Comunicato Stampa FESTIVAL FOTOGRAFICO EUROPEO 2013 EUROPEAN PHOTOGRAPHIC FESTIVAL 2013 12 ottobre 2012 – 17 novembre 2013 Mostre-Proiezioni-Multivisioni-Lettura Portfolio-Seminari-Editoria-Concorsi-Workshop L’iniziativa, progettata dall’Afi-Archivio Fotografico Italiano, con il patrocinio dell’Amministrazione comunale di Busto Arsizio e dei comuni di Gorla Maggiore, Gorla Minore, Solbiate Olona, Olgiate Olona, Marnate, Fagnano Olona, Gallarate, Samarate, Legnano e Somma Lombardo, e dell’Agenzia del Turismo della Provincia di Varese, con il contributo del Parco Medio Olona, con il sostegno tecnologico di EPSON Italia, in collaborazione con la Royal Photographic Society e con un’estesa varietà di associazioni, scuole e realtà private, nasce con l’intento di porsi tra le realtà più rilevanti nel panorama fotografico nazionale, proponendo un percorso visivo articolato, che vuole essere un’opportunità creativa, interpretativa e riflessiva, con un approccio progettuale che abbraccia il territorio suggerendo itinerari edificanti. Una sorta di fabbrica culturale, che si apre all’Europa, dialogando con i popoli attraverso l’arte dello sguardo, mettendo a fuoco le aspirazioni, i linguaggi e l’inventiva dei suoi abitanti. Un programma che vuole dimostrare come l’arte e la cultura possano fungere da catalizzatore di energie e di cambiamento delle dinamiche dialettiche tra i popoli, superando le assillanti dinamiche economiche e bancarie che i media ci propinano quotidianamente, per agganciarsi a nuove prospettive di crescita e dialogo tra le generazioni e le genti, salvati dalla bellezza, dall’impegno sociale, dallo studio e dalla voglia di abbattere frontiere il sapere. Un rovesciamento della medaglia che vede grandi autori come faro per giovani emergenti, in un confronto dialettico teso a stimolare dibattiti e ragionamenti, attorno a temi d’attualità, di storia e d’arte. La fotografia torna protagonista a Busto Arsizio, nella valle Olona e lungo l’asse del Sempione, con Somma Lombardo, Gallarate e Legnano, con un evento nazionale che prevede 35 mostre sparse in città, seminari, workshop, proiezioni, multivisioni, cinema, letture dei portfolio, presentazione di libri, concorsi, intrattenimenti musicali. L’iniziativa nasce dal desiderio di proporre un evento dedicato alla fotografia d’autore in Lombardia a Busto Arsizio, la più grande città dell’alto milanese, nota fin dall’800 per gli insediamenti industriali tessili, che esportavano in tutto il mondo prodotti eccellenti, situata sull’asse del Sempione, che mette in comunicazione Milano, la vicina Svizzera e la Francia, in un susseguirsi di paesaggi inebrianti, dalle Prealpi Varesine al Lago Maggiore, apprezzati da un turismo internazionale, e quindi occasione per un lieto soggiorno per quanti, partecipando all’evento si fermeranno più giorni nel territorio. Una proposta ideata per attrarre un folto pubblico da diversi luoghi, anche dall’estero, proponendo un percorso visivo che si dirama dalla fotografia storica al reportage d’autore, dalla fotografia d’arte alle ricerche creative, al territorio. Non la consueta rassegna, ma un progetto articolato che interesserà un ampio territorio, tra spazi pubblici e privati, gallerie, librerie, studi di architettura, atelier d’arte e ville. Per rendere maggiormente rilevante l’evento, si sono unite diverse realtà culturali e formative predisponendo progetti qualificanti che interesseranno diverse fasce di età di studenti e cittadini. In sintesi, menzioniamo i comuni, i collaboratori, i partner e le scuole che hanno aderito con interesse alla realizzazione dell’iniziativa: COMUNI: Busto Arsizio, Solbiate Olona, Olgiate Olona, Fagnano Olona, Gorla Maggiore, Gorla Minore, Marnate, Samarate, Gallarate, Somma Lombardo, Legnano. PARTNER: Fondazione Bandera per l’Arte, Distretto Urbano del Commercio Busto Arsizio, Istituto Cinematografico “M. Antonioni”, Istituto Italiano di Fotografia, Liceo Artistico “Paolo Candiani”, Liceo Scientifico “Arturo Tosi”, La Casa Bioecologica, Show Room Arredamenti Brusatori, Libreria Carù, Caccia Cornici, Centro Giovanile STOA’, Associazione Christian Onlus, MooM Hotel Gallery, Archivio del Cinema Industriale e della comunicazione d’Impresa LIUC, Galleria Palmieri, Studio d’Arte Farioli, Archivio Centro Cinema Città di Cesena, Manifattura di Legnano, Bubola e Naibo, Punto Marte Editore, SocialDocumentary.net (SDN), mc2Gallery Milano, Malpensa Fiere, Ass.ne Musicale G. Rossini, Team Down, Fondazione Torre Colombera, SBAM, Giart, Andreella Photo, Progetto Pollicino, Licea Artistico P. Candiani, Fotoclub Il Sestante, Think it, HF Distribuzione, Il Tucano Viaggi Ricerca, Fondazione Montevecchio, Libreria Caru’. Esposizioni a Busto Arsizio – vari spazi: 13 OTTOBRE – 17 NOVEMBRE 2013 ANTIMAFIA DI FRANCO ZECCHIN PALAZZO MARLIANI CICOGNA – P.ZZA VITTORIO EMANULE II – BUSTO ARSIZIO (VA) ORARI DI VISITA: DAL MARTEDI AL SABATO: 15-19 / DOMENICA 10-12 / 16-19 – INGRESSO LIBERO ACCESSO FACILITATO AI DISABILI “Mi trasferii a Palermo nel '75 e iniziai a lavorare con Letizia Battaglia e il gruppo di fotografi che seguivano la cronaca cittadina per il giornale "L'Ora". Di Palermo mi piaceva il rumore, la confusione per le strade, il caldo, la luce, il piacere della gente di incontrarsi, parlare, organizzare, manifestare. Sapevo dell'esistenza della mafia, ma non potevo ancora farmi un'idea precisa di cosa fosse. Il primo omicidio al quale ho assistito fu Benedetto D'Atola, ucciso la sera del 9 luglio '76 alla Zisa. Ricordo una pazza corsa in auto nel traffico pomeridiano, un cerchio di folla incuriosita, chi fumava, chi scherzava; donne, bambini che s’intrufolavano tra le prime file, poliziotti che effettuavano misurazioni, cronisti che prendevano appunti, auto della polizia che arrivavano o ripartivano sgommando, il magistrato, il medico legale, la squadra scientifica, i fotografi, le urla di disperazione dei parenti. In mezzo alla confusione, il cadavere di un uomo che mezz'ora prima stava per terminare normalmente la sua giornata e con la moglie si apprestava a salire in macchina per tornare a casa. Ricordo lo stupore che provai osservando il suo viso immobile, con gli occhi aperti, ancora sanguinante; aspettavo un lieve movimento, un tremore, un battere di ciglia. Benedetto D'Atola era un corpo disteso sull'asfalto, supino, immobile. Non scattai foto. Osservavo Letizia che fotografava, cercavo di imparare le regole del mestiere, cosa si fotografa, o meglio le immagini che i giornali volevano: la scena del delitto, panoramica, possibilmente dall'alto; diverse inquadrature del cadavere, in primo piano, dalla testa, dai piedi, in rapporto con altri soggetti che possono aver avuto una relazione con lui o con l'omicidio (l'automobile, la porta di casa o dell'ufficio, la borsa, un cappello, un ombrello, la pistola); i poliziotti, il magistrato incaricato delle indagini, i parenti, la loro disperazione, gli svenimenti delle donne, la rabbia degli uomini; la riproduzione della foto tessera della patente o di un altro documento trovatogli addosso; eventuali interrogatori in questura, gli arrestati o fermati a seguito delle indagini. Il fotografo deve riuscire ad ottenere una buona immagine, che testimoni e racconti l’accaduto; in una frazione di secondo deve avere la luce giusta, una buona composizione, l’immagine a fuoco, il momento esatto per scattare quando un volto è girato, quando un gesto è più espressivo. Deve riuscire a conciliare queste esigenze, che sono strettamente fotografiche, con la necessità di affrontare tutti gli ostacoli che si frappongono nella realizzazione del lavoro. Il primo omicidio fu seguito da molti altri: tra il 1976 e il 1993 ne abbiamo fotografati centinaia. E' un lavoro che richiede una disponibilità 24 ore su 24, una presenza continua sul territorio : abbiamo vissuto per anni in stato di preallerta, sempre pronti a interrompere qualsiasi attività, per affrontare all'improvviso situazioni spesso drammatiche. Lavoravamo nella precarietà e nell’isolamento: non avevamo nessuna copertura, nessuna garanzia sociale; potevamo essere derubati o aggrediti, senza che il giornale intervenisse. Al tempo stesso potevamo essere considerati responsabili della pubblicazione di notizie false o distorte, Al fotografo sfugge il controllo sull'uso che i mass-media faranno delle sue immagini; egli è solo il primo anello della catena dell'informazione, il primo necessario aggancio con la realtà; interpretazione grezza ed immediata, immersa nel fatto accaduto. Dopo di lui ci sarà qualcuno che deciderà come ridurre questa immediatezza, manipolandola per costruire prove a sostegno della sua verità e di quella voluta dagli interessi politici ed economici dell'editore. L'escalation della guerra di mafia, della quale ero chiamato professionalmente a testimoniare i devastanti effetti, mi lasciava sempre più un senso di frustrazione. Da una parte percepivo l'inefficienza di un'informazione inadeguata a gestire quanto stava accadendo, bloccata da prudenti e intangibili interessi e dal limite stesso del mezzo, la carta stampata, il quotidiano che il giorno dopo non è più letto. Al tempo stesso, era urgente coinvolgere l'opinione pubblica, i giovani, le donne, gli studenti, i lavoratori, affinché si mobilitassero contro le logiche e le pratiche mafiose. Quando cominciarono a cadere giudici, poliziotti, politici, persone che conoscevo e apprezzavo per il loro impegno, uccisi perché, isolati dai loro stessi colleghi e dalla società, avevano preso posizione contro il potere mafioso, non ho più potuto continuare a fare il mio mestiere trincerandomi, come molti, dietro una presunta "imparzialità professionale". L'omicidio di Giuseppe Impastato fu l'inizio di una svolta verso un utilizzo politico-sociale del nostro lavoro. Peppino fu ucciso perché era stato lasciato solo. Non potevo accettare che i giornali, in campagna elettorale e in coincidenza con l'assassinio di Aldo Moro, spacciassero l'omicidio di Impastato per suicidio o fallito attentato. In poco più di due anni di foto-giornalismo a Palermo avevo iniziato a capire come funziona la stampa. Era maturata l'urgenza di trovare altri canali per portare alla gente un'informazione libera e non viziata da oscuri interessi politici ed economici. Letizia Battaglia ed io fummo tra i soci fondatori del Centro Siciliano di Documentazione Giuseppe Impastato: la prima iniziativa fu la ricostruzione della mostra fotografica che Peppino aveva organizzato prima della sua morte, "Mafia e Territorio". La mostra fu esposta nella piazza di Cinisi in occasione della prima manifestazione nazionale contro la mafia. Da allora abbiamo continuato a produrre altre mostre fotografiche e ad esporre nelle piazze, nelle scuole, nei paesi, nelle gallerie e nei musei, in Sicilia, in Italia, in Europa. La nostra arma era l'informazione, che abbiamo usato per rompere la trasmissione di una cultura diffusa della rassegnazione, della sottomissione, dell'omertà. Abbiamo mostrato ai giovani la realtà devastante della mafia, in contrasto con gli stereotipi letterari e romantici che alimentavano il mito di una mafia "buona", che rispettava un codice d'onore, che difendeva e sosteneva i più deboli, garantendo i servizi che lo Stato negava loro. Abbiamo cercato di sottrarre alla mafia il consenso delle nuove generazioni. Le stragi di Falcone e Borsellino hanno provocato indignazione, sconforto, ribellione all'interno della società civile; lo Stato italiano ha dovuto reagire e ha fatto ciò che avrebbe potuto fare già da tempo: l'arresto di Totò Riina. La nuova alleanza tra famiglie che si è sostituita all’egemonia del clan dei"corleonesi", all’interno di "Cosa Nostra", ha ripristinato le antiche strategie d’infiltrazione, di corruzione, di ricatto e di alleanza con il potere politico. La mafia di oggi investe i capitali della droga e nella finanza internazionale. Non appare più, non offre più lo spettacolo della morte, non mette più in scena la propria terribile potenza. Gli affari si fanno meglio quando tutto tace, quando i riflettori della cronaca sono spenti, quando non c'è più la possibilità di un'opposizione”. Nato nel 1953 a Milano, Franco Zecchin nel 1975 si trasferisce a Palermo dove diventa fotografo professionista lavorando sulla mafia, la corruzione politica e le condizioni sociali in Sicilia. Nel 1977, con Letizia Battaglia, fonda un Centro Culturale per la Fotografia e, nel 1980, è tra i fondatori del Centro di Documentazione contro la Mafia « G. Impastato ». Fa teatro e relizza dei film all’interno dell’ospedale psichiatrico di Palermo. Dal1987 è direttore responsabile del mensile di cultura e politica « Grandevù » edito a Palermo. Nel 1988 diventa membro « nominé » dell’agenzia Magnum. Il lavoro svolto in Sicilia tra il 1975 e il 1993 è caratterizzato dall’impegno sociale e riconosciuto a livello internazionale. Nel 1991 inizia una ricerca fotografica sul nomadismo e l’uso delle risorse lavorando su una decina di popolazioni in diverse parti del mondo. Oggi vive e lavora a Marsiglia e continua a esplorare attraverso la fotografia il rapporto tra appropriazione del territorio e pratiche sociali. Le sue foto fanno parte delle collezioni dell’International Museum of Photography di Rochester, del MOMA di New York e della Maison Européenne de la Photographie a Parigi. Ha ottenuto premi prestigiosi per il suo lungo impegno professionale, a livello internazionale. 13 OTTOBRE – 17 NOVEMBRE 2013 PALAZZO MARLIANI CICOGNA – P.ZZA VITTORIO EMANULE II – BUSTO ARSIZIO (VA) L’IMPERO PERDUTO. IL CROLLO DELL’URSS E LA NASCITA DELLA NUOVA RUSSIA DI MAURO GALLIGANI ORARI DI VISITA: DAL MARTEDI AL SABATO: 15-19 / DOMENICA 10-12 / 16-19 ACCESSO FACILITATO AI DISABILI Le immagini di Mauro Galligani delineano l’affresco di 30 anni di storia russa, una realtà di capitale importanza per i destini dell’Occidente. !979, nelle stanze del Cremlino l’aria è immobile e stagnante, mentre accadono alcuni eventi cruciali per l’Unione Sovietica, le sue repubbliche e gli stati satellite: la prima visita di Giovanni Paolo II in Polonia, l’invasione dell’Afghanistan da parte dell’Armata rossa e, poco dopo, la morte del generale Tito. La gigantesca impalcatura dell’Urss inizia a vacillare e in seguito, con l’avvento di Mikhail Gorbaciov, un nuovo vento inizia a spirare oltre la Cortina di Ferro, un vento tanto potente da provocare la caduta del Muro di Berlino nel 1989. E’ la fine di un mondo, il crollo dei regimi comunisti ex sovietici, un’epoca di grandi rivoluzioni e tensioni che travolgono anche lo stesso Gorbaciov. Nel dicembre del 1991 viene decretato lo scioglimento dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche. Con Boris Eltsin l’ex impero imbocca la strada del capitalismo alla russa, che in uno scenario di forte instabilità vede l’ascesa degli oligarchi di stato. Sono anni di forti contrasti sociali in Russia e di brutali guerre in Bosnia e Cecenia. Uscito di scena Eltsin, si apre una nuova fase, grazie alla leadership di Vladimir Putin. Pur tra molte contraddizioni la Russia ha ritrovato orgoglio e unità e rivendica il suo ruolo internazionale sotto la guida del giovane Dmitrij Medvedev, il primo Presidente giurista dai tempi di Lenin e oggi di Vladimir Putin. Mauro Galligani frequenta la Scuola di Cinematografia di Roma e diventa direttore della fotografia. La storia del cinema e i maestri del neorealismo formano la qualità filmica dei suoi reportage. Nel 1964 entra a “Il Giorno” ed è a contatto con la migliore scuola di giornalismo italiano che da allora segna la coerenza e lo stile di ogni suo servizio. Nel 1971 passa alla Mondadori. “Epoca” è il suo giornale dal 1975 al 1997, anche con l’incarico di Picture editor. Per questa testata Mauro Galligani segue i grandi avvenimenti della cronaca internazionale, dalle guerre in America Centrale, in Africa e in Medio Oriente, alla vita dell’Unione Sovietica, paese, cultura e protagonisti di cui segue da trent’anni ogni cambiamento. Con il suo lavoro ha scritto pagine memorabili della storia collaborando con grandi giornalisti. Per molti anni ha collaborato a “Life”. Oggi è freelance. 13 OTTOBRE – 13 NOVEMBRE 2013 MUTABILES NYMPPHAE/SEGNI DI PIETRA DI ROBERTO KUSTERLE COURTESY MC2GALLERY MILANO PALAZZO MARLIANI CICOGNA – P.ZZA VITTORIO EMANULE II – BUSTO ARSIZIO (VA) ORARI DI VISITA: DAL MARTEDI AL SABATO: 15-19 / DOMENICA 10-12 / 16-19 ACCESSO FACILITATO AI DISABILI Roberto Kusterle è nato nel 1948 a Gorizia. Dagli anni Settanta lavora nel campo della arti visive, dedicandosi sia alla pittura sia alle installazioni. Dal 1988 inizia ad interessarsi alla fotografia che è diventato il suo principale mezzo espressivo. Roberto Kusterle, crea mondi immaginari, senza tempo. Ne nasce un senso di mistero ed ambiguità che suscitano riflessioni d’ogni tipo. Ancor più destabilizzante e difficile a credersi (la domanda di Dick: cosa è reale e cosa no?) sono non solo i suoi soggetti ma anche queste vere e proprie “mise en scène” di ambientazioni di mondi “paralleli” creati ad hoc, a mano, dall’artista goriziano. Tutto quello che si vede nei suoi set scenografici è vero, ma non sembra, senza interventi o manipolazioni al computer: come l’enorme testa (vera scultura) de “Il sostegno dell’Io” in cui un uomo si sforza di scalzare da un terreno arido (greto di un torrente in secca,vero) un’enorme testa “simulacro” (altro termine caro a Dick) che ricorda la statua di un idolo (sé stesso?) molto simile allo stesso uomo che spinge. La sua opera diventa così fotografia, scultura, teatro, performance, video. Roberto Kusterle non è solo un fotografo: il mezzo fotografico è l’ultimo livello di un processo creativo multiforme e laborioso, che inizia lontano e chiude nella registrazione fotografica la cristallizzazione di una visione, confermando una volta la sua natura di regista, poi di scultore, make-up artisti e, infine, fotografo. In realtà Kusterle sembra attratto dal grande teatro della vita e, più specificatamente, da un mondo di sogno che prende vita nella sua fantasia e, poi, in questo nostro vivere. Ha esposto in varie parti del mondo ricevendo ampi consensi. 