La disintermediazione
1
L’evoluzione dell’attività finanziaria
• L’Italia nel periodo in esame ha conosciuto una rilevante
crescita delle sue attività finanziarie.
• La dinamica parallela di crescita del debito pubblico e delle
attività finanziarie, evidenzia come in Italia la crescita di
quest’ultima componente è stata prevalentemente legata al
debito pubblico; anche se nella parte centrale degli anni
ottanta e nell’ultima degli anni novanta, vi è stata una
significativa crescita di altri settori finanziari.
• Emerge in tal modo come il primo grande fattore di
cambiamento del mercato finanziario sia rappresentato dalla
rilevante crescita del debito pubblico italiano.
• Sotto il 60 % del pil alla fine degli anni settanta è salito in
modo continuo fino superare, anche se di poco, la soglia del
120% nel 1994.
2
La disintermediazione bancaria in Italia nel periodo 1977-2000
180
ingresso in SME
160
140
avvio
disintermediazione
bancaria
crescita collegata
tra attività
finanziaria e
debito pubblico
uscita da SME
racc./pil
debito/pil
af/pil
racc/af
100
80
60
40
20
avvio politiche
rientro debito
pubblico
0
19
77
19
78
19
79
19
80
19
81
19
82
19
83
19
84
19
85
19
86
19
87
19
88
19
89
19
90
19
91
19
92
19
93
19
94
19
95
19
96
19
97
19
98
19
99
20
00
valori %
120
3
Il debito pubblico
• A sua volta (grafico precedente) il debito pubblico è stato
trascinato dal carico degli interessi del debito pubblico; infatti
si può osservare come, fino al 1994, la dinamica crescente del
rapporto debito pubblico/pil è stata determinata:
• dalla crescita del fabbisogno in rapporto al pil;
• dagli interessi rapportati al pil.
Mentre la successiva flessione è legata al crollo del carico
degli interessi e al forte contenimento della spesa pubblica,
che nel frattempo ha mostrato anche un avanzo primario
positivo, come immediato riflesso delle politiche di
contenimento del debito pubblico.
Anche il calo del carico degli interessi è stato notevole, in
presenza di un debito nominale comunque crescente, il
rapporto interessi su pil è: salito dal 4,1% del 1976 all’11,7%
del 1993 per scendere successivamente al 6,3 del 2001. 4
La dinamica del debito pubblico in rapporto al pil
(numeri indici - 1975 = 100)
350
inversione
politiche
debito
pubblico
300
200
150
DP/pil
F/pil
I/pil
avvio
dinamica
interessi
100
50
stabilizzazione
fabbisogno
0
19
75
19
76
19
77
19
78
19
79
19
80
19
81
19
82
19
83
19
84
19
85
19
86
19
87
19
88
19
89
19
90
19
91
19
92
19
93
19
94
19
95
19
96
19
97
19
98
19
99
20
00
20
01
numeri indici
250
anni
5
Il mercato finanziario in Italia
Nell’ambito della crescita del mercato finanziario si
evidenziano tre fasi evolutive:
• 1978 – 1992, della disintemrdiazione dalle banche verso i
titoli di Stato;
• 1992 – 2000, della disintermediazione dai titoli di Stato verso
il risparmio gestito;
• dal 2000 ad oggi fase dell’incertezza dell’investimento.
6
Il mercato finanziario in Italia
La fase 1978 - 1992
7
Evoluzione dell'attività finanziaria dell'economia nel periodo
1977-'92
80,0
70,0
val. % att. finanz.
60,0
banche
50,0
Stato
40,0
Altre
titoli privati
30,0
poste
20,0
10,0
0,0
1977
1978
1979
1980
1981
1982
1983
1984
1985
1986
1987
1988
1989
1990
1991
1992
anno
8
La fase 1978-1992
• In questa fase si avvio il così detto processo di
disintermediazione del sistema bancario italiano.
• Di fatto le necessità di finanziare il debito pubblico con il
ricorso al mercato dei capitali trasforma lo Stato Italiano in un
agguerrito e potente concorrente delle banche,
nell’intermediare il risparmio delle famiglie italiane.
• In un primo tempo, con tassi molto elevati, questa
concorrenza viene attuata con strumenti monetari come i Bot.
Successivamente, con l’abbassamento dei livelli inflativi,
vengono immessi titoli con scadenze progressivamente più
lunghe.
• Il riflesso di questa operazione è lo spostamento di notevoli
9
quote di risparmio dalle banche ai titoli di Stato.
