CNS LIBERTAS
“Un sentiero per lo sport”
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TUTTI I DIRITTI DELLA PRESENTE PRODUZIONE SONO RISERVATI
La funzione dello sport
 Lo sport, nella società moderna, può svolgere
alcuni compiti essenziali
 Ricerca della salute e del benessere individuale
 Supporto allo sviluppo psicofisico dei giovani
 Contrasto del declino psicofisico legato
all’invecchiamento
 Alcune funzioni sociali abbastanza articolate come:
o L’educazione ed il controllo sociale (attraverso la
canalizzazione dell’aggressività)
o Un’azione di stimolo all’economia (produzione di beni e
servizi)
o Aumentodel prestigio internazionale (sport di livello)
La nuova frontiera
 La nuova frontiera dell’attività motoria e sportiva
è sicuramente rappresentata dalla terza età
 Studi autorevoli hanno dimostrato le profonde
correlazioni dell’attività motoria e sportiva con:




Una maggiore aspettativa di vita
Una migliore qualità di vita (fisica e psichica)
Il contrasto del declino fisico e cognitivo
Un recupero della stima di sé
Giorgio Visintin - Un progetto per lo
sport
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Sport e terza età
 L’etichetta di fragilità attribuita alle persone
anziane e le conseguenti limitazioni
nell’attività motoria non hanno aiutato in
passato a formulare idonei programmi di
prevenzione, recupero e mantenimento
dell’efficienza fisica
 L’anziano in buona salute dovrebbe svolgere
un’attività energica di tipo prevalentemente
aerobico, abbinata però allo sviluppo della
forza (anche con sovraccarichi), della
coordinazione e della flessibilità.
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Sport e terza età
 I limiti allo svolgimento di questi compiti più
impegnativi sono prevalentemente culturali,
negli stessi anziani e nelle persone che sono
loro vicine essi si manifestano con
 Pregiudizi e paure ingiustificate
 Scarsa fiducia nelle proprie possibilità
 Difficoltà mentale ad affrontare nuovi stili di
vita
 I limiti, dunque, vengono da lontano e potranno
essere eliminati nelle generazioni future
solamente con l’adozione di stili di vita più
salutari e dinamici
Giorgio Visintin - Un progetto per lo
sport
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Il sentiero dello sport
 Si tratta di un cammino molto lungo che
affonda le sue radici nella fanciullezza e
prosegue nell’infanzia, nell’adolescenza
e nell’età adulta
 Attraverso un’educazione precoce al
movimento ed allo sport, svolta in un clima
gradevole e motivante, si gettano le basi
per l’acquisizione permanente di questi
nuovi stili di vita
Giorgio Visintin - Un progetto per lo
sport
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Un modello per
l’avviamento allo
sport
Giorgio Visintin - Un progetto per lo
sport
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Alcuni limiti dello sport
 Allo sport, in età giovanile ed infantile, (e
particolarmente ad alcune discipline) vengono
associati anche rischi e valori negativi, come
 Livelli eccessivi di stress fisico e/o psichico
 Una certa difficoltà a sviluppare adeguatamente le altre
abilità sociali per una eccessiva polarizzazione
dell’interesse sullo sport e sui risultati
 Una visione troppo competitiva della vita
 La produzione di “scarti” (selezione)
 I benefici che i giovani possono trarre da un’attività
sportiva ben gestita sono però di gran lunga superiori
a tali rischi
I benefici dello sport
 Le attività sportive sono ricche di potenzialità e
possono aiutare i giovani nel loro sviluppo
 La difficoltà dei traguardi, il loro differimento nel
tempo, l’impegno e la perseveranza necessari
per raggiungerli, e soprattutto la ricchezza di
emozioni che caratterizza lo sport, sono
elementi distintivi che, se ben sfruttati,
garantiscono stimoli eccellenti allo sviluppo
fisico e psichico
Il valore dell’attività sportiva nello
sviluppo individuale
 Correlazioni significative tra sviluppo motorio
