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magazine
SAPER VIVERE LA CITTÀ
IUPPITER
EDIZIONI
anno V n.6/7
giugno luglio 2010
Crescono nei cieli di Napoli gli avvistamenti di Ufo.
Perché vengono proprio qui?
Sono cialtroni o benefattori?
Un marziano a Palazzo San Giacomo:
non sarebbe una cattiva idea...
SPERANZA
ALIENA
1
SOM
MARIO
CHIAIAmagazine 6-7 / giugno luglio 2010
pag. 2
SOS CITY
EDITORIALI di Massimiliano De Francesco e di Marco Mansueto
pag. 3
COVER SPERANZA ALIENA di Massimiliano De Francesco
pag. 4
PRIMO PIANO FALSI INVALIDI: LE VERITÀ DI FABIO CHIOSI di Alvaro Mirabelli
pag. 6
PRIMO PIANO MUNICIPALITÀ, EUTANASIA DI UNA SPERANZA di Oscar Medina
pag. 8
LA STORIA IL SILENZIO DELLE INNOCENTI di Rita Giuseppone
pag. 11
QUARTIERISSIME I BAMBINI DEL PAUSILIPON A BORDO DEL S.RITA
pag. 12
QUARTIERISSIME GRADONI DI CHIAIA, ARRIVA IL RECUPERO
pag. 14
POLITIK LE RIFLESSIONI di Mimmo Della Corte e Paolo Santanelli
pag. 15
LE PORTE APERTE
pag. I
pag. II
SPIRAGLI ASSOCIAZIONE NAPOLI NEL SEGNO DELLA LEGALITÀ
PORTA D’INGRESSO POMPEITOUR di Rita Giuseppone
pag. III
PORTA MAGICA SUPERTOTO di Laura Cocozza
pag. IX
pag. XIII
PORTA DEL GOL UN CRONISTA NEL PALLONE di Alvaro Mirabelli
IM-PORTA OPERAZIONE ANTICRASH di Antonio Capuano
pag. XVII
PORTA DEL CORPO SCOTTATI DAI MONDIALI, RINASCI COI GELATI
pag. XXI
PORTA DEL CORPO LA DIETA: FRUTTA A TUTTA FORZA di Marcellino Monda
pag. XXIV
PORTA VIRTUOSA GHP SIGLA UNA NUOVA NAPOLI di Annalisa Tirrito/Ferdinando Polverino De Laureto
pag. XXVII
PORTA VIRTUOSA CREDITO COOPERATIVO, LA RIVINCITA DEL CLIENTE di Nicola Sellitti
PORTA VIRTUOSA UN CENTENARIO MOLTO ROCK di Laura Cocozza
pag. XXX
pag. XXXII
SAPER VIVERE ARTE DEB-ART, GUERRA ALLA PLAYSTATION di Valeria Puntuale
pag. 17
SAPER VIVERE ARTE MOSTRE DA “URLO” di Valeria Puntuale
pag. 18
SAPER VIVERE LIBRI NUNZIATELLA, AMORE MIO di Aldo De Francesco
pag. 22
SAPER VIVERE LIBRI GRIECO E IL SONNO DEL PENSIERO POLITICO di Nicola Sellitti
pag. 24
SAPER VIVERE LIBRI APONTE, IL COMMISSARIO GENTILUOMO DI BAGNOLI di Aurora Cacopardo
pag. 25
SAPER VIVERE EVENTI SANTA SOFIA MOVIETOUR di Mario Paciolla
pag. 26
SAPER VIVERE LAPILLI L’AVVOCATO E LA VILLA DEGLI SPIRITI di Francesco Iodice
pag. 28
SAPER VIVERE LAPILLI PINKO, UN “BEAUTY DAY” ALL’INSEGNA DELLO STILE
pag. 29
SAPER VIVERE LAPILLI “GIALLO TUFO”, VIAGGIO NEI CAMPI FLEGREI di Marco Scamardella
pag. 30
SAPER VIVERE LAPILLI JULIJA, UNA BIONDA IN CARRIERA di Fabio Tempesta
pag. 31
EXIT
pag. 32
Saper
Vivere
2
SOS
CITY
CHIAIAmagazine 6-7 / giugno luglio 2010
Hai qualcosa da segnalarci? Scrivi a: [email protected]
di Massimo Gallotta
LA FUNIVIA
FANTASMA
In via Manzoni c’è la stazione di una funivia,
abbandonata e dismessa da quasi mezzo secolo. L’impianto collegava la collina di Posillipo con il sottostante quartiere di
Fuorigrotta: il terminal a valle si trovava ai
confini della Mostra d’Oltremare, proprietaria tuttora della struttura. La funivia fu realizzata nel 1940 su progetto dell’architetto
Giulio De Luca ed era lunga 1629 metri. Poi
il progressivo declino fino alla chiusura nel
1961 per motivi di sicurezza, data l’urbanizzazione prodotta dal boom edilizio sul versante collinare. Da tempo l’ente fieristico ha
messo in vendita le due stazioni, a quanto
pare senza risultato, e attualmente la stazione a monte è stata trasformata in bar panoramico. Nella vicenda, intanto, si è inserita
dal 2006 la Prima Municipalità che incalza,
ma invano, il Comune perché acquisti le
strutture in prospettiva di un rilancio del vecchio impianto a fune. Ma tra Palazzo San
Giacomo e la Mostra una trattativa non è mai
nemmeno iniziata. Peccato perché collegare
Bagnoli a Posillipo potrebbe essere una indovinata mossa turistica e risolverebbe al
contempo i problemi di traffico che coinvolgono Coroglio. Dunque: l’ennesima occasione
sprecata per la rimonta di una parte importante della città.
anno V n.6/7
giugno luglio 2010
DIRETTORE RESPONSABILE
Massimiliano De Francesco
RESPONSABILE SAPER VIVERE
Laura Cocozza
PROGETTO E REALIZZAZIONE GRAFICA
Ferdinando Polverino De Laureto
REDAZIONE
Iuppiter Group
Via dei Mille, 59 - 80121 Napoli
Tel. 081 19361500
Fax 081 2140666
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STAMPA
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Contrada Regina Trav. via Donadio
80024 Cardito (NA)
Reg. Tribunale di Napoli
n. 93 del 27 dicembre 2005
Iscrizione al Roc n° 18263
Chiaia Magazine e 10
tornano a settembre
A tutti i lettori la redazione
augura BUONE VACANZE
Lancia il tuo Sos, indica
disservizi e problemi del tuo
quartiere e proponi
soluzioni per rendere più
vivibile la città.
Contiamo su di te.
Le lettere, firmate con nome
e cognome, vanno inviate a
Chiaia Magazine
Via dei Mille, 59
80121 Napoli
oppure alla e-mail
[email protected]
Lo sapevate che...
Gentile direttore,
Salvatore Di Giacomo visse buona parte della
sua vita nel quartiere Chiaia, pertanto sembra
strano che il mensile “Chiaia Magazine”, che
si occupa dei vari problemi e degli episodi
storici di questa elegante zona di Napoli, non
abbia ricordato il 150esimo anniversario della
nascita del grande scrittore e poeta
napoletano ricorso il 12 marzo 2010. A tal
proposito invio un mio articolo dedicato alla
ricorrenza digiacomiana con la speranza che
possa essere pubblicato.
Posta in arrivo
Renato Scalfaro, Giugliano
Gentile direttore,
via Cavallerizza è diventata terra di nessuno. Le
scorribande notturne di centauri impazziti sono
ormai diventate un’assurda consuetudine e ciò
che più mi preoccupa, è il silenzio delle
istituzioni. E’ sempre più difficile essere cittadini
in questa città perché non esiste protezione né
percezione di sicurezza. Tempo fa sentivo che si
parlava di sistemi di videosorveglianza per
monitorare e controllare le vie del quartiere:
immagino che tutto sia rimasto in qualche
cassetto o si sia perso nei “palazzi” perché ci
sono altre priorità. Segnalo, inoltre, che le gang
della notte, oltre a utilizzare la via come circuito,
si divertono a rompere bottiglie e dare calci alle
saracinesche. Senza contare gli scippi che,
soprattutto in questo periodo, aumentano a
dismisura. Non se ne può più. Sono sempre più
tentata a lasciare tutto e trasferirmi altrove.
Ringraziamo il signor Scalfaro per
la segnalazione anche se del poeta
che visse e morì a Chiaia
(precisamente nel palazzo di via
San Pasquale 35, su cui c’è in
bella vista una lapide
commemorativa) ce ne siamo
occupati più di una volta nella
rubrica “Sguardi Lontani” curata
da Francesco Iodice. Comunque, il
documentato contributo del nostro
lettore sulla vita e le opere di
Salvatore Di Giacomo lo
pubblicheremo a breve sul sito
www.chiaiamagazine.it
Via Cavallerizza,
promesse e gang
Di Giacomo,
il poeta di Chiaia
Lucia Canale, Napoli
L
piazza
deimartiri
di Nino De Nicola
nuovo in ginocchio e
a Iervolino è agli sgoctrionfo del corporativismo
cioli. Caldoro è agli
CORPORATIVISMO
con la tolleranza di pubinizi. Ovvero: il vecLETALE
blici amministratori, quelli
chio è duro a morire, il
del Comune, storicamente
nuovo è appena arrivato.
educati dalla propria culE così la città, che non
tura alla solidarietà nei
chiede la luna ma solo
confronti dei sindacati. I
normalità, resta crocifissa
diritti dei lavoratori non si
ai peccati mortali di semdiscutono. Ma una capipre: centro storico in
tale in ostaggio è davvero
pezzi, monnezza a tutto
troppo. Lo diciamo da
gas, commercio che non
commercianti che puntano
campa e non crepa, crisui Centri Commerciali
mine organizzato e di
Naturali (progetto che
strada, sprechi, degrado.
prevede il sostegno alStorie vecchie. Su una,
l’economia al dettaglio dei
però, vale la pena rifletcentri storici), lo diciamo
tere. Dopo l’apocalisse rifiuti di due anni fa, è tornato il terrore. Ma la come asse portante dell’economia cittadina,
ragione, stavolta, si è rivelata proprio terra malgrado le umiliazioni subite. Lo diciamo
terra: una vertenza sindacale, un braccio di convinti che anche in democrazia serve una
ferro tra Asìa e lavoratori. Risultato: città di mano responsabile e dura.
3
EDITO
RIALI
di Massimiliano De Francesco
Nel 1950 il fisico Enrico Fermi,
nel corso di un convegno a New
Mexico, domandò ai suoi
colleghi: “Se l’Universo brulica
di alieni, dove sono tutti
quanti?”. Non ne conosciamo la
quantità, ma un bel po’ bazzica
nei cieli di Napoli. L’incertezza
terrestre promuove quesiti
marziani. All’esame di maturità,
Levi e le foibe sono stati battuti
dalla traccia sugli ufo (titolo
“Siamo soli?”), piaciuta al 19%
degli studenti, con percentuali
stellari registrate soprattutto
nelle scuole partenopee. Nella
scelta avrà forse inciso l’effetto
Crispano, il piccolo paese nel
Napoletano in cui, il 27 maggio
scorso, tre operatori ecologici
hanno visto danzare nel cielo
due sfere di fuoco dai
movimenti repentini,
umanamente inspiegabili. Il
giorno dopo, tra ritrovamenti di
figure geometriche in alcuni
campi del paese e un
bastimento di testimonianze che
ha invaso il web, il valzer degli
avvistamenti si è imposto come
SPERANZA
ALIENA
il ballo dell’estate. Nel quartiere
Arenella, Sergio Pinfildi,
artigiano presepiale, ha notato a
metà giugno “una ventina di
luci sferiche che si muovevano
nel cielo, anche a poca distanza
dagli edifici. C’era tanta gente
sui balconi… Se sono ufo? Di
certo luci così non le avevo mai
viste”. A San Pietro a Patierno,
la notte del 27 giugno, da una
finestra hanno fotografato
addirittura un atterraggio di un
disco volante in un parco
abbandonato dove, chi ha
perlustrato la zona dopo la
visita luminosa, ha notato
strane forme sul prato.
Formazioni a delta, puntini
rossi dalle evoluzioni
supersoniche, ellissi arancioni
che sfiorano i palazzi:
monitoraggi alieni o balle
spaziali? L’ultima bufala arriva
da Avellino: un gruppo di
giovani notti fa ha segnalato
l’avvistamento di luci azzurrine
dagli scatti improvvisi nel cielo
di Ariano Irpino.
continua a pag 4
CHIAIAmagazine 6-7 / giugno luglio 2010
di Marco Mansueto
In una recente e illuminante
intervista sul Corriere del
Mezzogiorno, Claudio Velardi,
ex assessore regionale al Turismo
e scaltro comunicatore di
indubbie capacità, ha inchiodato
Bassolino che, con l’intento di
far sopravvivere il suo regime, si
è dato, soprattutto nell’ultimo
anno di gestione del governo
regionale, allo sporco gioco di
distribuire incarichi e costose
bandierine alla sua cricca.
Velardi propone che nell’ultimo
anno di governo dovrebbero
essere impedite nomine e spese
pazze perché ostacolano l’azione
di chi è chiamato ad
amministrare dopo. “Operazioni
ciniche,” le definisce l’ex
assessore, nate anche da un
“aspetto umano”: Bassolino “ha
sentito il peso di non mettere per
strada una serie di persone. Ma
est modus in rebus, le cose si
fanno con civiltà”. Il risultato
della stregonerie bassoliniane,
irresponsabili atti di chi non ha
avuto a cuore l’interesse
generale ma il funesto
RENDERSI
CONTO
“particolare” della sua
“umanità” clientelare, è
lampante: Caldoro è ancora
nella fase del “rendersi conto”. Il
suo mandato attualmente si
limita per forza di cose
(sforamento del patto di
stabilità, organigrammi
gestionali da rinnovare, il “blob”
delle partecipate,
l’individuazione dei soldi
stanziati su progetti fantasma) a
un profondo monitoraggio della
macchina amministrativa che,
per il momento, ritarda la fase,
più che mai necessaria, del
“progettare per rilanciare”.
Quello che per i detrattori del
neogovernatore è tacciato come
“immobilismo”, non è altro che
un’inevitabile e complessa
ispezione in una casa (e “cosa”)
pubblica per troppo tempo dalle
finestre oscurate e dalla cucina
sempre aperta. A breve, la stessa
sorte ispettiva toccherà al
prossimo sindaco di Napoli che
sarà costretto, nei primi mesi del
suo mandato, a rendersi conto
del “Comune” senso dello
spreco.
4
CO
VER
centrosinistra
“Una suggestiva
ipotesi scalza
tutte le altre:
i marziani
puntano a
Palazzo San
Giacomo. In una
città alienata
CHIAIAmagazine 6-7 / giugno luglio 2010
SPERANZA
Antonio Bassolino,
presidente Fondazione Sudd
Umberto Ranieri,
responsabile Mezzogiorno del Pd
Luigi De Magistris,
europarlamentare dell’Idv
Claudio Velardi,
imprenditore
Nicola Oddati,
assessore comunale alla Cultura
Enzo Amendola,
segretario regionale del Pd Campania
continua da pag 3
Si è scoperto, dopo gli accertamenti dei militari, che non si
trattava di extraterrestri ma di aquiloni con led luminosi.
Intanto, dall’arcipelago dei blog al pianeta facebook, il
traffico di dischi volanti sui tetti di Napoli ha aperto il più
classico dei dibattiti: cosa farebbe un alieno una volta
atterrato? In “Un marziano a Roma”(1954) Ennio Flaiano
descrive l’arrivo di Kunt, solitario viaggiatore di Marte che,
accolto come un eroe dal popolo e dalle autorità, impiega il
suo tempo a partecipare a ricevimenti, cocktail e banchetti.
Star del momento, contagiato da una dolce vita che tutto
consuma, con il passar dei giorni, l’entusiasmo cala, tutto si
normalizza e Kunt, attrazione in declino, dopo essere stato
sbeffeggiato da alcuni giovinastri, cova solo la voglia di
ripartire. C’è solo un problema: non si trova più la sua
aeronave che alcuni albergatori hanno fatto pignorare. Sorte
diversa tocca, invece, a un abitante di Grohn, protagonista
del romanzo fantacomico “L’extraterrone” (1987) di Renato
Rutigliano, il compianto attore napoletano che compare in
tutti i film di Luciano De Crescenzo. In una Napoli che non si
stupisce più di nulla, dopo un atterraggio di fortuna per un
guasto all’astronave, Kar-Mihn-El, alieno verde come le tute
mimetiche, dal “discreto capoccione e gli occhi sereni” si
“meridionalizza” e diviene Carmeniello. Nel suo soggiorno
terrestre impara a spelare i “puparuoli” e a cuocere, con i
suoi ultrapoteri, i maccheroni per la gioia della famiglia
Cafiero.
Letteratura a parte, perché un alieno dovrebbe venire
proprio qui? Ha una smodata passione per il caos? Cibandosi
di rifiuti è attratto dal megacasatiello di ecoballe? È
incuriosito dall’unico posto dell’universo dove a mezzanotte,
ogni santo giorno, da Posillipo a Scampia, si sparano fuochi
d’artificio? Desidera riempire il vuoto di Bagnoli, così
invitante dallo spazio, con un astrocasinò gestito da un clan
di umanoidi? Vuole rapire un falso invalido per proseguire gli
esperimenti miranti alla creazione di una razza ibrida che, un
domani, potrà integrarsi meglio con la corruttibile razza
umana? Una suggestiva ipotesi scalza tutte le altre: i
marziani puntano a Palazzo San Giacomo.
In una città alienata in cui, con il caso del Lago d’Averno,
anche il mito viene sequestrato, la speranza aliena è l’ultima
5
CHIAIAmagazine 6-7 / giugno luglio 2010
ALIENA
centrodestra
di Massimiliano De Francesco
in cui,
con il caso del
Lago d’Averno,
anche il mito viene
sequestrato,
la speranza aliena
è l’ultima
a morire”
Gianni Lettieri, presidente
Unione degli Industriali di Napoli
Marilù Faraone Mennella,
imprenditrice
Marcello Taglialatela,
assessore regionale all'Urbanistica
Paolo Russo,
parlamentare Pdl
Mara Carfagna,
ministro per le Pari Oppotunità
Aurelio De Laurentiis,
presidente SSC Napoli
a morire. Dal turbolento pianeta della politica, dopo la
meteora Sica, dissoltasi nel pasticciaccio della loggia eolica, e
la meteorina Del Giudice, atterrata placidamente in
Provincia di Napoli, la stella cadente Iervolino, stanca
dell’ennesimo rimpasto, espone un cartello luminoso su cui
scorre la scritta laser: “cerco replicanti”. Nel 2011 finalmente
si vota per non replicare i disastri della sindaca, avatar di
Bassolino. È opinione diffusa, in seguito a una collezione di
maglie nere che la città ha raccolto in questi anni, il desiderio
di una candidatura fuori dal Comune. Anche perché l’eredità
che si troverà a gestire il futuro sindaco è una rogna
galattica.
La soluzione extraterrestre piace: un candidato sconosciuto,
che viene da un altro pianeta, disabituato a brigare, con
superpoteri e non con “poteri speciali”. Nell’attesa che un
marziano prenda coraggio e si decida a scendere a piazza
Municipio, è già iniziata la terrena guerra dei mondi di
centrosinistra e centrodestra per le elezioni del prossimo
anno. Finora ha prodotto, tra smentite, proclami e tatticismi,
un’astronave di nomi destinata ad accogliere altri possibili
candidati e figuranti. Al momento, per il centrosinistra sono
saliti a bordo Umberto Ranieri (il colto), Luigi De
Magistris (il giustizialista), Claudio Velardi (il casinaro),
Nicola Oddati (l’autocandidato), Antonio Bassolino (il
flagello), Enzo Amendola (il rampante); per il centrodestra,
invece, Mara Carfagna (la sorridente), Marcello
Taglialatela (il predestinato), Gianni Lettieri (il
temporeggiatore), Paolo Russo (la sorpresa), Aurelio De
Laurentiis (il carismatico), Marilù Faraone Mennella (la
decisionista). Insomma, mentre i finiani hanno ripudiato la
galassia del Cavaliere, il Pd corteggia il buco nero con
impeccabile costanza e i mutanti dell’Udc sono pronti a
imbucarsi, dopo alienanti contrattazioni, nella prossima
astronave vincente, l’homo neapolitanus continua a scrutare
il cielo tra fantascienza e fantapolitica. L’effetto Crispano
persisterà in quest’estate marziana, povera di sogni e
squattrinata. Alla domanda perché gli alieni brulicano nelle
notti partenopee, l’attore Enzo Cannavale, dopo aver
sorseggiato una limonata, ha risposto: “Steveme scarse.
Comunque a casa mia sono invitati per una ricca
spaghettata. A una condizione, però: non devono essere
disoccupati”.
6
CHIAIAmagazine 6-7 / giugno luglio 2010
Indagini vere
e polemiche manovrate:
il presidente di Chiaia
attacca i censori
FALSI INVALIDI
LE VERITÀ DI FABIO CHIOSI
F
di Alvaro Mirabelli
Falsi invalidi: nella maxitruffa di Chiaia gli inquirenti
continueranno a scavare. Nel telaio accusatorio, per ora, i
presunti registi della vicenda: tra essi, secondo gli addebiti, l’ex
consigliere della Municipalità1 Salvatore Alajo e il direttore della
stessa Municipalità Angelo Sacco. Con loro i 40 sospetti
beneficiari del raggiro, ormai in odore di rinvio a giudizio. Per
gli investigatori, però, non è solo una trastola da rione. C’è puzza
di sponde eccellenti. E sullo sfondo anche il rischio di
speculazione politica. Una storiaccia che di sicuro ha complicato
la vita di Fabio Chiosi, presidente della Municipalità1.
Innanzitutto: come mai non si è accorto di quanto
accadeva nelle stanze della sua Municipalità?
Il punto chiave è questo: l’attività delle pratiche di invalidità,
fino al 12 giugno 2010, è stata di carattere puramente
amministrativo e si è svolta nella sede municipale in piazza S.
Caterina a Chiaia e non in quella politica di piazza S. Maria
degli Angeli. E su tale attività, secondo la legge 142 che separa
nettamente sfera amministrativa e politica, il potere politico non
può esercitare controlli. Tuttavia mi sono attivato subito quando
una dirigente, la dottoressa Teresa Vitale, nell’ottobre 2009 mi
ha comunicato anomalie sospette: così, prove alla mano,
abbiamo sporto denuncia.
È stata insomma la Municipalità ad avviare un procedimento di
indagine e pulizia. È tutto agli atti dell’inchiesta. Eccellenti
coinvolti? Lo diranno le indagini.
Lo confesso: tutto mi immaginavo ma mai un “ufficio del falso”
parallelo alla municipalità.
Fabio Chiosi,
presidente della
Municipalità 1
Teme che qualcuno, cavalcando lo scandalo,
chieda le sue dimissioni?
Dimissioni? Nemmeno ci penso e, se qualcuno le vuole, è in
malafede. So solo che ho avuto il coraggio di denunciare e di
espormi. Le strumentalizzazioni, comunque, son storia vecchia:
la più stantia è quella sui voti presi da Alajo che nel 2006
avrebbero consentito al centrodestra di vincere a Chiaia con
1.200 voti di scarto sulle sinistre.
E allora mettiamo un po’ di paletti. I consensi di Alajo erano
personali: li prese come candidato di Fi che appoggiava Chiosi
presidente. Se non ci fosse stato Alajo, quei 1.200 consensi
sarebbero
andati in
Salvatore Alajo, ex consigliere di centrodestra
automatico al
della Mun. 1, arrestato a dicembre 2009
centrosinistra?
per l’inchiesta sui falsi invalidi
Credo di no.
Ma se anche la
sinistra li
avesse presi,
come li
avrebbe
considerati?
Voti sporchi o
puliti?
Infine: mi
appoggiavano
9 liste e
ognuna, coi
suoi, voti, fu
determinante.
