Big agency editore €4 CALABRIA PRODUTTIVA Anno 7 n°21 quadrimestrale di informazione - tariffa a regime libero-poste italiane - sped.in a.p.70% cns/cbpa-sud/cs/124/2006 valida dal 13/11/2006 www.calabriaproduttiva.it Amalia Bruni e la neurogenetica Sila, tra patate igp e fattorie aperte Catanzaro, l'incanto delle Valli Cupe Acri, il museo Vigliaturo Luzzi, abbazia della Sambucina Calabresi di Milano e Buenos Aires Sommario Aut. Tribunale di Cosenza n°699 del 06/12/2001 Quadrimestrale - Anno 7 n°21 copertina ph. piesse Editrice BIG AGENCY Srl Tel. e fax 0984 939891 - [email protected] Amministratore unico PIERO SCIAMMARELLA [email protected] Amministrazione e Redazione Via Pianette - Residence Luna 4 - Montalto Uffugo (CS) Tel. e fax 0984 939891 - [email protected] Direttore Responsabile ADELE FILICE [email protected] Coordinatrice Editoriale ROSSANA DE ANGELIS [email protected] Hanno collaborato Rossana De Angelis Pier Paolo De Salvo Franco Dionesalvi Pilerio Falcone Terresa Grano Bonaventura Scalercio - Antonio Scarcello Fotografie A.R.N. - Ag. Zefiro (Bruno Coppola) C. Candiloro A. H. Coccimiglio - Consorzio GOEL Coop. Segreti Mediterranei Aldo Oliverio - Francesco Perri Luigi Petrone - Piesse Eugenio Sciammarella Commerciale ANGEL HECTOR COCCIMIGLIO direttore marketing PATRIZIA CURATOLO consulente cs e prov. CESARE CANDILORO consulente kr e prov. Abbonamenti Gianluca Sciammarella - responsabile Telefax 0984 939891 [email protected] Impaginazione Big agency srl Stampa Stab. tip. De Rose - Montalto Uffugo (CS) chiuso in redazione il 16 novembre 2007 2007 © Big Agency Srl Tutti i diritti riservati. Testi, fotografie e disegni contenuti in questo numero non possono essere riprodotti, neppure parzialmente senza lʼautorizzazione scritta dellʼeditore. La società non si assume nessuna responsabilità sulla veridicità dei dati forniti dalle aziende. Pertanto declina ogni responsabilità per eventuali errori, omissioni o sostituzioni dei dati riportati. Periodico associato allʼ U.S.P.I. (unione stampa periodica italiana) Casa editrice iscritta al R.O.C. n°13098 (registro operatori di comunicazione) 4 Calabria Produttiva AVVISO IMPORTANTE Si avvisano i lettori che dal prossimo numero, e fino a data da definire, la nostra rivista nelle provincie di Catanzaro, Crotone, Vibo Valentia e Reggio Calabria, sarà distribuita esclusivamente tramite abbonamento postale e in punti strategici che di volta in volta comunicheremo (ipermercati, stazioni, ecc...). Ciò si rende necessario per l’ insistente richiesta degli abbonamenti e per il rinnovo del contratto con i distributori locali. Inoltre da questo numero la rivista, oltre che visionabile sul sito www.calabriaprodutiva.it è spedita tramite corriere espresso alle comunità di calabresi presenti in Italia e nel resto del mondo. Infine per una maggiore efficacia e sicurezza di consegna degli abbonamenti, la rivista può essere inviata anche con corriere espresso (costi da definire). Per qualsiasi chiarimento [email protected] oppure 0984 939891. L’ editore 8 14 22 28 36 Guida alla casa perfetta Giochi di colore su soffitti e... Risorse Porte aperte in fattoria Risorse Palazzo Castriota a Corigliano Il buon mangiare La patata silana Castelli di Calabria Morano Calabro 40 Santi di Calabria Gioacchino da Fiore II parte 76 Le ricette di nonna Elisa 78 80 81 83 84 86/87 88 4 ricette tradizionali Eventi Sogni e segni di cambiamento Storia e storie Eran trecento, giovani... Autori diCalabria Franco Costabile Personaggi Francesco Perri - Vita di note 46 52 Abazia della Sambucina 58 66 Acri: Silvio Vigliaturo Chiese e conventi Ambiente Le Valli Cupe Musei di Calabria Girovagando Cariati Calabria futura Dieci anni di (r)esistenza Calabria altrove Italo Aloisio/Franco Arena Personaggi Aldo Oliverio - Calabria in vetrina 91 92 93 94 L’edicola iNscena - 30x30 Calabria voli Orari voli da e per Lamezia Svago Ne abbiamo per tutti... Utilità Tutti i CAP della Calabria Editoriale Carissimi Amiche ed Amici, consentitemi di aprire questo editoriale con una confidenza. Mi risulta davvero difficile, in certi momenti, e soprattutto negli ultimi tempi, continuare a parlare di una Calabria produttiva; di conservare l’entusiasmo per le notizie, le persone, le situazioni belle e speranzose che pure si riscontrano in mezzo alla dilagante negatività che caratterizza il vissuto calabrese di ogni giorno, e purtroppo non solo quello. L’assoluta inadeguatezza, la totale incapacità, l’aberrante volontà di soggetti (neanche più meritevoli di essere chiamate persone) di partito, che giocano alla Politica sulla vita, sul futuro e sui sogni che pure la comunità calabrese sana ed onesta continua a coltivare, hanno raggiunto livelli sommi di insopportabilità. Ovunque è visibile il dilagare dell’indecenza, della spudoratezza, del meschino e volgare tornaconto personale mascherati dalla difficoltà contingente a risolvere i troppi, grandi problemi ereditati dal passato. Eppure, malgrado il propagarsi di questi melmosi processi che mortificano ogni giorno di più le intelligenze, le energie, le speranze calabresi migliori, ci sono uomini e donne che vanno avanti, guardando al futuro. È il caso di Amalia Bruni, la neurologa che da anni conduce studi campali sulle demenze e sull’Alzheimer e che, a Lamezia, ha fondato un’esemplare associazione per la ricerca ed il volontariato. È il caso di Mario Grillo che, con l’aiuto di Albino Carli, dopo decenni di lavoro e soddisfazioni professionali in giro per il mondo, ritorna alla sua Sila e s’inventa le “fattorie aperte”. È ancora il caso di Francesco Perri, plurispecialista della Musica, che con un attivo di concerti, direzioni e composizioni internazionali, vive e lavora in Calabria con una piccola grande orchestra di belle speranze. E poi, ancora, è il caso di Aldo Oliverio, il maestro vetrinista di Rocca di Neto, adottato da Magenta, al momento il professionista del settore più famoso e impegnato, in Italia ed all’estero. Anche questo numero è ricco e sostanzioso. Abbiamo spaziato dall’altopiano silano, con la preziosa coltivazione delle patate, all’incanto fatato delle Valli Cupe, custodite con amorevole rispetto da Carmine Lupia, al meraviglioso museo d’arte contemporanea di Acri, dedicato a Silvio Vigliaturo, passando per l’eroe ottocentesco Falcone e gli straordinari protagonisti dell’esperienza consortile del Goel, nella Locride. Senza tralasciare le mille Calabrie del mondo, rappresentate in questo numero dai nostri conterranei in Argentina. Grazie a tutti loro. Grazie a tutti i calabresi che custodiscono con dignità l’appartenenza alla propria storia. Un grazie speciale, ai collaboratori tutti e all’editore, compagni di viaggio in questa meravigliosa avventura che, nonostante tutto, è Calabria Produttiva. Grazie a voi, Amiche ed Amici che ci leggete. Un gioioso e sereno Natale, di cuore, dalla vostra Adele. Calabria Produttiva 5 Chianu ʻe Piru REDAZIONALE REDAZIONALE fiore dellʼagriturismo C.da Piano di Pero 87045 Dipignano (Cs) ’Azienda agrituristica Chianu ‘e Piru nasce dall’amore della famiglia Colonna per la natura, gli animali, la cucina tipica e i sapori di una volta. A pochi chilometri da Cosenza (12 Km) si può trovare questo piccolo pa- giocare all’aperto, vedere le caprette e le pecore che pascolano libere nel recinto, i cavalli che corrono liberi, le oche, i maialini, i conigli e altre specie. L’azienda agrituristica Chianu ‘e Piru organizza banchetti e ricevimenti rurali per festeggiare tutte le vostre ricorrenze, compleanni, anniversari, lauree, matrimoni, battesimi, comunioni e cresime. Alla bellezza e armonia dell’ambiente curato nei minimi particolari si accompagna la bontà dei piatti tipici, dagli antipasti a base di salsiccia e sopres- condi piatti sono la specialità di Aldo, come il capretto e l’agnello, nonché il prosciutto intero al forno, gli stinchi e l’arista di maiale. Milena prepara, invece, torte di mele e crostate di frutta e di marmellata fatte in casa. Il pasto viene accompagnato dall’ottimo vino della casa fatto con uve nero d’avola. L’atmosfera che si respira nell’azienda agrituristica Chianu ‘e Piru è familiare e accogliente. È possibile trascorrere un fine settimana all’insegna del riposo, della natura e del divertimento cogliente bilocale attrezzato con angolo cottura e stufa a legna, bagno/doccia, televisione. L’appartamento può essere prenotato per il solo pernottamento, oppure con la prima colazione, la mezza pensione o la pensione completa. radiso dove poter trascorrere una giornata a contatto con la natura, godendo di una vista panoramica su tutta la vallata del Busento, facendo una passeggiata lungo il sentiero che porta alla Timpa e l’arpe, provando l’esperienza di un giro a cavallo in compagnia del maestro Fabrizio, e gustando la cucina casereccia di Anna e Franco. È il posto ideale per i bambini che possono sata fatte in casa con la carne dei suini neri di Calabria allevati allo stato semi brado, ai sott’olii e sott’aceti, le ottime polpette di carne e frittelle con verdure di stagione, le parmigiane e le frittatine fantasia. Tra i primi piatti, la pasta e patate ara tiella di Franco, alla pasta alla siciliana al forno di Anna, alla lasagna casereccia, i fusilli con zucchine e fiori di zucca, e tante altre specialità. I se- degustando tutti i piatti tipici e assaporando il buon vino. Attualmente sono a disposizione degli ospiti quattro posti letto in un ac- Per ulteriori informazioni e per le prenotazioni telefonare ai numeri 0984/621674 329/7243524 - 320/4828370 L 6 Calabria Produttiva nella squisita frittuliata che viene proposta nell’agriturismo, sempre su prenotazione, nel periodo autunnale ed invernale. Durante la frittuliata vengono servite le frittole, i corie, u mussu, u pede, gli ossi di soffritto, u figatu ‘ccuru picchiu e tutte ma proprio tutte le parti del maiale, accompagnate dall’ottima minestra di verza. Chiudono la frittuliata il sanguinaccio e i turdilli! A fine frittuliata è possibile acquistare la gelatina e gli scarafogli!!! Presso il punto vendita dell’azienda agrituristica Chianu ‘e Piru, all’interno della stessa, è possibile acquistare prodotti tipici locali. Spiccano, per sapore e genuinità, le salsiccie, le soppressate e i capicolli fatti con la carne dei suini neri di Calabria e, volendo, possono essere preparati anche su ordinazione. Tutti i salumi, preparati con dedizione e con accurata sapienza, ricordano i sapori antichi. Antica è anche la tradizione della famiglia Colonna ed è rievocata ... e dal 2008 con noi volerete in alto Calabria Produttiva 7 Giochi di colore GUIDA ALLA CASA PERFETTA di Rossanda De Angelis ph piesse su soffitti e pareti La tinteggiatura della casa è importante per personalizzare con colori e decori gli ambienti domestici. Varietà cromatiche, decorazioni e tecniche differenti per avere una casa che rifletta la nostra personalità T integgiare e decorare la casa rientra in quel desiderio di personalizzare gli spazi e gli ambienti che viviamo quotidianamente, per sentirli più familiari o, magari, più congeniali ai nostri umori o stati d’animo. Colori, giochi d’ombre e di luce sono gli effetti che una pittura accuratamente scelta può creare nei diversi locali, a seconda della loro esposizione e struttura, avendo a disposizione una molteplicità di materiali e di tecniche semplici da applicare, magari per sostituire il tradizionale bianco, troppo neutro e privo di coinvolgimento emotivo. Pitture che offrono un elegante effetto vellutato, altre che danno un raffinato effetto perlato oppure pitture a base di minerali di calce, che offrono ai nostalgici la possibilità di creare sulle pareti i chiaroscuri tipici dei muri di una volta. Le pitture, inoltre, svolgono un efficace ruolo disinfettante e antimuffa, che protegge dall’umidità quegli ambienti poco esposti a fonti di luce e calore. Per gli interni di prestigio, c’è la possibilità di usare pitture che creano l’elegante effetto dello stucco veneziano classico, che conferisce brillantezza e lucentezza. Anche se le pitture sono variegate e numerose, le tecniche decorative permettono di personalizzare i propri spazi in maniera estrosa e creativa. E per chi vuole sperimentare il fai da te, è sempre consigliabile la prima prova su un foglio di carta, proprio per non rischiare di impiastricciare le pareti. Tecniche decorative 8 Calabria Produttiva Con la cienciatura a mettere si ottiene una finitura versatile, veloce, di facile esecuzione e che, nel fai da te, non richiede attrezzi Calabria Produttiva 9 GUIDA ALLA CASA PERFETTA speciali. Si può ottenere sia un effetto morbido, delicato e poco appariscente, sia un effetto più aggressivo, incisivo, definito, secondo la gamma di colori e il tipo di straccio usato. Si esegue tamponando con uno straccio, preferibilmente di cotone (non troppo imbevuto di pittura), con leggeri tocchi sulla parete mediante una rotazione del polso e una battitura a largo raggio. Per aggiungere profondità, si possono utilizzare due colori contemporaneamente oppure mani distinte di due diversi colori. Abitualmente, si procede usando su un fondo tenue una pittura un po’ più scura. La velatura è una tecnica versatile e disinvolta, il cui effetto può variare a seconda del modo in cui si rimuove la pittura. Si possono utilizzare un panno, un pennello da tappezziere o una pennellessa. 10 Calabria Produttiva Ovviamente, ciascun attrezzo produrrà un diverso aspetto e una diversa consistenza della superficie. Con un panno si otterrà un effetto molto raddolcito, per l’assenza di pennellate. In ogni caso, il risultato sarà migliore se rimarrà solo un sottile velo di pittura, che va ben lavorato finché non è asciutto. Le tinte chiare danno migliori risultati con un fondo bianco o bianco sporco: il risultato sarà simile a un’imbiancatura data un po’ casualmente. In generale, i colori tenui sono più adatti a case di campagna, quelli più scuri e intensi ad abitazioni urbane. Inoltre, è una finitura adatta a pareti in cattive condizioni. Le pareti possono essere irregolari, con un intonaco a tacche e grumi. Se però si usano tonalità simili per il fondo e per la pittura di velatura, qualsiasi imperfezione risulterà comunque GUIDA ALLA CASA PERFETTA attenuata, divenendo parte della finitura e confondendosi con essa. La tecnica della parato, invece, richiede concentrazione e mano ferma. Le strisce devono essere parallele e non deviare irregolarmente a destra o a sinistra della direzione principale. La pittura è stesa con un pennello comune, secondo un movimento verticale, mentre con un pennello da battitura si trascina la pittura a strisce, conferendo un aspetto variegato e striato. A seconda dell‘ef- fetto che si vuole ottenere o della superficie, si sceglieranno i pennelli da utilizzare. La patinatura è uno schema decorativo ottenibile con un comune pennello, con cui si rimuove l’impregnante, che viene steso in modo da creare l’effetto di un intreccio, concatenato come quello di un canestro. È una finitura moderna derivata dalla tecnica della velatura. Ha un aspetto irregolare, di carattere rustico e suggerisce l’idea delle stuoie di vimini; di conseguenza, per questa decorazione si prestano meglio i colori a tinta naturale, le varie tinte di rosa e i colori “fangosi”. Questa tecnica necessita di un po’ di tempo per definire la struttura dello schema, ma una volta capito, non sarà difficile ese- guirla. La tecnica a pergamena o frottage, che tradotto letteralmente significa “strofinare”, è adatta soprattutto nel caso di murali, i cui soggetti richiedano una consistenza delle superfici mossa e irregolare. A pittura ancora Calabria Produttiva 11 GUIDA ALLA CASA PERFETTA fresca, mettete un foglio di giornale sulla parete e strofinate delicatamente con le mani: se la pittura che avete usato è troppo densa, si stenderà a forma di chiazza sotto il giornale; se invece è troppo diluita, il frottage non riuscirà. Si tratta di provare e riprovare finché si trova la giusta consistenza della pittura, ottenendo casualmente effetti gradevoli e non previsti. La decorazione ornamentale rapper è una tecnica estremamente facile e versatile che permette di ottenere effetti molto morbidi ed eleganti. Sulla parete precedentemente preparata con il colore di base si passa con un rullo di pelle 12 Calabria Produttiva increspata la finitura decorativa, o in senso verticale o incrociando verticalmente e orizzontalmente le rullate. Dopo aver intinto il rullo nella bacinella contenente la finitura decorativa (smalto acrilico inodore o vernice brillante per legno ad acqua) si toglie