ABSOLUTE numero 33 del 18 maggio 2015 magazine speciale absolute finals intanto nell’estivo si parte in 120 nel calcio a 5 e 48 nel calcio a 7 ABSOLUTE magazine calcio a 5 pagina 2 Finale Play Off - Bis per Ballatore, record frantumati RE BOSCHETTO II D’ABSOLUTE ‘15 Sartorello mvp, Vetrugno mostruoso, Ferrino insuperabile FC BOSCHETTO Vetrugno 2 Lorusso 2 Sartorello Favale 6-5 pal team Turenschi Sirbu Pintia Andriescu Nistor BOSCHETTO FC: Visconti, Ferrino F., Colarelli, CRONACA - Una gara intrisa di nervosismo Sartorello, Vicenzutto, Vetrugno, Favale, dove le personalità più forti spiccheranno e Lorusso, Ferrino L. porteranno la propria squadra alla vittoria finale come sarà per il Boschetto trascinato orbassano – Che dire. Troppo forte. Questo dal gladiatore Vetrugno che risponde al 13’ su Boschetto è troppo forte e lo dimostra per il punizione al vantaggio gialloblù della Pal Team secondo anno consecutivo con una scalata dopo sette giri d’orologio. Rete che scuote il inesorabile verso il titolo Absolute c5. Diciotto Boschetto e infiamma l’impianto sportivo di vittorie in altrettante partite nel Top Argentina, 132 gol messi a segno per cui miglior attacco Orbassano, il pubblico acclama e le squadre e solamente 47 subiti che vanno a delineare la rispondono alla grande. Al 17’, Lorusso fa miglior difesa del raggruppamento dell’Olimpo esplodere la panchina biancorossa con un Absolute. diagonale stupendo indirizzato sul palo più Atletico Merendes, Green Club Fc, Art Cafè lontano per poi riposare in fondo al sacco. e Villa Tana sono le vittime del cammino impetuoso del blindato guidato dalla personalità e dalle idee di mister Ballatore, miglior allenatore della passata stagione, verso la finalissima di Orbassano. Organici illustri sono caduti sotto i colpi implacabili del Boschetto che palesa in questa decima edizione tutto lo strapotere di una squadra dal tasso tecnico fuori dal comune e dalle molteplici soluzioni per risolvere qualsivoglia situazione complicata, così come accadrà esattamente nella ripresa della big final contro l’acclamato Pal Team di saracinesca Alexoe. Che sia di classe o di irruenza, di fantasia o di prepotenza, la scelta del Boschetto è sempre quella giusta e determinante per trovare la via del successo. Solo i calci di rigore pomeridiani della Champions possono fermare questa macchina perfetta e rombante. E’ quindi lecito, dopo due anni di successi, rimanere in attesa di nuove pretendenti e godersi il Golgota, la Hall Of Fame dell’Absolute in compagnia di grandi squadre come lo Steaua di Tamas che ha fatto impallidire ogni record negli anni passati nel calcio a 7. La gara è di quelle senza esclusioni di colpi, si Una squadra entrata quindi di diritto nella prendono si danno e il conteggio dei falli sale storia della kermesse moncalierese per titoli vertiginosamente fino a regalare un tiro libero vinti e qualità calcistica mostrata in due alla squadra di Ballatore. Se ne incarica Lorusso, anni di campionati e competizioni a suon di prestazioni magnifiche. Come magnifica è la caldo dal gol appena segnato, e non delude finale dello Sporting Orbassano dal punto di fiondando un destro violento sotto la traversa vista della tensione e della carica agonistica sul quale Alexoe non può nulla. Boschetto in palpabile intorno al rettangolo di gioco. fiamme che prende sempre più campo fino al gol avversario a riaccorciare le distanze ma è Sartorello a salire in cattedra allo scadere della prima metà con una magnifica azione solitaria per poi liberare un destro violento sul secondo palo per il 4-2, touchè per quello che sarà l’MVP della finalissima. Ripresa delicata per il Boschetto che subisce il doppio colpo della Pal Team in 13’ e vede sfumare così il vantaggio accumulato nella prima metà di gara. Fase complicata per il combo di Ballatore che ne esce indenne su rigore trasformato da Favale al 19’ a cui segue il destro provvidenziale di un Sartorello sempre più decisivo per questo Boschetto. Sul finale il gol del colosso gialloblù della Pal Team fa correre qualche brivido ai detentori del titolo, ma non c’è più tempo e il Boschetto può laurearsi campione Absolute 2015 per il secondo anno consecutivo. Fabrizio Giangualano FC BOSCHETTO le pagelle VISCONTI7 Non ci sono primi o secondi portieri. Il Boschetto ha la rara fortuna di poter schierare due estremi difensori di grande livello e Visconti è l’indicato a scende in campo per primo, a freddo rispetto al collega. L’impatto sulla gara è fondamentale, il primo intervento lo è ancora di più. Non mostra alcun segno di tensione, i suoi interventi e i suoi tempi sono sempre regolari così come regolari sono le chiamate a raccolta rivolte ai compagni che lo seguono e lo rispettano indistintamente. Prova di carattere di fronte ad un avversario aggressivo e fisico come il Pal Team. TEMPRATO. ogni pallone con veemenza e irruenza quasi al limite, anche lui rischia il giallo ma è il carattere di chi sa vincere e vuole vincere a tutti i costi. Piedi raffinati come al solito, non firma il tabellino ma sono solo dettagli per il tuttofare di Ballatore che completa una prestazione a livello mentale superiore alla media. FONDAMENTALE. VETRUGNO 8 Giocatore mostruoso, dalla personalità dirompente e dalla parlantina sciolta. L’istrionico perno basso di Ballatore è il collante perfetto di una squadra che sa mischiare talento e cattiveria. Vetrugno è l’uomo simbolo e chiave simultaneamente di un marchingegno esplosivo, di cui si fa trascinatore e leader morale e fisico quasi da allenatore in campo. La grinta e la consapevolezza nei propri mezzi sono contagiosi e le sue invenzioni ispirano l’ntera squadra che si fa cullare beatamente dal proprio talento di casa. TOP PLAYER. FERRINO7.5 Mezzo voto in più rispetto al sopracitato Visconti a causa del numero in più di interventi da eseguire a togliere le castagne dal fuoco, episodio successo più volte in questa stagione. La squadra soffre nelle ripresa e Ferrino deve compiere un paio di miracoli veri e propri, di mano e di piede, la differenza non conta a fronte di un portiere agile e scattante dai riflessi tempestivi. FAVALE7+ Grande merito va a lui se il Boschetto può alzare Osservato speciale numero uno. Parte con la ancora una volta la coppa al cielo. SPIDER MAN. marcia inserita e la voglia di stupire a mille, come mille sono le giocate spettacolari a inneggiare i cori e le esultanze degli spettatori. COLARELLI 7 Il difensore monumentale di Ballatore si presta Forse addirittura troppe per il vice Pallone sulla corsia di destra ottenendo ottimi risultati in d’Oro per la seconda volta consecutiva che crea fase di spinta. Il suo fisico possente non impedisce superiorità numerica con una facilità disarmante e al numero cinque di compiere sfaceli in velocità una classe invidiabile quasi da far abbandonare il in fase di copertura gialloblù. Non regala niente campo se non fosse per quella freddezza mancata agli avversari, ingaggia duelli importanti volti in più occasioni dagli ultimi metri. Sarà, ma il a spezzare le reni del gioco della Pal Team. rigore lo trasforma eccome e le sue giocate sono Lavoro encomiabile di Colarelli che agisce sempre una bellezza da guardare. DIAMANTE. silenziosamente ma sempre in maniera efficace e risolutiva per la squadra. INSTANCABILE. LORUSSO7.5 Qualche minuto di gioco in più e forse avrebbe SARTORELLO 8 segnato ancora un gol o forse due. Nel caso avrebbe Come l’anno precedente, la punta di Ballatore meritato a furor di popolo la palma di migliore in porta a casa la targa di MVP della finale. I campo vista la spettacolare prestazione offerta. grandi appuntamenti evidentemente esaltano Entra quasi in punta di piedi per poi esplodere l’estro del numero undici biancorosso che sfrutta un destro sensazionale nel giro di pochi minuti a voracemente i minuti avuti a disposizione decretare la superiorità del Boschetto nella prima per confezionare una gara strepitosa. Entra in frazione di gioco. Impatto a dir poco fantastico per campo con una foga e una grinta pari a quella un giocatore che ha saputo ritagliarsi un posto del compagno Vetrugno, si sacrifica a strappare importante alla corte di Ballatore. POTENTE. palloni rischiando in un paio di occasioni il giallo, per poi sfoderare un destro vellutato e potente FERRINO L. 7 al momento stesso come a lapidare le speranze Il meno appariscente del Boschetto, quello che infrante di Pal e soci. INARRESTABILE. deve fare il lavoro sporco in fase di interdizione e di copertura. In poche battute di gioco riesce VICENZUTTO 7.5 a far valere le sue doti e a uscire dal campo con Insignito della fascia da capitano vista l’assenza una performance da ritenere sopra la media viste di Mazzarella, il “fantasista” biancorosso si cala le occasioni avute per mettersi in mostra. Segue perfettamente nella veste di leader in campo la squadra con disinvoltura ed entra bene nei dando il giusto esempio ai compagni. Lotta su schemi di Ballatore che ripone totale fiducia in lui. ALFIERE. ABSOLUTE magazine calcio a 5 pagina 3 Finale Play Off – Anche la statuetta di miglior portiere per Adi Alexoe IL PAL SI ARRENDE DOPO AVER VISTO IL TITOLO A DUE PASSI Fantastica finalissima per Pintia e soci dopo una stagione da favola FC BOSCHETTO Vetrugno 2 Lorusso 2 Sartorello Favale 6-5 orbassano – L’appuntamento più atteso e inseguito della stagione, la finale dei Play Off di calcio a5, è finalmente arrivato. Con la platea di tifosi numerosa e degna delle grandi occasioni, è il Pal Team a sfidare il Boschetto. Il quintetto iniziale è composto da Adi tra i pali, Turenschi a sinistra, Rusu Andrei in posizione arretrata, Daniel Turenschi a presidiare la fascia destra e Sarbu terminale offensivo. In realtà, ben presto, si capisce come il quintetto cerchi di dare meno riferimenti possibili, con i giocatori che si scambiano spesso la posizione e con ciascuno pronto a partecipare ad ogni fase del gioco. Tattica che funziona bene, e del resto, speculare a quella cercata, e messa in atto altrettanto felicemente, dagli avversari del Boschetto. Lo scontro promette scintille non solo perché, banalmente, è una finale, ma per il valore sia “tecnico” che “tattico” delle due contendenti, da ogni lato e da ogni curva si guardi, molto alto. L’inizio è equilibrato, e Daniel Turenschi è costretto all’acrobazia per annullare un preciso e temibile lancio lungo. Pian piano però i gialli vengono fuori, e impongono, se non il dominio assoluto – mai raggiunti da nessuna delle due squadre -, una certa supremazia, fondata sul grintoso pressing alto e sulla capacità di ripartire aggredendo in massa gli spazi: colui che vince il contrasto avanza palla al piede e viene accompagnato dai due esterni, ai quali è possibile scaricare il pallone. Così, Rosu Andrei va vicino al vantaggio con piatto a botta sicura che il portiere devia sopra la traversa, su assist a rimorchio dalla destra di Gheorghe Turenschi. Il Boschetto appare in difficoltà nell’arginare l’aggressività e l’intensità dei canarini, che vanno vicini al vantaggio in un paio di altre occasioni. Daniel Turenschi è il mastino custode della retroguardia, mentre la mente della squadra pare essere in particolare l’inafferrabile Gheorghe, ma, come già accennato, tutti fanno un po’ di tutto a seconda della bisogna. Un rasoterra, per la verità non irresistibile ma che sorprende il portiere, di Daniel Turenschi va a segno, ma la rete viene annullata per un fallo nel corso dell’azione. Poco male, perché all’8’ G.Turenschi anticipa tutti su un calcio d’angolo battuto rasoterra e insacca con un leggero tocco d’esterno. Goal di rapina e da centravanti puro che suggella così l’ottima partenza della squadra, consapevole però che la strada è ancora ben lunga e irta di ostacoli, nonostante il neoentrato Andriescu si dimostri difensore coriaceo. Il Boschetto non è facile da domare, e infatti al 13’ raggiunge il pareggio. Sfortunata poi è la girata di Nistor, deviata quel pal team Turenschi Sirbu Pintia Andriescu Nistor tanto che basta perché il pallone si infranga sul palo. La gara continua con una serie di botta e risposta, ma dopo l’inizio baldanzoso, i gialli iniziano a soffrire il ritorno degli avversari, che ora controllano con una certa continuità e con sempre maggiore convinzione. Si sente un po’ la mancanza di Gheorge Turenschi, il collante tra i reparti, ora a riprendere fiato in panchina. Così, il Pal Team, al 18’, passa in svantaggio. Effetto collaterale del ribaltamento di risultato è la crescita, direttamente proporzionale, del nervosismo, come dimostra l’entrata un po’ sconsiderata con cui Daniel Turenschi guadagna un cartellino giallo e regala agli avversari un tiro libero cumulativo, con cui il Boschetto fa tris al 21’. I gialli danno il meglio quando hanno tempo e spazio per mettere in atto il loro gioco pal team al 13’ con un eurogoal di Andriescu: il numero 4 riceve palla a centrocampo, avanza di un paio di passi e scocca, da posizione defilata, un sinistro imprendibile che si insacca sotto l’incrocio più lontano. Un goal magnifico che ri-azzera la competizione, aumentando però anche il nervosismo figlio della grinta, della stanchezza e della voglia di vincere. Protagonista di comportamenti eccessivi e di qualche protesta di troppo è Daniel Turenschi, il quale macchia una partita di alto livello con un ingenuo fallo di reazione (a gioco fermo calcia la palla contro l’avversario) che gli costa il secondo cartellino giallo e, quindi, l’espulsione. La squadra, che in precedenza ha sfiorato il vantaggio con Rosu e con Sarbu, in inferiorità numerica soffre, e non riesce a sopravvivere ai due minuti d’inferiorità numerica, subendo, su rigore, al 20’ il 5-4. Il goal si fa sentire con tutti i suoi effetti sui gialli, che accusano il colpo e un minuto dopo subiscono il 6-4. Partita che sarebbe legittimo considerare finita, ma in questo caso non si sarebbero fatti i conti con la tignosa grinta mostrata dai gialli nel corso di tutta la gara e con la loro estrema caparbietà. L’estremo difensore avversario annulla i tentativi da fuori dei soliti Rosu e Gheorghe Turenschi, e più in generale l’assedio all’arma bianca messo in atto sbatte contro la muraglia biancorossa. Almeno fino ai minuti di recupero, quando, in piena zona Cesarini, un precisissimo rasoterra, ancor più meritevole considerando il fatto che la difesa era schierata, di Pintia si insacca e regala un’ultima flebilissima scintilla di speranza. La rimonta miracolo, però, non riesce, infrangendosi contro lo scoglio delle mischie e dei palloni ribattuti. Esce così sconfitta ma a testa decisamente alta la Pal Team, grande squadra degna avversaria di una compagine altrettanto grande. Edoardo Peretti le pagelle arrembante, aggressivo e allo stesso tempo di classe: lo dimostra l’occasione del 3-2, arrivata poco dopo un palo colpito da Pintia. Andrei Rusu pressa con vigore e recupera palla a centrocampo, avanza immediatamente con un elegante dribbling e serve l’accorrente Sirbu, il quale ringrazia con un tap-in nella porta spalancata. Adi, intanto, compie una serie di belle parate, ma nulla può al 14’ su un colpo di genio di Sartorello. Condita dalla voglia di rimontare e portare la prestigiosa vittoria a casa, la ripresa inizia con il vento a favore del Boschetto: Adi tiene in almeno tre occasioni in piedi la baracca, e altrettanto importante è un recupero decisivo di Andriescu. In questi primi minuti del secondo atto, il Pal non riesce ad esprimersi come prima, perlomeno non con la stessa continuità. Si affida al talento, purissimo anche se un po’ discontinuo, di Gheorghe Turenschi, il più pericoloso, oppure ai momenti in cui riesce a giocare con il collettivo, come in occasione del 4-3, arrivato al 6’: il tap-in di Nistor capitalizza una bella azione iniziata da Daniel Turenschi e continuata dal traversone di Rosu. Il pareggio è ancor più a portata di mano, e va aggredito senza esitazioni: in campo ora una sorta di tridente composto da Daniel e Gheorghe Tureshi e da Pintia, con Rosu custode degli equilibri, compito che svolge con gli ovvi affanni, ma tutto sommato senza troppi patemi d’animo. L’entusiasmo di Pintia è bloccato sul nascere dal difensore che respinge sulla linea una sua conclusione da fuori, ma è in generale la pressione gialla aumenta sempre più. Al Boschetto rimane però la possibilità dei contropiedi, due dei quali costringono Adi a interventi disperati. Gli sforzi vengono premiati ADI 8: vola e si stende fino all’angolo più lontano e alla palla quasi imprendibile. Così, evita ai suoi il tracollo ad inizio ripresa e al momento in cui cercano la rimonta. Non perfetto su un paio di goal subiti, ma è un protagonista assoluto della gara, una sicurezza che non delude. Gara d’alto livello esige un portiere adeguato: in questo caso l’ha trovato. SPIDER MAN TURENSHI D. 7,5: meriterebbe almeno mezzo voto in più, ma l’ingenua doppia ammonizione che lo toglie dalle infernali danze finali è una macchia indelebile, su una partita altrimenti ottima e di livello altissimo, soprattutto per la completezza. Ottima sia in fase difensiva, dove salva una manciata di situazioni di pericolo imminente, anche in maniera acrobatica, e soprattutto in fase di impostazione, come dimostrano i numerosi assist e palloni fatti girare. Giocatore completo, che deve solo recriminare per l’eccessivo nervosismo. HULK TURENSHI G. 8,5: come un falco si avventa sul pallone vagante in occasione dell’1-0, e poi ispira i compagni più volte, cavalcando la fascia così come concedendosi incursioni nelle vie centrali. Un po’ discontinuo, ma a tratti è il migliore e il più pericoloso dei suoi, un po’ il cervello fondamentale del gioco e del collettivo. Regista avanzato e pendolino di fascia, in entrambi i casi con degni risultati. TONY STARK ROSU 8,5: protagonista nel primo tempo della manovra offensiva, e nella ripresa, ultimo baluardo contro le orde avversarie, custode della retroguardia e dell’equilibrio, senza tirarsi indietro in nessuno dei due casi a dare una mano dall’altra parte del campo, nel caso servisse. Altro giocatore completo, a cui stasera manca solo il goal, sfiorato più volte. Non mancano, però, certamente gli assist, sfornati in quantità. NICK FURY SARBU 7,5: il tap-in del 3-2 è facile, ma è anche simbolo di come il giocatore segua sempre con tempestività l’azione. Per il resto, lavora molto per la squadra, sia come pivot che creando spazi per gli inserimenti dei compagni. Sfiora più volte il secondo goal, mancato vuoi per sfortuna, vuoi per imprecisione o poca freddezza. Anche lui, pur giocando come perlopiù come pivot, si trova a suo agio in qualunque ruolo e momento della gara. LA VEDOVA NERA ANDRIESCU 8: saracinesca difensiva, è un coriaceo giocatore che non conviene trovarsi contro, ma allo stesso tempo si mostra capace di siglare un eurogoal, nel quale la potenza del tiro si unisce all’eleganza dell’avanzata palla al piede e della traiettoria presa dal pallone. Quella è la perla personale della sua gara, ma anche una delle cose più belle viste nella finale. Si aggiungano una manciata di recuperi decisivi, che valgono come un goal. THOR PINTIA 7,5: al suo primo ingresso, intorno alla metà del primo tempo, impiega un po’ ad ingranare, ma poi cresce, aumentando il suo peso specifico nell’attacco, lottando come un leone e arrivando più volte al tiro. Non è particolarmente fortunato, colpendo un paio di pali e di difensori appostati sulla linea, ma indovina lo spiraglio che al 50’ passato riaccende improvvisamente una flebile speranza. È dotato di un gran tiro da fuori. CAPITAN AMERICA NISTOR 7,5: anche per lui il primo impatto non è dei migliori, ma anche lui risale presto la china, aumentando di incisività man mano che viene chiamato in causa. Segna d’opportunismo e contribuisce ad ogni ruolo, preferendo però il saliscendi della fascia, dove dà il meglio. Di certo, non è lui a tirarsi indietro al momento di lottare. OCCHIO DI FALCO ABSOLUTE magazine calcio a 5 pagina 4 Champion’s League c5 – Finale spettacolare sul campo 1 dello Sporting Orbassano FM DON BOSCO CASELLE IS THE CHAMPION! La tripletta di Favale non basta al Boschetto che cede ai rigori fc boschetto 2 Colarelli Lorusso 3 Favale 8-9 d.c.r. FC BOSCHETTO: Visconti, Ferrino F., Colarelli, Favale, Ferrino L., Lorusso, Saddi, Sartorello, Vicenzutto FN DON BOSCO CASELLE: Corradi, Barale, Catrambone, Desiderio, Marcello, Morelli, Pilone, Rodasta, Rosano, Varga orbassano – CHE SPETTACOLO! I tanti tifosi accorsi al campo 1 dello Sporting Orbassano non sono certamente rimasti delusi da questa finale che vedeva in campo due delle squadre più