distribuzione gratuita w w w . c h i a i a m a g a z i n e . i t magazine SAPER VIVERE LA CITTÀ IUPPITER EDIZIONI anno V n.6/7 giugno luglio 2010 Crescono nei cieli di Napoli gli avvistamenti di Ufo. Perché vengono proprio qui? Sono cialtroni o benefattori? Un marziano a Palazzo San Giacomo: non sarebbe una cattiva idea... SPERANZA ALIENA 1 SOM MARIO CHIAIAmagazine 6-7 / giugno luglio 2010 pag. 2 SOS CITY EDITORIALI di Massimiliano De Francesco e di Marco Mansueto pag. 3 COVER SPERANZA ALIENA di Massimiliano De Francesco pag. 4 PRIMO PIANO FALSI INVALIDI: LE VERITÀ DI FABIO CHIOSI di Alvaro Mirabelli pag. 6 PRIMO PIANO MUNICIPALITÀ, EUTANASIA DI UNA SPERANZA di Oscar Medina pag. 8 LA STORIA IL SILENZIO DELLE INNOCENTI di Rita Giuseppone pag. 11 QUARTIERISSIME I BAMBINI DEL PAUSILIPON A BORDO DEL S.RITA pag. 12 QUARTIERISSIME GRADONI DI CHIAIA, ARRIVA IL RECUPERO pag. 14 POLITIK LE RIFLESSIONI di Mimmo Della Corte e Paolo Santanelli pag. 15 LE PORTE APERTE pag. I pag. II SPIRAGLI ASSOCIAZIONE NAPOLI NEL SEGNO DELLA LEGALITÀ PORTA D’INGRESSO POMPEITOUR di Rita Giuseppone pag. III PORTA MAGICA SUPERTOTO di Laura Cocozza pag. IX pag. XIII PORTA DEL GOL UN CRONISTA NEL PALLONE di Alvaro Mirabelli IM-PORTA OPERAZIONE ANTICRASH di Antonio Capuano pag. XVII PORTA DEL CORPO SCOTTATI DAI MONDIALI, RINASCI COI GELATI pag. XXI PORTA DEL CORPO LA DIETA: FRUTTA A TUTTA FORZA di Marcellino Monda pag. XXIV PORTA VIRTUOSA GHP SIGLA UNA NUOVA NAPOLI di Annalisa Tirrito/Ferdinando Polverino De Laureto pag. XXVII PORTA VIRTUOSA CREDITO COOPERATIVO, LA RIVINCITA DEL CLIENTE di Nicola Sellitti PORTA VIRTUOSA UN CENTENARIO MOLTO ROCK di Laura Cocozza pag. XXX pag. XXXII SAPER VIVERE ARTE DEB-ART, GUERRA ALLA PLAYSTATION di Valeria Puntuale pag. 17 SAPER VIVERE ARTE MOSTRE DA “URLO” di Valeria Puntuale pag. 18 SAPER VIVERE LIBRI NUNZIATELLA, AMORE MIO di Aldo De Francesco pag. 22 SAPER VIVERE LIBRI GRIECO E IL SONNO DEL PENSIERO POLITICO di Nicola Sellitti pag. 24 SAPER VIVERE LIBRI APONTE, IL COMMISSARIO GENTILUOMO DI BAGNOLI di Aurora Cacopardo pag. 25 SAPER VIVERE EVENTI SANTA SOFIA MOVIETOUR di Mario Paciolla pag. 26 SAPER VIVERE LAPILLI L’AVVOCATO E LA VILLA DEGLI SPIRITI di Francesco Iodice pag. 28 SAPER VIVERE LAPILLI PINKO, UN “BEAUTY DAY” ALL’INSEGNA DELLO STILE pag. 29 SAPER VIVERE LAPILLI “GIALLO TUFO”, VIAGGIO NEI CAMPI FLEGREI di Marco Scamardella pag. 30 SAPER VIVERE LAPILLI JULIJA, UNA BIONDA IN CARRIERA di Fabio Tempesta pag. 31 EXIT pag. 32 Saper Vivere 2 SOS CITY CHIAIAmagazine 6-7 / giugno luglio 2010 Hai qualcosa da segnalarci? Scrivi a: [email protected] di Massimo Gallotta LA FUNIVIA FANTASMA In via Manzoni c’è la stazione di una funivia, abbandonata e dismessa da quasi mezzo secolo. L’impianto collegava la collina di Posillipo con il sottostante quartiere di Fuorigrotta: il terminal a valle si trovava ai confini della Mostra d’Oltremare, proprietaria tuttora della struttura. La funivia fu realizzata nel 1940 su progetto dell’architetto Giulio De Luca ed era lunga 1629 metri. Poi il progressivo declino fino alla chiusura nel 1961 per motivi di sicurezza, data l’urbanizzazione prodotta dal boom edilizio sul versante collinare. Da tempo l’ente fieristico ha messo in vendita le due stazioni, a quanto pare senza risultato, e attualmente la stazione a monte è stata trasformata in bar panoramico. Nella vicenda, intanto, si è inserita dal 2006 la Prima Municipalità che incalza, ma invano, il Comune perché acquisti le strutture in prospettiva di un rilancio del vecchio impianto a fune. Ma tra Palazzo San Giacomo e la Mostra una trattativa non è mai nemmeno iniziata. Peccato perché collegare Bagnoli a Posillipo potrebbe essere una indovinata mossa turistica e risolverebbe al contempo i problemi di traffico che coinvolgono Coroglio. Dunque: l’ennesima occasione sprecata per la rimonta di una parte importante della città. anno V n.6/7 giugno luglio 2010 DIRETTORE RESPONSABILE Massimiliano De Francesco RESPONSABILE SAPER VIVERE Laura Cocozza PROGETTO E REALIZZAZIONE GRAFICA Ferdinando Polverino De Laureto REDAZIONE Iuppiter Group Via dei Mille, 59 - 80121 Napoli Tel. 081 19361500 Fax 081 2140666 [email protected] SOCIETÀ EDITRICE Iuppiter Group Via dei Mille, 59 - 80121 Napoli CONCESSIONARIA DI PUBBLICITÀ Alabama srl Tel. 081 19573381 - 331 1887959 STAMPA Tuccillo Arti grafiche srl Contrada Regina Trav. via Donadio 80024 Cardito (NA) Reg. Tribunale di Napoli n. 93 del 27 dicembre 2005 Iscrizione al Roc n° 18263 Chiaia Magazine e 10 tornano a settembre A tutti i lettori la redazione augura BUONE VACANZE Lancia il tuo Sos, indica disservizi e problemi del tuo quartiere e proponi soluzioni per rendere più vivibile la città. Contiamo su di te. Le lettere, firmate con nome e cognome, vanno inviate a Chiaia Magazine Via dei Mille, 59 80121 Napoli oppure alla e-mail [email protected] Lo sapevate che... Gentile direttore, Salvatore Di Giacomo visse buona parte della sua vita nel quartiere Chiaia, pertanto sembra strano che il mensile “Chiaia Magazine”, che si occupa dei vari problemi e degli episodi storici di questa elegante zona di Napoli, non abbia ricordato il 150esimo anniversario della nascita del grande scrittore e poeta napoletano ricorso il 12 marzo 2010. A tal proposito invio un mio articolo dedicato alla ricorrenza digiacomiana con la speranza che possa essere pubblicato. Posta in arrivo Renato Scalfaro, Giugliano Gentile direttore, via Cavallerizza è diventata terra di nessuno. Le scorribande notturne di centauri impazziti sono ormai diventate un’assurda consuetudine e ciò che più mi preoccupa, è il silenzio delle istituzioni. E’ sempre più difficile essere cittadini in questa città perché non esiste protezione né percezione di sicurezza. Tempo fa sentivo che si parlava di sistemi di videosorveglianza per monitorare e controllare le vie del quartiere: immagino che tutto sia rimasto in qualche cassetto o si sia perso nei “palazzi” perché ci sono altre priorità. Segnalo, inoltre, che le gang della notte, oltre a utilizzare la via come circuito, si divertono a rompere bottiglie e dare calci alle saracinesche. Senza contare gli scippi che, soprattutto in questo periodo, aumentano a dismisura. Non se ne può più. Sono sempre più tentata a lasciare tutto e trasferirmi altrove. Ringraziamo il signor Scalfaro per la segnalazione anche se del poeta che visse e morì a Chiaia (precisamente nel palazzo di via San Pasquale 35, su cui c’è in bella vista una lapide commemorativa) ce ne siamo occupati più di una volta nella rubrica “Sguardi Lontani” curata da Francesco Iodice. Comunque, il documentato contributo del nostro lettore sulla vita e le opere di Salvatore Di Giacomo lo pubblicheremo a breve sul sito www.chiaiamagazine.it Via Cavallerizza, promesse e gang Di Giacomo, il poeta di Chiaia Lucia Canale, Napoli L piazza deimartiri di Nino De Nicola nuovo in ginocchio e a Iervolino è agli sgoctrionfo del corporativismo cioli. Caldoro è agli CORPORATIVISMO con la tolleranza di pubinizi. Ovvero: il vecLETALE blici amministratori, quelli chio è duro a morire, il del Comune, storicamente nuovo è appena arrivato. educati dalla propria culE così la città, che non tura alla solidarietà nei chiede la luna ma solo confronti dei sindacati. I normalità, resta crocifissa diritti dei lavoratori non si ai peccati mortali di semdiscutono. Ma una capipre: centro storico in tale in ostaggio è davvero pezzi, monnezza a tutto troppo. Lo diciamo da gas, commercio che non commercianti che puntano campa e non crepa, crisui Centri Commerciali mine organizzato e di Naturali (progetto che strada, sprechi, degrado. prevede il sostegno alStorie vecchie. Su una, l’economia al dettaglio dei però, vale la pena rifletcentri storici), lo diciamo tere. Dopo l’apocalisse rifiuti di due anni fa, è tornato il terrore. Ma la come asse portante dell’economia cittadina, ragione, stavolta, si è rivelata proprio terra malgrado le umiliazioni subite. Lo diciamo terra: una vertenza sindacale, un braccio di convinti che anche in democrazia serve una ferro tra Asìa e lavoratori. Risultato: città di mano responsabile e dura. 3 EDITO RIALI di Massimiliano De Francesco Nel 1950 il fisico Enrico Fermi, nel corso di un convegno a New Mexico, domandò ai suoi colleghi: “Se l’Universo brulica di alieni, dove sono tutti quanti?”. Non ne conosciamo la quantità, ma un bel po’ bazzica nei cieli di Napoli. L’incertezza terrestre promuove quesiti marziani. All’esame di maturità, Levi e le foibe sono stati battuti dalla traccia sugli ufo (titolo “Siamo soli?”), piaciuta al 19% degli studenti, con percentuali stellari registrate soprattutto nelle scuole partenopee. Nella scelta avrà forse inciso l’effetto Crispano, il piccolo paese nel Napoletano in cui, il 27 maggio scorso, tre operatori ecologici hanno visto danzare nel cielo due sfere di fuoco dai movimenti repentini, umanamente inspiegabili. Il giorno dopo, tra ritrovamenti di figure geometriche in alcuni campi del paese e un bastimento di testimonianze che ha invaso il web, il valzer degli avvistamenti si è imposto come SPERANZA ALIENA il ballo dell’estate. Nel quartiere Arenella, Sergio Pinfildi, artigiano presepiale, ha notato a metà giugno “una ventina di luci sferiche che si muovevano nel cielo, anche a poca distanza dagli edifici. C’era tanta gente sui balconi… Se sono ufo? Di certo luci così non le avevo mai viste”. A San Pietro a Patierno, la notte del 27 giugno, da una finestra hanno fotografato addirittura un atterraggio di un disco volante in un parco abbandonato dove, chi ha perlustrato la zona dopo la visita luminosa, ha notato strane forme sul prato. Formazioni a delta, puntini rossi dalle evoluzioni supersoniche, ellissi arancioni che sfiorano i palazzi: monitoraggi alieni o balle spaziali? L’ultima bufala arriva da Avellino: un gruppo di giovani notti fa ha segnalato l’avvistamento di luci azzurrine dagli scatti improvvisi nel cielo di Ariano Irpino. continua a pag 4 CHIAIAmagazine 6-7 / giugno luglio 2010 di Marco Mansueto In una recente e illuminante intervista sul Corriere del Mezzogiorno, Claudio Velardi, ex assessore regionale al Turismo e scaltro comunicatore di indubbie capacità, ha inchiodato Bassolino che, con l’intento di far sopravvivere il suo regime, si è dato, soprattutto nell’ultimo anno di gestione del governo regionale, allo sporco gioco di distribuire incarichi e costose bandierine alla sua cricca. Velardi propone che nell’ultimo anno di governo dovrebbero essere impedite nomine e spese pazze perché ostacolano l’azione di chi è chiamato ad amministrare dopo. “Operazioni ciniche,” le definisce l’ex assessore, nate anche da un “aspetto umano”: Bassolino “ha sentito il peso di non mettere per strada una serie di persone. Ma est modus in rebus, le cose si fanno con civiltà”. Il risultato della stregonerie bassoliniane, irresponsabili atti di chi non ha avuto a cuore l’interesse generale ma il funesto RENDERSI CONTO “particolare” della sua “umanità” clientelare, è lampante: Caldoro è ancora nella fase del “rendersi conto”. Il suo mandato attualmente si limita per forza di cose (sforamento del patto di stabilità, organigrammi gestionali da rinnovare, il “blob” delle partecipate, l’individuazione dei soldi stanziati su progetti fantasma) a un profondo monitoraggio della macchina amministrativa che, per il momento, ritarda la fase, più che mai necessaria, del “progettare per rilanciare”. Quello che per i detrattori del neogovernatore è tacciato come “immobilismo”, non è altro che un’inevitabile e complessa ispezione in una casa (e “cosa”) pubblica per troppo tempo dalle finestre oscurate e dalla cucina sempre aperta. A breve, la stessa sorte ispettiva toccherà al prossimo sindaco di Napoli che sarà costretto, nei primi mesi del suo mandato, a rendersi conto del “Comune” senso dello spreco. 4 CO VER centrosinistra “Una suggestiva ipotesi scalza tutte le altre: i marziani puntano a Palazzo San Giacomo. In una città alienata CHIAIAmagazine 6-7 / giugno luglio 2010 SPERANZA Antonio Bassolino, presidente Fondazione Sudd Umberto Ranieri, responsabile Mezzogiorno del Pd Luigi De Magistris, europarlamentare dell’Idv Claudio Velardi, imprenditore Nicola Oddati, assessore comunale alla Cultura Enzo Amendola, segretario regionale del Pd Campania continua da pag 3 Si è scoperto, dopo gli accertamenti dei militari, che non si trattava di extraterrestri ma di aquiloni con led luminosi. Intanto, dall’arcipelago dei blog al pianeta facebook, il traffico di dischi volanti sui tetti di Napoli ha aperto il più classico dei dibattiti: cosa farebbe un alieno una volta atterrato? In “Un marziano a Roma”(1954) Ennio Flaiano descrive l’arrivo di Kunt, solitario viaggiatore di Marte che, accolto come un eroe dal popolo e dalle autorità, impiega il suo tempo a partecipare a ricevimenti, cocktail e banchetti. Star del momento, contagiato da una dolce vita che tutto consuma, con il passar dei giorni, l’entusiasmo cala, tutto si normalizza e Kunt, attrazione in declino, dopo essere stato sbeffeggiato da alcuni giovinastri, cova solo la voglia di ripartire. C’è solo un problema: non si trova più la sua aeronave che alcuni albergatori hanno fatto pignorare. Sorte diversa tocca, invece, a un abitante di Grohn, protagonista del romanzo fantacomico “L’extraterrone” (1987) di Renato Rutigliano, il compianto attore napoletano che compare in tutti i film di Luciano De Crescenzo. In una Napoli che non si stupisce più di nulla, dopo un atterraggio di fortuna per un guasto all’astronave, Kar-Mihn-El, alieno verde come le tute mimetiche, dal “discreto capoccione e gli occhi sereni” si “meridionalizza” e diviene Carmeniello. Nel suo soggiorno terrestre impara a spelare i “puparuoli” e a cuocere, con i suoi ultrapoteri, i maccheroni per la gioia della famiglia Cafiero. Letteratura a parte, perché un alieno dovrebbe venire proprio qui? Ha una smodata passione per il caos? Cibandosi di rifiuti è attratto dal megacasatiello di ecoballe? È incuriosito dall’unico posto dell’universo dove a mezzanotte, ogni santo giorno, da Posillipo a Scampia, si sparano fuochi d’artificio? Desidera riempire il vuoto di Bagnoli, così invitante dallo spazio, con un astrocasinò gestito da un clan di umanoidi? Vuole rapire un falso invalido per proseguire gli esperimenti miranti alla creazione di una razza ibrida che, un domani, potrà integrarsi meglio con la corruttibile razza umana? Una suggestiva ipotesi scalza tutte le altre: i marziani puntano a Palazzo San Giacomo. In una città alienata in cui, con il caso del Lago d’Averno, anche il mito viene sequestrato, la speranza aliena è l’ultima 5 CHIAIAmagazine 6-7 / giugno luglio 2010 ALIENA centrodestra di Massimiliano De Francesco in cui, con il caso del Lago d’Averno, anche il mito viene sequestrato, la speranza aliena è l’ultima a morire” Gianni Lettieri, presidente Unione degli Industriali di Napoli Marilù Faraone Mennella, imprenditrice Marcello Taglialatela, assessore regionale all'Urbanistica Paolo Russo, parlamentare Pdl Mara Carfagna, ministro per le Pari Oppotunità Aurelio De Laurentiis, presidente SSC Napoli a morire. Dal turbolento pianeta della politica, dopo la meteora Sica, dissoltasi nel pasticciaccio della loggia eolica, e la meteorina Del Giudice, atterrata placidamente in Provincia di Napoli, la stella cadente Iervolino, stanca dell’ennesimo rimpasto, espone un cartello luminoso su cui scorre la scritta laser: “cerco replicanti”. Nel 2011 finalmente si vota per non replicare i disastri della sindaca, avatar di Bassolino. È opinione diffusa, in seguito a una collezione di maglie nere che la città ha raccolto in questi anni, il desiderio di una candidatura fuori dal Comune. Anche perché l’eredità che si troverà a gestire il futuro sindaco è una rogna galattica. La soluzione extraterrestre piace: un candidato sconosciuto, che viene da un altro pianeta, disabituato a brigare, con superpoteri e non con “poteri speciali”. Nell’attesa che un marziano prenda coraggio e si decida a scendere a piazza Municipio, è già iniziata la terrena guerra dei mondi di centrosinistra e centrodestra per le elezioni del prossimo anno. Finora ha prodotto, tra smentite, proclami e tatticismi, un’astronave di nomi destinata ad accogliere altri possibili candidati e figuranti. Al momento, per il centrosinistra sono saliti a bordo Umberto Ranieri (il colto), Luigi De Magistris (il giustizialista), Claudio Velardi (il casinaro), Nicola Oddati (l’autocandidato), Antonio Bassolino (il flagello), Enzo Amendola (il rampante); per il centrodestra, invece, Mara Carfagna (la sorridente), Marcello Taglialatela (il predestinato), Gianni Lettieri (il temporeggiatore), Paolo Russo (la sorpresa), Aurelio De Laurentiis (il carismatico), Marilù Faraone Mennella (la decisionista). Insomma, mentre i finiani hanno ripudiato la galassia del Cavaliere, il Pd corteggia il buco nero con impeccabile costanza e i mutanti dell’Udc sono pronti a imbucarsi, dopo alienanti contrattazioni, nella prossima astronave vincente, l’homo neapolitanus continua a scrutare il cielo tra fantascienza e fantapolitica. L’effetto Crispano persisterà in quest’estate marziana, povera di sogni e squattrinata. Alla domanda perché gli alieni brulicano nelle notti partenopee, l’attore Enzo Cannavale, dopo aver sorseggiato una limonata, ha risposto: “Steveme scarse. Comunque a casa mia sono invitati per una ricca spaghettata. A una condizione, però: non devono essere disoccupati”. 6 CHIAIAmagazine 6-7 / giugno luglio 2010 Indagini vere e polemiche manovrate: il presidente di Chiaia attacca i censori FALSI INVALIDI LE VERITÀ DI FABIO CHIOSI F di Alvaro Mirabelli Falsi invalidi: nella maxitruffa di Chiaia gli inquirenti continueranno a scavare. Nel telaio accusatorio, per ora, i presunti registi della vicenda: tra essi, secondo gli addebiti, l’ex consigliere della Municipalità1 Salvatore Alajo e il direttore della stessa Municipalità Angelo Sacco. Con loro i 40 sospetti beneficiari del raggiro, ormai in odore di rinvio a giudizio. Per gli investigatori, però, non è solo una trastola da rione. C’è puzza di sponde eccellenti. E sullo sfondo anche il rischio di speculazione politica. Una storiaccia che di sicuro ha complicato la vita di Fabio Chiosi, presidente della Municipalità1. Innanzitutto: come mai non si è accorto di quanto accadeva nelle stanze della sua Municipalità? Il punto chiave è questo: l’attività delle pratiche di invalidità, fino al 12 giugno 2010, è stata di carattere puramente amministrativo e si è svolta nella sede municipale in piazza S. Caterina a Chiaia e non in quella politica di piazza S. Maria degli Angeli. E su tale attività, secondo la legge 142 che separa nettamente sfera amministrativa e politica, il potere politico non può esercitare controlli. Tuttavia mi sono attivato subito quando una dirigente, la dottoressa Teresa Vitale, nell’ottobre 2009 mi ha comunicato anomalie sospette: così, prove alla mano, abbiamo sporto denuncia. È stata insomma la Municipalità ad avviare un procedimento di indagine e pulizia. È tutto agli atti dell’inchiesta. Eccellenti coinvolti? Lo diranno le indagini. Lo confesso: tutto mi immaginavo ma mai un “ufficio del falso” parallelo alla municipalità. Fabio Chiosi, presidente della Municipalità 1 Teme che qualcuno, cavalcando lo scandalo, chieda le sue dimissioni? Dimissioni? Nemmeno ci penso e, se qualcuno le vuole, è in malafede. So solo che ho avuto il coraggio di denunciare e di espormi. Le strumentalizzazioni, comunque, son storia vecchia: la più stantia è quella sui voti presi da Alajo che nel 2006 avrebbero consentito al centrodestra di vincere a Chiaia con 1.200 voti di scarto sulle sinistre. E allora mettiamo un po’ di paletti. I consensi di Alajo erano personali: li prese come candidato di Fi che appoggiava Chiosi presidente. Se non ci fosse stato Alajo, quei 1.200 consensi sarebbero andati in Salvatore Alajo, ex consigliere di centrodestra automatico al della Mun. 1, arrestato a dicembre 2009 centrosinistra? per l’inchiesta sui falsi invalidi Credo di no. Ma se anche la sinistra li avesse presi, come li avrebbe considerati? Voti sporchi o puliti? Infine: mi appoggiavano 9 liste e ognuna, coi suoi, voti, fu determinante. 