Le attività svolte nell’ambito
della ricerca PACMAn:
la «governance di filiera»
I contenuti ed i principali risultati:
uno sguardo generale
1. Analisi della filiera del pomodoro da industria
2. Identificazione di una best practice: il tema della
«governance di filiera»
3. Azione pilota sulla «governance di filiera»:
o
o
o
Attività svolta
I risultati principali dell’azione
Le implicazioni
4. In sintesi: dal progetto, quali benefici per la filiera?
1. Analisi della filiera del pomodoro da
industria (1)
• La filiera è certamente di importanza centrale per il
territorio di Parma e per le province limitrofe
• E’ una presenza «storica» nell’agroalimentare locale
• Ma non va dimenticato che il complesso dei soggetti
coinvolti in questa filiera a partire dal 2006 ha avviato un
importante e peculiare processo di riorganizzazione che
ha portato alla nascita prima della associazione distretto
del pomodoro da industria del nord Italia e poi all’OI
• L’Organizzazione Interprofessionale opera su un sistema
che produce e lavora più della metà della produzione
nazionale di questo prodotto, e un quarto di quella
europea
1. Analisi della filiera del pomodoro da
industria (2)
• L’OI è un’esperienza del tutto peculiare non solo nel
nostro territorio ma anche a livello nazionale, per
diverse ragioni:
o
o
o
o
Modalità organizzative
Dimensioni
Soggetti partecipanti
Condizioni dello scenario competitivo
• I temi più rilevanti oggetto di analisi sono stati:
o
o
o
o
Sostenibilità
Internazionalizzazione
Networking
innovazione
2. Identificazione e analisi di una
«best practice»
• La «best practice» non poteva che riguardare il
«caso» della «nuova» OI nata nella filiera del
pomodoro da industria.
• E’ evidentemente un caso importante di «nuova»
forma di «governance» e strumento utile per
rafforzare la competitività agendo sulle leve prima
identificate: sostenibilità, innovazione e
internazionalizzazione, mediante un modello di
networking.
• Rispetto a quest’ultimo punto, il progetto
rappresentava anche un’opportunità
Analisi della «best practice» con
focus group e questionari
• L’analisi è stata svolta in una prima fase con
un’analisi «desk»
• Successivamente si sono svolti focus group tra gli
operatori dell’OI, proprio per focalizzare
l’attenzione sui 4 aspetti identificati
• Infine, questa analisi è stata completata con l’uso
di questionari che hanno coinvolto sempre gli
operatori.
Focus group: i temi affrontati
• Innovazione
o
o
o
o
Barriere
Opportunità presenti
Opportunità future
Aree di maggiore interesse (sostenibilità, caratteri
nutrizionali dei prodotti, forma organizzativa dell’OI)
• Networking (sviluppo di sistemi a rete)
• Internazionalizzazione
o Dimensione importantissima della filiera
o Dai soli scambi internazionali di prodotti, agli investimenti
diretti all’estero (FDI) … verso l’Italia … maggiore forza
relativa dell’area
o Criticità (possibile) dei passaggi di proprietà …
Fattori chiave del «successo»
• Un lunga storia caratterizzata, fin dall’inizio, da forti interazioni
di fiiera (tra produzione agricola e trsformazione industriale,
incluse le fasi di ricerca, divulgazione, innovazione;
• L’esperienza recente (PAC) di interazione obbligatoria tra OP
e imprese di trasformazione
• Una forte concentrazione geografica delle attività produttive
che ha consentito una più intensa relazione, formale e
informale tra I vari soggetti, economici e non;
• Una forte interazione tra ricerca, innovazione e imprese;
• Una forte percezione, anche sociale e politica, del ruolo di
questa filiera agroalimentare per il territorio;
• La percezione, condivisa tra i soggetti coinvolti, che il futuro
della filiera avrebbe richiesto una ancor più efficiente
capacità di relazioni sia orizzontali che verticali nella filiera,
oltre che di sistema.
Principali effetti positivi del
networking
• Forte sviluppo di servizi di assistenza tecnica per gli
agricoltori
• Ottimizzazione delle attività di raccolta e consegna
delle materie prime alle aziende di trasformazione.
