Sostituzione barriera di sicurezza in spartitraffico
Raccordo Autostradale Pavia - Bereguardo
- PROGETTO ESECUTIVO -
RACCORDO AUTOSTRADALE BEREGUARDO - PAVIA
Sostituzione barriera di sicurezza in spartitraffico
PROGETTO ESECUTIVO
RELAZIONE TECNICA INTERVENTI COMPENSATIVI
1049-AMB-001-ES_2 Relazione descrittiva generale
Sostituzione barriera di sicurezza in spartitraffico
Raccordo Autostradale Pavia - Bereguardo
- PROGETTO ESECUTIVO -
INDICE
1.
PREMESSA..................................................................................................... 3
2.
INQUADRAMENTO VEGETAZIONALE .............................................................. 5
3.
DESCRIZIONE DEL PROGETTO ....................................................................... 7
3.1.
3.2.
PRINCIPI GENERALI .............................................................................................................7
LE SPECIE ARBUSTIVE ED ARBOREE UTILIZZATE ..................................................................7
3.2.1.
3.2.2.
3.3.
Soggetti arbustivi ......................................................................................................... 8
Soggetti arborei............................................................................................................ 9
INTERVENTI PROPOSTI .......................................................................................................9
3.3.1.
3.3.2.
3.3.3.
3.3.4.
3.3.5.
3.3.6.
3.3.7.
3.3.8.
3.3.9.
3.3.10.
3.3.11.
3.3.12.
Area Uscita N.1 .......................................................................................................... 12
Area Uscita N.2 e Area "1" ........................................................................................ 14
Area Uscita N.3 e Area "2" ........................................................................................ 17
Area "3"...................................................................................................................... 19
Area Uscita N.4 .......................................................................................................... 20
Area "4"...................................................................................................................... 22
Area Uscita N.5 e Area "6" ........................................................................................ 24
Area "5"...................................................................................................................... 26
Area "7"...................................................................................................................... 28
Area "8"...................................................................................................................... 30
Area Uscita N.7 .......................................................................................................... 31
Siepi arbustive ............................................................................................................ 33
4.
MODALITÀ DI REALIZZAZIONE DEGLI INTERVENTI ....................................... 37
4.1.
4.2.
4.3.
4.4.
4.5.
ESTIRPAZIONE DELLE INFESTANTI E RIMOZIONE CEPPAIE ................................................. 37
REALIZZAZIONE DELLO STRATO ERBACEO ......................................................................... 37
REALIZZAZIONE DELLO STRATO ARBUSTIVO ...................................................................... 38
REALIZZAZIONE DELLO STRATO ARBOREO ......................................................................... 39
INDICAZIONI PER LA MANUTENZIONE ................................................................................ 39
5.
STIMA DEI COSTI .......................................................................................... 39
1049-AMB-001-ES_2 Relazione tecnica interventi compensativi
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1. PREMESSA
Il progetto degli interventi compensativi in oggetto è parte integrante del Progetto esecutivo relativo
all’intervento di adeguamento del raccordo autostradale Bereguardo-Pavia.
Tale raccordo autostradale, sempre in territorio della Provincia di Pavia e con uno sviluppo di circa 9 Km,
attraversa da nord-ovest verso sud-est le aree agricole interne ai comuni di Torre d’Isola e di Pavia e ricade
all’interno del perimetro del Parco Lombardo della Valle del Ticino; rispetto al fiume Ticino è situato ad una
distanza che varia da circa 2000 m, nel tratto di innesto all’autostrada A7, a circa 400 m nella parte di innesto
alla Tangenziale di Pavia.
Il Raccordo Autostradale, risulta essere classificato dall’ANAS come Strada di tipo B extraurbana principale
ai sensi dell’art. 2 comma 3 lettera e) del Nuovo Codice della Strada; lungo il suo sviluppo vi sono n. 7
svincoli che consentono il collegamento: con i diversi nuclei abitati localizzati sia a sud-ovest sia a nord-est;
con la S.P. 130 che si sviluppa quasi parallelamente al raccordo autostradale a sud-ovest di questo; con la
S.S. 526 e la S.P. 11 che con andamento quasi parallelo al raccordo autostradale percorrono le aree agricole
localizzate a nord-est di quest’ultimo.
Il piano viabile del raccordo autostradale, per quasi tutto il suo sviluppo, è mediamente sopraelevato dal
piano campagna di circa 1.00 m; dal punto di vista planimetrico vi sono n. 7 curve a raggio costante; la
piattaforma stradale costituita da un margine interno di 1.20 m, due corsie per senso di marcia di circa 3.50
m, è tuttavia priva di banchine pavimentate.
La piattaforma stradale pertanto risulta essere non conforme alle norme vigenti in materia, in quanto:
•
non presenta una banchina pavimentata laterale di 1.75 m;
•
le piazzole di sosta sono inadeguate in numero (esse sono distanziate l’una dall’altra ad intervalli
superiori al km) e rispetto agli standard normativi previsti;
•
non presenta una rete di smaltimento delle acque provenienti dalla piattaforma.
Gli interventi che si sono resi necessari, pertanto, hanno considerato i seguenti aspetti:
•
l’adeguamento di alcuni elementi funzionali, quali lo spartitraffico, importanti per la sicurezza della
circolazione ed attualmente non a norma;
•
la realizzazione di n. 9 piazzole di sosta per senso di marcia aventi uno sviluppo di 80 m
(20+40+20), quindi adeguate sia in numero sia per dimensioni al DM 5/11/2001;
•
ridotta traslazione delle carreggiate e mantenimento di tutte le caratteristiche geometriche e planoaltimetriche del tracciato stradale;
•
realizzazione di un sistema di smaltimento delle acque meteoriche.
L’adeguamento geometrico dello spartitraffico non implicherà la modifica complessiva della piattaforma
stradale (come confermato dal DM 22/4/2004 e dalla bozza di normativa sugli interventi di messa in
sicurezza delle strade esistenti), ma comporta essenzialmente una traslazione delle corsie pari a circa 1.20
m e uno spostamento del ciglio pavimentato mediamente pari a circa 2.50 m su ambedue le carreggiate.
Inoltre, in ragione del fatto cha attualmente non vi sono sistemi di collettamento e gestione delle acque
meteoriche, il progetto prevede l’inserimento di sistemi di filtrazione delle acque di piattaforma prima del loro
smaltimento definitivo.
Con l’attuazione di questi interventi si interessano n. 4 aree classificate bosco per una superficie totale di
1805 mq oggetto di trasformazione. Queste aree sono tutelate ai sensi del comma 1, lettera g – art. 142
d.lgs. 42/2004, poiché presentano le caratteristiche di cui all’art. 42, comma 1, della Legge Regionale della
Lombardia n. 31 del 5 dicembre del 2008.
La DGR 8/675/2005 impone in caso di trasformazione in aree con insufficiente coefficiente di boscosità il
risarcimento di ogni mq di bosco trasformato con imboschimento o rimboschimento compensativo su una
superficie reale variabile da 2 mq a 5 mq in relazione al valore biologico delle aree interferite. Nel caso in
esame, secondo quanto riportato nell’Appendice 1, il valore biologico delle aree oggetto di trasformazione è
da considerarsi basso (formazioni antropogene di robinieti puri e misti). In ragione di ciò, considerando che la
superficie boscata complessiva oggetto di trasformazione è pari a 1805 mq, per ottemperare ai criteri fissati
dalla D.G.R. 8/675/2005 e s.m.i., sarebbe sufficiente imboschire 3610 mq.
In sede di valutazione di incidenza, cui è stato sottoposto il progetto di adeguamento del raccordo
autostradale Bereguardo-Pavia, l’Ente Parco Ticino ha espresso parere favorevole a condizione che venga
destinata a mitigazione e compensazione ambientale una superficie complessiva pari a 11,1 ha (cfr.
elaborato: 12.01.01 “Corografia interventi compensativi” allegato).
Per quanto riguarda la definizione del progetto degli interventi compensativi oggetto della presente, oltre ai
criteri fissati dalla DGR 8/675/2005 e s.m.i., sono state considerate le prescrizioni del Codice della strada,
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nonché la presenza di sottoservizi e elettrodotti aerei, fattori che hanno condizionato le scelte progettuali
relative ai nuovi impianti vegetazionali.
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2. INQUADRAMENTO VEGETAZIONALE
La fascia territoriale percorsa dal Raccordo autostradale Bereguardo - Pavia si caratterizza per la presenza
di specifici sistemi vegetazionali di seguito identificati.
Vegetazione delle produzioni forestali e agricole
Si tratta di una vegetazione mantenuta artificialmente tramite pratiche colturali, difese chimiche e
concimazioni volte a favorire una copertura monospecifica. L’utilizzo agricolo intensivo del territorio, in
particolare nelle zone a seminativo, relega ai margini la vegetazione spontanea o para-naturale,
rappresentata principalmente dalle siepi e dai filari campestri.
In particolare, nell’area di riferimento si rilevano le seguenti tipologie:
Produzioni agricole (seminativi, in particolare risaie)
Il paesaggio agricolo si caratterizza per la diffusione dei seminativi (riso, mais, frumento, ecc.).
La coltura del riso, quando non è massivo l’uso dei fitofarmaci, costituisce un richiamo per numerose specie
(insetti, uccelli migratori, anfibi).
Produzioni forestali (pioppicoltura)1
I pioppeti rappresentano coltivazioni a rapido accrescimento. Le piante, geneticamente uniformi poiché
clonate da un capostipite selezionato, sono disposte in filari con sesti d’impianto predefiniti. Lo spazio tra i
filari viene di solito fresato e pulito, per non consentire che piante o erbe parassite sottraggano nutrimento ai
pioppi. I pioppeti artificiali invecchiati tendono ad evolvere e ad assumere l'aspetto e la struttura di un bosco
seminaturale, con un vero sottobosco e una fauna non dissimile da quella dei querceti o pioppeti naturali.
