Due o tre cose da sapere
sull’Invalsi e il suo mondo
Forlì – 8 maggio 2013
Carlo Salmaso
Comitato Genitori ed Insegnanti per la Scuola Pubblica di Padova
Valutare non significa solo misurare i livelli
raggiunti nelle singole prove orali, scritte e
pratiche, ma considerare l’acquisizione di un
metodo di lavoro adeguato agli obiettivi
prefissati, i progressi compiuti, il livello delle
capacità possedute rapportate alle operazioni
cognitive richieste, la qualità delle conoscenze e
delle competenze acquisite. Alla valutazione
finale concorrono anche l’interesse, l’impegno, la
motivazione e il coinvolgimento nel lavoro
educativo.
I numeri sono una cosa. I giudizi sono una cosa diversa.
I numeri sono una cosa precisa, i giudizi sono spesso
confusi. Ci sarà del resto una ragione perché tutti i
fenomeni significativi sono misurati con i numeri.
I numeri sono insieme precisi e semplici. Il messaggio che
trasmettono è un messaggio diretto. Se gli stessi fenomeni
fossero espressi non con numeri ma attraverso frasi
complesse con finalità descrittive, il messaggio resterebbe
impreciso. E’ esattamente quello che accade nei due
segmenti di base e perciò fondamentali della nostra scuola,
quello elementare e quello medio.
Tra numeri e giudizi c’è una differenza profonda. Ogni
valutazione deve mettere capo ad una classifica. Questa è
la logica della valutazione. Se non c’é una classifica non c’è
neanche una reale valutazione.
Giulio Tremonti
8 marzo 2013
Il Governo Monti e il Miur sostengono che con
l'approvazione definitiva del regolamento sul
Sistema Nazionale di Valutazione (S.N.V) giunge
a conclusione
“un percorso cominciato nel 2001 ... L’Italia si allinea
così agli altri Paesi Europei sul versante della
valutazione dei sistemi formativi pubblici, e risponde
agli impegni assunti nel 2011 con l’Unione europea, in
vista della programmazione dei fondi strutturali
2014/2020.
…il S.N.V. si impianta sull’Invalsi (Istituto nazionale
per la valutazione del sistema di istruzione e
formazione) che predispone tutti gli adempimenti
necessari per l’autovalutazione e la valutazione esterna
delle scuole”.
Art. 6. Procedimento di valutazione
La valutazione delle istituzioni scolastiche è articolata
in 4 fasi:
1.Auto-valutazione: a) Analisi e verifica del proprio
servizio sulla base dei dati resi disponibili dal
sistema informativo del ministero, delle rilevazioni
sugli apprendimenti e dell'elaborazione sul valore
aggiunto restituite dall'Invalsi, oltre ad ulteriori
elementi significativi integrati dalla stessa scuola;
b) Elaborazione di un rapporto di autovalutazione in
formato
elettronico
secondo
un
quadro
di
riferimento predisposto dall'Invalsi, e formulazione
di un piano di miglioramento;
2.valutazione esterna: a) Individuazione delle situazioni
da sottoporre a verifica, sulla base di indicatori di
efficienza ed efficacia definiti dall'Invalsi; b) Visite
dei nuclei e ridefinizione dei piani di miglioramento in
base agli esiti delle analisi effettuate dai nuclei;
3.azioni di miglioramento: definizione e attuazione degli
interventi
migliorativi
anche
con
il
supporto
dell'Indire o attraverso la collaborazione con
università, enti di ricerca, associazioni professionali e
culturali;
4.rendicontazione sociale: pubblicazione, diffusione dei
risultati raggiunti, attraverso indicatori su dati
comparabili, sia in una dimensione di trasparenza sia
in una dimensione di condivisione e promozione al
miglioramento del servizio con la comunità di
appartenenza.
Per quanto riguarda i nuclei di valutazione, il
regolamento prevede che siano costituiti da un
dirigente tecnico del contingente ispettivo e da due
esperti.
Le azioni di valutazione hanno anche come obiettivo
quello di valutare i risultati dell'azione dirigenziale
direttamente riconducibili al dirigente scolastico.
Infine, i piani di miglioramento con i risultati conseguiti
nelle singole istituzioni scolastiche e formative, sono
comunicati al direttore generale dell'ufficio scolastico
regionale, che ne tiene conto ai fini della individuazione
degli obiettivi che assegnerà al dirigente scolastico in
sede di conferimento del successivo incarico e della
valutazione.