eventualmente l’eccesso di prodotto passandolo su un pezzo di cartone. Infine, ci sono diversi tipi di rullo che consentono decorazioni eterogenee: rullo a nido d’ape grosso (water line), rullo a nido d’ape fine (mimosa), rullo scamosciato increspato (delta), rullo di tela con frange in pelle (blades-paddle). Ora resta solo da scegliere! RISORSE di Adele Filice ph Eugenio Sciammarella Da due anni, alcune aziende agricole e di allevamento silane promuovono la conoscenza del lavoro e dei prodotti con visite e degustazioni. Da questʼanno, lʼiniziativa si arricchisce con lʼesperienza di affiancare, per un giorno, il fattore nelle sue occupazioni Porte aperte in fattoria 14 Calabria Produttiva I mmaginate di essere su un altopiano, magari quello della Sila, nel cuore della Calabria verde, dove il vento solletica le narici con l’odore delle mammole o della resina di pini ed abeti. Immaginate di tuffare lo sguardo nello smeraldo dei laghi, di osservare lente mandrie di bovini che punteggiano i prati; o ancora di spiare il musetto curioso e lo sguardo dolcissimo di un daino o di un capriolo, il guizzo iridato delle trote, avendo attorno, a portata di carezza, tanti domestici animaletti che, nella fantasia dei bambini di città, vivono ormai solo in tivù o, peggio, in scatole di latta, vasetti di vetro o nei vassoi dei supermercati. Immaginate ancora, di tornare indietro nel tempo e vivere la naturalezza dei ritmi della terra, scanditi dal sole e della luna, dal bel tempo e dalla pioggia. Aprite gli occhi e, se non l’avete ancora fatto, prenotate, per la prossima estate, una visita alle “Fattorie aperte in Sila (www.fattorieaperte.it) e tutto quello che avete potuto immaginare potrete viverlo e toccare con mano. L’iniziativa, intrapresa da appena due anni, sta registrando risultati sempre più apprezzabili mentre l’idea di aprire ai turisti ed alle famiglie le porte delle fattorie silane è nata con molteplici obiettivi, il cui comun divisore è la conoscenza dell’antico valore del lavoro dei campi; di un territorio unico nel suo genere, delle sue attività e dei suoi prodotti; della qualità di tali prodotti, il cui valore aggiunto si esprime nei termini del rispetto di tradizioni centenarie. In più, non è da trascurare l’aspetto ludico, dove svago ed apprendimento, per chi ne ha voglia, avvengono all’aria aperta, in case coloniche, stalle, campi, orti e frutteti che si Calabria Produttiva 15 RISORSE RISORSE mucche sull’altopiano silano il lago arvo 16 Calabria Produttiva presentano in tutta la loro semplicità e soprattutto in compagnia di uomini e donne che lavorano duramente, con enorme passione. E di passione ne sa qualcosa Mario Grillo promotore dell’iniziativa insieme ad Albino Carli e titolare di una fattoria biologica – che, dopo lavorato nel settore bancario, come analista funzionale nell’ambito del controllo di gestione nazionale ed internazionale; dopo aver vissuto e lavorato a Siena, a Milano, in Irlanda, in Slovacchia a macinare esperienze e ritmi incalzanti; dopo aver respirato mondanità e benessere, con la realizzazione professionale e personale, si scopre mancante di un’indispensabile serenità perché pensa continuamente alla sua terra; con la moglie, donna in carriera ed innamorata, de- cide dopo grandi sofferenze di lasciare tutto e tornare in Calabria, dove riprende in mano le sorti dell’azienda di famiglia. Il grande salto è compiuto; dalla vita di professionista affermato a Milano, in Calabria a fare il fattore! Il dubbio che in testa gli serpeggi un po’ di follia, coglie spesso il Nostro ex bancario; ma le cose vanno abbastanza bene, il lavoro e gli impegni sono infiniti anche se i ritorni economici assolutamente incomparabili a prima. Con la brillante idea di “Fattorie aperte in Sila”, si mette in moto un meccanismo che genera lavoro, sinergia tra gli operatori (sono infatti sette le aziende che vi partecipano finora) e, forse, l’inizio di quel progresso che un autentico patrimonio come l’ambiente silano aspetta da sempre. “Anche quest’anno - dice Mario Grillo - sono stati confermati i risultati dello scorso anno; abbiamo registrato circa 30.000 visitatori, tremila visite sul sito, tante richieste alla proloco di Camigliatello e, cosa più importante, i magazzini delle fattorie sono vuoti, come non accadeva da tempo. Intanto sono aumentate le richieste di adesione al circuito di Fattorie aperte e, per l’edizione 2008, si è messo in movimento un complesso meccanismo di promozione e marketing con tour operators nazionali ed internazionali. Abbiamo partecipato con successo alla fiera specialistica TTI di Rimini ed ora stiamo realizzando dei pacchetti a tema con un’offerta completa in collaborazione con gli operatori alberghieri di Camigliatello”. Insomma, gli ingredienti buoni per un autentico boom ci sono tutti: fiducia nell’iniziativa, risultati incoraggianti e soprattutto, un inizio di sinergie tra pubblico e privato – aziende, sindaci, assessori provinciali e regionali – che, alle nostre latitudini, rappresenta un evento prodigioso. L’augurio per l’iniziativa, per il territorio silano e la regione tutta è che, d’ora in avanti, questa sia invece la normale quotidianità. Calabria Produttiva 17 Vivere ...naturalmente REDAZIONALE Qualcuno disse: Se quarantʼanni fa avessi detto che a Maurizio (frazione di Bianchi - Cs) sarebbe stata costruita una struttura come quella della Fattoria, non ci avrebbe creduto assolutamente nessuno che fosse stata una cosa possibile. Quindi se qualcuno avesse avuto lʼidea di realizzare una struttura come questa sarebbe stata accettata da tutti con grande entusiasmo, ma, dati i tempi, era una proposta di realizzazione priva di qualsiasi speranza e perciò rimaneva un sogno”. G razie all’intraprendenza e all’amore morboso per la propria terra, dove i proprietari erano e sono legati sentimentalmente, la Fattoria è realtà. Una struttura immersa nel verde rigoglioso della contrada Maurizio. Circondata da un immenso castagneto, la Fattoria ha un ruolo trainante e di primaria importanza nel territorio e nell’ambito sociale di Bian- 18 Calabria Produttiva chi (piccolo comune alle pendici della Sila). La Fattoria, sapientemente gestita dai proprietari, è costituita da 2 sale per la ristorazione; la sala Iolanda capace di ospitare fino a 300 posti a sedere, e la sala Briganti fino a 140 posti a sedere. Inoltre, nell’immediato futuro, sarà possibile alloggiare in 16 camere per un totale di circa 50 posti. L’attività che il turista può svolgere all’interno della Fattoria è caratterizzata dal contatto diretto con la natura; passeggiate a cavallo, pesca sportiva, tiro al piattello (affiliato F.I.T.A.V.), giri in mountain bike e trekking i principali servizi da sviluppare in 40 ettari di terreno che spazia dal pascolo al bosco, dal seminativo all’irriguo. Come raggiungerci: Autostrada A3 uscita Altilia/Grimaldi direzione Sila per Bianchi, a 5 minuti In alto a dx i titolari con il personale In alto a sx veduta del ristorante In alto a dx centro pagina sopra sala Briganti sotto sala Iolanda A alto a sx insieme di prelibatezze pronte da gustare ...E per albergo RISORSE testo Piero Sciammarella ph Luigi Petrone una nobile dimora Palazzo Castriota, a Corigliano Calabro, è al centro di un intervento di restauro che trasformerà lʼaristocratica costruzione in albergo di lusso. Atmosfere, arredi, leggende dʼaltri tempi ed un panorama che spazia dal centro storico al mare daranno il benvenuto agli ospiti 22 Calabria Produttiva L ’antico palazzo dei Castriota sta per essere riportato allo splendore d’altri tempi. Dopo il Castello Ducale, un altro rilevante edificio di Corigliano viene restaurato e restituito alla città. I lavori sono iniziati lo scorso mese di aprile e procedono alacremente. E presto il palazzo diventerà un albergo. La richiesta di strutture ricettive è connessa all’esigenza di un turismo sostenibile, che sappia anche valorizzare il patrimonio immobiliare. La Calabria è ricca di borghi antichi e affascinanti, ma spesso non c’è per il turista la possibilità di pernottarvi. A Corigliano, però, qualcosa sta cambiando. Grazie all’iniziativa di privati e al Programma Operativo Regionale (POR 2000-2006, asse IV, misura 4.4, azione 4.4.b, tipologia 4.4.b.2), l’edificio di Palazzo Castriota sta per essere trasformato in un albergo di qualità. La primitiva costruzione del palazzo risale alla fine del Cinquecento. Uno tra i primi abitanti fu don Cesare Castriota, discendente del celebre re albanese Giorgio Castriota “Scanderberg”. I Castriota lo tennero per oltre tre secoli, quando per ragioni ereditarie l’edificio passò dapprima ai Solazzi, poi al conte d’Alife e infine al duca di Bovino. Ceduto per ragioni economiche, alla fine del secolo scorso pervenne all’attuale proprietà. Ora questo vecchio edificio tardo-medievale viene finalmente ristrutturato. Palazzo Castriota è un esempio di casa padronale tipicamente calabrese. Ampio, compatto, arioso. L’edificio ha una forma che ricorda la chiglia di una nave e una doppia facciata, l’una rivolta su una silenziosa piazzola a pochi passi dal Castello, l’altra, più ampia, rivolta verso il Calabria Produttiva 23 RISORSE mare. La posizione elevata regala uno stupendo panorama del paese e della costa. La costruzione ha cominciato la sua metamorfosi. Le stanze di quelli che un tempo erano il Piano della servitù e il Piano nobile si preparano a diventare confortevoli 24 Calabria Produttiva RISORSE stanze d’albergo. L’ampia scalinata interna porta ai piani inferiori, i più antichi poiché ricavati direttamente nella cinta muraria tardo-medievale. Si scopre che il palazzo fu edificato direttamente sulla roccia, come le fondamenta del castello normanno. I lavori di rimozione del pavimento hanno riportato alla luce antichissimi reperti: contenitori del Seicento per la conservazione di legumi e granaglie, due enormi vasi e grosse giare interrate, che si ritiene risalgano ai primi decenni del XVII secolo, utilizzati per la raccolta dell’olio. Luigi Petrone, studioso del territorio, medico e padrone di casa, è l’iniziatore dell’opera. Il progetto di restauro è dell’architetto Antonio Aprelino e dell’ingegnere Vincenzo Genovese. Esso apporterà nuove destinazioni d’uso all’edificio, ma Calabria Produttiva 25 RISORSE le sue caratteristiche resteranno intatte. Tipicità, quiete e accoglienza speciale sono le promesse per i futuri ospiti. Ogni stanza avrà una finestra sul mare e un elemento caratteristico: il soffitto dipinto, un vecchio cassone, un armadio. Non ci saranno due camere esattamente uguali, per rendere unica la permanenza, personalizzando anche il servizio. L’albergo sarà una tranquilla alternativa al soggiorno marino, ma senza rinunciare a questa possibilità. Il palazzo avrà poi le sue storie da raccontare ai turisti. Come l’esorcismo di Donna Isabella Gonzaga, che avvenne nel 1640 in queste stanze. Forse sono solo fantasie, ma qualcuno giura che sia tutto vero e che la bella Isabella vaghi ancora nel palazzo. 26 Calabria Produttiva IL BUON MANGIARE Dalle Ande allʼAltopiano silano 28 Calabria Produttiva R di Rossana De Angelis ph Piesse - Ag. Zefiro (per gentile concesione di Bruno Coppola) Un po’ di storia Eʼ questo il percorso che ha compiuto la patata in casa nostra, dove i fertili terreni della Sila hanno accolto il tubero forestiero e lo hanno fatto diventare prelibato, ricercato ed oggi tutelato anche dallʼIndicazione Geografica Protetta imedio contro la carestia, riserva calorica, feticcio. La patata ha una lunga storia e una lunga serie di appellativi che possono descriverla. Originaria del Perù e della Bolivia, era coltivata già nel III millennio a.C. dalle popolazioni andine. Si ritiene che sia stata proprio essa - per la capacità di vegetare ad altezze elevate e sopportare temperature molto basse - a rendere possibile la sopravvivenza umana su quegli altipiani prima della coltivazione del mais. Risalgono alla seconda metà del XVI secolo, invece, le notizie della sua introduzione in Europa. La celebrità e, soprattutto, l’affidabilità della patata, in campo nutrizionale, si affermano durante i periodi di guerra, a causa della scarsità dei cereali. Scrivono gli storici che le patate assunsero, col tempo, una tale importanza che la Guerra di successione bavarese – durata dal 1778 al 1779 - fu detta anche “Guerra delle Patate” poiché gli eserciti, affamati e stanchi, iniziarono a battersi per il possesso di territori coltivati a patate, piuttosto che per i motivi dinastici legati all’origine del conflitto. Ben presto, perciò, l’Europa continentale iniziò una battaglia che vedeva schierarsi gli agronomi piuttosto che i soldati, per imporre il tubero nella panificazione, nelle conserve e, soprattutto, nella razione di minestra. La patata ha incontrato, però, resistenza e diffidenza, sia per l’aspetto inconsueto sia per l’appartenenza alle Solanacee, piante dalle foglie velenose che evocavano la stregoneria o erano considerate dannose per la salute. Peggio ancora è accaduto in Italia, dove è diventata un alimento comune soltanto nel XIX Calabria Produttiva 29 IL BUON MANGIARE secolo, molto tempo dopo essere entrata nell’alimentazione quotidiana di altri Paesi. Essa, inoltre, dava un ulteriore problema, la conservazione, dal momento che era molto più deteriorabile del frumento e dei cereali in genere. Verso la fine del XVIII se- 30 Calabria Produttiva IL BUON MANGIARE colo furono sperimentati i primi metodi per la produzione di farina e di fecola per la panificazione. Molto più tardi, durante la Prima e la Seconda guerra mondiale, fu sperimentata la conservazione per essiccamento, ma i prodotti così ottenuti, utilissimi in quel periodo, non incontrarono consenso di gusto e sparirono dalla circolazione a guerra finita. Nella seconda metà del Novecento subentrano altri procedimenti, dalla liofilizzazione alla surgelazione. Se si pensa che, nel 1990, circa la metà della produzione di patate dei paesi industrializzati era sottoposta a processi di lavorazione e di conservazione, e di questa circa la metà veniva surgelata, ci si rende conto che la storia della patata non è poi finita così male. E a ragione, per l’umile e prezioso tubero, viste le sue Calabria Produttiva 31 IL BUON MANGIARE proprietà nutritive che la indicano come ottima fonte di amido, vitamine ( e B5) sali minerali (magnesio, fosforo, ferro e zinco) e fibre. La patata della Sila In Calabria, la zona dell’altopiano silano, sia dal versante cosentino sia da quello catanzarese, costituisce un piccolo, grande giacimento di ricchezza agro-alimentare, per la presenza di grandi estensioni di terreno adibite alla coltivazione della pregiata “Patata della Sila”, cui il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha conferito il riconoscimento di Indicazione Geografica Protetta (IGP) in base al Regolamento (CE) n. 510/2006. L’IGP 32 Calabria Produttiva IL BUON MANGIARE “Patata della Sila” è riservata esclusivamente al prodotto che risponde ai requisiti stabiliti nel disciplinare di produzione e designa il tubero della specie Solanum tuberosum, della famiglia delle Solanacee ottenuto dalle varietà Agria, Desirée, Ditta, Majestic, Marabel, Nicola, che deve presentare determinate caratteristiche fisiche. Allora, come si può riconoscere un’autentica patata della Sila? Essa deve presentarsi in forma tonda, tondaovale, lunga-ovale; calibro compreso tra 28 mm e 42 mm (mezzanella o tondello) oppure tra 43 mm e 75 mm (prima) o ancora oltre 76 mm (fiorone); buccia consistente dopo lo sfregamento; polpa consistente. La patata silana non ha solo questi “segni particolari” sulla carta d’identità, ma deve provenire esclusivamente dai territori dei ventisei comuni designati dalla delibera (Acri, Aprigliano, Bocchigliero, Celico, Colosimi, Longo- bucco, Parenti, Pedace, Rogliano, San Giovanni in Fiore, Serra Pedace, Spezzano della Sila, Spezzano Piccolo (CS); comuni di Albi, Carlopoli, Cicala, Confluenti, Decollatura, Magisano, Martirano, Martirano Lombardo, Motta S.Lucia, Serrastretta, Sorbo San Basile, Soveria Mannelli, Taverna (CZ). Una delle caratteristiche che rende specialissime le patate silane è il terreno della Sila, tendenzialmente sabbioso, a grana fine e quindi molto permeabile e facilmente lavorabile. Inoltre, esso è ben dotato di sostanze organiche e quindi garantisce una fertilità naturale. Da un punto di vista climatico, l’altopiano della Sila è secco d’estate e freddo d’inverno, con temperature crescenti nel periodo primaverile, ideale per le semine. La crescita delle piante è anche favorita dall’escursione termica