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Genova e tecnologia:
Una proposta per la città metropolitana
Il progetto delle imprese per il 2021
Carlo Castellano
Presidente Dixet
26 settembre 2012
Genova, Banca d’Italia
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Di cosa parliamo oggi?
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 Diamo per scontate le analisi che abbiamo già fatto e divulgato sul ruolo,
sulle potenzialità e sulle prospettive dell’alta tecnologia a Genova.
 Facciamo aperto rinvio, a questo proposito, al Libro Bianco “Genova 2021: il
ruolo strategico della tecnologia”, presentato in questa sala alla fine dello
scorso anno.
 Oggi vogliamo partire dalle principali conclusioni di quello studio, per
presentare gli strumenti che intendiamo attivare per conseguire l’obiettivo
di accrescere le potenzialità di Genova come “città della tecnologia”.
 C’è una differenza importante rispetto al passato: il progetto che presentiamo
oggi vede la partecipazione congiunta di Confindustria Genova e Dixet.
Abbiamo firmato un accordo per lavorare insieme ad un Progetto industriale.
Insieme oggi rappresentiamo nell’alta tecnologia:
 150 imprese manifatturiere e non
 Oltre 14.000 dipendenti
 Oltre 4 miliardi di euro di fatturato
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La
struttura dell’high tech – area metropolitana di Genova
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Anno 2011
Aziende
Numero aziende
Occupati persone
grandi aziende (1)
9
9.850
medie aziende (2)
25
3.120
piccole aziende (3)
50
1.200
mini aziende (4)
66
330
150
14.500
TOTALE aziende
Fatturato – mil. €
4.350
% alta tecnologia su industria manifatturiera
% Occupati
28%
% Fatturato
43%
(1) > 500 addetti; (2) 50 ÷ 499 addetti; (3) 10 ÷ 50 addetti; (4) < 10 addetti
Genova ha una struttura industriale nelle alte tecnologie basata
soprattutto sulla piattaforma elettronico-informatica, con caratteristiche
uniche in Italia. Si contraddistingue per una forte densità di aziende,
manifatturiere e non, e per la compresenza di 4 segmenti strategici: grandi
aziende del Gruppo Finmeccanica, grandi multinazionali estere, medie
aziende tecnologiche, piccole, piccolissime imprese e numerose start-up.
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Perché la nostra proposta?
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 Con questa iniziativa, le imprese, in modo unitario, propongono un Progetto
per il futuro della città, forti del valore e delle responsabilità che derivano dal
fatto di essere parte attiva della classe dirigente, in una fase critica e decisiva
della storia del nostro Paese e di Genova
 C’è un futuro di sviluppo possibile per Genova, basato sulla tecnologia. Ma
ci vuole un deciso “colpo d’ala”, altrimenti scivoleremo verso la decadenza.
Non possiamo più rinviare scelte strategiche per il futuro di questo territorio.
 Genova può trasformarsi entro il prossimo decennio in un grande e innovativo
laboratorio per la sperimentazione e l’industrializzazione di nuove tecnologie,
tale da innescare un processo virtuoso di sviluppo imprenditoriale e di aumento
delle opportunità di lavoro qualificate, in particolare per le giovani generazioni.
 Gli spazi per questo futuro esistono: torniamo a ricordare quelli che avevamo
quantificato alla fine dello scorso anno …
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Il futuro dell’high-tech nell’area
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metropolitana di Genova
 Le proiezioni divulgate nel Libro Bianco indicavano che nel 2021 l’industria
ad alta tecnologia (manifatturiera e non) potrebbe occupare nell’area
metropolitana genovese oltre 21 mila persone, con un incremento di quasi 7
mila unità, e accrescere del 50 % il proprio fatturato.
2011
Numero aziende
Occupati
Fatturato Stimato in mln. Euro
2021
Variazione %
2011-2021
150
190
+25%
14.500
21.400
+48%
4.350
6.500
+50%
 Oggi confermiamo che questi obiettivi sono ambiziosi, impegnativi, ma
possibili. Chiediamoci cosa possiamo fare per conseguirli.
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Obiettivi e linee di azione
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 La nostra risposta è questa. Per conseguire gli obiettivi ricordati, e fare di
Genova entro il 2021 una “Città della tecnologia”, sarà necessario:
1.
Attivare una condivisione efficace con le Istituzioni, in particolare
l’Università, i centri pubblici di ricerca (CNR e IIT) e le Istituzioni
(Regione, Comune, Autorità Portuale, Camera di Commercio);
2.
Facilitare l’instaurarsi di rapporti di collaborazione e di rete tra le
imprese tecnologiche, specificamente tra le grandi, le medie, piccole e
piccolissime imprese (comprese le start-up che, pur avendo un grosso
potenziale occupazionale e innovativo hanno bisogno di un sostegno
concreto per garantirne la crescita). E la “rete” va intesa non solo a
livello del territorio ligure ma anche in una prospettiva europea.