Art. 3. Invalsi
Il compito principale di
sintetizzare in otto punti:
tale
istituto
si
può
1. assicurare il coordinamento funzionale dell'SNV
2. proporre protocolli di valutazione e il programma
delle visite alle istituzioni scolastiche da parte dei
nuclei di valutazione esterna
3. definire gli indicatori di efficienza e di efficacia
per l'individuazione delle istituzioni scolastiche e
formative che necessitano di supporto e da
sottoporre prioritariamente a valutazione esterna
4.Mettere a disposizione delle singole strutture
scolastiche
e
formative
strumenti
per
la
realizzazione delle azioni legate alla valutazione
5. definire gli indicatori per la valutazione dei dirigenti
scolastici
6. curare la selezione, formazione l'inserimento degli
ispettori esterni
7. redigere un periodico rapporto sul sistema scolastico
formativo
8. partecipare alle indagini internazionali in materia di
valutazione.
Quanta consapevolezza….?
Gli insegnanti che risultano coinvolti nelle rilevazioni (i
docenti di Italiano e Matematica) sono un’esigua
minoranza della totalità del corpo docente: possiamo
stimare con buona approssimazione circa il 25-30%
degli insegnanti della scuola primaria, circa il 12-15%
della secondaria di primo grado, circa il 9-12% della
secondaria di secondo grado, in base alla composizione
dei consigli di classe nei vari ordini scolastici
Ma se è sull’Invalsi che il nostro futuro di docenti e
studenti dovrà essere “impiantato”, forse potrebbe
essere utile sapere qualcosa in più su cosa è e come
funziona questo soggetto.
In statistica una rilevazione si dice campionaria quando
è utile per fare inferenza ossia per desumere dal
campione stesso un'informazione relativa all'intera
popolazione.
Le indagini censuarie, al
contrario,
riguardano
l'intera popolazione e pur
essendo
più
affidabili
riguardo
al
parametro
oggetto d'indagine soffrono
di:
•Maggiori costi
•Tempi più lunghi
Dati OCSE diplomi
•Minore
accuratezza
e
minori risorse concentrate
sul controllo della qualità
della rilevazione (quello che
si guadagna in estensione si
perde in profondità)
La Scuola misurata
Livello di classe
Indagine
Periodicità
Modalità
Primaria II
Invalsi
Annuale
Censuaria
Primaria IV
IEA – TIMSS
IEA – PIRLS
Quadriennale
Quinquennale
Campionaria
Campionaria
Primaria V
Invalsi
Annuale
Censuaria
Sec. I grado I
Invalsi
Annuale
Censuaria
Sec. I grado III
Invalsi (P.N.)
IEA – TIMSS
Annuale
Quadriennale
Censuaria
Campionaria
Sec II grado II
Invalsi
OCSE – PISA
Annuale
Triennale
Censuaria
Campionaria
Sec II grado V
IEA – TIMSS Advanced
Invalsi (P.N.)
1995 - 2008
Annuale
Campionaria
Censuaria
IEA – TIMSS (2011)
L'indagine TIMSS 2011 (Trends in International Mathematics
and Science Study), è il quinto ciclo di una ricerca
internazionale promossa dalla IEA (International Association for
the Evaluation of Educational Assessment) e analizza il
rendimento degli studenti in Matematica e Scienze in oltre 60
Paesi. L'indagine TIMSS misura la performance degli studenti
relativamente alla IV classe della scuola primaria e III
secondaria di I grado e monitora l’implementazione dei curricoli
scolastici nei Paesi partecipanti all'indagine.
Condotto ogni quattro anni, il TIMSS fornisce anche
informazioni circa il progresso degli studenti attraverso i gradi
di istruzione; infatti, la coorte di studenti valutata in quarta
primaria in un ciclo TIMSS raggiunge la terza secondaria di
prima grado il ciclo dopo (ad es. gli studenti che frequentavano
la quarta classe primaria nel 2007 frequenteranno la terza
secondaria nel 2011).
IEA – PIRLS (2011)
Lo studio IEA PIRLS 2011 - Progress in International
Reading Literacy Study - è una delle indagini
internazionali, promosse dalla International Association
for the Evaluation of Educational Assessment (IEA).
Il PIRLS è una ricerca periodica, ripetuta ogni cinque
anni, che ha come principale obiettivo la valutazione
comparativa delle competenze di lettura dei bambini al
quarto anno di scolarità e di età compresa tra i nove e i
dieci anni.
