PROVINCIA DI BERGAMO
UN FRATELLO È PER LA VITA
“SONO PARTICOLARE ANCH’IO”
Un tentativo di dare voce
costruire trame narrative
articolare esperienze.
PROVINCIA DI BERGAMO
Provincia di Bergamo
Settore Politiche Sociali
ESSERE FRATELLI DI PERSONE CON DISABILITÀ
In collaborazione con
Associazione Italiana Persone Down
Coordinamento Bergamasco per l’Integrazione
Confcooperative-Federsolidarietà
Centro Isadora Duncan
INFORMAZIONI GENERALI SUL QUESTIONARIO
Il questionario è rivolto a tutti i maggiorenni che hanno un fratello o una sorella con disabilità.
Poiché possono rispondere persone di età molto diverse, alcune domande potrebbero riportare a esperienze di un passato lontano. Può capitare
che il ricordo sia un po’ vago, ma qualunque tua indicazione è comunque utile.
Tutte le domande sono importanti, ma non è obbligatorio rispondere.
Se non conosci la risposta, non ti ricordi, o preferisci non rispondere passa oltre.
Se hai più di un fratello con disabilità puoi scegliere di riferirti ad uno di loro o di compilare più di un questionario.
Ricorda che solo alle domande in cui le possibili voci di risposta sono indicate da caselle quadrate puoi indicare più di una risposta.
RESTITUIRE ENTRO IL 15 giugno 2009
via fax al numero 035/387659
oppure per posta elettronica all’indirizzo [email protected]
oppure riconsegnando il cartaceo alla persona che ve l’ha consegnato
Moduli del questionario
1. Aspetti anagrafici - Modulo A
2. Informazioni sulla famiglia di origine e sulla gestione
famigliare della persona disabile – Modulo B
3. Comunicazione della diagnosi – Modulo C
4. Contesto sociale – Moduli D e E
5. Rapporti col Territorio – Modulo F
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“Finalmente qualcuno ci ha pensato!”.
“Volevo ringraziare per la volontà di voler
approfondire questo tema così
importante e delicato. Ho trovato le
domande da Voi proposte pertinenti e di
ampia copertura, capaci di sondare il
tema senza invadere la sfera di privacy
della persona.”
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Dal Questionario
UN QUADRO DEGLI INTERVISTATI
In totale sono stati analizzati 174 questionari.
Genere:
Dai questionari compilati:
40% dai fratelli
60% dalle sorelle
Dai dati ISTAT del censimento del
2001, la distribuzione della
popolazione italiana per genere è di
52% donne e 48% uomini
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Distribuzione per età e genere
Si
sz info
53 - 63
3
2
3
48 - 53
5
15
6
38 - 43
11
28 - 33
11
12
3
2
1
29
17
15
9
18 - 23
25
14
12
23 - 28
20
13
7
33 - 38
16 - 18
21
11
10
43 - 48
21
può
osservare
una
distribuzione a curva di
Gauss abbastanza omogenea tra maschi e femmine,
che rispetta la leggera
differenza di genere dei
questionari compilati.
24
23
totale
femmine
maschi
L’unico rango di età che
presenta una differenza
significativa è quello dai
]48 ai 53] anni dove i
questionari delle femmine
raddoppiano
quelli
dei
maschi.
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Distribuzione per diagnosi e per età
del fratello o sorella con disabilità
S. di Down
Trauma da parto
Trauma cranico in
seguito a incidente
Tetraparesi spastica
Distrurbi psichici
Epilessia abbinata ad
altre patologie
Ritardo mentale
/oligofrenia/ebefrenia
Autismo
Emiparesi
Idrocefalo con
drenaggio
Spina bifida
S. di Angelman
S. di Cohen
S. di West
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“La convivenza”
Con chi vivi oggi?
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Evoluzione della famiglia
“Chi si occupa maggiormente di tuo
fratello o sorella con disabilità?”