ed intelligenza nei primi anni di vita (fino ai
7/8 anni)
 Miglioramento dell’umore e smorzamento
dell’aggressività
 Sviluppo della volizione, della capacità di
progettazione e dell’autovalutazione
 Effetto sull’autostima (attraverso la
pedagogia del successo)
Gli effetti sullo sviluppo della
personalità
Le attività motorie/sportive possono migliorare
 Nell’area intellettiva
 I processi percettivi
 La capacità di risolvere i problemi
 L'immaginazione, la fantasia, la creatività
 Nell’area affettiva
 Il controllo dell'impulsività
 La strutturazione di alcuni tratti fondamentali del carattere
come:
 Attività ed intraprendenza
 Perseveranza
 Sicurezza e fiducia in sé e negli altri
 Nell’area sociale




La capacità di collaborazione
Il rispetto degli altri e la solidarietà
La capacità di osservare le regole (senso morale)
L‘integrazione ed identificazione con il gruppo
Il “valore” dell’attività sportiva
Lo sport rappresenta, per i giovani,
un’opportunità per dare significato alle
esperienze individuali e, più in generale,
all’esistenza
La scoperta delle proprie possibilità e la
percezione dei propri progressi accentua la
coscienza di sé e l’autostima
L’elevato impatto emotivo e motivazionale
induce un’attivazione ottimale del sistema nervoso,
con una maggiore efficienza dei processi cognitivi
(concentrazione, memoria) e di apprendimento
motorio
Questi processi, naturalmente, sono trasferibili
nelle altre attività sociali (studio, lavoro....)
Lo sport dunque può rappresentare
 Un fattore di sostegno allo sviluppo della
personalità
 Un fattore di qualità della vita
 Uno spazio personale per emozioni e
libertà che la routine quotidiana spesso
sottrae ai giovani
Quale sport?
 Tutte le funzioni ed i relativi esiti che vengono attribuiti
all’attività motoria e sportivi non sono “automatici”; il
successo dipende dalle condizioni in cui esse si
sviluppano, ed in particolare da:
 Continuità dell’intervento
 Competenza e motivazione degli operatori degli
adulti significativi
 Capacità di affrontare e sostenere i bisogni dei
giovani
 Dipendono inoltre dal collegamento con l’intero sistema
educativo (Famiglia, Scuola , Società Sportive)
Principi guida per un corretto
avviamento allo sport
Un percorso di avviamento allo sport
efficace deve rispettate due principi
fondamentali
 Multilateralità
 Polivalenza
Principio della multilateralità
 Le attività devono essere multilaterali, caratterizzarsi
cioè per una grande ricchezza di esperienze motorie in
campo specifico e generale
 Nella fascia di età infantile devono concorrere allo
sviluppo dei presupposti motori comuni a tutti i
movimenti sportivi (Formazione e sviluppo degli schemi
motori di base e preliminari tecnici dello sport scelto)
 Nelle fasce successive (Fanciullezza, preadolescenza)
all’apprendimento di un numero elevato di abilità
motorie generali e specifiche; ed allo sviluppo di tutte le
capacità motorie, con accentuazione, più evidente negli
anni, di abilità e capacità motorie legate allo sport scelto
Principio di polivalenza
 Un sistema di Educazione motoria/sportiva deve
essere anche polivalente, valido cioè sotto più
aspetti
 Oltre a garantire lo sviluppo delle capacità
motorie e l’apprendimento delle abilità: generali
e specifiche, deve esercitare un’influenza
significativa sullo sviluppo dell’intera persona
 Un buon sistema educativo sportivo si basa
dunque su
 Un’efficacia specifica in campo motorio
 Una valenza più ampia e generale nei confronti delle
altre aree della personalità (cognitiva, emotiva, sociale)
I metodi nell’apprendimento
La scelta dei metodi didattici ha un’influenza
decisiva sul successo del progetto educativo;
vengono identificati:

Metodi deduttivi (prescrittivo, misto, assegnazione dei
compiti)
 Sono orientati al “prodotto finale”, cioè al risultato.
Protagonista è l’insegnante che spiega, consiglia,
corregge; l’allievo esegue e perfeziona il gesto sotto
la sua guida.
