Consiglio Comunale di Taranto
12 giugno 2013
I lavori del Consiglio Comunale iniziano alle ore 10.15.
Il Segretario Generale esegue l'appello nominale per la verifica dei
presenti. Essendo, provvisoriamente, in aula n. 20 Consiglieri su n. 33 la seduta
viene dichiarata valida.
Presidente BITETTI
Buongiorno. Il Sindaco è assente perché è a Roma per un incontro col
Ministero.
Tredici assenti, venti presenti: la seduta è valida.
Nomino scrutatori il Consigliere Illiano, il Consigliere Guttagliere e il
Consigliere Cannone.
Volevo comunicare gli assenti giustificati che sono il Consigliere Cito, il
Consigliere Vietri e il Consigliere Ciocia e volevo comunicare al Consiglio che
mi sono arrivati due ordini del giorno con i seguenti oggetti: "Individuazione
immobili da destinare all'ADISU Puglia, sede di Taranto"; il secondo è
"Richiesta risarcimento danni all'Ilva". Come previsto dal Regolamento, i due
ordini del giorno saranno messi in coda e discussi per ultimi.
C'è anche un'altra giustifica, del Consigliere Lessa, impegnato per motivi
personali.
Prima di cominciare con la discussione dei punti iscritti all'ordine del
giorno, volevo cedere la parola al capogruppo del neo-gruppo in Consiglio
Comunale, il Consigliere Ungaro, a seguito della nota fattami pervenire in data
11.06. Ah, interviene il Consigliere Renna: prego, ne ha facoltà.
Consigliere RENNA
Grazie, signor Presidente.
Colleghi Consiglieri, è la costituzione del gruppo misto in Consiglio
Comunale di centrodestra, che si rifa' sempre alle logiche del centrodestra come
opposizione.
Nominiamo capogruppo Giovanni Ungaro per la sua esperienza.
Noi daremo più voce ai cittadini che ci stanno anche alle spalle, ancora
oggi, a testimoniare la loro sofferenza. E ancora una volta devo ribadire l'assenza
del Sindaco che, come ogni volta, anche se giustificato dovrebbe essere sempre
presente.
Consigliere DI GREGORIO
Presidente, si deve attenere...!
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Presidente BITETTI
Grazie Consigliere Di Gregorio per aver richiamato il Consigliere Renna,
che stava andando oltre la dichiarazione programmatica del gruppo consiliare.
Come dicevo precedentemente, il Sindaco è andato a Roma, al Ministero,
per questioni che riguardano la OSL e il dissesto. C'è una convocazione ufficiale,
quindi è dimostrabile.
Andiamo avanti con i punti...
Consigliere CASTELLANETA
Mozione d'ordine, Presidente!
Presidente BITETTI
Prego, Consigliere.
Consigliere CASTELLANETA
Sono presenti qui stamattina delle persone, dodici famiglie per l'esattezza...
Presidente BITETTI
No, no! Consigliere: la mozione d'ordine è per richiamare il Regolamento!
Consigliere CASTELLANETA
Per richiamare il Regolamento però, siccome ci sono fatti gravi che sono
occorsi...
Presidente BITETTI
Consigliere, siamo in aggiornamento.
Consigliere CASTELLANETA
E io non sto facendo un articolo 11!
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Presidente BITETTI
No. Ma se lei mi fa una mozione d'ordine...
Consigliere CASTELLANETA
Sì: è una mozione d'ordine che interrompe tutti i lavori del Consiglio e fa...
Sì, sì, sì: l'articolo 16...
Presidente BITETTI
E' per richiamare ad attenersi al Regolamento.
Consigliere CASTELLANETA
No, no, no, assolutamente no. Anche di fuori del...
Presidente BITETTI
La mozione d'ordine la prendiamo subito, non c'è problema.
Consigliere CASTELLANETA
L'Art. 16 è quello che riguarda.
Consigliere CIRACI
Presidente, faccia decidere al Consiglio Comunale, magari il Consiglio
Comunale vuole discutere di questa cosa.
Consigliere CASTELLANETA
E` una cosa grave! Come si è dato parola...
Presidente BITETTI
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Consigliere Ciraci!
Consigliere CASTELLANETA
Come si è dato parola...
Presidente BITETTI
No! Per favore! Parliamo uno alla volta, tanto abbiamo il tempo per
ragionare.
Consigliere CASTELLANETA
Come si è dato parole altre volte...
Interventi concitati dal pubblico.
Presidente BITETTI
Consigliere Castellaneta!
Signori del pubblico...
Interventi concitati dal pubblico.
Consigliere CASTELLANETA
La cosa comporta pochi minuti. Abbiamo fatto... No, no, no: lei mi deve
concedere...
Presidente BITETTI
Consigliere, no. Per favore! Se lei mi richiama per mozione d'ordine, è
mozione d'ordine proponibile...
Consigliere CASTELLANETA
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12 giugno 2013
Chiedo di essere ascoltata per una questione molto urgente.
Presidente BITETTI
Ma non può fare l'articolo 11!
Consigliere CASTELLANETA
Come la vuole mettere, la metta!
Presidente BITETTI
Consigliere, non possiamo stravolgere i lavori!
Consigliere CASTELLANETA
Altre volte... altre volte in sede di Consiglio...
Presidente BITETTI
Consigliere! Consigliere, per favore! Se lei mi dice che vuole fare un
intervento per mozione d'ordine, mi deve richiamare al Regolamento. Siamo in
aggiornamento, non possiamo aggiungere punti!
Consigliere CASTELLANETA
Ho capito ma è una cosa molto importante, ha una certa rilevanza.
Presidente BITETTI
Ma non attiene il Consiglio!
Consigliere CASTELLANETA
Come abbiamo dato parola altre volte...
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Presidente BITETTI
Quando? In aggiornamento mai!
Consigliere CASTELLANETA
In aggiornamento no. E` una cosa grave che sta accadendo!
Presidente BITETTI
Consigliere, la prego: non possiamo fare il dibattito!
Consigliere CASTELLANETA
La popolazione vuole una risposta.
Presidente BITETTI
Riceviamoli con delegazione!
Consigliere CASTELLANETA
Le chiedo due minuti per una cosa importante.
Presidente BITETTI
Consigliere, la invito con qualche altro suo collega in delegazione a
ricevere una delegazione di cittadini.
Consigliere CASTELLANETA
Sì, perfetto!
Presidente BITETTI
Ma non lo possiamo fare in Consiglio! Non possiamo interrompere o
modificare i lavori previsti dall'ordine del giorno del Consiglio.
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Consigliere CASTELLANETA
Sono solo sei punti, Presidente! Per tre minuti non si...
Presidente BITETTI
Devo andare avanti con i lavori!
Consigliere CASTELLANETA
Per tre minuti si deve dare la parola ai cittadini che aspettano la risposta da
dodici anni.
Presidente BITETTI
Consigliere! Consigliere!
Consigliere CASTELLANETA
E` una cosa grave!
Presidente BITETTI
No, no, si fermi!
Consigliere CASTELLANETA
Abbiamo dato voce altre volte...
Presidente BITETTI
Consigliere, non è il momento per fare questa cosa! Vi invito...
Consigliere CASTELLANETA
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Faccia una eccezione! Faccia una eccezione!
Presidente BITETTI
No! Non la posso fare!
Interventi concitati dal pubblico.
Consigliere CASTELLANETA
Faccia una eccezione perché questi cittadini aspettano una risposta.
Presidente BITETTI
Signori del pubblico! Signori del pubblico! Signora, si calmi un attimo!
Non potete parlare voi!
(Interventi concitati dal pubblico)
Che noi facciamo la sceneggiata in Consiglio non serve a niente. Noi
dobbiamo risolvere i problemi.
Consigliere CIRACI
Mozione d'ordine, Presidente!
Presidente BITETTI
Però uno alla volta!
Consigliere CIRACI
Propongo, cortesemente, la sospensione di due minuti di questo Consiglio
Comunale per decidere cosa fare in merito a questa questione.
Presidente BITETTI
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Perfetto! Va bene!
Consigliere CIRACI
Le preannuncio già...
Presidente BITETTI
Pongo in votazione la sua proposta.
Potete spegnere i microfoni, per favore?
Pongo in votazione la proposta del Consigliere Ciraci per fare una breve
sospensione, per due minuti, del Consiglio Comunale per discutere
dell'argomento.
Chi è a favore della proposta?
(Nota dell’ufficio: Nel corso del dibattito si registra l’entrata in aula del
Consigliere Ciraci e l’uscita del Consigliere Brisci – Presenti 20)
Non essendovi richieste di intervento, il signor Presidente pone in
votazione palese, per alzata di mano, la proposta in oggetto che viene approvata
all'unanimità avendo riportato n. 20 voti favorevoli su n. 20 Consiglieri
presenti e votanti.
I lavori del Consiglio Comunale vengono sospesi alle ore 10.23 e
riprendono alle ore 10.38.
Il Segretario Generale esegue l'appello nominale per la verifica dei
presenti. Essendo, provvisoriamente, in aula n. 24 Consiglieri su n. 33 la seduta
viene dichiarata valida.
(Nota dell’ufficio: Sono risultati assenti all’appello nominale i
Consiglieri: Stefano. Liviano, Cito, Cataldino, Nistri, Vietri, Lessa, Ciocia,
Bonelli)
Presidente BITETTI
Ventiquattro presenti: la seduta è valida. Continuiamo i lavori. Volevo
ringraziare la sensibilità del Consigliere Castellaneta di preoccuparsi delle
problematiche di molti concittadini. Aspettiamo l'Assessore Scasciamacchia che
è giù nel piazzale, sta incontrando una delegazione di lavoratori; dopodiché,
insieme all'Assessore e ad una delegazione di Consiglieri Comunali di
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maggioranza e opposizione, incontreranno una delegazione di cittadini che
volevano essere ascoltati.
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Presidente BITETTI
Passiamo al punto n. 16: «Approvazione "Regolamento per l'utilizzo delle
palestre scolastiche di proprietà comunale in orario extrascolastico" e schema di
convenzione».
Ci sono interventi sull'argomento?
Il Consigliere Laruccia chiede di intervenire: prego, ne ha facoltà.
Consigliere LARUCCIA
Signor Presidente, signori Assessori, colleghi Consiglieri, la Commissione
Affari Generali ha esaminato il Regolamento per l'uso delle palestre degli edifici
scolastici di competenza del Comune; avrebbe voluto inserire in esso, nel
Regolamento, anche elementi di indirizzo politico, segnatamente per quanto
concerne il costo da sostenere da parte delle associazioni sportive che
utilizzeranno le palestre, stante il valore sociale ed educativo della pratica dello
sport per i giovani che sono i maggiori utilizzatori del servizio. Ma, dalla
interlocuzione avuta con il dirigente al settore, abbiamo dovuto constatare
l'impossibilità dell'inserimento di elementi di indirizzo politico, stante la natura
eminentemente tecnica del Regolamento, di un qualsiasi Regolamento.
Pertanto abbiamo convenuto di farlo qui, in sede di presentazione del punto
all'ordine del giorno e ci sentiamo di raccomandare alla Giunta di stabilire un
costo sociale delle tariffe orarie, atteso che sarà sua la competenza in merito
(praticamente sarà la Giunta a stabilire il costo della tariffa oraria poi da
applicare), visto che i costi di guardiania e pulizia delle palestre le associazioni
sportive dovranno sostenerli e sono già contemplati dal Regolamento.
Grazie.
Presidente BITETTI
Grazie, Consigliere Laruccia.
Ci sono altri interventi sull'argomento?
Ci sono interventi per dichiarazione di voto?
Prego, Consigliere Di Gregorio.
Consigliere DI GREGORIO
Grazie, Presidente.
Io volevo dire che io voterò a favore di questo provvedimento a malincuore,
proprio perché non è stata inserita questa clausola che per noi è molto
importante.
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Spero che la Giunta prenda atto di questo indirizzo chiesto dal collega
Laruccia, del PD, perché l'attività sociale che deve fare il Comune deve passare
anche attraverso il settore sportivo. Grazie.
Presidente BITETTI
Grazie, Consigliere Di Gregorio. Quindi poi sarà a cui di ciascuno di noi,
per i propri contatti in Giunta, sollecitare i propri componenti ad osservare delle
linee, dei prezzi piuttosto sociali per andare incontro alla tematica dello sport in
generale.
Ci sono altri interventi per dichiarazione di voto?
Non ci sono altri interventi per dichiarazione di voto.
Pongo in votazione il provvedimento.
Chi è a favore? Prego i signori scrutatori di aiutarmi nella conta.
Non essendovi ulteriori richieste di intervento, il signor Presidente pone in
votazione palese, per alzata di mano, il punto in oggetto che viene approvato
avendo riportato n. 19 voti favorevoli, n. 3 astenuti (Consiglieri Ungaro, Renna,
Capriulo) su n. 22 Consiglieri presenti.
Presidente BITETTI
Votiamo per l'immediata eseguibilità.
Non essendovi richieste di intervento, il signor Presidente pone in
votazione palese, per alzata di mano, la proposta di immediata esecutività del
provvedimento che viene approvata avendo riportato n. 19 voti favorevoli, n. 3
astenuti su n. 22 Consiglieri presenti.
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Presidente BITETTI
Passiamo al punto successivo, il punto n. 17: «Approvazione "Regolamento
Consulta Comunale dello Sport"».
E` aperto il dibattito.
Ci sono interventi?
Ci sono interventi per dichiarazione di voto?
No.
Pongo in votazione il provvedimento.
Non essendovi ulteriori richieste di intervento, il signor Presidente pone in
votazione palese, per alzata di mano, il punto in oggetto che viene approvato
avendo riportato n. 20 voti favorevoli, n. 4 astenuti (Consiglieri Ungaro,
Capriulo, Bonelli, Renna) su n. 24 Consiglieri presenti.
Presidente BITETTI
Votiamo per l'immediata eseguibilità.
Non essendovi richieste di intervento, il signor Presidente pone in
votazione palese, per alzata di mano, la proposta di immediata esecutività del
provvedimento che viene approvata avendo riportato n. 20 voti favorevoli, n. 4
astenuti su n. 24 Consiglieri presenti.
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Presidente BITETTI
Punto n. 18: "Nomina Commissione Comunale per la formulazione degli
elenchi dei Giudici Popolari".
Invito il signor Ciaccia a distribuire i bigliettini per votare. Chiedo se ci
sono interventi sull'argomento.
Consigliere CIRACI
Presidente, può ricordare le modalità di voto?
Presidente BITETTI
Sì, Consigliere Ciraci. Chiaramente è esteso a tutto il Consiglio. La
votazione chiaramente è segreta e ciascun Consigliere potrà esprimere una
preferenza; saranno eletti due Consiglieri che andranno a formare, appunto,
questa Commissione per l'elenco dei Giudici Popolari.
Se siamo pronti per la votazione, facendo l'appello dei presenti, invito poi
gli scrutatori ad avvicinarsi al banco di Presidenza per aiutarmi nella conta.
A questo punto si procede alla votazione, a scrutinio segreto, del punto in
oggetto che riporta il risultato che segue.
Presidente BITETTI
Invito i signori Consiglieri a prendere posto così procediamo con lo
scrutinio e invito gli scrutatori ad avvicinarsi al banco di Presidenza.
Provvisoriamente il Consigliere Gigante sostituisce il Consigliere Illiano
come scrutatore.
Lupo; Lupo; Cannone; Lupo; Cannone; Lupo; Cannone; Cannone; Lupo;
Lupo; Lupo; Lupo; bianca - è tornato il Consigliere Illiano, quindi può tornare a
fare lo scrutatore - Lupo; Lupo; Cannone; Lupo; Lupo; Cannone; Cannone;
bianca; Cannone; Lupo; Lupo; Lupo. Con 15 voti a favore del Consigliere Lupo
e 8 a favore del Consigliere Cannone, abbiamo eletto i due Consiglieri che
faranno parte della Commissione Comunale per la formazione degli elenchi dei
Giudici Popolari.
Invito i signori Consiglieri a prendere posto per votare l'immediata
eseguibilità del provvedimento.
Per completare le informazioni, le schede bianche sono state 2.
Pongo in votazione l'immediata eseguibilità del provvedimento.
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Non essendovi richieste di intervento, il signor Presidente pone in
votazione palese, per alzata di mano, la proposta di immediata esecutività del
provvedimento che viene approvata all'unanimità avendo riportato n. 21 voti
favorevoli su n. 21 Consiglieri presenti e votanti.
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Presidente BITETTI
Passiamo al punto n. 20: "Regolamento dell'Archivio Storico Comunale".
Ci sono interventi sul provvedimento?
Il Consigliere Renna ha chiesto di intervenire: prego, ne ha facoltà.
Consigliere RENNA
Signor Presidente e colleghi Consiglieri, per quanto riguarda l'approvazione
del Regolamento ieri è stato espresso in Commissione Affari Generali un parere
unanime. E' stato fatto un buon lavoro da parte del Presidente De Martino con
tutta la Commissione.
Ho sollevato però un piccolo problema che io riporto qui in Consiglio
Comunale per farlo rimanere agli atti: ho dichiarato in Commissione... ripeto:
non ha nulla a che fare con il Regolamento ma ha a che fare con l'Archivio
Storico. Un Archivio Storico che risale a tanti anni fa: ci sono documenti di oltre
150 anni fa, che è una risorsa anche economica per la città di Taranto perché se
sono documenti che possono essere portati...
Presidente BITETTI
Chiedo scusa se interrompo! Per favore, il Consigliere Renna deve
esprimersi tranquillamente. C'è molto rumore. Grazie.
Consigliere RENNA
Bisogna chiedere, cortesemente, al pubblico se dà un po' di attenzione.