13 OTTOBRE – 17 NOVEMBRE 2013 WE ENGLISH DI SIMON ROBERTS COURTESY MC2GALLERY MILANO PALAZZO MARLIANI CICOGNA – P.ZZA VITTORIO EMANULE II – BUSTO ARSIZIO (VA) ORARI DI VISITA: DAL MARTEDI AL SABATO: 15-19 / DOMENICA 10-12 / 16-19 ACCESSO FACILITATO AI DISABILI Si è fatto conoscere, tra il luglio 2004 e l’agosto 2005, con Motherland. Un ciclo di 200 e più fotografie che coglieva l’anima complessa e stratificata della Russia, dal punto di vista paesaggistico e della gente che la abita. Per il suo ritorno in Inghilterra, Simon Roberts, classe 1974, una laurea in geografia umana alle spalle, sceglie ora un tema familiare. Ma lo fa, da par suo, in un modo anticonvenzionale. Che a stento può essere definito realistico. Soggetto di “We English” sono i passatempi e le attività ricreative degli inglesi nel tempo libero. Come inMotherland è il paesaggio il grande protagonista del racconto. Privo, però, di qualunque fascinazione romantica. Non c’è nulla, qui, dell’immaginario byroniano, gli alberi, i prati, i fiumi, i laghi, le montagne, tutto sembra rientrare in un ordine superiore, dove ogni cosa è necessaria, essenziale, positiva. Così è per il popolo inglese: che sia alle corse dei cavalli o impegnato in una qualche gara agonistica, che si prepari per la partita o una passeggiata in città, che sia al mare coi figli o steso al parco per un picnic, sempre mantiene un rigoroso self control, un ancoramento al passato, la tradizione, un ordine mentale e fisico che lo preserva dal caos, il disordine primigenio. Ci sono molti modi, molte tecniche per raccontare tutto questo. Roberts sceglie uno dei più efficaci: la pittura. Semplice, classica, essenziale negli equilibri compositivi e il bilanciamento cromatico, essa cattura i tratti topici dellabritishness, ottimizzandoli in un’aura simbolica. Non sono pochi i riferimenti: Seurat su tutti. Il Seurat della Grande Jatte (1884), ma anche quello de La Baignade à Asniére(1883). E poi il cinema, come dimenticare il Kubrick di Barry Lyndon o il Greenaway dei Misteri di Compton House. Inscritti in una dimensione lirica, i paesaggi di Roberts paiono perdere peso, sganciandosi dal dato reale per amalgamarsi con gli uomini, il popolo brulicante dei villeggianti e degli appassionati del calcio, del nuoto e della tintarella, così numerosi, ma anche così piccoli, a fronte dell’universo. Ci sorge, è vero, il sospetto che tutto sia forzato, a dispetto delle intenzioni. Sembrano quasi finti, quei cieli, tanto sono bucolici, quieti, sornioni. E la vita, perfetta, senza una sbavatura di troppo, pare quasi perdere aria, come ci trovassimo di fronte ad un’opera iperrealista. Ma il dubbio è presto risolto dinanzi al senso di pace che queste immagini, nonostante tutto, comunicano. E tanto basta per ascriverle alla memoria, come bussola e orientamento possibile in questo mondo confuso, straniero, privo di dei e di miti, di storie, tradizioni. Simon Roberts, classe 1974, si è laureato a pieni voti in Geografia Umana presso l'Università di Sheffield (1996), seguita da una specializzazione in Fotogiornalismo conseguita al NCTJ, Sheffield College (1997). Le sue fotografie sono state esposte in importanti mostre personali come al National Media Museum, Regno Unito, a EX3 Centro per l'Arte Contemporanea, Firenze, e al Museo di Arte Contemporanea di Shanghai, e fanno parte di importanti collezioni pubbliche e private, tra cui la Deutsche Börse Art Collection, George Eastman House e Wilson Centro per la Fotografia. Come riconoscimento per il suo lavoro, Roberts ha ricevuto numerosi premi tra cui il Premio Vic Odden dalla Royal Photographic Society (2007) e gli è stato commissionato un importante progetto dalla Camera dei Comuni inglese, per fotografare nel suo stile il tour dei candidati politici delle elezioni generali inglesi del 2010. Ha pubblicato due monografie, Motherland (Chris Boot, 2007) e We English (Chris Boot, 2009). Una nuova monografia sarà pubblicata nel 2013 e presentata in occasione del Festival Fotografico Europeo, a Milano a cura della Galleria mc2gallery che lo rappresenta in Italia e ha co-prodotto la nuova monografia sulla serie dei pontili inglesi, "PIERDOM". 13 OTTOBRE – 17 NOVEMBRE 2013 A PLACE OF WORK DI IAN BEESLEY PALAZZO MARLIANI CICOGNA – P.ZZA VITTORIO EMANULE II – BUSTO ARSIZIO (VA) ORARI DI VISITA: DAL MARTEDI AL SABATO: 15-19 / DOMENICA 10-12 / 16-19 – INGRESSO LIBERO INAUGURAZIONE: SABATO12 OTTOBRE 2013 DALLE ORE 18 ACCESSO FACILITATO AI DISABILI Ian Beesley è nato a Bradford West Yorkshire nel 1954. Dopo aver lasciato la scuola nel 1972, ha lavorato come operaio in un mulino, Tessitori associati di Dudley Hill, poi nella fonderia di Monkman & Sons Ltd prima di lavorare a Bradford City Corporations Esholt nel settore delle acque fognarie come "Roadrunner" nel settore ferroviario. E 'stato a Esholt nel 1973 che ha comprato la sua prima macchina fotografica iniziando a fotografare i suoi compagni di lavoro, con il loro incoraggiamento ha fatto domanda per il corso base in Arte presso Bradford Art College ed è stato accettato nel 1974. Ha proseguito gli studi in fotografia presso Bournemouth e Poole College of Art dove si è laureato con una doppia specializzazione: documentari e fotografia editoriale nel 1977. Assegnatario della borsa Kodak per la Documentazione Sociale nel 1978 ha iniziato quello che è diventato un lungo studio sul declino della società industriale e il suo impatto sulla comunità. Il suo lavoro è ampiamente raccolto ed esposto sia nel Regno Unito e all'estero con e fa parte di grandi collezioni, tra le quali: Il National Media Museum di Bradford, l'Imperial War Museum di Londra, Il Victoria and Albert Museum di Londra, Il Museo Nazionale di Coal Mining per l'Inghilterra, Wakefield, Il Museo Centrale del Lavoro, Tampere in Finlandia, lo Smithsonian Museum di Washington Stati Uniti d'America. Ha prodotto una ventina di monografie, e la sua opere più recente sono "The Drift" (2011) e "T'Ales" (2011) La sua pubblicazione "Claret e Ambra in bianco e nero - prima stagione di Bradford City in Premiership (2000) è stato votato come il miglior libro fotografico del calcio del 2000 dalla rivista Four Four Two. È stato nominato per come artista della fotografia presso il National Media Museum nel 2008 e nel 2012 ha ricevuto una borsa di studio onoraria dalla Royal Photographic Society. Nel 2011 è stato nominato Artist in Residence per la Scuola del Sociale e Medicina di Comunità presso l'Università di Bristol per uno studio di cinque anni sul tema della vita. Attualmente è responsabile del corso per il Master in Fotografia presso l'Università di Bolton. 13 OTTOBRE – 17 NOVEMBRE 2013 COLONIA PHILIPPSON DI GINA VAN HOOF PALAZZO MARLIANI CICOGNA – P.ZZA VITTORIO EMANULE II – BUSTO ARSIZIO (VA) ORARI DI VISITA: DAL MARTEDI AL SABATO: 15-19 / DOMENICA 10-12 / 16-19 – INGRESSO LIBERO ACCESSO FACILITATO AI DISABILI Gina van Hoof è una fotografa olandese, nata in Belgio nel 1978 e cresciuta in Svizzera. E’ proprio in Svizzera, alla scuola media, che ha sviluppato la sua passione per l'immagine fotografica dopo aver scoperto la magia della camera oscura e aver ricevuto la macchina fotografica di sua madre certa che potesse continuare a condividere il suo mondo con lei attraverso la sua lente. Ha studiato fotografia presso l'Accademia di Belle Arti College di San Francisco e ha continuato i suoi studi in Belgio, dove si è laureata da "Le 75" di Bruxelles nel 2001. Come allieva praticante ha seguito seminari con alcuni giganti del settore come Jim Goldberg di Magnum, Kent Koberstein direttore di National Geographic, e Patrick LeBescont fondatore e direttore del Filigranes edizioni. Oggi Gina si può considerare una girovaga viaggiatrice, e lavora come fotografo freelance. La sua propensione è per il reportage documentario a lungo termine, finalizzato sulla salvaguardia del patrimonio storico e culturale, lavorando su diversi progetti personali appassionanti che vanno dalla caccia in Belgio, ai resti di una vecchia colonia ebraica in Brasile istituita nel 1904, i cui resti sono la testimonianza di un periodo di persecuzioni. Gina è stata pubblicata in La Libre Belgique, La Domenica Telegraph Magazine, Newsweek, Vanity Fair, Monocle, The Advocate, Femina, per citarne alcuni. Alcune delle sue fotografie appaiono sulle copertine dei libri per le collezioni tra cui Pocket, Leyland Publications, Pequod, e ha avuto passaggi televisivi su ABC 20/20, CBS 'Early Show, della MSNBC Rachel Maddow Show. Ha esposto in Svizzera, Belgio, Italia, Francia, Regno Unito, e Stati Uniti. Il suo lavoro è stato esposto in BIP2012 OFF durante la Biennale di quest'anno a Liegi, nella Collezione Canvas al Bozar di Bruxelles nel 2008, e al Festival della Fotografia a Charlottesville, Virginia, Stati Uniti d'America nel 2007. Nel corso degli anni gli sono stati commissionati diversi lavori, tra cui quello della città di Roubaix, in Francia, della Regione Piemonte in Italia per promuovere il turismo nel 2006, dal consiglio comunale e la comunità ebraica di Bayonne, in Francia nel 2010 . Alcune delle sue fotografie del più antico cimitero ebraico che si trova a Bayonne Francia, sono state esposte presso il Museo Ebraico di Bruxelles nel 2013. In questo momento sta lavorando a un progetto fotografico che si concentra sul rispetto delle diversità religiose e di genere, con l'obiettivo di favorire un dialogo interreligioso e interculturale. Al di là delle immagini fotografiche, la passione di Gina è l'oggetto fatto a mano. Progetta e costruisce raccoglitori artigianali e cartelle portfolio, e ama unire le sue immagini alle parole. A Bruxelles, è rappresentata da Patrick Marchal Gallery. 13 OTTOBRE – 17 NOVEMBRE 2013 ORE 18: L’ORARIO E’ FINITO DI MASSIMILIANO CAMELLINI MUSEO DEL TESSILE – SALA RICAMO – VIA GALVANI -BUSTO ARSIZIO (VA) ORARI DI VISITA: DAL MARTEDI AL SABATO: 15-19 / DOMENICA 10-12 / 16-19 INGRESSO LIBERO ACCESSO FACILITATO AI DISABILI Gli spazi della produzione industriale (e più concretamente della produzione dell’industria tessile) e gli uffici dell’amministrazione che compaiono in queste fotografie sembrano essere stati allo stesso tempo razionalistici e umanistici. Irradiano un’atmosfera umana - oggi sempre più rara da trovare -, mentre le trasparenti strutture dell’organizzazione del lavoro e gli effettivi strumenti e meccanismi della produzione presentano un riferimento reciproco fondamentalmente armonico. Le immagini parlano di un certo passato, fanno da tramite, trasmettono un mondo che non esiste più, ma che è ancora riconoscibile nelle tracce lasciate, un mondo con le sue gioie e le sue miserie, con i suoi piccoli avvenimenti e le sue grandi strutture, che hanno determinato i più piccoli dettagli nella vita degli attori di un tempo. Si potrebbe sostenere che Massimiliano Camellini abbia spesso raggiunto il limite della fotografia documentaria, anche se la sua intenzione non è affatto la mera documentazione, quanto piuttosto il fissare le reazioni empatiche. Estratto dal testo: "Oggettività versus empatia". Note sulle ricostruzioni fotografiche di possibili azioni della vita, di Lóránd Hegyi Massimiliano Camellini ARPS è nato a Venezia (Italia) nel 1964, attualmente vive in provincia di Reggio Emilia (Italia). Dal 2001 comincia a realizzare progetti costituiti da serie di opere, dedicate a temi universali. La prima serie di opere è dedicata agli “istinti e sogni dell’uomo”, ricercandoli nella realtà di oggi come sono raccontati dalla storia, dalla letteratura e dal mito; appartengono a questo ciclo Oltre le Gabbie (2001), I Volanti (2004), Duel (2006), Nuove Arene (2009), Il laboratorio dell’ossessione (2010), ore 18.00, l'orario è finito (2012). Ha esposto individualmente e in esposizioni collettive, sia in Italia che all'estero, nel 2013 ha partecipato al MIA 2013 (Milan Image Art Fair) e a Photissima Art Fair II (Venezia). Le sue fotografie sono conservate in numerose collezioni di musei di arte contemporanea e fotografia di tutto il mondo. Su Massimiliano Camellini hanno scritto Variatio, View Photography Magazine, Silvershotz, Fotocult. Dal 2013 è Direttore del Capitolo Italiano della Royal Photographic Society (Bath, UK), la quale gli ha riconosciuto la Associateship Distinction (ARPS). 12 OTTOBRE – 10 NOVEMBRE 2013 BUSTO NEGLI ARCHIVI: IMMAGINI DEL RECENTE PASSATO BIBLIOTECA COMUNALE – VIA MARLIANI - BUSTO ARSIZIO (VA) ORARI DI VISITA: DAL LUNEDI AL VENERDI 10 – 18,30 / SABATO 10 – 17,30 - INGRESSO LIBERO ACCESSO FACILITATO AI DISABILI Gli archivi sono sempre una scoperta appassionante. Da qualche tempo ci stiamo occupando del recupero delle immagini sparse in vari luoghi in città, con l’intento di ricostruire una sorta di ponte visivo tra passato e presente. Ritratti, paesaggi e album di famiglia, sono alcune delle preziosità che stiamo raccogliendo e catalogando, lasciando che le vedute e le situazioni più differenti, riportino alla memoria aspetti di vita sociale. Tra le migliaia d’immagini selezionate, abbiamo rinvenuto una serie considerevole di fotografie a colori che documentano la vita quotidiana a Busto Arsizio tra gli anni ’70 e ’80. Stampe sbiadite, tanto di moda oggi, visto che è nata una vera ossessione per il vintage, clonato s’intende, spesso ottenuto con un gioco di manipolazioni al computer, che rappresentano uno spaccato del modo di vivere di quegli anni. Così affiora una società apparentemente meno snervata di quella odierna, che il fotografo, attualmente anonimo, che vorremmo scoprire e incontrare, racconta con la propria visione, fermando attimi di vita che il tempo rende ancora più interessanti e preziosi, per una Busto certamente insolita. 13 OTTOBRE – 10 NOVEMBRE 2013 WHITE ELEPHANT DI PIOTR ZBIERSKI FONDAZIONE BANDERA PER L’ARTE / SPAZIO EX FABBRICA– VIA ANDREA COSTA, 29 – BUSTO ARSIZIO (VA) ORARI DI VISITA: VENERDI E SABATO 16-19 / DOMENICA 10-12 / 15-19 – INGRESSO LIBERO ACCESSO FACILITATO AI DISABILI Il progetto del fotografo polacco Piotr Zbiersky, durato cinque anni, rappresenta una sorta di analisi delle emozioni, che l’autore interpreta con uno stile personalissimo, con l’intento di studiare fino a che punto è possibile alterare la realtà. Affascinato dagli incontri casuali, osserva e fotografa la gente con atteggiamento imparziale, che gli consente di cogliere la purezza dei comportamenti e l’essenzialità delle persone e del mondo in cui vivono. In una sua dichiarazione sostiene di avere scelto la fotografia perché gli permette di arrivare molto vicino alla gente. E’ l’unico mezzo con una immediatezza che permette di mostrare l’esistenza della fantasia nel mondo reale. Le sue immagini si concentrano sui volti, i gesti, l’espressione dei sentimenti e delle relazioni. Le sue immagini non vogliono rappresentare il reale in senso sociologico, ma piuttosto raccogliere scene di vita nei più svariati contesti, nel suo girovagare attraverso l’Europa e l’India. Un insieme di fotografie che non appartengono a nessun luogo in particolare ma nel proprio intimo territorio che, seguendo un preciso filo conduttore, intendono suggerire storie di felicità, ricordi, incontri e impressioni personali. Con il suo modo di fotografare Piotr abbraccia la realtà, disegna con la luce creando sfumature e bagliori inattesi. Precari equilibri che si trasformano in affascinanti istanti di vita. Piotr Zbierski, nato nel 1987, ha frequentato la Scuola Nazionale di Cinema polacca 2006-2012 e si è laureato con un master. Immagini selezionate dai suoi progetti di "White Elephant" sono state esposte in varie mostre in Polonia, Russia e Portogallo. Sue immagini fanno parte di collezioni pubbliche e private. Nel 2012 vince con questo lavoro il Premio internazionale Leica Oskar Barnack Newcomer Award. 13 OTTOBRE – 10 NOVEMBRE 2013 TECNICA E CREATIVITA’ LE DUE FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA NELLA FOTOGRAFIA DI PAESAGGIO STUDENTI DELL’ISTITUTO ITALIANO DI FOTOGRAFIA – DOCENTE ERMINIO ANNUNZI FONDAZIONE BANDERA PER L’ARTE – VIA ANDREA COSTA, 29 – BUSTO ARSIZIO (VA) ORARI DI VISITA: VENERDI E SABATO: 15-19 / DOMENICA 10-12 / 15-19 – INGRESSO LIBERO ACCESSO FACILITATO AI DISABILI Cos’è la creatività? Trovare una risposta univoca a questa domanda è una faccenda molto complicata, tralasciando tutte le definizioni che fino ad oggi hanno accompagnato questo termine, credo da parte mia, che la creatività sia un’idea dettata dalla propria personalità e dalla propria visione. Qualcosa che permette, a un autore, di mostrare la realtà sotto sfaccettature differenti e fornire anche, significati differenti rispetto a un comune modo di interpretare. Seguendo questa logica, con gli studenti dell’istituto Italiano di Fotografia, abbiamo iniziato un percorso attraverso i meandri della fotografia di paesaggio, che ci portasse a sviluppare una cosciente e consapevole visione creativa del paesaggio. Nel lungo percorso del progetto, con gli studenti, abbiamo quindi sviluppato un lavoro che mettesse in risalto il valore primario della sorgente della creatività, ovvero, la capacità non comune di essere stimolati dal circostante mondo e tramutare questi stimoli in idee efficaci per raccontare il paesaggio con stile e personalità, al di fuori dei luoghi comuni. Al contempo, ci si è resi subito conto, che l’essenza astratta delle idee aveva bisogno di supporto oggettivo su cui ascrivere le idee stesse, è stato quindi inevitabile parlare di tecnica fotografica. Mi rendo conto che nel panorama fotografico odierno e specialmente in specifici ambiti socio culturali molto elitari, percorrere la strada del tecnicismo, venga vista come una scorciatoia priva di valore di contenuto e concettualità, una mera forma estetica dai contenuti asettici e poveri. Dall’altro canto anche l’eccessivo concettualismo, espresso senza una precisa e concreta struttura tecnica, rimane, a mio modo di vedere, un puro e sterile esercizio mentale al quale manca la forma con cui mostrare il valore espressivo dell’opera. Il lavoro svolto dagli studenti, mira prioritariamente alla coniugazione efficace delle due sorgenti primarie del fare fotografia; sviluppare un’idea creativa, renderla concreta ed efficace, attraverso la conoscenza della e delle tecniche dello strumento fotografico, ed esprimere contenuti efficaci. Oggi giorno, stiamo assistendo e subendo, falsi messaggi marketing che mirano più a vendere un prodotto che a sviluppare la cultura fotografica, basti ricordare il motto di una nota casa fotografica che dice: “ Non pensare scatta”. Il nostro è: “Osserva, Pensa, sviluppa l’idea e conosci gli strumenti”. La fotografia per gran parte è cultura, conoscenza, tecnica e creatività a cui serve anche istinto e fortuna, ma non sono quest’ultimi, gli elementi che determinano il valore di un fotografo e della sua fotografia. Per inciso, molti studenti ed io stesso, usiamo con soddisfazione, i prodotti di questa nota casa fotografica, ma non abbiamo spento il cervello prima di usarli. In conclusione, un altro elemento per me significativamente portante è costituito dalla location utilizzata per le riprese fotografiche. Il lavoro è stato svolto prevalentemente nell’area del parco del Ticino a pochi chilometri da Milano; questo vuole costituire un messaggio fondamentale, per far comprendere come non sia necessario viaggiare in terre lontane,L’asse portante per avere qualcosa da raccontare nella fotografia di paesaggio. L’asse portante di questa filosofia ci è stata fornita da questa splendida frase: “ Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuovi mondi, bensì, nell’avere nuovi occhi”. (Erminio Annunzi) 18 OTTOBRE – 3 NOVEMBRE 2013 VARESE, UNA PROVINCIA DA AMARE I LUOGHI, LA STORIA, GLI SGUARDI NELLE IMMAGINI DI: CLAUDIO ARGENTIERO, ANDREA BERTANI, ROBERO BOSIO, DAVIDE NIGLIA, MARCO COLOMBO, MARCO INTROINI CENTRO CONGRESSI MALPENSAFIERE – SALA BORGHI – VIA XI SETTEMBRE,16 -BUSTO ARSIZIO VA ORARI DI VISITA: SABATO 15-20 / DOMENICA 10-20 - INGRESSO LIBERO ACCESSO FACILITATO AI DISABILI Dopo avere dedicato ricerche e pubblicazioni a diversi temi e progetti, abbiamo deciso di creare una nuova collana editoriale dedicata alla provincia di Varese, in cui molti di noi sono nati e hanno vissuto in piena sintonia con gli spazi e gli ambienti. Un progetto che nasce nel momento in cui si parla di abolizione delle province, e per questo ancor più rilevante è il desiderio di rivelare visivamente i luoghi che hanno accompagnato la nostra crescita e la nostra cultura, in un confronto di sguardi e di stili. Ci siamo chiesti cosa contraddistingue la provincia di Varese. Forse i sette laghi racchiusi tra le vallate, le dimore storiche sparse nel territorio, la storia industriale, le alture ricoperte da un manto verde, il binomio uomo-ambiente, i silenzi del Parco del Campo dei Fiori o del Ticino, o ancora il vento che anima le foreste, oppure la realtà agricola che pochi conoscono, con punte di eccellenza. Raccogliere le memorie del passato, cogliere le tipicità, le tradizioni, i prodotti enogastronomici, i personaggi, il tessuto produttivo. Non siamo sicuri che le immagini presentate raccontino i diversi temi annotati, ma è certo che nascono dall’attaccamento al territorio, e per questo autentiche e vissute. Segni, prospettive, paesaggi, volti e scenari che sapranno conquistare, in un abbraccio che vuole essere un mosaico di esperienze. 