giornaliera e dalla irradiazione solare prolungata. Oltre ad essere conosciuta e consumata nei mercati regionali, la patata della Sila è particolarmente rinomata anche nei mercati della Sicilia, della Puglia e della Campania, che mantengono legami stabili di commercio con i nostri territori fin dagli anni ‘50. Il “Centro Silano di Moltiplicazione e Selezione delle Patate da seme”, con il compito di preservare la qualità della specie e favorire la diffusione del seme certificato, nasce già nel 1955. La coltivazione della patata ha rappresentato da sempre un’importante fonte economica per questo territorio e, nel corso degli anni, le famiglie contadine ne hanno continuamente tramandato la coltivazione. Calabria Produttiva 33 IL BUON MANGIARE Il Consorzio dei Produttori di Patate silane Oggi, il destino della patata della Sila è affidato al Consorzio Produttori di Patate Altopiano Silano, presieduto da Pietro Tarasi, tra l’altro presidente provinciale della Coldiretti di Cosenza. La situazione attuale della coltivazione e della produzione è così illustrata dal presidente “La coltivazione della patata silana ha consentito lo sviluppo attuale di molte aziende che si suddividono in strutture di lavorazione, di conservazione, con dimensioni aziendali abbastanza elevate - circa una diecina di ettari di terreno dal momento che una maggiore estensione garantisce una maggiore redditività. Le vicende passate ci hanno permesso di costruire il presente, che ci ha portato all’ottenimento dell’IGP e ad una produzione che si aggira sui settecentomila quintali annui. Grazie ad un Piano Integrato di Filiera, molte aziende in 34 Calabria Produttiva Sila si sono rinnovate, ristrutturate e si dirigono verso un tipo di lavorazione orientato alla qualità; tutto ciò consente di guardare con serenità e fiducia in una maggiore redditività ai mercati che si apriranno in futuro. Negli anni passati, è accaduto che molto prodotto che non era silano, veniva venduto per tale; questa situazione ha incrinato la credibilità presso i consumatori. Poi ci sono stati momenti in cui, per motivi di politica territoriale, di relazioni sociali sul territorio tra amministratori e produttori, si sono create tensioni che hanno indotto a dire che in Sila si facevano imbrogli e tutto questo si è trasformato in un boomerang presso i consumatori. La costituzione di un’IGP è anche un modo, oggi, di riguadagnare la fiducia dei consumatori grazie anche alla tracciabilità e rintracciabilità del prodotto”. Il Consorzio ha tutti i numeri per aspirare a diventare un punto di riferimento: circa quaranta aziende societarie Curiosità La patata silana è protagonista anche di numerose sagre e pietanze tradizionali. A Camigliatello Silano, dal 1978 si celebra, ad ottobre, l’ormai famosa Sagra della Patata della Sila, insieme alla Mostra Mercato della Patata e delle Macchine Agricole. A Parenti, dal 1980, l’ultima domenica di agosto si svolge un’importante manifestazione a carattere folcloristico e gastronomico, dove le famose “patate ‘mpacchiuse” (fette sottili di patate fritte nell’olio di oliva che si amalgamano in una pietanza morbida) da sole o in aggiunta di peperoni, cipolle o zucchine; la “pasta e patate ‘ntieddra”, crocchette, patate al forno o cotte alla brace diventano i protagonisti assoluti della festa, pronti a deliziare il palati del sempre più numeroso pubblico. dove però sono presenti alcune cooperative che rappresentano più soci; di fatto, dunque, sono presenti circa ottanta aziende; una produzione - quella che coinvolge il Consorzio - di circa trecentomila quintali che rappresenta il 40-45 % di tutta la produzione di massa silana. Per quanto riguarda il territorio, invece, dei duemila ettari circa su cui si estende la produzione, il consorzio rappresenta circa novecento ettari. “Siamo ancora agli inizi –conclude fiducioso il presidente - ma lo sforzo e le energie investite fanno ben sperare che il Consorzio possa rappresentare presto, quando potrà lavorare a regime, non solo la maggior parte dei produttori e del territorio ma soprattutto il soggetto catalizzatore di interessi da parte dei buyers”. La sfida è lanciata ed un’altra, e più moderna, “battaglia” attende il gustoso tubero di casa nostra. CASTELLI DI CALABRIA Il castello sul borgo 36 Calabria Produttiva U di Pier Paolo De Salvo ph piesse L'incantevole centro di Morano, nei pressi del massiccio del Pollino, ancora oggi è sovrastato dai suggestivi resti della fortificazione che sorgeva sul tracciato della consolare Popilia. La sua storia s'intreccia con le vicende più remote del territorio e della comunità n cocuzzolo completamente ricoperto di case sulla cui sommità sorgono i resti dell’antico castello. Appare così Morano Calabro a guardarlo dal basso. Un presepe di pietra con le sue case abbarbicate l’un l’altra, quasi concatenate tra loro alla collina. Pezzi di storia millenaria che si stringono in un abbraccio solidale come a volersi dare una maggiore forza e sicurezza. E più su, dopo un intricato dedalo di strade e viuzze, il castello, corona preziosa, emblema di forza e potere con lo sguardo proiettato a scrutare l’orizzonte di un paesaggio che è da sempre strada di comunicazione. I nomi Muranum e Summuranum che caratterizzarono in passato l’attuale centro urbano calabrese risalgono all’epoca romana. Da qui passava un tratto importante della consolare Popilia che collegava Reggio a Capua. Nella Lapide di Polla, una pietra miliare del II secolo d.C. in cui sono citate le stazioni della via Popilia, compare anche Muranum. Ma il territorio doveva essere abitato anche in epoca precedente se si pensa che i siti romani, spesso e volentieri insistevano su abitati già presenti sul territorio. Un avamposto che vigilava anche il passaggio tra Ionio e Tirreno attraverso il valico di Campotenese. E’ certo che i Sibariti, risalendo le acque del fiume Sybaris mantenevano, grazie a questo passaggio, i propri contatti con le colonie tirreniche di Lao e Scidro e più in là con Posidonia, l’attuale Paestum. Nella stessa posizione degli attuali ruderi, i Romani costruirono una fortificazione che controllava strategicamente il passaggio. Saranno i Normanni con la conquista della Calabria a costruire, a Calabria Produttiva 37 CASTELLI DI CALABRIA CASTELLI DI CALABRIA La Festa della Bandiera CURIOSITÀ Morano, una fortificazione che per successive aggiunte assumerà la connotazione vera e propria del castello. Tra storia e leggenda si riporta l’evento della conquista normanna concomitante alla cacciata dei Mori da Morano avvenuta nel 1076. Si fa risalire proprio a questo evento la presenza del moro nello stemma cittadino. Del resto, le lotte tra abitanti del luogo e Saraceni erano il tema dominante delle scaramucce guerresche dell’epoca; tanto sulla costa della Calabria quanto all’interno, dove le incursioni piratesche spesso si spingevano con altrettanta forza così da convincere i Normanni a operare un ampliamento delle fortificazioni e degli avam- 38 Calabria Produttiva posti di difesa a ridosso del mare quanto nei centri più interni. Idea che fu sposata anche da Svevi, Angioini e Aragonesi. Il primo feudatario del luogo, citato in documenti risalenti al XII secolo, è tale Apollonio di Morano. Per consolidare l’apparato difensivo territoriale si amplierà il castello di matrice normanna sostituendo alla prima fortificazione una serie di torri e di rinforzi, che con l’aggiunta di cinta murarie daranno alla costruzione l’aspetto del maniero medievale. Tre di quelle torri sono visibili ancora oggi e assieme ai resti della cinta muraria rinvenuti nell’abitato testimoniano quale piccola città fortificata doveva essere all’epoca Morano. La cittadina crescerà d’importanza tanto che gli Aragonesi eleveranno il castello al rango di regio come citato in un diploma dell’Archivio l’Occaso di Castrovillari. Nel periodo tra il 1515 e il 1546 il castello riceverà nuove attenzioni attraverso una ricostruzione operata da architetti militari napoletani che lo caratterizzeranno con una pianta rettangolare e sei torrioni secondo i dettami più in voga dell’epoca. È questo il periodo della dominazione dei Sanseverino, feudatari investiti del feudo di Morano da Ferdinando I d’Aragona che scacciò dallo stesso possedimento i Fasanella. Successivi proprietari del castello diventeranno, nel 1614, i principi Spinelli di Scalea che ne manterranno il possesso fino al 1806. In questo periodo, le lotte napoleoniche che imperversano sul territorio calabrese, porteranno il castello ad essere cannoneggiato dai Francesi. Comincia così la lenta decadenza e lo scempio del castello. Sventrato dalle granate francesi, questo splendido maniero subirà inesorabilmente le ingiurie del tempo e degli elementi. Ma anche degli uomini che vi sottrarranno tufo e legname per nuove costruzioni che prenderanno vita proprio dalle rovine del castello. L’epoca moderna ce lo ha restituito malconcio, ma ancora lì a testimoniare sfarzi e potere di un passato moranese incredibilmente ricco di storia e tradizioni antichissime. Legata al castello, al potere che esso rappresenta ed alla strenua lotta che i Calabresi dovettero sovente ingaggiare con le popolazioni moresche, per difendere la vita e la libertà, è la rievocazione storica conosciuta come “Festa della Bandiera”. Le sue origini, ancora oggi, non sono del tutte chiare; si sa che essa si svolse sin dall’antichità - molto verosimilmente a partire dal XVI secolo, anche se non esistono documenti storici a sostegno della data – per rievocare una battaglia, avvenuta nei pressi di Morano, in cui i Saraceni furono sconfitti, ma sulla cui datazione gli storici non sono affatto concordi, tanto da indicare tre diversi anni: 827, 903 e 1077. Essa si celebra il 19 ed il 20 di maggio, in concomitanza con la festività religiosa di San Bernardino da Siena, patrono della città. La Festa della Bandiera, peraltro soppressa durante la dominazione francese, e poi ripresa con alterne vicende, ha sempre osservato un preciso e lungo rituale, come riporta un Anonimo storico locale che la descrive minuziosamente, in un regesto risalente al 1850 (www.prolocomorano.it). La rievocazione storica, in sostanza, rimarca il sentimento d’identità e l’impegno che la collettività si assume per difendere il paese. Durante la cerimonia, il Mastrogiurato, rappresentante la popolazione moranese, in gran pompa e seguito dalla sua famiglia e dalla comunità, si reca nel piano adiacente il castello per fare solenne promessa di difendere la città. Qui è ricevuto dal Notaro che sottoscrive l’impegno con atto solenne, e dal Castellano che custodisce i simboli cerimoniali: la bandiera regia, la bandiera con la testa di Moro, una pistola, oggi sostituita da un sacco di monete d’oro, un grosso mazzo di chiavi ed uno di candele, per rimarcare la solenne promessa civile e la fede religiosa nei confronti del protettore celeste della città. Calabria Produttiva 39 Una vita di conflitti SANTI DI CALABRIA di Bonaventura Scalercio ph piesse Parte II Gli aspri scontri e i dissidi religiosi caratterizzarono tutta la vita di Gioacchino da Fiore che, pochi anni dopo la morte, durante il IV Concilio Lateranense, venne anche tacciato di eresia per il contenuto dei suoi scritti P roseguiamo nel racconto della figura di Gioacchino da Fiore, collocando il personaggio nel suo tempo. Sono poche le notizie relative alla prima metà della sua vita. Ma c’è da sperare che sempre maggiori elementi possano venire alla luce, visto che tanti studiosi nel mondo lo hanno eletto ad oggetto del proprio studio. Le fonti coeve, utili per ricostruire la vita di Gioacchino, sono due: le notizie fornite da Luca Campano, suo scriba per un breve periodo e più tardi arcivescovo di Cosenza – e la biografia di cui è autore un altro discepolo (forse Ruggero di Aprigliano) pochi anni dopo la morte dell’Abate. Tuttavia queste opere ci sono giunte attraverso interpolazioni risalenti al XVI secolo. Allora ancor più difficile è il raccapezzarsi su questa figura così complessa. Si sa che nasce a Celico, presso Cosenza, nel 1130 circa. Poco si sa invece della sua giovinezza. Se certamente centrale è il viaggio in Oriente, forse in Terrasanta (secondo alcuni studiosi, databile al 1167), osiamo affermare, pur senza voler negare la storicità del viaggio stesso, che il suo è soprattutto un itinerario spirituale, grazie al quale matura la determinazione di abbracciare una vita dedita allo studio e alla spiritualità, abbandonando così la carriera secolare avviata nella cancelleria normanna di Guglielmo I. L’incontro-scontro con l’ordine dei cistercensi 40 Calabria Produttiva L’ideale del suo tempo è quello monastico. Di particolare importanza appare allora il rapporto di Gioacchino con l’ordine dei cistercensi; dopo aver trascorso, di ritorno dalla Terrasanta, un breve periodo da eremita, viene accolto nell’abbazia luzzese Calabria Produttiva 41 SANTI DI CALABRIA SANTI DI CALABRIA san Bernardo di Chiaravalle - che definiscono Gioacchino “falso profeta” attribuendogli inoltre una, improbabile, origine ebraica. Tuttavia, dopo averlo accusato di “diserzione” in vita, gli stessi cistercensi giungeranno a venerarlo successivamente come beato. Occorre soffermarsi, a questo punto, sul già citato soggiorno, dal gennaio 1183 per un anno e mezzo, a Casamari, abbazia nella diocesi laziale di Veroli, quando già Gioacchino ha superato i cinquant’anni. Qui, infatti, dispone di una ricca biblioteca ed è circondato da un gruppo di monaci scrittori (Luca, appunto, Giovanni e Nicola) messi a sua disposizione dall’abate Geraldo. A Calamari, Gioacchino ha due visioni, una in occasione della Pasqua, l’altra della Pentecoste. Coglie «con gli occhi della mente», come racconta egli stesso, la «concordia» tra l’Antico e il Nuovo Testamento, alla luce di un’inaspettata interpretazione del libro dell’Apocalisse. Tali visioni sono fonte preziosa di ispirazione per la composizione delle sue opere se, come si ritiene, proprio a partire dal soggiorno di Casamari, Gioacchino comincia a comporre i suoi testi più importanti, dedicati al mistero trinitario. Il rapporto dell’eremita con i potenti del tempo L’Abbazia Florense a San Giovanni in Fiore della Sambucina, cistercense, e, successivamente, in quella di “ispirazione cistercense” di Santa Maria di Corazzo, della quale nel 1177 diviene abate (priore). Per un anno e mezzo, dal 1183, soggiorna a Casamari, altra abbazia apparte- 42 Calabria Produttiva nente all’ordine di Citeaux (in latino Cistercium). Il rapporto si configura però ben presto come scontro, sempre più duro. Tornato in Calabria e persuaso dell’avvicinarsi di un periodo di tribolazioni bibliche, poco dopo la Pasqua del 1186, egli lascia Corazzo per un luogo isolato: Petra Lata. Attratto dapprima dall’ordine che lo accoglie, Gioacchino se ne distacca dunque ormai insofferente. Due anni dopo, il papa lo esonera addirittura dai suoi doveri di abate. Probabilmente, proprio nello stesso anno, Gioacchino fa i suoi primi viaggi perlustrativi per le montagne della Sila alla ricerca di un luogo (Fiore) dove fondare il monastero di San Giovanni. Ma nel capitolo generale dell’or- dine, svoltosi nel settembre del 1192, si arriva allo scontro: gli viene intimato, insieme ad un suo valido compagno, Rainero di Ponza – con la minaccia di essere considerati fugitivi – di rientrare a Corazzo. Da qui, si sono allontanati mossi dalla volontà di gettare le basi di un nuovo monachesimo purificato. L’ostilità dell’ordine è attestata dalle parole di fuoco rivolte più tardi alla sua persona da Goffredo di Auxerre, già segretario, verso la metà del XII secolo, di Egli è certo un “eremita” sui generis. Oggetto di discussione storiografica è la frequentazione con i potenti della terra, dai papi ai sovrani. Nel giro di sei anni incontra tre pontefici: Lucio III a Veroli; Urbano III a Verona; Clemente III a Roma. Proprio a queste tre figure si riferirà poi, quando, ormai prossima la morte, redigerà la letteratestamento in cui egli stesso fissa il desiderio di sottomettere i propri scritti all’approvazione papale. È in occasione del primo incontro, quello con Lucio III, che Gioacchino dà una prima grande prova di esegesi testamentaria; analizzando la profezia conosciuta come Sibilla Samia, opera un parallelo tra le sette tribolazioni subite dagli Ebrei nel Vecchio Testamento e quelle subite dalla Chiesa (in quel momento lo scontro con l’impero): la sua conclusione – non opporsi al potere temporale – ha evidentemente risvolti politici ma anche spirituali. A nostro avviso, non può infatti essere