Il quarto anno di scolarità è considerato un importante
punto di transizione nello sviluppo dei bambini come
lettori. Infatti, è in questo momento che, tipicamente
gli studenti hanno imparato a leggere e iniziano a
leggere per imparare.
L'indagine IEA TIMSS 2008 Advanced (Trends in International
Mathematics and Science Study) è un progetto internazionale
finalizzato alla valutazione delle prestazioni degli studenti,
relative all'ultimo anno di scolarità (classe V della scuola
secondaria di secondo grado), per gli indirizzi specialistici in
matematica e fisica.
La valutazione sulla matematica avanzata è relativa all'algebra
(numeri complessi, serie, equazioni, ecc.), al calcolo (limiti,
derivate, integrali, funzione esponenziale, ecc.) ed alla geometria
analitica. La valutazione sulla fisica è relativa alla meccanica,
elettricità e magnetismo, calore e temperatura e fisica atomica e
nucleare. Tutti gli argomenti oggetto di indagine sono quelli
trattati nei curricola nazionali dei licei scientifici e degli istituti
tecnico industriale.
Le prove prevedono l'utilizzo di fascicoli con item a risposta
multipla ed a risposta aperta; quattro fascicoli differenti sono
previsti per la matematica, e quattro fascicoli differenti per la
fisica.
Il campione rappresentativo per la maggior parte dei paesi
coinvolgerà un minimo di 120 scuole e di circa 2.000 allievi per ogni
disciplina.
Dal sito OCSE
PISA è un’indagine comparativa internazionale che si svolge ogni
tre anni.
Il suo obiettivo principale è quello di valutare in che misura gli
studenti che si approssimano alla fine dell’istruzione obbligatoria
(i quindicenni) abbiano acquisito alcune competenze ritenute
essenziali per una consapevole partecipazione nella società.
Le competenze valutate sono riferite a tre ambiti di literacy:
lettura, matematica e scienze.
In ogni edizione uno di questi, a rotazione, costituisce l’ambito di
rilevazione principale: ad esso si dedica una particolare attenzione
ed è riservato uno spazio maggiore nei questionari cognitivi
somministrati agli studenti.
Valutare le competenze significa andare oltre la mera
constatazione della capacità degli studenti di riprodurre le
conoscenze ed esaminare, piuttosto, se essi sono in grado di
utilizzare quanto appreso e di applicarlo anche a situazioni
non familiari, diverse da quelle usualmente proposte a
scuola.
Sono rappresentati i Licei, gli Istituti Tecnici, gli Istituti Professionali e la
Formazione Professionale. Sono inoltre presenti le Scuole secondarie di I
grado in quanto una piccola percentuale di quindicenni risulta frequentare
tali scuole.
Il tipo di operazione richiesta agli studenti dalle domande
della prova può essere così sintetizzata:
• trovare informazioni nel testo
• ricostruirne il significato integrandole ed interpretandole
• riflettere sul testo e valutarlo
Ultima rilevazione 2012: 67 paesi presenti (nel 2000 erano 35)
Nel 2000 l’Italia partecipa solo come paese, nel 2003
chiedono di partecipare disaggregate 6 regioni, nel 2006 12
regioni, dal 2009 tutte.
Questionari: per avere informazioni di contesto dagli studenti,
dalla scuola e dai genitori
2000
2003
2006
2009
2012
Lettura
Lettura
Lettura
Lettura
Lettura
Matematica
Matematica
Matematica
Matematica
Matematica
Scienze
Scienze
Scienze
Scienze
Scienze
Domanda Test OCSE-PISA
Dal sito dell’INVALSI
Istituto nazionale per la valutazione del sistema
educativo di istruzione e di formazione (2012)
INVALSI
• Art. 1, c.5, Legge 25 ottobre 2007, n. 176: dall’anno scolastico 2007/08 il
Ministro della Pubblica Istruzione fissa con direttiva annuale gli obiettivi
della valutazione esterna condotta dal Servizio nazionale di valutazione
in relazione al sistema scolastico e ai livelli di apprendimento degli
studenti per effettuare verifiche periodiche e sistematiche sulle
conoscenze e abilità degli studenti, di norma, alla classe seconda e quinta
della scuola primaria, alla prima e terza classe della scuola secondaria di
I grado e alla seconda e alla quinta classe del secondo ciclo (…).