26 OTTOBRE – 10 NOVEMBRE 2013 LA GENTE CHE STA BENE SUL SET - IMMAGINI DI MARINA ALESSI (DA UN FILM DI FRANCESCO PATIERNO) ISTITUTO CINEMATOGRAFICO M. ANTONIONI - VILLA CALCATERRA – VIA MAGENTA, 70 – BUSTO ARSIZIO (VA) ORARI DI VISITA: DAL MARTEDI AL SABATO: 15/19 – DOMENICA 10/12 – 16/19 INGRESSO LIBERO ACCESSO FACILITATO AI DISABILI LA PORTICINA testo di Roberto Mutti Quando nella sala cinematografica finisce la proiezione, il pubblico si divide fra i molti che si avviano rapidi verso l’uscita e i pochi che restano incuriositi a leggere, nei titoli di coda, i nomi dei componenti di quella tribù poco nota senza la quale il film non sarebbe stato realizzato. Ognuno di loro svolge compiti importanti ma il fotografo di scena ha una particolarità tutta sua: può mostrare una piccola porta varcando la quale si può entrare dentro il film per vederlo da un altro, più vicino e intrigante punto di vista. Così ha fatto Marina Alessi che il suo sguardo particolare l’ha puntato su “La gente che sta bene”, il film recentemente diretto da Francesco Patierno, trasformando poi l’ampio lavoro di documentazione in questa mostra dove cinema e fotografia sono messi a confronto. Alternando riprese di scena, immagini di backstage e ritratti posati, la fotografa ci conduce all’interno della realtà ben nota alle troupe ma da cui abitualmente lo spettatore è ovviamente escluso. E’ inevitabile pensare a “La nuit américane”, il film del 1973 in cui Francois Truffaut metteva in scena la lavorazione di “Vi presento Pamela” mostrando i trucchi dei tecnici, le vicende personali dei protagonisti e perfino se stesso nel ruolo del regista. E in effetti qui ogni fotografia nella sua efficacia sintetica allude e racconta, così le mani in movimento del regista fanno da introduzione a un mondo dove l’essere si identifica con l’apparire ma nulla è quello che sembra. E’ il caso del primo piano del protagonista seduto alla scrivania: sembra solo ma il grandangolo di Marina Alessi include anche il macchinista che lo inquadra da vicino, il regista che lo scruta, i componenti della troupe che circondano la scena. C’è poi una bellissima ripresa dall’alto che nella sua sintesi spiega molto: una piccola porzione dell’immagine è occupata da due attori che parlano, tutto il resto è un affollarsi di tecnici, macchinari, cavi, schermi, led lampeggianti, sedie, microfoni ed è qui che vive davvero il cinema. Come spesso succede ai lavori puliti ed immediati, anche questo dà la sensazione di essere facile. Le cose stanno in modo ben diverso perché un bravo fotografo di scena deve avere la prontezza del reporter per cogliere l’istante giusto, l’intuizione indispensabile per ottenere immagini originali, la capacità compositiva da utilizzare per le fotografie pubblicitarie, l’estro del ritrattista. Marina Alessi queste doti le ha messe in luce in questa che per lei è stata una nuova ricerca: abituata in anni di esperienza a lavorare con tempi e modi classici (un tempo scattava in analogico usando le code dei “girati” per ottenere dal laboratorio gli stessi toni cromatici delle pellicole) per la prima volta si è trovata di fronte a un film girato in digitale con condizioni di luce spesso scarsa e attori che raramente provano le scene. E’ stata una nuova sfida che Marina Alessi ha vinto: anche questa volta ha costruito una piccola porta e ci ha indotti a varcarla per avere accesso al mondo del cinema che ha costruito apposta per noi. La fotografa Marina Alessi ha colto attraverso il suo obiettivo, i protagonisti del mondo del teatro, del cinema e della cultura, seguendoli sui set e nella vita come ritrattista e fotografa di scena. Nel 1984 si trasferisce a Milano dove tutt’ora vive e lavora. All’inizio degli anni ’90 avvia una stretta collaborazione con lo Zelig di Milano, storico locale di cabaret, seguendo la sua l’evoluzione da luogo di riferimento per la comicità a vero e proprio marchio d’impresa attivo nel mondo dello show business. Cura l’immagine dei manifesti per gli spettacoli teatrali e per la trasmissione televisiva che ne porta il nome seguendolo per 15 anni e nel 2012 nasce il libro “Zelig 25 anni di risate” edito da Mondadori Nel 1999 vince il concorso nazionale per fotografi di scena città di Cesena per le foto del film "Così è la vita" mentre nel 2007 ottiene la menzione per le foto del film “La Cura del Gorilla”. È attiva anche nel mondo dell’editoria dove collabora con alcune tra le principali case editrici italiane come Mondadori, Rizzoli, Feltrinelli, Kowalski per realizzare i ritratti di copertina degli scrittori da esse pubblicati . Da dieci anni utilizza e porta ai massimi livelli i ritratti con Polaroid Giant Camera: la macchina fotografica costruita in 5 esemplari in tutto il mondo che permette, grazie alle sue dimensioni, la realizzazione di ritratti fotografici in formato 50x60, veri e propri pezzi unici. Nel 2004 con la Giant Camera segue i progetti “Comicando”, 33 comici fotografati a scopo benefico per Emergency, e “Facce(e)Note”. Quest’ultimo comprende i ritratti di alcuni noti cantautori italiani ed esteri realizzati durante il Premio Tenco di Sanremo, la celebre rassegna dedicata alla canzone d’autore. Sempre nel 2004 inizia un lavoro fotografico che, in collaborazione con la rivista “Vanity Fair”, la porta a ritrarre i più importanti scrittori del panorama letterario internazionale durante sei edizioni del Festivaletteratura di Mantova. Nasce così “Facce da leggere” un libro edito nel 2010 da Rizzoli che raccoglie 282 ritratti polaroid di autori di best seller, giallisti, premi Nobel, poeti, giornalisti accompagnati dai testi inediti di alcuni degli scrittori fotografati. Nel 2008 nasce, invece, “AutoRItratti 44+1”: un progetto fotografico che raccoglie le foto di 44 street artists italiani realizzate in bianco e nero su fondo bianco: due scatti ad ogni artista per fermare l’emozione data dalle loro opere e dall’incontro personale; figure intere nello spazio e primi piani, spesso strettissimi, sguardi, mani, dettagli. Stampe 40x50 applicate su alluminio e a quel punto restituite ai soggetti perché, intervenendo su di esse con la loro arte, le facessero diventare non più fotografia, non solo pittura, ma una commistione di messaggi diversi. Un innovativo e inedito lavoro di contaminazione che diventa un libro/catalogo edito da Vallecchi. 26 OTTOBRE – 10 NOVEMBRE 2013 VIAGGIO IN ITALIA – SET DEL CINEMA ITALIANO 1941-1959 DALL’ARCHIVIO CENTRO CINEMA CITTÀ DI CESENA A CURA DI ANTONIO MARALDI E SIMONA PERA ISTITUTO CINEMATOGRAFICO M. ANTONIONI - VILLA CALCATERRA – VIA MAGENTA, 70 – BUSTO ARSIZIO (VA) ORARI DI VISITA: DAL MARTEDI AL SABATO: 15/19 – DOMENICA 10/12 – 16/19 INGRESSO LIBERO INAUGURAZIONE: SABATO 26 OTTOBRE 2013 ORE 21 – A SEGUIRE PROIEZIONE DEL FILM: LA GUERRA DEI VULCANI REGIA DI FRANCESCO PATIERNO Se prima della guerra era abbastanza raro, anche se non del tutto inusuale, che il cinema italiano uscisse dai teatri di posa, nell'immediato dopoguerra, sulla spinta estetico-produttiva del Neorealismo, non solo è sceso nelle strade e nelle piazze ma ha cominciato a muoversi lungo tutta la penisola. E si è trattato di una pratica che ha contagiato non solo i film neorealisti ma anche commedie e melodrammi, cinema popolare e cinema d'autore. Inseguendo questo suo peregrinare si è pensato a "Viaggi in Italia. Set del cinema italiano 1941-1959", una mostra intesa a documentare alcune di quelle opere realizzate, in tempi e modalità diversi, dalle Valle d'Aosta alla Sicilia, con l'esclusione di Roma (i moltissimi film girati nella capitale sono stati oggetto in passato di approfondite ricerche). Avendo come preciso punto di partenza le preziose raccolte fotografiche della Cineteca Nazionale e del Centro Cinema Città di Cesena, la mostra è stata organizzata puntando da un lato alla documentazione delle varie location regionali (qualche regione è stata giocoforza esclusa), e dall'altro a evidenziare l'eccellente lavoro di quasi tutti i migliori fotografi di scena, attivi in quel periodo. Dovendo limitare la scelta, molte sono state le esclusioni, in diversi casi anche dolorose. Ad alcuni film, ritenuti particolarmente significativi, non si è però voluto rinunciare e si è andati alla ricerca di testimonianze fotografiche depositate presso altri archivi. La mostra è composta da 50 foto in bn dei film: Piccolo mondo antico (1941) di Mario Soldati, Ossessione (1943) di Luchino Visconti, Il miracolo episodio de L'amore (1947) di Roberto Rossellini, Cielo sulla palude (1949) di Augusto Genina,Stromboli (1950) di Roberto Rossellini, I) figli di nessuno (1951) di Raffaello Matarazzo, La leggenda di Genoveffa (1952) di Arthur Maria Rabenalt, Carne inqiueta (1952) di Silvestro Prestifilippo e Carlo Musso, Giorni d'amore (1952) di Giuseppe De Santis, Gelosia (1953) di Pietro Germi, Senso (1954) di Luchino Visconti, La strada (1954) di Federico Fellini, Le ragazze di San Frediano (1954) di Valerio Zurlini, Proibito (1954) di Mario Monicelli, Orient Express (1955) di Carlo Ludovico Bragaglia, Casta diva (1955) di Carmine Gallone, Le amiche (1955) di Michelangelo Antonioni, Souvenir d'Italie (1957) di Antonio Pietrangeli, Il grido (1957) di Michelangelo Antonioni, Il medico e lo stregone (1957) di Mario Monicelli, Nata di marzo (1958) di Antonio Pietrangeli Racconti d'estate (1958) di Gianni Franciolini, La sfida (1958) di Francesco Rosi, La grande guerra (1959) di Mario Monicelli. Le fotografie sono firmate da Francesco Alessi, Rosario Assenza, Bruno Bruni, Osvaldo Civirani, Ermanno Consolazione, Vincenzo Palmirani, Pierluigi, G.B. Poletto, Huguette Ronald, Paul Ronald, Sergio Strizzi. La mostra è accompagnata da un catalogo bilingue (italiano e inglese), curato da Antonio Maraldi e Simona Pera, comprendente un’ottantina di foto, le note biografiche dei fotografi, le schede dei film e le interviste inedite al regista Mario Monicelli e al fotografo Paul Ronald. 16 OTTOBRE – 9 NOVEMBRE 2013 FOTOGRAFIA D’AUTORE: GLI SGUARDI, LE STORIE, LE RICERCHE LIBRO EDITO DALL’AFI AUTORI: AURELIO BORMIOLI, ERMINIO ANNUNZI, EMANUELA COLOMBO, MAX CAMELLINI, NICOLA BORTOLUSSI, ROBERTO BOSIO, VIRGILIO CARNISIO, CLAUDIO ARGENTIERO. LA CASA BIOECOLOGICA – VIALE PIEMONTE, 28- BUSTO ARSIZIO (VA) ORARI DI VISITA: DAL MARTEDI AL SABATO 10-12 /16-19 – INGRESSO LIBERO INFOTEL: 0331 638255 Il tempo della fotografia è la definizione più adatta per questa nuova pubblicazione che l’Afi ha dato alle stampe, con l’intento di mostrare il lavoro di un gruppo di autori che si distinguono per le proprie ricerche. Non un tema comune, se non quello della progettazione personale, ma piuttosto tanti percorsi espressivi che s’intrecciano con l’arte, il cinema, la letteratura, l’ambiente, la sperimentazione linguistica, lo sguardo, gli enigmi e lo scorrere della vita, raramente la tecnica. La fotografia diviene spazio, esperienza, conoscenza, mutevole espressione della gioia e del dolore, che assorbe le fragilità del mondo reale per sintetizzarsi in una visione che appaga gli impulsi, amalgamando una concatenazione di segni per racchiuderli in un involucro di sentimenti. Siamo distanti dal concetto di parodia della realtà, che più delle volte è un pretesto per definire la fotografia un mero mezzo meccanico, per addentrarci in un processo di trasfigurazione più culturale che tecnologica, frammentata quanto basta per instaurare un incessante dialogo che ripone nel silenzio le suggestioni ideate dagli autori, che con le loro ricerche, restituiscono alla narrazione vibrazioni e volubilità dello sguardo, debordando, in alcuni casi, nella suggestione. Emerge in modo inequivocabile, sfogliando le pagine del libro, di come la fotografia riesca a esprimere concetti propri concedendo emozioni, quando emerge quel senso di relazione atavica tra l’autore e la sua visione, immerso in una dimensione fatta di sussurri dove albergano le emozioni, in un continuum rapporto tra verità e rappresentazione. Pare una descrizione eccessiva, ma conoscendo i vari fotografi pubblicati,non posso che riaffermare che le associazioni citate rientrano pienamente nel percorso artistico di ognuno, certo con sensibilità differenti, ma allo stesso tempo con una comune entità estetica coerente e stratificata. Il rapporto con l’esistente, con le esperienze maturate, con la cultura individuale e con la propensione a ricercare un linguaggio consono alle proprie aspirazioni, esprimendo anche un po’ di se stessi, sono stimoli che si concentrano in un tempo indefinito, che vorremmo eterne. Forti pulsioni emotive, che ampliano gli orizzonti, ma che ci pongono davanti al corso della vita, consapevoli del punto di approdo ma, nel contempo, ignari del destino che ci attende. Un approccio che chiarisce alcune scelte stilistiche, non retoriche o esclusivamente estetiche, nate dal desiderio di lasciare all’eternità traccia visiva del nostro passaggio, quando merita di essere celebrato. La contaminazione tra analogico e digitale, ha portato a nuove riflessioni e ibridazioni, tanto da valicare lo spazio storico e del bello per assegnare all’atto fotografico la reputazione di medium capace di interagire con le altre arti, in un continuo sviluppo che pone la memoria e l’immaginario al centro della contemporaneità, rapportandosi con la luce. Non è raro cogliere nel lavoro di alcuni fotografi, la capacità di vedere frammenti, indissolubilmente legati alla nostra esistenza, che pervadono emotivamente chi ha la serenità e la pazienza di osservarli, attivando un dialogo ambivalente, tra artista e fruitore, proteso a colmare vuoti o a riscoprire sensibilità celate. Sentimenti e sensazioni s’incontrano in una danza che la luce nobilita. Semplici considerazioni che possono suggerire come definire la differenza tra la fotografia d’autore rispetto a uno scatto più tecnicamente perfetto, ma privo di poetica, classificabile in “immagine da operatore professionale con partita iva”, legato a codici prettamente commerciali. Questo per dire che è raro che un fotografo professionista sia necessariamente capace di esprimere ricerche interpretative, anche perché tediato dalla committenza incalzante, e questo determina che la fotografia d’autore non parte dall’essere fotografo ma di sentire e vivere la stessa con libertà espressiva e di vita, senza vincoli che ledono l’autonomia mentale e lo spazio temporale tra visione e distanza sociale. Il frutto di tutto questo, lo trovi nelle gallerie e nelle fiere d’arte. In un periodo in cui l’assenza di miti e filosofiche ideologie avviliscono lo stato sociale e l’identità collettiva, sono le storie più marginali, personali e inconfessate a dominare nel racconto visivo di molti autori, rintracciando quell’umanità, più delle volte inascoltata, che la fotografia d’autore riporta alle cronache senza clamori, ma con la necessaria discrezione che è propria di chi sa entrare in punta di piedi nella vita altrui. Anche i luoghi giocano un ruolo imperante, se letti attraverso le tracce, i passaggi, i toni, i bagliori dosati con maestria lasciando emergere i segni, che come armonie evocative si amalgamano e diventano ricordi, atmosfere, iconografie, stati d’animo prima che pulizia formale e tecnicismi eccessivi. A volte basta una variazione della luce, per entrare in sintonia con l’ambiente e il soggetto, innescando una riflessione sull’importanza dell’istante, del riverbero e della sfumatura, per trasformare un fotogramma in un processo che rivela nuove prospettive. In definitiva la fotografia d’autore, almeno per me, si può considerare tale quando frantuma ideologie tecniche, quando non è unicamente elemento decorativo, quando è seduzione e stile, quando riesce a rapportarsi con altri linguaggi visivi, quando emerge la personalità dell’artista che l’ha generata, quando si pone tra l’immobilità dell’arte e la dinamicità del cinema, trovando un proprio codice espressivo, che la rende unica, qui ben raffigurato. Claudio Argentiero 12 OTTOBRE - 9 NOVEMBRE 2013 SCATTI DI LOMBARDIA AUTORI VARI AFI SBAM – SHOWROOM – PIAZZA MANZONI, 5 - BUSTO ARSIZIO (VA) ORARI DI VISITA: DAL LUNEDI AL SABATO10/13 – 16/20 INGRESSO LIBERO Uno dei compiti prioritari dell’Archivio Fotografico Italiano è di produrre, recuperare, preservare e catalogare immagini del territorio, con la finalità di ricostruire una sorta d’itinerario storico visivo che nel tempo possa costituire fonte di studio e di raffronto tra passato e presente, spesso a favore del passato. La mostra presentata nell’elegante showroom SBAM, vuole rappresentare attraverso scatti d’autore la nostra regione, in un viaggio lento ma nel contempo stimolante, in cui si incontrano preziosità ambientali, architettoniche e urbane che divengono occasione di conoscenza. Un territorio che si prepara all’EXPO 2015 con tante contraddizioni e aspettative, che abbiamo voluto presentare come una sorta di biglietto da visita, attraverso una selezione di scatti di Lombardia. Le immagini saranno stampate su tela fotografica, e in occasione dell’asta di beneficenza, in programma il 10 novembre 2013, saranno proposte tra le opere disponibili. 18 OTTOBRE – 9 NOVEMBRE 2013 PAESAGGI NASCOSTI DI CLAUDIO CAMISASCA SHOW ROOM CACCIA CORNICI - VIA MATTEOTTI, 10 - BUSTO ARSIZIO (VA) ORARI DI VISITA: DAL MARTEDI AL VENERDI 16,30-19 / SABATO 10-12 / 15,30- 19 INGRESSO LIBERO INFOTEL: 0331 658460 “Paesaggi nascosti” recita il titolo di questa mostra. Eppure, nonostante la cosa sia enunciata fin da principio, le immagini che scorrono davanti ai nostri occhi non riescono a non stupirci, a non contraddire la nostra semplice e immediata idea di paesaggio. Non ci sono scorci che puoi immaginare di ritrovarti davanti all'improvviso, all'aria aperta: nessuna cima mozzafiato né alcuna verde vallata rigenerante, ma piccoli e grandi particolari che per farsi apprezzare chiedono sottovoce di “fermarsi a guardare”. Angoli di monti e di mondo che per svelarsi pretendono attenzione, passione, pazienza. Come una donna, come un amore. Immagini difficili sia da capire che da leggere, eppure di grande impatto, racconti di una passione ancestrale e profonda, consolidatasi nel tempo e col tempo, la vivida testimonianza di un'intimità raggiunta giorno dopo giorno, uscita dopo uscita, escursione dopo escursione. E questa è forse l'essenza degli scatti che Claudio Camisasca ha scelto di riunire in questa breve, ma intensa sequenza. Una teoria di paesaggi dell'anima prima ancora che di paesaggi reali, dove non è la montagna nel suo “insieme” a essere protagonista, ma il suo essere allo stato più puro, la roccia nuda e cruda, eternamente immobile eppure mai uguale a se stessa, sempre in movimento e in divenire nel prestarsi a giocare con la luce e con lo sguardo di chi la osserva, e quindi antropomorfa se non addirittura umana nel suo innocente e inconsapevole mostrarsi. Suggestioni, quindi, non “documenti”. Interpretazioni e riletture di un posto o di nessuno, ma certo non “trofei”, non testimonianze di quello che meramente è. E in questo senso trovano spiegazione anche il supporto quasi pittorico delle stampe e la loro elegante “manipolazione”. Matteo Tosi 19 OTTOBRE E 20 OTTOBRE 2013 SIAMO TUTTI DIVERSI DI ENRICO MASCHERONI IN COLLABORAZIONE CON TEAM DOWN E L’ASS.NE CHRISTIAN ONLUS CENTRO GIOVANILE STOA’ – VIA GAETA, 10 - BUSTO ARSIZIO (VA) ORARI DI VISITA: SABATO E DOMENICA 17-19 INGRESSO LIBERO INFOTEL: 0331 627077 – E-MAIL:[email protected] IL 28 E IL 29 OTTOBRE 2013 LA MOSTRA SARÀ VISITABILE PRESSO IL BATTISTERO SAN GIOVANNI – PIAZZA SAN GIOVANNI A BUSTO ARSIZIO, nei seguenti orari: sabato 16-19,30 / Domenica 8,30-12,30 /16-19,30 Associazione Christian Onlus, dal 1998 impegnata a supportare progetti umanitari in tutto il mondo a sostegno delle popolazioni più svantaggiate, propone una riflessione sulla disabilità e la diversità. In collaborazione con il Centro Giovanile Stoà, Associazione Christian Onlus presenta “Siamo Tutti Diversi”, significativa mostra sul tema della disabilità del fotoreporter Enrico Mascheroni. Gli scatti di Mascheroni invitano a guardare con occhi nuovi il mondo della disabilità. Abbiamo tutti delle capacità diverse. È molto più facile concludere che ogni individuo è fatto a modo suo. Il valore di una persona va oltre l’aspetto fisico. La disabilità è solo una piccola parte della persona. È necessario andare oltre i pregiudizi. Un grande mosaico di occhi, mani, piedi, nasi e lingue… ognuno con la sua particolarità e unicità. Un’emozionante viaggio tra fotografie ricche di colore e di tenerezza. La diversità è una ricchezza e Mascheroni ci mostra il lato divertente e sorridente dell’essere… tutti diversi! Domenica 20 ottobre, giornata missionaria mondiale, Associazione Christian Onlus, il Centro Giovanile Stoà, la Comunità delle Missionarie Laiche del P.I.M.E. e Cam To Me Onlus propongono una giornata dedicata al tema delle missioni. Saranno coinvolte numerose realtà attive nella città di Busto Arsizio e nei paesi limitrofi. Una grande festa per ricordare l’impegno missionario della città verso i paesi più poveri e le persone meno fortunate. Dal 1984 Enrico Mascheroni è un fotoreporter che si occupa di tematiche sociali, reportage ed attualità. Testimone dell'esodo curdo, della guerra nell’ex-Jugoslavia e della fuga di migliaia di profughi dal Kosovo. Ha documentato il difficile cammino del popolo albanese verso la democrazia, dopo cinquant’anni di dittatura. In Brasile ha seguito lavoro dei "dannati dell'oro” di Serra Pelada nonché il rischio d'estinzione degli indio Yanomami in Amazzonia. In Perù e Bolivia ha ripercorso i luoghi dell'antica leggenda sulla foglia di coca, documentando la lotta dei leopardos ai trafficanti di droga. Numerosi sono i suoi reportage, realizzati in Africa; la rinascita del popolo ruandese dopo il genocidio tra le etnie hutu e tutsi; la guerra dimenticata nel Sudan; la vita negli slums costruiti sulle discariche di Nairobi. Ha visitato la centrale di Chernobyl realizzando servizi nelle zone “off-limits”; ha documentato i viaggi della speranza dei bambini ucraini e bielorussi ospitati in Italia. Nel sud-est asiatico ha viaggiato nel "Triangolo d'oro dell'oppio"; ha documentato il dramma del turismo sessuale e dei malati d'aids; la piaga del lavoro minorile, la terribile realtà delle mine in Cambogia e quello delle donne sfigurate dall'acido in Bangladesh. A Calcutta ha seguito la beatificazione di Madre Teresa di Calcutta e la dura vita degli "uomini cavallo": disperati che sopravvivono trasportando ogni giorno migliaia di persone su artigianali riskshaw. È stato testimone diretto dell'immane tragedia dello tsunami nel sud est asiatico nel 2004. Ha fotografato il commovente addio di milioni di fedele a Papa Giovanni Paolo II. Nel 2006 ha documentato un viaggio di solidarietà in autobus promosso dalla Casa della Carità, da Milano a Dakar. Nel 2001 e nel 2005 ha vinto il premio assoluto del concorso Agfaphoto, riservato ai giornalisti italiani ed esteri. Iscritto all’albo dei giornalisti e membro di Report Sans Frontieres, ha collaborato con l’agenzia Grazia Neri e pubblica su importanti riviste italiane e straniere, tra le quali Valori, Mondo e Missione, Popoli. Collabora con la Casa Carità di Milano. Ha esposto in varie Paesi ed è autore di dodici libri su temi sociali e di reportage. 