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a cura di
Giuseppe Tagliente
Paolo Calvano
Giovanni Di Rosso
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Vasto, città di grazia,
fiore della mia terra.
G. D’Annunzio
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Modificata nella forma e nell’impaginazione, nell’inquieta ricerca di un
modello grafico originale, l’edizione del Lunario 2006, si presenta tuttavia, per quanto riguarda il contenuto, di nuovo nella formula che tanto
gradimento ha avuto dai lettori, seppur arricchita di schede illustrative e
di un’appendice ancora più voluminosa. A rendere necessario questo ulteriore apporto, con inevitabile aumento delle pagine del volume, è stata la
concomitante ricorrenza di avvenimenti che abbiamo ritenuto di ricordare
e, per certi versi, anche di celebrare. Figurano tra questi il centenario della
nascita di Enrico Mattei, il leggendario fondatore dell’Eni, del quale abbiamo segnalato lo stretto rapporto con Vasto e con alcuni vastesi “eccellenti”,
e la ricorrenza del cinquantesimo anniversario della frana, che rappresenta
la più grande sciagura naturale mai accaduta, superiore per vastità di danni
alla frana del 1816, di cui dà notizia lo storico Marchesani. Ad essi abbiam
voluto affiancare però anche vicende minori ma pur significative, come il
ricordo del centenario dell’introduzione della luce elettrica, avvenuta nel
marzo del 1906; del sessantesimo di un tragico episodio di teppismo politico avvenuto negli anni tumultuosi del primo dopoguerra, ed infine del
quarantesimo anniversario dell’autonomia concessa all’Itis nonché della
nascita di «Vasto Domani». Altra notazione importante da richiamare sin
d’ora all’attenzione dei lettori è la presenza di una serie di foto d’autore
cortesemente messe a disposizione da un artista fotografo, Giuseppe Nicola Smerilli, docente presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, che con
Vasto ha un rapporto di sangue e d’affetto. Buona lettura, dunque, ed
anche buon ascolto delle nuove canzoni vastesi che proponiamo nel ciddì
allegato nelle terza di copertina.
Novembre 2005
Gliautori
5
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Nome:
Vasto
(Istonio dal 1938 al 1944)
Denominazione antica:
Histonium
Altitudine:
143 m. s.l.m.
Superficie:
70,63 Kmq
Denominazione abitanti:
vastesi, localmente vastaroli
Numero abitanti:
37.223 al 30/09/2005
Provincia:
Chieti
Economia:
a prevalenza industriale, commerciale.
Fiorentissimo il turismo
Santo Patrono:
San Michele Arcangelo
(dal 1827 con breve papale di Leone XII)
Gemellata con
Perth (W.A.) dal 1989
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“Antico municipio dei romani,
ove apersi le luci ai rai del giorno,
Tu che ornando la spiaggia dei Frentani,
hai l’Adria a fronte e lieti colli intorno...”
Il verso iniziale del canto poetico che Gabriele
Rossetti dedicò alla sua città natale richiama la
sua storia millenaria. Una storia che sconfinando
addirittura nella leggenda la vuole fondata
da Diomede, uno dei mitici eroi dell’Iliade di
Omero, ma che, in realtà, ha inizio con l’arrivo
dei Frentani, una popolazione italica di stirpe
sannitica dedita soprattutto al commercio della
lana.
Histonium, dal greco Iston che vuol dire
appunto tela di lana, fu, quindi, il nome con cui
venne anticamente denominata Vasto ed istoniesi furono detti i suoi primi abitanti.
Alleata di Roma, Histonium ne condivise
gli eventi divenendo una delle città più fiorenti della costa adriatica con il privilegio della
cittadinanza romana e della potestà di imporre
tributi (municipium vuol dire appunto “munus
capere”, ossia potestà di esigere tasse).
Con la caduta dell’impero e la invasione dei
barbari la città divenne sede di guastaldato, cioè
residenza di un guastaldo (amministratore di
giustizia) del ducato longobardo di Benevento.
Per questa ragione venne denominata “Guasto”
da cui derivò il nome Vasto.
Distrutta dai Franchi di Pipino, figlio di
Carlo Magno, la città venne divisa tra il Guastaldo Aymone e il Guastaldo Gisone, conservando tale ripartizione amministrativa anche
con i successivi feudatari.
Saccheggiata e distrutta, a più riprese, dai
Saraceni e dagli Ungari, restituita, infine, ad
unità territoriale nel 1385 per decreto di Carlo
III di Durazzo, Guasto fu feudo dapprima dei
Caldora, quindi dei Guevara ed infine dei d’Avalos, che la tennero ininterrottamente dal 1496
al 1806.
Per tre secoli la storia della città si confuse
con quella di questa nobile famiglia di origine
spagnola, i cui esponenti di maggior spicco
furono Alfonso II, governatore del ducato di
Milano, Ferrante Francesco, famoso condottiero
vincitore della battaglia di Pavia contro i francesi di Francesco II di Valois e marito di Vittoria
Colonna, Francesco Ferdinando che fu viceré
di Sicilia e Cesare Michelangelo, ricordato per
aver fatto coniare moneta (il tallero del Vasto, il
mezzo tallero, lo zecchino ed il mezzo zecchino)
e per aver ottenuto da Carlo III il diploma con il
quale vennero conferiti a Vasto il 29 Marzo del
1710 il titolo di Città e l’autorizzazione a sede
vescovile.
Gli avvenimenti conseguenti alla rivoluzione francese del 1789, i moti del 1799 e l’instaurazione della monarchia napoleonica di
Gioacchino Murat che abolì le leggi feudali,
ebbero un notevole influsso sulla vita della Città,
che fu uno dei centri abruzzesi più attivi nella
lotta per l’indipendenza e l’unità d’Italia a cui
tributò un notevole contributo.
All’inizio del nuovo secolo e dopo quello che
ha visto due guerre mondiali ed una profonda e
radicale trasformazione della società, Vasto è una
città moderna, tra le più popolose ed industriose
d’Abruzzo che guarda al futuro con fiducia e con
nuove e più che legittime ambizioni.
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Tra i tanti concittadini che nei secoli hanno onorato la Città ricordiamo:
Lucio Valerio PUDENTE, incoronato poeta
all’età di tredici anni in Campidoglio a Roma
dall’Imperatore Traiano;
Caio DIDIO, ammiraglio della flotta romana
nella guerra tra Cesare e Pompeo;
Riccio de PARMA, uno dei tredici cavalieri
italiani che sfidarono i francesi a Barletta;
Bernardino CARNEFRESCA, detto il Lupacchino, (ca. 1490-post 1555) musicista
autore di famosi madrigali e maestro del Palestrina;
Virgilio CAPRIOLI, (1548-1608) avvocato
in Napoli si dilettò di archeologia. Fu il primo
a impiantare a Vasto una tipografia;
Orazio CRISCI, (sec. XVI) madrigalista, suoi
sono alcuni componimenti inseriti nel Secondo libro di madrigali di Domenico Sabino;
Giuseppe TIBERI, (1732-1812) avvocato,
archeologo, bibliofilo e poeta arcadico con il
nome di Cloneso Licio;
Giulio Cesare de LITIIS, (1734-1816) autore di dipinti a soggetto religioso;
Nicola TIBERI, (1745-1805) pittore, incisore e poeta col nome di Orildo Apollonide;
Roberto BETTI, (1780-1861) consigliere
del Supremo Consiglio Amministrativo del
Regno delle Due Sicilie;
Gabriele ROSSETTI, (1783-1854) poeta e
patriota esule in Inghilterra. Padre di Dante
Gabriel, capofila della Confraternita Preraffaellita, di Cristina e di William Michael;
Francesco ROMANI, (1785-1852) medico,
che introdusse l’omeopatia in Italia;
Luigi CARDONE, (1789-1855) patriota e
carbonaro;
Luigi MARCHESANI, (1802-1870) medico, autore della Storia di Vasto;
8
Gabriele SMARGIASSI, (1798-1882) pittore della scuola napoletana.
Michele GENOVA, (1802-1860) graffiante
epigrammista ha lasciato una raccolta intitolata La Peppeide;
Filippo BETTI, (1802-1877) storico, poeta
e filosofo;
PALIZZI Filippo (1819-1899), Giuseppe
(1812-1888), Nicola (1820-1870) e Francesco Paolo (1825-1870) pittori insigni di
scuola napoletana;
Silvio CICCARONE, (1821-1897) patriota,
comandante del battaglione Vasto della Guardia Nazionale nel periodo risorgimentale;
Valerico LACCETTI, (1836-1909) pittore e
tragediografo;
Giuseppe RICCI, (1844-1867) patriota caduto nella battaglia di Mentana;
Gaetano MUROLO, (1858-1903) poeta dialettale autore di originalissimi sonetti in vernacolo;
Francesco CICCARONE, (1859-1938) deputato dal 1904 al 1919;
Luigi ANELLI, (1860-1944) storico patrio
e dialettologo, autore di saggi e commedie in
vernacolo;
Ernesto CORDELLA, (1864-1905) capitano di artiglieria combattente ad Adua ed
esploratore nel Congo Belga;
Francesco DEL GRECO, (1864-1947) psichiatra ed antropologo;
Francesco CARDONE, (1865-1937) pittore, di gusto ottocentesco, erede della tradizione dei Palizzi di cui fu allievo;
Giuseppe MANZITTI, (1871-1925) fondò
la società di assicurazioni Mutua Marittima
Nazionale con sede a Genova, prima iniziativa
previdenziale nel settore;
Ettore IANNI, (1875-1956) scrittore e giornalista; per anni una delle firme più prestigiose del “Corriere della Sera”, di cui fu anche
direttore;
Camillo MANZITTI, (1877-1958) diresse
da ingegnere la produzione di cannoni alla
Ansldo durante la prima guerra mondiale, poi
si specializzò del settore nautico;
Romualdo PANTINI, (1877-1945) poeta e
tragediografo, collaboratore della prestigiosa
rivista letteraria “Il Marzocco”;
Nicola GALANTE, (1883-1969) artista tra i
più rappresentativi della pittura del Novecento, esponente del “Gruppo dei sei” operante a
Torino e Genova;
Florindo RITUCCI CHINNI, (1886-1955)
artista eclettico e raffinato, autore di liriche
e di canzoni in vernacolo, pittore di grande
sensibilità;
Carlo D’ALOISIO da Vasto, (1892-1971)
pittore e xilografo;
Raffaele MATTIOLI (1895-1973) il “banchiere umanista” che per un quarantennio diresse la Banca Commerciale Italiana;
Elena SANGRO (1897-1969) (nome d’arte
di Maria Antonietta Bartoli Avveduti), attrice che ebbe grande notorietà nel periodo del
cinema muto;
Giuseppe SPATARO, (1897-1979) uomo
politico, fondatore della Democrazia Cristiana con Don Sturzo, più volte ministro nei governi del secondo dopoguerra;
Giuseppe PERROZZI, (1899-1973) poeta
dialettale tra i più noti ed apprezzati;
Vittorio d’ANELLI, (1902-1999) cultore di
storia locale e di araldica;
Aniello POLSI, (1905-1983) musicista, autore di notissime melodie popolari;
Michele RONZITTI, (1905-1984) pittore
del genere naif tra i più apprezzati in Italia.
Espedito FERRARA, (1908-1992) giornalista e commediografo;
Ernesto CIANCI, (1908-1992) esperto economista e dirigente industriale;
Filandro LATTANZIO, (1908-1986) pittore
che ha operato per decenni in Francia;
Antonio CICCARONE, (1909-1983) ricercatore e docente universitario di patologia
vegetale;
Giuseppe PIETROCOLA, (1909-2001)
pubblicista ed appassionato cultore della storia patria;
Michele FIORE, (1910-1973) pittore sensibile e delicato che operò soprattutto a Genova;
Luigi MARTELLA, (1911-1971) pittore ed
educatore;
Don Salvatore PEPE, (1915-1997) sacerdote
e oratore valentissimo, cultore della parlature
paisane;
Carlo BOTTARI, (1921-2002) deputato;
Carlo ANELLI, (1924-1997) insigne giurista, professore universitario e presidente del
Consiglio di Stato.
Numerosi i vastesi che si sono distinti all’estero. Tra questi:
Carlo DELLA PENNA, (1879-1971) emigrato in Argentina, divenne uno dei più valenti industriali. Editore e fondatore della rivista culturale bilingue “Histonium”;
Luigi RUZZI, (1881-1945) dopo aver fatto
fortuna in Argentina come industriale fece costruire nel 1931 il Politeama che porta il suo
nome;
Franco PAOLANTONIO (1887-1979) affermato ritrattista molto apprezzato in Sud America;
Juan DEL PRETE, (1897-1987) pittore di
grande notorietà in America Latina;
Pietro DI DONATO, (1911-1992) autore di
Cristo tra i muratori e Tre cerchi di luce, romanzi che narrano le vicende degli emigrati
vastesi in USA.
9
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dall’Unità d’Italia
1860-1866
Filoteo D’IPPOLlTO
1868-1876
Silvio CICCARONE Senior
1876
Carlo NASCI
1878-1896
Francesco PONZA
1897
Luigi D’ALOISIO
1897-1919
Luigi NASCI
1919
Gelsomino ZACCAGNINI
1920-1921
Filoteo PALMIERI
1921-1923
Florindo RITUCCI CHINNI
1924-1933
Pietro SURIANI
1934-1935
Gaetano DEL GRECO
1937-1940
Erminio SCARDAPANE
1941
Francescopaolo GIOVINE
1942-1943
Silvio CICCARONE Junior
1943-1944
Emilio ZARA
1944-1945
Giuseppe NASCI
1946-1955
Florindo RITUCCI CHINNI
1955-1956
Olindo ROCCHIO
1956-1962
Idiano ANDREINI
1962-1973
Silvio CICCARONE Junior
1973-1979
Nicola NOTARO
1979-1993
Antonio PROSPERO
1994-2000
Giuseppe TAGLIENTE
2000-2001
Giovanni BOLOGNESE
2001-
Filippo
COLA
10
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Lo stemma della città è uno scudo quadripartito a scacchiera con i colori
del rosso e dell’argento tra di loro incrociati, circondato dalla scritta
“VASTUM OLIM HISTONIUM ROMANUM MUNICIPIUM”
(Vasto l’antica Histonium Municipio Romano)
11
L’inno
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di Francesco Paolo Votinelli*
M’ arecorde de lu Uaste lu paése addò so’ nate,
cande jè’ pe la bbisagne a sta terra ajje migrate.
Nemme puzze ma scurdaje fore la porte a lu Cuastelle,
addò Sande Pandalàune vennàive ndriche e sciavunèlle.
Uaste bbèlle, terra d’éure notte e jurne penz’ a ttaje
ma fa prima che mme méure te putésse arevidaje.
De la fàmmene a la Mèreche l’ome fanne nu cciudaje:
ppén’ asciute da la scagne dànne satte a fà bbattaje.
Se le mbiàschene la facce nghe la ciprie e lu rusciatte
ma nen vàlene nu pàile de na tosta cafunàtte.
Uaste bbèlle, ecc.
Se vvulème fà le bbagne s’ ha da ije a Sàute Bbìcce
ma nge sta le bbille scuje che ttinème a la Pinnicce.
Aècche, l’acche de lu mare mbuzzenite de bbinzèine:
a Ccasàrze sinde l’acche addurà de quarajèine.
Uaste bbèlle, ecc.
* Francesco Paolo Votinelli
Nasce a Vasto il 13 ottobre 1891 e dopo una giovinezza vissuta nel popoloso quartiere del “castello”
a 16 anni parte da Napoli per la mitica America alla ricerca di lavoro e di un futuro migliore. A
New York lavora come sarto e per il suo carattere gioviale diventa un punto di riferimento per tutta
la comunità vastese. Viene chiamato “lu pelajje” proprio per la sua capacità di insaporire gli incontri
dei concittadini emigranti e in una serata tra amici nasce “Uaste bbelle, terra d’eure” che diverrà
l’inno dei Vastesi. Nel 1965 la nostalgia della terra natia lo spinge a tornare a Vasto dove si spegne
il 14 Novembre 1969, tra l’unanime cordoglio della città.
12
I luoghi della memoria
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Vista del convento
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Tommaso Cefalo, altare ligneo
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Il personaggio dell’anno
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Ricorre quest’anno il centenario della nascita di Enrico Mattei e ricordarne la figura in
questo Lunario certamente non stona, poichè, sebbene non vastese, con Vasto e con i
vastesi, ripetutamente s’intreccia la sua intensa, straordinaria vicenda umana. A cominciare dall’infanzia e dalla prima giovinezza.
Nativo di Acqualagna in provincia di Pesaro,
Mattei trascorre proprio qui gli anni della
prima giovinezza, dopo aver conseguito la
licenza elementare a Casalbordino1, dove il
padre era stato mandato a comandare la stazione dei Reali Carabinieri. A Vasto, infatti,
frequenta la Scuola Tecnica, anzi la Regia
Scuola Tecnica, ch’era pressappoco la scuola
media di oggi2, diretta dal professor Michele Lattanzio, e dimora stabilmente presso il
Convitto Nasuti, il collegio che aveva sede a
palazzo Ponza in via delle Lame, andato giù
con la frana del 1956. Dell’adolescenza trascorsa sotto il cielo vastese il futuro presidente
dell’Eni conserverà sempre un buon ricordo,
come si ricava ad esempio dalla testimonianza
di Giuseppe Spataro3, il quale racconta che,
quando nel maggio del 1943 Mattei va a trovarlo a Roma per chiedergli di essere accreditato presso gli ambienti antifascisti cattolici di
Milano, gli dice subito, a mò di credenziale ed
evidentemente per ingraziarsene il favore, di
aver frequentato l’Istituto Tecnico a Vasto. Di
spiccata intelligenza ma di carattere schivo,
Enrico Mattei pone la prima pietra
dell’impianto di Latina
Mattei non brilla però negli studi, nonostante abbia docenti severi come il canonico prof.
Ernesto Del Frà ed il prof. Andrea Sacchetti.
La pagella, ritrovata nell’archivio della “Gabriele Rossetti”, ne fornisce la prova, che non
rende, a dire il vero però, neanche giustizia
15
Il Palazzo Ponza, dove Mattei è stato convittore,
visto nel suo corretto posizionamento.
La cartolina era stata stampata in modo speculare
e successivamente così riproposta. Il verso giusto si
evince attraverso la corretta lettura del cartello posto
sul balcone che reca la scritta “Partito Nazionale
Fascista - Sezione Vasto”.
agli insegnanti, ai quali incomprensibilmente
sfuggono le doti e la complessa personalità di
quel ragazzo troppo chiuso in se stesso. Raggiunta la famiglia a Matelica nel 1919, Mattei
tornerà ad imbattersi con la città della fanciullezza negli anni sessanta, nel momento in cui
verrà scoperto il giacimento di metano a Cupello. Trasferitosi intanto a Milano, dove vive
l’esperienza della resistenza come capo delle
formazioni partigiane democristiane e poi
l’avventura dello sviluppo dell’Agip nel 1945
e della creazione dell’Eni nel 1953, curiosamente s’imbatte, dopo l’incontro con Spataro,
con un altro vastese importante, il già miti16
co presidente della Comit Raffaele Mattioli,
con il quale simpatizza ed avvia un rapporto che si rivela addirittura fondamentale. Se
don Peppino lo aveva introdotto alla politica
e gli aveva fatto persino da mentore anche
dopo la liberazione, quando viene chiamato
a far parte della Consulta Nazionale, primo
abbozzo del Parlamento Repubblicano, e
poi cooptato nella direzione nazionale della
Democrazia Cristiana4, don Raffaele diventa invece, nei momenti in cui si dedica alla
trasformazione dell’Agip e all’edificazione di
quel gigante delle partecipazioni statali che
si chiamerà Eni, un interlocutore costante in
termini di appoggio morale e soprattutto di
sostegno politico e finanziario. Del rapporto
tra Mattei e don Raffaele, che aveva pure lui
da ragazzo studiato alla Regia Scuola Tecnica,
si sa ch’era basato innanzitutto sulla reciproca considerazione, come ampiamente risulta
dalle testimonianze riportate da Giancarlo
Galli nel libro dedicato a Mattioli5. Significativa la circostanza riferita al prof. Ariberto
Mignoli, il quale, avendo chiesto a Mattioli,
definito “dai sentimenti rudi, sinceri”, il motivo per cui nutrisse tanta simpatia nei confronti del presidente dell’Eni, si ebbe come
risposta che Mattei era “un uomo”. Un complimento, anzi il massimo dei complimenti,
perché, secondo il narratore, il vecchio “gattopardo della Banca Commerciale Italiana” era
solito dire che la maggioranza dell’umanità è
costituita da “persone” e non da “uomini”6.
Di reciproco tenore le attestazioni di stima di
Mattei, che per un verso evidenziano il timore
reverenziale nei confronti del banchiere, “è un
gran borghese, uno studioso, ed io sono un semplice ragioniere”, mentre per l’altro sottolineano la loro stretta consonanza di idee: “quello
là non è un banchiere come gli altri. Capisce.”7
La comunanza di vedute, l’amicizia e la fre-
Il piccolo Enrico con la mamma ed il papà, maresciallo degli RR.CC..
