Universita` degli Studi di Perugia Dipartimento di Scienze EconomicoEstimative e degli Alimenti Sez. Tecnologie e Biotecnologie degli Alimenti Corso di aggiornamento: Produzione alimentare e Promozione della Salute: Olio e Latte a confronto nell’economia globalizzata Roma, 19-20 gennaio 2006 Tracciabilità e Rintracciabilità a garanzia della qualita` e sicurezza dei prodotti alimentari Prof. Luigi Montanari, Dott. Florindo Magnanimi, Dott.ssa Laura Cristofani Via S. Costanzo, 06126 Perugia tel +39.075.585.7941 e-mail: [email protected] SOMMARIO SICUREZZA ALIMENTARE, QUALITÀ e RINTRACCIABILITÀ LA FILIERA AGRO-ALIMENTARE TRACCIABILITA` e RINTRACCIABILITA` L’IMPORTANZA DI UN SISTEMA DI RINTRACCIABILITA` NORMATIVA COGENTE E VOLONTARIA PRIMO CASO-STUDIO: IL LATTE FRESCO PASTORIZZATO SECONDO CASO-STUDIO: LA MOZZARELLA CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE 2 SICUREZZA ALIMENTARE La garanzia della sicurezza degli alimenti ha inizio dalla produzione agricola e prosegue nelle fasi della trasformazione industriale, della distribuzione e della conservazione, completandosi poi nelle fasi della preparazione, cottura e somministrazione dei pasti. L'inadeguatezza in una qualsiasi di queste fasi comporta una maggiore probabilità di rischio per la salute dei consumatori. E’ una condizione che deve essere garantita dagli operatori della filiera agroalimentare attraverso il rispetto di norme e atti specifici dal quale il consumatore può attendersi un livello di rischio per la 3 propria salute nullo o comunque accettabile. QUALITA’ L’insieme delle proprietà e delle caratteristiche di un prodotto (o di un servizio) che conferiscono ad esso la capacità di soddisfare esigenze espresse o implicite. Per un prodotto alimentare tali proprietà e caratteristiche possono essere: PERCEIBILI oppure NON PERCEPIBILI. 4 LA RINTRACCIABILITA’ SECONDO L’UNIONE EUROPEA DAL 1° gennaio 2005 E` DIVENUTO OBBLIGATORIO ADOTTARE SISTEMI DI RINTRACCIABILITA’ DEGLI ALIMENTI IN TUTTA L’UNIONE EUROPEA. “La rintracciabilità è la possibilità di ricostruire e seguire il percorso di un alimento, - di un mangime, di un animale destinato alla produzione alimentare o di una sostanza destinata o atta ad entrare a far parte di un alimento o di un mangime - attraverso tutte le fasi della produzione, della trasformazione e della distribuzione” 5 L’articolo 18 del Reg. (CE) n.178/2002 prevede: 1 2 La rintracciabilità è obbligatoria a partire dal 1 gennaio 2005 Gli operatori del settore alimentare debbono essere in grado di individuare: a chi abbia fornito loro un alimento, un mangime, un animale destinato alla produzione alimentare o qualsiasi sostanza destinata ad entrare a far parte di un alimento b a chi (imprese) sono stati forniti i propri prodotti 6 LA FILIERA AGRO-ALIMENTARE Ricevimento produzione primaria FILIERA INTERNA Processo 1 Processo 2 prima trasformazione Processo n Consegna seconda trasformazione “terza, ecc.” trasformazione Insieme delle organizzazioni e degli operatori, con i relativi flussi materiali, che concorrono alla formazione, distribuzione e commercializzazione di un prodotto agroalimentare Distribuzione e vendita consumatore 7 TRACCIABILITA’ e RINTRACCIABILITA’ Tracciabilità e Rintracciabilità sono due processi differenti. Con “tracciabilità” si intende il processo che identifica e registra, tramite azioni e informazioni specifce, le tracce che il prodotto lascia via-via durante le diverse fasi della filiera produttiva da monte a valle. T r a c c i a b i l i t à 8 TRACCIABILITA’ e RINTRACCIABILITA’ Con “rintracciabilità” si