La disintermediazione bancaria in Italia dal 1978 al 1992
Banche
Titoli di Stato
Obbligazioni private
Poste
Fondi comuni
Altri
Totale (al netto
contante e azioni)
1978
75,7
8,8
5,2
3,2
0,0
7,1
1980
71,5
14,4
3,7
2,9
0,0
7,5
1985
54,6
30,8
4,4
5,2
2,3
2,7
1990
42,7
42,1
4,7
4,9
2,7
2,9
100,0
100,0
100,0
100,0
1992
Var. 1992-'78
40,4
-35,3
40,1
31,2
5,4
0,2
4,6
1,4
2,9
2,9
6,7
-0,4
100,0
0,0
La tabella mostra con notevole chiarezza gli effetti del processo
di disintermediazione dal settore banche a quello titoli di Stato.
La raccolta postale mantiene la propria quota, mentre si
affacciano i fondi comuni, che però rimangono confinati su
valori percentuali minimali.
10
L'evoluzione della struttura della raccolta in Italia
31/12/74
C.D. oltre18 mesi
C.D. fino a18 mesi
Depositi a risparmio
conti correnti
Obbligazioni bancarie
Totale
3,8
0,0
41,0
55,2
0,0
100,0
31/12/78
3,4
0,0
46,1
50,5
0,0
100,0
31/12/80
2,9
0,0
43,9
53,2
0,0
100,0
31/12/85
4,2
2,3
34,2
42,7
16,5
100,0
31/12/90
12,1
8,4
20,1
44,1
15,3
100,0
31/12/92
18,0
9,1
14,2
42,4
16,3
100,0
Si affermano nuovi strumenti di raccolta:
• ai buoni fruttiferi a medio-lungo si associano i certificati di
deposito a medio-lungo;
• nascono i certificati di deposito a breve;
• i titoli sono ancora rappresentati da quelli emessi dagli ICS e,
con la legge Amato, dalle obbligazioni degli ex sezioni speciali
11
conferite alle banche.
L’evoluzione della struttura della raccolta
Si verifica la ricomposizione della raccolta:
• dai depositi a risparmio (da 41% del 1974 al 14,2% del
1992)
• dai conti correnti (da 55,2 a 42,4%);
• alle obbligazioni bancarie (da 0 a 16,3%)
• ai certificati di deposito a medio lungo (da 3,8 a 18%)
• ai certificati di deposito a breve (da 0 a 9,1%) .
12
L’evoluzione del mercato borsistico
Da evidenziare, nel periodo, il primo salto di ruolo fatto dal
mercato borsistico italiano.
Ancora nel 1980 la borsa italiana scambiava poco più di 5.300
azioni, per un controvalore di 7.343 miliardi (29 su base
giornaliera) con una capitalizzazione pari a 23.451 miliardi di
lire.
Nella prima metà degli anni ottanta si avvia una significativa
crescita che porterà, nel 1986, i valori prima richiamati a
11.673 milioni di azioni scambiate, con un controvalore di
66.661 miliardi (267 di media giornaliera) con una
capitalizzazione pari 190.472 miliardi.
E’ una crescita significativa, ma bloccata nel 1986, dagli
eccessivi livelli di quotazione raggiunti (bolla finanziaria).
13
L’evoluzione del mercato borsistico (2)
La frenata di borsa del 1986 la si deve ritenere fisiologica in
quanto i valori, come all’epoca evidenziavano diversi
operatori, erano significativamente sopra quotati.
A conferma del nuovo ruolo assunto dalla borsa italiana e
della bolla finanziaria generatasi prima del 20 maggio 1986
(giorno del crollo delle quotazioni) vanno evidenziati:
• la crescita successiva dei quantitativi scambiati (da 11.673 del
1986 a 15.683 del 1990);
• La riduzione del controvalore (da 66.661 a 50.700 miliardi
con quantitativi di scambio superiori) e della capitalizzazione
(da 198.472 a 168.135 miliardi).
14
L’evoluzione della finanza d’impresa
In questi anni si modifica profondamente anche la finanza
d’impresa, a seguito dei due shock petroliferi che impongono
significativi processi di ristrutturazione produttiva e
finanziaria.
