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INDICE
INDICE
Indice
1 Informazioni Generali
1.1 Territorio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
3
3
2 Storia
2.1 Toponimo . . . . . .
2.2 Simboli . . . . . . . .
2.3 Architetture religiose
2.4 Aree naturali . . . .
2.5 Lingue e dialetti . . .
2.6 Istruzione . . . . . .
2.7 Eventi . . . . . . . .
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4
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6
3 Economia
3.1 Strade . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
3.2 Ferrovie . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
6
6
6
4 Sport
6
5 Dove Mangiare
5.1 Ristoranti .
5.2 Osterie . . .
5.3 Pizzerie . .
5.4 Fast-Food .
5.5 Paninoteche
5.6 Pasticcerie .
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6 Dove Dormire
6.1 Hotel 4 stelle .
6.2 Hotel 3 stelle .
6.3 Hotel 2 stelle .
6.4 Affittacamere .
6.5 Bed Breakfast
6.6 Agriturismo . .
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19
7 Prodotti tipici
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7.1 Vendita . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 20
7.2 Produzione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 21
7.3 Panetterie . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 22
8 Altri operatori
23
8.1 Noleggio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 23
8.2 Agenzie immobiliari . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 24
8.3 Guide e accompagnatori . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 25
2
2.1 Toponimo
1
2 STORIA
Informazioni Generali
Melissano (Malassanu in dialetto salentino) è
un comune italiano di 7.356 abitanti della provincia di Lecce in Puglia.
Situato nel versante occidentale del basso Salento, dista 52,7 km dal capoluogo provinciale.
È un importante centro per la produzione di
vino e uva da tavola; a livello industriale è un
polo calzaturiero. Dal 2003 si fregia del titolo
di città.
1.1
Territorio
Il comune di Melissano presenta una morfologia pianeggiante ed è compreso tra i 46 e i
59 metri sul livello del mare. L’intero abitato
è situato geologicamente sullo zoccolo calcaritico detto Calcare di Melissano. La natura
carsica del territorio favorisce la creazione di
lunghi fiumi sotterranei che alimentano le falde acquifere; talvolta l’affioramento della falda
freatica superficiale forma piccoli bacini idrici
come nel caso del laghetto Cellini situato nella parte settentrionale del territorio comunale.
Occupa una superficie di 12,42 km2 nella parte
sud-occidentale della penisola salentina. Confina a nord con il comune di Matino, a est con
il comune di Casarano, a sud con il comune di
Ugento, a ovest con i comuni di Taviano e Racale.
Classificazione sismica: zona 4 (sismicità molto bassa), Ordinanza PCM n.
3274 del
20/03/2003
2
Storia
La prima attestazione dell’insediamento risale
al 1269 (dai registri angioini), ma l’agglomerato dovrebbe essere nato in epoca bizantina,
quando esisteva la vicina abbazia di Santa Maria del Civo, posta sul triconfinio Melissano,
Racale e Taviano. Il suo territorio fu interessato in epoca romana da alcuni insediamenti
rurali, ma tracce ancora più antiche della presenza umana sono riconducibili alla presenza
3
di una specchia databile all’età del bronzo.
Da un’epigrafe del XII secolo, posta nella chiesa madre di Racale e oggi scomparsa, si apprendeva che il casale di Melissano apparteneva, in epoca sveva, a Giordano Sicecte. Con
l’avvento dei Normanni, il re Tancredi d’Altavila concesse il feudo a Niccolò Amendolia. Nel
1384 passò ai Della Ratta ai quali succedettero nel 1491 i Del Balzo. Nel Cinquecento si
avvicendarono i De Capua e i Brayda (1589).
Dopo lo smembramento della contea di Alessano e del marchesato di Specchia, il casale fu
venduto dai Trane ai De Franchis, marchesi di
Taviano, che lo detennero sino al 1723, anno in
cui passò sotto il controllo dei principi Caracciolo. I Caracciolo furono gli ultimi feudatari
di Melissano (1806).
Con l’abolizione della feudalità e la creazione
dei comuni, il borgo di Melissano, che contava solo 500 abitanti, fu aggregato al comune
di Taviano. Nel 1850 un primo tentativo di
richiesta per l’autonomia amministrativa fu rigettata per l’estrema miseria della popolazione. Il 1◦ gennaio 1885 la frazione fu staccata
da Taviano e annessa al comune di Casarano,
dal quale ottenne l’autonomia nel 1922. Dal
2003 si fregia del titolo di città.