compresa la pratica di vita eremitica di Gioacchino senza un riferimento a quello che crediamo sia il senso più profondo dell’essere disponibili al soffio… dello Spirito santo. Sospinto da tale soffio, egli “si muove” tanto: e lasciandosi muovere, “muove” a sua volta. Oltre a ricevere prove di amicizia – sotto forma di elargizioni di terre per le sue fondazioni – da parte di sovrani normanni (Tancredi e Costanza) ma non solo, determinante è il suo ruolo, tipicamente biblico, di profeta che si rivolge ai re (la storia si ripete: nel 1187 Gerusalemme è “caduta” per mano del Saladino). In questa veste, incontra il sovrano inglese Riccardo Cuor di Leone, a Messina, in attesa di imbarcarsi per la crociata (la terza, detta anche “Crociata dei re”), e l’imperatore Enrico VI impegnato, con l’assedio di Napoli, nel rivendicare il Regno di Sicilia in quanto marito della normanna Costanza d’Altavilla. In entrambe le occasioni, i due potenti uomini riflettono sulle parole visionarie del povero uomo disarmato: Enrico VI, successivamente, gli riconoscerà pubblicamente il Calabria Produttiva 43 SANTI DI CALABRIA merito di avergli predetto la vittoria, seppur conseguita dopo vicende sfavorevoli. Nell’agosto del 1196, l’ultranovantenne Celestino III premia l’operato del Nostro, riconoscendo il nuovo ordine da lui fondato – secondo Francesco Russo la data di nascita del novus ordo è il 1189. Qualcuno potrebbe ironizzare: c’è da chiedersi quanto il papa sia stato cosciente di ciò che faceva se, colpito da una grave forma di dimi- 44 Calabria Produttiva Navata centrale dell’Abbazia Florense nuzione della memoria, appena un anno dopo, si raccontava malignamente, era diventato oggetto di scherno da parte dei visitatori stranieri. Gioacchino muore il 30 marzo del 1202, mentre sovrintende alla costruzione dell’eremo di San Martino in Giove, presso Pietrafitta; la salma viene traslata in San Giovanni in Fiore; recentemente, è stata compiuta, su impulso dello studioso medievalista Pietro De Leo, un’analisi dei resti scheletrici conservati nel reliquiario. Dopo la sua morte, si apre il lungo capitolo del gioachimismo, che giunge sino a noi in molte versioni e interpretazioni. Ma di questo parleremo nella prossima e ultima parte, dedicata alla “fortuna” dell’Abate calabrese; mentre ora vogliamo almeno ricordare che, a tredici anni dalla sua scomparsa, egli, o, meglio, le sue opere furono oggetto di discussione, e infine di condanna, durante il IV Concilio Lateranense (che con i suoi 400 vescovi e 800 abati è considerato il più frequentato del Medioevo): precisamente nella terza e ultima sessione del concilio – svoltasi nel giorno 30 novembre 1215 – la sua opera, come quella di Amalrico di Bena, venne ridotta al rango di eresia. In quello stesso giorno veniva approvato solennemente il Credo e “benedetta” la Crociata. Fede, Spirito ed Arte CHIESE E CONVENTI di Antonio Scarcello ph Piesse nella solitudine dei boschi LʼAbbazia cistercense di Santa Maria della Sambucina fu un importante centro religioso e di studio per tutta la Calabria altomedievale. Fra le sue mura, dopo un breve eremitaggio, fu accolto e visse il noviziato Gioacchino da Fiore 46 Calabria Produttiva I n un luogo appartato della Sila greca, a poca distanza dall’abitato di Luzzi, in provincia di Cosenza e lontano dal consorzio umano, immersa nel “deserto” lussureggiante e incontaminato di secolari castagni e sambuchi profumati, sorge la celebre abbazia di Santa Maria della Sambucina, già cenacolo dello spirito e fucina artistica e culturale di prim’ordine, ancorché luogo di culto e centro di potere monastico assai influente, fino ad almeno il secolo XVI. Sulla data di fondazione del monastero, ad oggi, non si hanno notizie sicure. E come spesso accade, la mancanza di date storicamente inoppugnabili ha dato vita ad una vexata quaestio storiografica su cui eruditi e storici hanno dibattuto appassionatamente per decenni, proponendo ora ipotesi plausibili e perspicaci, ora fantasiose congetture imperniate su documenti pontifici e privilegi dei quali non v’è traccia nei repertori più accreditati. Per alcuni studiosi si tratta della prima fondazione cistercense in Calabria, filia dell’abbazia madre di Casamari, a sua volta emanazione del ceppo principale di Clairvaux. Per altri fu inizialmente benedettina, poi cistercense. Padre F. Russo, profondo conoscitore della storia ecclesiastica della regione, nella Storia dell’Arcidiocesi di Cosenza ha scritto che “verso il 1135 vennero nella Valle del Crati i Cistercensi, inviati da San Bernardo. Fondarono l’Abbazia della Sambucina, presso Luzzi, che divenne il centro economico e culturale più importante ed il perno della propaganda latina in tutta la Calabria settentrionale”. Soltanto di recente, Pietro De Leo, nel pregevole volume Certosini e Cisterciensi nel Regno di Sicilia, ha fissato alcuni punti fermi dai quali Calabria Produttiva 47 partire per ulteriori indagini. Tra questi, la indubitabile appartenenza del monastero luzzese all’Ordo Cisterciensis e la continuità tra la stessa Sambucina e la chiesa di Santa Maria Requisita, suffragata da una donatio pro amina, nel dicembre 1145 pubblicata da Alessandro Pratesi (Carte latine di abbazie calabresi provenienti dall’Archivio Aldobrandini), la quale riporta la notizia che Berta di Loritello, madre di Goffredo conte di Catanzaro e di Conza, concesse alla erigenda chiesa di Santa Maria della Requisita – e per essa all’abate Sigismondo ed alla comunità monastica da lui diretta – il terreno su cui costruire l’abbazia. Ma se la reticenza delle carte superstiti con ci consente di considerare chiusa la querelle sulle origini della famosa badia, ciò che ci preme sottolineare è il ruolo di primissimo piano che essa svolse per lunghi secoli nelle vicende temporali e spirituali della Calabria Citra. Insediatisi nella Val di Crati, intorno alla metà del XII secolo (si vedano, al ri- guardo, le Epistulae di San Bernardo curate criticamente da Dom Leclerq) chiamati dal sovrano Ruggero II “più per calcolo che per lo zelo religioso” i monaci bigi incrementarono notevolmente il loro patrimonio, acquisendo terreni in tutta la Calabria settentrionale ed esercitando il potere giurisdizionale su vasi possedimenti, grancie e filiazioni conventuali (ne sono esempio le due abbazie di Santa Maria di Acquaformosa (CS) 1195, e Sant’Angelo del Frigillo (oggi Mesoraca, KR) 1202, sorte sotto la reggenza di Luca Campano) sparsi entro e fuori dai confini regionali. Di notevole rilevanza anche la produzione artistica e libraria prodotta nello scriptorium sambucinese ed il ruolo tutt’altro che trascurabile che i monaci ebbero “nell’orientare e indirizzare le coscienze dei fedeli, alimentando anche i loro modelli di culto e di spiritualità”. Tra i tanto motivi che hanno reso celebre l’abbazia non va dimenticato quello di aver ospitato nel suo chiostro, tra il 1150 ed il 1160 - quando era ancora CHIESE E CONVENTI un imberbe novicius attratto dall’abito cistercense e desideroso di ascendere agli ordini sacri - Gioacchino da Fiore, il Veggente celichese divenuto abate e poi fondatore dell’Ordine Florense, evocato nella Commedia dantesca e assurto al ruolo di auctoritas della civiltà religiosa del Medioevo occidentale, per il messaggio profetico e la tensione spirituale dei suoi scritti. Nelle pagine precedenti: a pag.46/47 veduta esterna dell’abbazia di Santa Maria della Sambucina a pag.48/49 l’entrata dell’ abbazia a pag.50 particolare dell’entrata in questa pagina a sx quadro all’interno dell’abbazia a dx confessionale Calabria Produttiva 51 AMBIENTE AMBIENTE di Rossana De Angelis ph Cooperativa Segreti Mediterranei Una fiaba da toccare con mano Il territorio delle Valli Cupe, meta ambita di numerosi turisti, è un autentico scrigno di gioielli ambientali. Fiumi e canyons, rocce e cascate, natura e borghi, storie e leggende si fondono in uno scenario impareggiabile dove lʼumile bellezza naturale è padrona assoluta canyon timpe rosse 52 Calabria Produttiva C ustodite nella Presila catanzarese, le Valli Cupe sono un favoloso patrimonio naturalistico. Le caratteristiche geologiche ne fanno un luogo di grande fascino, meta di un turismo sostenibile. Un viaggio nelle Valli Cupe è una esperienza indimenticabile. Nella Sila Piccola, nei dintorni di Sersale e dei centri montani limitrofi, si ergono delle meraviglie per cui queste valli diventano sempre più rinomate, i canyon. Quelli delle Valli Cupe, di Barbaro, delle Timpe Rosse, dell’Inferno, di Melissaro e di Razzone e le gole del Crocchio; unici in Italia per le loro caratteristiche geo- veduta dall’alto delle valli cupe morfologiche e ricchi di splendide specie vegetali. Pareti aspre e monoliti impreziosiscono il suolo come gioielli. Rarissima è, ad esempio, la Felce bulbifera (Woodwardia radicans), un fossile vegetale ancora vivente risalente a circa 350 milioni di anni fa. Anche la fauna locale vanta le sue rarità, come la salamandrina dagli occhiali, il nibbio, il gufo reale, il gheppio, il corvo imperiale, l’avvoltoio egiziano e molte altre specie. Le piante tipiche della macchia mediterranea (albero della manna, della gomma da masticare, ma anche il rinomato albero della ciofeca) ornano i sentieri che con- ducono nei pressi delle vecchie carvunere, le radure dove si lavorava e si produceva il carbone. Le Valli Cupe non sono soltanto roccia e alberi. Sono anche e soprattutto acqua. L’aggettivo “cupe”, infatti, richiama l’azione lenta e corrosiva dell’acqua che scava e buca la roccia. Cupare, nel dialetto locale vuol dire proprio scavare, ma con pazienza. E come ogni canyon che si rispetti, prima o poi esso ci conduce alle cascate, di cui le Valli Cupe sono davvero ricche. Un centinaio i corsi di acqua spumeggiante. La più alta è la Cascata Campanaro che, nonostante sia protetta dalla natura incon- taminata della zona, resta comunque facilmente raggiungibile. Alta circa 22 metri, è immersa in una natura onirica. Il colore della roccia che fa da sfondo al salto dell’acqua si staglia tra due specie di felci tropicali molto rare, la Felcetta lanosa e la Pteride di Creta. E non possono mancare gli alberi, grandi, maestosi, eterni si potrebbe dire. Il Parco dei Giganti dei Melitani è proprio questo, una foresta primigenia, unica in Europa. Castagni plurisecolari di straordinaria bellezza, che sfiorano i dieci metri di circonferenza. A vegliare sugli altri sono il Gigante Buono, “l’albero del pane”, un castagno di Calabria Produttiva 53 AMBIENTE AMBIENTE pareti nel canyon valli cupe cascata campanaro 54 Calabria Produttiva circa 500 anni, di oltre otto metri di circonferenza, adottato dai bambini delle scuole elementari di Sersale. Buono perché un tempo era parte di un castagneto che sfamava le popolazioni locali, che usavano la farina di castagne come si fa oggi con quella di grano. Come ogni altro luogo, le Valli Cupe raccontano anche la loro storia. Zagarise, Cerva, Sersale, Cropani conservano le loro tradizioni e sono pronte a farle conoscere al viaggiatore avido di curiosità. E come ogni tesoro che si rispetti, anche le Valli Cupe hanno il loro prezioso e fedele custode, Carmine Lupia, laureato in agraria, profondo conosci- tore di botanica e di questo ambiente, il quale per farlo conoscere ed accogliere i viaggiatori, trasformando anche questi in… una risorsa , ha creato una cooperativa, Segreti mediterranei a.r.l.. Questa si fonda unicamente sul progetto di “coniugare lo sviluppo sociale ed economico con la salvaguardia del territorio e la valorizzazione delle risorse locali”. Promozione del turismo naturalistico, ricerche di etnobotanica ed etnozoologia, riscoperta della memoria popolare locale che è espressione di una cultura rurale e contadina caratterizzante il territorio sono le sue direttrici. La cooperativa organizza numerose attività, grazie all’appoggio di associazioni che operano sul territorio: visite guidate, escursioni in jeep o su dorso d’asino, balneazione fluviale nei luoghi delle cascate, corsi specifici per ap- canyon valli cupe Calabria Produttiva 55 AMBIENTE AMBIENTE cascata campanaro cascata dell’inferno passionati naturalisti. Gli itinerari per le scuole, invece, comprendono anche visite nelle fattorie e nei luoghi dell’artigianato locale. Un modo per avvicinare viaggiatori e residenti alla genuinità, alla semplicità ed alle meraviglie della Natura. Per saperne di più Coop. Segreti Mediterranei via C. Borelli VII^ Trav. 88054 - Sersale (Cz) Tel. 333-8643601 - 333-6988835 Fax 0961-934165 E-mail: [email protected] www.vallicupe.it. 56 Calabria Produttiva entrata canyon valli cupe canyon valli cupe Calabria Produttiva 57 Una Casa calabrese MUSEI DI CALABRIA di Teresa Grano ph Eugenio Sciammarella per lʼarte senza tempo e confini 58 Calabria Produttiva MUSEI DI CALABRIA Il museo civico dʼarte contemporanea di Acri, dedicato a Silvio Vigliaturo, accoglie le opere del maestro acrese insieme ad un laboratorio che ospita ogni anno aspiranti giovani artisti. Una fucina dalle porte spalancate dove lʼarte vive, si respira e genera bellezza N el panorama composito delle realtà museali calabresi, il museo civico d’arte contemporanea “Silvio Vigliaturo” di Acri rappresenta sicuramente un’eccezione, e non solo per quella caratteristica strutturale che lo colloca in una dimensione sospesa, in bilico tra passato e futuro. L’intreccio tra lo storico Palazzo Sanseverino Falcone e la disponibilità di uno spazio capace di contenere le opere di uno dei più importanti maestri contemporanei della vetrofusione, si realizza a partire dal bisogno precipuo di offrire, in itinere, un centro espositivo e un laboratorio per l’arte. Sono diverse le sale del palazzo settecentesco adibite alla collezione delle opere di Silvio Vigliaturo; nella suggestiva cornice di un edificio da poco restituito alla cittadinanza, particolare attenzione merita la grande sala del piano mansardato, con l’esposizione permanente in cui si può ammirare una selezione della vasta produzione del maestro dal 1961 al 2004; a questa si aggiungono poi tre sale, rispettivamente dedicate all’esposizione temporanea che raccoglie i suoi lavori più recenti, alla direzione e al bookshop. Attraverso le duecentotrentasette opere donate alla città di Acri da Silvio Vigliaturo, dal figlio Valerio, direttore artistico del museo, e dal suo curatore Adriano Berengo della Berengo Fine Arts di Murano, in provincia di Venezia, è possibile ripercorrere la vicenda professionale ed umana di un artista che sembra ridefinire ogni volta il suo rapporto con le origini (Vigliaturo è nato ad Acri nel 1949), a partire da un anelante desiderio di scoperta che plasma la mutevolezza delle sue creazioni e suggerisce nello Calabria Produttiva 59 MUSEI DI CALABRIA 60 Calabria Produttiva MUSEI DI CALABRIA stesso tempo una tensione continua. Ma il museo vuole essere anche luogo di condivisione progettuale, con l’obiettivo di una compartecipazione che sia capace di stimolare concretamente l’immaginario collettivo sul valore universale dell’arte. A cominciare dagli studenti delle scuole, coinvolti ogni anno nei workshop, grazie ai quali si possono affinare le abilità manuali e le percezioni sensoriali. Poi, le mostre. Quella sullo spazialismo veneto, ad esem- pio, conclusasi lo scorso settembre, ha consentito uno sguardo prospettico su un movimento culturale particolarmente significativo del secondo dopoguerra, con l’esposizione delle creazioni di Anton Giulio Ambrosini, Edmondo Bacci, Mario De Luigi, Bruno De Toffoli, Ennio Finzi, Lucio Fontana, Bruna Gasparini, insieme alle grafiche di alcuni grandi maestri dell’arte del Novecento come Remo Brindisi, Giorgio De Chirico, Salvatore Fiume, Re- Calabria Produttiva 61 MUSEI DI CALABRIA MUSEI DI CALABRIA nato Guttuso e Francesco Messina. Opere, queste, che Germano Patrito, ex sindaco di Chieri (To), la città che ospita il laboratorio di vetro-fusione di Silvio Vigliaturo, ha donato per l’occasione a quella di Acri. Per il 24 novembre, invece, è prevista l’inaugurazione della mostra “Le montagne si incontrano”, di Dorino Ouvrier, lo scultore valdostano conosciuto a livello internazionale per il taglio appassionato ed originale delle sue forme. Le sue sculture in legno e in bronzo richiamano i temi della terra e la fatica dei campi, raccontano memorie della tradizione storica e materiale delle genti di montagna nel flusso immaginifico di un sapere ancestrale che riconosce la forza di un sostrato culturale comune, nonostante le distanze geografiche. Il messaggio che il museo vuole veicolare riguarda proprio la modernità