 Metodi induttivi (libera esplorazione, scoperta guidata,
risoluzione dei problemi)
 Sono orientati al «processo”, ovvero allo sviluppo
della competenza motoria .L’allievo è al centro del
processo di apprendimento; scopre le soluzioni,
inventa varianti, sviluppa fantasia e creatività. Sono
da privilegiare con i più giovani
METODI INDUTTIVI
 Metodo della libera esplorazione
 L'allievo scopre da solo ambiente e regole elementari
 Sceglie mezzi e contenuti
 Il controllo è complesso ma possibile.
 Metodo della scoperta guidata
 L'insegnante guida gli allievi alla scoperta
 Delle soluzioni motorie più idonee
 Delle regole e dei ruoli.
 Metodo della risoluzione dei problemi
 Presentazione del problema motorio senza dimostrazione
 Le soluzioni nascono dalle esperienze degli allievi e
possono divergere da quelle previste
 Efficace stimolo per le capacità di scelta
Dalla Polisportività
alla Monosportività
multilaterale
Il modello polisportivo
 Per polisportività, nell’avviamento allo sport, si intende la
pratica contemporanea di più discipline. Gli sport scelti,
non necessariamente affini, possono essere praticati in
parallelo, oppure in successione per brevi periodi
 L’allenamento polisportivo, dunque, prevede lo sviluppo
delle capacità e delle abilità motorie fondamentali (in
forma grezza) di più sport ed un’attività di gara facilitata
 Nel nostro sistema sportivo, le indubbie potenzialità di
questa strategia sono limitate da:
o Lo scarso tempo disponibile per l’allenamento
o Difficoltà e carenze organizzative e logistiche (impianti
e tecnici polivalenti, ecc..)
o Aspetti sociali, motivazionali, tecnici (allievi, genitori,
allenatori, dirigenti)
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Giorgio Visintin - Polisportività o
multilateralità?
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Il modello monosportivo
multilaterale
 L‘allenamento multilaterale è indirizzato sin dall’inizio ad uno
sport specifico, ma viene accompagnato da un’ampia
preparazione motoria a carattere generale
 Si caratterizza per una specializzazione lenta, graduale e
progressiva, attraverso un aumento percentuale negli anni dei
contenuti disciplinari rispetto a quelli generali
 Le esercitazioni “generali”, mutuate anche da altre discipline
sportive, devono contraddistinguersi per la “trasferibilità”;
devono contribuire cioè, in maniera significativa, alla
formazione dei presupposti coordinativi, energetici e strutturali
dello sport scelto (grazie al meccanismo del transfer motorio)
 La multilateralità è altro rispetto alla polisportività, dalla quale
si differenzia per la finalizzazione dei contenuti, legata ad una
scelta precisa, e già abbastanza palese, dello sport sino dalle
fasi iniziali
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multilateralità?
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Il modello multilaterale
 L’allenamento monosportivo multilaterale si
sviluppa, in genere, attraverso 3 fasi
o La fase della multilateralità generale
o La fase della multilateralità orientata (mirata)
o La fase della multilateralità specializzata
 Il modello, naturalmente, esprime solo una
tendenza generale, e necessita di speciali
adattamenti disciplinari
 L’età di inizio, la durata di ogni fase e la
tipologia del carico di allenamento (volume,
intensità, specificità), variano infatti
sensibilmente a seconda dello sport preso in
esame
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Un modello per lo sviluppo motorio e sportivo
Modello strutturale della motricità
Modulo A (A1-A2?)
Motricità di base
Modulo B/B1/B2 etc
Allenamento parzialmente specializzato
Modulo C/C1/C2 etc.
Allenamento specializzato
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Come nasce il “modello”?
 Il modello inizia a prendere corpo verso la fine degli
anni 70 a seguito dei modesti risultati nelle grandi
competizioni sportive (Olimpiadi, Mondiali, etc..).