In particolare, le gradi imprese accentrano in un’unica
struttura la tesoreria del gruppo industriale ed avviano una
profonda ristrutturazione del passivo (dati Mediobanca):
 una riduzione dell’indebitamento con le banche, sia quello a
breve, che in percentuale del totale passivo passa da 15,1 del
1974 a 7,3 del 1992 sia quello a medio-lungo (da 21,3 a
11,6%);
 una significativa crescita del patrimonio la cui incidenza sul
totale passivo passa dal 16% del 1974 al 29,1 del 1992. 15
Passività delle 1148 imprese censite da Mediobanca
- valori in percentuale del totale passivo Tab. 4
Fondi
Indebitamento
Anno
1973
1974
1980
1985
1986
1990
1992
totale
breve
medio-lungo
37,1
42,4
45,3
43,6
41,8
44,5
46,7
32,2
29,2
24,9
7,6
6,5
15,9
16,2
Capitale
banche
breve
medio-lungo
12,6
15,1
11,6
20,5
19,1
7,0
7,3
23,1
21,3
18,7
15,3
14,2
11,5
11,6
12,7
12,5
12,3
7,9
8,2
7,5
8,0
18,1
16,0
17,5
28,0
30,9
32,2
29,1
Fonte: Elaborazioni su dati Mediobanca - Dati cumulativi di 1754 società (1994)
16
Il mercato finanziario in Italia
La fase 1992 - 2000
17
Il rientro del debito pubblico
In questo periodo la politica del Governo è incentrata:
 sul conseguimento del riequilibrio tra entrate ed uscite di
bilancio, conseguendo prima una inversione del segno
dell’avanzo primario (da negativo a positivo) e poi un drastica
discesa del fabbisogno;
 sul ribasso del livello dei tassi di interesse, puntando a
conseguire quelli medi europei.
L’abbassamento dei tassi avrebbe comportato un duplice
beneficio:
 un contenimento dell’onere del debito pubblico;
 un livellamento del costo del denaro delle imprese italiane a
quelle delle imprese europee, eliminando il costo implicito
che il differenziale di tasso creava.
18
I dati di finanza pubblica
italiana in percentuale del pil
anno
1992
1993
1994
1995
1996
1997
1998
1999
2000
2001
debito
fabbisogno
pubblico
107,7
10,8
118,1
10,8
125,5
9,4
123,8
7,1
122,7
7,5
120,2
1,9
116,4
2,5
114,5
0,8
110,5
2,2
109,4
3,4
interessi
11,1
11,7
11,5
11,5
11,5
9,4
8,0
6,8
6,5
6,3
La tabella
evidenzia i notevoli
progressi
conseguiti in
termini di rientro
del debito
pubblico. In
negativo, dal 200,
la ripresa della
crescita del
fabbisogno in
termini di pil.
Fonte: elaborazioni su dati Bankit
I dati pubblicati nella tabella, anche se di poco, possono
divergere da quelli ufficializzati.
19
Copertura del debito pubblico
Investitori
Bankit
Banche
Posta
Altri residenti
Estero
Totale
1992
10,2
22,3
6,4
53,8
7,3
100
2000
4,9
13,2
8,4
37,4
36,1
100
Fonte: ns. elaborazioni su dati Bankit
L’altro fattore importante è che nel periodo è stato notevole
la crescita del tasso di copertura del debito pubblico italiano
assicurato dalla componente estera, liberando flussi di
risparmio per il mercato interno.
20
L’evoluzione della struttura finanziaria
L’azione di rientro del debito pubblico, l’uscita della lira dallo
Sme, la profonda revisione della normativa bancaria e
finanziaria, mentre da un lato hanno frenato la crescita delle
attività finanziarie, dall’altro hanno generato:
• la prosecuzione del declino dei depositi bancari;
• la crescita delle obbligazioni non di Stato;
• la disintermediazione dai titoli di Stato;
• l’esplosione del risparmio gestito;
• la crescita della componente estera.
21
Investimenti finanziari di famiglie e
imprese in percentuale totale
Emittenti
Depositi Poste
Depositi Banche
Depositi resto mondo
Titoli di Stato
Titoli banche
Titoli altri emittenti
Fondi comuni
Assicurazioni
Azioni quotate
Altri conti
Totale
Fonte: elaborazioni su dati Bankit
2001
6,1
21,4
0,5
8,1
6,9
5,3
14,3
13,2
12,3
11,8
100,0
1997
5,8
30,6
1,3
20,8
4,7
3,2
6,7
10,3
5,7
11,0
100,0
Nel periodo della forte affermazione della borsa italiana si
osserva il grande ridimensionamento dei titoli di Stato nel
portafoglio finanziario dell’economia a favore del risparmio
gestito.