2.1
Toponimo
Il toponimo potrebbe derivare dal fatto che sul
territorio di Melissano si coltivasse la melissa,
una pianta erbacea spontanea molto ricercata
dalle api. Questa teoria spiegherebbe anche la
presenza di un’ape sullo stemma del paese.
Un’altra ipotesi, sostenuta dai ricercatori di
toponimia Marinelli e Laporta, considera più
probabile la derivazione etimologica dal nome
latino di persona Melissus con l’aggiunta del
suffisso -anus che indica possesso; in questo caso il nome è un prediale (praedium Melissanus
era la terra di Melissus).
Un’altra tesi colloca l’origine della nascita del
toponimo in epoca bizantina in seguito alla
devastazione della città di Ugento nell’886 da
parte dell’ex emiro di Bari, SawdÄn. Il sovra-
2.3 Architetture religiose
2 STORIA
no bizantino Basilio I, che decise di ripopolare l’area compresa tra Ugento e Gallipoli con
coloni provenienti da Heraclea sul Ponto (da
cui il nome di Racale), affrontò SawdÄn con il
supporto del generale Melissos (da cui il nome
Melissano).
2.2
Simboli
Descrizione araldica dello stemma:« di azzurro,
all’ape di oro, accostata da tre carrube (melissa), due ornate in capo e una in punta dello scudo (D.P.R. 7 dicembre 1958)Descrizione
araldica del gonfalone:« drappo di azzurro...
2.3
L’interno, a croce latina con tre navate e transetto, presenta una volta a stella e ospita sei
altari intitolati alla Madonna del Carmelo, a
san Giuseppe, alla Madonna del Rosario, nella
navata destra, a san Vito, alla Deposizione di
Gesù, a sant’Antonio di Padova, nella navata
sinistra. Il presbiterio accoglie l’altare maggiore in marmo di Carrara, realizzato nel 1901, e
un organo a canne del XVIII secolo proveniente
dall’originaria chiesa parrocchiale. Dell’antico
edificio si conserva anche una tela seicentesca
e una statua settecentesca di sant’Antonio.
Chiesa dell’Immacolata
Architetture religiose
Chiesa della Beata Vergine del Rosario
La chiesa della Beata Vergine del Rosario,
attuale chiesa madre e sede dell’omonima parrocchia, fu costruita a partire dal 1885 e inaugurata l’8 febbraio 1902. Progettata dall’architetto leccese Ferdinando Campasena, presenta
uno stile neorinascimentale e una pianta basilicale dalle linee cinquecentesche.
Il prospetto è interamente in pietra leccese costituito da due ordini separati da una spessa
cornice aggettante. Il primo, scandito in tre
zone da lesene terminanti con capitelli corinzi,
ospita tre porte corrispondenti alla tre navate
interne; il secondo, tripartito come il primo, è
caratterizzato da una bifora centrale e da due
nicchie laterali; il tutto termina con un frontone triangolare.
4
La chiesa dell’Immacolata risale alla seconda metà del XVII secolo e sorge sopra l’antica
chiesa parrocchiale di san Pietro. Fu radicalmente rimaneggiata e ampliata nel corso dell’Ottocento con l’aggiunta della zona absidale, della navata destra e di una campata della
navata principale che comportò l’abbattimento
del prospetto seicentesco.
L’attuale facciata si presenta scarsamente elevata, con uno sviluppo orizzontale; il corpo
principale è scandito da quattro lesene che sorreggono un cornicione sul quale si apre un finestrone semicircolare. L’interno, con copertura
a stella, si compone di due navate fra di loro
comunicanti con tre archi. La navata centrale
termina nel presbiterio che ospita un marmoreo altare maggiore realizzato nel 1816; l’altare custodisce due tele raffiguranti l’Immacolata (XVIII secolo) e una Madonna col Bambino
(XVIII secolo). Un modesto altare, dedicato
alla Madonna del Carmelo, è posizionato nella
2.3 Architetture religiose
2 STORIA
navata laterale.
La chiesa è ricca di statue conservate nelle
relative nicchie: Madonna dei Fiori (manichino XVIII secolo), Addolorata (manichino
XIX secolo), Immacolata (legno XVIII secolo), Madonna del Miracolo (legno XVIII secolo), Immacolata (cartapesta seconda metà XX
secolo), San Vito (legno e cartapesta XVIII
secolo).