7
CHIAIAmagazine 6-7 / giugno luglio 2010
SACCO, VERGOGNA E GOGNA
Arrestato come se fosse il più pericoloso dei latitanti con fotografi e giornalisti in fila
per immortalare il giorno della vergogna: questo è successo ad Angelo Sacco,
direttore della Municipalità 1, uomo stimato a Chiaia (e non solo) finché non gli è
piovuta addosso la vicenda dei falsi invalidi. Le accuse nei suoi confronti sono
gravissime, ma lo spettacolo mediatico che lo ha “scortato” in carcere ricorda i giorni
peggiori di Tangentopoli. Siamo alle solite: la gogna è tratta. Chi ha contribuito alla
fuga di notizie? Nessuno. Come sempre. Enzo Serio, consigliere del Pd della
Municipalità 1, sulla questione ha le idee chiare: «È abituale vedere arrestati in tv. I
giornalisti di solito vengono avvisati per effettuare riprese o foto quando i fermati
escono dalla questura o dal Comando dei carabinieri: qui la stampa esercita il suo
diritto di informare.
Ma se un arresto, come nel caso del direttore Angelo Sacco, è effettuato all’alba a
casa dell’indagato che poi viene condotto negli uffici municipali in piazza S. Caterina,
e se i giornalisti sono presenti, allora è fuga di notizie a scopo spettacolare: una
modalità selvaggia. Ciò a prescindere dalle responsabilità dell’indagato su cui non mi
pronuncio, confidando nei magistrati. Il Pd, in caso di arresti eccellenti e non, non
grida mai al complotto. In questo caso è auspicabile che il dottor Sacco possa
dimostrarsi estraneo alle accuse». Sulla stessa lunghezza d’onda il consigliere
municipale del PdL Alberto Pierantoni: «Il rispetto per le persone e la loro dignità è
fondamento imprescindibile in ogni situazione, a maggior ragione quando le
indagini sono all’inizio. Da sempre affermo che bisogna avere rispetto per l'operato
delle forze dell'ordine e della magistratura ma questo deve avvenire anche a parti
invertite. Ciò che è avvenuto ad Angelo Sacco, e cioè che come al solito tutti i media
fossero informati in anticipo del suo arresto, è l'ennesima dimostrazione che c'è un
sistema da correggere per evitare la spettacolarizzazione degli arresti, specialmente
quando ci sono indagini ancora in fase iniziale. La vera giustizia è quella che fa il suo
corso tenendo presente sempre e comunque la dignità delle persone, soprattutto in
una democrazia collaudata».
Anche la sindaca Iervolino, quando le arrestarono
alcuni assessori, replicò: resto al mio posto. Analogie col
suo caso?
No. Il centrosinistra fece le barricate intorno a un sindaco in
difficoltà per via di assessori da lei stessa nominati.
Alajo, invece, malgrado la sua quota voti e le
sue intenzioni, non fu certo da me inserito
nella giunta di Municipalità:
anzi, deluso, si disse indipendente e da
allora si è svincolato dalla mia maggioranza.
E ancora: il sindaco fu colto in contropiede dai
fatti. Io ho agito per scoperchiare l’imbroglio.
Dunque: due casi diversi.
Dopo la denuncia, lei ha ricevuto minacce
gravi. Come vive questo clima in privato?
Mi preoccupo per i miei familiari. E non per la
lettera anonima, sia pure intimidatoria e ricca di particolari
personali reali.
Ma è diverso quando sulla porta di casa ti incollano un
proiettile e sotto l’uscio infilano un volantino minaccioso: lì
mi sono sentito vulnerabile insieme ai miei cari.
Questo però non ferma la legalità e non sminuisce la
soddisfazione di aver contribuito a fare giustizia soprattutto
per gli invalidi autentici, i veri danneggiati. Un’ultima cosa:
sono disgustato dallo sciacallaggio politico fatto sulla vicenda
da alcuni settori del centrosinistra.
Il fango non mi tocca: ma, se hanno argomenti, ci mettano la
faccia e riferiscano al magistrato.
Diverso il caso di altri avversari politici,
mostratisi solidali: li ringrazio.
8
P
CHIAIAmagazine 6-7 / giugno luglio 2010
di Oscar Medina
Pubblica amministrazione:
tagliare senza pietà i costi
della politica. Soldi buttati
dalla finestra, secondo
Palazzo Chigi che la sua
«austerity» la sta edificando
sui malumori di una
nazione, inviperita dagli
sprechi di casta. E così
l’ultima Finanziaria è
diventata una scure: non
proprio imparziale, però,
visto che le prebende
parlamentari restano
intatte. I tagli, invece,
hanno investito i politici
delle Municipalità cittadine:
i loro portafogli, per la
precisione. In sintesi: al
consigliere vengono ridotti i
gettoni di presenza alle
assemblee di quartiere e i
miniassessori municipali si
ritrovano lo stipendio
abbassato. Gli interessati
non hanno gradito ma non è
un mistero che, nel
panorama delle
amministrazioni locali, la
municipalità sia diventata
una specie di cenerentola
improduttiva che, per
demeriti propri o altrui, ha
scalato a tempo di record le
classifiche dell’impopolarità
generale. Un declino
fulmineo visto che le nuove
realtà periferiche, eredi
delle circoscrizioni, sono
decollate nel maggio 2006:
sulla carta, anzi,
rappresentavano il
baricentro della riforma del
decentramento comunale,
ambiziosa operazione di
ingegneria istituzionale
inventata dal professor
Raffaele Porta e poi
approvata dal Consiglio
Comunale nel 2005.
L’intento era questo: addio
alle circoscrizioni e al loro
ruolo di passacarte, e via
libera alle Municipalità
ovvero 10 microgoverni
urbani con autonomia
finanziaria e decisionale.
Porta stesso, papà del nuovo
organismo, e all’epoca pure
assessore, esaltava in quei
giorni la propria creatura
come una svolta nella
gestione della metropoli: si
parlò di Comune a misura
di cittadino, di una città
ridisegnata dalle radici coi
suoi nuovi governi di
Municipalità,
eutanasia di una speranza
A quattro anni dal decollo, resta al palo
il decentramento comunale.
Soldi pochi, poteri zero
e il rischio di sparire di scena:
l’ingrata storia dei governi di quartiere.
9
CHIAIAmagazine 6-7 / giugno luglio 2010
quartiere, di trasferimento
di poteri, quattrini e
deleghe-chiave (vedi
manutenzione) da Palazzo
S. Giacomo alle neonate
microcittà, di presidenti di
Municipalità dotati di
prerogative di spesa.
Quattro anni e parecchie
fregature dopo, invece, la
città un’idea se l’è fatta sul
campo: le Municipalità,
salvo eroiche eccezioni come
nel caso del governo di
Chiaia, hanno sollevato più
ombre di quante ne abbiano
dissipate. Una su tutte: con
un Comune sull’orlo
perenne del crac economico
e una Municipalità senza
uffici contabili, l’autonomia
di cassa è rimasta teoria. E
l’indipendenza decisionale?
I 10 minigoverni non fanno
un passo senza il permesso
della giunta Iervolino.
E ora agli atti resta solo il
bluff di un Comune che, per
Municipalità: enti fantoccio da abolire o utili strumenti di governo? Abbiamo rivolto le seguenti domande al
presidente della Municipalità 1, Fabio Chiosi, al capogruppo del Pd in consiglio municipale, Vincenzo Serio, e
al professore Raffaele Porta, presidente dell’Osservatorio EuroMediterraneo, assessore della prima giunta
Iervolino che ideò la riforma del decentramento amministrativo entrata in vigore nel 2006.
1 Municipalità: a 4 anni dal decollo, la riforma del decentramento
comunale offre un consuntivo deludente. È d’accordo con questa premessa?
2 Nel dettaglio: quali le luci e quali le ombre del quadriennio gestito dalle
microamministrazioni cittadine?
3 Nella polemica sui costi «pazzi» della politica i parlamentini di
quartiere sono spesso coinvolti: critiche giustificate?
4 Il governo nazionale ha calato la scure sulle indennità dei consiglieri dei
10 minigoverni urbani. Ma il dibattito coinvolge, in prospettiva, persino
l’opportunità di sopravvivenza del cosiddetto «governo di quartiere».
Qual è la sua posizione in proposito?
FABIO CHIOSI
(presidente
Municipalità 1
Chiaia-San Ferdinando
Posillipo):
I Pareri
giunta, ha alimentato la sua
riforma-fantasma con 10
milioni di euro all’anno:
questo, più o meno, il costo
di 10 presidenti, 30
miniassessori e 300
consiglieri municipali,
considerando gettoni di
presenza, indennità e
rimborsi liquidati ai datori
di lavoro dei consiglieri che,
per fare politica, si
assentavano dal lavoro. Una
manica larga che ora Roma
sta restringendo.
Gli effetti del gettone
ridotto, intanto, sono stati
immediati: ora alle
assemblee consiliari e alle
riunioni di Commissione si
presentano in pochi.
Segnali ingloriosi di un
tramonto precoce?
Qualcuno pensa di sì: «Le
Municipalità, passate in 4
anni dalla culla alla tomba,
vanno eliminate senza
rimpianti».
1 Dipende dalle aspettative suscitate
1)
dalla riforma. Le Municipalità erano state
concepite come dei veri e propri enti autonomi ma solo sulla carta, visto che, non
potendo elaborare un vero e proprio bilancio, nei fatti i poteri sono limitati.
2 Le luci riguardano sicuramente lo
2)
stretto contatto con i cittadini, la presenza
sul territorio e la manutenzione delle
strade secondarie. Di contro, l’ombra
maggiore è rappresentata dalla scarsa
autonomia dei miniparlamentini.
3 I costi sono prevedibili ma a mio av3)
viso è eccessivo il numero di 30 consiglieri, troppi.
4 Riguardo ai tagli credo che la scure del
4)
governo sarebbe dovuta intervenire a
360 gradi, partendo dai parlamentari.
Detto questo, le Municipalità hanno sì
motivo di esistere, ma devono essere
messe in condizione di lavorare in autonomia.
VINCENZO SERIO
(capogruppo
dell’opposizione
consiliare nella
Municipalità 1):
1) Il fallimento del decentramento? La sua
incopiutezza. Le funzioni dei consigli municipali sono state penalizzate dall’iperesposizione di presidenti e assessori. Le giunte e i
consigli si muovono parallelamente, non
c’è collaborazione tra assessori e consiglieri: paradossalmente gli uni non sanno
ciò che fanno gli altri.
2
2) La funzione positiva delle Municipalità è
il ruolo di “front office” dell’amministrazione pubblica per i cittadini. Un ruolo che
viene portato avanti con difficoltà e le
aspettative sono state disattese a causa dei
grossi limiti dell’ente.
3
3) Non condivido le critiche relative ai costi.
Anche perché non sono affatto ingiustificati: per i consiglieri i gettoni di presenza,
ora aboliti, costituivano un rimborso spese
per spostamenti e costi di telefonia, ma non
potevano superare i 500 euro. Solo i presidenti e gli assessori percepiscono un’indennità vera e propria, uno stipendio. Non ci
sono altri costi aggiuntivi: non sono previsti
benefit, né staffisti o auto blu come hanno
scritto alcuni giornali.
4
4) Sono contrario all’abolizione delle Municipalità però si dovrebbe metterle in
condizione di lavorare sul serio. Questa
svolta può avvenire soltanto spostando
l’ago della bilancia verso i consigli, ripristinando l’indennità percepita dai consiglieri e dandogli più poteri, altrimenti in
futuro chi si assumerà questo compito,
spesso ingrato e per giunta gratis? Inoltre, i partiti si devono assumere le proprie responsabilità in merito e scegliere
accuratamente i loro rappresentanti che
agiscono sul territorio. Il caso Alajo scoppiato a Chiaia conferma questa necessità.
1
RAFFAELE PORTA
(presidente dell’Osservatorio
EuroMediterraneo, autore
della riforma sul decentramento
amministrativo):
1) La riforma del decentramento è stata
senz’altro deludente perché non è stata
mai attuata, almeno non com’era stata
concepita sulla carta, se non in parte. Purtroppo non è stata mai applicata alla lettera: inizialmente era previsto un
assessore al Decentramento che seguisse
le attività dei miniparlamentini e fungesse da anello di congiunzione col Comune, cosa che è decaduta col tempo.
2
2) Purtroppo le ombre sono fin troppo
evidenti, soprattutto per quanto riguarda
la manutenzione cittadina. Le luci dell’applicazione di questa riforma stento a vederle perché, alla fine, è come se fossero
ancora le vecchie circoscrizioni ma con
più problemi da affrontare, visto che la
riduzione da 21 circoscrizioni a 10 Municipalità ha gravato sulle responsabilità di
queste ultime.
3
3) La polemica sui costi è futile in quanto
questi sono diminuiti col passaggio da circoscrizioni a Municipalità: meno presidenti, meno consiglieri. Il fatto è che la
spesa non è proporzionata ai risultati che
le Municipalità hanno prodotto.
4
4) Se la riforma del decentramento amministrativo continua a non essere attuata è inutile tenere in vita delle
Municipalità che non rappresentano dei
veri soggetti di governo gestionali periferici, con i propri onori e oneri, com’era
stato inizialmente previsto ma soltanto
dei parafulmini sui quali scaricare le
mancanze dell’amministrazione centrale.
È ormai chiaro che le ultime due sindacature Iervolino non hanno creduto al decentramento, dimostrandosi dei governi
fortemente accentratori.
1
11
LA
ST
RIA
CHIAIAmagazine 6-7 / giugno luglio 2010
Aumentano i casi di violenza tra le mura domestiche.
La responsabile del Centro Donna di Posillipo Maria Rosaria Ferre denuncia:
“Bisogna far emergere il sommerso”
La violenza in cifre
IL SILENZIO
DELLE INNOCENTI
U
di Rita Giuseppone
Un affetto deviato che
diventa morboso, un legame
che si trasforma in una stretta
soffocante. L’amore distorto
che si manifesta come
dominio, possesso e, infine,
violenza. La difficoltà
nell’accettare il fatto che
proprio la persona con cui si
condivide la vita si sia
trasformata in un aguzzino.
Questo l’incubo vissuto da
tante donne, diverse per età,
condizioni socio-culturali e
quartieri di provenienza, ma
accomunate dal tormento di
dover ammettere,
innanzitutto a sé stesse, di
subire abusi. Una sola via
d’uscita: parlarne, aprirsi.
Purtroppo ciò accade di rado
perché, come confermano i
dati del 2009, nell’81% dei
casi, l’autore della violenza
non è uno sconosciuto ma ha
il volto degli affetti più cari:
l’ex partner o quello attuale.
Maria Rosaria Ferre,
responsabile del Centro
Donna del Comune di Napoli
(assessorato Pari
Opportunità), lo conferma: “I
dati recenti riportano un
maggior numero di denunce
rispetto al passato ma non è
possibile inquadrare il
fenomeno basandosi sulle
aggressioni che vengono
denunciate perché molte
vittime subiscono in silenzio”.
Il Centro Donna di via
Posillipo 359 - Parco Carelli
8/C, nasce nel 1979 come
Centro Studi sulla Condizione
della Donna, un centro di
documentazione e studio
sulla cultura di genere. Nel
corso degli anni il centro ha
potenziato le attività culturali
e politiche per le Pari
Opportunità, sviluppando
anche statistiche sui
parametri occupazionali,
sociali, economici e culturali
utili per monitorare
l’evolversi della condizione
femminile. Oltre a fornire
ascolto, accoglienza e
orientamento su
problematiche familiari, di
coppia e lavorative, il centro,
in collaborazione con
associazioni femminili quali
Arcidonna Napoli Onlus e
Onda Rosa, garantisce
consulenza psicologica e
gratuito patrocinio per la
tutela delle donne nell’ambito
del Diritto socio-familiare,
economico e lavorativo. “Un
altro strumento importante -
Dai dati relativi all’anno 2009, raccolti dal Centro Donna sulla base di 828 richieste d’aiuto,
è emerso che:
- la maggior parte dei casi (il 35,5%) riguarda la violenza psicologica, una pressione continuamente rivolta alla svalutazione della personalità, del lavoro e dell’attività casalinga delle
donne, soprattutto del loro rapporto con i figli.
- si attesta intorno al 24% la percentuale di donne che ha raccontato di subire violenza fisica. Un dato stabile negli anni che rispecchia il perdurare di un atteggiamento di dominio
da parte dell’uomo sulla donna nel rapporto di coppia che si manifesta attraverso la ricerca
esasperata di un controllo assoluto.
- crescono i casi di violenza economica (15,7%). Rientrano in questa tipologia tutte quelle
azioni rivolte a conservare la donna in uno stato di soggezione economica, tra cui il mancato mantenimento dei figli da parte di padri separati che riversano il peso del sostentamento
della prole sulla donna.
- si sono registrati 52 casi (6,3%) di “stalking”, il comportamento
persecutorio da parte dell’ex compagno che segue la donna sotto
casa o al lavoro, e la minaccia, la contatta ossessivamente, causando in lei stati d’ansia, stress e paura per la propria incolumità.
- sono in aumento i dati sulla limitazione della libertà (9,5%),
le molestie sul lavoro (1%) e la cosiddetta violenza assistita
(3,1%) in cui i bambini sono costretti ad assistere agli abusi
inflitti alla madre. I casi di violenza prettamente sessuale, invece, si attestano intorno al 4%.
spiega la dottoressa Ferre - è
lo Sportello di orientamento
al lavoro, curato
dall’associazione C.O.R.A.,
che guida le utenti alla
ricerca attiva di un impiego,
aiutandole a inserirsi o
reinserirsi nel mondo del
lavoro. Altrettanto utile è lo
Sportello salute, che informa
sui servizi territoriali, offre
counseling psicologico e
organizza laboratori e
incontri orientati alla cura del
sé. Inoltre - prosegue - a
livello locale il Comune ha
stipulato un protocollo
d’intesa interistituzionale con
le diverse strutture coinvolte
(forze dell’ordine, servizi
sanitari, servizi educativi e
scolastici, tribunali ordinari e
per minorenni ecc.) per
combattere il fenomeno della
violenza di genere unificando
la tipologia di ascolto e
accoglienza per le vittime e
favorendo l’emersione del
fenomeno”. Prevenzione,
ascolto, diffusione della
cultura di genere e
promozione dei servizi
territoriali sono anche le
finalità dello sportello “Pari e
Dispari”: la struttura,
coordinata da Maria Rosaria
Ferre e Maria D’Ambrosio
presso l’Università degli Studi
Suor Orsola Benincasa, è
aperta il martedì e giovedì al
servizio dei giovani
dell’ateneo e del quartiere.
Tutte le attività del Centro
fanno parte del “Servizio
Contrasto Nuove Povertà e
Rete delle Emergenze
Sociali”, diretto dal dottor
Moscato, e sono promosse e
sostenute dall’assessorato
comunale alle Pari
Opportunità, sotto l’egida di
Valeria Valente.
L’azione sviluppata dal
Comune si inserisce nel
progetto Arianna del
Ministero per le Pari
Opportunità, nell’ambito
della Rete Antiviolenza
Nazionale Donna, che
proprio in questi giorni sta
rilanciando la campagna
informativa sul 1522, il
numero telefonico a
disposizione delle donne che
subiscono maltrattamenti.
Il Centro Donna del
Comune di Napoli di Parco
Carelli è aperto al pubblico
dal lunedì al venerdì dalle 9
alle 13. info: 0817953190-1-3,
[email protected].
12
QUART
IERISSIME
CHIAIAmagazine 6-7 / giugno luglio 2010
I bambini del Pausilipon
a bordo del S. Rita
Ancora danni
in Galleria Umberto
Lo scorso 29 maggio, nell’ambito della nona “Giornata nazionale del sollievo”, l’associazione Asgam Onlus ha organizzato la manifestazione “Sulle orme del sollievo...da
Nisida a Posillipo”. Una giornata di mare e solidarietà durante la quale il peschereccio S. Rita, confiscato dalle Autorità in Puglia per traffico di droga, è stato protagonista della
sua prima uscita ufficiale nelle acque del golfo di Napoli.
Dodici bambini oncologici del Pausilipon, accompagnati dai
genitori e da medici e psichiatri del polo ospedaliero si sono
imbarcati sul S. Rita e hanno visitato il tratto di costa che va
da Nisida fino a Villa Rosbery, apprendendo la straordinaria storia legata ai luoghi più suggestivi del golfo, grazie
alle spiegazioni del professor Arturo Armone Caruso, socio
onorario Asgam. Durante il tour i bambini hanno gustato
cornetti e brioche offerti dallo staff medico per poi cimentarsi
nella pesca sportiva, catturando un bel carniere di luvari,
pinterrè e perchie che hanno portato a casa. Il peschereccio S. Rita, un’imbarcazione di 11 metri sottratta alla criminalità organizzata che la adoperava nel traffico di
stupefacenti, è stato donato all’Asgam che l’ha ristrutturato
e attrezzato in modo tale da poter ospitare bambini malati,
disabili e disagiati nell’ambito di “Un progetto Napolitano”,
iniziativa dedicata al Capo dello Stato e grazie alla quale
tanti bambini e ragazzi che vivono condizioni difficili potranno avvicinarsi al mondo del mare, formandosi nella pratica del pescaturismo e di varie discipline sportive per crearsi
uno sbocco professionale. Le attività ludiche e didattiche del
S. Rita proseguiranno durante tutta l’estate con appuntamenti che vedranno protagonisti i bambini delle scuole del
Non c’è pace per la
Galleria
Umberto.
Dopo le numerose polemiche che hanno accompagnato
lo
svolgimento dei lavori
per la ristrutturazione
dei supporti e delle vetrate dei quattro bracci
e della cupola e quelle
riguardanti la questione
sicurezza che hanno
visto i residenti del
varco Angiporto chiedere la chiusura notturna della Galleria
(proposta bocciata dalla Soprintendenza), si era arrivati,
grazie ad un emendamento approvato dal Comune lo
scorso 30 aprile, al ripristino, dopo ben 20 anni, della
sorveglianza 24 ore al giorno. Un provvedimento che ha
incontrato il favore dei numerosi commercianti della Galleria che lamentavano atti di vandalismo da parte di balordi e la continua presenza di venditori ambulanti. La
sorveglianza è decollata lo scorso primo giugno, ma subito sono scattati i primi atti di ritorsione: le vetrine di Antonio Barbaro, da sempre portavoce della lotta per la
tutela e la vivibilità del monumento, sono state gravemente
danneggiate da ignoti. Inoltre, alcune settimane fa, è crollato l’intonaco dalla parte superiore dell’ingresso su via
Toledo, fortunatamente senza conseguenze per i passanti.
Un incidente prevedibile, visto che già nel 2009 era rovinata al suolo l’aquila posta a decorazione dello stesso
ingresso, anche in quel caso senza provocare danni alle
persone. Insomma, dopo tante chiacchiere e tanti soldi
spesi, la Galleria Umberto continua ad andare in pezzi.
E l’amministrazione resta a guardare. (r.g.)
quartiere Sanità e della provincia di Napoli, grazie all’impegno dell’Asgam e dell'associazione "Libera", da sempre
impegnata nel recupero dei beni confiscati alla criminalità
organizzata. (r.g.)
