fino
al midollo, stile compreso, ma la
differenza è la chiave storica che non
gli mette limiti se non quelli che si
dà lui. E così, finora, di libri (compreso l’ultimo recentissimo ) ne ha
firmati sette, che gli son venuti facili
come un rigore a porta a vuota perché, oltretutto, ha un’arma segreta.
Anzi due: un suo sterminato e prezioso archivio personale di cui in
giro si favoleggia, concupito e corteggiato – pare! – da molti addetti ai
lavori, e una memoria da record.
Per lui due miniere: gli basta individuare una vena di suo gradimento,
poi comincia a scavare, fin dove lo
portano il cuore e la convenienza
della narrazione.
È quanto è successo, ad esempio, col
suo penultimo libro intitolato «Testa
alta, due piedi», (pubblicato nel
2011) ovvero il calciomercato dei
tempi andati, acquisti e cessioni al
tempo dei pionieri, assi e brocchi
dell’età eroica con tutti i «dietro le
quinte» possibili: temporalmente
solo l’altro ieri, tecnicamente invece
un’era geologica fa. Apoteosi del
pallone, col solito inchiostro dell’humour, su misura per buongustai del
calcio in vena di nostalgie o di rivelazioni.
E siccome i consensi gli sono piovuti
addosso da ogni parte, una volta a
cavallo dell’onda, non è più sceso: la
penna gli è diventata seriale e in
tempi strettissimi ha sfornato «Nel
nome del Padre, del Figlio e dello
Sport.
Un secolo di grande Italia» (Edizioni
Absolutely Free, novembre 2012). Di
cosa si tratta? Copiamo senza scrupoli la presentazione del risvolto di
copertina: «L’intreccio è servito.
Curioso, suggestivo, intrigante. Un
secolo di sport in Italia con il magico
inchiostro delle grandi famiglie
d’Italia. Nonni, padri, figli, fratelli,
sorelle, nipoti. Cento anni di medaglie. Imprese scolpite con lo scalpello del talento. Volontà, impegno,
sacrificio, e il gran cuore italiano.
Cento anni d’Italia sul podio, da
Nedo Nadi ad Aldo Montano, Stoccolma 1912 – Londra 2012.
Grandi famiglie prodighe di favolosi
regali: quelle infinite emozioni.
Banche d’Italia: Nadi, Mangiarotti,
D’Inzeo, Montano, D’Altrui, Abbagnale (nella foto centrale), Dibiasi,
Pandolfini, Menichelli, Cagnotto,
Dennerlein, Porzio, Di Centa, Gentile, Duran, Stecca, Maddaloni, Dettori. La storia sono loro. E quelli del
calcio: la leggenda dei Mazzola
(nella foto a dx), le favole dei cinque
Sentimenti e dei fratelli Cevenini, la
polisportiva Maldini, Bruno Conti &
figli, i due Baresi, la premiata ditta
Buffon». Insomma «il romanzo dello
sport italiano»: uno sprint lungo un
secolo, di dinastia in dinastia, fino al
traguardo dell’ultima pagina.
CHIAIA MAGAZINE • DICEMBRE 2012
(27)
ARTE
VISIONI
Il tesoro
di Orilia
Valeria Puntuale
M
arcello Orilia era un aristocratico
viveur, amante della caccia a cavallo, conteso dai salotti napoletani,
negli anni tra le due guerre mondiali, per la sua raffinatezza, il suo
buon gusto ed il suo temperamento allegro e arguto. Discendente di
un’antica e nobile casata di Cava
dei Tirreni, col tempo stabilitasi a
Napoli, il gentiluomo viveva nella
lussuosa dimora di Palazzo Arlotta
al Chiatamone con la moglie Maria
Teresa De Vivo Piscicelli: nobile
protagonista della Napoli della
Belle Epoque, definito dal principe
di Sirignano come «L’uomo più
elegante della città, Orilia riuscì a
creare in casa propria, attraverso
una diligente opera di raccolta e di
acquisti, un piccolo, sofisticato
museo, frequentato da collezionisti
ed amici. Gli oggetti d’arte trovarono poi ospitalità negli ambienti di
Palazzo Roccella. Infine, dopo la
morte del collezionista, nel 1952 la
raccolta fu donata allo Stato e poi
presentata definitivamente, nel
1955, negli ambienti del Museo di
San Martino.
Attualmente, grazie alla mostra
intitolata «Riscoperta della collezione di un nobile napoletano»,
una significativa e sofisticata selezione di questa colta e raffinata
(28)
galleria di opere è visitabile negli
ambienti al primo piano della
Certosa di San Martino perché lo
spazio dedicato da sempre alla
collezione Orilia è chiuso per
restauri e non sono disponibili, al
momento, fondi sufficienti per
procedere ad un allestimento
completo.
La straordinaria collezione, a suo
tempo animata da un consapevole
gusto di stampo moderno, esibisce
non solo maioliche, terraglie e
porcellane di manifatture europee
(come Meissen, Chelsea, Sévres) o
italiane (come Ginori di Doccia,
Capodimonte e Real Fabbrica di
Napoli), ma anche eleganti ventagli, raffinati bastoni, nonché importanti parietali lignei, provenienti da complessi conventuali
partenopei. La scelta, purtroppo
limitata, dei «pezzi» in mostra
fornisce in ogni caso un’idea esaustiva di come doveva essere una
collezione privata dell’epoca.È
possibile, poi, cogliere due piccioni
con una fava perché il piccolo
tesoro di Marcello Orilia è stato
collocato nella sezione museale
dedicata al Teatro Napoletano:
un’occasione d’oro, quindi, per
scoprire questo settore, davvero
poco noto, in cui si ripercorre la
storia del Teatro di San Carlo e del
San Carlino attraverso stampe,
dipinti, bozzetti, scenografie,
disegni, sculture e manoscritti
provenienti, tra l’altro, dal Fondo
Nicolini. Dalla sala è possibile
godere di un panorama a 360°
della città di Napoli. Insomma: una
passeggiata nella cultura e nel
bello. Fino al 29 gennaio 2013.
CHIAIA MAGAZINE • DICEMBRE 2012
NINa, Nuova
Immagine
Napoletana, è la
mostra promossa
dal Pan, in via dei
Mille, in
collaborazione con
l’Accademia di
Belle Arti,
visitabile fino al 13
gennaio 2013. Si
tratta di un
interessante
progetto che ha
l’obiettivo di far
conoscere i
giovani artisti
partenopei che si
formano
nell’Accademia.
Tra gli 84 lavori in
esposizione, ha
riscosso
particolari
consensi l’opera
"Auspicium
Fernova" (in foto a
destra) dell’artista
Michelangelo
Della Morte in cui
ben si esprime il
suo stile
figurativosimbolico
contemporaneo.
Occhio di riguardo
‘800 a Capodimonte
«Ottocento “privato” a Capodimonte»:
questa la nuova sezione appena inaugurata al pubblico presso il celebre museo
collinare. L’inedito percorso è stato allestito in alcuni ambienti del piano ammezzato sul fronte meridionale della reggia
cui si accede attraverso il suggestivo
scalone esagonale: le sale interessate
erano gli spazi privati della corte all’epoca dei sovrani Borbone e Savoia.
getti d’arredo, suggerisce ai visitatori
una dimensione più intima, lontana dalla
maestosità degli ambienti di rappresentanza dell'Appartamento Reale al piano
nobile della Reggia. La nuova sezione
completa la selezione di opere dedicate
all’Ottocento, esposta attualmente nelle
sale al 3° piano del museo, il cui nucleo
centrale si riallaccia al proposito, nato
subito dopo l'Unità d'Italia, di istituire a
Capodimonte una «Galleria di Arte moderna», destinata ad ospitare opere di
L’intervento attuale, in realtà un riallestimento integrale degli ambienti, valorizza
il fascino ottocentesco degli spazi, con
vista sul parco, sulla città e sui cortili
monumentali del museo. La nuova risistemazione, che ha riguardato oltre 200
opere tra dipinti, sculture, tessuti e og-
artisti viventi. Con questa iniziativa si
conclude il programma di riordino delle
collezioni storiche del Museo. Il progetto
«Ottocento “privato” a Capodimonte» è
firmato dalla Soprintendenza Speciale
per il patrimonio storico, artistico e per il
Polo museale della città di Napoli. (m.t.)
ARTE
Eventi
In mostra
i ricordi
di Iole
L’artista
napoletana Iole
Cilento espone
le sue opere fino
al 30 gennaio 2013
al «Chiaja Hotel
de charme»
(via Chiaia 216)
AL CHIAJA HOTEL DE CHARME
CONTINUANO LE LETTURE
POETICHE E SI INAUGURA
«ANTISOUVENIR OF NAPLES»
Armando Yari Siporso
U
n programma culturale
degno di un museo. Nella
antica dimora del Marchese
Nicola Lecaldano Sasso La Terza,
oggi sede dell'hotel «Chiaja de
charme», la cultura sarà di casa per
tutta la stagione invernale.
A dicembre si parte con «Poetè»,
ciclo di letture poetiche
accompagnate da tè e biscotti, che
dal 2009 trova spazio nel salottino
dell'hotel, ormai punto di
riferimento di manifestazioni
culturali ed eventi artistici del
quartiere. La programmazione dl
mese è cominciata con la
presentazione di «Poesie 1975 2012», il nuovo Oscar Mondadori di
Novità
Scorci
insoliti di
Napoli
ROBERTO DI BIANCO
SCOPRE UNA CITTÀ INEDITA
GIOCANDO CON FOTO,
SCULTURE E PAROLE
Franco Buffoni. Il 20 è stata la volta
di Luca Ariano e Carmine De Falco
che, con Stelvio Di Spigno, hanno
presentato i propri lavori e
discuteranno sulla vitalità della
poesia nell'Italia contemporanea.
L'incontro del 16 gennaio sarà
invece dedicato a «Tienimi per
mano», opera del noto showman
Fabio Brescia, vincitore della XVI
edizione del premio Domenico Rea.
Far entrare la lettura in un albergo è
l'idea di successo di Pietro Fusella proprietario e direttore dell'hotel
"Chiaja de charme"- che, con
passione, ha lanciato questo
progetto di fusione tra arte ed
ospitalità.
«L'idea è nata quasi per caso,
discutendo con l'amico Claudio
della mostra «AntiSouvenirs of
Naples», che vedrà esposte fino al
30 gennaio le opere originali
dell'artista napoletana Iole Cilento.
«L’antisouvenir è un oggetto d’arte
che aiuta a ripensare la memoria
della città in maniera non
oleografica» - spiega l'artista
motivando così la sua scelta di
raccontare Napoli mischiando la
materia pittorica ai reperti di vita
privata dei bisnonni: lettere e foto,
ma anche bottoni di osso, schegge
di porcellana, chiavi e merletti fatti
a mano.
Tutte le iniziative e gli incontri
culturali del «Chiaja Hotel de
charme» sono ad ingresso gratuito e
si svolgono nel «salotto» dell'hotel
in via Chiaia 216.
scelto come soggetto,
per questa occasione, la
sua città. In particolare,
gli angoli non tradizionali: tetti di palazzi, scale con lampioni e quant’altro ha attirato la sua
attenzione. Sono scorci
suggestivi “intrappolati” in scatti fotografici in
bianco e nero, come li
ha definiti Laura Iasiello,
curatrice della mostra.