26 OTTOBRE – 17 NOVEMBRE 2013 FOTOGRAFIA FINE ART PER ARREDARE CON STILE – DIGIGRAPHIE COLLECTION IMMAGINI FINE ART DI: CLAUDIO ARGENTIERO, ERMINIO ANNUNZI, DAVIDE NIGLIA, MARCO COLOMBO, FRANCESCO CUNOCCHIELLA, STEFANO CIOL, ANDREA BERTANI, ALESSIA RECUPERO. SHOW ROOM ARREDAMENTI BRUSATORI – VIA MONTEBELLO, 22 - BUSTO ARSIZIO (VA) ORARI DI VISITA: DAL MARTEDI AL SABATO: 10-12 / 15,30-19 - DOMENICA E LUNEDI CHIUSO INGRESSO LIBERO INFOTEL: 0331 633709 L’Archivio Fotografico Italiano da anni è impegnato nel promuovere il concetto di Fotografia d’Autore per arredare, rinnovare o creare atmosfere particolari grazie ad opere selezionate che possono divenire una preziosa collezione privata. Opere open edition, a tiratura limita, pezzi unici, prove d’autore, tutte certificate, per arredare ed emozionare, esaltando l’intimità di un ambiente, sperimentando linguaggi nuovi, coniugando gusto e qualità. L’esposizione vuole invitare a riflettere anche sul collezionismo d’autore a prezzi accessibili, senza incorrere nella banalità di comprare un’immagine solo estetica, ma approfondendo la scelta oltre il gusto personale, riconoscendo nell’autore il carico di vissuto, competenza e valore che i più grandi circuiti d’arte, in ambito fotografico, apprezzano. La fotografia autoriale è un incontro tra una visione e il mondo, una riflessione che rivela scelte, filosofie di vita, una contesa tra le personali intenzioni dell’autore e la capacità dell’altro di saperle cogliere e reinterpretare. La fotografia si fa spazio quindi in luoghi intimi alimentando l’immaginario familiare, richiamando un design creativo ed emozionale nello stesso tempo, dal gusto retrò a quello contemporaneo, in una continua contaminazione di stili e di scelte che possono rendere l’ambiente davvero originale e prezioso. 9 NOVEMBRE – 17 NOVEMBRE 2013 DABBRESCIA SECONDO MIMMO CENTRO GIOVANILE STOA’ – VIA GAETA, 10 - BUSTO ARSIZIO (VA) ORARI DI VISITA: SABATO E DOMENICA 17-19 INGRESSO LIBERO INFOTEL: 0331 627077 – E-MAIL:[email protected] Nelle sale espositive di Stoà, sarà possibile ammirare circa cinquanta anni di scatti di Dabbrescia, in una personale creata e immaginata dall’autore. Scatti che ripercorrono non solo la storia dei personaggi che ha incontrato e immortalato, ma soprattutto la sua storia, fatta di passione, ricordi e volti. Ogni immagine racconta una pagina della vita di Mimmo Dabbrescia, vita così ricca che una mostra non basta a testimoniare. La fotografia di Dabbrescia – già arte dello scatto dal momento in cui è concepito – è come una finestra sull’arte e sugli artisti incontrati. Una ricchezza che Mimmo Dabbrescia sa lasciar percepire agli occhi di chi guarda Mimmo Dabbrescia nasce a Barletta nel 1938. Dagli anni ’50, trasferitosi a Milano con la famiglia, inizia a fotografare, dapprima con Fedele Toscani, in seguito come reporter al Corriere della Sera. Realizza reportage fotografici in tutto il mondo (Stati Uniti, Canada, Russia, Brasile) per i maggiori settimanali e, successivamente, per le più importanti case discografiche. Negli anni Sessanta e Settanta immortala coi suoi scatti moltissimi personaggi famosi dell’epoca: Beatles, Clint Eastwood, Liz Taylor, ma anche Eugenio Montale, Dino Buzzati, Federico Fellini, Claudia Cardinale e moltissimi altri. Negli anni Settanta – grazie all’incontro con alcuni pittori – si avvicina al mondo dell’arte e entrerà, con la sua fotografia, nella vita di molti artisti e nei luoghi dove nascevano le loro opere d’arte: Dalì, Guttuso, De Chirico, ecc. Nel 1975 fonda la rivista “Prospettive d’arte”, che dirigerà per oltre vent’anni. La sua opera prosegue con la pubblicazione di parecchi libri fotografici tra i quali “Omaggio alla Polinesia” che testimonia con meravigliosi scatti il viaggio in Polinesia, insieme a Salvatore Fiume, sulle orme di Gauguin. Nel 2009, nel decennale della scomparsa di Fabrizio De Andrè, Mimmo Dabbrescia inaugura una mostra itinerante di 25 scatti del cantautore genovese, realizzati tra il 1969 e il 1974 nei vari reportage sull’artista. Nel luglio del 2012 la dottoressa Laura Lorusso discute una tesi di laurea, dopo oltre un anno di ricerca, sul lavoro fotografico e sull’archivio di Mimmo Dabbrescia. 20 OTTOBRE – 10 NOVEMBRE 2013 MILANO, LE VECCHIE OSTERIE DI VIRGILIO CARNISIO PASSAPAROLA OSTERIA – VIA CASTELMORRONE, 21 - BUSTO ARSIZIO (VA) ORARI DI VISITA: TUTTI I GIORNI DALLE 19 ALLE 24 INFOTEL: 338 7521053 Le fotografie appartengono a diverse categorie e possono essere classificate in molti modi anche se il migliore è quello che distingue fra quelle magari bellissime ma incapaci di coinvolgere chi le osserva e quelle che catturano con immediatezza l’animo e i sensi. Virgilio Carnisio da sempre ne realizza di questo secondo tipo e lo fa con la naturalezza e il garbo di chi considera la fotografia un dono da porgere a quanti ne sanno cogliere l’intima essenza. Anche se il suo obiettivo nel tempo si è posato in giro per il mondo, è Milano ad occupare un posto privilegiato perché della sua città il fotografo conosce la realtà quotidiana ma contemporaneamente ne custodisce il passato in un archivio ampio e razionalmente organizzato. Da lì, da quella bellissima raccolta di sensazioni immobilizzate in migliaia di fotogrammi, tornano a farsi vive e palpitanti le immagini di una città insieme aristocratica e popolare, riservata e disinibita, severa e festaiola: insomma, Milano. Queste riprese di vecchie osterie trasmettono una strana, doppia sensazione perché da un lato sembrano evocare una realtà inesorabilmente lontana ma dall’altro è come se ci parlassero dell’altro ieri perché quei marmi su cui il bicchiere di vetro lasciava l’orma tonda del vino rosso, quei banconi di zinco appena lucidati da uno straccio, quella sedia con l’impagliatura sfaldata li abbiamo ancora in mente. Gran frequentatore di quei locali, Carnisio li riprende con affetto: talvolta si sofferma sulla soglia ad osservare un’insegna (“Ti ricordi? Si mangiava bene e si cantava anche, peccato la casa l’hanno abbattuta”) o ci accompagna all’interno come un ospite cortese che ci mostra una tavola imbandita, un gruppo di giocatori di carte, un commensale triste e pensoso. Ed è allora che le sue fotografie assumono un che di magico perché sanno evocare l’odore del ragù e il rumore dei piatti impilati, la musica di una chitarra lontana, il brusio di un televisore in bianconero tenuto acceso anche se nessuno lo guarda, il tonfo sordo delle bocce sul campo dove dopo pranzo, la giacca appoggiata a una sedia, gli uomini si sfidano serissimi lasciandosi alle spalle la facciata di una casa di ringhiera che ha la grandiosità di una scena teatrale. Sarà per l’amato bianconero le cui stampe restituiscono un sapore antico, sarà per la composizione perfettamente equilibrata nello spazio del formato quadrato, sarà per la capacità di sintetizzare in una sola immagine un’intera storia fatta di mille sfumature, sta di fatto che Virgilio Carnisio riesce a sedurci con l’apparente semplicità delle sue visioni classiche. Le vecchie osterie diventano così metafore di un mondo ricordato senza alcun cedimento retorico né rimpianto nostalgico ma con la schiettezza di chi sa cercare nella storia le ragioni per guardare con lucidità al presente. Roberto Mutti 26 OTTOBRE – 11 NOVEMBRE 2013 CRISI DI IDENTITA’ DI GIOVANNI SESIA GALLERIA PALMIERI – VIA G. MAMELI, 24- BUSTO ARSIZIO (VA) ORARI DI VISITA: DAL MARTEDI AL SABATO 15,30 – 19,30 - INGRESSO LIBERO INFOTEL: 0331 639334 E-MAIL: [email protected] Un ciclo nuovo di lavori è presentato in questa mostra. E’ un percorso iniziato da qualche anno con l’osservazione e la documentazione fotografica della trasformazione urbanistica di Porta Garibaldi a Milano. L’autore sovrappone immagini fotografiche di grattacieli finiti con immagini di quando i lavori erano iniziati, intervenendo con materiali pittorici, con scrittura e segni che esaltano la drammaticità di questa sorta di torri di Babele che alludono allo sviluppo verticale dell’uomo che innalza se stesso verso il cielo. La follia che è stata tema dominante nei precedenti lavori, ora la ritroviamo nel descrivere queste assurde costruzioni sorte nel momento stesso in cui nel mondo occidentale si sviluppa una forte crisi economica, ma forse soprattutto, una crisi di identità culturale. Giovanni Sesia nasce a Magenta (Milano), nel 1955. Dopo aver frequentato l’Accademia di Brera a Milano inizia a realizzare dipinti caratterizzati dall’accentuato cromatismo e dal segno forte. In seguito la sua pittura si sviluppa sulla ricerca tonale e sul contrasto tra luci e ombre lavorando tra astratto gestuale e suggestioni figurative. E’ in questo periodo che si avvicina alla fotografia quale mezzo tecnico da affiancare all’espressività pittorica. L’artista riesce a raggiungere un perfetto equilibrio fra i due linguaggi espressivi, senza farne prevalere l’uno sull’altro e in modo che l’uno aiuti l’altro a superare il proprio limite. La svolta è alla fine degli anni ’90 quando viene in possesso di un vecchio archivio fotografico di un ospedale psichiatrico in abbandono. Le immagini scelte da Sesia evocano la storia e la memoria e questa tendenza lo ha portato a privilegiare sempre più volti, luoghi e oggetti. La fotografia diviene per l’artista un pretesto su cui si innesca tutto il suo istinto e la sua ricerca artistica e l’equilibrio che l’opera trasmette è dato dalle pennellate e dalla grafia, segni che creano una sinergia tra spazi pieni e vuoti, ma in perfetta combinazione tra loro. Dalle antiche lastre trovate nei manicomi, alle vecchie immagini rinvenute, agli scatti da lui eseguiti, i soggetti scelti appaiono al tempo stesso lontani e familiari ed hanno la forza di penetrare nell’anima e di chiedere di non essere dimenticati. Sesia li riscatta dall’oblio e li offre a colui che li guarda con rispettoso amore. I soggetti, scelti con estrema cura e passione, sono antichi ed atavici ed il solco in cui Sesia si muove è inevitabilmente intriso di tradizione. Utilizza abilmente i colori caldi della terra, i bruni, l’ocra e poi la ruggine per porre l'accento sull’umanità dei suoi soggetti. Sostenuto dalla critica e dal pubblico, questo artista si sta imponendo sempre più sulla scena nazionale ed internazionale. Ha tenuto numerose mostre personali in Italia e all’estero e sue immagini fanno parte di collezioni pubbliche e private. 27 OTTOBRE – 10 NOVEMBRE 2013 SEGNI E TRACCE DI LUOGHI PERDUTI DI CLAUDIO ARGENTIERO SPAZIO D’ARTE FARIOLI – VIA SILVIO PELLICO, 15/C- BUSTO ARSIZIO (VA) ORARI DI VISITA: VENERDI, SABATO E DOMENICA ORE 15-19 INGRESSO LIBERO Spesso non badiamo ai luoghi che nel tempo scompaiono degenerati dall’abbandono, portandosi con sé vissuti che celano esperienze sotterrate nel silenzio dell’indifferenza. Il lavoro di Claudio Argentiero inizia molti anni fa. Attratto dalle tracce, dai segni e dagli ambienti che nella loro solitudine lasciano intravedere vissuti, realizza un’opera attraverso la quale scorgere la flebile precarietà, rivelando il tempo fermato in una dimensione colma di tracce rappresentate con visioni a volte nitide a volte cupe, contaminate dal senso di percezione dato dall’ambiente. E’ una fotografia emotiva, che suggerisce e non rivela mai, condizionata dagli odori e dai rumori, dagli oggetti e dalla natura dei luoghi, dal senso d’inquietudine o di rammarico, dal precario equilibrio che raggiunge l’osservatore con una disperata dolcezza visiva. 26 OTTOBRE – 10 NOVEMBRE 2013 GABRIELE D’ANNUNZIO: I VERSI NELLE IMMAGINI LIBERE INTERPRETAZIONI FOTOGRAFICHE DEGLI STUDENTI DEL LICEO LICEO SCIENTIFICO “A. TOSI” – VIA TOMMASO GROSSI, 3 - BUSTO ARSIZIO (VA) ORARI DI VISITA: IN ORARIO SCOLASTICO TUTTI I GIORNI E IL SABATO MATTINA - INGRESSO LIBERO A 150 anni dalla nascita di D’Annunzio la sua poetica genera ancora suggestioni nei giovani. Il “gruppo fotografia” del liceo, stimolato dall’AFI, con cui collabora ormai da qualche anno, si è attivato nel ricreare atmosfere dannunziane. Il “gruppo fotografia” del liceo ha accolto la proposta di AFI e del Comune di Busto Arsizio di restituire sensazioni generate dalla lettura di testi in prosa e in versi di D’Annunzio, a 150 anni dalla sua nascita. COMUNI DELLA VALLE OLONA 13 OTTOBRE – 27 OTTOBRE 2013 INVISIBILI SOLITUDINI – VITA AI MARGINI DELLA SALUTE MENTALE A CURA DI CATERINA CLERICI / COURTESY SOCIALDOCUMENTARY.NET (SDN) RELIGIONI: I RITI NEL MONDO REPORTAGE DI VIAGGIO DEL FOTOGRAFO GIANCARLO MAJOCCHI CHIESA DEL SACRO CUORE – PIAZZA BIAGIO GABARDI - SOLBIATE OLONA (VA) ORARI DI VISITA: GIOVEDI, VENERDI E SABATO 15-19 / DOMENICA 10-12,30 / 15-19 INGRESSO LIBERO Vita ai Margini della Salute Mentale si propone di dare un volto ai molteplici aspetti del disagio psichico e di esplorarne le problematiche in diverse parti del mondo. La mostra comprende una raccolta di trenta fotografie realizzate da sei fotografi professionisti e pubblicate sul sito americano SocialDocumentary.net (SDN). Le storie presentano uno sguardo intimo sulla sofferenza psichica e su come essa si esprima nei diversi contesti socio-culturali. Al tempo stesso, i lavori di carattere documentaristico mirano a denunciare i molteplici fattori che sono causa del disagio, e il silenzio e l’ignoranza attorno ad esso. I temi affrontati si spingono dalla malattia mentale come invisibile conseguenza della guerra in Afghanistan, secondo la testimonianza di Diego Ibarra Sanchez, alle terribili conseguenze dell’Agente Arancio in Vietnam, fotografate da Catherine Karnow. Jenn Ackerman osserva le condizioni di vita dei malati mentali nelle carceri americane, mentre Steve Davis cattura gli ultimi giorni di attività di un’istituzione per disabili nei pressi di Seattle. Il viaggio di Magdalena Sole in Giappone ne rivela il volto nascosto, la vita della popolazione senza fissa dimora di Kamagasaki, mentre il lavoro di Enrico Fabian sull’abuso e la dipendenza di farmaci da banco in India svela l’altra faccia della “farmacia del Terzo Mondo”. In uno scatto, l’obiettivo ritrae così alcune delle problematiche sociali attualmente predominanti, mettendone a fuoco la dimensione psichica. Scegliere di osservare, invece di distogliere lo sguardo, permette di immergersi in frammenti di vite segnate da un disagio solo apparentemente secondario rispetto alla drammaticità dei propri contesti, quali guerra, povertà, ed altre tragedie sociali. Soltanto guardando queste fotografie possiamo acquisire una maggiore consapevolezza di tale sofferenza, e ridurre lo stigma che la circonda. Jenn Ackerman, Trapped, U.S. – Il ritiro dei fondi destinati alla salute mentale negli Stati Uniti ha trasformato carceri e prigioni del paese in strutture a disposizione per ospitare pazienti psichiatrici, seppure esse non siano adeguatamente equipaggiate a svolgere entrambe le funzioni e a fornire un buon livello di cura e sicurezza. Steve Davis, The Rainier School, Seattle, U.S. – Davis documenta gli ultimi giorni di vita di un’istituzione per disabili, nata come scuola e diventata una casa di riposo per i suoi residenti. Questo tipo di struttura sta ormai scomparendo, anche a causa del crescente numero di critiche avanzate dalla società nei confronti del suo ruolo controverso. Enrico Fabian, Phas Gaya – Being Stuck, India – Fabian racconta la storia di una vittima dell’accesso sempre più facile e a basso prezzo ai farmaci da prescrizione nella “farmacia del Sud del Mondo”, che ha portato ad un incremento nella dipendenza e nell’abuso di droghe da banco, specialmente da parte degli strati più poveri della popolazione. Diego Ibarra Sanchez, Invisible War Consequences, Afghanistan – Oltre tre decenni d’instabilità socio-politica e di conflitto hanno influenzato la vita dei malati mentali in Afghanistan, costretti a vivere in condizioni disumane e senza le appropriate cure, e circondati da ignoranza e pregiudizi, soprattutto nelle zone rurali. Catherine Karnow, Agent Orange: A Terrible Legacy, Vietnam – Karnow esplora come le malattie associate al defogliante Agente Arancio, usato dall’esercito americano durante la guerra del Vietnam, abbiano ancora, a quasi quarant’anni di distanza, effetti devastanti sulla vita della popolazione del paese. Magdalena Sole, Japan’s Hidden Secret: Kamagasaki, Japan – Kamagasaki è un quartiere abitato da una popolazione di lavoratori occasionali immigrati durante il boom economico degli anni ’60 e che ora, invecchiati, sono per la maggior parte senza fissa dimora, afflitti da povertà e in precarie condizioni di salute. E’ un simbolo della fine di un’epoca, rimanendo allo stesso tempo un baluardo dello stile di vita e dei valori tipici giapponesi. _____________________________________________________________________________________ Religioni, i loro riti nel mondo. Sono sempre stato interessato ai popoli ed alle loro usanze. I riti religiosi ne sono l'espressione più eclatante. Ogni religione ed ogni popolo possiede antiche tradizioni che sono tramandate da generazione a generazione, a volte senza mutazioni. Spesso le manifestazioni religiose sono scenografiche perché sono rappresentative ed evocative. In molti anni di viaggi e reportage ho raccolto immagini di feste ed eventi che per la loro spettacolarità ed intensità coinvolgono anche gli osservatori più disincantati. (GM) Giancarlo Majocchi è nato il 15 giugno 1949 a Milano dove risiede attualmente Si è laureato in ingegneria presso il politecnico di Milano ed ha svolto attività manageriale di alto livello per oltre 25 anni in multinazionali per poi dedicarsi alla consulenza di organizzazione, attività che tuttora svolge parzialmente e che gli crea i mezzi finanziari per dedicarsi alle sue passioni: viaggi e fotografia. Per lavoro, e non, ha visitato tutti i continenti per oltre 40 anni. Negli ultimi anni, avendo più tempo, organizza in proprio mediamente 2 viaggi all’anno. La fotografia è una passione ereditata dal bisnonno e coltivata da quando il nonno gli ha regalato la prima fotocamera seria a 10 anni( ne aveva avute già altre prima). La fotografia rappresenta il mezzo per trasferire agli altri le emozioni e le conoscenze colte durante i viaggi e gli incontri con altre popolazioni e luoghi. Per questo si definisce fotografo di “travel”. Negli ultimi anni svolge l’attività fotografica con impegno professionale pubblicando alcuni reportages su Touring e Latitudeslife. Partecipa ad alcuni concorsi internazionali ottenendo riconoscimenti quali nel 2010 il 1°premio al Trierengergsupercircuit, sezione “Natural Enviroment” e nel 2011 la nomination di 5 immagini al “Photografy Master Cup”, nel 2012 entra in filale nell'OASIS contest. Svolge corsi fotografia ed organizza viaggi fotografici. Alcuni, fra gli oltre 40.000 scatti, possono essere visionati sui suoi siti web : http://www.buildup-it.com e http://gcmajo.photoshelter.com/ Giancarlo Majocchi è rappresentato dall’agenzia TIPS Image http://www.tipsimages.it 20 OTTOBRE – 3 NOVEMBRE 2013 IMMAGINI DA UN LABORATORIO VISIONI E SUGGESTIONI DI STUDENTI ALLA SCOPERTA DELLA FOTOGRAFIA A CURA DI DAVIDE NIGLIA CASTELLO VISCONTEO – PIAZZA CAVOUR - FAGNANO OLONA (VA) ORARI DI VISITA: VENERDI, SABATO E DOMENICA 15-19 - INGRESSO LIBERO Pensare ad un laboratorio di educazione visiva attraverso la fotografia dalla sua genesi, significa prima di tutto ascoltare il mondo circostante, dare slancio alle percezioni personali, alle rielaborazioni e, non ultimo, acquisire consapevolezza dell’enorme potenzialità espressiva che detiene il mezzo fotografico. Questo l’obiettivo del laboratorio proposto da Davide Niglia a studenti e studentesse delle classi medie ed elementari della valle Olona, incontrati nello scorso anno scolastico, stimolando così riflessioni a carattere ambientale, fotografico, tecnico e incuriosendo con l'antica, oramai, tecnica di stampa della camera oscura svelando la fotografia stenopeica. La fotografia come mezzo per avvicinarsi al mondo naturale e al mondo vissuto nel quotidiano per esplorare, creare, documentare ma anche un modo per conoscere il percorso di evoluzione del linguaggio visivo grazie alla conoscenza dei primi strumenti di scatto: dal banco ottico, al concetto di esposizione, dalla pellicola ai file, dalle bacinelle chimiche alla stampa fine art. Gli studenti hanno affinato le capacità di analisi e di scelta, stimolando allo stesso tempo la curiosità e la creatività. Ecco “la messa in mostra” dello sguardo dei piccoli artisti, delle loro visioni… e dei loro sogni. 