attrezzate del panorama Absolute contendersi la Champion’s League 2014/2015. L’avvio di partita è di quelli che lasciano subito intendere che non ci sarà da annoiarsi. Neanche il tempo di avvicinarsi alle recinzioni del campo che i tifosi devono spellarsi le mani per applaudire Colarelli che fulmina il portiere del Don Bosco per l’immediato vantaggio. La reazione degli arancio è affidata ai piedi e alla mente di capitan Desiderio che invita al tiro in rapida successione Morelli e Radosta che non riescono nel tentativo di pareggiare i conti. I ritmi sono a dir poco vertiginosi. Sulla sinistra le giocate di Colarelli creano non poche difficoltà ai ragazzi di Caselle, impegnati ovviamente nel tentativo di raddoppiare praticamente sempre l’incontenibile Favale. Proprio El Pelado al 3’ riesce a pescare con un prezioso appoggio Vicenzutto che di esterno collo per poco non trova l’incrocio. Al 5’ Corradi è superbo su Favale che dopo uno scambio con il centrale Vicenzutto sfiora subito la doppietta. Ripartenza rapida di Desiderio che offre nuovamente a Radosta l’occasione di andare al tiro ma Visconti fa buona guardia. Si fatica ad annotare il numero delle occasioni in questo inizio vibrante in cui le compagini si affrontano a viso aperto senza timori reverenziali. Al 7’ angolo di Rosano per Morelli, il numero 9 arancione chiude troppo il diagonale e non trova la porta. I biancoverdi di Vinovo sembrano accerchiare in questa fase gli avversari ma devono stare attenti perché le ripartenze arancioni sono micidiali. Appena entrato in campo capitan Sartorello ha l’occasione per raddoppiare ma il portiere avversario è bravo a chiudergli lo specchio in uscita e deviare in angolo. Al 9’ il Boschetto offre la sua immagine migliore con un’azione rapidissima tutta di prima tra Vicenzutto, Sartorello e Favale che a pochi metri dalla porta viene però murato. Momento difficile per il Don Bosco che prova ad alleggerire la pressione con un tiro dalla distanza di Barale su cui il portiere biancoverde è costretto ad allungarsi e concedere il corner. Dal nulla Marcello riesce a recuperare palla e il suo tiro deviato viene alzato in angolo ancora ottimamente da Visconti. A metà della prima frazione di gioco il fc boschetto fm don bosco caselle Pilone Marcello 3 Barale Radosta Desiderio Don Bosco trova il pari: malinteso nella retroguardia biancoverde con Pilone che ringrazia e infila nell’angolino. La banda Ballatore sbanda e concede l’incredibile ribaltone ai casellesi. Lancio millimetrico per Pilone che di prima cerca Barale a centro area, nel tentativo disperato di fermarlo Vicenzutto frana sull’avversario concedendo il rigore agli avversari: botta imprendibile di Marcello dal dischetto che vale il 2 a1. I ragazzi di Vinovo riprendono a spingere con Lorusso che viene contrastato in extremis dall’intervento di Corradi e con Favale che tenta un colpo sotto su punizione molto bello ma poco efficace. Al 18’ il forcing biancoverde produce una serie di emozioni in area di rigore del Don Bosco: Favale libera Sartorello chiuso a pochi passi dalla porta, la palla carambola verso Lorusso che colpisce il portiere in uscita, ma non è finita perché la palla capita sui piedi del numero 10 Vicentuzzo che al volo spara verso la porta avversaria dove come un gatto Corradi vola a deviare. Favale è funambolico quando al 20’ salta praticamente tre avversari prima di concludere a lato da buona posizione. Dalla’altra parte del campo Morelli, tra i migliori in campo, tira forte ma centralmente consentendo a Visconti di respingere. Niente cali di ritmo nonostante il gran caldo. Da una parte il Boschetto va vicino al pareggio con Favale che a conclusione di una bella azione corale calcia alto e dall’altra con un contropiede rapidissimo che Marcello solo davanti al portiere non riesce a trasformare nel clamoroso 3 a 1. A pochi istanti dalla fine del primo tempo il Boschetto agguanta il pari con Lorusso, svelto a ribadire in rete una conclusione parata di Favale. Sempre Colarelli, praticamente sul fischio che manda le squadre al riposo, sfiora il gol ma il suo tiro praticamente a porta vuota è salvato sulla linea da un difensore in maglia arancio. Nei primi due minuti della ripresa va in onda El Pelado’s show: doppietta in meno di 60 secondi. Il 3 a 2 è una questione di caparbietà. Primo tiro sventato da Corradi che nulla può sul secondo tentativo del numero 12. Il 4 a 2 invece è un capolavoro. La punta biancoverde cambia passo, salta il portiere del Don Bosco e deposita in rete di sinistro. Capitan Desiderio sfiora il palo al 3’ e si rimane sul 4 a 2. I biancoverdi sono sempre pericolosissimi e ci vuole un superlativo Corradi per non lasciar scappare i vinovesi:Favale ruba palla ma si fa ipnotizzare dal portiere che gli tocca il pallone sul più bello ma sul proseguo dell’azione ci riprova ancoraFavale con una bomba al volo che il numero 1 arancione è bravo a disinnescare. Al 9’ il Don Bosco si riporta sul -1: triangolo tra Morelli e Marcello con quest’ultimo che fm don bosco caselle da due passi deposita in rete. Subito dopo capitan Desiderio viene stoppato a pochi passa dalla porta quando già pregustava il pareggio. Nuovo doppio vantaggio per il Boschetto con Colarelli che trova la doppietta con un bel sinistro. Chi pensa che sul 5 a 3 la partita sia finita si sbaglia di grosso, il Don Bosco è ferito ma vivo e risponde colpo su colpo trovando prima il 5 a 4 con Barale e poi pareggiando con Radosta che se ne va sulla destra e trafigge il portiere. Ferrino, subentrato nella ripresa a Visconti, si supera deviando in controtempo a fil di palo il tiro di Radosta che poteva significare addirittura controsorpasso. Ballatore a questo punto rimanda in campo l’idolo dei supporters vinovesi Favale che subito si fa notare per un numero pazzesco ma poi il suo sinistro finisce a lato. Il Don Bosco va vicino al vantaggio con Pilone ma il tiro viene respinto. Occasioni a ripetizione con Vicentuzzo al tiro da una parte e Marcello dall’altra. A 4 minuti dal termine Favale sembra scrivere i titoli di coda al match: palla persa in ripartenza dal Don Bosco con El Pelado che non perdona. Ma è una partita senza fine ed infatti dopo una punizione respinta dalla barriera ci pensa capitan Desiderio a suonare la carica con un missile che si infila sotto al sette lasciando immobile il povero Ferrino. Occasione pazzesca poco dopo sui piedi di Marcello che al termine di un grande spunto personale colpisce sul più bello il palo da un metro. Finale incandescente. Fallo del Don Bosco che manda al tiro libero Favale che però non inquadra la porta. Poi mischia furibonda in area dei casellesi con qualcuno che calcia addosso al portiere (impossibile individuare chi abbia calciato in mezzo a quel groviglio). L’ultima occasione è per gli arancioni con Pilone che impegna severamente Ferrino. Su questa parata l’arbitro fischia la fine di una partita entusiasmante mandando le due formazioni sul dischetto per decretare la vincitrice della ‘coppa dalle grandi orecchie’. Vanno in rete sia Favale che Desiderio. Secondo rigore per i biancoverdi tirato da Colarelli che va a segno. Primo errore di Marcello che tira forte ma centrale colpendo Ferrino. Va sul dischetto per la vittoria Vicentuzzo ma il suo sinistro viene respinto da Corradi. Per il Don Bosco si presenta al tiro Barale che segna ristabilendo la parità. Poi incredibilmente sbagliano sia Lorusso che Rosano. Si presenta a questo punto sul dischetto capitan Sartorello. Tiro centrale parato ma l’arbitro dice che va ripetuto perché probabilmente Corradi si è mosso in avanti troppo presto. Ci riprova Sartorello ma Corradi compie un altro miracolo e para nuovamente. A questo punto Radosta sistema il pallone sul dischetto e trasforma nonostante il tocco di Ferrino regalando al Don Bosco la vittoria. Esplode la festa incontenibile degli arancioni. Sintetizzando potremmo dire che l’organizzazione e il collettivo del Don Bosco hanno avuto la meglio sulla fantasia e le individualità del Boschetto che si è dovuto ‘accontentare’ di vincere il titolo dei Playoff fermandosi ad un passo d alla storica doppietta. Mirko Guarene le pagelle FC BOSCHETTO Visconti 7+ Dimostra di essere un portiere davvero affidabile con un paio di voli niente male. CERTEZZA Ferrino F. 7/8Un paio di parate strepitose compresa quella all’ultimo minuto e due rigori respinti. POLIPO Colarelli 8.5 Doppietta importante e costante freccia nel fianco destro del Don Bosco. ARCERE Favale 9 Quando tocca la palla succede sembre qualcosa di meraviglioso, a parte le 3 reti. SHOWMAN Lorusso 7+ Gol pesante ma pesa anche l’errore dal dischetto. LOTTATORE Saddi7 Rapido nelle ripartenze e utile nel difendere. PREZIOSO Sartorello 7.5 Alcuni buoni spunti ma il doppio rigore sbagliato nella lotteria finale cambia la storia della partita. SFORTUNATO Vicenzutto 8/9 Domina in difesa e costruisce gioco per tutti i 50 minuti. PLAYMAKER FM DON BOSCO CASELLE Corradi 9+ Fenomenale durante la partita ed eroico ai rigori. MAN OF THE MATCH Barale 8.5 Lotta come un gigante per tutti i 50 minuti e segna pure. GUERRIERO Desiderio 8/9 Segna il gol che permette ai suoi di andare ai rigori ed è forse il migliore dei suoi. CAPITANO CORAGGIOSO Marcello 8/9 Grinta da Gattuso e piedi buoni oltre ai due gol. RINGHIO Morelli 8.5 Si butta su tutti i palloni con tenacia. FIGHTER Pilone 8.5 Gol importante e va vicino alla rete decisiva nel finale. INCURSORE Rodasta 8/9 Dura contenere Favale ma regge l’urto, protagonista con la rete che regala la Champion’s League al Don Bosco. JUGOVIC Rosano 8.5 Mediano inesauribile corre dietro a tutti come un matto. DURACEL magazine ABSOLUTE calcio a 5 pagina 5 Europa League c5 – Saragnocca battuto, gran stagione per entrambe le formazioni SEMINARA ALZA AL CIELO L’EUROPA LEAGUE Sono i calci di rigore che decidono la seconda coppa per importanza real saragnocca 3 Usai 2 Frandina Libertini 7-8 d.c.r. (6-6) REAL SARAGNOCCA: Lonetto, Usai, Libertini, Felbo, Frandina, Belfiore, D’Agui RUBATÀ: Seminara, Consoli, Fargnoli, Aimar, Tagliaferro, Fondacaro, Grasso, Celozzi, Veneri orbassano – Ci sono voluti i calci di rigore per decidere chi dovesse alzare al cielo l’Europa League di calcio a 5, dopo 50 minuti emozionanti e ricchi di grandi numeri, in cui, come la Fenice, entrambe le compagini hanno dato prova di saper resuscitare dalle proprie ceneri. In particolare i biancorossi Rubatà, capaci di rimontare lo svantaggio di 3-0 e di portarsi a loro volta in vantaggio, destino che hanno poi subito nel finale quando si sono fatti recuperare il 6-3 con cui stavano conducendo le danze. Gli arancioni del Real si sono affidati all’asse Falbo/Frandina, con Usai e Libertini degnissimi comprimari. I rossobianchi invece hanno cercato di dare pochissimi punti di riferimento con la mobilità di Aimar e di Fargnoli, ma decisivo è stato l’apporto di Fondacaro e di Grasso, con quest’ultimo in particolare vero punto di svolta della gara. Le prime battute sono subito vivaci, con le due squadre che ci provano con qualche più o meno insidiosa conclusione dalla distanza. Bisogna aspettare il 4’ per vedere il primo goal, a dire il vero un po’ fortunoso: il destro al volo di Usai, su un cross a palombella, è fiacco, ma, forse troppo sicuro, Seminara si lascia sfuggire il pallone dalle mani, e lo recupera quando ha già varcato la linea. Un minuto dopo arriva il raddoppio, grazie al lesto opportunismo di Frandina, pronto a raccogliere una respinta corta della difesa. A questo punto il Real, che come gli avversari cerca – riuscendoci - di non dare riferimenti con la mobilità del suo quartetto, è sugli scudi, e impone il suo ritmo, sfiorando in più di un’occasione il tris. I Rubatà non stanno a guardare, e, pur con qualche difficoltà in questa primo spezzone di gara, riescono a sua volta a minacciare il sempre pronto Lonetto, soprattutto quando riescono a trovare lo spiraglio giusto per servire gli inserimenti sulla fascia. Intorno al 15’, i biancorossi alzano il ritmo e la pressione, ma subiscono anche la doccia fredda del 3-0: al 15’ Libertini vince un contrasto, triangola con Falbo, e a tu per tu con Seminara è freddo e preciso il giusto. Gli effetti della doccia gelata svaniscono però presto, in coincidenza con la salita in cattedra del folletto Grasso. Al 18’, il numero 9 riceve palla sulla sinistra, si accentra e appena può lascia partire un destro potente contro cui Lonetto nulla può. La rimonta appare sempre più nitida e vicina un minuto dopo, quando ancora Grasso lascia sul posto, real saragnocca rubata’ Pilone Marcello 3 Barale Radosta Desiderio con una finta Usai e con un esterno destro rasoterra trafigge Lonetto. Gli ultimi 5 minuti vedono i Rubatà galvanizzati e il Real colpire una traversa con un gran tiro di Falbo da posizione defilata. Il pareggio diventa realtà allo scadere del tempo: questa volta Grasso si incarica di una punizione più o meno dalle zone del dischetto. Il suo tiro è potente e deviato in maniera decisiva. Pari e patta che preannuncia una ripresa di fuoco. E così sarà: clamoroso e beffardo è il doppio palo colpito al primo minuto da Fondacaro, ma la sorte avversa subito cambia atteggiamento perché sul successivo pallone vagante, Grasso vince un rimpallo e si ritrova con la porta spalancata, siglando il definitivo sorpasso. Il Real si butta subito in avanti con un “ordinato disordine” che schiaccia, per qualche minuto i biancorossi nei pressi della loro lunetta: una manciata di occasioni arancioni vengono respinte dalla muraglia umana posizionata di fronte alla porta. Per esempio, Fondacaro rende vana una bella manovra collettiva dei 4 moschettieri in arancione ribattendo il pallone sulla propria linea di porta. Al 6’ però i grissini allungano, con un contropiede che vede Fondacaro perfetto nel filtrante che imbecca il sempre pronto Grasso, e il numero 9 cinico con un tocco leggero che vanifica l’uscita del portiere e rimbalza in rete. Fondacaro continua a dirigere i giochi con una regia sapiente nei confronti della quale i compagni si trovano tutti a meraviglia, reggendo contemporaneamente, insieme a Consoli, i fili della difesa messa alla prova e che resiste benissimo. Suo per esempio è l’assist che esalta il taglio di Fargnoli, messo giù da Lonetto in disperata uscita. Calcio di rigore di cui si incarica lo stesso Fargnoli, la cui conclusione è implacabile sotto l’incrocio. Il Real è scosso, ma tutt’altro che domo: gli arancioni continuano a provarci, così come i biancorossi continuano a resistere con una dose non eccessiva di affanni. Però, il celere detto consiglia di non provocare il can che dorme. I Rubatà così compiono un piccolo-grande errore, quello cioè di gigioneggiare e di specchiarsi un po’ troppo in fase di ripartenza dell’azione, regalando così opportunità preziose al Real. Così, Frandina, al 17’, recupera un pallone a centrocampo, si invola sulla destra e lascia partire un gran tiro che colpisce la parte inferiore della traversa e rimbalza oltre la linea. Falbo poi sfoga la sua rabbia calciando, con un tap-in, definitivamente il pallone in rete, ma probabilmente era già goal. Un minuto dopo, altra palla recuperata dagli arancioni a centrocampo, questa volta da Usai, dribbling su Consoli, e diagonale a mezz’altezza che rimbalza sul palo interno e si insacca. Il Real, che rubata’ mai ha smesso di crederci, non può certamente continuare a non farlo ora, anche perché i Rubatà hanno decisamente più difficoltà nell’esprimere il gioco illuminante di qualche minuto prima. Però, come già è capitato in questa gara, chi subisce, improvvisamente si rialza. Così, i biancorossi collezionano un paio di occasioni e soprattutto hanno un potenziale match point: Tagliaferro è solo contro Lonetto, il quale respinge la sua conclusione a botta sicura. Lo fa però con la mano e fuori dalla lunetta: espulsione inevitabile, e Usai che si improvvisa estremo difensore nei due minuti d’inferiorità numerica – giocando però più che altro da libero nei momenti in cui viene messo in atto l’assedio disperato. I Rubatà non approfittano della momentanea superiorità e non scagliano il colpo letale alla gara. È anzi il Real che continua ad essere più frequentemente pericoloso, raggiungendo l’agognato e meritato pareggio proprio al 25’, col classico batti-ribatti in mischia che tanto spesso si vede negli assalti all’arma bianca dei finali: a interptretare il ruolo di cecchino, Usai, tornato fuori dai pali e pronto a deviare in rete un mezzo tiro/mezzo cross. Fondacaro prima e Frandina poi provano a evitare i calci di rigore, inutilmente. Il pareggio dei 50 minuti è giusto e premia entrambe le squadre, protagoniste di una grande partita. La lotteria premia i biancorossi, complici gli errori di Falbo e Usai: giusto così, ma sarebbe stato altrettanto giusto anche il contrario. Edoardo Peretti le pagelle REAL SARAGNOCCA LONETTO 7,5: para tanto, spesso molto bene, e subisce altrettanto. Espulsione dettata più dal caso e dalla disperazione che da un vero errore. IN USCITA DISPERATA USAI 8,5: con le sue responsabilità nei momenti peggiori, rimane il più continuo, convinto e, in fin dei conti, decisivo dei suoi. È anche quello che meglio sostiene il doppio compito difensivo e offensivo. Tripletta A TUTTO CAMPO LIBERTINI 7,5: gioca tutt’altro che male, la sua è una partita anzi ricca di bei momenti e di reti importanti, estremamente preziosa, come dimostra la rete siglata, ma di tanto in tanto ha qualche black-out di lucidità più evidente dei compagni. LOTTATORE FELBO 8: suona la carica nella rimonta finale ispirando e recuperando palle: la fantasia è la solita, i momenti di genio non mancano, così come soliti sono il carisma e l’impegno mostrati in tutti i 50 minuti. Solo, ogni tanto, si fa prendere dalla tensione della gara e diventa poco lucido, un po’ come De Rossi nei derby di Roma. CARISMATICO FRANDINA 8: è il più intermittente dei suoi, così come è quello più pericoloso e implacabile nei momenti in cui è su di giri: trascinatore nel finale. ORGOGLIOSO BELFIORE 7: importante il suo apporto quando è chiamato in causa. UTILE ALLA CAUSA E ALLA LOTTA D’AGUI 7: come sopra; poco appariscente, ma estremamente utile. VIETATO ARRETRARE RUBATÀ SEMINARA 8: per lunghi tratti para il parabile e qualcosa in più, fino a quando non è costretto ad arrendersi. ELASTICO CONSOLI 8: come tutti, la sua è una partita con ottime cose in fase difensiva e in fase offensiva, anche se dà il meglio nelle retrovie; e come tutti la foga d’alto livello della gara lo costringe anche a momenti meno brillanti. Tatticamente è molto saggio. SAGGIO FARGNOLI 8: dopo un inizio così così, sale gradualmente, non dando punti di riferimento con la sua mobilità e aggredendo la fascia appena può. Segna il rigore del 6-3. MOBILE AIMAR 7: tanti bei momenti di calcio a 5, ma nel complesso incide meno dei compagni. ALTALENANTE TAGLIAFERRO 8: sembrerebbe avere poche soddisfazioni personali, ma il suo lavoro continuo agisce come l’acqua sulla sabbia sulla retroguardia arancione; cosa che lo rende quasi essenziale, anche se all’apparenza poco incisivo. PIVOT D.O.C.G. FONDACARO 8,5: partita per lunghi tratti enorme, nonostante qualche leggerezza un po’ gigiona al momento di far ripartire l’azione. Riorganizza i suoi con una notevole visione di gioco e sforna assist preziosi, senza dimenticare di coordinare la retroguardia. Se Grasso è il braccio armato, lui è il cervello sopraffino. A.I. INTELLIGENZA ARTIFICIALE GRASSO 9: il suo ingresso cambia la gara, e basterebbero i cinque goal per spiegarlo. Devastante e letale SONTUOSO CELOZZI 7: contributo prezioso alla lotta, contribuendo ad ogni fase di gioco. UTILE VENNERI 7: non lascia un segno particolare sulla gara, ma rimane comunque un giocatore sempre pronto a dare il suo, che non toglie mai la gamba. MAI DOMO ABSOLUTE magazine calcio a 5 pagina 6 Finale Premiership - I biancorossi tornano a vincere dopo tre anni a secco di titoli DISCHETTO D’ORO PER IL SARACENO, PREMIER IN BACHECA Montaruli e Caferro rispondono per le rime a Pandolfo e Fogli ristorante pizzeria il saraceno torino 2 Caferro 2 Montaruli 6-4 d.c.r. (4-4) RISTORANTE PIZZERIA IL SARACENO: Onesto, Pala, Abatematteo, Montaruli R., Caferro, Montaruli G. TERRIBLE GUYS: Forni, Balia, Pandolfo, Prunelli, Bertero, Fogli F., Fogli G., Mosso. orbassano – Dopo tre anni di digiuno il Saraceno torna a vincere un titolo Absolute e lo fa con il botto mettendo in bacheca nientemeno che la Premiership 2015 ai danni dei Terrible Guys di Fogli. Una finale bella e frizzante decisa giustamente dal dischetto in seguito al grande