Ripeto: nulla a che fare, però ho sollevato una eccezione chiedendo lumi al
Presidente che immediatamente ha preso nota. Dove è collocato questo Archivio?
E` collocato nella ex Upim, struttura che è stata data con un atto pubblico
all'AMAT. Io sollevai il problema e lo risollevo dicendo: "Fatemi capire: se il
Comune di Taranto dà - come pare dagli atti - una struttura per cercare di risanare
almeno i bilanci dell'AMAT, per quale motivo poi l'AMAT pare che si faccia
dare un fitto dal Comune di Taranto?". Cioè io sono proprietario di una casa, vi
alloggia una persona e poi io alla stessa persona che sta dentro devo dare anche il
fitto. Queste cose pare che siano all'ordine del giorno di questa discussione che io
vi sto portando.
Il Presidente ha preso nota, nelle prossime Commissioni cercheremo di
evidenziare se realmente ci sono queste discrasie. Io ho sollevato il problema in
Commissione, lo sollevo in Consiglio Comunale. Se le cose non dovessero essere
così, allora sono voci infondate oppure il sottoscritto ha letto male qualche
determina dirigenziale e allora si fa carico di chiedere anche scusa. Però, siccome
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sono un Consigliere di opposizione e devo controllare gli atti che vengono
prodotti dall'Amministrazione attuale e dall'ex Amministrazione che sempre è la
conseguenziale, io ho sollevato questo problema in Commissione, lo sollevo in
Consiglio Comunale: aspetterò le dovute risposte. Ripeto: se ciò non dovesse
essere così, chiederò umilmente scusa, com'è mio costume; ma se invece le cose
dovessero essere come io penso che siano, allora dovremmo vedere un po' con la
Commissione Garanzia e Controllo di andare in fondo a questa situazione.
Per quanto concerne invece l'Archivio Storico e il Regolamento, c'è la piena
disponibilità del voto positivo da parte del gruppo composto da me e da Giovanni
Ungaro.
Aspettiamo la prossima Commissione per valutare - Presidente De Martino
- se realmente quello che io ho dichiarato è vero o falso.
Grazie.
Presidente BITETTI
Grazie, Consigliere.
Ha chiesto di intervenire il Consigliere De Martino: prego, ne ha facoltà.
Consigliere DE MARTINO
Signor Presidente, ieri nella Commissione Affari Generali abbiamo
affrontato la valutazione della proposta di Regolamento dell'Archivio Storico.
Era presente anche il dirigente l'avvocatessa Annalisa Adamo che ci ha riferito
che la proposta di Regolamento che oggi va all'approvazione del Consiglio
Comunale ha avuto anche il placet della Sovrintendenza Regionale ai Beni
Archivistici.
Per cui non c'è nessun problema circa l'approvazione del Regolamento che
attiene alle modalità di gestione e di funzionamento della struttura.
Tuttavia, siccome ogni Consigliere componente della Commissione è libero
di intervenire durante i lavori della Commissione, il collega Consigliere Renna
ha sollevato aspetti che attengono un po' anche alla storia amministrativa degli
anni decorsi del Comune di Taranto e, quindi, ha chiesto di acquisire, tramite il
dirigente avvocatessa Adamo che si è impegnata al riguardo a fornire tutte le
delucidazioni possibili in ordine a quelli che sono stati i rapporti economici e
contrattuali intercorsi fra il Comune e l'AMAT.
Però approfitto della presenza dell'Assessore alla Cultura Strippoli per
richiamare la sua attenzione su un'altra esigenza che ieri è stata posta in
Commissione, ossia circa la scarsa coerenza fra l'immobile ex Upim e
all'ospitalità ad una struttura di valore storico-culturale qual è appunto quello
rappresentato dall'Archivio Storico.
Per cui, al di là dei problemi e delle esigenze che anche in proiezione sono
stati rappresentati (ricordo che il Consigliere Capriulo ha parlato della necessità
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della digitalizzazione dei dati, così come ha parlato anche dell'accentramento
presso l'Archivio Storico di eventuali archivi aggregati presso le diverse direzioni
comunali), invitiamo l'Assessore Strippoli a verificare la possibilità, certo non
nell'immediatezza ma con una regolare programmazione, di trasferire l'Ufficio
Storico in qualche altro palazzo del Comune di Taranto, è stato anche ipotizzato
il Palazzo d'Aquino, anche se un domani magari ci sarà l'esigenza di doverlo
condividere con la struttura universitaria o con altri servizi di tipo culturale,
perché riteniamo che questo tipo di struttura debba essere allocata in un
immobile certamente più coerente, ossia che anche questo immobile abbia una
valenza storica.
Siccome il Comune di Taranto possiede immobili, si tratta di piegarsi su
questo sforzo di ricerca e di prospettare alla Commissione, ma - ritengo all'intero Consiglio Comunale, le possibili ipotesi che saranno individuate.
Grazie.
Presidente BITETTI
Grazie, Consigliere De Martino.
Ci sono altri interventi?
Non ci sono altri interventi.
Chiedo se ci sono interventi per dichiarazione di voto.
Non mi risulta che ci siano interventi per dichiarazione di voto. Pongo in
votazione il provvedimento: "Regolamento dell'Archivio Storico Comunale".
Non essendovi ulteriori richieste di intervento, il signor Presidente pone in
votazione palese, per alzata di mano, il punto in oggetto che viene approvato
all'unanimità avendo riportato n. 22 voti favorevoli su n. 22 Consiglieri
presenti e votanti.
Presidente BITETTI
Votiamo per l'immediata esecutività.
Non essendovi richieste di intervento, il signor Presidente pone in
votazione palese, per alzata di mano, la proposta di immediata esecutività del
provvedimento che viene approvata all'unanimità avendo riportato n. 22 voti
favorevoli su n. 22 Consiglieri presenti e votanti.
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Presidente BITETTI
Passiamo al punto n. 22: "Rettifica composizione della conferenza dei
capigruppo".
Il punto viene rinviato al prossimo Consiglio perché non è ancora completo
l'iter da parte del dirigente.
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Presidente BITETTI
Passiamo al punto n. 24: "Progetto di ristrutturazione e cambio d'uso da ex
casa di cura Bernardini ad edificio scolastico immobile sito in via Falanto n. 12
- Adozione di deroga agli strumenti urbanistici ai sensi dell'Art. 14 del D.P.R.
380/2001". Chiedo se ci sono interventi.
Il Consigliere Laruccia ha chiesto di intervenire: prego, ne ha facoltà.
Consigliere CAPRIULO
Presidente, una mozione d'ordine!
Presidente BITETTI
Prego.
Consigliere CAPRIULO
Siccome poi chiedo di intervenire, se posso aiutarmi con dei cartelli nel mio
intervento.
Presidente BITETTI
Perché no? Va bene! Per quanto mi riguarda non c'è problema, poi lo
chiederemo al Consiglio.
Prego, Consigliere Laruccia.
Consigliere LARUCCIA
Signor Presidente, colleghi Consiglieri, in merito al fatto all'ordine del
giorno nutro forti perplessità circa la sua approvazione.
Sicuramente - vedete - il trasferimento del Liceo Artistico Lisippo
dall'attuale sede in quella che dovrebbe essere la nuova sede ricavata nella ex
clinica Bernardini certamente avrebbe una migliore sicurezza interna, che ora è
pressoché nulla, ma sarebbe peggiorata in maniera considerevole la sicurezza
esterna perché verrebbe assolutamente vanificata quella che attualmente è. E mi
spiego: mentre attualmente all'interno dell'attuale sede è difficilissimo assicurare
situazioni di sicurezza, però i ragazzi possono senz'altro uscire, defluire e trovare
flusso e punto di raccolta dinanzi la scuola. Nel trasferimento alla Bernardini,
avrebbero una maggiore sicurezza all'interno ma sicuramente non all'esterno, nel
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senso che non esiste uno spazio di accoglimento dei ragazzi una volta che
avessero lasciato l'edificio. Questo è un problema che riguarda tante scuole di
Taranto, eccezion fatta per il Maria Pia, per il Pacinotti, per l'Enrico Fermi. Il che
si concretizza nel pericolo che i ragazzi che sono appena usciti costituirebbero da
tappo e da imbottigliamento da ostacolo a coloro che dovessero uscire.
Dal punto di vista della didattica, adesso sono in condizioni pessimo nel
loro fare didattica ma, ovviamente, sarebbero in condizioni pessime anche alla
Bernardini, perché se adesso fanno didattica in un complesso destinato a civile
abitazione, sarebbero poi a fare didattica in un complesso che era dedicato
comunque alla casa di cura e, in ogni caso, sarebbe sempre un ripiego e un
adattamento.
Dal punto di vista finanziario l'operazione appare conveniente in quanto
genera un risparmio del fitto, ma dobbiamo sempre considerare che ciò sarebbe
la rinuncia definitiva e totale ad avere un Liceo Artistico ad hoc, costruito per
fare quel tipo specifico di didattica.
C'è anche da considerare che nel Programma Bersani e nel programma
dell'attuale Primo Ministro Letta è contemplato un capitolo circa l'edilizia
scolastica per attivare anche quel poco di attività edilizia che potrebbe rivelarsi
un ottimo volano per l'economia.
Tutto ciò considerato, quindi, dovremmo pensare e dovremmo anche
ritenere di poter capitalizzare quei fitti e poter giungere quindi alla edificazione
di un liceo artistico ad hoc.
(A questo punto il Presidente Bitetti si allontana dall'emiciclo consiliare e
assume la Presidenza del Consiglio il Consigliere Tribbia)
Una conferenza dei servizi di Comune e Provincia con una interlocuzione
con rappresentanti della Regione e del Governo potrebbe in questo senso essere
producente.
In ogni caso, invito i colleghi Consiglieri ad una riflessione su questi temi.
Mi riservo di intervenire per dichiarazione di voto.
Consigliere TRIBBIA (Presidente)
Grazie, Consigliere Laruccia.
Ha chiesto di intervenire il Consigliere Capriulo: ne ha facoltà.
Consigliere CAPRIULO
In parte, su alcuni argomenti condivido quanto ha detto il Consigliere
Laruccia.
Questa è una discussione che abbiamo anche fatto in Commissione e devo
esprimervi quelle che sono le mie perplessità che sono di natura sia urbanistica 21
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perché, ovviamente, noi innanzitutto ci esprimiamo sulla questione urbanistica ma vorrei ricordare a tutti i Consiglieri Comunali, in premessa di questo mio
intervento, che al punto 2 del deliberato noi approviamo anche il progetto di
ristrutturazione dell'immobile. Quindi quello che approviamo è anche il progetto
dell'immobile.
Dall'analisi che è stata fatta, io penso che - sinceramente - i punti di criticità
sono così tanti e tali che, obiettivamente, credo che la Provincia - perché
ricordiamo che questo è un progetto che è stato presentato da un privato ma è
all'interno di un procedimento della Provincia di Taranto, che nasce all'inizio del
2011 - credo la Provincia, che fra l'altro ha una situazione abbastanza critica delle
scuole superiori, abbia sbagliato completamente l'approccio su questa questione,
perché se è vero che noi impieghiamo purtroppo nell'anno 2013 ancora centinaia
di migliaia di euro all'anno per pagare immobili in fitto, soprattutto per le scuole
superiori, è anche vero che il grado delle scuole superiori, soprattutto nella città
di Taranto, è abbastanza scadente. Perché io penso che quando ci approcciamo a
questa materia, poi dobbiamo innanzitutto pensare ai nostri figli, ai ragazzi che
frequentano queste scuole superiori e a quella che deve essere l'attività di
educazione e di possibilità di creare una formazione adeguata...
(Brusio in aula)
Scusate, se dovete parlare...!
Quindi l'approccio che noi dobbiamo avere - ed è uno degli elementi critici
più in generale, anche rispetto a quando affrontiamo queste questioni - è che
l'approccio non è edilizio/immobiliare, ma l'approccio deve essere educativo e
rivolto ai nostri figli.
Quindi se noi immaginiamo come genitori una scuola per i nostri figli,
difficilmente penseremmo di mandare i nostri figli in un palazzo, auspicheremmo
una scuola diversa, con modalità moderne, con spazi adeguati, con aule adeguate,
con luce, verde e quant'altro.
Invece nell'anno 2013 che cosa fa la Provincia e che cosa propone al
Consiglio Comunale?
(A questo punto il Presidente Bitetti rientra nell'aula consiliare ed assume
la Presidenza del Consiglio)
Di approvare un progetto che va nella direzione esattamente opposta, cioè
di impiegare 446.000 euro all'anno di fitto indicizzati, quindi una somma che è
destinata ad aumentare secondo quelli che sono i parametri ISTAT per i prossimi
anni, fra l'altro con un contratto - per chi ha avuto la possibilità di approfondire
l'argomento - che già li vincoli per i prossimi 12 anni e poi dice anche che se il
rinnovo avviene entro il dodicesimo anno bisogna pagare anche una penale di
2.610.000 euro. Quindi basta farvi il semplice calcolo di quanto siamo obbligati a
dare... di quanto sarà obbligato a dare la Provincia... Scusate il lapsus ma
introduco un altro argomento: siccome le Province vanno, secondo me, secondo
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una giusta chiusura, è probabile che questo problema fra qualche mese sarà un
problema del Comune di Taranto, teniamolo presente anche nella discussione.
Quindi che cosa impegna la Provincia come Ente per i prossimi dodici
anni?
Quantomeno 446.000 euro all'anno, che poi crescono, quindi con una media
- se vi fate un calcolo - di 500.000 euro all'anno per i prossimi dodici anni, con
una penale di 2.610.000 euro. Basta fare due calcoli per dire che noi oramai
impegniamo un patrimonio che è di circa 8.000.000 di euro.
E parto da questa cifra perché, nel tentativo anche di ragionare con delle
proposte - perché altrimenti sembra quasi che uno voglia dire no a priori - io
penso che una Amministrazione Pubblica che ha la disponibilità di 8.000.000 di
euro, debba pensare in maniera diversa, cioè a costruire una scuola adeguata per i
nostri figli.
Ora, grazie anche all'aiuto di alcuni tecnici che fanno questo di mestiere, io
mi sono appeso dietro due foto che rappresentano, con la stessa cifra, cioè con
circa 8.000.000 di euro, cosa l'Amministrazione Pubblica potrebbe realizzare,
cioè una scuola adeguata, con spazi adeguati, con aule adeguate, con una palestra
- perché in questo progetto, per esempio, non c'è la palestra - con spazi per la
mensa, con spazi per la socializzazione, con un'aula magna. Cioè una scuola
seria, una scuola di proprietà dell'Amministrazione Pubblica, una scuola per i
nostri figli e non un business immobiliare.
Questo è il punto su cui il Consiglio Comunale è chiamato ad esprimersi,
avendo anche la possibilità di avanzare una proposta all'Ente Provincia che, fra
l'altro - come sapete - oggi è anche commissariata.
Noi possiamo proporre un accordo di programma, che prevede la Legge con
l'Art. 34 del Testo Unico, andando a sostenere queste ragioni, cosa che secondo
me andava fatta già due anni fa, cioè quello di dire alla Provincia: "Noi abbiamo,
fra l'altro, dei suoli disponibili che sapete essere di proprietà
dell'Amministrazione Comunale, abbiamo altre soluzioni". Sediamoci al tavolo
nei prossimi giorni con la Provincia e, avendo la disponibilità di minimo
8.000.000 di euro... Perché, fra l'altro, per chi si è letto il preliminare di accordo
che ha sottoscritto la Provincia, si pagano delle penali fino al 34° anno, quindi il
rischio è che il contratto vada fino al 34° anno. Quindi diciamo una scelta...
vorrei usare aggettivi un po' più duri, però sicuramente discutibile.
Allora da questo punto di vista, noi abbiamo la possibilità di sederci al
tavolo immediatamente con il Commissario Provinciale, ragionare su questa
disponibilità di risorse e recuperare - per esempio - quel rudere che insiste alla
Salinella, che era partito proprio come Scuola Lisippo, come scuola del Liceo
Artistico, fra l'altro - come diceva giustamente il Consigliere Laruccia prima una scuola con delle caratteristiche molto particolari, recuperare quel rudere e
costruire una scuola, dare un servizio alla cittadinanza, creare uno spazio anche
di socializzazione in quel quartiere, e non trasformare un'ex casa di cura
assolutamente inadeguata in scuola.
Quindi ripeto: io non solo critico fortemente quel progetto, ma credo che
questo Consiglio Comunale sia in grado anche di avanzare una proposta. Noi, di
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fronte ad un impiego così ingente di risorse, abbiamo il dovere di avanzare una
proposta, anche perché - entro un po' più nel merito anche del provvedimento noi abbiamo... Fra l'altro, per chi conosce i percorsi amministrativi, qui siamo
ancora al primo passo di una procedura amministrativa che è molto complessa,
perché adozione, approvazione, mancano una serie di pareri, poi ci arrivano le
diffide... Va bene, questa storia delle diffide almeno io le ho già vissute in questo
Consiglio Comunale: mi spaventano relativamente le diffide degli avvocati che ci
minacciano chiedendoci risarcimenti del danno, perché io faccio il Consigliere
Comunale e ho il dovere di esprimere una opinione politica ed amministrativa su
un provvedimento, sono inutili queste minacce che fanno gli avvocati della
società interessata. Io penso che anche la stessa analisi del progetto sia molto
molto discutibile. Tenete conto che lì ci va una scuola: una scuola ha problemi di
sfollamento e, quindi, norme di sicurezza, il problema di come si valutano le
questioni sismiche dell'edificio, che è un edificio che risale a molti anni fa e non
è più una struttura sanitaria ma diventa una scuola. Ovviamente non ha spazi
verdi perché, essendo all'interno di un contesto abitato, non ha spazi verdi, non
ha aule magne, non ha spazi a parcheggi se non qualche pertinenza creata, quindi
- voglio dire - è l'esatto contrario di quello che dovrebbe essere una scuola ripeto - con tutta la vicenda anche tecnica da chiarire. Perché i documenti che
sono depositati non chiariscono assolutamente l'idoneità secondo tutte le
normative di una scuola, che sono normative molto molto complesse di
quell'edificio, quindi non sapremo nemmeno come andrà a finire poi il permesso
di costruire quando sarà nella titolarità di poterlo richiedere eventualmente.