 Genesi:
↓ La specializzazione precoce viene identificata come
causa degli insuccessi nell’alta prestazione
↓ Si cercano modelli alternativi nei paesi vincenti
↓ Nascono i CAS, sulla base di un modello polisportivo
mutuato dai paesi dell’Est Europeo
↓ Il tentativo, lodevole nei presupposti, fallisce, sotto il
profilo delle massime prestazioni, poiché non tiene
conto della profonda diversità del contesto sociale
↓ Viene più volte rivisto ed adattato fino ad arrivare alla
formulazione attuale
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Precisazioni sul “modello”
 Il modello suggerito prevede un inizio precoce dell’attività
sportiva ed un orientamento dell’allenamento abbastanza
definito sin dalla I fase (modello monosportivo multilaterale)
 Si adatta a tutti gli sport anche se con caratterizzazioni
diverse:
o Agli sport “precoci”, per motivi di carattere biologico (le prestazioni
sono favorite dalla grande capacità di adattamento del sistema
nervoso )
o Agli sport “tardivi”, per ragioni psicologiche e sociali
 Bisogno di attività motoria strutturata per carenza di spazi
“naturali” (finalità formative, ricreative e preventive)
 “Concorrenza” nel reclutamento tra società sportive, con
anticipazione dell’età di inizio dell’attività di gara (mini-sport)
 Proiezione di aspettative ed ambizioni genitoriali
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SPORT “PRECOCI”
E
“SPORT TARDIVI”
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multilateralità?
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Gli sport precoci
 Gli sport “precoci” si caratterizzano, sino dall’infanzia,
per dei livelli di prestazione molto elevati e fortemente
specifici
 I presupposti vengono costruiti con un’attività sportiva
che inizia in tenera età: prevalentemente specialistica,
intensa, complessa sotto il profilo coordinativo, e, in
alcuni casi, molto impegnativa sotto il profilo
condizionale
 In questi sport, infatti, l’“allenamento generale”
contribuisce solo in minima parte alla formazione dei
presupposti indispensabili per raggiungere le massime
prestazioni.
 Esempi di attività sportive precoci: Ginnastica, Nuoto,
Pattinaggio, Calcio(?), Danza….
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Il modello negli sport
precoci
A1 modulo specifico
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-
A2 modulo generale
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Gli sport tardivi
 Gli sport “tardivi” si fondano su una base motoria
meno specializzata, costruita attraverso un
periodo abbastanza lungo di preparazione
generale, ed abbinata ad un’attività specifica
meno impegnativa
 I possibili problemi legati ad un inizio precoce
dell’istruzione tecnica e dell’attività di gara (tipica
dei “minisport”), ampiamente diffuso e di per sé
non negativo, vengono superati con la parallela
preparazione multilaterale.
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I problemi più comuni
 Degli “sport precoci”
o Volume ed intensità del carico troppo elevati (ma
anche troppo scarsi)
o Specializzazione fine molto accentuata, con problemi
di stabilizzazione della tecnica
o Gestione psicologica inadeguata dei giovanissimi
atleti (genitori, allenatori, società sportive)
 Degli “sport “tardivi”
o Squilibrio tra preparazione generale (-) e specifica(+)
o Mancanza di una programmazione a lungo termine
o Sopravvalutazione dell’attività di gara (mini sport) e
problemi di gestione del rapporto con genitori e
dirigenti
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Gli sport “ibridi”
 Si trovano in posizione intermedia e sono caratterizzati,
in genere, dall’uso di un attrezzo
 Obiettivi del modulo iniziale
o Sviluppo eccellente della motricità di base
o Familiarizzazione precoce con l’attrezzo per sfruttare al meglio
la forte plasticità cerebrale (attrezzo come protesi del corpo)
o Non è necessario, anzi può essere controproducente, un
apprendimento tecnico precoce fine e fortemente automatizzato
(persistenza dell’errore)
 Suggerimenti
o Buona formazione generale e lavoro specifico abbastanza
precoce, ma con caratteristiche giocose
o Attrezzi adattati ai bambini (per dimensioni, forme, peso ecc…)
o Tecniche semplificate (strutturali) e variabili
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Il modello: obiettivi per fascia di età
 FASCIA 5-10 ANNI
o Avviamento allo sport multilaterale con
dominanza dei contenuti generali rispetto a quelli
disciplinari. Marcata possibilità di cambiamento
della disciplina praticata.