equilibrio mostrato in campo dagli organici che mettono in scena la versione Absolute di ArsenalBorussia in quel dello Sporting Orbassano e non solo dal punto di vista cromatico delle divise. La Premiership regala quindi uno dei capitoli finali più godibili calcisticamente parlando delle Finals ‘15 grazie all’alto tasso tecnico del Saraceno e dei Guys che si affrontano a viso aperto a suon di raffiche offensive e muraglioni invalicabili. Nessun padrone in campo, la bilancia della gara rimane imparziale di fronte alle prestazioni importanti di due ottime squadre che fanno dell’organizzazione di gioco un dictat imprescindibile tanto quanto la predilizione dell’impostazione della manovra palla a terra. I Gunners dei fratelli Montaruli tornano ai vecchi albori con una gara concreta: Caferro e il primo Pallone d’Oro Absolute, al secolo Gianluca Montaruli, sfornano occasioni a ripetizione dando sfoggio di un feeling invidiabile. Doppietta a testa e il Saraceno può sfidare la sorte della lotteria dei calci di rigore il cui giudice sarà Pala che non sbaglia dal dischetto a compimento dalla solita gara coriacea e muscolare. Il laterale macina metri a tutto campo dando man forte in entrambi reparti, su tutti quello difensivo dove torna a brillare Riki Montaruli dopo una stagione tortuosa. Il capitano ci mette il fisico e il mestiere, le sue chiusure sono provvidenziali a interrompere la manovra rapida delle api torinesi. terrible guys terrible guys Bertero Balia Pandolfo Fogli A chiudere la cassaforte ci pensano anche Onesto e Abatematteo, autentici baluardi del fortino biancorosso. L’estremo saraceno abbassa la saracinesca in più occasioni mostrando grandi riflessi come sul rigore nefasto di bomber Prunelli, al quale nega la gioia del gol anche durante i tempi regolamentari. La colonna biancorossa, dopo il primo tempo passato in panchina, scende in campo facendo sentire il suo peso a inchiodare le scorribande giallonere senza dimenticare l’importanza delle sue cavalcate sul corridoio di destra per creare superiorità numerica. Tattica usata alla perfezione anche dai “Die Schwarzgelben”, rapidi nel portare costantemente tre uomini in contropiede dalle parti di Onesto grazie alla velocità e alle giocate di Prunelli che non segna ma crea e trova assist deliziosi per i compagni. Di fatto ogni rete giallonera porta un nome diverso, a sottolineare la capacità di trovare la via del gol dei Guys nonostante la stessa sia sbarrata al bomber di professione in casa Terrible. Bertero è il primo di questi, il primo anche a sbloccare il match dopo due giri d’orologio e mettere benzina nelle gambe. Il numero dieci impatta alla grande sulla finale e mantiene alta l’asticella della sua partita fino alla fine. Pandolfo e Fabio Fogli seguono bene entrambe le fasi di gioco facendosi trovare in posizione in ripiegamento sulle punte biancorosse e rapaci in area avversaria. Una rete a testa infatti nel corso della gara, chirurgico il sinistro di Fogli alla destra di Onesto. Balia completa la lista dei marcatori gialloneri al culmine di una gara attenta come quella di capitan Fogli che non lascia un metro agli avversari al pari del gran lavoro di contenimento di Mosso. A dir poco superbo Forni a difesa dei pali. L’estremo dei Terrible prova per l’ennesima volta in questa stagione di essere uno dei migliori interpreti del suo ruolo grazie a riflessi felini e grande senso della posizione. CRONACA - Bastano pochi minuti per mettere in moto la partita: dopo due giri d’orologio Bertero ribatte di sinistro una respinta corta di Onesto, 1-0 Guys. Rete che scalda la finale il saraceno sulla quale interviene Caferro al 6’ su rigore, giustamente concesso, per il pareggio momentaneo. La gara procede su ritmi elevati, entrambi gli estremi possono ostentare le proprie doti atletiche ma è il Saraceno a mettere la freccia al 16’ con l’ennesima giocata stagionale di Gianluca Montaruli che fredda Forni di sinistro dalla distanza dopo aver colpito il palo. Passivo prontamente assorbito dai gialloneri che trovano meritatamente il 2-2 al 19’ con il bel destro a giro sul secondo palo di Balia sul quale Onesto non può nulla. Ripresa incandescente con il vantaggio fulmineo di Pandolfo dopo sessanta secondi su assist perfetto di Prunelli. Gap prontamente colmato dalla doppietta di Montaruli al 3’ che non sbaglia sul suggerimento perfetto di Caferro. Il match continua a girare a mille e i Guys trovano nuovamente il vantaggio con il bellissimo sinistro da fuori area di Fogli a tagliare fuori un incolpevole Onesto, 4-3 Terrible. Il Saraceno non molla e prova a mordere in contropiede ma Forni sembra insuperabile, fino al 13’, minuto sul quale deve cedere a Caferro che non spreca l’assist di Pala, sceso palla al piede dalla propria trequarti, 4-4. I ritmi calano e il nervosismo sale, il gioco ne risente ma le occasioni non mancano per entrambi le parti. Il parziale non cambierà fino al 50’ e i penalties saranno i giudici della finale di Premiership. Fatali gli errori di Prunelli e Bertero, perfette le esecuzioni di Caferro e Pala che regalano un altro trofeo ai biancorossi dopo tre anni di stop. Vince il Saraceno dopo una partita entusiasmante e decisamente complicata vista l’ottima interpretazione della gara dei Terrible che possono consolarsi tuttavia con la conquista della coppa nell’anticipo di giovedì. Una finale che regala gran calcio, giocato rudemente ma nel rispetto dell’avversario, del direttore di gara e del pubblico presente. Due squadre encomiabili sotto ogni punto di vista, i calci di rigore sono la giusta conclusione per uno scontro che non ha visto una squadra prevalere nettamente sull’altra. Fabrizio Giangualano le pagelle RISTORANTE PIZZERIA IL SARACENO Onesto 7.5: partita fantastica dell’estremo biancorosso, para anche un rigore a Prunelli. Provvidenziale. Pala 7.5: suo l’assist per il pari che manderà il Saraceno ai rigori, impagabile come sempre. Basilare. Abatematteo 7: entra nella ripresa dando più solidità dietro, crea pericoli anche in avanscoperta. Fluidificante. Montaruli R. 7+: il capitano torna sugli standard che lo contraddistinguono, cattiveria e tempismo, pollici in alto. Ritrovato. Caferro 8: tecnico, veloce e cinico sotto porta. Il numero dieci dei Gunners completa un’altra volta una gara sopra la media. Acceso. Montaruli G. 8: The King non sbaglia mai un colpo, il sinistro con cui supera Forni è da incorniciare. Applausi. TERRIBLE GUYS Forni 8: uno dei migliori portieri della stagione senza ombra di dubbio. Standing Ovation. Balia 7: lotta senza un attimo di sosta, rifiata solo quando chiamato al cambio, freddo e preciso in occasione del gol. Tuttofare. Pandolfo 7: buona visione di gioco e senso della posizione per il numero sette giallonero che si fa trovare al posto giusto sull’assist di Prunelli. Razionale. Prunelli 7.5: non trova il gol visto il trattamento blindato riservatogli, ma trova con fortuna assist per i compagni. Granitico. Bertero 7: apre la gara dopo pochi minuti, entra subito in partita dimostrando di avere personalità e carattere. Deciso. Fogli F. 7+: calcia indifferentemente di destro e di sinistro, difende con lucidità e attacca con buone idee. Ispirato. Fogli G. 7: buona guardia del capitano a difesa della propria porta, non si fa vedere molto in attacco ma esce comunque a testa alta dall’incontro. Solitario. Mosso 7: gara di sacrificio e contenimento, tiene il motore sempre acceso, si fa trovare pronto ad ogni chiamata. Reattivo. magazine ABSOLUTE calcio a 5 pagina 7 Coppa Sud Americana - Goleada latina per i gialloneri, New Team al tappeto IL BIZONA DOMINA NEL FORNARA&VESCIO SHOW Prova superba dei “Canaries”, Crescenzo non basta bizona 4 Vescio 5 Fornara 2 Marella 2 Kadr 13 - 5 BIZONA: Gagliardi, Panetta, Kadr, Gaza, Fornara, Vescio, Marella. AC NEW TEAM: Rainero, Crescenzo A., Trevisan, Russello, Crescenzo G., Bucci. orbassano – Finisce in goleada il cammino sontuoso dei canarini di Fornara in Coppa Sud Americana. Dopo aver eliminato FC Imperiale, Europa ‘91 e Valle Sauglio tocca alla New Team dei fratelli Crescenzo soccombere sotto i colpi impietosi dello “yellow submarine” guidato dalle prestazioni sublimi di capitan Fornara e bomber Vescio. Atto finale latino tinto di giallo quindi allo Sporting Orbassano dove il Bizona non fa sconti ai rossoblù nonostante l’inizio di gara favorevole alla New Team che parte in vantaggio rispondendo colpo su colpo salvo poi disunirsi nella ripresa e cedere il passo alla strapotenza di quelli che saranno i vincitori della competizione. L’attacco da urlo del Bizona è il vero punto di forza della squadra, bottino mostruoso di 49 reti realizzate in quattro gare, con Fornara e Vescio a compiere sfaceli dalle parti di Rainero, premiato come miglior portiere del proprio girone, non uno qualunque insomma. Il capitano guida la squadra con personalità e carisma da leader consumato, dotato di un sinistro poderoso, mette in ginocchio la New Team con una performance perfetta condita dalla manita personale e svariati assist sfruttati al meglio dal compagno di reparto Vescio. Il cannoniere dei “Canaries” è ormai volto più che noto in casa Absolute e non manca mai gli appuntamenti importanti. Poker calato anche al tavolo sudamericano a coronare l’ennesima stagione sopra le righe di un Vescio sempre più pietra miliare della kermesse moncalierese. A supporto delle bocche di fuoco del Bizona interviene la rapidità e il talento di Marella. ac new team ac new team Crescenzo G. 4 Rainero Giocatore dalle doti tecniche notevoli con una pregevole visione di gioco, autentico motorino del rombo di Fornara: doppietta di stile e assist per il numero undici. Kadr completa il tabellino con la seconda doppietta del match, da sottolineare il sinistro sparato all’incrocio nella ripresa, oltre all’ottimo lavoro in fase di copertura. Sempre pronto e reattivo Gagliardi tra i pali che concede poco e niente ai rossoblù di Crescenzo grazie anche al lavoro impagabile di Panetta a difesa della porta e alla partita stoica di Gaza a interrompere le manovre avversarie. Partenza con la marcia inserita per la New Team con l’ottimo Gerardo Crescenzo, il migliore tra le fila rossoblù, a tenere in piedi la baracca grazie a una gara concreta e di sacrificio. La quaterna dell’esterno rossoblù non basta però a dare quella scossa necessaria alla squadra per risalire la china e arginare in qualche modo la furia del Bizona nel secondo periodo. Il caldo e le assenze importanti di Luise e Anaclerio non aiutano sicuramente la compagine dei Crescenzo che tuttavia cedono troppo passivamente alle bordate avversarie nella ripresa. Rainero, uno dei migliori nel suo ruolo in questa stagione, non può fare miracoli tra i pali sebbene a metà ripresa si sganci dalla porta per compiere un coast to coast fenomenale e depositare la sfera in fondo al sacco entro i quattro secondi stabiliti dal regolamento. Gesto tecnico di una certa qualità per il portierone rossoblù che non riesce comunque a impedire la sassaiola pomeridiana. Bucci non incide sull’out di destra come è solito fare al pari di capitan Crescenzo, troppo permissivo nei confronti di Fornara e Vescio. Prestazioni medie rispetto al solito anche per Trevisan e Russello che pagano la fatica e la spossatezza dovute all’alta temperatura e sicuramente anche alla vena ispirata del Bizona. CRONACA - Crescenzo apre le danze al 4’ con una bizona bella azione personale conclusa di destro sul primo palo dando inizio ad una girandola di gol consumata in appena sette giri d’orologio. Vescio pareggia, Crescenzo allunga, Fornara pareggia ancora e Vescio mette la freccia all’11 con un delizioso cucchiaio a scavalcare Rainero in velocità, 3-2 Bizona. Inizio frenetico di gara che non accenna a rallentare. La New Team spinge senza trovare ulteriori sbocchi così sono ancora i “Canaries” a sfondare il muro di Rainero con una giocata stupenda di Fornara al 17’ che ruba palla sulla mediana per poi scaricare di destro in fondo alla rete che manda tutti a riposo sul 4-2. Ripresa ancora più esaltante rispetto alla prima frazione con il triplo allungo in due minuti di Marella, favoloso in solitaria e a tu per tu con Rainero, Kadr e Fornara, 7-2 Bizona dopo sette minuti. Dopo la sfuriata iniziale torna l’equilibrio paventato nella prima metà a suon di botta e risposta con il solito Crescenzo ad accorciare e Marella a ristabilire le gerarchie al 10’ per poi assistere allo spettacolare coast to coast di Rainero, che subirà poi la staffilata terrificante sotto la traversa di Fornara al 15’, a cui seguirà l’ultimo guizzo di Crescenzo e della New Team al 17’ con un bel piatto destro a giro, 9-5 Bizona. Ma la gara non è finita e i gialli infieriscono negli ultimi minuti andando a segno altre quattro volte grazie alla doppietta di Vescio per il poker personale, la manita di Fornara e il sinistro secco all’incrocio di Kadr per il 13-5 finale. Dominio quasi assoluto del Bizona che si comporta da grande squadra, cosa già assodata nell’arco della stagione grazie alle vittorie dell’Apertura nel La Plata. Secondo trofeo in bacheca quindi per la batteria di Fornara a coronamento di un’annata di cui essere orgogliosi dove il gioco e il fair play sono dettami cruciali in casa Bizona. Alti e bassi per la New Team in questa finale, in cui le assenze sono state tante e pesanti, ma la stagione è da considerare più che positiva. I fratelli Crescenzo possono essere soddisfatti dell’operato del proprio organico che tornerà sicuramente protagonista a settembre, se non già agli estivi in programma da metà maggio. Fabrizio Giangualano le pagelle BIZONA Gagliardi 7: senza colpe sui gol, svolge il suo lavoro impeccabilmente come ogni volta. Cassaforte. Panetta 7: il meno appariscente dei gialli ma il suo supporto in fase di copertura è strepitoso. Alfiere. Gaza 7: mastino posto a spezzare il gioco rossoblù, missione più che riuscita. Muro. Fornara 9: il capitano giganteggia in campo facendo il bello e il cattivo tempo per tutta la durata della gara. Devastante. Vescio 9: con Fornara forma un tandem d’attacco micidiale, bomber di razza, non sbaglia un colpo, di spada e di fioretto. Cannoniere. Marella 9: segna meno, ma che classe. Prestazione fantastica del furetto giallo, applausi. Diamante. Kadr 7.5: partenza difensiva per il numero tre, ripresa dedita all’attacco con tanto di doppietta. Duttile. AC NEW TEAM Rainero 7.5: ci mette una pezza qua e là ma la goleada è inevitabile, da incorniciare il gol in solitaria. Grande. Crescenzo A. 6.5: i clienti sono tra i più difficili dell’anno, ci prova comunque da buon capitano. Bandiera. Trevisan 6+: discorso analogo per l’esperto difensore rossoblù, ma la giornata non è delle più felici. Sacrificio. Russello 6,5: in attacco non c’è vita facile, fatica a trovare spazio e di conseguenza il gol nonostante qualche tiro scoccato. Ingabbiato. Crescenzo G. 8: a fronte della difficoltà della squadra interviene la facilità quasi irrisoria del laterale rossoblù nel trovare lo specchio della porta e il gol, poker quasi senza fatica. Spettacolo. Bucci 6,5: da uno come lui ci si aspetta molto di più, il caldo e l’ottima risposta del Bizona lo affondano. Freno tirato. ABSOLUTE magazine calcio a 5 pagina 8 Finale Championship - Blacks senza pietà, Colchoneros con i lividi IANNUZZI-SURACE, I GOLDEN BOYS DEL VERETIUM Titolo meritatamente alzato al cielo di Orbassano, Glimballadi a testa alta glimballadi Ronco G. 3 De Angelini Nocera 5 - 11 GLIMBALLADI: Mitti Ruà, Ronco G., Grassi, Fasano, Zanoni, Ronco F., De Angelini, Nocera. BAGNI VERETIUM: Loverre, Martucci, Surace, Pavanello, Cavagnolo, Sonnessa, Iannuzzi. orbassano – Plebiscito per i Bagni Veretium in finale di Championship che demoliscono senza se e senza ma i malcapitati “Colchoneros” di capitan Zanoni. La terza finalissima Absolute vede scendere in campo due squadre totalmente diverse e soprattutto due generazioni opposte che si scontreranno per cinquanta minuti facendo il filo anche al tackle in più volto a irretire l’avversario, ma pur sempre nel rispetto di esso. Finale bollente e accesa, il caldo afoso di Orbassano non lascia respirare gli spettatori, tanto meno gli attori protagonisti di un match non propriamente consigliato ai deboli di cuore vista la vena agonistica particolarmente ispirata delle due formazioni. Nonostante tutto sono la lucidità e l’esperienzaI dei blacks di Veronese ad avere la meglio per mettere in ghiaccio la partita praticamente dopo i primi venticinque minuti di gioco offrendo una prestazione sontuosa sia dal punto di vista fisico che tecnico. Il Veretium mostra i denti fin dalle prime battute chiudendo all’angolo Glimballadi dei fratelli Ronco con facilità quasi irrisoria andando in vantaggio di sei lunghezze dopo appena un quarto d’ora di gioco. Gli artefici indiscutibili di questo bel pacchetto regalo rispondono ai nomi di Surace e Iannuzzi. Due giocatori diametralmente opposti e quindi per questo complementari: il primo spacca la difesa in due con il fisico da ariete di cui dispone trovando la manita personale alla fine della gara e risultando così il migliore in campo. Il secondo non da meno, la palma del migliore si potrebbe equamente dividere tra i due, delizia la platea su calcio di punizione in due occasioni e in fase di suggerimento e impostazione, giocatore di una classe superiore. A supporto glimballadi bagni veretium Iannuzzi 4 Surace 5 Sonnessa 2 del duo fantastico del Veretium non manca mai l’agonismo e la grinta di Sonnessa che trova un’importante e meritata doppietta dopo l’enorme mole di gioco costruita. Loverre non da mai segni di cedimento sulla linea di porta così come Martucci, Pavanello e Cavagnolo a sostegno della squadra con i loro innesti in difesa e in fase di accompagnamento dell’azione. Non si può fare lo stesso discorso per i Glimballadi di Zanoni che si affidano maggiormente alle trovate dei singoli per trovare la via del gol. Scelta tattica non sempre felice per i Colchoneros che vivono solo di lampi per poi ritornare nella confusione e cedere al nervosismo dal quale emergono quasi esclusivamente De Angelini e Mitti Ruà. Il puntero rossoblù cerca e trova una tripletta buona solo purtroppo per le statistiche ma la sua prestazione rimane la migliore dei suoi dal punto di vista sacrificale e dei risultati. Tesi analoga per Mitti Ruà che nonostante incassi una mitragliata fin troppo pesante da prova di essere un ottimo portiere dai buoni riflessi e dal grande coraggio. I fratelli Ronco giocano bene, hanno piedi educati e una visione tattica adeguata al tipo di gioco che la squadra richiede ma troppo inclini al nervosismo e quindi successivamente poco lucidi per mantenere la squadra sui giusti binari. Nocera soffre la fisicità di Surace e ci prova con ogni mezzo, mentre capitan Zanoni e Fasano non riescono a pungere in maniera sostanziale dalle parti di Loverre. CRONACA - Inizio devastante dei BV che danno fuoco alle polveri alla prima occasione utile dopo neanche un giro d’orologio con Iannuzzi che beffa Mitti Ruà su punizione, complice una deviazione. Al 4’ e al 9’ Surace da un assaggio di quel che sarà il copione del pomeriggio siglando il 3-0, stupendo il terzo gol di destro all’incrocio, al quale farà eco ancora Iannuzzi su punizione per il poker calato dopo soli undici minuti. Inizio shock per i Colchoneros che rimangono frastornati sotto i colpi massacranti bagni veretium dei blacks che allungano ancora con il primo sigillo di Sonnessa e la tripletta di Iannuzzi, 6-0 Veretium. Sfuriata stemperata dalla prima rete “madrilena” di Ronco al 17’ e il rigore trasformato da De Angelini al 20’. Sembra l’entrata in partita dei Glimballadi, che ricordiamo avevano già disputato la finale di Coppa ad inizio delle Finals, ma non è così. Il Veretium allunga ancora con la quaterna personale di Iannuzzi ed il tris di Surace che sfonda di prepotenza la porta di Mitti Ruà, al quale segue la doppietta di De Angelini per il 9-3 parziale alla fine del primo tempo. Dopo una frazione di gioco estenuante e turbolenta i ritmi calano vistosamente data anche l’afa eccessiva della giornata orbassanese. Ci vogliono dieci minuti per vedere un altro sussulto della gara: De Angelini scarica di destro su punizione alle spalle di Loverre, 9-4 BV. I blacks amministrano e passano ancora con Sonnessa che si fa trovare pronto sulla ribattuta corta di Mitti Ruà al 16’. Partita virtualmente chiusa che vede comunque Tito Surace in formato super a scardinare la difesa rossoblù ancora due volte di destro prima della fine reale della Championship. Successo senza storia dei Bagni Veretium, squadra