Ex chiesa di Sant’Antonio
L’ex chiesa di Sant’Antonio, la cui prima attestazione risale al 1575, fu costruita a partire
dal 1569 e sorgeva adiacente all’antichissima
chiesa di san Nicola, oggi scomparsa e già allora ridotta in rudere. L’edificio, rimaneggiato
una prima volta nel 1612 e successivamente nel
1778, fu interdetto al culto nel 1910. Attualmente è adibito a centro culturale.
Il prospetto è spoglio di qualsiasi decorazione
ed è costituito da una piccola finestra centrale
posta in asse con il portale d’ingresso, leggermente rialzato rispetto al piano stradale. L’interno, ad unica navata, termina con un presbiterio semicircolare ricoperto da una elegante
volta a stella. Sui muri laterali, sono addossati
cinque altari barocchi in pietra leccese decorati con sfarzose composizioni floreali e puttini a
bassorilievo. Di rilevante pregio artistico sono
gli altari intitolati alla Madonna del Rosario
(1575) e a sant’Antonio da Padova, nonostante siano privi dell’originaria pala. Interessanti
sono i resti di due affreschi, un Sant’Antonio e
una Madonna col Bambino, posti sulla controfacciata e che fanno ipotizzare una datazione
anteriore e un’orientazione diversa dell’edificio,
con l’altare posto in prossimità dell’entrata.
Abbazia di Santa Maria del Civo
Quasi niente è rimasto di quella che era una
delle più importanti abbazie italo-greche edificata fra l’XI-XII secolo. La sua prima attestazione risale al 1120 quando nella chiesa
abbaziale fu sepolto Gilberto Siniscalco, figlio
del conte normanno di Nardò. Dell’abbazia,
caduta in commenda sul finire del XV secolo,
rimase solo la chiesa dedicata all’Annunziata di
cui, da un documento del 1714, si apprende che
5
era costituita da un’unica navata con tre altari; il maggiore possedeva una tela raffigurante
la Titolare mentre i due laterali erano dedicati
a sant’Ignazio di Loyola e alla Madonna delle Grazie. Nella seconda metà del Novecento
la chiesa si presentava semidistrutta e i pochi
ruderi rimasti furono definitivamente abbattuti nel 1973. Oggi della struttura è possibile
osservare solo alcune pietre e i resti di un’antica necropoli. Dalla tesi di laurea in topografia medievale di Stefano Cortese sono emerse
tracce di frequentazione antropica che va dall’epoca eneolitica, sino all’età romana, per poi
ospitare il monastero italo-greco.
Altre chiese
Ex chiesa Madonna delle Grazie, fine XIX
secolo
Cappella di San Donato, 1947
Chiesa Madonna tu Ndriolu, XVII secolo prende il nome dal fondo Andrioli in cui sorge.
Edicola della Madonna della Pila
Cappella della Cucuruzza, XVII secolo Cappella della masseria omonima.
Cappella dei Coloni, XVII secolo Cappella della masseria omonima.
Edicola di San Rocco, 1947
Edicola della Madonna, 1950
Chiesa di Gesù Redentore, 1997-2001
Palazzi
Palazzo Ricchello, ora Monsellato (XV secolo)
Palazzo Nassisi (Ricostruito nel XVII secolo su
una preesistente struttura)
Palazzo Santaloja (XIX secolo)
Palazzo Fasano
Palazzo Corvaglia (XVIII secolo)
Masserie
Masseria Cuntinazzi (XV secolo)
Masseria Cucuruzze (XVI secolo) Possiede un
frantoio ipogeo del 1618 e una chiesetta.
Masseria Li Coloni (XVII secolo)
Masseria Li Buoi (XVIII secolo)
Masseria Quarta (XIX secolo)
Frantoi ipogei
Frantoio ipogeo Li Curti (XV secolo)
4 SPORT
2.4
Aree naturali
Festa di Sant’Antonio - 13 giugno (solo religiosa) e prima domenica di settembre
Laghetto Cellini
Festival canoro e delle voci nuove - secondo fiIl laghetto Cellini è un bacino di piccolissi- ne settimana di luglio
me dimensioni alimentato dalle acque sorgive Festa della Madonna Immacolata - 8 dicembre
della falda freatica. Occupa una superficie di Festa di San Luigi - 21 giugno
3.000 m2 e presenta una profondità massima di
tre metri. Il lago ospita una modesta varietà
faunistica, costituita prevalentemente da rane 3
Economia
e pesci rossi; in alcuni periodi dell’anno è meta di diverse specie di uccelli migratori che si Il settore agricolo è caratterizzato da rilevanti
stanziano temporaneamente sulle rive ricoper- produzioni di uva da vino e da tavola e il terte da fitti canneti. L’area è situata a nord di ritorio rientra nell’area di produzione dell’olio
Melissano, al confine con il feudo del comune di oliva DOP Terra d’Otranto. Sul territorio
di Taviano.