13
QUART
IERISSIME
CHIAIAmagazine 6-7 / giugno luglio 2010
Dissesto Comune: arriva
la “cambiale generazionale”
Via Vetriera,
degrado e spazzini fantasma
Martedì 15 giugno nella Galleria Navarra di piazza dei
Martiri si è tenuta una manifestazione sul tema del debito
generazionale organizzata da “Onde Civiche”, la confederazione aperta costituita dalle associazioni che si pongono gli obiettivi di sensibilizzare i cittadini ad una
partecipazione attiva alla “res publica” e di promuovere
un rapporto di collaborazione tra le istituzioni e la società
civile. La manifestazione è stata preceduta da una conferenza stampa che ha fatto il punto sui debiti fuori bilancio
e sull’enorme volume di derivati e swap avviati dall’amministrazione Comunale per la mancata capacità di riscuotere
alcuni crediti e per l’insostenibile tempo di pagamento dei
fornitori. Un debito che ovviamente si ripercuote sulle tasche dei singoli cittadini e proprio per questo durante
l’evento i rappresentanti juniores delle associazioni aderenti al progetto “Onde Civiche” tra i nove e i 16 anni di
età provenienti da diverse scuole di Napoli hanno letto delle
considerazioni in merito e avanzato delle specifiche richieste alle istituzioni, ovvero di essere informati su come
Ad un anno di distanza
dal termine dei lavori di
riqualificazione, molti
residenti e commercianti di via Vetriera lamentano lo stato di
abbandono nel quale
versa la zona. Degrado, sporcizia e vandalismo la fanno da
padrona nella strada
che si trova a due passi
dalla centralissima via
dei Mille e che ospita
luoghi di cultura e di ritrovo di interesse generale, nonché numerosi esercizi commerciali. Lo scenario
che si presenta è deprimente: cumuli di detriti prodotti
dai lavori di ristrutturazione all’interno di abitazioni private ammassati sui marciapiedi, rifiuti di ogni genere che
giacciono perennemente in strada e, ultimamente, elementi di arredo urbano danneggiati e divelti. Infatti, proprio nei pressi del cinema Delle Palme, recentemente è
stato sradicato e portato via uno degli alberi piantati al
termine dei lavori anche grazie all’intervento del presidente della Municipalità 1, Fabio Chiosi. I residenti, inoltre, hanno lamentato la totale assenza di spazzini, tanto
che in molti, rassegnati al totale silenzio da parte del Comune a fronte delle tante richieste inviate, si sono organizzati in maniera autonoma per pulire la strada, ormai
abbandonata a sé stessa, i cui marciapiedi sono diventati preda di orde di motorini. A tal proposito, residenti
e commercianti hanno richiesto che vengano installate
altre due panchine sui marciapiedi per migliorare la vivibilità di via Vetriera, arginando il fenomeno del parcheggio selvaggio. (r.g.)
verranno spalmate queste cifre e per quanto tempo i cittadini dovranno sacrificarsi per far sì che vengano recuperate, oltre alla proposta di istituire un commissario del
debito come paventato da Gianni Alemanno, sindaco di
Roma. Inoltre, tutti gli studenti intervenuti hanno firmato
delle “cambiali generazionali” del valore di 1200 euro a
testa e le hanno inserite in un salvadanaio da consegnare
al sindaco Iervolino al termine dell’evento che è stato salutato con grande soddisfazione dei dirigenti scolastici degli
istituti coinvolti e dei rappresentanti delle associazioni confederate. Tra esse Campania in Movimento, Campania Sanità, Chiaia per Napoli, Consultabitanti, Insieme per
Ponticelli, Napoliliberal, Napoli Prima Classe, Napolipuntoacapo, Nuove Botteghe dei Mille e Nuovi Circoli Italia
(Posillipo-Chiaia-San. Ferdinando).
Campioni di civiltà
Gruppo di amici in un esterno: sono i membri dell’Associazione
S. Anna in piazzetta S. Caterina da Siena, nel cuore di Napoli. Un gruppo
di partenopei veraci che, ad onta degli esempi negativi di cui la città
abbonda, merita un 10 e lode per l’amore che sta dimostrando nei
confronti di Napoli e del proprio borgo. In quel frammento antico tra
Chiaia e S. Ferdinando, infatti, è agli sgoccioli una riqualificazione urbana.
La piazzetta è quasi completa. E loro, che la frequentano, l’hanno
adottata. Grazie ai soci, infatti, la piazzetta e la nuova aiuola sono tenute
pulite. Qua e là, poi, hanno affisso inviti a rispettare il decoro del luogo (il
messaggio è innanzitutto per i padroni dei cani). La loro sola presenza,
infine, scoraggia gesti di inciviltà. Un piccolo, grande miracolo. Un esempio
per tutti.
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QUART
IERISSIME
CHIAIAmagazine 6-7 / giugno luglio 2010
Gradoni di Chiaia,
arriva il recupero
Il morso della Taranta
di Paolo D’Angelo
CITTÀ
FANTASMA
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mila case sconosciute al catasto italiano: una città
fantasma che non paga l'Ici. Milioni di euro evasi
da chi froda il fisco. Ministri che con fondi oscuri
comprano case di lusso e spariscono. Illegalità mischiata alla
crisi economica globalizzata: è il sistema che ci schiaccia,
creato per tutelare i grandi interessi illegali. «Tu hai costruito
una casa abusiva, vivi nell'illegalità, io società di controllo te
lo permetto, ma tu voterai per me e io ruberò come tu hai rubato». E noi? Noi siamo qui! Col nostro lavoro, con i nostri
figli, con le speranze, le delusioni, casa in fitto o di proprietà.
Spettatori passivi di una tv che vomita problemi e politici:
show dove la morte e la vita segnano il passo. Guerre non
guerre, ladri non ladri, drogati non drogati. Tutti fanno tutto.
E tutti d’accordo: l'innocenza si compra coi soldi. Ricchi e famosi: è l'unico faro. Un politico corrotto di successo è solo un
uomo di successo. Un mafioso ricco è solo un uomo ricco.
Uno stato con le banche piene di soldi illegali è solo uno stato
ricco. E noi? Noi siamo qui! A saldare il conto nel nostro posto
di lavoro, a quadrare i conti con le nostre piccole aziende
soffocate da un mare di sterco, a difendere la famiglia. Ma
siamo anche stanchi di subire: e forse un giorno grideremo al
ministro che è un ladro, al mafioso ricco che è un delinquente,
al politico corrotto che lui è il colpevole. La storia poi indicherà i colpevoli e darà ragione a chi ha vissuto nel rispetto
del prossimo, dell'amore per una vita che non è solo denaro.
E allora diamoci dentro per un mondo migliore. Parola della
taranta! Forza Italia...e legate la lega!
Si sblocca lo stallo della riqualificazione
della promenade collinare che da via
Chiaia si snoda lungo i Gradoni di Chiaia
e via S. Caterina da Siena fino a piazzetta
Cariati e al corso Vittorio Emanuele. In
breve, il 1° lotto (da piazzetta S. Caterina
da Siena a piazzetta Cariati) è quasi concluso: previsti entro luglio i ritocchi finali (in
piazzetta S. Caterina da Siena attivazione
della fontana e dell’illuminazione, collocazione di un palma monumentale e di panchine, dissuasori nell’adiacente vico
Mondragone, sistemazione del sagrato
della Pietà dei Turchini con eliminazione di
un casotto fatiscente, infine panchine in piazzetta Cariati). Per il 2° lotto (Gradoni di Chiaia), grazie a
200mila euro dell’ultimo bilancio comunale, sarà riqualificato in tempi stretti il tratto da via Chiaia fino all’incrocio con via Nardones: l’intervento è più modesto
rispetto all’obiettivo originario che prevedeva la riqualificazione da via Chiaia fino alla già recuperata piazzetta S. Caterina da Siena, ma prelude al completamento
dell’intero asse urbano.
Linea 6
avanti tutta
Fresco maxicontratto da 160 milioni di euro
per Ansaldo Sts che così riceve dal governo il
finanziamento per altre importanti opere da
realizzare nell'ambito della Concessione per
la progettazione e la realizzazione della Linea
6 della Metropolitana di Napoli (ex Ltr). La società ha già attivato il tratto da Fuorigrotta a
Mergellina che può vantare infatti 4 stazioni
funzionanti (Mostra, Augusto, Lala, Mergellina). Adesso, grazie ad una quota delle risorse pattuite, potrà intensificare il prosieguo
dell’opera sulla rotta Mergellina-Municipio,
completando le 2 stazioni Arco Mirelli e
Chiaia/Monte di Dio (che avrà due uscite) e
portando a termine l’ultima tratta da Chiaia a Municipio
(terminal), compresa la stazione intermedia di S. Pasquale.
Sul versante flegreo, poi, sempre grazie alla nuova commessa, Ansaldo si occupera' della costruzione della galleria di collegamento tra la stazione Mostra e l'area dell'ex
Arsenale militare di via Campegna. Infine, i fondi residui
saranno impiegati per dotare di infrastrutture di appoggio
cruciali l’intera metropolitana: dalla realizzazione e attrezzaggio del deposito-officina per il ricovero-manutenzione
della flotta di veicoli che serviranno la tratta da un capolinea all’altro alla fornitura del materiale rotabile. Il contratto
si aggiunge a quelli firmati nel dicembre 2003 e nel settembre 2007. Dunque un poderoso passo avanti per la rete
sotterranea del trasporto su ferro in città. Resta invece ancora tutto da scrivere il terzo capitolo della Linea 6, vale a
dire la progettazione già programmata (e il finanziamento)
della tratta che collegherà la stazione Mostra a Bagnoli grazie alle 4 stazioni di Campegna, Acciaieria, Città della
Scienza e, infine, Porta del Parco.
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POLI
TIK
di Mimmo Della Corte
LA CAMPANIA PAGA
BASSOLINO PONTIFICA
“L’indebitamento della Sanità campana oltre ogni limite, oltre
a pesare sull’entità e la qualità dei servizi, ha prodotto l’ansia
da rientro con effetti devastanti per gli assistiti. Tra le misure
del Commissariato per la sanità c’è, infatti, la limitazione delle
prestazioni riabilitative a prescindere dalla patologia: così un
malato di SLA o di distrofia muscolare o di tetraparesi o
cerebroleso, bisognoso di riabilitazione quotidiana, riceve nei
fatti un solo trattamento settimanale”: lo ha detto Pietro
Diodato, presidente della Commissione regionale Attività
Produttive. Ne consegue un’amara domanda: visto che debiti e
sfascio, dopo 10 anni di “gestione bassoliniana”, travolgono
anche gli altri settori regionali, e dato che, se si fosse trattato di
una società privata, sarebbe già stata dichiarata fallita ed il
responsabile perseguito per bancarotta fraudolenta, i
responsabili di tale disastro pagheranno mai? Pagherà cioè chi,
in questi anni, ha prodotto un debito regionale da terzo
mondo? Pagherà chi ha dispensato 4 milioni di euro alla
Campania Digitale (la “mista” che gestiva il web ed il sito
dell’ex governatore) per fare e disfare i portali turistici internet
della Regione, convinto che un bel portale cancellasse
spazzatura, disservizi, delinquenza? Pagherà chi, in nome dello
di Paolo Santanelli*
ONDE CIVICHE
L’ALLEANZA DELLA GIUSTA SOCIETÀ
È almeno da 15 anni che a Napoli si parla di un ruolo attivo dei
cittadini in politica. È spuntata l’espressione "società civile" ma non
è cambiato granché poiché quest’ultima ha continuato ad essere
sistematicamente sfruttata in occasione delle campagne elettorali
per poi venire come sempre emarginata. Una svolta significativa vi
fu invece nel novembre 2007 quando l'associazione "Chiaia per
Napoli" decise di dare voce a chi non ne aveva, portando in piazza
3.000 persone della borghesia napoletana: un’azione che ribadì la
volontà partecipativa delle migliori energie della borghesia nel
rinnovare pensiero e ruolo della politica a Napoli, mettendo a
disposizione competenze e professionalità per il bene della comunità
e non per interessi personali/clientelari. Da quel momento
l'associazionismo civico napoletano fu la vera novità di uno sbiadito
panorama cittadino, dominato da una casta totalitaria che
perseverava nel trascinare Napoli nel degrado e nell'illegalità.
Fondando allora il proprio ruolo di opposizione sul dissenso
CHIAIAmagazine 6-7 / giugno luglio 2010
“Il neogovernatore
Caldoro,
erede del crac
bassoliniano,
finora più che fare
ha dovuto disfare
i vecchi guai”
sviluppo turistico, ha fatto
realizzare una campagna
promozionale di 5 milioni di cui
non s’è accorto nessuno? Pagherà
chi ha elargito 2 milioni per
iscrivere il proprio logo sulla prua
di Mascalzone Latino in occasione
dell’America’s Cup. Pagherà chi ha
dato 750mila euro a Elton John per
un concerto in piazza Plebiscito
nell’ultima Piedigrotta, per poi
sentirsi dire dal cantante che si è
esibito gratis? Pagherà chi ha deciso d’investire, attraverso
Città della Scienza, 4 milioni e mezzo per fare un’enoteca
regionale e 6 milioni per un misterioso “incubatore
internazionale”? Pagherà chi ha dato milioni a teatri, enti
teatrali e dello spettacolo di area “amica”? Pagherà chi ha
commissionato ricerche costose sui “rischi del piercing”, sui
“caratteri sensoriali dei salumi”, sui “rischi da molluschi
bivalvi”? Costoro pagheranno mai? La risposta è no.
Pagheranno invece il neogovernatore Caldoro, erede del crac,
che finora più che fare ha dovuto disfare i vecchi guai, e i
cittadini su cui ricadranno austerità e ripianamento del debito.
Sarò malfidato ma è un fatto che, mentre già piovono sacrifici,
Bassolino e i suoi continuano a pontificare soluzioni.
Che beffa!
popolare e sulla politica del fare,
presero corpo numerosi sodalizi civici
che, nel confronto con le istituzioni,
hanno agito con la protesta ma anche
con proposte. Senza, tuttavia, un
disegno unitario tra i gruppi, il nuovo
associazionismo non si è potuto
proporre come forza territoriale in
grado di interloquire con le
amministrazioni pubbliche. Sono
comunque nate le "Onde Civiche",
prima confederazione di realtà associative cittadine che, attraverso il
coordinamento delle forze in campo, cerca ora di fare massa critica
su importanti temi di sviluppo per sollecitare gli enti locali al
confronto permanente sul governo di Napoli. Una prima iniziativa,
ad esempio, ha trattato del "debito generazionale" contratto dal
Comune di Napoli: ne hanno parlato i rappresentanti più giovani di
una galassia associazionista che va da Napoli est a Napoli ovest.
Associazioni in prima fila, dunque, con nuove strategie. E non più
solo Chiaia quindi: ma con Chiaia tutta la città!
*presidente "Chiaia per Napoli"
“L’associazione
Chiaia per Napoli
nel 2007 portò
3.000 persone
in piazza per dare
voce a chi
non ne aveva”
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anno II numero 6 /7
apri le 1O porte del piacere
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Napoli
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ario Mo
XXXI/Or
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XXXII/U
Questo mese abbiamo aperto per voi
La Porta d’ingresso
La Porta magica
La Porta del gol
L’imPorta
La Porta del corpo
La Porta virtuosa
Sito web: www.il10.it
Iscrizione al Tribunale di Napoli
N° 7 del 03/02/2009
Iscrizione ROC 16538
In copertina 1O sembra la
testata del magazine ma non lo
è: 1O diventa così una parte
integrante della PASS1ONE.
Forse quella più evidente.
Semplicemente la CHIAVE
d’eccellenza che conduce alle
1O PORTE DEL PIACERE
selezionate di volta in volta, che
il lettore dovrà aprire con
curiosità (fra quelle che ogni
mese la redazione selezionerà)
magari anche solo “sbirciando”
dal buco della serratura. Ogni
PORTA rappresenta un
pretesto per consentire al lettore
di spaziare dove non è mai
stato. O, meglio, dove in fondo
vorrebbe essere. Una CHIAVE
D’ACCESSO per tutto ciò che
è aspettativa, pulsione e
desiderio, fonte inesauribile di
idee, viaggi in luoghi del buon
vivere e non, incontri con
personaggi must, curiosità,
divertissement ma anche una
miriade di aspetti della realtà
che gioco non sono.
Grafia e biografia di
Michelangelo al Museo
Archeologico Nazionale
Grande successo lo scorso 9 luglio
per il vernissage dell’attessissima
mostra “Vita di Michelangelo. Carte,
poesie, lettere e disegni autografi del
Maestro” al Museo Archeologico
Nazionale. L’esposizione prende
l'avvio dalle prime lettere e dalle
poesie della giovinezza per giungere
alla corrispondenza estrema
dell'artista, ormai quasi novantenne,
con il prediletto nipote Leonardo; su
questa falsariga si incontrano prove
grafiche di alto impegno, come i
disegni, scelti qui con l'occhio fisso al
risvolto biografico, siano essi di
figura, o di progetto architettonico, o
provenienti direttamente dai cantieri
e dalle cave, come i famosi blocchi di
marmo schizzati a beneficio degli
scalpellini. Il patrimonio inestimabile
di Casa Buonarroti è in mostra al
Museo Archeologico fino al 23
agosto, dalle 9 alle 19.30 (chiuso il
martedì). Info:
www.mostramichelangelo.com
II
Laura Cocozza
STAMPA
Tuccillo Arti grafiche srl
Contrada Regina Trav. via Donadio
80024 Cardito (NA)
Nicola Sellitti
ART
Ferdinando Polverino De Laureto
Premiati il 30 giugno durante
l’Assemblea pubblica dell’Unione
Industriali di Napoli i “napoletani
eccellenti”, le personalità partenopee
che si sono espresse al meglio nei
campi dell’arte, dell’imprenditoria e
della comunicazione in Italia e
all’estero. L’evento promosso dal
presidente dell'Unione Industriali di
Napoli, Giovanni Lettieri, ha visto la
partecipazione del Sottosegretario
alla Presidenza del Consiglio, On.
Gianni Letta, la presidente di
Confindustria, Emma Marcegaglia,
l’Arcivescovo di Napoli, Crescenzo
Sepe e Stefano Caldoro, presidente
della Regione Campania oltre a
numerose personalità del mondo
dello spettacolo. Tra questi anche
Massimo Ranieri, insignito della
scultura realizzata dall’artista Lello
Esposito, per celebrare la brillante
carriera del cantante di Santa Lucia,
divenuto famoso in tutto il mondo
come autore ed interprete. Premiato
anche Fabrizio von Arx, violinista e
solista delle maggiori orchestre, con
una lunga attività concertistica a
livello nazionale e internazionale alle
spalle.
Ferdinando Polverino
COMITATO DEL GARANTE DEI LETTORI
Raffaele Bellucci
Giuseppe Savona
Gabriella Napoli
Vanda Bocco
DIRETTORE RESPONSABILE
Alessandra Fabbroni
Alessandra Dell’Aquila
DIRETTORE EDITORIALE
Marco Mansueto
Annalisa Tirrito
Periodico edito da Associazione Napoli
Via Carlo Poerio, 89/A
80121 Napoli
Ranieri
e von Arx,
il meglio di Napoli
In questo numero hanno scritto
anno due n.6/7 giugno luglio 2010
Sì è svolto lo scorso 6 luglio nella
Sala Regionale di Palazzo Armieri
di via Marina, 19/C il convegno
sul tema “Responsabilità civile e
giudizio penale civile e
amministrativo”. Marco Mansueto,
presidente dell’Associazione Napoli
che ha organizzato l’incontro, ha
aperto i lavori. Nel corso del
dibattito sono intervenuti Pasquale
Troncone, Avvocato aggregato di
Diritto Penale all’Università Federico
II, Sergio Zeuli, Primo Referendario
del Tar Campania, Alberto
Capuano, Giudice per le indagini
preliminari del Tribunale di Napoli,
Salvatore Sbrizzi, Sostituto
Procuratore della Repubblica di
Napoli e Giuseppe Dardo,
presidente U.N.A.E.P.
Ha coordinato gli interventi Gaetano
Brancaccio, avvocato civilista del
Foro di Napoli.
SPIRAGLI
L’Associazione
Napoli nel segno
della legalità
POMPEI È UGUALE
AD OGNI ALTRA CITTÀ.
LA STESSA ANTICA UMANITÀ.
CHE SI SIA VIVI O MORTI
NON FA DIFFERENZA.
POMPEI È UN SERMONE
INCORAGGIANTE.
AMO PIÙ POMPEI CHE PARIGI.
(HERMAN MELVILLE)
Guide multisensoriali,
scavi in diretta, visite
notturne, percorsi
in bicicletta
e terme “hard”.
Tutte le novità
e gli eventi estivi
per il rilancio del sito
IV/POMPEITOUR
V/Fiori, il Commissario del risanamento
S
Solo nel 2009
ha contato ben
2.087.559 visitatori. Un
record che Pompei si è
prefissata di surclassare nel
2010, arricchendo la sua area
archeologica, già di per sé di
massimo interesse, con la
possibilità di tour originali e
coinvolgenti. Dal primo giugno,
infatti, ha aperto al pubblico la
Domus di Giulio Polibio, fruibile ai
visitatori tutti i giorni dalle 10 alle
18 con la formula del percorso
didattico di un’ora per gruppi di
25 persone. Fin qui tutto normale,
ma la novità è rappresentata dal
fatto che ad accogliere i visitatori
nella Domus di Giulio Polibio è
proprio l’ologramma del padrone
di casa: un ricco liberto, il cui
aspetto è ricostruito sulla scorta di
studi scientifici. La sua voce
accompagna i visitatori negli
ambienti più importanti della sua
residenza, dove i suoi familiari si
rifugiarono al momento
dell’eruzione e dove è stata
ritrovata la giovane donna incinta,
che torna a rivivere anche lei sotto
forma di ologramma.
Karl Briullov
L’ultimo giorno di Pompei
POMPEITOUR
Lungo il percorso, un video in 3d
mostra il restauro digitale degli
affreschi, la ricostruzione virtuale
dell’abitazione e l’impatto
dell’eruzione su di essa.
Sempre su via dell’Abbondanza,
aperto al pubblico il cantiere dei
Casti Amanti che permette ai
visitatori di vivere in diretta
l’emozione degli scavi: attraverso
un sistema di passerelle sospese è
possibile osservare dall’alto gli
ambienti, mentre una ricostruzione
multimediale ne illustra l’originaria
funzione. La messa in sicurezza del
cantiere, avvenuta dopo anni di
abbandono, permette ai turisti di
accedere agli scavi mentre
archeologi e restauratori sono
al lavoro, e di osservarli
attraverso dei pannelli
trasparenti.>>
IV
Luglio 2008. Pompei,
il sito archeologico più visitato
al mondo dopo il Colosseo. viene
sottoposto a commissariamento. L’ordinanza numero 3692 della Presidenza del
Consiglio dell’11 luglio 2008 parla di una
“grave situazione di pericolo” e dispone “interventi urgenti di protezione civile”. Diversi
i problemi: il degrado diffuso, puntualmente
ripreso dagli organi di stampa, il pericolo di
crolli, il randagismo dei cani che la facevano
da padrona spaventando i turisti in un’area
archeologica che per il 65% era interdetta al
pubblico. Poi l’abusivismo. Guide che estorcevano cifre folli ai visitatori e, fuori dagli
scavi, le onnipresenti bancarelle a trasmettere un senso d’illegalità diffuso. Febbraio
2009. Marcello Fiori, (nella foto in basso) ex
braccio destro di Guido Bertolaso, viene individuato dal Consiglio dei ministri come
l’uomo su cui puntare per il rilancio del sito.
Fiori,
il Commissario
del risanamento
La più grande emozione in questi anni di lavoro?
''Lavorare a Pompei è un’emozione
quotidiana. È un luogo magico, ognuno di
noi ricorda la sua prima visita agli scavi,
una esperienza che lascia un imprinting. Io
ero in gita scolastica, come tanti ragazzi,
avevo 16 anni e ricordo che fui affascinato
dagli affreschi''.
Nell’ultimo anno tanto è stato fatto a
Pompei. Quali le cose ancora da fare?
"Tutte le richieste avanzate nella delibera di
commissariamento sono state soddisfatte:
abbiamo impiegato il 90% dei 79 milioni di
euro a disposizione per restauri e messa in
sicurezza, risolto il problema del randagismo, regolamentato l'attività delle guide.
Per quanto riguarda la valorizzazione, il simbolo del lavoro fatto sono il cantiere-evento
dei Casti Amanti e la Domus di Giulio Polibio, la prima a Pompei con visita multisensoriale. Finalmente Pompei ha percorsi
facilitati ed anche una pista ciclopedonale.