Quindi io penso che noi dobbiamo evitare di fare l'ennesima "incompiuta", fra
l'altro anche sbagliando. Da subito, facendo partire una proposta alla Provincia di
sederci ad un tavolo, e mi sembra che questo fosse anche l'appello del
Consigliere Laruccia. Poi conferenza dei servizi, accordo di programma: io penso
che ci sono gli strumenti per chiedere che la Provincia impieghi queste risorse
per costruire una scuola che sia adeguata ai nostri figli, sia una scuola che possa
essere consegnata al territorio, una scuola nella proprietà pubblica e non, invece,
quello che sembra più un investimento immobiliare e non la risoluzione di un
problema per i ragazzi che vanno a scuola.
Presidente BITETTI
Grazie, Consigliere Capriulo.
Ha chiesto di intervenire il Consigliere Ciraci: prego, ne ha facoltà.
Consigliere CIRACI
Signor Presidente, due minuti soltanto e, quindi, è come se anticipassi la
dichiarazione di voto.
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Il nostro voto, del gruppo, è contrario su questo provvedimento.
Condividiamo in linea di massima quelle che sono le considerazioni di carattere
tecnico esposte dall'architetto Laruccia, anche perché di queste cose ne abbiamo
già discusso ampiamente in Commissione Assetto del Territorio, le valutazioni
che sono state fatte sono state di diverso tipo, molte delle quali sono state anche
da noi condivise come anche le perplessità su questo provvedimento e anche le
considerazioni di carattere generale espresse dal Consigliere Capriulo.
La questione è stata approfondita. Abbiamo ascoltato in Commissione
Assetto del Territorio il dirigente della Provincia di Taranto.
Una cosa in più vorrei rispetto a quello che hanno detto già i Consiglieri che
sono intervenuti prima di me: c'è anche un discorso di razionalizzazione proprio
della spesa pubblica. Ora, come noi sappiamo, le Province vanno verso un
discorso di scioglimento proprio come Organo Amministrativo, quindi non
sappiamo bene delle competenze che oggi sono direttamente sulle Province
quante e quali di queste verranno trasferite ai Comuni. Per cui si tratta in questo
caso di dover adottare un provvedimento per degli impegni assunti da un Ente
che è la Provincia di Taranto, e poi magari questo impegno si riverserà
interamente sul Comune di Taranto qualora - ad esempio - le competenze sugli
edifici scolastici di grado superiore, che oggi sono delle Province, dovessero
essere trasferite ai Comuni.
Pertanto il Comune, prima di doversi sobbarcare un impegno che - come
diceva giustamente il Consigliere Capriulo - è stato fatto apposta perché sia
blindato per 34 anni, è stato fatto già un preliminare per 34 anni, con delle penali
molto alte qualora si dovesse recedere da questo contratto prima del
raggiungimento del 33° o 34° anno di locazione. E` stato fatto apposta per
blindare le parti coinvolte in questa iniziativa: ecco perché il termine usato dal
Consigliere Capriulo, cioè di "investimento immobiliare" è più appropriato
rispetto a quello che invece dovrebbe essere il senso di questa iniziativa, cioè
quello di dare una scuola adeguata a degli studenti della città di Taranto.
Dovendo necessariamente attendere lo smistamento delle competenze e capire
perfettamente quali saranno le competenze che verranno trasferite dalla Provincia
ai Comuni e le risorse che dovranno necessariamente essere trasferite rispetto al
trasferimento di queste competenze, appare più opportuno a nostro parere
attendere che le cose siano chiare, affinché il Comune possa avere un quadro
complessivo di quella che è la situazione e decidere il meglio per sé e non
soltanto sobbarcarsi un impegno assunto da altri che poi dovremo rispettare noi
per 34 anni.
Quindi il nostro voto è contrario.
Presidente BITETTI
Grazie, Consigliere Ciraci.
Ha chiesto di intervenire il Consigliere Renna: prego.
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Consigliere RENNA
Signor Presidente e colleghi Consiglieri, certo, i progetti messi sul muro da
Dante Capriulo sono una cosa bellissima, uno li guarda e dice: "Magari a Taranto
ci fosse qualcuno con la bacchetta magica oppure un Assessore ai Lavori
Pubblici o all'Edilizia per fare una struttura del genere", sarei il primo a votare
una cosa del genere. Ma voi immaginate, invece, che - per esempio - per fare
quattro gradoni della curva nord ci avete impiegato quasi nove mesi e mezzo.
Non è una cosa bella da parte di una Amministrazione, soprattutto di
centrosinistra.
Questa è una critica che il gruppo composto da me e da Ungaro vi sta
sollevando!
Per quale motivo, poi, non c'è stato da parte della Provincia di centrosinistra
un accordo con il Consiglio Comunale di Taranto? Per quale motivo non vi siete
mai, come parti di centrosinistra, ascoltati e raccordati anche su un eventuale
passaggio un domani con le forza delle Provincie, che saranno cancellate, e il
Comune di Taranto che dovrebbe prendere poi il possesso di alcuni strumenti
provinciali?
Però queste critiche politiche le mettiamo momentaneamente da parte,
perché abbiamo capito ormai che aria tira a Taranto.
Tornando invece al nostro discorso, la scelta dell'Amministrazione
Provinciale di utilizzare l'immobile di via Falanto come sede del Liceo Lisippo è
stata oggetto di un contratto preliminare di locazione a seguito di un avviso
pubblico che ha evidenziato come tale soluzione è più vantaggiosa delle altre: un
canone mensile da 31.000 euro rispetto ad un'offerta il cui canone era di 36.800
euro, c'è un risparmio di 5.000 euro.
Va precisato inoltre che la congruità del canone proposto, in rapporto alle
rilevanti opere di miglioramento ed adeguamento previste, è stato approvato
dall'Agenzia del Territorio di Taranto e dalla Direzione Generale di Bari.
La decisione della ristrutturazione dell'immobile di via Falanto non sarebbe
un contributo di qualificazione urbana di un'area che tende alla desertificazione
totale. Cioè noi stiamo cercando... in una parte di Taranto dove effettivamente
potrebbe diventare una "cattedrale nel deserto" anche quella struttura, allora
grazie a questa operazione fatta dalla Provincia di Taranto, possiamo avere un
movimento in più in quella zona. Di questo c'è da prendere atto!
In più possiamo anche manifestare quello che Capriulo ha detto poco fa,
che sono infondate le perplessità per quanto riguarda le relative osservanze di
norme in tema di sicurezza, di luminosità, di prevenzione incendi e vie di fuga,
rispetto alle quali peraltro la casa di cura Bernardini, a fronte di un
incomprensibile immobilismo da parte dell'Amministrazione Comunale, cui
spetterebbe il potere di rilascio di tutte queste autorizzazioni... e se ne fa carico la
casa di cura Bernardini.
Peraltro ci risulta che da parte di chi ha occupato in passato ruoli
istituzionali di governo comunali, sia stata espressa altrettanta attenzione e
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preoccupazione per immobili in locazione al Comune di Taranto a canoni più
cospicui.
In conclusione, considerato che sia la Provincia che il Comune, alla luce
delle attuali condizioni di Bilancio e limiti normativi, non potrebbero in tempo
breve realizzare una nuova struttura per la collocazione del Liceo Lisippo;
l'alternativa al trasferimento dell'istituto scolastico già programmato e
contrattualizzato sarebbe la permanenza presso l'attuale sito, con costi maggiori
di quelli proposti dall'utilizzo dell'immobile di via Falanto; vi anticipo il parere
favorevole da parte del gruppo composto da me e del Consigliere Giovanni
Ungaro.
Presidente BITETTI
Grazie, Consigliere Renna.
Il Consigliere Cotugno ha chiesto di intervenire: prego, ne ha facoltà.
Consigliere COTUGNO
Presidente, le chiedo di posticipare il mio intervento, perché le chiedo
adesso una sospensione e poi farò il mio intervento.
Presidente BITETTI
Il Consigliere Cotugno fa la proposta al Consiglio di sospendere la seduta
per qualche minuto.
Chi è a favore della proposta fatta dal Consigliere Cotugno, alzi la mano.
Consigliere CIRACI
La motivazione per cui si sospende il Consiglio la possiamo avere? Per
decidere se votare a favore o contro.
Presidente BITETTI
Se il Consigliere Cotugno intende integrare? Sennò la proposta può valere.
Consigliere COTUGNO
Per un approfondimento come gruppo e come maggioranza.
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Presidente BITETTI
Grazie, Consigliere Cotugno.
Quindi pongo in votazione la proposta del Consigliere Cotugno di una
breve sospensione.
Non essendovi richieste di intervento, il signor Presidente pone in
votazione palese, per alzata di mano, la proposta in oggetto che viene approvata,
avendo riportato n. 17 voti favorevoli, n. 4 voti contrari (Consiglieri Ungaro,
Renna, Cannone, Tribbia) su n. 21 Consiglieri presenti e votanti.
I lavori del Consiglio Comunale vengono sospesi alle ore 11.31 e
riprendono ore 12.13.
Il Segretario Generale esegue l'appello nominale per la verifica dei
presenti. Essendo, provvisoriamente, in aula n. 26 Consiglieri su n. 33 la seduta
viene dichiarata valida.
Presidente BITETTI
Ventisei presenti: la seduta può continuare.
Eravamo rimasti all'intervento del Consigliere Cotugno: chiedo al
Consigliere Cotugno se intende intervenire o se rinuncia all'intervento. Non lo so,
perché poi c'è stato l'intervento di maggioranza. Prego.
Consigliere COTUGNO
Soltanto brevemente, perché l'argomento all'ordine giorno mi sa che è stato
preso un pochettino in maniera più ampia, perché vedo cartelloni che
preannunciano scuole nuove. Naturalmente con questo bisognerà fare i conti con
quelle che sono le intenzioni di una Amministrazione Comunale e di una città
che penso abbia deciso all'unisono - e le iniziative che si stanno portando avanti
lo dimostrano - di cercare il più possibile di riportare la città all'interno della
città.
Quindi che nessuno pensi che scuole di così importante interesse culturale,
soprattutto per una città che si sta spingendo a provare ad essere Capitale della
Cultura... non penso che si possa pensare a progetti che portino le nostre scuole
fuori dallo strato urbano consolidato, perché la scommessa era proprio quella: la
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scommessa che stiamo facendo con le aree demaniali, che ci stanno tornando; la
scommessa che stiamo facendo con gli edifici pubblici e privati che sono in
completo abbandono, un po' perché lasciati da Amministrazioni che non ne
hanno più avuto la necessità. Quindi bisognerà vedere attentamente queste cose,
perché anche per tutto quanto il discorso sulle scuole, tutti sappiamo che le nostre
scuole superiori, allocate dove sono, il più delle volte non hanno neanche
l'agibilità forse per essere definite "scuole", eh, sia chiaro! Cioè noi abbiamo
scuole che sono collocate in palazzi, però sono di proprietà della Provincia le
scuole superiori, sono allocate in palazzi di proprietà della Provincia con tanto di
abilitazioni, con tanto di scale antincendio, tutto quanto però sono palazzi. Allora
bisognerà ridisegnare, proprio nell'interesse della cultura tarantina... Perché
l'operazione che si sta facendo con l'Archita in accordo Provincia e Comune è
proprio per mantenere all'interno della città consolidata la storia di Taranto.
Quindi cerchiamo di evitare il più possibile, se vogliamo bene a Taranto, di
pensare a sviluppi urbanistici che vanno oltre una certa cinta, soprattutto per
scuole. Perché poi la competenza della Scuola Lisippo - che è quella di cui
stiamo parlando - è una competenza artistica e, quindi, di conseguenza stiamo
pensando alla Capitale della Cultura, etc., a fare un circuito interessante per far sì
che i turisti arrivino a Taranto per trovare finalmente quel parallelismo con la
grande industria che possa portarci ad un nuovo sviluppo.
Allora ragioniamo un po' tutti in questo modo, facciamo in modo che, così
come da tutte le altre parti, si trovino le possibilità per risviluppare al nostro
interno la storia di Taranto, anche delle proprie scuole superiori.
Allora iniziamo a ragionare in questo modo e, magari, come indirizzo direi
per definire, non appena sarà possibile, la questione delle competenze e, quindi,
delle provvidenze, una volta che sarà chiaro anche al Governo e sarà chiaro alla
Provincia, Commissario che ci sia o meno, quali saranno le competenze e le
provvidenze che arriveranno per le scuole, perché anche la Provincia ha edifici di
pregio che avevano indicazione scolastica e forse vogliono essere adeguati.
Quindi per questa emergenza, se questa è la necessità, vediamo un
pochettino, ma come atto di indirizzo ritengo che come Consiglio Comunale,
proprio perché parliamo di Taranto, possa essere preso da ognuno di noi il fatto
che le nostre scuole superiori il più possibile devono restare nella cinta urbana e
non fuori. Perché già altre volte nel passato abbiamo portato istituti superiori
fuori ma in palazzi, con le varie Amministrazioni che si sono succedute: faccio
l'esempio di Talsano, etc., dove i nostri istituti superiori purtroppo erano in
palazzi e non si è pensato che - come Provincia - si potessero portare fuori ma
facendo quei bei disegnini che, grazie Dante per averli portati, però quel
problema di scuole nel verde, etc., deve collimare con l'interesse della città che la
cultura deve rimanere all'interno.
Presidente BITETTI
Grazie, Consigliere Cotugno.
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Ci sono altri interventi sull'argomento?
Non ci sono...
(I Consiglieri Capriulo e Cotugno scambiano alcune frasi fuori microfono)
Per favore, non fuori dal microfono.
Chiedo se ci sono interventi per dichiarazione di voto.
Il Consigliere D'Eri ha chiesto di intervenire: prego.
Consigliere D'ERI
Per dichiarazione di voto, Italia dei Valori anticipa che voterà no al
provvedimento in quanto, per questioni politiche, noi riteniamo che quelle che
sono delle strutture pubbliche devono essere di proprietà pubblica; così come ha
sempre fatto nella storia sia la Provincia che il Comune di Taranto, è giusto che
si continui a fare e, quindi, cercare quanto prima è possibile di sostituire l'edificio
attualmente del Lisippo, del quale paghiamo un fitto onerosissimo, non con
un'altra struttura dove andremo a pagare un fitto altrettanto oneroso.
Quindi il buon padre di famiglia anche quando deve acquistare una casa,
preferisce pagare un mutuo anziché pagare il fitto. Ma per scelta politica, anche
per qualsiasi altra struttura che ha un valore pubblico, questa deve essere di
proprietà pubblica e, quindi, dell'Amministrazione.
Presidente BITETTI
Grazie, Consigliere D'Eri.
Ci sono altri interventi per dichiarazione di voto?
(Il Consigliere Capriulo interviene fuori microfono)
No! Consigliere Capriulo, lei prima forse si era distratto: ho chiesto se ci
fossero altri interventi sull'argomento e nessuno si è prenotato ad intervenire.
Siamo in dichiarazione di voto.
Quindi se...
Il Consigliere Spalluto: prego, ne ha facoltà.
Consigliere SPALLUTO
In merito alla questione, il gruppo SDS voterà a favore perché ritiene, in
fondo, che è una scelta politica che tocca all'Ente Provincia, il Comune sta
soltanto autorizzando un cambio di destinazione d'uso che non ne inficia le
volumetrie, non cambia il terreno, non utilizza terreni che il piano regolatore
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prevede diversamente, quindi non pone problemi di questo tipo. In più è un
vantaggio a breve per gli studenti che avranno una scuola a norma, moderna e
che, fra l'altro, ha un fitto inferiore a quello che la Provincia paga attualmente.
Grazie.
Presidente BITETTI
Grazie, Consigliere Spalluto.
Ci sono altri interventi?
Il Consigliere Capriulo: prego.
Consigliere CAPRIULO
Devo essere sincero: pensavo che la riunione di maggioranza avesse
portato qualche riflessione, però vedo che si procede su un orientamento che, per
la verità, era anche diverso parlando con alcuni Consiglieri.
Io rimango perplesso sul fatto che non si affrontano i veri problemi. Intanto
vorrei ricordare al Consigliere Spalluto che noi stiamo approvando il progetto,
perché al punto 2 della delibera è scritto che noi approviamo il progetto, non il
cambio di destinazione con opere, quindi diciamo le cose come stanno, non
diciamo cose che non corrispondono a quello scritto in delibera.
Quindi questo Consiglio Comunale sta approvando di far realizzare la
scuola dove c'era una casa di cura.
Ripeto: al di là del fatto che poi vedremo come andrà a finire dal punto di
vista degli approfondimenti tecnici, perché io ho molte perplessità, ma non spetta
a me dirlo, vedremo cosa diranno i Vigili del Fuoco, vedremo cosa diranno tutti
gli altri soggetti tecnici che si dovranno esprimere, io penso che ci sia un errore
proprio sulla scelta politica. Se la Provincia ha sbagliato - come io penso che
abbia sbagliato - noi abbiamo il dovere di dire che secondo noi bisogna fare una
scelta diversa, ci sono le alternative. Perderemo un anno in più, perderemo due
anni in più ma avremo realizzato una scuola adeguata per i nostri figli, perché
sono i nostri figli che frequentano quelle scuole.
