ABSOLUTE
numero 33 del 18 maggio 2015
magazine
speciale absolute finals
intanto nell’estivo si parte in
120 nel calcio a 5 e 48 nel calcio a 7
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calcio a 5
pagina 2
Finale Play Off - Bis per Ballatore, record frantumati
RE BOSCHETTO II D’ABSOLUTE ‘15
Sartorello mvp, Vetrugno mostruoso, Ferrino insuperabile
FC BOSCHETTO
Vetrugno
2 Lorusso
2 Sartorello
Favale
6-5
pal team
Turenschi
Sirbu
Pintia
Andriescu
Nistor
BOSCHETTO FC: Visconti, Ferrino F., Colarelli, CRONACA - Una gara intrisa di nervosismo
Sartorello, Vicenzutto, Vetrugno, Favale, dove le personalità più forti spiccheranno e
Lorusso, Ferrino L.
porteranno la propria squadra alla vittoria
finale come sarà per il Boschetto trascinato
orbassano – Che dire. Troppo forte. Questo dal gladiatore Vetrugno che risponde al 13’ su
Boschetto è troppo forte e lo dimostra per il punizione al vantaggio gialloblù della Pal Team
secondo anno consecutivo con una scalata dopo sette giri d’orologio. Rete che scuote il
inesorabile verso il titolo Absolute c5. Diciotto Boschetto e infiamma l’impianto sportivo di
vittorie in altrettante partite nel Top Argentina,
132 gol messi a segno per cui miglior attacco Orbassano, il pubblico acclama e le squadre
e solamente 47 subiti che vanno a delineare la rispondono alla grande. Al 17’, Lorusso fa
miglior difesa del raggruppamento dell’Olimpo esplodere la panchina biancorossa con un
Absolute.
diagonale stupendo indirizzato sul palo più
Atletico Merendes, Green Club Fc, Art Cafè lontano per poi riposare in fondo al sacco.
e Villa Tana sono le vittime del cammino
impetuoso del blindato guidato dalla
personalità e dalle idee di mister Ballatore,
miglior allenatore della passata stagione, verso
la finalissima di Orbassano.
Organici illustri sono caduti sotto i colpi
implacabili del Boschetto che palesa in questa
decima edizione tutto lo strapotere di una
squadra dal tasso tecnico fuori dal comune
e dalle molteplici soluzioni per risolvere
qualsivoglia situazione complicata, così come
accadrà esattamente nella ripresa della big
final contro l’acclamato Pal Team di saracinesca
Alexoe.
Che sia di classe o di irruenza, di fantasia o di
prepotenza, la scelta del Boschetto è sempre
quella giusta e determinante per trovare la via
del successo. Solo i calci di rigore pomeridiani
della Champions possono fermare questa
macchina perfetta e rombante.
E’ quindi lecito, dopo due anni di successi,
rimanere in attesa di nuove pretendenti e
godersi il Golgota, la Hall Of Fame dell’Absolute
in compagnia di grandi squadre come lo Steaua
di Tamas che ha fatto impallidire ogni record
negli anni passati nel calcio a 7.
La gara è di quelle senza esclusioni di colpi, si
Una squadra entrata quindi di diritto nella prendono si danno e il conteggio dei falli sale
storia della kermesse moncalierese per titoli vertiginosamente fino a regalare un tiro libero
vinti e qualità calcistica mostrata in due alla squadra di Ballatore. Se ne incarica Lorusso,
anni di campionati e competizioni a suon di
prestazioni magnifiche. Come magnifica è la caldo dal gol appena segnato, e non delude
finale dello Sporting Orbassano dal punto di fiondando un destro violento sotto la traversa
vista della tensione e della carica agonistica sul quale Alexoe non può nulla. Boschetto in
palpabile intorno al rettangolo di gioco.
fiamme che prende sempre più campo fino al
gol avversario a riaccorciare le distanze ma è
Sartorello a salire in cattedra allo scadere della
prima metà con una magnifica azione solitaria
per poi liberare un destro violento sul secondo
palo per il 4-2, touchè per quello che sarà l’MVP
della finalissima.
Ripresa delicata per il Boschetto che subisce
il doppio colpo della Pal Team in 13’ e vede
sfumare così il vantaggio accumulato nella
prima metà di gara. Fase complicata per il
combo di Ballatore che ne esce indenne su
rigore trasformato da Favale al 19’ a cui segue
il destro provvidenziale di un Sartorello sempre
più decisivo per questo Boschetto.
Sul finale il gol del colosso gialloblù della Pal
Team fa correre qualche brivido ai detentori
del titolo, ma non c’è più tempo e il Boschetto
può laurearsi campione Absolute 2015 per il
secondo anno consecutivo.
Fabrizio Giangualano
FC BOSCHETTO
le pagelle
VISCONTI7
Non ci sono primi o secondi portieri. Il Boschetto
ha la rara fortuna di poter schierare due estremi
difensori di grande livello e Visconti è l’indicato a
scende in campo per primo, a freddo rispetto al
collega. L’impatto sulla gara è fondamentale, il
primo intervento lo è ancora di più. Non mostra
alcun segno di tensione, i suoi interventi e i suoi
tempi sono sempre regolari così come regolari
sono le chiamate a raccolta rivolte ai compagni
che lo seguono e lo rispettano indistintamente.
Prova di carattere di fronte ad un avversario
aggressivo e fisico come il Pal Team. TEMPRATO.
ogni pallone con veemenza e irruenza quasi al
limite, anche lui rischia il giallo ma è il carattere
di chi sa vincere e vuole vincere a tutti i costi. Piedi
raffinati come al solito, non firma il tabellino ma
sono solo dettagli per il tuttofare di Ballatore
che completa una prestazione a livello mentale
superiore alla media. FONDAMENTALE.
VETRUGNO
8
Giocatore mostruoso, dalla personalità
dirompente e dalla parlantina sciolta. L’istrionico
perno basso di Ballatore è il collante perfetto
di una squadra che sa mischiare talento e
cattiveria. Vetrugno è l’uomo simbolo e chiave
simultaneamente di un marchingegno esplosivo,
di cui si fa trascinatore e leader morale e fisico
quasi da allenatore in campo.
La grinta e la consapevolezza nei propri mezzi
sono contagiosi e le sue invenzioni ispirano l’ntera
squadra che si fa cullare beatamente dal proprio
talento di casa. TOP PLAYER.
FERRINO7.5
Mezzo voto in più rispetto al sopracitato Visconti a
causa del numero in più di interventi da eseguire
a togliere le castagne dal fuoco, episodio successo
più volte in questa stagione.
La squadra soffre nelle ripresa e Ferrino deve
compiere un paio di miracoli veri e propri, di mano
e di piede, la differenza non conta a fronte di un
portiere agile e scattante dai riflessi tempestivi. FAVALE7+
Grande merito va a lui se il Boschetto può alzare Osservato speciale numero uno. Parte con la
ancora una volta la coppa al cielo. SPIDER MAN. marcia inserita e la voglia di stupire a mille, come
mille sono le giocate spettacolari a inneggiare i
cori e le esultanze degli spettatori.
COLARELLI
7
Il difensore monumentale di Ballatore si presta Forse addirittura troppe per il vice Pallone
sulla corsia di destra ottenendo ottimi risultati in d’Oro per la seconda volta consecutiva che crea
fase di spinta. Il suo fisico possente non impedisce superiorità numerica con una facilità disarmante e
al numero cinque di compiere sfaceli in velocità una classe invidiabile quasi da far abbandonare il
in fase di copertura gialloblù. Non regala niente campo se non fosse per quella freddezza mancata
agli avversari, ingaggia duelli importanti volti in più occasioni dagli ultimi metri. Sarà, ma il
a spezzare le reni del gioco della Pal Team. rigore lo trasforma eccome e le sue giocate sono
Lavoro encomiabile di Colarelli che agisce sempre una bellezza da guardare. DIAMANTE.
silenziosamente ma sempre in maniera efficace e
risolutiva per la squadra. INSTANCABILE.
LORUSSO7.5
Qualche minuto di gioco in più e forse avrebbe
SARTORELLO 8
segnato ancora un gol o forse due. Nel caso avrebbe
Come l’anno precedente, la punta di Ballatore meritato a furor di popolo la palma di migliore in
porta a casa la targa di MVP della finale. I campo vista la spettacolare prestazione offerta.
grandi appuntamenti evidentemente esaltano Entra quasi in punta di piedi per poi esplodere
l’estro del numero undici biancorosso che sfrutta un destro sensazionale nel giro di pochi minuti a
voracemente i minuti avuti a disposizione decretare la superiorità del Boschetto nella prima
per confezionare una gara strepitosa. Entra in frazione di gioco. Impatto a dir poco fantastico per
campo con una foga e una grinta pari a quella un giocatore che ha saputo ritagliarsi un posto
del compagno Vetrugno, si sacrifica a strappare importante alla corte di Ballatore. POTENTE.
palloni rischiando in un paio di occasioni il giallo,
per poi sfoderare un destro vellutato e potente FERRINO L. 7
al momento stesso come a lapidare le speranze Il meno appariscente del Boschetto, quello che
infrante di Pal e soci. INARRESTABILE.
deve fare il lavoro sporco in fase di interdizione
e di copertura. In poche battute di gioco riesce
VICENZUTTO 7.5
a far valere le sue doti e a uscire dal campo con
Insignito della fascia da capitano vista l’assenza una performance da ritenere sopra la media viste
di Mazzarella, il “fantasista” biancorosso si cala le occasioni avute per mettersi in mostra. Segue
perfettamente nella veste di leader in campo la squadra con disinvoltura ed entra bene nei
dando il giusto esempio ai compagni. Lotta su schemi di Ballatore che ripone totale fiducia in
lui. ALFIERE.
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calcio a 5
pagina 3
Finale Play Off – Anche la statuetta di miglior portiere per Adi Alexoe
IL PAL SI ARRENDE DOPO AVER VISTO IL TITOLO A DUE PASSI
Fantastica finalissima per Pintia e soci dopo una stagione da favola
FC BOSCHETTO
Vetrugno
2 Lorusso
2 Sartorello
Favale
6-5
orbassano – L’appuntamento più atteso
e inseguito della stagione, la finale dei Play
Off di calcio a5, è finalmente arrivato. Con la
platea di tifosi numerosa e degna delle grandi
occasioni, è il Pal Team a sfidare il Boschetto. Il
quintetto iniziale è composto da Adi tra i pali,
Turenschi a sinistra, Rusu Andrei in posizione
arretrata, Daniel Turenschi a presidiare la fascia
destra e Sarbu terminale offensivo. In realtà, ben
presto, si capisce come il quintetto cerchi di dare
meno riferimenti possibili, con i giocatori che si
scambiano spesso la posizione e con ciascuno
pronto a partecipare ad ogni fase del gioco.
Tattica che funziona bene, e del resto, speculare
a quella cercata, e messa in atto altrettanto
felicemente, dagli avversari del Boschetto. Lo
scontro promette scintille non solo perché,
banalmente, è una finale, ma per il valore sia
“tecnico” che “tattico” delle due contendenti,
da ogni lato e da ogni curva si guardi, molto
alto. L’inizio è equilibrato, e Daniel Turenschi è
costretto all’acrobazia per annullare un preciso
e temibile lancio lungo. Pian piano però i gialli
vengono fuori, e impongono, se non il dominio
assoluto – mai raggiunti da nessuna delle
due squadre -, una certa supremazia, fondata
sul grintoso pressing alto e sulla capacità di
ripartire aggredendo in massa gli spazi: colui
che vince il contrasto avanza palla al piede e
viene accompagnato dai due esterni, ai quali è
possibile scaricare il pallone. Così, Rosu Andrei
va vicino al vantaggio con piatto a botta sicura
che il portiere devia sopra la traversa, su assist
a rimorchio dalla destra di Gheorghe Turenschi.
Il Boschetto appare in difficoltà nell’arginare
l’aggressività e l’intensità dei canarini, che vanno
vicini al vantaggio in un paio di altre occasioni.
Daniel Turenschi è il mastino custode della
retroguardia, mentre la mente della squadra pare
essere in particolare l’inafferrabile Gheorghe, ma,
come già accennato, tutti fanno un po’ di tutto a
seconda della bisogna. Un rasoterra, per la verità
non irresistibile ma che sorprende il portiere,
di Daniel Turenschi va a segno, ma la rete viene
annullata per un fallo nel corso dell’azione. Poco
male, perché all’8’ G.Turenschi anticipa tutti su
un calcio d’angolo battuto rasoterra e insacca
con un leggero tocco d’esterno. Goal di rapina
e da centravanti puro che suggella così l’ottima
partenza della squadra, consapevole però che
la strada è ancora ben lunga e irta di ostacoli,
nonostante il neoentrato Andriescu si dimostri
difensore coriaceo. Il Boschetto non è facile da
domare, e infatti al 13’ raggiunge il pareggio.
Sfortunata poi è la girata di Nistor, deviata quel
pal team
Turenschi
Sirbu
Pintia
Andriescu
Nistor
tanto che basta perché il pallone si infranga sul
palo. La gara continua con una serie di botta e
risposta, ma dopo l’inizio baldanzoso, i gialli
iniziano a soffrire il ritorno degli avversari, che
ora controllano con una certa continuità e con
sempre maggiore convinzione. Si sente un po’
la mancanza di Gheorge Turenschi, il collante
tra i reparti, ora a riprendere fiato in panchina.
Così, il Pal Team, al 18’, passa in svantaggio.
Effetto collaterale del ribaltamento di risultato
è la crescita, direttamente proporzionale, del
nervosismo, come dimostra l’entrata un po’
sconsiderata con cui Daniel Turenschi guadagna
un cartellino giallo e regala agli avversari un
tiro libero cumulativo, con cui il Boschetto fa
tris al 21’. I gialli danno il meglio quando hanno
tempo e spazio per mettere in atto il loro gioco
pal team
al 13’ con un eurogoal di Andriescu: il numero
4 riceve palla a centrocampo, avanza di un
paio di passi e scocca, da posizione defilata,
un sinistro imprendibile che si insacca sotto
l’incrocio più lontano. Un goal magnifico che
ri-azzera la competizione, aumentando però
anche il nervosismo figlio della grinta, della
stanchezza e della voglia di vincere. Protagonista
di comportamenti eccessivi e di qualche protesta
di troppo è Daniel Turenschi, il quale macchia
una partita di alto livello con un ingenuo fallo
di reazione (a gioco fermo calcia la palla contro
l’avversario) che gli costa il secondo cartellino
giallo e, quindi, l’espulsione. La squadra, che in
precedenza ha sfiorato il vantaggio con Rosu e
con Sarbu, in inferiorità numerica soffre, e non
riesce a sopravvivere ai due minuti d’inferiorità
numerica, subendo, su rigore, al 20’ il 5-4. Il goal
si fa sentire con tutti i suoi effetti sui gialli, che
accusano il colpo e un minuto dopo subiscono il
6-4. Partita che sarebbe legittimo considerare
finita, ma in questo caso non si sarebbero fatti
i conti con la tignosa grinta mostrata dai gialli
nel corso di tutta la gara e con la loro estrema
caparbietà. L’estremo difensore avversario
annulla i tentativi da fuori dei soliti Rosu e
Gheorghe Turenschi, e più in generale l’assedio
all’arma bianca messo in atto sbatte contro la
muraglia biancorossa. Almeno fino ai minuti
di recupero, quando, in piena zona Cesarini, un
precisissimo rasoterra, ancor più meritevole
considerando il fatto che la difesa era schierata,
di Pintia si insacca e regala un’ultima flebilissima
scintilla di speranza. La rimonta miracolo, però,
non riesce, infrangendosi contro lo scoglio delle
mischie e dei palloni ribattuti. Esce così sconfitta
ma a testa decisamente alta la Pal Team, grande
squadra degna avversaria di una compagine
altrettanto grande.
Edoardo Peretti
le pagelle
arrembante, aggressivo e allo stesso tempo di
classe: lo dimostra l’occasione del 3-2, arrivata
poco dopo un palo colpito da Pintia. Andrei
Rusu pressa con vigore e recupera palla a
centrocampo, avanza immediatamente con un
elegante dribbling e serve l’accorrente Sirbu,
il quale ringrazia con un tap-in nella porta
spalancata. Adi, intanto, compie una serie di
belle parate, ma nulla può al 14’ su un colpo di
genio di Sartorello.
Condita dalla voglia di rimontare e portare
la prestigiosa vittoria a casa, la ripresa inizia
con il vento a favore del Boschetto: Adi tiene
in almeno tre occasioni in piedi la baracca, e
altrettanto importante è un recupero decisivo
di Andriescu. In questi primi minuti del secondo
atto, il Pal non riesce ad esprimersi come prima,
perlomeno non con la stessa continuità. Si affida
al talento, purissimo anche se un po’ discontinuo,
di Gheorghe Turenschi, il più pericoloso,
oppure ai momenti in cui riesce a giocare con
il collettivo, come in occasione del 4-3, arrivato
al 6’: il tap-in di Nistor capitalizza una bella
azione iniziata da Daniel Turenschi e continuata
dal traversone di Rosu. Il pareggio è ancor più a
portata di mano, e va aggredito senza esitazioni:
in campo ora una sorta di tridente composto
da Daniel e Gheorghe Tureshi e da Pintia, con
Rosu custode degli equilibri, compito che svolge
con gli ovvi affanni, ma tutto sommato senza
troppi patemi d’animo. L’entusiasmo di Pintia è
bloccato sul nascere dal difensore che respinge
sulla linea una sua conclusione da fuori, ma è
in generale la pressione gialla aumenta sempre
più. Al Boschetto rimane però la possibilità dei
contropiedi, due dei quali costringono Adi a
interventi disperati. Gli sforzi vengono premiati
ADI 8: vola e si stende fino all’angolo più lontano
e alla palla quasi imprendibile. Così, evita ai suoi
il tracollo ad inizio ripresa e al momento in cui
cercano la rimonta. Non perfetto su un paio di goal
subiti, ma è un protagonista assoluto della gara,
una sicurezza che non delude. Gara d’alto livello
esige un portiere adeguato: in questo caso l’ha
trovato. SPIDER MAN
TURENSHI D. 7,5: meriterebbe almeno mezzo voto
in più, ma l’ingenua doppia ammonizione che lo
toglie dalle infernali danze finali è una macchia
indelebile, su una partita altrimenti ottima e di
livello altissimo, soprattutto per la completezza.
Ottima sia in fase difensiva, dove salva una
manciata di situazioni di pericolo imminente,
anche in maniera acrobatica, e soprattutto
in fase di impostazione, come dimostrano i
numerosi assist e palloni fatti girare. Giocatore
completo, che deve solo recriminare per l’eccessivo
nervosismo. HULK
TURENSHI G. 8,5: come un falco si avventa sul
pallone vagante in occasione dell’1-0, e poi ispira
i compagni più volte, cavalcando la fascia così
come concedendosi incursioni nelle vie centrali.
Un po’ discontinuo, ma a tratti è il migliore e il più
pericoloso dei suoi, un po’ il cervello fondamentale
del gioco e del collettivo. Regista avanzato e
pendolino di fascia, in entrambi i casi con degni
risultati. TONY STARK
ROSU 8,5: protagonista nel primo tempo della
manovra offensiva, e nella ripresa, ultimo
baluardo contro le orde avversarie, custode della
retroguardia e dell’equilibrio, senza tirarsi indietro
in nessuno dei due casi a dare una mano dall’altra
parte del campo, nel caso servisse. Altro giocatore
completo, a cui stasera manca solo il goal, sfiorato
più volte. Non mancano, però, certamente gli
assist, sfornati in quantità. NICK FURY
SARBU 7,5: il tap-in del 3-2 è facile, ma è anche
simbolo di come il giocatore segua sempre con
tempestività l’azione. Per il resto, lavora molto
per la squadra, sia come pivot che creando spazi
per gli inserimenti dei compagni. Sfiora più volte
il secondo goal, mancato vuoi per sfortuna, vuoi
per imprecisione o poca freddezza. Anche lui, pur
giocando come perlopiù come pivot, si trova a suo
agio in qualunque ruolo e momento della gara. LA
VEDOVA NERA
ANDRIESCU 8: saracinesca difensiva, è un coriaceo
giocatore che non conviene trovarsi contro, ma
allo stesso tempo si mostra capace di siglare un
eurogoal, nel quale la potenza del tiro si unisce
all’eleganza dell’avanzata palla al piede e della
traiettoria presa dal pallone. Quella è la perla
personale della sua gara, ma anche una delle cose
più belle viste nella finale. Si aggiungano una
manciata di recuperi decisivi, che valgono come
un goal. THOR
PINTIA 7,5: al suo primo ingresso, intorno alla
metà del primo tempo, impiega un po’ ad
ingranare, ma poi cresce, aumentando il suo peso
specifico nell’attacco, lottando come un leone e
arrivando più volte al tiro. Non è particolarmente
fortunato, colpendo un paio di pali e di difensori
appostati sulla linea, ma indovina lo spiraglio che
al 50’ passato riaccende improvvisamente una
flebile speranza. È dotato di un gran tiro da fuori.
CAPITAN AMERICA
NISTOR 7,5: anche per lui il primo impatto non è
dei migliori, ma anche lui risale presto la china,
aumentando di incisività man mano che viene
chiamato in causa. Segna d’opportunismo e
contribuisce ad ogni ruolo, preferendo però il
saliscendi della fascia, dove dà il meglio. Di certo,
non è lui a tirarsi indietro al momento di lottare.
OCCHIO DI FALCO
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calcio a 5
pagina 4
Champion’s League c5 – Finale spettacolare sul campo 1 dello Sporting Orbassano
FM DON BOSCO CASELLE IS THE CHAMPION!
La tripletta di Favale non basta al Boschetto che cede ai rigori
fc boschetto
2 Colarelli
Lorusso
3 Favale
8-9
d.c.r.
FC BOSCHETTO: Visconti, Ferrino F., Colarelli, Favale,
Ferrino L., Lorusso, Saddi, Sartorello, Vicenzutto
FN DON BOSCO CASELLE: Corradi, Barale,
Catrambone, Desiderio, Marcello, Morelli, Pilone,
Rodasta, Rosano, Varga
orbassano – CHE SPETTACOLO! I tanti tifosi
accorsi al campo 1 dello Sporting Orbassano non
sono certamente rimasti delusi da questa finale che
vedeva in campo due delle squadre più attrezzate
del panorama Absolute contendersi la Champion’s
League 2014/2015. L’avvio di partita è di quelli che
lasciano subito intendere che non ci sarà da annoiarsi.
Neanche il tempo di avvicinarsi alle recinzioni del
campo che i tifosi devono spellarsi le mani per
applaudire Colarelli che fulmina il portiere del Don
Bosco per l’immediato vantaggio. La reazione degli
arancio è affidata ai piedi e alla mente di capitan
Desiderio che invita al tiro in rapida successione
Morelli e Radosta che non riescono nel tentativo di
pareggiare i conti. I ritmi sono a dir poco vertiginosi.