vera e ostica che mette in campo sostanza ed esperienza con un pizzico di talento. Un mix eccezionale che vale una Championship ottenuta con carattere e voglia di vincere al culmine di una stagione da ritenere più che positiva per Veronesi e soci. I Colchoneros sentono troppo la tensione della gara ed è tangibile per il pubblico presente. Dettaglio che gioca qualche tiro mancino ai rossoblù, incapaci di invertire il senso di marcia di una gara iniziata in discesa dopo appena sessanta secondi. Finale con l’amaro in bocca per Glimballadi che comunque non devono giudicare troppo aspramente il lavoro fatto in questa annata, una finale è pur sempre una finale, senza contare la Coppa conquistata poche ore prima. Fabrizio Giangualano le pagelle GLIMBALLADI Mitti Ruà 7.5: ultimo baluardo del fortino rossoblù, mette una toppa ovunque può. Esemplare. Ronco G. 7: peccato qualche eccesso di nervosismo, un gol e un assist per lui a riprova della sua importanza in squadra. Caldo. Grassi 6: si vede poco in campo, non trova la giusta quadra per uscire indenne dalla partita. Opaco. Fasano 6: valutazione simile per il numero sette madrileno, non è la giornata migliore per lui e per i compagni. Tirato. Zanoni 6: gioca solo qualche scampolo di gara. Alla prossima. Ronco F. 6.5: prova qualche incursione a dividere in due i BV e soprattutto dalla distanza ma senza impensierire troppo Loverre. Cuore. De Angelini 7.5: lotta come un leone di fronte al muro del Veretium, trova una tripletta ostinata. Caparbio. Nocera 6.5: sente molto la gara, nel complesso gioca una buona partita. Attento. BAGNI VERETIUM Loverre 7: dirige la squadra con calma, interviene con i giusti tempi senza lasciare nulla al caso. Vigile. Martucci 6.5: buona guardia davanti alla porta, tira giù il cancello e nessuna passa dalle sue parti. Guardiano. Surace 9: ariete d’attacco dalla fisicità perentoria e dai piedi di fuoco, cinque gol e i commenti sono superflui. Gigante. Pavanello 6.5: sempre ben disposto nella sua zona di competenza, non esce dalle righe e fa ottimamente il suo dovere. Sentinella. Cavagnolo 6.5: il numero cinque di Veronese chiude il cercho di una buona stagione con un’altra prova positiva. Conferma. Iannuzzi 9: il suo estro è l’asso nella manica del Veretium che può contare su un giocatore di classe ed esperienza inimitabile. Artista. magazine ABSOLUTE calcio a 5 pagina 9 Intertoto c5 – L’Ajeje regge un tempo ma poi crolla sotto i colpi dei gialloneri VOLANO ALTO I CORVI AD ORBASSANO! La tripletta del portiere goleador Pegolo spiana la strada verso il successo darkcrows Ghibaudi Larosa Bollano 3 Pegolo Stoppa Spinozzi 8-4 DARKCROWS: Pegolo, Spinozzi, Cataldi, Bollano, Mizzon, Ghibaudi, Stoppa, Larosa AJEJE SOCCE CLUB : Alessandria, Usseglio, Picco, Castagnoli, Casassa, Tessa, Gaglioti, Sacchetto orbassano – I Darkcrows vincono meritatamente la coppa Intertoto in una bella finale molto tirata. I gialloneri riescono a prendere il largo solo nella ripresa quando a poco a poco gli Ajeje cedono sempre maggiormente l’iniziativa agli avversari. Probabilmente i quattro gol di passivo sono una punizione troppo severa per i biancocelesti anche se per gran parte della ripresa sono stati a lungo in balia degli avversari. Partono meglio i biancolesti dell’Ajeje che dopo 30’’ passano subito in vantaggio con l’idolo dei loro supporters, Sacchetto. Il numero 17 va via sulla propria sinistra al suo marcatore diretto e di punta calcia verso la porta, palo-gol. Al 3’ risponde subito il Darkcrows con il proprio capitano: Usseglio va in porta direttamente su punizione ma la palla deviata da un compagno si stampa sul palo. Sembra però solo un fuoco di paglia infatti l’avvio dei loro avversari pare nettamente migliore, affrontano questo inizio di finale con maggior personalità. Al 4’ il leader della difesa biancoceleste, Casassa, serve Sacchetto ma questa volta il suo tiro è bloccato a terra da Pegolo. Con 30°C in campo il ritmo è per forza contenuto ma le occasioni sono comunque molte da una parte e dall’altra. Per i Darkcrows ci provano in rapida successione Larosa e Mizzon mentre sul fronte opposto è ancora un indemoniato Sacchetto che riesce anche a saltare l’estremo difensore Pegolo ma viene chiuso sul più bello da Bollano. E proprio Bollano, l’autore del salvataggio, dà il là all’azione del pareggio. Il suo tiro si trasforma nel più semplice dei gol per il neoentrato Ghibaudi che probabilmente nell’occasione toccava il primo pallone della sua partita. Ora il match si accende, crescono i gialloneri anche grazie all’ingresso di Mizzon, che appena entrato dimostra di avere fiato da vendere, riesce ad aumentare la velocità del proprio gioco. Al 10’ ci vuole una coraggiosa uscita di Alessandria per fermare il tentativo di doppietta Ghibaudi servito ottimamente ajeje soccer club ajeje soccer club Sacchetto Casassa Gaglioti Picco da Mizzon. Reagisce l’Ajeje con uno spunto straordinario di Casassa che serve un bel pallone a Gaglioti che viene chiuso in extremis. Buon momento dei biancocelesti nella fase centrale della prima frazione. Il numero 6 Castagnoli in contropiede va vicino al gol ma il pallone deviato da un avversario esce di poco. Poco dopo è Sacchetto a provare la gran botta su un pallone vagante al limite dell’area ma Pegolo è stratosferico nell’alzare oltre la traversa con la punta delle dita. Sempre Pegolo dice di no a capitan Usseglio deviando in angolo. Al minuto 16 nuovo vantaggio per l’Ajeje: azione pregevole con Casassa che riparte e serve Sacchetto, palla di ritorno per il difensore che da pochi passi non sbaglia il 2 a 1. Questa volta la reazione giallonera allo svantaggio è più decisa. Tiro potente di Larosa con Usseglio che tocca con il braccio poco fuori l’area di rigore. I Darkcrows provano uno schema con la finta di Stoppo che spiazza barriera e portiere consentendo a Larosa di segnare praticamente con mezza porta spalancata. Il 2 a 2 regge diversi minuti con le difese che salgono in cattedra, maestosi per l’intero match sia Bollano che Casassa.A 21’ occasione per i Darkcrows con Mizzon che in una delle sue solite sgroppate sulla destra prova ad incrociare un tiro insidioso che Alessandria devia con il piede. Rispondono i biancocelesti con Usseglio che rubato palla tocca per Tessa che viene chiuso in scivolata all’ultimo. Al 23’ vantaggio importante dei Darkcrows. Punizione velenosa ancora di Larosa, respinge Alessandria che però non può far nulla sulla battuta a rete di Bollano trova un varco impossibile in una selva di gambe. All’ultimo battito del primo tempo grande occasione per i Darkcrows di andare avanti di due reti, ancora un grande spunto di Mizzon che costringe al fallo un avversario. Tiro libero per Larosa che però calcia malamente a lato. Buon primo tempo nonostante il caldo asfissiante. I Darkcrows tornano in campo con la volontà di aumentare subito le distanze tra se e l’Ajeje, grande pressing sui portatori di palla a tutto campo. Tra i più brillanti Pegolo che ceduti i guanti a Cataldi si piazza al centro dell’attacco. Ci provano in rapida sequenza sia Stoppa che Pegolo ma si rimane sul 3 a 2. Gli avversari darkcrows sembra abbia speso di più fisicamente nel primo tempo ed ora cercano spesso Sacchetto quasi volessero affidarsi a lui per cercare di venir fuori da un momento molto complicato. Sacchetto fa vedere di averne ancora e con un bel tiro mette in difficotà il portiere che riesce comunque a mettere in angolo. Al 3’ Bollano ci prova due volte, la sua punizione sbatte sulla barriera e torna sui suoi piedi destro secco che però si alza finisce sul fondo. Forcing asfissiante al quale fatica ad opporsi l’Ajeje. Al 4’ ripartenza micidiale di Bollano che tocca per Mizzon il quale viene abbattuto poco fuori area. Evidentemente patiscono le punizioni dal limite i biancocelesti: Stoppa tocca per Pegolo la cui rasoiata si infila inesorabilmente alle spalle di Alessandria. Prova a caricarsi sulle spalle la propria squadra il solito Sacchetto che al 6’ va via a tre avversari per poi servire l’assist a Gaglioti che fulmina Cataldi sul primo palo. Al 7’ tunnel di Pegolo che manda in porta Ghibaudi, sul suo tiro rimpallato ci prova Mizzon ma in due si immolano per tirare giù la saracinesca in faccia all’esterno giallonero. Al 9’ gli sforzi dei Darkcrows vengono premiati. Assist di Ghibaudi per Pegolo che infila il 5 a 3. Molto aggressivi in questo secondo tempo i gialloneri che con gli ingressi dei rapidi Pegolo e Stoppa ora volano sul campo. Sacchetto e Casassa vanno vicini al quarto gol ma al 13’ sono ancora i gialloneri a passare. Tacco di Pegolo per Stoppa che resistuisce al portiere goleador che segna il terzo gol personale in soli 13 minuti giocati lontano dai pali. Due minuti e i gialloneri ipotecano la vittoria con Stoppa che fa tutto da solo, parte dalla sua area, punta veloce la porta e da fuori area batte Alessandria. Bel numero del piccolo fantasista giallonero ma davvero poca opposizione davanti a sè. Sacchetto e Tessa dall’altra parte dialogano bene ma quest’ultimo da posizione molto angolata manda sul fondo. Al 20’ accorciano le distanze gli Ajeje con Picco che raccoglie un lancio millimetrico di Gaglioti e fredda il portiere avversario. I Darkcrows dopo un pericoloso tiro di Cassassa capiscono che è meglio non rischiare e cercano di addormentare la partita facendo girare bene il pallone. Praticamente allo scadere gli Ajeje concedono un tiro libero ai gialloneri. Dal dischetto Spinozzi non perdona infilando all’incrocio il gol che vale il +4. Fischio finale e festa meritata per i corvi. Mirko Guarene le pagelle DARKCROWS Pegolo 9 Gli bastano 13 minuti per indirizzare la sfida con 3 reti. In porta non è stato da meno. ROGERIO CENI Spinozzi 7.5 Impreziosisce la sua gara con un tiro libero perfetto all’ultimo minuto. FREDDEZZA Cataldi 7.5 In campo si fa notare per un paio di giocate ma il meglio lo fa vedere in porta. FELINO Bollano 8/9 Guida la squadra da veterano e segna oltre che difendere con eleganza. BONUCCI Mizzon 9 Ogni accelerazione è una crepa nelle sicurezze dei biancocelesti. La spacca lui la partita. IMPRENDIBILE Ghibaudi 8.5 Primo pallone toccato e subito girato in rete. È velenosissimo. COBRA Stoppa 8.5 Folletto inesauribile, corre, ripiega e riparte veloce. Cosa volere di più? COLLANTE Larosa 8 Pericolosissimo in diverse occasioni trova anche la rete su punizione. PIRLO AJEJE SOCER CLUB Alessandra 6.5 Alterna belle parate a qualche incertezza, specie sui calci piazzati. PERFORATO Usseglio 7 Grinta da vendere, un sostegno continuo a suoi uomini. COMANDANTE Picco 6/7 Poco intraprendente ma si fa notare con un bel gol nel finale. TIMIDO Castagnoli 7+ Percorre dei km sotto un sole cocente come se nulla fosse. Tra i migliori. MARATONETA Gaglioti 6/7 Si sbatte parecchio e trova una bella rete, ogni tanto si assenta. INTERMITTENTE Sacchetto 7/8 La partenza fa pensare ad un bottino più ampio ma lotta tanto e da solo arrivando spesso poco lucido sotto porta. IBRA Tessa 6/7 Duro a morire, saltarlo è un’impr esa. MURO Casassa 7+ Dietro fino a quando ne ha è insuperabile e riparte bene trovando anch la rete. GLICK ABSOLUTE magazine calcio a 7 pagina 10 Play off c7 – Super Torregiani, De Maistre maestoso, insomma un successo AL VILLASPORT LA COPPA PIU’ AMBITA Rizzi sul palco dello Sporting alza al cielo lo scettro del calcio a 7 milf hunters Gallo 1-7 villasport Fortalla 2 Torregiani 3 Collu Zago Villasport: Collu, De Maistre F., De Maistre con un’azione personale e infine trasformando R., Donetti, Fortalla, Lucato, Rizzi, Tempia, in rete un preciso assist di esterno di Fortalla, Torregiani, Zago. abile nell’occasione a vedere il compagno smarcato di fronte all’estremo difensore orbassano – Finalmente si abbassa la avversario. L’assetto difensivo poi ha retto temperatura allo Sporting Orbassano, dopo perfettamente l’urto avversario concedendo una giornata ricca di divertimento sportivo una sola rete subita per una prodezza di Gallo. quanto di sole, giusto in tempo per assistere alla finale che deciderà la vincitrice dei Play Off La cronaca. Dopo due minuti Fortalla mette di Calcio a 7. Una qualsiasi domenica di maggio immediatamente la sua firma sulla partita: può diventare il palcoscenico per il trionfo di l’esterno del Villasport si accentra dalla sinistra una squadra. Il Villasport arriva a questa finale e di destro incrocia sul palo più lontano. Un consapevole della propria forza e della propria esperienza. Un mix esplosivo che durante inizio perfetto per i piani della squadra che questa fase finale è stato letale per tutte le però devono fare i conti con il pareggio degli avversarie incontrate. A partire dalla vittoria avversari che arriva tre minuti dopo ad opera con I turchi nei sedicesimi, fresca vincitrice di Gallo. Rizzi e compagni però non si lasciano della Champions League. Proseguendo con abbattere dal pari subito e mantengono le l’Atletico Sarai Tu, campione dell’Apertura, giuste distanze tra i reparti cercando sempre negli ottavi di finale. Fino ad arrivare alle vittorie su Ugly Feet e Palle al Piede, Un il gioco palla a terra quanto la velocità sulle cammino trionfale che non vuole fermarsi zone esterne con i suoi incursori. Ed è proprio proprio ora. Contro un avversario temibile da un’azione sulla fascia che scaturisce il fallo come i Milf Hunters, la squadra si presenta che viene giustamente sanzionato dall’arbitro con i suoi uomini migliori tutti a disposizione. con il calcio di rigore. Torregiani è freddo e Dal pacchetto difensivo, composto De Maistre R. tra i pali e dal duo De Maistre F. e Donetti, trasforma dal dischetto portando nuovamente a quello offensivo con interpreti eccezionali in vantaggio i suoi. La verve offensiva mette come Torregiani e Fortalla, oltre a capitan in subbuglio la retroguardia avversaria Rizzi e a Lucato. Il largo successo finale con cui costringendo Falaguerra a spendere il primo Rizzi e compagni conquistano il trofeo corona cartellino giallo per fermare Fortalla. Torregiani una stagione positiva ma soprattutto una fase però sembra in serata di grazia e trova la sua finale perfetta, oltre ad un atto conclusivo condotto con autorità e classe da Top Team doppietta all’11’. Con un’azione personale il sfruttando al meglio la superiorità numerica bomber del Villasport si trova di nuovo davanti sopraggiunta a metà della prima frazione. alla porta avversaria e di precisione colpisce L’espulsione di Falaguerra infatti ha alimentato nuovamente. Due minuti dopo è Collu, entrato notevolmente le speranze di vittoria della da pochi minuti, a siglare la quarta rete per la squadra di Rizzi, comunque già in vantaggio per quattro a uno al momento dell’estrazione squadra sfruttando un assist preciso servito da del cartellino rosso. Il Villasport ha tenuto bene un compagno. Sembra andare tutto bene per il campo fin dall’inizio mostrando meccanismi la squadra e qualche minuto dopo, il secondo sorprendentemente collaudati in tutti i cartellino giallo e conseguente espulsione di reparti e in tutte le zone del campo. L’apporto Falaguerra, spianano ulteriormente la strada di Fortalla e Torregiani nella prima frazione è stato assolutamente decisivo ai fini della a Rizzi e compagni. Prima dell’intervallo poi, il vittoria; le ripartenze dell’esterno sinistro della solito Torregiani firma la sua tripletta personale squadra hanno messo in continua difficoltà sfruttando perfettamente il preciso assist dalla la difesa avversaria incapace di trovare una sinistra di Fortalla. Una rete che però costa cara contromisura efficace in fase difensiva. La al bomber del Villasport che nell’occasione si cinicità sottoporta di Torregiani poi, così come infortuna ed è costretto a lasciare il terreno nella scorsa edizione, ha fatto la differenza. La sua tripletta ha spaccato la partita di gioco. Un primo tempo magico per la De impedendo qualsiasi opportunità di rimonta Maistre’s band che arriva all’intervallo con un per i volenterosi avversari. Il bomber della vantaggio consolidato e con una mano e mezza squadra ha realizzato sia dal dischetto, poi sul trofeo più ambito. Il secondo tempo non riserva sorprese ed il Villasport amministra con sicurezza il vantaggio difendendosi comunque dalle avanzate degli avversari che provano a rendere meno amaro il punteggio. I tentativi sono vari però in quanto De Maistre R. si dimostra sempre attento quando viene chiamato in causa e quando lui non può far niente, sono i legni della sua porta a sbarrare la strada ai Milf Hunters. Al 31’ poi ci pensa Zago ad arrotondare il risultato, ben servito nell’occasione da Lucato. Al 37’ poi Fortalla sigla la sua doppietta personale rubando un pallone ad un avversario e involandosi da solo verso la porta avversaria, è poi facile per il numero quattordici del Villasport insaccare la rete che chiude il match sul sette a uno. Non succede nient’altro fino al fischio finale del direttore di gara. Il palcoscenico è tutto per Rizzi e compagni: questa domenica di maggio non sarà più una qualsiasi per il Villasport. Alessio Bianco villasport le pagelle Collu 8.5: Bravissimo ad entrare subito in partita quando entra nella seconda frazione al posto di capitan Rizzi. Riesce a dare solidità in fase di interdizione impedendo le ripartenze dei volenterosi avversari ridotti in inferiorità numerica. Trova una rete che, seppur non valga ai fini del risultato, certifica il suo apporto in fase offensiva con cinque reti sulle quindici presenze totali. Dopo il trionfo con l’Imperial Pub della scorsa stagione, può così bissare il trofeo dopo aver confermato tutto il suo valore nell’arco della stagione. Uomo squadra. De Maistre F. 9: Un vero baluardo in fase difensiva, insieme a Donetti forma una coppia di altissimo livello capace di fermare qualsiasi attaccante. Perfetto nelle chiusure, attento negli anticipi, riesce anche a far partire l’azione impostando bene il gioco ricevendo palla da De Maistre R.. La sua seconda stagione in Absolute è quella della consacrazione per lui, riuscendo a bissare le prestazioni della scorsa annata. Sebbene in questo match sia stato spostato in difesa, durante la stagione ha contribuito molto al bottino realizzativo della squadra realizzando dieci reti nel girone Top Brasile e quattro reti nella rincorsa alla finale Play Off. Un valore aggiunto per il Villasport. Tuttofare. De Maistre R. 9: Se non fosse per il gol subito, merito della prodezza di Gallo, potremmo parlare di una partita perfetta da parte del portierone del Villasport. Autore di vari interventi prodigiosi, alcune volte aiutato dai legni, è il primo artefice della sicurezza e della solidità del reparto difensivo dei campioni. Dopo un girone Top difficile, con avversari del calibro di Dahu F.C. e Goldbet Rivoli, il reparto difensivo ha trovato i giusti automatismi in questa fase finale dove spesso ha fatto la differenza. Attento nelle uscite e reattivo sui tiri dalla breve distanza, si candida come uno dei migliori portieri della categoria. Saracinesca. Donetti 8.5: Sebbene gli avversari di questa finale fossero dei più temibili nel panorama del Calcio a 7 Absolute, in coppia con De Maistre F. trova un’intesa quasi perfetta che non lascia scampo ai seppur bravi attaccanti del Milf Hunters. Perfetto in fase di interdizione, le sue letture difensive danno fiducia alla squadra che lo lasciano spesso uno contro uno con il diretto avversario. Donetti corona così una stagione poco fortunata per lui, con sole quattro presenze nel girone e solo una, propria nella finalissima, nei Play Off. Il suo contributo fondamentale di esperienza garantisce alla squadra una coppia difensiva di alto livello. Roccia. Fortalla 9: Autentico protagonista di questi Play Off, il numero quattordici del Villasport ha raggiunto con la doppietta di stasera quota undici reti nella competizione. La sua classe sulla fascia sinistra ha messo in difficoltà fin da subito il Milf Hunters che non è riuscito ad arginare le sue avanzate soprattutto in contropiede. Fortalla infatti ha sfruttato a dovere i generosi spazi concessi dalla retroguardia avversaria per andare a segno due volte ma anche per servire precisi assist ai compagni, come in occasione della terza rete di Torregiani quando un suo passaggio perfetto d’esterno ha liberato da solo davanti all’estremo difensore avversario il bomber della squadra. Con l’uscita di Torregiani poi, si sposta al centro dell’attacco compiendo bene il lavoro di pivot per tutta la seconda frazione di gioco. Dopo aver saltato i Play Off dell’anno scorso, Fortalla si è reso protagonista di questa stagione mettendo la sua firma