scultorea di Ouvrier, “il fascino di una natura rivisitata, la modernità nelle radici della tradizione”. scultura di Dorino Ouvrier 62 Calabria Produttiva Calabria Produttiva 63 MUSEI DI CALABRIA 64 Calabria Produttiva MUSEI DI CALABRIA La mostra resterà aperta al pubblico fino al 16 febbraio 2008. Un altro importante appuntamento è stato fissato per il mese di marzo 2008, quando il museo Vigliaturo ospiterà la prima edizione della manifestazione “Triennale di arte contemporanea”, con le opere donate dagli artisti che parteciperanno al progetto; da giugno a settembre 2008, invece, la mostra “Pittori degli Dei”, “la più antica arte moderna” degli aborigeni australiani, con- durrà i visitatori attraverso un misterioso viaggio pittorico nella Terra di Arnen, con una quarantina di opere su tela e di oggetti dipinti della collezione privata di Claudio Polles, l’artista italo-australiano che le ha raccolte e collezionate preoccupandosi inoltre di immortalare gli autori con il filtro sottile dello scatto fotografico, fornendo così un prezioso strumento conoscitivo per carpirne l’essenza e non solo la bellezza. Calabria Produttiva 65 GIROVAGANDO di Pilerio Falcone ph piesse - candiloro Le origini Recenti ritrovamenti fanno risalire l’origine di Cariati alla civiltà brettia, ma non mancano gli studiosi che avanzano ipotesi di collegamento con l’epoca greca. È certo, comunque, che in età medievale, il Guiscardo, dopo lungo assedio, la conquistò per la sua posizione strategica e da allora Cariati fu soggetta al dominio di molte famiglie aristocratiche. Nel Trecento fu possedimento dei Ruffo di Montalto. Alla fine del 1400, alla morte di Marino Marzano Ruffo, la cittàstato fu spezzettata e venduta prima alla famiglia Riario, poi ai Coppola e quindi ai Borgia d’Aragona, per passare infine agli Spinelli fino all’eversione della feudalità. Sotto i Francesi divenne Comune e, nella metà del 1800, il territorio cariatese fu attraversato dal nodo ferroviario che collegava Reggio Calabria con Taranto. Il nuovo collegamento diede l’inizio ad un massiccio movimento di emigrazione mentre agli inizi del XX secolo tutto il comprensorio subì le disastrose conseguenze del terremoto e di una frana che ridusse in macerie un’intera borgata. Le tradizioni economiche e religiose La città sospesa tra mare azzurro e mura antiche 66 Calabria Produttiva Storicamente, l’economia di Cariati si basava sull’agricoltura e la pesca. In tempi relativamente recenti, si potevano ancora vedere al lavoro alcuni mastri d’ascia intenti alla realizzazione di piccole imbarcazioni. Attualmente, a mantenere viva la tradizione, ne rimane solo uno di loro, Antonio Montesano che costruisce barche da pesca e per il piccolo diporto. Al momento, le attività economiche sono ancora sostenute in buona parte dall’agricoltura; sono Calabria Produttiva 67 diverse, infatti, le aziende – olivicole, vinicole e di trasformazione agroalimentare - che hanno raggiunto importanti risultati anche 68 Calabria Produttiva nell’esportazione all’estero. Comincia a diffondersi, con buon successo, l’agricoltura biologica. Discreti sono i risultati nel settore della pesca e del commercio ittico, mentre si avviano allo sviluppo anche il turismo, l’agriturismo ed il pesca-turismo imper- niato su speciali tours su pescherecci, in compagnia di pescatori che offrono ai turisti le emozioni della pesca dal vivo ed il gusto di una pietanza cucinata in barca. Sono presenti alcune aziende che lavorano gli infissi metallici e risultano ancora una risorsa i proventi degli emigrati. Anche il comparto del terziario dà il suo contributo all’economia locale e malgrado gli sforzi e gli intenti, il paese fa registrare un alto tasso di disoccupazione giovanile. Un cenno a parte merita il settore dell’artigianato, soprattutto quello femminile, un tempo molto più fiorente rispetto ad oggi, quando al telaio venivano confezionati interi corredi per le spose. Oggi, la tradizione è ancora viva, per quanto riguarda la realizzazione di coperte e tappeti mentre sono decisamente pochi gli artigiani della terracotta che confezionano per lo più boccali ed utensili per le bevande. Per quanto riguarda le tradizioni religiose, il nome di Cariati è immediatamente associato a San Cataldo protettore, il cui busto, in occasione della festa che si celebra il 10 maggio, viene portato in processione dalla Cattedrale al Santuario, nella marina, dove rimane per qualche settimana. Durante questo tempo tutta la comunità cariatese rende omaggio al Santo mentre la serata conclusiva dei festeggiamenti è allietata da spettacoli e tradizionali fuochi d’artificio. Anticamente, il percorso che oggi si effettua a terra, avveniva per mare, con una suggestiva processione di barche, dove trovava posto anche la banda musicale. Altre ricorrenze importanti sono il 6 novembre - festa di san Leonardo che è patrono di Cariati, quando alla celebrazione della messa segue la processione con la banda musicale – e il 16 agosto, festa di San Rocco, durante la quale, la statua del Santo viene portata in processione sul mare e salutata, a Calabria Produttiva 69 GIROVAGANDO sera, dai fuochi artificiali che ogni contrada prepara per allestire un grande spettacolo pirotecnico sulla spiaggia. Ancora molto sentite e partecipate sono le 70 Calabria Produttiva GIROVAGANDO tradizioni del periodo pasquale, soprattutto al Sabato Santo, quando vengono portate in processione le statue del Cristo Morto e dell’Addolorata. I monumenti e i luoghi dell’arte Di particolare fascino, nel centro storico di Cariati, sono le mura d’epoca ara- gonese che circondano la cittadina e che servirono anticamente alla sua difesa. Esse sono inframmezzate da torrioni e da antiche porte d’accesso, a cui fanno da complemento le viuzze lastricate dei vicoli. Interessanti da visitare sono anche le chiese, i palazzi nobiliari, un importante sito di interesse archeologico e le at- trazioni marittime, soprattutto la spiaggia, attrezzata in molti punti con lidi, punti di ristoro e un porticciolo turistico. Tra gli edifici religiosi più importanti, sono da menzionare la cattedrale dedicata a san Michele Arcangelo, risalente al XV secolo, il cui interno a pianta basilicale presenta tre imponenti navate divise da variopinte colonne di marmo; il santuario di san Cataldo, alla marina, a tre ingressi, dove si conservano diverse statue di santi cari alla devozione caria- Calabria Produttiva 71 GIROVAGANDO tese. Al Quattrocento risale pure la chiesa degli Osservanti, dedicata a santa Filomena, mentre del Seicento sono le chiese di sant’Antonio, dell’Annunziata, della Trinità e di Santa Maria delle Grazie. Di recente costruzione sono invece gli edifici religiosi dedicati a Cristo Re, la chiesa evangelica e il Centro Missionario delle suore di santa Gemma. La sede vescovile, affianco della Cattedrale, risale alla metà del Seicento. Di parti- 72 Calabria Produttiva GIROVAGANDO colare interesse archeologico è la tomba brettia, rinvenuta alla fine degli anni Ottanta, in località Salto, che ha portato alla luce un corredo funerario, suppellettili, recipienti, una corazza e dei cinturoni che gli esperti fanno risalire al IV secolo a.C. La Gastronomia La tavola cariatese è ricca di alimenti semplici e gustosi, in particolare prodotti ittici e verdure. Una specialità della zona è la famosa sardella salata, le alici appena nate, messe sotto sale e condite con peperoncino ed olio, che si adattano magnificamente ad essere spalmate sui crostini di pane e a fare da ripieno nelle ciambelle salate e nelle pizze rustiche. Una particolare delizia, infatti conosciuta con il nome di pitta con le dita, cioè impastata, come tradizione vuole, dalle abili mani delle massaie, utilizza la sardella come ripieno di un impasto di pane, dove la sapida pietanza viene stesa ed insaporita con origano ed aglio e messa a cuocere in forno, meglio se a legna. Due piatti caratteristici del luogo sono le alici scattiate - alici di media grandezza, fritte nell’olio d’oliva insaporito dall’aglio, a cui si aggiunge poi il peperoncino rosso in polvere, un po’ di aceto da fare evaporare e, come tocco finale, una spolverata di origano e le melanzane ripiene alla cariatese, dove la polpa dell’ortaggio, scottato in acqua calda salata, viene mescolata ad uova, capperi, olive, acciughe salate e mollica di pane e le melanzane ripiene sono cotte nel sugo di pomodoro. Per quanto riguarda i dolci, di particolare bontà risultano i crustoli - tocchetti di farina impastata con olio, vino bianco, buccia e succo d’arance, cannella, acqua e sale che, una volta lavorati, si tagliano come piccoli tronchetti e si rigano come gli gnocchi, vengono fritti nell’olio di oliva e poi si insaporiscono, a piacere, nel miele – e le crespelle a ventu – un impasto di farina, zucchero, acqua olio e sale che si fa cuocere prima in una pentola sul fuoco, come accade per la preparazione dei bigné, e poi fritta in abbondante olio, quando alla pasta si dà la forma desiderata. Le crespelle sono poi cosparse di zucchero. Calabria Produttiva 73 GIROVAGANDO GIROVAGANDO Manifestazioni Data Festa di San Leonardo 6 novembre 9 e 10 maggio Festa di San Cataldo 16 agosto Festa di San Rocco Festa di Madonna delle Grazie 8 settembre Da visitare Cattedrale Chiesetta di Sant’Antonio Chiesa deli Osservanti Chiesa dei Francescani Tomba Brezia (330 circa a.C.) Ponte nuovo Palazzo del Seminario Palazzo Vescovile Utilità Municipio Den. Abitanti Sito internet E-mail Altimetria CAP Polizia Municipale Inform. Turistiche 0983 96075 Cariatesi nd [email protected] 50m.s.l.m. 87062 0983 96079 nd Accoglienza & Ricettività Strutture Berlin Madonnina Nettuno Il Pettirosso Ostello del Pellegrino S. Cataldo 74 Calabria Produttiva Telefono 0983 91686 0983 96687 0983 91459 0983 968171 0983 969488 0983 968575 Calabria Produttiva 75 I turdilli i na vota LE RICETTE DI NONNA ELISA LE RICETTE DI NONNA ELISA Turdilli classici Ingredienti 1 bicchiere di olio di semi 1 bicchiere pieno di uova 1 bicchiere di vermouth miele d’api 1 arancia spremuta e la buccia grattugiata 2 bustine di lievito per dolci farina q.b. Preparazione Sbattere bene tutti gli ingredienti. Aggiungere la farina e impastare il tutto per bene. L’impasto deve essere morbido. Fare gnocchi grossi e friggere in abbondante olio. In una padella sciogliere il miele e passare i turdilli. Nonna Elisa augura a tutti i lettori di trascorrere un buon Natale, un felice anno nuovo e... buon appetito Pasta e mollica (tradizione antica natalizia) Ingredienti spaghettini 200 gr. di alici salate 200 gr. di mollica di pane olio pepe nero grattugiato Preparazione In una padella scaldare l’olio e le alici (lavate e senza lische). Schiacciarle con la forchetta e farle sciogliere. Aggiungere la mollica di pane con il pepe nero e far soffriggere un po. Rimestando bene lessare la pasta e condire. Polpettone Ingredienti ½ kg. di carne tritata di maiale 200 gr. di formaggio grattugiato 1 piatto di mollica di pane raffermo uova q.b. aglio grattugiato prezzemolo tritato sale q.b. Preparazione Impastare tutti gli ingredienti e farne un polpettone (meglio se si fa il giorno prima). Avvolgere in un canovaccio e lasciar riposare. In una teglia mettere abbondante olio e aggiungere due spicchi di aglio, un rametto di salvia, uno di rosmarino e un po di origano. Cuocere per un’ora circa avendo cura nel girarlo, di non romperlo e di aggiungere ogni tanto un po di acqua. Quando è quasi cotto mettere un dado vegetale e quando è quasi freddo tagliarlo a fette. 76 Calabria Produttiva Ingredienti 2 bicchieri di vino bianco 1 bicchiere di olio miele di fichi farina q.b. Preparazione In una pentola mettere l’olio e il vino. Portare ad ebollizione. Togliere dal fuoco e mettere la farina girando il tutto con un mestolo. Posare l’impasto su un tavolo e lavorare, con le mani, aggiungendo, se occorre, altra farina. L’impasto deve essere morbido. Stendere l’impasto facendone degli gnocchi grossi lunghi 5-6 cm. Friggere in abbondante olio. Riscaldare il miele e immergere i turdilli. Spolverare con zucchero a velo. È possibile sostituire il vino con dell’acqua usando le stesse dosi. Calabria Produttiva 77 Sogni e Segni di cambiamento EVENTI di Adele Filice ph per gentile concessione del Consorzio Goel “Il sogno è lʼideale, la spinta alla santità, il non fare sconti sulle vette. Ma mai il sogno senza il segno. Sarebbe astrazione illusoria e alienante. Cʼè sempre bisogno di concretizzare il sogno in un segno visibile e tattile: un gesto, una passione che cambia, un volontariato…”. S ogni Irriverenti-Cantieri di cambiamento! E’ stato questo il tema dell’edizione 2007 per la festa del Consorzio Goel che, da cinque anni, si svolge in agosto a Roccella Jonica. Appuntamento quanto mai significativo, quest’anno, con i sogni, in una Calabria dove la contingenza imporrebbe di guardare con disicanto alla realtà e dove, invece, uomini e donne hanno imparato ad esercitare con maestria l’arte dei sognatori. Che possono essere, come dice Flaiano, quelli “con i piedi fortemente appoggiati sulle nuvole”, ma che, in questo caso, hanno la capacità di sapersi elevare per osservare orizzonti più ampi. E se la capacità di elevarsi è anche frutto del sostegno di un uomo di fede qual è monsignor Bregantini, è indubbio che le esperienze maturate dai soci delle coo- 78 Calabria Produttiva Monsignor Giancarlo M. Bregantini perative consentono di guardare con maggiore fiducia al futuro e coltivare “il sogno della cooperazione” affinché tutto il territorio possa beneficiare degli sforzi collettivi e “l’ideale di cambiamento… faccia diventare il sogno realtà e…possa essere irriverente verso una realtà di potere che sembra invincibile”. Il riferimento, neanche tanto implicito, è a quella parte di società rappresentata dalla malapolitica, che consente la crescita rigogliosa di ‘ndrangheta e malaffare. Da tempo, però, nella Locride, la società onesta sta lanciando dei segnali e comincia a lasciare dei segni concreti con l’impegno, il lavoro, la produzione di beni e servizi e la festa, momento simbolico e reale di un raccolto di materia ed idee, quando è già tempo di pensare alla nuova semina. È questo, in sintesi, il senso della manifestazione estiva che, anche quest’anno, si è articolata in più giorni, con dibattiti, discussione di programmi, sfilate di moda, esposizione di prodotti tipici e spettacoli sulla spiaggia e sul lungomare. I lavori si sono conclusi con la discussione dei progetti a breve scadenza; nei prossimi due anni, gli obiettivi da raggiungere riguardano la realizzazione di un turismo responsabile che, partendo dalla Locride possa investire tutta la regione. Da poco, informa Vincenzo Linarello, presidente del Consorzio, è stata autorizzata l’apertura di un’agenzia viaggi e di un tour operator e presto sarà realizzato un marchio di turismo responsabile e di pacchetti turistici da vendere in Italia. Questo progetto segue l’inaugurazione dell’hotel Città del Sole, avvenuta a luglio a Stilo, struttura 3 stelle, 80 posti letto, sala conferenze e ristorante che presto sarà affiancata da un ristorante-caffè culturale. La Locride, dunque, punta moltissimo sul turismo responsabile, per diffondere la conoscenza di un territorio che lotta, che vuole cambiare e che già oggi è in grado di offrirsi ai visitatori col suo bagaglio di immense risorse umane ed ambientali. Sono ancora tanti i problemi che soffocano la crescita delle cooperative e con esse quella della migliore società: scarse opportunità di sviluppo per le cooperative sociali che, a stento, possono sostenersi; scarsa formazione manageriale della classe dirigente; povertà di capitali, difficoltà a dialogare in maniera pulita con le istituzioni, a parte qualche raro esempio di amministrazione comunale. Ciò nonostante, per il Consorzio sono in crescita tutti i numeri a cominciare dal EVENTI capitale sociale, per passare al valore della produzione, ai costi di produzione e finire al numero dei soci. Un faticoso trend ma in salita che, in questi giorni subisce una violenta battuta d’arresto sul piano dell’entusiasmo e della speranza, col trasferimento di monsignor Bregantini in Molise. Il buon pastore, l’appassionato giardiniere, il fiducioso contadino della Calabria se ne va, per obbedienza. Ma il buon senso ed una speranza autentica suggeriscono, pur tra enormi difficoltà che vengono dallo sgomento e dal senso di abbandono contingenti, di continuare a curare, ancora con più amore, i semi che lui ha piantato. Calabria Produttiva 79 Eran trecento, giovani e forti STORIA E STORIE di Teresa Grano e cʼera un