L’INVALSI ritiene che la finalità ultima della misurazione degli
apprendimenti risieda nel fornire alle singole scuole uno strumento di
diagnosi per migliorare il proprio lavoro. L’INVALSI si pone dunque come
Istituto al servizio della singola scuola.
L’Invalsi è un ente autonomo?
Decreto n. 11 del 2-9-2011- Statuto dell’Invalsi
Articolo 8
2. Il Presidente e il Consiglio di amministrazione sono
selezionati con le procedure previste dall’articolo 11 del
decreto legislativo 31 dicembre 2009 n. 213. Il Presidente è
scelto tra persone di alta qualificazione scientifica e con
adeguate conoscenze dei sistemi di istruzione e formazione,
di ricerca e dei sistemi di valutazione in Italia e all'estero. I
componenti del Consiglio di amministrazione sono scelti dal
Ministro tra esperti nei settori di competenza dell'Istituto.
3. I componenti del Consiglio di amministrazione dell’Istituto,
compreso il Presidente, sono nominati con decreto del
Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, durano
in carica quattro anni, e possono essere riconfermati una sola
volta.
I test sono anonimi?
Dal Manuale dati di contesto dell’Invalsi per le
segreterie delle scuole (edizione 2011)
Il codice alunno (codice SIDI) è un codice univoco
assegnato dal sistema SIDI del MIUR a ciascun
allievo presente nell’Anagrafe Nazionale degli Alunni.
L’inserimento del codice alunno (codice SIDI) è molto
importante poiché consentirà già dall’anno prossimo
alle segreterie di evitare di inserire nel sistema
INVALSI i dati trasmessi a partire da questo anno
scolastico.
La maschera per l’inserimento delle informazioni di
contesto consente alle segreterie di riutilizzare,
anche nei prossimi anni scolastici, le informazioni già
inserite.
La maschera permette di visualizzare e stampare
l’Elenco Studenti da fornire, senza doverlo riscrivere,
al somministratore della prova. Il predetto elenco è
molto importante poiché contiene la corrispondenza
univoca tra il codice INVALSI, il nome e il cognome
dello studente e il codice allievo SIDI. In questo modo
è possibile associare i fascicoli delle prove degli allievi
alle loro informazioni di contesto. L’associazione delle
predette informazioni (Nome, Cognome, Codice
INVALSI e codice SIDI) rimane nota alla scuola. scheda
Terminato l’inserimento dei dati di tutti gli studenti
della classe è necessario creare una copia di tali dati
per l’invio all’INVALSI. Tale copia si ottiene facendo
clic sulla voce Crea Copia per l’INVALSI. Tale file
contiene tutte le informazioni inserite tramite la
finestra a eccezione del nome e del cognome dello
studente.
L’Invalsi lavora in forma censuaria o a campione?
Test Invalsi 2011/2012 (dal sito dell’Invalsi)
Complessivamente sono state coinvolte circa 32.000 scuole,
112.000 classi e 2.271.407 studenti. Come per le rilevazioni
precedenti è stato individuato un campione di scuole,
statisticamente rappresentativo, i cui risultati costituiscono la
base del Rapporto sugli esiti del Servizio nazionale di valutazione
2012 e della Prova nazionale 2012.
Per la Prova Nazionale di terza secondaria di primo grado
complessivamente, sono state coinvolte circa 5.900 scuole,
29.478 classi e 587.412 studenti. Anche in questa occasione il
campionamento ha riguardato circa 26.000 studenti.
L'anomalia italiana nella valutazione delle scuole
La Commissione Europea ha commissionato a Eurydice
un’analisi completa nel 2009 sui test di valutazione
usati nei vari paesi che è facilmente reperibile in rete
al link http://www.eurydice.org
Il rapporto per prima cosa suddivide i test in quattro
categorie:
1. quelli che servono per la certificazione delle
competenze al termine di un ciclo di studi
2. quelli usati per monitorare gli istituti
3. quelli usati per monitorare il sistema educativo
4. quelli finalizzati ad individuare i bisogni di
apprendimento degli studenti.
I test nazionali spesso soddisfano
nell'ambito delle suddette categorie.
varie
finalità
Per esempio Estonia, Irlanda, Italia, Lettonia,
Polonia e Portogallo affermano che i loro test
certificativi verranno utilizzati anche per monitorare
il sistema educativo.
Altri paesi, quali Bulgaria, Italia e Slovenia,
dichiarano che gli stessi test nazionali vengono
utilizzati per finalità di monitoraggio sia a livello di
istituto che di sistema.