Alle spalle i carabinieri che con il padre arrestarono il brigante Musolino
quentazione tra i due non manca di dare risultati efficacissimi sotto il profilo economico.
E’ proprio Mattioli che mette a disposizione
dell’Eni appena costituita il primo miliardo di
lire e che finanzia in seguito tante iniziative
rivolte alla ricerca ed allo sfruttamento degli
idrocarburi in Italia ed all’estero. Su due cose
s’intendono realmente dimostrando di avere
lungimiranza di idee ed una visione lucida del
futuro: sul concetto che uno Stato non può
dirsi libero se non controlla le fonti energetiche e sull’altro riguardante l’atteggiamento
da assumere nei riguardi delle aree del sottosviluppo e del Terzo mondo in particolare. Su
quest’ultimo aspetto la sintonia è totale, in
quanto entrambi considerano indispensabile,
non tanto per spirito caritativo quanto invece
per real politik, operare nella direzione del su-
peramento degli squilibri tra il nord ed il sud
dell’Italia e del mondo. Illuminante risulta
una dichiarazione del Mattei impegnato nella
battaglia contro il cartello internazionale delle
società petrolifere: [ Mattioli ] capisce che se
l’Occidente deve continuare a dominare non può
farlo con la forza ma espandendo la democrazia.
Non credo che Mattioli sia un democratico per
coscienza, ma lo è per intelligenza8”.
Il rapporto tra questi due grandi italiani si
sposta inevitabilmente a metà degli anni cinquanta sino ai primi anni sessanta anche sul
versante della politica, della quale diventano,
secondo alcuni, i suggeritori ed i registi occulti in diverse occasioni, come ad esempio
nel caso della nazionalizzazione dell’energia
elettrica o nel 1955 dell’elezione di Giovanni
Gronchi, preferito a Cesare Merzagora quale
17
Presidente della Repubblica. “I due uomini –
sottolinea molto incisivamente Galli – erano
certamente accomunati dall’insopportazione del
capitalismo tronfio, l’arroganza dei potenti, l’insensibilità a quella che, conoscitori del tedesco (
Mattei lo parlava alla perfezione) definivano la
Weltanschaung, la filosofia del mondo e della vita.
Soprattutto ci credevano. Forse sono stati fra gli
ultimi a privilegiare, in un ambiente economico e
finanziario vieppù caratterizzato dall’arrivismo,
l’Utopia all’opportunistica gestione del potere. E
quando anche all’opportunismo furono obbligati
a concedere, come talvolta accadde sia a Mattioli
che a Mattei, mai rinunciarono ad essere se stessi”9. Alla fine degli anni cinquanta, poco prima
del tragico ed ancora misterioso incidente aereo nel quale troverà la morte, Mattei incontra
Vasto di nuovo sulla sua strada e la ragione di
questo nuovo rendez vous, evidentemente scritto nelle stelle date le circostanze sopra richiamate, è la scoperta del metano a Cupello, ove
le trivellazioni, avviate dall’Eni sin dal 1957 nel
quadro di un programma di ricerca nel Mezzogiorno, hanno dato esito positivo. In una
manifestazione pubblica a Ferrandina Mattei
ne dà l’annuncio affermando non senza enfasi:
Raffaele Mattioli presidente dalla Comit
“ L’Azienda dello Stato ha rivolto con crescente
impegno le sue forze all’esplorazione del sottosuolo delle regioni meridionali. In questa zona l’Eni
non era solo, ma in gara aperta con le imprese
private. Eppure anche qui i risultati conseguiti
si debbono quasi interamente all’Azienda dello
Stato. Questi risultati si chiamano Gela, Ferrandina, San Salvo, Pisticci, Gagliano: i nomi
La pagella di Mattei studente della Regia Scuola Tecnica “Rossetti” di Vasto
18
dei giacimenti scoperti che attestano il mantenimento di una promessa ed altre ne aprono per la
futura, più prospera vita delle popolazioni meridionali”10. L’aspettativa che si crea in tutto il
comprensorio è grande, ma con essa s’alza però
anche il vento della protesta appena si diffonde
la notizia, che contraddice la grande promessa,
della prevista realizzazione di un metanodotto
per convogliare il gas rinvenuto verso i grandi
centri di consumo di Terni e Roma. Contro
questa decisione, che ha il sapore dell’ennesima
spoliazione a vantaggio delle zone più ricche,
la popolazione di Cupello, scende in piazza dal
maggio al dicembre del 1961 e sfida la classe
politica locale e nazionale, alla quale contesta
un totale disinteresse nei riguardi del territorio. Mattei diventa in quei giorni di convulse
riunioni e manifestazioni pubbliche l’icona
dello Stato nemico, ma anche quella del santo
da invocare per chiedere che almeno una parte
del metano rimanga in zona e che, com’è già
stato deciso per Ferrandina in Basilicata, Eni
1
2
3
A Casalbordino ha come maestri Aida Rigi Travaglino, Evelina Tiberio e Carlo Della Porta.
La Scuola Tecnica, regificata nel 1889, cambiò in
seguito la propria denominazione, diventando prima Regia Scuola Complementare, in seguito Regia
Scuola di Avviamento al lavoro ed infine Regia Scuola
Secondaria di Avviamento Professionale. La notizia è
tratta da Luigi Murolo, Cosa Strana e Nuova. Istruzione tecnica e territorio: un caso abruzzese tra Otto e
Novecento, Vasto, Il Torcoliere, 2002, p. 72.
Giuseppe Spataro, I Democratici Cristiani dalla dittatura alla repubblica, Mondatori, Milano,1968. pag.
296. Un’altra testimonianza del buon ricordo che
M. aveva della Scuola Tecnica si ricava dall’adesione
all’appello lanciato nel 1953 dal preside Pietro Suriani agli ex alunni della Scuola per la cerimonia della
“bandiera”. La circostanza si ricava dal volumetto
curato dalla Scuola d’avviamento professionale “G.
Rossetti”, Tra luci… e riflessi. La scuola nel ricordo
degli ex alunni, Vasto, Tip. Arte della Stampa, 1953,
p. 13.
ed Iri approvino la realizzazione di un’industria chimica in loco. La lotta è dura, ma alla
fine il presidente non rimane insensibile alle
rivendicazioni di una popolazione che conosce
molto bene e decide, sulla base delle risultanze di una commissione di studio, di riservare
all’Abruzzo metà della produzione accertata,
nella misura di 400.000 mc. da destinare alla
vallata del Trigno e d’altri 400mila mc. a Chieti e Pescara. Di lì a poco annuncia anche la
prossima costruzione nella zona di un grande
complesso industriale delle Partecipazioni Statali, la S.i.v. - Società Italiana Vetro11, che avvia l’atteso processo di industrializzazione del
Vastese e determina il miracolo economico al
quale Mattei, che scompare proprio alla vigilia
di ricevere la cittadinanza onoraria di Cupello,
lega per sempre il suo nome. Alla sua memoria, per interessamento di Salvatore Pisarri, un
altro vastese che gli fu amico e collaboratore
all’Agip ed all’Eni, è intitolato l’Istituto tecnico
industriale12.
4
Giuseppe Spataro, op. cit. p. 359
5
Giancarlo Galli, Mattioli. Il gattopardo della Banca
Commerciale Italiana, Milano, Rizzoli, 1991.
6
G. Galli, op. cit. p. 93.
7
G. Galli, op. cit. p. 165
8
G. Galli, op. cit. p. 165
9
G. Galli, op. cit. p. 166
10
AA.VV., Mattei, quell’idea di libertà, Roma, Eni, 1982.
11
La Siv venne costituita il 23 maggio 1962. A sottoscriverne l’atto di nascita furono la Finanziaria Breda, Efim, rappresentata da Pietro Sette e la Sofid del
Gruppo Eni, rappresentata dal rag. Salvatore Pisarri.
Nella Società entrerà a far parte anche l’ americana
Libbey-Owens Ford Glass.
12
L’Itis, già operante dall’ottobre 1962, verrà dichiarato autonomo nell’anno scolastico 1966/67. Meritoria fu in tal senso l’azione svolta da Carlo Boselli.
Il 20 ottobre 1967, con decreto del Presidente della
Repubblica, l’Istituto venne intitolato a Mattei.
19
decèmbre / decèmbre / december
52ª summane
lunedì
26
martedì
27
mercoledì
28
giovedì
29
venerdì
30
Sande Štefene
Sande Giuvuanne
le Sende ‘nnucïnde
Sande Dávede
Sande Ruggiëre
sabato
31
Sande Silveštre
domenica
1
Cape d’Anne
-HQQjUH
Buon Compleanno
/XFLD0DULQR
$QWRQHOOR/RQJR
*HJq'H0XWLLV
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5RVD0LODQR
1DGLD7DJOLHQWH
)HUQDQGR'·$QQXQ]LR
,WDOR&DUIDJQLQL
20
ODQHYHqIIRUWH
JQHO·DFFLlUH
la foto del mese
Il mare, un gabbiano che si
libra nell’aria, acqua e cielo che
simbolicamente si congiungono.
L’immagine evoca l’idea di libertà ed
un verso di Charles Baudelaire: “Uomo
libero, sempre avrai caro il mare!”
21
© 2005 Nicola Giuseppe Smerilli
jennare / gennaio / january
1ª summane
lunedì
2
martedì
3
Sande Ggrigorie
Sanda Genuèffe
mercoledì
4
Sand’Angela
$EUX]]R)RUWHH*HQWLOH
La definizione, diventata ormai popolarissima, di Abruzzo forte e gentile ha un padre
che non tutti conoscono. Si chiama Primo
Levi, giornalista e diplomatico nato a Ferrara
nel 1853 e morto a Roma nel 1917, il quale
coniò l’espressione per farne il titolo di un suo
racconto di viaggio pubblicato nel 1882 con
lo pseudonimo di Primo. Il libro reca il sottotitolo impressioni di occhio e di cuore, ha 231
pagine di testo divise in ventidue capitoli e
comprende un indice delle persone incontrate
durante il viaggio ed un altro delle località visitate o menzionate nel racconto.
L’illustrazione in copertina è firmata da Francescopaolo Michetti. Il racconto di Primo
comincia così: V’a nella nostra lingua, tutta,
in sé stessa, semplicità ed efficacia, una parola
consacrata dalla intenzione degli onesti a designare molte cose buone, molte cose necessarie: è
la parola Forza.
Epperò, s’è detto e si dice il forte Abruzzo. V’a
nella nostra lingua, tutta, in sé stessa, comprensiva eleganza, una parola che vale a comprendere,
definendole, tutte le bellezze, tutte le nobiltà..
è la parola Gentilezza. Epperò, dopo aver visto
e conosciuto l’Abruzzo, dico io: Abruzzo Forte
e Gentile. Visto e conosciuto. Accomiatandosi
22
dal lettore infine afferma: Epperò, dopo aver
visto e conosciuto l’Abruzzo, ho detto e ripeto io:
Abruzzo Forte e Gentile.
jennare / gennaio / january
giovedì
5
venerdì
6
Sanda ‘Mëliene
la Bbufanéje
sabato
7
Sande Raimande
domenica
8
Sande Severiane
La loggia massonica “G. Rossetti”
Silenziosa ma attiva, com’è nella tradizione,
opera, presumibilmente dalla fine del
‘700, a Vasto una loggia massonica, oggi
contraddistinta con il numero 198 O.
R. A confermarne l’esistenza soccorrono
alcune testimonianze che si rinvengono
storicamente sin dai moti del 1799 e poi
lungo tutto il periodo risorgimentale, nel
corso del quale le vicende della Massoneria
s’intrecciano con quelle della Carboneria
e della Giovine Italia di Mazzini. Già
dall’inizio dell’ottocento opera in città
una “vendita” carbonara, denominata dei
filantropi Istoniesi – Oriente – di Vasto, che
porta nel sigillo simboli indiscutibilmente
di origine massonica ed ha addirittura una
sede in un sotterraneo di Portone Panzotto,
al vicolo Paquia, dietro la Chiesa di Santa
Maria Maggiore. Nel 1842 viene quindi
costituita, ad opera di Gaetano Crisci,
un tenore che aveva cantato nei maggiori
teatri d’Europa ed in Russia, una sezione
della Giovine Italia, la quale dà origine ad
un’intensa attività di riunioni segrete e di
propaganda delle idee liberali. La loggia
torna ad operare dal 1915 sino al 1925,
quando, costretta dal Fascismo ad abbassare
le colonne, come si definisce nel linguaggio
criptico degli iniziati la sospensione, cessa
ogni attività versando, per mano del maestro
venerabile Francesco Paolo Giovine, l’intero
tesoro di settemila lire al Comitato per il
monumento a Gabriele Rossetti. Risorta a
nuova vita dopo la guerra, l’officina chiude
nuovamente nel marzo del 1949 per
riaprire ancora nel 1982. Segni della pratica
massonica sono visibili su alcune vecchie
tombe e cappelle gentilizie nella parte
storica del cimitero vastese.
23
jennare / gennaio / january
2ª summane
lunedì
9
Sande Adriane
martedì
10
mercoledì
11
Sande Alde
Sanda Unurüate
Giulio Paglione
Amici del Lunario
Uaštaréle d’adozione, felicemente sposato con una vastese autentica, la signora
Spina Sputore, Giulio Paglione, ingegnere ed imprenditore edile, si è fatto molto apprezzare per serietà, competenza,
cordialità, garbo signorile ed anche per
il buon gusto che caratterizza le linee
architettoniche delle costruzioni che realizza.
/LULFHWWHGH=D/LEEUDWH
6SDJKHWWLDOVXJRGLVFDPSL
Ingredienti: linguine o spaghetti o rigatoni, gr. 750;
sei scampi; campetti sgusciati, gr. 400; olio d’oliva
extravergine,dl 1; due spicchi di aglio; pomodoro a
pezzetti, gr 300; pomodori passati, gr. 200; mezzo
bicchiere di vino bianco secco; brandy, farina 00,
prezzemolo, sale e peperoncino. Pulite gli scampi e
versateli in una padella, nella quale s’è fatto rosolare l’aglio con l’olio. Versate il sale e coprite. Appena rosolati, aggiungete gli scampetti sgusciati,
salati ed infarinati in precedenza, e fateli rosolare
aggiungendo un po’ di vino bianco. Aggiungete a
questo punto il pomodoro e fate cuocere. Quindi
24
mettete gli scamponi da parte e teneteli in caldo.
Contemporaneamente cuocete al dente le linguine, versatele nella padella con gli scampi e rimettete sul fuoco sino all’assorbimento del liquido
di cottura. Servite caldo con una spolveratina di
prezzemolo tritato.
jennare / gennaio / january
giovedì
12
venerdì
13
domenica
15
Sande Mudešte
Sande Ilarie
sabato
14
Sande Primïane
LA TISSITRÈCE
Lu Giubbullè
Sande Maure
,53389#5CD95B9
Più che un mestiere era, “dai tempi che
Berta filava”, un’attività che veniva svolta
in casa. All’enorme telaio, sotto la guida di
mani esperte, la lana, il cotone ed il lino
si trasformavano in lenzuola, tovaglie, lenzuola, asciugamani, coperte per il fabbisogno familiare e per il corredo nuziale delle
figlie. Za’ Maria Baccalà, ritratta nella foto
seduta davanti al suo attrezzo, era molto
conosciuta per la sua attività di tessitrice,
che la occupava per buona parte della giornata. – Ah ma’ – soleva dirle uno dei figli
maschi – štì sembre aësse a fatijà pe’ ssa fëjje.
Manghe fusse d’éure. E lei di rimando: –Ti
puzza capetà ‘na sócera cchiù fatijatàre de ma
e ‘na spéuse cchiù bbèlle de sórete, fijje me’.
Lu latte mmaràjje
Fett’ e Fettarille
- Trisù, štu latte mi pare nu ‘ccone mmaràjje.
A chi l’acchëtte?
- A Piscialulètte, ogne mmaténe.
- Pi fforze ch’ è mmaràjje ! Cullù a li crápe ji’ d’
à mmagnà li frónne di li scarciófene.
A lu mèdeche
- Dottó, me fa male ‘na cosse.
- Pi fforze, ti’ nuvand’anne…
- Mbe? Me fa male ‘na còsse, no’ tutt’e ddu !
25
jennare / gennaio / january
3ª summane
lunedì
16
martedì
17
mercoledì
18
Sande Marcellëine
Sande Andunie
Sanda Lebbrate
A la putéche de varivìre
de Paulîcce Zannutìlle
5DFFROWHQHOODEDUEHULDGL3DROR
Pasquale, dipendente comunale, incontra un
amico al bar, che insiste per offrirgli un caffè
– Grazie, cumbuà, gli dice rifiutando l’offerta – ma ni li puzze tojje, piccà nin m’inganne
sîbbete lu sonne. – Ma a le otte de la matène
– gli risponde sorpreso l’amico – vu durmë?
– Gnorscë – replica seccamente Pasquale – Si
nnà che facce a la Cummîne?
Canda t’alléve la facce, nin fa gne’ la hatte,
pássete la méne arrét’a li rácchie !
– “E’ morte Bastijàne lu callaràre”.
– “Mbo’, angora aëcche vuléve štà?
Un maestro deve far capire ai piccoli allievi
della scuola elementare la vocale “i”.
“Mi servirò d’una immagine” – dice – come
quella dell’asino usata per la “a” e dell’elefante,
adoperata per la “e”.
Detto fatto, disegna sulla lavagna un
bell’imbuto e soddisfatto domanda agli
alunni: “Ragazzi, che cos’è mai questo?” E quelli
in coro: “‘Nu muttàlle”.
26
Paolo Di Bussolo (lu Zannutìlle)
– T’aricùrde, Ggiuvà, canda cummèdie faciavàme da bardèsce? Canda se jucáve a la cchîppe,
a la ciunne, a sbattamîre, a mmazze, a ‘jjondacavalle, a la štìcchie, a bbittîne, a mménnile, a
zzopì zopà?
jennare / gennaio / january
giovedì
19
venerdì
20
domenica
22
Sande Màrie
Sande Baštiane
sabato
21
Sanda ‘Gnaise
/·,FRQD
Sande Vincenze
3$OEHUWR0LOHQR
Nonostante siano passati trent’anni dal giorno
della sua morte, avvenuta il 1 febbraio 1976, il
ricordo di padre Alberto non s’è ancora spento tra
la gente, a dimostrazione di quanto fossero vere
le parole del cardinale Vincenzo Fagiolo, che lo
definì nel momento del commiato un esempio
educativo ed una tangibile testimonianza della
operosità umana interpretata come strumento
di elevazione. Nato a Vasto il 17 novembre 1906
da Giovanni e Rosalinda Del Borrello dedicò
l’intera vita a Cristo nell’obbedienza alla Regola
francescana. Padre guardiano a Sulmona ed a
Pescara tornò a Vasto nel 1959 come parroco
di Stella Maris, impegnandosi senza risparmio
nella realizzazione di un istituto per l’ospitalità
e la cura dei minorati psichici al quale diede il
nome del Poverello d’Assisi. Oggi l’Istituto San
Francesco, da lui fondato, è una realtà socio
sanitaria tra le più importanti della regione, che
fa capo ad una Fondazione Onlus intitolata a
padre Alberto.
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FRPPHPRUD]LRQHSDUWHFLSDLOJLRUQDOLVWD
H[SUHVLGHQWHGHOOD5DL6HUJLR=DYROL
27
jennare / gennaio / january
4ª summane
lunedì
23
martedì
24
mercoledì
25
Sande Bernarde
Sande Frangische
Sand’Arcangele
5DIIDHOH6PDUJLDVVL
Vecchi Fusti
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6RQRLQPROWLTXHOOLFKHTXDQGRVLSDUODGL
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Fett’ e Fettarille
All’anagrafe
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28
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giovedì
26
venerdì
27
domenica
29
Sanda Paola
Sande Vitaliane
sabato
28
San Tumuasse lu filósofe
Sande Cuštanze
$6DQUHPRKDQQRIDWWR
/$',))(5(1=$
La Differenza nasce a Vasto nella seconda
metà degli anni 90. Fabio Falcone (voce),
Gio Martinelli (basso), Puma (chitarra), Jakka (tastiere e disturbi sintetici), Max Giuliani
(batteria) sono da sempre un unico suono e
cinque entità differenti tra loro.
Centinaia di concerti in tutta Italia e una capacità comunicativa unica, fanno de La Differenza una delle band più importanti del
panorama musicale italiano. Le loro canzoni
sono immediate, originali, intense, esplosive,
graffianti, aggressive, energiche, ispirate ed
emotivamente passionali allo stesso tempo. I
concerti travolgenti, coinvolgenti, comunicativi, estasianti, entusiasmanti, unici nel loro
stile.
Preso! (Sony/Smrecords), prodotto da Stefano
Severini e Lucio D’Alessandro per la produzione esecutiva di Sandra Marini, è il primo album pubblicato dalla band nel marzo
2005 dopo la partecipazione al Festival di San
Remo.