Sulla sinistra le giocate di Colarelli creano non poche
difficoltà ai ragazzi di Caselle, impegnati ovviamente
nel tentativo di raddoppiare praticamente sempre
l’incontenibile Favale. Proprio El Pelado al 3’ riesce
a pescare con un prezioso appoggio Vicenzutto che
di esterno collo per poco non trova l’incrocio. Al 5’
Corradi è superbo su Favale che dopo uno scambio
con il centrale Vicenzutto sfiora subito la doppietta.
Ripartenza rapida di Desiderio che offre nuovamente
a Radosta l’occasione di andare al tiro ma Visconti fa
buona guardia. Si fatica ad annotare il numero delle
occasioni in questo inizio vibrante in cui le compagini
si affrontano a viso aperto senza timori reverenziali.
Al 7’ angolo di Rosano per Morelli, il numero 9
arancione chiude troppo il diagonale e non trova la
porta. I biancoverdi di Vinovo sembrano accerchiare
in questa fase gli avversari ma devono stare attenti
perché le ripartenze arancioni sono micidiali. Appena
entrato in campo capitan Sartorello ha l’occasione
per raddoppiare ma il portiere avversario è bravo a
chiudergli lo specchio in uscita e deviare in angolo.
Al 9’ il Boschetto offre la sua immagine migliore con
un’azione rapidissima tutta di prima tra Vicenzutto,
Sartorello e Favale che a pochi metri dalla porta viene
però murato. Momento difficile per il Don Bosco che
prova ad alleggerire la pressione con un tiro dalla
distanza di Barale su cui il portiere biancoverde è
costretto ad allungarsi e concedere il corner. Dal
nulla Marcello riesce a recuperare palla e il suo tiro
deviato viene alzato in angolo ancora ottimamente
da Visconti. A metà della prima frazione di gioco il
fc boschetto
fm don bosco caselle
Pilone
Marcello 3
Barale
Radosta
Desiderio
Don Bosco trova il pari: malinteso nella retroguardia
biancoverde con Pilone che ringrazia e infila
nell’angolino. La banda Ballatore sbanda e concede
l’incredibile ribaltone ai casellesi. Lancio millimetrico
per Pilone che di prima cerca Barale a centro area,
nel tentativo disperato di fermarlo Vicenzutto frana
sull’avversario concedendo il rigore agli avversari:
botta imprendibile di Marcello dal dischetto che
vale il 2 a1. I ragazzi di Vinovo riprendono a spingere
con Lorusso che viene contrastato in extremis
dall’intervento di Corradi e con Favale che tenta
un colpo sotto su punizione molto bello ma poco
efficace. Al 18’ il forcing biancoverde produce una
serie di emozioni in area di rigore del Don Bosco:
Favale libera Sartorello chiuso a pochi passi dalla
porta, la palla carambola verso Lorusso che colpisce
il portiere in uscita, ma non è finita perché la palla
capita sui piedi del numero 10 Vicentuzzo che al
volo spara verso la porta avversaria dove come un
gatto Corradi vola a deviare. Favale è funambolico
quando al 20’ salta praticamente tre avversari prima
di concludere a lato da buona posizione. Dalla’altra
parte del campo Morelli, tra i migliori in campo, tira
forte ma centralmente consentendo a Visconti di
respingere. Niente cali di ritmo nonostante il gran
caldo. Da una parte il Boschetto va vicino al pareggio
con Favale che a conclusione di una bella azione
corale calcia alto e dall’altra con un contropiede
rapidissimo che Marcello solo davanti al portiere
non riesce a trasformare nel clamoroso 3 a 1. A
pochi istanti dalla fine del primo tempo il Boschetto
agguanta il pari con Lorusso, svelto a ribadire in rete
una conclusione parata di Favale. Sempre Colarelli,
praticamente sul fischio che manda le squadre al
riposo, sfiora il gol ma il suo tiro praticamente a porta
vuota è salvato sulla linea da un difensore in maglia
arancio.
Nei primi due minuti della ripresa va in onda El
Pelado’s show: doppietta in meno di 60 secondi. Il 3 a
2 è una questione di caparbietà. Primo tiro sventato
da Corradi che nulla può sul secondo tentativo
del numero 12. Il 4 a 2 invece è un capolavoro. La
punta biancoverde cambia passo, salta il portiere
del Don Bosco e deposita in rete di sinistro. Capitan
Desiderio sfiora il palo al 3’ e si rimane sul 4 a 2. I
biancoverdi sono sempre pericolosissimi e ci vuole
un superlativo Corradi per non lasciar scappare i
vinovesi:Favale ruba palla ma si fa ipnotizzare dal
portiere che gli tocca il pallone sul più bello ma sul
proseguo dell’azione ci riprova ancoraFavale con una
bomba al volo che il numero 1 arancione è bravo
a disinnescare. Al 9’ il Don Bosco si riporta sul -1:
triangolo tra Morelli e Marcello con quest’ultimo che
fm don bosco caselle
da due passi deposita in rete. Subito dopo capitan
Desiderio viene stoppato a pochi passa dalla porta
quando già pregustava il pareggio. Nuovo doppio
vantaggio per il Boschetto con Colarelli che trova
la doppietta con un bel sinistro. Chi pensa che sul
5 a 3 la partita sia finita si sbaglia di grosso, il Don
Bosco è ferito ma vivo e risponde colpo su colpo
trovando prima il 5 a 4 con Barale e poi pareggiando
con Radosta che se ne va sulla destra e trafigge il
portiere. Ferrino, subentrato nella ripresa a Visconti,
si supera deviando in controtempo a fil di palo il
tiro di Radosta che poteva significare addirittura
controsorpasso. Ballatore a questo punto rimanda
in campo l’idolo dei supporters vinovesi Favale che
subito si fa notare per un numero pazzesco ma poi
il suo sinistro finisce a lato. Il Don Bosco va vicino
al vantaggio con Pilone ma il tiro viene respinto.
Occasioni a ripetizione con Vicentuzzo al tiro da una
parte e Marcello dall’altra. A 4 minuti dal termine
Favale sembra scrivere i titoli di coda al match: palla
persa in ripartenza dal Don Bosco con El Pelado che
non perdona. Ma è una partita senza fine ed infatti
dopo una punizione respinta dalla barriera ci pensa
capitan Desiderio a suonare la carica con un missile
che si infila sotto al sette lasciando immobile il
povero Ferrino. Occasione pazzesca poco dopo sui
piedi di Marcello che al termine di un grande spunto
personale colpisce sul più bello il palo da un metro.
Finale incandescente. Fallo del Don Bosco che
manda al tiro libero Favale che però non inquadra la
porta. Poi mischia furibonda in area dei casellesi con
qualcuno che calcia addosso al portiere (impossibile
individuare chi abbia calciato in mezzo a quel
groviglio). L’ultima occasione è per gli arancioni
con Pilone che impegna severamente Ferrino. Su
questa parata l’arbitro fischia la fine di una partita
entusiasmante mandando le due formazioni sul
dischetto per decretare la vincitrice della ‘coppa
dalle grandi orecchie’. Vanno in rete sia Favale che
Desiderio. Secondo rigore per i biancoverdi tirato
da Colarelli che va a segno. Primo errore di Marcello
che tira forte ma centrale colpendo Ferrino. Va
sul dischetto per la vittoria Vicentuzzo ma il suo
sinistro viene respinto da Corradi. Per il Don Bosco
si presenta al tiro Barale che segna ristabilendo la
parità. Poi incredibilmente sbagliano sia Lorusso
che Rosano. Si presenta a questo punto sul dischetto
capitan Sartorello. Tiro centrale parato ma l’arbitro
dice che va ripetuto perché probabilmente Corradi
si è mosso in avanti troppo presto. Ci riprova
Sartorello ma Corradi compie un altro miracolo e
para nuovamente. A questo punto Radosta sistema
il pallone sul dischetto e trasforma nonostante il
tocco di Ferrino regalando al Don Bosco la vittoria.
Esplode la festa incontenibile degli arancioni.
Sintetizzando potremmo dire che l’organizzazione
e il collettivo del Don Bosco hanno avuto la meglio
sulla fantasia e le individualità del Boschetto che si
è dovuto ‘accontentare’ di vincere il titolo dei Playoff
fermandosi ad un passo d alla storica doppietta.
Mirko Guarene
le pagelle
FC BOSCHETTO
Visconti 7+ Dimostra di essere un portiere
davvero affidabile con un paio di voli niente
male. CERTEZZA
Ferrino F. 7/8Un paio di parate strepitose
compresa quella all’ultimo minuto e due
rigori respinti. POLIPO
Colarelli 8.5 Doppietta importante e
costante freccia nel fianco destro del Don
Bosco. ARCERE
Favale 9 Quando tocca la palla succede
sembre qualcosa di meraviglioso, a parte le
3 reti. SHOWMAN
Lorusso 7+ Gol pesante ma pesa anche
l’errore dal dischetto. LOTTATORE
Saddi7 Rapido nelle ripartenze e utile nel
difendere. PREZIOSO
Sartorello 7.5 Alcuni buoni spunti ma il
doppio rigore sbagliato nella lotteria finale
cambia la storia della partita. SFORTUNATO
Vicenzutto 8/9 Domina in difesa e costruisce
gioco per tutti i 50 minuti. PLAYMAKER
FM DON BOSCO CASELLE
Corradi 9+ Fenomenale durante la partita ed
eroico ai rigori. MAN OF THE MATCH
Barale 8.5 Lotta come un gigante per tutti i
50 minuti e segna pure. GUERRIERO
Desiderio 8/9 Segna il gol che permette ai
suoi di andare ai rigori ed è forse il migliore
dei suoi. CAPITANO CORAGGIOSO
Marcello 8/9 Grinta da Gattuso e piedi buoni
oltre ai due gol. RINGHIO
Morelli 8.5 Si butta su tutti i palloni con
tenacia. FIGHTER
Pilone 8.5 Gol importante e va vicino alla rete
decisiva nel finale. INCURSORE
Rodasta 8/9 Dura contenere Favale ma regge
l’urto, protagonista con la rete che regala la
Champion’s League al Don Bosco. JUGOVIC
Rosano 8.5 Mediano inesauribile corre dietro
a tutti come un matto. DURACEL
magazine
ABSOLUTE
calcio a 5
pagina 5
Europa League c5 – Saragnocca battuto, gran stagione per entrambe le formazioni
SEMINARA ALZA AL CIELO L’EUROPA LEAGUE
Sono i calci di rigore che decidono la seconda coppa per importanza
real saragnocca
3 Usai
2 Frandina
Libertini
7-8
d.c.r.
(6-6)
REAL SARAGNOCCA: Lonetto, Usai, Libertini,
Felbo, Frandina, Belfiore, D’Agui
RUBATÀ: Seminara, Consoli, Fargnoli, Aimar,
Tagliaferro, Fondacaro, Grasso, Celozzi, Veneri
orbassano – Ci sono voluti i calci di rigore per
decidere chi dovesse alzare al cielo l’Europa League
di calcio a 5, dopo 50 minuti emozionanti e ricchi
di grandi numeri, in cui, come la Fenice, entrambe
le compagini hanno dato prova di saper resuscitare
dalle proprie ceneri. In particolare i biancorossi
Rubatà, capaci di rimontare lo svantaggio di 3-0
e di portarsi a loro volta in vantaggio, destino che
hanno poi subito nel finale quando si sono fatti
recuperare il 6-3 con cui stavano conducendo le
danze. Gli arancioni del Real si sono affidati all’asse
Falbo/Frandina, con Usai e Libertini degnissimi
comprimari. I rossobianchi invece hanno cercato
di dare pochissimi punti di riferimento con la
mobilità di Aimar e di Fargnoli, ma decisivo è stato
l’apporto di Fondacaro e di Grasso, con quest’ultimo
in particolare vero punto di svolta della gara. Le
prime battute sono subito vivaci, con le due squadre
che ci provano con qualche più o meno insidiosa
conclusione dalla distanza. Bisogna aspettare il 4’ per
vedere il primo goal, a dire il vero un po’ fortunoso:
il destro al volo di Usai, su un cross a palombella, è
fiacco, ma, forse troppo sicuro, Seminara si lascia
sfuggire il pallone dalle mani, e lo recupera quando
ha già varcato la linea. Un minuto dopo arriva il
raddoppio, grazie al lesto opportunismo di Frandina,
pronto a raccogliere una respinta corta della difesa.
A questo punto il Real, che come gli avversari
cerca – riuscendoci - di non dare riferimenti con la
mobilità del suo quartetto, è sugli scudi, e impone
il suo ritmo, sfiorando in più di un’occasione il tris.
I Rubatà non stanno a guardare, e, pur con qualche
difficoltà in questa primo spezzone di gara, riescono
a sua volta a minacciare il sempre pronto Lonetto,
soprattutto quando riescono a trovare lo spiraglio
giusto per servire gli inserimenti sulla fascia. Intorno
al 15’, i biancorossi alzano il ritmo e la pressione,
ma subiscono anche la doccia fredda del 3-0: al 15’
Libertini vince un contrasto, triangola con Falbo,
e a tu per tu con Seminara è freddo e preciso il
giusto. Gli effetti della doccia gelata svaniscono
però presto, in coincidenza con la salita in cattedra
del folletto Grasso. Al 18’, il numero 9 riceve palla
sulla sinistra, si accentra e appena può lascia partire
un destro potente contro cui Lonetto nulla può.
La rimonta appare sempre più nitida e vicina un
minuto dopo, quando ancora Grasso lascia sul posto,
real saragnocca
rubata’
Pilone
Marcello 3
Barale
Radosta
Desiderio
con una finta Usai e con un esterno destro rasoterra
trafigge Lonetto. Gli ultimi 5 minuti vedono i Rubatà
galvanizzati e il Real colpire una traversa con un
gran tiro di Falbo da posizione defilata. Il pareggio
diventa realtà allo scadere del tempo: questa volta
Grasso si incarica di una punizione più o meno dalle
zone del dischetto. Il suo tiro è potente e deviato in
maniera decisiva. Pari e patta che preannuncia una
ripresa di fuoco.
E così sarà: clamoroso e beffardo è il doppio palo
colpito al primo minuto da Fondacaro, ma la sorte
avversa subito cambia atteggiamento perché
sul successivo pallone vagante, Grasso vince
un rimpallo e si ritrova con la porta spalancata,
siglando il definitivo sorpasso. Il Real si butta subito
in avanti con un “ordinato disordine” che schiaccia,
per qualche minuto i biancorossi nei pressi della
loro lunetta: una manciata di occasioni arancioni
vengono respinte dalla muraglia umana posizionata
di fronte alla porta. Per esempio, Fondacaro rende
vana una bella manovra collettiva dei 4 moschettieri
in arancione ribattendo il pallone sulla propria
linea di porta. Al 6’ però i grissini allungano, con
un contropiede che vede Fondacaro perfetto nel
filtrante che imbecca il sempre pronto Grasso, e il
numero 9 cinico con un tocco leggero che vanifica
l’uscita del portiere e rimbalza in rete. Fondacaro
continua a dirigere i giochi con una regia sapiente
nei confronti della quale i compagni si trovano tutti
a meraviglia, reggendo contemporaneamente,
insieme a Consoli, i fili della difesa messa alla prova
e che resiste benissimo. Suo per esempio è l’assist
che esalta il taglio di Fargnoli, messo giù da Lonetto
in disperata uscita. Calcio di rigore di cui si incarica
lo stesso Fargnoli, la cui conclusione è implacabile
sotto l’incrocio. Il Real è scosso, ma tutt’altro che
domo: gli arancioni continuano a provarci, così
come i biancorossi continuano a resistere con una
dose non eccessiva di affanni. Però, il celere detto
consiglia di non provocare il can che dorme. I Rubatà
così compiono un piccolo-grande errore, quello cioè
di gigioneggiare e di specchiarsi un po’ troppo in fase
di ripartenza dell’azione, regalando così opportunità
preziose al Real. Così, Frandina, al 17’, recupera un
pallone a centrocampo, si invola sulla destra e lascia
partire un gran tiro che colpisce la parte inferiore
della traversa e rimbalza oltre la linea. Falbo
poi sfoga la sua rabbia calciando, con un tap-in,
definitivamente il pallone in rete, ma probabilmente
era già goal. Un minuto dopo, altra palla recuperata
dagli arancioni a centrocampo, questa volta da Usai,
dribbling su Consoli, e diagonale a mezz’altezza che
rimbalza sul palo interno e si insacca. Il Real, che
rubata’
mai ha smesso di crederci, non può certamente
continuare a non farlo ora, anche perché i Rubatà
hanno decisamente più difficoltà nell’esprimere il
gioco illuminante di qualche minuto prima. Però,
come già è capitato in questa gara, chi subisce,
improvvisamente si rialza. Così, i biancorossi
collezionano un paio di occasioni e soprattutto
hanno un potenziale match point: Tagliaferro
è solo contro Lonetto, il quale respinge la sua
conclusione a botta sicura. Lo fa però con la mano
e fuori dalla lunetta: espulsione inevitabile, e Usai
che si improvvisa estremo difensore nei due minuti
d’inferiorità numerica – giocando però più che altro
da libero nei momenti in cui viene messo in atto
l’assedio disperato. I Rubatà non approfittano della
momentanea superiorità e non scagliano il colpo
letale alla gara. È anzi il Real che continua ad essere
più frequentemente pericoloso, raggiungendo
l’agognato e meritato pareggio proprio al 25’, col
classico batti-ribatti in mischia che tanto spesso
si vede negli assalti all’arma bianca dei finali: a
interptretare il ruolo di cecchino, Usai, tornato
fuori dai pali e pronto a deviare in rete un mezzo
tiro/mezzo cross. Fondacaro prima e Frandina poi
provano a evitare i calci di rigore, inutilmente. Il
pareggio dei 50 minuti è giusto e premia entrambe
le squadre, protagoniste di una grande partita.
La lotteria premia i biancorossi, complici gli errori
di Falbo e Usai: giusto così, ma sarebbe stato
altrettanto giusto anche il contrario.
Edoardo Peretti
le pagelle
REAL SARAGNOCCA
LONETTO 7,5: para tanto, spesso molto bene,
e subisce altrettanto. Espulsione dettata più
dal caso e dalla disperazione che da un vero
errore. IN USCITA DISPERATA
USAI 8,5: con le sue responsabilità nei
momenti peggiori, rimane il più continuo,
convinto e, in fin dei conti, decisivo dei suoi.
È anche quello che meglio sostiene il doppio
compito difensivo e offensivo. Tripletta A
TUTTO CAMPO
LIBERTINI 7,5: gioca tutt’altro che male, la
sua è una partita anzi ricca di bei momenti
e di reti importanti, estremamente preziosa,
come dimostra la rete siglata, ma di tanto in
tanto ha qualche black-out di lucidità più
evidente dei compagni. LOTTATORE
FELBO 8: suona la carica nella rimonta finale
ispirando e recuperando palle: la fantasia è
la solita, i momenti di genio non mancano,
così come soliti sono il carisma e l’impegno
mostrati in tutti i 50 minuti. Solo, ogni tanto,
si fa prendere dalla tensione della gara e
diventa poco lucido, un po’ come De Rossi nei
derby di Roma. CARISMATICO
FRANDINA 8: è il più intermittente dei
suoi, così come è quello più pericoloso e
implacabile nei momenti in cui è su di giri:
trascinatore nel finale. ORGOGLIOSO
BELFIORE 7: importante il suo apporto
quando è chiamato in causa. UTILE ALLA
CAUSA E ALLA LOTTA
D’AGUI 7: come sopra; poco appariscente, ma
estremamente utile. VIETATO ARRETRARE
RUBATÀ
SEMINARA 8: per lunghi tratti para il parabile
e qualcosa in più, fino a quando non è
costretto ad arrendersi. ELASTICO
CONSOLI 8: come tutti, la sua è una partita
con ottime cose in fase difensiva e in fase
offensiva, anche se dà il meglio nelle retrovie;
e come tutti la foga d’alto livello della gara
lo costringe anche a momenti meno brillanti.
Tatticamente è molto saggio. SAGGIO
FARGNOLI 8: dopo un inizio così così,
sale gradualmente, non dando punti di
riferimento con la sua mobilità e aggredendo
la fascia appena può. Segna il rigore del 6-3.
MOBILE
AIMAR 7: tanti bei momenti di calcio a 5, ma
nel complesso incide meno dei compagni.
ALTALENANTE
TAGLIAFERRO 8: sembrerebbe avere
poche soddisfazioni personali, ma il suo
lavoro continuo agisce come l’acqua sulla
sabbia sulla retroguardia arancione; cosa
che lo rende quasi essenziale, anche se
all’apparenza poco incisivo. PIVOT D.O.C.G.
FONDACARO 8,5: partita per lunghi tratti
enorme, nonostante qualche leggerezza
un po’ gigiona al momento di far ripartire
l’azione. Riorganizza i suoi con una notevole
visione di gioco e sforna assist preziosi, senza
dimenticare di coordinare la retroguardia.
Se Grasso è il braccio armato, lui è il cervello
sopraffino. A.I. INTELLIGENZA ARTIFICIALE
GRASSO 9: il suo ingresso cambia la gara, e
basterebbero i cinque goal per spiegarlo.
Devastante e letale SONTUOSO
CELOZZI 7: contributo prezioso alla lotta,
contribuendo ad ogni fase di gioco. UTILE
VENNERI 7: non lascia un segno particolare
sulla gara, ma rimane comunque un
giocatore sempre pronto a dare il suo, che
non toglie mai la gamba. MAI DOMO
ABSOLUTE
magazine
calcio a 5
pagina 6
Finale Premiership - I biancorossi tornano a vincere dopo tre anni a secco di titoli
DISCHETTO D’ORO PER IL SARACENO, PREMIER IN BACHECA
Montaruli e Caferro rispondono per le rime a Pandolfo e Fogli
ristorante pizzeria
il saraceno torino
2 Caferro
2 Montaruli
6-4
d.c.r.
(4-4)
RISTORANTE PIZZERIA IL SARACENO:
Onesto, Pala, Abatematteo, Montaruli R.,
Caferro, Montaruli G.
TERRIBLE GUYS: Forni, Balia, Pandolfo,
Prunelli, Bertero, Fogli F., Fogli G., Mosso.
orbassano – Dopo tre anni di digiuno il
Saraceno torna a vincere un titolo Absolute
e lo fa con il botto mettendo in bacheca
nientemeno che la Premiership 2015 ai danni
dei Terrible Guys di Fogli.
Una finale bella e frizzante decisa giustamente
dal dischetto in seguito al grande equilibrio
mostrato in campo dagli organici che mettono
in scena la versione Absolute di ArsenalBorussia in quel dello Sporting Orbassano e non
solo dal punto di vista cromatico delle divise.
