Settimanale gratuito di Roma e del Lazio - Anno 1 - Numero 0 - 15 Marzo 2012 Regione Agricoltura 100 milioni per il Programma di sviluppo rurale alle pagg. 6-7 Il giornale di domani “E di Daniele Priori ccomi qua sono venuto a vedere lo strano effetto che fa”. Già. Lo strano effetto di lanciarsi in un’altra avventura. Con la solita valigia di cartone che non sarà quella dell’attore che canta Francesco De Gregori ma è pur sempre un bagaglio pieno di sogni, di idee, di speranze e di quel minimo di presunzione che ci porta a voler imprimere su carta, moltiplicandolo per 50mila, il nostro pensiero che è poi il nostro grandangolo sul mondo. Benvenuti, cari amici lettori. Nel salutarvi in questo primo e emozionato articolo di fondo, all’inizio di questa nuova avventura alla guida, che coincide poi con il battesimo, de Le Città abbiamo scelto una canzone. Lo faremo molto spesso perché, se potessimo scegliere, vorremmo proprio che il nostro figlio di carta riuscisse, sfogliandolo, anche a suonare. Quindi a raccontare storie, fatti e persone, emozionando. segue a pag. 24 www.orasolution.it Volti, storie, strade, immagini di una nuova Italia più libera, più matura,RE più donna all’interno P . E G . L’intervista CO • esecuzione, realizzazione, restauro e riparazione di costruzioni civili, industriali, agricole, stradali e ferroviarie e delle opere connesse ed accessorie di strade e di opere speciali in cemento armato; .PRE E G . CO Rosella Sensi: “La città di Roma torni ad essere Caput Mundi” E R P . E O.G a pag. 11 C CO.GE.PRE CO.GE.PRE • realizzazione di pavimentazioni speciali, la stabilizzazione dei terreni, opere E.PRE G . O C murarie relative ai complessi per la produzione e la distrizìbuzione di energia. RE E.P G . O C Via Prenestina Nuova 133 - 00036 - Palestrina (RM) E.PRE CO.G 2 LE CITTA’ d’Italia. Ebbene sì. I due volti femminili che ci si presentaSno orelle di fronte in questa immaginaria home page della nostra rete di carta sono quelli, entrambi diversamente bellissimi, di Belen Rodriguez e di Rossella Urru. Entrambe sono legate a un evento recente che, come ogni anno, ha sciorinato argomenti per almeno un mese: il Festival di San Remo dove, evidentemente, non sono affatto solo canzonette se un tormentone serio, il sermone di Celentano, ha riportato in auge temi come l’autentica cristianità delle principali voci (cartacee) cattoliche (Avvenire e Famiglia Cristiana) e la libertà di stampa tout court. E se la fantastica performance tra comicità e satira di Geppi Cucciari ha raccontato a tutti gli italiani la storia di una ragazza, Rossella Urru, cooperante in Algeria, rapita sei mesi fa di cui nessuno sapeva nulla fino ad oggi. Sempre da San Remo, tuttavia,si è mostrata per pochi istanti e continua a far parlare di sé una farfallina. Quella tatuata sull’inguine destro di Belen Rodriguez. Quella che qualcuno, con una malcelata quanto crassa ironia ha paragonato alla farfallina aziendale di Mamma Rai. Quella che ha fatto spegnere, indignata, la tv al ministro Elsa Fornero e ha fatto tuonare arrabbiate le femministe italiane. Bene. Noi Home Page aprendo idealmente questa finestra sul mondo, a partire dalla nostra home page, vogliamo mettere da parte ogni forma di perbenismo bacchettone. Non siamo ipocriti. Belen ci piace. Ci convince il suo modo di essere donna e “femmina latina”, giusto per citare uno dei due grande Lucio della canzone italiana che non ci sono più: il Battisti di Anima Latina (il suo album più elegante secondo alcuni). Belen che col suo carattere il vestito pare l’abbia addirittura strappato lei, fin lassù, fino alla farfallina. Per far capire a tutti e a tutte che si può e si deve osare. Che l’intelligenza non è solo racchiusa in corpi brutti ma può mostrarsi ed esaltarsi anche in un corpo maestosamente bello. Che si può stare con un tamarro come Corona ed essere più intelligenti dell’ex fidanzata di George Clooney, la sua sorellacoltella sanremese Elisabetta Canalis. E non capiamo, sinceramente, perché una donna tanto intelligente come Elsa Fornero, il ministro pronta allo strappo sull’articolo 18 se la sia presa così tanto con la reginetta di San Remo “colpevole” dello strappo al vestito. Non sappiamo perché ma ci vien da dire, quasi con certezza, che una Belen non avrebbe paura di confrontarsi nemmeno con la lady di ferro dai larghi fianchi che guida il governo di Berlino e, assai poco implicitamente, l’intera Unione Europea, la cancelliera tedesca Angela Merkel, piuttosto n. 0 - 15 Marzo 2012 che la ruspante segretario generale Cgil, Susanna Camusso. E se la bellezza salverà il mondo, dunque, speriamo che il mondo salvi la bellezza di Rossella Urru e la riporti al sicuro nella sua casa di Samugheo dove la sua famiglia continua ad aspettarla. Che venga salvata presto e tolta dalle mani di chi ancora non sappiamo. Rapita nel silenzio rotto solo dalla forza di una comica sua conterranea, la sarda Cucciari in diretta su RaiUno. Rossella, come è ormai fortunatamente noto, lavorava da due anni in Algeria come cooperante al Cisp, il Comitato Internazionale per lo Sviluppo dei Popoli. E’ stata rapita nel campo profughi di Hassi Raduni. Durante la notte tra sabato 22 e domenica 23 ottobre 2011, i rapitori hanno fatto irruzione nelle stanze dei cooperanti e li hanno portati via. Il suo caso è stato dapprima trattato dalla Farnesina, ma poi se n’è occupata soprattutto internet, mentre le televisioni hanno letteralmente dimenticato la vicenda. A dicembre il rapimento è stato rivendicato da una costola dissidente di Al Qaeda nel Maghreb islamico. Varrà dunque la pena continuare a twittare, come ha consigliato Fiorello, e a raccontare storie di ordinaria solidarietà e cooperazione. Quella che ama di più e certamente insisterà nel portare avanti la grande Rossella. Alla cui bellezza e al cui coraggio di piccola grande donna un po’ tutti sentiamo di stringerci oggi. Per darle ma, c’è da star certi, ancor di più per riceverne tanta tanta forza. Sorelle& d’Italia Fratelli di CARLO PIEDISTALLI d’Italia. Come i due nostri marinai, MassiFIndiaratelli miliano Latorre e Salvatore Girone, arrestati in con l’accusa di aver ucciso due pescatori indiani scambiandoli per pirati. I fatti, come è noto, sono accaduti in acque internazionali quindi a giudicarli deve essere lo Stato di cui la nave sulla quale loro viaggiavano batteva bandiera, ovvero quello italiano. Non sentono ragione i governanti indiani che di fatto non riconoscono in tal modo le regole sancite dalla Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare. L’ha firmata l’Italia, l’ha firmata l’India. Entrambe, così come l’Unione Europea, l’hanno ratificata. Ma lo Stato di Nuova Dheli tiene il pugno di ferro e mostra i denti all’occidente e all’Italia in particolare. Fare retropensieri resterà sempre una tecnica giornalistica e umana quanto mai sbagliata ma la geo- politica si compone anche di strategie. In tutto questo dispiacciono molte cose: anzitutto la morte dei due pescatori. Così come il silenzio di Sonia Maino Ghandi, moglie dell’ex presidente indiano, leader del principale partito al governo e madre di un futuro possibile candidato alle presidenziali del 2014, nonostante il suo essere nata in Italia. Forse una sua parola potrebbe mettere parola fine all’imbarazzo e a una guerra di posizioni diplomatiche che si potrebbe leggere anche come rivalsa di uno dei Paesi delle nuove economie contro un occidente in crisi di soldi e di valori. Settimanale gratuito di Roma e del Lazio Direttore Responsabile: Daniele Priori Redazione: Via Don Ugo Bassi, 8c S. Maria delle Mole - Roma [email protected] Editore: Ass. Le Città Onlus Stampa: Litosud s.r.l. Via Carlo Pesenti 130 - Roma Concessionaria Pubblicità: Ora Solution s.r.l. [email protected] Tel e Fax 06 9351927 Iscrizione al Tribunale di Roma in attesa di registrazione n. 0 - 15 Marzo 2012 Italia-Germania Home Page Angie si complimenta con SuperMario E l’asse anticrisi regge LE CITTA’ 3 Francia Carla e Giulia, Sarkò schiera moglie e figlia La cancelliera a Roma con Monti e Napolitano Verso le Presidenziali di maggio. L’Ump rilancia Asse saldo tra Roma e Berlino. Angela Merkel arrivata mercoledì a Palazzo Chigi nel tardo pomeriggio, per recuperare una vista rinviata qualche settimana fa a causa del caso Wulff (il presidente tedesco costretto alle dimissioni), ha rinnovato la grande intesa con Mario Monti. Su tutto: la gestione della crisi, l’occupazione, la crescita. Persino sulla Tobin tax. E Mario Monti incassa l’ennesimo complimento da parte tedesca sulla gestione delle finanze italiane e le riforme. Niente di stonato, in questa visita di poche ore. Anche al Quirinale, dove la cancelliera si reca dopo aver lasciato il premier, il clima e’ disteso e di grande comprensione reciproca. Non è dato sapere il contenuto dei colloqui (al Colle si spiega che di materia riservatissima si tratta, e poi è la Presidenza del Consiglio la titolare della politica estera), ma è un dato di fatto che la sintonia sia forte e palpabile. Lo si vede chiaramente in conferenza stampa, quella che Angela Merkel tiene insieme a Mario Monti al termine dei colloqui ufficiali Ma menomale che c’è Carla Bruni. La premiere dame, ex italiana, dopo che alle precedenti elezioni nemmeno l’aveva votato, dichiarandosi, orgogliosamente di sinistra, questa volta a matrimonio con prole (la piccola Giulia nella foto) celebrato e consumato, è scesa direttamente in campo. Lo ha fatto proprio al megaraduno gollista di Villepinte dove, raggiante, e indossando una giacca nera su una maglia bianca, l’ex fotomodella ha preso posto in prima fila per sostenere la candidatura all’Eliseo di Nicolas Sarkozy. Ai giornalisti che le chiedevano in che stato d’animo sia il marito, la Bruni ha risposto: “Eccellente, è ottimista”. Carla Bruni ha preso posto in prima fila accanto ai tre figli di avuti da Nicolas Sarkozy nei precedenti matrimoni, Pierre, Jean e Louis. Nella stessa fila, l’ex premiere dame Bernadette Chirac e Gerard Depardieu. Le donne&d’Europa di casa nostra Lavoro Politica Match con i sindacati, ma la Fornero dà l’ultimatum Infuoca il dibattito tra le donne del partito di Pigi Bersani Una settimana per la riforma Elsa vuole chiudere entro il 23 marzo Riforma del lavoro. Per il ministro del Welfare entro una settimana, e cioè tra il 21 e il 23 marzo la riforma sarà presentata ufficialmente. Si chiude dunque, le trattative e le discussioni sono state abbastanza. Sulla stessa linea d’onda il capo del governo Mario Monti. I sindacati però avvisano: Cisl e Uil non accetteranno alcuna intesa se non ci sarà il sì anche della Cgil. Perché comunque rimane il nodo dell’articolo 18, tutt’ora irrisolto e difficilmente entro una settimana tale nodo sarà sciolto. Riunioni in sequenza, nel corso della settimana, tra il governo e le parti sociali per decidere le nuove regole del mercato del lavoro nel corso della quale il ministro Fornero ha dato l’ultimatum sulla scadenza dei tempi. Nel corso dell’incontro Fornero ha illustrato i principali punti del governo in materia, secondo il quale necessaria è la riduzione strutturale e stabile dei livelli di disoccupazione portandola al 4,5%. La riduzione della disoccupazione è “tassello essenziale per la crescita con un forte coinvolgimento per il Sud”. Infatti, ha spiegato il ministro, senza equilibrio tra nord e sud non c’è crescita a livello nazionale. Tra le misure che si vogliono intraprendere, c’è l’introduzione dell’assicurazione sociale per l’impiego. Si tratterebbe di una forma nuova di tutela e di sostengo al reimpiego. Il contratto a tempo indeterminato invece “dovrà costare di più”. Come già detto in passato, si cercherà di abolire la pratica del contratto unico di lavoro per introdurre una sorta di contratto dominante: in tal modo si vuole privilegiare l’ingresso dell’apprendistato a tempo indeterminato. Per finanziare tutta la riforma, ha spiegato il ministro, non si prenderanno risorse dal fondo sociale, ma il governo annuncia di impegnassi a trovare risorse fuori dei capitoli di spesa sociale. Bindi, Serracchiani, il dopo Monti e le unioni gay: minestrone Pd Rosy Bindi l’antagonista o Debora Serracchiani la terzista o meglio la rottamatrice? Le donne a far notizia, almeno nel Pd, sono tutte contro il segretario e candidato premier alle Primarie del centrosinistra, Pierluigi Bersani. E parlano. Di tutto un po’. Della voglia di dare un seguito all’esperienza tecnica del Governo Monti ma anche di diritti civili (a sproposito) e quant’altro. Passi per Rosy Bindi. Ormai eterna candidata alle Primarie in quota cattopiddina. “Penso che la politica non debba essere appaltata dalla tecnica, pena la trasformazione della democrazia in una nuova forma di oligarchia tecnocratica”. E su questo ci si può anche stare. “Per questo fin d’ora vanno respinte con chiarezza tutte le suggestioni larghe intese, Grosse Koalition e quant’altro - che tendono a evocare anche per il futuro una qualche continuità con l’esperienza di questo governo”. In settimana, però, tanto Rosy quanto Debora erano entrati in conflitto con quello che da molti è considerato uno zoccolo duro dell’elettorato Pd: la comunità omosessuale. Al centro erano tornati dall’archeologia delle leggi non fatte nientepopodimeno che i Dico che aveva visto tra le prime firmatarie proprio la Bindi. Ma a parlarne era la Serracchiani, tentando di difendere la Bindi che, a sua volta, aveva tentato di rassicurare Angelino Alfano sul tema: “Stia tranquillo – aveva detto Rosy – che se governasse il Pd il matrimonio resterà quello tra uomo e donna”. Apriti cielo. La Serracchiani è uscita allo scoperto, in tal senso, non come rottamatrice ma come arginatrice, ricordando che proprio il Pd e proprio la Bindi avevano dato vita ai Dico. Argine moderato che, però, gli è costato un’altra polemica con l’Arcigay. Dal Friuli, la sua regione, al nazionale. Ennesimo tizzone infuocato messo lì a dimostrare l’irrisolta questione sul tema (eternamente irrisolto in Italia) dei diritti civili e affini. 4 LE CITTA’ Regione Lazio er la prima volta nella Regione Lazio si affronta il problema P dello screening allargato. Al termine dei lavori del tavolo tecnico tutti i neonati della Regione Lazio potranno usufruire di uno screening allargato che permetterà una diagnosi più precoce di un’eventuale patologia metabolica e un percorso dedicato sul territorio che vedrà il coinvolgimento di tutte le Asl per offrire un percorso integrato che sarà di sollievo a tutte quelle famiglie che quotidianamente devono affrontare le problematiche connesse alla malattia e che quindi hanno il diritto di avere quantomeno una gestione dedicata da parte del sistema sanitario. Il tema delle malattie metaboli- Sanità/1 n. 0 - 15 Marzo 2012 Malattie metabiliche dei bimbi tavolo tecnico regionale al via Sanità Anche lo screening neonatale allargato inserito al primo punto del Piano di prevenzione che e screening neonatale allargato è stato inserito come primo punto delle 22 linee di intervento che compongono il Piano di prevenzione regionale all’interno della macroarea della medicina predittiva, la costituzione del tavolo è stata ufficializzata lo scorso 15 febbraio; data con cui si è dato avvio al tavolo tecnico dove grandi esperti della maggiori realtà sanitarie nazionali tra La Regione risveglia il Centro Diurno Adelphi Raddoppiato l’impegno nell’assistenza ai pazienti con gravi cerebrolesioni acquisite: riparte un progetto fermo da anni A meno di un anno dall’apertura dell’Unità di cure residenziali intensive del San Camillo Forlanini, la Regione Lazio ha raddoppiato il suo impegno nell’assistenza e nella presa in carico dei pazienti con gravi cerebrolesioni acquisite. In occasione della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità celebrata lo scorso 3 dicembre, la Presidente della Regione Lazio Renata Polverini, ha inaugurato presso il Padiglione XII del Complesso Santa Maria della Pietà dell’Asl Roma E, il Centro Diurno Adelphi, struttura territoriale semiresidenziale di 25 posti letto, dedicata alla riabilitazione estensiva e al reinserimento sociale di tutti quei pazienti che si risvegliano dal coma e che quindi vivono in una condizione di disabilità psico-fisica di variabile entità e durata. Un progetto quello dell’Adelphi fermo da anni e che soltanto grazie all’impegno della Giunta Polverini è stato sbloccato prevedendo anche uno stanziamento di 800 mila euro per la gestione nel 2012. “Il Centro Adelphi è la dimostrazione - ha commentato la Presidente della Regione Lazio Renata Polverini - che non servono tante parole: bisogna compiere gli atti giusti che abbiamo a disposizione per dare risposte e ciò è possibile se riusciamo a coordinarci ciascuno nel suo ruolo istituzionale. Questa è anche una sfida - ha sottolineato la presidente - nel Lazio c'è un servizio pubblico di eccellenza e volevo dimostrare che anche nella riabilitazione dal pubblico può arrivare una risposta”. Il centro nasce infatti con l’obiettivo di fare da anello mancante fra il Sistema ospedaliero intensivo per pazienti in coma e le Unità di risveglio e iabilitazione ambulatoriale, e intende diventare un valido momento di integrazione fra attività socio sanitaria e formazione occupazionale. Il complesso si estende su due piani ed è dotato di strumenti e metodologie di avanguardia come una piscina medica robotizzata e due palestre per la riabilitazione. Ogni paziente ha a disposizione 35 metri quadrati ed il rapporto personaleutente è di 1 a 1. MM/MG cui il Bambino Gesù, il Policlinico Umberto I e la Croce Rossa Italiana affronteranno la tematica per offrire un servizio più efficace a tutti i neonati della Regione Lazio. Tra gli obiettivi del tavolo si ravvede la definizione di apposite linee guida per l’istituzione dello screening allargato e la definizione di una rete regionale per l’assistenza integrata dei bambini con malattie metaboliche, Sanità/2 diagnosticate attraverso lo screening neonatale allargato. “Si tratta di un provvedimento importante che darà una risposta concreta a tutte quelle famiglie che oltre a dover lottare con patologie complicate hanno finora avuto difficoltà di accesso a percorsi di cura e assistenza dedicati”. Lo riferisce in una nota Italo Anonozzi, Professore Ordinario di Patologia Clinica Università “La Sapienza”. MM/MG Il diabete malattia curabile anche andando a scuola L'approvazione delle Linee di indirizzo da parte della Giunta consentirà ai bambini di vivere in maniera più serena la loro patologia Approvate venerdì 2 marzo dalla Giunta Polverini le “Linee di indirizzo per favorire l’inserimento a scuola del bambino con diabete”. Come annunciato dalla Presidente Polverini in occasione della Giornata Mondiale del Diabete alle famiglie e ai rappresentanti delle associazioni, il provvedimento siglato sia dall’Assessorato alla Salute che dall’Assessorato all’Istruzione, stabilisce ed indica, per la prima volta nella Regione Lazio, in maniera chiara e per ogni singolo bambino, i soggetti che in ambito scolastico devono fornirgli la necessaria assistenza, sia per quanto concerne la somministrazione di farmaci in orario scolastico sia per quanto concerne la frequenza del controllo glicemico e quindi la gestione della patologia. “E’ un provvedimento che ritengo di importanza fondamentale - spiega la Presidente Polverini - perché consentirà ai bambini affetti da questa patologia di vivere questa loro condizione in maniera più serena a scuola. Queste linee guida sono innovative perché più realtà istituzionali, sanità, scuola e associazioni, hanno collaborato insieme in maniera sinergica per dare una risposta assistenziale al bambino con diabete nella sua complessità”. Le linee guida prevedono la possibilità di fare formazione al personale scolastico e l’istituzione di un gruppo di lavoro regionale specifico che avrà compiti di monitoraggio e coordinamento dell’assistenza fornita. MM/MG Urbanistica Miele (LP), proposta di legge per recupero case abusive e riutilizzo come housing sociale Si è svolta alla Regione Lazio la conferenza di presentazione per la modifica alla legge regionale 11 Agosto 2008, n. 15 presentata