Pompei si trova in un'area dove la concorrenza territoriale è fortissima, l'offerta turistica dovrebbe cambiare. La città dovrebbe
essere attraente non solo per l'archeologia
ma anche per i trasporti, il cibo, il vino.
Anche la segnaletica esterna verso gli scavi
andrebbe migliorata''
Riguardo all’utilizzo delle nuove tecniche digitali, quali gli esempi virtuosi
e le sorprese per il futuro?
di Rita Giuseppone
E in un anno e mezzo il commissario ha lavorato conducendo interventi straordinari di
restauro ed eliminando le piaghe di un luogo
che tutto il mondo invidia al Belpaese. Giunto
al termine del suo incarico che ha portato alla
recente revoca dello stato d’emergenza sull’area, Fiori traccia un bilancio di questo anno
e mezzo vissuto appassionatamente.
“La casa di Giulio Polibio ci conferma che
l'applicazione delle nuove tecnologie all'archeologia è una bella realtà. Penso sicuramente all'evoluzione delle tradizionali
audioguide e alla possibilità di scaricare dall'
iPod applicazioni dedicate. I campi di applicazione nei beni culturali sono tanti e anche
Pompei si sta muovendo in tal senso''.
Debellati degrado e abusivismo, il sito ora
registra il 20% di presenze in più
V
1
L’ANFITEATRO SI ACCENDE SOTTO LE “LUNE”
L’Anfiteatro è una delle tappe del percorso “Le lune di
Pompei”, una visita notturna degli scavi, arricchita da
giochi di luci, suoni e antichi racconti. La voce fuori campo
dell’attore Luca Ward accompagna le immagini proiettate
sull’Anfiteatro, ricordando allo spettatore che il modo di
divertirsi di duemila anni fa non era poi molto diverso da
quello che viviamo noi oggi.
Itinerario Pomepiano
>> Dal 27
maggio è possibile
pedalare tra le Domus
grazie a Pompei Bike, il
percorso in bicicletta (propria o
da noleggiare in loco) di 5
chilometri che va da piazza
Anfiteatro a Villa dei Misteri, lungo il
quale i turisti possono lasciare le bike
nelle apposite rastrelliere per entrare
facilmente a piedi nella città antica. Di
notte Pompei si accende sotto la luce
di ben sette lune, mentre suoni, voci
fuori campo e guide d’eccezione la
fanno rivivere. È il percorso “Le lune
di Pompei”, organizzato dall'Ente
Provinciale per il Turismo di Napoli.
I giardini delle Domus si animano,
regalando al visitatore una visione
inedita, tra passeggiate estive dopo il
tramonto ed eventi dedicati, come “La
notte degli astrofili”, il 10 agosto,
nella notte di san
Lorenzo. La recente
messa in sicurezza
delle Terme
Suburbane, scoperte
50 anni fa e famose
per i dipinti erotici al
loro interno, ha
permesso l’apertura
notturna del
complesso, fruibile
solo al pubblico
adulto. I 16 pannelli
della piscina, infatti,
rappresentano
immagini di varie posizioni e
prestazioni sessuali, tra cui anche una
scena d’amore di due donne. Tutti i
percorsi e gli eventi, come l’apertura
del Teatro Grande, inaugurato il 10
giugno da Riccardo Muti insieme
all’Orchestra Giovanile “Luigi
Cherubini”, e la serata inaugurale del
Campania Teatro Festival Italia, dove
la Nona Sinfonia di Beethoven
eseguita dall’Orchestra e il Coro del
Teatro San Carlo ha fatto registrare il
tutto esaurito, fanno parte del
programma “Pompei Viva 2010”,
realizzato dal Commissario delegato
per l’area archeologica di Pompei
Marcello Fiori e dalla
Soprintendenza Speciale per i Beni
archeologici di Napoli e Pompei,
allo scopo di far rivivere la città
emersa dagli scavi quasi
2.000 anni fa.
RITI ORFICI NELLA VILLA DEI MISTERI
MA COME,
INVECE
D'ANDARE
IN CITTÀ
M'HAI
PORTATO
A POMPEI,
TUTTE RUDERI!
(DAL FILM:
“TOTÒ E
PEPPINO
DIVISI A
BERLINO”)
La Villa dei Misteri fu così chiamata per i
dipinti in una stanza dell'abitazione.
Questo spazio era probabilmente un
triclinio, ed era decorato con affreschi
molto raffinati. Sebbene il soggetto
attuale degli affreschi sia fortemente
dibattuto, la più comune
interpretazione delle immagini è che
siano scene dell'iniziazione di una
donna ad un culto dionisiaco, o,
secondo una recente interpretazione,
scene di riti Eleusini, una tradizione
pagana dell’Attica greca.
CASTI AMANTI, CANTIERE IN DIRETTA
Casa di un ricco panettiere, è così chiamata per il pannello
decorativo che raffigura il bacio innocente di due
innamorati. Riportata alla luce nel 1987, non è mai stata
accessibile al pubblico. Ora il cantiere è stato protetto da
una copertura che ne assicura un intervento completo di
tutela e conservazione, mentre un sistema di passerelle
sospese permette ai visitatori di osservare gli archeologi al
lavoro.
2
VI
3
LO STILE POMPEIANO NELLA DOMUS DI OBELLIO FIRMO
Una delle Domus di recente riapertura è quella di Obellio
Firmo, decorata in secondo stile pompeiano, in auge dall'80
a.C. fino alla fine del I secolo a.C. In questo tipo di pittura
elementi come cornici e fregi con tralci vegetali cominciano
ad essere dipinti invece che realizzati in stucco,
riproponendo così, con abile gioco illusionistico di colori e
ombre, ciò che durante il primo stile si realizzava in rilievo.
4
PEDALANDO TRA GLI SCAVI
Un itinerario lungo le mura perimetrali della città antica
che unisce la visita agli scavi e a domus aperte al pubblico,
alcune per la prima volta, ad una passeggiata in bici o a
piedi su quello che può essere definito il percorso ciclabile
più bello del mondo, tra archeologia, natura e scorci
panoramici, dalle rovine al mare. Un modo veramente
nuovo di vivere l’area archeologica per tutta la famiglia.
5
VII
Pillole Pomepiane
gli eventi
futuri?
Durante il Maggio dei
Monumenti sarà inaugurata
un’altra mostra in
collaborazione con il Cervantes
di Napoli dedicata alla Napoli
spagnola. Sette busti di santi
spagnoli e compatroni di
Sopprinntend
denza Speci
iale in un
Napoli
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Archeologic
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Pompei
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w
.pompeiisites.org
www
era
spagnola”.
Uffficcio Informazionni
e-mail: [email protected]
Porta Marinna
tel. +399 081 8575347
Viale dellee Ginestre
tel. +399 0818575447
Oraari:
Novembre - Marzo, tuttti i giorni
dalle orre 8..30 alle ore 15.30
Aprile - Ottobre, tutti i giiorni
dalle orre 8..30 alle ore 18.00
Bigliietteria
Porta Marinna:
tel. +399 081 8575348/9
+39 081 86199003
Piazza Anfiteatroo
Viale dellee Ginestre
Oraari:
Novembre - Marzo, tuttti i giorni
dalle orre 8..30 alle ore 15.30
(Usscita ore 17.00))
Aprile - Ottobre, tutti i giiorni
dalle orre 8..30 alle ore 18.00
(Usscita ore 19.30))
Il servviziio accooglienza
distrribbuisce gratuittamentee una
pianta deggli scavi dii Pomppei
e forrnissce innformaziioni
turistico--culturralii sugli itineerari
nellle arree di propria competenza.
CENTRO IPPICO ADRIANA ASD-FISE
Il Centro ippico Adriana ASD, affiliato olimpico FISE, è situato a pochi chilometri dall'uscita Benevento centro
(Contrada Coluonni, 1). Circondato da alti pini e immerso in una folta vegetazione, è il luogo ideale dove praticare l’equitazione, per cavalieri e amazzoni grandi e piccoli, sotto la guida professionale di istruttori federali.
La struttura
Le attività
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• Paddocks su larghe superfici con 15 box
• Scuderia con 14 box al coperto e selleria
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• Clinica veterinaria con sala operatoria, sala raggi e laboratorio
• Club house per soci
• Ampio parcheggio riservato e illuminato
• Giardino ombreggiato per relax cavalieri e non
• Scuola pony per bambini dai 4 anni in poi
• Scuola di equitazione preagonistica ed agonistica
• Passeggiate, escursioni, trekking
• Stazione di monta naturale ed artificiale equina
• Centro di cura e riabilitazione equina
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Aperto tutti i giorni la mattina dalle 9 alle 12 e il pomeriggio dalle 16 alle 20 nel periodo estivo
e dalle 15 alle 18 nel periodo invernale.
Centro Ippico Adriana ASD
Contrada Coluonni, 1-82100 Benevento
Per info e contatti:
Dott.ssa Adriana Donatiello 3355436464 - 3289734637 -3346677304
e-mail: [email protected]
Ogni
favola
è un gioco
ed è vera
soltanto
a metà
IX/SUPERTOTO
L
Lo scenario è di
quelli che ti riconciliano
con la città: vista da qui
Napoli non la batte nessuno. Il
golfo appare in tutta la sua
magnificenza dal sesto piano
dell’edificio dell’hotel Mediterraneo,
quartier generale di Salvatore Naldi,
numero uno del gruppo alberghiero
che porta il suo nome e, da luglio
dello scorso anno, al vertice della
Federalberghi Napoli, l’associazione
aderente a Confcommercio. Figlio e
nipote di noti imprenditori alberghieri,
Naldi, sguardo limpido e sorriso
sornione, è sposato e padre di quattro
L’imprenditore Salvatore Naldi svela la regola d’oro
della sua vita: pensare in grande. Molto in grande.
La passione per i cavalli, le “olimpiadi” capresi
e la voglia di scommettere ancora su Napoli...
E’ assurdo
che in una città turistica
come la nostra
non esistano bagni
pubblici. A settembre
2009 l’assessorato
comunale ci assicurò
che si sarebbero fatti in
tempi brevi.
I soldi c’erano.
Siamo a luglio
e non abbiamo
più avuto notizie...
figli: Giovanni (“con lui siamo alla
quarta generazione di imprenditori,
visto che ora è direttore dell’hotel
Renaissance Mediterraneo”), Cesare
(“si sposa a luglio a Panarea, il luogo
dove si è innamorato”), Raffaella (“ha
ereditato da me la passione per i
cavalli), e Francesco (“16 anni, alto 2
metri, il più coccolato come tutti i figli
minori”). Non potrebbe mai fare a
meno di sua moglie Teresa e dei suoi
cavalli, soprattutto di Kamacho, un
olandese baio castrato. Per “Toto”,
così lo chiamano tutti, la regola d’oro
del saper vivere è una sola: pensare in
grande. Molto in grande. Vedi, ad
esempio, l’accordo in franchising con
la catena americana Marriott, il primo
e unico torneo equestre realizzato a
Capri (“ricordo ancora io solo alle tre
di notte su un pony che nitriva,
andare avanti e indietro per le vie
dell’isola”), le “toto-olimpiadi”
nella sua villa caprese (“una
sorta di giochi senza frontiere
tra 100 coppie di amici e
ospiti…c’era anche
SUPERTOTO
X
Brooke di
Beautiful”) e l’avventura
ambiziosa del Calcio
Napoli. Una cosa è certa:
l’uomo Naldi insegue i sogni (e li
realizza) senza lasciarsi frenare dal
prezzo della passione.
Seduto dietro la sua scrivania,
puntando il dito verso il molo
Beverello esordisce: «Vede che
spettacolo? Peccato che sia un quadro
di lontananza: a volerla visitare, la
città è un percorso ad ostacoli con tutti
i cantieri aperti che ci sono». Poi
continua: «La risistemazione del Molo
Beverello, pensata per rendere più
sarebbero fatti
in tempi brevi. I soldi
c’erano. Siamo a giugno e
non abbiamo più avuto notizie.
Sembra un problema minore ma
non lo è. È una cosa basilare: in
una città turistica non si può
pretendere che gli esercizi
commerciali si sostituiscano ai servizi
pubblici.
Però in compenso a Napoli sono
aumentati alberghi e Bed and
breakfast
Sì, e questa è stata un’ottima cosa
sotto il profilo occupazionale ed
indicativa della volontà di
rappresentata
dalla possibilità di
cambiare la destinazione
d’uso di una parte dell’albergo.
Ma la riconversione del vincolo
alberghiero oggi è difficilmente
ottenibile. Servirebbe da parte del
Comune una maggiore apertura in
questo senso.
E per quanto riguarda la Regione?
Confidiamo nella nuova Giunta
regionale per l’ottenimento della più
volte promessa ed invocata legge
regionale sul Turismo. Ed auspichiamo
che il nuovo assessore al Turismo sia
disposto ad intraprendere una reale
consultazione e un confronto
produttivo con tutti gli operatori per
arrivare ai risultati di cui il settore ha
bisogno per invertire una rotta da più
anni in rosso.
Quali iniziative pensate di mettere in
campo per migliorare il rapporto con
le Istituzioni?
Stiamo costituendo un consorzio di
albergatori col quale intendiamo
proporci come soggetti partecipanti
alla messa in opera dei progetti sul
settore. E siamo pronti con le nostre
idee a fare in modo che Napoli non
sia più solo una città di passaggio ma
di soggiorno turistico, come merita.
di Laura Cocozza
“Mazzarri è stata una sorpresa per tutti. Se fossi il presidente prenderei subito Balotelli”
accogliente un luogo che è il biglietto
da visita delle isole, giace ancora in
qualche cassetto, come tanti altri
progetti. Per non parlare di
Bagnoli…cosa si è fatto finora per
Bagnoli?».
Insomma, la città dei cantieri lumaca
frena il turismo?
È chiaro. Alla crisi economica
internazionale e alla diminuzione del
potere d’acquisto delle famiglie si
sommano i disagi oggettivi della città.
Gli imprenditori del settore
alberghiero e tutte le categorie legate
al turismo, commercio compreso,
hanno più che mai bisogno di tempi
certi di attuazione dei lavori.
Purtroppo non riusciamo neanche ad
avere i servizi elementari.
Quali ad esempio?
I bagni pubblici, per dirne una:
a settembre 2009
l’assessorato comunale ci
assicurò che si
intraprendere. Ma la ratio con la
quale sono state concesse le licenze
non ha tenuto conto spesso delle reali
necessità del luogo. Per cui si è
generata una dispersione del flusso
turistico, con un abbassamento di
presenze negli hotel già esistenti che
ha raggiunto anche il 50 - 55 per
cento. Si sarebbe potuto evitare,
almeno in parte, se le Istituzioni
avessero consultato le associazioni di
categoria.
Stando così le cose, come si potrebbe
intervenire?
10 anni di licenze facili hanno
determinato una situazione difficile da
risolvere, soprattutto per i grandi
albergatori. Riempire un albergo di
10 piani nella città delle emergenze
continue è stato e sarà
problematico. Una alternativa
per gli alberghi che sono in
crisi strutturale, potrebbe
essere
XI
A proposito di progetti, che ne pensa
del Forum delle culture?
Un’opportunità o un bluff?
Noi ci crediamo. Ma a patto che
prima la città venga dotata delle
infrastrutture adeguate, al pari di
Milano, Roma, Venezia. E soprattutto
a patto che ci sia la partecipazione
del pubblico e del privato, sul modello
di Barcellona. Insomma, noi
imprenditori vogliamo essere una
parte attiva dello sviluppo dell’offerta
turistica cittadina, perché abbiamo gli
strumenti, la conoscenza, le risorse
umane e la voglia di scommettere
ancora una volta su questa città.
In ultimo, torniamo alle passioni…
Se oggi fosse presidente
del Napoli…?
(Sorride) Mazzarri è stata
un’ottima scelta, una sorpresa
per tutti. In attacco prenderei
subito Balotelli.
Carratelli e lo “sceicco” Ferlaino
È stato presentato lo scorso 3
giugno alla Fnac di via
Luca Giordano il volume
“Ferlaino sceicco di Napoli Palazzi, amori e scudetti” del
giornalista e scrittore Mimmo Carratelli. Una biografia affettuosa ma
acuta che in 27 capitoli narra la
formidabile ascesa dell’ingegnere
che ha “scippato” Napoli e il Napoli al comandante Lauro, ascesa
non priva di polemiche. Ferlaino
imprenditore, dunque, ma anche
uomo, con una carriera da latinlover di tutto rispetto, vissuta vorticosamente tra vizi e passioni. Uno
sceicco che si è saputo muovere con
arguzia tra i palazzi del calcio e
quelli del potere e, sullo sfondo,
una città in via di trasformazione
che già portava in sé il seme della
decadenza futura. Donne, automobilismo, aviazione e, nei suoi 33
anni di presidenza del Napoli, due
scudetti, una coppa Uefa, una Supercoppa Italiana e due Coppe Italia. Fu vera gloria? Carratelli lascia
ai posteri l’ardua sentenza, la giustizia invece ha già emesso la sua.
LAPORTA
DELGOL
XIV/Un cronista nel pallone
In qualunque angolo del mondo c’è un bambino che tira calci
ad un pallone e milioni di adulti che vorrebbero essere quel bambino
Un cronista nel pallone
Tifoso napoletano per grazia di Dio: Carlo Alvino, il patriota del microfono
«Mai mollare:
26 anni alle
costole del Napoli
e un microfono
come
passepartout.
Un’altalena di
paradisi e di
inferni: ma la
bandiera non si
discute, si
ama».
XIV
«È troppo! E’
troppo! Sto sognando».
E a seguire: «Grazie a Dio
sono tifoso del Napoli».
31 ottobre 2009. Olimpico di
Torino, effetto notte: Juventus Napoli, è corpo a corpo. Eroismi sul
campo, sugli spalti pressione a
duecento. Ma il tifo partenopeo è già
nello zucchero: il Napoli ha rimontato
due gol alla vecchia signora. Poi
Hamsik accoltella a morte la Juve: 2 a
3 leggendario. In Tribuna Stampa,
settore azzurro, le regole saltano: si
sviene, si piange, si urla. Ma Carlo
Alvino, mitico cronista di Canale 9, fa
anche di più: delira. Lui, che sul due a
due ha già perso la testa, al terzo gol
sbarella senza ritorno e regala in
diretta al popolo azzurro due minuti di
schiumante libidine: all’inferno
l’aplòmb, in postazione c’è un militante
da curva estrema che sta sgretolando i
compassati schemi della telecronaca da
accademia. Alvino rantola tra le
lacrime ma quello squillante «grazie a
Dio...etc» lo sentono tutti. Adrenalina
che straripa sulle frequenze di Canale
«Il Napoli? Un
destino per me. Che
inizia appunto nel 1984
quando entrai a Telelibera. Era
estate. E tra Juliano e il Barcellona
la trattativa per Maradona era
“calda”. Si ammala il collega
incaricato di intervistare il Pibe e in
Spagna mandano me, la matricola.
Cysterpiller, il manager, rimandava di
continuo l’incontro. E io aspettavo:
incollato ad una poltrona nella hall del
Reina Sophia. Poi, un giorno, una voce
alle mie spalle che chiede: “Quien es el
periodista?”. Era Diego. Feci lo scoop e
nacque anche una grande amicizia».
Un debutto di fuoco. Una vita di
conseguenza: da patriota del club. Nel
bene e nel male. «Mai mollare: 26 anni
alle costole del Napoli - si scalda
Alvino - e un microfono come
passepartout. Un’altalena di paradisi e
di inferni: ma la bandiera non si
discute, si ama». L’allusione è
all’allucinante calvario di retrocessioni
iniziato nel ’98: 8 anni di fango fino
alla resurrezione in A del 2006. «E chi
se li scorda! - ridacchia - Nato e
Azzurro no limits
È
Una formula che all’inizio sembrava un azzardo: Carlo
Alvino, metà cronista, metà tifoso,
in tribuna stampa, con la telecamera
inchiodata addosso per tutto il match,
a raccontare, anzi «vivere», la partita
per conto di quelli a casa. «Tutti in campo.
In diretta dagli stadi d’Italia», la trasmissione cult di canale 9, se l’è inventata nel 2004 Enzo Coppola, storico
director dell’emittente. E fin da subito la
faccia e il commento ce li ha messi Alvino.
Un boom. E quando si è aggiunta la diretta Streaming che consente, collegandosi a www.canale9.it, di vedere la
trasmissione in ogni parte del mondo,
«Tutti in campo» è diventata ecumenica:
un must per i napoletani di tutto il pianeta. E anche una spia efficace per tracciare la mappa mondiale della nazione
azzurra, «perchè è possibile individuare spiega Alvino - dove si trovano gli spettatori di “Tutti in campo”. Un esempio?
Afghanistan e Libano: sono i militari napoletani. E poi contatti da località classiche del viaggio di nozze, perfino la
Polinesia: ovviamente neomariti-ultrà in
luna di miele».
di Alvaro Mirabelli
9 per essere amplificata a cascata da
You Tube. Lui non lo sa ma quel che va
in onda è la beatificazione digitale del
giornalista-supporter, l’orgasmo mistico
via etere col tifo napoletano. Ma è pure
un lampo di abbagliante notorietà. Lo
cercano le televisioni che contano. «In
48 ore - rammenta Carlo - mi sono
fatto il giro delle trasmissioni di punta
di Rai, Mediaset e Sky: una specie di
riconoscimento per quel siparietto di
passione azzurra». Compiaciuto?
«Ovvio. Ma la laurea da
“personaggio” non mi interessa»: Carlo
Alvino è tutto in questa battuta. Perché
lui, 50 anni, casa al Vomero, due figli a
carico, responsabile della redazione
sportiva di Canale 9 e trascinatore dal
vivo di «Tutti in campo. In diretta dagli
stadi d’Italia», lui, dicevamo, del
Napoli è malato cronico e questo gli
basta: solo che a questa natura ha
sovrapposto, dal 1984, il mestiere di
giornalista. Che esercita a modo suo:
inappuntabile finchè la tensione del
match è modesta, barricadero se
la temperatura si alza. Già, il
1984: anno fatale per
Carlo. Lui rievoca:
cresciuto a pane e scudetti, e poi
trascinato nelle periferie remote del
calcio. Ricordo un Teramo - Napoli:
stadio scoperto, uragano dal cielo,
ombrelli sventrati, piedi a mollo in una
pozzanghera, intorno a me una selva
di cavi elettrici. Un incubo. Ma dubbi
mai». Insomma, questione di fede:
«Certo. Gli anni bui non appannano i
trionfi vissuti in azzurro. Uno su tutti.
29 aprile ’90: Napoli - Lazio,
domenica finale del secondo
scudetto. Ero l’unico giornalista
sul bus che portava la
squadra al S. Paolo: un
onore. Ebbene: da
XV
Soccavo allo stadio un unico corridoio
umano di 200mila persone festanti. Un
nodo alla gola. Che brividi!».
Nostalgia canaglia. Ma l’amore
azzurro è immortale e anche adesso
dispensa vertigini: la squadra è in
Europa. E le azioni di Carlo continuano
a lievitare. È stato lui a firmare la
videoregia di «El Diego. Concerto n.10
per Maradona e Orchestra»: l’opera,
composta da Roberto De Simone, è
andata in scena al S. Carlo
all’inizio di giugno.
Perché, se si parla del Pibe,
l’ultima parola è di Carlo
Alvino.
XVIII/OPERAZIONE ANTICRASH
Non importa
ciò che è,
ma quello
che diventa
importante:
un’irrinunciabile
porta-spia
su ciò che
non si può
non sapere
N
Nello scorso mese di
maggio il Senato ha approvato
le modifiche al codice della strada
contenute nel ddl sulla sicurezza stradale.
Ora il testo passa alla Camera in terza lettura
per il via libera definitivo. Appare opportuno
riportare e commentare le principali modifiche
approvate.
