Settimanale gratuito di Roma e del Lazio - Anno 1 - Numero 0 - 15 Marzo 2012
Regione
Agricoltura
100 milioni
per il Programma
di sviluppo rurale
alle pagg. 6-7
Il giornale
di domani
“E
di Daniele Priori
ccomi qua sono venuto a
vedere lo strano effetto che
fa”. Già. Lo strano effetto di lanciarsi in un’altra avventura. Con
la solita valigia di cartone che non
sarà quella dell’attore che canta
Francesco De Gregori ma è pur
sempre un bagaglio pieno di
sogni, di idee, di speranze e di quel
minimo di presunzione che ci
porta a voler imprimere su carta,
moltiplicandolo per 50mila, il
nostro pensiero che è poi il nostro
grandangolo sul mondo.
Benvenuti, cari amici lettori. Nel
salutarvi in questo primo e emozionato articolo di fondo, all’inizio
di questa nuova avventura alla
guida, che coincide poi con il battesimo, de Le Città abbiamo scelto
una canzone. Lo faremo molto
spesso perché, se potessimo scegliere, vorremmo proprio che il
nostro figlio di carta riuscisse, sfogliandolo, anche a suonare.
Quindi a raccontare storie, fatti e
persone, emozionando.
segue a pag. 24
www.orasolution.it
Volti, storie, strade, immagini
di una nuova Italia più libera,
più matura,RE più donna
all’interno
P
.
E
G
.
L’intervista
CO
• esecuzione, realizzazione, restauro e
riparazione di costruzioni civili, industriali,
agricole, stradali e ferroviarie e delle opere
connesse ed accessorie di strade e di
opere speciali in cemento armato;
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Rosella Sensi:
“La città di Roma torni
ad essere Caput Mundi”
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a pag. 11
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• realizzazione di pavimentazioni speciali,
la stabilizzazione dei terreni,
opere
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murarie relative ai complessi per la
produzione e la distrizìbuzione di energia.
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Via Prenestina Nuova 133 - 00036 - Palestrina
(RM)
E.PRE
CO.G
2
LE CITTA’
d’Italia. Ebbene sì. I due
volti femminili che ci si presentaSno orelle
di fronte in questa immaginaria
home page della nostra rete di carta
sono quelli, entrambi diversamente
bellissimi, di Belen Rodriguez e di
Rossella Urru.
Entrambe sono legate a un evento
recente che, come ogni anno, ha sciorinato argomenti per almeno un
mese: il Festival di San Remo dove,
evidentemente, non sono affatto solo
canzonette se un tormentone serio, il
sermone di Celentano, ha riportato in
auge temi come l’autentica cristianità
delle principali voci (cartacee) cattoliche (Avvenire e Famiglia Cristiana) e
la libertà di stampa tout court. E se la
fantastica performance tra comicità e
satira di Geppi Cucciari ha raccontato
a tutti gli italiani la storia di una
ragazza, Rossella Urru, cooperante in
Algeria, rapita sei mesi fa di cui nessuno sapeva nulla fino ad oggi. Sempre
da San Remo, tuttavia,si è mostrata
per pochi istanti e continua a far parlare di sé una farfallina. Quella tatuata sull’inguine destro di Belen
Rodriguez. Quella che qualcuno, con
una malcelata quanto crassa ironia ha
paragonato alla farfallina aziendale di
Mamma Rai. Quella che ha fatto spegnere, indignata, la tv al ministro Elsa
Fornero e ha fatto tuonare arrabbiate
le femministe italiane. Bene. Noi
Home Page
aprendo idealmente questa finestra
sul mondo, a partire dalla nostra
home page, vogliamo mettere da
parte ogni forma di perbenismo bacchettone. Non siamo ipocriti. Belen ci
piace. Ci convince il suo modo di essere donna e “femmina latina”, giusto
per citare uno dei due grande Lucio
della canzone italiana che non ci sono
più: il Battisti di Anima Latina (il suo
album più elegante secondo alcuni).
Belen che col suo carattere il vestito
pare l’abbia addirittura strappato lei,
fin lassù, fino alla farfallina. Per far
capire a tutti e a tutte che si può e si
deve osare. Che l’intelligenza non è
solo racchiusa in corpi brutti ma può
mostrarsi ed esaltarsi anche in un
corpo maestosamente bello. Che si
può stare con un tamarro come
Corona ed essere più intelligenti dell’ex fidanzata di George Clooney, la
sua
sorellacoltella
sanremese
Elisabetta Canalis. E non capiamo,
sinceramente, perché una donna
tanto intelligente come Elsa Fornero,
il ministro pronta allo strappo sull’articolo 18 se la sia presa così tanto con
la reginetta di San Remo “colpevole”
dello strappo al vestito. Non sappiamo perché ma ci vien da dire, quasi
con certezza, che una Belen non
avrebbe paura di confrontarsi nemmeno con la lady di ferro dai larghi
fianchi che guida il governo di
Berlino e, assai poco implicitamente, l’intera Unione
Europea, la cancelliera tedesca Angela Merkel, piuttosto
n. 0 - 15 Marzo 2012
che la ruspante segretario generale
Cgil, Susanna Camusso. E se la bellezza salverà il mondo, dunque, speriamo che il mondo salvi la bellezza di
Rossella Urru e la riporti al sicuro
nella sua casa di Samugheo dove la
sua famiglia continua ad aspettarla.
Che venga salvata presto e tolta dalle
mani di chi ancora non sappiamo.
Rapita nel silenzio rotto solo dalla
forza di una comica sua conterranea,
la sarda Cucciari in diretta su RaiUno.
Rossella, come è ormai fortunatamente noto, lavorava da due anni in
Algeria come cooperante al Cisp, il
Comitato Internazionale per lo
Sviluppo dei Popoli. E’ stata rapita nel
campo profughi di Hassi Raduni.
Durante la notte tra sabato 22 e
domenica 23 ottobre 2011, i rapitori
hanno fatto irruzione nelle stanze dei
cooperanti e li hanno portati via. Il
suo caso è stato dapprima trattato
dalla Farnesina, ma poi se n’è occupata soprattutto internet, mentre le televisioni hanno letteralmente dimenticato la vicenda. A dicembre il rapimento è stato rivendicato da una
costola dissidente di Al Qaeda nel
Maghreb islamico. Varrà dunque la
pena continuare a twittare, come ha
consigliato Fiorello, e a raccontare
storie di ordinaria solidarietà e cooperazione. Quella che ama di più e certamente insisterà nel portare avanti la
grande Rossella. Alla cui bellezza e al
cui coraggio di piccola grande donna
un po’ tutti sentiamo di stringerci
oggi. Per darle ma, c’è da star certi,
ancor di più per riceverne tanta tanta
forza.
Sorelle&
d’Italia
Fratelli
di CARLO PIEDISTALLI
d’Italia. Come i due nostri marinai, MassiFIndiaratelli
miliano Latorre e Salvatore Girone, arrestati in
con l’accusa di aver ucciso due pescatori indiani
scambiandoli per pirati.
I fatti, come è noto, sono accaduti in acque internazionali quindi a giudicarli deve essere lo Stato di cui la
nave sulla quale loro viaggiavano batteva bandiera,
ovvero quello italiano. Non sentono ragione i governanti indiani che di fatto non riconoscono in tal modo
le regole sancite dalla Convenzione delle Nazioni Unite
sul diritto del mare. L’ha firmata l’Italia, l’ha firmata
l’India. Entrambe, così come l’Unione Europea, l’hanno ratificata. Ma lo Stato di Nuova Dheli tiene il pugno
di ferro e mostra i denti all’occidente e all’Italia in particolare. Fare retropensieri resterà sempre una tecnica
giornalistica e umana quanto mai sbagliata ma la geo-
politica si compone anche di strategie. In tutto questo
dispiacciono molte cose: anzitutto la morte dei due
pescatori. Così come il silenzio di Sonia Maino Ghandi,
moglie dell’ex presidente indiano, leader del principale partito al governo e madre di un futuro possibile
candidato alle presidenziali del 2014, nonostante il suo
essere nata in Italia. Forse una sua parola potrebbe
mettere parola fine all’imbarazzo e a una guerra di
posizioni diplomatiche che si potrebbe leggere anche
come rivalsa di uno dei Paesi delle nuove economie
contro un occidente in crisi di soldi e di valori.
Settimanale gratuito
di Roma e del Lazio
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n. 0 - 15 Marzo 2012
Italia-Germania
Home Page
Angie si complimenta
con SuperMario
E l’asse anticrisi regge
LE CITTA’
3
Francia
Carla e Giulia,
Sarkò schiera
moglie e figlia
La cancelliera a Roma
con Monti e Napolitano
Verso le Presidenziali
di maggio. L’Ump rilancia
Asse saldo tra Roma e Berlino. Angela
Merkel arrivata mercoledì a Palazzo
Chigi nel tardo pomeriggio, per recuperare una vista rinviata qualche settimana fa a causa del caso Wulff (il presidente tedesco costretto alle dimissioni),
ha rinnovato la grande intesa con
Mario Monti. Su tutto: la gestione della
crisi, l’occupazione, la crescita. Persino
sulla Tobin tax. E Mario Monti incassa
l’ennesimo complimento da parte tedesca sulla gestione delle finanze italiane
e le riforme. Niente di stonato, in questa visita di poche ore. Anche al
Quirinale, dove la cancelliera si reca
dopo aver lasciato il premier, il clima e’
disteso e di grande comprensione reciproca. Non è dato sapere il contenuto
dei colloqui (al Colle si spiega che di
materia riservatissima si tratta, e poi è
la Presidenza del Consiglio la titolare
della politica estera), ma è un dato di
fatto che la sintonia sia forte e palpabile. Lo si vede chiaramente in conferenza stampa, quella che Angela Merkel
tiene insieme a Mario Monti al termine
dei colloqui ufficiali
Ma menomale che c’è Carla Bruni.
La premiere dame, ex italiana,
dopo che alle precedenti elezioni
nemmeno l’aveva votato, dichiarandosi, orgogliosamente di sinistra, questa volta a matrimonio con
prole (la piccola Giulia nella foto)
celebrato e consumato, è scesa
direttamente in campo. Lo ha fatto
proprio al megaraduno gollista di
Villepinte dove, raggiante, e indossando una giacca nera su una
maglia bianca, l’ex fotomodella ha
preso posto in prima fila per sostenere la candidatura all’Eliseo di
Nicolas Sarkozy. Ai giornalisti che
le chiedevano in che stato d’animo
sia il marito, la Bruni ha risposto:
“Eccellente, è ottimista”. Carla
Bruni ha preso posto in prima fila
accanto ai tre figli di avuti da
Nicolas Sarkozy nei precedenti
matrimoni, Pierre, Jean e Louis.
Nella stessa fila, l’ex premiere
dame Bernadette Chirac e Gerard
Depardieu.
Le donne&d’Europa
di casa nostra
Lavoro
Politica
Match con i sindacati, ma la Fornero dà l’ultimatum
Infuoca il dibattito tra le donne del partito di Pigi Bersani
Una settimana per la riforma
Elsa vuole chiudere entro il 23 marzo
Riforma del lavoro. Per il ministro del Welfare entro una settimana, e cioè
tra il 21 e il 23 marzo la riforma sarà presentata ufficialmente. Si chiude
dunque, le trattative e le discussioni sono state abbastanza. Sulla stessa
linea d’onda il capo del governo Mario Monti. I sindacati però avvisano:
Cisl e Uil non accetteranno alcuna intesa se non ci sarà il sì anche della
Cgil. Perché comunque rimane il nodo dell’articolo 18, tutt’ora irrisolto e
difficilmente entro una settimana tale nodo sarà sciolto. Riunioni in
sequenza, nel corso della settimana, tra il governo e le parti sociali per
decidere le nuove regole del mercato del lavoro nel corso della quale il
ministro Fornero ha dato l’ultimatum sulla scadenza dei tempi. Nel corso
dell’incontro Fornero ha illustrato i principali punti del governo in materia, secondo il quale necessaria è la riduzione strutturale e stabile dei livelli di disoccupazione portandola al 4,5%. La riduzione della disoccupazione è “tassello essenziale per la crescita con un forte coinvolgimento per il
Sud”. Infatti, ha spiegato il ministro, senza equilibrio tra nord e sud non
c’è crescita a livello nazionale. Tra le misure che si vogliono intraprendere, c’è l’introduzione dell’assicurazione sociale per l’impiego. Si tratterebbe di una forma nuova di tutela e di sostengo al reimpiego. Il contratto a
tempo indeterminato invece “dovrà costare di più”. Come già detto in passato, si cercherà di abolire la pratica del contratto unico di lavoro per
introdurre una sorta di contratto dominante: in tal modo si vuole privilegiare l’ingresso dell’apprendistato a tempo indeterminato. Per finanziare
tutta la riforma, ha spiegato il ministro, non si prenderanno risorse dal
fondo sociale, ma il governo annuncia di impegnassi a trovare risorse
fuori dei capitoli di spesa sociale.
Bindi, Serracchiani, il dopo Monti
e le unioni gay: minestrone Pd
Rosy Bindi l’antagonista o Debora Serracchiani la terzista o meglio la rottamatrice? Le donne a far notizia, almeno nel Pd, sono tutte contro il
segretario e candidato premier alle Primarie del centrosinistra, Pierluigi
Bersani. E parlano. Di tutto un po’. Della voglia di dare un seguito
all’esperienza tecnica del Governo Monti ma anche di diritti civili (a sproposito) e quant’altro. Passi per Rosy Bindi. Ormai eterna candidata alle
Primarie in quota cattopiddina. “Penso che la politica non debba essere
appaltata dalla tecnica, pena la trasformazione della democrazia in una
nuova forma di oligarchia tecnocratica”. E su questo ci si può anche stare.
“Per questo fin d’ora vanno respinte con chiarezza tutte le suggestioni larghe intese, Grosse Koalition e quant’altro - che tendono a evocare
anche per il futuro una qualche continuità con l’esperienza di questo
governo”. In settimana, però, tanto Rosy quanto Debora erano entrati in
conflitto con quello che da molti è considerato uno zoccolo duro dell’elettorato Pd: la comunità omosessuale. Al centro erano tornati dall’archeologia delle leggi non fatte nientepopodimeno che i Dico che aveva visto tra
le prime firmatarie proprio la Bindi. Ma a parlarne era la Serracchiani,
tentando di difendere la Bindi che, a sua volta, aveva tentato di rassicurare Angelino Alfano sul tema: “Stia tranquillo – aveva detto Rosy – che se
governasse il Pd il matrimonio resterà quello tra uomo e donna”. Apriti
cielo. La Serracchiani è uscita allo scoperto, in tal senso, non come rottamatrice ma come arginatrice, ricordando che proprio il Pd e proprio la
Bindi avevano dato vita ai Dico. Argine moderato che, però, gli è costato
un’altra polemica con l’Arcigay. Dal Friuli, la sua regione, al nazionale.
Ennesimo tizzone infuocato messo lì a dimostrare l’irrisolta questione sul
tema (eternamente irrisolto in Italia) dei diritti civili e affini.
4
LE CITTA’
Regione
Lazio
er la prima volta nella Regione
Lazio si affronta il problema
P
dello screening allargato. Al termine
dei lavori del tavolo tecnico tutti i
neonati della Regione Lazio potranno usufruire di uno screening allargato che permetterà una diagnosi
più precoce di un’eventuale patologia metabolica e un percorso dedicato sul territorio che vedrà il coinvolgimento di tutte le Asl per offrire un
percorso integrato che sarà di sollievo a tutte quelle famiglie che quotidianamente devono affrontare le
problematiche connesse alla malattia e che quindi hanno il diritto di
avere quantomeno una gestione
dedicata da parte del sistema sanitario. Il tema delle malattie metaboli-
Sanità/1
n. 0 - 15 Marzo 2012
Malattie metabiliche dei bimbi
tavolo tecnico regionale al via
Sanità
Anche lo screening neonatale allargato
inserito al primo punto del Piano di prevenzione
che e screening neonatale allargato è
stato inserito come primo punto
delle 22 linee di intervento che compongono il Piano di prevenzione
regionale all’interno della macroarea della medicina predittiva, la
costituzione del tavolo è stata ufficializzata lo scorso 15 febbraio; data
con cui si è dato avvio al tavolo tecnico dove grandi esperti della maggiori realtà sanitarie nazionali tra
La Regione risveglia
il Centro Diurno Adelphi
Raddoppiato l’impegno nell’assistenza
ai pazienti con gravi cerebrolesioni acquisite:
riparte un progetto fermo da anni
A meno di un anno dall’apertura dell’Unità di
cure residenziali intensive del San Camillo
Forlanini, la Regione
Lazio ha raddoppiato il
suo impegno nell’assistenza e nella presa in
carico dei pazienti con
gravi
cerebrolesioni
acquisite. In occasione
della Giornata Internazionale delle Persone
con Disabilità celebrata lo scorso 3 dicembre, la Presidente della
Regione Lazio Renata Polverini, ha inaugurato presso il Padiglione XII
del Complesso Santa Maria della Pietà dell’Asl Roma E, il Centro Diurno
Adelphi, struttura territoriale semiresidenziale di 25 posti letto, dedicata alla riabilitazione estensiva e al reinserimento sociale di tutti quei
pazienti che si risvegliano dal coma e che quindi vivono in una condizione di disabilità psico-fisica di variabile entità e durata. Un progetto
quello dell’Adelphi fermo da anni e che soltanto grazie all’impegno della
Giunta Polverini è stato sbloccato prevedendo anche uno stanziamento
di 800 mila euro per la gestione nel 2012. “Il Centro Adelphi è la dimostrazione - ha commentato la Presidente della Regione Lazio Renata
Polverini - che non servono tante parole: bisogna compiere gli atti giusti che abbiamo a disposizione per dare risposte e ciò è possibile se riusciamo a coordinarci ciascuno nel suo ruolo istituzionale. Questa è
anche una sfida - ha sottolineato la presidente - nel Lazio c'è un servizio
pubblico di eccellenza e volevo dimostrare che anche nella riabilitazione dal pubblico può arrivare una risposta”. Il centro nasce infatti con
l’obiettivo di fare da anello mancante fra il Sistema ospedaliero intensivo per pazienti in coma e le Unità di risveglio e iabilitazione ambulatoriale, e intende diventare un valido momento di integrazione fra attività socio sanitaria e formazione occupazionale. Il complesso si estende su
due piani ed è dotato di strumenti e metodologie di avanguardia come
una piscina medica robotizzata e due palestre per la riabilitazione. Ogni
paziente ha a disposizione 35 metri quadrati ed il rapporto personaleutente è di 1 a 1.
MM/MG
cui il Bambino Gesù, il Policlinico
Umberto I e la Croce Rossa Italiana
affronteranno la tematica per offrire
un servizio più efficace a tutti i neonati della Regione Lazio. Tra gli
obiettivi del tavolo si ravvede la definizione di apposite linee guida per
l’istituzione dello screening allargato e la definizione di una rete regionale per l’assistenza integrata dei
bambini con malattie metaboliche,
Sanità/2
diagnosticate attraverso lo screening
neonatale allargato. “Si tratta di un
provvedimento importante che darà
una risposta concreta a tutte quelle
famiglie che oltre a dover lottare con
patologie complicate hanno finora
avuto difficoltà di accesso a percorsi
di cura e assistenza dedicati”. Lo
riferisce in una nota Italo Anonozzi,
Professore Ordinario di Patologia
Clinica Università “La Sapienza”.
MM/MG
Il diabete malattia curabile
anche andando a scuola
L'approvazione delle Linee di indirizzo da parte
della Giunta consentirà ai bambini di vivere
in maniera più serena la loro patologia
Approvate venerdì 2 marzo dalla Giunta Polverini le “Linee di indirizzo per
favorire l’inserimento a scuola del bambino con diabete”. Come annunciato
dalla Presidente Polverini in occasione della Giornata Mondiale del Diabete
alle famiglie e ai rappresentanti delle associazioni, il provvedimento siglato
sia dall’Assessorato alla Salute che dall’Assessorato all’Istruzione, stabilisce
ed indica, per la prima volta nella Regione Lazio, in maniera chiara e per
ogni singolo bambino, i soggetti che in ambito scolastico devono fornirgli la
necessaria assistenza, sia per quanto concerne la somministrazione di farmaci in orario scolastico sia per quanto concerne la frequenza del controllo
glicemico e quindi la gestione della patologia. “E’ un provvedimento che
ritengo di importanza fondamentale - spiega la Presidente Polverini - perché consentirà ai bambini affetti da questa patologia di vivere questa loro
condizione in maniera più serena a scuola. Queste linee guida sono innovative perché più realtà istituzionali, sanità, scuola e associazioni, hanno collaborato insieme in maniera sinergica per dare una risposta assistenziale al
bambino con diabete nella sua complessità”. Le linee guida prevedono la
possibilità di fare formazione al personale scolastico e l’istituzione di un
gruppo di lavoro regionale specifico che avrà compiti di monitoraggio e
coordinamento dell’assistenza fornita.