La Differenza si classifica seconda nella categoria giovani con il brano “Che farò”, che di-
venta immediatamente una delle canzoni più
trasmesse dalle radio. Il Cd Singolo rimane in
classifica per svariati mesi e la Differenza diventa la nuova band fenomeno del momento.
Il primo tour de La Differenza nell’estate
2005 è un vero successo. I ragazzi dal vivo
sono incontenibili, esuberanti, contagiosi,
sconvolgenti e soprattutto suonano davvero e
il pubblico rimane colpito, a tratti sconcertato dal grande talento della band.
29
furbare / febbraio / february
5ª summane
lunedì
30
martedì
31
Sanda Savene
Sande Giuvuánne Bbosche
mercoledì
1
giovedì
2
venerdì
3
domenica
5
Sanda Virdejane
la Cannelëre
Sande Biasce
sabato
4
Sande Gilberte
Sand’Àghete
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SuWHFKvUWHOXPpVH
SpJJHGHWvWWH
Buon Compleanno
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30
la foto del mese
In bianco e nero per sottolinearne
la tristezza, la foto evoca tempi lontani
e suscita il rimpianto per una civiltà
contadina che non c’è più, come il vecchio
casolare ormai in rovina,
al quale gli alberi nella loro triste nudità
invernale fanno da cornice.
31
© 2005 Nicola Giuseppe Smerilli
furbare / febbraio / february
6ª summane
lunedì
6
martedì
7
mercoledì
8
Sande Cusumëine
Lu Viat’Angele
Sande Rumüalde
Sande Ggelòrme
La Tipografia Histonium:
da Marinucci a Godi
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32
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furbare / febbraio / february
giovedì
9
Sanda ‘Pullonie
venerdì
10
domenica
12
Sanda Durutué
sabato
11
La Madonne de Lurde
LU MULINÀRE
I mugnai in Città erano una volta soltanto tre: i fratelli Molino, Armando e
Benito, i quali avevano il mulino nel rione Croci, Menotti Garibaldi che operava
nello stabilimento a lu Ddazie, nei pressi
dell’attuale piazza Verdi e Cesare De Girolamo, soprannominato Cascëgne, con
sede in contrada Incoronata, a la‘Ngurnate. Le tecniche di macinazione erano
due, quella “a pietra”, la più diffusa sino
agli anni quaranta, e quella “con i molini a cilindri”. La prima consisteva nello
sfregamento tra due parti in pietra dei
chicchi di grano, che dava origine ad una
miscela scura di farina e crusca (vrànnele
o anche canëjje) dalla quale si poteva ricavare con il setaccio (setàcce oppure crivèlle) la farina bianca, detta anche fior di
farina, mentre l’altro sistema di macinazione “a cilindri”, più moderno, denominato anche “ad alta macinazione”, avveIHEEUDLR9LHQHLQDXJXUDWRLO
'LVSHQVDULR$QWLYHQHUHR&RPXQDOH
/DVHGHqLQYLD$QHOOL
Sand’Adolfe
,53389#5CD95B9
niva in passaggi successivi di separazione
e rimacina, che dava come prodotto la
farina raffinata. Nella foto l’ultimo mugnaio della zona, Valentino Bassi, attivo
nella vicina San Salvo.
%ERWW·H¶UULVSRåWH
– Maštre Pasqua’, te va truvànne Ggisàrije…
– Dëjje ca nin mi si’ vëšte.
33
furbare / febbraio / february
7ª summane
lunedì
13
martedì
14
mercoledì
15
Sanda Remeggëlde
Sande Valendëine
Sande Ggiacënde
giovedì
16
venerdì
17
domenica
19
Sanda Ggiulïana
Sande Romele
sabato
18
Sande Liaune
Sande Curradëine
1956: il crollo della zona orientale di Vasto
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QHVVXQD SDUROD SXz FRQIRUWDUH TXHOOH FKH QHVVXQD IRU]D SXz WUDWWHQHUH OD YLD RULHQWDOH DSHUWD
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febbraio - marzo
agosto
il profilo del costone
al novembre 1959
prima dell’abbattimento
della chiesa di San Pietro
35
furbare / febbraio / february
8ª summane
lunedì
20
martedì
21
mercoledì
22
Sande ‘Leuterie
Sande Felëice
Sanda Marecarëite
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36
furbare / febbraio / february
giovedì
23
venerdì
24
domenica
26
Sande Làzzere
Sand’Ida
sabato
25
Sanda Cuštanze
Sanda Matëlde
/DäWRULH
E li puliticànde è ttutti huàle,
ognune fa lu furbe gne la hòlpe.
E di tutti li cose che va male
ch’à guvirnàte prime té’ la colpe.
Fanne n’arte solamende,
a vandàrse ogne mumende.
Carnivàle apprufittàme,
ddu’ diasìlle ‘i candàme.
Di lu spidàle e di lu cuambisànde
se n’ariparle sole, ogne ttande.
Si passe e s’aripàssene la palle,
n’ zi fa ammomde e n’ zi fa mangh’ abbàlle.
E chi té cacche malanne
à da jì’ spirzijènne.
A chi tè’ ‘na tomba vudde
‘i li stann’ ariquisènne.
Nghi li prumesse e nghi li fattarille
si cerche d’attiné’ li pupuattille,
ma ‘st’amministrazione à da spjigà’
quale prugresse à fatte ‘sta città?
Pi’ ccurnicchie e pi’ ppindùne
jé cimende e jé matùne.
Li privàte custrutture
à da sfruttà’ la cubbatùre.
Ma pi’ ffurtune oppure pi’ sfurtune,
a’huànne s’arifà li vutaziùne.
Augurie città nostre, tand’ amàte,
che ppozza rèsse bbon’ amministràte!
Li bbillezze di ‘sta terre
‘ì l’ammidie tuttiquende,
ma pulìtiche e ‘ndirrèsse
l’arruvìne solamende.
La lunga filastrocca, che si snocciola in venti strofe, è di Fernando D’Annunzio, poeta
dialettale, al quale si devono anche le storie degli ultimi dieci anni, di recente raccolte in
un bel volumetto.
37
marze / marzo / march
9ª summane
lunedì
27
martedì
28
Sande Habbriéle
de la ‘Ddulluruate
Carnëvale
Sande Rumuane
mercoledì
1
giovedì
2
venerdì
3
domenica
5
Li Ciánnere
Sande Ruggïre
Sanda Camëlle
sabato 4
Sande Casemire
Sande Usébbie
0DU]H
Buon Compleanno
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38
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la foto del mese
Arriva, come da una conchiglia, il
rumore della risacca attraverso questa
immagine, che fissa anche il cromatismo
insospettabile dei ciotoli della scogliera.
” Il mare…è di tutti quelli che lo stanno
ad ascoltare”, ha scritto Giovanni Verga
ne’ I Malavoglia, ed il nostro fotografo ha
dimostrato di saperlo ascoltare davvero.
39
© 2005 Nicola Giuseppe Smerilli
marze / marzo / march
10ª summane
lunedì
6
martedì
7
mercoledì
8
Sanda Rose
Sanda Filëciatte
Sande Giuvuanne
de Ddë
Due Belle Tempre di Vastesi
Ma chi l’ha detto che i centenari si trovano
perlopiù dalle parti della Russia o giù di lì?
Sarà per l’aria ancora buona, per il clima, la
bellezza del paesaggio, il cibo buono e sano,
i centenari ci sono pure qui, come possono
provare all’anagrafe le due simpatiche signorine che appaiono nelle foto, delle quali
40
diamo nome e cognome anche per dare un
riferimento a chi volesse aver da loro l’elisir
della lunga vita. A destra Teresa Teti, vedova
Stampone, anni 105, ancora lucidissima ed
in gamba, ed a sinistra Maria Pascucci, anni
100, vedova Napoletano, sette figli e tanti nipoti, che dal 1971 vive a Perth.
marze / marzo / march
giovedì
9
Sanda Frangiasca Rumüane
venerdì
10
domenica
12
Sande Simblèce
sabato
11
Sande Cuštandëine
Sand’Uriaune
Musicisti che si fanno onore
Due giovani di cui vale segnalare la bravura,
affinché siano di stimolo ai coetanei. Allievi
della Scuola civica musicale, Alessandro Pensa
e Giacomo Di Rosario hanno raggiunto buoni livelli di preparazione e si cimentano ormai
in concerti, spaziando dal classico al moderno
con uguale disinvoltura. Alessandro, che suona il violino, ha vinto quest’anno anche una
borsa di studio, offerta da Albert Di Lallo,
nostro concittadino in Australia, grazie alla
quale sarà quest’anno a Perth per un seminario di aggiornamento.
Fett’ e Fettarille
Don Caddane l’arcepredde de Sand’Bbune
Carminîcce, dètte Varvatórte, si n’ariprijéve de
lu zijàne Caddàne, arcipredde de Sande Bbune.
Nu jùrne zì predde ,‘ndrattinîte a lu Uašte pe’ lu
mmale tèmbe, telèfene a Carminëcce pe’ nu piatte
de minèštre - Va bbune, Zì Caddà, vi a la casa mà,
ca màjjeme Carméle ha cótte pašt’e fasciùle. – ‘N ti
‘ngaricà - dëce lu predde - che pur’a Sande Bbune se
magne li fasciùle.
A tàvela màsse, trumminde Carminîcce avé’ ‘ccumenzate a magnà, lu vicchie l’arechiàme tutte
‘ngazzate:
– Prëime la prihìre, nepàte care. Dóppe se magne.
Dóppe! Ma Carminîcce Varvatórte lèšte, nghi la
vocca piàine, j’arispànne: – Zijàne me’, ‘na prihìre… schinènze pe’ štu piatte di fasciùle? E se fusse
štate ‘nu pullastrélle ch’avevama fa’, ‘na pricissiàne?
41
marze / marzo / march
11ª summane
lunedì
13
martedì
14
mercoledì
15
Sanda Patrëzie
Sanda Matëlde
Sanda Lujëise
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Ha vissuto con la saggia e concreta modestia dell’uomo che quotidianamente cerca con fatica il difficoltoso equilibrio della “livella” evocata nella famosa
poesia di Totò, che recitava spessissimo a memoria
ad amici e colleghi. Non si è certamente fatto trovare quindi impreparato quando è stato strappato
alle sofferenze fisiche che lo hanno accompagnato
nell’ultima parte di una vita interamente spesa per
l’affermazione del Diritto ed in difesa dei più deboli. Avvocato per vocazione, oltre che per professione,
meritò la toga d’oro “per aver esercitato in maniera
esemplare l’attività forense”.
Fett’ e Fettarille
‘Na mojje ‘ngazzate
‘Ndonie è sempre poco cortese con la moglie
Caterina, detta Iuccia, anzi Jîcce, diminutivo
di Caterina. Torna a casa con una borsa di
pesce appena comperato al mercato e dice in
malo modo alla donna: - O Jîcce, làsse tutte
‘sse mmascéte e vamme à sciojje štu pašsce. E lei,
risentita:- Piccà ‘ssu pašsce št’attaccate ?
42
Zì Dumìniche
Zì Dumìniche se štrascinéve nghi lu bbaštáne pe
jjë a la putéche a’ ccattà cacchéuse.
Baštijàne gnà li vàite je dëce: – “zi’ Dumi’, peccà
si ‘sscîte? Arivàttene a la case piane piane e rende
rende a ‘ssu mîre”.
– “Scë – j’arispànne lu vicchie – gne li sîrge”.
marze / marzo / march
giovedì
16
venerdì
17
domenica
19
Sande Ggiulïàne
Sanda Gertrude
sabato
18
Sande Salvataure
LU CALLARÀRE
San Giusueppe
,53389#5CD95B9
Di artigiani del rame, calderai e ramai, ce
n’erano diversi in città ed erano tutti valentissimi. Luigi Santarelli, Giacomino
Tenaglia, Giuseppe Miscione e Michele
Stampone ne sono stati tra gli ultimi in ordine di tempo, prima che questo mestiere
scomparisse del tutto. Michele Stampone,
nella foto intento a lavorare al “cavallo”,
l’attrezzo di legno sul quale si batteva il
rame, aveva bottega alla salita di Sant’Anna e tutto il quartiere scandiva il tempo
della giornata al ritmo delle sue martellate
sul metallo rosso, che via via prendeva la
forma di conche (cànghe), caldaie (callàre),
paioli (caccavèlle) paiolini (callarìlle), bacinelle (vaccéle) caffettiere (ciucculattìre), padelle (cuttîre) manieri, scaldaletti, sui quali
con appositi punteruoli incideva poi artistici disegni ornamentali.
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43
marze / marzo / march
12ª summane
lunedì
20
martedì
21
mercoledì
22
Sanda Sandre
Sande Ermanne
Sande Uttävie
giovedì
23
venerdì
24
domenica
26
Sande Benedàtte
Sande Habbrìele
sabato
25
La ‘Nnungiaziàne
Nicola Jacobucci
Sande ‘Manuele
Amici del Lunario
“Vecchia corteccia”, è tra gli imprenditori più
conosciuti ed apprezzati per l’esperienza, la saggezza, la competenza. Tutt’ora in movimento,
anche per testimoniare visibilmente la ragione
sociale della sua Ditta, ch’è appunto quella di
“movimento terra”, rappresenta un esempio da
emulare per le giovani generazioni. Complimenti, Nicola.
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La lucia lëttre accende le lampadine
(1906-2006)
Nella cartolina d’epoca si vede la palazzina dell’officina elettrica inaugurata nel 1906. Concessionaria dell’appalto
per l’erogazione dell’elettricità e della gestione dell’impianto era la ditta Ing. Vittorio Argnani & C. di Ancona.
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45
marze / marzo / march
13ª summane
lunedì
27
martedì
28
mercoledì
29
giovedì
30
venerdì
31
Sande ‘Libberte
Sande Sište
Sande Secundëine
Sanda Giuvuanna
Sande Beniamëine
sabato
1
Sand’Ughe
domenica
2
Sande Frangische
de Pavele
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Buon Compleanno
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46
la foto del mese
Il mare unisce i paesi che separa, ha detto
il poeta inglese del XVIII sec. Alexander
Pope, e l’ultimo orizzonte dell’Adriatico,
armonicamente inquadrato nella cornice
del magnifico portale di San Pietro,
sembra accomunare i popoli delle due
sponde nello stesso messaggio cristiano di
speranza e di fiducia nella vita.
47
© 2005 Nicola Giuseppe Smerilli
abbrëile / aprile / april
14ª summane
lunedì
3
martedì
4
mercoledì
5
Sande Rëccarde
Sand’Isidëre
Sande Vingenze Ferrare
La Filodrammatica di Vasto
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YHQQH ULSURSRVWD SHU ROWUH XQ GHFHQQLR QHJOL
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ORFDOH FRPSRVWD GD DWWRUL H PXVLFLVWL /·RSHUD
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WHYROHVXFFHVVRODUDSSUHVHQWD]LRQHLQYHUVLRQH
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48
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UXFFKLHUH (WWRUH &DYDOORQH$OIRQVLQD 6FRWWL
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SURWDJRQLVWDIHPPLQLOH,]]L$OEHUWRDWWRUH
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VFLDWLGDVLQLVWUD)XOYLR'·(UFROHSURWDJRQLVWD
PDVFKLOH &HVDULR )LRUH YLROLQR *XJOLHOPR
0DUFKHVDQL 1LFROD 'H *XJOLHOPR EDWWHULD
'RPHQLFR)ORULRWURPED0DULR,]]LDWWRUH
abbrëile / aprile / april
giovedì
6
venerdì
7
domenica
9
Sanda Ggiulϕane
La Sanda Spéne
Sanda Virginie
sabato
8
Sande Silvene
Lu Jurne de le Palme
Sande Caloggere
La Confraternita del Toson D’oro
Costituita nel 1996 sotto gli auspici
dell’Amministrazione Comunale, sindaco Giuseppe Tagliente, ad iniziativa
di un gruppo di intellettuali come Franco Cardini, Renato Besana, Carlo Fabrizio Carli, Marcello Staglieno, Lucio
D’Arcangelo, Claudio Finzi, Giuseppe
Sermonti, Giuliano Preparata, Francesco Gentile, Gaetano Massa e Giorgio
Albertazzi, la Confraternita del Toson
d’Oro, operante sino al 2000, vanta al
suo attivo la realizzazione di manifestazioni culturali di indiscutibile spessore che hanno richiamato l’attenzione del mondo culturale anche internazionale. Assunto il Toson d’oro a simbolo
della memoria, del messaggio e del significato della
cultura europea, la Confraternita lancia con un
manifesto, definito del postmodernismo italiano, un appello a tutti gli spiriti liberi un appello
per una nuova rivoluzione, da combattere con la
più debole delle armi: la cultura. Obbiettivo del
gruppo è la rinascita civile, culturale ed estetica
contro ogni omologazione mondialistica, affinché l’Europa torni a svolgere nel mondo il ruolo
che le compete e che oggi sembra aver perduto.
In questa direzione viene istituito un Premio Internazionale, che viene attribuito nelle varie edizioni a Ernst Nolte, a Marc Fumaroli, a Sergio
Romano. Contestualmente dà vita ad un premio triennale di saggistica, assegnato ad Alberto
Arbasino per il libro Paesaggi italiani con zombi, ed organizza incontri mensili, denominati i
Dialoghi del Toson d’oro, che vedono la partecipazione di Antonio Marzano, Luce D’Eramo, Carlo Sgorlon, Massimo Caprara, Antonio
Martino e Ferruccio Perazzoli.
49
abbrëile / aprile / april
15ª summane
lunedì
10
martedì
11
mercoledì
12
Sand Pumbè
Sande Tibberie
Don Michele Ronzitti
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XQD IDPLJOLD GL SHVFDWRUL GHO TXDUWLH
UHGL6DQ3LHWUR/DSDUODWXUDHO·LQWHU
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FRPHXDåWDUpXOH8OWLPRFDQRQLFRGHO
VRSSUHVVR&DSLWRORYDVWHVHq&DSSHO
ODQRD6DQWD)LORPHQDHDOO·$QQXQ]LD
WD 3URIRQGR FRQRVFLWRUH GHOOD FKLH
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VFULWWRQHJOLXOWLPLDQQLGLYHUVLOLEULGL
DUJRPHQWR VWRULFRHFFOHVLDOH /D VXD
XOWLPD IDWLFD q LO YROXPH VXOOD FKLHVD
GHO&DUPLQH
)RWR*LRUGDQR*DOOR
L O S H UV R Q D JJ L R
Mercluddé Sande
Sande Ggilie
La Santa Pasqua
La celebrazione della Pasqua ha inizio con la veglia, che si
svolge dalla sera precedente sino allo scoccare della mezzanotte, durante la quale si rivive la Passione di Gesù Cristo
e si partecipa ai Sacramenti. Ha inizio con la benedizione
del fuoco e con l’accensione del cero pasquale, simbolo di
Cristo-Luce, che viene introdotto in processione nella chiesa,
progressivamente illuminata. Al rito fa seguito l’Annunzio
del mistero pasquale di Cristo, che arriva a rischiarare la terra
del Suo splendore vincendo le tenebre del peccato.
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50
abbrëile / aprile / april
giovedì
13
venerdì
14
domenica
16
Giuvuddé Sande
Sande ‘Dduarde
Vennardé Sande
Sande Masseme
sabato
15
Sabbete Sande
Sande Ducudére
La Pasche
Sand’Irene
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51
abbrëile / aprile / april
16ª summane
lunedì
17
martedì
18
mercoledì
19
giovedì
20
venerdì
21
domenica
23
Sande Fabbie
Lu Pasquane
Sanda ‘Pullonie
Sande ‘Spedëite
Sanda ‘Gnàise
Sand’Anzelme
sabato
22
Sanda Flavie
DSULOH
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Sande Giorge
La Madonne
de la ‘Ngurnuate
Gli Internati di Vasto Marina
Con l’entrata in guerra dell’Italia, a Vasto Marina, allora
chiamata Istonio Marina, vennero internati esponenti
antifascisti. L’internamento di guerra consisteva nel
soggiorno obbligato nel comune assegnato dall’autorità
di polizia ed in una rigida disciplina di sorveglianza.
Gli internati di guerra di Istonio Marina alloggiavano
nell’albergo dell’avv. Oreste Ricci o nella villa Marchesani, a fianco della chiesa di Stella Maris. Il servizio di
vigilanza era assicurato da dodici carabinieri e quello
medico dal dottor Nicola D’Alessandro. Il numero
degli internati crebbe sino a raggiungere, rispetto alle
prime 79 persone del giugno del 1940, il numero di
185 presenze. Tra di essi figuravano anche nomi famosi dell’antifascismo militante, come Mario Borsa, che
poi divenne nel 1945 direttore del Corriere della Sera,
Raffaello Gialli, noto critico d’arte, Giuseppe Scalarini,
caricaturista dell’Avanti!, il filosofo Edmondo Cione, il
critico d’arte Mattei.
Una cartolina inviata da un internato di
guerra. Il suo nome è Francesco Jovenitti, leggibile in alto a destra sopra al timbro
postale di partenza, dal quale si ricava il
luogo ed il giorno della spedizione.