Parimenti condivisibili
sono le norme che obbligano
all’uso della cintura di sicurezza
anche sulle mini-car e che inaspriscono le
sanzioni per coloro che ne modificano la
velocità, anche se in quest’ultimo caso sarebbe
stato più opportuno stabilire il sequestro del
veicolo.
Infine devono valutarsi positivamente le norme
che impongono l’uso del casco per i bambini che
vengono trasportati in bicicletta e per i limiti di
velocità per i motocicli con a bordo bambini piccoli,
ma anche queste modifiche non consentiranno di
risolvere i problemi (soprattutto nelle grandi
metropoli) dove sarebbe opportuno creare delle
piste ciclabili e costringere gli amministratori locali
ad individuare delle aree dove realizzare tali
forme di trasporto utilizzate in tutta Europa tranne
che nel nostro Bel (?) Paese.
*Giudice per le indagini preliminari
MULTE
E
presso il Tribunale di Napoli
RICORSI
NOTIFICA
I verbali di
contestazione
delle violazioni al
codice della strada
devono essere notificati
entro 60 giorni (e non più
entro gli attuali 150 giorni)
Ricorso ai giudici di pace
Soppressa la norma che riduceva
da 60 a 30 giorni il termine per
proporre ricorso ai giudici di pace e
È nato il Criss,
introduceva lo specifico termine di 60
giorni se l'interessato risiedeva all'estero.
il primo
MULTE A RATE
centro
Rateizzabili le multe a partire da 200 euro, a
patto che si abbia un reddito, risultante
regionale
dall'ultima dichiarazione, non superiore a
integrato
10.628,16 euro.
AUTOTRASPORTATORI
di sicurezza
Inasprimento delle sanzioni per i conducenti alla guida di
autoveicoli per il trasporto di persone o cose che superano la
stradale in
durata dei periodi di guida prescritti o non osservano le
Campania
disposizioni sul riposo giornaliero. Attenuazione solo per le
sanzioni più lievi. Innalzata da 65 a 70 anni l'età dei conducenti di
mezzi pubblici, autocarri e Tir.
STRETTA SULLE PATENTI
ALCOL ZERO PER NEOPATENTATI E CONDUCENTI PROFESSIONALI
Per chi ha la patente da meno di 3 anni e per i conducenti professionali
arriva il divieto di mettersi al volante dopo aver bevuto alcol.
PROVA D'ESAME PER RECUPERARE I PUNTI
La riacquisizione dei punti persi sulla patente avviene al termine di una prova
d'esame da effettuarsi secondo le modalità stabilite da un decreto Infrastrutture da
emanare entro 180 giorni dall'entrata in vigore della legge.
NIENTE MINICAR SENZA PATENTE
Chi ha subito il ritiro della patente non può condurre ciclomotori e microcar e non può
conseguire il certificato di idoneità alla guida dei ciclomotori.
RILASCIO PATENTE
Per il rilascio della patente, anche professionale, è necessario esibire un certificato da cui risulti il
non abuso di sostanze alcoliche, stupefacenti e psicotrope, rilasciato in base ad accertamenti clinicotossicologici. Identica certificazione è richiesta al rinnovo per i conducenti professionali.
BICI, MOTOCICLI E MINICAR
CASCO IN BICI FINO A 14 ANNI
Corretto il discusso emendamento sul casco in bici obbligatorio per tutti. La nuova riformulazione inserisce
l'obbligo per i bambini fino a 14 anni.
MANO PESANTE PER CHI TRUCCA CICLOMOTORI E MINICAR
Sanzioni in salita (ora da 389 a 1.556 euro) per chi le trucca, ma anche per chi circola con mezzi che sviluppino una
OPERAZIONE
Tra queste modifiche ve ne sono alcune che
appaiono immediatamente condivisibili ed altre,
invece, che lasciano, francamente, perplessi.
Difatti appare sicuramente condivisibile inasprire le
sanzioni per gli autotrasportatori che non
rispettano gli orari previsti per riposo giornaliero o
che superano la durata del periodo di guida,
mentre non si comprende la modifica che consente
l’innalzamento del limite di età per la guida di
mezzi pubblici, tir ed autoarticolati. Sarebbe stato
opportuno, subordinare la possibilità di guidare tali
Alberto Capuano*
veicoli alla effettuazione di una visita medica
preventiva al fine di verificare l’idoneità del
conducente in relazione alle attuali condizioni
fisiche (basti pensare all’incidenza che può avere
sulla capacità di guida la sussistenza di una
patologia quale il diabete).
Sicuramente condivisibile è, invece, la norma che
vieta per i neopatentati e per i conducenti
professionali di mettersi alla guida dopo aver
bevuto sostanze alcoliche, così come sarebbe
stato opportuno vietare la vendita di alcolici
sugli autogrill autostradali sia nelle ore
notturne sia in quelle diurne e ciò al
fine di prevenire il pericolo di
condotte di guida
pericolose.
XVIII
velocità
superiore
a quella
prevista (da
48 a 594 euro)
o con mezzi non
più rispondenti alle
caratteristiche originali
CINTURA DI SICUREZZA
SULLE MINICAR
Arriva l'obbligo anche per chi
è al volante di una minicar di
allacciare la cintura di sicurezza.
BAMBINI IN MOTO
Consentito portare in moto bambini da
Un centro di monitoraggio dell’incidentalità stradale, uno strumento tecnologicamente avanzato, capace di dare
6 a 12 anni (fino a 5 anni la normativa
una visione realistica e tempestiva delle condizioni di viabilità e agibilità delle strade, un archivio di dati
prevede già che non possano salire)
necessari per analizzare la piaga degli incidenti stradali che, solo in Campania, causano oltre 300 decessi
alloggiandoli su un apposito sedile di sicurezza
l’anno. Questo è il Criss, il progetto realizzato dall’Arcss (Agenzia regionale campana sicurezza stradale)
omologato, con appoggi per gli arti superiori e
per conto della Regione Campania e del Ministero dei Trasporti. L’iniziativa, che per la sua rilevanza
inferiori. La norma entrerà in vigore dopo
nazionale, ha beneficiato del finanziamento di 1,6 milioni di euro da parte del Ministero a cui si è
l'approvazione di un decreto ad hoc
Limiti di velocità con bimbi a bordo
aggiunto quello di un milione di euro di co-finanziamento dalla Regione Camapania, è stata
I motocicli a 2 e 3 ruote con a bordo bambini di statura
illustrata dall’Amministratore delegato dell’Arcss, Antonio Coppola (nella foto). «Il compito del
inferiore a 1,5 metri non può superare i 60 km/h o i limiti
Criss - ha spiegato Coppola - non è solo di produrre “radiografie” particolareggiate sul
minimi se superiori a 60 km/h. Le disposizioni si applicano
fenomeno dell’incidentalità stradale, ma soprattutto di elaborare “diagnosi” accurate che
90 giorni dopo l'approvazione di un decreto ministeriale ad
possano consentire agli organi competenti di individuare la “terapia” più idonea a
hoc
prevenire e a ridurre i sinistri e le loro conseguenze».
BICI SUI MARCIAPIEDI
Consentita la sosta delle biciclette sui marciapiedi e all'interno delle
aree pedonali in mancanza di appositi parcheggi. Le bici non devono
recare intralcio ai pedoni e ai disabili. Se si circola in bici fuori dei centri
abitati dopo il tramonto e fino all'alba o in galleria è necessario indossare
giubbotto o bretelle retroriflettenti ad alta visibilità.
PERMESSO DI GUIDA A ORE
Chi ha subito il ritiro della patente può ottenere dal prefetto un permesso di guida
a ore, al massimo di 3 ore giornaliere per documentate ragioni di lavoro o per motivi
sociali. Il periodo di sospensione della patente viene aumentato delle ore nelle quali è
stata consentita la guida.
PENE ALTERNATIVE ALLA SOSPENSIONE
Pene alternative al carcere e alle sanzioni pecuniarie per i conducenti fermati in stato di
ebbrezza o sotto l'effetto di stupefacenti, che non abbiano provocato incidenti: su richiesta al
prefetto la pena detentiva o pecuniaria può essere sostituita, per non più di una volta, con lavori di
pubblica utilità. La durata è pari alla sanzione detentiva irrogata e alla conversione della pena
pecuniaria che vale 250 euro per giorno di lavoro.
LICENZIAMENTO AUTISTI UBRIACHI
È giusta causa di licenziamento dei conducenti la revoca della patente disposta a seguito di guida sotto
l'influsso di alcool.
PRECURSORI IN BAR E RISTORANTI
I locali che servono alcolici devono mettere a disposizione un apparecchio di rilevamento del tasso alcolemico per
verificare volontariamente il proprio stato di idoneità alla guida.
ANTI-CRASH
Benessere
o non benessere:
non è questo
il problema.
Ma orientarsi
verso la salute
(interiore)
è la vera salvezza
laportadelcorpo
re
ri
ag
im
D
o
at
el
lg
co
ò
pu
si
Perdere 3 chili in
una settimana mangiando
gelato a volontà? È il sogno di tutti i golosi
ma anche la realtà di coloro che hanno provato
la dieta del gelato. Niente più sacrifici dunque: basta
alternare a colazione yogurt con biscotti oppure latte e
cereali o anche frutta e frullati, pranzare con il proprio
gelato preferito e a cena pasta o riso conditi
semplicemente, secondo a base di pesce o carne
magra e verdure condite con due
cucchiaini d’olio.
XXII/SCOTTATI DAI MONDIALI, RINASCI coi GELATI
Dopo la disfatta azzurra ai mondiali in Sudafrica, abbiamo
trovato il modo di superare il trauma calcistico:
far scendere in campo il “dreamteam” dei gelati.
Ecco la nostra formazione ideale: un 4-3-3 affidabile e vincente.
a cura di Alessandra Dell’Aquila
XXIV/FRUTTA A TUTTA FORZA
La “prova costume” si supera senza troppi problemi con
delle piccole restrizioni a tavola che in un mese e mezzo
possono farci perdere dai sei ai dieci chili, anche senza
dover ricorrere al controllo costante del dietologo.
di Marcellino Monda
PISTACCHIO
Otranto
via Alessandro Scarlatti, 78
YOGURT
Fantasia gelati
Largo Lala 30
CIOCORÌ
il Gelatiere
via San Pasquale a Chiaia 15
SCORZETTA D'ARANCIA
Gay Odin
via Benedetto Croce 61
FRAGOLA E MELONE
Fantasia Gelati
via Cilea 80
LIMONE
Fantasia Gelati
via Toledo 381
SPAGNOLA
La Scimmia
via S. Nicola alla Carità 4
RICOTTA E PERA
Gay Odin
via Benedetto Croce 61
XXII
FRUTTI BOSCO
Fantasia gelati
Via Fragnito 39
BACIO E CIOCCOLATO
Ciro a Mergellina
via Mergellina 17-21
ZUPPA INGLESE
La Scimmia
via S. Nicola alla Carità 4
PANNA, GIANDUIA KINDER
Ciro a Mergellina
via Mergellina 17-21
MOUSSE AL CIOCCOLATO
il Gelatiere
via San Pasquale a Chiaia 15
PAPAYA
La Scimmia
via S. Nicola alla Carità 4
CREMINO-NUTELLA
il Gelatiere
via San Pasquale a Chiaia 15
STRACCIATELLA
Otranto
via Alessandro Scarlatti, 78
FORESTA
Gay Odin
via Benedetto Croce 61
WINNER
Ciro a Mergellina
via Mergellina 17-21
CAFFÈ
Otranto
via Alessandro Scarlatti, 78
ALLENATORE
Gay Odin
via Benedetto Croce 61
XXIII
Una mistura di
metalli che emette delle
micro onde in grado di
riequilibrare il campo di forza
magnetico del corpo, conferendogli più
equilibro, più forza, scaricando lo stress e
aiutandolo a riposare meglio. Sembra
incredibile ma è così. Il Power Balance, noto
anche come “braccialetto dell’equilibrio” è
stato scoperto e diffuso dai surfisti americani e
ora gode di fama illimitata presso i più grandi
sportivi del mondo che lo promuovono anche
su video dimostrativi attraverso il canale
YouTube. Chi l’ha provato grida al miracolo:
elasticità e prontezza muscolare aumentate,
maggiore equilibrio, addirittura benefici
tangibili del sonno. Il cestista Shaquille O’Neal,
altri campioni e personaggi famosi hanno
dichiarato di non separarsene mai, ed è già
Power Balance mania. Il braccialetto
dell’equilibrio è arrivato anche in Italia e a
“Power
Balance”,
il braccialetto
dei miracoli
C
Cosa mangio? Cosa
bevo? Come devo
comportarmi per tornare in forma
e superare la “prova costume”?
Impazza in genere il «fai da te», le diete
copiate da quotidiane e rotocalchi, le ricette
per dimagrire consigliate da amiche o
“rubate” ascoltando magari in autobus o al
cinema le conversazioni di chi racconta i propri
segreti per tornare al peso forma. Conviene,
però, affidarsi a mani esperte. La “prova
Frutta a tutta forza
costume” si supera senza troppi problemi con
delle piccole restrizioni a tavola che in un mese
e mezzo possono farci perdere dai sei ai dieci
chili, anche senza dover ricorrere al controllo
costante del dietologo. Ma cosa e quanto
mangiare durante la giornata? La colazione del
mattino deve prevedere una tazza di latte
parzialmente o totalmente scremato da bere,
accompagnandolo con due fette biscottate.
Dopo il latte c’è la prima delle cinque porzioni
Marcellino Monda*
Napoli lo si può trovare da Junior, in via
Riviera di Chiaia 261, disponibile in vari colori
al prezzo di 39 euro. Coloro che sono scettici
riguardo quelle che possono sembrare trovate
pubblicitarie o futili suggestioni avranno la
possibilità di ricredersi: da Junior è possibile
provare su sé stessi il braccialetto, testandone
l’effettiva e tempestiva efficacia. (rg)
In questa pagina, in alto, Marcellino Monda
Nell’altra, al centro, Achile Gentiletti
quotidiane di frutta fresca. Ogni porzione deve
pesare tra i 200 e i 300 grammi. La seconda
porzione di frutta va consumata a metà
mattinata. Poi si arriva all’ora di pranzo e i
sacrifici, se ci devono essere, possono essere
contenuti. La dieta mediterranea prevede un
consumo di farinacei che complessivamente
non devono superare i 60-70 grammi a pasto.
Mini porzioni dunque, tenendo presente che
l’elenco dei farinacei non prevede solo il pane
e la pasta, ma anche il riso e i legumi come
Il personal trainer si chiama Wii Fit
Perdere peso allenandosi comodamente in casa
e per giunta divertendosi è il sogno di tutti.
Grazie alla consolle Nintendo Wii, acquistando
il gioco Wii Fit Plus e la Balance Board, con una
spesa complessiva di 249 euro è possibile
dimenticarsi per sempre dell’abbonamento
annuale in palestra. Un vero e proprio
personal trainer che permette di scegliere tra
diversi programmi di allenamento, selezionati
e diversificati in base alle esigenze di ogni
persona per migliorare la forma fisica, la
salute e la tonicità. Il “giocatore” può calcolare
l’indice di massa corporea, il proprio peso
ideale e scegliere tempo e frequenza degli
esercizi a seconda delle proprie priorità di
fitness. Non solo esercizi muscolari: è anche
XXIV
piselli e lenticchie.
Come secondo, carne bianca o
rossa, preferibilmente arrostita e,
se necessario, insaporita con spezie per
renderla ancora più gradevole. Ma ancora
meglio è il consumo di pesce da cuocere al
forno, bollito o arrosto, che ci aiuta nella
battaglia contro il peso di troppo. Il pranzo,
come la colazione e lo spuntino del mattino, si
conclude con una porzione di frutta. Frutta che
ritorna ancora una volta nell’intervallo
pomeridiano. All’insegna dei prodotti dell’orto
la prima portata della cena: zucchine,
pomodori, finocchi, melanzane da cuocere alla
griglia condite con poco olio, sale, aceto,
limone ed eventuali spezie rappresentano un
«primo» che riempie ma non dà troppe calorie
se accompagnato
da ricotta che è una buona
fonte di proteine o da salumi come
il prosciutto crudo sgrassato e la
bresaola. Anche per due volte a
settimana, a pranzo o a cena, si può
cambiare alimentazione, concedendosi una
pizza margherita, se si preferisce anche
accompagnata da una birra. La cena come gli
altri pasti si conclude con la quinta porzione
giornaliera di frutta. Nel periodo dimagrante
devono cambiare alcune regole della nostra
alimentazione: bisogna rinunziare al vino ed
eliminare il consumo dei superalcolici,
ricordando sempre che la bevanda migliore per
il nostro organismo è l’acqua. Niente bibite
gasate, ma chi non riesce a rinunziare al
consumo di questi prodotti può berne in
quantità minori acquistando la versione a
calorie “zero” Un ultimo consiglio: una bella
nuotata quotidiana e una passeggiata a passo
veloce contribuiscono a raggiungere il pesoforma e a migliorare la tonicità del corpo.
*docente di Fisiologia al Policlinico
della Seconda Università di Napoli e
direttore del servizio di Dietetica
nella cittadella universitaria
Per i virtuosi della
forma fisica, ma anche per
chi ha intenzione di eliminare
qualche chiletto profittando della bella
stagione, ecco tre sistemi naturali ed
economici, basati su un’attività fisica
moderata ma prolungata nel tempo, per
riattivare il metabolismo, bruciare grassi e
fare attività cardiovascolare. Li suggerisce
Achille Gentiletti, da 25 anni preparatore
atletico e proprietario della società sportiva
Athenae, il tempio del fitness nel cuore di
Chiaia.
1) WALKING: ovvero la camminata
“sostenuta”, da praticare preferibilmente la
mattina presto, o nelle ore meno calde.
2) SNORKELING: nuotare con l’aiuto di pinne,
maschera e boccaglio ha sul fisico gli stessi
effetti della camminata a cui si sommano i
benefici effetti sulla circolazione dati
dall’assorbimento di iodio marino.
Tutti
in forma:
basta un po’
di ...ING
3) CYCLING: andare in bici, pedalando
ritmicamente e in modo prolungato, e poi, con
i muscoli ancora caldi, tuffarsi in acqua e fare
una bella nuotata. Il binomio bici-nuoto è di
straordinaria efficacia sulla circolazione
sanguigna perché si passa da vasodilatazione
a vasocostrizione. Ma anche sulla
tonificazione, perché impegna tutti i settori
muscolari. Se non si può usare la bici si può
sempre optare per una passeggiata sostenuta
sulla spiaggia con tuffo finale.
(l.c.)
possibile rilassarsi con lezioni di yoga, verificare
le calorie bruciate, i progressi nel tempo,
informarsi sulle calorie contenute dai vari
alimenti per crearsi un regime dietetico su
misura. “Ovviamente - conferma Antonio,
addetto alle vendite della catena Eldo - la
Balance Board per Wii Fit è tra gli accessori più
venduti, specie tra le donne tra i 25 e i 50 anni
che la collegano alla consolle del figlio per
ritrovare la forma fisica ottimale in vista
dell’estate e senza nemmeno dover uscire dal
salotto di casa”. (rg)
laPortaVirtuosa
XXVIII/GHP sigla una nuova Napoli
XXX/Credito Cooperativo, la rivincita del cliente
XXXI/Oreste Ferrara, anarchico ignorante
XXXII/Un Centenario Molto Rock
GHP
sigla una nuova Napoli
XXVIII
Q
Quando, dai
primordi del XVII secolo i
giovani rampolli
dell'aristocrazia inglese (imitati
poi dai loro omologhi francesi e
tedeschi) partivano per il Grand
Tour alla riscoperta delle proprie
origini nutrendosi - letteralmente - di
testimonianze artistiche e culturali in
Europa meridionale, la meta più
gettonata, nell'ambito del Voyage à
l'Italienne era proprio la porzione sud
di Terra di Lavoro: dai Campi Flegrei
a Paestum, isole comprese. Tutt'oggi
nessuno mette in dubbio l'irripetibile
valenza di una zona unica per risorse
territoriali, culturali ed artistiche, il cui
centro topografico e rappresentativo
non può non essere Napoli, cioè la
stessa città che ne è nel contempo il
peggior vessillo comunicativo, avvolta
com'è in un intrico di inefficienze,
povertà strutturali e di impenitente
malcostume in grado di trasformare le
Punto di
riferimento per
viaggiatori "colti" attratti
dalla sua ubicazione strategica
tra i quartieri Chiaia e Vomero, il
GHP rivestirà, in maniera graduale,
ma percettibile, un ruolo sempre più
vicino al concept di "attractive
location" anzichè di semplice hotel.
Non solo nell’offerta capillare che si
aggiornerà a ritmi costanti, non solo
nell'adeguamento dei costi,
coerentemente con gli stilemi europeisti
verso il lusso democratico, ma anche
rafforzando la tradizionale capacità di
accogliere ospiti tale che possano
sentirsi a casa, anche solo per gustare
un aperitivo o partecipare ad uno dei
tanti eventi che il GHP organizza. Ed è
proprio l'elemento-evento a
caratterizzare il processo di
trasformazione dei servizi: si
aggiungerà, alle proverbiali feste sulla
Terrazza delle Muse, alle vernici di
La Vinoterapia,
tecnica oramai diffusa, le
cui prerogative non hanno
più bisogno di essere illustrate,
si avvale di scrub al mosto d’uve
ultracampane come Aglianico e
Piedirosso e massaggio all’olio di
vinaccioli degli stessi vitigni ricchi di
rasveratrolo. Senza sottovalutare il
percorso sensoriale del Benessere a
Napoli, realizzato con le ricchezze
naturali della Campania: gli agrumi
sorrentini, minerali vesuviani, fango
termale, essenze locali. Coerente
persino l’audizione, contemporanea ai
trattamenti, di antiche melodie
folkloristiche. E naturalmente il cibo,
regno di Baciòt, lo chef ispirato,
nell’uso creativo di prodotti del
territorio, dallo stesso panorama sul
golfo e dalle innumerevoli interazioni
con le realtà gastronomiche che solo
una struttura di gran rilievo può
sviluppare.
di Ferdinando Polverino De Laureto / Annalisa Tirrito
pur notevoli capacità di incoming del
territorio in un vano sforzo teso a
mantenere visitatori e turisti in città
mentre sono protesi a guadagnare
velocemente isole e costiera, lontani da
scippi, vicoli maleodoranti, traffico e...
musei chiusi. Eppure le
sbandieratisssime "eccellenze" in
grado di intrattenere e interessare
qualsivoglia fascia di utenza, come è
noto, non mancano. E neanche
assessori illuminati in grado di
valorizzarli. Certo, operazioni di
rilancio trasversali e riconoscibili sono
tutt’oggi possibili ancorchè in parte
già in atto, ma di certo giova gestirle
con un'adeguato know how ed un
pizzico di rappresentatività: una
ventata di rinnovamenti propositivi,
per esempio, ci è offerta dalla last
mission che si è prefissata il Grand
Hotel Parker’s, luogo atavico
dell'incoming partenopeo legato
finora al binomio storia &
tradizione fin dal lontano
1870.
gioielli, ai mercatini con oggetti del
territorio, un programma di
esposizioni, mostre e collegamenti con
realtà virtuose (e nient'affato virtuali)
di cui il nostro territorio (e non solo)
pululla. Un legame con le istituzioni
"giuste" permetterà a chi deciderà
(saggiamente) di intrattenersi a Napoli
una serie di spedizioni
culturali/enogastronomiche in una
provincia tutta da (ri)scoprire. Una
cordata di concrete attività sulla
Campania che avrà nell’albergo una
sorta di coacervo di esperienze che solo
una grande struttura consolidata può
rappresentare. Del resto tutt’oggi il
legame GHP/ territorio è tutt’altro che
lento. Già il Centro Benessere Day
Light, aperto anche al pubblico
esterno all’albergo, ne è un esempio:
un’isola di rilassante piacere in
pieno centrocittà, per ritrovare la
non solo la forma sana del
corpo, ma anche benessere e
il proprio equilibrio
psicofisico.