Poi vorrei commentare rispetto a quanto diceva il Consigliere Cotugno: io
non so cosa lui intenda per "città", io penso che per città si intende l'evitare
l'espansione sicuramente (e poi mi dovrebbe spiegare come fa a sostiene il Piano
della Salinella). Io penso che però la Salinella costruita faccia parte della città,
che Paolo VI faccia parte della città, che Talsano-Lama-San Vito fanno parte
della città, perché altrimenti la città non può essere soltanto l'orticello di casa
nostra!
Quindi stiamo attenti a fare queste considerazioni sulla città consolidata,
perché la città consolidata non è soltanto il Borgo o il quartiere dove noi
operiamo, ma la città consolidata è quella rappresentata da 200.000 cittadini che
stanno in un territorio già costruito.
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E questa proposta che noi, in maniera provocatoria - perché poi se ne
potrebbero fare altre dieci di proposte partendo da Paolo VI e finendo a TalsanoLama-San Vito... io penso che questa è una proposta provocatoria per dire che
all'interno della città consolidata, tenendo conto che un liceo riguarda l'intero
bacino provinciale, non riguarda soltanto la città di Taranto, con gli stessi soldi
possiamo realizzare una vera scuola con una vera palestra, che potrebbe essere
anche - per esempio - utilizzata come impianto sportivo, che rimarrebbe di
proprietà della Pubblica Amministrazione.
Il collega D'Eri ha detto "il buon padre di famiglia", io penso che
basterebbe il buon senso per dire che noi dovremmo inchiodare la Provincia di
Taranto a cambiare questa scelta, ad utilizzare quelle risorse per fare una scuola
che sia degna di questo nome, cambiando anche le modalità di edilizia scolastica
sbagliate che abbiamo avuto in questi anni.
Quindi, ovviamente, io spero in un ravvedimento all'ultimo secondo,
altrimenti il mio voto sarà nettamente contrario e preannuncio anche battaglie in
tutte le sedi rispetto a questo provvedimento.
Presidente BITETTI
Grazie, Consigliere Capriulo.
Ci sono altri interventi per dichiarazione di voto?
Il Consigliere Spalluto mi aveva chiesto di intervenire per fatto personale:
prego.
Consigliere SPALLUTO
Dicevo al Consigliere Capriulo che nei fatti è un cambio di destinazione
d'uso. Nel momento in cui noi approviamo un progetto dove era prevista in
passato, fra l'altro, e chiusa una clinica e approviamo un progetto che prevede
una scuola, tu stai nei fatti prevedendo che la destinazione d'uso di quel luogo
venga variata per volontà del Consiglio Comunale, a prescindere poi
giustamente... Stiamo approvando un progetto che prevede lì una scuola, prevede
quindi una variazione di destinazione d'uso. Non penso che noi approviamo un
progetto con la scuola e la variazione di destinazione d'uso non sarà fatta perché
rimarrà come clinica. Automaticamente, invece, verrà fatta e quindi c'è una
variazione d'uso.
Nel merito poi io dico: non sono scelte del Comune di Taranto, non le
stiamo facendo noi, le ha fatte un altro Ente. Fra l'altro, io so che l'Ente Provincia
ha realizzato una scuola a Mottola e ha investito circa 7.000.000 di euro, invece
in questo caso l'investimento viene fatto da un privato. E` una scelta della
Provincia che io non intendo neanche in questa sede approfondire più di tanto
perché non è nelle nostre competenze.
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Presidente BITETTI
Grazie, Consigliere Spalluto.
Ci sono altri interventi per dichiarazione di voto?
Il Consigliere Azzaro ha chiesto di intervenire: prego.
Consigliere AZZARO
Il gruppo del PD si asterrà dal dare parere su questa pratica nella sua piena
interezza, partendo dal presupposto che questa non è la politica edilizia nella
quale comunque il gruppo auspica, perché noi preferiamo gli edifici pubblici, le
strutture nuove - come si diceva prima - anche nella prospettiva di quello che
vogliamo diventare, cioè Taranto Capitale della Cultura 2019. Estrapoliamo solo
questo fatto perché - come si diceva prima - questa è una procedura portata
avanti dall'Ente Provincia e, quindi, noi qui esprimiamo solo un parere dal punto
di vista urbanistico. Se - ripeto - politicamente non è la nostra politica, se deve
essere fatta una scelta di quel tipo dal punto di vista del Comune, sicuramente ci
troverebbe con il voto contrario. Poiché oggi stiamo dando solo un parere dal
punto di vista urbanistico su una procedura già avanzata dalla Provincia, per tale
motivo il gruppo del PD si asterrà nella sua interezza.
Presidente BITETTI
Grazie, Consigliere Azzaro.
Il Consigliere Renna ha chiesto di intervenire per dichiarazione di voto:
prego.
Consigliere RENNA
Mi lascia un po' perplesso questa ultima dichiarazione del Consigliere
Azzaro quando sul Salone della Provincia lui è maggioranza, quindi è portatore
avanti di un progetto direttamente fatto da una Amministrazione di centrosinistra,
qui si alza e dichiara: "Io mi astengo!". Allora fatemi capire in quale modo oggi
volete fare politica e prendere ancora per i fondelli la gente.
Presidente BITETTI
Consigliere!
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Consigliere RENNA
Mi faccia parlare, Presidente!
Presidente BITETTI
Dichiarazione di voto! Consigliere!
Consigliere RENNA
Mi faccia parlare, perché...
Presidente BITETTI
E` dichiarazione di voto. Questo che c'entra con la dichiarazione di voto?
Consigliere RENNA
Mi sto dichiarando io! Io mi dichiaro sempre, mi dichiaro. Anche quando
mi sono fidanzato, mi sono dichiarato!
Presidente, politicamente oggi avete dato dimostrazione di non saper gestire
bene la cosa, perché ho detto anche...
Presidente BITETTI
Consigliere! Consigliere, lei deve dichiarare... deve fare la dichiarazione di
voto sul provvedimento.
Consigliere RENNA
La dichiarazione di voto l'ho fatta già, ho detto che sono favorevole.
Presidente BITETTI
E va bene, e che c'entra il problema politico?
Consigliere RENNA
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Consiglio Comunale di Taranto
12 giugno 2013
Bisogna far capire alla gente realmente come stiamo andando avanti con
questo Consiglio Comunale!
Presidente BITETTI
Vada avanti con la dichiarazione di voto!
Grazie.
Consigliere RENNA
Allora io mi dichiaro che sono favorevole.
Grazie.
Presidente BITETTI
Ha chiesto il Consigliere Azzaro di intervenire per fatto personale: prego,
Consigliere.
Interventi concitati dal pubblico.
Consigliere AZZARO
Premesso al Consigliere Renna di informarsi prima di fare certe
affermazioni, perché è vero che ero Consigliere Provinciale ma questo
procedimento nasce in Provincia prima che io diventassi Consigliere Provinciale,
e come Consigliere Provinciale sono sempre stato contrario dal punto di vista
politico, perché come ti dicevo prima...
(Il Consigliere Renna interviene fuori microfono)
Per favore, fammi finire di parlare!
...sono contrario a questa politica in campo di edilizia scolastica. Poiché
oggi noi in Consiglio Comunale, quindi in un'altra veste, stiamo valutando dal
punto di vista urbanistico tale proposta, per tale motivo abbiamo manifestato la
nostra intenzione di astenerci, tenendo conto che invece dal punto di vista
personale nel momento in cui facevo parte del Consiglio Provinciale ero
contrario e lo sono ancora tuttora.
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Presidente BITETTI
Grazie, Consigliere Azzaro.
Ha chiesto di intervenire, per dichiarazione di voto, il Consigliere Ciraci:
prego.
Consigliere CIRACI
Soltanto per ribadire il voto contrario su questo provvedimento per le
motivazioni già espresse, stesse motivazioni espresse già in sede di Commissione
Assetto del Territorio su cui voglio appunto precisare un aspetto, Presidente:
forse ci sarà stato un errore, perché io ricordo che, insieme al Consigliere Cito, di
esserci noi espressi già negativamente in sede di Commissione Assetto del
Territorio su questo provvedimento, forse però la proposta di delibera riporta il
fatto che noi all'epoca decidemmo... ci riservammo di esprimerci al Consiglio
Comunale. Ora non so, ci sarà stato un difetto di comunicazione fra noi e la
Presidenza della Commissione Assetto del Territorio.
Presidente BITETTI
Assolutamente no: ho qui il parere inoltratomi in data 20 maggio, a firma
del Presidente...
Consigliere CIRACI
Perfetto! Allora ricordavo bene! Qualcuno mi aveva detto che invece...
Presidente BITETTI
No, no, no. Ricorda benissimo!
Consigliere CIRACI
E` soltanto per dare continuità e coerenza a quanto già espresso in sede di
Commissione nel fare altrettanto in Consiglio Comunale.
Mi dispiace, prendo atto dell'atteggiamento che... io sono rispettoso di tutti,
però io lo ritengo un atteggiamento un po' pilatesco questo da parte del PD di
astenersi sul punto. Io penso che un partito importante come il PD su questioni di
questo tipo debba avere una linea chiara, e capisco anche che ci possano essere
problemi di maggioranza, ma in questo caso opportunità vorrebbe che i
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provvedimenti venissero rinviati, invece assistiamo ad una spaccatura all'interno
della maggioranza e di questo, purtroppo, noi ne prendiamo atto.
Presidente BITETTI
Consigliere, lei è attentissimo al Regolamento!
Consigliere CIRACI
Ribadisco il voto contrario su questo provvedimento.
Presidente BITETTI
Ci sono altri interventi per dichiarazione di voto?
Il Consigliere Laruccia: prego.
Consigliere LARUCCIA
Nel mio precedente intervento ho espresso delle perplessità e ho usato
proprio questo termine "perplessità" perché, ovviamente, su questo punto
all'ordine del giorno ci sono due linee di pensiero tutte e due assolutamente
condivisibili e valide: sia quella che vede nel provvedimento un assolvimento
tecnico del Consiglio Comunale nei confronti di un provvedimento richiesto da
altro Ente e, quindi, la votazione per la variazione di destinazione d'uso, c'è chi
altrettanto giustamente vede la possibilità di intervento politico più stretto, più
stringente anche nei confronti della Provincia affinché il Comune di Taranto, la
nostra città sia dotata di una rete di istituti scolastici più efficiente, e in
particolare per quanto riguarda il Liceo Artistico di una struttura ad hoc.
Ora, fermo restando che le due linee ritengo che siano assolutamente
plausibili entrambe, è del tutto evidente che nella maggioranza c'è chi protende
per l'una, c'è chi protende per l'altra ed è un elemento di maturità della
maggioranza e - io devo dire anche - di maturità politica mia e del gruppo del PD
per il semplice motivo che preferiamo...
(Brusio in aula)
Presidente, però così il Consiglio Comunale non si può tenere!
Presidente BITETTI
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Consigliere Laruccia, ha ragione!
Consigliere LARUCCIA
I cittadini se vogliono stare, possono stare, però non è possibile...
Presidente BITETTI
Fate finire il punto, poi c'è l'Assessore qua...
(Interventi concitati dal pubblico)
Signora, c'è l'Assessore, abbiamo già parlato con l'Assessore, però dovete
aspettare il punto! Grazie.
Prego, Consigliere Laruccia.
Consigliere LARUCCIA
Allora dicevo: è segno invece di maturità sentire la responsabilità
dell'essere in maggioranza e del percorrere un percorso comune.
Pertanto io ritengo che il Consigliere Renna non possa dare lezioni di
politico a nessuno in quest'aula...
(Il Consigliere Renna interviene fuori microfono)
...ed è una questione di opportunità e anche di stile fare le critiche
tranquillamente al provvedimento, esprimere il proprio pensiero, ma la
supponenza nel dare lezioni il Consigliere Renna se la può tenere per sé.
Grazie.
Presidente BITETTI
Grazie, Consigliere Laruccia.
Ci sono altri interventi per dichiarazione di voto?
Non mi pare che ci siano altri interventi.
Pongo in votazione il provvedimento.
Chi è a favore del punto? Prego gli scrutatori di aiutarmi a contare.
Tredici voti a favore. Chiedo conferma agli scrutatori.
(Interventi fuori microfono)
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Quattordici?
Per favore, ricontiamo!
Consigliere RENNA
Presidente, chi sono gli scrutatori?
Presidente BITETTI
Cannone, Illiano e Guttagliere.
Non essendovi ulteriori richieste di intervento, il signor Presidente pone in
votazione palese, per alzata di mano, il punto in oggetto che viene approvato
avendo riportato n. 14 voti favorevoli, n. 4 voti contrari (Consiglieri D'Eri,
Ciraci, Capriulo, Bonelli), n. 8 astenuti su n. 26 Consiglieri presenti.
Presidente BITETTI
Votiamo l'immediata esecutività.
Non essendovi richieste di intervento, il signor Presidente pone in
votazione palese, per alzata di mano, la proposta di immediata esecutività del
provvedimento che viene approvata avendo riportato n. 14 voti favorevoli, n. 4
voti contrari, n. 8 astenuti su n. 26 Consiglieri presenti e votanti.
Consigliere DI GREGORIO
Presidente, solo per chiarire: siccome il collega Ciraci ha tirato in ballo il
PD, vedo di AT6, per non sbagliare, uno si è astenuto, uno ha votato a favore e
l'altro ha votato contrario. Quindi questa è la lezione che ha fatto a noi! Grazie.
Presidente BITETTI
Questo attiene... Passiamo al punto successivo...
(Il Consigliere Ciraci chiede di intervenire fuori microfono)
No, per favore!
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Consigliere CIRACI
No, no, fatto personale!
Io ho espresso il voto in questo Consiglio Comunale di AT6 Lega d'Azione
Meridionale. Se qualcuno facente parte del mio gruppo consiliare voleva
esprimersi in maniera differente rispetto alla posizione del movimento politico e
del gruppo consiliare, avrebbe potuto e dovuto esprimerne le motivazioni
direttamente in Consiglio Comunale.
Se non lo ha voluto fare, a me non cambia nulla, io ho espresso una
posizione politica che è quella del mio gruppo politico. Stop! Finisce là il
discorso!
Presidente BITETTI
Grazie, Consigliere Ciraci.
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Presidente BITETTI
Passiamo al punto successivo, il punto n. 25: "Progetto di ampliamento
della struttura sanitaria casa di cura D'Amore S.r.l., viale Magna Grecia n. 62 Approvazione definitiva di deroga agli strumenti urbanistici ai sensi dell'Art. 14
del D.P.R. 6 giugno 2011, n. 380".
Come molti di noi sanno...
Consigliere Laruccia vuole intervenire?
Prego.
Consigliere LARUCCIA
Forse l'ho soltanto preceduta, Presidente, nel senso che praticamente,
siccome c'è stata una richiesta di parere all'Avvocatura da parte del dirigente
l'Ufficio Urbanistico, l'architetto Silvio Rufolo, in merito alla prospettazione...
Presidente BITETTI
Per favore, un po' di silenzio! Non si sente quello che dice il Consigliere.
Consigliere LARUCCIA
...in merito alla questione della determinazione se ricorrono le condizioni
perché si possano applicare o meno le deroghe agli strumenti urbanistici, io
propongo...
Brusio in aula.
Presidente BITETTI
Consiglieri, per favore: dobbiamo lasciare intervenire il Consigliere
Laruccia, perché non si capisce niente!
Consigliere LARUCCIA
...propongo, Presidente, di ritirare il punto all'ordine del giorno in attesa
che l'Avvocatura produca il parere agli uffici tecnici e in particolare al collega
Rufolo.
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Presidente BITETTI
Perfetto! Quindi pongo in votazione la proposta di rinvio del punto in attesa
che arrivi il parere della Direzione Avvocatura, dell'Ufficio Avvocatura.
Non essendovi richieste di intervento, il signor Presidente pone in
votazione palese, per alzata di mano, la proposta in oggetto che viene approvata
all'unanimità avendo riportato n. 20 voti favorevoli su n. 20 Consiglieri
presenti e votanti.
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Presidente BITETTI
Passiamo al punto n. 26: «Ordine del giorno presentato da diversi
Consiglieri Comunali avente ad oggetto: "Personale comunale"».
Invito uno dei proponenti, il Consigliere De Martino, a relazionare
sull'argomento. Grazie.
(Interventi concitati dal pubblico)
Signori del pubblico, se voi gridate... noi stiamo parlando di voi. Se voi non
ci lasciate parlare, non riusciamo a concordare...
(Interventi concitati dal pubblico)
E va bene, gridate! Allora gridate!
Consigliere De Martino, vuole intervenire sull'argomento?
Grazie.
A questo punto il Presidente Bitetti si allontana dall'emiciclo consiliare e
assume la Presidenza del Consiglio il Consigliere Tribbia.
Consigliere TRIBBIA (Presidente)
Prego, Consigliere De Martino.
Consigliere DE MARTINO
Grazie, Presidente.
Si sta per iniziare la discussione su un ordine del giorno che riguarda il
personale comunale.
Personalmente comprendo, ma sono dispiaciuto dell'assenza del Sindaco,
giustificato perché chiamato fuori da inderogabili impegni istituzionale, ma credo
che l'attenzione dovuta alle problematiche del personale avrebbe suggerito oggi
qui la sua presenza, per cogliere pienamente il dibattito che spero si avvierà a
conclusione del mio intervento.
Qualcuno, chiaramente, dovrà farsi carico - signor Presidente, signor
Segretario Generale - di riferire al Sindaco quelle che sono le intenzioni del
Consiglio Comunale che in materia di indirizzo generale, ricordiamo, è Organo
sovrano.
