ASSOCIAZIONE NAZIONALE COMUNI ITALIANI Associazione Regionale del Piemonte ASSEMBLEA REGIONALE Interporto di Torino – S.I.T.O. 14 Novembre 2011 Ruolo e lavoro dell’Anci Piemonte nella concertazione regionale sul futuro delle Politiche Sociali Comunicazioni di: Salvatore Rao Il lavoro svolto è stato sulla verifica della spesa e l’appropriatezza. • I risultati hanno dimostrato una infondatezza dei giudizi e valutazioni che ne traeva la Regione, • un sistema di servizi imperniato sull’essenzialità degli stessi. La spesa sociale complessiva, a livello regionale, gestita dagli Enti Gestori è pari a 561.056 milioni di € finanziata dal 37,7% dalle quote da parte dei Comuni. La spesa, per le prestazioni essenziali, che la Regione riteneva, attinenti all’art.18 della L.R. 1/2004, è di € 331 milioni. Dalla valutazione dei funzionari regionali, 230 milioni di €, inizialmente, erano considerati non finalizzati all’erogazione dei servizi essenziali, . Le Delibere della giunta sul riordino del sistema sono state tutte ritirate, grazie al lavoro che abbiamo condotto. Sui criteri di riparto e sui contenuti della DGR 14 del 2010 ci siamo da subito opposti. Criteri che penalizzavano in particolare alcuni territori. I criteri di riparto del fondo 2011 sono stati solo in parte modificati, inserendo la quota capitaria versata dai Comuni. L’accordo sottoscritto a Luglio 2011,conteneva l’ammontare dei trasferimenti e i criteri di riparto. Riduzione della spesa per i servizi •Il Fondo Nazionale Politiche Sociali passa da 929 milioni di € (2008) a 45 milioni di € (2013); Fondo per la Famiglia passa da 339 (2008)milioni di € a 51,4 milioni € (2011); Fondo per l’infanzia e l’adolescenza passa da 43,9 milioni di € (2008) a 35,18 milioni € (2011); Il Fondo Non Autosufficienze passa da 400 milioni di Euro (2010) a zero (2011); Fondo per il servizio civile passa da 268,88 milioni di € (2008) a 110,86 milioni di € (2011); Fondo per il sostegno all’accesso alla casa in locazione passa da 205,56 mil.di € (2008) a 32,91 mil di € (2011). Come rispondere a una domanda crescente con risorse che diminuiscono e con un impegno politico che si riduce ? I bisogni vecchi e nuovi sono in continua crescita, ci confrontiamo con una realtà nuova: • • • • • • Invecchiamento della popolazione, crescita non autosufficienza Crescita di quote di popolazione a rischio di povertà, Impoverimento del ceto medio, Un peggioramento delle famiglie con un solo figlio minore, si aggravano le condizioni delle classi di età intermedie, continuano a crescere il n° di famiglie povere in cui uno o più componenti svolgono un’attività lavorativa. Il Piemonte può vantare un modello di gestione associata e di welfare tra i più significativi del nostro Paese. • La formula consortile ha avuto un grande merito: • Permangono differenze tra territori e territori, • Sui tutti i 1206 comuni vi è stata copertura e accessibilità, • Se non esiste ancora un vero e proprio “modello Piemontese” per la pluralità di modelli di welfare locale, l’assenza di un piano sociale ha certamente contribuito a questo. La gestione associata è il modello che viene richiesto dalle attuali norme di riforma del sistema degli Enti Locali Una politica di riordino del sistema è necessaria, si possono ricavare, dalle integrazioni con le altre politiche, risorse utili, un miglioramento e maggiore efficacia ed efficienza del sistema . • La titolarità dei CPI / una ridefinizione dei Sil, • L’attività formativa può essere meglio affidata alle Agenzie accreditate, • Un riordino dei Consultori occorre non duplicare servizi e politiche in favore della famiglia, • Razionalizzare gli sportelli d’informazione in relazione agli attuali PUA, • Razionalizzazione delle attuali sedi in affitto, i Comuni possono mettere a disposizione propri locali • Comuni possono offrire servizi agli Enti gestori attraverso i propri uffici, • La coincidenza tra distretto ed Ente Gestore ne riduce il numero, e forme di convenzionamento tra Enti, sono una via per ridurre ulteriormente le spese di gestione. IL RIDISEGNO DEL SISTEMA • L’INDIVIDUAZIONE DEI MACRO LIVELLI E OBIETTIVI DI SERVIZIO DELLE PRESTAZIONI SOCIALI una rete di protezione sociale, che accolga le persone in difficoltà non solo per risposte dirette, ma anche per orientare e sostenere nel disagio, le