La disintermediazione 1 L’evoluzione dell’attività finanziaria • L’Italia nel periodo in esame ha conosciuto una rilevante crescita delle sue attività finanziarie. • La dinamica parallela di crescita del debito pubblico e delle attività finanziarie, evidenzia come in Italia la crescita di quest’ultima componente è stata prevalentemente legata al debito pubblico; anche se nella parte centrale degli anni ottanta e nell’ultima degli anni novanta, vi è stata una significativa crescita di altri settori finanziari. • Emerge in tal modo come il primo grande fattore di cambiamento del mercato finanziario sia rappresentato dalla rilevante crescita del debito pubblico italiano. • Sotto il 60 % del pil alla fine degli anni settanta è salito in modo continuo fino superare, anche se di poco, la soglia del 120% nel 1994. 2 La disintermediazione bancaria in Italia nel periodo 1977-2000 180 ingresso in SME 160 140 avvio disintermediazione bancaria crescita collegata tra attività finanziaria e debito pubblico uscita da SME racc./pil debito/pil af/pil racc/af 100 80 60 40 20 avvio politiche rientro debito pubblico 0 19 77 19 78 19 79 19 80 19 81 19 82 19 83 19 84 19 85 19 86 19 87 19 88 19 89 19 90 19 91 19 92 19 93 19 94 19 95 19 96 19 97 19 98 19 99 20 00 valori % 120 3 Il debito pubblico • A sua volta (grafico precedente) il debito pubblico è stato trascinato dal carico degli interessi del debito pubblico; infatti si può osservare come, fino al 1994, la dinamica crescente del rapporto debito pubblico/pil è stata determinata: • dalla crescita del fabbisogno in rapporto al pil; • dagli interessi rapportati al pil. Mentre la successiva flessione è legata al crollo del carico degli interessi e al forte contenimento della spesa pubblica, che nel frattempo ha mostrato anche un avanzo primario positivo, come immediato riflesso delle politiche di contenimento del debito pubblico. Anche il calo del carico degli interessi è stato notevole, in presenza di un debito nominale comunque crescente, il rapporto interessi su pil è: salito dal 4,1% del 1976 all’11,7% del 1993 per scendere successivamente al 6,3 del 2001. 4 La dinamica del debito pubblico in rapporto al pil (numeri indici - 1975 = 100) 350 inversione politiche debito pubblico 300 200 150 DP/pil F/pil I/pil avvio dinamica interessi 100 50 stabilizzazione fabbisogno 0 19 75 19 76 19 77 19 78 19 79 19 80 19 81 19 82 19 83 19 84 19 85 19 86 19 87 19 88 19 89 19 90 19 91 19 92 19 93 19 94 19 95 19 96 19 97 19 98 19 99 20 00 20 01 numeri indici 250 anni 5 Il mercato finanziario in Italia Nell’ambito della crescita del mercato finanziario si evidenziano tre fasi evolutive: • 1978 – 1992, della disintemrdiazione dalle banche verso i titoli di Stato; • 1992 – 2000, della disintermediazione dai titoli di Stato verso il risparmio gestito; • dal 2000 ad oggi fase dell’incertezza dell’investimento. 6 Il mercato finanziario in Italia La fase 1978 - 1992 7 Evoluzione dell'attività finanziaria dell'economia nel periodo 1977-'92 80,0 70,0 val. % att. finanz. 