dal Consigliere della Lista Polverini, Angelo Miele, che vuole far diventare patrimonio pubblico le circa 6mila case abusive del Lazio per poi ridistribuirle a chi ne ha bisogno: “La proposta di legge ha in sè le potenzialità per dare innumerevoli benefici alle politiche di housing sociale della Regione Lazio. Ad oggi esistono ben 6mila abitazioni dichiarate abusive che sono in procinto di essere demolite. Dal momento che tali alloggi non arrecano danno al contesto ambientale in cui sono inseriti e non violano alcun vincolo naturalistico, questo disegno di legge, propone l’acquisizione degli immobili al patrimonio comunale. Si tratta - spiega Miele - di una risposta concreta, praticamente a costo zero, che intendiamo dare alla gente per garantire il più possibile il diritto all’abitazione”. n. 0 - 15 Marzo 2012 Lavoro al femminile La Giunta Polverini ha ratificato i due progetti Agar I e Agar II della Presidenza del Consiglio dei Ministri cofinanziati con risorse regionali Stop allo sfruttamento delle donne La Regione Lazio in prima linea LE CITTA’ 5 Giunta Polverini in prima linea L acontro la violenza sulle donne, la tratta, lo sfruttamento lavorativo e sessuale, con particolare attenzione alle donne immigrate. Sono stati ratificati due progetti, “Agar I” e “Agar II”, approvati dalla presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento per le Pari Opportunità e cofinanziati con risorse regionali. “Con questi progetti – ha dichiarato la presidente della Regione Lazio, Renata Polverini - confermiamo la nostra attenzione al fenomeno della violenza contro le donne e promuoviamo specifiche azioni in favore delle vittime di tratta e di grave sfruttamento sessuale o lavorativo. Se da un lato l’obiettivo è far emergere i casi sommersi, dall’altro puntiamo a realizzare percorsi di assistenza e di integrazione sociale e lavorativa. Una presa in carico a 360 gradi per evitare che le vittime ricadano nella rete dello sfruttamento”. “Agar I - Agire e Assistere in Rete contro la tratta nel Lazio: programma regionale di emersione e prima assistenza” e “Agar II - Agire e Assistere in Rete contro la tratta nel Lazio: programma regionale di assistenza e di integrazione sociale”, realizzano un innovativo sistema di governance tra la Regione Lazio e le associazioni che si occupano di assistere le vittime di sfruttamento. In particolare, specifiche unità di strada intercetteranno le vittime direttamente nei luoghi di sfruttamento, per poi offrire protezione e prima assistenza presso i centri antiviolenza. A questa prima fase, farà seguito un percorso che TA B A C C H E R I A LOTTO • 10 E LOTTO • GRATTA E VINCI RICARICHE TELEFONICHE PAGAMENTO BOLLETTE BOLLI AUTO MARCHE DA BOLLO BIGLIETTI COTRAL FS SCHIAFFINI - ATAC FOTOCOPIE - FAX CARTOLERIA ARTICOLI DA REGALO Via Silvio Pellico, 24 - Santa Maria delle Mole intende favorire l’inserimento sociale e il raggiungimento della piena autonomia, attraverso l’accompagnamento nelle fasi della denuncia e del processo, ma anche l’assistenza legale per l’eventuale ottenimento del permesso di soggiorno, l’assistenza socio-sanitaria, percorsi formativi per l’inserimento lavorativo e assistenza per il rimpatrio assistito. “Ancora una volta, anche grazie al contributo in termini di esperienza e di professionalità delle associazioni di settore – aggiunge l’assessore regionale alle Politiche sociali e Famiglia, Aldo Forte – creiamo un modello di assistenza, una strategia fatta di condivisione, perché per contrastare il fenomeno della tratta abbiamo bisogno di una rete diffusa di intervento. Per questo, oltre alle associazioni, i progetti prevedono anche l’attiva collaborazione delle comunità di cittadini immigrati, come soggetti in grado di facilitare il contatto tra vittime e servizi. In questo modo - ha concluso –, contrastiamo lo sfruttamento, promuoviamo la cultura della legalità e rafforziamo il senso di appartenenza degli immigrati alle comunità nelle quali vivono”. Musei capitolini, monaci in preghiera per il Tibet Il Consiglio regionale del Lazio approvare la mozione di solidarietà onaci tibetani in preghiera nei Musei Capitolini. Nella sala Pietro M da Cortona hanno echeggiato le voci degli uomini avvolti in scialli rossi. E’ stata quest’inedita scena a dare inizio al convegno nazionale che ha concluso la campagna “Le Regioni e le istituzioni locali italiane per il Tibet”. Avviata in occasione del 53simo anniversario dell’ insurrezione di Lhasa, la campagna si è concretizzata con il deposito di una mozione pro-Tibet in tutti i consigli regionali italiani che prevede tra l’altro l’esposizione della bandiera tibetana presso la sede della Regione. In dieci Consigli, tra cui quello del Lazio, la mozione è stata già approvata. 6 LE CITTA’ Regione Lazio di CLAUDIA CORTEGIANI ualità dei prodotti locali, valorizQ zazione del territorio, sostenibilità dell’ambiente e innovazione tec- nologica. Quattro gli obiettivi che la Regione Lazio intende perseguire con i 100 milioni di euro che ha erogato, in soli diciotto mesi, per il Programma di Sviluppo Rurale. Somma considerevole che impone un confronto con i ‘soli’ 70,88 milioni di euro del periodo gennaio 2007/aprile 2010, ovvero misure ‘a investimento’ per il 68 percento contro il 28 percento del passato. Numeri alla mano, la presidente Renata Polverini e l’assessore alle Politiche agricole, Angela Birindelli, hanno presentato i risultati 2011 del Programma che, per il secondo anno consecutivo, hanno superato l’obiettivo di spesa programmata dei fondi europei, raggiungendo più di 6 mila beneficiari. L’obiettivo di spesa pubblica, comprensiva della quota nazionale e delle risorse provenienti dal Fondo Europeo per lo sviluppo rurale (Fears), per l’anno 2011, necessario a non incorrere nel disimpegno automatico, è stato raggiunto e superato, dunque, per un valore di circa 14milioni di euro. Le misure ‘a investimento’ prevedono interventi strutturali da parte delle imprese agricole, volti all’innovazione ed alla crescita aziendale. Tra le spese erogate, circa 30 milioni di euro sono andati agli investimenti per l’ammodernamento dei processi produttivi delle aziende agricole, 15 milioni di euro per il sostegno della commercializzazione e della trasformazione dei prodotti agricoli e oltre 10 milioni di euro per i nuovi insediamenti di giovani agricoltori sotto i 40 anni di età. Il tema del ricambio generazionale si conferma al centro del Psr Lazio. “Un’attenzione testimoniata – ha confermato l’assessore Birindelli da ben 430 beneficiari, di cui 200 donne, che hanno aderito al Pacchetto Giovani, con investimenti medi aziendali pari a circa 120mila euro. Un dato importante in quanto le imprese guidate da giovani/donne si caratterizzano per essere economicamente valide, solide, stabili nel tempo e con forte propensione all’innovazione, alla qualità e all’ambiente”. “Il Psr laziale, inoltre – le ha fatto eco la presidente Polverini -, è l’unico tra tutti quelli regionali che ha assegnato il 50% delle proprie Per l’agricoltura, 100 milioni di Euro n. 0 - 15 Marzo 2012 Polverini: “Importante valorizzare il territorio per investire sul nostro futuro” Superato per il secondo anno l’obiettivo di spesa, 6.632 i beneficiari disponibilità finanziarie all’Asse I, quello che più direttamente ha come obiettivo l’aumento della competitività del sistema agricolo ed agroalimentare regionale, con interventi strutturali capaci di sviluppare investimenti da parte delle imprese agricole ed incidere sul loro posizionamento competitivo e su quello dei territori all’interno dei quali operano”. Per quanto riguarda i dati territoriali, la provincia di Latina e Viterbo hanno ricevuto pagamenti pari rispettivamente al 26% e al 25% del totale complessivo, seguite dalle province di Roma (19%), di Frosinone (15%) e di Rieti (11%). In relazione alla crisi economica e finanziaria che attraversa il Paese, nel corso del 2011 è stato aperto più di un negoziato con l’Europa per la rimodulazione di alcune misure del Psr: è stata aperta la misura 215 sul benessere animale a sostegno del settore zootecnico e avviata la raccolta di domande nell’ambito della misura “Produzione integrata”, dedicata esclusivamente alle aziende tabacchicole del Lazio. Per attivare quest’ultima misura, la struttura regionale ha dovuto svolgere un impegnativo negoziato con i servizi dell’Unione europea, tanto che in Italia, oltre il Lazio, solo l’Umbria è riuscita a chiudere la trattativa con operativi i Piani di Sviluppo Locale presentati dagli otto Gruppi di Azione Locale che interessano ben 96 comuni delle cinque province, l’Ue ed attivare la misura. Tra le novità introdotte dal Psr del Lazio: la progettazione integrata. Circa 20 milioni di euro di spesa pubblica, sono stati già destinati alle 23 Progettazioni Integrate di Filiera autorizzate nel Lazio, mentre sono oltre il 25% della superficie complessiva regionale. Obiettivi per il futuro? “Centrare il traguardo anche nel 2012 – risponde Renata Polverini - per il quale è prevista una spesa complessiva di oltre 100 milioni di Migliore qualità progettuale e maggiore capacità di soddisfare i fabbisogni del sistema agricolo RISULTATI FINANZIARI: IL PERCHÉ DI UN SUCCESSO n soli 18 mesi, sono state erogate risorse pubbliche per un valore uguale a quasi due I2010 volte e mezzo il risultato del precedente triennio: dal 1 gennaio 2007 al 26 aprile spesi 70,88 milioni di euro, mentre, dal 27 aprile 2010 al 31 dicembre 2011, spesi 169,49 milioni di euro. La spesa pubblica complessiva erogata, a partire dal 1 gennaio 2007, è pari a 240.371.285,21, attestando l'avanzamento finanziario del Piano a circa il 34%. Per quanto riguarda i dati territoriali, a spiccare nel panorama regionale è la Provincia di Viterbo che, nel periodo 2007/2011, ha ricevuto finanziamenti per più di 86 milioni di euro pari al 35,9% del totale complessivo, a seguire le province di Roma con 49,9 milioni (18,7%), Frosinone con 31,2 milioni (13%), Latina con 30,4 milioni (12,7%) e Rieti con 30 milioni (12,5%). La capacità di spesa maturata non è andata a discapito della qualità: la maggior parte dei pagamenti erogati nel 2011 hanno riguardato le misure “a investimento” che prevedono da parte delle aziende: partecipazione finanziaria del beneficiario con almeno il 50% di risorse proprie; elevata qualità progettuale e progetti realizzati da aziende sane ed affidabili; maggiore capacità gestionale dell’Amministrazione (istruttoria, controlli, collaudi). La spesa del Psr Lazio 2007-2013 è una spesa per lo sviluppo, per i territori, per le imprese competitive e di qualità: una spesa efficace in grado di rispondere concretamente ai fabbisogni inizialmente individuati e soprattutto capace di contrastare il deficit strutturale dell’agricoltura laziale aggravato dalla crisi economica finanziaria degli ultimi anni. E’ da rilevare che oltre 27 milioni di euro sono stati erogati a imprese “giovani” perché le imprese guidate da giovani/donne si caratterizzano per essere economicamente valide, solide, stabili nel tempo e con forte propensione all’innovazione, alla qualità e all’ambiente. Il Pacchetto Giovani e i Pif mostrano il successo dello strumento, avendo da soli assorbito il 50% delle risorse erogate nel 2011 (30,7 milioni di euro). Una delle più importanti novità introdotte dal Psr è rappresentata dalla cosiddetta Progettazione Integrata, diretta a favorire l’accesso cumulato e congiunto a più misure del Piano per la realizzazione di specifici obiettivi a livello di impresa agricola (Pacchetto giovani), a livello di filiera (Pif) e a livello di territori omogenei (Pit). n. 0 - 15 Marzo 2012 euro. Risultati che si intendono perseguire attraverso la concertazione con i territori e il confronto con gli istituti di credito per promuovere la concessione dei prestiti e il rilascio delle garanzie; ma anche attraverso la velocizzazione delle istruttorie – conclude il Governatore del Lazio -, lo snellimento della burocrazia, il taglio dei finanziamenti inutili, a vantaggio degli imprenditori”. LE CITTA’ 7 Agricoltura Consiglio unanime sul sostegno alla qualità dei prodotti del Lazio Era la fine dello scorso mese di febbraio quando il Consiglio regionale del Lazio, presieduto da Mario Abbruzzese, approvava con 50 voti a favore la legge “Disposizioni per il sostegno dei sistemi di qualità e tracciabilità dei prodotti agricoli ed agroalimentari”. Attraversi questo provvedimento legislativo la Regione intende incentivare la valorizzazione e la promozione della cultura enogastronomica regionale. Il testo è stato finanziato per il 2012-2013 con uno stanziamento per ciascuna annualità di un milione di euro per la parte corrente e di un milione per quella in conto capitale. La proposta di legge regionale aveva già superato all’unanimità l’esame della commissione Agricoltura, presieduta da Francesco Battistoni (Pdl), con esame abbinato di tre testi di cui quello base di iniziativa della Giunta. Gli altri erano stati presentati da Mario Perilli insieme ad altri esponenti del Pd e dall’Idv Claudio Bucci. La normativa istituisce un marchio regionale collettivo di qualità, sistemi di tracciabilità aziendale e di filiera. Il contrassegno sarà negato alle aziende non in regola con i contratti collettivi nazionali di lavoro, con le norme in materia di sicurezza sul lavoro o con le certificazioni antimafia. Contributi saranno assegnati ai comitati promotori e alle associazioni di produttori responsabili per la registrazione, la supervisione dell’uso delle indicazioni geografiche e delle denominazioni di origine o del marchio di qualità. Gli aiuti sono previsti anche per lo sviluppo di prodotti agricoli e agroalimentari di qualità, nonché per l’introduzione di sistemi di tracciabilità aziendale e di filiera e per lo sviluppo di metodologie scientifiche di certificazione di dettaglio. Avranno priorità i progetti finalizzati ad attestare l’assenza di Ogm. La legge sulla tracciabilità prevede infine interventi di educazione alimentare, promozione e incentivazione di sistemi per garantire la qualità di prodotti di origine animale e dei metodi di produzione e lavorazione di tali prodotti. “Questa proposta di legge – aveva spiegato l’assessore alle Politiche agricole, Angela Birindelli – nasce dalla consapevolezza che il Lazio è regione a fortissima vocazione agricola e detiene un paniere di prodotti di eccellenza di tutto rispetto. Il nostro intento è quello di mettere al centro del progetto il territorio e le aziende che vi operano, sostenendo l’intera filiera agricola e agroalimentare, dalla produzione alla trasformazione, alla distribuzione e al consumo”. L’iter della legge è stato caratterizzato da un articolato dibattito, prolungatosi per più sedute e sfociato ieri in una audizione in commissione, circa una serie di proposte di emendamento avanzate dalla Giunta sul ruolo dell’Arsial nell’attuazione della legge. Nella riformulazione definitiva presentata da Birindelli, e approvata dall’Aula, è stato previsto che qualora l’agenzia non possa garantire le funzioni di controllo, la Giunta – sentita la commissione Agricoltura – eserciterà i poteri sostitutivi previsti dall’articolo 14 della legge istitutiva dell’Arsial. Fondi Europei, per i Comuni una marcia in PLUS 8 LE CITTA’ Le Città News n progetto dedicato agli enti locali con una popolaU zione uguale o superiore a 25mila residenti, sovvenzionato dall'Unione Europea con 100 milioni di di MARCO MONTINI euro e coordinato dalla Regione Lazio, attraverso un finanziamento per la “rigenerazione delle funzioni economiche, sociali e ambientali delle aree urbane e la realizzazione di interventi integrati di sviluppo urbano”, che riguarderanno non solo le infrastrutture pubbliche, ma pure l'acquisizione di beni e interventi di politiche attive nel settore del lavoro e nei servizi sociali. Tutto questo e altro ancora è il Plus, il piano urbano e locale di Sviluppo, introdotto dalla Regione con la proposta di riprogrammazione del Por Fesr (il Programma operativo Regione Lazio Fondi europei) e teso a finanziare i progetti presentati dai Comuni. Obiettivo dichiarato del progetto? Aumentare il livello di competitività, attrattività e sostenibilità delle città. In prospettiva, dunque, il Plus potrebbe divenire la marcia finanziaria in più per i singoli enti comunali, già tartassati da una congiuntura economica poco felice e vincolati da un patto di stabilità, che lascia poco spazio a faraonici investimenti sul territorio. Come si struttura il Plus? Il Piano urbano e locale di sviluppo è un documento che racchiude la strategia di recupero dell’area, può avere un arco temporale di medio-lungo periodo e consiste in un insieme di operazioni integrate finalizzate alla rivitalizzazione economica, sociale e ambientale dei centri urbani attraverso azioni volte a rimuovere i fattori di degrado e a favorire lo sviluppo urbano sostenibile. Nello specifico ogni Plus deve fare riferimento a un’area circoscritta e a una porzione di territorio omogenea in cui saranno localizzati gli interventi, suddivisi in quattro ambiti tematici: recupero di spazi ed edifici pubblici; inclusione sociale, coesione interna, sviluppo di servizi sociali, turistici e culturali; miglioramento dello stato dell’ambiente, della mobilità e dei trasporti urbani; promozione dell’imprenditorialità e rivitalizzazione del tessuto economico e produttivo. Ogni Piano può presentare interventi e progetti per un importo compreso tra 5 e 16 milioni di euro, ma non è possibile concentrare le risorse in un unico ambi- to tematico in misura superiore al 75% dell’importo totale. Il contributo regionale per la realizzazione del Plus può arrivare fino al 100%. I Comuni che hanno aderito al progetto: il Plus entra nel vivo. Ben 30 gli enti locali, che nella prima fase (già conclusa, ndr) hanno presentato il “dossier di candidatura” con tutte le informazioni riguardanti il contesto nel quale si interviene, l’articolazione della strategia di recupero e lo sviluppo dell’area nonché gli interventi per i quali si richiede il finanziamento. Out Anzio, Ciampino, Ladispoli, Cerveteri, Civitivecchia, Fiumicino, Terracina, Nettuno, Sora, Tivoli, Ardea, Alatri e Cassino. Alla seconda fase della selezioni, invece, Viterbo, Latina, Pomezia, Rieti, Cisterna di Latina, Fondi, Aprilia, Guidonia Montecelio, Formia, Velletri, Marino, Fonte Nuova, Velletri, Frosinone, Monterotondo, Roma: in totale 16 gli enti locali a passare “il turno”, tra loro verranno intercettati i Plus destinatari del contributo pubblico, con l’indicazione dei singoli interventi ammessi a finanziamento e con l’indicazione del contributo complessivo concesso. Qualche esempio. Tra i meritevoli c'è Fonte Nuova che ha presentato “Un Cuore per la città”, progetto con un finanziamento di 8 milioni di euro che, se approvato, porterà notevoli benefici alla città. Papabile è anche Albano, il cui Plus andrebbe a completare una zona di Cecchina e prevederebbe inoltre una serie di opere rivolte alle fasce più deboli della popolazione. La proposta del Comune di Marino, invece, punta sulla valorizzazione del centro storico, mentre il Piano del Comune di Guidonia Montecelio si rivolge al settore infrastrutturale e viario: realizzazione asilo nido, rotatorie e riqualificazione urbana. Per Pomezia, infine, un prospetto di finanziamento di 10 milioni di euro destinati ad opere e attività che interessano principalmente il quartiere Nuova Lavinium. Si badi bene, questi sono solo alcuni plus dei 16 enti locali in gioco. Tra qualche tempo dalla Regione arriverà la guaduatoria finale e si saprà quali Comuni laziali potranno trasformare i proprio sogni in realtà. n. 0 - 15 Marzo 2012 25 anni tra inferno e purgaD opo torio, tra lunga attesa e conten- ziosi, apre il multipiano di piazzale degli Eroi a Marino. E’ una lunga e tormentata vicenda quella che il 5 marzo con l’Amministrazione del sindaco Palozzi ha visto il suo positivo epilogo. Con il taglio del nastro del parcheggio seminterrato, strategica opera strutturale del centro storico, Marino viene finalmente dotata di uno spazio ampio e funzionale per il posteggio auto e