intende il processo inverso (da valle a monte). In concreto rintracciare significa stabilire lo strumento tecnico più idoneo per ricostruire, a partire dal prodotto alimentare finito, il suo percorso e la storia R i n t r a c c i a b i l i t à 9 FILIERA-TRACCIABILITÀ- RINTRACCIABILITÀ Ricevimento produzione primaria FILIERA INTERNA Processo 1 Processo 2 prima trasformazione Processo n Consegna seconda trasformazione “terza, ecc.” trasformazione Distribuzione e vendita consumatore 10 L’IMPORTANZA DI UN SISTEMA DI RINTRACCIABILITA` Un sistema che offre la possibilita` di poter risalire alla provenieza delle materie prime utilizzate: - Garantisce la trasparenza e la sicurezza della produzione (un prodotto tracciato e rintracciabile non ha segreti); Rintracciabilità - Permette di individuare le cause dei problemi; documentale - Attribuisce le responsabilita` tra fornitori-trasformatoridistributori; - Migliora, quindi, la sicurezza dei prodotti finiti (ed anche la qualità!); - Permette di istituire un sistema di allarme rapido per il 11 ritiro mirato del prodotto. ESEMPI DI RINTRACCIABILITA` 12 ESEMPI DI RINTRACCIABILITA` 13 ESEMPI DI RINTRACCIABILITA` http://www.indicod-ecr.it/ http://www.indicod-ecr.it/prodottiservizi/schede.php?id=27 14 NORMATIVA COGENTE E VOLONTARIA D.Lgs 155/97 attuazione della Dir. CE 93/43 sull’igiene dei prodotti alimentari; Reg. EEC 2092/91 e 1804/99 metodo di produzione biologico di prodotti agricoli e alla indicazione di tale metodo sui prodotti agricoli e sulle derrate alimentari; Reg. EEC 2081/92 relativo alla protezione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni d'origine dei prodotti agricoli ed alimentari Libro Bianco sulla Sicurezza Alimentare (2000) Reg. (CE) 1760/2000 che istituisce un sistema di identificazione e di registrazione dei bovini e relativo all'etichettatura delle carni bovine e dei prodotti a base di carni bovine; 15 NORMATIVA COGENTE E VOLONTARIA UNI EN ISO 9000:2000 Sistemi di gestione per la qualita`: Fondamenti e terminologia; UNI 10939:2001 Sistema di rintracciabilita` nelle filiere agroalimentari: principi generali per la progettazione e l’attuazione; Reg. 2065/2001 CE relativamente all’informazione ai consumatori nel settore dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura; UNI 11020:2002 Sistema di rintracciabilita` nelle aziende agroalimentari: Principi e requisiti per l’attuazione; Reg. 178/2002 CE Stabilisce i principi e i requisiti generali della legislazione alimentare, istituisce l'Autorità europea per la sicurezza alimentare e fissa procedure nel campo della sicurezza alimentare; 16 NORMATIVA COGENTE E VOLONTARIA Reg. (CE) 1830/2003 concernente la tracciabilità e l'etichettatura di OGM e la tracciabilità di alimenti e mangimi ottenuti da OGM; FEDERALIMENTARE Linee guida per la rintracciabilita` dei prodotti alimentari 12 dicembre 2003 Reg. (CE): 882, 852, 853 e 854 del 29 aprile 2004. Decreto 27 Maggio 2004 Ministero delle Attività Produttive: Rintracciabilita' e scadenza del latte fresco. http://www.federalimentare.it/ 17 18 PRIMO CASO-STUDIO: IL LATTE FRESCO PASTORIZZATO Nel ІІ° Congresso internazionale per la repressione delle frodi sulle sostanze alimentari, tenutosi a Parigi nel 1910, si definì il latte come “il prodotto integrale di una mungitura totale, completa ed ininterrotta di una femmina lattifera, sana, bene alimentata e non affaticata. Esso deve essere raccolto con proprietà e non deve contenere colostro. La denominazione di latte, senza alcuna specificazione, non si applica che al latte di vacca” 