XXIX
Il ristorante George’s è una vera
esperienza, tutta partenopea, ispirata
al buono e al bello, all’ultimo piano
dell’albergo, su un panorama da
dipinto, che a seconda delle ore del
giorno si colora di rosa e d’azzurro,
assecondando mare, abitato e Vesuvio
dello spettacolare golfo. Ovviamente
per ragioni di (buona) famiglia anche
il Vino è “in parure”, come il
Camarato di Villa Matilde, tra le
etichette della eccellente cantina.
Mentre Bidder Bar (in James Bond
style) e Cigar Room rappresentano
pennellate di internazionalità (ma
anche la champagneria probabilmente
si tingerà di effluvi più vicini alla
nostra città), arazzi e decor riportano
sontuosamente a ciò che di prezioso
il nostro territorio possa testimoniare.
GHP è un melange di antico e
moderno con un’unica filosofia di
pura marca partenopea: “ciò” e
“chi” funziona a Napoli è
ufficialmente invitato a
partecipare.
A
Amedeo Manzo è il
presidente della Banca di Credito
Cooperativo di Napoli. In Italia ci sono
426 Bcc con 4.192 sportelli, presenti in
2.647 Comuni. Particolarmente significative la
rappresentanza nel Meridione (107 sportelli) e la
quota regionale (73,3%). La Bcc napoletana è
l’ultima nata all’interno del sistema del Credito
Cooperativo. I risultati di esercizio, in meno di un
anno di attività, sono ottimi come testimonia
l’approvazione all’unanimità del bilancio 2009
dall’ultima Assemblea dei Soci tenutasi a Città della
Scienza nello scorso maggio. Al 31 dicembre 2009 la
Bcc di Napoli ha totalizzato una raccolta di 21 milioni
Banche di Credito
Cooperativo non possono e non
vogliono allontanarsi per delocalizzare.
La partecipazione democratica si esprime
attraverso la mutualità, sia interna (nei
confronti dei soci) che esterna (nei confronti
comunità locale) o di sistema».
Perché la Bcc è vantaggiosa per i clienti?
«Il socio-cliente è il vero protagonista dell’attività.
Vige il principio “una testa, un voto” con una
partecipazione al capitale non superiore a 50mila
euro e con un vincolo all’operatività proprio nei
confronti dei soci, con i quali si deve realizzare
almeno il 50% dell’attività. L’articolo 2 dello statuto
Credito Cooperativo,
la rivincita del cliente
La democrazia entra in banca: intervista ad Amedeo Manzo
Ci sono nuovi
prodotti finanziari che
consiglia?
«Numerose sono le nostre iniziative attuate
a sostegno delle piccole e medie imprese: il
microcredito, con finanziamenti fino a 50mila
euro per le newco e fino a 100mila euro per le
aziende di almeno due anni, oltre a operazioni di
leasing, factoring e mutui. La territorialità del Credito
Cooperativo partenopeo, però, non si è realizzata
soltanto in termini di mutualità interna, ma anche
con la mutualità esterna. L’Istituto, ad esempio, ha
organizzato il primo “pranzo di Natale” all’Ospedale
della Pace: per l’occasione i consiglieri
d’amministrazione hanno vestito panni da camerieri
per servire i numerosi clochard accorsi ai tavoli.
Frequenti anche le nostre partecipazioni a master
universitari e seminari con l’obiettivo di contribuire a
evitare la fuga di cervelli. Anche la mission della Bcc
di Napoli, quindi, è quella di supportare il proprio
territorio di competenza. Recentemente è stata
stipulata la Convenzione con l’Università degli Studi
di Napoli Parthenope per la “Carta Ateneum”, una
carta prepagata e ricaricabile, “studiata per chi
studia”, la quale unisce i benefici di una carta di
credito con tutta una serie di servizi in linea con i
bisogni di uno studente».
Ci parli dei prossimi progetti della Bcc.
«La Bcc di Napoli è nata con l’obiettivo di
concretizzare l’idea di una finanza utile, vicina alla
comunità. La crisi che ha colpito tutti duramente sta
lasciando alcune lezioni che serviranno per non
commettere in futuro gli stessi errori: l’idea di uno
sviluppo fondato principalmente sull’espansione dei
consumi non è sostenibile, l’ancoraggio e la relazione
con il territorio vanno tenuti saldi, l’etica non investe
solo la sfera morale dei singolo individuo, ma ha un
preciso valore economico e il profitto, come sostiene
di Nicola Sellitti
di euro, con un totale di impieghi accordati di oltre
20 milioni di euro. Il numero dei soci, sempre al 31
dicembre 2009, superava le 2.800 unità. Oggi
superano i tremila.
Qual è la differenza tra una Bcc e un istituto di
credito ordinario?
«Territorialità è il concetto più importante: una Banca
di Credito Cooperativo può agire solo ed
esclusivamente nel territorio di competenza e il 95%
del totale del credito deve essere erogato proprio
all’interno del territorio. Una Bcc, quindi, ha il fine
ultimo di contribuire allo sviluppo dell’area di
competenza. La territorialità si esprime nella
proprietà dell’impresa (i soci di una Bcc devono
essere espressione del territorio d’insediamento
dell’azienda), nell’operatività (il risparmio
raccolto resta nel territorio per finanziare lo
sviluppo dell’economia reale) e
nell’appartenenza a un preciso
contesto dal quale le
descrive il funzionamento di una Bcc: “Nell'esercizio
della sua attività, la Società si ispira ai principi
cooperativi della mutualità senza fini di speculazione
privata. Essa ha lo scopo di favorire i soci e gli
appartenenti alle comunità locali nelle operazioni e
nei servizi di banca, perseguendo il miglioramento
delle condizioni morali, culturali ed economiche degli
stessi e promuovendo lo sviluppo della cooperazione
e l'educazione al risparmio e alla previdenza, nonché
la coesione sociale e la crescita responsabile e
sostenibile del territorio nel quale opera”. Una Bcc è
cooperativa a mutualità prevalente che, come
stabilito dal Testo Unico Bancario, deve destinare
almeno il 70% degli utili netti annuali a riserva
legale e il 3% ai fondi mutualisti per la
promozione delle imprese cooperative. Inoltre il
rapporto con il cliente è differente in quanto
lo stesso viene valorizzato attraverso la
centralità dell’uomo rispetto al
capitale».
XXX
Papa Benedetto XVI nella sua Enciclica Caritas in
Veritate, non può essere l’unico parametro di
riferimento dell’economia. L’imprenditorialità ha un
duplice aspetto, quello professionale e quello umano.
Ecco perché la creazione della ricchezza economica
deve essere animata da finalità legate al bene
comune. Occorre “civilizzare” l’economia e renderla
più etica. La Bcc di Napoli continuerà a muoversi in
questa direzione. Per quanto riguarda le filiali, l'area
di competenza territoriale della Banca di Credito
Cooperativo di Napoli comprende, oltre allo stesso
Comune di Napoli, i Comuni di Arzano, Casandrino,
Casavatore, Casoria, Cercola, Marano, Melito,
Mugnano, Portici, Pozzuoli, Quarto, San Giorgio a
Cremano, San Sebastiano al Vesuvio e Volla. Qui,
in futuro, potranno essere aperte nuove filiali
ovviamente se i numeri ci daranno ragione e
previo rilascio delle relative
autorizzazioni da parte di Banca
d’Italia».
Non solo cinema per i
fedelissimi dell’associazione
Mario Brancaccio, che da anni catalizza
intorno ai suoi affollati cineforum tanti
appassionati del grande schermo. Ospiti del
Green Park Tennis Posillipo, più di 300 amici si
sono dati appuntamento per la festa di fine
stagione. Una serata all’insegna dell’arte e della
cultura che è stata animata dal concerto
Green Park, festa di fine anno
per l’Associazione Brancaccio
dell’orchestra dell’Accademia San Giovanni diretta
da Keith Goodman e ha visto protagonisti anche gli
attori del film “La valigia sul letto”, Veronica Mazza
ed Eduardo Tartaglia, nonché il giovane talento
Angelo Citriniti che ha declamato alcune poesie di
prossima pubblicazione dell’autrice Maria
Sangiovanni. Un mix per tutti i gusti insomma che è
stato apprezzato anche da tanti volti noti della città,
dal preside della facoltà di Giurisprudenza
dell’Università Partenope Federico Alvino al chirurgo
plastico Camillo D’Antonio arrivato con la moglie
Elena per continuare poi con l’impresario teatrale
Giampaolo Ascione, l’avvocato Giuseppe Di Gennaro,
la professoressa Filomena Bonocore, Daniela
Fossataro, Germana Testa, Carmen Stabile, Valentina
Nastro, Giuliana Ingarami e tanti altri.
Si può perdere la
testa per un’isola
sconosciuta? Per Cuba si può.
Luogo del “reale meraviglioso” dove il
confine tra realtà e sogno è molto sottile.
È qui che Alessandro Senatore, napoletano,
classe ’59, si addentra in terreni inesplorati
con entusiasmo e impetuosa esperienza per
descrivere un tempo, un luogo e la moltitudine
degli stati d’animo con efficacia
e intrigante intuizione nel suo
poderoso libro: “L’anarchico
elegante” (Guida). “La victoria
o la muerte”: è così che ha
inizio nel 1896 l’avventura del
protagonista realmente vissuto,
Oreste Ferrara,
appassionatamente e
sapientemente narrata
dall’avvocato napoletano che
tratteggia, in maniera
avvincente e con sguardo
discreto, il profilo del giovane
rivoluzionario partenopeo
deluso dalle vicende dell’Italia
sabauda, assetato di gesta
eroiche, desideroso di vivere una vita
straordinaria. Il primo passo di Ferrara fu
quello di lasciare Napoli, che gli appariva
presidente della
Camera del Parlamento
cubano, ricco e potente
diplomatico. A Cuba ormai nulla
sembra potersi muovere senza la sua
mediazione, Ferrara è parte di lei, non riesce
a starne lontano. Ma poi, probabilmente
travolto dal potere di Machado, non sa o forse
non vuole allontanarsi dai misfatti dell’“asino
con gli artigli” che lo portano
alla fuga dall’isola, all’esilio. È
da quel momento, da quando
l’autore si accorge di ciò che sta
succedendo al suo ormai cinico
protagonista - fin lì narrato con
ammirazione e quasi ipnotica
attrazione - che ne prende le
distanze. Inizia infatti a
chiamarlo non più con
complicità e affetto, Oreste,
ma, Ferrara e a porsi e porre al
lettore, esplicitamente e non,
domande sul suo operato:
avrebbe potuto fare altrimenti?
Avrebbe dovuto? Tra le pagine
di questa storia, la storia
dell’uomo, Alessandro Senatore, i suoi conflitti, i
suoi ideali, la sua parziale identificazione con il
protagonista.
Oreste Ferrara,
anarchico elegante
Alessandro Senatore racconta la sua passione per Cuba
Debutta Alexau, nuova griffe
all’ombra del Vesuvio
Parata di vip a Napoli per il debutto di Alexau la nuova
griffe partenopea creata dal ventenne Alessandro Legora
De Feo: Valeria Marini, Jo Squillo, Francesco Venditti, Carlo
Buccirosso, Beppe Convertini e Nancy De Lucia insieme agli
attori della soap napoletana “Un posto al sole” Patrizio
Rispo, Peppe Zarbo, Serena Rossi, Marzio Honorato e Luisa
Amatucci hanno tenuto a battesimo il 24 giugno a Napoli
la prima sfilata della maison di pret à porter ispirata al
mare e allo yachting e che ambisce a conquistare le
principali passerelle internazionali. Dopo il successo
suscitato dall’anteprima milanese, nell’ambito
dell’International Fashion Show, oltre quattrocento ospiti
hanno applaudito a Villa Rocca Matilde i quaranta capi
della linea femminile indossati da venti splendide
modelle, tra cui anche miss Norvegia Flo Bouma, ed i
dieci della linea maschile interpretati tra gli altri dal
protagonista di “Centovetrine” Convertini e Venditti
jr e dai modelli Luca Milano e Carmine
Capasso, già testimonial di note griffe
italiane. L.C.
di Vanda Bocco
ormai “dolorosamente estranea” e
raggiungere Cuba “immensamente lontana”,
combattere una “nobile lotta”, liberare l’isola
dal giogo spagnolo e per essa anche morire.
Ma, come scrisse Pavese, “I coraggiosi sono
irrazionali. Il sangue è sempre versato
irrazionalmente” sembra pensare Ferrara
dopo aver vissuto qualche anno sull’isola
sconvolta dai noti eventi culminati nella
rivoluzione (1933). Il suo obiettivo lentamente
e inesorabilmente si modifica diventando,
nella vita e tra le pagine, volontà di
raggiungere il gradino più alto del potere.
Inizia la scalata con il conseguimento della
laurea in giurisprudenza diventa un
affermato avvocato quindi professore
universitario, poi abdica a favore della
carriera politica, rivestendo diverse
cariche istituzionali: ministro
degli Esteri dell’Avana,
XXXI
U
Una serata
all’insegna della musica,
dell’arte e della beneficenza: così
l’Ordine dei Medici Chirurghi e degli
Odontoiatri di Napoli e Provincia ha celebrato
il Centenario della sua costituzione, mercoledì 30
giugno. La sorpresa è stata che, ad esibirsi sul
palco di un gremito Teatro Mediterraneo sono stati
proprio loro, i medici: oltre 100 specialisti di varie
branche della medicina, smessi i camici bianchi,
hanno infatti indossato le vesti di musicisti, cantanti,
cabarettisti e imitatori, sotto il coordinamento
artistico del ginecologo Bruno Ferraro, che ha curato
anche i video dello spettacolo. 700 persone in sala
per un ricavato di oltre 15.000 euro, devoluto alla
Fondazione Santobono Pausillipon per progetti
assistenziali destinati ai piccoli degenti e ai loro
genitori, e all’associazione L’Altra Napoli. Nel foyer,
intanto, l’associazione dei Medici pittori, ha realizzato
una estemporanea di pittura, mettendo poi all’asta i
propri dipinti sempre a scopo benefico. Sul palco del
teatro, a fare gli onori di casa insieme a Patrizio
Rispo in veste di presentatore, il presidente
dell’Ordine dei Medici Gabriele Peperoni, il direttore
dell’Ordine dei Medici Umberto Zito, il direttore
generale della Fondazione Santobono Pausillipon,
Anna Maria Minicucci e il segretario generale
dell’Associazione L’Altra Napoli, Luigi Malcangi.
Un Centenario molto Rock
Al Teatro Mediterraneo, per i 100 anni dell’ente ordinistico, medici musicisti
si sono esibiti in favore della Fondazione Santobono e dell’associazione L’Altra Napoli
di Laura Cocozza
Questi i gruppi musicali che si sono esibiti, e i loro
leader:
Doctor dj set -Bruno Ferraro (ginecologo) e Vittorio
Mazza (internista)
Swing and doctors - Antonio Maddalena (anestesista)
Roberto Alfano – (chirurgo)
Mixage - Antonio Conte (medico delle emergenze)
Vintage -Tiziana Spinosa (direttore sanitario
aziendale)
Comma 22 - Giorgio Liguori (ordinario di igiene)
Doctor funk - Corrado Canale (neurologo)
Halfead - Maria Calandra (responsabile emergenze
Asl Benevento) e Maurizio Volpe (psichiatra)
Gyn Tonic - Camillo Cadente (ginecologo)
Beetlejuice - Luigi Lombardi (internista)
Zio Natal - Paolo Natalizio (odontoiatra)
Cabaret - Paola Mattei (diabetologa)
Cantastorie italiano - Luigi Mansi (ordinario di
radiologia)
Imitazioni - Nicola Gasbarro (ginecologo)
E al termine “all together” con Carmine
Pecoraro vocalista sul palco (primario di
nefrologia al Santobono).
Da sinistra: G.Peperoni, U.Zito, T.Spinosa, A.M.Minicucci, P.Rispo, L.Malcangi e B.Ferraro
Saper17
Vivere
ARTE
CHIAIAmagazine 6-7 / giugno luglio 2010
F
Deb-art, guerra
alla playstation
Arte /
Costume /
Storie /
Personaggi /
Cultura /
Lifestyle /
Eventi /
Turismo /
Relax /
Webmania
F
Fino al 1 luglio Picagallery in
via Vetriera 16, ha ospitato i
lavori di Giuseppe Manigrasso nella mostra “Le sculture dei padri della Prima
Repubblica”. Da Enrico De
Nicola a Sandro Pertini, da
Pietro Nenni a Enrico Berlinguer: nove busti che immortalano gli uomini simbolo della
classe dirigente italiana di
mezzo secolo fa, padri fondatori della tanto vituperata Prima Repubblica. “I busti di Manigrasso - osserva Antonio Fiore - sembrano interrogarci, tentano
di risvegliarci alla passione: De Nicola e Nenni con un braccio
levato, De Gasperi e Togliatti che si guardano intorno come cercando di spiegare, Moro dal triste sorriso, Pertini brandendo
energico l'inseparabile pipa. Uomini fra loro diversi, talvolta
lontani, in qualche caso addirittura rivali, ma indissolubilmente
legati da un unico comune denominatore: il senso dello Stato,
bene collettivo in nome del quale tutte le meschinità individuali
possono (devono?) essere messe da parte”.
La galleria di Salvatore Pica, però, non è soltanto la casa degli
artisti più quotati: prosegue infatti il ciclo dedicato ai giovani
emergenti sotto i 25 anni con la manifestazione “Deb-art” (l’arte
del debuttante). “Contro il logorio della Play-station, impara
l’arte e non metterla da parte!” è il motto della kermesse che il
23 giugno ha visto protagonisti i quadri del giovane Yvan Suprina Petrovic in una giornata di 18 ore non stop, che si è conclusa con la musica di Lorenzo Ambrosino alla tastiera. Nel
corso della manifestazione il professore Gilberto Marselli ha
parlato dell’arte come strumento pedagogico che può favorire
una crescita all’insegna della creatività e dell’armonia con sé
stessi.
ARTE
Saper
Vivere
18
CHIAIAmagazine 6-7 / giugno luglio 2010
Mostre da “Urlo”
di Valeria Puntuale
Se i patiti di teatro e cinema
gongolano per le manifestazioni che nelle ultime settimane hanno arricchito il
carnet degli eventi cittadini,
gli amanti dell’arte non restano a bocca asciutta. Anzi.
Mostre, collettive, allestimenti
di artisti italiani e stranieri
hanno investito la città con la
potenza di un uragano creativo. Un recupero del passato
ma in chiave moderna è ciò
che emerge dalla video-installazione del singaporese Ming
Wong in esposizione fino al 31
luglio allo Studio Trisorio in
via Riviera di Chiaia 215. In
“Vita e morte a Venezia”,
reinterpretazione di “Morte a
Venezia” di Luchino Visconti,
l’artista riprende sé stesso nei
luoghi dove fu girato il film
del cineasta milanese, interpretando sia il ruolo del compositore
Gustav
von
Aschenbach, che del bellissimo adolescente polacco Tadzio di cui quest’ultimo si
innamora durante il suo soggiorno veneziano. Il conflitto
interiore di von Aschenbach, il
desiderio inappagato di fermare per sempre la giovinezza
e la bellezza, rispecchia quello
dell’artista alla continua ricerca dell’eternità. La videoinstallazione si compone di
due schermi speculari e di un
altro video nel quale Wong
esegue al piano l’Adagietto in
fa maggiore dalla quinta sinfonia di Gustav Mahler, la colonna sonora del film. Dal
passato al futuro remoto: alla
Galleria Fonti in via Chiaia
229, infatti, il fulcro della personale “Urlo” del rumeno Daniel Knorr è rappresentato da
un robot artigianale connesso,
mediante un network wireless,
ad una web community in cui
il robot agisce come interfac-
cia tra la comunità virtuale ed
il contesto artistico in cui esso
stesso si trova. Il robot “Urlo”
è stato realizzato da Knorr con
un tubo di metallo per l’aerazione al cui interno sono stati
inseriti una batteria, una webcam, un microfono, un computer, un driver e la
Dalla Venezia
di Visconti
rivisitata
da Ming Wong
agli orizzonti
internazionali
di “Tornare
per partire”.
La pittura di colore
di Noah Davis
e le percezioni
del robot di Knorr
connessione wireless ad internet. La webpage www.urlo.eu
registra le esperienze “vissute”
dal robot in galleria tramite
un video live streaming in
modo da permettere ai visitatori del sito di vedere e sentire
ciò che il robot vede e sente
con l’obiettivo di creare un
confronto tra le percezioni virtuali e reali mediante un oggetto artistico. La galleria
Fonti, che ospiterà “Urlo” fino
al 30 luglio, è la prima tappa
di un progetto che prevede lo
spostamento del robot in altri
contesti, la seconda è prevista
presso la Kunsthalle Fridericianum di Kassel nell’autunno
del 2010.
Fino al 20 luglio il museo
Plart di via Martucci 48 ospita
“Notext”, la personale di Felix
Policastro. L’artista, nato in
Venezuela ma trasferitosi in
Italia all’età di undici anni,
presenta una serie composita
ARTE
Saper
Vivere
19
CHIAIAmagazine 6-7 / giugno luglio 2010
progress sull’identità culturale
del singolo soggetto rispetto a
quella collettiva e viceversa.
Le loro opere narrano di un
particolare incontro con il
mondo e allo stesso tempo
sono la rappresentazione dei
codici culturali con cui lo si
osserva e lo si interpreta.
Le tendenze della giovane arte
di colore sono protagoniste del
percorso intrapreso dalla galleria Annarumma 404 per la
stagione estiva dei nuovi spazi
di via Carlo Poerio 98. Fino al
15 settembre, infatti, è possibile visitare la mostra “More
Paintings”, la prima personale
europea dello statunitense
Noah Davis. Le tele del giovane artista losangelino, già
noto per aver partecipato alla
mostra “30 Americans”
presso la Fondazione Rubell di
Miami, raccontano una storia,
personale e collettiva insieme.
Inscritte nel confine invisibile
dei rapporti affettivi, esse si
vestono del sottile velo d’indistinzione proprio di certi
frammenti nostalgici, somigliando a ritagli visivi poco nitidi, ambigui, emersi dal
fondo della memoria.
di nuovi lavori: 50 dipinti formato 30X30, un’istallazione,
un video e una scultura che
esprimono un’inequivocabile
segno di autenticità frutto di
un processo di sperimentazione particolarmente evidente nella video/grafica
presente in mostra dove si
comprende la volontà di andare oltre l'unitarietà della visione per aprire uno sguardo
molteplice con una tensione
forte verso diversi spazi e diverse storie in rapporto di associazione.
Gli artisti “di luoghi altri”
proposti come mezzo di dialogo sono i protagonisti di
“The horizon line is here Tornare per partire”, la collettiva curata da Lorenzo Bruni
in mostra alla Galleria Umberto di Marino in via Alabardieri 1, fino al primo
settembre. La spagnola Elena
Bajo, la tedesca Ulla von
Brandenburg, lo svedese Runo
Lagomarsino, e i portoghesi
André Romão e Pedro Neves
Marques sono accomunati da
riferimenti a luoghi differenti
nella geografia mondiale per
effettuare una riflessione in
IN QUESTA PAGINA
Un frammento di Vita e Morte a Venezia la mostra di Ming Wong
DALL’ALTO
L'opera Untitled di Runo Lagomarsino alla galleria Umberto di Marino
Daniel Knorr, l'ideatore di "Urlo" all'opera
NELLA PAGINA PRECEDENTE
I dipinti di Felix Policastro per la mostra Notext
NEL RIQUADRO
Untitled (Brunette Woman) di Noah Davis / galleria Annarumma
Saper
Vivere
K
CHIAIAmagazine 6-7 / giugno luglio 2010
Kaplan’s Project, combattiva factory creativa
di ultima generazione,
firma uno spiazzante
evento multiplo: tanti
luoghi, tanti autori,
tante anime. «Parcours»
è un itinerario di cinque
mostre in quattro tappe.