20 OTTOBRE – 3 NOVEMBRE 2013 LA CASA DEI BAMBINI IN VILLA GONZAGA A OLGIATE OLONA STORIA E IMMAGINI DEL PRIMO PREVENTORIO ANTITUBERCOLARE INFANTILE ITALIANO (PER UN ARCHIVIO FOTOGRAFICO DELLA VALLE OLONA) CHIESA (O.P.A.I.) SANTI INNOCENTI VILLA GONZAGA-VIA LUIGIA GREPPI, 4 - OLGIATE OLONA (VA) ORARI DI VISITA: VENERDI E SABATO 15-19 DOMENICA 10-12,30 / 15-19 - INGRESSO LIBERO L’ambizioso progetto di raccontare la storia dei bambini dell’OPAI, Opera di Prevenzione Antitubercolare Infantile, nasce da tanta passione e dalla volontà di recuperare preziose informazioni su un posto che è stato per circa 60 anni luogo di ritrovo e di cura per moltissimi bambini provenienti da tutta Italia. Le vicende prendono avvio agli inizi del ‘900 per opera di un ristretto numero di uomini e donne, convinti che l’unica soluzione per salvare migliaia di bambini dal rischio di contrarre la tubercolosi fosse di allontanarli dalle famiglie a rischio. Si iniziò raccogliendo pochi bambini e dandoli a balia presso sane nutrici di campagna, poi vennero aperti degli asili ed infine, grazie al contributo di numerosi benefattori, l’Opera di Prevenzione Antitubercolare Infantile poté acquistare nel 1918 la villa di Olgiate Olona che era stata prima residenza di campagna dei principi Gonzaga di Vescovato, poi sede di un collegio femminile, iniziando una lunga attività assistenziale nei confronti dei bambini che si esaurirà solo nel 1976. L’incontro tra i documenti e le fonti storiche con le polverose ma affascinanti fotografie originali dell’OPAI, ha permesso di coniugare parole ed immagini, curiosità e rigore storiografico, cuore e ragione. Il lungo lavoro di ricostruzione storica da parte della dott.ssa Ferrazzi e di recupero delle fotografie affidate in deposito all’Afi dal Comune di Olgiate Olona all’Archivio Fotografico Italiano, ha decisamente appagato le parti coinvolte stimolando curiosità ma anche una sfida, quella del voler riscattare la memoria dei piccoli protagonisti , spesso celati, riportando in luce esempi di solidarietà e di pietas umana. La memoria diviene pertanto immagine, riflesso, espressione di un vissuto fatto di sentimenti intrecciati, di eventi intessuti l'uno nell'altro, l'uno dell'altro, di micro storie di un secolo breve che insegnano che riappropriarsi della memoria significa far rivivere la storia per salvaguardare la cultura. 20 OTTOBRE – 3 NOVEMBRE 2013 DAL BOSCO ALLA FABBRICA: TRACCE NEL PAESAGGIO IN VALLE OLONA AUTORI: ROBERTO BOSIO, CHIARA CICCOCIOPPO, ALESSIA RECUPERO, DAVIDE NIGLIA, ANDREA BERTANI, GIOVANNI NOSDEO, GABRIELE COVA, CLAUDIO CAMISASCA, CLAUDIO BORGIO. TEATRINO DI VILLA GONZAGA– VIA L. GREPPI, 4 - OLGIATE OLONA (VA) ORARI DI VISITA: VENERDI E SABATO 15-19 DOMENICA 10-12,30 / 15-19 - INGRESSO LIBERO Il paesaggio contemporaneo è il risultato di una stratificazione di elementi naturali, urbani e architettonici che hanno modificato nel tempo la conformazione originaria, modellando il territorio in relazione alle necessità abitative, lavorative e al modo di agire dell’uomo. La valle Olona ben rappresenta questa idea di paesaggio, in quanto lungo il fiume che la percorre si sono insediati opifici, che ne hanno sfruttato la risorsa idrica, e successivamente gli aggregati urbani, i servizi, le collettività umane. In sintesi, quello che ha spinto un gruppo di fotografi appartenenti all’Afi a realizzare questa ricerca, è stato il voler analizzare visualmente le trasformazioni ambientali e culturali rintracciando segni e vissuti attraverso sguardi e stili diversi. Fotografare un territorio è un’espressione che contiene in sé una ricchezza di contenuto che spazia dal concetto di paesaggio, a quello di risorsa naturale, all’ ambiente, alle testimonianze di tracce antropologiche che raccontano l’evoluzione dell’uomo e delle sue conquiste. La storia della laboriosità della gente della valle lungo l’Olona è legata alla presenza dei mulini, ai rumori delle cartiere, alla copiosa esistenza di acque che ha reso la valle un patrimonio non solo naturalistico, ma anche economico, con il suo riverbero di vivacità e umanità. La ripresa fotografica di questi siti, oggi definiti di archeologia industriale, risulta essere un patrimonio archivistico di grande valore ma anche una denuncia sociologica del territorio e del suo status stimolando, nel contempo, l’emotività del pubblico. L’immediatezza e la provocazione viscerale perseguita dai fotografi impegnati in questo progetto, hanno dato una lettura analitica dell’identità locale, lontana dalla visione stereotipata da “cartolina della valle”, piuttosto tesa ad esplicitare sia i cambiamenti che le continuità storiche. Una sorta di mappatura visiva, non del tutto esaustiva, di un territorio ricco di storia, di vita e di natura. Ci piace concludere con un pensiero della sociologa Patrizia Faccioli: “la visione è il primo atto di un processo conoscitivo che condurrà al ragionamento, alla decisione , alla risoluzione dei problemi” , augurandoci di aver contribuito ad amare e scoprire una suggestiva lettura di un luogo ameno, spesso celato, come la valle lungo l’Olona. 22 OTTOBRE – 9 NOVEMBRE 2013 BANCHI DI SCUOLA DI CARLA E GIORGIO MILONE – LIBRO IN MOSTRA VILLA DURINI (SEDE DEL COMUNE) – VIA ROMA - GORLA MINORE (VA) ORARI DI VISITA: DAL LUNEDI AL VENERDI 9.30-16,30 / SABATO 15,30 – 18,30 - INGRESSO LIBERO Carla e Giorgio Milone da oltre quarant’anni percorrono il mondo con curiosità e passione, e la macchina fotografica per loro è lo strumento-testimone di ogni scoperta che fissa non solo situazioni e scenari, ma attimi di vita, frammenti di storie. “Banchi di scuola” racconta, con immagini delicate e tenere, il mondo dei bambini ad ogni latitudine, sotto tutti i cieli del pianeta e documenta il mondo dei più piccoli nel momento dell’apprendimento. E‘ un’antologia di sguardi, di emozioni, un invito a viaggiare attraverso gli occhi dei bambini, è un racconto che passa di bocca in bocca e utilizza tutte le lingue del mondo. Ventisette grandi quadri accolgono l’ospite e lo conducono per mano tra i nomadi dell’Iran o nel cuore del Sahara, nelle escuelitas peruviane o all’ombra dei monasteri himalayani, in uno sperduto villaggio dell’Amazzonia come nella Cina degli anni Ottanta o nel Giappone contemporaneo. Il libro è un canto, un affresco dedicato ai più piccoli, ai meravigliosi bambini di tutto il mondo. Carla Milone, una vita di viaggi. Grande viaggiatrice, Carla è da sempre alla ricerca degli angoli del mondo che sono riusciti a conservare intatta la propria atmosfera: le sconfinate praterie degli altopiani dell’Asia Centrale, le città addormentate dimenticate dal tempo, i monasteri buddisti delle regioni himalayane, le distese di sabbia o di ghiaccio dei grandi deserti, le civiltà poco conosciute che hanno mantenuto profondi legami con il passato, i piccoli villaggi dove l’incontro con la popolazione locale è ancora un momento magico e suggestivo. Nata a Torino, sposata, con due figli, si è laureata in lingue e ha insegnato per anni al liceo scientifico; si è quindi dedicata alla creazione di itinerari di viaggio verso destinazioni insolite o alla riscoperta di mete conosciute, ma da riproporre in modo nuovo. E’ nato così un immenso patrimonio di fotoreportage da lei fatti durante i suoi viaggi in tutto il mondo. Da vari anni Carla Milone ha in corso una collaborazione con Il Tucano Viaggi Ricerca di Torino, operatore nel quale ha ritrovato il vero spirito del viaggio, inteso come approfondimento, ricerca dell’autentico, del poco noto, dell’esclusivo. 27 OTTOBRE – 10 NOVEMBRE 2013 ALBUM DI FAMIGLIA – VOLTI E STORIE DEL TERRITORIO (PER UN ARCHIVIO FOTOGRAFICO DELLA VALLE OLONA) SANTUARIO MARIANO – PIAZZA IV NOVEMBRE - MARNATE (VA) ORARI DI VISITA: VENERDI E SABATO 15-19 DOMENICA 10-12,30 / 15-19 - INGRESSO LIBERO Riscoprire attraverso gli album di famiglia volti, tradizioni, paesaggi e genuinità di sentimenti è qualcosa che affascina e, nello stesso tempo, pone degli interrogativi. Chi eravamo? Cosa abbiamo fatto? Cosa resta del ricordo? Domande che fanno parte del percorso evolutivo dell’uomo e dei suoi valori che oggi, più di ieri, si ricercano come esempi dei cambiamenti epocali e delle relazioni. Il progetto, nato spontaneamente grazie al contributo delle famiglie marnatesi che hanno aperto i loro archivi privati all’AFI, ha un gusto retrò, fatto di fotografie ingiallite e scolorite, un sapore tanto magico ma anche malinconico perché perduto. Ecco che si racconta Marnate e la sua gente, Marnate e le sue tradizioni, Marnate e il lavoro: matrimoni, maestre, alunni, parroci e sportivi, autorità e gente laboriosa, architetture e paesaggi, strade e campagne… immagini naif ben lontane dagli effetti ottenuti con photoshoppate pesanti o programmi Lightroom, ma decisamente coinvolgenti, non banali ma documenti in bianco e nero simbolo di ingenuità, semplicità, allegria e spensieratezza. Non è semplice dare una lettura strettamente storica delle numerose fotografie private giunte in Archivio senza lasciarsi emozionare, incuriosire e raccontare. E’ il fascino della fotografia che cristallizza il passato nel suo abito più bello, quello indossato nelle feste di Marnate, la cui preziosa quotidianità rivela un tempo atipico del quale l’album di famiglia svela l’identità consegnando ai posteri inconsapevoli documenti storiografici. (Alfiuccia Musumeci) 27 OTTOBRE – 3 NOVEMBRE 2013 CONFINI 11 – SELEZIONE DI OPERE E AUTORI DAL CONCORSO FOTOGRAFICO NAZIONALE RASSEGNA DI FOTOGRAFIA CONTEMPORANEA A CURA DI: CONFINI, PHOTHOGRAPHERS.IT, LA RIVISTA IL FOTOGRAFO TORRE COLOMBERA – VIA CANTON LOMBARDO - GORLA MAGGIORE (VA) ORARI DI VISITA: VENERDI E SABATO 16-19 / DOMENICA 10-12/16-19 - INGRESSO LIBERO "La disponibilità di nuovi strumenti, la seduzione del post-moderno e la molteplicità dei media che caratterizzano la nostra epoca hanno allargato la visione di molti fotografi e stiamo assistendo al definitivo abbattimento dei confini tra la fotografia e le altre forme d'arte. Confini è la rassegna delle contaminazioni tecniche e linguistiche". Con queste parole venivano tracciate nel 2001 le linee guida di un progetto che si conferma come un momento di verifica e di incontro con gli autori che utilizzano la fotografia in modo creativo al di fuori dalle convenzioni. Confini si rivolge a tutti gli autori che operano in modo progettuale, utilizzando la fotografia per restituire in forma visiva una idea maturata a priori rispetto al momento dello scatto. E’ un percorso creativo diametralmente opposto alla fotografia documentaria, che coglie frammenti di realtà che esistono indipendentemente dalla fotografia. I progetti proposti da Confini nascono spesso in largo anticipo rispetto all’atto di fotografare e non di rado vengono messi in pratica solo dopo avere trovato le soluzioni tecniche specifiche o aver creato delle scene finalizzate allo scatto. In linea di principio i progetti presentati da Confini si sviluppano su un numero consistente di immagini che devono essere esposte in numero adeguato per essere rappresentativo. Per questo motivo ogni edizione Confini propone un numero limitato di autori. Come le altre edizioni la rassegna sarà ospitata in prestigiose location in diverse città italiane. La commissione è formata da Clelia Belgrado (VisionQuesT), Leo Brogioni (Polifemo Fotografica), Fulvio Bortolozzo (Camera Doppia), Maurizio Chelucci (MassenzioArte), Fulvio Merlak (Sala Fenice), Francesco Tei (PhotoGallery), Fausto Raschiatore (CivicoCinque), Claudio Argentiero (Festival Fotografico Europeo), Sandro Jovine (Il Fotografo), Angelo Cucchetto (Photographers.it). 10 NOVEMBRE – 15 DICEMBRE 2013 PINOCCHIO, UNA STORIA POSSIBILE DA UN PROGETTO DI ROBERTO MUTTI REALIZZATO DAI GIOVANI TALENTI DELL’ ISTITUTO ITALIANO DI FOTOGRAFIA TORRE COLOMBERA – VIA CANTON LOMBARDO - GORLA MAGGIORE (VA) ORARI DI VISITA: VENERDI E SABATO 16-19 / DOMENICA 10-12/16-19 –INGRESSO LIBERO Provate a cercarlo quel libro nelle antologie di letteratura, nelle direttive scolastiche che il perfido linguaggio burocratico definisce “indicazioni riguardanti gli obiettivi di apprendimento”, nelle biblioteche dei licei. Ebbene, in tutti questi luoghi fisici e mentali “Le avventure di Pinocchio” non lo troverete e questa, che pure è un’esclusione scandalosa, è forse anche la sua fortuna perché al romanzo scritto nel 1881 da Carlo Lorenzini con lo pseudonimo di Carlo Collodi è stata risparmiata l’onta della lettura obbligata. Come, infatti, augurare a questa deliziosa opera ancora carica di un’invidiabile freschezza - il destino conosciuto da Carducci e Manzoni, Montale e Leopardi, quello cioè della ripetizione mnemonica, dell’analisi inutilmente minuziosa raccontata in migliaia di aule scolastiche? Già, perché perfino nelle case di chi ha poca dimestichezza con i libri quel romanzo un posto se l’è da tempo conquistato e lo mantiene passando di mano in mano, letto, ascoltato, immaginato, raccontato, forse perfino sognato. E poi – molti forse ne saranno sorpresi – “Le avventure di Pinocchio” è un libro irrinunciabile per un pubblico sterminato, visto che è stato tradotto in 240 lingue ma il successo non gli ha impedito di essere anche contemporaneamente amato da raffinatissimi intellettuali. Pescando in un lunghissimo elenco si possono citare Carlo Chiostri e Giovanni Mosca che lo hanno illustrato, Luigi Comencini e Roberto Benigni che lo hanno filmato, Carmelo Bene che lo ha messo in scena, Giorgio Manganelli che lo ha analizzato criticamente in un saggio elegantissimo di raro acume ma anche Stephen Spielberg e Tim Burton che a Pinocchio continuano a pensare o Carlo Rambaldi che prima o poi riuscirà a costruirlo con la sua inventiva poetico-scientifica. Una cosa va detta con forza: al contrario di quanto molti pensano, “Le avventure di Pinocchio” non è quel che sembra, un romanzo rivolto ai bambini come lo è invece il suo precedente “Giannettino”. Troppo complessa, troppo carica di simbolismi, troppo umbratile questa storia per non immaginare di doverla trattare con attenzione sospetta. Anche la trama non è così semplice da riassumere perché il percorso è tortuoso, impregnato di contraddizioni, ricco di personaggi, carico di sorprese, svolte, colpi di scena. I riferimenti letterari sono nobili – la solida struttura da romanzo picaresco, il nome di Pinocchio che riprende quello dello Zanni della Commedia dell’Arte, l’evidente citazione de “L’asino d’oro” di Apuleio qui depurato dei suoi elementi mistico iniziatici – ma il tutto è calato in una realtà sociale, quella dell’Italia di fine Ottocento, che resta sullo sfondo. Per quanto immersa in una dimensione sospesa e quasi atemporale, la storia si svolge in un Paese di trenta milioni di abitanti il 70% dei quali impiegati in agricoltura, che avevano un’aspettativa di vita di 33 anni e che subivano una mortalità infantile del 25%. La “Tassa sul macinato” che proprio nel 1881 sarebbe stata prima attenuata e poi abolita dopo la grande mobilitazione di protesta, comprimeva le campagne cui il Parlamento – eletto dal 2% della popolazione – dedicava poca attenzione e quando lo faceva era per assecondare gli interessi dei latifondisti. Era un mondo semplice quello che gli occhi furbi di Pinocchio osservavano, quello dove bisognava ingegnarsi anche per rimediare qualcosa da mangiare, dove le merci erano rare, dove il risparmio non era solo una scelta ma un’atavica necessità. Ed è su questo sfondo che tutto si muove evocando la Vita– il legno già parla ed è ancora informe – e la Morte, la Sincerità dei sentimenti e l’Inganno dei gaglioffi, lo Spazio e il Tempo continuamente compressi o dilatati, l’Essere e il Dover Essere, la Realtà e l’Illusione, la Saggezza un po’ noiosa e l’Ignoranza supponente, il rivelarsi e il nascondersi, l’Amore e la Crudeltà, l’apparente linearità della narrazione e le mille trappole dialettiche che nasconde. Più leggi questo libro e più scopri particolari sorprendenti che accettiamo pur nelle loro evidenti contraddizioni: armadi chiusi come nelle favole, esseri di legno che soffrono fame e sete come nelle leggende, animali parlanti come nei miti, inseguimenti notturni come nella letteratura noir. Era inevitabile che un materiale dotato da tanta ricchezza potesse far da punto di riferimento per un gruppo di ragazzi– tutti diplomandi dell’Istituto Italiano di Fotografia – che per un anno sono stati stimolati ad interpretare “Le avventure di Pinocchio” per far emergere una loro personale interpretazione, liberi di esprimersi senza vincoli che non fossero quelli del costante richiamo al testo letterario. Il risultato che qui viene pubblicato intende così indagare nelle atmosfere collodiane facendone emergere le mille sfumature che l’immagine sa evocare. Usando i colori più intensi e il bianconero più delicato, sintetizzando tutto in una sola immagine o creando una sequenza fortemente narrativa, attualizzando ironicamente i personaggi o immergendoli in atmosfere oniriche, i giovani fotografi hanno così creato un labirinto di stimoli visivi all’interno del grande pesce che ha inghiottito, per farli ritrovare, Pinocchio e Geppetto. Saremo noi, che potremmo immaginare esposti invece, a trovarci e confrontarci perché ancora una volta