Colleghi Consiglieri, nel Consiglio Comunale del 1° agosto 2012, quindi
diversi mesi fa, in occasione delle dichiarazioni programmatiche del Sindaco,
personalmente intervenendo nel dibattito, ebbi modo di delineare sin da allora
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diversi aspetti problematici che riguardavano il personale comunale.
Quell'intervento, quasi una visione premonitoria di ciò che poi è accaduto, riporta
la rappresentazione della situazione attuale. Auspicavo che, sostenuti
dall'entusiasmo generalmente più accentuato ad ogni inizio di Consigliatura, le
parti avrebbero ricercato, attraverso un condiviso modus operandi, la definizione
dei diversi problemi, ma purtroppo prendiamo atto che così non è per molteplici
ragioni che spiegherò poco più avanti.
Oggi il Consiglio Comunale, o perlomeno la parte di Consiglio Comunale a
cui interessa il personale, è chiamato ad indicare come può contribuire a
sbloccare una situazione insostenibile, che segna la frattura fra il dirigente alle
Risorse Umane da una parte e le organizzazioni sindacali e la rappresentanza
sindacale unitaria dall'altra.
Signor Presidente, l'ordine del giorno prende infatti in esame una situazione
oggettiva riferita alla sostanziale assenza di relazioni sindacali e alla vertenzialità
che si frappone fra le parti, acuita dalla dichiarazione di sfiducia al dirigente
reiteratamente avanzata da tutti i soggetti sindacali.
Non è più sostenibile questo conflitto che si ripercuote negativamente sui
livelli motivazionali dei dipendenti, sulla serenità dei vari ambienti di lavoro,
sulla stessa Amministrazione inondata, giustamente, di note sindacali di protesta
e di rivendicazione ed attraversata da fermenti tensionali.
Bisogna comunque dare atto che, in un contesto lavorativo pur
problematico come quello attuale, i dipendenti continuano con apprezzabile
abnegazione a fare il loro dovere, ma avvertono sulla propria pelle il disagio di
tale conflittualità senza limiti.
Questa dura contrapposizione non può da qualcuno essere intesa come una
partita esclusiva fra il dirigente e i soggetti sindacali dalla quale la parte politica
deve tenersi lontano, ossia non deve interferire, secondo una improvvida
dichiarazione. Tutt'altro! E' precipuo interesse dell'Amministrazione politica
poter contare su una macchina amministrativa efficiente e funzionale di cui il
personale, risorsa indispensabile per le attività di governo e di servizio, giri al
massimo in un contesto ambientale e lavorativo sereno.
Invece fra il personale comunale serpeggia da tempo un'aria di forte
irritazione e anche di legittime aspettative, per cui chi detiene responsabilità di
ruolo e funzioni e di rappresentanza deve adoperarsi o quantomeno collaborare
perché si trovi, una volta per tutte, il bandolo della matassa che porti al ripristino
di corrette e proficue relazioni sindacali che poggiano in parte sulle intese
negoziali delle contrattazioni decentrate e in parte sugli atti di gestione.
E` evidente, vista la rotta di collisione, che il meccanismo democratico del
confronto e della negoziazione si è inceppato, determinando come riflesso
l'attuale situazione di scontro, per nulla attutita dalle letterine di invito e di
doveroso riscontro, seguite poi dalla desertificazione delle riunioni, letterine che
servono unicamente ad una parte o alle parti in contrasto per far trascorrere o
impedire giustamente la decorrenza dei termini.
Nessuno può invocare o forzare la mano - e credo che non lo voglia
nessuno - per atti e decisioni che non siano legittime, giacché da qualsiasi
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angolazione in cui ci si vuol collocare non si può prescindere dalla legittimità
degli atti e dei connessi procedimenti di esecuzione, ma è pure risibile ritenere a
livello di puro ragionamento che la legittimità degli atti determini posizioni
strumentali da parte di coloro che, secondo il nostro, reduci da gestioni
superficiali, mal si adatterebbero a rientrare nell'alveo gestionale regolamentare.
Se in molti Enti Locali italiani regna la concordia sindacale, posto che
anche lì certamente c'è la legittimità degli atti, vuol dire che in quelle realtà la
parte pubblica e i soggetti sindacali titolati sono stati capaci di costruire buone
relazioni sindacali, di definire intese negoziali chiare, che non richiedono in fase
di attuazione ulteriori interpretazioni di parte, con il rischio di debordare dalle
intese già intercorse, di pretendere la completezza delle verbalizzazioni, di
vigilare sulla coerente e tempestiva attuazione degli adempimenti connessi alla
contrattazione, di contribuire da una posizione di stimolo alla emanazione di atti
di gestione perfetti, in armonia con l'impianto normativo e regolamentare.
E invece qui, nella storia del nostro Comune, la ricostruzione oggettiva
delle diverse fasi ci consegna un decorso contrastato, senza scartare
sull'andamento generale la possibile incidenza di atteggiamenti personali che,
visti i risultati, potrebbero non aver agevolato i rapporti di relazione e di
comunicazione.
Una considerazione a parte richiede il contenzioso, soprattutto di quello
azionato per rivendicazioni che probabilmente meriterebbe una attenta
valutazione dell'opportunità di stare o di resistere in giudizio in presenza di
rilevanti elementi e condizioni: mi riferisco a quando i dipendenti sono già dotati
di sentenze favorevoli, di precetti, di pignoramenti, tutti elementi di valore che
dovrebbero essere valutati perché l'Amministrazione comprenda e valuti più
efficacemente l'opportunità di resistere e di continuare a resistere, nell'intento
finale di evitare non solo ai dipendenti ma anche all'Amministrazione costi
economici superflui e, quindi, aggravio della spesa.
Resta la considerazione, magari da qualcuno ritenuta pure opinabile, che
quando si ricorre contro all'Amministrazione l'azione può valere oltre quale
presunta tutela alla lesione di un diritto, anche significativamente può valere
come perdita o affievolimento di fiducia verso il datore di lavoro per un diritto
negato.
Pur non potendo entrare nel merito contenutistico delle questioni perché il
Consiglio Comunale non è un soggetto abilitato alla contrattazione, quindi
abbiamo una incompetenza di funzione, evidenziando che l'incarico conferito ai
tre Consiglieri - lo vogliamo dire, lo voglio dire con forza - non solo è
estremamente limitato ad alcuni aspetti ma per altri aspetti è pure totalmente
privo di poteri di intervento, ritenendo essenziale la ripresa delle relazioni
sindacali da costruire su basi reciprocamente fiduciarie...
(Intervento fuori microfono)
La staccheremo dopo la spina.
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...perché manca l'elemento sostanziale che è la fiducia - auspicando la
fissazione di una metodologia di confronto che si può ricercare attraverso un
accordo condiviso, credo che il Sindaco, per l'autorevolezza del suo ruolo e per
essere il capo dell'Amministrazione, supportato dai tre Consiglieri, debba
affrontare subito lo stato di crisi per risolvere alla radice la preoccupante
conflittualità in atto. Pur riconoscendo al dirigente al Personale le prerogative e
l'autonomia della sua funzione che l'Ordinamento gli assegna, credo che il
Sindaco non possa sottrarsi dall'affidare allo stesso dirigente precise e tassative
indicazioni di linea politica gestionale, e tanto più appare necessario questo
affidamento in considerazione della mancanza di una titolarità politica delegata al
personale (non c'è l'Assessore!).
Mi avvio alla conclusione: chiusa alle spalle - speriamo - una stagione
tormentata, ad alta tensione al Comune di Taranto, tornino più forti di prima nel
settore gestionale del personale e nel quadro delle relazioni sindacali quei valori
di responsabilità, di spirito costruttivo, di moderazione degli atteggiamenti
necessari - anche quelli sono necessari - perché insieme, parte pubblica e soggetti
sindacali titolati, possano riprendere in armonia quel cammino di solidale
collaborazione di cui la macchina comunale ha bisogno per assicurare alla
comunità locale le migliori risposte dell'azione di governo cittadino. Sia ben
inteso che chiunque si pone fuori da questo irrinunciabile obiettivo-impegno, se
ne assuma per intero la responsabilità.
Do naturalmente per letto l'ordine del giorno depositato.
Grazie.
Consigliere TRIBBIA (Presidente)
Grazie, Consigliere.
Io chiedo ai Consiglieri presenti se tutti hanno preso visione dell'ordine del
giorno, perché io per primo non l'ho ricevuto, quindi...
Se volete, posso leggerlo. Volevo avere conferma, prima di passare a
votare, se tutti davano per letto l'ordine del giorno.
(Interventi fuori microfono)
Lo diamo per letto!
Consigliere DE MARTINO
Presidente, non vuole essere una considerazione polemica verso i colleghi,
ma credo che sia anche avvilente e poco stimolante per colui che ha introdotto il
dibattito, ritrovarci fra pochi intimi.
Ritengo che il personale debba stare nella considerazione di tutti, a
prescindere anche dalle appartenenze consiliari e di gruppi politici.
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Grazie.
Consigliere TRIBBIA (Presidente)
Nessuno mette in dubbio questo, caro Consigliere De Martino, però è
facoltà di ogni Consigliere prestare la dovuta attenzione quando lo ritiene
opportuno. Non possiamo sgridarli.
Se non ci sono altre dichiarazioni...
Prego, il Consigliere Capriulo.
Consigliere CAPRIULO
A me dispiace che un argomento così importante non riceva la meritata
attenzione, e devo riconoscere al Consigliere De Martino l'impegno che ha
profuso nel sostenerlo.
Io ho sempre pensato nella mia attività da Consigliere Comunale - sarà la
mia deformazione comunque amministrativa - che senza una adeguata macchina
amministrativa e senza un personale motivato, non si va da nessuna parte. Noi
possiamo fare le più belle delibere di questo Mondo, possiamo fare i più bei atti
di questo Mondo ma se non c'è poi il personale e la macchina amministrativa che
riesce a realizzare questi provvedimenti, non si va da nessuna parte e purtroppo
in molti casi si possono commettere errori, si possono determinare anche
conseguenze molto negative per la città, come la storia ci ha insegnato.
(A questo punto il Presidente rientra nell'aula consiliare ed assume la
Presidenza del Consiglio)
Noi ci appassioniamo molto di più su delibere - diciamo se volete - di
"secondo livello" e non ci appassioniamo invece a ragionare sulla macchina
amministrativa, a dare quegli indirizzi che dovremmo dare come Consiglio
Comunale - per esempio - sul piano dell'organizzazione e, invece, ad assistere a
continui provvedimenti di Giunta che modificano il piano generale
sull'organizzazione senza esprimere gli indirizzi che sarebbero anche dovuti per
Legge. E ci ritroviamo a discutere di questa vicenda del personale, vicenda
annosa, importante e fondamentale per la macchina amministrativa solo perché
un Consigliere Comunale prende l'impegno e lo porta in Consiglio Comunale.
Dando atto a Michele De Martino dell'impegno e del fatto che ci ha creduto in
questa cosa, dal punto di vista politica fatemi sottolineare il fatto che mi sembra
assolutamente sbagliato e assolutamente inadeguato il modo con cui si affronta
questa vicenda. E la dice lunga anche il fatto che siamo nella totale assenza del
Sindaco, che per l'ennesima volta ha snobbato il Consiglio Comunale - ogni volta
è assente; se dovessimo fare una percentuale, oramai ci avvicineremmo al 100% quasi tutti gli Assessori, tranne adesso un Assessore che è entrata ed è anche
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impegnata in altro, però di fatto c'è il totale disinteresse della macchina esecutiva
politica rispetto ad un argomento del genere, perché io penso che questo ordine
del giorno fosse conosciuto. Mi verrebbe di fare una battuta, di chiamare qualche
Assessore che è fuori dalla "panchina" e di riportarlo fra i banchi della Giunta:
forse per il prossimo semestre può darsi che avremo qualche Assessore anche al
Personale.
Però - ripeto - io ho firmato, perché soprattutto ho apprezzato l'impegno del
Consigliere De Martino che, secondo me, ci sta credendo veramente in questa
cosa, però rilevo che dal punto di vista politico la responsabilità del Sindaco, la
responsabilità della Giunta rispetto alle condizioni dei rapporti e delle relazioni
industriali ci stanno tutte. Quindi fatemelo dire, anche perché è una vicenda che
oramai si trascina da diversi anni.
Io vorrei ricordare a tutto il Consiglio Comunale - e spero di non
sbagliarmi, poi chiedo a qualche sindacalista presente di correggermi - che
l'ultimo contratto decentrato che è stato firmato dalla maggioranza dei sindacati
in questo Consiglio Comunale risale al 2001: quindi siamo in assenza di un
contratto serio decentrato da undici anni e stendiamo un velo pietoso su quello
del 2001, che poi ha condotto anche a ragionamenti in altre sedi.
Quindi un Comune che si definisce di centrosinistra che non riesce
nemmeno a chiudere un contratto con i lavoratori, io penso che almeno su questo
pezzo abbia leggermente fallito.
Quindi noi abbiamo la necessità di ripartire dal rispetto delle regole, di
partire dal rispetto delle norme, dal fare in modo che si possa firmare un nuovo
contratto decentrato con tutte le organizzazioni sindacali, almeno quelle
maggiormente rappresentativa (a livello nazionale hanno firmato anche una
intesa Confindustria e C.G.I.L., C.I.S.L. e U.I.L.; nel Pubblico Impiego c'è
un'altra intesa su cosa si intenda per rappresentanza dei sindacali). Io mi auspico
- ripeto: volevo dirlo al Sindaco ma il Sindaco è assente - che come obiettivo
politico ci possa essere in tempi brevi la firma del contratto decentrato nelle
forme previste dalla Legge, cosa che manca da dodici anni in questo Comune.
Rilevo inoltre che la questione del contratto decentrato poi è strettamente
legata alla certificazione del fondo, perché - parliamoci chiaro - poi questo è il
problema vero, al di là di qualche aspetto normativo (ma le questioni normative
si possono risolvere) il problema vero è la certificazione del fondo. Allora non è
possibile che dopo anni e anni di discussione non si riesce ancora a certificare
questo fondo. Io li chiuderei in una stanza, toglierei la chiave e direi: "Fino a
quando non certificate questo fondo, voi non uscite da questa stanza". Perché non
è possibile: "Tu non mi hai dato quella carta". "No, ma quella carta l'hai spedita a
quell'ufficio e non a quell'altro" e sono oramai quattro/cinque anni che va avanti
questa storia che è diventata veramente stucchevole e, secondo me, è soltanto una
scusa per non chiudere un contratto decentrato e per non assumersi le
responsabilità.
Quindi io penso che questa questione vada assolutamente risolta, con un
impegno politico e amministrativo certo, anche perché poi rilevo - e mi fa piacere
che sono presenti diversi dirigenti, così non parlo alle spalle di nessuno - che,
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invece, per quanto riguarda i dirigenti (di cui non mi risulta nemmeno che c'è il
contratto decentrato) si pagano i premi di risultato, si pagano altri premi, si fanno
corsi a spese delle casse comunali. Quindi io vorrei anche conoscere, vorrei
chiedere al Sindaco, vorrei chiedere all'Amministrazione, vorrei chiedere al
dirigente al Personale che, per esempio, nell'anno 2012 comunque si è attribuito
circa 8.000 euro di premio di risultato, sulla base di quali regole si attribuiscono
questi soldi. Perché non è possibile che poi per i dipendenti, siccome non c'è il
fondo certificato, non si possono fare alcune cose, non si possono dare alcune
parti del salario, non si possono fare "progetti obiettivo" come prevede la norma,
mentre i dirigenti - bontà loro! - tutti con una media di 100.000 euro all'anno di
retribuzione, sicuramente legittima e sicuramente - come devo dire? guadagnata, però è chiaro che anche per loro devono valere le regole che valgono
per tutti gli altri dipendenti.
Quindi io, Presidente, mi rivolgo a te in qualità anche di "saggio": perché
anche sulla vicenda dei dirigenti bisogna capire qual è il contratto e soprattutto il
contratto decentrato che si sta applicando.
Io - ripeto - ho sottoscritto questo ordine del giorno, lo voterò, però penso
che il problema o vada affrontato con una volontà politica e anche capacità
amministrativa diversa oppure sarà quasi - come dire? - un provvedimento
ecumenico, cioè quello di dire: "Vogliamoci bene! Cercate di mettervi
d'accordo", quasi che stessimo andando da due che stanno litigando e dicessimo:
"Meh, mettetevi d'accordo, fate la pace".
Invece la questione del personale, la questione delle regole è fondamentale
se vogliamo in questa città che l'Amministrazione poi vada molto, molto meglio.
E concludo ribadendo un concetto: purtroppo il grande assente anche della
vicenda del personale è il Sindaco di Taranto che in questi anni ha sempre
salutato e baciato tutti, ha sempre detto sì a tutti ma non ha mai risolto questo
problema.
Presidente BITETTI
Grazie, Consigliere Capriulo.
Ci sono altri interventi?
Non ci sono altri interventi. Vice Presidente, chiedo scusa: eravamo in fase
di dichiarazione di voto?
(Il Consigliere Tribbia interviene fuori microfono)
Eravamo ancora agli interventi.
Quindi chiedo se ci sono interventi per dichiarazione di voto.
Non ci sono interventi per dichiarazione di voto.
Pongo in votazione l'ordine del giorno presentato da più Consiglieri
Comunali.
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Non essendovi ulteriori richieste di intervento, il signor Presidente pone in
votazione palese, per alzata di mano, il punto in oggetto che viene approvato
all'unanimità avendo riportato n. 21 voti favorevoli su n. 21 Consiglieri
presenti e votanti.