Su queste fotografie in
vari formati l’artista ha
dato libero sfogo al suo
estro, giocando con
smalti, resine e olio, unendo colore e
frasi in inglese arcaico. Ne risulta un
contrasto cromatico che colpisce l’occhio e lo cattura nella lettura di quei
pensieri lapidari frutto di impulso e di
irrazionalità, alla maniera romantica.
Anche le sue sculture sono figlie di Napoli. Si tratta di oggetti della città, in
pietra o legno, riciclati e riadattati con
esiti sorprendenti. La sperimentazione su tecniche, materiali e superfici
sempre nuove fa parte del suo stile, maturato dopo anni di studio e di confronto con la scuola contemporanea
americana durante i corsi alla “School
of Art of San Francisco”.
The Bay of Naples è il
titolo della mostra personale di Roberto Di
Bianco inaugurata il 5
dicembre e visitabile
fino al 31 gennaio alla
galleria Nothing Else
Contemporary Art di
via Alabardieri. Protagonista, nella sua carriera artistica, di performance live, esposizioni e mostre, personali e collettive, a Napoli e in altre città come Bologna e Roma,
Roberto Di Bianco ha
ROCK PICCANTE
Originario di Praia a
Mare, Emiliano Cirillo, 33
anni, dopo aver
girovagato per mezza
Europa e visitato i musei
delle principali città
europee e italiane, oggi
vive a Diamante, paesino
rinomato per il festival del
peperoncino e per le sue
spiagge e le sue scogliere.
Risultato: una mostra
intitolata «Peperoncini
Rock», immagini sparse di
cultura pop condite di
ironia e leggerezza nel
segno del noto esplosivo
ortaggio piccante. Fino al
27 dicembre al locale
Finelli della necessità di dare una
risposta allo sconforto culturale (e
non solo) nel quale versava la
Napoli del 2009 - spiega Fusella - e,
a distanza di 4 anni, posso dire che
l'iniziativa si è radicata quasi
spontaneamente tra le attività della
struttura. Con gli incontri della
rassegna "Poetè" - continua Pietro
Fusella - non facciamo altro che
aprire uno spazio culturale di cui,
evidentemente, in città si sentiva la
necessità. Uno spazio
particolarmente apprezzato dai
clienti del nostro albergo che ci
scelgono anche per la nostra voglia
di puntare sulla napoletanità e sulla
sua cultura».
Uno spazio che si è arricchito, dal
14 dicembre, con l'inaugurazione
Kestè (via S. Giovanni
Maggiore Pignatelli).
Infotel 081.5513984
ROSAS TRILOGY
Conferma le sue
credenziali di pura
avanguardia la Galleria
Umberto Di Marino (via
Alabardieri 1), ospitando,
nei propri ambienti, fino
al 16 febbraio 2013, una
performance decisamente
atipica: si tratta di «Rosas:
the trilogy», opera lirica in
3 atti, firmata da
Marinella Senatore,
concepita appositamente
per lo schermo. Il lavoro,
realizzato dall’artista
coinvolgendo nell’arco di
un anno un cast di oltre
20mila partecipanti in tre
paesi europei, è stato
prodotto da differenti
istituzioni internazionali.
Infotel 081.0609318
MIRANDA
Vittorio Miranda, ovvero
la pittura a 24 carati. «Sul
VIVIANA GENOVESE
fronte della Figura
Umana. Antologia 2001 2012» è il titolo della
personale che fino al 7
gennaio 2013 tiene banco
negli spazi del Maschio
Angioino. In mostra
dipinti in cui il corpo
umano è assoluto
protagonista.
Le figure realizzate
dall'artista, pur
apparendo statiche o
immerse nel sonno,
esprimono un implicito
potenziale a interrompere
la loro attesa e prendere
vita per continuare le
attività sospese, per
vestirsi, camminare,
lavorare, amare.
CAPUZZELLE
Ricordate le Capuzzelle,
incastonate 10 anni fa in
piazza del Plebiscito da
Rebecca Horn? Quella
performance, intitolata
«Spiriti di madreperla» e
ispirata ai teschi del
Cimitero delle Fontanelle,
che la tradizione
napoletana identifica con
le anime del purgatorio, è
ancora viva nella fantasia
dell’artista tedesca. È così
tornata sull’argomento,
riletto in chiave pittorica,
con la mostra «Capuzzelle
Karte 2012», ospitata fino al
19 gennaio 2013 allo Studio
Trisorio.
CHIAIA MAGAZINE •DICEMBRE 2012
(29)
LIBRI&LIBRERIE
LIBRIDINE
Aurora Cacopardo
Saggio
Le passioni
di una rivista
illuminata
PADRE BACCO
VIAGGIO NEL
MITO ETILICO
FRANCESCO D’EPISCOPO RICOSTRUISCE,
IN UN SAGGIO EDITO DA TULLIO PIRONTI,
LA VITA LETTERARIA DEL PERIODICO
BIMESTRALE «LE RAGIONI NARRATIVE»
legati, Compagnone e Incoronato si somigliavano
È il 1960. Il Paese si è lasciato il dopoguerra alle
molto nel segno di quell’“acutezza”, tipica di un
spalle e, con i suoi equivoci e le sue contraddizioni,
certo illuminismo meridionale (…) Domenico Rea
comincia ad accelerare il passo. A Napoli un gruppo
faceva storie a sé, ma era il più parlatore ed
di scrittori fonda la rivista letteraria “Le ragioni
estroverso». Tutti «intellettuali disinteressati», che nel
narrative”, un opuscolo bimestrale che avrà vita
breve, ma intensa. Su quelle pagine, incorniciate per riempire pagine di letteratura, miravano a
«combattere un ideologismo troppo rigido e
i primi sette numeri da una copertina giallo intenso,
schematico», per rinsaldare l’alto valore morale e
scrivono Domenico Rea, Michele Prisco, Luigi
sociale della narrativa, in un
Incoronato, Gian Franco Vené,
momento storico complesso, in cui
Mario Pomilio e tante altre firme
le “ragioni” della letteratura italiana
prestigiose. Da quel 1960 sono
e straniera avevano «un volto
passati cinquant’anni, ma le loro
estremamente incerto e
parole frutto di onestà
inquietante». Effetto, secondo
intellettuale e impegno critico,
l’autore, di una «progressiva
vivono ancora nell’antologia “Le
disumanizzazione del mondo e
ragioni narrative”, curata da
dell’arte». In quest’ottica, la rivista
Francesco D’Episcopo (nella foto
nasce dalla fiducia in una letteratura
in alto), docente alla Facoltà di
che abbia come fulcro l’uomo, i suoi
Lettere e Filosofia dell’università
problemi, la sua morale. E così sulle
“Federico II”, ed edita da Tullio
pagine de “Le ragioni narrative”, Rea
Pironti, lo stesso che aveva
e Vené si interrogavano sul
promosso la nascita e la
significato del neorealismo, Prisco
diffusione della rivista. Una
discuteva della corrente del
raccolta che, come scrive l’autore,
nouveau roman, Pomilio entrava
«rappresenta il coraggioso
nel dibattito sulle forme del
tentativo di un confronto, che
linguaggio della narrativa italiana.
diverrà incontro ma anche
LE RAGIONI
La rassegna intessuta da D’Episcopo
scontro, con tutto ciò che
NARRATIVE
è quindi frutto della volontà di
narrativamente accadeva in Italia
«rilanciare e riproporre – spiega il
e in Europa, al fine di una
Francesco D’Episcopo
professore – il contributo, serio e
riflessione (…) sugli scenari che
Tullio Pironti Editore
onesto, di intellettuali impegnati sul
il grande teatro del racconto
286 pagine
fronte di una cultura militante,
spalancava a chi, a livello
libera da pastoie accademiche,
creativo e critico, vi era dentro».
estetizzanti, ideologizzanti». E con
Sulla copertina del libro, una
fotografia in bianco e nero, “ritaglio” di una riunione abile maestria riesce a catapultare il lettore nei
dodici mesi di vita di una rivista per cui, forse,
della vivace redazione che operò all’ombra del
l’unica “colpa” fu quella di essere nata in una città,
Vesuvio fino al 1961. Ci sono quasi tutti i “pilastri”
Napoli, «nella quale sono condannate a morire le
della rivista. E di ognuno di loro D’Episcopo dipinge
un profilo che impreziosisce ulteriormente il tessuto migliori iniziative per una sorta di strana malattia».
del libro: «Prisco e Pomilio erano particolarmente
LIVIA IANNOTTA
Altri libri
LA CHIRURGIA
ESTETICA
RACCONTI
IN CUCINA
G. Sito - A.P. Merone
Springer Edizioni
V. Digilio - G. Russo
Adriano Gallina Editore
La nascita del mito
della bellezza si perde
nella notte dei tempi.
Uomini e donne che
aspirano ad
assomigliare al
bell’Achille o alla
splendida Afrodite
possono oggi essere accontentati. Il volume è
una sorta di guida pratica per coloro che
intendono avvicinarsi alla chirurgia estetica.
Ritocchi e lifting, con le principali tecniche e i
metodi meno invasivi, promettono un futuro
molto più affascinante. (l.r.)
(30)
CHIAIA MAGAZINE • DICEMBRE 2012
Il ricordo si disperde in
cucina. Ventiquattro
racconti portano
direttamente ad
altrettante ricette. Non è
un libro di cucina come
tanti, ma un “assaggio”
della vita dei due autori
attraverso storie che si mescolano tra passato e
presente, tra il piacere dell’allegria condivisa a
tavola e il profumo di un buon piatto. Alcune
ricette hanno il pregio dell’originalità
nonostante il “sapore” del tempo andato e
possono piacere anche ai più giovani. (l.r.)
L'oggetto del saggio
«Padre Bacco» (Iuppiter Edizioni, 10 euro) di
Vincenso Petitto e
Fulvio Sellitto è il vino,
Gli autori sottolineano
subito l'esistenza di
numerosi tipi di vino le
cui proprietà fisiche e
chimiche variano in
relazione alla qualità
dell'uva, alla natura del
terreno, al clima, al
trattamento del mosto,
all'uva stessa. Inizia,
così, un lungo viaggio
che il vino e l'uomo
compiono nella letteratura e nella storia
della medicina dalle
origini ai nostri giorni.
Il vino, ci narrano gli
autori, assunse particolari funzioni rituali
nelle religioni dell'area
mediterranea dove
venne prodotto in
abbondanza. Oltre ad
essere una delle bevande sacrificali, per le
sue proprietà di forza
ed inebrianti, assunse
particolare importanza
nei riti orgiastici. Infine
venne divinizzato,
numerose le feste
associate alla vendemmia. I romani celebravano le feste Vinalia
legate alla vendemmia
e all'inizio del vino
nuovo. Omero presenta la vendemmia in
una scena dello scudo
del piè veloce Achille,
nell'Iliade la vendemmia è accompagnata
dal canto. Anche
Virgilio descrive la
vendemmia nel Il libro
delle Georgiche. Ciò
che è particolarmente
interessante è che
nella Bibbia il profeta
Isaia canta l'amore e la
fedeltà di Dio attraverso il simbolismo di una
vigna ed infine nel
Cantico dei Cantici, il
più grande testo
d'amore, attribuito a
Salomone leggiamo:
"Mi ha condotta nella
casa del vino/rianimatemi con cedri/sono
malato d'amore
io!/Prendete le piccole
volpi che devastano le
vigne:/ le nostre vigne
sono in fiore!"
