Mauro Martini Direttore del Servizio di Medicina Legale Azienda USL di Ferrara Premessa La modernizzazione delle Pubbliche Amministrazioni può essere perseguita utilizzando numerosi strumenti gestionali, tra cui assumono particolare rilievo le “politiche del personale”. OECD (Organisation for Economic Cooperation and Development) ha richiamato i seguenti nodi critici: a) la gestione strategica delle risorse umane; b) la razionalizzazione dei processi di decentramento; c) la promozione della mobilità; d) la flessibilizzazione delle risorse, in funzione della specificità delle amministrazioni; e) la riduzione degli organici. OCSE (Organisation for Security and Cooperation in Europe): “Trends in public sector pay; a study on nine OECD countries 1985 – 1990”; PUMA, Paris, 1994. Lo sviluppo del Welfare State ha determinato un incremento degli organici nelle pubbliche amministrazioni, rimasti in genere invariati nel tempo, se non amplificati, richiedendo una maggiore attenzione circa l’efficienza dei servizi pubblici. Non sempre la crescita degli organici delle PP.AA. è stata proporzionale a quella della popolazione attiva nel suo insieme. Esempio: studio di Robinson ha accertato che negli anni ’80, su un campione di 24 Stati, in cui in 21 i pubblici dipendenti sono aumentati, solo in otto si è registrato un proporzionale aumento della produttività. La spesa del personale in carico alle strutture del Servizio Sanitario Nazionale italiano costituisce una voce di bilancio di notevole rilevanza (v. la tabella che segue). Inoltre, si osserva che: a) all’incirca due terzi delle risorse umane sono allocate nelle ASL e solo un terzo nelle ASO; b) circa due terzi delle risorse umane sono costituite (il che non sorprende) da personale del ruolo sanitario. Incidenza percentuale del personale sulla spesa sanitaria corrente (Italia, 1997) 1990 1991 1992 1994 1995 1996 43,04% 1993 42,19% 39,79% 1989 41,13% 39,40% 41,00% 38,77% 43,00% 38,79% 45,00% 40,84% 47,00% 42,37% 49,00% 39,00% 37,00% 35,00% [ Fonte: Ministero della Salute – rendiconto delle Aziende Sanitarie ] 1997 Personale dipendente del SSN (anno 1999) ASO 33% [ Fonte: Ministero della Salute – Direzione Generale del Sistema Informativo e Statistico ] ASL 67% 11 23 0,2 ruolo sanitario ruolo tecnico ruolo amministrativo ruolo professionale 66 In considerazione delle non trascurabili ricadute sulla spesa pubblica, in alcuni Stati in via di industrializzazione si è preferito, anziché risanare i bilanci attraverso il taglio dei costi, ricercare – in via prioritaria – l’efficienza del personale. Iniziative politiche finalizzate a contenere l’impiego pubblico: eliminazione dei “ghost workers” congelamento delle assunzioni interruzione dei rapporti di lavoro a tempo determinato attivazione di programmi di dimissione volontaria attivazione di programmi di dimissione forzata ecc. I. La corretta valutazione degli organici Ruffini: < In generale è accaduto che non sempre la crescita degli organici pubblici sia stata proporzionale a quella della popolazione attiva nel suo insieme >; per cui: < il tasso di sviluppo del settore pubblico, essendo finanziato dal settore privato, non dovrebbe essere significativamente più alto o più rapido di quello del settore privato stesso >. Dirindin e Vineis: < la spesa per il personale è una spesa fissa, in grado di autoalimentarsi nel corso degli anni e quindi difficilmente manovrabile nel breve periodo >. II. La gestione della produttività Incentivare il personale e contestualmente richiedere maggiore efficienza: incentivazione e produttività devono percorrere strade parallele. Identificare le cause di scarsa produttività: management carente (gestione del personale) pesanti interferenze politiche e/o sindacali scarsa motivazione, professionale e/o economica, compresa la mancanza di equità retributiva uso inadeguato dello strumento disciplinare i “ghost workers” (“lavoratori fantasma”, personaggi – presenti in quasi tutte le organizzazioni – assolutamente improduttivi, senza una giustificabile motivazione) III. La razionalizzazione delle risorse La razionalizzazione riguarda l’organizzazione del lavoro, compresa la possibilità di condivisione delle risorse, soprattutto mediante processi di dipartimentalizzazione