Il testo è indirizzato alla moglie Giuseppina
Ronzi Jovenitti, via A. Sciesa, 21, Milano:
28-2 = Pina, mia diletta, Anima, Pensiero e
vita. Ti ricordo con forte nostalgia e ricordo
te Lino e La Rita e questa cartolina bruciata.
Quello che più è vivo in me è la vostra visita
e da quella porta vi ò visto partire e in me vi
era una cosa grande grande quanto l’affetto
che sento per voi. O’ benedetti momenti se pur
dolorosi e Voi Pinuccia, cosa c’era nei nostri
cuori quando la prima volta i nostri occhi si
sono visti e sotto il bersò abbiamo mangiato.
Come ti ò vista, amata adorata, e come ti ò
vista e sentita nel tuo amore e in tutta la tua
azione di sposa, di donna e di madre, come
allora e più di allora, ti sento mia e tanto ti
voglio bene. Francesco Jovenitti.
53
abbrëile / aprile / april
17ª summane
lunedì
24
martedì
25
mercoledì
26
Sande Gelarde
Sande Marche
Sande Marcelleine
6ROGDWRGLSDFH
Cristian Nicola Salvatorelli.
In risposta alla richiesta dall’ONU di fronteggiare la situazione in Somalia, stremata da anni di
guerra civile, carestia e pestilenze, il 13 Dicembre 1992, nell’ambito dell’operazione umanitaria
multinazionale Restore Hope, i primi reparti italiani iniziavano ad affluire in Somalia. Il contingente
italiano denominato Italfor – Ibis, incentrato sulla
Brigata Paracadutisti Folgore, era stanziato su un
territorio esteso tra Mogadiscio e il confine somalo
con l’Etiopia. Tra i ragazzi italiani impegnati nella
missione c’era anche il nostro caro Cristian che,
animato dagli stessi valori umanitari di libertà e
di pace, accoglieva la chiamata all’azione nel corso
del suo periodo di ferma, unendosi ai parà della
Folgore in missione in Africa. Ci ha lasciato troppo presto, vittima di un incidente stradale.
50
ANNI DI
GIORNALISMO
Giuseppe Catania, Peppino per gli amici, presidente
dell’Associazione vastese della stampa ha festeggiato
nel 2005 le nozze d’oro con il giornalismo, Infaticabile, collabora ancora attivamente con varie testate
nazionali e locali e vanta al suo attivo numerosi premi meritati per l’impegno e per la serietà professionale dimostrata in ogni momento. Lo vediamo nella
foto insieme a Stefano Pallotta, presidente dell’Ordine Regionale, mentre spegne le tradizionali candeline nel corso della festa che ha voluto celebrare
accanto a tutti i colleghi vastesi.
54
abbrëile / aprile / april
giovedì
27
venerdì
28
domenica
30
Sanda Zéite
Sande Vitale
sabato
29
Sanda Catarëine
Leano Di Giacomo
Leano è il suo “nom de plume”, perché
in realtà si chiama Sebastiano ed è nato e
residente a Vasto. Ha pubblicato raccolte di poesie: Stagioni (1983), Blue-jeans
(1984), La tua idea (1985), Amori (1986).
Dal 1986 è iscritto alla Siae come paroliere
e suoi testi sono stati incisi da Franco Tozzi, Tony Dallara, Mal, Cristian, La Strana
Società, Wilma De Angelis, Valerio Liboni, Gianni Drudi, Mara Meis, l’Orchestra
Papillon, Alex Damiani, Orchestra Sergio
Pezzi, I Mitici, Al Rangone, Dino, I Nuovi
Angeli. Sue canzoni per i più piccoli sono
state presentate nei festivals del Microfono d’oro, Cantablù, Giocamusica, Pompei
Giovani, Verdinote, Bimbofestival, La Vela
d’oro. Nel 1989 ha scritto “Cuore Biancorosso”, inno della squadra di calcio, inciso
su 45 giri in occasione del ritorno in serie
Sande Mizie
Amici del Lunario
C. Nel 2002, nella ricorrenza del centenario del calcio vastese, ha curato la realizzazione di un cd dal titolo “Grazie Vasto”,
contenente quattro inni biancorossi.
Consigli
... Coniugali
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FKHODPjMMHqPH]]HSDQH
... Economici
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55
maje / maggio / may
18ª summane
lunedì
1
martedì
2
mercoledì
3
giovedì
4
venerdì
5
domenica
7
Sande Giusuéppe
Arteggiane
Sande ‘Ttanasie
Lu Legne de la Cráce
Sande Flurïane
Sande Ninzie
sabato
6
Sanda Bbenedatte
Sande ‘Nnucienze
0DMH
Buon Compleanno
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56
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la foto del mese
Dolce e chiara è la notte e senza vento, /
e queta sovra i tetti e in mezzo agli orti
posa la luna… Dinanzi alla serenità
che suscita questa immagine insolita
del crinale di Punta Penna, ritornano
spontanee alla mente le bellissime rime
del canto di Giacomo Leopardi.
57
© 2005 Nicola Giuseppe Smerilli
maje / maggio / may
19ª summane
lunedì
8
martedì
9
Sande Vittàure
Sande Libbratàure
mercoledì
10
Sande ‘Ndunëine
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58
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maje / maggio / may
giovedì
11
venerdì
12
domenica
14
Sande Fabbïane
Sande Nerè
sabato
13
La Madonne
de Fàteme
Luigi D’Agostino
Sande Matté
Amici del Lunario
Disponibile, ma discreto e riservato, come
si conviene ad un gentiluomo per cultura e
per tradizione familiare, il professor Luigi
vive da tanti anni a Vasto, dove ha svolto
con passione la professione di docente.
Originario della vicina Pollutri, ha contribuito allo sviluppo ed alla modernizzazione di quel comune come promotore, tra i
più convinti ed attivi, della realizzazione
della Cooperativa vinicola “San Nicola”,
proprietaria di una delle cantine sociali più
dinamiche del comprensorio.
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59
maje / maggio / may
20ª summane
lunedì
15
martedì
16
mercoledì
17
Sanda Matalene
Sande Ubbualde
Sande Pasquale
/D&KLHVHWWDGL6DQ)UDQFHVFRDOOD´6HOYRWWDµ
nel 1962 della quale la foto, ch’è di quattro
anni successiva, fornisce la prova. Al centro
l’insegnante signora Angelucci. In prima fila
da sinistra si riconoscono: Franco Pascucci, Anna Tana, Rosa Maria Jacovitti, il figlio
della maestra, Nicola Troiano, Antonietta
Antenucci, Bruno Pascucci. In seconda fila:
Lina Giacomucci, Giuseppe Ciccotosto, Maria Travaglino, Antonietta Tana, Eva Pascucci, Rita Zinni, Nicola Giacomucci, Michele
Tana, Rocco Antenucci.
Non esiste più, ma sorgeva in località Selvotta
la chiesetta che si vede qui di fianco in una
cartolina d’epoca. Di preciso era ubicata lungo la strada provinciale che reca a San Salvo,
in corrispondenza del bivio di via Buonanotte ed era stata eretta dai monaci francescani
nel 1957 e poi demolita nel 1963. Accanto
ad essa funzionava anche una scuola elementare, rurale, come si diceva allora, realizzata
60
maje / maggio / may
giovedì
18
venerdì
19
domenica
21
Sande Venanzie
Sande Cilištëine
sabato
20
Sande Bernardëine
Sande Sicundëine
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Fett’ e Fettarille
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61
maje / maggio / may
21ª summane
lunedì
22
martedì
23
mercoledì
24
Sanda Rëite da Cascie
Sande Desiderie
Sanda Giuvëine
/·,FRQD
2OJD%RUDVFKL
Nata a Teramo sul finire dell’800, conservò
per tutta la vita, interamente trascorsa a Vasto,
un aspetto ottocentesco, nel modo di essere,
di porsi, d’intendere soprattutto la scuola. Insegnò francese a generazioni di giovani e lo
fece ininterrottamente con dedizione assoluta
per oltre quarant’anni. Severa ed esigente verso gli alunni, fuori dalle mura scolastiche era
mite e gentile. Trascorreva a Parigi due mesi
all’anno per aggiornare la sua conoscenza della lingua e solo alla soglia dei settant’anni, su
consiglio di Padre Pio da Pietrelcina, al quale
era molto devota, si ritenne esonerata da tale
obbligo morale. E’ scomparsa nel 1995, ma
la sua eccezionale figura di insegnante resta
nitida nella memoria di molti vastesi.
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62
Equazioni
quasi matematiche
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maje / maggio / may
giovedì
25
venerdì
26
domenica
28
Sande Gregorie
Sande Feleppe
sabato
27
Sande Federëiche
LU VETRÀRE
Non data certamente dall’insediamento
della Siv la presenza di un’industria vetraria
nel vastese. Antichi documenti provano,
infatti, che laboratori per la lavorazione del
vetro furono impiantati a Vasto dal XVII
secolo ad iniziativa di maestri vetrai venuti da Murano. Il sistema di lavorazione era
quello, appunto, della soffiatura praticato
nella località veneziana, che consisteva nel
trasformare il bolo di vetro in una vescica,
la quale veniva poi spaccata per lungo al
fine di ottenere un vetro piano.
La ‘Scenziaune
Sande Emëlie
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63
maje / maggio / may
24ª summane
lunedì
29
martedì
30
mercoledì
31
Sande Massimëine
Sande Ferdenande
Sande Giurduane
giovedì
1
venerdì
2
domenica
4
Sande Giuštëine
Sand’Uggenie
sabato
3
Sanda Clutëlde
La Pendecoste
Sande Quirëine
*JvJQH
Buon Compleanno
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64
WXWWHOHPpVHYH·ODVqUH
VRO·D*JvJQHQHQFHVSpUH
la foto del mese
“La notte…ci piace perché, come il
ricordo, sopprime i particolari oziosi”,
ha scritto il grande poeta argentino Jorge
Luis Borges. L’inconfondibile sky-line
della città illuminata che si specchia
nelle acque del mare dà un colpo d’occhio
immediato della bellezza incomparabile
di quest’angolo del mondo.
65
© 2005 Nicola Giuseppe Smerilli
ggine / giugno / june
25ª summane
lunedì
5
martedì
6
mercoledì
7
Sande Fiurenze
Sande Feleppe
Sande Robberte
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La foto è stata scattata a bordo di un piroscafo e, se le informazioni assunte sono veritiere,
fissa un momento felice d’una crociera in Adriatico alla volta di Pola , o forse di Zara, organizzata dall’O.N.D (Opera Nazionale Dopolavoro) che suscitò tant’eco all’epoca. Una
gita in mare, allora come oggi, è sempre un’occasione irripetibile di mondanità.
66
ggine / giugno / june
giovedì
8
venerdì
9
Sande Severëine
Sande ‘Rrëiche
sabato
10
Sande Zaccarëje
domenica
11
La Ternetè
Madonne di li Merécle
Punto di stella
Amici del Lunario
Giuseppe Trovarelli
Circh’ a monde e circ’a bballe, circh’a pìte e cirche ‘n
cëime, ndo stà Pippëne Trovarelli? Nzi ferme nu mumende, viàt’ a àsse. Li pù truvuà cacche vodde a la
uattàte, mentre stà sott’a lu sàle a rinducculà nghi lu
martelle lu faggiàne e la faggìje.
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67
ggine / giugno / june
24ª summane
lunedì
12
martedì
13
mercoledì
14
Sande ‘Nufre
Sanda Alëice
Sande ‘Ndonie de Padeve
Il Circolo Socio Culturale
S. Antonio Abate
Sorto nel 1987 per iniziativa di un
gruppo di abitanti del quartiere
omonimo, dopo alcuni anni di assestamento, si è strutturato stabilmente con un gruppo di dirigenti
attorno al presidente Giovanni
Salvatorelli (sostenuto dal dinamico parroco Don Domenico) proponendo iniziative culturali, sportive e ricreative per valorizzare le
potenzialità della zona in continua
espansione. La festa del quartiere,
la sagra della pizza, i gruppi folcloristici organizzati per cantare le
štorie e lu Sand’Andunie sono alcuni
tra gli esempi di questo decennale
impegno. Diventata inutilizzabile la
vecchia sede i soci si sono impegnati, sostenendo anche gli oneri finanziari, a costruirne una nuova senza
attendere che strutture pubbliche
risolvessero il problema. Quest’anno, all’interno del piccolo parco
giochi, è stato inaugurato l’edificio
del “Centro”, segno tangibile del
loro impegno civile e del loro attaccamento alla contrada.
68
Il gruppo dei dirigenti che hanno sostenuto
l’iniziativa e la facciata del centro.
ggine / giugno / june
giovedì
15
venerdì
16
domenica
18
Sande Veite
Sand’Ureliane
sabato
17
Sande Adolfe
Lu Corpus ‘Ddòmene
Sande Curnuelie
L O S H UV R Q D JJ L R
Vincenzo Russi
Ha rappresentato insieme al medico,
dott. Francesco Rocchio, l’istituzione sanitaria alla Marina, quando il rione era
abitato da poche persone, dedite perlopiù
alla pesca ed alla coltivazione dei campi.
Farmacista a tempo pieno sino al 2000,
quando ha ritenuto di dover passare il testimone ai figli, è stato per la correttezza
e la disponibilità sempre dimostrata nei
confronti della gente un punto di riferimento per tanti che avevano bisogno. Un
uomo che definiremmo d’altri tempi, se
non avessimo fiducia che il suo esempio
nella vita e nel lavoro ha certamente prodotto emuli anche al giorno d’oggi.
Fett’ e Fettarille
Si ‘vvù aripaiudë
Ogne tande me piàce a jë a Nicole, a la Logge Amblingh. Ci porte amëice e ‘mmigréte australiène.
Pe’ ffà bbèlla fihîre me vajj’ a raccummuannè
prëme: “Niculà, vujje fa bbèlla fihîre nghe puche
sodde”.
Canda me porte lu cuànde però, scimmadàtte,
pè farme forze curagge me déce ridenne: “A tá
facce pahà sole la vidìte”. ‘N grazi’a Ddë – hàjj’
arispòste l’utima vodde – accuscë aripaiudèsce
sìbbete sìbbete… ‘šta mazzanne tra cap’e colle”.
69
ggine / giugno / june
25ª summane
lunedì
19
martedì
20
mercoledì
21
Sande Rumüalde
Sanda Micchelëine
Sande Lujëgge
*(*(¶&RVUO
3LD]]D5RVVHWWL9$672
Vecchi Fusti
Immancabili, quasi statuari come don Gabriele, che dall’alto della stele ne controlla complice movimenti e parole, Lello, Geggè e Giggine
sono i veri padroni di Piazza Rossetti, dove trascorrono buona parte del loro tempo di pensionati sereni. Tra una “vasca” e l’altra del continuo
andirivieni, a mond’e bbàlle, passano al setaccio
tutti i fatti del giorno spaziando dalla politica,
allo sport, ch’è il loro più grande argomento
di discussione. Tre moschettieri, insomma, ai
quali, come D’Artagnan, s’aggiunge Ca’Gianfranco, il quale smessa la livrea di commesso a
Montecitorio, torna di tanto in tanto a integrare
la bella e spensierata compagnia.
Piccola Pubblicità 1930
da «Il Vastese d’Oltre Oceano»
Previsioni
del tempo
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70
ggine / giugno / june
giovedì
22
venerdì
23
domenica
25
Sande Paulëine
Sande Nazzarie
sabato
24
Sande Giuuánne
Battešte
Sande Hujerme
Punto di stella
Geometri e Ragionieri del 1945
*LXJQRLSULPLGLSORPDWLD9DVWRGRSROD¿QHGHOODJXHUUDPRQGLDOH(FFROLQHOOHIRWRGL
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*LXVHSSH,DODFFL
71
gginîe / giugno / june
26ª summane
lunedì
26
martedì
27
mercoledì
28
Sande Giuvuanne e Pavele
Sande Clemende
Sand’Irené
giovedì
29
venerdì
30
San’Bitre e Pavele
Sande ‘Nnuciénze
sabato
1
Sande Štefene
domenica
2
Madonne di li Grazie
Punto di stella
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Buon Compleanno
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72
OHPHWHWuUH
YDQQ·DOD3vMMH
la foto del mese
Oltre il limite di quel cancello,
nella perfetta prospettiva disegnata
dalle antiche colonne c’è l’incanto
del cielo e del mare e la vista d’un angolo
di paradiso che ci fa pensare quanto
non sia esatta l’affermazione
di Marcel Proust, secondo cui
“i veri paradisi sono i paradisi perduti”.
73
© 2005 Nicola Giuseppe Smerilli
lîjje / luglio / july
27ª summane
lunedì 3
Sande Tumuásse
martedì
4
mercoledì
5
Sanda Sabbette
Sanda Filummuéne
giovedì
6
venerdì
7
domenica
9
Sanda Maréjja Guràtte
Sanda Cláudie
sabato
8
Sand’Adriane
Antonio Nocciolino
Presidente della Cantina Cooperativa San
Michele, che ha sede legale ed operativa in
località Pagliarelli, rappresenta ed amministra con encomiabile passione questa bella
realtà economica creata ad iniziativa degli
imprenditori agricoli locali. Docente e vice
preside presso l’Istituto Commerciale e per
Geometri “Filippo Palizzi”, si è completamente dedicato, dopo il ritiro dall’insegnamento, alle attività della Cantina , che
hanno registrato un notevole incremento
nell’ultimo periodo.
Sande Ggiste
Amici del Lunario
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4XDUDQW·DQQLGLDXWRQRPLD
Nata nel 1962 come sezione staccata dell’Industriale di Chieti, l’ITIS di Vasto ottiene l’autonomia nell’ottobre 1966. Nelle foto, momenti della solenne cerimonia di intitolazione ad
Enrico Mattei, alla quale partecipa la Signora
Margareta, vedova dello scomparso presidente
dell’ENI. Nella foto a destra sono riconoscibili
il prof. Edoardo Suriani, la signora Elia La Palombara Boselli e don Antonio Moretta. In basso il preside Carlo Guazzotti e il comm. Carlo
Boselli.
I PRESIDI
Prima dell’autonomia:
Silvio Mele (1962-66);
vice presidi, Vincenzo Russo (1964-65) e
Edoardo Suriani (1965-66).
Dal 1966 ad oggi:
Carlo Sergio Guazzotti (1966-71);
Gino Levantesi (1971-72 e 1974-76);
Ennio Palucci (1972-73);
Anna Maria D’Amore (1973-74);
Rocco Morgia (1976-78);
Gabriele Moro (1978-79);
Fernando Fiore (1979-2006).
I primi diplomati del 1966/67:
Giovanni Abbadessa, Antonio Aceto, Giuseppe
Argentieri, Roberto Armeno, Mario Bevilacqua,
Osvaldo Bozzelli, Nicolangelo Bucciarelli, Mario Candeloro, Luigi Carriero, Giovanni Cianci, Aristide Ciavatta, Carlo Cimino, Giuseppe
Cinquina, Michele Ciuffi, Nicola Crognale,
Vitale D’Achille, Francesco Paolo D’Adamo,
Nicola D’Adamo, Mario D’Amelia, Franco De
Filippis, Federico Di Fabio, Nicola Di Fabio,
Francesco Di Fano, Ennio Di Fonzo, Nicola Di
Ninni, Antonio Di Vito, Michele Felice, Nicola
Giampietro, Nicola Giuliani, Nedo Golfarini,
Nicola Malatesta, Piero Mancini, Nino Marini, Antonio Menna, Nicola Miscione, Michele
Molino, Nicola Nocciolino, Antonio Odio, Salvatore Palma, Davide Perrozzi, Pietro Perrozzi,
Domenico Piccinino, Mario Prosperi, Basso
Ritucci, Francesco Salerno, Domenico Sallese, Giuseppe Sanese, Dario Saraceni, Pasquale
Saraceni, Angelo Michele Serafini, Francesco
Paolo Sorgente, Francesco Paolo Spadaccini,
Bruno Spinetti, Domenico Stivaletta, Nicola
Stivaletta, Antonio Tana, Francesco Tartaglia,
Nicola Tartaglia, Ercole Zulli.
75
lîjje / luglio / july
28ª summane
lunedì
10
martedì
11
mercoledì
12
Sanda Isabella
Sande Bbenedàtte
Sande Furtunüate
La “Calda Estate” del ‘46
Cosa accadde quel 7
luglio 1946? Se n’é
persa memoria, ma
i più anziani non
hanno dimenticato
che in quella “calda
estate” dell’ immediato dopoguerra in
Città si scatenò la
piazza.
Ad originare gli
scontri, che si protrassero per più giorni, per l’esattezza dal
5 del mese, fu lo
sciopero indetto dal
sindacato per protestare contro il carovita e la disoccupazione incalzanti. In quel giorno
una pallottola vagante, sparata dalla mano di un
oppositore, nel corso di un più acceso tumulto
sotto la sede della Democrazia Cristiana, ferì una
giovane donna. La successiva morte per cancrena
avrebbe definitivamente risolto la vicenda. Su di
una lapide del Camposanto “vecchio”, sotto un’
allegoria un po’ naïve con il motto Libertas inscritto in uno scudo crociato, si legge il seguente
epitaffio: “Colpita da piombo fratricida / Anna
Marinucci di Sal(vator)e / nata nel Vasto il 26.