19 TIPOLOGIE DI LATTE ALIMENTARE LATTI TRADIZIONALI • Latte crudo • Latte a breve conservazione : pastorizzato - fresco pastorizzato - fresco pastorizzato di alta qualità - microfiltrato - pastorizzato ad elevata temperatura • Latte a media conservazione: UHT con shelf-life di 90 giorni dalla data di confezionamento • Latte a lunga conservazione : sterilizzato con shelf-life di 180 giorni dalla data di confezionamento 20 LATTI MODIFICATI • Latte ad alta digeribilità • Latte arricchito con fibra vegetale • Latte vitaminizzato • Latte aromatizzato • Latte scremato e parzialmente scremato • Latte disidratato e totalmente disidratato • Latte per lattanti e di proseguimento • Latte alimentare ricostituito 21 TIPOLOGIA DI LATTE NORMA CARATTERISTICHE TRATTAMENTO TERMICO 1. LATTE CRUDO D.P.R. 54/1997 -E’ il prodotto della secrezione della ghiandola mammaria di vacche, pecore, capre e bufale, non sottoposto ad una temperatura superiore a 40°C né ad un trattamento avente effetto equivalente. -Non non deve subire nessun tipo di trattamento termico. 2. LATTE PASTORIZZATO LEGGE 169/1989 -Fosfatasi alcalina negativa, -contenuto in sieroproteine solubili non denaturate non inferiore all’11% delle totali. -Maggiore di 72°-15”, -o trattamenti termici recanti lo stesso potenziale calorico. 3. LATTE FRESCO PASTORIZZATO LEGGE 169/1989 - Fosfatasi alcalina negativa, - contenuto in sieroproteine solubili non denaturate non inferiore al 14% delle totali, - perossidasi positiva, - ricevimento del latte crudo allo stabilimento entro 48 ore dalla mungitura e sottoposto ad un solo trattamento termico. - Maggiore di 72°-15”, opp. trattamenti termici recanti lo stesso potenziale calorico, - non sono da escludere trattamenti termici a temperature più elevate, quando si verificano delle condizioni peggiori nella qualità del latte crudo in arrivo alle centrali. 4. LATTE FRESCO PASTORIZZATO DI ALTA QUALITÀ LEGGE 169/1989 -Fosfatasi alcalina negativa, -contenuto in sieroproteine solubili non denaturate non inferiore al 15,5% delle totali, -perossidasi positiva, -il latte crudo deve essere ottenuto da bovine selezionate ed identificate in aziende adibite per la produzione dell’alta qualità. -Maggiore di 72°-15”, -o trattamenti termici recanti lo stesso potenziale calorico, -non sono da escludere trattamenti termici a temperature più elevate, in quanto si verificano delle condizioni peggiori nella qualità del latte crudo in arrivo alle centrali. 5. LATTE. PASTORIZZATO D.P.R. 54/1997 -Fosfatasi alcalina negativa, -perossidasi positiva. -Maggiore di 71,7°-15”. 6. LATTE PASTORIZZATO A TEMPERATURA ELEVATA D.P.R. 54/1997 -Fosfatasi alcalina negativa, -perossidasi positiva o negativa, -Maggiore di 71,7°-15”, 22 -nella pratica si utilizzano anche range di T/t di 105. OBIETTIVI PREPOSTI • Descrizione ed elaborazione dei testi normativi • Elaborazione delle linee guida per la tracciabilità e rintracciabilità del latte fresco pastorizzato • Valutare l’applicazione delle linee guida presso la Cooperativa fra produttori di latte Cisternino con particolare riferimento alla loro integrazione con il manuale HACCP 23 LA COOPERATIVA FRA PRODUTTORI DI LATTE CISTERNINO 1961: NASCITA DELLA COOPERATIVA 18.000t/anno: LATTE LAVORATO 50.000 litri: latte lavorato al giorno PRESIDENTE: Dott. Mauro Carturan 100 SOCI PRODUTTORI DI LATTE INDUSTRIA MOLITORIA INDUSTRIA DEI KIWI 104 PUNTI VENDITA 24 • Elaborazione ed interpretazione univoca delle principali norme che regolano la produzione del latte fresco pastorizzato. DECRETO LEGGE n°157 del 24 GIUGNO 2004 