ecc IV. La flessibilità La flessibilità esterna (di scarso interesse per i temi trattati nella monografia) implica l’uso di contratti professionali, nel contesto più generale della flessibilità del mercato del lavoro. La flessibilità interna può essere conseguita, ma solo mediante un’adeguata e concreta riqualificazione professionale, purtroppo – in Italia – non sempre convenientemente attuata. V. La mobilità fra Aziende ed Enti La questione è regolamentata nei contratti collettivi di lavoro. Tuttavia – in ogni caso – la non frequente domanda, rispetto all’offerta, non rende tale strumento uno dei più efficaci per la risoluzione delle complesse questioni inerenti le politiche del personale, soprattutto in riferimento ad una corretta allocazione delle risorse del SSN. VI. L’uso di forme contrattuali diverse dal rapporto di dipendenza Esempi: gli incarichi a scadenza, per i dirigenti e/o per il personale altamente specializzato, i contratti “part time” ecc. VII. L’”outsourching” Trasferimento di funzioni in appalto esterno = “terziarizzazione” di attività, di regola svolte all’interno dell’azienda. Riguarda attività che non richiedono alcuna specializzazione (esempio: pulizie, gestione delle cucine ecc.). Viene meno l’esigenza del governo del personale (in una procedura di outsourcing risponde direttamente la direzione della ditta erogatrice la prestazione). Poiché nelle aziende sanitarie gli impedimenti a un adeguato rinnovamento tecnologico sono prevalentemente riconducibili alle ridotte disponibilità sul conto capitale, l'outsourcing può consentire una riduzione del vincolo del conto capitale. VIII. Il blocco delle assunzioni Il provvedimento è di facilissima attuazione (v. leggi finanziarie); tuttavia, non si può ritenere una soluzione di elevata espressione manageriale. IX. L’incentivazione delle dimissioni Esclusi a metodi di gestione del personale degni di un esemplare “mobbing”, il pensionamento anticipato implica parecchi problemi. Spesso è legato a provvedimenti legislativi, oggi in contrasto con la tendenza a differire il collocamento a riposo in età più avanzate. Comporta il pericolo di perdere dirigenti esperti ed efficienti. Negli ultimi anni la ricerca è stata finalizzata a una precisa programmazione dei quadri organici, anche in funzione delle variazioni demografiche; soprattutto laddove in Sanità Pubblica: gli obiettivi di tutela della salute, costituzionalmente protetti, si rivolgono a tutta la popolazione, ma con modalità differenziate in funzione della popolazione “target”, a cui è destinata l’attività specifica di ogni servizio. Esempio: Azienda USL di Ferrara trend demografico negativo. Popolazione residente ASL Ferrara (proiezione 2000 - 2025) 350000 340000 330000 320000 310000 300000 290000 280000 270000 2000 2005 2010 2015 2020 2025 Regione Emilia-Romagna, Agenzia Sanitaria Regionale: “Relazione annuale” – “Proiezioni della popolazione per Provincia: anni 2000 – 2025”. Analisi della popolazione “target” del Servizio di Medicina Legale, Azienda USL di Ferrara Presupposto = la domanda, inerente le attività istituzionali del Servizio, si stratifica sensibilmente in funzione delle tipologie di prestazioni. Segnatamente, rileva quanto segue: I. gli accertamenti collegiali per disabilità (invalidità / handicap, cecità sordomutismo ecc.) riguardano tutta la popolazione, ancorché, per motivi fin troppo evidenti, prevalgano nettamente i soggetti collocati nella fascia di età superiore a 64 anni; II. gli accertamenti collegiali di idoneità (patenti speciali, idoneità al lavoro per patologia sopravvenuta ecc.) si rivolgono ad una popolazione di età comunque superiore a 13 anni, per motivi altrettanto evidenti, con una prevalenza nella fascia tra 14 e 64 anni; III. gli accertamenti monocratici (idoneità al lavoro, alla guida, alla detenzione delle armi, all’adozione ecc.) hanno un comportamento del tutto simile ai precedenti, di cui al punto II. Analisi organizzativa / dinamica delle risorse umane definire i trend demografici almeno nel medio termine. Tale analisi – per il Servizio di Medicina Legale dell’Azienda USL di Ferrara – è stata sviluppata sulla base dei dati rilevati da: a) Agenzia Sanitaria Regionale – Regione Emilia-Romagna b) ricerche in