moto. Aperto h24, è sottoposto a controllo e vigilanza con videocamere a circuito chiuso. Massima fruibilità dei parcheggi con tariffa di entrata oraria con abbonamenti, diurni e notturni, giornalieri, mensili ed annuali. Nell’area verde del Belvedere su Roma, recentemente riqualificata, ad accogliere il Sindaco Palozzi, con la Giunta al completo, il Presidente del Consiglio Comunale ed i suoi membri studenti e cittadini nonché autorità politiche, religiose e civili e realtà associative. La benedizione della struttura è stata curata da monsignor Massari, abate parroco della basilica di San Barnaba coadiuvato dal diacono Antonello Marino sorride, il parcheggio di piazzale degli Eroi adessoaltà adesso è realtà n. 0 - 15 Marzo 2012 Le Città News Grazie all'impegno dell'Amministrazione Palozzi è stato consegnato alla città l'atteso multipiano, opera strategica per il centro storico Palozzi. Ospite d'onore il presidente della Regione Lazio Renata Polverini. “E’ con orgoglio che consegniamo alla Città di Marino questa importante opera”, ha detto Antonio Baldelli, presidente della Multiservizi dei Castelli di Marino spa, municipalizzata alla quale Palazzo Colonna ha conferito il bene perché lo riqualificasse e lo gestisse, non dimenticando di ringraziare tutti quelli che hanno contribuito perché l’opera prendesse vita: “Insieme ai cittadini vivremo, ogni giorno, la struttura ha aggiunto con soddisfazione il Presidente - in disponibilità verso eventuali loro suggerimenti, atti a renderla sempre più funzionale”. Il Sindaco, nel salutare e ringraziare per la presenza la presidente Polverini e tutti gli intervenuti, compresi i rappresentanti degli organi di stampa ha definito la vicenda “Piazzale degli Eroi” un pezzo di cuore della Città di Marino: “Inauguriamo un’opera che nasce in un periodo difficile in termini politico-amministrativi. In quest’area, in occasione dei Mondiali “Italia '90”, sarebbe dovuto nascere un parcheggio multipiano, progetto faraonico e discutibile, che non ha mai preso luce. L’opera è rimasta incompiuta, fino a diventare un contenzioso che ha portato i marinesi a tanti sacrifici in termini economici e di non disponibilità dell’area. Questa Amministrazione - ha sottolineato fin dal suo insediamento aveva preso l’impegno di risolvere il problema. Una promessa mantenuta che, con la riduzione del contenzioso ad un terzo della sua entità (5milioni di euro), il rientro nel possesso dell’area e l’apertura del parcheggio, assume oggi carattere di concretezza e tangibilità. Questa è un'opera strategica, in grado di servire la città nella sua necessità di movimento e di parcheggio, contri- buendo al rilancio del commercio nel centro storico”. “Con il multipiano l’Amministrazione consegna un servizio di mobilità di cui la città, per le sue politiche di sviluppo, aveva un estremo bisogno - ha aggiunto la Polverini -. Esalta quella politica di buona amministrazione, volta al bene della comunità. Il progetto di piazzale degli Eroi del Comune di Marino, insieme ad altri per la Città - ha informato la Presidente - ha preso parte al Progetto Plus, una delle iniziative che la Regione Lazio ha messo in campo per la riqualificazione delle città, superando già il primo livello di selezione. Ci auguriamo che le caratteristiche tecnico specifiche dell’opera nella sua interezza, consentano di superare anche il secondo livello, per arrivare poi ad aver diritto di usufruire dei Fondi Europei”, ha chiosato la Polverini. LE CITTA’ 9 L’INTERVISTA Per i lavori del multipiano, il coordinamento è in rosa architetto Maria Claudia Biasini, racconta la sua esperienza nel cantiere marinese. E non solo. ietro all'efficiente lavoro, che D ha condotto all'apertura del parcheggio di piazzale degli Eroi, c'è una donna, Maria Claudia Biasini, coordinatore in fase di progettazione ed esecuzione. È lei stessa a raccontarci questi mesi di cantiere marinese e a spiegarci il suo ruolo sinergico nell'ambito delle opere: “Posso dire che il coordinamento ha funzionato bene tranne una fase iniziale in cui, come in tutti i cantieri di una certa entità, possono rintracciarsi delle difficoltà iniziali - ha esordito la Biasini, che poi ha continuato -. Le ditte hanno assecondato tutte le esigenze, documentate dalla sottoscritta. Abbiamo avuto anche un incontro con la Asl di zona e abbiamo risolto le criticità, sottolineate dall’ispettore in sede di sopralluogo presso il cantiere. Nel corso di questi mesi sono subentrate una serie di subappaltatrici e direi che a cantiere chiuso, il coordinamento sia stato piuttosto efficace”. Dal particolare al generale: Maria Claudia ricopre un incarico di livello in un ambito professionale, dominato numericamente dagli uomini: e la donna dov'è? Perentoria la risposta del coordinatore: “Indubbiamente la presenza femminile è meno forte perché i cantieri sono un settore prettamente di genere maschile. L’esperienza personale è un primo impatto negativo. Parlo in generale, chiaramente, perché la donna viene vista sempre come una figura avulsa dal contesto della gestione di un cantiere edile, essendo l’edilizia per tradizione ad appannaggio degli uomini. Per cui nel vedere una figura femminile con un ruolo di coordinamento e di controllo di attività prevalentemente maschili, può immaginare come sia poco facile garantire la giusta relazione tra la mia figura istituzionale di gestore della sicurezza e chi esegue poi i lavori”. Una realtà, è giusto sottolinearlo, non verificatasi nel caso marinese, dove tutto è proceduto nel rispetto dei ruoli. Marco Montini 10 LE CITTA’ Roma Capitale Incontro promosso dal Consigliere regionale Casciani (Lista Polverini) sul tema dell’associazionismo. Renata applauditissima, Alemanno assente a Politica, quella vera si è ammalata. La distanza tra i cit“L tadini e le istituzioni si è allargata a dismisura, arrivando a divenire un vero e proprio baratro. Un vuoto di proporzioni gigantesche, dunque, che si è cercato di colmare attraverso nuove soluzioni di rappresentanza: è il caso di miriadi di associazioni e liste civiche che, nascendo, hanno tentato di offrire al cittadino una nuova forma di aggregazione, più Verso il Campidoglio Il centrodestra riparte dalla società civile “Ma non siamo quelli dell’ antipolitica” di ALESSANDRA FILOGRANO vitale e vicina alle sue reali esigenze” E’ questo il senso dell’intervento dell’onorevole Gilberto Casciani, consigliere regionale della Lista Polverini e Presidente della Commissione Affari Comunitari e Internazionali alla decima Assemblea Nazionale dell’Associazione Italia Viva che si è tenuta a Roma all’Auditorium Domus Mariae sabato 10 marzo. Ma le parole di Casciani non sono un invito all’antipolitica. “Non dobbia- Verso il Campidoglio/1 mo dimenticare- prosegue Casciani che il compito della politica non può e non deve venir meno, ma ha bisogno di essere rivitalizzato e ricondotto nei binari di una vera rappresentatività. Ecco perchè credo - dice Casciani - che il ruolo delle tante associazioni e liste civiche che oggi affollano il nostro panorama sia quello di costruire un laboratorio entro il quale si possa tornare a ragionare di cultura e programmi di sviluppo, che siano di concreto aiuto al mondo politico”. Un invito condiviso dalla Presidente della Regione Lazio Renata Polverini che ha voluto intervenire con un saluto non solo formale ai tanti delegati e invitati ricordando come ci sia in questa fase in cui sembra che la politica sia sospesa il forte bisogno di creare luoghi di partecipazione politica. “C’è un muro - ha detto la Polverini - tra chi ha ruoli politici e i cittadini. La chiave di volta in politica è rimanere persone normali. In attesa che il quadro politico si riscriva e che i partiti riassumano un nuovo e ruolo, c’è biso- Le spaccature a sinistra impauriscono Zingaretti Rifondazione pronta alla rottura e nel Pd in vista delle Primarie c’è chi teme un altro caso Borsellino Qualcosa si muove. Si muovono i lavoratori, uniti come mai in manifestazioni sempre più frequenti. Si muovono i sindacati, per dar ordine e vigore alle idee della gente comune. Assieme a loro, si muove però anche quel “sottobosco” politico che si sta preparando per le prossime scene. Nulla di certo ma, le sensazioni generali che già da ora si possono avere, sono quelle che si stia pensando prima di tutto a tagliare in maniera più o meno netta (questo sarà solo il tempo a dircelo) i ponti con il passato. Un desiderio nato soprattutto dal crescente malcontento palesatosi nell’attuale gestione e, sul quale, la sinistra che verrà vuole concentrare i propri sforzi. Dal Partito Democratico, passando poi per l’Italia dei Valori e Sinistra Ecologia e Libertà, sino ad arrivare ad Alleanza per l’Italia, tutti, o quasi visto che comunque all’appello manca ancora qualcuno, sembrano pronti ad aprire una discussione con la città. n. 0 - 15 Marzo 2012 Basta chiacchere. Lo ha detto Zingaretti, prendendosi anche i complimenti del suo capogruppo Esterino Montino, ma è una regola che, a quanto pare, vale un po’ per tutti. La necessità è infatti quella di archiviare, almeno per il momento, le diatribe che da troppo tempo attanagliano la sinistra. Le discussioni riguardo le varie ed eventuali alchimie politiche devono infatti lasciare il posto a un serio e deciso impegno. C’è un bisogno disperato d’unione quindi che evidenzia quanto il panorama di questa sinistra sia ancora decisamente frammentato nonostante un’unità d’intenti più volte dichiarata. Basti infatti pensare che, anche in occasione della recente manifestazione romana della Fiom, non tutti erano presenti. Federazione della Sinistra: meglio soli... A complicare ulteriormente la situazione ci ha pensato la Federazione della Sinistra che, pochi giorni fa, ha presentato una prima bozza del proprio documento gno di selezionare una nuova classe dirigente e le liste civiche in questo possono giocare un ruolo determinante intercettando esigenze e persone che oggi non si sentono di aderire ad un partito. La politica - continua la Polverini - deve ritrovare umanità, bisogna ricominciare a parlare con il cuore. C’è bisogno di risorse nuove, c’è bisogno che scendano in campo facce nuove, ma non solo in politica. C’è un intero sistema da ridisegnare”. E la Presidente della Regione applauditissima non ha mancato di ricordare il ruolo della sua lista civica e dei tanti consiglieri eletti in Regione della Lista Polverini, espressione dei movimenti”. A mancare al coro di battimani è stato l’applauso del sindaco di Roma, Gianni Alemanno che, nonostante fosse annunciata la presenza, a differenza di quanto avvenuto al Tempio di Adriano nel mese di gennaio, atto di nascita solenne di Città Nuove, il movimento dentro al Pdl vicino alla Polverini, alla riunione di sabato non si è presentato. DAI MUNICIPI/XX Olgiata, torna ai cittadini il Punto Verde Qualità programmatico. Anche qui la rottura con il passato sembra essere un passo fondamentale. Da non sottovalutare, sarà constatare assieme a chi questo passo sarà fatto. Il movimento sembrerebbe ben disposto ad un dialogo con gli altri schieramenti, anche rivedendo qualcosa riguardo le linee generali del proprio programma, a patto però che non si discutano alcuni principi fondamentali. Ecco perchè, un punto come l’Ici sugli immobili del Vaticano, potrebbe compromettere l’unione, qualora questa comprendesse un partito decisamente troppo vicino alle “esigenze vaticane”. A partire dal Pd, Zingaretti su tutti, sembrano sicuri di riuscire a dare finalmente quella svolta da tanto cercata anche se, e proprio le recenti dichiarazioni del candidato forte del Pd ne sono la prova, lo spauracchio di un nuovo caso “Borsellino” sembra essere sempre in agguato. Riccardo Manai Un centinaio di cittadini dell’Olgiata, su iniziativa dell’organizzazione territoriale “Imago XX”, coordinata da Vincenzo Leli, hanno manifestato per denunciare la situazione di degrado che affligge una delle aree del Punto Verde Qualità della zona e, con grande soddisfazione, la parte alta, l’unica in buono stato, è stata riaperta. Tutto ebbe inizio con una delibera di Roma Capitale del dicembre 2007 in cui si diede in concessione, per 33 anni alla società Olgiata Verde Srl, quattro aree adiacenti al centro commerciale, due delle quali sono state adibite e completate a scopi commerciali. Le restanti due aree, invece, sono costituite da un parco, chiamato dai cittadini la “parte alta” e da una parte bassa dove si trovava fino a poco tempo fa il mercato di zona. Da settembre scorso, in seguito al trasferimento del mercato, le istituzioni stanno sollecitando la consegna definitiva al concessionario che, a sua volta, sta facendo pressione sul dipartimento. Durante il sit-in, alcuni funzionari dei Pics, il settore ambiente del Campidoglio, hanno svolto un rapido sopralluogo, garantendo, in tempi brevi, decisioni sulla vicenda. “Sono molto soddisfatto per quello che siamo riusciti ad ottenere oggi – ha commentato il giovane e operoso Vincenzo Leli - continueremo a vigilare e a muoverci per la messa in sicurezza dell’area a difesa dell’incolumità dei cittadini”. R.R. n. 0 - 15 Marzo 2012 “La città di Roma torni ad essere caput mundi” LE CITTA’ 11 L’intervista. Parla l’assessore Rosella Sensi L’ex presidente dell’A.s. Roma racconta a Le Città la sua esperienza da donna pioniere prima nel mondo del calcio, ora nell’Amministrazione capitolina: “I miei riferimenti al femminile? Mamma Maria e Madre Teresa di Calcutta” di RICCARDO MANAI E DANIELE PRIORI Una importante manager, la presidente di una società di calcio e, da qualche mese a questa parte l’assessore che, superata la delusione per la mancata candidatura alle Olimpiadi 2020, vuole rilanciarsi grazie al Piano Strategico di Sviluppo per Roma Capitale in un ruolo che sia sempre di più quello di capitale internazionale. Tutto questo e molto altro è Rosella Sensi. Una donna autentica che, attraverso il lavoro e l’impegno, vuole portare nell’Amministrazione capitolina quel pizzico di freschezza ma anche quella tenacia che le donne sanno dare ad ogni contesto nel quale si trovano armonicamente ad operare, a partire proprio dalla famiglia dove sono manager quotidiane. All’assessore Rosella, prima di salire in Campidoglio, è accaduto proprio così. In un mondo difficile per le donne quale è quello del calcio professionistico. Un mondo nel quale, pure, lei, forte dell’esperienza del padre, il presidente dell’ultima Roma scudettata, Franco Sensi e di due significative figure femminili, la mamma Maria e la zia che l’hanno accompagnata e sostenuta nel proprio cammino, è riuscita a segnalarsi al meglio. Una donna simbolo, insomma, che ha portato Le Città, a incontrare Rosella Sensi oggi assessore con delega al nuovo assetto istituzionale di Roma Capitale, alle Relazioni internazionali, alla Comunicazione e diritti dei cittadini, alla Promozione e coordinamento dei grandi eventi, alle Politiche promozionali ed eventi nel settore della moda, al Coordinamento e aggiornamento del Piano Strategico di sviluppo, alla Definizione e verifica indirizzi gestionali Roma city investment, all’Agenzia per lo sviluppo territoriale, alla Promozione della città e dello sport. Assessore Sensi, come si trova in questa sua nuova veste di amministratore? “Sicuramente bene, stiamo lavorando davvero molto per sfruttare al meglio questa occasione. L’opportunità che il sindaco Alemanno mi ha dato è per me interessantissima. Roma è la mia città che amo in tutto e per tutto. E’ la capitale d’Italia, una realtà vastissima in cui evidentemente sussistono i problemi che comunque sono quelli connaturati a tutti i comuni così grandi”. Chi meglio di lei quindi per risolvere questi problemi? “Quella che ho, le ripeto, è una grande opportunità che mi è stata data, è vero, nell’ambito delle quote rosa. Grazie alle mie esperienze pregresse, spero di fare qualcosa di sano e concreto per Roma e soprattutto per i suoi cittadini dei quali pure faccio parte”. Quello delle quote rosa, tuttavia, è stato un punto che ha fatto discutere… “Spero che venga valutata la professionalità delle singole persone e non legata esclusivamente al genere di appartenenza. Mi auguro che tante altre donne possano mettersi alla prova, anche in ambiti importanti, grazie soprattutto alle loro capacità e ai loro meriti. La meritocrazia del resto è una questione culturale, di abitudine. Io posso portare la mia esperienza precedente, quella calcistica. Le prime volte ero considerata la figlia di Franco Sensi ma dopo, lavorando e impegnandomi, per gli altri presidenti sono diventata una collega ancor prima che una donna. Se un mondo come quello del calcio, tipicamente maschile, si abitua al rapporto tra colleghi con una presidente donna, il rapporto tra i sessi può essere rivisto anche in tutti gli altri settori”. A proposito, non solo di calcio, ma di sport in generale. Come ha vissuto la rinuncia alla candidatura per le Olimpiadi? “C’è un grande rammarico soprattutto in ottica futura. Non discuto assolutamente le motivazioni che ha dato il presidente Monti tuttavia non posso dimenticare tutti i giovani romani che ho incontrato in questi mesi. Mi ha colpito il loro entusiasmo nel pensare al futuro e nella possibilità di partecipare da vicino all’organizzazione di questo grande evento mondiale. Mi dispiace che non possano avere questa possibilità. Detto ciò, mi auguro che tutto il lavoro svolto in questi sette mesi non venga abbandonato perché è stato un lavoro importante per Roma e per la sua promozione. Ora cercheremo di applicarlo in modo diverso ma sempre negli interessi della città”. Lei è sicuramente un esempio per molte donne ma quali sono le figure femminile che la affascinano? “Prime tra tutte quelle della mia famiglia. Mia madre e mia zia sono un esempio costante. Nel mondo non posso non citare Madre Teresa di Calcutta, una piccola ma grandissima donna che con la sua semplicità ha saputo dare un’impronta mondiale al suo operato”. Lazio e Umbria sono le uniche due regioni che hanno dei presidenti donna. L’anno prossimo ci sono le elezioni politiche e poi anche quelle del capo dello Stato. Secondo lei ci potrebbe essere un candidato premier o una donna che potrebbe salire al Quirinale? “Probabilmente non siamo ancora così pronti culturalmente, però indubbiamente sono la prima ad augurarmelo . Bisogna essere preparati e superare quella che è un’abitudine più che un pregiudizio. In Europa, per esempio, c’è la Merkel, oppure come non ricordare la Tatcher che ha saputo segnare un’epoca importantissima in Inghilterra. Con ciò non dobbiamo dimenticare quelle donne che si alzano tutte le mattine per andare a lavoro e organizzano la loro giornata conciliandola con quella della famiglia. Secondo me loro sono già delle grandi manager!” A proposito di lavoro, purtroppo, ancora oggi vige spesso un clima di discriminazione per le donne chiedendo in sede di colloquio se sono fidanzate o intendono avere figli… “Evidentemente è anche questo un pregiudizio che dovrebbe essere superato. La capacità professionale appartiene alla persona non a un genere. Nella mia esperienza professionale calcistica, per esempio, ho avuto un direttore finanziario donna che era molto più brava di tanti altri uomini”. Visto che ricorda la sua esperienza calcistica, segue ancora la Roma? “Sono una grande tifosa. La Roma è nel dna della mia famiglia” La società sta vivendo un momento delicato, ha qualche consiglio? “A me non piace parlare di queste cose. Quando ero io a gestire la società erano tutti bravi ed esperti. La Roma è una società difficile da gestire, per l’ambiente e per tutta la passione che la circonda. Per questo non giudico, per ora preferisco tifare e basta”. Quale consiglio darebbe alle giovani che si affacciano ora nel mondo del lavoro? “Direi loro la stessa cosa che mio padre ha detto a me. Lui mi ha sempre insegnato ad essere determinata e a raggiungere gli obiettivi senza perdere la pazienza. In qualsiasi ambito lavorativo credo che la determinazione possa sempre pagare.” L’anno prossimo si voterà anche a Roma. Dopo questa esperienza da assessore cosa vede nel suo futuro? “In questo momento mi piacerebbe continuare a fare cose importanti per Roma, poi vedremo. Vorrei dimostrare, come sto facendo, di poter dare un contributo importante alla città”. Fare cose importanti. Ci sveli quale sarà la prossima mossa di questo assessorato Ce ne potrebbero essere tante. Sicuramente il piano strategico di sviluppo per Roma Capitale, la moda e le relazioni internazionali. Roma è la terza città del mondo come concentrazione di organismi internazionali. Ha un brand che parla da solo e bisognerebbe farle avere un appeal non solo come città di cultura e arte ma anche come città moderna che ospita e accoglie in maniera egregia degli organismi internazionali. In un mondo globalizzato credo che Roma possa davvero essere un esempio di città internazionale”. 