PROGETTO DIDATTICO PAESAGGI “Il Paradiso Naturale ha visto gli Uomini compresi nella Natura. Il Paradiso Artificiale, che gli Uomini hanno sviluppato nel tempo, è quello che viviamo noi oggi e che è arrivato a un punto di saturazione. Il Terzo Paradiso unisce il Primo e il Secondo e ci porta verso una nuova dimensione di responsabilità verso il futuro. E’ un’indicazione programmatica di impegno verso il futuro che si apre dal 2003 e procede con una serie di azioni compiute nel mondo per portare l’Umanità verso una dimensione che richiama la partecipazione di tutti a una responsabilità nuova.” (Michelangelo Pistoletto – intervista Rai2) “ Il paesaggio dice chi lo abita: non è solo dotato di fisicità, ma anche di aspetti simbolici e figurativi, di aspirazioni e di identità plurime delle comunità insediate. È necessario conoscerlo, rappresentarlo, curarlo, governarlo, sostenerlo perché i paesaggi interiori siano zona di contatto e di flusso di emozioni e sentire tra le persone e perché i paesaggi del territorio siano racconti di luoghi vissuti e desiderati dagli abitanti. Quali le introspezioni e le nuove consapevolezze suscitate dal viaggio con la scuola del luogo?” Liberamente rielaborato dal testo “Educare al territorio, educare il territorio” di C. Giorda e M. Puttilli Progetto ideato dalla Scuola Primaria di Rossino Stazione creativa, coordinato da FRANCA ZUCCOLI dell’ UNIVERSITA’ BICOCCA DI MILANO insegnamento di Educazione all’Immagine in co-progettazione con Enti, Associazioni, Artisti del Territorio, Scuola e Università (Istituto comprensivo di Calolziocorte (Lc) - Anno scolastico 2014-2015) 1 L’ indice Il contesto …………………………………………………………………………………………………..pag. 2 I perché del progetto …………………………………………………………………………………………………..pag. 4 La metodologia ……………………………………………………………………………………………………pag. 5 I contenuti e gli indicatori di qualità …………..……………………………………………..pag. Le azioni I paesaggi: 7 ……………………………………………………………………………………………….pag. 8 paesaggi interiori: il ritratto …………………………………..pag. 9 paesaggio geografico: il luogo abitato …………………..pag. 14 paesaggi relazionali: il corpo ………………….…….……..pag. 18 paesaggi sonori: ambienti, suoni, voci, strumenti …pag. 23 Sintesi organizzativa ...………………………………………………………………………………………………..pag. 25 Gli interlocutori ......................................................................................................pag 28 La valutazione …………………………………………………………………………………………………….pag. 28 Bibliografia .......................................................................................................pag. 29 Il contesto Storia didattica recente: i progetti annuali della scuola primaria di Rossino 2013-14 cibo per l’anima/cibo per il corpo/ tutti giù per terra L’arte e la sostenibilità. Natura e cultura. Una terza via: semi di rinascita. 2012-13 emozionarti - tutti giù per terra Le emozioni nell’arte, l’arte con le emozioni. L’ orto e i prodotti della terra. Trasformazioni in una scuola che vive. 2011-12 tamtam tangram - tutti giù per terra La partecipazione degli abitanti: la gente dei quartieri e le famiglie. La terra e il territorio. La coesione sociale. 2 2010-11 2009-10 twincle - non solo scuola L’arte nella diversità. L’arte del convivere e condividere somiglianze e contaminazioni. non solo scuola La rete nelle agenzie educative del territorio. Educazione dentro e fuori la scuola. L’intrascuola e i linguaggi dell’arte. Considerazioni di scenario Esiste una piccola scuola primaria a Rossino, sulle colline sopra Calolziocorte provincia di Lecco, dove da anni si sta tentando di rivitalizzare “il fare scuola” applicando alcune delle intuizioni di Michelangelo Pistoletto, uno dei più grandi artisti contemporanei a cui il Museo del Louvre ha dedicato nel mese di gennaio una delle rare mostre personali che il museo parigino dedica ad artisti viventi, e proponendo l’arte come uno strumento di coesione sociale e di crescita individuale. Nel corso di questi anni molti artisti sono entrati nella scuola e nella piccola comunità di Rossino, collaborando con alunni, genitori ed insegnanti lasciando tracce delle loro opere all’interno della scuola e nelle strade del paese. Oltre agli artisti la scuola ha collaborato attivamente con le varie agenzie educative e culturali del territorio, con università e professori eccellenti che hanno lasciato in eredità una formazione di alta qualità. Ma i numeri sono numeri e applicando alla lettera le leggi, la scuola rischia di chiudere impoverendo il tessuto sociale di un territorio complesso e ricco di contraddizioni, disperdendo quest’esperienza, così ricca di stimoli e significato per l’intera comunità. La crisi economica con il suo successivo calo demografico e spostamento a valle di diversi nuclei famigliari, ha fatto sì che i numeri degli studenti per classe calassero e difficilmente ad oggi riescono a raggiungere il numero adeguato per far sopravvivere la scuola. Nello specifico per il prossimo anno scolastico l’unica e la possibile soluzione ipotizzata dall’Istituto Comprensivo per far vivere la scuola di Rossino è quella di assicurare un modulo a 24 ore settimanali, garantendo perciò 2 pomeriggi curricolari, lasciando così scoperti tre pomeriggi settimanali con il conseguente disagio per le famiglie. 3 I perché del progetto Proposta di progetto Il presente progetto fonda il suo presupposto di partenza sul concetto di crisi promosso da Einsten nel 1955, “La crisi è la migliore benedizione che può arrivare a persone e Paesi, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dalle difficoltà nello stesso modo che il giorno nasce dalla notte oscura. E’ dalla crisi che nasce l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera se stesso senza essere superato.” Dalla situazione di crisi, di incertezza e di difficoltà legata alla scuola primaria di Rossino, (anche dall’etimo greco sviluppiamo il concetto di crisi come “difficoltà” ma anche “opportunità”), insegnanti, genitori, agenzie del territorio vogliono promuovere una sperimentazione specifica, articolando un modello di intervento scolastico di qualità nuovo ed innovativo, sostenibile e trasferibile anche negli anni successivi. Il progetto intende rispondere alla costruzione di una architettura precisa, capace di generare una strategia di attivazione nonché un modello sperimentale, partendo dalle buone prassi già sperimentate nello stesso plesso, valorizzando e avvalendosi di eccellenze progettuali e gestionali, calibrando le attività sulla e nella specificità locale. La logica di costruzione del progetto è quella di creare un modello di intervento di una scuola diversa, sperimentale, nuova che si occupi e preoccupi della promozione del benessere dei bambini e di promuovere, arricchire e valorizzare le loro risorse e talenti anche attraverso la valorizzazione dei diversi linguaggi espressivi, e di realizzare laboratori innovativi finalizzati al potenziamento cognitivo e all’acquisizione di life skills. La proposta del progetto sta nel promuovere una sperimentazione, una modellizzazione di intervento, che partendo da una situazione di crisi porti ad un miglioramento nel sistema di istruzione e formazione classico. Una nuova scuola basata sull’integrazione e inclusività tra scuola e extrascuola. Laboratori gestiti da personale esterno ed esperto presente sul territorio che si intrecciano e potenzino il programma scolastico, garantendo ai bambini un’offerta formativa di alta qualità, offrendo loro contesti e spazi che permettano l’espressione di sé attraverso una molteplicità di linguaggi, valorizzando le specificità di ognuno e le intelligenze multiple, potenziando