Emerge il profilo degli
autori attraverso
alcune tematiche:
l'importanza della
natura guardata con
intenzione etica ed
estetica, i vasti richiami alla problematica
religiosa cui si aggiungono motivi trasversali
come il terna del
viaggio condotto per
luoghi e tempi della
memoria, una nozione
di attualità del reale
dilatata dalle reminiscenze ed infine la
convinzione che la
natura conduce alla
letteratura.
Il ritratto complessivo
che viene fuori è quello
di studiosi attenti che
hanno fatto ricorso al
saggio - storico - narrativo sia per diletto sia
per metodo di ricerca
frutto di una comune
passione.
È interessante aver
colto attraverso i loro
scritti, come per molto
tempo, dopo la scuola
Eleatica di Parmenide,
il pensiero filosofico
abbia contrapposto la
natura e l'uomo in un
dualismo irriducibile,
per cui la materia ben
distinta dallo spirito,
perse importanza e
venne considerata una
forma passiva soggetta
alle forze spirituali e
governata da esse.
Diciamo pure che la
scienza moderna
sottolineò questa
concezione nelle
indicazioni meccanicistiche, cartesiane e
newtoniane le quali
ritenevano la natura
come un mondo
esterno da assoggettare e sfruttare.
Solo da poco la nostra
cultura ha cercato di
eliminare il contrasto
ritornando alle posizioni antiche della
filosofia greca e, naturalmente alle teorie dei
due autori. In effetti si
può ritenere che la
ricongiunzioni delle
due polarità contrapposte da secoli, l'essere
e il divenire, considerate dopo Aristotele
insostenibili come
unità, invece appaiono, oggi, come la sola
la possibilità che
l'osservatore non stia
fuori da ciò che è
osservato e quindi non
essere sottoposto a
menomazioni dalla
unione con la natura,
ma essendo egli stesso
natura, non debba
soffrire alcun annullamento di se stesso e
nessuna caduta o
perdita della propria
identità.
LIBRI&LIBRERIE
Eventi
Novità
La luce
indomita
di Claretta
Neapolis
GLI ULTIMI GIORNI DI MUSSOLINI
E DELLA PETACCI RICOSTRUITI
NEL DIARIO DI GUNTHER LANGES
CURATO DA NICO PIROZZI
del 1943 alla primavera del 1945, da
Grazie al rigore dello storico, alla
lucidità del saggista, alla curiosità del addetto ai lavori, ebbe cura di annogiornalista- qualità che ne connotano tare l’inesorabile ultimo atto di un
regime. E, con questo ultimo atto, il
l’inconfondibile impegno - anche
stavolta Nico Pirozzi riesce a proporci dramma umano e sentimentale che,
in quei giorni, unì in un tragico coun libro di grande interesse storico e
mune destino questa leggendaria
umano dal titolo: Auf Wiedersehen
coppia, la cui passione d’amore
Claretta. Il diario dell’uomo che
continua a riservarpoteva salvare
ci nuove e sorprenMussolini e la
denti particolari.
Petacci (Edizioni
Intanto per renderCentoAutori). Pagisi conto del rigore
ne di straordinaria
che Pirozzi ha
intensità descrittiva
posto nella cura del
su uno dei periodi
libro, bisogna
più drammatici e
leggere attentatragici della storia
mente la introdunostra e della Gerzione di “Auf Wieemania, che portano
dersehen Claretta”,
alla luce significatiun capolavoro di
ve testimonianze,
confidenze e di
fino ad oggi sconoconsiderazioni, in
sciute, o appena
cui il curatore - nel
sfiorate da dicerie
rivelare con grande
benevoli o malevoli,
sincerità di mostrasecondo i punti di
re fastidio se non
vista, la varietà degli
Auf Wiedersehen Claretta
disagio nel doversi
approcci. Tutto
fare divulgatore di
nasce da un lontaGunther Langes
un’opera che porta
no e prezioso “dat(a cura di Nico Pirozzi)
il nome di un nazitiloscritto”, di cui
Cento Autori Edizioni
sta - alla fine, con la
Pirozzi è venuto in
175 pagine
sovrana limpidezza
possesso, opera di
di uomo di forte
Gunther Langes,
spessore culturale
scrittore giornalista
quale è, fa valere le supreme ragioni
austriaco, che, trovandosi a organizzare assieme al generale tedesco della della conoscenza su tutte le altre
miserie o nefandezze, riscattate dal
SS Karl Wolf il primo furtivo incontro
dovere di verità, che egli chiama
tra Mussolini e la sua amante Claretcuriosità. Prende così corpo una
ta, a Villa Feltrinelli, in quel di Garcoinvolgente narrazione, la cui tradugnano sul lago di Garda, dall’estate
zione ha trovato nella supervisione di
Pirozzi riscontri fedeli e illuminanti,
essendo lui, come pochi, conoscitore
di quegli anni di ineguagliabile spessore storicistico. Rispetto al vecchio
lugubre titolo, che ne avrebbe voluto
dare il suo diarista Gunther Langes, il
nuovo “Auf Wiedersehen Claretta” a
cura di Pirozzi già nel segno di un
saluto di una pietosa e sempreviva
memoria si dispone a “illuminare di
una luce chiarissima il ritratto di una
donna che il mondo ha dipinto di
toni cupi”. “Era bella e all’apparenza
fragile, Claretta - racconta nel prologo l’autore Langes -. Quando la conobbi restai folgorato dal colore della
sua pelle chiara e dalla profondità e
dalla fierezza del suo sguardo di
donna mediterranea. Coraggio e
tenacia non le mancavano. Ma a
colpire era, immediatamente dopo
averla conosciuta, la sua personalità.
Forte. Talmente indomita da far
breccia anche nella ruvida scorza di
Mussolini”. Delicate parole che
basterebbero da sole a farci immaginare la sorprendente riscoperta di
questa donna, di cui erano tali fascino e attrazione da far dire al diarista:
“Spesso mi chiedo se agendo in
tempo, quando c’era ancora la possibilità di raggiungere il confine svizzero attraverso l’Alto Adige, avrei potuto salvarli…” Continuiamo a chiedercelo anche noi; nell’attesa di venirne
a capo, vi invitiamo a leggere questa
nuovissima Claretta, per concludere
che la grande storia è frutto anche di
trascurabili particolari.
ALDO DE FRANCESCO
LA LIBRERIA DEL TIFOSO
NUMERI AZZURRI (di Mario Improta)
Frilli Editore (2012)
Interessante e vibrante libro per i tifosi
napoletani quello che
Mario Improta ha
scritto e pubblicato
per Frilli Editore.
S’intitola «Numeri
azzurri» (336 pagine,
14,90 euro, 2012) e
racconta gioie, dolori,
vittorie, tonfi e rinascite del Napoli, risultato per risultato,
formazione per formazione, numero per
numero. Un volume
documentatissimo
che ricostruisce tutti i
primati e i record
della squadra azzurra
e dei suoi protagonisti, dal 1926 fino ad
oggi, corredando
questa formidabile
cronaca con le schede
fotografiche di tutti i
giocatori e di tutti gli
allenatori. Uno dei
pregi del libro è anche
quello di mettere
insieme gli aneddoti
più accattivanti di
ogni stagione sportiva
attraverso racconti e
titoli di giornale. Un
libro utile per appassionati ed addetti ai
lavori oltre che per
tutti coloro che amano la squadra azzurra.
Le statistiche sono
aggiornate fino al 31
gennaio 2012.
GIUSEPPE MONTANINO
Diego Armando Maradona, il numero «10»
del Napoli delle meraviglie
Studioso della vita artistica napoletana antica e moderna, Aurelio
De Rose ha collaborato e collabora con quotidiani, riviste letterarie e culturali, con interventi di
storia del costume e critica
d'arte. Proprio da alcune sue collaborazioni col Roma, nasce il
suo ultimo libro “Neapolis”, presentato al circolo Posillipo a dicembre. Si tratta di una raccolta
di aneddoti riferiti a personaggi e
fatti accaduti nell’arco di vari secoli della storia di Napoli che De
Rose ha pubblicato periodicamente sul quotidiano, e che ha
poi ampliato e raggruppato in un
unico testo. Una storia di duemila
anni, fino al passato secolo, raccontata attraverso episodi curiosi
e spesso poco conosciuti. Il lettore avrà quindi modo di rendersi
conto di quanti e quali personaggi sono stati alla ribalta di
quella che fu una "nazione" ma
anche di quei tanti che, per cultura, sono stati parte integrante
di essa. Assieme alle storie vere,
a personaggi, eventi e fatti di cronaca, sono anche citate le vere o
false leggende che ruotano intorno alla città.
Come riporta De Rose stesso
nella nota, «sono piccole “côtes
de l’histoire”; vicende di una società che ha mostrato, da sempre, storicamente, nel bene e nel
male, tutta la sua particolare e
straordinaria vitalità». (m.t.)
’O Presebbio
Lo spirito natalizio, a Napoli, ha
origini antiche. Simboli di questa
solennità il presepe napoletano
"o' Presebbio", gli zampognari, la
tombola e il menu di Natale. Saranno questi i protagonisti di due
eventi speciali, che si terranno
venerdì 21 e sabato 22 dicembre,
allestiti nel suggestivo scenario
della chiesa di Santa Croce al
Mercato, e organizzati da Luigi
Rispoli e da Umberto Franzese,
coordinatore dell’AIGE. Oltre all’aspetto religioso, il presepe napoletano è il luogo dove sacro e
profano, spiritualità e vita quotidiana, preghiera ed ironia convivono, come solo a Napoli è
possibile. Ne approfondiranno il
significato Franco Lista e Giuseppe Aprea dell’“Associazione
amici del Presepe”. Sul banchetto della festa un incontro con
tre invitati d’eccezione, Fabrizio
Mangoni, urbanista e storico
della cucina, Germana Militerni
Nardone, storica della gastronomia, il giornalista Nicola Muccillo. Conduce Fiorella Franchini.
Interverranno Benedetto Casillo,
Enzo Fischetti, Claudio Pellone.
Interludi poetici di Enzo De Simone, Patrizia Pugliese e Maria
Grazia Renato; intermezzi musicali di Natalia Apolenskaya, Luca
Nasti, Manuela Papa. (l.b.)
CHIAIA MAGAZINE • DICEMBRE 2012
(31)
LIBRI&LIBRERIE
Del Tufo, cronista fantathriller
Livia Iannotta
Una Napoli misteriosa, un
filo rosso-sangue che intreccia passato e presente e un
segreto inconfessabile. C’è
tutto questo nel romanzo
«Verrà cantando il sangue»
(Rogiosi Editore) di Vittorio
Del Tufo, giornalista napoletano, capocronista de “Il
Mattino” dal 2008 al 2011,
attualmente redattore capo
centrale del maggior quotidiano del Mezzogiorno.