12 n. 0 - 15 Marzo 2012 LE CITTA’ Guidonia. Il Pdl Rubeis pensa all’allargamento della giunta Metropoli Il sindaco Eligio stupisce tutti e strizza l’occhio al Terzo Polo CIAMPINO Assistenti familiari, al via il corso A Ciampino è partito il corso per assistenti familiari organizzato dal distretto sanitario e finanziato dalla Regione Lazio. Ad annunciarlo è stata l'assessore alla Sanità, Gabriella Sisti, che ha sottolineato come il progetto ha l’obiettivo di contribuire ad ampliare e qualificare l’offerta di servizi domiciliari agli anziani sostenuta e promossa dall’Amministrazione del sindaco Lupi. Il primo cittadino guidoniano scarseggia nei “numeri” di governo e si rivolge all'opposizione. Fredde le reazioni di Pd, Udc e Api di MICHELA MAGGIANI FRASCATI Parte l’XI edizione di Mondi Riemersi Dal 14 al 18 marzo nuovo appuntamento con Mondi Riemersi alle Scuderie Aldobrandini. L'iniziativa, condotta in collaborazione con l'Omi, dalla Famiglia oblata della zona romana, dal Comune di Frascati e dalla Comunità Montana, si pone come obiettivo la solidarietà con i paesi del sud del mondo. Quest'anno occhi puntanti sullo Sri Lanka, dove i racconti dell'esperienza missionaria si fonderanno con i versi della poesia locale. TORRESPACCATA Sisenna-Romanisti comitato per il parco Il Comitato di quartiere di Torrespaccata ha proposto in questi giorni la costituzione di un comitato per la riqualificazione del celebre parco Sisenna-Romanisti. È partita, dunque, l'adesione dei cittadini e delle associazioni per tutelare uno degli spazi verdi più importanti del VII municipio. Per farlo il cdq intende riprendere il progetto dell'Associazione culturale Calpurnia. C’è aria di crisi nella maggioranza Pdl del sindaco di Guidonia Montecelio, Eligio Rubeis. Da mesi, infatti, il primo cittadino stenta ad avere i numeri per governare la terza città del Lazio. Le cause? Sembrerebbero tutte interne al partito, un tira e molla continuo e un braccio di forza quotidiano tra le varie componenti guidate dal presidente del Consiglio, Stefano Sassano, e il capogruppo, Marco Bertucci. Prossimo doveva anche essere un nuovo rimpasto definito da Rubeis “necessario a dare nuovo impulso alla macchina amministrativa a quasi tre anni dall’inizio del mandato”. Dopo un Consiglio comunale, quello dello scorso 7 marzo che ha visto 7 consiglieri di maggioranza astenersi su un ordine del giorno firmato dallo stesso sindaco e approvato con i voti dell’opposizione, Rubeis ha deciso improvvisamente di stupire tutti e di aprire alle forze moderate, anche di opposizione, Api e Udc: “Ho il dovere di ascoltare tutte le forze politiche più vicine politicamente alla compagine governativa - ha motivato la sua decisione il sindaco - e in più ho il dovere e l’onere di parlare anche con le forze di opposizione per trovare quelle soluzioni che consentono di rendere più facile il lavoro dell’Amministrazione”. L’unica nota stonata si intuisce nelle reazioni dei “corteggiati”. “Questo sindaco non finisce mai di stupirci - fanno sapere Filippo Lippiello, capogruppo Api, e Michele Pagano, capogruppo Udc -. Le sue dichiarazioni sono irrituali visto che con noi non ha mai parlato”. A Rubeis ha risposto anche il Pd:”Se quanto detto dal sindaco è vero - ha detto Domenico De Vincenzi, capogruppo del Pd - se sta cercando di allargarla, sta solo a significare che, come abbiamo detto più volte, non ha più il sostegno della sua maggioranza e quindi deve dimettersi”. A tutto ciò si aggiunga anche l’assenza di quasi tutti i membri della maggioranza nella seduta di Consiglio dello scorso 12 marzo, sindaco compreso, convocato su quella che è stata definita la “questione morale”. Rubeis avrebbe dovuto chiarire alcune sue affermazioni circa presunti problemi di “controllo” degli appalti di parte della sua maggioranza. Sembrerebbe anche che, invece, di presentarsi in aula consiliare, undici consiglieri si siano riuniti per decidere il da farsi e forse per chiedere al proprio sindaco l’azzeramento della giunta. Ciampino. Premiato il 500milionesimo passeggero... irish Ryanair vola in alto e sorpassa Alitalia La low-cost irlandese nel 2011 fa viaggiare 28 milioni di passeggeri contro i 25 della compagnia di bandiera italiana Ryanair non si ferma più. La compagnia low-cost dell’esplosivo amministratore delegato, Michael O’Leary fa scacco matto all’Alitalia. Per lo meno in termini di traffico passeggeri, settore in cui la Ryan mette la freccia, anzi le ali, e scavalca la “nostra beneamata”: 28 milioni di persone contro i 25 della compagnia italiana. Già nel 2010 i forestieri irlandesi mancarono di un soffio il colpo gobbo, sfuggito per pochissimo, ma nel 2011 l’allungo è stato netto e, stando alle parole della manager Corrigan, la Ryan non ha nessuna voglia di fermarsi: l’obiettivo dichiarato sono 30 milioni di passeggeri annui. Un traguardo non così lontano e che tira in ballo lo scalo di Ciampino. Infatti per Melisa il “Pastine” è terra feconda di money: “A Ciampino stiamo molto bene”, ha rivelato nei giorni scorsi in conferenza stampa. Anche qui i numeri sono limpidi: 4 milioni le persone che hanno calpestato il polo aeroportuale castellano. E, ironia della sorte, proprio a Ciampino il 5 marzo è sbarcato il 500 milionesimo passeggero di Ryanair. È un bimbo di 6 anni, di nome Valerio, che viag- giava sulla tratta Genova-Roma. Per lui 500 euro in premio dagli “irish”, che per l’occasione hanno messo in vendita un milione di biglietti a 10,99 euro per partenze ad aprile e maggio su oltre mille rotte europee. La cosa non sarà assolutamente piaciuta al comitato per la riduzione dell'impatto ambientale dell’aeroporto, che era già sceso in pista per sollecitare la riduzione dei voli e la tutela della salute cittadina di Ciampino, Marino e X Municipio: “Vogliamo - ha detto recentemente il Criac, appoggiato da Legambiente - che i voli passino da 150 a 60 al giorno, applicando le decisioni della conferenza dei servizi del 2010 che ha confermato che l'aeroporto opera oltre i limiti di legge e ha stabilito la mappa delle violazioni e quella dei valori limite di inquinamento acustico”. Anche i sindaci di Ciampino e Marino sono preoccupati e da tempo chiedono chiarezza ad Enac e Adr sul futuro dell’aeroporto di Ciampino. Marco Montini n. 0 - 15 Marzo 2012 Castelli Romani Un epilogo che ha del clamoroso quello che si sta materializzando ad Ariccia, dove da venerdì 9 marzo non si parla che del pronunciamento del Tribunale Amministrativo Regionale, che ha di fatto annullato la proclamazione a Sindaco di Emilio Cianfanelli, aprendo squarci sorprendenti verso un immediato futuro nel quale si fa sempre più concreta l'ipotesi del Commissariamento. Riavvolgendo il nastro tutto ha origine dalle ore immediatamente successive alla vittoria di Cianfanelli nel ballottaggio dello scorso maggio, quando l'attuale Sindaco ebbe la meglio sul suo sfidante, Roberto Di Felice, per appena 32 voti (5457 contro 5425). Fulminee le accuse di brogli che ebbero come mittenti gli sconfitti, che annunciarono un ricorso che ha prodotto i suoi effetti proprio in questi giorni, a distanza di 10 mesi. Il Tar del Lazio ha infatti accolto le motivazioni presentate da svariati esponenti del centrodestra, sino a proclamare l'annullamento dell'atto di proclamazione degli eletti, Sindaco compreso. Fondamentale, a questo punto, sarà decifrare le pieghe che si celano dietro le motivazio- LE CITTA’ 13 Ariccia. Pronunciamento choc dei giudici amministrativi Elezioni, trema la giunta Cianfanelli Il Tar accoglie il ricorso Di Felice Attesa per le motivazioni: la palla passa al Prefetto che deciderà sul commissariamento ni dei dispositivi di sentenza, che dovranno far luce sulle irregolarità accertate durante le operazioni di spoglio. A finire nell'occhio del ciclone fu soprattutto la sezione 1, dove al momento dello spoglio dall'urna elettorale venne persino estratto un fac-smile di voto, anche se di irregolarità ne sarebbero emerse in ben 12 sezioni. Grande soddisfazione è Albano. Parla l’ex sindaco Ada Scalchi Politica in rosa, Se non ora quando? Ai Castelli Romani sono poche le donne che ricoprono cariche politiche Anche quest’anno l’8 marzo ha riproposto la questione del ruolo della donna nella società. La problematica è sentita anche ai Castelli, dove il movimento “Se non ora quando?” è sbarcato mesi fa con una bella manifestazione ad Albano. Tra i membri del comitato castellano c’è anche Ada Scalchi, desiderosa delle pari opportunità ai Castelli e ad Albano, “dove - dice - sembra esserci un ritorno all’indietro”. Ada, perché la decisione di partire da Albano? “Siamo partite da qui perché in città è già presente l'associazione 8 Marzo, che ha tentato di sensibilizzare la società sull’importanza dei diritti femminili. Altra ragione è la mancanza di presenze rosa nella Giunta Marini. È possibile che in una città di 40mila abitanti non c’è una donna, che possa divenire assessore?”. Come ti spieghi questo retaggio sul ruolo della donna? “Non credo sia un problema storico, visto che ai Castelli è sempre esistito un movimento di donne, che ha partecipato alla lotta di resistenza e all’occupazione delle terre. Piuttosto c’è un atteggiamento di chiusura delle forze politiche e quindi un problema culturale. Negli anni ‘70 si sono verificate grandi conquiste per le donne come il diritto di famiglia. Idem per il divorzio e l’aborto: nessuno ci ha regalato niente. E oggi invece di andare avanti, si va indietro”. Nella politica soprattutto? “Certo, si guardi lo sconquasso dei partiti. E le donne come lo vivono? In casa pensando alla famiglia. Poi c'è la crisi economica, che pesa molto sulle spalle femminili. Se c’è un malato o un infermo lo assiste la donna, se c’è da risparmiare sulla spesa o sulla benzina ci pensa la donna”. Secondo te le “quote rose” sono un buon deterrente? “Non credo. Parto dall’art. 51, che afferma la parità negli accessi e pari opportunità. Aver fatto una legge, che preveda una quota, è già di per sé una sconfitta”. Marco Montini stata espressa da Roberto Di Felice, che si è limitato a confermare la propria fiducia nella giustizia, senza negare l'intenzione di attendersi che anche la giustizia penale faccia il suo corso. Di umore opposto il Sindaco Cianfanelli, che dopo aver professato tranquillità col passare delle ore si è certamente rabbuiato. "Si tratta di questioni formali pre-elettorali - ha precisato a poche ore dalla notizia, quasi a voler tranquillizzare dapprima se stesso -. Una volta conosciute le motivazioni - ha poi aggiunto presenteremo ricorso al Consiglio di Stato, che già in altre occasioni, su questioni che riguardavano Ariccia, ha ribaltato le sentenze di primo grado". La palla passa a questo punto al Prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, cui toccherà la decisione dell'eventuale Commissariamento, dando piena esecutività alla sentenza, senza peraltro accantonare l'ipotesi che prima di una tale eventualità si attenda l'ultimo grado di appello. Un'ipotesi, quest'ultima, che terrebbe ancora in vita la seconda Amministrazione Cianfanelli, che sarebbe però costretta ad operare in un clima davvero teso. In attesa che qualcuno le stacchi poi la spina, eventualità che ai più appare ormai scontata. Daniel Lestini Velletri. Svolta storica nella gestione dei rifiuti Finalmente l’isola ecologica Al taglio del nastro presenti il sindaco Servadio e il delegato all’Ambiente Ognibene L'attesa è stata lunga, ma non certo vana. E' stata inaugurata domenica 11 marzo, alla presenza dell'assessore regionale all'Ambiente Marco Mattei, la nuova Isola Ecologica di Velletri, entrata pienamente in funzione a partire dal giorno seguente. Una svolta storica per una città in perenne ritardo per ciò che concerne le politiche ambientali. Un primo gap è stato così colmato, con soddisfazione del giovane assessore Daniele Ognibene e del Sindaco Fausto Servadio, che hanno colto l'occasione per annunciare un'immediata sterzata anche sul fronte della raccolta differenziata, “per la quale - hanno specificato - è imminente un'ampia campagna informativa”. All'inaugurazione, cui hanno partecipato anche i vertici della Volsca Ambiente, sono stati specificati orari e modalità del conferimento dei materiali ingombranti (lunedì - martedì - mercoledì - venerdì: dalle ore 7 alle ore 13; giovedì - sabato: dalle ore 7 alle 13 e dalle 15 alle 18; domenica: dalle ore 9 alle ore 12). Il conferimento è consentito solo ed esclusivamente alle utenze domestiche, che vi potranno smaltire materiali ingombranti, apparecchiature elettriche ed elettroniche fuori uso, oltre a sfalci, potature e ferro. Daniel Lestini 14 LE CITTA’ Litorale di ALESSANDRO BELLARDINI er i 400 lavoratori Sigma Tau, nota multinazionale P farmaceutica con quartier generale a Pomezia, si chiude - o forse si apre - una buia parentesi durata 45 giorni, che li ha condotti inesorabilmente verso la cassa integrazione. A poco sono serviti presidi, assemblee, scioperi, blocchi stradali, prime serate televisive: il verdetto è stato sancito dagli stessi lavoratori, che hanno votato il referendum contenente le linee di accordo tra azienda e sindacati, che avrebbero definito il loro futuro. L’azienda, già a fine 2011 aveva ufficializzato - n. 0 - 15 Marzo 2012 Sigma Tau, i lavoratori firmano il patto col diavolo Pomezia. Crisi occupazionale Referendum tra gli operai: il 70% dice sì alla cassa integrazione pur di salvare il posto dopo mesi di vociferare- l’intenzione di collocare in cassa integrazione 569 risorse, delle 1500 circa dipendenti del gruppo, collocati nelle varie sedi italiane. Successivamente, le trattative sindacali subito avviate, erano parzialmente riuscite a riportare i vertici Sigma Tau sui propri passi, tanto da decidere che il provvedimento di sospensione dal lavoro avrebbe riguardato “solo” 400 persone, almeno momentaneamente. Nulla esclude, infatti, che l’azienda potrà prossimamente estendere la cassa ad altre unità. Ovviamente, nessuno ci sta a perdere il posto di lavoro e per i dipendenti, questa non è stata affatto una consolazione: tra il 17 ed il 19 gennaio l’azienda spedisce le lettere di collocamento in Cigs e per gli sfortunati nominati, inizia il calvario. Tra i 400, non mancano situazioni gravi, anche drammatiche: il telegramma del diavolo (così l’hanno ribattezzato i lavoratori) colpisce senza logica persone malate, disabili, famiglie. Contro ciò, le sigle sindacali coinvolte - Filctem Cgil, Femca Cisl, Uilcem Uil e Failc Confail - e le RSU riescono a far ben poco, tanto che in un primo momento si assiste ad una chiusura pressoché ermetica della dirigenza aziendale, nei confronti di qualsiasi tentativo di aprire un tavolo di confronto. Faticosamente, grazie anche alla tenacia dei dipendenti che non si rassegnano a perdere il proprio posto di lavoro senza lottare, l’azienda propone una bozza di accordo per agevolare l’uscita delle risorse toccate dal provvedimento, che viene ratificata il 23 febbraio scorso con le organizzazioni sindacali unitamente alla Rsu. L’accordo è stato poi sottoposto ai lavoratori che, mediante referendum, hanno espresso il proprio parere positivo. “I punti salienti - dichiara Pino Mandato Segretario Generale Femca-Cisl Roma su cui i lavoratori sono stati chiamati ad esprimersi riguardano l’introduzione di meccanismi di rotazione all’interno della cassa integrazione guadagni straordinaria (Cigs), l’impegno da parte dell’azienda ad assumere personale in Cigs in altre aziende del gruppo (qualora dovessero emergere esigenze di questo tipo), l’integrazione economica alla Cigs da parte dell’azienda di 350 euro oltre al pagamento di 21 euro al fon- do di assistenza sanitaria Faschim, le garanzie per i lavoratori coinvolti nei processi di esternalizzazioni ed appalti, la revoca da parte dell’azienda della disdetta degli accordi sottoscritti in azienda dalla Rsu e un impegno dell’azienda a discutere del piano industriale entro ottobre’’. L’esito del referendum votato i primi di marzo è inequivocabile: 1.186 dipendenti votanti, su 1.438 aventi diritto, favorevoli 69,8% e contrari il 28,9% (il restante è costituito da schede bianche e nulle). La Rsu ha quindi revocato gli scioperi sospendendo lo stato di agitazione ed i lavoratori, raccolte le proprie cose, se sono tornati a casa consapevoli di aver ottenuto il massimo che potevano ottenere. Anche se, come dice la pubblicità, tante cose si possono comprare ma un posto di lavoro “non ha prezzo”. ...l’officina della creatività www.officineeuropee.com Via Don Ugo Bassi, 8C Santa Maria delle Mole (Roma) 06 93162040 n. 0 - 15 Marzo 2012 LE CITTA’ 15 Colleferro-Artena. Appello all'unità da parte dei primi cittadini Casilina Prenestina Rifiuti, il Prefetto di Roma incontra di DANIELE FLAVI all’incontro di martedi tra il Prefetto di Roma ed i Comuni D della provincia facenti parte del con- sorzio che gestisce la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti Gaia, sono emerse indicazioni importanti, che hanno portato allo stop della protesta dei lavoratori ed al ripristino del servizio di raccolta. “Pecoraro - dice il sindaco di Artena Petrichella - ci i sindaci del Corsorzio Gaia Cacciotti e Petrichella: “I Comuni morosi onorino i propri debiti: in gioco c'è il futuro di 500 lavoratori” ha spiegato che la situazione non è affatto semplice. Ci sono molti Comuni morosi, alcuni dei quali usciti dal consorzio, che non riescono a rientrare con il debito accumulato ma dobbiamo comunque trovare la forza per garantire il servizio ed il funzionamento dell’intero sistema cercando di restare coesi. Per quanto riguarda Artena, già da un paio di mesi è stato sottoscritto l’accordo con i vertici del Gaia per un piano di rientro del milione e 700mila euro di debiti. 