collaborazione con l’Ufficio Controllo di Gestione dell’Azienda USL di Ferrara. Proiezioni statistico-demografiche della Provincia di Ferrara Anno Totale Fascia 0 – 13 anni Fascia 14 – 64 anni Fascia 65 + anni 2000 348004 32016 9.2 % 234207 67.3 % 81781 23.5 % 2005 338898 30889 9.1 % 219845 64.9 % 88154 26.0 % 2010 330091 29708 9.0 % 206307 61.5 % 94076 28.5 % 2015 320556 28530 8.9 % 192654 60.1 % 99372 31.0 % 2020 309681 27252 8.8 % 178686 57.7 % 103743 33.5 % 2025 298633 25981 8.7 % 165144 55.3 % 107508 36.0 % La tabella è stata costruita sui dati rilevati dalla relazione dell’Agenzia Sanitaria Regionale e con la collaborazione dell’Ufficio Controllo di Gestione (v. oltre per le verifiche di attendibilità). Proiezioni statistico-demografiche della Provincia di Ferrara 400000 Totale 0 - 13 anni 14 - 64 anni 65 + anni 350000 300000 250000 200000 150000 100000 50000 0 2000 2005 2010 2015 2020 2025 Esaminata la popolazione target, si è successivamente reso necessario verificare il numero di prestazioni erogate dal Servizio nel corso di un anno, distribuite per fasce di età degli utenti. L’indagine è stata eseguita su case – mix statisticamente significativi, corrispettivi approssimativamente al 20 % del totale delle seguenti tipologie: a) accertamenti collegiali di invalidità; b) accertamenti monocratici di idoneità; c) accertamenti collegiali di idoneità. Non sono comprese nella valutazione le seguenti attività: Polizia Mortuaria (la variazione demografica esaminata già considera il trend); accertamenti di inabilità temporanea al lavoro (non eseguiti dai medici-legali del Servizio); pareri e consulenze medico-legali di varia natura (l’impegno è funzione di altre variabili, che devono essere considerate in uno specifico studio); altre attività (istruttoria richieste ex-legge 210, comitato etico, partecipazione ad attività istituzionali e in vari organismi ecc.), irrilevanti per l’indagine statistico-demografica. Attività del Servizio di Medicina Legale, anno 1999 Fascia di età Tipologia N° accertamenti Popolazione target % accertamenti su popolazione target 32220 0.70 235697 4.56 82302 8.28 350219 5.08 226 0 0 – 13 0 226 2719 5500 14 – 64 2538 10757 65 e oltre Totale (*) Invalidità 4628 Idoneità monocratici 900 Idoneità collegiali 1285 Totale 6813 Invalidità 7573 Idoneità monocratici (*) 6400 Idoneità collegiali 3823 Totale 17796 Totale reale: 12803 (sono esclusi gli accertamenti erogati in periferia da altri medici del Dipartimento) Proiezioni statistiche dei carichi di lavoro per fasce di età Integrazione delle tabelle precedenti: a) proiezioni demografiche dall’anno 2000 al 2025 b) distribuzione delle prestazioni erogate per fasce di età nel corso di un anno impegno atteso dal Servizio di Medicina Legale, proiettato in un arco di tempo di 25 anni, in funzione delle previste variazioni demografiche. NB: sono escluse le attività – in precedenza ricordate – non influenzate dalle variazioni demografiche, per quanto di notevole rilievo sui carichi di lavoro. Prestazioni attese per fasce di età: proiezione periodo 2000 – 2025 Anno 0 – 13 anni 14 – 64 anni 65 anni e oltre Totale 2000 224 10680 6771 17675 2005 216 10025 7299 17540 2010 208 9408 7789 17405 2015 200 8785 8228 17213 2020 191 8148 8590 16929 2025 182 7531 8902 16615 Prestazioni attese per fasce di età: proiezione periodo 2000 – 2025 Proiezione delle prestazioni attese per fasce di età 12000 20000 0 – 13 anni 11000 18000 14 – 64 anni 10000 16000 9000 14000 8000 7000 12000 6000 10000 5000 8000 4000 65 anni e oltre Totale 6000 3000 4000 2000 2000 1000 0 0 2000 2005 2010 2015 2020 2025 NB: la scala a destra è riferita al totale, mentre la scala a sinistra riguarda le tre fasce di età. Osservazioni critiche al metodo E’ necessario ricordare che la validità della proiezione dipende ed è vincolato ai seguenti parametri: 1. comportamento statistico della nati-mortalità e immigrazione, secondo le proiezioni indicate dalla Regione; 2. legislazione di competenza istituzionale costante (non variazioni di attività attribuite al Servizio); 3. costanza degli influssi socio – economici esterni. Verifica dell’attendibilità delle proiezioni demografiche L’esigenza di pervenire a una valida analisi organizzativa dinamica e, segnatamente, a