Chichi
Chi se ne occupa maggiormente / età del compilatore
---18
18-23
23-28
28-33
33-38
38-43
43-48 48-53
53-63
63---
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“Se chi si occupa di tuo fratello/sorella
non potesse più farlo,
chi se ne farebbe carico?”
Questa domanda affronta un
tema delicato, che impone una
presa di coscienza molto forte
Le risposte evidenziano un tasso di
coinvolgimento molto alto dei
fratelli e delle sorelle.
Sembra che nell’immaginario dei
fratelli e delle sorelle di persone
con disabilità saranno loro a farsi
carico dei loro fratelli quando i
genitori o chi se ne occupa non
potranno più svolgere questo
compito.
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Rapporto tra contributo nella gestione
quotidiana, la partecipazione alle scelte di
vita e l’influenza soggettivamente percepita
“Questi compiti o responsabilità influenzano la tua vita?”
120%
100%
100%
90%
80%
80%
70%
60%
influenza nella vita quot.
contrib nelle scelte di vita
40%
20%
contrib gest quot
60%
influenza nella vita quot.
50%
40%
30%
contrib nelle scelte di
vita
20%
contrib gest quot
10%
0%
0%
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La scoperta della disabilità
“Come hai saputo la prima volta della disabilità di tuo fratello/sorella?”
A parte i “non ricordo”, gli altri casi segnalano un momento preciso,
che per la voce “altro” è stata accompagnata da una descrizione
soggettiva dell’evento.
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Il 54% dei compilatori riporta
che la comunicazione di
diagnosi è avvenuta con una
modalità di “comunicazione
naturale della diagnosi”.
In questi casi la comunicazione
in famiglia passa attraverso la
quotidiana presenza degli
eventi e non necessariamente
attraverso la verbalizzazione:
“Quando è nata ero piccola.
Immagino mi sia stato spiegato ma
non ricordo questi momenti.
Crescendo ho imparato a
conoscere la sua disabilità”
“siamo cresciuti insieme ed
era evidente”
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Cambiamento della
comunicazione nelle famiglie di
nuove generazioni.
120%
100%
80%
cresciuti insieme
senza a averlo chiesto
60%
l'ho chiesto
da solo
40%
20%
0%
1996-1991 1986-1991 1981-1986 1976-1981 1971-1976 1966-1971 1961-1966 1951-1961 1900-1951
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“Avresti voluto saperlo in un altro modo?”
Colpisce la frequenza di risposte “No” che raggiunge l’80%.
Della piccola parte delle risposte “SÍ” alcuni hanno giustificato la loro
risposta, sottolineando la PAURA e L’ANGOSCIA per un futuro che si
vorrebbe diverso.
Le mancate risposte sono il circa ¼ del totale delle risposte.
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“Ci sono argomenti, attenzioni, aspetti
che a tuo avviso andrebbero presi in considerazione con
fratelli e sorelle di persone con disabilità?”
FUTURO
SOSTEGNO, ACCOMPAGNAMENTO
INFORMAZIONE SU SERVIZI, LEGGI, DIRITTI …
CONFRONTO TRA PARI
SOSTEGNO ALLA FAMIGLIA
FORMAZIONE SU TEMATICHE SPECIFICHE
SERVIZI
SENSIBILIZZAZIONE CULTURALE
CONFRONTO
SOSTEGNO PSICOLOGICO
NESSUN ASPETTO
SENSIBILIZZAZIONE DEI GENITORI
INTERVENTI DI SOLLIEVO
MAGGIORE COINVOLGIMENTO DI TUTTI I MEMBRI DELLA FAMIGLIA
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Metodologia di analisi
e
codifica del materiale.
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Il materiale trascritto dei focus group è stato codificato
e analizzato facendo riferimento all’
Analisi Strutturale proposta in
“Dentro le Storie” - Demazière e Dubar (2000),
che integra diverse metodologie di analisi del testo
come quelle di Barthes (1966), Hiernaux (1977,1995)
Greimas (1986), Saussure e altri.