60,0 banche 50,0 Stato 40,0 Altre titoli privati 30,0 poste 20,0 10,0 0,0 1977 1978 1979 1980 1981 1982 1983 1984 1985 1986 1987 1988 1989 1990 1991 1992 anno 8 La fase 1978-1992 • In questa fase si avvio il così detto processo di disintermediazione del sistema bancario italiano. • Di fatto le necessità di finanziare il debito pubblico con il ricorso al mercato dei capitali trasforma lo Stato Italiano in un agguerrito e potente concorrente delle banche, nell’intermediare il risparmio delle famiglie italiane. • In un primo tempo, con tassi molto elevati, questa concorrenza viene attuata con strumenti monetari come i Bot. Successivamente, con l’abbassamento dei livelli inflativi, vengono immessi titoli con scadenze progressivamente più lunghe. • Il riflesso di questa operazione è lo spostamento di notevoli 9 quote di risparmio dalle banche ai titoli di Stato. La disintermediazione bancaria in Italia dal 1978 al 1992 Banche Titoli di Stato Obbligazioni private Poste Fondi comuni Altri Totale (al netto contante e azioni) 1978 75,7 8,8 5,2 3,2 0,0 7,1 1980 71,5 14,4 3,7 2,9 0,0 7,5 1985 54,6 30,8 4,4 5,2 2,3 2,7 1990 42,7 42,1 4,7 4,9 2,7 2,9 100,0 100,0 100,0 100,0 1992 Var. 1992-'78 40,4 -35,3 40,1 31,2 5,4 0,2 4,6 1,4 2,9 2,9 6,7 -0,4 100,0 0,0 La tabella mostra con notevole chiarezza gli effetti del processo di disintermediazione dal settore banche a quello titoli di Stato. La raccolta postale mantiene la propria quota, mentre si affacciano i fondi comuni, che però rimangono confinati su valori percentuali minimali. 10 L'evoluzione della struttura della raccolta in Italia 31/12/74 C.D. oltre18 mesi C.D. fino a18 mesi Depositi a risparmio conti correnti Obbligazioni bancarie Totale 3,8 0,0 41,0 55,2 0,0 100,0 31/12/78 3,4 0,0 46,1 50,5 0,0 100,0 31/12/80 2,9 0,0 43,9 53,2 0,0 100,0 31/12/85 4,2 2,3 34,2 42,7 16,5 100,0 31/12/90 12,1 8,4 20,1 44,1 15,3 100,0 31/12/92 18,0 9,1 14,2 42,4 16,3 100,0 Si affermano nuovi strumenti di raccolta: • ai buoni fruttiferi a medio-lungo si associano i certificati di deposito a medio-lungo; • nascono i certificati di deposito a breve; • i titoli sono ancora rappresentati da quelli emessi dagli ICS e, con la legge Amato, dalle obbligazioni degli ex sezioni speciali 11 conferite alle banche. L’evoluzione della struttura della raccolta Si verifica la ricomposizione della raccolta: • dai depositi a risparmio (da 41% del 1974 al 14,2% del 1992) • dai conti correnti (da 55,2 a 42,4%); • alle obbligazioni bancarie (da 0 a 16,3%) • ai certificati di deposito a medio lungo (da 3,8 a 18%) • ai certificati di deposito a breve (da 0 a 9,1%) . 12 L’evoluzione del mercato borsistico Da evidenziare, nel periodo, il primo salto di ruolo fatto dal mercato borsistico italiano. Ancora nel 1980 la borsa italiana scambiava poco più di 5.300 azioni, per un controvalore di 7.343 miliardi (29 su base giornaliera) con una capitalizzazione pari a 23.451 miliardi di lire. Nella prima metà degli anni ottanta si avvia una significativa crescita che porterà, nel 1986, i valori prima richiamati a 11.673 milioni di azioni scambiate, con un controvalore di 66.661 miliardi (267 di media giornaliera) con una capitalizzazione pari 190.472 miliardi. E’ una crescita significativa, ma bloccata nel 1986, dagli eccessivi livelli di quotazione raggiunti (bolla finanziaria). 13 L’evoluzione del mercato borsistico (2) La frenata di borsa del 1986 la si deve ritenere fisiologica in quanto i valori, come all’epoca evidenziavano diversi operatori, erano significativamente sopra quotati. A conferma del nuovo ruolo assunto dalla borsa italiana e della bolla finanziaria generatasi prima del 20 maggio 1986 (giorno del crollo delle quotazioni) vanno evidenziati: • la crescita successiva dei quantitativi scambiati (da 11.673 del 1986 a 15.683 del 1990); • La riduzione del controvalore (da 66.661 a 50.700 miliardi con quantitativi di scambio superiori) e della capitalizzazione (da 198.472 a 168.135 miliardi). 