MM/MG
Urbanistica
Miele (LP), proposta di legge per recupero
case abusive e riutilizzo come housing sociale
Si è svolta alla Regione Lazio la conferenza di presentazione per la modifica
alla legge regionale 11 Agosto 2008, n. 15 presentata dal Consigliere della Lista
Polverini, Angelo Miele, che vuole far diventare patrimonio pubblico le circa
6mila case abusive del Lazio per poi ridistribuirle a chi ne ha bisogno: “La proposta di legge ha in sè le potenzialità per dare innumerevoli benefici alle politiche di housing sociale della Regione Lazio. Ad oggi esistono ben 6mila abitazioni dichiarate abusive che sono in procinto di essere demolite. Dal momento che tali alloggi non arrecano danno al contesto ambientale in cui sono inseriti e non violano alcun vincolo naturalistico, questo disegno di legge, propone
l’acquisizione degli immobili al patrimonio comunale. Si tratta - spiega Miele
- di una risposta concreta, praticamente a costo zero, che intendiamo dare alla
gente per garantire il più possibile il diritto all’abitazione”.
n. 0 - 15 Marzo 2012
Lavoro
al femminile
La Giunta Polverini
ha ratificato i due
progetti Agar I e Agar II
della Presidenza
del Consiglio
dei Ministri cofinanziati
con risorse regionali
Stop allo sfruttamento delle donne
La Regione Lazio in prima linea
LE CITTA’
5
Giunta Polverini in prima linea
L acontro
la violenza sulle donne, la
tratta, lo sfruttamento lavorativo e
sessuale, con particolare attenzione
alle donne immigrate. Sono stati
ratificati due progetti, “Agar I” e
“Agar II”, approvati dalla presidenza del Consiglio dei Ministri,
Dipartimento
per
le
Pari
Opportunità e cofinanziati con
risorse regionali.
“Con questi progetti – ha dichiarato la presidente della Regione
Lazio, Renata Polverini - confermiamo la nostra attenzione al fenomeno della violenza contro le
donne e promuoviamo specifiche
azioni in favore delle vittime di
tratta e di grave sfruttamento sessuale o lavorativo. Se da un lato
l’obiettivo è far emergere i casi
sommersi, dall’altro puntiamo a
realizzare percorsi di assistenza e di
integrazione sociale e lavorativa.
Una presa in carico a 360 gradi per
evitare che le vittime ricadano nella
rete dello sfruttamento”.
“Agar I - Agire e Assistere in Rete
contro la tratta nel Lazio: programma regionale di emersione e prima
assistenza” e “Agar II - Agire e
Assistere in Rete contro la tratta
nel Lazio: programma regionale di
assistenza e di integrazione sociale”, realizzano un innovativo sistema di governance tra la Regione
Lazio e le associazioni che si occupano di assistere le vittime di sfruttamento. In particolare, specifiche
unità di strada intercetteranno le
vittime direttamente nei luoghi di
sfruttamento, per poi offrire protezione e prima assistenza presso i
centri antiviolenza. A questa prima
fase, farà seguito un percorso che
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intende favorire l’inserimento
sociale e il raggiungimento della
piena autonomia, attraverso l’accompagnamento nelle fasi della
denuncia e del processo, ma anche
l’assistenza legale per l’eventuale
ottenimento del permesso di soggiorno, l’assistenza socio-sanitaria,
percorsi formativi per l’inserimento lavorativo e assistenza per il rimpatrio assistito.
“Ancora una volta, anche grazie al
contributo in termini di esperienza
e di professionalità delle associazioni di settore – aggiunge l’assessore regionale alle Politiche sociali
e Famiglia, Aldo Forte – creiamo
un modello di assistenza, una strategia fatta di condivisione, perché
per contrastare il fenomeno della
tratta abbiamo bisogno di una rete
diffusa di intervento. Per questo,
oltre alle associazioni, i progetti
prevedono anche l’attiva collaborazione delle comunità di cittadini
immigrati, come soggetti in grado
di facilitare il contatto tra vittime e
servizi. In questo modo - ha concluso –, contrastiamo lo sfruttamento,
promuoviamo la cultura della legalità e rafforziamo il senso di appartenenza degli immigrati alle comunità nelle quali vivono”.
Musei capitolini, monaci
in preghiera per il Tibet
Il Consiglio regionale del Lazio approvare
la mozione di solidarietà
onaci tibetani in preghiera nei Musei Capitolini. Nella sala Pietro
M
da Cortona hanno echeggiato le voci degli uomini avvolti in scialli rossi.
E’ stata quest’inedita scena a dare inizio al convegno nazionale che ha
concluso la campagna “Le Regioni e le istituzioni locali italiane per il
Tibet”. Avviata in occasione del 53simo anniversario dell’ insurrezione di Lhasa, la campagna si è concretizzata con il deposito di una
mozione pro-Tibet in tutti i consigli regionali italiani che prevede tra
l’altro l’esposizione della bandiera tibetana presso la sede della
Regione. In dieci Consigli, tra cui quello del Lazio, la mozione è stata
già approvata.
6
LE CITTA’
Regione
Lazio
di CLAUDIA CORTEGIANI
ualità dei prodotti locali, valorizQ
zazione del territorio, sostenibilità dell’ambiente e innovazione tec-
nologica. Quattro gli obiettivi che la
Regione Lazio intende perseguire
con i 100 milioni di euro che ha erogato, in soli diciotto mesi, per il
Programma di Sviluppo Rurale.
Somma considerevole che impone
un confronto con i ‘soli’ 70,88 milioni di euro del periodo gennaio
2007/aprile 2010, ovvero misure ‘a
investimento’ per il 68 percento
contro il 28 percento del passato.
Numeri alla mano, la presidente
Renata Polverini e l’assessore alle
Politiche agricole, Angela Birindelli,
hanno presentato i risultati 2011 del
Programma che, per il secondo anno
consecutivo, hanno superato l’obiettivo di spesa programmata dei fondi
europei, raggiungendo più di 6 mila
beneficiari. L’obiettivo di spesa pubblica, comprensiva della quota
nazionale e delle risorse provenienti
dal Fondo Europeo per lo sviluppo
rurale (Fears), per l’anno 2011,
necessario a non incorrere nel
disimpegno automatico, è stato raggiunto e superato, dunque, per un
valore di circa 14milioni di euro. Le
misure ‘a investimento’ prevedono
interventi strutturali da parte delle
imprese agricole, volti all’innovazione ed alla crescita aziendale. Tra le
spese erogate, circa 30 milioni di
euro sono andati agli investimenti
per l’ammodernamento dei processi
produttivi delle aziende agricole, 15
milioni di euro per il sostegno della
commercializzazione e della trasformazione dei prodotti agricoli e oltre
10 milioni di euro per i nuovi insediamenti di giovani agricoltori sotto
i 40 anni di età. Il tema del ricambio
generazionale si conferma al centro
del Psr Lazio.
“Un’attenzione testimoniata – ha
confermato l’assessore Birindelli da ben 430 beneficiari, di cui 200
donne, che hanno aderito al
Pacchetto Giovani, con investimenti
medi aziendali pari a circa 120mila
euro. Un dato importante in quanto
le imprese guidate da giovani/donne
si caratterizzano per essere economicamente valide, solide, stabili nel
tempo e con forte propensione
all’innovazione, alla qualità e all’ambiente”.
“Il Psr laziale, inoltre – le ha fatto
eco la presidente Polverini -, è l’unico tra tutti quelli regionali che ha
assegnato il 50% delle proprie
Per l’agricoltura, 100 milioni di Euro
n. 0 - 15 Marzo 2012
Polverini: “Importante valorizzare il territorio per investire sul nostro futuro”
Superato per il secondo anno l’obiettivo di spesa, 6.632 i beneficiari
disponibilità finanziarie all’Asse I,
quello che più direttamente ha come
obiettivo l’aumento della competitività del sistema agricolo ed agroalimentare regionale, con interventi
strutturali capaci di sviluppare investimenti da parte delle imprese agricole ed incidere sul loro posizionamento competitivo e su quello dei
territori all’interno dei quali operano”.
Per quanto riguarda i dati territoriali, la provincia di Latina e Viterbo
hanno ricevuto pagamenti pari
rispettivamente al 26% e al 25% del
totale complessivo, seguite dalle
province di Roma (19%), di
Frosinone (15%) e di Rieti (11%).
In relazione alla crisi economica e
finanziaria che attraversa il Paese,
nel corso del 2011 è stato aperto più
di un negoziato con l’Europa per la
rimodulazione di alcune misure del
Psr: è stata aperta la misura 215 sul
benessere animale a sostegno del
settore zootecnico e avviata la raccolta di domande nell’ambito della
misura “Produzione integrata”,
dedicata esclusivamente alle aziende
tabacchicole del Lazio. Per attivare
quest’ultima misura, la struttura
regionale ha dovuto svolgere un
impegnativo negoziato con i servizi
dell’Unione europea, tanto che in
Italia, oltre il Lazio, solo l’Umbria è
riuscita a chiudere la trattativa con
operativi i Piani di Sviluppo Locale
presentati dagli otto Gruppi di
Azione Locale che interessano ben
96 comuni delle cinque province,
l’Ue ed attivare la misura.
Tra le novità introdotte dal Psr del
Lazio: la progettazione integrata.
Circa 20 milioni di euro di spesa
pubblica, sono stati già destinati alle
23 Progettazioni Integrate di Filiera
autorizzate nel Lazio, mentre sono
oltre il 25% della superficie complessiva regionale.
Obiettivi per il futuro?
“Centrare il traguardo anche nel
2012 – risponde Renata Polverini
- per il quale è prevista una spesa
complessiva di oltre 100 milioni di
Migliore qualità progettuale e maggiore capacità di soddisfare
i fabbisogni del sistema agricolo
RISULTATI FINANZIARI: IL PERCHÉ DI UN SUCCESSO
n soli 18 mesi, sono state erogate risorse pubbliche per un valore uguale a quasi due
I2010
volte e mezzo il risultato del precedente triennio: dal 1 gennaio 2007 al 26 aprile
spesi 70,88 milioni di euro, mentre, dal 27 aprile 2010 al 31 dicembre 2011, spesi
169,49 milioni di euro. La spesa pubblica complessiva erogata, a partire dal 1 gennaio
2007, è pari a 240.371.285,21, attestando l'avanzamento finanziario del Piano a circa il
34%. Per quanto riguarda i dati territoriali, a spiccare nel panorama regionale è la
Provincia di Viterbo che, nel periodo 2007/2011, ha ricevuto finanziamenti per più di
86 milioni di euro pari al 35,9% del totale complessivo, a seguire le province di Roma
con 49,9 milioni (18,7%), Frosinone con 31,2 milioni (13%), Latina con 30,4 milioni
(12,7%) e Rieti con 30 milioni (12,5%). La capacità di spesa maturata non è andata a
discapito della qualità: la maggior parte dei pagamenti erogati nel 2011 hanno riguardato le misure “a investimento” che prevedono da parte delle aziende: partecipazione finanziaria del beneficiario con almeno il 50% di risorse proprie; elevata qualità progettuale e progetti realizzati da aziende sane ed
affidabili; maggiore capacità gestionale dell’Amministrazione (istruttoria, controlli, collaudi). La spesa del Psr
Lazio 2007-2013 è una spesa per lo sviluppo, per i territori, per le imprese competitive e di qualità: una spesa
efficace in grado di rispondere concretamente ai fabbisogni inizialmente individuati e soprattutto capace di
contrastare il deficit strutturale dell’agricoltura laziale aggravato dalla crisi economica finanziaria degli ultimi
anni. E’ da rilevare che oltre 27 milioni di euro sono stati erogati a imprese “giovani” perché le imprese guidate da giovani/donne si caratterizzano per essere economicamente valide, solide, stabili nel tempo e con forte
propensione all’innovazione, alla qualità e all’ambiente. Il Pacchetto Giovani e i Pif mostrano il successo dello
strumento, avendo da soli assorbito il 50% delle risorse erogate nel 2011 (30,7 milioni di euro). Una delle più
importanti novità introdotte dal Psr è rappresentata dalla cosiddetta Progettazione Integrata, diretta a favorire l’accesso cumulato e congiunto a più misure del Piano per la realizzazione di specifici obiettivi a livello di
impresa agricola (Pacchetto giovani), a livello di filiera (Pif) e a livello di territori omogenei (Pit).
n. 0 - 15 Marzo 2012
euro. Risultati che si intendono
perseguire attraverso la concertazione con i territori e il confronto
con gli istituti di credito per promuovere la concessione dei prestiti e il rilascio delle garanzie; ma
anche attraverso la velocizzazione
delle istruttorie – conclude il
Governatore del Lazio -, lo snellimento della burocrazia, il taglio
dei finanziamenti inutili, a vantaggio degli imprenditori”.
LE CITTA’
7
Agricoltura
Consiglio unanime sul sostegno
alla qualità dei prodotti del Lazio
Era la fine dello scorso mese di febbraio quando il
Consiglio regionale del Lazio, presieduto da Mario
Abbruzzese, approvava con 50 voti a favore la legge
“Disposizioni per il sostegno dei sistemi di qualità e tracciabilità dei prodotti agricoli ed agroalimentari”.
Attraversi questo provvedimento legislativo la Regione
intende incentivare la valorizzazione e la promozione
della cultura enogastronomica regionale. Il testo è stato
finanziato per il 2012-2013 con uno stanziamento per ciascuna annualità di un milione di euro per la parte corrente e di un milione per quella in conto capitale. La proposta di legge regionale aveva già superato all’unanimità
l’esame della commissione Agricoltura, presieduta da
Francesco Battistoni (Pdl), con esame abbinato di tre
testi di cui quello base di iniziativa della Giunta. Gli altri
erano stati presentati da Mario Perilli insieme ad altri
esponenti del Pd e dall’Idv Claudio Bucci. La normativa
istituisce un marchio regionale collettivo di qualità, sistemi di tracciabilità aziendale e di filiera. Il contrassegno
sarà negato alle aziende non in regola con i contratti collettivi nazionali di lavoro, con le norme in materia di sicurezza sul lavoro o con le certificazioni antimafia.
Contributi saranno assegnati ai comitati promotori e alle
associazioni di produttori responsabili per la registrazione, la supervisione dell’uso delle indicazioni geografiche e
delle denominazioni di origine o del marchio di qualità.
Gli aiuti sono previsti anche per lo sviluppo di prodotti
agricoli e agroalimentari di qualità, nonché per l’introduzione di sistemi di tracciabilità aziendale e di filiera e per
lo sviluppo di metodologie scientifiche di certificazione di
dettaglio. Avranno priorità i progetti finalizzati ad attestare l’assenza di Ogm. La legge sulla tracciabilità prevede
infine interventi di educazione alimentare, promozione e
incentivazione di sistemi per garantire la qualità di prodotti di origine animale e dei metodi di produzione e lavorazione di tali prodotti. “Questa proposta di legge – aveva
spiegato l’assessore alle Politiche agricole, Angela
Birindelli – nasce dalla consapevolezza che il Lazio è
regione a fortissima vocazione agricola e detiene un
paniere di prodotti di eccellenza di tutto rispetto. Il nostro
intento è quello di mettere al centro del progetto il territorio e le aziende che vi operano, sostenendo l’intera filiera agricola e agroalimentare, dalla produzione alla trasformazione, alla distribuzione e al consumo”. L’iter della
legge è stato caratterizzato da un articolato dibattito, prolungatosi per più sedute e sfociato ieri in una audizione in
commissione, circa una serie di proposte di emendamento avanzate dalla Giunta sul ruolo dell’Arsial nell’attuazione della legge. Nella riformulazione definitiva presentata
da Birindelli, e approvata dall’Aula, è stato previsto che
qualora l’agenzia non possa garantire le funzioni di controllo, la Giunta – sentita la commissione Agricoltura –
eserciterà i poteri sostitutivi previsti dall’articolo 14 della
legge istitutiva dell’Arsial.
Fondi Europei,
per i Comuni
una marcia in PLUS
8
LE CITTA’
Le Città News
n progetto dedicato agli enti locali con una popolaU
zione uguale o superiore a 25mila residenti, sovvenzionato dall'Unione Europea con 100 milioni di
di MARCO MONTINI
euro e coordinato dalla Regione Lazio, attraverso un
finanziamento per la “rigenerazione delle funzioni economiche, sociali e ambientali delle aree urbane e la
realizzazione di interventi integrati di sviluppo urbano”, che riguarderanno non solo le infrastrutture pubbliche, ma pure l'acquisizione di beni e interventi di
politiche attive nel settore del lavoro e nei servizi sociali. Tutto questo e altro ancora è il Plus, il piano urbano
e locale di Sviluppo, introdotto dalla Regione con la
proposta di riprogrammazione del Por Fesr (il
Programma operativo Regione Lazio Fondi europei) e
teso a finanziare i progetti presentati dai Comuni.
Obiettivo dichiarato del progetto? Aumentare il livello
di competitività, attrattività e sostenibilità delle città.
In prospettiva, dunque, il Plus potrebbe divenire la
marcia finanziaria in più per i singoli enti comunali,
già tartassati da una congiuntura economica poco felice e vincolati da un patto di stabilità, che lascia poco
spazio a faraonici investimenti sul territorio.
Come si struttura il Plus? Il Piano urbano e locale di
sviluppo è un documento che racchiude la strategia di
recupero dell’area, può avere un arco temporale di
medio-lungo periodo e consiste in un insieme di operazioni integrate finalizzate alla rivitalizzazione economica, sociale e ambientale dei centri urbani attraverso
azioni volte a rimuovere i fattori di degrado e a favorire
lo sviluppo urbano sostenibile. Nello specifico ogni Plus
deve fare riferimento a un’area circoscritta e a una porzione di territorio omogenea in cui saranno localizzati
gli interventi, suddivisi in quattro ambiti tematici: recupero di spazi ed edifici pubblici; inclusione sociale, coesione interna, sviluppo di servizi sociali, turistici e culturali; miglioramento dello stato dell’ambiente, della
mobilità e dei trasporti urbani; promozione dell’imprenditorialità e rivitalizzazione del tessuto economico e produttivo. Ogni Piano può presentare interventi e progetti
per un importo compreso tra 5 e 16 milioni di euro, ma
non è possibile concentrare le risorse in un unico ambi-
to tematico in misura superiore al 75% dell’importo
totale. Il contributo regionale per la realizzazione del
Plus può arrivare fino al 100%.
I Comuni che hanno aderito al progetto: il
Plus entra nel vivo. Ben 30 gli enti locali, che nella
prima fase (già conclusa, ndr) hanno presentato il
“dossier di candidatura” con tutte le informazioni
riguardanti il contesto nel quale si interviene, l’articolazione della strategia di recupero e lo sviluppo dell’area nonché gli interventi per i quali si richiede il
finanziamento. Out Anzio, Ciampino, Ladispoli,
Cerveteri, Civitivecchia, Fiumicino, Terracina,
Nettuno, Sora, Tivoli, Ardea, Alatri e Cassino. Alla
seconda fase della selezioni, invece, Viterbo, Latina,
Pomezia, Rieti, Cisterna di Latina, Fondi, Aprilia,
Guidonia Montecelio, Formia, Velletri, Marino, Fonte
Nuova, Velletri, Frosinone, Monterotondo, Roma: in
totale 16 gli enti locali a passare “il turno”, tra loro
verranno intercettati i Plus destinatari del contributo
pubblico, con l’indicazione dei singoli interventi
ammessi a finanziamento e con l’indicazione del contributo complessivo concesso.
Qualche esempio. Tra i meritevoli c'è Fonte Nuova
che ha presentato “Un Cuore per la città”, progetto con
un finanziamento di 8 milioni di euro che, se approvato, porterà notevoli benefici alla città. Papabile è anche
Albano, il cui Plus andrebbe a completare una zona di
Cecchina e prevederebbe inoltre una serie di opere
rivolte alle fasce più deboli della popolazione. La proposta del Comune di Marino, invece, punta sulla valorizzazione del centro storico, mentre il Piano del
Comune di Guidonia Montecelio si rivolge al settore
infrastrutturale e viario: realizzazione asilo nido, rotatorie e riqualificazione urbana. Per Pomezia, infine, un
prospetto di finanziamento di 10 milioni di euro destinati ad opere e attività che interessano principalmente
il quartiere Nuova Lavinium. Si badi bene, questi sono
solo alcuni plus dei 16 enti locali in gioco. Tra qualche
tempo dalla Regione arriverà la guaduatoria finale e si
saprà quali Comuni laziali potranno trasformare i proprio sogni in realtà.
n. 0 - 15 Marzo 2012
25 anni tra inferno e purgaD opo
torio, tra lunga attesa e conten-
ziosi, apre il multipiano di piazzale
degli Eroi a Marino. E’ una lunga e
tormentata vicenda quella che il 5
marzo con l’Amministrazione del
sindaco Palozzi ha visto il suo positivo epilogo. Con il taglio del nastro
del parcheggio seminterrato, strategica opera strutturale del centro storico, Marino viene finalmente dotata
di uno spazio ampio e funzionale per
il posteggio auto e moto. Aperto
h24, è sottoposto a controllo e vigilanza con videocamere a circuito
chiuso. Massima fruibilità dei parcheggi con tariffa di entrata oraria
con abbonamenti, diurni e notturni,
giornalieri, mensili ed annuali.