Di cosa parla il suo libro?
Al centro del romanzo c’è un
grande mistero della Napoli
medievale legato al sangue di
San Gennaro, attorno al quale
ho fatto ruotare personaggi
realmente esistiti accanto ad
altri di pura fantasia e del
quale offro una soluzione in
chiave romanzata. Una parte
del racconto è ambientata nel
Medioevo e si apre con l’omicidio di un alchimista nella
Napoli del 1389. L’altra si
svolge ai giorni nostri, più
precisamente negli anni ’80, e
parte dall’omicidio di uno
scienziato milanese venuto a
Napoli per studiare il famoso
sangue. A indagare sulla
vicenda è un giovane cronista
napoletano all’alba della sua
carriera, che si imbatte nell’omicidio fino a scoprire
qualcosa di delicato, scabroso. Nella struttura del romanzo si susseguono perciò un
capitolo ambientato nel
passato e uno nel presente,
ricostruendo due vicende che
si snodano parallelamente,
ma che alla fine convergono
verso un’unica soluzione. In
un continuo gioco di rimandi
tra passato e presente.
«Oggi attira il
rapporto tra mito e
realtà. Napoli è
una città in cui questi
due aspetti spesso
si fondono dando vita
ad un impasto
affascinante.
Il mistero del sangue
di San Gennaro
ne è un esempio»
Crescono gli scrittori che si
cimentano nel genere noir
per parlare di Napoli. Come
lo spiega?
Penso che a Napoli sia fiorita
negli ultimi anni una vera e
propria scuola legata al genere giallo. Il successo di Maurizio de Giovanni ne è la prova.
Nel mio caso si tratta più di
un fantathriller storico. Mi
sono divertito a prendere in
prestito alcune vicende
storiche realmente accadute
e a contaminarle con un
intreccio narrativo basato
sulla fantasia. Credo che
quello che attiri molto in
questo periodo sia il rapporto
tra mistero e realtà. E Napoli
offre tantissimi spunti, perché in essa mito e realtà
spesso si fondono e danno
vita ad un impasto misterioso
e affascinante. Ne è un esempio lo stesso mistero del
sangue di San Gennaro.
Quanto incide il lavoro di
giornalista su quello di
scrittore?
Incide innanzitutto per la
forma narrativa, che appare
molto veloce, snella. All’apparenza il meccanismo di
doppia ambientazione po-
Ascoltando i Respiri di Luna
PRESENTATA AD OTTAVIANO LA SILLOGE
POETICA DI FRANCESCA COPPOLA
Ad Ottaviano, lo scorso
9 dicembre, nella sede
del circolo culturale
«Principe d’Ottajano» si
è svolta la prima presentazione del libro di
poesie «Respiri di Luna»
(Arduino Sacco Editore)
della giovanissima
Francesca Coppola,
classe ’89 laureanda in
Lingue culture e lettera-
(32)
ture moderne europee
presso l’Università degli
studi di Napoli «Federico II».
L’evento è stato organizzato dall’associazione «Agorà-Incontriamoci in piazza» dal
2009 impegnata nel
territorio ottavianese.
All’incontro hanno
partecipato Michele
CHIAIA MAGAZINE • DICEMBRE 2012
Saggese presidente di
«Agorà», Arduino Sacco
presidente della «Arduino Sacco Editore»,
Monica Casillo, socio di
«Agorà» e moderatrice
dell’incontro, Alessandra Troiano socio fondatore dell’associazione
«Luoghi dell’Anima» e
Lino Ranieri presidente
del circolo culturale
«Principe d’Ottajano».
«Respiri di Luna» può
definirsi un viaggio
emozionale dell’anima
trebbe sembrare complesso,
ma ho voluto utilizzare una
forma narrativa veloce con
successione di capitoli brevi,
per dare ritmo alla struttura
del romanzo. Tutto questo è
stato però possibile solo
grazie alla scrittura giornalistica che mi ha accompagnato per tanto tempo. Ho saccheggiato nei ricordi, prendendo in prestito volti, sensazioni, atmosfere, sapori che
ho incrociato all’inizio della
mia carriera. Non a caso il
«Mi sono divertito
a prendere in prestito
episodi del passato
realmente accaduti,
immaginando
che continuassero
nel presente.
Il mio mestiere
di giornalista mi ha
aiutato per la scelta
della forma narrativa»
protagonista del libro, nella
parte ambientata ai giorni
nostri, è proprio un giornalista agli esordi della sua carriera. Mi è piaciuto immaginare non tanto me stesso,
quanto una generazione di
giovani cronisti alle prime
armi, che negli anni ‘80 si
sono affacciati a questo
mestiere con entusiasmo e
magari anche un po’ di disincanto, e che si sono trovati ad
affrontare vicende intriganti.
Quali sono i modelli a cui si
ispira nella scrittura?
Per quanto riguarda lo stile,
gli scrittori americani degli
anni ’80, i cosiddetti minimalisti. Mi sono riallacciato poi
al filone che cerca di recuperare vicende sepolte nel
passato, dando però loro una
attualità, creando contaminazioni tra passato e presente. Come nei famosi e inimitabili “Angeli e demoni” o “Il
codice Da Vinci”, in cui l’autore si diverte a giocare col
passato, immaginando che
continui a produrre effetti nel
presente. A me questo escamotage piace molto. E nel
mio piccolo ho cercato di fare
la stessa cosa.
attraverso i diversi moti
della vita paragonabili a
quelli della Luna stessa
e sicuramente la giovane età della scrittrice ha
contribuito a rendere le
liriche ancora più intense e passionali.
Dopo sei mesi trascorsi
a Barcellona, la Coppola ha deciso di mettere
insieme le sue liriche,
ma l’interesse per la
poesia era nato in lei
già da bambina e poi
all’università si è rafforzato grazie allo studio
della letteratura, in
particolar modo di
quella straniera. La
silloge poetica raccoglie
quarantadue componimenti che l’autrice, nel
corso della presentazione ha definito «molto
autobiografici». Infatti
le poesie raccontano la
sua passione per la
“femminea” Luna, del
periodo vissuto in
Spagna, di un gatto dal
«musetto di pesca»,
dell’amore, dell’amicizia, del sentimento del
«ricordo» e della scrittura definita «dea dell’intelletto».
LUCIANA RANIERI
PERSONAGGI
Nicola Gardini
e quel favoloso
mondo di Amelia
LO SCRITTORE MOLISANO, DOCENTE DI LETTERATURA A OXFORD, HA
PRESENTATO A NAPOLI IL SUO ULTIMO ROMANZO, VINCITORE DEL «VIAREGGIO»,
IN CUI LA PROTAGONISTA È ALLA RICERCA DELLE PAROLE PERDUTE
Enza Silvestrini
L
e parole fluiscono sicure, scelte con attenzione, corrono
immediate attraverso saperi e
passioni consolidate dal tempo ad incontrare l’altro: il lettore, l’ascoltatore. Nicola Gardini, molisano, classe ‘65, è
docente di letteratura a Oxford, saggista, traduttore, poeta, narratore, umiltà e acume.
Lo incontro a Napoli in occasione della presentazione del
suo ultimo romanzo «Le parole perdute di Amelia Lynd»
(Feltrinelli, 2012) col quale ha
vinto il premio Viareggio e il
Zerilli Marimo City of Rome.
«Le parole perdute di Amelia
Lynd» racconta la storia di
Chino, un ragazzo che, nella
Milano degli anni 70, si affaccia alla vita attraverso due potenti figure femminili. Da un
lato la madre Elvira, la portinaia del caseggiato di via Icaro, in bilico tra i suoi sogni di
riscatto sociale e la reale meschinità dei condomini, dall’altro Amelia Lynd, una donna che ha consacrato tutta la
sua esistenza all’amore per la
parola attendendo a un’opera meravigliosa: il vocabolario.
Che cosa si perde davvero
quando si perdono le parole?
Si perde memoria; si resta con
un penoso vuoto, ci si disorienta. Molti perdono le parole, non solo i malati mentali
(cosa che ho descritto nel mio
precedente romanzo, «Lo sconosciuto»); anche molti giovani, molti adulti, che magari
manco si accorgono della perdita. La mia protagonista ha
perduto fede nella sua fede,
nella capacità di definire i significati in modo univoco e
universalmente chiaro. È una
cosa diversa, ma certo altrettanto dolorosa che l’incapacità di comunicare, soprattutto se la tua vita si è fondata
sull’ideale opposto.
Con questo libro, lei ha vinto
lo scorso settembre il premio
Viareggio, uno dei premi letterari italiani più antichi e
prestigiosi. Che cosa ha significato?
È stato molto bello vedere capito il mio lavoro; entrare in
una tradizione di scrittori che
hanno fatto molto per la società italiana attraverso i loro
libri. Io, per il poco che le mie
forze mi consentono di compiere, scrivo appunto per il
bene della gente, degli italiani. Il Viareggio ha fin da subito premiato l’impegno letterario e quello etico congiunti.
Mi sono sentito molto onorato, tanto più che il premio Viareggio si mantiene onesto e rigoroso.
Di Nicola Gardini colpisce
anzitutto la versatilità: collaborando con editori storici
lei spazia con grande competenza, dalla saggistica alla
traduzione, dalla prosa alla
poesia. Dove si sente più a casa?
Io mi sento a casa un po’ dovunque, nella scrittura come
nella geografia o nel parlare
varie lingue. Scrivere, per me,
non è dividermi tra cose diverse. Ma, attraverso la diversificazione, cercare di diventare quanto più unitario io
possa. Saggio, romanzo, poesia o traduzione – ciascuno è
me, ciascuno è per me una
forma di critica. Ognuna con
le sue necessità e le sue richieste. Ma alla fine si tratta
sempre di una forma di concentrazione, di studio, di ca-
“
pire dove si esprimono i pensieri e le passioni e come nascono e rispondono le azioni.
I pensieri e le passioni li puoi
indagare e rappresentare attraverso più maniere… Non
saprei scegliere. Il piacere è
grande in ciascun campo; le
difficoltà diverse… Ultimamente mi sento più attratto
dalla narrativa, in cui si assommano più naturalmente i
miei vari interessi: l’osservazione degli altri, le numerose
possibilità della parola (dal
dialogo all’interiezione alla riflessione al momento lirico), il
confronto con la tradizione e
gli adorati modelli, nostrani e
no.
In Italia il sistema editoriale
soffre di un paradosso. Ogni
anno vengono pubblicati circa 60.000 libri. Nonostante le
vendite e i lettori siano in forte decremento, cresce il numero di pubblicazioni e il numero dei piccoli editori che
troppo spesso non hanno né
capacità imprenditoriali né
capacità di scouting e di editing. La maggior parte di
questi libri non arriverà mai
in libreria, ma intanto crea
un gran mare in cui anche i
buoni libri rischiano di affogare. Visto da fuori come appare questo sistema? Che
consiglio darebbe a un giovane autore? E a un giovane
editore?