Un procedimento sociologico induttivo che permette di
cogliere e comprendere le situazioni o i problemi a
partire dalla soggettività delle persone coinvolte
Grounded theory.
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Questa analisi ci ha permesso di identificare le:
strutture di significato dei discorsi dei siblings
coinvolti,
la
logica
dei
loro
racconti,

i meccanismi di senso e
gli universi di credenze
che soggiacciono alle storie
dei partecipanti
Attraverso:
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1. La codifica dei testi utilizzando i tre livelli di
descrizione di Barthes:
 Il livello delle funzioni: le sequenze che descrivono episodi,
eventi, situazioni che informano sui fatti.
 Il livello delle azioni: ovvero gli attanti che svolgono un ruolo e/o
che intervengono nelle situazioni descritte
 Il livello della narrazione: definito dalle proposizioni argomentative che esprimono punti di vista, giudizi o valutazioni.
2. La classificazione e ri-codificazione delle sequenze
identificate sono state raggruppate attribuendo loro un
titolo che ne riassumeva il contenuto
3. La produzione di categorie attraverso l’identificazione dei
sistemi di disgiunzione e congiunzione tra le unità di
significato creando delle categorie differenziali.
Questa metodologia ha permesso di raccogliere:
le voci dei fratelli e delle sorelle presenti,
le trame narrative delle loro storie,
le oscillazioni discorsive insite negli interventi e
di circoscrivere la dimensione interpretativa
delle esperte.
Da più di 300 pagine di trascrizioni, sono state
costruite delle Mappe dei Temi Emergenti,
alcune delle quali saranno esposte di seguito
utilizzando le frasi dei fratelli e delle sorelle.
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TEMI
EMERGENTI
La costruzione del proprio progetto di vita
Relazione fraterna e legami familiari
Io, Noi, Gli Altri
Dentro / Fuori
Aspetti di vissuto
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La costruzione
del proprio
progetto di vita
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Operare delle Scelte
“Mi sto domandando a questo punto della
mia vita se le scelte che ho fatto, il lavoro
che faccio, l'università che ho scelto di
fare, non so se inconsciamente li ho scelti
perché appunto c’entra con mio fratello.
E’ quello che mi chiedo insomma...
C'è un punto di domanda.”
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Domande retoriche ,
quasi filosofiche …
Risposte in costruzione
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“Diciamo che (avere un fratello con disabilità) è una
cosa che incide nella tua vita, tanto o poco che tu
decida però incide, quindi nel momento in cui si
presenta e si riconosce che è così è perché uno ha
scelto che incida molto. Uno può scegliere che incida
più o meno. Se scegli che incida molto fa parte delle
premesse che hai fin dall'inizio anche se è vero che
più sono grandi i fratelli e più la cosa incide perché in
qualche modo ti fai carico di questa cosa.”
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Le decisioni sembrano essere prese all’interno di un
contesto simbolico profondamente influenzato
dalla percezione soggetiva e relazionale dei:
Gradi di libertà
nell’operare le scelte
Gradi di incidenza
nella propria vita
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Obbligo/Libertà di scelta
“… la mia libertà, insomma quella dei miei compagni di
scuola che si trovavano a far due chiacchiere io non
l'avevo ... Non è che mi è stato detto “non devi farlo”
però è automatico perché da chi lo lasci? Per cui lo tenevo
io il pomeriggio ... non mi è mai pesato però se ci pensi
dici “va bé, tutti i pomeriggi ero sempre a casa, da lì non
mi muovevo” “Non devi farlo, non devi farlo perché è tua
sorella, lo fai perché è giusto farlo”. Quello dovrebbe far
capire a quasi tutti che non hai un obbligo per una
persona disabile, lo devi fare non perché è un obbligo
farlo, non perché è una persona vicina, perché è un
parente...devi farlo per te, se ti va di farlo lo fai”
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“E’ Una vita condizionata per amore
(…) perché…alla fine è come se mi sentissi obbligato,
ma obbligato per amore. Cioè nel senso l’amore che
provo nei confronti di mia sorella...e comunque
anche tutte le scelte, le scelte della residenza, sono
sempre, sono tutte legate a lei, no? E quindi in
questo modo ti senti un po’ ingabbiato. Non puoi
prendere determinate strade che ti piacerebbero e
farebbero comodo a te.”