14 L’evoluzione della finanza d’impresa In questi anni si modifica profondamente anche la finanza d’impresa, a seguito dei due shock petroliferi che impongono significativi processi di ristrutturazione produttiva e finanziaria. In particolare, le gradi imprese accentrano in un’unica struttura la tesoreria del gruppo industriale ed avviano una profonda ristrutturazione del passivo (dati Mediobanca): una riduzione dell’indebitamento con le banche, sia quello a breve, che in percentuale del totale passivo passa da 15,1 del 1974 a 7,3 del 1992 sia quello a medio-lungo (da 21,3 a 11,6%); una significativa crescita del patrimonio la cui incidenza sul totale passivo passa dal 16% del 1974 al 29,1 del 1992. 15 Passività delle 1148 imprese censite da Mediobanca - valori in percentuale del totale passivo Tab. 4 Fondi Indebitamento Anno 1973 1974 1980 1985 1986 1990 1992 totale breve medio-lungo 37,1 42,4 45,3 43,6 41,8 44,5 46,7 32,2 29,2 24,9 7,6 6,5 15,9 16,2 Capitale banche breve medio-lungo 12,6 15,1 11,6 20,5 19,1 7,0 7,3 23,1 21,3 18,7 15,3 14,2 11,5 11,6 12,7 12,5 12,3 7,9 8,2 7,5 8,0 18,1 16,0 17,5 28,0 30,9 32,2 29,1 Fonte: Elaborazioni su dati Mediobanca - Dati cumulativi di 1754 società (1994) 16 Il mercato finanziario in Italia La fase 1992 - 2000 17 Il rientro del debito pubblico In questo periodo la politica del Governo è incentrata: sul conseguimento del riequilibrio tra entrate ed uscite di bilancio, conseguendo prima una inversione del segno dell’avanzo primario (da negativo a positivo) e poi un drastica discesa del fabbisogno; sul ribasso del livello dei tassi di interesse, puntando a conseguire quelli medi europei. L’abbassamento dei tassi avrebbe comportato un duplice beneficio: un contenimento dell’onere del debito pubblico; un livellamento del costo del denaro delle imprese italiane a quelle delle imprese europee, eliminando il costo implicito che il differenziale di tasso creava. 18 I dati di finanza pubblica italiana in percentuale del pil anno 1992 1993 1994 1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001 debito fabbisogno pubblico 107,7 10,8 118,1 10,8 125,5 9,4 123,8 7,1 122,7 7,5 120,2 1,9 116,4 2,5 114,5 0,8 110,5 2,2 109,4 3,4 interessi 11,1 11,7 11,5 11,5 11,5 9,4 8,0 6,8 6,5 6,3 La tabella evidenzia i notevoli progressi conseguiti in termini di rientro del debito pubblico. In negativo, dal 200, la ripresa della crescita del fabbisogno in termini di pil. Fonte: elaborazioni su dati Bankit I dati pubblicati nella tabella, anche se di poco, possono divergere da quelli ufficializzati. 19 Copertura del debito pubblico Investitori Bankit Banche Posta Altri residenti Estero Totale 1992 10,2 22,3 6,4 53,8 7,3 100 2000 4,9 13,2 8,4 37,4 36,1 100 Fonte: ns. elaborazioni su dati Bankit L’altro fattore importante è che nel periodo è stato notevole la crescita del tasso di copertura del debito pubblico italiano assicurato dalla componente estera, liberando flussi di risparmio per il mercato interno. 20 L’evoluzione della struttura finanziaria L’azione di rientro del debito pubblico, l’uscita della lira dallo Sme, la profonda revisione della normativa bancaria e finanziaria, mentre da un lato hanno frenato la crescita delle attività finanziarie, dall’altro hanno generato: • la prosecuzione del declino dei depositi bancari; • la crescita delle obbligazioni non di Stato; • la disintermediazione dai titoli di Stato; • l’esplosione del risparmio gestito; • la crescita della componente estera. 