La Premiership regala quindi uno dei capitoli
finali più godibili calcisticamente parlando
delle Finals ‘15 grazie all’alto tasso tecnico del
Saraceno e dei Guys che si affrontano a viso
aperto a suon di raffiche offensive e muraglioni
invalicabili. Nessun padrone in campo, la
bilancia della gara rimane imparziale di fronte
alle prestazioni importanti di due ottime
squadre che fanno dell’organizzazione di gioco
un dictat imprescindibile tanto quanto la
predilizione dell’impostazione della manovra
palla a terra.
I Gunners dei fratelli Montaruli tornano ai
vecchi albori con una gara concreta: Caferro
e il primo Pallone d’Oro Absolute, al secolo
Gianluca Montaruli, sfornano occasioni
a ripetizione dando sfoggio di un feeling
invidiabile. Doppietta a testa e il Saraceno
può sfidare la sorte della lotteria dei calci di
rigore il cui giudice sarà Pala che non sbaglia
dal dischetto a compimento dalla solita gara
coriacea e muscolare.
Il laterale macina metri a tutto campo dando
man forte in entrambi reparti, su tutti quello
difensivo dove torna a brillare Riki Montaruli
dopo una stagione tortuosa. Il capitano ci
mette il fisico e il mestiere, le sue chiusure
sono provvidenziali a interrompere la manovra
rapida delle api torinesi.
terrible guys
terrible guys
Bertero
Balia
Pandolfo
Fogli
A chiudere la cassaforte ci pensano anche
Onesto e Abatematteo, autentici baluardi
del fortino biancorosso. L’estremo saraceno
abbassa la saracinesca in più occasioni
mostrando grandi riflessi come sul rigore
nefasto di bomber Prunelli, al quale nega
la gioia del gol anche durante i tempi
regolamentari. La colonna biancorossa, dopo
il primo tempo passato in panchina, scende in
campo facendo sentire il suo peso a inchiodare
le scorribande giallonere senza dimenticare
l’importanza delle sue cavalcate sul corridoio di
destra per creare superiorità numerica.
Tattica usata alla perfezione anche dai
“Die Schwarzgelben”, rapidi nel portare
costantemente tre uomini in contropiede
dalle parti di Onesto grazie alla velocità e alle
giocate di Prunelli che non segna ma crea e
trova assist deliziosi per i compagni. Di fatto
ogni rete giallonera porta un nome diverso,
a sottolineare la capacità di trovare la via del
gol dei Guys nonostante la stessa sia sbarrata
al bomber di professione in casa Terrible.
Bertero è il primo di questi, il primo anche a
sbloccare il match dopo due giri d’orologio e
mettere benzina nelle gambe. Il numero dieci
impatta alla grande sulla finale e mantiene alta
l’asticella della sua partita fino alla fine.
Pandolfo e Fabio Fogli seguono bene entrambe
le fasi di gioco facendosi trovare in posizione in
ripiegamento sulle punte biancorosse e rapaci
in area avversaria. Una rete a testa infatti nel
corso della gara, chirurgico il sinistro di Fogli
alla destra di Onesto. Balia completa la lista
dei marcatori gialloneri al culmine di una gara
attenta come quella di capitan Fogli che non
lascia un metro agli avversari al pari del gran
lavoro di contenimento di Mosso. A dir poco
superbo Forni a difesa dei pali. L’estremo dei
Terrible prova per l’ennesima volta in questa
stagione di essere uno dei migliori interpreti
del suo ruolo grazie a riflessi felini e grande
senso della posizione.
CRONACA - Bastano pochi minuti per mettere
in moto la partita: dopo due giri d’orologio
Bertero ribatte di sinistro una respinta corta
di Onesto, 1-0 Guys. Rete che scalda la finale
il saraceno
sulla quale interviene Caferro al 6’ su rigore,
giustamente concesso, per il pareggio
momentaneo. La gara procede su ritmi elevati,
entrambi gli estremi possono ostentare le
proprie doti atletiche ma è il Saraceno a
mettere la freccia al 16’ con l’ennesima giocata
stagionale di Gianluca Montaruli che fredda
Forni di sinistro dalla distanza dopo aver
colpito il palo. Passivo prontamente assorbito
dai gialloneri che trovano meritatamente il
2-2 al 19’ con il bel destro a giro sul secondo
palo di Balia sul quale Onesto non può nulla.
Ripresa incandescente con il vantaggio
fulmineo di Pandolfo dopo sessanta secondi
su assist perfetto di Prunelli. Gap prontamente
colmato dalla doppietta di Montaruli al 3’ che
non sbaglia sul suggerimento perfetto di
Caferro. Il match continua a girare a mille e i
Guys trovano nuovamente il vantaggio con
il bellissimo sinistro da fuori area di Fogli
a tagliare fuori un incolpevole Onesto, 4-3
Terrible.
Il Saraceno non molla e prova a mordere in
contropiede ma Forni sembra insuperabile,
fino al 13’, minuto sul quale deve cedere a
Caferro che non spreca l’assist di Pala, sceso
palla al piede dalla propria trequarti, 4-4.
I ritmi calano e il nervosismo sale, il gioco
ne risente ma le occasioni non mancano per
entrambi le parti. Il parziale non cambierà
fino al 50’ e i penalties saranno i giudici della
finale di Premiership.
Fatali gli errori di Prunelli e Bertero, perfette
le esecuzioni di Caferro e Pala che regalano
un altro trofeo ai biancorossi dopo tre anni
di stop. Vince il Saraceno dopo una partita
entusiasmante e decisamente complicata
vista l’ottima interpretazione della gara dei
Terrible che possono consolarsi tuttavia con la
conquista della coppa nell’anticipo di giovedì.
Una finale che regala gran calcio, giocato
rudemente ma nel rispetto dell’avversario, del
direttore di gara e del pubblico presente. Due
squadre encomiabili sotto ogni punto di vista,
i calci di rigore sono la giusta conclusione per
uno scontro che non ha visto una squadra
prevalere nettamente sull’altra.
Fabrizio Giangualano
le pagelle
RISTORANTE PIZZERIA IL SARACENO
Onesto 7.5: partita fantastica dell’estremo
biancorosso, para anche un rigore a Prunelli.
Provvidenziale.
Pala 7.5: suo l’assist per il pari che manderà il
Saraceno ai rigori, impagabile come sempre.
Basilare.
Abatematteo 7: entra nella ripresa dando
più solidità dietro, crea pericoli anche in
avanscoperta. Fluidificante.
Montaruli R. 7+: il capitano torna sugli
standard che lo contraddistinguono,
cattiveria e tempismo, pollici in alto.
Ritrovato.
Caferro 8: tecnico, veloce e cinico sotto
porta. Il numero dieci dei Gunners completa
un’altra volta una gara sopra la media.
Acceso.
Montaruli G. 8: The King non sbaglia mai un
colpo, il sinistro con cui supera Forni è da
incorniciare. Applausi.
TERRIBLE GUYS
Forni 8: uno dei migliori portieri della
stagione senza ombra di dubbio. Standing
Ovation.
Balia 7: lotta senza un attimo di sosta, rifiata
solo quando chiamato al cambio, freddo e
preciso in occasione del gol. Tuttofare.
Pandolfo 7: buona visione di gioco e senso
della posizione per il numero sette giallonero
che si fa trovare al posto giusto sull’assist di
Prunelli. Razionale.
Prunelli 7.5: non trova il gol visto il
trattamento blindato riservatogli, ma trova
con fortuna assist per i compagni. Granitico.
Bertero 7: apre la gara dopo pochi minuti,
entra subito in partita dimostrando di avere
personalità e carattere. Deciso.
Fogli F. 7+: calcia indifferentemente di destro
e di sinistro, difende con lucidità e attacca con
buone idee. Ispirato.
Fogli G. 7: buona guardia del capitano a
difesa della propria porta, non si fa vedere
molto in attacco ma esce comunque a testa
alta dall’incontro. Solitario.
Mosso 7: gara di sacrificio e contenimento,
tiene il motore sempre acceso, si fa trovare
pronto ad ogni chiamata. Reattivo.
magazine
ABSOLUTE
calcio a 5
pagina 7
Coppa Sud Americana - Goleada latina per i gialloneri, New Team al tappeto
IL BIZONA DOMINA NEL FORNARA&VESCIO SHOW
Prova superba dei “Canaries”, Crescenzo non basta
bizona
4 Vescio
5 Fornara
2 Marella
2 Kadr
13 - 5
BIZONA: Gagliardi, Panetta, Kadr, Gaza,
Fornara, Vescio, Marella.
AC NEW TEAM: Rainero, Crescenzo A.,
Trevisan, Russello, Crescenzo G., Bucci.
orbassano – Finisce in goleada il cammino
sontuoso dei canarini di Fornara in Coppa Sud
Americana. Dopo aver eliminato FC Imperiale,
Europa ‘91 e Valle Sauglio tocca alla New Team
dei fratelli Crescenzo soccombere sotto i colpi
impietosi dello “yellow submarine” guidato
dalle prestazioni sublimi di capitan Fornara e
bomber Vescio.
Atto finale latino tinto di giallo quindi allo
Sporting Orbassano dove il Bizona non fa
sconti ai rossoblù nonostante l’inizio di
gara favorevole alla New Team che parte in
vantaggio rispondendo colpo su colpo salvo
poi disunirsi nella ripresa e cedere il passo alla
strapotenza di quelli che saranno i vincitori
della competizione. L’attacco da urlo del Bizona
è il vero punto di forza della squadra, bottino
mostruoso di 49 reti realizzate in quattro
gare, con Fornara e Vescio a compiere sfaceli
dalle parti di Rainero, premiato come miglior
portiere del proprio girone, non uno qualunque
insomma.
Il capitano guida la squadra con personalità
e carisma da leader consumato, dotato di un
sinistro poderoso, mette in ginocchio la New
Team con una performance perfetta condita
dalla manita personale e svariati assist sfruttati
al meglio dal compagno di reparto Vescio. Il
cannoniere dei “Canaries” è ormai volto più
che noto in casa Absolute e non manca mai gli
appuntamenti importanti. Poker calato anche
al tavolo sudamericano a coronare l’ennesima
stagione sopra le righe di un Vescio sempre più
pietra miliare della kermesse moncalierese.
A supporto delle bocche di fuoco del Bizona
interviene la rapidità e il talento di Marella.
ac new team
ac new team
Crescenzo G. 4
Rainero
Giocatore dalle doti tecniche notevoli con una
pregevole visione di gioco, autentico motorino
del rombo di Fornara: doppietta di stile e
assist per il numero undici. Kadr completa il
tabellino con la seconda doppietta del match,
da sottolineare il sinistro sparato all’incrocio
nella ripresa, oltre all’ottimo lavoro in fase di
copertura.
Sempre pronto e reattivo Gagliardi tra i pali che
concede poco e niente ai rossoblù di Crescenzo
grazie anche al lavoro impagabile di Panetta a
difesa della porta e alla partita stoica di Gaza a
interrompere le manovre avversarie.
Partenza con la marcia inserita per la New Team
con l’ottimo Gerardo Crescenzo, il migliore tra
le fila rossoblù, a tenere in piedi la baracca
grazie a una gara concreta e di sacrificio. La
quaterna dell’esterno rossoblù non basta però
a dare quella scossa necessaria alla squadra per
risalire la china e arginare in qualche modo la
furia del Bizona nel secondo periodo. Il caldo
e le assenze importanti di Luise e Anaclerio
non aiutano sicuramente la compagine
dei Crescenzo che tuttavia cedono troppo
passivamente alle bordate avversarie nella
ripresa. Rainero, uno dei migliori nel suo ruolo
in questa stagione, non può fare miracoli tra i
pali sebbene a metà ripresa si sganci dalla porta
per compiere un coast to coast fenomenale
e depositare la sfera in fondo al sacco entro
i quattro secondi stabiliti dal regolamento.
Gesto tecnico di una certa qualità per il
portierone rossoblù che non riesce comunque
a impedire la sassaiola pomeridiana. Bucci non
incide sull’out di destra come è solito fare al
pari di capitan Crescenzo, troppo permissivo
nei confronti di Fornara e Vescio. Prestazioni
medie rispetto al solito anche per Trevisan e
Russello che pagano la fatica e la spossatezza
dovute all’alta temperatura e sicuramente
anche alla vena ispirata del Bizona.
CRONACA - Crescenzo apre le danze al 4’ con una
bizona
bella azione personale conclusa di destro sul
primo palo dando inizio ad una girandola di
gol consumata in appena sette giri d’orologio.
Vescio pareggia, Crescenzo allunga, Fornara
pareggia ancora e Vescio mette la freccia
all’11 con un delizioso cucchiaio a scavalcare
Rainero in velocità, 3-2 Bizona.
Inizio frenetico di gara che non accenna a
rallentare. La New Team spinge senza trovare
ulteriori sbocchi così sono ancora i “Canaries”
a sfondare il muro di Rainero con una giocata
stupenda di Fornara al 17’ che ruba palla
sulla mediana per poi scaricare di destro in
fondo alla rete che manda tutti a riposo sul
4-2. Ripresa ancora più esaltante rispetto
alla prima frazione con il triplo allungo in
due minuti di Marella, favoloso in solitaria e
a tu per tu con Rainero, Kadr e Fornara, 7-2
Bizona dopo sette minuti. Dopo la sfuriata
iniziale torna l’equilibrio paventato nella
prima metà a suon di botta e risposta con il
solito Crescenzo ad accorciare e Marella a
ristabilire le gerarchie al 10’ per poi assistere
allo spettacolare coast to coast di Rainero,
che subirà poi la staffilata terrificante sotto la
traversa di Fornara al 15’, a cui seguirà l’ultimo
guizzo di Crescenzo e della New Team al 17’
con un bel piatto destro a giro, 9-5 Bizona.
Ma la gara non è finita e i gialli infieriscono
negli ultimi minuti andando a segno altre
quattro volte grazie alla doppietta di Vescio
per il poker personale, la manita di Fornara e
il sinistro secco all’incrocio di Kadr per il 13-5
finale. Dominio quasi assoluto del Bizona
che si comporta da grande squadra, cosa già
assodata nell’arco della stagione grazie alle
vittorie dell’Apertura nel La Plata. Secondo
trofeo in bacheca quindi per la batteria di
Fornara a coronamento di un’annata di cui
essere orgogliosi dove il gioco e il fair play
sono dettami cruciali in casa Bizona. Alti e
bassi per la New Team in questa finale, in cui
le assenze sono state tante e pesanti, ma la
stagione è da considerare più che positiva. I
fratelli Crescenzo possono essere soddisfatti
dell’operato del proprio organico che tornerà
sicuramente protagonista a settembre, se non
già agli estivi in programma da metà maggio.
Fabrizio Giangualano
le pagelle
BIZONA
Gagliardi 7: senza colpe sui gol, svolge il suo
lavoro impeccabilmente come ogni volta.
Cassaforte.
Panetta 7: il meno appariscente dei gialli
ma il suo supporto in fase di copertura è
strepitoso. Alfiere.
Gaza 7: mastino posto a spezzare il gioco
rossoblù, missione più che riuscita. Muro.
Fornara 9: il capitano giganteggia in campo
facendo il bello e il cattivo tempo per tutta la
durata della gara. Devastante.
Vescio 9: con Fornara forma un tandem
d’attacco micidiale, bomber di razza, non
sbaglia un colpo, di spada e di fioretto.
Cannoniere.
Marella 9: segna meno, ma che classe.
Prestazione fantastica del furetto giallo,
applausi. Diamante.
Kadr 7.5: partenza difensiva per il numero
tre, ripresa dedita all’attacco con tanto di
doppietta. Duttile.
AC NEW TEAM
Rainero 7.5: ci mette una pezza qua e là ma la
goleada è inevitabile, da incorniciare il gol in
solitaria. Grande.
Crescenzo A. 6.5: i clienti sono tra i più difficili
dell’anno, ci prova comunque da buon
capitano. Bandiera.
Trevisan 6+: discorso analogo per l’esperto
difensore rossoblù, ma la giornata non è delle
più felici. Sacrificio.
Russello 6,5: in attacco non c’è vita facile,
fatica a trovare spazio e di conseguenza il gol
nonostante qualche tiro scoccato. Ingabbiato.
Crescenzo G. 8: a fronte della difficoltà della
squadra interviene la facilità quasi irrisoria
del laterale rossoblù nel trovare lo specchio
della porta e il gol, poker quasi senza fatica.
Spettacolo.
Bucci 6,5: da uno come lui ci si aspetta molto
di più, il caldo e l’ottima risposta del Bizona lo
affondano. Freno tirato.
ABSOLUTE
magazine
calcio a 5
pagina 8
Finale Championship - Blacks senza pietà, Colchoneros con i lividi
IANNUZZI-SURACE, I GOLDEN BOYS DEL VERETIUM
Titolo meritatamente alzato al cielo di Orbassano, Glimballadi a testa alta
glimballadi
Ronco G.
3 De Angelini
Nocera
5 - 11
GLIMBALLADI: Mitti Ruà, Ronco G., Grassi,
Fasano, Zanoni, Ronco F., De Angelini, Nocera.
BAGNI VERETIUM: Loverre, Martucci, Surace,
Pavanello, Cavagnolo, Sonnessa, Iannuzzi.
orbassano – Plebiscito per i Bagni Veretium
in finale di Championship che demoliscono
senza se e senza ma i malcapitati “Colchoneros”
di capitan Zanoni.
La terza finalissima Absolute vede scendere
in campo due squadre totalmente diverse e
soprattutto due generazioni opposte che si
scontreranno per cinquanta minuti facendo
il filo anche al tackle in più volto a irretire
l’avversario, ma pur sempre nel rispetto di
esso. Finale bollente e accesa, il caldo afoso di
Orbassano non lascia respirare gli spettatori,
tanto meno gli attori protagonisti di un match
non propriamente consigliato ai deboli di
cuore vista la vena agonistica particolarmente
ispirata delle due formazioni.
Nonostante tutto sono la lucidità e
l’esperienzaI dei blacks di Veronese ad avere
la meglio per mettere in ghiaccio la partita
praticamente dopo i primi venticinque minuti
di gioco offrendo una prestazione sontuosa
sia dal punto di vista fisico che tecnico. Il
Veretium mostra i denti fin dalle prime battute
chiudendo all’angolo Glimballadi dei fratelli
Ronco con facilità quasi irrisoria andando in
vantaggio di sei lunghezze dopo appena un
quarto d’ora di gioco. Gli artefici indiscutibili
di questo bel pacchetto regalo rispondono
ai nomi di Surace e Iannuzzi. Due giocatori
diametralmente opposti e quindi per questo
complementari: il primo spacca la difesa
in due con il fisico da ariete di cui dispone
trovando la manita personale alla fine della
gara e risultando così il migliore in campo. Il
secondo non da meno, la palma del migliore si
potrebbe equamente dividere tra i due, delizia
la platea su calcio di punizione in due occasioni
e in fase di suggerimento e impostazione,
giocatore di una classe superiore. A supporto
glimballadi
bagni veretium
Iannuzzi 4
Surace 5
Sonnessa 2
del duo fantastico del Veretium non manca
mai l’agonismo e la grinta di Sonnessa che
trova un’importante e meritata doppietta dopo
l’enorme mole di gioco costruita. Loverre non
da mai segni di cedimento sulla linea di porta
così come Martucci, Pavanello e Cavagnolo
a sostegno della squadra con i loro innesti
in difesa e in fase di accompagnamento
dell’azione.
Non si può fare lo stesso discorso per
i Glimballadi di Zanoni che si affidano
maggiormente alle trovate dei singoli per
trovare la via del gol. Scelta tattica non sempre
felice per i Colchoneros che vivono solo di
lampi per poi ritornare nella confusione e
cedere al nervosismo dal quale emergono
quasi esclusivamente De Angelini e Mitti Ruà.
Il puntero rossoblù cerca e trova una tripletta
buona solo purtroppo per le statistiche ma la
sua prestazione rimane la migliore dei suoi
dal punto di vista sacrificale e dei risultati. Tesi
analoga per Mitti Ruà che nonostante incassi
una mitragliata fin troppo pesante da prova
di essere un ottimo portiere dai buoni riflessi
e dal grande coraggio. I fratelli Ronco giocano
bene, hanno piedi educati e una visione
tattica adeguata al tipo di gioco che la squadra
richiede ma troppo inclini al nervosismo
e quindi successivamente poco lucidi per
mantenere la squadra sui giusti binari. Nocera
soffre la fisicità di Surace e ci prova con ogni
mezzo, mentre capitan Zanoni e Fasano non
riescono a pungere in maniera sostanziale
dalle parti di Loverre.
CRONACA - Inizio devastante dei BV che danno
fuoco alle polveri alla prima occasione utile
dopo neanche un giro d’orologio con Iannuzzi
che beffa Mitti Ruà su punizione, complice una
deviazione. Al 4’ e al 9’ Surace da un assaggio
di quel che sarà il copione del pomeriggio
siglando il 3-0, stupendo il terzo gol di destro
all’incrocio, al quale farà eco ancora Iannuzzi su
punizione per il poker calato dopo soli undici
minuti. Inizio shock per i Colchoneros che
rimangono frastornati sotto i colpi massacranti
bagni veretium
dei blacks che allungano ancora con il primo
sigillo di Sonnessa e la tripletta di Iannuzzi,
6-0 Veretium.
Sfuriata stemperata dalla prima rete
“madrilena” di Ronco al 17’ e il rigore
trasformato da De Angelini al 20’. Sembra
l’entrata in partita dei Glimballadi, che
ricordiamo avevano già disputato la finale di
Coppa ad inizio delle Finals, ma non è così.
Il Veretium allunga ancora con la quaterna
personale di Iannuzzi ed il tris di Surace che
sfonda di prepotenza la porta di Mitti Ruà, al
quale segue la doppietta di De Angelini per il
9-3 parziale alla fine del primo tempo.
Dopo una frazione di gioco estenuante
e turbolenta i ritmi calano vistosamente
data anche l’afa eccessiva della giornata
orbassanese. Ci vogliono dieci minuti per
vedere un altro sussulto della gara: De
Angelini scarica di destro su punizione alle
spalle di Loverre, 9-4 BV.
I blacks amministrano e passano ancora
con Sonnessa che si fa trovare pronto sulla
ribattuta corta di Mitti Ruà al 16’. Partita
virtualmente chiusa che vede comunque Tito
Surace in formato super a scardinare la difesa
rossoblù ancora due volte di destro prima
della fine reale della Championship. Successo
senza storia dei Bagni Veretium, squadra
vera e ostica che mette in campo sostanza
ed esperienza con un pizzico di talento. Un
mix eccezionale che vale una Championship
ottenuta con carattere e voglia di vincere al
culmine di una stagione da ritenere più che
positiva per Veronesi e soci.