Gli artisti coinvolti: Joerg
Huber con «Passaggio
spaziale», ambientato in
Palazzo Spinelli (via Tribunali 362), Beatrice
Caracciolo con «Cercare
nella terra», anche lei a
Palazzo Spinelli, Salvatore Vitagliano con «Trovare nella terra» in via
Atri 31, Giuseppe Zevola
con «Trovare casa», pure
lui in via Atri, infine
Pierre-Yves Le Duc con
«Rosarno.
Desperate
house-lives» a Palazzo
Marigliano in via san
Biagio dei Librai 39.
Cinque esposizioni nel
cuore dei decumani per
ripescare emozioni arcaiche ma eterne. Come
nel caso di Le Duc che
con la sua capanna in
cartone riproduce, sul
tetto di un vecchio palazzo patrizio napoletano, la condizione degli
ultimi della terra e rilancia dolorosamente il calvario del terzo mondo
nella pancia grassa dell’Occidente.
La baracca
di Le Duc
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CHIAIAmagazine 6-7 / giugno luglio 2010
Provocatori
dell’arte
D
Dopo 5 anni di presenze artistiche alla libreria Guida, orchestrati dalla consulenza del critico d’arte Enzo Ruju (nella foto),
nasce ora, in collaborazione con l’editore Mario Guida, il movimento culturale Provoc’Arte che, attraverso un percorso teorico-pratico, analizza i movimenti artistici dal Novecento ad
oggi. Coordinatori e ideatori della nuova compagine sono appunto lo stesso Ruju e poi l’architetto Stefano Wolfler. L’intento
è quello di funzionare da osservatorio permanente su un flusso
continuo di pittori, fotografi, video art e affini per pubblicizzare
il pianeta dei linguaggi visivi ma anche per edificare un sistema dell’arte provocatorio contro muri da rimuovere, inculture da abbattere. Sullo sfondo, naturalmente, l’esigenza di
incassare il gradimento dell’opinione pubblica: consensi e mercato, infatti, servono nelle gallerie e nei luoghi d’arte perché dimostrano che produrre creatività non è faccenda d’élite. In una
città in movimento e ricca di eventi, allora, è questo l’innesco
iniziale di Provoc’arte: scuotere le coscienze e fornire alla cittadinanza un prodotto estetico-culturale godibile e dirompente. Il gruppo scalda i motori: ora si tratta di aprire i propri
cantieri d’arte in città e popolare con le sue rassegne il taccuino espositivo della città.
LIBRI
Saper
Vivere
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CHIAIAmagazine 6-7 / giugno luglio 2010
Protagonisti,
segreti e onori
dell’Accademia
di Pizzofalcone
nell’avvincente
libro di Sandro
Castronuovo
di Aldo de Francesco
Ogni qualvolta mi capita di
parlare di Sandro Castronuovo, (foto nella pagina accanto) giornalista e storico di
successo, è tale l’intreccio
delle sue vocazioni, la originalità delle sue ricerche che
non so davvero da dove cominciare. Conoscendolo, però,
da molti anni, dai tempi del
glorioso Roma di Via Marina,
di cui era splendido redattore
capo, trovo la strada maestra
nella “concertazione” di comuni e bei ricordi. Intanto se
non l’ho già detto in passato,
comincio col dire subito, che
lo ammiro per due eccellenti
qualità: rigore e ironia, che secondo Montanelli - ci
hanno dato santi e fuoriclasse. Parto, quindi, dal rigore. Era il 30 ottobre del
1979 e, in occasione della venuta del Papa a Napoli, lui
curò l’edizione e le pagine
speciali della visita. Poiché il
racconto dell’itinerario papale - dal Porto a piazza del
Plebiscito - spinse molti di
noi a sconfinare nella grande
storia, a sera la sua supervisione ci notificò un benevolo
“avviso di pascolo abusivo”.
L’ironia. Una sera, invece, in
chiusura del giornale, un tipografo, stordito da eccessivi
vapori di alcool e di piombo,
gli chiese: “Capo, con quante
g si scrive naufragio?” “Dipende - fece un imperturbabile Castronuovo - dipende
dai naufraghi: se ce ne sono
due, mettete due g; e poi, andate avanti cosi.” Ecco,
quando i giornali sfornavano
storia e anche ilari leggende,
erano queste le “delizie” di
quelle sere di fatiche, di idee
e di socialità, che si gustavano, mentre le rotative
riempivano le pance delle
auto di giornali caldi caldi
pronti a raggiungere i lettori.
Definita la “mitografia” del
personaggio Castronuovo,
senza alcuna variante ammiccante, che mai mi perdonerebbe, arrivando persino a
togliermi il saluto, passo al
suo recente lavoro: “La storia della Nunziatella”, (Sergio Civita Editore), per dire
che, questa terza e aggiornata edizione, giunge nel
momento più giusto e oppor-
tuno, nel mezzo delle celebrazioni dei 150 anni dell’unità d’Italia, contribuendo
da “par suo” a spiegarci
“perché la storia è arrivata a
stare così”. Partendo dal
1787, dalla fondazione
dell’Accademia a Pizzofalcone, del celebre “maniero
Rosso”, cui si approdò dopo
un lungo viaggio tra sedi
provvisorie e varie e sperimentali iniziative, sin dai
tempi di Carlo III - deciso a
dotarsi di un esercito
degno della sua corona - egli ci racconta
la storia del Regno di
Napoli, “storicizzando”
in questo contesto
“l’identità” della famosa e sovrana Scuola
militare di varia formazione, unica al mondo,
aperta, solo recentemente
e opportunamente anche
alle donne. Qual è però il
merito maggiore di Castro-
Nunziatella,
Amore Mio
LIBRI
nuovo rispetto ad altre letture. È di aver saputo far
scorrere la complessa trama
di oltre due secoli di Regno,
su due distinti ma intersecanti “percorsi”, dandoci
conto di “delicate convergenze e divergenze” con una
ricchezza di analisi e di particolari, che solo un profondo
conoscitore della nostra storia, come lui, poteva offrirci.
Da una parte, si narra la
sorte dei Borbone, dall’ altra,
la lunga sfida della Nunziatella che, se pur se si intreccia
con le vicende della dinastia
che le diede vita, alla fine le
sopravvive in ragione della
sua forza genetica, di una
identità libera, sempre
aperta al nuovo, che da subito la connota.
Passano difatti solo pochi
anni dalla sua fondazione,
voluta “come il vivaio dal
quale sarebbe spuntato l’autentico esercito delle due Sicilie”, quando nel 1799 con
la venuta dei Francesi e la
fuga di re Ferdinando in Sicilia, larga parte dei Cadetti,
alla viltà del re fuggiasco,
preferisce l’impegno di un
Saper
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nuovo credo morale, civile e
liberale, patrimonio di suoi
ex allievi in carriera, lungimiranti e coraggiosi. Sarà
questo il primo e più forte segnale di netto valore identitario, che darà per sempre
all’Accademia il suo marchio
distintivo. Nasce da qui la
storia lunga e tormentata di
alterne vicende, di rivolgimenti dinastici e di intuibili
ritorsioni, tra borbonici e
forze liberali, filo francesi e
filo unitari, che vivrà la
lunga, movimentata preparazione del disegno unitario
e poi il raggiungimento del
traguardo, sul filo di una
guerra permanente, in cui la
due anni dalla morte della figlia Fanny, esce
“Il viaggio della vita” (M. D’Auria Editore,
A
2010, euro 12,00), la raccolta di poesie scritte da
Giacomo Garzya, poeta e fotografo napoletano,
tra il 2007 e il 2010. Presentato lo scorso 16 giugno nello Spazio la Feltrinelli di piazza dei Martiri, a parlarne con l’autore c’era il professor
Giovanni Starace, psicoanalista:
«L’integrazione tra affettività e
sessualità, - spiega - tra vita e
morte, passione e razionalità è
una cosa complessa». Eppure gli
opposti non sono altro che le due
facce di una stessa medaglia,
tutto sta nel saper cogliere negli
interstizi dell’animo umano
quella sottile linea che allo stesso
tempo separa e unisce; quello
dell’artista è un inno contro il
manicheismo, perché «l’urlo
scomposto, trascendente, gotico,/ manifestare può tanto la
vita come la morte,/ come l’urlo
liberatorio dopo un travagliato
parto,/ come l’urlo straziato per la scomparsa di
un figlio». La vita è un grande racconto e man
mano che gli anni passano il racconto si modifica,
Nunziatella non vi sta in
mezzo “come un vaso di coccio manzoniano” ma vi si distingue per scelte coraggiose.
Occorre, però, precisare,
sempre al servizio, non di
una causa, di una fazione,
ma della “causa”, istituzionalmente ritenuta la più giusta.
Uno snodo storico cruciale,
che Castronuovo evoca con
memori e grati accenti,
dando poi a ciascuna forza in
campo, a vincitori e vinti, ciò
che gli spetta in onore e lealtà. Spesso, passeggiando
per Napoli, la vista, l’incontro di questi allievi dal singolare berretto - il chepì - ora
GIACOMO,
IL POETA
ERRANTE
di Rossella Galletti
copricapo anche del gentil
sesso, entrato da poco nella
grande famiglia di Pizzofalcone - sempre cosi compiti,
lindi, nelle loro divise, evocanti dipinti e “gouache” ottocentesche, pur lasciando
intuire, la serietà di una
grande e nobile tradizione,
non possono certo farci immaginare pienamente quale
patrimonio di fierezza, di lealtà e di studio rappresentino. Perciò è importante un
libro, come quello di Castronuovo, che oltre a dirci dove
nasce una storia di fierezza,
dice anche di che cosa ci si
può gloriare. Io intanto più lo
leggo e più mi convinco del
grande destino “genetico”,
che anche i luoghi posseggono, per convenire che non
poteva non piazzarsi che quia Pizzofalcone, dove fiorì la
originaria e antica civiltà di
Napoli - la sua più nobile
sentinella: la Nunziatella. E
capisco, anche perché molti
ex allievi, solo a parlarne, dicano nei secoli semplicemente, oggi più di ieri:
“Nunziatella, amore mio”.
quello che un tempo era amore ora è un vuoto che
dilania lo stomaco. Quando Marco Polo riferiva
al Grande Khan le cose meravigliose che aveva
vedute durante le spedizioni nello sconfinato impero cinese, spesso raccontava di odori e sapori
della sua infanzia a Venezia. Viaggiando ammiriamo paesaggi naturali e culturali sconosciuti,
ma compiamo anche un percorso che ci riporta a
ritroso nel tempo, a dar senso ad eventi passati
nei quali riscopriamo l’altro che è in noi e che,
manifestatosi in un’ epoca lontana, riemerge proprio nella conoscenza dell’alterità.
Il Garzya sa bene che si viaggia
«per cercare quelle immagini /
che avevo da sempre / nella mia
mente, / forse viaggio / per ritrovare il senso primo / che mi tormenta da sempre, / forse il
viaggio / è un tornare indietro
/ per preservare qualcosa / di
allora». Ma a un certo punto,
prima o poi, il cammino è
“bruciato da un fulmine”; un
anelito resta però in chi vive,
nell’eros, pulsione sessuale
contro la pulsione di morte.
LIBRI
Saper
Vivere
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“L’incantesimo
globale”,
rischi e
opportunità
dell’era digitale
nel libro di
Giovanni Grieco
di Nicola Sellitti
La tecnologia digitale è una
risorsa che potrebbe cambiare la vita di tutti sulla
terra se svincolata dalla rincorsa al solo benessere materiale. In mancanza del
dente del Forum progetto
Mezzogiorno del Pd e membro del coordinamento nazionale del partito, infatti, il
saggio di Grieco presenta una
visione critica dei caratteri
che definiscono le società del
istituti bancari hanno determinato il ritorno dello
Stato nell’economia. Però
della globalizzazione bisogna coglierne le potenzialità, per superare la miseria
del sottoconsumo”. Alterna-
Il sonno del pensiero politico
recupero del pensiero politico, che è morale o non è,
per dirigere la nuova produttività c’è il rischio dello sprofondamento globale nella
guerra di tutti contro tutti o
della comparsa di nuove tirannie che, come sempre,
imbriglieranno le masse ed
ancora una volta sgombereranno il campo al sistema
mercantile con i suoi profitti.
Questi i temi del libro di Giovanni Grieco (nella foto)
“L’incantesimo globale - Il
sonno del pensiero politico.
Rischi e opportunità dell’era
digitale” (Iuppiter Edizioni),
presentato lo scorso 7 giugno
nella Sala della Loggia del
Maschio Angioino. Tra gli interventi dei relatori, tra cui
Francesco De Simone, ordinario di Diritto Privato
dell’Università Parthenope e
Gino Capozzi, professore di
Filosofia del Diritto dell’Università Federico II, ha destato grande interesse la
riflessione sulla globalizzazione sviluppata da Umberto
Ranieri. Secondo il presi-
nostro tempo, “segnate da un
consumismo sfrenato, dall’individualismo. L’unico elemento che conta è la merce”.
Il testo, stando alla riflessione del politico del Pd, coglie “l’inevitabilità” della
rivoluzione avvenuta nella
comunicazione, che ha portato “all’abolizione delle distanze”. “Viviamo in un
mondo - prosegue Ranieri in cui si comunica solo in
tempo reale, una svolta che
ha segnato anche il mercato
globale”. L’incubo da evitare? La globalizzazione non
governata. Precisa il politico:
“Acuisce le differenze, le disuguaglianze sociali. Se si
utilizza lo stesso schema di
crescita dei Paesi industrializzati in Cina e India, anche
lì si verificherà lo sfruttamento selvaggio di energia e
ambiente”. Ma non basta:
“Dogmi negativi come il
mercato che si governa da
solo o la finanza che si autoalimenta sono miseramente
falliti al punto che il crollo
delle Borse e la crisi di grandi
tive per cavalcare la globalizzazione nel modo migliore?
“Non è detto che ci siano - risponde Ranieri - così come
non c’è per il fabbisogno di
acqua in Medio Oriente”. Poi
la rivoluzione digitale. Secondo Ranieri è l’occasione
per migliorare la vita dell’individuo: “Se le tecnologie propone - fossero meglio utilizzate, potrebbero generare
democrazia e partecipazione.
E risolverebbero così anche
parecchi problemi nella medicina del lavoro”.
LIBRI
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di Aurora Cacopardo
È
con interesse misto ad un senso di malinconia che si
leggono i nove racconti proposti dalla Iuppiter Edizioni, a due anni dalla scomparsa dell’autore, Enzo Vitelli,
(nella foto) in una bella veste tipografica, con una nota introduttiva di Gloria Persico. In essa si legge che Vitelli è
stato un uomo “imprevedibile”, ha lavorato nell’industria,
è stato imprenditore, ha costruito e pilotato barche. In oltre
dieci anni ha scritto racconti, saggi, poesie. Ha parlato di
CHIAIAmagazine 6-7 / giugno luglio 2010
dell’ispettore nominato dal Ministero degli Interni, in realtà
una donna bella e risoluta, o di Renato De Vita, consulente
di grafologia proprio come Vitelli che, nella sua vita poliedrica, sì è anche diplomato perito grafologico e ha messo
a disposizione le sue conoscenze in materia per il Tribunale di Napoli. Nella seconda parte il libro indulge, senza
rinunziare al genere giallo, alla fantascienza. I racconti
“Brighton” e “Insetti” agganciano il lettore con un ritmo
serrato e lo tengono col fiato sospeso fino al finale, mai
Aponte,
il commissario gentiluomo di Bagnoli
Escono i racconti postumi di Enzo
Vitelli. Storie noir e di fantascienza
col dono dell’umorismo
mondi lontani in racconti talvolta surreali. Un giorno
fu colpito al volto da un mendicante che lo mandò in
coma. Morì due giorni dopo. Vitelli, pur essendo un
estroso nella vita, nel suo “Il commissario Aponte e
altri racconti”, invece, persegue la via della sobrietà
narrativa, che non significa né banalità né mancanza di
brivido. Sa creare “suspence” già solo nella torsione
degli interrogatori e nello scandaglio psicologico dei personaggi che sono gli ingredienti principali nei casi affrontati dal commissario Aponte, uomo di taglia forte,
viso bruno, espressione risoluta che dirige il commissariato di Bagnoli.
L’autore tratteggia simpaticamente le dinamiche quotidiane di un commissariato di polizia che a volte vengono
scosse da visite illustri per i casi più intricati, come quella
scontato. Il tutto con uno stile
pulito, attento alla psicologia
dei protagonisti, all’ambiente e
venato di un tocco umoristico
che fa da buon controcampo
alla tensione narrativa.
La grande protagonista è
l’indagine nel suo classico
evolversi tra indizi ed interrogatori, seguendo sospetti
ed intuizioni senza indulgere a coloriture e forzature
emotive,
ma
seguendo un percorso di
limpida fedeltà descrittiva. Ne viene fuori una
lettura piacevole e consigliata a tutti.
EVE
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Novità per la terza edizione: sulle location cinematografiche un gruppo di attori
ha rievocato alcune scene indimenticabili del cinema partenopeo
Santa Sofia Movietour
visite guidate
nella Napoli da film
di Mario Paciolla
Si è da poco conclusa la
terza edizione della manifestazione “Santa Sofia Movietour”, un itinerario dei
luoghi del cinema a Napoli.
Chiunque abbia visto e apprezzato capolavori del cinema quali “L’oro di
Napoli”, “Questi fantasmi”,
“Matrimonio all’italiana”,
“Il Decameron”, “La pelle”
e tanti altri non può restare
immune al fascino dei vicoli,
delle colline e dei palazzi che
hanno contribuito a rendere
celebri le pellicole ambientate a Napoli e a imprimerle
nell’immaginario collettivo,
anche per la bellezza dei luoghi catturati dalla macchina
da presa.
Il Santa Sofia Movietour, un
progetto dell’assessorato alle
Politiche Giovanili del Comune di Napoli Servizio giovani, della Mediateca Santa
Sofia e dell’associazione
FILMapART, ha proposto
fino al 9 luglio quattro diversi itinerari, disposti in
otto appunatmenti, il venerdì pomeriggio alle ore
17.30 e il sabato mattina
alle ore 10.30.
Le visite guidate, gratuite e
fruibili su prenotazione,
sono partite dalla Mediateca
Santa Sofia del Comune di
Napoli, dall’Istituto di Cultura francese Grenoble, dalla
Biblioteca Universitaria e
dalla sede del CEICC (Centro europeo di informazione
cultura e cittadinanza), tutti
partner del progetto.
I Movietour si sono svolti rigorosamente a piedi e sono
stati preceduti da un filmato
che ha proiettato le scene girate nei luoghi principali dei
percorsi, mentre fotogrammi
e foto di scena hanno rievocato, durante il movietour, le
pellicole cinematografiche.
La novità di questa edizione
è stata la presenza di performance recitative lungo il
percorso: sulle location cinematografiche, infatti, un
gruppo di attori ha rievocato
alcune scene indimenticabili
del cinema partenopeo come
gli esilaranti dialoghi di
Massimo Troisi, le gesta di
Sofia Loren e la lettura delle
“Lettere dal set” di De Sica,
permettendo ai partecipanti
di rivivere i momenti che
hanno reso celebri i luoghi
più caratteristici di Napoli
sul grande schermo.
EVE
NTI
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CHIAIAmagazine 6-7 / giugno luglio 2010
NUOVO LOOK E BOOK
PER “LADRI DI BICICLETTE”
di Alessandro Sansoni
I
l Cinema Filangieri a via dei Mille ha ospitato giovedì 27 maggio la presentazione della
copia restaurata del film “Ladri di biciclette” del grande regista Vittorio De Sica. La
serata è stata condotta da Giuliana Gargiulo, scrittrice e giornalista, e organizzata
dall’associazione Amici di Vittorio De Sica, il cui presidente è il primogenito del regista
neorealista, Manuel De Sica. Compositore e scrittore, Manuel De Sica, tramite
l’associazione, da anni si occupa di promuovere nel mondo la produzione filmografica
paterna, attraverso eventi, pubblicazioni e, soprattutto, il restauro delle pellicole. Il restauro
di “Ladri di Biciclette” è particolarmente importante, trattandosi di una trasposizione in
formato digitale dell’opera. La manifestazione ha riscosso un notevole successo di pubblico ed
una rilevante attenzione sulla stampa cittadina. Anche quest’anno la Provincia di Napoli, che
già in passato aveva sostenuto le iniziative degli Amici di Vittorio De Sica, ha voluto concedere
il proprio patrocinio ed il proprio contributo, non solo all’operazione di restauro ed
all’organizzazione dell’evento, ma anche alla pubblicazione del volume, curato da Gualtiero De Santi, intitolato
“Ladri di biciclette”. Nuove ricerche e un’antologia della critica”. Il volume - con una nota introduttiva del
presidente della Provincia di Napoli Luigi Cesaro e la prefazione di Callisto Cosulich - è un accurato lavoro che
De Sica sul set de “L’oro di Napoli” (arch. Ruggieri)
include recensioni, articoli e testimonianze illustri tra cui quelle di García Marquez, Cesare Zavattini, Giorgio
Moser e dello stesso De Sica. Tanti gli aneddoti come quello che vede il regista, indebitatosi dopo Sciuscià,
peregrinare in cerca di fondi per finanziare Ladri di biciclette, attirando l’attenzione della 20th Century Fox
nella figura del celeberrimo produttore David O. Selznick, che propose Cary Grant come protagonista.
Particolarmente sentita la testimonianza di Manuel De Sica, volta a difendere il lavoro del padre da alcuni
detrattori famosi come Giulio Andreotti e Alfred Hitchcock, poi ricredutisi sul genio del regista di cui nel 2011
ricorre il centesimo anniversario della nascita.
IL DISTACCO E LA RISCOPERTA
DEL PROPRIO SÉ
stato presentato lo scorso 22 giugno all’Itituto Italiano per gli Studi Filosofici
di via Monte di Dio il romanzo “La casa del vento” (Marsilio Editori), opera
Èprima
di Cynthia Russo, alla presenza di Laura Montana Trezza, Luciana
Gargiulo ed Ernesto Mazzetti. Il romanzo, già presentato a Torino e a Roma da
personaggi illustri tra cui Carlo Verdone e Giuseppe Tornatore, è giunto in
brevissimo tempo alla sua seconda edizione e narra di una donna, Lula, che
affronta la scomparsa del padre e, contemporaneamente, cerca di
riappropriarsi di Colle al Vento, la vecchia casa di famiglia, ormai in stato di
abbandono. La casa del vento, in realtà, rappresenta l’identità di Lula che,
con grande coraggio, nonostante il dolore, i distacchi, le incomprensioni in
famiglia, decide di riappropriarsene, ritrovando la propria identità.
Nonostante l’ottima prova d’esordio, Cynthia Russo, però, non è una
scrittrice di professione: dal 1997 si dedica completamente al sostegno
del no-profit, svolgendo il ruolo di Fundraising e Marketing per
l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma.
Il Viandante
di Alessandro Sansoni
NUOVI ORIZZONTI
TRA FEDE E POLITICA
È
un libro anomalo per un uomo
politico “La persona, il popolo e
la libertà” del senatore Gaetano
Quagliariello, vice capogruppo vicario
al Senato del PdL, recentemente uscito
per i tipi di Cantagalli. Anomalo perché alla volontà di puntualizzare questioni legate all’attualità e di intervenire
nel dibattito politico, Quagliariello aggiunge lo spessore culturale dell’intellettuale
autentico,
perseguendo
l’obiettivo di dotare la propria azione
politica di un orizzonte di senso coerente. L’autore lo individua nel ritorno
prepotente del fattore religioso nella
società contemporanea e non a caso si
rivolge idealmente nel testo “a una
nuova generazione di politici cristiani”.