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Passiamo al punto successivo, punto n. 27: «Programmazione comunale
della rete di vendita e di valorizzazione della rete commerciale ai sensi
dell'articolo 15 della L.R. n. 11/2003 - Approvazione "Regolamento medie e
grandi strutture di vendita"».
In aula abbiamo la partecipazione del dirigente, dell'Assessore al ramo e di
una collaboratrice che vorrebbe illustrare delle immagini.
L'Assessore mi ha chiesto di intervenire.
Assessore ZACCHEO
Io non voglio tediarvi data la lunghezza del Consiglio, noi avevamo
previsto due momenti: uno della relazione politica e uno con le slide, ma faremo
tutto contemporaneamente, leggo la relazione e mandiamo le slide. Nel frattempo
vi comunico che vi abbiamo anche distribuito il dischetto per tutti quanti.
Devo, a questo punto, ringraziare con molta sincerità il Presidente della
Commissione Attività Produttive che ha compreso la necessità di portare in
maniera celere questo strumento e posso comunque dichiarare che questo
Consiglio, se oggi approverà questo strumento, saremo uno dei pochi Comuni in
Puglia che si dota di strumenti programmatori, come quello delle medie superfici,
ma soprattutto quello di valorizzazione delle aree urbane.
Io mi sono permesso di scrivere una relazione perché sono anche un po'
emozionato per la prima volta di poter parlare di uno strumento programmatorio
di tale levatura. Vi chiedo scusa se leggerò, ma sarò velocissimo.
[L'intervento è supportato dalla visione di slide]
«Egregi signori Consiglieri, Assessori, questa Amministrazione Comunale,
consapevole del ruolo propulsivo che il settore commercio può rappresentare per
l'economia e lo sviluppo di Taranto, prosegue, nell'ambito del programma di
interventi concreti, l'iter di rinnovazione e di ammodernamento dell'intera
struttura socio-economica del territorio.
Un nuovo e importante strumento di gestione del territorio, il Piano di
sviluppo della rete distributiva di vendita, è stato elaborato e viene presentato alla
vostra attenzione.
Tanto si è predisposto anche in ossequio al disposto dell'Art. 41 della
Costituzione che auspica "programmi e controlli opportuni perché l'attività
economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali"
e del più recente D.Lgs. 59/2010 che recepisce la direttiva comunitaria altrimenti
nota come "Bolkestein".
Il piano è stato voluto e seguito costante dall'Amministrazione che ha
fornito spunti e proposte condivise dalle Commissioni e dalle associazioni di
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categoria chiamate a dare il loro parere così come previsto dalle Leggi Regionali
n. 11/03 e n. 5/2008.
Grazie a questo nuovo strumento di pianificazione, Taranto potrà godere di
una rete distributiva più bilanciata e più rispettosa delle esigenze di consumo non
solo per i residenti e per i fluttuanti, ma anche - ci auguriamo - per i possibili
turisti.
E` un ulteriore passo verso la modernizzazione del terziario da cui la
popolazione di Taranto si aspetta anche nuove possibilità di crescita
occupazionale e di recupero di reddito.
La preoccupazione, sempre più pressante, di dare concreta attuazione al
moderno strumento di urbanistica commerciale era scaturita dall'incalzante
richiesta del mercato che vede, nell'ottimizzazione della geografia distributiva
(più adeguate e/o nuove strutture, migliore organizzazione delle aree mercatali,
valorizzazione del Centro Storico con proposte attrattive, etc.) un'opportunità di
impresa. Opportunità questa che potrà rispondere, come già detto, alle esigenze
occupazionali per la maggiore necessità di presenze di addetti.
Il Piano di sviluppo commerciale del Comune di Taranto, nella sua
articolazione logica, ha preso in considerazione i seguenti macro-elementi di
analisi, descritti nel "Documento di valutazione del commercio": considerazioni
di carattere generale; territorio e popolazione; consistenza della rete distributiva
di vendita; sviluppo demografico nei prossimi quattro anni; attrazione da e/o
verso i Comuni limitrofi.
L'elaborazione del Piano è stata finalizzata al raggiungimento degli seguenti
obiettivi: trasparenza del mercato, concorrenza, libertà di impresa e libera
circolazione delle merci (come ancor più incalzato dalla direttiva comunitaria);
tutela del consumatore con particolare riguardo all'informazione, alla possibilità
di approvvigionamento, al servizio di prossimità, all'assortimento e alla sicurezza
dei prodotti; efficienza, modernizzazione e sviluppo della rete distributiva,
nonché evoluzione tecnologica dell'offerta, anche al fine del contenimento dei
prezzi; pluralismo ed equilibrio fra le diverse tipologie delle strutture distributive
e le diverse forme di vendita, con particolare riguardo al riconoscimento e alla
valorizzazione del ruolo delle piccole e medie imprese; valorizzazione e
salvaguardia del commercio in tutte le aree del territorio.
L'idea guida del piano di approvazione è stata, pertanto, quella di favorire
uno sviluppo dell'innovazione della rete distributiva al fine di regolare e,
progressivamente, innalzare i livelli complessivi di competitività, nell'interesse
dei consumatori e dell'efficienza globale del sistema: il nuovo modello di rete
fonda le sue radici principalmente sugli aspetti localizzati, tipologici, urbanistici
e territoriali, rifiutando lo stereotipo ricorrente che equipara l'innovazione del
commercio al solo sviluppo delle grandi superfici di vendita, ma richiedendo,
invece, al vicinato, alle piccole e medie strutture, di innalzare il loro lavoro, di
rendersi competitivi, in termini di qualità e di efficienza, con forme di
distribuzione già tradizionalmente attente al rispetto dell'igiene, alla
progettazione del servizio, alla cura dell'immagine pubblicitaria, alla cura degli
aspetti estetici e di attrazione per la clientela.
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E` su questa corretta mediazione fra rete del vicinato e rete della media
struttura che l'Ente Pubblico potrà e dovrà concentrare i propri sforzi finanziari e
progettuali, per coadiuvare la crescita qualitativa degli esercizi: solo così il centro
urbano potrà diventare, senza snaturare il suo stesso essere, "luogo del
commercio" e non porsi come "rocca inespugnabile" per tutelare la sua integrità
fisica, a costo della desertificazione e della perdita di identità.
In tale ottica lo studio, avendo rilevato una serie di elementi di
condizionamenti a cui il commercio è sottoposto in ambito urbano, si è
soffermato ad analizzare fenomeni come: la mobilità veicolare e pedonale;
l'accessibilità agli esercizi commerciali; l'aggregazione delle strutture di vendita;
l'integrazione con altri servizi e strutture urbane; la dotazione di spazi
complementari.
In sintesi, egregi signori Consiglieri, una politica di localizzazione delle
strutture distributive sul territorio che voglia armonizzare le esigenze della
popolazione e dei consumatori in genere con quelle degli operatori commerciali
non può essere disgiunta dalla politica complessiva dell'Amministrazione
Comunale, soprattutto nel momento in cui un notevole flusso d'acquisto si sposta
al di fuori del territorio comunale. Pertanto, bisogna recuperare non solo quei
consumatori che dal territorio di Taranto si spostano verso l'esterno per fare
acquisti, ma anche quei consumatori che, attratti da una più organizzata rete
distributiva, possano frequentare il territorio di Taranto dando linfa non solo alle
tradizionali attività commerciali, ma anche a quelle indotte della
somministrazione alimenti e bevande.
Da qui la necessità, in una corretta visione dei problemi del commercio, di
operare una corretta programmazione commerciale rapportata alle esigenze
territoriali che ha, in breve sintesi, previsto: la individuazione della
localizzazione e del lavoro gerarchico delle strutture commerciali, tenendo conto
dello stato di fatto e dei fabbisogni insorgenti; tale obiettivo potrà essere
raggiunto se le aree previste per gli insediamenti saranno compatibili con gli altri
insediamenti terziari anche se ciò dovesse comportare l'approvazione di una
eventuale variante agli strumenti urbanistici vigenti; la verifica del livello di
congestione di alcune aree centrali urbane, pianificando il decentramento delle
eventuali nuove attività di vendita aggiuntive, senza depauperare il patrimonio e
il ruolo del commercio nel centro urbano.
In questa chiave interpretativa la valenza urbanistico-commerciale di questo
Piano corrisponde dunque all'esigenza di integrare lo sviluppo della distribuzione
con un riequilibro delle funzioni urbane del territorio.
E` in tale logica che va inteso il coraggio di approvare il piano, come vi
chiediamo di fare in questo Consesso, anche come strumento concreto di
sviluppo urbanistico, ovvero come input a una più puntuale pianificazione
urbanistica.
E` un Piano che svolgerà appieno il suo ruolo propulsivo se solo non
sapremo imbrigliarlo nella "burocrazia delle carte".
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Oggi l'Amministrazione deve risultare determinante per creare quel clima di
fiducia indispensabile per ogni sistema produttivo locale e anche per sviluppare
politiche di marketing di area per attivare capitali e investimenti.
Di qui la necessità di incentivare imprenditori locali a riorganizzare la
propria attività impresale su una più ampia, ma contenuta all'interno delle medie
strutture di vendita.
L'Amministrazione Comunale si impegnerà ad esercitare la funzione di
sponda attiva all'imprenditorialità locale con l'obiettivo di creare sempre
maggiori opportunità di lavoro e di realizzare concretamente esperienze anche di
"finanza di progetto".
A tale uopo potrà essere istituito un forum permanente per le politiche
economiche, eventualmente allargato all'intera area dei Comuni limitrofi, che
coinvolga soggetti pubblici e privati (Enti Locali, organizzazioni imprenditoriali
e sindacali, imprese leader).
L'Amministrazione Comunale si adopererà per una maggiore
collaborazione con la struttura ASL allo scopo di assicurare reale tempestività ai
pareri preventivi in materia igienico-sanitaria necessari all'apertura dei locali
anche per quelli che, caratteristici del Centro Storico, si sviluppano su più livelli
di contenuta superficie.
Potranno essere messi a punto piani di logistica perché le operazioni di
carico/scarico merci nelle zone a traffico limitato siano effettuate a basso tasso di
inquinamento.
Con il presente Piano si avvieranno, finalmente, attività di razionalizzazione
di queste essenziali condizioni di sviluppo che noi sosterremo e promuoveremo
con azioni innovative sul piano della promozione, delle partnership, dello
sviluppo culturale, della proiezione provinciale, regionale ed extraregionale.
Per qualificare il tradizionale circuito turismo - commercio - artigianato
sosterremo un processo di evoluzione delle botteghe da spazi di lavoro in luoghi
dove interagiscono il laboratorio, il punto vendita, lo show room.
La rete distributiva sarà valorizzata con iniziative che leghino insieme
operatori commerciali e cittadini. Ristrutturazioni di qualità e specializzazioni
merceologiche saranno favorite e sostenute. L'associazionismo di strada fra gli
esercenti sarà incoraggiato e verranno sviluppate nuove iniziative (carte di
credito, punti fedeltà, occasioni di incontro e, per la sicurezza, adeguata
videosorveglianza) che servano a cementare il rapporto con i cittadini e a
recuperare spazi urbani per una migliore vivibilità collettiva.
Questo piano è stato elaborato, come doveva essere elaborato, per servire il
territorio, bilanciato sulle attese dei consumatori, ma anche sulle esigenze di
ricavo degli imprenditori.
E` stato condiviso dalle associazioni di categoria e presentato a tutti i gruppi
politici che, con spirito di collaborazione, hanno contribuito a renderlo più
calzante con la realtà presente.
Vado alla conclusione. Obiettivo specifico del Piano è stato quello di
individuare le linee di azione per la valorizzazione commerciale di Taranto. Una
delle condizioni per l'efficacia del Piano è stata la disponibilità di elementi
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conoscitivi (dati, risultati di indagini, informazioni) che hanno fornito un quadro
ampio e articolato della realtà locale sia in riferimento a fattori che incidono
direttamente sul fenomeno commerciale sia in relazione a quelli indiretti (qualità
urbanistica, viabilità, abitudini, etc.).
In questa prima relazione sono riportati tutti gli elementi conoscitivi
ottenuti in fase di analisi e che riguardano la struttura e le caratteristiche
dell'offerta commerciale, le tipologie di frequentatori, le percezioni e i percorsi di
coloro che fruiscono dei servizi dell'area centrale.
In tale sezione del Piano si fa riferimento a un'analisi quali-quantitativa del
settore commercio in ambito provinciale e comunale, attraverso i dati forniti da
diverse fonti esterne (Camera di Commercio, Ministero dell'Industria e del
Commercio, istituti di statistica, APT, uffici comunali, etc.) al fine di mettere in
rilievo le peculiarità strutturali dei comparti d'interesse nel territorio».
In breve sintesi, noi approviamo oggi due strumenti programmatori: le
medie superfici e la riqualificazione delle aree urbane.
Io vi ringrazio dell'attenzione. Vi ricordo che l'ultima approvazione risale al
2005 in questo Consiglio Comunale, quindi questo Consiglio si potrà fregiare di
approvare un nuovo strumento che data 2013.
Grazie a tutti.
Presidente BITETTI
Grazie, Assessore.
Invito i Consiglieri a rientrare in aula.
Ci sono interventi sull'argomento?
Non ci sono interventi sull'argomento.
Chiedo se ci sono interventi per dichiarazione di voto.
Pongo in votazione....
Prego, Consigliere Capriulo: ne ha facoltà.
Consigliere CAPRIULO
Brevemente. Preannuncio il voto di astensione per una motivazione: perché,
pur apprezzando lo sforzo che ha fatto il neo-Assessore Zaccheo, io penso che
questi provvedimenti abbiano bisogno di una discussione un po' più
approfondita, perché qua parliamo delle medie e grandi strutture di vendita...
Assessore ZACCHEO (fuori microfono)
Non grandi, medie!
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Consigliere CAPRIULO
Allora avete sbagliato l'oggetto! Sull'oggetto è scritto - leggiamo la delibera
- "Approvazione Regolamento medie e grandi strutture di vendita" dice il testo
della delibera.
Allora il problema è che io sono stato uno dei pochi che ha cercato di
leggersi le 200 pagine, però obiettivamente in Commissione la discussione,
secondo me, è stata molto veloce. Conoscendo Gisberto da anni, sono certo che
ha fatto un buon lavoro, però non posso fare voti da fiducia ma mi asterrò.
Ripeto: ritengo sicuramente che alla fine sarà un buon lavoro, ma non penso che
questi documenti di così grande importanza possano essere discussi nel giro di
una corsa contro il tempo. Io penso che quando si parla di medie strutture, di
programmazione commerciale, fra l'altro coinvolge anche le grandi strutture,
infatti per me è stata una sorpresa quando ho letto l'ordine del giorno perché noi
avevamo sempre parlato di medie strutture, per esperienza personale mi fa un po'
ritrarre. Quindi da questo punto di vista e per queste motivazioni mi asterrò sul
provvedimento.
Presidente BITETTI
Grazie, Consigliere Capriulo.
Ci sono altri interventi per dichiarazione di voto?
No.
Pongo in votazione il provvedimento.
Non essendovi ulteriori richieste di intervento, il signor Presidente pone in
votazione palese, per alzata di mano, il punto in oggetto che viene approvato
avendo riportato n. 21 voti favorevoli, n. 2 astenuti (Consiglieri Capriulo,
Bonelli) su n. 23 Consiglieri presenti.
Presidente BITETTI
Votiamo l'immediata eseguibilità del provvedimento.
Non essendovi richieste di intervento, il signor Presidente pone in
votazione palese, per alzata di mano, la proposta di immediata esecutività del
provvedimento che viene approvata avendo riportato n. 21 voti favorevoli, n. 2
astenuti su n. 23 Consiglieri presenti.
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Presidente BITETTI
Passiamo al punto successivo, l'ordine del giorno depositato a firma di più
Consiglieri avente ad oggetto: "Individuazione immobili a destinare all'ADISU
Puglia sede di Taranto".
Invito il primo firmatario, Francesco Venere, a relazionare sull'argomento.
Grazie.
Consigliere VENERE
Signor Presidente, signori Assessori, colleghi Consiglieri, volevo
sensibilizzare l'intero Consiglio Comunale su un tema che mi sta particolarmente
a cuore: l'individuazione di immobili da destinare alla sede di Taranto
dell'ADISU Puglia.
Vorrei tanto che tutti noi prendessimo in modo concreto, dopo una attenta
analisi con il dirigente preposto e con i tecnici, la seria possibilità di trovare una
soluzione idonea in modo tale che la sede dell'ADISU di Taranto non chiuda.
Per quanto concerne gli uffici di via De Cesare 102, l'ADISU ha stipulato
un contratto di locazione con la proprietaria per non interrompere il servizio, ma
l'edificio in questione non è a norma. Da un paio di anni l'ADISU ha fatto una
indagine per verificare se gli Enti sono in possesso di immobile in una zona che
favorisca l'accesso agli studenti: sono stati interpellati il Comune e l'Università,
che possiede importanti "gioielli di famiglia". L'Amministrazione Comunale, con
nota ufficiale, ha risposto dicendo che il Comune di Taranto non poteva al
momento soddisfare tale richiesta: parliamo, colleghi, di soli circa 300 metri
quadri.
Non vorremmo che una mancata decisione dell'Amministrazione Comunale
faccia sì che l'ADISU chiuda i battenti della propria sede di Taranto. Il Sindaco
di Taranto, Ippazio Stefano, sa bene tutti i servizi che l'ADISU Puglia dà alla
popolazione studentesca: borse di studio, servizi mensa, biblioteca, sovvenzioni
per i trasporti e, non per ultimo, l'ADISU ha dato un servizio storico per il Polo
Universitario Jonico creando il primo studentato in convenzione con la città di
Taranto.