Nell’area verde del Belvedere su
Roma, recentemente riqualificata,
ad accogliere il Sindaco Palozzi, con
la Giunta al completo, il Presidente
del Consiglio Comunale ed i suoi
membri studenti e cittadini nonché
autorità politiche, religiose e civili e
realtà associative. La benedizione
della struttura è stata curata da
monsignor Massari, abate parroco
della basilica di San Barnaba coadiuvato dal diacono Antonello
Marino sorride, il parcheggio
di piazzale degli Eroi
adessoaltà
adesso è realtà
n. 0 - 15 Marzo 2012
Le Città News
Grazie all'impegno dell'Amministrazione Palozzi
è stato consegnato alla città l'atteso multipiano,
opera strategica per il centro storico
Palozzi. Ospite d'onore il presidente
della Regione Lazio Renata
Polverini. “E’ con orgoglio che consegniamo alla Città di Marino questa
importante opera”, ha detto Antonio
Baldelli,
presidente
della
Multiservizi dei Castelli di Marino
spa, municipalizzata alla quale
Palazzo Colonna ha conferito il bene
perché lo riqualificasse e lo gestisse,
non dimenticando di ringraziare
tutti quelli che hanno contribuito
perché l’opera prendesse vita:
“Insieme ai cittadini vivremo, ogni
giorno, la struttura ha aggiunto con
soddisfazione il Presidente - in
disponibilità verso eventuali loro
suggerimenti, atti a renderla sempre
più funzionale”. Il Sindaco, nel salutare e ringraziare per la presenza la
presidente Polverini e tutti gli intervenuti, compresi i rappresentanti
degli organi di stampa ha definito la
vicenda “Piazzale degli Eroi” un
pezzo di cuore della Città di Marino:
“Inauguriamo un’opera che nasce in
un periodo difficile in termini politico-amministrativi. In quest’area, in
occasione dei Mondiali “Italia '90”,
sarebbe dovuto nascere un parcheggio multipiano, progetto faraonico e
discutibile, che non ha mai preso
luce. L’opera è rimasta incompiuta,
fino a diventare un contenzioso che
ha portato i marinesi a tanti sacrifici in termini economici e di non
disponibilità dell’area. Questa
Amministrazione - ha sottolineato fin dal suo insediamento aveva
preso l’impegno di risolvere il problema. Una promessa mantenuta
che, con la riduzione del contenzioso ad un terzo della sua entità
(5milioni di euro), il rientro nel possesso dell’area e l’apertura del parcheggio, assume oggi carattere di
concretezza e tangibilità. Questa è
un'opera strategica, in grado di servire la città nella sua necessità di
movimento e di parcheggio, contri-
buendo al rilancio del commercio
nel centro storico”. “Con il multipiano l’Amministrazione consegna un
servizio di mobilità di cui la città,
per le sue politiche di sviluppo,
aveva un estremo bisogno - ha
aggiunto la Polverini -. Esalta quella politica di buona amministrazione, volta al bene della comunità. Il progetto di piazzale degli
Eroi del Comune di Marino, insieme ad altri per la Città - ha informato la Presidente - ha preso
parte al Progetto Plus, una delle
iniziative che la Regione Lazio ha
messo in campo per la riqualificazione delle città, superando già il
primo livello di selezione. Ci auguriamo che le caratteristiche tecnico specifiche dell’opera nella sua
interezza, consentano di superare
anche il secondo livello, per arrivare poi ad aver diritto di usufruire dei Fondi Europei”, ha chiosato
la Polverini.
LE CITTA’
9
L’INTERVISTA
Per i lavori del multipiano,
il coordinamento è in rosa
architetto Maria Claudia
Biasini, racconta la sua
esperienza nel cantiere
marinese. E non solo.
ietro all'efficiente lavoro, che
D
ha condotto all'apertura del
parcheggio di piazzale degli
Eroi, c'è una donna, Maria
Claudia Biasini, coordinatore in
fase di progettazione ed esecuzione. È lei stessa a raccontarci
questi mesi di cantiere marinese
e a spiegarci il suo ruolo sinergico nell'ambito delle opere:
“Posso dire che il coordinamento ha funzionato bene tranne
una fase iniziale in cui, come in
tutti i cantieri di una certa entità, possono rintracciarsi delle
difficoltà iniziali - ha esordito la
Biasini, che poi ha continuato -.
Le ditte hanno assecondato tutte
le esigenze, documentate dalla
sottoscritta. Abbiamo avuto
anche un incontro con la Asl di
zona e abbiamo risolto le criticità, sottolineate dall’ispettore in
sede di sopralluogo presso il
cantiere. Nel corso di questi
mesi sono subentrate una serie
di subappaltatrici e direi che a
cantiere chiuso, il coordinamento sia stato piuttosto efficace”.
Dal particolare al generale:
Maria Claudia ricopre un incarico di livello in un ambito professionale, dominato numericamente dagli uomini: e la donna
dov'è? Perentoria la risposta del
coordinatore: “Indubbiamente
la presenza femminile è meno
forte perché i cantieri sono un
settore prettamente di genere
maschile. L’esperienza personale è un primo impatto negativo.
Parlo in generale, chiaramente,
perché la donna viene vista sempre come una figura avulsa dal
contesto della gestione di un
cantiere edile, essendo l’edilizia
per tradizione ad appannaggio
degli uomini. Per cui nel vedere
una figura femminile con un
ruolo di coordinamento e di controllo di attività prevalentemente maschili, può immaginare
come sia poco facile garantire la
giusta relazione tra la mia figura
istituzionale di gestore della
sicurezza e chi esegue poi i lavori”. Una realtà, è giusto sottolinearlo, non verificatasi nel caso
marinese, dove tutto è proceduto nel rispetto dei ruoli.
Marco Montini
10
LE CITTA’
Roma
Capitale
Incontro promosso
dal Consigliere
regionale Casciani
(Lista Polverini)
sul tema
dell’associazionismo.
Renata
applauditissima,
Alemanno assente
a Politica, quella vera si è
ammalata. La distanza tra i cit“L
tadini e le istituzioni si è allargata a
dismisura, arrivando a divenire un
vero e proprio baratro. Un vuoto di
proporzioni gigantesche, dunque,
che si è cercato di colmare attraverso
nuove soluzioni di rappresentanza: è
il caso di miriadi di associazioni e
liste civiche che, nascendo, hanno
tentato di offrire al cittadino una
nuova forma di aggregazione, più
Verso il Campidoglio
Il centrodestra riparte dalla società civile
“Ma non siamo quelli dell’ antipolitica”
di ALESSANDRA FILOGRANO
vitale e vicina alle sue reali esigenze”
E’ questo il senso dell’intervento dell’onorevole Gilberto Casciani, consigliere regionale della Lista Polverini
e Presidente della Commissione
Affari Comunitari e Internazionali
alla decima Assemblea Nazionale
dell’Associazione Italia Viva che si è
tenuta a Roma all’Auditorium
Domus Mariae sabato 10 marzo. Ma
le parole di Casciani non sono un
invito all’antipolitica. “Non dobbia-
Verso il Campidoglio/1
mo dimenticare- prosegue Casciani che il compito della politica non può
e non deve venir meno, ma ha bisogno di essere rivitalizzato e ricondotto nei binari di una vera rappresentatività. Ecco perchè credo - dice
Casciani - che il ruolo delle tante
associazioni e liste civiche che oggi
affollano il nostro panorama sia
quello di costruire un laboratorio
entro il quale si possa tornare a
ragionare di cultura e programmi di
sviluppo, che siano di concreto aiuto
al mondo politico”. Un invito condiviso dalla Presidente della Regione
Lazio Renata Polverini che ha voluto
intervenire con un saluto non solo
formale ai tanti delegati e invitati
ricordando come ci sia in questa fase
in cui sembra che la politica sia
sospesa il forte bisogno di creare luoghi di partecipazione politica. “C’è un
muro - ha detto la Polverini - tra chi
ha ruoli politici e i cittadini. La chiave di volta in politica è rimanere persone normali. In attesa che il quadro
politico si riscriva e che i partiti riassumano un nuovo e ruolo, c’è biso-
Le spaccature a sinistra
impauriscono Zingaretti
Rifondazione pronta alla rottura
e nel Pd in vista delle Primarie
c’è chi teme un altro caso Borsellino
Qualcosa si muove. Si muovono i
lavoratori, uniti come mai in manifestazioni sempre più frequenti. Si
muovono i sindacati, per dar ordine
e vigore alle idee della gente comune. Assieme a loro, si muove però
anche quel “sottobosco” politico che
si sta preparando per le prossime
scene. Nulla di certo ma, le sensazioni generali che già da ora si possono
avere, sono quelle che si stia pensando prima di tutto a tagliare in
maniera più o meno netta (questo
sarà solo il tempo a dircelo) i ponti
con il passato. Un desiderio nato
soprattutto dal crescente malcontento palesatosi nell’attuale gestione
e, sul quale, la sinistra che verrà
vuole concentrare i propri sforzi. Dal
Partito Democratico, passando poi
per l’Italia dei Valori e Sinistra
Ecologia e Libertà, sino ad arrivare
ad Alleanza per l’Italia, tutti, o quasi
visto che comunque all’appello
manca ancora qualcuno, sembrano
pronti ad aprire una discussione con
la città.
n. 0 - 15 Marzo 2012
Basta chiacchere. Lo ha detto
Zingaretti, prendendosi anche i
complimenti del suo capogruppo
Esterino Montino, ma è una regola
che, a quanto pare, vale un po’ per
tutti. La necessità è infatti quella di
archiviare, almeno per il momento,
le diatribe che da troppo tempo attanagliano la sinistra. Le discussioni
riguardo le varie ed eventuali alchimie politiche devono infatti lasciare
il posto a un serio e deciso impegno.
C’è un bisogno disperato d’unione
quindi che evidenzia quanto il panorama di questa sinistra sia ancora
decisamente frammentato nonostante un’unità d’intenti più volte
dichiarata. Basti infatti pensare che,
anche in occasione della recente
manifestazione romana della Fiom,
non tutti erano presenti.
Federazione della Sinistra:
meglio soli... A complicare ulteriormente la situazione ci ha pensato la Federazione della Sinistra che,
pochi giorni fa, ha presentato una
prima bozza del proprio documento
gno di selezionare una nuova classe
dirigente e le liste civiche in questo
possono giocare un ruolo determinante intercettando esigenze e persone che oggi non si sentono di aderire ad un partito. La politica - continua la Polverini - deve ritrovare
umanità, bisogna ricominciare a parlare con il cuore. C’è bisogno di risorse nuove, c’è bisogno che scendano
in campo facce nuove, ma non solo in
politica. C’è un intero sistema da
ridisegnare”. E la Presidente della
Regione applauditissima non ha
mancato di ricordare il ruolo della
sua lista civica e dei tanti consiglieri
eletti in Regione della Lista
Polverini, espressione dei movimenti”. A mancare al coro di battimani è
stato l’applauso del sindaco di Roma,
Gianni Alemanno che, nonostante
fosse annunciata la presenza, a differenza di quanto avvenuto al Tempio
di Adriano nel mese di gennaio, atto
di nascita solenne di Città Nuove, il
movimento dentro al Pdl vicino alla
Polverini, alla riunione di sabato non
si è presentato.
DAI MUNICIPI/XX
Olgiata, torna ai cittadini
il Punto Verde Qualità
programmatico. Anche qui la rottura con il passato sembra essere
un passo fondamentale. Da non
sottovalutare, sarà constatare
assieme a chi questo passo sarà
fatto. Il movimento sembrerebbe
ben disposto ad un dialogo con gli
altri schieramenti, anche rivedendo qualcosa riguardo le linee generali del proprio programma, a
patto però che non si discutano
alcuni principi fondamentali. Ecco
perchè, un punto come l’Ici sugli
immobili del Vaticano, potrebbe
compromettere l’unione, qualora
questa comprendesse un partito
decisamente troppo vicino alle
“esigenze vaticane”.
A partire dal Pd, Zingaretti su tutti,
sembrano sicuri di riuscire a dare
finalmente quella svolta da tanto
cercata anche se, e proprio le recenti dichiarazioni del candidato forte
del Pd ne sono la prova, lo spauracchio di un nuovo caso “Borsellino”
sembra essere sempre in agguato.
Riccardo Manai
Un centinaio di cittadini dell’Olgiata,
su iniziativa dell’organizzazione territoriale “Imago XX”, coordinata da
Vincenzo Leli, hanno manifestato per
denunciare la situazione di degrado
che affligge una delle aree del Punto
Verde Qualità della zona e, con grande
soddisfazione, la parte alta, l’unica in
buono stato, è stata riaperta. Tutto
ebbe inizio con una delibera di Roma
Capitale del dicembre 2007 in cui si
diede in concessione, per 33 anni alla
società Olgiata Verde Srl, quattro aree
adiacenti al centro commerciale, due
delle quali sono state adibite e completate a scopi commerciali. Le restanti
due aree, invece, sono costituite da un
parco, chiamato dai cittadini la “parte
alta” e da una parte bassa dove si trovava fino a poco tempo fa il mercato di
zona. Da settembre scorso, in seguito
al trasferimento del mercato, le istituzioni stanno sollecitando la consegna
definitiva al concessionario che, a sua
volta, sta facendo pressione sul dipartimento. Durante il sit-in, alcuni funzionari dei Pics, il settore ambiente del
Campidoglio, hanno svolto un rapido
sopralluogo, garantendo, in tempi
brevi, decisioni sulla vicenda. “Sono
molto soddisfatto per quello che siamo
riusciti ad ottenere oggi – ha commentato il giovane e operoso Vincenzo Leli
- continueremo a vigilare e a muoverci
per la messa in sicurezza dell’area a
difesa dell’incolumità dei cittadini”.
R.R.
n. 0 - 15 Marzo 2012
“La città di Roma torni
ad essere caput mundi”
LE CITTA’
11
L’intervista. Parla l’assessore Rosella Sensi
L’ex presidente dell’A.s. Roma racconta a Le Città la sua esperienza da donna pioniere
prima nel mondo del calcio, ora nell’Amministrazione capitolina:
“I miei riferimenti al femminile? Mamma Maria e Madre Teresa di Calcutta”
di RICCARDO MANAI E DANIELE PRIORI
Una importante manager, la presidente di una società di calcio e, da
qualche mese a questa parte l’assessore che, superata la delusione per la
mancata candidatura alle Olimpiadi
2020, vuole rilanciarsi grazie al
Piano Strategico di Sviluppo per
Roma Capitale in un ruolo che sia
sempre di più quello di capitale
internazionale. Tutto questo e molto
altro è Rosella Sensi. Una donna
autentica che, attraverso il lavoro e
l’impegno,
vuole
portare
nell’Amministrazione capitolina
quel pizzico di freschezza ma anche
quella tenacia che le donne sanno
dare ad ogni contesto nel quale si
trovano armonicamente ad operare,
a partire proprio dalla famiglia dove
sono manager quotidiane.
All’assessore Rosella, prima di salire in Campidoglio, è accaduto proprio così. In un mondo difficile per
le donne quale è quello del calcio
professionistico. Un mondo nel
quale, pure, lei, forte dell’esperienza del padre, il presidente dell’ultima Roma scudettata, Franco Sensi
e di due significative figure femminili, la mamma Maria e la zia che
l’hanno accompagnata e sostenuta
nel proprio cammino, è riuscita a
segnalarsi al meglio. Una donna
simbolo, insomma, che ha portato
Le Città, a incontrare Rosella Sensi
oggi assessore con delega al nuovo
assetto istituzionale di Roma
Capitale, alle Relazioni internazionali, alla Comunicazione e diritti
dei cittadini, alla Promozione e
coordinamento dei grandi eventi,
alle Politiche promozionali ed
eventi nel settore della moda, al
Coordinamento e aggiornamento
del Piano Strategico di sviluppo,
alla Definizione e verifica indirizzi
gestionali Roma city investment,
all’Agenzia per lo sviluppo territoriale, alla Promozione della città e
dello sport.
Assessore Sensi, come si trova
in questa sua nuova veste di
amministratore?
“Sicuramente bene, stiamo lavorando davvero molto per sfruttare
al meglio questa occasione.
L’opportunità che il sindaco
Alemanno mi ha dato è per me
interessantissima. Roma è la mia
città che amo in tutto e per tutto. E’
la capitale d’Italia, una realtà
vastissima in cui evidentemente
sussistono i problemi che comunque sono quelli connaturati a tutti i
comuni così grandi”.
Chi meglio di lei quindi per
risolvere questi problemi?
“Quella che ho, le ripeto, è una
grande opportunità che mi è stata
data, è vero, nell’ambito delle quote
rosa. Grazie alle mie esperienze
pregresse, spero di fare qualcosa di
sano e concreto per Roma e soprattutto per i suoi cittadini dei quali
pure faccio parte”.
Quello delle quote rosa, tuttavia, è stato un punto che ha
fatto discutere…
“Spero che venga valutata la professionalità delle singole persone e
non legata esclusivamente al genere di appartenenza. Mi auguro che
tante altre donne possano mettersi
alla prova, anche in ambiti importanti, grazie soprattutto alle loro
capacità e ai loro meriti. La meritocrazia del resto è una questione culturale, di abitudine. Io posso portare la mia esperienza precedente,
quella calcistica. Le prime volte ero
considerata la figlia di Franco Sensi
ma dopo, lavorando e impegnandomi, per gli altri presidenti sono
diventata una collega ancor prima
che una donna. Se un mondo come
quello del calcio, tipicamente
maschile, si abitua al rapporto tra
colleghi con una presidente donna,
il rapporto tra i sessi può essere rivisto anche in tutti gli altri settori”.
A proposito, non solo di calcio, ma di sport in generale.
Come ha vissuto la rinuncia
alla candidatura per le
Olimpiadi?
“C’è un grande rammarico soprattutto in ottica futura. Non discuto
assolutamente le motivazioni che ha
dato il presidente Monti tuttavia non
posso dimenticare tutti i giovani
romani che ho incontrato in questi
mesi. Mi ha colpito il loro entusiasmo nel pensare al futuro e nella possibilità di partecipare da vicino all’organizzazione di questo grande evento mondiale. Mi dispiace che non
possano avere questa possibilità.
Detto ciò, mi auguro che tutto il lavoro svolto in questi sette mesi non
venga abbandonato perché è stato
un lavoro importante per Roma e per
la sua promozione. Ora cercheremo
di applicarlo in modo diverso ma
sempre negli interessi della città”.
Lei è sicuramente un esempio
per molte donne ma quali
sono le figure femminile che
la affascinano?
“Prime tra tutte quelle della mia
famiglia. Mia madre e mia zia sono
un esempio costante. Nel mondo
non posso non citare Madre Teresa
di Calcutta, una piccola ma grandissima donna che con la sua semplicità ha saputo dare un’impronta
mondiale al suo operato”.
Lazio e Umbria sono le uniche
due regioni che hanno dei presidenti donna. L’anno prossimo ci sono le elezioni politiche
e poi anche quelle del capo
dello Stato. Secondo lei ci
potrebbe essere un candidato
premier o una donna che
potrebbe salire al Quirinale?
“Probabilmente non siamo ancora
così pronti culturalmente, però
indubbiamente sono la prima ad
augurarmelo . Bisogna essere preparati e superare quella che è
un’abitudine più che un pregiudizio. In Europa, per esempio, c’è la
Merkel, oppure come non ricordare
la Tatcher che ha saputo segnare
un’epoca importantissima in
Inghilterra. Con ciò non dobbiamo
dimenticare quelle donne che si
alzano tutte le mattine per andare a
lavoro e organizzano la loro giornata conciliandola con quella della
famiglia. Secondo me loro sono già
delle grandi manager!”
A proposito di lavoro, purtroppo, ancora oggi vige spesso un
clima di discriminazione per le
donne chiedendo in sede di
colloquio se sono fidanzate o
intendono avere figli…
“Evidentemente è anche questo un
pregiudizio che dovrebbe essere
superato. La capacità professionale appartiene alla persona non a un
genere. Nella mia esperienza professionale calcistica, per esempio,
ho avuto un direttore finanziario
donna che era molto più brava di
tanti altri uomini”.
Visto che ricorda la sua esperienza calcistica, segue ancora
la Roma?
“Sono una grande tifosa. La Roma è
nel dna della mia famiglia”
La società sta vivendo un
momento delicato, ha qualche
consiglio?
“A me non piace parlare di queste
cose. Quando ero io a gestire la
società erano tutti bravi ed esperti.
La Roma è una società difficile da
gestire, per l’ambiente e per tutta la
passione che la circonda. Per questo non giudico, per ora preferisco
tifare e basta”.
Quale consiglio darebbe alle
giovani che si affacciano ora
nel mondo del lavoro?
“Direi loro la stessa cosa che mio
padre ha detto a me. Lui mi ha
sempre insegnato ad essere determinata e a raggiungere gli obiettivi
senza perdere la pazienza. In qualsiasi ambito lavorativo credo che la
determinazione possa sempre
pagare.”
L’anno prossimo si voterà
anche a Roma. Dopo questa
esperienza da assessore cosa
vede nel suo futuro?
“In questo momento mi piacerebbe
continuare a fare cose importanti
per Roma, poi vedremo. Vorrei
dimostrare, come sto facendo, di
poter dare un contributo importante alla città”.
Fare cose importanti. Ci sveli
quale sarà la prossima mossa
di questo assessorato
Ce ne potrebbero essere tante.
Sicuramente il piano strategico di
sviluppo per Roma Capitale, la
moda e le relazioni internazionali.
Roma è la terza città del mondo
come concentrazione di organismi
internazionali. Ha un brand che
parla da solo e bisognerebbe farle
avere un appeal non solo come
città di cultura e arte ma anche
come città moderna che ospita e
accoglie in maniera egregia degli
organismi internazionali. In un
mondo globalizzato credo che
Roma possa davvero essere un
esempio di città internazionale”.
12
n. 0 - 15 Marzo 2012
LE CITTA’
Guidonia. Il Pdl Rubeis pensa all’allargamento della giunta
Metropoli Il sindaco Eligio stupisce tutti
e strizza l’occhio al Terzo Polo
CIAMPINO
Assistenti familiari,
al via il corso
A Ciampino è partito il
corso per assistenti familiari organizzato dal
distretto sanitario e finanziato dalla Regione Lazio.
Ad annunciarlo è stata
l'assessore alla Sanità,
Gabriella Sisti, che ha sottolineato come il progetto
ha l’obiettivo di contribuire ad ampliare e qualificare l’offerta di servizi domiciliari agli anziani sostenuta e promossa dall’Amministrazione del sindaco
Lupi.