Elementi lineari (filari arborei)
I filari, generalmente piantati e governati dall’uomo, sono composti da 2-3 specie. Prevale il governo a ceduo
2
mentre scompare il trattamento a capitozza , a scapito del suo ruolo ecologico (rifugio per la fauna cavicola).
Alcuni accorgimenti nella gestione dei filari, o il libero sviluppo della componente rampicante e arbustiva può
creare un numero maggiore di rifugi per la fauna selvatica, in particolare insetti e micromammiferi.
Vegetazione infestante
Boschi a predominanza di Robinia pseudoacacia, specie alloctona nordamericana, introdotta in Europa nel
XVII secolo. La frugalità e le caratteristiche tecniche del legno ne hanno permesso l’affermazione e la
diffusione nel continente europeo, consentendone l’inserimento come infestante soprattutto nelle formazioni
forestali che hanno subito drastici interventi di utilizzazione nel passato e che attualmente non sono più
soggette a coltura. La capacità pollonifera e l’elevata velocità di crescita, le hanno permesso di sopraffare le
specie arboree inizialmente presenti in queste associazioni vegetali (querce, carpino bianco), determinando
così una semplificazione nella composizione e nella struttura.
Nell’area interessata dal progetto, la robinia rappresenta la specie arborea dominante ed in grado, a volte,
anche in alcune zone del Parco, di condizionare la struttura e l’ecologia delle associazioni presenti.
I cedui di robinia sono generalmente impoveriti a livello floristico. Si tratta di formazioni originate su altre
formazioni potenziali o preesistenti grazie all’estrema facilità di rinnovamento della robinia.
La robinia ha in particolare colonizzato le aree intercluse degli svincoli e le scarpate del raccordo
autostradale oggetto di intervento. Si tratta di aree dove la vegetazione originale è stata in gran parte
rimossa per lasciare posto ad aree terrazzate dove si sono poi sviluppate le infestanti.
Boschi igrofili delle argini del fiume e dei greti (Populus spp. Salix spp.)
I boschi igrofili a dominanza di Salix alba e Populus spp. (Populus alba, Populus nigra, Populus canescens)
rappresentano la vegetazione naturale potenziale del tratto planiziale del fiume Ticino. Si tratta di
vegetazione azonale, ovvero non legata a substrati particolari, ma a condizioni morfologiche locali. Sono
boschi ed arbusteti tipici delle zone frequentemente inondate, sviluppati nella fascia compresa tra il livello
delle piene normali ed il livello medio delle acque nei periodi di magra.
Vegetazione naturale e paranaturale dell’ambito del Parco del Ticino
Associazione del querco – carpineto (Quercus robur, Carpinus betulus)
1
La coltura del pioppo dura dai 10 ai 20 anni per cui ha una stabilità maggiore rispetto al campo agrario a
produzione annuale. Tuttavia, l’impiego di disinfestanti costituisce un freno allo sviluppo della biodiversità
vegetale (creazione di sottobosco) e, di conseguenza, alla diffusione e all’insediamento della fauna.
2
Trattamento a capitozza: tipo di potatura ottenuta tagliando la parte cimale del tronco per facilitare la
crescita di nuovi rami.
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Corrisponde alla tipologia della foresta tipica della Pianura Padana. Si colloca con buona continuità lungo le
sponde del fiume Ticino (che scorre ad una distanza dal raccordo autostradale oggetto di intervento che
varia dai 2 km a circa 400 m). La biodiversità intrinseca viene minacciata dalla presenza di Robinia
pseudoacacia.
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3. DESCRIZIONE DEL PROGETTO
3.1. PRINCIPI GENERALI
Per la definizione degli interventi compensativi, sulla base delle prescrizioni espresse dal Consorzio Parco
Lombardo della Valle del Ticino in sede di Valutazione di incidenza del progetto definitivo, dal punto di vista
metodologico si è operato attuando le seguenti fasi:
• l’analisi degli strumenti di pianificazione e programmazione vigenti sul territorio interessato
dall’intervento in progetto quali il P.T.C.P. della Provincia di Pavia, il P.T.C. del Parco Lombardo
della Valle del Ticino, il P.R.G. di Torre d’Isola e il P.R.G. di Pavia;
• l’analisi del Progetto definitivo dell’opera in esame e del relativo Fascicolo ambientale allegato;
• l’analisi dei pareri espressi dai diversi Enti e soggetti coinvolti in sede di Conferenza dei Servizi;
• l’analisi del rilievo topografico dello stato di fatto delle aree individuate per la realizzazione degli
interventi di mitigazione e compensazione fornito dalla Società Milano Serravalle Milano Tangenziali;
• l’esecuzione di sopralluoghi - per verificare gli aspetti paesaggistici, vegetazionali e naturalistici e per
individuare gli elementi in grado di condizionare le scelte progettuali - nei mesi di novembre 2008,
marzo e giungo 2009 all’interno di tutte le aree interessate dagli interventi compensativi in oggetto e,
infine, nei mesi di febbraio e aprile 2011 nella sola Area “4”;
• l’analisi del progetto esecutivo dell’adeguamento del raccordo autostradale in oggetto;
• la quantificazione delle aree boscate da trasformare e la determinazione delle compensazioni
secondo quanto disposto dal D.Lgs. n. 227/2001 e dalla delibera di Giunta regionale Deliberazione n.
8/675/2005 e s.m.i. della Regione Lombardia;
• lo sviluppo di un progetto organico degli interventi compensativi (cfr. elaborati: 12.03.01; 12.03.02;
12.03.03; 12.03.04; 12.03.05; 12.03.06; 12.03.07; 12.03.08; 12.03.09; 12.03.10, 12.03.11; 12.04.01)
Nella definizione del progetto, nel rispetto delle prescrizioni espresse dal Consorzio Parco Lombardo della
Valle del Ticino in sede di Valutazione di incidenza del progetto definitivo, sono stati presi in considerazione:
• aspetti botanici e fitosociologici per la coerenza con l’ambiente (caratteristiche ecologiche, esigenze
pedoclimatiche) e la capacità di attecchimento e sopravvivenza delle specie scelte;
• aspetti ecosistemici: si è tenuto conto della potenzialità delle specie vegetali nel determinare
l’arricchimento della complessità biologica, anche al fine di incrementare la disponibilità di rifugio e di
fonti alimentari per l’avifauna e la fauna terrestre;
• aspetti paesaggistici: la scelta (determinata anche dallo sviluppo atteso e dal tipo di copertura
esercitato) e la collocazione naturaliforme dei soggetti contribuisce significativamente alla creazione
della nuova configurazione paesaggistica;
• fattori agronomici ed economici: in generale gli interventi sono calibrati in modo da contenere gli
interventi e le spese di manutenzione (sfalci, irrigazioni, concimazioni, diserbi, ecc.) ed è stato
garantito lo spazio sufficiente per consentire il passaggio dei mezzi funzionali agli interventi
manutentivi;
• sicurezza: si è tenuto conto del “Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della
strada” a norma del quale per gli alberi la distanza dal confine stradale non può essere inferiore alla
massima altezza raggiungibile per ciascun tipo di essenza e comunque non inferiore a 6 m;
• interferenze con sottoservizi: con l’obiettivo di evitare interferenze è stata garantita una distanza
adeguata (maggiore ai 2 m per gli arbusti e maggiore ai 10 m per gli alberi) tra gli elementi vegetali
da impiantare, i sottoservizi esistenti nel sottosuolo e i cavi interrati previsti nel progetto per
l’illuminazione degli svincoli;
• interferenze con cavi e elettrodotti aerei: al fine di evitare interferenze, in corrispondenza delle
superfici sottostanti ai cavi e agli elettrodotti aerei esistenti, si è evitata la messa a dimora di elementi
arborei e arbustivi, garantendo, in ogni caso, un franco minimo di 5 m. Per gli alberi e gli arbusti con
sviluppo superiore ai 5 m di altezza si prevede una distanza d’impianto maggiore ai 10 metri da cavi
e elettrodotti aerei.
3.2. LE SPECIE ARBUSTIVE ED ARBOREE UTILIZZATE
La scelta delle specie adeguata risulta indispensabile per rendere più agevoli le manutenzioni e più efficaci i
risultati delle realizzazioni. L’efficacia degli interventi dipenderà infatti da una corretta messa a dimora e dalla
successiva manutenzione. La riuscita dell’impianto risulta essere maggiore quanto più complessa è la
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struttura vegetazionale realizzata e quanto più è ampia l’area di intervento. In questo caso si è cercato di
intervenire tramite la costituzione di quinte arboreo-arbustive d’impianto naturaliforme in grado di
armonizzare l’infrastruttura stradale con l’ambiente circostante.
La scelta delle piante, in considerazione di quanto proposto nel documento “Il paesaggio vegetale nella valle
del Ticino” del Piano Territoriale di Coordinamento del Parco Lombardo della Valle del Ticino, è stata
effettuata basandosi su fattori stazionali e sugli scopi che l’impianto intende perseguire. I fattori stazionali
considerati sono di tipo primario (adattabilità delle piante al clima, al substrato, ecc.) e secondario (ad. es.
resistenza all’inquinamento atmosferico e radicale).
Tra gli scopi individuati per l’impianto vegetazionale sono stati presi in considerazione la funzione eco
sistemica e la funzione ornamentale.
Le specie utilizzate comprendono sempreverdi o a foglie persistenti (quali ligustro, carpino bianco) e a
chioma cespugliosa e folta, caratteristiche utili per le funzioni di barriere. Per favorire gli spostamenti della
fauna, le associazioni proposte comprendono anche essenze eduli (nocciolo, biancospino, rosa canina, ecc.)
utilizzabili come fonte di cibo.
3.2.1. Soggetti arbustivi
NOCCIOLO (Corylus avellana)
Arbusto che fa spesso parte dei boschi misti di latifoglie su suoli preferibilmente freschi, fertili, profondi e
calcarei ma è anche specie rustica, considerata tra le pioniere e usata per consolidare scarpate su terreni
nudi.