In conclusione, colleghi, ancora una volta questa martoriata città, che si
candida come Capitale Europea della Cultura 2019 - e devo prendere atto del
grande lavoro che sta compiendo il collega Gianni Liviano - rischia di perdere un
Ente così importante, che ha dato e continua a dare tanto alla nostra città, visti i
tanti servizi che offre e vista anche l'importanza dell'Università per la nostra città,
ultima carta da giocare per i nostri figli e per tutti noi in tutti i sensi.
Grazie.
Presidente BITETTI
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Grazie, Consigliere Venere.
Ci sono interventi sull'ordine del giorno?
Ci sono interventi per dichiarazione di voto?
Pongo in votazione il provvedimento.
Non essendovi ulteriori richieste di intervento, il signor Presidente pone in
votazione palese, per alzata di mano, il punto in oggetto che viene approvato
all'unanimità avendo riportato n. 19 voti favorevoli su n. 19 Consiglieri
presenti e votanti.
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Presidente BITETTI
Passiamo all'ordine del giorno successivo avente ad oggetto: "Richiesta
risarcimento danni Ilva".
Invito il primo firmatario...
Consigliere CAPRIULO
Scusi, Presidente, possiamo avere copia di questo ordine del giorno, perché
non era depositato agli atti?
Presidente BITETTI
Certo, ma lo abbiamo detto in apertura di seduta che era stato depositato.
Consigliere CAPRIULO
Sì, ma non abbiamo la copia.
Presidente BITETTI
Certo: adesso gliela forniamo. Ma tanto relazionerà il primo proponente.
Consigliere CAPRIULO
No! Io se non leggo, non riesco a capire.
Presidente BITETTI
Sono due righe, glielo faccio arrivare subito. Nel frattempo invito il
Consigliere Laruccia a relazionare sull'argomento.
Consigliere LARUCCIA
L'associazione ambientalista Taranto Respira nella conferenza stampa che
ha tenuto giorno 8 ultimo scorso sulle problematiche Ilva e sul Decreto del
Governo di commissariamento della stessa Ilva, ha chiesto al Sindaco Stefano,
per bocca del suo Presidente Giovanni Carbotti - riporto il virgolettato - "...a che
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punto sta la richiesta di risarcimento danni all'Ilva che qualche tempo fa ci diceva
garantito essere giunta a conclusione?".
A tal proposito rispondo e dico che già da qualche mese l'Avvocato
Massimo Moretti e l'Avvocato Giuseppe Demioto hanno depositato presso il
Tribunale l'atto di citazione per danni arrecati alla città di Taranto dall'Ilva,
sebbene il Sindaco - com'è poi suo costume - non ha tenuto a pubblicizzare
l'evento.
Voglio ricordare che il 27 maggio 2008 io e l'allora Consigliere Massimo
Mancini (allora costituivamo il gruppo dei Riformisti) presentammo un mozione
con la quale chiedevamo che il Consiglio Comunale si impegnasse
nell'attivazione della richiesta di risarcimento danni nei confronti dell'Ilva sulla
base della sentenze di Cassazione n. 38.936/2005.
La mozione fu respinta ma convenimmo, su proposta del Sindaco, di
chiedere all'Avvocatura il parere circa la percorribilità giuridica di quanto
richiesto con la mozione dei Riformisti.
Quindi il Consiglio Comunale procedette all'approvazione della delibera n.
64 del 27 maggio 2008 con la quale si dava mandata all'Avvocatura di esprimere
un parere in proposito. Il parere fu positivo e il Consiglio Comunale, nella seduta
del 18 maggio 2010, approvò la delibera di richiesta di risarcimento danni.
L'Avvocatura nei giorni successivi produsse presso l'Ilva l'atto di
interruzione della prescrizione dei termini.
Pertanto, rivendico a me e al dottor Mancini e all'allora gruppo dei
Riformisti l'iniziativa politica in merito; rivendico allo scorso Consiglio
Comunale di aver sostenuto l'iniziativa nonostante fosse partita dall'opposizione;
rivendico all'attuale Amministrazione e al Sindaco Stefano in particolare la
determinazione nell'averla attuata dopo aver prudentemente, come si conviene al
buon padre di famiglia, accertato la percorribilità giuridica della iniziativa.
Devo anche dire che recentemente Lega Ambiente si è costituita Parte
Civile e ha analogamente posto una richiesta di risarcimento danni in relazione
ad altro procedimento.
Voglio sperare che queste due richieste di risarcimento danni con quanto è
accaduto recentemente, con il sequestro dei beni posti dalla Procura di Milano e
da quella di Taranto nei confronti di Riva, inducano lo stesso Riva a lasciare la
nostra città e a dare forfait.
Voglio ricordare che il bigliettino da visita con cui Riva si è presentata a
Taranto è stata la vicenda della palazzina LAF; ha proseguito poi con la costante
violazione delle leggi ambientali, collezionando una sfilza di condanne sino in
Cassazione; non ha mai onorato le firme in calce agli atti di intesa e accordi di
programma; ha svuotato le casse dell'Ilva portando il denaro nei paradisi fiscali;
ha decretato la fine di tante imprese dell'indotto servendosi di quelle di Genova
(Vincenzo Cesareo, Presidente della Confindustria Taranto, indica in 416 le
aziende dell'indotto Ilva a Taranto, contro le 3.000 di quelle nazionali); non ha
stabilito alcun rapporto sociale e culturale con la città, né di ricerca con
l'Università; ha evaso l'ICI, solo parzialmente recuperata; ha devastato il
territorio provocando la perdita di posti di lavoro nei settori agroalimentare e
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zootecnico; ha provocato un danno erariale alle casse dello Stato per le spese
sanitarie sostenute dai contribuenti.
Pertanto, con il nostro ordine del giorno richiediamo che il dirigente alle
Finanze ponga nel capitolo di spesa relativo del prossimo Bilancio di Previsione
la cifra necessaria per poter procedere al pagamento del C.T.U., visto che - è
notizia apparsa oggi sui giornali - gli Avvocati Demioto e Moretti hanno
richiesto al Tribunale una perizia tecnica preventiva.
Comunque generalmente accade, a conclusione della perizia tecnica, quella
perizia tecnica sarà pagata dal richiedente e, quindi, avremo necessità di quella
cifra, confidando sinceramente che poi ci possa essere rimessa congiuntamente
alla quantificazione del danno a causa vinta.
Grazie.
Presidente BITETTI
Grazie, Consigliere Laruccia.
Prima di passare la parola al Consigliere D'Eri, aveva chiesto di intervenire
il dirigente Adamo per completare le informazioni.
Il dirigente vuole intervenire, ne ha facoltà.
Dott.ssa ADAMO
L'informazione è completa. La richiesta è dovuta, quindi la mia
informazione è soltanto di aggiornamento: per cui ieri si è tenuta la prima
udienza relativa al procedimento di accertamento tecnico preventivo e, in seguito
al deposito di note delle controparti, il Giudice si è riservato fissando una udienza
prossima.
Quindi la richiesta di mettere in Bilancio una posta è dovuta. Vi volevo solo
aggiornare degli sviluppi.
Se ci sono domande, mi rendo disponibile.
Presidente BITETTI
Grazie, dottoressa Adamo.
Aveva chiesto di intervenire il Consigliere D'Eri: prego. E dopo il
Consigliere Bonelli.
Consigliere D'ERI
La posizione di Italia dei Valori è sempre stata nota e, quindi, è ovvio che
in merito a questo ordine del giorno siamo sicuramente favorevoli.
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Nel trattare l'ordine del giorno, il Consigliere Laruccia ha fatto riferimento a
quanto tempo è stato messo a disposizione dell'imprenditore Riva per adeguare lo
stabilimento Ilva. Quindi io credo che ulteriori tempi ed ulteriori proroghe per
saggiare e per verificare la volontà da parte dell'imprenditore di cercare di
adeguare quello stabilimento, che doveva essere già ampiamente ambientalizzato,
non c'è mai stata. E, quindi, nel ribadire l'importanza di chi inquina paga - e
quindi, bene ha fatto la magistratura a sequestrare parte del patrimonio della
famiglia Riva - noi riteniamo che comunque la proprietà debba ritornare alle
partecipazioni statali. Quindi solo una nazionalizzazione di un importante sito
strategico potrebbe riportare alla città di Taranto la dovuta tutela principale che è
quella della salute.
E, chiaramente, per poter effettuare questo risanamento della città di
Taranto, ha bisogno di ogni sforzo - che noi abbiamo già ottenuto con un ordine
del giorno, penso, a fine settembre che è stato votato all'unanimità del Consiglio
Comunale - un interesse di tutti i cittadini, senza divisioni e senza ulteriori
contrapposizioni, per cercare di rivalutare la qualità della vita di tutti i cittadini di
Taranto e, quindi, salvaguardare principalmente la salute, senza per questo
deprimere e offendere la dignità anche dei lavoratori.
Presidente BITETTI
Grazie, Consigliere D'Eri.
Ha chiesto di intervenire il Consigliere Bonelli: prego.
Consigliere BONELLI
Grazie, Presidente.
Innanzitutto diciamo che anche riguardo ad alcuni interventi, si
sovrappongono due elementi che non sono, seppure si parla sempre della stessa
questione, l'inquinamento dell'Ilva... colgo quindi l'occasione oggi per chiedere,
perché siccome ho fatto una richiesta alcuni mesi fa, che non è stata evasa da
parte del Sindaco... avevo chiesto alcuni mesi fa di avere copia di un atto con il
quale il Sindaco aveva annunciato in quest'aula l'interruzione dei termini
prescrittivi rispetto alla richiesta di risarcimento danni nel procedimento che è
passato in giudicato, con condanna in Cassazione nel 2005, sentenza sul parco
minerali.
Ora, io vorrei avere copia - lo ribadisco - siccome ne ho fatto richiesta di
questo atto con il quale il Sindaco ha comunicato l'interruzione dei termini
prescrittivi, se se ne può avere copia; siccome ha detto il Sindaco che aveva
mandato una raccomandata con la quale chiedeva l'interruzione dei rapporti
prescrittivi, se posso avere copia di questo atto.
Adesso parliamo di una questione, che io fra l'altro condivido, vale a dire la
richiesta di risarcimento danni per quanto riguarda un inquinamento più
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complessivo, che è oggetto anche della questione di cui in questi anni, in questi
mesi stiamo parlando: ovviamente Ilva, Riva FIRE. Non capisco, però, la
necessità di un ordine del giorno. Io lo voterò, non ho alcun problema, per carità!
Però se noi utilizziamo gli ordini del giorno per mettere le "bandierine", non
facciamo un servizio a questa città, perché è atto dovuto nel momento in cui c'è
stato un incarico fatto a degli avvocati che hanno fatto una richiesta di
risarcimento preventivo presso il Tribunale, è del tutto normale che se poi il
Giudice nomina una C.T.U. che il Comune si faccia carico, come del resto tutti
sanno che in sede civile la C.T.U. viene pagata preventivamente dal richiedente e
poi, in caso di vittoria, tutto è addossato a chi ne ha la responsabilità, in questo
caso l'Ilva. Io lo voterò, premetto questa cosa! Ma io mi sarei aspettato, visto che
ho fatto diverse richieste, che questa aula esprimesse con grande forza quello che
fra l'altro penso sia una condivisione di tutti, ad esempio che, siccome nell'ultimo
Decreto fatto dal Governo, che ha avviato la procedura di commissariamento così
come previsto dal Decreto 231, poi ha nominato di fatto l'amministratore
delegato del Gruppo Ilva, vale a dire il Commissario Bondi, che esprimesse una
sorta di contrarietà.
Ma, ecco, io voglio stare nel merito, quindi dico che nulla osta a questo
ordine del giorno, ma vorrei avere la copia - lo ribadisco per l'ennesima volta, lo
chiedo a lei Presidente del Consiglio di farsi garante di questo - dell'atto con il
quale si interrompono i termini prescrittivi relativamente al procedimento sul
parco minerali che è passato in giudicato con sentenza fatta in Cassazione.
In ultimo mi riferisco alla Giunta, a chi potrà rispondermi della Giunta,
sennò signor Presidente del Consiglio se ne farà carico lei: vorrei sapere se il
Sindaco ha attivato la prescrizione n. 94 dell'Autorizzazione Integrata
Ambientale, la quale impone al Sindaco stesso di chiedere la pulizia del quartiere
Tamburi e delle aree pubbliche limitrofe all'azienda a carico dell'Ilva stessa.
Siccome l'AIA è stata approvata con Decreto a metà di ottobre, il Sindaco
Stefano ha chiesto una delle poche - diciamo - prescrizioni che deve attivare il
Sindaco stesso? Perché c'è scritto esplicitamente che è il Sindaco che attiva
quella prescrizione. Il Sindaco Stefano l'ha attivata? Se l'ha attivata, può dare a
tutti i Consiglieri Comunali, quindi non solo a Bonelli, la richiesta di attivazione
di questa prescrizione?
Io penso - e qui concludo, non fraintendete, non c'è alcuna polemica ma c'è
anche una volontà di servire questa città, come tutti i Consiglieri Comunali lo
fanno, nessuno escluso - di fare in modo che tutti questi viaggi che il Sindaco
Stefano fa verso Roma (mi riferisco a questa grande questione) fossero un po' più
incisivi, perché ad esempio questo Consiglio Comunale ha approvato un
documento alcuni mesi fa che prevedeva alcune questioni (la no tax area, la
dichiarazione di lavoro altamente usurante per i lavoratori e gli operai dell'Ilva):
ebbene, sono stati fatti numerosi Decreti da parte del Governo e in nessun
Decreto almeno una di queste cose è stata inserita. Penso che sia giunto il
momento che il Sindaco Stefano, senza le diapositive delle lettere che ci fa
vedere di quello che ha fatto o non ha fatto e quant'altro, però parlano i fatti:
questa Amministrazione Comunale, purtroppo, non è dovutamente ascoltata,
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adeguatamente ascoltata dal Governo quando deve prendere decisioni importanti
dal punto di vista di azioni di governo.
Quindi io sollecito - come ho fatto la richiesta per Vitaliano Esposito e del
Commissario per il bonifiche Pini - di fare il punto della situazione del Consiglio
Comunale sulla vicenda Ilva, proprio sulle azioni da intraprendere anche dal
punto di vista prettamente amministrativo nel rapporto con il Governo sui punti e
le proposte che la città deve fare per rilanciare una nuova economia.
Presidente BITETTI
Grazie, Consigliere Bonelli.
Premesso io ho preso appunti per richiedere questo atto di interruzione dei
termini, ci chiedevamo col dirigente: ma ha già fatto richiesta?
(Il Consigliere Bonelli interviene fuori microfono)
Siccome non è arrivata né a me né alla dirigente... Va bene, ci
preoccuperemo...
Prego, dottoressa.
Dott.ssa ADAMO
No, perché - voglio dire - ci arrivano richieste da tutti i Consiglieri, da una
parte e dall'altra, la sua al servizio non è mai arrivata.
Consigliere BONELLI (fuori microfono)
La domanda non è indirizzata a lei, però?
Dott.ssa ADAMO
Sì, infatti! Perché...
Presidente BITETTI
Va bene, la rifacciamo a seguito del dibattito in Consiglio Comunale.
Consigliere BONELLI
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Ma non l'ho indirizzata a lei, però.
Dott.ssa ADAMO
Ah, non l'ha indirizzata a noi come Servizio Legale dove poi si trovano gli
atti interruttivi? Ecco!
Presidente BITETTI
Va bene, la faremo come Presidenza.
Ci sono altri interventi sull'argomento?
Il Consigliere Capriulo: prego.
Consigliere CAPRIULO
Io volevo fare qualche commento sulla procedura amministrativa.
Fermo restando il principio della richiesta di risarcimento danni su cui
siamo tutti d'accordo, devo essere sincero: non comprendo la richiesta di questo
ordine del giorno. Cioè che significa chiedere che nel Bilancio Preventivo sia
messa una somma adeguata?
Questa è una funzione che il dirigente dovrebbe fare nel momento in cui fa
la previsione di Bilancio, c'ha il capitolo e deve adeguarlo, perché - fra l'altro non sarà l'unica C.T.U. che dovrà sopportare il Comune, così come non saranno
le uniche spese legali. Io ricordo a memoria che noi spendiamo circa un milione
di euro all'anno su questo capitolo.
Quindi dal punto di vista amministrativo non la capisco se non per dire che
abbiamo fatto la richiesta di risarcimento danni, va bene, questo è un dato
politico! Non c'era bisogno di approvare un ordine del giorno. Fra l'altro, non mi
risulta che ci sia un avvocato che si chiama Dimioto, forse è sbagliato il
cognome, si chiamerà in maniera diversa... Come si chiama?
Dott.ssa ADAMO
Dimito!
Consigliere CAPRIULO
Ah, quindi ricordavo bene che non si chiamava Dimioto.
La cosa che mi preoccupa noi l'abbiamo vista nella produzione di debiti
fuori bilancio in questa città: che il meccanismo degli incarichi legali, delle
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modalità di difesa, delle nomine è stata una delle macchine di produzione dei
debiti fuori bilancio e dei soldi che sono usciti fuori da questa città.
Ora mi piacerebbe chiedere - non so se sia una domanda a cui c'è risposta che significa "somma adeguata" per una C.T.U. di questa portata, perché non
vorrei che stessimo parlando di qualcosa come qualche milione di euro. Io sono ripeto - preoccupato, fermo restando che, ovviamente, noi dobbiamo
assolutamente chiedere poi i tempi delle cause civili, perché gli appelli, le
cassazioni ci hanno insegnato che chissà mai se i nostri figli vedranno qualcosa,
mentre dobbiamo assolutamente essere molto, molto più rapidi rispetto a seguire
quello che sta facendo la magistratura con i sequestri e con la richiesta di
interventi immediati da parte dell'Ilva fino a quando resterà su questo territorio.