• Forte riduzione dei costi di transazione
(contrattazione collettiva)
• Ottimizzazione del processo di controllo di qualità (e
di miglioramento qualitativo) lungo tutta la filiera.
• Contributo all’aumento dell’efficienza economica
sia delle singole fasi che della filiera nel suo insieme,
con rafforzamento del posizionamento competitivo.
3. Azione pilota sulla «governance»
di filiera (1)
• L’azione pilota non poteva che essere focalizzata sugli
strumenti che rendono possibile nel caso specifico, o
che possono farlo, anche in altri casi
nell’agroalimentare, una «governance di filiera»:
o Le Organizzazioni di Produttori (OP)
o Le Organizzazioni Interprofessionali (OI)
• Rispetto alle OP, a partire dagli aspetti peculiari di quelle
locali (soprattutto in termini di specializzazione,
dimensioni, assetto organizzativo, funzioni svolte), si è
svolto un approfondimento a livello di altri Paesi Med per
confrontare altre esperienze e per valutare l’attitudine di
questi soggetti verso l’integrazione anche verticale nelle
filiere, mediante OI, nonché le aspettative nei confronti
della nuova PAC.
3. Azione pilota sulla «governance»
di filiera (2)
• Rispetto alle OI, l’azione pilota ha previsto un
approfondimento dei diversi approcci sviluppati anche
in altri Paesi, in particolare in Francia, su questo tema.
• E’ stato organizzato, a luglio scorso, un meeting ad
Avignone, nel quale l’OI del pomodoro da industria si è
potuta incontrare e confrontare con INTERFEL (OI che
riguarda verdure e legumi )e SONITO (OI del pomodoro
da industria)
• Lo scambio di esperienze e di valutazioni,
particolarmente interessante, porterà, nelle intenzioni,
allo sviluppo di un nuovo network europeo tra OI
Gli spunti principali emersi dal
confronto tra OI (1)
• Lo sviluppo delle OI francesi è stato fortemente
influenzato (determinato), dalle norme nazionali
(primo contratto depositato nel 1942, nel 1974 il
codice agrario francese ha istituito
l’interprofessione)
• E’ stato riconosciuto un ruolo pubblico delle OI sulle
norme di qualità, ad esempio …
• Con uno strumento finanziario: tasse parafiscali (poi
abolito da norme UE)
• Successivamente «contributi volontari obbligatori»:
o Riconoscimento da parte dello Stato/regioni
o Regole interprofessionali estese a tutto il settore
Gli spunti principali emersi dal confronto
tra OI (2)
• Limiti del riconoscimento europeo (accordi sui prezzi)
• OI corte e OI lunghe (più difficili, con la GDO)
• Cosa fanno:
o NO prezzo
o Contratti tipo (pagamenti, parametri qualitativi, penalità, aspetti
tecnici/servizi)
o Arbitraggio
o Ricerca e sperimentazione «dentro» le OI
o Promozione (importante per il fresco, inesistente per il trasformato)
o Ruolo «politico»: rappresentanza interessi di filiera
• Nel caso del fresco:
o
o
o
Gestiscono la comunicazione e la promozione al consumo
Analisi di mercato
OP necessariamente «vicine ai produttori» anche geograficamente
Possibili sviluppi
• Interesse a collaborare a livello MED / Ue: vero una
rete/associazione di OI
• Temi di interesse comune:
o
o
o
o
o
o
norme UE per costituzione …
… attività …
… limitazioni …
… opportunità per le OI (e in parte per le OP),
Confronto di esperienze
Accesso a fondi UE (nuova PAC)
• Relazione tra norme statali (nei diversi Stati UE) e
norme europee
4. In sintesi: dal progetto,
quali benefici per la filiera?
1. Il progetto ha rappresentato un’occasione utile di
approfondimento e di più consapevole presa di
coscienza degli operatori della filiera.
2. La focalizzazione su GRANDI TEMI strategici, quali
innovazione, internazionalizzazione e sostenibilità, ha
favorito un allargamento degli orizzonti oltre le
contingenze del mercato e delle diverse campagne
produttive, favorendo lo sviluppo di un approccio più
«strategico» e meno «tattico»
3. La dimensione internazionale del progetto ha
rappresentato un’occasione e uno strumento
importante di crescita.
Grazie per l’attenzione
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