21 Investimenti finanziari di famiglie e imprese in percentuale totale Emittenti Depositi Poste Depositi Banche Depositi resto mondo Titoli di Stato Titoli banche Titoli altri emittenti Fondi comuni Assicurazioni Azioni quotate Altri conti Totale Fonte: elaborazioni su dati Bankit 2001 6,1 21,4 0,5 8,1 6,9 5,3 14,3 13,2 12,3 11,8 100,0 1997 5,8 30,6 1,3 20,8 4,7 3,2 6,7 10,3 5,7 11,0 100,0 Nel periodo della forte affermazione della borsa italiana si osserva il grande ridimensionamento dei titoli di Stato nel portafoglio finanziario dell’economia a favore del risparmio gestito. 22 Evoluzione della struttura della raccolta bancaria dal 1992 al 2000 Anno c/c CD Depositi risparmio depositi PCT Obbligazion i bancarie Raccolta totale 1992 1993 1994 1995 1996 1997 1998 1999 2000 42,4 41,5 42,0 41,5 37,0 39,1 43,1 46,8 46,9 27,1 28,3 27,2 29,5 24,9 15,0 9,8 6,7 5,3 14,2 12,7 11,9 10,3 9,3 9,2 8,9 8,6 7,6 83,7 82,6 81,1 81,3 71,2 63,4 61,8 62,2 59,9 13,9 12,6 11,6 14,3 9,0 9,7 7,7 6,3 8,1 16,3 17,4 18,9 18,7 19,8 26,9 30,6 31,6 32,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 Elaborazione su dati Bankit • Prosegue il declino dei depositi a risparmio e si avvia quello dei CD, dopo la modifica delle aliquote fiscali; anche i pct segnano una notevole flessione. • Si registra una ripresa nell’incidenza dei c/c. • Vi è il boom delle obbligazioni. 23 L’evoluzione del mercato borsistico Nel periodo la borsa italiana, dopo un iniziale periodo di stasi (1992-1996) avvia, nella seconda metà degli anni novanta una notevole espansione. La crescita è notevole e nell’onda dell’espansione della borsa americana cresce triplicando il livello dell’indice dal 1997 al 2000. A partire dal 1996, la borsa, per la prima volta, tocca e supera i livelli dell’indice superiori a quelli antecedenti il 20 maggio del 1986. E’ una crescita che è favorita sia dalla privatizzazione di molte aziende italiane, sia dai flussi di risparmio che a causa dei bassi tassi, abbandona i titoli di Stato per trovare investimenti a redditività più elevata, anche se con la redditività aumentano significativamente i rischi dell’investimento. 24 ge n m -90 ag -9 se 0 tge 90 n m -91 ag -9 se 1 tge 91 n m -92 ag -9 se 2 tge 92 n m -93 ag -9 se 3 tge 93 n m -94 ag -9 se 4 tge 94 n m -95 ag -9 se 5 tge 95 n m -96 ag -9 se 6 tge 96 n m -97 ag -9 se 7 tge 97 n m -98 ag -9 se 8 tge 98 n m -99 ag -9 se 9 tge 99 n m -00 ag -0 se 0 tge 00 n01 350,0 L’evoluzione della borsa italiana e di quella americana 300,0 250,0 200,0 Usa Italia 150,0 100,0 50,0 0,0 25 L’evoluzione della struttura del risparmio gestito negli anni novanta Risparmio gestito Fondi comuni Gesrtioni individuali Assicurazioni vita Fondi pensione Totale al netto duplicazioni (mln euro) Inc.% su AF famiglie 1990 23,8 28,9 17,6 29,6 100,0 116.026 1996 30,1 37,1 18,7 14,1 100,0 357.417 2000 47,6 32,3 13,7 6,4 100,0 979.592 10,9 20,4 36,1 Rielaborazione su dati Assogestione La tabella evidenzia la netta crescita del risparmio gestito che nel periodo 1996-2000 sostanzialmente triplica il valore del patrimonio gestito. Notevole la crescita dei fondi, che diventano non solo riferimento delle famiglie, ma anche di 26 altri fondi e delle gestioni individuali. Evoluzione del risparmio gestito in percentuale delle attività finanziarie nel periodo 1992-2000 Risparmio gestito Fondi italiani aperti di cui azionari di cui bilanciati di cui obbligazionari di cui altri Gestioni Assicurazioni