Minervino Murge
8 maggio 2014
Ivana Summa
La Valutazione
e la Certificazione
delle Competenze
tra norme contrastanti
e pratiche didattiche
inadeguate
La certicazione delle competenze
La scuola finalizza il curricolo alla maturazione delle competenze previste nel profilo dello
studente al termine del primo ciclo, fondamentali per la crescita personale e per la
partecipazione sociale, e che saranno oggetto di certificazione.
Sulla base dei traguardi fissati a livello nazionale, spetta all’autonomia didattica delle
comunità professionali progettare percorsi per la promozione, la rilevazione e la
valutazione delle competenze. Particolare attenzione sarà posta a come ciascuno
studente mobilita e orchestra le proprie risorse – conoscenze, abilità, atteggiamenti,
emozioni – per affrontare efficacemente le situazioni che la realtà quotidianamente
propone, in relazione alle proprie potenzialità e attitudini.
Solo a seguito di una regolare osservazione, documentazione e valutazione delle
competenze è possibile la loro certificazione, al termine della scuola primaria e della
scuola secondaria di primo grado, attraverso i modelli che verranno adottati a livello
nazionale. Le certificazioni nel primo ciclo descrivono e attestano la padronanza delle
competenze progressivamente acquisite sostenendo e orientando gli studenti verso la
scuola del secondo ciclo.
La Valutazione
Agli insegnanti competono la responsabilità della valutazione e la cura della
documentazione, nonché la scelta dei relativi strumenti, nel quadro dei criteri
deliberati dagli organi collegiali. Le verifiche intermedie e le valutazioni
periodiche e finali devono essere coerenti con gli obiettivi e i traguardi
previsti dalle Indicazioni e declinati nel curricolo.
La valutazione precede, accompagna e segue i percorsi curricolari. Attiva le azioni da
intraprendere, regola quelle avviate, promuove il bilancio critico su quelle
condotte a termine. Assume una preminente funzione formativa, di
accompagnamento dei processi di apprendimento e di stimolo al miglioramento
continuo.
Occorre assicurare agli studenti e alle famiglie un’informazione tempestiva e
trasparente sui criteri e sui risultati delle valutazioni effettuate nei diversi
momenti del percorso scolastico, promuovendone con costanza la
partecipazione e la corresponsabilità educativa, nella distinzione di ruoli e
funzioni.
Alle singole istituzioni scolastiche spetta, inoltre, la responsabilità
dell’autovalutazione, che ha la funzione di introdurre modalità riflessive
sull’intera organizzazione dell’offerta educativa e didattica della scuola, per
svilupparne l’efficacia, anche attraverso dati di rendicontazione sociale o
emergenti da valutazioni esterne.
La Valutazione
Il sistema nazionale di valutazione ha il compito di rilevare la qualità dell’intero
sistema scolastico, fornendo alle scuole, alle famiglie e alla comunità sociale, al
Parlamento e al Governo elementi di informazione essenziali circa la salute e le
criticità del nostro sistema di istruzione. L’Istituto nazionale di valutazione rileva
e misura gli apprendimenti con riferimento ai traguardi e agli obiettivi previsti
dalle Indicazioni, promuovendo, altresì, una cultura della valutazione che
scoraggi qualunque forma di addestramento finalizzata all’esclusivo
superamento delle prove.
La promozione, insieme, di autovalutazione e valutazione costituisce la condizione
decisiva per il miglioramento delle scuole e del sistema di istruzione poiché
unisce il rigore delle procedure di verifica con la riflessione dei docenti coinvolti
nella stessa classe, nella stessa area disciplinare, nella stessa scuola o
operanti in rete con docenti di altre scuole. Nell’aderire a tale prospettiva, le
scuole, al contempo, esercitano la loro autonomia partecipando alla riflessione
e alla ricerca nazionale sui contenuti delle Indicazioni entro un processo
condiviso che potrà continuare nel tempo, secondo le modalità previste al
momento della loro emanazione, nella prospettiva del confronto anche con le
scuole e i sistemi di istruzione europei.
Gli Obiettivi di Apprendimento
Gli obiettivi di apprendimento individuano campi del sapere,
conoscenze e abilità ritenuti indispensabili al fine di
raggiungere i traguardi per lo sviluppo delle competenze.
Essi sono utilizzati dalle scuole e dai docenti nella loro attività di
progettazione didattica, con attenzione alle condizioni di
contesto, didattiche e organizzative mirando ad un insegnamento
ricco ed efficace.
Gli obiettivi sono organizzati in nuclei tematici e definiti in relazione
a periodi didattici lunghi: l’intero triennio della scuola dell’infanzia,
l’intero quinquennio della scuola primaria, l’intero triennio della
scuola secondaria di primo grado. Per garantire una più efficace
progressione degli apprendimenti nella scuola primaria gli
obiettivi di italiano, lingua inglese e seconda lingua comunitaria,
storia, geografia, matematica e scienze sono indicati anche al
termine della terza classe.
Traguardi per lo sviluppo delle
competenze
Al termine della scuola dell’infanzia, della scuola primaria e della
scuola secondaria di primo grado, vengono fissati i traguardi per
lo sviluppo delle competenze relativi ai campi di esperienza ed alle
discipline.
Essi rappresentano dei riferimenti ineludibili per gli insegnanti,
indicano piste culturali e didattiche da percorrere e aiutano a
finalizzare l’azione educativa allo sviluppo integrale dell’allievo.
Nella scuola del primo ciclo i traguardi costituiscono criteri per la
valutazione delle competenze attese e, nella loro scansione temporale, sono
prescrittivi, impegnando così le istituzione scolastiche affinché ogni alunno
possa conseguirli, a garanzia dell’unità del sistema nazionale e della
qualità del servizio. Le scuole hanno la libertà e la responsabilità di
organizzarsi e di scegliere l’itinerario più opportuno per consentire agli
studenti il miglior conseguimento dei risultati.
Perchè CERTIFICARE
•
•
•
ADEMPIMENTO DI NATURA GIURIDICA,
che attesta erga omnes gli esiti di un
percorso d'istruzione.
DOVERE PROFESSIONALE, perchè
rende conto della capacità della scuola
di formare in modo completo.
IMPEGNO SUL PIANO SOCIALE, perchè
la scuola esercita una delle più
importanti funzioni sociali.
CERTIFICARE: elementi
di diritto
•
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
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Il riconoscimento giuridico comporta una
“protezione legale” perchè una parte “terza”
assicura che qualcuno o qualcosa è conforme ai
requisiti indicati in una norma.
Occorre uno schema formale
Attestazione della competenza raggiunta
Livello di riferimento
Il soggetto che risponde del processo
Il soggetto che certifica
La procedura di certificazione
La condivisione sociale delle competenze
Riconoscimento e validità
CERTIFICARE: elementi
di fatto
La Certificazione delle competenze a scuola:
questo lo stato di fatto dal 1998 (Esame di
Stato 2° ciclo)
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
Lo schema formale è rimesso all'autonomia delle scuole.
L'attestazione varia da scuola a scuola.
I livelli non sono previsti.
Il soggetto che prepara coincide con il soggetto che
certifica.
Le procedure di certificazione non sono standardizzate
Non esiste la condivisione professionale delle
competenze e, di conseguenza, neanche quella sociale.
Manca il riconoscimento e la validità sia a livello
nazionale che internazionale.
Certificazione delle competenze
a conclusione del 1° ciclo