scopriamo quanto il rapporto fra letteratura e fotografia possa essere fruttuoso e ricco di sorprese. Ed è allora, quando la lettura del testo fatta da adulti ha consentito di scoprirne le sue sorprendenti potenzialità, che possiamo immaginarci quanto quella di Pinocchio non sia una sola storia già scritta ma un modello di riferimento affidata a chiunque voglia scrivere o riscrivere il suo Pinocchio. Roberto Mutti 24 OTTOBRE – 17 NOVEMBRE 2013 L’ARTE DELLA FOTOGRAFIA AUTORI IN MOSTRA: CLAUDIO ARGENTIERO, DAVIDE NIGLIA, MARIO VIDOR, GIULIANA TRAVERSO, ERMINIO ANNUNZI, PATRICIA DINU, MAURIZIO GALIMBERTI. MOOM GALLERY – MO.OM HOTEL – VIA SAN FRANCESCO, 15 – OLGIATE OLONA (VA) ORARI DI VISITA: TUTTO IL GIORNO E LA SERA – INGRESSO LIBERO INFOTEL: 0331 327.511 / E-MAIL: [email protected] Oggi il mercato dell’arte attribuisce alla fotografia d’autore una parte integrante del collezionismo del XXI secolo e, nonostante il periodo di crisi, si registra un risveglio culturale legato, appunto, alla fotografia come nuova forma d’arte contemporanea, presente in gallerie, musei e spazi sempre più prestigiosi. La selezione delle opere presentate in questa mostra, vuole mettere in luce come la fotografia abbia raggiunto un ottimo livello, non solo in termini di espressione e ricerca visiva, ma anche per la scelta dei formati e nella qualità della stampa, ottenendo così tributi di pari dignità alle altre arti, tradizionalmente riconosciute. La stessa scelta dell’edizione limitata, o la stampa a tiratura certificata, oppure le open edition tutte accompagnate da attestati di autenticità e garanzia, sono elementi che avvalorano l’esemplare, contribuendo a rendere la ricerca una vera opera d’arte. Dalla complessità della realtà sono estrapolati segni e frammenti che divengono forme e grafismi, che trovano nell’armonia compositiva il giusto equilibrio che fa della luce il gergo espressivo. Legnano (MI) 13 OTTOBRE – 27 OTTOBRE 2013 POESIE ITALIANE - IMMAGINI DI GIANNI BERENGO GARDIN IN COLLABORAZIONE CON EPSON ITALIA CON IL CONTRIBUTO E IL PATROCINIO DEL MANIFATTURA DI LEGNANO COMUNE DI LEGNANO E CON LA COLLABORAZIONE DELLA MANIFATTURA DI LEGNANO – VIA PALESTRO, 36 – LEGNANO (MI) ORARI DI VISITA: SABATO 15 – 18,30 E DOMENICA 10-12 / 15-18,30 – INGRESSO LIBERO INFOTEL – UFFICIO CULTURA: 0331- 545726 Gianni Berengo Gardin, maestro della fotografia italiana noto a livello internazionale, nelle selezione di queste immagini ha rivissuto gli anni della propria storia professionale, facendola diventare storia del nostro Paese e di ognuno di noi, in quanto nei ricordi, nei racconti e nel vissuto individuale. Nella raffinata eleganza del bianco e nero con cui lavora, Gianni Berengo Gardin ha scelto personalmente dodici scatti della sua vastissima produzione di tipici paesaggi italiani: una serie d’istanti ovattati, di poesie senza tempo, di ricordi indelebili, che Epson ha stampato in grande formato in fine art. Si tratta di paesaggi rarefatti, essenziali, assoluti. Le figure umane, quando ci sono, raccontano attimi di una vita sospesa, senza tempo, in una tradizione di tranquilli gesti quotidiani che si susseguono giorno dopo giorno. In questo modo Gianni Berengo Gardin, testimone accurato di una realtà in lenta ma continua evoluzione, ci racconta, immagine dopo immagine, anche gli angoli più dimenticati della nostra identità collettiva, quelli non ancora deformati dall’affanno, dalla smania del fare o dell’apparire, dalla corsa senza meta. In ognuna delle 12 foto ciascuno di noi ritrova un po’ di se stesso, della sua storia, dei suoi ricordi: più che paesaggi, questi sono archetipi dell’immaginario italiano e la poesia che ne scaturisce diventa subito familiare. Un bianco e nero, quello di Gianni Berengo Gardin, reso ancora più ricco, profondo ed espressivo dalla tecnologia Epson che, attraverso la sinergia tra stampanti, inchiostri e carte speciali restituiscono appieno l’intenzione e la visione artistica dell’autore. Gianni Berengo Gardin nasce a Santa Margherita Ligure nel 1930, e inizia a occuparsi di fotografia nel 1954, dopo aver vissuto a Roma, Venezia, Lugano e Parigi. Nel 1965 si stabilisce a Milano e inizia la sua carriera dedicandosi al reportage, all’indagine sociale, alla documentazione di architettura e alla descrizione ambientale. Le sue prime foto sono state pubblicate nel 1954 su il Mondo, diretto da Mario Pannunzio, con cui ha collaborato fino al 1965. Ha lavorato con le principali testate della stampa italiana ed estera, con il Touring Club Italiano e con l’Istituto Geografico De Agostini, ma si è principalmente dedicato alla realizzazione di libri fotografici, pubblicandone oltre 200. Nel 1963 è stato premiato dal World Press Photo. Nel 1990 è stato invitato d’onore al “Mois de la Photo” di Parigi dove ha vinto il Premio Brassai. Nel 1995 ha vinto il Leica Oskard Barnack Award ai “Rencontres Internationales de la Photographie” di Arles. Nel 1998 ha vinto ex aequo il Premio Oscar Goldoni per il miglior fotolibro dell’anno con Zingari a Palermo. Ha tenuto circa 200 mostre personali in Italia e all’estero, e sue immagini fanno parte delle collezioni di diversi musei e fondazioni culturali, tra cui la Calcografia Nazionale di Roma, il Museum of Modern Art di New York, la Bibliotheque Nationale, la Maison Européenne de la Photographie e la Collection photo FNAC di Parigi, il Musée de l’Elysée di Losanna. Nel 1972 la rivista “Modern Photography” lo ha inserito tra i “32 World’s Top Photographers”. Nel 1975 Cecil Beaton lo ha citato nel libro “The magic Image: the genius of photography from 1839 to the present day.” E H. Gombrich lo ha citato come unico fotografo nel libro “The Image and the Eye” (Oxford 1982). Italo Zannier nella “Storia della Fotografia Italiana” (Roma-Bari 1987) lo ha definito “il fotografo più ragguardevole del dopoguerra”, ed è presente tra gli 80 fotografi scelti da Henry Cartier-Bresson nel 2003 per la mostra “Les choix d’Henri Cartier-Bresson”. Nel 2006, in occasione di una sua mostra, ha tenuto un discorso alla sede del Parlamento Europeo di Bruxelles. Nel 2008 gli è stato assegnato, negli Stati Uniti, il prestigioso “Lucie Award” alla carriera e nel 2009 gli è stata conferita dall’Università degli Studi di Milano la laurea Honoris Causa in Storia e Critica dell’Arte. “Poesie italiane” è il titolo del calendario Epson 2007. Nella fotografia di Gianni Berengo Gardin la poesia è spesso protagonista attraverso il silenzio. E le figure umane, quando ci sono, raccontano attimi di una vita sospesa, senza tempo, in una tradizione di tranquilli gesti quotidiani che si susseguono giorno dopo giorno. In ognuna di queste foto, ciascuno di noi ritrova un po’ di se stesso, della sua storia, dei suoi ricordi: più che paesaggi sono come archetipi dell’immaginario italiano, e la poesia che ne scaturisce ci entra sottopelle e ci diventa subito familiare. 13 OTTOBRE – 27 OTTOBRE 2013 ARCHEOLOGIA DELLA MEMORIA IMMAGINI DI CLAUDIO ARGENTIERO E GIANFRANCO LEVA CON IL CONTRIBUTO E IL PATROCINIO DEL COMUNE MANIFATTURA DI LEGNANO DI LEGNANO E CON LA COLLABORAZIONE DELLA ORARI DI VISITA: SABATO 15 – 18,30 E DOMENICA 10-12 / 15-18,30 – INGRESSO LIBERO MANIFATTURA DI LEGNANO – VIA PALESTRO, 36 – LEGNANO (MI) Nella civiltà delle macchine, così dinamica e progressivamente in declino, ci è sembrato utile proporre una mostra in grado di preservare, attraverso il campo della visione, quei valori tecnologici e sociali che hanno identificato per decenni l’industrializzazione italiana, con particolare riferimento al territorio in cui operiamo culturalmente. Va anche detto che il tema dell’archeologia industriale è particolarmente appassionante perché mette alla prova chi, interpretando l’argomento, riesce a far emergere una visione personale, frantumando l’idea del decadimento e dell’abbandono preferendo simboli e dettagli che si relazionano con la vita vissuta tra queste mura. Una sorta di narrazione in bilico tra la matericità delle cose e la intima infinità del vuoto, tra la fragilità dell’attimo e l’impronta indelebile del tempo. Un itinerario silenzioso che si dirama tra memoria e riflessione, esperienze ed intuizioni, sensazioni e immaginazioni. Claudio Argentiero da molti anni lavora sul tema del territorio e dell’identità. Le immagini esposte non sono che una sintesi di una più articolata e decennale ricerca sul tema della memoria, che di sviluppa, prevalentemente, nel concepire il dettaglio come processo mentale per rappresentare stati d’animo, lasciando decantare le proprie visioni che sommergono di dubbi i pensieri sottratti alla coscienza. Su questi temi ha pubblicato alcuni libri. Gianfranco Leva, Presidente del Gruppo Fotografico della Famiglia Legnanese, ha sempre lavorato nel settore tessile. Si è occupato anche di grafica pubblicitaria ed ha sempre avuto una forte passione, oltre che per la pittura, per la fotografia di architettura e di reportage. Per questo, fin dal 1992, ha iniziato a documentare la trasformazione di Legnano, sua città natale, seguendo la trasformazione da città industriale a città residenziale. L’archeologia industriale, che è stata la testimonianza di questa trasformazione, lo ha appassionato e coinvolto emotivamente. Anche il fiume Olona, risorsa energetica per le aziende, soprattutto quelle tessili, ha avuto un ruolo nella sua ricerca, non a caso quasi tutte le immagini sono state realizzate ai lati del fiume. Dai suoi ponti, c’erano, ci sono ancora, tracce del panorama industriale tessile Legnanese. Su questi argomenti, ha sviluppato e realizzato diverse mostre fotografiche, sempre con una particolare attenzione verso tutti quei “segni” che testimoniano sulla fondamentale presenza dell’uomo nella fabbrica. Nel settembre del 2002, la FIAF gli ha conferito l’onorificenza AFI Artista Fotografo Italiano. Gallarate (Va) 12 OTTOBRE – 26 OTTOBRE 2013 DENTRO LA CITTA’ - OMAGGIO A GABRIELE BASILICO IN COLLABORAZIONE CON EPSON ITALIA DUEMILALIBRI - PALAZZO MINOLETTI –– PIAZZA GARIBALDI – GALLARATE (VA) ORARI DI VISITA: DAL LUNEDI AL VENERDI 10-12 / SABATO E DOMENICA 10-18 – INGRESSO LIBERO “Dentro la città allude a un’esplorazione del tessuto urbano, a un’avventura che mette inevitabilmente in gioco la memoria di altre città, di altri luoghi lontani nel tempo e nello spazio, con l’esperienza diretta della visione.” Con queste parole Gabriele Basilico descrive il senso delle dodici immagini di questa mostra. Gabriele Basilico, fotografo conosciuto in tutto il mondo, quello dell’architettura, propone una viaggio dentro la città. “Per conoscere una città bisogna anche immaginarla, come in un sogno” – spiega Basilico. “Deve diventare qualcosa di interiore. Nel dialogo che prende forma con lo spazio urbano, cerco, attraverso lo scandaglio sensoriale della visione, di costruire un rapporto familiare, una condizione che mi permetta un’accessibilità, anche illusoria, ai segreti spesso invisibili e non immediatamente afferrabili se non con un’attenta e paziente osservazione, che la città contiene e nasconde nella sedimentazione delle stratificazioni.” Le immagini catturate dall’obiettivo dell’autore ci mostrano come sotto i nostri occhi convivano, in sorprendenti giustapposizioni, resti archeologici e imponenti palazzi e come dai giochi di simmetrie e di luce abbinati a contrasti architettonici inediti, prendano vita atmosfere surreali e a volte fantascientifiche. Guardiamo ad esempio l’immagine che ritrae “Dives in Misericordia” a Roma. Si dice che gli abitanti di questo quartiere abbiano avuto, all’inizio, difficoltà ad accettare il mega progetto di Richard Meier. Ma quando il cantiere era quasi ultimato, anch’essi, come tutti gli “adepti” dei percorsi della buona architettura, sono rimasti colpiti dalla “fantascientifica” e originale concezione spaziale e tecnologica dell’opera dell’architetto americano. Oppure la fotografia che raffigura il panorama sulla città di Shangai, che con più di 4.000 edifici che superano i trenta piani, è oggi la città che ha il maggior numero di grattacieli al mondo. I quartieri di case basse a due piani, i tipici “Shikumen”, simili agli “Hutong” di Pechino, resistono a fatica all’espansione fisica che, come la foresta del Macbeth, avanza compatta e inesorabile, ridisegnando senza scrupoli lo skyline della città. Gabriele Basilico nasce a Milano nel 1944. Dopo la laurea in architettura, si dedica con continuità alla fotografia. La forma e l’identità delle città, lo sviluppo delle metropoli, i mutamenti in atto nel paesaggio postindustriale sono da sempre i suoi ambiti di ricerca privilegiati. Considerato uno dei maestri della fotografia contemporanea, è stato insignito di molti premi e le sue opere fanno parte di prestigiose collezioni pubbliche e private italiane e internazionali. “Milano ritratti di fabbriche” (1978-80), è il primo lungo lavoro che ha come soggetto la periferia industriale e corrisponde alla sua prima mostra presentata in un museo (1983, PAC, Milano). Nel 1984-85 con il progetto “Bord de mer” partecipa, unico italiano, alla Mission Photographique de la DATAR, il grande mandato governativo affidato a un gruppo internazionale di fotografi con lo scopo di rappresentare la trasformazione del paesaggio francese. Nel 1991 partecipa alla missione su Beirut, città devastata dalla guerra civile durata 15 anni. Da allora, Gabriele Basilico ha prodotto e partecipato a numerosissimi progetti di documentazione in Italia e all’estero, che hanno generato mostre e libri. Da sempre Basilico intreccia la sua instancabile indagine fotografica sulla morfologia e le trasformazioni della città e del paesaggio contemporaneo con attività seminariali, lezioni, conferenze, riflessioni condotte anche attraverso la parola scritta. Il volume “Photo Books: 1978-2005” (2006) riassume e illustra tutti i suoi libri personali e molti dei più importanti libri collettivi. Il suo pensiero è stato raccolto e sintetizzato nel 2007 nel volume “Gabriele Basilico. Architettura, città, visioni”, a cura di Andrea Lissoni, e in un documentario in DVD che fa parte della serie dedicata ai grandi fotografi italiani, prodotta da Giart-Visioni d’arte (2009). Si è spento il 13 febbario 2013 lasciando un patrimonio di immagini e di saperi incomparabili e preziosi. 25 OTTOBRE – 10 NOVEMBRE 2013 LIBRERIA CARÙ – VIA POSTPORTA, 11 – GALLARATE (VA) L’OMBRA COME LUCE, PAROLE COME PENSIERI DI CLAUDIO ARGENTIERO ORARI DI VISITA: DAL MARTEDI AL SABATO10 -12 / 16 -19 DOMENICA 10-12 INGRESSO LIBERO INFOTEL: 0331 776122 La poetica di intenti che spesso cela un’immagine è, senza dubbio, un aspetto estraneo allo stesso autore che, inconsapevolmente, cattura le proprie sensazioni più intime ritrovandole in incontri fortuiti o in situazioni pensate. Non quindi sperimentazione tecnica né manipolazione ma, nelle immagini di Claudio Argentiero, l’anima di chi affascinato dallo stesso divenire, sente la luce lasciandosi ammagliare dal buio. Un'indagine visiva sul concetto di dualità luce/ombra che danzano in perfetto equilibrio, un incontro in un luogo che non ha confini, né tempo; uno sguardo che va oltre i bagliori, scoprendo i neri, essenze della pura armonia rivelata non con l'occhio biologico, ma con il percepire l'esistente. E’ il buio che esalta la luce alimentando l’immaginario e, di conseguenza, la scoperta dei contrasti nasconde un muto invito a superare le apparenze. Le sfumature e i giochi di ombre ricercate dall’autore accentuano atmosfere sospese donando alle stesse, la dolcezza del ricordo ma anche l’urgenza di sviscerare pensieri avidi di passioni umane. Ecco dunque che suoni poetici tramutano percezioni visive, accolgono l’impetuoso fluire della vita evocando un dialogo, spontaneo ed intenso, tra parole ed immagini. Ricordi, sensazioni, paure e attese si svelano con disarmante sorpresa, docili evanescenze dell’essere umano che fa della fotografia la luce, nel buio della notte. 25 OTTOBRE – 10 NOVEMBRE 2013 PAESAGGI DELLA SICUREZZA – FOTOGRAFIE DI MARCO INTROINI SPAZIO MOSTRE IL SESTANTE - VIA SAN GIOVANNI BOSCO, 18 - GALLARATE (VA) INCONTRO CON L’AUTORE: VENERDI 8 NOVEMBRE ORE 21,15 ORARI DI VISITA: SABATO 17-19 / DOMENICA 10-12/ 17-19 INGRESSO LIBERO Il progetto fotografico nasce dalla richiesta di Federico Bucci, curatore della mostra SENZA PERICOLO! (Triennale di Milano 2013) di condurre una ricerca fotografica che declinasse il concetto di sicurezza. “..Marco Introini è il nostro "uomo con la macchina da presa". Sempre in giro per il mondo, qualche volta si ferma, sceglie un punto di vista, sistema il suo cavalletto e attende pazientemente i passaggi della luce, per catturarli nella sua fotografia. L'inquadratura è progettata in ogni dettaglio. Il fotografo usa la geometria con sapienza: sugli assi cartesiani dispone punti, linee e superfici. Lo spazio è pronto per accogliere le "forme del tempo". Abbiamo chiesto a Marco di interpretare liberamente il tema della mostra, laddove le "condizioni di sicurezza" si manifestano, in modo più o meno evidente, dagli spazi interni al territorio. Il risultato, qui selezionato, è una galleria di ritratti fotografici dedicati a luoghi eterogenei, costruiti per proteggersi dai rischi di ogni tipo. La realtà è testimoniata senza alterazioni: l'obiettivo fotografico è "naturale" come l'occhio del fotografo, ovvero, di chiunque sappia sostenere la fatica dello sguardo prolungato. L'elegante e rigorosa astrazione del bianco e nero trasfigura una composita sequenza visiva che, in questo caso, dai sotterranei alle montagne, fin giù al mare, mostra ciò che l'homo faber ha prodotto per tentare di vivere "senza pericolo"...”. Federico Bucci (testo per il catalogo della mostra SENZA PERICOLO!, Triennale di Milano, maggio-settembre 2013) Marco Introini si è laureato in architettura presso il Politecnico di Milano. Fotografo documentarista, laureto in architettura presso il Politecnico di Milano, è docente di Fotografia dell’Architettura e Tecnica della Rappresentazione presso la Facoltà di Architettura Civile del Politecnico di Milano. Nel 1999 riceve il premio nazionale Lombardia Effetto Paesaggio con la ricerca fotografica Architettura ed architetture dell’ argine maggiore del Po. Nel 2002 è selezionato con la ricerca fotografica Città Europa per esporre alla X Mostra Fotoesordio 2002 (Museo dell'Immagine Fotografica e delle Arti Visuali) in collaborazione con il Palazzo delle Esposizioni di Roma. Nello stesso anno è stato selezionato al concorso FotoGribaudo. Curatore con Margherita De Carli della mostra nella casa di Luigi Figini presso la Triennale di Milano (Milano, 2003). Selezionato alla rassegna Descubrimientos del Festival Internazionale PHotoEspaña05 con il progetto fotografico Paesaggio Analogico 05. Nel 2006 viene pubblicato all’interno del catalogo del Padiglione Italiano della X Biennale di Architettura curato da Franco Purini. Inserito nei venti fotografi di architettura protagonisti degli ultimi dieci anni, viene intervistato da Letizia Gagliardi per il libro La Misura dello Spazio (Roma 2010). Ha esposto in prestigiosi spazi in diverse parti del mondo. 