la dimensione cognitiva, metacognitiva ed emotiva dei bambini. I laboratori rappresenterebbero un’opportunità affinchè ciascuno possa prendere coscienza delle proprie potenzialità, risorse e competenze, e consentire di arricchire la rappresentazione del sé di nuovi elementi che rendano maggiormente complessa e completa la conoscenza della propria identità 4 La metodologia Metodologia laboratoriale Nell’attuale “società della conoscenza”, in cui il sapere si amplia, si trasforma e si evolve rapidamente, è fondamentale per tutti i soggetti avere la capacità di padroneggiare uno stile di apprendimento capace di saper trasformare il proprio sapere culturale e personale in modo flessibile e adatto ad affrontare le novità, e di essere in grado di orientarsi nel campo delle conoscenze in trasformazione sia in termini quantitativi che qualitativi. In questo contesto sociale e culturale in cui il pensiero deve essere risorsa, la scuola dovrebbe presentarsi come un’officina di metodo, come una bottega in cui si impara ad imparare, partendo dal pensiero di Dewey, to learn by living and by doing. L’apprendere dell’allievo dovrebbe essere un processo attivo della conoscenza, un fare significativo. L’operare intelligente non è finalizzato alla realizzazione di un prodotto particolare, ma produce esiti e risultati sempre adattabili a compiti successivi diversi (Dewey, 2004). Nella scuola d'oggi, a seguito degli importanti cambiamenti socio-culturali, della ristrutturazione dei saperi, e delle più recenti acquisizioni in ambito psico-pedagogico e metodologico, la didattica chiede perciò di essere fortemente innovata. La scuola, non può e non deve più limitarsi a configurarsi come un luogo di trasmissione dei saperi, riproduzione di un mero e obsoleto passaggio di conoscenze, deve invece perseguire il cambiamento e l'innovazione nel rapporto insegnamento/apprendimento, favorendo la riscoperta delle conoscenze da parte dell'allievo e la personalizzazione delle stesse, sollecitando la curiosità e superando la noia. “E' un miracolo che la curiosità sopravviva all'educazione scolastica” - Albert Einstein-, e noi, è a questo miracolo che tendiamo. La scuola è chiamata a svolgere un’azione rivolta alla persona nella sua complessità per favorire una conoscenza più approfondita di se stesso, delle proprie capacità e delle proprie risorse, affinchè sia possibile per il soggetto effettuare scelte, percorsi e progetti in modo consapevole. Ciò richiede la predisposizione di ambienti didattici adeguati che sappiano gestire il coinvolgimento del bambino e la centralità delle relazioni in aderenza al mandato istituzionale di educare/ formare/ istruire. In quest’ottica un ambiente di tipo laboratoriale, caldeggiato peraltro anche dalle recenti Indicazioni del Ministero, si presta a coniugare molte delle istanze innovative. Usare e applicare la metodologia laboratoriale significa promuovere principalmente un modo diverso di fare scuola, non solo entro uno spazio fisico, ma come integrazione di due spazi, quello fisico e quello mentale. Il laboratorio diventa sostanzialmente metodo, volto alla problematizzazione, alla ricerca, alla sperimentazione. Applicare la didattica laboratoriale in classe oltre l’orario scolastico significa progettare insieme agli insegnanti percorsi didattici per competenze, che valorizzino gli apprendimenti degli studenti rendendoli concreti, reali, e trasferibili, significa valorizzare il coinvolgimento attivo, il ragionamento ipotetico, elementi di progettazione, pianificazione e azioni di intervento finalizzate ad esplorare strade possibili, alternative di fronte a situazioni. Garantire al bambino l’opportunità di vivere esperienze in un contesto laboratoriale offre nel lungo termine la possibilità di condurre il bambino stesso alla formazione di abiti mentali, di atteggiamenti stabili, di competenze. Nel progetto educativo che si va presentando il senso del laboratorio non si lega più a un luogo fisico ma a una forma di apprendistato cognitivo (Gardner 2002) finalizzato al deuteoapprendimento, a quelle abitudini generali della mente che configurano “la testa ben fatta” (Morin, 2000). Questa traccia di ragionamento affonda le proprie radici nella Strategia Europea 2020, “Strategia per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva” e individuando nel concetto di Creatività una delle parole chiave se non il termine di riferimento più significativo. 5 Obiettivo del presente progetto è quello di supportare la scuola primaria di Rossino nello svolgimento di questo difficile compito, e di promuoversi come scuola sperimentale aiutandola a guardare lo studente al di là del ruolo di allievo, cogliendone tutta la complessità, i bisogni e le richieste, affiancandola per connotarsi anche e soprattutto come luogo di attenzione e di promozione del benessere dei minori. Connotare la scuola come sperimentale e dare la possibilità concreta di affiancare alla didattica curricolare momenti di “didattica e educativa laboratoriale”, significare per noi dare la possibilità reale di costruire un modello di scuola altra, capace di rafforzare la motivazione ad apprendere e il coinvolgimento attivo degli studenti; di centrare il percorso formativo sul processo, applicando una metodologia che valorizza l'approccio sperimentale alla risoluzione di problemi e ne esalta le potenzialità formative, favorire un raccordo disciplinare, importante per lo sviluppo di una visione complessa e integrata dell’apprendimento, arricchendo l’offerta formativa perché in relazione al territorio e le realtà presenti. Co-progettazione In questo senso il progetto che si sta presentando intende sostenere un modello di scuola innovativa pronta ad abbandonare il proprio scuola centrismo e promuovere invece e intrecciarsi a laboratori extrascolastici, che abbiamo come obiettivo quello di trasferire un linguaggio espressivo capace di sostenere i processi di comunicazione, di promuovere relazioni e consapevolezza, di favorire i processi di costruzione dell’identità nel bambino, di sviluppare competenze e conoscenze potenziandone le abilità e capacità metacognitive. In questo progetto educativo la scuola deve essere capace di collegarsi all’esterno, al territorio culturale e sociale, non da attrice ma da regista, capace di creare palcoscenici ai diversi linguaggi formativi espressivi. Tra insegnante ed esperto non ci deve essere confusione di ruoli, entrambi devono sentirsi parte di un progetto magistralmente orchestrato, costruito a partire da una vera co-progettazione. Entrambi preparano il palcoscenico, pensano, progettano, costruiscono dei perimetri, con l’obiettivo di far si che tutto ciò che il progetto offre alla scuola come laboratorio condotto da esperti non si aggiunga all’azione didattica quotidiana o semplicemente viaggi parallelo alle attività della classe senza incrociarsi con esse, ma la compenetri e sia in grado di provocare altre azioni in un dialogo continuo di cocostruzione. Questa la vera forza dei percorsi educativi che stiamo proponendo. E’ necessario che si costruiscano setting adeguati per la coprogettazione dei laboratori tra insegnanti e esperti, dando ordine e pensiero, un filo conduttore alle idee e alla creatività, facendole incrociare con gli obiettivi generali dell’apprendimento e gli obiettivi specifici della didattica, garantendo l'omogeneità degli indirizzi, pur nel rispetto dei ruoli, dell'autonomia degli stili e delle diversità e eterogeneità. Il docente e l’esperto, in una stretta alleanza, devono saper allestire ambienti variamente articolati e finalizzati, sapendo predisporre compiti autentici, collegati a contesti di senso, atti a favorire la riflessione, il ragionamento e la consapevolezza; con attenzione ai "processi" più che a "prodotti". 