I Colchoneros sentono troppo la tensione della
gara ed è tangibile per il pubblico presente.
Dettaglio che gioca qualche tiro mancino
ai rossoblù, incapaci di invertire il senso di
marcia di una gara iniziata in discesa dopo
appena sessanta secondi. Finale con l’amaro
in bocca per Glimballadi che comunque
non devono giudicare troppo aspramente
il lavoro fatto in questa annata, una finale è
pur sempre una finale, senza contare la Coppa
conquistata poche ore prima.
Fabrizio Giangualano
le pagelle
GLIMBALLADI
Mitti Ruà 7.5: ultimo baluardo del fortino
rossoblù, mette una toppa ovunque può.
Esemplare.
Ronco G. 7: peccato qualche eccesso di
nervosismo, un gol e un assist per lui a
riprova della sua importanza in squadra.
Caldo.
Grassi 6: si vede poco in campo, non trova
la giusta quadra per uscire indenne dalla
partita. Opaco.
Fasano 6: valutazione simile per il numero
sette madrileno, non è la giornata migliore
per lui e per i compagni. Tirato.
Zanoni 6: gioca solo qualche scampolo di
gara. Alla prossima.
Ronco F. 6.5: prova qualche incursione a
dividere in due i BV e soprattutto dalla
distanza ma senza impensierire troppo
Loverre. Cuore.
De Angelini 7.5: lotta come un leone di
fronte al muro del Veretium, trova una
tripletta ostinata. Caparbio.
Nocera 6.5: sente molto la gara, nel
complesso gioca una buona partita. Attento.
BAGNI VERETIUM
Loverre 7: dirige la squadra con calma,
interviene con i giusti tempi senza lasciare
nulla al caso. Vigile.
Martucci 6.5: buona guardia davanti alla
porta, tira giù il cancello e nessuna passa
dalle sue parti. Guardiano.
Surace 9: ariete d’attacco dalla fisicità
perentoria e dai piedi di fuoco, cinque gol e
i commenti sono superflui. Gigante.
Pavanello 6.5: sempre ben disposto nella sua
zona di competenza, non esce dalle righe e fa
ottimamente il suo dovere. Sentinella.
Cavagnolo 6.5: il numero cinque di Veronese
chiude il cercho di una buona stagione con
un’altra prova positiva. Conferma.
Iannuzzi 9: il suo estro è l’asso nella manica
del Veretium che può contare su un giocatore
di classe ed esperienza inimitabile. Artista.
magazine
ABSOLUTE
calcio a 5
pagina 9
Intertoto c5 – L’Ajeje regge un tempo ma poi crolla sotto i colpi dei gialloneri
VOLANO ALTO I CORVI AD ORBASSANO!
La tripletta del portiere goleador Pegolo spiana la strada verso il successo
darkcrows
Ghibaudi
Larosa
Bollano
3 Pegolo
Stoppa
Spinozzi
8-4
DARKCROWS: Pegolo, Spinozzi, Cataldi,
Bollano, Mizzon, Ghibaudi, Stoppa, Larosa
AJEJE SOCCE CLUB : Alessandria, Usseglio,
Picco, Castagnoli, Casassa, Tessa, Gaglioti,
Sacchetto
orbassano – I Darkcrows vincono
meritatamente la coppa Intertoto in una
bella finale molto tirata. I gialloneri riescono
a prendere il largo solo nella ripresa quando
a poco a poco gli Ajeje cedono sempre
maggiormente l’iniziativa agli avversari.
Probabilmente i quattro gol di passivo sono
una punizione troppo severa per i biancocelesti
anche se per gran parte della ripresa sono
stati a lungo in balia degli avversari. Partono
meglio i biancolesti dell’Ajeje che dopo 30’’
passano subito in vantaggio con l’idolo dei
loro supporters, Sacchetto. Il numero 17 va via
sulla propria sinistra al suo marcatore diretto
e di punta calcia verso la porta, palo-gol. Al
3’ risponde subito il Darkcrows con il proprio
capitano: Usseglio va in porta direttamente su
punizione ma la palla deviata da un compagno
si stampa sul palo. Sembra però solo un fuoco
di paglia infatti l’avvio dei loro avversari pare
nettamente migliore, affrontano questo
inizio di finale con maggior personalità. Al 4’
il leader della difesa biancoceleste, Casassa,
serve Sacchetto ma questa volta il suo tiro
è bloccato a terra da Pegolo. Con 30°C in
campo il ritmo è per forza contenuto ma le
occasioni sono comunque molte da una parte
e dall’altra. Per i Darkcrows ci provano in
rapida successione Larosa e Mizzon mentre
sul fronte opposto è ancora un indemoniato
Sacchetto che riesce anche a saltare l’estremo
difensore Pegolo ma viene chiuso sul più bello
da Bollano. E proprio Bollano, l’autore del
salvataggio, dà il là all’azione del pareggio. Il
suo tiro si trasforma nel più semplice dei gol
per il neoentrato Ghibaudi che probabilmente
nell’occasione toccava il primo pallone della
sua partita. Ora il match si accende, crescono
i gialloneri anche grazie all’ingresso di Mizzon,
che appena entrato dimostra di avere fiato da
vendere, riesce ad aumentare la velocità del
proprio gioco. Al 10’ ci vuole una coraggiosa
uscita di Alessandria per fermare il tentativo
di doppietta Ghibaudi servito ottimamente
ajeje soccer club
ajeje soccer club
Sacchetto
Casassa
Gaglioti
Picco
da Mizzon. Reagisce l’Ajeje con uno spunto
straordinario di Casassa che serve un bel pallone
a Gaglioti che viene chiuso in extremis. Buon
momento dei biancocelesti nella fase centrale
della prima frazione. Il numero 6 Castagnoli
in contropiede va vicino al gol ma il pallone
deviato da un avversario esce di poco. Poco
dopo è Sacchetto a provare la gran botta su un
pallone vagante al limite dell’area ma Pegolo
è stratosferico nell’alzare oltre la traversa con
la punta delle dita. Sempre Pegolo dice di
no a capitan Usseglio deviando in angolo. Al
minuto 16 nuovo vantaggio per l’Ajeje: azione
pregevole con Casassa che riparte e serve
Sacchetto, palla di ritorno per il difensore che
da pochi passi non sbaglia il 2 a 1. Questa
volta la reazione giallonera allo svantaggio è
più decisa. Tiro potente di Larosa con Usseglio
che tocca con il braccio poco fuori l’area di
rigore. I Darkcrows provano uno schema
con la finta di Stoppo che spiazza barriera
e portiere consentendo a Larosa di segnare
praticamente con mezza porta spalancata.
Il 2 a 2 regge diversi minuti con le difese che
salgono in cattedra, maestosi per l’intero
match sia Bollano che Casassa.A 21’ occasione
per i Darkcrows con Mizzon che in una delle sue
solite sgroppate sulla destra prova ad incrociare
un tiro insidioso che Alessandria devia con il
piede. Rispondono i biancocelesti con Usseglio
che rubato palla tocca per Tessa che viene
chiuso in scivolata all’ultimo. Al 23’ vantaggio
importante dei Darkcrows. Punizione velenosa
ancora di Larosa, respinge Alessandria che
però non può far nulla sulla battuta a rete di
Bollano trova un varco impossibile in una selva
di gambe. All’ultimo battito del primo tempo
grande occasione per i Darkcrows di andare
avanti di due reti, ancora un grande spunto di
Mizzon che costringe al fallo un avversario. Tiro
libero per Larosa che però calcia malamente
a lato. Buon primo tempo nonostante il caldo
asfissiante.
I Darkcrows tornano in campo con la volontà
di aumentare subito le distanze tra se e l’Ajeje,
grande pressing sui portatori di palla a tutto
campo. Tra i più brillanti Pegolo che ceduti i
guanti a Cataldi si piazza al centro dell’attacco.
Ci provano in rapida sequenza sia Stoppa che
Pegolo ma si rimane sul 3 a 2. Gli avversari
darkcrows
sembra abbia speso di più fisicamente nel
primo tempo ed ora cercano spesso Sacchetto
quasi volessero affidarsi a lui per cercare di
venir fuori da un momento molto complicato.
Sacchetto fa vedere di averne ancora e con un
bel tiro mette in difficotà il portiere che riesce
comunque a mettere in angolo. Al 3’ Bollano ci
prova due volte, la sua punizione sbatte sulla
barriera e torna sui suoi piedi destro secco
che però si alza finisce sul fondo. Forcing
asfissiante al quale fatica ad opporsi l’Ajeje.
Al 4’ ripartenza micidiale di Bollano che tocca
per Mizzon il quale viene abbattuto poco fuori
area. Evidentemente patiscono le punizioni
dal limite i biancocelesti: Stoppa tocca per
Pegolo la cui rasoiata si infila inesorabilmente
alle spalle di Alessandria. Prova a caricarsi sulle
spalle la propria squadra il solito Sacchetto
che al 6’ va via a tre avversari per poi servire
l’assist a Gaglioti che fulmina Cataldi sul primo
palo. Al 7’ tunnel di Pegolo che manda in porta
Ghibaudi, sul suo tiro rimpallato ci prova
Mizzon ma in due si immolano per tirare giù la
saracinesca in faccia all’esterno giallonero. Al
9’ gli sforzi dei Darkcrows vengono premiati.
Assist di Ghibaudi per Pegolo che infila il
5 a 3. Molto aggressivi in questo secondo
tempo i gialloneri che con gli ingressi dei
rapidi Pegolo e Stoppa ora volano sul campo.
Sacchetto e Casassa vanno vicini al quarto gol
ma al 13’ sono ancora i gialloneri a passare.
Tacco di Pegolo per Stoppa che resistuisce
al portiere goleador che segna il terzo gol
personale in soli 13 minuti giocati lontano
dai pali. Due minuti e i gialloneri ipotecano
la vittoria con Stoppa che fa tutto da solo,
parte dalla sua area, punta veloce la porta e
da fuori area batte Alessandria. Bel numero
del piccolo fantasista giallonero ma davvero
poca opposizione davanti a sè. Sacchetto
e Tessa dall’altra parte dialogano bene ma
quest’ultimo da posizione molto angolata
manda sul fondo. Al 20’ accorciano le distanze
gli Ajeje con Picco che raccoglie un lancio
millimetrico di Gaglioti e fredda il portiere
avversario. I Darkcrows dopo un pericoloso
tiro di Cassassa capiscono che è meglio non
rischiare e cercano di addormentare la partita
facendo girare bene il pallone. Praticamente
allo scadere gli Ajeje concedono un tiro libero
ai gialloneri. Dal dischetto Spinozzi non
perdona infilando all’incrocio il gol che vale il
+4. Fischio finale e festa meritata per i corvi.
Mirko Guarene
le pagelle
DARKCROWS
Pegolo 9 Gli bastano 13 minuti per
indirizzare la sfida con 3 reti. In porta non è
stato da meno. ROGERIO CENI
Spinozzi 7.5 Impreziosisce la sua gara con
un tiro libero perfetto all’ultimo minuto.
FREDDEZZA
Cataldi 7.5 In campo si fa notare per un paio
di giocate ma il meglio lo fa vedere in porta.
FELINO
Bollano 8/9 Guida la squadra da veterano
e segna oltre che difendere con eleganza.
BONUCCI
Mizzon 9 Ogni accelerazione è una crepa
nelle sicurezze dei biancocelesti. La spacca
lui la partita. IMPRENDIBILE
Ghibaudi 8.5 Primo pallone toccato e subito
girato in rete. È velenosissimo. COBRA
Stoppa 8.5 Folletto inesauribile, corre,
ripiega e riparte veloce. Cosa volere di più?
COLLANTE
Larosa 8 Pericolosissimo in diverse occasioni
trova anche la rete su punizione. PIRLO
AJEJE SOCER CLUB
Alessandra 6.5 Alterna belle parate a
qualche incertezza, specie sui calci piazzati.
PERFORATO
Usseglio 7 Grinta da vendere, un sostegno
continuo a suoi uomini. COMANDANTE
Picco 6/7 Poco intraprendente ma si fa notare
con un bel gol nel finale. TIMIDO
Castagnoli 7+ Percorre dei km sotto un sole
cocente come se nulla fosse. Tra i migliori.
MARATONETA
Gaglioti 6/7 Si sbatte parecchio e trova
una bella rete, ogni tanto si assenta.
INTERMITTENTE
Sacchetto 7/8 La partenza fa pensare ad un
bottino più ampio ma lotta tanto e da solo
arrivando spesso poco lucido sotto porta.
IBRA
Tessa 6/7 Duro a morire, saltarlo è un’impr
esa. MURO
Casassa 7+ Dietro fino a quando ne ha è
insuperabile e riparte bene trovando anch la
rete. GLICK
ABSOLUTE
magazine
calcio a 7
pagina 10
Play off c7 – Super Torregiani, De Maistre maestoso, insomma un successo
AL VILLASPORT LA COPPA PIU’ AMBITA
Rizzi sul palco dello Sporting alza al cielo lo scettro del calcio a 7
milf hunters
Gallo
1-7
villasport
Fortalla 2
Torregiani 3
Collu
Zago
Villasport: Collu, De Maistre F., De Maistre con un’azione personale e infine trasformando
R., Donetti, Fortalla, Lucato, Rizzi, Tempia, in rete un preciso assist di esterno di Fortalla,
Torregiani, Zago.
abile nell’occasione a vedere il compagno
smarcato di fronte all’estremo difensore
orbassano – Finalmente si abbassa la avversario. L’assetto difensivo poi ha retto
temperatura allo Sporting Orbassano, dopo perfettamente l’urto avversario concedendo
una giornata ricca di divertimento sportivo una sola rete subita per una prodezza di Gallo.
quanto di sole, giusto in tempo per assistere
alla finale che deciderà la vincitrice dei Play Off La cronaca. Dopo due minuti Fortalla mette
di Calcio a 7. Una qualsiasi domenica di maggio immediatamente la sua firma sulla partita:
può diventare il palcoscenico per il trionfo di l’esterno del Villasport si accentra dalla sinistra
una squadra. Il Villasport arriva a questa finale e di destro incrocia sul palo più lontano. Un
consapevole della propria forza e della propria
esperienza. Un mix esplosivo che durante inizio perfetto per i piani della squadra che
questa fase finale è stato letale per tutte le però devono fare i conti con il pareggio degli
avversarie incontrate. A partire dalla vittoria avversari che arriva tre minuti dopo ad opera
con I turchi nei sedicesimi, fresca vincitrice di Gallo. Rizzi e compagni però non si lasciano
della Champions League. Proseguendo con abbattere dal pari subito e mantengono le
l’Atletico Sarai Tu, campione dell’Apertura, giuste distanze tra i reparti cercando sempre
negli ottavi di finale. Fino ad arrivare alle
vittorie su Ugly Feet e Palle al Piede, Un il gioco palla a terra quanto la velocità sulle
cammino trionfale che non vuole fermarsi zone esterne con i suoi incursori. Ed è proprio
proprio ora. Contro un avversario temibile da un’azione sulla fascia che scaturisce il fallo
come i Milf Hunters, la squadra si presenta che viene giustamente sanzionato dall’arbitro
con i suoi uomini migliori tutti a disposizione. con il calcio di rigore. Torregiani è freddo e
Dal pacchetto difensivo, composto De Maistre
R. tra i pali e dal duo De Maistre F. e Donetti, trasforma dal dischetto portando nuovamente
a quello offensivo con interpreti eccezionali in vantaggio i suoi. La verve offensiva mette
come Torregiani e Fortalla, oltre a capitan in subbuglio la retroguardia avversaria
Rizzi e a Lucato. Il largo successo finale con cui costringendo Falaguerra a spendere il primo
Rizzi e compagni conquistano il trofeo corona cartellino giallo per fermare Fortalla. Torregiani
una stagione positiva ma soprattutto una fase però sembra in serata di grazia e trova la sua
finale perfetta, oltre ad un atto conclusivo
condotto con autorità e classe da Top Team doppietta all’11’. Con un’azione personale il
sfruttando al meglio la superiorità numerica bomber del Villasport si trova di nuovo davanti
sopraggiunta a metà della prima frazione. alla porta avversaria e di precisione colpisce
L’espulsione di Falaguerra infatti ha alimentato nuovamente. Due minuti dopo è Collu, entrato
notevolmente le speranze di vittoria della da pochi minuti, a siglare la quarta rete per la
squadra di Rizzi, comunque già in vantaggio
per quattro a uno al momento dell’estrazione squadra sfruttando un assist preciso servito da
del cartellino rosso. Il Villasport ha tenuto bene un compagno. Sembra andare tutto bene per
il campo fin dall’inizio mostrando meccanismi la squadra e qualche minuto dopo, il secondo
sorprendentemente collaudati in tutti i cartellino giallo e conseguente espulsione di
reparti e in tutte le zone del campo. L’apporto Falaguerra, spianano ulteriormente la strada
di Fortalla e Torregiani nella prima frazione
è stato assolutamente decisivo ai fini della a Rizzi e compagni. Prima dell’intervallo poi, il
vittoria; le ripartenze dell’esterno sinistro della solito Torregiani firma la sua tripletta personale
squadra hanno messo in continua difficoltà sfruttando perfettamente il preciso assist dalla
la difesa avversaria incapace di trovare una sinistra di Fortalla. Una rete che però costa cara
contromisura efficace in fase difensiva. La al bomber del Villasport che nell’occasione si
cinicità sottoporta di Torregiani poi, così come infortuna ed è costretto a lasciare il terreno
nella scorsa edizione, ha fatto la differenza.
La sua tripletta ha spaccato la partita di gioco. Un primo tempo magico per la De
impedendo qualsiasi opportunità di rimonta Maistre’s band che arriva all’intervallo con un
per i volenterosi avversari. Il bomber della vantaggio consolidato e con una mano e mezza
squadra ha realizzato sia dal dischetto, poi sul trofeo più ambito. Il secondo tempo non
riserva sorprese ed il Villasport amministra
con sicurezza il vantaggio difendendosi
comunque dalle avanzate degli avversari che
provano a rendere meno amaro il punteggio.
I tentativi sono vari però in quanto De Maistre
R. si dimostra sempre attento quando viene
chiamato in causa e quando lui non può far
niente, sono i legni della sua porta a sbarrare
la strada ai Milf Hunters. Al 31’ poi ci pensa
Zago ad arrotondare il risultato, ben servito
nell’occasione da Lucato. Al 37’ poi Fortalla
sigla la sua doppietta personale rubando un
pallone ad un avversario e involandosi da solo
verso la porta avversaria, è poi facile per il
numero quattordici del Villasport insaccare la
rete che chiude il match sul sette a uno. Non
succede nient’altro fino al fischio finale del
direttore di gara.
Il palcoscenico è tutto per Rizzi e compagni:
questa domenica di maggio non sarà più una
qualsiasi per il Villasport.
Alessio Bianco
villasport
le pagelle
Collu 8.5: Bravissimo ad entrare subito in partita quando
entra nella seconda frazione al posto di capitan Rizzi.
Riesce a dare solidità in fase di interdizione impedendo
le ripartenze dei volenterosi avversari ridotti in inferiorità
numerica. Trova una rete che, seppur non valga ai fini
del risultato, certifica il suo apporto in fase offensiva con
cinque reti sulle quindici presenze totali. Dopo il trionfo
con l’Imperial Pub della scorsa stagione, può così bissare
il trofeo dopo aver confermato tutto il suo valore nell’arco
della stagione. Uomo squadra.
De Maistre F. 9: Un vero baluardo in fase difensiva,
insieme a Donetti forma una coppia di altissimo livello
capace di fermare qualsiasi attaccante. Perfetto nelle
chiusure, attento negli anticipi, riesce anche a far partire
l’azione impostando bene il gioco ricevendo palla da
De Maistre R.. La sua seconda stagione in Absolute è
quella della consacrazione per lui, riuscendo a bissare
le prestazioni della scorsa annata. Sebbene in questo
match sia stato spostato in difesa, durante la stagione
ha contribuito molto al bottino realizzativo della squadra
realizzando dieci reti nel girone Top Brasile e quattro reti
nella rincorsa alla finale Play Off. Un valore aggiunto per
il Villasport. Tuttofare.
De Maistre R. 9: Se non fosse per il gol subito, merito
della prodezza di Gallo, potremmo parlare di una partita
perfetta da parte del portierone del Villasport. Autore
di vari interventi prodigiosi, alcune volte aiutato dai
legni, è il primo artefice della sicurezza e della solidità
del reparto difensivo dei campioni. Dopo un girone Top
difficile, con avversari del calibro di Dahu F.C. e Goldbet
Rivoli, il reparto difensivo ha trovato i giusti automatismi
in questa fase finale dove spesso ha fatto la differenza.
Attento nelle uscite e reattivo sui tiri dalla breve distanza,
si candida come uno dei migliori portieri della categoria.
Saracinesca.
Donetti 8.5: Sebbene gli avversari di questa finale fossero
dei più temibili nel panorama del Calcio a 7 Absolute, in
coppia con De Maistre F. trova un’intesa quasi perfetta
che non lascia scampo ai seppur bravi attaccanti del Milf
Hunters. Perfetto in fase di interdizione, le sue letture
difensive danno fiducia alla squadra che lo lasciano
spesso uno contro uno con il diretto avversario. Donetti
corona così una stagione poco fortunata per lui, con sole
quattro presenze nel girone e solo una, propria nella
finalissima, nei Play Off. Il suo contributo fondamentale di
esperienza garantisce alla squadra una coppia difensiva
di alto livello. Roccia.
Fortalla 9: Autentico protagonista di questi Play Off, il
numero quattordici del Villasport ha raggiunto con la
doppietta di stasera quota undici reti nella competizione.
La sua classe sulla fascia sinistra ha messo in difficoltà fin
da subito il Milf Hunters che non è riuscito ad arginare
le sue avanzate soprattutto in contropiede. Fortalla
infatti ha sfruttato a dovere i generosi spazi concessi
dalla retroguardia avversaria per andare a segno due
volte ma anche per servire precisi assist ai compagni,
come in occasione della terza rete di Torregiani quando
un suo passaggio perfetto d’esterno ha liberato da solo
davanti all’estremo difensore avversario il bomber della
squadra. Con l’uscita di Torregiani poi, si sposta al centro
dell’attacco compiendo bene il lavoro di pivot per tutta
la seconda frazione di gioco. Dopo aver saltato i Play Off
dell’anno scorso, Fortalla si è reso protagonista di questa
stagione mettendo la sua firma indelebile sul trofeo
alzato da capitan Rizzi. Decisivo.
Lucato 8.5: Insieme a Fortalla completa un duo
formidabile che sarà decisivo ai fini della vittoria finale.