calabrese Della spedizione di Carlo Pisacane, ricordata da Luigi Mercantini nella Spigolatrice di Sapri, fece parte anche un nobile acrese rivoluzionario, a cui il paese ha dedicato un monumento nel 1888 C i sono tanti modi per raccontare la vicenda dell’eroe acrese Giovambattista Falcone. Si può inquadrare la narrazione nell’ambito di quel sussulto risorgimentale caro alla storiografia ufficiale, o inseguire la prospettiva di un’indagine capace di rivelare le sfaccettature di un periodo storico scandito da tensioni ideali e passioni politiche. Al pari dei suoi compagni più fedeli, Carlo Pisacane e Giovanni Nicotera, Falcone era pervaso da sentimenti di libertà e giustizia sociale di chiara ispirazione socialista: la spedizione di Sapri, di cui egli fu uno degli artefici, racchiudeva, infatti, tutto il bisogno di liberare le genti del Mezzogiorno dall’oppressione feudale e del governo borbonico. Dopo aver lasciato Acri, dov’era nato nel 1836, e la sua facoltosa famiglia, nell’aprile 1856, Falcone si era imbarcato da Paola per Napoli. Gli insegnamenti dell’abate Antonio Mirabelli, del poeta Vincenzo Padula e di suo zio, Biagio Giannone, avevano esercitato un’influenza profonda sulla sua formazione intellettuale. Partendo dalla causa patriottica, sembrava necessario pensare anzitutto alla risoluzione delle più impellenti questioni economiche e sociali. Da Napoli a Malta, in un affannoso peregrinare per scampare agli arresti della polizia, dopo la feroce repressione scatenata dal re, uscì incolume 80 Calabria Produttiva dall’attentato dell’amico Agesilao Milano. Poi fu a Genova, dove nel 1850 Pisacane aveva concertato con Mazzini una spedizione insurrezionale nel Napoletano. Il piroscafo postale Cagliari, partito la sera del 25 giugno 1857, era diretto a Tunisi. Il dirottamento era stato studiato nei minimi particolari: “sarebbe partita una grossa barca, carica di armi e di uomini, che avrebbe aiutato i compagni del piroscafo a impadronirsene, per procedere poi verso Ponza”. Falcone fu nominato segretario di Pisacane. All’alba del 27 giugno, circa trecento detenuti furono liberati dal penitenziario politico situato nell’isola. I membri della spedizione si mossero quindi alla volta di Sapri, nel golfo di Policastro, con l’intenzione di fomentare la rivolta antiborbonica. Effettuato lo sbarco, il piccolo esercito contò di entrare prima nella cittadina, per poi fare tappa a Torraca e a Padula, dove lo scontro sanguinoso tra patrioti e forze borboniche spinse Pisacane, Falcone e i pochi rimasti a proseguire per Sanza. Il drammatico eccidio fu consumato proprio in questa località il 2 luglio 1857, quando il comandante della guardia urbana, Michele La Veglia, ordinò alle truppe di sparare. Alle loro spalle, il popolo aizzato dal prete Francesco Bianco. Nel momento in cui Carlo Pisacane fu raggiunto da un colpo di fucile, Falcone estrasse la pistola per reagire. “Non si versa mai sangue fraterno!”gridò Pisacane. Così anche Falcone cadde ferito, per essere poi finito a colpi di ronca dai servi contadini, ovvero quei fratelli che, nell’illusione della rivoluzione, il giovane sognatore calabrese aveva immaginato di redimere. Essenze di Calabria in versi AUTORI DI CALABRIA di Franco Dionesalvi Franco Costabile è stato il cantore per eccellenza della Calabria e dei suoi sentimenti; dopo una dolorosa esistenza morì suicida e Giuseppe Ungaretti compose lʼepitaffio che oggi si legge sulla sua tomba, a Sambiase S e volete capire la Calabria, i sorrisi e le lacrime, le tensioni e le frustrazioni, le speranze della regione, attraverso la poesia, dovete leggere i versi di Franco Costabile. Perché egli meglio di chiunque altro ha saputo incarnare nelle sue parole i ritmi, le passioni e i tormenti della Calabria e dei suoi abitanti. E soprattutto i ritmi, scanditi, come nella poesia che qui pubblichiamo, in quell’incedere cadenzato del treno, nel risuono polveroso della ferraglia sulle rotaie, mentre il mondo scorre intorno e si può vedere dai vetri appannati del finestrino; e il protagonista è l’emigrante, costretto a marciare e viaggiare per dare risposta ai bisogni primari suoi e della sua famiglia. Oppure, in un’altra sua famosa lirica, “Rosa nel bicchiere”, brevi ed essenziali strofe danno delle percezioni folgoranti e complessive della vita nella nostra terra, come degli haiku occidentali, come dei flash che riescono però a zummare dall’universale al dettaglio, e poi di nuovo allargarsi a restituire a quel particolare una significazione più ampia, una valenza simbolica che consente di diversamente interpretare tutto l’insieme: “Scialli neri / il tuo mattino / di emigranti. / Calabria, / pane e cipolla”. I dolori, le solitudini, ma ancora la luce del cielo e della fiamma interiore: “Francesco di Paola / il tuo sole. / Calabria / casa sempre aperta”. E l’usanza popo- lare di mettere un fiore in un contenitore casuale, ed esporlo sul davanzale, è un’immagine attraverso la quale il poeta apre uno squarcio su quel mondo e ce lo fa capire, ci trasmette la sua emozione e la sua profonda comprensione: “Un arancio /il tuo cuore, / succo d’aurora. / Calabria, / rosa nel bicchiere”. Franco Costabile nacque a Sambiase nel 1924. Non frequentò la società letteraria, visse appartato. Ciò nonostante fu notato, e così si esprimeva Libero Bigiaretti: “Buon per lui gli studi letterari non lo hanno fatto diventare un letterato, cioè nulla hanno potuto contro la sua natura di paesano meridionale. Nella veemenza del suo risentimento (un dolore più antico di lui, un bisogno di giustizia inappagato da secoli) non troviamo enfasi oratoria, ma la misteriosa forza di persuasione di una poesia naturale”. Si trasferì a Roma, e lì lavorò come insegnante. Si impegnò in battaglie politiche e sindacali, militò nella sinistra. Pubblicò le raccolte di poesia “Via degli ulivi” e “La rosa nel bicchiere”, con la quale ottenne il “premio Lentini”. Ma i suoi tormenti interiori e la sua ansia di giustizia non trovarono sbocchi sufficienti, e nel 1965, a Roma, morì suicida. La sua resta una vicenda emblematica, intrisa di sofferenza, ma capace anche di rischiarare, in profondità, una percezione delle cose più intensa e più vivida. E dopo la sua morte diversi critici nazio- nali hanno studiato e valorizzato le sue poesie, e, anche al di fuori dell’ambiente poetico, la sua fama si è affermata: una compagnia cosentina, il Centro RAT, gli ha dedicato uno spettacolo teatrale, ed anche il turismo ha puntato su di lui, infatti esiste un Parco Letterario dedicato a Costabile. È auspicabile che i giovani si accostino alla poesia di Costabile, che dà un esempio di come, attraverso versi secchi ed essenziali (come la gente di Calabria) si possa comunicare tutto un mondo. da “MIO SUD” Mio sud, pianura mia, mia carretta lenta. Anime di emigranti Vengono la notte a piangere sotto gli ulivi, e domani alle nove il sole già brucia, i passeri a mezz’ora di cammino non hanno più niente da cantare. Mio sud, mio brigante sanguigno, portami notizie della collina. Siedi, bevi un altro bicchiere E raccontami del vento di quest’anno. Mio treno di notte lento nella pianura Battipaglia… Salerno… mio paesano, stanco sulla valigia, cane vagabondo. Mio questurino davanti a un'ambasciata, potevi startene adesso in collina a dare sotto le foglie il verderame, sentire l'aria la terra, le ragazze dell'altro versante darti una voce. Potevi essere anche un perito agrario se a casa potevano, intenderti di migliorìe, d'allevamenti, e pensare un trapianto a primavera. O forse eri solo un manovale, lavoravi a giornate, forse non lavoravi. Adesso un silenzio, il giorno: da qui a lì, e niente succede. Franco Costabile Calabria Produttiva 81 LE AVVENTURE DI Vita di note PERSONAGGI ATTENTI A QUEI DUE Siamo Partiti abbiamo attraversato l’ Italia siamo atterrati a Milano destinazione RHO abbiamo fatto una bella figura (come siamo abituati a fare) e hanno fatto una GRAN BELLA FIGURA (come sono abituati a fare i nostri beneamati politici) abbiamo lavorato tanto e dopo aver distribuito circa 30.000 copie tra riviste, guide turistiche e altro, non sapevamo più dove sbattere la testa di Adele Filice ph per gentile concessione Francesco Perri Eʼ quella di Francesco Perri, pianista, direttore, compositore e ricercatore del patrimonio musicale calabrese e non solo che, con la sua orchestra si avvia ad essere il Morricone o il Piovani di casa nostra N ei suoi ricordi più vivi c’è un pianoforte verticale che il papà, oggi scomparso, portò a casa prima di qualunque altro mobile o pezzo d’arredo, tanta era la passione per la musica, che suonava ad orecchio. “La vita lo aveva costretto a fare scelte diverse da quelle artistiche (era insegnante di italiano e latino) ed il pallino della musica gli era sempre rimasto”. Così confida Francesco Perri - maestro in Pianoforte, Composizione, Strumentazione e Direzione d’orchestra, nonché dottore in Filosofia e in Dams - ricordando la presenza di quel piano, poco ingombrante nello spazio fisico della casa, enorme in quello della memoria e per la futura carriera, su cui, sin da bambino, trovandoselo davanti, vi ha sempre suonato qualcosa. Una vita di sacrifici, “solo due o tre partite di pallone, giusto il tempo di rompermi le mani” e poi musica, musica, musica, fino ai risultati di oggi, che parlano da soli. Francesco Perri è direttore dell’orchestra SerrEnsem- ble, nata nel 1999, col duplice intento di essere punto di riferimento per i giovani musicisti calabresi e di dotare la regione di un’orchestra stabile. Quest’ultimo obiettivo non è mai stato raggiunto ma la Serrensemble resiste e si indirizza sempre più decisamente verso l’esecuzione di colonne sonore per il cinema e la televisione. Per quanto riguarda l’attività di composizione “ho musicato il film “I Pagliacci” – continua Perri - uscito in agosto; prima c’era stato “Uno scatto nell’Agri” coprodotto dalla Regione Basilicata e Francis Coppola; adesso esce, a Roma, “Texas al di là del buio” mentre è già in circuito l’ultimo film di Dario Argento, dove ho collaborato; inoltre, è stato trasmessa la fiction su san Giuseppe Moscati dove ho inserito un brano di Giuseppe Giacomantonio”. Ed a proposito di musicisti nostrani, anche questo è lavoro per il Nostro: rivalutare, con la ricerca, i numerosi musicisti calabresi, su cui esiste corposo materiale da scoprire e ca- talogare e che, invece, giace dimenticato negli archivi. “Riscoprire il nostro patrimonio genetico musicale continua Francesco - è fondamentale e, a tal proposito, ho in mente una stesura della storia dei musicisti calabresi. Sino ad oggi, ho trattato argomenti su Quintieri, Giacomantonio e la storia della musica in Calabria, in un lavoro iniziato nel ’99 in cui cominciavo ad avere una visione generale del percorso musicale dei nostri autori. Oggi mi ritrovo partiture inedite di Giacomantonio, Quintieri, Capizzano che sto facendo conoscere al pubblico nei miei concerti. Il riscontro è positivo, perché ci si rende conto che il nostro patrimonio, pur non essendo paragonabile a quello di Milano, Venezia o Napoli, pure esiste e, se c’è, vuol dire che ci sono state persone che hanno fatto musica e che bisognerebbe far conoscere, far sentire”. Ed anche qui, l’impegno di Francesco Perri, come autore letterario e discografico rasenta lo stacanovismo; al suo attivo, ha una cinquantina di composizioni di cui quarantadue pubblicate e le altre inedite, di vario genere mentre, per il futuro, intende assolutamente portare a termine i lavori editoriali e discografici sulla letteratura musicale calabrese. Ma non finisce qui. Francesco Perri è direttore artistico delle Giornate rendaniane, nonché socio onorario dell’associazione “A. Rendano”; socio fondatore dell’Accademia “E. Sabato” per cui ha studiato e sta facendo ricerche sui musicisti calabresi autori di tango; è direttore artistico del ProvinciaTangoFestival; ha eseguito, come pianista, e diretto concerti in tutto il mondo e non pago di tutto ciò, tira fuori un sogno dal cassetto: un film su San Francesco, le cui riprese dovrebbero iniziare a marzo, tra Calabria, Sicilia e la Francia perché “l’idea che sia passato l’anno del cinquecentenario senza fare nulla proprio non mi va. Bisognerà lasciare un segno per questo evento straordinario”. E conoscendo la granitica e serena determinazione del Maestro, ci sono pochi dubbi che non sarà così. alla prossima avventura Calabria Produttiva 83 Dieci anni di (r)esistenza CALABRIA FUTURA di Adele Filice e Rossana De Angelis ph per gentile concessione dell’ ARN e di successi Sono quelli celebrati per la ricerca sulle demenze e sullʼAlzheimer dal Centro regionale per la ricerca neurogenetica e lʼomonima associazione di volontariato. Il punto della situazione e i programmi futuri con Amalia Bruni, pasionaria della ricerca e della buona vecchiaia A nche in Calabria si fa ricerca ad altissimi livelli, con équipes di lavoro internazionali e risultati di sommi interesse ed utilità, non solo per la comunità scientifica mondiale ma anche per quella civile. E’ questo, in sintesi, il motivo che ha spinto, quest’anno, il Centro Regionale e l’Associazione per la Ricerca Neurogenetica (ARN), a celebrare il decennale di attività, con un focus sull’invecchiamento cerebrale, la malattia di Alzheimer e altre demenze. Cuore e motore, del Centro e dell’Associazione da lei stesa fondata, Amalia Bruni, neurologa di formazione, oggi scienziata e ricercatrice, donna di gran carattere e maggior cuore da sempre che, alla calabrese capatosta, aggiunge mediterranea dolcezza e teutonica volontà. L’inizio della conversazione non può che riguardare un consuntivo dell’attività “ricco e corposo – esordisce la dottoressa Bruni - perché siamo nati come Centro all’indomani di un risultato che era l’isolamento della Presenilina”. A questa, prosegue la dottoressa, hanno fatto seguito altre tappe importanti (che hanno portato all’identificazione di geni diversi ma tutti responsa- bili dell’Alzheimer, come la Nicastrina e la Sortilina 1 e 2, ndr). Inoltre, sono state individuate altre forme di demenza: una patologia fronto-temporale di alcune famiglie di Bivongi; una malattia spino-cerebellare, la Sca 17; nuove mutazioni genetiche e nuovi casi di pazienti con Alzheimer ad esordio molto avanzato; è stato condotto uno studio su seimila pazienti provenienti da tutto il mondo, che ha portato all’individuazione della Sortilina ed ora “stiamo lavorando tantissimo – conclude l’elenco la dottoressa - sulle demenze fronto-temporali, che non sono ancora codificate; questa Il tavolo dei lavori all’Unical nella prima giornata del convegno. La prima a sx è la dott.ssa Amalia Bruni 84 Calabria Produttiva modalità di interesse non investe solo la ricerca di laboratorio ma anche quella clinica perché tali aspetti sono intrecciati e le ricadute del nostro lavoro devono riflettersi sui pazienti e sulle loro famiglie”. Pazienti e famiglie, parole chiave nel vocabolario umano e professionale della Bruni che ci tiene a sottolineare come il lavoro sia condotto non su ma con i malati e i familiari. A tal proposito, ella racconta, con giustificata fierezza, un episodio da considerare simbolico per la sua attività, riguardante gli abitanti di Bivongi. L’assessore comunale alla Sanità si presenta da lei come delegato del sindaco per farle presente che anche lì sono a conoscenza dei suoi studi, che la comunità bivongese ha grossi problemi di invecchiamento e nessuno sa cosa fare. La dottoressa Bruni avvia una ricerca e, attraverso delle analisi, effettua una raccolta di dati molto interessanti sulla popolazione anziana, che porta all’identificazione della patologia fronto-temporale. “La disponibilità delle persone – continua Amalia Bruni ha consentito uno scambio di informazioni con cui abbiamo costruito insieme un pezzo di ricerca; lì noi siamo stati solo uno strumento, la scoperta della ricerca è una loro conquista, anche se a noi ha permesso di farci nuove domande, di identificare nuovi bisogni collettivi. Que- CALABRIA FUTURA sta è anche la famosa integrazione socio-sanitaria, che non c’è mai. Attraverso le ricerche e le risposte che ne vengono fuori, noi cerchiamo di trasferire delle informazioni ai sindaci che ne possono far tesoro per meglio operare verso la collettività. La ricerca è tutto questo, non solo la nostra attività di laboratorio. Innescare questa capacità di processo culturale all’interno di una collettività, significa tanto; significa che ognuno, nel suo ambito, può fare ricerca perché questa è la molla della conoscenza, del futuro, della buona soddisfazione