7 CHIAIAmagazine 6-7 / giugno luglio 2010 SACCO, VERGOGNA E GOGNA Arrestato come se fosse il più pericoloso dei latitanti con fotografi e giornalisti in fila per immortalare il giorno della vergogna: questo è successo ad Angelo Sacco, direttore della Municipalità 1, uomo stimato a Chiaia (e non solo) finché non gli è piovuta addosso la vicenda dei falsi invalidi. Le accuse nei suoi confronti sono gravissime, ma lo spettacolo mediatico che lo ha “scortato” in carcere ricorda i giorni peggiori di Tangentopoli. Siamo alle solite: la gogna è tratta. Chi ha contribuito alla fuga di notizie? Nessuno. Come sempre. Enzo Serio, consigliere del Pd della Municipalità 1, sulla questione ha le idee chiare: «È abituale vedere arrestati in tv. I giornalisti di solito vengono avvisati per effettuare riprese o foto quando i fermati escono dalla questura o dal Comando dei carabinieri: qui la stampa esercita il suo diritto di informare. Ma se un arresto, come nel caso del direttore Angelo Sacco, è effettuato all’alba a casa dell’indagato che poi viene condotto negli uffici municipali in piazza S. Caterina, e se i giornalisti sono presenti, allora è fuga di notizie a scopo spettacolare: una modalità selvaggia. Ciò a prescindere dalle responsabilità dell’indagato su cui non mi pronuncio, confidando nei magistrati. Il Pd, in caso di arresti eccellenti e non, non grida mai al complotto. In questo caso è auspicabile che il dottor Sacco possa dimostrarsi estraneo alle accuse». Sulla stessa lunghezza d’onda il consigliere municipale del PdL Alberto Pierantoni: «Il rispetto per le persone e la loro dignità è fondamento imprescindibile in ogni situazione, a maggior ragione quando le indagini sono all’inizio. Da sempre affermo che bisogna avere rispetto per l'operato delle forze dell'ordine e della magistratura ma questo deve avvenire anche a parti invertite. Ciò che è avvenuto ad Angelo Sacco, e cioè che come al solito tutti i media fossero informati in anticipo del suo arresto, è l'ennesima dimostrazione che c'è un sistema da correggere per evitare la spettacolarizzazione degli arresti, specialmente quando ci sono indagini ancora in fase iniziale. La vera giustizia è quella che fa il suo corso tenendo presente sempre e comunque la dignità delle persone, soprattutto in una democrazia collaudata». Anche la sindaca Iervolino, quando le arrestarono alcuni assessori, replicò: resto al mio posto. Analogie col suo caso? No. Il centrosinistra fece le barricate intorno a un sindaco in difficoltà per via di assessori da lei stessa nominati. Alajo, invece, malgrado la sua quota voti e le sue intenzioni, non fu certo da me inserito nella giunta di Municipalità: anzi, deluso, si disse indipendente e da allora si è svincolato dalla mia maggioranza. E ancora: il sindaco fu colto in contropiede dai fatti. Io ho agito per scoperchiare l’imbroglio. Dunque: due casi diversi. Dopo la denuncia, lei ha ricevuto minacce gravi. Come vive questo clima in privato? Mi preoccupo per i miei familiari. E non per la lettera anonima, sia pure intimidatoria e ricca di particolari personali reali. Ma è diverso quando sulla porta di casa ti incollano un proiettile e sotto l’uscio infilano un volantino minaccioso: lì mi sono sentito vulnerabile insieme ai miei cari. Questo però non ferma la legalità e non sminuisce la soddisfazione di aver contribuito a fare giustizia soprattutto per gli invalidi autentici, i veri danneggiati. Un’ultima cosa: sono disgustato dallo sciacallaggio politico fatto sulla vicenda da alcuni settori del centrosinistra. Il fango non mi tocca: ma, se hanno argomenti, ci mettano la faccia e riferiscano al magistrato. Diverso il caso di altri avversari politici, mostratisi solidali: li ringrazio. 8 P CHIAIAmagazine 6-7 / giugno luglio 2010 di Oscar Medina Pubblica amministrazione: tagliare senza pietà i costi della politica. Soldi buttati dalla finestra, secondo Palazzo Chigi che la sua «austerity» la sta edificando sui malumori di una nazione, inviperita dagli sprechi di casta. E così l’ultima Finanziaria è diventata una scure: non proprio imparziale, però, visto che le prebende parlamentari restano intatte. I tagli, invece, hanno investito i politici delle Municipalità cittadine: i loro portafogli, per la precisione. In sintesi: al consigliere vengono ridotti i gettoni di presenza alle assemblee di quartiere e i miniassessori municipali si ritrovano lo stipendio abbassato. Gli interessati non hanno gradito ma non è un mistero che, nel panorama delle amministrazioni locali, la municipalità sia diventata una specie di cenerentola improduttiva che, per demeriti propri o altrui, ha scalato a tempo di record le classifiche dell’impopolarità generale. Un declino fulmineo visto che le nuove realtà periferiche, eredi delle circoscrizioni, sono decollate nel maggio 2006: sulla carta, anzi, rappresentavano il baricentro della riforma del decentramento comunale, ambiziosa operazione di ingegneria istituzionale inventata dal professor Raffaele Porta e poi approvata dal Consiglio Comunale nel 2005. L’intento era questo: addio alle circoscrizioni e al loro ruolo di passacarte, e via libera alle Municipalità ovvero 10 microgoverni urbani con autonomia finanziaria e decisionale. Porta stesso, papà del nuovo organismo, e all’epoca pure assessore, esaltava in quei giorni la propria creatura come una svolta nella gestione della metropoli: si parlò di Comune a misura di cittadino, di una città ridisegnata dalle radici coi suoi nuovi governi di Municipalità, eutanasia di una speranza A quattro anni dal decollo, resta al palo il decentramento comunale. Soldi pochi, poteri zero e il rischio di sparire di scena: l’ingrata storia dei governi di quartiere. 9 CHIAIAmagazine 6-7 / giugno luglio 2010 quartiere, di trasferimento di poteri, quattrini e deleghe-chiave (vedi manutenzione) da Palazzo S. Giacomo alle neonate microcittà, di presidenti di Municipalità dotati di prerogative di spesa. Quattro anni e parecchie fregature dopo, invece, la città un’idea se l’è fatta sul campo: le Municipalità, salvo eroiche eccezioni come nel caso del governo di Chiaia, hanno sollevato più ombre di quante ne abbiano dissipate. Una su tutte: con un Comune sull’orlo perenne del crac economico e una Municipalità senza uffici contabili, l’autonomia di cassa è rimasta teoria. E l’indipendenza decisionale? I 10 minigoverni non fanno un passo senza il permesso della giunta Iervolino. E ora agli atti resta solo il bluff di un Comune che, per Municipalità: enti fantoccio da abolire o utili strumenti di governo? Abbiamo rivolto le seguenti domande al presidente della Municipalità 1, Fabio Chiosi, al capogruppo del Pd in consiglio municipale, Vincenzo Serio, e al professore Raffaele Porta, presidente dell’Osservatorio EuroMediterraneo, assessore della prima giunta Iervolino che ideò la riforma del decentramento amministrativo entrata in vigore nel 2006. 1 Municipalità: a 4 anni dal decollo, la riforma del decentramento comunale offre un consuntivo deludente. È d’accordo con questa premessa? 2 Nel dettaglio: quali le luci e quali le ombre del quadriennio gestito dalle microamministrazioni cittadine? 3 Nella polemica sui costi «pazzi» della politica i parlamentini di quartiere sono spesso coinvolti: critiche giustificate? 4 Il governo nazionale ha calato la scure sulle indennità dei consiglieri dei 10 minigoverni urbani. Ma il dibattito coinvolge, in prospettiva, persino l’opportunità di sopravvivenza del cosiddetto «governo di quartiere». Qual è la sua posizione in proposito? FABIO CHIOSI (presidente Municipalità 1 Chiaia-San Ferdinando Posillipo): I Pareri giunta, ha alimentato la sua riforma-fantasma con 10 milioni di euro all’anno: questo, più o meno, il costo di 10 presidenti, 30 miniassessori e 300 consiglieri municipali, considerando gettoni di presenza, indennità e rimborsi liquidati ai datori di lavoro dei consiglieri che, per fare politica, si assentavano dal lavoro. Una manica larga che ora Roma sta restringendo. Gli effetti del gettone ridotto, intanto, sono stati immediati: ora alle assemblee consiliari e alle riunioni di Commissione si presentano in pochi. Segnali ingloriosi di un tramonto precoce? Qualcuno pensa di sì: «Le Municipalità, passate in 4 anni dalla culla alla tomba, vanno eliminate senza rimpianti». 1 Dipende dalle aspettative suscitate 1) dalla riforma. Le Municipalità erano state concepite come dei veri e propri enti autonomi ma solo sulla carta, visto che, non potendo elaborare un vero e proprio bilancio, nei fatti i poteri sono limitati. 2 Le luci riguardano sicuramente lo 2) stretto contatto con i cittadini, la presenza sul territorio e la manutenzione delle strade secondarie. Di contro, l’ombra maggiore è rappresentata dalla scarsa autonomia dei miniparlamentini. 3 I costi sono prevedibili ma a mio av3) viso è eccessivo il numero di 30 consiglieri, troppi. 4 Riguardo ai tagli credo che la scure del 4) governo sarebbe dovuta intervenire a 360 gradi, partendo dai parlamentari. Detto questo, le Municipalità hanno sì motivo di esistere, ma devono essere messe in condizione di lavorare in autonomia. VINCENZO SERIO (capogruppo dell’opposizione consiliare nella Municipalità 1): 1) Il fallimento del decentramento? La sua incopiutezza. Le funzioni dei consigli municipali sono state penalizzate dall’iperesposizione di presidenti e assessori. Le giunte e i consigli si muovono parallelamente, non c’è collaborazione tra assessori e consiglieri: paradossalmente gli uni non sanno ciò che fanno gli altri. 2 2) La funzione positiva delle Municipalità è il ruolo di “front office” dell’amministrazione pubblica per i cittadini. Un ruolo che viene portato avanti con difficoltà e le aspettative sono state disattese a causa dei grossi limiti dell’ente. 3 3) Non condivido le critiche relative ai costi. Anche perché non sono affatto ingiustificati: per i consiglieri i gettoni di presenza, ora aboliti, costituivano un rimborso spese per spostamenti e costi di telefonia, ma non potevano superare i 500 euro. Solo i presidenti e gli assessori percepiscono un’indennità vera e propria, uno stipendio. Non ci sono altri costi aggiuntivi: non sono previsti benefit, né staffisti o auto blu come hanno scritto alcuni giornali. 4 4) Sono contrario all’abolizione delle Municipalità però si dovrebbe metterle in condizione di lavorare sul serio. Questa svolta può avvenire soltanto spostando l’ago della bilancia verso i consigli, ripristinando l’indennità percepita dai consiglieri e dandogli più poteri, altrimenti in futuro chi si assumerà questo compito, spesso ingrato e per giunta gratis? Inoltre, i partiti si devono assumere le proprie responsabilità in merito e scegliere accuratamente i loro rappresentanti che agiscono sul territorio. Il caso Alajo scoppiato a Chiaia conferma questa necessità. 1 RAFFAELE PORTA (presidente dell’Osservatorio EuroMediterraneo, autore della riforma sul decentramento amministrativo): 1) La riforma del decentramento è stata senz’altro deludente perché non è stata mai attuata, almeno non com’era stata concepita sulla carta, se non in parte. Purtroppo non è stata mai applicata alla lettera: inizialmente era previsto un assessore al Decentramento che seguisse le attività dei miniparlamentini e fungesse da anello di congiunzione col Comune, cosa che è decaduta col tempo. 2 2) Purtroppo le ombre sono fin troppo evidenti, soprattutto per quanto riguarda la manutenzione cittadina. Le luci dell’applicazione di questa riforma stento a vederle perché, alla fine, è come se fossero ancora le vecchie circoscrizioni ma con più problemi da affrontare, visto che la riduzione da 21 circoscrizioni a 10 Municipalità ha gravato sulle responsabilità di queste ultime. 3 3) La polemica sui costi è futile in quanto questi sono diminuiti col passaggio da circoscrizioni a Municipalità: meno presidenti, meno consiglieri. Il fatto è che la spesa non è proporzionata ai risultati che le Municipalità hanno prodotto. 4 4) Se la riforma del decentramento amministrativo continua a non essere attuata è inutile tenere in vita delle Municipalità che non rappresentano dei veri soggetti di governo gestionali periferici, con i propri onori e oneri, com’era stato inizialmente previsto ma soltanto dei parafulmini sui quali scaricare le mancanze dell’amministrazione centrale. È ormai chiaro che le ultime due sindacature Iervolino non hanno creduto al decentramento, dimostrandosi dei governi fortemente accentratori. 1 11 LA ST RIA CHIAIAmagazine 6-7 / giugno luglio 2010 Aumentano i casi di violenza tra le mura domestiche. La responsabile del Centro Donna di Posillipo Maria Rosaria Ferre denuncia: “Bisogna far emergere il sommerso” La violenza in cifre IL SILENZIO DELLE INNOCENTI U di Rita Giuseppone Un affetto deviato che diventa morboso, un legame che si trasforma in una stretta soffocante. L’amore distorto che si manifesta come dominio, possesso e, infine, violenza. La difficoltà nell’accettare il fatto che proprio la persona con cui si condivide la vita si sia trasformata in un aguzzino. Questo l’incubo vissuto da tante donne, diverse per età, condizioni socio-culturali e quartieri di provenienza, ma accomunate dal tormento di dover ammettere, innanzitutto a sé stesse, di subire abusi. Una sola via d’uscita: parlarne, aprirsi. Purtroppo ciò accade di rado perché, come confermano i dati del 2009, nell’81% dei casi, l’autore della violenza non è uno sconosciuto ma ha il volto degli affetti più cari: l’ex partner o quello attuale. Maria Rosaria Ferre, responsabile del Centro Donna del Comune di Napoli (assessorato Pari Opportunità), lo conferma: “I dati recenti riportano un maggior numero di denunce rispetto al passato ma non è possibile inquadrare il fenomeno basandosi sulle aggressioni che vengono denunciate perché molte vittime subiscono in silenzio”. Il Centro Donna di via Posillipo 359 - Parco Carelli 8/C, nasce nel 1979 come Centro Studi sulla Condizione della Donna, un centro di documentazione e studio sulla cultura di genere. Nel corso degli anni il centro ha potenziato le attività culturali e politiche per le Pari Opportunità, sviluppando anche statistiche sui parametri occupazionali, sociali, economici e culturali utili per monitorare l’evolversi della condizione femminile. Oltre a fornire ascolto, accoglienza e orientamento su problematiche familiari, di coppia e lavorative, il centro, in collaborazione con associazioni femminili quali Arcidonna Napoli Onlus e Onda Rosa, garantisce consulenza psicologica e gratuito patrocinio per la tutela delle donne nell’ambito del Diritto socio-familiare, economico e lavorativo. “Un altro strumento importante - Dai dati relativi all’anno 2009, raccolti dal Centro Donna sulla base di 828 richieste d’aiuto, è emerso che: - la maggior parte dei casi (il 35,5%) riguarda la violenza psicologica, una pressione continuamente rivolta alla svalutazione della personalità, del lavoro e dell’attività casalinga delle donne, soprattutto del loro rapporto con i figli. - si attesta intorno al 24% la percentuale di donne che ha raccontato di subire violenza fisica. Un dato stabile negli anni che rispecchia il perdurare di un atteggiamento di dominio da parte dell’uomo sulla donna nel rapporto di coppia che si manifesta attraverso la ricerca esasperata di un controllo assoluto. - crescono i casi di violenza economica (15,7%). Rientrano in questa tipologia tutte quelle azioni rivolte a conservare la donna in uno stato di soggezione economica, tra cui il mancato mantenimento dei figli da parte di padri separati che riversano il peso del sostentamento della prole sulla donna. - si sono registrati 52 casi (6,3%) di “stalking”, il comportamento persecutorio da parte dell’ex compagno che segue la donna sotto casa o al lavoro, e la minaccia, la contatta ossessivamente, causando in lei stati d’ansia, stress e paura per la propria incolumità. - sono in aumento i dati sulla limitazione della libertà (9,5%), le molestie sul lavoro (1%) e la cosiddetta violenza assistita (3,1%) in cui i bambini sono costretti ad assistere agli abusi inflitti alla madre. I casi di violenza prettamente sessuale, invece, si attestano intorno al 4%. spiega la dottoressa Ferre - è lo Sportello di orientamento al lavoro, curato dall’associazione C.O.R.A., che guida le utenti alla ricerca attiva di un impiego, aiutandole a inserirsi o reinserirsi nel mondo del lavoro. Altrettanto utile è lo Sportello salute, che informa sui servizi territoriali, offre counseling psicologico e organizza laboratori e incontri orientati alla cura del sé. Inoltre - prosegue - a livello locale il Comune ha stipulato un protocollo d’intesa interistituzionale con le diverse strutture coinvolte (forze dell’ordine, servizi sanitari, servizi educativi e scolastici, tribunali ordinari e per minorenni ecc.) per combattere il fenomeno della violenza di genere unificando la tipologia di ascolto e accoglienza per le vittime e favorendo l’emersione del fenomeno”. Prevenzione, ascolto, diffusione della cultura di genere e promozione dei servizi territoriali sono anche le finalità dello sportello “Pari e Dispari”: la struttura, coordinata da Maria Rosaria Ferre e Maria D’Ambrosio presso l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa, è aperta il martedì e giovedì al servizio dei giovani dell’ateneo e del quartiere. Tutte le attività del Centro fanno parte del “Servizio Contrasto Nuove Povertà e Rete delle Emergenze Sociali”, diretto dal dottor Moscato, e sono promosse e sostenute dall’assessorato comunale alle Pari Opportunità, sotto l’egida di Valeria Valente. L’azione sviluppata dal Comune si inserisce nel progetto Arianna del Ministero per le Pari Opportunità, nell’ambito della Rete Antiviolenza Nazionale Donna, che proprio in questi giorni sta rilanciando la campagna informativa sul 1522, il numero telefonico a disposizione delle donne che subiscono maltrattamenti. Il Centro Donna del Comune di Napoli di Parco Carelli è aperto al pubblico dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13. info: 0817953190-1-3, [email protected]. 12 QUART IERISSIME CHIAIAmagazine 6-7 / giugno luglio 2010 I bambini del Pausilipon a bordo del S. Rita Ancora danni in Galleria Umberto Lo scorso 29 maggio, nell’ambito della nona “Giornata nazionale del sollievo”, l’associazione Asgam Onlus ha organizzato la manifestazione “Sulle orme del sollievo...da Nisida a Posillipo”. Una giornata di mare e solidarietà durante la quale il peschereccio S. Rita, confiscato dalle Autorità in Puglia per traffico di droga, è stato protagonista della sua prima uscita ufficiale nelle acque del golfo di Napoli. Dodici bambini oncologici del Pausilipon, accompagnati dai genitori e da medici e psichiatri del polo ospedaliero si sono imbarcati sul S. Rita e hanno visitato il tratto di costa che va da Nisida fino a Villa Rosbery, apprendendo la straordinaria storia legata ai luoghi più suggestivi del golfo, grazie alle spiegazioni del professor Arturo Armone Caruso, socio onorario Asgam. Durante il tour i bambini hanno gustato cornetti e brioche offerti dallo staff medico per poi cimentarsi nella pesca sportiva, catturando un bel carniere di luvari, pinterrè e perchie che hanno portato a casa. Il peschereccio S. Rita, un’imbarcazione di 11 metri sottratta alla criminalità organizzata che la adoperava nel traffico di stupefacenti, è stato donato all’Asgam che l’ha ristrutturato e attrezzato in modo tale da poter ospitare bambini malati, disabili e disagiati nell’ambito di “Un progetto Napolitano”, iniziativa dedicata al Capo dello Stato e grazie alla quale tanti bambini e ragazzi che vivono condizioni difficili potranno avvicinarsi al mondo del mare, formandosi nella pratica del pescaturismo e di varie discipline sportive per crearsi uno sbocco professionale. Le attività ludiche e didattiche del S. Rita proseguiranno durante tutta l’estate con appuntamenti che vedranno protagonisti i bambini delle scuole del Non c’è pace per la Galleria Umberto. Dopo le numerose polemiche che hanno accompagnato lo svolgimento dei lavori per la ristrutturazione dei supporti e delle vetrate dei quattro bracci e della cupola e quelle riguardanti la questione sicurezza che hanno visto i residenti del varco Angiporto chiedere la chiusura notturna della Galleria (proposta bocciata dalla Soprintendenza), si era arrivati, grazie ad un emendamento approvato dal Comune lo scorso 30 aprile, al ripristino, dopo ben 20 anni, della sorveglianza 24 ore al giorno. Un provvedimento che ha incontrato il favore dei numerosi commercianti della Galleria che lamentavano atti di vandalismo da parte di balordi e la continua presenza di venditori ambulanti. La sorveglianza è decollata lo scorso primo giugno, ma subito sono scattati i primi atti di ritorsione: le vetrine di Antonio Barbaro, da sempre portavoce della lotta per la tutela e la vivibilità del monumento, sono state gravemente danneggiate da ignoti. Inoltre, alcune settimane fa, è crollato l’intonaco dalla parte superiore dell’ingresso su via Toledo, fortunatamente senza conseguenze per i passanti. Un incidente prevedibile, visto che già nel 2009 era rovinata al suolo l’aquila posta a decorazione dello stesso ingresso, anche in quel caso senza provocare danni alle persone. Insomma, dopo tante chiacchiere e tanti soldi spesi, la Galleria Umberto continua ad andare in pezzi. E l’amministrazione resta a guardare. (r.g.) quartiere Sanità e della provincia di Napoli, grazie all’impegno dell’Asgam e dell'associazione "Libera", da sempre impegnata nel recupero dei beni confiscati alla criminalità organizzata. (r.g.) 13 QUART IERISSIME CHIAIAmagazine 6-7 / giugno luglio 2010 Dissesto Comune: arriva la “cambiale generazionale” Via Vetriera, degrado e spazzini fantasma Martedì 15 giugno nella Galleria Navarra di piazza dei Martiri si è tenuta una manifestazione sul tema del debito generazionale organizzata da “Onde Civiche”, la confederazione aperta costituita dalle associazioni che si pongono gli obiettivi di sensibilizzare i cittadini ad una partecipazione attiva alla “res publica” e di promuovere un rapporto di collaborazione tra le istituzioni e la società civile. La manifestazione è stata preceduta da una conferenza stampa che ha fatto il punto sui debiti fuori bilancio e sull’enorme volume di derivati e swap avviati dall’amministrazione Comunale per la mancata capacità di riscuotere alcuni crediti e per l’insostenibile tempo di pagamento dei fornitori. Un debito che ovviamente si ripercuote sulle tasche dei singoli cittadini e proprio per questo durante l’evento i rappresentanti juniores delle associazioni aderenti al progetto “Onde Civiche” tra i nove e i 16 anni di età provenienti da diverse scuole di Napoli hanno letto delle considerazioni in merito e avanzato delle specifiche richieste alle istituzioni, ovvero di essere informati su come Ad un anno di distanza dal termine dei lavori di riqualificazione, molti residenti e commercianti di via Vetriera lamentano lo stato di abbandono nel quale versa la zona. Degrado, sporcizia e vandalismo la fanno da padrona nella strada che si trova a due passi dalla centralissima via dei Mille e che ospita luoghi di cultura e di ritrovo di interesse generale, nonché numerosi esercizi commerciali. Lo scenario che si presenta è deprimente: cumuli di detriti prodotti dai lavori di ristrutturazione all’interno di abitazioni private ammassati sui marciapiedi, rifiuti di ogni genere che giacciono perennemente in strada e, ultimamente, elementi di arredo urbano danneggiati e divelti. Infatti, proprio nei pressi del cinema Delle Palme, recentemente è stato sradicato e portato via uno degli alberi piantati al termine dei lavori anche grazie all’intervento del presidente della Municipalità 1, Fabio Chiosi. I residenti, inoltre, hanno lamentato la totale assenza di spazzini, tanto che in molti, rassegnati al totale silenzio da parte del Comune a fronte delle tante richieste inviate, si sono organizzati in maniera autonoma per pulire la strada, ormai abbandonata a sé stessa, i cui marciapiedi sono diventati preda di orde di motorini. A tal proposito, residenti e commercianti hanno richiesto che vengano installate altre due panchine sui marciapiedi per migliorare la vivibilità di via Vetriera, arginando il fenomeno del parcheggio selvaggio. (r.g.) verranno spalmate queste cifre e per quanto tempo i cittadini dovranno sacrificarsi per far sì che vengano recuperate, oltre alla proposta di istituire un commissario del debito come paventato da Gianni Alemanno, sindaco di Roma. Inoltre, tutti gli studenti intervenuti hanno firmato delle “cambiali generazionali” del valore di 1200 euro a testa e le hanno inserite in un salvadanaio da consegnare al sindaco Iervolino al termine dell’evento che è stato salutato con grande soddisfazione dei dirigenti scolastici degli istituti coinvolti e dei rappresentanti delle associazioni confederate. Tra esse Campania in Movimento, Campania Sanità, Chiaia per Napoli, Consultabitanti, Insieme per Ponticelli, Napoliliberal, Napoli Prima Classe, Napolipuntoacapo, Nuove Botteghe dei Mille e Nuovi Circoli Italia (Posillipo-Chiaia-San. Ferdinando). Campioni di civiltà Gruppo di amici in un esterno: sono i membri dell’Associazione S. Anna in piazzetta S. Caterina da Siena, nel cuore di Napoli. Un gruppo di partenopei veraci che, ad onta degli esempi negativi di cui la città abbonda, merita un 10 e lode per l’amore che sta dimostrando nei confronti di Napoli e del proprio borgo. In quel frammento antico tra Chiaia e S. Ferdinando, infatti, è agli sgoccioli una riqualificazione urbana. La piazzetta è quasi completa. E loro, che la frequentano, l’hanno adottata. Grazie ai soci, infatti, la piazzetta e la nuova aiuola sono tenute pulite. Qua e là, poi, hanno affisso inviti a rispettare il decoro del luogo (il messaggio è innanzitutto per i padroni dei cani). La loro sola presenza, infine, scoraggia gesti di inciviltà. Un piccolo, grande miracolo. Un esempio per tutti. 