una correlazione tra probabili futuri impegni di lavoro e risorse occorrenti, impone una verifica dell’attendibilità delle proiezioni demografiche, assunte come riferimento per la popolazione target e riconducibile alle varie tipologie di prestazioni. In considerazione della complessità di tale verifica, qualora effettuata secondo rigorosi canoni metodologi statistico – demografici, in surrogazione può essere utilizzata una procedura semplice e di facile comprensione, ancorché affidabile. Ammesso che: rt = t = Pt = PMt = tasso di incremento / decremento da verificare il tempo, in anni, tra due rilevazioni demografiche la differenza della popolazione nel tempo “t” la media delle due popolazioni rilevate Pt Si ottiene rt mediante la seguente: rt = ______________ t x PMt Applicando la formula alle precedenti proiezioni demografiche, si ottengono i tassi indicati nella tabella che segue Tassi di decremento per la Provincia di Ferrara, calcolati sui periodi dall’anno 1995 al 1999 e dall’anno 2000 al 2025) Anno Popolazione t Pt PMt rt 1999 350219 4 6942 353690 0.49 2005 338898 5 9106 343451 0.53 2010 330091 5 8807 334494 0.52 2015 320556 5 9535 325323 0.49 2020 309681 5 10875 315118 0.43 2025 298633 5 11048 304157 0.72 NB: t, Pt, PMt ed rt sono calcolati rispetto all’anno di riferimento che precede. Conclusioni circa la verifica dell’attendibilità delle proiezioni Gli ultimi due tassi di incremento (relativi al t tra 2015 e 2020 e tra 2020 e 2025) si discostano statisticamente in modo eccedente rispetto ai precedenti. La proiezione – in ordine ad un’analisi organizzativa dinamica – è pertanto attendibile solo per il periodo compreso tra il 2000 e il 2015 e deve essere limitata a tale arco di tempo. Il procedimento può essere esteso anche alle variazioni per fasce di età come segue: Pt 0 – 13 rt = ______________ + t x PMt Pt 14 – 64 _______________ + t x PMt Pt 65 + ______________ t x PMt Correlazione tra (v. tabelle e grafici che seguono): a) proiezioni degli impegni di lavoro b) risorse occorrenti a soddisfare la domanda conclusa sulla base dei seguenti parametri (studio specifico sui carichi di lavoro del Servizio di Medicina Legale): 1 unità di dirigenza medica ogni 3000 prestazioni 1 unità del comparto ogni 2000 prestazioni Correlazione tra proiezioni dei carichi di lavoro e risorse occorrenti Anno Dirigenti medici Personale del comparto Accertamenti totali Accertamenti su soggetti > 65 anni 2000 5,89 8,84 17675 6771 2005 5,84 8,72 17540 7299 2010 5,80 8,70 17405 7789 2015 5,74 8,61 17213 8228 NB: nella tabella di correlazione è stata evidenziata la popolazione ultra-sessantacinquenne, che contribuisce in modo consistente ad incrementare i carichi del Servizio di Medicina Legale, soprattutto nelle attività di accertamento degli stati di disabilità. Conclusioni I dati disponibili hanno consentito, utilizzando metodi statisticodemografici attendibili, un’analisi organizzativa / dinamica, correlata alla variazione della popolazione target in un arco di tempo di medio – lungo termine, inerente le attività istituzionali del Servizio di Medicina Legale dell’Azienda USL di Ferrara. Si ritengono attendibili i dati ottenuti per il periodo 2000 – 2015, mentre i tassi di decremento per i quinquenni successivi sono statisticamente inutilizzabili. In ogni caso, tale analisi ha valore solo qualora i presupposti su cui è costruita, con attenzione soprattutto per i quozienti di natimortalità, la legislazione di competenza e gli influssi socio – economici, si mantengano costanti. Nell’ambito della specificità istituzionale medico-legale, la forte incidenza sulla domanda di prestazioni esercitata dalla popolazione ultra-sessantacinquenne, in progressivo incessante incremento, compensa il trend demografico complessivamente negativo della Provincia. Pertanto, le circostanze richiamate giustificano un’occorrenza di risorse umane sostanzialmente costante nel tempo, quantomeno nel decennio esaminato (2000 – 2010) Tale asserzione ha maggior valore allorché si ricordi che alcune attività non sono state oggetto di valutazione, poiché non sono sostanzialmente influenzate dalle variazioni demografiche, bensì da altre valenze socio – economiche, quali – ad esempio – pareri e consulenze medico-legali.