Tanti tentativi, da un certo
punto di vista, sono segno di
vitalità, una vitalità forse un
po’ disperata; ma si tratta pur
sempre di qualcosa di apprezzabile. Il dilettantismo,
d’altra parte, è una condizione di molti, in tanti settori; e lì
non si possono dare né consigli né davvero avere un’opinione. Il caso fa molto; la de-
terminazione; la fortuna. I
piccoli editori comunque
hanno meriti enormi: sono i
più idealisti, i più coraggiosi.
Io devo molto a Sironi, per
esempio, che ha pubblicato le
mie prime due opere (oltre
che un saggio sul far poesia e
una piccola grammatica di latino). Anche le mie poesie sono uscite, sia con Einaudi che
con vari piccoli editori. Sono
molto grato a quelle esperienze, che mi hanno aiutato
a credere in me.
Il suo libro «I Baroni» (Feltrinelli, 2009) denuncia il nepotismo e il dispotismo imperante nelle università italiane. Ancora un paradosso:
le università contribuiscono
alla formazione e alla specializzazione di studiosi e di
figure professionali che poi
costringono a fuggire e a lavorare per università o centri
di ricerca esteri. Il suo è un
caso emblematico.
L’università è popolata di
gente malvagia, incompetente e irresponsabile, alla quale
la pigrizia di certi ha lasciato
acquistare molto potere. Certo, non tutti sono baroni. Ma
tacciono e subiscono. Chi è
giovane, se ha appena appena
il senso del tempo che passa,
cerca altrove la propria strada.
Io avevo un posto fisso e mi
sono licenziato. Tengo a precisarlo. Il mio libro non è nato dall’esclusione, ma dalla
partecipazione piena ed effettiva a quella realtà. Io ho
scelto di uscirne, avendo capito che là dove ero capitato
non sarei stato felice. Il danno
che la cosiddetta fuga dei cervelli procura al paese è enorme. Lo si comincerà a capire
molto presto. Come fa un paese ad andare avanti se perde le
L’università è popolata di gente malvagia, incompetente
e irresponsabile, alla quale la pigrizia di certi ha lasciato
acquistare molto potere. Bisogna combattere il baronato...
sue forze più fresche? Vedo
moltissimi giovani ridotti all’impotenza e alla disperazione dal baronato. Uno, di recente, mi ha scritto: Lo so che
io non ho colpa se non trovo la
mia strada; ma i baroni, gli infami, hanno la capacità di farmi sentire colpevole… Ecco
come va. Bisogna protestare.
Forse neanch’io l’ho fatto abbastanza. Vorrei poter scrivere ancora contro di loro.
In «Per una biblioteca indispensabile» (Einaudi, 2011)
lei traccia una mappa non
convenzionale della letteratura italiana facendo assaporare 52 (quante sono le
settimane dell’anno) classici
di una nazione che si è costruita per secoli attraverso
la cultura e la lingua e solo
con evidente ritardo e fatica
anche politicamente. È una
biblioteca indispensabile nei
diversi sensi dell’oggetto libro (estetico, etico, politico).
C’è qualche libro che vorrebbe aggiungere?
Altro che. Quei 52 libri sono
esempi di una biblioteca ideale sconfinata. Ci sono molti altri libri importanti. Aggiungerei «Gli occhiali d’oro» di Bassani, «Agostino» di Moravia,
«Il pasticciaccio» di Gadda, «Il
prete bello» di Parise, le «Rime» di Michelangelo, i «Ricordi» di Guicciardini, la «Vita nuova» di Dante… E parlo
di libri che più corrispondono
alla mia sensibilità… E poi ci
sono cose in latino stupende.
Le lettere di Petrarca, per
esempio… Ma ci sono anche
i libri cosiddetti stranieri. E le
opere degli antichi.
I suoi prossimi progetti?
Ho appena concluso una traduzione in versi di Catullo,
che uscirà la prossima primavera. A settembre uscirà anche il mio nuovo romanzo. E
ho in preparazione un saggio
sull’omissione. Ho anche
pronto un libro di poesie … E
vorrei raccogliere le mie traduzioni poetiche migliori.
CHIAIA MAGAZINE • DICEMBRE 2012
(33)
SOCIETÀ&COSTUME
Libri, cultura e turismo: sono questi i tre ingredienti della prima edizione
de «L’incantesimo del libro», la kermesse editoriale organizzata ad Agropoli
Il Cilento
volta pagina
Laura Cocozza
A
gropoli punta sul binomio
cultura - turismo e propone,
dal 28 dicembre al 3 gennaio «L’incantesimo del libro»
prima fiera organizzata dall’associazione «Gli occhi di
Argo» in stretta collaborazione con il Comune di Agropoli e l’Associazione operatori turistici. L’idea è di consorziare le associazioni e le
“forze artistiche” che operano sul territorio per raggiungere obiettivi comuni. Lo
scenario sarà quello della Palazzina polifunzionale in via
Pio X, dove già ora è in corso
la quinta edizione di «Agro-
poli in presepe». Per l’occasione l’Associazione Operatori turistici di Agropoli
(www.vacanze-cilento.com)
offre “pacchetti turistici” per
chi in questo periodo vorrà
visitare la cittadina comprensivi del biglietto ferroviario a/r per visitare Salerno
e le sue «Luci d’artista». Per
quanto riguarda «L’incantesimo del libro», la prima edizione vedrà la partecipazione di trentacinque case editrici e di altrettanti singoli autori. Sono previsti cinque
eventi al giorno, presentazioni, il “Fantastheatre”, reading, proiezioni, attività promozionali, per una “sette
giorni”che vuole promuovere la lettura come strumento
efficace per coltivare una coscienza critica personale e
collettiva. I temi portanti della Fiera saranno la letteratu-
Ud e poesia,
le corde
dell’Islam
Una serata di forte impatto
emozionale quella che ha visto
protagonisti, il 2 dicembre scorso
ad Avellino, presso la nuova sede
dell’associazione “I senzatempo”,
l’affascinante poetessa siriana
Maram-al-Masri, da sempre
impegnata per i diritti delle donne
e il maestro napoletano Salvatore
Morra (nella foto) che, con il suo
liuto arabo (‘ud) ha accompagnato
(34)
ra per ragazzi e la spiritualità, ma anche antropologia,
narrativa fantasy, storia delle religioni, astrologia, storia
e filosofie occidentali, new
age, antiche civiltà, tradizioni popolari, poesia. Sarà possibile trovare pubblicazioni
difficilmente reperibili nella
grande distribuzione e molte case editrici applicheranno uno “sconto fiera”. All’invito degli organizzatori sono
giunte risposte da tutta Italia:
dalle «Edizioni Saddai» di
Modena a «Iuppiter» di Napoli, dalle «Edizioni della Sera» di Roma a «Il Papavero»
di Avellino, dalle «Edizioni
Capone» di Torino a «WIP
Edizioni» di Bari, da «Guida»
di Napoli a «Camelozampa»
di Padova, per citarne alcune. Per info visitare il sito dedicato all’evento: www.incantesimolibro.blogspot.it
con morbide note le liriche
poetiche. Risultato: un
coinvolgente reading-concerto che
ha condotto il pubblico in un
viaggio originale tra le pagine e i
versi sapienti di una delle voci
“vive” più importanti della poesia
internazionale, accompagnandolo
sulle strade poco conosciute della
cultura araba col sottofondo
musicale di uno strumento
caratteristico che da solo sintetizza
tutta la magia, i sentimenti, le fiabe
e le contraddizioni del Medio
Oriente. La serata, che si è
conclusa con un conviviale buffet
di ispirazione araba in compagnia
degli artisti, è stata presentata da
Tonino Bernardelli.
CHIAIA MAGAZINE • DICEMBRE 2012
POST-IT
Ultimo tra gli
eventi di
solidarietà a
sostegno
dell’Ospedale
Pediatrico
Santobono
Pausillipon,
quello di
Rossodisera che
si svolgerà in via
Scarlatti, alle ore
18 del 21
dicembre, con
l’allestimento di
un set fotografico
per la
realizzazione di
un vero e proprio
shooting curato
da professionisti
del settore,
durante il quale,
in presa diretta si
avrà la possibilità
di osservare e
magari
partecipare
all’esperienza di
una campagna
pubblicitaria per
la casa di moda
napoletana.
L’evento sarà
trasmesso in
diretta su radio
CRC e sarà
sponsorizzato da
Fabio Volpicelli.
L’imprenditore
napoletano ha
deciso di creare
una linea di jeans
con la quale
devolverà una
parte dell’incasso
alla Fondazione.
La serata
proseguirà al
Platinum, con un
vip disco party di
beneficenza.
Fratelli Rossetti
debutta a Napoli
Fratelli Rossetti, marchio di calzature e
accessori in pelle per donna e uomo, ha
inaugurato a fine novembre a Napoli, in via
dei Mille 15, una nuova boutique monomarca
italiana raggiungendo così quota 39 nel
mondo. All’interno del negozio, un’atmosfera
calda ed intima con giochi di luce che, oltre a
dare profondità ed intensità all’ambiente,
sottolineano l’eleganza di tutti i prodotti. I toni
naturali dell’arredo riflettono i materiali più
classici della tradizione aziendale e del lavoro
artigiano. La pedana, che sostiene i ripiani
espositivi in ferro e in vetro, si ispira al
movimento delle fustelle utilizzate per tagliare
a mano la pelle: tutto sotto un soffitto in carta
che crea un effetto nuvola. Vasta la scelta di
prodotti, tra cui gli immancabili mocassini con
le iconiche nappine introdotte in Italia per la
prima volta negli anni sessanta da Renzo
Rossetti e poi esportate negli Stati Uniti. (l.c)
Damiani: iconica
Belle Époque
Più di 400 ospiti hanno partecipato
all’evento organizzato da Damiani e Fineco
svoltosi nella gioielleria di via Filangieri. Tra
calici di vino delle cantine Feudi di San
Gregorio, i partecipanti hanno avuto la
possibilità di ammirare l’ultima collezione
Damiani D Icon, proposta sia nella versione
in ceramica bianca e nera che nelle
versioni più preziose, in oro bianco e rosa,
e gli orologi Belle Époque, con il bracciale
in ceramica high tech che evoca immagini
di film del secolo scorso. Fineco Bank, nel
contempo, ha promosso una piattaforma
integrata per investire in tutto il mondo. Tra
gli invitati Alessandro Lukacs, Maurizio
Aiello, Federica De Gregorio Cattaneo Di S.
Elia, Clarice Krogh, Carlo Guardascione,
Svevo e Erika De Martino. (l.c)
SOCIETÀ&COSTUME
Il giro
del mondo
di Sal
Alessandro Mantico
Un dono speciale, del tutto
musicale, tra emozioni,
coreografie, canzoni e soprattutto la sua elegante e potente voce: Salvatore Michael
Sorrentino, in arte Sal Da
Vinci, classe 1969, presenta il
suo nuovo progetto teatrale
“È così che giro il mondo”,
con la regia di Jimmy Pallas.
Il titolo vuole essere un gioco
di parole e di similitudine tra
lo spettacolo che debutterà al
teatro Augusteo di Napoli,
dalla notte di San Silvestro al
13 gennaio 2013, ed il suo
ultimo cd, edito lo scorso
aprile, che vede la prestigiosa
collaborazione di Pasquale
Panella, Vincenzo Incenzo ed
Ornella Vanoni .