Non trova la via della rete per la bravura del portiere
avversario ma soprattutto nel corso del primo tempo
cerca più volte la porta avversaria. Cerca soprattutto la
fase offensiva, scambiando bene in avvio con Torregiani
propiziando il rigore che porta in vantaggio la squadra. Va
spesso sul fondo per cercare il cross oppure per rientrare
per tentare il tiro sul palo opposto. Quando riesce, cerca di
accorciare in fase difensiva aiutando il pacchetto arretrato
a contenere, soprattutto in avvio, le avanzate avversarie.
Protagonista.
Rizzi 8.5: Membro storico della squadra, il capitano ha
fatto sentire la sua presenza anche nella finale. Inizia
centrale nel reparto a tre di centrocampo dettando
i tempi di gioco. Fin da subito carica la squadra e da
sicurezza ai propri compagni, si fa vedere dai difensori e
si propone in fase offensiva in maniera puntuale. Un vero
e proprio jolly per la squadra, capace di diventare il terzo
difensore aggiunto in fase di contenimento e il primo ad
inserirsi quando i vari Torregiani e Fortalla propongono
sontuosi assist dalle corsie laterali. Seppur sfortunato
in fase realizzativa, non manca di provare qualche
conclusione verso la porta avversaria soprattutto dalla
lunga distanza, grazie all’appoggio del reparto avanzato.
Il capitano vince anche questa battaglia portando la sua
squadra all’ennesimo trionfo nel calcio a 7 by Absolute.
Stoico.
Tempia 8: Nonostante i pochi minuti giocati in questa
finale, riesce comunque a insidiare la difesa avversaria
cercando spesso la profondità dettando il passaggio ai
vari Donetti e Collu. Quando entra al posto di Fortalla
infatti, lavora in fase offensiva in maniera diversa
rispetto al compagno cercando più l’azione di squadra
scambiando bene con le corsie laterali. Poco fortunata
in fase realizzativa in quanto le sue conclusioni vengono
puntualmente respinte dallo stoico estremo difensore
avversario. Incursore.
Torregiani 9.5: gran parte del merito della vittoria del
Villasport, va soprattutto all’ex Imperial Pub, capace
ancora di mettere la propria firma nel momento più
importante della stagione. Nonostante le poche presenze
nel girone TOP, Torregiani in questi Play Off ha messo a
ferro e fuoco le difese avversarie raggiungendo quota
dieci reti in cinque partite. Anche stasera, contro una
rivale agguerrita come il Milf Hunters, ha mostrato la
sua precisione nel calcio da fermo e i suoi inserimenti
pericolosi che hanno messo in difficoltà più volte la difesa
avversaria. La sua generosità verso la squadra però li è
costata un piccolo risentimento muscolare, in occasione
della terza rete, che lo ha costretto a guardare dalla
panchina tutto il secondo tempo. Ma venticinque minuti
sono stati sufficienti per mettere il suo sigillo indebile
sulla stagione del Villasport. MVP.
Zago 8.5: Si inserisce nel match in corso d’opera con
personalità. Il suo ingresso infatti avviene a fine primo
tempo quando Torregiani è costretto ad uscire e lui
prende il posto di Fortalla sulla corsia di sinistra, con il
numero quattordici avanzato a pivot. Nonostante l’avvio
di match diFortalla sia stato devastante, il suo apporto
non fa rimpiangere quello del compagno riuscendo
a compiere entrambe le fasi con sicurezza e tecnica.
Infatti è perfetto nelle chiusure difensive, accorciando
la marcatura con De Maistre F., e bravo a supportare la
fase offensiva con precisi inserimenti negli ampi spazi
lasciati dalla difesa avversaria nella seconda frazione di
gioco. Il trionfo corona così un’altra stagione positiva per
lui, condita da quattro reti nel girone e da due reti, una
proprio in questa finalissima, nei Play Off. Di Classe.
magazine
ABSOLUTE
calcio a 7
pagina 11
Play off c7 – Finale compromessa in 15 minuti causa una espulsione
I MILF HUNTERS CROLLANO A UN PASSO DALLA META
Capitan Cagnetta & Co. si arrendono al Villasport
milf hunters
Gallo
1-7
MILF HUNTERS: Collu, Cammarata,
Civita, Corato, Falaguerra, Gallo, Marongiu,
Naglieri, Nardinocchi, Polizzi, Sedile,
Toscano
orbassano – La finale dei gialloblu
si trasforma troppo presto in un incubo.
Nonostante lo svantaggio immediato
Cagnetta & Co. riescono a pareggiare
ma una serie di errori in fase difensiva
e soprattutto l’ingenua espulsione di
Falaguerra al 15’ consentono ai forti
rivali di trovarsi sul 3 a 1 con un uomo
in più con 35 minuti ancora da giocare.
La squadra di Villastellone parte meglio
con uno scatenato Torregiani, eletto man
of the match della finale dall’Absolute
Magazine, che va vicinissimo al gol in
ben due occasioni mettendo alla gogna
la difesa dei Milf. Al 2’ minuto di gioco il
Villasport passa in vantaggio: la difesa non
riesce a spazzare il pallone che Fortalla con
villasport
Fortalla 2
Torregiani 3
Collu
Zago
un potente diagonale scaglia a fil di palo
per il vantaggio. L’unico che sembra non
sentire la pressione di questa agognata
finale è Polizzi che sulla destra cerca subito
di creare i presupposti per il pareggio. Al
5’ gli Hunters agguantano il pari grazie
a Gallo che sull’appoggio di Marongiu si
coordina benissimo infilando la palla alle
spalle di De Maistre. Il pareggio purtroppo
è controproducente per i gialloblu che
si sbilanciano in avanti forti del gol
appena segnato lasciando troppo spazio a
Torregiani che nel giro di 2 minuti segna
una doppietta decisiva. Il 3 a 1 Torregiani milf hunters
lo segna su un contestato rigore per la pratica e si getta in avanti trovando però uno strepitoso De Maistre sulla sua
entro la fine del primo tempo la quarta strada. Anche il portiere dei Milf, Naglieri,
e la quinta rete con Collu e Torregiani. è superlativo quando vola su un colpo di
Tra l’altro Torregiani in occasione del gol testa ravvicinato di un avversario. Al 31’
che vale la tripletta subisce un infortunio Zago segna il 6 a 1. Le reti diventano 7
muscolare che lo costringe a guardare con la bella cavalcata di Fortalla su cui gli
il resto della finalissima del calcio a 7 stremati difensori gialloblu non riescono
targato Absolute dalla panchina. Poco a chiudere. Gallo tenta ancora di trovare
prima dell’intervallo Marongiu per poco la sua seconda rete di giornata, quanto
non sorprende con una potente punizione meno per l’onore, facendo vedere di
l’estremo difensore avversario ma la possedere un bel tiro e centrando anche
palla termina la sua corsa poco sopra una clamorosa traversa nel finale. I Milf
la traversa. Facce sconsolate durante Hunters, protagonisti comunque di una
l’intervallo per i gialloblu che increduli stagione strepitosa fino a questa finale,
sembrano ripensare alla prima frazione di pagano un approccio troppo timido
gioco con la quale probabilmente hanno nelle prime battute anche se la precoce
gettato al vento la partita anche se lo espulsione del difensore Falaguerra lascia
strepitoso cammino che li ha condotti un gusto amaro in bocca a Cagnetta e
fino in fondo a questi playoff non si può compagni che non potranno mai sapere se
dimenticare. Nella ripresa i ritmi calano 7 contro 7 fino alla fine sarebbero riusciti
prevedibilmente visto che il Villasport a recuperare lo svantaggio maturato ad
non ha alcun interesse ad accelerare. Ne inizio partita.
Mirko Guarene
una trattenuta di Cagnetta ai danni di approfitta Marongiu che lotta come un
Fortalla, difficile capire se all’interno o al leone e va ancora vicino al gol trovando
limite dell’area. Gallo è sicuramente il più
attivo sul fronte offensivo anche se deve
combattere solo contro i difensori avversari
in quanto il centrocampo gialloblu fatica a MIF HUNTERS
Marongiu 7.5 Gioca l’intera partita con
supportarlo abbandonandolo a sè stesso Naglieri 7.5 Compie almeno due miracoli la foga di chi pensa si possa ancora
troppo spesso. Che qualcosa non funzioni mentre non si fa notare per precise colpe recuperare ma la realtà è amara.
nel sistema di gioco dei Milf Hunters è sulle reti subite. BERSAGLIO
VISIONARIO
evidente e non a caso trovandosi spesso
Polizzi 7 E’ quello che parte meglio ma
Gallo
7.5
Segna
e
ci
prova
diverse
volte
1 contro 1 i difensori sono costretti ad colpendo anche una traversa, il più un infortunio alla caviglia lo toglie di
interventi sempre difficili. Proprio in una di pericoloso nonostante i palloni giocabili mezzo già a metà del primo tempo.
queste circostanze Falaguerra si guadagna si contino sulle dita di una mano. MAI SPRINTER
un sacrosanto giallo per un intervento ABBASSARE LACRESTA
Falaguerra 6 Purtroppo la foga gli gioca
piuttosto duro. Marongiu al 13’ si gira bene Cagnetta 6/7 Un paio di errori insoliti un brutto scherzo che costa caro alla sua
ma è sfortunato e la conclusione si perde per uno come lui, grintoso e tenace squadra. SFORTUNATO
a fil di palo. Al 15’ il fattaccio. Falaguerra, nonostante tutto fino alla fine come Cammarata 6/7 Anche il suo ingresso è
già ammonito, allarga il gomito per sempre. IL CAPITANO NON ABBANDONA tardivo e forse sarebbe servito all’inizio
fermare un lancio in profondità che molto LA NAVE
visto che il suo impatto è molto positivo
probabilmente non sarebbe stato giocabile Civita 6.5 Entra a partita già per il gioco gialloblu. RISERVA DI LUSSO
da nessun avversario guadagnandosi compromessa e prova a dare una mano. Corato 6.5 Si muove bene in mezzo al
la seconda ammonizioni per fallo di CAMBIO PREZIOSO
campo anche se si disimpegna meglio
mano e quindi il rosso. I Milf Hunters
6 Scampoli di partita per il in fase offensiva coprendo poco in avvio.
provano a disporsi in campo in modo da Sedile
9 gialloblu che comunque corre FANTASISTA
potersi contrapporre e cercare qualche numero
e lotta su ogni pallone. LOTTATORE
Toscano 6.5 A sinistra spinge parecchio
contropiede veloce nel tentativo di tenere
ma anche lui non ripiega a sufficienza.
accesa una flebile speranza di rientrare in Nardinocchi 6 Entra solo nel finale senza ALA
poter
incidere.
TARDIVO
partita. Il Villarsport ha fretta di chiudere
le pagelle
ABSOLUTE
magazine
calcio a 7
pagina 12
Champion’s League c7 – Prova a reagire allo svantaggio iniziale l’Atletico ma alla fine si arrendere
IL CIELO DI ORBASSANO SI COLORA DI SCACCHI BIANCOROSSI
Le reti di Musso e Muffetti decidono la finale, la coppa finisce in Turchia
i turchi
Musso
Muffetti
2-0
I TURCHI: Negro, Menenghini, Boaron,
Bonincontro, Donatone, Musso, Rao,
Frascati, Magnoni, Muffetti, Micelli
ATLETICO SARAI TU: Di Benedetto,
Scagliusi, Floris, Anticona, Ciccazzo, Costa,
Germani, Soligo, Torelli, Aiello
orbassano – I Turchi conquistano la
Champion’s League di calcio a 7 superando
con un rotondo 2 a 0 l’Atletico sarai tu. Il
risultato la dice lunga sulle qualità della
squadra in maglia a scacchi biancorossi,
retroguardia impenetrabile e solidità
difensiva ne fanno una corazzata difficile
da affrontare per chiunque. L’Atletico sarai
tu nel complesso non gioca male la sua
finale ma nonostante rimanga sotto di
una sola rete per quasi l’intero match non
riesce a costruire molte azioni pericolose e
paga soprattutto la disattenzione iniziale
che costringe Di Benedetto e compagni
ad inseguire per tutti i 50 minuti. Per
l’appunto la rete dei biancorossi arriva
nei primissimi minuti di gioco. Fallo al
limite dell’area battuto rapidamente per
capitan Musso che non si lascia scappare e
batte la disattenta difesa avversaria. Poco
dopo i Turchi, galvanizzati dal vantaggio,
sfiorano il raddoppio con un gran tiro
di Rao ma si oppone da campione Di
Benedetto. Al 12’ grande spunto di
Micelli, look dal sapore retrò con i suoi
pantaloncini cortissimi per lui, che lascia
sul posto il suo diretto marcatore e dal lato
destro dell’area di rigore cerca Magnoni il
quale tenta la rovesciata spettacolare ma
colpisce malamente. I neri dal canto loro
in effetti non sembrano molto ‘atletici’
oggi e fiscono con l’indietreggiare sempre
troppo senza così riuscire a farsi vivi dalle
parti del portiere dei rivali. Ci prova infatti
ancora la formazione turca con Donatone
ma il suo sinistro finisce alle stelle. Al 20’
atletico sarai tu
atletico sarai tu
bell’azione dei Turchi con Musso che lancia
sulla corsa il velocissimo Micelli che arriva
sul fondo e mette in mezzo un pallone
interessantissimo per Boaron che arriva
però con un pizzico di ritardo riuscendo
solo a sfiorare il pallone . Sul fischio finale
del primo tempo ennesima occasione per
i biancorossi con Donatone che prova il
tiro su invito di Muffetti ma non centra lo
specchio della porta. Primo tempo a senso
unico, almeno dal punto di vista delle
occasioni, con l’Atletico che non riesce mai
a rendersi pericoloso.
La ripresa si apre ancora con i più
intraprendenti Turchi in avanti ma il
solito Donatone si dimostra poco lucido
al momento del tiro calciando ancora
sul fondo. La prima vera disattenzione
dei biancorossi per poco non costa cara.
Rimessa laterale profonda a cercare Soligo,
per fortuna dei difensori vigila almeno
Negro che in uscita anticipa la punta
e toglie le castagne dal fuoco ai propri
compagni. I Turchi capiscono che è meglio
non scherzare con il fuoco e provano a
spingersi in avanti alla ricerca del gol che
potrebbe chiudere la partita. L’Atletico
all’ 8’ si fa sorprendere in contropiede ma
per loro fortuna nonostante la superiorità
numerica Musso sbaglia i tempi per il
passaggio a Rao permettendo alla difesa
di salvarsi in qualche modo. Nell’Atletico
Scagliusi capisce che non è più il momento
di temporeggiare e si fa notare con un paio
di galoppate sulla sinistra che valgono
altrettanti calci d’angolo. Proprio dalla
bandierina ci prova in mischia Floris ma
spara alto. Al15’ l’occasione più nitida per
i ragazzi in maglia nera. Da una mischia in
area di rigore esce un pallone buono per
Aiello che riesce a calciare forte verso la
porta dei Turchi, bravissimo a respingere
nell’occasione Negro. Finalmente l’Atletico
i turchi
si scuote e prova a prendere il comando
delle operazioni in mezzo al campo
con Articona e Ciccazzo sugli scudi. Il
numero 10 Ciccazzo ci prova su punizione
dal limite, la palla passa bene sopra la
barriera e si abbasssa verso la porta ma
non è abbastanza forte per sorprendere
Negro che para. Sempre l’ispirato numero
10 dell’Atletico serve dopo una bella
serpentina Scagliusi che viene contenuto
in angolo. Dall’altra parte si rifanno vivi i
Turchi con Boaron che servito da Muffetti
conclude tra le braccia del portiere. Al 19’
Bonincontro recupera di forza un gran
pallone ma invece di puntare l’area di
rigore prova subito la botta da fuori non
trovando la porta tra il malcontento dei
compagni. Al 20’ sempre Bonincontro
trova con un preciso lancio Muffetti in
area di rigore ma la punta biancorossa
sbilanciata riesce solo a toccare
debolmente verso la porta avversaria
senza preoccupare Di Benedetto. I neri
ci provano con Aiello che stoppa e tira
immediatamente ma Di Benedetto
si allunga sulla sua sinistra e devia in
corner. Atletico in avanti con disperazione
in questi ultimi minuti. Il pressing dei neri
permette a Soligo di recuperar palla sulla
trequarti e servire Ciccazzo, sponda per
Aiello il cui tiro viene ribattuto. Su questo
tentativo sembrano morire le speranze di
acciuffare il pari e prolungare la partita
ai rigori per l’Atletico. Anzi, il suggello
finale lo mette Muffetti che addomestica
un cross dalla destra , manda a vuoto
col fisico un difensore e spara sotto la
traversa il 2 a 0. La festa biancorossa
adesso può davvero cominciare!
Mirko Guarene
le pagelle
I TURCHI
Negro 8 Sempre sicuro anche se non viene
impegnato molte volte anche grazie alla sua
difesa. SARACINESCA
Meneghini F 8 Voto uguale a tutti i suoi
compagni di difesa perché sono stati quasi
perfetti. ARGINE
Boaron 8+ Oltre a fare un ottimo filtro si fa
vedere anche in avanti. SUPPORTO
Bonincontro 8+ In difesa è impeccabile
e prova anche a chiuderla con una bella
incursione. THE WALL
Donatone 8+ Corre come un matto e va
vicino in almeno due occasioni al gol.
TORNANTE
Musso 8/9 E’ la mente e il motore della
squadra, apre subito la strada verso il
successo con un gol pesantissimo. DIAMANTE
Rao 8 Alcuni spunti degli di nota, per il resto
tanta sostanza. GLADIATORE
Frascati 8 Lotta su ogni pallone con grinta.
INDIAVOLATO
Magnoni 8 In avvio lo cercano molto
là davanti, utilissimo nel tenere alta la
squadra. BOA
Muffetti 8/9 Nel finale è il più brillante, segna
la rete che chiude la partita. SENTENZA
Micelli 8.5 Ne ha più di tutti, praticamente
imprendibile quando parte in fascia.
PANTALONCINO SCATENATO
ATLETICO SARAI TU
Di Benedto 7 Il capitano è assolutamente
innocente sulle due reti e si oppone diverse
volte ai tentativi biancorossi. CERTEZZA
Scagliusi 7.5 Quando capisce che non si può
più aspettare è tra i primi a gettarsi in avanti
con coraggio. ARREMBANTE
Floris 6/7 Difende con ordine per tutti i 50
minuti. ORDINATO
Anticona 7+ Tra i più intraprendenti.
MOTORINO
Ciccazzo 7+ La squadra fatica a costruire,
lui è uno dei pochi a provare ad inventarsi
qualcosa. GENIETTO
Costa 6.5 Lo si vede pocoin fase propositiva,
meglio in quella di contenimento.
CATENACCIO
Germani 6.5 Anche lui non si spinge molto in
avanti. TIMIDO
Soligo 6/7 E’ uno dei primi a farsi vivo in
avanti. IMPAVIDO
Torelli 6.5 Si disimpegna bene lì in mezzo.
SAPIENTE
Aiello 7+ L’unico a provarci più volte
riuscendo anche a sporcare i guanti al
portiere rivale. PUNTERO
magazine
ABSOLUTE
calcio a 7
pagina 13
Premiership c7 – Ristretto mai domo, stagione della consacrazione per la band di mister Pavanelli
BOMBER “RIBA” DECIDE LA PREMIERSHIP
Una rete sul finale del proprio punteros consegna la coppa a Serratore
i soliti colpetti
Stocco
Ribaudo
2-1
I SOLITI COLPETTI: Gherardi S., Bonardo,
Serratore, Germanò, Scalbi, Stocco, Ribaudo,
Gherardi Si., Lamorgia, Cattozzo, Peronace
RISTRETTO UNITED: Bungaro, Moschella,
Ramasso, Boraso, Ferrari, Fasano, Bovero, Ceglia,
Russo
orbassano – I Soliti Colpetti ed il Ristretto
United danno vita ad una finale di Premiership
in bilico fino all’ultimo, nella quale la squadra –
i Soliti Colpetti - che più a lungo e con maggiore
costanza ha dettato il ritmo della gara ha faticato
ad imporre la sua supremazia, e a raccoglierne i
frutti. Anche perché dall’altra parte, gli avversari
hanno sì creato meno e hanno soprattutto
badato a controllare, ma hanno messo in campo
una grinta tignosa e un orgoglio mai domo,
sfiorando anzi in più di un’occasione il vantaggio,
che sarebbe stato solo fino ad un certo punto
clamoroso. Solo allo scadere, il tiro dal limite del
volenteroso e trascinatore Ribaudo, fatalmente
deviato da Ramasso, ha permesso ai bianchi di
alzare il trofeo. Fin dai primi minuti sono i bianchi
a mettere in campo un piglio un pizzico più
aggressivo, con il Ristretto che fatica soprattutto
ad attaccare con gli esterni, entrambi prudenti e
abbottonati, e con la punta Bovero sola a svariare
su tutto il fronte offensivo. I Soliti invece possono
affidarsi alla verve di un Ribaudo in particolare
forma e alla visione di gioco di Germanò, così come
intelligente è la posizione, molto alta, di Scalbi
e di Stocco, i quali costringono così gli esterni
avversari alla prudenza, e diventano spalle ideali
per la punta. Il Ristretto ha in capitan Moschella,
centrale, il punto principale di riferimento: il
capitano infatti, oltre a vanificare molte iniziative
dei bianchi, appare in grado anche di gestire
il gioco come regista più arretrato. L’inerzia
dell’inizio va, comunque, in direzione dei bianchi,
come dimostrano il bellissimo tackle di Moschella
che sorprende un Ribaudo già sicuro di tirare da
posizione favorevole, o i grandi riflessi di Bungaro
sul rasoterra di Germanò. Il goal però inizia a
farsi sentire nell’aria, e arriva al 6’, con un’azione
che sottolinea l’importanza, già accennata, degli
esterni alti: Stocco serve Ribaudo, il quale si
gira liberandosi della marcatura e lascia partire
un insidioso tiro che Bungaro respinge un po’
affannosamente; Stocco, il quale ha seguito
l’azione inserendosi da destra, raccoglie la respinta
corta, con uno stop anticipa il portiere in disperato
tentativo di bloccare la palla e appoggia a porta
vuota. Il Ristretto fatica a reagire al colpo subito,
latitando un po’ in avanti e lasciando l’iniziativa
ai bianchi. La retroguardia resiste però con
tenacia, e così anche lo sforzo offensivo dei Soliti
si concentra sulla trequarti avversaria e non crea
ristretto united
ristretto united
Russo
numerose occasioni – tra queste, Lamorgia che
arriva con mezzo secondo di ritardo su traversone
del vivace Gherardi Simone, e Bungaro che si rifà
dell’imprecisione sul goal chiudendo le porte
a Stocco lanciato in una prateria. L’opportunità
più clamorosa capita anzi in un’occasione di
un’improvvisa fiammata azzurra: un fallo laterale
battuto lungo da Boraso trova lo scatto di Bovero e
la difesa bianca sorpresa. Il centravanti ha campo
aperto, ma un primo stop un po’ difettoso lo
costringe ad alzare la mira per evitare l’impetuosa
uscita di Gherardi Sergio, con il pallone che finisce
così sopra la traversa. L’occasione pare galvanizzare
gli azzurri, e la parte finale del tempo diventa così
più equilibrata, con i Soliti però ancora quel pizzico
più veloci nella manovra, apparendo così forse più
superiori di quanto lo siano effettivamente.