14 QUART IERISSIME CHIAIAmagazine 6-7 / giugno luglio 2010 Gradoni di Chiaia, arriva il recupero Il morso della Taranta di Paolo D’Angelo CITTÀ FANTASMA 93 mila case sconosciute al catasto italiano: una città fantasma che non paga l'Ici. Milioni di euro evasi da chi froda il fisco. Ministri che con fondi oscuri comprano case di lusso e spariscono. Illegalità mischiata alla crisi economica globalizzata: è il sistema che ci schiaccia, creato per tutelare i grandi interessi illegali. «Tu hai costruito una casa abusiva, vivi nell'illegalità, io società di controllo te lo permetto, ma tu voterai per me e io ruberò come tu hai rubato». E noi? Noi siamo qui! Col nostro lavoro, con i nostri figli, con le speranze, le delusioni, casa in fitto o di proprietà. Spettatori passivi di una tv che vomita problemi e politici: show dove la morte e la vita segnano il passo. Guerre non guerre, ladri non ladri, drogati non drogati. Tutti fanno tutto. E tutti d’accordo: l'innocenza si compra coi soldi. Ricchi e famosi: è l'unico faro. Un politico corrotto di successo è solo un uomo di successo. Un mafioso ricco è solo un uomo ricco. Uno stato con le banche piene di soldi illegali è solo uno stato ricco. E noi? Noi siamo qui! A saldare il conto nel nostro posto di lavoro, a quadrare i conti con le nostre piccole aziende soffocate da un mare di sterco, a difendere la famiglia. Ma siamo anche stanchi di subire: e forse un giorno grideremo al ministro che è un ladro, al mafioso ricco che è un delinquente, al politico corrotto che lui è il colpevole. La storia poi indicherà i colpevoli e darà ragione a chi ha vissuto nel rispetto del prossimo, dell'amore per una vita che non è solo denaro. E allora diamoci dentro per un mondo migliore. Parola della taranta! Forza Italia...e legate la lega! Si sblocca lo stallo della riqualificazione della promenade collinare che da via Chiaia si snoda lungo i Gradoni di Chiaia e via S. Caterina da Siena fino a piazzetta Cariati e al corso Vittorio Emanuele. In breve, il 1° lotto (da piazzetta S. Caterina da Siena a piazzetta Cariati) è quasi concluso: previsti entro luglio i ritocchi finali (in piazzetta S. Caterina da Siena attivazione della fontana e dell’illuminazione, collocazione di un palma monumentale e di panchine, dissuasori nell’adiacente vico Mondragone, sistemazione del sagrato della Pietà dei Turchini con eliminazione di un casotto fatiscente, infine panchine in piazzetta Cariati). Per il 2° lotto (Gradoni di Chiaia), grazie a 200mila euro dell’ultimo bilancio comunale, sarà riqualificato in tempi stretti il tratto da via Chiaia fino all’incrocio con via Nardones: l’intervento è più modesto rispetto all’obiettivo originario che prevedeva la riqualificazione da via Chiaia fino alla già recuperata piazzetta S. Caterina da Siena, ma prelude al completamento dell’intero asse urbano. Linea 6 avanti tutta Fresco maxicontratto da 160 milioni di euro per Ansaldo Sts che così riceve dal governo il finanziamento per altre importanti opere da realizzare nell'ambito della Concessione per la progettazione e la realizzazione della Linea 6 della Metropolitana di Napoli (ex Ltr). La società ha già attivato il tratto da Fuorigrotta a Mergellina che può vantare infatti 4 stazioni funzionanti (Mostra, Augusto, Lala, Mergellina). Adesso, grazie ad una quota delle risorse pattuite, potrà intensificare il prosieguo dell’opera sulla rotta Mergellina-Municipio, completando le 2 stazioni Arco Mirelli e Chiaia/Monte di Dio (che avrà due uscite) e portando a termine l’ultima tratta da Chiaia a Municipio (terminal), compresa la stazione intermedia di S. Pasquale. Sul versante flegreo, poi, sempre grazie alla nuova commessa, Ansaldo si occupera' della costruzione della galleria di collegamento tra la stazione Mostra e l'area dell'ex Arsenale militare di via Campegna. Infine, i fondi residui saranno impiegati per dotare di infrastrutture di appoggio cruciali l’intera metropolitana: dalla realizzazione e attrezzaggio del deposito-officina per il ricovero-manutenzione della flotta di veicoli che serviranno la tratta da un capolinea all’altro alla fornitura del materiale rotabile. Il contratto si aggiunge a quelli firmati nel dicembre 2003 e nel settembre 2007. Dunque un poderoso passo avanti per la rete sotterranea del trasporto su ferro in città. Resta invece ancora tutto da scrivere il terzo capitolo della Linea 6, vale a dire la progettazione già programmata (e il finanziamento) della tratta che collegherà la stazione Mostra a Bagnoli grazie alle 4 stazioni di Campegna, Acciaieria, Città della Scienza e, infine, Porta del Parco. 15 POLI TIK di Mimmo Della Corte LA CAMPANIA PAGA BASSOLINO PONTIFICA “L’indebitamento della Sanità campana oltre ogni limite, oltre a pesare sull’entità e la qualità dei servizi, ha prodotto l’ansia da rientro con effetti devastanti per gli assistiti. Tra le misure del Commissariato per la sanità c’è, infatti, la limitazione delle prestazioni riabilitative a prescindere dalla patologia: così un malato di SLA o di distrofia muscolare o di tetraparesi o cerebroleso, bisognoso di riabilitazione quotidiana, riceve nei fatti un solo trattamento settimanale”: lo ha detto Pietro Diodato, presidente della Commissione regionale Attività Produttive. Ne consegue un’amara domanda: visto che debiti e sfascio, dopo 10 anni di “gestione bassoliniana”, travolgono anche gli altri settori regionali, e dato che, se si fosse trattato di una società privata, sarebbe già stata dichiarata fallita ed il responsabile perseguito per bancarotta fraudolenta, i responsabili di tale disastro pagheranno mai? Pagherà cioè chi, in questi anni, ha prodotto un debito regionale da terzo mondo? Pagherà chi ha dispensato 4 milioni di euro alla Campania Digitale (la “mista” che gestiva il web ed il sito dell’ex governatore) per fare e disfare i portali turistici internet della Regione, convinto che un bel portale cancellasse spazzatura, disservizi, delinquenza? Pagherà chi, in nome dello di Paolo Santanelli* ONDE CIVICHE L’ALLEANZA DELLA GIUSTA SOCIETÀ È almeno da 15 anni che a Napoli si parla di un ruolo attivo dei cittadini in politica. È spuntata l’espressione "società civile" ma non è cambiato granché poiché quest’ultima ha continuato ad essere sistematicamente sfruttata in occasione delle campagne elettorali per poi venire come sempre emarginata. Una svolta significativa vi fu invece nel novembre 2007 quando l'associazione "Chiaia per Napoli" decise di dare voce a chi non ne aveva, portando in piazza 3.000 persone della borghesia napoletana: un’azione che ribadì la volontà partecipativa delle migliori energie della borghesia nel rinnovare pensiero e ruolo della politica a Napoli, mettendo a disposizione competenze e professionalità per il bene della comunità e non per interessi personali/clientelari. Da quel momento l'associazionismo civico napoletano fu la vera novità di uno sbiadito panorama cittadino, dominato da una casta totalitaria che perseverava nel trascinare Napoli nel degrado e nell'illegalità. Fondando allora il proprio ruolo di opposizione sul dissenso CHIAIAmagazine 6-7 / giugno luglio 2010 “Il neogovernatore Caldoro, erede del crac bassoliniano, finora più che fare ha dovuto disfare i vecchi guai” sviluppo turistico, ha fatto realizzare una campagna promozionale di 5 milioni di cui non s’è accorto nessuno? Pagherà chi ha elargito 2 milioni per iscrivere il proprio logo sulla prua di Mascalzone Latino in occasione dell’America’s Cup. Pagherà chi ha dato 750mila euro a Elton John per un concerto in piazza Plebiscito nell’ultima Piedigrotta, per poi sentirsi dire dal cantante che si è esibito gratis? Pagherà chi ha deciso d’investire, attraverso Città della Scienza, 4 milioni e mezzo per fare un’enoteca regionale e 6 milioni per un misterioso “incubatore internazionale”? Pagherà chi ha dato milioni a teatri, enti teatrali e dello spettacolo di area “amica”? Pagherà chi ha commissionato ricerche costose sui “rischi del piercing”, sui “caratteri sensoriali dei salumi”, sui “rischi da molluschi bivalvi”? Costoro pagheranno mai? La risposta è no. Pagheranno invece il neogovernatore Caldoro, erede del crac, che finora più che fare ha dovuto disfare i vecchi guai, e i cittadini su cui ricadranno austerità e ripianamento del debito. Sarò malfidato ma è un fatto che, mentre già piovono sacrifici, Bassolino e i suoi continuano a pontificare soluzioni. Che beffa! popolare e sulla politica del fare, presero corpo numerosi sodalizi civici che, nel confronto con le istituzioni, hanno agito con la protesta ma anche con proposte. Senza, tuttavia, un disegno unitario tra i gruppi, il nuovo associazionismo non si è potuto proporre come forza territoriale in grado di interloquire con le amministrazioni pubbliche. Sono comunque nate le "Onde Civiche", prima confederazione di realtà associative cittadine che, attraverso il coordinamento delle forze in campo, cerca ora di fare massa critica su importanti temi di sviluppo per sollecitare gli enti locali al confronto permanente sul governo di Napoli. Una prima iniziativa, ad esempio, ha trattato del "debito generazionale" contratto dal Comune di Napoli: ne hanno parlato i rappresentanti più giovani di una galassia associazionista che va da Napoli est a Napoli ovest. Associazioni in prima fila, dunque, con nuove strategie. E non più solo Chiaia quindi: ma con Chiaia tutta la città! *presidente "Chiaia per Napoli" “L’associazione Chiaia per Napoli nel 2007 portò 3.000 persone in piazza per dare voce a chi non ne aveva” w w w . i l 1 0 . i t anno II numero 6 /7 apri le 1O porte del piacere irtuosa laPortaV cliente Napoli nuova ncita del sigla una ativo, la rivi orante per 1I/GHP ign rchico dito Coo XXX/Cre rara, ana Rock lto este Fer ario Mo XXXI/Or n Centen XXXII/U Questo mese abbiamo aperto per voi La Porta d’ingresso La Porta magica La Porta del gol L’imPorta La Porta del corpo La Porta virtuosa Sito web: www.il10.it Iscrizione al Tribunale di Napoli N° 7 del 03/02/2009 Iscrizione ROC 16538 In copertina 1O sembra la testata del magazine ma non lo è: 1O diventa così una parte integrante della PASS1ONE. Forse quella più evidente. Semplicemente la CHIAVE d’eccellenza che conduce alle 1O PORTE DEL PIACERE selezionate di volta in volta, che il lettore dovrà aprire con curiosità (fra quelle che ogni mese la redazione selezionerà) magari anche solo “sbirciando” dal buco della serratura. Ogni PORTA rappresenta un pretesto per consentire al lettore di spaziare dove non è mai stato. O, meglio, dove in fondo vorrebbe essere. Una CHIAVE D’ACCESSO per tutto ciò che è aspettativa, pulsione e desiderio, fonte inesauribile di idee, viaggi in luoghi del buon vivere e non, incontri con personaggi must, curiosità, divertissement ma anche una miriade di aspetti della realtà che gioco non sono. Grafia e biografia di Michelangelo al Museo Archeologico Nazionale Grande successo lo scorso 9 luglio per il vernissage dell’attessissima mostra “Vita di Michelangelo. Carte, poesie, lettere e disegni autografi del Maestro” al Museo Archeologico Nazionale. L’esposizione prende l'avvio dalle prime lettere e dalle poesie della giovinezza per giungere alla corrispondenza estrema dell'artista, ormai quasi novantenne, con il prediletto nipote Leonardo; su questa falsariga si incontrano prove grafiche di alto impegno, come i disegni, scelti qui con l'occhio fisso al risvolto biografico, siano essi di figura, o di progetto architettonico, o provenienti direttamente dai cantieri e dalle cave, come i famosi blocchi di marmo schizzati a beneficio degli scalpellini. Il patrimonio inestimabile di Casa Buonarroti è in mostra al Museo Archeologico fino al 23 agosto, dalle 9 alle 19.30 (chiuso il martedì). Info: www.mostramichelangelo.com II Laura Cocozza STAMPA Tuccillo Arti grafiche srl Contrada Regina Trav. via Donadio 80024 Cardito (NA) Nicola Sellitti ART Ferdinando Polverino De Laureto Premiati il 30 giugno durante l’Assemblea pubblica dell’Unione Industriali di Napoli i “napoletani eccellenti”, le personalità partenopee che si sono espresse al meglio nei campi dell’arte, dell’imprenditoria e della comunicazione in Italia e all’estero. L’evento promosso dal presidente dell'Unione Industriali di Napoli, Giovanni Lettieri, ha visto la partecipazione del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, On. Gianni Letta, la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, l’Arcivescovo di Napoli, Crescenzo Sepe e Stefano Caldoro, presidente della Regione Campania oltre a numerose personalità del mondo dello spettacolo. Tra questi anche Massimo Ranieri, insignito della scultura realizzata dall’artista Lello Esposito, per celebrare la brillante carriera del cantante di Santa Lucia, divenuto famoso in tutto il mondo come autore ed interprete. Premiato anche Fabrizio von Arx, violinista e solista delle maggiori orchestre, con una lunga attività concertistica a livello nazionale e internazionale alle spalle. Ferdinando Polverino COMITATO DEL GARANTE DEI LETTORI Raffaele Bellucci Giuseppe Savona Gabriella Napoli Vanda Bocco DIRETTORE RESPONSABILE Alessandra Fabbroni Alessandra Dell’Aquila DIRETTORE EDITORIALE Marco Mansueto Annalisa Tirrito Periodico edito da Associazione Napoli Via Carlo Poerio, 89/A 80121 Napoli Ranieri e von Arx, il meglio di Napoli In questo numero hanno scritto anno due n.6/7 giugno luglio 2010 Sì è svolto lo scorso 6 luglio nella Sala Regionale di Palazzo Armieri di via Marina, 19/C il convegno sul tema “Responsabilità civile e giudizio penale civile e amministrativo”. Marco Mansueto, presidente dell’Associazione Napoli che ha organizzato l’incontro, ha aperto i lavori. Nel corso del dibattito sono intervenuti Pasquale Troncone, Avvocato aggregato di Diritto Penale all’Università Federico II, Sergio Zeuli, Primo Referendario del Tar Campania, Alberto Capuano, Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli, Salvatore Sbrizzi, Sostituto Procuratore della Repubblica di Napoli e Giuseppe Dardo, presidente U.N.A.E.P. Ha coordinato gli interventi Gaetano Brancaccio, avvocato civilista del Foro di Napoli. SPIRAGLI L’Associazione Napoli nel segno della legalità POMPEI È UGUALE AD OGNI ALTRA CITTÀ. LA STESSA ANTICA UMANITÀ. CHE SI SIA VIVI O MORTI NON FA DIFFERENZA. POMPEI È UN SERMONE INCORAGGIANTE. AMO PIÙ POMPEI CHE PARIGI. (HERMAN MELVILLE) Guide multisensoriali, scavi in diretta, visite notturne, percorsi in bicicletta e terme “hard”. Tutte le novità e gli eventi estivi per il rilancio del sito IV/POMPEITOUR V/Fiori, il Commissario del risanamento S Solo nel 2009 ha contato ben 2.087.559 visitatori. Un record che Pompei si è prefissata di surclassare nel 2010, arricchendo la sua area archeologica, già di per sé di massimo interesse, con la possibilità di tour originali e coinvolgenti. Dal primo giugno, infatti, ha aperto al pubblico la Domus di Giulio Polibio, fruibile ai visitatori tutti i giorni dalle 10 alle 18 con la formula del percorso didattico di un’ora per gruppi di 25 persone. Fin qui tutto normale, ma la novità è rappresentata dal fatto che ad accogliere i visitatori nella Domus di Giulio Polibio è proprio l’ologramma del padrone di casa: un ricco liberto, il cui aspetto è ricostruito sulla scorta di studi scientifici. La sua voce accompagna i visitatori negli ambienti più importanti della sua residenza, dove i suoi familiari si rifugiarono al momento dell’eruzione e dove è stata ritrovata la giovane donna incinta, che torna a rivivere anche lei sotto forma di ologramma. Karl Briullov L’ultimo giorno di Pompei POMPEITOUR Lungo il percorso, un video in 3d mostra il restauro digitale degli affreschi, la ricostruzione virtuale dell’abitazione e l’impatto dell’eruzione su di essa. Sempre su via dell’Abbondanza, aperto al pubblico il cantiere dei Casti Amanti che permette ai visitatori di vivere in diretta l’emozione degli scavi: attraverso un sistema di passerelle sospese è possibile osservare dall’alto gli ambienti, mentre una ricostruzione multimediale ne illustra l’originaria funzione. La messa in sicurezza del cantiere, avvenuta dopo anni di abbandono, permette ai turisti di accedere agli scavi mentre archeologi e restauratori sono al lavoro, e di osservarli attraverso dei pannelli trasparenti.>> IV Luglio 2008. Pompei, il sito archeologico più visitato al mondo dopo il Colosseo. viene sottoposto a commissariamento. L’ordinanza numero 3692 della Presidenza del Consiglio dell’11 luglio 2008 parla di una “grave situazione di pericolo” e dispone “interventi urgenti di protezione civile”. Diversi i problemi: il degrado diffuso, puntualmente ripreso dagli organi di stampa, il pericolo di crolli, il randagismo dei cani che la facevano da padrona spaventando i turisti in un’area archeologica che per il 65% era interdetta al pubblico. Poi l’abusivismo. Guide che estorcevano cifre folli ai visitatori e, fuori dagli scavi, le onnipresenti bancarelle a trasmettere un senso d’illegalità diffuso. Febbraio 2009. Marcello Fiori, (nella foto in basso) ex braccio destro di Guido Bertolaso, viene individuato dal Consiglio dei ministri come l’uomo su cui puntare per il rilancio del sito. Fiori, il Commissario del risanamento La più grande emozione in questi anni di lavoro? ''Lavorare a Pompei è un’emozione quotidiana. È un luogo magico, ognuno di noi ricorda la sua prima visita agli scavi, una esperienza che lascia un imprinting. Io ero in gita scolastica, come tanti ragazzi, avevo 16 anni e ricordo che fui affascinato dagli affreschi''. Nell’ultimo anno tanto è stato fatto a Pompei. Quali le cose ancora da fare? "Tutte le richieste avanzate nella delibera di commissariamento sono state soddisfatte: abbiamo impiegato il 90% dei 79 milioni di euro a disposizione per restauri e messa in sicurezza, risolto il problema del randagismo, regolamentato l'attività delle guide. Per quanto riguarda la valorizzazione, il simbolo del lavoro fatto sono il cantiere-evento dei Casti Amanti e la Domus di Giulio Polibio, la prima a Pompei con visita multisensoriale. Finalmente Pompei ha percorsi facilitati ed anche una pista ciclopedonale. Pompei si trova in un'area dove la concorrenza territoriale è fortissima, l'offerta turistica dovrebbe cambiare. La città dovrebbe essere attraente non solo per l'archeologia ma anche per i trasporti, il cibo, il vino. Anche la segnaletica esterna verso gli scavi andrebbe migliorata'' Riguardo all’utilizzo delle nuove tecniche digitali, quali gli esempi virtuosi e le sorprese per il futuro? di Rita Giuseppone E in un anno e mezzo il commissario ha lavorato conducendo interventi straordinari di restauro ed eliminando le piaghe di un luogo che tutto il mondo invidia al Belpaese. Giunto al termine del suo incarico che ha portato alla recente revoca dello stato d’emergenza sull’area, Fiori traccia un bilancio di questo anno e mezzo vissuto appassionatamente. “La casa di Giulio Polibio ci conferma che l'applicazione delle nuove tecnologie all'archeologia è una bella realtà. Penso sicuramente all'evoluzione delle tradizionali audioguide e alla possibilità di scaricare dall' iPod applicazioni dedicate. I campi di applicazione nei beni culturali sono tanti e anche Pompei si sta muovendo in tal senso''. Debellati degrado e abusivismo, il sito ora registra il 20% di presenze in più V 1 L’ANFITEATRO SI ACCENDE SOTTO LE “LUNE” L’Anfiteatro è una delle tappe del percorso “Le lune di Pompei”, una visita notturna degli scavi, arricchita da giochi di luci, suoni e antichi racconti. La voce fuori campo dell’attore Luca Ward accompagna le immagini proiettate sull’Anfiteatro, ricordando allo spettatore che il modo di divertirsi di duemila anni fa non era poi molto diverso da quello che viviamo noi oggi. Itinerario Pomepiano >> Dal 27 maggio è possibile pedalare tra le Domus grazie a Pompei Bike, il percorso in bicicletta (propria o da noleggiare in loco) di 5 chilometri che va da piazza Anfiteatro a Villa dei Misteri, lungo il quale i turisti possono lasciare le bike nelle apposite rastrelliere per entrare facilmente a piedi nella città antica. Di notte Pompei si accende sotto la luce di ben sette lune, mentre suoni, voci fuori campo e guide d’eccezione la fanno rivivere. È il percorso “Le lune di Pompei”, organizzato dall'Ente Provinciale per il Turismo di Napoli. I giardini delle Domus si animano, regalando al visitatore una visione inedita, tra passeggiate estive dopo il tramonto ed eventi dedicati, come “La notte degli astrofili”, il 10 agosto, nella notte di san Lorenzo. La recente messa in sicurezza delle Terme Suburbane, scoperte 50 anni fa e famose per i dipinti erotici al loro interno, ha permesso l’apertura notturna del complesso, fruibile solo al pubblico adulto. I 16 pannelli della piscina, infatti, rappresentano immagini di varie posizioni e prestazioni sessuali, tra cui anche una scena d’amore di due donne. Tutti i percorsi e gli eventi, come l’apertura del Teatro Grande, inaugurato il 10 giugno da Riccardo Muti insieme all’Orchestra Giovanile “Luigi Cherubini”, e la serata inaugurale del Campania Teatro Festival Italia, dove la Nona Sinfonia di Beethoven eseguita dall’Orchestra e il Coro del Teatro San Carlo ha fatto registrare il tutto esaurito, fanno parte del programma “Pompei Viva 2010”, realizzato dal Commissario delegato per l’area archeologica di Pompei Marcello Fiori e dalla Soprintendenza Speciale per i Beni archeologici di Napoli e Pompei, allo scopo di far rivivere la città emersa dagli scavi quasi 2.000 anni fa. RITI ORFICI NELLA VILLA DEI MISTERI MA COME, INVECE D'ANDARE IN CITTÀ M'HAI PORTATO A POMPEI, TUTTE RUDERI! (DAL FILM: “TOTÒ E PEPPINO DIVISI A BERLINO”) La Villa dei Misteri fu così chiamata per i dipinti in una stanza dell'abitazione. Questo spazio era probabilmente un triclinio, ed era decorato con affreschi molto raffinati. Sebbene il soggetto attuale degli affreschi sia fortemente dibattuto, la più comune interpretazione delle immagini è che siano scene dell'iniziazione di una donna ad un culto dionisiaco, o, secondo una recente interpretazione, scene di riti Eleusini, una tradizione pagana dell’Attica greca. CASTI AMANTI, CANTIERE IN DIRETTA Casa di un ricco panettiere, è così chiamata per il pannello decorativo che raffigura il bacio innocente di due innamorati. Riportata alla luce nel 1987, non è mai stata accessibile al pubblico. Ora il cantiere è stato protetto da una copertura che ne assicura un intervento completo di tutela e conservazione, mentre un sistema di passerelle sospese permette ai visitatori di osservare gli archeologi al lavoro. 