Un Sal Da Vinci inedito. In
scaletta non solo i suoi più
grandi successi, le canzoni
presenti nel nuovo disco, ma
soprattutto “il latin lover
napoletano” per eccellenza,
interpreterà per la prima
volta pezzi appartenenti al
patrimonio musicale internazionale, di diversi generi
musicali e differenti idiomi.
Un’orchestra sul palco pronta a suonare dal vivo, un
corpo di ballo formato da
dieci elementi, un equipaggio importante, guidato da
un capitano d’eccezione: Sal
Da Vinci, affiancato da un
attore di straordinario talento
Lello Radice. Un vero e proprio viaggio intorno al mondo, un magico show di due
ore dove ogni canzone rap-
presenta una meta.
Le difficoltà che ha avuto nel
percorso da esordiente ad
artista affermato?
Quando hai bisogno davvero
che qualcuno creda in te e ti
dia l’occasione giusta per
poter dimostrare il tuo massimo, ti rendi conto che puoi
contare solo su te stesso. Io
non mi sono mai sentito solo:
per fortuna, a darmi l’occasione è stato il pubblico ed
ogni giorno lo ringrazio;
ancora ora che continua a
coccolarmi dopo tanti anni.
Quando il successo comincia
ad arrivare, ripagandoti di
tutte le fatiche e i sacrifici,
scopri di avere parenti che
nemmeno conoscevi (sorride).
Da figlio d’arte ha trovato la
strada del successo già
spianata?
Nulla ci viene regalato. Tutto
ciò che sono è il risultato di
tanto studio, dedizione e
sacrificio. Ho fatto davvero
una gavetta immensa, ma se
avessi dovuto scavalcare
qualcuno, non me lo sarei
mai perdonato: un sogno è
bello perché è puro. Il mio
grazie, lo ribadirò sempre, va
solo alle favolose persone che
mi seguono.
A chi devono rivolgersi oggi i
giovani talenti che vogliono
emergere?
Non esistono produttori né
case discografiche, nessuno
più investe oggi. Bisogna
alimentare la propria forza
interiore e non aspettare
terze persone, partire da se
Sal da Vinci, classe
1969, lancia il suo
nuovo progetto
teatrale «È così che
giro il mondo» con
la regia di Jimmy
Pallas. Debutto a
Napoli al Teatro
Augusteo la notte
di San Silvestro.
stessi e fare attenzione ai
lestofanti che ci sono in ogni
settore. Ma non c’è nessuna
ricetta scritta, bisogna farsi
ascoltare, fare affidamento
sul proprio talento, magari
partire da un’autoproduzione e cercare di trovarsi al
posto giusto con la persona
giusta.
Cosa porta nel suo cuore
dell’incontro artistico con
Lucio Dalla?
Lucio era un burlone, estroso, contrario ad ogni regola,
una persona straordinaria,
molto verace, un musicista
dal genio immenso. Ricordo
con forte affetto una sua
affermazione: “Ma non si
potrebbe abolire il lunedì?
Dopo la domenica il lunedì è
un pugno in faccia…” Questa
cosa mi ha sempre trasmesso
allegria, dicevo tra me e me:
“Che personaggio!”
Una canzone che avrebbe
voluto scrivere?
“Meraviglioso di Domenico
Modugno”(Ma che direzione
prendi? dove vai? non ti rendi
conto di cosa è stato creato?
ti hanno inventato il mare..tu
dici non ho niente..ti sembra
niente il sole la vita, l’amore..è una poesia, ha detto
tutto in poche parole)
La canzone preferita del suo
repertorio?
Non lo so, è come voler
sapere quale figlio preferisco…Ci sono però tre canzoni che hanno scandito momenti importanti della mia
vita: “Vera”, che portai al
festival italiano del 1994;
“Non riesco a farti innamorare” che ho cantato all’ultimo
Sanremo e “Mercante di
stelle”, che è stato anche uno
spettacolo teatrale che mi ha
dato tanto
Progetti imminenti? Andrà a
Sanremo?
In verità, adesso sono completamente assorto da “È così
che giro il mondo”, fino al 13
Gennaio 2013 all’Augusteo di
Napoli. Non vedo l’ora di
spupazzarmi le canzoni che
ho scelto per lo spettacolo,
immergermi nella dimensione intima che il teatro ti dona
e poi nel 2014 si vedrà.
SFIZI&NOTE
Massimo Lo Iacono
CONVERSANDO
CON ALDO
CICCOLINI
Un napoletano a Parigi;
con varie, significative
variazioni sul tema. Questa
l’esperienza artistica di
Aldo Ciccolini, vivace
eppure venerando
patriarca della scuola
pianistica napoletana. A lui
ha dedicato un volume
Dario Candela (ed. Curci).
Parlandone, bisogna
riconoscere che ancora
una volta la segnalazione ci
porta più nel mondo delle
note che dello sfizio, e c’è
l’occasione per una
proficua lettura. Decisiva
però, della rubrica, è
proprio la levità della
scrittura di Candela, che
nel suo recente volume,
dal titolo “Conversazioni
con Aldo Ciccolini”,
orchestra un dialogo, un
parlato garbatissimi. Il
libro, con appendice sullo
studio del piano ed esercizi
di tecnica, è piuttosto un
momento di vero piacere
del testo per quella
ompletezza umana,
biografica, storica ed
estetica che traccia un bel
ritratto dell’artista nato a
Napoli e poi diventato
francese.
Da ragazzi questa vicenda
colpiva: si ascoltavano i
dischi di Ciccolini, che
amici francesi e partenopei
snob pronunciavano alla
francese, salvo ricordarsi
che l’artista era stato uno
dei primi e più illustri
migranti d’arte napoletani
del 2° dopoguerra, inserito
in una schiera senza fine.
Certo ad essere testimoni
degli esordi del pianista nei
suoi primi anni operosi,
con Paolo Spagnolo e
Sergio Fiorentino, sono
ormai pochi: molti
credono che l’artista
francese, anche perché
decisive per tanti le sue
esecuzioni dei compositori
francesi.
Anzi il suo sonare,
ampiamente ripercorso nel
testo, è l’icona del suonare
Debussy etc. Tuttavia un
suo disco con alcuni pezzi
dell’ironica vecchiaia di
Rossini resta insuperato
per molti, antologia di
delicatezze ed arguzie. E
queste si incontrano ad
ogni pagina del volume,
armonizzate da Candela,
nel costruire entrate ed
uscite nel dialogo dei 2
conversatori, Aldo e Dario.
Anche la lontana ma
attuale vicenda dei brogli
in S. Pietro a Maiella, di cui
il pianista fu vittima prima,
trionfatore poi e quindi
esule, torna nel libro
evocata con pacatezza, e si
pensa sia stato evento
favorevole per i
compimenti provvidenziali
a seguire.
Il trionfo di ogni sua
esibizione a Napoli, ormai
stabile al S. Carlo, fa
pensare che il libro possa
avere la risonanza che
merita questa scorrevole
monografia parlata, in cui
si sentono quasi le voci dei
2 pianisti uniti da tanta
simpatia. Ed è strano che
né le insistenze sugli
aspetti partenopei del
racconto, né quelle sugli
aspetti parigini vincolino il
volume all’una od all’altra
città, invece la scrittura
spazia su infiniti spunti,
delineando un testo di
respiro europeo, il che è
assai rilevante perché
parlando di vicende della
musica napoletane, anche
se solo in parte, si rischia
sempre l’autoreferenzialità,
qui di certo evitata.
CHIAIA MAGAZINE • DICEMBRE 2012
(35)
LAPILLI
Terni&Favole. A Largo Ferrandina a Chiaia
nella tabaccheria Postiglione gli argomenti di punta
sono due: l’insalata di rinforzo e le elezioni politiche.
Anche se il Natale si presenta più magro del solito,
dopo le sferzate dell’Imu, c’è comunque la voglia di
puntare sulla stella cometa della fortuna. Alberto
Postiglione dalla consolle delle stelle, trincerato
dietro una cortina di gratta e vinci, spara le
combinazioni per cercare di fare il colpo grosso al
lotto. «Anche quest’anno voglio riproporre i numeri
della Meraviglia: 56 - 72 - 90. Questo terno va
inseguito sulle ruote di Bari, Milano e Napoli
almeno per 12 estrazioni. Per chi, invece, ama gli
ambi ecco una sfilza di “coppie” in cui credere: 2832; 46-48, 81-90, 24-31, 26-16. Ambi da giocare sulle
ruote di Napoli, Roma e Milano almeno fino alla
Befana». Intanto, in tabaccheria si alzano i toni
appena s’inizia a parlare dei dubbi di Monti, il
supertecnico che doveva risollevarci e che, stando a
quanto dice un vecchietto dagli occhi cerulei,
fumatore di sigaro, «uno che viene dalla Bocconi
non poteva che farsi un boccone di noi poveri
cristi...» Postiglione s’inserisce nella discussione e
sforna il terno dello spread: «Giocate 10 (il
professore) - 65 (il pianto) -18 (il sangue) sulle ruote
di Napoli e Milano». Non ci resta che provare...
Struffoli, la riscossa del miele
MASTERCHEF. COME SI PREPARA UNO DEI
DOLCI PIÙ GETTONATI NELLE FESTE NATALIZIE
Pippo Schiano
CASCATA
DI STRUFFOLI
350 gr di farina, 50 gr di zucchero, 4 uova,
mezzo bicchiere di liquore, 1 limone, 1 bustina
di vanillina, 4 cucchiaini di olio si semi q.b.,
500 gr di miele, sale q.b., confetti colorati
di varie dimensioni, pezzetti di frutta candita
Natale è arrivato e già
passato. Mi rivolgo all’ultima che resterà: la Befana. La vecchia e bistrattata Befana. Quella che una
volta arrivava di notte e
riempiva le calze di cose
dolci e regali. Ma ormai
nessuno la considera più.
Sarà il suo aspetto inadeguato: invecchiata senza
aver fatto nulla per attutire i segni del tempo.
Nessun interventino per
ridurre rughe ed occhiaie
o per rimodellare il naso.
E poi, cosi conciata, con il
suo modo di vestire
trasandato e poco alla
moda. Poi è pur sempre
una donna, vecchia, ma
donna. E le donne, si sa,
se non hanno tette che
scoppiano nei push pp o
labbra simili a gommoni,
non sono degne di considerazione. Ma io proprio
a lei mi rivolgo: «Nella
calza del prossimo 6
gennaio, maya permettendo, ti prego, cara
Befana, facci trovare
come candidati alle
prossime elezioni qualcuno che come te sia solo
ciò che appare. Non
uomini mummificati né
donne ridisegnate, ma
persone che sappiano
cosa sia la vita quotidiana. Non chiediamo regali
o cascate di caramelle;
vorremmo solo che non
continuassero a dispensare chili e chili di carbone». Comunque qualcosa
di dolce proviamo a
prepararla noi: gli struffoli. Prendete una ciotola e
mettete dentro la farina,
lo zucchero, le uova, il
mezzo bicchiere di liquore, la scorza di limone
tritata, la vanillina e il
sale. Impastate fino ad
ottenere un composto
omogeneo. Poi dividete la
pasta in rotolini larghi
qualche centimetro e
tagliandoli con un coltello, ricavatene tante palline. Friggetele in abbondante olio che nel frattempo avrete fatto riscaldare per bene. Una volta
tolte dall’olio adagiatele
su carta assorbente affinché si elimini l’olio.