22
Evoluzione della struttura della raccolta bancaria dal
1992 al 2000
Anno
c/c
CD
Depositi
risparmio
depositi
PCT
Obbligazion
i bancarie
Raccolta
totale
1992
1993
1994
1995
1996
1997
1998
1999
2000
42,4
41,5
42,0
41,5
37,0
39,1
43,1
46,8
46,9
27,1
28,3
27,2
29,5
24,9
15,0
9,8
6,7
5,3
14,2
12,7
11,9
10,3
9,3
9,2
8,9
8,6
7,6
83,7
82,6
81,1
81,3
71,2
63,4
61,8
62,2
59,9
13,9
12,6
11,6
14,3
9,0
9,7
7,7
6,3
8,1
16,3
17,4
18,9
18,7
19,8
26,9
30,6
31,6
32,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
Elaborazione su dati Bankit
• Prosegue il declino dei depositi a risparmio e si avvia quello dei
CD, dopo la modifica delle aliquote fiscali; anche i pct segnano
una notevole flessione.
• Si registra una ripresa nell’incidenza dei c/c.
• Vi è il boom delle obbligazioni.
23
L’evoluzione del mercato borsistico
Nel periodo la borsa italiana, dopo un iniziale periodo di stasi
(1992-1996) avvia, nella seconda metà degli anni novanta una
notevole espansione.
La crescita è notevole e nell’onda dell’espansione della borsa
americana cresce triplicando il livello dell’indice dal 1997 al
2000. A partire dal 1996, la borsa, per la prima volta, tocca e
supera i livelli dell’indice superiori a quelli antecedenti il 20
maggio del 1986.
E’ una crescita che è favorita sia dalla privatizzazione di molte
aziende italiane, sia dai flussi di risparmio che a causa dei
bassi tassi, abbandona i titoli di Stato per trovare investimenti
a redditività più elevata, anche se con la redditività aumentano
significativamente i rischi dell’investimento.
24
ge
n
m -90
ag
-9
se 0
tge 90
n
m -91
ag
-9
se 1
tge 91
n
m -92
ag
-9
se 2
tge 92
n
m -93
ag
-9
se 3
tge 93
n
m -94
ag
-9
se 4
tge 94
n
m -95
ag
-9
se 5
tge 95
n
m -96
ag
-9
se 6
tge 96
n
m -97
ag
-9
se 7
tge 97
n
m -98
ag
-9
se 8
tge 98
n
m -99
ag
-9
se 9
tge 99
n
m -00
ag
-0
se 0
tge 00
n01
350,0
L’evoluzione della borsa italiana e di
quella americana
300,0
250,0
200,0
Usa
Italia
150,0
100,0
50,0
0,0
25
L’evoluzione della struttura del risparmio
gestito negli anni novanta
Risparmio gestito
Fondi comuni
Gesrtioni individuali
Assicurazioni vita
Fondi pensione
Totale
al netto duplicazioni (mln euro)
Inc.% su AF famiglie
1990
23,8
28,9
17,6
29,6
100,0
116.026
1996
30,1
37,1
18,7
14,1
100,0
357.417
2000
47,6
32,3
13,7
6,4
100,0
979.592
10,9
20,4
36,1
Rielaborazione su dati Assogestione
La tabella evidenzia la netta crescita del risparmio gestito
che nel periodo 1996-2000 sostanzialmente triplica il valore
del patrimonio gestito. Notevole la crescita dei fondi, che
diventano non solo riferimento delle famiglie, ma anche di
26
altri fondi e delle gestioni individuali.
Evoluzione del risparmio gestito in
percentuale delle attività finanziarie nel
periodo 1992-2000
Risparmio gestito
Fondi italiani aperti
di cui azionari
di cui bilanciati
di cui obbligazionari
di cui altri
Gestioni
Assicurazioni vita
Fondi pensione
Fondi altri
1992
2,4
0,5
0,4
1,5
*
4,3
2,5
3,2
0,2
1996
5,8
1
0,4
4,4
*
7,7
3,9
2,9
0,4
2000
17,4
6
2,8
7,4
1,2
15,1
6,4
2,9
4,8
27
Il mercato finanziario in Italia
La fase attuale: l’incertezza
28
L’incertezza
Il nuovo secolo è entrato sulla scena finanziaria
interrompendo il ciclo evolutivo precedente, che
sostanzialmente si chiude nel 2000, ma non definendo
ancora i lineamenti della nuova era.