soluzioni più idonee e costruttive per uscire dal bisogno (povertà,condizione di disagio); sostegno alle famiglie e alle persone in situazione di fragilità sociale, con particolare riferimento alle gravi disabilità e agli anziani con problemi di non autosufficienza; promozione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, sostenendo le responsabilità familiari e provvedendo agli interventi obbligatori ed essenziali per l’accoglienza dei minori fuori famiglia. La definizione dei LEPS viene a configurarsi come un processo graduale Leps come impegni programmatici per giungere a diritti esigibili. Il nostro impegno programmatico chiarisce che non si sta solo rivendicando risorse, peraltro non facili in questo momento, ma i contenuti delle Politiche Sociali. • Occorre definire le regole per la compartecipazione dei cittadini • Le dimensioni territoriali idonee alla gestione associata dei servizi sociali, coincidente con i confini amministrativi del Distretto sanitario e sociosanitario. MACRO LIVELLO OBIETTIVI DI SERVIZIO ACCESSO SERVIZI PER L’ACCESSO E LA PRESA IN CARICO DA PARTE DELLA RETE ASSISTENZIALE Azioni di sistema (Punto unico di accesso) Segretariato sociale CONDIVISION. CON SISTEMA SANITARIO SI Servizio sociale professionale PRESA IN CARICO PRONTO INTERVENTO SOCIALE SERVIZI E MISURE PER FAVORIRE LA PERMANENZA A DOMICILIO LINEE DI INTERVENTO ASSISTENZA DOMICILIARE SERVIZI DI PROSSIMITA TARGET DI RIFERIMENTO Popolazione Popolazione Funzioni sociali per la VMD SI Persone con bisogni complessi Funzioni sociali per affido/adozioni minori SI Minori Interventi per emergenza sociale Persone con grave emarginazione Supporto domiciliare per aiuto domestico/familiare Adulti, Anziani e Disabili in condizione di fragilità Assistenza tutelare OSS (ADI) SI Persone non autosufficienti Misure di sostegno alla N. A. e disabilità grave Anziani e disabili non autosufficienti Assistenza Educativa Domiciliare Minori in famiglie con disagio Interventi di Prossimità (forme di solidarietà a favore delle fasce fragili) Famiglie, Anziani, Disabili MACRO LIVELLO SERVIZI TERRITORIALI A CARATTERE COMUNITARIO E SERVIZI PER LA PRIMA INFANZIA SERVIZI TERRITORIALI A CARATTERE RESIDENZIALE PER LE FRAGILITA’ OBIETTIVI DI SERVIZIO ASILI NIDO E ALTRI SERVIZI PER LA PRIMA INFANZIA COMUNITA’/RESIDENZE A FAVORE DEI MINORI E PERSONE CON FRAGILITA’ LINEE DI INTERVENTO CONDIVISONE CON SISTEMA SANITA’ TARGET DI RIFERIMENTO Asili nido e servizi innovativi prima infanzia Minori 0-24 mesi Centri di aggregazione e polivalenti Minori Adolescenti/giova ni Anziani e disabili Comunità educativo- assistenziali SI Minori allontanati dalla famiglia Minori stranieri non accompagnat Centri semiresidenziali sociosanitari e socio- riabilitativi SI Disabili gravi Anziani non autosufficien ti Residenze per anziani SI Ultra 65enni Residenze sociosanitarie per non autosufficienti SI Ultra 65enni non autosufficien ti Disabili gravi Strutture per disabili privi di sostegno familiare SI Disabili gravi soli MACRO LIVELLO OBIETTIVI DI SERVIZIO INTERVENTI /MISURE PER FACILITARE INCLUSIONE E AUTONOMIA MISURE DI INCLUSIONE SOCIALE – SOSTEGNO AL REDDITO MISURE NAZIONALI INCLUSIONE/ SOSTEGNO AL REDDITO LINEE DI INTERVENTO CONDIVISIO NE CON SISTEMA SANITARIO TARGET DI RIFERIMENTO Trasporto per fruire dei dell’assistenza sociosanitari a e socio riabilitativa (Disabili gravi Anziani NA) SI Disabili gravi Anziani Non Autosufficienti Misure di sostegno al reddito per il contrasto alla povertà (+) Persone e nuclei al di sotto della soglia di povertà assoluta Assegni per Invalidità civile, sordità, sordomutismo Invalidi civili ciechi e sordomuti Indennità di accompagnamento Invalidi civili incapaci di compiere attività quotidiane e/o deambulare Assegno sociale Ultrassantacinquen ni in condizioni di povertà Assegni maternità, Nuclei familiari con 3 figli Madri e Famiglie numerose MACRO LIVELLI, OBIETTIVI DI SERVIZIO E VALORI TARGET MACRO LIVELLO OBIETTIVO DI SERVIZIO ACCESSO SERVIZI PER L’ACCESSO E LA PRESA IN CARICO DA PARTE DELLA RETE ASSISTENZIALE PRESA IN CARICO VALORI TARGET A TENDERE Azioni di sistema (Punto unico di accesso) Segretariato sociale Servizio sociale professionale 6 operatori /10.000 abitanti di cui 50% A.S Funzioni sociali per la VMD Funzioni sociali per affido/adozioni