Mettete il miele in una
pentola antiaderente e
scaldate fino a farlo
sciogliere. Versate gli
struffoli e mescolate fino
a quando gli struffoli non
saranno avvolti dal miele.
Aggiungete i confettini e,
frutta candita tagliata a
pezzettini. Prima che il
miele si raffreddi, poneteli in un piatto da portate e
decorate con i rimanenti
confettini.
Luca AuanaSgheps, gloria alla satira scostumata
La sua comicità è partita dalle pagine di Facebook per poi trovare spazio
all’interno di un libro, di recente pubblicazione, dal titolo «Zabbaglione»
(nella foto). Oltre a scrivere aneddoti
raccontati alla sua maniera e a realizzare video satirici, Luca AuanaSgheps
Fiorentino, però, è anche uno dei principali promoter partenopei, nonché
uno dei fondatori del laboratorio di satira «La sfaccimma della gente».
Lo Zibaldone di Leopardi è un diario,
una raccolta di riflessioni e di pensieri filosofici. Il tuo “Zabbaglione”?
Anche la mia è una raccolta, sulla falsariga di quella leopardiana. Ha lo stesso intento, quello di raggiungere picchi
elevati di poesia, abbinandoli però a
‘maleparole’ e storielle di tutti i giorni
di Napoli, quindi con molto folclore.
Cosa ti ha dato l’idea per raccogliere
i tuoi spunti in un libro?
Molti mi chiedevano di leggere su carta stampata i post che pubblicavo da
tempo su Facebook, considerati però
un po’ freddi in quella veste. Invece
evidentemente a molti serviva il libro
per andare in bagno, infatti per como-
(36)
dità la raccolta è divisa in giorni ed è
cronometrato il fatto che quando il lettore è seduto sulla tazza legge il “post”
e poi esce.
A novembre è partito «La sfaccimma
della gente», primo «laboratorio cittadino di satira scostumata», in programma ogni settimana alla Galleria
19. Come nasce?
Il laboratorio parte dall’incontro con
Anna Trieste, giornalista e blogger,
Fausto Rio, sceneggiatore di «Lost» in
Google dei The Jackal e Fran De Martino, illustratrice per Fanpage. Diverse volte abbiamo pensato di fare
qualcosa insieme, e questa volta si è
presentata l’occasione per organizzare un laboratorio senza filtri, poiché abbiamo notato che a Napoli non
ce n’erano. Abbiamo semplicemente
portato un po’ di Stati Uniti d’America - dove nasce la Stand-up Comedy
- in una città in cui non c’era nulla del
genere. Facciamo satira, trattiamo di
scrittura creativa e portiamo anche
degli ospiti, come sceneggiatori e
scrittori; l’importante è che non vengono fuori cose pesanti, tipo poesie
‘strappauallera’ o cose così.
CHIAIA MAGAZINE • DICEMBRE 2012
Non è la classica comicità all’italiana,
sebbene si attinga da situazioni nostrane riproponendole con un linguaggio che dovrebbe essere quello
d’oltreoceano. Differente dalle classiche cose dei fratelli Vanzina o di
Boldi e De Sica, insomma.
Da organizzatore di eventi e addetto
ai lavori come vedi, guardandoti intorno, la scena artistico-culturale a
Napoli?
Di sicuro c’è un grande fermento artistico. Il napoletano di per sé è già un
artista, perché sopravvive a milioni di
soprusi e di ingiustizie, e già per questo si deve adoperare per cercare un
modo per controbattere a quello che
gli accade. E’ un peccato, però, se inquadriamo la faccenda in scala nazionale, che poco di Napoli esca anche fuori. Non posso dire che sia colpa della scrittura in napoletano, perché in passato Pino Daniele ha sfondato, così come gli Almamegretta, giusto per fare un nome degli ultimi anni. Ci vorrebbe dunque qualcosa di
“napulegno” che sia esportabile anche al di fuori dei confini della Campania. Ma è anche un problema di
strutture: basti pensare che a Napoli
stanno chiudendo tutti i locali, cosa
che non favorisce il proporsi. Invece
a Milano, per esempio, nella stessa serata ci sono trenta situazioni diverse
e quindi c’è anche più possibilità di
emergere.
ROBERTO BASILE
LAPILLI
Il fenomeno
dell’app
sismica
SI CHIAMA «TERREMOTI ITALIA»
L’APPLICAZIONE CHE SEGUE
IN TEMPO REALE
I MOVIMENTI DELLA TERRA
L’utilissima applicazione
«Terremoti Italia», fenomenale a detta di alcuni utenti, consente di rimanere
sempre aggiornati non solo
sugli ultimi terremoti in
Italia, ma anche nel mondo, indicando posizione
esatta, magnitudo, profondità e durata del sisma.
Nelle impostazioni, è possibile anche salvare la propria posizione sulla mappa
con l’indirizzo personale, in
modo da poter essere
avvertiti in tempo reale di
ogni evento sismico rispetto al luogo in cui ci troviamo. Per essere in continuo
aggiornamento, sarà sufficiente impostare la distanza entro la quale desideria-
mo essere avvisati di un’attività sismica, e selezionare
il grado di magnitudo a
partire dal quale si vuole
ricevere un segnale dal
nostro cellulare, fino a
personalizzarne il tipo di
suoneria. Grazie ai recenti
aggiornamenti, con la
versione 3.3.7 è possibile
non solo visualizzare il
colore delle scosse su mappa diversa per ogni giorno,
ma anche i cerchi di intensità e la mappa sia della
pericolosità sismica italiana, che delle faglie. È importante ricordarsi che
tutte le informazioni sui
terremoti vengono prelevati
dal sito dell'Istituto Nazionale di Geofisica (INGV)
che li pubblica almeno 30
minuti dopo la scossa, e che
mentre l’orario dell’INGV è
quello di Greenwich senza
ora legale, l'applicazione,
invece, riporta l'orario
corretto con le impostazioni del telefono (+2 in Italia
con l'ora legale).
FABRIZIO TAVASSI
L’ORA LEGALE
Adelaide Caravaglios
IUS CORRIGENDI,
ATTENTI AGLI SCHIAFFONI
«Mazza e panella fanno ‘e figlie belle; panella
senza mazza fanno ‘e figlie pazze» dicevano i
nostri nonni a significare che un po’ di
severità, nell’educazione dei propri figli, non
guasta mai: il problema (almeno quello
affrontato dalla Cassazione nella sentenza n.
45859/2012) è quello di non esagerare,
altrimenti ci si ritrova innanzi ai giudici. Ed è
proprio quanto accaduto ad un padre ed alla
sua convivente, condannati non solo – in sede
penale – per i reati di cui agli artt. 581 (in tema
di percosse) e 582 (lesione personale) c.p. al
pagamento di una multa, ma anche – in sede
civile – al risarcimento dei danni alla figlia
adolescente dell’uomo. Teatro degli episodi
contestati l’abitazione degli imputati, dove la
ragazzina trascorreva una settimana su due,
essendo i genitori divorziati: in particolare, in
un caso, essendo stata sorpresa a fumare, la
giovane era stata malmenata dapprima dalla
compagna del papà, la quale le «aveva lanciato
un cucchiaio contro», l’aveva, quindi, afferrata
«per un piede facendola cadere a terra dal letto
in cui la stessa si trovava» e colpita con un
calcio al collo e poi dallo stesso padre che
l’aveva afferrata per i capelli «colpendola con
sei schiaffi» (così facendo, la poveretta aveva
riportato contusioni ed ecchimosi al volto, al
collo ed alla spalla); in un altro, invece,
sorpresa a recuperare i telefonini che le erano
stati letteralmente «sequestrati» a causa dei
brutti voti riportati a scuola, era stata afferrata
per un braccio e schiaffeggiata dal papà.
Nel respingere il ricorso che sia l’uomo che la
compagna avevano proposto, lamentando «il
mancato riconoscimento nei fatti della
scriminante dell’esercizio dello ius corrigendi»,
la V Sezione penale ricorda, però, che le
condotte poste in essere in entrambi gli episodi
contestati «travalicavano i limiti dell’esercizio
delle facoltà coercitive genitoriali, nel
momento in cui si risolvevano in atti violenti in
nessun modo riconducibili ad una legittima
finalità correttiva». Comportamenti di questo
genere – chiariscono, infatti, i giudici di
legittimità – soprattutto ove si manifestino,
come nel caso di specie, in percosse reiterate e
produttive di lesioni, sono estranei ad una
finalità correzionale che «in quanto giustificata
nella sua dimensione educativa, vede la
violenza quale incompatibile sia con la tutela
della dignità del soggetto minorenne che con
l’esigenza di un equilibrato sviluppo dello
stesso». Dunque, troppo ius corrigendi storpia!
Il Cerchio
e il fascino
delle idee
FOCUS SUI GRANDI
PENSATORI NELL’ULTIMO
NUMERO DEL PERIODICO
DIRETTO DA ROLANDO
Puntuale come sempre
e ricco di pagine futuriste
e anticonformiste, il numero natalizio de «Il
Cerchio» - periodico di
cultura, attualità e politica
arrivato al suo sedicesimo
anno di vita, fondato e
diretto da Giulio Rolando è dedicato a un interessante dibattito dal titolo
«Il fascino delle idee».
Evola, Pound, Machiavelli,
Prezzolini rivivono, in
tutta la loro illuminante e
libera intelligenza, nell’apertura della rivista in
cui è possibile leggere - e
studiare - gli interventi di
Pierfranco Bruni, Massimo Scalfati, Giovanni
MOVIDA IN FESTA PER I 20 ANNI
DELLO «S’MOVE LIGHT BAR»
Una sigla, una tendenza nata a Chiaja, che sabato 22
dicembre brinda al primo ventennale: lo S’Move Light Bar
dalle 20 in poi festeggia il ventennale con un superparty.
Registi di questa grande avventura, cominciata nel 1992,
furono Mario Cirillo e Dario Tofano, alias Funk Machine:
coloro che, attraversando ogni tipologia di esperienza
underground, assecondavano il loro spirito musicale e
creativo di derivazione house. Fu così che, dalle ceneri del
Caffè della luna, nacque nel by-night partenopeo un’oasi
dove sperimentare fra drink e ritmi. Fu così che nacque il
“movimento” dei discobar. Oggi, dopo i salotti lounge e
l’allestimento etnico, e dopo aver percorso le
trasformazioni sociali degli anni Novanta e Zero, lo spazio
dello S’Move Light Bar è un gioco di volumi elastici,
geometrie curve e superfici riflettenti che definiscono lo
spazio di una futuristica «natura metropolitana».
Sessa, Ernesto Paolozzi,
Antonio Pisanti, Paola
Franchomme, Salvatore
Maria Sergio Luigi Iannone e Ciriaco M Viggiano.