6 I contenuti - il fare arte il pensare-il pensarsi la trasformazione sociale del territorio nei paesaggi culturali, sociali, individuali, … la sostenibilità la comunicazione il Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto … Gli indicatori di qualità - Interdisciplinarietà … Rete … Curricolo verticale ….studiare con le medie (saltato…) Co-Progettualità … Visibilità … Coesione sociale Partecipazione la coesione fra mondo interno e mondo esterno … 7 Le azioni Azione 1. Attività con gli insegnanti in 5 mattine e in 2 pomeriggi: per gruppi-classe o a classi aperte in attività disciplinari con gli insegnanti di team: italiano, musica, geografia, storia, scienze, matematica, inglese e religione, musica, immagine, motoria secondo metodologie attive. Attività in lingua inglese con insegnante di madrelingua SOLO SE SI REPERISCONO RISORSE AZIONE 2. Laboratori con gli esperti del territorio in 2 pomeriggi: Laboratori nell’ambito delle arti visive Laboratori nell’ambito corporeo-espressivo-relazionale ( una o più collegate al PianoPedagogicoUnico dell’Amministrazione comunale) Laboratori espressivo-corporeo-musicali AZIONE 3. Uscite nel territorio e non (hangar Bicocca, mostra Van Gogh, politecnico, azienda per raccolta olive e frantoio, coreografia nel quartiere, uscite nel bosco, uscite nell’orto, uscite all’Oratorio, alla biblioteca, …) AZIONE 4. Mensa Progettazione degli spazi per offerta di attività libere ma implicitamente finalizzate. Fra esperti, educatori ed insegnanti si svolgerà un lavoro intradisciplinare e coprogettuale per condividere metodologie, contenuti ed elaborati da realizzare durante le diverse attività nei gruppi-classe e nelle classi aperte laboratoriali. 8 AZIONE 2/A LABORATORI DI ARTI I paesaggi interiori: il ritratto VISIVE Esperti: Davide Mauri e Giulia Zanesi (arte/espressione) Mediatori: la materia e i materiali la fotografia d’autore, la parola, lo specchio, i codici iconici, le emozioni …per la costruzione di mappe emotive interiori attraverso la conoscenza, l’immagine e l’espressione di sé. Tema: I "paradigmi" del percorso dell'arte: la contemporaneità come il punto di partenza per percorsi di percezione del colore e dello spazio, per manipolazioni materiche, nonchè per esercitazioni con strumentazioni multimediali. L'arte contemporanea non è un caso a parte nel cammino della storia dell'arte ma un naturale passaggio, bisogna avere l'abitudine di guardarla, di accettare le sue suggestioni e le sue provocazioni e non farsi intimorire dalle sue stravaganze. Cercare di immettere nei processi intellettuali, immaginativi e creativi dei bambini idee, paradigmi, metafore e simboli desunti dall'esperienza artistica. "Perché l'arte contemporanea è davvero arte? Per godere di un'opera d'arte non occorre essere degli intenditori, basta avere una mente aperta. "Non dovete per forza innamorarvi dell'arte contemporanea, ne mettervela in casa a tutti i costi; nessuno vuole stabilire una "contemporaneocrazia", ma provate ad immaginare per un attimo il mondo nel quale vivete senza nulla di contemporaneo, senza gli oggetti di design che arredano la vostra casa, senza le vostre scarpe con la suola che respira, senza Bob Dylan o il vostro orologio da polso che sembra un'astronave. Sarebbe certo un mondo invivibile. L'arte contemporanea siamo allora noi, così come ci vediamo oggi nello specchio del presente. A volte ci vediamo belli, a volte orribili: così succede anche con l'arte. Ma trascurare la contemporaneità, non guardarsi ogni tanto allo specchio, vuol dire rischiare di fare un buco nell'ozono della nostra anima." "Perché l'opera d'arte non è solamente fatica, lavoro, studio, tecnica, ma anche follia, visione, azione, vuoto, nulla, scherzo, tutte cose che, come quelle faticose, difficili e noiose, fanno parte, a pieno diritto, della vita. E la vera arte parla sempre della vita. L'idea che sia arte solo ciò che è difficile da realizzare è come affermare che bere un bicchiere d'acqua è una cosa banale. L'arte contemporanea è uno strumento per indurci a riflettere sul nostro presente, e un po' sul nostro futuro. E' uno stimolo a comprendere che il solo fare non basta." FRANCESCO BONAMI, curatore, critico d'arte 9 Premessa: Il progetto intende proporre un percorso attraverso l’utilizzo di tecniche e materiali artistici diversi, importanti per favorire il recupero dell’emotività, della sensibilità. Fondamentali diventano quindi gli insegnamenti emozionali appresi nell’infanzia e nell’adolescenza perché plasmano le nostre risposte interiori, rendendoci più o meno abili nella gestione dell’intelligenza emotiva (Goleman) e nel governare con successo la nostra vita. Senza emozioni l’apprendimento non può avvenire perché gran parte di questo si basa su forme di rinforzo, su forme di gratificazione esterna, di approvazione, di accettazione, conferme e gratificazioni interne: l’ autoapprovazione, la soddisfazione, il senso di appartenenza, il piacere di fare. Utilizzando e conoscendo le tecniche artistiche (in vari procedimenti), il fatto di pensare e creare fa si che l’espressività si esalti, mettendo in pratica quello che sosteneva l’artista Bruno Munari, e cioè: “Se ascolto dimentico, se vedo ricordo, se faccio capisco.” Attraverso una serie di attività, sia teoriche che laboratoriali, in sintonia con lavori di artisti e il loro modo di fare arte gli allievi assaggeranno modalità espressive innovative, strettamente legate alla cultura artistica contemporanea. Attività ludiche, pittoriche, manipolative per superare le difficoltà di espressione e di comunicazione e poter raggiungere una maggior consapevolezza di sé e degli altri. Finalità e obiettivi: Avvicinare gli alunni alla sensibilità per l'arte contemporanea come strumento espressivo e comunicativo del nostro tempo presente; far conoscere i mezzi con cui comunica (significato di installazione, performance, happening etc.); valorizzare il ruolo sociale dell'arte. . Offrire un’occasione per esprimersi liberamente e creativamente attraverso materiali legati alla scoperta e alla ricerca dell’inventiva. . Educazione e sviluppo di un’estetica del lavoro pittorico attraverso tecniche artistiche. . Avviare un insegnamento di conoscenza generica della storia dell’arte. . Individuare il linguaggio appropriato delle opere create individualmente. . Conoscere e scoprire le tecniche artistiche con l’ausilio dei materiali . Il coinvolgimento emotivo, che passa attraverso la comunicazione dei colori, nonché del creare. . Creare un contesto di gruppo ludi-educativo di creatività, condivisione e divertimento. . Scoprire la gioia e il piacere di stare, apprendere e giocare con gli altri. 