indelebile sul trofeo alzato da capitan Rizzi. Decisivo. Lucato 8.5: Insieme a Fortalla completa un duo formidabile che sarà decisivo ai fini della vittoria finale. Non trova la via della rete per la bravura del portiere avversario ma soprattutto nel corso del primo tempo cerca più volte la porta avversaria. Cerca soprattutto la fase offensiva, scambiando bene in avvio con Torregiani propiziando il rigore che porta in vantaggio la squadra. Va spesso sul fondo per cercare il cross oppure per rientrare per tentare il tiro sul palo opposto. Quando riesce, cerca di accorciare in fase difensiva aiutando il pacchetto arretrato a contenere, soprattutto in avvio, le avanzate avversarie. Protagonista. Rizzi 8.5: Membro storico della squadra, il capitano ha fatto sentire la sua presenza anche nella finale. Inizia centrale nel reparto a tre di centrocampo dettando i tempi di gioco. Fin da subito carica la squadra e da sicurezza ai propri compagni, si fa vedere dai difensori e si propone in fase offensiva in maniera puntuale. Un vero e proprio jolly per la squadra, capace di diventare il terzo difensore aggiunto in fase di contenimento e il primo ad inserirsi quando i vari Torregiani e Fortalla propongono sontuosi assist dalle corsie laterali. Seppur sfortunato in fase realizzativa, non manca di provare qualche conclusione verso la porta avversaria soprattutto dalla lunga distanza, grazie all’appoggio del reparto avanzato. Il capitano vince anche questa battaglia portando la sua squadra all’ennesimo trionfo nel calcio a 7 by Absolute. Stoico. Tempia 8: Nonostante i pochi minuti giocati in questa finale, riesce comunque a insidiare la difesa avversaria cercando spesso la profondità dettando il passaggio ai vari Donetti e Collu. Quando entra al posto di Fortalla infatti, lavora in fase offensiva in maniera diversa rispetto al compagno cercando più l’azione di squadra scambiando bene con le corsie laterali. Poco fortunata in fase realizzativa in quanto le sue conclusioni vengono puntualmente respinte dallo stoico estremo difensore avversario. Incursore. Torregiani 9.5: gran parte del merito della vittoria del Villasport, va soprattutto all’ex Imperial Pub, capace ancora di mettere la propria firma nel momento più importante della stagione. Nonostante le poche presenze nel girone TOP, Torregiani in questi Play Off ha messo a ferro e fuoco le difese avversarie raggiungendo quota dieci reti in cinque partite. Anche stasera, contro una rivale agguerrita come il Milf Hunters, ha mostrato la sua precisione nel calcio da fermo e i suoi inserimenti pericolosi che hanno messo in difficoltà più volte la difesa avversaria. La sua generosità verso la squadra però li è costata un piccolo risentimento muscolare, in occasione della terza rete, che lo ha costretto a guardare dalla panchina tutto il secondo tempo. Ma venticinque minuti sono stati sufficienti per mettere il suo sigillo indebile sulla stagione del Villasport. MVP. Zago 8.5: Si inserisce nel match in corso d’opera con personalità. Il suo ingresso infatti avviene a fine primo tempo quando Torregiani è costretto ad uscire e lui prende il posto di Fortalla sulla corsia di sinistra, con il numero quattordici avanzato a pivot. Nonostante l’avvio di match diFortalla sia stato devastante, il suo apporto non fa rimpiangere quello del compagno riuscendo a compiere entrambe le fasi con sicurezza e tecnica. Infatti è perfetto nelle chiusure difensive, accorciando la marcatura con De Maistre F., e bravo a supportare la fase offensiva con precisi inserimenti negli ampi spazi lasciati dalla difesa avversaria nella seconda frazione di gioco. Il trionfo corona così un’altra stagione positiva per lui, condita da quattro reti nel girone e da due reti, una proprio in questa finalissima, nei Play Off. Di Classe. magazine ABSOLUTE calcio a 7 pagina 11 Play off c7 – Finale compromessa in 15 minuti causa una espulsione I MILF HUNTERS CROLLANO A UN PASSO DALLA META Capitan Cagnetta & Co. si arrendono al Villasport milf hunters Gallo 1-7 MILF HUNTERS: Collu, Cammarata, Civita, Corato, Falaguerra, Gallo, Marongiu, Naglieri, Nardinocchi, Polizzi, Sedile, Toscano orbassano – La finale dei gialloblu si trasforma troppo presto in un incubo. Nonostante lo svantaggio immediato Cagnetta & Co. riescono a pareggiare ma una serie di errori in fase difensiva e soprattutto l’ingenua espulsione di Falaguerra al 15’ consentono ai forti rivali di trovarsi sul 3 a 1 con un uomo in più con 35 minuti ancora da giocare. La squadra di Villastellone parte meglio con uno scatenato Torregiani, eletto man of the match della finale dall’Absolute Magazine, che va vicinissimo al gol in ben due occasioni mettendo alla gogna la difesa dei Milf. Al 2’ minuto di gioco il Villasport passa in vantaggio: la difesa non riesce a spazzare il pallone che Fortalla con villasport Fortalla 2 Torregiani 3 Collu Zago un potente diagonale scaglia a fil di palo per il vantaggio. L’unico che sembra non sentire la pressione di questa agognata finale è Polizzi che sulla destra cerca subito di creare i presupposti per il pareggio. Al 5’ gli Hunters agguantano il pari grazie a Gallo che sull’appoggio di Marongiu si coordina benissimo infilando la palla alle spalle di De Maistre. Il pareggio purtroppo è controproducente per i gialloblu che si sbilanciano in avanti forti del gol appena segnato lasciando troppo spazio a Torregiani che nel giro di 2 minuti segna una doppietta decisiva. Il 3 a 1 Torregiani milf hunters lo segna su un contestato rigore per la pratica e si getta in avanti trovando però uno strepitoso De Maistre sulla sua entro la fine del primo tempo la quarta strada. Anche il portiere dei Milf, Naglieri, e la quinta rete con Collu e Torregiani. è superlativo quando vola su un colpo di Tra l’altro Torregiani in occasione del gol testa ravvicinato di un avversario. Al 31’ che vale la tripletta subisce un infortunio Zago segna il 6 a 1. Le reti diventano 7 muscolare che lo costringe a guardare con la bella cavalcata di Fortalla su cui gli il resto della finalissima del calcio a 7 stremati difensori gialloblu non riescono targato Absolute dalla panchina. Poco a chiudere. Gallo tenta ancora di trovare prima dell’intervallo Marongiu per poco la sua seconda rete di giornata, quanto non sorprende con una potente punizione meno per l’onore, facendo vedere di l’estremo difensore avversario ma la possedere un bel tiro e centrando anche palla termina la sua corsa poco sopra una clamorosa traversa nel finale. I Milf la traversa. Facce sconsolate durante Hunters, protagonisti comunque di una l’intervallo per i gialloblu che increduli stagione strepitosa fino a questa finale, sembrano ripensare alla prima frazione di pagano un approccio troppo timido gioco con la quale probabilmente hanno nelle prime battute anche se la precoce gettato al vento la partita anche se lo espulsione del difensore Falaguerra lascia strepitoso cammino che li ha condotti un gusto amaro in bocca a Cagnetta e fino in fondo a questi playoff non si può compagni che non potranno mai sapere se dimenticare. Nella ripresa i ritmi calano 7 contro 7 fino alla fine sarebbero riusciti prevedibilmente visto che il Villasport a recuperare lo svantaggio maturato ad non ha alcun interesse ad accelerare. Ne inizio partita. Mirko Guarene una trattenuta di Cagnetta ai danni di approfitta Marongiu che lotta come un Fortalla, difficile capire se all’interno o al leone e va ancora vicino al gol trovando limite dell’area. Gallo è sicuramente il più attivo sul fronte offensivo anche se deve combattere solo contro i difensori avversari in quanto il centrocampo gialloblu fatica a MIF HUNTERS Marongiu 7.5 Gioca l’intera partita con supportarlo abbandonandolo a sè stesso Naglieri 7.5 Compie almeno due miracoli la foga di chi pensa si possa ancora troppo spesso. Che qualcosa non funzioni mentre non si fa notare per precise colpe recuperare ma la realtà è amara. nel sistema di gioco dei Milf Hunters è sulle reti subite. BERSAGLIO VISIONARIO evidente e non a caso trovandosi spesso Polizzi 7 E’ quello che parte meglio ma Gallo 7.5 Segna e ci prova diverse volte 1 contro 1 i difensori sono costretti ad colpendo anche una traversa, il più un infortunio alla caviglia lo toglie di interventi sempre difficili. Proprio in una di pericoloso nonostante i palloni giocabili mezzo già a metà del primo tempo. queste circostanze Falaguerra si guadagna si contino sulle dita di una mano. MAI SPRINTER un sacrosanto giallo per un intervento ABBASSARE LACRESTA Falaguerra 6 Purtroppo la foga gli gioca piuttosto duro. Marongiu al 13’ si gira bene Cagnetta 6/7 Un paio di errori insoliti un brutto scherzo che costa caro alla sua ma è sfortunato e la conclusione si perde per uno come lui, grintoso e tenace squadra. SFORTUNATO a fil di palo. Al 15’ il fattaccio. Falaguerra, nonostante tutto fino alla fine come Cammarata 6/7 Anche il suo ingresso è già ammonito, allarga il gomito per sempre. IL CAPITANO NON ABBANDONA tardivo e forse sarebbe servito all’inizio fermare un lancio in profondità che molto LA NAVE visto che il suo impatto è molto positivo probabilmente non sarebbe stato giocabile Civita 6.5 Entra a partita già per il gioco gialloblu. RISERVA DI LUSSO da nessun avversario guadagnandosi compromessa e prova a dare una mano. Corato 6.5 Si muove bene in mezzo al la seconda ammonizioni per fallo di CAMBIO PREZIOSO campo anche se si disimpegna meglio mano e quindi il rosso. I Milf Hunters 6 Scampoli di partita per il in fase offensiva coprendo poco in avvio. provano a disporsi in campo in modo da Sedile 9 gialloblu che comunque corre FANTASISTA potersi contrapporre e cercare qualche numero e lotta su ogni pallone. LOTTATORE Toscano 6.5 A sinistra spinge parecchio contropiede veloce nel tentativo di tenere ma anche lui non ripiega a sufficienza. accesa una flebile speranza di rientrare in Nardinocchi 6 Entra solo nel finale senza ALA poter incidere. TARDIVO partita. Il Villarsport ha fretta di chiudere le pagelle ABSOLUTE magazine calcio a 7 pagina 12 Champion’s League c7 – Prova a reagire allo svantaggio iniziale l’Atletico ma alla fine si arrendere IL CIELO DI ORBASSANO SI COLORA DI SCACCHI BIANCOROSSI Le reti di Musso e Muffetti decidono la finale, la coppa finisce in Turchia i turchi Musso Muffetti 2-0 I TURCHI: Negro, Menenghini, Boaron, Bonincontro, Donatone, Musso, Rao, Frascati, Magnoni, Muffetti, Micelli ATLETICO SARAI TU: Di Benedetto, Scagliusi, Floris, Anticona, Ciccazzo, Costa, Germani, Soligo, Torelli, Aiello orbassano – I Turchi conquistano la Champion’s League di calcio a 7 superando con un rotondo 2 a 0 l’Atletico sarai tu. Il risultato la dice lunga sulle qualità della squadra in maglia a scacchi biancorossi, retroguardia impenetrabile e solidità difensiva ne fanno una corazzata difficile da affrontare per chiunque. L’Atletico sarai tu nel complesso non gioca male la sua finale ma nonostante rimanga sotto di una sola rete per quasi l’intero match non riesce a costruire molte azioni pericolose e paga soprattutto la disattenzione iniziale che costringe Di Benedetto e compagni ad inseguire per tutti i 50 minuti. Per l’appunto la rete dei biancorossi arriva nei primissimi minuti di gioco. Fallo al limite dell’area battuto rapidamente per capitan Musso che non si lascia scappare e batte la disattenta difesa avversaria. Poco dopo i Turchi, galvanizzati dal vantaggio, sfiorano il raddoppio con un gran tiro di Rao ma si oppone da campione Di Benedetto. Al 12’ grande spunto di Micelli, look dal sapore retrò con i suoi pantaloncini cortissimi per lui, che lascia sul posto il suo diretto marcatore e dal lato destro dell’area di rigore cerca Magnoni il quale tenta la rovesciata spettacolare ma colpisce malamente. I neri dal canto loro in effetti non sembrano molto ‘atletici’ oggi e fiscono con l’indietreggiare sempre troppo senza così riuscire a farsi vivi dalle parti del portiere dei rivali. Ci prova infatti ancora la formazione turca con Donatone ma il suo sinistro finisce alle stelle. Al 20’ atletico sarai tu atletico sarai tu bell’azione dei Turchi con Musso che lancia sulla corsa il velocissimo Micelli che arriva sul fondo e mette in mezzo un pallone interessantissimo per Boaron che arriva però con un pizzico di ritardo riuscendo solo a sfiorare il pallone . Sul fischio finale del primo tempo ennesima occasione per i biancorossi con Donatone che prova il tiro su invito di Muffetti ma non centra lo specchio della porta. Primo tempo a senso unico, almeno dal punto di vista delle occasioni, con l’Atletico che non riesce mai a rendersi pericoloso. La ripresa si apre ancora con i più intraprendenti Turchi in avanti ma il solito Donatone si dimostra poco lucido al momento del tiro calciando ancora sul fondo. La prima vera disattenzione dei biancorossi per poco non costa cara. Rimessa laterale profonda a cercare Soligo, per fortuna dei difensori vigila almeno Negro che in uscita anticipa la punta e toglie le castagne dal fuoco ai propri compagni. I Turchi capiscono che è meglio non scherzare con il fuoco e provano a spingersi in avanti alla ricerca del gol che potrebbe chiudere la partita. L’Atletico all’ 8’ si fa sorprendere in contropiede ma per loro fortuna nonostante la superiorità numerica Musso sbaglia i tempi per il passaggio a Rao permettendo alla difesa di salvarsi in qualche modo. Nell’Atletico Scagliusi capisce che non è più il momento di temporeggiare e si fa notare con un paio di galoppate sulla sinistra che valgono altrettanti calci d’angolo. Proprio dalla bandierina ci prova in mischia Floris ma spara alto. Al15’ l’occasione più nitida per i ragazzi in maglia nera. Da una mischia in area di rigore esce un pallone buono per Aiello che riesce a calciare forte verso la porta dei Turchi, bravissimo a respingere nell’occasione Negro. Finalmente l’Atletico i turchi si scuote e prova a prendere il comando delle operazioni in mezzo al campo con Articona e Ciccazzo sugli scudi. Il numero 10 Ciccazzo ci prova su punizione dal limite, la palla passa bene sopra la barriera e si abbasssa verso la porta ma non è abbastanza forte per sorprendere Negro che para. Sempre l’ispirato numero 10 dell’Atletico serve dopo una bella serpentina Scagliusi che viene contenuto in angolo. Dall’altra parte si rifanno vivi i Turchi con Boaron che servito da Muffetti conclude tra le braccia del portiere. Al 19’ Bonincontro recupera di forza un gran pallone ma invece di puntare l’area di rigore prova subito la botta da fuori non trovando la porta tra il malcontento dei compagni. Al 20’ sempre Bonincontro trova con un preciso lancio Muffetti in area di rigore ma la punta biancorossa sbilanciata riesce solo a toccare debolmente verso la porta avversaria senza preoccupare Di Benedetto. I neri ci provano con Aiello che stoppa e tira immediatamente ma Di Benedetto si allunga sulla sua sinistra e devia in corner. Atletico in avanti con disperazione in questi ultimi minuti. Il pressing dei neri permette a Soligo di recuperar palla sulla trequarti e servire Ciccazzo, sponda per Aiello il cui tiro viene ribattuto. Su questo tentativo sembrano morire le speranze di acciuffare il pari e prolungare la partita ai rigori per l’Atletico. Anzi, il suggello finale lo mette Muffetti che addomestica un cross dalla destra , manda a vuoto col fisico un difensore e spara sotto la traversa il 2 a 0. La festa biancorossa adesso può davvero cominciare! Mirko Guarene le pagelle I TURCHI Negro 8 Sempre sicuro anche se non viene impegnato molte volte anche grazie alla sua difesa. SARACINESCA Meneghini F 8 Voto uguale a tutti i suoi compagni di difesa perché sono stati quasi perfetti. ARGINE Boaron 8+ Oltre a fare un ottimo filtro si fa vedere anche in avanti. SUPPORTO Bonincontro 8+ In difesa è impeccabile e prova anche a chiuderla con una bella incursione. THE WALL Donatone 8+ Corre come un matto e va vicino in almeno due occasioni al gol. TORNANTE Musso 8/9 E’ la mente e il motore della squadra, apre subito la strada verso il successo con un gol pesantissimo. DIAMANTE Rao 8 Alcuni spunti degli di nota, per il resto tanta sostanza. GLADIATORE Frascati 8 Lotta su ogni pallone con grinta. INDIAVOLATO Magnoni 8 In avvio lo cercano molto là davanti, utilissimo nel tenere alta la squadra. BOA Muffetti 8/9 Nel finale è il più brillante, segna la rete che chiude la partita. SENTENZA Micelli 8.5 Ne ha più di tutti, praticamente imprendibile quando parte in fascia. PANTALONCINO SCATENATO ATLETICO SARAI TU Di Benedto 7 Il capitano è assolutamente innocente sulle due reti e si oppone diverse volte ai tentativi biancorossi. CERTEZZA Scagliusi 7.5 Quando capisce che non si può più aspettare è tra i primi a gettarsi in avanti con coraggio. ARREMBANTE Floris 6/7 Difende con ordine per tutti i 50 minuti. ORDINATO Anticona 7+ Tra i più intraprendenti. MOTORINO Ciccazzo 7+ La squadra fatica a costruire, lui è uno dei pochi a provare ad inventarsi qualcosa. GENIETTO Costa 6.5 Lo si vede pocoin fase propositiva, meglio in quella di contenimento. CATENACCIO Germani 6.5 Anche lui non si spinge molto in avanti. TIMIDO Soligo 6/7 E’ uno dei primi a farsi vivo in avanti. IMPAVIDO Torelli 6.5 Si disimpegna bene lì in mezzo. SAPIENTE Aiello 7+ L’unico a provarci più volte riuscendo anche a sporcare i guanti al portiere rivale. PUNTERO magazine ABSOLUTE calcio a 7 pagina 13 Premiership c7 – Ristretto mai domo, stagione della consacrazione per la band di mister Pavanelli BOMBER “RIBA” DECIDE LA PREMIERSHIP Una rete sul finale del proprio punteros consegna la coppa a Serratore i soliti colpetti Stocco Ribaudo 2-1 I SOLITI COLPETTI: Gherardi S., Bonardo, Serratore, Germanò, Scalbi, Stocco, Ribaudo, Gherardi Si., Lamorgia, Cattozzo, Peronace RISTRETTO UNITED: Bungaro, Moschella, Ramasso, Boraso, Ferrari, Fasano, Bovero, Ceglia, Russo orbassano – I Soliti Colpetti ed il Ristretto United danno vita ad una finale di Premiership in bilico fino all’ultimo, nella quale la squadra – i Soliti Colpetti - che più a lungo e con maggiore costanza ha dettato il ritmo della gara ha faticato ad imporre la sua supremazia, e a raccoglierne i frutti. Anche perché dall’altra parte, gli avversari hanno sì creato meno e hanno soprattutto badato a controllare, ma hanno messo in campo una grinta tignosa e un orgoglio mai domo, sfiorando anzi in più di un’occasione il vantaggio, che sarebbe stato solo fino ad un certo punto clamoroso. Solo allo scadere, il tiro dal limite del volenteroso e trascinatore Ribaudo, fatalmente deviato da Ramasso, ha permesso ai bianchi di alzare il trofeo. Fin dai primi minuti sono i bianchi a mettere in campo un piglio un pizzico più aggressivo, con il Ristretto che fatica soprattutto ad attaccare con gli esterni, entrambi prudenti e abbottonati, e con la punta Bovero sola a svariare su tutto il fronte offensivo. I Soliti invece possono affidarsi alla verve di un Ribaudo in particolare forma e alla visione di gioco di Germanò, così come intelligente è la posizione, molto alta, di Scalbi e di Stocco, i quali costringono così gli esterni avversari alla prudenza, e diventano spalle ideali per la punta. Il Ristretto ha in capitan Moschella, centrale, il punto principale di riferimento: il capitano infatti, oltre a vanificare molte iniziative dei bianchi, appare in grado anche di gestire il gioco come regista più arretrato. L’inerzia dell’inizio va, comunque, in direzione dei bianchi, come dimostrano il bellissimo tackle di Moschella che sorprende un Ribaudo già sicuro di tirare da posizione favorevole, o i grandi riflessi di Bungaro sul rasoterra di Germanò. Il goal però inizia a farsi sentire nell’aria, e arriva al 6’, con un’azione che sottolinea l’importanza, già accennata, degli esterni alti: Stocco serve Ribaudo, il quale si gira liberandosi della marcatura e lascia partire un insidioso tiro che Bungaro respinge un po’ affannosamente; Stocco, il quale ha seguito l’azione inserendosi da destra, raccoglie la respinta corta, con uno stop anticipa il portiere in disperato tentativo di bloccare la palla e appoggia a porta vuota. Il Ristretto fatica a reagire al colpo subito, latitando un po’ in avanti e lasciando l’iniziativa ai bianchi. La retroguardia resiste però con tenacia, e così anche lo sforzo offensivo dei Soliti si concentra sulla trequarti avversaria e non crea ristretto united ristretto united Russo numerose occasioni – tra queste, Lamorgia che arriva con mezzo secondo di ritardo su traversone del vivace Gherardi Simone, e Bungaro che si rifà dell’imprecisione sul goal chiudendo le porte a Stocco lanciato in una prateria. L’opportunità