Io vorrei chiedere al dirigente se ha una idea di che significa "somma adeguata"
di questa cifra, perché non vorrei che noi fra incarichi, consulenze e C.T.U. qua
ci andiamo a mangiare qualche milione di euro per poi non arrivare mai a
prendere nulla. Questi meccanismi, che io ho vissuto nella mia esperienza
amministrativa, poi servono solo per succhiare soldi ai Bilanci Comunali ma non
a portare in effetti i soldi e i risarcimenti che l'Amministrazione meriterebbe.
Quindi da questo punto di vista - ripeto - fermo restando il principio, però
secondo me è un nonsenso chiedere ad un dirigente di mettere in preventivo una
somma che fa parte delle sue attività. E` come - ripeto - se chiedessimo al
dirigente dei Lavori Pubblici: "Metti i soldi per pagare il riscaldamento delle
scuole". Quello lo sa che li deve mettere! Gli stai dicendo di fare una cosa che è
ovvia.
Presidente BITETTI
Grazie. Voleva dare una breve risposta il dirigente: prego.
Dott.ssa ADAMO
Intanto diciamo che questa logica del succhiare dai Bilanci proprio in
questo caso non si addice. Noi abbiamo fatto al Tribunale una richiesta nella
quale chiediamo che venga valutato il danno che ci è stato arrecato, sostenendo
che abbiamo avuto un danno; abbiamo circoscritto più o meno, con le relazioni
dei nostri dirigenti, con quanto altro era possibile che la parte producesse;
dopodiché il Tribunale si deve avvalere di un tecnico. Siamo noi i richiedenti, il
Consiglio Comunale è stato sovrano già in questo!
Nel momento in cui noi chiediamo qualcosa, ci dobbiamo attrezzare perché
quella richiesta abbia poi alle spalle le sostanze. Non è che... E' vero che esistono
già degli stanziamenti, però stiamo parlando extra hordinem: di questo ce ne
rendiamo conto oppure no? Noi liquidiamo le C.T.U. normalmente dal nostro
capitolo di spesa, ma è prudenziale, è prudenza stanziare in Bilancio una somma
ad hoc sapendo che andiamo incontro ad una C.T.U. che non è di poco conto.
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Per cui io lo ritengo un atto prudenziale e lo sostengo. E' vero che in
Bilancio noi abbiamo già una notevole somma per liquidare C.T.U., avvocati,
etc., etc. e tutto quello che riguarda il contenzioso, però siamo tutti d'accordo che
non stiamo parlando di un contenzioso che nasce tutti i giorni, quindi alla vostra
attenzione è stato posto un problema extra hordinem del quale - voglio dire... Se
poi vogliamo far rientrare tutto nella normalità, questa è una decisione del
Consiglio Comunale!
Per quanto riguarda poi altre questioni, io le ritengo superate dal fatto che si
è proceduto. Gli atti interruttivi sono al Servizio Legale così come sono stati fatti
all'epoca, per cui non abbiamo nessuna difficoltà a rimetterli anche in giornata,
ecco. Non è questo! Stiamo parlando degli atti interruttivi dell'epoca, giusto?
(Il Consigliere Bonelli interviene fuori microfono)
Per il resto, io ritengo prudenziale fare questo accantonamento perché non
stiamo parlando di un contenzioso normale, stiamo parlando di un contenzioso
extra hordinem.
(Il Consigliere Bonelli interviene fuori microfono)
Quanto...?
Presidente BITETTI
Per favore al microfono, sennò non possono registrare.
Consigliere BONELLI
In quanto lo quantificherebbe?
Dott.ssa ADAMO
Eh, bella domanda!
Non posso adesso stimare esattamente, ma ritengo una cifra superiore ai
100.000 euro bisogna accantonarla, che - voglio dire - visto il tipo di
contenzioso, si giustifica. Almeno 100.000 euro.
Naturalmente questo è puramente indicativo, non può essere assolutamente
una indicazione tecnica, eh!
Presidente BITETTI
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Grazie, dottoressa.
Se non ci sono altri interventi, pongo in votazione il provvedimento, la
proposta dell'ordine del giorno.
Non essendovi ulteriori richieste di intervento, il signor Presidente pone in
votazione palese, per alzata di mano, il punto in oggetto che viene approvato
avendo riportato n. 17 voti favorevoli, n. 1 astenuto (Consigliere Capriulo) su
n. 18 Consiglieri presenti.
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Presidente BITETTI
L'ultimo ordine del giorno iscritto, presentato da più Consiglieri Comunali
(il primo firmatario è il Consigliere Castellaneta) avente ad oggetto:
"Problematiche relative alla occupazione di immobili comunali". Ora relaziona
anche se c'è da fare qualche precisazione, perché nel testo è indicato che i
funzionari comunali abbiano invitato gli assegnatari a presentarsi in via Guarini,
mentre non è così ma è presso gli uffici comunali. E` giusto una precisazione!
Prego.
Consigliere CASTELLANETA
«Premesso:
- che in data 30 maggio 2013 diversi assegnatari di alloggi di edilizia
residenziale pubblica, dopo essere stati invitati mediante convocazione ufficiale
da funzionari comunali a presentarsi presso i propri uffici per procedere
all'assegnazione di alloggi di residenza popolare;
- che recatisi sul posto, trovano la sgradita sorpresa di trovare tutti i dodici
alloggi occupati abusivamente;
- che nonostante il primo intervento delle Forze dell'Ordine e di
Amministratori Comunali la situazione a tutt'oggi non è mutata;
- che tale situazione di attesa per la risoluzione del problema incentiverebbe
ancor di più altri cittadini in stato di bisogno ad occupare altri alloggi per far
valere i propri legittimi diritti;
Il Consiglio Comunale di Taranto
IMPEGNA
il Sindaco e l'Amministrazione Comunale tutta a procedere in tempi
brevissimi al rispetto delle leggi in vigore mediante il coinvolgimento delle
superiori Autorità competenti della Prefettura e della Questura da Taranto,
ripristinando la regolare assegnazione ai legittimi assegnatari mediante
l'immediato sgombero degli alloggi in questione».
Presidente BITETTI
Grazie, Consigliere Castellaneta.
Presidente BITETTI
Aveva chiesto di intervenire l'Assessore al ramo: prego, Assessore
Scasciamacchia.
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Assessore SCASCIAMACCHIA
Grazie, Presidente.
Gentili Assessori, gentili Consiglieri, per quanto riguarda la vicenda da via
Guarino Guarini vi volevo specificare un po' come sono andati i fatti.
Circa due mesi fa, alcune famiglie hanno tentato di occupare questi
immobili che erano di proprietà privata, appartenevano comunque a un PIRP e il
costruttore, dopo la costruzione, doveva cedere questi dodici appartamenti al
Comune di Taranto. Sicuramente sono venuti a conoscenza prima di noi queste
famiglie e hanno tentato di occupare. Dopo tanti incontri con loro (siamo andati
personalmente io, l'Assessore Cosa, l'Assessore Viafora e al Sindaco), abbiamo
riferito alle famiglie che quelle case dovevano essere assegnate in base ad una
graduatoria, perché loro pensavano di ottenere un diritto di prelazione e una
eventuale assegnazione.
Nel momento in cui abbiamo deciso la procedura per assegnare queste
case, automaticamente il notaio con la parte comunale e la parte privata si sono
incontrati per stipulare, quindi fare l'atto notarile per la consegna di questi
alloggi. Lo abbiamo fatto in forma contestuale proprio per cercare di anticipare i
tempi, ossia: queste famiglie erano state contattate per la consegna delle case
attraverso la firma dell'assegnazione e la consegna delle chiavi e nel contempo ci
doveva essere la firma dal notaio. Non so per quale motivo, sicuramente stiamo
valutando, stiamo anche facendo degli atti inerenti a questa situazione, queste
famiglie appena hanno saputo che le case erano state cedute al Comune di
Taranto hanno occupato questi alloggi. Che è successo?
Che sicuramente gli assegnatari hanno diritto ad entrare in questi
appartamenti. Questa Amministrazione subito dopo ha preso contatti con gli
Organi Istituzionali al fine di regolarizzare queste assegnazioni attraverso lo
sgombero di queste famiglie; attualmente comunque sono stati informati sia il
Questore che il Comandante. Stiamo attendendo qualche giorno in più onde
evitare il contatto fisico fra gli assegnatari e gli occupanti abusivi, perché voi ben
sapete che se dovessimo fare una operazione di forza, sicuramente l'anello più
debole di questa catena sono gli assegnatari. Quindi dobbiamo cercare di tutelare
gli assegnatari ma anche mantenere l'ordine e la sicurezza pubblica.
Quindi a breve stiamo cercando di trovare una sistemazione alternativa non
agli occupanti, ma almeno cercare di trovare degli appartamenti da affittare a
queste persone, anche se loro non sono d'accordo.
Però il problema, in un certo senso, è quello di garantire l'assegnazione. Lo
facciamo, è già in atto comunque la procedura di sgombero e confermo la
volontà di questa Amministrazione e penso di questo Consiglio Comunale di
mantenere alta la linea... di perseguire la linea di legalità. Noi non possiamo
permettere a coloro che occupano abusivamente di permanere in queste strutture,
il nostro obiettivo è di compiere tutti gli atti idonei al fine di rientrare in possesso
di questi alloggi.
Quindi a breve avverrà questo sgombero, poi decideranno comunque gli
Organi competenti quando farlo, però noi dobbiamo comunque garantire il diritto
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alla casa a chi ha diritto, ossia gli assegnatari che hanno atteso lunghi anni per
ottenere questa casa.
Quindi a chi ha avuto le chiavi e ha avuto questa assegnazione siamo certi
che garantiremo il percorso per la consegna effettiva di queste case a queste
persone.
Presidente BITETTI
Grazie, Consigliere Scasciamacchia.
Volevo portare a conoscenza del Consiglio che possiamo continuare nel
dibattito, credo che sia piuttosto condivisibile l'argomento e, chiaramente, tutti
vogliamo che vengano rispettate le norme, ma non siamo nelle condizioni di
votare la proposta perché siamo pochi.
Chiaramente la preghiera, ma anche per quello che già ha detto l'Assessore,
è di far suo l'ordine del giorno che - ripeto - ritengo abbastanza condivisibile. Poi
se ci sono interventi per puntualizzare...
Prego, Consigliere Cannone.
Consigliere CANNONE
Solo qualche domanda però: che vuol dire "siamo pronti alla procedura di
sgombero"? Che cosa vuol dire in effetti in termini pratici? Primo.
Secondo, volevo sapere: il 26 aprile in Commissione da noi dicesti che il
48% di 1827 appartamenti di proprietà del Comune erano occupati
abusivamente, il 48% vuol dire quasi la metà di questi appartamenti: la metà
sono 900 appartamenti. Vorrei capire - se sto sbagliando la percentuale mi
correggi - di quegli altri abusivi come stiamo combinati ancora?
Presidente BITETTI
Prego.
Assessore SCASCIAMACCHIA
L'Ing. Barbara Scozzi quando era Assessore al Patrimonio ha censito,
attraverso gli uffici competenti, attraverso la Polizia Municipale, il 17% degli
immobili di proprietà comunale, le cosiddette case ERP: su questo 17%, il 48%
sono occupate da non aventi diritto e il 37% di questo 48% - scusate un po' il giro
di parole - occupa una casa avente comunque un reddito così alto che potrebbero
acquistare o, addirittura, prendere in locazione l'appartamento.
Questo è quello che abbiamo censito: il 17%!
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Ora, attraverso comunque la discussione in Commissione, abbiamo trovato
un accordo, ossia cercare adesso di compiere quegli atti al fine di rientrare in
possesso di quelle case. Quindi io ho demandato all'ex dirigente Gianrodolfo Di
Bari di provvedere allo sgombero, in un certo senso alla diffida del rilascio degli
immobili comunali, specialmente a partire - abbiamo già deciso questo in
Commissione - da coloro che hanno un reddito così alto che potrebbero
acquistare l'immobile. Quindi iniziare da quelle persone e poi attendere fino
all'ultima persona che ha occupato abusivamente un immobile e che comunque
ha un disagio sociale.
Quindi iniziamo da coloro che hanno un reddito così alto da poter acquisire
un appartamento. Io questa lettera l'ho protocollata circa un mese fa, quindi
automaticamente adesso gli uffici competenti provvederanno a mandare le lettere
a questi abusivi.
Penso di essere stato chiaro. Oppure...
Consigliere CANNONE
Sì. Non capisco perché l'ordine rispetto a questo e non un ordine totale sugli
abusivi che occupano queste case. Non lo capisco! Cioè la differenza fra una
cosa e l'altra io non la capisco, stante il fatto che ci sono numerosissime famiglie
che hanno diritto ad avere l'alloggio popolare. L'ordine per il quale si procede in
questi termini per me è oscuro.
Assessore SCASCIAMACCHIA
E` più, in un certo senso, un obbligo morale iniziare da una...
Consigliere CANNONE
Ma si allungano i tempi! Perdonami, si allungano notevolmente i tempi
così! Noi dobbiamo procedere ad uno sgombero totale degli abusivi, non prima
questo, poi quello, poi quegli altri.
Assessore SCASCIAMACCHIA
Però, in certo senso, creare comunque uno sgombero totale a circa 400
persone non è una cosa di poco conto, c'è un dispiegamento di forze che non
dipende da questo Comune.
Io dico una cosa: siccome fra gli abusivi ci sono coloro che hanno
comunque fatto una richiesta di assegnazione in base comunque ad una Legge
cosiddetta "sanatoria" degli immobili comunali, ci sono 350 persone (quindi
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12 giugno 2013
nuclei familiari) che hanno fatto una richiesta di sanatoria. Queste pratiche sono
valutate, quindi stanno per essere vagliate per le assegnazioni vere e proprie con
una Legge Regionale.
Consigliere CANNONE
Assessore, scusami se insisto! Ma se sono abusivi quale sanatoria si deve
fare? Se sono abusivi, sono già abusivi: che sanatoria si deve fare? Sulla base di
quale criterio si deve fare questa sanatoria su gente che è abusiva?
Presidente BITETTI
Io capisco la passione e l'argomento veramente ci tocca tutti quanti...
Assessore SCASCIAMACCHIA
Perché forse non sono stato chiaro io nell'illustrare la questione. Nel 2005 la
Regione Puglia ha indetto una sanatoria per coloro che occupavano abusivamente
degli alloggi e li avevano occupati nei circa due anni, cioè avevano due anni di
residenza in quegli alloggi. Automaticamente, in base a questa Legge, 370
famiglie hanno partecipato alla sanatoria. Cioè la Regione Puglia dice: "Voi siete
abusivi da due anni? Potete sanare, quindi ottenere un diritto di assegnazione".
Per queste 357 domande, da quando c'è stato il bando, automaticamente
l'ufficio, cioè lo IACP, non ha provveduto ancora a fare, unitamente agli uffici
comunali, i dovuti accertamenti se effettivamente queste persone hanno dei
requisiti per ottenere questo privilegio.
Quindi siccome c'è in atto questa verifica da parte dello IACP e da parte
degli uffici comunali, automaticamente abbiamo previsto, in base comunque al
mio indirizzo al dirigente, di incominciare a dare delle lettere di intimazione al
rilascio dell'immobile specialmente a quelle famiglie che hanno un reddito così
alto che potrebbero acquistare un appartamento. Quindi iniziare da quelli per poi
completare il tutto in maniera più calma.
Anche perché - termino - il nostro obiettivo è quello di mantenere il
controllo del 17% di queste case.
Presidente BITETTI
Va bene, Assessore, grazie per la relazione e le informazioni.
Non potendo votare - ripeto - il provvedimento, il Consiglio Comunale
viene sciolto, augurando una buona serata a tutti.
Vi saluto cordialmente.
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12 giugno 2013
Consigliere CAPRIULO
No! Scusa, Presidente, non funziona così, eh! Cioè tu non puoi sciogliere
d'autorità! Il numero legale si presume fino a quando non si vota!
Presidente BITETTI
Va bene, ok!
Consigliere CAPRIULO
Non puoi fare d'autorità che sciogli il Consiglio Comunale, eh! E`
pericoloso questo precedente!
Presidente BITETTI
No, no, no.
Consigliere CAPRIULO
Suona la campanella e vediamo... chiedi il numero legale e vediamo chi sta
in aula. Non si scioglie così il Consiglio Comunale!
Presidente BITETTI
Consigliere, però le voglio specificare una recente normativa che dice che
se non c'è la metà più uno dei Consiglieri in aula, non si può procedere con la
votazione.
Consigliere DI GREGORIO
Va bene, interrompo la discussione!
Chiedo il numero legale!
Consigliere CAPRIULO
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12 giugno 2013
Allora, scusa, dovresti interrompere il Consiglio Comunale una decina di
volte, Piero, per quanto volte mancare il numero legale in aula!
Presidente BITETTI
Ho provato a chiamare ma non c'è nessuno.
Va bene!
Consigliere CAPRIULO
Fai la verifica del numero legale!
Consigliere DI GREGORIO
Chiedo il numero legale!
Presidente BITETTI
Grazie, Consigliere Di Gregorio.
Invito il Segretario a fare l'appello dei presenti.
Il Segretario Generale esegue l'appello nominale per la verifica dei
presenti.
Essendo, provvisoriamente, in aula n. 12 Consiglieri su n. 33 la seduta
viene dichiarata deserta.
Presidente BITETTI
Dodici presenti: la seduta non può continuare.
Saluto tutti e buona serata.
Grazie.
I lavori del Consiglio Comunale terminano alle ore 14.14.
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