Il primo cittadino guidoniano scarseggia nei “numeri” di governo
e si rivolge all'opposizione. Fredde le reazioni di Pd, Udc e Api
di MICHELA MAGGIANI
FRASCATI
Parte l’XI edizione
di Mondi Riemersi
Dal 14 al 18 marzo nuovo
appuntamento con Mondi
Riemersi alle Scuderie
Aldobrandini. L'iniziativa,
condotta in collaborazione
con l'Omi, dalla Famiglia
oblata della zona romana,
dal Comune di Frascati e
dalla Comunità Montana,
si pone come obiettivo la
solidarietà con i paesi del
sud del mondo.
Quest'anno occhi puntanti
sullo Sri Lanka, dove i racconti dell'esperienza missionaria si fonderanno con
i versi della poesia locale.
TORRESPACCATA
Sisenna-Romanisti
comitato per il parco
Il Comitato di quartiere di
Torrespaccata ha proposto in questi giorni la
costituzione di un comitato per la riqualificazione del celebre parco
Sisenna-Romanisti.
È partita, dunque, l'adesione dei cittadini e delle
associazioni per tutelare
uno degli spazi verdi più
importanti del VII municipio. Per farlo il cdq
intende riprendere il progetto dell'Associazione
culturale Calpurnia.
C’è aria di crisi nella maggioranza Pdl del sindaco di
Guidonia Montecelio, Eligio
Rubeis. Da mesi, infatti, il
primo cittadino stenta ad
avere i numeri per governare
la terza città del Lazio. Le
cause? Sembrerebbero tutte
interne al partito, un tira e
molla continuo e un braccio
di forza quotidiano tra le
varie componenti guidate
dal presidente del Consiglio,
Stefano Sassano, e il capogruppo, Marco Bertucci.
Prossimo doveva anche essere un nuovo rimpasto definito da Rubeis “necessario a
dare nuovo impulso alla
macchina amministrativa a
quasi tre anni dall’inizio del
mandato”.
Dopo un Consiglio comunale, quello dello scorso 7
marzo che ha visto 7 consiglieri di maggioranza astenersi su un ordine del giorno
firmato dallo stesso sindaco
e approvato con i voti dell’opposizione, Rubeis ha
deciso improvvisamente di
stupire tutti e di aprire alle
forze moderate, anche di
opposizione, Api e Udc: “Ho
il dovere di ascoltare tutte le
forze politiche più vicine
politicamente alla compagine governativa - ha motivato
la sua decisione il sindaco - e
in più ho il dovere e l’onere
di parlare anche con le forze
di opposizione per trovare
quelle soluzioni che consentono di rendere più facile il
lavoro
dell’Amministrazione”. L’unica nota stonata
si intuisce nelle reazioni dei
“corteggiati”. “Questo sindaco non finisce mai di stupirci - fanno sapere Filippo
Lippiello, capogruppo Api,
e Michele Pagano, capogruppo Udc -. Le sue
dichiarazioni sono irrituali
visto che con noi non ha
mai parlato”. A Rubeis ha
risposto anche il Pd:”Se
quanto detto dal sindaco è
vero - ha detto Domenico
De Vincenzi, capogruppo
del Pd - se sta cercando di
allargarla, sta solo a significare che, come abbiamo
detto più volte, non ha più il
sostegno della sua maggioranza e quindi deve dimettersi”. A tutto ciò si aggiunga anche l’assenza di quasi
tutti i membri della maggioranza nella seduta di
Consiglio dello scorso 12
marzo, sindaco compreso,
convocato su quella che è
stata definita la “questione
morale”. Rubeis avrebbe
dovuto chiarire alcune sue
affermazioni circa presunti
problemi di “controllo”
degli appalti di parte della
sua maggioranza.
Sembrerebbe anche che,
invece, di presentarsi in
aula consiliare, undici consiglieri si siano riuniti per
decidere il da farsi e forse
per chiedere al proprio sindaco l’azzeramento della
giunta.
Ciampino. Premiato il 500milionesimo passeggero... irish
Ryanair vola in alto e sorpassa Alitalia
La low-cost irlandese nel 2011 fa viaggiare 28 milioni
di passeggeri contro i 25 della compagnia di bandiera italiana
Ryanair non si ferma più. La compagnia low-cost dell’esplosivo amministratore delegato, Michael O’Leary fa
scacco matto all’Alitalia. Per lo meno in termini di traffico passeggeri, settore in cui la Ryan mette la freccia, anzi
le ali, e scavalca la “nostra beneamata”: 28 milioni di persone contro i 25 della compagnia italiana. Già nel 2010 i
forestieri irlandesi mancarono di un
soffio il colpo gobbo, sfuggito per
pochissimo, ma nel 2011 l’allungo è
stato netto e, stando alle parole della
manager Corrigan, la Ryan non ha
nessuna voglia di fermarsi: l’obiettivo dichiarato sono 30 milioni di passeggeri annui. Un traguardo non così
lontano e che tira in ballo lo scalo di
Ciampino. Infatti per Melisa il
“Pastine” è terra feconda di money:
“A Ciampino stiamo molto bene”, ha
rivelato nei giorni scorsi in conferenza stampa. Anche qui i numeri sono
limpidi: 4 milioni le persone che
hanno calpestato il polo aeroportuale castellano. E, ironia della sorte, proprio a Ciampino il
5 marzo è sbarcato il 500 milionesimo passeggero di
Ryanair. È un bimbo di 6 anni, di nome Valerio, che viag-
giava sulla tratta Genova-Roma. Per lui 500 euro in premio dagli “irish”, che per l’occasione hanno messo in vendita un milione di biglietti a 10,99 euro per partenze ad
aprile e maggio su oltre mille rotte europee. La cosa non
sarà assolutamente piaciuta al comitato per la riduzione
dell'impatto ambientale dell’aeroporto, che era già sceso
in pista per sollecitare la riduzione dei voli e la tutela della salute
cittadina di Ciampino, Marino e
X Municipio: “Vogliamo - ha
detto recentemente il Criac,
appoggiato da Legambiente - che
i voli passino da 150 a 60 al giorno, applicando le decisioni della
conferenza dei servizi del 2010
che ha confermato che l'aeroporto opera oltre i limiti di legge e ha
stabilito la mappa delle violazioni e quella dei valori limite di
inquinamento acustico”. Anche i
sindaci di Ciampino e Marino
sono preoccupati e da tempo
chiedono chiarezza ad Enac e Adr sul futuro dell’aeroporto di Ciampino.
Marco Montini
n. 0 - 15 Marzo 2012
Castelli
Romani
Un epilogo che ha del clamoroso
quello che si sta materializzando ad
Ariccia, dove da venerdì 9 marzo
non si parla che del pronunciamento del Tribunale Amministrativo
Regionale, che ha di fatto annullato
la proclamazione a Sindaco di
Emilio Cianfanelli, aprendo squarci
sorprendenti verso un immediato
futuro nel quale si fa sempre più
concreta l'ipotesi del Commissariamento. Riavvolgendo il nastro
tutto ha origine dalle ore immediatamente successive alla vittoria di
Cianfanelli nel ballottaggio dello
scorso maggio, quando l'attuale
Sindaco ebbe la meglio sul suo sfidante, Roberto Di Felice, per appena
32 voti
(5457 contro 5425).
Fulminee le accuse di brogli che
ebbero come mittenti gli sconfitti,
che annunciarono un ricorso che ha
prodotto i suoi effetti proprio in questi giorni, a distanza di 10 mesi. Il
Tar del Lazio ha infatti accolto le
motivazioni presentate da svariati
esponenti del centrodestra, sino a
proclamare l'annullamento dell'atto
di proclamazione degli eletti,
Sindaco compreso. Fondamentale, a
questo punto, sarà decifrare le pieghe che si celano dietro le motivazio-
LE CITTA’
13
Ariccia. Pronunciamento choc dei giudici amministrativi
Elezioni, trema la giunta Cianfanelli
Il Tar accoglie il ricorso Di Felice
Attesa per le motivazioni: la palla passa al Prefetto
che deciderà sul commissariamento
ni dei dispositivi di sentenza, che
dovranno far luce sulle irregolarità
accertate durante le operazioni di
spoglio. A finire nell'occhio del ciclone fu soprattutto la sezione 1, dove al
momento dello spoglio dall'urna
elettorale venne persino estratto un
fac-smile di voto, anche se di irregolarità ne sarebbero emerse in ben 12
sezioni. Grande soddisfazione è
Albano. Parla l’ex sindaco Ada Scalchi
Politica in rosa, Se non ora quando?
Ai Castelli Romani sono poche le donne
che ricoprono cariche politiche
Anche quest’anno l’8 marzo ha riproposto la
questione del ruolo della donna nella società. La problematica è sentita anche ai
Castelli, dove il movimento “Se non ora
quando?” è sbarcato mesi fa con una bella
manifestazione ad Albano. Tra i membri del
comitato castellano c’è anche Ada Scalchi,
desiderosa delle pari opportunità ai Castelli
e ad Albano, “dove - dice - sembra esserci un
ritorno all’indietro”. Ada, perché la decisione di partire da Albano? “Siamo partite da
qui perché in città è già presente l'associazione 8 Marzo, che ha tentato di sensibilizzare la società sull’importanza dei diritti femminili. Altra ragione è la mancanza di presenze rosa nella Giunta Marini. È possibile che in una città di
40mila abitanti non c’è una donna, che possa divenire assessore?”. Come ti
spieghi questo retaggio sul ruolo della donna? “Non credo sia un problema
storico, visto che ai Castelli è sempre esistito un movimento di donne, che
ha partecipato alla lotta di resistenza e all’occupazione delle terre. Piuttosto
c’è un atteggiamento di chiusura delle forze politiche e quindi un problema
culturale. Negli anni ‘70 si sono verificate grandi conquiste per le donne
come il diritto di famiglia. Idem per il divorzio e l’aborto: nessuno ci ha regalato niente. E oggi invece di andare avanti, si va indietro”. Nella politica
soprattutto? “Certo, si guardi lo sconquasso dei partiti. E le donne come lo
vivono? In casa pensando alla famiglia. Poi c'è la crisi economica, che pesa
molto sulle spalle femminili. Se c’è un malato o un infermo lo assiste la
donna, se c’è da risparmiare sulla spesa o sulla benzina ci pensa la donna”.
Secondo te le “quote rose” sono un buon deterrente? “Non credo. Parto dall’art. 51, che afferma la parità negli accessi e pari opportunità. Aver fatto una
legge, che preveda una quota, è già di per sé una sconfitta”.
Marco Montini
stata espressa da Roberto Di Felice,
che si è limitato a confermare la propria fiducia nella giustizia, senza
negare l'intenzione di attendersi che
anche la giustizia penale faccia il suo
corso. Di umore opposto il Sindaco
Cianfanelli, che dopo aver professato tranquillità col passare delle ore si
è certamente rabbuiato. "Si tratta di
questioni formali pre-elettorali - ha
precisato a poche ore dalla notizia,
quasi a voler tranquillizzare dapprima se stesso -. Una volta conosciute
le motivazioni - ha poi aggiunto presenteremo ricorso al Consiglio di
Stato, che già in altre occasioni, su
questioni che riguardavano Ariccia,
ha ribaltato le sentenze di primo
grado". La palla passa a questo
punto al Prefetto di Roma, Giuseppe
Pecoraro, cui toccherà la decisione
dell'eventuale Commissariamento,
dando piena esecutività alla sentenza, senza peraltro accantonare l'ipotesi che prima di una tale eventualità si attenda l'ultimo grado di appello. Un'ipotesi, quest'ultima, che terrebbe ancora in vita la seconda
Amministrazione Cianfanelli, che
sarebbe però costretta ad operare in
un clima davvero teso. In attesa che
qualcuno le stacchi poi la spina,
eventualità che ai più appare ormai
scontata.
Daniel Lestini
Velletri. Svolta storica nella gestione dei rifiuti
Finalmente l’isola ecologica
Al taglio del nastro presenti il sindaco Servadio
e il delegato all’Ambiente Ognibene
L'attesa è stata
lunga, ma non certo
vana. E' stata inaugurata domenica 11
marzo, alla presenza
dell'assessore regionale all'Ambiente
Marco Mattei, la
nuova
Isola
Ecologica di Velletri,
entrata pienamente
in funzione a partire
dal giorno seguente.
Una svolta storica
per una città in
perenne ritardo per
ciò che concerne le
politiche ambientali.
Un primo gap è stato così colmato, con soddisfazione del giovane assessore Daniele Ognibene e del Sindaco Fausto Servadio, che hanno colto l'occasione per annunciare un'immediata sterzata anche sul fronte della raccolta differenziata, “per la quale - hanno specificato - è imminente un'ampia campagna informativa”. All'inaugurazione, cui hanno partecipato
anche i vertici della Volsca Ambiente, sono stati specificati orari e modalità del conferimento dei materiali ingombranti (lunedì - martedì - mercoledì - venerdì: dalle ore 7 alle ore 13; giovedì - sabato: dalle ore 7 alle 13 e
dalle 15 alle 18; domenica: dalle ore 9 alle ore 12). Il conferimento è consentito solo ed esclusivamente alle utenze domestiche, che vi potranno
smaltire materiali ingombranti, apparecchiature elettriche ed elettroniche
fuori uso, oltre a sfalci, potature e ferro.
Daniel Lestini
14
LE CITTA’
Litorale
di ALESSANDRO BELLARDINI
er i 400 lavoratori Sigma
Tau, nota multinazionale
P
farmaceutica con quartier
generale a Pomezia, si chiude - o forse si apre - una buia
parentesi durata 45 giorni,
che li ha condotti inesorabilmente verso la cassa integrazione.
A poco sono serviti presidi,
assemblee, scioperi, blocchi
stradali, prime serate televisive: il verdetto è stato sancito dagli stessi lavoratori, che
hanno votato il referendum
contenente le linee di accordo tra azienda e sindacati,
che avrebbero definito il loro
futuro. L’azienda, già a fine
2011 aveva ufficializzato -
n. 0 - 15 Marzo 2012
Sigma Tau, i lavoratori
firmano il patto col diavolo
Pomezia. Crisi occupazionale
Referendum tra gli operai: il 70% dice sì
alla cassa integrazione pur di salvare il posto
dopo mesi di vociferare- l’intenzione di collocare in
cassa integrazione 569 risorse, delle 1500 circa dipendenti del gruppo, collocati
nelle varie sedi italiane.
Successivamente, le trattative sindacali subito avviate,
erano parzialmente riuscite
a riportare i vertici Sigma
Tau sui propri passi, tanto
da decidere che il provvedimento di sospensione dal
lavoro avrebbe riguardato
“solo” 400 persone, almeno
momentaneamente. Nulla
esclude, infatti, che l’azienda
potrà prossimamente estendere la cassa ad altre unità.
Ovviamente, nessuno ci sta
a perdere il posto di lavoro e
per i dipendenti, questa non
è stata affatto una consolazione: tra il 17 ed il 19 gennaio l’azienda spedisce le
lettere di collocamento in
Cigs e per gli sfortunati
nominati, inizia il calvario.
Tra i 400, non mancano
situazioni gravi, anche
drammatiche: il telegramma del diavolo (così l’hanno
ribattezzato i lavoratori) colpisce senza logica persone
malate, disabili, famiglie.
Contro ciò, le sigle sindacali
coinvolte - Filctem Cgil,
Femca Cisl, Uilcem Uil e
Failc Confail - e le RSU riescono a far ben poco, tanto
che in un primo momento si
assiste ad una chiusura
pressoché ermetica della
dirigenza aziendale, nei confronti di qualsiasi tentativo
di aprire un tavolo di confronto. Faticosamente, grazie anche alla tenacia dei
dipendenti che non si rassegnano a perdere il proprio
posto di lavoro senza lottare,
l’azienda propone una bozza
di accordo per agevolare
l’uscita delle risorse toccate
dal provvedimento, che
viene ratificata il 23 febbraio
scorso con le organizzazioni
sindacali unitamente alla
Rsu. L’accordo è stato poi
sottoposto ai lavoratori che,
mediante
referendum,
hanno espresso il proprio
parere positivo.
“I punti salienti - dichiara
Pino Mandato Segretario
Generale Femca-Cisl Roma su cui i lavoratori sono stati
chiamati ad esprimersi
riguardano l’introduzione di
meccanismi di rotazione
all’interno della cassa integrazione guadagni straordinaria (Cigs), l’impegno da
parte dell’azienda ad assumere personale in Cigs in
altre aziende del gruppo
(qualora dovessero emergere esigenze di questo tipo),
l’integrazione economica
alla Cigs da parte dell’azienda di 350 euro oltre al pagamento di 21 euro al fon-
do di assistenza sanitaria
Faschim, le garanzie per i
lavoratori coinvolti nei processi di esternalizzazioni ed
appalti, la revoca da parte
dell’azienda della disdetta
degli accordi sottoscritti in
azienda dalla Rsu e un impegno dell’azienda a discutere
del piano industriale entro
ottobre’’.
L’esito del referendum votato i primi di marzo è inequivocabile: 1.186 dipendenti
votanti, su 1.438 aventi
diritto, favorevoli 69,8% e
contrari il 28,9% (il restante
è costituito da schede bianche e nulle). La Rsu ha
quindi revocato gli scioperi
sospendendo lo stato di agitazione ed i lavoratori, raccolte le proprie cose, se sono
tornati a casa consapevoli di
aver ottenuto il massimo che
potevano ottenere. Anche
se, come dice la pubblicità,
tante cose si possono comprare ma un posto di lavoro
“non ha prezzo”.
...l’officina
della creatività
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n. 0 - 15 Marzo 2012
LE CITTA’
15
Colleferro-Artena. Appello all'unità da parte dei primi cittadini
Casilina
Prenestina Rifiuti, il Prefetto di Roma incontra
di DANIELE FLAVI
all’incontro di martedi tra il
Prefetto di Roma ed i Comuni
D
della provincia facenti parte del con-
sorzio che gestisce la raccolta e lo
smaltimento dei rifiuti Gaia, sono
emerse indicazioni importanti, che
hanno portato allo stop della protesta dei lavoratori ed al ripristino del
servizio di raccolta. “Pecoraro - dice
il sindaco di Artena Petrichella - ci
i sindaci del Corsorzio Gaia
Cacciotti e Petrichella: “I Comuni morosi onorino
i propri debiti: in gioco c'è il futuro di 500 lavoratori”
ha spiegato che la
situazione non è
affatto semplice.
Ci sono molti
Comuni morosi,
alcuni dei quali
usciti dal consorzio, che non riescono a rientrare
con il debito accumulato ma dobbiamo comunque
trovare la forza per
garantire il servizio ed il funzionamento dell’intero sistema cercando
di restare coesi. Per quanto riguarda
Artena, già da un paio di mesi è stato
sottoscritto l’accordo con i vertici del
Gaia per un piano di rientro del
milione e 700mila euro di debiti.
500mila già li abbiamo dati, altri
150 mila in questi giorni e gli altri
verranno saldati entro fine 2012 per
metterci a regime, speriamo una
volta per tutte. Inoltre, sempre in
questi giorni ci accorderemo con i
vertici dell’Agensel (la società che
gestisce la discarica di Colle
Fagiolara a Colleferro) per cercare di
trovare altre formule di recupero del
milione di euro di debito. Stiamo
dando un segnale concreto per risolvere il problema dei rifiuti garantendo il servizio ed i posti di lavoro”.
Anche da Colleferro arriva un appello all’unità dei Comuni. “Queste
sono ore importanti - dice Cacciotti dobbiamo essere più uniti che mai e
mi appello perciò a tutti i sindaci del
consorzio, soprattutto quelli morosi,
a fare ogni sforzo per onorare i propri debiti. In gioco ci sono la sopravvivenza del Gaia e il futuro dei 500
lavoratori”. Il fatto che inquieta
Cacciotti è che all’incontro convocato dal Prefetto Pecoraro, solo metà
dei sindaci dei Comuni coinvolti
era presente, mentre buona parte
non aveva risposto all’appello e
nemmeno sentito il bisogno di
mandare un rappresentante.
“Ringrazio il Prefetto per avere
tenuto l’incontro - continua
Cacciotti - è un segno di grande
attenzione e un primo risultato
almeno c’è stato, i sindaci presenti
si sono impegnati a pagare il corrente e a verificare come poter saldare gli importi arretrati. Inoltre il
Presidente di Lazio Ambiente
Mario Marotta, che era presente
alla riunione, ha confermato che la
Regione Lazio sta predisponendo
l’offerta per rilevare la società Gaia.
Colgo ancora l’occasione per ringraziare la Presidente Polverini, a
questo punto credo proprio che
quella intrapresa con lei sia l’unica
strada possibile per salvare il Gaia”.