500mila già li abbiamo dati, altri 150 mila in questi giorni e gli altri verranno saldati entro fine 2012 per metterci a regime, speriamo una volta per tutte. Inoltre, sempre in questi giorni ci accorderemo con i vertici dell’Agensel (la società che gestisce la discarica di Colle Fagiolara a Colleferro) per cercare di trovare altre formule di recupero del milione di euro di debito. Stiamo dando un segnale concreto per risolvere il problema dei rifiuti garantendo il servizio ed i posti di lavoro”. Anche da Colleferro arriva un appello all’unità dei Comuni. “Queste sono ore importanti - dice Cacciotti dobbiamo essere più uniti che mai e mi appello perciò a tutti i sindaci del consorzio, soprattutto quelli morosi, a fare ogni sforzo per onorare i propri debiti. In gioco ci sono la sopravvivenza del Gaia e il futuro dei 500 lavoratori”. Il fatto che inquieta Cacciotti è che all’incontro convocato dal Prefetto Pecoraro, solo metà dei sindaci dei Comuni coinvolti era presente, mentre buona parte non aveva risposto all’appello e nemmeno sentito il bisogno di mandare un rappresentante. “Ringrazio il Prefetto per avere tenuto l’incontro - continua Cacciotti - è un segno di grande attenzione e un primo risultato almeno c’è stato, i sindaci presenti si sono impegnati a pagare il corrente e a verificare come poter saldare gli importi arretrati. Inoltre il Presidente di Lazio Ambiente Mario Marotta, che era presente alla riunione, ha confermato che la Regione Lazio sta predisponendo l’offerta per rilevare la società Gaia. Colgo ancora l’occasione per ringraziare la Presidente Polverini, a questo punto credo proprio che quella intrapresa con lei sia l’unica strada possibile per salvare il Gaia”. VALMONTONE L’Osservatorio regionale del turismo fa tappa al MagicLand LABICO Tra colpi bassi e veleni si aprono le danze elettorali L'amministratore delegato del mega parco Cigarini: “Quest’anno per noi sarà il vero anno zero nel quale punteremo a raddoppiare i visitatori superando il milione e trecentomile” L’Osservatorio regionale del turismo, assemblea costituita dai rappresentanti delle istituzioni e di tutte le imprese del Lazio, si è riunito recentemente al MagicLand, il parco divertimenti di RomaValmontone. Una nutrita delegazione, guidata dall’assessore regionale al Turismo, Stefano Zappalà, è arrivata al Parco per partecipare alla riunione convocata nel Gran Teatro. Prima dell’inizio dei lavori tutti i presenti hanno visitato il Parco e provato una delle attrazioni di maggior successo: Huntik5D, una dark ride unica al mondo. Ad aprire l’assemblea l’intervento dell’amministratore delegato di MagicLand, Stefano Cigarini, che ha presentato il Parco e le novità della stagione 2012 auspicando che “MagicLand possa diventare davvero un valore aggiunto all’offerta turistica del Lazio e valorizzare il territorio. Quest’anno per noi sarà il vero anno zero nel quale punteremo a raddoppiare i visitatori superando il milione e trecentomila. Ci saranno spettacoli nuovi come quello dei Gladiatori ed una nuova area stuntman. Il parco rimarrà aperto dal 31 marzo 2012 fino al 6 gennaio 2013”. Un augurio condiviso anche dall’assessore Zappalà, certo che “Il Parco porterà benefici al territorio regionale”. Sul tavolo oltre a Giancarlo Miele, presidente commissione regionale Turismo, anche Marco Noccioli, direttore regionale del turismo ed Ersilia Maffeo, Agenzia regionale del turismo. La scelta di convocare a Valmontone l’Osservatorio regionale del turismo è avvenuta proprio per far conoscere ai rappresentanti delle Istituzioni questa nuova offerta. DF Mentre Tulli presenta la nuova sede elettorale, dai Consiglieri Spezzano e Berlenghi arriva la lettera al vetriolo A Labico è ufficialmente iniziata la campagna elettorale verso le amministrative di primavera. A sorpresa i primi colpi bassi sono arrivati tra i vecchi del gruppo “Cambiare e vivere Labico” invece che dall’opposto schieramento di “Rinnovare per Labico”. Mentre Nello Tulli presentava la nuova sede elettorale arrivava la lettera senza stemmi e simboli dei Consiglieri Spezzano e Berlenghi (che nel frattempo hanno dato vita alla lista civica “Trasparenza e Legalità”), nella quale spiegavano le motivazioni del loro abbandono: “Difficile descrivere quanto sia dolorosa questa scelta - si legge nella missiva - ma crediamo che il nuovo corso della coalizione stia prendendo una direzione che non ci sentiamo di avallare, cosi come le nuove alleanze. Chi ha vinto le primarie ha interpretato una consultazione nata per scegliere la guida della coalizione, come un plebiscito di attribuzione di un potere assoluto su strategie, programmi ed alleanze e si è passati ad un metodo distruttivo di imposizione delle scelte assunte in altri ambiti”. Queste alcune delle dichiarazioni verso gli ex amici che sono rimasti con il simbolo di “Cambiare e vivere Labico”. Sulla vicenda Tulli ha rimarcato: “La vera alternativa alla guida del paese è la nostra lista di persone capaci e preparate che sapranno ben amministrare la cosa pubblica. Non siamo d’accordo con la scelta di suicidarsi, politicamente parlando, fatta da Berlenghi e Spezzano, basata su futili motivazioni”. Il consigliere Giovannoli ha aggiunto: “I nostri primi avversari politici restano i membri dell’attuale maggioranza, ma la pugnalata che c’è stata data alle spalle ci ha fatto riflettere sulle regole delle primarie e il motivo scatenante del loro abbandono è stato l’inserimento in lista di Marcoaureli Marcelli”. Benedetto Paris, invece, ha centrato l’attenzione sul da farsi: “Siamo un gruppo aperto ad ogni suggerimento e siamo a disposizione di tutti coloro vogliano darci una mano con suggerimenti e proposte concrete”. DF IERI, OGGI E SEMPRE ITA 16 Open S LE CITTA’ Pensieri&Parole. 150 anni di storia: prosegue il cammino delle La Consulta femminile del Lazio ha concluso le celebrazioni per i 150 anni di unità nazionale con un grande conv Ricordate figure storiche come Nilde Iotti, Tina Anselmi, Maria Montessori. Le esperienze delle nuove italiane. n Manifesto di intenti, ha concluso U la giornata-evento tenutasi lo scorso 24 febbraio scorso, sui: “150 anni di storia: prosegue il cammino delle donne”. Il Manifesto si pone come quadro di riferimento dell’azione svolta e da svolgere dalla Consulta Femminile per le Pari Opportunità della Regione Lazio al fine di contribuire, con azioni, analisi e proposte capaci di stimolare le Istituzioni, alla programmazione e realizzazione di politiche attive per il compimento di una società moderna, multiculturale, coesa e solidale fondata sull’integrazione dei sistemi per lo sviluppo delle competenze. Iniziata con gli interventi di Mario Abbruzzese, presidente Consiglio regionale; di Alberta Parissi presidente Comitato Imprenditorialità femminile Camera di Commercio di Roma che ha collaborato a dare all’evento la giusta cornice del luogo; di Donatina Persichetti presidente della Consulta femminile, l’evento ha visto la partecipazione al Tempio di Adriano a Roma, di Antonio Tajani, vice presidente della Commissione e Commissario all’Industria e all’imprenditoria e dell’Europarlamentare Silvia Costa. Patrizia Germini, vice presidente della Consulta femminile, nell’introdurre la sessione dedicata alle grandi figure di donne del passato, ha detto che “incontrare queste donne che hanno lottato nel Risorgimento, contribuendo all’Unità d’Italia, evidenziano figure di mogli, madri ma anche di combattenti e di idealiste rimandandoci ad una visione del mondo e dei traguardi da raggiungere fatta di passione, forza di volontà, impegno e responsabilità che anche oggi possono e debbono rappresentare i valori guida, per proseguire verso il cambiamento e per l’affermazione di un mondo e di una società più equa e sostenibile, soprattutto per le donne. Stessi valori, donne diverse, ed in questo passaggio ideale di testimone, credo sia il “senso” della storia e della giornata di oggi, che abbiamo voluto condividere, soprattutto con le giovani generazioni”. Le protagoniste nel Lazio a cura di Claudia Galimberti, di Elena Doni, di Maria Serena Palieri. Quindi le donne italiane eccellenti, iniziando con Zina Centa Tartarini “Rossana” spiegata da Adriana Tartini Masellis; Maria Montessori raccontata da Fiorella Palazzesi; Anna Maria Mozzoni illustrata da Anna Iozzino; Tina Anselmi, Nilde Iotti e Nina Morino ricordate da Caterina Nisida. Federica De Pasquale, vice presidente della Consulta femminile, nell’introdurre i lavori della sessione dedicata al “nostro futuro nell’Unione Europea”, ha evidenziato che “l’evento di oggi e servito a farci riflettere su come da sempre le donne sono protagoniste dei mutamenti sociali e politici del nostro Paese. Protagoniste spesso invisibili come accade ancora nel nostro tempo”. Proprio per far emergere l’impegno delle tante donne che, come noi, quotidianamente contribuiscono a vario titolo a rendere migliore e più equa la nostra società, ci è sembrato giusto che questo evento servisse anche per riflettere sulle molteplici criticità che le donne devono affrontare, ma non meno abbiamo voluto sostenete come la linea del cambiamento debba passare dalle politiche che l’Unione Europea ha intrapreso da tempo per abbattere quell’infrangibile barriera che ci impedisce di raggiungere giuste condizioni di pari opportunità all’interno della società civile”. L’Europarlamentare Silvia Costa ha ribadito l’importanza di tenere alta l’attenzione verso le leggi che riguardano l’affermazione dei diritti femminili in un contesto europeo dove soprattutto il tema del congedo di maternità è oggetto di confronto e dibattito politico. Tanti e diversi sono stati i temi trattati nel lungo ed articolato intervento rivolto soprattutto ai numerosi giovani presenti in sala. Silvia Costa ha anche sottolineato come “la violenza è uno dei tempi più allarmanti in Europa, il nostro impegno è lavorare su una maggiore prevenzione, in particolare su un ordine di protezione europeo valido in tutti i Paesi dell’Unione Europea”. Antonio Tajani, per testimoniare il lavoro della Commissione Europea quale vice presidente della Commissione e Commissario all’Industria e all’imprenditoria, ha affermato: “Il mio impegno quasi ventennale all’interno delle Istituzioni europee, così come il mio attuale incarico di commissario è caratterizzato da una particolare attenzione alla promozione di tutti quei processi volti a sostenere i giovani e le donne”. Nel rivolgersi direttamente ai giovani delle scuole superiori presenti ha aggiunto: “Care ragazze e cari ragazzi, l’invito che vi rivolgo è di guardarvi ogni giorno allo specchio e a pensare concretamente dove volete andare. Il mondo dell’imprenditoria - ha precisato il commissario europeo - è un mondo per i giovani che, anche tramite lo strumento del micro credito, vi permette di realizzare le vostre idee. Questo invito a diventare imprenditori - ha sottolineato - lo rivolgo soprattutto alle donne, ricordando loro che la realizzazione professionale non è solo quella che si può ottenere dal cosiddetto posto fisso”. Quindi, i lavori hanno affrontato “Le nuove italiane” con Rejna Terrones Presidente Associazione Nuovi Europei; “Le nuove generazioni” con Francesca Torella Associazione Giovani Cisl; “Diritti umani” con Angiolo Marroni Garante dei diritti dei detenuti del Lazio. Molto applaudito lo spettacolo “L’Italia s’è desta” messo in scena dagli studenti del Liceo Classico Turriziani di Frosinone, nella cornice composta dagli studenti della scuola Leopoldo Pirelli di Roma e della scuola Giacomo Quarenghi di Subiaco. Donatina Persichetti, presidente della Consulta femminile, ha ribadito che “dalle radici di una civiltà nascono ALIANE Space e donne d’Italia vegno al Tempio di Adriano. LE CITTA’ 17 Persone Margaret Fuller Un’americana a Roma Vita, amori e morte di una cronista ante litteram sempre nuovi orizzonti e nuove sfide”. Per Persichetti “le nuove conoscenze scientifiche e tecniche, la globalizzazione dei mercati, impongono oggi più che mai, l’apertura dei confini dei diversi Stati per poter cogliere nuove opportunità e con esse il progresso. L’Unione Europea è il nostro nuovo obiettivo: Le donne ed i giovani guardano con fiducia al futuro della nuova Unità dell’Italia dentro il progetto dell’Unione Europea come ad una grande ed irrinunciabile opportunità”. La giornata-evento, iniziata ed ospitata nella imponente cornice storica del tempio di Adriano, sede della Camera di Commercio di Roma, si è conclusa con la passeggiata storica alla ricerca delle “madri del Risorgimento” nel quartiere della Garbatella. Organizzata da Mirella Arcidiacono per l’associazione “Il Tempo Ritrovato” la passeggiata ha permesso di continuare ad incontrare figure e storie femminili. Soprattutto quelle delle madri di Garibaldi, Mazzini e Mameli che delimitano gli accessi al Palazzo della Regione quasi a significare un ideale abbraccio fra le madri dei grandi del risorgimento e l’Istituzione Regionale Lazio. Melanconicamente felici: questo il tema di una insolita mostra, allestita a Roma a Palazzo Valentini, allestita emblematicamente tra le celebrazioni conclusive del 150° dell’Unità d’Italia e la ricorrenza dell’Otto marzo. Mostra tutta al femminile, curata da Renato Mammucari che, grazie al catalogo, dilata nel tempo e nello spazio questo omaggio alle donne dell’Urbe. Donne straordinarie, personalità anticipatrici che hanno amato, lottato e sofferto, per l’arte e per l’affermazione di sé: dalle pittrici Angelika Kaufmann e Artemisia Gentileschi, fino alle attrici Eleonora Duse e Anna Magnani. Un ritratto a due mani: i quadri di valenti artisti contemporanei che ritraggono le nostre trenta eroine sono affiancati da scorci biografici curati da studiosi, ma soprattutto studiose, sensibili alla tematica femminile. Esempi gloriosi per “dare un futuro al nostro presente” e riportare alla luce storie di vita vissuta “in grande”, nelle avversità della vita a ricomporre le tessere di un prezioso mosaico. La mostra offre l’occasione di riscoprire la prima grande giornalista, che arriva dagli Usa: Margaret Fuller. Di lei rimane una targa a Piazza Barberini dove abitò durante il suo soggiorno a Roma, tra il 1847 e il 1849, all’epoca della Repubblica Romana, tentativo velleitario e profetico di fondare un’Italia repubblicana unita con Roma capitale. Un’epopea narrata in prima persona, da giornalista catapultata in teatro di operazioni belliche, che sul campo diviene il primo inviato speciale di guerra, ma donna. Come reporter era già affermata nel mondo anglosassone. Arriva da sola e se ricordiamo il Marchese del Grillo, possiamo immaginare l’atmosfera che trovò e quanti anni-luce dovesse essere distante quella Roma, dove le donne non potevano studiare e neppure cantare in pubblico, dalla New York o dalla Londra coeve da dove proveniva. Ma torniamo alla nostra storia. La Fuller arriva nel momento definito: “della breve illusione liberale” suscitata da Pio IX, partecipa a tutti gli eventi esaltanti e tragici di quel periodo che segna la storia italiana, fino al tradimento del generale Oudinot e alla caduta della Repubblica Romana. Vive l’atmosfera ancora spensierata di balli e feste, ama la città, ammira i reperti archeologici, disdegna i turisti frettolosi, che già giravano tra fori e scavi. La Fuller nelle sue cronache di guerra, resoconti sociali e politici, anticipa lo stile coinvolto e coinvolgente di Tiziano Terzani: si sposta sui teatri d’azione, frequenta tutte le classi sociali, aiuta le popolazioni colpite dalla guerra. Nelle cronache ritroviamo la vita di Roma nell’Ottocento. Siamo a marzo 1848 e Margaret, dopo aver descritto il Carnevale, un tocco pittoresco per i lettori, parla dei moti rivoluzionari in Francia e Austria. Poi nulla, infatti, dopo un’annotazione romantica sulla languida primavera romana, che la colse evidentemente impreparata, bisogna arrivare al 2 dicembre 1848, per rileggere le sue cronache: nel frattempo, si è innamorata di Angelo Ossoli ed è già nato Angelino, partorito a Rieti e lasciato a balia da una contadina. Il 15 novembre 1848 Pellegrino Rossi, viene assassinato da Ciceruacchio. Il Papa fugge a Gaeta. Nel febbraio 1849 viene proclamata la Repubblica Romana. La città vive un intenso momento di coesione popolare e Margaret registra partecipe gli eventi. L’inviata speciale, anticipando i tempi, scrive: “Nessuna autorità può sopravvivere ad un universale motto di derisione”. Il 24 aprile, però, la prima nave francese sbarca a Civitavecchia e Margaret vive al fronte le giornate di intensi combattimenti. Con la principessa Belgioioso, che aveva chiesto alle donne romane garze, bende e assistenza per i feriti, si prodiga anche con una colletta pubblica tra la comunità americana. Caduta Roma, nel luglio 1849, deve lasciare subito la città che tanto amava e dove sperava di vivere una vita serena con la sua nuova famiglia: il marito marchese Giovanni Angelo Ossoli e il piccolo Angelino nato il 5 settembre dell’anno precedente, dalla contrastata relazione e in un momento drammatico. La famiglia Ossoli non arriverà mai nella nuova patria a causa del naufragio dal mercantile Elizabeth, scelto per risparmiare, al posto delle costose navi di linea. Un viaggio tragico, il comandante muore di vaiolo davanti alle coste di Gibilterra, la nave viene messa in quarantena. Angelino si ammala. Quando la salvezza, con le luci di New York è davanti agli occhi, sulla spiaggia di Fire Island, l’inesperto neo-comandante lascia incagliare il mercantile, che trasportava un carico di marmo di Carrara, su un banco di sabbia, durante una tempesta: gli Ossoli, spariscono in mare. Tuttavia la sconfitta e la morte non saranno l’ultima parola e l’Italia sarà infine unita: ma bisogna ricordare che quella vittoria fu preparata e conquistata anche da “un’americana a Roma”, prima inviata speciale di guerra. E donna. Rigel Langella 18 n. 0 - 15 Marzo 2012 LE CITTA’ L’intervista. Parla la geografa Maria Pia Ercolini, promotrice del gruppo Facebook Toponomastica al femminile Le vie (non) in rosa A Roma le strade intitolate a donne sono solo il 5%. Ma l’iniziativa femminista piace Molte adesioni istituzionali. Primo il Consiglio regionale delle Marche di ALESSANDRA FILOGRANO da poco passato l’8 marzo, giorE’ nata dedicata alle donne. Anche a Roma e nel Lazio sono state numerose le iniziative, i convegni, gli incontri, le manifestazioni. Ma un’iniziativa ha avuto una eco importante. Quante vie sono intitolate alle donne? L’idea è venuta alla professoressa Maria Pia Ercolini, insegnante di Geografia che ha creato un gruppo su facebook “toponomastica femminile”. L’abbiamo sentita per capire qual è la situazione a Roma. Quante strade o piazze a Roma sono intestate a donne? “Da una prima veloce ricognizione sono 580 le aree di circolazione pubblica intestate alle donne. Nel conto non sono inseriti giardini, parchi o altro luogo pubblico (scuole, biblioteche, ospedali, teatri…) Può citarne alcune? “Viale Regina Margherita e Viale Regina Elena riguardano intitolazioni del primo periodo di Roma capitale; Viale Angelica Balabanoff, Viale Nilde Iotti, Viale Anna Politkovskaja sono alcune strade intitolate a donne impegnate in politica, Via Sibilla Aleramo, Via Ada Negri, Viale Natalia Ginzburg alcuni esempi di toponomastica dedicate a figure letterarie. Ponte Artemisia Gentileschi Lomi e via Marianna Dionigi per l’arte. Ci sono anche donne che hanno fatto la resistenza, attrici e cantanti. Molto meno le donne del mondo scientifico, quasi assenti quelle legate al mondo dell’imprenditoria e dell’artigianato. Molte le figure di sante, religiose, donne che si sono dedicate alla carità o hanno fondato enti per l’assistenza a orfani, carcerati/e. Ci sono anche molti nomi della mitologia antica”. Rispetto al dato nazionale Roma come si posiziona? “Non raggiunge il 5%, dato comune alla maggior parte delle realtà urbane nazionali”. La vostra iniziativa su facebook come sta andando? “Si potrebbe dire in maniera sorprendente per il coinvolgimento delle donne che si sono iscritte al gruppo Toponomastica femminile di Facebook. Molto positivo il riscontro sia con le istituzioni coinvolte ( Comuni, Province…) che con gli organi di stampa”. Quali sono gli obiettivi che vi siete prefissati con questa iniziativa? “Il gruppo Toponomastica femminile ha saputo catalizzare, a partire dalla fine di gennaio, le forze e l’impegno di quasi 2mila persone in tutta Italia. Soprattutto donne unite da curiosità e desiderio di provare a cambiare le cose, a rendere visibile la loro storia e valorizzare il loro patrimonio culturale anche attraverso i nomi delle strade. Il gruppo ha lanciato l’iniziativa 8 marzo: tre donne, tre strade. La campagna vuole sollecitare i Comuni e i Municipi italiani a recuperare la memoria femminile locale, nazionale e straniera unendo così le tre anime del paese. L’invito, rivolto a tutte e a tutti secondo lo spirito di cittadinanza attiva che anima le/gli appartenenti al gruppo, è quello di chiedere agli enti locali di dedicare le prossime tre strade a tre donne, per cercare di colmare la loro assenza nel Paese, riscoprire le molte biografie femminili cancellate dalla storia e promuovere, anche in questo modo, la parità tra donna e uomo e la parità di genere. Possiamo comunicare ufficialmente che l’Assemblea legislativa delle Marche è la prima in Italia ad aderire all’iniziativa 8 marzo: tre donne, tre strade. Ma oltre a loro altri comuni italiani hanno preso l’impegno di dedicare nel prossimo futuro strade e/o luoghi pubblici a personaggi femminili”. n. 0 - 15 Marzo 2012 LE CITTA’ 19 Area metropolitana Castelli Romani Tra sante e matrone spicca la triste storia della piccola poetessa Raffaella La Crociera Marino dedica a Vittoria Colonna il corso principale Ad Albano femministe