più clamorosa capita anzi in un’occasione di un’improvvisa fiammata azzurra: un fallo laterale battuto lungo da Boraso trova lo scatto di Bovero e la difesa bianca sorpresa. Il centravanti ha campo aperto, ma un primo stop un po’ difettoso lo costringe ad alzare la mira per evitare l’impetuosa uscita di Gherardi Sergio, con il pallone che finisce così sopra la traversa. L’occasione pare galvanizzare gli azzurri, e la parte finale del tempo diventa così più equilibrata, con i Soliti però ancora quel pizzico più veloci nella manovra, apparendo così forse più superiori di quanto lo siano effettivamente. La ripresa inizia con la Ristretto che conferma i passi in avanti compiuti nella seconda parte del primo tempo. Ferrari impegna subito Sergio Gherardi con una bella conclusione, e la coppia Serratore/Bonardo – aiutati da Gherardi Simone e Stocco disposti a sacrificarsi - si fa trovare pronta nell’anestetizzare la pressione biancoceleste. I Soliti però, quando riescono a distendersi e a ripartire, riescono a pungere con efficacia: così, complici gli schemi già saltati, la partita diventa un divertente botta e risposta, ricca di capovolgimenti di fronte e di spaventi per entrambe le nutrite tifoserie accorse. Bungaro sale ancora sugli scudi quando diventa una saracinesca su Stocco, lanciato a rete da un tocco filtrante di Ribaudo. Sugli sviluppi dell’immediato calcio d’angolo, l’estremo difensore deve invece ringraziare il palo su cui si frantuma la bella conclusione dalla distanza del solito Ribaudo. Al 10’, dopo che l’ennesimo inserimento pericoloso di Stocco svanisce a causa del centimetro che separa la sua testa dal pallone ben crossato da Gherardi Simone, arriva il pareggio: Russo riceve palla sulla trequarti, e si trova col tempo a disposizione per prendere la mira e indovinare una traiettoria a mezz’altezza che si insacca non troppo sotto l’incrocio dei pali. Il pareggio, nonostante il copione continui ad essere dettato perlopiù dai bianchi, è comunque abbastanza meritato, perlomeno per quello che si è visto tra fine primo tempo e inizio ripresa. E soprattutto dà il via ad una fase ancora più spettacolare: più ragionata e basata sul collettivo la manovra dei bianchi, più estemporanea e veloce, basata su rapide ripartenze, quella degli azzurri. Bungaro conferma che l’indecisione sul goal subito è stata un’eccezione compiendo due mezzi miracoli che soffocano l’urlo in gola al giovane Gherardi Simone, bravo a farsi trovare pronto sulla destra e sfortunato nel trovarsi davanti il portiere . Ribaudo, invece, è riuscito a superare i soliti colpetti Bungaro, ma non ha fatto i conti con il palo, di nuovo lì pronto a vanificare il bel destro scoccato dal vertice sinistro dell’area. Dall’altra parte, Bovero ha sui piedi una manciata di ripartenze propizie, ma la punta si mostra più abile a farsi trovare pronto con lo scatto, a difendere palla e a resistere al ritorno dei difensori, che al momento di calciare. Così, per esempio, è bravo a rendere vana la pressione di Bonardo, pressione che però fa sprecare alla punta quel mezzo secondo decisivo perché Gherardi senior esca a valanga sul pallone. Più clamorosa e sfortunata è l’occasione in cui Bovero è, di nuovo, lanciato verso la porta e sfiora la traversa con un sinistro quasi a botta sicura. Sembrerebbe inevitabile, nonostante i ribaltamenti di fronte, l’intervento della Dea dei calci di rigore, ma nel crepuscolo della gara Ribaudo riceve palla nei pressi del vertice sinistro dell’area, si coordina e lascia partire un destro deviato da Ramasso quasi impercettibilmente, ma in realtà in maniera decisiva per spiazzare Bungaro. Quest’ultimo colpo d’ala consegna così la coppa nelle mani dei Soliti Colpetti, degni vincitori di una coinvolgente battaglia. Edoardo Peretti le pagelle I SOLITI COLPETTI GHERARDI S. 7,5: si fa vedere soprattutto per una serie di uscite e per un bella parata verso lo scadere. Sempre pronto, rimane sorpreso in occasione del goal subito. SICUREZZA BONARDO 8: si fa sorprendere solo da una manciata di lanci, ma rimane, nel complesso, un dominatore della propria area, in particolare nel momento di maggiore sofferenza di inizio ripresa. A DOPPIA MANDATA SERRATORE 8: anche per lui una buonissima partita, in cui concede poco e si mostra estremamente difficile da superare. A DOPPIA MANDATA 2 GERMANÒ 8: preferisce lavorare un po’ nell’ombra, ma il suo lavoro dalla cabina di regia è essenziale e a tratti superbo. I momenti in cui però prende fiato si fanno sentire, in negativo, nella manovra della squadra. DEUS EX MACHINA SCALBI 7,5: galoppino della fascia destra, parte molto bene anche in fase offensiva, preferendo poi, in linea di massima, rimanere più abbottonato a badare agli avversari, in particolare nella ripresa. PRUDENTE STOCCO 8: è un folletto che decide come e quando fare il buono e cattivo tempo sulla fascia, giocando spesso più da seconda punta. Perfetto negli inserimenti, un po’ sfortunato nelle conclusioni, nonostante non manchi il goal di rapina e di caparbietà. SCASSINATORE RIBAUDO 8,5: è il più pericoloso dei suoi. Lotta, a volte disperatamente, su tutto il fronte offensivo, ci prova più volte, ma la sorte sembra in debito con lui, almeno fino al tiro che nel finale decide la gara. TENACE GHERARDI SI. 8: partita estremamente intelligente e fantasiosa. Buona gestione della palla e buona capacità di dribbling, ma anche un’evidente capacità di sapere leggere i vari momenti della gara FOLLETTO LAMORGIA 7,5: spesso al centro della manovra nel primo tempo, è più anonimo nella ripresa di sacrificio. INCROCIO CATTOZZO 7: quando deve dare il suo contributo, che si soffra o che si vada all’arrembaggio, non si tira mai indietro. SEMPRE PRONTO PERONACE 7: vale lo stesso discorso di sopra: partita che lo trova sempre pronto e vispo quando c’è bisogno del suo contributo. UTILE RISTRETTO UNITED BUNGARO 7,5: purtroppo per lui l’unica sua imperfezione causa l’1-0. Appunto, però, è l’unica, mentre le grandi parate sono un po’di più. VOLANTE MOSCHELLA 8: da buon capitano, tira la carretta nei momenti in cui la squadra soffre e subisce. Soprattutto come difensore centrale, ostico per tutti, ma anche quando c’è da impostare. TRASCINATORE RAMASSO 7,5: peccato per quell’impercettibile deviazione, perché, in particolare nella seconda parte, la sua è una gara di livello, in particolare in fase difensiva, dove salva più di una situazione potenzialmente imbarazzante. LOTTATORE BORASO 6,5: se a livello difensivo si fa spesso trovare pronto e attento, pur soffrendo Stocco e i suoi inserimenti, latita un po’ quando c’è da attaccare. Una partita “operaia”, con i suoi pro e i suoi contro. POTERE OPERAIO FERRARI 7,5: come l’intera squadra, pare più a suo agio quando c’è da difendere che quando c’è da azzannare. Ciò non gli impedisce di dimostrare una, anche se un po’ intermittente, buona visione di gioco e di fare qualche bel lancio e apertura. GALOPPINO FASANO 7,5: giocando tra le linee, alterna buone e ottime invenzioni a palle perse, ma cerca fino alla fine il colpo di genio, e non si tira indietro quando c’è da sacrificarsi. CABINA DI REGIA BOVERO 6,5: bravissimo e pronto a scattare al minimo segnale potenzialmente favorevole, lotta come un dannato, ma è un po’ sfortunato, e un po’ impreciso al momento del dunque. SOLO CONTRO TUTTI CEGLIA 7: immette un po’ di fosforo nella manovra azzurra, a tratti con efficacia, ma senza rinunciare alla lotta. FOSFORO RUSSO 6,5: Il bel sinistro da fuori è il contributo essenziale ad una gara nella quale, per il resto, non lasci particolari segni. Ma va benissimo così. ESSENZIALE ABSOLUTE magazine calcio a 7 pagina 14 Sud Americana c7 – L’espulsione di Ruggia condanna l’Atletico di Mosca ALTA TENSIONE ALLA PROVA DEL... 9 Senza storia una finalissima che si prospettava differente atletico vinovo 0-9 Atletico Vinovo: Ciocca, Di Francesco, Minetti, Mosca, Rossi, Ruggia D., Ruggia S., Russo. FC Alta Tensione: Bordino, Burtaccio, Conte, Di Gregorio, Fiorellino, Lercara, Orrù M., Orrù A., Sacco, Stano, Timorati. orbassano – Dopo una stagione vissuta ad alti livelli, Atletico Vinovo e FC Alta Tensione raggiungono meritatamente il palcoscenico delle Finals per contendersi la coppa Sud Americana. Entrambe vincitrici del proprio girone di campionato, rispettivamente il San Paolo e il Corinthias, ma entrambe eliminate fin troppo presto nei Play Off. In coppa invece, le due squadre hanno compiuto un percorso difficile ma vincente. Per i vinovesi, gli scogli dei Citizen e del Mahle sono stati superati negli ottavi e i quarti con un gol di scarto. Più semplice l’impegno nella semifinale vinta con un rotondo dieci a uno sul Real Orbassano, decimato dalle assenze in quella occasione. Per l’Alta Tensione invece, dopo le convincenti vittorie con Viking e Real Canaglie nei primi due turni, il capolavoro è stato fatto in semifinale dove l’avversario era il Milf Hunters, vice-campione dei Play Off. Il match che metteva in palio la coppa dunque si prospettava molto equilibrato e ricco di emozioni. Invece, come testimonia il risultato, per la Orru’s band è stato un vero e proprio trionfo. Il risultato è fin troppo punitivo per l’ottima squadra di capitan Mosca che ha pagato caro il fallo di reazione che dopo dieci minuti ha causato l’espulsione di Ruggia S., quando il punteggio vedeva l’Alta Tensione avanti per due reti a zero. Dall’altra parte, i campioni del Corinthias hanno sfruttato al meglio la superiorità numerica correndo pochissimi rischi durante quasi tutta la gara. Quando l’Atletico provava qualche sortita offensiva, l’ottimo Timorati si prodigava per bloccare le conclusioni avversarie. L’Alta Tensione si è mostrata come una squadra solida che ha confermato tutti i pregi mostrati durante la stagione. Come già detto, il reparto difensivo è uno dei punti di forza della squadra: con soli venti gol subiti in campionato e un solo cartellino giallo rimediato nei quattordici turni del girone, la fase difensiva della squadra sembra aver raggiunto automatisti di altissimo livello, con giocatori del calibro di Lercara e Di Gregorio. Così come l’attacco che nella sfida dello Sporting Orbassano ha visto andare a segno cinque marcatori diversi: i soliti Bordino e Conte, rispettivamente ventisei e ventidue reti in stagione, hanno ancora mostrato tutto il loro valore siglando una doppietta atletico vinovo fc alta tensione Conte 2 Bordino 2 Orrù M. 2 Stano Burtaccio Lercara a testa. Senza dimenticare la regia a centrocampo di capitan Orrù M., un vero trascinatore per tutto il gruppo. Per l’Atletico Vinovo invece, a parte questa sfortunata finale, non rimane che guardare alla stupenda stagione di Mosca e compagni. Oltre alla finale raggiunta nella Sud Americana, il trionfo nel San Paolo rende sicuramente onore al team che è riuscito a conquistare il titolo battendo i cugini del Vinovo ‘82 nello scontro diretto decisivo. Un titolo che ha consacrato Di Francesco tra i re dei bomber del Calcio a 7 Absolute con addirittura trenta reti. La cronaca della finale. Il caldo quasi estivo di questa domenica di maggio sorprende le due contendenti che iniziano con un ritmo blando, alla ricerca della temperatura giusta per dare inizio alle danze. Il solito Di Francesco è il primo a creare pericoli alla difesa avversaria quando siamo arrivati al quarto minuto. Il numero sette dell’Atletico si invola sulla corsia esterna per poi accentrarsi, il suo fendente però è bloccato con sicurezza da Timorati. Un minuto dopo prova a rispondere a Conte per l’Alta Tensione, la sua conclusione però non trova grande fortuna e si spegne a lato. Dopo un inizio equilibrato, l’Alta Tensione trova il vantaggio: dopo otto minuti di gioco, il direttore di gara concede giustamente un penalty per Orrù e compagni. Conte si porta sul dischetto e con un potente destro spiazza Ciocca. Il bomber dell’Alta Tensione ci prende gusto e dopo quattro minuti raddoppia. Il suo destro, dopo aver ricevuto un preciso assist di un compagno, batte ancora una volta Ciocca per il due a zero. Qualche minuto dopo, come già detto prima, il fallo di reazione di Ruggia S. costa l’espulsione al numero ventitre dell’Atletico Vinovo che lascia cosi in inferiorità numerica la sua squadra. L’Alta Tensione sfrutta al meglio la situazione per dilagare prima dell’intervallo. Capitan Orrù e Bordino fissano il risultato sul quattro a zero chiudendo di fatto il match con venticinque minuti di anticipo. La situazione ha creato molti problemi per i vinovesi che probabilmente, in parità numerica, avrebbero potuto rappresentare un ostacolo molto serio per gli avversari verso la conquista della coppa. Ma è ammirevole l’atteggiamento della squadra, con l’uomo in meno e con pochi cambi a disposizione, che ha comunque cercato di giocare senza pensare troppo a difendersi o al risultato finale. La seconda frazione di gioco dunque non regala troppe emozioni e le altre reti dell’Alta Tensione servono solamente per le statistiche. Bordino e Orrù M. trovano la doppietta personale, oltre alle reti di Stano, con un bella conclusione dal limite, Burtaccio e Lercara. Per l’Atletico le poche conclusioni verso la porta fc alta tensione avversaria, ad opera dei positivi Russo e Di Francesco, passione che entrambe le formazioni hanno messo hanno sempre trovato pronto Timorati. Il fischio in campo in questa lunga cavalcata terminata sotto finale sancisce così il trionfo nella Sud Americana un caldo quasi estivo di una domenica di maggio. per Orrù e compagni. L’Alta Tensione corona così una stagione da urlo, verso nuovi obiettivi e nuovi Alessio Bianco stimoli, senza mai dimenticare il divertimento e la Atletico Vinovo le pagelle Ma il capitano è l’ultimo ad arrendersi continuando comunque a giocare anche con il risultato compromesso. Stoico. Rossi 6: Cerca di soprendere la difesa avversaria nelle corsie laterali e ci riesce bene soprattutto ad inizio gara. Con l’inferiorità numerica è costretto a maggiori compiti di copertura. Tuttofare. Ruggia D. 6: Prova a contenere in fase difensiva gli spietati avversari con chiusure e anticipi semplici ma efficaci. Sicuro. Ruggia S. 6:: Il suo fallo di reazione costa caro alla squadra che è costretta a giocare per quaranta minuti con un uomo in meno. Rimandato. Russo 6: Prova a giocare palla terra con i suoi compagni, soprattutto con le corsie laterali. Insieme a Di Francesco cerca qualche timida conclusione verso la porta avversaria senza però trovare fortuna. Generoso. Ciocca 6.5: Una finale sfortunata per il portierone vinovese che è costretto a subire troppe reti senza che lui ne abbia colpa, anzi è bravo a fermare più volte gli avversari evitando un passivo maggiore. Impegnato. Di Francesco 6.5: Dopo una stagione da record, il bomber dell’Atletico non trova troppa fortuna nella finalissima anche a causa della situazione di svantaggio della sua squadra. Ma insieme a Russo prova ad impienserire un perfetto Timorati. Non si arrende. Minetti 6,5: Nonostante la sua generosità in fase di copertura, non riesce ad invertire la rotta di una finale maledetta. Ci prova, Mosca 6,5: La stagione della sua squadra si chiude con una sconfitta oltremodo punitiva per i valori espressi durante tutto il torneo. Alta Tensione fermare pericoli come Russo e Di Francesco. Maiuscolo. Bordino 8: Eccellente interprente nella fascia Orrù M. 8.5: Così come nel resto della centrale del campo, la doppietta di questa stagione, il capitano dell’Alta Tensione fa partita premia la sua determinazione quanto sentire la sua presenza in mezzo al campo, sia la sua classe sul campo, oltre ad una stagione come terzo difensore aggiunto quanto come primo giocatore ad inserirsi in attacco. La sua da protagonista. Stella. è un premio per una stagione che Burtaccio 7.5: Con la rete di oggi raggiunge la doppietta ha visto trascinare la sua armata giallonera doppia cifra in stagione, premiando così il suo lo conquista del Corinthias e di questa apporto alla squadra anche entrando in corso alla prestigiosa coppa. d’opera. Subito in gara. A. 7.5: Nonostante i pochi minuti Conte 8.5: Una stagione ad altissimi livelli Orrù questo match, il suo apporto durante per il bomber dell’Alta Tensione coronata di questa lunga ma vincente stagione è stato con una doppietta in questa finale. Cerca importante spesso la profondità provando a sorprendere squadra. per la conquista dei trofei. Uomo in velocità la retroguardia vinovese per poi approfittare degli ampi spazi nella seconda Sacco 7.5: Anche lui decisivo nella rincorsa frazione per servire precisi assist per i a questo ambito trofeo, può festeggiare insieme ai suoi compagni un nuovo successo compagni. Goleador. Di Gregorio 8: Un muro davanti alla porta, con dopo il Corinthias. In forma. perfetti interventi difensivi chiude qualsiasi Stano 8: Sempre pericoloso sulla fascia velleità offensiva ai sfortunati avversari. Wall. laterale, i suoi inserimenti mettono in gli esterni avversari costretti a Fiorellino7.5: Contribuisce anche lui, difficoltà soprattutto nella seconda parte di gara, al chiudere in marcatura su di lui. Incursore. trionfo del team in questa finale con giocate Timorati 8.5: Una partita perfetta per l’estremo difensore giallonero, un muro semplici ma sempre efficaci. Preciso. nella porta dell’Alta Tensione. Lercara 8: Insieme a Di Gregorio forma un duo invalicabile difensivo davvero di alto livello riuscendo a Saracinesca. magazine ABSOLUTE calcio a 7 pagina 15 FA Cup c7 – Sotto questo sole bello giocare ma c’è da sudare… I CANNONI HANNO FATTO BANG! La rete di Russo nel finale regala la coppa ai rossoblu as tronzi Vietti 1-2 AS TRONZI: Baston, Vietti, Filippone, Giuglardi, Coloca, Screti, Marchese GUNNERS: Liso, Orlando, Decuzzi, Tosarini, Yamini, Russo, Damiano, Di Blasi, Messina orbassano – Trionfo dei Gunners che con una cannonata per tempo abbattono le resistenze ‘nemiche’ e conquistano la coppa. Le due finaliste dell’ Intertoto di calcio a 7 scendono in campo quando la temperatura sfiora i 32° e il sole è ancora alto in cielo. Le squadre approffittano di ogni occasione per dissetarsi e ovviamente ne fa le spese il ritmo che stenta a decollare. Nonostante questo i rossoblu vanno subito vicini al vantaggio con Yamini che colpisce la traversa con un tiro secco al secondo minuto di gioco. La risposta dei Tronzi, privi dello squalificato capotan Gagliardotto, è affidata a Coloca che si gira e colpisce dal limite dell’area un palo interno clamoroso. Le emozioni dunque non mancano nonostante si cerchi di limitare il dispendio di energie da entrambe le parti. Al 6’ il solito Coloca, attivissimo, va via da solo in progressione ma conclude altissimo. Al 10’ Tosarini cambia gioco e pesca con un lancio preciso Messina che prova la conclusione al volo non trovando lo specchio ma non di molto. La premiata ditta Tosarini-Messina ci riprova subito dal calcio d’angolo il regista rossoblu pesca ancora Messina che schiaccia troppo di destro, la palla lentamente dopo il rimbalzo finisce tra le braccia sicure di Baston. Grande azione al 13’ dei Gunners con Damiano e Orlando che mandano in porta Yamini ma la punta spreca alzando sopra la traversa. I Tronzi con il passare dei minuti si fanno via via schiacciare dai rossoblu che fanno girar palla cercando di sfiancare gli avversari che rispetto a loro giocano in 7 contati senza cambi in una giornata infuocata. Al 16’ un giocatore rossoblu in rovesciata riesce a crossare al centro per Messina che all’ultimo viene chiuso in angolo. Il laterale dei Gunners riesce spesso e volentieri as tronzi gunners Decuzzi Russo in questo avvio a mettere in difficoltà la difesa gialloblu. Numero di Decuzzi che scappa sulla destra ma poi sbaglia appoggio per Russo consentendo la chiusura da parte di Marchese. Decuzzi entrato a metà primo tempo sembra dare nuova linfa ai Gunners mentre come già detto i gialloblu senza cambi paiono sulle gambe. Proprio Decuzzi al 19’ va al cross ma la conclusione angolatissima dell’esterno opposto, Messina, viene salvata sulla linea da un difensore tra le imprecazioni di mister Chiorra che se la prende con la sfortuna. A pochi minuti dall’intervallo i Gunners passano meritatamente in vantaggio: Tosarini attira su se steso due difensori prima di scaricare per l’accorrente Decuzzi che piazza il sinistro scavalcando Baston. I Tronzi sembrano non aspettino altro che la pausa per poter rifiatare e infatti rischiano di capitolare nuovamente sotto i colpi rossoblu. Messina mette in mezzo per Decuzzi che riesce solo a sfiorare di testa senza riuscire a dar forza al pallone, parata facile per il numero 1 gialloblu. Primo minuto