Biol. Mar. Medit. (2006), 13 (2): 266-267
B. Cristo, T. Storai1, M. Zuffa2, L. Zinzula3, A. Floris4
Istituto di Scienze Naturali e Biologia Marina, Via Vulcano, 44 - 07026 Olbia (SS), Italia.
[email protected]
1
Museo Civico di Scienze Naturali della Valdinievole,
P.zza Leonardo da Vinci, 1 - 51017 Pescia (PT), Italia.
2
Museo “L. Donini”, Via Prunaio, 1 - 40064 Ozzano Emilia (BO), Italia.
3
DNAquA – Laboratorio di Ricerche e Studi sulla vita marina,
Via San Carlo Borromeo, 1 - 09100 Cagliari, Italia.
4
Dip. di Zoologia e Antropologia Biologica, Univ. di Sassari,
C.so Regina Margherita, 15 - 07100 Sassari, Italia.
PRESENZA DI CARCHARODON CARCHARIAS
(CHONDRICHTHYES, LAMNIDAE) NELLE ACQUE SARDE
(MEDITERRANEO CENTRALE)
OCCURRENCE OF CARCHARODON CARCHARIAS
(CHONDRICHTHYES, LAMNIDAE) IN THE SARDINIAN WATERS
(CENTRAL MEDITERRANEAN)
Abstract - During the check of the species of sharks in the Sardinia’s Sea (Central Mediterranean) by
the SLED project, 15 occurrences of Great White Shark, Carcharodon carcharias (Chondrichthyes, Lamnidae), have been recorded. Those are 2 historical and 10 recent catches, 1 predation upon a sea turtle and
2 sightings. Some preliminary considerations about the ecology of the species in this area are presented.
Key-words: Sardinia’s waters, Chondrichthyes, Carcharodon carcharias.
Introduzione - Nell’ambito del progetto S.L.E.D. (Sardinian Large Elasmobranch
Database) promosso e condotto da ricercatori dell’Istituto di Scienze Naturali e Biologia Marina di Olbia, dell’Università degli Studi di Sassari, del Laboratorio di Ricerche
e Studi DNAquA e da altri ricercatori, dal 2002 al 2005 è stata posta in atto una
ricerca specifica volta al reperimento di evidenze, storiche e/o recenti, relative alla presenza di Carcharodon carcharias (Chondrichthyes, Lamnidae) nei mari della Sardegna,
mancando quasi del tutto, nella letteratura scientifica, riferimenti precisi circa la distribuzione, la biologia e la frequenza della specie in questa zona. L’indagine si inserisce
in un quadro più ampio di raccolta dati, avente per scopo una maggiore conoscenza
della distribuzione e della frequenza della specie nel Mediterraneo.
Materiali e metodi - La letteratura scientifica ha prodotto scarsi dati storici
(Parona, 1919; Mojetta et al., 1997), mentre molte informazioni provengono dall’esame
dei reperti osteologici (3 mascelle e 3 denti singoli) di una collezione privata in località Capo Testa. I dati relativi a questi reperti sono stati rilevati secondo il metodo
proposto da Mollet et al. (1996). Sono state raccolte inoltre molte evidenze fotografiche e testimonianze attendibili che hanno permesso di datare e circostanziare tutta
la casistica registrata. La TL (Total Length) degli individui é stata riparametrata, ove
possibile, sulla base del rapporto dimensioni denti/TL (Hubbell, 1996).
Risultati - Il valore di DUJP (Dried Upper Jaw Perimeter) riscontrato nelle mascelle
esaminate è stato di 38, 106 e 120 cm, mentre i valori per UA1T (Upper Anterior First
Tooth) sono compresi tra 24 e 52 mm. L’esame del materiale raccolto ha portato alla
registrazione di 15 segnalazioni di C. carcharias nelle acque sarde: 2 catture storiche
(anteriori al 1900) e 13 casi recenti. Questi ultimi comprendono 10 catture in tonnara,
1 evidenza di predazione su tartaruga marina e 2 avvistamenti, tutti avvenuti negli
ultimi 35 anni, ad eccezione di una cattura avvenuta a Capo Testa risalente al 1959. Il
267
parametro TL degli esemplari registrati è compreso nell’intervallo fra 200 e 620 cm per
le misure stimate e fra 183 e 457 cm per le misure riparametrate. La determinazione
del sesso è stata possibile nel 20% delle segnalazioni per le quali si è trattato di maschi
adulti in tutti i casi. È noto un solo rapporto di contenuto stomacale relativo ad un
esemplare catturato a S. Caterina di Pittinurri: alcuni Dentex dentex (Osteichthyes, Sparidae) e i resti di una tartaruga marina. La localizzazione delle segnalazioni riguarda le
coste nord-occidentali della Sardegna (9 casi) e quelle sud-occidentali (6 casi, compresi
quelli storici). La frequenza delle osservazioni è maggiore in inverno e primavera, pur
risultando comunque sporadica e strettamente connessa (86.67% tot. casi) alla pesca
tradizionale del tonno mediante reti da posta (tonnare).
Conclusioni - Il 33.33% delle segnalazioni relative alla Sardegna è concentrato nel
decennio 1970-1979, quota che rappresenta il 16.92% di tutte le segnalazioni note di
squalo bianco nel Mediterraneo nello stesso periodo (Mojetta et al., 1997; Storai et
al., 2000). Le dimensioni degli esemplari registrati e la stretta relazione con le attività
di pesca al tonno indurrebbero a ritenere che i grandi scombroidei pelagici possano
costituire una delle fonti trofiche primarie per lo squalo bianco nelle acque sarde.
Significativi risultano essere anche due rapporti di predazione su cheloni e l’assenza
di interazioni trofiche con cetacei, così importanti altrove nel Mediterraneo (Mojetta
et al., 1997; Storai et al., 2000; Bianucci et al., 2002). La localizzazione ed il tipo di
segnalazioni fanno ipotizzare un collegamento con gli esemplari presenti nelle acque
delle Baleari (Morey et al., 2003).
Ringraziamenti - Un particolare ringraziamento ai sigg. Claudio e Ulisse Murru, ai sigg. Tommasino e
Piero Muntoni, al sig. Agostino Diana, al sig. Giacomo Sollai, al dr. Antonio Pais, al dr. Giuseppe Ollano, al
prof. Renato Mariani-Costantini.
Bibliografia
BIANUCCI G., BISCONTI M., LANDINI W., STORAI T., ZUFFA M., GIULIANI S., MOJETTA
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Lamesa G., Serena F., Seret B. (eds), Proc. 4th Europ. Elasm. Assoc. Meet., ICRAM, ARPAT &
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HUBBELL G. (1996) - Using tooth structure to determine the evolutionary history of the Great
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MOLLET H.F., CAILLIET G.M., KLIMLEY A.P., EBERT D.A., TESTI A., COMPAGNO L.J.V.
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Klimley A.P., Ainley D.G. (eds), Great White Sharks. The Biology of Carcharodon carcharias.
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MOREY G., MARTINEZ M., MASSUTI E., MORANTA J. (2003) - The occurrence of white shark,
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PARONA C. (1919) - Il tonno e la sua pesca. Comit. Talass. It.,Venezia, Mem., 68: 139-141.
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