2 VI 3 LO STILE POMPEIANO NELLA DOMUS DI OBELLIO FIRMO Una delle Domus di recente riapertura è quella di Obellio Firmo, decorata in secondo stile pompeiano, in auge dall'80 a.C. fino alla fine del I secolo a.C. In questo tipo di pittura elementi come cornici e fregi con tralci vegetali cominciano ad essere dipinti invece che realizzati in stucco, riproponendo così, con abile gioco illusionistico di colori e ombre, ciò che durante il primo stile si realizzava in rilievo. 4 PEDALANDO TRA GLI SCAVI Un itinerario lungo le mura perimetrali della città antica che unisce la visita agli scavi e a domus aperte al pubblico, alcune per la prima volta, ad una passeggiata in bici o a piedi su quello che può essere definito il percorso ciclabile più bello del mondo, tra archeologia, natura e scorci panoramici, dalle rovine al mare. Un modo veramente nuovo di vivere l’area archeologica per tutta la famiglia. 5 VII Pillole Pomepiane gli eventi futuri? Durante il Maggio dei Monumenti sarà inaugurata un’altra mostra in collaborazione con il Cervantes di Napoli dedicata alla Napoli spagnola. Sette busti di santi spagnoli e compatroni di Sopprinntend denza Speci iale in un Napoli saranno esposti r i Be e ni Archeologic ci per percorso logico che N ap p oli e Pompei di testimonieranno che “Napoli w .pompeiisites.org www era spagnola”. Uffficcio Informazionni e-mail: [email protected] Porta Marinna tel. +399 081 8575347 Viale dellee Ginestre tel. +399 0818575447 Oraari: Novembre - Marzo, tuttti i giorni dalle orre 8..30 alle ore 15.30 Aprile - Ottobre, tutti i giiorni dalle orre 8..30 alle ore 18.00 Bigliietteria Porta Marinna: tel. +399 081 8575348/9 +39 081 86199003 Piazza Anfiteatroo Viale dellee Ginestre Oraari: Novembre - Marzo, tuttti i giorni dalle orre 8..30 alle ore 15.30 (Usscita ore 17.00)) Aprile - Ottobre, tutti i giiorni dalle orre 8..30 alle ore 18.00 (Usscita ore 19.30)) Il servviziio accooglienza distrribbuisce gratuittamentee una pianta deggli scavi dii Pomppei e forrnissce innformaziioni turistico--culturralii sugli itineerari nellle arree di propria competenza. CENTRO IPPICO ADRIANA ASD-FISE Il Centro ippico Adriana ASD, affiliato olimpico FISE, è situato a pochi chilometri dall'uscita Benevento centro (Contrada Coluonni, 1). Circondato da alti pini e immerso in una folta vegetazione, è il luogo ideale dove praticare l’equitazione, per cavalieri e amazzoni grandi e piccoli, sotto la guida professionale di istruttori federali. La struttura Le attività • Maneggio in sabbia 30x45mt dotato di illuminazione • Tondino diam.15mt. per addestramento cavalli • Paddocks su larghe superfici con 15 box • Scuderia con 14 box al coperto e selleria • Abbeveratoi, mangiatoie, lettiere in truciolo biologico • Lavatoio con docce e lampade per asciugatura cavalli • Clinica veterinaria con sala operatoria, sala raggi e laboratorio • Club house per soci • Ampio parcheggio riservato e illuminato • Giardino ombreggiato per relax cavalieri e non • Scuola pony per bambini dai 4 anni in poi • Scuola di equitazione preagonistica ed agonistica • Passeggiate, escursioni, trekking • Stazione di monta naturale ed artificiale equina • Centro di cura e riabilitazione equina • Centro di inseminazione artificiale equina Aperto tutti i giorni la mattina dalle 9 alle 12 e il pomeriggio dalle 16 alle 20 nel periodo estivo e dalle 15 alle 18 nel periodo invernale. Centro Ippico Adriana ASD Contrada Coluonni, 1-82100 Benevento Per info e contatti: Dott.ssa Adriana Donatiello 3355436464 - 3289734637 -3346677304 e-mail: [email protected] Ogni favola è un gioco ed è vera soltanto a metà IX/SUPERTOTO L Lo scenario è di quelli che ti riconciliano con la città: vista da qui Napoli non la batte nessuno. Il golfo appare in tutta la sua magnificenza dal sesto piano dell’edificio dell’hotel Mediterraneo, quartier generale di Salvatore Naldi, numero uno del gruppo alberghiero che porta il suo nome e, da luglio dello scorso anno, al vertice della Federalberghi Napoli, l’associazione aderente a Confcommercio. Figlio e nipote di noti imprenditori alberghieri, Naldi, sguardo limpido e sorriso sornione, è sposato e padre di quattro L’imprenditore Salvatore Naldi svela la regola d’oro della sua vita: pensare in grande. Molto in grande. La passione per i cavalli, le “olimpiadi” capresi e la voglia di scommettere ancora su Napoli... E’ assurdo che in una città turistica come la nostra non esistano bagni pubblici. A settembre 2009 l’assessorato comunale ci assicurò che si sarebbero fatti in tempi brevi. I soldi c’erano. Siamo a luglio e non abbiamo più avuto notizie... figli: Giovanni (“con lui siamo alla quarta generazione di imprenditori, visto che ora è direttore dell’hotel Renaissance Mediterraneo”), Cesare (“si sposa a luglio a Panarea, il luogo dove si è innamorato”), Raffaella (“ha ereditato da me la passione per i cavalli), e Francesco (“16 anni, alto 2 metri, il più coccolato come tutti i figli minori”). Non potrebbe mai fare a meno di sua moglie Teresa e dei suoi cavalli, soprattutto di Kamacho, un olandese baio castrato. Per “Toto”, così lo chiamano tutti, la regola d’oro del saper vivere è una sola: pensare in grande. Molto in grande. Vedi, ad esempio, l’accordo in franchising con la catena americana Marriott, il primo e unico torneo equestre realizzato a Capri (“ricordo ancora io solo alle tre di notte su un pony che nitriva, andare avanti e indietro per le vie dell’isola”), le “toto-olimpiadi” nella sua villa caprese (“una sorta di giochi senza frontiere tra 100 coppie di amici e ospiti…c’era anche SUPERTOTO X Brooke di Beautiful”) e l’avventura ambiziosa del Calcio Napoli. Una cosa è certa: l’uomo Naldi insegue i sogni (e li realizza) senza lasciarsi frenare dal prezzo della passione. Seduto dietro la sua scrivania, puntando il dito verso il molo Beverello esordisce: «Vede che spettacolo? Peccato che sia un quadro di lontananza: a volerla visitare, la città è un percorso ad ostacoli con tutti i cantieri aperti che ci sono». Poi continua: «La risistemazione del Molo Beverello, pensata per rendere più sarebbero fatti in tempi brevi. I soldi c’erano. Siamo a giugno e non abbiamo più avuto notizie. Sembra un problema minore ma non lo è. È una cosa basilare: in una città turistica non si può pretendere che gli esercizi commerciali si sostituiscano ai servizi pubblici. Però in compenso a Napoli sono aumentati alberghi e Bed and breakfast Sì, e questa è stata un’ottima cosa sotto il profilo occupazionale ed indicativa della volontà di rappresentata dalla possibilità di cambiare la destinazione d’uso di una parte dell’albergo. Ma la riconversione del vincolo alberghiero oggi è difficilmente ottenibile. Servirebbe da parte del Comune una maggiore apertura in questo senso. E per quanto riguarda la Regione? Confidiamo nella nuova Giunta regionale per l’ottenimento della più volte promessa ed invocata legge regionale sul Turismo. Ed auspichiamo che il nuovo assessore al Turismo sia disposto ad intraprendere una reale consultazione e un confronto produttivo con tutti gli operatori per arrivare ai risultati di cui il settore ha bisogno per invertire una rotta da più anni in rosso. Quali iniziative pensate di mettere in campo per migliorare il rapporto con le Istituzioni? Stiamo costituendo un consorzio di albergatori col quale intendiamo proporci come soggetti partecipanti alla messa in opera dei progetti sul settore. E siamo pronti con le nostre idee a fare in modo che Napoli non sia più solo una città di passaggio ma di soggiorno turistico, come merita. di Laura Cocozza “Mazzarri è stata una sorpresa per tutti. Se fossi il presidente prenderei subito Balotelli” accogliente un luogo che è il biglietto da visita delle isole, giace ancora in qualche cassetto, come tanti altri progetti. Per non parlare di Bagnoli…cosa si è fatto finora per Bagnoli?». Insomma, la città dei cantieri lumaca frena il turismo? È chiaro. Alla crisi economica internazionale e alla diminuzione del potere d’acquisto delle famiglie si sommano i disagi oggettivi della città. Gli imprenditori del settore alberghiero e tutte le categorie legate al turismo, commercio compreso, hanno più che mai bisogno di tempi certi di attuazione dei lavori. Purtroppo non riusciamo neanche ad avere i servizi elementari. Quali ad esempio? I bagni pubblici, per dirne una: a settembre 2009 l’assessorato comunale ci assicurò che si intraprendere. Ma la ratio con la quale sono state concesse le licenze non ha tenuto conto spesso delle reali necessità del luogo. Per cui si è generata una dispersione del flusso turistico, con un abbassamento di presenze negli hotel già esistenti che ha raggiunto anche il 50 - 55 per cento. Si sarebbe potuto evitare, almeno in parte, se le Istituzioni avessero consultato le associazioni di categoria. Stando così le cose, come si potrebbe intervenire? 10 anni di licenze facili hanno determinato una situazione difficile da risolvere, soprattutto per i grandi albergatori. Riempire un albergo di 10 piani nella città delle emergenze continue è stato e sarà problematico. Una alternativa per gli alberghi che sono in crisi strutturale, potrebbe essere XI A proposito di progetti, che ne pensa del Forum delle culture? Un’opportunità o un bluff? Noi ci crediamo. Ma a patto che prima la città venga dotata delle infrastrutture adeguate, al pari di Milano, Roma, Venezia. E soprattutto a patto che ci sia la partecipazione del pubblico e del privato, sul modello di Barcellona. Insomma, noi imprenditori vogliamo essere una parte attiva dello sviluppo dell’offerta turistica cittadina, perché abbiamo gli strumenti, la conoscenza, le risorse umane e la voglia di scommettere ancora una volta su questa città. In ultimo, torniamo alle passioni… Se oggi fosse presidente del Napoli…? (Sorride) Mazzarri è stata un’ottima scelta, una sorpresa per tutti. In attacco prenderei subito Balotelli. Carratelli e lo “sceicco” Ferlaino È stato presentato lo scorso 3 giugno alla Fnac di via Luca Giordano il volume “Ferlaino sceicco di Napoli Palazzi, amori e scudetti” del giornalista e scrittore Mimmo Carratelli. Una biografia affettuosa ma acuta che in 27 capitoli narra la formidabile ascesa dell’ingegnere che ha “scippato” Napoli e il Napoli al comandante Lauro, ascesa non priva di polemiche. Ferlaino imprenditore, dunque, ma anche uomo, con una carriera da latinlover di tutto rispetto, vissuta vorticosamente tra vizi e passioni. Uno sceicco che si è saputo muovere con arguzia tra i palazzi del calcio e quelli del potere e, sullo sfondo, una città in via di trasformazione che già portava in sé il seme della decadenza futura. Donne, automobilismo, aviazione e, nei suoi 33 anni di presidenza del Napoli, due scudetti, una coppa Uefa, una Supercoppa Italiana e due Coppe Italia. Fu vera gloria? Carratelli lascia ai posteri l’ardua sentenza, la giustizia invece ha già emesso la sua. LAPORTA DELGOL XIV/Un cronista nel pallone In qualunque angolo del mondo c’è un bambino che tira calci ad un pallone e milioni di adulti che vorrebbero essere quel bambino Un cronista nel pallone Tifoso napoletano per grazia di Dio: Carlo Alvino, il patriota del microfono «Mai mollare: 26 anni alle costole del Napoli e un microfono come passepartout. Un’altalena di paradisi e di inferni: ma la bandiera non si discute, si ama». XIV «È troppo! E’ troppo! Sto sognando». E a seguire: «Grazie a Dio sono tifoso del Napoli». 31 ottobre 2009. Olimpico di Torino, effetto notte: Juventus Napoli, è corpo a corpo. Eroismi sul campo, sugli spalti pressione a duecento. Ma il tifo partenopeo è già nello zucchero: il Napoli ha rimontato due gol alla vecchia signora. Poi Hamsik accoltella a morte la Juve: 2 a 3 leggendario. In Tribuna Stampa, settore azzurro, le regole saltano: si sviene, si piange, si urla. Ma Carlo Alvino, mitico cronista di Canale 9, fa anche di più: delira. Lui, che sul due a due ha già perso la testa, al terzo gol sbarella senza ritorno e regala in diretta al popolo azzurro due minuti di schiumante libidine: all’inferno l’aplòmb, in postazione c’è un militante da curva estrema che sta sgretolando i compassati schemi della telecronaca da accademia. Alvino rantola tra le lacrime ma quello squillante «grazie a Dio...etc» lo sentono tutti. Adrenalina che straripa sulle frequenze di Canale «Il Napoli? Un destino per me. Che inizia appunto nel 1984 quando entrai a Telelibera. Era estate. E tra Juliano e il Barcellona la trattativa per Maradona era “calda”. Si ammala il collega incaricato di intervistare il Pibe e in Spagna mandano me, la matricola. Cysterpiller, il manager, rimandava di continuo l’incontro. E io aspettavo: incollato ad una poltrona nella hall del Reina Sophia. Poi, un giorno, una voce alle mie spalle che chiede: “Quien es el periodista?”. Era Diego. Feci lo scoop e nacque anche una grande amicizia». Un debutto di fuoco. Una vita di conseguenza: da patriota del club. Nel bene e nel male. «Mai mollare: 26 anni alle costole del Napoli - si scalda Alvino - e un microfono come passepartout. Un’altalena di paradisi e di inferni: ma la bandiera non si discute, si ama». L’allusione è all’allucinante calvario di retrocessioni iniziato nel ’98: 8 anni di fango fino alla resurrezione in A del 2006. «E chi se li scorda! - ridacchia - Nato e Azzurro no limits È Una formula che all’inizio sembrava un azzardo: Carlo Alvino, metà cronista, metà tifoso, in tribuna stampa, con la telecamera inchiodata addosso per tutto il match, a raccontare, anzi «vivere», la partita per conto di quelli a casa. «Tutti in campo. In diretta dagli stadi d’Italia», la trasmissione cult di canale 9, se l’è inventata nel 2004 Enzo Coppola, storico director dell’emittente. E fin da subito la faccia e il commento ce li ha messi Alvino. Un boom. E quando si è aggiunta la diretta Streaming che consente, collegandosi a www.canale9.it, di vedere la trasmissione in ogni parte del mondo, «Tutti in campo» è diventata ecumenica: un must per i napoletani di tutto il pianeta. E anche una spia efficace per tracciare la mappa mondiale della nazione azzurra, «perchè è possibile individuare spiega Alvino - dove si trovano gli spettatori di “Tutti in campo”. Un esempio? Afghanistan e Libano: sono i militari napoletani. E poi contatti da località classiche del viaggio di nozze, perfino la Polinesia: ovviamente neomariti-ultrà in luna di miele». di Alvaro Mirabelli 9 per essere amplificata a cascata da You Tube. Lui non lo sa ma quel che va in onda è la beatificazione digitale del giornalista-supporter, l’orgasmo mistico via etere col tifo napoletano. Ma è pure un lampo di abbagliante notorietà. Lo cercano le televisioni che contano. «In 48 ore - rammenta Carlo - mi sono fatto il giro delle trasmissioni di punta di Rai, Mediaset e Sky: una specie di riconoscimento per quel siparietto di passione azzurra». Compiaciuto? «Ovvio. Ma la laurea da “personaggio” non mi interessa»: Carlo Alvino è tutto in questa battuta. Perché lui, 50 anni, casa al Vomero, due figli a carico, responsabile della redazione sportiva di Canale 9 e trascinatore dal vivo di «Tutti in campo. In diretta dagli stadi d’Italia», lui, dicevamo, del Napoli è malato cronico e questo gli basta: solo che a questa natura ha sovrapposto, dal 1984, il mestiere di giornalista. Che esercita a modo suo: inappuntabile finchè la tensione del match è modesta, barricadero se la temperatura si alza. Già, il 1984: anno fatale per Carlo. Lui rievoca: cresciuto a pane e scudetti, e poi trascinato nelle periferie remote del calcio. Ricordo un Teramo - Napoli: stadio scoperto, uragano dal cielo, ombrelli sventrati, piedi a mollo in una pozzanghera, intorno a me una selva di cavi elettrici. Un incubo. Ma dubbi mai». Insomma, questione di fede: «Certo. Gli anni bui non appannano i trionfi vissuti in azzurro. Uno su tutti. 29 aprile ’90: Napoli - Lazio, domenica finale del secondo scudetto. Ero l’unico giornalista sul bus che portava la squadra al S. Paolo: un onore. Ebbene: da XV Soccavo allo stadio un unico corridoio umano di 200mila persone festanti. Un nodo alla gola. Che brividi!». Nostalgia canaglia. Ma l’amore azzurro è immortale e anche adesso dispensa vertigini: la squadra è in Europa. E le azioni di Carlo continuano a lievitare. È stato lui a firmare la videoregia di «El Diego. Concerto n.10 per Maradona e Orchestra»: l’opera, composta da Roberto De Simone, è andata in scena al S. Carlo all’inizio di giugno. Perché, se si parla del Pibe, l’ultima parola è di Carlo Alvino. XVIII/OPERAZIONE ANTICRASH Non importa ciò che è, ma quello che diventa importante: un’irrinunciabile porta-spia su ciò che non si può non sapere N Nello scorso mese di maggio il Senato ha approvato le modifiche al codice della strada contenute nel ddl sulla sicurezza stradale. Ora il testo passa alla Camera in terza lettura per il via libera definitivo. Appare opportuno riportare e commentare le principali modifiche approvate. Parimenti condivisibili sono le norme che obbligano all’uso della cintura di sicurezza anche sulle mini-car e che inaspriscono le sanzioni per coloro che ne modificano la velocità, anche se in quest’ultimo caso sarebbe stato più opportuno stabilire il sequestro del veicolo. Infine devono valutarsi positivamente le norme che impongono l’uso del casco per i bambini che vengono trasportati in bicicletta e per i limiti di velocità per i motocicli con a bordo bambini piccoli, ma anche queste modifiche non consentiranno di risolvere i problemi (soprattutto nelle grandi metropoli) dove sarebbe opportuno creare delle piste ciclabili e costringere gli amministratori locali ad individuare delle aree dove realizzare tali forme di trasporto utilizzate in tutta Europa tranne che nel nostro Bel (?) Paese. *Giudice per le indagini preliminari MULTE E presso il Tribunale di Napoli RICORSI NOTIFICA I verbali di contestazione delle violazioni al codice della strada devono essere notificati entro 60 giorni (e non più entro gli attuali 150 giorni) Ricorso ai giudici di pace Soppressa la norma che riduceva da 60 a 30 giorni il termine per proporre ricorso ai giudici di pace e È nato il Criss, introduceva lo specifico termine di 60 giorni se l'interessato risiedeva all'estero. il primo MULTE A RATE centro Rateizzabili le multe a partire da 200 euro, a patto che si abbia un reddito, risultante regionale dall'ultima dichiarazione, non superiore a integrato 10.628,16 euro. AUTOTRASPORTATORI di sicurezza Inasprimento delle sanzioni per i conducenti alla guida di autoveicoli per il trasporto di persone o cose che superano la stradale in durata dei periodi di guida prescritti o non osservano le Campania disposizioni sul riposo giornaliero. Attenuazione solo per le sanzioni più lievi. Innalzata da 65 a 70 anni l'età dei conducenti di mezzi pubblici, autocarri e Tir. STRETTA SULLE PATENTI ALCOL ZERO PER NEOPATENTATI E CONDUCENTI PROFESSIONALI Per chi ha la patente da meno di 3 anni e per i conducenti professionali arriva il divieto di mettersi al volante dopo aver bevuto alcol. PROVA D'ESAME PER RECUPERARE I PUNTI La riacquisizione dei punti persi sulla patente avviene al termine di una prova d'esame da effettuarsi secondo le modalità stabilite da un decreto Infrastrutture da emanare entro 180 giorni dall'entrata in vigore della legge. NIENTE MINICAR