10 Metodologia: la metodologia adottata prevede un approccio ai temi dell’arte mirato a valorizzare le straordinarie potenzialità comunicative del linguaggio artistico. Tanto il processo artistico, che nasce come interpretazione e rappresentazione del reale attraverso un dato sensibile, quanto quello educativo si occupano di mettere in relazione la persona con la realtà e il suo significato. Il lavoro nasce e si sviluppa a partire dalla convinzione che l’arte debba porsi come strumento di conoscenza percettiva e contenutistica della realtà, divenendo componente educativa fondamentale per l’acquisizione di nuovi saperi e per una completa e serena crescita del bambino e della società in cui esso stesso si situa. Il metodo di lavoro sarà quello Socratico della “maieutica”, del tirar fuori utilizzando schemi di osservazione personali che permettano ai bambini l’esplorazione del proprio mondo interiore. Suddiviso in una prima parte concentrata su brevi excursus sul ritratto passato-contemporaneità, confronto e discussione collettiva su espressività, soggettività (teatro ecc) ed emozioni e una seconda parte più pratica. Attività: prime e seconde . Tatto con-tatto. Ritratto. Osservo, esprimo, mi guardo e racconto. Prima ora discorsivo/teorica –seconda ora pratica materiali-ritratto. Riciclare con l’arte contemporanea. terze e quarte. Lo specchio e l’immagine di se. Conoscenza e rappresentazione di me. Apprendo, conosco e comunico. Prima ora discorsivo/teorica- seconda ora pratica. Discorso-lavoro, materiali-ritratto. Noi e lo specchio quinte. Fotografia elaborata. Arnulf Rainer Prima ora discorsivo/teorica- seconda ora pratica. Fotografia ed elaborazioni. 11 AZIONE 2/B LABORATORI DI ARTI I paesaggi interiori: il ritratto VISIVE Esperti: Silvio Combi (artista - installazioni e tecnologie) Giorgio Toneatto (fotografo) Mediatori: strumenti tecnologigi codice iconico suoni parola … per muoversi nel mondo della rivoluzione digitale senza perdere il proprio paesaggio interiore espresso creando un prodotto multimediale: il cartone animato Tema: Sempre più frequentemente entrano a far parte della nostra vita dispositivi che ci permettono di produrre e riprodurre immagini e suoni, possiamo scambiare a distanza testi ed immagini in tempo reale. Tutto questo con strumenti che nel nostro paese sono ormai alla portata di tutti e che sino a pochi decenni fa erano pressoché impensabili. Cambia così anche la percezione del mondo, del tempo e delle distanze. Dall'avvento della fotografia, al cinema, sino ad arrivare alla rivoluzione digitale, diversi artisti hanno adottando da subito questi nuovi linguaggi dando vita a nuove forme di espressione. Educare alla creatività è un compito importante e si rivela così necessario rivisitare l'utilizzo che facciamo comunemente dei nuovi strumenti che abbiamo a disposizione. Finalità, obiettivi e metodologia: L'idea fondante del corso è quella di avvicinare in modo ludico i bambini ad un utilizzo creativo delle nuove tecnologie per dare vita insieme ad un breve cartone animato. Obiettivo del corso sarà fornire la conoscenza, attraverso lezioni pratico-teoriche, della tecnica più diffusa per la creazione di un cartone animato: lo stop-motion. I bambini verranno chiamati ad organizzarsi in diversi gruppi di lavoro, con compiti diversi e a pensarsi però come un'unica squadra, con un fine e un progetto comune. Ogni gruppo verrà seguito per consentire ai bambini di affrontarne la realizzazione in virtù di una sperimentazione didattica di metodi, tecniche e sistemi, non fine a se stessi 12 ma come strumenti per organizzare e stimolare la creatività. Il tema proposto dovrà stimolare i ragazzi alla creazione di traduzioni visive, descrittive e metaforiche, del componimento poetico, rispettando la diversità e l’integrazione dei diversi codici linguistici del cartone animato (visivo, verbale, sonoro/musicale) al fine di realizzare un messaggio comunicativo poetico ed artisticamente valido. Verrà rispettata la singola sensibilità degli allievi per dare libero sfogo alla loro fantasia. I bambini verranno inoltre invitati a valutare la coerenza stilistica e l’integrazione di vari codici linguistici in modo da produrre una narrazione d’impatto emotivo e di forte efficacia comunicativa. Attività: prime e seconde . terze e quarte. quinte. 13 AZIONE 2/C LABORATORIO DI PROGETTAZIONE PARTECIPATA I paesaggi geografici: il luogo vissuto Esperti: Chiara Pagano (architetto / facilitatore) Mediatori: i codici spaziali il territorio i cinque sensi… per riappropriarsi del territorio attraverso la progettazione partecipata e per la restituzione di mappe emotive del territorio, di artefatti e progetti Tema: Il paesaggio quale spazio vissuto e attraversato (i sentieri, le scalette, le risalite), è conoscibile attraverso il corpo, attraverso i sensi, è percorso, è analizzato, è osservato. Così conosciuto diventa, attraverso le immagini, elaborazioni e la produzione di disegni e artefatti, diventa spazio di espressione (colori, suoni, odori, sapori, materia, emozioni). Segno e significato. “Il paesaggio muta continuamente in base agli affetti, agli stati d’animo e alle azioni che in esso si svolgono e che su percorsi-emotivi possono essere registrate”. Premessa: Può esistere un intervento urbano, architettonico che migliora la società, figlio dell’intuizione e dell’intelligenza di un singolo? Può esistere un artefatto che migliora la “vita delle persone”? Può rivelarsi una delle possibili "strade alternative" al fare architettura e al progettare le città? È possibile collaborare con le persone, con i bambini e i ragazzi per riqualificare i luoghi di vita, le città? Con quali risultati? Quali benefici può portare questo processo per i cittadini, la comunità? La progettazione partecipata ha proprio questa finalità: un approccio che costringe gli architetti a rivedere il proprio rapporto con gli utenti finali e ne ridimensiona l'ego con una buona iniezione di interdisciplinarietà. Si possono scegliere le idee dei bambini come parametro di riferimento nel rapporto con il territorio, con l'obiettivo di mostrare i punti di forza e le potenzialità dei progetti di partecipazione. 14 Quando si applica il concetto di progettazione partecipata con i bambini si deve far riferimento a un processo che ha valenze particolari e per un certo verso più complesso. Nella scuola l’accento si sposta dal prodotto finale al metodo. La progettazione partecipata diviene momento educativo e formativo relativo al rapporto dei ragazzi con l’ambiente che li circonda. Si usa il momento progettuale come strumento di ricerca e di conoscenza. Primo e fondamentale obiettivo di questa attività è, che i progetti elaborati dai bambini divengano per loro mezzo di espressione dei loro bisogni e, ovviamente, per noi adulti possibilità di comprensione degli stessi. Prima di decidere quindi bisogna ascoltare i bambini, e dar loro voce, affinché esprimano le loro idee e la loro sensibilità: per costruire davvero una città amica dei bambini e delle bambine e non solo una bella piazza o un bel giardino. Si tratta quindi di un punto di partenza: l’idea ambiziosa è far esprimere i bambini sulla complessità della città per aiutarli a esprimere le loro idee e poi procedere a un lavoro di sintesi, astrazione, generalizzazione, ad opera di specialisti di settore (architetti, urbanisti, designer). I laboratori avranno come oggetto di approfondimento dei luoghi e degli ambiti circoscritti, questo perché dalle esperienza fatte si è verificato che i ragazzi lavorano meglio su progetti concreti e tangibili e solo in una seconda fase si può operare un lavoro di sintesi ad opera di specialisti di settore. Da anni la progettazione partecipata con i bambini è considerata di grande utilità per la riqualificazione della città, la loro immaginazione diventa una sorta di strumento di aiuto per l'amministrazione delle città, per arrivare a comprendere meglio come qualificare lo spazio urbano e come renderlo sostenibile. Inoltre, questo modo di operare permette ai bambini di compiere un percorso di avvicinamento al territorio, al loro ambiente contribuendo a sviluppare le capacità di apprendimento e permette agli adulti una visione più ricca ed inclusiva della città e delle tematiche connesse. E’ importante muoversi su interventi possibili, far partecipare i bambini su qualche cosa di concreto, perché