Solo l’Italia dichiara di voler utilizzare il metodo del
valore aggiunto per la valutazione delle scuole.
Gli esperti della Commissione hanno ricordato che
l’utilizzo di un singolo test per più finalità potrebbe
essere inappropriato, in quanto ciascun obiettivo
richiede tendenzialmente informazioni diverse.
L’Italia è l’unico paese che cerca di usare un
singolo test per QUATTRO finalità diverse!
Anzi, visto la necessità di monitorare anche
l’operato dei Dirigenti Scolastici, le finalità sono
diventate
CINQUE!!!
Valore aggiunto cos’è?
Valore aggiunto Invalsi
da “La misurazione del valore aggiunto nella scuola”
di Roberto Ricci – ricercatore Invalsi
Secondo Grisay l’effetto scuola può essere misurato in
quattro modi differenti: 1) con la differenza tra il
punteggio medio grezzo di tale scuola e quello medio
generale di un certo territorio, 2) mediante la
misurazione dei progressi medi che gli allievi realizzano
in un determinato arco di tempo (guadagni cognitivi), 3)
per mezzo della differenza media tra i punteggi
osservati ed i punteggi attesi in relazione alle
caratteristiche degli allievi (condizione socio-economicoculturale, attitudini, ecc.), 4) mediante il guadagno
cognitivo medio netto rispetto a tutti i fattori di
contesto che non sono controllati dalla scuola.
La terza operazionalizzazione del concetto di effetto
scuola rappresenta l’accezione più diffusa di valore
aggiunto all’interno del filone di ricerca sull’efficacia
in campo scolastico. La quarta definizione si riferisce
a una concezione di valore aggiunto ancora più
articolata ed approfondita poiché si basa sui
guadagni cognitivi netti degli allievi con riferimento a
prove standardizzate somministrate ad intervalli di
tempo predefiniti.
Sia che si intenda il valore aggiunto secondo la
definizione più diffusa che in termini di guadagni
cognitivi netti, risulta cruciale poter disporre di
misure appropriate e statisticamente corrette sugli
apprendimenti.
Invalsi: scuse per la griglia
Questionario studente
Scheda scuola
Comparazione scuole
Ma quanto costa l’Invalsi?
Dal Piano Triennale di attività Invalsi 2013/15, consultabile nel sito
dell’ente:
Il costo annuo, per ciascuno dei tre presi in esame, è
riassunto nella seguente tabella
Da tenere presente
si deve aggiungere
vigente, pari a €
Invalsi a segnalare
aggiuntivo, il cui
3.563.088,69.
che l’ente stesso segnala che a ciò
il Costo della dotazione organica
2.429.760,96; inoltre è sempre
la necessità di un nuovo organico
costo stimato è pari a €
Insomma, euro più euro meno, un anno di Invalsi
ci costa circa 20.000.000 € !
CONCLUDENDO
• l’Invalsi non è un ente autonomo
• l’Invalsi non garantisce l’anonimato agli studenti
• l’Invalsi usa un unico test per cercare di misurare
contemporaneamente 4 (se non 5…) aspetti diversi
• l’Invalsi promuove un’indagine censuaria, ma in realtà
garantisce la presenza di somministratori esterni solamente
in un campione di scuole pari al 6,44% di quelle sottoposte
a misurazione
• l’Invalsi cerca di misurare il cosiddetto “valore aggiunto”
delle istituzioni scolastiche con dati di contesto scarsi e
legati solamente allo studente
• l’Invalsi e le sue operazioni ci costano almeno 20 milioni di
euro l’anno; questa cifra è destinata sicuramente a
crescere molto, viste le nuove competenze affidate all’ente
dal Regolamento che istituisce e disciplina il Sistema
Nazionale di Valutazione
Se a tutto questo aggiungiamo che nelle sue
rilevazioni l’Invalsi usa prevalentemente domande a
risposta chiusa che non permettono allo studente di
esprimere la sua capacità di rielaborazione
personale, di riflessione, di interpretazione e di
analisi, forse l’idea di impiantare il Servizio
Nazionale di Valutazione su questo ente non è stata
delle migliori.
Italiano Invalsi 2 superiore
Matematica Invalsi 2 superiore
Cheating
L’Invalsi quest’anno per la prima volta ha restituito alle scuole
i punteggi relativi alle rilevazione degli apprendimenti al netto
del “Cheating”. Cerchiamo di capire di cosa si tratta.