in campo La via per le pari opportunità passa per il X Municipio C’è chi la chiama toponomastica al femminile, chi invece va oltre e la definisce addirittura misoginia ambientale. Si parla di strade, ma con un particolare riferimento al gentil sesso. Trovare una via intitolata ad una donna, più che un semplice gioco di memoria, diventa presto una vera e propria sfida. Nessuna paura quindi se, scorrendo nel vostro stradario personale, non riuscite a rammentarne alcuna. Tra Sante e Matrone. Sono una ventina le vie che nel X Municipio prendono il nome da celebri personaggi femminili. Nella maggioranza dei casi però le “celebrità” in questione risultano essere piuttosto datate. Si spazia così da importanti “matrone” d’epoca romana a “Sante” donne dei tempi passati. Per carità, nessuno mette in dubbio la rilevanza che queste signore abbiano avuto ai loro tempi, ma resta difficile credere che, in epoche decisamente più moderne, nessuna donna abbia mai fatto abbastanza per meritarsi un riconoscimento, seppur solo a livello toponomastico. La più piccola ma anche la più grande. Unica eccezione resta quella di via “Raffaella La Crociera” nella zona di Tor Vergata. Un nome che riporta alla memoria quello che, nella metà degli anni Cinquanta, in molti definirono come un piccolo miracolo. Raffaella La Crociera, bambina affetta da una grave malattia come il “lupus erimatoso cronico”, salì alle luci della ribalta appena quattordicenne grazie ad una delle sue poesie dialettali: Er zinale. La scrisse dopo aver ascoltato alla radio un appello della Rai in seguito all’alluvione che colpì la costiera salernitana. Raffaella inviò il suo componimento alla radio dove fu poi acquistato per la cifra di mezzo milione di lire dalla contessa Cenci-Bolognetti. Una piccola fortuna per quel tempo, devoluta poi in aiuto alle famiglie alluvionate e che alla piccola poetessa testaccina valse il premio alla bontà “Livio Tempesta”. Premio che però non riuscì mai a ritirare visto che, crudeltà della sorte, la bambina si spense due giorni dopo che la sua poesia venne acquistata. Una storia triste che evidenzia però quanto quello che, spesso erroneamente, viene definito come sesso debole ha dato al nostro paese. La via per la parità tra uomo e donna, perché è di questo che in fondo si parla, è quella giusta ma speriamo che, da qui in avanti, prenda anche un nome al femminile. Riccardo Manai Poche dame sulla strada dei vini Maglia nera a Genzano, meglio Velletri ‘Corso Vittoria Colonna’, a Marino, come la classica eccezione a conferma della regola. E’ una toponomastica smaccatamente maschilista quella dei Castelli Romani e non c’è ‘quota rosa’ che tenga per ristabilire un’equità che appare davvero lontana. Rare, rarissime le vie, piazze, perfino i vicoletti intitolati a esponenti del gentil sesso. Eppure, per porre fine a questa stortura, c’è chi ne sta facendo una battaglia di principio. E’ il caso dell’Associazione 8 marzo, di Albano, che trainata da Ada Scalchi ha già aderito all’iniziativa che sta interessando l’intero Stivale, sollecitando l’amministrazione comunale ad “una presa d’atto che segni un’inversione di tendenza. Disponiamo di diversi nominativi che potremmo suggerire – rimarca con orgoglio la Scalchi – affinché si possa elevare un livello culturale spesso appiattito sul ricorrente pensiero della predominanza maschile”. Il primo passo è stato fatto ed è contenuto nella delibera di approvazione di una scalinata di Villa Ferrajoli dedicata a Vittoria Caldoni. Per il resto solo 4 su 279 sono le vie che Albano dedica a personaggi femminili. Tanto ancora c’è da fare e la realtà dei paesi castellani è emblematica in tal senso: spicca il caso di Genzano, cui non vi sono donne, neppure illustri, che abbiano “meritato” un’intitolazione, eccezion fatta per qualche sparuto caso, come quello di via Diana, che conduce al lago di Nemi. Senza dubbio più “rosa” Ariccia e, soprattutto, Lanuvio, dove si contano diverse vie declinate al femminile. Quasi ovunque spiccano nomi di politici del ‘900, di filosofi, letterati, imperatori e re, ma poco o nulla che rimandi a personaggi femminili, con un’avarizia che va a colpire anche la Madonna, con pochissime eccezioni, come quella di Velletri, che fino a pochi mesi fa aveva persino un consigliere delegato alla toponomastica. “L’argomento – ammette Fabio Taddei – è stato trascurato per troppi anni e mai vi è stata sensibilità per analizzare l’enorme divario nelle intitolazioni tra uomini e donne. Il tutto in un contesto in cui non si è rispettato l’iter previsto dalla legge nazionale che esige parere positivo del Prefetto prima di apporre le tabelle, rendendo di fatto abusive molte delle intitolazioni deliberate. Parlare di toponomastica al femminile, tuttavia, è quasi un azzardo, tenuto conto che a spiccare sono solo le classiche intitolazioni religiose, l’ultima delle quali a Madre Teresa di Calcutta”. Se gli oltre 100 chilometri quadrati del vasto territorio veliterno hanno di fatto agevolato una eterogeneità ed una maggior fantasia di scelta altrove spicca un’avarizia pressoché generalizzata che solo il tempo potrà lentamente attutire. Daniel Lestini Litorale Sul lungomare le donne da strada sono tutte sante e nessuna lidense Eroi, navigatori e politici. Tra loro solo una è donna ma è nizzarda Altro che quote rosa e ingresso delle donne nei consigli di amministrazione. La discriminazione uomo-donna parte da lontano e si riscontra anche nella toponomastica. Quante strade dedicate a personaggi storici e politici maschili? Centinaia. E quante a quelle femminili? Si contano sulle dita di una mano. Stessa storia sul litorale. A Fiumicino, idea geniale, l’amministrazione comunale ha da tempo avviato una campagna per commemorare i pionieri che bonificarono il Comune. Ed ecco allora i vari D’Intino, Cavalli, Argenton etc etc. Peccato però ci siano solo uomini. Una discriminazione bella e buona. Vero è che le donne sono più longeve, ma è altrettanto vero che i casi non si fermano a questo. Nuovo comprensorio di Fiumicino, Isolato Stazione. Altra idea geniale: l’amministrazione commemora i grandi personaggi politici del Novecento. Ecco via Craxi, via Aldo Moro, via Almirante, via Sandro Pertini, via Berlinguer. Anche qui niente donne. Altre discriminazioni? Sulla via Portuense via Borromini, via Leon Battista Aliberti, via Brunelleschi, via Giulio Romano. Ma di importanti donne della storia neanche l’ombra. Vincono invece le donne fatte sante, dieci a sei. San Carlo A Palidoro, San Fruttuoso, San Lucido, San Menaio, San Pietro Settimo, San Vero Miles, per i santi uomini. Mentre per le sante donne: Sant’Agata di Militello, Santa Giusta, Santa Margherita Ligure, Santa Maria Della Salute, Santa Maria Di Castellabate, Santa Maria Di Navarrese, Santa Marinella, Santa Ninfa, Santa Severa, Santa Teresa Di Gallura. E a Ostia? Stessa regola. Tanti tanti maschi, poche donne. La maggior parte anche qui sono Sante: Nostra Signora di Bonaria, piazza Santa Monica, sorella di Sant’Agostino patroni di Ostia, e Corso Regina Maria Pia. Qualcosa in più di Fiumicino però si è fatto, ed ecco via Caterina Segurana eroina della città di Nizza in Francia. Cosa centra con Ostia? Pare che tra le due città ci fosse un gemellaggio. C’è poi via Isabella di Castiglia, legata alla scoperta dell’America e Cristoforo Colombo. Via Rosa Agazzi, insieme alla sorella Carolina punto di riferimento nella storia della pedagogia italiana. E ancora piazza Calipso, via delle Nereidi, ma nessuna strada a una donna lidense. Gianmarco Venturi 20 LE CITTA’ Redazionale Redazionale Redazionale Redazionale Redazionale NEOPLASIA DELLA CUTE, LA DIAGNOSI PRECOCE SALVA LA VITA Le neoplasie della cute, in questi ultimi decenni, hanno assunto una importanza sempre maggiore nell’ambito dell’oncologia umana, non solo per la facilità con la quale è possibile osservare l’organo “cute”, ma anche per le migliori tecniche diagnostiche che si sono sviluppate in questi ultimi anni. Inoltre i cambiamenti sociali che sono intervenuti, anche in relazione alle mutate condizioni economiche, hanno sviluppato consuetudini non corrette benché certamente piacevoli. In primo luogo l’abitudine ad esposizioni solari frequenti anche se brevi ed intense, con rischio significativo di grossolani eritemi sino a vere e proprie ustioni. Tale danno attinico può rappresentare il fattore più importante nello sviluppo delle neoplasie più frequenti della cute e segnatamente il carcinoma basocellulare ed il carcinoma squamoso. Queste neoplasie hanno come sedi preferenziali per la loro insorgenza proprio le aree fotoesposte e risentono spesso in modo determinante del danno attinico cronico. E’ ormai assodato che la c.d. cheratosi attinica, di fatto un carcinoma squamoso vero e proprio seppure intraepiteliale (in situ), deve essere considerato la neoplasia di gran lunga più frequente della razza umana. Fortunatamente il carcinoma basocellulare ha una malignità limitata alla recidiva locale se l’asportazione chirurgica non dovesse risultare completa. Anche il carcinoma squamoso, ancorché più temibile, quando si presenta nelle sedi fotoesposte ha una probabilità di disseminazione metastatica estremamente bassa (spesso inferiore all’1%) ed in genere correlata a dimensioni estremamente cospicue della massa tumorale che in genere denota, non una difficoltà diagnostica, ma solo trascuratezza da parte del paziente. Se il carcinoma basocellulare e lo squamoso hanno una prognosi piuttosto buona, non altrettanto si può affermare per la neoplasia più temibile nell’ambito dermatologico : il melanoma. Da recenti statistiche è stato registrato che nei paesi occidentali (quindi anche in Italia), l’incidenza è di circa 8-14 nuovi casi di melanomi maligni ogni 100.000 abitanti, ogni anno. I valori maggiori si sono rilevati in Australia con incidenze che sfioravano i 40 nuovi casi ogni 100.000 abitanti. Estremamente minori sono, invece, le frequenze negli altri continenti con valori bassissimi nei paesi dell’estremo oriente (Giappone). La ragione di questa prevalenza in Europa, negli Stati Uniti, ed in Australia, risiede nel fatto che gli abitanti di tali continenti appartengono, sostanzialmente, allo stesso genotipo indoeuropeo, all’interno del quale i fenotipi c.d. “Celtici”, sono i soggetti a maggior rischio di melanoma. Naturalmente è difficile individuare con assoluta certezza i fenotipi maggiormente esposti, in quanto numerose sono le varianze e differenti sono le penetranze; però, in linea di massima, i soggetti con carnagione chiara, capelli biondi o rossi, occhi azzurri o verdi, sembrano essere particolarmente “a rischio”. Un buon indice per definire “il soggetto” maggiormente esposto, è la cosidetta fotosensibilità, cioè la capacità che ha il paziente di difendersi dai raggi solari, cioè la rapidità con la quale l’eposizione solare procura eritema e/o ustione al singolo soggetto. L’estrema sensibilità ai raggi Ultravioletti con rapido sviluppo di eritemi e di ustioni, individua i soggetti c.d. a Fototipo I, sino a giungere al Fototipo IV, nel quale con notevole difficoltà si ha sviluppo di eritemi solari o di ustioni. Riportando questo modello all’Italia, è ragionevole pensare, che, pur con variazioni minime, una maggiore incidenza della patologia si ha nelle regioni del nord (fenotipi celtici), ed una minore al sud (fenotipi mediterranei). Naturalmente questo dato deve tener conto dell’estrema mobilità che in questi ultimi decenni, si è registrata non solo nella nostra penisola, ma, in sostanza, in tutto il mondo. Un altro elemento di grande importanza è l’ambiente e le abitudini di vita. Tra i vari parametri studiati, quello di maggior rilevanza, è sicuramente il sole e la modalità di esposizione. E’ stato osservato come ad ustioni solari frequenti in età giovanile, corrispondeva una maggior frequenza di melanomi, in età adulta. Redazionale Quindi quella che viene definita “elioesposizione intermittente” può essere considerata particolarmente pericolosa per lo stimolo negativo a cui può sottoporre le cellule costituenti le lesioni melanocitarie. Il termine di “elioesposizione intermittente” indica una esposizione piuttosto breve, ma particolarmente intensa ai raggi del sole, essa è alternativa alla più corretta “esposizione cronica”, cioè una esposizione breve ma protratta nel tempo. Purtroppo, in questi ultimi decenni, le abitudini di vita sono certamente cambiate e favoriscono esposizioni al sole (spesso anche in paesi tropicali), brevi ma molto intense. Avere le normali accortezze per evitare ustioni o comunque eritemi di grossa entità, è la strategia giusta per non esporsi ad inutili pericoli. Un ulteriore fattore di rischio nei confronti dell’insogenza di neoplasie cutanee e particolarmente del melanoma, è rappresentato dai fattori ereditari e dalla familiarità, percui il 5-10% dei pazienti affetti da melanoma, evidenziano familiarità per questa patologia. Solo dopo aver individuato il fenotipo e l’influenza dell’ambiente, si devono osservare e studiare con attenzione i nevi presenti. Da un punto di vista clinico grande rilevanza ha il numero dei nevi, la presenza di nevi alla nascita (nevi congeniti), e il reperto di nevi con caratteri di atipia. A questo proposito la valutazione dell’asimmetria, dei bordi, del colore e delle dimensioni di una singola lesione può essere di grande aiuto nella formulazione di una diagnosi. Naturalmente tutti questi • • • • n. 0 - 15 Marzo 2012 Redazionale criteri possono risultare piuttosto soggettivi tanto che la precisione diagnostica non risulta estremamente alta (67%). Allo scopo di migliorare tale performance ci è venuta in aiuto la tecnologia. Infatti attraverso la dermatoscopia, la videodermatoscopia e la video-dermatoscopia digitale, si sono migliorate decisamente le nostre capacità diagnostiche. Queste tecniche particolarmente innovative, sostanzialmente permettono, sfruttando la proprietà di trasparenza della cute, di rendere manifeste delle strutture anatomiche che identificano la distribuzione del pigmento a livello della giunzione dermo-epidermica e della porzione più superficiale del derma. Tale distribuzione è ben correlata con l’architettura dei melanociti che costituiscono il nevo ed attraverso l’osservazione e la valutazione di oltre 40 parametri resi manifesti dalla tecnica sopra-descritta, si può avere una diagnostica più efficace (91%). Ancora più recentemente, la dermatoscopia ha trovato un valido supporto nella tecnologia digitale. Attraverso questa ulteriore acquisizione, l’immagine può non solo essere teletrasmessa tra centri ad elevata specializzazione, ma può essere “elaborata” per valutarne dei parametri morfologici (ad es. perimetro, area, diametro maggiore, grado di simmetria e di circolarità), e parametri colorimetrici (trasformazione del colore del nevo in colori virtuali per calcolarne il numero, le sfumature e la eventuale distribuzione). Attraverso un tale percorso diagnostico, la possibilità di errore si avvicina allo zero. UNA VISITA COMPLETA PASSA ATTRAVERSO LE VARIE FASI Colloquio conoscitivo con il paziente osservazione clinica osservazione dermatoscopica elaborazione digitale n. 0 - 15 Marzo 2012 3P LUCIA MANNUCCI LE CITTA’ P E N S I E R I 21 P E R S O N E P A R O L E Pure l’ultima nota del Quartetto Cetra è volata nel vento. Era l’anima del gruppo Un pezzo della storia della musica ma, di più, del costume italiano se ne vanno con la scomparsa di Lucia Mannucci. La voce del Quartetto Cetra, l’ultima reduce, nonché l’unica voce femminile dello storico gruppo musicale è morta nei giorni scorsi a 92 anni. Lucia era bolognese ma ha vissuto tutta la vita a Milano. Con la morte di Lucia Mannucci scompare un altro pezzo di un universo artistico-musicale fatto di talento, semplicità e umiltà. Insieme a Virgilio Savona, suo marito, morto tre anni fa, a Felice Chiusano e Tata Giacobetti, Lucia ha intrattenuto l’Italia fin dal dopoguerra con un genere musicale inizialmente improntato al jazz e allo swing. Per decenni popolarissimi in radio, in tv e al cinema, sono stati inutili i ripetuti tentativi di farli tornare sulle scene: “E’ un capitolo chiuso - spiegò Lucia una dozzina di anni fa - con la morte di Tata e Felice (scomparsi rispettivamente nel 1988 e nel 1990, ndr.) abbiamo detto basta. Non aveva più senso”. Lucia Mannucci si è sempre distinta per il suo stile e la sua discrezione, oltre che per la sua schiettezza: “Vedo solo buoni film - disse in occasione del suo ottantesimo compleanno, nel 2000 - , il resto non mi interessa. I varietà di oggi non mi piacciono proprio, sono gratuitamente volgari, non mi divertono. Sanremo? Cinque giorni sono troppi, una noia mortale, alla fine si sente solo un gran fracasso che si somiglia”, disse la Mannucci, che con i suoi compagni d’avventura ha intonato pezzi popolari che resteranno nella storia della musica italiana come Nella vecchia fattoria, Vecchia America, Un bacio a mezzanotte e Concertino. Il Quartetto spaziava con disinvoltura tra vari generi: collaborò al cinema con Renato Rascel e Paolo Stoppa, in teatro con Alberto Sordi e Wanda Osiris, in tv trascinarono il pubblico con le irresistibili parodie, in Biblioteca di Studio Uno, di alcuni classici della letteratura, come Il conte di Montecristo o I tre moschettieri, per la regia del grande Antonello Falqui. Superata l’audizione all’Eiar Lucia Mannucci nel 1941 venne assegnata come cantante a disposizione delle orchestre radiofoniche. “La sua carriera da solista era già avviata - racconta il figlio Carlo Savona -, benché così giovane fu impegnata in tournée di concerti e riviste teatrali, lavorando, tra gli altri, con Gorni Kramer, Natalino Otto e il Quartetto Cetra. Lucia e Virgilio Savona si sposarono nel 1944. “Tre anni dopo - ricorda il figlio quando Enrico De Angelis abbandonò il gruppo, il quartetto era alla ricerca di un sostituto uomo, fu la mamma a proporsi, perché non prendete me?” chiese. Inizio così questa lunga avventura, da protagonista. Tra i ricordi più commossi della grande cantante italiana spicca quello di Arisa. In molti dopo la prima comparsa (e la vittoria tra i giovani) della cantante lucana a San Remo, hanno paragonato l’estetica musicale di Rosalba Pippa proprio a quella del Quartetto Cetra e di Lucia Mannucci di cui peraltro Arisa ha inciso molte cover. “Non l’ho mai conosciuta di persona, ma l’ho sempre presa ad esempio. Era una delle voci più pulite, intonate e lineari della storia. Era un metronomo’’, aggiunge la seconda classificata a Sanremo. Non ha dubbi sul fatto che sia stata lei a contribuire in modo determinante al successo del gruppo che, a suo avviso, è sempre stato “molto originale, al servizio del pubblico in modo rispettoso e intelligente. Cosa che vorrei fare anche io’’. n. 0 - 15 Marzo 2012 Play Time CantoAutori Teatro. In scena lo scorso 9 marzo al teatro Alba 49 di Roma La musica ribelle e di classe per salvare i giovani dal piattume dei reality di LEANDRO CASTELLANI Voce, due chitarre acustiche, violino. Luigi Restivo porta in scena una tavolozza di colori sonori che è più di un semplice concerto ue chitarre acustiche, un violino D e la voce di Luigi Restivo, una vocalità duttile, calda, aggressiva, coinvolgente. Volta a volta dispiegata, smorzata, dai toni appassionati, ribelli, beffardi, impegnata in una ricchissima carrellata fra le canzoni d’autore di una stagione italiana ormai – ahimè – conclusa. Un “one man show” singolare in una stagione in cui gli “one man show” si riducono a una serie di logorroiche e pretenziose esibizioni verbali. Questa di Restivo – che avevo già apprezzato come interprete di musical e ottimo attore - mi ha fatto tornare alla memoria i grandi chansonnier che ho avuto la fortuna di vedere in Francia, dall’incommensurabile Montand a Becaud, alla Greco o Barbara. Restivo ha operato un’avveduta scelta nel repertorio dei nostri cantau- tori, spesso riscoprendo testi non troppo consumati dall’uso ma dando di questi come di quelli più noti un’interpretazione personale e vissuta, talvolta addirittura ri-creandoli, potremmo citare “Poesia” di Cocciante come “Cirano” di Guccini o “Musica ribelle” di Finardi, e poi Pino Daniele, Tenco, De Andrè, Dalla… Quante imprevedibili “scoperte” arando il loro ricco repertorio! Il panorama, che Luigi introduce simpaticamente con brevi notazioni, è vastissimo e gli offre il destro di sfoggiare una tavolozza di “colori sonori” ricca quanto inaspettata. Quanta distanza fra la bravura di Luigi Restivo, una bravura mai ostentata, e i tanti melensi pappagallini sfornati in serie dalle factory televisive! Fra i tre ottimi musicisti spicca il virtuosismo di Fabio Greco. LE CITTA’ 23 Chi è Leandro Castellani Regista di fiction di successo E’ tra gli inventori della tv d’inchiesta È stato uno dei principali creatori dell’inchiesta storica televisiva e dei programmi di testimonianze, per i quali ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali, dal Leone d’oro di Venezia al Premio Marconi, dal Premio Montecarlo al Prix Italia, al Premio Chianciano della Critica Radiotelevisiva, al Premio Fortino-Montefeltro (con Sergio Leone) ecc.; l’ideatore di Teatroinchiesta e numerose altre formule di programma culturale tv. Ha diretto e spesso anche scritto numerosi “sceneggiati”, telefilm e tv-movie. Si è cimentato, sempre con successo, in quasi tutti i generi televisivi, dal “teatro reinventato per la tv” (Il Faust di Marlowe, 1977), allo spettacolo musicale (Vai col liscio!, 1974), al “giallo” (Sul filo della memoria, 1972) al film-tv d’impegno culturale (Tommaso d’Aquino, 1975), alla “docufiction” come le quindici biografie risorgimentali di Italia chiamò (1992). Ha inoltre curato la regia della quarta e quinta serie della fiction televisiva Incantesimo (2000-2002). Docente universitario, nel 2003 è stato nominato Commendatore al merito della Repubblica italiana. n. 0 - 15 Marzo 2012 Nanni Moretti, il papa del cinema italiano 24 LE CITTA’ Play Time Habemus Papam sbarca a New York. E in attesa del Festival di Cannes dove sarà presidente di giuria il regista smorza le polemiche tra Torino e Roma cie nella colta Francia, per quel che riguarda la cultura e il cinema italiano, ormai prossimo all’autorevole impegno alla presidenza della giuria del Festival di Cannes (che lo osannò con la Palma d’Oro ai tempi della struggente pellicola La stanza del figlio) non manca di intervenire sui temi caldi del cinema nostrano come lo scontro, invero un po’ inventato, tra i festival del cinema di Torino e Roma. E nonostante Nanni, come ha confermato parlando del suo prossimo impegno a Cannes, non intende certo essere buonista o per tutte le stagioni, almeno sul fronte interno ha mostrato buon senso e diplomazia. “La querelle sulla date del Festival del Cinema di Roma e del Torino Film Festival “prenso che per ora sia tutta un’invenzione. E’ impossibile che Roma faccia coincidere la manifestazione con la vostra, a novembre. Sono illazioni che si basano sul nulla. Nella capitale non esiste neppure un direttore...”