l’efficacia e la forza di tale azione educativa (partecipazione) si concretizza solo nel momento in cui si ottengono risultati concreti e visibili. Finalità e obiettivi: Riconoscere i bambini come cittadini, scegliere il bambino come parametro per lo sviluppo del territorio. Tenere conto del punto di vista del bambino per intervenire sul territorio attraverso la progettazione partecipata, rendere i bambini consapevoli della possibilità di poter partecipare al cambiamento dell’ambiente in modo attivo e partecipato: - Educare all’osservazione dell’ambiente; - Percepire l’ambiente come bene collettivo; - Assumere la responsabilità personale con l’acquisizione di comportamenti e 15 atteggiamenti positivi nei confronti dell’ambiente naturale e antropizzato; - Stimolare la riflessione sulla valorizzazione del proprio territorio ed individuare le modalità comunicative più efficaci per divulgarne gli aspetti meno semplici e azioni migliorative; - Imparare l’uso di tecniche di rappresentazione (grafico – pittoriche); - Allenare la capacità di descrizione, di idee e emozioni, tramite la rappresentazione grafica; - Esercitare la capacità di rappresentazione e l’uso corretto dei materiali; - Sviluppare le capacità di espressione della propria fantasia e creatività; - Sviluppare le capacità di immaginazione (intesa come capacità di visualizzare qual cosa che ancora non c’è), - Sviluppare la capacità di ricercare soluzioni migliorative; - Fornire all’amministrazione, alle insegnanti e ai genitori uno strumento atto a conoscere le idee dei ragazzi in merito ai temi trattati per poterle, perché no, attuare. Metodologia: Il metodo ha un ruolo importante e così anche la figura del facilitatore. Si deve individuare un percorso logico che li porti a liberarsi da condizionamenti e pregiudizi, che inizi a guidarli all’ascolto di sé, e alla capacità di decodificare in modo critico l’ambiente circostante. Per far ciò oltre ad un intervento strutturato e “pensato” va prevista la figura del coordinatore, che sia un insegnante o un esperto, l’importante è che parta dal presupposto non di trasferire contenuti ma aiutare a sviluppare le personali capacità di vedere e di fare. Questo non significa che non si indicherà un metodo o non si forniranno strumenti di lavoro e conoscenza ma si dovrà saper “lavorare in squadra”, una squadra in cui ognuno ha il suo ruolo e i suoi compiti ma tutte le voci hanno eguale valore. Attività: Input: conversazione e visita ai luoghi del territorio: stradine e scalette verso il castello, verso la Ca’, dal bosco di Lorentino … prime e seconde: I cinque sensi più uno. Siamo qui. Percorsi e emozioni: piccolo o grande? buio o luminoso? largo o stretto? ci muoviamo camminiamo, conosciamo, ci fermiamo riflettiamo e raccontiamo noi, emozioni e idee. terze e quarte: Percorro, corro, sto. Siamo grandi. quinte: mobilità sostenibile e autonomia: andiamo via. Andiamo a piedi a Calolzio? Cosa provo? Cosa serve? Un percorso verso consapevolezza e autonomia. 16 AZIONE 2/D LABORATORIO DI ESPERIENZE DI SOSTENIBILITA’ I paesaggi geografici, ambientali e antropologici: tutti giù per terra Mediatore: L’ORTO SCOLASTICO Esperti: agronomo della Comunità Montana Valle San Martino e Lario orientale, i nonni del quartiere, la Comunità “Il Gabbiano”, l’Associazione Agricoltori Valle San Martino, … Finalità e obiettivi: Metodologia: Organizzazione -orto a scuola -gas a scuola -scienze -attività… 17 AZIONE 2/E LABORATORIO DI ESPRESSIVITA’ CORPOREA I paesaggi interiori: il corpo ascoltato Istruttore: Hossam Elaswad : laureato in Scienze Motorie, istruttore di Pancafit, Personal trainer, in preparazione presso l’Università degli studi di Bergamo come fisioterapista. Mediatore : IL CORPO E IL SUO LINGUAGGIO … attraverso il GIOCO LA CAPACITA’ MOTORIA E L’ACQUISIZIONE DEL SE’ Introduzione : CAPACITA’ ED ABILITA’ MOTORIE CAPACITA’ MOTORIE: PRESUPPOSTI CHE L’INDIVIDUO POSSIEDE PER REALIZZARE PRESTAZIONI MOTORIE E SPORTIVE. ABILITA’ MOTORIE: AZIONI MOTORIE AUTOMATIZZATE ATTRAVERSO RIPETIZIONI CONSAPEVOLI. Le capacità coordinative rappresentano i presupposti neurologici per l’apprendimento, in qualsiasi sua forma. Sono legate –All’attività percettiva e cognitiva –Ad un buono sviluppo ed integrazione dei vari livelli di controllo dell’azione da parte del Sistema Nervoso Centrale Sono determinate –Da fattori genetici –Da fattori ambientali –Dallo loro interazione Si esprimono –Nella rapidità e qualità dell’apprendimento cognitivo, motorio 18 IL GIOCO Il gioco, in primis, manifesta l’interiorità del bambino: osservando i bambini giocare possiamo cogliere aspetti della loro vita interiore, della loro intimità, che altrimenti potrebbero rimanere latenti, chiusi. È il bambino che esprime il suo mondo interiore ricchissimo, perché il gioco è la naturale modalità di vita. E in questo senso è per noi adulti uno strumento diagnostico, perché ci permette - osservando e guardando con capacità autentica- , di cogliere il suo mondo, le sue ansie, le sue difficoltà, le aspirazioni, i nodi conflittuali interni; ci permette la conoscenza e l’interpretazione del bambino, uno scandaglio abbastanza preciso, perchè nel gioco il bambino esplicita e manifesta se stesso. Ma può allora diventare anche strumento terapeutico: qualora ci fossero delle difficoltà, nel dinamismo ludico il gioco permette al bambino di superare certi nodi, certi complessi… Esprime e manifesta la capacità creativa del bambino, la fantasia e l’immaginazione dell’essere umano: nell’infanzia è il gioco che permette a queste componenti creative di esplicarsi, il gioco è l’attività che permette allo spirito di iniziativa, di intraprendenza e di innovazione di se stesso, del contesto, della vita di manifestarsi. Infatti il bambino, giocando, trasforma il mondo, e con la sua fantasia determina nelle cose che vede un cambiamento immaginifico. Una bottiglietta per un bambino diventa ora un’astronave, ora un veicolo… cose per noi inimmaginabili, perché giocando esercita questo potere di una mente e di un’anima aperte al mondo al di là di quanto è visibile e sensibile, ne coglie le potenzialità esplicite che la fantasia ha bisogno di indagare. E lì si manifesta questo potere dell’essere umano, che dovrebbe essere di ciascuno di noi, di migliorare noi stessi e il mondo: siamo chiamati a dare al mondo una spinta costruttiva, ma lo possiamo fare evidentemente non ripetendo ciò che sempre è stato fatto, ma dandogli una spinta innovativa. Ogni generazione, e ogni persona ha la vocazione di costruzione del mondo che gli viene affidato: è una capacità costruttiva, che andando oltre ciò che è stato già detto, nasce dall’infanzia, se consentiamo al bambino di immaginare e creare. Il gioco è questa attività che facilita e promuove l’immaginazione, e permette di trasformare la realtà. Sono attività che il bambino sente sue: sente il potere di costruire, la bellezza di questa immaginazione, un senso di potere e di autostima. Nel gioco si impegna a svolgere un compito, che implica concentrazione, finalizzazione, impegno e conclusione… capacità che nell’esercizio fondano competenze utili in futuro, e che nascono proprio dal gioco. Un altro aspetto è che il gioco prepara ai ruoli della vita, esercitando una funzione sociale: pensiamo ai giochi di finzione. “io sono il fruttivendolo tu sei il cliente”; oppure “io sono la maestra tu sei il bambino”, per questa immaginazione e con l’esperienza del mondo immagina di essere qualcun altro, si investe di un altro ruolo, assume il modo dell’altro e si mette nei panni dell’altro. Questo permette sin dall’infanzia di comprendere 19 