31 OTTOBRE – 17 NOVEMBRE 2013 LA LUCE COME ARMONIA – FOTOGRAFIE DI CLAUDIO ARGENTIERO IL CORNICIAIO –– VIA PARINI, 8 – GALLARATE (VA) ORARI DI VISITA: DAL MARTEDI AL SABATO: 10-12 / 15,30-19 Da qualche tempo il lavoro di Claudio Argentiero si dirige in più direzioni. Se l’ombra in alcuni casi si è fatta segno rappresentativo della sua ricerca, a volte ha bisogno di tornare alla luce vigorosa per schiarire il suo percorso espressivo, passando indistintamente dal nero al bianco, con qualche intervallo nella scala dei grigi. Vi si trovano nelle immagini luminose presentate in quest’occasione, l’energia profonda che scaturisce dai luoghi, la silenziosa bellezza degli spazi, il bianco rassicurante intriso di armonie, pur fotografando soggetti spesso dimenticati o lasciati al proprio destino. Segmenti di natura, architetture fatiscenti, paesaggi leggeri, il soffio del vento, sono il mondo di rivelazioni visive nel quale l’autore si muove, esortando il visitatore a non soffermarsi al primo livello di ricezione, ma a partecipare più emotivamente alla lettura delle immagini, scrutandole sotto nuove prospettive. Egli sviluppa un’indagine più intima delle cose, con un senso intuitivo che è il frutto di accorte valutazioni, imponendosi con tecnica e segno riconoscibili. Avido di sperimentazioni e continue verifiche, torna in alcuni casi all'analogico, trovando plausibili assonanze tra lo sguardo e la pratica, per dare un volto al reale mediante l’essenza che dialoga con la logica, pur con le debite contraddizioni. Villa Montevecchio - Samarate (Va) 20 OTTOBRE – 31 OTTOBRE 2013 CITTA’ DEL RUMORE, CITTA’ DEL SILENZIO VILLA MONTEVECCHIO –– VIA LAZZARETTO – INGRESSO CARRABILE – SAMARATE (VA) ORARI DI VISITA: DAL LUNEDI AL VENERDI 10-12 / SABATO E DOMENICA 15-18 – INGRESSO LIBERO INAUGURAZIONE: 20 OTTOBRE 2013 ORE 11 INFOTEL: 0331 720101 “Come far percepire attraverso un’immagine l’eccesso di sonorità che affligge le nostre città? E, per converso, come suggerire il piacere del silenzio e di una quiete urbana? Cerchiamo immagini capaci di immergersi nel caos sonoro delle nostre città per restituircene e denunciarne tutta la pervasività. Ma cerchiamo anche fotografie che ci invitino a guardare oltre la superficie di uno spazio urbano caotico per scoprire angoli di quiete nascosta, o per immaginare le dimensioni di una possibile affabilità urbana impregnata di silenzi, sussurri, fruscii…”. A questi interrogativi –proposti in un concorso fotografico promosso nella primavera del 2013 dall’Accademia del Silenzio e da Photographers.it – hanno generosamente risposto numerosi autori. Difficile, e al contempo stimolante, è stato dunque il compito della giuria, che ha dovuto selezionare le sei ricerche vincitrici tra le molte pervenuteci. Ricerche che sono riuscite appieno a cogliere lo spirito del tema proposto. Stefano Parrini, con “La città dentro”, ci fa percepire il senso di calma e serenità che si avverte nel Campus Novartis: un angolo di quiete, nella città di Basilea, volutamente creato da questa importante multinazionale chimica e farmaceutica per creare favorevoli condizioni lavorative ai suoi ricercatori. Lungo l’affollato e turistico litorale adriatico Lorenzo Mini ha ritrovato uno spazio di silenzio nelle grandiose e abbandonate colonie marine costruite durante il fascismo. Con “Urban Sound Level Meter” Loredana Rubini propone una sorta una sorta di diagramma che evoca visivamente le stratificazioni e i cambiamenti sonori di una città dall’alba al tramonto. Ugualmente narrativa è l’opera “Mimesis” di Francesco Pergolesi: viaggio poetico tra hall di alberghi, stanze e strade che paiono avvolte in un silenzio ovattato e sospeso, fotografate prima che vi irrompano i rumori della vita quotidiana. Che la fotografia sia spesso un esercizio solitario, proteso a dar valore anche a minime cose e fuggevoli eventi, ce lo mostra la ricerca di Ennio Vicario “Al silenzio non servono parole”, dove in una giornata nebbiosa e ovattata lentamente appare una figura simile un’ombra lontana e misteriosa. Decisamente innovativa e capace di rendere il pulsare assordante e concitato della vita di una grande città è invece la ricerca di Marco Rigamonti “Doppio U.S.A.”: grazie a un gioco di doppie esposizioni non solo offre immagini sovraccariche di stimoli visivi e capaci di suggerire un rumorosità diffusa, ma ci indica anche che la sua ricerca è protesa, nonostante il caos cittadino, a ritrovare angoli che alludano al silenzio e a un’esperienza interiore, contemplativa, non frettolosa. Mostra a cura di Gigliola Foschi, stampe a cura Afi. La Giuria Claudio Argentiero, presidente dell’Archivio Fotografico Italiano e art director del Festival Fotografico Europeo di Busto Arsizio e Comuni della Valle Olona (Varese). Angelo Cucchetto, Internet Marketer ed editore di Photographers.it Marco Ermentini, architetto. E’ presidente della Shy Architecture Association che raggruppa il movimento per l’architettura timida. E’ uno dei membri del gruppo promotore dell’Accademia del Silenzio. Gigliola Foschi, critico e storico della fotografia. Collaboratrice di Photographers.it e membro comitato della fiera MIA (Milan Image Art). Stefano Raimondi, poeta e critico letterario. E’ tra i fondatori della rivista di filosofia “Materiali di Estetica” e membro del gruppo promotore dell’Accademia del Silenzio. SOMMA LOMBARDO 19 OTTOBRE – 31 OTTOBRE 20138 L’ITALIA IN TRENTA SCATTI D’AUTORE IMMAGINI SELEZIONATE DAL CONCORSO FOTOGRAFICO INDETTO DALL’AFI A LIVELLO NAZIONALE BIBLIOTECA COMUNALE – VIA MARCONI – SOMMA LOMBARDO (VA) ORARI DI VISITA: DAL LUNEDI AL VENERDI 10-12 / SABATO 15-18 – INGRESSO LIBERO La mostra nasce da un concorso organizzato dall’AFI lo scorso mese di maggio e che ha registrato un numero copioso di partecipanti da tutta Italia, i cui lavori possono sicuramente ritenersi originali e stimolanti. Si è deciso, pertanto, di selezionare trenta autori meritevoli per una rassegna sull’Italia, raccontata sotto il profilo culturale, paesaggistico, artistico ma anche attraverso i simboli e le tradizioni legati alla italianità. Un affascinante viaggio per lo stivale che coglie volti, luoghi spesso sconosciuti, ricchezza di sentimenti misti a colori che suscitano, con semplicità, una riflessione emozionale sulla patrimonio che detiene la terra in cui viviamo. Non dunque un tema facile da cogliere in un unico scatto, non una ricerca estetica ma un’indagine sul quotidiano per dar vita a racconti catturati con immediatezza e discrezione. L’Italia vista dagli italiani, l’Italia vista dai nuovi cittadini, un’Italia dal gusto neorealista intrisa di nuove sperimentazioni e di un forte richiamo alla storia , alle architetture e alla terra. Autori in mostra: Davide Baranzelli, Simone Barbati, Francesco Bianchini, Francesca Breda, Giuseppe Catone, Pietro Cavalosci, Maurizio Cintoli, Francesco D’Alonso, Nicola Delle Donne, Alessio Deluca, Emiliano Diana, Roberto Floccari, Marco Fogarolo, Stefano Frassetto, Angelo Gatti, Maura Ghiselli, Adelheid Kuss, Roberto Lanza, Giuseppe Losurdo, Sandro Maffei, Roberto Messina, Paolo Miramondi, Gisella Molino, Antonella Monzoni, Antonio Nesti, Gaetano Paraggio, Massimo Pelagagge, Andrea Scaratti, Francesco Varacalli, Francesco Vignati. FESTIVAL FOTOGRAFICO EUROPEO 2013 Calendario EVENTI Giornaliero SABATO 12 OTTOBRE 2013 ORE 11,30 PALAZZO MINOLETTI – Piazza Garibaldi – Gallarate (Va) INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA: Dentro la Citta’ - Omaggio a Gabriele Basilico ALLA PRESENZA DELLE AUTORITA’ Presentazione in anteprima del Festival Fotografico Europeo SABATO 12 OTTOBRE 2013 ORE 17,30 – evento su invito SALA CONFERENZE MUSEO DEL TESSILE - Via Volta/Via Galvani – Busto Arsizio (Va) PRESENTAZIONE DEL FESTIVAL, DELLE MOSTRE E DEL PROGRAMMA EVENTI ALLA PRESENZA DEGLI AUTORI, DEI CURATORI, DELLE AUTORITA’ E DEGLI OSPITI INVITATI Proiezioni e brevi prefazioni VISITA IN ANTEPRIMADELLA MOSTRA: Ore 18: l’orario è finito di Massimiliano Camellini / sala del ricamo A seguire, ore 18,45 Palazzo Marliani Cicogna – Piazza Vittorio Emanuele II – Busto Arsizio APERTURA DELLE MOSTRE BUFFET Intrattenimento musicale con i maestri Roberto Bertolin e Roberto Bottini a cura della Ass.ne Musicale G. Rossini Accessibile presentando l’invito Boohshop by HF libri DOMENICA 13 OTTOBRE 2013 ORE 11,00 – ingresso libero MANIFATTURA DI LEGNANO – Ingresso da Via Palestro – Legnano (MI) INAUGURAZIONE DELLE MOSTRE: POESIE ITALIANE – Immagini di Gianni Berengo Gardin ARCHEOLOGIA DELLA MEMORIA – Immagini di Claudio Argentiero e Gianfranco Leva DOMENICA 13 OTTOBRE 2013 ORE 12,30 – ingresso libero CHIESA DEL SACRO CUORE - Piazza Biagio Gabardi – Solbiate Olona (Va) INAUGURAZIONE DELLE MOSTRE: INVISIBILI SOLITUDINI – Vita ai margini della salute mentale a cura di Caterina Clerici in collaborazione con SocialDocumentary.net (SDN) Autori: Diego Ibarra Sanchez, Jenn Ackerman, Steve Davis, Enrico Fabian, Catherine Karnow, Magadalena Sole. RELIGIONI NEL MONDO: I RITI Reportage di viaggio del fotografo Giancarlo Majocchi APERITIVO A seguire pranzo con gli autori, prenotazione obbligatoria DOMENICA 13 OTTOBRE 2013 ORE 16 – ingresso libero VILLA POMINI – Via Don L. Testori, 14 – Castellanza (Va) INAUGURAZIONE DELLE MOSTRE: LE DONNE DI ARCHI di Emanuela Colombo LA POESIA DEL CAMBIAMENTO di Ugo Panella 14 STORIE DI VIOLENZA di Teresa Carreno DOMENICA 13 OTTOBRE 2013 ORE 18 – ingresso libero FONDAZIONE BANDERA PER L’ARTE - Via Andrea Costa, 29 – Busto Arsizio (Va) INAUGURAZIONE DELLE MOSTRE: WHITE ELEPHANT di PiotrZbiersky TECNICA E CREATIVITA’ - LE DUE FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA NELLA FOTOGRAFIA DI PAESAGGIO Collettiva studenti dell’Istituto Italiano di Fotografia a cura del docente Erminio Annunzi BUFFET in MUSICA MARTEDI 15 OTTOBRE 2013 ORE 18,30 – ingresso libero SPAZIO MOSTRE CENTRO GIOVANILE STOA’ – Via Gaeta, 10 – Busto Arsizio (Va) INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA: SIAMO TUTTI DIVERSI DEL FOTOREPORTER ENRICO MASCHERONI In collaborazione con l’Associazione Christian Onlus APERITIVO MERCOLEDI 16 OTTOBRE 2013 ORE 18,30 – ingresso libero LA CASA BIOECOLOGICA – Viale Piemonte, 28 - Busto Arsizio (Va) INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA E PRESENTAZIONE DEL LIBRO: FOTOGRAFIA D’AUTORE: gli sguardi, le storie, le ricerche AUTORI: Aurelio Bormioli, Erminio Annunzi, Emanuela Colombo, Max Camellini, Nicola Bortolussi, Roberto Bosio, Virgilio Carnisio, Claudio Argentiero. GIOVEDI 17 OTTOBRE 2013 ORE 21,15 – ingresso libero SALA CONFERENZE MUSEO DEL TESSILE – Via Volta/Via Galvani - Busto Arsizio (Va) AUTORI EUROPEI in MULTIVISIONE Presentazione e selezione a cura di ANDREELLA PHOTO VENERDI 18 OTTOBRE 2013 ORE 18,30 – ingresso libero CENTRO CONGRESSI MALPENSA FIERE – Sala Borghi - Via XI Settembre, 16 Busto Arsizio (Va) INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA E PRESENTAZIONE DEL LIBRO: LA PROVINCIA DI VARESE: i luoghi, la storia, gli sguardi Nelle immagini di: Claudio Argentiero, Andrea Bertani, Roberto Bosio, Davide Niglia, Marco Colombo, Marco Introini. Progetto editoriale dell’Afi – collana Sguardi d’autore VENERDI 18 OTTOBRE 2013 ORE 21,15 – ingresso libero PALAZZO MARLIANI CICOGNA - SALA DON ROSSI – Piazza V. Emanuele II - Busto Arsizio (Va) PROFESSIONE FOTOREPORTER GIORNALISTA MAURO GALLIGANI SI RACCONTA - Commenti, immagini, proiezioni. Mauro Galligani è un grande e apprezzato fotoreporter italiano che da quarant’anni osserva, vive e fotografa il mondo intero e le sue tragedie, trasformazioni, miserie e difficoltà, dalle guerre in Medio Oriente alla prima invasione dell’Afghanistan, dalla strage di Bologna al terremoto in Friuli, dalla tragedia di Seveso a Cernobyl, dalle Olimpiadi alle rivoluzioni del Centro America, dal disagio delle periferie alla solidarietà di San Patrignano. Gli scatti dei suoi reportage hanno fatto il giro del mondo, pubblicati su alcune delle maggiori testate nazionali ed internazionali, dall’esordio con «Il Giorno» alle collaborazioni con «Epoca», Panorama», «Life». SABATO 19 OTTOBRE 2013 ORE 11,00 – ingresso libero CASTELLO VISCONTEO – Piazza Cavour – Fagnano Olona (Va) INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA: IMMAGINI DA UN LABORATORIO Visioni e suggestioni di studenti alla scoperta della fotografia a cura di Davide Niglia SABATO 19 OTTOBRE 2013 ORE 11,30 – ingresso libero BIBLIOTECA COMUNALE – Via Marconi – Somma Lombardo (Va) INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA: L’ITALIA IN TRENTA SCATTI D’AUTORE – autori selezionati dal concorso nazionale SABATO 19 OTTOBRE 2013 ORE 16-18– ingresso libero DUEMILALIBRI – Palazzo Minoletti – Piazza Garibaldi – Gallarate (Va) BOOK DAY – PRESENTAZIONE DI LIBRI FOTOGRAFICI D’AUTORE INCONTRO CON GLI AUTORI e BOOK SIGNING Converseremo con i seguenti fotografi e artisti: MAURO GALLIGANI - L’impero Perduto. Il crollo dell’Urss e la nascita della nuova Russia ATTRAVERSO I TUOI OCCHI – Gianfranco Moroldo racconta se stesso – Francesca della Monica MARCO INTROINI - Multan Pakistan – La città murata/the walled city LA PROVINCIA DIVARESE. I luoghi, la storia, gli sguardi Nuovo libro della collana Afi Sguardi d’Autore Book Signing con dedica personale / Coordina Claudio Argentiero. SABATO 19 OTTOBRE 2013 ORE 20 – ingresso libero SPAZIO MOSTRE CENTRO GIOVANILE STOA’ – Via Gaeta, 10 – Busto Arsizio (Va) INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA: SIAMO TUTTI DIVERSI DEL FOTOREPORTER ENRICO MASCHERONI In collaborazione con l’Associazione Christian Onlus APERITIVO DOMENICA 20 OTTOBRE 2013 ORE 11 – ingresso libero VILLA MONTEVECCHIO – ingresso da Via Lazzaretto (carrabile) - Samarate (Va) INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA: CITTA’ DEL RUMORE, CITTA’ DEL SILENZIO A cura di Gigliola Foschi in collaborazione con Accademia del Silenzio, Photographers.it e il Festival Fotografico Europeo. AUTORI SELEZIONATI DAL CONCORSO NAZIONALE: Stefano Parrini di Poggibonsi con il progetto La città dentro Loredana Rubini di Milano con il progetto Urban sound level meter Lorenzo Mini di Cesenatico con il progetto Colonie marine Francesco Pergolesi di Spoleto con il progetto Mimesis Marco Rigamonti di Piacenza con il progetto Doppio Usa Ennio Vicario di Milano con il progetto Al silenzio non servono parole DOMENICA 20 OTTOBRE 2013 ORE 15,30 – ingresso libero VILLA GONZAGA - CHIESA OPAI DEI S.S. INNOCENTI - Via L. Greppi, 4 – Olgiate Olona (Va) INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA E PRESENTAZIONE DEL LIBRO: LA CASA DEI BAMBINI IN VILLA GONZAGA - libro edito dal comune per la collana AFI inaugurazione su invito DOMENICA 20 OTTOBRE 2013 ORE 17 – ingresso libero TEATRINO DI VILLA GONZAGA - Via L. Greppi, 4 – Olgiate Olona (Va) INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA: DAL BOSCO ALLA FABBRICA: tracce nel paesaggio in Valle Olona AUTORI: Roberto Bosio, Chiara Ciccocioppo, Alessia Recupero, Davide Niglia, Andrea Bertani, Giovanni Nosdeo, Gabriele Cova. DOMENICA 20 OTTOBRE 2013 ORE 19 – ingresso libero OSTERIA PASSAPAROLA - Via Castelmorrone, 21 – Busto Arsizio (Va) INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA: MILANO, LE VECCHIE OSTERIE - immagini di Virgilio Carnisio A SEGUIRE APERITIVO a € 5 MARTEDI 22 OTTOBRE 2013 ORE 21 – ingresso libero VILLA DURUNI (sede del comune) – Via Roma – Gorla Minore (Va) INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA BANCHI DI SCUOLA di Carla e Giorgio Milone Con proiezioni di reportage di viaggio intorno al mondo dell’autrice GIOVEDI 24 OTTOBRE 2013 ORE 19 – ingresso libero MOOM Gallery / Mo.oM Hotel – Via San Francesco, 15 – Olgiate Olona (Va) INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA L’ARTE DELLA FOTOGRAFIA In mostra opere di: Giuliana Traverso, Patricia Dinu, Erminio Annunzi, Claudio Argentiero, Mario Vidor, Davide Niglia, Maurizio Galimberti. A seguire presentazione dei nuovi libri della collana Afi: La provincia di Varese: i luoghi, la storia, gli sguardi– collana Afi Fotografia d’Autore: le storie, le ricerche – collana Afi Intrattenimento musicale – Aperitivo al costo di € 7 GIOVEDI 24 OTTOBRE 2013 ORE 21,15 – ingresso libero CHIESA DEL SACRO CUORE - Piazza Biagio Gabardi – Solbiate Olona (Va) IMMAGINI IN MUSICA – Proiezioni di Viaggio e natura Accompagnamento musicale del CORUS CAELESTIS diretto dal maestro GIACOMO GIORGIO CIFFO VENERDI 25 OTTOBRE 2013 ORE 19 – ingresso libero LIBRERIA CARU’ e RISTORANTE POSTPORTA – Via Postporta - Gallarate (Va) - ingresso libero INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA: IL NERO COME LUCE, LE PAROLE COME PENSIERI di Claudio Argentiero A SEGUIRE APERITIVO VENERDI 25 OTTOBRE 2013 ORE 21,15 – ingresso libero SPAZIO MOSTRE IL SESTANTE - Via San Giovanni Bosco, 18 - Gallarate (Va) INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA: PAESAGGI DELLA SICUREZZA di Marco Introini / in presenza dell’autore SABATO 26 OTTOBRE 2013 ORE 11 – INGRESSO LIBERO LICEO SCIENTIFICO A. TOSI - VIA TOMMASO GROSSI, 3 – BUSTO ARSIZIO (VA) GABRIELE D’ANNUNZIO: I VERSI NELLE IMMAGINI Libere interpretazione fotografiche degli studenti del Liceo SABATO 26 OTTOBRE 2013 ORE 17,30 – INGRESSO LIBERO GALLERIA PALMIERI - Via G. Mameli, 24 – Busto Arsizio (Va) INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA: CRISI DI IDENTITA’ Opere di Giovanni Sesia SABATO 26 OTTOBRE 2013 ORE 19 – ingresso libero SHOWROOM ARREDAMENTI BRUSATORI - Via Montebello, 22 – Busto Arsizio (Va) INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA: LA FOTOGRAFIA D’AUTORE PER ARREDARE CON STILE Selezione di immagini fine art dei seguenti autori: Claudio Argentiero, Erminio Annunzi, Marco Colombo, Francesco Cunocchiella, Stefano, Ciol, Andrea Bertani. A SEGUIRE APERITIVO SABATO 26 OTTOBRE 2013 ORE 21 – ingresso libero Villa Calcaterra - ISTITUTO CINEMATOGRAFICO MICHELANGELO ANTONIONI Via Magenta, 70 (ingresso da via XI Febbraio) – Busto Arsizio (Va) INAUGURAZIONE DELLE MOSTRE: LA GENTE CHE STA BENE SUL SET Immagini di Marina Alessi / da un film di Francesco Patierno VIAGGIO IN ITALIA – SET DEL CINEMA ITALIANO 1941-1959 dall’Archivio Centro Cinema Città di Cesena A SEGUIRE PROIEZIONE DEL FILM (IN PRESENZA DEL REGISTA) LA GUERRA DEI VULCANI regia Francesco Patierno 52 minuti. Un gruppo di giovani cineasti guidati dal pioniere della cinematografia subacquea Francesco Alliata fonda una casa di produzione denominata Panaria Film. Il loro punto di riferimento sono le Eolie e presentano a Roberto Rossellini le riprese effettuate e delle idee per un film possibile. Rossellini all'epoca vive una storia d'amore con la passionale Anna Magnani. Un giorno però legge la lettera di un'attrice svedese ormai famosa ad Hollywood: Ingrid Bergman. Costei si dichiara disponibile a lavorare con lui. Il loro legame diverrà ben presto qualcosa che va oltre la professione. Rossellini si approprierà delle idee degli uomini della Panaria Film e girerà con lei Stromboli. La Magnani non starà però con le mani in mano e, con la regia di William Dieterle, girerà, sempre alle Eolie, Vulcano. Tenendo come base il libro di Anile e Giannice dal titolo omonimo, Francesco Patierno ha realizzato un interessantissimo documentario che permetterà a chi all'epoca c'era di ripercorrere una vicenda che tenne in agitazione le cronache di mezzo mondo. Chi è venuto dopo avrà modo di venire a conoscenza di una commistione quasi irripetibile di realtà e immaginario. Grazie infatti a un amplissimo materiale di repertorio viene offerta una lettura delle vicende (che furono davvero senza esclusione di colpi) che va al di là del documentario di ricostruzione di un'epoca. Patierno riesce a far 'parlare' sequenze dei film delle tre dramatis personae facendoli diventare parte integrante della storia. Il cinema, con il suo carico di finzione, diventa più vero del vero grazie ad un'osmosi che si rivela al contempo efficace ed appassionante. Al termine: wine and sweet DOMENICA 27 OTTOBRE 2013 ORE 11,30 – ingresso libero SPAZIO D’ARTE FARIOLI – Via Silvio Pellico, 15/c – Busto Arsizio (Va) INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA: SEGNI E TRACCE DI LUOGHI PERDUTI di Claudio Argentiero A seguire aperitivo DOMENICA 27 OTTOBRE 2013 ORE 15,30 – ingresso libero SANTUARIO MARIANO – Piazza VI Novembre – Marnate (Va) INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA: ALBUM DI FAMIGLIA – Volti e storie del territorio Concerto DOMENICA 27 OTTOBRE 2013 ORE 17,30 – ingresso libero TORRE COLOMBERA - Via Canton Lombardo – Gorla Maggiore (Va) INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA: CONFINI11 – Selezione di opere e autori dal concorso fotografico nazionale Rassegna di fotografia contemporanea a cura di: Confini, Photographers.it e la rivista Il Fotografo Drink MERCOLEDI 30 OTTOBRE 2013 ORE 18,30 – ingresso libero / FESTIVAL OFF La Casa delle Culture del Mondo - Via G. Natta, 11 – Milano – Metro Lampugnano INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA NINO LETO: ANTOLOGIA DI UN FOTOREPORTER Incontro con l’autore e proiezioni. Progetto ideato con l’intento