6.1923 decedeva il 23.7.1946 / Dell’Idea Cristia76
na ardente assertrice / sacrificio sublime / di una
giovinezza infranta”. Sessant’anni dopo quindi la
giovane donna riassume un nome ed un cognome
ed i suoi uccisori vengono individuati da quell’accusa incisa sulla pietra che parla di “piombo fratricida”. Due condanne a sette anni irrogate dalla
Corte di Assise di Lanciano, offrivano, in quanlche modo, risposta al problema giudiziario, ma
una questione, tuttavia rimaneva oscura: perché
quella mano era armata?
lîjje / luglio / july
giovedì
13
venerdì
14
domenica
16
Sande ‘Rreiche
Sande Camélle
sabato
15
Sande Bbonavendïre
La Madonna
de lu Cármene
Punto di stella
LU VASÀRE
,53389#5CD95B9
Con un territorio così ricco d’argilla (critáne) Vasto ha potuto vantare per secoli
un artigianato per la produzione di vasi,
tegami (tijélle), giare, orci (càndre), piatti,
trùffele e ciùcene, rispettivamente recipienti per l’acqua per il vino. L’attrezzo principale di lavoro era la ruota, azionata dal
movimento del piede su un pedale, con la
quale mani sapienti modellavano le varie
forme delle terraglie (critàjje).
Un laboratorio di vasai si trovava sino a
cinquant’anni fa negli stessi locali in cui
oggi è ospitato il ristorante “Le Cisterne”
e vi lavoravano, sotto la direzione di un tal
mašte Vingenze, un paio di operai.
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OXJOLR
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Ricetta
medica
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77
lîjje / luglio / july
29ª summane
lunedì
17
martedì
18
mercoledì
19
Sande Cirille
Sanda Marëine
Sand’Arsenie
IL MEDICO DELLA MUTUA
La foto ritrae il dott. Francesco Rocchio in partenza per una visita domiciliare con la sua borsetta di attrezzi sanitari. L’istantanea è emblematica di un certo modo di fare medicina ch’è
purtroppo ormai scomparso e di un tempo nel
quale il medico era considerato più l’amico di
famiglia che il professionista distaccato, staccaricette, al quale siamo abituati oggidì. Medici
che hanno lasciato dietro di loro profumo di galantuomini, tra i quali si ricordano ancora Tommaso Cordella, Marchesani, Mucci, Marcello
Sangiovanni, capostipite d’una generazione di
professionisti, Filoteo Ricci, Nicola D’Alessandro, Giulio Colangelo, Radoccia, Vincenzo
Martone, Silvestro Bile, Luigi Peluzzo, Elios Petrilli, D’Agostino.
Piccola Pubblicità 1930
78
da «Il Vastese d’Oltre Oceano»
lîjje / luglio / july
giovedì
20
venerdì
21
domenica
23
Sand’Aurelie
Sande Claudie
sabato
22
Sanda Maréjja
Matalene
Sanda Bbréggede
John Betti, il vignettista amico
Il suo nome è Giovanni Luca Giombetti, in
arte John Betti. E’ nato a Fano dove vive e
lavora a tempo pieno come pittore ed illustratore, vignettista per “Il Resto del Carlino”
ed altri giornali. I suoi dipinti fanno parte di
collezioni italiane e straniere. Conosce bene
Vasto ed ha saputo con spirito ed eleganza
fissare sulla tavolozza alcuni eventi di vita
cittadina. Sue sono, infatti, le illustrazioni
delle cartoline commemorative stampate in
occasione della riapertura del Teatro Rossetti,
dell’inaugurazione della piscina comunale e
della Scuola Civica Musicale, dell’incontro di
boxe Coggi-Hiranaka del 1989, della giornata commemorativa dello scrittore italo-americano Pietro Di Donato nel 1993, delle tappe
del Giro d’Italia del 1998 e del 2000.
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79
lîjje / luglio / july
30ª summane
lunedì
24
martedì
25
mercoledì
26
Sanda Cristëine
Sande Giàcheme
Sand’Anne
e Giuvuacchëine
Punto di stella
/·,FRQD
1LFROD0ROLQR
Scomparso prematuramente nel 1978, fu tra gli
imprenditori protagonisti nel dopoguerra della rinascita economica del comprensorio. La “F.lli Molino” realizzò, proprio grazie a lui, ch’era il più anziano dei fratelli, le basi di una solidissima fortuna
imprenditoriale che ancora dura. Al lavoro riusciva
anche ad alternare momenti di socializzazione, che
lo portarono a diventare presidente della squadra di
calcio nel momento certamente più esaltante della
sua storia e cioè della promozione in serie C. Agli
imprenditori che con lui sostenevano la Pro Vasto
amava ripetere: “ Il pallone è tondo, si sa, ma dobbiamo far di tutto, a cifre tonde, perché la Città
abbia la squadra che merita”.
30 luglio 1905
Nelle elezioni provinciali nel mandamento di Vasto viene eletto l’avvocato
Erminio Boschetti di Cupello, il quale
sconfigge per 758 voti a 498 l’avvocato
Edoardo Suriani di Monteodorisio, che
intendeva sostituire nella carica lo zio
morto da poco.
80
3UHJKLHUD
La varicàtte avë smarrate e da li mîure di li
Láme le fámmene se raccummuannàvene:
“ Ca Ddë t’accumbagne, ‘nnómmene Patre,
Fëjje e Spirde Sande, Madonna de le
Grazie, Sande Micchè, Sand’Andrà, Sande
Scimàune e tutti li Sende…
lîjje / luglio / july
giovedì
27
venerdì
28
domenica
30
Sande Celestëine
Sanda Serene
sabato
29
Sanda Marte
Sanda Biatrëice
Il “campionissimo” all’Aragona
IRWR'L0DUFR
La foto ritrae Fausto Coppi durante la
riunione ciclistica del 5 maggio 1953
a Vasto. Nell’istantanea si riconoscono, in alto, Gelardo Gagliardi, Michele Di Rosso e Salvatore Verre; in
basso, il corridore Milano, Angelo Di
Marco (giovanissimo) e l’organizzatore della manifestazione, il commissario della Federazione Ciclistica, Luigi
Colamarino.
81
ahâšte / agosto / august
31ª summane
lunedì
31
Sande ‘Gnazie
martedì
1
mercoledì
2
Sande ‘Liffanze
Sand’Usebbie
Punto di stella
giovedì
3
venerdì
4
domenica
6
Sanda Lèdie
Sande Giuvuanne
sabato
5
Sand’Osvalde
Sand’Uttaviane
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Buon Compleanno
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82
la foto del mese
“Il mare non è stato mai amico dell’uomo.
Tutt’al più è stato complice della sua
irrequietezza”. Lo ha scritto Joseph
Conrad e lo conferma questa immagine
che con il forte ed intenso contrasto dei
colori pare sottolineare proprio il senso di
mistero che fortemente attrae gli spiriti
liberi ed irrequieti.
83
© 2005 Nicola Giuseppe Smerilli
ahâšte / agosto / august
32ª summane
lunedì
7
martedì
8
mercoledì
9
Sande Caddane
Sande Ddumuéneche
Sande Rumüane
Continuano, coronati da un
successo crescente, gli scambi culturali tra le scuole di
Vasto e di Perth.
Effetto migliore non poteva
scaturire dal gemellaggio tra
le due Città, che è davvero
ormai proiettato nel futuro
rappresentato dai tantissimi
giovani coinvolti in questo
progetto. Nella foto, l’ultimo
gruppo di giovani intorno a
Silvio Petroro, ideatore del
gemellaggio.
Scambi culturali con l’Australia
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Hujjièrme lu bannetàre
Nella foto: olio su tela di Florindo Ritucci
Chinni degli anni Venti che, in una
suggestiva ambientazione vastese,
ritrae il personaggio.
84
ahâšte / agosto / august
giovedì
10
venerdì
11
domenica
13
Sande Lurenze
Sanda Chiare
sabato
12
Sand’Erculüane
LU CANESTRÀRE
Mestiere antico che si perde nella notte
dei tempi, quello del canestraio, e che
richiede tempi di preparazione piuttosto
lunghi. Lu canestràre, infatti, doveva prima far provvista di canne e poi passare
alla lavorazione vera e propria. La scelta
era fatta di solito in periodo di mmanganze, cioè di luna calante. Alle canne
si dovevano aggiungere quindi i rametti scelti dagli alberi di salice o di olmo.
Nella fase esecutiva si cominciava a realizzare la base del canestro con le stecche
più robuste per dare solidità e poi man
mano, utilizzando i rametti più flessibili,
se ne confezionavano le pareti. Sante Di
Nicola, detto Senzasanghe, è stato l’ultimo canestràre di cui s’abbia memoria.
Colto in flagranza dal proprietario di un
campo ove s’era furtivamente introdotto
nelle prime ore del mattino per procu DJRVWR 3HU LQL]LDWLYD GHO FRPP
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FHOHEUDUH RJQL DQQR LQ DJRVWR GL HULJHUH
Sand’Ippolete
,53389#5CD95B9
rarsi canne e rami, gli vennero richiesti
a titolo risarcitorio tre canestri.- Pover’a
mma ! M’ajj’azzàte de notte, so’ senza sanghe e me fì pahà tande salàte ? Che mmala
jurnàte, scimmadàtte.
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85
ahâšte / agosto / august
33ª summane
lunedì
14
martedì
15
Sande Massemiliane
L’Assunziane
de Sanda Maréjje
Punto di stella
mercoledì
16
Sande Rocche
Nunzia Salvatorelli
Amici del Lunario
Con un padre come Remo, s’è praticamente nutrita sin da bambina di pane e impresa e non poteva non diventare una giovane
manager.
Nunzia Salvatorelli ha infatti un ruolo di
primo piano nel gruppo Vastarredo srl,
azienda che opera nel settore dell’arredamento per scuole d’ogni ordine e grado,
presente sul mercato internazionale con
uno stabilimento persino in Polonia.
Il suo credo professionale è condensato in
queste poche parole: conoscenza, tenacia
e capacità di mettersi in discussione ogni
giorno.
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VHQ]DSHSHURQFLQRSLFFDQWH
86
ahâšte / agosto / august
giovedì
17
venerdì
18
domenica
20
Sande Settëmie
Sand’Elene
sabato
19
Sanda Sare
Sande Bernarde
0DáWUH$QWRQLR
³)XUWD]]H´
Mašt’Andonie Furtàzze, al secolo Antonio Ritucci, falegname in via Barbarotta, era
uno spirito allegro, estroverso
ed un grande sportivo. Aveva soprattutto passione per il
calcio (lu futtebballe) e per la
Pro Vasto innanzitutto. Della
squadra, che s’era guadagnata
ai suoi tempi la definizione
di “Fiorentina d’Abruzzo”, fu
sempre un accanito sostenitore, come prova la foto che lo
ha colto insieme a Nicola Ferrara ed a Carmine Costantini,
presidente e segretario del club
biancorosso. Coltivava anche l’hobby della
musica e fece parte come batterista di bande
e complessi musicali. Durante la guerra partecipò persino a spettacoli viaggianti destinati
ai campi di prigionia in Francia come orchestrale dello “Special Show American”. Dotato
di senso dell’humor, aveva sempre la battuta
pronta e di lui si racconta che un tal giorno,
dopo aver ascoltato l’apprendista che giusti-
Vecchi Fusti
ficava il ritardo in bottega con lo studio prolungato dei verbi, chiese a costui il presente
indicativo del verbo essere. Non avendo avuto
risposta, provvide ad incoraggiarlo lui stesso
avviandone la coniugazione con uno strascicato “io sono”, al quale l’apprendista fece
però seguire subito un terrificante “tu soni”,
che suscitò la risposta feroce di mašt’Andonie:
- …e màmmete abbàlle” .
87
ahâšte / agosto / august
34ª summane
lunedì
21
martedì
22
mercoledì
23
Sande Fabbrézie
Sanda Maréjje Riggëine
Sanda Réuse
Alain
Delon
al Film
Festival
2005
88
ahâšte / agosto / august
giovedì
24
venerdì
25
domenica
27
Sande Bartlummué
Sanda Lucille
sabato
26
Sande ‘Lessandre
Sanda Mòneche
L O S H UV R Q D JJ L R
Tina Altieri
Figlia di Nicola e di Giulia Pracilio è nata a Perth,
dove è considerata una vera propria star della televisione. Lavora infatti per diversi canali televisivi
ed è testimonial del “Nulsen Haven Association”
e di “Canale 7 Telethon”. Dal 1999 al 2002 è stata
ripetutamente eletta “presentatrice dell’anno”. Insegna public speaking training a politici, imprenditori e manager di importanti aziende come McDonalds e BHB Billiton. Abita nella capitale del
West Australia, in pieno centro, a poca distanza
dal Vasto Lake, il grande parco intitolato alla città
d’origine dei genitori .
Il Centro di aggregazione anziani “Michele Zaccardi”
Costituito negli anni ottanta come Circolo Pensionati Vastesi, è stato intelligentemente trasformato
in Centro di aggregazione anziani, diventando un
punto di riferimento per le generazioni meno giovani, che ad esso si rivolgono per assistenza socio
sanitaria e per consulenza. Intitolato alla memoria
di Michele Zaccardi, che all’assistenza sociale dedicò tutta la vita, promuove, grazie all’infaticabile
opera del direttivo presieduto da Dalmata Fabbri
(nella foto con Angela Poli Molino), anche manifestazioni culturali e ricreative.
89
ahâšte / agosto / august
35ª summane
lunedì
28
martedì
29
mercoledì
30
Sande ‘Hušteine
Sanda Candede
Sanda Sabbëine
giovedì
31
Sande Marëine
venerdì
1
domenica
3
Sand’Eggedie
sabato
2
Sande ‘Lpedie
Sande Durutué
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Buon Compleanno
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la foto del mese
Aerea, leggera la musica sale direttamente
al cielo, a questo sembra voglia alludere
quest’immagine scattata dalla cassarmonica
che viene posizionata in piazza durante le
festività del Santo Patrono. Tornano alla
mente le parole di Johann Sebastian Bach:
“per tutta la musica, il suo finis e la sua
causa finale non dovrebbero mai essere altro
che la gloria di Dio e la ricreazione della
mente. Se non si bada a questo, in verità,
non c’è musica, ma solo grida e strepito”.
91
© 2005 Nicola Giuseppe Smerilli
settèmbre / settembre / september
36ª summane
lunedì
4
martedì
5
mercoledì
6
Sanda Rosalie
Sanda Riggëine
Sanda Eve
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92
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settèmbre / settembre / september
giovedì
7
venerdì
8
Sande Sticchenicchje
Cand’è nate
Sanda Maréjje
sabato
9
domenica
Sanda Sarafëine
10
Sanda Nichëule
da Tulundëine
LU VUTTÀRE
,53389#5CD95B9
Di bottai e tinai i meno giovani ricordano Angelo Di Sario, che aveva bottega il via Vittorio Veneto, Felice Di Sario in via Valloncello e Saverio
Di Rosso in via Po.
Il mestiere è ormai scomparso, tanto che l’unico
artigiano che rimane in tutto il Vastese si trova
addirittura a Castiglione Messer Marino e si chiama Lino Di Tullio (nella foto). A determinarne la
fine è stata, l’introduzione di nuove e più economiche tecniche di conservazione del vino, che
hanno indotto a sostituire il legno con la plastica,
con il cemento o con la vetroresina.
E’ auspicabile però che nel prossimo futuro, in
considerazione dei nuovi orientamenti che spingono verso la qualità del prodotto, si torni a riutilizzare questo antichissimo contenitore.
Perché, come si sa, una buona botte fa il vino
buono.
/DJUiWWHGLOD&DUQDUsMMH
La Carnarëjje, la Carneria, è una contrada
distante sei o sette chilometri dal vecchio
centro, in direzione nord, tra Collemartino,
Erce e Velluto.
Nella zona c’è una caverna nella quale
secondo un’antica leggenda, è sepolto un
tesoro custodito addirittura da un diavolo.
Di qui il detto: Vá’ a chiamá’ lu dijàvele a la
gràtte di la Carnarëjje”, che viene pronunciata
all’indirizzo di chi desidera arricchirsi.
93
settèmbre / settembre / september
37ª summane
lunedì
11
martedì
12
Sanda Ggiacënde
Sande Guide
mercoledì
13
Sande Lebborie
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13 settembre 1946 : Terminano i lavori
di costruzione del muraglione del “Muro
delle Lame” in via Adriatica.
30 settembre 1946: Alla presenza del
ministro dell’Agricoltura Antonio Segni
viene inaugurata la prima Rassegna
Ippica.
94
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settèmbre / settembre / september
giovedì
14
venerdì
15
Sande Crescenze
La Madonne
de le Sette Dilïure
sabato
16
domenica
Sande Cipriane
17
Sande Robberte
Il Premio San Michele
Taglia il traguardo della decima edizione ilo
premio San Michele di quest’anno, che è diventato uno degli appuntamenti più attesi del
panorama culturale cittadino. Nell’edizione
2005 sono stati premiati: Italo Carfagnini,
un vastese titolare di una nota industria del
Forlivese operante nel settore chimico; Stefa-
no Rocchio, manager che ha collaborato con
importanti aziende italiane ed internazionali;
Luigi Murolo, docente ed autore di pubblicazioni storiche; Mario Pachioli, scultore con
atelier a Firenze; l’Associazione “Vita & Solidarietà”, impegnata nel campo della cooperazione e dell’assistenza ai Paesi sottosviluppati.
95
settèmbre / settembre / september
38ª summane
lunedì
18
martedì
19
mercoledì
20
Sanda Sufuëje
Sande Gennere
Sanda ‘Usebbie
giovedì
21
venerdì
22
domenica
24
Sande Mattè
Sande Maurëzie
sabato
23
Sande Lëine
Sande Pacëfeche
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97
settèmbre / settembre / september
39ª summane
lunedì
25
martedì
26
mercoledì
27
Sande Sérge
Sande Coseme
e Damïane
Sande Terrenzie
giovedì
28
venerdì
29
Sande Fauste
Sande Micchéle
Patrone de lu Uašte
sabato
30
Sande Gelòrme
domenica
1
Sanda Trisëine
de Ggisì
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Buon Compleanno
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98
la foto del mese
Simmetria di archi: quelli delle finestre
alla veneziana di palazzo
Ritucci-Chinni, quelli “posticci”
delle luminarie del dì consacrato a
San Michele, quello del portale della
cattedrale. Eleganza di linee uniformi,
analogia di geometrie che non sfuggono
all’occhio dell’artista fotografo.
99
© 2005 Nicola Giuseppe Smerilli
uttabbre / ottobre / october
40ª summane
lunedì
2
martedì
3
mercoledì
4
Sande Remegie
Sande Mudešte
Sande Frangische
L’ Arciconfraternita
della Carità e della Morte
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100
uttabbre / ottobre / october
giovedì
5
venerdì
6
domenica
8
Sande Sande
Sande Brune
sabato
7
la Madonne
de lu Rusuarie
Sande Scimàune
Franz Ritucci Chinni
Figlio di don Florindo, dopo la laurea in
medicina conseguita
in Italia e la specializzazione in ostetricia e
ginecologia a Genova
si trasferisce in America dove consegue,
nel “New York Policlinic Medical School et
Hospital”, il diploma
di anestesiologia. Al
culmine di una prestigiosa carriera diviene
direttore generale del
servizio sanitario della “Hanover Trust
Company”. Membro di prestigiose associazioni e istituti (Georgia Institute
of Tecnology, Albert Einstein College of
Medicine, New York Academy of Science, World Medical Association) è ancora
sulla breccia e si dedica a ricerche in campo medico – biologico.
Nonostante il successo professionale nel
Amici del Lunario
suo animo permane la nostalgia di Vasto
dove torna con grande piacere appena
può per ritrovare gli amici d’infanzia e
rivivere la struggente atmosfera della vecchia casa paterna, dove ha vissuto gli anni
dell’adolescenza e della giovinezza.
Nella foto, lo vediamo con l’allora presidente degli U.S.A. Bill Clinton e il suo
vice Al Gore.
101
uttabbre / ottobre / october
41ª summane
lunedì
9
Sanda Sare
martedì
10
mercoledì
11
Sande Ciatté
Sande Sandëine
LU CERAJÈLE
,53389#5CD95B9
Un mestiere anticamente molto diffuso
ma di cui s’è perduto perfino il ricordo è
quello di ceraio. I cerai vastesi erano molto apprezzati, insieme a quelli di Lanciano,
nell’intera regione e dalle loro botteghe
uscivano ceri per uso liturgico, ma anche
candele e lumini d’ogni sorta. Una delle ultime industrie artigianali rimaste sulla piazza, come s’apprende dal settimanale Istonio
dell’agosto del 1905, fu quella del signor
Gaetano Celano e di suo figlio Michele.