VALMONTONE
L’Osservatorio regionale del turismo
fa tappa al MagicLand
LABICO
Tra colpi bassi e veleni si aprono
le danze elettorali
L'amministratore delegato del mega parco Cigarini:
“Quest’anno per noi sarà il vero anno zero nel quale punteremo
a raddoppiare i visitatori superando il milione e trecentomile”
L’Osservatorio regionale del
turismo, assemblea costituita dai rappresentanti
delle istituzioni e di tutte le
imprese del Lazio, si è riunito
recentemente
al
MagicLand, il parco divertimenti
di
RomaValmontone. Una nutrita
delegazione, guidata dall’assessore regionale al
Turismo, Stefano Zappalà, è
arrivata al Parco per partecipare alla riunione convocata nel Gran Teatro. Prima dell’inizio dei lavori tutti i presenti hanno
visitato il Parco e provato una delle attrazioni di maggior successo:
Huntik5D, una dark ride unica al mondo. Ad aprire l’assemblea l’intervento dell’amministratore delegato di MagicLand, Stefano Cigarini,
che ha presentato il Parco e le novità della stagione 2012 auspicando
che “MagicLand possa diventare davvero un valore aggiunto all’offerta
turistica del Lazio e valorizzare il territorio. Quest’anno per noi sarà il
vero anno zero nel quale punteremo a raddoppiare i visitatori superando il milione e trecentomila. Ci saranno spettacoli nuovi come quello
dei Gladiatori ed una nuova area stuntman. Il parco rimarrà aperto dal
31 marzo 2012 fino al 6 gennaio 2013”. Un augurio condiviso anche
dall’assessore Zappalà, certo che “Il Parco porterà benefici al territorio
regionale”. Sul tavolo oltre a Giancarlo Miele, presidente commissione
regionale Turismo, anche Marco Noccioli, direttore regionale del turismo ed Ersilia Maffeo, Agenzia regionale del turismo. La scelta di convocare a Valmontone l’Osservatorio regionale del turismo è avvenuta
proprio per far conoscere ai rappresentanti delle Istituzioni questa
nuova offerta.
DF
Mentre Tulli presenta la nuova sede elettorale,
dai Consiglieri Spezzano e Berlenghi
arriva la lettera al vetriolo
A Labico è ufficialmente iniziata la
campagna elettorale verso le amministrative di primavera. A sorpresa i
primi colpi bassi sono arrivati tra i
vecchi del gruppo “Cambiare e vivere Labico” invece che dall’opposto
schieramento di “Rinnovare per
Labico”. Mentre Nello Tulli presentava la nuova sede elettorale arrivava
la lettera senza stemmi e simboli dei
Consiglieri Spezzano e Berlenghi
(che nel frattempo hanno dato vita alla lista civica “Trasparenza e Legalità”),
nella quale spiegavano le motivazioni del loro abbandono: “Difficile descrivere quanto sia dolorosa questa scelta - si legge nella missiva - ma crediamo
che il nuovo corso della coalizione stia prendendo una direzione che non ci
sentiamo di avallare, cosi come le nuove alleanze. Chi ha vinto le primarie
ha interpretato una consultazione nata per scegliere la guida della coalizione, come un plebiscito di attribuzione di un potere assoluto su strategie, programmi ed alleanze e si è passati ad un metodo distruttivo di imposizione
delle scelte assunte in altri ambiti”. Queste alcune delle dichiarazioni verso
gli ex amici che sono rimasti con il simbolo di “Cambiare e vivere Labico”.
Sulla vicenda Tulli ha rimarcato: “La vera alternativa alla guida del paese è
la nostra lista di persone capaci e preparate che sapranno ben amministrare la cosa pubblica. Non siamo d’accordo con la scelta di suicidarsi, politicamente parlando, fatta da Berlenghi e Spezzano, basata su futili motivazioni”.
Il consigliere Giovannoli ha aggiunto: “I nostri primi avversari politici restano i membri dell’attuale maggioranza, ma la pugnalata che c’è stata data alle
spalle ci ha fatto riflettere sulle regole delle primarie e il motivo scatenante
del loro abbandono è stato l’inserimento in lista di Marcoaureli Marcelli”.
Benedetto Paris, invece, ha centrato l’attenzione sul da farsi: “Siamo un
gruppo aperto ad ogni suggerimento e siamo a disposizione di tutti coloro
vogliano darci una mano con suggerimenti e proposte concrete”.
DF
IERI, OGGI E SEMPRE ITA
16
Open S
LE CITTA’
Pensieri&Parole. 150 anni di storia: prosegue il cammino delle
La Consulta femminile del Lazio ha concluso le celebrazioni per i 150 anni di unità nazionale con un grande conv
Ricordate figure storiche come Nilde Iotti, Tina Anselmi, Maria Montessori. Le esperienze delle nuove italiane.
n Manifesto di intenti, ha concluso
U
la giornata-evento tenutasi lo scorso 24 febbraio scorso, sui: “150 anni di
storia: prosegue il cammino delle
donne”.
Il Manifesto si pone come quadro di
riferimento dell’azione svolta e da svolgere dalla Consulta Femminile per le
Pari Opportunità della Regione Lazio
al fine di contribuire, con azioni, analisi e proposte capaci di stimolare le
Istituzioni, alla programmazione e realizzazione di politiche attive per il compimento di una società moderna, multiculturale, coesa e solidale fondata
sull’integrazione dei sistemi per lo sviluppo delle competenze. Iniziata con
gli interventi di Mario Abbruzzese,
presidente Consiglio regionale; di
Alberta Parissi presidente Comitato
Imprenditorialità femminile Camera
di Commercio di Roma che ha collaborato a dare all’evento la giusta cornice
del luogo; di Donatina Persichetti presidente della Consulta femminile,
l’evento ha visto la partecipazione al
Tempio di Adriano a Roma, di Antonio
Tajani, vice presidente della
Commissione
e
Commissario
all’Industria e all’imprenditoria e
dell’Europarlamentare Silvia Costa.
Patrizia Germini, vice presidente della
Consulta femminile, nell’introdurre la
sessione dedicata alle grandi figure di
donne del passato, ha detto che “incontrare queste donne che hanno lottato
nel Risorgimento, contribuendo
all’Unità d’Italia, evidenziano figure di
mogli, madri ma anche di combattenti
e di idealiste rimandandoci ad una
visione del mondo e dei traguardi da
raggiungere fatta di passione, forza di
volontà, impegno e responsabilità che
anche oggi possono e debbono rappresentare i valori guida, per proseguire
verso il cambiamento e per l’affermazione di un mondo e di una società più
equa e sostenibile, soprattutto per le
donne. Stessi valori, donne diverse, ed
in questo passaggio ideale di testimone, credo sia il “senso” della storia e
della giornata di oggi, che abbiamo
voluto condividere, soprattutto con le
giovani generazioni”. Le protagoniste
nel Lazio a cura di Claudia Galimberti,
di Elena Doni, di Maria Serena Palieri.
Quindi le donne italiane eccellenti, iniziando con Zina Centa Tartarini
“Rossana” spiegata da Adriana Tartini
Masellis; Maria Montessori raccontata
da Fiorella Palazzesi; Anna Maria
Mozzoni illustrata da Anna Iozzino;
Tina Anselmi, Nilde Iotti e Nina
Morino ricordate da Caterina Nisida.
Federica De Pasquale, vice presidente
della Consulta femminile, nell’introdurre i lavori della sessione dedicata al
“nostro futuro nell’Unione Europea”,
ha evidenziato che “l’evento di oggi e
servito a farci riflettere su come da
sempre le donne sono protagoniste dei
mutamenti sociali e politici del nostro
Paese. Protagoniste spesso invisibili
come accade ancora nel nostro tempo”.
Proprio per far emergere l’impegno
delle tante donne che, come noi, quotidianamente contribuiscono a vario
titolo a rendere migliore e più equa la
nostra società, ci è sembrato giusto che
questo evento servisse anche per riflettere sulle molteplici criticità che le
donne devono affrontare, ma non
meno abbiamo voluto sostenete come
la linea del cambiamento debba passare dalle politiche che l’Unione Europea
ha intrapreso da tempo per abbattere
quell’infrangibile barriera che ci impedisce di raggiungere giuste condizioni
di pari opportunità all’interno della
società civile”.
L’Europarlamentare Silvia Costa ha
ribadito l’importanza di tenere alta
l’attenzione verso le leggi che riguardano l’affermazione dei diritti femminili
in un contesto europeo dove soprattutto il tema del congedo di maternità è
oggetto di confronto e dibattito politico. Tanti e diversi sono stati i temi trattati nel lungo ed articolato intervento
rivolto soprattutto ai numerosi giovani
presenti in sala. Silvia Costa ha anche
sottolineato come “la violenza è uno
dei tempi più allarmanti in Europa, il
nostro impegno è lavorare su una maggiore prevenzione, in particolare su un
ordine di protezione europeo valido in
tutti i Paesi dell’Unione Europea”.
Antonio Tajani, per testimoniare il
lavoro della Commissione Europea
quale
vice
presidente
della
Commissione
e
Commissario
all’Industria e all’imprenditoria, ha
affermato: “Il mio impegno quasi ventennale all’interno delle Istituzioni
europee, così come il mio attuale incarico di commissario è caratterizzato da
una particolare attenzione alla promozione di tutti quei processi volti a sostenere i giovani e le donne”. Nel rivolgersi direttamente ai giovani delle scuole
superiori presenti ha aggiunto: “Care
ragazze e cari ragazzi, l’invito che vi
rivolgo è di guardarvi ogni giorno allo
specchio e a pensare concretamente
dove volete andare. Il mondo dell’imprenditoria - ha precisato il commissario europeo - è un mondo per i giovani
che, anche tramite lo strumento del
micro credito, vi permette di realizzare
le vostre idee. Questo invito a diventare imprenditori - ha sottolineato - lo
rivolgo soprattutto alle donne, ricordando loro che la realizzazione professionale non è solo quella che si può
ottenere dal cosiddetto posto fisso”.
Quindi, i lavori hanno affrontato “Le
nuove italiane” con Rejna Terrones
Presidente
Associazione
Nuovi
Europei; “Le nuove generazioni” con
Francesca Torella Associazione
Giovani Cisl; “Diritti umani” con
Angiolo Marroni Garante dei diritti dei
detenuti del Lazio. Molto applaudito lo
spettacolo “L’Italia s’è desta” messo in
scena dagli studenti del Liceo Classico
Turriziani di Frosinone, nella cornice
composta dagli studenti della scuola
Leopoldo Pirelli di Roma e della scuola
Giacomo Quarenghi di Subiaco.
Donatina Persichetti, presidente della
Consulta femminile, ha ribadito che
“dalle radici di una civiltà nascono
ALIANE
Space
e donne d’Italia
vegno al Tempio di Adriano.
LE CITTA’
17
Persone
Margaret Fuller
Un’americana
a Roma
Vita, amori e morte
di una cronista
ante litteram
sempre nuovi orizzonti e nuove sfide”.
Per Persichetti “le nuove conoscenze
scientifiche e tecniche, la globalizzazione dei mercati, impongono oggi più
che mai, l’apertura dei confini dei
diversi Stati per poter cogliere nuove
opportunità e con esse il progresso.
L’Unione Europea è il nostro nuovo
obiettivo: Le donne ed i giovani guardano con fiducia al futuro della nuova
Unità dell’Italia dentro il progetto
dell’Unione Europea come ad una
grande ed irrinunciabile opportunità”.
La giornata-evento, iniziata ed ospitata
nella imponente cornice storica del
tempio di Adriano, sede della Camera
di Commercio di Roma, si è conclusa
con la passeggiata storica alla ricerca
delle “madri del Risorgimento” nel
quartiere della Garbatella. Organizzata
da Mirella Arcidiacono per l’associazione “Il Tempo Ritrovato” la passeggiata ha permesso di continuare ad
incontrare figure e storie femminili.
Soprattutto quelle delle madri di
Garibaldi, Mazzini e Mameli che delimitano gli accessi al Palazzo della
Regione quasi a significare un ideale
abbraccio fra le madri dei grandi del
risorgimento e l’Istituzione Regionale
Lazio.
Melanconicamente felici: questo il tema di una insolita mostra, allestita a Roma a Palazzo Valentini, allestita emblematicamente tra le celebrazioni conclusive del
150° dell’Unità d’Italia e la ricorrenza dell’Otto marzo.
Mostra tutta al femminile, curata da Renato
Mammucari che, grazie al catalogo, dilata nel tempo e
nello spazio questo omaggio alle donne dell’Urbe.
Donne straordinarie, personalità anticipatrici che
hanno amato, lottato e sofferto, per l’arte e per l’affermazione di sé: dalle pittrici Angelika Kaufmann e
Artemisia Gentileschi, fino alle attrici Eleonora Duse e
Anna Magnani. Un ritratto a due mani: i quadri di
valenti artisti contemporanei che ritraggono le nostre
trenta eroine sono affiancati da scorci biografici curati
da studiosi, ma soprattutto studiose, sensibili alla
tematica femminile.
Esempi gloriosi per “dare un futuro al nostro presente”
e riportare alla luce storie di vita vissuta “in grande”,
nelle avversità della vita a ricomporre le tessere di un
prezioso mosaico.
La mostra offre l’occasione di riscoprire la prima grande giornalista, che arriva dagli Usa: Margaret Fuller. Di
lei rimane una targa a Piazza Barberini dove abitò
durante il suo soggiorno a Roma, tra il 1847 e il 1849,
all’epoca della Repubblica Romana, tentativo velleitario e profetico di fondare un’Italia repubblicana unita
con Roma capitale. Un’epopea narrata in prima persona, da giornalista catapultata in teatro di operazioni
belliche, che sul campo diviene il primo inviato speciale di guerra, ma donna. Come reporter era già affermata nel mondo anglosassone. Arriva da sola e se ricordiamo il Marchese del Grillo, possiamo immaginare l’atmosfera che trovò e quanti anni-luce dovesse essere
distante quella Roma, dove le donne non potevano studiare e neppure cantare in pubblico, dalla New York o
dalla Londra coeve da dove proveniva. Ma torniamo
alla nostra storia. La Fuller arriva nel momento definito: “della breve illusione liberale” suscitata da Pio IX,
partecipa a tutti gli eventi esaltanti e tragici di quel
periodo che segna la storia italiana, fino al tradimento
del generale Oudinot e alla caduta della Repubblica
Romana.
Vive l’atmosfera ancora spensierata di balli e feste, ama
la città, ammira i reperti archeologici, disdegna i turisti
frettolosi, che già giravano tra fori e scavi. La Fuller
nelle sue cronache di guerra, resoconti sociali e politici,
anticipa lo stile coinvolto e coinvolgente di Tiziano
Terzani: si sposta sui teatri d’azione, frequenta tutte le
classi sociali, aiuta le popolazioni colpite dalla guerra.
Nelle cronache ritroviamo la vita di Roma
nell’Ottocento. Siamo a marzo 1848 e Margaret, dopo
aver descritto il Carnevale, un tocco pittoresco per i lettori, parla dei moti rivoluzionari in Francia e Austria.
Poi nulla, infatti, dopo un’annotazione romantica sulla
languida primavera romana, che la colse evidentemente impreparata, bisogna arrivare al 2 dicembre 1848,
per rileggere le sue cronache: nel frattempo, si è innamorata di Angelo Ossoli ed è già nato Angelino, partorito a Rieti e lasciato a balia da una contadina.
Il 15 novembre 1848 Pellegrino Rossi, viene assassinato da Ciceruacchio. Il Papa fugge a Gaeta. Nel febbraio
1849 viene proclamata la Repubblica Romana. La città
vive un intenso momento di coesione popolare e
Margaret registra partecipe gli eventi. L’inviata speciale, anticipando i tempi, scrive: “Nessuna autorità può
sopravvivere ad un universale motto di derisione”.
Il 24 aprile, però, la prima nave francese sbarca a
Civitavecchia e Margaret vive al fronte le giornate di
intensi combattimenti. Con la principessa Belgioioso,
che aveva chiesto alle donne romane garze, bende e
assistenza per i feriti, si prodiga anche con una colletta
pubblica tra la comunità americana. Caduta Roma, nel
luglio 1849, deve lasciare subito la città che tanto
amava e dove sperava di vivere una vita serena con la
sua nuova famiglia: il marito marchese Giovanni
Angelo Ossoli e il piccolo Angelino nato il 5 settembre
dell’anno precedente, dalla contrastata relazione e in
un momento drammatico.
La famiglia Ossoli non arriverà mai nella nuova patria a
causa del naufragio dal mercantile Elizabeth, scelto per
risparmiare, al posto delle costose navi di linea. Un
viaggio tragico, il comandante muore di vaiolo davanti
alle coste di Gibilterra, la nave viene messa in quarantena. Angelino si ammala. Quando la salvezza, con le
luci di New York è davanti agli occhi, sulla spiaggia di
Fire Island, l’inesperto neo-comandante lascia incagliare il mercantile, che trasportava un carico di marmo di
Carrara, su un banco di sabbia, durante una tempesta:
gli Ossoli, spariscono in mare.
Tuttavia la sconfitta e la morte non saranno l’ultima
parola e l’Italia sarà infine unita: ma bisogna ricordare
che quella vittoria fu preparata e conquistata anche da
“un’americana a Roma”, prima inviata speciale di guerra. E donna.
Rigel Langella
18
n. 0 - 15 Marzo 2012
LE CITTA’
L’intervista. Parla la geografa Maria Pia Ercolini,
promotrice del gruppo Facebook Toponomastica al femminile
Le vie (non) in rosa
A Roma le strade intitolate a donne sono solo il 5%. Ma l’iniziativa femminista piace
Molte adesioni istituzionali. Primo il Consiglio regionale delle Marche
di ALESSANDRA FILOGRANO
da poco passato l’8 marzo, giorE’
nata dedicata alle donne.
Anche a Roma e nel Lazio sono
state numerose le iniziative, i convegni, gli incontri, le manifestazioni. Ma un’iniziativa ha avuto una
eco importante. Quante vie sono
intitolate alle donne? L’idea è venuta alla professoressa Maria Pia
Ercolini, insegnante di Geografia
che ha creato un gruppo su facebook “toponomastica femminile”.
L’abbiamo sentita per capire qual è
la situazione a Roma.
Quante strade o piazze a Roma
sono intestate a donne?
“Da una prima veloce ricognizione
sono 580 le aree di circolazione
pubblica intestate alle donne. Nel
conto non sono inseriti giardini,
parchi o altro luogo pubblico (scuole, biblioteche, ospedali, teatri…)
Può citarne alcune?
“Viale Regina Margherita e Viale
Regina Elena riguardano intitolazioni del primo periodo di Roma
capitale; Viale Angelica Balabanoff,
Viale Nilde Iotti, Viale Anna
Politkovskaja sono alcune strade
intitolate a donne impegnate in
politica, Via Sibilla Aleramo, Via
Ada Negri, Viale Natalia Ginzburg
alcuni esempi di toponomastica
dedicate a figure letterarie. Ponte
Artemisia Gentileschi Lomi e via
Marianna Dionigi per l’arte. Ci
sono anche donne che hanno fatto
la resistenza, attrici e cantanti.
Molto meno le donne del mondo
scientifico, quasi assenti quelle
legate al mondo dell’imprenditoria
e dell’artigianato. Molte le figure di
sante, religiose, donne che si sono
dedicate alla carità o hanno fondato enti per l’assistenza a orfani, carcerati/e. Ci sono anche molti nomi
della mitologia antica”.
Rispetto al dato nazionale
Roma come si posiziona?
“Non raggiunge il 5%, dato comune
alla maggior parte delle realtà
urbane nazionali”.
La vostra iniziativa su facebook come sta andando?
“Si potrebbe dire in maniera sorprendente per il coinvolgimento
delle donne che si sono iscritte al
gruppo Toponomastica femminile
di Facebook. Molto positivo il
riscontro sia con le istituzioni coinvolte ( Comuni, Province…) che con
gli organi di stampa”.
Quali sono gli obiettivi che vi
siete prefissati con questa iniziativa?
“Il gruppo Toponomastica femminile ha saputo catalizzare, a partire
dalla fine di gennaio, le forze e l’impegno di quasi 2mila persone in
tutta Italia. Soprattutto donne unite
da curiosità e desiderio di provare a
cambiare le cose, a rendere visibile
la loro storia e valorizzare il loro
patrimonio culturale anche attraverso i nomi delle strade. Il gruppo
ha lanciato l’iniziativa 8 marzo: tre
donne, tre strade. La campagna
vuole sollecitare i Comuni e i
Municipi italiani a recuperare la
memoria femminile locale, nazionale e straniera unendo così le tre
anime del paese. L’invito, rivolto a
tutte e a tutti secondo lo spirito di
cittadinanza attiva che anima le/gli
appartenenti al gruppo, è quello di
chiedere agli enti locali di dedicare
le prossime tre strade a tre donne,
per cercare di colmare la loro assenza nel Paese, riscoprire le molte biografie femminili cancellate dalla
storia e promuovere, anche in questo modo, la parità tra donna e
uomo e la parità di genere.
Possiamo comunicare ufficialmente
che l’Assemblea legislativa delle
Marche è la prima in Italia ad aderire all’iniziativa 8 marzo: tre donne,
tre strade. Ma oltre a loro altri
comuni italiani hanno preso l’impegno di dedicare nel prossimo futuro
strade e/o luoghi pubblici a personaggi femminili”.
n. 0 - 15 Marzo 2012
LE CITTA’
19
Area metropolitana
Castelli Romani
Tra sante e matrone spicca la triste storia
della piccola poetessa Raffaella La Crociera
Marino dedica a Vittoria Colonna il corso principale
Ad Albano femministe in campo
La via per le pari opportunità
passa per il X Municipio
C’è chi la chiama toponomastica al femminile, chi invece va oltre e la
definisce addirittura misoginia ambientale. Si parla di strade, ma con un
particolare riferimento al gentil sesso. Trovare una via intitolata ad una
donna, più che un semplice gioco di memoria, diventa presto una vera e
propria sfida. Nessuna paura quindi se, scorrendo nel vostro stradario
personale, non riuscite a rammentarne alcuna.
Tra Sante e Matrone. Sono una ventina le vie che nel X Municipio
prendono il nome da celebri personaggi femminili. Nella maggioranza
dei casi però le “celebrità” in questione risultano essere piuttosto datate.
Si spazia così da importanti “matrone” d’epoca romana a “Sante” donne
dei tempi passati. Per carità, nessuno mette in dubbio la rilevanza che
queste signore abbiano avuto ai loro tempi, ma resta difficile credere
che, in epoche decisamente più moderne, nessuna donna abbia mai fatto
abbastanza per meritarsi un riconoscimento, seppur solo a livello toponomastico.