personale. Credo siano queste le cose fondamentali e questo benessere psichico si traduce in una collettività più felice, in maggiori determinazione e forza che possiamo esprimere come calabresi”. Concetti e pensieri ineccepibili, che hanno come rovescio di medaglia la nota sempre dolente, dei finanziamenti. Una sorpresa, dunque, é la notizia che “il Centro può disporre – informa la dottoressa - di un budget di 500 mila euro l’anno, con un collegato alla finanziaria, sollecitato da due consiglieri regionali, Pacenza e Borrello, i quali hanno proposto, in totale autonomia, una modifica ed una legge regionale nuova, votata all’unanimità. Tutto ciò significa che possiamo stare ragionevolmente sereni per il futuro; ma questo non diminuisce la nostra voglia di partecipare a progetti europei, del ministero, delle fondazioni bancarie. Io mi auguro di avere tanti filoni di ricerca da seguire, con i vari fondi a cui poter attingere, per avere tanti ragazzi da mandare in giro a prepararsi ancora di più. È decisamente controtendenza la previsione che tanti giovani e brillanti intelletti possano fare esperienza altrove e poi tornare in Calabria, a lavorare e fare ricerca; viene spontaneo chiedersi, da questo versante, cosa rappresenta il Centro. “Intanto - risponde la Bruni - costituisce uno stimolo costante per la collettività, dove stimolo significa dimostrare a noi stessi che qui si può fare ricerca, senza emigrare; bisogna guardarsi intorno, avere molta forza di volontà e determinazione perché è certo che qui si trovano più ostacoli rispetto a fuori, ma questo è messo nel conto. L’amore che abbiamo per la nostra terra, però, è talmente forte che desideriamo non solo interessarci di scienza ma fare sì che questa possa essere fruita dai calabresi, in termini di cultura, di globalità; per rivendicare una capacità propositiva; perché noi calabresi ce l’abbiamo, connaturata nel dna, ma ci sentiamo ultimi della lista per le vicende poco gratificanti e gradevoli che ci stanno intorno. Quindi, se si riesce a stabilire un legame a livello culturale (la scienza che rientra in una dimensione più ampia di cultura), tra chi fa scienza, chi fa cultura, chi fa impresa, abbiamo la possibilità di mostrare un’immagine differente di questa terra, dove si può lavorare. E’ importante il forte legame che abbiamo con l’Unical, non solo di istituzioni ma soprattutto di persone che sono in sintonia sulla modalità di attrarre il patrimonio intellettivo dei giovani, di dar loro la possibilità di formarsi”. E se occorressero altre dimostrazioni a sostegno di tali affermazioni, è sufficiente sapere, come sottolinea la dottoressa Bruni, che sono numerose le famiglie, anche non direttamente assistite da lei, che chiedono l’analisi neuro-patologica post mortem per i loro congiunti poiché “la gente ha perfettamente capito che, per queste malattie, la diagnosi vera arriva solo dopo la morte e questo può dare un impulso straordinario alla ricerca, allo studio e di conseguenza alla cura, quando ci sarà. Quindi il bisogno non è solo quello immediato, personale o sociale ma quello di avere un panorama quanto più ampio possibile, in cui tutte le domande possano essere soddisfatte, anche quelli che sono punti interrogativi dibattuti”. Un bel salto nella mentalità della popolazione calabrese, storicamente poco o niente avvezza a pensare in termini di bene comune, forse perché comincia a diventare comunemente diffuso il desiderio di una buona e bella vecchiaia. “Io stessa - confida la Nostra ho sempre detto che lavoravo per la mia vecchiaia e vorrei trovare un farmaco prima di diventare sufficientemente demente per poterlo fare; se riusciamo ad identificare le cause di determinate malattie, identificando il meccanismo patogenetico, diciamo che abbiamo la possibilità, tra qualche anno, di avere dei farmaci, il nostro più grande desiderio”. In conclusione? “Sono consapevole - afferma con evidente sincerità Amalia Bruni - che il livello della nostra ricerca, del lavoro, delle prestazioni sono assolutamente alti, ma io voglio guardare avanti non indietro e quindi i paragoni li faccio con chi è più bravo di noi”. Cronache da una Calabria straordinariamente normale! La dott.ssa Amalia Bruni in visita all’Unical Calabria Produttiva 85 Il futuro è unità CALABRIA ALTROVE Frequenze calabresi CALABRIA ALTROVE di Adele Filice ph Angel Hector Coccimiglio a Buenos Aires Eʼ operante da quasi un anno, presso la grande comunità dei calabresi in Argentina, una nuova associazione che vuole aiutare soprattutto i giovani a trovare un lavoro. Un gruppo di imprenditori e le loro famiglie uniti da obiettivi di sostegno e collaborazione S ono diverse decine di migliaia i calabresi che oggi vivono in Argentina, riuniti in associazioni e fondazioni che hanno in comune lo scopo di riannodare i fili, un tempo spezzati, con la madrepatria calabrese. Nondimeno, la volontà di darsi degli obiettivi nuovi e diversi è sempre viva, per cui, ancora attualmente, può capitare di dover registrare la nascita di una nuova associazione. Ed è proprio quello che è accaduto per “Calabria Unita”, un nuovo sodalizio presieduto da Italo Aloisio che si pone, tra gli obiettivi principali, quello di aiutare i giovani, attraverso percorsi di formazione professionale, ad inserirsi nella realtà lavorativa argentina e non solo. Fermi e concreti, a tal proposito, gli intenti del presidente che si prefigge di “parlare con i fatti e non con le parole”. Infatti, nei primi mesi di quest’anno hanno già preso l’avvio dei corsi per la preparazione di idraulici, gassisti, arredatori di interni ed esterni, addetti alla confezione di abbigliamento femminile e maschile mentre sono in programma altri corsi di meccanica automobilistica ed arti visive. Pragmatismo puro, a giudicare da questi primissimi risultati, forse anche grazie alle stesse esperienze del presidente che arrivato in Argentina, da Aiello Calabro, nei primi anni Cinquanta, è stato sempre impegnato in diverse attività – ha esercitato il mestiere di sarto, ha gestito un bar, poi si è dato all’imprenditoria, realizzando un’azienda di rivestimenti, ha aperto una catena di negozi nel settore edile - e non ha mai fatto mancare il suo contributo nella causa degli emigrati. L’Associazione è nata sulla spinta originaria di un gruppo di calabresi, oggi Italo Aloisio 86 Calabria Produttiva oltre il migliaio, che si erano trovati uniti nell’intento di costituire un sodalizio di mutuo soccorso, se così possiamo definirlo. L’associazione, infatti, oltre agli obiettivi prima precisati, offre ai suoi iscritti – molti dei quali imprenditori e loro familiari – la possibilità di usufruire di servizi agevolati per l’acquisto di medicinali, per la intermediazione con gli enti pubblici e per le operazioni nel settore turistico, attraverso sconti ed agevolazioni varie. Alla notizia della nascita di questa nuova associazione, non sono mancati i commenti entusiastici di alcuni amministratori regionali calabresi. L’occasione è di Adele Filice ph Angel Hector Coccimiglio Amabile ed impegnata conversazione con Franco Arena, giornalista e conduttore radiofonico calabro-argentino che racconta del suo programma e delle idee sulla cooperazione tra Calabria e calabresi allʼestero propizia per ricordare sommessamente a lorsignori che, se i calabresi di Calabria, nell’immediato, non hanno molte possibilità di cambiare le regole del gioco – e dunque hanno margini d’intervento minimi per scegliere un loro rappresentate politico hanno sicuramente puntati addosso gli occhi delle diverse comunità di calabresi all’estero e con le sacrosante rivendicazioni da questi portate avanti, la nostalgia e talvolta la rabbia che anima chi è stato costretto a lasciare la propria terra, per inventarsi la vita ed il futuro in un altro posto del mondo, forse è il caso che la politica ritorni ad essere una cosa seria; servizio e non privilegio. L ’occasione è stata di quelle da non perdere. Il nostro sempre errante direttore commerciale, Angel Hector Coccimiglio - formidabile lettore, amante della scrittura e del giornalismo, che ha conosciuto e ha dialogato con José Luis Borges (e scusate se è poco) e che mantiene solidi legami con la “sua” terra d’oltreoceano - ha incontrato Franco Arena, uno dei giornalisti di punta di Radio Splendid, che trasmette da Buenos Aires e che, ogni domenica mattina, con il programma Italia Tricolore, rinsalda i legami con i calabresi di tutto il mondo, attraverso interviste a politici, uomini di cultura e di arte e personaggi di spicco di vario genere. Da una chiacchiera all’altra, la conversazione Franco Arena si è dipanata tra pubblico e privato, tra storia recente e cronaca. Il nostro corregionale, originario del Vibonese, ricorda come la prima domenica di luglio del 1995 sia andata in onda la prima puntata della trasmissione, che prese vita da un’idea sua e dell’imprenditore Domenico Pugliese “persona di grande sensibilità – racconta Arena - due volte presidente dell’associazione calabrese, che ha adottato la filosofia che <<al tramonto della vita, un uomo deve dare tutto quello che la vita gli ha dato>>. Il programma era di intrattenimento di informazione; “io sono giornalista – prosegue il Nostro - specializzato nelle inchieste; dunque, non aspetto la notizia, la vado a cercare” e pescava nella calabresità per mantenere vivi i le- gami. “Abbiamo creato una redazione con tutta la comunità con cui lavoro da 40 anni e siamo noi a pagare la trasmissione e le spese, i collegamenti anche sui cellulari”. Un bell’esempio di abnegazione e desiderio di libertà, di voler sapere e voler informare; è inevitabile che il discorso scivoli sulla condizione dei calabresi all’estero, sulle continue richieste, quasi sempre disattese, di una maggiore collaborazione tra governo calabrese ed associazioni e comunità all’estero. E qui viene fuori tutta la grinta del giornalista di razza. “Io mi domando spesso - continua Arena - se gli italiani all’estero, ed in particolare i calabresi per la Calabria, siamo una risorsa o un peso. Se abbiamo il diritto al voto abbiamo anche altri diritti e doveri. Noi siamo stati i veri ambasciatori dell’Italia, abbiamo fatto conoscere il made in italy in tutto il mondo… Oggi, non chiediamo l’impossibile, ma cose che si possono risolvere con la volontà del funzionario di turno. Io non ho mai chiesto una lira di sovvenzione per la radio, anche nei peggiori momenti che ha vissuto l’Argentina. Se siamo una risorsa, dobbiamo avere l’appoggio del governo calabrese anche perché ci sono tante cose che noi calabresi all’estero possiamo aiutare a sviluppare in Calabria; mancano solo l’intelligenza, la volontà, ma è necessario mettersi d’accordo”. Intelligenza, volontà…Parole strane per il vocabolario dei nostri politici! Calabria Produttiva 87 Calabria... in vetrina PERSONAGGI PERSONAGGI di Adele Filice ph Aldo Oliverio Aldo Oliverio è uno dei professionisti più apprezzati del momento, nellʼarte della vetrinistica. Una storia umile alle spalle, i sacrifici e lʼaffermazione, il successo e lʼorgoglio di essere un calabrese, e famoso, nel mondo U na produzione calabrese esiste anche per un settore apparentemente lontano dai canoni classici della produttività regionale, qual è l’arte vetrinistica, che trova la massima espressione - in tutti i sensi - in Aldo Oliverio, maestro richiesto da maisons e griffes come Alviero Martini, Annabella, Bassetti, Richard Ginori, Krizia, Trussardi, Valentino, Versace, solo per citarne qualcuna. La storia del maestro Oliverio è simile, in origine, a quella di tanti corregionali partiti dal paesello per cercare migliore fortuna altrove. Rocca di Neto lo vede nascere ed accoglie i giochi della sua infanzia; Magenta - dove si trasferisce con la 88 Calabria Produttiva Per tre anni, varcati i cancelli della fabbrica magentina, anziché tornare a casa, Aldo si reca a Milano, per apprendere gli insegnamenti dell’arte, in una routine faticosa ed appassionante che lo vede impegnato letteralmente dall’alba a notte fonda. I primi frutti, però, maturano subito e già durante il corso, il suo nome inizia a circolare ed importanti firme della moda chiedono il suo intervento, in occasione di fiere nazionali ed estere. La stura al genio è data! Da quel momento è un susseguirsi di successi, affermazioni e riconoscimenti. Viaggi di perfezionamento e di lavoro in famiglia appena quattordicenne - gli dà lavoro in una fabbrica di macchine da caffè. Ma la vita dell’operaio sta stretta ad Aldo, e non per la fatica che non ha mai spaventato ne lui né la sua famiglia, soprattutto mamma Domenica Leotta e papà Armando - quanto per le angustie e le mortificazioni, a cui deve sottoporre la fantasia, l’inventiva, la creatività che scorrono nelle sue vene. La grande occasione si presenta nel 1978, con un corso per vetrinista - organizzato dal Comune di Milano, e pubblicizzato con dei depliants che arrivano per caso anche nelle mani di Aldo - che il Nostro decide subito di frequentare. Messico; il Circolo della Stampa di Milano che, nel 1992, gli tributa il massimo riconoscimento del settore, il titolo di Maestro d’arte vetrinistica e da lì ha inizio una nuova stagione per il Maestro, che ora può dedicarsi anche all’insegnamento della “sua” disciplina. Poi, ancora, nel 1994, il primo premio al “Futur Shop” di Milano, la prima rassegna vetrinistica a livello mondiale dove Aldo Oliverio, grazie alla sua arte impareggiabile, difende i colori nazionali e sbaraglia la concorrenza, con l’allestimento di una vetrina preparata per la ditta Ballerina. All’anno scorso, invece, data il primo corso per il Maestro Oliverio, in Russia, dove il made in Italy, anzi… in Calabria è particolarmente apprezzato. Di queste ultime settimane è la designazione a presidente della Commissione di Didattica Artistica dell’Accademia di Vetrinistica Italiana, che prima aveva visto Oliverio nel ruolo di consigliere. Il segreto del successo? Innato senso del colore, valorizzazione della luce e degli oggetti essenziali e poi passione viscerale e creatività, creatività, creatività! Che il nostro vuole elargire a piene mani, con l’insegnamento nell’Accademia e con corsi che “possono aprire – come afferma egli stesso – prospettive del tutto nuove e gratificanti ai giovani calabresi. Perché chiamare persone che vengono da fuori regione e non darsi la possibilità di fare un lavoro interessante, diverso e pieno di soddisfazioni?”. Aldo Oliverio ha già tenuto dei corsi a Crotone, ma non fa mistero che accoglie- rebbe volentieri l’invito ad insegnare in altre città della Calabria. Per i giovani di talento e belle speranze di casa nostra, allora, un indirizzo per il futuro può essere senz’altro www.vetrinisticaitaliana.it. Calabria Produttiva 89 L’EDICOLA Stavolta la nostra Edicola presenta due riviste degne d’attenzione, diverse e affini allo stesso tempo. Si consiglia la lettura a un pubblico più o meno adulto. Dipende dai gusti. 