l’altro ruolo, entrando nel gioco dell’empatia sociale, di imparare l’altro, di comprenderlo, perché il gioco lo consente, un tuffo nell’altro nel quale ti immedesimi e che permette di rivestire ruoli sociali di altri, di conoscere gli altri, di interpretarne il ruolo e imparare a socializzare. Perché socializzare significa sapersi riconoscere, comprendere i compiti e il ruolo di ciascuno, le regole e i linguaggi, le relazioni tra i personaggi interpretati. Un modo bellissimo con cui naturalmente il bambino impara la conoscenza dell’altro, e si mette nella palestra della vita. In questo modo il gioco diventa occasione per uscire da un approccio tolemaico – nel quale io sono al centro del mondo e tutti girano intorno – e assumere una posizione copernicana – in cui sono uno tra tanti -, dall’egocentrismo si passa all’altruismo, riconoscendo l’importanza dell’altro. può conoscere, e che lui ha diritto a conoscere dentro la materia -. È una dinamica fisica che porta in sé sia una dinamica distruttiva che costruttiva: con la realtà si relaziona, anche in fase ricostruttiva, lavora con la materia e il suo corpo. di imitazione consapevole degli adulti, che continua per alcuni anni, sino alla preadolescenza. Il gioco è una dimensione spontanea, libera, interna del bambino, ha poco a che fare con ciò che è eterodiretto, eterocondotto, imposto dagli altri: è un esercizio libero della spontaneità del bambino, e questo è il gioco autentico. Il più grande pedagogista del gioco è Froebel, e lo considera l’elemento creativo del bambino, attraverso il quale la spiritualità del bambino e la sua natura vengono a galla. Da questo orizzonte guardiamo alla dimensione concreta del gioco. Dove Il gioco ha bisogno di spazi, di spazio. Il bambino ha bisogno di correre, di arrampicarsi, di movimento. L’urbanizzazione crescente in molti contesti ha limitato di molto gli spazi a disposizione dell’essere umanobambino, ormai c’è poco spazio sia all’aperto che dentro alle nostre case, così come si riduce il possibile contatto con la natura. Maria Montessori ha messo in luce l’importanza degli spazi a misura di bambino, perché il bambino ha un altro senso dello spazio e talora noi imponiamo il nostro spazio. La sua libertà di movimento fisico e psicologico ha bisogno di spaziare e dunque lo spazio che si apre è indice di questa possibilità, di non inibirsi. 20 Finalità ESEGUIRE movimenti precisi ed efficaci DIFFERENZIAZIONE CINESTETICA COORDINARE più movimenti nel tempo e nello spazio ACCOPPIAMENTO O COMBINAZIONE MANTENERE E RIPRISTINATE VERIFICARE L’EQUILIBRIO in situazioni squilibranti REAGIRE a stimoli differenti ADATTARSI CON SUCCESSO Potenziale di REAZIONE MASSIMO La POSIZIONE DEL CORPO rispetto all’ambiente A cambiamenti improvvisi della situazione per una TRASFORMAZIONE Attività CORSA : rapidita’ di azione rapidità di reazione capacità di accellerazione STRETCHING : sedute specifiche per incremento della mobilità e del consapevolezza del proprio corpo. IL SALTO : potenza, equilibrio, coordinazione IL GIOCO I giochi senso-motori: implicano il movimento del corpo, l’attività fisica. Il bambino esplora , si mette a repentaglio, sfida i limiti, affronta le difficoltà, ha un rapporto con la sua corporeità ed è il corpo del bambino strumento di conoscenza, mezzo per dialogare con la realtà, con i suoi pro e i suoi contro, con un approccio talora distruttivo – ma il distruggere è un modo per conoscere, per esplorare il dentro che da fuori non si può 21 conoscere, e che lui ha diritto a conoscere dentro la materia -. È una dinamica fisica che porta in sé sia una dinamica distruttiva che costruttiva: con la realtà si relaziona, anche in fase ricostruttiva, lavora con la materia e il suo corpo. I giochi simbolici: faccio finta di essere I giochi di imitazione: spesso quando i bambini sono più grandi e giocano in gruppo, imitando il gruppo di adulti e il mondo degli adulti: il pettinarsi tra bambine, i maschietti che fanno i soldati… non è tanto un gioco di fantasia – anche se ovviamente la utilizzano! - ma di imitazione consapevole degli adulti, che continua per alcuni anni, sino alla preadolescenza. Il gioco regolato: il gioco che ha delle regole interne, e serve ai bambini per capire l’importanza delle regole. L’educazione morale , che è un regolare i propri comportamenti, ha a che fare anche con giochi regolati, con la capacità di misurarsi con regole esterne, che ne permettono il funzionamento. Il gioco costruttivo: molti giochi sono fatti di costruzioni, di pezzi utili ad edificare. È un gioco che riporta al mondo e in un certo senso anche al lavoro degli adulti, funzionale alla costruzione di qualcosa di ordinato a partire da un caos, che nel gioco viene portato ad unità. È un tipo di gioco importante, giochi che spesso si fanno insieme, e contengono anche un aspetto socializzante. Anche questo tipo di gioco permette di sperimentare delle regole, sono regole fisiche che permettono alla costruzione di reggere o di cadere… I giochi di gruppo: indipendentemente dal gioco in sé ciò che prevale in questi momenti, dal punto di vista della crescita del bambino, è la presenza del gruppo, il suo funzionamento che dipende da regole, da capacità di comunicazione. La dimensione del gruppo, a partire dalla metà della scuola primaria, diventa prevalente per fare sport, i compiti, e i gruppi diventato stabili. Da qui nascono le bande, che hanno una funzione ludica e sono in questo senso potenzialmente positive: danno ai bambini e ragazzi il senso di appartenenze sociale, anche nelle forme di lotta o competizione con altri gruppi permettono di sperimentare dinamiche di confronto, tipiche poi della vita umana. Ovviamente devono prevalere le dinamiche positive. Ad un certo punto il gioco si stacca dalla dimensione corporea, e diventa un gioco intellettuale, come gli scacchi o i giochi matematici, chimici… nel quale viene implicato l’utilizzo ludico della ragione e della riflessione. È un gioco che può diventare molto piacevole, gratificante. 22 AZIONE 2/F LABORATORIO DI ESPRESSIVITA’ CORPOREA I paesaggi interiori: il gioco cooperativo Esperti: Luca Vilei (allenatore secondo grado, terzo livello giovanile, istruttore regionale di minivolley) Luisella Milani (ex giocatrice nazionale di pallavolo, allenatore Fipav primo grado, secondo livello giovanile) Mediatori: la palla da volley il corpo in movimento nello spazio e nel tempo atrezzi …per l’apprendimento della pallavolo nel gioco collaborativo Tema: Pallavolo, sport in cui la collaborazione è alla base del risultato sportivo perché: la palla non può essere trattenuta e toccata per due volte di fila, pena la perdita del punto, e la complessità del completamento dell’azione di gioco composta di ricezione, alzata e attacco, si può eseguire solo con i passaggi ai compagni. Solo 81 metri quadri di campo in cui inserire 6 giocatori che devono imparare a gestire lo spazio, i ruoli e i tempi di gioco e a gioire insieme ritrovandosi al centro del campo dopo ogni punto. Vinto un set, si riazzera tutto: chi ha vinto deve di nuovo dimostrare di essere il più forte, chi ha perso ha un’altra opportunità Finalità e obiettivi: L’avvicinamento allo sport multitasking con richieste individuali e anche legate al tema di collaborazione con i compagni in campo, seppur in forma ridotta rispetto alla pallavolo dei “grandi”. Dai prerequisiti fondamentali per poter ottenere una prestazione sportiva in qualsiasi campo (camminare, correre, afferrare, rotolare, saltare, ecc) fino all’insegnamento con giochi individuali e di coppia, di capacità coordinative generali (apprendimento