vita Fondi pensione Fondi altri 1992 2,4 0,5 0,4 1,5 * 4,3 2,5 3,2 0,2 1996 5,8 1 0,4 4,4 * 7,7 3,9 2,9 0,4 2000 17,4 6 2,8 7,4 1,2 15,1 6,4 2,9 4,8 27 Il mercato finanziario in Italia La fase attuale: l’incertezza 28 L’incertezza Il nuovo secolo è entrato sulla scena finanziaria interrompendo il ciclo evolutivo precedente, che sostanzialmente si chiude nel 2000, ma non definendo ancora i lineamenti della nuova era. La crisi economica in atto e la crisi di borsa che ha caratterizzato questi due primi anni del 2000, hanno creato incertezze sull’evoluzione futura degli strumenti finanziari. I tassi sono bassissimi e su livelli minimi, la borsa sta pagando lo sgonfiamento della bolla finanziaria che ha caratterizzata la seconda metà del decennio scorso, per di più la crisi argentina e quella di alcune importanti società quotate, hanno ulteriormente depresso il mercato. 29 L’incertezza economica La fase di recessione successiva alla crescita terminata intorno al primo trimestre del 2000, si è trasformata in una fase di stagnazione economica. Possibili cause: effetti depressivi della caduta delle borse internazionali; effetti scandali di alcuni fallimenti clamorosi; inasprirsi delle tensioni politiche internazionali. La bassissima crescita economica ha determinato una caduta dei tassi di crescita degli impieghi, favorendo la dinamica di quelli conseguenti alle tensioni di liquidità aziendali. 30 31 /0 31 8/1 /1 99 30 2/1 2 /0 99 31 4/1 2 /0 99 31 8/1 3 /1 99 30 2/1 3 /0 99 31 4/1 3 /0 99 31 8/1 4 /1 99 30 2/1 4 /0 99 31 4/1 4 /0 99 31 8/1 5 /1 99 30 2/1 5 /0 99 31 4/1 5 /0 99 31 8/1 6 /1 99 30 2/1 6 /0 99 31 4/1 6 /0 99 31 8/1 7 /1 99 30 2/1 7 /0 99 31 4/1 7 /0 99 31 8/1 8 /1 99 30 2/1 8 /0 99 31 4/1 8 /0 99 31 8/1 9 /1 99 30 2/1 9 /0 99 31 4/2 9 /0 00 31 8/2 0 /1 00 30 2/2 0 /0 00 31 4/2 0 /0 00 31 8/2 1 /1 00 30 2/2 1 /0 00 31 4/2 1 /0 00 31 8/2 2 /1 00 2/ 2 20 02 tassi La discesa dei tassi e permanenza nell’ultimo periodo sui valori più bassi Evoluzione dei tassi italiani dopo l'uscita dallo Sme 20,00 18,00 16,00 14,00 12,00 10,00 Medio depositi Prime rate Prestiti a breve 8,00 6,00 4,00 2,00 0,00 mese 31 31 /1 2/ 28 199 /0 8 2/ 30 199 /0 9 4/ 1 30 9 /0 99 6/ 31 199 /0 9 8/ 1 31 9 /1 99 0/ 31 199 /1 9 2/ 1 29 9 /0 99 2/ 30 200 /0 0 4/ 2 30 0 /0 00 6/ 31 200 /0 0 8/ 2 31 0 /1 00 0/ 31 200 /1 0 2/ 28 200 /0 0 2/ 30 200 /0 1 4/ 2 30 0 /0 01 6/ 31 200 /0 1 8/ 2 31 0 /1 01 0/ 31 200 /1 1 2/ 2 28 0 /0 01 2/ 30 200 /0 2 4/ 30 200 /0 2 6/ 31 200 /0 2 8/ 2 31 0 /1 02 0/ 31 200 /1 2 2/ 20 02 tassi L’evoluzione dei tassi italiani nell’era dell’euro Andamento tassi bancari 8,00 7,00 6,00 5,00 4,00 Pres. breve Depositi Obb trp 3,00 2,00 1,00 0,00 mese 32 I bassi tassi di interesse Hanno determinato una ristrutturazione del portafoglio finanziario verso le attività più liquide e una inclinazione della curva dei rendimenti negativa verso il medio-lungo periodo. Infatti, le attese inflative sono state rinviate a periodi futuri, stante gli spostamenti in aventi della ripresa economica. La bassa dinamica dei profitti delle imprese e l’eccesso di liquidità ha totalmente depresso i rendimenti reali degli investimenti finanziari. Non vi è stato il consueto scambio di ruolo tra tassi delle obbligazioni e andamento dei corsi. Ciò è stato anche favorito dal sostanziale totale sgonfiamento della bolla creatasi nella parte finale degli 33 anni novanta. Evoluzione struttura raccolta bancaria (2) • L’incertezza sulla dinamica della borsa e dei tassi di interesse si è riflessa sulla struttura dei depositi bancari, che hanno visto crescere le componenti di attesa, come i pct. • I c/c hanno mantenuto la loro quota, mentre è continuato il processo di sostituzione dei cd con le obbligazioni. 