Fino agli anni Cinquanta, in via Giulia era
in attività l’artigiano Vincenzo De Rosa.
AÍ9lpl
Zì Frangische attìzze lu calláre, uarde llu mmošte
che vòlle. Zà Lucè, trumminde s’aripése mette ‘na
bbella cipullate a la tijèlle e jétte uatte uatte ‘na
duzzéne de melechitàgne a lu calláre: se spanne
nu prufîume senza pare. Nghi piatte e tazzitélle,
arréve bardèsce e vicinate pe’ n’assagge de lu cùtte
prelibbàte. Zì Frangische accundende tutte quende. Arrive schinenze Senzasanghe e je ne dà nu
tragne, sichïre ca fa risajje la pressiàne. A Sande
Martène ugne mmošte devènde huìne e zì Frangische se le cale nu vùcale rase rase. Po’ s’assétte
saziate e bbelle e se le fa ‘na bbona sbambatèlle.
102
uttabbre / ottobre / october
giovedì
12
venerdì
13
domenica
15
Sande Serafëine
Sande ‘Duarde
sabato
14
Sanda Furtunüate
Sanda Trèse
13 ottobre 1929
5LVYHJOLR(GLOL]LR$9DVWR
Accennammo, già, alla Società A.C.A.C.E.
di Roma che nello scorso anno venne qui a
trattare con l’illustre nostro podestà per la
cessione del suolo da parte del Municipio
e costruzione di case e villini, alle stesse
condizioni di centri importanti, e cioè con
pagamento di un quarto della spesa alla
stipula del contratto e gli altri tre quarti
a rate mensili nel periodo di venticinque
anni. Annunziamo ora, con vivo compiacimento che i primi due palazzi a sinistra
del nuovo corso Littorio sono a buon punto, e saranno, certo, abitati in settembre
dell’entrante anno. Progettista sapiente e
direttore dei lavori è l’ing. cav. Giuseppe
Peluzzo. E non basta. Prima dei due palazzi in costruzione vi sono due altri suoli
Piccola
Pubblicità
1930
da «Il Vastese
d’Oltre Oceano»
edificatori. Ora siamo lieti di apprendere
che nel primo di essi sorgerà presto il secondo edificio scolastico con un importo
spesa di lire ottocentotrentacinquemila
e dell’altro, la spettabile Società ACACE
ha, già, avanzato domanda di cessione, per
un altro palazzo. Infine, a destra del corso
Littorio, e subito dopo il magnifico primo
edificio scolastico si sta costruendo un bel
palazzo, su progetto dell’ing. agronomo
Giulio D’Adamo. Con la costruzione del
secondo edificio scolastico e dei quattro
palazzi su accennati, la città nostra (che
ha, già, una piazza degna di gran centro,
là dove è il monumento a Gabriele Rossetti) avrà un corso egualmente degno ed
invidiabile.
12 ottobre 1971.
Muore Luigi Martella, architetto,
preside dell’Istituto magistrale, pittore di buona fama ed animatore
di manifestazioni
culturali ed artistiche.
103
uttabbre / ottobre / october
42ª summane
lunedì
16
martedì
17
mercoledì
18
Sanda Marecarëite
Sande Ruduolfe
Sande Lìuche
Vecchi Fusti
Schierato nell’aula consiliare del Palazzo di Città l’intero corpo dei Vigili Urbani. La foto è
del 1977 e si riconoscono da sinistra in basso: Cesare Florio, Giuseppe Casanova, il vice comandante Paolino Di Lello, l’assessore alla polizia municipale Raffaele Petroro, il comandante
Evandro Sigismondi, il brig. Pietro Palombo, Carlo Bosco, Mario Giampietro. In seconda fila,
da sinistra: Mario Jubatti, Anna Camilla Vecchiotti, Ivana Zendri, Angela Stivaletta, Cesare
Marino, Antonio Di Vito, Errico Ronzitti. In Alto: Elvezio Giancristoforo, Nicola Mastragostino. Paolo Bruno, Antonio Parisi, Giuseppe Vicoli, Nicola Stivaletta.
104
uttabbre / ottobre / october
giovedì
19
venerdì
20
domenica
22
Sanda Lauratte
Sanda ‘Delëine
sabato
21
Sand’Ursulëine
Sande Dunüate
LOSHUVRQDJJLR
Costanzo
Lo chiamano professor Salvataggi, e questo
titolo lo inorgoglisce più dell’altro di professore in matematica, perché s’è meritato la
medaglia d’oro al valor civile dal Presidente
della Repubblica per aver tratto prontamente in salvo cinque persone che nell’estate del
1988 rischiavano di annegare. In acqua è un
vero e proprio portento e non c’è nessuno
in grado di tenergli testa. Basta pensare che
ancora oggi, fedele ad un appuntamento
che ricorre da cinquant’anni e che è entrato
a forza nel calendario delle manifestazioni
estive, entra ogni anno in mare per compiere a nuoto la traversata di dieci chilometri da
Punta D’Erce sino al pontile della Marina .
Mari-
E con un tempo davvero da Guinnes dei
primati per uno che non ha più vent’anni.
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RUQDQGRLOSLDWWRFRQLQEHOODHYLGHQ]DYDOYDJXVFLRGLFDSHVDQWH(¶
XQYHURWULRQIRGLJXVWRHGLYLVWD%XRQDSSHWLWR
7ULRQIR´0DULQRµ
105
uttabbre / ottobre / october
43ª summane
lunedì
23
Sande Giuvuanne
de Capeštrane
martedì
24
Sande Raffajele
mercoledì
25
Sanda Grazie
/lÆÏÍclÀAÏYAÍÆÏØ
/HSLRJJHLQVLVWHQWLGLTXHVW¶DQQRHGLODYRUL
GLFRQVROLGDPHQWRGHOFRVWRQHRULHQWDOHGHOOD
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SDOD]]R G¶$YDORV FRQ OH WHUPH URPDQH GL 6
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Ottobre 1956: Viene aperta al culto la
nuova chiesa di S. Lorenzo.
Ottobre 1966: Viene costituita l’Associazione Civica Vastese “Il Faro”.
Ottobre 1976: Posa della prima pietra del
Palazzo di Giustizia.
16 ottobre 1946: Si svolge a vasto Marina
il decimo congresso provinciale delle ACLI.
22-23 ottobre 1946: Al Politeama Ruzzi
XI congresso provinciale della Democrazia
Cristiana.
106
Piccola
Pubblicità
1930
da «Il Vastese
d’Oltre Oceano»
uttabbre / ottobre / october
giovedì
26
Sand’Umbüerte
venerdì
27
Sande Crispëine
sabato
28
Sande Taddè
domenica
29
Sand’Unurüate
Albergo “Nuova Italia”: e arrivano i turisti
Una istituzione per la città di Vasto; la prima
struttura moderna che si propose come risposta
alle esigenze dei turisti. L’albergo aperto al pubblico il 24 marzo 1929 in via Bebbia in un palazzina costruita e arredata dal signor Francesco
Paolo Desiati. L’edificio ha una facciata essenziale nella parte inferiore, impreziosita al piano
superiore da balconi in ferro battuto e da interessanti fregi e decorazioni liberty. La struttura
viene inizialmente gestita da Alessio Di Paolo,
un cuoco di Villa S. Maria, per poi passare sotto
la direzione di don Ciccio Nardizzi. Fiore all’occhiello dell’albergo erano i gustosi manicaretti
della tradizione locale preparati dalla signora
Maria Saveria Di Lello. Nei pressi della piazza
della fontana, dove Frangische Mmassciàte scaricava dalla sua “vettura” i viaggiatori provenienti
dalla stazione ferroviaria declamando il fatidico
“Vasto centro”, i coniugi Nardizzi accoglievano
con squisita ospitalità operatori commerciali,
viaggiatori e, nel periodo estivo, turisti. L’attività è stata continuata dal figlio Emilio fino alla
chiusura avvenuta nel 1986. Nella foto, che risale ai primi anni di attività, vediamo l’interno
della cucina con tutta la famiglia Nardizzi e il
personale addetto al ristorante.
107
nnuvembre / novembre / november
44ª summane
lunedì
30
martedì
31
Sanda Duruté
Sande Quindëine
mercoledì
1
Tutte li Sende
giovedì
2
L’Alme di li Murte
Punto di stella
venerdì
3
domenica
5
Sande ‘Ggisarie
sabato
4
Sande Carle
Burrumué
Sande Giude
1XYqPEUH
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Buon Compleanno
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108
la foto del mese
L’architettura, ha scritto
Johann Wolfgang Goethe è “musica
congelata”. L’elegante geometria delle linee
architettoniche del Palazzo d’Avalos, che
si stagliano nitide nell’azzurro del cielo
come nel verde del seicentesco giardino
napoletano, conferma la musicalità di cui
parla il grande scrittore tedesco.
109
© 2005 Nicola Giuseppe Smerilli
nnuvembre / novembre / november
45ª summane
lunedì
6
martedì
7
mercoledì
8
Sande Faušte
Sand’Ernešte
Sande Guffrede
giovedì
9
Sanda Déure
venerdì
10
domenica
12
Sanda Germane
sabato
11
Sande Martëine
Sande Giusaffátte
Funerali di... classe
Un misto di tristezza e di ilarità suscitano queste foto sbiadite dal tempo, scattate dinanzi
all’ingresso del Camposanto. Fa ridere soprattutto l’enorme differenza di trattamento tra le
tre classi di servizio e la meticolosa descrizione
delle opzioni che assicura la sconosciuta ditta
de lu carejamùrte.
Fa stringere il cuore il freddo richiamo all’offerta praticata per i bambini, che testimonia d’una
mortalità altissima tra i giovani, falcidiati dalle
cattive condizioni igienico sanitarie di allora e
da malattie, come il tifo, la tisi, il vaiolo, che
soltanto più tardi verranno sconfitte. Struggenti questi versi di Luigi Anelli, che evocano
per l’appunto il dramma d’una madre per la
morte del figlioletto: “Piccá ni’ m’arispînne, fijje mé’?… Piccà ‘ssa vocca belle sì’ ‘mbirrate ?…
Accùndeje cacchêuse a mamma tè’!… Cunzùleje
lu core štrazijate!…Dëjje ca štè’ cchiù mäjje!…
Ni’ li sé’ ca tè’ soltande a tä?… ‘N è nu puccate ca
mê’, alu dagge di la vëita tè’, di jërte a fracità’ sì
cunnannate” .
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111
nnuvembre / novembre / november
46ª summane
lunedì
13
martedì
14
mercoledì
15
Sande Bonomme
Sande Giuquànde
Sande ‘Libberte
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112
nnuvembre / novembre / november
giovedì
16
venerdì
17
domenica
19
Sanda Marecarëite
Sanda Sabbette
sabato
18
Sande Crištejìane
$QWRQLR6RUJHQWH
Sanda Tëlde
Vecchi Fusti
Pessciaréle a riposo ma con ancora tanta vitalità, partecipa attivamente ad iniziative sociali
e soprattutto alle manifestazioni religiose nelle quali la sua voce si fa notare per il timbro
inconfondibile che fa quasi da eco a quella
degli altri fedeli. Tra ricordi più belli che ama
raccontare, c’è l’incontro con San Pio da Pietrelcina a San Giovanni Rotondo, nel corso
del quale, non riuscendo a trattenere la commozione, si rivolse a Lui dicendogli: “Padre,
un giorno Lei diventerà santo”. Una predizione di cui Antonio va giustamente fiero.
Piccola Pubblicità 1905
da «Istonio»
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113
nnuvembre / novembre / november
47ª summane
lunedì
20
martedì
21
mercoledì
22
Sand’Uttavie
Sande Diàghe
Sanda Cecëlie
/·,FRQD
A Vasto, negli anni immediatamente successivi al secondo
conflitto mondiale, ha portato il senso della concretezza,
che spesso manca ai vastesi , la
cultura d’impresa e la genialità di certe sue intuizioni. Creò
la Salto, azienda operante nel
mondo della produzione del
Tabacco, che dava lavoro a
centinaia di persone in quegli anni difficili, ma estese il
suo impegno anche nel sociale divenendo un attivo e
brillante ideatore di iniziative e di eventi che
hanno lasciato un segno positivo nella storia
della Città. Tra le sue realizzazioni figura soprattutto il Festival della Canzone Abruzzese
e Molisana, che calamitava a Vasto celebrità
Piccola
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1905
da «Istonio»
114
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artistiche e presenze giornalistiche importanti, come
ad esempio quella di Gianni
Grazzini del “Corriere della
Sera”. Fu a capo della neonata
Azienda di Soggiorno e Turismo, presidente della Pro Vasto e della Società Operaia di
Mutuo Soccorso, sodalizio al
quale teneva moltissimo e che
nel periodo della sua gestione
ottenne brillanti risultati soprattutto in termini di partecipazione alla vita associativa.
Presidente del Consiglio di amministrazione dell’Itis , fu uno degli artefici maggiori
dell’iter che portò nel 1966 al riconoscimento
dell’autonomia dell’Istituto intitolato ad Enrico Mattei.
nnuvembre / novembre / november
giovedì
23
venerdì
24
domenica
26
Sande Clemende
Sanda Flére
sabato
25
Sanda Catarëine
LU SPACCALÉNE
Crëšte Rrà
Sande Lunuarde
,53389#5CD95B9
Far provvista di legna pe’ lu fuculàre era un’attività alla quale si provvedeva per tempo
ogni anno in vista dell’inverno. A svolgerla
era appunto lu spaccalène, che dopo aver ridotto i tronchi alla giusta pezzatura li immagazzinava dentro lu funacàtte dell’abitazione
del cliente. Antonio Carabba (nella foto) era
lo spaccalegna più conosciuto nella zona, il
quale per questo duro lavoro si accontentava di poco: qualche liretta, una bottiglia di
vino buono ed una robusta colazione consistente in una frittata d’una dozzina d’uova,
farcita di salsiccia o pancetta. Ecco spiegato
ilo motivo per cui quando, alla vigilia della
stagione fredda, Carabba chiedeva di casa in
casa: “- Cumbuà, canda spaccàme ‘ssa làne ?”la gente gli rispondeva sorridendo - Canda
la hallëne fète dudice òve”.
11 novembre 1956: muore don Giustino
Cianci canonico - cantore della Cattedrale.
27 novembre 1906: giunge a Vasto per
un’ispezione la Commissione tecnica del piano regolatore dei porti.
27 novembre 1926: viene inaugurata la locale sezione dell’ANMI intitolata alla medaglia
d’oro Raffaele Paolucci.
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115
nnuvembre / novembre / november
48ª summane
lunedì
27
martedì
28
mercoledì
29
Sande Virgëlie
Sande Giácheme
Sande Saturnëine
giovedì
30
Sand’André
venerdì
1
domenica
3
Sanda ‘Ligge
sabato
2
Sanda Bibbïane
Sande Frangische
Saverie
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Buon Compleanno
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116
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la foto del mese
Un tramonto che “…’ntenerisce il core”,
tanta la serenità d’animo che suscitano i
colori del cielo e del mare, le suggestioni
del chiaroscuro, i riflessi sulle pietre
lambite dalla risacca che annunciano il
prossimo arrivo delle stelle.
117
© 2005 Nicola Giuseppe Smerilli
decèmbre / decèmbre / december
49ª summane
lunedì
4
martedì
5
mercoledì
6
Sanda Barbere
Sande Vasse
Sanda Nichële
de Bbare
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118
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decèmbre / decèmbre / december
giovedì
7
venerdì
8
Sand’Urbane
la Cungiuzïane
sabato
9
Sanda Valerie
LU ‘RROTACURTÌLLE
domenica
10
la Madonne
de Lurète
,53389#5CD95B9
Nei mesi di ottobre e novembre calavano a Vasto dai centri di montagna,
soprattutto dal vicino Molise, arrotini
(arrutacurtìlle) ed ombrellai.
Giravano per le vie cittadine, portandosi appresso gli attrezzi del mestiere in
una cesta, e per farsi riconoscere lanciavano con un caratteristico grido stridulo
l’annunzio del loro arrivo.
Il lavoro avveniva quindi in strada, perlopiù sotto gli occhi del cliente, al quale l’oggetto veniva riconsegnato subito
dopo la riparazione.
Un arrotino “a posto fisso” si trovava invece all’incrocio di via Marchesani con
corso de Parma.
Piccola
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1905
da «Istonio»
119
decèmbre / decèmbre / december
50ª summane
lunedì
11
martedì
12
mercoledì
13
Sande Sabbëine
Sanda Amalie
Sanda Lucëie
L O S H UV R Q DJJ L R
Angelo Cerella
120
Tempra inossidabile, grinta da ventenne,
lucidità di pensiero e d’azione, don Angiolino, senza malùcchie, non mostra davvero l’età che ha. Classe 1912, si muove
come se non avesse novant’anni e lavora
con un ritmo ed un entusiasmo che ha
dell’incredibile. Soprattutto non vive di
ricordi. Al suo attivo tuttavia ha una vita
trascorsa all’impronta dell’impegno lavorativo nell’azienda di trasporti su gomma
che porta il suo nome e che sotto la sua
guida sapiente è diventata una delle più
importanti dell’Abruzzo. Tutt’altra cosa
dall’aziendina a conduzione familiare che,
con il mezzo antidiluviano che si vede in
fotografia, trasportava persone da Gissi a
decèmbre / decèmbre / december
giovedì
14
venerdì
15
domenica
17
Sande Giuvuanne
de la Crauce
Sanda Silvia
sabato
16
Sand’Adelaide
Sande Làzzere
*LXVHSSH6SDOOLQL
Vecchi Fusti
Ecco un vero campione d’altri tempi. di quelli che vivevano lo sport con passione e senza
ingaggi miliardari. Nato a Vasto nel 1917,
Spallini è stato ripetutamente campione provinciale d’atletica leggera nella corsa sulla distanza dei 1.500 metri. Nel 1936 a Roma ed
a Torino trionfò nei 3000 siepi. Nel 1938 fu
inserito nella formazione degli atleti che dovevano rappresentare l’Italia a Tokio, ma gli
eventi bellici che si annunciavano all’orizzonte fecero annullare la manifestazione internazionale.
GLFHPEUH
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In sostituzione del dimissionario comm. prof.
Pietro Suriani che per lungo tempo ricoprì ed
assolse con fermezza e dignità il delicatissimo
ufficio, è stato in questi giorni nominato segretario politico di Vasto il sig. Romolo Marcantoni. Ecco come egli ne ha dato oggi l’annunzio alla cittadinanza: “ Chiamato dalla fiducia
del segretario federale provinciale comm. Tommaso Bottari a rappresentare politicamente
questa ospitale e ridente città dell’Adriatico,
nel prendere possesso della carica, porgo il
mio deferente saluto a tutti i cittadini di Va-
sto. Nutro piena fiducia che tutti i fascisti di
questa sezione, consci dell’ intendimenti del
Partito, lo serviranno senza ambizioni ma con
sacrificio e con abnegazione. Ispirato a questi
principi, con la fede di squadrista provato della
prima ora dedicherò tutta la mia attività modesta, serena ed obbiettiva al servizio dell’Italia e
del Duce e voi mi aiuterete. Per l’Italia e per il
Duce alalà.” Dalle colonne de La Tribuna vada
al signor Marcantoni il nostro cordiale saluto
ed al comm. Bottari il nostro compiacimento
per la scelta indovinata.
121
decèmbre / dicembre / december
51ª summane
lunedì
18
martedì
19
mercoledì
20
Sande Ggraziane
Sande Darie
Sande Libbrate
GLFHPEUH
6HUDWDGLEHQHÀFHQ]DD9DVWR
Un thè danzante ebbe luogo l’altra sera, dalle 17 alle 20, per gentile concessione fatta dal
Principe di Pescara Carlo D’Avalos a mezzo del
suo procuratore e vostro corrispondente, cav.
uff. A. di Michele, nella sala più grande del
Palazzo. La serata riuscì come non poteva meglio. Intervenne tutta la “elitè” nostra in abiti
elegantissimi. Molte e belle gentili signorine.
Ecco, fra i tanti, qualche nome: Signore . Marcantoni, Di Stefano,Giuliani, Calmieri e signorine, Ritucci-Chinni, Fanti, Laccetti, Cardone,
Tana, Marchesani, Nasci, Colangelo, Anellini,
Martone, Cancellieri, Palombara, De Pompeis,
Giacomucci, Zara, Nazzaro e signorina Scotti e signorina Muzi, Martini e signorina. E le
signorine: prof. Bonarelli, Angeli, Marchetti,
Olivieri, Monacelli, Boraschi, Martone, Cieri,
Bernardini, Cordella, Di Lorenzo, Del Negro,
Muzi, Miscione, Scotti, Di Fonzo, Rocchio,
D’Ettorre, Sangiovanni, Carmenini, Laccetti,
Umile, Giacomucci, Marrollo, Chinni, D’Ercole, Della Penna,Trivelli, Murolo, Di Fonzo,
Malatesta, Razionale, Spataro. E fra gli uomini: comm. prof. Pietro Suriani, nostro Podestà,
Romolo Marcantoni neo segretario politico del
Fascio (assai complimentato e festeggiato) prof.