La ripresa inizia con la Ristretto che conferma
i passi in avanti compiuti nella seconda parte
del primo tempo. Ferrari impegna subito Sergio
Gherardi con una bella conclusione, e la coppia
Serratore/Bonardo – aiutati da Gherardi Simone e
Stocco disposti a sacrificarsi - si fa trovare pronta
nell’anestetizzare la pressione biancoceleste.
I Soliti però, quando riescono a distendersi e a
ripartire, riescono a pungere con efficacia: così,
complici gli schemi già saltati, la partita diventa un
divertente botta e risposta, ricca di capovolgimenti
di fronte e di spaventi per entrambe le nutrite
tifoserie accorse. Bungaro sale ancora sugli scudi
quando diventa una saracinesca su Stocco, lanciato
a rete da un tocco filtrante di Ribaudo. Sugli
sviluppi dell’immediato calcio d’angolo, l’estremo
difensore deve invece ringraziare il palo su cui
si frantuma la bella conclusione dalla distanza
del solito Ribaudo. Al 10’, dopo che l’ennesimo
inserimento pericoloso di Stocco svanisce a
causa del centimetro che separa la sua testa dal
pallone ben crossato da Gherardi Simone, arriva
il pareggio: Russo riceve palla sulla trequarti, e
si trova col tempo a disposizione per prendere la
mira e indovinare una traiettoria a mezz’altezza
che si insacca non troppo sotto l’incrocio dei pali.
Il pareggio, nonostante il copione continui ad
essere dettato perlopiù dai bianchi, è comunque
abbastanza meritato, perlomeno per quello che
si è visto tra fine primo tempo e inizio ripresa.
E soprattutto dà il via ad una fase ancora più
spettacolare: più ragionata e basata sul collettivo
la manovra dei bianchi, più estemporanea e
veloce, basata su rapide ripartenze, quella degli
azzurri. Bungaro conferma che l’indecisione sul
goal subito è stata un’eccezione compiendo due
mezzi miracoli che soffocano l’urlo in gola al
giovane Gherardi Simone, bravo a farsi trovare
pronto sulla destra e sfortunato nel trovarsi davanti
il portiere . Ribaudo, invece, è riuscito a superare
i soliti colpetti
Bungaro, ma non ha fatto i conti con il palo, di
nuovo lì pronto a vanificare il bel destro scoccato
dal vertice sinistro dell’area. Dall’altra parte,
Bovero ha sui piedi una manciata di ripartenze
propizie, ma la punta si mostra più abile a farsi
trovare pronto con lo scatto, a difendere palla e a
resistere al ritorno dei difensori, che al momento
di calciare. Così, per esempio, è bravo a rendere
vana la pressione di Bonardo, pressione che
però fa sprecare alla punta quel mezzo secondo
decisivo perché Gherardi senior esca a valanga sul
pallone. Più clamorosa e sfortunata è l’occasione
in cui Bovero è, di nuovo, lanciato verso la porta
e sfiora la traversa con un sinistro quasi a botta
sicura. Sembrerebbe inevitabile, nonostante
i ribaltamenti di fronte, l’intervento della Dea
dei calci di rigore, ma nel crepuscolo della gara
Ribaudo riceve palla nei pressi del vertice sinistro
dell’area, si coordina e lascia partire un destro
deviato da Ramasso quasi impercettibilmente,
ma in realtà in maniera decisiva per spiazzare
Bungaro. Quest’ultimo colpo d’ala consegna così
la coppa nelle mani dei Soliti Colpetti, degni
vincitori di una coinvolgente battaglia.
Edoardo Peretti
le pagelle
I SOLITI COLPETTI
GHERARDI S. 7,5: si fa vedere soprattutto per
una serie di uscite e per un bella parata verso
lo scadere. Sempre pronto, rimane sorpreso in
occasione del goal subito. SICUREZZA
BONARDO 8: si fa sorprendere solo da una
manciata di lanci, ma rimane, nel complesso, un
dominatore della propria area, in particolare nel
momento di maggiore sofferenza di inizio ripresa.
A DOPPIA MANDATA
SERRATORE 8: anche per lui una buonissima
partita, in cui concede poco e si mostra
estremamente difficile da superare. A DOPPIA
MANDATA 2
GERMANÒ 8: preferisce lavorare un po’ nell’ombra,
ma il suo lavoro dalla cabina di regia è essenziale e
a tratti superbo. I momenti in cui però prende fiato
si fanno sentire, in negativo, nella manovra della
squadra. DEUS EX MACHINA
SCALBI 7,5: galoppino della fascia destra, parte
molto bene anche in fase offensiva, preferendo
poi, in linea di massima, rimanere più abbottonato
a badare agli avversari, in particolare nella ripresa.
PRUDENTE
STOCCO 8: è un folletto che decide come e quando
fare il buono e cattivo tempo sulla fascia, giocando
spesso più da seconda punta. Perfetto negli
inserimenti, un po’ sfortunato nelle conclusioni,
nonostante non manchi il goal di rapina e di
caparbietà. SCASSINATORE
RIBAUDO 8,5: è il più pericoloso dei suoi. Lotta, a
volte disperatamente, su tutto il fronte offensivo,
ci prova più volte, ma la sorte sembra in debito
con lui, almeno fino al tiro che nel finale decide
la gara. TENACE
GHERARDI SI. 8: partita estremamente intelligente
e fantasiosa. Buona gestione della palla e buona
capacità di dribbling, ma anche un’evidente
capacità di sapere leggere i vari momenti della
gara FOLLETTO
LAMORGIA 7,5: spesso al centro della manovra
nel primo tempo, è più anonimo nella ripresa di
sacrificio. INCROCIO
CATTOZZO 7: quando deve dare il suo contributo,
che si soffra o che si vada all’arrembaggio, non si
tira mai indietro. SEMPRE PRONTO
PERONACE 7: vale lo stesso discorso di sopra:
partita che lo trova sempre pronto e vispo quando
c’è bisogno del suo contributo. UTILE
RISTRETTO UNITED
BUNGARO 7,5: purtroppo per lui l’unica sua
imperfezione causa l’1-0. Appunto, però, è l’unica,
mentre le grandi parate sono un po’di più. VOLANTE
MOSCHELLA 8: da buon capitano, tira la carretta
nei momenti in cui la squadra soffre e subisce.
Soprattutto come difensore centrale, ostico
per tutti, ma anche quando c’è da impostare.
TRASCINATORE
RAMASSO 7,5: peccato per quell’impercettibile
deviazione, perché, in particolare nella seconda
parte, la sua è una gara di livello, in particolare
in fase difensiva, dove salva più di una situazione
potenzialmente imbarazzante. LOTTATORE
BORASO 6,5: se a livello difensivo si fa spesso
trovare pronto e attento, pur soffrendo Stocco
e i suoi inserimenti, latita un po’ quando c’è da
attaccare. Una partita “operaia”, con i suoi pro e i
suoi contro. POTERE OPERAIO
FERRARI 7,5: come l’intera squadra, pare più a
suo agio quando c’è da difendere che quando c’è
da azzannare. Ciò non gli impedisce di dimostrare
una, anche se un po’ intermittente, buona visione
di gioco e di fare qualche bel lancio e apertura.
GALOPPINO
FASANO 7,5: giocando tra le linee, alterna buone e
ottime invenzioni a palle perse, ma cerca fino alla
fine il colpo di genio, e non si tira indietro quando
c’è da sacrificarsi. CABINA DI REGIA
BOVERO 6,5: bravissimo e pronto a scattare al
minimo segnale potenzialmente favorevole, lotta
come un dannato, ma è un po’ sfortunato, e un po’
impreciso al momento del dunque. SOLO CONTRO
TUTTI
CEGLIA 7: immette un po’ di fosforo nella manovra
azzurra, a tratti con efficacia, ma senza rinunciare
alla lotta. FOSFORO
RUSSO 6,5: Il bel sinistro da fuori è il contributo
essenziale ad una gara nella quale, per il resto,
non lasci particolari segni. Ma va benissimo così.
ESSENZIALE
ABSOLUTE
magazine
calcio a 7
pagina 14
Sud Americana c7 – L’espulsione di Ruggia condanna l’Atletico di Mosca
ALTA TENSIONE ALLA PROVA DEL... 9
Senza storia una finalissima che si prospettava differente
atletico vinovo
0-9
Atletico Vinovo: Ciocca, Di Francesco, Minetti,
Mosca, Rossi, Ruggia D., Ruggia S., Russo.
FC Alta Tensione: Bordino, Burtaccio, Conte, Di
Gregorio, Fiorellino, Lercara, Orrù M., Orrù A., Sacco,
Stano, Timorati.
orbassano – Dopo una stagione vissuta ad
alti livelli, Atletico Vinovo e FC Alta Tensione
raggiungono meritatamente il palcoscenico delle
Finals per contendersi la coppa Sud Americana.
Entrambe vincitrici del proprio girone di campionato,
rispettivamente il San Paolo e il Corinthias, ma
entrambe eliminate fin troppo presto nei Play Off.
In coppa invece, le due squadre hanno compiuto
un percorso difficile ma vincente. Per i vinovesi, gli
scogli dei Citizen e del Mahle sono stati superati
negli ottavi e i quarti con un gol di scarto. Più
semplice l’impegno nella semifinale vinta con un
rotondo dieci a uno sul Real Orbassano, decimato
dalle assenze in quella occasione. Per l’Alta Tensione
invece, dopo le convincenti vittorie con Viking e
Real Canaglie nei primi due turni, il capolavoro è
stato fatto in semifinale dove l’avversario era il Milf
Hunters, vice-campione dei Play Off. Il match che
metteva in palio la coppa dunque si prospettava
molto equilibrato e ricco di emozioni. Invece, come
testimonia il risultato, per la Orru’s band è stato
un vero e proprio trionfo. Il risultato è fin troppo
punitivo per l’ottima squadra di capitan Mosca che
ha pagato caro il fallo di reazione che dopo dieci
minuti ha causato l’espulsione di Ruggia S., quando
il punteggio vedeva l’Alta Tensione avanti per due
reti a zero. Dall’altra parte, i campioni del Corinthias
hanno sfruttato al meglio la superiorità numerica
correndo pochissimi rischi durante quasi tutta la
gara. Quando l’Atletico provava qualche sortita
offensiva, l’ottimo Timorati si prodigava per bloccare
le conclusioni avversarie. L’Alta Tensione si è mostrata
come una squadra solida che ha confermato tutti i
pregi mostrati durante la stagione. Come già detto,
il reparto difensivo è uno dei punti di forza della
squadra: con soli venti gol subiti in campionato e un
solo cartellino giallo rimediato nei quattordici turni
del girone, la fase difensiva della squadra sembra
aver raggiunto automatisti di altissimo livello,
con giocatori del calibro di Lercara e Di Gregorio.
Così come l’attacco che nella sfida dello Sporting
Orbassano ha visto andare a segno cinque marcatori
diversi: i soliti Bordino e Conte, rispettivamente
ventisei e ventidue reti in stagione, hanno ancora
mostrato tutto il loro valore siglando una doppietta
atletico vinovo
fc alta tensione
Conte 2
Bordino 2
Orrù M. 2
Stano
Burtaccio
Lercara
a testa. Senza dimenticare la regia a centrocampo
di capitan Orrù M., un vero trascinatore per tutto il
gruppo. Per l’Atletico Vinovo invece, a parte questa
sfortunata finale, non rimane che guardare alla
stupenda stagione di Mosca e compagni. Oltre alla
finale raggiunta nella Sud Americana, il trionfo nel
San Paolo rende sicuramente onore al team che è
riuscito a conquistare il titolo battendo i cugini del
Vinovo ‘82 nello scontro diretto decisivo. Un titolo
che ha consacrato Di Francesco tra i re dei bomber del
Calcio a 7 Absolute con addirittura trenta reti.
La cronaca della finale. Il caldo quasi estivo di questa
domenica di maggio sorprende le due contendenti
che iniziano con un ritmo blando, alla ricerca della
temperatura giusta per dare inizio alle danze. Il
solito Di Francesco è il primo a creare pericoli alla
difesa avversaria quando siamo arrivati al quarto
minuto. Il numero sette dell’Atletico si invola sulla
corsia esterna per poi accentrarsi, il suo fendente
però è bloccato con sicurezza da Timorati. Un minuto
dopo prova a rispondere a Conte per l’Alta Tensione,
la sua conclusione però non trova grande fortuna
e si spegne a lato. Dopo un inizio equilibrato, l’Alta
Tensione trova il vantaggio: dopo otto minuti di gioco,
il direttore di gara concede giustamente un penalty
per Orrù e compagni. Conte si porta sul dischetto
e con un potente destro spiazza Ciocca. Il bomber
dell’Alta Tensione ci prende gusto e dopo quattro
minuti raddoppia. Il suo destro, dopo aver ricevuto
un preciso assist di un compagno, batte ancora una
volta Ciocca per il due a zero. Qualche minuto dopo,
come già detto prima, il fallo di reazione di Ruggia
S. costa l’espulsione al numero ventitre dell’Atletico
Vinovo che lascia cosi in inferiorità numerica la
sua squadra. L’Alta Tensione sfrutta al meglio la
situazione per dilagare prima dell’intervallo. Capitan
Orrù e Bordino fissano il risultato sul quattro a zero
chiudendo di fatto il match con venticinque minuti
di anticipo. La situazione ha creato molti problemi
per i vinovesi che probabilmente, in parità numerica,
avrebbero potuto rappresentare un ostacolo molto
serio per gli avversari verso la conquista della coppa.
Ma è ammirevole l’atteggiamento della squadra, con
l’uomo in meno e con pochi cambi a disposizione,
che ha comunque cercato di giocare senza pensare
troppo a difendersi o al risultato finale. La seconda
frazione di gioco dunque non regala troppe emozioni
e le altre reti dell’Alta Tensione servono solamente
per le statistiche. Bordino e Orrù M. trovano la
doppietta personale, oltre alle reti di Stano, con un
bella conclusione dal limite, Burtaccio e Lercara.
Per l’Atletico le poche conclusioni verso la porta
fc alta tensione
avversaria, ad opera dei positivi Russo e Di Francesco, passione che entrambe le formazioni hanno messo
hanno sempre trovato pronto Timorati. Il fischio in campo in questa lunga cavalcata terminata sotto
finale sancisce così il trionfo nella Sud Americana un caldo quasi estivo di una domenica di maggio.
per Orrù e compagni. L’Alta Tensione corona così
una stagione da urlo, verso nuovi obiettivi e nuovi
Alessio Bianco
stimoli, senza mai dimenticare il divertimento e la
Atletico Vinovo
le pagelle
Ma il capitano è l’ultimo ad arrendersi
continuando comunque a giocare anche con
il risultato compromesso. Stoico.
Rossi 6: Cerca di soprendere la difesa
avversaria nelle corsie laterali e ci riesce bene
soprattutto ad inizio gara. Con l’inferiorità
numerica è costretto a maggiori compiti di
copertura. Tuttofare.
Ruggia D. 6: Prova a contenere in fase
difensiva gli spietati avversari con chiusure e
anticipi semplici ma efficaci. Sicuro.
Ruggia S. 6:: Il suo fallo di reazione costa
caro alla squadra che è costretta a giocare
per quaranta minuti con un uomo in meno.
Rimandato.
Russo 6: Prova a giocare palla terra con i suoi
compagni, soprattutto con le corsie laterali.
Insieme a Di Francesco cerca qualche timida
conclusione verso la porta avversaria senza
però trovare fortuna. Generoso.
Ciocca 6.5: Una finale sfortunata per il
portierone vinovese che è costretto a subire
troppe reti senza che lui ne abbia colpa,
anzi è bravo a fermare più volte gli avversari
evitando un passivo maggiore. Impegnato.
Di Francesco 6.5: Dopo una stagione da
record, il bomber dell’Atletico non trova
troppa fortuna nella finalissima anche a
causa della situazione di svantaggio della
sua squadra. Ma insieme a Russo prova ad
impienserire un perfetto Timorati. Non si
arrende.
Minetti 6,5: Nonostante la sua generosità in
fase di copertura, non riesce ad invertire la
rotta di una finale maledetta. Ci prova,
Mosca 6,5: La stagione della sua squadra si
chiude con una sconfitta oltremodo punitiva
per i valori espressi durante tutto il torneo.
Alta Tensione
fermare pericoli come Russo e Di Francesco.
Maiuscolo.
Bordino 8: Eccellente interprente nella fascia Orrù M. 8.5: Così come nel resto della
centrale del campo, la doppietta di questa stagione, il capitano dell’Alta Tensione fa
partita premia la sua determinazione quanto sentire la sua presenza in mezzo al campo, sia
la sua classe sul campo, oltre ad una stagione come terzo difensore aggiunto quanto come
primo giocatore ad inserirsi in attacco. La sua
da protagonista. Stella.
è un premio per una stagione che
Burtaccio 7.5: Con la rete di oggi raggiunge la doppietta
ha visto trascinare la sua armata giallonera
doppia cifra in stagione, premiando così il suo lo
conquista del Corinthias e di questa
apporto alla squadra anche entrando in corso alla
prestigiosa coppa.
d’opera. Subito in gara.
A. 7.5: Nonostante i pochi minuti
Conte 8.5: Una stagione ad altissimi livelli Orrù
questo match, il suo apporto durante
per il bomber dell’Alta Tensione coronata di
questa
lunga ma vincente stagione è stato
con una doppietta in questa finale. Cerca importante
spesso la profondità provando a sorprendere squadra. per la conquista dei trofei. Uomo
in velocità la retroguardia vinovese per poi
approfittare degli ampi spazi nella seconda Sacco 7.5: Anche lui decisivo nella rincorsa
frazione per servire precisi assist per i a questo ambito trofeo, può festeggiare
insieme ai suoi compagni un nuovo successo
compagni. Goleador.
Di Gregorio 8: Un muro davanti alla porta, con dopo il Corinthias. In forma.
perfetti interventi difensivi chiude qualsiasi Stano 8: Sempre pericoloso sulla fascia
velleità offensiva ai sfortunati avversari. Wall. laterale, i suoi inserimenti mettono in
gli esterni avversari costretti a
Fiorellino7.5: Contribuisce anche lui, difficoltà
soprattutto nella seconda parte di gara, al chiudere in marcatura su di lui. Incursore.
trionfo del team in questa finale con giocate Timorati 8.5: Una partita perfetta per
l’estremo difensore giallonero, un muro
semplici ma sempre efficaci. Preciso.
nella porta dell’Alta Tensione.
Lercara 8: Insieme a Di Gregorio forma un duo invalicabile
difensivo davvero di alto livello riuscendo a Saracinesca.
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calcio a 7
pagina 15
FA Cup c7 – Sotto questo sole bello giocare ma c’è da sudare…
I CANNONI HANNO FATTO BANG!
La rete di Russo nel finale regala la coppa ai rossoblu
as tronzi
Vietti
1-2
AS TRONZI: Baston, Vietti, Filippone,
Giuglardi, Coloca, Screti, Marchese
GUNNERS: Liso, Orlando, Decuzzi, Tosarini,
Yamini, Russo, Damiano, Di Blasi, Messina
orbassano – Trionfo dei Gunners che
con una cannonata per tempo abbattono le
resistenze ‘nemiche’ e conquistano la coppa.
Le due finaliste dell’ Intertoto di calcio a 7
scendono in campo quando la temperatura
sfiora i 32° e il sole è ancora alto in cielo. Le
squadre approffittano di ogni occasione per
dissetarsi e ovviamente ne fa le spese il ritmo
che stenta a decollare. Nonostante questo
i rossoblu vanno subito vicini al vantaggio
con Yamini che colpisce la traversa con un
tiro secco al secondo minuto di gioco. La
risposta dei Tronzi, privi dello squalificato
capotan Gagliardotto, è affidata a Coloca che
si gira e colpisce dal limite dell’area un palo
interno clamoroso. Le emozioni dunque non
mancano nonostante si cerchi di limitare il
dispendio di energie da entrambe le parti. Al
6’ il solito Coloca, attivissimo, va via da solo
in progressione ma conclude altissimo. Al 10’
Tosarini cambia gioco e pesca con un lancio
preciso Messina che prova la conclusione
al volo non trovando lo specchio ma non di
molto. La premiata ditta Tosarini-Messina ci
riprova subito dal calcio d’angolo il regista
rossoblu pesca ancora Messina che schiaccia
troppo di destro, la palla lentamente dopo il
rimbalzo finisce tra le braccia sicure di Baston.
Grande azione al 13’ dei Gunners con Damiano
e Orlando che mandano in porta Yamini ma
la punta spreca alzando sopra la traversa. I
Tronzi con il passare dei minuti si fanno via via
schiacciare dai rossoblu che fanno girar palla
cercando di sfiancare gli avversari che rispetto
a loro giocano in 7 contati senza cambi in una
giornata infuocata. Al 16’ un giocatore rossoblu
in rovesciata riesce a crossare al centro per
Messina che all’ultimo viene chiuso in angolo.
Il laterale dei Gunners riesce spesso e volentieri
as tronzi
gunners
Decuzzi
Russo
in questo avvio a mettere in difficoltà la difesa
gialloblu. Numero di Decuzzi che scappa sulla
destra ma poi sbaglia appoggio per Russo
consentendo la chiusura da parte di Marchese.