SENZA PATENTE Chi ha subito il ritiro della patente non può condurre ciclomotori e microcar e non può conseguire il certificato di idoneità alla guida dei ciclomotori. RILASCIO PATENTE Per il rilascio della patente, anche professionale, è necessario esibire un certificato da cui risulti il non abuso di sostanze alcoliche, stupefacenti e psicotrope, rilasciato in base ad accertamenti clinicotossicologici. Identica certificazione è richiesta al rinnovo per i conducenti professionali. BICI, MOTOCICLI E MINICAR CASCO IN BICI FINO A 14 ANNI Corretto il discusso emendamento sul casco in bici obbligatorio per tutti. La nuova riformulazione inserisce l'obbligo per i bambini fino a 14 anni. MANO PESANTE PER CHI TRUCCA CICLOMOTORI E MINICAR Sanzioni in salita (ora da 389 a 1.556 euro) per chi le trucca, ma anche per chi circola con mezzi che sviluppino una OPERAZIONE Tra queste modifiche ve ne sono alcune che appaiono immediatamente condivisibili ed altre, invece, che lasciano, francamente, perplessi. Difatti appare sicuramente condivisibile inasprire le sanzioni per gli autotrasportatori che non rispettano gli orari previsti per riposo giornaliero o che superano la durata del periodo di guida, mentre non si comprende la modifica che consente l’innalzamento del limite di età per la guida di mezzi pubblici, tir ed autoarticolati. Sarebbe stato opportuno, subordinare la possibilità di guidare tali Alberto Capuano* veicoli alla effettuazione di una visita medica preventiva al fine di verificare l’idoneità del conducente in relazione alle attuali condizioni fisiche (basti pensare all’incidenza che può avere sulla capacità di guida la sussistenza di una patologia quale il diabete). Sicuramente condivisibile è, invece, la norma che vieta per i neopatentati e per i conducenti professionali di mettersi alla guida dopo aver bevuto sostanze alcoliche, così come sarebbe stato opportuno vietare la vendita di alcolici sugli autogrill autostradali sia nelle ore notturne sia in quelle diurne e ciò al fine di prevenire il pericolo di condotte di guida pericolose. XVIII velocità superiore a quella prevista (da 48 a 594 euro) o con mezzi non più rispondenti alle caratteristiche originali CINTURA DI SICUREZZA SULLE MINICAR Arriva l'obbligo anche per chi è al volante di una minicar di allacciare la cintura di sicurezza. BAMBINI IN MOTO Consentito portare in moto bambini da Un centro di monitoraggio dell’incidentalità stradale, uno strumento tecnologicamente avanzato, capace di dare 6 a 12 anni (fino a 5 anni la normativa una visione realistica e tempestiva delle condizioni di viabilità e agibilità delle strade, un archivio di dati prevede già che non possano salire) necessari per analizzare la piaga degli incidenti stradali che, solo in Campania, causano oltre 300 decessi alloggiandoli su un apposito sedile di sicurezza l’anno. Questo è il Criss, il progetto realizzato dall’Arcss (Agenzia regionale campana sicurezza stradale) omologato, con appoggi per gli arti superiori e per conto della Regione Campania e del Ministero dei Trasporti. L’iniziativa, che per la sua rilevanza inferiori. La norma entrerà in vigore dopo nazionale, ha beneficiato del finanziamento di 1,6 milioni di euro da parte del Ministero a cui si è l'approvazione di un decreto ad hoc Limiti di velocità con bimbi a bordo aggiunto quello di un milione di euro di co-finanziamento dalla Regione Camapania, è stata I motocicli a 2 e 3 ruote con a bordo bambini di statura illustrata dall’Amministratore delegato dell’Arcss, Antonio Coppola (nella foto). «Il compito del inferiore a 1,5 metri non può superare i 60 km/h o i limiti Criss - ha spiegato Coppola - non è solo di produrre “radiografie” particolareggiate sul minimi se superiori a 60 km/h. Le disposizioni si applicano fenomeno dell’incidentalità stradale, ma soprattutto di elaborare “diagnosi” accurate che 90 giorni dopo l'approvazione di un decreto ministeriale ad possano consentire agli organi competenti di individuare la “terapia” più idonea a hoc prevenire e a ridurre i sinistri e le loro conseguenze». BICI SUI MARCIAPIEDI Consentita la sosta delle biciclette sui marciapiedi e all'interno delle aree pedonali in mancanza di appositi parcheggi. Le bici non devono recare intralcio ai pedoni e ai disabili. Se si circola in bici fuori dei centri abitati dopo il tramonto e fino all'alba o in galleria è necessario indossare giubbotto o bretelle retroriflettenti ad alta visibilità. PERMESSO DI GUIDA A ORE Chi ha subito il ritiro della patente può ottenere dal prefetto un permesso di guida a ore, al massimo di 3 ore giornaliere per documentate ragioni di lavoro o per motivi sociali. Il periodo di sospensione della patente viene aumentato delle ore nelle quali è stata consentita la guida. PENE ALTERNATIVE ALLA SOSPENSIONE Pene alternative al carcere e alle sanzioni pecuniarie per i conducenti fermati in stato di ebbrezza o sotto l'effetto di stupefacenti, che non abbiano provocato incidenti: su richiesta al prefetto la pena detentiva o pecuniaria può essere sostituita, per non più di una volta, con lavori di pubblica utilità. La durata è pari alla sanzione detentiva irrogata e alla conversione della pena pecuniaria che vale 250 euro per giorno di lavoro. LICENZIAMENTO AUTISTI UBRIACHI È giusta causa di licenziamento dei conducenti la revoca della patente disposta a seguito di guida sotto l'influsso di alcool. PRECURSORI IN BAR E RISTORANTI I locali che servono alcolici devono mettere a disposizione un apparecchio di rilevamento del tasso alcolemico per verificare volontariamente il proprio stato di idoneità alla guida. ANTI-CRASH Benessere o non benessere: non è questo il problema. Ma orientarsi verso la salute (interiore) è la vera salvezza laportadelcorpo re ri ag im D o at el lg co ò pu si Perdere 3 chili in una settimana mangiando gelato a volontà? È il sogno di tutti i golosi ma anche la realtà di coloro che hanno provato la dieta del gelato. Niente più sacrifici dunque: basta alternare a colazione yogurt con biscotti oppure latte e cereali o anche frutta e frullati, pranzare con il proprio gelato preferito e a cena pasta o riso conditi semplicemente, secondo a base di pesce o carne magra e verdure condite con due cucchiaini d’olio. XXII/SCOTTATI DAI MONDIALI, RINASCI coi GELATI Dopo la disfatta azzurra ai mondiali in Sudafrica, abbiamo trovato il modo di superare il trauma calcistico: far scendere in campo il “dreamteam” dei gelati. Ecco la nostra formazione ideale: un 4-3-3 affidabile e vincente. a cura di Alessandra Dell’Aquila XXIV/FRUTTA A TUTTA FORZA La “prova costume” si supera senza troppi problemi con delle piccole restrizioni a tavola che in un mese e mezzo possono farci perdere dai sei ai dieci chili, anche senza dover ricorrere al controllo costante del dietologo. di Marcellino Monda PISTACCHIO Otranto via Alessandro Scarlatti, 78 YOGURT Fantasia gelati Largo Lala 30 CIOCORÌ il Gelatiere via San Pasquale a Chiaia 15 SCORZETTA D'ARANCIA Gay Odin via Benedetto Croce 61 FRAGOLA E MELONE Fantasia Gelati via Cilea 80 LIMONE Fantasia Gelati via Toledo 381 SPAGNOLA La Scimmia via S. Nicola alla Carità 4 RICOTTA E PERA Gay Odin via Benedetto Croce 61 XXII FRUTTI BOSCO Fantasia gelati Via Fragnito 39 BACIO E CIOCCOLATO Ciro a Mergellina via Mergellina 17-21 ZUPPA INGLESE La Scimmia via S. Nicola alla Carità 4 PANNA, GIANDUIA KINDER Ciro a Mergellina via Mergellina 17-21 MOUSSE AL CIOCCOLATO il Gelatiere via San Pasquale a Chiaia 15 PAPAYA La Scimmia via S. Nicola alla Carità 4 CREMINO-NUTELLA il Gelatiere via San Pasquale a Chiaia 15 STRACCIATELLA Otranto via Alessandro Scarlatti, 78 FORESTA Gay Odin via Benedetto Croce 61 WINNER Ciro a Mergellina via Mergellina 17-21 CAFFÈ Otranto via Alessandro Scarlatti, 78 ALLENATORE Gay Odin via Benedetto Croce 61 XXIII Una mistura di metalli che emette delle micro onde in grado di riequilibrare il campo di forza magnetico del corpo, conferendogli più equilibro, più forza, scaricando lo stress e aiutandolo a riposare meglio. Sembra incredibile ma è così. Il Power Balance, noto anche come “braccialetto dell’equilibrio” è stato scoperto e diffuso dai surfisti americani e ora gode di fama illimitata presso i più grandi sportivi del mondo che lo promuovono anche su video dimostrativi attraverso il canale YouTube. Chi l’ha provato grida al miracolo: elasticità e prontezza muscolare aumentate, maggiore equilibrio, addirittura benefici tangibili del sonno. Il cestista Shaquille O’Neal, altri campioni e personaggi famosi hanno dichiarato di non separarsene mai, ed è già Power Balance mania. Il braccialetto dell’equilibrio è arrivato anche in Italia e a “Power Balance”, il braccialetto dei miracoli C Cosa mangio? Cosa bevo? Come devo comportarmi per tornare in forma e superare la “prova costume”? Impazza in genere il «fai da te», le diete copiate da quotidiane e rotocalchi, le ricette per dimagrire consigliate da amiche o “rubate” ascoltando magari in autobus o al cinema le conversazioni di chi racconta i propri segreti per tornare al peso forma. Conviene, però, affidarsi a mani esperte. La “prova Frutta a tutta forza costume” si supera senza troppi problemi con delle piccole restrizioni a tavola che in un mese e mezzo possono farci perdere dai sei ai dieci chili, anche senza dover ricorrere al controllo costante del dietologo. Ma cosa e quanto mangiare durante la giornata? La colazione del mattino deve prevedere una tazza di latte parzialmente o totalmente scremato da bere, accompagnandolo con due fette biscottate. Dopo il latte c’è la prima delle cinque porzioni Marcellino Monda* Napoli lo si può trovare da Junior, in via Riviera di Chiaia 261, disponibile in vari colori al prezzo di 39 euro. Coloro che sono scettici riguardo quelle che possono sembrare trovate pubblicitarie o futili suggestioni avranno la possibilità di ricredersi: da Junior è possibile provare su sé stessi il braccialetto, testandone l’effettiva e tempestiva efficacia. (rg) In questa pagina, in alto, Marcellino Monda Nell’altra, al centro, Achile Gentiletti quotidiane di frutta fresca. Ogni porzione deve pesare tra i 200 e i 300 grammi. La seconda porzione di frutta va consumata a metà mattinata. Poi si arriva all’ora di pranzo e i sacrifici, se ci devono essere, possono essere contenuti. La dieta mediterranea prevede un consumo di farinacei che complessivamente non devono superare i 60-70 grammi a pasto. Mini porzioni dunque, tenendo presente che l’elenco dei farinacei non prevede solo il pane e la pasta, ma anche il riso e i legumi come Il personal trainer si chiama Wii Fit Perdere peso allenandosi comodamente in casa e per giunta divertendosi è il sogno di tutti. Grazie alla consolle Nintendo Wii, acquistando il gioco Wii Fit Plus e la Balance Board, con una spesa complessiva di 249 euro è possibile dimenticarsi per sempre dell’abbonamento annuale in palestra. Un vero e proprio personal trainer che permette di scegliere tra diversi programmi di allenamento, selezionati e diversificati in base alle esigenze di ogni persona per migliorare la forma fisica, la salute e la tonicità. Il “giocatore” può calcolare l’indice di massa corporea, il proprio peso ideale e scegliere tempo e frequenza degli esercizi a seconda delle proprie priorità di fitness. Non solo esercizi muscolari: è anche XXIV piselli e lenticchie. Come secondo, carne bianca o rossa, preferibilmente arrostita e, se necessario, insaporita con spezie per renderla ancora più gradevole. Ma ancora meglio è il consumo di pesce da cuocere al forno, bollito o arrosto, che ci aiuta nella battaglia contro il peso di troppo. Il pranzo, come la colazione e lo spuntino del mattino, si conclude con una porzione di frutta. Frutta che ritorna ancora una volta nell’intervallo pomeridiano. All’insegna dei prodotti dell’orto la prima portata della cena: zucchine, pomodori, finocchi, melanzane da cuocere alla griglia condite con poco olio, sale, aceto, limone ed eventuali spezie rappresentano un «primo» che riempie ma non dà troppe calorie se accompagnato da ricotta che è una buona fonte di proteine o da salumi come il prosciutto crudo sgrassato e la bresaola. Anche per due volte a settimana, a pranzo o a cena, si può cambiare alimentazione, concedendosi una pizza margherita, se si preferisce anche accompagnata da una birra. La cena come gli altri pasti si conclude con la quinta porzione giornaliera di frutta. Nel periodo dimagrante devono cambiare alcune regole della nostra alimentazione: bisogna rinunziare al vino ed eliminare il consumo dei superalcolici, ricordando sempre che la bevanda migliore per il nostro organismo è l’acqua. Niente bibite gasate, ma chi non riesce a rinunziare al consumo di questi prodotti può berne in quantità minori acquistando la versione a calorie “zero” Un ultimo consiglio: una bella nuotata quotidiana e una passeggiata a passo veloce contribuiscono a raggiungere il pesoforma e a migliorare la tonicità del corpo. *docente di Fisiologia al Policlinico della Seconda Università di Napoli e direttore del servizio di Dietetica nella cittadella universitaria Per i virtuosi della forma fisica, ma anche per chi ha intenzione di eliminare qualche chiletto profittando della bella stagione, ecco tre sistemi naturali ed economici, basati su un’attività fisica moderata ma prolungata nel tempo, per riattivare il metabolismo, bruciare grassi e fare attività cardiovascolare. Li suggerisce Achille Gentiletti, da 25 anni preparatore atletico e proprietario della società sportiva Athenae, il tempio del fitness nel cuore di Chiaia. 1) WALKING: ovvero la camminata “sostenuta”, da praticare preferibilmente la mattina presto, o nelle ore meno calde. 2) SNORKELING: nuotare con l’aiuto di pinne, maschera e boccaglio ha sul fisico gli stessi effetti della camminata a cui si sommano i benefici effetti sulla circolazione dati dall’assorbimento di iodio marino. Tutti in forma: basta un po’ di ...ING 3) CYCLING: andare in bici, pedalando ritmicamente e in modo prolungato, e poi, con i muscoli ancora caldi, tuffarsi in acqua e fare una bella nuotata. Il binomio bici-nuoto è di straordinaria efficacia sulla circolazione sanguigna perché si passa da vasodilatazione a vasocostrizione. Ma anche sulla tonificazione, perché impegna tutti i settori muscolari. Se non si può usare la bici si può sempre optare per una passeggiata sostenuta sulla spiaggia con tuffo finale. (l.c.) possibile rilassarsi con lezioni di yoga, verificare le calorie bruciate, i progressi nel tempo, informarsi sulle calorie contenute dai vari alimenti per crearsi un regime dietetico su misura. “Ovviamente - conferma Antonio, addetto alle vendite della catena Eldo - la Balance Board per Wii Fit è tra gli accessori più venduti, specie tra le donne tra i 25 e i 50 anni che la collegano alla consolle del figlio per ritrovare la forma fisica ottimale in vista dell’estate e senza nemmeno dover uscire dal salotto di casa”. (rg) laPortaVirtuosa XXVIII/GHP sigla una nuova Napoli XXX/Credito Cooperativo, la rivincita del cliente XXXI/Oreste Ferrara, anarchico ignorante XXXII/Un Centenario Molto Rock GHP sigla una nuova Napoli XXVIII Q Quando, dai primordi del XVII secolo i giovani rampolli dell'aristocrazia inglese (imitati poi dai loro omologhi francesi e tedeschi) partivano per il Grand Tour alla riscoperta delle proprie origini nutrendosi - letteralmente - di testimonianze artistiche e culturali in Europa meridionale, la meta più gettonata, nell'ambito del Voyage à l'Italienne era proprio la porzione sud di Terra di Lavoro: dai Campi Flegrei a Paestum, isole comprese. Tutt'oggi nessuno mette in dubbio l'irripetibile valenza di una zona unica per risorse territoriali, culturali ed artistiche, il cui centro topografico e rappresentativo non può non essere Napoli, cioè la stessa città che ne è nel contempo il peggior vessillo comunicativo, avvolta com'è in un intrico di inefficienze, povertà strutturali e di impenitente malcostume in grado di trasformare le Punto di riferimento per viaggiatori "colti" attratti dalla sua ubicazione strategica tra i quartieri Chiaia e Vomero, il GHP rivestirà, in maniera graduale, ma percettibile, un ruolo sempre più vicino al concept di "attractive location" anzichè di semplice hotel. Non solo nell’offerta capillare che si aggiornerà a ritmi costanti, non solo nell'adeguamento dei costi, coerentemente con gli stilemi europeisti verso il lusso democratico, ma anche rafforzando la tradizionale capacità di accogliere ospiti tale che possano sentirsi a casa, anche solo per gustare un aperitivo o partecipare ad uno dei tanti eventi che il GHP organizza. Ed è proprio l'elemento-evento a caratterizzare il processo di trasformazione dei servizi: si aggiungerà, alle proverbiali feste sulla Terrazza delle Muse, alle vernici di La Vinoterapia, tecnica oramai diffusa, le cui prerogative non hanno più bisogno di essere illustrate, si avvale di scrub al mosto d’uve ultracampane come Aglianico e Piedirosso e massaggio all’olio di vinaccioli degli stessi vitigni ricchi di rasveratrolo. Senza sottovalutare il percorso sensoriale del Benessere a Napoli, realizzato con le ricchezze naturali della Campania: gli agrumi sorrentini, minerali vesuviani, fango termale, essenze locali. Coerente persino l’audizione, contemporanea ai trattamenti, di antiche melodie folkloristiche. E naturalmente il cibo, regno di Baciòt, lo chef ispirato, nell’uso creativo di prodotti del territorio, dallo stesso panorama sul golfo e dalle innumerevoli interazioni con le realtà gastronomiche che solo una struttura di gran rilievo può sviluppare. di Ferdinando Polverino De Laureto / Annalisa Tirrito pur notevoli capacità di incoming del territorio in un vano sforzo teso a mantenere visitatori e turisti in città mentre sono protesi a guadagnare velocemente isole e costiera, lontani da scippi, vicoli maleodoranti, traffico e... musei chiusi. Eppure le sbandieratisssime "eccellenze" in grado di intrattenere e interessare qualsivoglia fascia di utenza, come è noto, non mancano. E neanche assessori illuminati in grado di valorizzarli. Certo, operazioni di rilancio trasversali e riconoscibili sono tutt’oggi possibili ancorchè in parte già in atto, ma di certo giova gestirle con un'adeguato know how ed un pizzico di rappresentatività: una ventata di rinnovamenti propositivi, per esempio, ci è offerta dalla last mission che si è prefissata il Grand Hotel Parker’s, luogo atavico dell'incoming partenopeo legato finora al binomio storia & tradizione fin dal lontano 1870. gioielli, ai mercatini con oggetti del territorio, un programma di esposizioni, mostre e collegamenti con realtà virtuose (e nient'affato virtuali) di cui il nostro territorio (e non solo) pululla. Un legame con le istituzioni "giuste" permetterà a chi deciderà (saggiamente) di intrattenersi a Napoli una serie di spedizioni culturali/enogastronomiche in una provincia tutta da (ri)scoprire. Una cordata di concrete attività sulla Campania che avrà nell’albergo una sorta di coacervo di esperienze che solo una grande struttura consolidata può rappresentare. Del resto tutt’oggi il legame GHP/ territorio è tutt’altro che lento. Già il Centro Benessere Day Light, aperto anche al pubblico esterno all’albergo, ne è un esempio: un’isola di rilassante piacere in pieno centrocittà, per ritrovare la non solo la forma sana del corpo, ma anche benessere e il proprio equilibrio psicofisico. XXIX Il ristorante George’s è una vera esperienza, tutta partenopea, ispirata al buono e al bello, all’ultimo piano dell’albergo, su un panorama da dipinto, che a seconda delle ore del giorno si colora di rosa e d’azzurro, assecondando mare, abitato e Vesuvio dello spettacolare golfo. Ovviamente per ragioni di (buona) famiglia anche il Vino è “in parure”, come il Camarato di Villa Matilde, tra le etichette della eccellente cantina. Mentre Bidder Bar (in James Bond style) e Cigar Room rappresentano pennellate di internazionalità (ma anche la champagneria probabilmente si tingerà di effluvi più vicini alla nostra città), arazzi e decor riportano sontuosamente a ciò che di prezioso il nostro territorio possa testimoniare. GHP è un melange di antico e moderno con un’unica filosofia di pura marca partenopea: “ciò” e “chi” funziona a Napoli è ufficialmente invitato a partecipare. A Amedeo Manzo è il presidente della Banca di Credito Cooperativo di Napoli. In Italia ci sono 426 Bcc con 4.192 sportelli, presenti in 2.647 Comuni. Particolarmente significative la rappresentanza nel Meridione (107 sportelli) e la quota regionale (73,3%). La Bcc napoletana è l’ultima nata all’interno del sistema del Credito Cooperativo. I risultati di esercizio, in meno di un anno di attività, sono ottimi come testimonia l’approvazione all’unanimità del bilancio 2009 dall’ultima Assemblea dei Soci tenutasi a Città della Scienza nello scorso maggio. Al 31 dicembre 2009 la Bcc di Napoli ha totalizzato una raccolta di 21 milioni Banche di Credito Cooperativo non possono e non vogliono allontanarsi per delocalizzare. La partecipazione democratica si esprime attraverso la mutualità, sia interna (nei confronti dei soci) che esterna (nei confronti comunità locale) o di sistema». Perché la Bcc è vantaggiosa per i clienti? «Il socio-cliente è il vero protagonista dell’attività. Vige il principio “una testa, un voto” con una partecipazione al capitale non superiore a 50mila euro e con un vincolo all’operatività proprio nei confronti dei soci, con i quali si deve realizzare almeno il 50% dell’attività. L’articolo 2 dello statuto Credito Cooperativo, la rivincita del cliente La democrazia entra in banca: intervista ad Amedeo Manzo Ci sono nuovi prodotti finanziari che consiglia? «Numerose sono le nostre iniziative attuate a sostegno delle piccole e medie imprese: il microcredito, con finanziamenti fino a 50mila euro per le newco e fino a 100mila euro per le aziende di almeno due anni, oltre a operazioni di leasing, factoring e mutui. La territorialità del Credito Cooperativo partenopeo, però, non