 FASCIA 10-12 ANNI
o Preparazione di base ancora multilaterale, ma
maggiormente indirizzata allo sport scelto
(sensibile aumento dei contenuti specifici). E’
ancora possibile il passaggio ad altra disciplina
senza particolari difficoltà
 FASCIA 13-15 ANNI
o Decisa specializzazione. Scarsa trasferibilità degli
stimoli allenanti ad altre discipline
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Il modello multilaterale: esiti
 Il modello suggerito, naturalmente, rappresenta
solamente un’indicazione di massima
 Fasce di età, intensità e volume del carico,
livello di specializzazione e tipologia delle
competizioni, variano sensibilmente a seconda
dello sport
 Se ben applicato offre
o Una formazione motoria completa
o La possibilità di ottenere le massime prestazioni
individuali (al momento giusto)
o La possibilità di cambiamenti “in corso d’opera”
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Il modulo di base
Schemi motori
di base
Capacità motorie
Generali e specifiche
Abilità motorie
Generali e specifiche
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Il modulo di base: gli
SMB
Schemi motori
di base
Schemi motori
specifici
(Acqua - Pattini
etc…)
•Gli SMB rappresentano la base motoria di tutti gli sport; il
loro sviluppo esprime infatti la conoscenza del proprio
corpo e la padronanza dei movimenti,
•Gli SMB devono essere tutti sviluppati (anche se in
maniera differenziata a seconda delle discipline)
•Negli sport “precoci” ad uno sviluppo generale deve
essere affiancata la costruzione di schemi motori specifici.
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Giorgio Visintin - Polisportività o
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Il modulo di base: le capacità
motorie
Capacità motorie
generali
Capacità motorie
specifiche
•Lo sviluppo delle capacità motorie deve essere
multilaterale, tenendo però presenti, sin dall’inizio, le
esigenze della disciplina scelta
•In certi sport (precoci) uno sviluppo condizionale
elevato è indispensabile per raggiungere i traguardi
tecnici e coordinativi
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Giorgio Visintin - Polisportività o
multilateralità?
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Il modulo di base: le abilità motorie
(esempio: sport precoci)
Abilità motorie
generali
Abilità motorie
specifiche
•Il repertorio di abilità motorie deve essere
molto ricco
•La proporzione tra abilità generali e
specifiche (che sono prevalenti) dipende
anche dallo sport
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Gi orgio Visintin - Polisportività o
multilateralità?
Il transfer motorio
 Lo sviluppo motorio si fonda per gran parte sul
fenomeno del transfer
 Questo meccanismo offre la possibilità (sin dalla nascita)
di utilizzare gli schemi di movimento e le competenze
percettive già disponibili, per realizzare un nuovo
apprendimento o modificarne uno esistente
(“apprendere ad apprendere”)
 Il fenomeno del transfer non riguarda solamente
l’ambito sensopercettivo e coordinativo: le capacità
fisiche (condizionali) e le modificazioni strutturali indotte
dall’allenamento devono essere orientate abbastanza
precocemente in relazione allo sport scelto
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Giorgio Visintin - Polisportività o
multilateralità?
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Gli “sfondi” motori
 La formazione tecnica e l’attitudine coordinativa
dipendono dalle predisposizioni genetiche e da quantità e
qualità delle esperienze motorie
 Gli apprendimenti precedenti rappresentano un patrimonio
di “sfondi motori ”, che, “spezzati e ricostruiti”,
consentono di acquisire nuove abilità o migliorare quelle
esistenti.
 I primi elementi di questo “magazzino di pezzi di
ricambio”ci vengono forniti per via ereditaria (riflessi,
schemi motori di base)
 Acquisire nuove abilità significa ampliare questo repertorio
di base e creare i presupposti per ogni successiva
acquisizione o perfezionamento tecnico, che trovano
sostegno proprio nella ricchezza dell’esperienza motoria
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Giorgio Visintin - Polisportività o
multilateralità?