SALICONE (Salix caprea)
Arbusto o piccolo albero di non più di 10-12 m. Specie pioniera per la sua capacità di vivere su terreni poveri
e franosi, consolidandoli con l’apparato radicale. Rispetto agli altri salici tollera l’aridità estiva.
LIGUSTRO (Ligustrum vulgare)
Arbusto alto fino a 5 m con fiori piccoli, bianchi, riuniti in pannocchie terminali. Diffuso nei boschi radi, al
margine dei boschi, nei gruppi di alberi e nei prati. Forma molti rizomi ed è in grado di fissare il terreno grazie
all’abbondante sviluppo dell’apparato radicale. È pianta pioniera nei terreni calcarei relativamente secchi.
SANGUINELLO (Cornus sanguinea)
Arbusto di 2 - 5 m, caducifoglio. Fiori ermafroditi, di forma regolare, bianchi, in infiorescenze a corimbo
portate all'apice dei rami. Drupe sferiche, nero bluastre a maturità. La disseminazione avviene grazie agli
uccelli. Specie eliofila o da mezzombra. Si adatta a suoli variabili come tessitura ed umidità, asciutti, freschi
ed umidi.
PALLA DI NEVE (Viburnum opulus)
Raggiunge l'altezza di 2 m. Possiede una elevata attività pollonifera. I fiori sono riuniti in infiorescenze
tondeggianti larghe 5-10 centimetri; hanno una forma allungata e aperta vero l'alto, sono di colore bianco o
bianco-rosato, intensamente profumati e sbocciano tra aprile e maggio. Il Viburnum opulus è una pianta di
facile coltura per la rusticità, ama le esposizioni parzialmente soleggiate o a mezz'ombra e terreni freschi a
reazione neutra o sub acida.
BIANCOSPINO (Crataegus monogyna)
Diffuso in tutta Europa, presenta portamento per lo più arbustivo, raggiungendo di rado le dimensioni di un
piccolo albero. Longevo, eliofìlo, rustico, adattabile a qualsiasi condizione climatica e di terreno.
ROSA CANINA (Rosa canina L.)
Specie rustica, alta fino a circa 2 m con fusti legnosi glabri e spinosi (le spine sono rosse, robuste, arcuate).
Le foglie sono composte da 5-7 foglioline ovali o ellittiche con margini dentati. I fiori, rosati hanno grandi
petali e sono poco profumati. Fiorisce nei mesi di maggio e luglio. I frutti carnosi e colorati in modo vivace
(cinorrodi) raggiungono la maturazione nel tardo autunno.
GINESTRA DEI CARBONAI (Cytisus scoparius)
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Arbusto alto meno di 3 m. Pianta rustica ed eliofila, impiegata per il recupero di terreni degradati, scarpate e
terreni marginali e sassosi. Presenta ramificazioni flessibili; con foglie decidue, picciolate e trifogliate; i fiori
ermafroditi, di colore giallo-oro sono profumati; il frutto è un legume appiattito, nero, contenente una dozzina
di semi lucidi e marroni.
PRUGNOLO SELVATICO (Prunus spinosa L.)
Arbusto alto fino a 4 metri. I fiori sono bianchi, con frutti tondi di colore blu; le foglie sono obovate, alterne e
seghettate. La fioritura avviene in genere tra marzo e aprile, mentre la maturazione dei frutti tra settembre e
ottobre.
3.2.2. Soggetti arborei
SALICE BIANCO (Salix alba)
Specie dioica usata negli interventi di recupero ambientale, perché facilmente propagabile per talea. Adatto
nel consolidamento delle sponde dei fiumi, perché in grado di tollerare la sommersione, l’umidità e i terreni
fangosi.
OLMO CAMPESTRE (Ulmus campestris)
Longevo, con una notevole attività pollonifera. Il fogliame nei mesi autunnali assume una tonalità giallo-bruna
molto decorativa. La sua elevata resistenza ai fattori climatici ne ha permesso una elevata diffusione. Specie
di interesse paesaggistico, ama i terreni freschi, profondi, con buona disponibilità di acqua.
CARPINO BIANCO (Carpinus betulus)
In passato, insieme alla farnia, costituiva le vaste foreste che coprivano la Pianura Padana. Vegeta bene in
terreni argillosi e calcarei ricchi di humus e profondi, ma si adatta anche su substrati più poveri. Specie
eliofila, in montagna entra nella costituzione di boschi decidui sui versanti esposti al sole, si adatta comunque
a esposizioni a mezz'ombra. Ha elevata attitudine pollonifera ed è impiegata come specie di interesse
forestale. Essenza di interesse paesaggistico per la sua rusticità e adattabilità.
PIOPPO TREMULO (Populus tremula)
Di altezza attorno ai 20 m, ha fusto diritto e slanciato e chioma di forma globulare. Le foglie turionali sono
ovali e appuntite, con picciolo a forma cilindrica, mentre le brachiblastali hanno forma tondeggiante con
picciolo leggermente schiacciato ai lati che le rende particolarmente mobili al passare del vento.
CARPINO NERO (Ostrya carpinifolia)
Predilige terreni drenanti, adattandosi anche a quelli poco profondi in quanto ha un apparato radicale
piuttosto superficiale. In montagna si sviluppa sui versanti più riparati ed esposti al sole poiché si tratta di una
specie eliofila e termofila. Viene utilizzato come essenza di interesse paesaggistico, date anche le sue
scarse esigenze di substrato.
PADO (Prunus padus)
Di dimensioni minori rispetto al ciliegio, è altrettanto appariscente, grazie alle ricche infiorescenze bianche
che compaiono in primavera. I frutti sono piccole drupe nere appetite dagli uccelli.
MELO SELVATICO (Malus sylvestris)
Abbastanza rustico ed adattabile, produce fiori ermafroditi riuniti in corimbi, brevemente peduncolati ed eretti
di colore roseo. I frutti sono pomi globosi a polpa acidula.
ACERO CAMPESTRE (Acer campestre)
Pianta diffusa in tutta Europa in pianura e nei boschi sino a 1000 m. Poco esigente in quanto a terreno ed
esposizione, con accrescimento lento.
3.3. INTERVENTI PROPOSTI
Gli interventi proposti sono costituiti da:
-
siepi arbustive, da mantenere ad un’altezza massima di 2 m, previste lungo le scarpate del raccordo
autostradale, tra i grass channel in progetto e il ciglio stradale (cfr. elaborato 12.04.01). La peculiarità
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di tale tipologia è senz’altro la sua altezza estremamente modesta ma necessaria per una formazione
collocata cosi vicina al ciglio stradale. Le specie vegetali utilizzate sono Cytisus scoparius, Prunus
spinosa, Rosa canina, Viburnum opulus.
-
fasce arbustive medie, con altezza massima di 8 metri collocate lungo l’asse stradale, laddove lo
spazio a disposizione consente il loro collocamento ad una distanza sufficiente dalla strada e al di
sotto del piano del rilevato stradale, quindi senza possibilità di costituire un pericolo di caduta
sull’asse stradale. Il progetto prevede tali fasce in alcune aree intercluse degli svincoli, dove la limitata
disponibilità di spazio non consente l’impianto di specie arboree e in due siti ubicati lungo il raccordo
autostradale ossia nell’area al contorno del bacino di infiltrazione previsto all’altezza dello svincolo di
San Lanfranco (cfr. elaborato 12.03.11), in Comune di Pavia, e all’altezza del Km 7+300 carreggiata
in direzione Pavia (cfr. elaborato 12.03.08). Le specie vegetali utilizzate sono Crataegus monogyna,
Corylus avellana, Ligustrum vulgare, Salix caprea, Cornus sanguinea, Viburnum opulus, Rosa canina.
-
fasce arboreo arbustive, fino a 20 metri di altezza, previste in corrispondenza delle aree intercluse
degli svincoli, laddove lo spazio a disposizione lo consente, e su aree esterne all’attuale sedime
demaniale. In diversi casi, prima dell’impianto di queste fasce, è prevista l’asportazione delle specie
infestanti esistenti. La parte arbustiva è costituita dalle stesse specie indicate per le fasce arbustive
medie e nella restante parte da specie arboree autoctone quali Acer campestre, Salix alba, Carpinus
betulus, Ulmus campestris, Ostrya carpinifolia, Prunus padus, Malus sylvestris.
Tabella –Specie vegetali utilizzate negli interventi di mitigazione e compensazione previsti dal
progetto
SIEPI ARBUSTIVE
Cytisus scoparius
Prunus spinosa
Rosa canina
Viburnum opulus
FASCE ARBUSTIVE
Crataegus monogyna
Corylus avellana
Ligustrum vulgare
Salix caprea
Cornus sanguinea
Viburnum opulus
Rosa canina
FASCE ARBOREO-ARBUSTIVE
Crataegus monogyna
Corylus avellana
Ligustrum vulgare*
Salix caprea
Cornus sanguinea
Viburnum opulus
Rosa canina*
Acer campestre*
Salix alba*
Carpinus betulus*
Populus tremula*
Ulmus campestris
Ostrya carpinifolia*
Prunus padus*
Malus sylvestris
* specie vegetali resistenti all’inquinamento atmosferico
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Raccordo Autostradale Pavia - Bereguardo
- PROGETTO ESECUTIVO -
I sesti di impianto sono ridotti (circa 5 m tra gli alberi e circa 1,5 metri tra gli arbusti); la compattezza delle
formazioni, oltre a favorirne l’utilizzo da parte della fauna, contribuisce alla mitigazione degli inquinamenti
acustico, atmosferico e luminoso.
Fasce arboreo arbustive medio-alte
La Figura 1 dettaglia il sesto di impianto utilizzato nelle fasce arboreo arbustive.
LEGENDA ELEMENTI ARBOREI
A.c.
5 metri
A.c. A.c.
S.a. S.a. S.a. S.a. C.b.C.b. C.b. P.t. P.t. P.t.
U.c.