si è realizzata soltanto in termini di mutualità interna, ma anche con la mutualità esterna. L’Istituto, ad esempio, ha organizzato il primo “pranzo di Natale” all’Ospedale della Pace: per l’occasione i consiglieri d’amministrazione hanno vestito panni da camerieri per servire i numerosi clochard accorsi ai tavoli. Frequenti anche le nostre partecipazioni a master universitari e seminari con l’obiettivo di contribuire a evitare la fuga di cervelli. Anche la mission della Bcc di Napoli, quindi, è quella di supportare il proprio territorio di competenza. Recentemente è stata stipulata la Convenzione con l’Università degli Studi di Napoli Parthenope per la “Carta Ateneum”, una carta prepagata e ricaricabile, “studiata per chi studia”, la quale unisce i benefici di una carta di credito con tutta una serie di servizi in linea con i bisogni di uno studente». Ci parli dei prossimi progetti della Bcc. «La Bcc di Napoli è nata con l’obiettivo di concretizzare l’idea di una finanza utile, vicina alla comunità. La crisi che ha colpito tutti duramente sta lasciando alcune lezioni che serviranno per non commettere in futuro gli stessi errori: l’idea di uno sviluppo fondato principalmente sull’espansione dei consumi non è sostenibile, l’ancoraggio e la relazione con il territorio vanno tenuti saldi, l’etica non investe solo la sfera morale dei singolo individuo, ma ha un preciso valore economico e il profitto, come sostiene di Nicola Sellitti di euro, con un totale di impieghi accordati di oltre 20 milioni di euro. Il numero dei soci, sempre al 31 dicembre 2009, superava le 2.800 unità. Oggi superano i tremila. Qual è la differenza tra una Bcc e un istituto di credito ordinario? «Territorialità è il concetto più importante: una Banca di Credito Cooperativo può agire solo ed esclusivamente nel territorio di competenza e il 95% del totale del credito deve essere erogato proprio all’interno del territorio. Una Bcc, quindi, ha il fine ultimo di contribuire allo sviluppo dell’area di competenza. La territorialità si esprime nella proprietà dell’impresa (i soci di una Bcc devono essere espressione del territorio d’insediamento dell’azienda), nell’operatività (il risparmio raccolto resta nel territorio per finanziare lo sviluppo dell’economia reale) e nell’appartenenza a un preciso contesto dal quale le descrive il funzionamento di una Bcc: “Nell'esercizio della sua attività, la Società si ispira ai principi cooperativi della mutualità senza fini di speculazione privata. Essa ha lo scopo di favorire i soci e gli appartenenti alle comunità locali nelle operazioni e nei servizi di banca, perseguendo il miglioramento delle condizioni morali, culturali ed economiche degli stessi e promuovendo lo sviluppo della cooperazione e l'educazione al risparmio e alla previdenza, nonché la coesione sociale e la crescita responsabile e sostenibile del territorio nel quale opera”. Una Bcc è cooperativa a mutualità prevalente che, come stabilito dal Testo Unico Bancario, deve destinare almeno il 70% degli utili netti annuali a riserva legale e il 3% ai fondi mutualisti per la promozione delle imprese cooperative. Inoltre il rapporto con il cliente è differente in quanto lo stesso viene valorizzato attraverso la centralità dell’uomo rispetto al capitale». XXX Papa Benedetto XVI nella sua Enciclica Caritas in Veritate, non può essere l’unico parametro di riferimento dell’economia. L’imprenditorialità ha un duplice aspetto, quello professionale e quello umano. Ecco perché la creazione della ricchezza economica deve essere animata da finalità legate al bene comune. Occorre “civilizzare” l’economia e renderla più etica. La Bcc di Napoli continuerà a muoversi in questa direzione. Per quanto riguarda le filiali, l'area di competenza territoriale della Banca di Credito Cooperativo di Napoli comprende, oltre allo stesso Comune di Napoli, i Comuni di Arzano, Casandrino, Casavatore, Casoria, Cercola, Marano, Melito, Mugnano, Portici, Pozzuoli, Quarto, San Giorgio a Cremano, San Sebastiano al Vesuvio e Volla. Qui, in futuro, potranno essere aperte nuove filiali ovviamente se i numeri ci daranno ragione e previo rilascio delle relative autorizzazioni da parte di Banca d’Italia». Non solo cinema per i fedelissimi dell’associazione Mario Brancaccio, che da anni catalizza intorno ai suoi affollati cineforum tanti appassionati del grande schermo. Ospiti del Green Park Tennis Posillipo, più di 300 amici si sono dati appuntamento per la festa di fine stagione. Una serata all’insegna dell’arte e della cultura che è stata animata dal concerto Green Park, festa di fine anno per l’Associazione Brancaccio dell’orchestra dell’Accademia San Giovanni diretta da Keith Goodman e ha visto protagonisti anche gli attori del film “La valigia sul letto”, Veronica Mazza ed Eduardo Tartaglia, nonché il giovane talento Angelo Citriniti che ha declamato alcune poesie di prossima pubblicazione dell’autrice Maria Sangiovanni. Un mix per tutti i gusti insomma che è stato apprezzato anche da tanti volti noti della città, dal preside della facoltà di Giurisprudenza dell’Università Partenope Federico Alvino al chirurgo plastico Camillo D’Antonio arrivato con la moglie Elena per continuare poi con l’impresario teatrale Giampaolo Ascione, l’avvocato Giuseppe Di Gennaro, la professoressa Filomena Bonocore, Daniela Fossataro, Germana Testa, Carmen Stabile, Valentina Nastro, Giuliana Ingarami e tanti altri. Si può perdere la testa per un’isola sconosciuta? Per Cuba si può. Luogo del “reale meraviglioso” dove il confine tra realtà e sogno è molto sottile. È qui che Alessandro Senatore, napoletano, classe ’59, si addentra in terreni inesplorati con entusiasmo e impetuosa esperienza per descrivere un tempo, un luogo e la moltitudine degli stati d’animo con efficacia e intrigante intuizione nel suo poderoso libro: “L’anarchico elegante” (Guida). “La victoria o la muerte”: è così che ha inizio nel 1896 l’avventura del protagonista realmente vissuto, Oreste Ferrara, appassionatamente e sapientemente narrata dall’avvocato napoletano che tratteggia, in maniera avvincente e con sguardo discreto, il profilo del giovane rivoluzionario partenopeo deluso dalle vicende dell’Italia sabauda, assetato di gesta eroiche, desideroso di vivere una vita straordinaria. Il primo passo di Ferrara fu quello di lasciare Napoli, che gli appariva presidente della Camera del Parlamento cubano, ricco e potente diplomatico. A Cuba ormai nulla sembra potersi muovere senza la sua mediazione, Ferrara è parte di lei, non riesce a starne lontano. Ma poi, probabilmente travolto dal potere di Machado, non sa o forse non vuole allontanarsi dai misfatti dell’“asino con gli artigli” che lo portano alla fuga dall’isola, all’esilio. È da quel momento, da quando l’autore si accorge di ciò che sta succedendo al suo ormai cinico protagonista - fin lì narrato con ammirazione e quasi ipnotica attrazione - che ne prende le distanze. Inizia infatti a chiamarlo non più con complicità e affetto, Oreste, ma, Ferrara e a porsi e porre al lettore, esplicitamente e non, domande sul suo operato: avrebbe potuto fare altrimenti? Avrebbe dovuto? Tra le pagine di questa storia, la storia dell’uomo, Alessandro Senatore, i suoi conflitti, i suoi ideali, la sua parziale identificazione con il protagonista. Oreste Ferrara, anarchico elegante Alessandro Senatore racconta la sua passione per Cuba Debutta Alexau, nuova griffe all’ombra del Vesuvio Parata di vip a Napoli per il debutto di Alexau la nuova griffe partenopea creata dal ventenne Alessandro Legora De Feo: Valeria Marini, Jo Squillo, Francesco Venditti, Carlo Buccirosso, Beppe Convertini e Nancy De Lucia insieme agli attori della soap napoletana “Un posto al sole” Patrizio Rispo, Peppe Zarbo, Serena Rossi, Marzio Honorato e Luisa Amatucci hanno tenuto a battesimo il 24 giugno a Napoli la prima sfilata della maison di pret à porter ispirata al mare e allo yachting e che ambisce a conquistare le principali passerelle internazionali. Dopo il successo suscitato dall’anteprima milanese, nell’ambito dell’International Fashion Show, oltre quattrocento ospiti hanno applaudito a Villa Rocca Matilde i quaranta capi della linea femminile indossati da venti splendide modelle, tra cui anche miss Norvegia Flo Bouma, ed i dieci della linea maschile interpretati tra gli altri dal protagonista di “Centovetrine” Convertini e Venditti jr e dai modelli Luca Milano e Carmine Capasso, già testimonial di note griffe italiane. L.C. di Vanda Bocco ormai “dolorosamente estranea” e raggiungere Cuba “immensamente lontana”, combattere una “nobile lotta”, liberare l’isola dal giogo spagnolo e per essa anche morire. Ma, come scrisse Pavese, “I coraggiosi sono irrazionali. Il sangue è sempre versato irrazionalmente” sembra pensare Ferrara dopo aver vissuto qualche anno sull’isola sconvolta dai noti eventi culminati nella rivoluzione (1933). Il suo obiettivo lentamente e inesorabilmente si modifica diventando, nella vita e tra le pagine, volontà di raggiungere il gradino più alto del potere. Inizia la scalata con il conseguimento della laurea in giurisprudenza diventa un affermato avvocato quindi professore universitario, poi abdica a favore della carriera politica, rivestendo diverse cariche istituzionali: ministro degli Esteri dell’Avana, XXXI U Una serata all’insegna della musica, dell’arte e della beneficenza: così l’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Napoli e Provincia ha celebrato il Centenario della sua costituzione, mercoledì 30 giugno. La sorpresa è stata che, ad esibirsi sul palco di un gremito Teatro Mediterraneo sono stati proprio loro, i medici: oltre 100 specialisti di varie branche della medicina, smessi i camici bianchi, hanno infatti indossato le vesti di musicisti, cantanti, cabarettisti e imitatori, sotto il coordinamento artistico del ginecologo Bruno Ferraro, che ha curato anche i video dello spettacolo. 700 persone in sala per un ricavato di oltre 15.000 euro, devoluto alla Fondazione Santobono Pausillipon per progetti assistenziali destinati ai piccoli degenti e ai loro genitori, e all’associazione L’Altra Napoli. Nel foyer, intanto, l’associazione dei Medici pittori, ha realizzato una estemporanea di pittura, mettendo poi all’asta i propri dipinti sempre a scopo benefico. Sul palco del teatro, a fare gli onori di casa insieme a Patrizio Rispo in veste di presentatore, il presidente dell’Ordine dei Medici Gabriele Peperoni, il direttore dell’Ordine dei Medici Umberto Zito, il direttore generale della Fondazione Santobono Pausillipon, Anna Maria Minicucci e il segretario generale dell’Associazione L’Altra Napoli, Luigi Malcangi. Un Centenario molto Rock Al Teatro Mediterraneo, per i 100 anni dell’ente ordinistico, medici musicisti si sono esibiti in favore della Fondazione Santobono e dell’associazione L’Altra Napoli di Laura Cocozza Questi i gruppi musicali che si sono esibiti, e i loro leader: Doctor dj set -Bruno Ferraro (ginecologo) e Vittorio Mazza (internista) Swing and doctors - Antonio Maddalena (anestesista) Roberto Alfano – (chirurgo) Mixage - Antonio Conte (medico delle emergenze) Vintage -Tiziana Spinosa (direttore sanitario aziendale) Comma 22 - Giorgio Liguori (ordinario di igiene) Doctor funk - Corrado Canale (neurologo) Halfead - Maria Calandra (responsabile emergenze Asl Benevento) e Maurizio Volpe (psichiatra) Gyn Tonic - Camillo Cadente (ginecologo) Beetlejuice - Luigi Lombardi (internista) Zio Natal - Paolo Natalizio (odontoiatra) Cabaret - Paola Mattei (diabetologa) Cantastorie italiano - Luigi Mansi (ordinario di radiologia) Imitazioni - Nicola Gasbarro (ginecologo) E al termine “all together” con Carmine Pecoraro vocalista sul palco (primario di nefrologia al Santobono). Da sinistra: G.Peperoni, U.Zito, T.Spinosa, A.M.Minicucci, P.Rispo, L.Malcangi e B.Ferraro Saper17 Vivere ARTE CHIAIAmagazine 6-7 / giugno luglio 2010 F Deb-art, guerra alla playstation Arte / Costume / Storie / Personaggi / Cultura / Lifestyle / Eventi / Turismo / Relax / Webmania F Fino al 1 luglio Picagallery in via Vetriera 16, ha ospitato i lavori di Giuseppe Manigrasso nella mostra “Le sculture dei padri della Prima Repubblica”. Da Enrico De Nicola a Sandro Pertini, da Pietro Nenni a Enrico Berlinguer: nove busti che immortalano gli uomini simbolo della classe dirigente italiana di mezzo secolo fa, padri fondatori della tanto vituperata Prima Repubblica. “I busti di Manigrasso - osserva Antonio Fiore - sembrano interrogarci, tentano di risvegliarci alla passione: De Nicola e Nenni con un braccio levato, De Gasperi e Togliatti che si guardano intorno come cercando di spiegare, Moro dal triste sorriso, Pertini brandendo energico l'inseparabile pipa. Uomini fra loro diversi, talvolta lontani, in qualche caso addirittura rivali, ma indissolubilmente legati da un unico comune denominatore: il senso dello Stato, bene collettivo in nome del quale tutte le meschinità individuali possono (devono?) essere messe da parte”. La galleria di Salvatore Pica, però, non è soltanto la casa degli artisti più quotati: prosegue infatti il ciclo dedicato ai giovani emergenti sotto i 25 anni con la manifestazione “Deb-art” (l’arte del debuttante). “Contro il logorio della Play-station, impara l’arte e non metterla da parte!” è il motto della kermesse che il 23 giugno ha visto protagonisti i quadri del giovane Yvan Suprina Petrovic in una giornata di 18 ore non stop, che si è conclusa con la musica di Lorenzo Ambrosino alla tastiera. Nel corso della manifestazione il professore Gilberto Marselli ha parlato dell’arte come strumento pedagogico che può favorire una crescita all’insegna della creatività e dell’armonia con sé stessi. ARTE Saper Vivere 18 CHIAIAmagazine 6-7 / giugno luglio 2010 Mostre da “Urlo” di Valeria Puntuale Se i patiti di teatro e cinema gongolano per le manifestazioni che nelle ultime settimane hanno arricchito il carnet degli eventi cittadini, gli amanti dell’arte non restano a bocca asciutta. Anzi. Mostre, collettive, allestimenti di artisti italiani e stranieri hanno investito la città con la potenza di un uragano creativo. Un recupero del passato ma in chiave moderna è ciò che emerge dalla video-installazione del singaporese Ming Wong in esposizione fino al 31 luglio allo Studio Trisorio in via Riviera di Chiaia 215. In “Vita e morte a Venezia”, reinterpretazione di “Morte a Venezia” di Luchino Visconti, l’artista riprende sé stesso nei luoghi dove fu girato il film del cineasta milanese, interpretando sia il ruolo del compositore Gustav von Aschenbach, che del bellissimo adolescente polacco Tadzio di cui quest’ultimo si innamora durante il suo soggiorno veneziano. Il conflitto interiore di von Aschenbach, il desiderio inappagato di fermare per sempre la giovinezza e la bellezza, rispecchia quello dell’artista alla continua ricerca dell’eternità. La videoinstallazione si compone di due schermi speculari e di un altro video nel quale Wong esegue al piano l’Adagietto in fa maggiore dalla quinta sinfonia di Gustav Mahler, la colonna sonora del film. Dal passato al futuro remoto: alla Galleria Fonti in via Chiaia 229, infatti, il fulcro della personale “Urlo” del rumeno Daniel Knorr è rappresentato da un robot artigianale connesso, mediante un network wireless, ad una web community in cui il robot agisce come interfac- cia tra la comunità virtuale ed il contesto artistico in cui esso stesso si trova. Il robot “Urlo” è stato realizzato da Knorr con un tubo di metallo per l’aerazione al cui interno sono stati inseriti una batteria, una webcam, un microfono, un computer, un driver e la Dalla Venezia di Visconti rivisitata da Ming Wong agli orizzonti internazionali di “Tornare per partire”. La pittura di colore di Noah Davis e le percezioni del robot di Knorr connessione wireless ad internet. La webpage www.urlo.eu registra le esperienze “vissute” dal robot in galleria tramite un video live streaming in modo da permettere ai visitatori del sito di vedere e sentire ciò che il robot vede e sente con l’obiettivo di creare un confronto tra le percezioni virtuali e reali mediante un oggetto artistico. La galleria Fonti, che ospiterà “Urlo” fino al 30 luglio, è la prima tappa di un progetto che prevede lo spostamento del robot in altri contesti, la seconda è prevista presso la Kunsthalle Fridericianum di Kassel nell’autunno del 2010. Fino al 20 luglio il museo Plart di via Martucci 48 ospita “Notext”, la personale di Felix Policastro. L’artista, nato in Venezuela ma trasferitosi in Italia all’età di undici anni, presenta una serie composita ARTE Saper Vivere 19 CHIAIAmagazine 6-7 / giugno luglio 2010 progress sull’identità culturale del singolo soggetto rispetto a quella collettiva e viceversa. Le loro opere narrano di un particolare incontro con il mondo e allo stesso tempo sono la rappresentazione dei codici culturali con cui lo si osserva e lo si interpreta. Le tendenze della giovane arte di colore sono protagoniste del percorso intrapreso dalla galleria Annarumma 404 per la stagione estiva dei nuovi spazi di via Carlo Poerio 98. Fino al 15 settembre, infatti, è possibile visitare la mostra “More Paintings”, la prima personale europea dello statunitense Noah Davis. Le tele del giovane artista losangelino, già noto per aver partecipato alla mostra “30 Americans” presso la Fondazione Rubell di Miami, raccontano una storia, personale e collettiva insieme. Inscritte nel confine invisibile dei rapporti affettivi, esse si vestono del sottile velo d’indistinzione proprio di certi frammenti nostalgici, somigliando a ritagli visivi poco nitidi, ambigui, emersi dal fondo della memoria. di nuovi lavori: 50 dipinti formato 30X30, un’istallazione, un video e una scultura che esprimono un’inequivocabile segno di autenticità frutto di un processo di sperimentazione particolarmente evidente nella video/grafica presente in mostra dove si comprende la volontà di andare oltre l'unitarietà della visione per aprire uno sguardo molteplice con una tensione forte verso diversi spazi e diverse storie in rapporto di associazione. Gli artisti “di luoghi altri” proposti come mezzo di dialogo sono i protagonisti di “The horizon line is here Tornare per partire”, la collettiva curata da Lorenzo Bruni in mostra alla Galleria Umberto di Marino in via Alabardieri 1, fino al primo settembre. La spagnola Elena Bajo, la tedesca Ulla von Brandenburg, lo svedese Runo Lagomarsino, e i portoghesi André Romão e Pedro Neves Marques sono accomunati da riferimenti a luoghi differenti nella geografia mondiale per effettuare una riflessione in IN QUESTA PAGINA Un frammento di Vita e Morte a Venezia la mostra di Ming Wong DALL’ALTO L'opera Untitled di Runo Lagomarsino alla galleria Umberto di Marino Daniel Knorr, l'ideatore di "Urlo" all'opera NELLA PAGINA PRECEDENTE I dipinti di Felix Policastro per la mostra Notext NEL RIQUADRO Untitled (Brunette Woman) di Noah Davis / galleria Annarumma Saper Vivere K CHIAIAmagazine 6-7 / giugno luglio 2010 Kaplan’s Project, combattiva factory creativa di ultima generazione, firma uno spiazzante evento multiplo: tanti luoghi, tanti autori, tante anime. «Parcours» è un itinerario di cinque mostre in quattro tappe. Gli artisti coinvolti: Joerg Huber con «Passaggio spaziale», ambientato in Palazzo Spinelli (via Tribunali 362), Beatrice Caracciolo con «Cercare nella terra», anche lei a Palazzo Spinelli, Salvatore Vitagliano con «Trovare nella terra» in via Atri 31, Giuseppe Zevola con «Trovare casa», pure lui in via Atri, infine Pierre-Yves Le Duc con «Rosarno. Desperate house-lives» a Palazzo Marigliano in via san Biagio dei Librai 39. Cinque esposizioni nel cuore dei decumani per ripescare emozioni arcaiche ma eterne. Come nel caso di Le Duc che con la sua capanna in cartone riproduce, sul tetto di un vecchio palazzo patrizio napoletano, la condizione degli ultimi della terra e rilancia dolorosamente il calvario del terzo mondo nella pancia grassa dell’Occidente. La baracca di Le Duc ARTE 20 ARTE Saper Vivere 21 CHIAIAmagazine 6-7 / giugno luglio 2010 Provocatori dell’arte D Dopo 5 anni di presenze artistiche alla libreria Guida, orchestrati dalla consulenza del critico d’arte Enzo Ruju (nella foto), nasce ora, in collaborazione con l’editore Mario Guida, il movimento culturale Provoc’Arte che, attraverso un percorso teorico-pratico, analizza i movimenti artistici dal Novecento ad oggi. Coordinatori e ideatori della nuova compagine sono appunto lo stesso Ruju e poi l’architetto Stefano Wolfler. L’intento è quello di funzionare da osservatorio permanente su un flusso continuo di pittori, fotografi, video art e affini per pubblicizzare il pianeta dei linguaggi visivi ma anche per edificare un sistema dell’arte provocatorio contro muri da rimuovere, inculture da abbattere. Sullo sfondo, naturalmente, l’esigenza di incassare il gradimento dell’opinione pubblica: consensi e mercato, infatti, servono nelle gallerie e nei luoghi d’arte perché dimostrano che produrre creatività non è faccenda d’élite. In una città in movimento e ricca di eventi, allora, è questo l’innesco iniziale di Provoc’arte: scuotere le coscienze e fornire alla cittadinanza un prodotto estetico-culturale godibile e dirompente. Il gruppo scalda i motori: ora si tratta di aprire i propri cantieri d’arte in città e popolare con le sue rassegne il taccuino espositivo della città. LIBRI Saper Vivere 22 CHIAIAmagazine 6-7 / giugno luglio 2010 Protagonisti, segreti e onori dell’Accademia di Pizzofalcone nell’avvincente libro di Sandro Castronuovo di Aldo de Francesco Ogni qualvolta mi capita di parlare di Sandro Castronuovo, (foto nella pagina accanto) giornalista e storico di successo, è tale l’intreccio delle sue vocazioni, la originalità delle sue ricerche che non so davvero da dove cominciare. Conoscendolo, però, da molti anni, dai tempi del glorioso Roma di Via Marina, di cui era splendido redattore capo, trovo la strada maestra nella “concertazione” di comuni e bei ricordi. Intanto se non l’ho già