. Lo afferma Nanni Moretti in un’intervista sulle pagine torinesi della Stampa, dove poi si spende a sostegno di un nuovo mandato per l’attuale responsabile del Tff, Gianni Amelio, in scadenza, del quale dice: “Amelio è bravo e merita di continuare. Lo sostengo, spero che vada avanti, sta facendo un buon lavoro”. Diversa è più intrigante, culturalmente parlando, la vicenda in vista dell’appuntamento cinematografico in Costa Azzurra. “E’ uno sbaglio cercare a tutti i costi l’unanimità e il compromesso. Bisogna vedere i film con attenzione, discutere a lungo e poi votare. So che non sono stati ancora scelti gli altri giurati: è importante che siano persone che non provano fatica ma piacere nel vedere due o tre film al giorno”. Così Nanni Moretti, intervistato dai giornalisti bolognesi, parla del suo prossimo impegno da presidente della giuria del Festival di Cannes. E mentre Habemus Papam sta per uscire negli States e New York gli dedica una retrospettiva, il regista capitolino è proprio in questi giorni nel capoluogo emiliano con lo spettacolo teatrale Concerto Morett. Il regista ripercorre la sua carriera cinematografica attraverso brani e sequenze dei suoi film accompagnati dalle colonne sonore di Nicola Piovani e Franco Piersanti, eseguite dall’Orchestra nazionale dei Conservatori. “Lo spettacolo è nato sentendo una musica del Caimano, di Franco Piersanti, e immaginandola dal vivo, su un palco. E comunque con l’idea di recitare i brani meno famosi dei miei film e non sempre gli stessi che mi vedevano protago- nista. Per esempio proprio del Caimano recito un pezzo che era di Silvio Orlando, nel film un regista di pellicole di serie B. Di Bianca invece faccio il mio monologo finale, mentre de La stanza del figlio recito un dialogo, quindi faccio sia me stesso che mia moglie, che nel film è Laura Morante. Il teatro è un mezzo diverso e io credo di portare in scena qualcosa di diverso dai miei film. E di usare un’orchestra vera che mi accompagna per tutto lo spettacolo”. Tra gli altri impegni di Moretti la lettura dei ‘Sillabari’ di Goffredo Parise in versione integrale per gli Audiolibri di Emons per cui escono il 4 aprile. Dalla A di amore alla S di solitudine, Parise nei ‘Sillabari’ si fermò prima della fine dell’alfabeto. I Sillabari uscirono in prima edizione sul Corriere della Sera tra il ‘71 e il ‘72: 22 scritti che nel 1972 Einaudi raccolse in Sillabari n.1. Gli altri 32, invece, composti dal 1973 al 1980, furono invece editi da Mondadori in Sillabari n.2. I due libri furono poi riuniti da Adelphi in un unico volume nel 1984 e oggi rinascono in audiolibro. Le Città vuole essere qualcosa di nuovo. Una pretesa non da poco in un panorama sempre più intasato come quello editoriale, in particolare tra i free press e in una città come Roma. Vogliamo e dobbiamo essere nuovi, moderni, avvincenti, proiettati nel futuro. Ipermediati. Capaci di essere comunicazione e notizia a 360 gradi senza perdere quel tocco di umanità sempre magnificamente imperfetta. Non ci scuseremo, dunque, per gli errori di valutazione o per qualche refuso che capiteranno. Ci piacerà, anzi, discuterne con voi. Inzuppando qualche diavoletto tipografico assieme al cornetto nel vostro cappuccino del giovedì mattina. Oppure imbrattando le buste e i vestiti dello shopping del sabato pomeriggio al centro di Roma. Disegneremo l’Italia futura. Anzi. Futura. Come la canzone del caro e compianto Lucio Dalla che ci ha lasciato anzitempo, proprio mentre noi eravamo intenti a pensare a questa nostra prima uscite. Altre note, quelle di Lucio, che ci hanno ricordato, proprio all’inizio di questo mese di marzo, mese delle donne, come il tempo, i battiti, le pagine, l’avvenire di un Paese come l’Italia, nel cuore dell’occidente, possa e debba poter essere declinato anche al femminile. Noi maschietti ce lo dimentichiamo troppo spesso. A volte per dimenticanza, altre volte in malafede. E questa è una storia che noi, nel nostro piccolo, vogliamo contribuire davvero a cambiare. Per questo la nostra Italia di domani, partendo dalle città di oggi, è tutta nell’azzurro degli occhi di quella bambina che proponiamo in copertina, splendida nella sua tenerezza e che, ci piace immaginare, si chiami proprio Futura. Sarà, dunque, il nostro, un settimanale che vuole essere anche un laboratorio di pensieri sulla politica, sul territorio, sul nostro Paese e sui nostri usi, costumi. Racconterà e farà parlare persone e personaggi. A inaugurare questa galleria c’è una donna simbolo per la città di Roma, come Rosella Sensi, che in particolare per molti tifosi giallorossi ha rappresentato una piccola sorella, in quanto figlia del grande Franco, presidente dell’ultimo scudetto giallorosso, quindi è stata la seconda presidentessa donna della storia del calcio italiano. La prima era stata un’altra romanista, la consorte di Dino Viola, presidente dello scudetto romanista del 1983 che assunse la presidenza della Roma alla morte dell’amatissimo marito. Ma tant’è. Oggi Rosella Sensi è assessore alla promozione di Roma Capitale e proprio la sua immagine e il suo pensiero abbiamo voluto regalare ai nostri lettori. Abbiamo molta fortuna nel Lazio ad avere donne così. Del resto siamo anche l’unica regione, assieme alla verde e vicina Umbria, ad avere una presidente donna. Il riferimento è a Renata Polverini con la quale idealmente i nostri lettori incroceranno più volte gli sguardi, i pensieri e le opinioni sulle nostre pagine. Ci piace pensare, dunque, a Le Città come a un grande muro cittadino. Di quelli che si possono o si debbono sporcare di pensieri. Ci piace pensare ai nostri lettori come dei piccoli writer che via via impreziosiranno le nostre pagine tutte, volutamente, aperte anche nella denominazione degli spazi. Aperte, anzitutto, alle idee e alla modernità. All’ipermediazione immediata e quotidiana che vorremo avere con i lettori attraverso il web. C’è dunque l’home page, le pagine 2 e 3 che ricorreranno ad ogni numero, rincorrendo le prospettive più moderne e divertenti della nostra visione settimanale. Ci sarà un Open Space, uno spazio aperto ai contributi più interessanti. Così come una terza pagina, di quelle belle, come i giornali di una volta. Di quelle che non se ne vedono più. E anche qui saranno pensieri, parole, persone. Un po’ come la canzone di Lucio Battisti. E non dite che non ci avete pensato. Saremo, poi, in queste nostre città di Roma e provincia, che speriamo presto diventino di tutto il Lazio, anche i ragazzi del muretto. Quel muretto sul quale si sta senza far nulla ma impegnatissimi a decidere cosa fare di sera. Per questo avremo tanto spazio per lo sport: la Roma, la Lazio e, come vedrete di settimana in settimana non solo loro, e per lo spettacolo. PlayTime le abbiamo chiamate le pagine dove troveranno luogo le nostre letture, i nostri film, le nostre serate a teatro. E allora cominciate a scrivercelo. Presto potrete farlo anche sul nostro sito. Per ora inviatecelo via mail ([email protected]) e scrivetelo (solo idealmente, per carità) sui muri delle nostre città. Se queste nostre idee e racconti di città per Le Città di tutti e di ciascuno vi saranno piaciute, vi avranno coinvolto, appassionato o annoiato. Al punto di volerle o non volerle rivedere impressionate in nero stampa sul giornale di domani. Già. Quello che vorremo essere noi, sempre, il giornale di domani. Ovvero quello che non era ancora stato detto. DanilePriori anni Moretti, uno dei più grandi N registi italiani, sicuramente tra i più rappresentativi nel mondo, spe- segue dalla prima noi, i ragazzi del muretto n. 0 - 15 Marzo 2012 Play Time Le nozze? Una trappola organizzata dalle donne LE CITTA’ 25 Teatro. Maurizio Battista in scena con Il mio secondo matrimonio Il comico romano ha riempito il Sistina nell’ultimo mese e ora vola per un week end di risate a Civitavecchia on c’è che dire, ancora un granN de successo per Maurizio Battista. Un trionfo di risate lo di MARCO MONTINI spettacolo del graffiante comico “de Roma”, andato in scena al Sistina dal giorno di San Valentino allo scorso 11 marzo con la partecipazione di Lallo Circosta, Riccardo Graziosi e Francesca Nunzi. Quasi un mese di sorrisi ininterrotti e ilarità scoppiettante, dove l’attore di San Giovanni ha dato il meglio di sé in termini di simpatia e spontaneità. Ne Il mio secondo matrimonio Battista ironizza sulla fervida capacità maschile di non poter star troppo lontano dall’universo fem- minile: da quelle donne tanto amate, che in “men che non si dica” fanno ricascare l’ometto di turno di fronte all’altare. Ed è proprio nel fatidico giorno della cerimonia nuziale, che si incastra la bella location dello spettacolo: tutto è immerso in una atmosfera magica e suggestiva; la musica, i fiori, il tappeto rosso. Inginocchiati davanti al sacerdote, gli sposi ascoltano avvolti nei loro vestiti incantevoli. Il contorno è idilliaco, il matrimonio va avanti fino al pronunciamento del tanto desiderato sì, ma quando il prete fa alla sposa “Vuoi tu sposare…?”, la nubenda chiede indugiante a Maurizio: “E tutte le altre?”. Qui uno dei momenti più divertenti con Battista, che mette da parte il ruolo da sposo e, rivolgendosi al pubblico narra chi sono “le altre”, le sue vecchie fiamme, le qualità delle donne che ha incontrato nella sua vita e le loro particolarità: pillole del passato che l’hanno fatto crescere nell’esperienza e nella maturità. E mentre la narrazione si estende, Battista affila la sua satira tagliente con i gesti, gli sketch e la sua verace romanità per raccontare con ironia episodi di vita di coppia. Tirando in ballo italiche debolezze e paure comuni, e con un tributo speciale alla nemica “solitudine”. Poi il rito nuziale riprende e tutto va come deve andare! Veramente uno spasso il bravo Battista, che tra una battuta e l’altra, ben ha fatto a sottolineare la figura indomabile, imprescindibile della donna: in amore come nella vita. Incredibile pure il rapporto stretto che il comico riesce a creare con il pubblico del Sistina: via con un calcio la quarta parete, Battista parla come se fosse con amici nel salotto di casa, come se conoscesse ogni singolo individuo della platea. E la gente, da par suo, risponde alla grandissima: sguardo fisso sul comico, risate scompisciate e applausi a scena aperta. Un copione, che Battista sicuramente saprà riproporre al teatro Traiano di Civitavecchia dal 16 al 18 marzo. n. 0 - 15 Marzo 2012 Il Libro LE CITTA’ Play Time 27 SESSO E VITA nelle lettere dell’ultimo vero scrittore rinascimentale DANTE MAFFIA racconta ALDO ONORATI di DANTE MAFFIA Aldo Onorati appartiene alla generazione degli ultimi rinascimentali, a quello sparuto gruppo di scrittori che non hanno mai perduto il vizio di indagare a trecentosessanta gradi abbeverandosi a ogni fontana, a ogni ruscello, a ogni pioggia violenta o pioggerellina di marzo. La sua avidità di sapere è proverbiale, come proverbiale è la sua avidità di vita, il suo saper stare con gli altri in armonia discettando e affrontando i problemi dell’uomo mentre magari si beve un buon bicchiere. Ecco il motivo per cui ogni volta che esce un suo libro diventa una sorpresa: egli sente con sicurezza il momento preciso in cui occorre dare in pasto quella determinata materia e non altra, come se avesse le antenne. E ciò non è fatto con gli strumenti del pedagogista o del filosofo, del sociologo o del saggista, ma attraverso i fili sottili e delicati della poesia o della narrativa. Anche questa volta perciò ha fatto centro, e senza nascondersi dietro nessuna quinta, anzi esponendo perfino in copertina il suo, come chiamarlo?, progetto, in modo che il lettore sappia immediatamente a che cosa va incontro: Il sesso e la vita. Certo, verrebbe voglia di accentare la e, di portare subito l’argomentazione su un piano che evidenzia alcuni dati, ma faremmo torto alla poesia di Onorati e al sottotitolo che mi sembra molto esplicito: Il passaporto erotico di una generazione. Marco Onofrio, nella sua lunga e dotta prefazione, ha messo in evidenza l’importanza del testo, le qualità strutturali dell’opera e perfino la pastosità linguistica con cui Onorati si è disinvoltamente mosso nell’affrontare una materia proverbialmente scottante. Ma si sa che niente lo è se la mano dello scritto- Chi è Dante Maffia re sa essere felice e leggera, soprattutto veritiera. E non ci sono dubbi sulla leggerezza con cui Onorati narra, come non ce ne possono essere sulla sua necessità d’essere sincero fino in fondo, tanto che all’inizio sembra di assistere a una sorta di confessione e soltanto dopo alcune pagine la narrazione si universalizza e prende l’aire, ponendosi nella scia di quelle opere che nell’Ottocento videro al lavoro autori come Stendhal, Flaubert, Turgenev, Zola e Dickens, per fare qualche nome. Tuttavia non si tratta soltanto di romanzo che ha sullo sfondo un’educazione sentimentale. Onorati sa far affiorare anche i processi in atto di una generazione postbellica che non aveva punti di riferimento e che cercava, ansiosamente, una strada per imparare a vivere oltre le regole imposte e oltre il perbenismo imperante e le paure. Se c’è una cosa evidente sopra tutte le altre, in questo libro, è la capacità di Onorati di saperci riprodurre l’affresco di anni in cui davvero esistevano ancora i sapori, gli odori, i palpiti della vita, intesi in un arco ampio, amplissimo. I piccoli gruppi che si fronteggiano a volte danno l’impressione di riproporre cene alla Ferenc Molnar (non si dimentichi che quando Onorati frequentava le elementari era quasi d’obbligo leggere un mediocre romanzo che si intitolava I ragazzi della via Paal), ma Onorati ha il polso fermo e una visione della vita che ha finalità alte e dunque il gioco in sé non ha posto; semmai in lui c’è il bisogno di tessere una tela che non abbia sbavature espressive e non abbia elementi di disturbo nel suo svolgersi. E a me pare che i capitoli, uno dietro l’altro, sappiano portarci dentro i siste- Scoperto da Aldo Palazzeschi ha messo in versi rane, usignoli e spazzini ante Maffia (Roseto Capo Spulico, 17 genD naio 1946) è un poeta, romanziere e saggista italiano. È nato in Calabria e vive a Roma. Ha scritto opere tradotte in molte lingue. Fu scoperto nel 1974 da Aldo Palazzeschi, il quale firmò la prefazione della sua prima raccolta di poesie. A lungo si è dedicato alla ricerca e all’insegnamento nell’ambito della cattedra di letteratura italiana del prof. Luigi Reina, presso l’Università di Salerno. Ha fondato riviste letterarie di prestigio come “Il Policordo”, e diretto “Polimnia”. Come critico letterario ha collaborato inoltre col quotidiano “Paese Sera”. Il suo lavoro più importante è Il romanzo di Tommaso Campanella, del 1996. Il suo ultimo romanzo si intitola Il poeta e lo spazzino, edito da Mursia e prefato da Walter Veltroni. Per quanto riguarda i suoi lavori di poesia sono da segnalare Lo specchio della mente e Il canto della rana e dell’usignolo; sono in ogni caso numerosissime le sillogi pubblicate da Maffia. E’ stato finalista al Premio Viareggio (1974). Nel 2004 Carlo Azeglio Ciampi lo ha insignito della medaglia d’oro alla cultura della Presidenza della Repubblica. mi cardini del vivere affrontando, senza riserve e con rischi enormi che egli supera con estrema disinvoltura, tutto il ramificare di situazioni ruotanti attorno alla famiglia, alla scuola, alla società, al paese. Siamo in un borgo dei Castelli Romani e Onorati ci accompagna nel vivo dei sentimenti vissuti, nella pienezza dei rapporti, tanto che si ha l’impressione di essere protagonisti di ciò che accade e non semplici lettori. Verrebbe voglia di citare, ovviamente, molti passi del libro per dare esempi di come opera lo scrittore e di come egli sappia arricchire con saggezza un percorso che aveva molti rischi di fermarsi a un affresco epocale senza fare il passo decisivo per diventare esemplificativo. Sarà perché Onorati scrive con la nudità sempre invocata da Lawrence, sarà perché alle sue spalle ci sono letture solide dei classici, o sarà semplicemente che egli ha una sensibilità aperta e palpitante, ma anche le pagine che potevano dare adito a fraintendimenti diventano un felice approdo e addirittura delle rivelazioni, con quei delicati risvolti psicologici che ricamano il senso profondo della psiche. Si noti che Onorati nell’assegnare i nomi ai protagonisti non sceglie quelli soliti della comunità dei Castelli Romani, ma nomi storici, già carichi di simboli, di riferimenti letterari e mitologici. Ci deve essere un perché in questa scelta. Io penso che si tratta di portare le argomentazioni al di là della mera contingenza e di farla diventare momento che appartiene allo scorrere del tempo e non soltanto a un tempo preciso. Perché il sesso e la vita sono un binomio che non si cancellerà mai, che resterà sempre a dominare e a illuminare il percorso dell’uomo. In un momento in cui gli scrittori sono diventati asfittici, rigidamente ancorati alla moda di un minimalismo senza spina dorsale, leggere un romanzo come questo di Aldo Onorati dà linfa e dà speranza, e significa che non tutte le strade della letteratura portano all’aridità e al nonsenso, al gioco fine a se stesso o alla parodia. La letteratura, ci fa intendere Aldo, è un esercizio che si deve combattere mettendo in gioco le sottili fibre del proprio essere, non una palestra di insignificanza per ricevere medaglie inutili; deve portare una ventata di senso e non elucubrazioni senza vie d’uscita. Egli punta a spiegarci e a spiegarsi i nodi dell’esistere attraverso una serie di azioni che avviano alla crescita. I giovani che nel libro si scambiano le loro esperienze sono vivi, palpitano di desideri e di progetti, coi loro problemi e le loro faccende quotidiane, ma non restano alla finestra. Un messaggio? Anche, perché non guasta ricevere dalla lettura di un romanzo una indicazione che possa far fiorire nuovo senso e nuove ragioni d’esistere. Ho detto all’inizio che Onorati è uno degli ultimi uomini del Rinascimento, di quel Rinascimento che vede nell’uomo lo specchio di Dio. Egli ha tentato, in questo romanzo, di narrare una iniziazione e una presa di coscienza con i relativi traumi, con le scoperte e con le cadute e le rinascite di Giano. Lo ha fatto fotografando un tempo molto particolare, ma con tale passione e tale magistero linguistico e psicologico che nessuno potrà mai dimenticare d’essere stato anch’egli possessore di un passaporto: erotico, umano, poetico, vidimato dall’alto funzionario Aldo Onorati. Chi è Aldo Onorati L’allievo di Armando Armando ambasciatore culturale dei Castelli Romani nel mondo ldo Onorati (Albano Laziale nel A 1939). Da studente ribelle passa giovanissimo all’insegnamento nelle scuole. Da sempre nel mondo dell’editoria vanta come maestro il grande editore Armando Armando. Tra le sue amicizie illustri Domenico Rea, Pierpaolo Pasolini, Roberto Rossellini. Aldo Onorati è tradotto in varie lingue, fra cui francese, russo, esperanto. E’ giornalista di testate nazionali e membro di giurie di premi internazionali quali il “Città di Penne-Mosca”, è autore di saggi critici, sillogi poetiche e romanzi celebri. Tra le sue maggiori opere ricordiano Lettera al padre, Nel frammento la vita e La sagra degli ominidi. Nel 2005 è stato insignito presso la sua città natia della carica di ambasciatore della cultura dei Castelli Romani nel mondo Cultore di Dante, ha dato vita ad un ambizioso progetto di “Lectura Dantis ” in varie parti d’Italia. Ultimo successo tra gli studi danteschi Dante e l’omosessualità – L’amore oltre le fronde pubblicato da Anemone Purpurea nel 2009. 