Per stabilire l’attendibilità dei dati raccolti l’Invalsi ha deciso
di rilevare indirettamente “comportamenti impropri che hanno
consentito, secondo modi e forme differenti, agli allievi di
fornire le risposte corrette non in virtù delle loro
competenze, ma perché copiate dagli altri studenti o da libri
e altre fonti o, persino, suggerite più o meno esplicitamente
dai docenti”
L’Invalsi dovrebbe occuparsi direttamente della rilevazione
annuale degli apprendimenti, ma non lo fa perché non è in
grado di retribuire un adeguato numero di esaminatori
esterni. Per questo la somministrazione è affidata ai docenti
dai dirigenti scolastici, anche se tale attività non rientra
assolutamente tra i loro compiti.
In altre parole l’Invalsi non è in grado di gestire e controllare
direttamente le operazioni di somministrazione, non si fida
dei docenti, pur utilizzandoli come esaminatori, e per questo
rileva indirettamente i “comportamenti anomali” attraverso il
calcolo per ogni classe dell’indice di propensione al “Cheating”.
Il punteggio al netto del “Cheating” si ottiene riducendo
mediante l’indice di propensione il punteggio totalizzato da
ogni studente componente della classe. Si tratta quindi del
punteggio, per così dire, depurato dai “comportamenti
anomali”.
L’Invalsi ritiene che siano sintomo di “comportamenti anomali”:
un elevato punteggio medio e una elevata concentrazione dei
punteggi della classe attorno al punteggio medio, una elevata
concentrazione di risposte identiche, giuste o sbagliate non
importa, date a un medesimo quesito e infine un basso numero
di risposte non date.
Utilizzando tutte queste informazioni l’Invalsi calcola un
numero tra zero e uno e tale numero è il valore dell’indice di
propensione al “Cheating” assegnato alla classe in questione.
Il punteggio al netto del “Cheating” si calcola moltiplicando il
punteggio totalizzato per la differenza tra uno e l’indice di
propensione. Per esempio se uno studente ha totalizzato 100 e
l’indice di propensione al “Cheating” della sua classe è pari a 0,05,
allora il punteggio dovrà essere ridotto del 5% e passerà quindi a
95 = 100 X 0,95.
L’Invalsi per ogni area geografica (Nord ovest, Nord est, Centro,
Sud, Sud e isole) ha calcolato la mediana dell’indice di
propensione al “Cheating”. Questo vuol dire che il 50% delle
classi dell’area ha un indice di propensione superiore a tale
valore. Per intenderci se la mediana dell’indice di propensione
relativo a un area è pari a 0,0127, allora il 50% delle classi di
quell’area ha un indice di propensione superiore a 0,0127.
La mediana minore tra quelle delle cinque aree è presa come soglia di
riferimento. Da questo si deduce chiaramente che in ogni area
almeno il 50% delle classi non può che avere un indice di propensione
al “Cheating” superiore alla soglia. L’invalsi ha corretto i punteggi
degli studenti di tutte le classi che avevano un indice di propensione
al “Cheating” superiore alla soglia così determinata. Quindi ha
corretto il punteggio di almeno il 50% delle classi di ogni area.
Media o mediana ?
L’Invalsi non ha restituito il punteggio delle classi che hanno
un indice superiore a 0,5 escludendole anche dal calcolo del
punteggio medio di scuola. In presenza di un numero di classi
superiore al 50% con indice superiore a 0,5, l’Invalsi non ha
calcolato neppure il punteggio medio di scuola.
Nel complesso le classi con un indice di propensione al
“Cheating” superiore alla soglia, ma inferiore a 0,5 sono state
il 55,1% in Italiano e il 59,2% in Matematica.
Mentre le classi con un indice di propensione al “Cheating”
superiore a 0,5 sono state il 6,0% in Italiano e il 5,2% in
Matematica.
Le classi con un indice di propensione al “Cheating” superiore
alla soglia sono state il 61,1% in Italiano e il 64,4% in
Matematica.
Dichiarazione Sestito
È come se un insegnante decidesse a priori che
abbasserà la valutazione ad almeno la metà dei
suoi studenti, indipendentemente da quale sarà
l’esito della verifica che andrà a proporre loro,
perché è convinto che sicuramente copieranno.
Un comportamento simile, oltre a essere
particolarmente demotivante, non può che
provocare negli studenti un profondo senso di
ingiustizia
perché
sottende
una
logica
assolutamente punitiva.
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