“...penso che sia normale nella vita prendere delle scelte
in base alle persone che si hanno vicino ...cioè alla
fine tutte le nostre scelte sono condizionate da una
persona, o dall'altra, o da quello che vogliamo fare,
dai rapporti che vogliamo intrattenere o no.
Quindi non è una cosa positiva o negativa, è così!
Forse in alcuni casi obbligata o meno obbligata è vero
(pausa), però non è per forza negativo il fatto che
uno abbia determinate scelte condizionate. Cioè se
uno lo fa consapevolmente, con la sua volontà”
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Imposte
Obbligate
Condizionate
Influenzate
Consenzienti
Consapevoli
Sentite
Volute
Dovute
SCELTE
Grosse
Piccole
Importanti
Rilevanti
Fondamentali
Scelte che incidono molto / che incidono poco
Giuste
Ingiuste
“Perché diversamente non si sa come fare”
Scelte
DI
STUDIO
DI
LAVORO
DEL
DI
PART
NER
RESI
DEN
ZA
DI
GESTIONE
DI
VITA
DEL FRATELLO
SORELLA
CON
DISABILITA'
NEL
FUTURO
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Scelta del partner
“Al mio fidanzato la prima cosa che gli ho detto, se
ti va bene è così, altrimenti quella è la tua strada.
Non perdiamo neanche tempo perché io di
piangermi addosso non ho tempo quindi vai per la
tua. Lui ha accettato benissimo la condizione . Io
glie l'ho proprio detto il primo giorno che siamo
usciti, gli ho parlato, gli ho detto: “se ti va bene io
ho una sorellina disabile sappi che in un futuro …”
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Scelta della residenza
“Io questa scelta devo esser sincera l'ho fatta proprio per lui perché
vederlo una volta al mese … i miei genitori erano d'accordo, potevo
andare. Va bene, posso anche riuscire magari anche in un futuro
...però lui? Comunque non ce l'avrei fatta... di quello ero certa. Non
era solo per lui. Neanche io ce l’avrei fatta ad andare a vivere in
un’altra città perché mi manca anche lui!”
“Adesso sono distante 5 Km però sono qua, cioè io l'allontanarmi tanto
non volevo. Adesso lei mi manca, adesso magari penso:“e però, se
avessi comprato casa un po' più vicino sarebbe stato meglio” perché
ho visto un cambiamento in lei, non essendoci più nessuno in casa, a
parte i genitori, ho visto la differenza in lei”
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Alcune scelte sembrano tutelare
la “distanza giusta”
“Cioè, l'essere sempre vicino a lui mi incominciava a pesare,
allora a un certo punto ho detto no adesso ho bisogno di uno
spazio tutto mio, solo mio senza i miei e senza mio fratello e
allora sono andata da sola, però comunque è vicino a casa
molto vicino (ride) no, no, no, no, non così vicino, non così
vicino, no... 5 minuti a piedi, in un altro paese ma... a 5 minuti
a piedi, però siccome lui non va neanche in giro da solo perché
ha dei tempi di reazioni talmente lenti che non riesce a
attraversare la strada, ora che guarda a destra e a sinistra e
decide che ...quindi lui non verrà mai a trovarmi da
solo...dovevamo sempre portarlo.
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Altre rispondono ad un
ruolo/posizionamento
nella famiglia di origine
“Il senso era quello, che mia mamma non si è mai
fidata del mio altro fratello più piccolo e ha sempre
puntato su di me per la sua gestione. A tre anni ero
una donnina. A quattro anni andavamo all'asilo
insieme e io ero una donnina e (...) in qualche modo
mia mamma si aspetta qualcosa da me, anche se a
parole mi dicono che non sarò obbligata a tenerlo.”