La più piccola ma anche la più grande. Unica eccezione resta quella di via “Raffaella La Crociera” nella zona di Tor Vergata. Un nome che
riporta alla memoria quello che, nella metà degli anni Cinquanta, in
molti definirono come un piccolo miracolo. Raffaella La Crociera, bambina affetta da una grave malattia come il “lupus erimatoso cronico”, salì
alle luci della ribalta appena quattordicenne grazie ad una delle sue poesie dialettali: Er zinale. La scrisse dopo aver ascoltato alla radio un
appello della Rai in seguito all’alluvione
che colpì la costiera salernitana.
Raffaella inviò il suo componimento
alla radio dove fu poi acquistato per la
cifra di mezzo milione di lire dalla contessa Cenci-Bolognetti. Una piccola fortuna per quel tempo, devoluta poi in
aiuto alle famiglie alluvionate e che alla
piccola poetessa testaccina valse il premio alla bontà “Livio Tempesta”.
Premio che però non riuscì mai a ritirare visto che, crudeltà della sorte, la
bambina si spense due giorni dopo che
la sua poesia venne acquistata.
Una storia triste che evidenzia però
quanto quello che, spesso erroneamente, viene definito come sesso debole ha
dato al nostro paese. La via per la parità tra uomo e donna, perché è di questo
che in fondo si parla, è quella giusta ma
speriamo che, da qui in avanti, prenda
anche un nome al femminile.
Riccardo Manai
Poche dame sulla strada dei vini
Maglia nera a Genzano, meglio Velletri
‘Corso Vittoria Colonna’, a Marino, come la classica eccezione a conferma della regola. E’ una toponomastica smaccatamente maschilista
quella dei Castelli Romani e non c’è ‘quota rosa’ che tenga per ristabilire un’equità che appare davvero lontana. Rare, rarissime le vie,
piazze, perfino i vicoletti intitolati a esponenti del gentil sesso.
Eppure, per porre fine a questa stortura, c’è chi ne sta facendo una
battaglia di principio. E’ il caso dell’Associazione 8 marzo, di Albano,
che trainata da Ada Scalchi ha già aderito all’iniziativa che sta interessando l’intero Stivale, sollecitando l’amministrazione comunale ad
“una presa d’atto che segni un’inversione di tendenza. Disponiamo di
diversi nominativi che potremmo suggerire – rimarca con orgoglio la
Scalchi – affinché si possa elevare un livello culturale spesso appiattito sul ricorrente pensiero della predominanza maschile”. Il primo
passo è stato fatto ed è contenuto nella delibera di approvazione di
una scalinata di Villa Ferrajoli dedicata a Vittoria Caldoni. Per il resto
solo 4 su 279 sono le vie che Albano dedica a personaggi femminili.
Tanto ancora c’è da fare e la realtà dei paesi castellani è emblematica
in tal senso: spicca il caso di Genzano, cui non vi sono donne, neppure illustri, che abbiano “meritato” un’intitolazione, eccezion fatta per
qualche sparuto caso, come quello di via Diana, che conduce al lago
di Nemi. Senza dubbio più “rosa” Ariccia e, soprattutto, Lanuvio,
dove si contano diverse vie declinate al femminile. Quasi ovunque
spiccano nomi di politici del ‘900, di filosofi, letterati,
imperatori e re, ma poco o nulla che rimandi a personaggi femminili, con un’avarizia che va a colpire anche
la Madonna, con pochissime eccezioni, come quella di
Velletri, che fino a pochi mesi fa aveva persino un consigliere delegato alla toponomastica. “L’argomento –
ammette Fabio Taddei – è stato trascurato per troppi
anni e mai vi è stata sensibilità per analizzare l’enorme
divario nelle intitolazioni tra uomini e donne. Il tutto in
un contesto in cui non si è rispettato l’iter previsto dalla
legge nazionale che esige parere positivo del Prefetto
prima di apporre le tabelle, rendendo di fatto abusive
molte delle intitolazioni deliberate. Parlare di toponomastica al femminile, tuttavia, è quasi un azzardo,
tenuto conto che a spiccare sono solo le classiche intitolazioni religiose, l’ultima delle quali a Madre Teresa di
Calcutta”.
Se gli oltre 100 chilometri quadrati del vasto territorio
veliterno hanno di fatto agevolato una eterogeneità ed
una maggior fantasia di scelta altrove spicca un’avarizia
pressoché generalizzata che solo il tempo potrà lentamente attutire.
Daniel Lestini
Litorale
Sul lungomare le donne da strada sono tutte sante e nessuna lidense
Eroi, navigatori e politici. Tra loro solo una è donna ma è nizzarda
Altro che quote rosa e ingresso delle donne nei consigli di amministrazione. La discriminazione uomo-donna parte da lontano e si riscontra anche
nella toponomastica. Quante strade dedicate a personaggi storici e politici
maschili? Centinaia. E quante a quelle femminili? Si contano sulle dita di
una mano. Stessa storia sul litorale. A Fiumicino, idea geniale, l’amministrazione comunale ha da tempo avviato una campagna per commemorare
i pionieri che bonificarono il Comune. Ed ecco allora i vari D’Intino, Cavalli,
Argenton etc etc. Peccato però ci siano solo uomini. Una discriminazione
bella e buona. Vero è che le donne sono più longeve, ma è altrettanto vero
che i casi non si fermano a questo. Nuovo comprensorio di Fiumicino,
Isolato Stazione. Altra idea geniale: l’amministrazione commemora i grandi personaggi politici del Novecento. Ecco via Craxi, via Aldo Moro, via
Almirante, via Sandro Pertini, via Berlinguer. Anche qui niente donne.
Altre discriminazioni? Sulla via Portuense via Borromini, via Leon Battista
Aliberti, via Brunelleschi, via Giulio Romano. Ma di importanti donne della
storia neanche l’ombra. Vincono invece le donne fatte sante, dieci a sei. San
Carlo A Palidoro, San Fruttuoso, San Lucido, San Menaio, San Pietro
Settimo, San Vero Miles, per i santi uomini. Mentre per le sante donne:
Sant’Agata di Militello, Santa Giusta, Santa Margherita Ligure, Santa Maria
Della Salute, Santa Maria Di Castellabate, Santa Maria Di Navarrese, Santa
Marinella, Santa Ninfa, Santa Severa, Santa Teresa Di Gallura. E a Ostia?
Stessa regola. Tanti tanti maschi, poche donne. La maggior parte anche qui
sono Sante: Nostra Signora di Bonaria, piazza Santa Monica, sorella di
Sant’Agostino patroni di Ostia, e Corso Regina Maria Pia. Qualcosa in più
di Fiumicino però si è fatto, ed ecco via Caterina Segurana eroina della città
di Nizza in Francia. Cosa centra con Ostia? Pare che tra le due città ci fosse
un gemellaggio. C’è poi via Isabella di Castiglia, legata alla scoperta
dell’America e Cristoforo Colombo. Via Rosa Agazzi, insieme alla sorella
Carolina punto di riferimento nella storia della pedagogia italiana. E ancora piazza Calipso, via delle Nereidi, ma nessuna strada a una donna lidense.
Gianmarco Venturi
20
LE CITTA’
Redazionale
Redazionale
Redazionale
Redazionale
Redazionale
NEOPLASIA DELLA CUTE,
LA DIAGNOSI PRECOCE
SALVA LA VITA
Le neoplasie della cute, in
questi ultimi decenni, hanno
assunto una importanza
sempre maggiore nell’ambito dell’oncologia umana,
non solo per la facilità con la
quale è possibile osservare
l’organo “cute”, ma anche
per le migliori tecniche diagnostiche che si sono sviluppate in questi ultimi anni.
Inoltre i cambiamenti sociali
che sono intervenuti, anche
in relazione alle mutate condizioni economiche, hanno
sviluppato consuetudini non
corrette benché certamente
piacevoli. In primo luogo
l’abitudine ad esposizioni
solari frequenti anche se
brevi ed intense, con rischio
significativo di grossolani
eritemi sino a vere e proprie
ustioni. Tale danno attinico
può rappresentare il fattore
più importante nello sviluppo delle neoplasie più frequenti della cute e segnatamente il carcinoma basocellulare ed il carcinoma squamoso. Queste neoplasie
hanno come sedi preferenziali per la loro insorgenza
proprio le aree fotoesposte e
risentono spesso in modo
determinante del danno attinico cronico. E’ ormai assodato che la c.d. cheratosi
attinica, di fatto un carcinoma squamoso vero e proprio
seppure intraepiteliale (in
situ), deve essere considerato la neoplasia di gran lunga
più frequente della razza
umana. Fortunatamente il
carcinoma basocellulare ha
una malignità limitata alla
recidiva locale se l’asportazione chirurgica non dovesse risultare completa. Anche
il carcinoma squamoso,
ancorché più temibile, quando si presenta nelle sedi
fotoesposte ha una probabilità di disseminazione metastatica estremamente bassa
(spesso inferiore all’1%) ed
in genere correlata a dimensioni estremamente cospicue della massa tumorale
che in genere denota, non
una difficoltà diagnostica,
ma solo trascuratezza da
parte del paziente.
Se il carcinoma basocellulare e lo squamoso hanno una
prognosi piuttosto buona,
non altrettanto si può affermare per la neoplasia più
temibile nell’ambito dermatologico : il melanoma. Da
recenti statistiche è stato
registrato che nei paesi occidentali (quindi anche in
Italia), l’incidenza è di circa
8-14 nuovi casi di melanomi
maligni ogni 100.000 abitanti, ogni anno.
I valori maggiori si sono
rilevati in Australia con incidenze che sfioravano i 40
nuovi casi ogni 100.000 abitanti. Estremamente minori
sono, invece, le frequenze
negli altri continenti con
valori bassissimi nei paesi
dell’estremo oriente (Giappone).
La ragione di questa prevalenza in Europa, negli Stati
Uniti, ed in Australia, risiede
nel fatto che gli abitanti di
tali continenti appartengono, sostanzialmente, allo
stesso genotipo indoeuropeo, all’interno del quale i
fenotipi c.d. “Celtici”, sono i
soggetti a maggior rischio di
melanoma. Naturalmente è
difficile individuare con
assoluta certezza i fenotipi
maggiormente esposti, in
quanto numerose sono le
varianze e differenti sono le
penetranze; però, in linea di
massima, i soggetti con carnagione chiara, capelli biondi o rossi, occhi azzurri o
verdi, sembrano essere particolarmente “a rischio”.
Un buon indice per definire
“il soggetto” maggiormente
esposto, è la cosidetta fotosensibilità, cioè la capacità
che ha il paziente di difendersi dai raggi solari, cioè la
rapidità con la quale l’eposizione solare procura eritema
e/o ustione al singolo soggetto. L’estrema sensibilità
ai raggi Ultravioletti con
rapido sviluppo di eritemi e
di ustioni, individua i soggetti c.d. a Fototipo I, sino a
giungere al Fototipo IV, nel
quale con notevole difficoltà
si ha sviluppo di eritemi
solari o di ustioni.
Riportando questo modello
all’Italia, è ragionevole pensare, che, pur con variazioni
minime, una maggiore incidenza della patologia si ha
nelle regioni del nord (fenotipi celtici), ed una minore al
sud (fenotipi mediterranei).
Naturalmente questo dato
deve tener conto dell’estrema mobilità che in questi
ultimi decenni, si è registrata non solo nella nostra
penisola, ma, in sostanza, in
tutto il mondo.
Un altro elemento di grande
importanza è l’ambiente e le
abitudini di vita.
Tra i vari parametri studiati,
quello di maggior rilevanza,
è sicuramente il sole e la
modalità di esposizione.
E’ stato osservato come ad
ustioni solari frequenti in età
giovanile, corrispondeva una
maggior frequenza di melanomi, in età adulta.
Redazionale
Quindi quella che viene definita “elioesposizione intermittente” può essere considerata particolarmente pericolosa per lo stimolo negativo a cui può sottoporre le
cellule costituenti le lesioni
melanocitarie. Il termine di
“elioesposizione intermittente” indica una esposizione
piuttosto breve, ma particolarmente intensa ai raggi del
sole, essa è alternativa alla
più corretta “esposizione
cronica”, cioè una esposizione breve ma protratta nel
tempo.
Purtroppo, in questi ultimi
decenni, le abitudini di vita
sono certamente cambiate e
favoriscono esposizioni al
sole (spesso anche in paesi
tropicali), brevi ma molto
intense. Avere le normali
accortezze per evitare ustioni o comunque eritemi di
grossa entità, è la strategia
giusta per non esporsi ad
inutili pericoli.
Un ulteriore fattore di rischio
nei confronti dell’insogenza
di neoplasie cutanee e particolarmente del melanoma, è
rappresentato dai fattori
ereditari e dalla familiarità,
percui il 5-10% dei pazienti
affetti da melanoma, evidenziano familiarità per questa patologia.
Solo dopo aver individuato il
fenotipo e l’influenza dell’ambiente, si devono osservare e studiare con attenzione i nevi presenti. Da un
punto di vista clinico grande
rilevanza ha il numero dei
nevi, la presenza di nevi alla
nascita (nevi congeniti), e il
reperto di nevi con caratteri
di atipia. A questo proposito
la valutazione dell’asimmetria, dei bordi, del colore e
delle dimensioni di una singola lesione può essere di
grande aiuto nella formulazione di una diagnosi.
Naturalmente tutti questi
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n. 0 - 15 Marzo 2012
Redazionale
criteri possono risultare piuttosto soggettivi tanto che la
precisione diagnostica non
risulta estremamente alta
(67%).
Allo scopo di migliorare tale
performance ci è venuta in
aiuto la tecnologia. Infatti
attraverso la dermatoscopia,
la videodermatoscopia e la
video-dermatoscopia digitale, si sono migliorate decisamente le nostre capacità diagnostiche.
Queste tecniche particolarmente innovative, sostanzialmente permettono, sfruttando la proprietà di trasparenza della cute, di rendere
manifeste delle strutture
anatomiche che identificano
la distribuzione del pigmento
a livello della giunzione
dermo-epidermica e della
porzione più superficiale del
derma. Tale distribuzione è
ben correlata con l’architettura dei melanociti che costituiscono il nevo ed attraverso l’osservazione e la valutazione di oltre 40 parametri
resi manifesti dalla tecnica
sopra-descritta, si può avere
una diagnostica più efficace
(91%).
Ancora più recentemente, la
dermatoscopia ha trovato un
valido supporto nella tecnologia digitale. Attraverso
questa ulteriore acquisizione, l’immagine può non solo
essere teletrasmessa tra
centri ad elevata specializzazione, ma può essere “elaborata” per valutarne dei parametri morfologici (ad es.
perimetro, area, diametro
maggiore, grado di simmetria e di circolarità), e parametri colorimetrici (trasformazione del colore del nevo
in colori virtuali per calcolarne il numero, le sfumature e
la eventuale distribuzione).
Attraverso un tale percorso
diagnostico, la possibilità di
errore si avvicina allo zero.
UNA VISITA COMPLETA PASSA ATTRAVERSO
LE VARIE FASI
Colloquio conoscitivo con il paziente
osservazione clinica
osservazione dermatoscopica
elaborazione digitale
n. 0 - 15 Marzo 2012
3P
LUCIA MANNUCCI
LE CITTA’
P E N S I E R I
21
P E R S O N E
P A R O L E
Pure l’ultima nota del Quartetto Cetra
è volata nel vento. Era l’anima del gruppo
Un pezzo della storia della musica
ma, di più, del costume italiano se
ne vanno con la scomparsa di Lucia
Mannucci. La voce del Quartetto
Cetra, l’ultima reduce, nonché
l’unica voce femminile dello storico
gruppo musicale è morta nei giorni
scorsi a 92 anni. Lucia era bolognese ma ha vissuto tutta la vita a
Milano.
Con la morte di Lucia Mannucci
scompare un altro pezzo di un universo artistico-musicale fatto di
talento, semplicità e umiltà.
Insieme a Virgilio Savona, suo
marito, morto tre anni fa, a Felice
Chiusano e Tata Giacobetti, Lucia
ha intrattenuto l’Italia fin dal dopoguerra con un genere musicale inizialmente improntato al jazz e allo
swing. Per decenni popolarissimi in
radio, in tv e al cinema, sono stati
inutili i ripetuti tentativi di farli tornare sulle scene: “E’ un capitolo
chiuso - spiegò Lucia una dozzina
di anni fa - con la morte di Tata e
Felice (scomparsi rispettivamente
nel 1988 e nel 1990, ndr.) abbiamo
detto basta. Non aveva più senso”.
Lucia Mannucci si è sempre distinta per il suo stile e la sua discrezione, oltre che per la sua schiettezza:
“Vedo solo buoni film - disse in
occasione del suo ottantesimo compleanno, nel 2000 - , il resto non mi
interessa. I varietà di oggi non mi
piacciono proprio, sono gratuitamente volgari, non mi divertono.
Sanremo? Cinque giorni sono troppi, una noia mortale, alla fine si
sente solo un gran fracasso che si
somiglia”, disse la Mannucci, che
con i suoi compagni d’avventura ha
intonato pezzi popolari che resteranno nella storia della musica italiana come Nella vecchia fattoria,
Vecchia America, Un bacio a mezzanotte e Concertino. Il Quartetto
spaziava con disinvoltura tra vari
generi: collaborò al cinema con
Renato Rascel e Paolo Stoppa, in
teatro con Alberto Sordi e Wanda
Osiris, in tv trascinarono il pubblico con le irresistibili parodie, in
Biblioteca di Studio Uno, di alcuni
classici della letteratura, come Il
conte di Montecristo o I tre
moschettieri, per la regia del grande Antonello Falqui. Superata l’audizione all’Eiar Lucia Mannucci nel
1941 venne assegnata come cantante a disposizione delle orchestre
radiofoniche. “La sua carriera da
solista era già avviata - racconta il
figlio Carlo Savona -, benché così
giovane fu impegnata in tournée di
concerti e riviste teatrali, lavorando, tra gli altri, con Gorni Kramer,
Natalino Otto e il Quartetto Cetra.
Lucia e Virgilio Savona si sposarono nel 1944.
“Tre anni dopo - ricorda il figlio quando Enrico De Angelis abbandonò il gruppo, il quartetto era alla
ricerca di un sostituto uomo, fu la
mamma a proporsi, perché non
prendete me?” chiese. Inizio così
questa lunga avventura, da protagonista.
Tra i ricordi più commossi della
grande cantante italiana spicca
quello di Arisa. In molti dopo la
prima comparsa (e la vittoria tra i
giovani) della cantante lucana a
San Remo, hanno paragonato
l’estetica musicale di Rosalba Pippa
proprio a quella del Quartetto Cetra
e di Lucia Mannucci di cui peraltro
Arisa ha inciso molte cover.
“Non l’ho mai conosciuta di persona, ma l’ho sempre presa ad esempio. Era una delle voci più pulite,
intonate e lineari della storia. Era
un metronomo’’, aggiunge la
seconda classificata a Sanremo.
Non ha dubbi sul fatto che sia
stata lei a contribuire in modo
determinante al successo del gruppo che, a suo avviso, è sempre
stato “molto originale, al servizio
del pubblico in modo rispettoso e
intelligente. Cosa che vorrei fare
anche io’’.
n. 0 - 15 Marzo 2012
Play Time
CantoAutori
Teatro. In scena lo scorso 9 marzo al teatro Alba 49 di Roma
La musica ribelle e di classe per salvare
i giovani dal piattume dei reality
di LEANDRO CASTELLANI
Voce, due chitarre acustiche, violino. Luigi Restivo porta in scena
una tavolozza di colori sonori che è più di un semplice concerto
ue chitarre acustiche, un violino
D
e la voce di Luigi Restivo, una
vocalità duttile, calda, aggressiva,
coinvolgente. Volta a volta dispiegata, smorzata, dai toni appassionati,
ribelli, beffardi, impegnata in una
ricchissima carrellata fra le canzoni
d’autore di una stagione italiana
ormai – ahimè – conclusa.
Un “one man show” singolare in una
stagione in cui gli “one man show” si
riducono a una serie di logorroiche e
pretenziose esibizioni verbali.
Questa di Restivo – che avevo già
apprezzato come interprete di musical e ottimo attore - mi ha fatto tornare alla memoria i grandi chansonnier che ho avuto la fortuna di vedere
in
Francia,
dall’incommensurabile Montand a Becaud, alla
Greco o Barbara.
Restivo ha operato un’avveduta scelta nel repertorio dei nostri cantau-
tori, spesso riscoprendo testi non
troppo consumati dall’uso ma
dando di questi come di quelli più
noti un’interpretazione personale e
vissuta, talvolta addirittura ri-creandoli, potremmo citare “Poesia” di
Cocciante
come
“Cirano” di Guccini o
“Musica ribelle” di
Finardi, e poi Pino
Daniele, Tenco, De
Andrè, Dalla… Quante
imprevedibili “scoperte” arando il loro ricco
repertorio! Il panorama, che Luigi introduce simpaticamente con
brevi notazioni, è
vastissimo e gli offre il
destro di sfoggiare una
tavolozza di “colori
sonori” ricca quanto
inaspettata. Quanta distanza fra la
bravura di Luigi Restivo, una bravura mai ostentata, e i tanti melensi
pappagallini sfornati in serie dalle
factory televisive!
Fra i tre ottimi musicisti spicca il virtuosismo di Fabio Greco.