motorio, controllo motorio, adattamento e trasformazione) e speciali 23 (accoppiamento, (o combinazione), differenziazione cinestesica, equilibrio, orientamento, ritmo, reazione, adattamento) e di un miglioramento della mobilità articolare. Dal gioco individuale dell’1 contro 1 fino alla formazione di una squadra per conseguire un risultato comune, quello di fare punto. Metodologia: Dai giochi che implicano lo sviluppo e consolidamento dei prerequisiti motori si passerà poi al rapporto con la palla e alla costruzione del gesto in situazioni statiche. Dallo sviluppo del gesto tecnico individuale statico si passerà poi a una fase dinamica con la problematica della risoluzione legata al gesto tecnico nello spazio e nel tempo. Questi ultimi due aspetti saranno poi da coniugare con il rapporto di gestione del campo con gli altri giocatori. Lo scopo del gioco sarà di insegnare ai ragazzi a perseguire il miglioramento individuale, per ottenerne uno di squadra per poi poter far meglio rispetto all’avversario. Possibili collaborazioni con i progetti video e fotografia. Attività e programma Ciclo di 10 incontri per ogni fascia di età con: Prime e seconde: Sviluppo dei prerequisiti motori con e senza palla. Terze e quarte: Consolidamento degli aspetti introdotti in prima e seconda con l’introduzione dei fondamentali di gioco in maniera statica e dinamica. Giochi 1 contro 1. Quinte: Consolidamento dei fondamentali in forma dinamica e primi giochi con più atleti in campo Iniziative collaterali: possibilità di portare i ragazzi a vedere incontri di serie A di pallavolo per capire, e vedere, lo sviluppo del gioco nella sua totalità. 24 AZIONE 2/G LABORATORIO DI ESPRESSIVITA’ CORPOREA I paesaggi interiori: la motricità e il gioco cooperativo Esperto: : Simone Lo Martire (Istruttore) Mediatori: la palla da basket il corpo …. per costruire cooperazione nel gioco della pallacanastro attraverso l’attenzione dell’interagire corporeo interpersonale Finalità e obiettivi: Attraverso il “minibasket”, gioco-sport collettivo con la palla, di situazione, aciclico, simmetrico, di tipo misto (aerobico, anaerobico, alternato) le attività proposte saranno rivolte alla strutturazione della corporeità nei suoi aspetti dinamici e statici attraverso lo sviluppo ed il potenziamento delle capacità senso-percettive, la coscienza ed il controllo del movimento, l’istaurarsi di comportamenti relazionali coerenti ad una buona socializzazione, autocontrollo e capacità di valutazione che integrandosi con le attività curriculari rappresenteranno un ulteriore mezzo per la formazione globale della personalità dei bambini nonché la creazione di presupposti condizionali e coordinativi che saranno la base di un efficace avviamento allo sport. Metodologia e organizzazione attività: Avviare all’attività agonistica attraverso il gioco Classi 1^ e 2^ Attraverso situazioni di gioco, collegate tra loro da un unico filo conduttore (storia …….se abbiamo una storia comune con le altre attività, sarà quella), si consolideranno le proprie capacità senso-percettive (vista, udito, tatto e capacità cinestetiche) e si svilupperanno schemi motori di base (camminare, correre, saltare, afferrare, etc..),posturali e di coordinazione. Inoltre si svilupperà la fantasia e l’immaginazione dei bambini. Classi 3^ e 4^ 25 Attraverso situazioni di gioco, si consolideranno le capacità senso-percettive anche in relazione agli altri. Si svilupperanno ulteriori schemi motori di base e verranno combinati tra di loro, insieme con anche gli schemi posturali e di coordinazione. Inoltre si inizierà a far conoscere ai bambini le loro possibilità di movimento anche in relazione allo spazio ed al tempo. Si inizierà ad introdurre il rispetto delle regole del gioco. Classe 5^ Attraverso situazioni di gioco, più incentrato sulla pallacanestro, si consolideranno le capacità senso-percettive anche in relazione agli altri. Si svilupperanno tutti gli schemi motori di base, posturali e di coordinazione. Si inizierà ad introdurre il gioco della pallacanestro con le sue regole. Pertanto si proporranno situazioni di gioco agonistico dall’1 vs. 1 all 5 vs. 5. 26 AZIONE 2/H LABORATORIO DI ESPRESSIVITA’ MUSICALE Il paesaggio sonoro: la voce Esperto: Gianni Colombo (musicista/insegnante) Mediatore: la voce il canto lo strumento... per Finalità e obiettivi: Metodologia, attività, organizzazione:… STRUMENTO E CANTO CON ESPERTO GIANNI COLOMBO, Direttore della scuola di musica “CALOLZIOCORTE E VALLE • 3^ e 4^ • 5^ • 1^ e 2^ canto corale e avvio al flauto dolce canto corale e flauto dolce (famiglia dal contralto al sopranino) canto corale e suoni del mondo naturale e del mondo artificiale La prima parte di intervento sarà finalizzata a un evento aperto alle famiglie e al territorio: Concerto di Natale 27 AZIONE 2/I LABORATORIO DI ESPRESSIVITA’ CORPOREO-MUSICALE Il paesaggio sonoro: la danza Esperti: insegnanti della scuola di danza di A. Falorni (ballerina/insegnante) Mediatori: i suoni e la musica Il corpo e il movimento Le emozioni e le …per… Finalità … • Classi 1^ e 2^ • Classi 3^ e 4^ • Classe 5^ per coreografia Primo Paradiso per coreografia Secondo Paradiso per coreografia Terzo Paradiso Poi flash mobe di tutti i bambini sul simbolo del Terzo Paradiso FINALIZZATO PER EVENTO FINALE COME CHIUSURA DELL’ANNO SCOLASTICO (PISTOLETTO?) P.S.: LE AZIONI DEGLI ESPERTI E LA LORO ORGANIZZAZIONE SI STANNO DEFINENDO ALL’INTERNO DELLA FASE CONCLUSIVA DELLA CO-PROGETTAZIONE INIZIALE ENTRO INIZIO OTTOBRE. 28 La sintesi organizzativa DA 24 ore settimanali (risorse Amministrazione Scolastica) LUNEDI MARTEDI MERCOLEDI GIOVEDI VENERDI MATTINO MENSA POMERIGGIO A 36-38 ore settimanali Ad integrazione del tempo scolastico delle 24 h stabilite dall’Amministrazione scolastica secondo l’ Integrazione Progettuale nel POF, si organizzano le attività nelle seguenti fasce orarie: - attività disciplinari offerte dalla Pubblica Amministrazione scolastica (24 h), - attività laboratoriali sostenute da Comitato genitori scuola di Rossino e da PPU dell’Amministrazione comunale (2 h), - attività di routine finanziata dalla Amministrazione comunale e dall’Amministrazione scolastica (tempo mensa di 8 h attraverso: funzione mista 8h, insegnanti, collaboratore per pulizie e bidelleria) 28 H SETTIMANALI LUNEDI MARTEDI MERCOLEDI GIOVEDI VENERDI 1^ FASCIA DEL MATTINO 2^ FASCIA DEL MATTINO ? mensa POMERIGGIO Attività di routine (pranzo e gioco) con insegnanti e collaboratori. Attività di arti visive con esperti e attività di espressività corporea con esperti e insegnanti. I docenti garantiranno la loro presenza all’interno dell’edificio scolastico per svolgere attività di programmazione il martedì e il mercoledì. Attività di italiano, storia, geografia, matematica, scienze, religione, inglese, musica, immagine, motoria con insegnanti. 29 ORARIO LABORATORIALE NELLE CLASSI PER LE ATTIVITA’ DI ARTI VISIVE, ESPRESSIVITA’ CORPOREA E MUSICA LUNEDI ’ Classi Prima Seconda Terza Quarta Quinta 1^ fascia 2^ fascia mensa pomerig. MARTEDI’ MERCOLEDI’ ARTI VISIVE CORPOREITA’ ARTI VISIVE CORPOREITA’ CORPOREITA’ MUSICA GIOVEDI’ VENERDI’ Si formeranno 3 gruppi eterogenei e non di bambini: - classi 1^ e 2^ 11+13= 24 bambini - classi 3^ e 4^ 11+10= 21 bambini - classe 5^ 16 bambini Nei pomeriggi del martedì e del mercoledì, ogni gruppo svolgerà a rotazione modulare trisettimanale attività laboratoriali, con esperti per le 2 ore pomeridiane. In ogni quadrimestre si svolgeranno 5 moduli di 3 settimane. Il calendario e la turnazione sono specificati nella tabella alla pagina seguente in cui viene presentato il 1° modulo del 1° quadrimestre che illustra le attività e le classi organizzate a turnazione nei pomeriggi di martedì e mercoledì. I nomi degli esperti verranno inseriti nella tabella a conclusione della fase progettuale che si terrà a metà settembre e nei primi giorni di ottobre e che sarà coordinata dalla professoressa Franca Zuccoli, anche in base alle ultime decisioni del Comitato dei genitori di Rossino. Potrebbero essere presenti alle attività studenti tirocinanti dell’Università di Milano Bicocca coordinati dalla professoressa Franca Zuccoli. 