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OBIETTIVI E
CONTENUTI
Obiettivi generali dell’attività
sportiva giovanile
 AREA “CONDIZIONALE”
 Forza rapida
 Resistenza aerobica
 AREA “TECNICO-COORDINATIVA”
 Sviluppo dei fattori coordinativi generali e specifici
 Costruzione degli elementi di base delle tecniche di
alcune discipline
 AREA “PSICHICA”
 Sviluppo e mantenimento della motivazione
 Incremento dell’autostima
 Controllo dell’ansia
Contenuti specifici
fascia 4/7 anni
Contenuti prevalenti: giochi di movimento (grande dinamismo, azioni
che coinvolgono tutto il corpo con ampi spostamenti) finalizzati allo
sviluppo di:
 Schemi motori di base (acquisizione, affinamento, stabilizzazione,
variazione)
 Capacità sensopercettive generali (varianti spaziali, temporali,
dinamiche nell’ambito dell’attività di base)
 Capacità coordinative (tramite compiti motori risolvibili attraverso
l’accoppiamento di più schemi motori di base)
 Capacità condizionali (Velocità - Forza rapida - Resistenza)
 Capacità cognitive (risoluzione di problemi motori adeguati all’età - Azioni
guidate da uno scopo: no movimenti!)
GIOCO come strumento di sviluppo motorio, cognitivo, emotivo,
relazionale
Punto di partenza I BISOGNI DEI BAMBINI
Schemi motori di base
 Forme fondamentali del movimento umano di origine
filogenetica (memoria della specie). Dalla loro
combinazione, variazione, affinamento, nascono le
abilità motorie e sportive.
 Principi generali di sviluppo degli schemi motori
 Gli schemi motori di base si manifestano secondo una precisa
sequenza ed il loro sviluppo dipende da:
 Maturazione biologica
 Stimolazione ambientale
 La sequenza è generale, il ritmo di sviluppo individuale, ognuno
include il precedente
 Rappresentano "i mattoni" per costruire le abilità motorie
 Si formano e si consolidano in forma implicita e, preferibilmente,
sotto forma di gioco. Il loro sviluppo è favorito dalla ricchezza
delle esperienze motorie.
Schemi motori di base
Ordine di comparsa





7°/9°
Mese  strisciare
9°/11° Mese  andare carponi
11°/14° Mese  camminare
Dalla fine del I fino al III anno di vita
 Camminare
 Salire
 Saltare in basso
 Correre
 Saltellare
 Saltare
 Rotolare
 Spingere
 Tirare
 Fare capovolte
 Arrampicarsi
 Stare appeso e dondolare
 Inizi di presa al volo
 Varie forme di lancio
 ………………..
Dai 3 ai 6 anni si affinano gli schemi acquisti e si effettuano variazioni e combinazioni
Quali abilità motorie?
 Le abilità motorie in questa fascia
dovrebbero essere
 Numerose e variate
 Selezionate con gradualità
 Collegate sempre ad un’azione complessa
guidata da “uno scopo”
 Apprese e stabilizzate in forma grezza
 Rese poi consapevoli ed affinate, ma solo
negli aspetti strutturali e molto gradualmente
Contenuti specifici
fascia 8/10 anni
Elevata multilateralità, con selezione ridotta e mirata di abilità
motorie della disciplina scelta, apprese in forma grezza.
Rapidità e forza rapida (con percorsi, giochi, staffette, prove
singole ecc.)
Resistenza (giochi, percorsi, circuiti, corsa(?))
Attività globali sotto forma di gioco caratterizzate da grande
dinamismo e dall’utilizzo massimo degli spazi di palestra
Sviluppo delle capacità percettive e cognitive attraverso la massima
variazione dei parametri sensomotori (spazio, tempo, forza)
Uso prevalente di metodi induttivi
Attenzione al “processo” più che al prodotto finale
Contenuti specifici
Fascia 10/11 anni
 ATTIVITÀ GENERALE
 Rapidità e forza rapida (percorsi, staffette, prove singole)
 Resistenza (ancora con forme non particolarmente strutturate)
 Coordinazione generale (percorsi, prove singole, elementi di altri
sport)
 Capacità di reazione e trasformazione (giochi di movimento e
sportivi diversi da quello scelto, staffette, prove individuali)
 ATTIVITÀ SPECIFICA




Apprendimento delle tecniche elementari
Principi di base della tattica (criteri fondamentali semplificati)
Costruzione di processi percettivi specifici
Selezione dei programmi motori (abilità tattiche di base)
Buon lavoro!
Scarica

modello monosportivo multilaterale