detto in passato, comincio col dire subito, che lo ammiro per due eccellenti qualità: rigore e ironia, che secondo Montanelli - ci hanno dato santi e fuoriclasse. Parto, quindi, dal rigore. Era il 30 ottobre del 1979 e, in occasione della venuta del Papa a Napoli, lui curò l’edizione e le pagine speciali della visita. Poiché il racconto dell’itinerario papale - dal Porto a piazza del Plebiscito - spinse molti di noi a sconfinare nella grande storia, a sera la sua supervisione ci notificò un benevolo “avviso di pascolo abusivo”. L’ironia. Una sera, invece, in chiusura del giornale, un tipografo, stordito da eccessivi vapori di alcool e di piombo, gli chiese: “Capo, con quante g si scrive naufragio?” “Dipende - fece un imperturbabile Castronuovo - dipende dai naufraghi: se ce ne sono due, mettete due g; e poi, andate avanti cosi.” Ecco, quando i giornali sfornavano storia e anche ilari leggende, erano queste le “delizie” di quelle sere di fatiche, di idee e di socialità, che si gustavano, mentre le rotative riempivano le pance delle auto di giornali caldi caldi pronti a raggiungere i lettori. Definita la “mitografia” del personaggio Castronuovo, senza alcuna variante ammiccante, che mai mi perdonerebbe, arrivando persino a togliermi il saluto, passo al suo recente lavoro: “La storia della Nunziatella”, (Sergio Civita Editore), per dire che, questa terza e aggiornata edizione, giunge nel momento più giusto e oppor- tuno, nel mezzo delle celebrazioni dei 150 anni dell’unità d’Italia, contribuendo da “par suo” a spiegarci “perché la storia è arrivata a stare così”. Partendo dal 1787, dalla fondazione dell’Accademia a Pizzofalcone, del celebre “maniero Rosso”, cui si approdò dopo un lungo viaggio tra sedi provvisorie e varie e sperimentali iniziative, sin dai tempi di Carlo III - deciso a dotarsi di un esercito degno della sua corona - egli ci racconta la storia del Regno di Napoli, “storicizzando” in questo contesto “l’identità” della famosa e sovrana Scuola militare di varia formazione, unica al mondo, aperta, solo recentemente e opportunamente anche alle donne. Qual è però il merito maggiore di Castro- Nunziatella, Amore Mio LIBRI nuovo rispetto ad altre letture. È di aver saputo far scorrere la complessa trama di oltre due secoli di Regno, su due distinti ma intersecanti “percorsi”, dandoci conto di “delicate convergenze e divergenze” con una ricchezza di analisi e di particolari, che solo un profondo conoscitore della nostra storia, come lui, poteva offrirci. Da una parte, si narra la sorte dei Borbone, dall’ altra, la lunga sfida della Nunziatella che, se pur se si intreccia con le vicende della dinastia che le diede vita, alla fine le sopravvive in ragione della sua forza genetica, di una identità libera, sempre aperta al nuovo, che da subito la connota. Passano difatti solo pochi anni dalla sua fondazione, voluta “come il vivaio dal quale sarebbe spuntato l’autentico esercito delle due Sicilie”, quando nel 1799 con la venuta dei Francesi e la fuga di re Ferdinando in Sicilia, larga parte dei Cadetti, alla viltà del re fuggiasco, preferisce l’impegno di un Saper Vivere 23 CHIAIAmagazine 6-7 / giugno luglio 2010 nuovo credo morale, civile e liberale, patrimonio di suoi ex allievi in carriera, lungimiranti e coraggiosi. Sarà questo il primo e più forte segnale di netto valore identitario, che darà per sempre all’Accademia il suo marchio distintivo. Nasce da qui la storia lunga e tormentata di alterne vicende, di rivolgimenti dinastici e di intuibili ritorsioni, tra borbonici e forze liberali, filo francesi e filo unitari, che vivrà la lunga, movimentata preparazione del disegno unitario e poi il raggiungimento del traguardo, sul filo di una guerra permanente, in cui la due anni dalla morte della figlia Fanny, esce “Il viaggio della vita” (M. D’Auria Editore, A 2010, euro 12,00), la raccolta di poesie scritte da Giacomo Garzya, poeta e fotografo napoletano, tra il 2007 e il 2010. Presentato lo scorso 16 giugno nello Spazio la Feltrinelli di piazza dei Martiri, a parlarne con l’autore c’era il professor Giovanni Starace, psicoanalista: «L’integrazione tra affettività e sessualità, - spiega - tra vita e morte, passione e razionalità è una cosa complessa». Eppure gli opposti non sono altro che le due facce di una stessa medaglia, tutto sta nel saper cogliere negli interstizi dell’animo umano quella sottile linea che allo stesso tempo separa e unisce; quello dell’artista è un inno contro il manicheismo, perché «l’urlo scomposto, trascendente, gotico,/ manifestare può tanto la vita come la morte,/ come l’urlo liberatorio dopo un travagliato parto,/ come l’urlo straziato per la scomparsa di un figlio». La vita è un grande racconto e man mano che gli anni passano il racconto si modifica, Nunziatella non vi sta in mezzo “come un vaso di coccio manzoniano” ma vi si distingue per scelte coraggiose. Occorre, però, precisare, sempre al servizio, non di una causa, di una fazione, ma della “causa”, istituzionalmente ritenuta la più giusta. Uno snodo storico cruciale, che Castronuovo evoca con memori e grati accenti, dando poi a ciascuna forza in campo, a vincitori e vinti, ciò che gli spetta in onore e lealtà. Spesso, passeggiando per Napoli, la vista, l’incontro di questi allievi dal singolare berretto - il chepì - ora GIACOMO, IL POETA ERRANTE di Rossella Galletti copricapo anche del gentil sesso, entrato da poco nella grande famiglia di Pizzofalcone - sempre cosi compiti, lindi, nelle loro divise, evocanti dipinti e “gouache” ottocentesche, pur lasciando intuire, la serietà di una grande e nobile tradizione, non possono certo farci immaginare pienamente quale patrimonio di fierezza, di lealtà e di studio rappresentino. Perciò è importante un libro, come quello di Castronuovo, che oltre a dirci dove nasce una storia di fierezza, dice anche di che cosa ci si può gloriare. Io intanto più lo leggo e più mi convinco del grande destino “genetico”, che anche i luoghi posseggono, per convenire che non poteva non piazzarsi che quia Pizzofalcone, dove fiorì la originaria e antica civiltà di Napoli - la sua più nobile sentinella: la Nunziatella. E capisco, anche perché molti ex allievi, solo a parlarne, dicano nei secoli semplicemente, oggi più di ieri: “Nunziatella, amore mio”. quello che un tempo era amore ora è un vuoto che dilania lo stomaco. Quando Marco Polo riferiva al Grande Khan le cose meravigliose che aveva vedute durante le spedizioni nello sconfinato impero cinese, spesso raccontava di odori e sapori della sua infanzia a Venezia. Viaggiando ammiriamo paesaggi naturali e culturali sconosciuti, ma compiamo anche un percorso che ci riporta a ritroso nel tempo, a dar senso ad eventi passati nei quali riscopriamo l’altro che è in noi e che, manifestatosi in un’ epoca lontana, riemerge proprio nella conoscenza dell’alterità. Il Garzya sa bene che si viaggia «per cercare quelle immagini / che avevo da sempre / nella mia mente, / forse viaggio / per ritrovare il senso primo / che mi tormenta da sempre, / forse il viaggio / è un tornare indietro / per preservare qualcosa / di allora». Ma a un certo punto, prima o poi, il cammino è “bruciato da un fulmine”; un anelito resta però in chi vive, nell’eros, pulsione sessuale contro la pulsione di morte. LIBRI Saper Vivere 24 CHIAIAmagazine 6-7 / giugno luglio 2010 “L’incantesimo globale”, rischi e opportunità dell’era digitale nel libro di Giovanni Grieco di Nicola Sellitti La tecnologia digitale è una risorsa che potrebbe cambiare la vita di tutti sulla terra se svincolata dalla rincorsa al solo benessere materiale. In mancanza del dente del Forum progetto Mezzogiorno del Pd e membro del coordinamento nazionale del partito, infatti, il saggio di Grieco presenta una visione critica dei caratteri che definiscono le società del istituti bancari hanno determinato il ritorno dello Stato nell’economia. Però della globalizzazione bisogna coglierne le potenzialità, per superare la miseria del sottoconsumo”. Alterna- Il sonno del pensiero politico recupero del pensiero politico, che è morale o non è, per dirigere la nuova produttività c’è il rischio dello sprofondamento globale nella guerra di tutti contro tutti o della comparsa di nuove tirannie che, come sempre, imbriglieranno le masse ed ancora una volta sgombereranno il campo al sistema mercantile con i suoi profitti. Questi i temi del libro di Giovanni Grieco (nella foto) “L’incantesimo globale - Il sonno del pensiero politico. Rischi e opportunità dell’era digitale” (Iuppiter Edizioni), presentato lo scorso 7 giugno nella Sala della Loggia del Maschio Angioino. Tra gli interventi dei relatori, tra cui Francesco De Simone, ordinario di Diritto Privato dell’Università Parthenope e Gino Capozzi, professore di Filosofia del Diritto dell’Università Federico II, ha destato grande interesse la riflessione sulla globalizzazione sviluppata da Umberto Ranieri. Secondo il presi- nostro tempo, “segnate da un consumismo sfrenato, dall’individualismo. L’unico elemento che conta è la merce”. Il testo, stando alla riflessione del politico del Pd, coglie “l’inevitabilità” della rivoluzione avvenuta nella comunicazione, che ha portato “all’abolizione delle distanze”. “Viviamo in un mondo - prosegue Ranieri in cui si comunica solo in tempo reale, una svolta che ha segnato anche il mercato globale”. L’incubo da evitare? La globalizzazione non governata. Precisa il politico: “Acuisce le differenze, le disuguaglianze sociali. Se si utilizza lo stesso schema di crescita dei Paesi industrializzati in Cina e India, anche lì si verificherà lo sfruttamento selvaggio di energia e ambiente”. Ma non basta: “Dogmi negativi come il mercato che si governa da solo o la finanza che si autoalimenta sono miseramente falliti al punto che il crollo delle Borse e la crisi di grandi tive per cavalcare la globalizzazione nel modo migliore? “Non è detto che ci siano - risponde Ranieri - così come non c’è per il fabbisogno di acqua in Medio Oriente”. Poi la rivoluzione digitale. Secondo Ranieri è l’occasione per migliorare la vita dell’individuo: “Se le tecnologie propone - fossero meglio utilizzate, potrebbero generare democrazia e partecipazione. E risolverebbero così anche parecchi problemi nella medicina del lavoro”. LIBRI Saper Vivere 25 di Aurora Cacopardo È con interesse misto ad un senso di malinconia che si leggono i nove racconti proposti dalla Iuppiter Edizioni, a due anni dalla scomparsa dell’autore, Enzo Vitelli, (nella foto) in una bella veste tipografica, con una nota introduttiva di Gloria Persico. In essa si legge che Vitelli è stato un uomo “imprevedibile”, ha lavorato nell’industria, è stato imprenditore, ha costruito e pilotato barche. In oltre dieci anni ha scritto racconti, saggi, poesie. Ha parlato di CHIAIAmagazine 6-7 / giugno luglio 2010 dell’ispettore nominato dal Ministero degli Interni, in realtà una donna bella e risoluta, o di Renato De Vita, consulente di grafologia proprio come Vitelli che, nella sua vita poliedrica, sì è anche diplomato perito grafologico e ha messo a disposizione le sue conoscenze in materia per il Tribunale di Napoli. Nella seconda parte il libro indulge, senza rinunziare al genere giallo, alla fantascienza. I racconti “Brighton” e “Insetti” agganciano il lettore con un ritmo serrato e lo tengono col fiato sospeso fino al finale, mai Aponte, il commissario gentiluomo di Bagnoli Escono i racconti postumi di Enzo Vitelli. Storie noir e di fantascienza col dono dell’umorismo mondi lontani in racconti talvolta surreali. Un giorno fu colpito al volto da un mendicante che lo mandò in coma. Morì due giorni dopo. Vitelli, pur essendo un estroso nella vita, nel suo “Il commissario Aponte e altri racconti”, invece, persegue la via della sobrietà narrativa, che non significa né banalità né mancanza di brivido. Sa creare “suspence” già solo nella torsione degli interrogatori e nello scandaglio psicologico dei personaggi che sono gli ingredienti principali nei casi affrontati dal commissario Aponte, uomo di taglia forte, viso bruno, espressione risoluta che dirige il commissariato di Bagnoli. L’autore tratteggia simpaticamente le dinamiche quotidiane di un commissariato di polizia che a volte vengono scosse da visite illustri per i casi più intricati, come quella scontato. Il tutto con uno stile pulito, attento alla psicologia dei protagonisti, all’ambiente e venato di un tocco umoristico che fa da buon controcampo alla tensione narrativa. La grande protagonista è l’indagine nel suo classico evolversi tra indizi ed interrogatori, seguendo sospetti ed intuizioni senza indulgere a coloriture e forzature emotive, ma seguendo un percorso di limpida fedeltà descrittiva. Ne viene fuori una lettura piacevole e consigliata a tutti. EVE NTI Saper Vivere 26 CHIAIAmagazine 6-7 / giugno luglio 2010 Novità per la terza edizione: sulle location cinematografiche un gruppo di attori ha rievocato alcune scene indimenticabili del cinema partenopeo Santa Sofia Movietour visite guidate nella Napoli da film di Mario Paciolla Si è da poco conclusa la terza edizione della manifestazione “Santa Sofia Movietour”, un itinerario dei luoghi del cinema a Napoli. Chiunque abbia visto e apprezzato capolavori del cinema quali “L’oro di Napoli”, “Questi fantasmi”, “Matrimonio all’italiana”, “Il Decameron”, “La pelle” e tanti altri non può restare immune al fascino dei vicoli, delle colline e dei palazzi che hanno contribuito a rendere celebri le pellicole ambientate a Napoli e a imprimerle nell’immaginario collettivo, anche per la bellezza dei luoghi catturati dalla macchina da presa. Il Santa Sofia Movietour, un progetto dell’assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Napoli Servizio giovani, della Mediateca Santa Sofia e dell’associazione FILMapART, ha proposto fino al 9 luglio quattro diversi itinerari, disposti in otto appunatmenti, il venerdì pomeriggio alle ore 17.30 e il sabato mattina alle ore 10.30. Le visite guidate, gratuite e fruibili su prenotazione, sono partite dalla Mediateca Santa Sofia del Comune di Napoli, dall’Istituto di Cultura francese Grenoble, dalla Biblioteca Universitaria e dalla sede del CEICC (Centro europeo di informazione cultura e cittadinanza), tutti partner del progetto. I Movietour si sono svolti rigorosamente a piedi e sono stati preceduti da un filmato che ha proiettato le scene girate nei luoghi principali dei percorsi, mentre fotogrammi e foto di scena hanno rievocato, durante il movietour, le pellicole cinematografiche. La novità di questa edizione è stata la presenza di performance recitative lungo il percorso: sulle location cinematografiche, infatti, un gruppo di attori ha rievocato alcune scene indimenticabili del cinema partenopeo come gli esilaranti dialoghi di Massimo Troisi, le gesta di Sofia Loren e la lettura delle “Lettere dal set” di De Sica, permettendo ai partecipanti di rivivere i momenti che hanno reso celebri i luoghi più caratteristici di Napoli sul grande schermo. EVE NTI Saper Vivere 27 CHIAIAmagazine 6-7 / giugno luglio 2010 NUOVO LOOK E BOOK PER “LADRI DI BICICLETTE” di Alessandro Sansoni I l Cinema Filangieri a via dei Mille ha ospitato giovedì 27 maggio la presentazione della copia restaurata del film “Ladri di biciclette” del grande regista Vittorio De Sica. La serata è stata condotta da Giuliana Gargiulo, scrittrice e giornalista, e organizzata dall’associazione Amici di Vittorio De Sica, il cui presidente è il primogenito del regista neorealista, Manuel De Sica. Compositore e scrittore, Manuel De Sica, tramite l’associazione, da anni si occupa di promuovere nel mondo la produzione filmografica paterna, attraverso eventi, pubblicazioni e, soprattutto, il restauro delle pellicole. Il restauro di “Ladri di Biciclette” è particolarmente importante, trattandosi di una trasposizione in formato digitale dell’opera. La manifestazione ha riscosso un notevole successo di pubblico ed una rilevante attenzione sulla stampa cittadina. Anche quest’anno la Provincia di Napoli, che già in passato aveva sostenuto le iniziative degli Amici di Vittorio De Sica, ha voluto concedere il proprio patrocinio ed il proprio contributo, non solo all’operazione di restauro ed all’organizzazione dell’evento, ma anche alla pubblicazione del volume, curato da Gualtiero De Santi, intitolato “Ladri di biciclette”. Nuove ricerche e un’antologia della critica”. Il volume - con una nota introduttiva del presidente della Provincia di Napoli Luigi Cesaro e la prefazione di Callisto Cosulich - è un accurato lavoro che De Sica sul set de “L’oro di Napoli” (arch. Ruggieri) include recensioni, articoli e testimonianze illustri tra cui quelle di García Marquez, Cesare Zavattini, Giorgio Moser e dello stesso De Sica. Tanti gli aneddoti come quello che vede il regista, indebitatosi dopo Sciuscià, peregrinare in cerca di fondi per finanziare Ladri di biciclette, attirando l’attenzione della 20th Century Fox nella figura del celeberrimo produttore David O. Selznick, che propose Cary Grant come protagonista. Particolarmente sentita la testimonianza di Manuel De Sica, volta a difendere il lavoro del padre da alcuni detrattori famosi come Giulio Andreotti e Alfred Hitchcock, poi ricredutisi sul genio del regista di cui nel 2011 ricorre il centesimo anniversario della nascita. IL DISTACCO E LA RISCOPERTA DEL PROPRIO SÉ stato presentato lo scorso 22 giugno all’Itituto Italiano per gli Studi Filosofici di via Monte di Dio il romanzo “La casa del vento” (Marsilio Editori), opera Èprima di Cynthia Russo, alla presenza di Laura Montana Trezza, Luciana Gargiulo ed Ernesto Mazzetti. Il romanzo, già presentato a Torino e a Roma da personaggi illustri tra cui Carlo Verdone e Giuseppe Tornatore, è giunto in brevissimo tempo alla sua seconda edizione e narra di una donna, Lula, che affronta la scomparsa del padre e, contemporaneamente, cerca di riappropriarsi di Colle al Vento, la vecchia casa di famiglia, ormai in stato di abbandono. La casa del vento, in realtà, rappresenta l’identità di Lula che, con grande coraggio, nonostante il dolore, i distacchi, le incomprensioni in famiglia, decide di riappropriarsene, ritrovando la propria identità. Nonostante l’ottima prova d’esordio, Cynthia Russo, però, non è una scrittrice di professione: dal 1997 si dedica completamente al sostegno del no-profit, svolgendo il ruolo di Fundraising e Marketing per l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma. Il Viandante di Alessandro Sansoni NUOVI ORIZZONTI TRA FEDE E POLITICA È un libro anomalo per un uomo politico “La persona, il popolo e la libertà” del senatore Gaetano Quagliariello, vice capogruppo vicario al Senato del PdL, recentemente uscito per i tipi di Cantagalli. Anomalo perché alla volontà di puntualizzare questioni legate all’attualità e di intervenire nel dibattito politico, Quagliariello aggiunge lo spessore culturale dell’intellettuale autentico, perseguendo l’obiettivo di dotare la propria azione politica di un orizzonte di senso coerente. L’autore lo individua nel ritorno prepotente del fattore religioso nella società contemporanea e non a caso si rivolge idealmente nel testo “a una nuova generazione di politici cristiani”. È la situazione internazionale determinatasi con la caduta del Muro prima e l’11 settembre poi ad aver sancito il verificarsi della previsione del politologo americano Samuel P. Huntington di un nuovo ciclo storico articolato secondo il paradigma dello scontro di civiltà ed ad aver spinto il professor Quagliariello ad impegnarsi nella politica attiva. Consapevole del fatto che in questo nuovo scenario la religiosità gioca un ruolo fondamentale. Per Quagliariello va pertanto ripensato il rapporto tra Chiesa e mando laico, non intendendolo più - come ancora si ostina a fare una cultura post-giacobina minoritaria nel paese, ma maggioritaria nei media – in termini contrappositivi, ma piuttosto secondo le parole indirizzate ai politici da colui che l’autore considera il più grande intellettuale vivente, Joseph Ratzinger: “Comportatevi come se Dio esistesse!”