LE CITTA’
23
Chi è Leandro Castellani
Regista di fiction
di successo
E’ tra gli inventori
della tv d’inchiesta
È stato uno dei principali creatori dell’inchiesta storica televisiva e dei programmi di testimonianze, per i quali ha
ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali, dal Leone d’oro di Venezia al
Premio Marconi, dal Premio Montecarlo al Prix Italia, al Premio Chianciano della Critica Radiotelevisiva, al
Premio Fortino-Montefeltro (con
Sergio Leone) ecc.; l’ideatore di Teatroinchiesta e numerose altre formule di
programma culturale tv. Ha diretto e
spesso anche scritto numerosi “sceneggiati”, telefilm e tv-movie. Si è cimentato, sempre con successo, in quasi tutti i
generi televisivi, dal “teatro reinventato
per la tv” (Il Faust di Marlowe, 1977),
allo spettacolo musicale (Vai col liscio!,
1974), al “giallo” (Sul filo della memoria, 1972) al film-tv d’impegno culturale
(Tommaso d’Aquino, 1975), alla “docufiction” come le quindici biografie risorgimentali di Italia chiamò (1992). Ha
inoltre curato la regia della quarta e
quinta serie della fiction televisiva
Incantesimo (2000-2002).
Docente universitario, nel 2003 è stato
nominato Commendatore al merito
della Repubblica italiana.
n. 0 - 15 Marzo 2012
Nanni Moretti, il papa del cinema italiano
24
LE CITTA’
Play Time
Habemus Papam sbarca a New York. E in attesa del Festival di Cannes
dove sarà presidente di giuria il regista smorza le polemiche tra Torino e Roma
cie nella colta Francia, per quel che
riguarda la cultura e il cinema italiano, ormai prossimo all’autorevole
impegno alla presidenza della giuria
del Festival di Cannes (che lo osannò con la Palma d’Oro ai tempi della
struggente pellicola La stanza del
figlio) non manca di intervenire sui
temi caldi del cinema nostrano come
lo scontro, invero un po’ inventato,
tra i festival del cinema di Torino e
Roma. E nonostante Nanni, come
ha confermato parlando del suo
prossimo impegno a Cannes, non
intende certo essere buonista o per
tutte le stagioni, almeno sul fronte interno ha mostrato buon
senso e diplomazia. “La querelle sulla date del Festival del
Cinema di Roma e del Torino
Film Festival “prenso che
per ora sia tutta
un’invenzione. E’
impossibile che
Roma faccia coincidere la manifestazione con la
vostra, a novembre. Sono illazioni
che si basano sul nulla. Nella capitale non esiste neppure un direttore...”. Lo afferma Nanni Moretti in
un’intervista sulle pagine torinesi
della Stampa, dove poi si spende a
sostegno di un nuovo mandato per
l’attuale responsabile del Tff, Gianni
Amelio, in scadenza, del quale dice:
“Amelio è bravo e merita di continuare. Lo sostengo, spero che vada
avanti, sta facendo un buon lavoro”.
Diversa è più intrigante, culturalmente parlando, la vicenda in vista
dell’appuntamento cinematografico
in Costa Azzurra. “E’ uno sbaglio
cercare a tutti i costi l’unanimità e il
compromesso. Bisogna vedere i film
con attenzione, discutere a lungo e
poi votare. So che non sono stati
ancora scelti gli altri giurati: è
importante che siano persone che
non provano fatica ma piacere nel
vedere due o tre film al giorno”. Così
Nanni Moretti, intervistato dai giornalisti bolognesi, parla del suo prossimo impegno da presidente della
giuria del Festival di Cannes. E mentre Habemus Papam sta per uscire
negli States e New York gli dedica
una retrospettiva, il regista capitolino è proprio in questi giorni nel
capoluogo emiliano con lo spettacolo teatrale Concerto Morett.
Il regista ripercorre la sua carriera
cinematografica attraverso brani e
sequenze dei suoi film accompagnati dalle colonne sonore di Nicola
Piovani e Franco Piersanti, eseguite
dall’Orchestra
nazionale
dei
Conservatori.
“Lo spettacolo è nato sentendo una
musica del Caimano, di Franco
Piersanti, e immaginandola dal
vivo, su un palco. E comunque con
l’idea di recitare i brani meno
famosi dei miei film e non sempre
gli stessi che mi vedevano protago-
nista. Per esempio proprio del
Caimano recito un pezzo che era di
Silvio Orlando, nel film un regista
di pellicole di serie B. Di Bianca
invece faccio il mio monologo finale, mentre de La stanza del figlio
recito un dialogo, quindi faccio sia
me stesso che mia moglie, che nel
film è Laura Morante. Il teatro è un
mezzo diverso e io credo di portare
in scena qualcosa di diverso dai
miei film. E di usare un’orchestra
vera che mi accompagna per tutto
lo spettacolo”. Tra gli altri impegni
di Moretti la lettura dei ‘Sillabari’ di
Goffredo Parise in versione integrale per gli Audiolibri di Emons
per cui escono il 4 aprile. Dalla A di
amore alla S di solitudine, Parise
nei ‘Sillabari’ si fermò prima della
fine dell’alfabeto.
I Sillabari uscirono in prima edizione sul Corriere della Sera tra il ‘71 e
il ‘72: 22 scritti che nel 1972 Einaudi
raccolse in Sillabari n.1. Gli altri 32,
invece, composti dal 1973 al 1980,
furono invece editi da Mondadori in
Sillabari n.2. I due libri furono poi
riuniti da Adelphi in un unico volume nel 1984 e oggi rinascono in
audiolibro.
Le Città vuole essere qualcosa di
nuovo. Una pretesa non da poco in
un panorama sempre più intasato
come quello editoriale, in particolare tra i free press e in una città
come Roma.
Vogliamo e dobbiamo essere
nuovi, moderni, avvincenti, proiettati nel futuro. Ipermediati. Capaci
di essere comunicazione e notizia a
360 gradi senza perdere quel tocco
di umanità sempre magnificamente imperfetta.
Non ci scuseremo, dunque, per gli
errori di valutazione o per qualche
refuso che capiteranno. Ci piacerà,
anzi,
discuterne
con
voi.
Inzuppando qualche diavoletto
tipografico assieme al cornetto nel
vostro cappuccino del giovedì mattina. Oppure imbrattando le buste
e i vestiti dello shopping del sabato
pomeriggio al centro di Roma.
Disegneremo l’Italia futura. Anzi.
Futura. Come la canzone del caro e
compianto Lucio Dalla che ci ha
lasciato anzitempo, proprio mentre noi eravamo intenti a pensare
a questa nostra prima uscite. Altre
note, quelle di Lucio, che ci hanno
ricordato, proprio all’inizio di questo mese di marzo, mese delle
donne, come il tempo, i battiti, le
pagine, l’avvenire di un Paese
come l’Italia, nel cuore dell’occidente, possa e debba poter essere
declinato anche al femminile. Noi
maschietti ce lo dimentichiamo
troppo spesso. A volte per dimenticanza, altre volte in malafede. E
questa è una storia che noi, nel
nostro piccolo, vogliamo contribuire davvero a cambiare.
Per questo la nostra Italia di
domani, partendo dalle città di
oggi, è tutta nell’azzurro degli
occhi di quella bambina che proponiamo in copertina, splendida
nella sua tenerezza e che, ci piace
immaginare, si chiami proprio
Futura. Sarà, dunque, il nostro, un
settimanale che vuole essere anche
un laboratorio di pensieri sulla
politica, sul territorio, sul nostro
Paese e sui nostri usi, costumi.
Racconterà e farà parlare persone
e personaggi. A inaugurare questa
galleria c’è una donna simbolo per
la città di Roma, come Rosella
Sensi, che in particolare per molti
tifosi giallorossi ha rappresentato
una piccola sorella, in quanto
figlia del grande Franco, presidente dell’ultimo scudetto giallorosso,
quindi è stata la seconda presidentessa donna della storia del calcio
italiano. La prima era stata un’altra romanista, la consorte di Dino
Viola, presidente dello scudetto
romanista del 1983 che assunse la
presidenza della Roma alla morte
dell’amatissimo marito. Ma tant’è.
Oggi Rosella Sensi è assessore alla
promozione di Roma Capitale e
proprio la sua immagine e il suo
pensiero abbiamo voluto regalare
ai nostri lettori.
Abbiamo molta fortuna nel Lazio
ad avere donne così. Del resto
siamo anche l’unica regione, assieme alla verde e vicina Umbria, ad
avere una presidente donna. Il
riferimento è a Renata Polverini
con la quale idealmente i nostri lettori incroceranno più volte gli
sguardi, i pensieri e le opinioni
sulle nostre pagine.
Ci piace pensare, dunque, a Le
Città come a un grande muro cittadino. Di quelli che si possono o si
debbono sporcare di pensieri. Ci
piace pensare ai nostri lettori
come dei piccoli writer che via via
impreziosiranno le nostre pagine
tutte, volutamente, aperte anche
nella denominazione degli spazi.
Aperte, anzitutto, alle idee e alla
modernità.
All’ipermediazione
immediata e quotidiana che vorremo avere con i lettori attraverso il
web. C’è dunque l’home page, le
pagine 2 e 3 che ricorreranno ad
ogni numero, rincorrendo le prospettive più moderne e divertenti
della nostra visione settimanale. Ci
sarà un Open Space, uno spazio
aperto ai contributi più interessanti. Così come una terza pagina,
di quelle belle, come i giornali di
una volta. Di quelle che non se ne
vedono più. E anche qui saranno
pensieri, parole, persone. Un po’
come la canzone di Lucio Battisti.
E non dite che non ci avete pensato. Saremo, poi, in queste nostre
città di Roma e provincia, che speriamo presto diventino di tutto il
Lazio, anche i ragazzi del muretto.
Quel muretto sul quale si sta senza
far nulla ma impegnatissimi a
decidere cosa fare di sera. Per questo avremo tanto spazio per lo
sport: la Roma, la Lazio e, come
vedrete di settimana in settimana
non solo loro, e per lo spettacolo.
PlayTime le abbiamo chiamate le
pagine dove troveranno luogo le
nostre letture, i nostri film, le
nostre serate a teatro.
E allora cominciate a scrivercelo.
Presto potrete farlo anche sul
nostro sito. Per ora inviatecelo via
mail ([email protected]) e scrivetelo (solo idealmente, per carità)
sui muri delle nostre città. Se queste nostre idee e racconti di città
per Le Città di tutti e di ciascuno vi
saranno piaciute, vi avranno coinvolto, appassionato o annoiato. Al
punto di volerle o non volerle rivedere impressionate in nero stampa
sul giornale di domani. Già. Quello
che vorremo essere noi, sempre, il
giornale di domani. Ovvero quello
che non era ancora stato detto.
DanilePriori
anni Moretti, uno dei più grandi
N
registi italiani, sicuramente tra i
più rappresentativi nel mondo, spe-
segue dalla prima noi, i ragazzi del muretto
n. 0 - 15 Marzo 2012
Play Time
Le nozze? Una trappola
organizzata dalle donne
LE CITTA’
25
Teatro. Maurizio Battista in scena con Il mio secondo matrimonio
Il comico romano ha riempito il Sistina
nell’ultimo mese e ora vola
per un week end di risate a Civitavecchia
on c’è che dire, ancora un granN
de successo per Maurizio
Battista. Un trionfo di risate lo
di MARCO MONTINI
spettacolo del graffiante comico
“de Roma”, andato in scena al
Sistina dal giorno di San Valentino
allo scorso 11 marzo con la partecipazione di Lallo Circosta, Riccardo
Graziosi e Francesca Nunzi. Quasi
un mese di sorrisi ininterrotti e ilarità scoppiettante, dove l’attore di
San Giovanni ha dato il meglio di
sé in termini di simpatia e spontaneità. Ne Il mio secondo matrimonio Battista ironizza sulla fervida
capacità maschile di non poter star
troppo lontano dall’universo fem-
minile: da quelle donne tanto
amate, che in “men che non si
dica” fanno ricascare l’ometto di
turno di fronte all’altare. Ed è proprio nel fatidico giorno della cerimonia nuziale, che si incastra la
bella location dello spettacolo:
tutto è immerso in una atmosfera
magica e suggestiva; la musica, i
fiori, il tappeto rosso. Inginocchiati
davanti al sacerdote, gli sposi
ascoltano avvolti nei loro vestiti
incantevoli. Il contorno è idilliaco,
il matrimonio va avanti fino al pronunciamento del tanto desiderato
sì, ma quando il prete fa alla sposa
“Vuoi tu sposare…?”, la nubenda
chiede indugiante a Maurizio: “E
tutte le altre?”. Qui uno dei
momenti più divertenti con
Battista, che mette da parte il ruolo
da sposo e, rivolgendosi al pubblico narra chi sono “le altre”, le sue
vecchie fiamme, le qualità delle
donne che ha incontrato nella sua
vita e le loro particolarità: pillole
del passato che l’hanno fatto crescere nell’esperienza e nella maturità. E mentre la narrazione si
estende, Battista affila la sua satira
tagliente con i gesti, gli sketch e la
sua verace romanità per raccontare
con ironia episodi di vita di coppia.
Tirando in ballo italiche debolezze
e paure comuni, e con un tributo
speciale alla nemica “solitudine”.
Poi il rito nuziale riprende e tutto
va come deve andare! Veramente
uno spasso il bravo Battista, che
tra una battuta e l’altra, ben ha
fatto a sottolineare la figura indomabile, imprescindibile della
donna: in amore come nella vita.
Incredibile pure il rapporto stretto
che il comico riesce a creare con il
pubblico del Sistina: via con un
calcio la quarta parete, Battista
parla come se fosse con amici nel
salotto di casa, come se conoscesse
ogni singolo individuo della platea.
E la gente, da par suo, risponde
alla grandissima: sguardo fisso sul
comico, risate scompisciate e
applausi a scena aperta. Un copione, che Battista sicuramente saprà
riproporre al teatro Traiano di
Civitavecchia dal 16 al 18 marzo.
n. 0 - 15 Marzo 2012
Il Libro
LE CITTA’
Play Time
27
SESSO E VITA nelle lettere
dell’ultimo vero scrittore
rinascimentale
DANTE MAFFIA racconta ALDO ONORATI
di DANTE MAFFIA
Aldo Onorati appartiene alla generazione degli ultimi rinascimentali, a quello
sparuto gruppo di scrittori che non
hanno mai perduto il vizio di indagare a
trecentosessanta gradi abbeverandosi a
ogni fontana, a ogni ruscello, a ogni
pioggia violenta o pioggerellina di
marzo. La sua avidità di sapere è proverbiale, come proverbiale è la sua avidità di vita, il suo saper stare con gli
altri in armonia discettando e affrontando i problemi dell’uomo mentre
magari si beve un buon bicchiere. Ecco
il motivo per cui ogni volta che esce un
suo libro diventa una sorpresa: egli
sente con sicurezza il momento preciso
in cui occorre dare in pasto quella
determinata materia e non altra, come
se avesse le antenne. E ciò non è fatto
con gli strumenti del pedagogista o del
filosofo, del sociologo o del saggista, ma
attraverso i fili sottili e delicati della
poesia o della narrativa. Anche questa
volta perciò ha fatto centro, e senza
nascondersi dietro nessuna quinta, anzi
esponendo perfino in copertina il suo,
come chiamarlo?, progetto, in modo che
il lettore sappia immediatamente a che
cosa va incontro: Il sesso e la vita. Certo,
verrebbe voglia di accentare la e, di portare subito l’argomentazione su un piano
che evidenzia alcuni dati, ma faremmo
torto alla poesia di Onorati e al sottotitolo
che mi sembra molto esplicito: Il passaporto erotico di una generazione.
Marco Onofrio, nella sua lunga e dotta
prefazione, ha messo in evidenza l’importanza del testo, le qualità strutturali
dell’opera e perfino la pastosità linguistica con cui Onorati si è disinvoltamente mosso nell’affrontare una materia proverbialmente scottante. Ma si sa
che niente lo è se la mano dello scritto-
Chi è Dante Maffia
re sa essere felice e leggera, soprattutto
veritiera. E non ci sono dubbi sulla leggerezza con cui Onorati narra, come
non ce ne possono essere sulla sua
necessità d’essere sincero fino in fondo,
tanto che all’inizio sembra di assistere a
una sorta di confessione e soltanto
dopo alcune pagine la narrazione si
universalizza e prende l’aire, ponendosi nella scia di quelle opere che
nell’Ottocento videro al lavoro autori
come Stendhal, Flaubert, Turgenev,
Zola e Dickens, per fare qualche nome.
Tuttavia non si tratta soltanto di
romanzo che ha sullo sfondo un’educazione sentimentale. Onorati sa far
affiorare anche i processi in atto di una
generazione postbellica che non aveva
punti di riferimento e che cercava,
ansiosamente, una strada per imparare
a vivere oltre le regole imposte e oltre il
perbenismo imperante e le paure.
Se c’è una cosa evidente sopra tutte le
altre, in questo libro, è la capacità di
Onorati di saperci riprodurre l’affresco
di anni in cui davvero esistevano ancora i sapori, gli odori, i palpiti della vita,
intesi in un arco ampio, amplissimo.
I piccoli gruppi che si fronteggiano a
volte danno l’impressione di riproporre
cene alla Ferenc Molnar (non si dimentichi che quando Onorati frequentava
le elementari era quasi d’obbligo leggere un mediocre romanzo che si intitolava I ragazzi della via Paal), ma Onorati
ha il polso fermo e una visione della
vita che ha finalità alte e dunque il
gioco in sé non ha posto; semmai in lui
c’è il bisogno di tessere una tela che non
abbia sbavature espressive e non abbia
elementi di disturbo nel suo svolgersi.
E a me pare che i capitoli, uno dietro
l’altro, sappiano portarci dentro i siste-
Scoperto da Aldo Palazzeschi
ha messo in versi rane,
usignoli e spazzini
ante Maffia (Roseto Capo Spulico, 17 genD
naio 1946) è un poeta, romanziere e saggista italiano. È nato in Calabria e vive a
Roma. Ha scritto opere tradotte in molte lingue. Fu scoperto nel 1974 da Aldo Palazzeschi, il quale firmò la prefazione
della sua prima raccolta di poesie. A lungo si è dedicato alla ricerca e
all’insegnamento nell’ambito della cattedra di letteratura italiana del prof.
Luigi Reina, presso l’Università di Salerno. Ha fondato riviste letterarie di
prestigio come “Il Policordo”, e diretto “Polimnia”. Come critico letterario
ha collaborato inoltre col quotidiano “Paese Sera”. Il suo lavoro più
importante è Il romanzo di Tommaso Campanella, del 1996. Il suo ultimo romanzo si intitola Il poeta e lo spazzino, edito da Mursia e prefato da
Walter Veltroni. Per quanto riguarda i suoi lavori di poesia sono da segnalare Lo specchio della mente e Il canto della rana e dell’usignolo; sono in
ogni caso numerosissime le sillogi pubblicate da Maffia. E’ stato finalista
al Premio Viareggio (1974). Nel 2004 Carlo Azeglio Ciampi lo ha insignito della medaglia d’oro alla cultura della Presidenza della Repubblica.
mi cardini del vivere affrontando, senza
riserve e con rischi enormi che egli
supera con estrema disinvoltura, tutto
il ramificare di situazioni ruotanti
attorno alla famiglia, alla scuola, alla
società, al paese. Siamo in un borgo dei
Castelli Romani e Onorati ci accompagna nel vivo dei sentimenti vissuti,
nella pienezza dei rapporti, tanto che si
ha l’impressione di essere protagonisti
di ciò che accade e non semplici lettori.
Verrebbe voglia di citare, ovviamente,
molti passi del libro per dare esempi di
come opera lo scrittore e di come egli
sappia arricchire con saggezza un percorso che aveva molti rischi di fermarsi a un
affresco epocale senza fare il passo decisivo per diventare esemplificativo. Sarà
perché Onorati scrive con la nudità sempre invocata da Lawrence, sarà perché
alle sue spalle ci sono letture solide dei
classici, o sarà semplicemente che egli ha
una sensibilità aperta e palpitante, ma
anche le pagine che potevano dare adito
a fraintendimenti diventano un felice
approdo e addirittura delle rivelazioni,
con quei delicati risvolti psicologici che
ricamano il senso profondo della psiche.
Si noti che Onorati nell’assegnare i
nomi ai protagonisti non sceglie quelli
soliti della comunità dei Castelli
Romani, ma nomi storici, già carichi di
simboli, di riferimenti letterari e mitologici. Ci deve essere un perché in questa scelta. Io penso che si tratta di portare le argomentazioni al di là della
mera contingenza e di farla diventare
momento che appartiene allo scorrere
del tempo e non soltanto a un tempo
preciso. Perché il sesso e la vita sono un
binomio che non si cancellerà mai, che
resterà sempre a dominare e a illuminare il percorso dell’uomo.
In un momento in cui gli scrittori sono
diventati asfittici, rigidamente ancorati
alla moda di un minimalismo senza
spina dorsale, leggere un romanzo
come questo di Aldo Onorati dà linfa e
dà speranza, e significa che non tutte le
strade della letteratura portano all’aridità e al nonsenso, al gioco fine a se
stesso o alla parodia. La letteratura, ci
fa intendere Aldo, è un esercizio che si
deve combattere mettendo in gioco le
sottili fibre del proprio essere, non una
palestra di insignificanza per ricevere
medaglie inutili; deve portare una ventata di senso e non elucubrazioni senza
vie d’uscita. Egli punta a spiegarci e a
spiegarsi i nodi dell’esistere attraverso
una serie di azioni che avviano alla crescita. I giovani che nel libro si scambiano le loro esperienze sono vivi, palpitano di desideri e di progetti, coi loro problemi e le loro faccende quotidiane, ma
non restano alla finestra. Un messaggio? Anche, perché non guasta ricevere
dalla lettura di un romanzo una indicazione che possa far fiorire nuovo senso
e nuove ragioni d’esistere.