U.c. O.c. O.c. O.c. C.b. C.b. P.t. P.t. M.s. M.s.
A.c.
U.c. U.c. O.c. O.c. P.p. P.p. P.p. P.p.
2 metri A.c.
1,5 metri
..........
M.s. M.s.
Acer campestre
S.a. Salix alba
2,5 metri
15 metri
2,5 metri
2,5 metri
C.b. Carpinus betulus
P.t. Populus tremula
U.c.
7,5 metri 15 metri
5 metri
Ulmus campestris
O.c. Ostrya carpinifolia
P.p. Prunus padus
60 metri
Parte arbustiva
della fascia
M.s.
Malus sylvestris
Figura 1 – Sesto di impianto della componente arborea della fascia arboreo arbustiva
Fasce arbustive medie
La Figura 2 illustra i sesti di impianto delle fasce arbustive medie, con altezza massima di 8 metri, che sono
previste nell’area al contorno del bacino di infiltrazione previsto all’altezza dello svincolo di San Lanfranco, in
Comune di Pavia e all’altezza del Km 7+300 carreggiata sud.
1049-AMB-001-ES_2 Relazione tecnica interventi compensativi
Sostituzione barriera di sicurezza in spartitraffico
Raccordo Autostradale Pavia - Bereguardo
- PROGETTO ESECUTIVO -
Figura 2 – Sesto di impianto della fascia arbustiva
Siepi arbustive basse
La Figura 3 descrive una proposta di sesto di impianto per le siepi arbustive, con altezza massima 2 m,
previste a tratti lungo il raccordo sulle due carreggiate.
SIEPE ARBUSTIVA BASSA (2 metri di altezza massimale)
LEGENDA
Viburnum opulus
Cytisus scoparius
Rosa canina
Prunus spinosa
0,5 metri
0,7 metri
0,5 metri
Figura 3 – Sesto di impianto delle siepi arbustive basse
Nei paragrafi seguenti sono descritti puntualmente gli interventi proposti nelle diverse aree individuate.
3.3.1. Area Uscita N.1
L’uscita N. 1 è situata in territorio comunale di Torre d’Isola, in corrispondenza della progressiva chilometrica
0+550 del raccordo autostradale Bereguardo-Pavia (cfr. elaborato 12.03.01). Le aree intercluse dello
svincolo, individuate per l’impianto degli interventi compensativi in oggetto sono situate una a nord e l’altra a
sud del sedime del raccordo autostradale e hanno rispettivamente estensione pari a circa 3200 mq e 4000
mq.
Attualmente dette aree intercluse dello svincolo ospitano vegetazione infestante, prevalentemente formazioni
di Robinia pseudoacacia e rovi.
1049-AMB-001-ES_2 Relazione tecnica interventi compensativi
Sostituzione barriera di sicurezza in spartitraffico
Raccordo Autostradale Pavia - Bereguardo
- PROGETTO ESECUTIVO -
Figura 1 – Area interclusa sud dell’Uscita N. 1
Figura 2 – Area interclusa nord dell’Uscita N. 1
La sistemazione finale delle aree sarà preceduta dall’estirpazione delle infestanti esistenti che attualmente
occupano in totale 1975 mq di superficie. Si prevede la copertura delle scarpate oggetto di estirpazione delle
infestanti (circa 915 mq) mediante idrosemina.
Le parti in piano saranno oggetto di formazione di tappeto erboso (7199 mq di semina) e impianto di fasce
arboreo arbustive. Le quantità delle specie da impiantare per la formazione delle fasce arboreo arbustive
sono riportate nelle tabelle seguenti.
SPECIE ARBOREE
1049-AMB-001-ES_2 Relazione tecnica interventi compensativi
QUANTITA’
(cad.)
Sostituzione barriera di sicurezza in spartitraffico
Raccordo Autostradale Pavia - Bereguardo
- PROGETTO ESECUTIVO -
Salix Alba
Ulmus Campestris
Ostrya Carpinifolia
Carpinus Betulus
Prunus Padus
Acer Campestre
Malus Sylvestris
Populus Tremula
SPECIE ARBUSTIVE
Corylus Avellana
Cornus Sanguinea
Crataegus Monogyna
Ligustrum Vulgare
Salix Caprea
Viburnum opulus
Rosa canina
0
4
6
2
3
6
16
3
QUANTITA’
(cad.)
112
71
70
102
73
27
9
In corrispondenza dei gruppi arbustivi, per una superficie totale pari a 947 mq, si prevede la posa della
pacciamatura costituita da telo in materiale biodegradabile (juta).
3.3.2. Area Uscita N.2 e Area "1"
L’uscita N. 2 (cfr. elaborato 12.03.02) localizzata in corrispondenza della progressiva chilometrica 2+000 del
raccordo autostradale e l’Area “1”, esterna all’attuale sedime demaniale, è situata immediatamente ad est del
cavalcavia di svincolo e in adiacenza al ciglio della carreggiata direzione Bereguardo del raccordo
autostradale. Tutte le aree sono in territorio comunale di Torre d’Isola.
La presenza di elettrodotti aerei e interrati all’interno delle aree intercluse dello svincolo ha condizionato le
scelte progettuali. Infatti, per evitare interferenze con gli elettrodotti aerei e garantire un franco minimo di 5 m,
si è considerato esclusivamente l’impianto di arbusti aventi un’altezza a massimo sviluppo inferiore ai 5 m.
Gli alberi e gli arbusti per cui si prevede uno sviluppo maggiore ai 5 m di altezza sono stati posizionati ad una
distanza superiore ai 10 m.
Le interferenze con gli elettrodotti interrati sono state ridotte tramite l’impianto degli arbusti ad una distanza
maggiore ai 2 m e degli alberi ad una distanza maggiore ai 10 m.
1049-AMB-001-ES_2 Relazione tecnica interventi compensativi
Sostituzione barriera di sicurezza in spartitraffico
Raccordo Autostradale Pavia - Bereguardo
- PROGETTO ESECUTIVO -
Figura 3 – Area interclusa sud dell’Uscita N. 2
Figura 4 – Area interclusa nord dell’Uscita N. 2
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Sostituzione barriera di sicurezza in spartitraffico
Raccordo Autostradale Pavia - Bereguardo
- PROGETTO ESECUTIVO -
Figura 5 – Area “1”
Le aree intercluse dello svincolo e l’Area “1” ospitano attualmente in totale circa 10322 mq di vegetazione
infestante, prevalentemente formazioni di Robinia pseudoacacia, che dovrà essere estirpata prima degli
interventi di sistemazione a verde.
Le superfici in pendenza delle scarpate oggetto di estirpazione delle infestanti, circa 2777 mq, dovranno
essere rimodellate e coperte da vegetazione erbacea tramite la tecnica dell’idrosemina.
Le parti in piano saranno oggetto di formazione di tappeto erboso (7732 mq di semina) e impianto di fasce
arboreo arbustive e fasce arbustive. Le quantità delle specie da impiantare per la formazione delle fasce
arboreo arbustive e delle fasce arbustive sono riportate nelle tabelle seguenti.
SPECIE ARBOREE
Salix alba
Ulmus campestris
Ostrya carpinifolia
Carpinus betulus
Prunus padus
Acer campestre
Malus sylvestris
Populus tremula
SPECIE ARBUSTIVE
Corylus avellana
Cornus sanguinea
Crataegus monogyna
Ligustrum vulgare
Salix caprea
Viburnum opulus
Rosa canina
1049-AMB-001-ES_2 Relazione tecnica interventi compensativi
QUANTITA’
(cad.)
4
3
8
11
8
0
1
3
QUANTITA’
(cad.)
80
189
59
197
117
147
74
Sostituzione barriera di sicurezza in spartitraffico
Raccordo Autostradale Pavia - Bereguardo
- PROGETTO ESECUTIVO -
Al di sotto dei gruppi arbustivi, per una superficie totale pari a 1470 mq, si prevede la posa della
pacciamatura.
3.3.3. Area Uscita N.3 e Area "2"
Le aree in esame sono in territorio comunale di Torre d’Isola. L’uscita N. 3 (cfr. elaborato 12.03.03) è
localizzata in corrispondenza della progressiva chilometrica 2+700 del raccordo autostradale BereguardoPavia; l’Area “2”, a seminativo ed esterna all’attuale sedime demaniale, è situata ad est del cavalcavia di
svincolo dell’Uscita N.3 e in adiacenza al ciglio esterno della carreggiata in direzione di Pavia del raccordo
autostradale.
Sia all’interno dell’area interclusa dello svincolo posta a sud del raccordo autostradale sia all’interno dell’area
“2” vi è la presenza di elettrodotti aerei, mentre l’area interclusa a nord dello svincolo è interessata
marginalmente dalla presenza di un elettrodotto interrato. Anche in questo caso, si propone l’impianto di
specie arboree e arbustive a distanza adeguata.
Figura 6 – Area interclusa sud dell’Uscita N. 3
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Raccordo Autostradale Pavia - Bereguardo
- PROGETTO ESECUTIVO -
Figura 7 – Area interclusa nord dell’Uscita N. 3
Figura 8 – Area “2”
Le aree intercluse dello svincolo, attualmente ospitano in totale circa 2848 mq di vegetazione infestante
(prevalentemente formazioni di Robinia pseudoacacia) che verrà estirpata per consentire l’esecuzione degli
interventi di sistemazione a verde. Le superfici delle scarpate a seguito dell’estirpazione delle infestanti (circa
1101 mq) verranno trattate tramite idrosemina.
Le parti in piano delle aree intercluse dello svincolo e la totalità dell’Area “2” saranno oggetto di formazione di
tappeto erboso (8599 mq di semina) e impianto di fasce arboreo arbustive e fasce arbustive. Le quantità
delle specie vegetali da impiantare per la formazione delle fasce arboreo arbustive e delle fasce arbustive
sono riportate nelle tabelle seguenti. Dovendo garantire distanze adeguate da elettrodotti e strade, le specie
arbustive sono prevalenti rispetto a quelle arboree.