3 0x30 è la testata. Una rivista insolita, anche nel formato. Quadrato in/formato recita, infatti, il sottotitolo. E “recita” è il giusto verbo perché questo fantastico bimestrale è nato in occasione dei trent’anni di attività del Centro RAT di Cosenza. In abbinamento con Il Quotidiano, al modico prezzo di € 2, quasi cinquanta pagine di goduria per gli occhi e per la mente! Naturalmente, per gli appassionati. Ebbene, sì, 30x30 è una rivista di settore davvero ben fatta. Approfondimenti e storia del teatro in scena, legati al centro RAT e non solo. E una impaginazione grafica d’impatto. Direttore responsabile è Alessandro Chidichimo. Diverse le rubriche fisse, ottimi gli approfondimenti e gli speciali: dossier è la prima rubrica e, secondo noi, la migliore. Un lungo approfondimento di storia e analisi critica condensate, per riportare il lettore nell’atmosfera composta e meditativa del teatro; dell’utopia mancante apre alla riflessione su temi sociali, non seppellitemi vivo è, invece, l’angolo delle interviste agli artisti; nel ventre della bestia e il velo e la sfida mettono in discussione i temi caldi della cultura; cani randagi affronta in modi diversi l’arte di autoprodursi e cavarsela da soli; al di là del mare è un viaggio in luoghi diversi del globo, mentre dentro è un viaggio in un medium prescelto. Si chiude con il belvedere, una vetrina per appuntamenti imperdibili. Ogni rubrica si caratterizza per il colore della pagina e per il gioco di rimbalzi tra figure e testi. Un ottimo esempio di editoria di qualità. L'autore dell'opera presente sulla copertina nel riquadro è di Bruno La Vergata, fotografata da Claudio Valerio. L'opera realizzata per la copertina è stata creata in esclusiva per la nascita della rivista. E' prevista per Natale una mostra al Teatro dell'Acquario, a Cosenza, dove si esporranno tutte le illustrazioni, foto e opere originali che hanno "colorato" le pagine di "30x30". Finora ne sono usciti due numeri. I lettori se ne aspettano altri. Segnaliamo Ogni domenica dalle ore 14.00 alle 16.00 italiane (ore 10.00/12.00 in Argentina) va in onda Italia Tricolore su Radio Splendid AM 990, un programma condotto da Franco Arena (nativo di Vibo Valentia). Dieci anni nella stazione radiale più ascoltata dell'Argentina. www.amsplendid.com.ar F inalmente si va InScena! Una nuova rivista mensile di arte, musica, spettacolo, costume e società nasce quest’anno e viaggia in allegato alla Gazzetta del Sud. E porta sempre ai suoi lettori un omaggio! Ogni mese un cd di band emergenti, locali o nazionali. Non è da tutti! Costo esiguo (€1,50, escluso il quotidiano) per cinquanta pagine di approfondimenti culturali. Direttore responsabile è Manuela Iatì, la redazione è a Reggio Calabria. Approfondimenti, interviste, speciali e molto altro ancora per una rivista che si mostra promettente. Diverse sono le rubriche fisse: - iNcittà è l’approfondimento dedicato alla cultura urbana, per cui ogni città calabrese ha il suo spazio, relativo agli avvenimenti che ospita; - iNcopertina è uno speciale sull’artista che si mostra per primo, in copertina, appunto, spesso con tanto di intervista; - iNesclusiva parla da sé. Grande spazio è riservato alla musica locale e nazionale (Musica iNCalabria, Musica dal mondo, iNclassifica), ma c’è spazio anche per il teatro (iNteatro), la danza (iNballo), il cinema (cinemaiN, iNproiezione) e la moda (iNpasserella). In Costume e Società si fa, invece, il punto su fenomeni contemporanei. E per finire: il cibo con le ricette di una ormai celebre zia iNes e l’oroscopo del Mago Varenne! Unica pecca: una impaginazione talvolta troppo ariosa. Ma si perdona facilmente! E voi lettori, che volete di più? Calabria Produttiva 91 CALABRIA VOLI ph piesse LAMEZIA SACAL AIRPORT Le informazioni contenute in questa pagina sono pubblicate grazie alla Torrefazione Caffè Arnone VOLI DI LINEA periodo 29/10/2007 - 29/03/2008 partenze da Lamezia Terme partenze per Lamezia Terme destinazione partenza arrivo Bergamo Bologna 16.45 18.25 13.20 14.45 11.00 21.15 14.20 Milano Lin. 18.00 Londra SNT Monaco Pisa Roma Torino Venezia Verona Zurigo mar. gio. sab. 16.00 19.40 13.00 15.00 15.30 17.00 11.35 13.10 12.05 13.40 06.35 06.50 11.20 14.55 15.00 19.00 19.10 giorno 13.10 ven. 23.30 lun. Milano Malp. 06.15 08.05 07.40 08.10 12.35 16.10 16.05 20.05 20.25 10.30 12.10 16.00 17.30 08.45 10.15 Ne abbiamo per tutti... gio. dom. ven. lun. mer.dom. escluso dom. lun. mer. ven. dom. sab. dom. 19.50 22.10 gio.dal13-12al10-01 21.15 23.30 dom. da Bergamo Bologna partenza arrivo 14.40 16.20 15.30 16.55 06.35 16.50 11.00 Milano Linate 11.55 15.50 Milano Malp. 21.40 Londra SNT Monaco Pisa Roma Torino mar. gio. sab. 10.35 ven. 20.45 lun. 12.35 13.35 17.25 23.25 10.15 12.15 12.45 14.45 09.35 11.10 10.05 11.40 08.40 09.20 13.05 17.15 20.35 21.20 giorno 09.55 10.30 14.15 18.25 21.45 22.25 16.35 18.15 gio. dom. ven. lun. mar.dom. escluso dom. Venezia 13.40 15.10 Zurigo 16.55 19.10 gio.dal13-12al10-01 18.00 20.00 dom. Verona 13.40 15.10 lun. mer. ven. dom. sab. dom. Società Aeroportuale Calabrese S.p.A. c/o Aeroporto Internazionale 88040 Lamezia Terme (CZ) tel.+39 0968.414333 Ridi che fa bene allo spirito. il tuo Omar Antico proverbio cinese: se non hai bocca Lidi con occhi, se non hai occhi Lidi con naso, se non hai naso Lidi con olecchie, se non hai neanche oLecchie, Che cavolo Lidi a fare? È Pasqua e il maresciallo Cataldo, con sotto braccio un bell'uovo di pasqua acquistato per la moglie, va al bar per farsi un bicchierino. Entra: "un marsala, per favore". E il barista: “all'uovo?” Il carabiniere: no!!! A me! Guardo il sole e vedo te.... guardo il mare e vedo te.... guardo il prato e vedo te.... CAVOLO SPOSTATI che devo fare la foto!!!! Lo zio anziano incontra dopo due anni il nipote: "caro nipotino è da tanto tempo che non ti vedo, dove sei stato in questi due anni?" E il nipote: "sono stato alla facoltà di medicina". E lo zio: " a poverino e, dimmi adesso stai bene???". Una signora catanzarese telefona al dottore e dice : “dottore dottore me figghiu si manciau 1 euru, lei pensa ca mori???”. E Il dottore: “signora in italia s'anna mmuccatu i miliardi e ancora su tutti vivi!!!”. Un appuntato chiede al maresciallo: - Signore cosa vuol dire "pourquoi"? Il maresciallo: Perché... - Così... curiosità mia... Lettera scritta dalla mamma al figlio militare nell’Arma: Caro figlio, ti scrivo queste poche righe perche tu sappia che ti ho scritto. Se ricevi questa lettera, vuol dire che è arrivata. Se non la ricevi, fammelo sapere, così te la rimanderò. Scrivo lentamente perché so che tu non sai leggere in fretta. Qualche tempo fa tuo padre ha letto sul giornale che la maggior parte degli incidenti capitano entro un raggio di un chilometro dal luogo di abitazione. Allora abbiamo deciso di traslocare un po' più lontano. La nuova casa è meravigliosa. C'è una lavatrice, ma non sono sicura che funzioni. Proprio ieri ci ho messo dentro il bucato, ho tirato lo scarico e poi il bucato è sparito completamente. Il tempo qui non è troppo brutto. La settimana scorsa ha piovuto due volte: la prima volta per tre giorni e la seconda per quattro. A proposito della giacca che mi avevi chiesto, tuo zio Pasquale mi ha detto che spedirtela coi bottoni sarebbe costato molto caro (per via del peso dei bottoni). Allora li ho staccati. Se pensi di riattaccarli, te li ho messi tutti nella tasca interna. Tuo fratello Gianni ha fatto una grossa sciocchezza con la macchina: è sceso e ha chiuso di scatto la portiera lasciando dentro le chiavi. Allora è dovuto rientrare a casa a prendere il secondo mazzo di chiavi, e così anche noi abbiamo potuto scendere dalla macchina. Se vedi Margherita salutala da parte mia. Se non la vedi, non dirle niente. 7 1 9 2 3 7 2 8 2 2 2 3 4 SVAGO 7 7 1 9 1 5 7 5 9 7 6 1 9 Facciamo il SUDOKU. Ecco come si gioca Le origini del Sudoku sono antichissime. Il nome è giapponese ed è composto da “su” (numero) e “doku” (singolo). Il Sudoku classico è composto da una griglia di 9x9 quadrati nei quali bisogna scrivere un solo numero da 1 a 9. La griglia è suddivisa in 9 sezioni di 3x3 quadrati. L’unica regola è che in ogni quadrato dovrà essere apposto un solo numero che non dovrà mai scontrarsi con uno che si trova sulla stessa direzione sia verticale che orizzontale. Un consiglio: scrivete con una matita, perchè se sbagliate potrete correggere. Riccardo Albini esperto di giochi, in merito al Sudoku dice: “La vera grande differenza tra le parole crociate e il Sudoku sta nel fatto che le prime ti chiedono cosa sai, il secondo ti chiede come ragioni”. Buon divertimento La soluzione è a pagina 96 La tua mamma che ti vuole tanto bene! PS volevo metterti anche un po' di soldi, ma avevo gia chiuso la busta. 92 Calabria Produttiva Calabria Produttiva 93 UTILITÀ CAP Cosenza Cap 87010 87020 87041 87031 87020 87070 87070 87040 87042 87032 87071 87051 87033 87030 87021 87050 87043 87060 87020 87020 87060 87060 87052 87061 87030 87070 87062 87063 87030 87050 87050 87011 87040 87040 87070 87012 87053 87050 87070 87044 87010 87040 87022 87010 87030 87050 87064 Localita' ACQUAFORMOSA ACQUAPPESA ACRI AIELLO CALABRO AIETA ALBIDONA ALESSANDRIA CARRETTO ALTILIA ALTOMONTE AMANTEA AMENDOLARA APRIGLIANO BELMONTE CALABRO BELSITO BELVEDERE MARITTIMO BIANCHI BISIGNANO BOCCHIGLIERO BONIFATI BUONVICINO CALOPEZZATI CALOVETO CAMIGLIATELLO CAMPANA CAMPORA S. GIOVANNI CANNA CARIATI CARIATI MARINA CAROLEI CARPANZANO CASOLE BRUZIO CASSANO ALLO IONIO CASTIGLIONE COSENTINO CASTROLIBERO CASTROREGIO CASTROVILLARI CELICO CELLARA CERCHIARA DI CALABRIA CERISANO CERVICATI CERZETO CETRARO CIVITA CLETO COLOSIMI CORIGLIANO CALABRO 94 Calabria Produttiva 87065 87100 87060 87060 87023 87045 87030 87030 87013 87030 87050 87010 87030 87030 87072 87010 87024 87034 87020 87020 87035 87014 87015 87050 87010 87040 87030 87066 87010 87040 87060 87020 87030 87010 87060 87050 87040 87040 87050 87040 87060 87040 87046 87070 87016 87026 87010 87070 CORIGLIANO C. STAZ. COSENZA CROPALATI CROSIA DIAMANTE DIPIGNANO DOMANICO DONNICI FAGNANO CASTELLO FALCONARA ALBANESE FIGLINE VEGLIATURO FIRMO FIUMEFREDDO BRUZIO FIUMEFREDDO MARINA FRANCAVILLA MARITTIMA FRASCINETO FUSCALDO GRIMALDI GRISOLIA GUARDIA PIEMONTESE LAGO LAINO BORGO LAINO CASTELLO LAPPANO LATTARICO LAURIGNANO LONGOBARDI LONGOBUCCO LUNGRO LUZZI MACCHIA ALBANESE MAIERÀ MALITO MALVITO MANDATORICCIO MANGONE MARANO MARCHESATO MARANO PRINCIPATO MARZI MENDICINO MIRTO CROSIA MONGRASSANO MONTALTO UFFUGO MONTEGIORDANO MORANO CALABRO MORMANNO MOTTAFOLLONE NOCARA 87073 87020 87060 87050 87027 87020 87040 87040 87050 87050 87050 87050 87060 87070 87028 87036 87074 87017 87054 87040 87070 87067 87010 87050 87055 87040 87040 87010 87030 87047 87030 87010 87040 87060 87069 87010 87037 87060 87070 87038 87018 87020 87010 87020 87010 87010 87020 87020 ORIOLO ORSOMARSO PALUDI PANETTIERI PAOLA PAPASIDERO PARENTI PATERNO CALABRO PEDACE PEDIVIGLIANO PIANE CRATI PIETRAFITTA PIETRAPAOLA PLATACI PRAIA A MARE RENDE ROCCA IMPERIALE ROGGIANO GRAVINA ROGLIANO ROSE ROSETO CAPO SPULICO ROSSANO ROTA GRECA ROVITO SAN GIOVANNI IN FIORE SAN IPPOLITO DI COSENZA SAN LORENZO DEL VALLO SAN MARTINO DI FINITA SAN PIETRO IN AMANTEA SAN PIETRO IN GUARANO SAN VINCENZO LA COSTA SAN BASILE SAN BENEDETTO ULLANO SAN COSMO ALBANESE SAN DEMETRIO CORONE SAN DONATO DI NINEA SAN FILI SAN GIORGIO ALBANESE SAN LORENZO BELLIZZI SAN LUCIDO SAN MARCO ARGENTANO SAN NICOLA ARCELLA SAN SOSTI SANGINETO SANT'AGATA DI ESARO SANTA CATERINA ALBANESE SANTA DOMENICA TALAO SANTA MARIA DEL CEDRO 87048 87056 87010 87010 87060 87029 87057 87030 87050 87070 87019 87058 87050 87040 87010 87060 87010 87020 87075 87050 87060 87020 87076 87040 SANTA SOFIA D'EPIRO SANTO STEFANO ROGLIANO SARACENA SARTANO SCALA COELI SCALEA SCIGLIANO SERRA D'AIELLO SERRA PEDACE SIBARI STAZIONE SPEZZANO ALBANESE SPEZZANO DELLA SILA SPEZZANO PICCOLO TARSIA TERRANOVA DA SIBARI TERRAVECCHIA TORANO CASTELLO TORTORA TREBISACCE TRENTA VACCARIZZO ALBANESE VERBICARO VILLAPIANA ZUMPANO CAP Catanzaro Cap 88011 88050 88050 88040 88050 88012 88060 88061 88050 88021 88070 88050 88062 88040 88100 88060 88060 88050 88064 88040 88040 88020 Localita' ACQUARO ALBI AMARONI AMATO ANDALI ARENA ARGUSTO BADOLATO BELCASTRO BORGIA BOTRICELLO CARAFFA DI CATANZARO CARDINALE CARLOPOLI CATANZARO CENADI CENTRACHE CERVA CHIARAVALLE CENTRALE CICALA CONFLENTI CORTALE 88051 88022 88075 88060 88041 88042 88043 88050 88046 88060 88060 88045 88024 88040 88065 88020 88060 88046 88050 88025 88050 88040 88040 CROPANI CURINGA CUTRO DAVOLI DECOLLATURA FALERNA FEROLETO ANTICO FOSSATO SERRALTA FRONTI GAGLIATO GASPERINA GIMIGLIANO GIRIFALCO GIZZERIA GUARDAVALLE IACURSO ISCA SULLO IONIO LAMEZIA TERME MAGISANO MAIDA MARCEDUSA MARCELLINARA MARTIRANO CAP Crotone Cap 88824 88833 88817 88822 88834 88833 88813 Localita' BELVEDERE SPINELLO CACCURI CARFIZZI CASABONA CASTELSILANO CERENZIA CIRÒ 88811 88836 88900 88812 88842 88841 88817 CIRÒ MARINA COTRONEI CROTONE CRUCOLI CUTRO ISOLA CAPO RIZZUTO MELISSA UTILITÀ 88040 88040 88060 88060 88040 88046 88047 88060 88020 88050 88060 88050 88040 88040 88048 88050 88040 88040 88020 88040 88060 88067 88066 MARTIRANO LOMBARDO MIGLIERINA MONTAURO MONTEPAONE MOTTA SANTA LUCIA NICASTRO NOCERA TERINESE OLIVADI PALERMITI PENTONE PETRIZZI PETRONÀ PIANOPOLI PLATANIA SAMBIASE SAN FLORO SAN MANGO D'AQUINO SAN MICHELE SAN PIETRO A MAIDA SAN PIETRO APOSTOLO SAN SOSTENE SAN VITO SULLO IONIO SANT’ANDREA APOSTOLO 88060 88100 88028 88060 88050 88050 88029 88040 88054 88040 88050 88050 88068 88049 88050 88069 88060 88055 88056 88060 88050 88020 88050 SANTA CATERINA IONIO SANT'ELIA SANT'EUFEMIA LAMEZIA SATRIANO SELLIA SELLIA MARINA SERRA SAN BRUNO SERRASTRETTA SERSALE SETTINGIANO SIMERI E CRICHI SORBO SAN BASILE SOVERATO SOVERIA MANNELLI SOVERIA SIMERI SQUILLACE STALETTÌ TAVERNA TIRIOLO TORRE DI RUGGIERO VALLEFIORITA VENA DI MAIDA ZAGARISE 88838 88818 88837 88821 88835 88831 88817 MESORACA PALLAGORIO PETILIA POLICASTRO ROCCA DI NETO ROCCABERNARDA SAN MAURO MARCHESATO SAN NICOLA DELL'ALTO 88832 88825 88831 88816 88814 88823 88819 SANTA SEVERINA SAVELLI SCANDALE STRONGOLI TORRE MELISSA UMBRIATICO VERZINO Calabria Produttiva 95 CAP Vibo Valentia UTILITÀ Cap 89832 89832 89817 89822 89818 89863 89816 89832 89833 89862 89823 89814 89851 Localita' ACQUARO ARENA BRIATICO BROGNATURO CAPISTRANO CARONITI CESSANITI DASÀ DINAMI DRAPIA FABRIZIA FILADELFIA FILANDARI 89843 89815 89851 89831 89851 89863 89844 89811 89843 89852 89823 89819 89824 89844 FILOGASO FRANCAVILLA ANGITOLA FRANCICA GEROCARNE IONADI IOPPOLO LIMBADI LONGOBARDI MAIERATO MILETO MONGIANA MONTEROSSO CALABRO NARDODIPACE NICOTERA 89861 89812 89834 89813 89866 89841 89842 89851 89010 89900 89821 89843 89822 89822 PARGHELIA PIZZO PIZZONI POLIA RICADI ROMBIOLO SAN CALOGERO SAN COSTANTINO SAN COSTANTINO CALABRO SAN GREGORIO D'IPPONA SAN NICOLA DA CRISSA SANT'ONOFRIO SERRA SAN BRUNO SIMBARIO 89831 89831 89822 89864 89843 89861 89821 89834 89800 89811 89867 89868 89867 SORIANELLO SORIANO CALABRO SPADOLA SPILINGA STEFANACONI TROPEA VALLELONGA VAZZANO VIBO VALENTIA VIBO VALENTIA MARINA ZACCANOPOLI ZAMBRONE ZUNGRI Cap 89030 89040 89020 89040 89031 89060 89011 89010 89030 89032 89040 89060 89033 89035 89034 89036 89030 89050 89040 89052 89020 89010 89040 89030 89060 89030 Localita' AFRICO AGNANA CALABRA ANOIA ANTONIMINA ARDORE BAGALADI BAGNARA CALABRA BARRITTERI BENESTARE BIANCO BIVONGI BOCALE SECONDO BOVA BOVA MARINA BOVALINO BRANCALEONE BRUZZANO ZEFFIRIO CALANNA CAMINI CAMPO CALABRO CANDIDONI CANNITELLO CANOLO CARAFFA DEL BIANCO CARDETO CARERI 89030 89060 89053 89041 89040 89021 89022 89030 89050 89012 89010 89050 89030 89050 89054 89055 89061 89040 89020 89013 89042 89043 89050 89023 89044 89045 89046 CASIGNANA CATAFORIO CATONA CAULONIA CIMINÀ CINQUEFRONDI CITTANOVA CONDOFURI COSOLETO DELIANUOVA FAVAZZINA FEROLETO CHIESA FERRUZZANO FIUMARA GALATRO GALLICO GALLINA GERACE GIFFONE GIOIA TAURO GIOIOSA IONICA GROTTERIA LAGANADI LAUREANA DI BORRELLO LOCRI MAMMOLA MARINA GIOIOSA ION. 89020 89054 89020 89020 89063 89010 89010 89040 89064 89065 89014 89030 89015 89040 89066 89010 89010 89040 89039 89024 89040 89050 89100 89051 89053 89066 89067 MAROPATI MARTONE MELICUCCÀ MELICUCCO MELITO PORTO SALVO MESSIGNADI MOLOCHIO MONASTERACE MONTEBELLO IONICO MOTTA SAN GIOVANNI OPPIDO MAMERTINA PALIZZI PALMI PAZZANO PELLARO PELLEGRINA PIMINORO PLACANICA PLATÌ POLISTENA PORTIGLIOLA R.C. VILLA SAN GIUSEPPE REGGIO CALABRIA REGGIO CALABRIA ARCHI REGGIO CALABRIA CATONA REGGIO CALABRIA PELLARO RAVAGNESE 89040 89016 89060 89047 89060 89050 89025 89030 89050 89056 89027 89040 89040 89020 89057 89050 89050 89030 89026 89017 89069 89030 89020 89050 89010 89058 89028 89020 89048 89020 89058 89030 89040 89049 89029 89010 89010 89018 RIACE RIZZICONI ROCCAFORTE DEL GRECO ROCCELLA IONICA ROGHUDI ROSALÌ ROSARNO S.AGATA DEL BIANCO S.ALESSIO IN ASPROM. S.CRISTINA D'ASPROM. S.EUFEMIA D'ASPROM. S.GIOVANNI DI GERACE S.ILARIO DELLO IONIO S.PIETRO DI CARIDÀ S.STEFANO IN ASPROM. SALICE CALABRO SAMBATELLO SAMO SAN FERDINANDO SAN GIORGIO MORGETO SAN LORENZO SAN LUCA SAN PROCOPIO SAN ROBERTO SCIDO SCILLA SEMINARA SERRATA SIDERNO SINOPOLI SOLANO STAITI STIGNANO STILO TAURIANOVA TERRANOVA SAPPO MINULIO VARAPODIO VILLA SAN GIOVANNI CAP Reggio Calabria CALABRIA PRODUTTIVA ricerca in Calabria n°3 agenti pubblicitari per le provincie di Reggio Calabria, Vibo Valentia, Catanzaro. Si richiede predisposizione ai rapporti interpersonali spiccata capacità organizzativa automuniti Si offre cospicuo portafoglio clienti alte provvigioni incentivi Inviare curriculum: [email protected] Fax 0984 939891 96 Calabria Produttiva soluzione del sudoku a pagina 93 7 9 4 5 8 3 2 1 6 3 7 1 2 6 4 9 5 8 6 7 8 1 5 6 9 4 2 3 5 2 4 8 1 6 2 9 8 3 5 7 4 3 9 8 1 6 2 9 7 1 3 5 4 1 6 8 5 2 9 7 4 7 1 3 5 6 8 9 8 6 2 4 7 3 5 3 4 7 1 2 9 Difronte ad un buon caffè il mio pensiero vola verso quelle aziende che nell’anno 2007 hanno reso possibile la pubblicazione di CALABRIA PRODUTTIVA, ai nostri sempre più affezionati lettori e a tutta la redazione. A tutti auguro Buon Natale e Felice anno nuovo Piero Sciammarella Sappiamo bene che ciò che facciamo non è che una goccia nellʼoceano. Ma se questa goccia non ci fosse allʼoceano mancherebbe. Madre Teresa di Calcutta