Ho detto all’inizio che Onorati è uno
degli ultimi uomini del Rinascimento,
di quel Rinascimento che vede nell’uomo lo specchio di Dio. Egli ha tentato,
in questo romanzo, di narrare una iniziazione e una presa di coscienza con i
relativi traumi, con le scoperte e con le
cadute e le rinascite di Giano. Lo ha
fatto fotografando un tempo molto particolare, ma con tale passione e tale
magistero linguistico e psicologico che
nessuno potrà mai dimenticare d’essere stato anch’egli possessore di un passaporto: erotico, umano, poetico, vidimato dall’alto funzionario Aldo
Onorati.
Chi è Aldo Onorati
L’allievo di Armando Armando
ambasciatore culturale
dei Castelli Romani nel mondo
ldo Onorati (Albano Laziale nel
A
1939). Da studente ribelle passa
giovanissimo all’insegnamento nelle
scuole. Da sempre nel mondo dell’editoria vanta come maestro il grande editore Armando Armando. Tra le
sue amicizie illustri Domenico Rea, Pierpaolo Pasolini, Roberto
Rossellini. Aldo Onorati è tradotto in varie lingue, fra cui francese,
russo, esperanto. E’ giornalista di testate nazionali e membro di giurie
di premi internazionali quali il “Città di Penne-Mosca”, è autore di
saggi critici, sillogi poetiche e romanzi celebri. Tra le sue maggiori
opere ricordiano Lettera al padre, Nel frammento la vita e La sagra
degli ominidi.
Nel 2005 è stato insignito presso la sua città natia della carica di ambasciatore della cultura dei Castelli Romani nel mondo Cultore di Dante,
ha dato vita ad un ambizioso progetto di “Lectura Dantis ” in varie parti
d’Italia. Ultimo successo tra gli studi danteschi Dante e l’omosessualità
– L’amore oltre le fronde pubblicato da Anemone Purpurea nel 2009.
28
LE CITTA’
Sport
n. 0 - 15 Marzo 2012
Paola Guarneri, il talento rosa
della sciabola azzurra
Intervista alla promettente schermitrice del Centro sportivo olimpico dell'Esercito
Una vita di rinunce e sacrifici quella della 21enne di Albano,
che dopo l'oro di Sheffield è pronta all'avventura in terra russa
Se la guardi negli occhi, capisci
subito che non è una ragazza come
le altre. Dietro lo sguardo di Paola
Guarneri, una delle lame più promettenti della nazionale italiana di
sciabola, si cela quella forza e quella rabbia che solo le grandi possono
avere. Nonostante i suoi soli 21
anni, Paola, ha già contribuito in
maniera significativa ai successi
della selezione azzurra. Basti pensare che nel 2011 lei e le sue compagne hanno scritto la storia della
sciabola femminile: agli Europei di
Sheffield sono infatti riuscite a conquistare l'oro, un'impresa che non
era mai riuscita a nessuna prima di
loro. L'amore, perchè di questo
siamo sicuri si tratti, tra Paola e la
scherma nasce quasi immediatamente. Originaria di Albano,
muove i suoi primi passi sulle peda-
di RI.MA.
ne del vicino S.s. Lazio
Scherma Ariccia, sotto l'ala del
maestro Giovanni Castrucci, a soli
8 anni: “Ho praticato molti sport racconta Paola - e alla scherma mi
sono avvicinata come spesso accade così per gioco. Ad Ariccia abbiamo da sempre un ottimo club di
scherma e piano piano mi sono
appassionata sempre di più. Ho
continuato sino ad oggi e ne sono
davvero contenta perchè questo
Parola alla campionessa iridita ad Hong Kong
Ilaria De Novellis, dalla città dell'Aria
all'oro mondiale di tessuto aereo
E' cresciuta a Guidonia Montecelio la ragazza
classe '86 che domina in una disciplina,
che lei definisce “un'arte più che uno sport”
E’ made in Guidonia Montecelio la
campionessa mondiale di tessuto
aereo. Nata a Napoli ma cresciuta
nella Città dell’Aria, Ilaria De
Novellis, classe 1986, ha scalato i
vertici del mondo lo scorso novembre salendo sul podio più alto,
unica italiana in gara, a Hong Kong
al World’s First Pps Aerial
Performance
International
Tournament. Più che uno sport è
un’arte - ha spiegato la campionessa - perché le discipline aeree
nascono all’interno di un contesto
dove contano soprattutto l’espressione artistica e l’espressività dell’esecuzione”. Per i non addetti ai
lavori, infatti, “si tratta di esibizioni
di danza appese ad un cerchio o ad
un tessuto, fissati ad una trave grazie ad un sistema di sospensione
che permette di sostenere il peso
del corpo in movimento e di librarsi nel vuoto ad un’altezza che va dai
4 ai 20 metri”. Ilaria, la cui vita è
stata letteralmente stravolta “positivamente” da questo grande risultato, sia a livello personale che professionale, ha dedicato la sua
medaglia d’oro a se stessa, ai suoi
familiari, al suo compagno “unica
voce urlante durante la competizione ad Hong Kong”. Per raggiungere il podio più alto Ilaria si è
allenata circa cinque ore al giorno.
Progetti per il futuro? “Ho lavorato lo scorso anno in teatro in un
musical - racconta la campionessa
-. Mi piacerebbe ora esibirmi in un
circo e il sogno più grande è quello di entrare in una compagnia
prestigiosa, per continuare ad
imparare, crescere e confrontarmi.
Vorrei andare all’estero perché in
Italia non ci sono molti spazi per
allenarsi”.
Michela Maggiani
sport mi ha dato la possibilità di
viaggiare molto nonostante sia
ancora giovanissima, mi ha aperto
la mente facendomi conoscere
tante persone spesso con una cultura completamente diversa dalla
mia”. Dietro ad una simile occasione si nascondono però tanti sacrifici visto che, a simili livelli, non ci si
arriva certo per caso: “Di rinunce ce
ne sono tante. Soprattutto i rappor-
ti con gli amici sono difficili da
mantenere perchè non tutti capiscono i sacrifici che una vita come
quella dell'atleta ti costringe a
fare”. Una vita dura quindi, ma perchè allora fare una scelta simile?
“Non è semplice, è vero, ma non la
cambierei con niente al mondo per
via di tutti quei momenti di gioia
che solo uno sport come questo sa
regalarti. A volte, magari, vorrei
essere come tutte le altre ragazze
della mia età ma poi, a pensarci
bene, mi rendo conto che mi annoierei”. E come darle torto, di ritorno
dalla Turchia ora Paola già rifa i
bagagli pronta a partire alla volta
della Russia per un'altra avventura
che, così come fa nella vita di tutti i
giorni, vuole prendersi a colpi di
sciabola.
La pattinatrice artistica degli Angeli sul Ghiaccio
ha stravinto sul ghiaccio di Belgrado
Chiara Censori, piccola campioncina cresce
La dodicenne di Marino, che sta spadroneggiando in
Italia, è allenata dalla mamma-coach Fiordelmondo
I “Castelli sportivi” non sono fatti
solo dell’amore spassionato verso
22 giocatori, che corrono dietro ad
una palla, ma altresì dalla passione
di tantissime campioncine, che si
distinguono nelle
più svariate discipline, facendo splendere il prestigio castellano oltre gli italici
confini. In questa
lunga stagione agonistica, tra le tante è
salita alle luci della
ribalta la campioncina di pattinaggio
artistico
Chiara
Censori. 12 anni e
classe da vendere, il
talento della città di
Marino e della società capitolina degki
Angeli sul Ghiaccio sta vivendo una
annata fantastica: a gennaio infatti
ha trionfato sul ghiaccio di
Belgrado nella competizione “Fifth
Europa Cup Skate Helena”, sfoderando una prestazione eccezionale.
Trend confermato anche a livello
nazionale, dove Chiara ha stravinto
la terza prova del Campionato,
aggiudicandosi per la sesta volta il
titolo di campionessa del Centro-Sud
Italia. Un “brava” a
lei e alla mammacoach
Sabrina
Fiordelmondo, che
della figlia racconta:
“Deve
allenarsi
meglio
perché,
essendo
io
sua
madre, se ne approfitta e lavora poco.
Ha fatto buoni risultati ma adesso più si
va avanti e più sarà
dura: dagli allenamenti alle rinunce di
vita in generale”.
Una vita di sacrifici
che renderà la Censori un’atleta di
fama mondiale.
Marco Montini
n. 0 - 15 Marzo 2012
Sport
Qui Roma
Borini, quel “rompiscatole”
che sogna l'Europeo
Stagione strepitosa per l'attaccante giallorosso,
che ha già segnato dieci gol in stagione
uel coltello tra i denti che
Q
accompagna l’ormai classica
esultanza di Fabio Borini dopo un
gol, la mano in
bocca che sta a
significare che lui
gioca con il coltello
tra i denti, un atteggiamento che in
questa stagione gli
ha consentito di
segnare dieci reti
complessive, nove in
campionato. A forza di gol e grandi
prestazioni si è meritato l’etichetta
di uomo nuovo del calcio italiano
certificata anche dal nostro ct
Cesare Prandelli. E l’esordio con la
maglia azzurra è arrivata puntuale
come un orologio: contro gli Usa, in
amichevole, Borini è entrato nel
secondo tempo e ha fatto vedere,
pur senza segnare, di che pasta è
fatto, il ragazzone che compirà 21
anni il 29 di questo mese e sul quale
anche il Chelsea aveva messo gli
occhi addosso nel 2007. Non sarà
facile per l’attaccante bolognese
della Roma raggiungere il sogno
del prossimo Campionato Europeo,
ma lui ci crede, ed è giusto così, per
l’atteggiamento e la voglia di non
mollare mai, per quell’essere un po’ “rompiscatole” come lo definì
Carlo Ancelotti ai tempi
della sua esperienza in
Inghilterra. Del resto si
sa, un attaccante di
razza come lui è fatto
proprio così: quando
punta la porta o un obiettivo in
generale non guarda in faccia a nessuno. La caccia all’Europeo di
Polonia e Ucraina è ufficialmente
partita e per Borini le chance di
successo aumentano in maniera
esponenziale. La Roma lo ha capito
e ha già trovato un accordo con il
Parma per il rinnovo della prossima stagione. Una comproprietà col
club emiliano che la società giallorossa vuole fare interamente sua.
Meglio non lasciarselo scappare,
Borini, perché in fondo la strada
imboccata è senz’altro quella giusta.
Piero Zomegnan
LE CITTA’
29
Qui Lazio
Rocchi, il capitano
è pronto per Catania
L'attaccante biancoceleste si è messo alle spalle
l'infortunio di febbraio e ha una gran fame di gol
inalmente una buona notizia in
Fdisponibile
casa Lazio: Tommaso Rocchi sarà
per la trasferta di
domenica a Catania. La
squadra di Edy Reja,
dopo essersi leccata le
ferite in seguito al capitombolo casalingo con il
Bologna, ha ritrovato il
suo capitano, voglioso di
tornare a giocare e
soprattutto desideroso
di timbrare il cartellino
dei
marcatori.
L'attaccante bianceleste
è reduce da una brutta lesione di
secondo grado ai flessori della
coscia: un infortunio, quello di un
mese fa, che la punta veneta sembra
ormai aver messo alla spalle. Il tecnico goriziano ha intenzione di portarlo in terra siciliana, dove
Tommaso scalpita per un posto da
titolare. Che non è detto che non
arrivi: molto dipenderà dalle scelte
tattiche dell'allenatore, che magari
potrebbe piazzarlo proprio a fianco
del panzer tedesco Miro Klose.
Sarebbe una ipotesi affascinante.
Per il resto in vista della sfida con il
team di Vicenzino Montella la situazione non è troppo
rosea: a centrocampo
infatti la Lazio dovrà
fare a meno degli squalificati Matuzalem e
Gonzalez, in seguito alle
espulsioni rimediate dai
due domenica sera
all'Olimpico.
Dall'infermeria le news,
invece, sono altalenanti.
Si vocifera il recupero di
Christian Brocchi, fuori
gioco da fine novembre a causa di un
problema al piedo destro e adesso
pronto a rientrare per confermarsi il
moto perpetuo della metà campo
biancoceleste. In via di guarigione
anche Stefan Radu, lontano dalle
gare da fine febbraio a causa di una
infiammazione al ginocchio destro:
incerte al momento le possibilità di
vederlo a Catania. Da verificare, infine, la condizione di Konko, mentre
rimangono fermi ai box Cana,
Stankevicius e Lulic.
Marco Montini
Basket
Acea Roma, rialzati!
È un momento difficile per la squadra capitolina,
reduce da due sconfitte consecutive
on è un periodo d'oro per l'Acea
N
Roma, allenata da coach Calvani.
Le ultime due partite di campionato
hanno coinciso con un doppio brusco
stop per i ragazzi capitolini, che ora
veleggiano in una posizione, la dodicesima in Lega Basket, che brucia da
morire. Se la sconfitta di Cremona
contro il Vanoli poteva anche starci,
mal digerito è stato, invece, l'intoppo
casalingo con il Banco di Sardegna
Sassari, che il 7 marzo ha espugnato il
palazzetto dello sport di via
Apollodoro giocando una partita sapiente e portandosi a casa una importante vittoria con il +4 finale: un 68 a 72 corsaro. Un match gettato praticamente alle ortiche dalla Virtus Roma, che ora deve rimboccarsi le maniche e pensare alla tosta trasferta di Cantù sabato 17 marzo contro la
Bennet seconda in classifica. Quale sarà la parola d'ordine? Innanzitutto
non ripetere quanto di male fatto con gli isolani. Errori che mister Calvani
ha enunciato a chiare lettere nella conferenza post match contro il Banco
di Sardegna: “Contro il Sassari - ha detto - abbiamo confermato la pochezza nel riuscire a mantenere la continuità di prestazioni. Noi avevamo biso-
gno di una risposta concreta, di darci un segnale dopo la partita persa a
Cremona. Eravamo stati anche bravi ma nei minuti successivi abbiamo
dilapidato tutto: abbiamo fatto e disfatto la tela in un attimo”. Tanti gli
errori sotto canestro per l'Acea, floscia in fase d'attacco e disattenta nelle
situazioni più banali con nove palle perse solo nel secondo quarto. A salvare la baracca, come conferma Calvani, è stato il primo quarto ben giocato dai romani sotto l'aspetto difensivo e di realizzazione. Altra nota lieta la
prestazione dell'ala statunitense Varnado, “l'unico a giocare con energia”.
Calvani, dunque, alla vigilia di Cantù, dovrà lavorare sul profilo caratteriale e psicologico di una squadra, che “con Sassari - dice il coach - non ha
avuto sicurezza nei propri mezzi”. Invertire la rotta si può, anzi si deve:
nella consapevolezza che non tutti i mali vengono per nuocere.
Marco Montini
30
LE CITTA’
L’agenda
ALESSANDRO SIANI
AL SISTINA con
“SONO
IN ZONA”
Da martedì 13 marzo a domenica 1
aprile Alessandro Siani salirà sul
parco del Teatro Sistina di Roma
con lo spettacolo “Sono in zona”,
presentato da Tunnel Produzioni,
con Francesco Albanese, Claudia
Miele e Salvatore Misticone.
L’irresistibile vitalità e la simpatia
dilagante saranno le carte vincenti
dell’attore comico napoletano, che
porterà in scena monologhi freschi
ed innovativi, contornati da sketch
irresistibili e volti a sfatare con il
sorriso i luoghi comuni degli italiani. La kermesse di Siani, inoltre,
sarà accompagnata dalla musica
coivolgente
del
dj
Frank
Carpentieri insieme ad altri musicisti e da ben cinque scatenatissimi
ballerini di breackdance, che come
annunciano dal sito internet del
Sistina si preannuncia “un vero e
proprio spettacolo nello spettacolo”. Per informazioni contattare
06.4200711 o visitare www.ilsistina.com.
Al Maxxi
una collezione
“Tridimensionale”
Salvador Dalì
al complesso
del Vittoriano
“Dalì. Un artista, un genio”, da
venerdì 9 marzo a domenica 1
luglio. Dopo quasi sessanta anni
dall’ultima retrospettiva, ritorna
nella capitale una grande e straordinaria esposizione dedicata a
Salvador Dalì, uno degli artisti più
celebri di tutti i tempi. La mostra,
attraverso olii, disegni, documenti, fotografie, filmati, lettere,
oggetti, vuole tessere il filo conduttore tra
l’artista e il
genio
per
restituire a
tutto tondo
il Salvador
Dalì che ha
saputo creare dalle sue
eccentricità
caratteriali e
biografiche
un universo
affascinante
e suggestivo
di immagini plastiche e letterarie
davvero uniche. Un’artista Dalì, la
cui pittura visionaria di sogni,
incubi e ossessioni, è stata sempre
alla ricerca di quel “meraviglioso”
che André Breton, il teorico del
Surrealismo, considerava il fine
dell’arte, ma anche il genio con le
sue invenzioni e l’uomo con le sue
bizzarrie. La rassegna è organizzata e realizzata da Comunicare
Organizzando.
Luogo:
il
Complesso del Vittoriano, Via San
Pietro in Carcere, Roma. Orari: da
lunedì a giovedì ore 9.30-19.30.
Venerdì e sabato ore 9.30-23.30
Domenica ore 9.30-20.30. La
Dal 23 febbraio è in corso al
Maxxi, il Museo delle arti del ventunesimo secolo, un nuovo allestimento delle sue collezioni partendo
dalla riflessione sulla relazione fra spazio e oggetto, un punto di riferimento fondamentale per la ricerca artistica contemporanea. Da
Maurizio Mochetti a Juan Muñoz, da Remo Salvadori a Thomas Schütte
e Franz West, Tridimensionale è un percorso attraverso vari tentativi sia
di costruire la forma a partire dalla commistione di elementi geometrici
ma anche di decostruire la figura a tutto tondo della scultura monumentale classica per riproporla privata della sua componente celebrativa.
L’allestimento evidenzia il procedere della Galleria 3 per terrazze
sovrapposte: a partire dalla più alta che ospita un focus delle opere di
Salvadori, di cui vengono presentate cinque recenti acquisizioni, si attraversa la seconda terrazza, in cui sono allestite le opere di Mochetti, fino
ad arrivare all’ultima, con una selezione di opere che include i lavori di
Muñoz, Schütte e West. Il percorso artistico si concluderà il 23 settembre. Per info visitare il sito www.fondazionemaxxi.it.
biglietteria chiude un’ora prima
dei suddetti orari di apertura.
Salvador Dalì, biografia: artista poliedrico, nato a Figueres l’11
maggio del 2004 e morto il 23
gennaio del 1989 è stato pittore
scultore, scrittore, cineasta ma
anche un abile disegnatore tecnico. Rinomato soprattutto per le
immagine suggestive e particolari
delle sue creazioni surrealiste,
Dalí
fu
uomo di una
fervida
e
ruspante
immaginazione
ma
con il vezzo
di assumere
atteggiamenti stravaganti per
accalappiare
l’attenzione
altrui su di
sé. Si sussurra che questo modo di fare
abbia in alcuni casi irritato coloro
che hanno amato la sua arte tanto
quanto ha infastidito i suoi
detrattori.
n. 0 - 15 Marzo 2012
Pacanowski
in mostra al museo di
Roma in Trastevere
All’infuori di me. La folla e l’esperienza religiosa. Un percorso per
immagini. Si è aperta venerdì 2
marzo per concludersi domenica
22 aprile l’esposizione del celebre
fotografo capitolino, Andrea
Pacanowski, presso il Museo di
Roma in Trastevere in piazza S.
Egidio 1/b. La mostra fotografica
si compone di 40 immagini scattate girando tra le “città sante”
delle religioni monoteistiche, che
evidenziano la dimensione collettiva della religiosità nell’epoca
globale e mediatizzata attraverso
elaborati giochi di riflessi creati
prima dello scatto fotografico.
Pacanowski non usa post-produzione sulle sue immagini ma
agisce sui soggetti prescelti con
un uso straordinario delle fonti
luminose e delle aperture di diaframma e con effetti creati da
vetri e superfici riflettenti. In questo modo supera il criterio
di verosimiglianza avvicinandosi alla pittura astratta e le masse di uomini
diventano macchie di colore. Orario: dal martedì alla
domenica ore 10.0020.00; chiuso lunedì. Per
informazione telefonare
allo 060608 (tutti i giorni
ore 9.00-21.00).
Ad Albano l’etica di una cosa
“L’etica di una cosa”: riflessioni
sull’ambiente attraverso dibattiti,
laboratori, esposizioni e performance d’arte visiva, moda, ornamenti da indossare e design.
Tutto questo e altro ancora sarà
la presentazione della “tre giorni”
tematica,
patrocinata
dal
Comune di Albano Laziale e curata dalla direttrice artistica e critica d’arte Fabrizia Ranelletti, che
si aprirà venerdì 16 marzo alle 17,30 all’ex Chiesa di S. Maria delle
Grazie -Via Anfiteatro romano 18/b per chiudersi domenica 18 marzo.
All’iniziativa, ad ingresso gratuito, parteciperanno artisti e creatori con
opere e manufatti, composti con materiali di riciclo e non mancheranno
interventi di associazioni, presentazioni di progetti eco ambientali, mercatini del baratto, interessanti video protezioni e incursioni performative di moda. Per informazioni su orari e palinsesto contattare
3332065619, scrivere a [email protected] o consultare il sito istituzionale del Comune di Albano.
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