1049-AMB-001-ES_2 Relazione tecnica interventi compensativi
Sostituzione barriera di sicurezza in spartitraffico
Raccordo Autostradale Pavia - Bereguardo
- PROGETTO ESECUTIVO -
SPECIE ARBOREE
Salix alba
Ulmus campestris
Ostrya carpinifolia
Carpinus betulus
Prunus padus
Acer campestre
Malus sylvestris
Populus tremula
SPECIE ARBUSTIVE
Corylus avellana
Cornus sanguinea
Crataegus monogyna
Ligustrum vulgare
Salix caprea
Viburnum opulus
Rosa canina
QUANTITA’
(cad.)
0
1
6
15
12
8
8
6
QUANTITA’
(cad.)
102
118
104
156
134
102
72
In corrispondenza dei gruppi arbustivi, per una superficie totale pari a 1362 mq, si prevede la posa della
pacciamatura.
3.3.4. Area "3"
L’area in esame è esterna all’attuale sedime demaniale ed è coltivata a seminativo. Ha una superficie di circa
6300 mq e si sviluppa, tra le progressive chilometriche 2+900 e 3+200 del raccordo autostradale, in
adiacenza alla carreggiata in direzione di Pavia in territorio comunale di Torre d’Isola. (cfr. elaborato
12.03.04).
Figura 9 – Area “3”
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Sostituzione barriera di sicurezza in spartitraffico
Raccordo Autostradale Pavia - Bereguardo
- PROGETTO ESECUTIVO -
La totalità della superficie (circa 5501 mq) sarà sistemata con tappeto erboso e con fasce arboree arbustive;
data la vicinanza alla sede del raccordo autostradale, le specie arbustive sono prevalenti rispetto a quelle
arboree. La quantità delle specie arboree e arbustive da impiantare sono indicate nelle tabelle seguenti.
SPECIE ARBOREE
Salix alba
Ulmus campestris
Ostrya carpinifolia
Carpinus betulus
Prunus padus
Acer campestre
Malus sylvestris
Populus tremula
QUANTITA’
(cad.)
5
6
11
7
4
8
4
3
QUANTITA’
(cad.)
Corylus Avellana
92
Cornus Sanguinea
107
Crataegus Monogyna
50
Ligustrum Vulgare
75
Salix Caprea
93
Viburnum opulus
53
Rosa canina
17
Al di sotto dei gruppi arbustivi, per una superficie totale pari a 776 mq, si prevede la posa della pacciamatura.
SPECIE ARBUSTIVE
3.3.5. Area Uscita N.4
L’uscita N. 4 è situata in territorio comunale di Torre d’Isola, in corrispondenza della progressiva chilometrica
4+000 del raccordo autostradale Bereguardo-Pavia (cfr. elaborato 12.03.05). L’area interclusa dello svincolo
posta a sud del sedime del raccordo autostradale ha una superficie di oltre 4700 mq, il suo lato occidentale è
percorso da un cavo telefonico aereo e su una porzione di circa 546 mq della scarpata del cavalcavia di
svincolo ospita vegetazione infestante.
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- PROGETTO ESECUTIVO -
Figura 10 – Area interclusa sud dell’Uscita N. 4
Figura 11 – Area interclusa nord dell’Uscita N. 4
L’area interclusa dello svincolo posta a nord del raccordo autostradale ha una superficie di circa 3500 mq
quasi totalmente ricoperta da vegetazione infestante (prevalentemente Robinia pseudoacacia); è percorsa
da n. 2 canali irrigui ed è interessata dalla presenza di un elettrodotto aereo.
La sistemazione finale delle aree comporterà l’estirpazione delle infestanti esistenti che attualmente
occupano in totale 3497 mq di superficie.
Le superfici delle scarpate oggetto di estirpazione delle infestanti, circa 1621 mq, saranno trattate tramite
idrosemina.
Per le parti in piano si prevede la formazione di tappeto erboso (6447 mq di semina) e l’impianto di fasce
arboreo arbustive o solo arbustive. Più in particolare nell’area interclusa a sud del raccordo autostradale,
piuttosto ampia e libera da elementi interferenti, è stato possibile prevedere una fascia arboreo - arbustiva
con prevalenza della componente arborea. Nell’area interclusa dello svincolo a nord del raccordo
autostradale, invece, data la presenza dell’elettrodotto aereo e dai canali irrigui, è stato possibile prevedere
essenzialmente delle fasce arbustive che in adiacenza all’elettrodotto aereo presente saranno costituite da
specie aventi altezza massima raggiungibile pari a 5 m. Le quantità delle specie da impiantare per la
formazione delle fasce arboreo arbustive e delle fasce arbustive sono riportate nelle tabelle seguenti.
Salix alba
Ulmus campestris
Ostrya carpinifolia
Carpinus betulus
Prunus padus
Acer campestre
Malus sylvestris
Populus tremula
QUANTITA’
(cad.)
10
5
8
10
4
4
7
4
SPECIE ARBUSTIVE
QUANTITA’
SPECIE ARBOREE
1049-AMB-001-ES_2 Relazione tecnica interventi compensativi
Sostituzione barriera di sicurezza in spartitraffico
Raccordo Autostradale Pavia - Bereguardo
- PROGETTO ESECUTIVO -
Corylus Avellana
Cornus Sanguinea
Crataegus Monogyna
Ligustrum Vulgare
Salix Caprea
Viburnum opulus
Rosa canina
(cad.)
114
141
65
151
140
134
76
Al di sotto dei gruppi arbustivi, per una superficie totale pari a 1409 mq, si prevede la posa della
pacciamatura.
3.3.6. Area "4"
L’area “4” con una superficie di circa 14000 mq, è esterna all’attuale sedime demaniale ed è attualmente
occupata da n. 377 pioppi in fase di coltivazione (pioppicoltura). È situata in territorio comunale di Torre
d’Isola e si sviluppa in adiacenza alla carreggiata in direzione di Pavia del raccordo autostradale tra le
progressive chilometriche 5+820 e 6+058 (cfr. elaborato 12.03.06).
I n. 377 pioppi attualmente in fase di coltivazione saranno oggetto di taglio prima della cessione dell’area da
parte della proprietà attuale. Per cui precedentemente alla realizzazione degli interventi compensativi in
oggetto dovranno essere rimosse le relative ceppaie con cavaceppi montata su trattrice.
Figura 12 – Area “4”
La totalità della superficie sarà sistemata con tappeto erboso (per 12292 mq) e con fasce arboree arbustive.
La quantità delle specie arboree e arbustive da mettere a dimora è indicata nelle tabelle seguenti.
SPECIE ARBOREE
Salix alba
Ulmus campestris
1049-AMB-001-ES_2 Relazione tecnica interventi compensativi
QUANTITA’
(cad.)
14
13
Sostituzione barriera di sicurezza in spartitraffico
Raccordo Autostradale Pavia - Bereguardo
- PROGETTO ESECUTIVO -
Ostrya carpinifolia
Carpinus betulus
Prunus padus
Acer campestre
Malus sylvestris
Populus tremula
SPECIE ARBUSTIVE
Corylus avellana
Cornus sanguinea
Crataegus monogyna
Ligustrum vulgare
Salix caprea
Viburnum opulus
Rosa canina
11
18
12
16
12
18
QUANTITA’
(cad.)
50
37
37
69
55
34
26
In corrispondenza dei gruppi arbustivi, per una superficie totale pari a 550 mq, si prevede la posa della
pacciamatura.
1049-AMB-001-ES_2 Relazione tecnica interventi compensativi
Sostituzione barriera di sicurezza in spartitraffico
Raccordo Autostradale Pavia - Bereguardo
- PROGETTO ESECUTIVO -
3.3.7. Area Uscita N.5 e Area "6"
Le aree in esame sono situate in territorio comunale di Torre d’Isola. L’uscita N. 5 (cfr. elaborato 12.03.07) è
localizzata in corrispondenza della progressiva chilometrica 4+900 del raccordo autostradale. L’Area “6”,
esterna all’attuale sedime demaniale e attualmente coltivata a seminativo, si colloca immediatamente ad est
dello svincolo, in adiacenza al ciglio della carreggiata in direzione di Bereguardo.
Le aree intercluse dello svincolo ospitano per buona parte della loro superficie, in totale circa 4745 mq,
vegetazione infestante, che verrà rimossa, al fine di consentire gli interventi compensativi.
Figura 13 – Area interclusa nord dell’Uscita N. 5
Figura 14 – Area interclusa sud dell’Uscita N. 5
1049-AMB-001-ES_2 Relazione tecnica interventi compensativi
Sostituzione barriera di sicurezza in spartitraffico
Raccordo Autostradale Pavia - Bereguardo
- PROGETTO ESECUTIVO -
Figura 15 – Area “6”
Le superfici in pendenza delle scarpate interessate dall’estirpazione delle infestanti, in totale circa 2564 mq,
saranno sistemate tramite idrosemina
L’Area “6” e le parti in piano delle aree intercluse dello svincolo, ad eccezione di una porzione di quella posta
sud del raccordo autostradale, dove è prevista la realizzazione di un bacino di infiltrazione per lo smaltimento
delle acque di piattaforma stradale, saranno sistemate con tappeto erboso (in totale 6607 mq di semina) e
fasce arboreo arbustive.
Più in particolare, all’interno delle aree intercluse dello svincolo, data la limitata disponibilità di spazio e allo
scopo di far fronte alle prescrizioni del Codice della strada, sono prevalenti le specie arbustive. Sull’Area “6”
è stato possibile prevedere una formazione con prevalenza di specie arboree.
Le quantità delle specie vegetali da impiantare per la formazione delle fasce arboreo arbustive sono riportate
nelle tabelle seguenti.