. Dalla biopolitica alla questione sociale, dai diritti della persona alle grandi questioni poste dalla globalizzazione, un ascolto senza pregiudizi del complesso messaggio di un’istituzione millenaria come la Chiesa può essere utile ad affrontare i problemi del terzo millennio ed a consolidare la coesione sociale ed il senso di appartenenza del popolo italiano. LA PILLI Saper Vivere 28 CHIAIAmagazine 6-7 / giugno luglio 2010 Sfizi&Note di Massimo Lo Iacono VILLA PIGNATELLI, TRIONFA LA PROPOSTA “ROPARZ” D a un decennio e con successo costante la veranda neoclassica di villa Pignatelli per l’intero Maggio e Giugno ha ospitato i concerti del “Maggio della musica” amatissimi dai soci del sodalizio, seguiti da molti appassionati memori delle serate estive della “Musica d’insieme” della “Scarlatti” di tanti anni fa. L’atmosfera amicale, infatti, sfiora quel mitizzato ritrovarsi domestico tra appassionati, dotti e disinvolti. Puntualmente vi si ascolta una concerto molto atteso, cui partecipa il direttore artistico dell’iniziativa, Sandro de Palma, che quest’anno ha proposto il secondo quintetto di Dvorak con il quartetto “The RTE Vanbrugh Quartet”, tanto bizzarro nel nome quanto serissimo nell’esibirsi con gran classe, e memorabile interprete del terzo quartetto di Cajkowskj. Altro appuntamento molto atteso e festeggiato è stato il recital del violinista francese Perre Hommage che quest’anno ha fatto scoprire e gustare pagine di Roparz, Bonal, Lekeu, “provinciali” francesi di fine Ottocento frementi di cromatismi e languori: un trionfo meritato per il coltissimo violinista con il suo pianista Michel Bourdoncle. Altra insigne serata il concerto con David Geringas dedicato alla musica inglese: altro successone. Si è andati avanti fino al 24 Giugno, prevalendo in locandina pianisti, quasi tutti al debutto napoletano, riprendendo gli appuntamenti nelle mattine d’autunno. In linea generale nel cartellone assai vario sono prevalse le pagine pianistiche di Chopin e Schumann in occasione del loro bicentenario di nascita, che rallegra il pubblico, desideroso di musica romantica che faccia sognare. Ma sono molte le rarità fatte ascoltare, per fortuna, qualificando la serie di concerti saldamente in equilibrio tra repertorio e ricerca raffinata, che sempre offre soddisfazioni se realizzata con classe e sapienza. Sguardi lontani di Francesco Iodice L’AVVOCATO E LA VILLA DEGLI SPIRITI aver letto nel numero di marzo/aprile i suggerimenti e le dell’amico “fantasmologo” Paolo F., intraprendiamo un Dminioporivelazioni viaggio fra leggende e superstizioni del nostro quartiere. Cominciamo dalla calata Marechiaro: in una villa nascosta fra gli alberi di questo posto incantevole si svolse ai primi del ‘900 una truce storia di passioni. Qui troviamo il primo caso di un signorotto che insidiava tutte le donne che gli capitavano a tiro e che fu trovato in un lago di sangue dopo aver infastidito la moglie del suo cameriere. La leggenda vuole che nella casa disabitata si sentano di notte rumori strani e grida di dolore. Villa Imperiale, ex villa Beck, in epoca romana era la dimora gentilizia del nobile Pollione (ce ne siamo occupati alcuni “Sguardi” fa). I bagnini scherzosamente sostengono che lo spirito di Pollione (che aveva molti peccati da farsi perdonare, viste le torture cui sottoponeva i suoi servi che dava in pasto alle murene nelle vasche) ritorni a casa senza essere visto, dannato a non aver pace per l’eternità. Dagli scogli di Trentaremi si scorge la Gaiola dove secondo i pescatori il fantasma sarebe quello di una donna morta nel 1911, durante il naufragio della nave San Giorgio. In quest’angolo paradisiaco c’è la bellissima Villa degli Spiriti di cui si dice che i proprietari, non ultimo l’avvocato Gianni Agnelli (nella foto), hanno sempre subito eventi negativi: lutti, rovesci di fortuna, incidenti, perdite di denaro. Altri casi di signorotti puniti: come si vede, nel corso della storia l’uomo è stato sempre forte con i deboli e debole con i potenti. Molti padroni, in passato e non solo, hanno scorazzato tra la biancheria delle servette o delle mogli dei camerieri. Ma non tutti i camerieri, come abbiamo visto, si sono piegati, come si dice, la libretta: talvolta si sono opposti energicamente alla protervia di coloro che credevano tutto fosse loro consentito. Altro che fantasma! Ma allora ci dobbiamo credere o no? Nessuno vuole ammettere di essere superstizioso: siamo illuministi in pubblico e facciamo scongiuri irriferibili in privato. LA PILLI U Saper Vivere 29 CHIAIAmagazine 6-7 / giugno luglio 2010 PINKO, UN “BEAUTY DAY” ALL’INSEGNA DELLO STILE na giornata targata Pinko. “A beauty day - Nail Style” è stata l’occasione per le appassionate della griffe di essere protagoniste di una vera e propria “remise en forme” in vista dell’estate. Il 21 maggio, infatti, la boutique Pinko di via dei Mille 1/7 ha ospitato un evento aperto a tutte le ragazze disposte a giocare con la propria immagine e gli abiti della nuova collezione Pinko. Dal trucco alle unghie, dai vestiti agli accessori, gli esperti look makers ingaggiati per l’occasione da Pinko hanno consigliato lo stile più adatto a tutte le ragazze, aiutandole a scegliere gli outfit più adeguati in base al loro aspetto fisico e alla loro personalità. Chi è accorso all’evento hanno potuto apprezzare le ultime novità della collezione Primavera/Estate Pinko 2010. Osare, questa la parola che meglio esprime la filosofia e lo stile Pinko, anche attraverso un evento che ha aiutato le ragazze a valorizzarsi e le ha spinte a mettersi in mostra, sperimentando con la moda e la propria immagine. Un input ripreso anche da Gina, la nail artist professionista che ha convinto anche le più timide a provare smalti dai colori vivi e appariscenti. “Rispetto alla nail art le donne napoletane preferiscono restare sul tradizionale - spiega unghie bianco latte, toni pastello o french manicure sono quelle che vanno per la maggiore qui, nonostante le tendenze moda per l’estate seguano una direzione ben diversa”. Allora quali i colori must di quest’estate? “Sicuramente i colori accesi - prosegue Gina - e tanto rosa, fuxia, corallo, rosso brillante, persino giallo fluo. Addio ai colori scuri come il blu elettrico, ormai passato di moda”. E per sfoggiare sempre unghie sane e alla moda c’è la novità dello smalto semi-permanente, uno smalto speciale che non ispessisce l’unghia e non la indebolisce come i trattamenti in gel, ma garantisce una durata di due settimane. 1 Da Sx Francesca Pignalosa, Alessandra Puca, Martina D'Amodio, Fiorenza Mauro, Carlotta Migliarotti 2 La nail artist Gina con Ludovica Cosentino 3 Ludovica Cosentino e Maria Flavia Augenti 4 Da Sx Maria Mazza, Roberta Defez, Ilaria Bianchin 1 2 3 4 Sant’Agnello, nello splendido scenario offerto dalla costiera Sorrentina, sulle A terrazze del Grand Hotel Cocumella, è nato COKU, SAPORI D’ORIENTE A SORRENTO Coku, il primo “robata” restaurant in Italia. La “robata” è una particolare tecnica di cucina tipica del Giappone del Nord che utilizza una piastra a fiamma aperta, ideale per la cottura lenta degli alimenti. Il principio ispiratore di Coku è l’incontro di due culture, a partire dai due Chef, Misao Ozone e Carlo Matarese che per i loro piatti si servono di materie prime di provenienza esclusivamente locale. Gli ortaggi campani, il pescato del golfo, gli inconfondibili profumi del territorio sono reinventati grazie a tecniche e ricette orientali che ne esaltano le preziose e uniche qualità. Il cliente può gustare così specialità uniche quali il Amarcord di Rosario Scavetta LA MALEDIZIONE DELLA GAIOLA N el corso del tempo, in particolare negli anni ’20 del Novecento, l’isola della Gaiola, cominciò ad acquisire una notorietà sinistra e i napoletani che credono al malocchio, immediatamente le attribuirono la fama di “portatrice di jella”. Un episodio tragico avvenuto ai proprietari della villa di quegli anni, il medico Hans Braun e il profumiere Otto Gruback, merita di essere ricordato: l’isola era all’epoca collegata alla terraferma da una piccola teleferica. Una sera di maltempo Braun rientrò a casa servendosi della teleferica ma una sua connazionale che viveva con lui, bellissima e sui trent’anni, fu strappata dal seggiolino, forse da un’onda più alta, e scomparve in mare. Il suo corpo fu ripescato a Santa Lucia qualche giorno dopo. Braun, che aveva assistito impotente alla tragica fine della compagna, si sparò con un colpo di rivoltella alla tempia. Un suicidio misterioso, dato che il corpo con la pistola nella mano fu trovato avvolto in un tappeto. La vicenda ispirò un dramma teatrale a Cesare Giulio Viola, il quale lo ambientò nell’isola dei Galli per non far riconoscere i personaggi. Anche l’altro proprietario, Otto Gruback, morì suicida in Germania. polpo agli agrumi della costiera, gli scampi wasabi con limone, il merluzzo nero marinato con alghe conbu, il maialino allo zenzero con soya e purè di mele, il filetto di beef-terri-yaki, la tempura di pesce azzurro, il tutto accompagnato da ortaggi di stagione. Il restyling del locale è stato affidato al giovane designer Iacopo Taddeo che ha combinato, in perfetta armonia, elementi di architettura mediterranea con l’eleganza di dettagli orientali. Dall’aperitivo al tramonto per il cocktail, ad una suggestiva cena ammirando un panorama mozzafiato, o per un fine serata, Coku si propone come un nuovo punto di riferimento per la Costiera Sorrentina, un ponte da scoprire tra Mediterraneo e Giappone. LA PILLI Saper Vivere 30 CHIAIAmagazine 6-7 / giugno luglio 2010 UN VIAGGIO NELLA MEMORIA SULLE ALI DEL SOGNO “GIALLO TUFO”, VIAGGIO NEI CAMPI FLEGREI di Francesco Iodice I l nuovo libro di Francesca Sifola, “La scatola bucata” (Edizioni Sabinae) è un viaggio a ritroso nella memoria che, attraverso flash-back, ricompone trascrizioni di vita alla ricerca di un tempo vero e reale. Il tutto nel telaio di una scrittura, ordito dalla voglia d’amore. La “scatola bucata” è metafora del malessere della protagonista Claudia, ricomposizione di vari livelli in cui è decisivo il sogno, “liquido amniotico” di una maternità che nel romanzo è cruciale. E c’è il rapporto con l’altro sesso, scompaginato dal quotidiano e dalle distanze che segnano la sopravvivenza di una coppia che può solo resistere, attendendo una scintilla, un ansia di eterno che nella maternità tocca l’apice. Dunque un progetto di resistenza ovvero l’avventura esistenziale contenuta in una scatola di cui si provano a risarcire i buchi: ad esempio un claustrofobico spazio condominiale, in cui Claudia va a vivere o piuttosto vi “viene trasferita” da Roberto. Note interiori segnano il viaggio di Claudia verso la libertà mentre dal passato riemergono figure femminili in cui lei si specchia, evitando l’autodistruzione. Intensità narrativa ed emozionale cadenzano la complicità tra parola e pensiero: per rinascere Claudia si muove nella dolorosa placenta della psiche. Infine sarà l’allegria a donarle futuro e certezza di sé. di Marco Scamardella I l primo romanzo di Francesco Escalona, “Giallo Tufo” (Valtrend Editore), non ha niente da invidiare agli scritti dei migliori romanzieri storici della scena internazionale, da Manfredi ad Harris. Anzi probabilmente ha in sé una scintilla diversa, frutto del rapporto simbiotico che lega l’autore ai luoghi Flegrei. Un impulso particolare che spesso, nel corso della storia, diverse personalità hanno sentito sulla pelle. Così come avviene per il protagonista del romanzo: Henry Race (il nome è un omaggio allo storico flegreo Gianni Race) quasi come l’eroe di un poema epico rinascimentale, completa la propria quête allontanandosi ragazzino da queste terre e tornandoci per ritrovare nei propri ricordi se stesso. Un viaggio affascinante e misterioso, accompagnato da personaggi che ben rispecchiano la realtà della provincia napoletana. E questo è un grande merito di Francesco Escalona: riuscire a creare un parallelismo lungo millenni, senza cadere in retorica o banalità. Capacità che affonda le proprie radici nel bisogno di diffondere l’enorme bagaglio culturale, paesaggistico e artistico che i Campi Flegrei possiedono, virtù che nasce da una profonda empatia critica. Doti, insomma, che conducono Escalona a vivere questi luoghi dall’interno, che lo portano ad evidenziarne le dicotomie più evidenti, che gli consentono di diffondere un concetto millenario: Dicearchia, una utopia di giustizia e libertà. E forse proprio in questa riflessione può essere notata una differenza rispetto a romanzi come Pompei o L’ultima legione. L’autore parte dalla Terra Flegrea e la storia che ne deriva non è altro che la sua proiezione. Un viaggio che il lettore compie insieme a Herry, Margherita e l’avvocato Mosè. Un viaggio che, grazie all’impegno dello scrittore e dell’editore, è possibile compiere anche oggi. Dal vivo. Ecco, finalmente, delle “pagine da percorrere”. A CENA CON SONORIKA Terni&Favole: La disfatta azzurra Alla Tabaccheria Postiglione di Largo Ferrandina a Chiaia, la giornata non è delle migliori. Troppo caldo e ancora tanto dispiacere per gli azzurri di Lippi. Si continua a discutere su moduli e convocazioni, ma la verità è una sola: gli allenatori s’innamorano delle loro idee e delle loro fissazioni. Comunque Alberto Postiglione, il nostro mago dei numeri, ha le combinazioni giuste per passare un’estate mondiale: “L’ambo da giocare per almeno 9 estrazioni sulla ruota Nazionale è 88 (gli azzurri) e 76 (l’eliminazione). Consiglio vivamente poi questi due terni: 90 - 7 - 25 (il terno del popolo) e 21 -13 - 50 (il terno di San Luigi). Queste combinazioni vanno giocate sulle ruote di Napoli, Bari e Milano per almeno 6 estrazioni”. Mentre il calciomercato impazza e gli ombrelloni s’aprono come stelle, Postiglione tra i numeri del “10 e lotto” - nuovo tormentone della fortuna - e quei bastardissimi e ricchissimi “gratta e vinci” (una libidine il “turista per sempre”...), trova il tempo per un’ultima raccomandazione: “Credete nel terno degli esami che fa 8 - 60 - 72. Giocatelo su tutte le ruote almeno per 9 estrazioni. Buon mare a tutti”. 9+88+76/90+7+25/21+13+50/8+60+72 Un invito a cena tutto speciale è quello che il portale Sonorika.com offre ai suoi iscritti. Dal 28 giugno, infatti, basta lasciare un commento simpatico nel profilo del locale dove si desidera cenare per accedere al concorso “Vai a cena con Sonorika.com”. I commenti migliori verranno selezionati da una giuria di giornalisti e dallo staff del portale, e i loro autori saranno omaggiati di una cena per due persone in alcuni tra i migliori ristoranti di Napoli. Per partecipare è necessario registrarsi su Sonorika.com, un portale di informazione nato nel 2003 che presto si è trasformato in un vero e proprio social network. Oltre alle notizie su musica, gossip, lifestyle, intrattenimento, viaggi, locali e molto altro, Sonorika.com offre ai suoi utenti la possibilità di costruire un proprio profilo personalizzato, mettendo in contatto la grande quantità di visitatori che naviga sul sito, dal semplice appassionato all’artista, dal talent scout all’organizzatore di eventi. Tutte le figure che ruotano intorno al circuito della musica e dell’intrattenimento notturno possono interagire per promuovere il proprio lavoro e le iniziative pressoß migliaia di utenti su tutta la penisola. Tommy Totaro 31 Saper Vivere CHIAIAmagazine 6-7 / giugno luglio 2010 BellaGente di Tommy Totaro ALFREDO PONE/IL MATTATORE DELLA NOTTE Alfredo Pone, conosciuto nel by-night partenopeo è colui che per numeri e dettagli si è reso protagonista di alcune “one night” di tutto rispetto come Electrocasbah, Party anni ‘80 a tema al Duel Beat, Party Bang Bang Virgiliano e Woo. Grazie ad umiltà, impegno e costante dedizione, il suo nome è diventato presso tutti gli amanti della notte garanzia di successo e sinonimo di serate rese inimitabili per cura dell’ambiente e della selezione, buona musica e non solo. Che tipo di persona è Alfredo Pone e come ha iniziato a cimentarsi in questo difficile lavoro? Sono una persona che si diverte lavorando. Ho iniziato per caso sei anni fa, quando un mio caro amico che viveva a Roma, Augusto Penna, decise di fare una nuova one-night minimal house a Napoli e mi chiese una mano. Così è cominciato tutto, per gioco. Oggi più che mai il successo di una serata è determinato principalmente dal pierre. Perché si è creato questo meccanismo? La riuscita delle serate dipende senz’altro dai pierre ma anche da una serie di altre cose afferenti al campo della comunicazione, quali flyer, gadgets, il modo di proporre la serata. Proprio per curare questi aspetti ho aperto la mia agenzia di comunicazione: Bangguerrilla. Infatti, mi occupo della vendita di gadget personalizzati e merchandising, ma per ogni forma di comunicazione, che si tratti di semplici gadget o di guerrilla marketing, amo essenzialmente soluzioni convenzionali. A Napoli spesso si dice non ci sia abbastanza varietà tra le serate. Cosa ne pensi? Sono anni che si fanno “serate fotocopia” ma è pur vero che escono fuori anche piccoli e inaspettati capolavori. E la gente sta iniziando a notare la differenza. S i chiama Julija Tabore la Miss Pin Up Chiaia di Giugno. Nata a Riga, capitale della Lettonia, 26 anni fa, è alta un metro e 65 e le sue misure sono 87-59-86. Tipica bellezza dell’est, biondissima dagli occhi cerulei, Julija è anche dotata di un curriculum da capogiro: laurea in Giurisprudenza, Master in Economia Aziendale e una perfetta conoscenza di ben sei lingue (lettone, russo, italiano, inglese, francese e spagnolo). Insomma, una vera e propria donna in carriera. Julija, infatti, ha deciso di mettere a frutto le sue esperienze come modella e ballerina in giro per il mondo che, unite alla sua incredibile capacità organizzativa e gestionale, le hanno permesso di dirigere l’agenzia “Beautiful Solution”, dove prepara ballerine e modelle ad esibirsi con coreografie stravaganti e costumi variopinti nei party più esclusivi del mondo, come il “Troya Asesina” e l’”Espuma Party” dell’Amnesia Club di Ibiza. La bella Julija si descrive come una ragazza dal carattere forte ma al contempo molto accomodante, che ama trascorrere il Riguardo alla tua collaborazione con Roberta Santopaolo invece? Roberta è la mia compagna e la mia socia, una donna tosta, di carattere. Siamo complementari, ma a volte preferiamo dedicarci a progetti diversi separatamente. A luglio parte il Neapolis Festival. Quali le strategie per registrare numeri da record rispetto ad altri festival? Hai in mente qualche sorpresa come tuo solito? Penso che Napoli sia una città difficile dal punto di vista musicale, in quanto uno stesso evento ha una risonanza diversa sul pubblico in città diverse. Detto ciò, le carte vincenti sono un ottimo team, sia per quanto riguarda la produzione che la comunicazione e l’organizzazione. Quest’anno il Festival sarà suddiviso in due giorni. Si parte il 15 luglio con Gang of Four, Fatboy Slim, Carbon Silicon, Stereo MC’s, Does it Offend you Yeah?, The Niro, Velvet; mentre il 16 luglio si prosegue con Jamiroquai, Yann Tiersen, 24 Grana, Perturbazione, The Morning Benders, Atarijam per poi concludere con il The Flyaway After Show con guest star il dj Paco Osuna. Le sorprese saranno tante ma ovviamente non posso svelarle, il pubblico le scoprirà man mano. Parlaci della sinergia col tuo socio, Augusto Penna? Abbiamo iniziato insieme e continuiamo a collaborare su diversi progetti come Woo e il Dtn festival. Dagli albori ad oggi tante soddisfazioni. Qualche rimpianto? Non ne ho. Anzi, sento ogni giorno di più enormi stimoli. Ho tante idee sulla comunicazione che alcuni trovano “sui generis” ma che lasciano il segno. Un sogno nel cassetto e qualche progetto futuro? Il mio principale sogno nel cassetto rimane da qualche anno a questa parte l’organizzazione del concerto dei Daft Punk a Napoli. Per il futuro ho in programma l’imminente ampliamento della mia agenzia di comunicazione, con la creazione di una linea di arredamento e design, la Bang lab. Miss Pin Up Chiaia a cura di Fabio Tempesta JULIJA, UNA BIONDA IN CARRIERA tempo libero con gli amici. Detesta i bugiardi e le persone arroganti, apprezza la sincerità e la semplicità. Odia la noia e per questo è sempre impegnata in attività sempre diverse, tra le quali predilige i viaggi, lo snowboard e il wakeboard. Ama la moda, la musica e l’arte. Insomma, l’eclettica lettone smentisce lo stereotipo della bionda ingenua e un po’ svampita, anzi ricorda il personaggio interpretato dall’attrice Reese Witherspoon nel film “La rivincita delle bionde”, dove la protagonista si impone in uno dei più prestigiosi college americani grazie ad un mix di fascino, simpatia e tanta intelligenza. Lo stesso film è stato il leit motif della manifestazione “Go blonde”, una “due giorni” di feste e concerti, dove le ragazze di Riga hanno sfilato nel centro cittadino con tacchi a spillo, capelli platinati e un tocco di rosa. È in occasioni come questa che Riga sfida la terribile crisi economica che l’ha colpita, dimostrando tanta voglia di vivere e di divertirsi. Ma ciò non basta a Julija, che sogna di allargare la sua attività al di fuori dei confini lettoni: il suo obiettivo principale, infatti, è di portare il suo show a Capri, isola che adora. EXIT Saper Vivere 32 CHIAIAmagazine 6-7 / giugno luglio 2010 Abbonati a Chiaia magazine Chi decide di abbonarsi a Chiaia Magazine (con in allegato anche il periodico “10”) riceverà a casa il giornale insieme alla Exclusive Card, che consente di avere sconti e agevolazioni nei negozi convenzionati. Due le tipologie di abbonamento: ordinario (30 euro all’anno) e sostenitore (50 euro all’anno). Per saperne di più basta telefonare al numero 081.19361500 Consultaci on line Chiaia Magazine e 10 sono scaricabili in formato pdf sul sito www.chiaiamagazine.it. Chiaia Magazine ora è anche su Facebook.com. Diventa nostro fan oppure iscriviti al gruppo Chiaia Magazine e segnalaci eventi e curiosità. Mimmo Della Corte Alessandro Sansoni Francesco Iodice Rita Giuseppone Paolo D’Angelo Renato Rocco Tommy Totaro Fabio Tempesta Alvaro Mirabelli Massimo Gallotta Aurora Cacopardo Rossella Galletti Per le fotografie si ringrazia Francesco Ruggieri la testata di malatesta di Renato Rocco Acquisto dvd «e io ti seguo» Ricordiamo ai nostri lettori che il dvd «E io ti seguo», il docufilm sul Giancarlo Siani, il giornalista ucciso dalla camorra, scritto, prodotto e diretto da Maurizio Fiume, è acquistabile al prezzo di 3,90 euro. Chi è interessato all’acquisto o è interessato a organizzare una proiezione pubblica, può telefonare al numero 081.19361500 o inviare una mail a [email protected] Colmo di fulmine Vuoi ricevere il giornale? Vuoi anche tu nel tuo studio professionale il nostro mensile? Chiama lo 08119361500 o inviaci una mail a [email protected], con nell’oggetto la dicitura «Richiesta copie Chiaia Magazine». Il nostro distributore, dal mese successivo alla richiesta, consegnerà le copie al domicilio indicatoci. Massimo Lo Iacono Dove puoi trovarci In oltre 500 punti selezionati: negozi, teatri, cinema, bar, discoteche, banche, boutique, studi professionali, gallerie d’arte, ristoranti, circoli sportivi e nei più importanti eventi culturali e mondani della città. Distribuzione palazzo per palazzo; gazebo nei punti strategici della città per la presentazione del numero e delle iniziative del mensile. Inoltre Chiaia Magazine, con in allegato «10», lo puoi trovare in 700 taxi e nelle sedi ACI di Napoli e Provincia. Rosario Scavetta La Bacheca Nino De Nicola Aldo De Francesco In questo numero hanno scritto magazine SAPER VIVERE LA CITTÀ La vendetta è un piatto che va servito freddo; possibilmente con un filo d’odio Cercò all'ufficio degli oggetti smarriti: aveva perso la speranza La vita comincia a 40 anni; a 80 aveva una doppia vita Il masochista viaggia solo in autobotte Il monaco che getta la tonaca alle ortiche: via convento Il minuto è la parodia dell'anno