È la situazione internazionale determinatasi con la caduta del Muro prima e
l’11 settembre poi ad aver sancito il verificarsi della previsione del politologo
americano Samuel P. Huntington di un
nuovo ciclo storico articolato secondo il
paradigma dello scontro di civiltà ed ad aver
spinto il professor Quagliariello
ad
impegnarsi
nella politica attiva. Consapevole
del fatto che in questo nuovo scenario
la religiosità gioca
un ruolo fondamentale. Per Quagliariello
va pertanto ripensato
il rapporto tra Chiesa
e mando laico, non intendendolo più - come ancora si ostina
a fare una cultura post-giacobina minoritaria nel paese, ma maggioritaria
nei media – in termini contrappositivi,
ma piuttosto secondo le parole indirizzate ai politici da colui che l’autore
considera il più grande intellettuale vivente, Joseph Ratzinger: “Comportatevi come se Dio esistesse!”. Dalla
biopolitica alla questione sociale, dai
diritti della persona alle grandi questioni poste dalla globalizzazione, un
ascolto senza pregiudizi del complesso
messaggio di un’istituzione millenaria
come la Chiesa può essere utile ad affrontare i problemi del terzo millennio
ed a consolidare la coesione sociale ed
il senso di appartenenza del popolo
italiano.
LA
PILLI
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Sfizi&Note di Massimo Lo Iacono
VILLA PIGNATELLI, TRIONFA LA PROPOSTA “ROPARZ”
D
a un
decennio e
con successo
costante la
veranda
neoclassica di
villa Pignatelli
per l’intero
Maggio e Giugno
ha ospitato i
concerti del
“Maggio della
musica”
amatissimi dai
soci del sodalizio,
seguiti da molti
appassionati
memori delle
serate estive della
“Musica
d’insieme” della
“Scarlatti” di
tanti anni fa.
L’atmosfera
amicale, infatti, sfiora quel mitizzato ritrovarsi domestico tra
appassionati, dotti e disinvolti. Puntualmente vi si ascolta
una concerto molto atteso, cui partecipa il direttore artistico
dell’iniziativa, Sandro de Palma, che quest’anno ha proposto
il secondo quintetto di Dvorak con il quartetto “The RTE
Vanbrugh Quartet”, tanto bizzarro nel nome quanto serissimo
nell’esibirsi con gran classe, e memorabile interprete del terzo
quartetto di Cajkowskj. Altro appuntamento molto atteso e
festeggiato è stato il recital del violinista francese Perre
Hommage che quest’anno ha fatto scoprire e gustare pagine
di Roparz,
Bonal, Lekeu,
“provinciali”
francesi di fine
Ottocento
frementi di
cromatismi e
languori: un
trionfo meritato
per il coltissimo
violinista con il
suo pianista
Michel
Bourdoncle.
Altra insigne
serata il concerto
con David
Geringas
dedicato alla
musica inglese:
altro successone.
Si è andati
avanti fino al 24
Giugno,
prevalendo in locandina pianisti, quasi tutti al debutto
napoletano, riprendendo gli appuntamenti nelle mattine
d’autunno. In linea generale nel cartellone assai vario sono
prevalse le pagine pianistiche di Chopin e Schumann in
occasione del loro bicentenario di nascita, che rallegra il
pubblico, desideroso di musica romantica che faccia sognare.
Ma sono molte le rarità fatte ascoltare, per fortuna,
qualificando la serie di concerti saldamente in equilibrio tra
repertorio e ricerca raffinata, che sempre offre soddisfazioni
se realizzata con classe e sapienza.
Sguardi lontani di Francesco Iodice
L’AVVOCATO E LA VILLA DEGLI SPIRITI
aver letto nel numero di marzo/aprile i suggerimenti e le
dell’amico “fantasmologo” Paolo F., intraprendiamo un
Dminioporivelazioni
viaggio fra leggende e superstizioni del nostro quartiere.
Cominciamo dalla calata Marechiaro: in una villa nascosta fra gli
alberi di questo posto incantevole si svolse ai primi del ‘900 una
truce storia di passioni. Qui troviamo il primo caso di un signorotto
che insidiava tutte le donne che gli capitavano a tiro e che fu trovato
in un lago di sangue dopo aver infastidito la moglie del suo
cameriere. La leggenda vuole che nella casa disabitata si sentano di
notte rumori strani e grida di dolore. Villa Imperiale, ex villa Beck, in epoca romana era la dimora gentilizia del nobile Pollione (ce ne siamo occupati
alcuni “Sguardi” fa). I bagnini scherzosamente sostengono che lo spirito di Pollione (che aveva molti peccati da farsi perdonare, viste le torture cui
sottoponeva i suoi servi che dava in pasto alle murene nelle vasche) ritorni a casa senza essere visto, dannato a non aver pace per l’eternità. Dagli scogli
di Trentaremi si scorge la Gaiola dove secondo i pescatori il fantasma sarebe quello di una donna morta nel 1911, durante il naufragio della nave San
Giorgio. In quest’angolo paradisiaco c’è la bellissima Villa degli Spiriti di cui si dice che i proprietari, non ultimo l’avvocato Gianni Agnelli (nella foto),
hanno sempre subito eventi negativi: lutti, rovesci di fortuna, incidenti, perdite di denaro. Altri casi di signorotti puniti: come si vede, nel corso della
storia l’uomo è stato sempre forte con i deboli e debole con i potenti. Molti padroni, in passato e non solo, hanno scorazzato tra la biancheria delle
servette o delle mogli dei camerieri. Ma non tutti i camerieri, come abbiamo visto, si sono piegati, come si dice, la libretta: talvolta si sono opposti
energicamente alla protervia di coloro che credevano tutto fosse loro consentito. Altro che fantasma! Ma allora ci dobbiamo credere o no? Nessuno vuole
ammettere di essere superstizioso: siamo illuministi in pubblico e facciamo scongiuri irriferibili in privato.
LA
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PINKO, UN “BEAUTY DAY” ALL’INSEGNA DELLO STILE
na giornata targata Pinko. “A beauty day - Nail Style” è stata l’occasione per le appassionate della griffe di
essere protagoniste di una vera e propria “remise en forme” in vista dell’estate. Il 21 maggio, infatti, la
boutique Pinko di via dei Mille 1/7 ha ospitato un evento aperto a tutte le ragazze disposte a giocare con la
propria immagine e gli abiti della nuova collezione Pinko. Dal trucco alle unghie, dai vestiti agli accessori, gli
esperti look makers ingaggiati per l’occasione da Pinko hanno consigliato lo stile più adatto a tutte le ragazze,
aiutandole a scegliere gli outfit più adeguati in base al loro aspetto fisico e alla loro personalità. Chi è accorso
all’evento hanno potuto apprezzare le ultime novità della collezione Primavera/Estate Pinko 2010. Osare, questa
la parola che meglio esprime la filosofia e lo stile Pinko, anche attraverso un evento che ha aiutato le ragazze a
valorizzarsi e le ha spinte a mettersi in mostra, sperimentando con la moda e la propria immagine. Un input
ripreso anche da Gina, la nail artist professionista che ha convinto anche le più timide a provare smalti dai colori
vivi e appariscenti. “Rispetto alla nail art le donne napoletane preferiscono restare sul tradizionale - spiega unghie bianco latte, toni pastello o french manicure sono quelle che vanno per la maggiore qui, nonostante le
tendenze moda per l’estate seguano una direzione ben diversa”. Allora quali i colori must di quest’estate?
“Sicuramente i colori accesi - prosegue Gina - e tanto rosa, fuxia, corallo, rosso brillante, persino giallo fluo. Addio
ai colori scuri come il blu elettrico, ormai passato di moda”. E per sfoggiare sempre unghie sane e alla moda c’è la
novità dello smalto semi-permanente, uno smalto speciale che non ispessisce l’unghia e non la indebolisce come i
trattamenti in gel, ma garantisce una durata di due settimane.
1 Da Sx Francesca Pignalosa, Alessandra Puca, Martina D'Amodio, Fiorenza Mauro, Carlotta Migliarotti
2 La nail artist Gina con Ludovica Cosentino
3 Ludovica Cosentino e Maria Flavia Augenti
4 Da Sx Maria Mazza, Roberta Defez, Ilaria Bianchin
1
2
3
4
Sant’Agnello, nello splendido scenario
offerto dalla costiera Sorrentina, sulle
A
terrazze del Grand Hotel Cocumella, è nato
COKU, SAPORI D’ORIENTE
A SORRENTO
Coku, il primo “robata” restaurant in Italia. La “robata” è una particolare tecnica
di cucina tipica del Giappone del Nord che utilizza una piastra a fiamma aperta,
ideale per la cottura lenta degli alimenti. Il principio ispiratore di Coku è
l’incontro di due culture, a partire dai due Chef, Misao Ozone e Carlo Matarese
che per i loro piatti si servono di materie prime di provenienza esclusivamente
locale. Gli ortaggi campani, il pescato del golfo, gli inconfondibili profumi del
territorio sono reinventati grazie a tecniche e ricette orientali che ne esaltano le
preziose e uniche qualità. Il cliente può gustare così specialità uniche quali il
Amarcord
di Rosario Scavetta
LA MALEDIZIONE
DELLA GAIOLA
N
el corso del tempo, in particolare
negli anni ’20 del Novecento,
l’isola della Gaiola, cominciò ad
acquisire una notorietà sinistra e i napoletani che credono al malocchio, immediatamente le attribuirono la fama di
“portatrice di jella”. Un episodio tragico
avvenuto ai proprietari della villa di quegli anni, il medico Hans Braun e il profumiere Otto Gruback, merita di essere
ricordato: l’isola era all’epoca collegata
alla terraferma da una piccola teleferica.
Una sera di maltempo Braun rientrò a
casa servendosi della teleferica ma una
sua connazionale che viveva con lui, bellissima e sui trent’anni, fu strappata dal
seggiolino, forse da un’onda più alta, e
scomparve in mare. Il suo corpo fu ripescato a Santa Lucia qualche giorno
dopo. Braun, che aveva assistito impotente alla tragica fine della compagna, si
sparò con un colpo di rivoltella alla tempia. Un suicidio misterioso, dato che il
corpo con la pistola nella mano fu trovato avvolto in un tappeto. La vicenda
ispirò un dramma teatrale a Cesare Giulio Viola, il quale lo ambientò nell’isola
dei Galli per non far riconoscere i personaggi. Anche l’altro proprietario, Otto
Gruback, morì suicida in Germania.
polpo agli agrumi della costiera, gli scampi
wasabi con limone, il merluzzo nero marinato
con alghe conbu, il maialino allo zenzero con
soya e purè di mele, il filetto di beef-terri-yaki, la tempura di pesce azzurro, il
tutto accompagnato da ortaggi di stagione. Il restyling del locale è stato affidato
al giovane designer Iacopo Taddeo che ha combinato, in perfetta armonia,
elementi di architettura mediterranea con l’eleganza di dettagli orientali.
Dall’aperitivo al tramonto per il cocktail, ad una suggestiva cena ammirando un
panorama mozzafiato, o per un fine serata, Coku si propone come un nuovo
punto di riferimento per la Costiera Sorrentina, un ponte da scoprire tra
Mediterraneo e Giappone.
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UN VIAGGIO NELLA MEMORIA
SULLE ALI DEL SOGNO
“GIALLO TUFO”,
VIAGGIO NEI CAMPI FLEGREI
di Francesco Iodice
I
l nuovo libro di Francesca Sifola, “La scatola bucata” (Edizioni Sabinae) è un
viaggio a ritroso nella memoria che, attraverso flash-back, ricompone
trascrizioni di vita alla ricerca di un tempo vero e reale. Il tutto nel telaio di
una scrittura, ordito dalla voglia d’amore. La “scatola bucata” è metafora del
malessere della protagonista Claudia, ricomposizione di vari livelli in cui è
decisivo il sogno, “liquido amniotico” di una maternità che nel romanzo è
cruciale. E c’è il rapporto con l’altro sesso, scompaginato dal quotidiano e
dalle distanze che segnano la sopravvivenza di una coppia che può solo
resistere, attendendo una scintilla, un ansia di eterno che nella maternità
tocca l’apice. Dunque un progetto di resistenza ovvero l’avventura
esistenziale contenuta in una scatola di cui si provano a risarcire i buchi: ad
esempio un claustrofobico spazio condominiale, in cui Claudia va a vivere o
piuttosto vi “viene trasferita” da Roberto. Note interiori segnano il viaggio di
Claudia verso la libertà mentre dal passato riemergono figure femminili in cui
lei si specchia, evitando l’autodistruzione. Intensità narrativa ed emozionale
cadenzano la complicità tra parola e pensiero: per rinascere Claudia si muove
nella dolorosa placenta della psiche. Infine sarà l’allegria a donarle futuro e
certezza di sé.
di Marco Scamardella
I
l primo romanzo di Francesco Escalona, “Giallo Tufo” (Valtrend Editore), non ha
niente da invidiare agli scritti dei migliori romanzieri storici della scena
internazionale, da Manfredi ad Harris. Anzi probabilmente ha in sé una scintilla
diversa, frutto del rapporto simbiotico che lega l’autore ai luoghi Flegrei. Un
impulso particolare che spesso, nel corso della storia, diverse personalità hanno
sentito sulla pelle.
Così come avviene per il protagonista del romanzo: Henry Race (il nome è un
omaggio allo storico flegreo Gianni Race) quasi come l’eroe di un poema epico
rinascimentale, completa la propria quête allontanandosi ragazzino da queste
terre e tornandoci per ritrovare nei propri ricordi se stesso. Un viaggio
affascinante e misterioso, accompagnato da personaggi che ben rispecchiano la
realtà della provincia napoletana. E questo è un grande merito di Francesco
Escalona: riuscire a creare un parallelismo lungo millenni, senza cadere in retorica
o banalità. Capacità che affonda le proprie radici nel bisogno di diffondere
l’enorme bagaglio culturale, paesaggistico e artistico che i Campi Flegrei
possiedono, virtù che nasce da una profonda empatia critica. Doti, insomma, che
conducono Escalona a vivere questi luoghi dall’interno, che lo portano ad
evidenziarne le dicotomie più evidenti, che gli consentono di diffondere un
concetto millenario: Dicearchia, una utopia di giustizia e libertà. E forse proprio in
questa riflessione può essere notata una differenza rispetto a romanzi come
Pompei o L’ultima legione. L’autore parte dalla Terra Flegrea e la storia che ne
deriva non è altro che la sua proiezione. Un viaggio che il lettore compie insieme
a Herry, Margherita e l’avvocato Mosè. Un viaggio che, grazie all’impegno dello
scrittore e dell’editore, è possibile compiere anche oggi. Dal vivo. Ecco,
finalmente, delle “pagine da percorrere”.
A CENA
CON SONORIKA
Terni&Favole: La disfatta azzurra
Alla Tabaccheria Postiglione di Largo Ferrandina a Chiaia, la giornata non è delle
migliori. Troppo caldo e ancora tanto dispiacere per gli azzurri di Lippi. Si continua
a discutere su moduli e convocazioni, ma la verità è una sola: gli allenatori
s’innamorano delle loro idee e delle loro fissazioni. Comunque Alberto Postiglione, il
nostro mago dei numeri, ha le combinazioni giuste per passare un’estate mondiale:
“L’ambo da giocare per almeno 9 estrazioni sulla ruota Nazionale è 88 (gli azzurri) e
76 (l’eliminazione). Consiglio vivamente poi questi due terni: 90 - 7 - 25 (il terno
del popolo) e 21 -13 - 50 (il terno di San Luigi). Queste combinazioni vanno giocate
sulle ruote di Napoli, Bari e Milano per almeno 6 estrazioni”. Mentre il
calciomercato impazza e gli ombrelloni s’aprono come stelle, Postiglione tra i numeri
del “10 e lotto” - nuovo tormentone della fortuna - e quei bastardissimi e ricchissimi
“gratta e vinci” (una libidine il “turista per sempre”...), trova il tempo per un’ultima
raccomandazione: “Credete nel terno degli esami che fa 8 - 60 - 72. Giocatelo su
tutte le ruote almeno per 9 estrazioni. Buon mare a tutti”.
9+88+76/90+7+25/21+13+50/8+60+72
Un invito a cena tutto speciale è quello
che il portale Sonorika.com offre ai
suoi iscritti. Dal 28 giugno, infatti,
basta lasciare un commento simpatico
nel profilo del locale dove si desidera
cenare per accedere al concorso “Vai
a cena con Sonorika.com”. I commenti
migliori verranno selezionati da una
giuria di giornalisti e dallo staff del
portale, e i loro autori saranno omaggiati di una cena per due persone in
alcuni tra i migliori ristoranti di Napoli. Per partecipare è necessario registrarsi su Sonorika.com, un portale di
informazione nato nel 2003 che presto si è trasformato in un vero e proprio social network.
Oltre alle notizie su musica, gossip, lifestyle, intrattenimento, viaggi, locali
e molto altro, Sonorika.com offre ai
suoi utenti la possibilità di costruire
un proprio profilo personalizzato,
mettendo in contatto la grande quantità di visitatori che naviga sul sito,
dal semplice appassionato all’artista,
dal talent scout all’organizzatore di
eventi.
Tutte le figure che ruotano intorno al
circuito della musica e dell’intrattenimento notturno possono interagire per
promuovere il proprio lavoro e le iniziative pressoß migliaia di utenti su
tutta la penisola.
Tommy Totaro
31
Saper
Vivere
CHIAIAmagazine 6-7 / giugno luglio 2010
BellaGente di Tommy Totaro
ALFREDO PONE/IL MATTATORE DELLA NOTTE
Alfredo Pone, conosciuto nel by-night partenopeo è colui che per
numeri e dettagli si è reso protagonista di alcune “one night” di tutto
rispetto come Electrocasbah, Party anni ‘80 a tema al Duel Beat,
Party Bang Bang Virgiliano e Woo. Grazie ad umiltà, impegno e
costante dedizione, il suo nome è diventato presso tutti gli amanti
della notte garanzia di successo e sinonimo di serate rese inimitabili
per cura dell’ambiente e della selezione, buona musica e non solo.
Che tipo di persona è Alfredo Pone e come ha iniziato a cimentarsi
in questo difficile lavoro?
Sono una persona che si diverte lavorando. Ho iniziato per caso sei anni
fa, quando un mio caro amico che viveva a Roma, Augusto Penna, decise
di fare una nuova one-night minimal house a Napoli e mi chiese una
mano. Così è cominciato tutto, per gioco.
Oggi più che mai il successo di una serata è determinato
principalmente dal pierre. Perché si è creato questo meccanismo?
La riuscita delle serate dipende senz’altro dai pierre ma anche da una
serie di altre cose afferenti al campo della comunicazione, quali flyer,
gadgets, il modo di proporre la serata. Proprio per curare questi aspetti
ho aperto la mia agenzia di comunicazione: Bangguerrilla. Infatti, mi
occupo della vendita di gadget personalizzati e merchandising, ma per
ogni forma di comunicazione, che si tratti di semplici gadget o di guerrilla
marketing, amo essenzialmente soluzioni convenzionali.
A Napoli spesso si dice non ci sia abbastanza varietà tra le serate.
Cosa ne pensi?
Sono anni che si fanno “serate fotocopia” ma è pur vero che escono fuori
anche piccoli e inaspettati capolavori. E la gente sta iniziando a notare la
differenza.
S
i chiama Julija Tabore la Miss Pin Up
Chiaia di Giugno. Nata a Riga, capitale
della Lettonia, 26 anni fa, è alta un metro e 65
e le sue misure sono 87-59-86. Tipica bellezza
dell’est, biondissima dagli occhi cerulei, Julija
è anche dotata di un curriculum da capogiro:
laurea in Giurisprudenza, Master
in Economia Aziendale e una
perfetta conoscenza di ben sei
lingue (lettone, russo, italiano, inglese, francese e spagnolo). Insomma, una vera e propria donna
in carriera. Julija, infatti, ha deciso
di mettere a frutto le sue esperienze
come modella e ballerina in giro per
il mondo che, unite alla sua incredibile capacità organizzativa e gestionale, le hanno permesso di dirigere
l’agenzia “Beautiful Solution”, dove
prepara ballerine e modelle ad esibirsi
con coreografie stravaganti e costumi
variopinti nei party più esclusivi del
mondo, come il “Troya Asesina” e
l’”Espuma Party” dell’Amnesia Club di
Ibiza. La bella Julija si descrive come una
ragazza dal carattere forte ma al contempo
molto accomodante, che ama trascorrere il
Riguardo alla tua collaborazione con Roberta Santopaolo invece?
Roberta è la mia compagna e la mia socia, una donna tosta, di carattere.
Siamo complementari, ma a volte preferiamo
dedicarci a progetti diversi separatamente.
A luglio parte il Neapolis Festival. Quali le
strategie per registrare numeri da record
rispetto ad altri festival? Hai in mente
qualche sorpresa come tuo solito?
Penso che Napoli sia una città difficile dal punto
di vista musicale, in quanto uno stesso evento ha
una risonanza diversa sul pubblico in città
diverse. Detto ciò, le carte vincenti sono un
ottimo team, sia per quanto riguarda la
produzione che la comunicazione e
l’organizzazione. Quest’anno il Festival sarà
suddiviso in due giorni. Si parte il 15 luglio con Gang
of Four, Fatboy Slim, Carbon Silicon, Stereo MC’s, Does it Offend you
Yeah?, The Niro, Velvet; mentre il 16 luglio si prosegue con Jamiroquai,
Yann Tiersen, 24 Grana, Perturbazione, The Morning Benders, Atarijam
per poi concludere con il The Flyaway After Show con guest star il dj
Paco Osuna. Le sorprese saranno tante ma ovviamente non posso
svelarle, il pubblico le scoprirà man mano.
Parlaci della sinergia col tuo socio, Augusto Penna?
Abbiamo iniziato insieme e continuiamo a collaborare su diversi progetti
come Woo e il Dtn festival.
Dagli albori ad oggi tante soddisfazioni. Qualche rimpianto?
Non ne ho. Anzi, sento ogni giorno di più enormi stimoli. Ho tante idee
sulla comunicazione che alcuni trovano “sui generis” ma che lasciano il
segno.
Un sogno nel cassetto e qualche progetto futuro?
Il mio principale sogno nel cassetto rimane da qualche anno a questa
parte l’organizzazione del concerto dei Daft Punk a Napoli. Per il futuro
ho in programma l’imminente ampliamento della mia agenzia di
comunicazione, con la creazione di una linea di arredamento e design, la
Bang lab.
Miss Pin Up Chiaia
a cura di Fabio Tempesta
JULIJA, UNA BIONDA
IN CARRIERA
tempo libero con gli amici. Detesta i bugiardi
e le persone arroganti, apprezza la sincerità e
la semplicità. Odia la noia e per questo è sempre impegnata in attività sempre diverse, tra
le quali predilige i viaggi, lo snowboard e il
wakeboard. Ama la moda, la musica e l’arte.
Insomma, l’eclettica lettone smentisce lo stereotipo della bionda ingenua e un po’ svampita, anzi ricorda il personaggio interpretato
dall’attrice Reese Witherspoon nel film “La rivincita delle bionde”, dove la protagonista si
impone in uno dei più prestigiosi college americani grazie ad un mix di fascino, simpatia e
tanta intelligenza. Lo stesso film è stato
il leit motif della manifestazione “Go
blonde”, una “due giorni” di feste e
concerti, dove le ragazze di Riga hanno
sfilato nel centro cittadino con tacchi a
spillo, capelli platinati e un tocco di
rosa. È in occasioni come questa che
Riga sfida la terribile crisi economica
che l’ha colpita, dimostrando tanta voglia di vivere e di divertirsi. Ma ciò non
basta a Julija, che sogna di allargare la
sua attività al di fuori dei confini lettoni: il suo
obiettivo principale, infatti, è di portare il suo
show a Capri, isola che adora.
EXIT
Saper
Vivere
32
CHIAIAmagazine 6-7 / giugno luglio 2010
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possibilmente
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Il masochista viaggia
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Il monaco che getta
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