SPECIE ARBOREE
Salix alba
Ulmus campestris
Ostrya carpinifolia
Carpinus betulus
Prunus padus
Acer campestre
Malus sylvestris
Populus tremula
SPECIE ARBUSTIVE
Corylus Avellana
Cornus Sanguinea
Crataegus Monogyna
Ligustrum Vulgare
Salix Caprea
Viburnum opulus
Rosa canina
1049-AMB-001-ES_2 Relazione tecnica interventi compensativi
QUANTITA’
(cad.)
14
3
15
13
7
4
6
2
QUANTITA’
(cad.)
131
128
102
171
118
79
44
Sostituzione barriera di sicurezza in spartitraffico
Raccordo Autostradale Pavia - Bereguardo
- PROGETTO ESECUTIVO -
In corrispondenza dei gruppi arbustivi, per una superficie totale pari a 1405 mq, si prevede la posa della
pacciamatura.
3.3.8. Area "5"
L’area “5” è situata in territorio comunale di Pavia, attualmente è incolta e esterna al sedime demaniale; ha
una superficie di circa 3800 mq e si sviluppa tra le progressive chilometriche 7+250 e 7+370 del raccordo
autostradale, ad una distanza di circa 110 m dal ciglio della carreggiata in direzione di Pavia (cfr. elaborato
12.03.08). In questa area, data la distanza dalla sede stradale e l’assenza di altre interferenze, è stato
possibile prevedere l’impianto di specie arboree.
Figura 16 – Area “5”
Le quantità delle specie arboree e arbustive da impiantare vengono indicate nelle tabelle seguenti.
SPECIE ARBOREE
Salix alba
Ulmus campestris
Ostrya carpinifolia
Carpinus betulus
Prunus padus
Acer campestre
Malus sylvestris
Populus tremula
SPECIE ARBUSTIVE
Corylus avellana
Cornus sanguinea
Crataegus monogyna
Ligustrum vulgare
Salix caprea
Viburnum opulus
1049-AMB-001-ES_2 Relazione tecnica interventi compensativi
QUANTITA’
(cad.)
12
4
12
15
2
11
3
11
QUANTITA’
(cad.)
76
45
41
41
74
36
Sostituzione barriera di sicurezza in spartitraffico
Raccordo Autostradale Pavia - Bereguardo
- PROGETTO ESECUTIVO -
Rosa canina
29
In corrispondenza dei gruppi arbustivi, per una superficie totale pari a 688 mq, si prevede la posa della
pacciamatura, mentre la restante parte della superficie sarà sistemata con tappeto erboso (2700 mq).
Lungo il ciglio esterno della carreggiata in direzione di Pavia del raccordo autostradale, tra le progressive
chilometriche 7+070 e 7+250, in territorio comunale di Pavia, per la realizzazione degli interventi
compensativi in oggetto, è stata individuata un’altra area, attualmente a seminativo e avente una superficie
pari a circa 2090 mq, che con l’attuazione del progetto di adeguamento del raccordo autostradale sarà
interclusa fra due strade di servizio.
Figura 17 – Area compresa tra le pk 7+070 e 7+250
Questa area è interessata dalla presenza di un elettrodotto aereo. Elemento questo che insieme alla
vicinanza dell’area al raccordo autostradale ha condizionato le scelte progettuali. Infatti, per limitare il
pericolo di caduta degli elementi vegetati sulla sede stradale e per evitare interferenze con i cavi elettrici, le
fasce arbustive sono state previste alle distanze atte a garantire sia quanto prescritto dal “Regolamento di
esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada” sia il franco minimo di 5 m tra gli elementi vegetali
e l’elettrodotto. E inoltre, data la scarsa disponibilità di spazio, è stato previsto esclusivamente l’impianto di
fasce arbustive costituite da specie con altezza massima raggiungibile pari a 5 m.
Le quantità delle specie arbustive da impiantare sono indicate nella tabella seguente.
SPECIE ARBUSTIVE
Corylus avellana
Cornus sanguinea
Crataegus monogyna
Ligustrum vulgare
Salix caprea
Viburnum opulus
Rosa canina
QUANTITA’
(cad.)
0
134
0
85
0
95
58
In corrispondenza dei gruppi arbustivi, per una superficie totale pari a 668 mq, si prevede la posa della
pacciamatura, mentre la restante parte della superficie sarà sistemata con tappeto erboso (1423 mq).
1049-AMB-001-ES_2 Relazione tecnica interventi compensativi
Sostituzione barriera di sicurezza in spartitraffico
Raccordo Autostradale Pavia - Bereguardo
- PROGETTO ESECUTIVO -
3.3.9. Area "7"
Situata in territorio comunale di Pavia ed esterna al sedime demaniale, ha una superficie di circa 7400 mq e
si sviluppa tra le progressive chilometriche 7+720 e 8+100 del raccordo autostradale lungo il ciglio della
carreggiata in direzione di Pavia (cfr. elaborato 12.03.09). L’area ha un andamento in declivio in quanto il
margine opposto al raccordo autostradale situato ad una quota di circa 80 s.l.m, è costituito da una roggia
situata ad una quota di circa 75 s.l.m.
L’area è percorsa lungo tutto il suo sviluppo da un elettrodotto aereo e da una strada interpoderale nei pressi
della quale è prevalente lo strato erbaceo; procedendo verso la roggia, subentra lo strato arbustivo sostituito
lungo le sponde da esemplari a portamento arboreo.
Più in dettaglio, l’intera superficie è caratterizzata dalla presenza di vegetazione igrofila nelle vicinanze della
roggia (in prevalenza ontano, Salix alba, robinia) ad habitus arboreo-arbustivo; nella fascia confinante con la
strada sterrata prevale la vegetazione arbustiva e rampicante (Humulus lupulus e Rubus sp.) ed erbacea
(avena selvatica, Solidago sp., ecc.). Diffuso in tutta l’area il Sambucus nigra, con alcuni esemplari più
sviluppati con seccume in quota.
Figura 18 – Area 7 (in evidenza l’elettrodotto)
1049-AMB-001-ES_2 Relazione tecnica interventi compensativi
Sostituzione barriera di sicurezza in spartitraffico
Raccordo Autostradale Pavia - Bereguardo
- PROGETTO ESECUTIVO -
Figura 19 -Vegetazione igrofila (ontani) lungo le sponde con esemplare di sambuco in primo piano
Spostandosi verso nord sia lungo la roggia che nei pressi della strada, si rileva la predominanza di Robinia
pseudoacacia associata a rovo e a vegetazione erbacea alloctona infestante (fitolacca e solidago). Diversi i
soggetti di robinia con seccume diffuso in quota e ceppaie con segni di decadimento.
Figura 20- Robinia nello strato arboreo associata a rovo
L’intervento di rimozione della vegetazione presente (pari a circa 7429 mq), in ragione delle limitazioni
rinvenute (presenza di elettrodotto, vicinanza alla roggia), verrà seguito dalla messa a dimora di specie
autoctone arbustive, con sviluppo massimo inferiore ai 5 m, rispettando una distanza d’impianto non inferiore
ai 5 m rispetto all’elettrodotto stesso.
1049-AMB-001-ES_2 Relazione tecnica interventi compensativi
Sostituzione barriera di sicurezza in spartitraffico
Raccordo Autostradale Pavia - Bereguardo
- PROGETTO ESECUTIVO -
I lavori non dovrebbero interessare la vegetazione a ridosso delle sponde, a meno che non se ne ravvisi la
necessità in fase di realizzazione per garantire la messa in sicurezza e la stabilità delle stesse.
Le quantità delle specie arbustive da impiantare sono indicate nella tabella seguente.
SPECIE ARBUSTIVE
Corylus avellana
Cornus sanguinea
Crataegus monogyna
Ligustrum vulgare
Salix caprea
Viburnum opulus
Rosa canina
QUANTITA’
(cad.)
0
355
0
233
0
253
133
In corrispondenza dei gruppi arbustivi, per una superficie totale pari a 1871 mq, si prevede la posa della
pacciamatura, mentre la restante parte della superficie sarà sistemata con tappeto erboso (5545 mq).
3.3.10. Area "8"
L’area “8” con una superficie di circa 14595 mq, è esterna all’attuale sedime demaniale ed in prevalenza
coltivata a mais. È situata in territorio comunale di Pavia e si sviluppa in adiacenza alla carreggiata in
direzione del capoluogo del raccordo autostradale tra le progressive chilometriche 8+300 e 8+490 (cfr.
elaborato 12.03.10).
Figura 21 – Area “8”
La vicinanza alla sede stradale e la presenza di un elettrodotto aereo, anche in questo caso hanno
condizionato le scelte progettuali.
Infatti, per limitare il pericolo di caduta degli elementi vegetati sulla sede stradale e per evitare interferenze
con i cavi elettrici, le fasce arbustive sono state previste alle distanze atte a garantire sia quanto prescritto
dal “Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada” sia il franco minimo di 5 m tra
gli elementi vegetali e l’elettrodotto. E inoltre, in adiacenza all’elettrodotto, è stato previsto esclusivamente
l’impianto di fasce arbustive costituite da specie con altezza massima raggiungibile pari a 5 m.
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Sostituzione barriera di sicurezza in spartitraffico
Raccordo Autostradale Pavia - Bereguardo
- PROGETTO ESECUTIVO -
La totalità della superficie sarà sistemata con tappeto erboso (per 12643 mq) e con fasce arboree arbustive.
La quantità delle specie arboree e arbustive da impiantare è indicata nelle tabelle seguenti.
SPECIE ARBOREE
Salix alba
Ulmus campestris
Ostrya carpinifolia
Carpinus betulus
Prunus padus
Acer campestre
Malus sylvestris
Populus tremula
SPECIE ARBUSTIVE
Corylus Avellana
Cornus Sanguinea
Crataegus Monogyna
Ligustrum Vulgare
Salix Caprea
Viburnum opulus
Rosa canina
QUANTITA’
(cad.)
20
14
21
31
21
15
10
20
QUANTITA’
(cad.)
10
136
4
98
9
102
55
In corrispondenza dei gruppi arbustivi, per una superficie totale pari a 768 mq, si prevede la posa della
pacciamatura.