Gioacchino Di Stefano direttore della R. Scuola
commerciale; il tenente dei RR Carabinieri Giuliani; il ten.di Finanza Michele Seo e signora;
l’avv. Ritucci Chinni; centurione prof. Fanti, cav.
122
Giuseppe Laccetti, rag. Luigi Laccetti; dott. Prof.
Giulio Cardone; Michele Spataro; tenente Tana,
rag. Ulrico Marchesani, cav. Avv. Luigi De Pompeis; cav. Avv. Giuri, dott. Cav. Vincenzo Martone, avv. Domenico La Palombara; Guido Zara;
dott. Cordella; N. Scotti, dott. Cav. Marcello
Sangiovanni, Giacomo Marrollo, il prof. Sbrocco e signora, il cap. Alessandrini, il dott. Corradini, prof. Di Rocco, cap. Olivieri, avv. Ciavatta,
Di Salvio, dott. D’Angelo, rag. Trivelli, dott. M.
D’Ettorre, C. Santarelli, dott. Ernesto Cianci,
ten. Russo e il vostro corrispondente. L’orchestra
locale, composta dei signori Vincenzo Perrozzi,
Michele Parente, Giuseppe Cilli, Ettore Anelli, il
maestro Dragoni, Cesario Fiore, e diretta come
sempre e gentilmente dall’avv. cav. Florindo Ritucci Chinni, è stata inappuntabile. La iniziativa,
e, insieme la riuscita di così bella festa si deve alla
Segretaria del Fascio femminile Amalia RobertiPalmili, coadiuvata dalla signora Lidia Cardone
e dalle signorine Irene Cieri, prof. Maria Monacelli e Leonilde Martone, nonché dai giovani
del R. Istituto commerciale Giuseppe Lazzaro
e i fratelli Turilli. Un bel numero del simpatico
trattenimento è stato la dizione di versi in dialetto vastese di Carlo Palmili. Autore e dicitore
Izzi Vittorio sono stati assai applauditi. Infine un
gruppo di studenti e studentesse del R. Istituto
commerciale contribuì a dare alla festa un’accentuata nota di vivacità.
decèmbre / dicembre / december
giovedì
21
venerdì
22
domenica
24
Sande Severëine
Sande Flaviane
sabato
23
Sanda Vittorie
Sanda Irmëine
Quando a S. Giuseppe c’erano le scuole elementari
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ULFRWWDIUHVFDH]XFFKHURDJJLXLQJHUHLOPRVWR
FRWWRPHVFRODUHHVHUYLUHIUHVFR
123
decèmbre / decèmbre / december
52ª summane
lunedì
25
martedì
26
mercoledì
27
la Sanda Natale
Sande Štefene
Sande Giuvuanne
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124
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decèmbre / decèmbre / december
giovedì
28
venerdì
29
domenica
31
le Sende ‘nnucïnde
Sande Davede
sabato
30
Sanda Ilarie
Sande Silveštre
+MMFTTJDPEFJQFTDBUPSJ
Ni n éme li cignutte!
Il senso della locuzione è il seguente: «non
siamo noi i masnadieri!». È così che il carissimo
Tonino Ritucci mi ha restituito il significato della
proposizione dopo avermela più volte riferita. Ma
chi fossero in realtà questi cignutte, il mio ottimo
amico non mi ha saputo dire.
Qualche piccola ricerca sul campo mi ha portato
a concludere che, in senso spregiativo, gli abitanti
della città chiamavano i pescatori duggenòtte a
Giulianova, dulgignòtte a Silvi e cignutte lungo
la costa del Chietino. Ne consegue allora che,
con questo termine, erano indicati gli abitanti
di Dulcigno, la Ulcinj del Montenegro posta al
confine con l’Albania.
E proprio perché, tra i secc. XVI e XVII, il sito
era considerato un luogo di pirati, cignutte veniva
a coincidere con quest’ultimo significato. La
perorazione di Tonino era chiara. Pirati, semmai,
erano gli altri.
a cura di
Luigi Murolo
dell’antico acquedotto romano. Prestito lessicale
del lombardesco lüscia (‘acqua’) – confluito nella
lusce (‘acqua’) del gergo vastese – ha il corrispettivo
nel francese deluge.
Na lîsce d’acche
Nell’ormai quasi obsoleto lessico marinaresco
vastese la locuzione designa l’‘acquazzone’. Il
valore semantico del termine lîsce coincide con
quello del toponimo plurale Lîuce (Luci) [sing.
lîce], l’area extraurbana su cui insisteva la ‘sorgente’
Pasquale Celommi, Partenza della lancetta
125
L’Amministrazione
Comunale
Sindaco: Filippo PIETROCOLA
Vice Sindaco: Vincenzo OTTAVIANO
Assessori: Antonio Catalano
Dario Ciancaglini
Guido Giangiacomo - Nicola Soria
Vincenzo Sputore - Nicola Traino
Consiglio
Michele Notarangelo - Camillo Litterio
Giovanni Claudio Conti - Lino Naglieri
Alfonso De Filippis - Angelo Spatocco
Saverio Scampoli - Andrea Bischia - Roberto
Suriani - Sabrina Bocchino - Lorenzo Russo
Ethelwardo Sigismondi
Piero Cipollone - Paolo Leonzio
Mario Olivieri - Francesco Paolo D’Adamo
Fernando Fiore - Sabrina Scampoli
Nazario Augelli - Nicola Del Prete
Nicola D’Adamo - Roberto Molino
Fabio Giangiacomo - Antonio Di Santo
Lucio Basso Ritucci - Gaetano Fuiano
Francesco Piccolotti - Nicola Tiberio
Rocco Cerulli
Segretario Generale:Michele Memmo
Dirigenti
Giacinto Palazzuolo (Direttore Generale)
Michele D’Annunzio (Urbanistica)
Roberto D’Ermilio (Lavori pubblici, Servizi)
Evandro Sigismondi (Polizia urbana)
Mariapia D’Ugo (Anagrafe)
Vincenzo Marcello
(Pubblica istruzione, Cultura, Beni culturali)
Domenico Smerilli
(Commercio, Annona, Turismo)
Nicola Bevilacqua(Ragioneria)
Caterina Barbato
(Direttrice della Istituzione dei Servizi Sociali)
Magistratura
Istituzioni Scolastiche:
Dirigenti
Liceo Scientifico “R. Mattioli” - Nicola D’Adamo
Ist. Tec. Industriale “E. Mattei” - Fernando Fiore
Liceo Classico “L.V. Pudente” e Ist. d’Arte - Franco Palombo
Ist. Tec. Comm. e Geom. “F. Palizzi” - Luigi Sabatini
Ist. Magistrale “R.Pantini” - Francesco Santulli
Scuola Media “G. Rossetti” - Letizia Daniele
Scuola Media “R. Paolucci” - Florindo Marchione
I Circolo Didattico “G. Spataro” - Maria Manso
III Circolo Didattico - Amelia Zaccardi
Forze dell’Ordine
Commissariato Polizia di Stato
Vice Questore UgoTerracciano
Compagnia Carabinieri
Giuseppe Loschiavo
Tenenza Guardia di Finanza
Cosma Porta
Ufficio Locale Marittimo
Andrea Zanghì
Distaccamento Vigili del Fuoco
Antonio Ottaviano
Corpo Forestale dello Stato
Domenico Racciatti
Co.A.S.I.V.
CdA - Fabio Giangiacomo, Nicola Del Prete,
Manuele Marcovecchio
Consorzio di Bonifica
Commissario - Giuseppe Torricella
Parrocchie e Parroci
Concattedrale di S. Giuseppe - Giovanni Pellicciotti
S. Maria Maggiore - Decio D’Angelo
S. Pietro in S. Antonio - Stellerino D’Anniballe
S. Paolo Apostolo - Gianni Sciorra
S. Maria Incoronata - Eugenio Di Giamberardino
Presidente Tribunale
Guido Ghionni
Procura della Repubblica - Procuratore Capo
Vincenzo Colantonio
S. Maria del Sabato Santo
Tommaso Di Stefano e Domenico Larcinese
A.S.L.
S. Lorenzo - Andrea Sciascia
Dir. Generale - Elio Tilli
126
Stella Maris - Agostino Frezza
S. Giovanni Bosco - Francesco Labarile
S. Marco Evangelista - Luigi Smargiassi
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127
Elvira Cancellieri e Camilla Grilli. Foto Nicola Anelli, 1925.
128
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di Joseph La Palombara
La straordinaria vicenda umana di Enrico Mattei dal giorno della scomparsa, avvenuta il 27 ottobre 1962, è
stata materia di studio per storici, biografi, economisti, giornalisti e persino fonte d’ispirazione per registi cinematografici e televisivi. Tra le tante pubblicazioni a lui dedicate abbiamo selezionato quella di Joseph La Palombara,
uno dei più noti studiosi di politica internazionale, docente alla Yale University, il quale si sofferma ad analizzare
il ruolo che l’Eni ha avuto nel contesto politico ed economico nazionale e mondiale. Il saggio di La Palombara,
che, com’è noto, è un italo-americano di origine vastese, è contenuto nel volume Mattei, quell’idea di libertà, con
il titolo: Multinazionali e ambiente politico: da Mattei ai nuovi equilibri – Responsabilità nazionali ed internazionali delle imprese del settore pubblico: alcune riflessioni su Mattei. Eccone uno dei passi più significativi
… Non mi propongo qui di esaminare in dettaglio
il pensiero o le concezioni di Enrico Mattei, né di
cercare di evocare sia pur sinteticamente la figura di
Mattei quale imprenditore di fama mondiale, grande capitano d’industria, oppure alto funzionario
dello Stato che iniziò un dibattito importante sul
ruolo dell’impresa pubblica in un’economia mista
ed una società democratica. Storici, biografi ed altri
intellettuali, molti dei quali ebbero il privilegio di
conoscere e di lavorare con quest’uomo eccezionale,
hanno già espresso e pubblicato le loro valutazioni
e i loro giudizi, ed è probabile che ancora altre opere sull’argomento compaiano in futuro. Mi sembra
più opportuno, in questa occasione, esporre alcune considerazioni sull’Eni, sul suo ruolo presente e
futuro in Italia e nell’economia mondiale, e porre
in rilievo alcuni dei problemi che attengono al suo
sviluppo futuro. La prima e più importante questione riguarda la natura dell’impresa pubblica, il suo
ruolo nella società democratica contemporanea e la
struttura della sua pubblica responsabilità. Nel caso
di Mattei è ampiamente accertato che il suo orientamento fu condizionato da due sue caratteristiche
personali strettamente correlate tra loro, cioè il suo
nazionalismo e la sua decisa avversione per il potere
monopolistico. Il suo non era un nazionalismo meschino o ristretto: rifletteva, piuttosto, la sua acuta
comprensione della natura del potere economico e
di come tale potere potesse essere usato da estranei
a detrimento del suo stesso paese. La recente storia
dell’Italia, negli anni della seconda guerra mondiale
e in quelli successivi, gli aveva insegnato, come a
molti altri, che la condizione necessaria per lo status
di grande potenza affonda le radici nell’economia.
Fin dai primi anni del dopoguerra, pertanto,egli
concepì l’impresa pubblica che dirigeva come uno
strumento per assicurare che, in un mondo costituito da Stati nazionali più forti e più deboli, la sua nazione potesse crearsi una base economica sufficiente
a garantirle un minimo di autonomia nel tracciare
il proprio destino. Il modo in cui egli gestì l’Agip,
le sue alleanze politiche in Italia, la sua meticolosità nel preparare il terreno per la creazione dell’Eni
nel 1953, come anche il modo in cui egli diresse
Mattei con il Presidente Luigi Einaudi
129
Mattei ad una cerimonia d’inaugurazione
questa pubblica impresa negli anni che seguirono,
dimostrano tutti chiaramente questa preminente preoccupazione. Se Mattei rinunciò a un ruolo
formale nella politica, non fu certamente perché
non si rendesse pienamente conto dell’importanza
centrale del processo politico nel futuro della nuova
impresa. Piuttosto, la sua concezione dell’Eni era
così innovatrice e le probabilità che essa venisse
compresa, per non dir poi accettata e attuata, erano
così problematiche che Mattei giustamente decise
di dedicare all’Eni quell’attenzione concentrata ed
univoca che divenne il suo contrassegno. Per oltre
un decennio, l’idea dell’Eni come forma nuova di
impresa pubblica divenne per Enrico Mattei un
interesse predominante, che a volte quasi rasentava l’ossessione. Cosa significa esattamente tutto
ciò? Tanto per cominciare, almeno in Italia, l’Eni
130
rappresentò veramente qualcosa di nuovo, e ricordo ancora con quale entusiasmo alcuni miei coetanei presero a lavorare nel suo Ufficio Studi. L’Eni
era, infatti, una grande società che avrebbe dovuto
svolgere un’attività imprenditoriale non in vista del
ristretto interesse del profitto, o nell’interesse di coloro che avrebbero potuto essere chiamati a dirigerla, bensì a beneficio della società in genere. Dalla
legislazione con cui l’Eni fu creato risulta chiaramente che quelli che avevano compilato, discusso e
finalmente pilotato la legge in Parlamento si aspettavano che esso divenisse un grande strumento di
cui lo Stato potesse avvalersi per sviluppare un’attiva
e dinamica politica economica… Abbiamo visto
come, sia prima che dopo la creazione dell’Eni, il
concetto di responsabilità sociale corresse il rischio
di degenerare rapidamente nella pericolosa idea che
le imprese industriali pubbliche sono principalmente strumenti di salvataggio, sia che si tratti di salvare
industrie marginali, inefficienti o arcaiche, oppure i
posti di lavoro che ad esse sono legati. La responsabilità sociale delle imprese pubbliche non può essere
stoltamente confusa con il concetto, di per sé valido, che il moderno Stato democratico è anche un
“welfare state”, cioè uno Stato assistenziale che deve
garantire ai suoi cittadini taluni minimi diritti materiali ed altri ad essi collegati. Anche se le considerazioni fondamentali dei profitti e delle perdite non
debbono arrivare a dominare il modo di pensare dei
managers della pubblica impresa, in un’economia
mondiale altamente competitiva, esse non possono, tuttavia, essere trattate come se fossero solo di
marginale importanza, come se rispecchiassero solo
gli interessi di coloro che dirigono le industrie del
settore privato. Come ritengo fosse stata concepita
da Mattei, e dagli altri pionieri dell’Eni, responsabilità sociale significava soprattutto ricerca dei mezzi
per assicurare che la pubblica impresa operasse in
modo da stimolare la crescita economica, da ridurre
le sperequazioni geografiche nei livelli di sviluppo
economico, da introdurre nuove forme di relazioni industriali e, nel corso del processo, realizzare
un’integrazione degli sforzi del settore pubblico e
di quello privato per modernizzare l’economia e la
società. Tutto questo, inutile dirlo, avrebbe dovuto
aver luogo in vista di assicurare una duratura vitalità
dell’Italia nell’economia internazionale…
¡&KLqFRPH'LR"¢
Omelia per la Festa di San Michele 2005
di † Bruno Forte
Arcivescovo Metropolita di Chieti-Vasto
Il nome nella Bibbia è sempre inteso come la chiave
di una vocazione, il segno di un destino: quello del
Patrono rivela la vocazione e il destino di un popolo. Che significa dunque che l’Arcangelo Michele è
“patrono” di Vasto, compatrono dell’intera nostra
Arcidiocesi? “Michele” - “Mi ka - ‘El”, “Chi è come
Dio?” - è un nome singolare: esso è un’affermazione in forma di domanda, una domanda, cioè, che
porta già in sé l’abissale risposta.
Proprio così, Michele è il messaggero – ovvero l’“angelo” – di un
grande messaggio, di quel messaggio che a sua volta è “arché”,
cioè principio e forma di ogni
altro che venga da Dio. Perciò
è detto “Arcangelo”, angelo del
messaggio che è inizio, sorgente
e modello d’ogni altro messaggio,
che sia buona novella. A partire
dal nome il messaggio fondamentale annunciato dall’Arcangelo Michele richiama tre verità
decisive: l’assoluta sovranità di
Dio; la condizione “agonica”, ovvero di lotta e di battaglia propria
dell’uomo; e la finale vittoria dell’Eterno, già ora
anticipata nella forza che Egli dona ai suoi servi fedeli.
1. “Mi ka - ‘El” – “Chi è come Dio?”: sta qui, in
questa domanda semplice e grande il primo messaggio di cui Michele si fa portatore. Dio è Dio e
nessuno è come Dio: non lo è il creato in tutte le
sue pur meravigliose espressioni; non lo è l’uomo,
che pure è vertice e signore del creato secondo il
racconto biblico della creazione. “Dio è Dio e l’uomo non è Dio!” (“Gott ist Gott und der Mensch
ist kein Gott!”): così il grande teologo evangelico
Karl Barth compendiava questo messaggio. Nessuna pretesa umana può emulare Dio. Nessuna mania
di grandezza, nessun protagonismo storico può sostituirsi alla signoria di Dio sul cuore e sulla vita. La
pretesa dell’uomo di fare tutto da sé ha avuto negli
ultimi secoli una portentosa espressione: le ideolo-
gie. Esse pensavano di cambiare il mondo a partire
dalla misura e dalla forza esclusiva della ragione:
due secoli di ebbrezza ideologica, però, non hanno affatto prodotto un mondo più libero, giusto e
felice. L’enorme cumulo di violenza che ha segnato
la stagione dei grandi racconti ideologici basta da
solo a provare come l’uomo – anche e specialmente nella sua illusione di essere come Dio – non è
Dio e non può sostituirsi a Lui.
L’Arcangelo San Michele – col
messaggio di cui è portatore, inciso nel suo nome – ci richiama
tutti ad una radicale umiltà, alla
certezza di non essere tutto, ma
piccola parte di un disegno che ci
sovrasta e al quale è possibile corrispondere solo se ci si pone in atteggiamento di ascolto fiducioso
e obbediente. “Chi è come Dio?”
è per eccellenza la domanda antiidolatrica, il pensiero semplice e
grande che viene a liberarci da
tutte le illusioni dell’auto-esaltazione dell’uomo, vaccinandoci
rispetto ai miti ideologici e alle
utopie assetate di dominio e portatrici di violenza.
Proprio così, l’interrogativo “chi è come Dio?” che
l’Arcangelo pone, è invito alla fede umile e fiduciosa, che sa costruire la vita giorno dopo giorno in
ascolto di Dio, totalmente riposta nelle sue mani e
nutrita di preghiera e di confidenza in Lui.
2. Davanti all’assoluta sovranità di Dio, sta la scena vasta e terribile della storia del mondo: una scena di lotta, di agonia e di passione. Sembra che la
storia avanzi attraverso il conflitto: popoli e gruppi
sociali, intere culture e singoli individui sembrano
incapaci di coesistenza pacifica. Anche l’immediato
presente, questo inizio del Terzo Millennio, è letto da molti con lo schema interpretativo tragico e
semplificante dello “scontro delle civiltà” (“the crash
of civilizations”, di cui parla Samuel Huntington):
l’Occidente cristiano sarebbe inesorabilmente destinato al conflitto con l’Oriente islamico. Dopo il
131
secolo dello “scontro delle Nazioni”, l’Ottocento,
dopo quello dello “scontro delle ideologie”, il Novecento, il XXI secolo sarebbe inevitabilmente il
secolo dello scontro fra i mondi religiosi e le civiltà in cui essi si esprimono. La barbarie terroristica,
ma anche la tragica risposta di guerra ad essa data,
sembrerebbero confermare questa analisi. Essa
però è semplificante e fuorviante, perché dimentica che il conflitto originario è in ciascuno di noi:
è la grande lotta fra il bene e il male, fra l’egoismo
e l’amore. Questa è la condizione tragica dell’uomo: la percezione di trovarsi nell’impossibilità
di fare il bene che vorrebbe, come fosse schiavo
della seduzione del male. Ed è qui che il messaggio dell’Arcangelo è luminoso e salutare: nessuno
potrà liberarci dalla nostra condizione di morte
se non Colui che è il Signore della vita! Michele ci dice che Dio è con tutti coloro che lottano
perché il male non vinca, perché l’amore trionfi e
la giustizia si faccia. Dio soccorre il debole nella
prova e impedisce che la tentazione lo schiacci:
nessuno è come Dio, perché solo Dio può abitare nel cuore di ognuno di noi e darci la forza
necessaria e sufficiente per vincere la lotta della
fedeltà e scegliere in ogni istante la comunione
con Lui. Perciò, nelle tre volte in cui appare nel
Primo Testamento, precisamente nel libro di Daniele (10,13.21; 12,1), Michele è indicato non a
caso come il difensore del popolo ebraico e il capo
supremo dell’esercito celeste che sta dalla parte
dei deboli e dei perseguitati: “Or in quel tempo
sorgerà Michele, il gran principe, che vigila sui
figli del tuo popolo. Vi sarà un tempo di angoscia,
come non c’era mai stato dal sorgere delle nazioni
fino a quel tempo; in quel tempo sarà salvato il
tuo popolo, chiunque si troverà scritto nel libro”
(Dn 12,1).