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Difficili scelte tra la famiglia di origine
e la famiglia da loro costruita
“La mia bambina, ormai ha 20 anni, però si può dire che da quando
aveva 2 anni lei non sa cos'è una domenica con sua mamma, non sa
e ha dovuto rinunciare a tante cose. Non solo lei, tutti i miei figli e
anch’io! Poi la difficoltà diminuisce se tu vivi comunque una
situazione economica che ti da la possibilità di avere: a) una casa, b)
un lavoro stabile che ti permette comunque di fare scelte diverse...
Qualora tu, come in questa situazione qui, perdi alcune di queste
cose, magari rivedi anche il rapporto col...col fratello, con la persona
disabile (…)Vengono a mancare alcune certezze magari i rapporti
cambiano a prescindere dalla mia volontà o dalle mie credenze
culturali o dalla mia volontà stessa...perché poi alla fine purtroppo ti
potresti trovare in situazioni...in situazioni che si mettono magari
anche in concorrenza una con l'altra”
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“Però so che se mio fratello dovesse
venire in casa mia la mia famiglia si
dividerebbe perché io ho dei figli che
me lo accettano e dei figli che non me
lo accettano...e io devo rispettare
anche quello che non
me lo accetta”
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Il fatidico “dopodinoi”
“In casa io ho portato l'argomento del
“dopodinoi” perché i miei genitori, magari ci
avevano anche pensato però era rimasto
chiuso tra loro.”
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Quando il futuro diventa presente;
“Per me è sempre stata una cosa normale dire ma io non
sono la sorella snaturata che abbandona mio fratello”
“Noi abbiamo scelto di tenerla in casa, con una persona ma
a casa sua, non tutti sono sempre stati d’accordo perché
qualcuno ti dice: “c’è la struttura e lì è seguita in tutto e
per tutto”, e per noi invece era importante; anzi … , più
andiamo avanti, più siamo contenti di aver fatto questa
scelta, eh… e poi vedremo, ecco, adesso (ride), vediamo
andando avanti”
PROVINCIA DI BERGAMO
“Noi siamo in tre sorelle e ruotiamo la gestione. Tre mesi
con me, tre mesi con l’altra e così via. In ogni famiglia, in
ogni casa ha delle abitudini diverse. Certo, all’inizio non è
stato facile ma nel tempo ci siamo abituati tutti. Anche le
nostre famiglie. Adesso sa che da me può fare certe cose
che da mia sorella non può e vice versa.”
“Io invece penso che mandarla in una struttura le
consentirebbe di stare con i suoi amici. Di avere una vita
tutta sua. Di poter mantenere una autonomia, che da me
non so se avrebbe. Secondo me è meglio per lei.”
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Relazione fraterna
e
Legami famigliari
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Relazione tra fratelli
“Io ho un rapporto fantastico con mia sorella, quasi un
po' morboso perché...per dire eh, ci sto bene insieme.”
“Ci vado d'amore e d'accordo, se mancasse guai!”
“Sono la sorella maggiore e unica, purtroppo, di un
ragazzo affetto da.... Perché…, essere fratelli o sorelle,
indipendentemente, è anche… un grosso peso secondo
me, perché, io parlo proprio personalmente e
apertamente… è un rapporto diverso da un rapporto
tra fratelli normodotati.”
PROVINCIA DI BERGAMO
Amore / Pesantezza
“È un amore, è difficile poter dare tante
definizioni a una cosa che ti dà tante
emozioni... certe volte... si litiga anche,
quindi non è che sia sempre rose e fiori...
però anche pesantezza, anche ...
Tantissime parole.”
PROVINCIA DI BERGAMO
Complicità
“Tramite lo sguardo ma anche altri gesti, cioè
con le altre persone non ho un rapporto così,
utilizzando gli altri sensi, invece con lei sì.”