3.3.11. Area Uscita N.7
L’uscita N. 7 è situata in territorio comunale di Pavia, in corrispondenza della progressiva chilometrica 8+450
del raccordo autostradale Bereguardo-Pavia (cfr. elaborato 12.03.11). Le superfici individuate per la
realizzazione delle opere a verde in oggetto sono:
• l’area interclusa dello svincolo situata oltre il ciglio esterno della carreggiata in direzione di
Bereguardo del raccordo autostradale;
• l’area al contorno del bacino di infiltrazione previsto immediatamente a sud dell’innesto al raccordo
autostradale della rampa di svincolo da S. Lanfranco verso Pavia.
L’area interclusa dello svincolo posta oltre il ciglio della carreggiata in direzione di Bereguardo, nella sua
parte occidentale, oltre ad essere percorsa da un metanodotto, ospita resti di un edificio storico considerato
come elemento di valore storico testimoniale. Al fine di non ostacolare la vista di questo elemento, il progetto
prevede di lasciare completamente libera tale parte, non considerando l’impianto di specie arboreo-arbustive.
La parte orientale dello svincolo, occupata per 1316 mq da Robinia pseudoacacia verrà sistemata mediante
la realizzazione di una fascia arboreo arbustiva, previa estirpazione della vegetazione infestante.
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- PROGETTO ESECUTIVO -
Figura 22 – Area interclusa dell’Uscita N. 7
La superficie della scarpate oggetto di estirpazione delle infestanti, circa 353 mq, sarà sistemata tramite
idrosemina.
Figura 23 – Area a sud dell’Uscita N. 7
L’area che ospiterà il bacino di infiltrazione è attualmente occupata da orti urbani ed è percorsa da un
elettrodotto aereo. Questo elettrodotto ha condizionato le scelte progettuali, poiché, per evitare interferenze,
nell’area sono state previste fasce arbustive costituite da specie aventi altezza al massimo dello sviluppo,
inferiore a 5 m. Tale scelta, peraltro, consente di non ostruire la vista dal raccordo autostradale del
complesso monumentale di San Lanfranco.
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- PROGETTO ESECUTIVO -
Dovendo evitare le interferenze con gli elementi preesistenti (strade, elettrodotto, metanodotto e elementi di
interesse storico), anche in questo caso, le specie arbustive sono prevalenti rispetto a quelle arboree. Le
quantità delle specie da impiantare per la formazione delle fasce arboreo arbustive e delle fasce arbustive
sono riportate nelle tabelle seguenti.
SPECIE ARBOREE
Salix alba
Ulmus campestris
Ostrya carpinifolia
Carpinus betulus
Prunus padus
Acer campestre
Malus sylvestris
Populus tremula
SPECIE ARBUSTIVE
Corylus Avellana
Cornus Sanguinea
Crataegus Monogyna
Ligustrum Vulgare
Salix Caprea
Viburnum opulus
Rosa canina
QUANTITA’
(cad.)
4
3
2
0
3
0
3
5
QUANTITA’
(cad.)
25
104
24
103
30
103
46
Al di sotto dei gruppi arbustivi, per una superficie totale pari a 807 mq, si prevede la posa della pacciamatura.
La restante parte delle superfici, in totale 5243 mq, sarà sistemata con tappeto erboso.
3.3.12. Siepi arbustive
Le siepi arbustive, aventi uno sviluppo lineare complessivo pari a circa 3223 m (cfr. elaborato 12.04.01),
sono state previste lungo le scarpate del raccordo autostradale, laddove lo spazio tra i grass channel in
progetto e il ciglio stradale lo consente. Data la vicinanza al ciglio stradale, l’altezza massima cui devono
essere mantenute le siepi è pari a 2 m quando la distanza fra queste e il ciglio stradale è superiore a 2. Nei
casi in cui la distanza tra il ciglio stradale e le siepi previste è inferiore a 2 m queste devono essere
mantenute ad un’altezza massima pari a 1 m. Le specie vegetali utilizzate sono Cytisus scoparius, Prunus
spinosa, Rosa canina, Viburnum opulus. Al di sotto degli arbusti si prevede la posa della pacciamatura.
Di seguito vengono riportate le quantità relative ai diversi tratti di siepi previste.
SIEPI da Pk 1+388 a Pk 1+836
SPECIE ARBUSTIVE
Viburnum opulus
Prunus spinosa
Cytisus scoparius
Rosa canina
QUANTITA’
(cad.)
152
151
152
152
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Pacciamatura 474 mq
SIEPI da Pk 2+128 a Pk 2+388
SPECIE ARBUSTIVE
Viburnum opulus
Prunus spinosa
Cytisus scoparius
Rosa canina
QUANTITA’
(cad.)
95
94
92
96
Pacciamatura 295 mq
SIEPI da Pk 2+800 a Pk 2+958
SPECIE ARBUSTIVE
Viburnum opulus
Prunus spinosa
Cytisus scoparius
Rosa canina
QUANTITA’
(cad.)
40
40
40
40
Pacciamatura 125 mq
SIEPI da Pk 4+217 a Pk 4+376
SPECIE ARBUSTIVE
Viburnum opulus
Prunus spinosa
Cytisus scoparius
Rosa canina
QUANTITA’
(cad.)
40
40
36
40
Pacciamatura 122 mq
SIEPI da Pk 4+455 a Pk 4+620
SPECIE ARBUSTIVE
Viburnum opulus
Prunus spinosa
QUANTITA’
(cad.)
39
40
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Sostituzione barriera di sicurezza in spartitraffico
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- PROGETTO ESECUTIVO -
Cytisus scoparius
Rosa canina
40
40
Pacciamatura 124 mq
SIEPI da Pk 6+209 a Pk 6+425
SPECIE ARBUSTIVE
Viburnum opulus
Prunus spinosa
Cytisus scoparius
Rosa canina
QUANTITA’
(cad.)
88
90
88
92
Pacciamatura 280 mq
SIEPI da Pk 6+750 a Pk 7+050
SPECIE ARBUSTIVE
Viburnum opulus
Prunus spinosa
Cytisus scoparius
Rosa canina
QUANTITA’
(cad.)
147
150
143
151
Pacciamatura 468 mq
SIEPI da Pk 7+058 a Pk 7+387
SPECIE ARBUSTIVE
Viburnum opulus
Prunus spinosa
Cytisus scoparius
Rosa canina
QUANTITA’
(cad.)
160
161
160
160
Pacciamatura 501 mq
SIEPI da Pk 7+391 a Pk 7+714
SPECIE ARBUSTIVE
Viburnum opulus
Prunus spinosa
QUANTITA’
(cad.)
72
68
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Sostituzione barriera di sicurezza in spartitraffico
Raccordo Autostradale Pavia - Bereguardo
- PROGETTO ESECUTIVO -
Cytisus scoparius
Rosa canina
68
72
Pacciamatura 219 mq
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4. MODALITÀ DI REALIZZAZIONE DEGLI INTERVENTI
Tutti i materiali occorrenti per i lavori dovranno essere della migliore qualità esistente in commercio,
omogenei, privi di difetti e in ogni caso di qualità uguale o superiore a quella prescritta dal Capitolato
Speciale d’Appalto o dalle normative vigenti e devono essere accettati dalla Direzione Lavori.
4.1. ESTIRPAZIONE DELLE INFESTANTI E RIMOZIONE CEPPAIE
In seguito all’abbattimento di piante infestanti e non si dovrà sradicare il ceppo oppure, se necessario, si
dovrà trivellare con idonea macchina operatrice (fresaceppi).
Prima di intraprendere i lavori di asportazione del ceppo, l’Appaltatore è tenuto ad assicurarsi presso la
Direzione Lavori, presso gli Uffici Tecnici Pubblici e presso le aziende proprietarie di reti di urbanizzazione,
sulla presenza nell’area di intervento di manufatti, reti, tubazioni, cavidotti, pozzetti, o qualsiasi altro elemento
interrato, quindi individuarne la posizione tramite rilievi, apparecchiatura elettromagnetica, o sondaggi
manuali onde evitare di danneggiarli durante i lavori.
Al termine delle operazioni, se necessario, dovrà essere ripristinata la morfologia del terreno, eventualmente
anche con riporti di suolo; inoltre dovranno essere allontanati e conferiti alla Pubblica Discarica tutti i residui
della vegetazione, nonchè gli inerti affiorati durante gli scavi.
Nel caso la pianta da abbattere sia colpita da patologie di facile propagazione occorre seguire alcune
precauzioni igienico sanitarie relative alla scelta e alle modalità d’intervento (periodo con ridotta possibilità di
propagazione del patogeno, eliminazione di tutte le parti colpite o veicolanti il patogeno stesso,
allontanamento o distruzione con il fuoco della risulta, ecc.). Se necessario si procederà allo spargimento di
prodotti disinfettanti all’interno dello scavo.
4.2. REALIZZAZIONE DELLO STRATO ERBACEO
L’inerbimento andrà realizzato ad avvenuta ultimazione delle opere di costruzione e di messa a dimora delle
specie arboree ed arbustive. L’intervento consisterà nella realizzazione di tappeto erboso mediante la
lavorazione a diverse profondità e l’incorporazione di concimi e ammendanti organici in grado di migliorare le
qualità chimico - fisiche del terreno.
Per le aree con maggior pendenza andranno previste tecniche quali l’idrosemina realizzata mediante
l’irrorazione di semente, leganti e fertilizzanti idonei.
I miscugli impiegabili sono generalmente composti da graminacee e leguminose con apparati radicali ad
azione complementare: le radici fascicolate delle graminacee trattengono gli strati superficiali del suolo,
mentre l’apparato radicale fittonante delle leguminose penetra in profondità arricchendo il suolo in azoto
(grazie alla sua capacità di fissazione simbiotica). Andrà limitata la presenza di specie eccessivamente
invasive, in grado di ostacolare l’affermazione del miscuglio polifita.