28 LE CITTA’ Sport n. 0 - 15 Marzo 2012 Paola Guarneri, il talento rosa della sciabola azzurra Intervista alla promettente schermitrice del Centro sportivo olimpico dell'Esercito Una vita di rinunce e sacrifici quella della 21enne di Albano, che dopo l'oro di Sheffield è pronta all'avventura in terra russa Se la guardi negli occhi, capisci subito che non è una ragazza come le altre. Dietro lo sguardo di Paola Guarneri, una delle lame più promettenti della nazionale italiana di sciabola, si cela quella forza e quella rabbia che solo le grandi possono avere. Nonostante i suoi soli 21 anni, Paola, ha già contribuito in maniera significativa ai successi della selezione azzurra. Basti pensare che nel 2011 lei e le sue compagne hanno scritto la storia della sciabola femminile: agli Europei di Sheffield sono infatti riuscite a conquistare l'oro, un'impresa che non era mai riuscita a nessuna prima di loro. L'amore, perchè di questo siamo sicuri si tratti, tra Paola e la scherma nasce quasi immediatamente. Originaria di Albano, muove i suoi primi passi sulle peda- di RI.MA. ne del vicino S.s. Lazio Scherma Ariccia, sotto l'ala del maestro Giovanni Castrucci, a soli 8 anni: “Ho praticato molti sport racconta Paola - e alla scherma mi sono avvicinata come spesso accade così per gioco. Ad Ariccia abbiamo da sempre un ottimo club di scherma e piano piano mi sono appassionata sempre di più. Ho continuato sino ad oggi e ne sono davvero contenta perchè questo Parola alla campionessa iridita ad Hong Kong Ilaria De Novellis, dalla città dell'Aria all'oro mondiale di tessuto aereo E' cresciuta a Guidonia Montecelio la ragazza classe '86 che domina in una disciplina, che lei definisce “un'arte più che uno sport” E’ made in Guidonia Montecelio la campionessa mondiale di tessuto aereo. Nata a Napoli ma cresciuta nella Città dell’Aria, Ilaria De Novellis, classe 1986, ha scalato i vertici del mondo lo scorso novembre salendo sul podio più alto, unica italiana in gara, a Hong Kong al World’s First Pps Aerial Performance International Tournament. Più che uno sport è un’arte - ha spiegato la campionessa - perché le discipline aeree nascono all’interno di un contesto dove contano soprattutto l’espressione artistica e l’espressività dell’esecuzione”. Per i non addetti ai lavori, infatti, “si tratta di esibizioni di danza appese ad un cerchio o ad un tessuto, fissati ad una trave grazie ad un sistema di sospensione che permette di sostenere il peso del corpo in movimento e di librarsi nel vuoto ad un’altezza che va dai 4 ai 20 metri”. Ilaria, la cui vita è stata letteralmente stravolta “positivamente” da questo grande risultato, sia a livello personale che professionale, ha dedicato la sua medaglia d’oro a se stessa, ai suoi familiari, al suo compagno “unica voce urlante durante la competizione ad Hong Kong”. Per raggiungere il podio più alto Ilaria si è allenata circa cinque ore al giorno. Progetti per il futuro? “Ho lavorato lo scorso anno in teatro in un musical - racconta la campionessa -. Mi piacerebbe ora esibirmi in un circo e il sogno più grande è quello di entrare in una compagnia prestigiosa, per continuare ad imparare, crescere e confrontarmi. Vorrei andare all’estero perché in Italia non ci sono molti spazi per allenarsi”. Michela Maggiani sport mi ha dato la possibilità di viaggiare molto nonostante sia ancora giovanissima, mi ha aperto la mente facendomi conoscere tante persone spesso con una cultura completamente diversa dalla mia”. Dietro ad una simile occasione si nascondono però tanti sacrifici visto che, a simili livelli, non ci si arriva certo per caso: “Di rinunce ce ne sono tante. Soprattutto i rappor- ti con gli amici sono difficili da mantenere perchè non tutti capiscono i sacrifici che una vita come quella dell'atleta ti costringe a fare”. Una vita dura quindi, ma perchè allora fare una scelta simile? “Non è semplice, è vero, ma non la cambierei con niente al mondo per via di tutti quei momenti di gioia che solo uno sport come questo sa regalarti. A volte, magari, vorrei essere come tutte le altre ragazze della mia età ma poi, a pensarci bene, mi rendo conto che mi annoierei”. E come darle torto, di ritorno dalla Turchia ora Paola già rifa i bagagli pronta a partire alla volta della Russia per un'altra avventura che, così come fa nella vita di tutti i giorni, vuole prendersi a colpi di sciabola. La pattinatrice artistica degli Angeli sul Ghiaccio ha stravinto sul ghiaccio di Belgrado Chiara Censori, piccola campioncina cresce La dodicenne di Marino, che sta spadroneggiando in Italia, è allenata dalla mamma-coach Fiordelmondo I “Castelli sportivi” non sono fatti solo dell’amore spassionato verso 22 giocatori, che corrono dietro ad una palla, ma altresì dalla passione di tantissime campioncine, che si distinguono nelle più svariate discipline, facendo splendere il prestigio castellano oltre gli italici confini. In questa lunga stagione agonistica, tra le tante è salita alle luci della ribalta la campioncina di pattinaggio artistico Chiara Censori. 12 anni e classe da vendere, il talento della città di Marino e della società capitolina degki Angeli sul Ghiaccio sta vivendo una annata fantastica: a gennaio infatti ha trionfato sul ghiaccio di Belgrado nella competizione “Fifth Europa Cup Skate Helena”, sfoderando una prestazione eccezionale. Trend confermato anche a livello nazionale, dove Chiara ha stravinto la terza prova del Campionato, aggiudicandosi per la sesta volta il titolo di campionessa del Centro-Sud Italia. Un “brava” a lei e alla mammacoach Sabrina Fiordelmondo, che della figlia racconta: “Deve allenarsi meglio perché, essendo io sua madre, se ne approfitta e lavora poco. Ha fatto buoni risultati ma adesso più si va avanti e più sarà dura: dagli allenamenti alle rinunce di vita in generale”. Una vita di sacrifici che renderà la Censori un’atleta di fama mondiale. Marco Montini n. 0 - 15 Marzo 2012 Sport Qui Roma Borini, quel “rompiscatole” che sogna l'Europeo Stagione strepitosa per l'attaccante giallorosso, che ha già segnato dieci gol in stagione uel coltello tra i denti che Q accompagna l’ormai classica esultanza di Fabio Borini dopo un gol, la mano in bocca che sta a significare che lui gioca con il coltello tra i denti, un atteggiamento che in questa stagione gli ha consentito di segnare dieci reti complessive, nove in campionato. A forza di gol e grandi prestazioni si è meritato l’etichetta di uomo nuovo del calcio italiano certificata anche dal nostro ct Cesare Prandelli. E l’esordio con la maglia azzurra è arrivata puntuale come un orologio: contro gli Usa, in amichevole, Borini è entrato nel secondo tempo e ha fatto vedere, pur senza segnare, di che pasta è fatto, il ragazzone che compirà 21 anni il 29 di questo mese e sul quale anche il Chelsea aveva messo gli occhi addosso nel 2007. Non sarà facile per l’attaccante bolognese della Roma raggiungere il sogno del prossimo Campionato Europeo, ma lui ci crede, ed è giusto così, per l’atteggiamento e la voglia di non mollare mai, per quell’essere un po’ “rompiscatole” come lo definì Carlo Ancelotti ai tempi della sua esperienza in Inghilterra. Del resto si sa, un attaccante di razza come lui è fatto proprio così: quando punta la porta o un obiettivo in generale non guarda in faccia a nessuno. La caccia all’Europeo di Polonia e Ucraina è ufficialmente partita e per Borini le chance di successo aumentano in maniera esponenziale. La Roma lo ha capito e ha già trovato un accordo con il Parma per il rinnovo della prossima stagione. Una comproprietà col club emiliano che la società giallorossa vuole fare interamente sua. Meglio non lasciarselo scappare, Borini, perché in fondo la strada imboccata è senz’altro quella giusta. Piero Zomegnan LE CITTA’ 29 Qui Lazio Rocchi, il capitano è pronto per Catania L'attaccante biancoceleste si è messo alle spalle l'infortunio di febbraio e ha una gran fame di gol inalmente una buona notizia in Fdisponibile casa Lazio: Tommaso Rocchi sarà per la trasferta di domenica a Catania. La squadra di Edy Reja, dopo essersi leccata le ferite in seguito al capitombolo casalingo con il Bologna, ha ritrovato il suo capitano, voglioso di tornare a giocare e soprattutto desideroso di timbrare il cartellino dei marcatori. L'attaccante bianceleste è reduce da una brutta lesione di secondo grado ai flessori della coscia: un infortunio, quello di un mese fa, che la punta veneta sembra ormai aver messo alla spalle. Il tecnico goriziano ha intenzione di portarlo in terra siciliana, dove Tommaso scalpita per un posto da titolare. Che non è detto che non arrivi: molto dipenderà dalle scelte tattiche dell'allenatore, che magari potrebbe piazzarlo proprio a fianco del panzer tedesco Miro Klose. Sarebbe una ipotesi affascinante. Per il resto in vista della sfida con il team di Vicenzino Montella la situazione non è troppo rosea: a centrocampo infatti la Lazio dovrà fare a meno degli squalificati Matuzalem e Gonzalez, in seguito alle espulsioni rimediate dai due domenica sera all'Olimpico. Dall'infermeria le news, invece, sono altalenanti. Si vocifera il recupero di Christian Brocchi, fuori gioco da fine novembre a causa di un problema al piedo destro e adesso pronto a rientrare per confermarsi il moto perpetuo della metà campo biancoceleste. In via di guarigione anche Stefan Radu, lontano dalle gare da fine febbraio a causa di una infiammazione al ginocchio destro: incerte al momento le possibilità di vederlo a Catania. Da verificare, infine, la condizione di Konko, mentre rimangono fermi ai box Cana, Stankevicius e Lulic. Marco Montini Basket Acea Roma, rialzati! È un momento difficile per la squadra capitolina, reduce da due sconfitte consecutive on è un periodo d'oro per l'Acea N Roma, allenata da coach Calvani. Le ultime due partite di campionato hanno coinciso con un doppio brusco stop per i ragazzi capitolini, che ora veleggiano in una posizione, la dodicesima in Lega Basket, che brucia da morire. Se la sconfitta di Cremona contro il Vanoli poteva anche starci, mal digerito è stato, invece, l'intoppo casalingo con il Banco di Sardegna Sassari, che il 7 marzo ha espugnato il palazzetto dello sport di via Apollodoro giocando una partita sapiente e portandosi a casa una importante vittoria con il +4 finale: un 68 a 72 corsaro. Un match gettato praticamente alle ortiche dalla Virtus Roma, che ora deve rimboccarsi le maniche e pensare alla tosta trasferta di Cantù sabato 17 marzo contro la Bennet seconda in classifica. Quale sarà la parola d'ordine? Innanzitutto non ripetere quanto di male fatto con gli isolani. Errori che mister Calvani ha enunciato a chiare lettere nella conferenza post match contro il Banco di Sardegna: “Contro il Sassari - ha detto - abbiamo confermato la pochezza nel riuscire a mantenere la continuità di prestazioni. Noi avevamo biso- gno di una risposta concreta, di darci un segnale dopo la partita persa a Cremona. Eravamo stati anche bravi ma nei minuti successivi abbiamo dilapidato tutto: abbiamo fatto e disfatto la tela in un attimo”. Tanti gli errori sotto canestro per l'Acea, floscia in fase d'attacco e disattenta nelle situazioni più banali con nove palle perse solo nel secondo quarto. A salvare la baracca, come conferma Calvani, è stato il primo quarto ben giocato dai romani sotto l'aspetto difensivo e di realizzazione. Altra nota lieta la prestazione dell'ala statunitense Varnado, “l'unico a giocare con energia”. Calvani, dunque, alla vigilia di Cantù, dovrà lavorare sul profilo caratteriale e psicologico di una squadra, che “con Sassari - dice il coach - non ha avuto sicurezza nei propri mezzi”. Invertire la rotta si può, anzi si deve: nella consapevolezza che non tutti i mali vengono per nuocere. Marco Montini 30 LE CITTA’ L’agenda ALESSANDRO SIANI AL SISTINA con “SONO IN ZONA” Da martedì 13 marzo a domenica 1 aprile Alessandro Siani salirà sul parco del Teatro Sistina di Roma con lo spettacolo “Sono in zona”, presentato da Tunnel Produzioni, con Francesco Albanese, Claudia Miele e Salvatore Misticone. L’irresistibile vitalità e la simpatia dilagante saranno le carte vincenti dell’attore comico napoletano, che porterà in scena monologhi freschi ed innovativi, contornati da sketch irresistibili e volti a sfatare con il sorriso i luoghi comuni degli italiani. La kermesse di Siani, inoltre, sarà accompagnata dalla musica coivolgente del dj Frank Carpentieri insieme ad altri musicisti e da ben cinque scatenatissimi ballerini di breackdance, che come annunciano dal sito internet del Sistina si preannuncia “un vero e proprio spettacolo nello spettacolo”. Per informazioni contattare 06.4200711 o visitare www.ilsistina.com. Al Maxxi una collezione “Tridimensionale” Salvador Dalì al complesso del Vittoriano “Dalì. Un artista, un genio”, da venerdì 9 marzo a domenica 1 luglio. Dopo quasi sessanta anni dall’ultima retrospettiva, ritorna nella capitale una grande e straordinaria esposizione dedicata a Salvador Dalì, uno degli artisti più celebri di tutti i tempi. La mostra, attraverso olii, disegni, documenti, fotografie, filmati, lettere, oggetti, vuole tessere il filo conduttore tra l’artista e il genio per restituire a tutto tondo il Salvador Dalì che ha saputo creare dalle sue eccentricità caratteriali e biografiche un universo affascinante e suggestivo di immagini plastiche e letterarie davvero uniche. Un’artista Dalì, la cui pittura visionaria di sogni, incubi e ossessioni, è stata sempre alla ricerca di quel “meraviglioso” che André Breton, il teorico del Surrealismo, considerava il fine dell’arte, ma anche il genio con le sue invenzioni e l’uomo con le sue bizzarrie. La rassegna è organizzata e realizzata da Comunicare Organizzando. Luogo: il Complesso del Vittoriano, Via San Pietro in Carcere, Roma. Orari: da lunedì a giovedì ore 9.30-19.30. Venerdì e sabato ore 9.30-23.30 Domenica ore 9.30-20.30. La Dal 23 febbraio è in corso al Maxxi, il Museo delle arti del ventunesimo secolo, un nuovo allestimento delle sue collezioni partendo dalla riflessione sulla relazione fra spazio e oggetto, un punto di riferimento fondamentale per la ricerca artistica contemporanea. Da Maurizio Mochetti a Juan Muñoz, da Remo Salvadori a Thomas Schütte e Franz West, Tridimensionale è un percorso attraverso vari tentativi sia di costruire la forma a partire dalla commistione di elementi geometrici ma anche di decostruire la figura a tutto tondo della scultura monumentale classica per riproporla privata della sua componente celebrativa. L’allestimento evidenzia il procedere della Galleria 3 per terrazze sovrapposte: a partire dalla più alta che ospita un focus delle opere di Salvadori, di cui vengono presentate cinque recenti acquisizioni, si attraversa la seconda terrazza, in cui sono allestite le opere di Mochetti, fino ad arrivare all’ultima, con una selezione di opere che include i lavori di Muñoz, Schütte e West. Il percorso artistico si concluderà il 23 settembre. Per info visitare il sito www.fondazionemaxxi.it. biglietteria chiude un’ora prima dei suddetti orari di apertura. Salvador Dalì, biografia: artista poliedrico, nato a Figueres l’11 maggio del 2004 e morto il 23 gennaio del 1989 è stato pittore scultore, scrittore, cineasta ma anche un abile disegnatore tecnico. Rinomato soprattutto per le immagine suggestive e particolari delle sue creazioni surrealiste, Dalí fu uomo di una fervida e ruspante immaginazione ma con il vezzo di assumere atteggiamenti stravaganti per accalappiare l’attenzione altrui su di sé. Si sussurra che questo modo di fare abbia in alcuni casi irritato coloro che hanno amato la sua arte tanto quanto ha infastidito i suoi detrattori. n. 0 - 15 Marzo 2012 Pacanowski in mostra al museo di Roma in Trastevere All’infuori di me. La folla e l’esperienza religiosa. Un percorso per immagini. Si è aperta venerdì 2 marzo per concludersi domenica 22 aprile l’esposizione del celebre fotografo capitolino, Andrea Pacanowski, presso il Museo di Roma in Trastevere in piazza S. Egidio 1/b. La mostra fotografica si compone di 40 immagini scattate girando tra le “città sante” delle religioni monoteistiche, che evidenziano la dimensione collettiva della religiosità nell’epoca globale e mediatizzata attraverso elaborati giochi di riflessi creati prima dello scatto fotografico. Pacanowski non usa post-produzione sulle sue immagini ma agisce sui soggetti prescelti con un uso straordinario delle fonti luminose e delle aperture di diaframma e con effetti creati da vetri e superfici riflettenti. In questo modo supera il criterio di verosimiglianza avvicinandosi alla pittura astratta e le masse di uomini diventano macchie di colore. Orario: dal martedì alla domenica ore 10.0020.00; chiuso lunedì. Per informazione telefonare allo 060608 (tutti i giorni ore 9.00-21.00). Ad Albano l’etica di una cosa “L’etica di una cosa”: riflessioni sull’ambiente attraverso dibattiti, laboratori, esposizioni e performance d’arte visiva, moda, ornamenti da indossare e design. Tutto questo e altro ancora sarà la presentazione della “tre giorni” tematica, patrocinata dal Comune di Albano Laziale e curata dalla direttrice artistica e critica d’arte Fabrizia Ranelletti, che si aprirà venerdì 16 marzo alle 17,30 all’ex Chiesa di S. Maria delle Grazie -Via Anfiteatro romano 18/b per chiudersi domenica 18 marzo. All’iniziativa, ad ingresso gratuito, parteciperanno artisti e creatori con opere e manufatti, composti con materiali di riciclo e non mancheranno interventi di associazioni, presentazioni di progetti eco ambientali, mercatini del baratto, interessanti video protezioni e incursioni performative di moda. Per informazioni su orari e palinsesto contattare 3332065619, scrivere a [email protected] o consultare il sito istituzionale del Comune di Albano.