Realismo da parte dell'amministrazione

Presa d'atto della mancanza di un quadro
generale di riferimento

Rassicurazione alle scuole in nome
dell'autonomia

Consolidamento della situazione esistente

Stato confusionale del MIUR
Quando si certifica?





Alla fine della scuola primaria (ma solo i traguardi)
Alla fine del 1° ciclo, accanto alla valutazione.
degli esiti dell'esame di Stato.
A conclusione del biennio (obbligo di istruzione di
10 anni)
Per il conseguimento delle qualifiche
professionali.
Alla fine del 2° ciclo d'istruzione, come esito
dell'esame di Stato.
Certificazione ed Esame di Stato:
Che fare?
•
La certificazione delle competenze come
sostitutiva dell'esame di Stato comporta:
- il superamento del valore legale del titolo di studio;
- creare le condizioni per certificare: definire le procedure di
preparazione, come si cerifica, che cosa, che uso farne.
•
La certificazione delle competenze aggiuntiva
all'esame di Stato:
- l'esamedi Stato certifica le competenze disciplinari;
- i consigli di classe certificano le competenze di cittadinanza
e per la vita;
- gli enti certificatori attestano competenze più formalizzate
(linguistiche, informatiche, per l'orientamento scolastico
e professionale...)
Alcuni nodi da ...sciogliere

Il rapporto tra valutazione degli apprendimenti e
certificazione delle competenze: che rapporto
c'è?Non solo sul piano formale...bensì sul piano
degli apprendimenti. Come uscire dal dualismo?

Il rapporto tra conoscenze, abilità, traguardi,
competenze nelle Indicazioni Nazionali.