“Non c'è molta comunicazione però...
non c'è molta comunicazione verbale
perché ce n'è invece di non verbale, lo
sguardo, la battuta, il “ah, ah, ah, hai
visto”,cioè molto in questo senso.”
PROVINCIA DI BERGAMO
Aiuto! Faccio abbastanza?
“E’ una cosa che nonostante dei vissuti negativi che sono
poi riuscita con il tempo a superare eccetera eccetera,
questo è un vissuto che ancora permane nonostante i miei
37 anni, mi permane ancora il vissuto del non fare
abbastanza. Quanto meno sebbene lo vivo con più
serenità mi dispiace di non portare di non invitare a cena
mio fratello quella volta in più e così non portare e così
questa cosa però non lo so c’è continuamente c’è
continuamente questa cosa”
PROVINCIA DI BERGAMO
Bisogno / Necessità;
una cosa normalissima
“Noi abbiamo dovuto rinunciare in quello ... cioè prima c'erano loro per cui
qualsiasi cosa tu desideravi fare ... èèè non potevi andare a giocare, non potevi
andare alle gite, non potevi fare quello che facevano tutti gli altri perchè c'era
questa necessità”
“In pratica se io parlavo con mia mamma e, e lui faceva “A” io non c'ero più...
Però per me era scontato, era una cosa normalissima, lui ne ha bisogno, io so
arrangiarmi da sola.”
“Quando ero piccolo, c'erano anche problemi perchè io lo trattavo magari, cioè
litigavamo come fanno tutti i fratelli e i miei genitori difendevano sempre lui e io
me la prendevo a male però son cose che succedono e cioè voglio dire non son
cose che pesino più’ di tanto per cui fa parte della normalita’”
PROVINCIA DI BERGAMO
Figlio di serie ... B ?
“Nel fare la mamma mi sono scoperta figlia di serie B, che però
sinceramente molto tardi ho capito che tante cose a me sono
mancate (silenzio) sono diventata g/...non è una gelosia, però non ho
avuto una mamma, cioè logicamente se io fossi stata nei panni di mia
mamma avrei fatto...forse la stessa cosa, però non, non sono mai
stata gelosa nel periodo che vivevamo insieme, perché lui aveva più
bisogno di me, per me era una cosa scontata, anche se io avevo un
problema magari stavo zitta per non caricare mia mamma”
PROVINCIA DI BERGAMO
“Le ho detto: “mamma tu hai sempre
pensato giustissimo perché lui ha più
bisogno di me... ma un domani le ho
detto..., tu non hai pensato a me un
domani ... hai pensato sempre a lui”. E
lei mi ha risposto “non puoi chiedermi
questo perché lui è mio figlio”
PROVINCIA DI BERGAMO
La fatica di non essere disabile
“Dovevamo dimostrare di essere sempre i
migliori, questo è faticoso...”
“Io non l'ho vissuta male il fatto di dover essere
brava a scuola, mi serviva forse, ai genitori di
riscattare l'insuccesso tra virgolette dell'altro
fratello”
PROVINCIA DI BERGAMO
A volte si sente
un carico eccessivo...
“Non ho mai detto: “no basta!” cioè non ho mai detto
"sono arrivata al limite seguitelo voi”
... Il peso
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“Fratello Unico”
“Sorella Unica”
“Loro sono fortunati perché sono
più fratelli, io invece essendo
sola... cioè o io o ancora io, non mi
devo chiedere dei perché. Devo
agire e basta”
PROVINCIA DI BERGAMO
A volte ci si sente esclusi...
“A mia madre invece dispiace mi dice ma
“fai la tua vita… almeno tu che puoi”(…) mi dice
“fai la tua vita” fa di tutto perché la mia vita
possa essere libera va bè, cioè io me lo so
gestire mio fratello, prendete andate via 2
giorni, “ma come fai a dargli da mangiare, come
fai a...”, cioè come se non l’avessi mai fatto,
dico “ma cavoli!”