3. In questa vicinanza che nella lotta l’Eterno
garantisce ai suoi servi fedeli è anticipata la Sua
finale vittoria, oggetto della speranza che non delude: l’Arcangelo Michele con la domanda di cui
è portatore – “Chi è come Dio?” – è il messaggero della speranza, Colui che ne accende e ne
alimenta la fiamma nei cuori. Che vi sia bisogno
di speranza oggi come e più di sempre è sotto gli
occhi di tutti: la tentazione sottile di non sperare più si diffonde come un tarlo negli animi di
questa società ammaliata dal nichilismo e dalla rinuncia ad amare. Il relativismo diffuso e suadente toglie alle menti e ai cuori ogni àncora ferma,
cui aggrappare e su cui fondare la vita. Senza un
132
orizzonte ultimo, senza una patria della speranza, non c’è cammino che valga la pena di essere
vissuto, non c’è senso che tenga. L’Arcangelo è il
custode del grande messaggio: possiamo sperare,
perché Dio è con noi e nel Suo Figlio fatto uomo
per noi ha vinto e vincerà la morte. La vita e la
storia non vanno a precipitare negli abissi del nulla, ma a riposare sulla sponda dell’eternità, nelle
braccia amorose di un Padre – Madre della vita,
il cui volto ci è stato rivelato ed offerto in Gesù, il
Redentore dell’uomo. Con l’aiuto dell’Arcangelo,
perseverando con fedeltà nella lotta che pervade
la vita, possiamo essere i testimoni della speranza, i portatori della buona novella che Dio ci ha
donato e che illumina di senso il cuore e la storia.
Ce ne rende sicuri la visione del capitolo 12 del libro dell’ Apocalisse: “Scoppiò una guerra nel cielo. Michele e i suoi angeli combattevano contro
il drago. Il drago combatteva insieme con i suoi
angeli, ma non prevalsero e non ci fu più posto
per essi in cielo. Il grande drago, il serpente antico, colui che chiamiamo diavolo e satana e che
seduce tutta la terra fu precipitato sulla terra e con
lui furono precipitati anche i suoi”. La speranza è
poter cantare già ora con le labbra e con la vita il
cantico della vittoria degli umili e dei redenti da
Dio: “Ora si è compiuta la salvezza, la forza e il
regno del nostro Dio e la potenza del suo Cristo,
poiché è stato precipitato l’accusatore dei nostri
fratelli, colui che li accusava davanti al nostro Dio
giorno e notte… Essi lo hanno vinto per mezzo
del sangue dell’ Agnello e grazie alla testimonianza del loro martirio, poiché hanno disprezzato la
vita fino a morire. Esultate, dunque, o cieli, e voi
che abitate in essi”. Le tre verità decisive, veicolate
nel nome del nostro Patrono, l’Arcangelo Michele, divengono allora un progetto di vita e un’invocazione per ciascuno di noi e per l’intera nostra
comunità di Chieti - Vasto: che ciascuno di noi
e noi tutti insieme possiamo sempre riconoscere
e proclamare con la parola e con la vita l’assoluta
sovranità di Dio; che accettiamo di vivere con fiducia la condizione “agonica”, ovvero di lotta e di
battaglia propria della nostra esistenza, sapendo
di non essere soli, ma accompagnati, custoditi e
sostenuti dalla fedeltà dell’amore divino, rivelato
in Gesù; e che la fiduciosa speranza nella finale
vittoria dell’Eterno, già ora anticipata nella forza
che Egli dona ai suoi servi fedeli, illumini tutti i
nostri passi e le nostre scelte, facendole aurora di
sempre nuovo futuro, di vita, di gioia e di bellezza
Giornali e Periodici Vastesi dall’800 ad Oggi
Intensa è sempre stata l’attività giornalistica in Città. Riportiamo qui di seguito l’elenco delle testate
con l’indicazione dell’anno di iscrizione e del nome del direttore responsabile, desunto dal relativo
Registro presso il Tribunale a partire dal 1983.
In vacanza, settimanale umoristico-letterario,
1878, dir. Raffaele De Luca e Luigi Anelli.
Istonio, corriere della domenica; 1887, dir.
Emilio Monacelli.
Il Vasto, 1889.
Abruzzo dei giovani, 1890.
Il Frizzo, 1902, dir. Ernesto Giovine.
L’Abruzzo umoristico, rivista, 1912, dir.
Carlo D’Aloisio
L’Indipendente, settimanale di politica,
scienza, arte, letteratura, 1914, dir. Andrea
Saviello.
La rivista d’oggi, periodico quindicinale di
politica e d’arte, 1913, dir. Roberto Roberti.
Il Littorio, quindicinale politico amministrativo,1922, dir. Giuseppe Mattioli.
Tic-Tac, numero unico, stagione balneare
1922.
Il Vastese d’oltre oceano, foglietto quindicinale,1922, dir. Luigi Anelli.
Il Gragnoletto, 1927, dir. Giuseppe Perrozzi
(?).
La Botta Marina, 1928, dir. Giuseppe Perrozzi (?)
Lo Scudo, quindicinale della D.C., 1944,
dir. Luigi Muzii.
Histonium, voce d’Abruzzo giornale d’informazione,1945, dir. Espedito Ferrara.
Lavoro Arte e Libertà, giornale indipendente, 1951, dir. Luigi Del Greco.
Rinnovamento Abruzzese, quindicinale di
informazione,1955, Vasto, dir. Lelio Sciolè.
Il Solco, mensile di cultura, arte e vita; 1957,
dir. Mario Sacchetti.
Pomeriggio Palizziano, Vasto, 1961, dir. Attilio Grosso.
Iniziativa, periodico Società Operaia Vasto,
1962, dir. Luigi Zimarino.
Vasto Domani, Giornale degli Abruzzesi nel
mondo, 1966, dir. Angelo Cianci.
La Feluca, organo della Repubblica Studentesca vastese, 1967.
Alfa, numero unico di operai e studenti,
1968.
Il Corriere del Vasto, periodico di informazione a cura della sez. DC di Vasto,1969, dir.
Roberto Bontempo.
SIV Spa, San Salvo periodico trimestrale,
1971, dir. Aldo Pellissoni.
L’Informazione del Contribuente, trimestrale, 1971, dir. Francescopaolo Molino.
Gazzetta del Vasto, periodico di cultura,
1973, dir. Costantino Cavallini.
Il Diavolo a Quattro, periodico del Fronte
della Gioventù. Msi-Dn, Vasto, 1972, dir.
Giuseppe Tagliente.
Vasto, notiziario del Comune, bimestrale;
1974, dir. Valeriano Moretti.
Presenza e Azione, periodico mensile di politica e informazione,1976, dir. Valeriano Moretti.
Presenza e Azione d’Abruzzo, periodico
mensile di informazione e vita politica, 1981,
dir. Valeriano Moretti.
Il Nuovo, mensile di informazione (poi quindicinale), 1982, dir. Alfonso Di Virgilio.
Gong, mensile di attualità e informazione
politica,1982, dir. Gino Di Tizio.
Il Progetto, periodico,1982, dir. Valeriano
Moretti.
Il Taschino, settimanale, 1983, dir. Lorenzo
Russo.
Il Notiziario del Vastese, periodico di attualità, arte, cultura, turismo, folklore,1984, dir.
Giuseppa Rosa Di Marco ed Eugenio D’Alberto.
133
Piazza Rossetti, agenzia di notizie politiche,1984, dir. Giovino Scogno e Giuseppe
Tagliente.
Vetro Siv, periodico di informazione per il
personale del gruppo Siv, 1987, dir. Nicola
D’Adamo.
Mostralfonso, mensile di umorismo, fumetti, giochi, musica, sport e informazione pubblica, 1987, dir. Romano Garofano.
Lo Sguardo, mensile politico di attività e cultura, 1987, dir. Marcello Bertoncini.
Il Vastese Volante, quindicinale di utilità
pubblica, 1987, dir. Antonio Ragni.
Vasto notiziario del Comune, 1988, dir. Valeriano Moretti.
La Città, dir. Giuseppe Jubatti.
La Corsea, 1988, dir. Giuseppe Cavuoti.
Vasto Notizie, dir. Nicola D’Adamo.
Il Nuovo sport Vasto, dir. Di Virgilio Alfonso.
Forum Vasto, dir. Giuseppe Cavuoti.
Asso Vasto Notizie, dir. Giuseppe Cavuoti.
First Network News Vasto, dir. Anna Bontempo.
Per Ricominciare a crescere, dir. Giuseppe
Cavuoti.
Diogene, dir. Giovanni Gaetano Quagliarella.
Orizzonte Gabrielista, dir. Carlo Necci.
Il Vastese, dir. Nicola Carmenini.
Lean Informazione Denso News, dir. Nicola D’Adamo.
Nuovo Vasto Notizie, dir. Giuseppe Forte.
Il Popolo di Vasto, dir. Giuseppe Cavuoti.
La locandina d’Abruzzo e Molise, dir. Marina Recinelli.
Il Balocco vastese, dir. Giovanni Gaetano
Quagliarella.
134
In|contro, dir. Valeriano Moretti.
Puntoaccapo, dir. Anna Giacomucci.
Io, dir. Giovanni Gaetano Quagliarella.
Rinnovare, 1994, dir. Giuseppe Tagliente.
$OWUHVLQLVWUH1997. Suppl. a VitAlba, Dir.
Sandro Di Liberatore
I quaderni dell’Hosteria del Pavone, 1997,
dir. Pino Jubatti
Aenne, dir. Giuseppe Buscemi.
Valore Csi News, dir. Michele Tana.
Interno ed oltre, dir. Nicola Del Prete.
Herpes, dir. Anna Giacomucci.
2000 Anno Zero-Nuovi Annunci e Affari,
dir. Michele Tana.
Lo Sguardo, dir. Miriam Giangiacomo.
Il Giullare, dir. Gabriele Cerulli.
Vasto 2001 Piccola Srl. Coop arl, dir. Gabriele Cerulli.
Rivista Erreesse Gulliver, periodico mensile,
dir. Claudio Vecchio.
Rivista Progetto Tre Sei Gulliver, periodico
mensile, dir. Claudio Vecchio.
Rivista Il Caffe, periodico mensile, dir. Michele Tana.
Rivista Vastonline, quotidiano, dir. Michele
Tana.
Bimensile La nota, dir. Giuseppe Forte.
Prima Pagina, edizione Abruzzo e Molise,
dir. Michele Tana.
Scuolando, quaderno per la comunicazione
dei docenti, dir. Clotilde Muzii e Luigi Murolo.
Quiquotidiano, 2003, dir. Giuseppe Tagliente.
Diogene, mensile, dir. Luca Zappalorto.
Riforma Liberale, 2004, dir. Miriam Giangiacomo,
La Rosa, 2004, dir. Gianni Quagliarella
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I testi delle canzoni contenute nel cd
*DHWDQR&LDQFLRYRFHHFKLWDUUD
e le voci di...
Carmela Camperchioli
Albert Di Lallo
Michele Di Casoli
135
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di Luigi Anelli
di G. Perrozzi - A. Polsi
- Tu ‘na vodde a ‘stu quardille
tanda bene ‘i vulive,
ore e ore ci pirdive
a sindirele a candà’.
Canda dendr’ ala cajole
nghi chiss’ ucchie li cuveve,
lu cillete ti faceve
nu zumbette e nu ci-ci;
e da ‘m bacce ala cajole
ma ti ni vulive i’.
Si dapù ‘i li stinnive
‘na cirasce u ‘na pirucce,
nghi lu picche la manucce
ti minive a pizzica.
Si nghi me stive ammusete
e sindive ca candave,
li paturnie ti passave,
nu vasciucce dive a me;
e la vocia so’ la pace
mi faceve fa’ nghi te.
Ma da cand’ a ‘stu quardille
ni’ ‘i fe’ chiù ‘na carezze,
à pirdiute l’alligrezze,
‘n dè’ chiù vojje di candà.
Pi’ passione li pinnucce
sta ittanne a une a une;
ma tu manghe ti n’ addune,
chiù nu sguarde ni’ ‘i dè’;
mo’ chi ni’ vu’ bene a esse,
ni’ vu’ bene mangh’ a mè!
Tinghe ‘mpette nu gran foche
che m’abbrusce poche a poche.
I’ vulesse pijjà mojje,
mo mi more de ‘sta voje.
‘Na belle giuvinette
nen mi fa cchiù campà;
i’ cerche la ricette
chi che mi pò risanà’.
Le sa pure Mariucce,
che la ricetta me
è ‘llu curucce.
Notte e jurne n ‘aripose,
tenghe sempre stu nirvose.
i’ le sacce ch’ajja fa’
pe’ guarì:: m’ajja spusà’.
Ma po’, si cià ripense
J pense ma ca mi sa?
A me che tiuglie frette
Chi mi po’ capità?
Si po’ stutà nu foche
S’i n’appice naddre a poco a poco.
/DYHOOqJQH
di Florindo Ritucci Chinni
Ah. Ah. Ah. / Ah. Ah. Ah.
Quanta gente pi la vigne vè e và
Ah. Ah. Ah. / Ah. Ah. Ah.
Li canistre d’uva piene nzi mantè:
Cujje nu Vasce, mittili mocche
ujje t’attocche nin ci pinzà,
Quest’è lu tempe di la vinnegne
Mentre ti tegne l’amor si fà.
Ah. Ah. Ah. / Ah. Ah. Ah.
Cand’ è bbone l’uva d’ore fa ncantà
Ah. Ah. Ah. / Ah. Ah. Ah.
L’aspettame ntere l’anne pi magnà
Cujje nu vasce, mittili mmocche
ujje t’attocche nin ci pinzà,
Quest’è lu tempe di la vinnegne
Mentre ti tegne l’amor si fà.
l’amor si fà...
&DUPHOD&DPSHUFKLROL
136
(SDVVHO¤DQQHHSDVVH
di Tilli - Zaccardi
di O. Giannangeli e B. Bianchi
Si coglie fiure da li giardine,
se coglie frutte da lu vicine
ma nen se coglie le vasce belle
senza la vocche de Mariuccelle.
Ritornello
I’ me recorde ancore la casette
Quasce arragnate ‘n pette alla muntagne
‘sceve lu sole e tutte la campagne
se culureve d’re là per là.
E passe l’anne e passe...
Gna facce a scurdarme de te ?
Paese mé luntane,
Se te putesse arvedé !
Paese mé famm’armenì :
alla casetta mé vojje murì!
Recorde ‘na caiole allla finestre
Addò cantè ‘na coppie de cardille:
recorde élle vicine ‘na franguélle
che me facé sta l’ore a reguardà.
E passe l’anne e passe…
Me pese sta vite pecché
È triste, è triste assale
A sta luntane da te!
Paese mé ...
Recorde mammarosse a lu telare
Che me diceve: fijje, tu mò perte, :
chi sa se facce a tempe a revederte:
leste a ‘rmenì ca nen me trove chiù:
E passe l’anne e passe…
Ma la vecchierelle addò sta?
E’ ferme a lu tilare
E piagne mamme e tatà.
Paese mé ...
E mò quatrara belle, me sce scritte
Pe tante tanta tempe so ‘spettate,
passe la primavere e po’ l’estate,
fa feste li cardille e tu n’gi stì.
E passe l’anne e passe…
Vulesse li scenne tené
Pe’ revulà a ‘ssa case
Pe’ riabbracciarme nghi tté.
Paese mé ...
Mariucce’, nen li si la nuvutà’?
mamme ha dette scij, ca te puzze spusà’,
m’ave’ già stanghate d’aspettà;
Mariuccelle Manucce’,
pecché se’ tu l’amore me!
Da quande ggente sso mmidiate
pe quest’arnore che è fortunate:
scibbinidette la sorte belle
che’ m’ha dunate sta madunnelle.
Ritornello
Lu fiume scegne da la muntagne,
la ggente corre a la cuccagne,
vulesse saghe fin’a’ le stelle
pe la vuccucce de Mariuccelle.
Ritornello
/XFRUHSD]]LDUHOOH
Aje fatte na pinzate proprie a fantasie
aje jute a fà na case mbacce ala marine:
e bone e belle la case a quattre mure
ma sarà cchiu belle si c’intrasse j pure!
e tuppe e tuppe lu cor’è paszziarelle
tuzzul’a a’ la porte pi nu pustarelle!...
Ma vite a chi st’amore cand’è cirvilline.
Se jute a fà la case mbacce al la marine:
na palummelle sopr’a lu tette vole
gne na nuvulette... tente da lu sole!...
e tuppe e tuppe lu cor’è paszziarelle
tuzzul’a a’ la porte pi nu pustarelle!...
Dentr’a sa case ci sta tre pirzone
la lune nghi lu sole nzimbre ala la patrone!...
nghi la scalette ci saje zitte zitte
a ssa finistrelle... piene di fiuritte!...
e tuppe e tuppe lu cor’è paszziarelle
tuzzul’a a’ la porte pi nu pustarelle!...
$OEHUW'L/DOOR
0DULXFFHOOH
137
3URQWDSURQWH
/¤DPRUHYHHYD
di S. D’Ercole - A. Polsi
di R. Pantini - F. Ritucci Chinni
Cande la vede st’ucchie ma’ si stracche
e nin si sazie di guardarle ma’:
camina pronta-pronte a punte e tacche
nghe tanta grazie che ti fa ‘ngantà’.
Ticche-tti... ticche-tta,
è na musica che passe
e fa tutte arivuddà’.
‘Ss’ucchiune bbelle e chisse cijja nire
e ‘ssi baffitte che ti vo’ spuntà’
sopr ‘a ‘ssi labbre rusce, che pinzire
maliziuse spesse mi fa fa’!...
Ticche-tti.... ticche-tta, ecc., ecc...
Brunetta me’, si vu’ che nin ‘mpazzisce
j’aveme a lu chiù preste da spusa...
Si fi’ la sustinute e nin capisce,
tu cacche mattitate mi fi’ fa’.
Ticche-tti... ticche-tta, ecc., ecc...
L’acque che cande... è belle
cchiù belle... è lu candore
Spuntate è nu fiore che nterre e nciele stà.
Trallalalà Trallalalà
L’amore vè e và
Trallalalà Trallalalà l’amore vè e và.
L’acque che passe... cande
femmene... belle avande
gajarde è l’amante l’amore vè e và
Trallalalà trallalalà
l’amore vè e và
Trallalalà trallalalà, l’amore vè e và.
Ogne fiore ... addore
Se... mbette a tè uajona
Si pone la passione di lu piccione tè
Trallalalà trallalalà
L’amore vè e và
Trallalalà trallalalà, l’amore vè e và.
Se po’ na ... rosa rosce
Te dà... lu nnammurate
La vite t’ha dunate e la felicità
Trallalalà trallalalà
L’amore vè e và
Trallalalà trallalalà, l’amore vè e và.
6DQW¤$QGUHDELQLGHWWH
di F. Ritucci Chinni
J chi sò na giuvunette e sò la prima cantarine
E nisciune mi te pete, da li lame a la marine...
N’hai piante di nuttate, n’hai passate di pene amare...
Chi sti fije, ma làssate, nghi stu mare triste e care.
Sant’Andrea binidette,
Binidicime la scaffette
Na cianghetta pi cambà,
na cianghetta pi cambà...
Tralla la la, la la la, la la la,
tralla la la, la la la, la la llà.
J chi sò na vicchiarella e la rete mi s’jmbruje
‘Nghi sti maje lesche e cjche, l’ucchie e l’anime se struje
N’hai piante di nuttate, n’hai magnate di pan’amare...
Chi sti fije, ma lassate, ‘nghi stu mare triste e care.
Sant’andrea binidette,
Binidicime la scaffette,
na cianghette pi cambà
na cianghette pi cambà...
Tralla la la, la la la, la la la,
tralla la la, la la la, la la llà.
138
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Le edizioni precedenti
possono essere richieste
telefonando al n.
0873.69733
139
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140
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141
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143
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144
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163
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164
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=DFFDUGL$QWRQLR
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=LQQL5LWD
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Premessa. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .p.
5
Carta d’identità . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .p.
6
Cenni storici . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .p.
7
Figli illustri . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .p.
8
I Sindaci. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .p.
10
Lo stemma araldico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .p.
11
L’Inno . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .p.
12
I luoghi della memoria . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .p.
13
Il Personaggio dell’anno . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .p.
15
Il Lunario . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .p.
20
Le Istituzioni Cittadine . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .p. 126
Mattei e l’Eni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .p. 129
Chi è come Dio? di † Bruno Forte. . . . . . . . . . . . . . . . . . p. 131
Giornali e Periodici Vastesi dall’800 ad Oggi . . . . . . . . . . . . . .p. 133
Canzune di lu Uašte . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .p. 135
Glossario . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .p. 143
Bibliografia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .p. 155
Indice dei nomi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .p. 159
165
*OLDXWRULULQJUD]LDQRSHUODFROODERUD]LRQH
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*HQQDUR6SDGDFFLQL)HUQDQGR'·$QQXQ]LR%HQLDPLQR)LRUH*LQHWWD/D9HUJKHWWD
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166