I miscugli proposti dovranno tener conto delle seguenti caratteristiche:
- adattabilità alle condizioni stazionali;
- rusticità e capacità di copertura rapida;
- limitata aggressività delle singole specie;
- adeguato sviluppo e ridotta necessità di manutenzione.
L’affermazione delle singole specie potrà fornire una copertura veloce ed uniforme (previa affermazione di
condizioni edafiche ed idriche ottimali), nonché una ridotta necessità di operazioni di manutenzione.
La costituzione del miscuglio dovrà essere maggiormente articolata al fine di offrire una più alta probabilità di
successo, adattabilità alle condizioni ecologiche della stazione, nonché la diffusione di un apparato radicale
diffuso e distribuito nei diversi strati del terreno. In particolare, si propone la seguente composizione: 20%
Festuca arundinacea; 30% Festuca rubra, 10% Lolium perenne; 5% Trifolium pratense; 5% Trifolium repens;
5% Dactylis glomerata; 10% Phleum pratense; 5% Medicago sativa 10% Lotus corniculatus.
Di seguito si riporta una descrizione sintetica delle specie impiegabili per gli inerbimenti.
Festuca arundinacea (Famiglia: Gramineae)
Graminacea estremamente rustica (si adatta al freddo, alla siccità e a tutti i terreni, compresi quelli
acquitrinosi); produttiva e longeva anche se di lento insediamento. Ha portamento cespitoso ed è dotata di
ottima capacità colonizzatrice; viene impiegata in coltura pura o in consociazione con erba medica o trifoglio
bianco oppure entra in miscugli polifiti.
Festuca rubra (Famiglia: Gramineae)
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- PROGETTO ESECUTIVO -
Raccoglie un gruppo di specie vivaci, di piccola taglia (30-60 cm) che formano cotici densi e omogenei, molto
persistenti. Particolarmente adatta alla costituzione di tappeti erbosi e inerbimenti tecnici (scarpate, piste da
sci, ecc.).
Lolium perenne (Famiglia: Gramineae)
Pianta vivace, cespitosa, di taglia media (50-80 cm), con apparato radicale superficiale e culmi eretti.
Caratterizzata da nascita pronta e resa abbondante, ha scarsa resistenza alla siccità (esistono comunque tipi
mediterranei). Non aggressivo verso le altre specie, si presta alla consociazione con leguminose,
specialmente con il trifoglio bianco (Trifolium repens).
Trifolium pratense (Famiglia: Leguminosae)
Leguminosa con steli eretti e sistema radicale piuttosto superficiale, con infiorescenze globose violacee,
fecondate esclusivamente da insetti impollinatori (api, bombi). Preferisce un terreno di medio impasto, fresco,
sopporta bene terreni umidi, molto pesanti, poco calcarei, subacidi; ottima coltura miglioratrice.
Trifolium repens (Famiglia: Leguminosae)
Pianta vivace, con steli prostrati, striscianti sul terreno, capaci di emettere radici avventizie dai nodi; i fiori
sono bianchi con sfumature rosee. Adatto a climi temperato umidi e a terreni sciolti, leggeri. È il più adattabile
dei trifogli e risulta particolarmente utile nel miglioramento dei pascoli o nell’impianto di prati-pascoli.
Dactylis glomerata (Famiglia: Gramineae)
Pianta vivace di taglia alta (60-140 cm), dotata di sistema radicale profondo e persistente, provvista di cespi
robusti e compatti. Non forma subito cotici serrati, ma ricaccia prontamente producendo foglie in
abbondanza. Dotata di ottima resistenza al freddo e discreta resistenza alla siccità, poco sensibile
all’ombreggiamento. Ha ampia adattabilità, mostrando difficoltà solo nei terreni molto acidi o in quelli soggetti
a ristagni idrici.
Phleum pratense (Famiglia: Gramineae)
Pianta perenne, di taglia alta (80-140 cm) caratterizzata da un sistema radicale superficiale e da cespi poco
serrati provvisti di corti rizomi, con culmi eretti dotati di bulbo basale. Molto resistente alle basse temperature
e all’acidità, predilige ambienti umidi e freddi, senza sbalzi termici eccessivi e terreni da neutri ad acidi, non
troppo sabbiosi o secchi.
Medicago sativa (Famiglia: Leguminosae)
Pianta persistente con potente apparato radicale e fusti eretti alti fino a 70 cm. Sopporta poco il freddo, in
quanto manifesta la tendenza a continuare a vegetare anche durante l’autunno; molto resistente al caldo e al
secco.
Lotus corniculatus (Famiglia: Leguminosae)
Pianta erbacea, perenne, alta 40-70 cm, ad apparato radicale fittonante e robusto, ricco di tubercoli. Il fusto è
sottile ed eretto, porta foglie trifogliate; i fiori sono gialli riuniti in capolini.
L’impollinazione è entomofila ed è garantita da varie specie di imenotteri. Si adatta bene a condizioni di clima
e di terreno anche molto diverse. Resiste agli eccessi di umidità e nello stesso tempo è caratterizzato da
notevole resistenza al secco. È impiegato raramente per l’impianto di prati monofiti, più spesso lo si trova in
miscugli per prati polifiti.
L’impianto vegetazionale realizzato dovrà godere di una gestione il più sostenibile possibile: a tal proposito,
in sostituzione del tappeto erboso si potrà prevedere l’uso di “prato fiorito naturale”, costituito da essenze in
varietà (ad es. fioriture attrattive per lepidotteri), rustico e che richiede un numero minore di cure colturali.
4.3. REALIZZAZIONE DELLO STRATO ARBUSTIVO
Si è cercato di prediligere l’utilizzo di specie vegetali resistenti al freddo, alla siccità e al vento, nonché
capacità di attecchimento su suoli poco evoluti.
Il periodo più idoneo per la messa a dimora è quello del riposo vegetativo. Il materiale dovrà avere
provenienza certa, preferibilmente locale, ed essere esente da ferite, malattie, parassiti. Particolare cura si
dovrà porre nel trasporto, nell’eventuale ricovero e nelle operazioni di messa a dimora al fine di evitare ferite,
traumi ed essiccamenti.
Le operazioni complementari alla messa a dimora saranno lo scavo ed il successivo reinterro delle buche
atte ad ospitare le piantine, la concimazione organica del terreno e la pacciamatura. Le dimensioni delle
buche dovranno essere dell’ordine di cm 50x50x50.
I soggetti arbustivi dovranno essere ben conformati, di altezza compresa tra 1,2-1,50 m per garantire un
pronto effetto, forniti in vaso o in zolla con almeno 4 rami laterali. Si utilizzerà un sesto d’impianto 1,5 m x 1,5
m e dovranno essere rispettate le regole per un impianto a regola d’arte.
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- PROGETTO ESECUTIVO -
4.4. REALIZZAZIONE DELLO STRATO ARBOREO
Lo strato arboreo sarà realizzato con postime forestale. Il postime forestale comprende le giovani piante di
specie arborea allevate specificamente per imboschimento e di età non superiore ai cinque anni, siano esse
prodotte da seme o tramite riproduzione agamica. Dovranno essere fornite con pane di terra (fitocelle, fertil
pots, vaso, alveolo, ecc.) e solo le specie decidue potranno essere con radice nuda.
Le piante forestali devono provenire da produzioni specializzate poste nelle vicinanze dell’area di impianto,
realizzate con seme di provenienza locale, con un minimo di 3 anni di età, essere ben conformate, avere
subito almeno un trapianto.
I soggetti individuati per la loro vocazione e l’adattabilità alle stazioni oggetto d’intervento, e verranno messi a
dimora con un idoneo sesto d’impianto 5 m X 5 m e nel rispetto delle regole per un impianto a regola d’arte.
Il periodo più idoneo per gli interventi coincide con il riposo vegetativo. Particolare cura dovrà essere posta
durante le fasi di allestimento delle opere a verde: l’acquisto del materiale vegetale (mediante la verifica della
provenienza e lo stato fitosanitario), il trasporto, la conservazione, la messa a dimora e la manutenzione. Le
operazioni complementari constano nello scavo, nella concimazione del terreno, nel reinterro delle buche a
seguito della messa a dimora del postime. L’apertura delle buche verrà eseguita a mano oppure tramite
mezzi meccanici (quali trivelle o escavatori); le dimensioni potranno essere, in media, pari a cm 50x50x50.
Ultimata la messa a dimora, si realizzerà una conca attorno alla pianta per la ritenzione idrica.
Per il postime forestale si dovrà creare un sistema di sostegno tramite cannette di bamboo lunghe 2 m, con
diametro di 1 cm, poste in prossimità della base della piantina ed interrate 30 cm avendo cura di non
danneggiare l’apparato radicale. Si dovrà provvedere alla difesa delle piantine forestali (arboree ed
arbustive) con reticella antiroditore di almeno cm 40 ovvero con shelter in PVC fotodegradabile.
4.5. INDICAZIONI PER LA MANUTENZIONE
Al fine di garantire la sopravvivenza ed ottenere risultati apprezzabili dal punto di vista naturale e
paesaggistico, particolare attenzione si dovrà porre nelle operazioni di manutenzione successive all’impianto.
Le cure colturali consistono negli interventi di irrigazione di soccorso, nella falciatura delle superfici a prato,
nella difesa dalla vegetazione infestante, nell’eliminazione e nella sostituzione di fallanze, nella concimazione
organica. Andranno anche previsti contenuti interventi di potatura a carico di arbusti e alberi, al fine di
correggerne errori e facilitarli nelle prime fasi di crescita. La descrizione dettagliata delle operazioni di
manutenzione è contenuta nel Piano di manutenzione allegato.
Durante tutti gli interventi di manutenzione bisognerà prestare attenzione a non ferire o danneggiare in alcun
modo il materiale vegetale.
5. STIMA DEI COSTI
I costi complessivi delle opere a verde previste nel presente progetto sono indicati nell’allegato computo
metrico estimativo.
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