è presente una cantina cooperativa fondata nel
1940 in nome di re Vittorio Emanuele III.
Il comune è dotato di un’area industriale rea2.5 Lingue e dialetti
lizzata a nord del centro abitato in cui sono
Il dialetto parlato a Melissano è il dialetto sa- presenti aziende di piccole e medie dimensioni
lentino nella sua variante meridionale. Il dia- impegnate nei settori alimentare (produzione
letto salentino si presenta carico di influenze di vini e olii), tessile (calze), dell’abbigliamento
riconducibili alle dominazioni e ai popoli stabi- e dei materiali da costruzione.
litisi in questi territori lungo i secoli: messapi,
greci, romani, bizantini, longobardi, normanni, 3.1 Strade
albanesi, francesi, spagnoli.
I collegamenti stradali principali sono rappresentati da:
2.6 Istruzione
Strada statale 274; (Santa Maria di Leuca Gallipoli)
Biblioteche
Strada statale 101; (Gallipoli - Lecce)
Biblioteca Pubblica Comunale. Ospita una
Il centro è anche raggiungibile dalle strade
sezione libraria composta da oltre undicimiprovinciali interne SP68 Melissano-Tavianola volumi, in parte provenienti dalla donaCasarano-Racale, SP203 Melissano-Felline,
zione Capoti, una sezione emeroteca e una
SP206 Melissano-Ugento, SP263 Melissanopostazione internet.
Casarano.
Scuole
Melissano è sede di un Istituto Comprensivo
(infanzia, primaria, secondaria di I grado) e di 3.2 Ferrovie
una scuola dell’Infanzia privata.
La città è servita da una stazione ferroviaria posta sulla linea Gallipoli-Casarano delle
Ferrovie del Sud Est.
2.7 Eventi
Focareddhe di San Biagio (falò) - 3 febbraio
Carnevale - febbraio o marzo
4 Sport
Festa della Madonna del Miracolo - 24 febbraio
Festa di Gesù Redentore - prima domenica di Lo sport è legato principalmente al calcio e almaggio
la pallavolo. La squadra di calcio di Melissa6
4 SPORT
no milita in Seconda Categoria. La squadra
di pallavolo, denominata A. S. Volley Città di
Melissano, milita in II Divisione.
7
5 DOVE MANGIARE
5
5.1
Dove Mangiare
Ristoranti
8
5.2 Osterie
5.2
5 DOVE MANGIARE
Osterie
9
5.3 Pizzerie
5.3
5 DOVE MANGIARE
Pizzerie
10
5.4 Fast-Food
5.4
5 DOVE MANGIARE
Fast-Food
11
5.5 Paninoteche
5.5
5 DOVE MANGIARE
Paninoteche
12
5.6 Pasticcerie
5.6
5 DOVE MANGIARE
Pasticcerie
13
6 DOVE DORMIRE
6
6.1
Dove Dormire
Hotel 4 stelle
14
6.2 Hotel 3 stelle
6.2
6 DOVE DORMIRE
Hotel 3 stelle
15
6.3 Hotel 2 stelle
6.3
6 DOVE DORMIRE
Hotel 2 stelle
16
6.4 Affittacamere
6.4
6 DOVE DORMIRE
Affittacamere
17
6.5 Bed Breakfast
6.5
6 DOVE DORMIRE
Bed Breakfast
18
6.6 Agriturismo
6.6
6 DOVE DORMIRE
Agriturismo
19
7 PRODOTTI TIPICI
7
7.1
Prodotti tipici
Vendita
20
7.2 Produzione
7.2
7 PRODOTTI TIPICI
Produzione
21
7.3 Panetterie
7.3
7 PRODOTTI TIPICI
Panetterie
22
8 ALTRI OPERATORI
8
8.1
Altri operatori
Noleggio
23
8.2 Agenzie immobiliari
8.2
8 ALTRI OPERATORI
Agenzie immobiliari
24
8.3 Guide e accompagnatori
8.3
8 ALTRI OPERATORI
Guide e accompagnatori
25
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