Il rapporto tra l'attuale sistema di insegnamento e
il richiesto curricolo per competenze va rifondato.
Che cos'è un curricolo
per competenze?
Attenzione e cura consapevole
per quegli aspetti
che predispongono l'alunno
a fare proprio, traferire,
utilizzare autonomamente
ciò che viene imparando a scuola
e nei contesti di vita.
Un po' di lessico...dalle I.N.
CONOSCENZE:sono il risultato dell' assimilazione di
informazioni attraverso l'apprendimento. Insieme di teorie e
pratiche riguardanti un settore di studio o di lavoro.
ABILITA': capacità di applicare conoscenze per portare a
termine compiti. Sono cognitive (uso del pensiero logico,
intuitivo, creativo...) o pratiche (uso di metodi, strumenti,
tecniche...). Sono schemi d'azione più o meno complessi,
svolti con la correttezza e la velocità necessarie.
TRAGUARDI: sono, nelle I.N., riferimenti ineludibili per gli
insegnanti, rappresentano criteri per la valutazione delle
competenze attese e, nella loro scansione temporale,
risultano prescrittivi.
OBIETTIVI: sono intermediari tra i contenuti e i traguardi
per lo sviluppo delle competenze.
Un po' di lessico...dalle I.N.
COMPETENZE
Capacità di mettere in moto e di coordinare risorse interne
(conoscenze, abilità, disposizioni, motivazioni, interessi) e
risorse esterne disponibili per affrontare positivamente
compiti o situazioni sfidanti (M. Pellerey).
Competente non è un predicato descrittivo, ma valutativo!
Dunque, partiamo dalla valutazione delle competenze.
Per progettare un curricolo
per competenze
bisogna partire dal punto d'arrivo.
(Wiggins, McTighe, La Progettazione a ritroso)
Costruire un curricolo
per lo sviluppo delle competenze
La PROGETTAZIONE a RITROSO
Per praticare efficacemente la PaR è necessario
concepire l'apprendimento come comprensione
significativa, perchè è la condizione per raggiungere
traguardi e sviluppare competenze.
La concezione dell'apprendimento nelle scuole è
superficiale e lo stesso “ambiente di apprendimento” lo
testimonia.
L'apprendimento nella PaR è:
- comprensione profonda, tanto da poter essere utilizzato in
altri contesti;
- consente di pensare e di agire con ciò che si conosce;
- durevole nel tempo.
La PROGETTAZIONE a RITROSO
La valutazione dell'apprendimento
Descrittori
Spiegazione
Interpretazione
Applicazione
Prospettiva
Empatia
Auto-conoscenza
FASE 1: identificare i risultati desiderati
ponendosi le seguenti domande:



Cosa dovrebbero davvero conoscere,
comprendere ed essere in grado di fare
gli alunni? (criterio: Familiarità)
Cosa merita di essere appreso in
profondità? (criterio:Rilevanza)
Quali “saperi” devono diventare
durevoli? (Criterio:Permanenza)
Fase 2:determinare evidenze di
accettabilità
Come possiamo sapere se gli alunni hanno raggiunto i
risultati desiderati (standard/livelli)
Cosa accertare in termini di “evidenze” della
comprensione?
Cosa sono le evidenze e come fissare i livelli di
accettabilità?
Le evidenze sono i dati che si raccolgono attraverso varie
forme di accertamento e valutazione formale ed
informale.Insieme disponibile di fatti o informazioni indicanti
che una convinzione o proposta sia giusta o valida”.
L'Accettabilità si basa su strumenti e modalità di misura
concordate, in quanto conformi allo scopo. Criteri:
validazione, ripetibilità, con un margine di incertezza
minimo.
Fase 2:determinare evidenze di
accettabilità



Fissare standard di apprendimento
Accertamenti in itinere
Varietà di strumenti e metodi
controlli informali
osservazioni
dialoghi
test
questionari
compiti di prestazione
progetti
Fase 3:pianificare esperienze di
apprendimento
Domande guida
Individuare l'obiettivo di apprendimento
- Quali conoscenze ed abilità debbono avere
gli studenti per raggiungere i risultati
desiderati?
- Quali attività didattiche sono più appropriate?
- Quali sono le risorse da attivare e i materiali
più adatti?
Criteri utili per pianificare
WHERE :dove è diretta l'unità?
W. - what: cosa debbono apprendere gli
studenti?
H.- hook:come “agganciare” l'alunno?
E. - experience: quali fatti, reali o simulati,
si possono sperimentare?
R. -rethink: riflettere e rivedere il proprio
lavoro
E. - evaluate: come guidare gli studenti
nell'autovalutazione?
Consigli per imparare a progettare a
ritroso
Diventare “comunità professionale”
Accordarsi sull'idea di apprendimento
Partire dalle pratiche valutative
- Fare ricerca, a partire dalle pratiche utilizzate
finora
- Sperimentare su più classi e in ambiti
disciplinari diversi
- Elaborare una griglia per la PaR
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