PROVINCIA DI BERGAMO
Lo sguardo particolare dei fratelli ...
“Nel rapporto con i miei fratelli c’è molta
complicità, a volte anch’io rimprovero i miei
genitori per alcuni atteggiamenti ma va bè
perché mi rendo conto che da esterno vedo le
cosee…sotto un altro punto di vista”
“Quando c’è mio papà … non le fa quando c’è
mio papà … non gliele lascia fare, cioè le
poche cose ogni tanto gli dico, “ma cavoli
papà sa fare poche cose, lasciagliele fare”
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Dentro/Fuori
Noi/Gli Altri
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“Io quello che trovo difficile è cercare di fare accettare, ...
cioè io non so perché è mia sorella, è mia sorella punto e
basta, però quando gli altri mi vedono insieme a lei
hanno... atteggiamenti diversi e mi dà fastidio quello, il
fatto di: eh poverina...”
“...invece adesso è una cosa secondo me più, più, più
accettabile perchè proprio più accessibile, cioè ne hai a
che fare un pò di più insomma”
“Però magari tante rimangono proprio spiazzate, perché
un conto è vederlo una volta nella vita, un conto è viverlo,
cioè è un'altra cosa, proprio un'altra cosa...quindi dopo un
po' i commenti, gli sguardi, le cose...ti passano”
PROVINCIA DI BERGAMO
“I fratelli non siblings certe cose non le possono capire;
se io dico, racconto ai miei amici come mi sento con mio
fratello quando fa qualcosa, cioè succede un evento
particolare, lo racconto, non provo la stessa soddisfazione
quando lo racconto a qualcuno che ha un fratello disabile”
“Credo per altro che sia anche legittimo dirsi a volte che è
un peso, che è una fatica, soprattutto qui dove sai che ci
sono delle persone che possono capirla questa fatica, che
magari la vivono in modo diverso però mi sembra che
abbiano uno strumento in più per capirla, rispetto a, a
tutte le persone che invece non sanno assolutamente di
cosa stiamo parlando”
PROVINCIA DI BERGAMO
“È la prima volta in 52 anni che mi trovo a
riflettere su questa cosa, perchè a parte
l'averne parlato con i miei fratelli ...non
mi è mai stato chiesto da nessuno quale
fosse la mia esperienza così come
abbiamo fatto noi...in una maniera che
mi ha mosso qualcosa dentro...è andato a
toccare dei tasti, qualcosa che era
rimasto lì, per tanti anni ... questo mi è
sembrato molto positivo (pausa) anche se
poi non so che cosa potrà portare...però
anche solo questo è tanto per me
(silenzio)”
PROVINCIA DI BERGAMO
V
I
S
S
U
T
I
V
I
S
S
U
T
I
Oscillazione discorsiva
“… come un peso, un peso anche
fisico, come ho detto, un sacrificio
però
non me ne sono mai fregata e non
me ne fregherò mai!”
PROVINCIA DI BERGAMO
Incomprensione
Rabbia
Difficoltà
Impotenza
Ansia
Carico
Pesantezza
Solitudine
Abbandono
Responsabilita’
Inevitabilita’
Paura
Preoccupazione
Senso di colpa
Normalita’
Crescita
Naturalita’
Maturare
Gioia
Sollievo
Dare il giusto peso alle cose
Fortuna
Amore
Affetto
Accettazione
Aiuto
Riconoscenza
Aiuto
Comprensione
Complicita’
“Se non ci fosse lui, sarei abbastanza fregato, nel
senso che mi ha aiutato a crescere e
a relazionarmi con le altre persone in un modo
diverso, probabilmente anche più da adulto della
mia età.”
“Cioè, no, si. A noi ci ha fatto
crescere questa cosa, cioè a noi
ci ha fatto crescere questa
cosa. Di sicuro a tutti penso di
sicuro a tutti.”
Grazie!
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