La crisi economica in atto e la crisi di borsa che ha
caratterizzato questi due primi anni del 2000, hanno creato
incertezze sull’evoluzione futura degli strumenti finanziari.
I tassi sono bassissimi e su livelli minimi, la borsa sta
pagando lo sgonfiamento della bolla finanziaria che ha
caratterizzata la seconda metà del decennio scorso, per di
più la crisi argentina e quella di alcune importanti società
quotate, hanno ulteriormente depresso il mercato.
29
L’incertezza economica
La fase di recessione successiva alla crescita terminata intorno
al primo trimestre del 2000, si è trasformata in una fase di
stagnazione economica.
Possibili cause:
 effetti depressivi della caduta delle borse internazionali;
 effetti scandali di alcuni fallimenti clamorosi;
 inasprirsi delle tensioni politiche internazionali.
La bassissima crescita economica ha determinato una caduta
dei tassi di crescita degli impieghi, favorendo la dinamica di
quelli conseguenti alle tensioni di liquidità aziendali.
30
31
/0
31 8/1
/1 99
30 2/1 2
/0 99
31 4/1 2
/0 99
31 8/1 3
/1 99
30 2/1 3
/0 99
31 4/1 3
/0 99
31 8/1 4
/1 99
30 2/1 4
/0 99
31 4/1 4
/0 99
31 8/1 5
/1 99
30 2/1 5
/0 99
31 4/1 5
/0 99
31 8/1 6
/1 99
30 2/1 6
/0 99
31 4/1 6
/0 99
31 8/1 7
/1 99
30 2/1 7
/0 99
31 4/1 7
/0 99
31 8/1 8
/1 99
30 2/1 8
/0 99
31 4/1 8
/0 99
31 8/1 9
/1 99
30 2/1 9
/0 99
31 4/2 9
/0 00
31 8/2 0
/1 00
30 2/2 0
/0 00
31 4/2 0
/0 00
31 8/2 1
/1 00
30 2/2 1
/0 00
31 4/2 1
/0 00
31 8/2 2
/1 00
2/ 2
20
02
tassi
La discesa dei tassi e permanenza
nell’ultimo periodo sui valori più bassi
Evoluzione dei tassi italiani dopo l'uscita dallo Sme
20,00
18,00
16,00
14,00
12,00
10,00
Medio depositi
Prime rate
Prestiti a breve
8,00
6,00
4,00
2,00
0,00
mese
31
31
/1
2/
28 199
/0
8
2/
30 199
/0
9
4/
1
30
9
/0 99
6/
31 199
/0
9
8/
1
31
9
/1 99
0/
31 199
/1
9
2/
1
29
9
/0 99
2/
30 200
/0
0
4/
2
30
0
/0 00
6/
31 200
/0
0
8/
2
31
0
/1 00
0/
31 200
/1
0
2/
28 200
/0
0
2/
30 200
/0
1
4/
2
30
0
/0 01
6/
31 200
/0
1
8/
2
31
0
/1 01
0/
31 200
/1
1
2/
2
28
0
/0 01
2/
30 200
/0
2
4/
30 200
/0
2
6/
31 200
/0
2
8/
2
31
0
/1 02
0/
31 200
/1
2
2/
20
02
tassi
L’evoluzione dei tassi italiani nell’era
dell’euro
Andamento tassi bancari
8,00
7,00
6,00
5,00
4,00
Pres. breve
Depositi
Obb
trp
3,00
2,00
1,00
0,00
mese
32
I bassi tassi di interesse
Hanno determinato una ristrutturazione del portafoglio
finanziario verso le attività più liquide e una inclinazione della
curva dei rendimenti negativa verso il medio-lungo periodo.
Infatti, le attese inflative sono state rinviate a periodi futuri,
stante gli spostamenti in aventi della ripresa economica.
La bassa dinamica dei profitti delle imprese e l’eccesso di
liquidità ha totalmente depresso i rendimenti reali degli
investimenti finanziari.
Non vi è stato il consueto scambio di ruolo tra tassi delle
obbligazioni e andamento dei corsi.
Ciò è stato anche favorito dal sostanziale totale
sgonfiamento della bolla creatasi nella parte finale degli
33
anni novanta.
Evoluzione struttura raccolta bancaria (2)
• L’incertezza sulla dinamica della borsa e dei tassi di interesse
si è riflessa sulla struttura dei depositi bancari, che hanno visto
crescere le componenti di attesa, come i pct.