dopo il rientro in campo e Tosarini prova subito a chiudere ogni discussione ma il suo potente tiro esce di poco e si rimane sull’1 a 0. Ripartono davvero forte i Gunners con Tosarini che nuovamente si libera per andare alla conclusione, bravo Baston a deviare con il piede verso il fallo laterale ma la palla è tenuta in campo da Messina che crossa per lo stesso Tosarini che a colpo sicuro sul secondo palo vede la palla sbattere sulla nuca di un avversario ed uscire. I Tronzi barcollano ma non mollano e trovano nella prima vera occasione della ripresa il pareggio. Vietti ruba palla a metà campo e si invola verso la porta, i rossoblu temporeggiano troppo consentendo al centrocampista avversario di arrivare in zona tiro e segnare. Vietti è sicuramente il più in forma tra i suoi e con un superbo assist per Marchese per poco non consente ai suoi di trovare l’incredibile controsorpasso immediato: è grandioso nella circostanza Liso che blocca la sfera sulla linea di porta. Prendono coraggio i gunners Tronzi che mescolano le carte spostando il numero 9 Screti al centro della difesa. Screti che fino a quel momento da punta si era visto poco dalla nuova posizione riesce invece a rendersi pericoloso con una gran azione terminata con un tiro potente dalla distanza senza trovare però la porta. Russo perde un brutto pallone sulla trequarti ma per sua fortuna non ne approfitta Marchese che gira sul fondo l’assist di Vietti. Il forcing dei gialloblu si spegne nuovamente nella parte centrale della ripresa con i Gunners che grazie ai due cambi a disposizione e specialmente con la facilità di corsa di Messina e Decuzzi sulle fasce torna padrone del gioco. Decuzzi va vicino alla rete ma il tiro deviato sfila accanto al palo. Russo serve un pallone d’oro a Di Blasi che però non se la sente di calciare e permette ai Tronzi di recuperare e partire in contropiede, per loro fortuna il passaggio decisivo di Vietti per Marchese è troppo lungo. Al 16’ coast to coast di Screti che partendo da lontano può prendere velocità e diventare inarrestabile, la bordata del numero 9 gialloblu è alzata in angolo dall’attento Liso. Replicano i Gunners con Decuzzi che viene abbattuto al limite: la punizione di Tosarini è forte ma imprecisa e così si rimane sull’1 a 1. Altra punizione dal limite, un po’ più distante questa volta, Tosarini riesce a far passare il pallone che deviato diventa insidiosissimo per Baston che riesce però ad opporsi. Al 22’ la svolta: Tosarini arriva sul fondo e dalla destra centra per Russo che di prima spedisce alle spalle del portiere gialloblu il gol del 2 a 1. Sul più bello tremano un poco le gambe ai rossoblu che consentono ai Tronzi di provarci con le residue energie. Filippone riesce ad andersene via centralmente ma Tosarini è reattivo nell’intervenire sul pallone indirizzato per il solissimo Vietti. Ultima chance dal corner con Vietti che riesce a colpire ma manda fuori in precario equilibrio. Triplice fischio che consegna la coppa ai Gunners! Mirko Guarene le pagelle AS TRONZI Baston 7 Due parate davvero difficili e nessuna colpa sui gol. PERUZZI Vietti 8 Il migliore dei suoi, corre per 50 minuti ed è sempre nel vivo dell’azione. EROE Filippone 7 Difensore arcigno che chiude su tutto e tutti. ROCCIA Giuglardi 6.5 Punta molto sulla sua velocità ma fatica a rendersi pericoloso. DEFILATO Coloca 7 Il fantasista le prova tutta per creare pericoli alla forte difesa avversaria. DINAMICO Screti 6/7 Primo tempo incolore ma si rifà nella ripresa. LOCOMOTIVA Marchese 7 Lo cercano molto ma oggi non è riuscito a fare miracoli lì davanti. PUNTERO GUNNERS Liso 8 Determinanti un paio di suoi interventi. SARACINESCA Orlando 8 Difensore che non va per il sottile, dura passare dalle sue parti. MURAGLIA Decuzzi 8/9 Entra e sblocca la partita, una manna in giornate come questa avere uno che corre e gioca con questa grinta. MAN OF THE MATCH Tosarini 8+ Suo l’assist per il gol partita, patisce un po’ il caldo ma anche al piccolo trotto tocca una marea di palloni. IL MOTORE YAMINI 7/8 Va subito vicino al gol mail bomber poi sparisce dalla partita. APPANNATO RUSSO 9 Segna un gol verso il finale di partita che lo rende l’assoluto protagonista della finale di FA Cup. STAR Damiano 8.5 Elegante difensore che concede nulla e imposta con saggezza. IL SAGGIO Di Blasi 7/8 Fino a quando ha energie si prodiga nel rincorrere gli avversari, chiude in deficit di ossigeno. TERZINO Messina 8.5 Fin dall’inizio è il più attivo dei suoi, non si dimostra freddissimo sotto porta ma offre un contributo enorme. INDOMABILE ABSOLUTE magazine calcio a 7 pagina 16 Intertoto c7 – Smart ottima alle Finals e più in generale nella stagione appena trascorsa THE SOUTHERNS IN CIMA ALL’INTERTOTO Procopio – Marra solita coppia di funamboli the southerns 2 Procopio D. 2 Grandelli Pupillo 5-1 THE SOUTHERNS: Santacroce, Notaris, Procopio M., Marra, Ferrino, Grandelli, Procopio D., Pupillo, Cugnasco, Pizzi THE SMART TEAM: Garofalo, Zanin S., Zanin M., Lavezzo, Scalenghe, Marongiu, Ruffino, Marnetto orbassano – La finale di Intertoto di calcio a 7 è stata vinta dai rossi The Southerns, la squadra che ha saputo controllare più a lungo e con maggiore decisione il ritmo della gara, pur sprecando molte delle occasioni create, in particolare nel primo tempo. La beffa che capita a chi costruisce e allo stesso tempo spreca molto è stata evitata sia per la costanza della tenuta difensiva, sia perché nella ripresa i rossi si sono mostrati ben più incisivi e cinici, passando dallo striminzito e pericolante 1-0 del primo tempo al 5-1 definitivo. Lo Smart Team, dal canto suo, ha avuto i suoi momenti migliori a fine primo tempo e nelle primissime battute della ripresa, quando ha cercato con maggiore convinzione il pareggio, costringendo Santacroce ad una serie di difficili, tra i quali un paio di quasi miracolosi, interventi, fino a mollare gradualmente nel corso della ripresa, escluso un moto d’orgoglio verso il triplice fischio. Il gioco dei rossi è ruotato sull’asse centrale Procopio Domenico-Marra, intorno al quale tutti i componenti della squadra si sono resi partecipi alla manovra, che è così diventata presto estremamente avvolgente e difficilmente contrastabile. Vivaci anche le due ali, in particolare Grandelli, protagonista della ripresa e funambolico pendolino particolarmente in confidenza con il dribbling. Il calcio champagne dei sudisti è stato parzialmente vanificato dal fatto che la brillantezza mostrata nel costruire le azioni non è stato accompagnata da un altrettanto brillante concretezza al momento del dunque, con tiri qua fiacchi e là imprecisi, e là ancora sfortunati (senza dimenticare i riflessi del sempre attento Garofalo), che hanno reso la squadra un po’ una bella incompiuta, almeno per quanto riguarda i primi 25 minuti. Le cose, comunque, si sono messe subito bene per i baldanzosi rossi, in vantaggio già al 2’, grazie ad un’invenzione di Procopio: dribbling a rientrare e sinistro dritto all’angolino. I minuti successivi vedono Domenico Procopio, Marra e Grandelli dialogare e giocare a loro piacimento nei territori della trequarti avversaria, arrivando con frequenza al tiro. Lo Smart prova a rispondere, ma la sua manovra solo raramente trova gli sbocchi giusti. Questo almeno fino alla seconda metà del tempo, quando gradualmente the smart team the smart team Zanin S. si ristabilisce un certo equilibrio, e quando la retroguardia bianca riesce a prendere le misure ai sempre temibili giocolieri rossi. I bianchi prendono un po’ di coraggio e si rendono pericolosi in una manciata di occasioni. Santacroce però annulla prima la deviazione di prima di Marco Zanin, poi , con un coefficiente di difficoltà ancora più alto, si supera su Lavezzo lanciato a rete, mentre per la troppa fretta Marco Zanin non approfitta di un avventuroso fraseggio orizzontale dei difensori avversari cercando un pallonetto che si spegne lontano dalla traversa. Se la seconda parte è stata più combattuta, nel complesso i Southerns si sono mostrati a tratti più brillanti, e comunque in generale messi meglio in campo. Ad inizio ripresa, vista anche la crescita dei bianchi di fine primo tempo, sarebbe lecito per i Southerns temere il fatto che le tante occasioni sprecate presentino il conto al destino, e che il poco cinismo diventi una zavorra pesante da portare; anche perché il primo spavento arriva quasi subito, con Ruffino che imbecca in profondità Marongiu, fermato solo dalla tempestiva uscita di piede di Santacroce. Dopo i primi minuti di relativo equilibrio, all’8’ però arriva il 2-0 che scaccia i fantasmi in casa dei rossi: Procopio, da destra, cambia sapientemente gioco trovando l’accorrente Ferrino, il quale accelera saltando Lavezzo e guadagnando il fondo; preciso poi il suo tocco in mezzo per il tap-in d’esterno del veloce Grandelli. Dopo una deviazione di prima, da posizione favorevole, di Marra finita alta sopra la traversa, al 10’ la partita si riapre, grazie alla rete di Stefano Zanin, imbeccato nel suo inserimento da destra dal bel cross di Scalenghe: la deviazione di prima non è facilissima, ma l’esterno è abile nell’indovinare la traiettoria e la potenza giusta. Il riavvicinamento però dura poco, poco più di un minuto: all’11’ Grandelli conferma il suo ruolo di protagonista con un goal bello soprattutto nell’ottima preparazione più che nella conclusione in sé: l’ala è bravissima a difendersi dall’assalto di tre difensori e a riuscire comunque a trovare lo spiraglio per il tiro, preciso ma non irresistibile, e soprattutto inaspettato e improvviso, che così sorprende Garofalo, in grado solo di deviare vanamente. Al 15’ la gara viene quasi totalmente chiusa con la rete del 4-1, a firma questa volta di Domenico Procopio, il quale ancora una volta mette in mostra le sue capacità di saltare l’uomo e di tenersi il pallone incollato ai piedi. Il numero 7, come nell’occasione dell’1-0, riceve il pallone sulla fascia e si accentra con un dribbling a cui segue un potente sinistro che inesorabile si the southerns insacca nelle vicinanze del primo palo. A questo punto, lo Smart Team è un po’spaesata dai colpi subiti, e lascia spazio alle cavalcate avversarie senza però riuscire a creare pericoli che possano far pensare ad un improvviso rientro nei giochi. Da notare lo scatto da centometrista con cui Ferrino percorre metà campo, prima di mettere in mezzo un pallone leggermente troppo lungo per Pupillo. Nonostante un moto d’orgoglio bianco nel finale, sono ancora i The Southern a rendersi pericolosi, sfiorando più di una volta il 5-1, che arriva proprio al 25’, con Pupillo solo in mezzo all’area e pronto alla deviazione con la quale può scrivere il suo nome nel tabellino dei marcatori. Edoardo Peretti le pagelle THE SOUTHERNS SANTACROCE 8: a lungo quasi inattivo, non si fa sorprendere dal ritorno dei bianchi, annullando i loro sforzi con una serie di ottimi interventi e qualche coraggiosa e tempestosa uscita. In fin dei conti, decisivo UOMO RAGNO NOTARIS 8: gara senza sbavature e precisa nelle chiusure, parte di una coppia di centrali affiatata e sempre sul pezzo. Non si tira indietro quando c’è da impostare. FERMARSI ALLO STOP PROCOPIO M. 8: dalla sua parte si passa con difficoltà e raramente. Anche lui concede pochissimo. INCROCIO PERICOLOSO MARRA 8: è fondamentale nell’indirizzare il gioco, e si entusiasma quando può dialogare con i compagni di trequarti. Manca un po’ di pepe al momento del tiro, ma è il primo organo vitale della squadra. CENTRO DIREZIONALE FERRINO 8: si fa vedere per un paio di prepotenti cavalcate sulla fascia, ma da inizio alla fine controlla con allo stesso tempo grinta e intelligenza la zona di sua competenza. Sua l’azione del 2-1. PENDOLINO GRANDELLI 8,5: già nel primo tempo si nota per la fantasia con cui costruisce azioni e opportunità per sé e per i compari. È nella ripresa che però esplode, non solo per la doppietta. FUNAMBOLO PROCOPIO D. 8,5: apre le danze, si crea e crea occasioni per bissare, e nonostante la poca freddezza in certi momenti, rimane costantemente al centro della manovra, capace di accelerare il ritmo a suo piacimento. GIOCOLIERE PUPILLO 7,5: un goal realizzato e qualche goal sfiorato, e la capacità di creare un senso di minaccia imminente e costante, anche aldilà dell’effettiva caratura della sua prova. TEMIBILE CUGNASCO 8: abile sia nel sostenere la manovra che nel coprire, fa tutto ciò che deve fare nella fascia di riferimento, anche a costo di essere poco appariscente. LOTTATORE PIZZI 7: chiamato in causa, è perfettamente inserito negli schemi della squadra CARATTERISTA THE SMART TEAM GAROFALO 7,5: tiene a galla la nave fin che riesce, esaltando in più di un’occasione i suoi riflessi. Poi, si arrende, con qualche responsabilità però solo sul 3-1. FIN CHE PUÒ ZANIN S 7: tra i migliori dei suoi, non solo per la non facilissima deviazione del momentaneo e illusorio 2-1, ma per l’impegno che mette e la costanza tattica che mai viene meno. Prova a prendere le misure ai funamboli avversari, più che altro soffrendo STOICO ZANIN M. 7: con qualche buona invenzione e qualche pericolo creato, prova a spingere e ricaricare i suoi, con risultati alterni. Alla fine un po’ anche lui tira i remi in barca. RESISTENTE LAVEZZO 7: protagonista di alcune delle opportunità migliori e di una serie di belle aperture, anche lui prova a ritrovare i fili aggrovigliati del discorso, riuscendoci a tratti. Significativo che quando gira lui gira l’intera squadra. CI PROVA SCALENGHE 7: autore del bel cross del 2-1, alterna momenti di sofferenza ad altri di una certa incostante incisività. Vede un po’ i sorci verdi in fase di copertura. CORAGGIOSO MARONGIU 6,5: terminale offensivo poco servito e raramente in grado di mostrarsi pericoloso, dà il meglio come pivot e sponda per i compagni ISOLATO RUFFINO 6,5: partita non particolarmente incisiva, anche nei momenti migliori della squadra, nonostante qualche buon pezzo. ALTALENANTE MARNETTO 7: partecipa ai destini della squadra, solita ottima tecnica e visione di gioco. REGISTA magazine ABSOLUTE calcio a 7 pagina 17 Confederations - Biancoverdi secondi a testa alta VIKING PADRONI DELLA CONFEDERATIONS Voci espulso e i vichinghi dilagano a cinque dalla fine viking Scherma Cavagnero 2 Drazza Parrino 5-1 VIKING: Pin, D’Alcalà L., Drazza, Scherma, Cavagnero, Intermite, Goria, Chiricosta, Gioacchino, Parrino, D’Alcalà M., D’Alcalà F. CITIZEN: Rizzi A., Voci, Zgarian, Giuliani A., Rizzi S., Giuliani F., Musumeci, Di Fiore, Accossato. orbassano – Dopo aver dominato per l’intera stagione nel Fluminense e abbandonato i Play Off solamente ai quarti di finali a ai calci di rigore ecco arrivare la degna conclusione per lo squadrone creato ad arte da Luca Pin. I Viking, creatura sfornata dal portierone black e dai suoi vecchi compagni del rettangolo verde ridotto più qualche innesto di qualità del Villa Tana, portano a casa un titolo importante e dovuto a fronte della grande stagione appena conclusa. Cinquina che sa di schiaffo ai Citizen di Alessandro Rizzi, penalizzati dall’ingenua espulsione per proteste di Voci a metà ripresa, perchè fin lì i biancoverdi sono impeccabili in una finale dura ai limiti del regolamento ma ben salda tra le mani del direttore di gara. Confederations contesa quindi tra organici d’alto livello quest’anno, tra quella che alla vigilia poteva essere una papabile vincitrice del titolo Absoute c7 e una sorprendente new entry che fa il suo esordio nella kermesse con il secondo posto nel Palmeiras e una finale di coppa. E’ facile dunque immaginare la caratura di un match tecnico e veloce come questo con i Viking a costruire palla a terra grazie alle geometrie e alla fantasia del solito Drazza, miglior giocatore e capocannoniere del Fluminense, che ancora una volta mostra il talento naturale del suo destro, un gol e suo l’assist per lo sfortunato autogol di Giuliani. Chiricosta, gioiello del Villa Tana, da quel qualcosa in più sul piano della qualità e la squadra grazie a lui gira in maniera fluida e armoniosa a cui si aggiunge la velocità devastante di Parrino, ex Fragoline di Bosco, sempre nel vivo del gioco con giocate eccellenti. La cristalleria Viking vanta anche altri due pezzi pregiati del Villa Tana nonchè citizen citizen Di Fiore campioni Absolute c5 nel 2013, ovvero Intermite e Gioacchino. I due santenesi giocano come meglio sanno fare con razionalità ed esperienza a completare l’assetto medio basso con il trio D’Alcalà, un mix di grinta, carattere e polmoni. Cavagnero dal suo canto conferma ancora una volta di essere un cannoniere eccezionale dal killer instinct inconfondibile così come è fondamentale il lavoro di Goria a supporto della manovra. Partita convincente anche quella dei Citizen che tengono botta alle conclusioni dei Vikings soprattutto grazie alle parate fondamentali di capitan Rizzi, sempre pronto e reattivo quando interpellato. Zgarian fa valere il fisico a capo della difesa insieme ad Accossato che per l’occasione preferisce partire dalla retroguardia, buona gara ma sono mancati i suoi gol. Cosa che viene a Di Fiore su punizione a poche battute dal fischio d’inizio e che tiene in vita i biancoverdi fino all’espulsione evitabile di Voci sull ‘1-1 a metà ripresa. I fratelli Giuliani fanno girare bene la squadra con passaggi semplici e ben misurati al pari dell’importanza in mezzo al campo di Stefano Rizzi a dettare con i giusti tempi le manovre di gioco. CRONACA - Match sbloccato dopo due giri di lancette dalla punizione deviata di Di Fiore a beffare uno spiazzato Pin, 1-0 Citizen. I Viking si riversano nella trequarti biancoverde a trovare la giusta soluzione per trovare il pari. Drazza e Chiricosta ci provano dalla distanza ma Rizzi è insuperabile e mantiene il vantaggio dei Citizen. Stefano Rizzi sembra il più ispirato e guida in velocità la squadra in contropiede portando alla conclusione i fratelli Giuliani in più occasioni ma il risultato non cambia fino al pareggio di Scherma al 20’ che riesce finalmente a superare l’estremo biancoverde da distanza ravvicinata. Nella ripresa il canovaccio della gara sembra essere il medesimo. I Viking costruiscono trame veloci palla a terra con Drazza a trovare l’imbucata per Parrino e Cavagnero ma la difesa Citizen è sempre attenta a spezzare il gioco santenese e a far ripartire le proprie punte. La Confederations sembra avviarsi verso i calci viking di rigore quando al 15’ Voci si fa espellere per proteste dopo essere appena stato ammonito giustamente per un fallo su Chiricosta a metà campo. Episodio che spiana la strada ai Viking verso il titolo nonostante l’ammirabile stoicità dei Citizen in inferiorità numerica. Al 17’ Cavagnero non perdona a tu per tu con Rizzi, piatto destro all’angolo basso. Un minuto più tardi Drazza porta a spasso la difesa dei Citizen per poi depositare la sfera oltre la linea e Parrino insacca il 4-1 al 20’ in contropiede su assist di Cavagnero. Tre minuti, tre gol che mettono in ginocchio i biancoverdi e le ambizioni di vittoria, seppellite ulteriormente dall’autogol beffardo di Giuliani su cross di Drazza allo scadere. Finisce in una mezza goleada la finale per i Viking che soffronoo fino al cartellino rosso inflitto ai Citizen sebbene le occasioni più importanti siano passate dai loro piedi. Gli episodi condizionano le parti, ma bisogna saperne cogliere l’utilità e i blacks di Pin lo fanno alla perfezione giustiziando i biancoverdi in tre minuti e portando a casa la coppa. Peccato per la batteria di Rizzi e per le occasioni create nell’arco dei cinquanta minuti. I Citizen comunque debuttano alla grandissima nel panorama Absolute e viste le premesse ci si aspettano grandi cose nella prossima full season. Fabrizio Giangualano le pagelle VIKING Pin 7: uno dei migliori portieri Absolute di sempre, altra finale di spessore, il combo funziona. Storia. D’Alcalà L. 7: grinta da vendere, non lascia un metro agli avversari, coriaceo a capo della difesa. Colonna. Drazza 7.5: i suoi dribbling rapidi e le sue geometrie fanno ammattire i biancoverdi, un gol e mezzo per lui. Playmaker. Scherma 7: trova un gol importante a fine primo tempo, serviva un difensore per sbloccare i Viking. Offensivo. Cavagnero 7.5: quando la classe non è acqua, entra nella ripresa con tanto di gol e assist. Micidiale. Intermite 7: dà il cambio in difesa e guida la squadra con carisma sebbene sia tra i più giovani in rosa. Personalità. Goria 7: infaticabile a tutto campo, non perde mai di vista il pallino del gioco. Sul pezzo. Chiricosta 7+: giocatore che sa spaziare dal terzino aggiunto in fase di copertura al trequartista in