minori PRONTO INTERVENTO SOCIALE SERVIZI E MISURE PER FAVORIRE LA PERMANENZA A DOMICILIO LINEE DI INTERVENTO ASSISTENZA DOMICILIARE SERVIZI DI PROSSIMITA Interventi per emergenza sociale n.1 Servizio di Pronta. Emergenza 7 gg/7gg , per Ambito/Distretto Supporto domiciliare per aiuto domestico/familiare 3,5% / popolazione > 65 anni (*) Assistenza tutelare OSS (ADI) 40 utenti/10.000 residenti Misure di sostegno alla N. A. e disabilità grave Assistenza Educativa Domiciliare 10 utenti/10.000 residenti < 18 anni Interventi di Prossimità (forme di solidarietà a favore delle fasce fragili) Almeno 1 Progetto per Ambito Sociale/Distretto MACRO LIVELLO SERVIZI TERRITORIALI A CARATTERE COMUNITARIO E SERVIZI PER LA PRIMA INFANZIA SERVIZI TERRITORIALI A CARATTERE RESIDENZIALE PER LE FRAGILITA’ MISURE DI INCLUSIONE SOCIALE/ SOSTEGNO AL REDDITO OBIETTIVO DI SERVIZIO ASILI NIDO E ALTRI SERVIZI PER LA PRIMA INFANZIA COMUNITA’/RESIDENZE A FAVORE DEI MINORI E PERSONE CON FRAGILITA’ INTERVENTI /MISURE PER FACILITARE INCLUSIONE E AUTONOMIA LINEE DI INTERVENTO VALORI TARGET A TENDERE Asili nido e servizi innovativi prima infanzia 33% pop. 0/24 mesi Centri di aggregazione e polivalenti n. 2 centri per Ambito/Distretto Comunità educativo -assistenziali n. 40 posti / ogni 10.000 residenti < 18 anni Centri semiresidenziali sociosanitari e socio riabilitativi 0,6% pop. > 65 Residenze per anziani 1,5 / posti res. pop > 65 Residenze sociosanitarie per non autosufficienti 3,5% posti res./ pop >65 Strutture per disabili privi di sostegno familiare 2,5 posti /10.000 abitanti 15/64 anni Trasporto per fruire dei dell’assistenza sociosanitari a e socio riabilitativa (Disabili gravi Anziani NA) 0,6% pop. > 65 anni Misure di sostegno al reddito per il contrasto alla povertà Interventi a favore di almeno il 4% delle famiglie in base alle condizioni di povertà assoluta Il Paese, anche per causa di scelte politiche economiche e finanziarie, sommato all’insufficiente sostegno a politiche di sviluppo, si trova particolarmente esposto alle speculazioni finanziarie. Per tutti i Comuni mantenere l’attuale spesa sociale, comporterà scelte politiche difficili, occorrerà tagliare su diversi capitoli della spesa. Alla Regione abbiamo sempre chiesto di fare la sua parte, incrementare la sua quota, rivalutare alcune scelte e condividere con noi delle priorità di intervento, nonché sostenere il sociale affinché sia destinatario di maggiori risorse. • La riduzione di 12 milioni di € dal fondo nazionale, ha messo in seria difficoltà tutti gli Enti Gestori. • Nel 2012 i tagli preannunciati, rischiano di dare un colpo mortale, riduzione e chiusura dei servizi si preannuncia come scelta obbligata. L’esercizio delle funzioni associate, L’associazionismo obbligatorio per i Comuni, Le scadenze imposte Lo scioglimento dei Consorzi Il nuovo Piano socio Sanitario • Come garantire l’attuale sistema, seppur, rivisitato? • Con quale modalità gestionale? • La ristrettezza dei tempi a disposizione. L’Anci ha avanzato richiesta formale alla Regione Piemonte per impugnare davanti alla Corte Costituzionale l’art.16 del Dl 138 • L’Anci avanzerà richiesta di proroga per gli Enti Gestori il cui CDA andrà al rinnovo nel prossimi mesi; Questo per avere il tempo necessario per chiudere i processi, derivanti anche dall’associazionismo obbligatorio • Definire i livelli essenziali, i costi standard, i nuovi criteri di riparto; • Nel caso in cui la Regione non manterrà gli impegni assunti rispetto al trasferimento delle risorse, stabiliti nell’accordo di Luglio u.s, l’Anci si riterrà libera di recedere dallo stesso. Le modalità gestionali restano: Le convenzioni tra comuni, Le Unioni di Comuni, La gestione in forma associata tramite delega alle ASL. La titolarità della scelta resta in capo ai Comuni, la scelta dovrà tener conto dei vincoli che obbligano i Comuni, con popolazione < di 5 mila ab., di esercitare le 6 funzioni obbligatorie in forma associata. Per i territori che guardano positivamente alla forma dell’Unione; far nascere Unioni di Comuni che raggruppino l’intero ambito distrettuale, sembra essere cosa assai improbabile, le forme di convenzionamento tra le diverse Unioni, tali da garantire una gestione associata, su un’area più vasta, assicurando così economie di scala, appare più semplice.