• I c/c hanno mantenuto la loro quota, mentre è continuato il
processo di sostituzione dei cd con le obbligazioni.
34
mese
ott-02
set-02
ago-02
lug-02
giu-02
mag-02
apr-02
mar-02
feb-02
gen-02
dic-01
nov-01
ott-01
set-01
ago-01
lug-01
giu-01
mag-01
apr-01
mar-01
feb-01
gen-01
dic-00
nov-00
ott-00
set-00
ago-00
lug-00
giu-00
mag-00
apr-00
mar-00
feb-00
gen-00
35
nov-02
indice var. quota incidenza su totale raccolta
Evoluzione struttura raccolta bancaria
Evoluzione della struttura della raccolta bancaria
180,0
160,0
140,0
120,0
100,0
80,0
dr
c/c
cd
pct
obb
60,0
40,0
20,0
0,0
Evoluzione del risparmio gestito
Il risparmio gestito segna, nel biennio, un calo rispetto ai
valori del 2000, massimo momento della sua espansione.
A confermare il momento di incertezza va evidenziato:
 l’incremento della quota di fondi monetari;
 la notevole discesa della quota dei fondi azionari e di quelli
obbligazionari.
Quindi, anche gli investitori che sono rimasti nell’ambito del
risparmio gestito, hanno strategie attendistiche.
36
Recente dinamica dei fondi italiani
Evoluzione dei fondi
300,0
250,0
indice ge01 = 100
200,0
Azionari
Bilanciati
Obbligazionari
Di liquidità
Flessibili
tot
150,0
100,0
50,0
0,0
G01
L
A
S
O
N
D
G02
F
M
A
mese
M
G
L
A
S
O
N
D
G03
37
La bolla finanziaria nella borsa italiana
• Un metodo per calcolare la bolla finanziaria generata da una
esplosione della borsa, può essere quello di confontare
l’andamento del pil monetario e dell’indice di Borsa.
• Ciò nell’ottica teorica che una borsa spessa e rappresentativa
dell’apparato produttivo, può essere proxy della struttura
produttiva di un paese.
• Forse la borsa italiana non è rappresentativa della struttura
produttiva, poiché i settori ivi rappresentati non corrispondono
alla proporzione con essi sono presenti nell’apparato
produttivo nazionale.
• Ciò nonostante, il differenziale di crescita tra indice di borsa e
pil non dovrebbe essere rilevante. Per cui specie, in periodi di
grande crescita questo confronto può essere significativo.
38
lu
g9
no 3
v9
m 3
ar
-9
4
lu
g9
no 4
v9
m 4
ar
-9
5
lu
g9
no 5
v9
m 5
ar
-9
6
lu
g9
no 6
v9
m 6
ar
-9
7
lu
g9
no 7
v9
m 7
ar
-9
8
lu
g9
no 8
v9
m 8
ar
-9
9
lu
g9
no 9
v9
m 9
ar
-0
0
lu
g0
no 0
v0
m 0
ar
-0
1
lu
g0
no 1
v0
m 1
ar
-0
2
lu
g0
no 2
v02
indice dic.93 = 100
Andamento mibtel
350,0
perdita max da 2000
300,0
250,0
200,0
pil
150,0
100,0
guadagno da 1997
50,0
0,0
m ese
39
La bolla finanziaria nella borsa italiana (2)
• Il grafico evidenzia come nel periodo 1997-2000 in Italia si è
registrata una bolla finanziaria nella borsa di livello rilevante.
• Infatti, a fronte di una crescita del pil del 20% ha corrisposto
una crescita dell’indice di borsa di circa il 190%,
evidenziando una netta bolla finanziaria, che si è sgonfiata nel
periodo successivo.
• Infatti ora l’indice di borsa segna valori prossimi rispetto a
quelli che la crescita del pil avrebbe giustificato.
• Ciò ha comportato un decremento dell’indice (dicembre 1993
= 100) che dal massimo di 304 di agosto 2000 è sceso a 151 di
gennaio 2003. Valore quest’ultimo prossimo ai valori di borsa
di dicembre 1997 e in linea con l’indice del pil 147.
40
La bolla finanziaria in Italia
300,0
Mibtel
250,0
pil,mibtel (indice)
200,0
borsa
150,0
pil
100,0
Pil nominale
50,0
0,0
1993
1994
1995
1996
1997
1998
1999
2000
2001
2002
anni
41
Scarica

L`evoluzione dell`attività finanziaria