3.
Favorire l’incontro tra le imprese high-tech e il mondo del lavoro,
specie quello giovanile e adeguatamente skilled.
4.
Puntare sulla completa realizzazione del Parco Scientifico e
Tecnologico degli Erzelli: iniziativa promossa dagli imprenditori e con
caratteristiche innovative a livello internazionale.
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La domanda e le opportunità: due esempi concreti
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 Prima di descrivere lo strumento che abbiamo immaginato, vorrei
esemplificare a quali scopi esso può servire: cito soltanto un esempio di
domanda da soddisfare e uno di opportunità da cogliere.
 Domanda da soddisfare. Il settore portuale e logistico presenta una
vasta e crescente domanda di tecnologie e di innovazione, che oggi in
larghissima parte viene soddisfatta da imprese non radicate in Liguria.
 Opportunità da cogliere. L’Unione europea mette a disposizione delle
imprese fondi consistenti per favorire l’attività innovativa: di nuovo, essi
vengono sfruttati solo parzialmente anche perché le imprese locali non
sono abbastanza grandi, strutturate o interconnesse per presentare
progetti adeguati al cofinanziamento europei. E i nuovi programmi
europei chiederanno sempre di più una strategia di territorio.
 È evidente che, per cogliere questi spazi, Genova ha necessità di un adeguato
“strumento”: una struttura che consenta di “fare rete” nell’high tech.
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Una struttura per fare rete nell’high tech
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Questo è esattamente quanto ci ripromettiamo di offrire alle imprese e al
sistema economico locale:
 La struttura che stiamo attivando è costituita dall’insieme di una funzione
operativa “Tecnologia”, istituita presso Confindustria Genova, e di alcune
piattaforme operative specifiche, che verranno portate avanti nell’ambito
della struttura stessa, con il totale supporto e la collaborazione di Dixet.
 Rinvio all’intervento di Giorgio Musso per la descrizione della
struttura,delle piattaforme e della metodologia che verrà impiegata. Ma
preciso da subito che il loro ruolo sarà:
 Raccordare domanda e offerta di specifiche tecnologie;
 Raccordare al proprio interno l’offerta locale, facendo in modo che tra
diverse imprese – e di diversa classe dimensionale – si crei una vera
collaborazione intorno a progetti di comune interesse, come nell’iniziativa
pubblico – privato “smart city”.
Sottolineo: le piattaforme non intendono creare di per sé alcun prodotto. La
creazione di nuovi prodotti e servizi, che ne è ovviamente la finalità ultima, rientra
nelle responsabilità e negli interessi delle aziende partecipanti.
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… e i giovani in tutto questo?
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 Ho sottolineato che, tra le cose che ci proponiamo, vi è favorire l’incontro tra
le imprese high-tech e il mondo del lavoro ad alta qualificazione, specie
giovanile. Ovviamente non esistono formule magiche, ma il nostro progetto
può e vuole contribuire anche a questo.
 Il nostro obiettivo di fondo, infatti, è avere più imprese tecnologiche e
più occupazione qualificata a Genova. Questo può aprire spazi per
tanti giovani, che oggi sono costretti a lasciare la città per trovare
un’occupazione soddisfacente. Può anche favorire l’arrivo a Genova di
giovani qualificati dall’estero e da altre realtà italiane, contribuendo
a migliorare il nostro patrimonio di risorse umane.
 Siamo, e vogliamo essere, aperti al dialogo e allo scambio con le
Istituzioni, e in particolare con il mondo della formazione. Come
imprenditori, siamo per i giovani la fonte di sbocco naturale, e siamo i
primi a essere interessati a che il capitale umano che portiamo nelle
nostre aziende sia il più qualificato e motivato possibile.
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Perché oggi?
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 È un momento obiettivamente molto difficile per le imprese, per il sistema
economico e per il nostro Paese. Consensus Economics, nelle stime di
settembre, colloca a -2,4 % la caduta del PIL italiano nell’anno in corso
rispetto al 2011, e a -0,6 % quella prevista per il 2013. E ricordo che queste
cadute si aggiungono alla forte riduzione del nostro PIL – pari al 4,5 % - già
consuntivata nel periodo 2008/2011.
 Perché allora proporre un nuovo “progetto”, proprio in un momento così
critico, nel pieno della recessione?
 La nostra posizione, da imprenditori, è che è proprio nei momenti difficili è
necessario avviare nuove iniziative.
 Guardare in avanti con fiducia e forte determinazione. E quando la ripresa si
farà strada, l’avere impostato strategie e strumenti adeguati ci consentirà di
coglierne tutti i benefici possibili.
 Perché Genova può e deve ambire a diventare nel 2021 la “città europea
della tecnologia”.
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