LEGGE 169/89 Direttiva CE 98/34 Regolamento CE 2597/1997 LATTE FRESCO Decreto int. 14 gennaio 2005 D.P.R. 54/1997 LEGGE n°204 del 3 AGOSTO 2004 • La denominazione: LATTE FRESCO può essere attribuita solo al latte fresco pastorizzato ed al fresco pastorizzato di alta qualità. Le altre tipologie di latte pastorizzato non possono essere denominati come “FRESCO”. In particolare tale denominazione non può essere utilizzata per: il latte microfiltrato ed il latte alto pastorizzato, pertanto la loro shelf-life è determinata, sotto la propria completa responsabilità, dal confezionatore. 25 • Attuazione delle linee guida per la tracciabilità e la rintracciabilità nella Cooperativa fra produttori di latte Cisternino. • Formulazione ed attuazione del manuale per la tracciabilità e rintracciabilità del latte fresco pastorizzato presso la Cooperativa fra produttori di latte Cisternino. • Integrazione del manuale per la tracciabilità e rintracciabilità con il manuale HACCP. 26 • Il manuale per la tracciabilità e rintracciabilità elaborato riesce ad individuare ed a costruire tutto il percorso produttivo. • All’interno della cooperativa fra produttori di latte Cisternino tale sistema ha consentito e di avere un controllo preciso e meticoloso lungo l’intera filiera produttiva. • Il suddetto sistema assicura e tutela il consumatore, nel rispetto delle disposizioni legislative, inerenti alla produzione, alla trasformazione ed alla commercializzazione dei prodotti. • L’integrazione del manuale per la tracciabilità e rintracciabilità con il manuale HACCP pone in risalto non solo il monitoraggio dell’intera filiera, ma anche l’individuazione dei punti critici e le relative analisi di controllo effettuate periodicamente. • Informazione e formazione del personale con indubbi vantaggi per una gestione corretta, sicura, efficace ed efficiente dei flussi produttivi. 27 TRACCIABILITÀ E RINTRACCIABILITÀ = VANTAGGI ECONOMICI Impianti inefficienti Pochi controlli materia prima Errori lavorativi Tecniche di lavorazione CALO FISIOLOGICO Rete e modalità di vendita • il calo fisiologico dovrebbe essere = 1 - 1,5% • nella pratica produttiva si attesta = 3 - 4% • riducendo il calo fisiologico di un punto percentuale nella cooperativa fra produttori di latte cisternino otteniamo: 28 50.000 LITRI DI LATTE LAVORATO OGNI GIORNO VALORE MEDIO DI UN LITRO DI LATTE TRA QUELLO CASEIFICATO E QUELLO ALIMENTARE E’ PARI A 1. 5€ , DI CONSEGUENZA SI OTTIENE UN RICAVO DI 750 € AL GIORNO 750€ AL GIORNO, MOLTIPLICATI PER 300 GIORNI LAVORATIVI ALL’ ANNO PRODUCONO UN RECUPERO DI 225.000€ AUTOFINANZIARE PROGETTI DI RICERCA E SVILUPPO, STRATEGIE COMMERCIALI EMIGLIORARE LA PRODUZIONE SECONDO IL PROFILO DELLASICUREZZA E DELLA QUALITA’ NEI CONFRONTIDEL CONSUMATORE il calo fisiologico dovrebbe essere = 1 - 1,5% nella pratica produttiva si attesta = 3 - 4% riducendo il calo fisiologico di un punto percentuale nella cooperativa fra produttori di latte cisternino otteniamo: RIDUCENDO IL CALO FISIOLOGICO DI UN PUNTO PERCENTUALE SI RECUPERANO 500 LITRI DI LATTE AL GIORNO 29 30 SECONDO CASO-STUDIO: LA MOZZARELLA Rappresenta circa 1/4 della produzione casearia totale DEFINIZIONE:formaggio a pasta filata ORIGINE: dal verbo “mozzare” da “mazzoni” o “mozzoni” dal greco “muzao” 31 CARATTERISTICHE DEL LATTE DESTINATO ALLA CASEIFICAZIONE VACCA Contenuto in grasso BUFALA 3,5-% 7-9,6% 3,5% 3,5-5,2% 6,6-6,8 6,5-6,6 12,7% 16-22% Si Si Bassa carica microbica ‹ 100.000 ‹ 500.000 Densità 1,031% 1,031-1,037 Assenza di antibiotici Si Si Contenuto di proteine pH Sostanza secca Buon