30 MODULI LABORATORIALI • • • • gli ESPERTI DI ESPRESSIVITA’ CORPOREA, di IMMAGINE e di MUSICA i GRUPPI gli SPAZI le DATE 1° QUADRIMESTRE: PRIMO MODULO DI 5 SETTIMANE Martedì 30/9 7-14-21-28/10 ARTI VISIVE con Chiara Pagano gruppo-classe 5^ nell’ aula di classe5^ Mercoledì 1-8-15-22-29/10 ARTI VISIVE con Davide Mauri Giulia Zanesi gruppo-classi 1^/2^ nell’aula di classe 5^ CORPOREITA’ conLuca/Alessia/Luisella CORPOREITA’: Simone Lo Martire gruppo-classi 1^/2^ nell’aula palestra gruppo-classe 5^ nell’aula palestra CORPOREITA’ con Hossam gruppo-classi 3^/4^ nell’aula di cl. 2^ MUSICA con Gianni Colombo o collaboratori gruppo-classe 3^/4^ nell’aula di classe 3^ 1° QUADRIMESTRE: SECONDO MODULO DI 5 SETTIMANE Martedì 4-18-25/11 2-9/12 ARTI VISIVE con Chiara Pagano gruppo-classi 3^/4^ nell’aula di cl. 5^ CORPOREITA’conLuca/Alessia/Luisella gruppo-classe 5^ nell’aula palestra Mercoledì 5-12-19-26/11 3-10/12 ARTI VISIVE: Davide Mauri gruppo-classe 5^ nell’aula di classe 5^ CORPOREITA’ con Simone Lo Martire gruppo-classi 3^/4^ nell’aula palestra CORPOREITA’ con Hossam gruppo-classi 1^/2^ nell’ aula di cl.2^ MUSICA con Gianni Colombo ocollaboratori gruppo-classi 1^/2^ nell’aula di classe 3^ 1° QUADRIMESTRE: TERZO MODULO DI 5 SETTIMANE Martedì 16/12 13-20-27/1 3/2 ARTI VISIVE con Chiara Pagano gruppo-classi 1^/2^ nell’aula di cl. 5^ Mercoledì 17/12 14-21-28/1 4/2 ARTI VISIVE con Davide Mauri (Giulia Zanesi) gruppo-classi 3^/4^ nell’aula di classe 5^ CORPOREITA’ conLuca/Alessia/Luisella CORPOREITA’ con Simone Lo Martire gruppo-classi 3^/4^ nell’aula palestra gruppo-classi 1^/2^ nell’aula palestra CORPOREITA’ con Hossam gruppo-classe 5^ nell’aula classe 2^ MUSICA con Gianni Colombo o collaboratori gruppo-classe 5^ nell’aula di classe 3^ 31 2° QUADRIMESTRE: PRIMO MODULO DI 5 SETTIMANE Martedì 10-17-24/02 3-10/03 ARTI VISIVE con Silvio e Giorgio gruppo-classe 5^ nell’ aula di classe5^ Mercoledì 11-18-25/02 4-11/03 ARTI VISIVE con Davide Mauri e Giulia Zanesi gruppo-classi 1^/2^ nell’aula di classe 5^ CORPOREITA’ conLuca/Alessia/Luisella CORPOREITA’ con Simone Lo Martire gruppo-classi 1^/2^ nell’aula palestra gruppo-classe 5^ nell’aula palestra CORPOREITA’ con Hossam gruppo-classi 3^/4^ nell’aula di cl. 2^ MUSICA con Antonella F. o collaboratori gruppo-classe 3^/4^ nell’aula di classe 3^ 2° QUADRIMESTRE: SECONDO MODULO DI 5 SETTIMANE Martedì 17-24-31/02 14-21/04 Mercoledì 18-25/02 1-15-22/04 ARTI VISIVE con Silvio e Giorgio gruppo-classi 3^/4^ nell’aula di cl. 5^ ARTI VISIVE con Davide Mauri gruppo-classe 5^ nell’aula di classe 5^ CORPOREITA’conLuca/Alessia/Luisella gruppo-classe 5^ nell’aula palestra CORPOREITA’ con Simone Lo Martire gruppo-classi 3^/4^ nell’aula palestra CORPOREITA’ con Hossam MUSICA con Antonella F. o collaboratori gruppo-classi 1^/2^ nell’ aula di cl. 2^ gruppo-classi 1^/2^ nell’aula di classe 3^ 2° QUADRIMESTRE: TERZO MODULO DI 5 SETTIMANE Martedì 28/04 5-12-19-26/05 Mercoledì 29/04 6-13-20-27/05 ARTI VISIVE con Silvio e Giorgio gruppo-classi 1^/2^ nell’aula di cl. 5^ ARTI VISIVE con Davide Mauri (Giulia Zanesi) gruppo-classi 3^/4^ nell’aula di classe 5^ CORPOREITA’ conLuca/Alessia/Luisella CORPOREITA’ con Simone Lo Martire gruppo-classi 3^/4^ nell’aula palestra gruppo-classi 1^/2^ nell’aula palestra CORPOREITA’ con Hossam gruppo-classe 5^ nell’aula classe 2^ MUSICA con Antonella F. o collaboratori gruppo-classe 5^ nell’aula di classe 3^ 32 CALENDARIO INDIVIDUALE degli ESPERTI: 15 settimane del 1° QUADRIMESTRE martedì 30 set 7 ott 14 ott 21 ott 28 ot 4 no / 18 no 25 no 2 dic 9 dic 16 dic 13 ge 20 ge 27 ge 3 fe Chiara 5^ 5^ 5^ 5^ 5^ 3^ 4^ / 3^ 4^ 3^ 4^ 3^ 4^ 3^ 4^ 1^ 2^ 1^ 2^ 1^ 2^ 1^ 2^ 1^ 2^ Luca/Alessia/ Luisella 1^ 2^ 1^ 2^ 1^ 2^ 1^ 2^ 1^ 2^ 5^ / 5^ 5^ 5^ 5^ 3^ 4^ 3^ 4^ 3^ 4^ 3^ 4^ 3^ 4^ Hossam 3^ 4^ 3^ 4^ 3^ 4^ 3^ 4^ 3^ 4^ 1^ 2^ / 1^ 2^ 1^ 2^ 1^ 2^ 1^ 2^ 5^ 5^ 5^ 5^ 5^ 1 ot 8 ott 15 ott 22 ot 29 ot 5 no 11 No 19 no 26 no 3 dic 10 dic 17 dic 14 ge 21 ge 28 ge 4 fe Davide e Giulia 1^ 2^ 1^ 2^ 1^ 2^ 1^ 2^ 1^ 2^ 5^ 5^ 5^ 5^ 5^ 5^ 3^ 4^ 3^ 4^ 3^ 4^ 3^ 4^ 3^ 4^ Simone 5^ 5^ 5^ 5^ 5^ 3^ 4^ 3^ 4^ 3^ 4^ 3^ 4^ 3^ 4^ 3^ 4^ 1^ 2^ 1^ 2^ 1^ 2^ 1^ 2^ 1^ 2^ Gianni 3^ 4^ 3^ 4^ 3^ 4^ 3^ 4^ 3^ 4^ 1^ 2^ 1^ 2^ 1^ 2^ 1^ 2^ 1^ 2^ 1^ 2^ 5^ 5^ 5^ 5^ 5^ mercoledì 15 settimane del 2° QUADRIMESTRE martedì 10 fe 17 fe 24 fe 3 m 10 m 17 m 24 m 31 m 14 ap 21 ap 28 ap 5 m 12 m 19 m 27 m Silvio e Giorgio 5^ 5^ 5^ 5^ 5^ 3^ 4^ 3^ 4^ 3^ 4^ 3^ 4^ 3^ 4^ 1^ 2^ 1^ 2^ 1^ 2^ 1^ 2^ 1^ 2^ Luca/Alessia/ Luisella 1^ 2^ 1^ 2^ 1^ 2^ 1^ 2^ 1^ 2^ 5^ 5^ 5^ 5^ 5^ 3^ 4^ 3^ 4^ 3^ 4^ 3^ 4^ 3^ 4^ Hossam 3^ 4^ 3^ 4^ 3^ 4^ 3^ 4^ 3^ 4^ 1^ 2^ 1^ 2^ 1^ 2^ 1^ 2^ 1^ 2^ 5^ 5^ 5^ 5^ 5^ 11 fe 18 fe 25 fe 4 m 11 m 18 m 25 m 1 ap 15 ap 22 ap 29 ap 6 m 13 m 20 m 26 m Davide e Giulia 1^ 2^ 1^ 2^ 1^ 2^ 1^ 2^ 1^ 2^ 5^ 5^ 5^ 5^ 5^ 3^ 4^ 3^ 4^ 3^ 4^ 3^ 4^ 3^ 4^ Simone 5^ 5^ 5^ 5^ 5^ 3^ 4^ 3^ 4^ 3^ 4^ 3^ 4^ 3^ 4^ 1^ 2^ 1^ 2^ 1^ 2^ 1^ 2^ 1^ 2^ Antonella 3^ 4^ 3^ 4^ 3^ 4^ 3^ 4^ 3^ 4^ 1^ 2^ 1^ 2^ 1^ 2^ 1^ 2^ 1^ 2^ 5^ 5^ 5^ 5^ 5^ mercoledì 33 Gli interlocutori nella co-progettazione Si prevede la collaborazione con i seguenti Enti, Associazioni ed esperti, alcuni dei quali hanno già confermato la loro collaborazione, altri verranno contattati durante lo svolgersi dell’anno scolastico qualora gli insegnanti, in seguito alla valutazione delle attività didattiche, ritengano funzionale agli apprendimenti degli alunni la loro presenza. - Amministrazione comunale - Università Bicocca di Milano, Insegnamento Educazione all’Immagine - Stazioni Creative nel territorio, CRAMS - La comunità “Il Gabbiano” - L’Associazione “Calolziocorte e Valle” - L’Associazione “Progetto Danza Valle san Martino” - L’Associazione “Agricoltori Valle San Martino” - La Comunità Montana Valle San Martino e Lario Orientale - Distretto culturale del Barro - Davide G. Mauri - Giulia Zanesi - Chiara Pagano - Silvio Combi - Giorgio Toneatto - Luca Vilei e Luisella Milani della FIPAV di Lecco “Progetto 1 2 3 … minivolley” - Simone Lo Martire - Hossam… - Comitato dei genitori di Rossino - ... 34 La valutazione Il progetto garantisce che gli apprendimenti siano certificati dagli insegnanti. Durante l’anno scolastico verranno svolti incontri di progettazione e valutazione in forme diverse: - fra i soli insegnanti - fra insegnanti ed esperti, tutti o di ambito - fra insegnanti, esperti e il coordinatore Franca Zuccoli. Sono previsti momenti di presentazione-restituzione dell’esperienze laboratoriali e non ai genitori e/o al territorio, con modalità di riunione o di festa, o di mostra, ecc… La bibliografia essenziale di riferimento Gli insegnanti si ispirano a testi specifici o a modelli educativi e culturali espressi da alcune figure rappresentative: POF Indicazioni Nazionali 2012 “Il paesaggio” documenti europeo e nazionale… M. Pistoletto M. Montessori Pizzigoni Giorda-Puttilli Vedi il progetto dello scorso anno sulla sostenibilità Cerioli Tramma Zuccoli … 35 Postilla al progetto. Il progetto “Paesaggi Passaggi” si affianca ai seguenti progetti di Istituto: - Porcospini - Continuità - Integrazione - Due chiacchere con tè - Biblioteca - Piedibus - … 36