quella d’attacco. Totale. Gioacchino 7: quantità e qualità in mezzo al campo, tutto quello che serve ad un centrocampista moderno. Completo. Parrino 7.5: non lo conosciamo oggi, il suo talento è cosa indiscussa, partenza a rilento per poi esplodere nella ripresa. Albori. D’Alcalà M. 7: gara importante per il laterale black che esce alla grande dalla finale. Funambolo. D’Alcalà F. 7: entra nella ripresa a dar appoggio in fase difensiva e lo fa al meglio alleggerendo efficacemente la pressione. Prezioso. CITIZEN Rizzi A. 7.5: praticamente insuperabile nel primo tempo, nel secondo cede all’inferiorità numerica. Guantoni. Voci 6: mezzo voto in meno ovviamente per l’inutile cartellino rosso rimediato a metà ripresa, fin lì partita più che buona. Ingenuo. Zgarian 6.5: difensore dalla mole importante e la fa sentire agli attaccanti di Pin. Colosso. Giuliani A. 6.5: ha sui piedi un paio di occasioni ghiotte per allungare sui Viking ma le sciupa. Volontà. Rizzi S. 7: il più lucido tra i biancoverdi, prende palla e imposta per i compagni, non trova il gol ma le sue idee sono ottime. Cervello. Giuliani F. 6.5: come il fratello, si trova in condizioni per poter assestare il colpo ma Pin è insuperabile. Impegno. Musumeci 6.5: buona partita di spinta per il laterale di Rizzi che si fa trovare puntuale sul fondo per poi provare l’imbucata. Pendolino. Di Fiore 7: suo il gol d’apertura che tiene vive le speranze dei Citizen, buona gara sul corridoio di sua competenza. Caldo. Accossato 6.5: sono mancati i suoi gol, la sua incisività in area nemica, tuttavia niente male in fase di copertura. Eclettico. ABSOLUTE magazine calcio a 7 pagina 18 Mitropa c7 – Catanese e l’Nrg ci provano ma nella ripresa è festival orange IL DRINK SI BEVE DENTRO LA COPPA Lepri imprendibile, villastellonesi in delirio nrg Catanese 2 Fratamico Fierro 4-8 FC BOSCHETTO: Visconti, Ferrino F., Colarelli, Favale, Ferrino L., Lorusso, Saddi, Sartorello, Vicenzutto FN DON BOSCO CASELLE: Corradi, Barale, Catrambone, Desiderio, Marcello, Morelli, Pilone, Rodasta, Rosano, Varga orbassano – Il caldo torrido del primo pomeriggio, e la latitanza di zone ombreggiate, non hanno impedito che la finale della Mitropa Cup tra NRG e Drink Team sia stata una gara combattuta e divertente, nonostante gli inevitabili e giustificabili ritmi un po’ bassi di certi momenti. A spuntarla gli Orange del Drink Team, con merito soprattutto per la maggiore continuità dimostrata, e per un abile gioco collettivo basato sulla velocità degli scambi e degli inserimenti, con Lepri punto di riferimento avanzato, Chiricosta, Intermite e Solla interpreti in particolare forma. Così, gli arancioni hanno presto messo la partita sotto il loro controllo, mostrandosi in grado anche di non crollare ad inizio secondo tempo quando sono stati rimontati dall’orgoglio dell’Nrg. Gli azzurri, invece, si sono affidati soprattutto al controllo territoriale e ai lanci lunghi a cercare Fratamico, punta spesso isolata a combattere contro i centrali, o gli inserimenti del fantasista Catanese, il più pericoloso e decisivo dei suoi, capace con le sue invenzioni di rompere l’equilibrio sfavorevole. Per lunghi tratti, con l’eccezione del periodo a cavallo tra i due tempi, però questo gioco si è mostrato un po’ troppo sterile in fase offensiva. I primi minuti sono di studio, con le squadre che preferiscono tenere le energie in dispensa per il prosieguo della gara e per i momenti più decisivi. Il Drink Team pare un po’ più propositiva e organizzata, ma in questo inizio manca un po’ di concretezza e precisione nell’ultimo passaggio decisivo. Dall’altra parte, Catanese mostra già in queste prime battute di essere in forma, creandosi un paio di opportunità con delle tenaci ed eleganti serpentine, rese vane da tiri sfortunati o deboli. La partita cambia, non solo nel risultato, ma soprattutto nel ritmo e nella spettacolarità, all’8’, quando sale in cattedra con prepotenza colui che sarà protagonista implacabile e decisivo: Lepri. La punta riceve palla nei pressi del vertice sinistro dell’area, punta l’uomo e lascia partire un imprendibile diagonale di sinistro che si insacca nell’angolino più lontano. Un minuto dopo è ancora Lepri ad andare a segno, questa volta con l’eleganza di una bella girata al volo di sinistro, da fuori, sugli sviluppi di un calcio d’angolo respinto dalla difesa. Il tiro è bello tanto quanto imprendibile, e impreziosisce nrg drink team Lepri 6 Chiricosta Solla la performance della punta. L’Nrg fatica a creare occasioni, anche per la precisa prova di Cosmano, Leonardi e Cavaliere, custodi della retroguardia e precisi nell’annullare gli effetti di molti lanci lunghi cercati dagli azzurri. Fa eccezione, al 12’, il bel lancio di Fierro che indovina l’inserimento del solito Catanese: il numero 10, poi, fa il resto con un non facile controllo e con un dolce pallonetto che scavalca Appendino, riportando così i suoi in gara. I propositi di rimonta però non hanno fatto i conti con Lepri, il quale, già al 15’, può portarsi il pallone a casa: azione insistita sulla destra, assist di Chiricosta e rasoterra di prima dal limite della punta che, ancora una volta, si insacca all’angolino. Gli Orange hanno ancora un paio di occasioni per segnare – da segnalare un intervento decisivo di Fratamico e un palo scheggiato da Basile -, aumentando, ancora, la pressione, anche a causa della distanza tra i reparti dell’Nrg. Nrg che però ha un colpo d’ala verso la fine del primo tempo: Fierro si conferma assist man con un traversone intercettato da Fratamico, lesto ad approfittare delle poche distrazioni difensive degli Orange e a non sbagliare da due passi. La ripresa inizia con un’acrobazia del solito Lepri, che sfiora la traversa, ma protagonista di questo inizio ripresa è la formazione in manglia blbu, che al 3’ guadagna il sudato pareggio: discesa alla moda di Iniesta di Catanese, assist non agganciato da Fierro, ma capitalizzato dall’opportunista Fratamico, il quale, ancora una volta lasciato solo dalla difesa sbilanciata, non perdona. Inizia la fase migliore degli azzurri, che sfiorano una manciata di volte il vantaggio con Catanese e Gerace. Il Drink Team soffre perché molti, in queste prime battute del secondo tempo, paiono giocare più per conto loro che per la manovra collettiva, punto di forza nel primo tempo: dai tentativi personali, però, si può trovare anche l’inaspettato coniglio nel cilindro. È quello che avviene al 7’, quando Chiricosta, quasi da fermo, impreziosisce, nel momento peggiore dei suoi, la sua gara con un sinistro dalla trequarti che toglie le ragnatele dall’incrocio dei pali. Il 4-3 è un duro colpo per gli azzurri, i quali pian piano perdono la baldanza mostrata ad inizio ripresa. Anche perché al 9’ subiscono il 5-3, pietra tombale sull’orgoglio e sulle speranze di rimonta: è ancora Lepri a porre il suo sigillo, questa volta con una rete, all’apparenza, più facile, che capitalizza una ripartenza collettiva orchestrata da Chiricosta: il numero 11 serve Basile, il quale potrebbe tirare, ma preferisce servire Lepri, il cui tap-in in scivolata non perdona. L’Nrg a questo punto è scoraggiata, e non riesce a creare occasioni per drink team risalire sul treno della gara. Galvanizzata è invece il Drink, che macina gioco e occasioni, e che all’11 raggiunge il 6-3. Autore è – indovinate ancora l’immancabile Lepri: ribattuta dalla difesa orange che diventa un lancio un po’ casuale, il cui rimbalzo malandrino spiazza Pozzi, ma non il numero 5. Il suo sinistro di prima è precisissimo nel raggiungere l’angolo più lontano. A questo punto, complice probabilmente anche l’afa che certamente non aiuta chi deve rimontare, la partita è chiusa, e si affida all’inerzia per arrivare al 50’. C’è gloria anche per Solla, autore di una gara preziosissima: il suo sinistro da fuori, guadagnato con una finta a rientrare sul marcatore, al 17’ porta il risultato sul 7-3. Al 18’ Lepri arricchisce il suo bottino personale facendosi trovare libero e pronto a due passi dal portiere al termine di una rutilante azione collettiva conclusa dal traversone di Intermite. La gara, con la difesa azzurra con bandiera bianca alzata, lascia comunque spazio per un moto d’orgoglio della Nrg: a trainare i suoi il solito Catanese, protagonista di un’altra discesa sulla sinistra, e a concretizzare Fierro, questa volta pronto a vestire i panni del finalizzatore. Termina così, sull’8-4, una gara vinta meritatamente dagli Orange, e che neanche il caldo torrido ha impedito che fosse emozionante come copione di una finale richiedeva. Edoardo Peretti le pagelle NRG nonostante qualche bel lancio e un discreto GERACE 6,5: si oppone quando e come può, lavoro di contenimento. METRONOMO anche compiendo qualche bella parata. FIERRO 7,5: lotta e corre dall’inizio alla fine; Resistenza vana ma comunque meritoria. non sempre è lucidissimo, ma indovina BRACCIA LARGHE qualche bel lancio e si fa notare come assist POZZI 7: potrebbe non sembrare, visto il man, riuscendo anche a segnare il goal risultato, ma, nonostante l’implacabile dell’8-4. CAPARBIO Lepri, la sua è stata una buona gara, ricca CATANESE 8: è il più talentuoso e fantasioso di interventi importanti e contrasti vinti, dei suoi, l’unico che pare davvero in grado almeno fino al 6-3. Sì, MA… di rompere l’equilibrio sfavorevole con SCUCCATO 6,5: non ha il compito facile di discese palla al piede e serpentine. Un po’ contenere Chiricosta, ma a tratti riesce a discontinuo, bella ed elegante la rete del farsi valere e limitare i danni; un po’ più 2-1. ALBERTO TOMBA discontinuo il suo apporto alla manovra. Per FRATAMICO 7,5: lotta a sportellate contro scelta e soprattutto per necessità, è un po’ i difensori, spesso, essendo troppo isolato, troppo prudente. SOLDATINO vanamente. Spreca qualche buona DITANO 6,5: regista basso e filtro tra i opportunità, ma esalta il suo opportunismo reparti, dopo un buon inizio si perde un po’, con una doppietta. OPPORTUNISTA DRINK TEAM APPENDINO 7: non viene spesso chiamato in causa, ma è capace di farsi trovare attento se serve. Preciso nelle uscite, non può nulla sui goal e un paio di parate nel momento più duro permettono ai suoi di rimanere in vantaggio. PRONTO COSMANO 8: custode della retroguardia, concede pochissimo; molti lanci lunghi diventano sue prede. Poche distrazioni e attenzione costante. SARACINESCA LEONARDI 8: vale la stessa cosa di cui sopra. Resiste al momento meno brillante dei suoi concedendo poco, e si fa trovare sempre pronto. VETRINA ABBASSATA SOLLA 8,5: faro del centrocampo, è un metronomo che coordina la manovra con risultati più che apprezzabili, e trovando anche un bel goal dalla distanza. COORDINATORE INTERMITE 8: è perfettamente inserito negli schemi della squadra, sapendo anche sacrificarsi. L’unica pecca è che a volte latita un po’ nella precisione. PENDOLINO CHIRICOSTA 8: una sua magia dalla distanza interrompe il periodo più sofferto dei suoi e riporta in direzione Orange i binari della partita. A parte questo, è vivace protagonista della fascia. MAGO MERLINO LEPRI 9: sontuoso, segna di classe, dalla distanza e di rapina. È il divo della partita. MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA CAVALIERE 7,5: è un altro protagonista dell’encomiabile tenuta difensiva, in particolare nel primo tempo. UTILE BASILE 7,5: impreziosisce la sua gara con una serie di sgroppate nella ripresa e con una buona visione di gioco: un paio di assist importanti. SEMPRE PRONTO magazine ABSOLUTE calcio a 5 pagina 19 Finale 3° - 4° posto Hospital Cup - Finalina dalle mille emozioni REAL RX SUL PODIO DI MISURA La Laddomada’s Band esce vincitrice real rx 5 Laddomada A. 2 Savasta 7-6 REAL RX: G.Laddomada, Gallo, Pace, Scatigna, A.Laddomada, Savasta ATLETICO DESPERADOS: Donofrio, Soria, Barba, Enrici, Conti, Armillei torino – La finale 3° - 4° posto dell’Hospital Cup, tra Atletico Desperados e Real RX ha avuto sia l’atmosfera rilassata di una sfida tra amici, sia il furore e i botta e risposta dei Real-Atletico che infuocano Madrid; in particolare in un secondo tempo che, soprattutto nella prima parte, ha lasciato poco tempo per respirare e per metabolizzare eventuali vantaggi e svantaggi. La partita è stata equilibrata per tutti i 50 minuti, con alternati momenti di leggera supremazia di una delle due contendenti: in generale, nel primo tempo i bianchi dell’Atletico hanno mostrato un calcio arioso nelle ripartenze e negli scambi tra Conti e Barba, mentre nella ripresa gli azzurri del Real hanno messo in campo una ruspante concretezza, trascinati in particolare da Aldo Laddomada e da Savasta. A spuntarla, gli azzurri, bravi a difendere l’ultimo vantaggio ottenuto a quattro minuti dalla fine, interrompendo così la serie di momentanei vantaggi svaniti dopo poco tempo. Ed è di marca azzurra anche l’inizio della gara, con la prima rete arrivata già dopo un minuto scarso. Discesa sulla sinistra di Laddomada e diagonale che l’improvvisato portiere Donofrio riesce solo a deviare. La partenza col piede sbagliato non scoraggia i bianchi, che sfiorano l’immediato pareggio con un rasoterra di Barba che esalta i riflessi di piede di Giuseppe Laddomada, e che raggiungono il pari al 4’ grazie ad un’azione collettiva che non dà punti di riferimento: il pivot Enrici, mobilissimo, si sposta sulla sinistra e serve l’inserimento centrale di Barba, il suo tiro trova l’involontaria respinta di Conti, il quale è fortunato per il fatto che il pallone sia rimasto lì, e bravo a far partire un’immediata girata di sinistro che rimbalza sul palo e sulla schiena del portiere prima di insaccarsi. In questa fase, è l’Atletico a mostrare un gioco più arioso ed efficace, basato sulla capacità di aspettare e sulla continua ricerca di scambi veloci e improvvisi. Così, già al 6’ il risultato viene ribaltato, grazie all’opportunismo di Barba e alla troppa sicurezza di Giuseppe Laddomada: il portiere, in una delle poche distrazioni della sua atletico desperados Atletico desperados Barba 3 Conti D’Onofrio Enrici Baion gara, intercetta di piede un traversone del numero 9, e indugia troppo nel rinviare, non accorgendosi del pressing della non doma punta, il cui intervento ribadisce il pallone in rete. Rete di opportunismo e di furbizia puri, che apre una fase in cui le occasioni capitano ricorrenti ad entrambe le squadre, nonostante il pallino del gioco rimanga in mano dei bianchi e della loro intesa. Più sporadiche e affidate ai momenti dei singoli le occasioni blu, almeno fino a metà tempo, quando la supremazia territoriale gradualmente si inverte, maturando così il retroterra per il nuovo pareggio, che arriva al 22’: sugli sviluppi di un pallone recuperato a centrocampo, Savasta e Aldo Laddomada si scambiano una doppia triangolazione, che spiazza la resistenza altrui e permette al numero 4 di appoggiare a porta vuota con il tap-in che concretizza l’intesa tra i due giocatori. La ripresa inizia, ancora, con la leggera supremazia dell’Atletico, vicino al goal in una manciata di occasioni nei primi minuti, e con il vantaggio del Real, arrivato al 5’: è ancora Aldo Laddomada l’autore, che così si può portare il pallone a casa, questa volta con una rete velocissima da killer puro. Riceve palla dal rinvio del portiere e, nei pressi del vertice destro della lunetta, approfitta dei centimetri lasciati dal marcatore per girarsi improvvisamente e far partire un diagonale implacabile a mezz’altezza. Il 3-2 è la miccia che incendia la già vivace partita. Gli schemi implodono e gli attaccanti, per qualche minuto, si trovano continuamente davanti alla porta. Il risultato in 6 minuti passa dal 3-2 al 5-5. Già al 7’ Barba e Conti confermano la loro intesa con un dialogo che permette a Barba, su assist molto intelligente di Conti, di trovarsi con la porta spalancata per il tap-in del 3-3. Barba e Donofrio, tornato fuori dai pali nei territori che gli competono, hanno subito una doppia opportunità, annullata però dalla doppia respinta di Giuseppe Laddomada. Portiere che nulla può al 7’, quando la difesa azzurra è impreparata su un lancio arrivato dalle retrovie che trova Barba lì appostato, come un predatore in attesa della preda, e pronto a mostrare la sua freddezza davanti al portiere. Tempo a malapena di battere a centrocampo, e Aldo Laddomada si prende la squadra sulle spalle incuneandosi di forza tra gli avversari schierati. Per il goal successivo, c’è tempo real rx giusto per qualche passaggio, fino a quando il pallone non arriva a Enrici, bravo a difendere palla aspettando l’inserimento sulla sinistra di Donofrio, il quale conclude con un potente diagonale siglando il 5-4. Un minuto scarso, e il vantaggio svanisce di nuovo: questa volta è il turno della difesa bianca di trovarsi sbilanciata e spiazzata, permettendo a Savasta e al solito Aldo Laddomada di essere liberi a dialogare nei pressi della lunetta, fino al facile appoggio del numero 4. Le due difese sono un po’ sballottate, ma il temporale di goal per qualche minuto ora si placa. La giostra riprende a girare al 15’, quando Enrici, nei pressi della linea di fondo, serve a rimorchio Conti, permettendogli di esplodere un destro potente e preciso che riporta in vantaggio i suoi. Vantaggio che però, ancora una volta, dura poco: al 16’ Savasta riceve palla e resiste al marcatore allargandosi, fino al momento di scoccare un potente diagonale di destro. La gara ora diventa tesa e un po’ confusa, e trova il momento decisivo di svolta al 21’, con la rete del definitivo 7-6, maturato da una ripartenza veloce orchestrata da Gallo: difesa bianca ancora un po’ sbilanciata e Savasta pronto a raccogliere l’invito del compagno e, senza farsi troppo pregare, insaccare. Il goal è decisivo, anche perché il Real si butta avanti con la forza e l’orgoglio ma fatica a trovare spazi per infliggere il colpo, grazie alla difesa blu ora solida e galvanizzata dalla vittoria ora dietro l’angolo. Le occasioni per chiudere il sipario sulla gara capitano anzi agli azzurri. Solo nell’ultimo minuto l’Atletico riesce a creare un paio di ghiottissime opportunità che avrebbero obbligato a ricorrere alla Dea dei calci di rigore. Barba però trova prima un mezzo miracolo di Giuseppe Laddomada e, sulla respinta, il palo, mentre il piatto dal limite di Soria all’ultimo secondo svanisce non lontano dal palo. Finisce così con la vittoria del Real una partita divertente ed emozionante, rilassata nell’atmosfera di fondo quanto furiosa nel gioco e nei continui botta e risposta. Edoardo Peretti le pagelle REAL RX fasi del gioco G.LADDOMADA 8: troppo sicuro, e un po’ SCATIGNA 7: anche lui incide a tratti, ingenuo, sul 2-1, si rifà con gli interessi pur poco appariscente, ma anche lui nei delle parate decisive, tra cui almeno un paio momenti migliori è fondamentale. molto belle, e con il carisma di chi trascina A.LADDOMADA 9: partita ineccepibile e continuamente i suoi. decisiva. Costantemente pericoloso e killer GALLO 7,5: si fa notare per qualche discesa letale, che siano goal inventati dal nulla o pericolosa, per un paio di assist e per la goal più d’opportunismo, è il protagonista visione di gioco: più in affanno in fase della gara difensiva, ma è importante al momento SAVASTA 8: cresce intorno a metà del di costruire e di aggredire gli spazi a primo tempo, e diventa quasi irrefrenabile disposizione nella ripresa, come folletto velocissimo. PACE 7: partita a corrente un po’ alternata, Doppietta decisiva. Si trova a meraviglia con tra momenti più da protagonista e altri più A.Laddomada. ai margini. Garantisce l’equilibrio tra le varie ATLETICO DESPERADOS DONOFRIO 7,5: costretto ad improvvisarsi portiere, se la cava bene, ma inevitabilmente dà il meglio quando torna nel suo terreno di caccia nella trequarti, dove regali momenti di fantasia e una rete. SORIA 7: buonissimo primo tempo e ripresa più di sofferenza. Regge come può la retroguardia e si fa vedere, con buoni risultati, anche al momento di impostare. BARBA 8,5: non dà punti di riferimento e si trova a meraviglia con i compagni altrettanto mobili. Segna e sforna assist, sempre pericoloso, e anche un po’ sfortunato nonostante i tanti goal fatti. ENRICI 8: pivot essenziale e regista avanzato di classe, coordina gli schemi della squadra e gli inserimenti dei compagni come un direttore d’orchestra CONTI 8: veloce e perfettamente inserito nel furore della gara, è il compagni ideale per Barba, con il quale dialoga a meraviglia e per tutti i 50 minuti. ARMILLEI 7: prova di sostanza e di costanza, senza particolari picchi. Finisce la gara in porta, dove nonostante i goal subiti, riesce anche a farsi valere.