34 mese ott-02 set-02 ago-02 lug-02 giu-02 mag-02 apr-02 mar-02 feb-02 gen-02 dic-01 nov-01 ott-01 set-01 ago-01 lug-01 giu-01 mag-01 apr-01 mar-01 feb-01 gen-01 dic-00 nov-00 ott-00 set-00 ago-00 lug-00 giu-00 mag-00 apr-00 mar-00 feb-00 gen-00 35 nov-02 indice var. quota incidenza su totale raccolta Evoluzione struttura raccolta bancaria Evoluzione della struttura della raccolta bancaria 180,0 160,0 140,0 120,0 100,0 80,0 dr c/c cd pct obb 60,0 40,0 20,0 0,0 Evoluzione del risparmio gestito Il risparmio gestito segna, nel biennio, un calo rispetto ai valori del 2000, massimo momento della sua espansione. A confermare il momento di incertezza va evidenziato: l’incremento della quota di fondi monetari; la notevole discesa della quota dei fondi azionari e di quelli obbligazionari. Quindi, anche gli investitori che sono rimasti nell’ambito del risparmio gestito, hanno strategie attendistiche. 36 Recente dinamica dei fondi italiani Evoluzione dei fondi 300,0 250,0 indice ge01 = 100 200,0 Azionari Bilanciati Obbligazionari Di liquidità Flessibili tot 150,0 100,0 50,0 0,0 G01 L A S O N D G02 F M A mese M G L A S O N D G03 37 La bolla finanziaria nella borsa italiana • Un metodo per calcolare la bolla finanziaria generata da una esplosione della borsa, può essere quello di confontare l’andamento del pil monetario e dell’indice di Borsa. • Ciò nell’ottica teorica che una borsa spessa e rappresentativa dell’apparato produttivo, può essere proxy della struttura produttiva di un paese. • Forse la borsa italiana non è rappresentativa della struttura produttiva, poiché i settori ivi rappresentati non corrispondono alla proporzione con essi sono presenti nell’apparato produttivo nazionale. • Ciò nonostante, il differenziale di crescita tra indice di borsa e pil non dovrebbe essere rilevante. Per cui specie, in periodi di grande crescita questo confronto può essere significativo. 38 lu g9 no 3 v9 m 3 ar -9 4 lu g9 no 4 v9 m 4 ar -9 5 lu g9 no 5 v9 m 5 ar -9 6 lu g9 no 6 v9 m 6 ar -9 7 lu g9 no 7 v9 m 7 ar -9 8 lu g9 no 8 v9 m 8 ar -9 9 lu g9 no 9 v9 m 9 ar -0 0 lu g0 no 0 v0 m 0 ar -0 1 lu g0 no 1 v0 m 1 ar -0 2 lu g0 no 2 v02 indice dic.93 = 100 Andamento mibtel 350,0 perdita max da 2000 300,0 250,0 200,0 pil 150,0 100,0 guadagno da 1997 50,0 0,0 m ese 39 La bolla finanziaria nella borsa italiana (2) • Il grafico evidenzia come nel periodo 1997-2000 in Italia si è registrata una bolla finanziaria nella borsa di livello rilevante. • Infatti, a fronte di una crescita del pil del 20% ha corrisposto una crescita dell’indice di borsa di circa il 190%, evidenziando una netta bolla finanziaria, che si è sgonfiata nel periodo successivo. • Infatti ora l’indice di borsa segna valori prossimi rispetto a quelli che la crescita del pil avrebbe giustificato. • Ciò ha comportato un decremento dell’indice (dicembre 1993 = 100) che dal massimo di 304 di agosto 2000 è sceso a 151 di gennaio 2003. Valore quest’ultimo prossimo ai valori di borsa di dicembre 1997 e in linea con l’indice del pil 147. 40 La bolla finanziaria in Italia 300,0 Mibtel 250,0 pil,mibtel (indice) 200,0 borsa 150,0 pil 100,0 Pil nominale 50,0 0,0 1993 1994 1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 anni 41