rapporto Ca/N 32 QUADRO NORMATIVO IN MATERIA DI TRACCIABILITA’ E RINTRACCIABILITA’ INTEGRAZIONE DEL MANUALE CON IL SISTEMA HACCP ELABORAZIONE DELLE LINEE GUIDA SULLA TRACCIABILITA’ E RINTRACCIABILITA’ DEI FORMAGGI A PASTA FILATA Strategie per la RINTRACCIABILITA’ CREAZIONE DI UN MANUALE AZIENDALE APPLICAZIONE DEL MANUALE ALLA COOPERATIVA 33 34 I PRINCIPALI FORMAGGI A PASTA FILATA DELLA COOPERATIVA CISTERNINO IL FIOR DI LATTE DELL’APPENNINO MERIDIONALE LA MOZZARELLA DI BUFALA CAMPANA DOP 35 IL MANUALE DI TRACCIABILITA’ E RINTRACCIABILITA’ DELLA FILIERA I° LIVELLO PRINCIPALE Gli operatori della filiera II° LIVELLO SPECIFICO Gestione delle attività produttive 1. RIFERIMENTI NORMATIVI 1. STALLA 2. AZIENDE DELLA FILIERA 2. RACCOLTA LATTE 3. RUOLI E RESPONSABILITA’ 3. STOCCAGGIO LATTE CRUDO 4. DIAGRAMMA DI FLUSSO 4. TRATTAMENTO INDUSTRIALE 5. DEFINIZIONE DEGLI ELEMENTI 5. STOCCAGGIO PRODOTTO INTERNI DEL SISTEMA 6. 7. FINITO GESTIONE E COMUNICAZIONE 6. DISTRIBUZIONE DEI DATI 7. VENDITA SISTEMA DI VERIFICA E DI AUTOCONTROLLO 8. GESTIONE DELLE NON CONFORMITA’ 36 INTEGRAZIONE DEL MANUALE CON IL SISTEMA HACCP DELLA COOPERATIVA Requisiti generali alla base del Manuale HACCP Identificazione dei processi e loro applicazione Determinazione della sequenza e delle interazioni Determinazione dei criteri di funzionamento e di controllo Garanzia della disponibilità delle risorse, monitoraggio, misurazione, analisi Procedure per il conseguimento dei risultati METODO DI ANALISI DEL RISCHIO IL CONTROLLO CONTROLLO DEI PUNTI CRITICI 37 INFINE IL MANUALE DA NOI REALIZZATO RAPPRESENTA UN SISTEMA DI CORRELAZIONE TRA QUALITA’ DEL PRODOTTO ED EFFICIENZA AZIENDALE LA GESTIONE DEI FLUSSI E DEI MATERIALI, ATTRAVERSO LE SCHEDE DI RILEVAMENTO DATI, CONSENTE DI INDIVIDUARE CON MAGGIOR RAPIDITA’ E SICUREZZA LE CAUSE DI NON CONFORMITA’ E DI GESTIRE IN MODO AUONOMO CIASCUN FLUSSO PRODUTTIVO L’INTEGRAZIONE CON IL MANUALE HACCP ED IN PARTICOLARE L’UTILIZZO DEI DIAGRAMMI DI FLUSSO, PERMETTE UN CONTROLLO EFFICACE E PUNTUALE DEI FLUSSI PRODUTTIVI IL MANUALE TUTELA IL CONSUMATORE POICHE’ REDATTO SECONDO LA NORMATIVA ALIMENTARE ATTUALMENTE VIGENTE 38 39 CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE La complessità relativa ai requisiti presenti simultaneamente in un prodotto alimentare può essere qualificata come orizzontale. Ad essa si deve aggiungere una complessità verticale derivante dalla può quindi di sicurezza, di sequenzaNon delle si operazioni unitarieparlare che compongono i diversi processi della filiera produttiva agroalimentare. qualità, quindi, di tipicità o di salubrità un alimento Risulta evidente che la sicurezza e ladiqualità alimentare sono risultati complessi da ottenere e lo sono “in divenire”, modificandosi o di un processo produttivo se non vengono continuamente nel corso dei processi di trasformazione fino al risultato finale: ciascuna operazione ciascun passaggio, di processo in applicate tutte lee misure che ci garantiscano la processo (dal campo alla tavola), lasciano un segno indelebile, rilevabile e spesso percepibile, sulla qualità eglobale dell’alimento. tracciabilità la rintracciabilità di filiera per Lungo la filiera agroalimentare le operazioni unitarie, i passaggi, i processi tutti sono i componenti coinvolti nella produzione. e gli operatori molti, dunque molti sono i rischi e molte le occasioni di modificazione dei parametri che determinano il profilo finale di sicurezza, di qualità, di salubrità, di tipicità, ecc. dei prodotti alimentari. 40 la r e p e i e z n a o i r z G n e t t a e s e t r co 41