di approfondire il rapporto tra FOTOGRAFIA E GIORNALISMO, attraverso incontri con autori affermati ed emergenti, programmati anche nel 2014. GIOVEDI 31 OTTOBRE 2013 ORE 18,30 – ingresso libero Il CORNICIAIO – Via Parini, 8 – Gallarate (Va) INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA: DALLA LUCE L’ARMONIA - Fotografie di Claudio Argentiero Intrattenimento musicale e presentazione del libro: LA PROVINCIA DI VARESE: I luoghi, la storia, gli sguardi Collana Sguardi d’Autore AFI GIOVEDI 7 NOVEMBRE 2013 ORE 19 – ingresso libero Mo.oM Hotel – Via San Francesco, 15 – Olgiate Olona (Va) APERITIVO CON L’ARTISTA conversando di fotografia d’arte MAURIZIO GALIMBERTI, il suo libro Paesaggio Italia, il viaggio creativo Aperitivo al costo di € 7 VENERDI 8 NOVEMBRE 2013 ORE 21,15 SPAZIO MOSTRE IL SESTANTE - Via San Giovanni Bosco, 18 - Gallarate (Va) - ingresso libero INCONTRO CON L’AUTORE: MARCO INTROINI Fotografia e Architettura. Lo sguardo in relazione a spazi e geometrie. SABATO 9 NOVEMBRE 2013 ORE 18 – ingresso libero CENTRO GIOVANILE STOA’ – Via Gaeta, 10 – Busto Arsizio (Va) INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA: DABBRESCIA SECONDO MIMMO Drink SABATO 9 NOVEMBRE 2013 ORE 21,15 – Ingresso libero SALA CONFERENZE MUSEO DEL TESSILE - Via Volta/Via Galvani – Busto Arsizio (Va) OSCAR DEGLI AUDIOVISIVI FOTOGRAFICI Premiazione dei vincitori partecipanti al concorso fotografico nazionale per audiovisivi “Memorial Franco Pontiggia”, con PROIEZIONE dei lavori premiati e segnalati dalla Giuria. A seguire: PIZZA PARTY by il Cantuccio di Busto Arsizio DOMENICA 10 NOVEMBRE 2013 ORE 11,30 – ingresso libero TORRE COLOMBERA - Via Canton Lombardo – Gorla Maggiore (Va) INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA: PINOCCHIO Un progetto degli allievi dell’Istituto Italiano di Fotografia curato da ROBERTO MUTTI Aperitivo DOMENICA 10 NOVEMBRE 2013 ORE 14,30 - 20– ingresso libero PALAZZO MARLIANI CICOGNA – Piazza Vittorio Emanuele II – Busto Arsizio (Va) GIORNATA CONCLUSIVA FESTIVAL: - ore 14-18: Lettura Portfolio riservato agli autori iscritti al Premio / è possibile curiosare - ore 16: Consegna Premio alla Carriera a MAURO GALLIGANI con proiezione - ore 17: Asta di beneficenza di Fotografie Fine Art a favore della struttura sociale PROGETTO POLLICINO - ore 19: Proclamazione vincitore PREMIO PORTFOLIO AFI-EPSON 2013 Boohshop by HF libri AL TERMINE DELLA GIORNATA APERITIVO E SALUTI PER LA CHIUSURA DEL FESTIVAL Corsi – Workshop – Seminari Festival Fotografico Europeo 2013 SABATO 19 OTTOBRE 2013 – ORE 9,30/13 – 14,30/18 CORSO DI PHOTOSHOP LIGHTROOM Condotto da LUCA CICCHELLO – Adobe Certified Expert in Photoshop Lightroom FONDAZIONE GIOVANNI BLINI – VIA VOLTA 5/7 – BUSTO ARSIZIO (VA) PROGRAMMA: Organizzare le cartelle – importazione immagini – impostare le preferenze – cenni sul formato DNG – esportare le immagini visualizzare le immagini – selezione delle immagini – creare una collection – utilizzare le smart collection – utilizzo della funzione stacking – Keywords e Keywords set – i metadata – ricercare le immagini – rinominare le immagini – eseguire il backup del proprio catalogo – fotoritocco rapido: quando è utile – il bilanciamento del bianco - tagliare le immagini – regolazione dell’esposizione – lavorare sulle ombre – luminosità e contrasto – lo strumento Clarity – regolazione del colore – la curva tonale – regolazione di specifici colori – il pannello History – creare il bianco e nero – suddivisioni tonali – creare versioni sperimentali delle immagini – regolazione della nitidezza – riduzione del rumore digitale – riduzione delle aberrazioni cromatiche – controllo della vignettatura – utilizzo dei presets – rimozione di piccole macchie dalle immagini – rimuovere l’effetto occhi rossi – migliorare i cieli con i filtri graduati – utilizzo dello strumento pennello – integrazione con Photoshop. Costo di partecipazione: euro 90,00 Il corso avrà luogo con il raggiungimento di un minimo 10 partecipanti Iscrizioni entro il 12 ottobre 2013 Contattando via e-mail: [email protected] - solo per informazioni aggiuntive T 347 5902640 (ore 18/19) SABATO 19 E DOMENICA 20 OTTOBRE 2013 – ORE 9/13 – 14,30/18 ANTICHE TECNICHE DI STAMPA CORSO PRATICO DI STAMPA ALLA GOMMA BICROMATATA Condotto da ROBERTO LAGRASTA – Gruppo Rodolfo Namias VILLA POMINI – VIA DON L. TESTORI, 14 - CASTELLANZA (VA) La gomma bicromatata è un procedimento di stampa fotografica che ha origine a metà ‘800 ma che vive la sua età d’oro alcuni decenni dopo. E’ il più famoso dei processi artistici del periodo pittorialista. Si espone a luce solare un foglio di carta per acquarelli, opportunamente trattato e sensibilizzato, a contatto sotto un negativo del formato desiderato. Lo sviluppo, (spogliamento) avviene in acqua fredda; si ottiene un’immagine unica con una durata e stabilità pari a quella dei normali dipinti. Durante il processo di stampa è possibile intervenire con pennelli ed altri accorgimenti per modificare a piacimento l’immagine ed adattarla ai propri gusti estetici. Sta vivendo una seconda giovinezza, grazie anche all’aiuto offerto dal computer, nella preparazione del negativo di grande formato. Il Corso è particolarmente indicato anche per chi fotografa in digitale e non ha esperienze di camera oscura, compresi grafici, pittori, e appassionati di arti visive. Roberto Lagrasta vive da sempre a Parma. Fotografa dalla fine degli anni ’70 prediligendo il b/n. Nel 1989 scopre la gomma con le sue potenzialità espressive e creative. E’ tra i promotori del gruppo Namias ed espone varie personali e partecipa a collettive in Italia e all’estero. Conduce stage teorico-pratici sulla gomma bicromatata in varie parti d’Italia. Sabato 19 ottobre 2013 Ore 9,00: inizio stage, incontro con i partecipanti e presentazione, un po’ di storia della Gomma Ore 9,30: il procedimento in sintesi - la carta - prodotti chimici - pigmenti - attrezzature - negativo Ore 10,30: attività di laboratorio (sensibilizzazione fogli, esposizione, spoglio) Ore 13/14,30: sosta pranzo (facoltativa) Ore 14,30: ripresa di lavori fino alle ore 18 circa Domenica 20 ottobre 2013 Ore 9,00: attività di laboratorio (sensibilizzazione fogli, esposizione, spoglio) + messa a registro per stampa multipla Ore 13/14,30: sosta pranzo (facoltativa) Ore 14,30: ripresa di lavori fino alle ore 18 circa Costo di partecipazione: € 140,00 comprensivo del materiale necessario Il corso avrà luogo con il raggiungimento di un minimo 10 partecipanti Iscrizioni entro il 13 ottobre 2013 Contattando via e-mail: [email protected] - solo per informazioni aggiuntive T 347 5902640 (ore 18/19) DOMENICA 20 OTTOBRE 2013 – ORE 10/13 – 15/17 WORKSHOP: IL MONDO DELLA FOTOGRAFIA ISTANTANEA Condotto da GIANCARLO PAGLIARA – Impossible Corner Store Milano VILLA POMINI – VIA DON L. TESTORI, 14 - CASTELLANZA (VA) Breve storia della Polaroid ed illustrazione del mondo IMPOSSIBLE. Presentazione pellicole IMPOSSIBLE PX100 Cool, PX70 Color protection, PX680 Color protection, PX600 cool, PZ 680 color protection, PZ 600 cool. Tecniche di scatto con fotocamere SX70, SX70 Sonar, 1000, Polaroid 600 One, 600 Boxed Camera, Image/Spectra System. Utilizzo e mantenimento pellicole. Trapianto pellicole. Flash elettronico. Manipolazione, Distacco emulsione (emulsion lift), creazione immagini trasparenti (Transparencies Technique), uso filtri creativi per fotocamere Image, Close Up lens (Image), Ready Mades con Collector grigio e ritratti a mosaico con Collector bianco Costo di partecipazione: € 70,00 Il corso avrà luogo con il raggiungimento di un minimo 10 partecipanti Iscrizioni entro il 13 ottobre 2013 Contattando via e-mail: [email protected] - solo per informazioni aggiuntive T 347 5902640 (ore 18/19) SABATO 26 OTTOBRE 2013 – ORE 10/13 – 14/17 SEMINARIO: COLLEZIONARE FOTOGRAFIA - LE REGOLE DEL GIOCO LETTURA CRITICA DELLE IMMAGINI Condotto da DENIS CURTI FONDAZIONE GIOVANNI BLINI – VIA VOLTA 5/7 – BUSTO ARSIZIO (VA) Dal Vintage alle tirature, Dalla open edition alle certificazioni. Le modalità di presentazione di un portfolio. Analisi e visione di opere fotografiche originali. Analisi dei casi più signicativi. Denis Curti è direttore artistico di Civita Tre Veneziae e direttore artistico della casa dei TRE OCI di Venezia. Vicepresidente della FONDAZIONE FORMA, Centro Internbazionale di Fotografia, ed è membro del CdA della Fondazione Forma con delega ai rapporti istituzionali. Dal 2010 è Direttore artistico del Festival di Fotografia di Capri e supervisor del Master post universitario di fotografia realizzato in collaborazione con NABA e Fondazione FORMA. Dal 2009 è consulente della Fondazione di Venezia per la gestione del patrimonio fotografico. In passato ha ricoperto diversi incarichi come direttore artistico del Festival di Fotografia di Savignano sul Rubicone, della Biennale Internazionale di Fotografia di Torino. Per oltre 15 anni è stato giornalista e critico fotografico per le pagine di Vivimilano e Corriere della Sera. Esperto del mercato del collezionismo legato alla fotografia, negli anni 2002-2003 è stato curatore delle prime aste fotografiche di Sotheby’s a Milano. Dal 1995 al 2002 ha diretto la Fondazione Italian per la Fotografia. Negli anni ’90 è stato direttore della scuola di Fotografia dell’Istituto Europeo di Design di Torino. E’ autore e curatore di mostre, rassegne fotografiche e di diversi libri sulla fotografia, tra questi, Collezionare Fotografia del 2010, per le edizioni Contrasto. Costo di partecipazione: € 80,00 Il corso avrà luogo con il raggiungimento di 10 partecipanti Orari: 10/13 – 14/17 Iscrizioni entro il 20 ottobre 2013 Contattando via e-mail: [email protected] - solo per informazioni aggiuntive T 347 5902640 (ore 18/19) DOMENICA 27 OTTOBRE 2013 ORE 9,30/12,30 – 14/18 SEMINARIO SU PHOTOSHOP – IL RITRATTO Condotto da MARCO OLIVOTTO FONDAZIONE GIOVANNI BLINI – VIA VOLTA 5/7 – BUSTO ARSIZIO (VA) Questo seminario vuole essere una proposta alternativa sul tema della post-produzione del ritratto in Photoshop. Non tratterà le tecniche di post-produzione beauty, quanto aspetti diversi del flusso di lavoro. In particolare l’idea è quella di applicare i metodi della correzione del colore, semplici e in buona parte automatizzabili, alla generica categoria di scatti che possiamo inquadrare come “ritratti”. In particolare saranno analizzati i seguenti argomenti: -Approfondimento in generale dell’argomento / valutazione del colore dell’incarnato / i canali di un ritratti e le loro caratteristiche / ritratti di gruppo con incarnati disomogenei / tecniche rapide di smoothing e manovre di pre-produzione / realizzazione di versioni in bianco e nero / tecniche di riduzione del rumore / tecniche di sharpening (maschera di contrasto) Marco Olivotto Dan Margulis, riconosciuto come il padre della correzione del colore in Photoshop, lo ha pubblicamente definito “un uomo del Rinascimento” per la sua ecletticità: dopo la laurea in fisica si occupa di produzione musicale per quasi vent’anni. Seguendo percorsi obliqui arriva al campo dell’immagine fotografica, sua passione da sempre. Nel 2007 scopre le opere sulla correzione del colore dello stesso Margulis e diventa suo allievo. Frequenta entrambe le classi ACT (Applied Color Theory) e AACT (Advanced Applied Color Theory) dedicandosi poi professionalmente al ritocco e alla post-produzione delle immagini. Da sempre dedito all’insegnamento in diversi settori, nel 2011 decide di promuovere la diffusione delle tecniche della correzione del colore in Photoshop. Realizza per Teacher-in-a-Box dieci videocorsi che rappresentano attualmente la risorsa più organica sulla materia in lingua italiana. Nel marzo dello stesso anno organizza a Pescara il primo Color Correction Campus: un corso intensivo di due giorni che porta gli studenti a lavorare materialmente sulle immagini. Il Campus si ripete numerose volte in tutta Italia, e nel 2012 viene anche lanciato il Campus di secondo livello. Si forma presto un gruppo di allievi e appassionati che conta più di cinquecento iscritti su facebook (luglio 2012). Collabora con professionisti del calibro di Tiziano Fruet, Marco Diodato, Daniele Di Stanio, Davide Barranca e Giuliana Abbiati, questi ultimi suoi compagni di viaggio in RBG, il gruppo di lavoro diretto dal fotografo veronese Roberto Bigano che si occupa di consulenze e produzione di utilities per Photoshop. I suoi pensieri sul colore si trovano nel blog http://www.marcoolivotto.com Al termine del seminario verrà rilasciato un attestato di partecipazione firmato dal docente. Costo di partecipazione: € 90,00 Il corso avrà luogo con il raggiungimento di 10 partecipanti Iscrizioni entro il 20 ottobre 2013 Contattando via e-mail: [email protected] - solo per informazioni aggiuntive T 348 9642260 (ore 18/19) SABATO 9 NOVEMBRE 2013/ DOMENICA 10 NOVEMBRE 2013 – ORE 10/13 – 14/18 WORKSHOP SUL RITRATTO: FACCE DA LEGGERE…E DA RACCONTARE Condotto da MARINA ALESSI VILLA CALCATERRA – ISTITUTO CINEMATOGRAFICO MICHELANGELO ANTONIONI VIA MAGENTA, 70 – BUSTO ARSIZIO (VA) Descrizione e obiettivi: Il corso si svolgerà nella forma del seminario esperienziale condotto dalla fotografa Marina Alessi, esperta in ritratti con all’attivo progetti fotografici, pubblicati da Mondadori, Rizzoli e Vallecchi, dove ad essere fotografati sono, di volta in volta, attori, scrittori, artisti. Alternando sessioni teoriche a esercitazioni pratiche si renderà ogni singolo partecipante protagonista attivo del seminario stimolando le sue capacità analitiche perché impari a osservare il soggetto da ritrarre e realizzi uno scatto che racconti fedelmente la persona fotografata. Per raggiungere questo obiettivo si partirà dall’esperienza dei partecipanti sul tema attraverso la lettura condivisa dei loro portfolii (10/15 foto) che andranno consegnati 10 giorni prima del corso. Il corso si concentrerà quindi su diverse aree di apprendimento: - Scelta e utilizzo di luci, fondali e location, in esterni e in interni, nell’ambito del ritratto d’autore. - Costruzione dello scatto attraverso la raccolta preliminare d’informazioni sul soggetto e individuazione degli elementi simbolici essenziali da inserire nel ritratto. - Gestione del soggetto durante lo shooting fotografico e adozione del corretto posizionamento relazionale finalizzato a mettere a proprio agio la persona ritratta. Il corso è rivolto a chi possiede una buona preparazione fotografica di base e vuole approfondire gli aspetti tecnici, espressivi ed emozionali del ritratto attraverso l’esperienza di una fotografa specializzata in questo particolare ambito della fotografia. Il seminario è a numero chiuso ed è riservato a un massimo di 12 partecipanti . Si terrà nell’arco di due giornate consecutive sia per la parte teorica sia per quella pratica. Programma del corso SABATO 9 novembre 2013 ore 10 – 13: presentazione del corso, lettura condivisa portfolii, analisi scelte tecnico-espressive ore 13 – 14: break pranzo ore 14 – 18: affrontare un ritratto. Analisi portfolio “Facce da leggere” e successivo shooting fotografico guidato. Al termine, lettura condivisa degli scatti realizzati DOMENICA 10 novembre 2013 ore 10 – 13: il ritratto in esterni. Shooting libero su plot espressivo assegnato e successiva lettura/analisi degli scatti realizzati ore 13 – 14: break pranzo ore 14 – 18: sintesi degli apprendimenti, lettura condivisa degli scatti realizzati, chiusura lavori e consegna attestati. Costo di partecipazione: € 170,00 Il corso avrà luogo con il raggiungimento di 12 partecipanti Iscrizioni entro il 30 ottobre 2013 Contattando via e-mail: [email protected] solo per informazioni aggiuntive T 333 3718539 (ore 18/19) SABATO 2 NOVEMBRE 2013 ORE 10/13 – 14,30/18 PROGETTAZIONE FOTOGRAFICA Condotto da SANTI OLIVERI FONDAZIONE GIOVANNI BLINI – VIA VOLTA 5/7 – BUSTO ARSIZIO (VA) Il corso, puramente teorico, è aperto a fotografi di ogni livello e permetterà un approccio di base alla teoria dell'immagine. Lo scopo del workshop è quello di creare una coscienza eidetica nel fotografo al fine di poter sviluppare un senso critico ed una capacità d'analisi nei confronti delle immagini. Tale approccio permetterà di acquisire una creazione fotografica più consapevole dei contenuti che, combinata alla conoscenza della tecnica e della composizione, permetterà al fotografo di esprimersi al meglio delle proprie capacità. Durante la durata del corso verranno toccati aspetti di base della filosofia dell'estetica, della grammatica visiva e della sociologia della fotografia. Tali aspetti aiuteranno inoltre il fotografo a sviluppare uno spirito critico, che aiuterà il fotografo nella selezione della propria produzione fotografica. Alla fine del corso saranno consigliati dei testi di approfondimento per chi volesse approfondire quanto discusso in aula. Nato ad Augusta (SR) nel 1982, Santo Oliveri si laurea nel 2005 in Sociologia dell'Immagine presso l'università di Nantes, allievo del teorico Sylvain Maresca. Ha lavorato dal 2003 al 2005 presso la Galleria Civica d'Arte Contemporanea di Trento sotto la direzione di Fabio Cavallucci. Costo di partecipazione: € 80,00 Il corso avrà luogo con il raggiungimento di 10 partecipanti Iscrizioni entro il 26 ottobre 2013 Contattando via e-mail: [email protected] solo per informazioni aggiuntive T 333 3718539 (ore 18/19) + SABATO 2 NOVEMBRE 2013 ORE 10/13 – 15/18 WORKSHOP: MODELS IN THE CITY AND GLAMOUR IN THE MUSEUM Condotto da CLAUDIO ARGENTIERO Doppio appuntamento con la fotografia di Ritratto e Glamour in città. Una interessante opportunità per realizzare scatti d’autore, con la partecipazione di esperte modelle. I consigli del relatore saranno preziosi per tutti i partecipanti che, stimolati a valutare più attentamente il taglio e la composizione, l’espressività e la luce, avranno l’opportunità di realizzare un proprio book di presentazione, con gli scatti eseguiti durante il workshop. La mattina i partecipanti saranno condotti in vari luoghi della città, trovando le location adatte per coniugare la figura umana con le architetture. Una sorta di ritratto ambientato finalizzato a rappresentare visivamente l’essenza della bellezza e le forme degli edifici, l’immobilità e le prospettive, i dinamismi e la plasticità, alla ricerca di un amalgama visivo. Nel pomeriggio ci si sposta all’interno del Museo del Tessile, pensando a una sessione di Glamour. Tra antichi telai e accessori saranno create delle situazioni stimolanti, in cui il fascino, l’armonia, la gestualità, la seduzione e la femminilità mutano in iconografie, che ogni fotografo potrà cogliere e interpretare con la propria visione. La bellezza salverà il mondo. Costo di partecipazione: € 90,00 Il corso avrà luogo con il raggiungimento di 10 partecipanti Iscrizioni entro il 26 ottobre 2013 Contattando via e-mail: [email protected] - solo per informazioni aggiuntive T 347 5902640 (ore 18/19) DOMENICA 3 NOVEMBRE 2013 ORE 10/13 – 14,30/18 PROGETTARE, COMPORRE E PROPORRE IL PORTFOLIO PERSONALE Condotto da ROBERTO MUTTI FONDAZIONE GIOVANNI BLINI – VIA VOLTA 5/7 – BUSTO ARSIZIO (VA) Preparare un portfolio dei propri lavori è una prerogativa importante per il fotografo. Pochi si dedicano con cognizione di causa, improvvisando spesso la scelta, senza seguire un criterio di selezione in grado di valorizzare al meglio il proprio lavoro. Il portfolio è una reale opportunità per esprimere compiutamente le proprie ricerche, per parlare di quello che fate, confrontandovi con esperti che vi potrebbero offrire delle opportunità di crescita e carriera, aprendovi la mente. L’approccio critico, infine, rappresenta una chiave di volta fondamentale. Saranno trattati anche i seguenti argomenti: numero delle immagini / montaggio / coerenza stilistica/ qualità della stampa / testi di presentazione, estetica di presentazione. Costo di partecipazione: € 80,00 Il corso avrà luogo con il raggiungimento di 10 partecipanti Iscrizioni entro il 26 ottobre 2013 Contattando via e-mail: [email protected] solo per informazioni aggiuntive T 333 3718539 (ore 18/19) Altri corsi nel sito: www.europhotofestival.it