Nel 84° numero de «Il
Cerchio» vanno ricordati
anche i servizi di Aurora
Cacopardo, che affronta il
tema del mistero nella
poesia pascoliana, e di
Stefano Dentice di Accadia
Ammone, che nella sezione «Periscopio letterario»
si sofferma sull’arte di Mo
Yan, premio Nobel 2012
per la letteratura. Interessante è senza dubbio
l’inserto dedicato al «Rapporto Svimez 2011 con i
ragionamenti e le analisi
di Massimo Lo Cicero,
Cesare Imbriani, Piergiuseppe Morone e Alessandra Laricchia. Nelle pagine
dedicate, invece, a Napoli
sono raccolte, come scrive
il direttore Rolando nel
suo editoriale - «numerose
testimonianze della effervescenza di una Città che
non è morta ma vive una
fase di ricerca di sé stessa,
oggi ancora più confusa.
Le rubriche d’arte e le
pagine dedicate ai ‘Premi’
e alle Mostre comprendono una immediata riprova
di una vitalità non repressa e sulla quale vale scommettere».
MASSIMILIANO TURCO
CHIAIA MAGAZINE • DICEMBRE 2012
(37)
MOVIDA&RELAX
NIGHT STORM
Fabio Tempesta
FABIO EMME
DJ E ARTISTA
DADAISTA
Fabio Monizio, in arte
Fabio Emme, classe
1982, del segno dello
Scorpione, è un dj con
doti artistiche. Ha
iniziato il suo percorso
come dj nove anni fa
grazie alla passione
che gli è stata
trasmessa da un altro
dj, Luca Agnelli,
formato artisticamente
nell'esclusivo club
della costa Smeralda, il
Billionarie di Flavio
Briatore.
Ma il suo talent scout,
cioè colui che gli ha
insegnato i "trucchi"
del mestiere, è stato
Lino di Meglio, uno dei
dj's producer
napoletani più
importanti d'italia.
Lino, dopo averlo visto
all’opera ad una festa
privata, subito ha
capito che quella era la
strada giusta per lui.
Ha suonato nei
migliori club d'italia
come il Tabata al
Sestriere, il Pepero di
Porto Cervo, la Pineta
a Milano Marittima e
alle feste private più
esclusive
dell'ambiente
napoletano (PosillipoCapri-PositanoSorrento). I suoi generi
musicali preferiti sono
commercial house,
happy music, deep
house e lounge.
Attualmente è dj
resident. Ma ha anche
altri interessi artistici:
crea bei collage
ispirandosi al
Dadaismo, alla Pop Art
e alla Street Art, con i
quali ha esposto in
vari posti d'italia,
ultimamente alla
Galleria Cellamare di
Napoli, ospitata
nell’omonimo palazzo.
In generale si può dire
che il percorso di
Fabio Emme è stato
piuttosto singolare in
quanto,
parallelamente alla
carriera di artista e di
dj, ha seguito anche gli
studi giurisprudenziali
ed ha vinto un
campionato Italiano di
Kickboxing semicontact nel 2006.
Ama il buon cibo e le
persone belle (dentro e
fuori); odia i luoghi
comuni e le cose
“arronzate”.
Attualmente il suo
sogno nel cassetto è di
realizzare progetti
innovativi nel
panorama artistico,
musicale e sul web.
Bella gente
Army, cantautore
dal cuore elettrico
«Elettrifichi il mio cuore» è il titolo
dell'ultima fatica discografica di Armando
Fusco, in arte Army. L'album riesce a
diramarsi con una piacevole semplicità, tra
una sezione ritmica che si adagia sulla
migliore tradizione new wave di respiro (non
solo) europeo e testi e arrangiamenti tipiche
del miglior cantautorato dello stivale,
strizzando l'occhio a sonorità
contemporanee (l'eccelso Franco Battiato e
quelli che furono i Bluvertigo, soprattutto
nella traccia d'apertura intitolata “Quaderni
Bianchi”). Sei brani intensi che irradiano
tutta la passione che l'artista è riuscito a
condensare all'interno di queste storie,
intime ma contemporaneamente facilmente
adattabili alle più disparate esistenze. Un
lavoro di ampio respiro, al quale hanno preso
parte anche il cantautore Dagon Lorai (la cui
strada, già in passato, si era incrociata in più
occasioni con quella di Army, in particolar
modo nella produzione del videoclip di «E
vedo fiori» di cui ha curato sceneggiatura e
regia, selezionato dal Mei Scouting Video, la
sezione del sito web del Meeting degli
Indipendenti, come uno tra i più interessanti
del panorama musicale indipendente
VOX
INSIDE
(38)
“Don’t you worry child”
dei Swedish House Mafia,
grazie alla regia di
Cristiano Amoroso.
MARCO
CAROLA
Stanno letteralmente
spopolando su Youtube
con il loro primo video. I
Vox Inside (Valentina
Brandi, Carmine
Maiorano, Marco
Amoroso) hanno
presentato ai loro fans, la
rilettura acustica del brano
CHIAIA MAGAZINE • DICEMBRE 2012
ALFREDO 'ALPH' CAPUANO
di Tommy Totaro
NICOLA
PAONE
Da sempre impegnato su
arte e cultura, pittore
grafico surrealista
informale, è ideatore,
presidente e fondatore del
Premio alla carriera “Ad
Haustum Doctrinanum” e
“Labore Civitatis”,
quest’ultimo dedicato al
lavoro fatto con etica
impegno e sacrificio, al
servizio della comunità.
italiano) e Francesco Aiello, musicista e
tecnico del suono, che è riuscito
sapientemente ad indirizzare quest'ultima
produzione, verso orizzonti più rock. Dopo la
bella apertura con la già citata «Quaderni
Bianchi», si continua con «E vedo fiori», in
cui tutto sembra essere perfettamente
equilibrato. Ottimi gli arrangiamenti ma
ancor migliori le idee e l'evidente voglia di
misurarsi con qualcosa di nuovo, di
inaspettato e sconosciuto, che ha portato
l'autore dell'album a sperimentare, nella
continua ricerca di qualcosa che, seppur
nebuloso e offuscato, riesce alla fine a venire
alla luce. Un processo creativo ancor più
evidente in «La musica non finirà»,
penultima traccia dell'album: un messaggio
di speranza, più gioiosa e ottimista, ma che
conserva ancora una piccola parte di
quell'agrodolce sapore dark che
rappresentava la cifra stilistica del
precedente album intitolato «I gusti grigi
della solitudine». In sintesi, «Elettrifichi il
mio cuore», risulta essere un bell'album, di
facile decodifica ma assolutamente non
banale.
Sereno e rispettoso del
prossimo, lo si vede in
qualsiasi scalo europeo in
procinto di affrontare viaggi
intercontinentali. Salvo
qualche volta impegnato
nella sua bella Napoli, come
in occasione del party di
natale al Duel Beat di
Agnano.
KLADIA
VISCONTI
La differenza tra fare la pr
ed essere una pr, non si
vede dal pubblico pagante
di una serata o dal numero
di persone che riesce a
portare, ma da come riesce
a convincere un certo
target di persone a
scegliere tra una serata
piuttosto che un’altra.
Ed è questo che fa la
differenza tra Kladia
Visconti (premio facenight
2012 come miglior pr) ed
un altro P.R.
STEFANO
LACAGNINA
Ideato dal video graphic
Stefano Lacagnina, Top
Class è il progetto web video
riservato alle bellissime del
pianeta. Ogni lunedì focus
su una regina della bellezza.
EXIT
Diamo i numeri
Luminarie
In questo numero hanno scritto
Roberto
Basile
Aurora
Cacopardo
Alfredo
Alph
Capuano
Adelaide
Caravaglios
Maurizio
Crivello
Aldo
De
Francesco
Nino
De Nicola
Mimmo
Della Corte
Rossella
Galletti
Viviana
Genovese
Livia
Iannotta
Francesco
Iodice
Massimo
Lo Iacono
Alessandro
Mantico
Carmine
Mastantuoni
Espedito
Pistone
Luciana
Ranieri
Renato
Rocco
Rosario
Scavetta
Pippo
Schiano
Armando Yari
Siporso
Fabrizio
Tavassi
Fabio
Tempesta
Tommy
Totaro
200
mila euro stanziati
dalla Camera di
Commercio
partenopea per
realizzare le
luminarie natalizie
nelle principali vie
dello shopping e
nel centro storico
Bocciature
73
è la percentuale di
candidati che in
Campania non ha
superato il primo
round del
“concorsone”
scuola. Erano
56mila, il numero
più alto in Italia
Clochard
100
i nuovi posti letto
messi a
disposizione dal
Comune di Napoli
per i circa 1500
clochard che
vivono in strada. Si
aggiungono ai 400
posti già esistenti
AI NOSTRI LETTORI
• AUGURI
Ai nostri affezionatissimi lettori e ai nostri sempre più numerosi fan auguriamo un felice Natale e un 2013 ricco di successi e di fortuna. Chiaia Magazine ritorna più battagliero di prima il 25 gennaio 2013.
A CHIAIA MAGAZINE
• ÈABBONATI
partita la campagna abbonamenti di Chiaia Magazine. Chi decide di abbonarsi, non
Pizzo natalizio
solo riceverà direttamente a casa il giornale, ma entra nel Club di Chiaia Magazine in
cui ha diritto allo sconto del 30% sui libri di Iuppiter Edizioni e su altre opere dedicate
alla storia e alle tradizioni napoletane. Due le tipologie di abbonamento: ordinario (20
euro all’anno) e sostenitore (50 euro all’anno). Per saperne di più basta telefonare al
numero 081.19361500, dal lunedì al venerdì, dalle ore 11.00 alle 18.00.
50
Tutela del patrimonio
95
i dipinti, per un
valore di circa 2
milioni di euro,
recuperati con
un’operazione dei
carabinieri del
Nucleo Tutela
Patrimonio
Culturale di Napoli
PUOI TROVARCI
• InDOVE
oltre 500 punti selezionati: negozi, teatri, cinema, bar, discoteche, banche, boutique,
la BACHECA
mila gli euro
chiesti come
“pizzo natalizio”
dal membro di un
clan nel casertano.
L’uomo è stato
fermato dopo la
denuncia della
vittima.
studi professionali, gallerie d’arte, ristoranti, circoli sportivi e in tutti gli eventi culturali
e mondani. Distribuzione capillare palazzo per palazzo; gazebo nei punti strategici della città per la presentazione del numero e delle iniziative del mensile.
ON LINE
• CONSULTACI
Chiaia Magazine è gratuitamente scaricabile in formato pdf sul sito www.chiaiamagazine.it.
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DEL MESE
• INSERZIONISTI
Chiaia Magazine vive solo grazie alle inserzioni pubblicitarie. Non è il foglio di nessun partito o movimento, ma una libera tribuna che resta aperta grazie alla passione estrema e
alla tenacia di un gruppo di giornalisti. Questo numero è stato possibile grazie a: I Pini
Centro Commerciale, Gruppo Europeo Immobiliare, Business Office 55, Napoletana Parcheggi, Io Promoter, App Medical, Galleria Navarra.
CHIAIA MAGAZINE • DICEMBRE 2012
(39)
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