Decuzzi entrato a metà primo tempo sembra
dare nuova linfa ai Gunners mentre come già
detto i gialloblu senza cambi paiono sulle
gambe. Proprio Decuzzi al 19’ va al cross ma
la conclusione angolatissima dell’esterno
opposto, Messina, viene salvata sulla linea
da un difensore tra le imprecazioni di mister
Chiorra che se la prende con la sfortuna. A
pochi minuti dall’intervallo i Gunners passano
meritatamente in vantaggio: Tosarini attira
su se steso due difensori prima di scaricare
per l’accorrente Decuzzi che piazza il sinistro
scavalcando Baston. I Tronzi sembrano non
aspettino altro che la pausa per poter rifiatare
e infatti rischiano di capitolare nuovamente
sotto i colpi rossoblu. Messina mette in mezzo
per Decuzzi che riesce solo a sfiorare di testa
senza riuscire a dar forza al pallone, parata
facile per il numero 1 gialloblu. Primo minuto
dopo il rientro in campo e Tosarini prova
subito a chiudere ogni discussione ma il suo
potente tiro esce di poco e si rimane sull’1
a 0. Ripartono davvero forte i Gunners con
Tosarini che nuovamente si libera per andare
alla conclusione, bravo Baston a deviare con
il piede verso il fallo laterale ma la palla è
tenuta in campo da Messina che crossa per lo
stesso Tosarini che a colpo sicuro sul secondo
palo vede la palla sbattere sulla nuca di un
avversario ed uscire. I Tronzi barcollano ma
non mollano e trovano nella prima vera
occasione della ripresa il pareggio. Vietti ruba
palla a metà campo e si invola verso la porta,
i rossoblu temporeggiano troppo consentendo
al centrocampista avversario di arrivare in
zona tiro e segnare. Vietti è sicuramente il più
in forma tra i suoi e con un superbo assist per
Marchese per poco non consente ai suoi di
trovare l’incredibile controsorpasso immediato:
è grandioso nella circostanza Liso che blocca la
sfera sulla linea di porta. Prendono coraggio i
gunners
Tronzi che mescolano le carte spostando il
numero 9 Screti al centro della difesa. Screti
che fino a quel momento da punta si era
visto poco dalla nuova posizione riesce invece
a rendersi pericoloso con una gran azione
terminata con un tiro potente dalla distanza
senza trovare però la porta. Russo perde un
brutto pallone sulla trequarti ma per sua
fortuna non ne approfitta Marchese che
gira sul fondo l’assist di Vietti. Il forcing dei
gialloblu si spegne nuovamente nella parte
centrale della ripresa con i Gunners che grazie
ai due cambi a disposizione e specialmente
con la facilità di corsa di Messina e Decuzzi
sulle fasce torna padrone del gioco. Decuzzi va
vicino alla rete ma il tiro deviato sfila accanto
al palo. Russo serve un pallone d’oro a Di Blasi
che però non se la sente di calciare e permette
ai Tronzi di recuperare e partire in contropiede,
per loro fortuna il passaggio decisivo di Vietti
per Marchese è troppo lungo. Al 16’ coast to
coast di Screti che partendo da lontano può
prendere velocità e diventare inarrestabile,
la bordata del numero 9 gialloblu è alzata in
angolo dall’attento Liso. Replicano i Gunners
con Decuzzi che viene abbattuto al limite: la
punizione di Tosarini è forte ma imprecisa
e così si rimane sull’1 a 1. Altra punizione
dal limite, un po’ più distante questa volta,
Tosarini riesce a far passare il pallone che
deviato diventa insidiosissimo per Baston
che riesce però ad opporsi. Al 22’ la svolta:
Tosarini arriva sul fondo e dalla destra centra
per Russo che di prima spedisce alle spalle
del portiere gialloblu il gol del 2 a 1. Sul più
bello tremano un poco le gambe ai rossoblu
che consentono ai Tronzi di provarci con le
residue energie. Filippone riesce ad andersene
via centralmente ma Tosarini è reattivo
nell’intervenire sul pallone indirizzato per
il solissimo Vietti. Ultima chance dal corner
con Vietti che riesce a colpire ma manda
fuori in precario equilibrio. Triplice fischio che
consegna la coppa ai Gunners!
Mirko Guarene
le pagelle
AS TRONZI
Baston 7 Due parate davvero difficili e
nessuna colpa sui gol. PERUZZI
Vietti 8 Il migliore dei suoi, corre per 50
minuti ed è sempre nel vivo dell’azione.
EROE
Filippone 7 Difensore arcigno che chiude su
tutto e tutti. ROCCIA
Giuglardi 6.5 Punta molto sulla sua velocità
ma fatica a rendersi pericoloso. DEFILATO
Coloca 7 Il fantasista le prova tutta per
creare pericoli alla forte difesa avversaria.
DINAMICO
Screti 6/7 Primo tempo incolore ma si rifà
nella ripresa. LOCOMOTIVA
Marchese 7 Lo cercano molto ma oggi non è
riuscito a fare miracoli lì davanti. PUNTERO
GUNNERS
Liso 8 Determinanti un paio di suoi interventi.
SARACINESCA
Orlando 8 Difensore che non va per il sottile,
dura passare dalle sue parti. MURAGLIA
Decuzzi 8/9 Entra e sblocca la partita, una
manna in giornate come questa avere uno
che corre e gioca con questa grinta. MAN OF
THE MATCH
Tosarini 8+ Suo l’assist per il gol partita,
patisce un po’ il caldo ma anche al piccolo
trotto tocca una marea di palloni. IL MOTORE
YAMINI 7/8 Va subito vicino al gol mail
bomber poi sparisce dalla partita.
APPANNATO
RUSSO 9 Segna un gol verso il finale di
partita che lo rende l’assoluto protagonista
della finale di FA Cup. STAR
Damiano 8.5 Elegante difensore che concede
nulla e imposta con saggezza. IL SAGGIO
Di Blasi 7/8 Fino a quando ha energie si
prodiga nel rincorrere gli avversari, chiude in
deficit di ossigeno. TERZINO
Messina 8.5 Fin dall’inizio è il più attivo dei
suoi, non si dimostra freddissimo sotto porta
ma offre un contributo enorme. INDOMABILE
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calcio a 7
pagina 16
Intertoto c7 – Smart ottima alle Finals e più in generale nella stagione appena trascorsa
THE SOUTHERNS IN CIMA ALL’INTERTOTO
Procopio – Marra solita coppia di funamboli
the southerns
2 Procopio D.
2 Grandelli
Pupillo
5-1
THE SOUTHERNS: Santacroce, Notaris, Procopio
M., Marra, Ferrino, Grandelli, Procopio D., Pupillo,
Cugnasco, Pizzi
THE SMART TEAM: Garofalo, Zanin S., Zanin M.,
Lavezzo, Scalenghe, Marongiu, Ruffino, Marnetto
orbassano – La finale di Intertoto di calcio a 7 è
stata vinta dai rossi The Southerns, la squadra che
ha saputo controllare più a lungo e con maggiore
decisione il ritmo della gara, pur sprecando molte
delle occasioni create, in particolare nel primo
tempo. La beffa che capita a chi costruisce e allo
stesso tempo spreca molto è stata evitata sia per
la costanza della tenuta difensiva, sia perché nella
ripresa i rossi si sono mostrati ben più incisivi e
cinici, passando dallo striminzito e pericolante 1-0
del primo tempo al 5-1 definitivo. Lo Smart Team,
dal canto suo, ha avuto i suoi momenti migliori
a fine primo tempo e nelle primissime battute
della ripresa, quando ha cercato con maggiore
convinzione il pareggio, costringendo Santacroce
ad una serie di difficili, tra i quali un paio di quasi
miracolosi, interventi, fino a mollare gradualmente
nel corso della ripresa, escluso un moto d’orgoglio
verso il triplice fischio. Il gioco dei rossi è ruotato
sull’asse centrale Procopio Domenico-Marra,
intorno al quale tutti i componenti della squadra
si sono resi partecipi alla manovra, che è così
diventata presto estremamente avvolgente e
difficilmente contrastabile. Vivaci anche le due
ali, in particolare Grandelli, protagonista della
ripresa e funambolico pendolino particolarmente
in confidenza con il dribbling. Il calcio champagne
dei sudisti è stato parzialmente vanificato dal
fatto che la brillantezza mostrata nel costruire le
azioni non è stato accompagnata da un altrettanto
brillante concretezza al momento del dunque, con
tiri qua fiacchi e là imprecisi, e là ancora sfortunati
(senza dimenticare i riflessi del sempre attento
Garofalo), che hanno reso la squadra un po’ una
bella incompiuta, almeno per quanto riguarda i
primi 25 minuti. Le cose, comunque, si sono messe
subito bene per i baldanzosi rossi, in vantaggio
già al 2’, grazie ad un’invenzione di Procopio:
dribbling a rientrare e sinistro dritto all’angolino.
I minuti successivi vedono Domenico Procopio,
Marra e Grandelli dialogare e giocare a loro
piacimento nei territori della trequarti avversaria,
arrivando con frequenza al tiro. Lo Smart prova a
rispondere, ma la sua manovra solo raramente
trova gli sbocchi giusti. Questo almeno fino alla
seconda metà del tempo, quando gradualmente
the smart team
the smart team
Zanin S.
si ristabilisce un certo equilibrio, e quando la
retroguardia bianca riesce a prendere le misure ai
sempre temibili giocolieri rossi. I bianchi prendono
un po’ di coraggio e si rendono pericolosi in una
manciata di occasioni. Santacroce però annulla
prima la deviazione di prima di Marco Zanin, poi
, con un coefficiente di difficoltà ancora più alto,
si supera su Lavezzo lanciato a rete, mentre per
la troppa fretta Marco Zanin non approfitta di un
avventuroso fraseggio orizzontale dei difensori
avversari cercando un pallonetto che si spegne
lontano dalla traversa. Se la seconda parte è stata
più combattuta, nel complesso i Southerns si
sono mostrati a tratti più brillanti, e comunque in
generale messi meglio in campo.
Ad inizio ripresa, vista anche la crescita dei bianchi
di fine primo tempo, sarebbe lecito per i Southerns
temere il fatto che le tante occasioni sprecate
presentino il conto al destino, e che il poco cinismo
diventi una zavorra pesante da portare; anche
perché il primo spavento arriva quasi subito, con
Ruffino che imbecca in profondità Marongiu,
fermato solo dalla tempestiva uscita di piede
di Santacroce. Dopo i primi minuti di relativo
equilibrio, all’8’ però arriva il 2-0 che scaccia i
fantasmi in casa dei rossi: Procopio, da destra,
cambia sapientemente gioco trovando l’accorrente
Ferrino, il quale accelera saltando Lavezzo e
guadagnando il fondo; preciso poi il suo tocco in
mezzo per il tap-in d’esterno del veloce Grandelli.
Dopo una deviazione di prima, da posizione
favorevole, di Marra finita alta sopra la traversa, al
10’ la partita si riapre, grazie alla rete di Stefano
Zanin, imbeccato nel suo inserimento da destra dal
bel cross di Scalenghe: la deviazione di prima non
è facilissima, ma l’esterno è abile nell’indovinare la
traiettoria e la potenza giusta. Il riavvicinamento
però dura poco, poco più di un minuto: all’11’
Grandelli conferma il suo ruolo di protagonista con
un goal bello soprattutto nell’ottima preparazione
più che nella conclusione in sé: l’ala è bravissima
a difendersi dall’assalto di tre difensori e a riuscire
comunque a trovare lo spiraglio per il tiro, preciso
ma non irresistibile, e soprattutto inaspettato e
improvviso, che così sorprende Garofalo, in grado
solo di deviare vanamente. Al 15’ la gara viene
quasi totalmente chiusa con la rete del 4-1, a firma
questa volta di Domenico Procopio, il quale ancora
una volta mette in mostra le sue capacità di saltare
l’uomo e di tenersi il pallone incollato ai piedi. Il
numero 7, come nell’occasione dell’1-0, riceve il
pallone sulla fascia e si accentra con un dribbling
a cui segue un potente sinistro che inesorabile si
the southerns
insacca nelle vicinanze del primo palo. A questo
punto, lo Smart Team è un po’spaesata dai colpi
subiti, e lascia spazio alle cavalcate avversarie
senza però riuscire a creare pericoli che possano
far pensare ad un improvviso rientro nei giochi.
Da notare lo scatto da centometrista con cui
Ferrino percorre metà campo, prima di mettere in
mezzo un pallone leggermente troppo lungo per
Pupillo. Nonostante un moto d’orgoglio bianco
nel finale, sono ancora i The Southern a rendersi
pericolosi, sfiorando più di una volta il 5-1, che
arriva proprio al 25’, con Pupillo solo in mezzo
all’area e pronto alla deviazione con la quale può
scrivere il suo nome nel tabellino dei marcatori.
Edoardo Peretti
le pagelle
THE SOUTHERNS
SANTACROCE 8: a lungo quasi inattivo, non
si fa sorprendere dal ritorno dei bianchi,
annullando i loro sforzi con una serie di
ottimi interventi e qualche coraggiosa e
tempestosa uscita. In fin dei conti, decisivo
UOMO RAGNO
NOTARIS 8: gara senza sbavature e precisa
nelle chiusure, parte di una coppia di centrali
affiatata e sempre sul pezzo. Non si tira
indietro quando c’è da impostare. FERMARSI
ALLO STOP
PROCOPIO M. 8: dalla sua parte si passa con
difficoltà e raramente. Anche lui concede
pochissimo. INCROCIO PERICOLOSO
MARRA 8: è fondamentale nell’indirizzare il
gioco, e si entusiasma quando può dialogare
con i compagni di trequarti. Manca un
po’ di pepe al momento del tiro, ma è il
primo organo vitale della squadra. CENTRO
DIREZIONALE
FERRINO 8: si fa vedere per un paio di
prepotenti cavalcate sulla fascia, ma da
inizio alla fine controlla con allo stesso
tempo grinta e intelligenza la zona di
sua competenza. Sua l’azione del 2-1.
PENDOLINO
GRANDELLI 8,5: già nel primo tempo si nota
per la fantasia con cui costruisce azioni e
opportunità per sé e per i compari. È nella
ripresa che però esplode, non solo per la
doppietta. FUNAMBOLO
PROCOPIO D. 8,5: apre le danze, si crea e
crea occasioni per bissare, e nonostante
la poca freddezza in certi momenti,
rimane costantemente al centro della
manovra, capace di accelerare il ritmo a suo
piacimento. GIOCOLIERE
PUPILLO 7,5: un goal realizzato e qualche
goal sfiorato, e la capacità di creare un senso
di minaccia imminente e costante, anche
aldilà dell’effettiva caratura della sua prova.
TEMIBILE
CUGNASCO 8: abile sia nel sostenere la
manovra che nel coprire, fa tutto ciò che deve
fare nella fascia di riferimento, anche a costo
di essere poco appariscente. LOTTATORE
PIZZI 7: chiamato in causa, è perfettamente
inserito negli schemi della squadra
CARATTERISTA
THE SMART TEAM
GAROFALO 7,5: tiene a galla la nave fin che
riesce, esaltando in più di un’occasione i
suoi riflessi. Poi, si arrende, con qualche
responsabilità però solo sul 3-1. FIN CHE PUÒ
ZANIN S 7: tra i migliori dei suoi, non solo per la
non facilissima deviazione del momentaneo
e illusorio 2-1, ma per l’impegno che mette e
la costanza tattica che mai viene meno. Prova
a prendere le misure ai funamboli avversari,
più che altro soffrendo STOICO
ZANIN M. 7: con qualche buona invenzione
e qualche pericolo creato, prova a spingere
e ricaricare i suoi, con risultati alterni. Alla
fine un po’ anche lui tira i remi in barca.
RESISTENTE
LAVEZZO 7: protagonista di alcune delle
opportunità migliori e di una serie di belle
aperture, anche lui prova a ritrovare i fili
aggrovigliati del discorso, riuscendoci a tratti.
Significativo che quando gira lui gira l’intera
squadra. CI PROVA
SCALENGHE 7: autore del bel cross del 2-1,
alterna momenti di sofferenza ad altri di una
certa incostante incisività. Vede un po’ i sorci
verdi in fase di copertura. CORAGGIOSO
MARONGIU 6,5: terminale offensivo poco
servito e raramente in grado di mostrarsi
pericoloso, dà il meglio come pivot e sponda
per i compagni ISOLATO
RUFFINO 6,5: partita non particolarmente
incisiva, anche nei momenti migliori della
squadra, nonostante qualche buon pezzo.
ALTALENANTE
MARNETTO 7: partecipa ai destini della
squadra, solita ottima tecnica e visione di
gioco. REGISTA
magazine
ABSOLUTE
calcio a 7
pagina 17
Confederations - Biancoverdi secondi a testa alta
VIKING PADRONI DELLA CONFEDERATIONS
Voci espulso e i vichinghi dilagano a cinque dalla fine
viking
Scherma
Cavagnero
2 Drazza
Parrino
5-1
VIKING: Pin, D’Alcalà L., Drazza, Scherma,
Cavagnero, Intermite, Goria, Chiricosta,
Gioacchino, Parrino, D’Alcalà M., D’Alcalà F.
CITIZEN: Rizzi A., Voci, Zgarian, Giuliani
A., Rizzi S., Giuliani F., Musumeci, Di Fiore,
Accossato.
orbassano – Dopo aver dominato per
l’intera stagione nel Fluminense e abbandonato
i Play Off solamente ai quarti di finali a ai calci
di rigore ecco arrivare la degna conclusione
per lo squadrone creato ad arte da Luca Pin. I
Viking, creatura sfornata dal portierone black e
dai suoi vecchi compagni del rettangolo verde
ridotto più qualche innesto di qualità del Villa
Tana, portano a casa un titolo importante e
dovuto a fronte della grande stagione appena
conclusa.
Cinquina che sa di schiaffo ai Citizen di
Alessandro Rizzi, penalizzati dall’ingenua
espulsione per proteste di Voci a metà ripresa,
perchè fin lì i biancoverdi sono impeccabili in
una finale dura ai limiti del regolamento ma
ben salda tra le mani del direttore di gara.
Confederations contesa quindi tra organici
d’alto livello quest’anno, tra quella che alla
vigilia poteva essere una papabile vincitrice
del titolo Absoute c7 e una sorprendente new
entry che fa il suo esordio nella kermesse con
il secondo posto nel Palmeiras e una finale di
coppa.
E’ facile dunque immaginare la caratura di un
match tecnico e veloce come questo con i Viking
a costruire palla a terra grazie alle geometrie e
alla fantasia del solito Drazza, miglior giocatore
e capocannoniere del Fluminense, che ancora
una volta mostra il talento naturale del suo
destro, un gol e suo l’assist per lo sfortunato
autogol di Giuliani. Chiricosta, gioiello del
Villa Tana, da quel qualcosa in più sul piano
della qualità e la squadra grazie a lui gira in
maniera fluida e armoniosa a cui si aggiunge
la velocità devastante di Parrino, ex Fragoline
di Bosco, sempre nel vivo del gioco con giocate
eccellenti. La cristalleria Viking vanta anche
altri due pezzi pregiati del Villa Tana nonchè
citizen
citizen
Di Fiore
campioni Absolute c5 nel 2013, ovvero
Intermite e Gioacchino. I due santenesi giocano
come meglio sanno fare con razionalità ed
esperienza a completare l’assetto medio basso
con il trio D’Alcalà, un mix di grinta, carattere
e polmoni. Cavagnero dal suo canto conferma
ancora una volta di essere un cannoniere
eccezionale dal killer instinct inconfondibile
così come è fondamentale il lavoro di Goria a
supporto della manovra.
Partita convincente anche quella dei Citizen
che tengono botta alle conclusioni dei Vikings
soprattutto grazie alle parate fondamentali
di capitan Rizzi, sempre pronto e reattivo
quando interpellato. Zgarian fa valere il fisico
a capo della difesa insieme ad Accossato
che per l’occasione preferisce partire dalla
retroguardia, buona gara ma sono mancati i
suoi gol. Cosa che viene a Di Fiore su punizione
a poche battute dal fischio d’inizio e che tiene
in vita i biancoverdi fino all’espulsione evitabile
di Voci sull ‘1-1 a metà ripresa. I fratelli Giuliani
fanno girare bene la squadra con passaggi
semplici e ben misurati al pari dell’importanza
in mezzo al campo di Stefano Rizzi a dettare
con i giusti tempi le manovre di gioco.
CRONACA - Match sbloccato dopo due giri di
lancette dalla punizione deviata di Di Fiore a
beffare uno spiazzato Pin, 1-0 Citizen. I Viking
si riversano nella trequarti biancoverde a
trovare la giusta soluzione per trovare il pari.
Drazza e Chiricosta ci provano dalla distanza
ma Rizzi è insuperabile e mantiene il vantaggio
dei Citizen. Stefano Rizzi sembra il più ispirato
e guida in velocità la squadra in contropiede
portando alla conclusione i fratelli Giuliani
in più occasioni ma il risultato non cambia
fino al pareggio di Scherma al 20’ che riesce
finalmente a superare l’estremo biancoverde
da distanza ravvicinata.
Nella ripresa il canovaccio della gara sembra
essere il medesimo. I Viking costruiscono
trame veloci palla a terra con Drazza a trovare
l’imbucata per Parrino e Cavagnero ma la difesa
Citizen è sempre attenta a spezzare il gioco
santenese e a far ripartire le proprie punte.
La Confederations sembra avviarsi verso i calci
viking
di rigore quando al 15’ Voci si fa espellere per
proteste dopo essere appena stato ammonito
giustamente per un fallo su Chiricosta a metà
campo. Episodio che spiana la strada ai Viking
verso il titolo nonostante l’ammirabile stoicità
dei Citizen in inferiorità numerica. Al 17’
Cavagnero non perdona a tu per tu con Rizzi,
piatto destro all’angolo basso. Un minuto
più tardi Drazza porta a spasso la difesa dei
Citizen per poi depositare la sfera oltre la linea
e Parrino insacca il 4-1 al 20’ in contropiede
su assist di Cavagnero. Tre minuti, tre gol
che mettono in ginocchio i biancoverdi e le
ambizioni di vittoria, seppellite ulteriormente
dall’autogol beffardo di Giuliani su cross di
Drazza allo scadere.
Finisce in una mezza goleada la finale per i
Viking che soffronoo fino al cartellino rosso
inflitto ai Citizen sebbene le occasioni più
importanti siano passate dai loro piedi. Gli
episodi condizionano le parti, ma bisogna
saperne cogliere l’utilità e i blacks di Pin
lo fanno alla perfezione giustiziando i
biancoverdi in tre minuti e portando a casa
la coppa.
Peccato per la batteria di Rizzi e per le
occasioni create nell’arco dei cinquanta
minuti. I Citizen comunque debuttano alla
grandissima nel panorama Absolute e viste
le premesse ci si aspettano grandi cose nella
prossima full season.
Fabrizio Giangualano
le pagelle
VIKING
Pin 7: uno dei migliori portieri Absolute di
sempre, altra finale di spessore, il combo
funziona. Storia.
D’Alcalà L. 7: grinta da vendere, non lascia
un metro agli avversari, coriaceo a capo della
difesa. Colonna.
Drazza 7.5: i suoi dribbling rapidi e le sue
geometrie fanno ammattire i biancoverdi,
un gol e mezzo per lui. Playmaker.
Scherma 7: trova un gol importante a fine
primo tempo, serviva un difensore per
sbloccare i Viking. Offensivo.
Cavagnero 7.5: quando la classe non è acqua,
entra nella ripresa con tanto di gol e assist.
Micidiale.
Intermite 7: dà il cambio in difesa e guida
la squadra con carisma sebbene sia tra i più
giovani in rosa. Personalità.
Goria 7: infaticabile a tutto campo, non
perde mai di vista il pallino del gioco. Sul
pezzo.
Chiricosta 7+: giocatore che sa spaziare
dal terzino aggiunto in fase di copertura al
trequartista in quella d’attacco. Totale.
Gioacchino 7: quantità e qualità in mezzo
al campo, tutto quello che serve ad un
centrocampista moderno. Completo.
Parrino 7.5: non lo conosciamo oggi, il suo
talento è cosa indiscussa, partenza a rilento
per poi esplodere nella ripresa. Albori.
D’Alcalà M. 7: gara importante per il laterale
black che esce alla grande dalla finale.
Funambolo.
D’Alcalà F. 7: entra nella ripresa a dar
appoggio in fase difensiva e lo fa al meglio
alleggerendo efficacemente la pressione.
Prezioso.
CITIZEN
Rizzi A. 7.5: praticamente insuperabile nel
primo tempo, nel secondo cede all’inferiorità
numerica. Guantoni.
Voci 6: mezzo voto in meno ovviamente per
l’inutile cartellino rosso rimediato a metà
ripresa, fin lì partita più che buona. Ingenuo.
Zgarian 6.5: difensore dalla mole importante
e la fa sentire agli attaccanti di Pin. Colosso.
Giuliani A. 6.5: ha sui piedi un paio di
occasioni ghiotte per allungare sui Viking ma
le sciupa. Volontà.
Rizzi S. 7: il più lucido tra i biancoverdi,
prende palla e imposta per i compagni,
non trova il gol ma le sue idee sono ottime.
Cervello.
Giuliani F. 6.5: come il fratello, si trova in
condizioni per poter assestare il colpo ma Pin
è insuperabile. Impegno.
Musumeci 6.5: buona partita di spinta per il
laterale di Rizzi che si fa trovare puntuale sul
fondo per poi provare l’imbucata. Pendolino.
Di Fiore 7: suo il gol d’apertura che tiene
vive le speranze dei Citizen, buona gara sul
corridoio di sua competenza. Caldo.
Accossato 6.5: sono mancati i suoi gol, la sua
incisività in area nemica, tuttavia niente male
in fase di copertura. Eclettico.
ABSOLUTE
magazine
calcio a 7
pagina 18
Mitropa c7 – Catanese e l’Nrg ci provano ma nella ripresa è festival orange
IL DRINK SI BEVE DENTRO LA COPPA
Lepri imprendibile, villastellonesi in delirio
nrg
Catanese
2 Fratamico
Fierro
4-8
FC BOSCHETTO: Visconti, Ferrino F., Colarelli,
Favale, Ferrino L., Lorusso, Saddi, Sartorello,
Vicenzutto
FN DON BOSCO CASELLE: Corradi, Barale,
Catrambone, Desiderio, Marcello, Morelli, Pilone,
Rodasta, Rosano, Varga
orbassano – Il caldo torrido del primo
pomeriggio, e la latitanza di zone ombreggiate,
non hanno impedito che la finale della Mitropa
Cup tra NRG e Drink Team sia stata una gara
combattuta e divertente, nonostante gli
inevitabili e giustificabili ritmi un po’ bassi di certi
momenti. A spuntarla gli Orange del Drink Team,
con merito soprattutto per la maggiore continuità
dimostrata, e per un abile gioco collettivo basato
sulla velocità degli scambi e degli inserimenti, con
Lepri punto di riferimento avanzato, Chiricosta,
Intermite e Solla interpreti in particolare forma.
Così, gli arancioni hanno presto messo la partita
sotto il loro controllo, mostrandosi in grado anche
di non crollare ad inizio secondo tempo quando
sono stati rimontati dall’orgoglio dell’Nrg. Gli
azzurri, invece, si sono affidati soprattutto al
controllo territoriale e ai lanci lunghi a cercare
Fratamico, punta spesso isolata a combattere
contro i centrali, o gli inserimenti del fantasista
Catanese, il più pericoloso e decisivo dei
suoi, capace con le sue invenzioni di rompere
l’equilibrio sfavorevole. Per lunghi tratti, con
l’eccezione del periodo a cavallo tra i due tempi,
però questo gioco si è mostrato un po’ troppo
sterile in fase offensiva. I primi minuti sono di
studio, con le squadre che preferiscono tenere le
energie in dispensa per il prosieguo della gara e
per i momenti più decisivi. Il Drink Team pare un
po’ più propositiva e organizzata, ma in questo
inizio manca un po’ di concretezza e precisione
nell’ultimo passaggio decisivo. Dall’altra parte,
Catanese mostra già in queste prime battute di
essere in forma, creandosi un paio di opportunità
con delle tenaci ed eleganti serpentine, rese vane
da tiri sfortunati o deboli. La partita cambia, non
solo nel risultato, ma soprattutto nel ritmo e nella
spettacolarità, all’8’, quando sale in cattedra
con prepotenza colui che sarà protagonista
implacabile e decisivo: Lepri. La punta riceve
palla nei pressi del vertice sinistro dell’area, punta
l’uomo e lascia partire un imprendibile diagonale
di sinistro che si insacca nell’angolino più lontano.
Un minuto dopo è ancora Lepri ad andare a
segno, questa volta con l’eleganza di una bella
girata al volo di sinistro, da fuori, sugli sviluppi
di un calcio d’angolo respinto dalla difesa. Il tiro
è bello tanto quanto imprendibile, e impreziosisce
nrg
drink team
Lepri 6
Chiricosta
Solla
la performance della punta. L’Nrg fatica a creare
occasioni, anche per la precisa prova di Cosmano,
Leonardi e Cavaliere, custodi della retroguardia
e precisi nell’annullare gli effetti di molti lanci
lunghi cercati dagli azzurri. Fa eccezione, al 12’, il
bel lancio di Fierro che indovina l’inserimento del
solito Catanese: il numero 10, poi, fa il resto con
un non facile controllo e con un dolce pallonetto
che scavalca Appendino, riportando così i suoi
in gara. I propositi di rimonta però non hanno
fatto i conti con Lepri, il quale, già al 15’, può
portarsi il pallone a casa: azione insistita sulla
destra, assist di Chiricosta e rasoterra di prima
dal limite della punta che, ancora una volta, si
insacca all’angolino. Gli Orange hanno ancora
un paio di occasioni per segnare – da segnalare
un intervento decisivo di Fratamico e un palo
scheggiato da Basile -, aumentando, ancora,
la pressione, anche a causa della distanza tra i
reparti dell’Nrg. Nrg che però ha un colpo d’ala
verso la fine del primo tempo: Fierro si conferma
assist man con un traversone intercettato da
Fratamico, lesto ad approfittare delle poche
distrazioni difensive degli Orange e a non
sbagliare da due passi.
La ripresa inizia con un’acrobazia del solito Lepri,
che sfiora la traversa, ma protagonista di questo
inizio ripresa è la formazione in manglia blbu,
che al 3’ guadagna il sudato pareggio: discesa alla
moda di Iniesta di Catanese, assist non agganciato
da Fierro, ma capitalizzato dall’opportunista
Fratamico, il quale, ancora una volta lasciato
solo dalla difesa sbilanciata, non perdona. Inizia
la fase migliore degli azzurri, che sfiorano una
manciata di volte il vantaggio con Catanese
e Gerace. Il Drink Team soffre perché molti, in
queste prime battute del secondo tempo, paiono
giocare più per conto loro che per la manovra
collettiva, punto di forza nel primo tempo: dai
tentativi personali, però, si può trovare anche
l’inaspettato coniglio nel cilindro. È quello che
avviene al 7’, quando Chiricosta, quasi da fermo,
impreziosisce, nel momento peggiore dei suoi, la
sua gara con un sinistro dalla trequarti che toglie
le ragnatele dall’incrocio dei pali. Il 4-3 è un duro
colpo per gli azzurri, i quali pian piano perdono
la baldanza mostrata ad inizio ripresa. Anche
perché al 9’ subiscono il 5-3, pietra tombale
sull’orgoglio e sulle speranze di rimonta: è ancora
Lepri a porre il suo sigillo, questa volta con una
rete, all’apparenza, più facile, che capitalizza una
ripartenza collettiva orchestrata da Chiricosta:
il numero 11 serve Basile, il quale potrebbe
tirare, ma preferisce servire Lepri, il cui tap-in in
scivolata non perdona. L’Nrg a questo punto è
scoraggiata, e non riesce a creare occasioni per
drink team
risalire sul treno della gara. Galvanizzata è invece
il Drink, che macina gioco e occasioni, e che
all’11 raggiunge il 6-3. Autore è – indovinate ancora l’immancabile Lepri: ribattuta dalla difesa
orange che diventa un lancio un po’ casuale, il cui
rimbalzo malandrino spiazza Pozzi, ma non il
numero 5. Il suo sinistro di prima è precisissimo
nel raggiungere l’angolo più lontano. A questo
punto, complice probabilmente anche l’afa
che certamente non aiuta chi deve rimontare,
la partita è chiusa, e si affida all’inerzia per
arrivare al 50’. C’è gloria anche per Solla, autore
di una gara preziosissima: il suo sinistro da
fuori, guadagnato con una finta a rientrare sul
marcatore, al 17’ porta il risultato sul 7-3. Al
18’ Lepri arricchisce il suo bottino personale
facendosi trovare libero e pronto a due passi
dal portiere al termine di una rutilante azione
collettiva conclusa dal traversone di Intermite. La
gara, con la difesa azzurra con bandiera bianca
alzata, lascia comunque spazio per un moto
d’orgoglio della Nrg: a trainare i suoi il solito
Catanese, protagonista di un’altra discesa sulla
sinistra, e a concretizzare Fierro, questa volta
pronto a vestire i panni del finalizzatore. Termina
così, sull’8-4, una gara vinta meritatamente
dagli Orange, e che neanche il caldo torrido ha
impedito che fosse emozionante come copione
di una finale richiedeva.
Edoardo Peretti
le pagelle
NRG
nonostante qualche bel lancio e un discreto
GERACE 6,5: si oppone quando e come può, lavoro di contenimento. METRONOMO
anche compiendo qualche bella parata. FIERRO 7,5: lotta e corre dall’inizio alla fine;
Resistenza vana ma comunque meritoria. non sempre è lucidissimo, ma indovina
BRACCIA LARGHE
qualche bel lancio e si fa notare come assist
POZZI 7: potrebbe non sembrare, visto il man, riuscendo anche a segnare il goal
risultato, ma, nonostante l’implacabile dell’8-4. CAPARBIO
Lepri, la sua è stata una buona gara, ricca CATANESE 8: è il più talentuoso e fantasioso
di interventi importanti e contrasti vinti, dei suoi, l’unico che pare davvero in grado
almeno fino al 6-3. Sì, MA…
di rompere l’equilibrio sfavorevole con
SCUCCATO 6,5: non ha il compito facile di discese palla al piede e serpentine. Un po’
contenere Chiricosta, ma a tratti riesce a discontinuo, bella ed elegante la rete del
farsi valere e limitare i danni; un po’ più 2-1. ALBERTO TOMBA
discontinuo il suo apporto alla manovra. Per FRATAMICO 7,5: lotta a sportellate contro
scelta e soprattutto per necessità, è un po’ i difensori, spesso, essendo troppo isolato,
troppo prudente. SOLDATINO
vanamente. Spreca qualche buona
DITANO 6,5: regista basso e filtro tra i opportunità, ma esalta il suo opportunismo
reparti, dopo un buon inizio si perde un po’, con una doppietta. OPPORTUNISTA
DRINK TEAM
APPENDINO 7: non viene spesso chiamato in
causa, ma è capace di farsi trovare attento
se serve. Preciso nelle uscite, non può nulla
sui goal e un paio di parate nel momento
più duro permettono ai suoi di rimanere in
vantaggio. PRONTO
COSMANO 8: custode della retroguardia,
concede pochissimo; molti lanci lunghi
diventano sue prede. Poche distrazioni e
attenzione costante. SARACINESCA
LEONARDI 8: vale la stessa cosa di cui sopra.
Resiste al momento meno brillante dei suoi
concedendo poco, e si fa trovare sempre
pronto. VETRINA ABBASSATA
SOLLA 8,5: faro del centrocampo, è un
metronomo che coordina la manovra
con risultati più che apprezzabili, e
trovando anche un bel goal dalla distanza.
COORDINATORE
INTERMITE 8: è perfettamente inserito
negli schemi della squadra, sapendo anche
sacrificarsi. L’unica pecca è che a volte latita
un po’ nella precisione. PENDOLINO
CHIRICOSTA 8: una sua magia dalla distanza
interrompe il periodo più sofferto dei suoi
e riporta in direzione Orange i binari della
partita. A parte questo, è vivace protagonista
della fascia. MAGO MERLINO
LEPRI 9: sontuoso, segna di classe, dalla
distanza e di rapina. È il divo della partita.
MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA
CAVALIERE 7,5: è un altro protagonista
dell’encomiabile tenuta difensiva, in
particolare nel primo tempo. UTILE
BASILE 7,5: impreziosisce la sua gara con
una serie di sgroppate nella ripresa e con
una buona visione di gioco: un paio di assist
importanti. SEMPRE PRONTO
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calcio a 5
pagina 19
Finale 3° - 4° posto Hospital Cup - Finalina dalle mille emozioni
REAL RX SUL PODIO DI MISURA
La Laddomada’s Band esce vincitrice
real rx
5 Laddomada A.
2 Savasta
7-6
REAL RX: G.Laddomada, Gallo, Pace, Scatigna,
A.Laddomada, Savasta
ATLETICO DESPERADOS: Donofrio, Soria, Barba,
Enrici, Conti, Armillei
torino – La finale 3° - 4° posto dell’Hospital
Cup, tra Atletico Desperados e Real RX ha avuto sia
l’atmosfera rilassata di una sfida tra amici, sia il furore
e i botta e risposta dei Real-Atletico che infuocano
Madrid; in particolare in un secondo tempo che,
soprattutto nella prima parte, ha lasciato poco
tempo per respirare e per metabolizzare eventuali
vantaggi e svantaggi. La partita è stata equilibrata
per tutti i 50 minuti, con alternati momenti di
leggera supremazia di una delle due contendenti:
in generale, nel primo tempo i bianchi dell’Atletico
hanno mostrato un calcio arioso nelle ripartenze
e negli scambi tra Conti e Barba, mentre nella
ripresa gli azzurri del Real hanno messo in campo
una ruspante concretezza, trascinati in particolare
da Aldo Laddomada e da Savasta. A spuntarla,
gli azzurri, bravi a difendere l’ultimo vantaggio
ottenuto a quattro minuti dalla fine, interrompendo
così la serie di momentanei vantaggi svaniti dopo
poco tempo. Ed è di marca azzurra anche l’inizio
della gara, con la prima rete arrivata già dopo un
minuto scarso. Discesa sulla sinistra di Laddomada
e diagonale che l’improvvisato portiere Donofrio
riesce solo a deviare. La partenza col piede
sbagliato non scoraggia i bianchi, che sfiorano
l’immediato pareggio con un rasoterra di Barba che
esalta i riflessi di piede di Giuseppe Laddomada,
e che raggiungono il pari al 4’ grazie ad un’azione
collettiva che non dà punti di riferimento: il pivot
Enrici, mobilissimo, si sposta sulla sinistra e serve
l’inserimento centrale di Barba, il suo tiro trova
l’involontaria respinta di Conti, il quale è fortunato
per il fatto che il pallone sia rimasto lì, e bravo
a far partire un’immediata girata di sinistro che
rimbalza sul palo e sulla schiena del portiere
prima di insaccarsi. In questa fase, è l’Atletico a
mostrare un gioco più arioso ed efficace, basato
sulla capacità di aspettare e sulla continua ricerca di
scambi veloci e improvvisi. Così, già al 6’ il risultato
viene ribaltato, grazie all’opportunismo di Barba
e alla troppa sicurezza di Giuseppe Laddomada: il
portiere, in una delle poche distrazioni della sua
atletico desperados
Atletico desperados
Barba 3
Conti
D’Onofrio
Enrici Baion
gara, intercetta di piede un traversone del numero
9, e indugia troppo nel rinviare, non accorgendosi
del pressing della non doma punta, il cui intervento
ribadisce il pallone in rete. Rete di opportunismo e
di furbizia puri, che apre una fase in cui le occasioni
capitano ricorrenti ad entrambe le squadre,
nonostante il pallino del gioco rimanga in mano
dei bianchi e della loro intesa. Più sporadiche e
affidate ai momenti dei singoli le occasioni blu,
almeno fino a metà tempo, quando la supremazia
territoriale gradualmente si inverte, maturando
così il retroterra per il nuovo pareggio, che arriva
al 22’: sugli sviluppi di un pallone recuperato
a centrocampo, Savasta e Aldo Laddomada
si scambiano una doppia triangolazione, che
spiazza la resistenza altrui e permette al numero
4 di appoggiare a porta vuota con il tap-in che
concretizza l’intesa tra i due giocatori.
La ripresa inizia, ancora, con la leggera supremazia
dell’Atletico, vicino al goal in una manciata di
occasioni nei primi minuti, e con il vantaggio del
Real, arrivato al 5’: è ancora Aldo Laddomada
l’autore, che così si può portare il pallone a casa,
questa volta con una rete velocissima da killer puro.
Riceve palla dal rinvio del portiere e, nei pressi del
vertice destro della lunetta, approfitta dei centimetri
lasciati dal marcatore per girarsi improvvisamente e
far partire un diagonale implacabile a mezz’altezza.
Il 3-2 è la miccia che incendia la già vivace partita.
Gli schemi implodono e gli attaccanti, per qualche
minuto, si trovano continuamente davanti alla
porta. Il risultato in 6 minuti passa dal 3-2 al 5-5.
Già al 7’ Barba e Conti confermano la loro intesa
con un dialogo che permette a Barba, su assist
molto intelligente di Conti, di trovarsi con la porta
spalancata per il tap-in del 3-3. Barba e Donofrio,
tornato fuori dai pali nei territori che gli competono,
hanno subito una doppia opportunità, annullata
però dalla doppia respinta di Giuseppe Laddomada.
Portiere che nulla può al 7’, quando la difesa azzurra
è impreparata su un lancio arrivato dalle retrovie
che trova Barba lì appostato, come un predatore
in attesa della preda, e pronto a mostrare la sua
freddezza davanti al portiere. Tempo a malapena di
battere a centrocampo, e Aldo Laddomada si prende
la squadra sulle spalle incuneandosi di forza tra gli
avversari schierati. Per il goal successivo, c’è tempo
real rx
giusto per qualche passaggio, fino a quando il
pallone non arriva a Enrici, bravo a difendere palla
aspettando l’inserimento sulla sinistra di Donofrio,
il quale conclude con un potente diagonale
siglando il 5-4. Un minuto scarso, e il vantaggio
svanisce di nuovo: questa volta è il turno della
difesa bianca di trovarsi sbilanciata e spiazzata,
permettendo a Savasta e al solito Aldo Laddomada
di essere liberi a dialogare nei pressi della lunetta,
fino al facile appoggio del numero 4. Le due difese
sono un po’ sballottate, ma il temporale di goal per
qualche minuto ora si placa. La giostra riprende a
girare al 15’, quando Enrici, nei pressi della linea di
fondo, serve a rimorchio Conti, permettendogli di
esplodere un destro potente e preciso che riporta
in vantaggio i suoi. Vantaggio che però, ancora una
volta, dura poco: al 16’ Savasta riceve palla e resiste
al marcatore allargandosi, fino al momento di
scoccare un potente diagonale di destro. La gara ora
diventa tesa e un po’ confusa, e trova il momento
decisivo di svolta al 21’, con la rete del definitivo
7-6, maturato da una ripartenza veloce orchestrata
da Gallo: difesa bianca ancora un po’ sbilanciata e
Savasta pronto a raccogliere l’invito del compagno
e, senza farsi troppo pregare, insaccare. Il goal è
decisivo, anche perché il Real si butta avanti con
la forza e l’orgoglio ma fatica a trovare spazi per
infliggere il colpo, grazie alla difesa blu ora solida
e galvanizzata dalla vittoria ora dietro l’angolo. Le
occasioni per chiudere il sipario sulla gara capitano
anzi agli azzurri. Solo nell’ultimo minuto l’Atletico
riesce a creare un paio di ghiottissime opportunità
che avrebbero obbligato a ricorrere alla Dea dei
calci di rigore. Barba però trova prima un mezzo
miracolo di Giuseppe Laddomada e, sulla respinta,
il palo, mentre il piatto dal limite di Soria all’ultimo
secondo svanisce non lontano dal palo. Finisce così
con la vittoria del Real una partita divertente ed
emozionante, rilassata nell’atmosfera di fondo
quanto furiosa nel gioco e nei continui botta e
risposta.
Edoardo Peretti
le pagelle
REAL RX
fasi del gioco
G.LADDOMADA 8: troppo sicuro, e un po’ SCATIGNA 7: anche lui incide a tratti,
ingenuo, sul 2-1, si rifà con gli interessi pur poco appariscente, ma anche lui nei
delle parate decisive, tra cui almeno un paio momenti migliori è fondamentale.
molto belle, e con il carisma di chi trascina A.LADDOMADA 9: partita ineccepibile e
continuamente i suoi.
decisiva. Costantemente pericoloso e killer
GALLO 7,5: si fa notare per qualche discesa letale, che siano goal inventati dal nulla o
pericolosa, per un paio di assist e per la goal più d’opportunismo, è il protagonista
visione di gioco: più in affanno in fase della gara
difensiva, ma è importante al momento SAVASTA 8: cresce intorno a metà del
di costruire e di aggredire gli spazi a primo tempo, e diventa quasi irrefrenabile
disposizione
nella ripresa, come folletto velocissimo.
PACE 7: partita a corrente un po’ alternata, Doppietta decisiva. Si trova a meraviglia con
tra momenti più da protagonista e altri più A.Laddomada.
ai margini. Garantisce l’equilibrio tra le varie
ATLETICO DESPERADOS
DONOFRIO 7,5: costretto ad improvvisarsi
portiere, se la cava bene, ma inevitabilmente
dà il meglio quando torna nel suo terreno di
caccia nella trequarti, dove regali momenti di
fantasia e una rete.
SORIA 7: buonissimo primo tempo e
ripresa più di sofferenza. Regge come può
la retroguardia e si fa vedere, con buoni
risultati, anche al momento di impostare.
BARBA 8,5: non dà punti di riferimento
e si trova a meraviglia con i compagni
altrettanto mobili. Segna e sforna assist,
sempre pericoloso, e anche un po’ sfortunato
nonostante i tanti goal fatti.
ENRICI 8: pivot essenziale e regista avanzato
di classe, coordina gli schemi della squadra
e gli inserimenti dei compagni come un
direttore d’orchestra
CONTI 8: veloce e perfettamente inserito nel
furore della gara, è il compagni ideale per
Barba, con il quale dialoga a meraviglia e per
tutti i 50 minuti.
ARMILLEI 7: prova di sostanza e di costanza,
senza particolari picchi. Finisce la gara in
porta, dove nonostante i goal subiti, riesce
anche a farsi valere.
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